# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4ef2c2f5-ba96-5a29-bf6c-39d6d8a1fe8e
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2016 1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2016-1_0000-00-00.pdf

## Full Text

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1/1     Politische Rechte     PVG 2016

Bürgerrecht, Niederlassung und 1
Aufenthalt
Dimora, domicil, dretg da burgais 
Cittadinanza, domicilio e dimora

Domicilio. Luogo di lavoro, di abitazione e nativo differen- ti. 
Precisazione della prassi.
– Analogo richiamo della prassi sul domicilio fiscale per la 

determinazione del domicilio civile (cons. 2, 3).
– Caso di una persona nubile che lavora e abita in posti 

diversi e soggiorna regolarmente presso i genitori; pre- 
sunzione secondo cui il domicilio si trovi nel posto di 
lavoro (inteso quale posto dal quale si parte per recarsi al 
lavoro); tale presunzione può essere invalidata (in fa- vore 
di un altro luogo) in presenza di concreti elementi (cons. 
3c).

– Gli elementi del caso di specie parlano in favore di una 
fissazione del domicilio nel luogo in cui la ricorrente ha il suo 
appartamento e da cui essa parte per recarsi al lavo- ro; 
considerazione del principio secondo cui, oltrepassa- ti i 30 
anni d‘età, il rientro regolare presso i genitori non 
rappresenta un criterio rilevante a favore di un domicilio nel 
luogo natio (cons. 3c, 4).

Wohnsitz. Unterschiedliche Arbeits-, Wohn- und Geburts- 
orte. Präzisierung der Praxis.
– Analoge Anwendung der Praxis zum steuerrechtlichen 

Wohnsitz auf den zivilrechtlichen Wohnsitz (E.2, 3).
– Fall einer ledigen Person, die an unterschiedlichen Or- ten 

wohnt und arbeitet, und sich regelmässig bei ihren Eltern 
aufhält; Vermutung, wonach sich der Wohnsitz am 
Arbeitsort (d. h. am Ort, von dem jemand zur Arbeit geht) 
befindet; diese Vermutung kann zugunsten eines anderen 
Orts bei Vorliegen konkreter Elemente umge- stossen 
werden (E.3c).

– Die konkreten Elemente sprechen hier zugunsten ei- ner 
Festlegung des Wohnsitzes am Ort, an dem die Be- 
schwerdeführerin ihre Wohnung hat und von dem aus sie 
zur Arbeit fährt; Berücksichtigung des Grundsat- zes, 
wonach die regelmässige Heimkehr zu den Eltern

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nach dem 30. Lebensjahr kein entscheidendes Kriterium 
zugunsten eines Wohnsitzes am Geburtsort darstellt 
(E.3c, 4).

Considerando in diritto:
2. a) L’art. 24 cpv. 1 Cost., sancisce il principio della libertà 

di domicilio. Giusta questo disposto ogni persona di cittadinanza 
svizzera può stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Questo diritto 
fondamentale include la libertà di prendere domicilio in qualsia- 
si luogo della Svizzera ai sensi delle disposizioni del CC o di sog- 
giornare semplicemente in un determinato luogo. La libertà è quel- 
la di poter creare, conservare o lasciare un determinato domici- 
lio o un luogo di soggiorno (Jean-Baptiste Zuffery, La liberté d’éta- 
blissement,  in:  thürer/auBert/Müller,  Droit  constitutionnel  Suisse,
§ 47 marginale 5). In principio pertanto, ogni comune è tenuto ad
accordare il domicilio a qualsiasi persona svizzera ne faccia richie- 
sta. Questa libertà di domicilio permette comunque sempre ancora 
all’autorità comunale di rifiutare l’edizione o di chiedere il deposito 
dell’atto d’origine (cfr. DTF 110 Ia 69 cons. 3a) mediante una deci- 
sione che constati l’esistenza o l’assenza di un domicilio sul suolo 
comunale (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo U 15 51 cons. 
2 con riferimenti).

b) La ricorrente invoca la libertà di domicilio di cui al sum- 
menzionato art. 24 Cost. La libertà di prendere domicilio in qual- 
siasi luogo della Svizzera, a differenza della libertà di scelta del 
semplice soggiorno – a cui fa riferimento in senso esteso l‘art. 24 
Cost. –, va tuttavia intesa nei limiti dell’art. 23 CC. La libertà della 
ricorrente di stabilire il proprio domicilio nel Comune di Y. è 
quindi garantita fintanto che siano adempiti tali presupposti.

3. a) Giusta l’art. 23 CC, il domicilio di una persona è nel 
luogo dove essa dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmen- 
te. Nessuno può avere contemporaneamente il suo domicilio in più 
luoghi. La costituzione del domicilio presuppone la sussistenza di 
due condizioni cumulative: la relazione territoriale, ossia la residen- 
za o la dimora in un determinato luogo (condizione oggettiva), e 
una relazione personale, ossia l’intenzione di stabilirsi in detto luo- 
go durevolmente (condizione soggettiva). Il concetto di domicilio 
ai sensi dell’art. 23 CC presuppone allora la residenza effettiva in 
un determinato luogo, anche se la durata del soggiorno non riveste 
importanza decisiva, e l’intenzione, non solo astratta, ma concre- 
tamente manifestata di stabilirsi durevolmente nel luogo prescelto 
(DTF 132 I 29 cons. 4.1; 125 I 54 cons. 2a; 123 I 289 cons. 2b). Il prin-

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cipio basilare a fondamento dell’art. 23 cpv. 1 CC è che i cittadini 
hanno il loro domicilio dove mantengono il centro delle loro rela- 
zioni personali (DTF 127 V 238 cons. 1, 120 III 8 cons. 2b, 97 II 3 cons.
3, 85 II 322 cons. 3). La semplice presenza in un determinato luogo 
non costituisce domicilio, per questo serve che la persona abiti nel 
luogo prescelto. Per abitare si intende disporre di locali abitabili 
per dormire. La maggioranza della nostra popolazione dimora nel 
luogo in cui ha un appartamento per dormire, sia da sola sia con 
altri conviventi e per la maggior parte di queste persone la possi- 
bilità di alloggio stabile è accompagnata dall’intenzione di restare 
durevolmente in detto luogo (DTF 96 I 145 cons. 4c). Il domicilio si 
trova dunque abitualmente nel luogo dove si dorme, si trascorre il 
tempo libero, dove si trovano gli effetti personali, dove solitamente 
esiste un allacciamento telefonico e un recapito postale. L‘intenzio- 
ne, riconoscibile all‘esterno, deve essere orientata nel senso di una 
residenza durevole. Tuttavia, l‘intenzione di lasciare più tardi un 
luogo, non esclude la possibilità di stabilirvi il domicilio (sentenze 
del Tribunale amministrativo U 15 51 cons. 3a e b, U 05 54 cons. 2b 
con riferimenti).

b) La semplice dichiarazione di volontà non basta per stabi- 
lire dove una persona abbia il proprio domicilio. Considerando che 
il domicilio non costituisce uno stato di fatto rilevante solo per il 
cittadino interessato, bensì comporta delle conseguenze anche nei 
confronti di terze persone e dell’ente pubblico, l’intenzione sogget- 
tiva della permanenza stabile in un determinato luogo riveste rile- 
vanza giuridica unicamente per quanto la stessa si manifesti pure 
concretamente  (cfr.  honsell/Vogt/geiser,  Kommentar  zum  Schwei- 
zerischen Privatrecht, Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, pag. 202). 
Per decidere se esiste l’intenzione di stabilirsi in un determinato 
posto è determinante, pertanto, quanto risulta dalle circostanze 
esteriori oggettive e riconoscibili per i terzi e non unicamente quel- 
lo che pretendono volere le persone interessate (sentenza del Tri- 
bunale amministrativo U 15 51 cons. 3c).

c) Siccome il domicilio civile e quello fiscale, di regola, van-
no di pari passo, per la determinazione del luogo dove si trova il 
centro delle relazioni personali è dato riprendere anche la prassi   
in merito al diritto fiscale. In tale contesto, vanno distinte due ter- 
minologie riguardo al luogo di lavoro: con la prima, si intende lo 
stesso luogo in cui viene svolta l‘attività lavorativa; mentre che con 
l‘altra, ci si riferisce al luogo da cui ci si reca al posto di lavoro. Qui 
di seguito, il luogo di lavoro va inteso nel senso dell‘ultima defini- 
zione descritta, vale a dire come luogo da cui ci si reca al lavoro

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siccome, nel caso in esame, la ricorrente non lavora nel comune 
convenuto bensì in quello di Z. . Secondo la menzionata pras- 
si del Tribunale federale, superati i 30 anni d‘età, oppure, decorsi 
cinque anni di dimora ininterrotti nello stesso luogo di lavoro, si 
presume che i legami con i genitori di regola siano affievoliti, men- 
tre che quelli presso il luogo di lavoro si intensifichino. Il rientro 
regolare presso il luogo di domicilio dei genitori non è un criterio 
in grado di giustificare un domicilio in tal luogo, a meno che venga 
dimostrato chiaramente che i legami presso il luogo natio siano 
preponderanti (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo A 13 34 
del 27 agosto 2013 cons. 2c con riferimenti in particolare alle deci- 
sioni del Tribunale federale 2C_397/2010 del 6 dicembre 2010 cons.
2.2 e 2C_178/2011 del 2 novembre 2011 cons. 2.2). Nel diritto fiscale
sussiste poi una presunzione naturale che il centro delle relazioni 
personali (e di conseguenza il domicilio fiscale principale) si trovi 
nel luogo di lavoro. In una sentenza del 27 agosto 2013, questo 
Tribunale riteneva che, dal momento che il comune del luogo di 
lavoro non corrisponde a quello di dimora (vale a dire – come nel 
caso di specie – quello da cui ci si reca al lavoro), non ci si potrebbe 
basare su tale presunzione (sentenza del Tribunale amministrativo 
A 13 34 del 27 agosto 2013 cons. 2d). Questa considerazione, vista 
anche la citata prassi del Tribunale federale, va tuttavia rivista, ri- 
tenendo pertanto che la presunzione summenzionata è principal- 
mente valida, ma può essere contraddetta in presenza di concreti 
elementi.

4. Gli elementi che nel caso di specie parlano in favore di un
domicilio civile instauratosi nel Comune di X. sono, innanzi- 
tutto, la lunga durata ininterrotta della residenza (più di sette anni) 
sul suolo del Comune convenuto e il fatto che la ricorrente vi abiti 
in un ampio appartamento di 4.5 locali. Posto ciò, non può essere 
accolta l‘osservazione della ricorrente, là dove afferma che si trat- 
terebbe di una sistemazione provvisoria. Va invece ritenuto, che 
questi elementi oggettivi confermano la volontà della ricorrente di 
restare sul territorio del convenuto. Inoltre, avendo ella da lungo 
tempo oltrepassato i 30 anni d‘età, vale il principio secondo cui il 
rientro regolare presso i genitori non rappresenta un criterio rile- 
vante. Infatti, questo tipo di relazione con i genitori non raggiunge 
l‘intensità premessa per poter affermare che le relazioni di caratte- 
re familiare pesino più delle interazioni che, per forza di cose, dopo 
sette anni di residenza si sono venute a creare sul territorio del 
Comune convenuto. Affermare l‘opposto nel caso della ricorrente – 
che è di stato civile nubile – significherebbe negare l‘indipendenza

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che ella stessa ha fondato andandosi a stabilire al di fuori dell‘abi- 
tazione familiare. Oltretutto, va osservato che tra X. e Y.          
la distanza è minima, fatto che permette alla ricorrente di recarsi 
dai genitori per poi far rientro in tempo breve a X. . Inoltre, le 
asserite cure prestate dalla ricorrente presso la dimora dei genitori 
non sono suffragate da mezzi di prova atti a capovolgere la presun- 
zione esposta qui sopra al cons. 3c. I documenti inoltrati, infatti, 
sono anzitutto del 2016 e attestano solamente lo stato di salute
–  benché  evidentemente  precario  –  del  padre  della  ricorrente.  In
ogni caso, in accordo con le affermazioni del convenuto, va detto 
che, essendo ella assente durante la giornata e rientrando giornal- 
mente a X. , non ci sono gli elementi sufficienti per affermare 
che le relazioni con il luogo natio siano preponderanti. Del resto,   
la soluzione di vivere in un luogo al di fuori di quello natio – come 
affermato dalla ricorrente – solamente per convenienza e non p.es. 
per praticità riguardo al tragitto per recarsi al posto di lavoro, met- 
te in discussione l‘effettiva volontà della ricorrente di partecipare 
alla vita sociale del comune natio, dove ella di fatto non abita più. 
Il luogo di domicilio va quindi fissato  a X. , dove ella abita e da 
dove ella si reca al lavoro. Per queste ragioni il ricorso va respinto. 
U 16 26 Sentenza del 12 luglio 2016