# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 20145096-dd8d-5460-89a7-a9a68dbe5a29
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-07-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.07.2008 14.2008.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2008-49_2008-07-29.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2008.49

  14.2008.50

  	
  Lugano

  29 luglio
  2008

  /B/fp/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Epiney-Colombo

  
						

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo nelle cause fallimentari dipendenti dalle istanze 9/13
maggio 2008 presentate da

 

	
   

  	
  AO 1 (inc. 14.2008.49) 

  __________,
  __________ (inc. 14.2008.50)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patr. dall’ PA 1)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

sulle quali istanze il Pretore della Giurisdizione __________ con
sentenza 6 giugno 2008 ha così deciso:

 

                               “1.      È
pronunciato il fallimento della __________, __________, a far tempo dal giorno
venerdì 6 giugno 2008 alle ore 11.00.

                         2./3./4.      Omissis.”

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da __________ che con
atti 16 giugno 2008 ne postula l’annullamento; 

 

preso
atto che le parti appellate non hanno presentato osservazioni;

 

rilevato che con ordinanze presidenziali 19 giugno 2008 agli appelli
è stato concesso effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

in fatto:                 A.      Nell’ambito
delle esecuzioni n. __________ispettivamente n. __________ dell’UEF di __________
la __________ rispettivamente la __________ hanno chiesto il fallimento di AP 1
per il mancato pagamento di fr. 2'218.35 compresi interessi e spese
rispettivamente di fr. 8'399.-- pure compresi interessi e spese.

 

                                B.      Alle
udienze di contraddittorio del 27 rispettivamente 30 maggio 2008 nessuno è comparso.

 

                                C.      Con
sentenza 6 giugno 2008 il Pretore della Giurisdizione di __________ ha dichiarato
il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 11.00.

 

                                D.      Con
gli appelli AP 1 asserisce di avere saldato le esecuzioni promosse dalla __________
rispettivamente da AO 1, producendo una ricevuta 10 giugno 2008 dell’UEF di __________
relativa al deposito di fr. 10'600.-- a saldo delle esecuzioni n. __________
rispettivamente n. __________ (doc. B). La debitrice rileva poi di avere
saldato ulteriori esecuzioni, inoltrando un estratto conto (doc. C), un estratto 
delle esecuzioni (doc. E) e una ricevuta relativa al versamento di fr.
16'260.-- a pagamento di diverse esecuzioni (doc. F), tutti i documenti al 16
giugno 2008 ed emessi dall’UEF di __________, osservando che le rimanenti procedure
si trovano allo stadio di opposizione per cui i debiti non sono ancora
accertatiAP 1 afferma poi di avere depositato presso l’UEF di __________ pietre
preziose per un importo valutato in fr. 50'000.-- (doc. G) e di dovere ancora
incassare fatture per lavori eseguiti ammontanti complessivamente a fr.
33'897.35 (doc. H).  

 

Considerato

 

in diritto:               1.      Gli
appelli di AP 1 quand’anche riferiti a due esecuzioni diverse, riguardano fattispecie
giuridicamente analoghe. Le cause inc. 14.2008.49 e 14.2008.50 vanno quindi
considerate come connesse ai sensi dell’art. 320 CPC (per il rinvio dell’art.
25 LALEF) e possono essere congiunte ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo
la loro autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere
impugnati anche singolarmente.

 

                                2.      a)  In virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                                1)    il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                                2)    l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                                3)    il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                                L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione
agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati
all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati
d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con
documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione
dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come
scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità
può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni
pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più
verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già
con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Giroud,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art.
174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38
n. 14 p. 305; Brönnimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,
Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                          b)  Dalla ricevuta __________ (doc. B__________
emerge che, posteriormente alla dichiarazione di fallimento, AP 1 ha depositato
fr. 10'600.-- a saldo delle esecuzioni in oggetto n. __________ promosse dalle 
appellate. Di conseguenza va ritenuto adempiuto il presupposto previsto
all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.   

                                                Per quel che
concerne il requisito della solvibilità va osservato che dall’estratto delle
esecuzioni dell’UEF di __________ al 15 luglio 2008 risulta che l’appellante ha
saldato ben 45 delle 63 procedure pendenti nei suoi confronti, mentre 17 ulteriori
 procedure si trovano allo stadio di opposizione totale, per cui in questa fase
di procedura gli importi posti in esecuzione non sono ancora stati accertati. Per
un’unica esecuzione promossa per l’importo di fr. 1'162.47 il 9 luglio 2008 è
stato emesso l’avviso di pignoramento. Orbene considerato che l’appellante ha
dimostrato di essere stato in grado di saldare un numero elevato di procedure
esecutive (cfr. SJZ 99 (2003) no. 12 p. 306) e che ha proceduto a depositare
presso l’UEF pietre preziose per un importo valutato in fr. 50'000.-- (doc. G),
va ritenuto che dispone di mezzi sufficienti a far fronte ai suoi impegni. Di
conseguenza pure il requisito della solvibilità è stato reso sufficientemente verosimile.
Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.

 

                                3.      Gli
appelli vanno pertanto accolti. 

                                          Le
tasse di giustizia sono poste a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, le parti appellate non avendo
presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

                                          Le
spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante. 

 

Per
questi motivi,

 

richiamato
l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:           1.      Le
procedure dipendenti dagli appelli 16 giugno 2008 di AP 1, __________ (inc.
14.2008.49, esecuzione n. __________) rispettivamente (inc. 14.2008.50, esecuzione
n. __________ sono congiunte

 

                             2.1.      L’appello
16 giugno 2008 di AP 1, Locarno, di cui all’inc.   14.2008.49, è accolto.

                                    

                                                “1.   La
dichiarazione di fallimento 6 giugno  2008 pronunciata dal Pretore della Giurisdizione
di Locarno-Città su istanza di AO 1, inc. EF. __________, nei confronti di AP 1,
è annullata.

                                                 2.   La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico di AP 1AP 1 Non si assegnano indennità.

                                                 3.   Le
spese __________ __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di
AP 1”.

 

                             2.2.      La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

 

                             3.1.      L’appello
16 giugno 2008 di AP 1, __________, di cui all’inc. 14.2008.50, è accolto.

 

                                                “1.   La
dichiarazione di fallimento 6 giugno 2008 pronunciata dal Pretore della Giurisdizione
di Locarno-Città, su istanza di __________, inc. EF. 2008.141 nei confronti di AP
1, Locarno, è annullata.

                                                 2.   La
tassa di giustizia di prima sede di fr. 60.--, da anticipare come di rito, è
posta a carico AP 1. Non si assegnano indennità.

                                                 3.   Le
spese dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________, da anticipare come di
rito, sono poste a carico di AP 1”.

 

                             3.2.      La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. 

                                          Non
si assegnano indennità.

 

                                4.      Intimazione
a:

                                          -
avv. PA 1, __________;

                                          -
__________, __________o;

                                          -
AO 1, __________;

                                          - Ufficio __________, Locarno;

                                          -
Ufficio __________;

                                          -
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________.

                                          Comunicazione
alla Pretura __________ 

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).