# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f662dcdc-4458-58b9-972f-5f2acc1349ed
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 20.04.2010 60.2009.427
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2009-427_2010-04-20.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2009.427

   

  	
  Lugano

  20 aprile
  2010/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 20/23.11.2009
presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 , 

  patr. da: PR 1 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere, in
  relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel giudizio 8.9.2009
  del giudice della Pretura penale Damiano Stefani (inc. __________),
  un’indennità per ingiusto procedimento a’ sensi degli art. 317 ss. CPP;

  	 

 

	
   

  	
   

  

richiamati gli scritti 24/25.11.2009 del
procuratore pubblico Antonio Perugini – che si è rimesso al giudizio della
Camera dei ricorsi penali –, 24/25.11.2009 del giudice della Pretura penale –
che, parimenti, si è rimesso alla decisione di questa Camera – e 2/4.12.2009
della Divisione della giustizia – che, in generale, ha fatto riferimento alle
osservazioni del Ministero pubblico e, in particolare, ha sottolineato che
questa Camera riconosceva una tariffa di CHF 250.--/ora e che la domanda per
perdita di guadagno non era comprovata –;

 

preso atto che, su richiesta 23.11.2009 di
questa Camera, il 25/26.11.2009 IS 1 ha comunicato che le spese di patrocinio
non erano state coperte, anticipate o garantite da assicurazioni o da terzi;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

in fatto ed in diritto

 

                                         che
con decreto 17.11.2008 il magistrato inquirente ha posto IS 1 in stato di
accusa davanti alla Pretura penale siccome ritenuto colpevole di guida in stato
di inattitudine “per aver condotto l’autovettura __________ targata __________
essendo in stato di ubriachezza così come risulta dagli indizi concludenti in
tal senso (vedi: dinamica dei fatti; sue stesse ammissioni sulle bevande
alcoliche sorbite, ecc.)” [art. 91 cpv. 1 LCStr], di infrazione alle norme
della circolazione “per avere, circolando nello stato psico-fisico
surriferito, negligentemente omesso di mantenere la necessaria distanza di sicurezza
e di avvistare per tempo l’antistante carro agricolo __________ targato __________
condotto da __________, urtandolo così da tergo” [art. 90 cifra 1, 26 cpv.
1, 31 cpv. 1 e 2, 34 cpv. 4 LCStr, art. 2 cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1, 4 cpv. 1, 12
cpv. 1 ONC], di elusione di provvedimenti per accertare l’incapacità alla guida
“per essersi intenzionalmente sottratto alla prova del sangue o ad un esame
sanitario completivo per la determinazione dell’alcolemia, allontanandosi dal
luogo del suddetto incidente rendendosi irreperibile, sapendo o comunque dovendo
presumere, tenuto conto delle circostanze (vedi: dinamica e ora dell’incidente,
ecc.), che la polizia avrebbe ordinato tempestivamente la prova dell’alito o
del sangue” [art. 91a cpv. 1 LCStr] e di inosservanza dei doveri in caso
d’infortunio “per aver abbandonato il luogo dell’incidente surriferito senza
osservare i doveri impostigli dalla legge, in specie senza fornire immediatamente
le proprie generalità al danneggiato o avvertire senza indugio la polizia”
[art. 92 cpv. 1, 51 cpv. 1 e 3 LCStr], fatti avvenuti ad __________ l’__________;

 

 

                                         che
ha proposto la sua condanna alla pena pecuniaria di CHF 5'400.-- (45 aliquote
da CHF 120.--/aliquota), sospesa condizionalmente per un periodo di prova di
tre anni, alla multa di CHF 1'000.-- ed al pagamento della tassa di giustizia e
delle spese (DA __________);

 

 

                                         che
con scritto 1/2.12.2008 IS 1 ha interposto opposizione al decreto di accusa;

 

 

                                         che
con sentenza 8.9.2009 il giudice della Pretura penale ha dichiarato l’accusato
autore colpevole di infrazione alle norme della circolazione (art. 90 cifra 1
LCStr, in relazione con gli art. 26 cpv. 1, 31 cpv. 1 e 2, 34 cpv. 4 LCStr, 2
cpv. 1 e 2, 3 cpv. 1, 4 cpv. 1, 12 cpv. 1 ONC) “per avere, ad __________ l’__________,
negligentemente omesso di mantenere la necessaria distanza di sicurezza e di
avvistare per tempo l’antistante carro agricolo __________ targato __________
condotto da __________, urtandolo così da tergo” e lo ha condannato alla
multa di CHF 600.--;

 

 

                                         che
lo ha prosciolto dalle imputazioni di guida in stato di inattitudine, di
elusione dei provvedimenti per accertare l’incapacità alla guida e di
inosservanza dei doveri in caso di infortunio (inc. __________);

 

 

                                         che
con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320
cpv. 1 CPP – IS 1 chiede, protestando le ripetibili, che lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento
del danno sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 3'557.80,
oltre interessi, per spese legali e – nel caso in cui l’onorario non sia interamente
riconosciuto – la somma di CHF 400.-- per perdita di guadagno;

 

 

                                         che
giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal giudice della Pretura penale
o liberato da ogni accusa con decreto di abbandono o, se del caso, di non luogo
a procedere – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle
spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione
del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale
suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,
§ 109 n. 1 ss.);

 

 

                                         che,
come detto, con giudizio 8.9.2009 IS 1 è stato condannato per titolo di infrazione
alle norme della circolazione e prosciolto per titolo di guida in stato di
inattitudine, di elusione dei provvedimenti per accertare l’incapacità alla
guida e di inosservanza dei doveri in caso di infortunio (inc. __________);

 

 

                                         che
si pone quindi la questione a sapere se il qui istante possa essere considerato
prosciolto a’ sensi dell’art. 317 CPP per le fattispecie non oggetto di
condanna e pertanto se sia legittimato a postulare un risarcimento;

 

 

                                         che
occorre anzitutto determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP intenda
con il termine prosciolto di cui all’art. 317 CPP;

 

 

                                         che
la legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera;

 

 

                                         che,
se il testo di una disposizione legale è chiaro e non è necessario far capo ad
altri metodi di interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito
scostarsi dal senso letterale soltanto qualora conduca a soluzioni
manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore;

 

 

                                         che
se, al contrario, il testo non è perfettamente chiaro oppure se più
interpretazioni del medesimo sono possibili, deve essere ricercato quale sia la
vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi di
interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito,
nonché i valori su cui essa prende fondamento (è di rilievo il senso che essa
assume nel suo contesto) [DTF 130 V 229; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 30 ss.; R.
HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 6 n. 1 ss.; N. SCHMID,
Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo / Basilea / Ginevra 2004, n. 65 ss.];

 

 

                                          che il testo
di legge non specifica il senso del termine prosciolto;

 

 

                                         che
il procedimento penale, promossa l’accusa, deve concludersi con un decreto di
abbandono (art. 214 cpv. 1 CPP), rispettivamente – emanato l’atto o il decreto
di accusa – con una sentenza di condanna o di assoluzione (art. 261 / 262 CPP);

 

 

                                         che
secondo il CPP, quindi, è prosciolto l’accusato a favore del quale è
stato emanato un decreto di abbandono o un giudizio di assoluzione;

 

 

                                         che
i lavori preparatori non aiutano a chiarire ulteriormente il termine prosciolto,
segnatamente a sapere se il diritto valga soltanto in caso di totale
proscioglimento o anche in caso di parziale proscioglimento (N. SALVIONI, Codice
di procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 317 CPP, p. 503 ss.);

 

 

                                         che
l’art. 429 del Codice di diritto processuale penale svizzero prevede invero
esplicitamente che l’imputato ha diritto ad un’indennità per danni materiali e
morali se è stato pienamente o anche soltanto parzialmente assolto (messaggio
del 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, in FF
2006 p. 1231; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, Zurigo / San Gallo 2009, n. 1
ss. ad art. 429 CPP; N. SCHMID, Handbuch des schweizerischen
Strafprozessrechts, Zurigo / S. Gallo 2009, n. 1802 ss.);

 

 

                                         che
nell’ambito della revisione delle norme sull’indennità a favore dell’accusato
prosciolto, entrata in vigore il 18.8.2006, il legislatore cantonale – pur
consapevole della regolamentazione in materia di indennità prevista dal CPP-CH
– ha rinunciato a specificare questo aspetto (messaggio n. 5749 del 25.1.2006,
ad art. 317 CPP; rapporto sul messaggio del 7.6.2006, ad art. 317 CPP);

 

 

                                         che,
nella propria giurisprudenza, questa Camera riconosce, di principio,
un’indennità per ingiusto procedimento unicamente in presenza di un proscioglimento
pieno dell’accusato;

 

 

                                         che
reputa nondimeno prosciolto a’ sensi dell’art. 317 CPP anche l’accusato
soltanto parzialmente assolto, ovvero prosciolto da imputazioni indipendenti da
quelle che hanno portato alla sua condanna, riconducibili a reati e/o a fatti
del tutto diversi;

 

 

                                         che
l’art. 317 CPP non è di conseguenza applicabile ai casi in cui le accuse che
hanno portato alla condanna e quelle che hanno indotto ad un proscioglimento
sono riferite al medesimo fatto o al medesimo complesso di fatti;

 

 

                                         che,
in un caso concernente un incidente della circolazione, questa Camera – ritenuto
che l’accusato M.S. era stato condannato per infrazione alle norme della circolazione
e prosciolto per circolazione in stato di ebrietà – ha reputato l’istante M.S.
non prosciolto giusta l’art. 317 CPP poiché le imputazioni erano riferite al
medesimo fatto o complesso di fatti e siccome almeno una delle accuse era stata
accertata ed aveva portato alla condanna [decisione 7.12.2005 in re M.S. (inc.
60.2004.305)];

 

 

                                         che
il Tribunale federale – respingendo, per quanto ammissibile, il ricorso di M.S.
contro il citato giudizio – ha ritenuto che questa Camera non fosse incorsa in
arbitrio ammettendo una stretta connessione tra il reato oggetto di condanna e
quello oggetto di proscioglimento, per cui il rifiuto di considerare il
ricorrente “prosciolto” a’ sensi dell’art. 317 CPP non era
manifestamente insostenibile, non essendo al proposito sufficiente il fatto che
la condanna inflitta fosse stata per finire inferiore alla pena proposta dal
procuratore pubblico (decisione 1P.35/2006 del 7.3.2006);

 

 

                                         che
l’Alta Corte, nella predetta sentenza, si è confrontata con il suo precedente
giudizio 1P.353/2004 del 25.2.2005 (noto al legale del qui istante) prolato in
relazione alla decisione 12.5.2004 di questa Camera in re I.F. (inc.
60.2003.109): nel citato giudizio il Tribunale federale ha ritenuto arbitrario
negare di principio l’indennità giusta l’art. 317 CPP ad un imputato condannato
per infrazione alle norme della circolazione, ma prosciolto dall’accusa di
guida in stato di ebrietà, dopo che – riguardo a quest’ultimo reato – gli era
stata prospettata con il giudizio di condanna di primo grado una nuova
fattispecie non contemplata nel decreto di accusa e non strettamente connessa
con i fatti inizialmente perseguiti; la guida in stato di ebrietà era infatti
stata di per sé confermata dal primo giudice di merito, che tuttavia aveva
ritenuto che essa non fosse stata commessa contestualmente alla perdita di
padronanza del veicolo, come risultava dal decreto di accusa, bensì in altre circostanze
di tempo e di luogo;

 

 

                                         che
l’istante sostiene che “in data 1 dicembre 2008 (…) ha formulato opposizione
al decreto di accusa citato (…), e successivamente, durante il dibattimento 8
settembre 2009 (…), ha specificato che quest’ultima era stata interposta
limitatamente ai reati di guida in stato di inattitudine (art. 91 cpv. 1
LCStr), elusione di provvedimenti per accertare l’incapacità alla guida (art.
91a cpv. 1 LCStr) e inosservanza dei doveri in caso d’infortunio (art. 92 cpv.
1 LCStr)” (istanza di indennità 20/23.11.2009, p. 2) e che “(…) è stato
prosciolto da tutte le imputazioni cui era stata fatta opposizione, per cui ha
diritto al risarcimento ex art. 317 e segg. CPPT” (istanza di indennità
20/23.11.2009, p. 4);

 

 

                                         che
la sentenza 8.9.2009 concerne anche il reato di infrazione alle norme della
circolazione, oggetto di decisione da parte del giudice della Pretura penale, come
ben si evince a p. 4 del giudizio [“(…) dichiara IS 1 autore colpevole di:
infrazione alle norme della circolazione, (…)” (inc. __________)] (cfr.
anche i quesiti posti a p. 3 della medesima decisione);

 

 

                                         che
comunque, anche volendo seguire l’opinione dell’istante secondo cui
l’opposizione al decreto di accusa non riguardava il reato di infrazione alle
norme della circolazione, si deve ritenere che IS 1 è in ogni caso stato
condannato per tale reato [posto che, nell’ipotesi in cui non avesse fatto
opposizione per detta imputazione, il decreto di accusa 17.11.2008 (DA __________)
sarebbe cresciuto in giudicato relativamente ad essa];

 

 

                                         che
le imputazioni di cui al citato decreto di accusa 17.11.2008 erano relative –
tutte – al medesimo fatto, ovvero all’incidente della circolazione stradale
avvenuto ad __________ l’__________, e riguardavano reati in materia di
circolazione stradale, che sarebbero stati commessi nella stessa circostanza di
luogo e di tempo;

 

 

                                         che
– in considerazione della giurisprudenza ed in particolare dei citati giudizi
di questa Camera [decisione 7.12.2005 in re M.S. (inc. 60.2004.305)] e
dell’Alta Corte (decisione 1P.35/2006 del 7.3.2006) – IS 1, in relazione alla
sentenza 8.9.2009 del giudice della Pretura penale (inc. __________), non può essere
reputato accusato prosciolto giusta l’art. 317 CPP;

 

 

                                          che l’istanza
è respinta;

 

 

                                         che
giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti
l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è
fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 LTG e nell’art. 17 LTG;

 

                                         che
la tassa di giustizia di CHF 400.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi
CHF 450.--, sono poste a carico del qui istante, soccombente.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni
altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza
è respinta.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 400.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
450.-- (quattrocentocinquanta), sono poste a carico di IS 1, __________, __________.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) sono dati, a dipendenza
dell’oggetto e del valore, entro trenta giorni dalla notificazione della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), i ricorsi in materia penale, di diritto
pubblico rispettivamente sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78, 82, 85, 113 ss.
LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dagli art. 81, 89 e 115 LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

 

 

 

                                         per
conoscenza:

                                      

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria