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**Case Identifier:** 50f1dd30-0345-5961-a032-80e896e0f3c0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.03.2010 D-3296/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3296-2006_2010-03-24.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3296/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  m a r z o  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Muriel Beck Kadima e Claudia Cotting-Schalch;
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Cossovo,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Revoca dell'ammissione provvisoria; 
decisione dell'UFM del 29 settembre 2004 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3296/2006

Fatti:

A.
Il  12  luglio  1999,  l'interessato  –  cittadino  cossovaro,  originario  di 
B._______ e di etnia rom – ha inoltrato, unitamente alla moglie ed i 
quattro  figli,  una  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Nella  decisione  del 
2 maggio 2001, l'allora Ufficio federale dei rifugiati (UFR, attualmente 
ed in seguito UFM) ha respinto la domanda d'asilo dell'interessato e 
pronunciato  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria  a  causa 
dell'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso il Cossovo.

B.
Il  12  agosto  2002,  l'interessato  è  stato  condannato  dal  Ministero 
pubblico del Canton C._______ (in seguito: D._______) a sette giorni 
di  detenzione,  sospesi  condizionalmente  per  un  periodo  di  prova di 
due  anni,  e  al  pagamento  di  una  multa  di  CHF  800.-  per  falsità  in 
certificati  (per  avere  mostrato  una  licenza  di  condurre  jugoslava, 
risultata  contraffatta  dagli  agenti  della  Polizia  scientifica),  grave 
infrazione  alle  norme  della  circolazione  (superamento  del  limite  di 
velocità;  96  km/h  invece  di  50  km/h) e  ripetuta  circolazione  senza 
licenza di condurre.

C.
Il 13 gennaio 2003, l'interessato è stato condannato dal D._______ a 
venti giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di 
prova di quattro anni, e al pagamento di una multa di CHF 500.- per 
furto d'uso e ripetuta circolazione senza licenza di condurre. 

D.
Con scritto del 7 febbraio 2003, l'UFM ha informato l'interessato che in 
caso di una nuova condanna tale Ufficio avrebbe potuto avviare una 
procedura di revoca dell'ammissione provvisoria.

E.
Il 12 dicembre 2003, l'interessato è stato condannato dal Giudice della 
Pretura  penale  del  Canton  C._______  alla  pena  di  venti  giorni  di 
arresto  da  espiare  e  ad  una  multa  di  CHF  200.-  per  ripetuta 
circolazione senza licenza di condurre. 

F.
Con scritto del 24 febbraio 2004, l'UFM ha accordato all'interessato un 

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termine, scadente il 24 marzo 2004, per inoltrare le sue osservazioni 
in  merito  ad  un'eventuale  revoca  dell'ammissione  provvisoria. 
L'autorità inferiore ha in particolare fatto presente all'interessato che, 
conto  tenuto  dei  reati  commessi,  vi  sarebbe  luogo  di  applicare 
l'art. 14a cpv. 6  della,  nel  frattempo,  abrogata  legge  federale 
concernente la dimora e il domicilio degli stranieri del 26 marzo 1931 
(LDDS) e, quindi,  di prescindere da un esame del carattere esigibile 
dell'esecuzione dell'allontanamento. 

G.
Il 22 marzo 2004, l'interessato – per il tramite di un nuovo mandatario 
–  ha  presentato  le  proprie  osservazioni  in  merito  ad  un'eventuale 
revoca dell'ammissione provvisoria. 

H.
Il 5 aprile 2004, l'interessato è stato condannato dal D._______ a 45 
giorni di detenzione da espiare ed a CHF 300.- di multa per furto d'uso 
e ripetuta circolazione senza licenza di condurre. 

I.
Il  3  giugno  2004,  l'UFM  ha  accordato  all'interessato  un  termine, 
scadente il 3 luglio 2004, per inoltrare le sue osservazioni in merito ad 
un'eventuale revoca dell'ammissione provvisoria.

J.
Il 30 giugno 2004, il ricorrente ha presentato le proprie osservazioni. 

K.
Con decisione del 29 settembre 2004, l'UFM ha revocato l'ammissione 
provvisoria, pronunciata il 2 maggio 2001. In tale ambito, ha conside-
rato adempiti i presupposti per l'applicazione dell'art. 14a cpv. 6 LDDS.

L.
Il  2  novembre  2004,  per  il  tramite  del  suo  attuale  mandatario,  il 
ricorrente  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla  Commissione  svizzera  di 
ricorso in materia d'asilo (CRA) contro la citata decisione dell'UFM. Ha 
chiesto  l'annullamento  del  provvedimento  litigioso  ed  ha  presentato 
una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali. 

M.
Con decisione incidentale del 23 dicembre 2004, la CRA, in assenza 

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di  motivi  particolari,  ha  invitato  il  ricorrente  a  versare,  entro  il 
7 gennaio 2005, un anticipo di  CHF 600.- (art. 63 cpv. 4 della legge 
federale  sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  [PA, 
RS 172.021]), con comminatoria d'inammissibilità del ricorso in caso di 
decorso infruttuoso del termine. 

N.
Il  7  gennaio  2005,  l'interessato  ha  tempestivamente  effettuato  il 
versamento richiesto. 

O.
Il  21  aprile  2009,  il  ricorrente  è  stato  condannato  ad  una  multa  di 
CHF 200.-  per  stato  difettoso  del  veicolo  (carico  sporgente  non  era 
contrassegnato  ben  visibilmente;  cfr.  gli  art.  93  e  29  della  Legge 
federale  del  19  dicembre  1958  sulla  circolazione  stradale  [LCStr, 
RS 741.01] e l'art. 58 cpv. 2 dell'Ordinanza del 13 novembre 1962 sulle 
norme  della  circolazione  stradale  del  13  novembre  1962  [ONC, 
RS 741.11]). 

P.
Con  decisione  incidentale  del  23  dicembre  2009,  il  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) ha invitato l'UFM ad inoltrare le proprie 
osservazioni in merito al ricorso.

Q.
L'8  gennaio  2010,  l'UFM,  nell'ambito  della  risposta  al  ricorso,  ha 
proposto la reiezione del gravame.

R.
Il 27 gennaio 2010, il ricorrente ha presentato l'atto di replica.

Diritto:

1.

1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art.  5  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del 
20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché dell'UFM in materia degli 
stranieri concernenti l'ammissione provvisoria (art. 31 e art. 33 lett. d 
della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
[LTAF, RS 173.32] e art. 83 lett. c n. 3 della legge sul Tribunale federale 
del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]), nella misura in cui una delle 

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eccezioni  di  inammissibilità  previste  all'art.  32  LTAF  non  sia 
applicabile.

1.2 Dal 1° gennaio 2007 il  TAF giudica,  in  quanto sia competente,  i 
ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso le commissioni federali di 
ricorso  o  d'arbitrato  o  presso  i  servizi  dei  ricorsi  dei  dipartimenti.  Il 
giudizio si svolge secondo il nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 
LTAF).

1.3 La  procedura  delle  autorità  federali  è  retta  dalle  disposizioni 
generali  sull'organizzazione giudiziaria federale (art. 112 cpv. 1 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri [LStr, RS 142.20]).

2.
V'è motivo d’entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 PA.

3.
Il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale, compreso 
l'eccesso  o  l'abuso  del  potere  di  apprezzamento,  l'accertamento 
inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza 
(art. 49 PA).

4.
Giusta  l'art.  126a  cpv.  4  LStr  relativo  alle  disposizioni  transitorie 
inerenti  la  modifica  del  16  dicembre  2005  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31),  le  persone  ammesse  a  titolo 
provvisorio,  prima  della  citata  modifica  della  LAsi  e  dell'entrata  in 
vigore della LStr al 1° gennaio 2008, sono sottomesse al nuovo diritto. 
Ne consegue che alla presente causa è applicabile la LStr e non la 
LDDS.

5.
Nella decisione impugnata,  l'UFM ha osservato che, giusta la prassi 
dell'art.  14a  cpv.  6  LDDS,  il  ricorrente  ha  messo  in  pericolo  la 
sicurezza  e  l'ordine  pubblico  o  li  avrebbe  compromessi  in  maniera 
grave  da  non  potersi  prevalere  della  protezione  prevista 
dall'art. 14a cpv. 4 LDDS. Le molteplici condanne o il fatto che l'UFM 
abbia segnalato al ricorrente che in caso di recidiva gli sarebbe stata 
revocata  l'ammissione  provvisoria,  non  avrebbero  avuto  nessuna 
incidenza sul comportamento di quest'ultimo. Circolando ripetutamente 
senza essere in possesso di una regolare licenza di condurre e ad una 

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velocità elevata (96 km/h, quando il  limite massimo era di  50 km/h), 
egli avrebbe messo in serio pericolo l'incolumità e la sicurezza altrui. 
Inoltre,  tramite  le  condanne  per  furto  d'uso  e  falsità  in  certificati, 
l'insorgente  avrebbe  compromesso  l'ordine  pubblico.  L'autorità 
inferiore ha, inoltre, sottolineato che la gravità del suo comportamento 
sarebbe  stata  riconosciuta  e  sanzionata  più  volte.  Alla  luce  delle 
molteplici  condanne,  delle  pene  detentive  e  di  un  avvertimento  da 
parte  dell'autorità  inferiore,  non  si  potrebbe  considerare  che 
l'interessato si sia reso conto della gravità del suo comportamento e 
delle  conseguenze  che  questo  avrebbe  potuto  generare.  L'UFM  ha 
ritenuto che il  solo fatto che l'interessato si  sia  attivato per ottenere 
una regolare  licenza di  condurre  non attenuerebbe la  responsabilità 
del  suo  comportamento.  In  siffatte  condizioni,  l'autorità  inferiore  ha 
concluso  che  la  questione  dell'esigibilità  dell'allontanamento  non 
dovrebbe  più  essere  considerata  e  non  esisterebbe  a  priori,  né 
sarebbe  stato  menzionato  nell'ambito  del  diritto  di  essere  sentito, 
alcun elemento che metterebbe in causa l'ammissibilità e la possibilità 
dell'allontanamento.  Infine,  l'UFM  ha  constatato  che  l'ammissione 
provvisoria  in  casi  di  rigore  personale  grave  (cfr.  l'oramai  abrogato 
art. 44 cpv. 3 LAsi e l'art. 33 cpv. 2 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a 
questioni  procedurali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1,  RS  142.311]) 
sarebbe  applicabile,  se  il  comportamento  precedente  generale  e  gli 
atteggiamenti del richiedente l'asilo e dei suoi familiari consentirebbero 
di  concludere  che  essi  desidererebbero  e  sarebbero  in  grado  di 
integrarsi nel sistema giuridico vigente in Svizzera. Nel caso specifico, 
l'UFM ha concluso che, alla luce del comportamento dell'interessato, 
non  potrebbe  entrare  in  considerazione  il  mantenimento 
dell'ammissione  provvisoria  per  rigore  personale  grave.  Infine,  la 
situazione  della  sua  famiglia  non  dovrebbe  essere  presa  in 
considerazione,  ritenuto  che  il  provvedimento  concernerebbe 
esclusivamente l'insorgente, lasciando alla propria famiglia la libertà di 
seguirlo in Patria in caso di bisogno. 

6.
Nel  gravame,  il  ricorrente  ha  osservato  di  avere,  nell'arco  di  oltre 
cinque anni di permanenza in Svizzera, superato per una sola volta la 
velocità massima consentita, ricevuto una condanna per furto d'uso di 
un'autovettura di cui avrebbe avuto la piena disponibilità (circostanza 
che sarebbe stata negata dal proprietario del mezzo in questione per 
evitare maggiori problemi con l'autorità inquirente) e di avere condotto 
più  volte  autovetture,  senza  essere  in  possesso  di  una  licenza  di 

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condurre valida in Svizzera (in Patria avrebbe conseguito il permesso 
di condurre, il quale, nel (...), non sarebbe però stato ritenuto valido e, 
di  conseguenza,  ritirato dalla  Polizia  Cantonale). All'infuori  di  quanto 
precede, il  ricorrente non avrebbe mai commesso altre infrazioni,  né 
provocato incidenti e non avrebbe mai messo in pericolo la sicurezza e 
l'ordine pubblico o quanto meno compromessi in modo grave. Per di 
più,  sarebbe colpevole  di  infrazioni  d'ordine amministrativo  e  mai  di 
reati contro la sicurezza e l'incolumità. Peraltro, da tempo lavorerebbe 
onestamente  e  con  il  suo  salario  manterrebbe  la  propria  famiglia. 
Ritenuto  quanto  precede,  l'interessato  ha  concluso  che  con  il 
provvedimento impugnato, l'UFM avrebbe violato i principi di legalità, 
della  buona  fede,  dell'equità,  dell'adeguatezza,  della  sicurezza  del 
diritto, della parità di trattamento e della proporzionalità. 

7.

7.1 Nella sua risposta al ricorso, l'UFM ha rilevato che il ricorrente non 
avrebbe  apportato  nessun  elemento  o  mezzo  di  prova  nuovo  che 
potrebbe  modificare  il  provvedimento  litigioso. L'autorità  inferiore  ha 
ritenuto opportuno precisare che nella decisione in questione sarebbe 
stata,  diligentemente,  ponderata  la  situazione  dell'interessato. 
D'altronde, il decreto d'accusa del 21 aprile 2009 confermerebbe che 
con il suo comportamento il ricorrente non sarebbe, tuttora, in grado di 
conformarsi  all'ordinamento  giuridico  Svizzero.  L'interesse  generale 
alla  partenza  dalla  Svizzera  dell'insorgente  sarebbe,  dunque, 
preponderante rispetto a quello dell'interessato a rimanere in Svizzera. 
Per  di  più,  secondo  una  recente  analisi  della  situazione  vigente  in 
Cossovo da parte dello stesso Ufficio, l'esecuzione dell'allontanamento 
di  persone  albanofone  di  etnia  rom  provenienti  da  E._______, 
sarebbe, a determinate condizioni, esigibile. Infine, la situazione della 
moglie  e  dei  figli  dell'autore  del  gravame verrebbe  esaminata  in  un 
secondo  tempo,  nell'ambito  delle  abituali  verifiche  che  vengono 
effettuate periodicamente dall'autorità inferiore. 

7.2 Nella replica, l'insorgente ha ritenuto opportuno esporre la propria 
situazione familiare, sottolineando che sia lui che la moglie sarebbero 
impiegati  e  provvederebbero  ai  loro  bisogni  e  a  quelli  dei  loro  figli. 
Inoltre,  le  figlie  F._______  e  G._______  frequenterebbero  la  scuola 
media di H._______ 2 (classe 4A, rispettivamente 2A), mentre la figlia 
I._______ ed il figlio J._______ frequenterebbero la classe di scuola 
speciale  presso  la  sede  di  H._______  COP e  la  quinta  elementare 

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presso  l'Istituto  comunale  K._______  (allegati  C  a  F).  Le  figlie 
F._______  e  I._______  avrebbero  inoltrato  una  domanda  di 
naturalizzazione e, in data (...)  rispettivamente (...),  le  sarebbe stata 
concessa l'attinenza comunale da parte del Comune di H._______ e, il 
(...),  rilasciata a I._______ anche l'autorizzazione da parte dell'UFM. 
Tutta la famiglia si sarebbe integrata perfettamente nel tessuto sociale 
del Cantone C._______ (v. certificati di buona condotta, allegato I). Il 
ricorrente  ha,  inoltre,  sottolineato  di  non  avere  più  avuto  dal  2004 
alcun problema con la giustizia, eccetto il decreto d'accusa dell'aprile 
2009  per  lo  stato  difettoso del  veicolo  da lui  condotto  per  motivi  di 
lavoro.  Per  di  più,  mal  comprenderebbe  la  natura  dell'interesse 
generale ad una sua partenza, avendo lavorato onestamente per otto 
anni, avendo pagato sempre le imposte e provveduto al sostentamento 
della  propria  famiglia.  L'UFM  non  avrebbe,  inoltre,  precisato  le 
condizioni secondo cui sarebbe esigibile un ritorno in Cossovo. Infine, 
revocando l'ammissione provvisoria dell'insorgente, l'autorità inferiore 
metterebbe a  dura prova l'unione della  famiglia. Di  conseguenza,  la 
decisione di revoca dell'ammissione provvisoria violerebbe il principio 
di  proporzionalità  fra  comportamento  sanzionabile  e  pena 
conseguente. Tenuto conto del  grado d'integrazione e della  prognosi 
futura  sia  sul  piano  della  socializzazione,  sia  sul  piano  lavorativo, 
nonché  familiare,  il  rinvio  dalla  Svizzera  del  ricorrente  costituirebbe 
una  misura  eccessivamente  incisiva  e  lesiva  del  principio  di 
proporzionalità. 

8.

8.1 Giusta  l'art.  84  cpv.  2  LStr  l'UFM  può  revocare  un'ammissione 
provvisoria  ordinata perché l'esecuzione dell'allontanamento non era 
ragionevolmente  esigibile  o  possibile  (art.  83  cpv.  2  e  4  LStr)  e 
ordinare l'esecuzione dell'allontanamento, se sussistono motivi  di  cui 
all'art. 83 cpv. 7 LStr. 

8.2 L'art.  83  cpv.  7  LStr,  entrato  in  vigore  il  1° gennaio 2008,  ha 
rimpiazzato l'art. 14a cpv. 6 LDDS. Secondo il Messaggio del Consiglio 
federale  concernente  la  legge  sugli  stranieri  dell'8 marzo 2002 
(FF 2002 3433-3434), il contenuto della nuova disposizione riprende in 
parte  quello  della  norma  anteriore,  di  modo  che  non  v'è  motivo  di 
scostarsi  dalla  giurisprudenza  sviluppata  in  merito  all'art.  14a 
cpv. 6 LDDS (cfr. in  particolare  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA  2004 

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n. 39]). L'art. 83 cpv. 7 LStr – che vale non soltanto in materia di rifiuto 
ma  anche  di  revoca  dell'ammissione  provvisoria  (cfr.  Decisioni  del 
Tribunale  amministrativo  federale  [DTAF]  2007/32  consid.  3.2 
pag. 388) – permette di allontanare lo straniero nello Stato d'origine o 
di  provenienza,  dove  l'esecuzione  dell'allontanamento  non  sarebbe 
possibile  ai  sensi  dell'art.  83 cpv. 2 LStr  oppure  ragionevolmente 
esigibile ai sensi dell'art. 83 cvp. 4 LStr, nella misura in cui è colpito da 
una pena privativa di libertà di lunga durata o di un provvedimento di 
diritto penale. Segnatamente, l'art. 83 cpv. 7 lett. a LStr stabilisce che 
l'ammissione provvisoria, secondo i capoversi 2 e 4, è esclusa se lo 
straniero  "è  stato  condannato  in  Svizzera  o  all'estero  a  una  pena 
detentiva  di  lunga  durata  o  nei  suoi  confronti  è  stata  ordinata  una 
misura penale ai sensi degli articoli 64 o 61 del Codice penale". Se, da 
un  lato,  la  nozione  di  "pena  detentiva  di  lunga  durata"  non  è  stata 
definita  dal  legislatore,  dall'altro,  secondo la  dottrina  è reputata  una 
pena  preventiva  di  lunga  durata  quella  superiore  ad  un  anno  (cfr. 
MARC SPESCHA,  in MARC SPESCHA/HANSPETER THÜR/ANDREAS ZÜND/PETER 
BOLZLI, Kommentar Migrationsrecht, Zürich 2008, n. 6 ad art. 62 LStr, 
come pure BOLZLI, op. cit., n. 22 ad art. 83 LStr. e n. 5 ad art. 84 LStr), 
così  come secondo  la  recente  giurisprudenza del  Tribunale  federale 
(Sentenza del Tribunale federale 2C_295/2009 del 25 settembre 2009, 
consid. 4.2), il  quale ha stabilito ad un anno la soglia a partire dalla 
quale  una pena privativa di  libertà  è considerata di  lunga durata,  in 
considerazione del fatto che le pene pecuniarie – le quali rimpiazzano 
le  pene  privative  di  libertà  di  corta  durata  –  non  possono  essere 
pronunciate per una durata superiore ad un anno, ovvero 360 giorni. 
La lett. b dell'art. 83 cpv. 7 LStr prevede che l'ammissione provvisoria 
è  altresì  esclusa  se  lo  straniero  "ha  violato  in  modo  rilevante  o 
ripetutamente o espone a pericolo la sicurezza e l'ordine pubblici  in 
Svizzera [...]". A tal proposito, s'intende violazione dell'ordine pubblico 
(sulla  nozione  di  ordine  pubblico  cfr.  DTAF  2007/32  consid.  3.5 
pag. 389)  quando  lo  straniero  commette  un  crimine  o  un  delitto  o 
quando viola  in  maniera  grave o  ripetuta  delle  norme legali  o  delle 
decisioni  prese  in  applicazione  di  queste  norme.  Nel  messaggio 
dell'8 marzo 2002 relativo alla LStr, il Consiglio federale definisce che 
la  sicurezza e l'ordine pubblici  costituiscono il  termine sovraordinato 
per definire i beni da proteggere: l'ordine pubblico comprende l'insieme 
della nozione di ordine, la cui osservanza dal punto di vista sociale ed 
etico  costituisce  una  condizione  indispensabile  della  coabitazione 
ordinata  delle  persone.  La  sicurezza  pubblica  significa  l'inviolabilità 
dell'ordine giuridico obiettivo, dei beni giuridici individuali (vita, salute, 

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libertà,  proprietà,  ecc.)  nonché  delle  istituzioni  dello  Stato.  Ne 
consegue  che  vi  è  violazione  della  sicurezza  e  dell'ordine  pubblici, 
segnatamente  se  sono  commesse  infrazioni  gravi  o  ripetute  di 
prescrizioni  di  legge o  di  decisioni  delle  autorità,  nonché in  caso di 
mancato adempimento di doveri  di diritto pubblico o privato. Ciò può 
anche essere il caso in presenza di atti che di per sé non giustificano 
una revoca,  ma la  cui  ripetizione lascia presupporre  che la  persona 
non è disposta ad osservare l'ordine vigente (FF 2002 3424; cfr. anche 
DTAF 2007/32 consid. 3.5 pag. 389).

8.3 La  giurisprudenza  si  rileva  restrittiva  nell'applicazione 
dell'art. 14a cpv.  6  LDDS  (cfr.  DTAF 2007/32  consid.  3.2  pag.  386). 
Infatti,  solo  la  messa  in  pericolo  grave della  sicurezza  e  dell'ordine 
pubblici o gravi compromissioni di quest'ultimi giustificano la revoca di 
un'ammissione  provvisoria.  Un  tale  comportamento  è  segnatamente 
dedotto dalla condanna ad una pena privativa di libertà. Di principio, 
non è sufficiente una condanna ad una pena privativa di libertà con il 
beneficio della condizionale, ma la recidiva, la quotità particolarmente 
elevata  di  una  pena  o  la  compromissione  di  beni  da  proteggere 
particolarmente  preziosi  possono  giustificare  l'applicazione 
dell'art. 14a cpv. 6 LDDS, nonostane il giudice penale abbia rinunciato 
ad una pena detentiva da espiare (cfr. GICRA 2004 n. 39 consid. 5.3). 
Quando applica la  disposizione in  oggetto, anche nell'ambito di  una 
revoca  dell'ammissione  provvisoria,  l'autorità  deve  rispettare  il 
principio  della  proporzionalità  e  procedere  alla  ponderazione  degli 
interessi  in  presenza,  tenuto  conto  dell'insieme delle  circostanze,  in 
particolare  della  gravità  della  pena  pronunciata,  del  rischio  per  la 
sicurezza  e  l'ordine  pubblici  (gravità  della  colpa,  natura  dei  beni 
giuridici compromessi o messi in pericolo, circostanze particolari in cui 
gli  atti  reprensibili  sono  stati  commessi,  pronostico,  rispettivamente 
rischio di recidiva) e degli antecedenti della persona (cfr. GICRA 2006 
n. 30 consid. 6.3.1 e giurisprudenza citata; 2006 n. 23 consid. 6 e 7; 
2004 n. 39 consid. 5.3). L'autorità dovrà quindi ponderare, da un lato, 
l'interesse  privato  dello  straniero  a  continuare  a  beneficiare  della 
ammissione provvisoria e, dall'altro, l'interesse pubblico della Svizzera 
a che lo statuto concesso sia revocato (cfr. DTAF 2007/32 consid. 3.2 
e riferimenti citati). 

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9.

9.1 Nella fattispecie, va pertano esaminato, se – in considerazione del 
comportamento  delittuoso  dell'insorgente  –  sono  adempite  le 
condizioni  d'applicazione dell'art. 83 cpv. 7  LStr,  che ha rimpiazzato 
l'art. 14a cpv. 6  LDDS su cui  si  fonda la  decisione  impugnata  e,  di 
conseguenza,  se  può  essere  escluso  l'esame  dell'esigibilità  e  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, giusta i capoversi 2 e 4 
della medesima norma.

9.2 Il TAF constata che il comportamento dell'insorgente – per i reati 
di cui è stato ritenuto responsabile e, di conseguenza, condannato ad 
una pene detentiva di  complessivamente 92 giorni  –  non costituisce 
una violazione talmente grave e ripetuta della sicurezza e dell'ordine 
pubblici, per l'applicazione dell'art. 83 cpv. 7 lett. b LStr. Infatti, anche 
se  il  ricorrente  ha  indubbiamente  presentato  un  comportamento 
scorretto,  irriflessivo,  sconsiderato  ed  imprudente  in  occasione  delle 
varie condanne, le stesse sono avvenute in un lasso di tempo limitato, 
tra l'agosto 2002 e l'aprile 2004 e risalgono ad almeno sei anni fa, fatta 
eccezione  dell'ultima  subita  nel  2009,  da  reputare  come  un  caso 
isolato con un limitato rischio di recidiva. Inoltre, l'insorgente si trova in 
questo Paese da undici anni, esercita un'attività professionale presso 
una ditta  di  trasporti  (contratto  di  lavoro  agli  atti)  e  vive  con la  sua 
famiglia  in  un appartamento  di  4,5  locali,  il  cui  canone di  locazione 
viene interamente pagato dal ricorrente e da sua moglie. Pertanto, egli 
ha  dimostrato  negli  ultimi  anni  di  essere  in  grado  di  adattarsi 
all'ordinamento  sociale  e  giuridico  svizzero.  Per  di  più,  in  caso  di 
allontanamento  del  ricorrente,  alla  sua famiglia  verrebbe a  mancare 
un'importante  entrata  finanziaria  che  non  potrebbe  essere  colmata 
esclusivamente dal salario della moglie del ricorrente, la quale, anche 
se impiegata come donna di servizio presso un albergo di H._______, 
non  sarebbe  in  grado  di  sostentere  da  sola  tutte  le  spese  della 
famiglia.  Visto quanto sopra considerato, l'interesse dello straniero a 
restare in Svizzera pesa in maniera elevata nella ponderazione degli 
interessi  in  presenza.  Pertanto  la  pronuncia  della  revoca 
dell'ammissione  provvisoria,  ritenuta  la  natura  delle  infrazioni 
commesse e l'interesse dell'insorgente a rimanere nel nostro Paese, 
non  risulta  essere  proporzionale.  Tuttavia,  nonostante  in  base  allo 
stato  attuale  degli  atti  di  causa  non  sia  stata  raggiunta  nella 
ponderazione  degli  interessi  della  fattispecie,  la  soglia  per  cui  un 
allonatanamento  del  ricorrente  possa  essere  ritenuta  giustificata  e 

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proporzionale,  a  codesto  Tribunale  preme  evidenziare,  a  titolo  di 
monito  per  il  ricorrente,  che  i  reati  commessi  da  quest'ultimo  sono 
comunque di  una certa gravità. Inoltre, l'ammissione provvisoria  può 
essere  revocata  in  qualsiasi  momento  e,  in  caso  di  ulteriori  future 
condanne, gli interessi del ricorrente ad una permanenza in Svizzera, 
segnatamente dal profilo dell'unità della famiglia, potrebbero avere un 
peso  proporzionalmente  minore  nell'ambito  della  ponderazione 
prevista a norma di legge, rispetto a quello attuale.

9.3 In considerazione di  quanto precede, non può essere esclusa la 
presa  in  considerazione  dell'esigibilità  e  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento giusta l'art. 83 cpv. 2 e 4 LStr. 

10.
Il ricorso deve, pertanto, essere accolto e la decisione impugnata del 
29 settembre 2004 annullata. L'ammissione provvisoria, pronunciata in 
data 2 maggio 2001, viene quindi mantenuta. 

11.

11.1 Visto  l'esito  del  gravame,  non  sono  riscosse  delle  spese 
processuali  (art.  63  PA).  La  domanda  d’assistenza  giudiziaria,  nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  è, 
pertanto,  divenuta  priva  d'oggetto. Ritenuto  che  il  ricorrente  ha  già 
versato il  7 gennaio 2005 un anticipo di CHF 600.- a copertura delle 
presumibili  spese  processuali,  tale  ammontare  gli  sarà  rimborsato 
dalla cassa del Tribunale. 

11.2 Peraltro, ritenuto che il  ricorrente è difeso da un mandatario, si 
giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili 
(art. 64 PA e art. 7 segg. del  regolamento sulle tasse e sulle  spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio  2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). La  stessa,  in  assenza di 
una nota dettagliata, è fissata d'ufficio in CHF 600.-, conto tenuto del 
lavoro effettivo ed utile, peraltro limitato, svolto dal rappresentante del 
ricorrente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impuganta è annullata. 

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  di  CHF  600.-  a 
copertura delle presumibili spese processuali, versato dal ricorrente il 
7 gennaio 2005, verrà rimborsato dalla cassa del Tribunale. 

3.
L'UFM rifonderà al ricorrente CHF 600.- a titolo di spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante  del  ricorrente  (plico  raccomandato;  allegato: 
formulario per il pagamento)

- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N (...) (per corriere 
interno; in copia)

- L._______ (in copia) 

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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