# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** feba48df-5c8f-501b-a139-ebb84e04e692
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-03-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.03.2007 D-997/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-997-2007_2007-03-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-997/2007
vav/egl
{T 0/2}

Sentenza del 13 marzo 2007

Composizione: Giudici Valenti, Lang e Haefeli
Cancelliere Egloff

A._______, Sudan, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  5  febbraio  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il 18 dicembre 2006, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera. 
Ha  dichiarato,  nella  sostanza  (cfr.  verbali  d'audizione  del  17  e  del  29  gennaio 
2007), che nel mese di maggio del 2006 non meglio identificate persone, oppure 
dei  membri  del  gruppo  B._______,  hanno  incendiato  l'abitazione  familiare,  per 
vendicarsi del sostegno fornito dal padre all'organizzazione C._______, ed ucciso 
la sorella. Lui ed il padre sarebbero stati  sequestrati  e torturati.  Il padre sarebbe 
morto  a  causa dei  maltrattamenti  subiti.  L'indomani,  egli  sarebbe stato  ritrovato 
nella  foresta  da  uno  sconosciuto,  che  l'avrebbe  ospitato,  curato  ed  aiutato  ad 
espatriare il 2 dicembre del 2006.

B. Il 5 febbraio 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  Detto Ufficio ha pure pronunciato l’allontanamento  dell’interessato dalla 
Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento verso il  Sudan siccome lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  7  febbraio  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la succitata decisione dell'UFM. Ha chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda d’esenzione dal versamento 
di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente  in  merito  ai  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in 
materia d'asilo (art. 31 e 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. d della 
legge  sul  Tribunale  federale  del  17  giugno  2005  [LTF,  RS  173.110]).  Giusta  il 
capoverso 1 delle disposizioni transitorie della LAsi riguardanti la modifica del 16 
dicembre 2005,  ai  procedimenti  pendenti  al  momento dell’entrata in vigore della 
citata modifica, il 1° gennaio 2007, è applicabile il nuovo diritto.

2. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi. 

3. Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non ha addotto 
motivi che possano giustificare la mancata tempestiva esibizione di documenti di 
viaggio  o  d'identità.  Segnatamente,  egli  non  avrebbe  intrapreso  nulla  alfine  di 
procurarsi  un  siffatto  documento,  limitandosi  altresì  ad  affermare  di  non  poter 
contattare nessuno in patria. L'autorità inferiore ha altresì ritenuto che il ricorrente 
non  ha  la  qualità  di  rifugiato  ai  sensi  degli  art.  3  e  7  LAsi  e  rilevato  che  le 
dichiarazioni decisive rese dal ricorrente sono del tutto inverosimili. In particolare, 
l'insorgente ha dapprima dichiarato di non sapere chi erano i suoi aggressori nel 

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maggio  del  2006,  per  poi  sostenere  che  erano  membri  del  gruppo  B._______. 
Peraltro, non è stato in grado di fornire alcun dettaglio sugli indicati aggressori, sul 
luogo del sequestro e non ha neppure saputo indicare il nome della persona che 
l'avrebbe  ospitato,  da  maggio  a  dicembre  del  2006,  curato  e  poi  organizzato  e 
finanziato  l'espatrio.  L'UFM ha quindi  ritenuto  che nel  caso di  specie  non sono 
necessari ulteriori chiarimenti.

4. Nel  ricorso,  l'insorgente  fa  valere  d'aver  fornito  un racconto  dettagliato  dei  suoi 
motivi  d'asilo  e  che,  per  tale  ragione,  si  renderebbero  necessari  ulteriori 
chiarimenti alfine d'accertare la sua qualità di rifugiato, rispettivamente l'esistenza 
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento. Sostiene, pertanto, che nel 
caso in esame è applicabile tale eccezione alla non entrata nel merito della sua 
domanda.

5. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento (lett. c). 

5.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal  17  gennaio  2007.  Bisogna  altresì  convenire  con  l’autorità  inferiore  che  il 
ricorrente  non ha fornito  valide giustificazioni  per la mancata esibizione di  simili 
documenti. Non v'è, infatti, ragione di ritenere che se il ricorrente avesse effettuato 
dei  seri  e  concreti  tentativi  per  procurarsi  tempestivamente  un  documento  di 
viaggio o d'identità, questi tentativi non avrebbero potuto avere esito favorevole (in 
patria  vivrebbero  altresì  ancora  dei  suoi  parenti).  Peraltro,  nel  gravame 
l'insorgente neppure ha preteso che nel suo caso fosse applicabile l'eccezione di 
cui all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi. Infine, il TAF osserva che se un richiedente non 
aveva motivi validi per giustificare la mancata esibizione di documenti di viaggio o 
d'identità in procedura di prima istanza, non vi è motivo d’annullare la decisione di 
non entrata nel merito quand’anche avesse a presentare un siffatto documento in 
sede di ricorso (v.  Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 n. 16).

5.2 Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente non ha addotto argomenti o prove suscettibili 
di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all’impugnata 
decisione,  delle  allegazioni  decisive  presentate.  Giova  rilevare  che  quest'ultime 
s'esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da alcun  elemento 
della  benché  minima  consistenza,  in  sostanza,  per  i  motivi  indicati  dall'autorità 
inferiore.  In  tale  ambito,  non  soccorre  l'insorgente  la  generica  allegazione 
presentata in sede di ricorso secondo cui avrebbe reso un racconto dettagliato dei 
suoi  motivi  d'asilo  dinanzi  all'autorità  di  prime cure.  Basti  ancora  rilevare  che il 
ricorrente  non  ha  preteso  di  provenire  dal  Darfur  e  che  non  ha  saputo  fornire 

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alcuna informazione né sulle milizie B._______ né sul movimento di cui avrebbe 
fatto  parte  suo  padre.  Pertanto,  non  può  manifestamente  prevalersi  della 
giurisprudenza,  GICRA  2006  n.  25,  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia d'asilo.  Ne discende,  allo stato attuale degli  atti  di  causa, che l'UFM ha 
rettamente considerato siccome del tutto inconsistenti  le allegazioni decisive del 
ricorrente per quanto attiene alla qualità di rifugiato giusta gli art. 3 e 7 LAsi (art. 
32 cpv. 3 lett. b LAsi).

5.3

5.3.1 Per  i  motivi  indicati  al  considerando  5.2  del  presente  giudizio,  non  emergono 
neppure elementi  da cui dedurre la necessità d'ulteriori  accertamenti  ai fini della 
determinazione della qualità di rifugiato (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi) del ricorrente, le 
allegazioni decisive presentate dall'insorgente medesimo essendo, come rilevato, 
manifestamente inconsistenti.

5.3.2 Per gli stessi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui dedurre che 
l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente potrebbe violare gli  art.  25 cpv. 2 
della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999 
(Cost., RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 
1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 14a 
cpv. 3 della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri del 
26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale 
ed  immediato  di  trattamenti  contrari  agli  art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

5.3.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art.  32 cpv.  3 lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  5.3.2).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari e perché.

5.3.4 Premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 
all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  il  TAF  osserva  nondimeno  che  in  Sudan  non  vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra  civile  o violenza generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale. Peraltro, 
il ricorrente non ha preteso di provenire dal Darfur. Inoltre, l'insorgente è giovane, 
celibe e ha una certa  esperienza professionale.  Non emerge altresì  dagli  atti  di 
causa  che  egli  soffra  di  problemi  di  salute  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia 
dell’esecuzione dell’allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24).  In 
siffatte  circostanze,  l’autorità  inferiore  ha rettamente  ritenuto  siccome adempiti  i 
presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità per l’insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Sudan.

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5.3.5 Peraltro,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  14a cpv.  2  LDDS).  Infine,  usando  della 
necessaria diligenza,  il  ricorrente potrà procurarsi  ogni documento necessario al 
rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

6. Da quanto esposto, discende che, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 
destituito d’ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e che la decisione 
impugnata va confermata. 

7. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

8. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 5.3. 

9. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

11. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. 

12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è senza oggetto.

3. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 

4. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- a D._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Lorenzo Egloff

Data di spedizione: