# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c711086-b801-5a3e-91a4-c70c19acd9c7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-01-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.01.2021 D-6550/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6550-2020_2021-01-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6550/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  g e n n a i o  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Markus König;  

cancelliere Jesse Joseph Erard. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Marocco,   

patrocinato dalla signora Catarina Ferroni, AsyLex,  

(…), 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell'allontanamento; 

decisione della SEM del 25 novembre 2020 / N (…). 

 

 

 

D-6550/2020 

Pagina 2 

Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera il 5 

settembre 2020, 

il rilevamento dei dati personali del 16 settembre 2020 (cfr. atto […]-12/9 

[di seguito: verbale 1]),  

il verbale relativo al colloquio personale Dublino del 21 settembre 2020 

(cfr. atto 14/2 [di seguito: verbale 2]),  

gli atti medici F2 del 10 settembre 2020, del 22 settembre 2020 e del 6 

ottobre 2020 (cfr. atti 16/2, 18/2 e 19/2),  

i verbali d'audizione sui motivi ex art. 29 LAsi del 13 ottobre 2020 (cfr. atto 

21/14 [di seguito: verbale 3]), 

gli atti medici F2 del 13 ottobre 2020, del 21 ottobre 2020, del 29 ottobre 

2020 e del 2 novembre 2020 (cfr. atti 24/2, 25/3, 26/2 e 30/3),  

lo scritto del 16 novembre 2020, per mezzo del quale il ricorrente ha 

esercitato il suo diritto di essere sentito in merito alle risultanze delle 

indagini mediche svolte dall’autorità inferiore (cfr. atti 28/1 e 31/2),  

la bozza di decisione negativa sull’asilo (cfr. atto 33/6), con cui la Segreteria 

di Stato della migrazione (di seguito: SEM) ha respinto la succitata 

domanda d’asilo e pronunciato l’allontanamento del richiedente dalla 

Svizzera nonché l’esecuzione del provvedimento stesso in quanto 

ammissibile, esigibile e possibile, 

il parere sulla bozza, inoltrato il 24 novembre 2020 (cfr. atto 35/2),  

la decisione della SEM del 25 novembre 2020, notificata all’interessato in 

medesima data (cfr. atto 38/1), con la quale detta Segreteria ha confermato 

quanto precedentemente paventato, ed ha respinto la domanda d'asilo 

pronunciando nel contempo l'allontanamento del richiedente dalla Svizzera 

nonché l'esecuzione del provvedimento stesso siccome lecita, esigibile e 

possibile, 

il ricorso del 28 dicembre 2020 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 29 dicembre 2020), con cui il ricorrente ha concluso 

all'annullamento della decisione impugnata e alla concessione 

dell'ammissione provvisoria; altresì egli ha demandato la restituzione della 

D-6550/2020 

Pagina 3 

decisione querelata all’autorità di prima istanza, per una sua rivalutazione; 

l’ulteriore conclusione ricorsuale ai sensi della quale egli ha postulato il 

conferimento dell’effetto sospensivo al ricorso – sino alla decisione dello 

scrivente Tribunale – e che l’autorità incaricata dell’esecuzione 

dell’allontanamento venga istruita di conseguenza; altresì ha chiesto di 

essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria parziale, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese di giudizio e del relativo 

anticipo, il tutto con protesta di costi e conseguenze di risarcimento a spese 

della SEM,   

l’atto medico F2 del 22 dicembre 2020 (cfr. atto 50/2),  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l'atto impugnato 

costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è ad aggravarsi contro di essa, 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 della Legge sull’asilo 

[LAsi, RS 142.31] e art. 10 dell’Ordinanza sui provvedimenti nel settore 

dell’asilo in relazione al coronavirus del 1° aprile 2020 [Ordinanza Covid-

19 asilo, RS 142.318]) contro una decisione in materia d’asilo della SEM 

(art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile 

sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA,  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,  

D-6550/2020 

Pagina 4 

che il ricorso manifestamente infondato, ai sensi dei motivi che seguono, è 

deciso dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice 

(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente 

(art. 111a cpv. 2 LAsi),  

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti,  

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che secondo il senso delle argomentazioni ricorsuali, così come alla luce 

delle conclusioni esposte nel gravame, l’insorgente contesta la decisione 

impugnata unicamente sul punto di questione dell’esecuzione 

dell’allontanamento; che conto tenuto del fatto che l’oggetto del litigio è 

delimitato dalle conclusioni delle parti (cfr. MOSER/ BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2ª ed, 2013, pag. 26) la 

decisione impugnata è cresciuta in giudicato in materia d’asilo e riguardo 

alla pronuncia dell’allontanamento; che il Tribunale si limiterà pertanto 

all’esame della questione contestata relativa all’esecuzione 

dell’allontanamento, 

che in corso di procedura, il richiedente asilo ha ricondotto la sua domanda 

d’asilo alla sua precaria situazione finanziaria che – unitamente a 

problematiche famigliari, ed in particolare la separazione dei genitori – lo 

avrebbero costretto a vivere per strada a far tempo dal 2011; che oltretutto, 

egli soffrirebbe di problemi psicologici, per i quali in Marocco gli sarebbe 

stato prescritto un farmaco, periodicamente acquistato grazie al sostegno 

della madre e di terzi; ch’egli ha riferito di essere quindi espatriato onde 

porre rimedio ai suoi problemi di natura finanziaria e di salute, oltreché con 

l’intento di aiutare la madre, malata di diabete (cfr. verbale 3),  

che nella decisione impugnata la SEM ha rilevato l’assenza di elementi 

ostativi all’esecuzione dell’allontanamento; che in particolare, a mente 

dell’autorità inferiore non vi sarebbero motivi medici inficianti l’esecuzione 

del provvedimento né tantomeno la necessità di svolgere ulteriori 

D-6550/2020 

Pagina 5 

accertamenti; che del resto, le patologie diagnosticategli in Svizzera gli 

sarebbero già state note, nella misura in cui egli stesso avrebbe ammesso 

di essere stato oggetto di una presa in carico sanitaria nel Paese d’origine; 

ch’egli potrebbe pertanto rivolgersi alle strutture sanitarie marocchine per 

proseguire la terapia intrapresa, oltre che avvalersi del sostegno della 

famiglia e di terzi,    

che nel gravame viene censurata suddetta valutazione, 

che anzitutto, il sistema sanitario in Marocco sarebbe contraddistinto da 

numerose lacune; che in tal senso, oltre ad esservi una penuria di psicologi 

e psichiatri, la copertura dei costi sanitari sarebbe inconsistente, tanto che 

molti cittadini marocchini di bassa estrazione sociale ne sarebbero esclusi 

(cfr. memoriale ricorsuale, pag. 6, punto 15); che d’altro canto, il sistema di 

cure ospedaliere gratuite non si estenderebbe al costo dei farmaci 

(cfr. memoriale ricorsuale, pag. 7, punto 16); che in definitiva, posta la 

fragilità del sistema sanitario marocchino nell’ambito della salute mentale, 

unitamente alle condizioni sociali dell’interessato – disoccupato e 

senzatetto – in caso di ritorno in patria, quest’ultimo riscontrerebbe grandi 

difficoltà nell’accedere alle cure necessarie (cfr. memoriale ricorsuale, 

pag. 8, punto 19),  

che nel Paese d’origine il ricorrente avrebbe riscontrato grandi difficoltà nel 

finanziare l’acquisto del medicinale ivi prescrittogli, dovendo affidarsi al 

discontinuo sostegno di famigliari e benefattori esterni, così come ai 

guadagni generati da saltuarie attività lavorative (cfr. memoriale ricorsuale, 

pag. 8, punto 21); che inoltre, nel sindacato giudizio la SEM avrebbe 

evidenziato che l’integralità della famiglia dell’insorgente risiederebbe in 

Marocco; che così facendo, avrebbe però misconosciuto il fatto ch’egli 

avrebbe riferito di essere stato aiutato unicamente dalla madre 

(cfr. memoriale ricorsuale, pag. 9, punto 22); che del resto, qualora facesse 

ritorno in patria, egli non sarebbe nemmeno certo di beneficiare 

nuovamente dell’assistenza ricevuta in precedenza; che in tal senso, egli 

rischierebbe di essere marginalizzato a seguito dell’infruttuosa esperienza 

migratoria (cfr. memoriale ricorsuale, pag. 9, punto 23),  

che perdipiù, l’aiuto medico al ritorno ex art. 93 LAsi prospettato 

dall’autorità inferiore avrebbe una durata limitata nel tempo e, alla luce 

delle gravi condizioni di salute, non costituirebbe quindi una valida 

alternativa (cfr. memoriale ricorsuale, pag. 10, punto 24), 

D-6550/2020 

Pagina 6 

che infine, ritenendo l’assenza di elementi suscettibili di giustificare 

maggiori approfondimenti clinici, la SEM non avrebbe debitamente valutato 

le osservazioni del ricorrente in merito alla difficoltà di ottenere assistenza 

medica nel Paese d’origine; che l’autorità in parola avrebbe pertanto violato 

il diritto di essere sentito dell’insorgente (cfr. memoriale ricorsuale, pag. 11-

12, punti 29-30),  

che la tesi ricorsuale non può essere seguita,  

che l’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, in relazione 

all’art. 44 LAsi, all’art. 83 della legge federale sugli stranieri (LStrI, 

RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione dell’allontanamento dev’essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e 

ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI), 

che secondo prassi costante del Tribunale, circa la valutazione degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova 

consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente 

deve provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un 

impedimento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2; WALTER STÖCKLI, Asyl, in 

ÜBERSAX/RUDIN/HUGI/YAR/GEISER [Hrsg.], Ausländerrecht, 2ª ed., 2009, 

n. 11.148, pagg. 567 seg.), 

che, giusta l’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non è 

ammissibile se la prosecuzione del viaggio dello straniero verso lo Stato 

d’origine o di provenienza o verso uno Stato terzo è contraria agli impegni 

di diritto internazionale pubblico della Svizzera, 

che nella misura in cui il ricorrente non può prevalersi del principio del 

divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), ne v’è nemmeno motivo di 

considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere 

esposto, in caso di allontanamento nel suo Paese d’origine, ad un 

trattamento proibito in relazione all’art. 3 CEDU o all’art. 3 della 

Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani 

o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), per il che, 

l’esecuzione dell’allontanamento è da considerarsi ammissibile ai sensi 

delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 

cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi), 

che comunque, occorre rammentare che le questioni di natura medica 

possono avere influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità (cfr. tra le altre DTAF 2009/2 consid. 9.1.2-

D-6550/2020 

Pagina 7 

9.1.6), essendo per il resto la problematica da analizzare sotto il profilo 

dell’esigibilità ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, 

che pertanto l’esecuzione dell’allontanamento risulta ammissibile (art. 44 

LAsi in relazione all'art. 83 cpv. 3 LStrI), 

che giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato di origine o di 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo a 

seguito di situazioni di guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica,  

che in proposito, le problematiche mediche addotte non paiono tali da 

giustificare un’ammissione provvisoria in Svizzera, 

che anzitutto, contrariamente a quanto preteso con il gravame, il quadro 

clinico dell’insorgente appare in casu sufficientemente chiaro, con delle 

diagnosi acclarate e delle terapie già impostate, 

che in tal senso, dai numerosi atti medici di cui all’inserto si evince che al 

medesimo sono state diagnosticate un’insonnia, un disturbo depressivo 

ricorrente con episodio di media gravità in atto (cfr. atto 25/3), un abuso di 

sostanza psicoattive nell’anamnesi personale (cfr. atto 25/3) oltre ad 

un’ipermetropia bilaterale (cfr. atto 30/3); che al fine di curare tali disturbi 

al ricorrente è stato prescritto un trattamento medicamentoso e degli 

occhiali,   

che la censura sul punto deve dunque essere disattesa, 

che nel prosieguo della disamina, è d’uopo evidenziare che tali circostanze 

risultano decisive in termini di esigibilità solo laddove le cure, reputate 

essenziali, non sarebbero ottenibili nel paese d’origine (cfr. GICRA 2003 n. 

24 consid. 5b); che a tal proposito sono da considerarsi come essenziali le 

cure di medicina generale ed acuta assolutamente necessarie ad 

un’esistenza conforme alla dignità umana (cfr. DTAF 2011/50, consid. 8.3; 

DTAF 2009/2 consid. 9.3.2; GICRA 2003 n. 24 consid. 5b); che lo straniero 

non può invece prevalersi della suddetta disposizione per dedurre un diritto 

incondizionato al soggiorno in Svizzera e un accesso generale alle forme 

di sostegno mediche suscettibili di ripristinare o mantenere il suo stato di 

salute, per il semplice motivo che le infrastrutture e le conoscenze mediche 

non raggiungano gli standard elvetici (cfr. tra le tante, sentenza del 

Tribunale D-5064/2018 del 27 settembre 2018), 

D-6550/2020 

Pagina 8 

che orbene, il disagio psicologico addotto dall’insorgente – peraltro già 

diagnosticatogli in patria − non parrebbe anzitutto essere di una gravità tale 

da cagionare una messa in pericolo concreta della vita o della salute dello 

stesso, per il caso in cui facesse ritorno in Marocco, 

che oltracciò, v’è da rilevare che il sistema sanitario pubblico marocchino 

è in linea di massima in grado di offrire buone prestazioni mediche ai suoi 

affiliati (cfr. sentenza del Tribunale D-3155/2020 del 26 giugno 2020 con 

riferimenti ivi citati), 

che su tali presupposti nel caso che ci occupa non sono riscontrabili 

elementi indicanti un rischio di messa in pericolo concreto per l’insorgente; 

che in patria questi risulta difatti essere stato in misura di garantire il proprio 

sostentamento così come l’accesso alla terapia già ivi prescrittagli; ch’egli 

è del resto anche riuscito a racimolare i soldi necessari per espatriare 

(cfr. verbale 3, pag. 9, D87), 

che oltretutto, l’integralità della sua cerchia famigliare risiede tutt’oggi nel 

Paese in parola e ch’egli stesso ha sottolineato in special modo il buon 

rapporto con la madre, la quale lo ha ripetutamente sostenuto; che a ciò si 

aggiunge il fatto ch’egli è giovane e dispone di una discreta istruzione 

scolastica avendo interrotto gli studi solo nel 2005 o nel 2006 (cfr. verbale 

3, pag. 7-8, D70-75),  

che vieppiù, la censura ai sensi della quale egli rischierebbe di esser 

marginalizzato in ragione del fallimento della sua esperienza migratoria si 

riduce ad una mera asserzione di parte,  

che ad ogni modo, giova rammentare che le autorità competenti in materia 

di asilo possono – nell’ambito dell’esecuzione dell’allontanamento − 

richiedere un certo sforzo da parte di persone la cui età e il cui stato di 

salute dovrebbero consentire loro, al ritorno, di superare le difficoltà iniziali 

per trovare un alloggio e un lavoro che garantisca loro un livello minimo di 

sussistenza (cfr. DTAF 2010/41 consid. 8.3.5; sentenza del Tribunale 

D-3155/2020 del 26 giugno 2020), 

che come rettamente segnalato dalla SEM, egli è oltremodo libero di 

demandare un aiuto al ritorno ai sensi dell’art. 93 LAsi, costituendosi 

inoltre, se caso, una riserva di medicinali prima del suo allontanamento 

dalla Svizzera; che le asserzioni circa il fatto che quest’ultima non 

costituisce una valida alternativa non è del resto atta a sovvertire le 

valutazioni che precedono, tanto più che nulla permette di ritenere che 

D-6550/2020 

Pagina 9 

l’insorgente necessiterà di un’importante terapia sull’arco di una durata 

indeterminata, 

che infine, in Marocco non vige attualmente una situazione di guerra, 

guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, e che 

l’esecuzione dell’allontanamento verso tale Paese è pertanto 

generalmente esigibile (cfr. sentenza del Tribunale D-3155/2020 del 26 

giugno 2020), 

che su tali presupposti, l’esecuzione dell’allontanamento è pure da 

reputarsi esigibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LAsi, 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in relazione 

all’art. 44 LAsi), 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), 

che pertanto il ricorso va respinto, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di 

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto, 

per lo stesso motivo anche la domanda di concessione dell’effetto 

sospensivo, peraltro concesso ex lege nel caso in rassegna (cfr. art. 55 

cpv. 1 PA), così come la richiesta tendente al prolungamento del termine 

di ricorso, sono prive di oggetto,  

che inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA), 

che visto l’esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 

febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

D-6550/2020 

Pagina 10 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-6550/2020 

Pagina 11 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della 

presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità 

cantonale.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard