# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 77363414-4a7f-51e5-b78d-fce5f2ec5ebd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.08.2015 14.2015.128
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2015-128_2015-08-21.html

## Full Text

Incarti n.

  14.2015.128

  14.2015.129

  	
  Lugano

  21 agosto 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) nelle
cause SO.2015.973/974 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 5, promosse con istanze 27 febbraio 2015 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 2,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  RE 2, 

  (patrocinati dall’avv. PA 1,)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sui reclami del 2 luglio 2015 presentati da RE 1 e dalla RE
2 contro le decisioni emesse il 22 giugno 2015 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla scorta del
precetto esecutivo n. __________ emesso il 4 febbraio 2015 dall’Ufficio di
esecuzione di Lugano, la CO 1 ha escusso RE 1 in via di
realizzazione del pegno immobiliare che grava la proprietà
per piani n. __________, pari a 626/1000 della particella
n. __________ RFD di __________ per l’incasso
di fr. 2'035'566.– oltre agli interessi del 5%
dal 1° gennaio 2015, indicando quali titoli di credito le cartelle ipotecarie
di fr. 50'000.–, fr. 120'000.–, 

fr. 180'000.–e fr. 1'650'000.– che gravano in primo rango il predetto fondo, nonché il contratto di concessione di un credito di costruzione
sottoscritto dalle parti il 22 dicembre 2010 e il 13 gennaio 2011. Un secondo
esemplare dello stesso precetto esecutivo è stato anche notificato alla terza
proprietaria del fondo gravato, la RE 2.

 

                            B.  Avendo
sia RE 1 sia la RE 2 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza
27 febbraio 2015 la CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 5. All’u­­dienza di
discussione tenutasi il 22 giugno 2015, l’istan­te ha confermato la sua
domanda, mentre le parti convenute si sono opposte alle
istanze. In sede di replica e di dupliche le parti hanno sostanzialmente
ribadito la propria posizione.

 

                            C.  Statuendo con decisioni del 22 giugno
2015, il Pretore ha accolto le istanze e rigettato in via provvisoria entrambe
le opposizioni interposte dalle parti convenute, ponendo a carico di ciascuna
di loro le spese processuali di fr. 1'000.– e un’indennità di fr. 5'000.–
a favore dell’istante.

 

                            D.  Contro
le sentenze appena citate sia RE 1 che la RE 2 sono insorti a questa Camera con reclami del 2 luglio 2015 per ottenerne l’annullamento e la reiezione delle istanze. L’8 luglio
2015, il vicepresidente della Camera ha respinto entrambe le domande di
conferimento del­l’effetto sospensivo. Visto l’esito del giudizio odierno, i
reclami non sono stati notificati alla controparte per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  In
virtù dell’art. 125 lett. c CPC, per semplificare il processo il giudice può
ordinare la congiunzione di più cause. In assenza di disposizioni contrarie
agli art. 308 segg. CPC, tale facoltà è anche riconosciuta ai giudici d’appello
(cfr. Reetz/Hilber, in: Basler Kommentar, ZPO, 2a ed.
2013, n. 6 ad art. 316 CPC). Siccome i reclami in esame sono diretti
contro sentenze di contenuto analogo riferite alla stessa esecuzione, si
giustifica, per economia di procedura, di congiungerli ed evaderli con una sola
sentenza, pur mantenendone l’autonomia nel senso che i dispositivi restano
separati e possono essere impugnati anche singolarmente.

 

                           1.2  Pronunciate
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), le decisioni in questione sono
impugnabili con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2
CPC). Presentati il 2 luglio 2015 contro le sentenze notificate al patrocinatore
di RE 1 e della RE 2 il 23 giugno, in concreto i reclami sono tempestivi.

 

                           1.3  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati
sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato
dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di
fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                             2.  In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il
riconoscimento di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale
(Aktenprozess), il cui scopo non è di accertare l’esisten­­za del
credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il
giudice verifica solo la forza probante del titolo prodotto dal creditore – la
sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda
immediatamente verosimili eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid.
4.1.1). La decisione di rigetto provvisorio dispiega solo effetti di diritto
esecutivo, senza regiudicata quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587
consid. 2.3). Il pronunciato, quindi, non priva le parti del diritto di
sottoporre nuovamente il litigio al giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF;
DTF 136 III 530 consid. 3.2).

                             3.  Nelle decisioni impugnate, dopo che l’istante
aveva ostentato l’ori­ginale delle cartelle ipotecarie
accluse in copia alle istanze, il Pretore ha considerato che tali titoli,
debitamente ceduti all’istan­­te in proprietà (fiduciaria a scopo di garanzia),
rappresentano un valido titolo di rigetto delle opposizioni. Egli ha d’altronde
respinto l’eccezione secondo cui la disdetta del credito non sarebbe stata
validamente notificata alla terza proprietaria del pegno, reputando che
ritenere la disdetta non valida poiché è pervenuta alla RE 2 solo in copia apparirebbe
“un eccessivo formalismo non degno di protezione”.

 

                             4.  Nei
reclami, sostanzialmente identici, RE 1 e la RE 2 sostengono che la validità di
un documento originale e di una copia non può essere considerata la stessa,
sicché la disdetta comunicata alla terza proprietaria in copia dev’essere
considerata inefficace e il credito posto in esecuzione inesigibile al momento
della notifica del precetto esecutivo.

 

                             5.  Secondo
la giurisprudenza incombe all’escutente non solo di produrre un titolo di
rigetto ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF, ma pure di dimostrare, con documenti,
l’esigibilità del credito posto in esecuzione prima dell’inoltro dell’esecuzione
(sentenza del Tribunale federale 5A_303/2013 del 24 settembre 2013 consid. 4.1,
con rimandi; sentenza della CEF 14.2002.40/41 del 14 agosto 2002, consid. 5.3; Staehelin, in: Basler Kommentar zum
SchKG, vol. I, 2a ed. 2010, n. 79 ad art. 82 LEF, con rinvii), ove
essa non risulti già dal titolo di rigetto (sentenza della CEF 14.2015.65 dell’11
agosto 2015, consid. 5). Stante l’art. 844 vCC (nella sua versione in vigore
fino al 31 dicembre 2011, applicabilin concreto, siccome le cartelle ipotecarie
sono state cedute alla banca prima del 1° gennaio 2012 [doc. B]: DTF
140 III 183 consid. 3 e sentenza della CEF 14.2014.189 del 4 marzo 2015, consid.
4.2), salvo convenzione contraria, il credito incorporato in una
cartella ipotecaria diventa esigibile solo dopo essere stato disdetto (v. ora
art. 847 CC).

 

                           5.1  Nella
fattispecie, non si disconosce che, ove il fondo gravato da pegno sia di
proprietà non del debitore bensì di un terzo, la disdetta dev’essere data anche
al terzo (art. 831 CC per il rinvio contenuto all’art.
845 cpv. 1 vCC; Staehelin, in:
Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch II, 3ª ed. 2007, n. 1 ad art. 845 CC; Steinauer, Les droits réels, vol. III, 3a
ed. 2003, n. 2815c e 2935), pena la conferma dell’opposizione da lui interposta
(DTF 42 III 3 e 38 I 651; Denys, Cédule
hypothécaire et mainlevée, in: JdT 2008 II 14; Stücheli,
Die Rechtsöffnung, 2000, pag. 382; Favre/Liniger,
Cédules hypothécaires et procédure de mainlevée, in: SJ 1995 pag. 109).
La situazione è del resto rimasta immutata anche per i pegni immobiliari
costituti dopo il 31 dicembre 2011 (ora all’art. 831 CC
rinvia l’art. 844 cpv. 1 CC; ; Trauffer,
in: Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch II, 4ª ed. 2011, n. 2 ad art. 831 CC; Steinauer, Les droits réels, vol. III, 4a
ed. 2012, n. 2815c). Non essendo il terzo proprietario debitore della
pretesa garantita, tuttavia, la disdetta non può né deve essergli notificata
formalmente, è sufficiente che gli venga data conoscenza della disdetta inviata
al debitore, così da consentirgli di salvaguardare i propri diritti,
segnatamente quello di prevenire la realizzazione forzata riscattando il pegno
(art. 827 cpv. 1 CC per il rinvio degli art. 844 cpv. 1 CC o 845 cpv. 1 vCC) (Trauffer, op. cit., n. 3 ad art. 831; sentenza
del Tribunale federale 4A_513/2010 del 30 agosto 2011, consid. 6.3; sentenza della
CEF 14.2013.10 del 21 marzo 2013, consid. 7.3).

 

                           5.2  Nel
caso specifico, non è contestato che la RE 2 ha ricevuto copia della disdetta
significata a RE 1, di modo che ha avuto la possibilità di salvaguardare i
propri diritti. Le sentenze impugnate resistono quindi alla critica. Non
sussistendo d’altronde alcuna controversia né dubbio sull’i­­doneità delle
cartelle ipotecarie prodotte dall’istante a giustificare il rigetto provvisorio
dell’opposizione, i reclami non possono che essere respinti.

 

                             6.  La tassa del presente giudizio e le
ripetibili, stabilite in applicazione degli art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF (RS
281.35) e 11 cpv. 1-2 RTar (RL 3.1.1.7.1), seguono la
soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d
LTF), il valore litigioso, di fr. 2'035'566.– raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Le
procedure dipendenti dai reclami interposti da RE 1 e RE 2 sono congiunte.

 

                             2.   Il
reclamo di RE 1 è respinto e la sentenza impugnata (inc. __________) è
confermata.

                                  Le
spese processuali di complessivi fr. 1'500.– relative al presente
giudizio, già anticipate dal reclamante, sono poste a suo carico.

 

                             3.   Il
reclamo della RE 2 è respinto e la sentenza impugnata (inc. SO.2015.974) è
confermata.

                                  Le
spese processuali di complessivi fr. 1'500.– relative al presente
giudizio, già anticipate dalla reclamante, sono poste a suo carico.

 

                             4.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).