# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0192231f-3090-5074-9152-8163daedcf5e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.11.2010 C-6166/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6166-2008_2010-11-18.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6166/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Francesco Parrino e Franziska Schneider,
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Luigi Potenza,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
19 agosto 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6166/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  (...),  ha  lavorato  in  Svizzera 
dall'ottobre  del  1969  al  settembre  del  1985,  solvendo  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
durante tale periodo (doc. 1). Rientrato in Italia, da gennaio del 1986 
ha svolto attività lucrativa come meccanico d'auto in proprio in ragione 
di 48 ore alla settimana. Ha poi ridotto le ore lavorative settimanali a 
25 da agosto del 2003 e a 10 da gennaio del 2005 (doc. 6, 7 e 119). Il 
28 maggio 2004, ha formulato una richiesta volta all'ottenimento di una 
rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 2).

B.
Il  17  giugno  2005,  l'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE) ha respinto la domanda di rendita 
(doc. 40). L'opposizione interposta dall'interessato è stata respinta con 
decisione del 26 gennaio 2006 (doc. 45). L'8 luglio 2007, il  Tribunale 
amministrativo  federale  ha  parzialmente  accolto  il  ricorso  del 
20 febbraio  2006,  annullato  la  decisione  su  opposizione  del 
26 gennaio  2006  e  rinviato  gli  atti  di  causa  all'UAIE  affinché  detto 
Ufficio procedesse al completamento dell'istruttoria relativamente alla 
situazione  medica  dell'interessato  (con  perizia  ortopedica/neuro-
logica, cardiologica, pneumologica ed ogni altro esame che dovesse 
rendersi necessario) e pronunciasse una nuova decisione (doc. 54).

C.

C.a Il 16 novembre 2007, l'autorità inferiore ha chiesto all'interessato 
di far pervenire tutta la documentazione medica disponibile da agosto 
del 2003 (doc. 59).

C.b Dalle carte  processuali  risultano essere  stati  prodotti  i  seguenti  
documenti:

• documenti  medici  di  data  intercorrente  da  febbraio  2004  a 
dicembre 2007 (doc. 63 a 91 e doc. 106);

• la comunicazione del 4 marzo 2008 dell'Istituto nazionale della 
previdenza sociale (INPS) di  B._______, secondo cui  è stato 
erogato  in  favore  dell'interessato  un  assegno  d'invalidità  a 

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decorrere dal 1° aprile 2007, unitamente ai formulari per la di-
chiarazione dei redditi per gli anni dal 2004 al 2007 (doc. 117);

• il  questionario per l'assicurato del  21 maggio 2008, nel  quale 
l'interessato  ha  affermato  di  continuare  a  svolgere  un'attività 
lucrativa, seppure ridotta, come meccanico d'auto (doc. 119).

C.c L'11  dicembre  2007,  l'UAIE  ha  conferito  l'incarico  al  Centro  di 
perizie  mediche  (CEMed/Comai)  di  C._______  di  sottoporre 
l'interessato ad una perizia pluridisciplinare (doc. 93; v. anche rapporto 
del 7 dicembre 2007 del dott. D._______, medico dell'UAIE; doc. 92).

C.d Nella  perizia  pluridisciplinare  del  2  maggio  2008  del  CEMed 
(consecutiva ad esami del 26, 27 e 28 febbraio 2008), i  periti  hanno 
posto  la  diagnosi  di  lombalgie  e  cervicalgie  croniche,  tendinopatia 
bilaterale della cuffia dei rotatori, contusione al piatto tibiale e lesione  
al menisco del ginocchio destro a seguito di una caduta nel febbraio 
del 2008, asma bronchiale trattata e stabilizzata, sindrome delle apnee 
ostruttive ed ipoapnee del sonno di grado moderato non in trattamento 
e  cardiopatia  ipertensiva  con  coronarie  sane.  Gli  stessi  hanno 
concluso  che  l'interessato  presenta,  a  decorrere  dal  2004,  una 
capacità lavorativa dell'80% (lavoro a tempo pieno con limitazione del 
rendimento del 20%) nella sua precedente attività di meccanico e del 
100% in  un'attività  confacente  al  suo  stato  di  salute  (segnatamente 
lavoro leggero, che consenta l'alternanza di posizioni [doc. 124]).

C.e Nel suo rapporto del  4 giugno 2008, il  dott. D._______, medico 
dell'UAIE, specialista in  medicina interna,  ha rilevato che il  rapporto 
peritale del 2 maggio 2008 è da considerarsi conforme ai criteri di una 
perizia  neutrale  specialistica.  Ha  in  particolare  confermato  una 
capacità  lavorativa dell'80%, a decorrere dal  2004, nella  precedente 
professione  di  meccanico  e  del  100%  in  un'attività  confacente  allo 
stato di  salute (quale ad esempio  operaio  specializzato/manovale  in 
un'azienda/fabbrica,  portinaio/custode di  un cantiere,  sorvegliante  di 
parcheggio/museo, magazziniere [doc. 144]).

D.
Il 6 giugno 2008, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, ha 
comunicato all'assicurato che la domanda di prestazioni sarebbe stata 
respinta, ritenuto in particolare che l'esercizio di un'attività lucrativa è 
da considerare esigibile in misura sufficiente per escludere il diritto ad 
una rendita. L'autorità  inferiore  ha altresì  concesso all'interessato  la 

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facoltà  di  formulare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla  ricezione  del 
progetto di decisione, delle obiezioni per iscritto (doc. 145).

E.
Il  25 giugno 2008, l'interessato ha presentato le sue osservazioni  al 
progetto di  decisione del 6 giugno 2008. Ha fatto valere, da un lato, 
che  le  patologie  di  cui  è  affetto  gli  consentono  di  svolgere  la  sua 
precedente  attività  solamente  nella  misura  di  un'ora  al  giorno,  con 
conseguente e rilevante riduzione del reddito da Euro 5'861 nel 2003 a 
Euro  1'716  nel  2006.  Ha  indicato,  dall'altro  lato,  di  essere  stato 
riconosciuto invalido nella misura del 70% dalle autorità italiane (doc. 
149;  v. anche  doc. 56  [sentenza  del  Tribunale  di  E._______  del  24 
ottobre 2007 e relazione di consulenza tecnica del dott. F._______ del 
2 ottobre 2007]).

F.
Nel suo rapporto del 6 agosto 2008, il dott. D._______ ha rilevato che 
la citata documentazione non comporta alcun nuovo elemento clinico 
tale da giustificare una modifica della valutazione peritale del maggio 
2008 del  CEMed. Le problematiche evocate nella  relazione del  dott. 
F._______  del  2  ottobre  2007  sono  state  esaminate  e  valutate 
compiutamente nella perizia pluridisciplinare del maggio 2008. Il dott.  
D._______ ha quindi confermato la sua precedente valutazione (doc. 
151).

G.
Il  19  agosto  2008,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Ha  osservato 
che  l'interessato  non  ha  subito  un'incapacità  al  lavoro  media 
sufficiente per un anno, ai  sensi delle  disposizioni  dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità.  In  particolare,  ha  precisato  che  l'esercizio 
dell'attività di meccanico in proprio è da considerare esigibile in misura  
sufficiente per escludere il diritto ad una rendita. L'autorità inferiore ha 
altresì  rilevato  che  la  documentazione  medica  prodotta  successiva-
mente al progetto di decisione non comporta nuovi elementi di rilievo. 
Ha pure sottolineato che l'assicurazione svizzera per l'invalidità non è 
vincolata dal fatto che l'interessato è stato riconosciuto quale invalido 
in Italia (doc. 152).

H.
Il  23  settembre  2008,  l'interessato  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del 

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19 agosto  2008  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità  a  decorrere  da maggio  del  2004  (data  della  
richiesta  volta  all'ottenimento  di  una  rendita).  Si  è  doluto  di 
un'insufficiente motivazione della  decisione impugnata – in ordine al 
parametro  adottato  per  determinare  la  riduzione  della  capacità  di 
guadagno rispettivamente  la  percentuale  di  riduzione ritenuta  –  che 
non  gli  ha  consentito  di  esercitare  compiutamente  il  suo  diritto  di  
difesa.  Ha  altresì  fatto  valere  che  la  motivazione  della  decisione 
impugnata  è  errata  nel  merito,  ritenuto  che  la  stessa  non  ha,  in 
particolare,  tenuto  in  debita  considerazione  la  motivazione  della 
sentenza di cassazione dell'8 luglio 2007 del Tribunale amministrativo 
federale  (cresciuta  incontestata  in  giudicato),  segnatamente  del 
contenuto  del  suo  considerando  8.2.  Ha  infine  sostenuto  che  le 
patologie di cui è affetto, in relazione anche alla sua età (58 anni), non 
gli  consentono di  svolgere neppure un'attività  lucrativa leggera (doc. 
TAF 1).

I.
L'11 novembre 2008, l'autorità inferiore ha comunicato di rinunciare ad 
introdurre la risposta al ricorso (doc. TAF 3).

J.
Il 1° dicembre 2008, questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza al 
ricorrente lo scritto dell'autorità inferiore dell'11 novembre 2008 (doc. 
TAF 4).

K.
Il 17 novembre 2009, il ricorrente ha formulato una domanda d'esame 
degli atti dell'incarto dell'autorità inferiore (doc. TAF 6).

L.
Il 9 dicembre 2009, questo Tribunale ha trasmesso al ricorrente copia 
degli atti dell'incarto dell'autorità inferiore (doc. TAF 7).

M.
Nelle osservazioni del 28 gennaio 2010, l'interessato ha ribadito che la 
discussione del caso in esame non può prescindere dalla sentenza di 
cassazione resa dal  Tribunale amministrativo federale l'8 luglio 2007 
(avente  autorità  di  cosa  cresciuta  in  giudicato  per  mancata 
impugnazione).  Ha  fatto  valere  che  la  perizia  pluridisciplinare  (del 
maggio  2008)  non  tiene  in  debita  considerazione  le  risultanze 

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dell'esame obiettivo e neppure la motivazione della citata sentenza di 
cassazione  del  Tribunale  amministrativo  dell'8  luglio  2007, 
segnatamente  del  suo considerando 8.2. Si  è  infine  doluto  del  fatto 
che l'autorità inferiore abbia omesso di effettuare una valutazione del 
grado d'invalidità secondo il metodo straordinario (doc. TAF 8).

N.
Con  provvedimento  del  19  febbraio  2010,  questo  Tribunale  ha 
trasmesso  per  conoscenza  all'autorità  inferiore  le  osservazioni  del 
ricorrente del 28 gennaio 2010 (doc. TAF 9).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 

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rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del  
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 

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secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 
valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che si applicano, da un lato, le norme materiali  in 
vigore fino al 31 dicembre 2007, per quanto attiene allo stato di fatto 
realizzatosi  fino  a  tale  data,  mentre  dall'altro  lato,  e  per  il  periodo 
successivo, le nuove norme della 5a revisione della LAI (cf. DTF 130 V 
1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della LPGA, 
immediatamente applicabili  con la  loro  entrata  in  vigore). Peraltro,  e 
per  l'esame  del  diritto  eventuale  a  una  rendita,  l'applicazione  delle 
nuove norme della 5a revisione della LAI per il periodo dal 1° gennaio 
al  19  agosto  2008  (data  della  decisione  impugnata)  non  avrebbe 
alcuna incidenza sull'esito delle questioni sottoposte nel caso concreto 
all'esame  di  questo  Tribunale  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale 
9C_942/2009 del  15 marzo 2010 consid. 3.1; cfr. pure  sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-1284/2008  del  30  marzo  2010 
consid. 3.2). Pertanto, e salvo indicazione contraria, di seguito è fatto 
riferimento alle norme in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 Il  ricorrente,  come già menzionato,  ha presentato  la  richiesta di 
rendita il 28 maggio 2004. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 
LAI precisa che,  se l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo 
l'inizio del diritto, le prestazioni sono assegnate soltanto per i 12 mesi 
precedenti  la richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi  ad 
esaminare se il  ricorrente avesse diritto ad una rendita il  28 maggio 
2003  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data e il 19 agosto 
2008,  data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni 

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sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di 
fatto esistente al  momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei  
fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali 
elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla 
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid.  
1b).

4.
Nel gravame il ricorrente rimprovera all'autorità inferiore di non avere 
sufficientemente motivato la decisione impugnata. La censura appare 
fondata ove solo si rilevi che dagli atti  di causa risulta che l'UAIE non 
ha trasmesso al ricorrente né la perizia pluridisciplinare del 2 maggio 
2008 del CEMed (doc. 124) né le prese di  posizione del 4 giugno e 
6 agosto 2008 del servizio medico dell'UAIE (doc. 144 e 151), benché 
avrebbe di principio dovuto provvedervi d'ufficio nel caso di specie. Le 
considerazioni  essenziali  di  detti  documenti  non  sono  peraltro  state 
riportate che in maniera molto sommaria nel progetto di decisione del  
6 giugno 2008 e nella decisione del 19 agosto 2008. Al riguardo può 
essere osservato che non è seriamente ipotizzabile di potere ricorrere 
con  criteri  adeguati  senza  avere  almeno  conoscenza  del  contenuto 
essenziale  dei  menzionati  documenti.  A  ciò  si  aggiunga che  l'UAIE, 
rinunciando nel  caso di  specie a presentare una risposta al  ricorso, 
non ha ovviato neppure in procedura ricorsuale alla lacuna informativa 
del  ricorrente  concernente  i  documenti  di  cui  trattasi.  Sennonché,  il 
ricorrente,  rappresentato  da  mandatario  professionale,  ha  chiesto  e 
ottenuto  da  questo  Tribunale  in  sede  ricorsuale  di  avere  accesso 
all'incarto di causa dell'autorità inferiore (doc. TAF 6 e 7).  Peraltro, al 
ricorrente  è  stata  conferita  facoltà  –  sempre  in  sede  di  ricorso  e 
dinanzi ad un'autorità, il Tribunale amministrativo federale, che gode 
di piena cognizione – di pronunciarsi dopo avere preso visione degli  
atti di causa, segnatamente della perizia pluridisciplinare del maggio 
2008 e dei rapporti del servizio medico dell'UAIE di giugno e agosto 
2008. Con atto inoltrato il 30 gennaio 2010, quest'ultimo ha fatto uso 
di tale facoltà (doc. TAF 9), con la conseguenza che la violazione del  
diritto  di  essere  sentito  del  ricorrente  deve  considerarsi  siccome 
sanata in questa sede. In siffatte circostanze, un annullamento della 
decisione impugnata  costituirebbe in  ogni  caso una vana formalità, 
ritenuto  altresì  che  la  procedura  in  materia  d'assicurazione  per 
l'invalidità è pure retta dai principi  della celerità (DTF 126 V 244) e 
della semplicità (cfr. sentenza del Tribunale federale 9C_162/2007 del 
3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti).

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5.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per più di 15 anni 
(doc.  1)  e,  pertanto,  adempie  la  condizione  della  durata  minima  di  
contribuzione. Rimane  ora  da  esaminare  se  sia  invalido  ai  sensi  di  
legge.

6.

6.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in  
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

6.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il  
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 

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sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

6.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La lettera  b se lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del  
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

6.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al  
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

7.

7.1

7.1.1 La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA  è  di 
carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 
1b,  DTF  110  V  273  e  DTF  105  V  205).  In  base  all'art.  16  LPGA, 
applicabile  per  il  rinvio  dell'art.  28  cpv. 2  LAI,  per  valutare  il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da 
invalido),  tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del 

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lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se 
non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo generale del 
raffronto dei redditi).

7.1.2 Nel caso di assicurati attivi, il grado di invalidità deve essere di  
principio determinato sulla base di un raffronto dei redditi. Tuttavia, se 
non è possibile determinare o graduare con sicurezza i due redditi di 
cui  si  tratta,  si  deve  procedere,  ispirandosi  al  metodo  specifico 
applicabile alla persone non esercitanti attività lucrativa (art. 27 OAI),  
al  confronto  delle  attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo 
l'incidenza  della  diminuità  capacità  di  rendimento  sulla  situazione 
economica  concreta  (metodo  straordinario  di  graduazione).  Questo 
metodo  particolare  si  applica  soprattutto  nel  caso  di  lavoratori 
indipendenti,  ove  un  calcolo  sufficientemente  sicuro  dei  redditi  da 
paragonare  sia  escluso.  In  siffatte  circostanze,  l'invalidità  viene 
calcolata  secondo  le  ripercussioni  economiche  che  la  riduzione  del 
rendimento  esplica  sull'attività  concreta  della  persona  assicurata. 
Inoltre, la documentazione medica costituisce un importante elemento 
di  giudizio  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora  esigibili  (cfr. 
sentenza del  Tribunale federale I  781/02 del  31 marzo 2004 consid. 
3.4/3.5  e  relativi  riferimenti).  Infine,  conformemente  ad  un  principio 
generale  applicabile  anche  nel  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  
all'assicurato  incombe  l'obbligo  di  ridurre  il  danno  (DTF  123  V  230 
consid.  3c  e  sentenza  del  Tribunale  federale  8C_103/2008  del  7 
gennaio  2009  consid.  5).  In  virtù  di  tale  obbligo,  l'assicurato  deve 
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel 
miglior  modo  possibile  alle  conseguenze  della  sua  “invalidità”, 
segnatamente mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, 
se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 22 consid. 4a e 
sentenza del Tribunale federale 9C_227/2008 del 22 marzo 2009). Non 
è  quindi  dato  alcun diritto  ad una rendita  se  la  persona interessata 
dovesse essere in  grado di  percepire  un reddito  tale  da escluderne 
l'erogazione  (DTF  113  V  22  consid.  4a).  Dalla  persona  assicurata 
possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti esigibili che 
tengano  conto  delle  circostanze  oggettive  e  soggettive  del  caso 
concreto,  quali  la  sua  capacità  lavorativa  residua,  le  sue  ulteriori 
circostanze  personali,  l'età,  la  situazione  professionale,  i  legami 
presso  il  luogo  di  domicilio,  il  mercato  del  lavoro  equilibrato  e  la 
presumibile durata dell'attività lavorativa (DTF 113 V 22 consid. 4a; cfr.  
pure  VSI  2001  pag.  279  consid.  5a/aa  e  5a/bb).  Ciò  premesso, 
l'esigibilità di un cambiamento di professione va ammessa e anche il  

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libero  professionista  può essere  trattato,  ai  fini  della  valutazione del 
suo reddito da invalido, come se avesse rinunciato alla propria attività  
indipendente (sentenza del Tribunale federale I 224/01 del 22 ottobre 
2001  consid.  3b/bb).  In  tal  caso  per  stabilire  l'invalidità  vengono 
computate quelle entrate che egli potrebbe percepire tramite un'attività 
lavorativa  dipendente  adeguata  al  danno  alla  salute  (sentenza  del 
Tribunale federale I 543/03 del 27 agosto 2004 consid. 4.2 e 4.3).

7.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

7.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

8.

8.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di  
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

8.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione 
o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle 
prove,  di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

8.3 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 

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(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

9.

9.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la  
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3).

9.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a  
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad 
esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una 
superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi per farlo e, 
meglio, se l'opinione di altri  esperti  appare sufficientemente fondata 
da  mettere  in  discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del 
Tribunale federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico.  
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono tendere a pronunciarsi  in favore del 

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proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

9.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici  
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

10.

10.1 Dalla  perizia  pluridisciplinare  del  2  maggio  2008  del  CEMed 
risulta che il ricorrente soffre di lombalgie e cervicalgie croniche, tendi-
nopatia bilaterale della cuffia dei rotatori, contusione al piatto tibiale e 
lesione al  menisco del ginocchio destro a seguito di  una caduta nel 
febbraio  del  2008,  asma bronchiale  trattata  e  stabilizzata,  sindrome 
delle apnee ostruttive ed ipoapnee del sonno di grado moderato non in 
trattamento e cardiopatia ipertensiva con coronarie sane (doc. 124).

10.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di  attesa di  un anno. Pertanto, il  ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa di almeno il 40% durante un anno.

11.

11.1 Nella fattispecie in esame, occorre determinare se il ricorrente ha 
subito nel periodo determinante (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio), 
e  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  di 
almeno il 40% durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

11.2 Dalle  carte  processuali  emerge  che,  dopo  il  rimpatrio,  il 
ricorrente ha ancora esercitato un'attività  lucrativa. In  particolare, ha 

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lavorato quale meccanico d'auto in  proprio, in ragione di  48 ore alla 
settimana,  dal  1986  al  2003.  In  seguito,  e  nonostante  le  evocate 
affezioni, ha continuato a svolgere tale attività in ragione di 25 ore alla  
settimana,  fino  al  gennaio  del  2005,  allorquando  ha  ulteriormente 
ridotto  l'attività  a  10  ore  alla  settimana.  Nel  questionario  per 
l'assicurato del maggio 2008, il ricorrente ha confermato di continuare 
a svolgere l'attività di  meccanico d'auto in proprio, seppure a tempo 
ridotto (doc. 119).

11.3

11.3.1 Nella perizia pluridisciplinare del 2 maggio 2008 – fondata sul 
consenso  dei  medici  partecipanti,  ossia  dei  dott.  G._______ 
(specialista  in  reumatologia),  H._______  (specialista  in  cardiologia), 
I._______  (specialista  in  psichiatria-psicoterapia)  e  J.________ 
(specialista  in  pneumologia)  –  è  stato  in  particolare  rilevato  che 
l'insorgente soffre di dolori cervicali, lombari ed alle spalle e presenta 
una discreta limitazione della mobilità cervicale, un'importante rigidità 
lombare  come  pure  dei  disturbi  degenerativi  a  livello  cervicale  e 
lombare. Dai referti  degli  esami (elettrocardiogramma, test  da sforzo 
ed  ecocardiografia)  emerge  inoltre  che  il  medesimo  è  affetto 
segnatamente da cardiopatia ipertensiva in trattamento con ipertrofia 
ventricolare  sinistra  moderata,  ma con  coronarie  sane,  funzione  del 
ventricolo sinistro normale, assenza di aritmia ed assenza di ischemia 
del  miocardio. Il  ricorrente ha un aspetto normale, un atteggiamento 
collaborante e dimostrativo, espressione emotiva normale,  gestualità 
armoniosa,  pensiero,  intelligenza  e  capacità  critica  normali  e  non 
mostra  alcun  disturbo  neurovegetativo  e  neppure  segni  depressivi, 
ansiosi  o  psicotici.  L'asma  di  cui  soffre  l'insorgente  è  lieve,  e 
perfettamente curata, le funzioni polmonari sono normali, la sindrome 
delle  apnee-ipoapnee  è  di  grado  moderato  e  la  fatica  diurna  può 
trovare  la  sua  spiegazione  nel  grave  russamento  notturno.  I  periti 
hanno quindi concluso che dal punto di vista cardiologico, psichiatrico 
e  pneumologico  può  essere  ritenuta  per  il  ricorrente  una  capacità 
lavorativa  completa  nell'attività  di  meccanico  d'auto.  Per  contro,  dal 
punto  di  vista  reumatologico  si  giustifica  un'incapacità  lavorativa del 
20% nell'attività  di  meccanico d'auto a decorrere dal  2004 (lavoro a 
tempo pieno  con limitazione del  rendimento  del  20%). Hanno  infine 
segnalato  che  con  una  buona  presa  a  carico  attiva  e  regolare  sul 
piano reumatologico si può sperare in un miglioramento della residua 
capacità lavorativa quale meccanico d'auto (doc. 124).

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11.3.2 Questo  Tribunale  osserva  che  la  perizia  pluridisciplinare  del 
maggio 2008 si fonda su informazioni fornite dalla persona esaminata, 
sull'esame  del  quadro  clinico,  sulle  risultanze  della  visita 
dell'insorgente  nonché  sulla  documentazione  medica  agli  atti  e 
comporta  segnatamente  l'anamnesi,  informazioni  tratte  dall'incarto, 
indicazioni del peritando, risultati d'esame, la diagnosi, la discussione 
nonché  la  risposta  alle  domande  poste.  Tale  rapporto  peritale  può 
pertanto  essere  considerato,  come  rettamente  ritenuto  dal  dott. 
D._______,  medico  dell'UAIE,  un  mezzo  probatorio  idoneo  per  la 
valutazione  dello  stato  di  salute  del  ricorrente  e  dell'esigibilità 
dell'esercizio della precedente attività di meccanico d'auto. Peraltro, le 
ivi  ritenute  diagnosi  e  incapacità  lavorativa  sono  state  sottoposte  al 
dott.  D._______,  il  quale  nel  suo  rapporto  del  4  giugno  2008  le  ha 
confermate (doc. 144).

11.4 L'insorgente  ha  certo  affermato,  in  sede  di  ricorso  e  di 
osservazioni,  che  le  affezioni  di  cui  soffre  non  gli  consentono  di 
esercitare una qualsiasi attività lucrativa e giustificano un'invalidità del 
100%.  Tuttavia,  non  ha  prodotto  nuova  documentazione  medica-
specialistica posteriore alla perizia pluridisciplinare del 2 maggio 2008 
suscettibile di dimostrare un'incapacità lavorativa nella sua precedente 
attività – di meccanico d'auto in proprio – superiore a quella del 20% 
ritenuta  dall'UAIE.  Giova  inoltre  rammentare  che  la  relazione  di 
consulenza  tecnica  del  dott.  F._______  del  2  ottobre  2007  non 
convince,  la  stessa  essendo  generica,  frutto  segnatamente  di  una 
legislazione che regge le procedure nel Paese d'origine del ricorrente 
ma non quelle in Svizzera, e basata sull'opinione di un unico medico 
non specializzato nei singoli ambiti relativi alle affezioni di cui soffre il  
ricorrente, come invece è il caso dei periti responsabili della perizia del 
CEMed del 2 maggio 2008. 

11.5 Il  ricorrente  censura  altresì  il  fatto  che  sia  la  perizia 
pluridisciplinare  di  cui  trattasi  sia  la  decisione  impugnata  fanno 
astrazione della natura vincolante del considerando 8.2 della sentenza 
di cassazione del Tribunale amministrativo federale dell'8 luglio 2007. 

11.5.1 Questo  Tribunale  rileva  che  secondo  una  costante 
giurisprudenza, allorquando l'autorità di ricorso pronuncia, come nella 
fattispecie  il  Tribunale  amministrativo  federale  l'8  luglio  2007,  una 
decisione  di  cassazione  con  rinvio  degli  atti  di  causa  per 
completamento  dell'istruzione  e  nuova  decisione,  l'autorità  a  cui  è 

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stata rinviata la causa, come pure quella che ha reso la decisione di  
cassazione,  deve conformarsi  alle  istruzioni  della  sentenza di  rinvio. 
L'autorità inferiore deve, dunque, fondare la sua nuova decisione sui 
considerandi  di  diritto  contenuti  nel  giudizio  di  rinvio. Tale  principio, 
sancito in materia civile nell'abrogato art. 66 cpv. 1 OG, è applicabile  
anche  in  assenza  di  una  specifica  disposizione  e  vale, 
conseguentemente,  nelle  procedure  amministrative  in  generale 
(sentenza  del  Tribunale  federale  9C_522/2007  del  17  giugno  2008 
consid.  3.1;  DTF  117  V  237  consid.  2a).  La  latitudine  di  giudizio 
dell'autorità  inferiore  è  dunque  limitata  dai  motivi  della  decisione  di 
rinvio, nel senso che tale autorità è vincolata da ciò che è stato già 
definitivamente deciso dall'autorità di ricorso (DTF 131 III  91 consid. 
5.2  e  120  V  233  consid.  1a),  come  lo  è  pure  l'autorità  di  ricorso 
nell'esame del susseguente gravame (sentenza del Tribunale federale 
9C_522/2007 del 17 giugno 2008 consid. 3.1).

11.5.2 Con  sentenza  dell'8  luglio  2007,  il  Tribunale  amministrativo 
federale ha ordinato all'autorità inferiore di completare l'accertamento 
dei  fatti  determinanti  relativamente  alla  situazione  medica 
dell'insorgente  (con  perizia  ortopedica/neurologica,  cardiologica, 
pneumologica)  nonché  in  merito  all'attività  professionale  che  il 
medesimo  avrebbe  potuto  espletare  (dal  punto  di  vista  medico)  a 
partire dall'agosto del 2003 (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo 
federale  C-2668/2008  consid. 9.2).  Nel  dispositivo  della  sentenza  di 
questo  Tribunale  dell'8  luglio  2007  è  altresì  fatto  riferimento 
unicamente ai motivi di cui al considerando 9.2 della sentenza stessa,  
di  modo  che  solo  essi,  in  assenza  d'impugnazione,  assumono 
carattere  vincolante  (DTF  120  V  233  consid.  1a).  Pertanto,  e  a 
prescindere  dalla  pertinenza  o  meno  della  valutazione  clinico-
lavorativa espressa da questo Tribunale nella medesima sentenza al 
considerando 8.2, appare chiaro che alle considerazioni contenute in 
quest'ultimo  considerando  non  può  che  essere  attibuito  un  valore 
interlocutorio (di generica riflessione giustificante fra l'altro la sentenza 
di  cassazione),  ma non un carattere  vincolante  nel  senso auspicato 
dal  ricorrente,  come  si  trattase  di  un  punto  definitivamente  deciso. 
Basti  per  convincersene  fare  riferimento  appunto  al  contenuto  del 
considerando 9.2 della stessa sentenza di rinvio.

11.5.3 Da quanto  esposto,  consegue  che  la  censura  in  esame non 
merita  tutela.  In  effetti,  sulla  scorta  delle  risultanze  della  perizia 
pluridisciplinare  del  maggio  del  2008,  delle  valutazioni  del  dott. 

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D._______  nonché  delle  considerazioni  che  precedono,  questo 
Tribunale  non  ravvisa  alcun  serio  motivo  per  scostarsi 
dall'apprezzamento  dell'autorità  inferiore  secondo  cui  il  ricorrente 
presenta  una  residua  capacità  lavorativa  dell'80%  nella  sua 
precedente  attività  di  meccanico  d'auto  in  proprio  a  decorrere  dal 
2004.  In  altri  termini,  il  ricorrente  non  ha  subito  nel  periodo 
determinante un'incapacità lavorativa media di almeno il 40% durante 
un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

12.
In siffatte circostanze, non soccorre il ricorrente la generica doglianza 
concernente la mancata applicazione da parte dell'autorità inferiore al  
suo  caso  del  metodo  straordinario  per  la  determinazione  del  grado 
d'invalidità. Da un lato, non ha indicato per quale ragione nel caso di 
specie non si  sarebbe, in sostanza,  potuto determinare il  suo grado 
d'invalidità  secondo  il  metodo  del  cosiddetto  "Prozentvergleich"  (cfr. 
sulla  questione  la  sentenza  del  Tribunale  federale  I  121/03  del  30 
ottobre  2003  consid.  2.4  e  relativi  riferimenti).  Dall'altro  lato,  né 
nell'ambito  della  procedura  di  prima  istanza  né  in  sede  di  ricorso 
l'insorgente ha mai indicato con la necessaria precisione, tanto meno 
dimostrato con idonea documentazione,  una limitazione superiore  al 
20%  in  una  specifica  attività  della  sua  precedente  professione  (in 
percentuale  rispetto  al  totale),  tale  altresì  da  comportare  una 
ripercussione economica complessiva uguale o superiore al  40%, in 
tale  contesto  non  essendo  decisivo  la  sua  decisione  di  ridurre  nel  
tempo  il  suo  orario  lavorativo.  Occorre  altresì  rilevare  che,  per 
giurisprudenza,  allorquando,  come  nel  caso  di  specie,  l'insorgente 
presenta  ancora  una  residua  capacità  lavorativa  dell'80%  nella  sua 
precedente  attività  di  meccanico d'auto  in  proprio,  l'applicazione del 
metodo straordinario per la determinazione del grado d'invalidità non 
presuppone né la presa in considerazione dell'età del ricorrente o del  
mercato equilibrato del lavoro, né un raffronto dei redditi  ipotetici o il 
riferimento a dei  redditi  comparativi  nella  medesima professione,  né 
l'esame della fase iniziale dell'attività indipendente in questione, ma il  
tasso  d'incapacità  lavorativa  corrisponde  allora  al  grado  d'invalidità 
(cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  9C_947/2008  del  29  maggio 
2009).

13.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

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C-6166/2008

14.

14.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA e art. 3 lett. b del  
regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

14.2 Al  ricorrente,  soccombente,  non spetta  altresì  alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili  
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

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C-6166/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico del ricorrente.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante  del  ricorrente  (Raccomandata con  avviso  di 
ricevimento)

- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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