# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7f0dc6c6-c725-5c8f-978f-35217db81bad
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 17.10.2003 11.2002.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-56_2003-10-17.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2002.56

  	
  Lugano

  17 ottobre 2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa _______.____
(trasporto di servitù) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con petizione
del 24 ottobre 1994 da

 

	
   

  	
  __________ e __________
  __________, __________

  (patrocinati dall'avv. __________
  __________ __________, __________)

  __________ __________, __________

  __________ __________, __________

  __________ __________, __________
  e

  __________ __________, __________
  __________ in __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ e __________
  __________, __________

  (patrocinati dall'avv. __________
  __________, __________);

   

  

esaminati gli atti, 

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 18 aprile 2002 presentato da __________
e __________ __________ contro la sentenza emessa

                                              l'8
aprile 2002 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ e __________ __________
sono comproprietari dal luglio 1973, metà ciascuno, della particella n. __________RFD di __________
-__________ (704 m²), su cui è situata
la loro casa d'abitazione. Il fondo confina a monte con la particella n. __________ (2069 m²), di __________ e __________
__________, i quali abitano in una casa
posta sulla parte alta del fondo. In favore di quest'ultimo è iscritto, a
carico della par­ti­cella 

                                         n. __________, un diritto di passo con ogni
veicolo. Il tracciato della servitù attraversa il fondo serviente seguendo un
percorso ad angolo retto, passa poi su un lembo della particella n. __________ (scorporato nell'agosto del 1994
dal fondo serviente), attraversa la particella n. __________e
si collega con la pubblica via. Il fondo dominante confina a est con la
particella n. __________, non edificata,
comproprietà fino al 1994 di __________ __________ __________si, __________ __________,
__________ __________
e __________ __________.

 

                                  B.   Nell'agosto
del 1994, in seguito al frazionamento della particella n. __________, __________
e __________ __________ sono diventati proprietari an­che della nuova
particella n. __________. Dal citato
frazionamento sono stati ricavati quattro altri fondi (dal n. __________al n. __________),
appar­te­nenti in comproprietà a __________
__________, __________ __________, __________ __________
e __________ __________. Nell'ambito della medesima operazione si è creata anche
la particella n. __________ (264 m²),
già citata, costituita come proprietà coattiva tra le particelle n. __________, __________,
__________, __________, __________, __________e __________.
Essa consiste in una strada che nel tratto compreso tra la pubblica via e il
confine della particella n. __________corrispon­de
al passo veicolare iscritto a carico di quest'ultimo fondo, ma che immediatamente
prima di esso svolta a sud e termina sulla particella n. __________, a confine con la particella n. __________. L'onere di passo con ogni veicolo
in favore della particella n. __________
che gravava la superficie scorporata dal fondo serviente andata a formare la
particella n. __________ è stato trasferito
su quest'ultima. In seguito al decesso di __________
__________i, la moglie __________ è subentrata nella proprietà dei
fondi di lui. 

 

                                  C.   Il
24 ottobre 1994 __________ e __________ __________,
__________ __________,
__________ __________,
__________ __________
e __________ __________ hanno convenuto __________
e __________ __________ davanti al Pretore del Distretto di __________ perché il diritto di passo veicolare
in favore della n. __________e a carico
della particella n. __________fosse
sostituito da una servitù analoga da iscrivere su tutta la superficie sul fondo
n. __________, modificando di
conseguenza il contenuto del registro fondiario. Con risposta del 7 dicembre
1994 __________ e __________ __________
hanno proposto di respingere la petizione e nei successivi atti scritti le
parti hanno mantenuto le rispettive richieste. Mediante decreto del 15 mag­gio
1995 il Pretore ha accertato, su istanza dei convenuti, che gli attori
procedevano in qualità di litisconsorti necessari.

 

                                  D.   __________ e __________
__________ hanno inoltrato il 30
settembre 1995 una domanda di costruzione al Municipio di __________ -__________
per essere autorizzati a edificare una casa d'abitazione sulla parte bassa
della loro proprietà, pressoché a confine con il fondo serviente. Con decisione
del 6 dicembre 1995 il Municipio ha accolto la domanda, respingendo l'opposizione
presentata dai vicini. Un ricorso presentato da costoro è stato respinto il 30
aprile 1996 dal Consiglio di Stato. Nel frattempo, il 23 ottobre 1995, __________ e __________
__________ hanno chiesto a loro volta di
poter aggiungere un locale accessorio alla loro casa, su una porzione di
terreno gravata della servitù di passo. Il Municipio ha rilasciato la licenza
edilizia, respingendo il 13 dicembre 1995 l'opposizione di __________ e __________
__________. Un ricorso presentato da
questi ultimi è stato respinto il 13 febbraio 1996 dal Consiglio di Stato. La
causa è attualmente pendente davanti al Tribunale cantonale amministra­tivo, in
attesa dell'esito del processo civile (inc. __________.__________.__________).

 

                                  E.   Il
13 gennaio 1997 __________ e __________ __________
hanno convenuto __________ e __________ __________
davanti al medesimo Pretore perché fosse accertato che la servitù di passo con
ogni veicolo sulla particella n. __________grava
il subalterno c del fondo medesimo. Con risposta del 6 marzo 1997 __________ e __________
__________ si sono opposti alla
petizione. Nei successivi allegati scritti le parti hanno ribadito i loro punti
di vista. Il 4 giugno 1998 il Pretore ha ordinato la sospensione del procedura
fino al passaggio in giudicato della sentenza relativa alla presente causa
(inc. __________.__________).

 

                                  F.   Chiusa
l'istruttoria, durante la quale il tecnico __________
__________ è stato incaricato di
allestire una perizia, __________ e __________ __________,
hanno presentato un memoriale conclusivo nei quali hanno riaffermato le loro
domande. Altrettanto hanno fatto __________
e __________ __________. __________ __________, __________
__________, __________ __________ e __________ __________
sono rimasti silenti. Il dibattimento finale si è tenuto il 7 febbraio 2002.
Statuendo con sentenza dell'8 aprile 2002, il Pretore ha respinto la petizione.
Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 1500.–, sono state poste a carico
di __________ e __________ __________,
tenuti a rifondere ai convenuti fr. 4000.– per ripetibili.

 

                                  G.   Contro
la sentenza predetta sono insorti __________
e __________ __________ con un appello del 18 aprile 2002 nel quale chiedono
che il giudizio impugnato sia riformato nel senso di accogliere la loro
petizione. Con osservazioni del 19 giugno 2002 __________
e __________ __________ propongono di respingere l'appello e di confermare la
sentenza del Pretore.

                                      

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il valore litigioso è stato fissato dal Pretore in fr. 30 000.–
(sentenza impugnata, consid. 12). Le parti non hanno sollevato obiezioni al
riguardo, né si ravvisano elementi che inducano a reputare palesemente
inverosimile la cifra indicata dal primo giudice. Tempestivo, sotto questo
profilo l'appello è dunque ricevibile.

 

                                   2.   Solo
gli attori __________ e __________ __________
hanno impugnato la sentenza del Pretore, mentre __________
__________, __________ __________, __________ __________
e __________ __________ sono rimasti silenti. Ora, per quel che è del fondo
n. __________gli appellanti, unici
comproprietari, possono senz'altro agire da sé soli (Rep. 1985 pag. 334). Per
quanto è invece della particella n. __________
(proprietà coattiva dei fondi n. __________,
__________, __________, __________, __________, __________e
__________), essi procedono non solo per
sé, ma anche in rappresentanza degli altri comproprietari. Nel quadro di un
litisconsorzio necessario, difatti, i litisconsorti diligenti si presumono
rappresentare quelli inattivi (art. 46 CPC). L'appello in esame profitta di
conseguenza a tutti e il presente giudizio avrà effetti nei confronti di tutti.       

                                      

                                   3.   Il
Pretore, accertato che gli attori mirano a trasferire la servitù di passo dal
loro fondo alla particella n. __________,
anch'essa contigua al fondo serviente, in comproprietà coattiva loro (e di
altri) e già parzialmente gravata dello stesso onere (nella misura in cui
proveniva dall'originaria particella n. __________),
ha ritenuto sulla scorta della giurisprudenza e della dot­trina che, dandosi
ragioni oggettive, una richiesta in tal senso non possa essere esclusa a
priori. Egli ha esaminato pertanto se in concreto siano date le condizioni dell'art.
742 CC e se il passo proposto sia più comodo e vantaggioso per i convenuti,
fermo restando che la servitù grava solo una porzione del fondo serviente e che
gli attori sono disposti ad assumere i costi dello spostamento.

 

                                         Ciò
posto, il Pretore si è domandato se gli attori potessero invocare un interesse
legittimo allo spostamento della servitù. Al pro­posito egli ha manifestato
perplessità, rilevando che la domanda degli attori intesa a costruire un locale
accessorio (deposito) sull'area gravata dal passo era stata introdotta solo in
pendenza di causa, dopo la domanda dei convenuti intesa a edificare una casa
d'abitazione sul fondo dominante e, per di più, senza rispettare le forme
processuali. Comunque fosse, egli ha lasciato la que­stione irrisolta,
giungendo al convincimento che in ogni modo il nuovo tracciato del passo
mancherebbe di idoneità. Egli non ha trascurato di accennare, invero, che
quest'ultimo sarebbe più comodo e conveniente dell'attuale. Ha sottolineato
però che esso renderebbe impossibile attuare il progetto edilizio dei convenuti
così com'è stato approvato e cagionerebbe ai medesimi costi di riprogettazione,
di costruzione e oneri amministrativi per

                                         fr. 52
000.–, solo parzialmente compensati dai vantaggi offerti dalla messa a disposizione
della strada già realizzata sulla particella n. __________,
valutati in complessivi fr. 31 442.45. Non potendosi definire tale pregiudizio
come un inconveniente minore, il Pretore ha negato trasferimento della servitù.

 

                                         Il primo
giudice ha verificato, nelle circostanze descritte, se fossero dati eventualmente
i presupposti per una soppressione o un riscatto del­la servitù a norma all'art.
736 CC. Scartata l'ipotesi di una cancellazione, la servitù presentando ancora
per il fondo dominante lo stesso interesse originario, egli ha negato anche
l'eventualità di un riscatto, poiché l'aggravio dell'onere per il fondo servien­te
non è maggiore rispetto a quello che esisteva al momento in cui gli attori avevano
acquistato la proprietà.

 

                                   4.   Gli appellanti ribadiscono di avere un interesse legittimo al trasporto
della servitù poiché il passo veicolare preclude loro la possibilità di
edificare il giardino e di usufruire normalmente dello spazio antistante la
casa. A maggior ragione, soggiungono, qua­lora essi dovessero soccombere nella
parallela causa promossa dai convenuti (inc. __________
__________), sicché il passo graverebbe
tutto il loro subalterno c. Essi sostengono inoltre di avere allegato
sin dall'inizio della causa l'intenzione di costruire il noto locale accessorio
sull'area gravata dalla servitù, gli atti relativi alla licenza edilizia
trovandosi nel fascicolo della causa parallela (richiamato) e non dovendo
quindi formare oggetto di una restituzione in intero per la produzione di nuovi
documenti. La prevista edificazione sul fondo dei convenuti, poi, provocherebbe
un continuo passaggio di veicoli. Quanto all'idoneità del nuovo tracciato, gli
appellanti criticano le conclusioni del Pretore, riconducendole a un'errata
interpretazione dell'art. 742 CC. A loro parere, infatti, la giurispru­denza e
la dottrina limitano l'esame dell'idoneità alla sola questione del tracciato,
senza coinvolgere gli eventuali svantaggi economici che deriverebbero ai
convenuti dallo spostamento della servitù.

 

                                         Stando
agli appellanti, del resto, la loro richiesta meriterebbe accoglimento quand'anche
si seguisse l'opinione del primo giudice. A loro modo di vedere, in effetti, i
costi supplementari delle opere dovute allo spostamento del passo e di riprogettazione
dell'edificio, da loro valutati in fr. 14 800.–, sono di gran lunga inferiori a
quelli di fr. 40 000.– calcolati dal Pretore, il fondo dei convenuti non
risultando pregiudicato nelle sue possibilità di utilizzazione né deprezzato. E
gli svantaggi che deriverebbero dal trasporto della servitù sarebbero
compensati da quanto i vicini risparmierebbero per non dover sistemare
l'attuale tracciato. Pur ammettendo la spesa di fr. 27 640.55 per rendere
transitabile il passo anche a mezzi pesanti, gli appellanti sostengono che il
risparmio dei convenuti per l'allacciamento alla rete fognaria è maggiore di
quello accertato dal Pretore e ricordano di essere disposti non solo a cedere
uno scorporo del loro terreno per agevolare l'accesso al fondo dei convenuti,
ma finanche a costruire il relativo muro di sostegno. Inoltre essi evocano
altre economie non considerate dal primo giudice, come i costi che i convenuti
dovrebbero affrontare per il rifacimento e il rinforzo di muri a confine,
quelli per l'allargamento dell'attuale passo (in modo da consentire l'eventuale
inversione di marcia ed eliminare l'angolo retto del tracciato), quelli per
l'ottenimento di una servitù di condotta, quelli derivanti dalla partecipazione
alle spese riguardante il percorso sull'odierno lembo della particella n. __________. Da ultimo, gli appellanti
contestano la mancata applicazione dell'art. 736 cpv. 2 CC, rilevando che
l'eventuale interesse dei convenuti appare di lieve importanza rispetto alla
gravità dell'onere per il fondo serviente.

 

                                   5.   Giusta
l'art. 742 cpv. 1 CC se l'uso della servitù richiede solo una parte del fondo,
il proprie­tario che giustifica un interesse può chiederne il trasporto a sue
spese sopra un'altra parte non meno adatta per il fondo dominante. I convenuti
obiettano che in concreto l'azione andrebbe respinta già per il fatto che
dottrina e giurisprudenza permettono il trasferimento della servitù solo su un
altro terreno appartenente al proprietario del fondo serviente, non su terreni
di terzi. La questione è invero
spinosa poiché, come ha sottolineato dal Pretore, finora il Tribunale federale
non ha avuto modo di precisare esplicitamente se ciò sia il caso, mentre la dottrina elude
per lo più il problema (sentenza impugnata, pag. 5). 

 

                                         a)   Che
l'art. 742 cpv. 1 CC sia applicabile al trasporto di una servitù di passo non
solo su un'altra parte del fondo dominante, ma anche – per analogia – su un
altro fondo, contiguo a quello serviente e appartenente al medesimo
proprietario, è pacificamente ammesso da giurisprudenza (DTF 88 II 150; Rep.
1975 pag. 94) e dottrina (Steinauer,
Les droits réels, vol. II, 3ª edizione, pag. 403 n. 2309g; Petipierre in: Basler Kommen­tar, ZGB
II, 2ª edizione, n. 4 ad art. 742; Simonius/ Sutter, Schweizerisches
Immobiliarsachenrecht, vol. II, Basilea
1990, pag. 74 n. 21; Piotet, Les
droits réels limités en général, les servitudes et les charges foncières,
Traité de droit privé suisse, vol. V, 3, pag. 70). Contrariamente a quan­to
pretendono i convenuti, invece, gli autori appena citati non osteggiano lo
spostamen­to di una servitù di passo sul fondo di terzi; anzi, essi nemmeno
alludono alla questione. Solo Leemann
(Berner Kommentar, n. 10 ad art. 742 CC) respinge tale possibilità, citando
nondimeno la contraria opinione di Curti
(Commentario Codice civile svizzero, Bellinzona 1911, nota 7 ad art. 742). Quanto al Tribunale federale, esso non ha scartato a priori
l'eventualità, affermando che ragioni serie e oggettive possono giustificare lo
spostamento della servitù su un altro fondo; ha escluso tuttavia che ciò possa
avvenire senza il consenso del terzo proprietario di tale fondo (sentenza non
pubblicata del 16 febbraio 1950 in re Renfer, menzionata in DTF 88 II 150).

 

                                         b)   Il
trasporto di una servitù di passo su un fondo di terzi consenzienti è ammessa
invece da Liver (Zürcher Kommen­tar,
n. 37 ad art. 742), Riemer (Die beschränkten
dinglichen Rechte, 2a edizione, n. 15 pag. 70), Besson (La suppression et l'adaptation
des servitudes par le juge in: JdT 1969 pag. 282) e Korner (Die Bereinigung von
Dienstbarkeiten im Güterzusammenlegungsverfahren, tesi,
Zurigo 1983, pag. 116), ancorché senza particolari motivazioni. Tenuto conto
dello scopo dell'istituto (al proposito: Liver,
op. cit., n. 9 segg. ad art. 743 CC), che è quello di evitare al proprietario
del fondo serviente limitazioni dei suoi diritti non necessarie per l'esercizio
della servitù, simile orientamento merita di essere condiviso. Tanto più che il
proprietario del fondo dominante deve sempre esercitare il suo diritto con ogni
possibile riguardo (art. 737 cpv. 2 CC). Non bisogna trascurare tuttavia che il
trasporto di una servitù su un altro fondo consiste in realtà nella
soppressione della servitù originaria e nella costituzione di una nuova.
Occorre dunque verificare che il fondo da gravare non sia già oggetto di
diritti reali limitati (ad esem­pio pegni immobiliari o diritti di compera),
poiché in tale ipotesi la sicurezza della servitù si troverebbe a rischio, soprattutto
nel caso di una radiazione in virtù dell'art. 812 cpv. 2 CC (Steinauer, op. cit., pag. 403 n.
2309g). Ammessa in una fattispecie l'applicabilità – per analogia – dell'art.
742 cpv. 1 CC, è superfluo esaminare invece se un trasporto di servitù sia
eventualmente prospettabile anche facendo capo all'art. 736 cpv. 2 CC (riscatto).

 

                                         c)   In
concreto gli appellanti hanno offerto di trasportare la servitù di passo sulla
particella n. __________, che è una strada in proprietà coattiva tra le
particelle n. __________e __________ (proprietà __________ e __________
__________), __________, __________, __________, __________e __________ (già
appartenenti a __________ __________, __________ __________, __________
__________ e __________ __________). Con la petizione tutti i proprietari della
coattiva hanno dichiarato di consentire al trasferimento della servitù
sull'intera superficie della particella, estendendo in pratica la servitù già
iscritta sul tratto di strada che era stato scorporato nel 1994 dall'originaria
particella n. __________. È vero che in un secondo tempo __________ __________,
__________ __________, __________ __________ e __________ __________ sono
sembrati desistere dalla lite, ma il Pretore ha accertato il contrario (decreto
del 15 maggio 1995: sopra, lett. C in fine) e in seguito essi hanno consentito
a “prolungare il diritto di passo veicolare iscritto sul tratto orizzontale del
fondo n. __________a favore della particella n. __________, anche sul tratto
verticale della coattiva n. __________, dando mandato ad __________ e
__________ __________ di aggiornare l'iscrizione a Registro fondiario” (atto
notarile del 22 ottobre 1997, clausola n. 7: doc. AAA). Visto il consenso al trasferimento
da parte dei proprietari del nuovo fondo e appurato che la coattiva non è
gravata da diritti reali limitati, salvo la servitù di passo in favore – appunto
– della particella n. __________appartenente ai convenuti (doc. G), il fondo in
questione può dunque entrare in linea di conto come superficie “non meno
adatta” (nel senso dell'art. 742 cpv. 1 CC) per il fondo dominante.

 

                                   6.   Rimane
da esaminare se il divisato spostamento adem­pia le altre condizioni poste
dall'art. 742 cpv. 1 CC. Ora, la servitù deve gravare “solo una parte del fondo
servien­te”, il richiedente deve dimostrare “un interesse” legittimo alla modi­fica
della situazione, l'esercizio della servitù deve risultare confacente anche
dopo il trasferimento e il proprietario del fondo serviente deve assumere i
costi dell'intervento (Rep. 1998 pag. 200 in alto; Petipierre, op. cit., n. 8 a 11 ad art. 742 CC). In concreto
il Pretore ha accertato – e le parti non contestano – che la servitù grava solo
una porzio­ne del fondo serviente. Per quanto riguarda l'interesse allo
spostamento, i convenuti fanno valere che in un primo tempo gli attori non
avevano minimamente espresso l'intenzione di edificare sull'area del passo, che
sulla natura della costruzione essi hanno cambiato idea più volte, onde
l'inattendibilità dei loro intendimenti, e che l'acquisizione agli atti della
domanda di costruzione rela­tiva al locale accessorio doveva essere proposta
con un'istanza di restituzione in intero giusta l'art. 138 CPC. 

                                      

                                         a)   L'interesse
del richiedente al trasporto della servitù dev'essere serio (Steinauer, op. cit., pag. 402 n. 2309b)
e correlarsi a nuove necessità del fondo serviente rispetto al momento in cui
il diritto è stato costituito (Simonius/Sutter, op. cit., pag. 74 n.
20). Il proprietario gravato non può rimettere in discussione
l'assetto di una servitù in ogni momento (Rep. 1998 pag. 201 consid. 6a con
richia­mi). D'altro lato l'interesse legittimo non deve necessariamente
procurare un vantaggio economico; può anche mirare alla salvaguardia di valori
estetici “degni di protezione” (DTF 57 II 157 consid. 2a). 

 

                                         b)   Nel
caso in esame v'è da domandarsi se gli appellanti non abbiano allestito un
progetto edilizio per mere ragioni di opportunità processuale, tanto più che la
domanda di costruzione è stata introdotta solo il 23 ottobre 1995, dopo lo
scambio degli allegati e dopo che i convenuti avevano postulato a loro volta il
permesso di costruire un edificio. Dagli atti risulta con sufficiente
attendibilità, nondimeno, che lo spostamento della servitù non è fine a sé
stesso e che le intenzioni edificatorie degli attori, concretatesi nel noto progetto,
erano state annunciate già negli allegati preliminari. Con la petizione essi
avevano addotto invero che “il mantenimento di una servitù di passo
inutilizzata pregiudica agli attori __________, che non possono utilizzare e co­struire
il fondo riservato all'esercizio della servitù” (pag. 4 in fondo), soggiungendo
che “con lo spostamento del passo gli attori __________ potrebbero edificare la
parte di fondo riservata all'esercizio di passo. Essi vorrebbero realizzare due
posteggi (doc. FF) allo stesso livello dell'attuale garage” (replica, pag. 9 in
fondo). Certo, le allegazioni erano piuttosto laconiche e i propositi edilizi
non privi di contraddizioni, ma ciò non basta per negare un interesse
legittimo, il quale non deve necessariamente tendere all'esecuzione di opere
necessarie o utili. Opere voluttuarie o di abbellimento sono sufficienti (Rep.
1982 pag. 385 con richiami).

 

                                         c)   Quanto
all'esigenza di una restituzione in intero perché si potessero versare agli
atti i documenti relativi all'ottenimento della licenza edilizia da parte degli
appellanti, non è vero che – come asseriscono questi ultimi (appello, pag. 15
in alto) – all'udienza del 18 ottobre 1995 il fascicolo amministrativo sia
stato richiamato con il consenso delle controparti. Tale accordo riguardava
solo gli incarti delle domande di costruzione “attualmente all'esame delle
autorità, presentate da __________ per la nuova strada coattiva e da __________
per la casa di abitazione” (verbale, pag. 2). Ciò non toglie che in concreto
una restituzione in intero fosse superflua. Intanto la relativa documentazione
figurava già agli atti perché prodotta dai convenuti il 7 dicembre 1995 nel
quadro di un'istanza volta a ottenere provvedimenti cautelari (doc. 53).
Inoltre il Comune di __________ -__________ ha fatto seguire l'incarto della
licenza in questione il 17 maggio 2001 proprio su esplicita richiesta del
Pretore (lettera del 4 maggio 2001, nel fascicolo “richiami”). Tale
acquisizione di docu­menti non può sicuramente definirsi nulla (sugli estremi
di nullità in caso di prove assunte irregolar­mente si veda la massima in: Cocchi/Trezzini, CPC massimato e commentato,
Lugano 2000, n. 50 ad art. 90 CPC).

 

                                   7.   L'idoneità
del nuovo tracciato dev'essere tale, in ossequio all'art. 742 cpv. 1 CC, per
cui il trasporto della servitù non intralci il proprietario del fondo dominante
nell'esercizio del diritto e non gli cagioni maggiori oneri. Il requisito non
va interpretato né applicato con soverchio rigore. Lo spostamento del passo può
anche causare al beneficiario qualche svantaggio, purché si tratti di inconvenienti
minori (Liver, op. cit., n. 32 ad
art. 742 CC con riferimenti; Rep. 1998 pag. 202, 1982 pag. 386).

 

                                         a)   In
concreto il Pretore ha accertato che il nuovo percorso risulta addirittura più
comodo e adeguato per i convenuti rispetto a quello attuale: largo 3.50 m, esso
è rettilineo, completamente asfaltato e servito da due piazze di giro adatte anche
per veicoli pesanti (sentenza, consid. 7 in principio). Se poi dovessero risultare
soccombenti nel­la parallela causa promossa contro gli attori (inc. ____________________),
i convenuti si ritroverebbero con un passo largo soli 2.80 m, addirittura più
angusto rispetto al subalterno c del fondo serviente (3.20 m) che essi
pretendono interamente gravato dalla servitù.

 

                                         b)   I
convenuti sottolineano che lo spostamento della servitù impedisce la costruzione
dell'edificio da loro progettato, deprez­za il sedime e cagiona loro spese supplementari,
onde l'inesistenza di un'altra parte del fondo “non meno adatta”. Ora, che con
il trasporto del passo il progetto originario dei convenuti non possa più
essere eseguito così com'è sta­to approvato è manifesto. Un diverso accesso non
pregiudica tuttavia l'edificabilità del fondo, né la modifica del progetto svilisce
il fabbricato (perizia 1999, risposta alla controdoman­da n. 2, pag. 6; perizia
2000, risposta alla controdomanda n. 2, pag. 8; perizia 2001, risposta alle controdomande
n. 13 e 14, pag. 7). Quanto al deprezzamento del terreno, il minor valore di
fr. 12 000.– appare tutto sommato contenuto per rapporto a quello di un sedime
che, una volta edificato, ascenderà a fr. 812 400.– (referto 2001, risposta
alla controdomanda n. 19, pag. 9). Inoltre il perito ha escluso che l'accesso
alla particella da ovest, anziché da nord, deprezzi maggiormente il fondo
(perizia 2001, risposta alla controdomanda n. 3, pag. 4). Per quel che riguarda
gli altri costi, la questione verrà ripresa oltre.

 

                                   8.   Il Pretore ha ritenuto che gli svantaggi a carico dei convenuti,
paragonati ai vantaggi del nuovo passo, non possono definirsi un “inconveniente
minore” e ha escluso pertanto l'idoneità del nuovo tracciato. L'esistenza di
siffatti svantaggi ha duplice valenza: dal punto di vista del proprietario del
fondo dominante, la loro esistenza è importante per stabilire se il nuovo
accesso possa essere considerato "non meno adatto". Nell'ottica del
proprietario del fondo serviente, trattasi invece di costi che egli deve assumersi
in virtù dell'art. 742 CC, e che costituiscono obbligazioni  reali (propter
rem: Liver, op. cit., n. 106
a 109 ad art. 742 CC; Piotet, op.
cit., pag. 69 in alto) e gravano sull'interessato per il solo fatto ch'egli ha
il godimento del fondo (Rey, Die
Grundlagen des Sachenrechts und das Eigentum, 2a edizione, n. 240
pag. 61; Liver, op. cit., n. 148
all'introduzione agli art. 730–792 CC; Meier-Hayoz,
Berner Kommen­tar, parte sistematica, n. 271 segg.; Steinauer, op. cit., vol. I, 3a
edizione, pag. 25 n. 53). Il proprietario del fondo serviente, oltre a farsi
carico degli oneri dovuti all'effettivo  spostamento della servitù, deve coprire
anche gli altri costi dell'operazione, come le spese di giustizia e quelle
necessarie per l'iscrizione nel registro fondiario (Leemann, op. cit., n. 6 ad art. 742 CC; Besson, op. cit., pag. 282 a metà). È
però ancora da precisare che, a dipendenza della natura e dell'importanza degli
inconvenienti, un nuovo passo può essere considerato inadatto indipendentemente
dal fatto che il proprietario del fondo serviente sia disposto ad assumersi i
costi ed a risarcire la controparte per gli svantaggi che lo spostamento del
diritto di passo comporta. 

 

                                         a)   Per quanto attiene ai menzionati costi, gli appellanti affermano
che il Pretore ha sopravvalutato gli svantaggi economici a carico dei
convenuti, i quali peraltro ne hanno provocato di inutili facendo allestire un
progetto di costruzione in pendenza di causa. 

                                      

                                               In
concreto è possibile che l'immobile progettato sulla particella n.
__________potesse essere concepito in modo meno costoso e fors'anche più
razionale di quanto abbiano fatto i convenuti. Gli appellanti dimenticano
tuttavia che i vicini sono liberi di co­struire quanto più gradiscono. Del
resto il perito giudiziario ha accertato che il progetto è appropriato per
quanto riguarda l'orientamento, la conformazione e le quote del terreno, è
ottimale per l'edificazione delle autorimesse, del posteggio coperto, del
locale attrezzi, dell'area di ma­novra nella parte nord del fondo, valorizza il
giardino con la casa d'abitazione, per­metterebbe ancora una futura edificazione
(referto 1999, risposta alla controdomanda n. 1, pag. 5) ed è perfettamente
conforme all'ordinamento edilizio, tant'è che i convenuti hanno ottenuto un
permesso di costruzione già rinnovato due vol­te (incarto della licenza
edilizia 6 dicembre 1995, nel fascicolo “richiami”). 

 

                                         b)   Resta
il fatto, evidente, che i convenuti hanno presentato la domanda di costruzione
al Municipio di __________ -__________ solo il 30 settembre 1995, a quasi un
anno dalla litispendenza della presente causa. A quel momento essi erano consci
pertanto che gli attori sarebbero potuti uscire vittoriosi dal processo. Certo,
dagli atti non risulta che la loro iniziativa sia stata deliberata, volta solo
a far lievitare i costi di un trasporto della servitù. Ciò non toglie ch'essi
si siano consapevolmente assunti il rischio di spese inutili, senza pretendere
per altro di aver dovu­to introdurre la domanda edilizia per fondate ragioni o
anche solo per non vedersi pregiudicare una possibile edificazione in esito a
eventuali cambiamenti di natura pianificatoria. Ne discende che gli appellanti
devono essere chiamati a rispondere solo delle spese che i convenuti non
avrebbero potuto evitare. In caso contrario il beneficiario di un passo
potrebbe affrontare esborsi “a rischio” dopo l'introduzione dell'azione e
sostenere poi che il trasporto della servitù comporterebbe per lui gravi inconvenienti.

 

                                   9.   Gli
appellanti contestano il costo delle modifiche da apportare al progetto
edilizio in esito allo spostamen­to del passo e rilevano che dal costo delle
opere, quantificato dal perito in fr. 20 000.–, va escluso quello di fr. 9000.–
per l'esecuzione di una pensilina. L'obiezione è pertinente. Come ha indica­to
il perito, la pensilina è dovuta non a esigenze oggettive, ma a un desiderio
personale dei convenuti (perizia 2000, risposta n. 10, pag. 5). Quanto alle
spese di riprogettazione, valutate dal perito in fr. 20/25 000.– (referto 1999,
risposta alla con­trodomanda n. 7, pag. 7), ci si può effettivamente chiedere
se esse non siano inferiori, la modifica del progetto non riguardando l'intera
costruzione. La questione può rimanere irrisolta, non risultando che i
convenuti non potessero evitare la spesa, quanto meno dilazionando
l'elaborazione del progetto.

 

                                         Gli
appellanti confutano altresì un qualsivoglia deprezzamen­to del fondo dominante
dovuto alla modifica del progetto edilizio, contrapponendovi un loro progetto
che non svaluterebbe la porzione a sud-ovest del fondo dominante, di un certo
pregio (perizia 2001, risposta alla controdomanda n. 2, pag. 4). Ancora una
volta essi disconoscono però che i convenuti hanno il diritto di edificare
l'edificio che preferiscono. Non soccorrono motivi quindi per scostarsi dalle
risultanze del perito, secondo cui lo spostamento dell'accesso al fondo
comporta una svalutazione del terreno di fr. 12 000.– (perizia 1999, risposta
alle controdomande n. 2 e 3, pag. 6). Quanto all'eventuale maggior valore che
l'accesso venisse ad assumere in seguito al trasporto per l'avente diritto alla
servitù, esso non va dedotto dal deprezzamento del fondo (Curti, op. cit., n. 5 ad art. 742 CC),
ma va comunque considerato nella ponderazione degli interessi. Il pregiudizio
patito dai convenuti ammonta di conseguenza a fr. 23 000.– (fr. 11 000.– più
fr. 12 000.–). Non può essere riconosciuto per converso il presunto mancato
guadagno per l'impossibilità di locare la progettata casa d'abitazione, la
quale dopo la litispendenza non avrebbe dovuto essere costruita così com'era
prevista.

                                         

                                10.   Gli
appellanti contestano anche i risparmi che i vicini conseguirebbero per non dover
sistemare l'attuale tracciato del passo. Rilevano che, oltre ai fr. 27 640.55
necessari per consentire il transito a mezzi pesanti, il risparmio per
l'allacciamento alla rete fognaria non sarebbe di soli fr. 2747.10, bensì di
fr. 5160.–, e che al valore dello scorporo di terreno da loro offerto per agevolare
il nuovo accesso occorre aggiungere quello occasionato dalla costruzione del
muro di sostegno, di fr. 1527.50. Essi reputano inoltre che il Pretore abbia
trascurato altri benefici che i convenuti trarrebbero, come i costi per il
rifacimento del muro a confine con la particella n. __________, quelli per allargare l'attuale passo in modo da
consentire l'inversione di marcia e aumentare il raggio di curvatura, quelli
per ottenere una servitù di condotta e altri ancora.

 

                                         a)   Il perito ha stimato in fr. 5906.– il costo per la posa della canalizzazione
e degli allacciamenti necessari all'edificazione della parte inferiore del
fondo dei convenuti (referto 2000, risposta n. 18, pag. 7), salvo poi ridurlo a
fr. 2747.10 per tenere conto del fatto che la loro casa è già servita
attraverso il fondo degli attori (referto 2001, risposta n. 11, pag. 6). Non
essendo dato di sapere su quali basi il perito abbia computato tali costi, in
particolare come egli abbia calcolato la lunghezza delle condotte, il conteggio
allestito dagli appellanti risulta infruttuoso. Su questo punto spettava se mai
agli interessati chiedere delucidazioni al perito.

 

                                         b)   In
merito al valore dello scorporo di terreno (un triangolo a confine tra le
particelle n. __________, __________e __________) offerto ai convenuti per
agevolare l'accesso al loro fondo, gli appellanti si limitano a sostenere che
la loro disponibilità a costruire il muro di sostegno accresce il valore della
cessione, ma non indicano a quanto esso ammon­terebbe, né basta il fatto che il
costo del manufatto sia stato calcolato in fr. 1527.50 per far aumentare il
valore del fondo dominante. Di questo costo se ne è già tenuto conto riducendo
il costo delle opere supplementari causate dallo spostamento della servitù. 

 

                                         c)   Quanto
agli altri risparmi di cui i convenuti beneficerebbero, gli appellanti prospettano
calcoli fondati su eventualità che non trovano riscontro dagli atti. Non si sa
in effetti se tali risparmi siano già considerati dal perito (sistemazione del
tracciato attuale, costi per l'ottenimento della servitù di condotta), se siano
necessari (rifacimento di muri e rinforzi) e nemmeno se vadano a carico dei convenuti
(partecipazione ai costi di sistemazione della strada). In definitiva il pregiudizio
derivante ai convenuti dallo spostamento della servitù di passo ammontano
pertanto a fr. 23 000.–, a fronte però di un risparmio di fr. 31 442.45. Gli attori
non possono quindi essere tenuti a versare alcunché.

                                         

                                11.   Accertate le condizioni poste dall'art. 742 cpv. 1 CC, occorre ancora
ponderare i contrapposti interessi e decidere se gli appellanti possano
ragionevolmente esigere che i convenuti esercitino la servitù lungo il nuovo
percorso. Già si è visto che il pregiudizio economico che deriva agli appellati
dallo spostamento della servitù è inferiore al risparmio che ne traggono,
sicché la conclusione del Pretore che gli oneri finanziari non possono essere
considerati inconvenienti minori non può essere condivisa.

 

                                         I convenuti
sostengono che non si può imporre loro di rinunciare al progetto di costruzione
così com'è stato approvato, di modificare la struttura della casa dislocando
l'ingresso, i posteggi, il locale degli attrezzi, di spostare l'area di manovra
sulla porzione più pregiata del terreno, di ridurre le dimensioni della
piscina, di subire un deprezzamento fondiario di fr. 12 000.–, di assumere
spese di riprogettazione per complessivi fr. 45 000.– e di sopportare gli
inconvenienti legati all'uso del nuovo accesso da parte anche di sette
comproprietari della particella coattiva n. __________, tollerando l'uso del
piazzale da parte di estranei (osservazioni, pag. 18).

 

                                         Già si è
detto che la modifica del progetto non comporta un minor valore del fabbricato,
né svilisce in maniera notevole il fondo. La modifica dell'orientamento, poi,
non pregiudica la costruzione di una piscina, originariamente neppure prevista
(perizia 2001, risposta n. 4, pag. 3), né compromette la parte più pregiata,
quella sud, del fondo. Certo, i convenuti dovranno assumere costi per
modificare il progetto, ma di tale rischio essi erano consapevoli sin
dall'inizio. Né essi pretendono – come detto – che il rischio non potesse in
qualche modo essere evitato. Per quel che è infine della coattiva, il perito ha
accertato che l'uso della strada da parte di altri sette comproprietari non
implicherà alcuna svalutazione apprezzabile del fondo do­minante (referto 1999,
risposta alla controdomanda n. 6, pag. 7; referto 2000, risposta alla controdomanda
n. 4, pag. 9). E l'uso abusivo del piazzale potrà essere impedito con la posa,
tecnicamente possibile, di un cancello (referto 2001, risposta alla controdomanda
n. 18, pag. 9). Se ne conclude, tutto ben ponderato, che gli inconvenienti imposti
ai convenuti non possono essere definiti irragionevoli rispetto ai benefici
offerti dal nuovo passo. Ne discende che l'appello, fondato, dev'essere accolto
e il giudizio impugnato riformato di conseguenza. Prima di ottenere la
cancellazione della servitù attuale i proprietari del fondo serviente vanno
tenuti in ogni modo a cedere alla particella n. __________– come promesso – lo
scorporo di terreno (2 m²) formante l'angolo sud-ovest del loro fondo, offerto
gratuitamente ai convenuti per agevolare il nuovo accesso (conclusioni, pag.
10). Contemporaneamente essi potranno chiedere l'iscrizione della nuova servitù
anche in rappresentanza degli altri attori (clausola n. 7 del doc. AAA).

 

                                12.   Nelle
cause volte al trasporto di servitù gli oneri processuali e le ripetibili
devono essere poste a carico della parte che ne trae vantaggio. Si applica
quindi la regola per cui, anche in caso di accoglimento dell'azione, l'attore
sopporta i costi e deve rifondere ripetibili al convenuto (Besson, op. cit., pag. 282 a metà). A
tale principio è lecito derogare solo se, con il suo comportamento, il
convenuto abbia provocato la lite oppure abbia resistito a oltranza. Nella
fattispecie i convenuti si sono opposti a torto allo spostamento del passo, ma
non hanno abusato dei loro diritti, né davanti al Pretore né in appello. Non
soccorrono gli estremi dunque per derogare al principio secondo cui __________
e __________ __________ devono assumere i costi della procedura e rifondere ai
convenuto un'equa indennità per ripetibili.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   Nella misura in cui è ricevibile, l'appello è parzialmente
accolto e il dispositivo n. 1 della sentenza impugnata è così riformato:

                                         La petizione
è parzialmente accolta nel senso che, previa cessione alla particella n. _dello
scorporo di terreno (2 m²) formante l'angolo sud-ovest della loro particella n.
_RFD di _ -_ (che _ e _ _ sono
tenuti ad accettare), _ e _ _ sono abilitati a chiedere all'ufficiale del
registro fondiario del Distretto di Bellinzona la cancellazione della servitù
di passo con ogni veicolo gravante la loro particella n. _in favore della
particella n. _ e l'iscrizione di una analoga servitù di passo con ogni veicolo
in favore della particella n. _e a carico della particella n. _, sull'intera
estensione di quest'ultima. Tutte le spese delle operazioni a registro
fondiario vanno a carico di _ e _ _ in
solido.

                                         Per
il resto l'appello è respinto la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   II.   Gli oneri
di appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 750.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
800.–

                                         sono
posti a carico di _ e _ _ in solido, che rifonderanno a _ e _ _,
sempre con vincolo di solidarietà, fr. 2000.– complessivi per ripetibili.

 

                                   III.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – avv. _ _ _,
  _;

  – avv. _ _,
  _;

  – _ _, _;

  – _ _, _;

  – _ _, _;

  – _ _, _ _ in _.

  
	
   

  	
  Comunicazione a:

   – Pretura del Distretto di Bellinzona;

  –
  Ufficio del registro fondiario del Distretto di Bellinzona (ad avvenuto
  passaggio in giudicato della sentenza).

  

                                         

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria