# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b1ca160d-89bf-500c-a926-666b724b3fce
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-09-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 04.09.1998 11.1998.129
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-129_1998-09-04.html

## Full Text

Incarto n.

  11.98.00129

  	
  Lugano,

  04 settembre 1998/kc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, vicepresidente, 

  Giani e Pellegrini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli
  Zeni, vicecancelliera

  

 

 

visto
l’appello (“ricorso”) del 3 settembre 1998 presentato da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  l’ordinanza
  emanata il 2 settembre 1998 in luogo e vece del Pretore dal Segretario
  assessore della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, nella causa
  __________.__________.__________ (opposizione al matrimonio) promossa dall’appellante con petizione (“istanza”) del 13 agosto 1998;

  

 

 

esaminati gli atti,

 

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolto l’appello (“ricorso”) inoltrato
da __________ __________ contro l’ordinanza emessa dal Segretario assessore
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 13 agosto 1998
__________ __________ ha introdotto davanti al-la Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 6, un’“istanza di interdizione” mirante a impedire un
matrimonio “__________g-__________ __________ ”;

 

                                         che con ordinanza del 17
agosto 1998 il Segretario assessore ha assegnato all’istante, in luogo e vece
del Pretore, un termine di 20 giorni per completare l’atto introduttivo della
lite, per produrre i documenti a sostegno e per indicare il nome con il recapito
esatti dei convenuti;

 

                                         che __________ __________
ha postulato il 31 agosto 1998 una proroga del termine, se possibile fino al
termine di una procedura pendente dinanzi alla Camera dei ricorsi penali contro
una decisione del 24 agosto 1998 con cui il Procuratore generale aveva
dichiarato, nel frattempo, di non avviare indagini preliminari nei confronti
del Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6;

 

                                         che, statuendo il 2
settembre 1998, il Segretario assessore ha respinto la domanda di proroga;

 

                                         che contro l’ordinanza
appena citata __________ __________ ha presentato il 3 settembre 1998 un
“ricorso” (appello) inteso a ottenere – previo conferimento dell’effetto
sospensivo al gravame – una proroga del noto termine;

 

                                         che l’appello non è stato
oggetto di intimazione;

 

 

e considerando

 

in diritto:                        che su una domanda di
proroga dei termini (art. 130 CPC) il giudice decide mediante ordinanza;

 

                                         che, in effetti, le misure
disciplinanti il procedimento sono prese con ordinanza (art. 94 cpv. 1 CPC);

 

                                         che l’atto appellato, del
resto, è designato chiaramente come tale;

 

                                         che, emanate giusta l’art.
286 CPC, le ordinanze non sono appellabili né possono essere impugnate con
qualsivoglia altro rimedio giuridico (art. 95 cpv. 1 CPC);

 

                                         che pertanto il “ricorso”
introdotto dall’istante si rivela, già a un primo esame, improponibile;

 

                                         che l’inammissibilità
dell’appello rende senza oggetto la richiesta di effetto sospensivo contenuta
nel gravame;

 

                                         che, per quanto riguarda
le spese del giudizio odierno, esse andrebbero poste a carico del soccombente
secondo l’art. 148 

                                         cpv. 1 CPC;

 

                                         che nondimeno, data la
particolarità del caso, si giustifica – per questa volta – di rinunciare al
prelievo di oneri processuali;

 

 

in applicazione dell’art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   L’appello (“ricorso”) è
irricevibile.

 

                                   2.   Non si riscuotono tasse né
spese.

 

                                   3.   Intimazione a __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

Il vicepresidente                                                    La
segretaria