# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e31dc01b-a4e8-52b8-b6e5-4977b5bcd91b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.05.2008 39.2008.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2008-2_2008-05-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2008.2

   

  rs

  	
  Lugano

  29 maggio
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 marzo 2008 di

 

	
   

  	
  1.   RI 1   

  2.  RI 2   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 5 febbraio
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   La Cassa
cantonale assegni familiari (di seguito la Cassa), con decisione su reclamo del
5 febbraio 2008, ha confermato il proprio provvedimento del 24 settembre 2007,
con cui ha ordinato a RI 1 e a RI 2 di restituire l’importo di fr. 27'776.--
percepiti a torto a titolo di assegni integrativi e di prima infanzia dal 1°
gennaio al 31 dicembre 2006 (cfr. doc. A; 8-8A).

 

                                         In
particolare l’amministrazione ha indicato di avere ricalcolato le prestazioni
effettivamente spettanti agli assicurati, in quanto dalla notifica di
tassazione 2006 emessa il 27 giugno 2007 risultava un reddito da attività
indipendente di fr. 47’000.--, invece dell’importo di fr. 22'000.-- computato
nel calcolo degli assegni familiari per il 2006 (cfr. doc. A).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su reclamo del 5 febbraio 2008 gli assicurati hanno inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA nel quale hanno postulato, in via principale,
l’annullamento del provvedimento impugnato, in via subordinata, la riduzione
dell’ammontare da restituire a fr. 15'000.--.

                                         A
motivazione delle proprie pretese ricorsuali gli insorgenti hanno, in
particolare, addotto, preliminarmente, che il diritto di esigere la restituzione
sarebbe perento, ai sensi dell’art. 26 cpv. 2 Laps, prima dell’emissione
dell’ordine di rimborso, in quanto le decisioni che hanno accordato loro gli
API e AFI risalgono rispettivamente al 19 ottobre 2005 e al 18 agosto 2006.

                                         Inoltre i
ricorrenti hanno evidenziato, da un lato, che la Cassa ha eseguito un riesame
della decisione presa antecedentemente fondandosi sulla notifica di tassazione
2006. Dall’altro, di essere consapevoli che la decisione di tassazione è
l’unico elemento sul quale può basarsi l’amministrazione per erogare
prestazioni Laps, anche se però disporre dei dati fiscali i più recenti
possibili non è cosa semplice soprattutto per gli indipendenti.

                                         Essi
hanno pure asserito che non era possibile anticipare o avere una previsione a lungo
termine sul reddito effettivo dell’attività di architetto di RI 2 e che le
circostanze che hanno portato all’aumento del suo reddito per l’anno 2006, e
meglio l’esito del procedimento civile contro un cliente che nel 2005 non ha
onorato gli impegni presi e le entrate in relazione ad alcuni concorsi fatti
nel 2005, erano imprevedibili ed eccezionali. Riguardo ai concorsi effettuati
dagli architetti, gli insorgenti hanno precisato che essi sono più che
aleatori, non essendoci certezza sul risultato.

                                         Gli
assicurati hanno, poi, osservato che quando RI 2 ha ricevuto le entrate più
elevate, le prestazioni Laps erano già state versate, per cui l’avviso alla
Cassa non avrebbe impedito l’ordine di restituzione e che essi non hanno mai
voluto nascondere all’amministrazione la notifica di tassazione per l’anno
2006.

                                         Gli
insorgenti hanno, altresì, indicato che se è vero che il marito ha sottoscritto
la dichiarazione secondo la quale si impegnavano a tenere informato l’ufficio
competente dei cambiamenti del reddito dell’attività indipendente e a
restituire quella parte di prestazioni assegnata a titolo provvisorio e a cui
non avrebbero avuto diritto computando il reddito da attività indipendente
stabilito dall’ufficio di tassazione.

 

 

                                         E’
altrettanto vero che la dichiarazione citata avrebbe dovuto contenere un limite
al di sopra del quale la Cassa non potrebbe chiedere il rimborso e che il fatto
di fare firmare all’assicurato un tale accordo senza tetto limite è
paragonabile a un abuso di diritto.

                                         Essi
pertanto hanno chiesto di fissare un limite di fr. 15'000.-- per la
restituzione (media degli ultimi quattro anni di tassazione).

                                         Per
quanto riguarda il nuovo calcolo effettuato dalla Cassa per determinare
l’importo da restituire, i ricorrenti hanno censurato l’omissione del computo
dei contributi sociali da essi versati per loro stessi e per il dipendente del
marito.

 

                               1.3.   la Cassa, in
risposta, si è riconfermata integralmente nella decisione su reclamo del 5
febbraio 2008 e ha ribadito che la domanda di condono interposta sarà oggetto
di separata decisione, quando sarà passata in giudicato la presente procedura
ricorsuale (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza
(ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se gli assicurati devono restituire oppure no l’importo di
fr. 27'776.--, corrispondenti ad assegni integrativi e di prima infanzia
percepiti nel periodo dal mese di gennaio al mese di dicembre 2006.

