# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d69e89b-d9b7-57c1-a337-5a6afb6a4b98
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.07.2014 38.2014.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2014-34_2014-07-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto
  n.

  38.2014.34

   

  rs

  	
  Lugano

  14 luglio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 maggio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 marzo 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, 

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 27 marzo 2014 l’Ufficio regionale di collocamento di __________ (in
seguito: URC) ha confermato la precedente decisione del 3 febbraio 2014 (cfr.
doc. 7) con cui aveva sospeso RI 1 per nove giorni dal diritto alle indennità
di disoccupazione a causa di insufficienti e mancate ricerche nel periodo
precedente l’annuncio per il collocamento del 15 gennaio 2014 (cfr. doc. A).

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione del 27 marzo 2014 l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso
al TCA, nel quale ha chiesto, in via principale, l’annullamento della sanzione
inflittagli e, in via subordinata, la riduzione della sospensione a non più di
tre giorni (cfr. doc. I pag. 7).

                                         A motivazione della
propria pretesa ricorsuale l’insorgente ha dapprima indicato di avere una
formazione di installatore elettricista ma di non aver mai esercitato tale
professione, avendo deciso di intraprendere la carriera militare. Egli ha specificato
di aver iniziato la scuola reclute il 29 ottobre 2012 e di aver continuato tale
formazione fino al 1° novembre 2013 quando ha ottenuto il grado di tenente.

                                         L’assicurato ha poi
addotto di aver inoltrato istanza per poter entrare nei ranghi professionisti
dell’esercito già durante il periodo di servizio militare, e meglio il 17
settembre 2013, scrivendo al __________.

                                         Egli ha precisato che
durante un colloquio del 5 novembre 2013 gli è stato chiesto di effettuare una
nuova domanda tramite moduli specifici, ciò che ha fatto il 12 novembre 2013
con lettera raccomandata inviata a __________. La risposta è però stata
negativa.

                                         Il ricorrente ha osservato
di essersi di conseguenza attivato anche in Ticino al fine di poter trovare un
posto nell’esercito nel nostro Cantone, parlando in tal senso con il Direttore
della Sezione militare e della protezione civile (recte: Sezione del
militare e della protezione della popolazione; cfr. www.ti.ch), che se
necessario potrà confermare la sua richiesta.

                                         A mente dell’assicurato
l’URC, sanzionandolo, non ha tenuto conto della sua situazione, ovvero che ha
improntato la sua formazione verso la carriera militare, dedicando un anno
intero alla stessa per diventare tenente ed entrare quindi nell’esercito
professionista.

                                         L’insorgente ha inoltre
rilevato che, considerata la sua formazione militare, le ricerche di impiego
potevano essere inviate a un solo datore di lavoro, ossia l’Esercito Svizzero.

                                         Egli, pertanto, ritiene
che nulla possa essergli rimproverato.

                                         Il ricorrente ha poi fatto
valere, da un lato, che, siccome sono poche le persone che decidono di
intraprendere la carriera militare quale professionista, di principio chi si
candida per un posto in seno all’Esercito viene assunto. 

                                         Dall’altro, che,
contrariamente a quanto asserito dall’URC, si tratta di fatto di un’occupazione
praticamente certa e che il medesimo in tal senso aveva ricevuto delle
rassicurazioni verbali - di modo che non aveva ritenuto di dover effettuare
ricerche in altri ambiti - e che la mancata assunzione è dipesa dal fatto che
vi erano altre due candidature di persone di madre lingua tedesca che sono
state scelte per i posti oltre Gottardo.

                                         Circa l’asserzione
dell’amministrazione secondo cui in seno all’Esercito vi è un dispositivo di
assistenza alle reclute e ai quadri senza lavoro tramite terminali ubicati
presso le sedi delle scuole reclute che consentono di accedere in tempo reale
all’elenco dei posti vacanti, l’assicurato ha affermato di essere stato, prima
del 1° novembre 2013 (quando ha terminato la formazione), in servizio quale
quadro superiore - servizio che risulta molto impegnativo e impone una presenza
24 ore su 24 - e di non avere potuto disporre liberamente del suo tempo nella
sua funzione di ufficiale, né di non avere avuto accesso ai terminali essendo
stato dislocato al di fuori della struttura delle sedi della scuola reclute.

                                         L’insorgente ritiene,
dunque, che la sanzione di nove giorni non sia per nulla giustificata alle
circostanze (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 23
maggio 2014 l'URC ha chiesto la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   L’assicurato si è nuovamente
pronunciato in merito alla fattispecie con scritto del 6 giugno 2014 (cfr. doc.
V).

 

                               1.5.   L’URC, il 13 giugno 2014, ha ribadito la posizione espressa nella decisione su opposizione del 27 marzo 2014 e nella
risposta di causa (cfr. doc. VII).

 

                               1.6.   Il doc. VII è stato inviato
per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. VIII).

 

 

                                         in diritto

                                         

                               2.1.   Il TCA è chiamato a stabilire
se l’assicurato deve o meno essere sospeso dal diritto all’indennità di
disoccupazione per insufficienti e mancate ricerche di lavoro nel periodo
precedente l’iscrizione in disoccupazione del 15 gennaio 2014.

 

                               2.2.   Tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è
stato modificato dalla quarta revisione della LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto
invariato in occasione della quarta revisione LADI) ed anche fuori del proprio
luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

 

                                         Alla fine di
ogni periodo di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio
competente le prove documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese
(cfr. STFA C 77/91 del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo
l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

" L'assicurato
deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

                                      

                                         L'art. 26
cpv. 2 OADI prevede che:

 

" L’assicurato
deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni periodo
di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno
lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il termine
senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere prese in
considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha,
dunque, previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale
principio non è stato messo in discussione contestualmente alla quarta
revisione della LADI (cfr. Messaggio concernente la modifica delle legge
sull’assicurazione contro la disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

 

                                         L'obbligo di
ridurre il danno, valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione
(cfr. DTF 125 V 197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non
adempie il suo obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv.
1 lett. c LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se
non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr.
STF 8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30
cpv. 1 lett. c LADI è stato ritenuto dal TFA conforme alle disposizioni della
Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                               2.3.   La giurisprudenza ha
stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che
non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede
l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del 28 giugno
2010).

 

                                         Per costante
giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione deve
attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In una sentenza C 138/05
del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così sottolineato che l'obbligo di
cercare un'occupazione adeguata nel periodo precedente la disoccupazione vige
anche con l'entrata in vigore della LPGA. Tale dovere è ancorato nella legge
stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché gli assicurati non possono
discolparsi asserendo di non aver saputo di essere tenuti a intraprendere dei
validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione in disoccupazione.

 

                                         L'assicurato
deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a
partire dal momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare
una nuova occupazione (cfr. STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.2. pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010, consid. 3.1; STF 8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1;
STFA C 208/03 del 26 marzo 2004, consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA C 77/91 del 29 gennaio 1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti
degli Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza".
Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16ss.; vedi
pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre gli assicurati con
un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere sforzi per cercare
da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che precede la fine del
rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML, n. 12, 29 dicembre
1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

 

                               2.4.   Il TCA ha già avuto modo di stabilire
che possono essere sospesi dal diritto all'indennità di disoccupazione anche
gli assicurati che durante il servizio militare non compiono le ricerche di
lavoro (cfr. STCA 38.2009.34 del 27 luglio 2009; STCA 38.2005.81 del 30
novembre 2005; STCA 38.2001.99 del 26 novembre 2001; STCA 38.99.369 del 5
giugno 2000; STCA 38.99.385 del 5 giugno 2000).

 

                               2.5.   Per stabilire se un
assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione adeguata non
è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle ricerche
effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid. 2 con
riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per quel che attiene
all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non prevede un numero
minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La
giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di riferimento (e
non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo di controllo
vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide (cfr., per
tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta
Corte, pur confermando tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3
luglio 2003), ha precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto
quante ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che
la prassi amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego
al mese (cfr. STFA C 106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del
29 settembre 2005; STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

 

                                         In una
sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la
propria giurisprudenza e ha rilevato:

 

" (…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la jurisprudence
considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en principe
suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007 consid. 2.2). On ne
peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une limite purement
quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré au regard
des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien présentées valant
parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05 du 28 août 2006
consid. 2.2; RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.4., pubblicata in DTF 139 V 524.

 

                                         Sulle modalità
con le quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda
innanzitutto che secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al
servizio competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr.
art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA
1988 p. 95; DTF 120 V 74).

                                         La legge non
prevede nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così
venire effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i
diversi datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato,
alla fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         Concretamente
ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di
ricerca personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco
dei datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre deve essere
indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si è proposto
per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella causa P.,
pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato
potrà servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1°
luglio 1999 la Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro).

 

                                         In caso di
rifiuto del datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato
potrà comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca
segnalando al servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in
caso di ricerca telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato
deve, di regola, confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva
conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p. 95). 

 

                                         In una sentenza del 20
marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

p. 156ss., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.6.   Secondo l'art. 30
cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla gravità
della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o,
nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La
sospensione dal diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua
durata è determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù
dell'art. 45 cpv. 5 OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto
all'indennità, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per
determinare il prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli
ultimi due anni. 

                                         Nella già citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale
federale ha ricordato che "La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

                                         Per
quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una
sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i parametri del SECO e
della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Prassi LADI/ID D72 punto 1 dell’ottobre 2011; Lista delle
sospensioni SdL n. 464 del 23 dicembre 2011).

 

                                         Queste direttive sono conformi
alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni compiti …”, p. 43-44)
e le sanzioni inflitte dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente
confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA
ha approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del
25 aprile 2005; STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio
2003; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA
C 338/01 del 6 agosto 2002).

 

                               2.7.   Nell’evenienza concreta dalla
documentazione agli atti si evince che l’assicurato, nato nel 1989, ha conseguito l’attestato AFC quale installatore elettricista nel mese di giugno 2012 dopo aver
effettuato il relativo apprendistato presso la ditta __________. Egli ha poi
lavorato quale installatore elettricista a tempo determinato, dal 20 agosto al
19 ottobre 2012, per la __________ presso il __________ (cfr. doc. 2; 3).

 

                                         Alla fine del mese di
ottobre 2012 il ricorrente ha iniziato la scuola reclute a __________. Egli ha
continuato a essere attivo in seno all’Esercito Svizzero fino al 1° novembre
2013 quando ha ottenuto il grado di tenente (cfr. doc. 2; 5; 8; I).

 

                                         Il 15 gennaio 2014 l’insorgente
si è iscritto in disoccupazione (cfr. doc. 1).

 

                                         Al momento dell’annuncio
per il collocamento il ricorrente, relativamente agli ultimi tre mesi
precedenti la disoccupazione, ha comprovato un’unica ricerca di lavoro (cfr.
doc. 4; 6).

                                         La consulente del
personale, il 23 gennaio 2014, gli ha inviato una “Richiesta di giustificazione”
con cui l’ha invitato a motivare, entro il 30 gennaio 2014, le insufficienti,
rispettivamente mancate ricerche di lavoro nel lasso di tempo 15 ottobre 2013 -
14 gennaio 2015, allegando l’eventuale documentazione a sostegno delle proprie
dichiarazioni.

                                         La collocatrice ha pure
precisato che, oltre la data indicata, l’autorità cantonale avrebbe deciso
sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente l’art. 30 cpv.
1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un assicurato nel
caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione adeguata
(cfr. doc. 4).

 

                                         L’assicurato ha dato
seguito alla richiesta dell’amministrazione il 26 gennaio 2014, osservando in
buona sostanza di avere svolto il servizio militare ininterrottamente per un
anno, ottenendo il grado di tenente e di essersi candidato con due specifiche
richieste, il 17 settembre 2013 presso il __________ e il 12 novembre 2013
presso __________, al fine di poter essere impiegato quale professionista nell’Esercito.

                                         Egli ha aggiunto, da una
parte, di avere probabilmente commesso un errore nell’essersi proposto
direttamente in Cantoni di lingua tedesca - visto che la scelta è poi ricaduta
su altri due candidati di lingua madre tedesca.

                                         Dall’altra, di essersi comunque
interessato dalla metà del mese di novembre 2013 per un suo possibile impiego
nell’Esercito in Ticino e che il Direttore della Sezione del militare e della
protezione civile (recte: Sezione del militare e della protezione della
popolazione; cfr. www.ti.ch) ne è al corrente.

                                         Il ricorrente ritiene,
dunque, fuori luogo ogni accusa o biasimo nei suoi confronti per un
comportamento che ricada sotto quanto contemplato dall’art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI (cfr. doc. 5).

 

                                         Dal profilo
procedurale l’URC ha, in ogni caso, ossequiato il diritto di essere sentito
dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. e dall’art. 42 LPGA
(al riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         L’amministrazione, con
decisione formale del 3 febbraio 2014, indicando di non poter prendere in
considerazione quanto esposto nella risposta alla “Richiesta di
giustificazione”, ha sospeso il ricorrente dal diritto alle indennità di
disoccupazione per nove giorni (cfr. doc. 7; consid. 1.1.).

                                         Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su opposizione del 27 marzo 2014 (cfr. doc. A; consid.
1.1.).

 

                               2.8.   Come esposto
precedentemente (cfr. consid. 2.4.), anche gli assicurati che stanno assolvendo
il servizio militare devono effettuare delle ricerche di lavoro prima di iscriversi in disoccupazione.

 

Istruendo delle precedenti cause (cfr. STCA 38.99.369 del 5 giugno
2000; STCA 38.99.385 del 5 giugno 2000), l’allora Direttore degli affari
militari, interpellato in proposito dal TCA, aveva, del resto, indicato quanto
segue:

 

" Durante la
scuola reclute è riservata un'attenzione particolare al problema dei giovani
senza lavoro, reclute e quadri.

Il Comando SR funge da istanza di contatto con gli Uffici
cantonali del lavoro e cura l'informazione dei militi.

I giovani possono accedere a un terminale video, che dà in tempo reale
l'elenco dei posti vacanti, e sono pure costantemente informati tramite
bollettini e volantini esposti all'albo di compagnia. Essi hanno la possibilità
di ricercare posti di lavoro (se necessario vengono aiutati) e di ricevere
congedi per colloqui di lavoro."

 

                                         Inoltre da un comunicato
del 7 febbraio 2003 del Dipartimento federale della difesa, della protezione
della popolazione e dello sport (DDPS) emerge che:

 

" (…)

De nombreuses recrues ont terminé leur apprentissage
juste avant d'entrer en service et n'ont pas d'emploi pour la période qui suit
l'école de recrues.

Dans ce cas également, elles bénéficient du soutien
des cadres des écoles. Elles recevront les adresses des services de recherche
d'emploi et les cadres les aideront dans l'établissement de leur dossier de
postulation.

Toutes les casernes sont équipées de terminaux
électroniques destinés à la recherche de places vacantes. La coordination avec
les écoles de recrues peut être consultée dans l'internet à l'adresse suivante:
www.vbs.admin.ch/internet/heer/aausb/f/Adressen03/RS.htm."

 

                                         Al riguardo cfr. pure STCA 38.2009.34 del 27 luglio 2009 consid. 2.8.

 

                                         In effetti
durante il servizio militare è possibile cercare un posto di lavoro. I supporti
necessari (giornali, inserzioni, ecc) vengono forniti alla compagnia di SR.
Inoltre sulle piazze d’armi sono disponibili una borsa elettronica dei posti di
lavoro e un accesso a internet. Del resto, sempre che le esigenze di servizio
lo consentano, sono accettate domande di congedo per motivi imperativi documentati,
come ad esempio un invito a un colloquio di assunzione (cfr. www.vtg.admin.ch/internet/vtg/it/home/militaerdienst).

 

                               2.9.   Chiamata
ora a pronunciarsi in merito alla presente fattispecie, questa Corte evidenzia
che l’assicurato, come d’altronde affermato dal medesimo, ha ultimato la sua
formazione militare quale tenente il 1° novembre 2013 (cfr. doc. I; 8; 5;
consid. 2.7.).

 

                                         Pertanto il
fatto che il ricorrente abbia asserito di essere stato molto impegnato e
di non aver potuto disporre liberamente del suo tempo nella sua funzione di
ufficiale (cfr. doc. I; consid. 1.2.), può in ogni caso riferirsi soltanto al
periodo dal 15 ottobre 2013 (data a partire dalla quale l’URC ha verificato le
ricerche di impiego, ossia tre mesi prima dell’iscrizione in disoccupazione del
15 gennaio 2014) al 1° novembre 2013, come del resto riconosciuto dall’assicurato
stesso nel ricorso (cfr. doc. I).

 

                                         Di conseguenza, successivamente al 1° novembre 2013 l’insorgente avrebbe dovuto
comprovare un numero di ricerche ben maggiore (cfr. consid. 2.5.) dell’unico
sforzo di fatto compiuto nel lasso di tempo in questione, e meglio la
candidatura del 12 novembre 2013 presso __________ (cfr. doc. 3), che si rivela quantitativamente insufficiente.

 

                                         Inoltre il TCA,
considerato quanto esposto al considerando precedente circa la disponibilità
dell’Esercito a permettere di svolgere delle ricerche di impiego, ritiene,
senza che si rivelino necessari ulteriori approfondimenti, come in particolare
l’audizione dei superiori dell’insorgente presso il Comando della scuola
reclute delle truppe di salvataggio di Wangen a/Aare auspicata dal medesimo nel
ricorso (valutazione anticipata delle prove; SVR 2003 IV Nr. 1; STF 8C_556/2010
del 24 gennaio 2011 consid. 9; STF 8C_845/2009 del 7 dicembre 2009; STF I
1018/06 del 16 gennaio 2008 consid. 5.3.; STFA U 416/04 del 16 febbraio 2006,
consid. 3.2; STFA H 180/03 dell’11 ottobre 2004 consid. 3.1.1.), che anche nel
lasso di tempo 15 ottobre 2013 - 1° novembre 2013 l’assicurato avrebbe dovuto
comunque attivarsi al fine di reperire un’occupazione, visto che si trattava
dell’ultimo periodo di formazione.

 

                                         La propria
candidatura generica del 17 settembre 2013 presso il __________, dove
era peraltro già stata espressa le preferenza di essere impiegato presso la formazione
di applicazione a __________ (cfr. doc. 3), è ininfluente, in quanto relativa a
un periodo antecedente quello in esame (15 ottobre 2013 - 14 gennaio 2014). 

 

                                         Per quanto
attiene all’asserzione dell’assicurato secondo cui, siccome chi si candidata
quale professionista nell’Esercito viene assunto, si tratta di posti
praticamente certi, come gli sarebbe stato assicurato oralmente e che è per
questo motivo che non ha svolto ulteriori ricerche, oltre alle domande a __________
e __________, fino alla risposta negativa del 12 novembre 2013 (cfr. doc. I;
consid. 1.2.; doc. 3), va osservato che il TFA (Tribunale federale delle
assicurazioni; dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) ha stabilito che non
deve essere sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione l'assicurato
che, pur non compiendo un numero di ricerche di lavoro sufficientemente valide
dal profilo qualitativo e quantitativo in un determinato periodo di controllo,
riesce comunque, grazie alle stesse, a porre termine - o a non ricorrere - alla
disoccupazione (cfr. DLA 1990 pag. 132; STCA del 13 febbraio 1997 nella causa
M. C.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 32).

                                         Secondo la giurisprudenza
federale si può parlare di lavoro garantito soltanto allorché un contratto di
lavoro è stato concluso espressamente o tacitamente attraverso la volontà
concordata delle parti, non bastando invece che le trattative facciano sorgere
la speranza o l'aspettativa di concludere il contratto (cfr. DLA 1992 pag. 153;
SVR 1999 ALV N° 22; STFA del 3 febbraio 2004 nella causa S., C 275/03, consid.
4.2.4.; STCA del 23 maggio 1995 nella causa M.V.; D. Cattaneo, op. cit., pag.
32).

                                         Decisivo è dunque il fatto
che venga stipulato un contratto di lavoro, non necessariamente nella forma
scritta (cfr. al riguardo anche la STFA C 197/03 dell'11 ottobre 2004).

 

                                         Nel caso di specie non
risulta che al ricorrente siano state garantite tramite la conclusione di un
accordo una delle due occupazione in relazione alle quali si è candidato nel
mese di settembre e nel mese di novembre 2013.

 

                                         Pertanto l’insorgente
piuttosto sperava di poter concretizzare una collaborazione quale
professionista nell’Esercito Svizzero.

                                         La mera speranza, come
esposto, non è sufficiente per esonerare dall’obbligo di compiere ricerche di
impiego nei mesi precedenti la disoccupazione.

 

                                         Di conseguenza il
ricorrente non può essere esentato, da questo profilo, da una sospensione dal
diritto alle indennità per insufficienti ricerche di impiego nel periodo 15
ottobre - 12 novembre 2013 (data della risposta negativa da parte
dell’Esercito in relazione alla sua candidatura presso la caserma di __________;
cfr. doc. 3) antecedente all’annuncio per il
collocamento (cfr. STCA 38.2013.12 del 7 agosto 2013 consid. 2.8.; STCA 38.2011.60
del 26 settembre 2011 consid. 2.8.; 38.2008.48 del 24 settembre 2008; STCA
38.2006.27 del 19 luglio 2006; STCA 38.2007.88 del 7 gennaio 2008).

 

                             2.10.   Il ricorrente
sostiene che, visto che ha dedicato un anno alla sua formazione militare
ottenendo il grado di tenente, le sue ricerche erano finalizzate al reperimento
di un impiego quale professionista in seno all’Esercito e che conseguentemente,
ritenuto che il datore di lavoro era uno solo, i posti presso i quali proporsi
non erano molti (cfr. doc. I; consid. 1.2.).

 

                                         E’ vero che
il Tribunale federale, nella sentenza 8C_ 278/2013 del 22 ottobre 2013 consid.
2.1.3., pubblicata in DTF 139 V 524 e già citata sopra, ha stabilito che gli
assicurati professionalmente qualificati, nel periodo antecedente l’annuncio
per il collocamento, hanno il diritto di limitare le ricerche di impiego
dapprima al loro ambito professionale specifico, purché questo offra posti liberi.

 

                                         E’ altrettanto, vero,
tuttavia, che in concreto l’assicurato - nato nel 1989 - che alla fine di
ottobre 2012 ha iniziato la scuola reclute, continuando la formazione militare
interrottamente fino al 1° novembre 2013 quando ha ottenuto il grado di
tenente, nel giugno 2012, dopo 4 anni di tirocinio, ha conseguito l’AFC quale
installatore elettricista e dal 20 agosto al 19 ottobre 2012 ha lavorato in tale ambito professionale (cfr. doc. 2).

 

                                         Ne discende
che nella presente evenienza l’insorgente, considerato, da una parte, che
nell’Esercito il numero di posti per un impiego quale professionista non
risulta ingente, dall’altra, che in ogni caso il settore professionale
dell’assicurato concerneva anche quello di installatore elettricista, visto che
ha conseguito il relativo attestato federale di capacità nel 2012, ossia un
anno e mezzo prima dell’iscrizione in disoccupazione, ed è stato, altresì,
attivo in tale ambito per due mesi dal 20 agosto al 19 ottobre 2012, poco più
di un anno prima dell’annuncio per il collocamento, nell’arco di tempo 15
ottobre – 12 novembre 2013 (data della risposta negativa da parte dell’Esercito
in relazione alla sua candidatura presso la caserma di __________; cfr. doc.
3), avrebbe dovuto svolgere perlomeno qualche ricerca pure in qualità di
installatore elettricista.

 

                             2.11.   Per quanto concerne
il periodo successivo al 12 novembre 2013, ossia posteriore alla comunicazione
di non assunzione da parte dell’Esercito (cfr. doc. 3), l’amministrazione ha
considerato che il ricorrente non ha compiuto alcuna ricerca di lavoro. 

 

                                         In proposito
va sottolineato che quanto stabilito al considerando precedente, circa
l’obbligo dell’assicurato di cercare un’occupazione anche quale installatore
elettricista, vale pure e a maggior ragione per il periodo successivo alla
risposta negativa da parte dell’esercito del 12 novembre 2013.

 

                                         In ogni caso
comunque non va ignorato il fatto che l’insorgente già nella risposta alla
Richiesta di giustificazione del 23 gennaio 2014, ha asserito di essersi interessato dalla metà di novembre 2013 per un suo possibile impiego
nell’Esercito in Ticino e che il Direttore della Sezione militare e della
protezione civile (recte: Sezione del militare e della protezione
della popolazione; cfr. www.ti.ch) ne era al corrente (cfr.
doc. 5).

                                         Nell’opposizione
è stato precisato che “non appena ricevuta la risposta negativa RI 1 si è
attivato in Ticino al fine di poter trovare un posto nell’esercito nel nostro
cantone. Ha parlato in tal senso con il Direttore della Sezione militare della
protezione civile il quale, se necessario, potrà confermare la sua richiesta.
Non si è però potuto perfezionare al momento una concreta proposta di lavoro.”
(doc. 8).

                                         Ciò è stato
ribadito a chiare lettere anche nel ricorso (cfr. doc. I pag. 3).

 

                                         L’amministrazione non ha
però approfondito, perlomeno invitando l’assicurato a produrre un’attestazione in
merito (cfr. STF 8C_239/2009 del 14 agosto 2009), se effettivamente dopo la
metà di novembre 2013 l’assicurato si è proposto quale professionista
nell’Esercito in Ticino. 

 

                                         Al riguardo questa Corte
evidenzia che la procedura in materia di assicurazioni sociali e di assistenza
sociale è retta dal principio inquisitorio (Untersuchungsgrundsatz, art. 43
cpv. 1 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011
consid. 9; STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001;
DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis
1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282). E’ dunque compito
dell’amministrazione, rispettivamente del giudice chiarire d’ufficio in modo
corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

 

                                         Giova, in ogni caso,
rilevare che il principio inquisitorio non è incondizionato, ma trova il suo
correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (cfr. art. 43 cpv. 3 e 61
lett. c LPGA; art. 16 Lptca; DLA 2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI
praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114 V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52
consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung”
in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; Spira, “Le contentieux
des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de
jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; Kurmann, “Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986,
Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5 ss.).

                                         Questo
obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti
si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere
ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza
o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le
conseguenze dell’assenza di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA
P 36/00 del 9 maggio 2001; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993
pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V
113; G. Beati, “Relazioni tra diritto civile ... “ in relazioni tra diritto
civile e assicurazioni sociali, Lugano 1993, pag. 1 seg. (3)).

                                         Su questi
aspetti, cfr. in particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”,
Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des
Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che
“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne
Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

 

                                         Si impone, pertanto, il rinvio degli atti all’URC perché disponga, sulla
base delle indicazioni fornite dall’assicurato (sul tema cfr. STF 8C_239/2009
del 14 agosto 2009) e con la collaborazione di quest’ultimo, accertamenti più
approfonditi in merito a eventuali sue candidature per un’occupazione
nell’Esercito in Ticino a partire dalla metà del mese di novembre 2013 e, se
del caso, al momento preciso (in quale mese) la/le stessa/e sono state compiute
(al riguardo cfr. STCA 38.2013.12 del 7 agosto 2013; STCA 38.2012.41 del
13 dicembre 2012; STCA 38.2011.78 del 19 gennaio 2012; STCA 38.2010.74 del 27 gennaio
2011).

 

                             2.12.   In simili
condizioni, si giustifica, dunque, l’annullamento della decisione su
opposizione impugnata e il rinvio degli atti all’URC perché proceda come
indicato al consid. 2.11.

 

                                        Sulla scorta delle
relative risultanze, l’amministrazione si pronuncerà nuovamente, in primo
luogo, sul principio di sospendere l’assicurato giusta l'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI in relazione al periodo precedente la disoccupazione e sull'entità della
sanzione.

 

                                         Al riguardo questa Corte
ritiene utile anticipare che se dalle ulteriori indagini che l’URC esperirà con
la collaborazione del ricorrente dovesse emergere che l’assicurato si è
proposto in modo generico per un eventuale posto nell’Esercito in Ticino nel
mese di novembre 2013, le due (quest’ultima + la candidatura a __________)
ricerche di lavoro di novembre 2013 risulterebbero in ogni caso insufficienti
quantitativamente e la sospensione inflitta all’insorgente di 9 giorni,
rivelandosi conforme al principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.6.), andrebbe
confermata.

 

                                         Se, per contro, il
ricorrente in Ticino avesse inoltrato più di una candidatura o in ogni caso si
fosse proposto una volta ma nel mese di dicembre 2013 o gennaio 2014, ciò andrà
tenuto conto per una proporzionale riduzione dei giorni di sospensione.

 

                             2.13.   Per inciso, infine, questa
Corte rileva che l’assicurato ha criticato genericamente l’URC, poiché ai
giovani che terminano la loro formazione professionale non fornirebbe una
chiara informazione riguardo al loro dovere di compiere ricerche di lavoro (cfr.
doc. I pag. 2).

                                         

                                         Al riguardo giova
osservare che il TCA, in una sentenza 38.2010.75 del 4 maggio 2011 consid. 2.11,
relativa a una sospensione di 12 giorni per mancate ricerche nei mesi
antecedenti l’annuncio al collocamento da parte di un assicurato che aveva
terminato un apprendistato e che aveva fatto valere che il dovere di cercare un
impiego nell’ultimo periodo di tirocinio precedente l’iscrizione in
disoccupazione non gli era mai stato segnalato dai docenti, né dal datore di
lavoro, ha concluso che in quel caso di specie non era ravvisabile una
violazione del diritto all’informazione e consulenza ex art. 27 cpv. 1 e 2 LPGA
da parte degli organi dell'assicurazione contro la disoccupazione.

                                         In effetti
secondo la giurisprudenza federale il dovere di effettuare delle ricerche di
impiego rappresenta una regola di comportamento elementare che deve essere
seguita anche senza una precedente informazione.

                                         Inoltre,
contestualmente a quella fattispecie, l’URC aveva indicato che:

 

" (…)
la Sezione del lavoro ha tentato di colmare questa lacuna informativa, tenendo
in una seduta nell’aprile 2010 tutti consulenti ARI e trasmettendo un volantino
all’intenzione di tutte le Scuole per apprendisti
tramite la direzione della DFP; purtroppo con rammarico constatiamo che non
tutti gli apprendisti sono stati raggiunti da questa iniziativa.” (doc. A)

 

                                         Il TCA ha, del resto,
rilevato che attualmente una persona giovane può far capo a ogni tipo di
informazione tramite internet o comunque può rivolgersi alla propria cassa di
disoccupazione o a una di sua scelta per ottenere opuscoli (cfr. STFA C 241/04
del 9 maggio 2006 consid. 7; al riguardo cfr. pure
www.ticino.unia.ch/Disoccupazione-e-informazioni.5642.0.html#c32668).

 

                                         Questa Corte, nella sentenza
38.2010.75 del 4 maggio 2011, ha comunque auspicato che la Sezione del lavoro
si attivasse nuovamente presso le scuole per gli apprendisti perché
sensibilizzino gli studenti riguardo ai loro obblighi nel caso dovessero far
capo all’assicurazione contro la disoccupazione.

 

 

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.

                                             §    La
decisione su opposizione impugnata è annullata.

                                             §§ Gli
atti sono rinviati all’URC per complemento istruttorio e nuova decisione sulla
base di quanto stabilito ai consid. 2.11. e 2.12.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti