# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 770cdd02-d689-5c28-b6e5-626bd6bbc99c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-08-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 20.08.2020 17.2019.165
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2019-165_2020-08-20.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2019.165

  17.2019.185

  	
  Locarno

  20 agosto 2020/cv 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Rosa Item e Angelo Olgiati

  

 

	
  segretario:

  	
  Damiano Salvini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella procedura d’appello avviata con
annuncio del 28 febbraio 2019 da 

 

	
   

  	
  AP 1

   

  rappr. da DI 1 

  

 

	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei
  suoi confronti il 27 febbraio 2019 dalla Corte delle assise correzionali di ______
  (motivazione scritta intimata il 24 giugno 2019)

  

 

 

richiamata la dichiarazione di appello 11 luglio 2019;

 

esaminati gli atti;

 

 

ritenuto che           A.   Con atto d’accusa n. ______
del 26 gennaio 2015, il MP ha imputato a AP 1 il reato di amministrazione
infedele qualificata (art. 158 CP), per avere:

 

“
ad __________ e
in altre località del Ticino

nel periodo
compreso fra il mese di gennaio 2006 e il mese di giugno 2008, 

in qualità di
Presidente del Consiglio di Fondazione di __________, formalmente in carica dal
11 novembre 2005 fino al 14 settembre 2010, e in quanto tale obbligato ad
amministrare il patrimonio altrui, rispettivamente a sorvegliarne la gestione,

mancando al
proprio dovere primario di diligenza e salvaguardia del patrimonio,

danneggiato il
patrimonio della stessa fondazione, 

procacciando a sé
o a terzi indebito profitto

e meglio 

per avere, agendo
intenzionalmente, a scopo di indebito profitto di terzi, nello specifico di __________,
__________, con sede amministrativa a __________.

violando i propri
obblighi di legge, di fedeltà e diligenza a salvaguardia del patrimonio di __________,
cui era astretto quale Presidente, 

eseguito
rispettivamente fatto eseguire 29 bonifici mensili per la somma di CHF
10'000.00 cadauno, per un totale pari a CHF 290'000.00,

il primo il 22
marzo 2006 e l’ultimo il 6 giugno 2008, 

a debito della
relazione bancaria intestata a __________ presso __________ di __________ e in
favore della relazione bancaria intestata a __________ presso __________,

ritenuto che 28
bonifici sono transitati tramite la relazione bancaria intestata a __________
presso __________,

senza reale
contropartita, rispettivamente senza reale vantaggio per l’attività di rilancio
di __________ e quindi per il patrimonio di quest’ultima,

causando alla
fondazione un danno patrimoniale corrispondente alla diminuzione del patrimonio
non giustificata e pari a complessivi CHF 290'000.00”.

 

                                  B.   Con sentenza 27
febbraio 2019, la Corte delle assise correzionali di __________ ha confermato
l’imputazione di amministrazione infedele qualificata (art. 158 CP), omettendo
in particolare di riprendere, nella descrizione dei fatti, l’elemento
dell’assenza di una “reale contropartita, rispettivamente [di un]
reale vantaggio per l’attività di rilancio di __________”, posto nell’AA
del 26 gennaio 2015 n. 7/2015 dal MP. 

E meglio ha differentemente accertato i fatti come segue:

 

“
per avere,

ad __________ e
in altre località del __________

nel periodo
compreso fra il mese di gennaio 2006 e il mese di giugno 2008, 

in qualità di
Presidente del Consiglio di Fondazione di __________, e in quanto tale
obbligato ad amministrarne il patrimonio, rispettivamente a sorvegliarne la
gestione,

mancando al
proprio dovere primario di diligenza e salvaguardia del patrimonio, 

agendo
intenzionalmente, a scopo di indebito profitto di __________, 

eseguito
rispettivamente fatto eseguire 29 bonifici mensili per la somma di 

fr. 10'000.00
cadauno, per un totale pari a fr. 290'000.00, il primo il 22 marzo 2006 e
l’ultimo il 6 giugno 2008, 

a debito della
relazione bancaria intestata a __________ presso __________ di __________ e in
favore della relazione bancaria intestata a __________ presso __________,
causando alla fondazione un danno patrimoniale corrispondente alla diminuzione
del patrimonio non giustificata e pari a complessivi fr. 290'000.00”.

 

La prima Corte lo ha, per questo, condannato alla pena pecuniaria
di 150 aliquote giornaliere da fr. 1'000.- cadauna (disp. n. 2 della sentenza
impugnata), la cui esecuzione è stata sospesa condizionalmente per un periodo
di prova di 2 anni (disp. n. 3 della sentenza impugnata).

 

                                  C.   Questa sentenza è
stata tempestivamente impugnata da AP 1: prima, con annuncio d’appello 28
febbraio 2018 (CARP I) e, poi, con dichiarazione motivata 11 luglio 2019 (CARP
III), con cui l’appellante - impugnando l’intero giudizio - ha chiesto:

 

                                         -  in
via principale: il suo proscioglimento, l’annullamento della condanna al pagamento
di tasse e spese di prima sede, la rinuncia a prelevare spese procedurali di
secondo grado e il riconoscimento di un’indennità di prima e seconda istanza;

 

                                         -  in
via subordinata: il suo proscioglimento per intervenuta prescrizione e il
riconoscimento di un’indennità di prima e seconda istanza;

 

                                         -  in
via ancora più subordinata: in caso di condanna, la concessione di tutte le
attenuanti generiche e la condanna a una pena pecuniaria di 50 aliquote
giornaliere da fr. 100.- ciascuna, con la concessione della sospensione
condizionale per un periodo di prova di 2 anni;

 

                                         -  in
ogni caso: la riduzione della tassa di giustizia per la motivazione scritta
della sentenza di primo grado da fr. 15'000.- a fr. 1'000.-.

 

Delle relative argomentazioni si dirà, per quanto necessario, in
seguito.

 

                                  D.   Con il consenso delle
parti, l’appello è stato trattato in procedura scritta (art. 406 cpv. 2 CPP;
CARP VI, VII e VIII).

Con decreto 14 agosto 2019, la presidente di questa Corte ha
assegnato all’appellante un termine di 20 giorni per presentare la motivazione
scritta (CARP IX).

 

                                   a.   Con motivazione 3
settembre 2019, AP 1 ha confermato le richieste di cui alla propria
dichiarazione d’appello, ha prodotto ulteriore documentazione a sostegno della
sua richiesta di proscioglimento (CARP XI, pagg. 11 e segg.) e ha quantificato
l’ammontare complessivo della sua istanza ex art. 429 CPP in fr. 232'943.47
(CARP X, pag. 9). Delle relative argomentazioni si dirà, per quanto necessario,
in seguito.

 

                                  b.   Con osservazioni 24
settembre 2019, la pubblica accusa ha contestato le tesi difensive e ha chiesto
di respingere l’appello (CARP XIV). Delle relative argomentazioni si dirà, per
quanto necessario, in seguito.

 

                                   c.   La Corte delle
assise correzionali di Locarno ha rinunciato a formulare osservazioni,
rimettendosi al giudizio di questa Corte (CARP XIII).

 

                                  E.   Con decreto 15
novembre 2019 la presidente di questa Corte ha assegnato all’appellante un
termine di 20 giorni per presentare un’eventuale replica agli scritti della PP
e del tribunale di prima istanza (CARP XV).

 

                                   a.   Con replica 4
dicembre 2019, l’appellante ha ribadito la propria innocenza (CARP XVI) ed ha
svolto argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

                                  b.   Con duplica 23
dicembre 2019, la PP si è limitato a confermare le proprie osservazioni 24
settembre 2019 (CARP XVIII).

 

                                   c.   La Corte delle
assise correzionali di Locarno non ha presentato alcuna osservazione.

 

 

Considerato

in fatto e in diritto

 

l’inchiesta

 

                                   1.   Il procedimento
penale è stato avviato a seguito di due segnalazioni dell’Autorità di vigilanza
sulle fondazioni del DFI, presentate al Ministero pubblico il 4 giugno,
rispettivamente il 1. dicembre 2010 (AI 1). La prima è sfociata in un decreto
di non luogo a procedere, mentre la seconda ha determinato l’avvio di questo
procedimento penale.

 

                                1.1   Nel secondo esposto
(peraltro, l’unico agli atti), l’Autorità di vigilanza ha accusato di
malversazioni, insieme ad altri, anche - per quanto interessa - l’ex presidente
del consiglio di fondazione di __________, AP 1 (in carica da fine 2005
all’ottobre 2009), sostenendo in particolare che

 

“
il grande
cappello “costi per il rilancio della fondazione” è […] servito da piattaforma
per porre in essere fatti di rilevanza penale a pregiudizio della FONDAZIONE __________
[…] chi scrive ha chiesto a un professionista esterno, di compiere delle
verifiche a proposito della società __________ […] Emerge come questa struttura
fantasma sia servita unicamente a AP 1 per drenare importi riconducibili alla
FONDAZIONE __________. Il tutto senza alcuna connessione con lo scopo della
fondazione […]” (AI 1, pagg. 1-2 e 8).

 

                                   2.   L’inchiesta si è,
infine, concentrata - esclusivamente - su determinate e costanti uscite mensili
di fr. 10'000.-, pagate dalla fondazione __________, fra il 2006 e il 2008,
alla società __________, riconducibile alla famiglia di AP 1, per il tramite
della __________. Queste transazioni, oltre a essere state considerate
pregiudizievoli per il patrimonio di __________, sono state ricondotte dalla
pubblica accusa a una condotta penalmente rilevante del solo AP 1. L’unico,
quest’ultimo, a non aver beneficiato dell’intervenuto abbandono del
procedimento, decretato il 26 gennaio 2015, che così descrive la posizione
dell’ex presidente, rispetto a quella degli altri ormai ex coimputati (__________),
anch’essi membri del consiglio di fondazione di ______:

 

“
i membri qui
imputati erano convinti che il versamento di fr. 10'000.00 servisse [per] la
ricerca di sponsor, attività in realtà mai di fatto eseguita da __________; al
solo AP 1 va infatti riconosciuto di aver apportato sponsor per ingenti
capitali; su tale fatto nessuno obietta alcunché. […] è emerso che i CHF
10'000.- mensili secondo i membri della Fondazione venivano pagati per
promuovere gli affari e migliorare la rete della clientela, mentre secondo AP 1
costituivano un indennizzo per l’impossibilità di tale società __________ di
avvalersi dei suoi servigi. Dagli atti __________ sufficienti e concreti indizi
per ritenere che in capo a AP 1 fosse e sia fondata l’ipotesi di
amministrazione infedele […] Per questa ipotesi si procede separatamente con
rinvio a giudizio di AP 1. Per contro a carico degli altri membri qui imputati
non si sono corroborati indizi di reato e le accuse vanno pertanto abbandonate
[…]” (CARP XX, pagg. 28 e 32).

 

                                   3.   Oltre al reato di
amministrazione infedele, inizialmente a AP 1 è stato rimproverato anche il
reato di truffa (AI 117; 134; 204 e 238), che tuttavia non compare nell’AA, ove
peraltro non è proprio ipotizzata alcuna forma di inganno, da parte
dell’appellante, nei confronti di chicchessia (doc. TPC 1).

 

Per ulteriori dettagli in merito all’avvio dell’inchiesta, si
rimanda ex art. 82 cpv. 4 CPP al consid. 3.1 della sentenza impugnata.

 

 

                                         situazione personale di
AP 1

 

                                   4.   AP 1, detto __________,
di __________ e di __________ nata __________, è nato il __________ a __________,
__________. È cittadino __________, risiede a __________, è pensionato ed è
coniugato. Si è sposato due volte ed è padre di 4 figli.

Ha frequentato l’Università di __________, dove ha studiato
materie classiche fra cui - in particolare - greco antico e latino, ottenendo,
infine, un dottorato in archeologia. Ha anche studiato “international
economics of transportation” all’Università di __________ (AI 117 e
relativi allegati).

 

Secondo quanto risulta dal suo curriculum vitae, dopo gli studi
universitari, ha prestato servizio militare come ufficiale nella marina __________,
effettuando numerosi viaggi all’estero e svolgendo prevalentemente il ruolo di
rappresentante delle forze armate. Successivamente, stando alle dichiarazioni e
alle informazioni dello stesso appellante, si sarebbe affermato come uomo
d’affari a livello internazionale, lavorando per diverse compagnie attive in
patria, in ______, in ______, nel ______, negli ______, negli _______ e in ______.

 

AP 1 è incensurato in Svizzera e non risultano, all’estero,
precedenti penali a suo carico.

 

Per ulteriori dettagli in merito alla situazione personale
dell’appellante, si rimanda ex art. 82 cpv. 4 CPP al consid. 1 della
sentenza impugnata.

 

Fondazione _______ di _______

 

                                   5.   __________ è una
fondazione di diritto svizzero, costituita all’inizio degli anni __________ per
volontà della signora __________, il cui scopo è il seguente:

“
[l]a tenuta di
conferenze annuali, chiamate __________ nello spirito e secondo le intenzioni
della fondatrice __________ (scienza comparata delle religioni-scienze
morali-scienze naturali). La collaborazione con altri Istituti per creare ulteriori
incontri interdisciplinari nello spirito di __________. La raccolta delle
conferenze stesse in un annuario da pubblicare a cura di una casa editrice. La
creazione di un luogo di lavoro e di riposo per persone attive nel campo
intellettuale. A persone che, a discrezione del consiglio di fondazione,
rispondono a tali requisiti, dovrà essere messa a disposizione per periodi
brevi od eventualmente lunghi un alloggio nelle proprietà __________,
gratuitamente o dietro corresponsione di una modesta partecipazione ai costi.”
(AI 23 e relativo allegato).

 

Al 31 dicembre 2004 __________ aveva un debito nei confronti della
fondazione __________ di circa fr. 4'000'000.- (AI 9, cubo 5, classificatore 1,
verbale del 21.10.2005). __________, a quel tempo, necessitava dunque di essere
rilanciata, altrimenti sarebbe verosimilmente andata incontro al fallimento (AI
193, verbale 15.03.2013 di __________, pagg. 3-4).

 

__________ di Ascona

 

                                   6.   La __________ è una
fondazione di diritto svizzero, costituita il __________, ad __________, nello
studio del notaio __________, da AP 1, __________ (moglie di AP 1), __________
e __________ __________, mediante un apporto di fr. 12'500.- ciascuno. Lo scopo
della fondazione consisteva nella:

 

“
promozione di
rapporti culturali nel campo delle arti, del pensiero, della spiritualità e
delle scienze fra l'Asia e l'Occidente. Persegue questo scopo attraverso
l'organizzazione, lo sponsoring ed in generale la promozione di scambi,
esposizioni, pubblicazioni, conferenze, borse di studio ed ogni attività simile
o relazionata con lo scopo.” (AI 9, cubo 4, pubblico istrumento).

 

                                6.1   Le dinamiche che hanno
condotto AP 1 ad __________ e a costituire, insieme a sua moglie, a __________
e a __________, la __________, sono ben descritte dal teste __________:

 

“
[a] questo
momento [2004 - n.d.r.] __________ va a Napoli e incontra John AP 1, in casa di
amici comuni. La moglie di AP 1 è cinese di __________. __________ gli ha
parlato di __________ e di un suo conoscente grande collezionista di arte
cinese, signor __________, che avrebbe nel 2006 organizzato una mostra nella
Città Proibita di Pechino. __________ non aveva contatti con la Fondazione __________,
ma era un grande cliente di __________. Siamo nel 2004. AP 1 con la moglie nel
2004 vengono ad __________, incontrano __________ con __________, hanno un’affinità
di intenti e fondano __________, fondata nel mio studio. Si prefiggeva nello
scopo di mettere in contatto le spiritualità, l’arte e la cultura dell’Oriente
e dell’Occidente, facendo dialogare le culture in modo interdisciplinare.
Fondarono nel giugno 2004 la __________.” (AI 193, verbale 15.03.2013 di __________,
pagg. 3-4).

 

                                6.2   In seno a __________, AP
1 ricopriva il ruolo di presidente. 

Dopo la costituzione, la fondazione è stata esclusivamente
impiegata per il rilancio di __________, a beneficio della quale, oltre ad aver
allestito il business plan (AI 9, cubo 5, mappetta 2; CARP XI, allegato 9), ha
funto da “soggetto interposto” nelle relazioni con i terzi. Ciò nel senso che i
terzi - ivi compresa ____________________ - fatturavano quanto di loro
spettanza a __________, che a sua volte (ri)fatturava a __________, senza che __________,
da ciò, conseguisse profitti o subisse perdite (AI 61, verbale di __________
26.05.2011, pag. 11; AI 117, verbale 24.01.2012 di AP 1, pag. 7; AI 59,
rapporto di ricostruzione finanziaria SREF, pag. 8). 

Il motivo di questa interposizione emerge da alcuni passaggi del
giudizio impugnato, a cui si rimanda ex art. 82 cpv. 4 CPP:

 

“
[s]empre a detta
di tutti, la grave situazione debitoria in cui versava __________ nel 2005, che
non le permetteva di concludere alcuna relazione contrattuale con i diversi
partner in vista di avviare la procedura di rilancio, ostacolava concretamente
il suo risanamento. AP 1 fondò dunque la __________ (di seguito: __________), a
lui riconducibile, quale partner contrattuale (es. contratti di locazione) al
posto di __________, la quale rimborsava poi a quest’ultima il dovuto. […]
L’interposizione della __________ ha comunque trovato una spiegazione
plausibile che la Corte ha condiviso, riportata oltretutto da più interrogati
in corso d’inchiesta, ovvero quella di fungere da partner contrattuale
solvibile al posto di __________, troppo indebitata per farlo, permettendo al
piano di rilancio di prendere avvio.” (sentenza impugnata, pagg. 23 e 29).

 

la nomina di AP 1 a presidente del consiglio di fondazione di __________

 

                                   7.   In occasione della
riunione del consiglio di fondazione di __________ del 21 ottobre 2005 AP 1 è
stato ufficialmente nominato nuovo presidente del consiglio di fondazione, con
l’incarico di rilanciare __________ e di evitare che andasse incontro a un
quasi certo tracollo finanziario (AI 9, cubo 5, classificatore n.1, verbale
consiglio di fondazione __________ 21.10.2005; AI 117, verbale 24.01.2012 di AP
1, pag. 3). 

L’attività tendente al “salvataggio” di __________ non è,
tuttavia, iniziata a fine ottobre 2005, bensì già diverso tempo prima, come
evidenziato, in particolare, dal fatto che, in occasione di quella riunione del
consiglio, AP 1 già disponeva di un business plan per il rilancio della
fondazione (AI 9, cubo 5, classificatore n.1, verbale consiglio di fondazione __________
21.10.2005).

AP 1, infatti, è stato certamente attivo per il rilancio di __________
già a partire dall’anno precedente, come confermato nella missiva del 3 agosto
2004 dell’allora sindaco di __________, __________ - contenente ringraziamenti
e lusinghe AP 1 e alla __________ per l’interessamento dimostrato per il
rilancio di __________ (CARP XI, allegato 1) - nonché nei documenti della __________
agli atti, denominati “__________ An invitation to join forces” e “A
fresh start for __________”, datati rispettivamente 23 settembre e 22
ottobre 2004 (CARP XI, allegati 2 e 4).

Inoltre, è certo che, già mesi prima della nomina a presidente, AP
1 ha chiaramente espresso la propria disponibilità ad assumere un ruolo
centrale e di responsabilità nel rilancio della fondazione __________ (AI 9,
cubo 5, classificatore n.1, verbale consiglio di fondazione __________
9.8.2005; AI 193, verbale 15.03.2013 di __________, pag. 4)

 

                                7.1   In occasione della
nomina dell’appellante, la presidente uscente, __________, ha augurato a AP 1 “ogni
successo nel grande lavoro che lo attende” (AI 9, allegato 1, verbale del
31.10.2005, punto 2). 

Al momento dell’insediamento di AP 1 alla presidenza, __________
non svolgeva più alcuna attività statutaria (le "__________" non
venivano più organizzate, all’epoca, da oltre un decennio; AI 117, verbale
24.01.2012 di AP 1, pag. 6; AI 193, verbale 15.03.2013 di __________, pag. 3;
AI 193, verbale 15.03.2013 di __________, pag. 3; doc. dib. TPC
n. 1, allegato 14). Dunque, il nuovo presidente aveva il compito di far
ripartire la fondazione.

 

                                7.2   Malgrado il suo ruolo
di presidente, AP 1 disponeva per statuto di un limitato potere di
rappresentanza della fondazione: nel registro di commercio è stata, infatti,
registrata - anche per lui - la firma collettiva a due (AI 23 e relativo
allegato).

 

                                7.3   Contestualmente alla
nomina di AP 1 alla presidenza della fondazione, avvenuta il 21 ottobre 2005
(AI 9, cubo 5, classificatore n.1, verbale 21.10.2005), è stato rinnovato anche
il resto del consiglio, a partire da quel momento così composto:

 

                                         -
AP 1, presidente;

                                         -
__________, membro;

                                         -
__________, membro;

                                         -
__________, membro;

                                         -
__________, membro.

 

L’avvocato __________ era, invece, il consulente legale di __________
(AI 187; AI 193, verbale di __________ 15.03.2013).

 

Per ulteriori dettagli sulla composizione del consiglio di fondazione
a partire da fine ottobre 2005, si rimanda ex art. 82 cpv. 4 CPP al consid. 2
della sentenza impugnata.

 

 

 

 

il business plan di fine 2005 per il rilancio di __________

 

                                   8.   Nel corso della
riunione del 21 ottobre 2005, il consiglio di fondazione di __________ ha
“approvato” il business plan per il rilancio della fondazione, precedentemente
elaborato dalla __________, presieduta da AP 1:

 

“
viene espresso
dalla Presidente del Consiglio ad interim [__________ – n.d.r.] la
soddisfazione per i contenuti e le proposte di questo Business Plan. La nuova
linea del rilancio di __________ viene riconosciuta come estremamente
interessante […] Il documento Business plan 21 ottobre 2005 viene pertanto
considerato come valido e da realizzare” (AI 9, allegato 1, verbale del
31.10.2005, punto 2).

 

                                8.1   L’unico business plan
per il rilancio di __________ agli atti è, però, datato 2 novembre 2005 ed è
una versione “draft”, ossia una bozza (AI 9, cubo 5, mappetta 2; CARP XI,
allegato 9). L’allegato D del business plan, dedicato alle “expense
estimates”, menziona, fra le altre voci di spese:

 

                                         -
fr. 250'000.- all’anno, per tre anni, per “[a]ll Project Direction”;

                                         -
fr.   50'000.- per il primo anno, fr. 40'000.- per il secondo anno e

                                           fr.
  30'000.- per il terzo anno, per “[e]xternal Consultant fees”;

                                         -
fr. 250'000.- all’anno, per tre anni, per “[f]undraising costs”.

 

In sostanza, il business plan prevedeva - oltre che fr. 250'000.-
all’anno, per tre anni, per l’intera direzione del progetto di rilancio di __________
- voci di spesa (supplementari e ad hoc) per le consulenze esterne (fr.
50'000.- per il primo, fr. 40'000.- per il secondo e fr. 30'000.- per il terzo
anno) e per la ricerca di sponsor (ulteriori fr. 250'000.- all’anno, per tre
anni). Secondo le dichiarazioni del consulente legale di __________, inoltre,
nella versione definitiva del business Plan “figurava chiaramente il costo
di rimborso ad __________ per l’attività del signor AP 1” (doc. dib. TPC n.
1, allegato 15, pag. 16).

 

il rilancio di _____ sotto la presidenza AP 1

 

                                   9.   Quanto ottenuto da __________
sotto la presidenza AP 1 è, in parte, il risultato di un lavoro iniziato da AP
1 medesimo già prima del conferimento formale dell’incarico.

Nel corso del 2005, infatti, AP 1 ha presenziato, in qualità di
presidente di __________, ad altre riunioni del consiglio di fondazione di __________,
alla contestuale presenza di __________ (allora sindaco di __________), __________
(all’epoca Consigliere di Stato e direttore del __________) e/o __________
(direttore della succursale di __________ della Banca __________) (AI 9, cubo
5, classificatore n.1, verbali allegati). 

 

                                9.1   In occasione di una
riunione del consiglio di fondazione di inizio agosto 2005, a cui hanno
partecipato, accanto ad alcuni membri del consiglio stesso, anche AP 1 - in
qualità di presidente di __________ e in quell’occasione anche di relatore del
progetto di rilancio di __________ -, l’ex Consigliere di Stato __________,
l’ex sindaco di __________ __________ e l’allora direttore della succursale
della Banca __________, è emerso che, da un lato, il Comune di __________ e il
Cantone erano intenzionati a finanziare il rilancio di __________ attraverso
contributi pubblici pluriennali (fr. 100'000.- all’anno, a testa, per tre anni)
e che, dall’altro, la Banca __________ era disposta a concedere alla fondazione
una linea di credito, per fare fronte al debito maturato nei confronti della
fondazione __________ (AI 9, cubo 5, classificatore n.1, verbale 9.8.2005; AI
193, verbale di __________ 15.03.2013, allegato 5).

Sull’effettiva data di questa riunione, gli atti forniscono
riscontri contrastanti: fermo restando che essa è certamente avvenuta, come
confermato dal testimone __________ (AI 193, verbale di __________ 15.03.2013 e
relativo allegato 5), non è tuttavia dato sapere se ha di fatto avuto luogo il
4 o il 9 agosto 2005, poiché esistono due verbali di identico contenuto, ma con
date diverse. Ad ogni modo, è accertato che l’incontro si è tenuto a inizio
agosto 2005.

 

                                9.2   Dopo l’insediamento
di  alla testa della fondazione __________, avvenuto a fine ottobre 2005,
quanto preannunciato nella citata riunione di inizio agosto si è poi
essenzialmente concretizzato:

 

                                         -  il
Comune di __________ e il Cantone hanno formalmente deciso di procedere al
versamento di contributi pubblici a favore di __________ pari a fr. 100'000.-
annui ciascuno per tre anni (2006-2009), designando propri rappresentanti in
seno al consiglio di fondazione: __________ per il Comune di __________ e __________
per il Cantone (AI 9, cubo 5, classificatore n.1, verbale consiglio di
fondazione __________ 21.10.2005 e lettera __________ 29.10.2008; AI 159,
verbale 22.11.2012 di __________, pag. 3; AI 158, verbale 21.11.2012 di __________,
pag. 5; doc. dib. TPC n. 1, allegato 9);

 

                                         -
 la Banca __________ ha concesso una linea di credito a __________ (AI 51 e
54).

 

                                         Questi primi risultati
sono stati possibili, soprattutto, grazie all’allestimento e alla presentazione
del business plan da parte di AP 1 (AI 158, verbale 21.11.2012 di __________,
pag. 4; AI 193, verbale di __________ 15.03.2013, allegato 5; AI 9, cubo 5,
classificatore n.1, verbale 9.8.2005).

 

                                10.   In concreto, il
rilancio finanziario di __________, nonché delle sue attività statutarie, ha
comportato un certo dispendio di tempo per AP 1 nel corso della sua presidenza,
già solamente poiché:

 

                                         -  il consiglio di fondazione,
da lui presieduto, si riuniva - anche in modo informale - “quasi tutti i
giorni” (AI 71, verbale 15.06.2011 di __________, pag. 5);

                                         -  dell’attività di fund
raising nel mondo (segnatamente: in ______, in ______ e in _______; AI 9, cubo
5, classificatore 4, verbale 30.11.2006) si è occupato esclusivamente AP 1 (AI
193, verbale 15.03.2013 di __________, pagg. 4-7; AI 158, verbale 21.11.2012 di
__________, pag. 6; doc. dib. TPC n. 1, allegato 15, pag. 6);

                                         -  AP 1 ha riallacciato i
contatti sul piano internazionale, necessari alla (ri)organizzazione delle “__________”
(e delle relative pubblicazioni susseguenti), ferme da anni (AI 61, verbale
26.05.2011 di __________, pag. 5; doc. dib. TPC n. 1, allegato 4; doc. dib. TPC n. 1, allegato 14; doc. dib. TPC n. 1, allegato 15);

                                         -  AP 1 si è occupato della
ristrutturazione del patrimonio immobiliare di __________, nonché del recupero
del suo patrimonio archivistico (AI 61, verbale 26.05.2011 di __________, pag.
5: “ADR AP 1 si occupava concretamente di valorizzare il patrimonio
archivistico di proprietà di __________ […] Oltre a questo AP 1 doveva
elaborare un progetto di risanamento della proprietà immobiliare di pertinenza
di __________ che andava in malora”; doc. dib. TPC n. 1,
allegato 15: “[d]urante la presidenza del signor AP 1 sono state completate
le due case storiche della __________ […] Vi è poi stato un grande lavoro di
recupero dell’archivio e della documentazione relativa all’attività della
Fondazione __________.”).

 

                              10.1   AP 1, nell’ambito
dell’attività di fund raising, ha segnatamente concluso due accordi negli Stati
Uniti: il primo con l’istituto __________ e il secondo con l’istituto __________,
che prevedevano - ciascuno - il versamento a favore di __________ di 200'000.-
USD all’anno (AI 193, verbale 15.03.2013 di __________, pag. 5; AI 117, verbale
24.01.2012 di AP 1, pag. 7). 

                                         I finanziamenti di questi due
partner americani hanno iniziato a confluire nelle casse di __________ a
partire dal 2007 (AI 9, cubo 5, classificatore n. 4, relativi verbali).

 

                                11.   A fronte della sua
nomina ai vertici della fondazione, AP 1 ha, dunque, assunto un ruolo operativo
- e non meramente onorifico -, come peraltro confermato dal testimone __________:

 

“
[r]ispondo di sì
[AP 1 era un membro del consiglio di fondazione operativo - n.d.r.] AP 1 con __________
erano i due membri operativi. Era stata prevista la figura del Direttore, ma
non è mai stata creata. Il Direttore avrebbe dovuto occuparsi di creare i
contatti con i conferenzieri in tutto il mondo. Penso che il ruolo di direttore
era previsto dal regolamento, che però mi sembra non sia mai stato adottato. Il
Direttore sarebbe stato finanziato.” (AI 193, verbale di __________ 15.03.2013,
pag. 7);

 

                              11.1   Il presidente AP 1,
nell’attività di rilancio di __________, ha giocato un ruolo centrale e
decisivo. Inoltre, senza il suo intervento, la fondazione sarebbe quasi
inevitabilmente fallita. Di conferme in tal senso, l’incarto è disseminato.

 

                                   a.   Innanzitutto ciò è
stato confermato in una missiva dell’agosto 2012 dal nuovo presidente del
consiglio di fondazione di __________, __________:

 

“
la delicatezza
della situazione finanziaria della Fondazione e i cospicui debiti contratti in
passato […] sono stati provocati dalla gestione irresponsabile precedente
all’arrivo di AP 1. Quest’ultimo è invece riuscito ad ottenere un primo
rilancio di __________ grazie a non comuni conoscenze internazionali,
assicurando alla Fondazione un contratto di sponsoring di 200'000 USD anni da
parte dell’Istituto __________, che scadrà nel 2013, oltre a un contratto con
l’Università __________ di __________ (__________), grazie al quale possiamo
contrare di un sostegno finanziario e di una collaborazione che proseguirà
anche nei prossimi anni. __________ beneficia tuttora della sua efficace
attività di FUNDRAISING, la quale ha permesso alla mia presidenza di
consolidare il risanamento e il rilancio della fondazione a partire dalle basi
che egli è riuscito a predisporre […] Il Consiglio non ha […] mai ritenuto che
la Fondazione abbia subito danni patrimoniali a causa dell’agire di AP 1.” (AI
139, pagg. 1-2).

 

                                  b.   Essenzialmente il
medesimo parere su AP 1 è stato espresso in una lettera del settembre 2009
dalla Divisione della cultura e degli studi universitari del DECS, sottoscritta
da__________ e __________ (peraltro già membro del consiglio di fondazione di __________):

 

“
[r]iconosciamo
altresì il grande lavoro che è stato svolto dai Membri della Fondazione sui
vari fronti, e in particolare l’apporto determinante del suo Presidente, AP 1,
grazie alla sua intelligenza, energia e impressionante rete di contatti ad alto
livello in tutto il mondo. Dal punto di vista finanziario questo ha comportato
contributi da partner esterni non istituzionali per 170 mila franchi nel 2007,
per 440 mila franchi nel 2008 e per altri 440 mila franchi di entrate da terzi
già sottoscritte per il prossimo biennio 2009-2010.” (AI 9, cubo 5,
classificatore n.1, lettera 29.10.2008).

 

                                   c.   Medesimo riscontro
lo si trova anche nelle dichiarazioni a verbale e nelle prese di posizione scritte
di __________, consulente legale di __________:

 

“
[d]evo dire che
l’intervento di AP 1 ha salvato l’attività di __________, il suo intervento è
stato essenziale, nessuno ad __________ avrebbe avuto la forza di fare tutto
questo ossia di andare a trovare in giro per il mondo finanziatori.” (AI 139,
pag. 7);

 

“
[...] in primo
luogo constato che da parte dell’Autorità di vigilanza sulle fondazioni è stato
auspicato un procedimento penale contro la persona che ha salvato la Fondazione
__________ dal fallimento, ne ha risanato le finanze, ristrutturato gli
immobili ed ha ripreso le tradizionali “__________”, che erano ormai state
sospese da 10 anni” (doc. dib. TPC n. 1, allegato 15, pag. 2).

 

                                         il versamento mensile
di fr. 10'000.- da __________ a __________

 

                                12.   __________ è una
società di diritto panamense, con indirizzo (anche) a __________, appartenente al “__________ Family Trust”, ove l’appellante
riveste la qualità di “[a]ppointor” (individualmente) e “[b]eneficiarie”,
unitamente all’ultimogenito, __________, e alla seconda moglie, __________ (verbale
del dibattimento TPC, allegato 1; doc. dib. TPC n. 1, allegato
2).

 

                                13.   Nel corso delle
trattative che hanno preceduto l’insediamento di AP 1 alla presidenza del consiglio
di fondazione, quest’ultimo ha posto a __________ e alle autorità pubbliche
intervenute nel progetto di rilancio - quale (accettata) conditio sine qua non
all’assunzione della carica - il versamento mensile di fr. 10'000.- alla
società estera __________. A prescindere dal motivo per il quale questi soldi
siano poi stati pagati dalla fondazione, su cui si dirà a breve, è accertato
che l’accordo sul versamento è intervenuto prima che AP 1 diventasse presidente
del consiglio di fondazione:

 

“
AP 1 quale membro
attivo del Consiglio di Fondazione ha ricevuto emolumenti, onorari, salari o
altro? AP 1 aveva posto un requisito iniziale, dicendo che la società per cui
lui era attivo avrebbe dovuto essere compensata per la sua assenza. La società
si chiamava __________. Questo requisito fu accettato da tutti e meglio dai
membri del Consiglio di Fondazione di allora, e stabilito all’inizio della
Presidenza di AP 1. E meglio i membri erano AP 1, __________, __________, non
ricordo se ci fosse anche il figlio di AP 1, e il professor __________. […]
Cosa faceva __________ per la Fondazione __________? Penso che non facesse
nulla. Ricevevano le somme unicamente per l’assenza di attività di AP 1 con __________,
o meglio questa era la condizione posta all’inizio.” (AI 193, verbale di __________
15.03.2013, pagg. 7 e 10);

 

“
[p]osso pure
confermare che ancora prima che il signor AP 1 divenisse Presidente, nel
business Plan che era stato consegnato a Banca __________, figurava chiaramente
il costo di rimborso ad __________ per l’attività del signor AP 1.” (doc. dib.
TPC n. 1, allegato 15, pag. 16);

 

“
[l]a prima volta
che abbiamo sentito parlare AP 1 aveva posto come condizione di poter essere
affiancato nella gestione della fondazione da una società di consulenza estera,
appunto la __________. 

ADR il CdF non ha
chiesto particolari informazioni […] AP 1 insisteva per lavorare con __________,
dicendo che questa era stata una condizione per l’assunzione della carica di
Presidente.” (AI 61, verbale di __________ 26.05.2011, pagg. 7-8);

 

“[l]ei sa se la
società __________ fosse remunerata? So che ricevevano un rimborso forfettario
mensile di CHF 10'000.00, previsto dal business plan […].” (AI 158, verbale
21.11.2012 di __________, pag. 8);

 

“AP 1, da quanto
riferitomi da __________, aveva espressamente esposto quale condizione per
l’assunzione della presidenza di __________ il fatto di potersi avvalere della
collaborazione di __________. Da quanto dettomi da __________ questa condizione
fu posta da AP 1 in occasione di una riunione alla quale parteciparono tutti i
rappresentanti di Comune, Cantone, Banca __________, tra i quali anche l’allora
Direttore del __________, On. __________.” (AI 86, verbale 07.09.2011 di __________,
pag. 8).

 

                              13.1   Durante l’inchiesta,
alcuni membri del consiglio di fondazione presenti all’epoca dell’insediamento
di AP 1 - vale a dire, __________, __________ e __________ - hanno dichiarato
che, da quel che avevano inteso, __________, a fronte del concordato versamento
mensile di fr. 10'000.-, avrebbe fornito un qualche non meglio precisato
supporto all’appellante nella sua attività di fund raising in favore di __________
(AI 61, 159, 158 e 260).

Questa versione dei fatti è stata, però, oggetto di ritrattazione
da parte di __________, che ha, infine, messo in chiaro quanto segue davanti al
primo giudice:

 

“
[e]ravamo tutti
al corrente che la sua attività a favore della Fondazione doveva essere
compensata dalla società __________ di __________” (doc. dib. TPC n. 1, allegato 14).

 

__________, nel corso del suo primo interrogatorio, poco dopo aver
risposto di aver creduto che quei fr. 10'000.- al mese venissero pagati per
prestazioni di servizio rese da parte di __________ a __________, alla precisa
contestazione della PP di allora, secondo cui 

 

la somma di CHF 10'000.00 mensili a
valore quale emolumento per l’attività di AP 1 è un costo piuttosto importante
considerata la situazione finanziaria di __________” (AI 61, pag. 15),

 

non ha ribadito - come sarebbe stato logico aspettarsi - che
quella somma non costitutiva affatto un emolumento per l’attività di AP 1,
bensì ha, invece, tranquillamente precisato:

 

“
francamente
l’importo di CHF 10'000.00 […] non ci è parso eccessivo. Del resto la congruità
dell’importo di CHF 10'000.00 era stata inizialmente valutata e considerata
positivamente della autorità [c]antonali e comunali in base ad alcuni
confronti: da una parte vi era un progetto di rilancio elaborato a suo tempo
dalla Signora __________ il quale valutava in circa 290'000.00 i costi
amministrativi annuali, dall’altra ci si era rivolti ad alcuni professionisti
in Fund Raising i quali avevano delle richieste sopra i CHF 25'000.00 mensili.
Trattasi di confronti documentati” (AI 61, pag. 15).

 

__________, dal canto suo, nemmeno ha saputo indicare che genere
di prestazioni fornisse __________ a __________, affermando tuttavia che
l’importo - tutto sommato - appariva giustificato:

 

“
[l]ei sa se la
società __________ fosse remunerata? So che ricevevano un rimborso forfettario
mensile di CHF 10'000.00 previsto dal business plan […] Quale era in concreto
l’attività svolta da __________, ritenut[o] che era beneficiaria di CHF
10'000.00? Non lo so, non posso dire nulla in merito. Posso però dire che la
prospettiva era di ottenere un finanziamento di circa un milione all’anno,
quindi la cifra versata ad __________ nell’ordine del 10% pareva giustificata.”
(AI 158, pag. 8).

 

Non da ultimo, la versione secondo cui __________ avrebbe dovuto
fornire all’appellante un qualche enigmatico supporto nell’ambito dell’attività
di fund raising proviene, comunque, da soggetti che - a differenza di __________
- non sono stati sentiti in qualità di testimoni.

Non esistono sufficienti elementi per concludere che AP 1 non sia
stato chiaro con i suoi futuri colleghi prima del suo insediamento alla testa
di __________, in merito ai fr. 10'000.- da versare mensilmente a __________. 

Come meglio si dirà in seguito, tale questione non riveste, comunque,
grande rilevanza, visto che l’accusa è circoscritta alla sola amministrazione
infedele, ovvero a quanto commesso dall’imputato una volta divenuto presidente
del consiglio di fondazione. 

 

                              13.2   Inoltre,
seppure il consiglio di fondazione di allora non ha mai ammesso espressamente
di conoscere sin da subito l’assetto proprietario di __________, è però
accertato che:

 

                                         -  __________ ha
sempre pensato che __________ fosse riconducibile a AP 1 o alla famiglia
di sua moglie (AI 61, pag. 13);

 

                                         -  AP 1
non ha mai nascosto a __________ di essere “[f]ounder/owner” di
“__________” (AI 117, allegati 1 e 2), tanto che
questa circostanza figurava chiaramente già nel documento “__________
An invitation to join forces” del 23 settembre 2004 (doc.
dib. TPC n. 1, allegato 9 dell’allegato 15), sottoposto al consiglio di
fondazione di __________ ben prima del suo insediamento, ossia proprio durante
la fase di negoziazione (doc. dib. TPC n. 1, allegato 2
dell’allegato 15).

 

                              13.3   Alla luce di quanto precede, non può che concludersi che quei fr.
10'000.- versati mensilmente da __________ costituivano la retribuzione del
lavoro di AP 1.

 

                                14.   Dei 29 bonifici da fr.
10'000.- oggetto dell’accusa, solamente uno è stato accreditato direttamente da
__________ a __________. Gli altri 28 sono giunti a destinazione per il tramite
di __________, attraverso le modalità seguenti, di cui si è già accennato in
precedenza:

 

                                         -  __________ fatturava gli
importi in questione a __________, che a sua volta li (ri)fatturava a __________;

 

                                         -  __________ versava il
dovuto a __________ che, a sua volta, poco dopo, (ri)versava a __________ (AI
59, rapporto di ricostruzione finanziaria SREF, pag. 8 e relativi allegati; AI
238, allegato 1).

 

                              14.1   A fronte del diritto di
firma collettiva a due, concernente tutti i membri del consiglio di fondazione
- presidente compreso -, l’avallo ai 29 bonifici è sempre stato dato da due
persone distinte, una delle quali non sempre, né necessariamente era AP 1 (AI
59, allegato 6; AI 138 e relativi allegati).

 

                                15.   Questi bonifici di __________,
effettuati - in definitiva - a beneficio di __________ e intrinsecamente legati
all’attività svolta da AP 1 in seno a _______ stessa, hanno, col tempo,
sollevato - giustamente - degli interrogativi di carattere fiscale all’interno
del consiglio di fondazione. Interrogativi che sono stati sottoposti dal
consiglio (e non solamente da parte del presidente), al revisore esterno di ______
(la __________), a partire dalla prima metà del 2008 (AI 9, cubo 5,
classificatore n.1, lettera 09.02.2009).

__________, (co)titolare di __________, interrogato in qualità di
testimone sulla questione, ha in particolare riferito quanto segue:

 

“
la domanda […]
era quella di sapere se i CHF 10'000.00 erano soggetti all’imposta alla fonte o
all’IVA. Un dato di fatto è quello per cui i soldi, che partissero da __________
o da __________, andavano ad una società estera […] la __________. Dalle
informazioni che ho chiesto al Consiglio di fondazione, e meglio allo stesso AP
1, ricordo che mi era stato detto che la società di __________ pagava AP 1 per
prestazioni fornite dallo stesso inerenti alla ricerca di sponsor per ______.
[…] Per me erano esborsi giustificati dalle informazioni che ho ricevuto, anche
perché vedevo entrate di notevoli fondi a sostegno dell’attività della
Fondazione __________. Il dubbio semmai era come trattare fiscalmente e
legalmente questo importo. Io come revisore mi sono fatto un’idea della
situazione e posso dire che secondo me CHF 10'000.00 era un costo adeguato e
accettabile a fronte di entrate di ingenti somme a favore della Fondazione.”
(AI 155, verbale di __________ 7.11.2012, pagg. 5 e 7).

 

All’epoca dei fatti, con lettera 9 febbraio 2009, il revisore
esterno, evidenziando che il versamento mensile di fr. 10'000.-, considerate le
circostanze concrete e complessive, avrebbe anche potuto - si dovrebbe dire
“dovuto” - essere (ri)qualificato dal fisco come un reddito di AP 1 da attività
lucrativa imponibile in Svizzera, ha comunicato al consiglio di fondazione che
riteneva opportuno contattare le autorità preposte (in particolare l’ufficio
delle imposte alla fonte) per trovare una soluzione nel rispetto della
normativa vigente (AI 9, cubo 5, classificatore n.1, lettera 09.02.2009).
Stando alle dichiarazioni di __________ e al contenuto di questa missiva, è,
quindi, oltremodo evidente che, in discussione, vi era il trattamento fiscale
di quella che, agli occhi dello stesso revisore esterno, era - in ultim’analisi
- la retribuzione dell’attività di fund raising svolta da AP 1 per __________. 

 

                                16.   Pressoché in
concomitanza con l’evidenziazione delle più che potenziali problematiche
fiscali messe in luce dal revisore esterno, e a fronte di una diversa veduta di
AP 1 e __________ (i due membri operativi) in merito all’ampliamento della
posizione debitoria di __________ nei confronti della banca, __________ ha
iniziato a rifiutare di (co)firmare i pattuiti ordini di pagamento per ____________________,
come emerge da una sua e-mail del 22 gennaio 2009, inviata a due membri del
consiglio di fondazione (__________ e __________, subentrato nel 2006 a
Martinoni) e al consulente legale (avv. __________):

 

“
[n]on ho firmato
tre pagamenti a favore di __________ per i mesi di novembre e dicembre […] I
motivi vi sono noti, ma a parte l’aspetto legale del pagamento, vi è pure la
prospettiva di portare il debito su CC da 230'000.00 attuale ad oltre
500'000.00 come da preventivo allegato. A questa gestione non possiamo che
opporci” (AI 9, cubo 5, classificatore n.1, e-mail 22.01.2009).

 

                              16.1   In merito ai retroscena
di questa e-mail, __________ ha dichiarato quanto segue:

 

“
[n]el Consiglio
di Fondazione ci sono sicuramente state delle discussioni fra i membri, posso
confermare che ad un certo momento per i costi si erano un po’ preoccupati,
anche perché non si era trovato il terzo sponsor e i costi erano lievitati, e
so che __________ aveva avuto una discussione energica con AP 1 poiché non
aveva voluto pagare dei rimborsi spesa. […] Non posso dire che i membri del
Consiglio di fondazione fossero tutti contro AP 1, non voglio dare una
descrizione che fosse un ambiente ostile a AP 1, c’erano degli aspetti di
discussione, in particolare perché si spendeva troppo” (AI 193, verbale di __________
15.03.2013, pag. 12).

 

Il teste __________ ha, quindi, evidenziato che, dopo una fase
iniziale di rilancio della fondazione, caratterizzata dall’arrivo di due
importanti sponsorizzazioni, AP 1 non era riuscito a trovarne una terza (il
c.d. “finanziatore asiatico”; AI 193, pag. 7) ma, ciò nonostante, le
spese avevano, comunque, continuato a salire. Ciò ha determinato una spaccatura
all’interno del consiglio, nonché l’interruzione del versamento mensile di fr.
10'000.- a favore di __________. Tale interruzione è stata adottata senza il
consenso (peraltro non necessario) del presidente, che, anzi, in un primo
momento ha insistito affinché il pagamento venisse ripristinato (AI 9, cubo 5,
classificatore n.1, e-mail 22.01.2009 e 30.01.2009).

 

                                17.   Vista la situazione
conflittuale venutasi a creare, nell’ottobre 2009 AP 1 e sua moglie __________ hanno, infine, lasciato il consiglio di fondazione di __________ (AI
134, verbale di __________ 16.08.2012, pag. 6).

 

 

 

l’appello

 

                                18.   Con la sua dichiarazione d’appello motivata, AP 1
chiede, in via principale, il proscioglimento, sostenendo che, in concreto, non
sono dati i presupposti oggettivi e soggettivi del reato di amministrazione
infedele. L’appellante ritiene, infatti, che difettano:

 

                                         -
 il requisito del danno;

                                         -
 il requisito di autonomia e di indipendenza;

                                         -
 il requisito della violazione di obblighi, peraltro nemmeno espressamente
indicati né nell’AA, né nella sentenza di primo grado;

                                         -
 il requisito del dolo;

                                         -
 il requisito dell’indebito profitto (CARP III, pagg. 2 e 12-36).

 

Nella propria motivazione scritta,
poi, l’appellante evidenzia che gli accertamenti fattuali contenuti nel
giudizio impugnato sono ampiamente smentiti dagli atti del procedimento (CARP
XI). Infine, lamenta una serie di violazioni del principio accusatorio.

 

amministrazione infedele (art. 158 CP)

 

                                19.   Giusta l’art. 158
cifra 1 CP, si rende colpevole di amministrazione infedele chi, obbligato per
legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio
altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o
permette che ciò avvenga. La pena è la detenzione sino a tre anni o una pena
pecuniaria. Per il terzo capoverso del citato disposto, il giudice può
pronunciare una pena detentiva da uno a cinque anni se il colpevole ha agito
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto.

 

                                         L’adempimento della
fattispecie presuppone la realizzazione di tre condizioni oggettive ed una
soggettiva: è necessario che l’autore abbia avuto una posizione di gerente (Geschäftsführer/gérant;
Forum Poenale 2/2011, pagg. 69 e segg. ed ivi ripresa sentenza del
Bezirksgericht di Zurigo, 9. Abteilung, del 3 settembre 2010, con riferimenti
dottrinali), che egli abbia violato un obbligo che gli incombeva nell’ambito di
tale funzione, che ne sia risultato un pregiudizio e che egli abbia agito
intenzionalmente o con dolo eventuale (cfr. Corboz, Les infractions en droit
suisse, Volume I, 3a ed., Berna 2010, n. 2 e segg. ad art. 158; Niggli, in
Basler Kommentar, Strafrecht II, 4a ed., Basilea 2019, n. 11 e segg. ad art.
158; Trechsel/Pieth, Schweizerisches Strafgesetzbuch, Praxiskommentar, 2a ed.,
Zurigo/San Gallo 2013, n. 2 segg. ad art. 158; DTF 123 IV 17, 122 IV 279;120 IV
190; 118 IV 247; 86 IV 12; STF 6B_787/2016 del 2
maggio 2017; 6B_949/2014 del 6 marzo 2017; 6B_1058/2015 del 12 aprile
2016).

 

                                20.   Il TF ha già avuto
modo di precisare che, in presenza di un organo
collettivo di amministrazione, in cui i membri “jouissent collectivement du
pouvoir de gestion autonome propre à l'organe dont elles font partie”
(com’è certamente in seno a un consiglio di fondazione), ciascuno di loro, da
solo o con gli altri, può rendersi autore colpevole del reato di
amministrazione infedele se “accomplit dans l'exercice de ce pouvoir l'un
des actes constitutifs de l'infraction” (DTF 105 IV 106, consid. 2).
Affinché vi sia reato, quindi, il membro dell’organo collettivo di
amministrazione deve, innanzitutto, trasgredire a un dovere che gli
incombe in tale sua qualità.

 

                                21. 

                                   a.   Va, prima di tutto,
ricordato che, quando il versamento mensile dei fr. 10’000.- in favore di __________
(o meglio, a pagamento dell’attività di AP 1) è stato concordato, l’appellante
non era ancora presidente del consiglio di fondazione. Dunque AP 1, in questo
frangente, si trovava nell’impossibilità giuridica di commettere il reato di
amministrazione infedele, che richiede la presenza di una posizione di gerente
in capo all’autore.

 

                                  b.   L’accordo fra __________
e AP 1 su questo versamento mensile, poi, non può essere comunque essere
considerato illecito, poiché le disposizioni del CC sulle fondazioni (art. 80 e
segg.) non impediscono la remunerazione, proporzionata alla concreta mole di
lavoro, di un organo che svolge la sua funzione a titolo professionale (Riemer, Vereins- und Stiftungsrecht (Art. 60-89bis
ZGB), Berna 2012, n. 16 ad art. 83).

 

Tale principio è essenzialmente riconosciuto anche dall’autorità
di vigilanza sulle fondazioni, la cui “Guida pratica per fondazioni secondo
gli art. 80 segg. CC” prevede che

 

“
[i]n casi
straordinari, è ammesso il versamento di un adeguato compenso a singoli organi
di un’istituzione di pubblica utilità per lavori particolarmente lunghi, svolti
da determinati membri del Consiglio per conto della fondazione, che esulano
dalla preparazione delle sedute (p.es. elaborazione di strategie, progetti,
mansioni direttive particolari).” (Ibidem, pag. 5, par. 10.1.1).

 

Un’ulteriore conferma del fatto che i membri di un consiglio di
fondazione non sono tenuti per legge a lavorare senza retribuzione, la si trova
anche nel parere reso dal Consiglio federale il 13 febbraio 2013, in merito
all’interpellanza “Statuto dei membri dei consigli di fondazione”, n.
12.4063, del 6 dicembre 2012:

 

“
[i]n base al
diritto vigente, le autorità di vigilanza non possono vietare o imporre una
retribuzione adeguata dei membri del consiglio; a seconda delle circostanze, un
professionalismo retribuito è preferibile a un dilettantismo volontario. La
retribuzione deve tuttavia favorire la realizzazione dell'obiettivo della
fondazione, in particolare rafforzando la professionalità in materia di
gestione.”.

 

In concreto, quindi, avendo AP 1 rivestito un ruolo operativo alla
testa di __________, la sua concordata retribuzione va considerata conforme
all’ordinamento giuridico.

 

                                   c.   Se poi si considera
quanto effettivamente svolto dall’appellante, sia in termini di dispendio
temporale, sia dal profilo dei risultati ottenuti (cfr. consid. 10), una sua
retribuzione è da ritenere giustificata, poiché essa andava a pagare il suo lavoro.

 

                                22.   Inoltre, poiché ab
initio è stato raggiunto un accordo fra AP 1 ed __________ in merito
all’assunzione del ruolo di presidente del consiglio di fondazione concernente
tale versamento mensile, i bonifici incriminati sono stati, infatti, effettuati
anche da altri membri del consiglio di fondazione, senza il puntuale e costante
coinvolgimento di AP 1. L’appellante, dunque, una volta assunta la carica di
presidente, non ha dovuto ordinare alcunché ai suoi colleghi. Peraltro, neppure
esiste un rapporto di subordinazione fra il presidente e gli altri membri del
consiglio di fondazione.

Inoltre, a fronte del diritto di firma collettiva a due, i
versamenti non sono comunque mai stati disposti autonomamente dal solo AP 1.

Oggettivo, dunque, è che AP 1 non ha agito da solo nelle
operazioni di trasferimento del denaro all’estero.

Sul punto, la pubblica accusa, ancora in sede d’appello, argomenta
che sostanzialmente gli altri membri del consiglio di fondazioni hanno
proceduto a effettuare i versamenti poiché “vittime” della mancanza di
trasparenza o dell’inganno di AP 1, con riferimento al ruolo ricoperto da __________
nell’operazione di rilancio di __________ (CARP XIV, pag. 3). Una simile
condotta dell’appellante, tuttavia, non solo non è stata dimostrata, ma neppure
gli è di fatto imputata nell’AA. L’iniziale accusa di truffa (art. 146 CP),
infatti, non è stata promossa in giudizio. 

 

                                23.   Se ne conclude che, in
concreto, AP 1 non ha violato alcun dovere di amministrazione e/o di
sorveglianza del patrimonio di __________, facendo in modo che la fondazione
versasse complessivi fr. 290'000.- a __________. 

E ciò se si considera tanto il lavoro da svolgere (ed
effettivamente svolto), che già di per sé giustificava una proporzionale
remunerazione, quanto il risultato da lui raggiunto, ampiamente riconosciuto
anche dal suo successore __________ __________:

 

“
__________
beneficia tuttora della sua efficace attività di FUNDRAISING [di AP 1 -
n.d.r.], la quale ha permesso alla mia presidenza di consolidare il risanamento
e il rilancio della fondazione a partire dalle basi che egli è riuscito a
predisporre” (AI 139, pag. 1).

 

Non va poi dimenticato che, senza l’intervento dell’appellante, __________
sarebbe verosimilmente fallita, come espressamente confermato, da ultimo, nella
missiva 5 febbraio 2019 del consulente legale __________:

 

“
[AP 1 - n.d.r.]
ha salvato la Fondazione __________ dal fallimento, ne ha risanato le finanze
[…]” (doc. dib. TPC n. 1, allegato 15, pag. 2).

 

                                24.   La tesi accusatoria
secondo cui queste ripetute dazioni di denaro avrebbero cagionato un
pregiudizio alla fondazione non è condivisibile. La professionalità gestionale
ha un prezzo e il suo pagamento non determina certamente una “diminuzione
del patrimonio [di __________ - n.d.r.] non giustificata”, come
imputato con l’AA.

 

Non essendo in concreto dati tutti gli elementi costitutivi del
reato di amministrazione infedele ed essendosi - per questo - già delineato l’esito
dell’appello, diviene superfluo chinarsi anche sulle sollevate violazioni del
principio accusatorio. 

 

                                25.   A fronte di quanto
sopra, AP 1 va, dunque, prosciolto dall’imputazione di amministrazione infedele
qualificata (art. 158 CP). 

L’appello è, pertanto, accolto.

 

 

 

 

 

Indennità (art. 429 cpv. 1 lett. a, b e c CPP)

 

                                26.   Assieme al suo
proscioglimento, AP 1 chiede il riconoscimento di un’indennità ex art. 429 CPP
di fr. 232'943.47 (CARP II, inc. n. 17.2019.185, e allegati), così ripartita:

 

                                         -
 fr. 154'122.90 di onorario e di spese di patrocinio, e meglio 

                                            fr. 81'785.40 per la
procedura preliminare, fr. 56'647.50 per il processo di primo grado, fr.
13'566.- per il processo d’appello e fr. 2'125.- per la stesura delle istanze
di indennizzo di prima e seconda istanza, oltre interessi al 5%;

                                         -  fr. 45'767.40 di spese
sopportate dall’appellante a causa del procedimento penale, ossia i costi dei
voli intercontinentali per partecipare a propri interrogatori e al processo di
primo grado, oltre interessi al 5%;

                                         -
 fr. 5'000.- di torto morale, oltre interessi al 5%.

 

art. 429 cpv. 1 lett. a CPP

 

                                27.   Secondo lart. 436 cpv. 1 CPP, le pretese d’indennizzo e di
riparazione del torto morale nell’ambito della procedura di ricorso sono rette
dagli art. 429 e segg. CPP.

 

Giusta l’art. 429 cpv. 1 lett. a CPP, se è
pienamente o parzialmente assolto o se il procedimento nei suoi confronti è
abbandonato, l’imputato ha diritto a un’indennità per le spese sostenute ai
fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali, ossia -
generalmente - per la copertura delle spese di patrocinio. L’autorità esamina
d’ufficio le pretese dell’imputato (art. 429 cpv. 2 CPP), potendo invitare
quest’ultimo a quantificarle e a comprovarle (STF 6B_726/2013 del 5 febbraio
2013, consid. 3).

 

                                         Per stabilire l’importo
delle spese di patrocinio da risarcire, va verificata la congruità della nota
d’onorario in applicazione del principio stabilito dall’art. 21 cpv. 2 LAvv, secondo
cui l’avvocato “ha riguardo alla complessità
e all’importanza del caso, al valore e all’estensione della pratica, alla sua
competenza professionale e alla sua responsabilità, al tempo e alla diligenza
impiegati, alla situazione personale e patrimoniale delle parti, all’esito
conseguito e alla sua prevedibilità.”.

 

                                         Sulla scorta di tali
principi questa Corte ammette, quindi, onorari corrispondenti a una regolare,
ordinata e ragionevole conduzione del mandato, secondo quanto mediamente
praticato, lasciando a carico del patrocinato la parte riconducibile a una specifica
scelta del patrocinatore. In altre parole, l’onorario a tempo è stabilito
prendendo quale parametro un avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto
conto di un ragionevole margine di oscillazione connesso con le particolarità
del caso (sentenza CRP 10 novembre 2010, inc. n. 60.2010.119; sentenza CRP del
12 novembre 2010, inc. n. 60.2010.189).

 

La tariffa oraria dell’avvocato è fissata prendendo come base, per
i casi che non presentano particolari difficoltà, l’importo di fr. 280.-
stabilito dall’art. 12 RtarRip.

 

Delle spese si riconoscono quelle effettive e necessarie
cagionate dal procedimento penale, applicando per analogia i principi di cui
all’abrogato art. 3 TOA, secondo cui, oltre agli onorari, l’avvocato ha diritto
al rimborso di tutti gli esborsi e spese vive da lui sopportati nell’interesse
o su richiesta del cliente o da questi cagionate, quali in particolare, le note
e fatture pagate a terzi e a uffici pubblici per il cliente, le spese di
trasferta, le spese di soggiorno, pernottamento e vitto fuori domicilio, le
spese per l’uso dei servizi pubblici (posta, telefono ecc.). L’avvocato ha,
inoltre, diritto al rimborso dei seguenti importi:

 

                                         a)  fino a fr. 50.-
per la formazione e archiviazione dell’incarto;

 

                                         b)
 fr. 5.- per ogni pagina originale, compresa la copia per l’incarto, e fino a
fr. 2.- per ogni copia, qualunque sia il metodo di riproduzione;

 

                                         c)
 fr. 1.- al km per le trasferte con la propria automobile (sentenza
CARP del 26 ottobre 2017, inc. n. 17.2017.175, consid. 7B).

 

                              27.1   Nel caso concreto la tariffa oraria applicabile è quella ordinaria di fr. 280.-, essendo
la difficoltà del caso, malgrado la
copiosità della documentazione agli atti, non superiore alla media.

 

                                  a)   partecipazione agli atti istruttori

 

                                         Il dispendio per la
partecipazione ai 15 interrogatori indicati dalla difesa viene riconosciuto
così come esposto nell’istanza d’indennizzo (49 ore e 45 minuti; CARP II, inc.
n. 17.2019.185, allegato 7). A ciò è adeguato aggiungere ulteriori 15 ore per
la preparazione e per le relative spiegazioni in inglese, vista la limitata
conoscenza dell’appellante della lingua italiana. Si giunge così a un totale di
64 ore e 45 minuti, derivandone, dunque, un’indennità di fr. 18'130.-.

 

                                  b)   esame atti e studio della
fattispecie

 

Considerata la numerosa documentazione assunta agli atti nel corso
dell’inchiesta e le due diverse accuse inizialmente formulate (truffa in
concorso con amministrazione infedele qualificata), risulta adeguato
riconoscere complessive 24 ore per l’esame degli atti e lo studio della
fattispecie e dunque un’indennità di fr. 6'720.-.

 

                                   c)   redazione di istanze e
memorie durante la procedura preliminare

 

Il dispendio per la redazione degli allegati difensivi fra
settembre 2012 e ottobre 2014 viene riconosciuto così come esposto dalla difesa
(CARP II, inc. n. 17.2019.185, allegati 5 e 7), ad eccezione di quello relativo
alle prestazioni svolte nell’ambito dei ricorsi dinanzi alla giurisdizione di
reclamo e al Tribunale federale (DTF 142 IV 163, consid. 3.2.2). Si giunge così
a un totale di 36 ore e 20 minuti, derivandone, di consegnerà, un’indennità di
fr. 10'173.30.

 

                                  d)   processo di primo grado

 

Premesso che, attraverso la promozione dell’accusa, l’oggetto del
processo è stato circoscritto al solo reato di amministrazione infedele
qualificata e a un unico e preciso flusso di denaro (segnatamente: fr.
10'000.-, pagati per 29 volte da __________ in favore di __________, quasi
sempre per il tramite di __________), in occasione del dibattimento buona parte
della documentazione acquisita in corso d’inchiesta aveva perso pertinenza e
non occorreva (più) analizzarla e discuterla. 

Di conseguenza, appare adeguato indennizzare, oltre all’effettiva
durata del processo (ossia 7 ore e 15 minuti; verbale del dibattimento TPC), 24
ore per la preparazione del dibattimento, redazione degli allegati (istanza di
indennizzo e domande processuali; doc. dib. TPC 2 e 3) e colloqui con il
cliente, per un totale di fr. 8'750.-.

 

                                  e)   processo d’appello

 

                                         Considerato che l’appello
è stato trattato in procedura scritta, il dispendio di tempo da indennizzare va
essenzialmente limitato alla stesura della dichiarazione d’appello motivata,
delle motivazioni e della replica (CARP III, XI e XVI). Poiché gli allegati in
questione ricalcano il contenuto delle domande processuali presentate al TPC e
dell’arringa di primo grado (doc. dib. TPC n. 3), risulta
adeguato un indennizzo di 12 ore, per un totale di fr. 3’360.-.

 

                              27.2   Viene riconosciuto, in
aggiunta, un forfait del 4% calcolato su fr. 47'133.30 di onorario, per un
totale di fr. 1'885.30 (art. 6 cpv. 1 RtarRip).

 

                              27.3   La richiesta
dell’appellante di vedersi riconosciuto anche un interesse annuo del 5%, non
può invece essere accolta, poiché l'indennizzo fondato
sull'art. 429 cpv. 1
lett. a CPP, non mirando a
riparare il danno subito, bensì a rimborsare adeguatamente le spese sostenute,
non produce alcun interesse (DTF 143 IV 495, consid. 2.2.4). 

 

                              27.4   Parimenti non è riconosciuta, in aggiunta, l’IVA, in
quanto le prestazioni fornite dai difensori di fiducia dell’appellante
non sono imponibili ai sensi della LIVA, a fronte del principio del luogo del destinatario, nella fattispecie
domiciliato all’estero (DTF 141 IV 344, consid. 4).

 

                              27.5   A AP 1 è quindi
riconosciuta un’indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP di complessivi fr.
49'018.60.

 

art. 429 cpv. 1 lett. b CPP

 

                                28.   Per
l’art. 429 cpv. 1 lett. b CPP l’imputato assolto, pienamente o anche solo
parzialmente, ha diritto al risarcimento del danno economico risultante dalla
partecipazione necessaria al procedimento penale.

 

In concreto l’appellante,
domiciliato a __________, domanda il risarcimento dei biglietti aereo (in
business class), asseritamente acquistati per recarsi in Ticino in occasione
dei suoi quattro interrogatori e del processo di primo grado, per un totale di
fr. 45'767.40, così ripartito:

 

                                         -
fr. 9'000.- per l’interrogatorio del 24 aprile 2012;

                                         -
fr. 9'000.- per l’interrogatorio del 16 agosto 2012;

                                         -
fr. 9'000.- per l’interrogatorio del 23 maggio 2013;

                                         -
fr. 9'000.- per l’interrogatorio del 10 aprile 2014;

                                         -
fr. 9'767.40 per il processo di primo grado del 12 febbraio 2019.

 

                                         AP
1 a tale richiesta non ha allegato alcun giustificativo, né ha dimostrato di
aver dovuto volare dall’__________ all’__________ appositamente per gli
interrogatori e il processo, tanto che l’unico documento allegato, oltre a
riportare - aggiunto a penna - quello che sarebbe stato il costo del biglietto
(fr. 9'767.40; CARP II, inc. n. 17.2019.185, allegato 1), riporta una data precedente di oltre tre mesi,
rispetto al giorno del processo al TPC, ossia il 25 ottobre 2018. Considerate
queste premesse, non avendo fornito la prova di aver subito un danno
economico dalla partecipazione necessaria al procedimento penale, all’appellante non viene riconosciuta alcuna
indennità.

 

art. 429 cpv. 1 lett. c CPP

 

                                29.   Secondo l’art. 429 cpv. 1 lett. c CPP, se a causa del procedimento
ha subito lesioni particolarmente gravi dei suoi interessi personali ai sensi
degli art. 28 cpv. 2 CC o 49 CO, l’imputato ha diritto ad una riparazione del
torto morale.

 

In concreto, AP 1 ha genericamente sostenuto che si deve tenere
conto della lunga durata del procedimento penale, degli articoli sui media,
delle interrogazioni parlamentari e delle rispettive risposte governative,
della sua età avanzata, del fatto che è stato processato in una lingua che non
è la sua, come pure del fatto che le accuse di truffa e amministrazione
infedele sono particolarmente infamanti. E da tutto ciò ha preteso il
riconoscimento di fr. 5'000.- di indennità per torto morale.

 

Limitandosi a ciò l’appellante non
ha né sufficientemente sostanziato, né tantomeno provato, o anche solo reso
verosimile, di aver patito sofferenze particolarmente gravi, tali da
giustificare una riparazione del torto morale ex art. 429 cpv. 1 lett. c
CPP, che non gli viene dunque riconosciuta.

 

spese procedurali

 

                                30.   Visto il totale proscioglimento,
gli oneri processuali relativi al procedimento di prima sede, consistenti nella
tassa di giustizia di fr. 15'000.- e in fr. 446.05 di spese, sono posti a
carico dello Stato.

 

Gli oneri relativi al procedimento di appello, consistenti in fr.
2'000.- di tassa di giustizia e fr. 200.- a titolo di altri disborsi, seguono
la soccombenza (art. 428 cpv. 1 CPP) e vengono, dunque, posti per 1/4 a carico
dell’appellante (parzialmente soccombente in riferimento alle domande
d’indennizzo ex art. 429 CPP) e per 3/4 a carico dello Stato.

 

 

 

Per questi motivi, 

 

 

 

 

visti gli
art.                      12 e 158 CP,

                                         3
e segg., 80 e segg., 84 e segg., 398 e segg., 429 e segg. CPP;

                                         nonché,
su tasse e spese, gli art. 422 e segg. CPP e la LTG,

 

 

dichiara e pronuncia: 

 

 

                                   1.   L’appello è
parzialmente accolto.

 

                                1.1   AP 1 è prosciolto
dall’imputazione di amministrazione infedele qualificata (art. 158 CP).

 

                                   2.   A AP 1 è
riconosciuta un’indennità ex art. 429 cpv. 1 lett. a CPP di fr. 49'018.60. Non
si assegnano ulteriori indennità.

 

                                   3.   Le spese procedurali
di prima istanza di fr. 15'446.05 sono poste a carico dello Stato.

 

                                   4.   Gli oneri
processuali d’appello, consistenti in:

 

-  tassa di giustizia                    fr.        2'000.-

-  altri disborsi                            fr.           200.-

                                                     fr.        2'200.-

 

sono poste per 1/4 a carico di AP 1 (fr. 550.-) e per 3/4 a carico
dello Stato (fr. 1'650.-).

 

                                   5.   Intimazione a:

	
   

  	
   

  

                                         

                                   6.   Comunicazione a:

 

 

 

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90
 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art.
81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.