# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dbc2bc13-9f3a-5e76-a669-9107eb876e6c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-04-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.04.2025 42.2024.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2024-46_2025-04-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2024.46

   

  CL/gm

  	
  Lugano

  28 aprile 2025   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Christiana Lepori, cancelliera

  

 

	
  segretaria:

  	
  Stefania Cagni

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 novembre 2024 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                      in fatto

 

                          1.1.  Con decisioni del 20 gennaio 2023
(cfr. doc. 434-437), del 9 febbraio 2023 (cfr. doc. 418-421), del 13 giugno
2023 (cfr. doc. 379-381), del 20 luglio 2023 (cfr. doc. 363-366), del 23 agosto
2023 (cfr. doc. 355-358), del 20 settembre 2023 (cfr. doc. 339-342) e del 2
novembre 2023 (cfr. doc. 314-317), l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (in seguito: USSI) ha erogato a favore di RI 1 - nata nel __________,
cittadina __________ a beneficio di un permesso di __________ (cfr. doc.
370-371) -, per l’unità di riferimento composta unicamente dalla medesima,
prestazioni Las da gennaio a novembre 2023 sulla base delle richieste di
rinnovo di volta in volta da lei presentate.

 

                          1.2.  Dagli accertamenti svolti, in
particolare, dal Servizio dell’Ispettorato sociale, e meglio come verrà
precisato nel dettaglio nel prosieguo (cfr. infra consid. 2.8.), è emerso che “l’utente
non ha informato l’USSI della sua convivenza stabile ai sensi della Laps con il
signor __________ (non beneficiario) sin dalla sua prima domanda di prestazioni
(…)” (cfr. doc. 107-110).

 

                                  Con decisione informale del 23
novembre 2023, l’USSI ha conseguentemente sospeso l’erogazione delle
prestazioni assistenziali in favore di RI 1 ritenuto che “dai dati
attualmente in possesso risulta che lei convive ai sensi della Laps con il
signor __________ e quindi la sua unità di riferimento dovrà essere completata
con i dati anagrafici e finanziari del suo partner” (cfr. doc. 68).

 

                                  Con decisione su reclamo del 23
gennaio 2024, cresciuta incontestata in giudicato (cfr. doc. 39-45),
l’amministrazione ha confermato il proprio precedente provvedimento sulla base
delle seguenti argomentazioni: 

 

"
(…) N. Nel caso di specie, sulla base degli accertamenti svolti dall’Ispettorato
sociale e dell’USSI, si ritiene che tra la signora RI 1 e il signor __________
sussiste una convivenza stabile ai sensi della Laps.

Pacifico è che la
signora RI 1 dal mese di aprile 2022 intrattiene una relazione con il signor __________.
In sede di verbale ella ha infatti affermato “D: In che rapporto si trova
con il signor __________? R: Come detto è il mio compagno, siamo una coppia e
abbiamo una relazione come dite da aprile 2022. (…) D: Sappiamo che ad oggi
siete ancora compagni, cosa vuole specificare in merito? R. Certo che siamo
ancora compagni ma ritengo che non dovevo comunicare questo fatto in quanto non
viviamo sotto lo stesso tetto. (…) D: Già al momento di prendere contatto con
il Comune __________ per la prima domanda di prestazioni assistenziali (in
dicembre 2022) lei si è presentata come una donna impegnata in una relazione
sentimentale e in convivenza (da aprile 2022, infatti dagli atti in nostro
possesso risulta che questa relazione si è consolidata in una convivenza che sta
perdurando tutt’ora. Per quale motivo non ha avvertito l’Ufficio di questa
situazione? La domanda ha valore giuridico quale richiesta di
giustificazione. R: Io non sapevo che dovevo fare questo
annuncio e non ho nessuna giustificazione in merito a questo aspetto”. 

 

Le argomentazioni della
reclamante non possono essere seguite. 

In particolare, (…) se
la convivenza è definita stabile ovvero se la convivenza procura gli stessi
vantaggi di un matrimonio, come in concreto dichiarato dalla stessa, nell’unità
di riferimento vanno considerati il titolare del diritto e il partner
convivente.

In base agli atti e
alle circostanze del caso concreto, si deve ritenere che la loro convivenza
debba essere definita stabile ai sensi della Laps.

Ritenuto che la
convivenza stabile ai sensi della Laps comporta di considerare i conviventi
quali componenti della medesima unità di riferimento, a ragione l’USSI il 23
novembre 2023 ha sospeso le prestazioni assistenziali e meglio ha invitato la
reclamante ad annunciarsi al Comune di domicilio per inoltrare una nuova
domanda di prestazioni assistenziali congiuntamente al signor __________.”
(cfr. doc. 39-45).

 

                          1.3.  Con ordine di restituzione del 12
marzo 2024, l’USSI, “dato che” la ricorrente “non ha dato seguito
alla (…) richiesta di fornirci la documentazione finanziaria del signor __________”
ha comunicato a RI 1 che “per il periodo 01.01.2023 / 30.11.2023 non ci è
possibile determinare il fabbisogno dell’unità di riferimento senza tutte le
informazioni e i documenti necessari il nostro Ufficio non può accertare il
diritto e stabilire le prestazioni assistenziali”. 

                                  L’USSI ha, quindi, concluso che “le
prestazioni assistenziali a lei riconosciute per il citato periodo devono
essere restituite” e chiesto la restituzione di complessivi 25'916.- di
prestazioni ordinarie e fr. 1'082.40 di prestazioni speciali, per un totale di
fr. 26'998.40 (cfr. doc. 33-35). 

 

                          1.4.  Il 2 aprile 2024, RI 1 e, “a
sostegno” di quest’ultima, la __________, hanno trasmesso all’USSI una “richiesta
di condono dell’ordine di restituzione”, nella quale hanno fatto valere
quanto segue:

 

"
(…) la signora sta lavorando, e cercando assiduamente di aumentare la
sua percentuale lavorativa per poter essere autonoma a livello finanziario
(naturalmente nei limiti permessi dalla sua malattia). Infatti dal 01.03.2024
la signora riesce a pagare le sue spese, avendo trovato ulteriori lavori che le
permettono di arrivare alla fine del mese. Se lo desiderate, la signora vi farà
avere i contratti di lavoro.

Con la presente vi chiediamo
il condono della restituzione della prestazione assistenziale versata nel corso
del 2023, in quanto la signora ha sempre agito in buona fede ed è impossibilità
a versarvi la cifra da voi richiesta (anzi sarebbe un debito a vita). Abbiamo
fatto richiesta al __________ per poter pagare gli affitti scoperti (dicembre
2023 fino a febbraio 2024) ed evitare così lo sfratto; e sempre lo stesso
servizio ha dato aiuto alla signora ed ai suoi figli tramite dei buoni
acquisto.

Perché questa
situazione? È iniziato tutto nel 2022 quando la signora RI 1 è stata
allontanata dal suo domicilio. Vi era la possibilità di poter essere accolta
nella casa per le donne a __________ (a __________ non vi era più
disponibilità), ma considerato, sia il suo inizio lavorativo a __________, sia
di rimanere più vicina ai suoi figli, ha optato per restare in zona, e quindi
ha accettato la proposta di un suo amico, il sig. __________. Questa
sistemazione era provvisoria, finché non avesse trovato un appartamento per sé
ed i suoi figli.

La signora RI 1 ha
sempre agito nell’interesse dei suoi figli, e quindi ricercare nel più breve
tempo possibile un appartamento per poterli accogliere, cosa successa nel
dicembre 2022 con la relativa richiesta di prestazione assistenziale.

Il sig. __________ è
diventato in seguito una frequentazione, ed un gran sostegno per la signora, ma
non vi era una relazione stabile, per questo non si è mai valutata a suo tempo
l’idea di una convivenza.” (cfr. doc. 9-10)

 

                          1.5.  Con decisione su reclamo del 29 ottobre
2024, l’USSI ha confermato l’ordine di restituzione emesso nei confronti di RI
1 il 12 marzo 2024. L’amministrazione, rammentando, per quel che ne è della
richiesta di condono che una decisione in tal senso può essere pronunciata “solo
al momento della crescita in giudicato formale della decisione di restituzione”
ed impegnandosi ad attivare tale procedura d’ufficio, ha argomentato come segue
il proprio provvedimento:

 

"
(…)

Con decisione su
reclamo del 23 gennaio 2024 l’USSI ha confermato la sua decisone del 23
novembre 2023 con la quale aveva sospeso all’interessata l’erogazione delle
prestazioni per aver accertato una sua convivenza stabile ai sensi della Laps
con il __________ a far tempo dal mese di aprile 2022, e l’’aveva invitata ad
inoltrare una nuova domanda congiuntamente a quest’ultimo. Tale decisione non è
stata contestata dall’interessata ed è cresciuta in giudicato.

 

Nell'ambito dell'assistenza
vige il principio di sussidiarietà in base al quale la persona nel bisogno deve
utilizzare prioritariamente ogni sua risorsa per far fronte al fabbisogno
corrente e solo sussidiariamente ha diritto all'assistenza. Tutti i redditi
devono essere considerati per la determinazione di un eventuale fabbisogno
scoperto. Nel caso concreto, quindi, anche quelli relativi al compagno della
reclamante, con il quale la medesima intrattiene una convivenza stabile ai
sensi della Laps.

 

La prestazione
assistenziale mensile versata alla reclamante nel periodo compreso tra il mese
di gennaio 2023 e il mese di novembre 2023 era stata calcolata, nelle relative
decisioni, non tenendo in considerazione la convivenza con il signor __________.
Lo fosse invece stato, sarebbe emerso un fabbisogno inferiore. Ne consegue che
l'interessata non aveva diritto all'ammontare delle prestazioni erogate
dall'USSl.

Al fine di procedere
al ricalcolo delle prestazioni assistenziali, l'Ufficio, come detto, con
decisione su reclamo del 23 gennaio 2024, cresciuta incontestata in giudicato,
aveva tra l'altro indicato alla signora RI 1 di presentare una domanda
congiuntamente al compagno, al fine di ritenere anche la sua situazione
personale e finanziaria. Inoltre, con scritti del 23 novembre 2023 e del 1º
dicembre 2023, il medesimo aveva invitato la Signora RI 1 a trasmettere la
documentazione finanziaria relativa al proprio compagno. Non avendo ricevuto
alcun riscontro a tali richieste, I'USSI ha pertanto rivisto quanto stabilito
in precedenza e ha emesso la decisione del 12 marzo 2024, ripristinando da un
punto di vista oggettivo il giusto diritto all'assistenza tramite ordine di
restituire le prestazioni assistenziali versate in eccesso.

L'ordine di
restituzione stabilisce unicamente che la reclamante ha beneficiato di prestazioni
alle quali, da un profilo oggettivo, non aveva diritto e che, di conseguenza,
in quanto indebitamente ricevute, vanno restituite.

Si ribadisce che, a
questo stadio, è irrilevante sapere se alla reclamante possa essere
riconosciuta la buona fede nel momento in cui aveva ricevuto le indebite
prestazioni di CHF 26'998.40.” (cfr. doc. 1-6).

 

                          1.6.  Contro la decisione su reclamo, RI
1 ha inoltrato, per il tramite dell’avv. RA 1, un tempestivo ricorso al TCA
chiedendo l’annullamento del provvedimento emesso nei suoi confronti. In tal
senso, la ricorrente fa valere le seguenti argomentazioni:

 

"
(…) 5. Quanto indicato dall’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento nel rapporto “ispettorato – chiusura caso” del 16 novembre
2023 è integralmente contestato. Non corrisponde al vero che all’epoca la
ricorrente convivesse con il signor __________. La convivenza è infatti
iniziata a partire dal 1. Maggio 2024 (doc. C). Essi si frequentavano ed ogni
tanto il compagno della ricorrente trascorreva qualche notte presso di lei,
nulla di più. Il fatto che due persone si frequentano non significa che
convivono. Il solo fatto di aver trovato dei vestiti del signor __________
nell’appartamento della ricorrente non prova una loro convivenza. 

6. Si ribadisce che la
ricorrente è stata allontanata dall'abitazione coniugale ad aprile 2022, come
confermato con decisione supercautelare 15 aprile 2022 della Pretura. In
occasione dell'udienza del 25 maggio 2022 le Parti hanno concordato
l'assegnazione dell'abitazione coniugale al marito, l'affidamento dei figli al
marito e i diritti di visita tra madre e figli. La ricorrente da un giorno
all'altro si è trovata in mezzo alla strada senza una casa. In tale circostanza
la ricorrente è stata ospitata dal Signor __________, che all'epoca non
frequentava, per permetterle di trovare un appartamento. Essa è riuscita a
trovare una sistemazione adeguata a lei e ai suoi figli a dicembre 2022.” 

7. II Signor __________
è stato sposato con la Signora __________ dal __________ 2016 fino al 12
ottobre 2023. Dalla loro unione è nata la figlia __________ (__________). ll
Signor __________ ha un obbligo di mantenimento fin dalla separazione dalla
moglie, avvenuta il 1. marzo 2021, nei confronti della figlia per CHF 964.- mensili
oltre AF, e con il divorzio del 12 ottobre 2023, sia nei confronti della moglie
a cui deve versare CHF 495.- mensili fino al 30 giugno 2025, che nei confronti
della figlia a cui deve versare CHF 490.-mensili oltre AF fino al 30 giugno
2025 e a partire dal 1. luglio per i a CHF 570.- mensili oltre AF fino al
raggiungimento della maggiore età, rispettivamente fino alla conclusione di
un'adeguata formazione.

8. Al di là della
presunta convivenza tra la ricorrente e il Signor __________, quest'ultimo non
aveva e non ha per contro alcun obbligo di mantenimento nei confronti della
ricorrente. Peraltro non aveva e non ha nemmeno la disponibilità finanziaria
per farlo.

9. Inoltre considerata
la difficile situazione finanziaria sia della ricorrente che del Signor __________,
che senso avrebbe avuto fingere di non convivere e pagare due pigioni al posto
di una? (…)

10. Nella fattispecie
la ricorrente non ha violato l'obbligo di informare previsto agli articoli 67 e
68 della legge sull'assistenza sociale. Non corrisponde al vero che a partire
dal mese di aprile 2022 la ricorrente ha intrattenuto una convivenza stabile
(convivenza) con il Signor __________ ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 lett. c LAPS.

11. Giusta l’art. 4c
cpv. 1 LAPS, se i coniugi sono separati di fatto, ciascuno di essi costituisce
un’unità di riferimento se, cumulativamente: 

a) non vi è
un’abitazione coniugale (art. 162 CC);

b) non vi è comunione
domestica (art. 175 CC);

c) ogni coniuge ha un
domicilio proprio (art. 23 CC);

d) non vi è unione dei
mezzi finanziari per l’abitazione ed il mantenimento comprovata da una
convenzione alimentare sottoscritta da entrambi i coniugi, oppure la
separazione di fatto perdura da almeno un anno.

12. Nella fattispecie
il Signor __________ è stato separato dalla moglie dal __________ __________
2021 fino al divorzio avvenuto in data __________ 2023. Considerato che egli
già prima del divorzio versava dei contributi alimentari in favore della figlia
pari a CHF 964.-oltre AF, egli doveva venir considerato nell’unità di
riferimento della moglie e della figlia e dunque non poteva essere considerato
anche in quella della ricorrente perlomeno da gennaio a fine ottobre 2023.

13. In ogni caso, la
ricorrente non ha beneficiato di prestazioni a cui non aveva diritto e pertanto
nulla deve restituire.” (cfr. doc. I). 

 

                          1.7.  Nella
sua risposta del 20 dicembre 2024 l’USSI ha proposto la reiezione del ricorso ed
osservato quanto segue: 

 

"
(…) Le argomentazioni della ricorrente non possono essere seguite.

Preliminarmente si
rileva che con decisione su reclamo del 23 gennaio 2024, cresciuta in giudicato
incontestata, l'USSl ha confermato la sua decisione del 23 novembre 2023 con la
quale aveva sospeso all'interessata l'erogazione
delle prestanziali per aver accertato una sua convivenza stabile ai sensi della
Laps con il Signor __________ a far tempo dal mese di aprile 2022 e
l'aveva invitata ad inoltrare una nuova domanda congiuntamente a quest'ultimo.
Appare oltremodo evidente che ella intenda ora contestare la convivenza solo in
virtù della conseguenza che tale convivenza ha
provocato, ossia la restituzione di prestazioni assistenziali che le sono state versate indebitamente a causa del suo mancato
annuncio all'Ufficio di una convivenza stabile ai sensi della Laps. (…)

Pacifico è che la
signora RI 1 dal mese di aprile 2022 intrattiene una relazione con il signor __________.
In sede di verbale ella ha infatti confermato "D: in che rapporto si
trova con il signor __________? R: Come detto è il mio compagno, siamo una
coppia e abbiamo una relazione come dite da aprile 2022. (...) D: Sappiamo che
ad oggi siete ancora compagni, cosa vuole specificare in merito? R: Certo che
siamo ancora compagni ma ritengo che non dovevo comunicare questo fatto in
quanto non viviamo sotto lo stesso tetto. (...) D: Già al momento di prendere
contatto con il Comune di __________ per la prima domanda di prestazioni
assistenziali (in dicembre 2022) lei si è presentata come donna impegnata in
una relazione sentimentale e in convivenza (da aprile 2022, infatti dagli atti
in nostro possesso risulta che questa relazione si è consolidata in una
convivenza che sta perdurando tutt'ora. Per quale motivo non ha avvertito
l’Ufficio di questa situazione? La domanda ha valore giuridico quale formale
richiesta di giustificazione R: Io non sapevo che dovevo fare questo annuncio e
non ho nessuna giustificazione in merito a questo aspetto.".
Contrariamente a quanto indicato dall'interessata "Il solo fatto di
aver trovato dei vestiti del Signor __________ nell'appartamento della
ricorrente non prova una convivenza" si rileva che durante il verbale
di ispezione nell’abitazione della signora RI 1 non sono emersi unicamente dei
vestiti ma altrettanti oggetti personali del signor __________ che confermano
una convivenza stabile con la ricorrente "bagno doccia e prodotti anche
da uomo", "fisarmonica", "Giacca da lavoro" ecc..
Inoltre, alla domanda dell'interessata "che senso avrebbe avuto fingere
di non convivere e pagare due pigioni al posto di una?" non spetta a
codesto Ufficio esprimersi ma a tal proposito si rileva che a tale domanda è la
stessa ricorrente cui ha dato risposta "La signora dichiara di passare
tempo sia qui (n.d.r. residenza della signora RI 1) sia a casa del sig. __________.
Vivono in due appartamenti secondo i piani giornalieri.". Si ricorda
infatti che l'USSl non ha riconosciuto solo una prestazione assistenziale per
coprire il fabbisogno dell'interessata ma anche i costi legati al di lei
appartamento.

 

Per quanto concerne
infine l'indicazione della rappresentante legale secondo la quale l'unità di
riferimento della signora RI 1 non poteva comprendere il signor __________
poiché egli "è stato separato dalla moglie dal 1. marzo 2021 fino al
divorzio avvenuto in data 12 ottobre 2023. Considerato che egli già prima del
divorzio versava dei contributi alimentari in favore della figlia pari a CHF
964.- oltre AF, egli doveva venir considerato nell'unità di riferimento della
moglie e della figlia e dunque non poteva essere considerato anche in quella
della ricorrente perlomeno da gennaio a fine ottobre 2023.", essa non
può essere seguita. In primo luogo si rileva che nel caso specifico vi è una
decisione di un Pretore datata __________ 2021 che ha autorizzato il signor __________
e la signora __________ a vivere separati, secondariamente ai sensi dell'art. 4
cpv. 1 lett. a e c Laps, applicabile anche nell'ambito dell'assistenza sociale
(cfr. art. 2Laps; 21 Las), l'unità di riferimento è costituita dal titolare del
diritto e, in particolare, dal partner convivente, se la convivenza è
considerata stabile.” (cfr. doc. III).

 

                          1.8.  In
data 23 dicembre 2024, il TCA ha assegnato alle parti, rimaste poi silenti, un
termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc.
IV). 

 

                          1.9.  Il
27 febbraio 2025, ritenuta la documentazione versata agli atti in sede
ricorsuale da RI 1, riguardante __________ sia dal profilo della sua situazione
personale che finanziaria, ha chiesto alla parte resistente di prendere
posizione al riguardo per quanto attiene al periodo da gennaio a novembre 2023
(cfr. doc. V).

 

                        1.10.  Il
10 marzo 2025, l’USSI ha, quindi, osservato quanto segue: 

 

"
(…)

In relazione alla
documentazione trasmessa dalla ricorrente rileviamo che la stessa non consente
di modificare la valutazione del caso in oggetto (…). 

Più in dettaglio, per
l’unità di riferimento composta dalla signora RI 1 e dal signor __________,
l’USSI ha inserito nelle tabelle di calcolo gli stipendi di quest’ultimo
(mensilità effettiva compresa di tredicesima e di eventuali indennità). Le
deduzioni indicate quali imposte alla fonte, cessione di salario e versamento a
terzi (verosimilmente gli assegni familiari) non sono riconosciute dall’USSI.
Per contro l’USSI non ha computato gli assegni familiari ritenuto che
nell’unità di riferimento non vi rientrano né i figli della ricorrente né i
figli del compagno.

Per quanto riguarda la
spesa alloggiativa la stessa è stata calcolata sommando il costo della pigione
della ricorrente ed il costo della pigione del signor __________, pari a
complessivi CHF 32'460.- per [ndr: l’eventuale diritto alle prestazioni
relative al] il mese di febbraio 2023 e riconosciuto il massimo previsto per
un’unità di riferimento di due persone (CHF 20'220.- annui). Dal mese di marzo
2023 il signor __________ ha cambiato appartamento e la spesa complessiva è
diminuita a CHF 27'300.-. L’USSI ha comunque considerato il massimale pari a CHF
20'220.-.

Per quanto concerne
l’elenco delle spese fornite dal medesimo si rileva che l’USSI ha preso in
considerazione unicamente il premio di cassa malati considerato che le
ulteriori spese da lui indicate sarebbero dovute essere coperte tramite il forfait
di mantenimento. Uniche eventuali eccezioni il costi di CHF 200.- indicato dal
medesimo quale “visita di __________ (figli) con padre spesa mensile” e
il costo di CHF 22.- “assicurazione economica domestica” che l’USSI
avrebbe potuto riconoscere quali prestazioni speciali. Tuttavia, ritenuto che
dalle tabelle di calcolo risultano mensilmente delle eccedenze ben superiori a
CHF 222.-, tali costi non possono essere comunque riconosciuti. 

Infine si rileva che,
non avendo prodotto la documentazione finanziaria relativa al mese di dicembre
2022, l’USSI ha potuto ricalcolare l’eventuale diritto alle prestazioni
assistenziali a partire dal mese di febbraio 2023 e non dal mese di gennaio
2023, per il cui mese, ritenuto quanto indicato, si conferma la restituzione
integrale” (cfr. doc. VI).

 

                        1.11.  Con osservazione del 7 aprile 2025 –
tramesse per conoscenza all’USSI il medesimo giorno (cfr. doc. XI) – l’avv. RA
1 ha indicato quanto segue: 

 

"
(…)

Al di là del fatto che
a mente dell’USSI la documentazione prodotta dalla ricorrente non consente di
modificare la valutazione del caso in oggetto, permane il fatto che la
convivenza tra la ricorrente e il signor __________ è iniziata unicamente a
partire dal 1° marzo (e non maggio) 2024. L’USSI non ha prodotto alcuna prova,
né con la sua risposta del 20 dicembre 2024, né con la sua presa di posizione
del 10 marzo 2025, che conferma la convivenza tra la ricorrente e il signor __________.
Nella risposta sono riportati degli stralci del verbale di un’audizione della
ricorrente che però non è stato prodotto agli atti. Inoltre il fatto che oltre
alla presenza di vestiti del signor __________ nell’appartamento della
ricorrente vi fossero anche un “bagno doccia e prodotti anche da uomo”, una
“fisarmonica” e una “giacca da lavoro” non sono elementi sufficienti a
comprovare una convivenza come indicato nel ricorso del 28 novembre 2024, il
cui contenuto è integralmente confermato.” (cfr. doc. X). 

                                  in diritto

 

                          2.1.  Oggetto del contendere è la
questione di sapere se a ragione o meno l’USSI ha chiesto a RI 1 la
restituzione di fr. 26'998.40 a titolo di prestazioni assistenziali percepite
indebitamente tra gennaio e novembre 2023, e meglio poiché allorquando
l’amministrazione le ha erogate non aveva potuto considerare – essendone
all’oscuro - che tra la ricorrente e __________ vi era una convivenza stabile.

 

                          2.2.  L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                  Tale
normativa è stata oggetto di modifiche, valide in particolare dal 1° febbraio
2003 (cfr. fu 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e dal 1° ottobre
2006 (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006
pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317), resesi necessarie a seguito dell’adozione, il 26
giugno 2002, della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. FU 53/2002 del
2 luglio 2002 pag. 4752 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003). 

 

                                  L’art. 67 Las, relativo
all’obbligo di informazione in generale, prevede che:

 

"
Il richiedente, rispettivamente l’assistito, è tenuto a dare agli organi
dell’assistenza sociale ogni informazione utile sulle sue condizioni personali
e finanziarie; esso deve produrre, a richiesta, ogni documento e permettere ai
rappresentanti degli organi dell’assistenza l’accesso alla sua abitazione.
(cpv. 1)

A
richiesta, l’interessato deve svincolare ogni Autorità, ente privato o pubblico
e ogni terzo in genere dal segreto d’ufficio, rispettivamente dal segreto
professionale. (cpv. 2)”

 

                                  Giusta l’art. 68 Las, afferente
all’obbligo di informazione in particolare:

 

"
L’assistito è tenuto a segnalare immediatamente agli organi dell’assistenza
sociale ogni cambiamento intervenuto nelle sue condizioni personali o
finanziarie tale da implicare la modificazione, la riduzione o la soppressione
delle prestazioni assistenziali. (cpv. 1)

L’assistito è tenuto a segnalare tempestivamente agli organi
dell’assistenza sociale l’eventuale suo cambiamento di domicilio, come pure
l’eventuale sua intenzione di soggiorni prolungati fuori del luogo di
domicilio. (cpv. 2)”

 

 

                          2.3.  Per quanto concerne le prestazioni
ottenute indebitamente, l’art. 36 Las sancisce:

 

"
Le prestazioni indebitamente percepite vanno restituite alle condizioni
di cui all’art. 26 Laps.”

                                

                                  Ai
sensi dell’art. 26 cpv. 1-3 Laps, riguardante l'obbligo di restituzione e il
condono:

 

" La
prestazione sociale indebitamente percepita deve essere restituita. (cpv. 1)

Il diritto di esigere la restituzione è perento dopo un anno
dal momento in cui l’organo amministrativo competente ha avuto conoscenza
dell’indebito ma, in ogni caso, dopo cinque anni dal pagamento della
prestazione. (cpv. 2)

La restituzione è condonata, in tutto od
in parte, se il titolare del diritto ha percepito la prestazione indebita in
buona fede e se, tenuto conto delle condizioni economiche dell’unità di
riferimento al momento della restituzione, il provvedimento costituirebbe un
onere troppo grave. (cpv. 3)"

 

Il Messaggio relativo
all'introduzione di una nuova legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali del 1° luglio 1998 prevede che, per quanto attiene
all’art. 26 Laps, concernente la restituzione di prestazioni percepite
indebitamente e il relativo condono, è applicabile la consolidata
giurisprudenza del TCA e del Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal
1° gennaio 2007 Tribunale federale) in materia di prestazioni complementari
(cfr. Messaggio N. 4773, p.to 12 ad art. 26).

 

                                  Secondo
la giurisprudenza in vigore in materia di restituzione in ambito LAVS che
rimane applicabile anche sotto l’egida della LPGA, applicabile alla LPC e
quindi, secondo il tenore del Messaggio del 1° luglio 1998 menzionato sopra,
anche alla Laps, la richiesta di rimborso è subordinata ai presupposti della
revisione processuale o del riesame. In effetti l’amministrazione può
riesaminare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata
oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è senza dubbio errata e la
correzione ha un’importanza rilevante oppure deve procedervi se si manifestano
nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti a indurre ad una conclusione
giuridica differente. Solo in tali casi può richiedere una restituzione (cfr.
art. 53 LPGA; STF 8C_366 del 19 ottobre 2022 consid. 5.2.; STF
8C_562/2020 del 14 aprile 2021 consid. 3; STF
8C_294/2018 del 28 giugno 2018 consid. 3.1.; STF 8C_549/2015 del 28
ottobre 2015 consid. 4; STFA C
25/00 del 20 ottobre 2000; DTF 122 V 21; RCC 1989 p. 547; RCC 1985 p. 63;
Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1994, ad art. 3 pag. 68).

                                  Giova
ricordare che è tenuto alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di
una prestazione, alla quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. Un
assicurato deve restituire la prestazione che gli è stata erogata in contrasto
con la legge. Infatti è determinante la necessità di ristabilire l’ordine
legale dopo la scoperta del fatto nuovo. A questo stadio non è rilevante sapere
se l'assicurato fosse in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita
prestazione. La questione della buona fede è infatti oggetto di esame
nell'ambito della procedura successiva di condono (cfr. STF 9C_398/2021 del 22
febbraio 2022 consid. 5.3.; DTF 147 V 417 consid. 7.3.2.; STF
8C_689/2016 del 5 luglio 2017 consid. 3.1.; Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese).

 

                          2.4.  Ai sensi dell’art. 4 Laps,
applicabile anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr. art. 2 Laps; 21
Las):

 

"
1L’unità di riferimento è costituita:

a)   dal titolare del diritto;

b)   dal coniuge o dal partner registrato;

c)   dal partner convivente, se la convivenza
è considerata stabile;

d)   dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale;

e)   dai figli maggiorenni, se
questi non sono economicamente indipendenti.

2-7…"

 

                                  L’art. 4c Laps,
relativo ai coniugi separati di fatto, prevede:

 

" 1 Se i coniugi sono separati di fatto,
ciascuno di essi costituisce un’unità di riferimento se, cumulativamente:

a) non vi è un’abitazione coniugale (art. 162 CC);

b) non vi è comunione domestica (art. 175 CC);

c) ogni coniuge ha un domicilio proprio (art.
23 CC);

d) non vi è unione dei mezzi finanziari per
l’abitazione ed il mantenimento comprovata da una convenzione alimentare
sottoscritta da entrambi i coniugi, oppure la separazione di fatto perdura da
almeno un anno.

2 Se vi sono figli in comune, la
convenzione di cui al cpv. 1 lett. d) deve essere omologata dal giudice oppure
deve essere stata avviata una procedura di separazione legale o in vista
dell’adozione di misure di protezione dell’unione coniugale (art. 171 CC).

3 L’anno di separazione di cui al cpv. 1
decorre dal momento in cui i coniugi hanno costituito domicilio proprio,
attestato dal contratto di locazione oppure dalla cancelleria del Comune.

 

                                  Giusta l’art. 1 cpv. 1
Reg.Laps non sono considerati coniugi ai sensi dell’art. 4 della legge i
coniugi separati legalmente.

 

 

                                  L’art. 2a Reg.Laps enuncia poi che:

 

"
La convivenza è
considerata stabile se, alternativamente:

a) vi sono figli in comune;

b) la convivenza procura gli stessi vantaggi
di un matrimonio;

c) la convivenza è durata almeno 6 mesi.”

 

                                  L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                  Come appena visto, per gli art. 4
cpv. 1 lett. c Laps e 2a Reg.Laps, validi dal 1° ottobre 2006, l’unità di
riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita dal partner
convivente se la convivenza è considerata stabile, ossia se vi sono figli in
comune o se, indipendentemente da figli in comune, la convivenza è durata
almeno 6 mesi oppure procura gli stessi vantaggi di un
matrimonio, a differenza di quanto contemplato
dall’art. 4 lett. c) Laps in vigore fino al 30 settembre 2006, e meglio che
l’unità di riferimento era costituita dal partner convivente soltanto se vi
erano figli in comune.

 

                                  Riguardo
al cambiamento del tenore dell’art. 4 lett. c) Laps dal Messaggio n. 5723 del
25 ottobre 2005 relativo alla Modifica della legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps) p.to 2.2. si
evince quanto segue:

 

"
2.2     
Unità di riferimento (art. 4 Laps)

2.2.1    Partner convivente

L’attuale art. 4 cpv. 1 lett. c) Laps prevede
che fa parte dell'unità di riferimento il partner convivente, se vi sono figli
in comune.

Questa regola era stata definita per garantire
la parità di trattamento, considerando alla stessa stregua delle coppie sposate
anche le unioni libere, a condizione che queste siano obiettivamente fondate da
una convivenza e dall’esistenza di figli in comune; solo in questo caso, il
partner è perciò assimilato a un ‘coniuge’, indipendentemente dallo stato
civile dei membri della coppia.

Non appartengono invece alla medesima unità
economica di riferimento i partner senza figli in comune: i partner senza obblighi
di mantenimento reciproci (coppie non sposate senza figli in comune) sono
considerati unità economiche indipendenti a tutti gli effetti. 

Dall’entrata in vigore della Laps la
giurisprudenza in materia di conviventi ha subito un’evoluzione significativa.
Ad esempio la sentenza del TF (DTF 1P.184/2003) in materia di anticipo alimenti
(ma applicabile a tutte le prestazioni sociali), conferma e precisa la DTF 129
I 1, affermando che non è di per sé contrario al principio di uguaglianza tener
conto per il calcolo di prestazioni sociali anche del reddito di un convivente
se la convivenza ha una certa stabilità (per non creare disparità con i nuovi
coniugi).

Viola però tale principio il tener conto della
convivenza sin dal primo giorno della stessa e l'imporre alla richiedente la
prova che la convivenza non ha una stabilità simile ad un matrimonio.

Nella sentenza del 12.01.2004, causa
2P.218/2003, il TF precisa che occorre prendere in considerazione i redditi e
la fortuna dei due partner se la loro convivenza può essere definita
"stabile". Tale sarà in particolare il caso quando i partner fanno
famiglia comune da molti mesi o quando educano insieme un bambino comune. Se la
convivenza può essere definita "stabile" tenuto conto di tutte le
circostanze del caso particolare, occorrerà dunque stabilire un bilancio unico
per i due concubini.

Per definire se la convivenza può essere
definita stabile, relativamente alla durata minima dell’unione, il TF lascia un
certo margine di apprezzamento ai Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF
prevedeva un minimo di 5 anni di convivenza, attualmente la prassi prevede un
concetto di molti mesi. 

Visto quanto sopra, si propone di modificare
l’art. 4 cpv. 1 lett. c) Laps, prevedendo che l’unità di riferimento è
costituita dal titolare del diritto e dal partner convivente se la convivenza è
stabile. Il regolamento di applicazione dovrà quindi definire a quali
condizioni la convivenza è stabile, sia se vi sono figli in comune oppure
no."

 

                                  Inoltre dal Rapporto parziale 2 del
28 marzo 2006 sul Messaggio n. 5723 della Commissione della gestione e delle
finanze emerge che:

 

"
(…) Con l’adozione della revisione, l’unità di riferimento
sarà quindi costituita dal titolare del diritto e dal suo partner convivente,
se la convivenza è stabile.

Il regolamento di applicazione, che come i
relatori hanno avuto modo di verificare, correttamente è già stato elaborato,
provvede a definire a quali condizioni la convivenza è stabile.

Tale potrà d’ora in poi essere, anche se non
vi sono figli comuni, nel caso in cui la convivenza denoti appunto stabilità
definita ad esempio nel caso vi sia coabitazione da sei mesi.

L’accertamento della coabitazione avverrà
concretamente tramite i Comuni, con i quali la collaborazione si è andata
positivamente consolidando nel corso di questi anni."

 

                                  Dal Commento alle modifiche
del Reg.Laps valide dal 1° ottobre 2006 elaborato il 20 settembre 2006 dal
Gruppo di coordinamento Laps e approvato dal Consiglio di Stato il 26 settembre
2006 (cfr. STCA 42.2014.13 del 21 maggio 2015 consid. 2.3.), in relazione
all’art. 2a Reg.Laps risulta:

 

"
Articolo 2a; partner conviventi

Con riferimento a quanto contenuto nel Messaggio del
25 ottobre 2005; ad 2.2.1, pag. 3-4, si specifica che la convivenza è
considerata stabile se i genitori hanno figli in comune, oppure se essa
conferisce vantaggi analoghi al matrimonio o dura da almeno 6 mesi, nel caso in
cui non vi siano figli in comune.

Possono essere considerati indizi del fatto che la
convivenza conferisce vantaggi analoghi al matrimonio: il reciproco sostegno
dei partners nell’esercizio delle attività quotidiane, l’esistenza di
un’assicurazione sulla vita o di un atto successorio in favore dei partner, la
sottoscrizione congiunta di contratti (locazione
dell'abitazione "coniugale", leasing dell'autovettura o di altri
apparecchi, compra-vendita di mobilio, ecc.), l'esistenza di una procura su
conti bancari o postali o ancora la dichiarazione congiunta dei partners dell'esistenza
della convivenza medesima (vedi DTF 5C 90/2001, 5C
155/2004, 5P 70/2005, 1P 184/2003, 2P 218/2003 e DTF 129 I 1). 

Il richiamo ad una convivenza di almeno 6 mesi
costituisce una presunzione, alla quale i partners hanno la possibilità di
contrapporsi, dimostrando che la convivenza non è assimilabile ad un
matrimonio: si pensa, in particolare, al caso degli studenti che condividono un
appartamento, "senza avere una comunità di vita durevole o di carattere
esclusivo che presenta elementi di comunione spirituale, materiale e
economica" (vedi STCA citata in RDAT 11-2001 N. 22 pag. 89 e segg.; vedi
anche STCA 25 gennaio 2006 in re S.M., N. 39.2005.12). Il parametro dei
6 mesi si allinea alla giurisprudenza del Tribunale federale, che richiede una
convivenza di "molti mesi" e alla necessità di rigore finanziario nel
settore delle prestazioni sociali. 

Va infine sottolineato che questa nuova normativa si
applica sia in caso di partners eterosessuali che omosessuali.”

 

                          2.5.  Le Linee guida CSIAS, nella
versione in vigore dal 1° gennaio 2025 al punto D.4.4. prevedono che:

 

"
D.4.4. Contributo di concubinato

1 In un concubinato stabile i redditi e la sostanza di una persona
non beneficiaria del sostegno sono adeguatamente considerati per determinare il
diritto all’aiuto sociale del/della partner e dei figli comuni. 

2 Un concubinato è ritenuto stabile se i partner convivono da
almeno due anni oppure se convivono da meno di due anni e hanno un figlio
comune. Questa presunzione è confutabile. 

3 Il reddito e la sostanza sono presi in considerazione sotto
forma di contributo di concubinato. Tale contributo è computato come entrata
alla persona beneficiaria del sostegno.

 

Spiegazioni: 

a) Basi legali del contributo di
concubinato

Il Tribunale federale,
richiamandosi al diritto di famiglia in vigore, ritiene che fra i concubini non
sussista nessun obbligo di assistenza e di mantenimento. Esso riconosce
tuttavia che i coniugi e i partner registrati non devono essere svantaggiati
rispetto ai concubini (art. 14 e art. 8 cpv. 2 CF). Ai cantoni è quindi
consentito, nell’ambito dell’esame dell’indigenza ai sensi della legislazione
in materia di aiuto sociale, di prendere adeguatamente in considerazione il
reddito e la sostanza di un concubino o di una concubina che non beneficia del
sostegno. 

b) Concubinato stabile 

Nelle comunità di vita assimilabili
a un matrimonio, il grado delle relazioni fra i partner può essere più o meno
intenso. Un concubinato stabile è caratterizzato dalla disponibilità dei
partner ad aiutarsi e ad assistersi reciprocamente nonché, all’occorrenza, a
sostenersi anche in ottica finanziaria.

La presunzione legale di una
relazione di concubinato stabile fondata sulla durata della relazione e sui
figli comuni può essere confutata. Concretamente, la persona beneficiaria del
sostegno deve addurre che, nonostante la presenza dei motivi per la presunzione
di una relazione di concubinato stabile, non sussiste nessuna comunità di vita
assimilabile a un matrimonio. Il grado della prova richiesto è quello della
«verosimiglianza preponderante», vale a dire che l’organo dell’aiuto sociale
deve essere maggiormente convinto dagli indizi addotti a sfavore dell’esistenza
di un concubinato piuttosto che da quelli a sostegno dell’esistenza del
medesimo. Una semplice verosimiglianza non è sufficiente. Devono essere addotti
elementi o indizi plausibili e visibili dall’esterno che, a un esame obiettivo,
sono adeguati per scartare l’ipotesi di un vincolo equiparabile a quello del
matrimonio, ossia la disponibilità alla fedeltà e all’assistenza reciproca.” 

 

                                  Le direttive COSAS (CSIAS) del
2005, nella versione in vigore fino al 2020, invece, al punto F.5.1 ("Comunità
di abitazione e vita di tipo familiare") prevedevano che:

 

"
F.5 Comunità di abitazione e
vita di tipo familiare 

F.5.1 Principi 

Le persone
che vivono in comunità di abitazione e vita di tipo familiare non possono, per
principio, essere considerate come una sola unità di riferimento per il
sostegno sociale.

Per ogni
beneficiario dev’essere allestito e gestito un incarto individuale.

Le persone che non
beneficiano di prestazioni di assistenza devono assumere personalmente le spese
da esse stesse determinate. Ciò riguarda in particolare le spese per il
sostentamento, le spese per l’alloggio e le spese varie. Per principio,
all’interno della comunità queste spese sono ripartite in modo pro-capite (v.
capitoli B.2 e B.3).

Sul piano
del diritto, le persone che vivono in comunità di abitazione e vita di tipo
familiare non sono tenute a provvedere al mantenimento reciproco degli altri
membri della comunità.

Di
conseguenza, i beni e i redditi degli uni e degli altri non devono essere
sommati.

Il contributo che
una persona non assistita apporta al budget di un beneficiario di prestazioni
di assistenza può essere conteggiato quale contributo all’economia domestica o
partecipazione ai costi di concubinato solo se soddisfano specifici
presupposti. In particolare, dev’essere verificato che il contributo al
concubinato sia erogato solamente nell’ambito di una relazione stabile.

Un concubinato
(anche una relazione tra partner dello stesso sesso) è considerato stabile solo
se dura da almeno due anni o i partner vivono congiuntamente a un figlio avuto
in comune.”.

 

                                  Riguardo alla
funzione delle disposizioni CSIAS, cfr. C. Hänzi, Die Richtlinien der
schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed.
Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e pag. 114-115 relativamente al
principio di sussidiarietà.

 

                                  Le direttive amministrative non
costituiscono norme giuridiche e non sono vincolanti per il giudice delle
assicurazioni sociali (cfr.  STF 8C_228/2023 del 6 ottobre 2023 consid.
3.2.; STF 8C_141/2023 del 2 maggio 2023 consid. 4.1.; STF 8C_297/2022 del 15
febbraio 2023 consid. 3.2.; STF 9C_270/2021 del 30 dicembre 2021 consid. 3.5.;
STF 8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2.; STF 8C_463/2021 del 9
novembre 2021 consid. 4.2.; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid. 4.1.;
DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid.
5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; DTF 144 V 195; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 137 V 434 consid.
4.2 pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181).

 

Quest’ultimo, tuttavia,
deve tenerne conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste
ultime permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_425/2023 del 21 maggio 2024
consid. 4.3.; STF 8C_532/2023 del 17 aprile 2024 consid. 4.4.; STF
8C_322/2022 del 30 gennaio 2023 consid. 4.3.1.; STF 8C_769/2021 del 3 maggio
2022 consid. 3.3.; DTF 148 V 144 consid. 3.1.3.; DTF 147 V 342 consid.
5.5.2.2.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V 224;
DTF 146 V 104; DTF 145 V 224 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V
314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587
consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V
125 consid. 4.4; DTF 131 V 286 consid. 5.1.;
DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57
consid. 3a; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr.
83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid.
3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid.
4a, pag. 300).

Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
DTF 146 V 233 consid. 4.2.1.; DTF 145 V 84 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229
consid. 2.1.; STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125
V 379 consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag.
262, SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid.
3c, pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid.
4b, DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220 consid. 16; DTF
116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233 consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures applicables aux
requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber: "La
portée de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité
sociale" in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo, "Les mesures
préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno
1992, pag. 296-297).

 

Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(cfr. STF 9C_442/2021 del 17 marzo 2022 consid. 3.3.; DTF 118 V 32, DTF
109 V 169 consid. 3b).

 

                          2.6.  Secondo
la giurisprudenza federale in materia di assistenza sociale quando si è
confrontati con un concubinato stabile è ammissibile e non arbitrario tenere
conto nel calcolo della prestazione assistenziale del richiedente anche dei
redditi e delle spese della persona convivente, benché non sussista un obbligo
di mantenimento reciproco ex lege fra i due partner. A tal fine va,
infatti, piuttosto considerata la disponibilità di fatto a sostenersi
reciprocamente (cfr. STF 8C_356/2011 del 17 agosto 2011 consid. 2.2.).

 

                                  La
giurisprudenza federale ha stabilito che, ai fini della determinazione di una
convivenza rispetto a una semplice economia domestica comune, è irrilevante la
forma della vita in comune. È, invece, determinante che i partner siano pronti
a prestarsi assistenza e sostegno reciproci. Ad esempio, trattandosi di persone
di medesimo sesso, l'Alta Corte ha stabilito che una comunione domestica
durevole e indivisa non costituisce un elemento (costitutivo) essenziale per
ammettere una convivenza ai sensi del diritto della previdenza professionale
(cfr. DTF 134 V 369 consid. 7.1.; DTF 137 V 82 consid. 5.5. = RtiD II-2011 N.
56 pag. 272 segg.; STF 8C_356/2011 del 17 agosto 2011 consid. 2.2.).

                                  In
una sentenza 8C_790/2007 del 23 luglio 2008, pubblicata in DTF 134 I 313 e
relativa al rifiuto di accordare al ricorrente un sussidio per la riduzione dei
premi dell’assicurazione malattia, il Tribunale federale ha rilevato che:

 

"
(…)

5.5 Il n'existe entre les concubins aucun devoir légal d'entretien et
d'assistance (ATF 129
I 1 consid. 3.2.4 p. 6; voir
aussi ATF 106
II 1 consid. 2 p. 4). En
matière civile, la jurisprudence développée sous l'empire de l'ancien droit du
divorce a considéré, sous certaines conditions, que le concubinage constituait
une communauté assimilable au mariage pouvant entraîner la perte du droit à la
rente du conjoint divorcé. Le Tribunal fédéral a toutefois posé la présomption
(réfragable) qu'un concubinage était stable lorsqu'il durait depuis cinq ans au
moment de l'ouverture de l'action en modification du jugement de divorce
("concubinage qualifié"; ATF 118
II 235 consid. 3a p. 237; ATF
114 II 295 consid. 1a p.
297; voir également URS FASEL/DANIELA WEISS, Auswirkungen des Konkubinats auf
(nach-eheliche Unterhaltsansprüche, in PJA 2007 p. 13 ss). (…).”

 

 

                                  Con
giudizio 8C_232/2015 del 17 settembre 2015, pubblicato in DTF 141 I 153, l’Alta
Corte ha poi confermato quanto deciso dall’amministrazione, ossia che la
convivenza di una beneficiaria dell’assistenza sociale che durava da sette anni
e dalla quale era nato un figlio era stabile.

                                  L’asserzione
della ricorrente secondo cui il concubinato dal profilo economico non sarebbe
stato così stabile non ha permesso un esito differente, mancando qualsiasi indicazione
in proposito. 

                                  Inoltre,
non è necessario sapere se il convivente si sia espressamente dichiarato
disposto a corrispondere realmente un importo a sostegno dell’economia
domestica. In caso contrario vi sarebbe il rischio che per approfittare dell’assistenza
sociale un convivente contribuisca in misura minore rispetto a quanto
corrisponderebbe senza il possibile intervento dell’assistenza sociale e ciò
contravvenendo al principio di sussidiarietà.

                                  Infine
il TF ha evidenziato che il conteggio di tale importo nemmeno risultava
arbitrario in considerazione del fatto che i concubini avevano fondato
un’economia domestica comprensiva anche dei loro rispettivi figli nati da
precedenti relazioni.

 

                                  In
una sentenza 8C_645/2015 del 10 dicembre 2015 il TF si è chinato sul caso di un
beneficiario dell’assistenza sociale che, siccome la pigione del suo
appartamento superava i canoni di locazione previsti dalle direttive del Comune
in questione, il 1° ottobre 2014 ha traslocato in una nuova abitazione dove si
è pure trasferita la sua compagna, la quale da quel momento è stata computata
nel calcolo della prestazione assistenziale. La nostra Massima Istanza ha
avallato l’operato dell’amministrazione, ritenendo che il fatto di considerare
la coppia come dei concubini e non semplicemente come due persone che decidono
di condividere l’abitazione per ridurre le spese non è arbitrario. La
circostanza di avere delle camere da letto separate e di consumare i pasti ad
orari diversi nemmeno è inusuale, del resto, per dei nuclei familiari.

 

                                  Con
giudizio 8C_138/2016 del 6 settembre 2016, pubblicato in DTF 142 V 513, l’Alta
Corte ha confermato la decisione del Tribunale amministrativo del Cantone
Zurigo che nell’agosto 2014 nel calcolo dell’assistenza sociale di una beneficiaria
ha conteggiato un importo a titolo di contributo di concubinato da parte del
suo compagno con il quale conviveva dal 2010.

                                  Il
TF ha precisato che, se il concubinato è stabile, il computo di un contributo
di concubinato si giustifica indipendentemente dall’origine dei redditi del
convivente (reddito da attività lavorativa, rendite delle assicurazioni
sociali, indennità giornaliere da parte di assicurazioni).

 

                                  Secondo
l’Alta Corte il budget CSIAS ampliato del concubino non assistito deve
considerare tutte le fonti di entrata (salario da attività lavorativa o salario
sostitutivo comprensivo di prestazioni complementari). In caso di concubinato
stabile, la maggiore entrata che ne dovesse risultare deve essere computata
integralmente come introito (contributo al concubinato) nel budget della
persona richiedente. Ciò non viola - per confronto alle coppie sposate - né il
precetto all'uguaglianza giuridica né il divieto dell'arbitro né tantomeno lede
il diritto al minimo esistenziale (consid. 5).

 

                                  Con
sentenza DTF 149 V 250, l’Alta Corte- dopo aver stabilito che la sospensione
delle prestazioni di assistenza sociale può avvenire unicamente mediante una
decisione formale - nel caso di un ricorrente al
quale l’amministrazione ha sospeso i pagamenti dell’assistenza sociale, non
avendo egli trasmesso all’amministrazione la documentazione relativa alla sua
partner, convivente ed incinta, ha ricordato che non è arbitrario tenere conto
di una relazione di concubinato stabile nel contesto della concessione delle
prestazioni dell’aiuto sociale in presenza di risorse economiche, benché non
esista un dovere legale e reciproco di mantenimento tra i partner. In
quest’ottica è concepibile considerare il fatto che questi siano pronti ad
assicurarsi mutualmente assistenza.

Di principio è ammissibile
computare un contributo di concubinato nel calcolo dell’aiuto sociale
riguardante una persona assistita quando vive in relazione di concubinato
stabile con una persona non beneficiaria dell’assistenza.

Questione lasciata aperta è
invece stata quella di sapere se analogamente vale nel caso in cui la persona
non sostenuta dall'assistenza sociale sia beneficiaria di prestazioni
complementari a una rendita AVS/AI (consid. 5).

Se la persona beneficiaria
dell'assistenza sociale rifiuta di collaborare all'accertamento dei fatti
determinanti per il conferimento e la fissazione delle prestazioni di aiuto
finanziario, una sospensione di queste prestazioni è ammissibile (consid. 6).

 

                          2.7.  Questo
Tribunale, in una sentenza 42.2012.2 del 24 aprile 2013, pubblicata in RtiD II
– 2013 N. 13 pag. 66 seg., questo Tribunale ha stabilito che l'USSI, a giusta
ragione, aveva chiesto la restituzione di prestazioni assistenziali a un
beneficiario dell'assistenza sociale in quanto per un certo periodo la sua
unità di riferimento doveva essere considerata costituita anche da sua figlia e
dalla madre di quest'ultima, con la quale intratteneva una relazione
sentimentale da molti anni.

                                  In
quel caso, malgrado nell'arco di tempo in discussione il ricorrente e la
compagna, diversamente da periodi precedenti e dal lasso di tempo successivo
(dicembre 2010 – agosto 2012), non abitassero (sempre) nel medesimo
appartamento, quest'ultima aveva continuato a recarsi presso l'abitazione
dell'insorgente con la figlia molto spesso (due-tre volte alla settimana,
passandovi, per stessa ammissione della signora, a volte anche la notte),
occupandosi anche delle faccende domestiche del suddetto.

                                  Inoltre
la Polizia Comunale aveva effettuato controlli in modo assiduo e durante
differenti orari sia di giorno che di notte, attestando che l'autovettura della
signora si trovava in modo predominante posteggiata nell'autorimessa privata
dello stabile dove risiedeva quest'ultimo.

 

                                  Con giudizio 36.2014.78-79+36.2014.84-85+36.2014.102-103
del 2 febbraio 2015 il TCA ha stabilito che rettamente la Cassa cantonale di
compensazione Ufficio delle prestazioni, ai fini della determinazione del
diritto alla riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie
(RIPAM), aveva considerato una coppia quale unica unità di riferimento, siccome
la convivenza, che durava, in modo indubbio, da oltre sei mesi, andava ritenuta
stabile ai sensi dell’art. 10a RLCAmal, in vigore dal 1° gennaio 2015 (cfr. BU
3/2015 del 23 gennaio 2015 pag. 14-15) e il cui tenore è identico a quello
dell’art. 2a Reg.Laps. 

 

                                  Con
sentenza 42.2014.13 del 21 maggio 2015, pubblicata nella RtiD I-2016 N. 5 pag.
39 segg., questa Corte ha accolto il ricorso di un insorgente, già beneficiario
di prestazioni assistenziali, la cui nuova domanda del maggio 2014 era stata
respinta, in quanto il reddito della sua unità di riferimento, nella quale era
stata computata anche la compagna con cui abitava dall’aprile 2014, superava il
limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità.

                                  Il
TCA, contrariamente a quanto deciso dall’USSI, ha stabilito che,
indipendentemente dalla questione di sapere se l’art. 2a lett. b Reg.Laps sia
conforme o meno all’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e al diritto federale, non
risultavano date le condizioni per considerare che la convivenza del ricorrente
procurasse gli stessi vantaggi di un matrimonio ai sensi dell’art. 2a lett. b
Reg.Laps e fosse quindi stabile giusta l’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps anche nel
periodo precedente la fine del lasso di tempo di almeno sei mesi.

                                  In
effetti quando l’USSI ha negato il diritto a una prestazione assistenziale la
convivenza tra l’insorgente e la compagna, conosciutisi nemmeno un anno prima,
non comportava l’elemento della durata, essendo iniziata solo nell’aprile 2014.

                                  Inoltre
gli indizi indicati dall’amministrazione (dichiarazione di convivenza e comune
sottoscrizione del contratto di locazione), da un lato, non erano sufficienti
per concludere che si era confrontati con una convivenza stabile già nei primi
mesi della loro coabitazione. Dall’altro, non erano sorretti da altri indizi
convergenti suscettibili di comprovare una convivenza con vantaggi analoghi al
matrimonio.

                                  Questo
Tribunale ha, pertanto, concluso che nei primi sei mesi a far tempo dall’aprile
2014 l’unità di riferimento del ricorrente era costituita unicamente dal
medesimo e da sua figlia.

 

                                  Questa
Corte, con sentenza 36.2015.29-31 del 13 agosto 2015, pubblicata in RtiD I-2016
N. 6 pag. 48 segg., ha negato la riduzione del premio dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie, stabilendo che tra la ricorrente e il
compagno che convivevano da anni senza figli in comune ma condividendo
l’alloggio con il figlio di primo letto dell’insorgente e che non hanno negato
di aiutarsi reciprocamente, di sostenersi e di collaborare esisteva una
convivenza duratura e intensa, profonda e radicata che andava considerata
stabile.

 

                                  Con giudizio 39.2018.7 del 24
settembre 2018 il TCA ha confermato il modo di procedere dell’amministrazione
che aveva negato a un’assicurata il diritto all’assegno integrativo e
all’assegno di prima infanzia tenendo conto nella sua unità di riferimento
anche del padre di sua figlia, benché la ricorrente avesse fatto valere che il
medesimo conviveva con la madre alla quale corrispondeva metà del canone di
locazione e che l’intervento finanziario a suo favore si limitava al versamento
dell’importo di mantenimento per la figlia.

                                  Il Tribunale federale, con
sentenza 8C_744/2018 dell’8 gennaio 2019, ha respinto il ricorso
dell’assicurata, rilevando:

 

"
(…) la Corte cantonale, alla
luce del particolare istituto degli assegni familiari ticinesi (cfr. DTF 143 I 1 consid. 3.4 pag. 8 segg.) e delle
disposizioni legali relative alla convivenza poteva, senza arbitrio far
rientrare in questa categoria le persone che, indipendentemente dalla loro situazione
sentimentale, siano pronte a prestarsi assistenza e sostegno reciproci, al di
là di una semplice amicizia. (…)” 

(consid. 4.2.)

 

                                  In una sentenza 39.2021.5-6 del 7
marzo 2022 questo Tribunale ha stabilito che a ragione la Cassa aveva negato a
un’assicurata il diritto agli AFI e agli API richiesti nell’aprile 2021. In
effetti nell’unità di riferimento andava considerato anche il padre dei suoi
due figli nati nel 2013 e nel 2021, in quanto tra loro sussisteva una
convivenza stabile ex art. 4 cpv. 1 lett. a Laps nonostante ognuno avesse una
propria abitazione in due paesi distinti, si frequentassero soltanto nei fine
settimana e la relazione fosse altalenante.

 

                                  In una sentenza
42.2022.19 del 20 giugno 2022, il TCA ha confermato il modo di procedere dell’USSI
e ritenuto che tra il ricorrente e la compagna con cui da cinque anni aveva una
relazione, dalla quale pernottava nella misura di 3-4 notti la settimana, che
gli lavava i vestiti e prestava la vespa, vi era una convivenza stabile e non
sussisteva, quindi, una semplice economia domestica.

 

                                  In una
sentenza 42.2023.41 del 5 febbraio 2024, questa Corte, nel caso di una
ricorrente cui era stato negato il riconoscimento/rinnovo delle prestazioni
assistenziali, ha, in particolare, stabilito che determinante,
indipendentemente da come avessero deciso di organizzarsi nella propria vita di
coppia (vale a dire se con un domicilio congiunto o con due separati), per
concludere che tra l’interessata ed il compagno di lunga data vi era una
convivenza stabile ai sensi della Laps era il fatto che i due si prestavano
aiuto e sostegno reciproci: “l’uno sostenendo economicamente la compagna ad
esempio per il proprio sostentamento ed in particolare per la spesa di generi
alimentari, concedendole in uso (…) un veicolo o ancora accudendo presso il
proprio appartamento il gatto della fidanzata, l’altra cucinando per il
compagno e pagando, con quanto percepito a titolo di prestazioni Las, le rate
del leasing del veicolo intestato alla di lui società (…)”. 

 

                                  Infine, con la STCA
42.2024. 36 del 2 dicembre 2024, questa Corte, per concludere che tra
un’assistita ed il compagno vi era una convivenza ai sensi della Laps, ha
ritenuto determinante il reciproco aiuto che i due si fornivano sia quando
avevano un unico domicilio, che successivamente alla locazione da parte della
donna di un ente diverso da quello ove risultava domiciliato l’uomo. 

                                  In
particolare, il TCA ha rilevato che il compagno di quell’assistita “ha
intestato a proprio nome la moto che la compagna utilizza e che la medesima
considera come propria, indicando di averla acquistata personalmente quando la
coppia, dopo la separazione della donna dal marito, abitava insieme”, la
accompagnava regolarmente “agli incontri con l’assistente sociale (…), o
alle visite mediche”, o ancora al verbale tenutosi presso l’Ispettorato
sociale.

                                  Quella
beneficiaria di prestazioni Las, da parte sua, oltre ad aver ospitato il
compagno presso l’appartamento da lei locato, “si occupa dei lavori di
giardinaggio che l’uomo non può svolgere per limitazioni fisiche e/o di lavare
i suoi vestiti”.

                                  “Oltre
a trascorrere la “quasi totalità” del tempo insieme” - come del resto
attestavano anche i controlli di Polizia discreti esperiti sull’arco di sei
mesi e gli interventi per i quali, a fronte dei litigi tra i due, era stata
chiamata la Polizia che di volta in volta li aveva trovati sempre insieme, che
fosse al domicilio dell’una o dell’altro - “la coppia” in questione
divideva “inoltre le spese quotidiane, relative ad uscite ed acquisiti di
generi alimentari” 

                                  Sulla
presenza solamente di alcuni effetti personali dell’uomo a casa della compagna,
questa Corte aveva rilevato che “La circostanza che a casa della donna non
siano stati trovati tutti gli effetti personali dell’uomo, non è determinante,
ritenuto che (…) non è in ogni caso escluso che due conviventi ai sensi della
Laps possano avere due domicili distinti”, precisando, in ogni caso, che
quelli trovati nell’abitazione di quell’assistita e riconducibili al compagno
erano oggetti “di uso quotidiano, come il deodorante, i medicinali, il
rasoio, i cavi vari e le diverse paia di scarpe; segno, anche questo, che la
sua presenza in quella casa è costante” (cfr. STCA 42.2024.36 del 2
dicembre 2024, consid. 2.9.).

 

                                  Al
riguardo cfr. pure STCA 42.2018.40 del 5 febbraio 2019; STCA 42.2016.30 del 24
aprile 2017; STCA 39.2018.5 del 13 agosto 2018; STCA 39.2018.3-4 del 22 maggio
2018; STCA 39.2016.6 del 7 novembre 2016; STCA 42.2016.11 del 12 settembre
2016; STCA 42.2016.6-7 del 2 agosto 2016; STCA 42.2016.1 del 27 giugno 2016;
STCA 36.2016.17-20 del 23 maggio 2016; STCA 39.2015.3 del 12 novembre 2015.

 

                          2.8.  Nell’evenienza concreta dalle carte
processuali emerge che l’USSI ha riconosciuto a RI 1 il diritto a percepire le
prestazioni assistenziali da gennaio a novembre 2023 (cfr. supra consid. 1.1. e
doc. 36-38).

 

                                  In data 21 dicembre 2022, la
ricorrente ha sottoscritto un contratto di locazione per un appartamento sito
in __________, composto da 3.5 locali, al primo piano, per totali metri quadri
70, per uso personale, con una pigione mensile di fr. 1'325.- spese comprese, a
decorrere dal 1° gennaio 2023 (cfr. doc. 202-203).

 

                                  Dal “preavviso comunale del
09.01.2023” (/27 dicembre 2022) della __________ risulta che la domanda di
sostegno sociale presentata dall’istante era stata preavvisata favorevolmente e
che “la signora RI 1 inoltra domanda di sostegno sociale in quanto è priva
di entrate dal 17 ottobre 2022, presenta un certificato medico di inabilità al
100% causa malattia. La richiedente da maggio 2022 è separata dal marito
dopodiché è andata a convivere con un’altra persona. Ha un contratto di lavoro
in qualità di addetta alle pulizie a ore, in seguito a malattia la signora non
ha più percepito lo stipendio. Dal 1° gennaio 2023 ha trovato un appartamento
per conto suo a questo [ndr: in ragione di ciò] viene richiesta la
prestazione assistenziale con UR singola. Durante il colloquio è stata invitata
a tenerci aggiornati sul suo stato di salute producendo il certificato medico a
scadenze regolari.” (cfr. doc. 185-186). 

 

                                  Dal contratto di lavoro in atti,
sottoscritto tra ____________________ (datrice di lavoro) e la ricorrente il 16
settembre 2022, risulta che quest’ultima era attiva quale “impiegata di
economia domestica per il servizio di assistenza e cura al domicilio secondo il
contratto quadro ASPS Ticino” dal 19 settembre 2022 (cfr. doc. 240-242). 

                                  Dallo scritto del 30 gennaio 2023
in atti emerge che ____________________ ha comunicato alla ricorrente quanto
segue: 

 

"
(…) ci riferiamo alla sua disdetta del 2.12.2022 e le comunichiamo che
accettiamo le sue dimissioni per 01.01.2023. Il suo caso di malattia (…) è terminato
in data 31.12.2022 come da certificato medico del Dr. __________ del
22.12.2022. La __________ non ha potuto evadere il suo caso sopraccitato di
malattia, dato che non le sono state fornite tutte le informazioni mediche
necessarie per il pagamento dell’indennità giornaliera” (cfr. doc. 239). 

 

                                  Dal 1° settembre 2022 la
ricorrente era altresì attiva, sulla base di un nuovo contratto di lavoro,
nella misura di “circa 11 ore mensili, in base alle necessità della famiglia”
come addetta alle pulizie per __________, __________ (cfr. doc. 248-249), con
il quale era già stata legata da un precedente contratto, valido dal 1° gennaio
al 31 agosto 2022 (cfr. doc. 250).

 

                                  Dal certificato medico del dr.
med. __________ risulta poi che la ricorrente è stata inabile al lavoro per
malattia al 100% dal 17 ottobre al 31 dicembre 2022 (cfr. doc. 244).
Analogamente il medico ha certificato dal 1° gennaio al 31 marzo 2023 (cfr.
doc. 430), dal 1° aprile al 30 giugno 2023 (cfr. doc. 407) e dal 1° luglio al
31 agosto 2023 (cfr. doc. 372).

 

                                  Dagli atti emerge che con mail
del 15 marzo 2023, __________, ex marito della ricorrente, ha comunicato
all’USSI che la donna in abitava con __________ nell’appartamento di Via __________,
aggiungendo che RI 1 “va a lavorare a nero a __________” e che la
medesima “ha visto che prima quando abitavano a __________ erano dichiarati
che abitano sotto stesso tetto non poteva avere l’assistenza a lei e lui hanno
fatto i furbi lei ha preso appartamento qua e lui ha preso monolocale a __________
che abita __________ in quell’appartamento ma non ha annunciato al controllo
abitanti risulta come frontaliere” (cfr. doc. 162). 

 

                                  Da una segnalazione anonima
pervenuta all’amministrazione il 13 aprile 2023, inoltre, emerge quanto segue:

 

"
(…) prendete nota di una vostra beneficiaria in assistenza: la signora
in questione si chiama RI 1 è nata il giorno __________ e abita in Via __________.
La signora vi avviso che si sta approfittando del vostro aiuto per quanto
riguarda l’assistenza sociale. Lei è in malattia e nonostante questo è partita
il giorno 6 aprile per una vacanza di 10 giorni per la __________ con la
certezza che tanto nessuno controlla i suoi spostamenti. Si vanta di non essere
stupida ma furba perché è riuscita a raggirare tutti e che continuerà così
perché dice di non voler lavorare ma solo di essere mantenuta. Si vanta di fare
la bella vita percependo la somma di quasi 3'000 CHF mensili e di avere un
appartamento di 3 locali e ½ e vivere come una signora. 

Lei ha anche un
compagno anche lui in infortunio (il signore in questione si chiama __________
e abita a __________) con il quale ha iniziato il commercio di auto usate il
tutto non dichiarato ma in nero. Le macchina dalla Svizzera vengono portate in__________
da loro due. I viaggi che la signora fa sono confermati sul passaporto con il
timbro doganale. Fino a ieri ho cercato di starmene in disparte per paura. Sì
paura perché non so con chi ho a che fare davvero e ho pensato più che altro a
proteggere me stessa visto che vivo da sola. Ora davanti a tanta furbizia,
davanti a tanta ingiustizia, ho deciso di informarvi. Gentili signori,
preferirei tenere l’anonimato onde evitare problemi futuri alla mia persona.”
(cfr. doc. 156-157).

 

                                  Con mail del 9 giugno 2023, RI 1
ha chiesto all’operatore socio amministrativo __________, tra gli altri, se “Io
possono andare in mio paese per visitare i miei genitori o no” (cfr. doc.
155). Al riguardo, il suo interlocutore le ha risposto poco dopo che “per
quanto riguarda le assenze all’estero è tenuta a inviarci una dichiarazione
circa le date di partenza e di ritorno. A tal proposito la informiamo che può
assentarsi dal territorio cantonale per un massimo di 30 giorni cumulativi
all’anno” (cfr. doc. 154).

                                  Con mail del 3 luglio 2023,
l’Ispettrice USSI __________ ha comunicato ad un collaboratore della __________
quanto segue: 

 

"
(…) nell’ambito di una nostra istruttoria in merito alla signora RI 1, __________,
domiciliata in Via __________ e beneficiaria dal 01.01.2023 con unità di
riferimento singola ho constatato un’incongruenza di informazioni da lei
fornite con la piattaforma del movimento della popolazione. La signora ha
fornito il contratto di locazione (…) secondo il quale vive sola e così infatti
ha dichiarato.

Secondo MovPop invece
sembrerebbe che la stessa condivida l’appartamento con altre due donne.
Considerato che se i dati a MovPop dovessero essere corretti, andrebbe eseguito
il ricalcolo delle prestazioni della beneficiaria ti chiedo se potete esperire
un controllo sulla situazione abitativa della signora RI 1 e quindi verificare
se vive sola oppure in economia domestica con altre persone. Nell’eventualità
che la signora non risultasse abitare presso questo appartamento, secondo
segnalazione del suo ex marito, potrebbe convivere con __________, domiciliato
in Via __________; lui non è beneficiario di prestazioni assistenziali e quindi
la mia competenza non si estende anche su di lui. 

Da ultimo, secondo
informazioni in mio possesso, in questo momento la signora dovrebbe essere
fuori dalla Svizzera per vacanza, credo almeno per le prossime due settimane
(…)” (cfr. doc. 153). 

 

                                  Dal “rapporto di segnalazione”
del 18 agosto 2023 della Polizia della __________, redatto in conseguenza delle
“verifiche richieste dall’ispettorato sociale in merito ad una possibile
convivenza”, risulta quanto segue: 

 

"
(…) dai controlli eseguiti è stato chiarito che il programma MovPop
indicava, a causa di un errore, la convivenza di altre due donne nel medesimo
appartamento. Venivano comunque esperite ulteriori verifiche che hanno rilevato
la possibile convivenza tra la nominata ed il __________. Gli stessi si
frequentano da molto tempo, infatti da quanto è emerso dagli incarti in nostro
possesso, in data __________ 2022 la stessa è stata allontanata dal proprio
domicilio a causa di grosse problematiche con l’ex marito. Da quel momento lei
ha cominciato la convivenza con il signor __________, persona con cui
intratteneva una relazione sentimentale, fintanto che non le è stato affidato
l’appartamento di Via __________ il primo di gennaio 2023.

Durante le verifiche
sul posto, a casa della stessa per diversi giorni non è stato possibile trovare
nessuno, mentre al domicilio del __________ in Via __________, al momento del
controllo erano presenti entrambi. Oltre a questo, in Via __________ per oltre
due settimane è stata rilevata la presenza nel parcheggio condominiale del
veicolo di proprietà del __________. 

In sostanza da quanto è
emerso durante questo periodo, appare evidente che i due si frequentano in
maniera stabile da molto tempo. Non è stato possibile chiarire se lei abbia
l’abitudine di passare il suo tempo presso il domicilio del __________ o
viceversa lui a casa di lei, sempre che la cosa non sia casuale, ma dagli
elementi emersi si evince la relazione sentimentale e di convivenza” (cfr. doc.
151-152).

                                  Dal verbale di udienza della
Pretura di __________ del __________ 2022, in atti, emerge che nell’ambito
della causa promossa da __________ contro la ricorrente:

 

-       
“la moglie, dalla decisione allontanamento della Polizia cantonale
dell’8 aprile 2022 e dopo il ricovero coatto e meglio a partire dal 19 aprile
2022, soggiorna presso un amico a __________”; 

-       
il domicilio coniugale è stato provvisoriamente attribuito al padre dei
figli della coppia, nati nel __________ e nel __________, provvisoriamente
affidati a __________, mentre alla madre è stato dato un permesso di visita
sorvegliato presso il punto d’incontro;

-       
a RI 1 è stato fatto divieto di avvicinarsi al (ora ex) marito a meno di
200 metri ed al suo domicilio;

-       
__________, dall’istante in causa e quindi da __________, viene indicato
quale “amante della moglie” (cfr. doc. 140-149).

 

                                  Dalla notifica di cambio di
indirizzo di data 7 dicembre 2022 della __________ risulta che dal __________
maggio 2022 la ricorrente aveva cambiato il proprio indirizzo, passando da Via __________
a “c/o __________ Via __________” (cfr. doc. 137).

                                  Il 27 dicembre 2022 la Città __________
ha poi indicato, in una successiva notifica, che RI 1 aveva nuovamente cambiato
indirizzo, mutato da “c/o __________ Via __________” a “Via __________”
dal 1° gennaio 2023 (cfr. doc. 138).

 

                                  Il 19 ottobre 2023, stante la
necessità di “svolgere degli accertamenti relativi alla sua attuale
condizione personale e/o finanziaria”, il Servizio Ispettorato sociale ha
convocato la ricorrente per il 25 ottobre successivo, chiedendole di
presentare, oltre al suo “documento di identità in corso di validità”,
l’ “estratto dei consumi elettrici del suo appartamento di Via __________
dal 1° gennaio 2023 ad oggi” (cfr. doc. 134). 

 

                                  Con mail del giorno seguente, RI
1 ha comunicato all’Ispettrice ha chiesto un rinvio, “visto che in ottobre
sono via per i motivi familiari, in allegato le mando la mia prenotazione del
10 settembre 2023 che starò via dal 25.10.2023 al 29.10.2023” (cfr. doc.
132). 

                                  L’allegato in questione è la
riservazione dei voli del 25 ottobre 2023 da __________ destinazione __________
e ritorno previsto il 29 ottobre 2023 effettuata da __________ il 10 settembre
2023 per tre persone; lo stesso __________, la ricorrente e tale __________
(cfr. doc. 133). 

 

                                  Il 23 ottobre 2025, l’Ispettorato
ha quindi nuovamente convocato la ricorrente, questa volta per il 7 novembre
2023 (cfr. doc. 126).

 

                                  Dal verbale dell’audizione della
ricorrente del 7 novembre 2023 – del quale alcuni passaggi sono ripresi
dall’USSI nella risposta da causa e che, contrariamente a quanto indicato dalla
legale della ricorrente il 7 aprile 2025 (cfr. supra consid. 1.11. e doc. X), è
ben presente agli atti - emerge, in particolare, ch’ella ha fornito le seguenti
risposte ai quesiti postile dal Capo Servizio Ispettorato sociale e
dall’Ispettrice presenti all’incontro:

 

"
(…) 

D: Con quale mezzo di
trasporto è arrivata oggi?

R: Oggi sono arrivata
con l’auto del mio amico che me l’ha prestata.

(…) D: Possiede
un’autovettura e/o motoveicolo immatricolati, a suo nome, in Svizzera?
All’estero?

R: Non no ho auto, ma
come detto sono arrivata con l’auto del mio compagno, il signor __________. (…)

D: Quale mezzo di
trasporto utilizza normalmente per i suoi spostamenti?

R: Utilizzo i mezzi pubblici e l’auto del sig. __________.

D: Signora RI 1
descriva il suo appartamento.

R: Si tratta di un
appartamento di 3 locali e mezzo che ho ammobiliato io. L’appartamento ha 2
camere dal letto, 1 sala con cucina e 1 bagno. Come detto ho ammobiliato tutto
l’appartamento io. 

D: Signora RI 1
all’interno del suo appartamento vi sono tutti ed unicamente
i suoi effetti personali?

R: Ci sono solo le mie
cose e forse qualche effetto personale del mio compagno in quanto lui ogni
tanto si ferma a dormire da me ma di solito mi fermo io da lui. Preciso che
insieme all’appartamento ho anche in affitto un parcheggio che lascio per il
mio compagno che ha un’auto. In pratica lui utilizza il mio parcheggio.

D: Signora RI 1, (…)
l’art. 67 Las recita (…) Acconsente per tanto all’ispezione della sua residenza
__________ da parte del nostro Servizio e/o da parte dell’organo chiamato a
rappresentarci?

R: No non acconsento
fino a quando non contatto il mio avvocato.

LA SIGNORA VIENE
INVITATA A CONTATTARE IMMEDIATAMENTE IL SUO AVVOCATO

ADR: La signora chiama
immediatamente il suo avvocato che però non ha risposto alla chiamata. (…)

Dopo aver spiegato bene
la situazione alla signora RI 1 e l’interpretazione delle leggi applicabili in
materia, ella acconsente al sopralluogo del suo appartamento.

D: Signora RI 1, ci può
descrivere la sua situazione familiare?

R: I miei genitori e le mie sorelle vivono in __________. Come detto io sono
separata ed abbiamo un rapporto difficile con l’ex marito.

D: Quanto spesso vede i
suoi figli?

 

R: 1 weekend ogni 2
settimane e 1 volta per la cena. Ma viene solo mia figlia __________, mentre
mio figlio di __________ non viene mai in quanto non gradisce la presenza del
mio nuovo compagno.

D: Quando è uscita di
casa in aprile 2022, dove è andata?

R: Quando sono uscita
di casa sono andata da un’amica a __________ (da __________ per pochi giorni)
poi sono andata dal signor __________ a __________ da aprile 2022 fino a quando
ho locato il mio appartamento a gennaio 2023.

D: In che rapporto si
trova con il signor __________?

R: Come detto è il mio
compagno, siamo una coppia e abbiamo una relazione come dite da aprile 2022.

D: Per quale motivo
allora negli atti si parla del sig. __________ come del suo compagno?

R: Come già detto noi
siamo una coppia, abbiamo una relazione.

D: Per quale motivo ha
allora dichiarato allo sportello LAPS che stava convivendo con il suo compagno?

R: Certo confermo di
aver riferito allo sportello Laps di avere una relazione con il signor __________
e vivevamo insieme in quel momento.

D: Sappiamo che ad oggi
siete ancora compagni, cosa vuole specificare in merito?

R: Certo che siamo
ancora compagni ma ritengo che non dovevo comunicare questo fatto in quanto non
viviamo sotto lo stesso tetto.

D: Dal 25 ottobre 2023
al 29 ottobre 2023 lei è partita per __________ con il sig. __________
(prenotazione eseguita da lui stesso per 3 persone), per quale motivo? Quale è
stato il motivo del viaggio e quanto le è costato?

R: Non lo so in quanto
non l’ho pagato io.

D: Quanto spesso va a __________
o in __________ e per quale motivo?

R: Sono stato in agosto
e in ottobre 2023 insieme al sig. __________ e nel 2022 in periodo estivo
sempre con il sig. __________ e sua figlia. Con mio ex marito andavo più
spesso.

LA SIGNORA NON VUOLE
RISPONDERE PROPRIAMENTE ALLA DOMANDA SOPRA

D: Per quale motivo non
ha inoltrato una domanda di prestazioni assistenziali insieme al sig. __________?

R: Non sapevo che lo dovevo fare.

D: Già al momento di
prendere contatto con il Comune di __________ per la prima domanda di prestazioni
assistenziali (in dicembre 2022) lei si è presentata come una donna impegnata
in una relazione sentimentale e in convivenza (da aprile 2022), infatti dagli
atti in nostro possesso risulta che questa relazione si è consolidata in una
convivenza che sta perdurando tutt’ora. Per quale motivo non ha avvertito
l’Ufficio di questa situazione?

La domanda ha
valere giuridico quale formale richiesta di giustificazione

R: Io non sapevo che
dovevo fare questo annuncio e non ho nessuna giustificazione in merito a questo
aspetto”. 

 

                                  Rammentato alla ricorrente quanto
previsto dall’art. 67 Las, rispettivamente, dall’art. 9a cpv. 1 lett. d RLas,
l’audizione è così proseguita: 

 

"
(…) signora RI 1 si rende conto che con il suo agire segnatamente
omettendo d’informare l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento della
relazione sentimentale e di convivenza con il signor __________, così come
anche non avvisando in merito ai periodi di assenza all’estero, lei ha compiuto
due distinte violazioni ai sensi delle leggi che regolamentano l’assistenza
sociale?

R: Ne prendo atto.

D: Signora RI 1 è
consapevole che le violazioni da lei compiute potrebbero avere come conseguenza
una riduzione temporanea delle prestazioni assistenziali a lei assegnate
(sanzione)?

R: Ne prendo atto. 

D: Signora RI 1 è
consapevole che nel caso venisse stabilito che lei ha percepito indebitamente
delle prestazioni assistenziali le sarà chiesto di restituirle (ordine di
restituzione)?

R: Ne prendo atto.” 

 

                                  Alla ricorrente, che
contestualmente non risulta aver consegnato alcun tipo di documento, in esito
all’audizione è stato chiesto di produrre tutta una serie di documenti relativi
alla situazione persone e finanziaria di __________, nonché di inoltrare una
domanda di prestazioni assistenziali unitamente a quest’ultimo.

                                  Riletto il verbale di audizione, RI
1 lo ha firmato senza aggiungere alcuna osservazione (cfr. doc. 119-125).

 

                                  Dal verbale di ispezione
dell’abitazione della ricorrente, che loca da gennaio 2023 un appartamento sito
in Via __________ (cfr. supra), __________, risulta quanto segue: 

 

"
(…) 

1.     Esterno
abitazione: entrata con scarpe della signora e del sig. __________. Sigarette
del sig. __________.

2.     Locale 1:
Bagno doccia e prodotti anche da uomo

3.     Locale 2:
salotto con divano, tavolo, TV, altri mobili, foto del compagno __________ e
sua figlia, fisarmonica del sig. __________

4.     Locale 3:
Camera da letto della signora con letto, armadi e suoi abiti. Giacca da lavoro
c/o __________ del sig. __________.

La signora dichiara di
passare tempo sia qui che a casa del sig. __________. Vivono in due
appartamenti secondo i piani giornalieri. La signora si occupa di lavare i
vestiti di __________ in Via __________.

5.     Locale 4:
Camera per bambini con dentro abiti del sig. __________ come da foto.

6.     Locale 5:
cucina completa. La signora ha un gatto (ciotoline presenti) ora è a casa del
sig. __________.

Dopo lettura del
protocollo la signora RI 1 precisa quanto segue: la signora consegna un
contratto di lavoro che non aveva annunciato. Contratto di pulizia per il
signor __________ in __________. Inizio 2 novembre 2023 dal lunedì al venerdì
dalle 18:00/18:30 alle 20:00/20:30 salario 25.85/ora. Manderà il contratto per
mail o posta entro il 14.11.2023.” (cfr. doc. 116-118).

 

                                  Il verbale è stato sottoscritto
da RI 1 (cfr. doc. 116-118).

 

                                  Dal “Rapporto Ispettorato –
Chiusura caso” del 16 novembre 2023 risulta quanto segue: 

 

"
(…) 

Dall'istruttoria condotta
dallo scrivente Servizio è emersa nel complesso una vera e propria violazione
con conseguente abuso commesso dalla signora RI 1:

3.1 L'utente non ha
informato l'USSl della sua convivenza stabile ai sensi Laps con il signor __________
(non beneficiario) sin dalla sua prima domanda di prestazioni (a causa della
relazione con lui, si è più volte recata all'estero senza annunciarlo, come
risulta dall'incarto ispettorato).

Già con la prima
domanda vi erano elementi di dubbio, infatti la signora dopo essere stata
allontanata dal domicilio coniugale (vedi verbale della Pretura del __________
maggio 2022) è andata a vivere con il suo nuovo e attuale compagno __________
in via __________ a __________ (cfr. anche polizza __________ di ottobre 2022 e
notifica di cambio indirizzo da __________ a __________). Da lì, considerato
che il suo compagno lavora per "__________ e non avrebbe avuto diritto
alle PA insieme a lui, la signora, dopo la spiegazione in questo senso da parte
del Comune (cfr. doc. prima domanda), ha locato un altro appartamento. Anche la
Polizia __________ ha confermato, con rapporto 18/28 agosto 2023, che
"appare evidente che i due si frequentano in maniera stabile da molto
tempo. Non è stato possibile chiarire se lei abbia l’abitudine di passare il
suo tempo presso il domicilio del __________ o viceversa lui a casa di lei,
sempre che la cosa non sia casuale, ma dagli elementi si evince la relazione
sentimentale e di convivenza".

Sentita in audizione il
7 novembre 2023 a Lugano, la signora ha inizialmente cercato di non confermare
la sua relazione sentimentale stabile ai sensi Laps con il sig. __________, ma
contestatigli gli elementi a sostegno della tesi sospettata, non ha più potuto
negarlo e ha confermato di avere una relazione stabile con il signor __________
da aprile 2022 (cfr. verbale di audizione del 7 novembre 2023). L'ispezione
dell'abitazione in via __________ ha ulteriormente corroborato il sospetto che
la signora è in una relazione sentimentale stabile da più di sei mesi con il
sig. __________ (cfr. doc. fotografica nell'inc. informatico dell'lspettorato).
Nonostante vi siano due abitazioni distinte, si giunge alla conclusione che
l'UR sia unica, perché nell'appartamento dell'utente sono stati trovati diversi
vestiti del __________, scarpe comprese, e anche le divise de "__________".
Infatti, la signora RI 1 si occupa di lavare e stirare i vestiti del suo
compagno, di cucinare i pasti per entrambi e in generale si occupa della casa
che mette a disposizione al suo compagno che indubbiamente ci passa molto
tempo, considerata la presenza anche della sua fisarmonica che suona nel tempo
libero. Si può aggiungere che in cambio, il sig. __________ mette a
disposizione della compagna la sua auto, con cui la stessa si è recata all'audizione
e che è sempre parcheggiata in via __________ in un parcheggio a pagamento.
Inoltre il compagno provvede al pagamento dei frequenti viaggi in __________
per entrambi. Per questi motivi è considerato provato l'aiuto reciproco
parificabile ai vantaggi di un matrimonio.

Nonostante alla signora
è stato assegnato un termine per presentare la documentazione del suo compagno
direttamente all'OSA, allo scopo di verificare un eventuale diritto residuo, la
stessa non l’ha presentata entro il termine. Per completezza di informazioni,
si comunica che la signora ha anche trovato un lavoro a tempo parziale e ha
trasmesso prima all'lspettorato e poi all'OSA il contratto, dopo la visita al
suo domicilio. Non si è concretizzata una violazione compiuta, perché, anche se
casualmente, ma l’informazione è stata data in tempo grazie alla visita al suo
domicilio.” (cfr. doc. 107-109).

                                  Ricevuta la decisione informale
dell’USSI di data 23 novembre 2023 con la quale veniva comunicata la
sospensione dell’erogazione delle prestazioni Las (cfr. supra consid. 1.1.), il
giorno seguente RI 1 ha osservato:

 

"
(…) vorrei contestare la mia convivenza con il sig. __________ visto che
lui è domiciliato in Via __________ (in allegato la copia del suo contratto di
locazione). 

Io e il sig. __________
non abbiamo mai convissuto né abbiamo intenzione di farlo in futuro. Anzi da
ora in avanti non succederà più nemmeno che egli si fermi occasionalmente da me
a dormire (cosa avvenuta molto sporadicamente e solo in via eccezionale). Visto
che, come comprovato, non si può assolutamente parlare di convivenza non
sussiste alcun motivo per sospendere l’erogazione delle prestazioni
assistenziali” (cfr. doc. 69 e 303).

 

                                  La ricorrente ha allegato al
proprio scritto (che con mail del 4 dicembre 2023 ha precisato dover essere
considerato come reclamo contro la sospensione dell’erogazione delle
prestazioni Las, cfr. doc. 66) il contratto di locazione sottoscritto il 7
febbraio 2023 da __________ per la locazione dal 1° marzo 2023 di un
appartamento di 1.5. locali, di 57 metri quadrati, sito al pianterreno di Via __________,
__________, per un canone locativo mensile di fr. 820.- cui si aggiungono fr.
130.-/mese di acconto spese (cfr. doc. 70-76).

 

                                  Con la decisione su reclamo del
23 gennaio 2024, l’USSI ha, come visto (cfr. supra consid. 1.2.), confermato la
sospensione dell’erogazione delle prestazioni assistenziali che erano state
corrisposte a RI 1 sino a novembre 2023.

 

                                  Incontestato, tale provvedimento
è cresciuto in giudicato ed il 12 marzo 2024 l’amministrazione ha quindi emesso
l’ordine di restituzione per il quale già si è detto, seguito, poi ed successivamente
al reclamo di RI 1, dalla decisione su reclamo ora impugnata dall’interessata
innanzi al TCA (cfr. supra consid. 1.3.).

 

                                  Dalla documentazione in atti
emerge, poi, che: 

-       
il 28 maggio 2024 lo sportello LAPS di __________ ha informato l’USSI
del fatto che __________ aveva cambiato, a decorrere dal 1° maggio 2024, il
proprio indirizzo, trasferendosi presso la ricorrente in Via __________ (cfr.
doc. 165), come del resto risulta anche dall’estratto relativo all’insorgente del sistema informatico
concernente la banca dati MOVPOP che gestisce l’anagrafe del Cantone Ticino;

-       
sempre il 28 maggio 2024 lo Sportello LAPS di __________ ha altresì
comunicato all’USSI che __________ risulta divorziato dal 13 novembre 2023
(cfr. doc. 166);

-       
il 14 novembre 2024 è stato comunicato all’USSI dallo sportello LAPS di __________
il cambiamento di stato civile della ricorrente, divorziata a decorrere dal 29
agosto 2024 (cfr. doc. 164).

 

                                  In
sede ricorsuale, RI 1 ha prodotto la seguente documentazione: 

 

-       
Verbale di udienza del __________ giugno 2021 della Pretura __________
inerente la causa promossa da __________ contro __________, dal quale emerge,
in particolare, che dal matrimonio tra i due è nata una figlia nel 20__________
che è contestualmente stata affidata alla madre per cura ed educazione, che i
coniugi, che già vivevano separati del __________ marzo 2021 avendo entrambi
costituito nuovi domicili, sono stati autorizzati a vivere separati, che
mensilmente il padre (avente un reddito mensile indicato in fr. 5'010.- netto
da oltre fr. 200.- stimati per l’attività accessoria) versa alla figlia da
luglio 2021 un contributo di mantenimento pari a fr. 964.- oltre AF sino al 10°
anno di età della minore e che __________ si è assunto i debiti sorti durante
il matrimonio (cfr. all. H a doc. I); 

-       
La “lista spese mensili nel anno 2023” __________, dalla quale
emerge che aveva spese mensili per fr. 4'358.- a fronte di “un salario netto
mensile (…) di 3'400.00 fr circa” (cfr. all. G a doc. I);

-       
La polizza assicurazione veicoli a motore __________ stipulata da __________
presso __________ per la __________ per il 2023 e l’imposta di circolazione per
il 2023 per il medesimo motoveicolo (cfr. all. G a doc. I);

-       
L’imposta di circolazione per il 2023 per l’autoveicolo __________ di __________
(cfr. all. G a doc. I);

-       
L’estratto per la dichiarazione di imposta 2023 di __________ (cfr. all.
G a doc. I);

-       
La pagina 4/8 dell’estratto di un conto privato per il mese di dicembre
2023 (successivo, quindi, ai fatti oggetto della presente vertenza), con le
annotazioni “parcheggio auto mensile” manoscritta alla voce addebito di
fr. 120.- “twint invio denaro (…) parcheggio gennaio 2024”,
rispettivamente “Credito ultima rata debito ex moglie rata mensile” alla
voce “addebito __________” di fr. 483.60 (cfr. all. G a doc. I);

-       
Copia del precedente contratto di affitto di __________ per
l’appartamento di 3.5. locali __________ (cfr. all. G a doc. I);

-       
Le “distinte di paga” da gennaio a novembre 2023 rilasciate da __________
a __________ (cfr. all. G a doc. I);

-       
Il certificato di salario __________, dal quale emergono redditi per fr.
74'726.-, di cui imponibili fr. 66'012.- e fr. 7'891.- di imposte alla fonte
(cfr. all. G a doc. I); 

-       
Il contratto di lavoro sottoscritto da __________ in qualità di “personale
conducente trasporto personale” e __________ dal __________ agosto 2017
(cfr. all. G a doc. I);

-       
La sentenza di divorzio inerente a __________ e __________ del __________
ottobre 2023, dalla quale emerge che  aveva un fabbisogno mensile di fr.
2'796.- e che, in seguito all’omologazione di convenzione, l’uomo deve versare
quale contributo di mantenimento alla figlia, per quanto di interesse ai fini
della presente vertenza, fr. 490.- oltre AF sino al 30 giugno 2025 ed alla
moglie fr. 495.- al mese (cfr. all. F a doc. I); 

-       
La dichiarazione manoscritta del 2 maggio 2024 nella quale RI 1 dichiara
“che in data 01.05.2024 viene a abitare con me il sig. __________ presso la
mia abitazione in Via __________” (cfr. all. C a doc. I).

 

                          2.9.  Chiamata
a pronunciarsi, questa Corte, attentamente vagliata la documentazione agli
atti, ritiene che l’operato dell’USSI debba essere tutelato per i motivi qui di
seguito esposti.

 

                                  Innanzitutto,
il TCA rammenta che la sussistenza di una convivenza stabile ai sensi della
Laps non dipende da come RI 1 e __________, nel periodo determinante ai fini
della presente vertenza e quindi da gennaio a novembre 2023, avevano deciso di
organizzarsi nella loro vita di coppia, vale a dire se con un domicilio
congiunto o con due separati. 

                                  Come
visto (cfr. supra consid. 2.6.), la giurisprudenza federale ha già stabilito
che, ai fini della determinazione di una convivenza rispetto a una semplice
economia domestica comune, è irrilevante la forma della vita in comune. È,
invece, determinante che i partner siano pronti a prestarsi assistenza e
sostegno reciproci.

 

 

 

 

                                  Riguardo
alla tesi ricorsuale secondo cui “non corrisponde al vero che a partire dal
mese di aprile 2022 la ricorrente ha intrattenuto una convivenza stabile
(convivenza) con il signor __________ ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. c LAPS”,
il TCA rileva che se la legale di RI 1 contesta quanto indicato nel rapporto “ispettorato-chiusura
caso” (cfr. supra consid. 1.6.), incontestate sono, per contro, rimaste le
risposte fornite, rilette e sottoscritte senza osservazione alcuna il 7
novembre 2023 da RI 1 in occasione della propria audizione in presenza di due
collaboratori dell’Ispettorato sociale. 

                                  La
ricorrente, in quell’occasione, ha in particolare riferito che: 

-       
ad aprile 2022, dopo la separazione dell’ex marito e dopo aver trascorso
qualche giorno da un’amica a __________, “sono andata dal signor __________
a __________”; 

-       
che lì è rimasta “fino a quando ho locato il mio appartamento a
gennaio 2023”, locazione dell’appartamento in __________ che coincide anche
con la richiesta di prestazioni Las; 

-       
__________ “è il mio compagno, siamo una coppia e abbiamo una
relazione come dite da aprile 2022”, ribadendo, poco dopo “Siamo una
coppia, abbiamo una relazione”; 

-       
Presso l’appartamento che lei locava al momento del verbale ci “sono
solo le mie cose e forse qualche effetto personale del mio compagno in quanto
lui ogni tanto si ferma a dormire da me ma di solito mi fermo io da lui”.

                                  In
occasione di quel verbale e dell’ispezione domiciliare esperita subito dopo
presso l’abitazione di Via __________, del resto, è emerso che la ricorrente fa
uso dell’auto del “compagno”, parte dei cui effetti personali si trova
presso l’appartamento locato dalla ricorrente. 

                                  Tra
quanto ritrovato a casa di RI 1 ed appartenente a __________ si annoverano,
poi, oggetti di uso quotidiano, quali prodotti per il bagno, sigarette, la
giacca del lavoro, scarpe e vestiti. Ed il motivo per il quale a casa della
donna non si sono trovati più oggetti riconducibili a __________, è la stessa
ricorrente a spiegarlo quando indica che nell’appartamento da lei locato “Ci
sono solo le mie cose e forse qualche effetto personale del mio compagno in
quanto lui ogni tanto si ferma a dormire da me ma di solito mi fermo io da lui”.

                                  Si
rileva, inoltre, che il viaggio in __________ fatto dalla ricorrente sul finire
di ottobre 2023 sarebbe stato interamente pagato dal compagno, che RI 1 metteva
a disposizione dell’uomo - che ha un’automobile e un motoveicolo - il posteggio,
che l’assistita in Via __________ si occupava di fare il bucato del compagno,
ch’ella ha dichiarato di “passare tempo sia qui [ndr: nell’appartamento
di Via __________] che a casa del sig. _