# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 94a5f8b0-1e63-528b-a1eb-e0cd3b93630c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 13.02.2006 11.2005.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2005-20_2006-02-13.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2005.20

  	
  Lugano

  13 febbraio
  2006/lw

   

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Verda, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2003.92
(separazione su richiesta unilaterale) della Pretura del Distretto di Bellinzona
promossa con petizione del 19 maggio 2003 da

 

	
   

  	
  AO 1  

  (patrocinata dall'  PA 2 ) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

  (patrocinato dall'  PA 1 ),

   

  

giudicando ora sul decreto cautelare del 17
gennaio 2005 con cui il
Pretore ha disciplinato l'assetto provvisionale fra i coniugi;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 31 gennaio 2005 presentato da AP 1 contro il decreto emesso il 17
gennaio 2005 dal Pretore del Distretto di __________;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria formulata da AO 1 con
le osservazioni all'appello;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili. 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AP 1 (1959) e AO 1 (1963), cittadina __________, si sono sposati
a __________ (__________) il 28 febbraio 1991. Dal matrimonio sono nati J__________
(il 24 maggio 1993) e A__________ (il 17 maggio 1994). AP 1 è meccanico-autogruista
per l'impresa edile __________ di __________. La moglie, dopo il matrimonio, ha
svolto sporadiche e generiche attività lucrative fino alla nascita del primo
figlio e poi ancora dal novembre del 2001 al marzo del 2002 come lavoratrice
temporanea per la __________. Nel giugno del 2002 essa si è trasferita con in
figli in __________. Un'azione di divorzio da lei promossa il 

                                         17
settembre 2002 è stata stralciata dai ruoli il 6 dicembre 2002 dal Pretore del
Distretto di Bellinzona per desistenza (inc. OA.2002.139). Il 27 febbraio 2003 AO
1 è rientrata con i figli al domicilio coniugale di __________ (particella n.
99 RFD, proprietà del marito).

 

                                  B.   Il
19 maggio 2003 AP 1 ha introdotto davanti al medesimo Pre­tore una causa unilaterale
di separazione e in via provvisionale ha postulato l'assegnazione dell'abitazione
coniugale, l'affidamento dei figli (riservato il diritto di visita del padre),
un contributo alimentare di fr. 3000.– mensili per sé dal 18 giugno 2002 e di fr.
1500.– mensili per ogni figlio sino al 12° compleanno, aumentati a fr. 1800.–
mensili fino alla maggiore età, la restrizione della facoltà di disporre sulla
particella n. 99 RFD di __________, su una BMW __________ e su un furgone Mercedes-Benz
__________ in dotazione alla famiglia, la condanna del marito al pagamento di fr.
1799.80 per premi arretrati della cassa malati e di fr. 5000.– per le spese ortodontiche
in favore del figlio J__________. L'attrice ha chiesto altresì una provvigione ad
litem di fr. 12 000.– o, quanto meno, il beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

                                         All'udienza
del 24 giugno 2003, indetta per la discussione provvisionale, AO 1 ha avversato
le richieste cautelari, postulando egli medesimo l'affidamento dei figli e
chiedendo che fosse vietato alla moglie di assumere comportamenti vessatori, di
danneggiare la sua integrità fisica e la sua proprietà, di intralciare l'accesso
all'autorimessa posta sotto l'abitazione coniugale e di parcheggiare
l'automobile nello spiazzo antistante. Al termine dell'udienza il Pretore ha
fissato l'assetto cautelare, obbligando in particolare il convenuto a versare
un contributo alimentare di fr. 1040.– mensili per ogni figlio.

 

                                  C.   Esperita
l'istruttoria provvisionale, le parti hanno rinunciato alla discussione finale,
limitandosi a conclusioni scritte. Nel suo allegato del 30 luglio 2004 AO 1 ha
ridotto il contributo alimentare preteso per sé a fr. 2000.– mensili, ridotti
ulteriormen­te a fr. 1200.– mensili dopo un anno dalla decisione cautelare, ha
ridotto a fr. 1361.– mensili anche il contributo alimentare preteso per ciascun
figlio sino al 12° compleanno e a fr. 1661.– mensili quello fino alla maggiore
età, rinunciando a contributi straordinari, salvo quello per i premi arretrati della
cassa malati e per il ripristino dell'apparecchio ortodontico del figlio. Nel
suo memoriale del 29 luglio 2004 AP 1 ha ribadito le sue domande, chiedendo
inoltre che la moglie fosse tenuta a restituirgli i suoi abiti, la documentazione
relativa a un'Alfa Romeo __________, le chiavi di riserva di svariate
automobili e il telecomando del garage.

 

                                  D.   Statuendo
il 17 gennaio 2005 sull'assetto provvisionale, il Pretore ha autorizzato i
coniugi a sospendere la comunione domestica, ha assegnato i locali al primo e secondo
piano dell'abitazione coniugale alla moglie e quelli al piano terreno – compreso
il garage – al marito, ha affidato i figli alla madre (riservato il diritto di
visita del padre), ha obbligato il convenuto a versare, previa deduzione degli
oneri ipotecari da lui pagati direttamente, un contributo mensile di fr. 1623.–
per la moglie e uno di fr. 922.25 per ogni figlio dal 1° gennaio al 31 maggio
2005, un contributo di fr. 1526.50 per la moglie, uno di fr. 1074.– per J__________
e uno di fr. 867.– per A__________ dal 1° giugno 2005 al 16 gennaio 2006, come
pure un contributo di fr. 1200.– per la moglie, uno di fr. 1254.– per il figlio
e uno di fr. 1013.50 per la figlia in seguito. Egli ha obbligato altresì il
marito a versare alla moglie fr. 1799.80 per i premi arretrati della cassa
malati e gli ha vietato di disporre del furgone Mercedes-Benz, ordinando alla
moglie di restituire gli abiti, i documenti relativi alla citata Alfa Romeo, le
chiavi di riserva delle predette automobili e il telecomando del garage. Le
altre domande sono state respinte. Non sono stati riscossi oneri processuali.
Le ripetibili sono state compensate.

 

                                  E.   Contro
il decreto cautelare appena citato è insorto AP 1 con un appel­lo del 31 gennaio
2005 nel quale chiede che il contributo alimentare per la moglie sia annullato
e quello per i figli ridotto a fr. 469.50 mensili ciascuno, esonerandolo
inoltre dal versare fr. 1799.80 e liberandogli l'uso del furgone. Nelle sue
osservazioni del 7 marzo 2005 AP 1 propone di respingere l'appello e di confermare
il giudizio impugnato instando per il beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Al memoriale di appello il convenuto acclude una lettera del      
27 gennaio 2005 in cui l'impresa __________ lo ha diffidato dall'esercitare
attività accessorie. Tale documento non è ricevibile. Nei procedimenti
cautelari di separazione o divorzio continua a valere in seconda sede il divie­to
generale dell'art. 321 

                                         cpv. 1 lett.
b CPC (Rep. 2000 pag. 145 consid. 2 = FamPra.ch 2001 pag. 129 consid. 2), tranne ove si applichi il principio inquisitorio illimitato (in
materia di filiazione: DTF 128 III 414 verso l'alto) oppure ove il giudice
ritenga opportuno assumere di sua iniziativa prove necessarie ai fini della
decisione (nel diritto di famiglia: art. 419b CPC). In concreto il nuovo
docu­mento è volto unicamente a dimostrare l'impossibilità di eseguire
un'attività accessoria, ciò che non gioverebbe al contributo alimentare per i
figli minorenni (principio inquisitorio). Inoltre esso non può essere acquisito
agli atti d'ufficio, giacché implicherebbe un contraddittorio previo e una
verosimile istruzione al proposito. Non sussiste dunque ragione per derogare,
in appello, al divieto generale dell'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC.

 

                                   2.   Litigiosi sono anzitutto i contributi provvisionali per la moglie
e i figli. A tal fine il Pretore ha accertato un reddito del marito di fr. 7000.50
mensili netti (fr. 5500.50 da attività dipendente e fr. 1500.– da attività
accessoria) per rapporto a un fabbisogno minimo di fr. 3532.50 (minimo
esistenziale del diritto esecutivo fr. 1100.–, interessi ipotecari fr.
968.– già dedotta la quota compresa nel fabbisogno della moglie e dei figli,
spese di riscaldamento fr. 100.–, premio della cassa malati fr. 192.–, pasti
fuori casa fr. 242.–, leasing dell'automobile fr. 362.50, tassa rifiuti fr. 15.75,
assicurazione stabili fr. 90.95, assicurazione economia domestica fr. 49.–,
imposta di circolazione fr. 35.90, assicurazione RC e casco auto fr. 126.40,
spese d'automobile fr. 100.–, imposte stimate fr. 150.–). Quanto alla moglie,
senza redditi, il primo giudice ha accertato un fabbisogno minimo di fr. 2147.–
(minimo esistenziale del diritto esecutivo fr. 1250.–, premio della cassa
malati fr. 279.–, spese per l'abitazione fr. 468.–, imposte stimate fr. 150.–).
Il fabbisogno in denaro dei figli è stato valutato in fr. 1220.– mensili fino
al 12° anno di età e in fr. 1510.– mensili dopo di allora. Constatato un
ammanco, il Pretore ha lasciato al convenuto l'equivalente del proprio
fabbisogno minimo, fissando i contributi alimentari in fr. 1623.– per la moglie
e in fr. 922.25 mensili per ogni figlio dal 15 gennaio al 31 maggio 2005, in fr.
1526.50 mensili per la moglie, in fr. 1074.– mensili per J__________ e fr.
867.– mensili per A__________ fino al 16 gennaio 2006, rispettivamente in fr.
1200.– mensili per la moglie, in fr. 1254.– mensili per J__________ e fr.
1013.50 mensili per A__________ dopo di allora.

 

                                   3.   L'appellante critica anzitutto il reddito da attività accessoria accertato
dal Pretore (fr. 1500.– mensili netti). Egli contesta che gli si possa imputare
un grado d'occupazione superiore al 100%, sia perché ciò offende il contratto
mantello del settore edile e il contratto collettivo di lavoro, sia perché il datore
di lavoro l'ha già diffidato dall'eseguire attività accessorie. Sostiene
inoltre che dalla riparazione di automobili, svolta a titolo grazioso per amici
e conoscenti, egli non ricava alcunché, tanto meno dopo avere smesso
l'attività. Ciò posto, le sue entrate mensili non supererebbero fr. 5500.50
netti. 

 

                                         a)
  In concreto è pacifico che nel garage dell'abita­zio­ne coniugale il
convenuto ha attrezzato un'officina per piccole riparazioni di automobili
(interrogatorio formale del 18 maggio 2004, risposte n. 3b e 9b). E la
giurisprudenza ha già avuto modo di precisare che, ove un coniuge fornisca un
lavoro straordinario in modo regolare (anche oltre il grado d'occupazione del
100%), procurando una fonte di reddito abituale su cui la famiglia può fare affidamento,
non può poi disimpegnarsi unilateralmente e abbandonare tale attività senza
motivi seri e pertinenti (v. Schwenzer, Praxiskommentar Scheidungsrecht,
Basilea 2000, n. 14 e 17 ad art. 125 CC; per gli straordinari: sentenza del
Tribunale federale 5P.172/2002 del 6 giugno 2002, consid. 2.1.1 con rimandi).
In costanza di matrimonio entrambi i coniugi hanno il diritto di mantenere, per
quanto possibile, il tenore di vita precedente la sospensione della comunione
domestica (DTF 114 II 12), ma nessuno dei due può migliorare la propria qualità
di vita a scapito dell'altro, privan­do improvvisamente la famiglia di introiti
regolari senza ragioni importanti.

                                         

                                         b)   Che l'appellante svolga la predetta attività accessoria sin dagli
anni novanta è indiscusso. Litigioso è il reddito che ne ritrae. Egli afferma
di non ricavare nulla, limitandosi a eseguire riparazioni per parenti, amici e
conoscenti dietro rimborso del costo anticipato per i pezzi di ricambio
(interrogatorio formale citato, risposta n. 3b), salvo ammettere di guadagnare
in me­dia fr. 1000.–/1500.– annui (interrogatorio formale, risposta n. 12c),
sufficienti per pagare le spese di energia elettrica (risposta n. 9c).
Dall'incarto fiscale, poi, si evince che l'interessato non ha dichiarato alcun
reddito accessorio. 

 

                                               __________,
madre del convenuto, ha affermato che per le riparazioni su veicoli dei familiari
il figlio era rimunerato “con un grazie” (deposizione del 24 marzo 2004:
verbali, pag. 16). __________ e __________ hanno dichiarato di non avere
versato nulla per le riparazioni e di avere pagato solo i pezzi di ricambio al
prezzo di costo (doc. 8.29 e 8.31). __________, __________ e __________ hanno
bensì confermato di avere remunerato il convenuto, ma di non sapere se ciò
riguardasse il lavoro o solo i pezzi di ricambio (deposizioni del 24 marzo
2004: verbali, pag. 11 a 14). __________, __________ ed __________ hanno
asserito di avere acquistato dal convenuto pezzi di ricambio per beneficiare degli
sconti da lui ottenuti (doc. 30, 32 e 33).

 

                                                Dagli
atti risulta in ogni modo che non meno di una quarantina di persone si sono
rivolte al convenuto per piccole riparazioni (licenze di circolazione doc. JJ7
a JJ45), che la __________, attiva nel commercio di accessori e pezzi di ricambio
per autoveicoli, ha consegnato all'appellante merce per oltre fr. 16 000.– nel 2001
(doc. LL52–143), per oltre fr. 24 000.– nel 2002 (doc. LL145–229) e per fr. 1749.20 nei primi tre mesi
del 2003 (doc. LL231–236). Durante gli stessi periodi __________, attiva nel
commercio di pneumatici, ha fornito articoli per oltre fr. 7000.– nel 2001
(doc.MM1–23) e per quasi fr. 6000.– nel 2002 (doc. MM24–36). Inoltre fra il
1993 e il 2002 l'appellante ha rilasciato ricevute per almeno fr. 81 968.– (doc.
GG2), compresi i lavori prestati al Comune di __________, cui ha fornito
pneumatici, riparato veicoli di servizio e svolto il servizio di spazzaneve
(interrogatorio formale, risposte n. 13 e 14; doc. HH2 e HH6).

 

                                         c)   Nelle
condizioni descritte appare ben poco verosimile che una simile mole di lavoro
non abbia procurato all'appellante alcun reddito. Già per quel che concerne i
pezzi di ricambio, intanto, i prezzi risultavano arrotondati al rialzo. Basti
confrontare i bollettini di consegna della __________ (doc. LL75-78) con il
libretto delle ricevute per la preparazione al collaudo di un furgone Mazda __________
del Comune di __________, nel giugno del 2001 (doc. GG2, fogli 27 e 28): il filtro
dell'aria fornito al prezzo di fr. 38.75 (IVA inclusa) è stato fatturato fr.
39.–, che quello dell'olio fornito al prezzo di fr. 39.– è stato fatturato fr.
40.–, quello del gasolio fornito al prezzo di fr. 34.45 è stato fatturato fr.
35.–, due ammortizzatori pagati fr. 117.25 l'uno sono stati fatturati fr.
240.–, una cinghia dentata da fr. 60.– è stata fatturata fr. 88.–, due tamburi
dei freni torniti da fr. 66.10 sono stati fatturati fr. 90.–, un tubo
flessibile del freno da fr. 18.10 è stato fatturato fr. 26.–, una cinghia
trapezoidale da fr. 16.65 è stata fatturata fr. 25.–, i dischi dei freni da
329.30 sono stati fatturati fr. 330.–.

 

                                               A
parte ciò, l'appellante non assicurava solo riparazioni gratuite. Il Comune di __________
ha versato fr. 1150.– (23 ore a fr. 50.–: doc. GG2, foglio 27), __________ ha
pagato fr. 400.– in data imprecisata (doc. GG2, foglio 14 ), __________ di __________
ha corrisposto fr. 250.– in un imprecisato mese di giugno (doc. GG2, foglio
19), oltre a fr. 150.– il 13 giugno 2000 (doc. GG2, foglio 21), fr. 40.– in un
imprecisato mese di febbraio (doc. GG2, foglio 22), fr. 50.– il 25 giugno 2000
(doc. GG2, foglio 24) e fr. 100.– il 28 dicembre 2000 (doc. GG2, foglio 34), __________
ha sborsato fr. 250.– in un imprecisato mese di dicembre (doc. GG2, foglio 23),
__________ di __________ fr. 150.– il 5 febbraio 2002 (doc. GG2 foglio 35) e fr.
480.– il 1° marzo 2002 (doc. GG2, foglio 38), __________ fr. 220.– (trasferta
compresa) il 23 marzo 2002 (doc. GG2, foglio 39). Anche dalle annotazioni a
mano su alcuni bollettini di consegna per pezzi di ricambio della __________
risulta che l'interessato si faceva rimunerare, di regola, fr. 50.– l'ora (doc.
LL12, 44, 49, 94, 203, 205 e 207). Dagli estratti del conto presso Banca __________
si evincono altresì, oltre al versamento dello stipendio, accrediti vari senza
causale. L'appellante li ha giustificati come rimborsi della cassa malati
(interrogatorio formale del 18 maggio 2004, risposta n. 3a), ma per importi
superiori a fr. 1000.– ciò non può dirsi verosimile.

 

                                         d)   Nelle
circostanze descritte, anche a un sommario esame co­me quello che governa
l'emanazione di misure provvisionali il convenuto non può dirsi avere sempre
lavorato gratis come riparatore d'auto. Trattandosi poi di un lavoro svolto con
regolarità per anni, egli non può pretendere ora di liberarsene solo perché la
moglie ha intentato causa di separazione, tanto meno nelle ristrettezze finanziarie
in cui viene a trovarsi la famiglia. Certo, il convenuto ha preteso di avere
già cessato ogni attività nel 2003 (appello, pag. 4; interrogatorio formale del
18 maggio 2004, risposta n. 3b), ma ha poi riconosciuto di lavorare ancora occasionalmente
(interrogatorio formale, risposta n. 22). La circostanza che egli abbia
definitivamente smesso su diffida della __________ andrebbe – come detto (consid.
1) – istruita in contraddittorio e potrà quindi, se mai, formare oggetto di
un'istanza di modifica. Allo stato attuale delle cose l'accertamento del
Pretore, secondo cui al reddito da attività dipendente del convenuto va
aggiunto un guadagno da attività accessoria, resiste quindi alla critica.

 

                                         e)
  Rimane da valutare il reddito di tale attività. L'attrice ha fatto notare
al primo giudice – in sintesi – che la differenza tra lo stipendio versato al
marito dalla __________ tra il 1998 e il 2003 sul conto bancario e i
prelevamenti bancari sommati ai pagamenti avvenuti per posta nello stesso
periodo certifica una maggiore uscita di oltre fr. 198 000.– (memoriale conclusivo,
pag. 6). Il fatto è che i pagamenti per posta possono anche essere stati
eseguiti – in tutto o in parte – con denaro prelevato dal conto bancario,
sicché il calcolo è poco indicativo. Che in quel periodo poi le uscite dal
conto bancario abbiano superato le entrate dimostra solo un consumo di sostanza.
Il Pretore, da parte sua, ha stimato il reddito accessorio del convenuto in fr.
1500.– mensili netti senza particolare motivazione. Che l'appellante però
riuscisse a ritrarre con la sua sola occupazione accessoria un guadagno
pressoché identico a quello di un meccanico professionista a metà tempo (v. i
salari minimi di categoria previsti nel contratto collettivo per le autorimesse
2005 in: ‹www.ocst.com›) appare a sua volta poco verosimile.

 

                                         f)    In
circostanze del genere, tenuto conto che la somma degli accrediti senza precisa
causale registrati nel 2003 sul conto corrente bancario dell'appellante (l'unico
anno dei tre precedenti la separazione i cui estratti conto siano completi:
classificatore edizione n. 2) ammonta a complessivi fr. 8600.–, a un esame di
semplice verosimiglianza si può presumere che a titolo accessorio il convenuto
abbia mediamente guadagnato circa fr. 700.– mensili. Tutto considerato, il reddito
complessivo di lui va dunque accertato in fr. 6200.– mensili netti.

 

                                   4.   L'appellante
non discute i fabbisogni minimi stabiliti dal Pretore (fr. 3532.50 il marito, fr.
2147.– la moglie). Dato nondimeno che la famiglia versa in serie ristrettezze finanziarie,
in virtù del principio inquisitorio illimitato che vige in materia di
filiazione (DTF 128 III 413 in alto, 120 II 231 consid. 1c con rinvio) questa Camera
deve intervenire d'ufficio su due punti.

 

                                         a)   Dal
fabbisogno minimo di entrambi i coniugi vanno stralciate anzitutto le imposte,
stimate dal Pretore in fr. 150.– mensili, giacché in caso di
ammanco nel bilancio familiare tale onere va tralasciato  (DTF 127 III 70 consid.
2b, 292 consid. 2a/bb). La seconda rettifica concerne il carico
ipotecario di fr. 2066.– (doc. 25 a 27), ove appena si pensi che nel fabbisogno
dei coniugi va inserita solo la quota di complessivi 5/12, il resto rientrando nel fabbisogno in denaro
dei figli (un terzo in quello del primogenito e un
quarto in quello della secondogenita: Empfehlungen zur Bemessung
von Unterhaltsbeiträgen für Kinder, Zurigo 2000, pag. 13 in alto). E siccome
l'abitazione coniugale è stata assegnata a entrambi i coniugi (un piano
ognuno), appare equo inserire l'importo di fr. 866.– mensili nei rispettivi
fabbisogni in ragione di metà ciascuno.

 

                                         b)   Ciò
premesso, il fabbisogno minimo del marito va stabilito in fr. 2847.– mensili
(minimo esistenziale del diritto esecutivo 

                                               fr. 1100.–, onere ipotecario fr. 433.–, spese di riscaldamento fr.
100.–, premio della cassa malati fr. 192.–, pasti fuori casa fr. 242.–, leasing
dell'automobile fr. 362.50, tassa rifiuti fr. 15.75, assicurazione stabili fr.
90.95, assicurazione economia domestica fr. 49.–, imposta di circolazione fr.
35.90, assicurazione RC e casco auto fr. 126.40, spese d'automobile fr. 100.–)
e quello della moglie in fr. 1962.– mensili (minimo esistenziale del diritto
esecutivo fr. 1250.–, premio della cassa malati fr. 279.–, spese per
l'abitazione fr. 433.–). Evidentemente il convenuto, cui il Pretore ha imposto
il pagamento diretto degli oneri ipotecari, potrà compensare l'importo di 

                                               fr.
1635.– mensili (arrotondati) con quanto dovuto a moglie e figli.

 

                                   5.   Per
quel che riguarda il fabbisogno in denaro dei figli, l'appellante contesta –
senza invero trarre conclusioni – l'applicabilità delle raccomandazioni pubblicate dall'Ufficio della gioventù e dell'orientamento
professionale del Canton Zurigo, sostenendo che esse non tengono conto della
realtà economica regionale e della situazione familiare. A torto. Le cifre
figuranti nelle raccomandazio­ni pubblicate dall'Ufficio in questione, cui
questa Camera si attiene per pras­si costante (Rep. 1994 pag. 298 consid. 5),
sono già commisurate dal 2000 in poi – diversamen­te dalle cifre che figuravano
ancora nell'edizione 1996 – al costo delle economie domestiche su scala naziona­le,
in base per di più a valori statisticamente medio-bas­si, nel senso che tre
quarti delle economie domestiche dispongono a livello svizzero di un reddito fa­miliare
superiore a quello su cui si fondano le raccomandazioni (Emp­feh­lungen zur
Bemessung von Unter­halts­beiträgen für Kinder, op. cit, pag. 10 in basso). I fabbisogni riportati corrispondono, in altri
termini, a quelli di ragazzi appartenenti a famiglie di ceto relativamen­te mo­desto
(op. cit., pag. 11 in alto).

 

                                         Diminuzioni
per rap­porto al fabbisogno in denaro indica­to dalle raccomandazioni sono
possibili, ma devono giustificarsi alla luce di circostanze specifiche (per esempio
nel caso in cui il ragazzo fruisca di vitto o allog­gio a condizio­ni particolarmente
favorevoli: op. cit., pag. 12 lett. C). Il fabbisogno in denaro del figlio non
si decurta nemmeno ove i genitori non siano in grado di assicurarlo: in tale
ipotesi ci si limita ad accertare in che misura tale fabbisogno rimanga
scoperto (op. cit., pag. 16 nel mezzo; analogo criterio prevede, del resto,
l'art. 129 cpv. 3 CC per quel che è della rendita al coniuge divorziato), ogni
genitore avendo il diritto di conservare almeno l'equivalente del proprio
fabbisogno minimo (DTF 127 III 70 consid. 2c con richia­mi). I principi testé
riassunti sono ormai invalsi e consolidati (sentenze inc. 11.2000.12 del 18
dicembre 2001, consid. 10b e 10c; inc. 11.2002.60 del 9 settembre 2002,
parzialmente riprodotta in: Bollettino dell'Ordine degli avvocati n. 24, pag.
11 in alto; inc. 11.2000.5 del 23 gennaio 2003, con­sid. 11b pubblicato in: RtiD II-2004 pag. 567).

 

                                         Si
aggiunga che al momento in cui il Pretore ha statuito, nel caso in esame, era appena
stata pubblicata la tabella 2005 delle citate raccomandazioni (in:
‹www.ajb.zh.ch›), di modo che il fabbisogno di un figlio fra il 7° e il 12°
anno di età che vive insieme a un fratello o a una sorella dal 1° gennaio 2005
non ammonta più a fr. 1220.–, bensì a fr. 1245.– mensili, esclusa la posta per
cure e educazione che la madre può prestare in natura. Circa la quota relativa
al costo dell'alloggio prevista dalle raccomandazioni (fr. 320.– mensili), essa
va sostituita da quella effettiva, ovvero fr. 685.– per J__________ (un terzo
di fr. 2066.–: sopra, consid. 4a) e fr. 515.– per A__________ (un quarto di fr.
2066.–). Il fabbisogno in denaro dei ragazzi ascende, di conseguenza, a fr.
1610.– e fr. 1440.– mensili fino al 12° anno di età, rispettivamente a fr.
1920.– e fr. 1750.– mensili in seguito. Anche su questo punto il calcolo del
Pretore va rettificato in forza del principio inquisitorio illimitato che governa
il diritto filiazione.

 

                                   6.   Riassumendo, il quadro delle entrate e delle uscite familiari si
presenta per finire come in appresso:

                                         Dal 1°
gennaio al 23 maggio 2005 

                                         reddito del marito                                               fr.
6200.–

                                         reddito
della moglie                                            fr.       –.–

                                                                                                                 fr.
6200.–  mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito                              fr. 2847.–

                                         fabbisogno
minimo della moglie                           fr. 1962.– 

                                         fabbisogno
in denaro di J__________                   fr. 1610.–

                                         fabbisogno
in denaro di A__________                  fr. 1440.–

                                                                                                                 fr.
7859.– mensili.

                                         Dandosi ammanco, i contributi per moglie e
figli vanno ridotti in proporzione, l'uno non essendo prioritario rispetto
all'altro (RtiD II-2004 pag. 616 a metà con riferimento alla sentenza del
Tribunale federale 5C.44/2002 del 27 giugno 2002, consid. 3.2.2 con rinvii; Hausheer/Spycher, Handbuch des Unterhalts­rechts, Berna 1997,
pag. 446 n. 08.27 e 08.29; v. anche DTF 128 III 415 in alto). Ne risulta quanto segue:

                                         disponibilità
del marito:

                                         fr.
6200.– (reddito) ./. fr. 2847.– (fabbisogno minimo) = fr. 3353.– mensili

                                         somme
necessarie a moglie e figli: fr. 5012.– mensili

                                         contributo
per la moglie: 

                                         fr.
1962.– x (3353 : 5012) = fr. 1315.– mensili (arrotondati)

                                         contributo
per J__________:

                                         fr.
1610.– x (3353 : 5012) = fr. 1075.– mensili (arrotondati)

                                         contributo
per A__________: 

                                         fr.
1440.– x (3353 : 5012) = fr. 965.– mensili (arrotondati).

 

                                         Dal 24 maggio
2005 al 17 gennaio 2006 

                                         reddito del
marito                                               fr. 6200.–

                                         reddito
della moglie                                            fr.       –.–

                                                                                                                 fr.
6200.–  mensili

                                         fabbisogno
minimo del marito                              fr. 2847.–

                                         fabbisogno
minimo della moglie                           fr. 1962.– 

                                         fabbisogno
in denaro di J__________                   fr. 1920.–

                                         fabbisogno
in denaro di A__________                  fr. 1440.–

                                                                                                                 fr.
8169.– mensili

                                         disponibilità
del marito:

                                         fr.
6200.– (reddito) ./. fr. 2847.– (fabbisogno minimo) = fr. 3353.– mensili

                                         somme
necessarie a moglie e figli: fr. 5322.– mensili

                                         contributo
per la moglie: 

                                         fr.
1962.– x (3353 : 5322) = fr. 1235.– mensili (arrotondati)

                                         contributo
per J__________: 

                                         fr.
1920.– x (3353 : 5322) = fr. 1210.– mensili (arrotondati)

                                         contributo
per A__________: 

                                         fr.
1440.– x (3353 : 5322) = fr. 910.– mensili (arrotondati).

 

                                         Dal
18 gennaio al 16 maggio 2006

                                         

                                         Tenuto
conto del fatto che l'istante ha ridotto la sua pretesa di contributo a fr.
1200.– mensili, la differenza di fr. 35.– mensili rispetto al precedente
periodo va ripartita tra i due figli in ragione di metà ciascuno. Il contributo
per J__________ ammonta così a fr. 1230.– mensili (arrotondati) e quello per A__________
a fr. 925.– mensili.

 

 

 

                                         Dal
17 maggio 2006 in poi

                                         

                                         Tenuto
conto del cambiamento di età della figlia A__________ (sopra consid. 5), i
contributi ammontano a fr. 1170.– mensili per la moglie, a fr. 1145.– mensili
per J__________ e a fr. 1040.– mensili (arrotondati) per A__________.

 

 

                                         In
definitiva, l'appello dev'essere accolto entro tali limiti.

 

                                   7.   L'appellante
si duole altresì del fatto che il Pretore lo abbia obbligato a versare alla
moglie fr. 1799.80 per premi arretrati della cassa malati e spese mediche, argomentando
che dalla separazione di fatto egli ha sempre pagato quanto il giudice aveva provvisionalmente
decretato senza contraddittorio e che già prima di allora egli versava alla
moglie un contributo. Così argomentando, tuttavia, egli non si confronta con la
motivazione del primo giudice, secondo cui tali costi rientrano nel debito mantenimento
della moglie prima che fosse emanato il decreto cautelare senza contraddittorio
del 24 giugno 2003. Poco importa dunque che l'appellante si sia attenuto, dopo
di allora, a quanto ha stabilito dal primo giudice. Insufficientemente
motivato, su questo punto l'appello si rivela finanche irricevibile (art. 309
cpv. 2 lett. f CPC combinato con il cpv. 5).

                                         

                                   8.   Infine l'appellante contesta il divieto di disporre del furgone Mercedes-Benz,
sostenendo che in base a un accordo verbale intercorso con la moglie la
questione è già stata risolta. A prescindere il fatto però che l'intesa verbale
– contestata dalla moglie – non è per nulla resa verosimile, l'argomentazione è
nuova e come tale improponibile in appello (art. 321 cpv. 1 lett. b CPC).        

                                      

                                   9.   Se ne conclude che l'appello merita parziale accoglimento solo
sull'entità dei contributi alimentari, mentre per il resto si rivela infondato.
Gli oneri processuali dovendo seguire la vicendevole soccombenza (art. 148 cpv.
2 CPC), appare equo nel complesso porre a carico dell'appellante due terzi dei
costi, con obbligo di versare alla controparte un'indennità per ripetibili
ridotte. Il Pretore non avendo riscosso oneri né attribuito ripetibili, non si
pone invece il problema di modificare il corrispondente dispositivo di prima
sede.

 

                                         Quanto
alla richiesta di assistenza giudiziaria presentata dalla moglie,
l'attribuzione di ripetibili la renderebbe – di per sé – priva d'oggetto.
L'incasso dell'indennità, per altro ridotta, appare tuttavia difficile, se non
impossibile, ciò che giustifica di concedere sin d'ora all'interessata il
beneficio del gratuito patrocinio (DTF 122 I 322). L'indigenza di lei è del
resto pacifica e la sua resistenza all'appello si è rivelata, nell'insieme,
legittima. 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello è parzialmente accolto e il dispositivo
n. 5 del decreto impugnato è così riformato:

                                         AP
1 è tenuto a versare a AO 1,
in via anticipata, i seguenti contributi di mantenimento:

dal 1° gennaio al 23 maggio 2005: fr. 1315.– mensili per lei, fr. 1075.– mensili
per il figlio J__________ e fr. 965.– mensili per la figlia A__________ (assegni
familiari compresi);

dal 24 maggio 2005 al 17 gennaio 2006: fr. 1235.– mensili per lei, fr. 1210.–
mensili per il figlio J__________ e fr. 910.– mensili per la figlia A__________
(assegni familiari compresi);

dal 18 gennaio al 16 maggio 2006: fr. 1200.– mensili per lei, fr. 1230.–
mensili per il figlio J__________ e fr. 925.– mensili per la figlia A__________
(assegni familiari compresi)

dal 17 maggio 2006 in poi: fr. 1170.– mensili per lei, fr. 1145.–
mensili per il figlio J__________ e fr. 1040.– mensili per la figlia A__________
(assegni familiari compresi).

Nel caso in cui assumesse egli medesimo gli
oneri ipotecari gravanti l'abitazione coniugale (particella n. 99 RFD di __________),
AO 1 potrà compensare l'ammontare del versamento fino a concorrenza di fr.
1635.– mensili, deducendo l'importo dal totale dovuto a moglie e figli.

                                         Per
il resto l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 370.–                           

                                         b) spese                         fr.   50.–                                  

                                                                                fr.
420.–

                                         sono
posti per due terzi a carico dell'appellante e per il resto a carico di AO 1,
alla quale l'appellante rifonderà fr. 1400.– per ripetibili ridotte.

 

                                   3.   AO 1 è
ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio dell'avv.
RA 2.

 

                                   4.   Intimazione
a:

	
   

  	
     ; 

     .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria