# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8f9d66ee-d3f8-5690-8769-e32d3d46cba2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-10-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.10.2023 D-3337/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3337-2023_2023-10-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3337/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3 0  o t t o b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Barbara Balmelli;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo e allontanamento (senza esecuzione dell'allontana-

mento);  

decisione della SEM del 11 aprile 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessato ha presentato in Svizzera il  

(…) luglio 2022, 

il verbale relativo all’audizione sui motivi d’asilo del (…) febbraio 2023 

(cfr. atto SEM n. [{…}] - 25/15), 

la decisione di assegnazione alla procedura ampliata del (…) marzo 2023  

(cfr. atto SEM n. 26/2), 

la decisione della Segreteria di Stato della migrazione dell’(…) aprile 2023, 

notificata il (…) maggio 2023 (cfr. atto SEM n. 33/1), per mezzo della quale 

tale autorità ha negato al ricorrente la qualità di rifugiato e ha respinto la 

sua domanda d’asilo, pronunciando contestualmente il suo allontanamento 

dalla Svizzera, salvo però ammetterlo provvisoriamente per causa d’inesi-

gibilità dell’esecuzione dello stesso, 

il ricorso datato (…) giugno 2023, inviato il (…) giugno 2023 (cfr. timbro sul 

plico raccomandato; data d’entrata: […] giugno 2023), con il quale il ricor-

rente è insorto contro tale decisione dinanzi al Tribunale amministrativo fe-

derale (di seguito: il Tribunale), concludendo all’accoglimento dell’impu-

gnativa, all’annullamento della decisione avversata, al riconoscimento 

della qualità di rifugiato e alla concessione dell’asilo in Svizzera; conte-

stualmente, l’insorgente ha presentato istanza di concessione dell’assi-

stenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal pagamento delle spese an-

ticipate di giustizia, e ha protestato spese e ripetibili, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA (RS 172.021), dalla 

LTAF (RS 173.32) e dalla LTF (RS 173.110), in quanto la LAsi (RS 142.31) 

non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi), contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF), il 

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ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1  

lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è 

deciso dal giudice unico con l’approvazione di una seconda giudice  

(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente  

(art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che questionato in merito ai suoi motivi d’asilo, l’interessato ha riferito che, 

in sostanza e per quanto qui di rilievo, i talebani, il (…), avrebbero prelevato 

il padre ed il fratello dalla loro casa e starebbero tutt’ora ricercando il ricor-

rente, per via, a suo dire, della sua attività quale soldato semplice in seno 

all’esercito nazionale afghano prima della caduta del precedente governo, 

che l’insorgente, a sostegno delle proprie allegazioni, ha prodotto una fo-

tocopia di una tessera bancaria e sei fotografie che lo ritrarrebbero in uni-

forme militare, 

che nella decisione impugnata la SEM ha osservato come i motivi d’asilo 

invocati non fossero stati resi verosimili dal richiedente ex art. 7 LAsi; che, 

infine, la SEM ha pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla Sviz-

zera, rinunciando tuttavia all’esecuzione dello stesso provvedimento per 

inesigibilità, 

che con il suo ricorso, l’insorgente avversa le valutazioni di cui al provvedi-

mento impugnato,  

che ciò posto, oggetto d’esame qui a seguire è il mancato riconoscimento 

della qualità di rifugiato, la mancata concessione dell’asilo e l’allontana-

mento dalla Svizzera, 

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che ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 LAsi la Svizzera accorda in principio asilo ai 

rifugiati; che sono rifugiati le persone che, nel Paese di origine o di ultima 

residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, reli-

gione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per 

le loro opinioni politiche ovvero hanno fondato timore di essere esposte a 

tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi); che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile  

(art. 3 cpv. 2 LAsi), 

che chi domanda asilo deve provare o per lo meno rendere verosimile la 

sua qualità di rifugiato; che la qualità di rifugiato è resa verosimile se l’au-

torità la ritiene data con una probabilità preponderante; che inverosimili 

sono le dichiarazioni le quali risultano contraddittorie in punti essenziali, 

che sono incongrue ai fatti o che si fondano su mezzi di prova falsi o falsi-

ficati (art. 7 LAsi; cfr. sul tema della verosimiglianza DTAF 2015/3  

consid. 6.5.1 e relativi riferimenti), 

che, per quanto concerne l’analisi della verosimiglianza effettuata dall’au-

torità di prime cure, la stessa è stata contestata solo genericamente dal 

ricorrente, che non ha apportato alcun nuovo elemento concreto a soste-

gno delle proprie allegazioni nemmeno in sede d’impugnativa, 

che per quanto riguarda la propria asserita attività quale soldato semplice 

in forza all’esercito afghano, il Tribunale condivide l’analisi effettuata 

dall’autorità di prime cure; che infatti l’interessato ha descritto in modo 

molto generico le proprie mansioni e che i dettagli forniti dopo essere stato 

questionato in merito non sono compatibili con il livello di approfondimento 

che ci si aspetterebbe da una persona che avrebbe svolto, a suo dire, tale 

pericolosa attività tra il (…) ed il (…); che neppure con l’allegato ricorsuale 

l’interessato ha circostanziato la propria attività, mancando altresì di pro-

durre ulteriori mezzi di prova relativi all’asserito periodo trascorso nell’eser-

cito, nonostante egli ne abbia avuto il tempo e sia in contatto regolare con 

la madre in Afghanistan, 

che, in relazione alle asserite persecuzioni da parte dei talebani nei suoi 

confronti e della sua famiglia, le stesse sono state riferite dall’interessato 

in modo generico e riportate unicamente per sentito dire da parte della ma-

dre; che inoltre, egli non ha neppure circostanziato le discussioni avute con 

quest’ultima nonostante sia stato questionato molteplici volte in tal senso 

(cfr. atto SEM n. 25/15, D81, D82, D83, D84, D85 e D86); che per stessa 

ammissione del ricorrente, né lui, né la madre, sarebbero a conoscenza 

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del motivo per cui i talebani siano alla sua ricerca, se non per le supposi-

zioni della madre (cfr. atto SEM n. 25/15, D74, D76, D77 e D87); che per-

tanto l’interessato non ha reso verosimili neppure le asserite persecuzioni 

per mano dei talebani, 

che, nemmeno i mezzi di prova prodotti dal richiedente forniscono elementi 

a favore della verosimiglianza dei motivi addotti; che per quanto concerne 

le sei fotografie che lo ritrarrebbero in divisa militare e in una stanza con 

molte armi, le stesse risultano facilmente producibili ai fini dei bisogni di 

causa e pertanto non comprovano l’asserita attività in seno all’esercito af-

ghano; invece, la tessera bancaria, prodotta unicamente in copia, risulta 

facilmente falsificabile e non è possibile ricondurla al richiedente, vista l’as-

senza del nome completo del detentore, oltre che la presenza sulla stessa 

di una fotografia di qualità insufficiente per poter identificare la persona ri-

tratta, 

che quindi, nel caso in rassegna, il Tribunale sottoscrive l’apprezzamento 

dell’autorità inferiore, ossia che il ricorrente non ha reso verosimili i motivi 

d’asilo ex art. 7 LAsi, 

che a giusto titolo l’autorità inferiore non ha quindi riconosciuto la qualità di 

rifugiato e ha negato la concessione dell’asilo al ricorrente, 

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione, te-

nendo però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi),  

che visto quanto precede, e non adempiendo il ricorrente le condizioni in 

virtù delle quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allonta-

namento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 44 LAsi nonché art. 32 

dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 

1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 

10.1), il Tribunale è tenuto a confermare la pronuncia dell'allontanamento, 

che pertanto, con la decisione impugnata la SEM non ha violato il diritto 

federale né ha abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), 

che il ricorso va quindi respinto, 

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che essendo manifestamente infondato, il ricorso è privo di probabilità di 

esito favorevole, dimodoché la domanda di assistenza giudiziaria, nel 

senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, va respinta, 

che visto l’esito della procedura le spese processuali di CHF 750.- che se-

guono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di fr. 750.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 

succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: