# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9e1a0e0b-83ac-5736-8b6a-83e2df84415b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 09.07.2018 12.2016.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-64_2018-07-09.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.64

  	
  Lugano

  9 luglio 2018/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Federspiel
  Peer

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. OR.2014.38 della
Pretura della Giurisdizione di Locarno-Campagna promossa con petizione 4
novembre 2014 da

 

	
   

  	
   AO
  1  

  patrocinato dall’  PA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP
  1  

  (quale
  rappresentante processuale dei componenti la

  CE
  fu __________ F__________) 

  PI
  1, __________PI 2, __________ 

  PI
  3, __________PI 4,__________

  tutti
  rappr. dall’PA 1, __________ 

   

  

 

con
cui l’attore ha chiesto la condanna delle parti convenute al pagamento dei
seguenti importi:

-
CE fu D__________, rappr. da AP 1, fr. 34'020.- oltre interessi al 5%

 
dal 6 giugno 2014;

-
, fr. 45'988.70 oltre interessi al 5 % dal 6 giugno 2014;

- PI
1, fr. 10'590.45 oltre interessi al 5 % dal 6 giugno 2014;

- PI
3, fr. 10'590.45 oltre interessi al 5 % dal 6 giugno 2014;

- PI
4, fr. 10'590.45 oltre interessi al 5 % dal 6 giugno 2014;

 

domanda
accolta parzialmente dal Pretore con decisione 4 aprile 2016, con la quale ha
condannato il convenuto  a versare all’attore l’importo di fr. 31'500.- oltre
interessi al 5% dal 24 ottobre 2014, respingendo nel contempo ogni altra o
diversa domanda, e ponendo la tassa di giustizia e le spese di complessivi fr.
8'055.- a carico dell’attore per ¾ e a carico di AP 1 per la rimanenza di ¼ con
l’obbligo per quest’ultimo di rifondere all’attore fr. 3'000.- a titolo di
ripetibili, mentre la tassa di giustizia della procedura di conciliazione è
stata posta a carico di AP 1 in ragione di fr. 600.- e per la rimanenza di fr.
1'400.- a carico dell’attore, quest’ultimo è stato inoltre condannato a versare
ai convenuti PI 3, PI 1, PI 2 e PI 4 l’importo complessivo di fr. 8'000.- a
titolo di ripetibili;

 

appellante
il convenuto AP 1 con appello 4
maggio 2016, con il quale chiede la riforma del giudizio pretorile nel senso di
respingere la petizione, modificando di conseguenza anche il dispositivo sulle
spese giudiziarie e le ripetibili che lo concernono, il tutto con protesta di
spese e ripetibili di seconda istanza;

 

mentre
l’attore, con risposta 21 giugno 2016, postula la reiezione dell’appello con
protesta di spese e ripetibili;

 

letti
ed esaminati gli atti e i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

A.       
La comunione ereditaria (in
seguito CE) fu D__________ __________ era proprietaria del fondo N. __________
di __________, PI 1 della part. N. __________ RFD di __________ e
comproprietario in ragione di ¼ ciascuno con i figli PI 2, PI 3 e PI 4, della
part. N. __________ RFD di __________; questi ultimi erano proprietari in
ragione di 1/3 ciascuno della part. N. __________ RFD di __________. Detti
fondi erano tra loro confinanti.

Nel corso del mese di settembre 2011 AP 1, esecutore
testamentario della defunta D__________ __________ aveva incaricato __________
B__________ di allestire una perizia sul valore del fondo N. RFD __________ di __________.

La perizia è stata consegnata il 17 ottobre 2011 e
l’esperto ha stimato il valore del fondo in fr. 1'200'000.- (doc. L).

Una copia della perizia è stata consegnata da __________
B__________ a AO 1, agente immobiliare in pensione. Quest’ultimo ha quindi
contattato AP 1, il fratello __________ F__________ nonché la famiglia PI 2, in
vista della vendita dei diversi fondi, nei termini di cui si dirà in seguito.

AO 1 ha altresì intrattenuto contatti con __________ J__________,
direttore del Centro __________, poiché era venuto a conoscenza dell’intenzione
di costruire un punto di vendita dei veicoli di quella marca.

B.       
Il 19 dicembre 2013 è stato
concesso ad A__________ un diritto di compera sulla part. N. __________ RFD di __________,
rispettivamente sulla part. N. __________ RFD di __________, su una superficie
di mq. 1040 della part. N. __________ RFD di __________ e su una superficie di
mq. 702 della part. N. __________ RFD di __________, per il prezzo complessivo
di fr. 3'450'000.-, di cui fr. 1'050'000.- per la part. N. __________ RFD di __________,
fr. 1'409'404.- per lo scorporo di mq. 1040 della part. N. __________ RFD di __________,
fr. 950'596.- per lo scorporo di mq. 702 della part. N. __________ RFD di __________
e fr. 40'000.- per la part. N. __________ RFD di __________ (doc. N).

Il diritto di compera è poi stato esercitato il 24 e
il 30 ottobre 2014 (doc. B, C, E).

 

 

C.       
AO 1, dopo essere venuto a
conoscenza della costituzione dei diritti di compera, in data 5 maggio 2014 ha
inoltrato a AP 1, PI 1, PI 2, PI 3 e PI 4 le fatture per le sue prestazioni,
chiedendo il pagamento della mercede per la sua asserita mediazione, calcolata
in base ai prezzi pagati alle parti per le quote di proprietà, rispettivamente
comproprietà, detenute dai singoli (doc. H 1-5).

A fronte del diniego oppostogli, AO 1 ha avviato la
procedura conciliativa presso la Pretura di Locarno-Campagna sfociata
nell’autorizzazione ad agire 23 settembre 2014 (doc. A).

 

 

D.       
Con petizione 4 novembre 2014 AO
1 ha convenuto AP 1 (quale rappresentante processuale dei componenti la CE fu D__________),
PI 1, PI 2, PI 3 e PI 4 al fine di ottenere il pagamento in suo favore di fr.
117'780.-, pari al 3% del prezzo di vendita, oltre IVA e interessi di ritardo,
a titolo di mercede per la mediazione nell’ambito della vendita dei terreni
sopra menzionati.

In sostanza l’attore ha sostenuto di avere operato i
necessari contatti e svolto l’attività atta a concretizzare la sottoscrizione
del diritto di compera e il relativo esercizio.

In particolare ha affermato di avere ricevuto la
perizia da __________ con l’incarico di vendere il fondo della CE F__________.
Sia AP 1 che il fratello __________ F__________, con i quali aveva intrattenuto
più di un contatto, erano, a suo dire, perfettamente a conoscenza del fatto che
egli si sarebbe occupato della vendita.

Dopo aver constatato che l’unica possibilità di
vendita del fondo della CE avrebbe potuto essere concretizzata solo coinvolgendo
i proprietari dei fondi confinanti, AO 1 ha sostenuto di aver avuto un incontro
anche con PI 1 e il figlio __________, i quali gli avrebbero confermato la
disponibilità a vendere i loro terreni, o parte di essi, a un prezzo di fr.
700.-/750.- al mq.

L’attore avrebbe dunque elaborato una proposta di
frazionamento (doc. M), da lui personalmente sottoposta a __________, direttore
del Centro __________, in occasione di un incontro.

Se in un primo tempo erano sorte discussioni sul
prezzo, la vendita è poi stata perfezionata successivamente con la stipula del
diritto di compera e il relativo esercizio.

Oltretutto, sempre a detta dell’attore, la proposta di
frazionamento da lui elaborata corrisponderebbe a quella concretizzatasi nella
compravendita. Di conseguenza, l’attività svolta si configurerebbe in una
intermediazione di indicazione con il conseguente diritto della mercede a suo
favore.

Le parti convenute si sono opposte alla petizione
sostenendo di non avere mai concluso alcun contratto di mediazione con AO 1 e
che l’agire dello stesso non sarebbe stato assolutamente determinante per la
compravendita perfezionata. Secondo i convenuti la vendita ad __________
sarebbe da ricondurre all’intervento, avvenuto a fine maggio 2013, della __________,
nella persona di __________ F__________, società alla quale la CE fu __________
F__________ ha anche versato una provvigione.

In particolare, secondo il convenuto AP 1, sarebbe
stato AO 1 a mettersi in contatto con lui proponendogli la vendita del terreno
a fr. 700'000.-; proposta non accettata mentre in seguito non vi sarebbe più stato
alcun contatto, né con lui, né con il fratello __________ F__________.

I convenuti PI 1, PI 2, PI 3 e PI 4 sostengono dal
canto loro che l’attore aveva loro proposto di vendere i fondi per fr. 500.- al
mq, proposta che era stata però rifiutata anche perché PI 3 era intenzionato a
costruire la propria falegnameria proprio su uno di essi. 

A mente delle parti convenute la pretesa dell’attore non potrebbe inoltre
essere accolta poiché la richiesta di pagamento era stata formulata prima
dell’esercizio del diritto di compera. In via subordinata sostengono infine che
un eventuale riconoscimento della mercede dovrebbe essere ridotto all’1% e non
soggetto all’ IVA, essendo l’attore da tempo pensionato.

Esperita l’istruttoria, nell’ambito degli allegati
conclusionali le parti si sono confermate nelle rispettive e opposte tesi di
fatto e di diritto. 

 

E.       
Con sentenza 4 aprile 2016 il
Pretore ha parzialmente accolto la petizione condannando il convenuto AP 1 al
pagamento di fr. 31'500.- oltre interessi del 5 % dal 24 ottobre 2014, ponendo
a suo carico tassa e spese di giustizia in ragione di 1/4, rispettivamente
quelle della procedura di conciliazione in ragione di fr. 600.-, mentre la
rimanenza di ¾, rispettivamente fr. 1'400.- per la procedura di conciliazione,
a carico dell’attore, con l’obbligo per il convenuto citato di rifondere
all’attore fr. 3'000.- per ripetibili.

Il Pretore ha inoltre stabilito che la domanda nei
confronti dei convenuti PI 2 doveva essere respinta e che l’attore era tenuto a
versare loro l’importo complessivo di fr. 8'000.- per ripetibili.

In sostanza il primo giudice, dopo aver ribadito il
principio secondo cui l’onere di provare la conclusione di un contratto di
mediazione incombe al mediatore, ha esaminato se, per i convenuti  da un lato,
rispettivamente per il convenuto AP 1 dall’altro, fossero date le necessarie
premesse affinché si potesse confermare la tesi attorea.

 Per quanto attiene ai convenuti PI 1 il giudice di
prime cure ha stabilito che agli atti non vi era alcuna prova atta a dimostrare
la conclusione esplicita del contratto di mediazione preteso dall’attore; non
risultava infatti che quest’ultimo si era presentato a PI 1 e PI 3 offrendo di
fungere da mediatore, essendosi limitato a interpellarli per verificare
l’intenzione di vendere i loro terreni, ma senza indicare per quale motivo
fosse interessato all’operazione.

Il Pretore ha, per contro, concluso che fra l’attore e
il convenuto AP 1 era stato concluso un contratto di mediazione per atti
concludenti per la vendita del fondo N. __________ RFD di __________.
Dall’istruttoria sarebbe infatti emerso che il convenuto era a conoscenza che ,
noto immobiliarista del Locarnese, circostanza che doveva quindi essergli nota),
aveva ricevuto una copia della perizia da __________ B__________ e si stava
interessando per trovare degli acquirenti; come peraltro confermato
direttamente dallo stesso AP 1 in occasione del suo interrogatorio. Il fatto di
non avere espressamente rifiutato l’intervento dell’attore, costituiva, a mente
del Pretore, una prova atta a dimostrare la venuta in essere del contratto di
mediazione per atti concludenti, perfezionatosi cioè con la tacita approvazione
da parte del convenuto.

F.       
Con appello 4 maggio 2016 AP 1
è insorto contro la sentenza pretorile chiedendone la riforma, nel senso di
respingere la petizione con argomenti di cui si dirà, per quanro necessario,
nei considerandi in diritto. 

 Con risposta 21 giugno 2016 AO 1 ha chiesto di respingere l’appello e
di confermare la decisione pretorile.

 

 

Considerato

in dirittto:

1.        
Giusta l’art. 412 CO, con il contratto di
mediazione il mediatore riceve il mandato di indicare l’occasione per
concludere un contratto o di interporsi per la conclusione di un contratto
contro pagamento di una mercede. Nel primo caso, la prestazione del mediatore
si esaurisce con l’indicazione o con la presentazione al mandante del probabile
contraente; nel secondo, il mediatore si interpone nelle trattative di
compravendita e agisce fra il mandante e il terzo. Gli elementi essenziali del
contratto di mediazione sono il servizio richiesto dal mandante e il principio
della sua onerosità (Gautschi,
Berner Kommentar, n. 2a ad art. 412 CO; Ammann,
Basler Kommentar, 6a ed., n. 1 s. ad art. 412 CO). Le disposizioni del mandato
propriamente detto sono in genere applicabili al contratto di mediazione (art.
412 cpv. 2 CO; Amman, op cit. nota
16 ad art. 412 CO). Per stabilire se sia stato stipulato un contratto di
mediazione, occorre riferirsi ai principi generali sulla conclusione del
contratto ed alle norme sul mandato, cui l’art. 412 cpv. 2 CO rinvia (Gautschi,
Berner Kommentar, n. 5a e segg. ad art. 412 CO; Marquis, Le contrat de
courtage immobilier et le salaire du courtier, p. 179), così che il contratto
può risultare concluso sia espressamente che per atti concludenti (Ammann,
Basler Kommentar, 2ª ed., n.
5 ad art. 412 CO; Engel, Les contrats de droit suisse, 2ª ed., p. 522; Marquis, op. cit., p. 179 e 182 segg.). Il solo fatto di lasciare agire il
mediatore non implica tuttavia necessariamente che il contratto di mediazione
sia venuto in essere per atti concludenti (sentenza TF 9 aprile 2002, inc.
5C.79/2002, consid. 2a pubbl. in SJ 2002 p. 557; sentenza TF 6 giugno 2003,
inc. 4C.70/2003, consid. 3.1 pubbl. in SJ 2004 p. 257). L’accettazione per atti
concludenti avviene in effetti solo con la consapevole tolleranza o la tacita
ratifica di un’attività mediatoria (Gautschi, op. cit., n. 5c ad art. 412 CO; Ammann,
op. cit., ibidem; Marquis, op. cit., p. 184 seg.). È in altre parole necessario che
l’attività del mediatore sia tanto chiara da far ritenere che la mancata
opposizione del mandante sia da interpretare quale volontà di concludere un
mandato di mediazione (Schweiger, Der Mäklerlohn, p. 37 seg.; Ammann, op. cit.,
ibidem; Marquis, op. cit., p. 185 segg.; DTF 72 II 87; SJ 2002 p. 557; II CCA 7
febbraio 2017, inc. 12.2015.142, consid. 4).

2.        
Come già indicato nei fatti
(v. consid. E), il Pretore ha rilevato che dall’istruttoria era emerso che AP 1
era stato contattato da AO 1 il quale gli aveva chiesto se fosse disposto a
vendere la part. __________ RFD di __________ per fr. 700'000.- e lo aveva
informato di aver ricevuto una copia della perizia da __________ B__________,
che AP 1 aveva risposto che il prezzo era di fr. 1'200'000.- trattabile e
ammesso che AO 1 aveva risposto: “va bene, mi interesso, se trovo qualcuno vi
faccio sapere”. Il primo giudice ne ha dedotto che era così sorto per atti
concludenti un contratto di mediazione in vista della vendita del citato fondo
dato che “AP 1 sapeva che l’attore, di professione immobiliarista, circostanza
ben nota nel Locarnese e quindi a AP 1, che pur abitando a Lugano, frequentava
la valle Verzasca, si stava impegnando alla ricerca di possibili acquirenti e
ciononostante non ha rifiutato il suo intervento, cosciente oltretutto del
fatto che __________ B__________ gli aveva
consegnato la perizia e gli aveva chiesto a sua volta esplicitamente di cercare
interessati all’acquisto.” (v. decisione impugnata, consid. 3 i.f.).

3.        
L’appellante puntualizza
avantutto di aver incaricato __________ B__________ di allestire la nota
perizia ma non di consegnarla a AO 1, che peraltro non conosceva personalmente.
Questa precisazione, oltre a essere incontestata in sede di risposta, è
corretta, ritenuto che emerge dall’interrogatorio dello stesso AP 1 (v. verbale
udienza 16 giugno 2015, pag. 8). In realtà la frequentazione della valle __________,
e quindi la conoscenza personale di , è da ricondurre ad __________ F__________,
fratello di AP 1 (v. verbale udienza 16 giugno 2015, pag. 10). La portata di
questa errata premessa nel ragionamento del Pretore sarà esaminata nel prossimo
considerando.

L’appellante evidenzia in seguito che in occasione dell’unico contatto
(telefonico) con l’attore non era stato discusso alcun dettaglio ma soprattutto
non si era parlato di un eventuale compenso, fattore determinante per la
conclusione di un contratto di mediazione. La censura è pertinente. Come
ricordato al considerando 1 gli elementi essenziali del contratto di mediazione
sono il servizio richiesto dal mandante e il principio della sua onerosità (ciò
che lo stesso Pretore indica al punto 1 del suo giudizio). In concreto è palese
che tra AP 1 e AO 1 non vi è stato alcun accenno a una mercede di mediazione e
quest’ultimo nemmeno lo pretende. Nel suo interrogatorio AO 1 ha peraltro
dichiarato espressamente di non aver parlato di provvigioni (v. verbale udienza
16 giugno 2015, in particolare pag. 4). L’affermazione dell’attore: “Ai AP 1
non ho fatto firmare nulla poiché li conoscevo da tanto tempo.” (v. verbale
citato, pag. 6 i.f.) costituisce la conferma di quanto appena esposto. Ne
deriva che già per questo motivo l’appello dev’essere accolto con conseguente
riforma del primo giudizio, il Pretore avendo omesso di rilevare l’assenza di
un elemento essenziale del contratto di mediazione, ossia l’accordo sulla
mercede.

4.        
L’appellante contesta il
giudizio pretorile anche laddove riconosce la conclusione di un contratto di
mediazione per atti concludenti. In buona sostanza, a suo avviso, l’unico
contatto avuto con AO 1, definito generico, non sarebbe sufficiente a
sorreggere la tesi del primo giudice. Anche in questo caso la censura merita
accoglimento. Già si è detto al considerando che precede che AP 1 non aveva una
conoscenza diretta di AO 1 e delle sue attività, e in      ogni modo il fatto
di sapere che __________gli avesse consegnato la perizia non consente
particolari deduzioni ai fini della conclusione di un contratto di mediazione.
Giova aggiungere che il contenuto della discussione tra __________ B__________
e AO 1, di cui quest’ultimo riferisce nel suo interrogatorio (v. verbale
udienza 16 giugno 2015, pag. 4), è irrilevante dal momento che il primo non
aveva ricevuto da __________ B__________ alcun incarico di trovare un
mediatore. Ma soprattutto, la sola frase, effettivamente generica, pronunciata
da AO 1__________ nell’unico contatto avuto con AP 1 (ossia: “va bene, mi
interesso, se trovo qualcuno vi faccio sapere.”), non può essere considerata al
tal punto chiara da dover interpretare la mancata opposizione, o l’assenza di
dissenso dell’interlocutore, come la volontà di accettare l’insorgere di un
contratto di mediazione per atti concludenti (v. i riferimenti
giurisprudenziali e dottrinali riportati al considerando 1). In altre parole,
nelle surriferite circostanze non si può ritenere che AP 1 dovesse chiaramente
riconoscere nel comportamento di AO 1 la volontà di agire quale mediatore. Se a
ciò si aggiunge che __________ F__________ aveva chiaramente detto a AO 1 “che
avevamo delegato tutto a mio fratello AP 1” (v. verbale udienza 16 giugno 2015,
pag. 10), è ancora una volta ben evidente che quanto espresso dall’attore,
senza ulteriori riscontri in merito all’attività svolta all’indirizzo di AP 1,è
del tutto insufficiente per pretendere la venuta in essere di un mandato di
mediazione. Da ultimo va ricordato che il silenzio, a maggior ragione a fronte
di una manifestazione di volontà generica e non di una chiara offerta volta
alla conclusione di un contratto, può valere tacita accettazione solo in circostanze
particolari, che nel caso in esame non sono date.

5.        
In conclusione l’appello
dev’essere accolto senza necessità di esaminare le ulteriori censure sollevate.
La decisione 4 aprile 2016 del Pretore va riformata nel senso che la petizione
4 novembre 2014 di AO 1 è integralmente respinta e le spese giudiziarie poste
interamente a suo carico. Le spese processuali e le ripetibili di appello
seguono la soccombenza e sono calcolate sulla base del valore litigioso in
questa sede pari a fr. 31'500.-, importo determinante anche ai fini di un
eventuale ricorso al Tribunale federale.

 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamati gli art. 95 e 106
CPC, la LTG e il Rtar,

 

 

decide:

I.         
L’appello 4 maggio 2016 di AP
1 è accolto.

Di conseguenza la Decisione 4 aprile 2016, inc. OR.2014.38, del Pretore della
Giurisdizione di Locarno-Campagna è così riformata:

1.        
La petizione 4 novembre
2014 di AO 1 è respinta.

 

2.        
La tassa di giustizia di
fr. 7'800.- e le spese di fr. 255.- sono poste a carico di AO 1 il quale
rifonderà a AP 1 fr. 3'000.- a titolo di ripetibili.

§. La tassa di giustizia della procedura di conciliazione, inc. CM.2014.94,
pari a fr. 2'000.-, è posta a carico di AO 1.

§§.  Invariato

 

II.       Le spese processuali di appello, pari a fr. 3'000.-, anticipate
dall’appellante, sono poste a carico di AO 1, con l’obbligo di rifondere AP 1 fr.
2'000.- a titolo di ripetibili.

 

III.      Notificazione:

	
   

  	
  -      

  -      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di Locarno-Campagna

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è
possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una decisione
sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve
presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).