# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e1b64140-898e-5703-8492-73c8c2af2234
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-06-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.06.2015 35.2015.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2015-27_2015-06-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2015.27

   

  cr

  	
  Lugano

  10 giugno 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 febbraio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 gennaio 2015 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 28 marzo 2014 RI 1,
nato nel 1982, di professione muratore, è scivolato sulle scale di una casa in
costruzione, cadendo all’indietro e sbattendo il fondoschiena e la mano destra.
A seguito di tale caduta, egli ha immediatamente sentito una fitta alla spalla
destra.

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione del 27 ottobre 2014,
l’amministrazione ha sospeso il versamento delle prestazioni di breve durata a
contare dal 1° agosto 2014 e rifiutato la corresponsione di prestazioni di
lunga durata, in quanto i disturbi presentati dall’assicurato non sono più in
relazione di causalità almeno probabile con l’infortunio del 28 marzo 2014 (doc.
63).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 77), in data 22
gennaio 2015 l’assicuratore LAINF ha confermato il contenuto della sua prima
decisione, aggiungendo che “la CO 1 di __________ è pregata di riesaminare il
calcolo dell’indennità giornaliera e di prendere posizione in merito agli
argomenti esposti dall’assicurato nella propria opposizione” (doc. A). 

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 23
febbraio 2015, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che la
decisione su opposizione dell’amministrazione venga “riformata nel senso che al
signor RI 1 vengano riconosciute le prestazioni assicurative a norma della
LAINF anche oltre l’8 agosto 2014 e sino al termine delle cure” (doc. I).

 

                                         Sostanzialmente la
patrocinatrice del ricorrente ha contestato che i disturbi alla spalla destra
risentiti dall’assicurato non sarebbero più in nesso causale con l’infortunio
del 28 marzo 2014, come valutato dal medico __________ dell’assicuratore
convenuto, rilevando come tale tesi sia stata smentita tanto dal dr. __________,
quanto dal dr. __________.

                                         Inoltre, ella ha rilevato
come il parere del medico __________ dell’assicuratore LAINF sia stato pure
criticato dal medico di fiducia dell’assicuratore malattia dell’interessato, il
quale ha ritenuto l’apprezzamento del dr. __________ affrettato e non
supportato da una valutazione sufficientemente approfondita.

                                         La patrocinatrice del
ricorrente ha quindi considerato che “per stabilire se sia stato effettivamente
raggiunto lo status quo sine, la CO 1 dovrebbe predisporre una valutazione
clinica approfondita del paziente ed esprimersi nuovamente in merito attraverso
i necessari accertamenti”.

                                         La legale dell’assicurato
ha aggiunto che “anche nella denegata ipotesi in cui si dovesse ammettere che i
disturbi alla spalla destra non sono più dovuti all’infortunio ma
esclusivamente di natura morbosa, è evidente che lo stesso ha sensibilmente
aggravato le condizioni dell’interessato”, motivo per il quale egli avrebbe in
ogni caso diritto alle prestazioni assicurative legali anche dopo il 1° agosto 2014, a norma dell’art. 36 cpv. 1 LAINF, in quanto le eventuali alterazioni o patologie degenerative
preesistenti l’infortunio sono sicuramente state rese manifeste e aggravate
dall’infortunio stesso.

                                         L’avv. RA 1 ha poi
evidenziato come vi siano ancora delle cure e delle misure atte a permettere un
miglioramento della situazione dell’assicurato, che l’assicuratore infortuni
deve prendere a proprio carico.

                                         Infine, la patrocinatrice
del ricorrente - dopo avere sottolineato  come “per quanto concerne il calcolo
dell’indennità giornaliera, non va contestato quanto deciso nella decisione
impugnata, ovvero che “la CO 1 di __________ è pregata di riesaminare il
calcolo dell’indennità giornaliera”” - ha ribadito quanto già indicato in sede
di opposizione, chiedendo che vengano ripristinate le indennità giornaliere e
che sia “corrisposta la somma corrispondente alla differenza di quanto dalla CO
1 versato per il periodo dal 31 marzo al 31 luglio 2014 calcolando come
indennità giornaliera CHF 213.70 e non CHF 154.75” (doc. I).

 

                               1.4.   L’CO 1, in risposta, ha
chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

 

                               1.5.   In data 9 aprile 2015, la
patrocinatrice del ricorrente ha trasmesso al TCA un nuovo referto del dr. __________
(doc. V + G).

 

                               1.6.   Con osservazioni del 24
aprile 2015, il patrocinatore dell’Istituto assicuratore convenuto ha indicato
che quanto prodotto da controparte “non muta la situazione così come è già
stata valutata dalla CO 1 la quale si riconferma perciò nelle proprie
allegazioni e domande” (doc. VII).

 

                                         Questo scritto
dell’amministrazione è stato trasmesso al ricorrente (doc. VIII), per
conoscenza.

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per
la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’CO 1 era legittimato, oppure no, a sospendere a
partire dal 1° agosto 2014 il proprio obbligo a prestazioni in relazione
all’infortunio del 28 marzo 2014. 

 

                               2.3.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento
se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di
salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                                         L’Alta Corte ha inoltre
precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19
cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure
del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è
pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF
111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove l'esistenza
di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non possa essere
reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato dall'infortunio
assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid. 4.3.1,
DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano 

                                         un ruolo causale.
Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in
due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. 

                                         Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5
b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39). 

 

                               2.6.   Dalle carte processuali emerge che l’amministrazione ha
fondato la decisione di negare il proprio obbligo a prestazioni in relazione al
danno alla spalla destra, sulla base del parere espresso dal dr. __________,
spec. FMH in chirurgia generale e della mano, nonché medico __________ dell’amministrazione.

                                         

                                         Nel proprio referto del 24
luglio 2014 concernente la visita medica __________ dell’8 luglio 2014 il dr. __________,
dopo aver riassunto gli atti, le dichiarazioni del paziente e i reperti, ha
posto la diagnosi di “infortunio professionale del 28.3.2014 con trauma
contusivo distorsivo spalla dominante destra, terapia conservativa. Non lesioni
traumatiche all’esame artro-RM della spalla destra del 10.6.2014” (doc.
46).

                                         

                                         Il dr. __________ ha
quindi rilevato quanto segue:

 

" Aspetti medico
assicurativi:

assicurato capocantiere edile senza diploma ma con esperienza
empirica, corsi di aggiornamento a __________, ditta __________ di __________.
Lasciamo terminare all’assicurato la cura di fisioterapia in corso per
migliorare ancora la funzionalità della spalla destra e parificarla a quella
sinistra e volta alla riduzione dei dolori visto ancora il miglioramento in
corso. Ho previsto la ripresa dell’attività lavorativa in misura totale del
100% a partire dalla fine del ciclo in corso di fisioterapia vale a dire a
partire dal 1.8.2014. Assicurato d’accordo, terminerà ora la fisioterapia con
gli esercizi a domicilio prescritti.

Se non ci saranno problemi il caso potrà essere chiuso dal punto
di vista medico al 31.7.2014 con la visita presso il dott. __________.
assicurato d’accordo.” 

(Doc. 46)

                                         

                                         Chiamato a rivalutare la
capacità lavorativa dell’assicurato alla luce di quanto ritenuto nel referto
del 31 luglio 2014 dal dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica e
traumatologia – nel quale lo specialista prospettava un tentativo di ripresa
del lavoro a tempo parziale a partire dal mese di settembre 2014 (doc. 47) - il
dr. __________, nell’apprezzamento medico del 28 agosto 2014, ha ribadito che l’assicurato va considerato totalmente abile al lavoro a partire dal 1° agosto
2014, rilevando quanto segue:

 

" (…)

3. Apprezzamento

La situazione viene rivalutata, si ricorda il netto miglioramento
della situazione e che in particolare l’esame artro-RM della spalla destra del
10.6.2014 non aveva evidenziato lesioni post-traumatiche. Ribadisco quindi la
mia presa di posizione, vale a dire confermo con il seguente apprezzamento la
ripresa dell’attività lavorativa in misura totale del 100% a partire dal
1.8.2014, l’assicurato si era dimostrato d’accordo con questa proposta. Sulla
base dello scritto del collega dott. __________ sopramenzionata la mia capacità
non viene quindi modificata.”

(Doc. 50)

 

                                         Nel successivo apprezzamento
medico del 23 settembre 2014 il dr. __________ ha ancora una volta ribadito la
propria valutazione, indicando che:

 

"
(…)

In base alla rivalutazione della mia visita medica __________ dell’8.7.2014
e valutazione dell’esame radiologico e strumentale sopramenzionato, dove ripeto
non si presentano lesioni traumatiche o post-traumatiche, in base a tutti gli
atti in nostro possesso incluso il rapporto del collega dott. __________
succitato, il nesso causale tra i disturbi lamentati dall’assicurato e
l’infortunio del 28 marzo 2014 viene a cadere, il rapporto del dott. __________
non apporta nuovi elementi rispetto alla mia visita medica __________ dell’8
luglio 2014, sospensione quindi delle prestazioni CO 1/LAINF a partire dal 1°
agosto 2014.” 

(Doc. 61)

 

                                         Nonostante la
documentazione medica prodotta in sede di opposizione – e meglio il referto del
28 ottobre 2014 con il quale il dr. __________ ha osservato che non vi sia
alcun dubbio che i disturbi dell’assicurato derivino dall’infortunio del 28
marzo 2014, ritenendo “evidente” il nesso causale (cfr. doc. 65) e il referto
del 20 novembre 2014, con il quale il dr. __________, spec. in chirurgia
ortopedica, ha constatato dall’esame di artro-risonanza della spalla destra
l’esistenza di una “instabilità anteriore post-traumatica da elongazione
capsulo-legamentosa antero-inferiore” (cfr. doc. 68) – con apprezzamento medico
del 15 novembre 2011 il dr. __________ ha ancora una volta confermato il
proprio parere, osservando:

 

" (…)

3. Apprezzamento

 

Vengono considerati i seguenti fatti:

durante la mia visita medico-circondariale dell’8.7.2014 con valutazione
esame artro-RM succitato, clinicamente non erano presenti segni di instabilità
della spalla destra. Esame artro-RM veniva sopradescritto, non si erano trovate
sicure chiare lesioni post-traumatiche in particolar modo i legamenti
gleno-omerali appaiono intatti, con rapporto vidimato dal prof. dott. __________,
specialista FMH radiologia. Ho valutato direttamente le immagini in PACS. Nel
suo rapporto del 28 ottobre 2014 neppure il dott. __________, spec. FMH
ortopedia/traumatologia e chirurgia ortopedica rileva chiari argomenti per una
instabilità confermando i miei reperti.

 

L’arto RM effettuata nel mese di giugno 2014 non rilevava nulla di
particolare. Pur non essendoci lesioni traumatiche dimostrabili, clinicamente
non chiari argomenti per instabilità, valutazione artro-RM che non rilevava
nulla di particolare, il collega cita che non vi è alcun dubbio che l’attuale
situazione derivi dall’infortunio 28.3.2014 con nesso causale evidente pur non
rilevando alcun sospetto clinico di lesione traumatica o post-traumatica e
l’esame artro RM normale. La valutazione del dott. __________ mostra
clinicamente una mobilità normale in tutti i piani, segni di impingement
negativo, esame contrastato manuale della forza normale, i test di instabilità
sarebbero positivi. Contraddicendo la valutazione del prof. __________ il dott.
__________ avrebbe valutato l’esame artro-RM del 10 giugno 2014 che secondo lui
evidenzia una elongazione della capsula e della banda anteriore/inferiore del
legamento gleno-omerale inferiore, diagnosticando una instabilità anteriore
post-traumatica. Ora viene clinicamente trovata una instabilità non descritta
alla visita clinica dal sottoscritto neppure il dott. __________ rilevava
chiari argomenti per una instabilità e che l’esame artro-RM non rilevava nulla
di particolare. In particolare il rapporto del dott. __________ non apporta
elementi tali per inficiare quanto già espresso nel mio apprezzamento medico
del 23.9.2014.

In particolare all’esame artro-RM non sono evidenti lesioni della
capsula legamentare o delle strutture capsulo-legamentose. Può trattarsi di una
lassità legamentare in assicurato di giovane età (classe 1982) senza lesione da
strappo o rottura dei legamenti capsulo-legamentari come mostrato all’esame
artro-RM.”

(Doc. 72)

 

                               2.7.   In sede ricorsuale la
patrocinatrice dell’assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni da
parte dell’assicuratore LAINF, trasmettendo nuovamente quanto già prodotto in
sede di opposizione, e meglio il referto del dr. __________ del 28 ottobre 2014
e quello del dr. __________ del 20 novembre 2014 (cfr. doc. B e C), così come
l’opposizione del 17 novembre 2014 contro la decisione del 27 ottobre 2014 interposta
dalla Cassa malati dell’assicurato, secondo la quale “dopo esame del caso da
parte del nostro medico di fiducia, effettuato in base agli atti allegati alla
vostra decisione, siamo del parere che la vostra presa di posizione sia
affrettata e non supportata da una valutazione sufficientemente approfondita.
Infatti l’apprezzamento del vostro medico consulente dr. __________ del
26.9.2014 non concorda assolutamente con le constatazioni effettuate in stessa
data dal dr. __________, specialista in chirurgia ortopedica. Nel rapporto
redatto da detto specialista si evince chiaramente come il decorso sia stato
meno favorevole di quanto previsto dal dr. __________ e chiaramente
attribuibile alla situazione post-traumatica, in misura tale da provocare
persino un prolungo dell’inabilità lavorativa completa dell’assicurato” (doc.
D).

 

                                         In corso di causa, la
patrocinatrice del ricorrente ha poi trasmesso a sostegno delle proprie pretese
un nuovo referto, datato 24 febbraio 2015, col il quale il dr. __________,
posta la diagnosi di “esiti di ricostruzione della cuffia dei rotatori alla
spalla destra l’11.2.2015”, ha espresso le seguenti considerazioni:

 

" (…)

Valutazione:

in data odierna, a una settimana dall’intervento sopracitato,
buona evoluzione con solo lievi dolori e ferite chirurgiche calme.

Ho spiegato al paziente che intraoperativamente si è ritrovata una
Slap Lesion. Vi era infatti una lesione parziale del sovraspinato nonché una
Slap Lesion. Questo spiega la incertezza diagnostica che avevamo col collega
Dr. __________. Lui propendeva più per un problema di instabilità mentre che io
per una patologia della cuffia dei rotatori.

Alla fine si è rivelato che il paziente aveva entrambe le lesioni.
Ho effettuato una estesa documentazione fotografica e tramite video per la CO 1
e ho consegnato il dischetto al paziente.

Credo che non ci siano dubbi sulla natura traumatica della
lesione. Abbiamo comunque optato per effettuare una ricostruzione della cuffia
e, al posto di riparare la lesione Slap, ho optato per una tenotomia in quanto
il bicipite era di qualità mediocre ma soprattutto la puleggia non era più competente.

Si tratta dunque ora di mantenere il tutore per altre 2 settimane
ed in seguito di iniziare la riabilitazione. Ho fatto una prima prescrizione in
questo senso e rivedrò il paziente fra 6 settimane circa.

Intanto l’inabilità lavorativa è sempre del 100%.” (Doc. G)

 

                                         Nonostante questo nuovo
referto medico-specialistico prodotto dal ricorrente, nelle osservazioni del 24
aprile 2015, senza previamente interpellare il medico di circondario
dell’assicuratore, il patrocinatore dell’amministrazione ha - in maniera invero
assai sorprendente - semplicemente indicato che quanto affermato dal dr. __________
“non muta la situazione così com’è già stata valutata dalla CO 1” (doc. VII).

 

                                         Chiamato a pronunciarsi,
il TCA non può condividere il modo di agire dell’amministrazione.

                                         A mente di questa Corte,
infatti, i referti del 28 ottobre 2014 e del 20 novembre 2014 con i quali il
dr. __________ e il dr. __________ hanno attestato l’indubbia natura
infortunistica dei disturbi dell’assicurato sono senz’altro atti a sollevare
fondati dubbi riguardo alle conclusioni alle quali è giunto il dr. __________.

                                         Tale conclusione si
giustifica a maggior ragione alla luce del referto del 24 febbraio 2015,
prodotto in corso di causa, con il quale il dr. __________ - dopo avere
spiegato che procedendo all’intervento di ricostruzione della cuffia dei
rotatori ha potuto constatare che l’assicurato presentava anche un problema di
instabilità come ritenuto dal dr. __________ - ha ribadito che “credo che non
ci siano dubbi sulla natura traumatica della lesione”, aggiungendo di avere
“effettuato una estesa documentazione fotografica e tramite video per la CO 1 e
ho consegnato il dischetto al paziente” (doc. G).

                                         Nonostante queste chiare
indicazioni fornite dallo specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia,
l’assicuratore LAINF convenuto non ha ritenuto, incomprensibilmente secondo il
parere di questa Corte, di dover sottoporre nuovamente il caso quantomeno al
proprio medico fiduciario, ritenendo la fattispecie sufficientemente chiarita. 

                                         Il TCA non può concordare
con la scelta dell’amministrazione e ritiene per contro imprescindibile la
messa in atto di ulteriori accertamenti medici peritali in grado di chiarire la
natura post-traumatica o meno dei disturbi risentiti dall’assicurato dopo il 1°
agosto 2014.

 

                               2.8.   Va rilevato che in una
sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V
210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla
giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi
di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della
conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha
pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente
una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore
per un complemento istruttorio.

                                         Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…).

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer
versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene
Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das
Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die
Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit
diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen
Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung
delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation
schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die
Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich
abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem
rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der
bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die
betreffende Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend
reformatorisch entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine
Rückweisung an die Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt
hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher
vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen
Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache
zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung
von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist (siehe beispielsweise das
Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S.
151 E. 3.5, 9C_85/2009)”. 

                                         (DTF 137 V 263-265)

 

                                         In
una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 - emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di
rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) è libero
di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare
gli atti all’amministrazione affinchè disponga essa stessa una perizia seguendo
la procedura di cui all’art. 44 LPGA:

 

" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein
Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine
Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).”

                                         (STF
8C_59/2011 consid. 5.2)

 

                                         Nella
presente fattispecie, il TCA constata che l’CO 1 ha fondato la decisione
impugnata esclusivamente sul parere del suo medico __________ (il dr. __________).

 

                                         In un caso
del genere, per costante prassi, il TCA, anziché ordinare esso stesso una
perizia giudiziaria, rinvia gli atti all’amministrazione affinché disponga una
perizia esterna ai sensi dell’art. 44 LPGA (cfr., in questo senso, STF
8C_757/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 3.2., STCA 35.2014.103 dell’11 marzo
2015 consid. 2.9., STCA 35.2014.96 del 25 febbraio 2015 consid. 2.9., STCA 35.2014.47
del 2 febbraio 2015 consid. 2.8., STCA 35.2014.66 del
22 dicembre 2014 consid. 2.9 e 35.2014.50 del 10 novembre 2014 consid. 2.13; D. Cattaneo "Les erreurs les plus fréquentes des expertises
medicales dans les assurances sociales" in CGRSS n. 50 – 2014 pag. 137
seg. n. 15 pag. 140).

 

                                         Per le ragioni esposte al considerando 2.7., si giustifica pertanto
l’annullamento della decisione impugnata. L’Istituto assicuratore resistente, a
cui gli atti vengono dunque retrocessi, dovrà disporre un approfondimento
peritale esterno (cfr. art. 44 LPGA) volto a definire l’esigibilità
lavorativa.

 

                                         Esperiti questi
accertamenti medici, l’amministrazione si pronuncerà nuovamente sul diritto alle
prestazioni dell’assicurato. 

                                         L’amministrazione dovrà
pure, come del resto già indicato nella decisione su opposizione impugnata, riesaminare
il calcolo delle indennità giornaliere spettanti all’assicurato e prendere posizione
in merito alle critiche sollevate sul tema dalla sua patrocinatrice.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è  accolto ai sensi dei considerandi.

                                          § 
  La decisione su opposizione impugnata del 22 gennaio 2015  è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda come indicato al
considerando 2.8..

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L’CO 1 verserà
all’assicurato fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti