# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dd8f06ef-575c-5802-9954-48298f91ba1f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.05.2008 B-597/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-597-2007_2008-05-14.pdf

## Full Text

taf_011_i(01)

Corte II
B-597/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  m a g g i o  2 0 0 8

Giudice Francesco Brentani (Presidente del collegio), 
Giudice Eva Schneeberger (Presidente di camera), Giu-
dice Frank Seethaler, 
Cancelliere Daniele Cattaneo.

A. _______,
ricorrente,

contro

Autorità di controllo LRD, Christoffelgasse 5, 3003 Ber-
na,
autorità inferiore.

decisione su emolumenti (LRD, revisione).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-597/2007

Fatti:

A.
L'A. _______ (in seguito: A. ________ o ricorrente) è un'associazione 
ai sensi dell'art. 60 segg. del Codice civile svizzero, il cui scopo è quel-
lo di occuparsi di disciplinare il rispetto da parte dei suoi associati del-
le norme vigenti in materia di riciclaggio di denaro ai sensi dell'omoni-
ma legge. Secondo gli statuti possono essere membri dell'A. _______, 
i membri dell’OCCT e gli altri fiduciari commercialisti, immobiliari e fi-
nanziari che sono iscritti all’albo dei fiduciari del Cantone Ticino, così 
come le persone giuridiche nel cui organo amministrativo o nella cui 
direzione, quali risultano al registro di commercio, sia presente almeno 
una persona iscritta all’albo dei fiduciari del Cantone Ticino. È altresì 
condizione per essere membri dell’A. _______ lo svolgimento a titolo 
professionale  di  un’attività  e/o  di  operazioni  rilevanti  ai  sensi  della 
LRD. 

L’associazione ha ottenuto il riconoscimento ufficiale dall’autorità fede-
rale  di  controllo  del  Dipartimento  federale  delle  finanze  (in  seguito: 
AdC o autorità inferiore) il 25 maggio 1999, la quale autorità ha, tra gli 
altri  compiti,  quello  di  riconoscere  o  revocare  il  riconoscimento  agli 
OAD, vigilare su di essi ed approvarne i regolamenti. 

B.
In data 8 giugno 2006, l'AdC comunicò a tutti gli OAD di rinunciare di 
principio nel  2006 ad effettuare una revisione ordinaria,  salvo motivi 
straordinari che l'avessero imposto. 

C.
Nel corso dell'anno 2006 alcuni affiliati all'A. _______ sono stati ogget-
to di procedure da parte dell'autorità penale e di procedure di vigilanza 
da parte della Commissione federale delle banche (in seguito: CFB).

D.
Vista tale evenienza, per poter discuterne con l'A. _______, l'AdC fissò 
un  incontro  da  tenersi  il  30  agosto  2007  presso  la  sede  dell'A. 
_______ a Lugano. L'obbiettivo fu di verificare se l'A. _______ avrebbe 
applicato correttamente i suoi statuti e regolamenti. Per una ragione di 
costi e di organizzazione, l'AdC chiese all'A. _______ di farle pervenire 
entro il 10 agosto 2006 la documentazione relativa ai membri oggetto 
degli  accertamenti,  segnatamente  i  rapporti  di  revisione,  i  verbali  di 

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riunioni, checkliste, documenti di lavoro dei revisori ed eventuale corri-
spondenza.

E.
In seguito alla revisione eseguita il 30 agosto 2006, a Lugano, presso 
la sede dell'A. _______, l'AdC ha stilato un rapporto datato 7 dicembre 
2006 e lo ha trasmesso all'A. _______.

F.
Con decisione dell'8 dicembre 2006 l'AdC ha fissato i costi relativi alla 
revisione a fr. 19'558 e posti a carico dell'A. _______.

G.
Nel  mese  di  dicembre  2006  l'A.  _______  ha  chiesto  spiegazioni 
all'AdC riguardo ai costi della revisione. L'AdC ha inviato al ricorrente il 
dettaglio, fornendo altresì informazioni relative ad una posizione parti-
colare che non risultava chiara.

H.
Con ricorso del 23 gennaio 2007 il ricorrente ha impugnato la decisio-
ne dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito: TAF) chie-
dendone  in  via  principale  l'annullamento  nonché  la  posta  a  carico 
dell'AdC di tasse e spese oltre la rifusione a titolo di indennizzo delle 
spese di allestimento del ricorso per un importo di fr. 1'600.- oltre a fr. 
100.- per spese vive di cancelleria. In via subordinata, postulando l'in-
tegrale accoglimento del ricorso, il ricorrente chiede la modifica della 
decisione  fissando  l'importo  dei  costi  a  carico  dell'A.  _______  a  fr. 
7'608.- con tasse e spese a carico dell'AdC nonché la rifusione di un 
indennizzo di  fr. 1'600.-  per le spese di  allestimento del ricorso e fr. 
100.- per spese vive di cancelleria. In via ancor più subordinata il ricor-
rente chiede l'annullamento della decisione dell'8 dicembre 2006 con 
rinvio  degli  atti  all'AdC per  emanazione di  una nuova decisione che 
ponga a carico dell'A. _______ i costi della revisione limitatamente a fr. 
7'608.-  nonché tasse e  spese  a  carico  dell'AdC e  la  rifusione  di  fr. 
1'600.- a titolo di indennizzo per le spese di allestimento del ricorso e 
fr. 100.- per spese vive di cancelleria.

Il ricorrente sostiene da una parte che l'intervento dell'AdC, e di con-
seguenza la decisione sui costi che ne sono derivati, sia stato spropor-
zionato in quanto non erano dati – a suo dire – i presupposti oggettivi 
per  l'espletamento  di  una verifica di  tale  ampiezza ed un intervento 
tanto  massiccio  e  dispendioso  da  parte  dell'AdC.  D'altra  parte, 

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quand'anche l'intervento dell'AdC fosse stato giustificato, il tempo inve-
stito, equivalente a 104.3 ore di lavoro, sarebbe stato sproporzionato 
rispetto a quanto una tale verifica avrebbe potuto richiedere. 

A tale riguardo il ricorrente ritiene innanzitutto che la tariffa oraria per 
le ore svolte dalla praticante al momento della revisione avrebbe dovu-
to essere inferiore alla tariffa applicata agli altri collaboratori. Egli con-
testa altresì le ore utilizzate per l'impostazione e l'organizzazione della 
revisione, quando lo svolgimento di tali mansioni preparatorie avrebbe 
dovuto ragionevolmente occupare – a suo dire – al massimo una gior-
nata  di  lavoro  di  una persona. Pure  contestate  sono  le  ore  inerenti 
l'appuntamento  al  Ministero  pubblico  del  Cantone Ticino  in  quanto  i 
fatti concernerebbero società sconosciute all'A. _______. Anche l'esa-
me della documentazione avrebbe richiesto, a mente del ricorrente, un 
tempo sproporzionato così come sarebbero sproporzionate le ore im-
piegate dopo la revisione effettuata sul posto. Donde, da tutto ciò, nel 
complesso i  costi  dovrebbero corrispondere ad un importo massimo 
complessivo di fr. 7'600.-.

Il ricorrente sostiene inoltre che la revisione speciale nei suoi confronti 
avrebbe costituito una disparità di trattamento se paragonato con altri 
OAD, se non altro già per il fatto che durante l'anno 2006, conforme-
mente allo scritto dell'8 giugno 2006,  non era prevista una revisione 
speciale e che nessun OAD è stato oggetto di una revisione nel corso 
del 2006.

I.
Con risposta del 21 marzo 2007 l'AdC conclude alla reiezione del ri-
corso nella misura in cui esso è ricevibile con spese a carico del ricor-
rente.

L'autorità inferiore fa innanzitutto rilevare che nello scritto dell'8 giugno 
2006  si  era  riservata  il  diritto  di  eseguire  una  revisione  nel  corso 
dell'anno 2006 presso gli OAD, se dei motivi straordinari avessero im-
posto il suo intervento. 

La circostanza che alcuni affiliati all'A. _______ si siano trovati al cen-
tro di procedure penali e di sorveglianza ha spinto l'AdC ad effettuare 
un controllo sul posto alfine di verificare se il ricorrente avrebbe appli-
cato correttamente i suoi statuti e regolamenti. L'autorità inferiore evi-
denzia che l'insolito accumulo di casi problematici avrebbe potuto es-
sere il frutto di un errore alla base del sistema di controllo del ricorren-

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te  e  la  conseguente  valutazione  delle  circostanze  di  fatto  poteva 
essere espletata unicamente mediante una revisione. Essa evidenzia 
inoltre che, cosciente dell'importante intervento, alfine di guadagnare 
tempo  e  per  una  questione  di  costi,  ha  richiesto  al  ricorrente  la 
documentazione da analizzare in anticipo, prima di recarsi  sul  posto 
per la revisione.

L'AdC precisa che nella fattispecie non era suo intento risolvere i sin-
goli casi problematici, bensì lo scopo era di tipo più generale, ovvero 
mirare alla verifica della corretta applicazione dei regolamenti  del  ri-
corrente. Essa sottolinea che i casi presi in considerazione hanno es-
senzialmente  funto  da  campione. Il  risultato  della  revisione  avrebbe 
permesso di scoprire una lacuna nel sistema di controllo adottato dal 
ricorrente. Sarebbe infatti stato constatato che spesso i fogli di lavoro 
utilizzati dai revisori per controllare i membri dell'A. _______ non corri-
spondevano a quanto riportato nel formulario riassuntivo che il reviso-
re deve trasmettere al ricorrente. Tale fatto sarebbe in parte spiegabile 
con delle lacune presenti nel formulario “raggiungimento degli obbietti-
vi”. Sarebbero state in particolare constatate delle irregolarità per ciò 
che  concerne  l'obbligo  speciale  di  chiarimento  e  l'accertamento 
dell'avente economicamente diritto. La revisione sarebbe quindi stata 
necessaria ed avrebbe permesso di constatare alcune lacune e di cor-
reggere  la  prassi  del  ricorrente.  In  questo  senso  quindi,  a  detta 
dell'AdC, l'intervento non sarebbe stato sproporzionato alla circostan-
za.

Per quanto riguarda i costi della revisione, l'AdC evidenzia che per le 
sue decisioni essa riscuote degli emolumenti calcolati mediante un si-
stema elettronico ed ammontano, in funzione del dispendio orario, a fr. 
140 – 300 l'ora. In aggiunta, essa evidenzia che nella decisione con-
cernente  i  costi  relativi  alla  revisione  sono  entrati  in  linea  di  conto 
l'analisi della documentazione, la quale ha permesso di prepararsi alla 
revisione, un colloquio preliminare con il ricorrente, un colloquio tenu-
tosi al Ministero pubblico e necessario al fine di avere maggiori infor-
mazioni su un incarto oggetto della revisione, la revisione stessa tenu-
tasi  nei  locali  del  ricorrente  e  la  successiva redazione  del  rapporto. 
Essa sottolinea di seguito che un importo di fr. 5'940.- sarebbe dovuto 
alle 28.25 ore necessarie per i colloqui fra i collaboratori ed i capi se-
zione che,  visti  i  delicati  soggetti  della  revisione,  hanno ritenuto op-
portuno essere presenti in modo attivo; fr. 2'000.- comprenderebbero 
gli  appuntamenti  del  revisore  con  il  ricorrente  e  con  il  Ministero 

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pubblico, viaggi inclusi; fr. 8'020.- sarebbero dovuti per le 40.1 ore du-
rante le quali due collaboratori si sono consultati ed hanno lavorato in-
sieme;  fr.  1'590.-  equivarrebbero  a  7.95  ore  durante  le  quali  i  due 
collaboratori si sarebbero suddivisi i compiti. La revisione vera e pro-
pria che ha avuto luogo nei locali del ricorrente con la presenza di due 
collaboratori dell'AdC ha raggiunto un costo complessivo di fr. 2'000.- 
incluse le spese di viaggio. In questo contesto l'AdC fa notare che du-
rante la settimana lavorativa dal 21 agosto 2006 al 25 agosto 2006 i 
collaboratori che hanno effettuato la revisione presso il ricorrente han-
no  conciliato  la  trasferta  svolgendo  compiti  per  l'attività  di  vigilanza 
mercato permettendo quindi una ripartizione dei costi. Al ricorrente è 
quindi stata fatturata una sola ora di trasferta anziché cinque.

Per quanto riguarda l'attività della praticante che si è occupata della 
revisione,  l'AdC specifica  che  ella  aveva iniziato  la  sua  attività  il  1o 

gennaio  2006 con questo  statuto  ed è stata assunta  in  seguito  con 
contratto a tempo indeterminato a far tempo dal 9 giugno 2006 con ef-
fetto al 1o ottobre 2006. In relazione a ciò, la partecipazione e l'impe-
gno dei capi sezione nell'analisi della documentazione e nell'elabora-
zione del rapporto di revisione sarebbe giustificato dalla straordinariet-
à della revisione così come dall'eco avuto nei mass media della situa-
zione nella quale si sono venuti a trovare gli intermediari finanziari og-
getto della revisione. Alfine di  tenere i costi  sotto controllo, l'AdC ha 
tuttavia ritenuto che durante l'ispezione non si sarebbe più resa neces-
saria la presenza di un capo sezione durante il giorno stesso della re-
visione. Da questo punto di vista anche la praticante avrebbe assunto 
le responsabilità della revisione a pieno titolo, non giustificandosi per-
tanto la distinzione con un “normale” collaboratore.

L'AdC precisa infine che il ricorrente non è il solo organismo di autodi-
sciplina presso il quale ha effettuato una revisione nel corso del 2006. 
Per altri motivi un altro OAD è stato oggetto di una revisione straordi-
naria alla quale hanno preso parte più collaboratori dell'AdC e la quale 
è durata più giorni. A mente dell'AdC la revisione straordinaria effet-
tuata presso il ricorrente non viola quindi il principio della parità di trat-
tamento.

Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri-
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

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Diritto:

1.
La decisione dell'8 dicembre 2006 dell'autorità federale di controllo del 
Dipartimento  federale  delle  finanze  costituisce  una  decisione  giusta 
l'art. 5 cpv. 1 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021). Fatta eccezione delle decisioni previ-
ste all'art. 32 della Legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrati-
vo federale (LTAF, RS 173.32), questi, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 PA prese dalle auto-
rità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF. L'AdC rientra tra queste.

In qualità di  destinatario il  ricorrente è toccato dalla decisione impu-
gnata ed ha un interesse degno di protezione all'annullamento o alla 
modificazione della stessa. Egli  ha dunque diritto a ricorrere (art. 48 
cpv. 1 PA). Il termine e la forma di ricorso sono osservati (art. 50 cpv. 1 
e 52 cpv. 1 PA), l'anticipo equivalente alle presunte spese processuali 
è stato versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA) ed i rima-
nenti presupposti processuali sono parimenti adempiuti (art. 48 segg. 
PA).

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Con ricorso al TAF possono essere invocati la violazione del diritto fe-
derale, l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Il TAF non è vincolato né dai moti-
vi addotti  (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 
decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (PIERRE MOOR, 
Droit administratif, vol. II, 2. ed., Berna 2002, no. 2.2.6.5.). 

Il ricorrente contesta essenzialmente la necessità da parte dell'AdC di 
aver proceduto con una revisione straordinaria rispettivamente critica 
l'intervento  che  ha  comportato  l'insorgere  di  costi  sproporzionati  ri-
spetto a quanto le circostanze concrete avrebbero richiesto. Sarà quin-
di oggetto dei considerandi che seguono l'esame delle singole censu-
re.

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3.
Gli intermediari finanziari giusta l'art. 2 cpv. 2 e 3 della Legge federale 
relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro nel settore finanziario 
del 10 ottobre 1997 (Legge sul riciclaggio di denaro [LRD, RS 955.0]) 
sono tenuti ad adempiere agli obblighi di diligenza ai fini della preven-
zione e della repressione del riciclaggio di denaro. La vigilanza relativa 
all’osservanza degli obblighi da parte degli intermediari finanziari com-
pete  ai  loro organismi  di  autodisciplina  riconosciuti  (art. 24 LRD) ri-
spettivamente all’AdC, se gli intermediari finanziari non sono affiliati a 
un organismo di autodisciplina riconosciuto. Gli organismi di autodisci-
plina  vigilano  affinché gli  intermediari  finanziari  affiliati  osservino  gli 
obblighi disciplinati dagli art. 3 a 10 LRD (art. 24 cpv. 1 litt. b LRD).

A tenore dell'art. 18 LRD, l'AdC riconosce gli organismi di autodiscipli-
na e revoca loro il riconoscimento (litt. a); vigila su di essi e sugli inter-
mediari finanziari ad essa direttamente sottoposti (litt. b); approva i re-
golamenti  emanati  dagli  organismi di  autodisciplina (litt. c); provvede 
affinché facciano applicare i loro regolamenti (litt. d); concretizza, per 
gli intermediari finanziari ad essa direttamente sottoposti,  gli  obblighi 
di diligenza e stabilisce il  modo in cui essi  devono essere adempiuti 
(litt. e); tiene un registro degli  intermediari  finanziari  ad essa diretta-
mente sottoposti come pure delle persone cui ha rifiutato l’autorizza-
zione all’esercizio dell’attività di intermediario finanziario (litt. f). L'AdC 
può effettuare controlli sul posto o delegare i controlli a un organo di 
revisione da essa designato (art. 18 cpv. 2 LRD). E' quindi su questa 
base che l'AdC ha eseguito la revisione.

4.
Il  ricorrente sostiene che l'agire dell'AdC abbia travalicato le compe-
tenze  attribuitegli  dalla  LRD ritenendo  altresì  che  l'autorità  inferiore 
avrebbe dovuto chiedere preventivamente le necessarie  informazioni 
all'organismo  stesso. Ritiene  inoltre  che  la  revisione  speciale  svolta 
dall'AdC nei suoi confronti non era retta da alcuna valida ragione og-
gettiva (cfr. atto di ricorso punto 2.1 ii). 

4.1 Dalle  disposizioni  legali  suesposte  si  deduce  la  competenza 
dell'autorità inferiore per poter eseguire delle revisioni sul posto. Dagli 
atti si evince inoltre che le revisioni ordinarie secondo la prassi dell'au-
torità inferiore vengono eseguite ogni anno. La decisione se, quando e 
con quale frequenza devono venire eseguite le revisioni rientra quindi 
principalmente  nel  margine  d'apprezzamento  dell'autorità  inferiore  e 

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nella sua facoltà come autorità di attivarsi d'ufficio. L'art. 18 cpv. 2 della 
LRD è formulato quale norma applicabile facoltativamente (una cosid-
detta “Kannvorschrift”), che lascia all'AdC la facoltà di optare per la re-
visione o di rinunciarvici. L'esercizio di tale potere deve in ogni caso ri-
spettare le garanzie procedurali  ancorate nella Costituzione federale, 
quali  parità  di  trattamento,  divieto  d'arbitrio  e  rispetto  del  principio 
dell'adeguatezza. Confrontato con la questione a sapere se sia giustifi-
cato o meno proporre una revisione, il TAF esamina con riserva l'eser-
cizio del potere d'apprezzamento da parte dell'autorità inferiore, inter-
venendo, segnatamente, quando la decisione violasse il diritto o non 
fosse sostenibile come in caso di eccesso o abuso di potere d'apprez-
zamento.

4.2 Sulla base di ciò, per poter procedere con una revisione è suffi-
ciente che vi  sia  un motivo oggettivo e sostenibile. Considerato che 
l'attuazione di controlli nella forma di revisione non costituisce l'ecce-
zione, bensì la regola, non vanno pertanto nemmeno poste esigenze 
troppo elevate a giustificare l'intervento dell'AdC. Nella misura in cui 
esista quindi un motivo oggettivo e sostenibile per effettuare una revi-
sione, questa deve essere considerata come rientrante nel quadro dei 
compiti ordinari di controllo dell'autorità inferiore. Ciò posto, il risultato 
della revisione non è fondamentale per la questione della messa a ca-
rico dell'A. _______ dei costi della revisione, se non nella misura in cui 
da tale risultato la revisione dovesse rivelarsi insostenibile.

Giusta l'art. 22 LRD, l'AdC riscuote emolumenti per le sue decisioni e i 
servizi  che fornisce. Questo obbligo legale degli  OAD di assumersi  i 
costi che gli possono essere addossati è quindi sostanzialmente indi-
pendente dal risultato che l'esercizio del compito di controllo e sorve-
glianza dell'autorità inferiore possa fornire. 

Questo premesso, rimane quindi da esaminare se la contestata revi-
sione, dal punto di vista dell'obbligo di sorveglianza e controllo che in-
combe all'AdC regga su una motivazione oggettiva e sostenibile. 

5.
Secondo l'autorità inferiore, nel corso del 2006, essa aveva notato che 
in poco tempo sei membri del ricorrente presentarono problemi di di-
versa natura e che comportarono conseguenti interventi da parte della 
CFB, della  magistratura oltre  che aver attirato l'attenzione dei  mass 
media. Vista l'insolita situazione, l'AdC ritenne di doversi attivare, ipo-
tizzando che vi potesse essere un nesso con una corretta applicazione 

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dei regolamenti dell'A. _______. Di fronte a tale quesito, l'AdC ritenne 
in particolare opportuno interrogarsi su eventuali lacune o disfunzioni 
del  sistema di  controllo  implementato dagli  A. _______ nei  confronti 
degli intermediari.

La  straordinarietà  della  situazione  evidenziata  dall'autorità  inferiore 
con un insolito cumulo di  casi  problematici  tra i  soci  dell'A. _______ 
fatti  oggetto di procedimenti penali  e di sorveglianza, è sì contestata 
dal ricorrente. Ciò non di meno, anche se il numero di casi problemati-
ci, come sostiene il ricorrente, sia da ridurre a due soli  casi, è com-
prensibile che l'AdC in questa situazione abbia voluto accertarsi  con 
un controllo approfondito che i casi problematici non siano stati da ri-
condurre ad un errore nel sistema di controllo. A questo proposito il ri-
corrente non evidenzia però cos'è che fa apparire la revisione insoste-
nibile o arbitraria e nemmeno si  possono intravvedere elementi  con-
creti o comunque sufficientemente sostanziati che potrebbero fare ap-
parire la revisione come mezzo inadatto per raggiungere lo scopo che 
l'autorità inferiore si era prefissata. E' attendibile che l'autorità inferiore 
con l'obbiettivo del controllo abbia voluto farsi una visione propria della 
situazione indipendente da quella del ricorrente. 

Il  ricorrente nella maggior parte delle sue argomentazioni riprende e 
mette in dubbio i risultati della revisione effettuata, per arrivare in fine 
a sostenere che nei suoi confronti non possono essere formulati rim-
proveri per l'esistenza di lacune o irregolarità commesse in relazione 
all'attività di controllo sugli affiliati. Per la questione della messa a cari-
co dei costi, come precedentemente riferito, non è tuttavia rilevante se 
e quali mancanze hanno potuto essere messe alla luce, fin tanto che il 
motivo che ha dato avvio al controllo è da giudicarsi sufficientemente 
fondato.

Per quanto detto fin qui e per quanto la revisione sia da considerare 
come mezzo per la messa in atto dell'attività di controllo dell'autorità 
inferiore e per quanto questa venga effettuata ordinariamente di regola 
una volta all'anno, l'averla eseguita nella presente circostanza concre-
ta  non può  essere  considerato  insostenibile  o  arbitrario. Nulla  muta 
che con lo scritto dell'8 giugno 2006 l'AdC abbia comunicato che, ri-
servati motivi straordinari, nell'anno 2006 non sarebbe stata fatta alcu-
na revisione. 

Pure se la questione è vista in rapporto con la stragrande maggioran-
za degli OAD, nei confronti di quali nel 2006 si è rinunciato ad effettua-

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re  la  revisione,  l'esigenza di  perseguire  l'obbiettivo che  l'AdC si  era 
preposta nei confronti dell'A. _______ deve precisamente essere con-
siderata come motivo straordinario proprio come contenuto nello scrit-
to dell'8 giugno 2006. Da questo punto di vista non si può nemmeno 
affermare che vi  sia stata una violazione della parità di  trattamento. 
Per finire non si può nemmeno sostenere che i risultati della revisione 
siano tali da far sembrare insostenibile il motivo per il quale l'autorità 
inferiore ha dato avvio alla revisione (cfr. consid. 4.2. precedente).

Il  ricorrente misconosce che l'autorità inferiore, giusta la facoltà con-
cessagli dall'art. 18 cpv. 2 della LRD, sarebbe anche fondamentalmen-
te autorizzata a compiere dei controlli  a campione rispettivamente in 
coincidenza con situazioni particolari riguardo a tematiche specifiche. 
Se nel 2006 essa ha rinunciato nei confronti della maggioranza degli 
OAD a compiere una revisione, ciò non significa ancora che l'esecu-
zione di una revisione, per motivi particolari e per una tematica specifi-
ca, violi la parità di trattamento, sulla base del presupposto, a questo 
riguardo, che la legge concede un margine di manovra organizzativo 
all'autorità.

Da quanto detto, si rende superfluo esaminare più da vicino la questio-
ne a sapere se i rapporti di revisione per i casi in esame non erano ab-
bastanza dettagliati, se il formulario “raggiungimento degli obbiettivi di 
controllo” appariva incompleto e non permetteva di capire se l'interme-
diario avrebbe adempiuto all'obbligo speciale di chiarimento ed all'ob-
bligo di accertamento dell'avente diritto economico o se, per quanto ri-
guarda le società in liquidazione, la prassi dell'A. _______ non sareb-
be chiara e le indicazioni su come agire con queste società non risul-
terebbero né dagli statuti né dai regolamenti dell'A. _______. 

6.
In  sintesi,  e  visto  quanto  precede,  indipendentemente  dalle  critiche 
espresse dal ricorrente all'operato dell'AdC e dalle risultanze e conclu-
sioni del rapporto, sulla base della situazione oggettiva iniziale in cui si 
sono  venuti  a  trovare  i  sei  intermediari,  non  si  può  affermare  che 
l'AdC, ordinando la revisione in questione, abbia fatto uso del suo po-
tere  d'apprezzamento  decisionale  esercitato  in  maniera  tale  da 
costituire violazione del diritto. 

7.

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7.1 L'AdC ha posto a carico dell'A. _______ i costi della revisione am-
montanti a fr. 19'558.-. Ancorché il ricorrente non contesti di principio 
che questi costi siano posti a suo carico, egli contesta tuttavia l'import-
o, sostenendo che questo è stato cagionato da un numero sproporzio-
nato di ore lavoro svolte dai collaboratori dell'AdC, più di quante sareb-
bero state necessarie per questo tipo di operazione. Egli ritiene inoltre 
che dovrebbe essere tenuto conto del fatto che al momento della revi-
sione una collaboratrice svolgeva presso l'AdC un praticantato. In rap-
porto alle 40.45 ore svolte da questa collaboratrice, andrebbe quindi 
operata una riduzione dei costi della metà, per un importo equivalente 
a fr. 4'045.-. 

Si tratta quindi di esaminare se l'ammontare dei costi posti a carico del 
ricorrente sia giustificato nella circostanza concreta e se sia giustifica-
to imputare i costi per l'attività svolta dalla praticante alla stregua di un 
collaboratore con normale rapporto di impiego.

7.2 Nella  sua risposta  l'AdC evidenzia a  questo proposito  che nella 
decisione concernente i costi relativi alla revisione sono entrati in linea 
di conto l'analisi della documentazione, la quale ha permesso la pre-
parazione della revisione, un colloquio con il  ricorrente, un colloquio 
tenutosi al Ministero pubblico del Cantone Ticino, la revisione stessa 
tenutasi presso il ricorrente, la redazione del rapporto, i colloqui telefo-
nici, le trasferte ed i disborsi. Dal dettaglio delle prestazioni risulta che 
in totale sono state registrate 104.3 ore lavoro e ne sono state fattura-
te 96.3 e che l'importo reclamato è stato allestito sulla base di un tarif-
fario orario variante da fr. 200.- a fr. 240.-, segnatamente 0.8 ore a fr. 
240.- (B. _______), 5 ore a fr. 220.- (K. _______), 7.9 ore a fr. 220.- (X. 
_______) e 82.6 ore a fr. 200.- (C. ________, M._______) per il totale 
di fr. 19'550.-.

7.3 A differenza  dell'imposta,  la  tassa  è  un  tributo  causale,  ossia  il 
corrispettivo dell'utente per una prestazione concreta dell'amministra-
zione (ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines Verwal-
tungsrecht,  5. ed.,  Zurigo/Basilea/Ginevra  2006,  N 2626;  E. 
BLUMENSTEIN, Sistema di diritto delle imposte, pag. 2). 

Giusta l'art. 22 LRD, l'AdC riscuote emolumenti per le sue decisioni e i 
servizi che fornisce. La materia è regolata dall'Ordinanza sulla tassa di 
sorveglianza e sugli  emolumenti  dell'Autorità  di  controllo  per  la  lotta 
contro il riciclaggio di denaro (OT AdC; RS 955.033.2) la quale, giusta 

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l'art. 21, prevede che l'AdC percepisce emolumenti per le prestazioni 
fornite e per le decisioni prese nell’ambito della legge sul riciclaggio di 
denaro. Sempreché l'OT AdC non preveda regolamentazioni speciali, 
si applicano le disposizioni dell’Ordinanza generale sugli  emolumenti 
(OgeEm, RS 172.041.1). L’emolumento è calcolato in funzione del di-
spendio di tempo e ammonta a 140 – 300 franchi l’ora (art. 23 cpv. 1 
OT  AdC).  Entro  questi  limiti,  esso  è  determinato  in  funzione  della 
classe  salariale  dell’impiegato  che  svolge  la  prestazione  e  dell’in-
teresse della persona assoggettata (art. 23 cpv. 2 OT AdC). 

Gli  emolumenti  vengono calcolati  in  modo che il  provento  totale dei 
medesimi non ecceda i costi complessivi di un’unità amministrativa. I 
costi complessivi si compongono dei costi diretti di personale dell’unità 
amministrativa;  dei  costi  diretti  di  posti  di  lavoro  dell’unità 
amministrativa,  come i  costi  di  manutenzione e  di  esercizio,  nonché 
dei costi di ammortamento degli edifici, dei mobili, delle attrezzature, 
degli apparecchi e delle macchine utilizzati; di una quota adeguata dei 
costi delle prestazioni dei servizi centrali (costi generali), di massima 
un supplemento del 20 per cento sui costi diretti di personale; dei costi 
speciali di materiale e di esercizio (art. 4 OgeEm). A ciò si aggiungono 
gli esborsi comprendenti i costi per la consultazione di terzi, costi per 
l’acquisizione di documenti, i costi di trasmissione e di comunicazione, 
i costi di viaggio e di trasporto (art. 6 OgeEm).

Il  principio  dell'equivalenza  che  concretizza  il  principio  della  pro-
porzionalità e del divieto d'arbitrio in materia di tributi causali,  sottin-
tende che un emolumento non deve essere in un rapporto manifesta-
mente sproporzionato con il valore oggettivo della prestazione e man-
tenersi entro limiti ragionevoli. In altre parole, a motivo della sua fun-
zione di corrispettivo, la tassa deve essere adeguata al servizio per il 
quale è dovuta anche se ciò non significa tuttavia che essa diventi ille-
gale quando, oltre che coprire le spese, eccede il valore esatto della 
prestazione statale se ciò è giustificato da motivi ragionevoli e criteri di 
misura sostenibili (DTF 130 III  225 cons. 2.3, con indicazione a DTF 
128 I 46 cons. 4a; DTF 126 I 180 cons. 3a/bb; DTF 82 I 297 cons. 3a; 
DTF 72 I 396).

7.4 In casu il ricorrente contesta il numero di ore impiegate in quanto 
ritiene che siano state eccessive e sproporzionate rispetto a quanto la 
verifica stessa avrebbe ragionevolmente richiesto. 

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7.4.1 Dall'esame del dettaglio delle prestazioni agli atti si evince che 
le  singole  posizioni  concernono  essenzialmente  riunioni,  incontri  di 
pianificazione  della  revisione,  colloqui  telefonici,  analisi  della  docu-
mentazione, viaggi, oltre che un colloquio preliminare con il ricorrente, 
un colloquio tenutosi al Ministro pubblico del Cantone Ticino, la revisio-
ne presso i  locali  dell'A. _______ nonché la  redazione del  rapporto. 
L'importo complessivo di fr. 19'550.- corrisponde alla somma di 0.8 ore 
a fr. 240.- (B. _______), 5 ore a fr. 220.- (K. _______), 7.9 ore a fr. 
220.- (X. _______) e 82.6 ore a fr. 200.- (C. ________, M._______). 
Nell'evenienza concreta la somma totale di 96.3 ore non appare spro-
porzionata, avuto riguardo anche del tema della revisione, del numero 
di persone che vi hanno preso parte, dei rischi della situazione e delle 
conseguenze nel caso in cui si avesse deciso di non effettuare la revi-
sione. Vista la situazione particolare con coinvolti diversi casi problem-
atici e tenuto conto del margine di apprezzamento lasciato all'autorità 
inferiore in quest'ambito non vi è pertanto spazio per questo Tribunale 
per poter intervenire. Per il resto il TAF osserva che la tariffa di fr. 240.- 
l'ora, rispettivamente di fr. 220.- e 200.- per impiegati che sono classifi-
cati nella classe di stipendio 25, si situa nella fascia di cui all'art. 3 cpv. 
1 (cfr. a questo proposito anche la direttiva dell'AdC del 2 settembre 
2002 sulla struttura tariffaria  dell'AdC versata agli  atti). Sotto questo 
aspetto la decisione dell'AdC è pertanto sostenibile. Per il resto le cen-
sure sollevate dal ricorrente secondo cui sarebbero state impiegate un 
numero esageratamente alto di ore per l'impostazione e l'organizzazio-
ne  della  revisione,  l'esame  della  documentazione,  le  ore  impiegate 
dopo la revisione e quelle inerenti l'appuntamento al Ministero pubbli-
co sono poco sostanziate e sembrano essere formulate in relazione al 
rimprovero generale dell'opportunità della revisione.

7.5 Considerato a titolo comparativo, anche il confronto sommario con 
i costi insorti per altre revisioni effettuate dall'AdC presso il ricorrente 
in anni precedenti, porta a concludere che quelli della revisione in ras-
segna rientrano comunque nella media. Nel 2002 essi sono infatti am-
montati a fr. 14'500.-, nel 2003 a fr. 15'558.- e nel 2004 a fr. 10'959.-. 
Una revisione effettuata nel 2006 presso un altro OAD e vertente a ve-
rificare le procedure interne relative alla sorveglianza dei membri,  al 
controllo di qualità dei rapporti  di revisione e all'analisi del lavoro dei 
revisori esterni ed alla quale hanno partecipato tre persone, fra cui un 
capo  sezione  e  sostituto  capo  sezione  ha  comportato  costi  per  fr. 
15'366.-.

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7.6 Vista la censura del ricorrente in merito all'imputazione dei costi 
per l'attività svolta dalla collaboratrice in stato di praticante, l'AdC os-
serva che in seno all'amministrazione federale non è prevista alcuna 
classe salariale per le persone con statuto di praticante, poiché non si 
tratta  di  personale  ordinario.  Con  ciò,  anche  quando  la  signora 
M._______ aveva lo statuto di praticante, l'AdC conferma che si impu-
tavano gli emolumenti corrispondenti alla classe salariale dei collabo-
ratori in classe 25, ovvero fr. 200 orari. L'AdC fa tuttavia rilevare che 
nel caso specifico della persona in questione, 21 ore del lavoro da lei 
svolto  non sono entrate  nel  computo  totale  delle  ore,  visto  che una 
parte del lavoro è stata considerata come formazione.

A questo proposito il ricorrente ritiene tuttavia che una distinzione tra 
collaboratori in formazione e collaboratori ordinari debba essere fatta e 
soprattutto  egli  evidenzia  che dal  dettaglio  delle  prestazioni  allegato 
dall'AdC non risulta come le 21 ore di formazione siano state prese in 
considerazione.

