# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b8bf0c7-cfbf-51cf-8dc0-a6ecb906c48c
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-02-09
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 09.02.2022 RR.2022.13
**Docket/Reference:** RR.2022.13
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2022-13_2022-02-09

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; decisione di estradizione (art. 55 AIMP); assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; decisione di estradizione (art. 55 AIMP); assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; decisione di estradizione (art. 55 AIMP); assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia; decisione di estradizione (art. 55 AIMP); assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA)

Sentenza del 9 febbraio 2022 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Daniel Kipfer Fasciati e Cornelia Cova,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., detenuto a titolo estradizionale, rappresentato 

dall'avv. Giovanni Molo,  

 

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

UFFICIO FEDERALE DI GIUSTIZIA, SETTORE 

ESTRADIZIONI,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 

 

Decisione di estradizione (art. 55 AIMP) 

 

Assistenza giudiziaria gratuita (art. 65 PA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2022.13 
Procedura secondaria: RP.2022.4 

 

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 Fatti: 

A. Il 15 febbraio 2021, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di 

Firenze (in seguito: GIP) ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in car-

cere nei confronti di A. e altri nell’ambito del procedimento penale R.G.N.R. 

6385/2019 – R.G.G.I.P. 2553/2020 per i reati di associazione a delinquere fina-

lizzata all’importazione, al trasporto e alla successiva cessione di sostanze stu-

pefacenti nonché per concorso nel reato aggravato di importazione di ingente 

quantitativo di sostanza stupefacente. In sostanza, il predetto è sospettato, in-

sieme ad altri, di aver gestito l’importazione in Italia dal Sudamerica di ingenti 

quantitativi di cocaina sulla scorta di propri contatti con i cartelli sudamericani e 

demandando a B. sia l’attività di coordinamento tra i vari sodali incaricati del 

recupero della sostanza stupefacente che, talvolta, il successivo trasporto della 

stessa ai diversi destinatari, anche mediante l’utilizzo di veicoli appositamente 

preparati con doppifondi, attività agevolata da diverse organizzazione criminali 

di stampo mafioso (v. act. 6.1). 

 

 

B. In data 28 settembre 2021, il Ministero della giustizia italiano, basandosi sull’or-

dinanza di cui sopra, ha richiesto alla Svizzera l’arresto e l’estradizione di A. (v. 

ibidem). 

 

 

C. Il 28 ottobre 2021, l'UFG ha emesso un ordine di arresto ai fini di estradizione 

trasmesso al Ministero pubblico del Canton Ticino (v. act. 6.3), il quale ha posto 

il predetto in detenzione estradizionale il 16 novembre seguente. A. ha confer-

mato di essere la persona ricercata dalle autorità italiane, opponendosi tuttavia 

a un’estradizione in via semplificata (v. act. 6.4).  

 

 

D. Mediante decisione del 16 dicembre 2021, l'UFG ha concesso l'estradizione di 

A. all'Italia, respingendo nel contempo la richiesta di scarcerazione presentata 

dal medesimo (v. act. 6.9). 

 

 

E. Il 19 gennaio 2022, A. ha interposto ricorso al Tribunale penale federale avverso 

la predetta decisione, postulando l'annullamento della stessa, l’irricevibilità della 

domanda di estradizione nonché la sua scarcerazione (v. act. 1). 

 

 

F. Invitato a versare un anticipo delle spese e a fornire la procura entro il 31 gen-

naio 2022 (v. act. 3), il patrocinatore del ricorrente, con scritto del 26 gennaio 

2022, ha invitato questa Corte “a revocare la vostra richiesta del 20 gennaio 

2022, ed in particolare a prescindere dalla richiesta di versare un anticipo e di 

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fornirvi la procura, nonché a deliberare affinché venga proseguita la difesa d’uf-

ficio dello scrivente difensore d’ufficio avv. Giovanni Molo in favore di A. anche 

nella procedura ricorsuale davanti al Tribunale penale federale” (act. 5). 

 

 

G. Con scritto del 27 gennaio 2022, questa Corte ha trasmesso al ricorrente l’ap-

posito formulario concernente la domanda di assistenza giudiziaria (v. 

RP.2022.13, act. 2), il quale è stato compilato e rispedito dal predetto il 2 feb-

braio seguente (v. RP.2022.13, act. 3). 

 

 

H. Mediante osservazioni del 31 gennaio 2022, trasmesse al ricorrente per cono-

scenza (v. act. 7), l'UFG ha rinviato integralmente alla decisione impugnata, 

chiedendone la conferma (v. act. 6).  

 

 

Le ulteriori argomentazioni addotte dalle parti nei rispettivi allegati verranno ri-

prese, se necessario, nei successivi considerandi in diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

 

1. In virtù degli art. 55 cpv. 3 e 25 cpv. 1 della legge federale sull'assistenza giudi-

ziaria internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1) e dell'art. 37 cpv. 2 

lett. a n. 1 della legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della 

Confederazione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali è competente 

per statuire sui ricorsi contro le decisioni d'estradizione. Interposto entro 30 

giorni dalla notificazione scritta della decisione d'estradizione (v. art. 50 cpv. 1 

della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; 

RS 172.021], applicabile in virtù del rinvio previsto all'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP), 

il ricorso è tempestivo. In qualità di estradando il ricorrente è manifestamente 

legittimato a ricorrere (v. art. 21 cpv. 3 AIMP; DTF 122 II 373 consid. 1b e rinvii).  

 

1.1 L'estradizione fra la Repubblica italiana e la Confederazione Svizzera è anzi-

tutto retta dalla Convenzione europea d'estradizione del 13 dicembre 1957 

(CEEstr; RS 0.353.1), entrata in vigore il 4 novembre 1963 per la Repubblica 

italiana e il 20 marzo 1967 per il nostro Paese, dal Secondo Protocollo addizio-

nale alla CEEstr del 17 marzo 1978 (PA II CEEstr; RS 0.353.12), entrato in 

vigore per la Repubblica italiana il 23 aprile 1985 e per la Svizzera il 9 giugno 

1985, dal Terzo Protocollo addizionale alla CEEstr del 10 novembre 2010 (PA 

III CEEstr; RS.0353.13), entrato in vigore per la Repubblica italiana il 1° dicem-

bre 2019 e per la Svizzera il 1° novembre 2016, nonché dal Quarto Protocollo 

addizionale alla CEEstr del 20 settembre 2012 (PA IV CEEstr; RS 0.353.14), 

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entrato in vigore per la Repubblica italiana il 1° dicembre 2019 e per la Svizzera 

il 1° novembre 2016. Di rilievo sono inoltre, a partire dal 12 dicembre 2008, gli 

art. 59 e segg. della Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen del 

14 giugno 1985 (CAS; n° CELEX 42000A0922(02); Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea L 239 del 22 settembre 2000, pag. 19-62; testo non pub-

blicato nella RS ma consultabile sulla piattaforma di pubblicazione Internet della 

Confederazione alla voce “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi bi-

laterali”, 8.1 Allegato A; https://www.admin.ch/opc/it/european-union/internatio-

nal-agreements/008.html) unitamente alla Decisione 2007/533/GAI del Consi-

glio, del 12 giugno 2007, applicabile dal 9 aprile 2013, sull’istituzione, l’esercizio 

e l’uso del sistema di informazione Schengen di seconda generazione (SIS II), 

segnatamente gli art. 26-31 (n° CELEX 32007D0533; Gazzetta ufficiale 

dell’Unione europea L 205 del 7 agosto 2007, pag. 63-84; “Raccolta dei testi 

giuridici riguardanti gli accordi bilaterali”, 8.4 Sviluppi dell’acquis di Schengen), 

così come, a partire dal 5 novembre 2019, le disposizioni della Convenzione del 

27 settembre 1996 relativa all’estradizione tra gli Stati membri dell’Unione eu-

ropea (Convenzione sull’estradizione UE; n° CELEX 41996A1023(02); Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione europea C 313 del 23 ottobre 1996, pag. 12-23, “Rac-

colta dei testi giuridici riguardanti gli accordi bilaterali”, 8.2 Allegato B) che in 

applicazione della Decisione 2003/169/GAI del Consiglio, del 27 febbraio 2003 

(n° CELEX 32003D0169; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 67 del 

12 marzo 2003, pag. 25 e seg., “Raccolta dei testi giuridici riguardanti gli accordi 

bilaterali”, 8.2 Allegato B) costituiscono uno sviluppo dell’acquis di Schengen 

(ovvero gli art. 2, 6, 8, 9 e 13 nonché l’art. 1, per quanto pertinente agli altri 

articoli). Restano impregiudicate disposizioni più favorevoli all’assistenza in vi-

gore tra le parti (art. 59 n. 2 CAS; art. 1 n. 2 Convenzione sull’estradizione UE). 

 

1.2 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trattati 

non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto nazio-

nale sia più favorevole all'estradizione rispetto a quello convenzionale (cosid-

detto principio di favore), si applica l'AIMP, unitamente alla relativa ordinanza 

(OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP; DTF 145 IV 294 consid. 2.1; 142 IV 

250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 

3.1; 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 

consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). È fatto salvo il rispetto dei diritti 

fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c; TPF 2008 24 

consid. 1.1). 

 

 

2. Il ricorrente censura la violazione del suo diritto di essere sentito, nella misura 

in cui l’UFG non si sarebbe confrontato con le motivazioni contenute nelle sue 

osservazioni del 10 dicembre 2021. A suo avviso, “non una parola, in partico-

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/de/ALL/?uri=CELEX:42000A0922(02)
https://www.admin.ch/opc/it/european-union/international-agreements/008.html
https://www.admin.ch/opc/it/european-union/international-agreements/008.html
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/de/ALL/?uri=CELEX:32007D0533
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX:41996A1023(02)
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/ALL/?uri=CELEX:32003D0169

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lare, viene spesa sulla contestazione della ricostruzione, infondata, del collega-

mento formulato tra l’estradando e tale “k” sulla base del testo sintesi contenuto 

a pag. 385 della domanda di estradizione italiana” (act. 1, pag. 6).  

 

2.1 L'obbligo di motivazione, derivante dal diritto di essere sentito, prevede che l'au-

torità debba menzionare, almeno brevemente, i motivi che l'hanno indotta a de-

cidere in un senso piuttosto che nell'altro e di porre pertanto l'interessato nelle 

condizioni di rendersi conto della portata del provvedimento e delle eventuali 

possibilità di impugnazione presso un'istanza superiore, che deve poter eserci-

tare il controllo sullo stesso (v. DTF 136 I 229 consid. 5.5; 121 I 54 consid. 2; 

117 Ib 481 consid. 6b/bb, nonché più ampiamente ALBERTINI, Der verfas-

sungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des 

modernen Staates, 2000, pag. 400 e segg., con altri rinvii giurisprudenziali). 

L'autorità di esecuzione non è tenuta a discutere in maniera dettagliata tutti gli 

argomenti sollevati dalle parti, né a statuire separatamente su ogni conclusione 

che le viene presentata. Essa può limitarsi all'esame delle questioni decisive per 

l'esito del litigio (DTF 141 IV 249 consid. 1.3.1; 139 IV 179 consid. 2.2; 134 I 83 

consid. 4.1; 130 II 530 consid. 4.3; 126 I 97 consid. 2b; sentenza del Tribunale 

federale 1B_380/2010 del 14 marzo 2011 consid. 3.2.1). 

 

2.2 In concreto, l’UFG ha sufficientemente spiegato i motivi legati all’estradizione 

del ricorrente. In generale, esso ha dichiarato che “la fattispecie descritta nella 

domanda di estradizione è sufficiente per esaminare le questioni in materia di 

estradizione. La domanda non contiene evidenti errori, lacune o contraddizioni 

e i reati contestati sono punibili secondo il diritto italiano. L’UFG costata che per 

i reati a lui ascritti l’interessato potrebbe essere perseguito in Svizzera per traf-

fico illegale di sostanza stupefacente ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 della Legge 

federale sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope del 3 ottobre 1951 

(LStup; RS 812.121). Per questa infrazione il diritto svizzero prevede una pena 

detentiva non inferiore a un anno. Ne consegue che i fatti per i quali è richiesta 

l’estradizione del perseguito rispettano le condizioni poste dall’art. 2 CEEstr” 

(act. 6.9, pag. 5). Inoltre, “sia l’azione penale che l’esecuzione della pena non 

sono ancora prescritte secondo il diritto italiano. La prescrizione secondo il di-

ritto svizzero non è da verificare (vedi art. 8 della Convezione di estradizione 

UE). Non possono parimenti essere considerati quali reati politici, militari o fi-

scali. ll perseguito non è cittadino svizzero” (ibidem). Per quanto riguarda più in 

particolare il contenuto della domanda, l’UFG ha sufficientemente spiegato a 

pag. 6 e 7 della decisione impugnata i motivi che l’hanno condotto a ritenere 

soddisfatti i criteri legali in materia, concludendo che “i gravami sollevati in me-

rito a lacune e scarsità dal profilo probatorio della domanda di estradizione ita-

liana potranno essere fatte valere innanzi all’autorità estera del merito che con-

duce la procedura penale nei confronti del perseguito” (act. 6.9, pag. 7). In de-

finitiva, ossequiando la decisione impugnata le condizioni in materia di motiva-

zione, la censura va respinta. 

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3. Il ricorrente sostiene che la domanda di estradizione sia lacunosa, sia sotto il 

profilo della descrizione dei fatti che della qualifica giuridica. Se la domanda 

fosse stata formulata in termini più precisi, egli sarebbe stato posto in condi-

zione di meglio difendersi nel merito e di provare l’esistenza di un alibi in suo 

favore. 

 

3.1 Giusta gli art. 12 n. 2 lett. b CEEstr e 28 cpv. 3 lett. a AIMP, la domanda d'e-

stradizione deve essere accompagnata da un esposto dei fatti per i quali l'estra-

dizione è postulata, indicando nella maniera più esatta possibile il tempo e il 

luogo del loro compimento, la loro qualificazione legale e il riferimento alle di-

sposizioni legali loro applicabili (v. anche art. 10 cpv. 2 OAIMP). Ciò deve per-

mettere all'autorità richiesta di verificare che non sussistano condizioni ostative 

all'assistenza. Essa deve segnatamente poter controllare che la condizione 

della doppia punibilità sia rispettata. L'autorità richiedente non è in ogni caso 

tenuta a fornire prove a sostegno delle sue allegazioni. L’autorità richiesta non 

esamina le questioni di fatto, né si pronuncia sulla colpevolezza dell'estradando, 

né procede alla valutazione delle prove; essa è legata all'esposto dei fatti pre-

sentato nella domanda, nella misura in cui questa non presenti errori manifesti, 

lacune o contraddizioni immediatamente rilevabili (v. DTF 132 II 81 consid. 2.1; 

118 Ib 111 consid 5b pag. 121 e seg.). L'eccezione a tale principio è data allor-

quando la persona perseguita è in grado di fornire un alibi ai sensi dell'art. 53 

AIMP, ossia la prova evidente ch'ella non si trovava sul luogo del crimine al 

momento della sua commissione (DTF 113 Ib 276 consid. 3b; 112 Ib 215 con-

sid. 5b; 109 Ib 317 consid. 11b). 

 

3.2 Secondo l'art. 53 AIMP, se la persona perseguita afferma di poter provare che, 

al momento del fatto, non si trovava nel luogo di commissione, l'Ufficio federale 

procede ai chiarimenti necessari (cpv. 1). Nei casi palesi, l'estradizione è ne-

gata. Negli altri casi, le prove a discarico sono comunicate allo Stato richiedente 

invitandolo a dichiarare entro breve termine se intende mantenere la domanda 

(cpv. 2). Una versione dei fatti differente da quella descritta nella richiesta estera 

o semplici argomenti a discarico non possono essere presi in considerazione a 

tale titolo (JdT 2012 IV 5 n. 140). In altre parole, è necessario che il fatto invo-

cato come alibi conduca ineluttabilmente ad un giudizio d'innocenza nello Stato 

richiedente e alla messa in libertà, ciò che giustifica la reiezione della domanda 

d'estradizione (v. sentenze del Tribunale federale 1A.199/2006 del 2 novembre 

2006 consid. 2.6; 1A.174/2006 del 2 ottobre 2006 consid. 4; 1A.159/2006 del 

17 agosto 2006 consid. 5; 1A.43/2006 del 6 aprile 2006 consid. 2). La facoltà 

prevista all'art. 53 cpv. 2 AIMP non implica per l'UFG l'apertura di una procedura 

speciale e complessa destinata a determinare la realtà dell'alibi invocato (DTF 

112 Ib 215 consid. 5b; 92 I 108 consid. 1). In particolare, l'interrogatorio di per-

sone residenti all'estero non rientra nella sua missione (sentenze del Tribunale 

federale 1A.174/2006 consid. 4.5; 1A.79/1994 del 7 giugno 1994 consid. 3c; 

http://links.weblaw.ch/DTF-118-IB-111

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1A.206/1989 del 17 gennaio 1990 consid. 3c). L’alibi deve essere fornito senza 

indugio; la semplice invocazione di un alibi e l’annuncio di prove future non sod-

disfano tale condizione (v. DTF 109 IV 174 consid. 2; sentenze del Tribunale 

penale federale RR.2020.172 del 28 agosto 2020 consid. 4; RR.2011.180+214 

del 29 novembre 2011 consid. 7.1). 

 

3.3 In concreto, l’UFG, basandosi sull’ordinanza di custodia cautelare in carcere 

emessa dal GIP il 15 febbraio 2021, ha così ripreso e riassunto i fatti alla base 

della domanda di estradizione (v. act. 6.9, pag. 4 e segg.): 

 

 «L’organizzazione criminale oggetto di indagine sarebbe nata dal rapporto di 

stretta collaborazione nell’attività illecita di gestione del narcotraffico tra due im-

portanti broker calabresi, segnatamente C. (attualmente latitante) e D. (attual-

mente ristretto presso il carcere di Siracusa), ciascuno assistito da più complici, 

costituenti gruppi tendenzialmente stabili, in larga parte soggettivamente so-

vrapponibili e comunque strettamente connessi tra loro in virtù del rapporto di 

società venuto a crearsi tra i capi, tanto da formare una struttura criminale so-

stanzialmente unitaria. Quando D. è stato arrestato il perseguito (denominato 

“k“ o “capo”) avrebbe assunto il suo ruolo di vertice. L’organizzazione criminale 

diretta dal perseguito disporrebbe di ingenti risorse economiche, di apparecchi 

telefonici in grado di assicurare la segretezza delle comunicazioni e di veicoli 

modificati per il trasporto occulto di droga e denaro. Essa vanterebbe collega-

menti diretti con i cartelli sudamericani della droga, garantiti da sodali stanziati 

in America Latina e sarebbe in grado di penetrare negli ambienti delle istituzioni 

per reperire i documenti di identità falsi di copertura o acquisire altri vantaggi 

strumentali alla realizzazione dei traffici di stupefacente. In particolare il perse-

guito avrebbe gestito l’importazione di 430 kg di cocaina che veniva sequestrata 

nel porto di Livorno il 6 novembre 2019 (266 panetti) e 18 novembre 2019 (164 

panetti), ritrovata occultata sulla nave porta container “E.” proveniente dal Bra-

sile, battente bandiera liberiana, all’interno di un container contenente un carico 

di legname. Il perseguito e gli altri committenti avrebbero delegato a B. sia l’at-

tività di coordinamento tra i vari sodali incaricati del recupero della sostanza 

stupefacente una volta giunta al porto di destinazione che il successivo tra-

sporto ai diversi destinatari della sostanza stupefacente anche mediante l’uti-

lizzo di veicoli appositamente preparati con doppifondi. La cocaina sarebbe 

stata importata per la cosca di Guardavalle e la cosca F. operante nella piana 

di Gioia Tauro. Inoltre il perseguito, unitamente a G. e B., avrebbe commissio-

nato l’importo in Italia di complessivi 22.105 kg (19 panetti) di cocaina, seque-

strati all’inizio di gennaio 2020 presso il porto di Genova. B. avrebbe ricevuto la 

notte del 3 gennaio 2020 presso il porto di Vado Ligure 12 di panetti di sostanza 

stupefacente del tipo cocaina del peso complessivo di 13.890 kg da soggetti 

rimasti ignoti che ne avevano curato la importazione. Egli avrebbe portato la 

cocaina presso la propria abitazione ove veniva da lui detenuta con la collabo-

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razione attiva nella custodia del figlio G., in attesa di essere consegnata al per-

seguito (fatta eccezione per 2 panetti che sarebbero rimasti nella disponibilità 

dei B./G.). B. avrebbe agito da intermediario per conto del perseguito. Infatti il 

perseguito riceveva da B. una foto della sostanza stupefacente a conferma della 

ricezione e della successiva consegna. La notte del 4 gennaio 2020, presso il 

porto di Vado Ligure, B. avrebbe ricevuto ulteriori 7 panetti di sostanza stupe-

facente di tipo cocaina del peso lordo complessivo di 6.215 kg, che portava 

presso la propria abitazione per detenerli in attesa di consegnarli al perse-

guito». 

 

 Orbene, quanto precede è senz'altro sufficiente per adempiere ai requisiti posti 

dalle normative e dalla giurisprudenza sopra menzionate (v. supra consid. 3.1). 

I fatti contestati dall'estradando non soggiacciono a sindacato in questa sede. 

Si ribadisce infatti che non spetta al giudice dell'assistenza statuire sui mezzi di 

prova, dovendo egli limitarsi a prendere atto della completezza o meno dell'e-

sposto dei fatti. Esso in concreto non presenta contraddizioni o errori manifesti. 

Per il resto, sarà compito del giudice estero del merito valutare le prove ed as-

sodare i fatti, tenendo in considerazione le contestazioni dell'estradando in 

punto alla ricostruzione fattuale e alle sue circostanze di dettaglio. Non essen-

dovi inoltre elementi che permettano di confermare in modo indubbio, senza 

dover procedere a ulteriori atti istruttori, la sussistenza di un alibi, la censura 

relativa alla pretesa violazione dell'art. 53 AIMP va respinta. 

 

 

4. Il ricorrente afferma che “la prosecuzione dell’arresto risulta in ogni caso con-

traria al principio della proporzionalità posto dall’art. 5 della Costituzione fede-

rale, posto come misure meno invasive, quali ad esempio l’obbligo di residenza 

o la consegna dei documenti personali possano essere attuate a garanzia della 

richiesta di estradizione italiana” (act. 1, pag. 7). 

 

4.1 Per costante giurisprudenza, durante tutta la procedura di estradizione la car-

cerazione della persona perseguita costituisce la regola mentre la scarcera-

zione rimane l'eccezione. Giusta l'art. 47 cpv. 1 lett. a AIMP, l'Ufficio può tuttavia 

prescindere dall'emettere un ordine di arresto in vista d'estradizione segnata-

mente se la persona perseguita verosimilmente non si sottrarrà all'estradizione 

né comprometterà l'istruzione penale. Queste due condizioni sono cumulative; 

se l'interessato si prevale unicamente della realizzazione di una delle stesse 

non potrà pretendere che si rinunci alla detenzione estradizionale (DTF 109 Ib 

58 consid. 2). 

 

 La giurisprudenza concernente il pericolo di fuga in ambito di detenzione estra-

dizionale è oltremodo restrittiva (v. la casistica illustrata in DTF 130 II 306 con-

sid. 2.4-2.5). Il Tribunale federale ha in particolare già avuto modo di negare la 

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scarcerazione di una persona i cui legami con la Svizzera erano indiscussi (ti-

tolare di un permesso di soggiorno residente in Svizzera da diciotto anni, spo-

sato con una cittadina svizzera e padre di due figli di tre e otto anni, entrambi di 

nazionalità svizzera e scolarizzati nel Cantone Ticino), essendo stata ritenuta 

motivo sufficiente la possibilità di una condanna a una pena privativa di libertà 

di lunga durata. Neppure le difficoltà finanziarie in cui l'interessato lasciava la 

moglie e i figli permettevano di considerare che il rischio di fuga fosse a tal punto 

inverosimile da poter essere scongiurato tramite l'adozione di misure sostitutive 

(sentenza del Tribunale federale 8G.45/2001 del 15 agosto 2001 consid. 3a). In 

un altro caso, è stato considerato che l'ampiezza dell'attività delittuosa (costitu-

zione di un'associazione criminale allo scopo di perpetrare truffe fiscali) e l'e-

ventualità di una pena privativa della libertà di lunga durata costituivano ele-

menti sufficienti a rendere verosimile il rischio che il reclamante potesse sot-

trarsi all'estradizione, sebbene egli avesse legami importanti con la Svizzera, 

essendo titolare di un permesso B, coniugato con una cittadina svizzera e 

stesse per diventare padre. Tale rischio, acutizzato dalla sua giovane età, non 

veniva sminuito dal fatto che, come ritenuto anche nelle altre cause, fosse a 

conoscenza del suo perseguimento e non fosse nondimeno fuggito: soltanto 

con l'ordine di arresto in vista d'estradizione si erano infatti concretizzate sia le 

accuse sia la possibilità effettiva di essere estradato (sentenza del Tribunale 

federale 8G.49/2002 del 24 maggio 2002 consid. 3b). Tenuto conto di questa 

giurisprudenza, il Tribunale penale federale ha quindi confermato l'esistenza del 

pericolo di fuga nel caso di una persona perseguita con moglie, due bambini (di 

sette anni e mezzo e due anni e mezzo) e altri parenti in Svizzera (sentenza del 

Tribunale penale federale BH.2005.45 del 20 dicembre 2005 consid. 2.2.2). Me-

desimo esito nel caso di una persona ininterrottamente residente in Svizzera 

per dieci anni, con moglie e quattro bambini, di un anno e mezzo, tre, otto e 

diciotto anni (sentenza del Tribunale penale federale BH.2005.8 del 7 aprile 

2005 consid. 2.3) e in quello di una persona ininterrottamente in Svizzera da 

dieci anni, con la sua compagna e gli amici più stretti (sentenza del Tribunale 

penale federale BH.2006.4 del 21 marzo 2006 consid. 2.2.1). In una sentenza 

del 24 novembre 2009 il Tribunale penale federale ha per contro ordinato la 

liberazione di un uomo di 76 anni residente in Francia accusato negli Stati Uniti 

di aver commesso in quel Paese, nel 1978, atti sessuali con una minorenne, e 

adottato misure sostitutive della detenzione (sentenza del Tribunale penale fe-

derale RR.2009.329, parzialmente pubblicata in RStrS - BJP 1/2010 pag. 9). In 

quell'occasione, l'autorità giudicante ha considerato che il pericolo di fuga non 

era così marcato da impedire l'adozione di misure sostitutive della detenzione 

(v. ibidem consid. 6.3). Visto anche che la pena massima comminata all'estero 

era di due anni di detenzione, il Tribunale ha ritenuto che il pagamento di una 

elevata cauzione corrispondente alla metà dei beni patrimoniali dell'estradando, 

unitamente all'utilizzo di un braccialetto elettronico ("Electronic Monitoring"; 

sull'applicabilità di questo sistema di sorveglianza v. DTF 136 IV 20), costitui-

vano misure atte a scongiurare il pericolo di fuga (v. sentenza del Tribunale 

- 10 - 
 
 

penale federale RR.2009.329 del 24 novembre 2009 consid. 6.6.6). Parimenti, 

il Tribunale federale ha ordinato la liberazione di una donna americana di 47 

anni residente a Zurigo dal 1955, con stretti legami affettivi e professionali in 

Svizzera. L'Alta Corte ha considerato che le precarie condizioni di salute della 

donna, unitamente al fatto che la stessa, una volta al corrente dell'inchiesta pe-

nale in Italia e dell'ordine di arresto spiccato nei suoi confronti dalle autorità di 

quel Paese, non abbia intrapreso nulla per lasciare la Svizzera, fossero ele-

menti importanti per concludere che il pericolo di fuga era estremamente esi-

guo. Quest'ultimo è stato in definitiva scongiurato con l'adozione di misure so-

stitutive quali il deposito di una cauzione di fr. 50'000.– nonché la consegna dei 

documenti d'identità (v. sentenza del Tribunale federale 8G.76/2001 del 14 no-

vembre 2001 consid. 3c). 

 

4.2 In concreto, non si è manifestamente in presenza di circostanze particolari che 

imporrebbero di derogare, in via eccezionale, alla regola della carcerazione. Il 

reclamante è cittadino italiano, ha 42 anni ed è attivo, da aprile 2017, come 

cuoco/cameriere in un ristorante a Lugano (v. act. 1, pag. 3 e 5). In occasione 

del suo interrogatorio dinanzi alla Procura ticinese, egli ha affermato che la sua 

famiglia, ossia la moglie e la figlia, risiedono in Calabria, a Guardavalle, dove 

vive anche la madre. Egli ha pure dichiarato di avere una sorella che vive a 

Milano e che “in Svizzera risiedo a Lugano e ho un lavoro come aiuto cuoco 

presso il H. in centro a Lugano. Non ho altri legami con la Svizzera in quanto 

qui lavoro solamente e non ho nemmeno creato una rete di amicizie” (act. 6.4). 

Vista la predetta giurisprudenza (v. anche sentenze del Tribunale penale fede-

rale RR.2011.133 del 29 giugno 2011 consid. 3; RR.2011.88 del 15 aprile 2011 

consid. 7; RR.2011.45 del 9 marzo 2011 consid. 4.4; ZIMMERMANN, La coopé-

ration judiciaire internationale en matière pénale, 5a ediz. 2019, n. 348 pag. 

379), alla luce del grave reato che viene contestato in Italia all’estradando (v. 

art. 73 cpv. 2, 3 e 4, 80 cpv. 2 D.P.R. 309/90 nonché art. 416-bis.1 CP/I, in act. 

6.1) e all’elevata comminatoria di pena prevista per lo stesso (da sei a ventidue 

anni di reclusione, senza tenere conto dell’aggravante di cui all’art. 80 cpv. 2 

D.P.R. 309/90 riguardante l’ingente quantità di sostanza stupefacente), i motivi 

addotti non sono sufficienti per negare il pericolo di fuga. Tenuto conto dei de-

boli legami con il territorio svizzero, di fronte alla possibilità di un'estradizione 

all'Italia, dove rischia di scontare una lunga pena detentiva, persiste un marcato 

pericolo che l'estradando tenti di sottrarsi all’estradizione, ad esempio rifugian-

dosi in altri Paesi qualora fosse messo in libertà, contando su ordinamenti giu-

ridici meno favorevoli alla cooperazione internazionale in materia penale, sia 

per l’assenza di trattati con il Paese richiedente che per altri motivi. Le censure 

in questo ambito vanno pertanto disattese, a prescindere dal fatto che vi sia o 

meno rischio di collusione, condizione comunque cumulativa ex art. 47 cpv. 1 

lett. a AIMP. 

 

- 11 - 
 
 

 Contrariamente a quanto sostenuto nel reclamo, ritenuta in particolare la possi-

bilità di condanna a una elevata pena detentiva, le misure alternative alla car-

cerazione proposte non sono di per sé sufficienti a scongiurare un pericolo di 

fuga (v. sentenza del Tribunale penale federale RR.2009.329 consid. 1.1.2 e 

riferimenti citati). 

 

 

5. In conclusione, non vi è nessuna ragione per negare l'estradizione né per scar-

cerare il ricorrente. Ne consegue che il ricorso deve essere integralmente re-

spinto. 

 

 

6. Il ricorrente sollecita la concessione del beneficio dell'assistenza giudiziaria e 

del gratuito patrocinio nella persona dell’avv. Giovanni Molo (v. RP.2022.4, act. 

1). 

 

6.1 La persona perseguita può designare un patrocinatore. Se vi prescinde o non è 

in grado di farlo e la tutela dei suoi interessi lo richiede, le è nominato un patro-

cinatore d'ufficio (art. 21 cpv. 1 AIMP). Se una parte non dispone dei mezzi 

necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità di successo, 

l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istruzione la dispensa, a 

domanda, dopo il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA). Indipendentemente da quanto precede, il diritto all’assi-

stenza giudiziaria gratuita deriva anche dall’art. 29 cpv. 3 Cost (v. DTF 129 I 

129 consid. 2.1; sentenze del Tribunale federale 5B_578/2020 dell’11 agosto 

2021 consid. 3.1; 2C_367/2020 del 7 ottobre 2020 consid. 3.1; sulla validità 

della domanda nella procedura amministrativa, v. DTF 134 I 166 consid. 2.2; 

WALDMANN, Commentario basilese, 2015, n. 66 ad art. 29 Cost.; STEINMANN, 

Commentario sangallese, 3a ediz. 2014, n. 65 ad art. 29 Cost). Il Tribunale fe-

derale considera prive di probabilità di successo le conclusioni le cui prospettive 

di successo sono sensibilmente inferiori a quelle di insuccesso, e che di conse-

guenza non possono essere definite serie. Decisivo è sapere se una parte che 

dispone dei mezzi finanziari necessari affronterebbe ragionevolmente un pro-

cesso: chi non è disposto ad affrontare a proprie spese un processo non deve 

poterlo fare soltanto perché la procedura è gratuita. L'esistenza di sufficienti 

probabilità di successo va giudicata sommariamente in base alle condizioni al 

momento dell'introduzione della domanda (v. DTF 138 III 217 consid. 2.2.4; 133 

III 614 consid. 5; sentenze del Tribunale federale 5A_264/2012 del 6 dicembre 

2012 consid. 4.1; 5A_711/2011 del 21 dicembre 2011 consid. 3.1). 

 

L’esame della situazione finanziaria del richiedente è riferito al momento in cui 

l’istanza è presentata (v. DTF 141 III 369 consid. 4.1; sentenza del Tribunale 

federale 6B_304/2021 del 12 aprile 2021 consid. 3). La parte che richiede l'as-

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sistenza giudiziaria ha il dovere di fornire ragguagli completi e, per quanto pos-

sibile, comprovati, sul proprio reddito, patrimonio e sull'insieme dei propri oneri 

finanziari. Essa è obbligata a cooperare: l’autorità confrontata con la domanda 

non è obbligata a chiarire da sola i fatti ivi contenuti né a verificare d’ufficio le 

allegazioni dell’istante (v. sentenze del Tribunale federale 5B_578/2020 consid. 

3.3; 2C_367/2020 consid. 3.3; 5A_716/2018 del 27 novembre 2018 consid. 3.2; 

9C_784/2017 del 12 gennaio 2018 consid. 2). Le informazioni e i relativi mezzi 

di prova devono fornire un'immagine fedele, completa e coerente della situa-

zione finanziaria del richiedente (v. DTF 135 I 221 consid. 5.1). In caso contrario 

l'istanza deve essere respinta, non essendo sufficientemente sostanziato o di-

mostrato lo stato di indigenza (v. DTF 125 IV 161 consid. 4a; sentenze 

5B_578/2020 consid. 3.3; 2C_367/2020 consid. 3.3; sentenze del Tribunale pe-

nale federale RP.2014.62 del 26 agosto 2014 consid. 2.1; BH.2006.6 del 

18 aprile 2006 consid. 6.1; cfr. anche HARARI/JAKOB/SANTAMARIA, Commentario 

romando, 2a ediz. 2019, n. 59a e 59b ad art. 132 CPP; BÜHLER, Die Prozess-

armut, in C. Schöbi [ed.], Gerichtskosten, Parteikosten, Prozesskaution, unent-

geltliche Prozessführung, 2001, pag. 189 e segg.).  

 

6.2 In concreto, si osserva innanzitutto che la nomina a difensore d’ufficio dell’avv. 

Molo intervenuta dinanzi al Ministero pubblico ticinese non ha nessun valore 

pregiudiziale per la procedura ricorsuale. In effetti, ciò è stato accordato da 

parte dell'autorità d’esecuzione nell'ambito della procedura estradizionale di 

fronte all’autorità di prime cure, la quale va distinta dalla procedura ricorsuale 

dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, autorità che 

valuta i requisiti del gratuito patrocinio in virtù dell'art. 65 cpv. 1 PA, indipenden-

temente quindi dai requisiti di nomina del patrocinatore d'ufficio giusta l'art. 21 

cpv. 1 AIMP (v. sentenze del Tribunale penale federale RH.2021.6 dell’8 luglio 

2021 consid. 9 con rinvii; RR.2021.222 dell’11 novembre 2021 consid. 5.2). 

 

 Il ricorrente ha inoltrato a questa autorità l’apposito formulario (v. RP.2022.4, 

act. 3.1). Per quanto riguarda la sua fortuna, egli ha dichiarato di avere: 

fr. 1'500.– presso la banca I.; EUR 100.– presso la banca J., dove la moglie è 

pure titolare di un conto con EUR 4'000.–; EUR 400.– in contante (v. ibidem, 

pag. 3). Egli indica di essere debitore di due mensilità d’affitto per un importo 

totale di fr. 2'760.– (v. ibidem). Per quanto concerne le spese mensili, l’insor-

gente ha dichiarato quanto segue: fr. 1'380.– per l’affitto; fr. 184.– per spese 

mediche non rimborsate; fr. 600.– per contributi per figli; fr. 100.– per utensili 

casalinghi; fr. 100.– per telefono e tv; fr. 60.– per ricariche telefoniche. Egli di-

chiara, infine, un salario netto mensile di fr. 2'500.– (v. ibidem, pag. 5). 

 

Nel formulario è chiaramente indicato che “tutte le indicazioni concernenti la 

situazione finanziaria devono essere provate. I documenti ufficiali devono es-

sere allegati alla domanda. I redditi devono essere giustificati da un’attestazione 

di salario, da una contabilità o tutt’altro documento (p. es. estratto conto). Le 

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spese invocate (affitto, premi d’assicurazione, pensioni alimentari, imposte, rim-

borso di debiti, ecc.), la loro esistenza così come i pagamenti regolari devono 

essere dimostrati (p. es. mediante contratto, attestazioni, fatture, ricevute). Il 

saldo di tutti i conti deve essere documentato” (RP.2022.4, act. 3.1, pag. 2). 

Ora, nonostante le esigenze di completezza e di allegazione testé indicate, vi è 

da rilevare che il ricorrente non ha fornito nessun documento probante in rela-

zione agli importi indicati nel formulario. Nessuna delle informazioni ivi riportate 

è supportata dalla benché minima pezza giustificativa. Sebbene attualmente in 

detenzione, il ricorrente avrebbe potuto fornire, con l'aiuto della moglie o della 

sorella (quest’ultima vive a Milano, v. supra consid. 4.2) e del suo patrocinatore, 

un minimo di documentazione a sostegno delle cifre dichiarate. A prescindere 

da ciò, la sua domanda va respinta già per l’assenza di sufficienti probabilità di 

successo del suo ricorso, visto che i motivi addotti nello stesso sono in contrasto 

con le normative e i consolidati principi giurisprudenziali che reggono il diritto 

estradizionale. Ragione per cui la relativa richiesta di assistenza giudiziaria va 

respinta, sia per ciò che concerne la dispensa dal pagamento delle spese pro-

cessuali, sia per quanto riguarda l'assunzione dell'onorario del suo difensore. 

 

 

7. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 

del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le 

indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fis-

sata in concreto a fr. 3'000.– a carico del ricorrente. 

 

 

 

- 14 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. La richiesta di assistenza giudiziaria gratuita è respinta. 

3. La tassa di giustizia di fr. 3'000.– è posta a carico del ricorrente. 

 
 
Bellinzona, 10 febbraio 2022  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Giovanni Molo 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Estradizioni 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente 
importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi 
per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta 
gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).