# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 402838ff-f5c9-5a42-b61e-633e172b1cff
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-06-24
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 24.06.2019 U 2019 38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2019-38_2019-06-24.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 19 38

1a Camera

Presidenza Racioppi

Attuario Rogantini

SENTENZA
del 24 giugno 2019

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

patrocinato dall'avv. Adriano A. Sala,

ricorrente

contro

Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità dei Grigioni,

convenuto

concernente divieto di far uso della licenza di condurre straniera (non 

entrata nel merito)

- 2 -

Fattispecie:

1. Il 18 febbraio 2018 A._____ circolò alla guida dell'autovettura Mercedes-

Benz AMG G 63 targata _____ (D) in Valle Bregaglia sulla strada cantonale 

H3b in direzione di Stampa. Giunto fuori dall'abitato nei pressi di 

Vicosoprano verso le ore 16.43 transitò – dedotto il margine di tolleranza di 

6 km/h – a una velocità di 140 km/h. Superò quindi di 60 km/h il limite di 

velocità massima consentita fuori dall'abitato di 80 km/h (vedi per il tutto il 

rapporto della Polizia cantonale dei Grigioni del 28 febbraio 2018, act. 

DGSS.I.2).

2. In seguito a tale infrazione costatata dalla Polizia cantonale, in data 4 aprile 

2018 l'Ufficio della circolazione del Cantone dei Grigioni emise una 

decisione di divieto di far uso della licenza di condurre straniera a titolo 

preventivo per un periodo indeterminato nei confronti di A._____ (act. 

DGSS.I.4; incarto n. 2018_38608). Decise inoltre che A._____ deve 

lasciarsi visitare da uno psicologo del traffico per chiarire la sua idoneità 

alla guida.

3. A._____ fece chiedere l'annullamento della decisione del 4 aprile 2018 con 

ricorso amministrativo del 23 aprile 2018 (act. DGSS.III.1; incarto n. VB 

48/28-14842) al Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità (DGSS). 

Quest'ultimo respinse il ricorso con decisione del 31 maggio 2018 (act. 

DGSS.III.6). Tale decisione non è stata impugnata.

4. Dopo varie proroghe richieste e concesse, l'Ufficio della circolazione decise 

il 12 dicembre 2018 quanto segue (act. DGSS.I.14) [evidenziamenti 

rimossi]:

1. A Lei viene interdetta la guida di qualsiasi veicolo a motore sul 
territorio svizzero per un periodo indeterminato, a partire dal 18 
febbraio 2018.

2. Il periodo di sospensione (art. 16c cpv. 2 lett. 2bis LCS [recte: LCStr]) 
è di 2 anni, a contare dal 18 febbraio 2018.

- 3 -

3. La riammissione alla guida risp. l'abrogazione della misura è 
subordinata da una perizia psicologica del traffico che approva 
l'idoneità alla guida. La perizia di psicologia del traffico deve essere 
eseguita da un istituto tra quelli menzionati nella lista allegata. Altri 
centri riconosciuti si trovano sotto: www.medtraffic.ch (psicologi del 
traffico). I costi per la perizia e la preparazione della perizia vanno 
a carico Suo.

4. Il divieto di guida a titolo preventivo del 4 aprile 2018 cade con 
l'emanazione di questa decisione principale.

5. Le spese della procedura, consistenti in una tassa di stato di CHF 
370.00 tassa per compilazioni e comunicazioni di CHF 58.00, totale 
CHF 428.00 vanno versate entro 30 giorni con la fattura allegata 
all'Ufficio della circolazione del Cantone dei Grigioni.

6. Contro questa decisione può essere interposto ricorso scritto e 
motivato al Dipartimento di giustizia, sicurezza e sanità del Cantone 
dei Grigioni, 7000 Coira, entro 30 giorni dalla sua notifica. Le spese 
della procedura vengono di regola addossate alla parte 
soccombente (art. 28 ss [recte: artt. 28 segg.] LGA). Per legge il 
ricorso non ha effetto sospensivo (art. 34 cpv. 1 LGA).

7. [Comunicazioni]

5. Contro quella decisione A._____ insorse nuovamente con ricorso 

amministrativo del 28 gennaio 2019 (act. DGSS.II.1) al DGSS (incarto n. 

VB 19/4-15155), dichiarando fra l'altro espressamente di aver preso in 

consegna la decisione in data 13 dicembre 2018, il che è effettivamente 

confermato anche dall'estratto Track&Trace della Posta CH SA (act. 

DGSS.II.1 e act. DGSS.II.5), e di aver tenuto conto, nel computo della 

tempestività del suo ricorso, delle ferie giudiziarie.

6. Invitato a esprimersi (act. DGSS.II.2 e DGSS.II.3), l'8 febbraio 2019 l'Ufficio 

della circolazione chiese la reiezione materiale del ricorso, con spese e 

ripetibili a carico del ricorrente. Queste osservazioni furono notificate al 

ricorrente per conoscenza in data 11 febbraio 2019 (act. DGSS.II.4).

7. Il DGSS non entrò nel merito del ricorso amministrativo con decisione del 

7 marzo 2019, comunicata lo stesso giorno (act. DGSS.II.6), senza 

prelevare spese.

- 4 -

8. Contro quest'ultima decisione del DGSS A._____ ha fatto presentare 

ricorso giudiziario al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni in 

data 8 aprile 2019 (act. A.1), chiedendo quanto segue [evidenziamenti 

rimossi]:

In via provvisionale

1. La domanda di concessione dell'effetto sospensivo è accolta.

2. Protestate tasse, spese e ripetibili.

Nel merito

1. Il ricorso è accolto. Di conseguenza la decisione del 7 marzo 2019 
di non entrata nel merito del Dipartimento di giustizia, sicurezza e 
sanità dei Grigioni è annullata e rinviata all'autorità inferiore per 
decidere nel merito.

2. Protestate tasse, spese e ripetibili.

9. Invitato a esprimersi con decreto del 9 aprile 2019 (act. D.1), con 

osservazioni del 14 maggio 2019 il DGSS ha chiesto la reiezione del ricorso 

e della richiesta dell'effetto sospensivo allo stesso, con accollamento delle 

spese e ripetibili a carico del ricorrente (act. A.2).

10. Dopo aver ricevuto le osservazioni del DGSS il 16 maggio 2019 (act. D.2), 

il ricorrente ha fatto inoltrare una replica il 28 maggio 2019 (act. A.3), con 

la quale mantiene le sue richieste, inclusa quella della concessione 

dell'effetto sospensivo. Nel merito sostiene, oltre a quanto già fatto valere 

nel ricorso stesso, che nel caso della procedura di ricorso amministrativo si 

tratterebbe di una procedura giudiziaria e sarebbe evidente che le parti 

debbano godere degli stessi aspetti procedurali che vengono loro garantiti 

nelle altre procedure, amministrative o civili che siano.

11. Con decreto del 16 maggio 2019 (act. D.3) è stato chiesto un anticipo di fr. 

2'000.-- al ricorrente, il quale è poi stato pagato entro il termine assegnato.

12. Invitato a esprimersi con decreto del 29 maggio 2019 (act. D.4), il DGSS 

ha espressamente rinunciato a formulare una duplica con scritto del 4 

- 5 -

giugno 2019 (act. A.4), trasmesso poi in data 5 giugno 2019 per 

conoscenza al ricorrente con l'invito a voler presentare l'accordo 

sull'onorario e la nota d'onorario (act. D.5).

13. L'8 luglio 2019 il DGSS ha trasmesso al Tribunale amministrativo lo scritto 

dell'Ufficio della circolazione del 4 luglio 2019 con allegata la sentenza 

penale senza motivazione scritta del Tribunale regionale Maloja 515-2018-

29 del 6 giugno 2019 (act. DGSS.III.11). Con essa A._____ è stato 

dichiarato colpevole di violazione grave qualificata delle norme sulla 

circolazione stradale ai sensi degli artt. 32 cpv. 1 LCStr e 4a cpv. 1 lett. b 

ONC in unione all'art. 90 cpv. 3 e 4 lett. c LCStr, per la quale è così stato 

condannato a una pena detentiva di 12 mesi, sospesa condizionalmente 

per un periodo di prova di 2 anni, e a una multa di fr. 1'500.--.

Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 

del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

Considerandi:

1. Presentata contro una decisione dipartimentale di non entrata in materia 

impugnabile, la memoria scritta tempestiva e debitamente motivata del 

ricorrente legittimato a ricorrere adempie tutti i presupposti formali del 

ricorso giudiziario di cui agli artt. 49 segg. della Legge sulla giustizia 

amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; CSC 370.100). Si può perciò 

entrare nel merito del ricorso.

2. Va esaminato in questa sede se il DGSS si è rifiutato a ragione di entrare 

nel merito del ricorso amministrativo poiché tardivo. È innanzitutto pacifico 

che il ricorrente ha preso conoscenza della decisione dell'Ufficio della 

circolazione in data 13 dicembre 2018 (vedi n. 5 della fattispecie). Di 

conseguenza il termine per l'inoltro di un ricorso amministrativo al DGSS è 

- 6 -

iniziato a decorrere dal giorno seguente, cioè dal 14 dicembre 2018 (dies 

a quo). È pure chiaro che il termine era di 30 giorni ai sensi dell'art. 32 cpv. 

1 LGA. La questione che qui si pone è se per la scadenza del termine (dies 

ad quem) vada tenuto conto delle ferie giudiziarie di cui all'art. 39 cpv. 1 

LGA o meno. Ciò è di rilevanza, siccome nell'ipotesi affermativa il termine 

sarebbe andato a scadere il 28 gennaio 2019, dimodoché il ricorso 

presentato in tale data al DGSS sarebbe tempestivo. Nell'ipotesi negativa 

di cui alla decisione impugnata del DGSS, invece, il termine sarebbe già 

scaduto il 14 gennaio 2019 (considerato che il 12 gennaio 2019 era un 

sabato e che il termine è così prorogato fino al giorno feriale successivo 

giusta l'art. 7 cpv. 2 LGA), cosicché il ricorso al DGSS sarebbe tardivo e la 

decisione di non entrata in materia del DGSS andrebbe confermata. Intanto 

si può costatare che nel primo ricorso amministrativo al DGSS il problema 

non si pose, poiché al momento della presa in consegna della decisione 

impugnata le ferie giudiziarie pasquali erano già passate, perciò erano 

irrilevanti in quella prima procedura di ricorso.

3. Il ricorrente sostiene essenzialmente che vi sarebbe stata un'applicazione 

erronea del diritto cantonale da parte dell'autorità inferiore (DGSS), 

rispettivamente che vi sarebbe un manifesto errore legislativo (lacuna) nella 

LGA, in violazione del diritto costituzionale. A suo dire, difatti, la LGA non 

prevedrebbe esplicitamente alcuna esclusione d'applicabilità delle ferie 

giudiziarie per ciò che riguarda i termini per presentare ricorso 

amministrativo. Ritiene inoltre che il ricorso amministrativo contro la 

decisione dell'Ufficio della circolazione costituirebbe un rimedio giuridico 

ordinario completo, dimodoché tale procedura non potrebbe essere 

considerata una procedura speciale (cfr. l'art. 39 cpv. 2 LGA). 

Analogamente a ciò che succederebbe nelle procedure amministrative di 

altri cantoni e in quella federale, il ricorrente potrebbe dunque aspettarsi 

che in alcuni periodi ben noti e consueti i termini di ricorso siano sospesi 

dalle ferie giudiziarie. Nel caso di specie si tratterebbe del periodo natalizio 

dal 18 dicembre al 2 gennaio. Il ricorrente sottolinea la sua argomentazione 

- 7 -

facendo una comparazione con l'art. 16 della Legge sulla procedura 

amministrativa del Canton Ticino del 24 settembre 2013 (LPAmm, RL 

165.100) e con l'art. 63 della Loi sur la procédure administrative del Canton 

Ginevra del 12 settembre 1985 (LPA; RSG E 5 10), l'art. 22a della Legge 

federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 

172.021) e l'art. 46 della Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 

(LTF; RS 173.110), adducendo che tali norme prevedrebbero in maniera 

generale e dunque applicabile a tutte le procedure di ricorso (salvo esplicite 

esclusioni) un regime di sospensione dei termini. Neanche la sistematica 

della LGA farebbe del resto concludere che le ferie giudiziarie si applichino 

solo alla procedura di ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo, siccome 

altre sezioni della LGA conterrebbero delle norme sul diritto sussidiario 

(artt. 62 e 65 LGA), mentre che nelle norme sul ricorso amministrativo ciò 

non sarebbe stato fatto sebbene necessario. L'esempio della LPA ginevrina 

dimostrerebbe che la sistematica possa essere diversa. Inoltre neppure il 

Messaggio del Governo al Gran Consiglio sulla Riforma della giustizia II del 

30 maggio 2006, quaderno n. 6/2006-2007, non si esprimerebbe in alcun 

modo né fornirebbe motivazioni sul perché non sia prevista l'applicabilità 

delle ferie giudiziarie alla procedura di ricorso amministrativo. Ne 

seguirebbe che esse dovrebbero in ogni caso trovare applicazione per 

analogia. In caso contrario, andrebbe perlomeno costatata una lacuna 

legislativa della LGA, poiché il principio delle ferie giudiziarie varrebbe in 

generale per tutte le procedure, anche di diritto amministrativo, in cui non 

si tratti di misure provvisionali, urgenti o speciali. Anzi, a suo dire 

l'esclusione dell'applicabilità delle ferie giudiziarie andrebbe in ogni caso 

sancita in maniera esplicita da un articolo di legge, cosa che la LGA non 

farebbe per la procedura di ricorso amministrativo. Non vi sarebbe motivo 

per pensare che il legislatore abbia di proposito scelto di adottare una 

soluzione atipica rispetto a quanto varrebbe invece a livello federale e in 

numerosi altri cantoni, siccome nei materiali non vi sarebbero indicazioni in 

tal senso o in senso contrario. Vi sarebbe dunque una lacuna legislativa 

che violerebbe il diritto federale (artt. 29 e 29a Cost.). Da tutto ciò 

- 8 -

discenderebbe la tempestività del ricorso presentato al DGSS, che dovrà 

dunque entrare nel merito.

4. Con la sua argomentazione il ricorrente pare misconoscere diversi concetti 

fondamentali, fra cui quello del federalismo, della separazione dei poteri 

nonché le regole d'interpretazione di testi legali. Vanno perciò fatte le 

seguenti precisazioni.

4.1. Innanzitutto va ricordato che la Confederazione Svizzera è uno Stato 

federale nel quale i cantoni sono sovrani per quanto la loro sovranità non 

sia limitata dalla Costituzione federale ed esercitano tutti diritti non delegati 

alla Confederazione (art. 3 Cost.). Nel campo della procedura 

amministrativa dinanzi ad autorità cantonali, la competenza per legiferare 

è largamente nelle mani dei cantoni. Se l'art. 22a PA e l'art. 46 LTF 

prevedono dunque la sospensione dei termini in modo generale, va 

rammentato che dette leggi si applicano esclusivamente alla procedura 

negli affari amministrativi trattati e decisi in prima istanza o su ricorso da 

un'autorità amministrativa federale, nel caso della prima (art. 1 cpv. 1 PA), 

rispettivamente alla procedura dinanzi al Tribunale federale, nel caso della 

seconda. Non hanno dunque nessun effetto sui termini dinanzi ad autorità 

cantonali, retti piuttosto dalla LGA cantonale. Non possono avere effetto 

vincolante nemmeno le leggi di procedura amministrativa di altri cantoni per 

il Cantone dei Grigioni. I cantoni sono indipendenti fra loro e liberi di 

ordinare la procedura amministrativa come prediligono.

4.2. Contrariamente a quanto vuol far credere avventurosamente il ricorrente, 

senza citare fonti alcune, la sospensione dei termini non è un diritto umano 

né costituzionale. Non esiste un principio universale alla sospensione dei 

termini derivante dal diritto federale o fondatosi sui trattati internazionali di 

salvaguardia dei diritti umani. L'accesso alle autorità di ricorso non è del 

resto per nulla impedito in casi in cui un codice di procedura non preveda 

delle sospensioni dei termini. Anzi, gli organi giurisprudenziali della CEDU 

- 9 -

hanno avuto modo di confermare più volte che il fatto di prevedere termini 

per un ricorso a un'autorità superiore è compatibile con l'art. 6 n. 1 CEDU 

(cfr. la sentenza E 8407/78 del 6 maggio 1980 nella causa X. contro 

Svizzera). L'autonomia degli Stati deve estendersi anche alla possibilità di 

introdurre o meno delle sospensioni dei termini. Se lo fanno, è per 

concedere più tempo d'un canto ai singoli per difendersi contro decisioni a 

loro sgradevoli e d'altro canto anche ai tribunali per recuperare eventuali 

ritardi. In varie procedure svizzere si è tuttavia rinunciato a introdurre tali 

sospensioni; si pensi solo alla procedura penale – fra le più invadenti dei 

diritti individuali – nella quale giusta l'art. 89 cpv. 2 CPP non vi sono ferie 

giudiziarie nelle procedure dinanzi alle autorità cantonali (ma si applicano 

invece in quella dinanzi al Tribunale federale giusta l'art. 46 LTF). Il principio 

è dunque piuttosto il contrario: non vi sono sospensioni dei termini, salvo 

se la legge processuale le preveda espressamente. In tal punto il ricorso è 

quindi manifestamente infondato, se non temerario.

4.3. Per analizzare il ragionamento del ricorrente specificamente in merito alla 

LGA grigionese, si pone il quesito a sapere come vada interpretata la legge 

cantonale in materia di termini, partendo dall'interpretazione grammaticale 

(cfr. a tal proposito fra tante le esaustive sentenze del Tribunale federale 

5A_331/2018 del 21 dicembre 2018 consid. 6 e 5A_626/2018 del 3 aprile 

2019 consid. 6.6, entrambe previste per la pubblicazione).

4.3.1. Sia il testo degli artt. 7 segg. LGA sia quello degli artt. 28 segg. LGA non 

parlano di sospensioni dei termini e non fanno nemmeno rinvio ad altre 

disposizioni della LGA. Nell'intera legge, soltanto l'art. 39 LGA le prevede 

espressamente per la procedura dinanzi al Tribunale amministrativo. Se ne 

desume già così che il legislatore non ha voluto far sospendere i termini in 

modo generale in tutte le procedure, né tantomeno nelle procedure dinanzi 

alle autorità amministrative cantonali, bensì solo ed esclusivamente nelle 

procedure innanzi a questa Corte. Il testo della LGA è dunque chiaro – in 

tutte e tre le lingue ufficiali cantonali – e ci si potrebbe fermare qui 

- 10 -

nell'interpretazione. Per rispondere però alle perplessità che pare avere il 

ricorrente, a titolo meramente abbondanziale conviene delucidare nel 

seguito anche gli altri elementi interpretativi, innanzitutto quella sistematica 

e storica.

4.3.2. La LGA grigionese si applica alla procedura in pratiche amministrative e 

costituzionali dinanzi ad autorità sia amministrative sia giudiziarie (art. 1 

cpv. 1 LGA). Quest'ultima distinzione è di rilevanza, come risulta 

dall'insieme del testo legislativo. Difatti, come la maggior parte delle leggi 

di una certa lunghezza, la LGA è strutturata in diverse unità di partizioni, 

nell'occorrenza 8 sezioni. Tale suddivisione può servire d'un canto a 

rendere più accessibili i testi legali, e d'altro canto – proprio nel caso di leggi 

di procedura – per fissare regole diverse per diversi tipi di procedure. Ora, 

la 1a sezione della LGA tratta del campo d'applicazione e la 2a dei principi 

generali della procedura. La 3a sezione sancisce le regole per la procedura 

dinanzi alle autorità amministrative cantonali e la 4a invece quelle per la 

procedura dinanzi a codesto Tribunale amministrativo. Già solo da questa 

struttura dovrebbe risultare in modo sufficientemente chiaro – specie per 

un giurista con formazione professionale – che le regole per l'una 

procedura non devono necessariamente valere anche per l'altra, se non 

figurano nel capitolo delle disposizioni generali. Guardando più in dettaglio, 

ciò si appalesa ancor più. Difatti le disposizioni generali di cui alla 2a 

sezione contengono le regole base – applicabili a tutte le procedure di 

diritto amministrativo – per quanto attiene al computo (art. 7 LGA), 

all'osservanza (art. 8 LGA), alla proroga (art. 9 LGA) e alla restituzione dei 

termini (art. 10 LGA). Prescrivono così fra l'altro che i termini che iniziano 

a decorrere con una comunicazione, una pubblicazione ufficiale o con il 

verificarsi di un evento, iniziano a decorrere dal giorno seguente (art. 7 cpv. 

1 LGA). Si limitano poi a statuire che se l'ultimo giorno del termine è un 

sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto dallo Stato, il termine 

è prorogato fino al giorno feriale successivo (art. 7 cpv. 2 LGA). Non 

prevedono invece delle sospensioni dei termini. Proseguono, anzi, con 

- 11 -

disciplinare che le istanze devono essere consegnate al più tardi l'ultimo 

giorno del termine a un ufficio postale svizzero, a una rappresentanza 

diplomatica o consolare svizzera oppure durante gli orari d'ufficio 

all'autorità competente (art. 8 cpv. 1 LGA). Seguendo quest'analisi 

sistematica, se ne deve giocoforza desumere che nelle procedure 

amministrative secondo la LGA grigionese non vi è nessuna sospensione 

dei termini. Il principio è dunque quello. Vi è un silenzio qualificato 

facilmente riconoscibile come tale. Soltanto nella sezione specifica 

concernente la procedura (giudiziaria) dinanzi al Tribunale amministrativo 

(4a sezione) la legge sancisce – in via eccezionale – all'art. 39 cpv. 1 LGA 

che i termini stabiliti per legge e dal Tribunale [inteso: amministrativo] non 

decorrono in alcuni periodi, fra cui anche dal 18 dicembre al 2 gennaio 

incluso (lett. c). Si tratta dunque di una lex specialis, applicabile 

esclusivamente alla procedura giudiziaria innanzi a questa Corte e non 

(anche) alle procedure amministrative e di ricorso amministrativo dinanzi a 

vari enti dell'amministrazione. Infine il fatto che gli artt. 62 e 65 LGA 

dichiarino applicabili per analogia le disposizioni sulla procedura di ricorso 

dinanzi al Tribunale amministrativo per cause di ricorso costituzionale (art. 

62 LGA) rispettivamente per la procedura d'azione giudiziaria (art. 65 LGA), 

per quanto la sezione sulla rispettiva procedura non contenga alcuna 

prescrizione, non cambia nulla al riguardo, anzi. D'un canto si tratta sempre 

di procedure condotte dinanzi a questa Corte, e d'altro canto si tratta qui di 

un rinvio espresso e non tacito. Di conseguenza, se nelle disposizioni 

generali e in quelle sul ricorso amministrativo giusta gli artt. 28 segg. LGA 

manca un rinvio all'art. 39 LGA, il giudice non può aggiungerlo, non 

essendovi alcuna lacuna.

4.3.3. Va poi anche ricordato al ricorrente che nello Stato di diritto moderno vi è 

una separazione dei poteri (vedi l'art. 191c Cost. e l'art. 51 Cost./GR [CSC 

110.100]). I tribunali sono – e devono – essere indipendenti e separati 

dall'amministrazione. Ciò vale anche per il Tribunale amministrativo che è 

dunque indipendente dal DGSS. Pure quest'aspetto attesta che per la 

- 12 -

procedura all'interno dell'amministrazione cantonale non devono e, anzi, 

non possono valere le norme concernenti la procedura dinanzi al Tribunale 

amministrativo di cui fra l'altro all'art. 39 LGA. Lo dimostra l'evoluzione 

storica dall'introduzione dei tribunali amministrativi fino agli anni '90: al più 

tardi nell'ambito degli adeguamenti alla giurisprudenza della CEDU, a 

livello federale e in diversi cantoni, fra cui il Cantone dei Grigioni, si 

considerò imperativo creare dei tribunali indipendenti che verifichino le 

decisioni dei vari enti dell'amministrazione e garantire così un controllo 

indipendente dell'applicazione delle leggi, prima di rivolgersi al Tribunale 

federale che dispone di una cognizione più ristretta. Si ritenne che vi sia 

una differenza sostanziale fra i tribunali e l'amministrazione. Anche sotto 

quest'ottica è perciò senz'altro ammissibile stabilire nella LGA delle regole 

diverse per la procedura dinanzi al Tribunale amministrativo e a enti 

dell'amministrazione. Non si può per nulla parlare di una soluzione atipica, 

come asserisce a torto il ricorrente.

4.3.4. Si precisa poi ancora a titolo abbondanziale che il Cantone dei Grigioni non 

è un caso singolare a tal proposito. Difatti vi sono diversi cantoni con lo 

stesso regime in materia di sospensione dei termini, non solo nella Svizzera 

tedesca. Al suo §11 il Verwaltungsrechtspflegegesetz del 24 maggio 1959 

del Cantone di Zurigo (VRG/ZH; LS 175.2), ad esempio, non prevede 

nemmeno una sospensione dei termini. Tale articolo di legge si trova nella 

sezione di disposizioni generali applicabili alle procedure dinanzi a enti 

amministrativi dei comuni, dei distretti e quelli cantonali (vedi il §4). Si 

applica perciò proprio nella procedura di ricorso amministrativo che ai sensi 

del §20 è un rimedio giuridico ordinario completo e con piena cognizione. 

Nella 3a sezione, invece, applicabile esclusivamente alle procedure 

giudiziarie dinanzi al Tribunale amministrativo, al §71 VRG/ZH la legge 

zurighese dichiara applicabili gli artt. 124-149 CPC, fra cui l'art. 145 CPC 

concernente la sospensione dei termini. Anche da tale sistematica risulta 

perciò chiaramente che le ferie giudiziarie valgono soltanto dinanzi al 

Tribunale amministrativo (cfr. innanzitutto la sentenza del Tribunale 

- 13 -

federale 1C_239/2010 del 10 settembre 2010 consid. 2.2 e la sentenza del 

Tribunale amministrativo del Cantone Zurigo VB.2014.00410 del 21 

novembre 2014 consid. 2.2, entrambe con rinvio alla dottrina; vedi KASPAR 

PLÜSS, in GRIFFEL [a cura di], Kommentar zum 

Verwaltungsrechtspflegegesetz des Kantons Zürich [VRG], 3a ed., 

Zurigo/Basilea/Ginevra 2014, n. 17-18 ad §11 VRG/ZH; cfr. anche la n. 3 

ad §71 di detta opera). Il Canton Berna, a suo turno, ha deciso di rinunciare 

interamente alla sospensione dei termini. L'art. 41 del Gesetz über die 

Verwaltungsrechtspflege des Kantons Bern del 23 maggio 1989 

(VRPG/BE; BSG 155.21) non ne fa alcun riferimento e la dottrina lo precisa 

espressamente (vedi THOMAS MERKLI/ARTHUR AESCHLIMANN/RUTH HERZOG, 

in Kommentar zum Gesetz vom 23. Mai 1989 über die 

Verwaltungsrechtspflege des Kantons Bern [VRPG; BSG 155.21], Berna 

1997, n. 6 ad art. 41 VRPG/BE), costatando del resto esplicitamente il 

contrasto con il diritto federale. Il confronto fatto dal ricorrente con la PA 

federale e la LPAmm/TI, inoltre, fa naufragio già solo perché in quelle due 

leggi la disposizione sulla sospensione dei termini si trova nella parte 

generale, applicabile a tutte le procedure (l'art. 22a PA figura nel capo 

secondo intitolato "regole generali di procedura", mentre l'art. 16 LPAmm/TI 

sotto il titolo II denominato "norme generali di procedura"), cosa 

relativamente rara a livello cantonale. La soluzione ginevrina, invece, 

costituisce un caso più particolare, nel senso che è stata introdotta la 

sospensione dei termini nel 2011 per poi spostarla due volte all'interno della 

LPA/GE. Era stata dapprima inserita nel capitolo sulla procedura di ricorso, 

applicabile perciò soltanto a quella. Poi si è creduto che tale limitazione sia 

stata una svista legislativa e la si è resa applicabile a tutte le procedure 

amministrative (cfr. la sentenza A/785/2012 del 15 maggio 2012 consid. 4 

della Camera di diritto amministrativo della Corte di giustizia di Ginevra che 

pare aver seguito proprio il ragionamento fatto dal qui ricorrente). Infine 

però il legislatore si è reso conto che non si trattava per nulla di un errore 

e ha spostato la disposizione di nuovo al posto iniziale – proprio allo scopo 

di limitarne l'applicabilità alla sola procedura (contenziosa) di ricorso. 

- 14 -

Quest'ultima si svolge quasi esclusivamente dinanzi a tribunali (cfr. l'art. 6 

LPA/GE). Anche a Ginevra quindi si è distinto le procedure dinanzi ai 

tribunali e agli enti dell'amministrazione (vedi per il tutto il Messaggio del 

Consiglio di Stato del 22 agosto 2012 al Gran Consiglio PL 11017 con una 

panoramica sull'intera tematica). Per quanto attiene infine alle procedure 

rette dal diritto federale conviene ricordare nuovamente che nelle 

procedure penali non vi sono sospensioni dei termini, dinanzi al Tribunale 

federale invece sì. Non è perciò assolutamente eccezionale, a livello 

elvetico, il fatto che la LGA grigionese preveda di non sospendere i termini 

nelle procedure inferiori e di applicare le ferie giudiziarie soltanto innanzi a 

questa Corte. 

4.3.5. Volendo ora per esaustività considerare anche la genesi della LGA, il 

DGSS ha spiegato a ragione che la regolamentazione precedente di cui 

all'art. 12 della vecchia Legge sulla procedura nelle pratiche amministrative 

e costituzionali del 3 ottobre 1982 (LPAC; già CSC 370.500) non prevedeva 

ferie giudiziarie nelle procedure interne all'amministrazione. Va pur 

concesso che allora l'esclusione era espressa, tuttavia ciò si giustificava 

con il fatto che si faceva rinvio alle disposizioni del CPC cantonale che 

prevedeva appunto sospensioni dei termini. All'art. 19 della vecchia Legge 

sul Tribunale amministrativo del 9 aprile 1967 (LTA; già CSC 370.100), 

invece, le ferie giudiziarie per la procedura dinanzi al Tribunale 

amministrativo erano disciplinate positivamente in modo esplicito e 

sostanzialmente con la stessa formulazione dell'attuale art. 39 LGA. Le due 

leggi citate sono state abrogate con l'entrata in vigore della LGA il 1° 

gennaio 2007 (vedi l'art. 82 LGA) e il loro contenuto è stato riassunto nella 

nuova LGA. Proprio perché la regolamentazione sulla sospensione dei 

termini è stata trasferita senza modifiche nella nuova legge, non vi è stata 

necessità di indicare osservazioni al riguardo nel Messaggio del Governo 

al Gran Consiglio, né del resto neppure nei dibattimenti parlamentari (cfr. 

PGC 2006/2007, pagg. 232 seg.). In altre parole, si è ripresa la soluzione 

preesistente di prevedere la sospensione dei termini esclusivamente per 

- 15 -

procedure dinanzi a codesta Corte. Pure l'interpretazione storica conferma 

perciò le conclusioni fatte sopra.

4.4. Per finire il ricorrente fa valere l'eccezione del formalismo eccessivo. Anche 

a tal proposito gli si deve rispondere però che il Tribunale federale ha già 

avuto l'occasione di stabilire che il rispetto rigoroso dei termini si giustifica 

per motivi di parità di trattamento e non costituisce un formalismo eccessivo 

(cfr. DTF 125 V 65 consid. 1). Perciò pure questa censura non regge. Del 

resto, ci si può in ogni caso aspettare che un patrocinatore 

professionalmente qualificato abbia familiarità con le norme di procedura 

applicabili. Quando, quindi, la LGA contiene una disposizione sulla 

sospensione dei termini per la procedura dinanzi al Tribunale 

amministrativo, un patrocinatore avveduto può senz'altro dedurre che, in 

assenza di una norma simile nelle disposizioni generali o in quelle sulla 

procedura di ricorso amministrativo dinanzi all'amministrazione, il termine 

per inoltrare un ricorso amministrativo continua a decorrere durante le ferie 

giudiziarie. Come minimo, in caso di dubbio deve consultare la 

giurisprudenza e la dottrina in materia (vedi per il tutto la sentenza del 

Tribunale federale 2C_628/2010 e 2C_645/2010 del 28 giugno 2010 

consid. 3.5).

4.5. Riassumendo, da quanto precede discende che le ferie giudiziarie non si 

applicano alla procedura di ricorso amministrativo dinanzi al DGSS, 

neppure per analogia. Di conseguenza il termine di ricorso è scaduto il 14 

gennaio 2019, come ha ritenuto a ragione il DGSS. Il ricorso amministrativo 

al DGSS è dunque stato inoltrato tardivamente, cosicché la decisione di 

non entrata nel merito si rivela corretta e merita di essere confermata.

5. Con l'emanazione della presente decisione decade la necessità di statuire 

sulla richiesta di concedere l'effetto sospensivo al ricorso.

- 16 -

6. Le spese della procedura di ricorso vanno a carico del ricorrente 

soccombente (art. 73 cpv. 1 LGA). Al ricorrente non vanno dunque 

riconosciute nemmeno spese ripetibili. Non si giustifica nemmeno 

riconoscere spese ripetibili al DGSS (art. 78 cpv. 2 LGA).

7. Il ricorso essendosi rivelato manifestamente infondato, la presente 

decisione può essere emanata dal presidente della 1a Camera competente 

in qualità di giudice unico in applicazione dell'art. 18 cpv. 3 della Legge 

sull'organizzazione giudiziaria del 16 giugno 2010 (LOG; CSC 173.000).

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 2'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 404.--

totale fr. 2'404.--

Questo importo va a carico di A._____ ed è compensato con l'anticipo di fr. 

2'000.-- già versato da A._____. Il resto deve essere versato entro trenta 

giorni dalla notifica della presente decisione all'Amministrazione delle 

finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.

3. [Indicazione dei mezzi di ricorso]

4. [Comunicazioni]