# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2898e436-8e0c-5f18-a51b-8c518fb3de63
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.05.2003 14.2003.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2003-28_2003-05-28.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2003.28

  	
  Lugano

  28 maggio
  2003

  B/fc/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente,

  Pellegrini e Chiesa

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente
dall'istanza 21 gennaio 2003 presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. da __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall’avv. __________ 

   

  

 

sulla
quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 4
marzo 2003 ha così deciso:

 

"1.            È pronunciato il
fallimento della __________, a far tempo da martedì 4 marzo 2003 alle ore
14.00. 

 

2./3./4.      Omissis."

 

Sentenza
dedotta tempestivamente in appello da __________ che con atto 17 marzo 2003 ne
postula l'annullamento;

 

preso
atto delle osservazioni 16 aprile 2003 di __________;

 

rilevato
che con ordinanza presidenziale 20/21 marzo 2003 all'appello è stato concesso
effetto sospensivo parziale;

 

 

 

ritenuto

 

 

In
fatto:

 

                                          A.  Con istanza 21 gennaio 2003 __________ ha chiesto il fallimento
della __________ per fr. 925.80 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

 

                                          B.  All'udienza di contraddittorio del 26 febbraio 2003 la debitrice non
è comparsa.

 

 

                                          C.  Con decisione 4 marzo 2003 la Pretore del Distretto di Lugano,
Sezione 5, ha pronunciato il fallimento della __________ a far tempo da martedì
4 marzo 2003 alle ore 14.00.

 

 

                                          D.  Con atto d'appello 17 marzo 2003 la __________ ha postulato la
declaratoria di nullità del decreto di fallimento sostenendo di avere saldato
il debito oggetto dell'esecuzione in esame il 6 marzo 2003 presso l'UE di
Lugano, producendo la relativa ricevuta (doc. E) e la ricevuta 10 marzo 2003
della creditrice (doc. F). L'appellante ha poi rilevato di avere ottenuto di
recente diversi ordini per apparecchiature da lei prodotte e commercializzate,
tra cui un ordine della __________ datato 17 dicembre 2002 per complessivamente
Euro 75'000.-- (doc. G). __________ ha poi prodotto un estratto delle sue
esecuzioni al 5 marzo 2003 dell'UE di Lugano (doc. H), da cui ha cancellato le
esecuzioni nel frattempo saldate direttamente ai creditori (doc. I). Essa ha
infine asserito di avere preso contratto con i creditori ancora insoddisfatti,
i quali avrebbero dimostrato la massima disponibilità. 

 

 

                                          E.  Con le sue osservazioni __________ ha confermato il pagamento da
parte della __________ del suo credito, delle spese esecutive e della tassa di
giustizia, per cui ha dichiarato di non opporsi all'annullamento del
fallimento. L'appellata ha però chiesto  che le spese vengano caricate
all'appellante, l'anticipo di fr. 720.-- per le spese dell'Ufficio fallimenti
venga restituito e che la debitrice sopporti le sue spese di patrocinio. 

 

 

 

Considerato

 

 

In
diritto:

 

                                      1.a)   Ex
art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la
dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo

 

                                               1) il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                               2) l'importo dovuto è
stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che

                                               3) il creditore ha
ritirato la domanda di fallimento.

 

                                          b)  L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove
nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in
senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte
nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2
n. 1- 3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il
debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre
che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in
senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di
evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può
tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni
pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più
verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già
con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Roger Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/ Gasser, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Jürgen Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                          c)  Dalla ricevuta 6 marzo 2003 dell'UE di Lugano (doc. E) e dalla
conferma 10 marzo 2003 della creditrice (doc. F) si evince che l'appellante con
il versamento di fr. 1'068.65 ha saldato l'esecuzione in oggetto n. __________,
per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174 LEF cpv. 2 n. 1
LEF.

                                               Per
quel che concerne il presupposto della solvibilità va rilevato quanto segue.
Dall'estratto delle esecuzioni 5 marzo 2003 dell'UE di Lugano (doc. H) emerge
che contro l'appellante sono pendenti 29 esecuzioni promosse tra il 12 dicembre
2001 e il 17 febbraio 2003. A lato di 5 di esse la debitrice ha apposto
l'indicazione "pagato", 14 sono giunte allo stadio di notifica del PE
risp. di opposizione totale, mentre per l'esecuzione n. __________ promossa
dalla Cassa cantonale di compensazione per fr. 16'650.55 il 17 febbraio 2003 è
stato eseguito il pignoramento, per l'esecuzione n. __________ promossa dalla
__________ per fr. 3'368.-- il 10 settembre 2002 risp. per l'esecuzione n.
__________ della __________ (__________) per fr. 3'368.-- il 19 luglio 2002 
risp. per l'esecuzione n. 398'717 della __________ per fr. 538.-- il 5 novembre
2002 risp. per l'esecuzione n. __________ della __________ per un importo
residuo di fr. 8'141.70 il 25 febbraio 2003 risp. per l'esecuzione n.
__________ promossa dalla __________ per l'importo di fr. 2'350.20 il 25
febbraio 2003 sono state emesse le comminatorie di fallimento. Inoltre per
l'esecuzione n. __________ della Cassa cantonale di compensazione per fr.
5'651.05 il 10 febbraio 2003 risp. per l'esecuzione n. __________ promossa
dalla __________ per fr. 1'533.80 il 3 marzo 2003 è stato chiesto il
proseguimento dell'esecuzione. 

                                               Orbene
il numero elevato di esecuzioni pendenti nei confronti dell'appellante, il loro
valore e il fatto che per cinque di esse è già stata emessa la comminatoria di
fallimento risp. per due è già stato chiesto il proseguimento dell'esecuzione
indicano che l'appellante già da oltre un anno si trova in difficoltà
finanziarie e che non è più in grado di far fronte ai suoi impegni. Allo scopo
di dimostrare la sua solvibilità la __________ ha prodotto una conferma
d'ordine 17 dicembre 2002 della __________ (doc. G), relativa alla fornitura di
apparecchi per un importo complessivo di Euro 75'000.--. Questo documento non è
tuttavia sufficiente a dimostrare che la fornitura verrà anche tempestivamente
pagata e che essa procurerà all'appellante la necessaria liquidità per far
fronte ai suoi debiti per importi non indifferenti. La conferma d'ordine
prodotta è pertanto inconferente al fine della determinazione della sua
solvibilità.

                                               Sulla
base delle precedenti considerazioni il presupposto della solvibilità non
appare come reso sufficientemente verosimile. L'art. 174 cpv. 2 LEF non è
quindi applicabile e di conseguenza il fallimento della __________ non può
essere annullato.

 

 

                                          2.   L'appello 17 marzo 2003 della __________ va quindi respinto.

                                               Di
conseguenza essendo stato concesso effetto sospensivo parziale all'appello, il
fallimento deve essere nuovamente pronunciato.

                                               La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante (art. 49  OTLEF). Per quel
che riguarda la richiesta della creditrice di restituzione dell'anticipo per le
spese di fallimento, va osservato che ex art. 169 LEF chi presenta la domanda
di fallimento è responsabile delle spese occorse fino alla sospensione del
fallimento per mancanza di attivi (art. 230) o alla pubblicazione e
convocazione dei creditori (art. 232) comprese.

                                               Non
si assegnano indennità, in mancanza di petitum in tal senso (art. 62 cpv. 1
OTLEF).

 

 

 

Per
questi motivi,

richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

 

pronuncia:

 

                                          1.   L'appello 17 marzo 2003 della __________, è respinto.

 

                                               1.1. Di conseguenza è dichiarato il fallimento della __________, a far
tempo da

 

                                                      martedì
3 giugno 2003 alle ore 10:00

 

 

                                          2.   La tassa di giustizia in fr. 120.--, già anticipata dall'appellante,
resta a carico della __________.

 

 

                                          3.   Intimazione a:     -__________

 

 

 

Per la
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                            
La segretaria