# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bfd0bd02-bcf7-5fcd-b457-e1dafaa5bc9e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.05.2007 D-2695/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2695-2007_2007-05-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2695/2007
vav/egl/
{T 0/2}

Sentenza del 7 maggio 2007

Composizione: Giudici Vito Valenti, Fulvio Haefeli e Gérald Bovier
Cancelliere Lorenzo Egloff

A._______, Bosnia e Erzegovina, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  dell'11  aprile  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto: 

A. Il 20 marzo 2007, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo. Ha dichiarato, 
nella sostanza (cfr. verbali d'audizione del 27 marzo e del 2 aprile 2007), d'essere 
espatriato  per  timore  d'essere  ucciso  dai  B._______  che  avrebbe  denunciato 
nonché  d'essere  incarcerato  dalle  autorità  a  causa  dell'attività  di  spaccio  di 
stupefacenti effettuata per conto di un'organizzazione criminale. Si sarebbe quindi 
recato in Croazia, dove sarebbe stato per tre volte fermato dalle autorità locali ed 
ogni volta riconsegnato alla polizia del suo Paese d'origine. Avrebbe però sempre 
fatto  ritorno  in  Croazia.  Si  sarebbe  poi  trasferito  in  Slovenia  dove  avrebbe 
depositato  una  domanda  d'asilo.  Sempre  in  Slovenia  avrebbe  riconosciuto  due 
membri  della  predetta  organizzazione  criminale.  Avrebbe  quindi  deciso  di 
raggiungere la Svizzera. 

B. L'11 aprile 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art. 34 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). L'UFM ha 
pure  pronunciato  l’allontanamento  dell’interessato  dalla  Svizzera  e  l’esecuzione 
dell’allontanamento  verso  la  Bosnia  e  Erzegovina  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile. 

C. Il  16  aprile  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  citata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda  d’asilo  nonché,  subordinatamente,  l'ammissione  provvisoria.  Ha  pure 
presentato una domanda d'esenzione dal versamento di  un anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente in merito ai ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 
31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 
2005  [LTAF,  RS  173.32],  art.  105  cpv.  1  LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.

2.1 Nel  caso  concreto,  il  potere  cognitivo  del  TAF è  limitato,  per  quanto  attiene  al 
giudizio  di  legittimità  della  decisione  di  non  entrata  nel  merito  della  domanda 
d'asilo, alla questione di sapere se la stessa sia stata pronunciata a ragione o a 
torto  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA]  2004  n.  34  consid.  2.1).  Pertanto,  la  conclusione 
ricorsuale tendente al riconoscimento della qualità di rifugiato è inammissibile. La 
cognizione di questo Tribunale è per contro completa in materia d'allontanamento 
dalla Svizzera e d'esecuzione dell'allontanamento.

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale sulla 

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procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 
108a LAsi.

3. Giusta l'art. 34 cpv. 2 LAsi,  non si entra nel merito di una domanda d'asilo se il 
richiedente  proviene  da uno Stato  che il  Consiglio  federale  ha  designato  come 
sicuro, a meno che non risultino indizi di persecuzione.

3.1 Da  un  lato,  giova  rilevare  che  allorquando  il  Consiglio  federale  ha  inserito  un 
Paese  nel  novero  delle  safe  countries,  sussiste  di  massima  una  presunzione 
d’assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese.  Incombe  al  richiedente  l’asilo 
d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene alla sua situazione personale.

3.2 Dall'altro lato, la nozione d’indizi di persecuzione ai sensi dell’art.  34 cpv. 2 LAsi 
s’intende in senso lato: comprende non soltanto i seri pregiudizi previsti dall’art. 3 
LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 
2 LAsi, imputabili all'agire umano (GICRA 2003 n. 18). 

4. Nella decisione impugnata, l'UFM ha rilevato, da un lato, che il Consiglio federale 
ha inserito la Bosnia e Erzegovina nel novero delle safe countries. Dall'altro lato, 
non ha ritenuto che emergessero dalle carte processuali degli indizi d'esposizione 
dell'interessato  a  persecuzioni  in  caso  di  rientro  in  patria.  In  particolare,  detto 
Ufficio  ha  qualificato  d'imprecise  e  discordanti,  pertanto  prive  di  fondamento,  le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  rese  da  quest'ultimo,  segnatamente  con 
riferimento all'unica aggressione che avrebbe subito e della successiva denuncia 
(fatti  ai  quali  non  avrebbe  accennato  durante  la  prima  audizione).  Inoltre,  ha 
ritenuto inconsistenti  le affermazioni dell'interessato secondo cui le autorità della 
Bosnia  e  Erzegovina  lo  ricercherebbero  perché  implicato  nello  spaccio  di 
stupefacenti, dal momento che dopo i suoi rimpatri  forzati dalla Croazia nei mesi 
d'agosto, novembre e dicembre 2006 lo avrebbero sempre lasciato libero. Infine, 
secondo  l'autorità  inferiore,  una  persona  che  ha  subito  o  teme  di  subire  dei 
pregiudizi  rilevanti  in  materia  d'asilo  in  caso  di  rimpatrio  non  avrebbe  vissuto 
illegalmente e lavorato "in nero" dapprima in Croazia e poi in Slovenia e chiesto 
asilo solo a seguito di un fermo di polizia.

5. Nel  gravame,  l'insorgente  allega  d'essere  stato  costretto  a  lavorare  per  dei 
B._______  già  all'età  di  16  anni  non  ancora  compiuti  e  che  questi  ultimi 
l'avrebbero  anche  reso  dipendente  dagli  stupefacenti.  Afferma,  altresì,  che  se 
dovesse rivolgersi alla polizia i B._______ per cui avrebbe lavorato lo verrebbero a 
sapere  e  lo  ucciderebbero  subito,  nonostante  la  Bosnia  e  Erzegovina  sia  stato 
dichiarato Paese sicuro dal Consiglio federale. Fa valere, inoltre, d'avere delle crisi 
a  causa  della  sua  astinenza  dal  consumo  di  stupefacenti.  Di  conseguenza, 
desidera  ottenere  l'aiuto  di  un  medico  o  di  uno  psichiatria  per  poter  "uscire 
completamente  dalla  droga".  Sussisterebbero,  pertanto,  fondati  indizi  di 
persecuzione nei suoi  confronti  e l'UFM avrebbe dovuto entrare nel merito  della 
sua domanda d'asilo. 

6. Questo  Tribunale  osserva  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha  effettivamente 
inserito  la  Bosnia  e  Erzegovina  nel  novero  dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni, 
sussiste di massima una presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

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6.1 Contrariamente  a  quanto  preteso  nel  gravame,  il  ricorrente  non  è  però 
manifestamente riuscito, per quanto attiene al suo caso specifico, ad invalidare la 
presunzione d'assenza di persecuzioni. In particolare, le sue allegazioni decisive 
s'esauriscono in mere ed imprecise affermazioni di parte non corroborate da alcun 
elemento della benché minima consistenza, in sostanza per i motivi indicati nella 
decisione impugnata cui può essere rimandato (art.  109 cpv. 3 LTF in relazione 
all'art.  6 LAsi,  all'art.  37 LTAF ed all'art.  4 PA). Inoltre, nel gravame l'insorgente 
evoca  i  rischi  cui  s'esporrebbe in  patria  nell'eventualità  in  cui  dovesse fare  alla 
polizia  i  nomi  dei  B._______  a  lui  conosciuti.  Tuttavia,  egli  aveva  dichiarato  in 
procedura di prima istanza d'aver già denunciato alle autorità una ventina di essi. 
Infine,  non soccorrono il  ricorrente le riflessioni  riguardanti  la sorte della propria 
carta d'identità,  ritenuto che l'autorità inferiore ha reso la decisione impugnata in 
applicazione dell'art. 34 LAsi e non ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi.

6.2 Peraltro, la nota situazione generale esistente in Bosnia e Erzegovina - che non è 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga 
l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale - non costituisce un 
elemento  che  giustifichi  di  per  sé  l'entrata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  in 
esame.

6.3 In considerazione di quanto suesposto, non emerge dagli atti di causa alcun serio 
indizio  secondo  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  possa 
violare l'art.  25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 
del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) o l'art. 
14a cpv. 3 della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri 
del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20). Per gli stessi motivi, non vi è ragione di 
ritenere  che  il  ricorrente  sia  esposto,  in  caso  di  rimpatrio,  al  rischio  reale  ed 
immediato di  trattamenti  contrari  all'art.  3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105) o a 
pericoli concreti, ai sensi dell'art. 14a cpv. 4 LDDS, imputabili all'agire umano.

7. Di conseguenza, il ricorso in materia di non entrata nel merito, destituito d'ogni e 
benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va 
confermata.

8. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, 
art.  44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.

9.1 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento non imputabili all'agire umano. In effetti, il ricorrente è giovane, 
celibe ed ha discrete conoscenze linguistiche (oltre al serbo croato [lingua madre] 
conosce pure abbastanza bene il tedesco ed un po' d'italiano). Non risulta, altresì, 
che soffra di problemi di salute suscettibili d'ostare alla pronuncia dell'esecuzione 
dell'allontanamento  (v.  sulla  problematica  GICRA  2003  n.  24).  In  effetti,  e  a 
prescindere dalla genericità dei citati problemi di salute (crisi dovute all'astinenza 

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dal  consumo  di  stupefacenti),  non  v'è  ragione  di  ritenere  che  il  ricorrente  non 
possa ottenere nel suo Paese d'origine le cure mediche e psichiatriche in grado 
d'aiutarlo  "ad  uscire  completamente  dalla  droga"  (v.  ricorso  pag.  2),  fermo 
restando che solo malattie gravi  che richiedono necessariamente delle cure non 
ottenibili  in  patria  possono  giustificare  un'ammissione  provvisoria  in  Svizzera 
(GICRA 2003 n. 24). L'autorità inferiore ha pertanto rettamente ritenuto siccome 
adempiti  i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive possibilità per l'insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Bosnia 
e Erzegovina.

9.2 Infine, considerato che il ricorrente, usando della dovuta diligenza, potrà procurarsi 
ogni documento necessario al rimpatrio e che alcun altro ostacolo d'ordine tecnico 
s'oppone  al  rimpatrio  medesimo,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  pure 
considerarsi possibile.

10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

11.

11.1 Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto.

11.2 Peraltro, e ritenuto che il ricorso era pure privo di probabilità d'esito favorevole, la 
domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese processuali, è respinta.

12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto.

3. La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento 
delle spese processuali, è respinta.

4. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 

5. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- a C._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Lorenzo Egloff

Data di spedizione: