# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2723c294-f570-58da-bdd3-7089e55dafac
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2005-09-20
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Rekurskommission für die Staatshaftung 20.09.2005 JAAC 70.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_020_JAAC-70-31--_2005-09-20.pdf

## Full Text

JAAC 70.31

Estratto della decisione CRR 2005-002 della
Commissione federale di ricorso in materia di
responsabilità dello Stato del 20 settembre 2005 nella
causa X. SA

Responsabilité de l’Etat. Entraide internationale en matière pénale.
Séquestre.

- Selon l’art. 12 LRCF, la légalité des décisions, des arrêtés et des
jugements ayant force de chose jugée ne peut pas être revue dans une
procédure en responsabilité (consid. 4a). Il ressort d’une interprétation
littérale et téléologique que cette norme présuppose l’existence d’une
décision à l’encontre de laquelle des voies de droit sont ouvertes et ne
concerne pas le cas dans lequel aucune décision n’a été rendue (consid.
4b).

- Conditions de la responsabilité (consid. 5a). La créancière, qui
ne détient pas un droit réel, ne peut pas être considérée comme un
acquéreur de bonne foi au sens de l’art. 74a al. 4 let. c AIMP (consid. 5c
et d). Un ordre de virement postérieur au séquestre ne peut l’emporter
sur une requête en restitution de l’Etat étranger (consid. 5d).

Staatshaftung. Internationale Rechtshilfe in Strafsachen.
Beschlagnahmung.

- Gemäss Art. 12 VG kann die Rechtmässigkeit formell
rechtskräftiger Verfügungen, Entscheide und Urteile in einem
Verantwortlichkeitsverfahren nicht überprüft werden (E. 4a). Aus
einer wörtlichen und teleologischen Auslegung ergibt sich, dass
diese Norm das Bestehen eines Entscheids voraussetzt, gegen den der
Rechtsweg offen steht, und nicht für den Fall gilt, dass kein Entscheid
getroffen wurde (E. 4b).

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- Voraussetzungen der Haftung (E. 5a). Der Gläubiger, der kein
dingliches Recht besitzt, kann nicht als gutgläubiger Erwerber im
Sinne von Art. 74a Abs. 4 Bst. c IRSG betrachtet werden (E. 5c und d).
Ein Überweisungsauftrag nach der Beschlagnahmung kann einem
Herausgabebegehren des ausländischen Staates nicht vorgehen (E. 5d).

Responsabilità dello Stato. Assistenza internazionale in materia
penale. Sequestro.

- Giusta l’art. 12 LResp, in un procedimento per responsabilità non può
essere riesaminata la legittimità di provvedimenti, decisioni e sentenze
cresciuti in giudicato (consid. 4a). Secondo una interpretazione
letterale e teleologica, tale norma presuppone l’esistenza di una
decisione, contro la quale è data la possibilità di ricorrere e non
contempla il caso in cui una decisione non è stata resa (consid. 4b).

- Condizioni della responsabilità (consid. 5a). La creditrice, che non
dispone di un diritto reale, non può essere considerata un acquirente
in buona fede ai sensi dell’art. 74a cpv. 4 lett. c AIMP (consid. 5c e d). Un
ordine di bonifico posteriore al sequestro non può avere la precedenza
sulla richiesta di restituzione dello Stato straniero (consid. 5d).

Riassunto dei fatti:

A. La X. SA (in seguito: X.), fornì a Y. Trading Ltd, (in seguito: Y.), succursale di
A., 267 cartoni contenenti 2’670 telefoni GSM del tipo (...) e meglio come risulta
dalla fattura del 26 giugno 2000 per totali EUR 965’258.40. Tale fattura non
poté essere onorata in quanto i bonifici bancari allestiti dall’amministratore
unico della Y., Z., presso la Bank di D. furono congelati con il sequestro
delle relazioni bancarie della Y., intervenuto il 23 giugno 2000 a seguito
dell’ammissione delle richieste di assistenza giudiziaria delle Procure di B. e
di C. (in Germania) nell’ambito di procedimenti penali avviati nei confronti di
Z. per fatti di truffa fiscale e/o truffa alle sovvenzioni. Il sequestro provvisorio
del 23 giugno 2000 fu confermato con decisione del Tribunale federale del 6
novembre 2000.

Successivamente Z. fu estradato in Germania a seguito di una formale
richiesta di estradizione per i medesimi illeciti di cui alle richieste di assistenza
precitate nonché per frode ai danni dello Stato tedesco.

Il 7 agosto 2003 la procura di C. inoltrò all’Ufficio federale di giustizia (UFG)
formale richiesta di assistenza giudiziaria finalizzata alla consegna degli
averi di Z. precedentemente sequestrati, unitamente al consenso scritto di
quest’ultimo.

B. In data 16 aprile 2003 X. formulò all’attenzione del Ministero pubblico di D.,
per il tramite del suo legale, un’«istanza ex art. 74 cpv. 3» (recte art. 74a cpv. 3)
della legge federale del 20 marzo 1981 sull’assistenza internazionale in materia
penale (AIMP, RS 351.1), rivendicando la priorità nei confronti dello Stato

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tedesco in merito ai fondi sequestrati fino a concorrenza dell’importo di EUR
506’573.90 oltre interessi. Con lettera del 17 aprile 2003 il Ministero Pubblico di
D. trasmise all’UFG copia dello scritto 16 aprile 2003 «... per il quale occorrerà
prendere posizione quando verrà disposto un eventuale dissequestro. Non
essendo ancora stato deciso a chi toccherà provvedere, la trasmissione della
suddetta missiva avviene a futura memoria».

Mediante decisione del 22 aprile 2003, l’UFG dichiarò ammissibile la richiesta
di assistenza del 7 aprile 2003 delle autorità tedesche volta alla restituzione
degli averi precedentemente sequestrati dalle autorità svizzere nell’ambito
della procedura di assistenza nei confronti di Z., ordinando la restituzione alle
autorità tedesche degli averi controllati da quest’ultimo.

Il 14 maggio 2003 il legale della X. sollecitò l’evasione dell’istanza ex
art. 74 cpv. 3 AIMP (recte art. 74a cpv. 3), dichiarando di opporsi ad un
eventuale dissequestro senza preventiva decisione formale dell’istanza sopra
menzionata. Con scritto del 19 maggio 2003 l’UFG osservò che la revoca della
misura sugli averi della Y. era stata disposta a seguito di un regolare ordine
bancario dato dal titolare di una procura sul conto, per cui il trasferimento
degli averi non era avvenuto in diretta applicazione dell’art. 74a AIMP, e che
inoltre la X., in quanto semplice creditrice, non era legittimata a partecipare
alla procedura di assistenza, visto che solo diritti di natura reale possono
essere garantiti nell’ambito della predetta procedura. Tramite lettera del 28
luglio 2003 il legale della X. rimproverò all’UFG di aver permesso la consegna
dei fondi della Y. alle autorità tedesche senza preavvisare la sua assistita,
malgrado la sua opposizione alla revoca del sequestro, ritenendolo pertanto
responsabile del danno cagionatole. L’UFG replicò con scritto del 6 ottobre
2003 ribadendo la sua posizione.

C. L’11 maggio 2004 la X. inoltrò dinanzi al Dipartimento federale delle
finanze (DFF), per il tramite del suo legale, una domanda di risarcimento
per l’importo totale di EUR 506’573.90 oltre interessi al 5% dal 30 giugno
2000, corrispondente al credito residuo sulla fattura del 26 giugno 2000. In
sostanza la X. rimproverava all’UFG di aver disposto il dissequestro dei beni
della Y., dopo aver preso atto della sua istanza del 16/17 aprile 2003, che non
era peraltro stata evasa, lamentando quindi una denegata giustizia. La X.
precisava inoltre di non essere un creditore qualunque, avendo ottenuto dalla
Y., prima del sequestro dei conti, un ordine di bonifico per la merce fornita, per
cui tecnicamente la somma era già stata assegnata a X., che l’aveva accettata,
ciò che ne rendeva irrevocabile l’assegnazione. Ciò stante, al momento di
sbloccare la relazione, avrebbero dovuto essere eseguiti in primo luogo
gli ordini di bonifico del giugno 2000. Infine l’UFG, avendo concordato un
accordo transattivo con lo Stato tedesco, aveva di fatto annullato la procedura
rogatoriale senza emissione di decisione suscettibile di essere impugnata da
parte della X.

D. Con osservazioni del 23 giugno 2004 l’UFG prese posizione sulla domanda
della X., postulandone la reiezione. A mente dell’UFG l’istanza della X. del 16
aprile 2003 non era giuridicamente fondata per due motivi. Innanzitutto ai
sensi della AIMP la X. non era considerata parte alla procedura di assistenza,
in quanto non era personalmente e direttamente toccata dalla misura di
assistenza, non essendo titolare del conto bancario colpito da sequestro. In
secondo luogo, come la giurisprudenza ebbe già modo di precisare, nell’ambito

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dell’applicazione dell’art. 74a cpv. 4 lett. c AIMP, soltanto i diritti di natura
reale possono essere opposti alla restituzione, mentre le pretese di meri
diritti civili (segnatamente crediti) non sono opponibili alla restituzione.
Infine l’istanza della X. era pervenuta all’UFG solo in data 23 aprile 2003,
ossia dopo la decisione del 22 aprile 2003 volta alla restituzione degli averi
precedentemente sequestrati. Concludendo l’UFG sosteneva che la Svizzera
non avrebbe validamente potuto sostenere nei confronti della Germania che il
provento di reato fosse dissequestrato per pagare crediti privati.

Con osservazioni del 16 agosto 2004 la X. contestò in particolare l’affermazione
che l’UFG avesse preso conoscenza della lettera del 16/17 aprile 2003 solo
in data 23 aprile 2002, ma quand’anche ciò fosse avvenuto, avrebbe dovuto
informarla immediatamente, onde permetterle di impugnare la decisione di
dissequestro.

E. Con decisione procedurale del 26 agosto 2004 il DFF invitò da un lato l’UFG
a produrre la richiesta di assistenza del 7 aprile 2003 della Procura di C.,
il consenso scritto di Z. alla restituzione degli averi da esso controllati e/o
detenuti, la busta della lettera del 17 aprile 2003 della X. nonché la decisione
del 22 aprile 2003 dell’UFG; d’altro lato invitò la X. a presentare i documenti a
sostegno dell’asserito ordine di bonifico a debito del conto presso la Bank di D.
per il pagamento delle fatture e a spiegare la composizione dell’importo di EUR
506’573.90 vantato a titolo di risarcimento del danno.

L’UFG produsse i documenti richiesti fatta eccezione per la busta contenente
lo scritto del 16/17 aprile 2003, affermando che le buste inerenti gli invii non
raccomandati non vengono conservate. La X. dal canto suo non poté produrre
gli ordini di bonifico a suo tempo firmati da Z., poiché questi non si trovavano
più in possesso della Bank di D., facendo parte della documentazione sotto
sequestro. Visto tuttavia che Z. ne aveva confermata l’esistenza nei suoi
verbali di interrogatorio, la X. chiedeva la citazione di Z. quale teste e il
richiamo dall’UFG dell’incarto sequestrato presso la Bank di D. In merito
alla composizione dell’importo richiesto quale risarcimento del danno la X.
dichiarò che esso risultava dal debito complessivo di EUR 965’258.40 di cui alla
fattura del 26 giugno 2000 dedotto l’importo di EUR 458’684,50 pagato dalla
Y. attraverso un suo proprio creditore. Conformemente alla richiesta della
X., il 26 novembre 2004 il DFF sospese il procedimento fino al 15 dicembre
2004, data in cui il legale della X. produsse l’originale della dichiarazione di Z.,
sotto forma di brevetto, con allegato copia del verbale di interrogatorio del 1°
febbraio 2001, dal quale si evince che Z. aveva firmato l’ordine di bonifico a
favore di X. in data 27 giugno 2000, apprendendo allora che i suoi conti erano
stati bloccati.

F. Il DFF respinse la domanda di risarcimento dell’11 maggio 2004 con
decisione del 19 gennaio 2005, sostenendo in primo luogo che non vi era
stato diniego di giustizia o violazione del diritto di essere sentito, considerato
che l’istanza del 16 aprile 2003 era pervenuta all’UFG, a causa delle festività
pasquali, solo in data 23 aprile 2003, ossia dopo la decisione di restituzione
degli averi sequestrati. In secondo luogo il DFF si appellava all’art. 12 della
legge federale del 14 marzo 1958 su la responsabilità della Confederazione,
dei membri delle autorità federali e dei funzionari federali (LResp, RS 170.32),
ritenuto che contro la decisione del 22 aprile 2003 è dato ricorso di diritto
amministrativo al Tribunale federale giusta l’art. 80g AIMP. In particolare,

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a mente del DFF, la X. avrebbe potuto far valere in ogni tempo la denegata
giustizia con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale giusta
gli art. 97 cpv. 2 e art. 106 cpv. 2 della legge federale del 16 dicembre 1943
sull’organizzazione giudiziaria (OG, RS 173.110). Avendovi rinunciato, la X. non
poteva rimettere in discussione tale decisione, facendo valere la responsabilità
dello Stato. In terzo luogo, il DFF motivava che, a tenore dell’art. 74a cpv. 4
AIMP e secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, gli unici diritti di
una persona estranea al reato che possono opporsi a un’eventuale consegna
degli oggetti o beni confiscati, sono i diritti reali. Infine, il DFF rilevava che
nella fattispecie non era dato alcun comportamento illecito di un funzionario,
in quanto non era stato leso alcun bene giuridicamente protetto della X.,
ritenuto che quest’ultima non era parte della procedura di assistenza, non
essendo toccata né personalmente né direttamente dall’assistenza giudiziaria.
Parimenti veniva negato un qualsiasi rapporto di causalità tra la mancata
comunicazione alla X. della restituzione dei beni e il preteso danno, ritenuto
che la X. non avrebbe comunque potuto adottare alcun provvedimento per
recuperare gli averi rivendicati.

G. Con ricorso del 21 febbraio 2005 la X. (in seguito: la ricorrente), per
il tramite del suo legale, ha impugnato la decisione del DFF dinanzi alla
Commissione federale di ricorso in materia di responsabilità dello Stato (in
seguito: CRR), postulandone l’annullamento e l’accoglimento delle proprie
pretese di risarcimento. Richiamando integralmente le argomentazioni esposte
con la domanda di risarcimento dell’11 maggio 2004, la ricorrente sostiene che,
malgrado le festività pasquali, la lettera spedita giovedì 17 aprile 2003 doveva
essere giunta non più tardi di martedì 22 aprile 2003 e che essa era stata
pertanto ignorata dall’UFG. L’atteggiamento palesemente negligente dell’UFG si
manifesta non solo nel non aver evaso tempestivamente l’istanza, ma pure nel
non aver mai emanato una decisione suscettibile di ricorso, rimproverando
poi alla ricorrente di non aver impugnato la decisione del 22 aprile 2003 di cui
essa ha preso conoscenza oltre un anno dopo. Il danno deriverebbe pertanto
dall’impossibilità della ricorrente di attivarsi per ottenere la retrocessione
dei soldi dallo Stato tedesco. Infine la ricorrente considera che gli ordini di
bonifico emessi da Z. a suo favore in tempi non sospetti, e da essa accettati,
costituiscono un’assegnazione di denaro irrevocabile e quindi assimilabile ad
un diritto reale tale da giustificare la priorità della ricorrente giusta l’art. 74a
cpv. 3 AIMP.

H. Con lettera del 24 marzo 2005 il DFF ha comunicato di rinunciare ad una
presa di posizione sul ricorso, visto che la ricorrente non ha addotto alcun
nuovo argomento, e postula la reiezione del ricorso, come da decisione del 19
gennaio 2005.

Estratti dei considerandi:

1 .-3.(...)

4. a.Giusta l’art. 12 LResp, in un procedimento per responsabilità non può
essere riesaminata la legittimità di provvedimenti, decisioni e sentenze
cresciuti in giudicato. Lo scopo di questa disposizione è di impedire che il
cittadino possa nuovamente impugnare una decisione a lui sfavorevole, ma
cresciuta in giudicato, ricorrendo a un procedimento ai sensi della LResp.
Colui che ha impugnato una decisione sino all’ultima istanza senza successo
o colui che non ha utilizzato i rimedi di diritto a sua disposizione o li ha

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utilizzati non rispettando i termini o la forma richiesta, non può (nuovamente)
contestare la legalità di tale decisione in un procedimento per responsabilità
(DTF 126 I 147 consid. 2a, DTF 119 Ib 212 consid. 3c, con riferimenti). Ciò vale
tuttavia unicamente quando le parti al precedente procedimento abbiano
avuto la possibilità di impugnare la decisione contestata. Se invece il rimedio
di diritto non è (più) atto a correggere la decisione contestata, ma soltanto a
constatarne la non conformità al diritto applicabile, l’esame nell’ambito di un
procedimento per responsabilità resta possibile (DTF 129 I 142 consid. 3.1).

b. In particolare il DFF rimprovera alla ricorrente di non aver inoltrato
un ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale per denegata
giustizia (art. 97 cpv. 2 e art. 106 cpv. 2 OG), una volta venuta a conoscenza
del dissequestro degli averi di Z. Infatti, a mente del DFF, il Tribunale federale
avrebbe, in caso di ammissione del ricorso, intimato all’UFG di emanare una
decisione formale nei confronti di X., la quale avrebbe poi potuto impugnarla.
Secondo una interpretazione letterale e teleologica dell’art. 12 LResp, tale
norma presuppone l’esistenza di una decisione, contro la quale è data la
possibilità di ricorrere e non contempla il caso in cui una decisione non è
stata resa. Inoltre, l’inoltro di un ricorso di diritto amministrativo per denegata
giustizia non avrebbe impedito la crescita in giudicato della decisione del 22
aprile 2003 e la conseguente restituzione allo Stato tedesco dei beni sequestrati.
Pertanto l’art. 12 LResp non può essere invocato per il fatto che la ricorrente
abbia omesso di ricorrere per denegata giustizia.

c. Visto che nella fattispecie la X. non era parte alla procedura di assistenza
giudiziaria nei confronti di Z. (vedi pure consid. 5c della presente decisione),
essa non poteva impugnare la decisione del 22 aprile 2003, contrariamente
a quanto sembra sostenere il DFF, né tanto meno avrebbe potuto farlo al
momento in cui ne è venuta a conoscenza.

Pertanto, ritenuto che l’art. 12 LResp non trova applicazione nella fattispecie,
la CRR deve esaminare, se vi siano atti od omissioni dell’autorità federale tali
da comportare una responsabilità della Confederazione.

5. a.Ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 LResp la Confederazione risponde del danno
cagionato illecitamente a terzi da un funzionario nell’esercizio delle
sue funzioni, senza riguardo alla colpa del funzionario. L’atto illecito
presuppone la violazione di un bene giuridicamente protetto, sia che si tratti
della violazione di un diritto assoluto della parte lesa («Erfolgsunrecht»),
oppure di un mero danno patrimoniale causato mediante violazione di
una norma di diritto, il cui scopo consiste nel proteggere da tale tipo di
danno («Verhaltensunrecht»; DTF 123 II 581 consid. 4c con rinvii; Jost Gross,
Schweizerisches Staatshaftungsrecht, 2a ed., Berna 2001, pag. 188). La
violazione può consistere sia nell’esecuzione che nell’omissione di un atto
giuridico. Se l’obbligo al risarcimento del danno deriva da un’omissione, per
fondare l’illiceità deve esistere il dovere di agire (DTF 123 II 583 consid. 4d
segg.). Va infine rilevato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale,
una qualsiasi violazione di un dovere di servizio non equivale a un atto illecito
che provoca una responsabilità; ciò è il caso unicamente quando è violato un
dovere di servizio essenziale all’esercizio del potere di una carica pubblica (cfr.
decisione non pubblicata del Tribunale federale del 3 luglio 2003, nella causa L.
[2C.4/2000], consid. 5; DTF 123 II 582 consid. 4d/dd; DTF 118 Ib 163, con i rinvii
citati).

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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_126%20I%20147
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_119%20Ib%20212
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_129%20I%20142
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_123%20II%20581
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_123%20II%20583
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_123%20II%20582
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_118%20Ib%20163

Infine deve esistere un rapporto di causalità tra l’atto e il danno. Di regola
non è necessario che vi sia una colpa. La legge istituisce a carico della
Confederazione una responsabilità causale e primaria esclusiva (decisione
della CRR del 18 dicembre 2002, pubblicata in GAAC 67.64 consid. 2a; André
Grisel, Traité de droit administratif, Neuchâtel 1984, vol II, pag. 795 seg.; Jost
Gross, Staats- und Beamtenhaftung, in: Peter Münch/Thomas Geiser [ed.],
Schaden - Haftung - Versicherung, Basilea, Ginevra, Monaco 1999, pag. 101
seg. n. 3.18). Secondo la giurisprudenza è pertanto sufficiente che la ricorrente
stabilisca l’illegalità o l’illiceità, il danno e il rapporto di causalità tra i primi
due elementi (DTF 106 Ib 361 consid. 2b).

b. La ricorrente rimprovera in particolare all’UFG di non aver evaso l’istanza
del 16 aprile 2003, commettendo un diniego di giustizia, e di aver deciso
la restituzione dei beni sequestrati senza avvisarla, impedendole così di
esercitare i propri diritti conferitegli dalla AIMP e causandole un danno
corrispondente al mancato incasso del residuo sulla fattura del mese di giugno
2000.

I doveri la cui violazione potrebbe comportare l’illiceità ai sensi dell’art.
3 cpv. 1 LResp devono essere ricercati nella AIMP. La AIMP disciplina, in
quanto altre leggi o convenzioni internazionali non dispongano altrimenti,
tutti i procedimenti della cooperazione internazionale in materia penale,
segnatamente anche l’assistenza per un procedimento penale all’estero (art. 1
cpv. 1 lett. b AIMP). Lo scopo della legge è quello di facilitare il perseguimento
di autori di atti penalmente rilevanti anche nel caso in cui siano implicati
più stati, mettendo a disposizione delle autorità inquirenti uno strumento
efficace per sormontare l’ostacolo della sovranità nazionale e poter combattere
il crimine internazionale.

c. Sono parti alla procedura di assistenza secondo la AIMP, le persone i
cui diritti od obblighi potrebbero essere toccati dalla decisione o le altre
persone, gli organismi e le autorità cui spetta un rimedio di diritto contro la
decisione (art. 6 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura
amministrativa [PA], RS 172.021; Robert Zimmermann, La coopération
internationale en matière pénale, Berna 1999, pag. 112). Sono in particolare
direttamente toccati dalla procedura estera la persona penalmente perseguita
nella procedura estera, la persona estradata o da estradare, il detenuto, la
persona condannata oggetto di una domanda di esecuzione della decisione.
Sono invece toccati indirettamente le persone fisiche o morali che non sono
perseguite all’estero, ma la cui collaborazione è richiesta poiché detengono
documenti, mezzi di prova o informazioni (ad esempio testimoni o periti), o
ancora il danneggiato e l’acquirente in buona fede (art. 74a cpv. 4 lett. c AIMP;
Zimmermann, op. cit., pag. 112 segg.).

Salvo eccezioni, le persone toccate indirettamente dalla procedura non hanno
diritto di ricorso ai sensi dell’art. 103 lett. a OG (Zimmermann, op. cit., pag.
114).

Pertanto a giusta ragione la ricorrente, quale mera creditrice della società
di cui Z. era amministratore unico, non è stata coinvolta nella procedura di
assistenza giudiziaria conclusasi con decisione del 22 aprile 2003.

d. Gli oggetti o i beni sequestrati a scopo conservativo possono essere
consegnati, su richiesta all’autorità estera competente a scopo di confisca o di
restituzione, agli aventi diritto dopo la chiusura della procedura d’assistenza

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https://www.amtsdruckschriften.bar.admin.ch/viewOrigDoc/150006071.pdf?ID=150006071
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_106%20Ib%20361

giudiziaria (art. 74a cpv. 1 AIMP). La consegna può avvenire in ogni stadio del
procedimento estero, di regola su decisione passata in giudicato ed esecutiva
dello Stato richiedente (cpv. 3). Gli oggetti o i beni possono tuttavia essere
trattenuti in Svizzera se una persona estranea al reato, le cui pretese non
sono garantite dallo Stato richiedente, rende verosimile di aver acquisito in
buona fede diritti su tali oggetti o beni in Svizzera o, in quanto dimorante
abitualmente in Svizzera, all’estero (cpv. 4 lett. c). Se un avente diritto fa
valere pretese su oggetti o beni giusta il cpv. 4, la loro consegna allo Stato
richiedente viene rimandata fino a quando la situazione giuridica sia chiarita.
Gli oggetti o i beni litigiosi possono essere consegnati all’avente diritto solo
se la fondatezza della pretesa è stata riconosciuta da un’autorità giudiziaria
svizzera (cpv. 5 lett. b).

Come giustamente osservato dal DFF nella sua decisione del 19 gennaio 2005,
il Tribunale federale ha chiaramente statuito che possono essere opposti alla
restituzione soltanto dei diritti reali e non mere pretese creditorie, anche se
a loro garanzia sia stato ottenuto un sequestro in Svizzera (DTF 123 II 612
consid. 6b). Questa interpretazione corrisponde peraltro all’interpretazione
dell’art. 59 cifra 1 cpv. 2 del codice penale svizzero del 21 dicembre 1937 (CP,
RS 311.0) sulla confisca penale, alla quale si possono opporre solo i titolari
di un diritto reale (DTF 123 II 613 consid. 6b/bb). Scopo della restituzione
allo stato richiedente giusta l’art. 74a AIMP, così come quello della confisca
giusta l’art. 59 CP, è di privare l’autore di un reato del provento di cui ha
beneficiato in ragione dell’atto punibile da lui perpetrato (Laurent Moreillon,
Entraide internationale en matière pénale, Basilea, Ginevra, Monaco 2004, pag.
347). Pertanto visto che la ricorrente, quale mera creditrice, non disponeva
di un diritto reale protetto dalla norma in questione, essa non può essere
considerata un acquirente in buona fede ai sensi dell’art. 74a cpv. 4 lett. c
AIMP. Un ordine di bonifico, giuridicamente considerato un assegno, non crea
un diritto reale, a guisa di un diritto di pegno, a favore dell’assegnatario, né
può essere parificato a un diritto reale, bensì conferisce unicamente un credito
di natura obbligatoria.

Ad ogni modo, nel caso concreto, il sequestro degli averi in conto era
comunque antecedente all’ordine di bonifico invocato dalla ricorrente.
Contrariamente a quanto asserito da quest’ultima nei suoi allegati, ossia che
l’ordine di bonifico per il pagamento della fattura a suo favore fosse stato
emesso «in tempi non sospetti», «prima del blocco dei conti presso la Bank di
D. di pertinenza della Y.», «sin dal giorno del sequestro (20/25 giugno 2000)»,
risulta dalla fotocopia del verbale di interrogatorio di Z. del 1° febbraio 2001
e dal brevetto dell’avvocato W., prodotti dalla ricorrente, che al momento in
cui Z. si recò in banca per ordinare il pagamento, gli fu comunicato che il conto
era bloccato. In effetti, si evince dagli atti che il sequestro è stato ordinato il 23
giugno 2000, mentre la fattura di cui la ricorrente chiede il pagamento è del
26 giugno 2000. Pur ammettendo che la fattura fu inviata per fax e che Z. si
fosse recato in banca il giorno successivo, è manifestamente appurato che a
quel momento il sequestro era già stato effettuato. Ne discende che l’ordine
di bonifico invocato dalla ricorrente non poteva avere la precedenza sulla
richiesta di restituzione dello Stato tedesco, essendo posteriore al sequestro.

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http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_123%20II%20612
http://jumpcgi.bger.ch/cgi-bin/JumpCGI?resolve=1&id=BGE_123%20II%20613

In questo contesto non nuoce peraltro osservare che Z. ha dato il proprio
consenso irrevocabile alla consegna degli averi sequestrati all’autorità rogante
ai sensi dell’art. 80c AIMP.

e. Alla luce delle motivazioni sopra esposte l’istanza del 16 aprile 2003
della ricorrente era manifestamente infondata ed essa non poteva ottenere
riscontro positivo, sia che fosse pervenuta il 22 aprile 2003 come sostiene
la ricorrente, sia che fosse pervenuta il 23 aprile 2003, come sostiene il DFF,
né la ricorrente avrebbe potuto far valere in altro modo le proprie pretese.
Pertanto il fatto che l’UFG non abbia preso una decisione formale sull’istanza
della ricorrente non è all’origine del preteso danno subito dalla ricorrente,
mancando il nesso di causalità. Alla luce di quanto precede la questione
a sapere se l’UFG doveva comunque decidere formalmente sull’istanza è
superata dai fatti e può essere lasciata aperta.

Considerata l’inesistenza di un atto od omissione illeciti da parte dell’autorità
federale nonché la mancanza di un nesso di causalità tra le pretese omissioni
e il danno vantato, l’esame delle altre condizioni, in particolare del danno,
diventa superflua.

6. (Mezzi di prova)

7. (Reiezione del ricorso)

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 70.31 - Estratto della decisione CRR 2005-002 della Commissione federale di ricorso

in materia di responsabilità dello Stato del 20 settembre 2005 nella causa X. SA

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 2006
Année

Anno

Band 70
Volume

Volume

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Ref. No 150 007 283

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Le document a été digitalisé par les Archives Fédérales Suisses et la Chancellerie fédérale.

Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

	Estratto della decisione CRR 2005-002 della Commissione federale di ricorso in materia di responsabilità dello Stato del 20 settembre 2005 nella causa X. SA