# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64e50feb-42a6-53fd-8dd1-d96943595566
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-02
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 02.09.2014 S 2014 65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2014-65_2014-09-02.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 14 65

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dal giudice Stecher e dalla 

giudice Moser, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 2 settembre 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

rappresentata da Consulenza giuridica andicap,

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni,

convenuto

concernente rendita AI

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1. A._____, 1967, concludeva nel 1986 una formazione nel settore delle 

vendita con l'ottenimento di attestato federale, anche se in seguito 

lavorava prevalentemente nel settore alberghiero. Dieci anni più tardi 

iniziava a lavorare in cucina presso la casa di cura N._____ di O.1._____ 

e nel 2002 conseguiva l'attestato di capacità federale come cuoca. 

Iniziava poi una specializzazione come cuoca per dieta, ma non superava 

gli esami finali. Il 7 marzo 2006, l'assicurata faceva domanda di 

prestazioni AI per disturbi alla spalla destra. Il 3 dicembre 2004 

l'assicurata veniva sottoposta ad un intervento di artrolisi e resezione 

acromio-clavicolare. A questo intervento seguiva il 19 febbraio 2007 una 

nuova acromio-plastica con borsectomia e riparazione della rottura del 

tendine sopraspinato. Nel frattempo, A._____ abbondonava la propria 

attività di cuoca e dal 2007 in poi assumeva la gerenza di un grotto prima 

a O.2._____ e poi a O.3._____. Dal 1. settembre 2009 al 31 agosto 2012, 

l'assicurata veniva riformata in qualità di impiegata di commercio, attività 

considerata più adatta ai disturbi alla spalla presentati. Il 19 febbraio 2010 

veniva praticata un'artroscopia alla spalla destra con ricostruzione della 

cuffia dei rotatori. Il 12 gennaio 2011 e il 9 marzo 2012 l'assicurata veniva 

sottoposta a meniscectomia parziale mediale e poi subtotale al ginocchio 

sinistro. Dal 1. settembre 2012, A._____ è impiegata all'80 % presso 

M._____ di O.1._____, dove alterna l'attività di segretaria (50 %) a quella 

di animatrice (30 %). Nella relazione specialistica del 30 gennaio 2013, il 

reumatologo incaricato dall'AI concludeva all'esigibilità di detta attività in 

ragione della percentuale lavorativa effettivamente prestata dell'80 %. 

2. Dopo aver sentita l'interessata, con decisione 26 marzo 2014, l'Ufficio AI 

del Cantone dei Grigioni rifiutava prestazioni a titolo di invalidità, sia per il 

periodo prima che dopo la riformazione professionale. La differenza del 

37% tra il reddito conseguibile senza invalidità nel 2012 di fr. 60'634.-- e il 

reddito concretamente conseguito di fr. 38'400.-- avrebbe escluso il diritto 

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ad una rendita d'invalidità, non raggiungendo il grado d'impedimento il 

minimo legale del 40%.

3. Nel ricorso proposto al Tribunale amministrativo il 15 maggio 2014, 

A._____ chiedeva il riconoscimento di una rendita d'invalidità di un quarto 

dal 1. agosto 2006 e della metà dal 1. settembre 2012, oltre al ritorno 

degli atti all'amministrazione per accertare il grado del peggioramento 

intervenuto dal settembre 2013. In sostanza, l'assicurata contestava il 

reddito da invalida preso a fondamento per il calcolo del grado 

d'impedimento. Senza il danno alla salute essa avrebbe portato a termine 

la formazione di cuoca per la dieta e realizzato un reddito annuo 

corrispondente a fr. 64'740 nel 2006 ed a fr. 78'000.-- nel 2012. 

Paragonando questi redditi da valida con i redditi ancora conseguibili da 

invalida pari a fr. 36'200.-- nel 2006 ed a fr. 38'400.-- nel 2012 ne 

risulterebbe un grado d'impedimento del 44 % e del 50.8 %, ciò che 

supporterebbe il petito presentato. 

4. Nella risposta di causa del 20 giugno 2014, l'Istituto delle assicurazioni 

sociali del Cantone dei Grigioni, Ufficio AI (qui di seguito semplicemente 

ufficio AI) postulava la reiezione del ricorso. Anche qualora l'assicurata 

avesse seguito la formazione iniziata, il suo reddito senza il danno alla 

salute non sarebbe comunque stato superiore a quanto considerato dagli 

organi AI. 

Considerando in diritto:

1. La controversia verte principalmente sul grado d'invalidità. Ai fini della 

vertenza è bene definire l'eventuale diritto a rendita per il periodo prima 

(considerandi 3 e 4) e per quello dopo (considerando 5) la riformazione 

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professionale, riferendosi i redditi conseguibili da invalida a due attività 

diverse, ovvero lavori semplici e ripetitivi prima e impiegata di commercio 

dopo. Secondo l’art. 4 cpv. 1 della legge federale su l’assicurazione per 

l’invalidità (LAI; RS 831.20) in relazione con l’art. 8 della legge sulla parte 

generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), per 

invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di 

rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, 

conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi 

fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi 

un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, 

malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. L'art. 28 

cpv. 1 LAI prescrive che le assicurate hanno diritto ad una rendita intera 

se sono invalide almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalide 

almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalide almeno al 50% o a 

un quarto di rendita se sono invalide almeno al 40%. In generale, ai sensi 

dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto 

fra il reddito del lavoro che l'assicurata conseguirebbe, dopo l'insorgenza 

dell’invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti 

d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente 

esigibile da lei in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da 

invalida) e il reddito del lavoro che essa avrebbe potuto conseguire se 

non fosse diventata invalida (reddito da valida). Non sono considerati 

effetti di un danno alla salute psichica, e dunque non costituiscono turbe a 

carico dell'assicurazione per l'invalidità, le limitazioni della capacità di 

guadagno cui la persona assicurata potrebbe ovviare dando prova di 

buona volontà, atteso che un danno alla salute psichica produce una 

incapacità al guadagno (art. 7 LPGA) solo nella misura in cui è lecito 

ammettere che l'impiego della capacità lavorativa (art. 6 LPGA) non 

possa più essere pretesa dalla persona assicurata dal profilo pratico 

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sociale oppure risulti insostenibile per la società (DTF 127 V 298 cons. 

4c).

2. a) Decisivo per la determinazione del reddito da valido non è il guadagno 

realizzato nell'ultima attività svolta, bensì il reddito che la persona 

assicurata conseguirebbe, secondo il grado della verosimiglianza 

preponderante, se non fosse diventata invalida. È vero che di regola ci si 

basa sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del 

danno alla salute, se del caso adeguandolo all'evoluzione dei salari. 

Questo perché normalmente, in base all'esperienza comune, la persona 

interessata avrebbe continuato la precedente attività in assenza del 

danno alla salute (DTF 129 V 224 cons. 4.3.1; DAS 2009 AI no. 34, 

sentenza del Tribunale federale 9C_24/2009, cons. 3.2 con riferimenti). 

Tuttavia, in circostanze particolari ci si può scostare da questo valore e 

ricorrere ai dati forniti dalle statistiche salariali, come risultano 

dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari (ISS), edita dall'Ufficio 

federale di statistica (vedi DTF 134 V 325 cons. 4.1, 129 V 224 cons. 

4.3.1 e 126 V 76 cons. 3b). Questo sarà in particolare il caso qualora 

dovessero mancare indicazioni riguardanti l'ultima attività professionale 

dell'assicurata o se l'ultimo salario da lei percepito non dovesse 

corrispondere manifestamente a quello che sarebbe stata in grado di 

conseguire con ogni verosimiglianza in qualità di persona valida; per 

esempio se l'assicurata, prima di essere riconosciuta definitivamente 

incapace al lavoro, si trovava in disoccupazione o aveva già delle 

difficoltà professionali a causa del deterioramento progressivo del suo 

stato di salute o ancora percepiva una remunerazione inferiore alle usuali 

norme salariali (sentenza del Tribunale federale 9C_329/2014 del 1. luglio 

2014 cons. 5.2 e 9C_416/2010 del 26 gennaio 2011 cons. 3.2). E' vero 

che il metodo del confronto dei redditi, stabilito per la determinazione del 

grado d'invalidità, deve avvenire per quanto possibile conformemente a 

concreti elementi di calcolo (UELI KIESER, ATSG-Kommentar, art. 16 

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marginale 11). Per questo, il guadagno mensile che l'assicurata 

conseguiva prima dell'infortunio riveste importanza decisiva per quanto 

rappresenti il giusto indennizzo, tenuto conto della formazione, 

dell'esperienza e delle capacità professionali dell'interessata e della sua 

probabile evoluzione professionale (vedi anche PETER OMLIN, Die 

Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 

168ss.). 

b) Le possibilità di carriera o comunque l'evoluzione professionale verso una 

possibilità di guadagno maggiore possono essere prese in considerazione 

nel calcolo del reddito conseguibile senza invalidità solo per quanto 

fossero già reperibili indizi concreti di questi cambiamenti prima del 

sopraggiungere del danno alla salute. Non possono per contro essere 

tenute in considerazione delle semplici supposizioni o congetture in 

merito all'evoluzione professionale futura. Gli indizi che l'assicurato 

avrebbe intrapreso una carriera e percepito un salario più elevato devono 

essere concreti (sentenza del Tribunale federale 8C_290/2007 del 7 luglio 

2008). La mera dichiarazione d'intenti non è pertanto sufficiente; 

necessario è infatti che tale intenzione sia suffragata da passi concreti, 

quale ad esempio la partecipazione a corsi ecc. (sentenze del Tribunale 

federale 8C_791/2010 del 14 febbraio 2011 e 9C_85/2009 del 15 marzo 

2010). 

3. a) Nel 2002 l'assicurata otteneva l'attestato federale di cuoca. Lo stesso 

anno seguiva un corso per la formazione di apprendisti in azienda. Per il 

calcolo del reddito conseguibile da valida, gli organi AI hanno considerato 

il guadagno effettivamente conseguito dall'assicurata in qualità di cuoca 

presso la casa di cura dove era occupata fino al sopraggiungere del 

danno alla salute. Per la ricorrente, tale retribuzione non terrebbe nella 

giusta considerazione il fatto che sarebbe divenuta capo cuoca e che 

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avrebbe disposto dell'attestato di capacità per formare gli apprendisti. Per 

quanto riguarda la possibilità di divenire capo cuoca, nulla agli atti 

supporta tale tesi che resta pertanto una mera presunzione non 

suscettibile di essere presa in considerazione. Parimenti priva di supporti 

oggettivi è la considerazione che la formazione conseguita nel 2002, 

relativa all'abilitazione per la formazione di apprendisti, avrebbe dovuto 

giustamente comportare una retribuzione maggiore di quella 

effettivamente versata alla lavoratrice. Nei quattro anni successivi a tale 

formazione l'assicurata non ha mai avanzato pretese in questo senso, per 

cui occorre partire dal presupposto che il salario che le veniva versato 

corrispondesse anche alle prestazioni fornite e che la lavoratrice avesse 

accettato tale remunerazione. Del resto i dieci anni di attività svolta 

presso la casa di cura in oggetto non permettono di concludere che il 

salario corrisposto alla dipendente non corrispondesse anche alle sue 

effettive prestazioni.

b) Giusta la tesi di ricorso, l'istante avrebbe però senza il danno alla salute 

conseguito il diploma di "cuoca per la dieta". Nel 2004, l'assicurata ha in 

effetti seguito i corsi per tale specializzazione, ma non ha superato gli 

esami pratici. Per la ricorrente, l'insuccesso andrebbe attribuito 

interamente al danno alla salute, come avrebbe del resto attestato a 

posteriori anche il precedente datore di lavoro. L'attestazione rilasciata il 

29 aprile 2013 non è però atta comprovare quanto l'istante pretende o 

quanto il datore di lavoro sostiene. Che questi certifichi, anni dopo la 

cessazione dell'attività, che l'assicurata avrebbe conclusa la propria 

formazione di cuoca per la dieta se non avesse avuto problemi di salute è 

ai fini del giudizio irrilevante, in quanto dagli atti all'incarto i motivi 

dell'insuccesso degli esami pratici non possono essere, con il necessario 

grado della probabilità preponderante, ascritti al danno alla salute. 

Dall'indagine svolta presso i responsabili della formazione, non era a 

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posteriori possibile risalire al motivo della bocciatura. Da quanto risulta 

però dal regolamento per detta formazione, gli esami pratici riguardavano 

la preparazione di un menu sull'arco di 5 ore. Nell'estate del 2004, 

allorquando aveva luogo la sessione d'esame, l'assicurata era ancora 

completamente abile al lavoro e svolgeva normalmente la sua attività in 

qualità di cuoca presso la casa di cura. Quell'anno vi erano state assenze 

con incapacità lavorativa completa dal 23 al 29 febbraio, dal 27 aprile al 2 

maggio e per tutto il mese di dicembre (intervento alla spalla). Le prime 

due assenze del 2004 non vengono però messe necessariamente in 

relazione con la spalla. Per motivi di salute è allora poco probabile che 

essa non fosse in grado di eseguire il lavoro pratico previsto dagli esami 

per la durata di cinque ore, pur continuando altrimenti a lavorare 

completamente. Giusta le indicazioni fornite dalla responsabile degli 

esami, l'assicurata si sarebbe poi riannunciata per rifare gli esami durante 

la sessione del 2005, ma non si sarebbe presentata. Dall'8 aprile al 16 

agosto 2005 veniva però medicalmente attestata la piena abilità 

lavorativa. Il fatto di voler rifare l'esame depone poi più propriamente a 

favore della bocciatura per motivi indipendenti dalla salute, giacché dal 

2004 in poi vi sarebbe semmai stato un peggioramento della situazione 

della spalla, cosa che avrebbe probabilmente indotto l'interessata a 

desistere dal suo proposito. Ma anche la scelta professionale fatta dopo il 

2005 con l'abbandono del posto di lavoro non permette un diverso 

giudizio. L'assicurata ha lasciato il lavoro di cuoca per assumere la 

gerenza di un grotto, nel quale era comunque ancora sempre occupata in 

cucina durante il mezzogiorno e la sera. Questi elementi non permettono 

allora di concludere che l'esame pratico di cuoca per la dieta non sia stato 

superato per motivi di salute, anche considerata la sua effettiva durata. 

Per il resto se l'assicurata fosse stata così fortemente impedita nelle sue 

mansioni di cuoca come pretende, resta difficilmente spiegabile la scelta 

professionale fatta dopo aver lasciato il posto di lavoro presso la casa di 

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cura, con la ripresa di quella che era reputata propriamente l'attività che 

non riusciva a svolgere. In base pertanto agli elementi agli atti, 

l'assicurata non ha portato a termine la formazione di cuoca per la dieta 

per motivi estranei al danno alla salute. Non si giustifica pertanto la presa 

in considerazione di un salario da valida diverso da quello che l'assicurata 

avrebbe potuto ottenere in qualità di cuoca qualificata presso il 

precedente datore di lavoro.

4. a) In cifre, non è contestato che l'assicurata sia definitivamente inabile al 

50% nella precedente attività di cuoca dall'agosto del 2005. In 

precedenze vi erano delle alternanze nell'abilità lavorativa, con dei periodi 

di piena attività come risulta dalla distinta allestita dal datore di lavoro in 

data 24 marzo 2006. Allo scadere del termine di attesa, che allora era di 

un anno, giusta l'allegazione fornita dal precedente datore di lavoro, 

l'assicurata avrebbe avuto diritto ad un salario come cuoca di fr. 4'283.--, 

corrispondente ad un reddito annuo di fr. 55'679.--. Vada per inciso 

rilevato che giusta la tabella TA 1 dell'ISS, questo salario è comunque 

inferiore a quello di fr. 4'763.--, allora corrisposto ad una persona 

qualificata nel settore sanitario, ciò che comprova almeno in parte la tesi 

della convenuta, giusta la quale i salari qui determinanti per una cuoca 

non sono necessariamente quelli conseguibili per una persona qualificata 

in ambito sanitario, ma possono anche far riferimento a quelli corrisposti 

in caso di formazione professionale specifica nel settore della 

ristorazione. 

b) Dopo il danno alla salute, l'assicurata ha assunto la gerenza di un grotto, 

ma si è sempre rifiutata di fornire indicazioni concrete in merito al salario 

conseguibile in detta attività. Veniva semplicemente fatto accenno ad un 

guadagno mensile di fr. 3'000.-- scarsi, ma che "attendeva la bella 

stagione per maggiori introiti". Parimenti venivano fornite solo vaghe 

informazioni su pretesi "familiari" reputati aiutare l'assicurata nella 

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gerenza dell'esercizio pubblico, anche per giustificare un'attività a metà 

tempo. Giustamente pertanto, per il reddito conseguibile da invalida 

venivano scelti i dati dell'ISS. Giusta la TA1 dell'ISS, nel 2006 in un'attività 

semplice e ripetitiva l'assicurata sarebbe stata in grado di realizzare un 

salario mensile di fr. 4'019.-- e quindi un reddito annuo di fr. 48'228.--. 

Poiché i dati statistici si riferiscono ad un tempo di lavoro di 40 ore 

settimanali, mentre il tempo di lavoro medio era nel 2006 di 41.7 ore 

lavorative (vedi Die Volkswirtschaft, 4/2004, tabelle B 9.2 e 10.2), il 

reddito così adattato risulta essere di fr. 50'277.--. Non essendo 

contestato cha all'epoca l'assicurata fosse abile al lavoro in un'attività 

adatta solo in ragione dell'80 % e non essendo neppure contestata la 

riduzione del 10 % per attività a carattere leggero, ne risulta un reddito da 

invalida di fr. 36'199.--. Operando il paragone tra questi due redditi ne 

risulta un grado l'invalidità del 35 %, ciò che esclude il diritto a rendita per 

il periodo prima della riformazione professionale. 

c) Dal 1. settembre 2009 al 31 agosto 2012, l'assicurata veniva riformata in 

qualità di impiegata di commercio e durante la formazione le venivano 

corrisposte le regolari indennità giornaliere e rimborsate le spese. Per 

questo periodo quindi la richiesta di corresponsione di una rendita 

d'invalidità non trova alcuna giustificazione. 

5. a) Alla conclusione della riformazione professionale in qualità di impiegata di 

commercio e per definire comunque la questione dal profilo medico, 

l'istante veniva sottoposta ad una indagine reumatologica e a questo 

scopo visitata il 17 gennaio 2013 dal dott. med. B._____, il quale 

distingueva tra le diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa 

della peritanda e quelle senza valenza invalidante. Erano reputate 

incidere sull'abilità lucrativa residua la periartropatia omero-scapolare 

tendinopatica con leggera sintomatologia da impingement alla spalla 

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destra, la periartropatia alle ginocchia bilateralmente e la condropatia del 

compartimento mediale del ginocchio sinistro. A carattere non invalidante 

erano invece le lombalgie recidivanti, i dolori ai piedi, la sindrome 

cervicale e la fibromialgia. Nella relazione del 30 gennaio 2013, il 

reumatologo considerava poco indicate allo stato della paziente le attività 

lavorative che richiedevano l'utilizzo del braccio con forza o contro 

resistenza, dei lavori ripetitivi con il braccio o quelli da svolgere con l'arto 

destro alzato sopra l'orizzontale. Inadatte erano parimenti le attività che 

necessitavano di portare pesi oltre i due chilogrammi sopra l'orizzontale, 

di assumere la posizione inginocchiata, di salire o scendere ripetutamente 

le scale o lo spostamento su terreni sconnessi. Concretamente, l'attività 

scelta, molto variata, era reputata particolarmente indicata alla situazione 

dell'assicurata. Nell'esercizio di questo lavoro di ufficio e ricreativo, lo 

specialista quantificava la riduzione del rendimento del 20 %. In detta 

attività l'assicurata era tenuta svolgere i tipici lavori d'ufficio intercalati 

però con il servizio allo sportello, il centralino telefonico, il recapito della 

posta ai pazienti, l'andare all'ufficio postale o a fare piccole commissioni. 

La parte ricreativa era lasciata alla libera gestione dell'istante con letture, 

racconti, organizzazione della tombola e del cruciverba di gruppo. 

Nell'esercizio di questo lavoro di ufficio e ricreativo, lo specialista 

quantificava la riduzione del rendimento del 20 %. Questa valutazione da 

effettivamente adito a qualche perplessità in quanto una riduzione del 

rendimento del 20 % lascia presupporre l'esercizio di un'attività a tempo 

pieno, mentre l'assicurata svolge un lavoro solo in ragione dell'80 %. 

Inoltre, pur avendo l'interessata puntualmente spiegate le attività svolte, il 

giudizio sul ridotto rendimento non è supportato da alcuna considerazione 

di carattere concreto. Soprattutto dopo una riformazione professionale 

volta soprattutto a scongiurare un'invalidità, una precisa valutazione del 

grado d'impedimento riscontrato nel lavoro svolto era di dovere. In ogni 

caso, alla sola luce delle limitazioni riferite dall'esperto, la valutazione 

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operata non è del tutto convincente. Sembra piuttosto che il perito si sia 

limitato a confermare il grado d'abilità lavorativa effettivamente prestato 

dalla paziente. 

b) Secondo la costante giurisprudenza del Tribunale Federale delle 

assicurazioni, il Giudice delle assicurazioni sociali giudica la legalità delle 

decisioni impugnate basandosi sullo stato di fatto attuale al momento dell’ 

emanazione della  decisione litigiosa (DTF 131 V 412 cons. 2.1.2.1, 121 V 

366 cons. 1b e 116 V 246 cons. 1a). D’altro canto, situazioni atte a 

modificare posteriormente uno stato di fatto devono essere oggetto di una 

nuova decisione per quanto le stesse non siano idonee a influire sulla 

situazione al momento della decisione (DTF 118 V 204 cons. 3a e 99 V 

98 cons. 4). Già il 6 maggio 2013, dopo l'emanazione del decreto 

provvisorio, l'assicurata chiedeva che la sua situazione di salute venisse 

chiarita anche per quanto riguardava l'aspetto psichico, allegando un 

certificato del dott. med. C._____. In detta relazione del 2 maggio 2013, il 

medico curante poneva, tra le altre, la diagnosi di sindrome ansioso 

depressiva. Nel rapporto steso dal centro d'accertamento professionale di 

O.3._____ del 19 dicembre 2008 viene fatto accenno ad una fragilità 

psichica suscettibile di condizionare il progetto di formazione e quindi la 

ripresa lavorativa (vedi pag. 5). La problematica di tipo ansioso-

depressivo veniva evocata anche nel rapporto 23 giugno 2009 della 

consulente per l'integrazione dell'AI, nelle relazioni docenti del 20 aprile 

2010, 22 marzo e 19 luglio 2011 e nell'aggiornamento allestito dal medico 

curante il 5 marzo 2012. Anche nella perizia reumatologica del 30 

gennaio 2013, il dott. med. B._____ fa ampiamente riferimento a tale 

problematica (pag. 6). In questo senso quindi, la richiesta di una 

valutazione medica peritale che considerasse anche questo aspetto della 

problematica si sarebbe imposta. A questo si aggiunge il preteso 

aggravamento della salute psichica dell'assicurata, attestato in sede di 

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ricorso, ma riferito al periodo antecedente l'emanazione del 

provvedimento impugnato. Il 7 aprile 2014, lo psichiatra che segue 

l'assicurata dal settembre 2013 le diagnosticava una sindrome ansiosa 

generalizzata (ICD-10 F41.1) e un episodio depressivo di media gravità 

(ICD-10 F32.1) che la renderebbe inabile dal profilo psichico al 50 %. 

Anche la datrice di lavoro attesta un calo del rendimento dall'estate del 

2013 e considera che il grado dell'abilità lavorativa effettiva corrisponda al 

50 %. 

c) Indipendentemente dalla validità del giudizio espresso in termini di 

inabilità, sia dalla datrice di lavoro che dallo psichiatra curante, valutazioni 

avanzate del resto solo otto mesi dopo la pretesa insorgenza 

dell'aggravamento e a giudizio conosciuto sul rifiuto della rendita 

d'invalidità, per questo Giudice la problematica a livello psichico e/o il suo 

eventuale aggravamento avrebbe comunque dovuto essere meglio 

chiarita fin dall'inizio, accanto a quella reumatologica, nell'ambito di una 

valutazione pluridisciplinare. In questo senso gli atti vengono ritornati 

all'ufficio AI per una nuova definizione del grado d'impedimento 

riscontrato dall'assicurata nell'esercizio della nuova attività a partire dal 

settembre 2012.

6. In conclusione, per quanto riguarda il rifiuto di una rendita d'invalidità dal 

1. agosto 2006 al 31 agosto 2012, il ricorso è respinto. Senza successo 

resta anche la pretesa di prendere come reddito da persona valida 

un'indennità per una formazione non conclusa per motivi non imputabili 

allo stato di salute. Per contro, per il periodo a partire dal 1. settembre 

2012, il ricorso è parzialmente accolto nel senso dei considerandi e gli atti 

vengono rinviati agli organi AI per l'esecuzione degli accertamenti 

necessari e la resa di una nuova decisione. In deroga all’art. 61 lett. a 

LPGA, la procedura di ricorso in caso di controversie relative 

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all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale 

delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata 

tra fr. 200.-- e fr. 1000.-- in funzione delle spese di procedura e senza 

riguardo al valore litigioso (art. 69 cpv. 1bis LAI). L'esito della controversia 

giustifica pertanto una proporzionale ripartizione delle spese in ragione di 

2/3 a carico della ricorrente e di 1/3 a carico dell'ufficio AI, il quale è 

tenuto a rifondere alla ricorrente anche un'indennità ridotta a titolo di 

ripetibili (art. 61 lett. g LPGA). Nella nota d'onorario introdotta a questo 

Giudice il 29 luglio 2014, l'associazione di autoaiuto che difende gli 

interessi dell'istante fa valere una tariffa oraria di fr. 250.--. Giusta la 

prassi sancita in PTA 2010 no. 32, davanti al Tribunale amministrativo le 

organizzazioni di autoaiuto e le assicurazioni di protezione giuridica 

hanno diritto attualmente ad un’indennità oraria di fr. 160.--. Infatti, per il 

Tribunale federale spetta ai cantoni stabilire una tariffa oraria che si situi 

tra i fr. 130.-- ed i fr. 180.-- (vedi sentenze del Tribunale federale 

9C_415/2009 del 12 agosto 2009 e 9C_688 /2009 del 19 novembre 

2009). La nota viene pertanto ridotta a 15 ore e 50 minuti alla tariffa di fr. 

160.--, per un ammontare di fr. 2'532,--. L'importo maggiorato delle spese 

fatte valere ammonta allora complessivamente a fr. 2'729.--, di cui un 

terzo, ovvero fr. 910.--, va a carico della convenuta. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è parzialmente accolto nel senso dei considerandi e la decisione 

impugnata è annullata per quanto riguarda il rifiuto di una rendita 

d'invalidità dal 1. settembre 2012. A questo proposito gli atti sono rinviati 

all'ufficio AI per l'esecuzione dei necessari accertamenti e l'emanazione di 

una nuova decisione. Per il periodo tra il 1. agosto 2006 e il 31 agosto 

2012 il ricorso è respinto. 

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2. Vengono prelevati dei costi di fr. 700.--, il cui importo sarà versato per 2/3 

da A._____ e per 1/3 dall'ufficio AI entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. L'Ufficio AI versa a A._____ fr 910.-- a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]