# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1ec58946-4111-5778-b587-046ee440c8f5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 26.10.2015 17.2015.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2015-72_2015-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2015.72

  	
  Locarno

  26 ottobre 2015/cv 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Damiano Stefani e Giovanni Celio

  

 

	
  segretario:

  	
  Orio Filippini, vicecancelliere

  

 

 

nell’ambito del procedimento penale condotto dal Ministero
pubblico

 

ed ora sedente per statuire nella procedura d’appello
avviata con annuncio del 22 dicembre 2014 da 

 

	
   

  	
  AP 1

   

  rappr. dall’ DI 1

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei suoi confronti il 17
  dicembre 2014 dalla Pretura penale di Bellinzona (motivazione scritta
  intimata l’8 maggio 2015)

  	 

 

 

richiamata la dichiarazione di appello 2 giugno 2015;

 

esaminati gli atti;

 

 

ritenuto

 

in
fatto:                    A.   Con decreto d’accusa 1110/2014 del 3 marzo
2014, il procuratore pubblico ha ritenuto AP 1 autore colpevole di:

                                  “1.    guida in
stato di inattitudine

                                          per
avere condotto l'autovettura Mercedes targata
__________ essendo in stato di spossatezza;

 

                                          fatti avvenuti a __________, autostrada A2, il 9
ottobre 2013;

                                          reato
previsto dall'art. 91 cpv. 2 vLCStr;

 

                                   2.    infrazione
alle norme della circolazione

                                          per avere, circolando nello stato psico-fisico
surriferito, negligentemente perso la padronanza di guida sbandando così sulla
sua destra invadendo una superficie vietata delimitata dalla linea di
sicurezza, cozzando conseguentemente contro dei paletti segnaletici, un
ammortizzatore d’urto e la barriera protettiva ivi esistenti;

 

                                                                                 fatti
avvenuti a __________, autostrada A2, il 9 ottobre 2013”;

 

e ne ha
proposto la condanna alla pena pecuniaria - sospesa condizionalmente per un
periodo di prova 3 anni - di fr. 6'900.- (corrispondente a 30 aliquote
giornaliere da fr. 230.-) e alla multa di fr. 1’500.-.

Contro il decreto d’accusa il prevenuto ha sollevato tempestiva opposizione. 
Confermando il decreto d’accusa, il 21 marzo 2014, il Procuratore pubblico ha
trasmesso gli atti del procedimento alla Pretura penale per il dibattimento e
il giudizio.

 

                                  B.   Dopo il dibattimento,
con sentenza 17 dicembre 2014, il giudice della Pretura penale, statuendo
sull’opposizione, ha prosciolto l’imputato dall’accusa di guida in stato di
inattitudine, mentre lo ha condannato per infrazione alle norme della
circolazione stradale, togliendo nella descrizione dei fatti il riferimento
allo stato psicofisico, infliggendogli una multa di fr. 300.-, da sostituirsi,
in caso di mancato pagamento, con una pena detentiva di 3 giorni. Inoltre ha
posto a suo carico 1/3 delle tasse e spese giudiziarie, per complessivi fr.
1'050.- con motivazione scritta, e fr. 540.- senza motivazione scritta.

 

                                  C.   Con scritto 22
dicembre 2014 AP 1 ha presentato annuncio d’appello contro la sentenza
pretorile che ha confermato, il 2 giugno 2015, con dichiarazione scritta
d’appello, in cui, oltre a postulare l’evasione del gravame in procedura
scritta, ha chiesto il suo proscoglimento da ogni accusa, l’accollo delle tasse
e spese allo Stato e il riconoscimento di un’indennità ai sensi dell’art. 429
CPP.

 

                                  D.   Visto
il consenso delle parti allo svolgimento dell’appello in procedura scritta, con scritto 3 giugno 2015, la presidente di
questa Corte ha impartito all’appellante un termine di 20 giorni per la
presentazione di una motivazione scritta (art. 406 cpv. 3 CPP).

 

                                  E.   Nella
sua motivazione, presentata il 29 luglio 2015, l’appellante si è riconfermato
nelle conclusioni già formulate con la dichiarazione d’appello, lamentando, dal
punto di vista dei presupposti processuali, una violazione del diritto di
essere sentito e, da quello del diritto materiale, l’assenza di ogni tipo di
imprevidenza colpevole.

 

                                  F.   Con
scritto 3 agosto 2015, il procuratore pubblico ha postulato la reiezione del
gravame.

Con scritto 12 agosto 2015, il pretore ha comunicato di rimettersi al giudizio
della scrivente Corte.

 

Considerando

in
diritto:                        Violazione del principio accusatorio e del
diritto di essere sentito

 

                                   1.   A
titolo preliminare, l’appellante eccepisce una violazione del principio
accusatorio e, conseguentemente, del diritto di essere sentito, consistente nel
fatto che, mentre il decreto d’accusa, al punto n. 2, gli imputa un’infrazione
alle norme della circolazione per avere, circolando in uno stato di
spossatezza, negligentemente perso la padronanza di guida sbandando
sulla destra, invadendo una superficie vietata delimitata dalla linea di
sicurezza, ed andando poi a sbattere contro dei paletti segnaletici, un
ammortizzatore d’urto e la barriera protettiva, il giudice di prime cure lo ha
condannato per avere negligentemente perso la padronanza di guida,
sbandando sulla destra, con le conseguenze indicate nel decreto. 

In questo modo,
il prevenuto è stato quindi condannato per aver perso il controllo del veicolo
a seguito di una disattenzione colpevole, non a causa del suo stato d’inattitudine
come chiesto dall’accusa con il suo DA.

In tal modo, i
fatti ritenuti costitutivi di reato dal procuratore pubblico sono stati mutati
in maniera autonoma dal giudice in palese spegio alle disposizioni di cui
all’art. 333 CPP, cosa che ha impedito all’imputato di difendersi
compiutamente.

                                         

                                   2.   Secondo l'art. 9
CPP, che concretizza il principio accusatorio, un reato può essere sottoposto a
giudizio soltanto se, per una fattispecie oggettiva ben definita, il pubblico
ministero ha promosso l'accusa contro una determinata persona dinanzi al
giudice competente. Il principio accusatorio implica che l'imputato sappia con
la necessaria precisione, quali fatti gli sono rimproverati e a quali pene e
misure rischia di essere condannato, affinché possa adeguatamente far valere le
sue ragioni e preparare efficacemente la sua difesa (DTF 126 I 19 consid. 2a
pag. 21). Il giudice è vincolato ai fatti descritti nell'atto d'accusa
(principio dell'immutabilità dell'atto d'accusa), ma può scostarsi dalla
relativa qualificazione giuridica (art. 350 cpv. 1 CPP), purché ne informi le
parti presenti dando loro l'opportunità di pronunciarsi (art. 344 CPP). Il
principio accusatorio è espressione del diritto di essere sentito, sancito
dall'art. 29 cpv. 2 Cost., può inoltre essere dedotto dall'art. 32 cpv. 2 Cost.
(diritto di essere informato il più presto possibile e compiutamente sulle
imputazioni contestate all'accusato) e dall'art. 6 n. 3 lett. a CEDU (diritto
di essere informato della natura e dei motivi dell'accusa), che non hanno
tuttavia portata distinta.

                                         In
caso di opposizione, il decreto d'accusa è considerato come atto d'accusa (art.
355 cpv. 3 lett. a unitamente all'art. 356 cpv. 1 CPP). Secondo l'art. 353 cpv.
1 lett. c CPP, il decreto d'accusa deve indicare i fatti contestati
all'imputato. La descrizione dei fatti deve adempiere le esigenze di un atto
d'accusa, deve dunque essere concisa, ma precisa (STF 6B_92/2014 del 31 marzo
2015, consid. 4.2.; DTF 140 IV 188 consid. 1.4 pag. 190). Giusta l'art. 325
cpv. 1 CPP, l'atto d'accusa indica in particolare in modo quanto possibile
succinto, ma preciso, i fatti contestati all'imputato, specificando dove,
quando, come e con quali effetti sono stati commessi (lett. f), nonché le
fattispecie penali che il pubblico ministero ritiene adempiute, con indicazione
delle disposizioni di legge applicabili (lett. g).

 

                                   3.   Dal confronto tra il
tenore del punto n. 2 del DA e il dispositivo n. 1 della sentenza impugnata, si
può costatare come, in effetti, sia scomparsa l’indicazione dello stato
psicofisico nel quale è stata commessa l’infrazione, mentre per il resto i
fatti sono identici. 

 

                                         La
modifica, all’apparenza di poco conto, comporta in realtà un cambiamento
sostanziale dei fatti, poiché il riferimento alla spossatezza è in stretta
correlazione con la perdita di padronanza del veicolo, al punto che dal tenore
del testo del punto n. 2 del decreto d’accusa, essa ne appare la causa diretta
e principale. Per contro, la condanna sancita dal giudice della Pretura penale
si fonda su una perdita di controllo dell’automobile imputabile ad una
disattenzione e non più alla stanchezza. Sono, a non averne dubbio, due
fattispecie fondamentalmente diverse, sicché non si può certamente parlare,
qui, di una semplice riformulazione dell’imputazione con parole
proprie, di principio ammessa dalla giurisprudenza (STF 6B_127/2014 del 23
settembre 2014 consid. 6.3).

 

                                         Su queste basi, il prevenuto
non ha avuto alcun modo di difendersi compiutamente dagli addebiti su cui è
stata fondata la sua condanna. Ne è la conferma il contenuto riassuntivo
dell’arringa che si trova a verbale del dibattimento del 17 dicembre 2014 (pag.
3), dal quale risulta come egli abbia concentrato i suoi sforzi sulla questione
della guida in stato di inattitudine e sull’imprevedibilità del colpo di sonno,
senza in alcun modo accennare, nemmeno a titolo subordinato, a possibili altre
cause dell’incidente.

 

                                         La
sentenza di primo grado viola pertanto il principio accusatorio. In
applicazione dell’art. 409 CPP, essa deve venire annullata senza entrare nel
merito delle ulteriori argomentazioni d’appello e gli atti vanno rinviati alla
Pretura penale che dovrà procedere ai sensi dell’art. 333 cpv. 4 CPP. 

 

                                   4.   Visto l’esito
dell’appello, gli oneri del giudizio di prima e seconda sede sono posti a
carico dello Stato (art. 428 cpv. 4 CPP), che rifonderà all’appellante, a titolo
di ripetibili, fr. 1’000.- per il giudizio di primo grado e fr. 1’000.- per il
giudizio di appello.

 

 

Per questi motivi,

 

visti gli art.                      9, 80, 84, 350 cpv. 1, 353 cpv.
1 lett. c, 379 e segg., 398 e segg., 403 cpv. 1, 409 CPP,                                                                              

 

nonché, sulle spese e sulle ripetibili, l’art. 428 CPP e la LTG
rispettivamente il Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio
e di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili, 

 

 

dichiara e pronuncia:                                        

 

                                   1.   L’appello è accolto

Di conseguenza:

 

                               1.1.   la sentenza 17 dicembre
2014 della Pretura penale (motivazione scritta intimata l’8 maggio 2015) è
annullata e gli atti sono rinviati alla Pretura penale per un nuovo giudizio;

 

                               1.2.   la tassa di giustizia
e le spese del procedimento di primo grado di complessivi fr. 1'050.- sono
posti a carico dello Stato, che rifonderà all’appellante fr. 1'000.- a titolo
di ripetibili per il giudizio di primo grado.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali d’appello, consistenti in:

 

-  tassa di giustizia                    fr.           500.-           

-  altri disborsi                            fr.           100.-

                                                     fr.           600.-

 

sono posti a carico Stato, che rifonderà all’appellante fr. 1’000.-
a titolo di ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione a:

	
   

  	
   

  

                                         

                                   4.   Comunicazione a:

	
   

  	
  -  Pretura
  penale, 6501 Bellinzona 

  -   Comando della
  Polizia cantonale, 6500 Bellinzona

  -   Ministero
  pubblico SERCO, 6501 Bellinzona

  -   Ufficio
  del giudice dei provvedimenti coercitivi, 6900 Lugano

  -   Sezione della
  circolazione, Ufficio giuridico, 6528 Camorino

  

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente                                                       Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.