# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a59f1745-2ab2-5b70-83c6-9d14a0ae6749
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-05-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 07.05.2015 80.2015.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2015-19_2015-05-07.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2015.19

  80.2015.20

  	
  Lugano

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio
  Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 21 gennaio 2015 contro la decisione del 12 dicembre 2014 in materia di IC e IFD 2013.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Nel periodo fiscale 2013,
RI 1, divorziato, allora domiciliato ad __________, lavorava ancora come
regista presso la Pic Film SA.

                                         Non avendo inoltrato la
dichiarazione fiscale 2013, nonostante un richiamo e la diffida del 17 giugno
2014, l’RS 1, con decisione del 17 luglio 2014 gli infliggeva una multa
disciplinare di fr. 100.- e gli attribuiva un termine di 20 giorni per
adempiere i propri obblighi procedurali, avvertendolo che in caso contrario
avrebbe proceduto con una tassazione d’ufficio.

 

                                  B.   Decorso infruttuoso
anche quest’ultimo termine, con decisione del 17 settembre 2014, l’Ufficio di
tassazione notificava al contribuente la decisione di tassazione IC/IFD 2013,
allestita d’ufficio. Il reddito imponibile complessivo veniva stabilito in fr.
95'000.-, mentre il valore della sostanza imponibile complessivo era pari a fr.
0.- .

                                         L’autorità osservava di
aver proceduto con la tassazione d’ufficio, poiché il contribuente non aveva
dato seguito alla diffida del 17 giugno 2014. Avvertiva il contribuente che
poteva impugnare la tassazione operata d’ufficio solo con la motivazione che la
stessa fosse manifestamente inesatta. Precisava che il reclamo doveva essere
motivato ed indicare eventuali mezzi di prova, il che significava che doveva
allegare la “dichiarazione d’imposta debitamente compilata e corredata da tutti
i certificati, attestazioni, documenti ecc.”.

 

 

                                  C.   Il contribuente
impugnava la suddetta decisione con reclamo del 28 novembre 2014, a cui accludeva la dichiarazione d’imposta 2013. Comunicava di essere rientrato da pochi giorni
da un viaggio all’estero e di essere stato licenziato dalla __________ SA a far
tempo dal mese di maggio. Indicava fra l’altro di essersi trasferito a __________,
nel Canton __________, dove era alla ricerca di un nuovo impiego fisso, non
offrendo il Canton Ticino grandi sbocchi professionali nel suo settore.

 

 

                                  D.   Con lettera del 28
novembre 2014 l’autorità comunicava al contribuente che il reclamo era tardivo
e gli assegnava un termine scadente il 9 dicembre 2014 per “giustificare e
documentare compiutamente i motivi del reclamo”, avvertendolo che in caso
contrario il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.

 

 

                                  E.   Con scritto del 9
dicembre 2014, il contribuente comunicava che il reclamo era “giunto
tardivamente” a causa della sua assenza all’estero per ragioni professionali.
Dopo essere rimasto senza lavoro a far tempo dal mese di maggio, aveva trovato
un impiego provvisorio presso la __________ di __________, con la quale aveva
lavorato a partire dal mese di settembre fino a novembre in qualità di assistente
regista per la produzione di un documentario. Adduceva di aver dato la priorità
alle sue problematiche professionali, “data l’impellente necessità di far
quadrare i conti”, e aveva di conseguenza inviato la documentazione fiscale
“con un certo ritardo”.

                                  F.   Con decisione del 12
dicembre 2014, l’Ufficio si tassazione dichiarava irricevibile il reclamo, in
quanto era tardivo. Osservava che lo scritto inoltrato dal contribuente il 9
dicembre 2014, volto a giustificare la tardività del reclamo, non era sufficiente
a sanare il vizio di forma.

 

 

                                  G.   Con scritto del 21
gennaio 2015 indirizzato all’Ufficio di tassazione, RI 1 ribadiva, per quanto
qui di interesse, che la tassazione effettuata era sbagliata e che aveva
presentato reclamo in ritardo a causa del suo trasloco nella Svizzera Interna e
della sua assenza all’estero per ragioni professionali. Indicava che per
giustificare la sua assenza aveva inviato copia delle ricevute dei suoi viaggi
e che, se fosse stato necessario, avrebbe prodotto anche la lettera di
licenziamento della __________ S.A. e i prospetti degli alberghi presso i quali
aveva alloggiato. Chiedeva che venisse considerata la sua difficile situazione
personale e professionale.

 

 

                                  H.   Con lettera del 23
gennaio 2015 l’Ufficio di tassazione si rivolgeva al contribuente, chiedendogli
se il suo scritto del 21 gennaio 2015 fosse da considerare quale ricorso contro
la decisione su reclamo del 12 dicembre 2014. Lo avvertiva che in tal caso la
lettera in questione sarebbe stata trasmessa per competenza alla Camera di
diritto Tributario.

                                         Il contribuente rispondeva
al suddetto scritto dell’autorità il 29 gennaio 2015, confermando che la sua
lettera del 21 gennaio era da considerare quale ricorso.

                                         L’Ufficio di tassazione
trasmetteva pertanto a questa Camera lo scritto del 21 gennaio 2015 dei contribuenti.

 

 

                                    I.   Con osservazioni
del 10 febbraio 2015 l’Ufficio circondariale di tassazione propone di
respingere il gravame, confermando la validità del proprio operato.

 

 

                                  L.   Con replica dell’11
febbraio 2015, presentata insieme alla compagna __________ (che aveva a sua
volta presentato reclamo contro la propria tassazione 2013), il contribuente
ribadisce di avere inviato all’autorità fiscale già nel mese di novembre 2014
tutta la documentazione necessaria ad “attestare la verità” di quanto avevano
dichiarato. Indicano che sono entrambi senza impiego e di essere di fatto nulla
tenenti. Pertanto ritengono iniqua la decisione di tassazione d’ufficio che non
corrisponde alla loro reale situazione finanziaria. Osservano che le loro
ragioni sono “state comprese ed accettate” dall’autorità fiscale di __________,
con la quale vi era un problema simile, e che di conseguenza non hanno versato
alcun tributo.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni
degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi
a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente
motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,
ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Infatti, se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

                                         1.2.

                                         Nel caso in esame, la
decisione impugnata ha dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente.
Questa Corte si limiterà pertanto a verificare se sia legittima la decisione
dell’autorità fiscale, che si è rifiutata di entrare nel merito del reclamo
interposto dal contribuente contro la tassazione d’ufficio.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Gli articoli 204
cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD consentono all’autorità di tassazione di procedere
ad una tassazione d’ufficio in base ad una valutazione coscienziosa, se,
nonostante diffida, il contribuente non soddisfa i suoi obblighi procedurali
oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per
mancanza di documenti attendibili. In tale sede si può tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente.

 

                                         2.2.

                                         Contro la decisione di
tassazione il contribuente può reclamare per iscritto all’Autorità di
tassazione entro 30 giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT; art. 132
cpv. 1 LIFD). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata
d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”; il
reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv.
3 LT; art. 132 cpv. 3 LIFD). 

                                         Il termine decorre dal
giorno successivo alla notificazione ed è reputato osservato se l’opposizione
perviene all’autorità di tassazione o è consegnata a un ufficio postale
svizzero ovvero a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera
all’estero il giorno della scadenza (art. 192 LT).

                                         L’art. 192 cpv. 5 LT
precisa che tale termine, stabilito dalla legge, è perentorio, essendo prevista
una deroga solo quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine,
vale a dire quando è provato che l’inosservanza del termine è da attribuire a
servizio militare o a servizio civile, a malattia, ad assenza dal cantone o ad
altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante.

                                         In linea di principio, si
può entrare nel merito di un ricorso tardivo solo se il contribuente è stato
impedito di presentarlo in tempo utile per un motivo che non era prevedibile
(ASA 61 p. 523), mentre una colpa da parte del richiedente o del suo rappresentante
esclude la restituzione del termine (ASA 60 p. 630 = RF 1992 p. 220; inoltre
DTF 106 II 173).

 

                                         2.3.

                                         Nella fattispecie il
contribuente è stato assoggettato ad una tassazione d’ufficio per mancato
inoltro della dichiarazione fiscale 2013. Come visto, l’ammissibilità di un
eventuale reclamo contro tale decisione era subordinata alle condizioni che la
stessa fosse “manifestamente inesatta” e che il reclamo fosse motivato e indicasse
eventuali mezzi di prova. A prima vista, il contribuente ha adempiuto tali
requisiti, avendo (finalmente) allegato con il reclamo del 25 novembre 2014 la
dichiarazione d’imposta con i relativi documenti giustificativi. L’Ufficio di
tassazione ne ha tuttavia contestato la tempestività, considerando tale scritto
del 25 novembre come un reclamo tardivo contro la tassazione d’ufficio del 17
settembre 2014. Ne consegue che a questa Camera compete esclusivamente la verifica
di quest’ultimo aspetto procedurale, senza la possibilità di entrare nel merito
della dichiarazione fiscale nel frattempo prodotta.

 

                                         2.4.

                                         Richiestogli di
giustificare le ragioni dell’impugnazione tardiva delle decisioni di
tassazione, il contribuente ha spiegato di essere stato assente all’estero per
ragioni professionali e che poi, una volta rientrato in Ticino e aver in
seguito perso il posto di lavoro, si era trasferito in Svizzera interna per
cercare un nuovo impiego.

                                         Una costante giurisprudenza
stabilisce che un soggiorno preventivato all’estero non costituisce motivo di
restituzione del termine, così come non costituisce motivo di restituzione una
partenza per ferie del tutto prevedibile. Per evidenti ragioni, il contribuente
ha l’obbligo di predisporre la propria assenza, organizzandosi in modo tale che
le comunicazioni possano raggiungerlo anche durante la prevista vacanza (CDT n.
80.1997.85 del 3 settembre 1997).

                                         Secondo la stessa
giurisprudenza, la restituzione dei termini per assenza dal Cantone è limitata
ai casi in cui la partenza è inopinata e imprevista, in modo da non permettere
di dare le necessarie disposizioni per quegli incombenti procedurali, che possono
rendersi necessari prima del ritorno (cfr. p. es. CDT n. 188 del 30 aprile 1980 in re S.; n. 283 del 6 settembre 1985 in re H.; n. 469 del 12 dicembre 1986 in re H.; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, II
ediz., vol. III, Basilea 1992, p. 73 e giurisprudenza citata). Anche in questo
frangente l’art. 133 cpv. 3 LIFD trova applicazione; il contribuente deve fare
valere l’impedimento nei trenta giorni dalla fine di quest’ultimo.

 

                                         2.5.

                                         In concreto, proprio
poiché la partenza per l’estero è avvenuta per ragioni lavorative, è evidente
che non si tratta di un’assenza imprevista, che non gli avrebbe consentito di
organizzarsi di conseguenza, per esempio, incaricando una persona di fiducia di
ritirare la sua corrispondenza e di prendere i provvedimenti necessari per
tutelare i suoi diritti. Per gli stessi motivi non può essere ritenuto una
giustificazione valida nemmeno il susseguente trasloco in Svizzera interna per
cercare nuovi sbocchi professionali. Certo, il contribuente non poteva
prevedere di essere licenziato e di trasferirsi poi a __________ nel Canton __________;
ciò non è comunque sufficiente a giustificare una restituzione del termine per
interporre reclamo. Il contribuente avrebbe potuto, se del caso, anche qui
conferire procura ad un’altra persona, affinché si occupasse delle questioni
fiscali.

                                         D’altronde un impedimento
passeggero non può essere preso in considerazione, a maggior ragione quando
quest’ultimo non si presenta alla scadenza del termine per presentare reclamo (Casanova, in: Yersin/Noël [a cura di],
Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 14 ad art.
134 LIFD, p. 1284). Il contribuente ha indicato di aver traslocato ad inizio settembre.
Al Comune di __________ tuttavia il trasferimento di domicilio è stato
annunciato per il 22 settembre 2014. La decisione di tassazione d’ufficio è stata
intimata il 17 settembre 2014, quando cioè il trasferimento del domicilio non
era ancora effettivo. In ogni caso tale circostanza non è sufficiente a giustificare
una restituzione dei termini: l’eventuale impedimento sarebbe comunque cessato
ben prima dello spirare del termine per interporre reclamo. Pur comprendendo le
preoccupazioni che le intervenute difficoltà professionali abbiano generato nel
contribuente, le stesse non sono certamente state tali da impedirgli di
tutelare i suoi interessi fiscali, né, se del caso, di incaricare una terza
persona di occuparsene.

                                         Va altresì ricordato che
il contribuente ha una certa abitudine a trascurare i suoi obblighi fiscali.
Difatti, sia per il 2011 che per il 2012 gli era stata inflitta una multa
disciplinare e nel 2011 era già stato tassato d’ufficio.

 

 

                                   3.   3.1

                                         Alla luce di quanto
precede, si deve concludere che l’Ufficio di tassazione ha a giusta ragione
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, in quanto i motivi da lui
invocati non giustificano la restituzione dei termini conformemente agli art.
195 cpv. 5 LT e133 cpv. 3 LIFD. Per questo motivo questa Camera non può entrare
nel merito delle censure sollevate dal contribuente.

 

                                         3.2

                                         Per quanto attiene alle
difficoltà economiche invocate del contribuente, gli si ricorda che le stesse
non sono in grado di giustificare una modifica della tassazione, ma vanno
semmai fatte valere con una domanda di condono. Giusta l’art. 246 cpv. 1 LT al
contribuente caduto nel bisogno, per il quale il pagamento dell’interesse o
della multa per contravvenzione tornerebbe oltremodo gravoso, gli importi
dovuti possono essere interamente o parzialmente condonati. Secondo l’art. 246
cpv. 2 prima frase LT la domanda di condono, motivata per scritto e corredata
dei mezzi di prova necessari, va presentata all’autorità competente, che decide
sentito l’avviso del Municipio del comune di domicilio o sede del contribuente.

                                         Va comunque rilevato che
l’istituto del condono non può servire a correggere le tassazioni d’ufficio, ormai
passate in giudicato. Esso non va inoltre confuso con un “atto di grazia” al di
sopra della legge: nel rispetto della parità di trattamento di tutti i contribuenti,
esso deve rimanere l’eccezione ed essere accordato solo in presenza di
presupposti precisi (Beusch, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol.
I/2b, 2ª ediz., Basilea 2008, n. 6 ad art. 167 LIFD, p. 603; Filippini/ Mondada, Il condono fiscale
nelle imposte dirette: un “diritto” giustiziabile alla luce dell’art. 29a della
Costituzione federale, in: RtiD I-2008, p. 468).

 

 

                                   4.   Il ricorso è
conseguentemente respinto.

                                         Nonostante l’esito del
ricorso, per tener conto delle difficoltà economiche del ricorrente, si
rinuncia eccezionalmente a porre a suo carico la tassa di giustizia e le spese
processuali.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
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                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di. 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         Il
segretario: