# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d8aab829-89fe-5237-9b69-5566caf93a8f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-01-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.01.2006 52.2005.292
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-292_2006-01-23.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.292

   

  	
  Lugano

  23 gennaio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 8 settembre 2005 del

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 23 agosto 2005 (n. 4046) con cui il
  Consiglio di Stato ha dichiarato irricevibile il gravame introdotto da CO 1 avverso
  lo scritto 24 maggio 2005 del municipio di RI 1 in materia di applicazione
  del regolamento organico del cimitero, limitatamente al dispositivo no. 3 relativo
  all'assegnazione di ripetibili;

  

 

 

viste le risposte:

-    20 settembre 2005 del
Consiglio di Stato;

-    21 ottobre 2005 di CO 1;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 28
dicembre 2004 CO 1 ha avuto modo di constatare che alcuni operai stavano
procedendo, su incarico del municipio di RI 1, allo spurgo della tomba di suo padre,
sepolto presso il locale cimitero;

che, agendo per il tramite del proprio legale, pochi giorni dopo ella si è
rivolta alla predetta autorità comunale per manifestare il proprio disappunto in
merito all'accaduto e per chiedere che le venissero fornite delle spiegazioni
in proposito;

che con uno scritto dell'11 gennaio 2005, il municipio ha affermato di avere
agito nell'occasione come da consueta prassi, informando l'interessata per telefono
e depositando nella medesima tomba, sotto un adeguato strato di terra, le ossa
della salma esumata;

che il 13 maggio seguente CO 1 ha nuovamente preso contatto con il municipio per
ribadire le proprie lamentele e per chiedere che le fossero comunicate le
disposizioni che sarebbero state adottate per la sepoltura delle spoglie del
padre nell'ossario, così come previsto dal regolamento organico del cimitero;

che con lettera raccomandata del 24 maggio
2005 l'esecutivo di RI 1 si è riconfermato nel proprio precedente scritto, affermando
che non avrebbe intrattenuto ulteriore corrispondenza con CO 1 in merito alla
questione dello spurgo della tomba del suo defunto padre; 

 

che contro questo atto CO 1 è insorta
dinanzi al Consiglio di Stato chiedendo, in via principale, che lo stesso fosse
annullato con conseguente rinvio al municipio degli atti per l'emanazione di
una decisione formale motivata e, in via subordinata, che fosse fatto ordine a
quest'ultima autorità di disporre un'adeguata risepoltura dei resti del defunto
nell'ossario del cimitero o in altro luogo adatto e dignitoso;

 

che in quella sede ella ha in sostanza
censurato la violazione degli art. 10 e 11 del regolamento organico del
cimitero ed ha rimproverato al municipio di essere incorso in un diniego di giustizia
formale per non avere evaso le sue richieste;

che il municipio di RI 1 ha postulato che il gravame fosse respinto e che
qualsiasi tassa o spesa venisse addebitata alla ricorrente;

 

che con giudizio del 23 agosto 2005, il
Governo ha dichiarato il gravame irricevibile in quanto introdotto contro uno
scritto che non costituiva una decisione impugnabile ai sensi dell'art. 208
cpv. 1 LOC; esso ha nondimeno disposto la retrocessione degli atti al municipio
di RI 1 affinché questo statuisca in maniera puntuale sulle richieste formulate
da CO 1 nella sua lettera del 13 maggio 2005 ed ha condannato il comune di RI 1
a versare a quest'ultima un'indennità di fr. 500.— a titolo di ripetibili per
averla indotta con il proprio agire a ricorrere; 

che il comune si aggrava ora dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo avverso questa decisione, limitatamente al punto
n. 3 del suo dispositivo che lo condanna al versamento delle ripetibili,
chiedendone l'annullamento;

 

che all'accoglimento del gravame si
oppongono sia CO 1, sia il Consiglio di Stato con argomenti di cui si dirà, per
quanto necessario, in seguito;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

che la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo discende dall'art. 208 cpv. 1 LOC; la legittimazione attiva del
ricorrente è pacifica (art. 209 lett. b LOC);

 

che il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è
dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 PAmm);

 

che oggetto della presente contestazione è
unicamente la questione inerente alla condanna del comune ricorrente al versamento
di ripetibili a favore di CO 1;

che, giusta l'art. 31 PAmm, il Consiglio di
Stato e il Tribunale cantonale amministrativo, quali autorità di ricorso,
condannano la parte soccombente al pagamento di un'indennità alla controparte;

che soccombente è la parte o il soggetto del
rapporto processuale che ha avanzato in sede ricorsuale una domanda totalmente
o parzialmente illegittima oppure che ha, in tutto o in parte, ingiustamente
resistito al ricorso (RDAT 1986 n. 23; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di
procedura amministrativa ticinese, n. 2 ad art. 31);

 

che l'indennità per ripetibili deve essere
adeguatamente commisurata alle spese occasionate dal soccombente alla
controparte per la difesa dei suoi interessi (RDAT II-1994 n. 12); 

 

che, procedendo da apprezzamento, la
determinazione delle ripetibili è sindacabile da parte di questo tribunale
soltanto nella misura in cui integra gli estremi di una violazione del diritto
sotto il profilo dell'abuso di potere; in altri termini, soltanto quando appare
insostenibile;

 

                                         che
l'ente pubblico che non compare in lite a difesa di suoi interessi particolari
è di regola esentato, in caso di soccombenza, dal pagamento di una tassa di
giustizia; le ripetibili gli sono invece addossate: (a) integralmente, se
compare in lite quale unica controparte; (b) in tutto o in parte, se invece
partecipa al procedimento a fianco di altre parti, rimanendo soccombente
assieme a quest'ultime; in questi casi, le particolarità della partecipazione
dell'ente pubblico possono essere messe in evidenza, addossando le ripetibili
esclusivamente alle parti che si sono battute al suo fianco senza successo
(RDAT I-1993 n. 19; Borghi/Corti, op. cit., ad art. 32 PAmm n. 2 b); 

 

                                         che
l’autorità amministrativa è tenuta a condannare la parte soccombente al versamento
di ripetibili alla controparte che ne abbia fatto esplicita richiesta
(Borghi/Corti, op. cit., n. 1 ad art. 31);

 

che nel caso concreto contestata è essenzialmente
la soccombenza del comune di RI 1 dinanzi alla precedente istanza di giudizio;
secondo il ricorrente, alla luce del giudizio di irricevibilità pronunciato dal
Governo, soccombente in quella sede andava considerata CO 1, alla quale non
potevano dunque essere riconosciute delle ripetibili; non porterebbe a diversa
conclusione il fatto che l'Esecutivo cantonale abbia disposto la restituzione degli
atti al municipio, non essendo ravvisabile in questa circostanza un caso di
applicazione dell'art 59 PAmm, giusta il quale, laddove il Consiglio di Stato
annulla la decisione impugnata, può rinviare gli atti all'istanza inferiore per
una nuova decisione;

 

che gli argomenti addotti dal comune non
possono essere condivisi;

 

che dalle motivazioni del giudizio impugnato
emerge che se da un lato il Governo ha considerato che il gravame inoltrato dal
CO 1 era diretto contro un atto che non poteva essere qualificato alla stregua
di una decisione emanata da un organo comunale, ai sensi dell'art. 208 cpv. 1
LOC, dall'altro esso ha comunque rilevato che l'esecutivo di RI 1 non aveva
dato seguito alle richieste formulate da quest'ultima mediante scritto del 13
maggio 2005 ed ha dunque disposto il rinvio degli atti all'autorità comunale
per una presa di posizione formale riguardo alle medesime;

 

che, in questo modo, il Governo ha
implicitamente riconosciuto che il municipio era incorso in un diniego di
giustizia, per non avere evaso nel merito la suddetta istanza presentata da CO
1;

che, di conseguenza, a prescindere dall'infelice
formulazione del dispositivo della querelata decisione, con la medesima il Consiglio
di Stato ha in realtà accolto il gravame presentato da CO 1, nella misura in
cui lo stesso andava trattato alla stregua di un ricorso per denegata o
ritardata giustizia, ai sensi dell'art. 45 PAmm;

che, viste le circostanze, è dunque senza incorrere in una violazione dell'art.
31 PAmm che, ai fini della ripartizione degli oneri processuali, la precedente
autorità di giudizio ha considerato il comune quale parte soccombente del
procedimento, condannandolo a versare un'indennità per ripetibili alla
controparte;

 

che oltretutto, stabilendo in fr. 500.—
l'ammontare di detta indennità, il Consiglio di Stato non ha affatto abusato
dell'ampio margine di apprezzamento che gli spetta nella determinazione delle
ripetibili;

 

che, stante tutto quanto precede, il
presente ricorso deve pertanto essere respinto, siccome infondato;

 

che la tassa di giustizia e le spese sono
poste a carico del comune di RI 1, essendo esso comparso in causa nel caso
concreto per tutelare i suoi particolari interessi e non soltanto per motivi
derivanti dalla sua funzione (art. 28 PAmm; cfr. RDAT I-1993 n. 19);

 

che il ricorrente dovrà inoltre versare a CO
1, assistita da un avvocato iscritto al relativo ordine, un'adeguata indennità
a titolo di ripetibili di questa sede (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 208, 209 LOC; 18, 28, 31, 45, 46, 61,
65 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di fr. 600.- sono poste a carico del comune di RI 1 il
quale rifonderà a CO 1 il medesimo importo a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ; 

   

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinata da: PA 2 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario