# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf690d91-eab5-5cb4-b7f3-af5bab1b67af
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-09-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.09.2011 D-6764/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6764-2009_2011-09-14.pdf

## Full Text

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t

T r i buna l   adm in i s t r a t i f   f édé ra l

T r i buna l e   ammin i s t r a t i vo   f ede ra l e

T r i buna l   adm in i s t r a t i v   f ede ra l

Corte IV
D­6764/2009

Sen t e n z a   d e l   1 4   s e t t emb r e   2 0 1 1

Composizione Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),
Muriel Beck Kadima, Fulvio Haefeli;
cancelliere Carlo Monti.

Parti A._______, nato il (…), alias
B._______, nato il (…), alias
C._______, nato il (…), alias
D._______, nato il (…), Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Oggetto Esecuzione dell'allontanamento;
decisione dell'UFM del 25 settembre 2009 / N […].

D­6764/2009

Pagina 2

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato – allora minorenne – ha presentato in 
Svizzera in data 29 luglio 2009;

i  verbali  d'audizione  del  13 agosto 2009  (di  seguito:  verbale 1)  e  del 
31 agosto 2009 (di seguito: verbale 2);

la  decisione  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di  seguito:  UFM)  del 
25 settembre 2009,  notificata  all'insorgente  in  data  28 settembre 2009 
(cfr. avviso di ricevimento [act. A 26/1]);

il  ricorso  del  28 ottobre 2009  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data 
d'entrata: 29 ottobre 2009);

la decisione incidentale del Tribunale amministrativo federale (di seguito: 
il Tribunale) del 2 novembre 2009 con  la quale  il Tribunale ha rinunciato 
al  prelevamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presunte  spese 
processuali e ha, nel contempo, invitato l'UFM ad inoltrare una risposta al 
ricorso entro il 3 dicembre 2009;

lo scritto del 1° dicembre 2009 con il quale l'UFM ha presentato le proprie 
osservazioni  proponendo  la  reiezione  del  gravame  rinviando  ai 
considerandi della decisione del 25 settembre 2009;

l'ordinanza del 22 giugno 2011 con la quale il Tribunale invita il ricorrente 
a  manifestare  la  sua  volontà  di  mantenere  il  ricorso,  considerato  che 
quest'ultimo verteva sull'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento in 
relazione all'allora minore età del ricorrente;

lo  scritto  del  1° luglio 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data 
d'entrata: 4 luglio 2011) con il quale il ricorrente informa il Tribunale della 
sua volontà di mantenere il ricorso;

ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza;

D­6764/2009

Pagina 3

e considerato:

che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla 
procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla 
legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF, 
RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi, 
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale, 
in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un 
interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad 
aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma 
ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che,  con  ricorso  al  Tribunale,  possono  essere  invocati  la  violazione  del 
diritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti 
giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA);

che  il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti  (art. 62 cpv. 4 PA), 
né  dalle  considerazioni  giuridiche  della  decisione  impugnata,  né  dalle 
argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, 
Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5);

che,  preliminarmente  il  Tribunale  osserva  che,  non  essendo  stata 
impugnata  la  decisione  dell'UFM  né  sul  punto  dell'asilo,  né  circa  la 
pronuncia  dell'allontanamento  (cfr.  ricorso,  pag.  3),  oggetto  del  litigio  in 

D­6764/2009

Pagina 4

questa  sede  risulta  pertanto  essere  esclusivamente  la  decisione 
riguardante l'esecuzione dell'allontanamento;

che dalle audizioni si evince che l'interessato è cittadino iracheno nato a 
E._______  con  ultimo  domicilio  a  F._______  nella  provincia  di  Dohuk, 
Iraq (cfr. verbale 1, pag. 1 e verbale 2, pag. 4);

che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  richiedente,  siccome  lecita,  esigibile  e  possibile; 
che  quo  all'ammissibilità  dell'allontanamento  ha  considerato  che  la 
prosecuzione  del  viaggio  del  richiedente  verso  lo  Stato  d'origine  non 
sarebbe  contraria  agli  impegni  di  diritto  internazionale  pubblico  della 
Svizzera  analizzando  segnatamente  gli  obblighi  derivanti  dalla 
Convenzione  sui  diritti  del  fanciullo  del  20 novembre 1989  (CDF, 
RS 0.107),  nonché  la  loro  concretizzazione  nel  diritto  interno;  che,  di 
conseguenza,  l'esecuzione  dell'allontanamento  sarebbe  lecita;  che 
l'esecuzione dell'allontanamento  sarebbe pure  ragionevolmente esigibile 
in quanto  il  richiedente proviene da una delle  tre province nord­irachene 
(Dohuk)  controllate  dall'autorità  regionale  curda;  che,  grazie  alla 
situazione di sicurezza e di rispetto dei diritti dell'uomo, nelle tre province 
non vige una situazione di guerra generalizzata;

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  allegato  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  non  sarebbe  ragionevolmente  esigibile;  che, 
trattandosi  d'un  allontanamento  di  un  minore  non  accompagnato,  detto 
rinvio deve essere oggetto di un'analisi specifica al singolo caso e dunque 
valutare  se  detto  rinvio  è  in  contrasto  con  l'interesse  superiore  del 
fanciullo; che, nella decisione, l'autorità inferiore non avrebbe verificato se 
i  genitori  del  richiedente  abbiano  concretamente  la  volontà  e  la 
disponibilità a riaccogliere il figlio;

che, in conclusione il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione 
impugnata  in merito all'esecuzione dell'allontanamento e  la susseguente 
concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una 
domanda  d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presunte spese processuali;

che,  nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM  ha  considerato  che,  per  quanto 
riguarda  l'inesigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento,  in 
considerazione della minore età dell'insorgente, egli avrebbe vissuto con 
in genitori fino all'espatrio e nelle due audizioni non sarebbe mai emerso 
alcun  elemento  dal  quale  desumere  un  disaccordo  tra  il  ricorrente  e  la 

D­6764/2009

Pagina 5

sua  famiglia;  che  egli  sembrerebbe  essere  sempre  rimasto  in  contatto 
telefonico  con  la  sua  famiglia;  che,  inoltre,  sarebbe  espatriato  con 
l'accordo  dei  genitori;  che,  altresì,  il  padre  del  ricorrente  avrebbe  un 
lavoro  stabile,  sarebbe  in  grado  di  mantenere  la  sua  famiglia  e  non  vi 
sarebbe  ragione  di  credere  che  non  continui  a  prendersi  cura  della 
famiglia come avrebbe già  fatto  in passato; che, per giunta,  l'insorgente 
godrebbe  di  una  numerosa  rete  famigliare  a  F._______  sulla  quale 
quest'ultimo  potrà  sicuramente  contare;  che,  per  il  resto,  ha  rinviato  ai 
considerandi della sua decisione ed ha proposto la reiezione del ricorso;

che  avantutto,  sulla  censura  sollevata  dal  ricorrente,  secondo  cui  la 
persona di fiducia avrebbe dovuto essere invitata già alla prima audizione 
questo Tribunale osserva che ciò avviene nella misura in cui nella prima 
audizione  si  cristallizza  le  necessità  di  intraprendere  o  vengono  avviati 
provvedimenti  procedurale  decisivi  per  il  processo  decisionale  (cfr. 
Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera di  ricorso  in 
materia d'asilo [GICRA] 1998 n. 13 consid. 4.b);

che ciò non è  il  caso  in una procedura ordinaria  (non sommaria) e  che 
quindi nell'agire dell'autorità inferiore non è ravvisabile una violazione del 
diritto di essere sentito e quindi la censura va respinta;

che  abbondanzialmente  giova  osservare  che  la  mancata  convocazione 
del consulente giuridico può costituire una violazione del diritto di essere 
sentito,  ma  che,  il  fatto  che  la  persona  di  fiducia,  nonostante  la 
convocazione, non assiste all'audizione sui motivi d'asilo, non  implica di 
per  sé  una  violazione  del  diritto  di  essere  sentito  (GICRA  1999  n.  2 
consid. 5);

che  quo  all'esecuzione  dell'allontanamento,  questa  è  regolamentata 
all'art. 83 della  legge  federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005  (LStr, 
RS 142.20),  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere 
possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che  in  casu  non  emergono  dalle  carte  processuali  elementi  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in  Iraq 
possa  violare  l'art. 25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed 

D­6764/2009

Pagina 6

immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro 
la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto,  l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83 
cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

che il ricorrente rimprovera poi all'autorità inferiore di non aver esaminato 
il  benessere  del  fanciullo  in  vista  del  rimpatrio  ed  in  particolare  che 
nell'analisi  dell'esigibilità  dell'allontanamento,  si  è  limitata  a  ritenere  che 
l'insorgente  gode  di  una  esperienza  lavorativa  diversificata  e  di  una 
cospicua  rete  sociale ma  che  per  giungere  a  tale  conclusione  quo  alla 
cospicua rete sociale, detto Ufficio non ha proceduto ad esaminare il caso 
in modo  concreto ma  si  è  solo  basato  sulle  dichiarazioni  del  ricorrente 
senza  verificarne  l'effettività  e  la  consistenza;  che  ovvero,  incombeva 
all'autorità  inferiore  la  verifica  dell'effettivo  e  concreto  rimpatrio 
dell'insorgente  riguardo  alla  situazione  in  Patria  e  alla  relativa  presa  a 
carico  da  parte  dei  suoi  genitori  o  di  un  altro  parente,  in  quanto  al 
momento  della  pronuncia  di  detta  decisione  il  richiedente  era  ancora 
minorenne  (GICRA  2006  n. 24 
consid. 6.2.);

che non di meno, allo stato attuale dei fatti, tale censura non porta però in 
casu  al  rinvio  della  causa  all'autorità  inferiore  per  nuovo  esame  per 
essere  il  ricorrente  nel  frattempo  divenuto  maggiorenne,  e  non  essere 
quindi più di interesse la questione dell'interesse superiore del fanciullo in 
relazione  all'esecuzione  dell'allontanamento  di  quest'ultimo  secondo  gli 
obblighi  derivanti  dalla  CDF,  nonché  la  loro  concretizzazione  nel  diritto 
interno svizzero;

che,  inoltre,  in  merito  alla  sicurezza  in  Iraq,  codesto  Tribunale  ha  già 
avuto modo  di  precisare  che  nelle  tre  province  curde  nel  nord  dell'Iraq 
(Dohuk,  Erbil  e  Suleimaniya)  non  vige,  al  momento,  una  situazione  di 
violenza  generalizzata  e  la  situazione  politica  non  è  talmente  tesa  da 
considerare  un  rimpatrio  come  generalmente  inesigibile;  che, 
segnatamente, lo stato della sicurezza è più stabile ed equilibrato rispetto 
al resto del Paese; che, inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è migliore 
rispetto  alle  zone  nel  sud  e  nel  centro  dell'Iraq;  che,  in  particolare, 
l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibile, di 
principio,  per  gli  uomini  curdi,  non  sposati,  in  buona  salute  e giovani,  a 

D­6764/2009

Pagina 7

condizione  che  la  persona  interessata  sia  originaria  della  regione  o  vi 
abbia  vissuto  un  lungo  periodo  e  disponga  di  una  rete  sociale, 
segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  oppure  di  relazioni  con  i 
partiti  al  potere  (DTAF  2008/5 
consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8);

che,  quanto  alla  situazione  personale  dell'insorgente,  nel  frattempo 
divenuto maggiorenne, egli è giovane, con un'esperienza professionale di 
due  anni  come magazziniere  (cfr.  verbale 1,  pagg. 2  seg.);  che,  inoltre, 
dispone  di  una  buona  rete  sociale  in  patria,  segnatamente  entrambi  i 
genitori,  tre  fratelli,  quattro  zii  e  sei  cugini  tutti  residenti  a  F._______, 
luogo in cui egli ha vissuto per 14 anni (cfr. verbale 1, pagg. 1, 4 seg.);

che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (GICRA 2003 n. 24);

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 83  cpv. 4  LStr  in 
relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione 
all'art. 44 cpv. 2 LAsi);

che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento  indispensabile al  rimpatrio  (art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 
consid. 12);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure 
possibile;

che, da quanto precede,  l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  di  conseguenza,  anche  in 
materia  d'esecuzione  dell'allontanamento,  il  gravame  va  disatteso  e  la 
querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  il 
diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento;  che 
l'autorità  inferiore non ha accertato  in modo  inesatto o  incompleto  i  fatti 
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che,  visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 5  PA 

D­6764/2009

Pagina 8

nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili 
nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]);

che  vista  la  particolarità  del  caso  si  rinuncia  a  prelevare  spese 
processuali;

che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è 
pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno 
abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF);

che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di 
diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

D­6764/2009

Pagina 9

(dispositivo alla pagina seguente)

D­6764/2009

Pagina 10

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Non vengono prelevate spese processuali.

3. 
Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità 
cantonale competente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: