# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 91726cfa-0f33-5626-b41d-33e2c53454a9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-04-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.04.2003 11.2003.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-34_2003-04-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2003.34

  	
  Lugano

  7 aprile 2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  I. Bernasconi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa  n. ___.____
(interdizione: mandato peritale) della Divisione degli interni, Sezione degli
enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, promossa con istanza del
27 settembre 2002 dalla

 

	
   

  	
  Commissione tutoria regionale __________, __________

   

  
	
   

  	
  nei confronti di

  	 

 

	
   

  	
  __________ __________, __________ 

  (patrocinata dall'avv. __________ __________
  __________, __________);

   

  

giudicando ora sulla “decisione” del 4
marzo 2003 con cui
l'autorità di vigilanza sulle tutele ha ordinato l'esecuzione di una perizia;

 

esaminati gli atti

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta l'appellazione
del 17 marzo 2003 presentata da __________ __________ contro la “decisione”
emessa il 4 marzo 2003 dalla Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 27 settembre 2002 la Commissione tutoria regionale __________ha
presentato alla Sezione degli enti locali, autorità di vigilanza sulle tutele,
un'istanza di interdizione fondata sull'art. 369 CC nei confronti di __________
__________ (1977);

 

                                         che nelle
sue osservazioni del 18 ottobre 2002 __________ __________ si è opposta alla
domanda;

 

                                         che la
Sezione degli enti locali ha commissionato il 4 marzo 2003 al Servizio
psico-sociale di __________ una perizia sullo stato di __________ __________;

 

                                         che con
appello del 17 marzo 2003 __________ __________ è insorta contro tale decisione;

 

                                         che
l’atto non è stato notificato alla Commissione tutoria regionale;

 

e considerando

 

in diritto:                        che l'appellante definisce la perizia un provvedimento sproporzionato,
infondato e finanche abusivo;

 

                                         che
giusta l'art. 374 cpv. 2 CC l'interdizione per infermità o debolezza di mente
può essere decretata solo dietro relazione di periti, “i quali dovranno
pronunciarsi anche sulla convenienza di udire prima l'interdicendo”;

 

                                         che
secondo l'art. 19 cpv. 2 LPAmm (applicabile per il rinvio dell'art. 21 LTC) l'assunzione
delle prove avviene in applicazione analogica delle norme della procedura civile;

 

                                         che
nell'ambito di una causa civile la “decisione” con cui il giudice ordina
l'esecuzione di una perizia è un'ordinanza, come tale inappellabile (Cocchi/Trezzini, CPC massimato e
commentato, Lugano 2000, n. 1 ad art. 248); 

 

                                         che, di
conseguenza, nelle circostanze descritte l'appello potrebbe essere dichiarato
irricevibile senza ulteriore disamina (analogamente: I CCA, sentenza __________.__________.__________
del 13 gennaio 2003 in re S.; RDAT II-2002 pag. 45);

                                         

                                         che, si
volesse da ciò prescindere, la “relazione” medica prevista dall'art. 374 cpv. 2
CC può sempre essere disposta non appena l'autorità nutra seri dubbi sullo
stato mentale di una persona (Schnyder/Murer
in: Berner Kommentar, 3a edizione, n. 91 ad art. 374 CC; Stettler in: Droit civil,
Représentation et protection de l'adulte, 4a edizione, pag. 182, n.
397);

 

                                         che in
concreto simili dubbi sussistono (allegati 3 e 4);

 

                                         che
l'esecuzione di una perizia non costituisce nemmeno una grave violazione della
libertà personale e può essere ordina­ta, dandosi il caso, anche contro la
volontà del peritando (DTF 124 I 40 consid. 2c e 48 consid. 5; Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques
et tutelle, 4a edizione, pag. 353, n. 903a; Riemer, Grundriss des Vormundschafts­rechts, 2a edizione, § 4 n. 11);

 

                                         che,
ciò posto, l'appello dovrebbe essere respinto nel merito quand'anche fosse
proponibile;

 

                                         che di
per sé gli oneri del giudizio odierno andrebbero a carico dell'interessata
(art. 148 cpv. 1 CPC); 

 

                                         che, data
la particolarità della fattispecie, si giustifica nondimeno di rinunciare al prelievo
di spese;

 

                                         che non è
il caso di assegnare ripetibili alla Commissione tutoria regionale, la quale
non si è vista notificare il ricorso e non ha sopportato costi presumibili;

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la
“decisio­ne” impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non
si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili. 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  – avv. __________ __________ __________, __________;

  – Commissione tutoria regionale __________, __________.

  

                                         Comunicazione
alla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario