# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dfa5fc0d-ee45-5719-8946-c723220ae285
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-08-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 17.08.2020 11.2019.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2019-104_2020-08-17.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2019.104

  	
  Lugano

  17 agosto 2020/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  vicepresidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Fiscalini
  

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SE.2015.332 (azione
di paternità e di mantenimento) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
6, promossa con petizione del 15 settembre 2015 da

 

	
   

  	
   AO
  1  

  (già
  rappresentata dalla madre  RA 1 e 

  già
  patrocinata dall'avv.   ) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP
  1  

  (patrocinato
  dall'avv.  PA 1 ),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello del 18 settembre 2019 presentato da AP 1
contro la 

sentenza emessa dal Pretore il 23 agosto 2019;

 

Ritenuto 

 

in fatto:                   A.   AO 1 è nata il 16 luglio
1999 a __________ ed è stata iscritta nel registro dello stato civile come
figlia della sola RA 1 (1967), cittadina italiana, non risultando alcuna
filiazione paterna. Il 15 settembre 2015 AO 1 ha adito il Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 6, perché fosse accertata la paternità di AP 1 (1951), cittadino
italiano domiciliato a __________, e per ottenere in particolare un contributo
di mantenimento di fr. 1500.– mensili (assegni familiari non compresi) dal 1°
maggio 2014 alla maggiore età o al
termine di un'adegua­ta formazione professionale. Nella sua risposta del 19 ottobre 2015 AP 1 ha
proposto di respingere la petizione.
Con decisione parziale del 14 settembre 2016 il Pretore ha accertato la
paternità di AP 1 su AO 1, la perizia rilasciata l'8 giugno 2016 dal Laboratorio
__________ di __________ avendo dimostrato la paternità del convenuto con una
probabilità superiore al 99.99%. 

 

                                  B.   Statuendo con sentenza del 23 agosto 2019, il Pretore ha
poi obbligato il convenuto a versare all'attrice un contributo alimentare di
fr. 270.– mensili dal settembre al dicembre del 2014, di 

fr. 215.– mensili dal gennaio al dicembre del 2015, di fr. 480.– mensili dal
gennaio all'aprile del 2016, di fr. 260.– mensili dal maggio del 2016 al
febbraio del 2017 e di fr. 275.– mensili in poi fino alla maggiore età, oltre
agli assegni familiari e alle “rendite completive di qualsiasi genere”. Le
spese processuali di fr. 3000.– sono state poste per un terzo a carico
dell'attrice e per due terzi a carico del convenuto, tenuto a rifondere alla
controparte fr. 2500.– per ripetibili parziali.

 

                                  C.   Contro la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa
Camera con un appello del 18 settembre 2019 nel quale chiede di respingere le pretese alimentari della figlia.
Chiamata a presentare osservazioni, AO 1
è rimasta silente.
Con lettera del 10 agosto 2020 il vicepresidente di questa Camera ha
reso attento l'appellante come, a un sommario esame, i contributi alimentari
per la figlia, di cui egli chiedeva la soppressione, si sarebbero anche potuti
rivelare superiori a quelli stabiliti dal primo giudice. In esito a tale
comunicazione AP 1 ha dichiarato l'11 agosto 2020 di ritirare l'appello,
chiedendo di contenere il più possibile le spese processuali. 

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Il ritiro di un appello,
ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare
unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a
norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC, indipendentemente dai motivi che possono avere
spinto l'interes­sato a recedere dalla lite. Nelle circostanze descritte il
giudice prende atto della dichiarazione di
ritiro e stralcia la causa dal ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC). 

 

                                   2.   Desistenza equivale
a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un appello di assumere – in linea
di principio – il pagamento delle spese
giudiziarie dovute all'introduzione del ricorso (art. 106 cpv. 1 CPC).
In concreto non v'è ragione per scostarsi da tale prin­cipio. La tassa di
giustizia va nondimeno moderata, la causa non terminando in appello con un
giudizio di merito (art. 21 LTG), ma non oltre misura ove si consideri che
l'avvertimento all'interessato circa la verosimile reformatio in peius
ha richiesto una completa disamina delle censure contenute nell'appello e,
quindi, la necessità di vagliare l'intero carteggio del processo. Non si pone
questioni di ripetibili a AO 1, la quale in appello è rimasta silente.

 

Per questi motivi,

 

decreta:                   1.   Si prende atto del ritiro
dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per desistenza.

 

                                   2.   Le spese processuali
ridotte di fr. 750.– sono poste a carico dell'appellante.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –
  avv.   ; 

  –
    .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
vicepresidente                                                   La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione
impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia civile
è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art.
116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l’effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).