# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f39501b3-8377-568f-8a97-b5373138fdd7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-06-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.06.2008 A-2344/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2344-2006_2008-06-25.pdf

## Full Text

Corte I
A-2344/2006
{T 1/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  g i u g n o  2 0 0 8

Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 
collegio), Beat Forster, André Moser, 
cancelliere Marco Savoldelli.

Comune di Paradiso, rappresentato dal suo Municipio, 
patrocinato dall'avv. Aldo Foglia, via della Posta 4, 
6900 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio federale delle strade, 3003 Berna,
autorità inferiore,

sussidio per opere di moderazione del traffico stradale.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-2344/2006

Fatti:

A. Nell'autunno dell'anno 2000, il Comune di Paradiso ha inoltrato al 
Dipartimento del territorio del Canton Ticino una domanda di conces-
sione di sussidi da parte della Confederazione a norma dell'ordinanza 
federale del 25 aprile 1990 sui contributi per i provvedimenti resi ne-
cessari dal traffico stradale giusta l'ordinanza contro l'inquinamento at-
mosferico. Lo scopo perseguito da tale richiesta era quello di finanzia-
re la  realizzazione di  opere di  moderazione del  traffico in  viale San 
Salvatore. Dopo aver raccolto i preavvisi dell'amministrazione cantona-
le, il Dipartimento del territorio – in base a quella normativa, formale 
beneficiario di eventuali sussidi – ha trasmesso la richiesta all'Ufficio 
federale delle strade (USTRA), competente per l'esame della doman-
da. Il 31 gennaio 2001 il Dipartimento del territorio ha confermato al 
Comune la finanziabilità del progetto e gli ha pure trasmesso l'autoriz-
zazione all'inizio anticipato dei lavori rilasciata dall'USTRA. 

B. Il  16  febbraio  2001,  il  Comune ha scritto  nuovamente  al  Diparti-
mento del  territorio  chiedendo che l'USTRA quantificasse il  sussidio 
con più precisione e mettendosi a disposizione per un incontro tra le 
parti. L'incontro auspicato ha avuto luogo il 2 aprile 2001 ed è stato se-
guito, il 5 aprile successivo, da una lettera dell'USTRA al Dipartimento 
del territorio con cui veniva ribadita la sovvenzionabilità del progetto e 
confermata l'autorizzazione ad iniziare anticipatamente i lavori in base 
alle disposizioni in materia.

C. Il 14 luglio 2003, il Dipartimento del territorio ha scritto a tutti i Co-
muni del Canton Ticino rendendoli attenti del fatto che, in base al do-
cumento “Progetti di atti normativi e spiegazioni del Consiglio federale 
relativi  alle misure di  sgravio 2003 del budget  della Confederazione” 
del 28 maggio precedente, veniva proposta la soppressione dei sussidi 
per il settore “provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico” relati-
vamente ai contributi direttamente vincolati alle opere nel settore stra-
dale. Esso ha osservato che, da quanto si poteva desumere dalla do-
cumentazione citata, non sarebbe più stato garantito nessun sussidio 
federale per la realizzazione di misure di moderazione del traffico.

D. A quella lettera ha fatto seguito uno scambio di corrispondenza tra 
le parti nell'ambito del quale il Comune di Paradiso ha sostenuto che 
sia  la  corrispondenza  sin  lì  intercorsa,  sia  l'esito  dell'incontro  del  2 
aprile 2001, sia l'autorizzazione all'inizio anticipato dei lavori rilasciata 

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dall'USTRA confermavano i manifesti propositi quindi gli impegni presi 
dallo stesso a sostegno economico del progetto. Il Comune considera-
va in breve che dallo scambio di scritti si desumesse un impegno delle 
autorità nei suoi confronti.

E. Dopo un ulteriore scambio di corrispondenza, il 13 febbraio 2004 il 
Dipartimento del territorio ha scritto nuovamente ai Comuni interessati 
– tra cui anche Paradiso – comunicando che, con lettera del 6 febbraio 
precedente (allegata in copia), l'USTRA aveva definitivamente confer-
mato che non esisteva più alcun mezzo finanziario per sussidiare gli 
interventi eseguiti sui loro territori. Il Dipartimento del territorio ha invi-
tato a prendere atto della decisione dell'USTRA. Esso ha inoltre ag-
giunto  che eventuali  interventi  su  strade comunali  avrebbero  dovuto 
essere finanziati unicamente da parte comunale, mentre per quelli su 
strade  cantonali,  sarebbe  stata  necessaria  una  nuova  trasmissione 
della  documentazione  agli  uffici  cantonali  competenti  per  la  verifica 
della loro finanziabilità. 

F. A tale comunicazione il Comune non ha reagito, né nei confronti del 
Cantone, né in quelli dell'USTRA. Terminati i lavori, il 2 agosto 2004 ha 
quindi trasmesso al Dipartimento del territorio le fatture chiedendogli 
che le inoltrasse a sua volta all'USTRA per il calcolo definitivo dei sus-
sidi, ciò che esso ha fatto il 6 settembre successivo.

G. Su sollecito del 19 aprile 2005 del Comune, che chiedeva l'evasio-
ne della sua domanda, con lettera di data 8 luglio 2005 l'USTRA ha 
confermato al Dipartimento del territorio quanto già comunicatogli il 6 
febbraio 2004, ovvero di non disporre di un budget sufficiente per ver-
sare al Comune di Paradiso il sussidio a suo tempo richiesto. 

H. Dopo aver preso conoscenza di questa comunicazione, trasmessa-
gli dal Dipartimento del territorio, con atto del 16 agosto 2005 indiriz-
zato sia all'USTRA sia al Dipartimento federale dell'ambiente dei tra-
sporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), sia al Dipartimento 
federale delle finanze (DFF), il Comune di Paradiso si è allora rivolto 
all'USTRA, al DATEC e al DFF (per quanto riguarda la domanda di ri-
sarcimento danni) formulando loro le seguenti richieste: in via principa-
le, di riesaminare la decisione presa e accogliere la domanda di sussi-
dio da lui presentata ai termini della lettera del 2 agosto 2004; in via 
sussidiaria, di accoglierla nella misura stabilita – a suo dire – in occa-
sione dell'incontro tra le parti  del 2 aprile 2001; in via ancor più sus-
sidiaria, di accogliere una domanda di risarcimento danni nella misura 

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pari  alla perdita causata dalla negazione dei sussidi,  riservandosi  di 
quantificare più precisamente la sua pretesa in corso di causa.

I. Con lettera del 24 agosto 2005, la Segreteria generale del DATEC 
ha preso atto delle richieste del Comune di Paradiso comunicando – in 
mancanza di una decisione formale da parte dell'USTRA – di non po-
tersi ancora occupare della problematica. 

J. Con decisione del 26 agosto 2005, il DFF ha dal canto suo sospeso 
la trattazione della domanda di risarcimento danni di sua competenza 
fino alla definizione delle richieste formulate all'USTRA in via principa-
le e sussidiaria.

K. In data 24 ottobre 2005 ha fatto seguito l'emanazione di una deci-
sione da parte dell'USTRA, con cui lo stesso ha negato l'entrata nel 
merito della domanda di assegnazione del contributo richiesto. Pren-
dendo posizione riguardo ai contenuti dello scritto del 16 agosto pre-
cedente del Comune di Paradiso, l'USTRA ha concluso che tale atto 
era tardivo. Esso era infatti stato redatto ben 18 mesi dopo aver ricevu-
to la sua lettera del 6 febbraio 2004, in cui si comunicava la decisione 
–  pur  omettendo  di  indicare  il  rimedio  giuridico  e  senza  definirla  in 
quanto tale – di rifiuto della domanda di sussidio. In via abbondanziale, 
l'USTRA ha inoltre negato di aver mai emanato una decisione di asse-
gnazione del sussidio, rilevando di aver indirizzato al Comune di Para-
diso solo un'autorizzazione per l'inizio anticipato dei lavori, confermata 
in occasione dell'incontro del 2 aprile 2001 tra le parti. In questo con-
testo,  l'USTRA ha  pure  contestato  che il  suo comportamento  possa 
essere in  qualche modo considerato lesivo del  principio della buona 
fede.

L. La decisione del 24 ottobre 2005 dell'USTRA è stata impugnata da-
vanti alla Segreteria generale del DATEC dal Comune di Paradiso (ri-
corrente) con atto del 24 novembre successivo, formulato pure quale 
istanza di riattivazione della procedura di ricorso inoltrata il 16 agosto 
2005. Concludendo all'annullamento della decisione impugnata, con la 
sua impugnazione il ricorrente contesta l'asserita tardività dello scritto 
del 16 agosto 2005 aggravandosi contro l'interpretazione data in meri-
to dall'USTRA e, in particolare, contro l'opinione secondo cui la lettera 
del 6 febbraio 2004 alle autorità cantonali costituisse una decisione di 
rifiuto rispettivamente di revoca della domanda di sussidio presentata, 
che il Comune avrebbe dovuto a quel tempo impugnare.

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Una simile decisione di revoca – ritenuta il vero oggetto del gravame – 
è da lui per contro considerata la lettera dell'USTRA dell'8 luglio 2005 
alle autorità cantonali,  di  cui  egli  è venuto a conoscenza il  21 luglio 
successivo e contro la quale si è aggravato già il 16 agosto 2005, con-
testandone la legalità.

M. La presa di posizione dell'USTRA data del 27 gennaio 2006. Con 
tale scritto, esso postula che il ricorso venga respinto, ripetendo che il 
rifiuto  della  domanda di  sussidio  risale  al  6  febbraio  2004  e  che  lo 
scritto dell'8 luglio 2005 non è altro che una conferma di quel rifiuto. 
Esso  nega  quindi  che  in  occasione  dell'incontro  del  2  aprile  2001 
l'USTRA abbia  assegnato  i  contributi  richiesti,  ribadendo  la  tardività 
della reazione al rifiuto della sua domanda – ricondotto appunto alla 
sua lettera del 6 febbraio 2004 – da parte del Comune ricorrente. 

N. A seguito della revisione totale dell'organizzazione giudiziaria fede-
rale, per il 31 dicembre 2006 la Segreteria generale del DATEC ha tra-
smesso l'incarto al  Tribunale amministrativo federale. Con lettera del 
23 gennaio 2007 quest'ultimo ha confermato alle parti  la ripresa del 
dossier a partire dal 1. gennaio 2007.

Ad ulteriori fatti e argomentazioni verrà rinviato, per quanto necessa-
rio, in diritto.

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 
presente gravame in virtù degli art. 1, 31, 32, 33 e 53 cpv. 2 della leg-
ge federale del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF; RS 173.32).

Fatta eccezione per quanto direttamente prescritto dalla LTAF così co-
me da eventuali normative speciali (cfr. art. 37 LTAF e artt. 2 e 4 della 
legge  federale  del  20 dicembre 1968  sulla  procedura  amministrativa 
[PA; RS 172.021]), la presente procedura soggiace alla PA.

1.2 Impugnato con atto tempestivo (art. 22 segg. PA, art. 50 PA), nel 
rispetto  delle  esigenze  di  forma e  di  contenuto  previste  dalla  legge 
(art. 52 PA), il provvedimento in esame è una decisione fondata sul di-
ritto pubblico federale ai sensi dell'art. 5 PA. 

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Avendo lo stesso implicazioni pecuniarie per il ricorrente – destinatario 
ultimo dei  sussidi  anche se,  formalmente,  essi  vengono concessi  ai 
Cantoni – ed essendo nella fattispecie il ricorrente comunque destina-
tario  della  decisione impugnata  (cfr. decisione del  Tribunale ammini-
strativo  federale  A-2298/2006  del  26  marzo  2007,  consid. 1.3),  dati 
sono senz'altro anche l'interesse e la legittimazione a ricorrere (art. 48 
cpv. 1 PA). 

Per quanto precede, il ricorso è ricevibilie in ordine e dev'essere esa-
minato nel merito.

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-
pleto di  fatti  giuridicamente rilevanti  e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Il 
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (PIERRE MOOR, Droit ad-
ministratif,  vol. II,  Berna 2002,  no. 2.2.6.5.). I  principi  della  massima 
inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia limitati. 
L’autorità competente procede infatti spontaneamente a constatazioni 
complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sol-
levate  o  dagli  atti  risultino  indizi  in  tal  senso  (DTF 122 V 157  con-
sid. 1a; DTF 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27, consid. 3.3; ALFRED 
KÖLZ/ISABELLE HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege 
des Bundes, 2. ed., Zurigo 1998, no. 674 segg.).

3.
Come visto, nella caso in oggetto l'USTRA ha deciso di non entrare 
nel merito della domanda del ricorrente di essere posto a beneficio di 
sussidi da parte della Confederazione ai termini dello scritto del 2 ago-
sto  2004  o  nella  misura  stabilita  –  a  suo  parere  –  in  occasione 
dell'incontro tra le parti del 2 aprile 2001. Esso si è parimenti rifiutato 
di entrare nel merito di una richiesta di riesame della fattispecie, come 
postulato con atto del 16 agosto 2005 e ribadito con ricorso del 24 no-
vembre successivo. L'USTRA ha infatti ritenuto di essersi già definiti-
vamente espresso sulla richiesta di concessione di sussidi con scritto 
al  Cantone  del  6  febbraio  2004,  rifiutando  –  insieme  ad  altre  –  la 
richiesta  avanzata,  a  causa  delle  misure  di  risparmio  adottate  dalle 
Camere federali. Sempre a suo parere, tale scritto sarebbe rimasto in-
contestato e quindi,  quale decisione ex art. 5 PA, sarebbe oggi  cre-

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sciuto in giudicato. Da parte sua, il ricorrente non condivide l'opinione 
secondo cui la citata lettera del 6 febbraio 2004 dell'USTRA costituiva 
una decisione di  rifiuto  della  domanda di  sussidio  o  di  revoca dello 
stesso, contro cui  il  Comune avrebbe dovuto a quel tempo ricorrere. 
Su queste basi, esso contesta pertanto pure la non entrata nel merito 
della sua impugnazione e postula infine l'accoglimento della domanda 
di sussidiare l'opera per un importo pari al 55% dei costi.

Sennonché, nella misura in cui chiede – nel merito – che gli sia con-
cesso il sussidio richiesto, il ricorso è irricevibile. In effetti, quando una 
decisione non considera una causa nel merito, e fatta eccezione per il 
caso – in concreto non attuale – in cui la loro trattazione non si impon-
ga  per  motivi  di  economia  processuale  (PIERRE MOOR,  op.  cit.,  no. 
2.2.4.7. lett. a), i gravami relativi al merito sono irricevibili (cfr. DTF 123 
V 335, DTF 118 Ib 134, consid. 2 e 3; PIERRE MOOR, op.cit., no. 5.4.2.3 
lett. a).  

In questa sede, occorre pertanto unicamente verificare se la decisione 
dell'USTRA di non entrare nel merito del ricorso presentato sia corret-
ta. Ciò dipende dalla  domanda a sapere se la  lettera del  6 febbraio 
2004 dell'USTRA,  anche se non definita  esplicitamente come tale  e 
priva dell'indicazione dei rimedi  di  diritto, andasse considerata come 
una decisione e quindi  dovesse essere pure tempestivamente impu-
gnata. Per i  motivi  esposti  di  seguito (cfr. successive consid. 4-6),  a 
questa domanda occorre rispondere affermativamente. 

4.

4.1 Per l'art. 16 cpv. 1 della legge federale del 5 ottobre 1990 sugli 
aiuti finanziari e le indennità (LSu; RS 616.1), gli aiuti finanziari e le in-
dennità sono di  regola concessi  mediante decisione formale,  ovvero 
una decisione ai sensi dell'art. 5 PA (la versione tedesca dell'art. 16 
cpv. 1 LSu parla  espressamente di  “Verfügung” e quella  francese di 
“décision”, utilizzando esattamente lo stesso termine della PA). Per la 
reiezione di domande l'art. 16 cpv. 4 LSu prescrive che una decisione 
è sempre necessaria (BARBARA SCHAERER,  Subventionen des Bundes – 
Zwischen Legalitätsprinzip und Finanzrecht, Coira 1992, pag. 56 seg.). 
Le norme menzionate sono applicabili a tutti gli aiuti finanziari e le in-
dennità previsti  nel  diritto federale (art. 2 cpv. 1 LSu),  quindi  pure a 
quelli qui concretamente in oggetto regolati dall'ordinanza federale del 
25 aprile 1990 sui contributi per i provvedimenti resi necessari dal traf-
fico stradale giusta l'ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (RU 

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1990 695 e successive modifiche). Emanata in base alla legge federa-
le del 22 marzo 1985 concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli 
minerali a destinazione vincolata  (LUMin; RS 725 116.2), questa nor-
mativa è stata abrogata il 31 dicembre 2007 e sostituita dall'ordinanza 
concernente l'utilizzazione dell'imposta sugli oli minerali a destinazione 
vincolata (RS 725.116.21). In  mancanza di  norme transitorie  specifi-
che e conformemente ai principi generali in materia, la citata ordinan-
za del 25 aprile 1990 trova però ancora applicazione alla fattispecie 
(PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. I, Berna 1994, no. 2.5.3).  

4.2 L'art. 34 cpv. 1 PA prevede che le decisioni  ex art. 5 PA devono 
essere notificate per scritto. Per l'art. 35 cpv. 1 PA, anche se notificate 
in forma di lettera, esse devono essere designate come tali, contenere 
una  motivazione,  e  indicare  il  rimedio  giuridico  (cfr.  Giurisprudenza 
delle Autorità amministrative della Confederazione [GAAC] 65.43, con-
sid. 2c). 

4.3 L'art. 38 PA prescrive infine che una notificazione difettosa – ovve-
ro priva di uno o più elementi, tra quelli indicati – non può cagionare 
alle parti  alcun pregiudizio. Anche davanti  a decisioni  non espressa-
mente definite  come tali  e  prive di  indicazione del  rimedio giuridico, 
colui che ne è il destinatario non è però legittimato semplicemente a 
restare  inattivo.  Per  giurisprudenza,  questa  norma  non  tutela  infatti 
l'inattività senza limite di  tempo (DTF 119 IV 330, consid. 1c;  ULRICH 
HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN,  Allgemeines  Verwaltungsrecht, 
5. ed., Zurigo 2006, no. 884). Riservate le fattispecie – eccezionali – in 
cui il vizio riscontrato sia tale da rendere nullo l'atto in esame (ULRICH 
HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, op. cit., no. 972 segg.), in caso di 
disaccordo con i suoi contenuti, il destinatario della decisione è tenuto 
a verificarne la portata e quindi ad impugnarla nei termini usuali rispet-
tivamente, sempre che una tale ricerca non risulti troppo gravosa, ad 
informarsi tempestivamente sui tempi e sui modi di una sua impugna-
zione (DTF 129 II 125, consid. 3.3; 124 II 255, consid. 1a aa; 117 Ia 
119, consid. 3a). Anche davanti ad una decisione difettosa, vi è in altre 
parole un limite di tempo per ricorrere rispettivamente richiedere una 
decisione formalmente corretta, oltre il quale richiamarsi all'art. 38 PA 
diventa abusivo e un'impugnazione non deve più essere considerata 
lecita (DTF 129 II 193, consid. 1; JÜRG STADELWIESER, Die Eröffnung von 
Verfügungen,  St.  Galler  Beiträge  zum öffentlichen  Recht,  St.  Gallen 
2004, pag. 158 segg., con ulteriori riferimenti).

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5.

5.1 Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, benché in ma-
niera formalmente carente (cfr. infra consid. 5.2), la lettera del 6 feb-
braio 2004 dell'USTRA dava puntualmente conto di una nuova situa-
zione venutasi a creare a seguito dell'adozione da parte del Parlamen-
to, nella seduta del 19 dicembre 2003, delle misure urgenti inerenti al 
programma di sgravio 2003 delle finanze federali. Da tale situazione, 
l'USTRA tirava inoltre conseguenze giuridiche precise. In questo sen-
so, quell'atto costituiva una decisione come richiesto dall'art. 16 LSu: 
conteneva infatti la chiara comunicazione di provvedimenti individuali e 
concreti da parte dell'USTRA in merito ai sussidi richiesti dai Comuni 
elencati, tra cui pure il ricorrente, a norma dell'art. 5 cpv. 1 PA. Nel ca-
so esso già fosse in possesso di una decisione che gli garantiva i sus-
sidi – aspetto che può qui restare aperto –, la lettera citata comportava 
per quest'ultimo la loro revoca (art. 5 cpv. 1 lett. a PA); nel caso, inve-
ce, si debba ritenere che tali sussidi venivano esclusi proprio con quel-
la lettera, essa costituiva il  rigetto rispettivamente la non entrata nel 
merito della richiesta di concessione di sussidi da lui a suo tempo for-
mulata per il tramite del Cantone (art. 5 cpv. 1 lett. c PA).

5.2  Per altro, altrettanto chiara era in proposito anche la lettera ac-
compagnatoria del 13 febbraio successivo, con cui il Cantone – benefi-
ciario formale dei sussidi (cfr. l'art. 1 segg. dell'ordinanza federale del 
25 aprile 1990 sui contributi per i provvedimenti resi necessari dal traf-
fico  stradale  giusta  l'ordinanza  contro  l'inquinamento  atmosferico)  – 
trasmetteva  ai  Comuni  interessati  la  comunicazione  dell'USTRA.  In 
questo scritto veniva sottolineato senza possibilità di  equivoci che, a 
causa del programma di sgravio 2003 delle finanze federali, per sussi-
diare interventi sui loro territori in base alla citata ordinanza non esi-
steva più  nessun mezzo finanziario. Il  Dipartimento  del  territorio  del 
Canton Ticino invitava a prendere atto della decisione dell'USTRA e 
concludeva  rilevando  che  eventuali  interventi  su  strade  comunali 
avrebbero  dovuto  essere  finanziati  unicamente  da  parte  comunale, 
mentre per  quelli  su strade cantonali,  sarebbe stata necessaria  una 
nuova trasmissione della documentazione agli uffici cantonali compe-
tenti per la verifica della loro finanziabilità.    

5.3 Per quanto riguarda la forma, è vero che la lettera del 6 febbraio 
2004 dell'USTRA al Dipartimento del territorio del Canton Ticino non 
era  designata  quale  decisione  e  neppure  conteneva  l'indicazione  di 

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eventuali rimedi di diritto. In rapporto a questi due aspetti – espressa-
mente evidenziati dall'art. 35 cpv. 1 PA quali  elementi caratteristici di 
una decisione ai sensi dell'art. 5 PA resa per scritto – essa era quindi 
difettosa (art. 38 PA). D'altra parte, non lo era però a tal punto da poter 
essere considerata nulla: né la sua mancata designazione quale deci-
sione, né l'omissione dell'indicazione dei rimedi di diritto costituiscono 
infatti  un  motivo  di  nullità  (DTF  120  Ib  186,  consid.  2;  ULRICH 
HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN,  op.  cit.,  no.  972 segg.;  PIERRE 
TSCHANNEN/ULRICH ZIMMERLI,  Allgemeines Verwaltungsrecht, 2. ed., Berna 
2005, pag. 265 seg.,  no. 16 segg.). Stando così le cose e ritenuto il 
disaccordo del Comune ricorrente in merito ai suoi contenuti, occorre 
quindi concludere che – ancorché formalmente carente – la decisione 
costituita dalla lettera in oggetto avrebbe dovuto essere impugnata. 

5.4 Così però non è stato. In effetti, dopo aver ricevuto lo scritto ac-
compagnatorio del Dipartimento del territorio con cui veniva messo a 
conoscenza della decisione del 6 febbraio 2004 dell'USTRA, il  ricor-
rente non solo non l'ha impugnata o chiesto al Cantone di farlo al suo 
posto rispettivamente richiesto l'emanazione di una decisione formal-
mente corretta, ma non ha neppure più avuto nessun contatto né con 
l'uno né con l'altro per svariati mesi. Esso ha atteso la conclusione dei 
lavori e, con lettera del 2 agosto 2004, ha quindi inoltrato le fatture al 
Dipartimento  del  territorio  domandandogli  –  come  se  nel  frattempo 
nulla fosse successo – che le trasmettesse a sua volta all'USTRA per 
il calcolo definitivo dei sussidi. 

5.5 A torto. Come visto, contrariamente a quanto sostenuto dal Comu-
ne ricorrente, sia nel caso dovesse essere letta come una decisione di 
riconsiderazione di un sussidio già concesso, sia nel caso costituisse 
una decisione di diniego rispettivamente di non entrata nel merito della 
richiesta  presentata,  essa  aveva  infatti  conseguenze  giuridiche  ben 
precise, che il ricorrente – un ente pubblico di media grandezza – non 
poteva semplicemente ignorare. Alla sua lettura risultava infatti eviden-
te che più nessuna delle opere pianificate dai Comuni indicati sarebbe 
stata sovvenzionata. 

Il fatto che il ricorrente sia rimasto inattivo praticamente per sei mesi 
prima di compiere il passo successivo ed inviare le fatture al Diparti-
mento del territorio, rispettivamente che abbia atteso oltre 18 mesi per 
richiedere all'USTRA il rilascio di una decisione in cui venisse consta-
tato ad hoc che non gli sarebbe stato elargito più nessun sussidio, per-

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mette di giudicare in questa sede il richiamo all'art. 38 PA da parte sua 
siccome abusivo (cfr. al riguardo le già citate DTF 129 II 125, consid. 
3.3.; 124 II 255, consid. 1a aa; 117 Ia 119, consid. 3a). Tale conclusio-
ne vale, a maggior ragione, se si considera che in seno all'amministra-
zione  comunale  le  conseguenze  del  cambiamento  di  rotta  da  parte 
dell'USTRA  non  erano  affatto  sfuggite.  Basti  in  proposito  osservare 
che, già prima di ricevere la comunicazione definitiva del mancato sus-
sidio, erano state fatte svolgere anche verifiche in merito ad eventuali 
responsabilità dei membri dell'esecutivo. 

Di qui, in base ai fatti menzionati ed alla luce della giurisprudenza cita-
ta, la necessità di  confermare la decisione di  non entrata in materia 
emanata dall'USTRA il 24 ottobre 2005, poiché il tentativo di rimettere 
in discussione la decisione dell'USTRA del 6 febbraio 2004 deve esse-
re giudicato irrimediabilmente tardivo.

6.
Confermata dev'essere pure la decisione di non entrare nel merito del-
la richiesta di riesame formulata con ricorso del 16 agosto 2005 e poi 
ripresa nel ricorso del 24 ottobre successivo. Secondo dottrina e giu-
risprudenza, una simile richiesta si giustifica infatti solo quando chi la 
formula faccia valere – ciò che non è il caso nella fattispecie – motivi 
qualificati  (PIERRE TSCHANNEN/ULRICH ZIMMERLI,  op. cit.,  pag. 272  segg.). 
Essa per contro non risulta affatto lecita quando sia presentata per re-
stituire un termine per ricorrere contro una decisione già cresciuta in 
giudicato (ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, op. cit., no. 1831). 

Proprio quanto avviene nel caso in esame. Lungi dal sostenere cam-
biamenti importanti delle circostanze intercorsi dopo la decisione di di-
niego,  elementi  o  prove analoghi  a quelli  che giustificherebbero una 
revisione (ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, op. cit., no. 1833), 
con la sua richiesta il Comune ricorrente tende in effetti solo ad otte-
nere una nuova decisione che si esprima materialmente sulla questio-
ne litigiosa al fine di assicurarsi nuove vie di ricorso, con cui rimettere 
in discussione la decisione di fondo a suo tempo presa. 

Per quanto precede, la decisione di non entrata in materia dell'USTRA 
merita conferma anche sotto questo punto di vista.

7.
In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 2 PA, le spe-
se processuali vanno poste a carico del ricorrente soccombente (art. 1 

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segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale  [TS-
TAF;  RS 173.320.2]).  Nella  fattispecie,  esse  vengono  stabilite  in 
fr. 1'500.-- (art. 4 TS-TAF), importo che verrà integralmente compen-
sato con l'anticipo spese da lui versato il 7 dicembre 2005.

8.
Con riferimento all'art. 7 cpv. 3 TS-TAF, all'OFCOM non viene ricono-
sciuta nessuna indennità per ripetibili.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 1'500.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Ad avvenuta crescita  in  giudicato del  presente giudizio,  tale  importo 
verrà integralmente compensato con l'anticipo da lui versato.

3.
Non vengono assegnate ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. Sbc E372-0595; raccomandata)
- Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e del-

le comunicazioni (atto giudiziario)

II presidente del collegio: Il cancelliere:

Claudia Pasqualetto Péquignot Marco Savoldelli

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro il ter-
mine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono ris-
pettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., in particolare 83 lett. k, 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS 173.110). Gli atti  scritti  devono essere redatti  in una lingua 
ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di 
prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso 
della parte – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 
allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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