# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5c29b6e1-6d47-5baa-86e8-cfe8bd707c3b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.11.2005 34.2005.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2005-36_2005-11-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  34.2005.36

   

  FC/ss

  	
  Lugano

  24 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 22 aprile
2005 di

 

	
   

  	
  AT 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   AT 1, nato
nel __________, ha lavorato sin dal __________ alle dipendenze della __________
e, di conseguenza, è stato affiliato per la previdenza professionale alla Fondazione
di previdenza __________ (in seguito divenuta Fondazione per la previdenza CV 1;
cfr. III pag. 1) a far tempo dal dal 1. gennaio 1987 (doc. 25).

 

                               1.2.   Mediante
decisione del 1. settembre 1999, l’Ufficio Assicurazione invalidità cantonale
(UAI) ha riconosciuto ad AT 1 un grado d’invalidità del 50% con conseguente
concessione di una mezza rendita d’invalidità a decorrere dal 1. settembre 1998
(doc. 57). 

                                         Di
conseguenza anche la Fondazione di previdenza __________ gli ha riconosciuto le
prestazioni d’invalidità, e meglio una mezza rendita annua a far tempo dal 29
settembre 1999 e un capitale d’invalidità di fr. 63'000, oltre a fr. 3’892 di
interessi maturati sul capitale nel periodo dal 26 marzo 1998 all’11ottobre
1999 (doc. D, 50, 51).

 

                               1.3.   A seguito
del peggioramento delle sue condizioni di salute, con provvedimento del 29
aprile 2004 l’UAI, accertato un grado d’inabilità del 75%, gli ha concesso una
rendita intera d’invalidità a decorrere dal 1. febbraio 2003 (doc. 18).

                                         Con
comunicazione del 25 giugno 2004 la Fondazione per la previdenza CV 1 (in
seguito: Fondazione CV 1), rappresentata dalla RA 2, ha di conseguenza
comunicato all’assicurato quanto segue:

 

" 
Conformément à la décision du 29.4.2004 de
l'assurance invalidité fédérale, vous percevez depuis le 1.2.2003 une rente
d'invalidité complète. Comme il s'agit d'une augmentation de l'invalidité
survenue le 26.9.1997, les prestations sont conformes au règlement en vigueur
du 1.1.1996 de la Fondation de CV 1 Assurances.

 

Après la vérification des faits, nous pouvons
vous soumettre le décompte suivant.

 

Rente d'invalidité annuelle assurée (100%)               CHF
63'000.00

 

Décompte des prestations

 

	
  Genre de rentes

  	
  Annuelle

  	
  trimestrielle

  	
  période

  	
  Total

  
	
  Rente
  d'invalidité

  	
  CHF
  63'000.00

  	
  CHF
  15'750.00

  	
  1.2.03
  - 30.6.04

  	
  CHF
  89'250.00

  
	
  Capitale
  d'invalidité

  	
  CHF
  63'000.00

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Déduction
  faite des rentes déjà versées

  	
  CHF
  -44'625.00

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Total paiement rétroactif

  	
  CHF 107'625.00

  

 

Nous verserons ce montant sur votre compte à la
fin du mois de juin.

 

Les autres paiements de la rente d'invalidité vous
seront versés trimestriellement en avance.

 

Conformément aux dispositions légales, nous
notifierons ce versement à l'Administration fédérale des contributions à
Berne." (doc. 14) 

 

                                         Il pagamento è stato effettuato alla fine di giugno 2004.

 

                               1.4.   In seguito AT
1 si è rivolto alla Fondazione CV 1 chiedendo il versamento degli interessi
sulle prestazioni previdenziali arretrate, sottolineando come peraltro tali
interessi fossero già stati riconosciuti al momento del versamento della prima
parte del capitale d’invalidità (doc. 6, 10, 12, 13). 

                                         La Fondazione
interessata ha rifiutato tale richiesta (doc. 4, 9).

 

                               1.5.   Con
petizione del 22 aprile 2005 AT 1 ha convenuto la Fondazione CV 1 dinanzi al
TCA chiedendo:

 

"           1.       La
petizione è accolta. Di conseguenza:

 

                  §     La CV 1 è condannata a versare al Signor AT
1, __________, la somma di CHF 4'835.-- oltre interessi al 5% dal 1. luglio
2004 a titolo di interessi per le prestazioni arretrate di previdenza erogate
alla fine del mese di giugno 2004.

 

         2.       Protestate tasse, spese e
ripetibili." (doc. I)

 

                                         A
motivazione della sua pretesa ha fatto valere:

                                         

" 
(…)

Con decisione del 29 aprile 2004 l'Ufficio
dell'assicurazione invalidità ha riconosciuto al Signor AT 1 un grado
d'invalidità del 75% e il diritto ad una rendita intera d'invalidità a far
tempo dal 1. febbraio 2003. Egli era già al beneficio di una mezza rendita
d'invalidità dal 26 settembre 1997.

 

A seguito della decisione AI, la convenuta ha
provveduto in data 25 giugno 2004 a comunicare il conteggio delle prestazioni
previdenziali dovute all'assicurato (Doc. A) dettagliate come indicato di
seguito.

 

      Capitale
d'invalidità (50%)                              CHF   63'000.--

      Rendita
d'invalidità 01.02.2003-30.06.2004      CHF   44'625.--

 

Su tali prestazioni, versate alla fine del mese
di giugno 2004, non sono stati conteggiati gli interessi remunerativi.

 

Prove:      Doc. A -
Lettera 25.06.2004, __________ /AT 1;

                  Doc. B - Attestati di previdenza 01.01.2003 e
01.01.2002;

                  Doc. C -
Regolamento della Fondazione di previdenza, 01.01.1996.

 

Il Signor AT 1 ha provveduto a richiedere il versamento degli
usuali interessi sulle prestazioni previdenziali arretrate, come del resto
furono versati al momento del versamento della prima parte del capitale
d'invalidità.

A seguito della decisione d'invalidità che riconosceva al Signor AT
1 il diritto alla mezza rendita d'invalidità del 26 settembre 1997, gli furono
riconosciuti interessi a partire dalla scadenza del semestre regolamentare
d'attesa (art. 25 Regolamento) e sino al momento del versamento (Doc. D).

 

Gli interessi richiesti dall'attore, sul capitale d'invalidità e
sulle rendite retroattive, corrispondono a

 

  Capitale d'invalidità (50%)                                  CHF   63'000.--

  - interessi al 4% dal
01.08.2003 al 30.06.2004  CHF    2'312.--

 

  Rendita d'invalidità dal
01.02.2003-30.06.2004     CHF   44'625.--

  - interessi al 4% dal
01.02.2003 al 30.06.2004  CHF    2'523.--

                                                                        ----------------------

                     Interessi
totali                             CHF    4'835.--

 

 

Su tali importi sono inoltre dovuti gli interessi
legali di mora dal 1. luglio 2004.

 

Gli interessi remunerativi sulle prestazioni
arretrate sono dovuti al Signor AT 1 in considerazione del fatto che dal
momento in cui è sorta l'invalidità al momento in cui gli importi assicurati
sono stati versati, sono stati prodotti frutti civili di spettanza
dell'assicurato, conformemente ai principi generali di diritto privato che
trovano applicazione analogetica e suppletoria nel diritto amministrativo e, in
concreto, della previdenza professionale.

 

Con lettera 23 febbraio 2005 la convenuta, per il
tramite della sua rappresentante, ha rifiutato il versamento degli interessi
remunerativi sulle prestazioni previdenziali arretrate erogate a favore del
Signor AT 1.

 

Prove:      Doc. D -
Conteggio 05.10.1999;

                  Doc. E
- Lettera 23.02.2005, __________ /AT 1."

(doc. I)

 

                               1.6.   Con risposta
di causa del 12 maggio 2005 la Fondazione CV 1, rappresentata dalla RA 2, ha postulato
la reiezione della petizione facendo valere:

 

" 
In fatto ed in diritto

 

Ci riferiamo alla petizione del signor AT 1,
rappresentato dall'avv. RA 1, ed esprimiamo la seguente posizione in merito:

 

l'amministrazione della Fondazione previdenziale __________
ovvero della Fondazione per la previdenza professionale CV 1 è affidata dal
1.1.2003 alla RA 2. In data 1.7.2003 si procedeva alla fusione fra le due
fondazioni, talché la Fondazione previdenziale di __________ risulta oggi
cancellata dal Registro della previdenza professionale.

Il signor AT 1 è incapace al guadagno dal
26.9.1997. A fine settembre 1999 alla Fondazione previdenziale __________
veniva notificata la decisione AI che certificava un grado d'invalidità del 50%
a partire dal 1.9.1998.

 

In base all'art. 25 del regolamento vigente, una
condizione d'invalidità che si prevede permanente dà diritto a beneficiare di
un capitale di invalidità dopo un termine di attesa di sei mesi. Secondo la
prassi corrente, un caso di invalidità può considerarsi permanente laddove l'AI
si sia espressa con una decisione in merito. Inoltre, l'esatto importo del
capitale d'invalidità può essere definitivamente determinato soltanto sulla
base della suddetta decisione AI. In data 5.10.1999 veniva notificato al signor
AT 1 il conto delle prestazioni calcolate sulla base di un grado di invalidità
del 50%, in esso figurava un interesse di mora che, a nostro parere, non
trovava alcun fondamento nelle disposizioni del regolamento.

 

All'inizio di maggio 2004 l'Ufficio AI del
Cantone Ticino notificava alla Fondazione per la previdenza CV 1 l'aumento del
grado di invalidità del 75% con effetto dal 1.2.2003. In base all'art. 25 cpv.
2 del regolamento la cassa pensioni avrebbe pertanto erogato prestazioni
(capitale e rendita) calcolate su un grado di invalidità del 100%. Dopo gli
accertamenti del caso, in data 25.6.2004 veniva inviato al Signor AT 1 il conto
relativo all'aumento delle prestazioni e si predisponeva il pagamento della
differenza.

 

Da parte nostra si osserva quanto segue:

 

    -    riteniamo che non vi sia stata alcuna mora di pagamento del
capitale di invalidità maggiorato: tale capitale è stato infatti erogato entro
due mesi, quindi prima della scadenza dei sei mesi, dalla notifica del grado di
invalidità del 75% (100%); non è dovuto quindi alcun interesse di mora;

    -    l'errato pagamento di interessi di mora relativo al
conteggio del 5.10.1999, sulla base del grado di invalidità del 50% accertato
in quel momento, non giustifica alcuna richiesta di ulteriore pagamento di
interessi di mora;

    -    ai sensi dell'art. 105 cpv. 1 CO, l'interesse di mora sulle
prestazioni di rendita diviene esigibile soltanto dal momento in cui si procede
in giudizio contro il debitore; anche da questo punto di vista è prassi usuale
erogare le prestazioni di rendita maggiorate entro due mesi da quando viene
notificate l'aumento della rendita da parte dell'Ufficio AI del Cantone Ticino;
per questa ragione non è dovuto alcun interesse di mora sul pagamento della
differenza effettuato a fine 2004." (doc. II) 

 

                               1.7.   Su richiesta
dell’attore (V), il TCA ha in seguito chiesto alla Fondazione convenuta la
produzione di tutto l’incarto relativo al rapporto d’assicurazione con l’attore
(doc. VI-IX).

                                         

Con uno
scritto del 14 settembre 2005 AT 1 si è ribadito nelle sue posizioni e ha
ulteriormente osservato:

 

"1.  I fatti allegati con la petizione 22 aprile 2005 sono
ammessi integralmente dalla convenuta, ragione per la quale la questione da
dirimere riguarda unicamente il diritto agli interessi rimunerativi sulle
prestazioni LPP versate all'assicurato.

 

2. Il
Signor AT 1 non ha mai affermato, contrariamente all'interpretazione della
convenuta che emerge dai suoi scritti, che siano dovuti interessi di mora nel
periodo 01.02.2003 al 30.06.2004.

 

    Egli
pretende unicamente e legittimamente gli interessi rimunerativi sulle
prestazioni d'invalidità LPP erogate a suo favore in ragione della sua
integrale invalidità alla fine del mese di giugno 2004.

 

    Gli
interessi legali di mora sono invece richiesti dal 1. luglio 2004 sull'importo
che la convenuta non ha inteso versare a titolo di interessi rimunerativi,
ovvero sulla somma di CHF 4'835.--.

 

3. Dall'esame
degli atti e degli allegati di causa emerge chiaramente che la convenuta
misconosce il principio stesso della rimunerazione del capitale, sottomurando
le sue argomentazioni riferendosi unicamente all'assenza di motivi che fondano
una richiesta di interessi di mora.

    Ella
ritiene pertanto che gli interessi pagati nel 1999 sulla prima metà del
capitale d'invalidità fossero interessi di mora ingiustificati: a torto, visto
che si trattava di interessi rimunerativi giustificati.

 

    Il
sistema della previdenza professionale è incentrato sulla capitalizzazione individuale
e di conseguenza all'assicurato sono dovuti gli interessi maturati sulle
prestazioni a lui dovute dal momento in cui sorge il diritto a quando vengono
corrisposte.

 

4. Secondo
l'art. 25 del Regolamento il capitale d'invalidità è dovuto dopo un semestre
d'attesa da quanto l'invalidità risulta permanente.

 

    In
concreto l'invalidità del Signor AT 1 è stata accertata dal 1. febbraio 2003 ed
è da questo momento che deve essere computato il semestre d'attesa e gli
interessi rimunerativi sul capitale dovuto sino al suo versamento.

 

    Per
il capitale d'invalidità al Signor AT 1 sono dovuti gli interessi rimunerativi
maturati nel periodo compreso tra il 1. agosto 2003 e il 30 giugno 2004.

 

    Per
le prestazioni sottoforma di rendita, per le quali non v'è periodo d'attesa,
gli interessi rimunerativi sono invece dovuti per il periodo che va dal 1.
febbraio 2003 al 30 giugno 2004.

 

    Il
tasso degli interessi rimunerativi è stato determinato sulla base del tasso
medio applicato in occasione del versamento della prima parte delle prestazioni
d'invalidità nel 1999.

 

5. Gli
interessi richiesti dall'attore sul capitale d'invalidità e sulle rendite
retroattive possono essere quantificati come esposto di seguito.

 

 

 

 

    Capitale
d'invalidità (50%)                                     CHF  63'000.--

    - interessi al 4%
dal 01.08.2003 al 30.06.2004     CHF  2'312.--

 

    Rendita d'invalidità
01.02.2003-30.06.2004             CHF  44'625.--

    - interessi al 4%
dal 01.02.2003 al 30.06.2004     CHF  2'523.--

                                                                             -------------------------

    Interessi totali                                                   CHF  4'835.--

 

Su tali importi sono inoltre dovuti gli interessi
legali di mora dal 1. luglio 2004." (doc. X)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1.
gennaio 2005 è entrata in vigore la 1. revisione della LPP, la quale ha
modificato numerose disposizioni.

                                         In proposito deve essere
precisato che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, dal profilo
temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le
relative norme in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto
che deve essere apprezzato giuridicamente oppure che ha delle conseguenze
giuridiche (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid.
1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del

10 settembre 2003 nella causa C., B 28/01).

                                         Di conseguenza nel caso in
esame, posto come sia litigiosa l’attribuzione di interessi su delle
prestazioni di invalidità della previdenza professionale riconosciute retroattivamente
all’attore a far tempo dal 1. febbraio 2003 e versate nel giugno 2004, non
tornano applicabili le disposizioni di diritto materiale della 1. revisione
della LPP del 3 ottobre 2003, in vigore dal 1° gennaio 2005, eventualmente
pertinenti, bensì quelle valide fino al 31 dicembre 2004 (cfr. STFA del 26
novembre 2003 nella causa J., U 158/03; STFA del 24 maggio 2004 nella causa M.,
C 205/03 consid. 1). Né del resto, per quanto concerne il presente litigio, può
essere dedotto altrimenti dalle disposizioni transitorie della modifica
legislativa del 3 ottobre 2003.

 

                               2.2.   Tema del
contendere è il versamento di interessi, per un importo complessivo di fr.
4'835 (oltre interessi di mora dal 1. luglio 2004), sulla rendita intera e sul
capitale d’invalidità concessi  all’attore dalla fondazione convenuta a
dipendenza dell’invalidità completa riconosciuta dall’UAI con effetto retroattivo
dal 1. febbraio 2003.

                                         Non sono
invece oggetto di verifica giudiziale l’ammontare delle prestazioni dovute
all’assicurato. 

 

                               2.3.   In concreto,
va preliminarmente stabilito qual è il regolamento previdenziale applicabile,
ritenuto che il Regolamento della Fondazione di previdenza __________
__________, applicabile dal 1. gennaio 1996 (doc. C), è stato successivamente sostituito
dal Regolamento della Fondazione CV 1 in vigore dal 1. gennaio 2003 (doc. 1, 9,
C). 

 

                                         Secondo i
principi generali del diritto, in caso di modifica di norme giuridiche, si
applicano le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello stato
di fatto che deve essere apprezzato giuridicamente oppure che ha delle
conseguenze giuridiche (DTF 121 V 100; SVR 1994 LPP No. 12; H. U Stauffer, Die
berufliche Vorsorge, Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1996,

p. 67). Questi principi valgono anche in caso di mutamento delle disposizioni
del regolamento o degli statuti dei fondi di previdenza. 

                                         La loro
applicazione non causa difficoltà nell’ipotesi in cui si è confrontati con un
avvenimento unico, che può essere facilmente isolato nel tempo (SVR 1994 BVG
no. 12 p. 31; DTF 119

V consid. 2).

                                         Nel caso
di una situazione durevole, non ancora evoluta nell’istante in cui interviene
il cambiamento di legge, si applica di regola il nuovo diritto, salvo vi sia
una disposizione transitoria che prevede il contrario. In tal caso non vi è
retroattività vera e propria (si tratta della cosiddetta "retroattività
impropria",

DTF 121 V consid. 1a e dottrina ivi citata; cfr. anche
R. Schnyder, Minimal Standards im nichtstreitigen Verfahren der beruflichen
Vorsorge, Referat am 477 Veranstaltun des schw. Institut
für Verwaltungskurse, St. Gallen, p. 11).

                                         Per
quanto riguarda in particolare il diritto e l’ammontare della rendita di
invalidità sono di principio determinanti le norme regolamentari vigenti al
momento della nascita del diritto alle prestazioni e non già quelle applicabili
all’epoca in cui è iniziata l’incapacità lavorativa che ha causato l’invalidità
(DTF 121 V 97; SZS 1997 p. 411).

                                         In
effetti la situazione di fatto dalla quale deriva il diritto alle prestazioni
non è l’inizio dell’incapacità di lavoro, considerata come evento isolato nel tempo,
bensì l’incapacità di lavoro come tale, che è uno stato di fatto duraturo. La
situazione giuridica che dà luogo ad una rendita di invalidità dura, quindi,
fino al momento della nascita del diritto alle prestazioni (DTF 121 V 101
consid. 1c).

 

D'altra parte,
in una vertenza concernente l'aumento del grado d'invalidità (da parziale a
totale) di un'assicurata beneficiaria di una mezza rendita d'invalidità della
previdenza professionale, il TCA dapprima e il TFA in seguito hanno avuto modo
di precisare che l'aumento del grado d'invalidità non è un nuovo evento
assicurato, ma è semplicemente una modifica dell'evento previsto dagli art.
23segg. LPP (vale a dire la sopravvenienza di un’incapacità lavorativa di una
certa importanza; DTF 118 V 35; cfr. STFA non pubblicata del 1. marzo 1996
nella causa P.,

B 19/94 - menzionata nel Bollettino della previdenza professionale n. 36 edito
dall'UFAS - che conferma la sentenza del TCA resa in data 14 febbraio 1994, CP
26/93). Tale aumento del tasso d'inabilità dà di conseguenza luogo ad un
aumento della prestazione assicurativa. Ciò in analogia con le altre materie
della sicurezza sociale e, segnatamente, con l'art. 41 LAI (cfr. Pratique VSI
2002 pag. 147 seg.; cfr. anche l'art. 22 cpv. 1 LAINF e l'art. 26 LAM). 

Di conseguenza,
in caso di peggioramento del grado d’inabilità l’istituto di previdenza tenuto
a corrispondere la rendita parziale dovrà adattare la prestazione al mutato
tasso d'incapacità a decorrere dal momento in cui l’UAI, in via di revisione
(art. 41 LAI e art. 88a OAI), riconosce il diritto alla rendita più elevata

(DTF 118 V 35segg. e Moser, op. cit. in SZS 1995 pag. 416). 

Considerato
come per la giurisprudenza la modifica del grado d’invalidità (riconducibile
alla medesima causa) non costituisce di principio un nuovo evento assicurato,
ma semplicemente la modifica dell’evento previsto all’art. 23 LPP, ossia la
revisione dell’invalidità, per la fissazione dell’ammontare della prestazione
dovuta in ragione dell’aumento del grado d’inabilità sono determinanti le
medesime basi legali e regolamentari che furono determinanti per la fissazione
della rendita parziale erogata in precedenza e, quindi, nel momento del
realizzarsi dell'evento previdenziale "invalidità" (vale a dire nel
momento dell'inizio della pretesa alla rendita parziale) (cfr. Moser, op. cit.
in SZS 1995

p. 416, 419-421).

 

In concreto,
premesso che dal fascicolo processuale si evince, peraltro incontestatamente, che
l’aumento del grado d’invalidità di AT 1 sia da ascrivere ad un peggioramento
dei medesimi problemi alla salute che già avevano originato l’attribuzione
della mezza rendita e, quindi, alla stessa causa, a ragione quindi le parti
partono dal presupposto che le prestazioni d’invalidità dovute all’attore a far
tempo dal febbraio 2003 siano da stabilire sulla base del Regolamento della
Fondazione __________ valido dal 1. gennaio 1996 (doc. C). 

 

                               2.4.   In concreto
la Fondazione convenuta ha riconosciuto il diritto, di  AT 1, alle prestazioni
d’invalidità dovutegli a dipendenza dell’aumento del grado d’invalidità
accertato dall’UAI con provvedimento del 29 aprile 2004 e con effetto
retroattivo dal 1. febbraio 2003 (doc. 14, 18).  

                                         Secondo
l’attore gli interessi “rimunerativi” sulle prestazioni arretrate sarebbero
dovuti in considerazione del fatto che dal momento in cui è sorta l’invalidità
a quello in cui gli importi assicurati sono stati versati, sono stati prodotti
frutti civili di spettanza dell’assicurato, e questo conformemente ai principi
generali del diritto privato che trovano applicazione analogica e suppletoria
nel diritto amministrativo e, in concreto, della previdenza professionale (cfr.
I consid. 5).

 

                                         Per le
considerazioni che seguono, a tale assunto non può essere prestata adesione. 

                                         

                               2.5.   L’art. 26
cpv. 1 v. LPP stabilisce che, per la nascita del diritto alle prestazioni
d’invalidità, sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della
legge federale sull’assicurazione invalidità

(art. 29 LAI). Secondo il cpv. 2 l’istituto di previdenza può inoltre
stabilire, nelle sue disposizioni regolamentari, che il diritto alle
prestazioni sia differito, fintanto che l’assicurato riscuote il salario
completo (SZS 1995 p. 464 consid. 3b).

                                         

                                         Secondo
l’art. 29 cpv. 1 LAI: 

 

"  Il
diritto alla rendita secondo l’art. 28 nasce il più presto nel momento in cui
l’assicurato:

a. presenta un’incapacità permanente al guadagno pari almeno al 40%,
oppure

 

b. è
stato, per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno
il 40 per cento in media.”

                                         

L’inizio del
diritto alla rendita è quindi coordinato con l’assicurazione invalidità: un
assicurato che riceve una rendita da parte dell’AI ha quindi di principio
diritto ad una rendita della previdenza professionale a partire dal medesimo
momento (SZS 1997 p. 554). 

                                         

                                         Gli art. 23
segg. del Regolamento della Fondazione di previdenza __________ in vigore dal
1. gennaio 1996, applicabile in concreto, con riferimento alle prestazioni di
invalidità prevedono, tra l’altro, quanto segue:

 

" 
b) Prestations en cas d'invalidité

 

23     Rente d'invalide

 

23.1  Droit à une rente d'invalide

 

         Lorsqu'un
assuré devient totalement incapable de gain par suite d'une maladie (risque
accidents exclu) avant qu'il n'ait atteint l'âge de la retraite, il a droit à
une rente d'invalide à l'expiration d'un délai d'attente de 24 mois ou dès que
s'éteint le droit aux prestations de l'assurance d'indemnités journalières de
l'entreprise.

 

         Il
y a incapacité de gain lorsque l'assuré, du fait d'une maladie (y compris la
perte des forces intellectuelles et physiques), n'est plus capable
passagèrement ou de manière durable d'exercer sa profession ou une autre
activité qui corresponde aux connaissances, aux capacités et à la position
sociale antérieure de l'assuré.

 

         Le
droit aux prestations cesse le jour du décès de la personne assurée, mais, au
plus tard, lorsque celle-ci recouvre une capacité de gain de plus de 75% ou
qu'elle atteint l'âge terme.

 

         Les
conditions de l'art. 13.2 sont applicables en cas d'incapacité de gain par
suite d'accident.

 

23.2  Importance de la rente d'invalide

 

         En
cas d'incapacité total de gain, la rente d'invalidité se monte à 50% du gain
annuel assuré.

 

         En
cas d'incapacité de gain partielle, les prestations sont adaptées au degré de
l'incapacité; une incapacité de gain de moins de 25% ne donne droit à aucune
prestation, alors qu'une incapacité de 66 2/3% et plus donne droit à des
prestations complètes.

 

         En
cas de modification du degré de l'incapacité de gain, la rente d'invalide est
adaptée en conséquence.

 

(...)

 

25     Capital d'invalidité

 

25.1  Droit à un capital d'invalidité

 

         Le
droit à un capital est accordé à condition que l'incapacité de gain (risque
accidents exclu) puisse être considérée comme vraisemblablement durable et que
le délai d'attente de 6 mois été dépassé.

 

 

 

25.2  Importance du capital d'invalidité

 

         Le
capital d'invalidité si monte, en cas d'incapacité total de gain, à 100% du
gain annuel assuré. Le capital est versé proportionnellement au degré de
l'incapacité de gain; une incapacité de moins de 25% ne donne droit à aucune
prestation, alors qu'une incapacité de 66 2/3% et plus donne droit à des
prestations complètes." (doc. C)

 

                                         Infine, per
l’art. 18 del Regolamento le prestazioni d’invalidità sono versate solamente quando
l’avente diritto ha presentato i giustificativi necessari e meglio i relativi certificati
medici e l’eventuale decisione di rendita dell’AI.

 

                               2.6.   Per la dottrina e la giurisprudenza, anche quando in base
alle circostanze appare verosimile che il diritto alla rendita d’invalidità nei
confronti dell’assicurazione per l’invalidità (AI) verrà riconosciuto, non
esiste per l’istituto di previdenza un obbligo di accordare prestazioni
fintantoché l’AI non ha deliberato in merito. Un obbligo per l’istituto di
previdenza di versare le prestazioni in anticipo non è previsto né dalla legge
né è stato sancito dalla giurisprudenza (cfr. tuttavia l’art. 70 cpv. 2 LPGA
per il caso di concorrenza con prestazioni dell’assicurazione contro gli
infortuni e l’assicurazione militare). 

                                         Per
contro costituisce prassi - riconosciuta e legittima - degli istituti di
previdenza di far dipendere il versamento delle loro prestazioni di invalidità
dalla resa di una decisione definitiva dell’AI, nella sua qualità di titolare
primario dell’obbligo prestativo (Stauffer, Berufliche Vorsorge, Ginevra 2005,
pag. 288; cfr. anche SZS 1999 p. 376). 

                                         In
ragione dell’effetto (di principio) vincolante della decisione dell’UAI per la
definizione delle prestazioni previdenziali, l’istituto di previdenza riconosce
di regola il suo obbligo prestativo solo di fronte ad un provvedimento
definitivo dell’AI: le prestazioni previdenziali vengono quindi di regola
versate retroattivamente per un periodo di tempo che va dal momento fissato
dall’AI per la decorrenza della rendita di invalidità e la decisione di rendita
(Stauffer, op. cit. pag. 288). 

 

                                         Ora, la
LPP non prevede un obbligo per l’istituto di previdenza di corrispondere degli
interessi "remunerativi" sulle prestazioni versate retroattivamente a
seguito della relativa pronuncia dell’AI per cui un simile diritto non può in
alcun modo essere ammesso, in difetto di base legale e giurisprudenziale, a
meno che lo stesso possa evincersi dalle disposizioni regolamentari applicabili,
ricordato come agli istituti di previdenza sia permesso di derogare alle norme legali
minime a favore degli assicurati (art. 6 LPP; cfr. il cosiddetto “Günstigkeitsprinzip”,
J. Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, Berna 1989 p.
247). 

 

                                         La
giurisprudenza e la dottrina si sono invece occupate del tema di sapere se
sulla prestazione previdenziale dovuta retroattivamente sia dovuto un interesse
di mora.  

                                         Secondo
il TFA nell'ambito delle assicurazioni sociali, gli interessi di mora non sono
dovuti, salvo disposizione legale contraria (DTF 119 V 132; 117 V 131 e 351;
cfr. anche Stauffer, op. cit. p. 288).  In materia di previdenza professionale
ed in modo particolare di prestazioni previdenziali, contrariamente a quanto
previsto in materia di contributi (art. 66 cpv. 2 LPP; DTF 119 V 134; SZS 1990
p. 161), la LPP non si esprime. 

                                         Il
Tribunale federale ha tuttavia stabilito che, in caso di versamento tardivo di
una prestazione di libero passaggio, gli interessi di mora sono dovuti (DTF 119
V 133; 116 V 112). 

                                         Il TFA ha
poi specificato che lo stesso deve valere per il pagamento tardivo di un
capitale di vecchiaia (STFA non pubblicata del 31 luglio 1992 nella causa S.L),
di contributi da parte del datore di lavoro (cfr. SZS 1990 p. 155) e per quel
che riguarda una rendita di invalidità (DTF 119 V 131 e 134). 

                                         Secondo
il TFA, infatti, i motivi che hanno indotto a riconoscere l’obbligo del
versamento di interessi di mora su una prestazione di libero passaggio sono
validi anche per quel che riguarda altre prestazioni (DTF 119 V 134 consid.
4b.).

                                      

                                         In tal
caso si applica il tasso previsto dal regolamento

(cfr. art. 104 cpv. 2 CO; SZS 1994 p. 468; DTF 119 V 133;

DTF 117 V 350). 

                                         Nell’evenienza
in cui la questione non è stata disciplinata, si fa riferimento all’art. 104
cpv. 1 CO, di natura dispositiva, secondo cui l’interesse dovuto ammonta al 5%
annuo. A tal proposito va rilevato che gli statuti possono prevedere un tasso
inferiore

(cfr. DTF 119 V 134).   

                                         

                                         Per quel
che riguarda la decorrenza degli interessi di mora il TFA ha stabilito l’applicabilità
dell’art. 105 cpv. 1 CO secondo cui 

" 
il debitore in mora al pagamento di interessi o
alla corresponsione di rendite od al pagamento di una somma donata non deve gli
interessi moratori se non dal giorno in cui si procedette contro di lui in via
esecutiva o mediante domanda giudiziale”

                                                                                                           

(DTF
119 V 135 consid. 4c. e giurisprudenza ivi citata).

 

 

                               2.7.   Nella
fattispecie, alla luce di quanto precede, bisogna concludere che la pretesa
dell’attore intesa a percepire degli interessi "remunerativi" sulle
prestazioni di invalidità riconosciutegli retroattivamente dalla fondazione
convenuta in forza del provvedimento dell’UAI non può essere ammessa, giacché
non sorretta dalle basi legali che regolano il  rapporto di previdenza di cui è
parte l’attore. 

                                         Già si è
detto infatti (cfr. consid. 2.6) che la LPP non prevede un obbligo di versare
interessi su una prestazione d’invalidità dovuta con effetto retroattivo.

                                         Inoltre, l’attribuzione
dei pretesi interessi sulle prestazioni previdenziali dovute retroattivamente
in forza di un provvedimento dell’AI non è prevista neanche dal Regolamento
applicabile in concreto (cfr. sopra consid. 2.5 e doc. C). 

                                         In
conclusione quindi, poiché la chiesta concessione degli interessi sulla rendita
e sul capitale d’invalidità dovuti con effetto retroattivo non è prevista né
dalla legge né dal Regolamento, e ritenuto che, anche nell’ambito delle
assicurazioni sociali, vige il principio della legalità secondo cui una
prestazione viene erogata solo in virtù di una base legale (Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 84; DTF 103 Ia 380segg.), la
richiesta di AT 1 non può essere accolta.

 

                                         Né del
resto possono essere riconosciuti degli interessi di mora, considerato come le
prestazioni dovute siano state versate già verso la fine di giugno 2004 (doc.
14) e, quindi, meno di due mesi dopo l’emanazione della decisione, del 29
aprile 2004, con la quale l’UAI ha stabilito la totale incapacità lavorativa dell’attore
e, quindi, il riconoscimento di una rendita d’invalidità intera (doc. 18). 

Del resto,
come si è detto (consid. 2.7), per la decorrenza degli interessi di mora il TFA
applica l’art. 105 CO. Ne consegue che in ogni modo nella fattispecie, anche se
le prestazioni non fossero ancora state versate all’attore, gli eventuali interessi
di mora sarebbero dovuti dalla data della petizione al TCA benché il diritto
alla rendita sia sorto già nel 2003, non avendo l’attore, antecedentemente all’inoltro
della presente causa, proceduto in via esecutiva contro la Fondazione __________.

                               2.8.   La domanda di
AT 1 non può trovare accoglimento nemmeno sulla base dell’addotta circostanza
per cui in occasione della concessione del capitale d’invalidità parziale, nell’ottobre
1999, la Fondazione gli aveva concesso gli interessi su tale capitale per il
periodo dalla scadenza del semestre regolamentare d’attesa sino all’effettivo
versamento (doc. 50, 51; cfr. consid. 1.2). 

                                         

                                         Infatti,
da quanto precede, per i motivi già evocati, è pacifico che l’attore non aveva
diritto, nel 1999, ad interessi calcolati sulla prestazione d’invalidità
parziale riconosciutagli retroattivamente. Ora, il fatto che tali interessi gli
siano, ciò nonostante, stati riconosciuti non può ora consentire
all’interessato di costruire un diritto ad analoghi interessi sulla prestazione
dovuta dal febbraio 2003. In effetti, il fatto che l’istituto di previdenza
convenuto, preso atto della mancanza di una relativa base legale o
regolamentare, abbia negato l’attribuzione di interessi in occasione
dell’aumento del grado d’invalidità, sta a significare unicamente la mancata - e
legittima - volontà della Fondazione di perpetuare una pratica contraria alla
legge e al Regolamento nei confronti dell’interessato. Tale presa di coscienza
avrebbe del resto persino potuto spingere la Fondazione CV 1 a chiedere
all’attore la restituzione dei fr. 3'892 versatigli nel 1999 senza valida base
legale o regolamentare. 

                                         

                                         Né infine
manifestamente l’attore può tentare di invocare l’errore commesso dalla
Fondazione appellandosi al principio della buona fede, i presupposti giurisprudenziali
(cfr. SZS 1998 pag. 41; DTF 121 V 66, 119 V 307 consid. 3 e riferimenti) e dottrinali
(Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de
droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind
vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss) affinché la buona fede di un assicurato
possa essere  tutelata nei casi in cui l'amministrazione formula una promessa o
crea un'aspettativa in modo contrario alla legge, facendo in concreto manifestamente
difetto. In particolare l’errore commesso dalla Fondazione nel 1999 non ha comunque
senz'altro indotto il destinatario ad adottare, nel periodo in cui ancora si
trovava in errore, un comportamento che gli è stato pregiudizievole (requisito
4; cfr. DTF 121 V 67). Né del resto l'attore fa valere altrimenti in corso di
causa. 

                                         E questo
a prescindere dalla considerazione che comunque l’istituto di previdenza,
chiamato a statuire sull’attribuzione ad un assicurato di una prestazione
previdenziale, è tenuto a procedere al relativo esame e alla relativa decisione
senza essere vincolato da provvedimenti anteriori (cfr. anche STFA non
pubblicata del 2 settembre 2005 nella causa X., C 180/05).       

 

Di
conseguenza, l’assicurato non può avvalersi dell’avvenuta attribuzione degli
interessi nel 1999 per ottenere i chiesti interessi remunerativi sulla
prestazione d’invalidità dovuta a dipendenza dell’aumento del grado
d’invalidità. 

                                         

                                         Ne
discende che la petizione di AT 1 deve essere respinta.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è respinta.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti