# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 51f8ab92-7918-59f2-aa2b-f065147b3425
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-07-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 30.07.2002 15.2002.89
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2002-89_2002-07-30.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2002.00089

  15.2002.00096

  	
  Lugano

  30 luglio
  2002/EC/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sui ricorsi 20 giugno 2002 (inc. n.
15.2002.00089) e 4 luglio 2002 (inc. n. 15.2002.00096) di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano
nell’ambito dell’esecuzione del sequestro n. __________ promosso dal ricorrente
contro

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall’avv. __________

   

  

 

 

viste le osservazioni:

- 4 luglio 2002 di __________ (inc. n.
15.2002.00089);

- 5 luglio 2002 dell’UE di Lugano;

 

 

richiamata
l’ordinanza presidenziale 21 giugno 2002 di non concessione dell’effetto
sospensivo (inc. n. 15.2002.00089);

 

 

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

 

                                         A.  Con decreto 5 giugno 2002 la Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, ha sequestrato per un credito di fr. 10'000.-- oltre interessi di
__________ contro __________ le seguenti autovetture indicate di proprietà
della debitrice:

                                              “-
vettura BMW 318i Touring (famigliare) di colore grigio, con targa __________;

                                              -
vettura Fiat Fiorino, di colore bianco, con targa __________ ”.

 

 

 

                                         B.  Il
giorno successivo l’UE di Lugano ha eseguito il decreto sequestrando
l’autovettura BMW 318i Touring e stimandola in fr. 8'000.--.

                                              L’autovettura
sequestrata è stata presa in custodia dall’Ufficio e depositata presso il
__________. Il verbale di sequestro è stato trasmesso al ricorrente il 12
giugno 2002.

                                              Relativamente
alla vettura Fiat Fiorino, l’UE di Lugano ha rilevato nel verbale di sequestro
che “l’escussa dichiara di non essere in possesso della medesima e di non
essere a conoscenza di dove si trovi attualmente”.

 

 

 

                                         C.  Con
provvedimento 11/12 giugno 2002 l’UE di Lugano ha chiesto a __________
l’anticipo di fr. 1'000.-- per le spese di deposito dell’autovettura
sequestrata, avvertendolo che nell'ipotesi siffatto importo non fosse versato
“entro il termine di 10 giorni a contare da oggi, la vostra domanda sarà
considerata caduca”.

 

 

 

                                         D.  Con
tempestivo ricorso 20 giugno 2002 (inc. n. 15.2002.00089) __________ ha chiesto
una riduzione del valore di stima dell’autovettura sequestrata e una riduzione
dell’ammontare dell’anticipo richiesto, atteso che:

 

 

                                              -    “non
è dato di sapere del come l’Ufficio di esecuzione di Lugano abbia proceduto
alla valutazione. Da una piccola indagine presso il proprio fornitore di
vetture, nonché in alcuni altri concessionari, anche BMW, ai valori Eurotax, la
vettura sequestrata non ha un valore di ripresa superiore ai fr. 2'500.--“;

 

                                              -    “che
i funzionari dell’Ufficio esecuzione non abbiano potuto sequestrare la seconda
vettura poiché quest’ultima non si trovava sul luogo del sequestro “non ci
piove”. Quanto viene rimproverato al summenzionato ufficio è di essersi
accontentato di una semplice dichiarazione da parte della debitrice, la quale
sostanzialmente ha asserito che non sapeva dove si trovasse la vettura.
Tuttavia, a modo di vedere la fattispecie del qui ricorrente, l’ufficio avrebbe
dovuto appurare, viste le ragioni del sequestro, chi fosse in possesso della
vettura per la quale è stato chiesto il sequestro e per quale ragione”;

 

                                              -    “pur
essendo d’accordo che un’anticipo delle spese per la conservazione del bene
sequestrato debba esserci, non si può condividere la sua quantificazione (…)
sostanzialmente si ritiene che, le spese debbano essere calcolate sulla base
del valore del bene sequestrato”.

 

 

 

                                         E.  Con osservazioni 4 luglio 2002 (inc. n.
15.2002.00089 __________ si è rimessa al giudizio dell’UE in merito alla
valutazione dell'autovettura BMW e ha chiesto la reiezione del gravame in
merito all’ammontare della richiesta di anticipo spese.

 

 

 

                                         F.  Il
26 giugno 2002 l’UE di Lugano, ritenuto che la scrivente Camera non ha concesso
effetto sospensivo al ricorso 20 giugno 2002 di __________, ha richiesto al
creditore la produzione della prova dell’avvenuto versamento dell’importo di
fr. 1'000.--.

 

                                         G.  Con
provvedimento 2 luglio 2002 l’UE di Lugano, dopo aver rilevato che il creditore
“è stato diffidato in data 12 giugno 2002 a versare un anticipo spese di fr.
1'000.-- per la presa in custodia dell’autovettura sequestrata” e che il
creditore non ha versato detto anticipo ha dichiarato il sequestro decaduto e
ha deciso la consegna della vettura sequestrata alla debitrice”.

                                              L’UE
ha stabilito che le spese causate dall’esecuzione del sequestro e dal deposito
dell’autovettura sono carico del creditore.

 

 

 

                                         H.  Con
tempestivo ricorso 4 luglio 2002 (inc. n. 15.2002.00096) __________ ha chiesto,
con protesta di spese e ripetibili, la liberazione dal pagamento delle spese di
sequestro e di deposito del bene sequestrato, atteso che:

 

                                              -    “se
vi fosse stata una corretta stima (non dimentichiamo che quella indicata nel
verbale di sequestro è quasi quattro volte superiore al valore Eurotax),
vedendo il rapporto spese del procedimento di sequestro/valore del bene
sequestrato, con evidente sproporzione dei dare e degli avere, anche nella
considerazione che, il sequestro era solo parziale, nell’interesse del
creditore, andava applicato per analogia quanto previsto dall’art. 98 cpv. 2
LEF (…) con la comminatoria prevista all’art. 96 cpv. 1 LEF (…) ed in tal modo
visto il reale valore dell’oggetto posto a sequestro, gli interessi del
creditore sarebbero stati egualmente preservati in limiti accettabili e per
quanto attiene la posizione del debitore, nulla sarebbe cambiato”;

 

                                              -    “inoltre
bisogna osservare che se l’oggetto del sequestro fosse stato lasciato in mano
alla debitrice e questa lo avesse deteriorato, reso inservibile o altro, il
danno che il creditore avrebbe subito, vista l’entità del credito, vista la
situazione finanziaria della debitrice, non sarebbe poi stato tanto esteso e
per altro sarebbe stato compito o obbligo del creditore, se lo riteneva
opportuno, richiedere che, l’oggetto o gli oggetti del sequestro fossero da
mettersi in mano o non in affidamento del debitore fatto per altro già
tempestivamente contestato all’UE preposto”.

 

 

 

                                         I.    Con
osservazioni 5 luglio 2002 l’UE di Lugano ha postulato la reiezione dei gravami
con motivazioni che, se del caso, verranno riprese in seguito.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto:

 

 

 

                                   1.   Ex art. 9 cpv. 2 LPR l’Autorità di vigilanza, ricevuto un ricorso,
può dichiararlo irricevibile senza ulteriori atti istruttori se lo stesso è
infondato o temerario. Non occorrono ulteriori atti istruttori anche nel caso
di un ricorso non temerario né infondato - tanto ove sia stato sottoposto ex
art. 10 cpv. 1 LPR all’Autorità di vigilanza per il giudizio sull’effetto
sospensivo, quanto nell’ipotesi che il gravame sia solo stato portato a
conoscenza della CEF in applicazione dell’art. 9 cpv. 1 LPR - quando non ve ne
sia la necessità, ad esempio se l’esame giudiziale è limitato a una  questione
di diritto che non richieda altri accertamenti fattuali, come pure quando il
ricorso può essere respinto già sulla base dei documenti prodotti (Flavio
Cometta, Commentario alla LPR, 1998, p. 181)

                                          Nel caso di specie l’esame
giudiziale riferito al ricorso 4 luglio 2002 di __________ (inc. n.
15.2002.00096) è limitato a una  questione di diritto che non richiede altri
accertamenti fattuali: pertanto lo stesso può essere evaso senza ulteriori atti
istruttori, segnatamente senza richiedere alla controparte le proprie
osservazioni ex art. 9 cpv. 3 LPR. 

 

 

 

                                      2.

 

                                      a)      Più ricorsi - presentati tanto con atti separati quanto come atto
unico e con un solo petitum - formulati contro lo stesso provvedimento
dell'organo d'esecuzione forzata o contro una pluralità di atti esecutivi
aventi il medesimo oggetto o incentrati sostanzialmente sullo stesso complesso
di fatti, possono essere congiunti ex combinati art. 5 cpv. 1 LPR e 51 LPamm
non solo quando sviluppino allegazioni fattuali e in diritto del medesimo
tenore ma anche ove formulino tesi divergenti (CEF 16 febbraio 1999 in re S. S.
& LLCC c. SA D. cons. 1a; Cometta,
op. cit., p. 96 s.).

                                               Il
giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle vertenze con una
sola sentenza, preso nell'ossequio del principio dell'economia processuale, ha
natura ordinatoria e può essere pronunciato d'ufficio: le cause congiunte
conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi restano
separati e possono essere impugnati anche singolarmente (cfr., tra tante, CEF 8
gennaio 1997 in re E. F. e A. F. c. F. AG; CEF 15 marzo 1996 in re P. SA c. C.
SA; CEF 1. marzo 1996 in re F. P. c. P. S. SA; CEF 14 dicembre 1995 in re A. P.
c. BdS; CEF 28 settembre 1995 in re Banca U. c. E. R.; CEF 29 agosto 1995 in re
Banca C. c. R. R. e CEF 18 agosto 1995 in re M. L. B. c. R. R.).

 

 

                                          b)  Il provvedimento di congiunzione e la reiezione dell'istanza di
congiunzione - atti istruttori resi in applicazione di ragioni di opportunità
anche con ordinanza presidenziale nel senso dell'art. 24a LPR - non determinano
in linea di principio pregiudizio di sorta per le parti dal profilo sostanziale
(Cometta, op. cit., p.
97). Anche sui costi procedurali la misura resta senza conseguenze pratiche
(cfr. nello stesso senso, ma riferito al ricorso ex art. 19 LEF al Tribunale
federale, STF [CEF] 3 agosto 1998 in re M. R. c. A. I. cons. 1a), perché la
procedura di ricorso ex art. 17 LEF è di regola gratuita.

 

 

                                          c)  I ricorsi 20 giugno 2002 (inc. n. 15.2002.00089) e 4 luglio 2002
(inc. n. 15.2002.00096) di __________ sono riferiti a due atti esecutivi
emanati dall’UE di Lugano nell’ambito dell’esecuzione del medesimo decreto di
sequestro. Le due vertenze possono pertanto essere congiunte per ragioni di
economia processuale ed evase con una sola sentenza.

 

 

 

                                         3.   Per l’art. 272 cpv.1 LEF il sequestro viene concesso dal giudice del
luogo in cui si trovano i beni se il creditore rende verosimile l’esistenza di
un credito non garantito da pegno, di una causa di sequestro ex art. 271 cpv.1
n.1-5 nonché di beni appartenenti al debitore. Prima di concedere il sequestro
il giudice esamina in particolare, sulla base dei soli elementi addotti dal
creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza dei
presupposti (materiali) del sequestro di cui all’art. 272 LEF. Il giudice
incarica poi dell’esecuzione del sequestro l’ufficiale o altro funzionario o
impiegato a cui comunica il decreto di sequestro (art. 274 LEF), il quale procederà
in applicazione analogica delle norme da art. 91 a art. 109 LEF concernenti il
pignoramento (art. 275 LEF). Contro l’errata esecuzione del decreto di
sequestro ad opera dell’organo esecutivo - in violazione cioè delle norme sul
pignoramento - è data la facoltà di ricorso ex art. 17 LEF all’autorità
cantonale di vigilanza (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz
über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. II,
Zurigo 1997/1999, n.5, 8 ad art. 275 LEF;
Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6.
ed., Berna 1997, §51 n.76, p.421).

 

 

 

                                         4.   

 

                                         a)  Con
il ricorso 20 giugno 2002 (inc. n. 15.2002.00089 __________ ha chiesto una
riduzione del valore della stima dell’autovettura sequestrata effettuata da
parte dell’UE di Lugano perché a suo giudizio manifestamente eccessiva. Egli ha
inoltre chiesto una riduzione dell’ammontare dell’anticipo richiesto per le
spese di deposito dell’autovettura perché tali spese dovrebbero essere
proporzionate al valore del bene sequestrato.

 

 

                                          b)  I beni
sequestrati devono essere stimati dall’Ufficio di esecuzione secondo le regole
applicabili al pignoramento (art. 275 LEF).

                                               Per l'art. 97 cpv. 1
LEF il funzionario stima gli oggetti pignorati facendosi assistere, ove
occorre, da periti. Il ricorso a un perito per procedere alla stima in vista
del pignoramento rientra nel potere di apprezzamento dell'organo esecutivo (Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann,
op. cit., n.8 e 9 ad art. 97 LEF), è in particolare indicato quando la
stima di un oggetto richiede conoscenze speciali che l'Ufficio non possiede
(DTF 93 III 20; Bénédict Foëx, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. I,
Basilea/ Monaco/ Ginevra 1998, n.14 ad art. 97 LEF.).

                                               In concreto l’UE di
Lugano ha sequestrato presso la debitrice autovettura BMW, stimandola in fr.
8'000.--. Eseguendo tramite un suo funzionario la stima del bene sequestrato,
l’UE di Lugano ha operato correttamente, ritenuto che tale stima non
necessitava di conoscenze professionali specifiche e pertanto non si sarebbe
giustificato il ricorso ad un perito.

 

                                          c)  Secondo il
ricorrente l’Ufficio sarebbe incorso in un errore di apprezzamento nella
valutazione dell’autovettura sequestrata, che andrebbe stimata al massimo in
fr. 2'500.--.

                                               Il creditore chiede
quindi in sostanza una nuova valutazione ai sensi dell’art. 97 cpv. 1 LEF. La
dottrina ritiene applicabile per analogia anche agli oggetti mobili l’art. 9
cpv. 2 RFF, secondo cui ogni parte interessata può, entro il termine di ricorso
contro il pignoramento, e previo deposito delle spese occorrenti, chiedere
all’autorità di vigilanza una nuova stima a mezzo di periti (Foex, op.
cit., n.16-19 ad art. 97 LEF; Amonn/Gasser, op. cit. § 22 n.50, p. 158).
Di conseguenza l’UE di Lugano dovrà procedere ad una nuova stima del bene
sequestrato questa volta con l’ausilio di un perito, previo versamento delle
spese da parte di __________.

 

 

                                          d)  Ex art. 105
LEF, applicabile per analogia anche all’esecuzione del sequestro (André E.
Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/ Monaco/ Ginevra 1998,
n. 3 ad art. 105 LEF), a richiesta dell’Ufficio, il creditore deve anticipare
le spese di conservazione e di mantenimento dei beni pignorati. L’importo di
siffatti anticipi deve essere commisurato ai costi effettivi presumibili (Frank
Emmel, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. I, Basilea/ Monaco/ Ginevra 1998,
n. 14 ad art. 68) e non al valore dei beni pignorati. La richiesta di anticipo
di fr. 1'000.-- da parte dell’UE di Lugano appare proporzionata ai costi del
provvedimento adottato dall’Ufficio, ritenuta la prevedibile durata dello
stesso prima di poter giungere alla realizzazione dell’autovettura oppure alla
sua definitiva liberazione dal sequestro. Il gravame di __________, in quanto
rivolto contro la richiesta di anticipo delle spese di deposito dell’autovettura,
deve essere pertanto respinto.

 

 

 

                                         5.   

 

                                         a)  Con
il ricorso 20 giugno 2002 (inc. n. 15.2002.00089) __________ ha rimproverato
all’Ufficio di essersi accontentato della dichiarazione della debitrice, la
quale ha asserito di non sapere dove si trova la vettura Fiat Fiorino. A mente
del ricorrente l’ufficio avrebbe dovuto appurare chi era in possesso della
vettura e per quale ragione.

 

 

                                         b)  Dal
verbale di sequestro del 6 giugno 2002, steso dall’UE di Lugano e sottoscritto
dalla debitrice, emerge che __________ ha dichiarato di non essere in possesso
dell’autovettura Fiat Fiorino e di non essere a conoscenza di dove attualmente
questa autovettura si trovi.

                                              Siffatte
dichiarazioni sono manifestamente insufficienti. L'UE dovrà pertanto eseguire
un complemento istruttorio, citando __________ a comparire davanti all'UE per
dichiarare, sotto le comminatorie penali di rito, dove si trova l'autovettura
Fiat Fiorino, rispettivamente perché non è più in possesso del veicolo di sua
proprietà. In caso di reticenza, l'UE notificherà il caso al Ministero
pubblico, dandone copia all'Autorità di vigilanza. 

 

 

 

                                         6.   

 

 

                                         a)  Con
il ricorso 4 luglio 2002 (inc. n. 15.2002.00096) __________ ha chiesto la
liberazione dal pagamento delle spese di sequestro e di deposito del bene
sequestrato, atteso che se vi fosse stata una corretta stima considerando il
rapporto spese del procedimento di sequestro/valore del bene sequestrato,
nell’interesse del creditore l’UE doveva applicare per analogia quanto previsto
all’art. 98 cpv. 2 LEF.

 

 

 

                                         b)  Con riferimento
ai beni posti sotto sequestro al debitore sequestrato è fatto divieto, sotto
minaccia di pena ex art. 169 CP, di disporne senza autorizzazione, atteso che
atti di disposizione compiuti senza autorizzazione sui beni sequestrati sono
privi di validità nei confronti del creditore sequestrante (cfr. art. 96 LEF).
In questo senso gli effetti del sequestro sul diritto di disporre del debitore
sequestrato corrispondono a quelli del pignoramento (DTF 113 III 36; Hans Reiser, Basler Kommentar zum SchKG,
Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, Vol. III, n.84 ad art. 275 LEF; Amonn/ Gasser, op.cit., §51 n.53
p.417). 

 

 

                                         c)  Allo scopo di
assicurare i beni sequestrati entrano inoltre in considerazione per analogia le
misure cautelari ex art. 98ss. LEF. In particolare per l'art. 98 cpv. 1 LEF il
denaro, i biglietti di banca, i titoli al portatore, le cambiali e gli titoli
girabili, gli oggetti di metallo prezioso e gli altri oggetti di valore sono
presi in custodia dall'ufficio. Gli altri beni mobili sono invece di regola
lasciati provvisoriamente nelle mani del debitore, con l'obbligo di tenerle
pronte ad ogni richiesta (art. 98 cpv. 2 LEF), a meno che l'ufficio non reputi
opportuno prendere in custodia anche questi beni, atteso che su questo punto
l'ufficio dispone di un largo potere di apprezzamento, da esercitare tenendo
conto delle particolarità della fattispecie, in particolare anche
dell'affidabilità del debitore (Jaeger/
Walder/ Kull/ Kottmann, op. cit., 4. ed., Vol. I, Zurigo 1997, n.10s. ad
art. 98 LEF). I beni sequestrati devono invece essere sempre presi in custodia
qualora il creditore ne faccia esplicita domanda, giustificandone la necessità
per garantire i diritti costituiti in suo favore dal provvedimento esecutivo
(art. 98 cpv.3 LEF) e anticipandone le spese (art. 68 LEF; Lebrecht, op.cit., n.12 ad art. 98 LEF;
Jaeger/ Walder/ Kull/ Kottmann,
op.cit., Vol. I, n.12 ad art. 98 LEF). 

 

 

                                         d)  In concreto
l'Ufficio, contestualmente all'esecuzione del sequestro, ha preso in custodia
il bene inventariato depositandolo presso il __________. Ritenuto che la causa
del sequestro è il rischio di trafugamento di beni (art. 271 cpv.1 n. 2 LEF),
si imponeva una certa cautela da parte dell'ufficio: il deposito in luogo
sicuro di detto bene per la durata presumibile della procedura è stata pertanto
misura appropriata e corretta. La censura del ricorrente va di conseguenza
respinta.

 

 

                                         e)  Con provvedimento 2 luglio 2002 l’UE di
Lugano, ritenuto che il creditore “è stato diffidato in data 12 giugno 2002 a
versare un anticipo spese di fr. 1'000.-- per la presa in custodia
dell’autovettura sequestrata” e che lo stesso non ha versato detto anticipo, ha
dichiarato il sequestro decaduto e ha deciso la consegna della vettura
sequestrata alla debitrice.

                                              L’UE ha stabilito che
le spese causate dall’esecuzione del sequestro e dal deposito dell’autovettura
sono a carico del creditore.

 

 

                                          f)   Come
evidenziato al considerando 4d) ex art. 105 LEF a richiesta dell’Ufficio, il
creditore deve anticipare le spese di conservazione e di mantenimento dei beni
sequestrati. 

                                               Diversamente da
quanto ritenuto nel provvedimento 2 luglio 2002 dell’UE di Lugano, nell’ipotesi
che il creditore procedente ometta di versare l’anticipo richiesto, il
pignoramento rispettivamente il provvedimento di esecuzione del sequestro non
decade, ma l’Ufficio di esecuzione può astenersi dell’intraprendere a favore
del creditore le misure di mantenimento e di conservazione dell’oggetto
sequestrato (Lebrecht, op. cit., n. 10 ad art. 105 LEF e rif. ivi;
Jaeger/Walder/Kull/Kottman, op. cit., n. 6 ad art. 105 LEF). Per questo motivo
quindi il provvedimento impugnato va annullato. L’autovettura BMW verrà
lasciata provvisoriamente nelle mani della debitrice, con l'obbligo di tenerla
pronta ad ogni richiesta (art. 98 cpv. 2 LEF).

                                               Nella fissazione
delle spese di esecuzione e dei relativi anticipi l’UE di Lugano si determinerà
pertanto conformemente a quanto stabilito all’art. 68 LEF, ritenuto che le
spese di deposito sin qui avute devono essere anticipate dal sequestrante.

 

 

 

                                         7.   Il
ricorso 20 giugno 2002 (inc. n. 15.2002.00089) e il ricorso 4 luglio 2002 (inc.
n. 15.2002.00096) di __________ sono parzialmente accolti.

                                               Sulle
tasse occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l’art.
17 LEF (cfr. Jean-François
Poudret/Suzette Sandoz-Monod, Commentaire de la loi fédérale
d’organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all’art. 81, p. 804) –
siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore
(art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125
III 383 cons. 2a). Per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62
cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

Per
questi motivi,

richiamati
gli art. 17, 68, 96, 97 cpv. 1, 98, 105, 272 cpv. 1, 274, 275 LEF; 5 cpv. 1, 9,
10 cpv. 1, 24a LPR;, 51 Lpamm;

 

 

 

pronuncia:

 

 

                                          1.   Il ricorso 20 giugno 2002 (inc. n. 15.2002.00089) e il ricorso 4
luglio 2002 (inc. n. 15.2002.00096) di __________ sono dichiarati congiunti.

 

                                          2.   Il ricorso 20 giugno 2002 (inc. n. 15.2002.00089) di __________ è
parzialmente accolto.

 

                                          2.1.    È
fatto ordine all'UE di Lugano di determinarsi come al 

                                                    cons. 4 c e 5b.

 

 

                                          3.   Il
ricorso il 4 luglio 2002 (inc. n. 15.2002.00096) __________ è parzialmente
accolto.

 

                                      3.1.   Di
conseguenza il provvedimento 2 luglio 2002 dell’UE di Lugano nell’ambito
dell’esecuzione del sequestro n. __________ promosso dal ricorrente contro
__________ è annullato.

 

                                      3.1.1 È
fatto ordine all'UE di Lugano di determinarsi come al cons. 6 f.

 

                                          4.   Non si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                          5.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e
dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, tramite la scrivente Camera di
esecuzione e fallimenti del tribunale di appello, in conformità dell’art. 19
LEF.

 

                                          6.   Intimazione
a:

                                         -     __________

                                         Comunicazione
all’UE di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                             Il
segretario