# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c90ac68b-3e79-5b01-aada-6663120ce286
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.05.2006 32.2005.141
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-141_2006-05-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.141

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  15 maggio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 agosto
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, precedentemente attivo presso la segheria __________ di __________,
ha beneficiato di una rendita intera per un grado d’invalidità del 100% dal 1°
maggio 1997 al 31 ottobre 1998, analogamente a quanto definito
dall’assicuratore infortuni __________. Successivamente, l’Ufficio AI,
adeguandosi a quanto deciso nel frattempo dall’assicuratore infortuni (che ha
rivalutato la situazione dell’assicurato, ponendolo, in seguito ad una
transazione fra le parti, al beneficio di una rendita del 66,66% dal 1° maggio
2001, doc. AI 57-3), gli ha accordato una rendita intera di invalidità per un
grado d’invalidità del 67% dal 1° ottobre 2000 (doc. AI 74).

                               1.2.   A
conclusione della revisione, avviata d’ufficio nel 2004, con decisione 14
giugno 2004 l'Ufficio AI, dopo
aver proceduto al raffronto dei redditi, ha ridotto a tre quarti di rendita la
prestazione accordata all’assicurato per un grado di invalidità del 62% (doc.
AI 92). 

 

                               1.3.   A
seguito dell’opposizione presentata in data 25 giugno 2004 dallo studio legale
e notarile RA 1 - con la quale l’assicurato ha chiesto all’amministrazione di
rivedere la propria decisione sostenendo che il suo quadro clinico è
peggiorato, chiedendo che venga esperita una perizia specialistica relativa ai
suoi disturbi fisico-patologici e una perizia psichiatrica, visto il suo stato
depressivo sempre più acuto (doc. AI 94) - con decisione su opposizione 3
agosto 2005 l’amministrazione ha confermato la riduzione a tre quarti di
rendita, posto che dal confronto dei redditi emerge un’incapacità al guadagno
del 62%. L’amministrazione ha inoltre confermato la correttezza della riduzione
a tre quarti di rendita delle rendite completive per la moglie e per i figli.
L’Ufficio AI ha infine negato all’assicurato il diritto al gratuito patrocinio,
ritenuto che la condizione relativa alla necessità dell’assistenza legale non è
realizzata (doc. AI 103).

 

                               1.4.   Avverso
la succitata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA
1, ha presentato ricorso al TCA, postulando il ripristino della rendita intera
(doc. I). Contestualmente, il ricorrente ha chiesto di essere posto al
beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio per la
procedura ricorsuale. Nel gravame l’insorgente ha in particolare rilevato che a
causa del costante peggioramento delle sue condizioni di salute egli è inabile
al lavoro al 100%. Egli ha inoltre contestato il fatto che l’amministrazione,
contrariamente a quanto richiesto in sede di opposizione, abbia omesso di
effettuare una perizia psichiatrica, producendo a comprova della gravità della
sua patologia un certificato medico del suo psichiatra curante che attesta un’inabilità
completa in qualsiasi attività. Egli ha infine considerato illegittima la
riduzione parimenti operata dall’amministrazione sulle rendite completive della
moglie e dei figli (doc. I).

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’amministrazione, confermando la correttezza della
propria decisione, ha invece postulato la reiezione del ricorso.

                               1.6.   Con
scritto 10 novembre 2005 il rappresentante dell’assicurato ha rilevato che i
riscontri circa le psicopatologie sofferte dal suo assistito sono numerosi ed
indicano la presenza di disturbi seri prolungati nel tempo, che lo rendono
inabile al 100% in qualsiasi attività, come attestato dal dr. __________. Al
fine di appianare qualsiasi dubbio in merito, il ricorrente ha ribadito la
richiesta di una perizia psichiatrica giudiziaria (doc. V).

 

                               1.7.   In
data 18 gennaio 2006 il legale dell’assicurato ha comunicato al TCA di ritirare
la richiesta di assistenza giudiziaria (doc. IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

2.1.  La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio
e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria
o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1  LPTCA.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se vi è stato un cambiamento importante della
situazione invalidante dell’assicurato giustificante in via di revisione la
riduzione a tre quarti della rendita d'invalidità.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia
cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa
essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports
de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991,
pp. 216ss).

 

         Secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv.
1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

 

         Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi
(metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique
VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non
si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno
stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.4.   Se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che
incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro,
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta
(art. 17 cpv. 1 LPGA). La revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di
una possibile modificazione importante del grado d’invalidità o di grande
invalidità, è stato stabilito un termine nel momento dell’erogazione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si
ordinano provvedimenti che possono provocare una notevole modificazione del
grado d’invalidità o della grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). Invece, se è
stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che il
grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a se stesso è
modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3
OAI). Infine, prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno
per grandi invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era
insufficiente o perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni
previste nel capoverso 3.

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo
(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha
un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC
1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la revisione
di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di
guadagno.

 

                               2.5.   Per
quanto attiene allo stato di salute, l'assicurato rimprovera all’Ufficio AI di
non aver tenuto conto delle importanti patologie fisiche e psichiche che lo
affliggono e che lo rendono totalmente inabile al lavoro in qualsiasi attività,
contestando in particolare il mancato esperimento di una perizia
pluridisciplinare (doc. I).

 

                                         Nel
rapporto di decorso 2 marzo 2004 all’attenzione dell’Ufficio AI il dr. __________,
FMH in medicina generale, ha indicato che lo stato di salute dell’assicurato è
stazionario, “con periodi di aggravamento e di remissioni molto parziali”.
Egli ha rilevato che le diagnosi non sono cambiate, che la lombalgia
cronicizzata e del tutto refrattaria alle cure di cui è affetto l’assicurato
condiziona la sua capacità lavorativa, rendendolo inabile al 67% dal 1 ottobre
2000. Quanto al decorso, il medico ha indicato “la persistenza della
sintomatologia dolorosa e della rigidità a carico della colonna lombosacrale
con lieve oscillazione dei disturbi”, osservando che la “prognosi è
sfavorevole tenuto conto della durata dei sintomi e della non risposta alle
terapie” (doc. AI 82).

 

                                         Nelle
sue annotazioni 13 maggio 2004 il dr. __________ del SMR ha indicato che
l’assicurato è abile al 50% in attività adeguate, osservando:

 

"  La situazione medica è invariata, i limiti
rimangono identici.

L'A. risulta essere abile al 50% in un'attività adeguata
che non comporta il mantenimento continuo e prolungato di una stessa posizione
fissa che non necessiti movimenti ripetuti di flessione/torsione del tronco, o
il mantenimento di posizioni viziose con il tronco, non può usare strumenti
contundenti o vibranti così come il trasporto di pesi non deve superare i 15/20
kg." (Doc. AI 86-1)

 

L’Ufficio
AI ha quindi affidato l’esame del caso al consulente IP, il quale, nel rapporto
finale 21 maggio 2004 ha
rilevato:

 

" 
Trattasi di un A. al
beneficio di una rendita __________ (dopo transazione) e AI del 66,66%.

A seguito dell'entrata in vigore delle disposizioni
della IV revisione LAI, ci si trova ora di fronte ad una rivalutazione.

 

Dati medico teorici

 

L'A. (__________) soffre di una sindrome vertebrale
conseguente ad un infortunio.

Il Dr. __________ (maggio 2004) osserva che la situazione
medica è invariata e i limiti rimangono identici a quelli definiti dalla visita
medica di chiusura della __________ (aprile 1998).

L'A. risulta abile al 50% in un'attività adeguata che
non comporta il mantenimento continuo e prolungato di una stessa posizione
fissa, che non necessiti movimenti ripetuti di flessione/torsione del tronco o
il mantenimento di posizioni viziose con il tronco, non può usare strumenti
contundenti o vibranti, così come trasportare pesi superiori ai 15/20 kg.

 

Dati socio professionali

 

L'A. ha frequentato le scuole dell'obbligo in __________
(suo paese d'origine) e entrato in Svizzera nel 1989 ha svolto l'attività di operaio presso la ditta __________,
__________ (1989), autista presso __________, __________ (1990) e da ultimo
manovale presso __________, __________ (1990-1996).

 

Discussione 

 

L'abilità lavorativa del 50%, il basso livello
scolastico e la mancanza di una formazione professionale di base non permettono
di mettere in atto provvedimenti professionali volti al conseguimento di una
qualifica di base.

L'A. potrebbe ancora svolgere delle attività di tipo
leggero come per esempio aiuto venditore, aiuto magazziniere, fattorino, ...

Si procede quindi con il calcolo teorico per il
confronto dei redditi.

 

Calcolo della Capacità di Guadagno Residua

 

Considerando un reddito ipotetico di fr. 52'322.--, una
capacità di lavoro residua del 50% e applicando una riduzione del 25% (per
l'alternanza delle posizioni, ergonomia e attività leggera), secondo le
statistiche RSS teoriche (categoria 4, quartile 2), risulta un reddito da
invalido di fr. 19'712.-- e una capacità di guadagno residua del 37.67% in
attività leggere che non necessitano di particolari qualifiche.

 

Conclusione

 

Viste le precedenti considerazioni si
conclude con un grado d'invalidità del 62.33%." (Doc. AI 89-1)

 

Sulla
base di tali conclusioni, l’Ufficio AI ha quindi ridotto la rendita intera
precedentemente corrisposta all’assicurato, accordandogli il diritto a tre
quarti di rendita per un grado di invalidità del 62% risultante dal raffronto
dei redditi (doc. AI 93).

 

                               2.6.   L’assicurato
ha contestato tale decisione dell’amministrazio-ne, producendo in sede di
opposizione il certificato medico 25 giugno 2004 del suo medico curante, dr. __________,
che attesta l’inabilità lavorativa al 100% dell’assicurato, aggiungendo che “negli
ultimi sei mesi è subentrato un peggioramento della sintomatologia” (doc.
AI 94-11).

 

Sempre
in sede di opposizione l’assicurato ha rimproverato all’Ufficio AI di non aver
tenuto conto anche dell’inasprimento della sua condizione psicologica, con la
presenza di uno stato depressivo sempre più acuto, chiedendo
all’amministrazione di esperire una perizia psichiatrica, oltre che una perizia
specialistica per i suoi disturbi lombovertebrali (doc. AI 94-1-5).

 

Nonostante
tali richieste dell’assicurato, l’Ufficio AI, con decisione su opposizione 3
agosto 2005, ha ritenuto che lo
stato di salute fosse rimasto invariato e che la certificazione del dr. __________
prodotta agli atti fosse troppo generica, priva di diagnosi, dei disturbi
soggettivi, delle costatazioni oggettive, della prognosi e delle eventuali
osservazioni conclusive e che non fosse quindi atta a modificare le conclusioni
dell’amministrazione. L’Ufficio AI ha inoltre confermato che dal raffronto dei
redditi emerge un grado di invalidità del 62%, percentuale quest’ultima che a
partire dal 1° gennaio 2004 dà diritto a tre quarti di rendita (doc. AI 103).

 

                               2.7.   In
sede ricorsuale l’assicurato ha nuovamente contestato la decisione
dell’amministrazione, producendo a sostegno delle sue pretese il certificato
medico 31 agosto 2005 del dr. __________, FMH in psichiatria e psicoterapia,
che attesta la sua totale inabilità al lavoro in qualsiasi attività. Lo
specialista si è così espresso:

 

" 
Così richiesto
dall'interessato citato in epigrafe, che svincola lo scrivente dal segreto
professionale, attesto di avere in cura il signor RI 1 dal 15.09.2004, inviato
dal Dr. __________, per l'aggravamento di una "sindrome depressiva
presente da qualche anno"; a beneficio di una rendita di invalidità
totale.

 

Rilevo uno stato depressivo grave su esiti
infortunistici con sindrome algica residuale. Tale stato psicopatologico
complica ulteriormente il già grave quadro organico post-infortunistico,
rendendo la persona totalmente inabile a svolgere qualsiasi tipo di
attività.

Si rileva altresì un'evoluzione cronica, cristalizzata
nel tempo, a prognosi sfavorevole." (Doc. A)

 

Nelle
loro annotazioni 25 ottobre 2005 il dr. __________, medico resp. SMR e la
dr.ssa __________, medico psichiatra SMR, dopo aver riassunto i fatti e la
documentazione medica all’incarto, hanno rilevato:

 

" 
(...)

Per quanto concerne il lato psichiatrico il medico
curante dr. __________ riferisce la comparsa di disturbi depressivi già nel
periodo 1997-1998, trattati con antidepressivi ad alto dosaggio, ma senza
nessun miglioramento. Non risultano allora attuate misure di trattamento
specialistico.

In base ad una visita medica effettuata presso l'__________
si rileva che i dolori persistenti riferiti dall'A. abbiano assunto anche una
valenza a carattere somatoforme, di origine quindi psicogena.

Nel 2001 l'A. risulta ancora in trattamento
farmacologico con antidepressivi.

Nel rapporto medico AI del 4.3.2004 il dr. __________
conferma la persistenza di una lombalgia cronicizzata refrattaria alle cure,
stato di salute stazionario, non appare però alcun cenno sullo stato psichico
dell'A., sia sullo stato allora attuale, sia agli anni precedenti.

Il 25.6.2004 lo stesso medico curante certifica però un
peggioramento della sintomatologia subentrato negli ultimi sei mesi, senza però
dare alcuna minima descrizione dello stato di salute dell'A. (da notare che in
data 14.6.2004 viene emessa la decisione per una riduzione della rendita AI da
intera a tre quarti).

Il 15.9.2004 l'A. viene preso a carico dal dr. med. __________,
medico psichiatra, su invio del dr. __________, a seguito di un aggravamento di
una sindrome depressiva - tale informazione giunge all'Ufficio AI solo in data
9.9.2005 tramite un certificato medico da parte del dr. __________ (allegato
all'atto ricorsuale) che attesta un'incapacità lavorativa totale a causa di uno
stato depressivo grave che va comunque a complicare ulteriormente il quadro
organico post infortunistico.

 

Si può pertanto rilevare che le informazioni mediche
riguardanti lo stato di salute dell'A. siano state piuttosto deficitarie e
lacunose, oltrechè contrastanti; la determinazione del grado di invalidità si è
pertanto basata sulla documentazione agli atti. Il peggioramento dello stato
psichico è attestato solo successivamente alla decisione riguardante la
rendita.

Ad ogni modo è necessario sottolineare che l'A. risulta
essere stato beneficiario per anni di una rendita intera di invalidità con un
grado del 67% - la situazione medica riguardo la sindrome vertebrale e i limiti
lavorativi sono rimasti tuttavia identici a quelli definiti dalla visita medica
di chiusura della __________ (aprile 1998) - tale situazione è stata confermata
anche dal dr. __________ nel mese di maggio 2004." (Doc. IIIbis)

 

                               2.8.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,
si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono
inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004 nella
causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U
329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,
p. 31; DTF 125 V 352;
Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I
162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria
piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile
1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332;
ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita il TFA
ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA
al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato
parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe
obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354). 

                                         

Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109;
MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht,
1997, p. 230).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

 

                                         Inoltre,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui
questo autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

                                         Secondo
Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di
un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto
di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e
quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale
profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi
sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. 

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le
lamentele molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le
allegazioni di grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124;
STFA del 12 marzo 2004, I 683/03 pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del
23 settembre 2004, I 384/04, consid. 1.2).

 

                               2.9.   Nel
caso di specie, a seguito dell’infortunio occorsogli il 18 gennaio 1996 e le
cui conseguenze sono state prese a carico dall’assicuratore infortuni __________,
l’Ufficio AI con decisione 24 settembre 1999, tenuto conto della documentazione
trasmessa dall’assicuratore infortuni, aveva accordato all’assicurato una
rendita intera d’invalidità per il periodo 1° maggio 1997 – 31 ottobre 1998,
analogamente a quanto riconosciuto dalla __________. L’assicuratore infortuni
ha poi rivalutato la situazione, ponendo l’assicurato, in seguito ad una
“transazione” tra le parti (doc. AI 57-3), al beneficio di una rendita di grado
66,66% a partire dal 1° maggio 2001: l’Ufficio AI, di conseguenza, con
decisione 14 agosto 2002 ha accordato all’assicurato una rendita intera con un
grado di invalidità del 67% a partire dal 1° ottobre 2000. 

 

                                         Per
quel che concerne le condizioni di salute dell’assicurato, il TCA ritiene che
esse non sono migliorate nel corso del tempo, ma sono semmai peggiorate, come più
volte indicato dal curante e confermato dal dr. __________.

 

                                         Da
un attento esame degli atti di causa, questo Tribunale constata che già in
precedenza, con scritto 27 giugno 2001, l’avv. RA 1 aveva segnalato all’Ufficio
AI che il suo assistito era stato sottoposto ad intervento chirurgico, ma i
risultati di un fissatore esterno non erano stati soddisfacenti, producendo a
comprova di quanto asserito il rapporto peritale 26 gennaio 2000,
all’attenzione della __________, del dr. __________ dell’__________ di __________,
con i successivi rapporti 30 novembre 2000, 5 gennaio 2001 e 6 febbraio 2001. Il
patrocinatore dell’assicurato osservava in particolare che “il predetto
medico (dr. __________) nel suo scritto 6 febbraio 2001 afferma che attualmente
il signor RI 1 è evidentemente inabile al lavoro a causa di una grave
diminutiva problematica dolorifica. In questo senso occorre ritenere che la
situazione non è spiegabile solo dal punto di vista organico, ma anche da
sicuri problemi psicosomatici che giocano un ruolo e questo a causa della
travagliata e lunga vicenda di malattia” (doc. AI 60-1). L’Ufficio AI aveva
al riguardo osservato in data 2 luglio 2001 che “l’asserito peggioramento
del quadro clinico concernente l’assicurato citato in ingresso è avvenuto dopo
l’emissione della decisione impugnata. La situazione deve quindi essere
riesaminata nell’ambito di una revisione” (doc. AI 62-1). In occasione
della precedente procedura, sfociata poi nella decisione 14 agosto 2002 che ha
posto l’assicurato al beneficio di una rendita intera di invalidità con un
grado di invalidità del 67%, tuttavia, l’amministrazione non ha esperito nuovi
accertamenti medici, limitandosi ad adeguare il grado di invalidità
dell’assicurato a quanto riconosciuto dall’assicuratore infortuni, attribuendogli
quindi una rendita intera per un grado d’invalidità del 67%. 

 

                                         Nemmeno
in occasione della procedura di revisione oggetto della presente vertenza
l’Ufficio AI ha ritenuto opportuno valutare approfonditamente lo stato di
salute dell’assicurato, nonostante l’indicazione di prognosi sfavorevole posta
dal curante, dr. __________, nel rapporto di decorso 2 marzo 2003 (doc. AI
82-1). Al contrario, nelle sue annotazioni 13 maggio 2004 il dr. __________ del
SMR ha testualmente indicato che “la situazione medica è invariata, i limiti
rimangono identici” (doc. AI 86-1).

 

L’amministrazione
ha pure ignorato il certificato medico 25 giugno 2004 del dr. __________, che
attesta la totale inabilità lavorativa dell’assicurato e sottolinea il fatto
che, negli ultimi sei mesi, sia subentrato un peggioramento della
sintomatologia (doc. AI 94-11).

 

L’amministrazione
ha parimenti ignorato la richiesta dell’assicurato di esperire una perizia
psichiatrica, visto il peggioramento della sua patologia depressiva. Il dr. __________,
infatti, già nel certificato medico 24 gennaio 1998 aveva segnalato che
l’assicurato “da molti mesi presenta turbe di tipo depressivo che sta
curando con antidepressivi ad alto dosaggio, ma senza miglioramento
significativo” (doc. AI 7-2). Nel rapporto medico 6 febbraio 2001 il dr. __________
dell’__________ ha rilevato che la situazione dell’assicurato non è spiegabile
solo dal punto di vista organico, ma gioca un certo ruolo anche una
problematica psicosomatica, visto anche la lunga e travagliata storia della
malattia (doc. AI 60-1). Ancora, nel rapporto intermedio 27 novembre 2001 all’attenzione
dell’assicuratore infortuni, il dr. __________ ha osservato che “il paziente
è sempre sotto psicofarmaci antidepressivi” (doc. AI 4-238). Infine, nel
certificato medico 31 agosto 2005 il dr. __________, specialista della materia,
ha attestato di avere in cura l’assicurato dal 15 settembre 2004 – paziente che
gli era stato inviato dal dr. __________, per “l’aggravamento di una
sindrome depressiva presente da qualche anno”. Il dr. __________ ha potuto
rilevare “uno stato depressivo grave su esiti infortunistici con sindrome
algica residuale”. Lo specialista ha osservato che “tale stato
psicopatologico complica ulteriormente il già grave quadro organico post-infortunistico,
rendendo la persona totalmente inabile a svolgere qualsiasi tipo di attività”.
Il dr. __________ ha pure precisato che “si rileva altresì un’evoluzione
cronica, cristallizzata nel tempo, a prognosi sfavorevole” (doc. A). 

Al riguardo, il
SMR, pur riassumendo correttamente tutti i documenti agli atti, ha ritenuto che
“le informazioni mediche riguardanti lo stato di salute dell’A. siano state
piuttosto deficitarie e lacunose, oltreché contrastanti; la determinazione del
grado di invalidità si è pertanto basata sulla documentazione agli atti. Il
peggioramento dello stato psichico è attestato solo successivamente alla
decisione riguardante la rendita. Ad ogni modo è necessario
sottolineare che l’A. risulta essere stato beneficiario per anni di una rendita
intera di invalidità con un grado del 67% - la situazione medica riguardo alla
sindrome vertebrale e i limiti lavorativi sono rimasti tuttavia identici a
quelli definiti dalla visita medica di chiusura della __________ (aprile 1998)
– tale situazione è stata confermata anche dal dr. __________ nel mese di
maggio 2004” (doc. III bis).

 

Visto quanto
precede, questo Tribunale ritiene la fattispecie non sufficientemente chiarita
dal profilo medico, sia in relazione alla problematica vertebrale, sia con riferimento
all’affezione psichiatrica. Difatti, a fronte del certificato 25 giugno 2004
del dr. __________ in cui l’assicurato è stato ritenuto inabile al lavoro al 100%
(doc. AI 94-11) e al certificato 31 agosto 2005 del dr. __________, che ritiene
l’assicurato totalmente inabile al lavoro in qualsiasi attività a causa del suo
stato depressivo grave su esiti infortunistici con sindrome algica residuale
(doc. A), l’Ufficio AI ha omesso di compiere qualsivoglia accertamento volto a
chiarire le ragioni di tali affermazioni. Nonostante il dr. __________ abbia
più volte rilevato la gravità dello stato clinico dell’assicurato, con problemi
anche dal punto di vista psichiatrico importanti, per i quali l’assicurato ha
assunto per lungo tempo antidepressivi, e nonostante il peggioramento della
sintomatologia subentrato negli ultimi sei mesi, indicato nel rapporto 25
giugno 2004 (doc. AI 94-11), l’amministrazione non ha ritenuto opportuno
compiere degli approfonditi accertamenti medici, basandosi su quanto affermato dal
dr. __________ del SMR il 13 maggio 2004, ossia che “la situazione medica è
invariata, i limiti rimangono identici” (doc. AI 86-1).

                                         Su
quali basi il SMR abbia fondato il proprio giudizio, non è dato sapere. Non
risultano infatti agli atti documenti che possano comprovare tali allegazioni.

                                         Stante
quanto sopra, l’amministrazione avrebbe dovuto effettuare nuovi accertamenti al
fine di valutare l’entità della capacità lavorativa residua dell’assicurato, in
quale percentuale e in quali attività, prima di emettere la decisione su
opposizione contestata. L’Ufficio AI non avrebbe infatti dovuto limitarsi ad un
esame della fattispecie dal solo punto di vista economico, ma avrebbe dovuto
dapprima chiarire il caso dal punto di vista medico, sia per quanto concerne la
problematica vertebrale, sia in relazione all’affezione psichiatrica
dell’assicurato.

A quest’ultimo
riguardo, a nulla vale l’affermazione del SMR secondo cui l’attestazione del
dr. __________ di un peggioramento dello stato psichico è successiva all’emissione
della decisione impugnata (doc. III bis). Come visto, infatti, da lungo tempo
l’assicurato assumeva antidepressivi, come attestato dal dr. __________ già nel
certificato medico 24 gennaio 1998 (doc. AI 7) e ribadito in quello 27 novembre
2001 (doc. AI 4-238). La problematica psicosomatica è stata sollevata pure nel
rapporto 6 febbraio 2001 del dr. __________ (doc. AI 60-1). Quindi già prima
dell’emissione della decisione impugnata vi erano chiari indizi di una
probabile affezione psichiatrica, che avrebbe dovuto essere ulteriormente
indagata. Il certificato 31 agosto 2005 del dr. __________, poi, riferisce che
l’assicurato è in cura presso di lui dal 15 settembre 2004 e quindi ben prima
dell’emissione della decisione impugnata.

 

                                         Pertanto,
annullata la decisione contestata, gli atti sono da rinviare
all’amministrazione affinché approfondisca la valutazione della problematica
vertebrale e proceda, mediante una valutazione psichiatrica, ad accertare anche
l’aspetto extra-somatico, rispettivamente l’eventuale abilità lavorativa dell’assicurato.
Dopo di che l’amministrazione dovrà nuovamente pronunciarsi sull’invalidità
dell’assicurato.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione 3 agosto 2005 è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’Ufficio AI perché proceda agli accertamenti conformemente ai considerandi e
renda una nuova decisione.

 

 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono
poste a carico dello Stato.

                                         L’Ufficio
AI verserà all’assicurato fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti