# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2123ec2a-8e45-5cc2-affa-3e22cf0995dd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-01-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.01.1999 15.1998.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-90_1999-01-29.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00090

  	
  Lugano

  29 gennaio 1999

  /FC/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul
ricorso 21 maggio 1998 di

 

	
   

  	
  __________

  (patr. dall'avv.
  __________)

  

 

contro l’operato
dell’UEF di __________ 

nell'esecuzione n.
__________ promossa contro il ricorrente da

 

	
   

  	
  __________

  

 

in materia di
domanda d'esecuzione;

 

viste le
osservazioni 17 giugno 1998 dell'UEF di __________ 

 

ritenuto in
fatto e considerando in diritto

 

                                          che
__________ procede contro __________ per fr. 46'743.90 oltre accessori per il
titolo di "saldo liquidazione del 7 settembre 1994 per opere da capomastro
al mapp. __________ di __________ ";

 

                                          che
al precetto esecutivo __________ ha interposto il 12 maggio 1998 tempestiva opposizione;

 

                                          che
il ricorrente è dell'avviso che il PE n. __________ vada annullato per due
motivi:

                                          a)     il PE riguarda un
saldo di liquidazione vantato dalla __________ nei confronti della __________ e
non doveva pertanto essere indirizzato e intimato a __________;

                                          b)     il PE sarebbe comunque
dovuto essere intimato a __________ al suo domicilio di __________ e non ad
__________ o __________ dove egli non abita;

 

                                          che,
sulla censura di inesistenza di un debito di __________ nei confronti della
__________, va ricordato che è principio fondamentale del diritto esecutivo che
la legittimazione materiale, fondata sulla titolarità del diritto materiale
dedotto in giudizio, è sottratta al potere di cognizione dell'organo
d'esecuzione e fallimento, come pure dell'Autorità cantonale di vigilanza,
rientrando nella giurisdizione esclusiva del giudice del rigetto dell'opposizione
o del merito (Flavio Cometta, Brevi cenni sulla Legge sulla procedura di
reclamo in materia di esecuzione e fallimento, in: RDAT 1996 I, p.286, n.
3.1.6.b);

 

                                          che
__________ è tutelato nei suoi diritti dall'istituto dell'opposizione ex art.
74 LEF, cui è ricorso tempestivamente;

 

                                          che,
sulla censura di erronea indicazione del domicilio dell'escusso, la domanda
d'esecuzione deve enunciare il nome e il domicilio del debitore (art. 67 cpv.1
n.2 LEF);

 

                                          che
ex art. 69 cpv.1 LEF l'organo d'esecuzione, ricevuta la domanda, deve stendere
il precetto esecutivo, ritenuto che per l'art. 69 cpv.2 n.1 LEF il precetto
deve contenere le indicazioni della domanda d'esecuzione;

 

                                          che
l'UEF di __________ si è limitato a stendere e notificare nel senso dell'art.
71 cpv.1 LEF il precetto come alle indicazioni della domanda d'esecuzione e
nelle forme di rito (art. 72 LEF);

 

                                          che,
secondo la giurisprudenza sviluppata in applicazione della pregressa disciplina,
il precetto esecutivo, pena la nullità dell'esecuzione, deve, in linea di
principio, indicare in modo chiaro e univoco il nome e il domicilio del
debitore;

 

                                          che
quando, nonostante una indicazione imprecisa o ambigua, il debitore è in grado
di far valere ogni suo diritto procedurale - censurando ad esempio la carente
indicazione del suo domicilio, sito comunque nello stesso circondario
d'esecuzione - non si giustifica l'annullamento dell'esecuzione, ma è
sufficiente una rettifica dell'atto viziato (STF [CEF] 3 aprile 1997 in re W.
K. c. T. T. e G. S. cons.2; DTF 114 III 63 cons.1, 98 III 26; CEF 24 febbraio
1998 in re D. G. c. T. Sagl);

 

                                          che
__________, __________ e __________ appartengono al medesimo circondario di
esecuzione - l'UEF di __________ - e non si pongono quindi complicanze connesse
al luogo dell'esecuzione ex art. 46 LEF;

 

                                          che
è pertanto fatto ordine all'UEF di __________ di indicare __________ come domicilio
dell'escusso;

 

                                          che
il ricorso deve di conseguenza essere respinto;

 

                                          che
non si prelevano spese (art. 20a cpv.1 primo periodo LEF e art. 61 cpv.2 lett.a
OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv.2 OTLEF);

 

 

 richiamati gli
art. 17, 46, 67 cpv.1 n.2, 69 cpv.2 n.1 e 74 LEF

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso 21 maggio 1998 di __________, è respinto.

 

                                2.      È
fatto ordine all'UEF di __________ di indicare __________ come domicilio dell'escusso
nell'esecuzione n. __________.

 

                                3.      Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                4.      Contro
questa sentenza è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, Lugano, in
conformità dell'art. 19 LEF.

 

                                5.      Intimazione:

                                          __________

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità
di vigilanza

Il presidente                                                                         
La segretaria