In  effetti  dal  dettaglio  allegato  risulta  difficile  dedurre  inequivocabil-
mente che le ore di formazione non siano state computate, poiché non 
risulta una differenziazione tra tempo formativo (non messo a carico 
del  ricorrente)  e  tempo  produttivo  (messo  a  carico  del  ricorrente). 
Quello che invece risulta è che alcune prestazioni (p. es. viaggi) sono 
state registrate ma non fatturate. Una simile differenziazione sarebbe 
stata  evidentemente  utile  applicarla  anche per  l'attività  svolta  da un 
praticante, onde distinguere tempo effettivo impiegato per una deter-
minata  pratica  e  tempo  fatturato.  Nel  caso  concreto  non  appare 
pertanto del tutto ingiustificato tenere conto, per lo meno fino alla fine 
del periodo di praticantato, ovvero fino al 30 settembre 2006 rispettiva-
mente 1o ottobre 2006, momento a partire dal quale sarebbe poi stata 
assunta a tempo indeterminato, del fatto che la signora in questione 
lavorava come praticante ed applicare la tariffa oraria di fr. 140.- (cfr. 
direttiva: Gebührenstruktur der Kontrollstelle del 2 settembre 2002, ta-
riffa A, segretariato (classe di stipendio 7/12/15) agli  atti). Con riferi-
mento al periodo in questione si avrebbe pertanto una riduzione equi-
valente a fr. 1'659.- (dal 1 gennaio 2006 al 30 settembre 2006: [28.65 
ore a fr. 200.- = fr. 5'530.-] – [28.65 ore a fr. 140.- = fr. 3'871.-] = diffe-
renza 1'659.-).

L'importo deciso dall'AdC va pertanto modificato nel senso di una ridu-
zione di fr. 1'659.-.

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8.
Da quanto precede il ricorso è, ai sensi della conclusione subordinata, 
parzialmente accolto e la decisione dell'AdC dell'8 dicembre 2006 mo-
dificata nel senso di una riduzione dei costi per la revisione a carico 
del ricorrente da fr. 19'558.- a fr. 17'899.-. Per il resto il ricorso è re-
spinto.

9.

9.1 Giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, l’autorità di ricorso mette nel dispositivo 
le spese processuali, consistenti in una tassa di decisione nelle tasse 
di cancelleria e negli sborsi, di regola a carico della parte soccomben-
te. Se questa soccombe solo parzialmente, le spese processuali sono 
ridotte (art. 63 cpv. 1 PA). Le spese del procedimento dinanzi al Tribu-
nale amministrativo federale comprendono la tassa di giustizia e i di-
sborsi (art. 1 del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale,  TS-TAF,  RS 
173.320.2). La tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza 
e della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della 
situazione finanziaria delle parti (art. 2 cpv. 1 TS-TAF).

9.2 Nella fattispecie il ricorrente soccombe per gran parte per cui delle 
spese di procedura possono essere messe a suo carico. Tenuto conto 
del valore litigioso della presente causa di fr. 19'558.-, la tassa di giu-
stizia varia da fr. 500.- a fr. 5'000.- (art. 4 TS-TAF). Nella fattispecie è 
pertanto equo fissare la tassa di giustizia a fr. 2'200.- che, ritenuta la 
parziale soccombenza,  può essere ridotta a fr. 2'000.-. Essa è com-
pensata con l'anticipo pagato in data 9 febbraio 2007.

10.
L’autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o in parte, può, d’uffi-
cio o a domanda, assegnare al ricorrente una indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato (art. 64 cpv. 1 
PA). Giusta l'art. 7 cpv. 1 del Regolamento dell'11 dicembre 2006 sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2),  la parte vincente ha diritto 
alle ripetibili  per le spese necessarie derivanti dalla causa. Ex art. 8 
TS-TAF le ripetibili comprendono le spese di rappresentanza o di pa-
trocinio ed eventuali altri disborsi necessari di parte. Se le spese sono 
relativamente modeste, si può rinunciare a concedere alla parte un’in-
dennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 4). 

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In casu il  ricorrente non è rappresentato, donde, giusta la prassi co-
stante, non vi è motivo per l'attribuzione di indennità di ripetibili.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto. La decisione dell'8 dicembre 2006 è 
modificata nel senso che l'importo corrispondente ai costi della revisio-
ne è fissato a fr. 17'899.-. Per il resto il ricorso è respinto.

2.
La tassa di giustizia ridotta, è fissata a fr. 2'000.- ed è posta a carico 
del ricorrente. Essa è computata con l'anticipo di fr. 2'200.- versato il 9 
febbraio 2007. La differenza sarà restituita alla ricorrente dopo la cre-
scita in giudicato della presente sentenza.

3.
Non si assegnano indennità di ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. N. _______; atto giudiziario)
- Dipartimento federale delle finanze (atto giudiziario)

La Presidente di camera: Il cancelliere:

Eva Schneeberger Daniele Cattaneo

Rimedi giuridici:

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Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un ter-
mine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 
100 della  legge sul  Tribunale  federale  del  17  giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono  essere  redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 
– i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 
42 LTF).

Data di spedizione: 16 maggio 2008

Pagina 18