# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6022f904-f365-549b-89de-823d08939393
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.10.2008 38.2008.47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2008-47_2008-10-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2008.47

   

  rs

  	
  Lugano

  13 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 agosto 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 5 agosto
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento di __________
  

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 5 agosto 2008 l’Ufficio regionale di collocamento
di __________ (di seguito URC) ha confermato la precedente decisione del 1°
luglio 2008 (cfr. doc. 5) con cui aveva sospeso RI 1 per otto giorni dal
diritto all’indennità di disoccupazione a causa di mancate ricerche di lavoro
nei mesi di marzo e aprile 2008 antecedenti l’iscrizione in disoccupazione
(cfr. doc. A1).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione del 5 agosto 2008 RI 1 ha interposto un tempestivo
ricorso al TCA, con il quale ha contestato la sanzione inflittale. In
particolare l’assicurata ha addotto di aver prodotto alla sua consulente del
personale le ricerche di lavoro richiestele (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   L’URC, in
risposta, ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF  H
180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA
H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA       H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicurata deve o meno essere sospesa dal diritto
alle indennità di disoccupazione per mancate ricerche di lavoro nel periodo
precedente l’iscrizione in disoccupazione.

 

 

                               2.3.   Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione del danno ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STFA del 3
agosto 2003 nella causa S., C 221/02).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della Convenzione OIL
Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230;
D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                               2.4.   La
giurisprudenza federale ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato
anche quando l'assicurato non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro
prima di essere disoccupato (cfr., ad esempio, STFA del 3 luglio 2006 nella
causa S., C 138/05). 

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C 305/01; DLA 1966
N° 11 e N° 21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987

pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22;
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla
luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST,
Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

 

Questa giurisprudenza viene regolarmente
confermata dal TFA (cfr. ad esempio: STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P.
(C 200/03); STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C 305/01), non pubblicata;
STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01); STFA del 10 dicembre 2004
nella causa M. (C 210/04)).

 

                                         Oltre al
caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca
una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo
immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata
determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che
non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede
l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale, in particolare, per gli
assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento,
preferiscono lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati
e, nel periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano
per la prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di
impiego (cfr. DLA 1981 p. 126; DLA 1982 p. 37).

 

                                         Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).

 

                                         Per quel
che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un
numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr. per
tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). 

                                         Il TFA, pur confermando
tale principio (cfr. STFA nella causa M.Z., C 33/87; STFA del 3 luglio 2003
nella causa AWA c/ E., C 286/02), ha però precisato che occorre valutare nel
singolo caso concreto quante ricerche mensili siano esigibili da ogni
assicurato, sottolineando che la prassi amministrativa esige in media da dieci
a dodici ricerche di impiego al mese (cfr. consid. 2.4.; STFA del 12 luglio
2005 nella causa S., C 106/04, consid. 2.1.; STFA del 29 settembre 2005 nella
causa H. C 199/05; STFA del 6 marzo 2006 nella causa Service cantonal de
l’emploi du Canton Vaud c/ B., C 6/05, consid. 3.2.).

 

                                         Sulle modalità con le
quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C
280/01; DLA 1988 p. 95; DTF 120 V 74).

 

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dal SECO (dal 1° luglio
1999 il Segretariato di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale
dello sviluppo economico e del lavoro).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         Per quel
che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una
sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4
giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di
sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per
insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con
proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del
SECO in vigore dal 1° gennaio 2007, D72 punto 1; Lista delle sospensioni
URC/UCL - attualmente Sezione del lavoro - aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni
compiti degli Uffici regionali di collocamento alla luce della
giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona
2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi
vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato
il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA del 25 aprile 2005 nella
causa E., C 10/05; STFA del 10 dicembre 2004 nella causa M., C 210/04; STFA del
2 maggio 2003 nella causa X., C 275/02; STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
c/ E., C 286/02; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01; STFA del 6
agosto 2002 nella causa Z., C 338/01).

 

                               2.6.   Nell’evenienza
concreta dalla documentazione agli atti risulta che RI 1, il 28 aprile 2008, si
è iscritta in disoccupazione con effetto dal 1° giugno 2008, dichiarando di ricercare
un impiego a tempo pieno quale assistente di farmacia, impiegata
tecnico-commerciale, specialista in esportazioni (cfr. doc. 9, 1).

 

                                         Al
momento dell’annuncio per il collocamento l’assicurata ha attestato di non
disporre di documentazione comprovante ricerche di lavoro (cfr. doc. 2).

 

                                         La
consulente del personale, di conseguenza, il 6 giugno 2008, ha consegnato brevi
manu all’insorgente una “Richiesta di giustificazione” con cui l’ha invitata a
motivare, entro il 17 giugno 2008, il fatto di non avere intrapreso ricerche di
impiego nei mesi di marzo e aprile 2008, allegando l’eventuale documentazione a
sostegno delle proprie dichiarazioni.

                                         La
collocatrice ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità
cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando
espressamente l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la
sospensione di un assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per
ottenere un’occupazione adeguata (cfr. doc. 3).

 

                                         La
ricorrente, il 16 giugno 2008, ha consegnato alla consulente due formulari
“Prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro” relativi ai mesi
di marzo e aprile 2008 in cui è stato indicato lo svolgimento di dieci ricerche
di impiego, cinque per ciascun mese (cfr. doc. 4).

 

                                         Dal
profilo procedurale l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di
essere sentito dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e
dall’art. 42 LPGA.

 

                                         L’URC,
con decisione formale del 1° luglio 2008, ritenendo di non potere considerare
gli sforzi volti al reperimento di un’occupazione presentati dall’assicurata il
16 giugno 2008, in quanto non comprovati dai datori di lavoro, ha sospeso la
stessa dal diritto alle indennità di disoccupazione per otto giorni (cfr.
consid. 1.1.; doc. 5).

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 5 agosto 2008
(cfr. consid. 1.1.; doc. A1).

 

 

                               2.7.   Chiamata a
pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte rileva che a torto
l’amministrazione non ha tenuto conto delle ricerche di lavoro prodotte il 16
giugno 2008.

 

                                         Se è vero
che, per stessa ammissione della ricorrente, gli sforzi da lei compiuti nei
mesi di marzo e aprile 2008 sono stati comprovati retroattivamente, è
altrettanto vero, da un lato, che la medesima al momento dell’annuncio al
collocamento non ha indicato di non avere svolto ricerche, bensì unicamente di non
disporre della relativa documentazione a sostegno (cfr. doc. 2).

                                         Dall’altro,
l’assicurata, dopo avere ricevuto la “Richiesta di giustificazione”, ha reagito
prontamente, producendo i formulari menzionati.

                                         Non vi è,
inoltre, motivo alcuno che induca a dubitare delle attestazioni rilasciate,
sotto forma di firma apposta sul timbro della loro ditta, dai potenziali datori
di lavoro interpellati dall’assicurata riguardo al fatto che le ricerche di
lavoro sono realmente avvenute (cfr. doc. 4).

 

                                         In simili
condizioni, occorre considerare che l’insorgente, nel mese di marzo 2008, ha
effettuato cinque ricerche di impiego presso tre farmacie, uno studio medico e
uno studio dentistico.

                                         Nel mese
di aprile 2008 essa ha svolto altre cinque ricerche presso tre farmacie, un negozio
di autoaccessori e un negozio di musica (cfr. doc. 4).

 

                                         Gli
sforzi volti al reperimento di un’occupazione intrapresi dall’assicurata non
risultano, tuttavia, sufficienti dal profilo qualitativo.

 

                                         In
effetti sei ricerche (tre del mese di marzo e tre del mese di aprile 2008) sono
state compiute a __________, le due ulteriori ricerche di marzo sono state
effettuate a __________ e le due restanti di aprile ad __________ (cfr. doc.
4). 

                                         L’assicurata
ha, di conseguenza, svolto tutti gli sforzi finalizzati al reperimento di un
lavoro esclusivamente nella zona limitrofa al proprio domicilio di __________.

                                         Essa
avrebbe, invece, dovuto ampliare il suo campo di ricerca a livello
territoriale, compiendo le ricerche di impiego non solo nelle vicinanze del suo
domicilio, ma anche altrove, in modo da avere maggiori possibilità di reperire
una nuova occupazione (cfr. STCA 38.2008.31 del 30 luglio 2008; STCA del 10
maggio 2005 nella causa D., 38.2005.18; STCA del 29 luglio 2002 nella causa W.,
inc. 38.01.270). 

 

                                         L’insorgente
ha, poi, compiuto tutte le ricerche presentandosi spontaneamente presso
potenziali datori di lavoro. Essa, al contrario, avrebbe dovuto preferibilmente
rispondere a concrete e reali offerte d’impiego pubblicate sui quotidiani (cfr.
STCA del 19 gennaio 2004 nella causa Z., 38.2003.18, consid. 2.12).

 

                                         Al
riguardo è utile sottolineare che questo Tribunale ha già avuto pure modo di
ricordare che la legge impone agli assicurati non di raccogliere firme o
timbri, bensì di compiere sforzi validi per trovare un nuovo lavoro (cfr. RDAT
I-1994, pag. 206-207).

 

                                         Infine
giova rilevare che le ricerche vanno compiute in modo continuo durante tutto
l'arco del mese e non raggruppate in pochi giorni (cfr. STCA del 25 novembre
2002 nella causa B., 38.2002.111; STCA del 29 luglio 2002 nella causa P.,
38.2002.1; STCA del 2 maggio 2000 nella causa T., 38.2000.11; STCA del 13
aprile 2000 nella causa G., 38.1999.375; D. Cattaneo, op. cit., pag. 27).

                                         In
concreto, invece, tre ricerche di aprile 2008 sono state svolte l’otto del
mese, una il tre e una il diciotto (cfr. doc. 4).

 

                                         Ne
consegue che la ricorrente, avendo compiuto insufficienti ricerche nei mesi di
marzo e aprile 2008, ha comunque violato l'obbligo di ridurre il danno che la
legge le impone (cfr. consid. 2.3.).

 

                                         Tale
violazione implica la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
giusta l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. consid. 2.3.).

 

                               2.8.   Per quanto
attiene all'entità della penalità, va ricordato che l’URC ha inflitto
all’assicurata otto giorni di sospensione dal diritto all’indennità di
disoccupazione per mancate ricerche di impiego (cfr. consid. 1.1.).

 

                                         Come
esposto sopra, la ricorrente deve, però, essere sanzionata soltanto per sforzi
qualitativamente non validi.

 

                                         Normalmente,
in base alle direttive in vigore, l'amministrazione, in caso di insufficienti
ricerche di lavoro nel periodo antecedente al controllo della disoccupazione
infligge una sospensione minima di tre giorni al mese (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         A mente
di questa Corte, quindi, nel caso in esame, tutto ben considerato, la
sospensione di otto giorni inflitta all’insorgente dall’URC non rispetta il
principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.5.) e deve essere ridotta a sei
giorni (3 giorni per insufficienti ricerche nel mese di marzo 2008 + 3 giorni
per insufficienti ricerche nel mese di aprile 2008).

 

                                         Il
ricorso va, pertanto, parzialmente accolto e la decisione su opposizione
impugnata riformata nel senso che l'assicurata è sospesa per sei giorni dal
diritto alle indennità di disoccupazione.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         § La
decisione su opposizione del 5 agosto 2008 dell’URC di __________ è riformata
nel senso che l’assicurata è sospesa dal diritto alle indennità di
disoccupazione per sei giorni.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti