# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 09a95144-a486-50ed-be24-d7d0266bdaf3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.11.2009 D-4272/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4272-2009_2009-11-05.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4272/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Jenny de Coulon 
Scuntaro; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Nigeria, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 24 giugno 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4272/2009

Fatti:

A.
Il 3 maggio 2009, l'interessato, con ultimo domicilio a B._______, dove 
ha vissuto fin dalla nascita, nell'Edo State (Nigeria), ha presentato una 
domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Ha  dichiarato,  nella  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo (cfr. verbali  d'audizione dell'11 maggio 2009 e 
del  4  giugno  2009)  d'essere  espatriato  per  il  timore,  da  un  lato,  di 
essere  ucciso  da  una  società  occulta  con  il  nome  di  “C._______” 
avente come membri “tutti i personaggi grossi del governo” e, dall'altro, 
di  essere  arrestato  dalla  polizia.  Infatti,  dopo  la  morte  del  nonno  il 
5 ottobre 2008,  membro  della  suddetta  società,  suo  padre  avrebbe 
dovuto succedergli, ma si sarebbe rifiutato e sarebbe subentrato suo 
zio.  Nonostante  ciò,  la  società  occulta  avrebbe  minacciato  a  più 
riprese  sia  il  padre,  sia  la  sua  famiglia.  In  seguito,  in  data  14  o 
15 gennaio,  oppure  nel  febbraio  2009  (cfr. verbali  d'audizione 
dell'11 marzo 2009 pagg. 3 e 6 nonché del 4 giugno 2009 pagg. 6 e 7), 
avrebbero ucciso suo padre e fatto trovare la sua salma davanti a casa 
dell'interessato  il  15,  o  16 gennaio 2009  (cfr. verbali  d'audizione 
dell'11 marzo 2009 pag. 6 e del 4 giugno 2009 pagg. 6 e 7). Lo stesso 
e  sua  madre  avrebbero  quindi  sporto  denuncia  presso  le  autorità 
statali  in  loco,  indicando  i  loro  sospetti  verso  la  società  occulta 
“C._______”. La polizia sarebbe però venuta a casa dell'interessato e 
sua madre con l'intento di fermarli in febbraio 2009, ma non avendoli 
trovati, avrebbe informato il vicino di casa del fatto che erano ricercati. 
Dato  che  le  minacce  da  parte  della  società  occulta  sarebbero 
continuate  e  sarebbero  stati  ricercati  dalle  forze  dell'ordine,  il 
richiedente  si  sarebbe  recato  assieme  a  sua  madre  in  autobus  a 
D._______ (Nigeria), in data 11 marzo 2009, dove si sarebbero fermati 
una  settimana,  oppure  una  settimana  ed  un  giorno  (cfr.  verbali 
d'audizione dell'11 maggio 2009 pagg. 6 e 7 nonché del 4 giugno 2009 
pag.  3).  Avrebbero quindi  proseguito  il  loro  viaggio  in  autobus  per 
E._______,  dove  avrebbero  soggiornato  per  un  giorno,  per  poi 
continuare per F._______ (Niger) il 21, 22, oppure il 23 marzo 2009 a 
bordo  di  un  camion,  o  di  un  auto  (cfr.  verbali  d'audizione 
dell'11 maggio 2009 pagg. 2 e 7 nonché del 4 giugno 2009 pag. 3). 
Durante  la  seguente  traversata,  sempre  in  camion,  del  Sahara, 
sarebbe  morta  sua  madre  di  fame,  sete,  caldo  oppure  di  malaria 
(cfr. verbali  d'audizione  dell'11 maggio 2009  pag.  7  e  del 
4 giugno 2009  pag.  5).  Il  richiedente  avrebbe  quindi  raggiunto 
G._______ (Niger) il 28 marzo 2009 e successivamente H._______ il 

Pagina 2

D-4272/2009

12 aprile 2009, da dove si sarebbe poi imbarcato su un gommone il 
23 aprile 2009 per arrivare in Sicilia, in un luogo a lui sconosciuto, il 
25 aprile  2009,  senza  subire  controlli  e  senza  documenti.  Infine, 
avrebbe preso un treno da un luogo sconosciuto dapprima per Milano, 
dove sarebbe arrivato il 26 aprile 2009, e poi un altro per Chiasso, in 
data 3 maggio 2009.

B.
Con  decisione  del  24  giugno  2009,  notificata  al  richiedente  il 
25 giugno 2009  (cfr.  avviso  di  ricevimento  agli  atti),  l'UFM  non  è 
entrato  nel  merito  della  citata  domanda  ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 
lett. a  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31). 
L'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interes-
sato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, 
esigibile e possibile.

C.
Il  2  luglio  2009,  l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la 
trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova 
decisione nel merito della sua domanda d'asilo. Ha altresì presentato 
una  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali.

D.
Il 7 luglio 2009, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari, (art. 63 cpv. 4 della legge federale sulla procedura ammini-
strativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a chiedere al ricor-
rente il versamento di un anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali. Nel contempo, ha invitato l'autorità inferiore a presentare 
una risposta al ricorso entro il 24 luglio 2009.

E.
Il 15 luglio 2009, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto la 
reiezione del gravame.

F.
Il  21 luglio 2009, il  TAF ha concesso al  ricorrente un termine fino al 
6 agosto 2009 per introdurre l'atto di replica.

Pagina 3

D-4272/2009

G.
Il 3 agosto 2009, l'insorgente ha presentato una replica.

Diritto:

1.
Le procedure  in  materia  d'asilo  sono  rette  dalla  PA, dalla  legge  sul 
Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  (LTAF, 
RS 173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  LAsi  non  preveda  altrimenti  (art.  6 
LAsi).

2.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  LTAF,  art. 105 LAsi  e 
art. 83 lett. d LTF).

3.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  all'art.  52  PA,  nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

4.
4.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

4.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

5.
5.1 Nella decisione del 24 giugno 2009, l'UFM ha considerato che il 
richiedente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo  nessun  documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai  sensi 
dell'art. 1 (recte: art. 1a) lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a 
questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311] e non 
ha  addotto  motivi  scusabili  che  possano  giustificare  la  mancata 
esibizione di suddetti documenti. Infatti, egli avrebbe sostenuto che in 
Nigeria non occorrerebbero documenti per identificarsi e che sarebbe 
sufficiente  dichiarare  la  propria  identità  a  voce.  Inoltre,  avrebbe 

Pagina 4

D-4272/2009

allegato  di  non  avere  abbastanza  mezzi  finanziari  per  ottenere  il 
passaporto, per poi contraddirsi dichiarando che gli sarebbe mancato 
il  tempo  per  richiederlo  prima  dell'espatrio.  Peraltro,  l'interessato 
avrebbe  avuto  tempo  a  sufficienza  per  procurasi  i  documenti  di 
viaggio, ma non avrebbe fatto niente in merito. La scarsa volontà di 
collaborare  sarebbe  testimoniata  ulteriormente  dal  fatto  che  nella 
seconda  audizione  avrebbe  chiesto  all'UFM  se  poteva  prendere 
contatto  al  suo  posto  con  l'Ambasciata  nigeriana,  perché  avrebbe 
perso  il  numero  di  telefono.  Inoltre,  avrebbe  fornito  indicazioni 
stereotipate,  vaghe,  contraddittorie  e  illogiche  in  merito  al  viaggio. 
Difatti, avrebbe allegato di aver viaggiato dalla Nigeria fino in Svizzera 
senza documenti ed avrebbe passato la frontiera con il Niger grazie al 
suo  passatore,  nonostante  avesse  subito  dei  controlli.  Per  di  più, 
avrebbe  asserito  di  aver  pagato  per  l'intero  viaggio  soltanto  CFA 
10000.-,  equivalenti  a  EUR 15.-,  per  due  persone.  In  aggiunta, 
sarebbe inverosimile il  racconto della morte di  sua madre, in quanto 
sarebbe  contro  la  logica  dell'agire  l'avere  intrapreso  un  viaggio 
attraverso il  deserto, sprovvisti  di  acqua e di  cibo. Pertanto, sarebbe 
improbabile che sua madre sarebbe morta di fame, di sete e di caldo 
già al  secondo giorno di  viaggio in  camion,  tenendo pure conto  del 
fatto che l'interessato non avrebbe fornito ulteriori specificazioni volte 
a  rendere  più plausibile  tale  evento.  L'UFM  ha  pure  ritenuto 
manifestamente contraddittorio, illogico e vago il racconto circa i suoi 
motivi d'asilo. In particolare, l'interessato si sarebbe contraddetto sulla 
data  in  cui  sarebbe fuggito,  dichiarando in  una versione che il  fatto 
sarebbe avvenuto in data 11 marzo 2009, dopo aver ricevuto la notizia 
dal  vicino  di  casa  di  essere  ricercato  dalla  polizia  il  giorno 
antecedente,  ovvero  il  10  marzo 2009,  ossia  un martedì,  mentre  in 
un'altra versione ha allegato di essersi  trattato di un venerdì. Inoltre, 
sarebbe illogico che la polizia sia andata ad informare il suo vicino di 
casa,  favorendo  in  tal  modo  la  loro  fuga.  In  aggiunta,  sarebbe 
insensato ritenere che le autorità non abbiano pensato di cercare sua 
madre al mercato, dove lavorava, e lui a scuola. L'immagine d'incom-
petenza  della  polizia  nigeriana  nel  trovarlo,  striderebbe  inoltre  con 
l'efficacia  espressa  nel  timore  di  un  arresto  a  D._______,  ad  oltre 
250 km da  casa sua. Per quanto  riguarda la  persecuzione  da parte 
della precitata società occulta, egli non avrebbe saputo indicare né chi 
fosse  venuto  a  casa  sua  per  invitarlo  ad  aderire  alla  società,  né 
quando  si  sarebbero  presentate  tali  persone.  Per  di  più,  non 
risulterebbe  coerentemente  fondato  il  timore  che  avrebbe  indotto  il 
richiedente alla fuga l'11 marzo 2009, ovvero quasi due mesi dopo la 

Pagina 5

D-4272/2009

prima presunta minaccia, subita il 16 gennaio 2009, dopo la morte del 
padre.  L'UFM  ha  infine  pronunciato  l'allontanamento  del  ricorrente 
nonché la relativa esecuzione ritenendola lecita, possibile e ragione-
volmente esigibile. Infatti, anche se minorenne, egli sarebbe in buona 
salute,  avrebbe una buona formazione scolastica  di  11 anni  nonché 
un'esperienza  lavorativa  quale  idraulico.  Inoltre,  egli  disporrebbe  di 
una vasta rete familiare in Patria, tra cui la nonna, diversi zii e cugini.

5.2 Nel ricorso, l'insorgente sostiene che le dichiarazioni da lui  rese 
circa l'assenza di  documenti  sono altamente verosimili,  ribadendo in 
sostanza quanto già asserito in precedenza. Inoltre, non si  potrebbe 
pretendere da lui  che prenda contatto con l'Ambasciata nigeriana in 
Svizzera  dal  momento  che  sarebbe  ricercato  dalla  polizia,  giacché 
sospettato di  aver ucciso il  padre. Peraltro, anche le  circostanze del 
viaggio  da  lui  allegate  dovrebbero  essere  considerate  verosimili,  in 
quanto corrisponderebbero all'esperienza generale e fornirebbero dei 
dettagli  non  irrilevanti  per  quanto  concerne  le  singole  tappe  del 
viaggio.  In  aggiunta,  il  ricorrente  ritiene  che  l'UFM  avrebbe  dovuto 
procedere ad ulteriori chiarimenti in relazione allo statuto di rifugiato e 
in relazione all'esecuzione dell'allontanamento. In particolare fa valere 
di essere ancora minorenne e non avere più i genitori in Patria e quindi 
nessun  rapporto  familiare  intatto  in  Nigeria.  Il  suddetto  Ufficio  non 
avrebbe  neanche  compiuto  gli  accertamenti  richiesti  dalla  giurispru-
denza (v. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera 
di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  1999  n.  2).  Infine,  in  caso  di 
rientro,  egli  sarebbe  costretto  a  vivere  in  una  situazione  in  cui  il 
rispetto  della  sua  dignità  sarebbe  gravemente  minacciato  e  non  si 
saprebbe  se  la  famiglia  o  quello  che  ne  resta  sarebbe  disposta  a 
riprenderlo.

5.3 Nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM  ha  proposto  la  reiezione  del 
gravame, in sostanza per i  motivi  indicati  nel  provvedimento litigioso 
ed  il  fatto  che  non  vi  sarebbe  motivo  di  dubitare  che  i  parenti  del 
ricorrente non lo vogliano accogliere con loro.

5.4 Nella  replica  il  ricorrente  ha  osservato  che  nel  caso  concreto 
l'UFM avrebbe dovuto effettuare le indagini necessarie prima dell'eva-
sione della decisione querelata circa la permanenza dei genitori o altri 
membri della famiglia atti a permettere al ricorrente di ritrovare la sua 
famiglia  una  volta  eseguito  l'allontanamento.  Non  sarebbe  quindi 
sufficiente  indicare  la  presenza  di  altri  familiari  e  l'inesistenza  di 

Pagina 6

D-4272/2009

elementi  che potrebbero  condurre  i  familiari  stessi  a  non accogliere 
l'insorgente qualora fosse rinviato in Nigeria.

6.
6.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

6.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF] 
2007/7 consid. 6).

6.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente inconsistenti  o manifestamente irrilevanti. La manife-
sta  irrilevanza  può  risultare,  fra  l'altro,  dalla  palese  assenza  di  una 
sufficiente intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi  nonché 
dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna  dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
7.1 Questo Tribunale osserva,  che il  ricorrente, senza valide ragioni, 
non ha tempestivamente presentato documenti di viaggio o d'identità 
ai  sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal 

Pagina 7

D-4272/2009

momento  dell'inoltro  della  sua  domanda d'asilo. In  particolare,  nella 
prima  audizione,  egli  ha  dapprima  dichiarato  di  non  avere  avuto  il 
denaro per chiedere il rilascio del passaporto, per poi fornire un'altra 
versione, indicando di non avere avuto abbastanza tempo (cfr. verbale 
d'audizione  dell'11  maggio  2009  pag.  4).  Inoltre,  non  soccorre 
l'allegazione  secondo  cui  non  avrebbe  mai  richiesto  in  Nigeria  un 
documento di identità, perché non necessari, in quanto stereotipata e 
non  costituisce  una  ragione  valida  per  giustificare  la  mancata 
esibizione  dei  documenti  ai  sensi  di  legge.  Per  quanto  riguarda  il 
viaggio,  è  inverosimile  che  il  ricorrente  abbia  viaggiato  nelle 
circostanze  descritte,  senza  documenti  e  senza  subire  controlli 
(cfr. verbali  d'audizione  dell'11  maggio  pag.  8  e  del  4  giugno  2009 
pag. 5). Inoltre, egli è stato vago nella narrazione non avendo saputo 
indicare né il luogo dove sarebbe sbarcato in Sicilia, né la stazione da 
cui avrebbe preso un treno per Milano. Peraltro, risulta contrario alla 
logica  dell'agire  che  il  ricorrente  abbia  continuato  il  viaggio  da 
F._______  a  G._______  con  la  madre,  già  malata  di  malaria  prima 
della  loro  partenza  da  F._______,  considerato  che  tale  traggito  è 
faticoso. Per di più, ad F._______ (Niger), avrebbe potuto soggiornare 
ancora alcuni giorni e curarsi, visto che in Niger non temevano alcuna 
persecuzione  (cfr.  verbale  d'audizione  dell'11  maggio  2009  pag.  8). 
Oltre a ciò,  nella  seconda audizione,  egli  non ha più menzionato la 
malattia  della  madre  limitandosi  soltanto  ad  allegare  che  sarebbe 
morta di fame, sete e caldo (cfr. verbale d'audizione del 4 giugno 2009 
pag.  5).  In  aggiunta, non  risulta  praticamente  possibile  che  abbia 
pagato soltanto la somma di CFA 10000.-  (corrisponde a circa EUR 
15.-)  per  il  viaggio  da  F._______  fino  in  Svizzera  (cfr.  verbali 
d'audizione dell'11 maggio 2009 pag. 8 e del 4 giugno 2009 pag. 4). Di 
conseguenza,  vista  l'inverosimiglianza  delle  circostanze  del  viaggio 
d'espatrio,  nonché  l'inconsistenza  delle  dichiarazioni  del  ricorrente 
circa il  possesso dei  documenti  d'identità,  v'è  ragione di  concludere 
che l'insorgente stia dissimulando siffatti documenti per i bisogni della 
causa.  Egli  deve  quindi  sopportare  le  conseguenze  della  mancata 
consegna  dei  documenti  d'identità. In  siffatte  circostanze,  codesto 
Tribunale  non  può  che  confermare  -  come  ritenuto  dall'autorità  di 
prime cure - l'assenza di motivi scusabili a favore del ricorrente per la 
mancata  esibizione  dei  documenti,  ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 3  lett.  a 
LAsi.

7.2 Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente non ha presentato, all'infuori 
di generiche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una 

Pagina 8

D-4272/2009

diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  s'esauriscono,  infatti,  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  prov-
vedimento  litigioso,  cui  può  essere  rimandato.  Oltre  agli  elementi 
inconsistenti  e  contraddittori  rilevati  dall'UFM nel  racconto  del  ricor-
rente ed evidenziati nella decisione impugnata, codesto Tribunale tiene 
a sottolineare che l'intera vicenda da lui resa a fondamento della sua 
domanda d'asilo,  in  particolare  in  merito  agli  avvenimenti  legati  alla 
morte  di  suo  padre,  all'origine  dei  suoi  problemi  in  Patria,  sono 
inverosimili, in quanto incoerente circa le date della morte del padre, 
del  giorno  in  cui  avrebbe  trovato  la  sua  salma  e  del  giorno  in  cui 
sarebbe  venuta  la  polizia  a  casa  sua  per  arrestarlo  (cfr.  verbali 
d'audizione dell'11 maggio 2009 pagg. 3 e 6 nonché del 4 giugno 2009 
pagg. 6,  7,  8  e  9).  Inoltre,  essendo stato  al  corrente  delle  minacce 
della società occulta nei confronti di suo padre e successiva uccisione, 
risulta completamente incomprensibile il suo modo di agire, ovvero di 
espatriare, a seconda delle versioni, dopo uno o due mesi dalla morte 
del padre, solo quando avrebbe saputo di essere ricercato dalla polizia 
e  dopo  due  ulteriori  minacce  da  parte  di  membri  di  “C._______”. 
Peraltro,  è  insensato  il  fatto  che  egli  non  abbia  almeno  provato  a 
difendersi  dinnanzi  alle  autorità,  ad  esempio  ricorrendo  ad  un 
avvocato, prima di espatriare. Infine, non v'è motivo di ritenere che egli 
non  possa  ottenere  in  Patria,  se  opportunamente  sollecitata, 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi nei suoi confronti,  rispettivamente un'equa procedura giudiziaria 
in  merito  ad eventuali  accuse  o  fermi,  a  sua mente  ingiustificati  da 
parte  delle  autorità  giudiziarie.  Pertanto,  in  forza  di  quanto 
sopraesposto, l'UFM ha rettamente considerato come inverosimili, con 
riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le  dichiarazioni  rese 
dall'insorgente.

7.3 In  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano  elementi  ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità 
d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di 
rifugiato del ricorrente medesimo.  Inoltre, non si giustificano neppure 
delle misure di istruzione complementari ai fini di accertare l'esistenza 
di  un  eventuale  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

Pagina 9

D-4272/2009

7.4 Da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2 
lett. a  LAsi. Di  conseguenza,  in  materia  di  non entrata  nel  merito,  il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

8.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 LAsi come pure art. 44 cpv. 1 LAsi 
nonché art. 32 OAsi 1).

9.
9.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 
Giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere 
possibile  (art.  83  cpv.  2  LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr).

9.2 La  questione  del  carattere  possibile,  ammissibile  e  esigibile 
dev'essere  esaminata  d'ufficio.  Tuttavia,  questo  principio  è  limitato 
dall'obbligo  dell'interessato  di  collaborare  all'accertamento  dei  fatti 
giusta  l'art.  8  cpv. 1  LAsi  (v. la  sentenza  del  TAF D-3975/2007  del 
15 giugno 2007,  consid.  3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss  des  Asylver-
fahrens, Basel und Frankfurt am Main, 1990, pag. 262). Si tratta di un 
tipico caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA.

10.
Dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che 
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare 
l'art.  25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). Del resto, 
il  ricorrente  -  ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni 
decisive presentate  -  non ha né dimostrato il  suo asserito  timore di 

Pagina 10

D-4272/2009

essere ucciso, né quello di essere arrestato e quindi l'esposizione ad 
un reale e immediato rischio in caso di rientro in Patria.

11.
11.1 Premesso ciò, quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento riconducibili all'art. 83 cpv. 4 LStr, il TAF osserva che  la situa-
zione vigente in Nigeria non è, notoriamente, caratterizzata da guerra, 
guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della 
popolazione nell'integralità del territorio nazionale.

11.2 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  elementi  che 
possano  ostare  all'esecuzione  dell'allontanamento,  in  ragione  della 
minor età riconosciuta al ricorrente dall'UFM. Infatti, il TAF osserva che 
la  giurisprudenza  ha  posto  all'UFM  alcuni  obblighi  derivanti  dalla 
Convenzione  del  20 novembre 1989  sui  diritti  del  fanciullo  (CDF, 
RS 0.107),  tra  cui  segnatamente  quello  di  adottare  le  misure 
d'istruzione necessarie e adeguate al fine di accertare, già nel corso 
dell'istruzione  della  causa,  la  possibilità  per  un  minorenne  non 
accompagnato di essere preso in cura al suo rimpatrio, da un membro 
della famiglia o da un istituto specializzato (GICRA 1999 n. 2 pag. 8). 
La portata di tale obbligo deve essere considerata in funzione dell'età 
del richiedente minorenne (GICRA 1998 n. 13 consid 5e bb pag. 100). 
In altri termini, se da un lato, non può essere di regola rimproverata al 
minorenne  particolarmente  giovane  una  violazione  dell'obbligo  di 
collaborare, ancorché abbia addotto in modo insufficientemente chiaro 
e  completo  gli  argomenti  a  sostegno  della  sua  domanda  d'asilo, 
dall'altro,  ci  si  può  attendere  da  un  minorenne  alla  soglia  della 
maggiore età che dia delle indicazioni  sufficientemente precise sulla 
sua  persona  e  sui  motivi  del  suo  espatrio,  di  modo  che  esse  non 
lascino dubbi sulla volontà del medesimo di collaborare con l'autorità. 
Sarebbe infatti pretenzioso esigere da parte dell'UFM che quest'ultimo 
proceda  a  delle  misure  istruttorie  complementari  sulla  base  di 
allegazioni inverosimili.

Nella  fattispecie,  è  d'uopo  constatare  che  il  ricorrente  -  in 
considerazione  dell'età  dichiarata  di  17  anni  e  otto  mesi  (nato  il 
29 febbraio 1992),  della scolarizzazione che ha seguito fino al  2009, 
nonché  dell'attività  professionale  esperita  insieme al  padre  idraulico 
nei  fine  settimana,  quando  lo  aiutava  (cfr.  verbale  d'audizione 
dell'11 maggio  2009  pag.  2)  ed  il  viaggio  intrapreso  da  solo  fino  in 
Svizzera  (cfr.  verbali  d'audizione  dell'11  maggio  2009  pag.  8  e  del 

Pagina 11

D-4272/2009

4 giugno 2009 pag. 5) - è da considerarsi in grado, senza bisogno di 
alcun aiuto particolare, di gestire la sua vita quotidiana. Infatti, se ha 
potuto farlo all'estero, in particolare durante il viaggio per giungere nel 
nostro Paese, ancor più potrà effettuarlo con facilità in Patria. Inoltre, 
dispone in Patria di una vasta rete familiare capace di offrirgli un aiuto 
al  sostentamento,  tra  cui  la  nonna,  diversi  zii  e  cugini  a  B._______ 
(cfr. verbale  d'audizione  dell'11  maggio  2009  pagg.  3  e  4)  e, 
considerata  l'inverosimilianza del  suo  racconto,  non  si  può neanche 
escludere  che  i  suoi  genitori  non  siano  ancora  in  vita. Infine, 
l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla 
problematica  GICRA 2003  n.  24),  senza  che  ad  un  esame  d'ufficio 
degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza 
dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze, 
codesto Tribunale ritiene che non può essere rimproverato all'UFM di 
non avere proceduto alle necessarie ed adeguate misure d'istruzione 
che  il  caso  di  specie  imponeva.  Detto  Ufficio  ha  altresì  rettamente 
ritenuto  siccome  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi 
favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  il  ricorrente  - 
anche  se  minorenne  -  di  beneficiare  di  un  adeguato  reinserimento 
sociale in Nigeria, dove, una volta rimpatriato, non sarà confrontato a 
delle difficoltà insormontabili.

12.
Infine,  non risultano impedimenti  neppure dal  profilo della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il  ricorrente, 
usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento 
indispensabile al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque 
pure possibile.

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le ragioni indicate ai precedenti considerandi del presente giudizio. 
Per conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecu-
zione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura semplifi-
cata (art. 111a cpv. 2 LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un 
secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

Pagina 12

D-4272/2009

15.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 13

D-4272/2009

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante  del  ricorrente  (plico  raccomandato; allegato: 
bollettino di versamento)

- UFM,  Divisione soggiorno (per corriere interno; in copia; allegato: 
incarto UFM n. di rif. N [...])

- I._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

Pagina 14