# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7e6833a1-131f-5e4b-a3d8-238a023cfa8b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.08.2009 C-5181/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5181-2007_2009-08-24.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5181/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Beat Weber e Madeleine Hirsig, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
patrocinato dall'avv. Giovanni Canepa, Studio legale 
Item & Partners Avvocatura e Notariato,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
14 giugno 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5181/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  (...),  coniugato  con  figli,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1978 al 1982, dal 1983 al 1984, dal 1986 al 
1995,  dal  1996 al  1997 e dal  1999 al  2005 (doc. A 16-4),  solvendo 
regolari  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti e l'invalidità durante tali periodi (doc. A 2-13). Dal 27 luglio 
1999,  è  stato  alle  dipendenze  dell'impresa  B._______  in  qualità  di 
muratore (doc. A 11). Ha interrotto il lavoro il 30 aprile 2002 a seguito 
di un infortunio (incidente della circolazione stradale; doc. A 1). Il  24 
gennaio 2003, ha formulato una richiesta volta all'ottenimento di una 
rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. A 1).

B.
Nel  corso  dell'istruttoria,  l'Ufficio  dell'assicurazione  invalidità  del 
Cantone C._______ (Ufficio  AI)  ha in  particolare  assunto agli  atti  la 
seguente documentazione:

• una  cartella  clinica  unitamente  alla  scheda  di  dimissione 
concernente  il  ricovero  dal  30  aprile  al  10 maggio  2002 
segnatamente  per  frattura  biossea  esposta  avambraccio 
sinistro,  ferita  lacero-contusa  (FLC)  alla  mano  sinistra  con 
avulsione  della  falange  distale  del  pollice  nonché  frattura 
lussazione  astragaloscafoidea  sinistra  con  scuoiamento  del 
calcagno (doc. A 2-10 e B 2-41);

• un  referto  di  esame  RX  (avambraccio  sx  e  piede  sx)  del 
2 ottobre 2002 (doc. B 2-31);

• un  rapporto  di  visita  medica  del  9  gennaio  2003  del  dott. 
D._______ specialista in chirurgia (incaricato dall'assicurazione 
E._______),  basato  su  una  visita  del  6  novembre  2002,  nel 
quale  è  indicato  l'assicurato  non  può  ancora  lavorare 
nell'attività di muratore (doc. B 2-28);

• un  certificato  medico  del  10  marzo  2003  della  dott.ssa 
F._______,  medico  curante  dell'assicurato,  giusta  il  quale 
l'interessato è seguito dall'aprile del 2002 con una diagnosi di 
politrauma con frattura biossea esposta avambraccio sin, FLC 
mano  sin  con  avulsione  della  falange  distale  del  1°  dito  e 

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frattura  osso  navicolare  con  scuoiamento  del  calcagno; 
secondo il medico lo stato di salute del paziente è suscettibile 
di  miglioramento,  ma  è  giustificata  una  completa  inabilità 
lavorativa dal 30 aprile 2002 (doc. A 7-1);

• una relazione di  dimissione del 28 aprile 2003 concernente il 
ricovero  dal  5  marzo  al  16  aprile  2003  presso  la  Clinica  di 
riabilitazione  di  G._______  (cura  fisioterapeutica  richiesta 
dall'assicurazione E._______), in cui è, da un lato, evidenziata 
la diagnosi segnatamente di dolori agli  sforzi al piede sinistro, 
limitazione  della  rotazione  dell'avambraccio  sinistro  nonché 
neuroma  al  moncone  del  pollice  sinistro  e,  dall'altro,  posta 
un'incapacità al lavoro del 100% a far tempo dal 17 aprile 2003 
(doc. B 2-6);

• un  certificato  medico  del  26  maggio  2003  secondo  cui  il 
paziente  è  affetto  da  esiti  di  frattura  del  calcagno,  artrosi 
postraumatica  dell'articolazione  sottoastragalica,  astragalo-
scafoidea e calcaneo-cuboidea (doc. B 3-5);

• un rapporto dell'ispettore della E._______ del 28 maggio 2003, 
il quale ha ritenuto l'assicurato incapace di riprendere il lavoro a 
breve termine (doc. B 3-7);

• un  rapporto  di  visita  medica  del  30  giugno  2003  del  dott. 
H._______  (basato  su  una  visita  del  27  giugno  2003), 
specialista in chirurgia ortopedica (incaricato dall'assicurazione 
E._______), nel quale è stata ritenuta un'incapacità lavorativa 
del 100% nella precedente attività (doc. B 3-2);

• una relazione medica concernente il ricovero dal 17 al 19 luglio 
2003  per  postumi  frattura  biossea  avambraccio  sinistro 
(doc. B 5-9);

• la perizia medica del 9 ottobre 2003 del dott. I._______ (basata 
su  una  visita  del  1°  ottobre  2003),  specialista  in  chirurgia 
ortopedica  (incaricato  dall'assicurazione  E._______),  nella 
quale  è  proposta  la  diagnosi  di  artrosi  postraumatica 
dell'articolazione  trasversa  del  tarso  e  lesione  postraumatica 
del nervo plantare laterale e del nervo calcaneare a sinistra ed 
è  prescritto  un  intervento  segnatamente  di  artrodesi 

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dell'articolazione  tala-navicolare  calcaneo-cuboidea  del  piede 
sinistro (doc. B 5-4);

• un  rapporto  medico  del  6  gennaio  2004  del  dott.  I._______ 
concernente  l'intervento  chirurgico  del  5  gennaio  2004 
segnatamente  per  neurolisi  del  nervo  mediano  ed  artrodesi 
talo-navicolare e calcaneo-cuboidea (doc. B 7-3);

• i rapporti medici del 15 gennaio, 5 marzo e 13 maggio 2004 del 
dott. I._______, giusta i quali è evidenziata la diagnosi di artrosi 
postraumatica  dell'articolazione  trasversa  del  tarso  e  lesione 
postraumatica del tunnel tarsale, il decorso clinico e radiologico 
appare  regolare,  è  proposto  un  ricovero  terapeutico  di 
riabilitazione  e  l'interessato  è  considerato  inabile  al  lavoro  al 
100% (doc. B 8-14, 8-17 e 8-18);

• una relazione di  dimissione del 26 luglio  2004 concernente il 
ricovero  dal  2  giugno  al  7  luglio  2004  presso  la  Clinica  di 
riabilitazione  di  G._______  (soggiorno  terapeutico  richiesto 
dall'assicurazione E._______), secondo cui il paziente presenta 
segnatamente dolori agli sforzi al piede sinistro e formazione di 
dita d'artiglio  al  piede sinistro, il  risultato della terapia appare 
insoddisfacente, una ripresa a breve termine della precedente 
attività  quale  muratore  appare  incerta  e  dall'8  luglio  2004 
l'interessato  è  da  considerare  incapace  al  lavoro  al  100% 
(doc. B 8-7);

• un rapporto medico del 7 settembre 2004 del  dott. I._______ 
(basato  su  una  visita  del  6  settembre  2004)  da cui  risulta  la 
diagnosi di artrodesi dell'articolazione tala-navicolare calcaneo-
cuboidea  sinistra  con  artrosi  postraumatica  dell'articolazione 
trasversa del  tarso  ed  è  consigliato  un ulteriore  intervento  di 
artrodesi (doc. B 8-4);

• un  rapporto  di  visita  medica  del  21  ottobre  2004  del  dott. 
J._______  (basato  su  una  visita  del  20  ottobre  2004), 
specialista in chirurgia ortopedica (incaricato dall'assicurazione 
E._______), giusta il quale l'assicurato deambula con marcata 
zoppia di risparmio a sinistra e lamenta dolori al piede sinistro 
alla  palpazione  ed  al  carico,  è  proposto  un  trattamento 
all'articolazione calcaneo-cuboidea e confermata una completa 
incapacità lavorativa (doc. B 9-2);

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• un rapporto medico del 15 novembre 2004 del dott. I._______ 
(doc. B 10-19);

• un'annotazione  del  18  novembre  2004  del  dott.  J._______, 
nella  quale  è  proposta  la  sospensione  dei  trattamenti  di 
chirurgia (doc. B 10-18);

• un rapporto medico del 6 dicembre 2004 del dott. K._______, 
specialista  in  chirurgia  ortopedica,  fisiatria  e  riabilitazione, 
attestante  dolori  residui  della  caviglia  e  del  metatarso  sx  su 
limitazione strutturale  e  algica  della  caviglia,  limitazione della 
funzione  delle  dita  da  II  a  V  dopo  trauma  con  frattura 
dell'astragalo  e  del  navicolare,  artrosi  dell'articolazione  di 
Chopart a sx che si evidenzia con una pseudoartrosi calcaneo-
cuboidale;  nello  stesso,  è  previsto  un  appuntamento  in  cui 
l'assicurato  "dovrà  portare  tutte  le  scarpe  e  durante  il  quale 
controllerò con il footscan per ottimizzare la situazione" (doc. B 
10-15);

• un  rapporto  medico  del  7  marzo  2005  del  dott.  K._______, 
giusta  il  quale  le  possibilità  di  trattamento  sono  esaurite 
(sospensione delle visite di controllo) (doc. B 10-4);

• un rapporto di visita medica di chiusura del 22 aprile 2005 del 
dott. L._______, specialista in chirurgia ortopedica e ortopedia 
(incaricato  dall'assicurazione  E._______),  da  cui  emerge  che 
l'assicurato è affetto da stato dopo frattura e osteosintesi ulna-
radio  sinistro,  stato  dopo  amputazione  traumatica  falange 
distale  pollice  sinistro,  stato  dopo  frattura  astragalica  e 
navicolare piede sinistro, stato dopo artrodesi talo-navicolare e 
calcaneo-cuboidea  a  sinistra  per  sviluppo  di  una  artrosi 
dell'articolazione di  Chopart  nonché pseudo artrosi  calcaneo-
cuboidea; il  medico ha concluso che l'interessato presenta da 
subito una completa capacità lavorativa in un'attività adeguata 
alle  sue  condizioni  (segnatamente  attività  leggera,  talvolta 
semi-pesante,  di  rado  pesante,  seduto  e  inclinato  in  avanti, 
inginocchiato e a ginocchia flesse, talvolta in piedi e inclinato in 
avanti, con sollevamento di pesi fino a 5 kg, talvolta da 5 a 10 
kg,  di  rado  da  10  a  15  kg,  mai  superiori  ai  20  kg,  con 
camminate fino a 50 metri, talvolta oltre i 50 metri, di rado per 
tragitti lunghi, con salita e discesa dalle scale, ad esclusione di 
un lavoro molto pesante) (doc. B 12-3);

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• il  questionario  del  datore  di  lavoro  del  9  maggio  2005 
(doc. A 11-1).

C.

C.a Nel suo rapporto del 10 giugno 2005, il dott. M._______, medico 
del Servizio medico regionale dell'AI (SMR), ha ritenuto, in virtù di un 
esame degli  atti  di  causa, che l'assicurato è completamente abile al 
lavoro a far tempo dal 22 aprile 2005 in un'attività confacente allo stato 
di salute, ossia in un lavoro che tenga conto delle limitazioni proposte 
dal  dott. L._______ nel  rapporto  di  visita  medica  di  chiusura del  22 
aprile  2005.  Ha  altresì  precisato  che  l'interessato  non  è  affetto  da 
alcuna  patologia  extra-infortunistica  a  carattere  invalidante  (doc.  A 
12-1).

C.b Nel rapporto del 22 dicembre 2005, la consulente N._______, del 
Servizio integrazione professionale dell'AI, ha reputato che l'assicurato 
non sarebbe più in grado di svolgere la precedente attività di muratore. 
Ha comunque considerato siccome esigibile da parte dell'interessato 
l'esercizio  di  un'attività  sostitutiva  adeguata  alle  condizioni  del 
medesimo – rispettosa delle limitazioni indicate dal dott. L._______ nel 
rapporto  del  22  aprile  2005  –  segnatamente  quella  di  addetto  all' 
assemblaggio,  stampa,  rifinitura,  lucidatura,  controllo  del  funzio-
namento,  magazziniere,  ausiliare  in  attività  manuali/artigianali, 
venditore non qualificato, agente di custodia, addetto all'informazione, 
portiere/custode, autista o fattorino. La consulente ha infine proceduto 
ad  un  calcolo  comparativo  dei  redditi,  dal  quale  è  risultato  che, 
svolgendo  attività  semplici,  medio-leggere  e  poco  qualificate, 
l'assicurato subirebbe una perdita di guadagno del 22% (doc. A 17-1).

D.

D.a Il  6  marzo  2006,  l'interessato  ha  segnalato  che  il  suo  stato  di 
salute  non  gli  consentirebbe  di  svolgere  un'attività  lucrativa  medio-
leggera a tempo pieno nel settore secondario (doc. A 21-1).

D.b Il 9 maggio 2006, la E._______ ha posto l'assicurato al beneficio 
di  una  rendita  d'invalidità  del  20% a far  tempo dal  1°  maggio  2006 
nonché  di  un'indennità  per  menomazione  all'integrità  del  20%, 
prestazione quest'ultima non versata in ragione della rinuncia da parte 
dell'assicurato medesimo (doc. B 16-1).

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D.c Il 2 giugno 2006, l'interessato ha interposto opposizione contro la 
decisione della E._______ del 9 maggio 2006. Ha contestato, da un 
lato, che il suo stato di salute gli consentirebbe di svolgere un'attività 
lucrativa  medio-leggera  a  tempo  pieno  nel  settore  secondario  (e 
chiesto  una  nuova  perizia  medica)  nonché,  dall'altro  lato,  la 
valutazione in merito al suo grado d'invalidità (doc. B 17-2 e 18-2).

D.d Il  21 agosto  2006,  l'insorgente ha esibito  una relazione medica 
(non datata) del dott. O._______ nonché un certificato medico del 17 
agosto 2006 del dott. P._______ (doc. A 29-1 a 29-11).

D.e Il  dott.  M._______,  nel  suo  rapporto  del  10  ottobre  2006,  ha 
rilevato che i rapporti medici esibiti, da un lato, riferiscono di affezioni 
note  (affezioni  legate  all'infortunio  dell'aprile  2002)  e,  dall'altro,  non 
menzionano  alcuna  patologia  extra-infortunistica.  Ha  in  particolare 
ritenuto che la documentazione prodotta non contiene elementi clinici 
tali da modificare il precedente apprezzamento (doc. A 32-1).

E.
Nella decisione del 1° dicembre 2006, la E._______ ha parzialmente 
accolto  l'opposizione inoltrata dall'interessato nel  senso che il  grado 
d'invalidità, a seguito dei postumi dell'infortunio, è stato portato al 32% 
a far tempo dal 1° maggio 2006. Il  calcolo della perdita di guadagno 
viene indicato come segue: [(73'500.90 – 49'647.76) x 100] : 73'500.90 
= 32,45% (doc. B 18-2).

F.
Nel suo rapporto del 19 febbraio 2007,  la consulente N._______ ha 
ribadito che l'assicurato presenta una capacità al lavoro del 100% in 
un'attività sostitutiva a far tempo dal 22 aprile 2005. Ha in particolare 
effettuato una nuova valutazione del grado di invalidità del medesimo 
sulla base di un salario annuale da valido di fr. 73'501.--, conseguibile 
come muratore nel 2006 (secondo le indicazioni del  datore di lavoro 
alla  E._______;  v. decisione  su  opposizione  del  1°  dicembre  2006; 
doc. 18-2) e l'ha contrapposto ad un salario annuale da invalido di fr. 
58'409.--  in  attività  semplici  e  ripetitive,  tenuto  conto  di  un  orario 
usuale nel 2006 di 41.6 ore settimanali nonché di un'indicizzazione del 
salario  dell'1% rispetto al  2005 (cfr. statistiche pubblicate  dall'Ufficio 
federale  di  statistica).  Quest'ultimo  importo  è  stato  ridotto  del  15% 
(58'409 – 8'761.35 = 49'647.35),  per tenere  conto delle  particolarità 
personali  e  professionali  dell'interessato  nonché  del  fatto  che 
quest'ultimo  può  esercitare  solo  delle  attività  leggere.  Perciò,  detta 

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consulente  ha  confrontato  un  reddito  di  fr.  73'501.--  ed  un  introito 
teorico di fr. 49'648.--. Ne consegue una perdita di guadagno del 32% 
(doc. A 35.1).

G.
Nel  suo  rapporto  del  20  febbraio  2007,  il  dott.  M._______  ha 
confermato  la  valutazione  in  merito  alle  condizioni  di  salute 
dell'interessato  nonché  alla  sua  capacità  lavorativa,  fondata  sulle 
risultanze del rapporto di visita medica di chiusura del 22 aprile 2005 
del dott. L._______ (doc. A 37-1).

H.
Nel  progetto  di  decisione  del  13  marzo  2007,  l'Ufficio 
dell'assicurazione  invalidità  del  Cantone  C._______  ha  ritenuto,  in 
virtù  della  documentazione  medica  agli  atti,  che  risulta  giustificato 
riconoscere  che  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  ha  impedito  al 
medesimo  di  svolgere  una  qualsiasi  attività  lavorativa  dal  mese  di 
maggio del 2002 al 22 aprile 2005 (data della visita medica di chiusura 
della E._______). Successivamente, farebbe stato un grado d'invalidità 
massimo  del  32%.  Pertanto,  l'UAIE  ha  deciso  di  erogare  in  favore 
dell'assicurato  una  rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità dal 1° maggio 2003 al 31 luglio 2005 (doc. A 38-1).

I.
Nelle sue osservazioni del 17 aprile 2007, l'interessato ha segnalato 
che non si  può esigere da lui  l'esercizio delle attività  di  sostituzione 
proposte  dalla  consulente  N._______  nel  suo  rapporto  del  22 
dicembre  2005  ed  ha  chiesto  l'effettuazione  di  una  visita  medica 
rispettivamente di nuovi accertamenti  medici,  segnatamente alfine di 
stabilire con precisione quali fossero le attività che egli era ancora in 
grado  di  svolgere.  Nella  misura  in  cui  non  fosse  stata  ritenuta 
necessaria  una  nuova  indagine  medica,  l'interessato  ha  postulato  il 
riconoscimento di un grado di invalidità del 52% (doc. A 41-1).

J.
Nel suo rapporto del 23 aprile 2007, il dott. M._______ ha confermato 
che  il  rapporto  medico  del  22  aprile  2005  del  dott.  L._______ 
costituisce un idoneo mezzo probatorio per una valutazione sullo stato 
di  salute  dell'assicurato  e  l'esigibilità  dell'esercizio  di  un'attività 
sostitutiva. A  suo  giudizio,  esso  "prende  in  considerazione  in  modo 
esaustivo le sue limitazioni funzionali. Un'altra valutazione medica non 
è dunque né necessaria né opportuna per la definizione del caso". Il 

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dott.  M._______  ha  altresì  rilevato  che  l'interessato  non  ha  esibito 
nuova  documentazione  medica  attestante  delle  nuove  diagnosi 
rispettivamente comprovante un peggioramento del suo stato di salute 
(doc. A 42-1).

K.
Nella  decisione  del  14  giugno  2007,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero,  dopo  avere  ritenuto  –  non  avendo  l'interessato 
apportato alcun nuovo elemento clinico oggettivo nelle osservazioni al 
progetto  di  decisione  –  che  non  vi  sono  motivi  per  scostarsi  dalla 
valutazione  di  cui  al  progetto  di  decisione,  ha  riconosciuto 
all'interessato il diritto ad una rendita intera d'invalidità dal 1° maggio 
2003  sino  al  31  luglio  2005,  unitamente  alle  rendite  completive  in 
favore delle figlie (doc. A 45-1).

L.
Con  sentenza  del  27  giugno  2007,  il  Tribunale  cantonale  delle 
assicurazioni del Cantone C._______ ha respinto il ricorso interposto 
dall'interessato il 26 febbraio 2007 contro la decisione su opposizione 
della E._______ del  1° dicembre 2006. Tale sentenza è cresciuta in 
giudicato (doc. TAF 11).

M.
Il 31 luglio 2007, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del  14  giugno 
2007 mediante il quale ha chiesto, in via principale, l'accoglimento del 
gravame e l'annullamento della  decisione impugnata e il  rinvio degli 
atti  all'autorità inferiore per nuovi accertamenti  medici  ed economici, 
nonché, in via subordinata, il riconoscimento di un grado di invalidità 
del  52% nonché  del  suo  diritto  ad  una  mezza  rendita  d'invalidità  a 
decorrere dal 1° agosto 2005. Ha segnalato che, in virtù della sua età, 
delle  affezioni  di  cui  soffre,  fra  cui  dolori  al  rachide,  dell'assenza di 
formazione  professionale  specifica  come  pure  delle  limitazioni 
funzionali  addebitabili  al danno alla salute, non si può esigere da lui 
l'esercizio  di  un'attività  di  sostituzione  su  un  mercato  del  lavoro 
equilibrato  nei  limiti  indicati  dalla  consulente  dell'Ufficio 
dell'integrazione  professionale  dell'AI.  Ha  contestato  l'accertamento 
delle  limitazioni  funzionali  nello  svolgimento  di  un'attività  sostitutiva 
medio-leggera nonché la valutazione del suo grado di invalidità (doc. 
TAF 1).

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N.
Con risposta del 17 settembre 2007, l'UAIE ha proposto la reiezione 
del  gravame  e  rinviato  alla  presa  di  posizione  dell'Ufficio  AI  del 
Cantone C._______ del 12 settembre 2007, secondo il quale – in virtù 
dei  rapporti  medici  dell'assicuratore  infortuni  E._______, 
segnatamente  del  rapporto  medico  del  22  aprile  2005  del  dott. 
L._______,  e  della  valutazione  del  dott.  M._______  rispettivamente 
della consulente N._______ – la determinazione delle attività esigibili 
da  parte  dell'assicurato  nonché  del  suo  grado  di  invalidità  merita 
conferma. Pertanto, ha proposto la reiezione del ricorso e la conferma 
della decisione resa il 14 giugno 2007 (doc. TAF 5).

O.
Nella replica del 18 ottobre 2007, il ricorrente si è riconfermato nelle 
proprie argomentazioni di fatto e di diritto di cui al ricorso del 31 luglio 
2007 (doc. TAF 7).

P.

P.a Con  decisione  incidentale  del  24  ottobre  2007  (notificata  il  29 
ottobre 2007; cfr. avviso di ricevimento agli  atti),  questo Tribunale ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla 
notificazione della  decisione incidentale medesima,  un anticipo di  fr. 
300.-- a copertura delle presumibili spese processuali.

P.b L'anticipo è stato versato il 5 novembre 2007 (doc. TAF 8 a 10).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI,  RS  831.20),  i  ricorsi  di  persone  residenti  all'estero  contro  le 

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decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), rese dall'UAIE.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 

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contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 Il  ricorrente  ha  presentato  la  richiesta  di  rendita  il  24  gennaio 
2003. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se 
l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo l'inizio  del  diritto,  le 
prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi ad esaminare se il 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il  24 gennaio 2002 (ossia 12 
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla  rendita  sia  sorto  tra  tale  data  e  il  14  giugno  2007,  data  della 

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decisione impugnata. Il  giudice delle assicurazioni sociali  esamina la 
decisione impugnata sulla  base della  situazione di  fatto  esistente al 
momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi dopo 
tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento 
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 
V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 

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intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 

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il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto  dei  redditi).  Se  non  è  possibile  determinare  o  stimare  in 
maniera  attendibile  i  due  redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve procedere, 
ispirandosi al metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti 
un'attività  lucrativa  (art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), al confronto delle 
attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo  l'incidenza  della 
diminuita capacità di rendimento sulla situazione economica concreta 
(metodo  straordinario  di  graduazione;  v.  sentenza  del  Tribunale 
federale I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.3, DTF 128 V 29 e DTF 
104  V  135).  Peraltro,  l'invalidità  degli  assicurati  che  esercitano  solo 
parzialmente  un'attività  lucrativa  e  per  il  resto  sono  dediti  allo 
svolgimento delle  proprie  mansioni  va computata secondo il  metodo 
ordinario del raffronto dei redditi (art. 16 LPGA) per la parte di attività 
lucrativa,  mentre  in  merito  all'impedimento  a  svolgere  le  mansioni 
consuete l'invalidità  deve essere  valutata sulla  base di  un confronto 
delle attività – da attuare mediante un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 
97) – conformemente all'art. 27 OAI. In tal caso occorre determinare la 
parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella del compimento degli altri 
lavori  abituali  e  calcolare  il  grado  d'invalidità  globale  in  funzione 
dell'impedimento nei due ambiti  in questione (metodo misto; cfr. DTF 
125 V 148 consid. 2; sentenze del Tribunale federale 9C_35/2007 del 4 
aprile  2008  consid.  2,  I  503/04  del  13  settembre  2006  consid.  2, 
nonché in particolare I 382/04 del 18 ottobre 2005 consid. 2 e I 540/02 
del 12 maggio 2004 consid. 2).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa.  L'invalidità  dell'assicurato  che 
non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI; 
metodo specifico). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni consuete di 

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una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica 
s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le 
attività artistiche e di pubblica utilità.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.2 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 

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giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.1 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito  che il  giudice non si  scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il  giudice a non fondarsi  su un tale referto sono ad 
esempio affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, 
o  altri  rapporti  da cui  emergono validi  motivi  per  farlo  e,  meglio,  se 
l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in 
discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del  Tribunale  federale  I 
166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.2 Per quel che riguarda le perizie di parte, il  Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i  fatti,  da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono  tendere  a  pronunciarsi  in  favore  del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari  legami che essi  hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.3 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 

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medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 Dal luglio 1999, il  ricorrente è stato alle dipendenze dell'impresa 
B._______  in  qualità  di  muratore.  Ha  interrotto  il  lavoro  il  30 aprile 
2002 a seguito di un infortunio della circolazione stradale (doc. A 11). 
Non appare dalle carte processuali che successivamente abbia ancora 
lavorato.

9.2 Dalla  documentazione  medica  agli  atti  emerge  sostanzialmente 
che l'insorgente soffre di stato dopo frattura e osteosintesi ulna-radio 
sinistro,  stato  dopo  amputazione  traumatica  falange  distale  pollice 
sinistro,  stato  dopo  frattura  astragalica  e  navicolare  piede  sinistro, 
stato dopo artrodesi talo-navicolare e calcaneo-cuboidea a sinistra per 
sviluppo di  un'artrosi  dell'articolazione di  Chopart  nonché di  pseudo 
artrosi calcaneo-cuboidea.

9.3 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o di peggiorare (o anche solo di peggiorare). Ne discende 
che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente stabilizzato, è 
inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui può entrare 
in considerazione solo la seconda lettera della citata norma legale, la 
quale prevede un termine di attesa di un anno. Pertanto, il  ricorrente 
potrebbe  pretendere  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  solo  a  partire  dal  momento  in  cui  ha  subito,  senza 
interruzione notevole, un'incapacità lavorativa media di almeno il 40% 
durante un anno.

10.

10.1 La decisione del 14 giugno 2007 dell'autorità inferiore è basata 
sui rapporti del 10 giugno 2005, del 10 ottobre 2006 e del 20 febbraio 
e 23 aprile  2007 del  dott. M._______, medico del  SMR, nonché sui 
rapporti del 22 dicembre 2005 e del 19 febbraio 2007 della consulente 
N._______,  del  Servizio  integrazione  professionale  dell'AI,  i  quali,  a 
loro  volta,  si  sono  fondati  sul  rapporto  del  22  aprile  2005  del  dott. 
L._______,  specialista  in  chirurgia  e  chirurgia  ortopedica  (medico 
incaricato  dall'assicurazione  E._______)  nonché  sulla  decisione  su 
opposizione della E._______ del 1° dicembre 2006.

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10.2 Questo  Tribunale  rileva preliminarmente  che,  con  sentenza del 
27 giugno 2007, il Tribunale cantonale delle assicurazioni del Cantone 
C._______ ha confermato nella sostanza la decisione su opposizione 
della  E._______  del  1° dicembre  2006,  segnatamente  in  merito  alla 
determinazione del danno alla salute in relazione all'infortunio del 30 
aprile  2002,  alla  capacità lavorativa dell'interessato nella precedente 
attività  ed  in  attività  confacenti  allo  stato  di  salute,  all'esigibilità 
dell'esercizio  di  un'attività  leggera  (attività  sedentaria  e  senza 
sollevamento/trasporto  di  pesi),  al  reddito  da  valido,  al  reddito  da 
invalido  nonché  al  grado  di  invalidità.  Il  Tribunale  cantonale  delle 
assicurazioni  ha  altresì  ritenuto  che  “i  disturbi  localizzati  al  rachide 
dorso-lombare  hanno  un'eziologia  extra-traumatica”  (sentenza  del 
Tribunale cantonale delle assicurazioni 35.2007.33 del 27 giugno 2007 
consid. 2.5 e 2.8).

10.3

10.3.1 Nel  referto  del  22  aprile  2005,  il  dott.  L._______  ha 
preliminarmente evidenziato il decorso dell'infortunio della circolazione 
stradale (aprile 2002), segnatamente gli esiti degli interventi chirurgici 
a cui è stato sottoposto l'assicurato nel 2002 e 2004. Il medico ha poi 
posto  la  seguente  diagnosi:  stato  dopo  frattura  e  osteosintesi  ulna-
radio sinistra (con materiale di osteosintesi già asportato), stato dopo 
amputazione  traumatica  falange  distale  police  sinistro,  stato  dopo 
frattura  astragalica  e  navicolare  piede  sinistro,  stato  dopo  artrodesi 
talo-navicolare  e  calcaneo-cuboidea  a  sinistra  per  sviluppo  di  una 
artrosi  dell'articolazione  di  Chopart  e  pseudo  artrosi  calcaneo-
cuboidea. Sulla base di tale diagnosi ha considerato il ricorrente abile 
al  100% in  attività  sostitutive  medio-leggere,  descrivendo  nel  modo 
seguente  l'esigibilità  al  lavoro  dell'insorgente:  "può  portare  molto 
spesso pesi fino a 5 kg, talvolta da 5 a 10 kg, di rado da 10 a 25 kg, 
mai oltre i 25 kg. Può molto spesso sollevare sopra al petto pesi fino a 
5 kg. Talvolta oltre i  5  kg. Può effettuare lavori  di  montaggio leggeri 
molto  spesso.  Talvolta  può  eseguire  lavori  medi  come  forare  ed 
avvitare. Di  rado può effettuare lavori  pesanti  come lavoro manuale. 
Mai  può  effettuare  lavori  molto  pesanti.  Molto  spesso  può  usare  il 
cacciavite  in  quanto  il  paziente  è  destrimano  e  non  ha  nessuna 
limitazione  per  quanto  riguarda  il  braccio  destro. Può  molto  spesso 
fare  lavori  sopra  la  testa  non  ha  limitazione  per  quanto  riguarda  la 
rotazione. Può molto spesso mantenere la posizione seduta e inclinata 
in avanti. Talvolta la posizione in piedi e inclinata in avanti. Può molto 

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spesso  mantenere  la  posizione  sia  inginocchiata  che  a  ginocchia 
flesse.  Può  molto  spesso  mantenere  la  posizione  seduta,  mentre 
talvolta la posizione in piedi. Può molto spesso camminare fino a 50 
metri,  talvolta  oltre  i  50  m.  Di  rado  per  tragitti  lunghi".  Ha  altresì 
segnalato che il  ricorrente non assume alcun medicamento e non si 
sottopone ad alcun trattamento di fisioterapia. Infine, ha reputato che 
ulteriori  trattamenti  medici  non  permetterebbero  di  migliorare  le 
condizioni di salute dell'assicurato (doc. B 12-3).

10.3.2 Questo Tribunale osserva che la menzionata relazione medica 
si  fonda  su  informazioni  fornite  dal  paziente  e  da  terzi  medici, 
sull'esame  del  quadro  clinico  e  sulle  risultanze  della  visita 
dell'assicurato.  Il  referto  medico  comporta  l'anamnesi,  informazioni 
tratte  dall'incarto,  indicazioni  dell'interessato,  i  risultati  d'esami,  la 
diagnosi nonché la discussione. A giusta ragione, il dott. M._______, 
nel  suo  rapporto  del  23  aprile  2007  (doc.  A  42-1),  ha  ritenuto  tale 
rapporto come mezzo probatorio idoneo per la valutazione dello stato 
di  salute  dell'assicurato e dell'esigibilità  dell'esercizio  di  un'attività  di 
sostituzione.  Ha  altresì  precisato  che  non  è  stata  prodotta 
documentazione  medica  da  cui  risulti  una  nuova  diagnosi  o  un 
peggioramento dello stato di salute dell'assicurato stesso.

10.3.3 Questo  Tribunale non ritiene vi  siano motivi  per  scostarsi  da 
siffatta  valutazione  perlomeno  per  quanto  attiene  alle  conseguenze 
dell'infortunio subito dal ricorrente nell'aprile del 2002, come peraltro 
ritenuto dal Tribunale delle assicurazioni del Cantone C._______ nella 
sua  sentenza  del  27  giugno  2007  (cresciuta  in  giudicato),  cui  può 
essere  rinviato  nella  sostanza  anche  per  quanto  attiene  alla 
valutazione dei singoli rapporti medici, segnatamente di quelli dei dott. 
O._______ e P._______ presentati dall'insorgente nell'agosto del 2006 
(doc. A 29-3 a 29-11).

10.3.4 Certo, il ricorrente fa valere, in sede ricorsuale, che per potere 
stabilire  con certezza  le  sue  condizioni  di  salute  nonché  l'esigibilità 
dell'esercizio di un'attività sostitutiva si dovrebbe effettuare un'ulteriore 
visita medica, almeno per quanto attiene ai "gravi problemi di schiena 
di  cui  soffre l'interessato e che sono stati  più  volte  evidenziati  dallo 
stesso  in  occasione  delle  varie  visite  mediche"  (v.  ricorso  pag.  5), 
problemi ritenuti extra-infortunistici nella citata sentenza del Tribunale 
delle  assicurazioni  del  Cantone  C._______.  Tuttavia,  come 
giustamente evidenziato dal dott. M._______, nel suo rapporto del 23 

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aprile  2007,  non  è  stata  prodotta  agli  atti  di  causa  nuova 
documentazione  medica  che  comporti  una  nuova  diagnosi 
(segnatamente relativa a gravi problemi di schiena) o renda plausibile, 
ai sensi della giurisprudenza di cui a DTF 130 V 64, un peggioramento 
dello  stato  di  salute  del  ricorrente  con riferimento  alle  conseguenze 
delle  affezioni  connesse  all'infortunio  dell'aprile  del  2002.  Certo, 
incombe  all'assicuratore  l'onere  di  dimostrare  il  miglioramento  dello 
stato di salute dell'assicurato suscettibile di giustificare una riduzione 
della  rendita  ai  sensi  dell'art.  17  LPGA,  ma l'assicurato  ha pure  un 
dovere di collaborazione nell'accertamento dei fatti determinanti (v. in 
merito  DTF  125  V  193  consid.  2  e  relativi  riferimenti).  Giova  in 
particolare rilevare che già sulla base della decisione su opposizione 
della  E._______  del  1°  dicembre  2006  e  del  progetto  di  decisione 
dell'Ufficio dell'assicurazione invalidità del Cantone C._______ del 13 
marzo 2007, non poteva sfuggire al ricorrente la necessità di rendere 
plausibile,  sulla  scorta  di  nuova  documentazione  medica  obiettiva, 
l'esistenza di  nuove diagnosi extra-infortunistiche (legate agli  evocati 
gravi  mal  di  schiena)  rispettivamente  l'aggravamento  delle 
conseguenze  delle  affezioni  infortunistiche.  Invero,  nella  perizia  di 
chiusura del 22 aprile del 2005 del dott. L._______ (medico incaricato 
dalla E._______) risulta che l'insorgente fa stato di dolori alla schiena 
(ma non di gravi dolori alla schiena) camminando non correttamente. 
Nella relazione clinica del  dott. O._______ (doc. A 29-3),  ma non in 
quella del dott. P._______ del 17 agosto 2006 (doc. A 29-11), è pure 
fatto  riferimento a soggettivi  dolori  alla schiena (a livello del  rachide 
dorso-lombare)  manifestati  dal  ricorrente  in  caso  di  deambulazione 
(non è indicato che ciò accade anche in caso di mantenimento a lungo 
della posizione seduta). Ma visto che anche in detti documenti, in cui 
peraltro non è fatto riferimento ad una specifica incapacità lavorativa 
riferita ad attività sostitutive medio-leggere, non è stata posta alcuna 
nuova  diagnosi  in  relazione  ai  dolori  segnalati  dall'insorgente  alla 
schiena  e  che  non  risulta  dalle  carte  processuali  che  l'insorgente 
abbia  assunto  medicamenti  o  effettuato  altre  terapie  in  relazione  a 
detti dolori alla schiena, ben poteva l'autorità inferiore, in ciò confortata 
dall'opinione del dott. M._______ nel suo rapporto del 23 aprile 2007, 
ritenere,  con  probabilità  preponderante,  che  altri  provvedimenti 
probatori non avrebbero più potuto modificare il risultato (v. consid. 7.1 
del presente giudizio e relativi riferimenti). Peraltro, neppure in sede di 
ricorso, dopo la chiara pronuncia del Tribunale delle assicurazioni del 
Cantone  C._______  del  27  giugno  2007,  sono  stati  esibiti  dei 
documenti con una nuova diagnosi relativamente ai dolori alla schiena 

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(eventuali  problematiche  a  livello  di  rachide  dorso-lombare)  o  con 
riferimento  ad un eventuale  peggioramento  delle  conseguenze delle 
affezioni  connesse  con  l'infortunio  dell'aprile  del  2002.  In  siffatte 
circostanze,  questo  Tribunale  non  ritiene  necessari  ulteriori 
accertamenti fattuali con riferimento agli evocati dolori alla schiena del 
ricorrente,  che  non  appaiono  neppure  avere  spinto  il  ricorrente  a 
prendere dei medicamenti  o effettuare specifiche terapie (v. rapporto 
finale del dott. L._______ del 22 aprile 2005 pag. 2), benché incomba 
comunque  all'assicurato  il  dovere  di  intraprendere  tutto  quanto  sia 
ragionevolmente esigibile per ovviare nel modo migliore possibile alle 
conseguenze di un'invalidità (DTF 130 V 97 consid. 3.2 e DTF 112 V 
22 consid. 4a).

10.4 Sulla  scorta  delle  risultanze  del  rapporto  medico  del  dott. 
L._______ del 22 aprile 2005, delle valutazioni del dott. M._______ e 
della  consulente  in  integrazione  professionale  N._______,  e  delle 
considerazioni che precedono, questo Tribunale ritiene che il ricorrente 
non avrebbe certamente più potuto svolgere il lavoro di muratore. A lui 
sarebbero comunque state proponibili, da aprile 2005 a tempo pieno e 
con un rendimento completo, attività sostitutive confacenti al suo stato 
di salute, in lavori semplici medio-leggeri (o comunque leggeri) e poco 
qualificati  sia  nel  settore  secondario  (in  particolare  mansioni 
d'assemblaggio,  stampa,  rifinitura,  controllo  del  funzionamento, 
magazziniere, ausiliare in attività artigianali) sia nel settore terziario (in 
particolare venditore non qualificato, addetto all'informazione, portiere/
custode  o  fattorino)  (v. rapporto  dalla  consulente  N._______  del  22 
dicembre 2005; doc. 17-1). Il ricorrente sostiene che sarebbero da lui 
esigibili  per  tutto  il  giorno dei  lavori  leggeri,  ma solo  nell'ambito del 
commercio  e  della  riparazione.  Si  tratta,  tuttavia,  di  una  mera 
affermazione  di  parte  che,  da  un  lato,  non  trova  alcun  riscontro 
oggettivo  negli  atti  di  causa  e  che,  dall'altro  lato,  non  appare 
convincente, dal momento che vi sono lavori leggeri e poco qualificati 
idonei allo stato di salute del ricorrente anche nel settore secondario, 
come  rettamente  ritenuto  dalla  consulente  per  l'integrazione 
N._______.

11.
Infine, occorre esaminare la conformità del tasso d'invalidità calcolato 
dall'autorità inferiore.

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11.1 Questo  Tribunale  osserva  che  il  calcolo  effettuato  dall'autorità 
inferiore per la determinazione del tasso d'invalidità (cfr. lettera F del 
presente  giudizio)  si  fonda  sul  salario  con  e  senza  invalidità  come 
calcolati dalla consulente in integrazione professionale nel documento 
del 19 febbraio 2007 in applicazione dei valori nazionali delle tabelle 
edite dall'Ufficio federale della statistica (TA1; doc. A 35-1). L'autorità 
inferiore  ha  pertanto  considerato  quale  reddito  annuale  da  valido  il 
salario conseguibile dal ricorrente nel 2006 (secondo le indicazioni del 
datore  di  lavoro  e  del  ricorrente  stesso),  ossia  fr.  73'501.--,  ed  ha 
ritenuto  quale  reddito  da  invalido  per  il  2006,  il  salario  annuale 
ottenibile in attività semplici e ripetitive, ossia fr. 58'409.--, valore cui si 
è giunti  mediante un adattamento prudenziale dell'1% del dato 2005 
per  l'anno  2006,  allorquando  l'adattamento  avrebbe  dovuto  essere 
dell'1,2%  secondo  le  pertinenti  tabelle  (ciò  che  comporterebbe  un 
reddito  senza  invalidità  di  fr.  58'524.--  che  non  modificherebbe 
comunque  il  tasso  d'invalidità  arrotondato  infine  ottenuto).  L'autorità 
inferiore  ha  poi  operato  una  riduzione  del  15%  su  una  massima 
possibile del 25% (v. al riguardo DTF 126 V 75), la quale può essere 
confermata, conto tenuto segnatamente del fatto che il ricorrente non 
può più esercitare lavori  pesanti,  che vi  sono delle limitazioni  anche 
nelle  attività  leggere  e  che  egli  ha  lo  statuto  di  frontaliere.  La 
relativamente  giovane  età  dell'insorgente  al  momento  determinante 
non giustifica invece alcuna riduzione supplementare e neppure la sua 
reintegrazione  professionale  in  attività  sostitutive  semplici  e  poco 
qualificate  che  non  richiedono  necessariamente  la  messa  in  atto  di 
particolari  misure  che  non  siano  altresì  ragionevolmente  esigibili 
dall'insorgente stesso. Da quanto esposto, è disceso  un reddito dopo 
l'insorgenza dell'invalidità di fr. 49'647.35 (sarebbe di fr. 49'754.40 con 
l'adattamento dell'1,2% del salario 2005 per il 2006). Dal confronto fra 
il reddito da valido di fr. 73'501.-- e quello da invalido di fr. 49'647.35 è 
risultato un tasso d'invalidità arrotondato (v. sulle regole d'arrotonda-
mento DTF 130 V 121) del 32%, che sarebbe rimasto tale, come già 
evocato, anche qualora l'adattamento dei salari del 2005 al 2006 fosse 
stato effettuato all'1,2% ([73'501 – 49'754] x 100 : 73'501 = 32.30%). In 
simile evenienza, è escluso il riconoscimento del diritto ad una rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Peraltro, anche se si volesse 
fare riferimento ai dati dell'anno 2007, il risultato non cambierebbe, la 
differenza tra i redditi di riferimento non permettendo in alcun modo di 
raggiungere la percentuale minima del 40% necessaria per maturare il 
diritto ad una rendita. Infine, e quand'anche, per denegata ipotesi, si 
prendessero  in  considerazione  esclusivamente  le  attività  sostitutive 

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leggere  nel  settore  del  commercio  e  riparazione  di  autoveicoli, 
secondo quanto postulato dal ricorrente nel gravame, il confronto dei 
redditi senza e con invalidità (fr. 73'501.-- e fr. 54'696.--; il reddito con 
invalidità  indicato  dal  ricorrente  nel  gravame  in  fr.  47'064.--  non 
trovando  riscontro  nelle  tabella  TA1) non comporterebbe comunque, 
ferma  restando  una  riduzione  massima  ammessa  del  15%,  il 
raggiungimento  di  un  grado  d'invalidità  del  40%  necessario  per 
l'erogazione  di  una  rendita  AI  ([73'501  –  46'492]  x  100  :  73'501  = 
36.74%).

11.2 Sulla  scorta  delle  risultanze  processuali  –  segnatamente  della 
sufficiente documentazione medica agli atti e delle considerazioni che 
precedono – questo Tribunale ritiene che non vi è ragione di scostarsi 
dalla valutazione di cui alla decisione impugnata secondo la quale una 
rendita d'invalidità ai sensi del diritto svizzero va versata al ricorrente 
solo per il periodo tra il 1° maggio 2003 ed il 31 luglio 2005.

12.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

13.

13.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese,  di  identico  ammontare,  versato  dal  ricorrente  stesso  il 
5 novembre 2007. Non si giustifica altresì la richiesta esenzione dalle 
spese  processuali,  avuto  riguardo  al  fatto  che  le  esigenze  della 
motivazione di  un  progetto  di  decisione non possono essere  troppo 
elevate  e  che  al  ricorrente  era  altresì  nota  la  documentazione  (in 
particolare decisione su opposizione della E._______ del 1° dicembre 
2006 e referti  medici),  richiamata  nelle  proprie  osservazioni,  che ha 
originato la valutazione dell'autorità inferiore.

13.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 

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titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili 
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 25

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato il 5 novembre 2007, è computato 
con le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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