# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b55e129-6b29-5abb-89fd-9a7c4e0fd0bc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 08.05.2013 80.2013.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2013-24_2013-05-08.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2013.24

  80.2013.25

  	
  Lugano

  8 maggio 2013

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1  

   RI 2  

  entrambi rappr.
  da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 9 gennaio 2013 contro la decisione del 12
  dicembre 2012 in materia di IC e IFD 2010.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
di professione esercente, ha sposato in terze nozze RI 2, dipendente dell’Associazione
cantonale ticinese di ginnastica. Quest’ultima, tramite contratto del 2 aprile
2010, acquistava le quote sociali della __________ Sagl, proprietaria
dell’inventario e dell’avviamento di un esercizio pubblico a __________, per il
prezzo complessivo di fr. 125'000.–.

                                         Nella
dichiarazione fiscale 2010, i coniugi indicavano un reddito da attività dipendente
di, rispettivamente, fr. 31'771.– (il marito) e fr. 37'500.– (la moglie).

 

 

                                  B.   Notificando
loro la tassazione IC/IFD 2010, con decisione del 2 agosto 2012, l’Ufficio di
tassazione di Bellinzona commisurava il reddito imponibile in fr. 145'100.– per
l’IC ed in fr. 143'500.– per l’IFD.

                                         L’autorità
aveva in particolar modo aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per
fr. 100'000.–, spiegando nella motivazione allegata che si trattava di
“prestazioni valutabili in denaro o reddito d’altra fonte stabiliti per
insufficienza di disponibilità finanziaria”.

 

 

                                  C.   I
contribuenti, rappresentati dalla RA 1, impugnavano la suddetta decisione con reclamo
del 22 agosto 2012, nel quale contestavano di avere avuto altre entrate oltre a
quelle dichiarate.

                                         L’autorità
di tassazione, con lettera del 3 settembre 2012, si rivolgeva direttamente alla
rappresentante, invitandola in particolare a:

·       
presentare puntuali osservazioni in merito all’allegato
calcolo delle entrate e delle uscite, dal quale emergeva un ammanco di liquidità
di quasi 100'000 franchi;

·       
documentare la provenienza dei capitali
dichiarati dalla moglie alla fine del precedente periodo fiscale (fr. 80'000.–);

·       
produrre gli estratti dei conti bancari e/o
postali utilizzati per versare il prezzo d’acquisto delle quote sociali della __________
Sagl.

 

 

                                  D.   I
contribuenti non davano alcun seguito a tali richieste, nemmeno dopo la
concessione di due proroghe per l’inoltro della documentazione richiesta. Con
successiva decisione del 12 dicembre 2012, l’Ufficio di tassazione confermava pertanto
l’imposizione di altri redditi per fr. 100'000.–.

 

 

                                  E.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2
postulano nuovamente lo stralcio degli altri redditi. A loro avviso, il
numerario dichiarato dalla moglie alla fine del precedente periodo fiscale basterebbe
a giustificare la provenienze del capitale servito all’acquisto delle quote
sociali della __________ Sagl.

 

 

                                  F.   All’udienza
del 24 aprile 2012, le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni.

 

 

 

Diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Nella
procedura fiscale vige la massima ufficiale e il principio inquisitorio.
L’autorità di tassazione, cui spetta il dovere di chiarire d’ufficio i fatti
fiscalmente rilevanti, controlla la dichiarazione d’imposta e procede a tutte
le indagini necessarie (art. 204 cpv. 1 LT; art. 130 cpv. 1 LIFD), senza essere
in particolare vincolata agli elementi imponibili riconosciuti o dichiarati dai
contribuenti (decisione TF 2A.105/2007 del 3 settembre 2007; cfr., al proposito,
Berger, Voraussetzungen und Anfechtung der Ermessensveranlagung, in: ASA 75
p. 185, p. 190). La procedura fiscale è inoltre retta dal principio di
collaborazione. Sia secondo l’art. 196 LT sia secondo l’art. 123 cpv. 1
LIFD, le autorità di tassazione determinano con il contribuente le condizioni
di fatto o di diritto determinanti per un’imposizione completa ed esatta. Al
contribuente è imposto l’obbligo di fare tutto il necessario per consentire una
tassazione completa ed esatta (art. 200 LT; art. 126 cpv. 1 LIFD). Egli deve in
particolare esporre la situazione in maniera esaustiva e trasparente (decisione
TF 2A.502/2005 del 2 febbraio 2006, in: StR 61 p. 442).

 

                                         1.2.

                                         Di
principio, in applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8
CC, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che
l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o
aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei
fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133
II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

                                         La
descritta regola sull’onere probatorio non è però assoluta, in quanto non
lascia alcuno spazio a considerazioni inerenti le effettive possibilità
probatorie o comportamenti ostruzionistici (Schär, Normentheorie
und mitwirkungsorientierte Beweislastverteilung, in: ASA 67 p. 435). Una prima
eccezione è data allorquando il contribuente tralascia, in maniera colpevole ed
in violazione dei propri obblighi, la collaborazione, possibile ed esigibile,
nel chiarimento degli elementi che fondano l’obbligo fiscale. Una seconda
eccezione si verifica invece quando il contribuente, per motivi a lui estranei,
non può apportare la prova di un fatto che diminuisce il suo debito d’imposta
oppure può farlo solo prestando una collaborazione che non può essere pretesa (Zweifel, in:
Zweifel/Athanas [a cura di],
Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2ª ediz. Basilea 2008, n. 29 ad art. 130 LIFD, p. 342 e riferimenti).
In definitiva la massima ufficiale e il principio inquisitorio trovano i loro
limiti nel dovere di collaborazione del contribuente, indipendentemente dalla
ripartizione oggettiva dell’onere probatorio (Zweifel, op. cit., n. 3
ad art. 123 LIFD, p. 263; Althaus-Houriet, in: Yersin/Noël [a
cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 4
ad art. 123 LIFD, p. 1196).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Secondo
l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD e dell’art. 46
cpv. 3 LAID, l’autorità di tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa
i suoi obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono
essere accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener
conto di coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore
di vita del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata
soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve
essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT, 132
cpv. 3 LIFD), per cui vi è un’inversione dell’onere
della prova: non tocca all’autorità dimostrare la correttezza della propria
valutazione, bensì all’interessato provare che la stessa è manifestamente inesatta.

 

                                         2.2.

                                         Giurisprudenza
e dottrina tendono a riconoscere che si possa ricorrere alla tassazione d’ufficio non solo laddove il contribuente, nonostante diffida, non soddisfi ai suoi
obblighi procedurali, ma anche qualora la mancanza di documenti attendibili
sulla sua situazione finanziaria non possa essergli imputata (decisione TF 2A.426/2004 del 23 novembre 2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, op. cit., n. 29 e 31 ad art.
130 LIFD, p. 342 ss.; Richner/Frei/Kaufmann,
Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra Berger,
op. cit., p. 197).

                                         L’autorità fiscale deve
agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo coscienza professionale, conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono sempre essere tenuti
presenti in procedimenti del genere, principalmente allo scopo di evitare eccessi
di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti, il contribuente deve essere
imposto, nella misura del possibile, su un reddito valutato il più vicino
possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130 LIFD).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso
in esame, come visto, l’Ufficio di tassazione di Bellinzona ha intrapreso un
calcolo della disponibilità finanziaria del contribuente e, su questa base, ha
aggiunto ai proventi dichiarati “altri redditi” per fr. 100'000.–.

                                         Certo, l’autorità
fiscale ha rinunciato ad intraprendere una tassazione d’ufficio, perlomeno nel ristretto senso contemplato dall’art. 204 cpv. 2 LT
(art. 130 cpv. 2 LIFD), omettendo di indicare nei rimedi giuridici l’esistenza
dei requisiti posti dall’art. 206 cpv. 3 LT (art. 132 cpv. 3 LIFD) e le
conseguenze in caso di inottemperanza, senza peraltro successivamente porvi
rimedio. Tale circostanza non esclude però la possibilità di stabilire gli
elementi imponibili per apprezzamento, purché nel rispetto delle norme concernenti
l’onere probatorio (decisione TF 2A.561/2005 del 22 febbraio 2006). Anzi, come vedremo meglio di seguito, in mancanza della benché minima
documentazione, l’Ufficio di tassazione non poteva fare altro che procedere ad
una valutazione dei redditi, basandosi sugli stessi metodi di stima previsti
dagli art. 204 cpv. 2 LT e 130 cpv. 2 LIFD, quali sono i
coefficienti sperimentali, l’evoluzione patrimoniale e del
tenore di vita del contribuente (Althaus-Houriet,
op. cit., n. 14 ad art. 130 LIFD).

 

                                         3.2.

                                         Come si è
detto, la decisione dell’autorità fiscale si è fondata sulla constatazione che, nel per iodo fiscale in esame, i ricorrenti avevano sostenuto delle spese che non
erano proporzionate alle entrate dichiarate. Nel pieno rispetto del loro diritto
di essere sentiti, con lettera del 3 settembre 2012, l’Ufficio di tassazione ha così richiesto ai contribuenti di prendere posizione sul calcolo delle entrate e delle
uscite, dal quale emergeva un ammanco di liquidità di quasi 100'000 franchi:

 

	

  
   

  	
  Entrate

  	
  Uscite

  
	
  Attivi:

  	
   

  	
   

  
	
  Acquisto quote __________ Sagl

  	
   

  	
  125'000

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Passivi:

  	
   

  	
   

  
	
  –

  	
  –

  	
  –

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Proventi:

  	
   

  	
   

  
	
  Salari e altri emolumenti

  	
  79'183

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Oneri:

  	
   

  	
   

  
	
  Spese professionali

  	
   

  	
  2'464

  
	
  Contributi e oneri assicurativi

  	
   

  	
  8'082

  
	
  Alimenti, rendite e oneri permanenti

  	
   

  	
  8'400

  
	
  Affitto e spese accessorie (valutato)

  	
   

  	
  12'000

  
	
  Fabbisogno per vivere

  	
   

  	
  20'400

  
	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Totale entrate/uscite

  	
  79'183

  	
  176'346

  
	
  Ammanco annuo

  	
  97'163

  	
   

  

 

                                         3.3.

                                         Da parte
loro, i ricorrenti non hanno ritenuto necessario presentare osservazioni in
merito al calcolo in questione, limitandosi invece a contestare la legittimità
dell’operato dell’autorità fiscale. A loro avviso, in mancanza di
documentazione contabile comprovante un prelevamento, un trasferimento o un
qualsiasi altro consumo di capitale proprio, l’autorità non dovrebbe poter presumere
l’esistenza di redditi imponibili (cfr. ricorso del 9 gennaio 2013, p. 2),
aggiungendo poi che il numerario dichiarato dalla moglie alla fine del
precedente periodo fiscale 2009 basterebbe a giustificare la provenienza del
capitale servito all’acquisto delle quote sociali della __________ Sagl (cfr.
verbale di audizione del 24 aprile 2013).

 

                                         3.4.

                                         A
quest’ultimo riguardo, si è già ricordato che, secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale, una tassazione per apprezzamento si giustifica,
contrariamente a quanto sembrano sostenere i ricorrenti, non solo in caso di
mancata dichiarazione, ma anche in presenza di un inadempimento degli obblighi
procedurali e persino quando la mancanza di documenti attendibili sulla situazione finanziaria del contribuente non possa essergli imputata (v. supra, in particolare
consid. 2.2.).

                                         Non è
assolutamente comprensibile come i ricorrenti possano sostenere che l’autorità
fiscale dovrebbe conformarsi alla dichiarazione del precedente periodo fiscale
– peraltro contestata – e conseguentemente accettare le loro giustificazioni,
anche in assenza della benché minima prova. Gli insorgenti sembrano in
particolare dimenticare che i loro obblighi di collaborazione vanno ben oltre
quello di presentare una dichiarazione con i relativi allegati, ma si estendono
al dovere di “fare tutto il necessario per consentire una tassazione completa ed esatta” (articoli 200 cpv. 1 LT e 126 cpv. 1 LIFD). Come già sottolineato, di
fronte ad una manifesta incongruenza fra le entrate e le uscite, ed in
particolar modo alla luce dell’acquisto delle quote sociali della __________
Sagl, avevano l’obbligo di offrire all’Ufficio di tassazione tutte le spiegazioni necessarie, comprovando segnatamente la provenienza dei capitali utilizzati per saldare il
prezzo d’acquisto, stabilito contrattualmente in fr. 125'000.–. Non avendo
adempiuto a tale obbligo, essi hanno messo l’autorità nella condizione di non poter fare altro che procedere ad una tassazione per apprezzamento. 

 

                                         3.5.

                                         Per
quanto attiene infine alla commisurazione del reddito aggiunto in via di apprezzamento,
l’importo di fr. 100'000.– appare difficilmente censurabile.

                                         Basti
pensare, a tale proposito, ai criteri di calcolo offerti dalla Tabella
per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art.
93 LEF), emanata dalla Camera di esecuzioni e fallimenti del Tribunale
d’appello il 1° settembre 2009. Per una coppia come quella dei ricorrenti, l’importo base destinato a coprire le spese per i bisogni vitali
(sostentamento, igiene e salute) e quelle necessarie a condurre una vita
dignitosa ed adattata ai tempi moderni (Ochsner,
Commentaire romand de la LP, Basilea/Ginevra/Monaco 2005, n. 70 ad art. 93
LEF), ammonta mensilmente a fr. 1'700.– (fr. 20'400.– annui). Lo stesso
importo è stato considerato dall’autorità di tassazione, che lo ha aggiunto
agli altri oneri dichiarati dagli stessi contribuenti. In assenza di elementi
contrari e alla luce dell’importante contratto sottoscritto dalla moglie, anche l’ammontare del reddito definito per apprezzamento sfugge pertanto
ad ogni critica.

 

 

                                   4.   Il
ricorso è conseguentemente respinto.

                                         Visto
l’esito del gravame, tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico
dei ricorrenti, soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    700.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.    100.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    800.–

                                         sono a
carico dei ricorrenti.

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione
a:

	
   

  	
  -  ;

  -  ;

  -  ;

  -  .

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: