# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a84916eb-4ab7-5489-b2f2-66253f549ea2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.08.2010 32.2010.107
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-107_2010-08-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.107

   

  BS/lb

  	
  Lugano

  3 agosto 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 aprile 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 8 marzo 2010 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, nata nel 1958, con decisioni 11 settembre 2003, cresciute in giudicato, è
stata posta al beneficio di una rendita AI intera con effetto dal 1° gennaio
2000, oltre alle rendite per figli (doc. AI 44 -47/1). Dal punto di vista medico-teorico,
sulla base della perizia multidisciplinare 28 luglio 2003 a cura del SAM
(Servizio di accertamento medico dell’AI), l’assicurata è stata ritenuta totalmente
inabile in qualsiasi attività per motivi psichiatrici (doc. AI 40). 

 

 

                               1.2.   Nell’ambito
della procedura di revisione, avviata d’ufficio nel mese di ottobre 2005 (doc.
AI 48-1), l’Ufficio AI ha ordinato una nuova perizia pluridisciplinare (doc. AI
53-1). Con rapporto 18 ottobre 2006 i periti hanno concluso per un’incapacità
lavorativa del 30% quale casalinga e nella sua originaria attività di
ausiliaria di pulizia ed in attività adeguate (doc. AI 55-1, 61-3).

 

                                         Sulla
base del succitato referto e del rapporto 1° giugno 2007 del consulente in
integrazione professionale (il quale aveva concluso per un grado d’invalidità
del 21%; doc. AI 72-1), con decisione 15 ottobre 2007, preavvisata il 21 agosto
2007, l’Ufficio AI, costato un miglioramento della capacità di guadagno, aveva soppresso
la rendita intera con effetto dalla fine del mese che segue l’intimazione della
decisione e tolto l’effetto sospensivo ad un’eventuale opposizione (doc. AI
73-1).

 

                                         L’assicurata,
rappresentata dall’avv. RA 1, con tempestivo ricorso del 13 novembre 2007 ha
contestato la citata decisione, facendo in particolare valere l’assenza di
motivi di revisione (doc. AI 77-3).

 

                                         Con
sentenza 23 ottobre 2008 questo TCA ha accolto il ricorso, rinviando gli atti
all’Ufficio AI per degli accertamenti medici (d’ordine psichico e/o
neurologico) volti in particolare ad oggettivare l’eventuale miglioramento
delle condizioni di salute dell’assicurata (inc. 32.2007.355; doc. AI 80-1).

 

                               1.3.   A
seguito della sentenza di rinvio, l’Ufficio AI ha disposto una perizia
psichiatrica presso il CPAS (Centro peritale per le assicurazioni sociali) e
reumatologica affidata al dr. __________.

 

                                         Fondandosi
sugli esiti delle due perizie (concludenti per un’inabilità lavorativa nella
misura del 10% nella sua abituale attività e dello 0% in attività adeguate) e
del rapporto 14 dicembre 2009 del consulente (attestante un grado d’invalidità
del 2%), con decisione 8 marzo 2010 (preavvisata il 17 dicembre 2009) l’Ufficio
AI ha confermato la soppressione della rendita, togliendo l’effetto sospensivo
ad un eventuale ricorso (doc. AI 118-1).

 

                               1.4.   Contro
la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato
ricorso al TCA e postulato il ripristino del versamento della rendita intera. Contestualmente
essa ha chiesto che al ricorso venga concesso l’effetto sospensivo e di essere
posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria. Quanto al merito, l’insorgente
in sintesi contesta la soppressione della rendita in via di revisione non
essendovi un miglioramento delle condizioni di salute (in particolare quello
psichico), evidenziando inoltre come, contrariamente a quanto ordinato dal TCA,
l’Ufficio AI non abbia fatto allestire una perizia neurologica. 

 

                               1.5.   Con
osservazioni 31 maggio 2010 l’Ufficio AI ha chiesto di respingere l’istanza di
concessione dell’effetto sospensivo. Con la risposta di causa del medesimo
giorno l’amministrazione ha proposto il rinvio degli atti affinché venga
esperita la perizia neurologica.

 

                               1.6.   Interpellato
dal TCA, con scritto 16 giugno 2010 l’insorgente si è opposta al rinvio degli
atti, confermando sia la richiesta di concessione dell’effetto sospensivo che
le sue richieste ricorsuali.

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e
non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o
della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003);

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’Ufficio AI ha legittimamente o meno soppresso la rendita
d’invalidità erogata all’insorgente. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 46). 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,
op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n.
264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire
se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare,
benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.4.   L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario
della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento
dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante
il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza
interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). 

                                         La
costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione
non solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. 28 giugno 1994 nella causa P. P.; RCC
1989 p. 323; DTF 113 V 275, 109 V 116, 105 V 30). Affinché sia possibile la
revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da influire sulla perdita di
guadagno.

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, dopo aver esaminato la perizia del SAM 18 ottobre 2006, nella
citata sentenza di rinvio 23 ottobre 2008 questa Corte aveva concluso:

 

" 
In queste condizioni il
TCA ritiene che sia necessario procedere con ulteriori accertamenti. L’UAI dovrà
nuovamente interpellare i periti (del SAM, n.d.r.) che hanno effettuato il
consulto psichiatrico e neurologico e chiedere se vi è stato oggettivamente
un miglioramento dello stato di salute psichico e/o neurologico della
ricorrente rispetto a quanto stabilito con la precedente perizia. In caso di risposta
positiva gli specialisti dovranno descrivere minuziosamente in cosa è
consistito questo miglioramento. Una volta accertato quanto sopra i periti del
SAM dovranno nuovamente valutare la situazione e stabilire, senza più incorrere
in contraddizione, se il miglioramento dello stato di salute è effettivamente
avvenuto.

 

Infine, se dovesse risultare che non vi è
stato nessun miglioramento all'amministrazione resterebbe da esaminare
l'eventuale applicazione dell'art. 53 cpv. 2 LPGA. Come ribadito dal Tribunale
federale in una sentenza pubblicata in DTF 133 V 50 si tratta comunque di una
semplice facoltà dell'UAI.” (STCA citata consid. 2.7 pp. 20/1).

 

                               2.6.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; DTF 125 V 352 consid. 3a,
122 V 160 consid. 1c), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a/cc); (Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3a/cc).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/
2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile
2007).

 

                               2.7.   Per
quel che concerne l’aspetto psichiatrico, va ricordato che nel rapporto 8 luglio
2003 la dr.ssa __________ (Capo clinica del __________ di __________), reso nell’ambito
della perizia SAM del 28 luglio 2003, aveva attestato un’incapacità lavorativa
del 100% in qualsiasi attività lucrativa e del 50% quale casalinga. Le modalità
del colloquio (eseguito tramite interprete non essendo stata l’assicurata in
grado di esprimersi in italiano) non le hanno consentito di “esprimersi in
termini psicodiagnostici” (doc. AI 40-17). I periti del SAM, vista la problematica
reumatologica e psichiatrica, hanno concluso per una sindrome somatoforme da
dolore persistente (doc. AI 40-12).

 

                                         Nella
successiva perizia multidisciplinare 18 ottobre 2006 la valutazione psichiatrica
è stata eseguita dal dr. __________. Diagnosticata una sindrome da dolore
somatoforme persistente (ICD 10-F45.4) e sindrome ansioso-depressiva su disadattamento
(ICD F43.2), con rapporto 10 ottobre 2006 lo specialista in merito
all’evoluzione della problematica psichiatrica rispetto alla precedente perizia
SAM aveva evidenziato:

 

"  (…)

Nel lasso di tempo trascorso dall’ultima valutazione
effettuata al SAM la situazione psicologica dell’A. è rimasta pressoché
invariata sia per quel che riguarda l’aspetto depressivo sia per quel che riguarda
l’aspetto somatoforme della patologia. Va notato che l’A. non ha assunto alcun
atteggiamento propositivo declinando sostanzialmente la proposta di una presa a
carico specialistica. (…)” (doc. AI 55-17)

 

                                         Il
dr. __________ aveva poi valutato un’incapacità lavorativa del 30% come salariata
e come casalinga (doc. AI 55-17-8). 

 

                                         Successivamente
alla STCA di rinvio, l’Ufficio AI ha optato per una nuova perizia psichiatrica.
Dal punto di vista diagnostico, con rapporto 19 febbraio 2009 i medici del __________
hanno confermato unicamente la diagnosi di sindrome da dolore somatoforme
ritenuta non invalidante, precisando, dopo esame della documentazione medica e
degli aspetti soggettivi ed oggettivi della peritanda, quanto segue:

 

"  (…)

Nel caso specifico non abbiamo rilevato la presenza di
una comorbidità psichiatrica importante (in particolare non abbiamo oggettivato
la presenza di uno stato depressivo importante), né la perdita di integrazione
sociale o la presenza di una malattia somatica cronica né di uno stato psichico
cristallizzato nonostante un’adeguata terapia psichiatrica (come detto l’A.
finora non ha beneficiato di cure specialistiche).

Quanto descritto ci porta a concludere che la diagnosi
di sindrome somatoforme da dolore persistente nel caso specifico, da un punto
di vista prettamente psichiatrico, non porta l’A. ad alcuna inabilità
lavorativa. (…)” (doc. AI 95-7/8)

 

                                         In
merito all’evoluzione della problematica psichiatrica, il __________ ha rilevato:

 

"  (…)

Per quanto concerne la valutazione dell’evoluzione
delle condizioni psichiche dell’A., rispetto alla perizia SAM del 2003, non
abbiamo elementi che possano permetterci di contestare quanto oggettivato
allora. Possiamo comunque confermare che il quadro clinico è sovrapponibile a
quello rilevato dallo psichiatra Dr. __________ durante la perizia SAM del 2006
e possiamo quindi supporre che da detta valutazione ad oggi le condizioni
psichiche dell’A. si siano mantenute più o meno stabili.

Per quanto concerne invece la valutazione SAM del 2003,
si può supporre che l’assenza di un interprete, non avendo consentito una
valutazione oggettiva, possa aver portato a concludere a favore di un quadro
clinico più grave rispetto a quello veramente presente. In alternativa si può
solo immaginare che nei tre anni trascorsi tra le due valutazioni peritali SAM
le condizioni psichiche dell’A. siano effettivamente migliorate. (doc. AI 95-8)

 

                                         Orbene,
tenuto conto della succitata refertazione medica questo TCA non può concludere
per l’esistenza di un miglioramento della componente psichiatrica rispetto alla
prima perizia SAM del 2003, posta alla base della decisione dell’11 settembre
2003.

                                         Da
un lato il CPAS, sostenendo un quadro clinico sovrapponibile alla perizia eseguita
nel 2006 dal dr. __________, ha confermato una situazione stazionaria come pure
una residua capacità lavorativa maggiore di quella valutata nel 2003. D’altro
lato, non va dimenticato che il motivo di rinvio della STCA risiedeva principalmente
nella lacunosità della valutazione del dr. __________, rispettivamente della
perizia SAM riguardo al rilevato miglioramento. Al riguardo era stato evidenziato:

 

" 
(…) Alla luce di quanto
sopra esposto, ritenuto che la ricorrente nel 2003 era stata ritenuta completamente
inabile al lavoro dal lato psichiatrico pur non essendo stata sottoposta a
particolari cure mediche in tale ambito, non è possibile dedurre, come hanno
fatto i periti del SAM, che l’assenza di una cura medica specialistica sia
sinonimo di miglioramento della problematica psichiatrica a fronte di
conclusioni opposte emerse nel corso del consulto psichiatrico.

 

Tuttavia, questo Tribunale, sulla base degli
accertamenti svolti fino ad ora, non può neppure escludere questa ipotesi.

 

Infatti, da una parte va rilevato che il dr.
med. __________ non ha indicato se la patologia psichica presente
precedentemente è migliorata oppure no, limitandosi a parlare della stabilità della
“situazione psicologica”. D’altra parte i periti del SAM, seppur sulla base di
valutazioni poco convincenti e senza particolari motivazioni hanno,
apparentemente, riscontrato un miglioramento (cfr., per quanto concerne la
possibilità, per il Tribunale, di scostarsi da una perizia, il consid. 2.6).”
(STCA 23 ottobre 2008 consid. 2.7 p. 21).

 

                                         Per
quel che concerne invece la valutazione dal 2003, il CPAS ha supposto
che l’assenza di un interprete non aveva consentito una valutazione oggettiva.
Al riguardo va fatto presente che durante la perizia della dr.ssa __________
era presente la figlia dell’assicurata con funzione di interprete. Certo che
allora la perita non aveva potuto fornire una psicodiagnosi proprio a causa
dello svolgimento del colloquio (indiretto, tramite interprete) con la peritanda
che non parla italiano; ciononostante essa aveva rilevato un quadro psichico estremamente
compromesso (doc. AI 40-16).

                                         Inoltre,
la successiva spiegazione fornita dal CPAS in merito ad un miglioramento non si
basa su elementi oggettivi (“In alternativa si può solo immaginare
che nei tre anni trascorsi tra le due valutazioni peritali SAM le condizioni
psichiche dell’assicurata siano effettivamente migliorate”; sottolineatura
del redattore). 

                                         In
queste circostanze, rilevato che la situazione psichica, alla base della decisione
11 settembre 2003, è rimasta invariata, la perizia CPAS risulta essere una
differente valutazione medica della medesima fattispecie. 

 

                               2.8.   L’Ufficio
AI ha ordinato anche una perizia reumatologica affidata al dr. __________, il
quale nell’ambito della seconda valutazione SAM del 2006 aveva già visitato
l’assicurata.

                                         Nel
referto 3 agosto 2009 lo specialista in reumatologia, confermate le diagnosi
poste nella precedente perizia del 19 settembre 2006, ha fra l’altro evidenziato una leggera progressione delle alterazioni degenerative con una
diminuzione della caricabilità, quantificata in una diminuzione di rendimento
del 10% nella sua originaria attività. In attività leggere adeguate il dr. __________
ha tuttavia confermato quanto valutato nel 2006, ossia una piena abilità lavorativa
(doc. AI 105). 

                                         Nel
ricorso l’assicurata ha criticato la valutazione del perito, in particolare per
quel che concerne la differente valutazione relativa all’incapacità lavorativa espressa
dal dr. __________, specialista in reumatologia interpellato nell’ambito della
perizia SAM del 2003 a peritare l’assicurata.

                                         Occorre
ricordare che in merito alle patologie reumatologiche e neurologiche, nella
STCA 23 ottobre 2008 questa Corte aveva concluso:

 

" 
Inoltre, gli specialisti
del SAM hanno affermato che “relativamente alle patologie reumatologiche e
neurologiche esse sono rimaste invariate”, allorché nella precedente
perizia veniva attestata un’inabilità al 50% quale donna delle pulizie e quale
casalinga a causa delle lombalgie croniche su disturbi staticodegenerativi e
pseudosciatalgia sin. nell’ambito di una problematica psicosomatica (doc. AI
41/10 e 41/12). Ora, considerato che nel 2006 i periti hanno affermato che “dai
consulti peritali emerge che dal lato neurologico l’A. presenta attualmente dei
dolori diffusi nell’ambito di una sindrome lombovertebrale cronica con
estensione pseudoradicolare alla gamba sin., tuttavia non sono oggettivabili
lesioni neurologiche”, non è chiaro per quale motivo, in questo caso, non è
invece stato riscontrato alcun miglioramento “(STCA citata consid. 2.7 p. 20).

 

                                         Quindi,
almeno dal punto di vista reumatologico la situazione è rimasta praticamente
invariata rispetto al 2003 – se non lievemente peggiorata – per cui la differente
valutazione del grado d’incapacità lavorativa del dr. __________ non è influente
per l’esito della presente fattispecie. Non solo, come verrà esposto nel
prosieguo, anche volendo ipotizzare un miglioramento, lo stesso non sarebbe
sufficiente per giustificare la soppressione della rendita.

                                         Altrettanto
ininfluente è il fatto che l’Ufficio AI non ha dato seguito a quanto indicato
dal TCA (cfr. consid. 2.5), ossia di interpellare anche il perito che nel 2006 aveva
effettuato il consulto neurologico (dr. __________), chiedendogli di oggettivare
il miglioramento dello stato di salute neurologico. Infatti, dal momento che
non è stato reso verosimile un miglioramento della patologia psichiatrica,
l’assicurata resta inabile al 100% con diritto alla rendita intera.

 

                                         In
conclusione, non essendo stato perlomeno reso verosimile un miglioramento delle
condizioni psichiche dell’assicurata rispetto alla decisione 11 settembre 2003,
la soppressione a titolo di revisione ai sensi dell’art. 17 LAI non è giustificata.

                                         Ne
consegue che, annullata la decisione contestata, l’insorgente ha diritto alla
rendita intera anche dopo il 1° ottobre 2007 (il primo giorno del secondo mese
che segue la notifica della decisione 21 agosto 2007, cfr. art. 88bis cpv. 2
lett. a OAVS). Il ricorso va pertanto accolto, diventando di conseguenza
l’istanza di ripristino dell’effetto sospensivo priva di oggetto. 

 

                                         All’Ufficio
AI resta comunque l’eventualità del riesame ex art. 53 cpv. 2 LPGA della decisione
11 settembre 2003, così come indicato nella STCA di rinvio (“Infine, se dovesse risultare che non vi è stato nessun miglioramento
all'amministrazione resterebbe da esaminare l'eventuale applicazione dell'art.
53 cpv. 2 LPGA. Come ribadito dal Tribunale federale in una sentenza pubblicata
in DTF 133 V 50 si tratta comunque di una semplice facoltà dell'UAI…)” (STCA 23 ottobre 2008 consid. 2.7 p. 21). 

 

                               2.9.   L’assicurata ha chiesto di essere posta al
beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

 

                                         Visto l'esito favorevole del ricorso, l'assicurata,
patrocinata da un legale, ha diritto al versamento da parte dell’Ufficio AI di
fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili.

 

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del TFA l’assegnazione di ripetibili rende priva
d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124
V 309 consid. 6, STFA del 9 aprile 2003 nella causa C.,
U 164/02 e STFA del 18 agosto 1999
nella causa E.T.).

 

                             2.10.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’assegnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.--
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto.

                                         §    La
decisione 8 marzo 2010 è annullata.

                                         §§ È ripristinato, a
decorrere dal 1° ottobre 2007, il diritto alla rendita di invalidità
precedentemente riconosciuta.

 

                                   2.   Le spese
di fr. 200.- sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale verserà alla ricorrente
fr. 1'500.-- di ripetibili (IVA inclusa), ciò che rende priva d'oggetto
l'istanza di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti