# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9dd8eb42-5cdb-5069-afa6-916e21155c44
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.04.2010 39.2009.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2009-5_2010-04-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2009.5

   

  cr/DC/sc

  	
  Lugano

  29 aprile
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa
  Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 settembre 2009
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 12 agosto
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   La Cassa
cantonale assegni familiari (di seguito la Cassa), con decisione su reclamo del
12 agosto 2009, ha confermato il proprio provvedimento del 20 novembre 2008,
con cui ha ordinato a RI 1 di restituire l’importo di fr. 16'590.-- percepiti a
torto a titolo di assegni integrativi e di prima infanzia dal 1° marzo al 31
dicembre 2006 (cfr. doc. B1; doc. 22).

 

                                         In
particolare l’amministrazione ha indicato di avere ricalcolato le prestazioni
effettivamente spettanti all’assicurata, in quanto dalla notifica di tassazione
2006 emessa il 5 dicembre 2007 risultava un reddito da attività indipendente di
fr. 50’000.--, invece dell’importo di fr. 12'000.-- computato nel calcolo degli
assegni familiari per il 2006 (cfr. doc. B1).

 

 

                                         La Cassa
ha infine indicato che la domanda di condono interposta dall’assicurata con
scritto del 26 gennaio 2009 “sarà evasa con decisione su reclamo non appena la
presente decisione passerà in giudicato” (doc. B1).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su reclamo del 12 agosto 2009 l’assicurata ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA nel quale ha postulato l’annullamento del provvedimento
impugnato.

                                         A
motivazione delle proprie pretese ricorsuali, l’insorgente ha addotto che la
tassazione d’ufficio relativa all’anno 2006, che fissa in fr. 50'000 il reddito
da attività indipendente, “è arbitraria e non corrisponde alla realtà”, dato
che ella ha lavorato al massimo nella misura del 60%, avendo un figlio di due
anni.

                                         L’assicurata
ha poi rilevato che dal 1996 fino al 2005 il reddito accertato relativo alla
sua attività è sempre stato di fr. 15’000-20'000, sottolineando che il suo
“grande sbaglio è stato quello di non avere fatto opposizione alla decisione di
tassazione 2006 per ignoranza e per problemi familiari”.

                                         Al
contrario, l’insorgente ha rilevato di avere inoltrato, per tempo, reclamo
contro la notifica di tassazione del 12 novembre 2008 relativa all’anno 2007,
che indicava un reddito da attività indipendente accertato di fr. 40'000. A seguito di tale reclamo, l’Ufficio tassazione, in data 5 gennaio 2009, ha emesso un “calcolo dell’imponibile dopo reclamo”, nel quale ha ridotto a fr. 30'000 l’importo
del reddito da attività indipendente principale dell’assicurata.

                                         L’assicurata
ha infine osservato che “è evidente che se devo rimborsare la somma
sopramenzionata, sono veramente nei guai e devo pensare seriamente a liquidare
la mia impresa prima di fare fallimento” (doc. I).

 

                               1.3.   La Cassa, in
risposta, si è riconfermata integralmente nella decisione su reclamo del 12
agosto 2009 (doc. V).

 

                               1.4.   Pendente
causa, il TCA ha chiesto all’assicurata di trasmettere copia della risposta
ricevuta dall’Ufficio di tassazione competente in merito alla sua richiesta di
riesame della decisione di tassazione relativa all’anno 2006 (doc. VII).

 

                                         Con
scritto del 24 dicembre 2009, l’assicurata ha trasmesso al TCA copia del
verbale di audizione del 18 novembre 2009 presso l’Ufficio di tassazione di __________,
concernente “istanza di revisione 2006” (doc. VIII + bis).

 

 

                               1.5.   In data 11
gennaio 2010 il TCA ha chiesto all’assicurata di trasmettere copia della
decisione di tassazione dopo reclamo relativa all’anno 2006 e, appena in suo
possesso, della decisione dell’autorità fiscale in merito all’istanza di
revisione 2006 (doc. XI).

 

                                         Con
scritto del 14 marzo 2010 l’assicurata ha trasmesso a questo Tribunale copia
della decisione di tassazione 2006 dopo reclamo, rilevando di non avere ancora
ricevuto la decisione dell’autorità fiscale in merito all’istanza di revisione
2006 (XIII + C).

 

                               1.6.   Con scritto
del 17 marzo 2010 il TCA ha preso atto che l’autorità fiscale non ha ancora
evaso l’istanza di revisione, invitando la ricorrente a prontamente trasmettere
al Tribunale la decisione che riceverà dall’Ufficio circondariale di tassazione
(doc. XIV).

 

                                         In data
26 aprile 2010 l’assicurata ha trasmesso al TCA la decisione del 24 novembre
2009 dell’Ufficio circondariale di tassazione di __________, con la quale è
stata respinta la sua istanza di revisione (doc. XV).

 

                                         I
documenti VII, VIII+bis, XI, XIII+C, XIV e XV sono stati trasmessi alla Cassa
per conoscenza (cfr. doc. XVI). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e
non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o
della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge
sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2009 è entrata in vigore la Legge federale sugli assegni di famiglia
(LAFam) del 24 marzo 2006 e la relativa Ordinanza (OAFam; cfr. RU 2008 pag. 131 segg.).

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.
3;SVR 2003 IV  Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA
20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF
118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

                                         Nel caso
in esame la lite verte sulla questione di sapere se l’assicurata deve
restituire oppure no l’importo di fr. 16’590.--, corrispondenti ad assegni
integrativi e di prima infanzia percepiti nel periodo dal mese di marzo 2006 al
mese di dicembre 2006. 

                                         Di
conseguenza i nuovi disposti della LAFam non sono applicabili in concreto.

 

                               2.3.   L’assegno
integrativo è regolato dagli art. 24segg. LAF.

                                         L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per potere beneficiare dell'assegno
integrativo:

 

" 
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto
all’assegno, per il figlio, se cumulativamente: 

a)   coabita, anche soltanto in forma parziale,
con il figlio; 

b)   ha il domicilio nel Cantone da almeno tre
anni; 

c)   soddisfa
i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,
ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)

... (cpv. 3)."

 

                                         L'art. 27
LAF prevede altresì che:

 

" 
Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo
massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,
definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i
quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)

In ogni caso, dall’importo erogabile vanno
dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."

 

 

                               2.4.   Gli art. 31
e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima
infanzia.

 

                                         L’art. 32
LAF, che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:

 

" 
I genitori hanno diritto all’assegno, per il
figlio, se cumulativamente: 

a) sono domiciliati nel Cantone al momento della
richiesta; 

b) coabitano costantemente
con il figlio; (cpv. 1)

c) il padre o la madre ha il domicilio nel
Cantone da almeno 3 anni; 

d) il reddito disponibile dei genitori, inclusi
gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della
legge, è inferiore ai limiti posti dall’art. 24 cpv. 1 lett. c). 

Al genitore che non esercita un’attività
lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è
computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un’attività a tempo
pieno, da lui esigibile. (cpv. 2)

Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del
limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI. (cpv. 3)"

 

                                         L’art. 35
LAF enuncia inoltre che:

 

" 
Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps,
l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito
disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito
previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI,
cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre
anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai
tre anni. (cpv. 1)

2Dall’importo
erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)" 

 

                                         Dal
tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per
quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in vigore
il 1° febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia alla Laps,
anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/ 2002 del 24 dicembre 2002
pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU 3/2003 del 31
gennaio 2003 pag. 24 segg.).

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                               2.5.   Il titolare
ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la
somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui
beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità
di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia
non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps). 

                                         Se,
nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di
cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne
hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una
quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

 

                                         Il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria
dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il
regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)

    [Dal 1° ottobre 2006: 1/15 della sostanza mobiliare e
immobiliare imponibile, la deduzione sociale per i coniugi giusta la legge
tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali e alle coppie
conviventi.]

Le entrate di cui al capoverso precedente alle
quali un membro dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che
non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la
rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

[Dal 1° ottobre 2006: Fanno parte dei redditi
computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle
quali il richiedente ha rinunciato.] 

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;

    [Dal
1° ottobre 2006: le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato
determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del
reddito delle persone con attività lucrativa salariata;]

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

    [Dal 1° ottobre 2006: i premi per l’assicurazione della perdita
di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non
obbligatoriamente assicurate;]

i)  ... 

j)  le imposte ordinarie federali, cantonali, comunali sul reddito e
sulla sostanza. (cpv. 1) 

    [Dal 1° ottobre 2006: abrogato]

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

 

                                         Infine
l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

 

" 
La soglia d’intervento corrisponde alla somma
di: 

a) per il titolare               importo
corrispondente al limite minimo

    del
diritto:                   previsto dalla legislazione sulle 

                                                     prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                                     persona
sola

 

      b) per la prima perso-            importo
corrispondente alla metà del limite

                                        na
supplementare            minimo previsto dalla legislazione sulle

                                        dell'unità
di riferi-              prestazioni complementari all'AVS/AI per la

                                        mento   persona
sola

 

 c)  per la seconda e       importo corrispondente
al limite minimo

                                        la terza
persona               previsto dalla legislazione sulle 

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI 

                                        dell'unità
di riferi-              per il primo figlio

                                        mento:  

 

 d)  per la quarta e la       importo
corrispondente al limite minimo

                                        quinta
persona                 previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il terzo figlio

                                        mento:  

 

 e)  per la sesta e ogni    importo corrispondente
al limite minimo

                                        ulteriore
persona              previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il quinto figlio"

                                        mento:  

 

                                         L'art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), in vigore fino al
31 dicembre 2007, enuncia in particolare che le spese riconosciute si
compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per
anno, pari, dal 1° gennaio 2003, al minimo per le persone sole, a fr.
15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.- franchi e per gli orfani e per i figli
che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.-
(cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI
del 20 settembre 2002). Per i due primi figli si prende in considerazione la
totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno                
(fr. 5'506.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'753.--).

 

                                         Giova,
altresì, rilevare che il 1° gennaio 2005 sono entrate in vigore delle modifiche
della Laps e della LAF decretate dal Gran Consiglio, alla luce del Messaggio n.
5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato.

                                         Più
precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga
all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura
del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr.
Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24
settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e
2004.

                                         Giusta il
nuovo art. 79 LAF, poi, per l’anno 2005 per il calcolo degli importi, ove la
legge fa riferimento alla LPC, vengono applicati i limiti previsti dalla LPC
per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004
del 21.12.2004 pag. 9002).

 

                                         Tali
deroghe sono valide anche per l’anno 2006 (cfr. art. 37 cpv. 4 Laps; 79 LAF; BU
7/2006 del 10 febbraio 2006 pag. 41 e 42).

 

                               2.6.   Secondo
l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare:

 

" 
Per l'assegno integrativo e di prima infanzia si
applica altresì l'art. 30 Laps."

 

                                         L'art. 30
Laps prevede, fino al 30 settembre 2006, che:

 

" 
Le persone che compongono l'unità di riferimento
sono tenute a notificare tempestivamente agli organi amministrativi competenti
per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di ogni cambiamento
rilevante per il diritto delle prestazioni sociali."

 

                                         Dal 1°
ottobre 2006 il tenore di questo disposto è il seguente:

 

"Le persone che compongono l'unità di
riferimento sono tenute a informare tempestivamente gli organi amministrativi
competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali qualsiasi
cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per
l’erogazione di una prestazione. (cpv. 1)

                                        Qualsiasi
persona o servizio che partecipa all’esecuzione della legge o delle leggi
speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo competente se
apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle prestazioni
hanno subito modifiche."

 

 

                                         In
proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che:

 

" 
E' considerato cambiamento rilevante:

      a)                               un
cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1’200.-- annui del

                                        reddito
disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante
per la decisione più recente;

      b)                               una
variazione della composizione dell'unità di riferimento."

 

                               2.7.   Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede
che:

 

" 
Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto
concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."

 

                                         L'art. 26
Laps sancisce:

 

" 
La prestazione sociale indebitamente percepita
deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento
dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto
conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in
parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento
al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave. (cpv. 3)

Dal 1° ottobre 2006: I coniugati e i conviventi
sono solidalmente tenuti alla restituzione (cpv. 4).”

 

                                         Il
Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per
quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni
percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.
Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                               2.8.   Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998
menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso
è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In
effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve
procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a
indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può
richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C
25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad
art. 3 p. 68).

                                         Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. 

                                         È infatti
determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha
ricevuto l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto
di esame nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die
Rückerstattung unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen,
Tesi, Basilea 1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese;
STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).

                                         Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 vLAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 vLAI e art. 27 vLPC), nel senso che,
se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo),
la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase
vLAVS e art. 79 vOAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse
et survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

                                         Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.7.).

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta a motivazione dell’ordine di restituzione del 20 novembre 2008
relativo agli assegni integrativi e di prima infanzia percepiti nel periodo
marzo-dicembre 2006, confermato dalla decisione su reclamo del 12 agosto 2009,
la Cassa ha posto la notifica di tassazione 2006 emessa il 5 dicembre 2007
(doc. A1), da cui è emerso che, in quell’anno, l’assicurata ha conseguito un
reddito da attività indipendente superiore a quello considerato
dall’amministrazione ai fini della determinazione dell’ammontare degli assegni
familiari per il 2006 (cfr. doc. 40, 42, 22, 23).

                             2.10.   Per quanto
riguarda il principio della restituzione, va sottolineato che, come già
esposto, l’Ufficio di tassazione di __________ il 5 dicembre 2007 ha, effettivamente, emanato la notifica di imposte relativa all’assicurata per l’anno 2006.
Dalla stessa si evince un reddito da attività indipendente principale della
contribuente di fr. 50'000.-- (cfr. doc. A1).

 

                                         Contro
tale decisione l’assicurata non ha interposto immediatamente reclamo (cfr. doc.
6 e doc. 20). Il provvedimento emesso dall’autorità fiscale è quindi passato in
giudicato incontestato.

                                         Solo in
data 10 dicembre 2008, una volta ricevuto da parte della Cassa l’ordine di
restituzione, del 20 novembre 2008, relativo agli assegni integrativi e di
prima infanzia percepiti a torto dal 1° marzo 2006 al 31 dicembre 2006,
l’assicurata ha chiesto all’Ufficio tassazione la “revocazione della vostra
decisione di tassazione per 2006 del 5 dicembre 2007” (cfr. doc. 16).

                                         In data 5
gennaio 2009, l’Ufficio di tassazione di __________ ha dichiarato irricevibile
per intempestività tale reclamo. 

                                         Nel
calcolo dell’imponibile dopo reclamo del 5 gennaio 2009, infatti, l’autorità
fiscale ha osservato che “contro la tassazione 2006, intimata in data 5
dicembre 2007, è stato inoltrato reclamo con lettera del 10 dicembre 2008.
Presa visione della contestazione inoltrata e dopo avere sentito
telefonicamente il padre della contribuente, l’autorità fiscale si vede
costretta a dichiarare irricevibile il reclamo inoltrato in quanto, conformemente
alle disposizioni previste dagli articoli 206 LT e 132 LIFD, il contribuente è
legittimato ad inoltrare reclamo entro 30 giorni dall’intimazione della
tassazione” (doc. C).

 

                                         In data 9
ottobre 2009 l’assicurata ha inoltrato all’autorità fiscale un’istanza di
revisione della tassazione del 2006. Dopo avere proceduto, in data 18 novembre
2009, all’audizione personale dell’interessata (cfr. doc. VIII/bis) – la quale
ha confermato di non avere inoltrato tempestivamente reclamo contro la
decisione di tassazione del 2006 a causa di problemi familiari – con decisione
del 24 novembre 2009 l’Ufficio di tassazione di __________ ha respinto
l’istanza di revisione, con la seguente motivazione:

 

" 
(…)

1.      Con l’istanza in esame viene chiesta la revisione della tassazione
IC-IFD 2006 divenuta definitiva in mancanza di impugnativa entro i termini di
legge.

 

2.      A giustificazione dell’istanza si adduce che la tardività del
reclamo inoltrato (decisione di tassazione 2006 del 5.12.2007 – reclamo del
10.12.2008) era dovuto per motivi familiari.

 

3.      A norma dell’art. 232, cpv. 1 della nuova legge tributaria ticinese
(n. LT) una decisione cresciuta in giudicato può essere oggetto di revisione a
vantaggio del contribuente, a sua domanda o d’ufficio:

 

a)      se si sono scoperti fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi;

 

b)      se l’autorità che ha deciso non ha tenuto conto di fatti rilevanti o
di mezzi di prova decisivi che conosceva o doveva conoscere oppure se ha
violato in qualsiasi altro modo una norma essenziale di procedura;

 

c)      se un crimine o un delitto ha influito sulla decisione o sulla
sentenza;

 

d)      se in caso di conflitti in materia di doppia imposizione
intercantonale o internazionale l’autorità che ha deciso giunge alla
conclusione che, secondo le norme applicabili per evitare la doppia imposizione,
il Cantone deve limitare il proprio diritto di imporre.

 

In ogni caso, la revisione è esclusa se il motivo
di revisione avrebbe già potuto essere fatto valere nella procedura ordinaria
qualora si avesse avuto la diligenza che si poteva ragionevolmente esigere
(art. 232, cpv. 2 LT).

 

Da notare che sono identici i principi formali e
materiali validi in materia revisione delle imposte federali dirette dove si
applicano gli art. 147 e seguenti della Legge federale sull’imposta federale
diretta (LIFD).

 

Nella fattispecie, non si verifica nessuno dei
motivi legittimanti la revisione previsti dalla legge.

In particolare, l’istante non ha scoperto né un
errore essenziale di procedura né un fatto nuovo rilevante né un nuovo mezzo di
prova decisivo che non avrebbe potuto far valere tempestivamente nell’ambito
della procedura ordinaria.” (Doc. XV)

 

                             2.11.   La notifica
di tassazione del 5 dicembre 2007 concernente l’anno 2006 è quindi cresciuta in
giudicato. Un'istanza di revisione è stata respinta il 24 novembre 2009 (cfr.
consid. 2.10).

 

                                         Giusta
l’art. 6 Laps il reddito computabile è costituito, segnatamente, dai redditi ai
sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT).

 

                                         L’art. 17
LT relativo al reddito da attività indipendente prevede che:

 

" 
1Sono imponibili tutti i proventi dall’esercizio di un’impresa
commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera
professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.

2Fanno parte
dei proventi da attività indipendente anche tutti gli utili in capitale
conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di
elementi della sostanza commerciale. Il trasferimento di questi elementi nella
sostanza privata o in imprese o stabilimenti d’impresa siti all’estero è
equiparato all’alienazione. La sostanza commerciale comprende tutti i valori
patrimoniali che servono integralmente o in modo preponderante all’attività
lucrativa indipendente; lo stesso dicasi per le partecipazioni di almeno il 20
per cento al capitale azionario o al capitale sociale di una società di
capitali o di una società cooperativa, purché il proprietario le dichiari come
sostanza commerciale al momento del loro acquisto.

3Gli utili conseguiti mediante alienazione, realizzazione o
rivalutazione contabile di immobili sono imponibili fino a concorrenza delle
spese d’investimento.

4L’articolo 67 si applica per analogia ai contribuenti che tengono
una contabilità in buona e debita forma.”

 

                                         Come
esposto precedentemente, dai dati fiscali relativi al 2006, rimasti incontestati,
risulta che il reddito da attività indipendente conseguito dall’insorgente in
quell’anno corrispondeva a fr. 50'000.-- (cfr. doc. A1).

 

                                         Queste
circostanze hanno un influsso diretto anche per quel che concerne il calcolo
degli assegni integrativi e di prima infanzia. Infatti, in applicazione dell’art.
25 LAF - il quale prevede che “nella misura in cui la presente legge e la LPGA non prevedono un’esaustiva regolamentazione d’esecuzione, si applicano per analogia le
disposizioni della LAFam e della LAVS” – occorre considerare che, secondo
costante giurisprudenza, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla
realtà. Nell'ambito dell'AVS, ad esempio, le casse di compensazione sono
vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle
assicurazioni sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal
profilo della legalità. L'autorità giudicante non può scostarsi da una
tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa contenga errori
manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili, oppure quando si
debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema
di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione
fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta alle autorità
fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve intervenire adottando
particolari provvedimenti di tassazione.

 

                                         Per
costante giurisprudenza l'assicurato esercitante un'attività indipendente deve
anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto
concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26
consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35,
RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid.
4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130
consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato
che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il
giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione
degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).)

 

                                         Questa
Corte, pertanto, non ha motivo di scostarsi dai dati risultanti dalla notifica
di tassazione 2006 dell’assicurata, cresciuta in giudicato.

                                         

                                         Il
guadagno annuo di fr. 50'000.-- risultante dalla tassazione 2006 si rivela più
elevato di quanto conteggiato dalla Cassa nella decisione del 25 luglio 2006
concernente il periodo marzo-dicembre 2006 (cfr. doc. 40-42b).

                                         Essa,
allora, aveva computato un reddito da attività indipendente di fr. 12'000.--
per i mesi da marzo 2006 a dicembre 2006 (cfr. doc. 42), sulla base di quanto
dichiaratole dalla ricorrente stessa (cfr. doc. 25).

 

                                         E’
pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del
reddito disponibile della ricorrente (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo
dell'assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andava rivisto in
base al nuovo reddito più elevato.

 

                                         Di
conseguenza l’insorgente, da un profilo oggettivo, ha effettivamente
percepito indebitamente gli assegni integrativi e di prima infanzia afferenti al
periodo marzo-dicembre 2006.

                                         Essi
vanno così restituiti già a prescindere dalla dichiarazione sottoscritta dalla
ricorrente il 2 maggio 2006 mediante la quale si è impegnata a restituire
quella parte di prestazioni sociali Laps assegnata a titolo provvisorio sulla
base dei dati dalla stessa forniti e alla quale non avrebbe avuto diritto
computando il reddito da attività indipendente stabilito dall’Ufficio di
tassazione (cfr. doc. 26).

 

                             2.12.   Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, il reddito computabile della ricorrente,
per il periodo dal mese di marzo al mese di dicembre 2006, è
costituito, tra l’altro, dal reddito da attività indipendente di RI 1 di fr. 50’000.--,
per un totale di fr. 59'680.-- (cfr. doc. B1, doc. A1).

 

                                         La
sostanza risulta nulla (cfr. doc. A1).

                                         Le
spese computabili sono, invece, composte dal premio della
cassa malati di fr. 4'685.-- (cfr. doc. 23a, 42a), dalla spesa per l’alloggio
di fr. 15’000.-- (cfr. doc. 23a, 42a) e dagli interessi passivi privati di fr. 1’890.--
(cfr. doc. 23a, 42a).

                                         Esse,
globalmente, corrispondono a fr. 21'575.-- all’anno.

 

                                         Di conseguenza il reddito
disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.5.) della ricorrente ammonta
a fr. 38'105.-- (redditi computabili di fr. 59’680.-- - spese
computabili di fr. 21'575.--).

 

                                         La soglia di intervento
per il 2006 dell’assicurata e del figlio è di fr. 23’550.-- all’anno (cfr.
consid. 2.5.).

 

                                         Gli
assicurati hanno diritto all'assegno integrativo e all’assegno di prima
infanzia allorché il reddito disponibile residuale, sommato al sussidio per il
premio della cassa malati e alle prestazioni sociali di complemento di cui un
assicurato beneficia, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps;
consid. 2.5.).

 

                                         In concreto la ricorrente
non presenta alcuna lacuna di reddito, siccome la somma del reddito disponibile
residuale e dell’importo relativo alla partecipazione al premio
dell’assicurazione contro le malattie di fr. 3'538 (cfr. doc. 23b) risulta più
elevata della soglia di intervento di fr. 18'093 (fr. 38'105 + fr. 3'538 – fr. 23’550.--).

 

                                         L’assicurata
non ha, dunque, diritto per il lasso di tempo marzo – dicembre 2006 né a un
assegno integrativo, né a un assegno di prima infanzia.

 

                                         Essa, per
tale periodo, ha per contro percepito degli assegni integrativi di fr. 5'050.--
(fr. 505.-- X 10 mesi; cfr. doc. 3, 6) e degli assegni di prima infanzia di fr.
11'540.-- (fr. 1'154.-- x 10 mesi; cfr. doc. 22 e 22a).

 

                                         La
ricorrente deve, pertanto, restituire l’importo di fr. 16'590.-- (fr. 5'050.--
+ fr. 11'540.--), come stabilito dalla Cassa.

 

                                         La decisione su reclamo
del 12 agosto 2009 deve, conseguentemente, essere confermata.

 

                                         E’ utile
ricordare che per costante giurisprudenza si giustifica pronunciare una
decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della
decisione di restituzione, visto che unicamente in quel caso tale obbligo è
stabilito definitivamente.

                                         La Cassa
si pronuncerà, perciò, in merito alla domanda di condono formulata dall’insorgente
in data 26 gennaio 2009 una volta passata in giudicato la presente sentenza
(cfr. art. 44 cpv. 4 LAF; 26 cpv. 3 Laps), come del resto indicato
dall’amministrazione stessa nella decisione su reclamo impugnata (cfr. doc. B1).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti