# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6dcf8577-2854-5999-8aaa-d00ad7a00680
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.07.2010 D-4334/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4334-2006_2010-07-06.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4334/2006/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Muriel Beck Kadima e Gérald Bovier,
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, alias
B._______,
C._______, alias
D._______,
E._______,
Palestina/Libano,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Esecuzione dell'allontanamento;
decisione dell'UFM del 25 aprile 2005 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4334/2006

Fatti:

A.
Il ricorrente, di origine libanese, etnia palestinese, con ultimo domicilio 
ad F._______, G._______(Libano), ha presentato domanda d'asilo in 
Svizzera il (...).

Nel corso delle audizioni sui motivi d'asilo sostenute in date 30  settem-
bre 2003, 20 ottobre 2003 rispettivamente 22 febbraio 2005, egli ha di-
chiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo, di essere espatriato 
per il fatto di essere ricercato in patria dai parenti di un ragazzo morto  
a causa di un errore medico da lui provocato. Egli è studente infermie-
re e durante il suo lavoro avrebbe somministrato una dose eccessiva 
di farmaci al ragazzo che era giunto in ospedale per un attacco epilet -
tico. I fratelli  del ragazzo deceduto avrebbero aggredito il richiedente 
dicendogli  che avrebbe fatto la  stessa fine. In seguito l'insorgente  è 
stato arrestato dai membri della Lotta Armata Palestinese, ma soltanto 
per calmare i parenti del defunto, visto che egli, ancora in formazione, 
non poteva essere ritenuto responsabile per l'errore citato. Il ricorrente 
è quindi stato rilasciato e avrebbe trovato rifugio presso una zia. Tutta-
via, in data (...), egli è espatriato poiché la sua famiglia lo ha informato 
che i parenti del ragazzo morto lo stavano cercando con insistenza.

B.
La ricorrente, di origine sconosciuta, etnia palestinese, con ultimo do-
micilio nel campo profughi H._______ (Libano), ha presentato doman-
da d'asilo in Svizzera il (...).

Sentita il 17 gennaio 2005 rispettivamente l'8 febbraio 2005 sulle circo-
stanze che l'hanno spinta a venire in Svizzera, ella ha dichiarato, in so-
stanza e per quanto è qui di rilievo, di essere espatriata con lo scopo 
di  raggiungere il  marito e di  poter vivere accanto a lui. La ricorrente 
non ha lamentato problemi personali a giustificazione della propria ri -
chiesta. A dimostrazione della propria identità, la richiedente ha pro-
dotto una tessera di rifugiato palestinese.

C.
Con  decisione  del 25 aprile 2005,  l'Ufficio  federale  della  migrazione 
(UFM,  autorità  inferiore)  ha  respinto  le  domande  d'asilo  suesposte. 
Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento dei richiedenti dalla 

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Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso il  Libano, siccome 
lecita, esigibile e possibile.

D.
Il  25 maggio 2005,  gli  interessati  hanno  inoltrato  ricorso dinanzi  alla 
Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo (in seguito: CRA) 
contro la menzionata decisione dell'UFM limitatamente all'esecuzione 
dell'allontanamento. Hanno chiesto l'annullamento della decisione im-
pugnata e la concessione dell'ammissione provvisoria. Hanno altresì 
presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della di-
spensa dal versamento anticipato delle spese processuali.

E.
La CRA, con decisione incidentale del 22 giugno 2005, ha informato i 
ricorrenti del loro diritto di soggiornare in Svizzera fino al termine della 
procedura di ricorso, rinunciando altresì a richiedere il versamento di  
un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

F.
In data 6 dicembre 2005 è nato E._______, figlio dei ricorrenti, che se-
gue il destino dei genitori nella presente procedura.

G.
Al momento dello scioglimento della CRA, il 31 dicembre 2006, l'incar-
to è stato trasmesso al Tribunale amministrativo federale (TAF).

H.
In data 12 febbraio 2008, il ricorrente, a comprova della propria identi -
tà ha versato agli atti la propria tessera di rifugiato.

I.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sul -
la procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), 
dalla legge sul  Tribunale amministrativo federale del  17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-

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gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

1.2 Il TAF osserva, altresì, che dal 1° gennaio 2007 giudica, in quanto 
sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le com-
missioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi dei 
dipartimenti. Il  giudizio si svolge secondo il  nuovo diritto processuale 
(art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù 
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 
PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

I  ricorrenti  hanno  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore,  sono  particolarmente  toccati  dalla  decisione  impugnata  e 
vantano  un  interesse  degno  di  protezione  all'annullamento  o  alla 
modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA); sono pertanto 
legittimati ad aggravarsi contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 105 vLAsi), alla forma e al 
contenuto dell'atto di ricorso (art. 50 e 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

3.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del TAF 
D-4917/2006 del 12 luglio 2007, consid. 3; PIERRE MOOR, Droit admini-
stratif, vol. II, 2. ed., Bern 2002, no. 2.2.6.5).

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4.
Con  il  gravame  del  25 maggio 2005  non  viene  criticata  la  mancata 
concessione dello  statuto  di  rifugiati,  il  conseguente  rifiuto  delle  do-
mande  d'asilo  e  la  pronuncia  dell'allontanamento,  di  modo  che,  su 
questi punti la decisione dell'UFM del 25 aprile 2005 è cresciuta in giu-
dicato. Infatti,  i  ricorrenti  contestano unicamente  l'esecuzione dell'al -
lontanamento poiché ritenuta non ammissibile rispettivamente non ra-
gionevolmente esigibile. L'esame che segue, pertanto, avrà come og-
getto questo punto.

5.
5.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni dei 
richiedenti come insufficienti a soddisfare le condizioni richieste dalla 
legge per il riconoscimento dello statuto di rifugiati e pertanto all'am-
missione della loro domanda d'asilo. Inoltre l'autorità di prime cure ha 
deciso l'allontanamento dei ricorrenti dalla Svizzera, ritenendone l'ese-
cuzione ammissibile, esigibile e possibile.

5.2 Nel gravame, gli insorgenti sostengono che il loro rientro in Patria 
non sarebbe ragionevolmente esigibile, in quanto troverebbe applica-
zione l'art. 3 CEDU unitamente all'art. 14a cpv. 4 vLDDS, e ciò per mo-
tivi legati alla situazione di grave precarietà in cui vivono i profughi di 
etnia palestinese in Libano. Per conseguenza, l'allontanamento dei ri -
correnti non sarebbe ammissibile e dovrebbero essere ammessi prov-
visoriamente in Svizzera.

6.
Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) 
prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e pos-
sibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di queste condizioni,  
l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr).  
Tuttavia, questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato di colla-
borare all'accertamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (cfr. la sen -
tenza  del  TAF D-3975/2007 del  15 giugno 2007,  consid. 3.4; GICRA 
2005 no 1,  consid. 3.2.2; WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfahrens, 
Basilea  e  Frankfurt  am Main,  1990,  pag. 262). Si  tratta  di  un  tipico 
caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA.

6.1 Quo all'ammissibilità,  peraltro non contestata dai ricorrenti,  dalle 
carte processuali non emergono elementi da cui desumere che l'ese-
cuzione  dell'allontanamento  dei  ricorrenti  in  Libano  possa  violare 

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l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione  federale della Confederazione Sviz-
zera del  18 aprile  1999 (Cost.,  RS 101),  l'art. 33 della  Convenzione 
sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre gli insorgenti in patria al rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento degli autori del gravame è 
ammissibile.

6.2 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà socio-
economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposi -
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 
militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24, consid. 10.1 pag. 215; Sentenza del Tribunale amministrativo fe-
derale [DTAF] 2007/10 e relativi riferimenti).

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6.3 Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti 
se gli interessati concludono a giusta ragione o meno il carattere inesi -
gibile dell'esecuzione del suo allontanamento, tenuto conto della situa-
zione generale vigente attualmente in Libano, da un lato, e la loro si -
tuazione personale, dall'altro. Ciò posto, quanto agli ostacoli all'esecu-
zione dell'allontanamento riconducibili all'art. 83 cpv. 4 LStr, il TAF os-
serva nondimeno che in Libano (Tyro) non vige attualmente una situa-
zione di  guerra,  guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga 
l'insieme della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale  (cfr.  
Sentenza del TAF D-3462/2007 del 12 aprile 2010, consid. 7).

6.4 In caso di allontanamento di fanciulli, l'interesse superiore dei me-
desimi  è  un  elemento  che  deve  essere  preso  in  considerazione 
(cfr. DTAF  2009/28,  consid. 9.3.2;  GICRA  2005  n.  6,  consid.  6.1, 
pag. 57). Il benessere del fanciullo è un elemento di rilievo per l'esame 
dell'esigibilità. In  tale  contesto,  vanno ponderate  tutte  le  circostanze 
che appaiono rilevanti in vista dell'allontanamento (cfr. GICRA 1998 n. 
13, consid. 5e aa, pag. 98 e seg.). Delle difficoltà di reinserimento nel 
Paese d'origine, causate da un'integrazione avanzata del fanciullo in 
Svizzera, possono comportare l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allon-
tanamento dell'intera famiglia (cfr. GICRA 2005 n. 6, consid. 6.2, pag. 
57 e segg. nonché GICRA 1998 n. 31,  consid. 8c ff  ccc, pag. 260 e 
segg.).

6.5 Nella fattispecie, i ricorrenti hanno un figlio di 4 anni. Il TAF è co-
sciente delle difficoltà che questi potrebbe incontrare al suo ritorno in 
Libano. Tuttavia, egli, nonostante sia nato in Svizzera e vi abbia vissu-
to i  primi anni di  vita,  vista la giovane età,  è ancora impregnato del 
contesto culturale e del modo di vita dei suoi genitori, in modo che la 
sua reintegrazione nel Paese d'origine sarà senz'altro facilitata. Inoltre, 
si rileva che E._______ non ha ancora raggiunto l'età della scolarizza-
zione obbligatoria. Ciò significa, da un lato, che il distacco non risulte-
rà eccessivamente traumatico non avendo egli cominciato a frequenta-
re le scuole in Svizzera, e dall'altro, che potrà iniziare e seguire tutto il  
suo percorso formativo una volta ritornato in patria. Inoltre, in questi  
anni, ha senz'altro potuto apprendere la lingua parlata dai suoi genito -
ri, che potrà poi anche imparare a scrivere una volta tornato nel pro -
prio Paese d'origine.

6.6 A queste condizioni, si può affermare, a non averne dubbio, che 
l'allontanamento di E._______ verso il Libano, non rappresenta per lui 

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uno sradicamento completo che potrebbe pregiudicare il suo equilibrio 
e il suo sviluppo futuro. Pertanto, il suo allontanamento dalla Svizzera 
non viola l'art. 3 della Convenzione del 20 novembre 1989 relativa ai 
diritti del fanciullo (RS 0.107).

6.7 Quanto alla situazione personale dei ricorrenti, si rileva che il marito 
ha una buona formazione essendo egli studente infermiere. Egli ha inoltre 
esperienza lavorativa avendo effettuato degli stages in due diversi ospe-
dali in patria (cfr. verbale di audizione del 30 settembre 2003, pag. 2). Dai 
verbali di audizione emerge inoltre che i ricorrenti dispongono ancora di 
una fitta rete sociale in Patria, dove hanno lasciato i genitori e sei fratelli, 
lui, e la madre e cinque fratelli, lei (cfr. verbali di audizione del 30 settem-
bre 2003, pag. 3 e del 17 gennaio 2005, pag. 3). Infine, i ricorrenti non 
hanno, nelle loro allegazioni ricorsuali, preteso di soffrire di gravi problemi 
di  salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (GICRA 
2003 n. 24), e nemmeno da un esame d'ufficio degli atti di causa emerge 
la necessità di una permanenza degli autori del gravame in Svizzera per 
motivi medici. In siffatte circostanze, considerati tutti gli elementi di fat-
to evidenziati, questa autorità ritiene, siccome adempiuti i presupposti  
per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità per i ricorrenti, un adeguato reinserimento sociale nel loro 
Paese d'origine.

Pertanto, l'esecuzione dell' allontanamento dei ricorrenti è da conside-
rarsi ragionevolmente esigibile.

6.8 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv. 2  LStr).  Infatti,  i  ricorrenti, 
usando della dovuta diligenza potranno procurarsi ogni documento ne-
cessario al rimpatrio, oltre a quelli già allegati con la domanda d'asilo. 

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

6.9 Sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione dell'al-
lontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile.  Di 
conseguenza, quanto ai punti avversati, il gravame va disatteso e la que-
relata decisione confermata.

7.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-

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mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

8.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che se-
guono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 
5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripeti-
bili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbra-
io 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

9.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. Il 
succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM, Divisione soggiorno (allegati: incarto  N 456 411 e copia del 

ricorso del 25 maggio 2005, per corriere interno; in copia)
- Sezione della  popolazione,  Ufficio  dei  permessi,  Servizio  rifugiati, 

Bellinzona (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione:

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