# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aafbf93b-9c33-541a-ab18-f162a9ec09d7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.05.1999 11.1999.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1999-72_1999-05-14.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.99.00072

  	
  Lugano

  14 maggio 1999/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__._____ (contestazione di deliberazione assembleare) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3,
promossa con petizione del 7 giugno 1996 dall’

 

	
   

  	
  ing.
  __________ __________,
  __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  Comunione
  dei comproprietari del 

  condominio “__________ __________ ”, __________e

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________); 

   

  

esaminati gli atti,

 

posti
i seguenti 

 

punti di questione:     1.
  Se dev’essere accolta l’appellazione del 7 maggio 1999 presentata da
__________ __________ contro il decreto di stralcio emesso il 22 aprile 1999
dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che con petizione del 6
giugno 1996 __________ __________ ha contestato davanti al Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 3, una deliberazione assembleare adottata il 2
aprile 1996 della Comunione dei comproprietari del Condominio “__________
__________ ” (particella n. __________RFD di __________), insorgendo contro la
ripartizione di spese condominiali e chiedendo l’esonero dal pagamento dei
contributi condominiali per inagibilità del suo appartamento;

 

                                         che la Comunione dei
comproprietari si è opposta all’azione, di cui ha postulato il rigetto;

 

                                         che la risposta è stata
intimata all’attore l’11 luglio 1996 (act. II, timbro a retro dell’allegato);

 

                                         che, statuendo il 22
aprile 1999, il Pretore ha constatato non essere intervenuto alcun atto
processuale dall’11 luglio 1996 e ha stralciato la causa dai ruoli per perenzione,
ponendo la tassa di giustizia di fr. 250.– e le spese a carico dell’attore, con
obbligo di rifondere alla convenuta fr. 400.– per ripetibili;

 

                                         che contro il decreto di
stralcio __________ __________ ha inoltrato il 7 maggio 1999 un appello in
tedesco nel quale chiede, in sostanza, l’annullamento del decreto impugnato e
la continuazione della causa;

 

                                         che l’appello non è stato
intimato alla controparte;

 

 

considerando

 

in diritto:                        che giusta l’art. 351
cpv. 2 CPC il giudice, udite le parti, stralcia la causa dal ruolo se nel corso
di due anni consecutivi nessuna delle parti ha compiuto un atto processuale;

 

                                         che secondo consolidata
giurisprudenza di questa Camera un decreto di stralcio per intervenuta
perenzione processuale è appellabile solo in materia di spese e ripetibili
oppure sull’effettivo verificarsi della perenzione, mentre non può vertere sui
motivi che possono avere indotto la parte a rimanere inattiva (da ultimo:
massima pubblicata in Bollettino dell’Ordine degli avvocati n. 16/1998, pag. 9;
I CCA, sentenza dell’8 novembre 1995 in re S.; sentenza del 6 dicembre 1994 in
re D.); 

 

                                         che in concreto l’ultimo
atto processuale risale all’11 luglio 1996, data d’intimazione della risposta
presentata il 10 luglio dalla convenuta;

 

 

                                         che l’appellante non
contesta – a giusto titolo – il verificarsi della perenzione processuale, ma
sostiene di non essere stato tenuto al corrente della procedura e si duole
della mancata assegnazione di un termine di grazia;

 

                                         che nella misura in cui è
incentrato sui motivi che avrebbero indotto l’attore a rimanere inattivo,
l’appello si rivela d’acchito irricevibile;

 

                                         che nella misura in cui si
duole del mancato contraddittorio, l’ap-pello è di per sé proponibile, ma
l’omissione è stata – comunque sia – rimediata in questa sede, giacché una
violazione del diritto d’essere sentito è sanata quando la parte in causa può
esprimersi successivamente davanti a un’autorità di ricorso munita di pieno potere
cognitivo (Rep. 1985 pag. 141 in fondo, 1988 pag. 348 consid. 2; DTF 116 V 186
in alto con rinvii, 116 Ia 95 in fondo), com’è questa Camera, che esamina liberamente
il fatto e il diritto;

 

                                         che del resto, anche
davanti al Pretore, l’attore non avrebbe potuto addurre alcuna valida scusante
della sua biennale inattività, la presunzione dell’art. 351 cpv. 2 CPC avendo
carattere assoluto (Cocchi/Trezzini,
CPC annotato, Lugano 1993, n. 13 ad art. 351), mentre per quanto riguarda
l’assegnazione di un termine di grazia, essa non è prevista dalla legge;

 

                                         che l’appello,
manifestamente destinato all’insuccesso, può essere evaso con la procedura
semplificata dell’art. 313bis CPC, senza che sia necessario assegnare
all’appellante un termine per tradurre il ricorso in italiano;

 

                                         che gli oneri processuali
seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si giustifica di
attribuire ripetibili all’appel-lata, cui il gravame non è nemmeno stato notificato;

 

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:              1.   L’appello è irricevibile. 

 

                                   2.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 150.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
200.–

                                         sono
posti a carico dell’appellante. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         – __________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria