# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d5a9ca6-41e3-55a8-a744-0e3bf6ba25b9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.10.2014 35.2014.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-1_2014-10-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto
  n.

  35.2014.1

   

  mm/DC/sc

  	
  Lugano

  1 ottobre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 gennaio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 25 novembre 2013 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 2 aprile 2013, __________
ha comunicato alla CO 1 che la propria dipendente RI 1, in data 10 luglio 2010,
durante un soggiorno temporaneo in __________, era stata punta da un insetto
alla gamba sinistra (cfr. doc. Z 26).

                                         Dalle carte processuali si
evince che, in quell’occasione, l’assicurata ha contratto la dengue classica
(cfr. doc. ZM 2 e ZM 2/1). 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 3 ottobre 2013,
l’Istituto assicuratore ha negato la propria responsabilità a proposito
dell’evento del luglio 2010, in quanto esso non costituirebbe un infortunio ai
sensi di legge (doc. Z 11).

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dallo RA 1 (cfr. doc. Z 14), in data 25 novembre 2013, la CO 1 ha
confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. Z 18). 

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso del 3
gennaio 2014, RI 1, sempre rappresentata dallo RA 1., ha chiesto che
l’amministrazione venga condannata a riconoscere il proprio obbligo a
prestazioni a titolo d’infortunio, argomentando in particolare quanto segue: 

 

" (…).

In casu il sinistro ha avuto una causa ben precisa: una
puntura di insetto.

Ne fa indiscutibilmente fede la certificazione medica di prima ora
del Dr. __________; e meglio in questi termini: “enfermedad viral severa
producida por picadura de insecto” (doc. agli atti). 

 

In altri termini non i sono dubbi sull’origine del danno alla
salute patito dalla mia cliente: non un possibile (o anche solo probabile)
contagio interumano, in casu recisamente escluso sotto l’autorevole
profilo medico, ma un fattore esterno ben individuato (supra, n. 7).

A cui in ogni caso bisogna riconoscere anche il carattere di
straordinarietà, in quanto il tutto è avvenuto in piena zona urbana (__________)
e non certo in un sito periferico, in una foresta, in una palude o in ogni caso
in un luogo pernicioso.

 

Richiamato quanto precede, si deve pacificamente concludere che
l’evento configura tutti e 5 i presupposti di cui all’art. 4 LPGA per la
qualifica di infortunio.

Indipendentemente che si sia trattato di Dengue clasico e non di Dengue
emorragico.

Proprio come è il caso per le punture di altri insetti (vespe,
api, calabroni, …); oppure di acari (zecche) o di aracnidi (ragni, scorpioni,
…) o di miriapodi.”

                                         (doc. I)

 

                               1.4.   La CO 1, in risposta, ha
chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. VII).

 

                               1.5.   In corso di causa, le parti
hanno informato il TCA di non avere ulteriori mezzi di prova da produrre (cfr.
doc. IX e doc. XI). 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   L’oggetto della lite è
circoscritto alla questione di sapere se l’assicuratore convenuto era
legittimato a negare il diritto a prestazioni relativamente all’evento occorso
alla ricorrente il 10 luglio 2010, oppure no. 

 

                                         Questa Corte constata che
l’insorgente (correttamente) non pretende che l’amministrazione debba assumersi
il sinistro in questione a titolo di malattia professionale ex art. 9 LAINF
oppure di lesione corporale parificata a infortunio giusta l’art. 9 cpv. 2
OAINF (si veda d’altronde il punto 2 del petito - doc. I, p. 7: “Alla signora RI
1 sono riconosciute le prestazioni di cui ai considerandi a titolo di
infortunio a carico della LAINF.” - il corsivo è del redattore).

 

                                         D’altro canto, il TCA
prende atto che l’assicuratore non contesta la dinamica dell’evento in esame
(cfr. doc. VII, p. 3: “La Convenuta non contesta la fattispecie riportata,
ovvero che la Ricorrente sia stata punta da una zanzara e che, a causa di tale
morso, abbia contratto la Dengue classica.”). 

 

                               2.2.   L'art. 4 LPGA così definisce
l'infortunio:

 

" È
considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,
apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la
salute fisica o psichica o che provochi la morte."

 

                                         Questa definizione
riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF -
disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni
dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 -, di modo
che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile. 

 

                                         Cinque sono dunque gli elementi
costitutivi essenziali dell'infortunio:

 

" - l'involontarietà

  - la repentinità

  - il danno alla salute (fisica o psichica)

  - un fattore causale esterno

  - la straordinarietà di tale fattore"

                                         (cfr. Ghèlew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 44-51)

 

                                         Scopo
della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.

 

                               2.3.   Si evince dalla nozione
stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti del
fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale (cfr.
RAMI 2000 U 374, p. 176).

                                         Pertanto, è irrilevante il
fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.

                                         Il fattore esterno è
considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro
degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire
quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61
consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss, consid. 2a).

 

                               2.4.   Il Tribunale
federale (sino al 31 dicembre 2006: Tribunale federale delle assicurazioni) ha
già avuto modo di confrontarsi con la questione di sapere a quali condizioni
un’infezione trasmessa dalla puntura di un insetto, è costitutiva di un
infortunio ai sensi di legge.

 

                                         In
particolare, nella DTF 122 V 230 consid. 5 (= SVR 1997 UV Nr. 73 p. 249ss.),
l’Alta Corte ha stabilito che il morso di una zecca appartenente alla famiglia
degli Ixodidi soddisfa tutti i requisiti per essere riconosciuto come
infortunio, ragione per la quale l’assicuratore contro gli infortuni deve
prendere a suo carico i casi di malattie infettive provocate da tale morso,
come pure le loro conseguenze. 

 

                                         In quella
pronunzia, la Corte federale ha preliminarmente fatto il punto sulla dottrina
relativa alla questione del fattore esterno e del carattere straordinario in
caso di puntura d’insetti.

                                         A questo
proposito, in particolare Maurer ha sostenuto che il fatto di essere contagiati
da malattie normalmente contratte in modo endemico o epidemico soltanto in
paesi lontani, ma eccezionalmente anche in Svizzera, non può essere qualificato
d’infortunio, ma ciò alla condizione che il contagio abbia avuto luogo per la
via usuale, ovvero secondo un modo usuale. Si pensa qui alla malaria, trasmessa
dall’anofele femmina. Sempre secondo l’opinione dell’autore succitato, si è in
presenza di malattie sia quando il luogo di trasmissione si trova per caso in
Svizzera, sia quando esso si situa da qualche parte all’estero. 

                                         Occorre
quindi partire dal principio che le malattie infettive trasmesse secondo un
modo usuale, non hanno il carattere di un infortunio. 

                                         Bühler, da
parte sua, ha rilevato che ammettere l’intervento di un infortunio unicamente
nei casi in cui degli insetti o dei rettili inoculano nell’organismo il loro
proprio veleno, negandolo invece qualora gli agenti patogeni siano trasmessi
all’uomo da zecche o zanzare, non é una soluzione. In effetti, non soltanto
tale delimitazione non risulta dalla nozione di fattore esterno, ma essa non
corrisponde nemmeno al senso e allo scopo dell’esigenza del carattere
straordinario della lesione (cfr. DTF 122 V 230 consid. 4).

 

                                         Il TF ha
quindi constatato che, in base all’opinione degli autori presi in esame
(Zollinger/Mooser, Piccard, Maurer, Galliker e Bühler), “… une piqûre
d’insecte, à l’instar d’une morsure d’animal, est en principe un accident, à
l’exception p. ex. de la piqûre de l’anophèle femelle en ce qui concerne la
malaria (à propos de la piqûre d’insecte en droit allemand, voir
ERLENKÄMPER/FICHTE, Sozialrecht, Allgemeiner Teil, Anspruchsvoraussetzungen und
Rechtsgrundlagen des Besonderen Sozialrechts, Verfahrensrecht, 3e éd., p. 34,
et note 2 BSG SGb 1991, 186).” 

 

                                         Riguardo al
carattere straordinario della lesione, l’Alta Corte ha osservato che esso “… ne
saurait non plus dépendre d'une comparaison entre les infections précitées et
la malaria transmise par l'anophèle femelle. En effet, la
plupart des tiques ne véhiculent aucune maladie. Or, le fait que la tique du
genre Ixodes a pu être localisée dans certaines régions de Suisse - mais aussi
notamment d'Allemagne; sur les foyers naturels existant à l'heure actuelle,
voir p. ex. N. SATZ, Zecken-Krankheiten, p. 60 sv. - n'exclut, semble-t-il, ni
une cohabitation avec des tiques inoffensives ni la présence de la tique du
genre Ixodes hors des régions signalées. On ne saurait, faute de documents
établissant le contraire, qualifier la maladie de Lyme et l'encéphalite
transmises par cet acarien de phénomène épidémique ou endémique dans notre
pays.“ (DTF 122 V 230 consid. 5b).

 

                                         Il TF ha infine
precisato che, qualora esista una determinata lesione dovuta al morso di una
zecca e che si manifesti un’infezione imputabile ai germi veicolati da
quest’ultima, la trasmissione dei germi è presunta secondo il grado della
verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 122 V 230 consid. 5c). 

                                         Secondo la
raccomandazione n. 2/90 della Commissione ad hoc sinistri LAINF, nella versione
entrata in vigore il 1° gennaio 2003, la nozione d’infortunio va negata in caso
di malaria provocata dalla zanzara anofele, in quanto tale affezione è
trasmessa unicamente in questa maniera. Si tratta pertanto del modo usuale in
cui si trasmette la malaria. Per contro, le encefaliti possono essere provocate
da differenti virus e penetrare nel corpo in maniere diverse. Ciò giustifica di
trattare differentemente l’encefalite trasmessa dal morso di zecca e la
malaria. 

 

                               2.5.   Nella concreta
evenienza, RI 1 è stata punta da una zanzara del
genere Aedes, la quale le ha trasmesso una malattia infettiva, la dengue
classica.

 

                                         Per il TCA si tratta quindi
di stabilire se il morso in questione e la conseguente penetrazione del virus
nell’organismo, costituisce o meno un fattore esterno straordinario ai
sensi dell’art. 4 LPGA. 

 

                                         La febbre dengue è una
malattia virale trasmessa dalle punture di zanzare infette del genere Aedes
(principalmente Aedes aegypti, ma anche Aedes albopictus). Questi insetti
diurni si adattano molto bene alle zone abitate, dove possono riprodursi in
piccoli ristagni d'acqua (recipienti, pneumatici, pozzanghere). Di conseguenza,
durante i periodi piovosi aumentano i casi di trasmissione del virus dengue
nelle zone colpite dalla febbre dengue (zone endemiche). La malattia non è
trasmissibile da uomo a uomo (sito web dell’Ufficio federale della sanità
pubblica, www.bag.admin.ch/themen/medizin/00682/00684/01066/index.html?lang=it
- il corsivo è del redattore). 

 

                                         Da quanto precede risulta che,
analogamente alla malaria, la dengue viene trasmessa esclusivamente attraverso
le punture di zanzare (del genere Aedes). La puntura di zanzara rappresenta pertanto
la via ordinaria di contagio dalla malattia, aspetto che la ricorrente a
ragione non contesta. 

                                         Inoltre, dalla mappa mondiale
di distribuzione della dengue, pubblicata sul sito web del Centro per il
controllo delle malattie e la prevenzione degli Stati Uniti d’America (Centers
for Disease Control and Prevention - CDC), si evince che tale malattia è
presente endemicamente in tutta la parte centro-settentrionale del
Sud-America, segnatamente in __________, proprio laddove l’ha contratta RI 1. 

 

                                         Richiamata la severa
giurisprudenza federale qui sopra riprodotta (cfr. consid. 2.4.), perché nel
caso concreto fa difetto il carattere straordinario del fattore esterno, non
può essere ammesso che l’assicurata sia stata colpita da un’infezione
“infortunistica” ai sensi della giurisprudenza citata al precedente
considerando. 

 

                                         La circostanza che il
contagio sarebbe avvenuto in zona urbana e non “in un sito periferico, in una
palude o in ogni caso in un luogo pernicioso” (doc. I, p. 5), non è di per sè suscettibile
di rendere straordinario il morso della zanzara, e ciò già per il solo fatto
che, sempre in base alla mappa pubblicata dal CDC, anche la zona in cui è
situata la città di __________ è considerata a rischio. 

 

                                         In esito a tutto quanto
precede, la decisione su opposizione mediante la quale la CO 1 ha negato il
diritto a prestazioni per l’evento occorso all’assicurata in data 10 luglio
2010, deve dunque essere confermata. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                  2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti