# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d6c3d562-20cb-5dfc-a77d-aa4ab6dc9018
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-04-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.04.2012 D-3728/2011
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3728-2011_2012-04-25.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-3728/2011 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 5  a p r i l e  2 0 1 2  

Composizione 

 
Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas;  

cancelliere Andrea Pedrazzini. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nata il (…), 

Camerun,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

Oggetto 

 
Asilo ed allontanamento;  

decisione dell'UFM dell'8 giugno 2011 / N […]. 

 

 

D-3728/2011 

Pagina 2 

 

Visto 

la domanda di asilo che la ricorrente ha inoltrato il (…), 

i verbali di audizione del 21 gennaio 2010 (di seguito: verbale 1) e del 

27 gennaio 2010 (di seguito: verbale 2), 

la decisione dell'UFM dell'8 giugno 2011, notificata all'insorgente il 

9 giugno 2011 (cfr. avviso di ricevimento agli atti),  

il ricorso presentato in data 30 giugno 2011, in cui viene segnatamente 

chiesta l'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo, 

la decisione incidentale del 14 luglio 2011, con cui il Tribunale amministra-

tivo federale (di seguito: il Tribunale) ha respinto la domanda di assisten-

za giudiziaria e ha invitato la ricorrente a versare, entro il 2 agosto 2011, 

un anticipo di CHF 600.– con comminatoria di inammissibilità del ricorso, 

in caso di mancato versamento di detto anticipo, 

il versamento del medesimo in data 18 luglio 2011, 

i fatti del caso di specie che, se necessario, saranno ripresi nei conside-

randi che seguono, 

e considerato 

che il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni 

dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di 

estradizione da parte dello Stato abbandonato dal richiedente l'asilo in 

cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d della legge del 17 giugno 2005 sul 

Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32], art. 105 della legge 

del 26 giugno 1998 sull'asilo [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d cifra 1 della 

legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale Federale [LTF, RS 173.110]), 

che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 

di ammissibilità di cui agli art. 48 cpv. 1 come pure 52 della Legge federa-

le del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) 

e all'art. 108 cpv. 1 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF, 

nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione im-

D-3728/2011 

Pagina 3 

pugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può 

svolgersi in tale lingua, 

che nel caso concreto la decisione impugnata è stata resa in italiano ed il 

ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente senten-

za va redatta in italiano, 

che il Tribunale esamina liberamente l'applicazione del diritto federale, 

l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai mo-

tivi invocati dalle parti (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della decisio-

ne impugnata (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2, pag. 798; PIERRE MOOR, 

Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5), 

che, secondo le sue dichiarazioni, l'interessata ha vissuto in Nigeria dal 

1994 fino all'espatrio per i problemi che avrebbe avuto con la famiglia del 

suo defunto marito a causa della scoperta, avvenuta tramite il giardiniere, 

della relazione con (…) M.; che, in seguito, M. avrebbe rivelato che l'inte-

ressata avrebbe intrattenuto legami con altre donne; che, nel frattempo, 

la ricorrente si sarebbe rifugiata presso la sua amante D., la quale l'a-

vrebbe aiutata a lasciare la Nigeria, organizzando il viaggio di espatrio e 

accompagnandola in aereo fino in Svizzera, 

che nella decisione impugnata l'UFM ha ritenuto contraddittorie 

segnatamente le affermazioni circa la relazione intrattenuta con M., 

avendo la richiedente inizialmente dichiarato che il legame sarebbe 

cominciato tre mesi prima della fuga e, in seguito, che risalirebbe a 

quattro anni prima dell'espatrio; che detto Ufficio ha altresì considerato 

inconcepibile che l'interessata non conosca l'identità esatta di D., donna 

con la quale avrebbe intrattenuto una relazione durata (…) anni; che, 

inoltre, sarebbe impossibile che l'interessata non abbia mai posseduto un 

documento di identità, nonostante abbia vissuto per (…) anni all'estero e 

non sappia indicare l'indirizzo esatto del luogo in cui avrebbe vissuto 

durante tale periodo; che, infine, avendo l'insorgente fatto valere timori di 

persecuzioni in Nigeria, Paese da dove proviene, ma non in Camerun, 

suo Paese di origine, la medesima potrebbe sottrarsi alle persecuzioni 

addotte, tornando nel suo Paese di origine; che, pertanto, le allegazioni 

non soddisferebbero le condizioni di verosimiglianza previste 

dall'art. 7 LAsi, rispettivamente non sarebbero pertinenti ai sensi 

dell'art. 3 LAsi; che, infine, detta autorità ha pronunciato l'allontanamento 

dell'insorgente ed ordinato l'esecuzione dell'allontanamento verso il 

Camerun, in quanto ammissibile, esigibile e possibile, 

D-3728/2011 

Pagina 4 

che, nel gravame, l'insorgente, al fine di chiarire la sua versione circa la 

sua relazione con M., afferma che tale rapporto sarebbe stato scoperto 

tre mesi prima della partenza, ma che il medesimo durava da quattro an-

ni; che, per quanto concerne l'ignoranza del cognome della compagna D., 

essa afferma che per lei tale dato non rivestirebbe una grande importan-

za; che, non da ultimo, avendo lasciato il Camerun all'età di (…) anni per 

seguire suo marito in Nigeria, l'esecuzione dell'allontanamento verso il 

Camerun sarebbe inesigibile, poiché non vi conoscerebbe più nessuno, 

che, in conclusione, oltre alla già precitata domanda di assistenza giudi-

ziaria, l'insorgente ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata, 

la concessione dell'asilo e, in via subordinata, la pronuncia dell'ammis-

sione provvisoria,  

che sono rifugiate le persone che, nel Paese di origine o di ultima resi-

denza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, 

nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro 

opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali 

pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo 

della vita, dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che com-

portano una pressione psichica insopportabile; che occorre altresì tenere 

conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 LAsi), 

che chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere vero-

simile la sua qualità di rifugiato; che, per poter ammettere la verosimi-

glianza, ai sensi dell'art. 7 LAsi, delle dichiarazioni determinanti rese da 

un richiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di 

convinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-

lità del contrario, così che quest'ultima risulti secondaria 

(cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricor-

so in materia di asilo [GICRA] 1993 n. 21); che, in altri termini, le dichia-

razioni devono essere attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, 

ovvero non generiche e non suscettibili di diversa interpretazione (altret-

tanto o più verosimile), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e 

nemmeno con altri dati o elementi certi; che, peraltro, il giudizio sulla ve-

rosimiglianza deve essere il frutto di una valutazione complessiva, e non 

esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da 

consentire di limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il 

pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili postulati di 

civiltà giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 

1995 n. 23), 

D-3728/2011 

Pagina 5 

che le allegazioni dell'insorgente a sostegno della sua domanda di asilo 

sono contraddittorie su punti essenziali del suo racconto, rispettivamente 

vaghe e contrarie alla logica dell'agire,  

che, a guisa di esempio, la ricorrente non è stata in grado di fornire il 

cognome dell'amante D., con la quale ella avrebbe intrattenuto una 

relazione di (…) anni (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, Q54); che tale 

lacuna non è né plausibile, né tantomeno giustificabile dalla relativa 

importanza che la ricorrente attribuisce a questo elemento (cfr. ricorso, 

pag. 2); che, d'altronde, è contrario alla logica dell'agire che la ricorrente 

abbia nascosto a D. la sua relazione con (…) M. ed abbia in seguito 

ottenuto protezione e rifugio proprio presso D., la quale sarebbe stata 

gelosa, e con cui sarebbe infine espatriata (cfr. verbale 1, pag. 5 e 

verbale 2, Q74, Q80, Q83, Q86 e Q105); che, d'altronde, essa non è 

stata in grado di indicare il luogo, e meglio la seconda casa della sua 

asserita compagna, dove si sarebbe rifugiata per tre mesi prima di 

espatriare (cfr. verbale 2, Q89-91); che, del resto, non è credibile che la 

ricorrente non si ricordi il numero della sua casa in Nigeria, luogo dove 

avrebbe vissuto (…) anni (cfr. verbale 2, Q28); che, inoltre, sono 

controverse le circostanze del viaggio di espatrio intrapreso dalla stessa; 

che, segnatamente, non è plausibile che l'insorgente abbia viaggiato in 

aereo, oltrepassando i severi controlli aeroportuali che implica un volo 

internazionale dall'aeroporto di B._______ (Nigeria) sino a Ginevra, 

senza un documento proprio, rispettivamente senza sapere che 

documento detenesse per suo conto la compagna D., di cui peraltro non 

ha saputo indicarne la sorte una volta giunte in Svizzera (cfr. verbale 1, 

pag. 2-3, 6 e verbale 2, Q107 e Q122-123); che, infine, non è credibile 

che l'insorgente abbia viaggiato in aereo, senza conoscere il nome della 

compagnia aerea, dell'aeroporto, il colore dei sedili dell'aereo sul quale 

avrebbe viaggiato e la durata del volo (cfr. verbale 2, Q112-113),  

che, ad ogni modo, a prescindere dalla verosimiglianza delle dichiarazioni 

rese, le persecuzioni evocate dalla ricorrente sono legate al suo Paese di 

provenienza e non al suo Paese di origine; che, dunque, la ricorrente può 

sottrarsi alle medesime, ritornando nel suo Paese di origine, dove non ha 

riscontrato alcun problema di sorta e dove avrebbe vissuto fino all'età di 

(…) anni, ritenuto che non ha fatto valere alcun timore di persecuzione in 

Camerun (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, Q25, Q37), 

che, visto quanto precede, le dichiarazioni rese dalla ricorrente sono inve-

rosimili, nonché irrilevanti in materia di asilo,  

D-3728/2011 

Pagina 6 

che, pertanto, sui punti di questione del riconoscimento della qualità di ri-

fugiato e della concessione dell'asilo, il ricorso non merita tutela e la deci-

sione impugnata è confermata, 

che, se respinge la domanda di asilo, l'UFM pronuncia, di norma, l'allon-

tanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione (art. 44 cpv. 1 LAsi), 

che la ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM  

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (art. 14 cpv. 1 

e cpv. 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo re-

lativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

cfr. DTAF 2009/50 consid. 9, pag. 733), 

che per quanto concerne l'esecuzione dell'allontanamento, giusta l'art. 83 

della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 

RS 142.20), la stessa deve essere ammissibile, esigibile e possibile, 

che per i motivi suesposti non emergono dalle carte processuali elementi 

da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente 

verso il Camerun possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale 

della Confederazione svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), 

l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 

(Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento), nonché 

l'art. 83 cpv. 3 LStr, o esporre la stessa nel suo Paese di origine al rischio 

reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione del 

4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritto dell'uomo e delle libertà 

fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la 

tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 

10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibi-

le (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr), 

che, in merito all'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, in Came-

run non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o di vio-

lenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione sull'integra-

lità del territorio nazionale, 

che dagli atti non traspaiono neppure motivi personali che si opporrebbe-

ro all'esecuzione dell'allontanamento della ricorrente in Camerun; che, di-

fatti, l'insorgente ha un'esperienza lavorativa quale (…) e (…) (cfr. verbale 

1, pag. 2 e verbale 2, Q10-11), 

D-3728/2011 

Pagina 7 

che, d'altronde, senza volere sminuire le normali difficoltà di reinserimen-

to a cui la ricorrente potrebbe essere confrontata, vista segnatamente 

l'ancora giovane età dell'insorgente, l'assenza di problemi medici suscet-

tibili di ostare alla pronuncia dell'esecuzione dell'allontanamento (cfr. sulla 

tematica DTAF 2009/2 consid. 9.3.2, pag. 21 e relativi riferimenti), nonché 

ritenuta l'esistenza di una rete sociale in patria, stando all'inverosimiglian-

za del racconto della ricorrente ed all'assenza di qualsivoglia mezzo di 

prova relativo alla morte della madre in Camerun, ne discende che l'ese-

cuzione dell'allontanamento nel suo Paese di origine è ragionevolmente 

esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr), 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi e 

art. 83 cpv. 2 LStr); che, difatti, l'insorgente, usando la dovuta diligenza, 

potrà procurarsi ogni documento necessario al rimpatrio (art. 8 cpv. 4  

LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12, pagg. 513-515),  

che, in virtù di quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la deci-

sione dell'autorità inferiore va confermata, 

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplifi-

cata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un secondo 

giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente 

(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono 

computate con l'anticipo di CHF 600.–, versato il 18 luglio 2011. 

 

 

 (dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-3728/2011 

Pagina 8 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico della ricorrente. 

Esse sono computate con l'anticipo di CHF 600.–, versato il 

18 luglio 2011. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Andrea Pedrazzini 

 

 

Data di spedizione: