# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6652cbc0-7cdb-58a5-9faa-d52636e881eb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-11-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.11.2008 C-3530/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3530-2007_2008-11-20.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3530/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  n o v e m b r e  2 0 0 8

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Franziska Schneider;
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______,patrocinata dall'avvocato Roberto Coppola, 
corso Vittorio Emanuele 8, IT-83100 Avellino,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione su opposizione del 
30 aprile 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3530/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  ,  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera  dal  1967  al  1974,  dal  1979  al  1981  e  dal  1991  al  1998, 
solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia i 
superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale periodo (doc. 6). Dopo il 
rimpatrio, non ha più svolto attività lucrativa dedicandosi ai lavori della 
propria  economia domestica  composta  da due persone adulte  (doc. 
14).

In data 8 giugno 2005, A._______ ha formulato una richiesta volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 4).

B.
La richiedente è stata visitata l'8  luglio  2005 presso i  servizi  medici 
dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  di  Avellino,  ove  il 
sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di “diabete mellito tipo II 
in  labile  compenso  metabolico  con  note  associate  di  artrosi 
polidistrettuale” ed  ha posto  un tasso d'invalidità  del  60% (doc. 24). 
Sono stati esibiti documenti oggettivi, quali:

- un referto radiologico della spalla sinistra del 16 maggio 2001 ed un 
referto radiologico del rachide in toto del 16 aprile 2004 (15, 16);

-  due  brevi  rapporti  d'esame  cardiologico  del  19  aprile  2004  e 
neurologico di stessa data (doc. 17, 18);

- un certificato del centro antidiabetico di Avellino del 21 aprile 2004 
(doc. 19);

-  l'attestato  di  riconoscimento  dell'invalidità  civile  del  15  luglio  2004 
(doc. 20);

- un breve rapporto d'esame ortopedico del 30 aprile 2004 (doc. 21);

-  un  breve rapporto  d'esame oftalmologico  del  5  agosto  2005  (doc. 
23).

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Nel  questionario  per  assicurati  occupati  nell'economia  domestica, 
l'interessata  ha  affermato  di  non  essere  più  in  grado  di  svolgere 
praticamente nessun lavoro di casa.

C.
L'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE) ha sottoposto gli  atti  al Dott. De Roten, del servizio 
medico regionale (SMR) “Rhône”, il quale, nella sua relazione del 24 
febbraio 2006, ha affermato che, in ambito casalingo, l'interessata non 
avrebbe mai subito un'incapacità al lavoro di livello pensionabile (doc. 
27).

Mediante decisione del 1° marzo 2006, l'UAIE ha pertanto respinto la 
domanda di rendita (doc. 28).

D.
Con  atto  spedito  il  30  marzo  2006,  A._______,  regolarmente 
rappresentata  dall'avv.  Roberto  Coppola,  ha  formulato  opposizione 
contro  il  suddetto  provvedimento  amministrativo   producendo 
documentazione già ad atti.

Mediante  decisione  su  opposizione  del  30  aprile  2007,  l'UAIE  ha 
respinto l'istanza dell'opponente ed ha confermato la propria decisione 
del 1° marzo 2006 (doc. 38).

E.
Con gravame del 17 maggio 2007, A._______, sempre rappresentata 
dall'avv.  Coppola,  chiede,  sostanzialmente,  l'annullamento  del 
summenzionato  provvedimento  amministrativo  e,  di  conseguenza,  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni  assicurative. A suffragio 
delle sue conclusioni produce, oltre a documentazione già ad atti, una 
cartella clinica relativa alla degenza ospedaliera dal 20 al 27 gennaio 
2007  per  prolasso  utero-vaginale,  diversi  esami  ematochimici  di 
gennaio/marzo  2007  ed  altri  esami  di  preparazione  alla  degenza 
menzionata.

F.
Ricevuto il ricorso, l'amministrazione ha sottoposto gli atti alla Dott.ssa 
Sereni Keller, del proprio servizio medico, la quale, nella sua relazione 
del  25  settembre 2007,  ha affermato che,  almeno fino alla  data del 
64esimo anno di età, l'interessata non ha mai subito un'incapacità al 
lavoro come casalinga (doc. 40).

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Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  27  settembre  2007,  l'UAIE 
propone la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto 
occorra, si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

G.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione  di  rilievo,  l'avv.  Coppola,  con  scritto  spedito  il  23 
ottobre  2007,  ha  ribadito  l'intenzione  della  propria  assistita  di 
mantenere il ricorso. A suffragio delle sue conclusioni ha esibito una 
relazione  medica  effettuata  l'11  ottobre  2007  dal  Dott.  Amodeo  di 
Avellino,  il  quale,  dopo  aver  in  sostanza  ripreso  le  patologie  già 
conosciute,  ha  dichiarato  la  paziente  inabile  al  lavoro  in  misura  del 
100%.

Ricevuta  la  replica,  l'amministrazione  ha  risottoposto  gli  atti  alla 
Dott.ssa Sereni  Keller,  la quale,  nella  sua relazione dell'8  novembre 
2007, si è riconfermata nelle sue precedenti considerazioni (doc. 42).

Duplicando in data 20 novembre 2007, l'amministrazione ha riproposto 
la reiezione del gravame.

Copia delle duplica e del parere della Dott.ssa Sereni Keller sono stati 
inviati  alla  parte  ricorrente,  la  quale  non  ha  più  preso  posizione  in 
merito.

H.
Va  rilevato  che  in  data  23  marzo  2007,  la  Cassa  svizzera  di 
compensazione (CSC) ha erogato in favore di A._______ una rendita 
ordinaria dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia, con decorrenza 
1° aprile 2007.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 

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particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 
conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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3.

3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita l'8 giugno 2005. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una 
rendita  l'8  giugno  2004  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il  3  marzo 2007,  data in cui  l'interessata ha compiuto il  64esimo 
anno  di  età  e  si  è  aperto,  in  suo  favore,  il  diritto  alla  rendita 
dell'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia  (cfr.  decisione  del  23 
marzo 2007 della CSC).

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6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

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7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

7.5 Per gli art. 5 LAI ed 8 cpv. 3 LPGA gli assicurati maggiorenni che 
prima di subire un danno alla salute fisica o psichica non esercitavano 
un'attività lucrativa e dai quali non si può esigere che l'esercitino sono 
considerati invalidi se tale danno impedisce loro di svolgere le proprie 
mansioni consuete.

8.

8.1 Dopo il rimpatrio, l'interessata non ha più lavorato e si è dedicata 
ai lavori della propria economia domestica (doc. 13, 14).

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 

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consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 
1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201) precisa che 
per  mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa 
occupata  nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori 
domestici,  l'educazione  dei  figli  nonché  le  attività  artistiche  e  di 
pubblica utilità.

9.

9.1 Dalla documentazione sanitaria  ad atti  si  evince che l'assicurata 
soffre di un diabete mellito tipo II in labile compenso metabolico e note 
di  artrosi  polidistrettuale. La  documentazione  prodotta  fino  alla  data 
dell'impugnata decisione su opposizione, 30 aprile 2007, non permette 
di evidenziare ulteriori patologie. Con il ricorso e la replica, l'assicurata 
produce altri documenti fra i quali una cartella clinica relativa ad una 
degenza dal 20 al 27 gennaio 2007 per un prolasso utero-vaginale. Il 
referto del Dott. Amodeo del 15 ottobre 2007, rileva delle patologie già 
note  e,  altre,  non  suffragate  da  documentazione  oggettiva,  che 
rappresentano una novità  rispetto al  precedente quadro diagnostico. 
Tuttavia,  tale  perizia  esula  dal  periodo  di  cognizione  giudiziaria  (cfr. 
consid. 5).

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni,  il  medico  dell'INPS (perizia  dell'8  luglio  2005) 

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pone un tasso d'invalidità del 60% pur rilevando che la paziente è in 
grado di svolgere un lavoro di operaia generica per 4-5 ore giornaliere 
ed  è  perfettamente  reinseribile  in  attività  leggere  generiche  e 
prevalentemente sedentarie. Dal canto loro, i medici dell'UAIE, Dott.ri 
De Roten e Sereni Keller, ritengono che la richiedente è in grado di 
attendere alle usuali faccende domestiche in misura ben superiore al 
60% (doc. 27, 40, 42).

In  effetti,  l'affezione  principale  che  affligge  l'assicurata  è  di  natura 
endocrinologica.  L'interessata  è  portatrice,  da  lungo  tempo,  di  un 
diabete mellito non insulino-dipendente, poco controllabile, ma privo di 
conseguenze invalidanti. In effetti, questa patologia può essere inserita 
nelle  affezioni  di  carattere  debilitante  quando  provoca  disturbi 
segnatamente alla vista (retinopatia diabetica con perdita quasi totale 
della  vista),  al  sistema  cardiocircolatorio  con  importanti  disfunzioni 
cardiache  e  presenza  di  tumefazioni  irreversibili  alle  estremità  degli 
arti, nonché turbe neurologiche. Invece, nel caso in esame, il diabete 
provoca turbe metaboliche di poco rilievo, un'eccedenza ponderale (79 
kg  per  168  cm)  e  una  retinite  di  grado  1  (il  visus  è  comunque 
normale).

Per  quanto  si  riferisce  all'apparato  ortopedico/articolare,  questo 
appare sostanzialmente in  ordine: non sono segnalate disfunzioni  di 
rilevanza patologica (cfr. doc. 24 cifra 4.8). L'esame neurologico è pure 
normale. Il processo artrosico polidistrettuale, non negato di principio, 
non causa dunque alcuna invalidità di rilievo.

10.2 La  Dott.ssa  Sereni-Keller  si  è  chinata  soprattutto  sulla 
documentazione esibita in sede ricorsuale e di replica. La consulente 
dell'UAIE  ha  sostanzialmente  annotato  che  se  vi  è  una  retinopatia 
diabetica,  questa  è  “background” di  stadio  I  e  non  incide  nemmeno 
sull'acuità visiva dell'assicurata; eventuali problemi di polineuropatia si 
configurano solo a parestesie distali  ed iporiflessie oltretutto normali 
ad una certa età e nelle  persone in sovrappeso; non sussiste alcun 
deficit motorio di significativa importanza. Sussistono delle poliartralgie 
soprattutto a livello cervicale e vertebrale, ma di modesta entità: come 
in precedenza, la marcia è libera come pure i movimenti. L'intervento 
di  prolasso  utero-vaginale  del  gennaio  2007,  non  ha  comportato 
sequele di rilievo.

Per il  resto,  l'interessata  si  presenta  in  buone condizioni  generali  di 
salute, ogni altro organo ed apparato essendo indenni da patologie.

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10.3  La  valutazione  del  lavoro  domestico  si  basa  sulle  indicazioni 
della richiedente stessa, le quali sono controllate in una certa misura 
dall'amministrazione.  Il  risultato  è  necessariamente  una  valutazione 
esaminata dall'UAIE (o dal giudice in caso di  ricorso) alla luce delle 
perizie mediche ad atti. Il controllo giudiziario richiede che ogni punto 
della  valutazione  sia  stato  determinato  con  cura  e  precisione.  Il 
risultato  in  percentuale  che  si  ottiene  non  può  essere  arrotondato 
(DTF 127 V 129 consid. 5a; VSI 2001 p. 265).

Analizzando  la  situazione  medica  con  le  incombenze  domestiche 
(famiglia attualmente composta da 2 persone) si giunge a ritenere che 
l'interessata  potrebbe  incontrare  difficoltà  nell'ambito  dei  lavori  più 
pesanti (come le grandi pulizie, stendere la biancheria, ecc.), oppure 
fare le  compere a  piedi  e  con merce  da  portare  troppo pesante. In 
compiti  più  leggeri  la  sua  capacità  resta  quasi  intatta  (condotta 
dell'economia domestica, preparazione dei pasti, ecc.). Nel complesso, 
in base alle apposite direttive concernenti l'invalidità edite dall'Ufficio 
federale delle assicurazioni sociali, Berna (UFAS; dir. da 3093 a 3098), 
l'interessata  presenta  un'incapacità  al  lavoro,  nell'ambito  delle 
consuete  attività  domestiche,  non  superiore  al  30%,  ossia  al  tasso 
minimo per aver diritto alla rendita AI.

Vero  è  che  A._______,  nell'apposito  formulario  per  gli  assicurati 
occupati  nell'economia  domestica  (doc.  14),  ha  affermato  di  non 
essere  in  grado  di  svolgere  tutti  i  lavori  che  competono  ad  una 
casalinga. Tale affermazione non può tuttavia assurgere alla dignità di 
prova, dal momento che riflette la posizione unilaterale della stessa ed 
è smentita dalle risultanze mediche oggettive.

10.4  Il collegio giudicante non ha pertanto alcun motivo di scostarsi 
dal  convincente  parere  dei  medici  dell’UAIE,  fondato  sul  corretto 
apprezzamento  del  caso  concreto  e  sull’attento  esame  della 
documentazione clinica ad atti. Trattasi infatti  di osservazioni cliniche 
da cui si  possono derivare, idonei,  oggettivi  e persuasivi  elementi  di 
giudizio atti a dimostrare che, nonostante le affezioni di cui è portatrice 
A._______, entro il 3 marzo 2007, data del compimento del 64esimo 
anno  di  età,  era  in  grado  di  attendere  alle  sue  usuali  faccende 
domestiche in modo tale da escludere un'invalidità di rilievo ai fini della 
rendita.

In  queste  circostanze  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

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C-3530/2007

11.

11.1 Non vengono prelevate spese processuali.

11.2 Visto l'esito  del  ricorso,  non si  assegnano indennità  per  spese 
ripetibili alla parte soccombente.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi il 
Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2).

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C-3530/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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