 

 

                               2.3.   L’assegno
integrativo è regolato dagli art. 24segg. LAF.

                                         L'art. 24
LAF stabilisce come segue le condizioni per poter beneficiare dell'assegno
integrativo:

 

" 
Il genitore domiciliato nel Cantone ha diritto
all’assegno, per il figlio, se cumulativamente: 

a)   coabita, anche soltanto in forma parziale,
con il figlio; 

b)   ha il domicilio nel Cantone da almeno tre
anni; 

c)   soddisfa
i requisiti della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps). (cpv. 1)

Se entrambi i genitori coabitano con il figlio,
ha diritto all’assegno la madre o il padre. (cpv. 2)

... (cpv. 3)."

 

                                         L'art. 27
LAF prevede altresì che

 

" 
Richiamati gli articoli 10 e 11 Laps, l’importo
massimo dell’assegno corrisponde ai limiti minimi di reddito del o dei figli,
definito dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, per i
quali l’assegno è riconosciuto. (cpv. 1)

In ogni caso, dall’importo erogabile vanno
dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)."

 

                               2.4.   Gli art. 31
e 32 LAF fissano le condizioni per poter beneficiare dell’assegno di prima
infanzia.

 

                                         L’art. 32
LAF, che si riferisce alla famiglia biparentale, stabilisce quanto segue:

 

" 
I genitori hanno diritto all’assegno, per il
figlio, se cumulativamente: 

a) sono domiciliati nel Cantone al momento della
richiesta; 

b) coabitano costantemente
con il figlio; (cpv. 1)

c) il padre o la madre ha il domicilio nel
Cantone da almeno 3 anni; 

d) il reddito disponibile dei genitori, inclusi
gli eventuali assegni di cui il nucleo familiare beneficia in virtù della
legge, è inferiore ai limiti posti dall’art. 24 cpv. 1 lett. c). 

Al genitore che non esercita un’attività
lucrativa o ne esercita una solo a tempo parziale, senza giustificati motivi, è
computabile un reddito ipotetico, pari al guadagno di un’attività a tempo
pieno, da lui esigibile. (cpv. 2)

Il reddito ipotetico minimo è pari al doppio del
limite minimo per persona sola secondo la legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI. (cpv. 3)"

 

                                         L’art. 35
LAF enuncia inoltre che:

 

" 
Richiamati gli articoli 4, 10 e 11 Laps,
l’importo massimo dell’assegno è pari alla differenza fra il reddito
disponibile residuale ai sensi della Laps e il limite minimo di reddito
previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI,
cumulativamente, per il genitore o i genitori, i figli di età superiore ai tre
anni e i figli per i quali sussiste il diritto all’assegno di età inferiore ai
tre anni. (cpv. 1)

2Dall’importo
erogabile vanno dedotti gli eventuali assegni di base. (cpv. 2)" 

 

                                         Dal
tenore di queste norme legali, risulta che la LAF, la cui prima revisione, per
quanto attiene agli assegni integrativi e di prima infanzia, è entrata in
vigore il 1° febbraio 2003, per il calcolo degli assegni integrativi rinvia
alla Laps, anch’essa in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. BU 55/ 2002 del 24
dicembre 2002 pag. 489 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.; BU
3/2003 del 31 gennaio 2003 pag. 24 segg.).

 

                                         Il 1°
ottobre 2006 sono peraltro entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della
Laps (cfr. BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317).

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.
3;SVR 2003 IV  Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA
20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF
118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

                                         Nel caso
in esame la Cassa ha ordinato la restituzione degli assegni integrativi e di
prima infanzia percepiti dai ricorrenti nel lasso di tempo gennaio-dicembre
2006. 

                                         Di
conseguenza i nuovi disposti della Laps sono applicabili nel caso concreto
unicamente per i mesi da ottobre a dicembre 2006.

                                         Per il
periodo da gennaio a settembre 2006 le ultime modifiche della Laps non erano,
invece, ancora in vigore. 

 

                               2.5.   Il titolare
ha diritto alle prestazioni sociali di complemento armonizzate fino a quando la
somma fra il reddito disponibile residuale della sua unità di riferimento, la
partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di cui
beneficiano o potrebbero beneficiare le persone facenti parte della sua unità
di riferimento e le prestazioni sociali di complemento di cui essa beneficia
non raggiunge la soglia di intervento (art. 11 cpv. 1 Laps). 

                                         Se,
nell’ambito della medesima prestazione sociale, la somma delle prestazioni di
cui potrebbero beneficiare i singoli membri dell’unità di riferimento che ne
hanno fatto richiesta supera la soglia d’intervento, ad ogni membro spetta una
quota proporzionale (art. 11 cpv. 2 Laps).

 

                                         Il
reddito disponibile residuale è pari alla differenza tra la somma dei redditi
computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti l’unità
di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      Esso viene determinato tenendo conto della situazione finanziaria
dell’unità di riferimento esistente al momento del deposito della richiesta. Il
regolamento definisce e disciplina i casi particolari (art. 10a Laps).

 

                                         L'art. 6
Laps regolamenta il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)

    [Dal 1° ottobre 2006: 1/15 della sostanza mobiliare e
immobiliare imponibile, la deduzione sociale per i coniugi giusta la legge
tributaria si applica anche alle famiglie monoparentali e alle coppie
conviventi.]

Le entrate di cui al capoverso precedente alle
quali un membro dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore di persone che
non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate se la
rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

[Dal 1° ottobre 2006: Fanno parte dei redditi
computabili le entrate e le parti di sostanza, mobiliare e immobiliare, alle
quali il richiedente ha rinunciato.] 

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è costituita dalla somma delle spese vincolate e dalla spesa per
l’alloggio (art. 7 Laps).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT;

    [Dal
1° ottobre 2006: le spese ai sensi degli art. 25-31 LT. Il Consiglio di Stato
determina in quale misura vengono computate le spese per il conseguimento del
reddito delle persone con attività lucrativa salariata;]

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le
malattie vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al
raggiungimento dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

    [Dal 1° ottobre 2006: i premi per l’assicurazione della perdita
di guadagno in caso di malattia o in caso di infortunio delle persone non
obbligatoriamente assicurate;]

i)  ... 

j)  le imposte ordinarie federali, cantonali, comunali sul reddito e
sulla sostanza. (cpv. 1) 

    [Dal 1° ottobre 2006: abrogato]

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, che a decorrere 1°
gennaio 2001 corrisponde a fr. 13'200.-- per le persone sole e di fr. 15'000.--
per coniugi e le persone con figli (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle
prestazioni complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI
del 20 dicembre 2005).

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

 

                                         Infine
l'art. 10 Laps precisa a cosa equivale la soglia di intervento:

 

" 
La soglia d’intervento corrisponde alla somma
di: 

a) per il titolare               importo
corrispondente al limite minimo

    del
diritto:                   previsto dalla legislazione sulle 

                                                     prestazioni
complementari all'AVS/AI per la

                                                     persona
sola

 

      b) per la prima perso-            importo
corrispondente alla metà del limite

                                        na
supplementare            minimo previsto dalla legislazione sulle

                                        dell'unità
di riferi-              prestazioni complementari all'AVS/AI per la

                                        mento   persona
sola

 

 c)  per la seconda e       importo corrispondente
al limite minimo

                                        la terza
persona               previsto dalla legislazione sulle 

                                        supplementare                 prestazioni
complementari all'AVS/AI 

                                        dell'unità
di riferi-              per il primo figlio

                                        mento:  

 

 d)  per la quarta e la       importo
corrispondente al limite minimo

                                        quinta
persona                 previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il terzo figlio

                                        mento:  

 

 e)  per la sesta e ogni    importo corrispondente
al limite minimo

                                        ulteriore
persona              previsto dalla legislazione sulle

                                        supplementare
                prestazioni complementari all'AVS/AI

                                        dell'unità
di riferi-              per il quinto figlio"

                                        mento:  

 

                                         L'art. 3b
della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC), in vigore fino al
31 dicembre 2007, enuncia in particolare che le spese riconosciute si
compongono di un importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale, per anno,
pari, dal 1° gennaio 2003, al minimo per le persone sole, a fr.
15'700.-, per i coniugi, almeno 23’550.- franchi e per gli orfani e per i figli
che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI, a fr. 8'260.-
(cfr. Ordinanza 03 sull'adeguamento delle prestazioni complementari all'AVS/AI
del 20 settembre 2002). Per i due primi figli si prende in considerazione la
totalità dell'importo determinante, per due altri figli due terzi ciascuno                
(fr. 5'506.--) e per ogni altro figlio un terzo (fr. 2'753.--).

 

                                         Giova,
altresì, rilevare che il 1° gennaio 2005 sono entrate in vigore delle modifiche
della Laps e della LAF decretate dal Gran Consiglio, alla luce del Messaggio n.
5589 sul Preventivo 2005 del Consiglio di Stato.

                                         Più
precisamente è stato introdotto l’art. 37 cpv. 3 Laps, secondo cui, in deroga
all’art. 10 Laps, per l’anno 2005, benché gli importi destinati alla copertura
del fabbisogno vitale ex art. 3b cpv. 1 lett. a LPC siano aumentati (cfr.
Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24
settembre 2004), fanno stato i limiti previsti dalla LPC per gli anni 2003 e
2004.

                                         Giusta il
nuovo art. 79 LAF, poi, per l’anno 2005 per il calcolo degli importi, ove la
legge fa riferimento alla LPC, vengono applicati i limiti previsti dalla LPC
per gli anni 2003 e 2004 (cfr. BU 6/2005 dell’11.2.2005 pag. 56; FU 102/2004
del 21.12.2004 pag. 9002).

 

                                         Tali
deroghe sono valide anche per l’anno 2006 (cfr. art. 37 cpv. 4 Laps; 79 LAF; BU
7/2006 del 10 febbraio 2006 pag. 41 e 42).

 

                               2.6.   Secondo
l'art. 41 cpv. 2 LAF, concernente l'obbligo di informare

 

"Per l'assegno integrativo e di prima
infanzia si applica altresì l'art. 30 Laps."

 

                                         L'art. 30
Laps prevede, fino al 30 settembre 2006, che

 

"Le persone che compongono l'unità di
riferimento sono tenute a notificare tempestivamente agli organi amministrativi
competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali di ogni
cambiamento rilevante per il diritto delle prestazioni sociali."

                                      

                                         Dal 1°
ottobre 2006 il tenore di questo disposto è il seguente:

 

"Le persone che compongono l'unità di
riferimento sono tenute a informare tempestivamente gli organi amministrativi
competenti per l'applicazione della legge e delle leggi speciali qualsiasi
cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per
l’erogazione di una prestazione. (cpv. 1)

                                        Qualsiasi
persona o servizio che partecipa all’esecuzione della legge o delle leggi
speciali ha l’obbligo di informare l’organo amministrativo competente se
apprende che le condizioni determinanti per l’erogazione delle prestazioni
hanno subito modifiche."

                                      

                                         In
proposito l'art. 10 Reg. Laps precisa che

 

" 
E' considerato cambiamento rilevante:

      a)                               un
cambiamento pari ad un importo di almeno fr. 1200.-- annui del

                                        reddito
disponibile residuale dell'unità di riferimento rispetto a quello determinante
per la decisione più recente;

      b)                               una
variazione della composizione dell'unità di riferimento."

 

                               2.7.   Per quanto
riguarda l'obbligo di restituzione e il condono, l'art. 44 cpv. 4 LAF prevede
che

 

" 
Resta riservato l'art. 26 Laps per quanto
concerne l'assegno integrativo e di prima infanzia."

 

                                         L'art. 26
Laps sancisce:

 

" 
La prestazione sociale indebitamente percepita
deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento
dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto
conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od in
parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in buona
fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di riferimento
al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un onere troppo
grave. (cpv. 3)

Dal 1° ottobre 2006: I coniugati e i conviventi
sono solidalmente tenuti alla restituzione (cpv. 4)”

 

                                         Il
Messaggio relativo all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per
quanto attiene all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni
percepite indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del TFA in materia di prestazioni complementari (cfr.
Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                               2.8.   Secondo la
giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS, applicabile
alla LPC e quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998
menzionato sopra (cfr. consid. 2.6.), anche alla Laps, la richiesta di rimborso
è subordinata ai presupposti della revisione processuale o del riesame. In
effetti l’amministrazione può riesaminare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante oppure deve
procedervi se si manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a
indurre ad una conclusione giuridica differente. Solo in tali casi può
richiedere una restituzione (cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa C., C
25/00; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63; Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1994, ad
art. 3 p. 68).

                                         Per quel
che concerne l’importanza della correzione non è possibile fissare un ammontare
limite generalmente valido. 

                                         È infatti
determinante l’insieme delle circostanze del singolo caso (RCC 1989 p. 547).

 

                                         È tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. La prestazione è
quindi stata erogata in contrasto con la legge. A questo stadio non è determinante
sapere se l'assicurato era in buona fede oppure no quando ha ricevuto
l'indebita prestazione. Il problema della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese; STFA del 20
ottobre 2000 nella causa C., C 25/00).

                                         Il
principio della restituzione sancito all'art. 47 cpv. 1 vLAVS, analogo alle
regole del diritto civile (miranti ad evitare l'arricchimento indebito, cfr.
art. 62ss CO), ha beneficiato di un complemento importante nell'ambito dell'AVS
e delle leggi ad essa correlate (art. 49 vLAI e art. 27 vLPC), nel senso che,
se il principio della restituzione è stato stabilito (da un profilo oggettivo),
la persona tenuta a restituire ha la possibilità di domandare, in una procedura
distinta, il condono della restituzione, se egli era in buona fede e se la
restituzione costituirebbe un onere troppo grave (art. 47 cpv. 1, 2a frase vLAVS
e art. 79 vOAVS; Valterio, Commentaire de la loi sur l'assurance-vieillesse et
survivants, pag. 226; STCA 14 maggio 1993 in re P.).

                                         Questo
concetto è stato pure ripreso dall'art. 26 cpv. 3 Laps (cfr. consid. 2.7.).

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta a motivazione dell’ordine di restituzione del 24 settembre 2007
relativo agli assegni integrativi e di prima infanzia percepiti nel periodo
gennaio-dicembre 2006, confermato dalla decisione su reclamo del 5 febbraio
2008, la Cassa ha posto la notifica di tassazione 2006 emessa il 27 giugno 2007,
da cui è emerso che in quell’anno RI 2 ha conseguito un reddito da attività
indipendente superiore a quello considerato dall’amministrazione ai fini della
determinazione dell’ammontare degli assegni familiari per il 2006 (cfr. doc. A,
8-8A, 10N, 6B, 5B, 3B, 2B).

 

                                         Gli
insorgenti hanno, dapprima, invocato la perenzione del diritto alla restituzione
della parte resistente (cfr. doc. I).

 

                                         In
proposito è utile ribadire che l’art. 26 cpv. 2 Laps, al quale rinvia l’art. 44
cpv. 4 LAF (cfr. consid. 2.7.), prevede che il diritto di esigere la
restituzione è perento dopo un anno dal momento in cui l’organo amministrativo
competente ha avuto conoscenza dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni
dal pagamento della prestazione.

 

                                         Il tenore
di tale disposto corrisponde a quello dell’art. 25 cpv. 2 LPGA (applicabile
alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale) secondo
cui il diritto di esigere la restituzione si estingue dopo un anno a decorrere
dal momento in cui l’istituto di assicurazione ha avuto conoscenza del fatto, a
al più tardi cinque anni dopo il versamento della prestazione.

 

                                         Visto che
il contenuto dell’art. 26 cpv. 2 Laps è essenzialmente il medesimo di quello
dell’art. 25 cpv. 2 LPGA, la giurisprudenza valida per quest’ultimo – elaborata
sotto l’egida del vecchio diritto (cfr. art. 95 cpv. 4 vLADI; U. Kieser, ATSG
Kommentar, 2003, ad art. 25, n. 26) – va applicata per analogia anche al
disposto della Laps.

 

                                         In
particolare l’art. 95 cpv. 4 vLADI, in vigore fino al 31 dicembre 2002,
enunciava che la pretesa si prescrive in un anno dal momento in cui il servizio
di pagamento ha avuto conoscenza dei fatti, al più tardi in cinque anni dopo il
versamento.

 

                                         A
quest’ultimo riguardo in una sentenza non pubblicata del 16 settembre 1997
nella causa CPCAD contro T. SA e TCA (C 69/97), il Tribunale federale delle
assicurazioni (TFA) ha stabilito che i termini dell'art. 95 cpv. 4 vLADI,
contrariamente al tenore letterale della norma, costituiscono un termine di
perenzione (cfr. pure DTF 122 V 270, consid. 5a, pag. 274-275; DTF 119 V 431,
consid. 3a, pag. 433) che decorre nel momento in cui l'amministrazione poteva
ragionevolmente avere conoscenza dei fatti giustificanti la restituzione.

                                         I termini
di perenzione non possono, poi, essere né interrotti né sospesi e devono essere
applicati d’ufficio (cfr. DTF 111 V 135, consid. 3b,
pag. 136; cfr. pure T. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Ed. Stämpfli,
Berna 1997, N. 36-37, pag. 59-60 e N. 12-13, pag. 311-312).

 

                                         Si
tratta, quindi, pure per quanto attiene all’art. 26 cpv. 2 Laps, di un termine
di perenzione.

 

                                         In una
sentenza C 17/03 del 2 settembre 2003, pubblicata in SVR 2004 ALV Nr. 5, è
stato, inoltre, ribadito che per “momento in cui il servizio di pagamento ne ha
avuto conoscenza” a partire dal quale inizia a decorrere il termine di
perenzione di un anno bisogna intendere il momento in cui l’amministrazione,
dando prova dell’attenzione da essa esigibile, avrebbe dovuto riconoscere che i
presupposti per una restituzione erano dati.

 

                             2.10.   Nell’evenienza
concreta, allorché nell’ottobre 2005 e nell’agosto 2006 sono stati calcolati
l’assegno integrativo e l’assegno di prima infanzia per il 2006, la Cassa non
disponeva dei dati riguardanti il reddito conseguito nel 2006 da RI 2 quale
architetto indipendente. L’amministrazione si è, perciò, basata su un reddito
provvisorio, rispettivamente di fr. 12'000.-- e di fr. 22'000.--, dichiarato
dall’assicurato (cfr. doc. 4, 5C-6, 1, 2C-3).

 

                                         Per
stessa ammissione dei ricorrenti, poi, l’insorgente, il 9 agosto 2006, ha
sottoscritto il seguente impegno:

 

" 
Tenere costantemente informato l’ufficio competente
degli eventuali cambiamenti del reddito da attività indipendenti;

eventualmente restituire
quella parte di prestazione sociale Laps che sarà assegnata a titolo
provvisorio sulla base dei dati da me forniti ed alla quale non avrei diritto
computando il reddito da attività indipendente stabilito dall’ufficio di
tassazione “ (Doc. I pag. 5)

 

                                         La
notifica di tassazione 2006 è stata emessa il 27 giugno 2007 ed è passata in
giudicato incontestata (cfr. doc. 7).

                                         E’,
dunque, soltanto a partire dal giugno 2007, al più presto, che la Cassa poteva disporre
dei dati aggiornati afferenti al reddito del ricorrente per ricalcolare le
prestazioni di spettanza degli assicurati.

 

                                         In simili
condizioni, considerato che l’art. 26 cpv. 2 Laps contempla, per chiedere la
restituzione di prestazioni percepite a torto, il termine di perenzione di un
anno dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza
dell’indebito, occorre concludere, senza ulteriori approfondimenti, che l’ordine
di rimborso del 24 settembre 2007, fondato sulla notifica di tassazione 2006
del giugno 2007, è stato emanato dalla Cassa in tempo utile.

 

                                         Il
diritto di esigere la restituzione degli assegni familiari non è,
conseguentemente, perento.

 

                             2.11.   Per quanto
riguarda il principio della restituzione, va sottolineato che, come già esposto,
l’Ufficio di tassazione di __________ il 27 giugno 2007 ha, effettivamente, emanato
la notifica di imposte relativa ai coniugi __________ per l’anno 2006. Dalla
stessa si evince un reddito da attività indipendente principale del
contribuente di fr. 47'000.-- (cfr. doc. 7, 10N).

 

                                         Contro
tale decisione gli assicurati non hanno interposto reclamo (cfr. doc. 7). Il
provvedimento emesso dal fisco, come visto sopra, è quindi passato in giudicato
incontestato.

 

                                         Il
guadagno annuo di fr. 47'000.-- risultante dalla tassazione 2006 si rivela più
elevato di quanto conteggiato dalla Cassa nelle decisioni dell’ottobre 2005 e
dell’agosto 2006 concernenti il periodo gennaio-dicembre 2006 (cfr. doc. 5C-6,
2C-3).

                                         Essa,
allora, aveva computato un reddito da attività indipendente di fr. 12'000.--
per i mesi da gennaio ad agosto 2006 (cfr. doc. 2C-3) e di fr. 22'000.-- per i
mesi da settembre a dicembre 2006 (cfr. doc. 5C-6), sulla base di quanto
dichiaratole dal ricorrente stesso (cfr. doc. 1, 4).

 

                                         E’
pertanto evidente che, essendosi realizzato un cambiamento importante del
reddito disponibile dei ricorrenti (cfr. art. 10 Reg.Laps), il calcolo
dell'assegno integrativo e dell’assegno di prima infanzia andava rivisto in
base al nuovo reddito più elevato.

 

                                         Di
conseguenza gli insorgenti, da un profilo oggettivo, hanno
effettivamente percepito indebitamente gli assegni integrativi e di prima
infanzia afferenti al periodo gennaio-dicembre 2006.

                                         Essi
vanno così restituiti già a prescindere dalla dichiarazione sottoscritta dal
ricorrente nell’agosto 2006 mediante la quale si è impegnato a restituire
quella parte di prestazioni sociali Laps assegnata a titolo provvisorio sulla
base dei dati dallo stesso forniti e alla quale non avrebbe avuto diritto
computando il reddito da attività indipendente stabilito dall’Ufficio di
tassazione (cfr. doc. A, I).

 

                             2.12.   Occorre ora
stabilire se l’importo richiesto in restituzione sia corretto. 

 

                                         Giusta l’art.
6 Laps il reddito computabile è costituito, segnatamente, dai redditi ai sensi
degli art. 15-22 della Legge tributaria (LT).

 

                                         L’art. 17
LT relativo al reddito da attività indipendente prevede che:

 

" 
1Sono imponibili tutti i proventi dall’esercizio di un’impresa
commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una libera
professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente.

2Fanno parte
dei proventi da attività indipendente anche tutti gli utili in capitale
conseguiti mediante alienazione, realizzazione o rivalutazione contabile di
elementi della sostanza commerciale. Il trasferimento di questi elementi nella
sostanza privata o in imprese o stabilimenti d’impresa siti all’estero è
equiparato all’alienazione. La sostanza commerciale comprende tutti i valori
patrimoniali che servono integralmente o in modo preponderante all’attività
lucrativa indipendente; lo stesso dicasi per le partecipazioni di almeno il 20
per cento al capitale azionario o al capitale sociale di una società di capitali
o di una società cooperativa, purché il proprietario le dichiari come sostanza
commerciale al momento del loro acquisto.

3Gli utili conseguiti mediante alienazione, realizzazione o
rivalutazione contabile di immobili sono imponibili fino a concorrenza delle
spese d’investimento.

4L’articolo 67 si applica per analogia ai contribuenti che tengono
una contabilità in buona e debita forma.”

 

                                         Come
esposto precedentemente (cfr. consid. 2.11.), dai dati fiscali relativi al 2006,
rimasti incontestati, risulta che il reddito da attività indipendente conseguito
dall’insorgente in quell’anno corrisponde a fr. 47'000.-- (cfr. doc. 7, 10N).

 

                                         A questo
proposito va rilevato che per costante giurisprudenza ogni tassazione fiscale è
presunta conforme alla realtà. Nell'ambito dell'AVS, ad esempio, le casse di
compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità di tassazione e
il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione
fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità giudicante non può
scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che essa
contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente emendabili,
oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma
decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta
alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione.

                                         Per
costante giurisprudenza l'assicurato esercitante un'attività indipendente deve
anzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto
concerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26
consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35,
RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid.
4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130
consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle assicurazioni ha comunque precisato
che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il
giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione
degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss).)

 

                                         Questa
Corte, pertanto, non ha motivo di scostarsi dai dati risultanti dalla notifica
di tassazione 2006 dei coniugi __________.

 

                             2.13.   Gli
assicurati hanno censurato il mancato computo, nelle spese, dei contributi
sociali AVS/AI/IPG per l’anno 2006.-- versati da RI 2 per il proprio dipendente
pari a fr. 6'202 e per se stesso di fr. 445.-- (cfr. doc. I).

 

                                         Al
riguardo va osservato che per quanto concerne il reddito da attività
indipendente considerato a livello fiscale, esso è determinato sulla base del
bilancio e del conto economico dell’esercizio annuo o, nel caso di contribuenti
non obbligati a tenere una contabilità commerciale, del modulo 10 “Questionario
per indipendenti senza contabilità” nel quale vanno indicati, oltre alla cifra
d’affari e altri redditi commerciali, costi e spese generali, tra le quali i salari
per il personale e i contributi AVS/AI/IPG/AD/AINP per i dipendenti, nonché per
il contribuente stesso (cfr. Istruzioni per la compilazione della dichiarazione d'imposta 2006 delle
persone fisiche, p.to 2; www.ti.ch/dfe/DC/IMPOSTE/persone_fisiche/2007/moduli).

 

                                         Il
reddito da attività indipendente risultante dalla notifica di tassazione è,
quindi, già quello netto.

 

                                         Tale principio vale, del
resto, anche per il reddito da attività dipendente che, nella dichiarazione
d’imposta, viene esposto al netto, riportato dal certificato
di salario rilasciato dal datore di lavoro (cfr. Istruzioni per la compilazione della
dichiarazione d'imposta 2006 delle persone fisiche, p.to 1; Istruzioni
per la compilazione della dichiarazione d'imposta 2007 delle persone fisiche,
p.to 1).

 

                                         Dal fatto
che i ricorrenti non hanno impugnato la notifica di tassazione 2006 va desunto
che essi hanno considerato corretto il reddito da attività indipendente
indicato dal fisco, ottenuto deducendo dai redditi commerciali le spese
generali – comprensive dei contributi sociali bonificati per i dipendenti e per
il contribuente.

 

                                         Ne
consegue che il pagamento dei contributi per il dipendente e per RI 2, indipendentemente
dalla circostanza che non sia stato minimamente comprovato, non può essere comunque
preso in considerazione quale spesa autonoma ai fini del calcolo degli AFI e
degli API volto alla determinazione dell’importo da restituire.

 

                             2.14.   I ricorrenti
hanno pure contestato il fatto che la Cassa non abbia tenuto conto dei
contributi sociali versati alla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG da parte di RI
1 quale persona senza attività lucrativa, corrispondenti a un ammontare di fr.
513.60 annuo (cfr. doc. I).

 

                                         Dai nuovi
calcoli attinenti all’AFI e all’API effettuati dalla Cassa nel settembre 2007
risulta, in effetti, che non sono stati computati i contributi sociali a carico
dell’assicurata (cfr. doc. 8B-8I).

 

                                         Questi
ultimi, tuttavia, avrebbero dovuto essere conteggiati ai sensi degli art. 8
cpv. 1 lett. e Laps e 32 cpv. 1 lett. d e f LT, poiché non rientravano, quali
spese, nel calcolo del reddito netto da attività indipendente del marito (cfr.
consid. 2.13.).

 

                                         L’assicurata,
in proposito, ha inviato al TCA copia della fattura dei “Contributi personali
Acconto IV Trimestre 2007” da cui emerge che la medesima deve versare un importo
di fr. 113.50 per il quarto trimestre 2007 (cfr. doc. M), corrispondenti a fr.
454.-- annui (fr. 113.50 x 4 trimestri). 

 

                                         Questi
contributi non si riferiscono, però, al 2006, anno in questione per la presente
fattispecie.

 

                                         Questa
Corte, nel caso in esame, può comunque esimersi dall’approfondire la questione
relativa all’importo versato da RI 1 alla Cassa di compensazione AVS/AI/IPG a
titolo di contributi sociali per l’anno 2006.

 

                                         Infatti,
anche computando l’ammontare asserito dall’assicurata di fr. 513.60 -
risultante peraltro più elevato di quello per il 2007 di fr. 454.-- -, i
coniugi __________, come verrà meglio esposto in seguito (cfr. consid. 2.15), non
avrebbero in ogni caso avuto diritto ad alcun assegno integrativo e di prima
infanzia nel periodo gennaio-dicembre 2006.

                                         Il
conteggio dei contributi sociali corrisposti dalla ricorrente per il 2006 non
ha, pertanto, influenza alcuna sull’ammontare da rimborsare alla Cassa.

 

                             2.15.   Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, i redditi computabili dei ricorrenti, per
il periodo dal mese di gennaio al mese di dicembre 2006, sono
costituiti dal reddito da attività indipendente di RI 2 di fr. 47’000.-- (cfr.
consid. 2.12.; doc. 8B, 8D).

 

                                         La
sostanza risulta nulla (cfr. doc. 8B, 8D).

 

                                         Le
spese computabili sono, invece, composte dal premio della
cassa malati di fr. 8'420.-- (cfr. doc. 8B, 8D), dalla spesa per l’alloggio di
fr. 9’660.-- (cfr. doc. 8B, 8D) e dai contributi sociali di fr. 513.60 (cfr.
consid. 2.14.).

                                         Esse,
globalmente, corrispondono a fr. 18'593.60 all’anno.

 

                                         Di conseguenza il reddito
disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.5.) dei ricorrenti ammonta a
fr. 28'406.40 (redditi computabili di fr. 47’000.-- - spese
computabili di fr. 18'593.60).

 

                                         La soglia di intervento per
il 2006 degli insorgenti e del figlio è di fr. 31’810.-- all’anno (cfr. consid.
2.5.).

 

                                         Gli
assicurati hanno diritto all'assegno integrativo e all’assegno di prima
infanzia allorché il reddito disponibile residuale, sommato al sussidio per il
premio della cassa malati e alle prestazioni sociali di complemento di cui un
assicurato beneficia, non raggiunge la soglia di intervento (cfr. art. 11 Laps;
consid. 2.5.).

 

                                         In concreto i ricorrenti
non presentano alcuna lacuna di reddito, siccome la somma del reddito
disponibile residuale e dell’importo relativo alla partecipazione al premio
dell’assicurazione contro le malattie di fr. 6'915 (cfr. doc. 8B, 8D) risulta
più elevata della soglia di intervento di fr. 3'511.40 (fr. 28'406.40 + fr.
6'915 – fr. 31’810.--).

 

                                         Gli
assicurati non hanno, dunque, diritto per il lasso di tempo gennaio – dicembre
2006 né a un assegno integrativo, né a un assegno di prima infanzia.

 

                                         Essi, per
tale periodo, hanno per contro percepito degli assegni integrativi di fr.
8'256.-- (fr. 688.-- X 12 mesi; cfr. doc. 3, 6) e degli assegni di prima
infanzia di fr. 19'520.-- (fr. 1'893.-- x 8 mesi + fr. 1'094.-- x 4 mesi; cfr.
doc. 5, 2).

 

                                         I
ricorrenti devono, pertanto, restituire l’importo di fr. 27'776.-- (fr.
8'256.-- + fr. 19'520.--), come stabilito dalla Cassa.

 

                                         Il fatto,
poi, di non aver posto un limite all’importo da restituire, come invece chiesto
dagli assicurati fissando il tetto massimo a fr. 15'000.-- (cfr. doc. I), non è
contrario alla legge e non costituisce un abuso di diritto, contrariamente a
quanto invocato dagli insorgenti (cfr. doc. I).

                                         In
effetti il principio della restituzione di cui all’art. 26 Laps, che peraltro contempla
l’obbligo di rimborsare tutto quanto percepito senza avervi oggettivamente
diritto, è già mitigato dalla possibilità di interporre domanda di condono
(cfr. consid. 2.7., 2.8.). 

 

                                         La decisione su reclamo
del 5 febbraio 2008 deve, conseguentemente, essere confermata.

 

                             2.16.   Con il
ricorso è stato chiesto che l’ordine di restituzione diventi efficace al
momento della sua emanazione (ex nunc).

 

                                         Al
riguardo giova evidenziare che, in concreto, siccome la parte ricorrente ha
inoltrato anche domanda di condono (cfr. doc. A pag. 3), la restituzione non
sarà esecutiva fino al termine della procedura concernente il condono.

 

                                         E’ utile
ricordare che per costante giurisprudenza si giustifica pronunciare una
decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale della
decisione di restituzione, visto che unicamente in quel caso tale obbligo è
stabilito definitivamente.

                                         

                                         La Cassa
si pronuncerà, perciò, in merito alla domanda di condono formulata dagli
insorgenti una volta passata in giudicato la presente sentenza (cfr. art. 44
cpv. 4 LAF; 26 cpv. 3 Laps), come del resto indicato dall’amministrazione
stessa il 14 aprile 2008 (cfr. doc. III).

 

                             2.17.   Per quanto
attiene alla richiesta degli assicurati, da un lato, di compensare l’importo
dovuto con le prestazioni a cui hanno diritto, dall’altro, di accertare
l’irrecuperabilità della somma dovuta alla Cassa (cfr. doc. I pag. 6), occorre
rilevare che tali temi non sono oggetto della presente vertenza e pertanto il
TCA non è tenuto a occuparsene (cfr. DTF 123 V 230 consid. 3e). 

 

                                         In
proposito va rilevato che l'autorità di ricorso può pronunciarsi su un
determinato oggetto solo in presenza di una decisione, se del caso su reclamo,
emessa da un’autorità amministrativa (cfr. DTF 130 V 388; SVR 2005 AHV Nr. 9;
SVR 2003 EL nr. 2; STFA del 23 dicembre 2003 nella causa M., C., E., F., R., U
105/03, consid. 4; STFA del 19 novembre 2003 nella causa A., U 355/02, consid.
3; RAMI 2001 pag. 36; DTF 125 V 413=SVR 2001 IV Nr. 27; DTF 118 V 313; DTF 110
V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180, DTF 102 V 152,
STFA 23 marzo 1992 in re G.C., STCA 4 maggio 1992 in re G.V.; Gygi,
Bundesverwaltungrechtspflege, pag. 44 in fine).

 

                                         E'
comunque utile rammentare che un'eventuale soluzione confacente alle esigenze
dei ricorrenti deve essere stabilita con l'amministrazione.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso,
in quanto ricevibile, è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti