# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 30998f22-bf37-5cfa-8a27-c5c6800131d8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.10.2009 D-4482/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4482-2006_2009-10-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4482/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Markus König; 
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Afghanistan,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Esecuzione dell'allontanamento; 
decisione dell'UFM del 15 giugno 2005 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4482/2006

Fatti:

A.
Il 18 giugno 2004, l'interessato – cittadino afghano d'etnia hazara ed 
originario  di  B._______  (provincia  di  Ghazni)  –  ha  presentato  una 
domanda d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 28 giugno e del 1° luglio 2004) 
di  essere  espatriato  dopo  l'arresto  del  padre  da  parte  del  talebani 
nell'anno 1998/1999. Egli avrebbe voluto lasciare il Paese per recarsi 
in  Iran.  Arrivato  ad  C._______  sarebbe  però  stato  arrestato  dalle 
milizie  talebane  e  sarebbe  riuscito  a  lasciare  la  prigione  con  altri 
minorenni solo nel maggio 2000, dopo avere indirizzato una lettera al 
comandante di D._______. In seguito, sarebbe tornato a casa, dove, in 
assenza  della  propria  famiglia,  avrebbe  cominciato  a  lavorare  come 
agricoltore e pastore. Ritenuta la tremenda situazione economica nel 
suo  Paese  d'origine,  avrebbe  deciso  di  espatriare  verso  la  fine 
dell'anno  2003,  recandosi  in  Pakistan,  poi  in  Iran,  Turchia  ed  Italia 
prima di arrivare in Svizzera in data 18 giugno 2004. 

B.
Il  15  giugno  2005,  l'UFM  ha  respinto  la  succitata  domanda  d'asilo. 
Nello  stesso  tempo,  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato 
dalla Svizzera e ritenuto lecita,  esigibile  e possibile l'esecuzione del 
suo allontanamento verso l'Afghanistan. 

C.
Il  6  luglio  2005,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
succitata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto  l'annullamento  della 
decisione  impugnata,  limitatamente  al  punto  di  questione 
dell'esecuzione dell'allontanamento, e la concessione dell'ammissione 
provvisoria.  Ha,  altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo.

D.
La CRA, con decisione incidentale del 14 luglio 2005, ha rinunciato, 
ritenuta la sussistenza di motivi particolari  (art. 63 cpv. 4 della legge 
federale  sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
[PA, RS 172.021]), a chiedere al ricorrente il versamento di un anticipo 
a copertura delle presumibili spese processuali.

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E.
Il  3  agosto  2005,  l'UFM,  invitato  ad  esprimersi,  ha  proposto  la 
reiezione del gravame. 

F.
Con decisione incidentale dell'11 agosto 2005, la CRA ha concesso al 
ricorrente  un  termine  fino  al  22  agosto  2005 per  introdurre  l'atto  di 
replica. Tale termine è, nel frattempo, scaduto infruttuoso. 

Diritto:

1.

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 31 e art. 33 lett. d della legge 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
[LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 
[LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Inoltre,  dal  1° gennaio  2007,  il  TAF  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 
dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 nonché all'art. 50 e all'art. 52 PA, 
nonché all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

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3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.
Nella  decisione  impugnata,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  le 
dichiarazioni  del  ricorrente  irrilevanti  in  materia  d'asilo  e  di 
conseguenza, non soddisfacenti per il riconoscimento della qualità di 
rifugiato giusta l'art. 3 LAsi. Inoltre, detto Ufficio, ha sottolineato che né 
la  situazione  vigente  in  Afghanistan  -  con  uno  sviluppo  crescente 
dell'apparato di sicurezza ed un programma di disarmo delle milizie - 
né quella personale del ricorrente - uomo giovane, di buona salute con 
esperienza  lavorativa  -  si  opporrebbero  ragionevolmente  al  ritorno 
dell'insorgente in tale Paese. 

6.
Nel gravame, l'insorgente ha rilevato che la situazione in Afghanistan, 
dal  punto  di  vista  umanitario,  economico  nonché  della  sicurezza 
sarebbe molto più drammatica di quanto ritenuto dall'UFM (richiamato 
in  proposito,  il  rapporto  pubblicato  dall'Organizzazione  svizzera  di 
aiuto ai  rifugiati  [OSAR] nel  marzo 2004). Per di  più,  l'UFM avrebbe 
disatteso la giusrisprudenza della CRA, secondo la quale un rimpatrio 
nella  zona  Hazarajat  sarebbe  inesigibile  (richiamata Giurisprudenza 
ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia 
d'asilo  [GICRA] 2003  n.  30).  Di  conseguenza,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  verso  l'Afghanistan  sarebbe 
inesigibile. 

7.
Nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM  ha  osservato  che  la  situazione  in 
Afghanistan sarebbe cambiata fondamentalmente dalla pubblicazione 
della citata sentenza della CRA. Infatti,  gli  esperti  contattati  da detto 
Ufficio  sarebbero  d'accordo sul  fatto  che  non si  potrebbe parlare  di 
una situazione di violenza generalizzata su tutto il territorio del Paese. 
Inoltre, non esisterebbero più province con una particolare situazione 
di  sicurezza instabile. Di  conseguenza,  l'autorità  inferiore  ha rienuto 

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esigibile  per  il  ricorrente  rientrare  nella  provincia  di  Ghazni  ed  ha, 
quindi, confermato la decisione impugnata. 

8.

8.1 Giusta l'art. 44 cpv. 2 LAsi, se l'esecuzione dell'allontanamento è 
impossibile,  inammissibile  o  non  ragionevolmente  esigibile,  l'Ufficio 
federale  disciplina  le  condizioni  di  soggiorno  conformemente  alle 
disposizioni relative all'ammissione provvisoria della legge federale del 
16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).

8.2 Le  summenzionate  tre  condizioni  per  una  rinuncia 
all'esecuzione dell'allontanamento  –  impossibilità,  inammissibilità  ed 
inesigibilità – sono  di  natura  alternativa:  non  appena  una  di  queste 
condizioni  è  adempita,  non può più essere  pronunciata l'esecuzione 
dell'allonta-namento e vanno disciplinate le condizioni del soggiorno in 
Svizzera dell'interessato secondo le regole sull'ammissione provvisoria 
(v. GICRA  2006  n.  6,  consid.  4.2.,  pag.  54  e  seg.).  È  sul  punto 
dell'esigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  che  il  TAF intende 
concentrare la sua analisi.

8.3 Il  fatto  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  non  sia 
ragionevolmente esigibile costituisce uno dei motivi che giustificano la 
pronuncia  della  misura  sostitutiva  dell'ammissione  provvisoria 
(art. 44 cpv. 2  LAsi  e  83  cpv. 1  LStr). Secondo l'art.  83  cpv. 4  LStr, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  non  è  ragionevolmente  esigibile  in 
particolare  se  implica  per  lo  straniero  un'esposizione  concreta  a 
pericolo. Le  persone  che  possono  prevalersi  di  questa  disposizione 
non sono rifugiati  ai  sensi  della legge sull'asilo o della Convenzione 
sullo statuto dei rifugiati e non beneficiano, pertanto, di una protezione 
di  diritto  internazionale pubblico contro il  respingimento, ma sono in 
particolare quelle che in patria non potrebbero beneficiare – a causa 
della loro etnia, della loro formazione professionale, della loro salute o 
dell'inesistenza dei mezzi necessari al sostentamento rispettivamente 
di  una  sufficiente  rete  sociale  –  delle  condizioni  di  un  adeguato 
reinserimento  (v.  Decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale 
[DTAF]  2007/10  e  relativi  riferimenti).  L'autorità  giudicante  deve 
dunque ponderare i contrapposti interessi pubblici e privati in gioco.

8.4 Per  quanto  attiene  alla  situazione  generale  regnante  in 
Afghanistan,  secondo  la  giurisprudenza  (v.  GICRA  2006  n.  9), 
l’esecuzione  dell’allontanamento  in  tale  Paese  è  ragionevolmente 

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esigibile a Kabul e in tutte quelle province che non conoscono più, dal 
2004,  attività  militari  significative,  oppure  che  non  sono  esposte  ad 
un’instabilità permanente. Trattasi delle province di Kabul, di quelle site 
a nord della capitale (Parwan, Baghlan, Takhar, Badakhshan, Kunduz, 
Balkh,  Sari  Pul  e  le  regioni  del  Samangan  che  non  fanno  parte  di 
Hazarajat  [v. GICRA 2003 n. 30, consid. 7a, pag. 193]), come pure di 
Herat nell’ovest del Paese. L’esecuzione dell’allontanamento è peraltro 
ragionevolmente esigibile unicamente per le persone originarie di tali 
regioni  che  adempiono  le  medesime  restrittive  condizioni  di  cui  a 
GICRA 2003 n. 10, vale a dire che dispongono in loco di una solida 
rete  familiare  o  sociale  in  grado  d’assicurare  loro  un  adeguato 
reinserimento  sociale  (alloggio,  minimo  vitale).  Potranno,  inoltre, 
essere  rimpatriate  solo  le  persone  giovani,  celibi/nubili  oppure  le 
coppie  senza  figli,  a  condizione  che  non  soffrano  d’alcun  grave 
problema medico.

8.5 Nel caso di specie, è incontestato che il ricorrente sia un cittadino 
afghano d’etnia  hazara,  nato  a  Ghazni,  e  vissuto  a  B._______ città 
sita nella provincia di Ghazni (dove ha vissuto fino alla fine del 2003). 
L’insorgente ha dichiarato che la madre e la sorella vivono ancora a 
B._______. Tale provincia non fa parte delle province verso le quali, 
secondo  la  prassi  suesposta,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è 
ragionevolmente esigibile. Inoltre, dagli atti di causa, non risulta che il 
ricorrente  abbia  a  Kabul  un'alternativa  di  soggiorno,  ritenuto 
segnatamente che lo stesso non è originario della menzionata città e 
non  vi  ha  mai  vissuto.  L'ammissione  di  un'alternativa  di  soggiorno 
interna  al  Paese presuppone  altresì  l'esistenza  in  tale  luogo  di  una 
solida  rete  sociale  nonché  della  garanzia  del  minimo  vitale  e  della 
sicurezza  di  potere  trovare  un  alloggio  (GICRA  2006  n.  9).  Nella 
fattispecie,  non  è  consentito,  in  tutta  evidenza,  ritenere  adempite  le 
condizione restrittive previste dalla giurisprudenza.

8.6 Da quanto  esposto,  discende  che  il  ricorrente  proviene  da  una 
provincia  dell’Afghanistan verso  la  quale  l’esecuzione 
dell’allontanamento è considerata inesigibile (GICRA 2006 n. 9 consid. 
7.2. e 7.8. pag. 97 e 102; GICRA 2003 n. 30) e che non sussiste una 
valida alternativa di soggiorno interna nel suo Paese d'origine.

9.
Per  conseguenza,  la  decisione  impugnata  è  annullata  sul  punto  di 
questione  dell’esecuzione  allontanamento  (n.  4  e  5  del  dispositivo 

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della  decisione  impugnata)  a  causa  dell'attuale  inesigibilità  del 
rimpatrio del ricorrente in Afghanistan. 

10.

10.1 Quando  il  TAF  annulla  una  decisione,  esso  può  sostituirsi 
all'autorità  inferiore  e  giudicare  direttamente  nel  merito  o  rinviare  la 
causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio 
(art.  61  cpv.  1  PA;  ULRICH HÄFELIN /  GEORG MÜLLER /  FELIX UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 1977 pag. 418). 
In particolare, esso può sostituirsi all'autorità inferiore se gli atti sono 
completi  e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto 
federale (GICRA 1996 n. 7 consid. 12 pag. 65). 

10.2 Conto  tenuto  di  quanto  precede  (v.  consid.  8 del  presente 
giudizio), discende che allo stato attuale delle cose, non è opportuna 
una semplice cassazione della decisione impugnata,  ma si  giustifica 
da  parte  dell'UFM  la  pronuncia  a  favore  dell'insorgente 
dell'ammissione provvisoria in Svizzera.

11.

11.1 Visto  l'esito  del  gravame,  non  sono  riscosse  delle  spese 
processuali  (art.  63  PA).  La  domanda  d’assistenza  giudiziaria,  nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  è, 
pertanto, divenuta senza oggetto.

11.2 Peraltro, ritenuto che il  ricorrente è difeso da un mandatario, si 
giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili 
(art. 64 PA e art. 7 segg. del  regolamento sulle tasse e sulle  spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio  2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). La  stessa,  in  assenza di 
una nota dettagliata, è fissata d'ufficio in CHF 600.--, conto tenuto del 
lavoro effettivo ed utile, peraltro limitato, svolto dal rappresentante del 
ricorrente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto.

2.
I  punti  4  e  5  della  decisione  dell'UFM  del  15  giugno  2005  sono 
annullati.  L’UFM è  invitato  a  regolare  le  condizioni  di  soggiorno  del 
ricorrente  in  conformità  alle  disposizioni  dell'ammissione  provvisoria 
per gli stranieri.

3.
Non si prelevano spese processuali.

4.
L'UFM rifonderà al ricorrente CHF 600.- a titolo di spese ripetibili.

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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