# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cb32f5d1-e266-5e8e-a774-c2d7ec014a5b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-01-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.01.2004 35.2003.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2003-72_2004-01-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2003.72

   

  mm/DC/tf

  	
  Lugano

  26 gennaio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 ottobre 2003
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 giugno 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________, 

   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione dell'11 settembre 1990, l'__________ ha messo __________ al
beneficio, a decorrere dal 1° settembre 1989, di una rendita di invalidità del
50%, a causa di una malattia professionale (eczema cronico al dicromato di
potassio). 

 

                               1.2.   In data 15
ottobre 1996, l'assicurato ha chiesto all'__________ di essere sottoposto ad
una visita specialistica di controllo, al fine di ottenere una revisione della
sua rendita di invalidità.

                                         In
quest'ottica, egli é rimasto degente presso la __________ durante il periodo 20
gennaio-9 febbraio 1997.

 

                               1.3.   Fondandosi
sul parere espresso dalla propria Divisione di medicina del lavoro, l’Istituto
assicuratore, mediante decisione del 26 marzo 1997 - successivamente confermata
con decisione su opposizione del 5 agosto 1997 - ha comunicato all’assicurato
di non poter procedere all’auspicato aumento della rendita, siccome, citiamo: “...non
risulta essere intervenuto un peggioramento dell’affezione professionale
rispetto alla fissazione della rendita” (doc. _). 

 

                               1.4.   Con sentenza
del 17 luglio 1998 (doc. _), questa Corte ha respinto il ricorso presentato da
__________.

                                         Il TCA ha
in effetti accertato che, contrariamente a quanto preteso dall'assicurato, le
sue condizioni di salute non erano notevolmente peggiorate nel periodo compreso
fra il momento della fissazione della rendita di invalidità (1990) e quello in
cui è stata emanata la decisione su opposizione riguardante la revisione
(agosto 1997).

 

                               1.5.   Dopo
l'intimazione della summenzionata pronunzia - cresciuta in giudicato
incontestata - l'assicurato ha più volte sostenuto, nei riguardi
dell'assicuratore LAINF, che il suo stato di salute si sarebbe aggravato, già a
far tempo dal 1995, producendo ogni volta nuove certificazioni mediche (cfr.,
ad esempio, lo scritto 14.9.1998 [doc. _]: "Si invia il presente
certificato medico inteso a far conoscere a codesto Istituto che le mie condizioni
fisiche non accennano a migliorare" - lo scritto 4.11.1998 [doc. _]:
"in riferimento all'oggetto si invia certificato medico e richiesta di
ricovero ospedaliero per meglio far conoscere a codesto Istituto che le mie
condizioni fisiche continuano a peggiorare", nonché lo scritto 26.11.1998
[doc. _]: "Colla presente faccio seguito alla richiesta inoltrata a
codesto Istituto il 26.01.1995 intesa a ottenere l'aumento del tasso di rendita
dovuto al peggioramento delle condizioni fisiche a causa delle frequenti
ricadute e doloroso prurito. Si allega cartella clinica e certificato medico
curante"). 

 

                                         In data
25 febbraio 2003, __________ ha di nuovo invitato l'Istituto assicuratore a
riconoscergli, in via di revisione, una rendita di invalidità corrispondente ad
una completa incapacità di guadagno (cfr. doc. _). 

 

                               1.6.   Con
decisione formale del 28 aprile 2003, l'__________ ha comunicato all'assicurato
che, in virtù degli articoli 17 cpv. 1 LPGA e 22 LAINF, la rendita di
invalidità a suo tempo assegnatagli non può più essere rivista, avendo egli
compiuto 65 anni nel corso del mese di novembre 2002 (cfr. doc. _).

 

                                         L'opposizione
interposta personalmente dall'assicurato (cfr. doc. _), è stata respinta
dall'assicuratore LAINF in data 26 giugno 2003 (cfr. doc. _).

 

                               1.7.   Con ricorso
del 27 ottobre 2003, __________, patrocinato dall'avv. __________, ha chiesto
che il TCA accerti la sua totale incapacità lucrativa a far tempo dal 1°
gennaio 1995 e che, di conseguenza, condanni l'__________ a versargli una
corrispondente rendita di invalidità (sempre a partire dal 1° gennaio 1995;
cfr. I, p. 7), argomentando:

 

" 
(…).

 

Va comunque formulata una premessa essenziale
affinché la vicenda venga riportata in un contesto semplificato visto che
l'esame dell'incarto a prima vista può far concludere che ci si trovi con una
pratica di estrema complessità.

 

Ma così non è, in quanto da una parte abbiamo il
decorso di un'affezione che a fasi alterne però ad un peggioramento
complessivo, dall'altra abbiamo un ente, la __________, che continua a negare
il suo dovere di dover riconoscere al Signor __________ un'invalidità al 100%.

 

L'esame della documentazione porta a questa
costatazione: dal 1961 il signor __________ combatte con una malattia che
praticamente gli ha impedito di svolgere un'attività lavorativa regolare per
tutto il periodo durante il quale una persona può realizzarsi
professionalmente.

 

Se osserviamo il decorso della malattia e
l'impossibilità per lo stesso di poter impostare una propria carriera
professionale non si può far altro che costatare di fatto un'inabilità al 100%
da quando insorsero i primi sintomi.

 

Tutti gli enti assicurativi coinvolti, per motivi
che sfuggono al ricorrente, cercarono sempre di limitare al massimo le proprie
responsabilità.

 

Inoltre alcune particolari situazioni nel
contesto della tipica situazione dell'emigrato che ritornato in patria, si
trovi in una situazione di estremo rigore; la stessa AVS accordò al ricorrente
una rendita a dir poco insignificante (v. Doc. _ Decisione AVS).

Quindi va con estrema fermezza puntualizzata una
chiara ma semplice richiesta che deve una volta per tutte fare chiarezza sullo
stato di salute e sulla causalità dell'affezione stessa sull'incapacità di
poter svolgere un'attività lavorativa; ciò può solo avvenire mediante una
perizia medica che deve essere svolta presso un istituto riconosciuto (quindi
in Svizzera) e secondariamente in una struttura dove l'aspetto linguistico non
costituisca un ostacolo (quindi in Ticino).

 

Inoltre la stessa perizia non deve limitarsi a valutare
lo stato di salute attuale ma deve valutare soprattutto le conseguenze su di
uno stato di salute che si trascina  da 42 anni!!

 

L'aspetto medico, che è stato più volte oggetto
di analisi, certificati medici e referti peritali, va quindi chiarito in
maniera chiara ed esaustiva anche perché proprio nel contesto se ammettere o
meno l'esistenza di un caso di revisione che sussiste già dal 1995 va
evidentemente esperito quest'accertamento.

 

In effetti la revisione va ammessa se viene
accertato, come sarà sicuramente il caso, che il peggioramento era già
intervenuto ben prima del limite dei 65 anni di cui all'art. 22 LAINF.

 

A questo proposito si rilevano i seguenti referti
che la dicono lunga sullo stato continuo di una patologia che causa
un'inabilità al 100% già dai primi sintomi della malattia, in particolare:

 

-   referto 25 settembre 1989 dr. med. __________
della stessa 

    __________ (Doc. _)

-   referto della __________klinik __________
(Doc. _)

-   referto 2 luglio 1997 del dott. __________,
__________ (Doc. _)

-   diversi certificati medici che l'assicurato ha prodotto negli
ultimi mesi (Doc. _)

 

Tutte le perizie fanno stato di miglioramenti in
corso di cura ma che sono sempre di breve durata; è quindi chiaro come
l'affezione sia di natura cronica e le stesse perizie fino ad oggi esperite e
in tempi diversi, non hanno mai valutato l'aspetto complessivo, ovvero il
ripetersi sull'arco di settimane dello stesso fenomeno con conseguenze gravi
nel senso di un'incapacità di far fronte ad un'attività lavorativa.

 

Quindi il requisito essenziale del mutamento
di una situazione anteriore va valutato nel complesso e non solo prendendo una
situazione antecedente; il peggioramento va esaminato tenendo conto di un
decorso continuo e di una situazione che sull'arco di una vita professionale ha
portato a questa grave incapacità lavorativa.

 

Vero è che l'art. 22 LAINF sancisce il principio
che la rendita non può essere rivista dal mese in cui gli uomini compiono 65
anni e le donne 62 anni.

 

Tuttavia l'assicurato, che ha compiuti i 65 anni
in data 18 novembre 2002 ha formulato già diverse richieste prima di questa
data, ovvero già dal 1998 (v. Decisione impugnata Doc. _ pagina 3).

 

La domanda va giudicata non basandosi sul momento
della sua formulazione presso la __________ stessa ma tenendo conto del fatto
che ci si basa su un'affezione che perdura e quindi il peggioramento è
intervenuto in parte anche dopo l'ultima sentenza del Vs. Tribunale del 17
luglio 1998.

 

Allegati quali doc. _. una serie di certificati
medici che comprovano che il peggioramento è il frutto di un continuo e
perdurante aggravamento di quest'affezione dermatologica negli anni 1999-2000.

 

Secondo la vigente dottrina (STF 119 V 475) una
decisione può sempre essere rivista in presenza di fatti nuovi o di nuovi mezzi
di prova suscettibili di modificare sostanzialmente l'apprezzamento giuridico
della fattispecie.

 

Il signor __________ è dal 1998 che fa valere un
grave peggioramento dell'affezione (Eczema diffuso inabilitante) che lo
colpisce.

 

La singolarità del caso risiede nel fatto che ad
ogni trattamento corrisponde un sensibile miglioramento seguito da repentini ma
dolorosi peggioramenti; si tratta ovviamente di una tipica forma di malattia
cronica che nella sostanza crea una situazione dal punto di vista della
capacità lavorativa di totale inabilità.

 

Ora è comunque assai difficile potersi esprimere
sulla fattispecie senza che non vi sia una visita e un referto peritale
completo.

 

Il peggioramento è il frutto di un continuo
acutizzarsi di uno stato patologico che perdura nel tempo con fasi alterne.

 

Lo stato di invalidità è totale in quanto
l'assicurato comunque dal 1995 non è più in grado di svolgere alcuna attività
lavorativa.

 

Di conseguenza al Signor __________ deve essere
accordata una rendita d'invalidità corrispondente al 100% (e non 50%) dal
1.1.1995.

 

Determinante per la valutazione del diritto per
il ricorrente di chiedere una revisione della rendita in applicazione dell'art.
22 LAINF è stabilire il decorso nel contesto temporale negli anni precedenti il
raggiungimento del 65esimo anno di età.

 

Il peggioramento del suo stato di salute è stato
un continuo crescendo di fenomeni debilitanti che hanno portato sempre più ad
uno stato di invalidità totale, in quanto per il ricorrente confrontato con
frequenti fenomeni di riacutizzarsi di questi eczema diventava sempre più
difficile svolgere un'attività lavorativa.

 

Ora bisogna considerare che se la natura
dell'affezione e la sua fredda catalogazione scientifica lasciano apparire una
ripetizione continua della stessa patologia, va invece rilevato il fatto che
questo peggioramento di per sé costituisce una modifica sostanziale del suo
stato di salute, sufficiente per giustificare una riapertura del caso.

 

E ciò deve avvenire nel 2003 e oltrepassato il
termine di cui all'art. 22 LAINF perché il tutto è giustificato da una
patologia che è continua, cronica" (I).

 

                               1.8.   L'__________,
in risposta, ha postulato, in via principale, che il ricorso venga dichiarato
irricevibile e, in via subordinata, una sua integrale reiezione nel merito.

                                         Circa gli
argomenti sollevati dall'Istituto assicuratore convenuto si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   In sede di
risposta di causa, l'__________ ha innanzitutto chiesto al TCA di verificare la
tempestività del ricorso in considerazione del fatto che, a suo avviso, la
deroga di cui all'art. 106 LAINF (nella versione in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003) non riguarderebbe soltanto il capoverso 1 dell'art. 60 LPGA ma pure
il suo capoverso 2, di modo che le sospensioni dei termini previste dall'art.
38 cpv. 4 LPGA non tornerebbero applicabili all'assicurazione contro gli
infortuni (cfr. III, p. 2). 

 

                            2.1.1.   Il 1° gennaio
2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA).

Per quanto concerne la materia che qui interessa, l'art. 1 cpv. 1 LAINF dispone
che le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicurazione contro gli
infortuni, sempre che la presente legge non preveda espressamente una deroga.

                                         Secondo
la dottrina e la giurisprudenza, le disposizioni formali della LPGA (art. 27-62
LPGA) sono immediatamente applicabili con l’entrata in vigore della nuova legge
(cfr. STFA del 3 febbraio 2003 nella causa R., I 670/01; U. Kieser,
ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003, art. 82 N. 8, p. 820). 

 

                                         In
concreto, l'impugnata decisione su opposizione è stata emanata il 26 giugno
2003, di modo che le disposizioni di procedura della LPGA tornano senz'altro
applicabili. 

 

                            2.1.2.   Giusta l'art.
60 cpv. 1 LPGA, il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione è
esclusa.

                                         Secondo
il capoverso 2, gli articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

 

                                         L'art. 38
cpv. 4 LPGA prevede che i termini stabiliti dalla legge o dall'autorità in
giorni o in mesi non decorrono dal settimo giorno precedente la Pasqua al
settimo giorno successivo alla Pasqua incluso (lett. a), dal 15 luglio al 15
agosto incluso (lett. b) e dal 18 dicembre al 1° gennaio incluso (lett. c). 

 

                                         Da parte
sua, l'art. 106 LAINF recita che - in deroga all'art. 60 LPGA - per le
decisioni su opposizione in materia di prestazioni assicurative il termine di
ricorso è di tre mesi. 

 

                            2.1.3.   La legge va
interpretata in primo luogo procedendo dalla sua lettera. Se il testo di un
disposto legale è chiaro e non sia pertanto necessario far capo ad altri metodi
d'interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito scostarsi dal senso
letterale soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili,
contrarie alla volontà del legislatore. 

                                         Invece,
se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del medesimo
sono possibili, dev'essere ricercato quale sia la vera portata della norma,
prendendo in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in
particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui
essa prende fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo
contesto (DTF 128 II 62 consid. 4, 70 consid. 4a, 128 V 7 consid. 3a, 24
consid. 3a, 78 consid. 3a e riferimenti). 

 

                            2.1.4.   Secondo il
TCA il testo dell'art. 106 LAINF è chiaro. 

                                         Riprendendo
il termine di ricorso di tre mesi già previsto dall'art. 106 cpv. 1 seconda
frase vLAINF, l'articolo in questione, intitolato "Termine speciale di
ricorso", costituisce, in materia di assicurazione contro gli infortuni
(nella misura in cui la decisione impugnata ha per oggetto delle prestazioni
assicurative), un'eccezione alla regola di cui all'art. 60 cpv. 1 LPGA, a norma
del quale il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni. 

                                         Qualora
il legislatore avesse realmente voluto escludere l'applicazione degli articoli
38-41 LPGA dall'ambito dell'assicurazione contro gli infortuni, lo avrebbe
previsto esplicitamente, in conformità a quanto dispone l'art. 1 cpv. 1 LAINF
("Le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), sono applicabili
all'assicurazione contro gli infortuni, sempre che la legge non preveda
espressamente una deroga alla LPGA" - la sottolineatura è del
redattore). 

                                         L'art.
106 LAINF prevede invece una deroga alla LPGA limitatamente alla durata del
termine per ricorrere (quindi limitatamente al cpv. 1 dell'art. 60 LPGA). 

 

                                         Occorre
peraltro sottolineare che lo scopo degli artt. 56 seg. LPGA è quello di
uniformare la procedura giudiziaria in tutti gli ambiti del diritto delle
assicurazioni sociali (ad eccezione della previdenza professionale; cfr., al
proposito, U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflegebestimmungen des Bundesgesetzes
über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG), in
HAVE/REAS 5/2002, p. 328).

                                         Ora, le
ragioni per cui il legislatore, derogando alla LPGA, ha voluto mantenere in
materia di assicurazione contro gli infortuni un termine di ricorso più lungo
rispetto a quello previsto per le altre assicurazioni sociali sono chiare
(complessità che presentano normalmente le vertenze riguardanti le prestazioni
assicurative, cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 287 e Messaggio per una legge
federale sull'assicurazione contro gli infortuni del 18.8.1976, p. 41).

                                         Non vi
sono invece motivi altrettanto comprensibili per cui esso - contrariamente
allo scopo di unificazione perseguito dalla LPGA - avrebbe dovuto
introdurre ulteriori eccezioni in ambito LAINF, escludendo per esempio
l'applicazione delle sospensioni dei termini. 

 

                                         D'altronde,
seguendo la tesi difesa dall'__________, si giungerebbe all'assurdo risultato
che, nello stesso ambito (quello dell'assicurazione contro gli infortuni), si
avrebbero, a seconda dell'oggetto della decisione impugnata, dei termini
ricorsuali sospesi nei casi enumerati dall'art. 38 cpv. 4 lett. a-c LPGA e dei
termini invece non sospesi. 

                                         In
effetti, al termine per impugnare le decisioni LAINF che non concernono
delle prestazioni assicurative - di 30 giorni secondo l'art. 60 cpv. 1 LPGA
(infatti, la deroga di cui all'art. 106 LAINF riguarda soltanto le decisioni in
materia di prestazioni di assicurazione) - torna indiscutibilmente applicabile
l'art. 38 cpv. 4 LPGA.

 

                                         La
posizione di questa Corte è peraltro condivisa da U. Kieser, il quale, a pagina
406 del suo commentario della LPGA, sostiene quanto segue:

 

" 
Die in Art. 38 Abs. 4 ATSG enthaltene Bestimmung
über den Fristenstillstand geht zurück auf einen bundesrätlichen Vorschlag
(vgl. BBl 1994 V 948), welcher der regelung von Art. 22a VwVG entsprach. Weil
in den sozialversicherungsrechtlichen Verfahren neben nach Tagen bestimmten
Fristen insbesondere in Beschwerdeverfahren auch nach Monaten bestimmte
Fristen zu beachten sind (vgl. Art. 106 UVG, Art. 104 MVG), erwies es
sich als erforderlich, ausdrücklich die Massgeblichkeit des Fristenstillstandes
auch für letztere Fristen festzulegen (vgl. BBl 1999 4596). Die bisherige
Rechtsprechung liess es zu, dass für Monatsfristen vom sonst für Fristen
geltenden Fristenstillstand abgewichen wird (vgl. SVR 1998 UV Nr. 10 und dazu
KIESER, Verwaltungsverfahren, Rz 367; vgl. auch BGE 125 V 40 f.), welche
Rechtsprechung angesichts von Art. 38 Abs. 4 ATSG nicht weitergeführt werden
kann"

                                         (cfr. U.
Kieser, op. cit., art. 38 n. 11, p. 406 - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         A ciò va
aggiunto che se è vero che nella sentenza pubblicata in SVR 1998 UV N. 10, il
TFA ha ritenuto non arbitrario la non applicazione di una legge cantonale, che
prevede le ferie giudiziarie per i termini legali e per quelli fissati dal
giudice in giorni, a quei termini computati invece in mesi, è altrettanto vero
che la LPGA sancisce la non decorrenza dei termini stabiliti in giorni o in mesi
(cfr. art. 38 cpv. 4). 

 

                            2.1.5.   In esito a
quanto precede, occorre concludere che, contrariamente a quanto preteso
dall'__________, le sospensioni dei termini previste dall'art. 38 cpv. 4 LPGA
si applicano anche al termine di tre mesi di cui all'art. 106 LAINF. 

 

                                         Nella
concreta evenienza, l'impugnata decisione su opposizione è stata intimata a
__________ in data 30 giugno 2003 (cfr. doc. _). 

                                         Il
termine di tre mesi ha quindi iniziato a decorrere il 1° luglio 2003 (cfr. art.
38 cpv. 1 LPGA) e - tenuto conto della sospensione durante il periodo 15
luglio-15 agosto 2003 (cfr. art. 38 cpv. 4 lett. b LPGA) - il ricorso
dell'assicurato, consegnato alla posta il 27 ottobre 2003 (cfr. I), risulta
pertanto essere ampiamente tempestivo.

 

                               2.2.   Nel ricorso,
__________ chiede che il Tribunale accerti che, in ragione di un progressivo
peggioramento dello stato di salute, la sua capacità lavorativa (e lucrativa) è
divenuta inesistente già a far tempo dal 1° gennaio 1995, postulando perciò un
aumento della rendita di invalidità, dal 50 al 100%, a contare appunto
dall'inizio del 1995 (cfr. I, p. 6: "Il peggioramento è il frutto di un
continuo acutizzarsi di uno stato patologico che perdura nel tempo con fasi
alterne. Lo stato di invalidità è totale in quanto l'assicurato comunque dal
1995 non è più in grado di svolgere alcuna attività lavorativa. Di conseguenza
al Signor __________ deve essere accordata una rendita di invalidità
corrispondente al 100% (e non 50%) dal 1.1.1995"). 

 

                                         Ora, con
pronunzia cresciuta in giudicato del 17 luglio 1998, questa Corte ha già
escluso che, perlomeno sino al mese di agosto 1997, le condizioni di salute del
ricorrente avevano subito un aggravamento tale da giustificare un aumento del
grado dell'invalidità:

 

" 
La documentazione versata agli atti dimostra
invece che la situazione attuale non é che la “fotocopia” di quella esistente
al momento in cui l'__________ ha stabilito il grado d’invalidità: __________
presenta infatti sempre un’affezione cronica che, ora come allora, ha un
carattere recidivante, nel senso che, in assenza di cure specifiche, si assiste
a delle esacerbazioni di natura invalidante. Contrariamente a quanto pretende
il ricorrente, nulla può mutare il fatto che, solo qualche tempo dopo la
dimissione dalla __________ klinik di __________, vi sarebbe stata una
ricaduta: ciò non é infatti che l’espressione del carattere recidivante
dell’affezione, situazione questa che si trascina ormai da oltre un trentennio
(cfr., ad es., doc. _)"

                                         (doc. _).

 

                                         Siccome
il TCA, in virtù del principio "ne bis in idem", non può
essere chiamato a statuire nuovamente sul medesimo oggetto, nella misura in cui
vi si chiede che il grado di invalidità venga aumentato a far tempo dal 1°
gennaio 1995, il ricorso dell'assicurato deve essere dichiarato irricevibile. 

                                         Così come
ha pertinentemente osservato l'assicuratore LAINF in sede di risposta di causa
(cfr. III, p. 2, pto. 1), a disposizione del ricorrente rimangono soltanto i
rimedi straordinari di diritto, specificatamente la via della revisione giusta
gli artt. 14 seg. LPTCA. 

                                         Nessun
motivo di revisione della sentenza del 17 luglio 1998 è stato fatto valere
nell'ambito della presente procedura. 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Con la
sentenza del 17 luglio 1998, il TCA ha limitato il proprio esame alla
situazione esistente fino alla data di emanazione dell'impugnata decisione su
opposizione, quindi fino al mese di agosto 1997.

                                         In questa
sede, deve pertanto essere verificato se dopo tale data il grado di invalidità
dell'insorgente è o meno notevolmente mutato. 

 

                                         A
proposito della tesi, sostenuta dall'__________ con la decisione formale del 28
aprile 2003 (cfr. doc. _, secondo cui una revisione della rendita non sarebbe
in concreto più possibile a causa del fatto che l'assicurato ha nel frattempo
raggiunto i 65 anni questa Corte si limita ad osservare che - anteriormente al
mese di novembre 2002 (mese in cui __________ ha compiuto i 65 anni) - egli ha
in diverse occasioni domandato, in maniera più o meno esplicita, la revisione
della sua rendita di invalidità (cfr. consid. 1.5.). 

                                         Ora,
essendo determinante il momento in cui l'assicurato presenta la domanda di
revisione (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 116: "Si l'assuré
présente une demande de révision peu avant ce terme, l'assureur doit mettre en
oeuvre la procédure, lors même que la décision de révision sera rendue
seulement après que l'assuré aura atteint l'âge limite" e III, p. 2 pto.
2), la succitata tesi, qualora fosse stata riproposta in sede di decisione su
opposizione, sarebbe stata dichiarata infondata. 

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 22 LAINF, se il grado d'invalidità del beneficiario muta notevolmente,
la rendita sarà corrispondentemente aumentata, ridotta oppure soppressa. La
revisione non potrà, però, più essere effettuata a decorrere dal mese in cui il
beneficiario ha compiuto 65, rispettivamente 62, anni d'età (cfr., su questo
aspetto, STFA del 31 dicembre 1991 nella causa V.,  U 81/91).

 

                                         Il
legislatore ha ripreso tale norma all'art. 17 cpv. 1 LPGA, giusta il quale se
il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole
modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente
o soppressa, d'ufficio o su richiesta. 

                                         Da parte
sua, l'art. 22 LAINF (nella versione in vigore a far tempo dal 1° gennaio 2003)
recita che, in deroga all'art. 17 cpv. 1 LPGA, la rendita non può più essere
riveduta dal mese in cui gli uomini compiono 65 anni e le donne 62. 

 

                                         L'istituto
della revisione ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle
mutate circostanze e non la correzione di errori di commisurazione
dell'invalidità di cui sia stata viziata la decisione iniziale o una revisione
successiva (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

 

                                         La
revisione presuppone, dunque, che l'invalidità abbia subito sostanziali
mutamenti dopo la costituzione della rendita o una sua successiva revisione.

 

                                         Conformemente
alla sua costante giurisprudenza, il TFA considera che i principi dedotti
dall'art. 41 LAI si applicano per analogia pure nell'ambito della revisione
delle rendite d'invalidità assegnate dall'__________, indipendentemente dal
fatto che essa sia disciplinata dall'art. 80 LAMI oppure dall'art. 22 LAINF
(RAMI 1987 U 32 p. 446s.).

                               2.5.   L'invalidità
può modificarsi essenzialmente per due ordini di motivi: sia perché cambia lo
stato di salute, sia perché il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si
ripercuote diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla
sua capacità di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (RCC 1989, p. 323,
consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a; DTF 109 V 116, consid. 3b). 

                                         L'assicurato
può, infatti, migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini
professionali, acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in
attività meglio rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo
stato di salute ed alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto
una situazione non prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da
invalido.

                                         Oppure le
sue capacità di guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.

 

                               2.6.   Il mutamento
deve, inoltre, essere notevole.

                                         Secondo
la giurisprudenza resa prima dell'entrata in vigore della LAINF, la modifica
doveva essere apprezzata relativamente al grado di invalidità precedentemente
accertato: così, un mutamento del 5% é stato considerato notevole per rapporto
ad un'invalidità del 15% ma poco importante per rapporto ad un'invalidità
iniziale del 75% (Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 115 e dottrina ivi
citata).

 

                               2.7.   Per rivedere
una rendita d'invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le
circostanze di base devono mutare presumibilmente a lungo termine.

                                         In
particolare, non é motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno
dell'assicurato (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

 

                               2.8.   Determinante
per la revisione è il raffronto tra le condizioni attuali e quelle esistenti al
momento in cui la rendita fu costituita o successivamente riveduta.

                                         Tanto nel
fissare inizialmente la rendita d'invalidità quanto nel rivederla
successivamente si deve ipotizzare un mercato del lavoro in condizioni di
normalità, cioè essenzialmente equilibrato. 

                                         I mutamenti
congiunturali, il passaggio, ad esempio, da una fase di recessione ad una di
surriscaldamento economico, non sono motivo di revisione.

 

                                         Non si
tiene parimenti conto, né prima né dopo, di fattori estranei al danno della
salute. 

                                         Ad
esempio, le scarse conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le
insufficienti attitudini professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della
commisurazione dell'invalidità.

                                         Ciò che
importa é la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di
rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica
conseguente ad infortunio (art. 4 cpv. 1 LAI, art. 18 cpv. 2 LAINF, art. 9 cpv.
1 OAINF). Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità,
l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua
volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, deve essere in
relazione causale con l'infortunio).

 

                               2.9.   Il TCA
ritiene che l'abbondante documentazione medica versata agli atti
dall'assicurato, attentamente vagliata, non consenta di giungere ad una
conclusione diversa rispetto a quella a cui questa Corte era pervenuta con il
giudizio del 17 luglio 1998, ossia che le condizioni di salute del ricorrente
non si sono notevolmente aggravate con l'andare del tempo. 

                                         Infatti,
essa testimonia di un decorso patologico cronico, caratterizzato da
periodi di remissione (in coincidenza con le cure mediche prestategli)
alternati a periodi di riacutizzazione della nota affezione dermatologica, un
eczema diffuso da allergia al dicromato di potassio. 

 

                                         Del
resto, questa situazione è stata riconosciuta dall'assicurato stesso, il quale,
con scritto del 25 febbraio 2003 indirizzato all'__________, affermava quanto
segue, citiamo:

 

" 
(…).

Mi è doveroso comunicarvi che, nonostante i
diversi ricoveri ospedalieri e tutte le cure prescrittemi, costantemente
assistito dallo specialista, l'accenno al miglioramento continua a rivelarsi di
brevissima durata.

Questa realtà, ben documentata mediante cartelle
cliniche, relazioni dello stato della dermopatologia e cure prescritte dallo
specialista, periodicamente trasmesse a codesto Istituto, dura da oltre otto
anni.

Mi si consenta, pertanto, di insistere affinché
mi venga legittimamente riconosciuta, ahimé, l'inabilità al cento per cento.

 

(…)"

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Il tenore
di questa lettera smentisce quanto sostenuto in sede di ricorso, ovvero il
fatto che, dopo il 1998, l'insorgente avrebbe lamentato un peggioramento della
sua malattia (cfr. I, p. 5: "Allegati quali doc. _ una serie di
certificati medici che comprovano che il peggioramento è il frutto di un
continuo e perdurante aggravamento di quest'affezione dermatologica negli anni
1999-2000"). 

                                         I
documenti ai quali l'assicurato fa accenno, prodotti sub doc. _, sono delle
certificazioni del suo medico curante, dott. __________, dermatologo, e coprono
il periodo che va dal settembre 1999 all'aprile 2000. 

                                         Queste
certificazioni, che peraltro  figuravano già nell'incarto __________, fanno
stato di una situazione - delle manifestazioni eritemato-xerotiche interessanti
più parti del corpo - analoga a quella già descritta, ad esempio, in occasione
del ricovero dell'assicurato presso la __________ sklinik di __________ nel
mese di gennaio 1997 (cfr. doc. _: "… Hauttyp
III bis IV, Dermographismus ruber. Hyperkeratotisch teils rhagadiforme
konfluierende papulöse erythematöse Hautveränderungen der Streckseiten
Unterschenkel sowie der Oberschenkelstreckseiten und der Kniebeugen.
Periumbilikal grösserer konfluierender ekzematöser Herd. Hyperkeratotisch
rhagadiforme erythematöse papulöse Hautveränderungen der Hände dorsal betont.
Geringgradige erythrosquamöse Hautveränderungen der dorsalen Flächen der Füsse
...”). 

 

                                         Anche
l'allestimento di una perizia medica giudiziaria, richiesta dall'assicurato,
secondo questa Corte, non apporterebbe dei nuovi (e rilevanti) elementi di
valutazione.

 

                                         Al
riguardo, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D. SA, H 299/99; STFA
del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         In simili
condizioni, non sono dati gli estremi per procedere alla revisione della
rendita di invalidità assegnata a __________.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Nella
misura in cui è stato chiesto che il grado di invalidità venisse aumentato a
far tempo dal 1° gennaio 1995, il ricorso è irricevibile.

                                         Per il
resto, il ricorso è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti