# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cb884b59-dfcd-5303-bad0-eaf4ef597360
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-03-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 31.03.2025 52.2024.328
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2024-328_2025-03-31.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2024.328

   

  	
  Lugano

  31
  marzo 2025        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Matteo Cassina, Fulvio Campello

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Giorgia Ponti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 9 settembre
2024 delle

 

 

	
   

  	
  RI
  1   

  RI
  2   

  RI
  3   

  RI
  4   

  RI
  5   

  RI
  6   

  che
  compongono il Consorzio T__________,

  patrocinate
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 28 agosto 2024 (n. 4195) del
  Consiglio di Stato che, in esito a pubblico concorso, ha deliberato la
  commessa concernente le opere da impresa generale di costruzione relative
  alla formazione della passerella ciclopedonale di collegamento sulla valle di
  __________, nei Comuni di __________ e __________ al Consorzio P__________;

  

 

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

A.   Il 9 febbraio 2024 la
Repubblica e Cantone Ticino, per il tramite della Divisione delle costruzioni,
ha indetto un pubblico concorso, retto dal concordato intercantonale sugli
appalti pubblici del 25 novembre 1994/15 marzo 2001 (CIAP; RL 730.500) e
impostato secondo la procedura libera, per aggiudicare le opere di impresa
generale di costruzione relative alla formazione della passerella ciclopedonale
di collegamento sulla valle di __________, nei Comuni di __________ e __________
(lotto 0558.301a; FU del 9 febbraio 2024, pubblicazione n. OB-TI10-0000001336).

La documentazione di
gara prevedeva diversi criteri di idoneità, tra cui quelli di seguito riportati
(disposizioni particolari CPN 102, pos. 220.100):

 

CI-4: 

Il gruppo offerente dovrà avere alle proprie
dipendenze

-      
un ingegnere civile ETH o SUP con
almeno 5 anni di esperienza nell'ambito delle costruzioni metalliche.
L'esperienza deve essere dimostrata attraverso attestazioni di committenti,
datori di lavoro o attraverso altre referenze documentate. 

-      
un ingegnere civile ETH o SUP con
almeno 5 anni di esperienza nell'ambito dell'esecuzione di opere geotecniche e
in particolare di ancoraggi e palificazioni. L'esperienza deve essere
dimostrata attraverso attestazioni di committenti, datori di lavoro o attraverso
altre referenze documentate.

Sono ammessi titoli equivalenti. Titoli rilasciati da
un istituto estero devono essere corredati dalla parificazione SEFRI già alla
consegna dell'offerta.

 

CI-6: 

Gruppo offerente qualificato per l'esecuzione della commessa,
attestato mediante la presentazione di 2 referenze.

Referenza 1:

Lavori di dimensioni, complessità e compiti analoghi o
simili (vedi  pos. 223.400 del presente fascicolo) ai lavori in oggetto di
strutture metalliche ultimati negli ultimi 20 anni.

Referenza 2:

Esecuzione di ancoraggi attivi, in terreno
sciolto/roccia, in condizioni logistiche e morfologiche analoghi o simili (vedi
pos. 223.400 del presente fascicolo) ai lavori in oggetto, ultimati negli
ultimi 20 anni. la referenza può essere fornita dal subappaltatore del gruppo.

Le due referenze, indicate dalla ditta nel fascicolo
"Dichiarazioni dell'offerente", dovranno essere controfirmate dal
committente dell'opera eseguita.

In mancanza della convalida da parte della committenza dovrà essere allegata tutta la documentazione che
descriva dal profilo tecnico (piani, relazione tecnica,…), della tempistica e
dei costi (liquidazione) la referenza. 

 

Il bando annunciava
inoltre i seguenti criteri di aggiudicazione (disposizioni particolari CPN 102,
pos. 224.100):

 

	
  Criteri / sottocriteri 

  	
  Ponderazione relativa 

  
	
  sottocriteri

  	
  criteri

  
	
  1.

  	
  Prezzo

  	
   

  	
  45%

  
	
  2.

  	
  Esecuzione delle opere

  	
   

  	
  45%

  
	
  2.1

  	
  Metodo d'esecuzione

  	
  35%

  	
   

  
	
  2.2

  	
  Gestione delle misurazioni

  	
  10%

  	
   

  
	
  3.

  	
  Programma lavori

  	
   

  	
  10%

  
	
   

  	
  TOTALE

  	
   

  	
  100%

  

 

La predetta disposizione
indicava anche il seguente metodo di assegnazione delle note per criteri non
matematici:

-      
Ottimo, chiaramente superiore alla
media delle offerte               nota 6

-      
Soddisfacente, raggiunge gli
obiettivi richiesti                            nota 4;

-      
Carente, non raggiunge gli obiettivi
richiesti                               nota 2

-      
Privo di valore, inattendibile                                                      nota
0;

 

Possono essere assegnate anche note intermedie, solo
in casi particolari. 

 

In relazione al sotto
criterio di aggiudicazione "metodo d'esecuzione", gli atti di gara
stabilivano quanto segue (pos. CNP 102, pag. 17):

 

2.1. Metodo d'esecuzione

L'offerente deve allegare alla propria offerta una
documentazione esaustiva, completa di:

1)   
Rapporto tecnico sulle
modalità d'esecuzione con i seguenti
contenuti minimi:

a.    
modalità di realizzazione delle spalle
del ponte, incluso scavo e messa in sicurezza della trincea;

b.    
processo di produzione della
carpenteria metallica e sua integrazione con:

-   
Piano dei controlli di qualità

-   
Installazioni di cantiere;

c.    
metodo di montaggio della
passerella metallica (illustrato anche tramite disegni e schemi) incluse le
misure previste per attuare efficacemente i controlli qualità previsti;

d.    
metodo di stabilizzazione del
manufatto durante la fase di montaggio dei vari conci dell'impalcato per
gestire in particolare l'azione del vento;

e.    
accorgimenti previsti durante il
montaggio per assicurare la corretta geometria finale dell'impalcato (sia in
orizzontale, sia in verticale); 

f.     
misure previste per assicurare la
sicurezza e la tutela della salute degli operai durante il montaggio del
manufatto.

 

Varianti esecutive.

Varianti esecutive saranno ammesse solo se concernono
esclusivamente il sistema di montaggio dell'impalcato del ponte indicato nei
piani di appalto. La dimostrazione di fattibilità di quanto proposto deve
essere condotta attraverso un'analisi critica dei vantaggi e degli svantaggi
della soluzione alternativa proposta, rispetto a quella contenuta nei piani di
appalto, con particolare riferimento ai seguenti requisiti: sicurezza,
salvaguardia dell'ambiente, qualità, costi e tempi.

 

2)   
Piani illustrativi (da allestire in formato A1) con i seguenti contenuti
minimi:

-      
concetto e sequenze di montaggio;

-      
sistema di stabilizzazione e
corretta messa in opera durante le fasi di montaggio;

-      
sistema o dispositivo previsto per
consentire la realizzazione dell'impalcato del ponte in sicurezza;

-      
dettagli degli elementi
costruttivi principali, preferibilmente rappresentati in 3D per le parti
d'opera più complesse.

 

3)   
Calcoli
statici/dimensionamenti di massima con
i seguenti contenuti minimi:

-      
Normative di riferimento adottate,
valide su territorio svizzero e riferimenti ai materiali previsti;

-      
Dimostrazione analitica della
fattibilità statica della soluzione proposta per il montaggio ed esecuzione
dell'opera.

 

Il rapporto tecnico sulle modalità d'esecuzione, i
piani illustrativi ed i calcoli statici dovranno essere inseriti nello
specifico fascicolo "METODO D'ESECUZIONE" indicato nella pos. 252.130
(lettera o). Contenuti relativi al metodo di esecuzione, riportati in
altre parti della lista di documentazione da trasmettere, non saranno
considerati nella valutazione. 

La valutazione della documentazione consegnata sarà
effettuata dal Gruppo di valutazione e avverrà sulla base della scala per
l'assegnazione delle note per criteri non matematici.

Punteggio                                      nota x 100 x pond. relativa.

 

B.   Entro il termine utile
sono giunte al committente tre offerte, tra cui quella del Consorzio T__________,
composto dalle ditte RI 1, RI 2, RI 3, RI 4, RI 5 e RI 6 e quella del Consorzio
P__________, formato dalle ditte CO 1, CO 2, CO 3 e CO 4. 

 

 

C.   Dopo valutazione delle
offerte, il committente ha deliberato la commessa al Consorzio P__________, la
cui offerta di fr. 9'210'503.21 si è classificata al primo rango con 506.01
punti.

 

 

D.   Contro la predetta decisione
insorgono dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo i membri del Consorzio
T__________ - secondo classificato con 495 punti, nonché unico concorrente
rimasto in gara data l'esclusione del terzo offerente - chiedendone
l'annullamento e l'aggiudicazione della commessa in proprio favore, previa
concessione dell'effetto sospensivo al gravame. Il Consorzio ricorrente
contesta la valutazione della propria offerta in relazione al sotto criterio metodo
d'esecuzione, in cui ha ottenuto la nota 3 (105 punti), a fronte della nota
6 (210 punti) assegnata all'aggiudicatario. Innanzitutto, sostiene che il
committente avrebbe espresso un giudizio globale, malgrado il metodo annunciato
dal bando di concorso prevedesse una serie di aspetti, che avrebbero dovuto
essere valutati attribuendo loro lo stesso peso. In ogni caso, l'offerta del
Consorzio T__________ sarebbe stata ingiustamente penalizzata in relazione a
tre argomenti del rapporto tecnico. Il giudizio del committente, che ha
ritenuto la soluzione proposta eccessivamente rischiosa, sarebbe arbitraria. 

 

 

E.   All'accoglimento del
gravame si oppone la committenza. Osserva che le offerte sono state valutate in
modo oggettivo, secondo il metodo stabilito dagli atti di gara. La valutazione
dell'offerta dell'insorgente dal profilo tecnico sarebbe corretta, non
rispondendo la stessa in modo confacente alle esigenze del capitolato. 

F.    Anche il
Consorzio aggiudicatario avversa il gravame, ritenendolo infondato. La
soluzione proposta dalla ricorrente con la sua offerta presenterebbe aspetti
critici, giustamente valutati negativamente dalla committenza. 

 

 

G.   Compulsati gli atti,
con la replica l'insorgente critica la soluzione proposta dall'aggiudicatario.
Sostiene inoltre che il committente avrebbe dovuto escludere l'offerta del
medesimo in quanto incompleta.

 

 

H.   Con le rispettive
dupliche, il committente e l'aggiudicatario ribadiscono le proprie tesi e
contestano le nuove censure dell'insorgente. Il deliberatario invoca inoltre
motivi di esclusione dell'offerta del ricorrente. 

 

 

I.     Delle
successive memorie scritte dalle parti si dirà, per quanto occorre, nei
seguenti considerandi.

 

 

J.    L'Ufficio di
vigilanza sulle commesse pubbliche del Dipartimento del territorio non formula
osservazioni.

 

 

Considerato,                in
diritto

 

1.    1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 15 cpv. 1
CIAP e 4 cpv. 1 del decreto legislativo concernente l'adesione del Cantone
Ticino al concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 6 febbraio
1996/30 novembre 2004 (DLACIAP; RL 730.510). In quanto membri del Consorzio
secondo classificato, le ditte ricorrenti sono legittimate a contestare
l'assegnazione della commessa al Consorzio P__________ (art. 15 cpv. 1bis lett.
e CIAP e 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre
2013; LPAmm; RL 165.100). Il gravame, tempestivo (art. 15 cpv. 2 CIAP), è
pertanto ricevibile in ordine. 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti (art. 25 cpv. 1 LPAmm).
Il carteggio completo concernente il concorso prodotto dal committente e la
documentazione esibita dalle parti con le memorie scritte bastano per statuire
sull'impugnativa con sufficiente cognizione di causa. Non occorre in
particolare ordinare una perizia in merito alla valutazione delle offerte dal
profilo tecnico dal momento che le dettagliate considerazioni del committente
permettono al Tribunale di verificare se il medesimo ha commesso accesso o
abuso del suo potere di apprezzamento.

 

 

2.    Il ricorrente
sostiene che il Consorzio aggiudicatario avrebbe meritato l'esclusione per non
aver compiutamente provato il rispetto dei criteri di idoneità. La
documentazione allegata all'offerta sarebbe infatti incompleta in relazione ai
criteri CI-4 (esperienza degli ingegneri) e CI-6 (referenze). In merito a
quest'ultimo aspetto, l'insorgente ritiene inoltre che la referenza presentata
dalla CO 2 sia riferita a un'opera realizzata da altri. 

 

                                         2.1. Notoriamente, soltanto
offerte conformi alle prescrizioni di gara entrano in considerazione per
l'aggiudicazione. Le prescrizioni di gara costituiscono in effetti la legge
stessa del concorso e vincolano tanto i concorrenti, quanto il committente, che
deve rispettarle per non incorrere in una violazione del diritto sotto il
profilo della parità di trattamento e del principio della trasparenza (cfr.
art. 1 cpv. 3 lett. b e c CIAP, art. 11 lett. a CIAP). Al momento della loro
apertura le offerte devono quindi risultare complete, corrette, nonché
compilate nel rispetto delle condizioni stabilite dal bando di concorso e della
relativa documentazione di gara (cfr. art. 40 cpv. 1 RLCPubb/CIAP). Offerte
incomplete o che non rispondono alle esigenze del capitolato devono di
principio essere escluse, nell'interesse della parità di trattamento tra
concorrenti e della comparabilità delle offerte (cfr. al riguardo: STA
52.2017.579 del 21 marzo 2018). In particolare, soggiunge l'art. 42 cpv. 1
RLCPubb/CIAP, sono escluse le offerte giunte in busta aperta, prive del
contrassegno o della dicitura esterna prescritta, non indirizzate al recapito
indicato, giunte dopo il termine di scadenza, mancanti dei prezzi unitari o dei
prezzi a corpo, sprovviste delle firme o dei documenti necessari o richiesti,
incomplete oppure che contengono proposte di sconto non prescritte dalla
documentazione di gara. La conformità dell'offerta per rapporto alle condizioni
di gara costituisce dunque un presupposto dell'aggiudicazione di qualsiasi
commessa pubblica. Resta in ogni caso riservato il principio di proporzionalità,
in particolare nell'ottica del divieto di formalismo eccessivo; difformità
irrilevanti vanno tollerate (STF 2D_45/2016 del 10 luglio 2017 consid. 5.1, 2C_458/2008
del 15 dicembre 2008 consid. 3.1; 2P.339/2001 del 12 aprile 2002 consid. 5 c/cc
in: RDAT II-2002 n. 47 pag. 158 segg.; STA 52.2020.608 del 17 marzo 2021
consid. 2; Matteo Cassina,
Principali aspetti del diritto delle commesse pubbliche nel Cantone Ticino,
Lugano 2008, pag. 34).

 

2.2. Il Consorzio
aggiudicatario ha proposto, quale ingegnere civile con esperienza nell'ambito
delle carpenterie metalliche, l'ing.I 1, dipendente della CO 1, mentre quale
ingegnere civile con esperienza in ambito di esecuzione di opere geotecniche
l'ing.I 2, impiegato della CO 2. Con l'offerta, il Consorzio ha allegato per
ogni ingegnere il curriculum vitae elaborato su carta intestata della
ditta di cui sono alle dipendenze.

Secondo il ricorrente, tali documenti non soddisfano le disposizioni del bando
di concorso in quanto non costituirebbero un attestato comprovante la loro
esperienza.

 

2.3. Le disposizioni
di gara, a dimostrazione del criterio di idoneità CI-4 richiedevano attestazioni
di committenti, datori di lavoro o altre referenze documentate (cfr. supra
consid. A). Il bando di concorso non poneva pertanto esigenze troppo severe in
merito alla documentazione da allegare a comprova dell'esperienza degli
ingegneri. Di conseguenza, il curriculum vitae con l'intestazione del
datore di lavoro, che è anche membro del Consorzio offerente, può essere
ritenuta un'attestazione sufficiente dell'esperienza maturata presso lo stesso.
Sia per l'ing. I 1 sia per l'ing. I 2, il curriculum vitae attesta che
essi sono alle dipendenze del rispettivo datore di lavoro dal 2017. Entrambi i
documenti elencano poi una serie di opere realizzate, con l'indicazione del
committente, dei valori e del ruolo assunto. Il ricorrente si limita a mettere
in dubbio che le opere elencate nel curriculum dell'ing. I 2 siano atte
a dimostrare la sua esperienza nel campo specifico degli ancoraggi e delle palificazioni.
Le generiche critiche non permettono tuttavia di dubitare che tali lavori, tra
cui opere di scavo, di sostegno, nonché concernenti la realizzazione di ponti, attestino
l'esperienza dell'ing. I 2 nel predetto settore. Non si intravede pertanto
alcuna violazione del potere di apprezzamento del committente che, cognito
della materia, è in grado di valutare la conformità delle prestazioni indicate
con le richieste del bando.

 

2.4. Per quanto attiene
al CI-6, l'insorgente ritiene l'offerta Consorzio aggiudicatario carente del
formulario di attestazione di una delle due referenze richieste al CI-6,
controfirmato dal committente.

 

2.4.1. Gli atti di
gara richiedevano all'offerente di indicare le referenze nel fascicolo
"dichiarazioni dell'offerente" (cfr. supra consid. A). Queste
dovevano essere controfirmate dal committente dell'opera eseguita o, in
mancanza di una convalida, il concorrente avrebbe dovuto allegare tutta la
documentazione atta a descrivere la referenza dal profilo tecnico, della
tempistica e dei costi. Con le risposte alle domande dei concorrenti, il
committente ha poi precisato che 

Per l'attestazione delle referenze è richiesta la
controfirma da parte del Committente il quale può anche essere un suo
rappresentate (per esempio Capo Progetto, Capo DL, Capo DGL) ma facente parte
dell'organico del Committente e non una figura con mandato esterno. 

 

2.4.2. Il consorzio
aggiudicatario ha compilato il formulario richiesto in relazione alla referenza
2 (opere di scavo per sostegno della scarpata e della parete rocciosa __________,
realizzate per un privato) indicando quale persona di contatto il geologo del
committente __________, che ha valutato il lavoro come eccellente in
tutto.

L'ente appaltante ha quindi invitato per e-mail la consorziata CO 2 a inviare
alcune foto a complemento della scheda, ritenuta un po' scarna e a far
confermare l'avvenuta esecuzione con piena soddisfazione anche al committente,
signor K__________. 

La ditta ha quindi inoltrato per e-mail un documento con alcune foto del
cantiere e, in calce, il seguente testo dattiloscritto:

Il committente conferma l'esecuzione con propria piena
soddisfazione delle opera sopra indicate.

Erawamo molto contente colla esecuzione della ditta CO
2.

__________ & __________ K__________

__________, 07.06.2024

__________ K__________

 

La firma di __________
K__________ era anch'essa dattiloscritta, con un carattere corsivo.

Con queste
precisazioni, il committente ha ammesso la referenza.

 

2.4.3. Il ricorrente
contesta tale modo di agire. Innanzitutto ricorda che il bando di concorso
prevedeva che la committenza non era obbligata a richiamare documenti mancanti,
tra cui quelli attestanti l'idoneità dei concorrenti e che eventuali mancanze
avrebbero comportato l'esclusione dell'offerta dalla procedura (cfr. pos.
252.110). Sostiene che il committente avrebbe semmai potuto (ma non dovuto)
richiamare dal Consorzio il formulario della referenza completo di tutte le
informazioni e sottoscritto dal signor K__________. Il chiarimento richiesto,
peraltro a una consorziata e non alla ditta capofila - che secondo gli atti di
gara funge da interlocutrice con il committente - non sarebbe quindi valido già
per questo motivo. In ogni caso, il documento trasmesso dalla CO 2, senza
valida firma del committente dell'opera, sarebbe privo di ogni valore. 

 

2.4.4. Ora, come
conviene anche il Consorzio ricorrente, l'ente appaltante, che non ha rinvenuto
nella predetta difformità un difetto tale da escludere l'offerta, poteva
chiedere all'aggiudicatario di sanare alla mancanza della firma del committente
(__________ K__________) sul formulario di referenza, sottoscritto dal geologo
(cfr., per analogia, la giurisprudenza in merito alle offerte firmate da
persone senza poteri di rappresentanza: STA 52.2013.495 del 3 marzo 2014
consid. 3 in: RtiD II-2014 n. 26). Il fatto che la committenza abbia richiesto
un chiarimento in maniera non del tutto formale e precisa, peraltro
accontentandosi di una dichiarazione dattiloscritta, anziché del formulario
debitamente firmato, non deve andare a scapito del concorrente. Avendo il Consorzio
aggiudicatario provveduto in questa sede a versare agli atti la scheda
necessaria, sottoscritta da __________ K__________, il vizio va ritenuto
sanato. 

 

2.5. Il ricorrente contesta
pure la validità stessa della referenza. Mette infatti in dubbio che l'opera
presentata sia stata effettivamente realizzata dalla CO 2. In questa sede, il
Consorzio produce il contratto d'appalto tra la ditta e __________ K__________
concernente la costruzione della casa a __________. La censura cade quindi nel
vuoto. 

 

 

3.    Il Consorzio
ricorrente contesta la valutazione della propria offerta in relazione al sotto
criterio metodo d'esecuzione, in cui ha ottenuto la nota 3 (105 punti),
a fronte della nota 6 (210 punti) assegnata all'aggiudicatario. Innanzitutto,
sostiene che il committente avrebbe espresso un giudizio globale, malgrado il
metodo annunciato dal bando di concorso prevedesse una serie di aspetti, che
avrebbero dovuto essere valutati attribuendo loro lo stesso peso. 

In relazione al sotto
criterio metodo d'esecuzione, gli atti di gara indicavano tutti gli elementi
che i concorrenti erano tenuti ad inserire nel rapporto tecnico, nei piani
illustrativi e nei calcoli statici (cfr. supra consid. A). Il metodo di
valutazione non prevedeva di attribuire a ciascun elemento una nota o una
ponderazione particolare. Indicava solamente che il punteggio sarebbe stato
assegnato secondo la scala prevista per i criteri non matematici. Il
committente, e per esso il gruppo di valutazione, ha quindi correttamente
proceduto ad assegnare una nota complessiva per il predetto sotto criterio,
tenendo conto degli aspetti annunciati, per i quali ha fornito un giudizio
motivato. D'altro canto, nessuno ha contestato le regole di gara, che non
prevedevano di attribuire un preciso punteggio ad ogni singolo elemento di
valutazione. 

 

 

4.    Il Consorzio
ricorrente sostiene che la propria offerta sarebbe stata ingiustamente
penalizzata in relazione a tre aspetti del rapporto tecnico: il sistema di
zavorre previsto, il metodo di stabilizzazione e le superfici di lavoro. Il
giudizio del committente, che ha ritenuto la soluzione proposta eccessivamente
rischiosa, sarebbe arbitrario. In ogni caso, la nota 3 assegnata all'offerta
sarebbe insostenibile, siccome soltanto tre aspetti sui dodici previsti dal
bando di concorso sono risultati critici. Ritiene di meritare almeno la nota 4,
che le permetterebbe di superare in graduatoria l'aggiudicatario. Con la
replica, l'insorgente adatta le sue tesi precisando che una valutazione
corretta porterebbe all'attribuzione della nota 6. 

 

4.1. Le offerte sono
state esaminate dal profilo qualitativo da un gruppo di valutazione composto dagli
ing. __________ e __________ del Dipartimento del territorio, Divisione delle
costruzioni, dal prof. Dr ing. __________, professore emerito presso il
Politecnico federale di __________, dagli ingegneri civili __________ (__________,
__________) e __________ (__________, __________) nonché dall'ing. geom. __________
(__________, __________). Esso ha espresso il seguente giudizio in merito
all'offerta del ricorrente, in relazione al sotto criterio metodo di esecuzione
(cfr. rapporto gruppo di valutazione sul criterio di aggiudicazione
"Esecuzione delle opere", pag. 2):

Valutazione complessiva

L'offerente ha consegnato con l'offerta una buona e
ampia documentazione in cui illustra il metodo d'esecuzione che intende
implementare; apprezzata in particolare la parte che analizza le opere del
genio civile.

Questa documentazione permette al gruppo di
valutazione di formulare un giudizio circostanziato e oggettivo.

Malgrado ciò, quanto proposto dall'offerente non
soddisfa e non raggiunge quanto atteso, in quanto presenta varie criticità
importanti, in particolare:

-      
la tipologia di zavorre previste
(cfr. contenuto minimo: 1.e) non è idonea in quanto potenzialmente instabile
(instabilità dovuta al baricentro alto delle zavorre e alla rigidezza
insufficiente delle funi in caso di piccola eccentricità delle zavorre o a un
carico orizzontale). Inoltre, la gestione di situazioni di rischio impreviste
(per esempio vento forte) non può essere eseguita con tempestività. Per queste
fasi potenzialmente critiche mancano inoltre le necessarie verifiche statiche;

-      
il metodo di stabilizzazione
previsto (cfr. contenuto minimo 1.d) a fune unica non è adatto, in quanto
risulta macchinoso e non consente la gestione delle correzioni di geometria in
modo indipendente nelle direzioni verticali e orizzontali;

-      
le superfici di lavoro previste
(cfr. contenuto minimo 1.f) sono accessibili solo a personale altamente
qualificato e certificato per l'esecuzione di lavori in altezza, quindi non a
terzi (p. es. direzione dei lavori per i controlli di propria competenza).

 

Soprattutto a causa dei potenziali rischi durante il
montaggio, giudicati troppo importanti, gli obiettivi richiesti risultano non
raggiunti: la nota  è chiaramente insufficiente. Il gruppo di valutazione ha
comunque ritenuto opportuno assegnare la nota intermedia 3, per riconoscere la
qualità generale della documentazione consegnata. 

 

Per quanto attiene ai
punti critici segnalati, il gruppo di valutazione ha fornito le seguenti
motivazioni (cfr. rapporto dettagliato del gruppo di valutazione sul criterio
di aggiudicazione "Metodo di esecuzione", pag. 3 e 4):

 

Contenuto minimo 1.c

Questo punto, insieme ai due successivi, riveste una
valenza cruciale per la buona riuscita dell'intera fase realizzativa. Il
particolare metodo di montaggio sviluppato dal consorzio, infatti, per essere
attuato con successo, richiede, a chi effettuerà il montaggio dell'impalcato,
che questo attui processi di montaggio efficaci, supportati da tempestive
misurazioni di controllo, che consentano di monitorare costantemente
l'avanzamento dei lavori.

L'offerente descrive e illustra bene (anche tramite
disegni e schemi) il metodo di montaggio della passerella metallica che intende
attuare; egli riporta pure in modo adeguato le misure che intende attuare per
gestire efficacemente i controlli qualità previsti.

Dalla documentazione consegnata, chiara e ben redatta,
si evince che l'offerente è ben cosciente delle esigenze richieste,

ma quanto propone presenta varie criticità importanti:

-      
la geometria verticale dei cavi
principali è gestita tramite delle zavorre di calcestruzzo, movimentate tramite
una gru a fune di 14 t di portata (minimo prescritto 12 t) che non permette una
movimentazione trasversale del punto di sollevamento;

-      
la tipologia di zavorre previste,
di dimensioni e peso importanti (cfr. C.m 1.e) non è idonea, in quanto
potenzialmente instabile (instabilità dovuta al baricentro alto delle zavorre e
alla rigidezza insufficiente delle funi in caso di piccola eccentricità delle
zavorre o a un carico orizzontale). La documentazione consegnata non contiene
verifiche, per queste situazioni potenzialmente instabili;

-      
la tipologia delle zavorre non
permette di gestire con tempestività situazioni di rischio impreviste (per
esempio vento forte);

-      
l'applicazione del trattamento
anticorrosivo in cera sui cavi principali prima della posa delle traverse
inferiori non è ritenuta ottimale;

-      
il metodo di stabilizzazione
previsto (cfr. C.m 1.d) a fune unica non è adatto, in quanto risulta macchinoso
e non consente la gestione delle correzioni di geometria in modo indipendente
nelle direzioni verticale e orizzontale;

-      
le superfici di lavoro previste
(cfr. C.m 1.f) sono accessibili solo a personale altamente qualificato e
certificato per l'esecuzione di lavori in altezza, quindi non a terzi (p. es.
direzione dei lavori per i controlli di propria competenza).

 

Contenuto minimo 1.d

Anche questo punto è cruciale per la buona riuscita
del progetto.

-      
La soluzione proposta
dall'offerente, con due funi primarie (una per lato) a cui si collegano i
numerosi pendini di stabilizzazione, non permette di correggere in modo
tempestivo e indipendente la geometria verticale da quella orizzontale.
Inoltre, una regolazione attuata in un particolare punto, a causa del
collegamento di tutti i pendini alle funi primarie inferiori, produce effetti
anche su tutti gli altri punti; questo fa sì che risulta difficile gestire
tempestivamente eventi sfavorevoli;

-      
il sistema di montaggio e di
regolazione delle funi di stabilizzazione (funi primarie e pendini) è poco
chiaro.

 

Contenuto minimo 1.e

Altro punto ritenuto cruciale per la buona riuscita
del progetto.

-      
Per assicurare la corretta
geometria finale dell'impalcato l'offerente, contrariamente a quanto proposto
nella documentazione d'appalto, prevede l'impiego di voluminose zavorre di
calcestruzzo disposte sopra ai cavi portanti del ponte, così da poterle
movimentare tramite la gru a fune. Questa soluzione risulta però potenzialmente
instabile (instabilità dovuta al baricentro alto delle zavorre e alla rigidezza
insufficiente delle funi in caso di piccola eccentricità delle zavorre o a un
carico orizzontale);

-      
il metodo di stabilizzazione
previsto a fune unica, con molti pendini, non consente di correggere la
geometria orizzontale senza influenzare pure la geometria verticale.

 

Contenuto minimo 1.f

-      
Le superfici di lavoro previste
dall'offerente, per permettere al proprio personale di eseguire il montaggio
dell'impalcato in sicurezza, sono una soluzione minimalista, costituita da tre
dispositivi (in parte mobili) che sfruttano la struttura dell'impalcato. Il
concetto proposto ha ricevuto un'approvazione preliminare da parte della SUVA.
L'accesso ai tre dispositivi previsti è però limitato a del personale altamente
qualificato e certificato per l'esecuzione di lavori in altezza, quindi non a
terzi (p. es. direzione dei lavori per i controlli di propria competenza).
Inoltre, l'esecuzione di varie attività nella parte inferiore del ponte è
svolta da personale di montaggio sospeso tramite funi al ponteggio longitudinale
modulare e continuo (dispositivo B), modo di operare non ritenuto ottimale;

-      
per lo smontaggio finale di alcune
parti, non più accessibili dalla gru a fune, è previsto l'impiego
dell'elicottero.

 

4.2. Il Gruppo di
valutazione ha espresso il seguente giudizio sull'offerta del Consorzio aggiudicatario
in relazione al criterio di aggiudicazione "esecuzione delle opere"
(cfr. rapporto del gruppo di valutazione pag. 3 e rapporto dettagliato pag. 7
seg.).

 

Valutazione complessiva

L'offerente ha consegnato con l'offerta un'ottima ed
esaustiva documentazione, comprensiva delle principali verifiche statiche, in
cui illustra il metodo d'esecuzione che intende implementare; esso ricalca
fedelmente quello previsto dal progettista nella documentazione d'appalto.

L'offerente, oltre a dimostrare d'aver compreso le
particolarità di quanto sarà tenuto ad eseguire, propone pure diversi affinamenti
costruttivi e progettuali, atti a migliorarne la durabilità, apprezzati dal
gruppo di valutazione e ritenuti validi.

La documentazione elaborata ha permesso al gruppo di
valutazione di formulare un giudizio con piena cognizione di causa,
completamente condiviso dai membri.

Quanto proposto dall'offerente soddisfa pienamente le
attese e risulta chiaramente superiore a quanto elaborato dagli altri
offerenti, in particolare:

-    
la tipologia di zavorre previste
(grosse sacche d'acqua, cfr. contenuto minimo 1. e) è ritenuta la soluzione
migliore per assicurare la geometria finale del manufatto e consente di operare
rapidamente in caso di eventi sfavorevoli (p. es. forte vento);

-    
il metodo di stabilizzazione
previsto (cfr. contenuto minimo 1. d), con due sistemi distinti, consente di
correggere la geometria in modo indipendente per gli spostamenti verticali e
per quelli orizzontali;

-    
le superfici di lavoro previste
(cfr. contenuto minimo 1.f) corrispondono a quelle proposte nella
documentazione d'appalto; esse consentono un accesso in sicurezza a tutti i
punti del manufatto e non richiedono personale con qualifiche particolari, ma
possono essere utilizzate, adottando adeguate precauzioni, dalla manodopera
necessaria e da terzi (p. es. direzione dei lavori per i controlli di propria
competenza);

-    
il particolare dispositivo da essi
concepito per collegare, durante i lavori, i cavi principali sui due lati della
valle, permette di regolare in ogni momento la posizione dei cavi (cfr.
contenuto minimo 1. c).

                                         A seguito dei
motivi sopra elencati, alla ottima documentazione consegnata e alle
contromisure previste, intese a minimizzare i rischi, il metodo d'esecuzione
proposto è valutato complessivamente con una nota 6.

 

Rapporto tecnico / piani illustrativi:

ha messo in atto tutti i ragionamenti richiesti dal
progetto; chiaramente la migliore offerta tecnica.

(…)

Contenuto minimo: 1.c

-    
Il metodo di montaggio che l'offerente
intende implementare è descritto in modo chiaro e completo sia nel rapporto tecnico
sia nei piani, e ricalca fedelmente quello previsto dal progettista nella
documentazione d'appalto;

-    
la gru a fune prevista per il
montaggio del ponte permette una movimentazione trasversale che consente di
svolgere in modo razionale le varie fasi del montaggio;

-    
le attività di montaggio nella
parte inferiore del ponte, a ridosso dei cavi principali, avvengono con
l'ausilio di un ponteggio di lavoro sicuro e strutturalmente indipendente dal
ponte;

-    
la tipologia di zavorre previste
(costituite da grosse sacche d'acqua gestite a distanza) è ritenuta la
soluzione migliore per assicurare la geometria verticale finale del manufatto e
consente di operare rapidamente in caso di eventi sfavorevoli (p. es. forte
vento);

-    
pure il sistema previsto per
stabilizzare la costruzione e correggere la geometria in orizzontale durante il
montaggio è indipendente dal dispositivo previsto per assicurare la geometria
verticale;

-    
il particolare dispositivo da essi
concepito per collegare, durante i lavori, i cavi principali sui due lati della
valle senza sella di deviazione, permette di regolare in ogni momento la
posizione dei cavi;

-    
l'offerente ha analizzato in modo
molto accurato il processo di montaggio, formulando varie e valide proposte di ottimizzazione
(giunto bullonato e sigillatura degli elementi della piattabanda, posa
dell'ultimo elemento);

-    
il trattamento anticorrosivo in
cera previsto sui cavi principali viene applicato al termine dei lavori di
montaggio, come previsto dalla documentazione d'appalto.

 

Contenuto minimo: 1.d

-    
L'offerente ha analizzato e
descritto in modo chiaro e completo il metodo di stabilizzazione che ha
sviluppato e che si compone di due sistemi distinti per gestire la geometria
verticale e quella orizzontale. Il dispositivo orizzontale, infatti, a cavi
strallati simmetrici quasi complanari alla piattabanda, non modifica la
geometria verticale della passerella, gestita invece tramite delle zavorre (17
grosse sacche d'acqua);

-    
il metodo di stabilizzazione
previsto consente quindi di correggere efficacemente e tempestivamente la
geometria durante il montaggio, in modo indipendente per i due assi: verticale
e orizzontale;

-    
il gruppo di lavoro considera
ottimale questa soluzione. È infatti possibile correggere la geometria senza
influire sulla catenaria.

 

Contenuto minimo: 1.e

-    
La tipologia di zavorre prevista
(costituite da grosse sacche d'acqua gestite a distanza) ricalca quella
elaborata e proposta dal progettista. Essa è ritenuta la soluzione migliore per
assicurare la geometria verticale finale del manufatto e consente inoltre di
operare rapidamente in caso di eventi sfavorevoli (p. es. forte vento).

 

Contenuto minimo: 1.f

-    
Le generose superfici di lavoro
previste corrispondono sostanzialmente a quelle proposte nella documentazione
d'appalto; esse consentono un accesso in sicurezza a tutti i punti del
manufatto e non richiedono personale con qualifiche particolari; con le
necessarie misure, possono essere utilizzate dalla manodopera specializzata
necessaria e da terzi (p. es. direzione dei lavori per i controlli di propria
competenza).

 

4.3. Secondo
l'insorgente, le conclusioni del gruppo di valutazione sarebbero abusive. Le
motivazioni addotte non sarebbero pertinenti. La soluzione proposta con
l'offerta sarebbe infatti perfettamente idonea a garantire una buona esecuzione
dell'opera. Il Consorzio espone in maniera dettagliata le ragioni per cui la
soluzione da esso proposta sarebbe da considerare sicura e conforme alle esigenze
del committente. Il primo aspetto della valutazione contestato dall'insorgente
riguarda il metodo di stabilizzazione del manufatto durante la fase di
montaggio dei vari conci dell'impalcato per gestire in particolare l'azione del
vento, che i concorrenti erano tenuti a includere nel rapporto tecnico (punto
2.1 lett. d, cfr. supra, consid. A). Al proposito, il ricorrente
sostiene che la soluzione da esso proposta, con zavorra superiore ai cavi e
conseguente baricentro superiore rispetto al punto di aggancio, pur offrendo
minor stabilità rispetto a una soluzione a baricentro al di sotto dei cavi,
risulterebbe vincente per ragioni costruttive e statico/funzionali, grazie a
una minor superficie di impatto dell'azione del vento. La soluzione proposta, con
zavorre in calcestruzzo sarebbe sicura, coerente e conforme alle richieste del
bando. Inoltre le verifiche statiche presenti nella documentazione di offerta
considerano l'azione del vento agente sulle funi portanti primarie della nuova
passerella e il contributo della forza del vento agente sulle zavorre in
calcestruzzo. 

Garantita sarebbe pure
la corretta geometria finale dell'impalcato (lett. e) grazie a un cavo di
stabilizzazione su ciascun lato del ponte. 

Infine, per quanto
concerne le misure previste per assicurare la sicurezza degli operai durante il
montaggio del manufatto (lett. f), il ricorrente sostiene che gli atti di gara
non richiedevano la garanzia di accesso da parte di terze persone che non
fossero gli operai dell'offerente. Il committente avrebbe in ogni caso dedotto la
criticità rimproveratagli in merito a tale aspetto da un passaggio del rapporto
tecnico, secondo cui l'accesso agli strumenti di supporto sarebbe consentito
solo a personale altamente qualificato e certificato per lavoro in sospensione
su funi. Tuttavia, ciò non significherebbe che terze persone, quali il
direttore dei lavori, non possano accedere al ponte. L'accesso sarebbe infatti
sempre possibile fino alla testata. 

L'insorgente mette
infine in dubbio che la soluzione proposta dal Consorzio aggiudicatario possa
essere ritenuta ottimale. Questa susciterebbe perplessità riguardo al sistema
di zavorramento, realizzato tramite 17 sacche d'acqua.

 

4.4. Preso atto delle
precisazioni dell'insorgente, il gruppo di valutazione ha espresso la seguente
presa di posizione che il committente ha riportato nella propria duplica:

Presa di posizione sulle cesure formulate dal
ricorrente

La valutazione formulata dal Gruppo di valutazione in
maggio 2024 si è basata sulla documentazione consegnata dal Ricorrente
nell'ambito della gara d'appalto. Dalle considerazioni riportate di seguito si
evince, che le integrazioni e le "migliorie" progettuali contenute
nel Ricorso e nella Replica, paiono più dei cerotti con cui il ricorrente
intende colmare le lacune evidenziate dal Gruppo di valutazione in sede di
analisi, che delle spiegazioni convincenti sulla bontà delle soluzioni da esso
previste. Quanto da esso previsto diventa ancora più complicato.

 

Movimentazione trasversale del punto di sollevamento

A pagina 17 del proprio Ricorso, punto 1. 3. 2. 1.
lettera d., il ricorrente scrive che la gru a fune Blondin da essi prevista non
ha possibilità di movimentazione trasversale, aspetto che era indicato anche
nella pag. 63 di 78, punto 6. 3.6 del suo RAPPORTO TECNICO, consegnato in fase
d'appalto; vi era infatti scritto: "... Per le fasi di smontaggio del
ponteggio provvisorio sotto piattabanda e di altri elementi provvisionali, si
pone il problema dell'impossibilità dell'utilizzo del Blondin in quanto l'asse
della sua fune portante è centrale al ponte e quindi lateralmente non può
effettuare i recuperi. Per eseguire il recupero del materiale, ove necessario,
si farà uso dell'elicottero."

Questa caratteristica del Blondin è stata valutata
negativamente, in quanto riduce sensibilmente la sicurezza in fase di
montaggio. Nel caso dovessero infatti presentarsi delle situazioni impreviste (che
non possono mai essere escluse durante delle lavorazioni complesse come quelle
previste in questo particolare progetto) il settore in cui sono stati già
posati gli elementi "piattabanda" scherma tutta la parte sottostante,
rendono impossibile l'impiego del Blondin quale ausilio per risolvere il
problema. 

Nella Replica del ricorrente, a pag. 10, punto 8. 1.
4, questo precisa, in merito alla gru a fune (Blondin) prevista che: "Essa
è poi soprattutto caratterizzata dalla presenza di due torri singole alle
estremità, che permettono una correzione lieve della posizione trasversale del
sistema di sollevamento per brevi periodi, se necessario, durante lo
svolgimento dell'attività ... "; questa precisazione contraddice quanto
espresso nel proprio ricorso e non modifica comunque la sostanza: anche con
spostamenti trasversali "lievi" non è possibile raggiungere la parte
inferiore della zona di lavoro, in quanto risulta schermata dall'impalcato.

 

Applicazione "Anticipata" del trattamento
anticorrosivo in cera

L'applicazione del trattamento anticorrosivo prima
della posa delle trasverse inferiori non è ritenuto una proposta migliorativa,
anzi comprometterebbe il comportamento strutturale della struttura. Nella
configurazione finale (traliccio a trave semplice) i collegamenti delle
traverse inferiori ai cavi portanti della passerella, devono essere in grado di
trasmettere, per attrito, da un elemento all'altro, sforzi anche importanti.
Uno strato di cera presente sulla superficie di contatto tra i due elementi
ridurrebbe però sensibilmente il coefficiente d'attrito e quindi la capacità di
trasmissione di forze. La cera di protezione, inoltre, non essendo rigida, ma
molto compressibile, produrrebbe una perdita di pretensione nei bulloni di
serraggio delle traverse sul cavo, riducendo quindi anche la forza che il
collegamento è in grado di trasmettere per attrito.

 

Metodo di stabilizzazione proposto: non permette di
correggere in modo tempestivo e indipendente la geometria in caso di situazioni
impreviste (CPN 102, pos 224. 100, punto 2. 1, lettera d)

La pertinenza della valutazione espressa dal Gruppo di
valutazione riguardo alle problematiche di regolazione tempestive del sistema
di stabilizzazione proposto dal ricorrente nella fase di montaggio è
sicuramente data (lettera d.). Il dispositivo di stabilizzazione del manufatto
durante il montaggio deve infatti garantire la geometria dell'impalcato (in
orizzontale e in verticale) sia

nella sua configurazione finale (lettera e.) che anche
durante tutta la fase di montaggio (lettera d.), questo per evitare
sollecitazioni sul sistema non previste e non gestibili.

Il sistema di stabilizzazione proposto dal ricorrente,
costituito da una fune primaria per ciascun lato, tesa tra i due lati della
valle, a cui, dai cavi e dalla piattabanda del ponte, sono fissati svariati cavi
di collegamento, risulta, per sua proprietà intrinseca, molto deformabile. Dal
calcolo statico consegnato dal ricorrente in fase d'appalto si evince uno
spostamento orizzontale di 51 cm, che viene confrontato con un valore limite
(tolleranza ammessa) di 167 cm, manifestamente sbagliato (0. 2*√a = 56
mm). Come già evidenziato, esso non permette di gestire in modo indipendente la
regolazione della geometria verticale, senza influenzare anche quella
orizzontale, e viceversa.

Inoltre, il sistema proposto non è in grado di correggere
tempestivamente la geometria (come era chiaramente richiesto dal bando) in
quanto, quando è necessario agire rapidamente, si può operare solo manualmente
e lo si deve fare "contemporaneamente" su molti cavi, ma operando da
superfici di lavoro non facilmente accessibili.

 

Accorgimenti previsti durante il montaggio per
assicurare la corretta geometria finale dell'impalcato, sia in orizzontale, sia
in verticale (CPN 102, pos 224. 100, punto 2. 1, lettera e)

In questo punto l'offerente doveva illustrare come
intendeva assicurare la corretta geometria finale dell'impalcato, durante i
lavori. Gli aspetti problematici di quanto proposto sono:

1.    
Per assicurare la geometria nel
senso verticale, il ricorrente ha previsto di precaricare i cavi portanti del
ponte con delle zavorre di calcestruzzo, appoggiate al di sopra delle traverse inferiori.

Invece, per assicurare la geometria orizzontale ha
previsto di sfruttare lo stesso dispositivo che installa per stabilizzare gli
elementi strutturali della passerella durante il montaggio.

Il sistema a funi illustrato al punto precedente è
impiegato quindi, sia per stabilizzare la struttura, sia per assicurare la
geometria finale del ponte in orizzontale. È evidente (cfr. immagine
sottostante, vettori in rosso e in blu), che le variazioni di forze nel sistema
a funi, necessarie per stabilizzare orizzontalmente la costruzione in
avanzamento, producano inevitabilmente delle forze anche in verticale; forze
che vanno ad aggiungersi, o a sottrarsi, ai carichi verticali delle zavorre in
calcestruzzo, modificando di fatto, in modo non voluto, anche la geometria
verticale finale dei cavi del ponte.

 

 

 

 

 

 

 

 

2.    
Per gestire la rimozione delle
zavorre con la tipologia di gru a fune prevista (tipologia che permette
spostamenti solo lievi in trasversale) il ricorrente ha previsto di posizionare
delle zavorre in calcestruzzo al di sopra dei cavi portanti del ponte.

La soluzione proposta risulta problematica per. più
motivi:

-     
Il peso delle zavorre in
calcestruzzo è fisso; nel caso in cui, la geometria finale del ponte non fosse raggiunta
e fosse necessario aggiungere del peso, questo avverrebbe (secondo il
ricorrente) attaccando dei blocchi di calcestruzzo alle zavorre tramite delle
barre filettate. Se fosse invece necessario rimuovere del peso, questo non
sarebbe possibile, a meno di realizzare delle zavorre non in un blocco, ma
costituite da più parti separate.

à quanto proposto è ritenuto macchinoso, complicato e problematico

-     
La stabilità delle zavorre sulle
traverse, che hanno una forma complessa e delle dimensioni molto ridotte (sono
larghe appena 30 cm), è ritenuta precaria (potenzialmente instabile) in entrambi
i sensi, ma in particolare nel senso trasversale, con un rischio non
trascurabile di rovesciamento della zavorra e di potenziale crollo dell'intera
struttura.

Nella documentazione consegnata con l'offerta non erano previsti cavi di
raccordo alle funi del sistema di stabilizzazione. Nella replica il ricorrente
ora riconosce di fatto le debolezze del sistema proposto, e aggiunge ulteriori
cavi intesi a tenere le zavorre e impedirne la rotazione, sia in senso
longitudinale, sia in senso trasversale.

à il gruppo di valutazione ha valutato unicamente
quanto consegnato con l'offerta e i correttivi comunicati nel ricorso e nella
replica sono ininfluenti. Si ritiene quanto proposto, comunque macchinoso e
complicato da gestire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                         I vettori
disegnati in rosso indicano le possibili oscillazioni durante il montaggio, con
le potenziali instabilità, sia in senso trasversale, sia in senso
longitudinale.

 

                                         Conclusione

                                         Il metodo di
montaggio previsto dal ricorrente presenta, in alcuni punti cruciali, delle
criticità importanti, criticità che mettono a rischio l'esecuzione dell'opera. 

Queste criticità sono state riconosciute anche dal ricorrente che, nei
documenti consegnati successivamente alla gara d'appalto, ha cercato di
risolvere attraverso delle misure aggiuntive, misure che però non convincono:
il metodo rimane ancora potenzialmente instabile, risultando inoltre macchinoso
e complicato.

 

 

5.    Dal rapporto concernente
l'esame delle offerte e dalle ulteriori spiegazioni fornite in questa sede
risulta che il gruppo di valutazione, formato da cinque professionisti
qualificati, ha analizzato le offerte in modo attento e dettagliato. Esso ha
valutato la documentazione presentata dagli offerenti e ha fornito un giudizio
motivato e supportato da considerazioni tecniche. Il gruppo di valutazione ha
in particolare confrontato le soluzioni proposte con le esigenze del progetto e
verificato che queste soddisfacessero le aspettative, specie dal profilo della
sicurezza e della stabilità della struttura sia nella fase di esecuzione sia in
quella finale. Emerge in particolare dagli atti che la soluzione proposta dagli
insorgenti si discosta almeno su un punto ritenuto fondamentale, ossia il tipo
di zavorre, dal progetto elaborato dal committente. Rientra pertanto nel vasto
margine di apprezzamento concesso all'ente appaltante in questa materia
valutare con una nota insufficiente un metodo di esecuzione che non lo convince
dal profilo della sicurezza e della stabilità e preferire invece una soluzione
più affine a quanto da esso stesso concepito, fondandosi sul giudizio degli
esperti da esso incaricati. 

Non vi è del resto
motivo di ritenere che le considerazioni del gruppo di valutazione siano prive
di fondamento. Il Consorzio ricorrente stesso afferma che la soluzione con
zavorra superiore ai cavi e conseguente baricentro superiore rispetto al punto
di aggancio offre minor stabilità rispetto a una soluzione a baricentro al di sotto
dei cavi. Per quanto attiene inoltre alle superfici di lavoro, esso stesso
ammette che nel rapporto tecnico era deducibile che l'accesso agli strumenti di
supporto sarebbe stato consentito solo a personale altamente qualificato e
certificato per lavoro in sospensione su funi (cfr. rapporto tecnico, pag. 36).
La conclusione che ne ha tratto l'ente appaltante non appare pertanto
manifestamente infondata.

Le criticità opposte
dal Gruppo di valutazione riguardano aspetti pertinenti che esso ha ben
ponderato esponendo la valutazione finale. In questo contesto, non appare che
avallando tale valutazione il committente sia incorso in eccesso o abuso del
proprio potere di apprezzamento. Non vi è pertanto spazio di intervento per
questo Tribunale, che è tenuto a mantenere un certo riserbo quando le
valutazioni presuppongono particolari conoscenze tecniche, come nel caso
concreto. 

 

 

6.    Visto quanto
precede, il ricorso va respinto senza che si renda necessario esaminare le
censure del gruppo aggiudicatario in relazione alle manchevolezze dell'offerta
dell'insorgente.

 

 

7.    L'emanazione del
presente giudizio rende superflua l'evasione della domanda tendente alla
concessione dell'effetto sospensivo al ricorso.

 

 

8.    La tassa di
giustizia è posta a carico delle ricorrenti secondo soccombenza (art. 47 cpv. 1
LPAmm). Esse rifonderanno ai membri del Consorzio P__________ congrue
ripetibili (art. 49 cpv. 1 LPAmm). 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Il ricorso è
respinto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 9'000.-, già anticipata dalle ricorrenti, resta a loro carico.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110) nei limiti e alle condizioni di cui all'art. 83 lett. f LTF.

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

La
presidente                                                         La
cancelliera