# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c2c60e88-ae58-54b6-a640-d6e44c8c4d73
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-10-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.10.2025 D-7116/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7116-2025_2025-10-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-7116/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  o t t o b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Manuel Borla;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato dall'avv. Lea Hungerbühler, Rechtsanwältin, (…),  

 e patrocinato da Emma Neuber, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); decisione della 

SEM del 9 settembre 2025 / N (…). 

 

 

 

D-7116/2025 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino afgano, ha presentato domanda d’asilo in Sviz-

zera il 29 giugno 2025.  

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" è risultato che egli ha depositato una domanda d'asilo in Grecia 

il 12 giugno 2024, ottenendo la protezione internazionale il successivo 25 

giugno 2024. Inoltre, risulta che egli ha presentato un’ulteriore domanda 

d’asilo in Germania il 13 agosto 2024 e in Islanda il 1° marzo 2025.  

A.c 17 luglio 2025 la SEM ha domandato la riammissione del richiedente 

alle autorità greche.  

A.d Il 22 luglio 2025 le autorità greche hanno accolto la richiesta, preci-

sando che egli ha ottenuto la protezione internazionale in data 25 giugno 

2024 e il relativo permesso di soggiorno valido sino al 24 giugno 2027.  

A.e Il 17 luglio 2025 la SEM ha svolto un colloquio con l’interessato in me-

rito al rinvio verso uno Stato terzo. 

A.f Il 9 settembre 2025 il richiedente ha inoltrato alla SEM il parere sulla 

bozza di decisione trasmessa l’8 settembre 2025.  

B.  

Con decisione del 9 settembre 2025, notificata il giorno seguente, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo del richiedente e ha pronun-

ciato l’allontanamento nonché l'esecuzione dello stesso verso la Grecia. 

C.  

Con ricorso del 17 settembre 2025 (cfr. ricevuta di consegna IncaMail) al 

Tribunale amministrativo federale (in seguito: Tribunale) il ricorrente chiede 

l'annullamento della decisione e l’entrata nel merito della sua domanda 

d’asilo, la constatazione della violazione dell’art. 7 Cost., in subordine la 

concessione dell'ammissione provvisoria, in ulteriore subordine il rinvio 

dell’incarto all’istanza inferiore, sub-subeventualmente la richiesta di ga-

ranzie specifiche dalle autorità greche per assicurare un alloggio e un’as-

sistenza medica; protestate tasse e spese. Egli presenta domanda di con-

cessione dell’assistenza giudiziaria nonché dell’effetto sospensivo, con so-

spensione in via supercautelare del suo allontanamento. 

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D. 

Il ricorrente ha trasmesso uno scritto in data 25 settembre 2025 allegando 

un certificato medico in cui viene indicato che egli soffrirebbe di disturbo 

post-traumatico da stress, con prognosi legata alla persecuzione del trat-

tamento farmacologico.  

E. 

In data 29 settembre 2025, 8 ottobre 2025, 9 ottobre 2025 (in due occa-

sioni), 16 ottobre 2025, 22 ottobre 2025, 23 ottobre 2025 e 27 ottobre 

2025il ricorrente si è sottoposto a nuove visite mediche, i cui certificati sono 

stati posti agli atti dell’autorità inferiore.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 

LTAF), è in linea di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 

1 lett. a-c nonché 52 cpv. 1 PA.  

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati sono decisi da un giudice unico con 

approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la sentenza è 

motivata sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). In casu, il Tribunale rinun-

cia inoltre allo scambio degli scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 

2.  

La richiesta di concessione dell'effetto sospensivo e di sospensione dell'e-

secuzione dell’allontanamento in via supercautelare è priva di oggetto, in 

quanto il ricorso ha per legge effetto sospensivo (art. 55 cpv. 1 PA) e questo 

non è stato tolto dall’autorità inferiore. Con la presente sentenza di merito 

tale domanda procedurale diventa in ogni caso priva d’oggetto.  

3.  

3.1 Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, 

pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).  

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3.2 Se adito su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di 

una domanda d'asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di 

una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1 con rinvii). 

4.  

Contestata nel caso di specie è, anzitutto, la mancata entrata nel merito 

della domanda di asilo da parte della SEM. 

4.1 In virtù dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do-

manda d'asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro se-

condo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente-

mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un 

effettivo rispetto del principio di "non-refoulement" ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 

LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (cfr. decreto del Consiglio federale 

del 14 dicembre 2007). Tale principio presuppone imperativamente la rati-

fica e il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifugiati 

(RS 0.142.30, in seguito: Conv. rifugiati) o di norme giuridiche equivalenti 

(cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che tale Stato abbia 

garantito la riammissione del richiedente nei confronti delle autorità sviz-

zere preposte all'asilo. (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2). 

4.2 La giurisprudenza ha precisato come non vi sia luogo di entrare nel 

merito della domanda d’asilo se la persona interessata, che avrebbe ma-

nifestamente la qualità di rifugiato (art. 31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto 

l’asilo o una protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato 

come sicuro dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che 

si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi; sentenza del TAF D-4751/2024 

del 12 agosto 2024 consid. 6.2). 

4.3 Nel caso in disamina, il 22 luglio 2025 la Grecia ha accettato la riam-

missione dell’insorgente sul proprio territorio, specificando che questo ha 

ottenuto la protezione internazionale nonché il relativo permesso di sog-

giorno (cfr. atto SEM n. [{…}]-32/1). Ciò non è contestato dal ricorrente, che 

peraltro non sostiene che la Grecia intenda allontanarlo verso il suo Paese 

d'origine, contravvenendo così al principio di non-respingimento. Il fatto 

che egli sollevi ora, di aver indicato ai medici curanti di aver subito dei 

pushback al suo primo arrivo in Grecia non modifica tale conclusione, non 

sollevando timori che ciò possa accadere al suo ritorno in Grecia, limitan-

dosi egli a considerazioni generali. Rinviando a numerosi rapporti, nel ri-

corso egli illustra la precarietà della situazione dei beneficiari di protezione 

in Grecia, specialmente in punto alla mancanza di fornitura di alloggi da 

parte dello Stato, all'accesso al mercato del lavoro, alle difficoltà 

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burocratiche per richiedere prestazioni sociali e all'assenza di servizi di as-

sistenza psicologica e psichiatrica. Tutto ciò sarebbe contrario agli artt. 3 

CEDU, 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

crudeli, inumani o degradanti (RS 0.105, in seguito: Conv. tortura) e 4 della 

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (GU C 364/1 del 

18.01.2000; di seguito: CartaUE), dimodoché occorrerebbe entrare nel me-

rito della sua domanda d’asilo. Queste argomentazioni ricorsuali non forni-

scono tuttavia motivo per derogare alla summenzionata regola di non en-

trata nel merito di cui all'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi rispettivamente non sono 

suscettibili di capovolgere la presunzione che la Grecia sia uno Stato terzo 

sicuro ai sensi di cui sopra. Piuttosto, le circostanze esposte dall’insorgente 

verranno incluse nella valutazione dell'esistenza di ostacoli all'esecuzione 

dell'allontanamento. 

4.4  Le condizioni dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano dunque osse-

quiate ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d'asilo del ricorrente.  

5.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia 

generalmente l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). Nella 

fattispecie, l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'auto-

rità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento 

dalla Svizzera (cfr. art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; 

DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Il Tribunale è pertanto te-

nuto a confermare la pronuncia dell'allontanamento. 

6.  

6.1 Occorre ora esaminare se la SEM ha giustamente ritenuto adempiti i 

presupposti per l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso la 

Grecia o se, come da egli richiesto, avrebbe dovuto concedere l’ammis-

sione provvisoria in Svizzera.  

6.2 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 LStrI (RS 142.20). L'esecuzione dell'allontana-

mento deve pertanto essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile 

(art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). Qua-

lora una di queste condizioni non risulti adempita, la SEM dispone l'ammis-

sione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI; cfr. DTAF 2009/51 

consid. 5.4). Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento 

degli ostacoli all'allontanamento vale lo stesso apprezzamento della prova 

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consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente 

deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo 

all'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

6.3 Il ricorrente è dell’avviso che un trasferimento in Grecia violerebbe di-

sposizioni internazionali imperative, segnatamente gli artt. 3 e 4 CEDU, 3 

Conv. tortura. Un rinvio sarebbe inammissibile, giacché egli verrebbe sot-

toposto a un rischio reale di violazioni dei diritti umani, quali l'assenza di un 

alloggio e di mancato accesso a cure mediche. Un trasferimento in Grecia 

sarebbe inoltre inesigibile, poiché egli sarebbe da qualificare come partico-

larmente vulnerabile e verrebbe a ritrovarsi in una situazione di emergenza 

esistenziale. In caso di ritorno in Grecia egli si ritroverebbe senza un allog-

gio e l’assistenza medica gli verrebbe negata. L'autorità inferiore non 

avrebbe valutato a fondo le circostanze in questione, in particolare non 

avrebbe chiarito la situazione concreta in Grecia e non avrebbe approfon-

dito le problematiche mediche del ricorrente. 

6.4  

6.4.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 

Conv. tortura. La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti). 

6.4.2 Nel caso concreto, si osserva preliminarmente che il ricorrente è rin-

viato in uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio fede-

rale (art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), ossia uno Stato nel quale vi è una presun-

zione di rispetto degli impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il 

rispetto del principio di non-respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, 

così come del principio del divieto della tortura sancito dall'art. 3 CEDU e 

dall'art. 3 della Conv. tortura. 

6.4.3 Nella sua giurisprudenza, il Tribunale ha inoltre ritenuto che, per 

quanto riguarda l'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso 

la Grecia, occorre riconoscere degli ostacoli all'esecuzione 

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dell'allontanamento unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza 

del TAF E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferi-

mento] consid. 11.2). Si può infatti partire dal presupposto che essendo 

la Grecia firmataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, 

essa rispetti di principio gli obblighi di diritto internazionale. Certamente, da 

informazioni a disposizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della 

protezione sussidiaria, così come i rifugiati, incorrono nel rischio di vivere 

in condizioni precarie. Tuttavia, non risulta da fonti affidabili e concordi che 

la Grecia abbia adottato una pratica di discriminazione sistematica – ri-

spetto ai suoi cittadini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla 

protezione sussidiaria, nell'accesso all'occupazione, all'assistenza sociale, 

all'assistenza sanitaria, all'istruzione e all'alloggio. Il Tribunale ha altresì ri-

levato che, nonostante vi siano delle carenze nel sistema di accoglienza, 

non vi è luogo di concludere che i beneficiari di protezione internazionale 

si trovino in tale Paese, in maniera generale (indipendentemente quindi 

dalle fattispecie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, con-

frontati all'indifferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione 

o di mancanza di assistenza incompatibile con la dignità umana (cfr. sen-

tenza del TAF E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di 

riferimento] consid. 9 e 11.2; fra le tante sentenze del TAF D-1522/2024 del 

14 marzo 2024 consid. 10.2.1; D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 

11.3). Questa presunzione può essere ribaltata in casi individuali, se la per-

sona interessata fornisce prove serie del fatto che le autorità greche viole-

rebbero il diritto internazionale, non le garantirebbero la necessaria prote-

zione o la esporrebbero a condizioni di vita disumane (cfr. sentenza del 

TAF E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferi-

mento] consid.11.4; sentenza del TAF D-4627/2024 del 30 luglio 2024 con-

sid. 9.3.3).  

6.4.4 Occorre evidenziare che i beneficiari di protezione possono contare 

sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del 

Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cittadini 

di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione interna-

zionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo 

a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della pro-

tezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: di-

rettiva qualificazione]). Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto euro-

peo nei confronti dei beneficiari di protezione, impongono la non discrimi-

nazione nei contesti succitati, ovvero nell'accesso all'occupazione, all'istru-

zione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'alloggio e agli stru-

menti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazio-

nale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza del TAF D-559/2020 del 13 

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febbraio 2020 [sentenza di riferimento] consid. 8.2). In caso di violazione 

di diritti sanciti dalla CEDU, la persona interessata può adire i tribunali greci 

e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU; cfr. sentenza del TAF D-

3543/2024 del 20 giugno 2024 consid. 8.3.4).  

6.4.5 Nel caso specifico, per quanto riguardo l’asserito mancato supporto 

da parte delle autorità elleniche, non corroborato da mezzi di prova, va 

rilevato che queste hanno riconosciuto all’insorgente la protezione interna-

zionale, grazie a cui può far valere i suoi diritti seguendo le rispettive vie di 

diritto. Il ricorrente, nonostante da egli indicato in sede di audizione, non ha 

mai prodotto le asserite mail con cui avrebbe chiesto aiuto alla Croce rossa, 

Unicef, Solarius, Helios, IOM (cfr. atto SEM n. 31/10, D42, D43, D55, D69, 

D81). Egli si è limitato a inoltrare una conversazione WhatsApp dalla quale 

si nota che alcuni messaggi gli sarebbero stati inoltrati e altri sarebbero 

scritti direttamente nella conversazione, per cui non è possibile stabilire 

l’autenticità della stessa. I fermoimmagine risultano tagliati, pertanto non è 

possibile verificare le date dei messaggi o gli interlocutori. In ogni caso, dal 

contenuto degli stessi messaggi risulta che a disposizione del ricorrente vi 

fossero diverse alternative per chiedere aiuto e ottenere pasti e alloggio 

(cfr. atto SEM n. 42/13). Di transenna il Tribunale constata che il ricorrente 

in sede di audizione ha indicato di conoscere unicamente il farsi (cfr. atto 

SEM n. 31/10, D63), mentre dai fermoimmagine prodotti risulta che egli ha 

sostenuto una conversazione digitale in inglese (cfr. atto SEM n. 42/13). 

Durante l’audizione egli si è pure contraddetto rispetto all’accesso alle cure 

mediche, inizialmente egli ha indicato che si sarebbe rivolto a diversi ospe-

dali e sarebbe stato respinto (cfr. atto SEM n. 31/10, D29), per poi indicare 

di essere stato vistato da un medico che gli ha fissato un appuntamento da 

uno psicologo dopo 10 giorni (cfr. atto SEM n. 31/10, D72). Dalle stesse 

dichiarazioni del ricorrente non risulta pertanto che egli non abbia ricevuto 

aiuto da parte dello stato greco o da ONG presenti sul territorio. Spetterà a 

lui pertanto attivarsi in tal senso una volta tornato in Grecia. Per quanto 

concerne le minacce da parte di connazionali in Grecia, non corroborate 

da nessun mezzo di prova, l’interessato dovrà se necessario, rivolgersi alle 

forze di polizia al fine di ottenere protezione. Invece, in sede ricorsuale, per 

la prima volta, il ricorrente adduce di essere stato maltrattato dalla polizia 

ad Atene e per tale motivo non si sarebbe rivolto alle autorità per denun-

ciare i soprusi subiti. Oltre alla tardività di tali dichiarazioni, il Tribunale con-

stata che al contrario, in sede di verbale, il ricorrente ha indicato di essersi 

rivolto alla polizia per cercare aiuto (cfr. atto SEM n. 31/10, D48). Tali as-

serti risultano pertanto meramente strumentali, contradditori e non compro-

vati. L'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è dunque ammissibile. 

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Pagina 9 

6.5  

6.5.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile (cfr. anche art. 18 

e allegato 2 dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento 

e dell’espulsione di stranieri [OEAE, RS 142.281]). Tale presunzione legale 

può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosimile che a causa di 

circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria, si trove-

rebbe in una situazione di emergenza esistenziale (cfr. sentenza del TAF 

E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferimento] 

consid. 11.4; sentenza del TAF D-559/2020 del 13 febbraio 2020 [sentenza 

di riferimento] consid. 9; sentenza del TAF D-4627/2024 del 30 luglio 2024 

consid. 9.4.2).  

 

6.5.2 Il Tribunale ha inoltre ritenuto di principio esigibile l'esecuzione dell'al-

lontanamento di persone vulnerabili, come donne incinte o persone con 

problemi di salute non ritenuti gravi. Al contrario, l'esecuzione dell'allonta-

namento di persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio i minori 

non accompagnati o le persone la cui salute mentale o fisica è compro-

messa in modo particolarmente grave, è di principio inesigibile, a meno che 

non vi siano circostanze particolarmente favorevoli sulla base delle quali si 

possa eccezionalmente presumere che l'esecuzione dell'allontanamento 

sia ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, E-

3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferimento] consid. 11.5.1 

segg.; sentenze del TAF D-2771/2024 del 24 giugno 2024 consid. 12.1; D-

2976/2024 del 22 maggio 2024 consid. 11.1). 

6.5.3 Nel caso in disamina, si rileva anzitutto che le difficili condizioni esi-

stenziali presenti in Grecia non sono sufficienti per ritenere inesigibile l'e-

secuzione dell'allontanamento, nonostante le criticità del sistema di assi-

stenza sociale greco, non solo per i richiedenti l'asilo, ma anche per le per-

sone beneficiarie di protezione internazionale. In questo contesto, come 

già considerato sopra, la Grecia è vincolata dalla direttiva qualificazione ed 

è quindi responsabilità dell’insorgente rivendicare i diritti che gli spettano 

direttamente presso le autorità di detto Paese. Quale beneficiario di prote-

zione internazionale (con rispettivamente status di protezione sussidiaria e 

di rifugiata), egli ha infatti diritto ad essere trattato in modo equivalente ai 

cittadini greci in relazione all'accesso alla giustizia, all'occupazione, 

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all'assistenza e alla sicurezza sociale (cfr. sentenza del TAF D-2771/2024 

del 24 giugno 2024 consid. 12.2 con riferimenti).  

6.5.4 Inoltre, il ricorrente non può essere ritenuto una persona particolar-

mente vulnerabile ai sensi della giurisprudenza suesposta.  

6.5.4.1 Durante l’audizione del 17 luglio 2025 il ricorrente ha indicato di 

avere problemi psicologici ed emotivi (cfr. atto SEM n. 31/10, D19). Dagli 

atti emerge che gli sia stata diagnosticata una sospetta tubercolosi e di 

essere conosciuto per disturbi mentali e consumo problematico di oppiacei. 

Dipoi il ricorrente stesso ha riferito di soffrire di insonnia, sudorazione, an-

sia, idee anticonservative, ma i medici hanno constato una mancata 

“franca” progettualità in tal senso (cfr. atti SEM n. 11/4 e 27/5). In seguito 

lo psichiatra, viste le dichiarazioni del ricorrente in ottica anticonservativa, 

nonostante la constatazione di una mancata evidente progettualità e so-

spettando che tali dichiarazioni fossero strumentali e visto l’ambiente del 

CFA ne ha consigliato l’ospedalizzazione, che il ricorrente ha accettato (cfr. 

atto SEM n. 34/4). Egli ha tuttavia lasciato l’ospedale di sua spontanea 

volontà in quanto “si sentiva solo” e in tal senso non ha sollevato ideazioni 

anticonservative, in tale frangente la terapia farmacologica alla dimissione 

consisteva in Psychopax e Zyprexa (cfr. atti SEM n. 35/3 e 38/3). Da un 

controllo successivo egli ha negato progettualità anticonservativa (cfr. atto 

SEM n. 40/4). Dall’ultimo atto medico agli atti, datato 16 settembre 2025, 

vale a dire a seguito della ricezione della decisione di non entrata nel merito 

della sua domanda d’asilo, emerge che egli ha negato una franca proget-

tualità anticonservativa, rifiutando altresì un aumento dei dosaggi dei far-

maci prescritti, che consistono in Psychopax, Olanzapine e Xanax (cfr. atto 

SEM 48/3). Con il nuovo certificato medico prodotto durante la procedura 

ricorsuale emerge che al ricorrente è stata diagnosticato un disturbo post-

traumatico da stress, la cui prognosi è legata alla persecuzione del tratta-

mento farmacologico, che andrà mantenuto, con monitoraggio clinico 

dell’assunzione; in caso di interruzione del trattamento, il paziente po-

trebbe sviluppare una sintomatologia da rebound, con netto peggiora-

mento del quadro clinico e non è escludibile un alto rischio suicidale (cfr. 

risultanze istruttorie). Con il certificato F2 del 29 settembre 2025 il ricor-

rente ha riferito un miglioramento sotto il profilo ipnico. La terapia farmaco-

logica è stata aggiornata in Psychopax, Olanzapine, Xanax (cfr. atto SEM 

n. 49/2). In data 8 ottobre 2025 al ricorrente, durante una visita al pronto 

soccorso, è stata diagnosticata una verosimile crisi conversiva per con-

sumo problematico di oppiacei. In tale sede non ha riferito progettualità 

circa la sua morte (cfr. atto SEM n. 50/4). Durante le visite mediche del 9 

ottobre 2025 è stata adeguata la terapia farmacologica, sostituendo 

D-7116/2025 

Pagina 11 

Diazepam con Alprazolam ed è stata constata una mancanza di progettua-

lità attiva di morte (cfr. atti SEM n. 51/3 e 52/4). In data 16 ottobre 2025, il 

ricorrente ha riferito algie a livello di torace con possibile causa psicogena 

e viene constatata un’assenza di idee attive e passive di morte. La terapia 

farmacologica è stata aggiornata e prevede Xanax e Olanzapine (cfr. atto 

SEM n. 53/2). Durante il successivo consulto psichiatrico del 22 ottobre 

2025, il ricorrente ha espresso preoccupazione e ha riportato beneficio 

dalla terapia farmacologica (cfr. atto SEM n. 54/4). Dal certificato medico 

del 23 ottobre 2025 emerge che il ricorrente soffrirebbe di dolore toracico 

probabilmente nel contesto di attacchi di panico, lesioni cutanee ipopig-

mentate e inappetenza, dispepsia con possibile carenza di ferro senza 

anemia. Alla terapia farmacologica è stato aggiunto Pantoprazol (cfr. atto 

SEM n. 55/3). Dalla visita medica del 27 ottobre 2025 emerge che il richie-

dente si sente bene con la terapia impostata e che ha negato idee attive e 

passive di morte. La terapia farmacologica aggiornata prevede Xanax, Ser-

tralin, Olanzapine (cfr. atto SEM n. 56/2). 

6.5.4.2 Da quanto esposto sopra discende che le affezioni di cui soffre il 

ricorrente non sono suscettibili di porre concretamente e seriamente in pe-

ricolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di un suo ritorno in 

Grecia e di considerarlo come persona particolarmente vulnerabile inca-

pace di integrarsi nel sistema sociale ed economico greco. Si ribadisce che 

la Grecia è vincolata dalla precitata direttiva qualificazione. Essa dispone 

delle strutture mediche sufficienti e il ricorrente ha accesso alle cure medi-

che sulla base delle stesse condizioni valide per i cittadini greci (cfr. art. 2 

lett. b e art. 30 direttiva qualificazione; cfr. sentenza del TAF D-2685/2024 

del 10 maggio 2024 consid. 7.4.4.4 con riferimenti). A fronte segnatamente 

di tali problematiche è sua responsabilità rivendicare presso le autorità i 

diritti alle cure e che già aveva ottenuto secondo le sue dichiarazioni. 

6.5.5 Per queste ragioni, l'esecuzione dell'allontanamento si rivela pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

6.6 Considerato quanto sopra, la SEM non era tenuta a eseguire ulteriori 

accertamenti sulla situazione di accoglienza effettiva in Grecia per i bene-

ficiari di protezione internazionale e sulla situazione di salute del ricorrente, 

per cui da parte dell’autorità inferiore non è ravvisabile un accertamento 

incompleto dei fatti rispettivamente una violazione del principio inquisitorio 

(art. 6 LAsi e art. 12 PA). Parimenti, essa non doveva richiedere dalle au-

torità greche delle specifiche garanzie per assicurare vitto e alloggio non-

ché assistenza medica al ricorrente. Le relative richieste dell’insorgente 

vanno pertanto respinte.  

D-7116/2025 

Pagina 12 

6.7 Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI), 

ritenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis-

sione dell’insorgente.  

6.8 In conclusione, anche in materia dell’esecuzione dell’allontanamento 

la decisione impugnata va confermata. 

 

7.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento e non ha accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

LAsi); per quanto censurabile, la decisione non è inoltre inadeguata (art. 49 

PA), per cui il ricorso va respinto. 

8.   

8.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo spese è divenuta senza oggetto. 

8.2 Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano d’acchito 

sprovviste di probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 

cpv. 1 PA), è respinta. 

8.3 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

poste a carico del ricorrente soccombente in causa (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). 

9.  

Il presente giudizio non concerne una persona contro la quale è pendente 

una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-7116/2025 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: