# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9314cb8b-b7f9-52e1-8b46-c8f7ccfb448a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-10-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 02.10.1995 52.1995.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1995-110_1995-10-02.html

## Full Text

Incarto n.

  52.95.00110

  DP 190/95

  leo

  	
  Lugano

  2 ottobre 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Gardo
  Petrini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  26 luglio 1995 di

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 12 luglio 1995 del Dipartimento delle
  istituzioni che nega all'insorgente il rilascio della licenza per il porto
  d'armi;

  

 

 

vista
la risposta 23 agosto 1995 del Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che
con decisione 27 febbraio 1995 il Dipartimento delle istituzioni ha negato ad
__________ la licenza di porto d'armi non ritenendo soddisfatte le premesse
esatte dalla legge per il suo rilascio;

 

                                         che
in particolare l'autorità dipartimentale ha ritenuto che l'attività di
portavalori svolta dal richiedente in una piccola ditta di import-export del
Mendrisiotto di cui é anche amministratore unico, non giustificasse il rilascio
della richiesta licenza;

 

 

                                         che
il 19 maggio 1995 __________ ha presentato una nuova istanza sostenendo di
avere il sospetto di venir pedinato e osservato durante i suoi spostamenti;

 

 

                                         che
con risoluzione 12 luglio 1995 il Dipartimento delle istituzioni ha respinto la
domanda non ritenendo sufficientemente attendibili le affermazioni dell'istante
in punto "all'esistenza di un pericolo serio, tale da giustificare il
rilascio di una licenza di porto d'armi";

 

 

                                         che
avverso la premessa pronuncia __________ insorge ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo postulandone l'annullamento; 

 

 

                                         che,
in sostanza, l'insorgente ribadisce, sviluppandole, le medesime argomentazioni
già sollevate senza successo dinanzi all'autorità di prima istanza;

 

 

                                         che
all'accoglimento dell'impugnativa si oppone l'autorità dipartimentale senza formulare
particolari considerazioni;

 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che
il ricorso, tempestivo, é ricevibile in ordine giusta l'art. 31 Larmi e può
essere deciso sulla base degli atti senza istruttoria (art. 18 PAmm);

 

 

                                         che
giusta l'art.20 Larmi il richiedente della licenza di porto d'armi deve
anzitutto motivare la propria domanda; in particolare, egli deve offrire una confacente
dimostrazione della sussistenza di attuali e di accresciuti pericoli di
attentati alla sua integrità fisica o ai suoi beni. In sostanza egli deve
offrire la dimostrazione della presenza di un pericolo concreto e non solo
ipotetico alla sua incolumità (cfr. RDAT 1977 N. 74);

 

 

                                         che
nel caso concreto il ricorrente, oltre a ribadire la pericolosità della sua
attività di portavalori, afferma di avere il sospetto di venir pedinato ed
osservato durante i suoi spostamenti;

 

                                         che
la predetta affermazione ricorsuale costituisce un fatto nuovo senz'altro
rilevante ai fini del presente giudizio, ciò che giustifica un riesame della
decisione precedentemente emanata dall'autorità dipartimentale;

 

 

                                         che
tuttavia quanto addotto dall'insorgente non é corroborato da alcun riscontro oggettivo
(o indizio) tale da rendere almeno verosimile il proprio assunto;

 

 

                                         che,
in assenza di validi elementi probatori, il semplice sospetto del ricorrente di
essere pedinato manifestamente non basta per sostanziare il paventato pericolo
alla propria incolumità;

 

 

                                         che
ciò premesso, non essendo stato in grado l'insorgente di dimostrare la presenza
di un pericolo concreto, condizione indispensabile per il rilascio del permesso
di porto d'armi, la decisione dipartimentale di reiezione dell'istanza deve
essere confermata e il ricorso respinto;

 

 

                                         che
tassa di giustizia e spese seguono la soccombenza;

 

 

 

visti
gli art. 20, 31 Larmi; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

                                   2.   Le
spese e la tassa di giustizia di fr. 500.-- sono a carico del ricorrente.

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario