# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 84e2d8bd-8cf7-51d0-922b-4f27ee06f289
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.11.2004 36.2004.88
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2004-88_2004-11-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2004.88

  36.2004.100

   

   

  cs/sc

  	
  Lugano

  12 novembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 luglio 2004 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 29 giugno 2004 emanate
  da

  
	
   

  	
  Cassa malati CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Dal 1°
gennaio 1996 al 31 dicembre 2001 RA 1, sua moglie e le figlie __________ e __________,
sono stati affiliati presso la Cassa Malati CO 1 per l'assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie e per alcune complementari rette dalla LCA (cfr.
doc. V).

 

                               1.2.   Nel corso
del 2001 l'assicuratore ha fatto spiccare due precetti esecutivi nei confronti
di RA 1 per premi e partecipazioni ai costi non pagati da lui, dalla moglie e
dalle figlie per i periodi febbraio - maggio 2001 (PE n. __________ dell'__________
di __________ di fr. 879,45 oltre spese di diffida e d'apertura dell'incarto,
doc. 1) e giugno - luglio - agosto 2001 (PE n. __________ dell'__________ di __________,
fr. 734.20 oltre spese di diffida e d'apertura dell'incarto, doc. 2), entrambi
sfociati in attestati di carenza beni (doc. 3 e 4).

 

                                         Successivamente
l'assicuratore ha fatto spiccare dall'__________ di __________, nei confronti
della moglie, i PE n. __________ e __________ (doc. 5 e 6), tramite i quali ha
chiesto il pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi rimasti scoperti
in seguito al rilascio degli attestati di carenza beni, oltre alle spese (per
complessivi fr. 417,30, rispettivamente fr. 446,15).

 

                                         In
seguito alle opposizioni interposte dall'interessata ai due PE, l'assicuratore
ha emanato due decisioni formali tramite le quali ha rigettato le opposizioni e
richiesto il pagamento degli importi di fr. 417.30, rispettivamente fr. 446.15
(doc. 7 e 8).

 

                                         L'assicurata,
rappresentata dall'avv. __________, è insorta contro le predette decisioni,
contestando le richieste della Cassa (doc. 9).

 

                                         Con due
decisioni su opposizione del 29 giugno 2004 l'assicuratore ha ribadito
l'obbligo della moglie di pagare i premi e le partecipazioni ai costi del 2001
(doc. A2 e A3).

 

                               1.3.   Tramite
ricorso del 13 luglio 2004, RI 1, rappresentata dal marito, contesta le
decisioni su opposizione rilevando in particolare di aver ottenuto
dall'Istituto delle assicurazioni sociali i sussidi per il pagamento dei premi
dell'assicurazione di base sin dal 1995 e facendo valere la compensazione con
prestazioni non pagate dalla Cassa. 

                                         L'insorgente
afferma inoltre che l'assicuratore avrebbe trattenuto irregolarmente dei
sussidi senza l'assenso della ricorrente, ammettendo tuttavia che il Ministero
Pubblico ha decretato un non luogo a procedere nella procedura avviata dal
marito per truffa ed amministrazione infedele. 

                                         L'assicurata
fa poi valere che in data 18 marzo 2002 l'assicuratore avrebbe ammesso di
essere debitore di un importo di fr. 1'132.45 nei confronti di suo marito, ma
nel contempo avrebbe utilizzato questa somma per pagare debiti derivanti da
premi e partecipazioni ai costi rimasti impagati con riferimento a precetti
esecutivi che non sarebbero mai stati spiccati.

                                         L'insorgente
ribadisce pertanto l'accusa di truffa ed amministrazione infedele e presenta la
situazione contabile per il periodo 1.1.1996-31.12.2001, con un saldo, a favore
dell'assicuratore, di soli fr. 176.45. L'interessata chiede inoltre al
Tribunale di accertare che "con il rimborso delle prestazioni
11.05.2000 (doc. 14.1) l'arch. RA 1 non abbia riconosciuto valido
l'agire CO 1 di voler addebitare Fr 111.25 per un semplice richiamo del 14.04.2000
(non due come scritto), invece di accreditare detto importo regolarmente
all'istante." 

                                         L'insorgente chiede al TCA
di:

 

"A.  Annullare
le due Decisioni su opposizione del 29 Giugno 2004 in modo definitivo.

 

B.  Conseguentemente
di voler dichiarare, in modo vincolante, il presente ricorso quale conteggio
contabile, definitivo, per il periodo dell'Assicurazione obbligatoria delle
cure, dal 01 Gen­naio 1996 al 31 Dicembre 2001, per tutti i quattro membri
della famiglia RA 1:, , __________ e __________.

 

Con un saldo di addebito, a carico
della qui ricorrente RI 1 di FR 176.45 secondo il punto 6 d) del ricorso.

 

C.  Contestato tasse, spese e ripetibili." (Doc. I)

 

                               1.4.   In data 14
luglio 2004 l'interessata ha trasmesso ulteriore documentazione, facendo valere
un agire scorretto da parte dell'assicuratore ed affermando:

 

"59   Quale esempio, detto tipo sempre è stato usato
per i pagamenti

dei rimborsi all'assicurato. Ossia
sulla pagina davanti il rispet­tivo testo ed in basso l'Assegno postale,
staccabile che, sul. suo retro l'assicurato, con il ritiro
dell'ammontare, doveva mettere sua firma. Tutti i rimborsi per il periodo
contrattuale, senza eccezione, avvenivano in tal modo.

 

Il problema è che, per l'assicurato
rimaneva soltanto la pagina davanti con le spiegazioni e nient'altro. Mentre
l'assegno come tale, ritornava all'CO 1, firmato.

 

Orbene, non essendoci sul retro
nessun riferimento prestampato con numero e/o indicazione di registrazione, ma
soltanto poi la firma della ricevuta, diventa facilissimo un'eventuale
falsifica­zione qualsiasi, a livello copiatura.

Stampando davanti sull'assegno quello
che si vuole e poi, per la "copiatura di prova..." applicando la
firma dell'assicurato da un altro assegno.

Detta spiegazione avviene
cautelarmente ad avviso personale dell'istante, esplicitamente non intesa quale
accusa all'CO 1.

 

Pertanto se il vostro Lodevole
Tribunale dovesse ritenerlo, dovrà chiedere all'CO 1 l'originale vero e
proprio del/dei singoli assegni e non la fotocopia.

 

"Proprio per coscienziosità di
chiusura, l'istante ha voluto passare tutti sei anni contrattuali 1996 al 2001
compreso, per verificare voce per voce, tutte le fatture delle cure,
susseguentemente dopo ieri essersi informato, come detto. Per quanto concerne
rimborsi ricevuti e non ricevuti. Il controllo era facile perché,
come principio l'istante sempre aggancia la conferma del rimborso e/o della
franchigia alla rispettiva fattura. Il risultato è il seguente, con le fatture
non            rimborsate dall'CO 1:

                                                                               

62     Fattura 08.02.1999 Dr. __________             Fr    376.80

62.1 Fattura 13.08.1999 Dr.  __________            Fr.   61.20

62.2 Fattura 13.09.1999 Dr. __________             Fr    74.40

62.3 Fattura 06.10.1999 Dr. __________             Fr    238.80

62.4 Fattura 16.10.2001 Dr. __________             Fr    55.20

 

         (tutte con ricevuta CCP) Totale                           Fr.       806.65

 

                    il 90% da accreditare all'assicurato FR 726.-."
(Doc. II)

 

                               1.5.   Con risposta
del 5 agosto 2004 la Cassa, dopo aver osservato che ancora recentemente il TFA
ha stabilito che i coniugi sono solidalmente responsabili per il pagamento dei
premi (STFA del 18.11.2002, K 60/00), ciò che del resto l'insorgente non
contesta, ha proposto la reiezione dell'impugnativa (doc. V).

 

                               1.6.   In data 4
ottobre 2004 il TCA, constatato che i precetti esecutivi di cui viene chiesto
il rigetto dell'opposizione contengono riferimenti alle assicurazioni
complementari (LCA), e che dagli attestati di carenza beni emerge il pagamento
di acconti, ha chiesto all'assicuratore di presentare per esteso il calcolo
preciso degli importi dovuti dai membri della famiglia riferiti unicamente all'assicurazione
di base (LAMal), precisando in particolare a quale assicurazione (LAMal e LCA)
sono stati attribuiti i versamenti già effettuati (fr. 411.80 e fr. 308.85) e
per quale motivo (Doc. VII).

 

                               1.7.   Con
osservazioni dell'8 ottobre 2004 l'assicuratore ha prodotto un calcolo
complesso, precisando tra l'altro di aver abbandonato la procedura per il
pagamento dei premi derivanti dall'assicurazione complementare (doc. VIII). La
Cassa ha poi precisato:

 

"Inoltre, "i due
versamenti" di Fr. 411.80 e di Fr. 308.85 provenienti dal nostro avviso di
credito N° __________ del 18 marzo 2002 si spiegano come segue: abbiamo
annullato rettroattivamente al 31 gennaio 2001 i premi LCA dei quattro membri
della famiglia RI 1 (, , __________ e __________) ed abbiamo anche ammortizzato
definitivamente tutti i premi delle assicurazioni complementari LCA non pagati
(perdita per la nostra cassa-malati). Nel corrente del mese di marzo 2002,
abbiamo anche ricevuto dalla Cassa __________ il sussidio 2001 per il Signore RA
1 che abbiamo dedotto sui i suoi premi LAMal dal 1 gennaio 2001 al 31 dicembre
2001. Queste due modifiche dei rami assicurativi LAMal e LCA per la famiglia RI
1 (abbandono dei premi LCA 2001 e sussidio rettroattivo 2001 per) hanno
generato un avviso di credito di Fr. 1'132.45 (N° __________) che è stato
incassato come segue:

 

1)   Fr. 411.80
sull'esecuzione N° __________ in deduzione dei premi LAMal dal 01.02.2001 al
31.05.2001 per la famiglia RI 1

 

2)   Fr. 308.85
sull'esecuzione N° __________ in deduzione dei premi LAMal dal 01.06.2001 al
31.08.2001 per la famiglia RI 1

 

3)   Fr. 205.90
sull'esecuzione N° __________ in deduzione dei premi LAMal dal 01.09.2001 al
31.10.2001 per la famiglia RI 1

 

4)   Fr. 205.90 sull'esecuzione N° __________ in
deduzione dei premi LAMal dal 01.11.2001 al 31.12.2001 per la famiglia RI 1.(doc.
VIII)

 

                               1.8.   Tramite
scritto del 22 ottobre 2004 l'interessata contesta la presa di posizione della
Cassa, rileva che l'assicuratore non ha presentato la prova del pagamento delle
fatture ancora scoperte relative alle prestazioni mediche elencate con
l'aggiunta al ricorso del 14 luglio 2004 e produce ulteriore documentazione.
Dopo aver presentato un ulteriore calcolo, pur ammettendo di non aver le prove
di aver pagato le partecipazioni ai costi richieste dalla Cassa, conclude per
un saldo, questa volta a suo favore, di fr. 455.65 (doc. X).

 

                               1.9.   La Cassa non
ha presentato osservazioni (doc. XI).

 

                                         in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAMal.

 

                                         Mentre le
norme sostanziali non sono applicabili in concreto poiché da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento della
realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o
che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2;
cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA del 20 settembre 2004
nella causa F., U 102/04; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01,
consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid.
2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag.
3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b), le norme procedurali, in
assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003,
IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid.
4a).

                                         Per cui
ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne indicazioni contrarie.

 

                               2.3.   Il TCA è
chiamato a determinare se ed in quale misura la ricorrente è effettivamente
debitrice nei confronti della Cassa malati del pagamento di premi e
partecipazioni ai costi rimasti impagati nel 2000 e nel 2001.

 

                               2.4.   Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri
assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote
dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1). 

                                         L'assicuratore
può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e
le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono
possibili al massimo tre graduazioni regionali per Cantone (cpv. 2).

                                         Per gli
assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare
un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore
(adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non
hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno svolgendo una formazione (cpv. 3).

                                         L'ammontare
dei premi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve
essere approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni
possono prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la
loro popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv.
4). L'art. 90 OAMal prevede che di regola i premi devono essere pagati
mensilmente.

 

                               2.5.   Giusta
l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni
ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno
(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota
percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di
degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5).

 

                                         Secondo
l'art. 103 cpv. 1 OAMal, la franchigia prevista nell'articolo 64 cpv. 2 lett. a
della legge ammonta a 230 franchi per anno civile dal 1° gennaio 1998 (cfr. RU
1997 2435, in precedenza fr. 150). L'importo annuo massimo dell'aliquota
percentuale secondo l'articolo 64 cpv. 2 lett. b della legge ammonta a 600
franchi per gli assicurati adulti e a 300 franchi per gli assicurati che non
hanno ancora compiuto 18 anni (cpv. 2). Per la riscossione della franchigia e
dell'aliquota percentuale è determinante la data della cura (cpv. 3).

 

                                         A norma
dell'art. 93 cpv. 1 OAMal, oltre all’assicurazione ordinaria delle cure
medico-sanitarie, gli assicuratori possono esercitare un’assicurazione per la
quale gli assicurati possono scegliere una franchigia superiore a quella
prevista nell’articolo 103 capoverso 1 (franchigie opzionali). Le franchigie
opzionali ammontano a partire dal 1° gennaio 1998 a fr. 400, 600, 1200 e 1500
(cfr. RU 1997 2435; in precedenza a 300, 600, 1200 e 1500 franchi) per gli
assicurati adulti e a 150, 300 e 375 franchi per gli assicurati che non hanno
ancora compiuto 18 anni. L’assicuratore che esercita questa forma
d’assicurazione deve offrire tutte le franchigie opzionali.

 

                                         Dal 1°
gennaio 2004 la franchigia minima è stata portata a fr. 300 e la partecipazione
ai costi annua a fr. 700 per gli adulti e fr. 350 per gli assicurati che non
hanno ancora compiuto 18 anni (cfr. art. 103 cpv. 1 e 2 OAMal in vigore dal
1.1.2004).

 

                               2.6.   Nel caso di
specie l'assicuratore, tramite le decisioni su opposizione, chiede il pagamento
di importi di fr. 417.30, rispettivamente di fr. 446.15 (doc. A1 e doc. A2).

 

                                         In
entrambi i casi la Cassa chiede innanzitutto fr. 80 di spese di diffida, fr. 30
per spese di apertura incarto, fr. 50 di spese del precetto esecutivo nei
confronti del marito (oltre a fr. 30 del precetto esecutivo di cui si chiede il
rigetto), fr. 17.35, rispettivamente 22.05 di interessi e fr. 71 di spese
dell'attestato di carenza beni nei confronti del marito (cfr. doc. VIII).

 

                                         Per
quanto concerne i premi e le partecipazioni ai costi (complessivamente fr.
197.80), il primo importo (esecuzione n. __________) è composto da fr. 81.30 x
2 di premi per tre mesi per due adulti (fr. 603 - il sussidio di fr. 521.70 X
2), da fr. 155.4 X 2 (502.80 - 347.40 X 2) per premi di tre mesi per le due
figlie e da fr. 33.25 di partecipazioni ai costi, dedotto un accredito di fr.
308.85 (cfr. doc. VIII).

 

                                         Il
secondo importo (fr. 164.25; esecuzione n. __________) è invece composto da fr.
108.40 x 2 per quattro mesi per due adulti (804 - il sussidio di fr. 695.60 X
2) da fr. 207.20 per premi per cinque mesi per giovani (670.40 - 463.20), da
fr. 91.40 per l'altra figlia poiché sono chiesti solo due mesi (335.20 - il
sussidio di fr. 243.80), di fr. 57.30 + 3.35 di partecipazioni ai costi,
dedotto un accredito di fr. 411.80.

 

                                         La cassa
ha per contro abbandonato ogni e qualsiasi pretesa derivante dalla LCA per
quanto concerne il 2001 (doc. VIII), che quindi non è oggetto del contendere.

 

                                         L'insorgente,
da parte sua, fa valere la compensazione con crediti che avrebbe nei confronti
della Cassa e il mancato rimborso di sussidi cui aveva diritto.

 

                               2.7.   Va
innanzitutto rilevato che, di principio, per quanto concerne i premi e le
partecipazioni ai costi il calcolo della Cassa appare corretto.

 

                                         Infatti,
dal certificato di assicurazione 2001 (doc. 46.5), emerge che il premio
mensile, con franchigia annua di fr. 600, ammontava a fr. 201 per gli adulti e
a fr. 167.60 per le due figlie (doc. 46.7 e 46.8).

 

                                         Ciò
corrisponde a fr. 603 ogni tre mesi per gli adulti e fr. 502.80 per le due figlie,
come da PE __________. 

                                         Considerato
che la famiglia ha ottenuto per il 2001 fr. 6'953 di sussidio (fr. 2'086.50
ogni adulto e fr. 1'390 ogni figlia, doc. A32), ciò significa una riduzione di
fr. 521.70 (2'086.50 : 12 X 3) ogni tre mesi per gli adulti e fr. 347.50 (1'390
: 12 x 3) per le figlie.

 

                                         Dunque
marito e moglie devono fr. 603 - 521.70, ossia 81.30 ciascuno.

                                         Le due
figlie sono debitrici di fr. 502.80 - 347.40, ossia fr. 155.40 ciascuno.

 

                                         Considerato
che in data 18 marzo 2002 vi è stato un accredito di fr. 308.85, l'ammontare
complessivo dovuto dai ricorrenti è di fr. 164.55 (81.30 X 2 + 155.40 X 2 -
308.85), a cui va aggiunto l'importo di fr. 33.25 che l'insorgente, con
osservazioni del 22 ottobre 2004 non contesta. Infatti "non è in grado di
trovare i giustificativi di pagamento avvenuto" (cfr. doc. X).

 

                                         Anche per
quanto concerne il PE __________ il calcolo è corretto.

 

                                         Infatti,
4 mesi di premio per adulti corrispondono a fr. 804 (201 X 4), cui va dedotto
l'importo di fr. 695.60 di sussidio, per un ammontare di fr. 108.40 per ogni
coniuge.

 

                                         Per le
figlie invece, la Cassa ha giustamente calcolato un importo di fr. 670.40 per
quattro mesi (167.60 X 4) e di fr. 335.20 per due mesi (167.60 X 2). A questi
importi sono stati dedotti fr. 463.20 di sussidio, rispettivamente 243.80, per
un importo di fr. 207.20, rispettivamente di fr. 91.40.

 

                                         Per cui,
complessivamente gli assicurati devono fr. 103.60 (108.40 X 2 + 207.20 + 91.40
- l'accredito di fr. 411.80 del 18.3.2002), cui vanno aggiunti fr. 3.35 + 57.30
per partecipazioni ai costi che l'insorgente, come visto sopra non prova di
aver pagato, per complessivi fr. 164.25.

 

                               2.8.   Tuttavia,
dagli atti, e meglio dalle polizze assicurative del 2001 (doc. 46.7 e 46.8),
emerge che le figlie sono nate nel __________, rispettivamente nel __________.
Esse, pertanto, nel 2001, erano entrambe maggiorenni (cfr. art. 14 CCS).

 

                                         Per
l'art. 163 CCS 

 

" 
1 I coniugi
provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito
mantenimento della famiglia.

2 Essi
s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni
pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella
professione o nell’impresa dell’altro.

3 In tale
ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione
personale".

 

                                         Secondo
l'art. 272 CCS

 

"I genitori ed i figli si devono
vicendevolmente l'assistenza, i riguardi e il rispetto che il bene della
comunione richiede."

 

                                         Per
l'art. 276 cpv. 1 CCS i genitori devono procedere al mantenimento del figlio,
incluse le spese d'educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela.
Il mantenimento consiste nella cura e nell'educazione ovvero, se il figlio non
è sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie (cpv. 2).

                                         I
genitori sono liberati dall'obbligo di mantenimento nella misura in cui si
possa ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il
provento del suo lavoro o con altri mezzi (cpv. 3).

 

                                         L'art.
277 cpv. 1 CCS prevede che l'obbligo di mantenimento dura fino alla maggiore
età del figlio. Per il cpv. 2, se raggiunta la maggiore età, il figlio non ha
ancora una formazione appropriata, i genitori per quanto si possa
ragionevolmente pretendere da loro dato l'insieme delle circostanze, devono
continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile
formazione possa normalmente concludersi.

 

                                         Il TF ed
il TFA hanno già avuto modo di stabilire che il pagamento dei premi alle
assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della
famiglia" ai sensi dell'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e
dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79, cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112 II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in
Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit, Basilea 1998, p. 182 no. 337).

 

                                         La conclusione di un'assicurazione malattia obbligatoria, così come
il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati come facenti
parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (Eugster
op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N 815). In base all'art.
166 cpv. 3 CCS i coniugi rispondono quindi solidalmente tra di loro per i premi
impagati, indipendentemente dal regime matrimoniale scelto e dal momento della
conclusione del contratto (DTF 129 V 90; DTF 119 V 21 consid. 4e).

                                         

Debitore del premio è la persona assicurata (Eugster
op. cit. p. 182, n. 337). L'obbligo del pagamento dei premi dei figli fino ai
18 anni compiuti (cfr. art. 61 cpv. 3 LAMal e Eugster op. cit. p. 179, n. 332)
appartiene ai genitori conformemente all'art. 276 CCS (Eugster op. cit. p. 182,
n. 337). A contrario, in seguito incombe ai figli.

 

                                         Con
sentenza del 18 febbraio 2002 nella causa S. e T., inc. K 132/01, il TFA ha
affermato:

 

" 
(…) 

Gleiches gilt sodann im Hinblick auf die
Prämienzahlungspflicht der - unmündigen - Kinder, die im Rahmen der
Unterhaltspflicht nach Art. 276 Abs. 1 in Verbindung mit Art. 277 Abs. 1 ZGB
von den Eltern wahrzunehmen ist. Die das obligatorische
Krankenpflegeversicherungsverhältnis betreffenden Kinderprämien gehören
ebenfalls zu den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art. 166 ZGB,
für welche die in gerichtlich ungetrennter Ehe lebenden Eltern solidarisch
haften (RKUV 1993 Nr. K 914 S. 86 Erw. 2b/bb; Eugster, a.a.O., S. 182 Rz 337). Eine
Unterhaltspflicht im Sinne der Prämienzahlungs- sowie Kostenbeteiligungspflicht
für im Zeitpunkt der Beitragserhebung bereits mündige Kinder besteht
demgegenüber nicht. 

Den Akten zu entnehmen ist vorliegend einzig das
Alter der Söhne O.________ (geb. 1984) und J.________ (geb. 1975), währenddem
die Geburtsdaten von P.________ und A.________ nicht ersichtlich sind. Bereits
aus diesen Angaben erhellt indes, dass die Beschwerdeführer, namentlich der
dahingehend betriebene Beschwerdeführer 1, für die aus-stehenden Prämien und
Kostenbeteiligungen des im Zeitpunkt der relevanten Beitragserhebung bereits
volljährigen Sohnes J.________ nicht haften. Im Hinblick auf den Sohn
P.________, welcher gemäss Schreiben der __________ an die Be-schwerdeführerin
2 (S.________) vom 15. Januar 1997 aus dem Familienhaushalt ausgezogen war und
somit vermutungsweise ebenfalls das Mündigkeitsalter erreicht hat, sowie die
Tochter A.________ lässt sich auf Grund der vorhandenen Unterlagen hingegen
keine abschliessende Beurteilung der Haftungsfrage vornehmen." (sottolienature del redattore)

 

                                         In altre
parole, i genitori sono solidalmente responsabili unicamente per quanto
concerne il pagamento dei premi dei figli minorenni. 

                                         I figli
maggiorenni sono invece personalmente responsabili per il pagamento dei loro
premi e partecipazioni ai costi.

                                         Nel caso
di specie i premi e le partecipazioni ai costi del 2001 devono pertanto essere
dedotti dal debito della ricorrente. 

 

                                         In
particolare dall'esecuzione n. __________ vanno dedotti gli importi di fr.
155.40 di premi e fr. 33.25 di partecipazioni ai costi di __________ e fr.
155.40 di premi di __________.

 

                                         Per
quanto concerne l'esecuzione n. __________ vanno invece dedotti fr. 207.20 di
premi dovuti da __________ e fr. 91.40 di premi dovuti da __________, nonché la
partecipazione ai costi del 2000 di fr. 3.35 di __________ (trattamento dal
20.11.2000 al 23.11.2000), anno nel quale ha compiuto __________ anni (nata il __________,
doc. 46.8) ed è diventata maggiorenne (art. 14 CC).

 

                                         Per cui,
dall'esecuzione n. __________ vanno dedotti fr. 344.05, mentre dall'esecuzione
n. __________ vanno dedotti fr. 301.95.

 

                               2.9.   L'interessato
fa poi valere la compensazione con sussidi arretrati e prestazioni mediche che
non sarebbero mai state rimborsate.

 

                                         Ora, a
prescindere dalle argomentazioni del ricorrente, va rilevato che il TCA,
applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che,
di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e
partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere.

 

                                         La
compensazione da parte degli assicurati tra i premi dovuti e le eventuali
prestazioni a carico della Cassa non è possibile.

                                         Infatti,
in una sentenza del 16 luglio 1984 sotto l'egida della LAMI, pubblicata in DTF
110 V 183, il TFA ha precisato che le casse malati riconosciute possono
compensare prestazioni assicurative scadute con crediti di pagamento di quote
arretrate. 

                                         Pari
diritto non spetta agli assicurati. L'Alta Corte ha in particolare affermato:

 

" 
3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch
der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner
eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies
verneint, was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen.

In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten
Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur
Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich
dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen
gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die
damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung,
somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der
Verrechnung nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch
des Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980
Nr. 411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum
Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend
machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die
Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als
Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des
Urteils).

Diese unterschiedliche Handhabung der
Verrechnungsmöglichkeit, je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer
privatrechtlich oder einer öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse
geltend gemacht wird, vermag indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen
die Rechtsverhältnisse in einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse
sowohl zivilrechtliche als auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die
letzteren überwiegen jedenfalls dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene
öffentliche Aufgabe geht, nämlich die Durchführung der sozialen
Krankenversicherung durch Erbringung von Leistungen einerseits und deren
Finanzierung durch Beiträge der Versicherten anderseits. In diesem Rahmen ist
es unerheblich, ob eine Krankenkasse privatrechtlich oder öffentlichrechtlich
organisiert ist. Die Rechtsstellung des Versicherten bezüglich seines
Versicherungsverhältnisses darf nicht von der Organisationsform der Kasse
abhängen.

Wie bereits dargelegt, ist in den meisten Sozialversicherungs-
gesetzen des Bundes das Verrechnungsrecht geregelt. Übereinstimmend wird dieses
Recht jeweils nur der Verwaltung eingeräumt; die gesetzlichen Formulierungen
schliessen ein Verrechnungsrecht des Versicherten aus. Der Grund für diese
übereinstimmenden Regelungen liegt darin, dass nur die Verwaltung befugt ist,
Verfügungen zu erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich über Rechte und
Pflichten der Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG). Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung
des Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die
Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das
Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der
Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für
richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung
zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben
die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des
Sozialversicherungs- rechts, auch in der Krankenversicherung das Recht zur
Verrechnung einseitig nur den - öffentlichen und privaten - Krankenkassen
einzuräumen. In diesem Sinn eist die bisherige Rechtsprechung zu ändern."
(DTF 110 V 183)

 

                                         In una successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI
1992, pag. 138, l'Alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere,
facendo riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che, pena
la disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità
di trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo
l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni. 

 

                                         Infine,
in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate
decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse
consentito di estinguere un proprio debito invocando la compensazione,
considerato come il credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331).

 

                                         La
dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute
dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la
compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente
dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa
ordinanza, contengono disposizioni in merito. Secondo la dottrina la precedente
giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime (Jean-Louis Duc,
Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et suspension du
droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre de la LAMal,
in Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit des
assurances, ed. IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e seg.).

 

                                         In queste
circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la
dottrina, a mente del TCA la richiesta dell'insorgente non può trovare
accoglimento (cfr. anche in tal senso STCA del 23 aprile 2002 nella causa J.,
36.2001.64/66).

 

                                         Come
visto in precedenza, con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA. A
proposito della compensazione Kieser, ATSG-Kommentar, 2003, a pag. 13, n. 22 ad
"Vorbemerkung", ricorda:

 

" 
Art. 34 E ATSG sah eine - als
<<multilaterale>> Möglichkeit bezeichnete (vgl. BERICHT UND
ENTWURF, 48) - Verrechnung vor (vgl. BBl 1991 II 258). In der parlamentarischen
Debatte blieb unklar, ob die Bestimmung es erlauben würde, den Kostenersatz für
eine Sachleistung in die Verrechnung einzubeziehen; sodann wurde es abgelehnt,
dass von einem Arbeitgeber nicht entrichtete Beiträge und Prämien mit
Leistungen an die versicherte Person verrechnet werden können; in der
nationalrätlichen Kommission wurde angesichts dieser Streitpunkte die
Bestimmung gestrichen (vgl. BBl 1999 4581). Damit bleibt es in der
Sozialversicherung bei einer zweibezogenen Umschreibung der Verrechnung, der im
übrigen auch von Gerichtspraxis der Vorzug gegeben wird (BGE 125 V 323 f.).
Einzig in Art. 20 Abs. 2 ATSG wird ein - eingeschränkter -
Verrechnungsausschluss festgelegt."

 

                                         Per cui, anche con l'entrata in vigore della LPGA, il principio
rimane il medesimo e, in questo ambito, la compensazione è esclusa.

 

                                         Va poi
abbondanzialmente rammentato che l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre
2002 nella causa B. (K 102/00, pubblicata in SVR 6/2003, KV nr. 15, pag. 57) ha
fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è
possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che "la
giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere
alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo
posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della
procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal."

 

                             2.10.   Per quanto
concerne l'asserito mancato rimborso di sussidi per anni antecedenti il 2001,
delle spese mediche, dell'importo di fr. 111.25 di richiamo e il calcolo
definitivo "dare-avere" tra le parti, spetta all'assicurato, se lo
ritiene necessario, chiedere alla Cassa l'emanazione di una decisione formale
che potrà essere oggetto di opposizione (cfr. art. 52 LPGA) e successivamente
di ricorso al TCA (cfr. art. 60 LPGA; cfr. STCA del 3 maggio 2004, inc.
36.2003.110).

                                         Infatti,
in concreto, oggetto del contendere sono unicamente i premi e le partecipazioni
ai costi che l'assicuratore afferma di non aver ancora incassato e chiesti con
i due precetti esecutivi in esame. 

 

                                         Su questo
punto il ricorso è di conseguenza irricevibile.

 

                             2.11.   Resta da
esaminare se la Cassa può chiedere con entrambi i precetti esecutivi le spese
di diffida (fr. 80), d'apertura dell'incarto (fr. 30), del precetto esecutivo
(fr. 80), degli interessi (fr. 17.35, rispettivamente fr. 22.05), e le spese
dell'attestato di carenza beni (fr. 71).

 

                          2.11.1.   Per quanto
concerne le spese di diffida (fr. 80) e di apertura dell'incarto (fr. 30), va
rammentato che in una sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276
il TFA ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore
contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida
così come di spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento
del versamento dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese
(alle quali si sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano
addebitabili a colpa dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e
gli obblighi degli assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo
(cfr. anche RAMI 2003 pag. 226).

 

                                         In concreto, le condizioni generali d'assicurazione (CGA)
dell'assicurazione di base, prevedono all'art. __________ che "i premi,
le franchigie o le aliquote percentuali devono essere pagate entro la data di
scadenza indicata sulla fattura. Trascorso questo termine, l'assicuratore può
chiedere un interesse di mora, le spese di richiamo, le spese di diffida e le
spese amministrative."

 

                                         In
concreto la cassa chiede fr. 80 per spese di diffida e fr. 30 per spese di
apertura dell'incarto. Visto l'importo chiesto in esecuzione (fr. 197.80 e fr.
164.25), l'ammontare richiesto è sproporzionato. Questo TCA lo riduce pertanto
a fr. 20 per spese di diffida e fr. 20 per spese di apertura dell'incarto.

 

                          2.11.2.   Per quanto concerne invece il riconoscimento delle
spese esecutive, va ricordato che esse non formano oggetto della sentenza di
rigetto, ma seguono le sorti dell'esecuzione per la quale è stato concesso il
rigetto senza che sia necessaria una esplicita pronuncia di merito (RAMI 2003
pag. 226, SZS 2001 pag. 568 consid. 5 con riferimenti; Panchaud/Caprez,
La mainlevée de l'opposition, §164, pag. 414; K. Ammon, Grundriss des Schuldbetreibungs-und
konkursrechts, Berna 1983, p. 106). 

 

                                         In concreto dagli atti emerge che la Cassa ha chiesto fr. 80 per il
"precetto esecutivo" (fr. 50 per il precedente precetto fatto
spiccare contro il marito e fr. 30 per il precetto di cui si chiede il rigetto
dell'opposizione). Tuttavia, rettamente, i fr. 30 del precetto di cui si chiede
il rigetto non sono compresi negli importi di fr. 446.15, rispettivamente
417,30, poiché seguono le sorti dell'esecuzione.

 

                                         I fr. 50
del precetto contro il marito vanno invece assunti dalla moglie. Allo stesso
modo essa deve pagare l'importo delle spese dell'attestato di carenza beni (fr.
71).

 

                             2.12.   Infine, per
quanto concerne gli interessi di mora, va rilevato che dal verbale di pignoramento
emerge che gli importi di fr. 22.05 e fr. 17.35 richiesti dalla Cassa si
riferiscono a periodi anteriori l'1.1.2003, ossia all'entrata in vigore della
LPGA (cfr. doc. 3 e 4, verbali del 17 dicembre 2002). 

 

                                         Fino al
31 dicembre 2002, secondo la costante giurisprudenza del TFA, nel settore delle
assicurazioni sociali per principio non venivano versati interessi di mora, a
meno che la legge non lo prevedesse espressamente (cfr. STCA del 19 gennaio
2000 nella causa A., inc. 30.1999.25; DTF 119 V 134, 119 V 79 e 113 V 50 con
riferimenti). 

Questo principio conosceva delle eccezioni.

Infatti, il TFA ha riconosciuto il diritto ad
interessi moratori allorché si riscontravano “circostanze particolari”.

Queste circostanze sono state considerate
realizzate in presenza di manovre illecite o dilatorie degli organi
amministrativi (DTF 101 V 118). 

In DTF 108 V 19 consid. 4b (= RCC 1983 pag. 156
consid. 4b) l’Alto tribunale, dopo avere confermato la
propria prassi, ha aggiunto che per poter attribuire eccezionalmente interessi
moratori in assenza di base legale oltre all’atto illecito era ancora
necessario un agire colposo da parte dell’amministrazione (o di un’autorità di
ricorso, cfr. anche DTF 117 V 352 consid. 3, 116 V 327). 

Il TFA ha tuttavia rifiutato il versamento
generalizzato di interessi. Tale impostazione è fondata sulla circostanza che
nel diritto delle assicurazioni sociali il riconoscimento di interessi moratori
è giustificato, come in passato, soltanto in via eccezionale e in casi isolati
che particolarmente urtano il senso del diritto (DTF 113 V 50 consid. 2a, RCC
1990 pag. 47 consid. 3).

 

In DTF 101 V 114 il TFA ha inoltre rilevato come
"quant à l'assuré, la règle de l'égalité des parties commande de le dispenser
lui aussi du paiement des intérêts de retard lorsqu'il a defendu ce qu'il estimait
être son droit."

 

                                         La
possibilità di chiedere gli interessi, introdotta nel 1996 in ambito LAMal,
nella prima la versione dell'art. 9 cpv. 2 OAMal, è stata abrogata con effetto
dal 1.1.1998 (Gerhard Eugster, Krankenversicherung, pag. 185, nota 828).

 

                                         Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali. 

 

                                         La LPGA
all'art. 26 cpv. 1 prevede che i crediti di contributi dovuti o di contributi
indebitamente riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o
rimunerativi. Il Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui
e termini di breve durata. Il TCA constata che attualmente nell'ordinanza non è
stato previsto alcun limite.

                                         Per il
cpv. 2 dell'art. 26 LPGA sempre che l'assicurato si sia pienamente attenuto
all'obbligo di collaborare, l'assicurazione sociale deve interessi di mora
sulle sue prestazioni dopo 24 mesi dalla nascita del diritto, ma al più presto
12 mesi dopo che si è fatto valere il diritto.

 

                                         Il TCA
con sentenza del 26 aprile 2004 (inc. 36.2004.15), ha stabilito che l'art. 26
LPGA, applicabile in caso di ritardo nel pagamento dei premi (cfr. Kieser,
ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 26 pag. 296 n. 7), trova applicazione
con effetto dal 1.1.2003.

                                         In
particolare, gli interessi al 5% possono essere chiesti dal 1.1.2003 (cfr.
anche e contrario il Bollettino n° 122 dell'UFAS all'attenzione delle
casse di compensazione AVS del 10 gennaio 2003, dove, in materia di
prestazioni, gli interessi sono calcolati dal 1.1.2003 anche se la prestazione
è dovuta precedentemente all'entrata in vigore della LPGA).

 

                                         A
proposito del diritto transitorio Kieser, op. cit., pag. 306 n. 26 ad art. 26,
in materia di prestazioni, rileva:

 

" 
Die Neueinführung des Verzugszinses erfordert
übergangsrechtliche Entscheidungen. Dabei muss insbesondere entschieden werden,
welches der massgebende, die Bestimmung des anwendbaren Rechts steuernde
Tatbestand ist. Bei Verzugszinsen ist dies grundsätzlich derjenige Zeitpunkt,
in welchem die verspätete geschuldete Leistung erbracht wird. Entsprechend hat
die Rechtsprechung festgelegt, dass die Frist zur Geltendmachung des
Verzugszinses erst in demjenigen Zeitpunkt zu laufen beginnt, in welchem die
(verspätete) Leistung eingeht (BGE 119 V 239 f.). Art. 26 ATSG ist deshalb
anwendbar, wenn die (verspätete) Leistung nach dem Inkraftreten des Gesetzes
erfolgt. Allerdings ist bei der Berechnung des Zinses nur die Zeit ab dem
Inkrafttreten des Gesetzes zu berücksichtigen (vgl. ATSG-Kommentar, Art. 82
Rz. 9)."

 

                                         In simili condizioni, la decisione tramite la quale la Cassa chiede
interessi prima del 1.1.2003 non merita conferma, non essendo dati, su questo
punto, gli estremi per applicare la giurisprudenza valida fino al 31.12.2002.

 

                                         Per cui
anche gli importi di fr. 17.35 (esecuzione n. __________) e di fr. 22.05
(esecuzione __________), vanno dedotti dall'importo chiesto.

 

                                         Per
contro, la circostanza che nelle decisioni viene indicato che l'assicurata è
debitrice di interessi di mora del 5% è corretta nella misura in cui si
riferisce al periodo dal 1.1.2003. Non essendo tuttavia parte del precetto
esecutivo, su questo punto non vi è il rigetto dell'opposizione.

 

                             2.13.   Per quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle
in discussione (franchigia, partecipazione ai costi e spese di sollecito ed
amministrative), il TFA ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati
(DTF 121 V 109ss.; RAMI 1983, p. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza
secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione
ad un P. E. con una decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione
in corso, qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del
credito senza prima aver formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La
Cassa malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai
sensi dell'art. 80 LEF.

 

                                         Alla luce degli argomenti sviluppati in precedenza, le decisioni su
opposizione vanno modificate.

 

                                         La
decisione del 29 giugno 2004 tramite la quale si chiede il pagamento
dell'importo di fr. 446.15 dovrebbe essere modificata nel senso che andrebbero
dedotti fr. 431.40 (17.35 di interessi, fr. 60 di spese di diffida, fr. 10 di
spese dell'apertura dell'incarto e fr. 344.05 per premi e franchigia [155. 4 x
2 + (33.25)]), per un importo di fr. 14.75 (446.15 - 431.40). 

                                         Tuttavia,
come emerge dalle osservazioni dell'8 ottobre 2004 (doc. VIII), l'assicuratore,
con il sussidio a favore del marito per l'anno 2001 ricevuto nel 2002 e con
l'annullamento di premi LCA (complessivamente fr. 1'132.45) dovuti da tutti i
famigliari (comprese le figlie) ha compensato i premi richiesti con 4 precetti
esecutivi diversi. 

                                         In
particolare nella procedura in esame ha dedotto fr. 308.85 (cfr. doc. VIII e
19).

 

                                         Ora,
considerato che il TCA ha annullato l'esecuzione nei confronti delle figlie, il
calcolo andrebbe fatto differentemente e il calcolo della deduzione di fr.
308.85 sull'esecuzione __________, così come quella di fr. 411.80 sull'altra
esecuzione, andrebbe modificata e verosimilmente ridotta (cfr. doc. 19).

 

                                         Il
procedere della Cassa, che mischia premi LAMal, premi LCA e sussidi versati dal
Cantone, con premi LCA e LAMAl dovuti dal marito, dalla moglie e dalle figlie
maggiorenni, e con 4 esecuzioni differenti, non aiuta a far chiarezza in una
situazione assai opaca e non permette a questo TCA di procedere ad un calcolo
corretto.

                                         Tanto più
che negli scritti al marito della ricorrente la Cassa utilizza numeri di
esecuzione "interni" in luogo di quelli indicati sul precetto
esecutivo (cfr. doc. 19), ciò che genera ancor maggiore confusione. Da rilevare
che anche nei precetti esecutivi la Cassa quale titolo di credito aveva
indicato premi LCA, per poi precisare in sede di accertamento da parte di
questo TCA che in realtà i premi LCA non erano oggetto di esecuzione (doc. VIII
e A4 e A5). 

 

                                         Considerata
l'opacità dei suoi calcoli, ora la Cassa ne deve sopportare le conseguenze, non
essendo facilmente valutabile in che misura la deduzione di fr. 308.85,
rispettivamente 411.80 concerne anche premi dovuti dalle figlie e in che
percentuale la deduzione globale di fr. 1'132.45 ripartita tra 4 esecuzioni
concerne le figlie e interessa anche i premi LCA e/o LAMal (cfr. doc. VIII e
19). 

                                         Questa
situazione, anche se verosimilmente riferita ad altri periodi, era d'altra
parte stata evidenziata anche dal Ministero Pubblico (cfr. doc. A 36: "Pur
senza entrare nel merito e nel dettaglio, dalla documentazione prodotta emerge
che tra l'assicurato e la Cassa Malati denunciata vi sono diversi problemi
unicamente di carattere amministrativo, legati probabilmente a conteggi o
compensazioni in parte errati, che sicuramente avranno causato disagi al
denunciante, ma che non configurano reato penale.").

 

                                         Queste
considerazioni valgono anche per la decisione del 29 giugno 2004 tramite la
quale si chiede il pagamento di fr. 417,30.

 

                                         In queste
condizioni, in parziale accoglimento del ricorso, le decisioni impugnate vanno
annullate e l'incarto ritornato alla cassa affinché, dopo aver scorporato,
dall'ammontare richiesto, l'importo dovuto dalle figlie e ricalcolato,
proporzionalmente, l'ammontare corretto da dedurre (vedi lettera del 18 marzo
2002, deduzione complessiva di fr. 1'132.45, doc. 19), allestisca un calcolo
comprensibile e chieda alla ricorrente unicamente gli importi ancora scoperti
come ai precedenti considerandi (in particolare deducendo gli interessi e parte
delle spese di diffida e dell'apertura dell'incarto).

 

                             2.14.   Va ancora
abbondanzialmente rilevato, circa l'asserita violazione del Codice Penale per
appropriazione indebita e truffa, da una parte che il Ministero Pubblico ha già
emesso un decreto di non luogo a procedere e dall'altra che se lo riterrà
opportuno la ricorrente, che già conosce la procedura, potrà direttamente
sottoporre al Ministero Pubblico la fattispecie, con possibilità di revisione
della presente in caso di accertato delitto o crimine (cfr. anche STFA dell'11
ottobre 2004 nella causa S., inc. k 56/03). 

 

                             2.15.   Infine, per
quanto concerne la richiesta di ripetibili, va rammentato che di regola esse
vanno attribuite unicamente nel caso in cui l'assicurato è rappresentato da
persona cognita in materia.                                         

                                         La
procedura ricorsuale è retta dal diritto cantonale. Tuttavia essa deve
soddisfare determinati requisiti (cfr. art. 61 LPGA).

                                         Per
quanto concerne l'indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di
regola, solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (cfr. art. 22 della
legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni
[LPTCA]; vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid. 4; DTF 110 V 81 consid. 7; DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122 e
DTF 99 Ia 580 consid. 4; Susanne Leuzinger-Naef, "Bundesrechtliche
Verfahrensanforderungen betreffend Verfahrenkosten, Parteientschädigung und
unentgeltliche Rechtsbeistand in Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991
pag. 180 ss).

 

                                         L'Alta Corte riconosce un'indennità per ripetibili anche quando il
patrocinio é assunto da una persona particolarmente qualificata per la
questione giuridica considerata (cfr. STFA del 13 gennaio 2000 nella causa K.,
U 284/99, consid. 6; DTF 126 V 11; RDAT II-1993, N. 67;
RCC 1992 pag. 433 consid. 2a; RCC 1985 pag. 411 consid. 4; DTF 108 V 271 = RCC
1983 p. 329).

 

                                         Nel caso concreto l'attribuzione di ripetibili all'assicurata,
rappresentata da suo marito non si giustifica poiché gli estremi posti dalla
giurisprudenza non sono adempiuti.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso,
nella misura in cui è ricevibile, è parzialmente accolto ai sensi dei
considerandi.

                                         Le
decisioni su opposizione sono annullate e l'incarto rinviato alla Cassa
affinché proceda come ai considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.                      

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti