# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f6eafdee-96d4-5779-bf51-2ab7d21b93db
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-05-04
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 04.05.2009 RR.2008.274
**Docket/Reference:** RR.2008.274
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2008-274_2009-05-04

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP)

Sentenza del 4 maggio 2009 
II Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Cornelia Cova, Presidente, 
Giorgio Bomio e Roy Garré,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

Banca A., rappresentata dall'avv. Elio Brunetti,  
 

Ricorrente 
 

  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 
 
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: RR.2008.274 

 

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Fatti: 
 

A. Il 24 ottobre 2007 la Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario 
di Roma (Italia) ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza 
giudiziaria nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di B., 
C., D., E., F., G. e H. per associazione a delinquere di stampo mafioso, 
narcotraffico e riciclaggio aggravato. In sostanza, gli indagati sono sospet-
tati di appartenere ad un'organizzazione criminale promossa da B., perso-
naggio legato alle famiglie mafiose I. e quindi a Cosa Nostra. Tale organiz-
zazione sarebbe dedita, in modo diretto ed indiretto, alla gestione e al con-
trollo delle attività economiche e all'acquisizione di appalti pubblici, com-
mettendo crimini di ogni genere, tra i quali omicidi, estorsioni e traffici di in-
genti quantità di sostanze stupefacenti. Per il riciclaggio del denaro proven-
to del crimine B. conterebbe, tra l'altro, su E. e F., entrambi già attivi presso 
la banca A. a Lugano. Nella sua domanda di assistenza l'autorità rogante 
ha postulato diverse misure d'indagini, tra le quali la perquisizione dell'abi-
tazione e dell'ufficio, presso la banca A., di F..  

 
 

B. Mediante decisione del 4 gennaio 2008, il Ministero pubblico della Confe-
derazione (MPC) è entrato in materia sulla domanda presentata dall'autori-
tà italiana dichiarando che le misure necessarie sarebbero state ordinate 
tramite separate decisioni incidentali. Il 5 febbraio 2008 l'autorità d'esecu-
zione ha ordinato la perquisizione dei locali della banca A. a Lugano, con 
l'intento di sequestrare tutta la documentazione redatta da F., già direttore 
sostituto della banca, in relazione con gli altri coindagati o concernenti i 
conti n. 1 e n. 2. Alla banca A. è stato imposto il divieto d'informare, fino al 
30 aprile seguente, i titolari dei conti e/o altre persone toccate dalla misura. 

 
 

C. Con decisione di chiusura del 10 ottobre 2008 l'autorità d'esecuzione ha 
accolto la rogatoria, autorizzando la trasmissione all'autorità richiedente dei 
documenti sequestrati presso la banca A. (v. punto 2 del dispositivo).  

 
 

D. Il 29 ottobre 2008 la banca A. ha impugnato la precitata decisione presso la 
II Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, chiedendone, in 
via principale, l'annullamento limitatamente ai documenti n. 4 e 7, i quali, 
secondo lei, non devono essere trasmessi all'estero. In via subordinata,  
essa chiede che anche i documenti n. 4 e 7 siano trasmessi, ma in forma 
"omissata".  

 
 

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E. Con osservazioni del 21 novembre 2008 il MPC postula la reiezione del ri-
corso. L'Ufficio federale di giustizia (UFG), con scritto del 4 dicembre 2008, 
chiede che il gravame sia dichiarato inammissibile.  

 
 

F. Con replica del 18 dicembre 2008 la ricorrente si riconferma sostanzial-
mente nelle proprie conclusioni. 

 
 
G. Con dupliche del 7 gennaio 2009 sia il MPC che l'UFG ribadiscono le loro 

posizioni. 
 
 
 

Diritto: 
 

1. 
1.1 In virtù degli art. 28 cpv. 1 lett. e della legge sul Tribunale penale federale 

del 4 ottobre 2002 (LTPF; RS 173.71) e 9 cpv. 3 del relativo Regolamento 
(RS 173.710) il primo grado di giurisdizione ricorsuale in materia di assi-
stenza giudiziaria internazionale compete alla II Corte dei reclami penali. 

 
1.2 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-

na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione eu-
ropea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata 
in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera 
(CEAG; RS 0.351.1). Allo scopo di completare e agevolare l’applicazione di 
questa convenzione multilaterale, Italia e Svizzera hanno altresì concluso 
un Accordo completivo del 10 settembre 1998 (RS 0.351.945.41), entrato 
in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo 
italo-svizzero). Di rilievo nella fattispecie è anche la Convenzione sul rici-
claggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato, conclusa 
a Strasburgo l’8 novembre 1990, entrata in vigore il 1° settembre 1993 per 
la Svizzera ed il 1° maggio 1994 per l’Italia (RS 0.311.53).  

1.3 Il 27 novembre 2008 il Consiglio dell’Unione europea ha deciso la piena 
applicazione degli accordi d'associazione della Svizzera a Schengen e Du-
blino a partire dal 12 dicembre 2008 (Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-
pea, L 327/15-17, del 5 dicembre 2008). Secondo costante giurisprudenza, 
in materia di assistenza giudiziaria internazionale si applica il diritto in vigo-
re al momento della decisione. Il carattere amministrativo della procedura 
d’assistenza esclude infatti l’applicabilità del principio di non retroattività 
(DTF 122 II 422 consid. 2a; 112 Ib 576 consid. 2; 109 Ib 62 consid. 2a, 
157 consid. 3b; sentenza del Tribunale federale 1A.96/2003 del 25 giugno 

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2003, consid. 2.2; sentenza TPF RR.2007.178 del 29 novembre 2007, con-
sid. 4.3). Ne consegue che in virtù degli art. 2 n. 1 e 15 n. 1 dell’Accordo 
del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione Svizzera, l’Unione europea e la 
Comunità europea, riguardante l’associazione della Svizzera all’attuazione, 
all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen (RS 0.360.268.1), 
nelle relazioni di cooperazione in materia penale con l’Italia sono applicabili 
anche gli art. 59 e segg. (in materia di estradizione) nonché 48 e segg. (in 
materia di altra assistenza) della Convenzione di applicazione degli Accordi 
di Schengen del 14 giugno 1985 (CAAS) tra i governi degli Stati dell’Unione 
economica Benelux, della Repubblica federale di Germania e della Repub-
blica francese relativi all’eliminazione graduale dei controlli alle frontiere 
comuni (n. CELEX 42000A0922(02); Gazzetta ufficiale L 239/19-62 del 22 
settembre 2000). 

 Nella misura in cui la sopravveniente entrata in vigore delle pertinenti di-
sposizioni del CAAS non comporta nel caso concreto un sostanziale cam-
biamento delle condizioni di concessione dell’assistenza allo Stato estero, 
rispetto al diritto convenzionale di cui al consid. 1.2, non si è reso necessa-
rio un ulteriore scambio di scritti sul diritto applicabile. 

1.4 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trat-
tati non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto 
nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello pattizio, si appli-
cano la legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 
20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza 
(OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 dell'Accordo italo-
svizzero; DTF 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 consid. 1a; 122 II 140 
consid. 2). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 123 II 595 
consid. 7c, con rinvii dottrinali). 

1.5 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di con-
segna di mezzi di prova secondo l’art. 74 AIMP, resa dall’autorità federale 
di esecuzione. I requisiti di ammissibilità di cui agli art. 80k, così come 80e 
cpv. 1 in relazione con l’art. 25 AIMP, sono pacificamente dati. 

 
1.6 La ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a ri-

correre dell'insorgente giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima dispo-
sizione, oltre all’UFG (art. 80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque 
è toccato personalmente e direttamente da una misura d’assistenza giudi-
ziaria e ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modifi-
ca della stessa (art. 80h lett. b AIMP; v. anche l’art. 21 cpv. 3 AIMP per 
quanto concerne le persone contro cui è diretto il procedimento penale 
all’estero). Il concetto di persona toccata ai sensi dei predetti articoli di leg-

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ge trova concretizzazione sia nella giurisprudenza che all'art. 9a OAIMP. 
Per essere considerato personalmente e direttamente toccato da una misu-
ra di assistenza giudiziaria internazionale, il ricorrente deve avere un lega-
me sufficientemente stretto con la decisione litigiosa (DTF 123 II 161 con-
sid. 1 d/aa). L’interesse da cui rampolla la qualità per agire può essere giu-
ridico o fattuale. Esso non deve necessariamente corrispondere a quello tu-
telato dalla norma invocata. Occorre però che il ricorrente sia toccato più di 
altri, rispettivamente del collettivo degli amministrati, in un interesse impor-
tante, risultante dalla sua posizione per rapporto all’oggetto della contesta-
zione. Un interesse degno di protezione esiste allorquando la situazione di 
fatto o di diritto del ricorrente può essere influenzata dall’esito della causa: 
è necessario che un eventuale accoglimento del ricorso gli procuri un van-
taggio di natura economica, materiale oppure ideale. Il ricorso proposto sol-
tanto nell’interesse della legge oppure di un terzo non è ammissibile (DTF 
126 II 258 consid. 2d; 125 II 356 consid. 3b/aa; 124 II 409 consid. 1 e/bb, 
499 3b pag. 504; 123 II 115 consid. 2a). Più concretamente, nel caso di 
una richiesta d’informazioni su un conto bancario è considerato personal-
mente e direttamente toccato il titolare del conto (v. art. 9a lett. a OAIMP; 
DTF 118 Ib 547 consid. 1d), così come nelle perquisizioni domiciliari questa 
qualità spetta al proprietario o al locatario (v. art. 9a lett. b OAIMP), rispetti-
vamente nell’ambito di misure concernenti un veicolo a motore al detentore 
dello stesso (v. art. 9a lett. c OAIMP). In via giurisprudenziale è stato altresì 
precisato che la legittimazione a ricorrere compete alla persona direttamen-
te sottoposta a una misura coercitiva (perquisizione, sequestro o interroga-
torio; DTF 130 II 162 consid. 1.1; 128 II 211 consid. 2.3; 127 II 198 con-
sid. 2d; 126 II 258 consid. 2d; 124 II 180 consid. 1b), mentre gli interessati 
toccati solo in maniera indiretta, come ad esempio il mero avente diritto  
economico di un conto bancario, non possono impugnare tali provvedimenti 
(DTF 122 II 130 consid. 2b e rinvii). Per lo stesso motivo, nel caso di do-
cumenti in possesso di terzi, soltanto questi ultimi in quanto loro possessori 
possono contestare il sequestro degli stessi, anche se i documenti in que-
stione concernono un’altra persona contro la quale è pendente un proce-
dimento penale estero (DTF 123 II 161 consid. 1d; 116 Ib 106 consid. 2a; 
TPF 2007 79 consid. 1.6). Secondo la giurisprudenza, questo vale pari-
menti nel caso di documentazione bancaria detenuta da un avvocato o da 
una fiduciaria in ragione di un mandato (sentenza del Tribunale federale 
1A.293/2004 del 18 marzo 2005, consid. 2.3; TPF RR.2007.101 del 12 lu-
glio 2007, consid. 2.1). Il Tribunale federale ha altresì affermato che una 
banca non è legittimata a ricorrere contro la trasmissione di documenti rela-
tivi a conti di suoi clienti, nella misura in cui tali documenti non contengono 
nulla sulla gestione degli affari propri della banca (v. DTF 128 II 211 con-
sid. 2.2 p. 216-217). Per documenti quali quelli relativi all'apertura del con-
to, gli estratti conto, gli avvisi di addebito e di accredito oppure ancora la 
corrispondenza in merito fra cliente e banca, si tratta palesemente di atti re-

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lativi esclusivamente alla sfera privata del titolare del conto, motivo per cui 
soltanto quest'ultimo – e non la banca – è legittimato a ricorrere contro una 
decisione di consegna di simile documentazione. 

 
 Nella fattispecie, il documento n. 4 contiene uno scambio di messaggi di 

posta elettronica tra F. ed un cliente della banca A. concernente operazioni 
di cambio risalente al mese di ottobre 2004, periodo durante il quale il pri-
mo era ancora attivo presso tale banca in qualità di direttore sostituto. Si 
tratta all'evidenza di un documento relativo alla sfera privata di un cliente 
della banca, ragione per cui la ricorrente non risulta legittimata a ricorrere. 
Alla medesima conclusione è d'uopo giungere per quanto riguarda il docu-
mento n. 7, nella misura in cui esso contiene un indirizzo di posta elettroni-
ca privato nonché codici d'accesso informatici di pertinenza di F.; essi non 
sono dunque legati ad interessi propri della banca.  

 
 
2. Discende da quanto precede che il ricorso deve essere dichiarato inam-

missibile. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA richia-
mato l’art. 30 lett. b LTPF). La competenza del Tribunale penale federale di 
disciplinare i dettagli relativi alla determinazione delle tasse di giustizia si 
fonda sull’art. 15 cpv. 1 lett. a LTPF e sulla relativa giurisprudenza (v. sen-
tenze TPF RR.2007.17 del 30 aprile 2007, consid. 2; RR.2007.6 del 
22 febbraio 2007, consid. 5; RR.2007.31 del 21 marzo 2007, consid. 4). La 
tassa di giustizia è calcolata conformemente all’art. 3 del Regolamento sul-
le tasse di giustizia del Tribunale penale federale (RS 173.711.32) ed è fis-
sata nella fattispecie a fr. 5'000.-. 

 
 

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Per questi motivi, la II Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 5'000.- è posta a carico della ricorrente. Essa è 
coperta dall'anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 5 maggio 2009  
 
In nome della II Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
La Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Elio Brunetti 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale 
della decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne 
un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni 
inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un 
caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati 
violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 
cpv. 2 LTF).