# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3eba76d3-d989-5c37-a0f2-ce304bd48b24
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.06.2005 32.2005.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-31_2005-06-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.31

   

  RG/td

  	
  Lugano

  28 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 marzo 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 24
  febbraio 2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che                              -   RI
1, nata nel __________ e affetta da distonia segmentaria mioclonica, nel
novembre 2003 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI volta all’ottenimento
di provvedimenti sanitari, segnatamente al riconoscimento del trattamento con
tossina botulinica;

                                         

                                     -   esperita
l’istruttoria per decisione 24 febbraio 2005, confermando la precedente
decisione 13 aprile 2004 contro cui l’assicurata aveva interposto opposizione, l'Ufficio
UAI ha respinto la richiesta. Richiamate le norme di legge e la giurisprudenza
applicabile al caso di specie, l’Ufficio AI ha segnatamente  osservato:

 

 

"  (omissis)

 

3. Nello specifico, è risaputo che il trattamento medico-specialistico
con la tossina botulinica deve essere necessariamente ripetuto ad intervalli
più o meno regolari e questo affinché il successo benefico auspicato possa
essere garantito nel tempo.

Questa particolare caratteristica tipica della cura botulinica concorre
di conseguenza ad escluderla dalle terapie riconosciute nell'ambito dell'art.
12 LAI, ancorché sia in diretta relazione con uno stato di salute stabilizzato.
Infatti, giova sottolineare che tale singolo trattamento non assolve i criteri
giuridici legati al miglioramento duraturo della capacità lavorativa e/o di
guadagno, necessitando i pazienti di una continuazione regolare del
provvedimento vita natural durante." (Doc. AI 17)

 

                                     -   contro
questa decisione RI 1 ha inoltrato al TCA un tempestivo atto di ricorso col
quale ha confermato la richiesta di prestazioni evidenziando in particolare
come grazie al trattamento con tossina botulinica il suo stato patologico sia
da considerarsi stabilizzato e non labile;

                                     -   con
la risposta di causa l'amministrazione postula la reiezione dell’impugnativa e
la conferma della querelata decisione;

                                     -   con
scritto 27 aprile 2005 l’insorgente ha ribadito la propria richiesta ricorsuale
facendo rilevare che l’affezione di cui è portatrice deriva dalla nascita;

 

 

considerando                 in diritto

che                              -   oggetto
del contendere è sapere se RI 1 ha diritto a provvedimenti sanitari dell’AI; 

 

                                     -   la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N. [I 707/00], del 18 febbraio 2002 nella causa H. [H 335/00], del
4 febbraio 2002 nella causa B. [H 212/00], del 29 gennaio 2002 nella causa R. e
R. [H 220/00], del 10 ottobre 2001 nella causa F. [U 347/98] pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg., del 22 dicembre 2000 nella causa H. [H 304/99], del
26 ottobre 1999 nella causa C. [I 623/98]);

                                     -   quale
misura integrativa a norma dell'art. 12 cpv. 1 LAI, nel nuovo tenore in vigore
dal 1° gennaio 2004 ed applicabile in concreto (SVR 2003 IV nr. 25; DTF
129 V 1, 127 V 467), l'assicurato ha diritto ai provvedimenti sanitari volti
non alla cura vera e propria del male ma direttamente all’integrazione nella
vita professionale o a favorire lo svolgimento delle mansioni consuete e atti a
migliorare in modo duraturo e sostanziale la capacità al guadagno o la capacità
di svolgere le mansioni consuete o a evitare una diminuzione notevole di tale
capacità.

In particolare sono ritenuti provvedimenti sanitari gli interventi chirurgici,
fisioterapeutici e psicoterapeutici, intesi a sopprimere o ad attenuare i
postumi d’una infermità congenita, d’una malattia o d’un infortunio –
caratterizzati da una diminuzione della motilità del corpo, delle facoltà
sensoriali o delle capacità di contatto – per migliorare in modo duraturo e
notevole la capacità di guadagno o la capacità di svolgere mansioni consuete
oppure preservare tale capacità da una diminuzione importante. I
provvedimenti devono essere considerati come indicati secondo le conoscenze
mediche esperimentate, e permettere d’integrare l’assicurato in modo semplice e
adeguato (art. 2 cpv. 1 OAI);

                                                                                                                         

                                     -   l’art.
12 LAI persegue lo scopo di circoscrivere il campo d'applicazione dell'AI, da
quello delle assicurazioni sociali contro le malattie e gli infortuni. Questa
distinzione si fonda sul principio secondo cui la cura di una malattia o degli
esiti infortunistici appartiene principalmente ai compiti della LAMal, senza
tener conto della durata dell'affezione (Longchamp, Conditions et
étendue du droit aux prestations de l’assurance-maladie sociale, Berna 2004,
pp. 248s; Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, p. 93; DTF
104 V 81s. consid. 1);

 

                                     -   la
legge, con il concetto di "cura vera e propria del male", definisce i
provvedimenti sanitari che l'assicurazione per l'invalidità non deve assumere.
Se e fintanto che esiste uno stato patologico labile, i provvedimenti sanitari,
volti alla cura causale o sintomatica del male o delle sue sequele, sono da
ritenere cura vera e propria del male dal profilo delle assicurazioni sociali. La
giurisprudenza ha sempre parificato lo stato patologico labile al danno alla
salute non stabilizzato avente carattere di malattia (Greber, Droit
suisse de la sécurité sociale, p. 217). Pertanto, ogni provvedimento inteso a
guarire o a lenire uno stato patologico labile non può, di principio, essere
posto a carico dell'assicurazione per l'invalidità, nemmeno qualora si possa
prevedere che esso contribuirà in misura notevole alla reintegrazione (DTF 115
V 194, 112 V 349, 105 V 19 e 149, 102 V 42). Provvedimenti aventi effetto stabilizzante
sono quindi sempre diretti contro uno stato patologico labile. Perciò una terapia
continuata, necessaria ad impedire l’avanzamento di una malattia o
mantenerla stazionaria, è da considerare quale cura vera e propria del male (DTF
108 V 218; SVR 1995 IV Nr. 34 consid. 1a; ZAK 1989 p. 451ss.; RCC
1988 p. 96 consid. 1; STFA 5 gennaio 1993 in re A.M., 9 novembre 1992 in
re M.F.M.). Non costituisce pertanto una conseguenza stabile di una malattia
uno stato che è mantenuto in equilibrio grazie a misure terapeutiche, indipendentemente
dal tipo di trattamento (EVGE 1969 p. 97; DTF 98 V 209). Fino a
quando può essere mantenuto in equilibrio, un tale stato è sì stazionario ma
non stabile (o relativamente stabile) ai sensi della citata giurisprudenza,
provvedimenti medici volti a stabilizzare una determinata affezione
rispettivamente a differire un peggioramento dello stato di salute non essendo
a carico dell’AI in quanto sempre incentrati su una patologia labile (ZAK
1988 p. 86; STFA del 7 luglio 2003 nella causa W. [198/03]). Una volta
terminata la fase evolutiva dell'affezione, sia essa primaria o secondaria, e
subentrato uno stato relativamente stabilizzato, ci si può porre il quesito,
nel caso di assicurati maggiorenni, se una misura terapeutica debba essere
ritenuta un provvedimento d'integrazione (SVR 1995 IV Nr. 34 p. 90
consid. 1a; DTF 115 V 194 consid. 3, 112
V 349 consid. 2, 105 V 19, 149, 104 V 82 consid. 1; RCC 1975
p. 392; Valterio, op. cit., p. 94-95);

 

                                     -   di
regola l'AI assume unicamente provvedimenti tesi direttamente all'eliminazione
o correzione di un difetto stabile oppure di un deficit funzionale, nella
misura in cui, dalla prognosi, si possa presumere un notevole successo reintegrativo.
Quest'ultimo, preso a sé, non costituisce un criterio determinante nel quadro
dell'art. 12 LAI, poiché, praticamente, ogni provvedimento sanitario che abbia
esito positivo influenza favorevolmente la capacità lucrativa e la vita attiva.
Se quindi un provvedimento serve a curare una malattia, non può essere assunto
dall’AI neppure se migliora la capacità di guadagno (SVR 1995 IV Nr. 34
p. 90; DTF 120 V 279, 115 V 194, 112 V 349, 105 V 19, 100 V 101 consid.
1a, 98 V 208 consid. 2; STFA del 9 febbraio 2004 nella causa T. [I
761/03], consid. 4, del 4 luglio 2003 nella causa R. [I 842/02]). Pertanto,
condizione per l'assunzione dei provvedimenti sanitari d'integrazione da parte
dell'AI è che essi possano verosimilmente migliorare in modo duraturo e
sostanziale la capacità di guadagno dell'assicurato o prevenire una diminuzione
notevole della stessa; 

                                          

                                     -   in
concreto l’assicurata è affetta da distonia segmentaria e mioclonie aritmiche
di azione di probabile origine post-anossica (doc. AI 4, 5). Dalla refertazione
medica agli atti emerge che tale affezione ha ripercussioni dal profilo
funzionale su tutte le attività comportanti l’uso del braccio destro ed in
minor misura anche del braccio sinistro (addirittura impossibile risulta
l’esercizio di attività richiedenti l’uso del braccio al di sopra delle
spalle). Dopo tentativi di trattamento con diversi medicamenti,  da qualche
tempo l’assicurata é sottoposta a scadenze di 3-4 mesi a infiltrazioni di
tossina botulinica, di cui è qui chiesta la presa a carico da parte dell’AI. Nel
suo rapporto 22  gennaio 2004 la dr.ssa __________, Vice Primario di neurologia
all’Ospedale __________ di __________, indicando come lo stato di salute
dell’assicurata sia “stazionario” rispettivamente “suscettibile di
miglioramento”, ha precisato che “la sintomatologia è moderatamente
contenuta con infiltrazioni di tossina botulinica in modo tale da mantenere una
capacità lavorativa completa e la possibilità di guidare l’automobile”,
rimarcando inoltre che grazie a tale trattamento l’attività svolta
dall’assicurata (impiegata d’ufficio) è ancora proponibile senza riduzione di
rendimento doc. AI 4); 

 

                                     -   sulla
base di surriferita refertazione, alla luce della succitata giurisprudenza è
quindi da ritenere che il trattamento dell’affezione di cui l’assicurata é
portatrice - giudicata per altro ancora suscettibile di miglioramento - tramite
infiltrazione botulinica, che ha per effetto il contenimento della
sintomatologia, pur essendo atto a migliorare la capacità al lavoro costituisce
nella specie provvedimento avente effetto stabilizzante (come del resto
evidenziato nel gravame) e volto alla cura sintomatica ed al lenimento della
malattia e delle sue sequele; esso é quindi da considerare quale cura vera e
propria del male, ritenuto per il resto che 

 

 

                                         nulla
agli atti permette di ipotizzare – come rilevato dal medico SMR – un duraturo
miglioramento della capacità al guadagno ai sensi dell’art. 12 LAI.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

                                         

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti