# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 939fb8f7-76cd-524f-8571-8f3dae5a2afd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.10.2001 33.2001.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2001-41_2001-10-23.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2001.00041

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  23 ottobre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca
  Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 26 aprile 2001 di

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 26 marzo 2001 emanate da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 26 marzo 2001 la Cassa cantonale di compensazione AVS ha respinto una
richiesta formulata da __________ di beneficiare di una prestazione
complementari.

 

                                         La Cassa
ha ritenuto un fabbisogno complessivo di CHF 26'098.- composto dal fabbisogno
vitale (CHF 16'460.--), dal contributo fisso dell'assicurazione malattia (CHF
2'976.--) degli interessi ipotecari e passivi (CHF 1'868.--) delle spese di
manutenzione dei fabbricati (CHF 623.--) e della pigione lorda (cifrata in CHF
4'171.--).

 

                                         La Cassa
ha considerato, d'altra parte, un reddito non privilegiato composto dalle
rendite AVS (CHF 12'060.--) e della sostanza computabile (CHF 27'547.--) oltre
al reddito lordo della proprietà fondiaria.

 

                                         L'amministrazione
ha fissato il reddito non privilegiato complessivo in CHF 42'098.-- a fronte di
un fabbisogno di CHF 26'098.-- con un superamento di CHF 16'000.--.

 

                                         La
sostanza immobiliare (Comunioni ereditarie) è stata ritenuta in parte al valore
di stima (abitazione primaria) per CHF 11'348.-- e per il resto al valore
commerciale (CHF 312'172.--).

 

                               1.2.   Insoddisfatta
__________ ha impugnato la decisione dinanzi a questo TCA con atto del 26 aprile
2001 con cui evidenzia:

 

" 
(…)

Io non possiedo alcun bene liquido. La casa ove vivo appartiene
virtualmente a mia sorella (per la parte ristorante) e per il resto a mio
fratello che la dichiara fiscalmente e paga le relative imposte. 

 

lo occupo una stanza e beneficio dell'uso dei locali del
ristorante, cucina compresa per il vitto.

 

Per il resto, apprendo che si tratta di un terreno e di un bosco,
tutti i beni sono intestati alla mia defunta madre, deceduta nel 1993.

 

lo sono malata, purtroppo ancora recentemente ho subito due
ricoveri per due operazioni chirurgiche.

 

La mia reale situazione patrimoniale si evince dalla mia
dichiarazione fiscale che non muta da anni.

I calcoli indicati nella decisione di non concessione PC e in
quella di restituzione sono puramente teorici e non riconoscono per nulla la
mia realtà economica.

 

Infatti la prestazione AVS; mio unico reddito, non copre nemmeno
il mio fabbisogno minimo riconosciuto dalla vostra stessa cassa.

 

Ciò premesso chiedo l'annullamento delle decisioni di non
concessione e la revisione della mia richiesta di prestazione complementare."
(Doc. _)

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 20 giugno 2001 la Cassa, proponendo di respingere il ricorso, ha
sottolineato che:

 

" 
(…)

Dalla documentazione agli atti rileviamo che la ricorrente è
comproprietaria, in ragione di 1/3, di diverse particelle site tutte in
territorio del comune di __________.

 

 

Per quanto attiene la valutazione della sostanza immobiliare
l'art. 17 cpv. 4 OPC stabilisce:

 

"                                                                             La
sostanza immobiliare che non serve da abitazione al richiedente o a una persona
compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente."

 

Nel caso specifico si verifica quanto previsto dal citato articolo
per cui la resistente ha ordinato le perizie tecniche atte a stabilire il
valore corrente delle sostanze immobiliari possedute in comproprietà
tralasciando, ovviamente, la parte della particella No. __________RT adibita ad
abitazione primaria.

 

Per questa valutazione è stato dato mandato all'Ufficio cantonale
di stima il quale, a perizie concluse, ha permesso di stabilire un valore
corrente della sostanza immobiliare di fr. 312172.‑ (1/3 di fr.
936'516.10 pos. 46.02 della tabella di calcolo PC) rispettivamente di fr.
11'348.‑ ( 1/3 del valore di stima di fr. 34'044.20.‑ pos. 46 della
tabella di calcolo PC). Questi importi devono quindi, senza alcun dubbio,
essere riconfermati.

 

Circa i paramenti utilizzati per valutare la sostanza la
resistente non può che riconfermarsi nei valori citati e contestati in quanto
scaturiti da perizie specificatamente richieste e allestite anche se durante il
sopralluogo del perito non è stato permesso all'incaricato di visitare
completamente la proprietà. A tal proposito giova tuttavia ricordare che anche
codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni ha già avuto modo di
confermare tale prassi amministrativa."

(Doc. _)

 

                                         L'amministrazione
ha pure annesso le valutazioni dell'Ufficio cantonale di Stima di data 9 marzo
2001 relative alle proprietà di cui sopra.

 

                               1.4.   La
ricorrente ha preso posizione in merito con osservazioni 9 luglio 2001 del
seguente tenore:

 

" 
(…)

-   Nella
lettera 11 giugno 2001 il perito indica che "non è stato permesso di
visitare completamente le proprietà". Questa affermazione non corrisponde
alla verità. Infatti è vero che si è espressa una certa reticenza alla visita
dei locali. Gli stessi sono infatti in cattivo stato (non per incuria ma per
vetustà) e non vi era un grande piacere a farli visitare. Il perito ha comunque
asserito che non era strettamente necessario e che avrebbe comunque potuto
stendere il suo referto peritale.

 

-   Considerati
gli interessi in gioco per la ricorrente, se il perito avesse insistito o
dichiarato che ciò comportava l'impossibilità di definire il reale valore
dell'immobile (magari con rischio di sovrastima, come nel caso) la visita
sarebbe stata non solo permessa ma auspicata. (…) (Doc. _)

 

 

                                         A queste
indicazioni la ricorrente ha aggiunto una lunga serie di difetti presentati dai
mappali __________e __________ RT __________. La contestazione dei valori di
stima è stata accompagnata dalla produzione di 11 fotografie dell'abitazione
primaria, del deposito e del garage.

 

                                         I nuovi
elementi sono stati trasmessi alla Cassa per ulteriore presa di posizione.

 

                                         Il 13
settembre 2001 la Cassa ha confermato la sua presa di posizione trasmettendo le
osservazioni dell'Ufficio cantonale di Stima del 10 settembre 2001 che così
recitano:

 

" 
(…)

Con riferimento alla vostra richiesta del 17 luglio 2001, tendente
al riesame della nostra perizia, a seguito delle osservazioni del 9 luglio
2001, presentate dalla signora __________, abbiamo preso contatto la signora
__________, figlia dell'assicurata e in un secondo tempo la stessa, per
concordare un incontro per effettuare un sopralluogo all'interno della proprietà,
per permettere l'accertamento del valore immobiliare della particella
__________ RT di __________.

 

La stessa contrariamente a quanto auspicato nella lettera del 9
luglio 2001 e malgrado l'intervento del signor __________, segretario del
Tribunale cantonale delle assicurazioni, il 6 settembre 2001, ci negava la
visita all'interno della proprietà adducendo motivi famigliari.

 

Facciamo osservare che già in occasione dell'allestimento delle
perizie, al perito incaricato di determinare il valore venale non era stato
permesso di visitare completamente la proprietà.

 

Dall'esame della documentazione fotografica allegata, riteniamo
che non vi siano nuovi elementi che giustifichino una modifica delle
valutazioni.

 

Pertanto sulla base dei considerandi sopraccitati riteniamo di
dover confermare in tutto il suo aspetto la nostra perizia immobiliare."

(Doc. _)

 

                                         Dal canto
suo la ricorrente ha specificato, con scritto pure del 13 settembre 2001 che:

 

" 
(…)

Al momento della telefonata del tecnico preposto, mi sono trovata
confrontata con il rifiuto assoluto di mia sorella a far entrare questa persona
all'interno dell'immobile di proprietà della Comunione Ereditaria (la signora
__________ conferma, con la firma in calce alla presente lettera che la mancata
valutazione tecnica è da attribuire solo al suo rifiuto di fare entrare il
tecnico in casa).

Anche l'altro mio fratello che abita in un'altra parte
dell'immobile non è assolutamente d'accordo. (…)" (Doc. _)

 

                                         Invitata
a prendere posizione in merito ai rilievi dell'Ufficio cantonale di Stima con
lungo scritto ricapitolativo del giudice delegato la ricorrente ha ribadito:

 

" 
(…)

che al momento del primo sopralluogo, effettuato dal sig.
__________, lo stesso mi ha detto che la visita interna non era necessaria. Io
a quel momento ero convinta che mia sorella non avrebbe avuto nulla in
contrario a lasciare entrare il perito, evidentemente mi sbagliavo; ecco perché
nella mia lettera del 9 luglio 2001 ho affermato che "la visita sarebbe
stata non solo permessa ma auspicata".

 

Le ribadisco che io vivo solo con la rendita AVS e non percepisco
nessuna cassa pensione, inoltre sono ammalata e non percependo più la
complementare devo sopportare anche le spese non coperte dalla casa malati e la
quota parte a carico dell'assicurato, pertanto mi rimetto alla sua
clemenza." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Scopo della
prestazione complementare è quello di garantire un "reddito minimo"
per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art. 34 quater CF
(RCC 1992 p. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo
vitale" agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge
federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI contiene dunque la garanzia
di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni
cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986
pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della
sicurezza sociale" in RDAT 1991 II pag. 447ss, spec. pag. 448 nota 12 e
pag. 460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 p. 52 e 176; 1994 p. 225; RCC 1992 p. 225; cfr. anche
Messaggio concernente la terza revisione della legge federale sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI, p. 3, p. 8 e 9).

 

                               2.2.   Per l'art.
2a LPC hanno diritto alla prestazione complementare le persone anziane che:

 

" 
a. ricevono una rendita di vecchiaia
dell'AVS."

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 3a LPC (cfr. anche art. 2 LPC):

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti (cpv. 1)."

 

                               2.4.   A proposito
delle “spese riconosciute” l’art. 3b LPC prevede che:

 

"  Per
le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o
in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le
seguenti:

 

  a. importo (valido
fino al 31.12.98) destinato alla copertura del           fabbisogno vitale, per
anno:

      1.  per le
persone sole, almeno 14’860 franchi e al massimo 16’460             franchi;

      2.  per i
coniugi, almeno 22’290 franchi e al massimo 24’690                         franchi;

      3.  per gli
orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli             dell'AVS
o dell'AI, almeno 7’830 franchi e al massimo 8’630                                franchi.
Per i due primi figli si prende in considerazione la                                  totalità
dell'importo determinante, per due altri figli due terzi                                  ciascuno
e per ogni altro figlio un terzo;

  b. la pigione di un
appartamento e le relative spese accessorie. In    caso di presentazione di un
conguaglio per le spese accessorie,      non si può tenere conto né di un
pagamento di arretrati né di una                   richiesta di
restituzione."

 

                                         Dal 1
gennaio 1999 e fino al 31 dicembre 2000 l’importo massimo computabile a titolo
di fabbisogno è pari a fr. 16’460 per persone sole, fr. 24’690 per coniugi, fr.
8’630 per il primo e per il secondo figlio o orfano, fr. 5’755 per il terzo e
per il quarto figlio o orfano e fr. 2’880 per il quinto e successivi figli o
orfani (Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI del 18 novembre 1998).

 

                                         Per le
persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono
inoltre riconosciute le spese seguenti:

 

"  a. spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del      reddito lordo
dell'attività lucrativa;

  b. spese di
manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a      concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

  c. premi versati
alle assicurazioni sociali della Confederazione,        eccettuata
l'assicurazione malattie;

  d. importo
forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure           medico-sanitarie.
L'importo forfetario deve corrispondere al    premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure                  medico-sanitarie
(compresa la copertura infortuni);

  e. pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                               2.5.   Giusta
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi determinanti comprendono:

 

"a.   le entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di
un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole e di 1500
franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una
rendita é dedotto dal reddito annuo proveniente dall'esercizio di un'attività
lucrativa, il saldo é computato in ragione di due terzi. Per gli invalidi ai
sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito dell'attività lucrativa é
interamente computato;

  b. il reddito
proveniente da sostanza mobile e immobile;

  c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i       beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per           persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per      orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI     15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle         prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel     calcolo della prestazione complementare e serve quale
abitazione             ad almeno una di queste persone, soltanto il valore
dell'immobile                               eccedente 75 000 franchi é preso in
considerazione quale   sostanza;

d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese  le rendite dell'AVS e dell'AI;

e. le prestazioni derivanti da un contratto
di vitalizio o da un'altra       convenzione analoga;

f.  gli assegni familiari;

g. le entrate e le parti di sostanza a cui
l'assicurato ha rinunciato;

h. le pensioni alimentari del diritto di
famiglia."

 

                               2.6.   Nel caso di
specie l'assicurata contesta il valore venale attribuito alla sostanza
immobiliare di sua proprietà, in particolare il mappale __________RT
__________. La valutazione di tale mappale ha dato adito ad incomprensioni tra
le parti e con l'Ufficio cantonale di Stima i cui tecnici, in due circostanze e
nonostante la visita interna dei locali fosse stata auspicata, non ha avuto
possibilità di entrare nella casa ove è sita a residenza primaria della
ricorrente, fondo di cui __________ è comproprietaria.

 

                                         Nonostante
ciò l'Ufficio Cantonale ha ritenuto di potere allestire la sua valutazione il 9
marzo 2001 confermata il 10 settembre successivo.

 

                                         La
ricorrente come detto ha considerato troppo elevato il valore attribuito ai
mappali __________e __________ RT __________.

 

                               2.7.   Da osservare
qui come per l’art. 3c cpv. 7 lett. b LPC il Consiglio federale disciplina la
valutazione dei redditi determinanti, delle spese riconosciute, nonché della
sostanza.

 

                                         A norma
dell'art. 17 OPC -AVS/AI nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 1998,

 

"1)   La valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata
secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta
del Cantone di domicilio.

 

 2)   Se tali regole non esistono, la sostanza computabile deve essere
valutata secondo le regole stabilite per le persone morali dalla legislazione
sull'imposta federale diretta.

 

 3)   I Cantoni possono considerare quali determinanti le regole che la
legislazione sull'imposta federale diretta stabilisce per le persone morali.

 

 4)   La sostanza immobiliare che non serve di abitazione al richiedente o
a una persona compresa nel calcolo delle prestazioni complementari deve essere
computata al valore corrente."

 

                                         Con
effetto dal 1 gennaio 1999 i capoversi 2 e 3 dell’art. 17 sono stati abrogati,
mentre sono stati aggiunti i capoversi 5 e 6 del seguente tenore

 

" 
In caso di alienazione di un immobile, a titolo
oneroso o gratuito, il valore venale é determinante per sapere se ci si trova
in presenza di una rinuncia a elementi patrimoniali ai sensi dell'articolo 3c
capoverso 1 lettera g LPC. Il valore venale non é applicabile se, per legge, esiste
un diritto di acquisire un immobile a un valore inferiore (cpv. 5).

Invece del valore venale, i Cantoni possono
applicare uniformemente il valore di ripartizione determinante per la
ripartizione fiscale intercantonale (cpv. 6)."

 

                                         Il Canton
Ticino non ha optato per la soluzione prevista dall'Esecutivo al cpv. 6, ma ha
mantenuto la procedura finora adottata, secondo cui, per stabilire il valore
venale degli immobili, si fa capo ad un perito immobiliare, in concreto
all'Ufficio stima (cfr. consid. 2.8).

 

                                         Se la
sostanza immobiliare serve da abitazione all'assicurato, fa stato il cpv. 1
dell'art. 17 OPC, secondo cui la valutazione della sostanza computabile deve
essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta
cantonale diretta del Cantone di domicilio.

                                         La norma
intende in particolare facilitare l'amministrazione cantonale nell'accertamento
della sostanza, permettendole di riprendere il valore direttamente dalla
tassazione fiscale, senza dover ricalcolare lei stessa l'importo da computare
(RCC 1991 pag. 422).

                                         Secondo
la volontà del legislatore, dunque, dal 1° gennaio 1992 la sostanza deve
essere, di principio, esposta al valore considerato in sede fiscale cantonale
prima della deduzione degli importi esenti da imposta (Direttive UFAS sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 2109).

                                         A norma
dell'art. 52 cpv. 1 LT gli immobili e i loro accessori nel Cantone sono imposti
per il valore di stima ufficiale.

                                         Ne
consegue che la sostanza immobiliare è computata sulla base del suo valore di
stima ufficiale (STFA 8 ottobre 1992 nella causa N.G., pubblicata in RDAT
I-1993, pag. 232).

 

                                         A tale
disposizione fa tuttavia eccezione il capoverso 4, nella misura in cui la
sostanza immobiliare che non serve da abitazione all’assicurato deve essere
computata non già al valore determinato in sede fiscale, bensì al suo valore
corrente (valeur vénale, Verkehrswert; Pratique VSI 1994 p. 194). Questa
distinzione si fonda sul fatto che il valore corrente o valore venale, vale a
dire il valore che raggiunge un immobile nel corso di normali transazioni
commerciali, è in genere più elevato del valore fiscale (RCC 1991 p. 424). Con
valore venale si intende altresì il prezzo pagato per dei fondi agricoli
secondo le leggi di mercato (Pratique VSI 1994 p. 194). Nella misura in cui la
sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa
nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che
venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul
mercato. 

                                         Non
sarebbe infatti corretto che agli assicurati fosse consentito di mantenere la
sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle prestazioni complementari. I
titolari di carte valori e libretti di risparmio non devono essere trattati
peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI 1994 p. 195; RCC 1991 p. 424).

In una
sentenza pubblicata in VSI 1994 p. 290 il TFA ha specificato che tale disposizione
è applicabile solo se il richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo
delle prestazioni complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua
proprietà.

 

                               2.8.   In concreto
dagli atti emerge come la ricorrente __________ sia proprietaria in ragione
della quota di 1/3 di 4 particelle a __________.

 

                                         La
ricorrente ha contestato la valutazione del mappale RT __________ed in parte
del mappale __________. Non sono state discusse le valutazioni di altri fondi.

 

                                         L'Ufficio
cantonale di Stima ha, in particolare, fissato il valore venale del mappale
__________RT terreno (prato) di 888 mq. senza oneri e menzioni ed inserito in
zona R2 di PR a CHF 340'000.--. Questa valutazione non è stata, come detto,
discussa dalla ricorrente e va qui pienamente condivisa per la natura del fondo
e le sue preculiari caratteristiche.

 

                                         Il
terreno, ampio, si trova in effetti in località __________, quindi in zona
collinare ad est del nucleo, è leggermente in pendenza ma accessibile dalla
strada. Il mappale confina con proprietà private ed è inserito in zona R2.

                                         Questi
elementi giustificano pienamente il valore determinato dall'Ufficio cantonale
di Stima.

 

                                         Anche il
valore di CHF 2'000.-- attribuito al bosco di mq. 2130 accessibile con strada
RT appare da condividere apparendo usuale e non posto in discussione con il
ricorso.

 

                               2.9.   Come
indicato __________ contesta in particolare il valore attribuito al mappale
__________RT, fissato in CHF 564'516.10 per la parte non attribuita a residenza
primaria. Per quest'ultima il valore attribuito assomma a CHF 34'044.20.

 

                                         La
valutazione del mappale __________RT è invece stata fissata in 

                                         CHF
30'000.--.

 

                                         Nello
stimare i fabbricati l'Ufficio cantonale incaricato ha considerato sia
l'ubicazione dei due fondi, entrambi siti ad est del nucleo di __________,
l'uno in località __________ e l'altro in località __________, sia il genere e
lo stato di manutenzione delle costruzioni, le ristrutturazioni da essi subite
nel tempo, le attrezzature, l'accesso, le immissioni e la natura
dell'insediamento oltre ad altri elementi.

 

                                         La
ricorrente ha formulato le seguenti critiche al lavoro peritale:

 

" 
(…)

-   Mappale no. __________RT punto 6.2. Elementi costruttivi
"gelosie"

 

Solo una finestra (vedi fotografie) è
dotata di gelosie. Tutte le altre ne sono sprovviste.

 

-   Mappale
no. __________RT punto. 6.4. Suddivisione interna "primo piano:
locale/camera"

 

                                                                           Si
tratta di un locale adibito a deposito degli attrezzi. In nessun caso può
essere utilizzato a camera dato il suo stato.

 

-   Mappale
no. __________RT punto. 6.4. Descrizione "anno di costruzione antica data
/ 15 anni fa"

 

                                                                           Tutto
l'immobile risale ad oltre un secolo fa e non ha subito manutenzioni rilevanti.

 

-   Mappale
no. __________RT punto. 6.7. Descrizione "Anno di costruzione antica data
/ 1985 ca.

 

                                                                           

Si ribadisce che l'immobile è ultra
centenario. Solo una parte, abitata da __________ (fratello della ricorrente) è
stata oggetto di ristrutturazione.

 

-   Mappale no. __________RT punto. 6.8. Elementi costruttivi
"serramenti"

 

Come già detto, nella parte
"vecchia" dell'immobile solo una finestra è dotata di gelosie. Nella
parte "nuova " (appartamento di __________) le finestre hanno le
tapparelle.

 

-   Mappale no. __________RT punto. 6.8 Elementi costruttivi
"installazioni".

 

La casa non è dotata di riscaldamento
centralizzato. Anche in questo caso solo la parte riattata, abitata da mio
fratello ha il riscaldamento. Tutto il resto dell'immobile ne è sprovvisto. Il
locale riscaldamento indicato nella perizia è quindi da attribuire solo
all'appartamento rinnovato e non a tutto l'immobile che si ribadisce non ha un
sistema di riscaldamento.

 

-   Si contestano
poiché considerati troppo elevati i valori di reddito presunto sia i tassi di
capitalizzazione poiché non adeguati alla zona ed al reale stato dell'intero
immobile.

 

-   Mappale
no. __________RT punto 6.2. Elementi costruttivi " Stato di manutenzione"

 

                                                                           Come
si evince dalle fotografie lo stato di questo immobile è davvero precario. Solo
la legnaia e l'ex pollaio sono stati oggetto degli interventi più urgenti ma il
deposito/ex stalla davvero non si può considerare in uno stato
sufficiente/discreto."

 

                                         Tutte le
lamentele appaiono generiche ed infondate.

 

 

                                         I rilievi
tecnici relativi alla presenza o meno di persiane od ancora relativi
all'assenza di riscaldamento ed alla datazione delle costruzioni dei fabbricati
non mostrano elementi nuovi e non considerati dal perito.

 

                                         Si tratta
di verifiche ed accertamenti che i tecnici dell'Ufficio cantonale di Stima
hanno potuto eseguire sia a seguito della informazioni raccolte relative al
mappale da stimare che alla luce della visita esterna delle costruzioni essendo
stata impedita la visita interna.

 

                                         A ragione
i tecnici incaricati hanno indicato le costruzioni come di antica data
(riferendosi al ristorante con alloggio) e ca. del 1985 per la casa
monofamigliare, circostanze che trovano oggettivo riscontro nelle fotografie
agli atti.

 

 

                                         La
ricorrente osserva poi come solo la parte dell'immobile goduto dal fratello
__________ sia riscaldato con riscaldamento centralizzato mentre l'altro lato
dell'immobile ne sarebbe sprovvisto. Secondo la signora __________ il
"riscaldamento … è quindi da attribuire solo all'appartamento rinnovato e
non a tutto l'immobile".

                                         Il
rilievo non è pertinente. Il riscaldamento centrale esiste ed è  ubicato al
piano terreno. Il fatto che lo stesso serva solo alla parte rinnovata dello
stabile non comporta una modifica della valutazione come alle osservazioni
dell'Ufficio cantonale di Stima del 10 settembre 2001.

 

                                         Tale
riscaldamento è parte integrante dell'immobile e come tale ne determina il
valore anche per la quota spettante alla ricorrente, lo stesso non può quindi
essere attribuito solo ad uno  dei comproprietari. L'impianto comporta certo un
aumento del valore reale dell'immobile ed il fondo appartiene anche alla
ricorrente con conseguente aumento del valore venale ritenuto dai periti.

 

                                         Alla luce
di quanto precede, ritenuti i parametri considerati dai tecnici incaricati, gli
importi fissati in sede di perizia dall'Ufficio cantonale di Stima per la stima
del mappale __________RT appaiono adeguati e realistici.

 

                                         La
critica mossa all'esame peritale della particella __________RT __________ è
invece assai generica. I tecnici incaricati hanno in effetti considerato
l'antica data di fabbricazione dello stabile, non ritenendo le riattazioni
"più urgenti" che la stessa ricorrente ammette. La visita dei luoghi
è avvenuta, lo stato di manutenzione è definito "sufficiente a
discreto" ed il valore del fabbricato è stato fissato in CHF 9'000.--,
valore più che modesto e che considera adeguatamente la costruzione ed il suo
stato di manutenzione.

                                         Certamente
alla ricorrente non è sfuggito che il valore più importante per la stima
dell'immobile in questione è stata determinata dal terreno (zona R2) per un
importo di complessivi CHF 23'750.--.

 

                                         La
valutazione del fondo in CHF 30'000.-- appare quindi adeguata.

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza federale, le perizie mediche eseguite nell’ambito della
procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla
base di accertamenti approfonditi (ZAK 1986 p. 189; RAMI U 167 p. 96; DTF 104 V
212; SZS 1987 p. 237-239; SZS 1988 p. 329 e 332; DTF non pubbl. del 24. 12 1993
in re S. H; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p.
332).

                                         Lo stesso
vale per quel che riguarda perizie dall’amministrazione presso medici esterni
(DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Per
quanto concerne il valore probatorio d'un rapporto si deve accertare se è
completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce a esami
approfonditi, se tien conto delle censure sollevate, se è chiaro nella
presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate. Elemento
determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine del
mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio richiesto sotto
qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160
consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S. F).

                                         Il
giudice non si scosta, senza motivi imperativi dalle risultanze di una perizia,
compito del perito essendo infatti proprio quello di mettere a disposizione
della giustizia le sue specifiche conoscenze, allo scopo di chiarire gli
aspetti specialistici di una determinata fattispecie (DTF 122 V 161).

                                         La citata
giurisprudenza del TFA, applicata in particolare per i referti medici, deve
valere per tutte le perizie (cfr. ad esempio per la previdenza professionale
SVR 1998 LPP no. 16), e quindi deve essere applicata anche per quelle esperite
in ambito immobiliare (cfr. STCA del 24 febbraio 1997 in re L.M).

 

                             2.10.   Alla luce di
quanto precede le perizie degli esperti dell'Ufficio cantonale di Stima vengono
qui condivise.

                                         Si tratta
di valutazioni, come detto, che considerano tutti gli elementi normalmente
ritenuti in maniera adeguata: ubicazione dei fondi, natura delle costruzioni,
stato di conservazione dei fabbricati, attrezzature, regolarità delle
costruzioni, utilizzo delle stesse, PR nel quale i fondi sono inseriti,
insediamento urbano nella zona, accessi, isolazioni ed immissioni. I lavori
dell'Ufficio cantonale di Stima appaiono poi univoci e non contrattidori e
trovano conferma, per le descrizioni, nelle fotografie prodotte agli atti.

 

                                         Il lavoro
peritale appare serio e motivato ed i tecnici, in conseguenza al gravame, hanno
rinnovato il sopralluogo. Nulla muta nella loro valutazione il fatto che essi
non abbiano potuto accedere all'interno degli immobili. Le informazioni
acquisite ed i rilievi effettuati appaiono sufficienti. D'altra parte il
mancato accesso all'interno della costruzione principale è stato causato
dall'agire della ricorrente e dei suoi congiunti e di tale mancata visita
__________ non può certo prevalersi.

 

                                         Ritenuti
in questa sede i valori esposti nelle perizie appare manifestamente come la
ricorrente non possa beneficiare di prestazioni complementari i redditi
esuberando notevolmente il fabbisogno.

 

                             2.11.   Il ricorso va
quindi respinto senza carico di tasse e spese e senza attribuzione di
ripetibili.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti