# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9bdd7d72-83d7-588c-b417-6cc2e95c8714
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-01-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 20.01.2012 15.2011.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2011-46_2012-01-20.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2011.46

  	
  Lugano

  20 gennaio
  2012

  EC/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Bozzini e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 29 aprile 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1  

  (patrocinato dall’  PA 1 )

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro l’avviso d’incanto
nell’esecuzione n. __________ a convalida di sequestro, promossa contro il
ricorrente da 

 

	
   

  	
   PI 1    

  (patrocinato dall’   PA 2 )

   

  

 

viste le osservazioni:

- 13 maggio 2011 di PI
1, __________;

- 24 maggio 2011 dell’CO
1, __________;

 

 

richiamata l’ordinanza presidenziale 3 maggio 2011 di concessione
dell’effetto sospensivo;

 

 

esaminati atti e
documenti;

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                       

 

                                  A.   Il 20 novembre 2007 il Segretario assessore della Pretura di __________
ha decretato il sequestro per un credito di fr.
227'793.66 vantato da __________ nei confronti di RI 1 “presso il Punto Franco
(6830 Chiasso) di tutti i quadri di proprietà di RI 1, in particolare un quadro di Raffaello Sanzio”. Lo stesso giorno l’CO 1 ha eseguito il decreto, sequestrando 121 quadri ad eccezione del quadro di Raffaello Sanzio
menzionato nel decreto, in quanto non presente presso il Punto Franco di
Chiasso.

                                                                                

 

 

                                  B.   Il
17 dicembre 2007 l’Ufficio ha emesso, a convalida del sequestro, il precetto
esecutivo n. __________. Lo stesso giorno ha trasmesso
al Tribunale di __________ il precetto per la notifica a RI 1. 

 

 

                                  C.   L’11
marzo 2008 il creditore ha chiesto la prosecuzione dell’esecuzione e il 31
marzo 2008 l’Ufficio  ha emesso l’avviso di pignoramento per l’11 aprile 2008,
giorno in cui ha pignorato i beni sequestrati in precedenza. Lo stesso giorno
l’CO 1 ha pubblicato sul FUC n. __________ il verbale di pignoramento.

 

 

                                  D.   Con
ricorso del 21 aprile 2008 RI 1 ha chiesto di annullare il pignoramento e in
via subordinata la restituzione del termine per interporre opposizione al
precetto esecutivo, in quanto il precetto non gli sarebbe stato regolarmente
notificato e quindi avrebbe avuto conoscenza dell’esecuzione solo a seguito
della pubblicazione del pignoramento.

 

 

                                  E.   Con pronunciato
29 settembre 2008 questa Camera ha respinto sia il
ricorso che l’istanza di restituzione del termine per interporre opposizione.

                                         Adito
dall’escusso, con sentenza del 5 novembre 2009, il Tribunale federale ha
dichiarato inammissibile il rimedio da questo presentato contro tale giudizio
(5A_706/2008).            

 

 

                                  F.   Il 14
ottobre 2008 il creditore ha chiesto la vendita dei beni pignorati. Con avvisi
d’incanto del __________ 2011 l’Ufficio ha fissato per __________ 2011 la
vendita di 15 quadri e per il __________ 2011 la vendita di ulteriori 15 dipinti
di proprietà dell’escusso.

 

 

                                  G.   Con
ricorso 29 aprile 2011 RI 1 ha chiesto di annullare l’incanto previsto per il __________
rispettivamente il __________ __________ 2011 e di far ordine all’Ufficio di
procedere alla realizzazione dei 30 quadri  del ricorrente per il tramite di
una casa d’aste svizzera.

                                         Il
ricorrente rileva di aver inoltrato presso il competente Tribunale di Verona
un’azione mediante la quale egli ha contestato la nota professionale dell’avv. PI
1 chiedendo di accertare l’effettivo importo dovutogli e di aver chiesto alla
Pretura di __________ la provvisoria sospensione dell’esecuzione ex art. 85a
cpv. 2 LEF in attesa dell’esito del procedimento in Italia. 

                                         Nel caso
concreto i beni da realizzare sono rappresentati da 30 quadri di grande valore
patrimoniale e artistico che, come constatato dal perito __________ nel suo
rapporto del 30 novembre 2010, necessitano di una vendita con l’intermediazione
di una casa d’aste svizzera. Questo perché un incanto pubblico non
rappresenterebbe il miglior modo di procedere per ottenere il ricavato più alto
possibile. Infatti ritenuta la limitatezza del mercato d’arte locale solamente
la vendita attraverso una casa d’aste svizzera, con le necessarie conoscenze,
l’indispensabile pubblicità e una vasta esperienza, potrebbe garantire di
ottenere il ricavato più alto possibile. 

                                         Lo stesso
Ufficio con lettera del 26 gennaio 2011 avrebbe comunicato al ricorrente che
per poter valorizzare gli oggetti messi all’incanto e quindi coprire il debito
con la vendita del minor numero di quadri era sua intenzione affidare il
mandato ad una casa d’aste privata. Malgrado ciò l’Ufficio avrebbe poi deciso,
improvvisamente e inaspettatamente, di procedere alla vendita mediante incanto
pubblico. 

 

 

                                  H.   Con
osservazioni 13 maggio 2011 l’avv. PI 1 ha postulato di respingere il gravame con motivazioni che, se del caso, saranno riprese in seguito.

 

 

                                    I.   Pure
l’CO 1 ha chiesto la reiezione del ricorso, rilevando che la LEF non prevederebbe
esplicitamente la possibilità di delegare a persone private la realizzazione
degli attivi compresi in una procedura esecutiva. In DTF 115 III 54 il
Tribunale avrebbe apparentemente risolto negativamente la questione, decidendo
che una delega a privati sarebbe possibile solo qualora, per circostanze
speciali, una vendita ai pubblici apparirebbe del tutto inadeguata. In linea di
massima inoltre la tariffa federale (OTLEF) si applicherebbe anche alla
remunerazione degli atti esecutivi compiuti da terzi. 

                                         Il perito
contattato dall’Ufficio con scritto del 30 novembre 2011, dopo aver evidenziato
che le opere visionate potessero coprire ampiamente il debito di fr.
227'000.00, avrebbe ritenuto che la vendita tramite incanto pubblico da parte
dell’UEF fosse vantaggioso dal profilo delle spese ma non ottimale per il
proprietario visto l’esiguo mercato d’arte locale. La vendita tramite la casa
d’aste avrebbe posto però tutta una serie di problemi. Innanzitutto il piede
d’asta del 33%-50% della stima. Sarebbe inoltre occorsa una liberatoria da
parte del debitore per vendere le opere anche qualora il debito fosse già
coperto dopo le prime vendite: i dipinti infatti non avrebbero più potuto
essere svincolati dalla procedura al momento dell’accordo con la casa d’aste.
Con quest’ultima vi sarebbero inoltre state spese aggiuntive di trasporto,
assicurazione, riproduzione e la percentuale della casa d’aste medesima. Il 26
gennaio 2011 l’Ufficio avrebbe pertanto scritto al debitore, informandolo della
necessità di una liberatoria e di una collaborazione da parte sua. Tale
richiesta sarebbe rimasta senza risposta. Per questo motivo esso avrebbe deciso
di procedere alla vendita a pubblico incanto.

 

 

                                  L.   Con
decisione 27 maggio 2011 il Pretore aggiunto della Giurisdizione di __________
ha sospeso provvisoriamente fino alla definizione giudiziale della causa di
merito presentata in Italia l’esecuzione n. __________. Con pronunciato del 4
ottobre 2011 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello ha accolto
l’appello presentato dall’avv. PI 1 contro la sentenza del Pretore aggiunto e
ha revocato la decisione di sospensione provvisoria dell’esecuzione. Tale
giudizio è stato intimato all’escusso al suo domicilio a __________. La
relativa raccomandata è già stata ritornata al Tribunale d’appello in quanto
non ritirata dopo esserte rimasta in giacenza per un mese. 

 

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

                                   1.   Per l’art. 116 cpv. 1 LEF il creditore può domandare la
realizzazione dei beni mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di
un mese né più tardi di un anno dal pignoramento e, quando si tratti di fondi,
non prima di sei mesi né più tardi di due anni dal pignoramento. La domanda di
realizzazione può anche essere formulata oralmente ( cfr. Jaeger/Walder/ Kull/Kottmann, SchKG,
Zurigo 1997, n. 15 ad art. 116).

 

 

                                   2.   Il
cpv. 2 dell'art. 125 LEF prescrive che " la forma della pubblicazione del
bando, il modo, il tempo ed il luogo degli incanti sono determinati
dall'ufficiale col maggior riguardo possibile agli interessi delle parti. Non è
richiesta l'inserzione del bando nel foglio ufficiale". Ratio della norma è di conseguire il maggior ricavo possibile,
nell’interesse dei creditori e del debitore. Nel caso
in cui vengano realizzati oggetti d'arte o d'antiquariato, la pubblicazione
deve avvenire in modo che la cerchia dei potenziali interessati possa essere
informata dell'asta. In un caso del genere la comunicazione dell'asta
unicamente presso il luogo dell'incanto è contraria alla legge (cfr. DTF 45 III
86 s.; Rutz/Rozh, Basler
Kommentar zum SchKG, Vol. I, 2a edizione, Basilea 2010, n. 5 ad art. 125). La
realizzazione anche di oggetti d’arte incombe di principio all'autorità di
esecuzione: solo quando, per circostanze speciali, una vendita ai pubblici
incanti apparisse del tutto inadeguata, si giustifica di incaricare una ditta
specializzata in vendite all'asta (cfr. DTF 115 III 52 ss.).

 

 

                                   3.   Decisivo è l’apprezzamento dell’ufficiale, la cui latitudine di
giudizio trova giustificazione nella sua migliore conoscenza della realtà
locale e nell’esperienza acquisita in tale funzione (Amonn/Walther, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 8a ed., Berna 2008,
§ 27 m. 24; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht.
vol. I, Zurigo 1984, § 8 m. 19 e § 30 m. 3).

 

 

                                   4.   È quindi compito dell’organo d’esecuzione stabilire le modalità di
vendita, determinare le comunicazioni contenute nelle condizioni d’asta, che
possono essere rese note anche solo verbalmente in sede di asta pubblica (Gilliéron, Commentaire de la loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la
faillite, vol. II, Losanna 2000, n. 22 ad art. 125) e
non devono fare oggetto di pubblicazione, stabilire dove debbano trovarsi i
beni oggetto di realizzazione al momento del pubblico incanto.

 

 

                                   5.   Trattandosi di giudizio di opportunità, l’Autorità di ricorso si
impone uno stretto riserbo. Pur potendo sostituire il suo apprezzamento a
quello dell’ufficio che ha espresso l’atto impugnato, essa si scosterà dalla
decisione dell’Ufficio in sostanza solo quando lo esigano interessi superiori
di coordinamento (cfr. Cometta, La procedura di ricorso avanti le autorità cantonali di vigilanza
in materia di esecuzione e fallimenti, in BlSchK 1989, p. 47).

 

 

                                   6.   Nel
caso di specie con avvisi del 15 aprile 2011, regolarmente pubblicati sul
foglio ufficiale cantonale, l’Ufficio ha fissato per il 16 maggio 2011 la
vendita di 15 quadri e per il 17 maggio 2011 la vendita ai pubblici incanti di
ulteriori 15 dipinti di proprietà dell’escusso. Il ricorrente allega quali
circostanze che giustificherebbero l’assegnazione del mandato vendita ad una
casa d’aste il fatto che i beni da realizzare sono rappresentati da quadri di
grande valore patrimoniale e artistico che necessiterebbero di una vendita con
l’intermediazione di una casa d’aste svizzera, atteso che un incanto pubblico
non rappresenterebbe il miglior modo di procedere per ottenere il ricavato più
alto possibile, vista la limitatezza del mercato d’arte locale. Tali motivi non
costituiscono circostanze eccezionali tali da imporre all’Ufficio di incaricare
della vendita una casa d’aste. Infatti le sole circostanze che gli oggetti
d’arte pignorati siano di valore non irrilevante e che il mercato locale possa
apparire limitato, non costituiscono motivo per far apparire la rinuncia alla
vendita da parte di una casa d’aste del tutto inadeguata. Tanto più che la
limitatezza del mercato locale potrebbe essere facilmente attenuata dall’Ufficio
e, in particolare, dal debitore stesso mediante la pubblicizzazione dell’asta
nei modi adeguati sia nella Svizzera interna che nella vicina Italia. Anzi nelle
predette circostanze l’assegnazione della vendita ad una casa d’aste verrebbe a
ledere il principio secondo cui la realizzazione debba essere operata
dall’Ufficio di esecuzione. La realizzazione tramite una casa d’aste non
dovrebbe poi causare costi di realizzazione superiori a quelli fissati dalla
OTLEF (DTF 103 III 45), circostanza che difficilmente si realizzerebbe
considerato che esse richiedono, oltre alla rifusione delle spese di trasporto,
assicurazione e riproduzione, una percentuale sulla vendita (cfr. scritto 30
novembre 2010 di __________). Solo con l’accordo dei creditori una violazione
di questo principio potrebbe entrare in considerazione (DTF 105 III 70f). Nella fattispecie il creditore però con le osservazioni al ricorso si è chiaramente opposto ad un
tale modo di procedere. Ne consegue che l’Ufficio, indicendo la vendita di
parte dei beni pignorati ai pubblici incanti, ha agito correttamente e nessun
rimprovero può essere sollevato nei suoi confronti.

 

 

                                   7.   Da quanto precede discende che il ricorso
è respinto.

                                         Non si
preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 17, 116 cpv. 1, 125 cpv. 2
LEF; 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF,

 

pronuncia:

 

1.            
Il ricorso è respinto.

 

                                     2.      Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                     3.       Intimazione
a:

                                              - ____________________
PA 1, __________;

                                              - ____________________
PA 2, __________.

                                              Comunicazione
all’CO 1, __________.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

Contro la presente
decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.