# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8510142d-f6ee-53a6-8a19-1b63e4dc6aca
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.05.2004 36.2004.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2004-11_2004-05-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2004.11

   

  ir/tf

  	
  Lugano

  25 maggio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

 

statuendo sul ricorso del 20 gennaio 2004
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 23 dicembre 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione 23 dicembre 2003 la Cassa Malati __________ ha
evidenziato che __________, assicurata per la copertura di base presso la
__________:

 

" 
… da diverso tempo non corrisponde i … premi
assicurativi… la signora __________, rispettivamente il suo coniuge, … sono
stati avvertiti tramite sollecito raccomandato del 20 marzo 2001 … e malgrado
ciò l'ulteriore termine concesso loro per il pagamento del debito è decorso
senza riscontro" (Doc. _)

 

                                         L'assicuratore
ha quindi evidenziato di avere

 

" 
… inoltrato al competente ufficio d'esecuzione
una domanda d'esecuzione nei confronti del contraente l'assicurazione per
l'importo di CHF 15'686.- più spese d'incasso di fr. 20.-…" (Doc. _)

                                         il tutto
come al seguente conteggio:

 

	
  Data

  	
  Conteggio

  	
  Scadenza

  	
  Titolo del credito

  	
  Importo

  
	
  24.12.98

  	
  __________

  	
  21.01.99

  	
  Premio

  	
   LAMal

  	
  gennaio 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  24.01.99

  	
  __________

  	
  13.02.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  febbraio 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  21.02.99

  	
  __________

  	
  13.03.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  marzo 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  24.03.99

  	
  __________

  	
  13.04.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  aprile 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  26.06.99

  	
  __________

  	
  16.07.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  maggio 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  05.07.99

  	
  __________

  	
  01.08.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  giugno 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  25.07.99

  	
  __________

  	
  03.09.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  luglio 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  21.08.99

  	
  __________

  	
  30.09.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  agosto 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  27.08.99

  	
  __________

  	
  01.10.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  settembre 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  14.09.99

  	
  __________

  	
  11.10.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  ottobre 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  28.09.99

  	
  __________

  	
  02.11.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  novembre 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  09.11.99

  	
  __________

  	
  02.12.99

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  dicembre 1999

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  21.12.99

  	
  __________

  	
  10.01.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  gennaio 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  17.01.00

  	
  __________

  	
  06.02.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  febbraio 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  14.02.00

  	
  __________

  	
  05.03.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  marzo 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  13.03.00

  	
  __________

  	
  02.04.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  aprile 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  10.04.00

  	
  __________

  	
  02.05.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  maggio 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  08.05.00

  	
  __________

  	
  02.06.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  giugno 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  13.06.00

  	
  __________

  	
  03.07.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  luglio 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  11.07.00

  	
  __________

  	
  02.08.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  agosto 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  14.08.00

  	
  __________

  	
  03.09.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  settembre 2000

  	
  CHF

  	
  713.00

  
	
  11.09.00

  	
   
  __________

  	
  02.10.00

  	
  Premio

  	
  LAMal

  	
  ottobre 2000

  	
  CHF

  	
   
  713.00

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  Totale

  	
   

  	
   

  	
  CHF

  	
  15'686.00

  

 

 

                                         L'assicuratore
ha quindi evidenziato nella sua decisione su opposizione quanto segue:

 

" 
Dalla domanda d'esecuzione n. __________ di cui
sopra è risultato un attestato di carenza di beni, il cui credito deve essere
rivendicato nuovamente presso il coniuge del contraente l'assicurazione in
virtù della circolare datata 31 maggio 1999 dell'Istituto delle assicurazioni
sociali del Canton Ticino;

 

(…)

 

contro il precetto esecutivo n.
__________dell'Ufficio d'esecuzione di __________, notificato l'8 luglio 2003,
l'opponente ha interposto opposizione, poi respinta con decisione di rigetto
d'opposizione del 4 agosto 2003;

 

(…)

 

il 1° settembre 2003 la qui opponente ha
inoltrato opposizione, entro il termine stabilito, contro la decisione di
rigetto d'opposizione – opposizione motivata dal fatto che l'importo
rivendicato va a carico del suo coniuge e che noi non disponiamo delle basi
legali per inoltrare una domanda d'esecuzione contro di lei;

 

(…)

 

come esposto, il Canton Ticino prescrive che
siamo tenuti ad ottenere un attestato di carenza di beni anche nei confronti
della coniuge del contraente l'assicurazione, affinché possiamo notificarlo
all'ufficio sociale e sospendere le prestazioni ai sensi dell'art. 90 cpv. 4
OAMal;

 

(…)

 

secondo l'art. 90 cpv. 3 OAMal, per i premi e le
partecipazioni ai costi scoperti è giustificata una procedura esecutiva se la
persona assicurata è in ritardo con il pagamento di premi o partecipazioni ai
costi scaduti e di solleciti infruttuosi;

 

(…)

 

gli assicuratori malattia riconosciuti sono autorizzati,
secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni
(TFA), a rigettare loro stessi l'opposizione (DTF 121 V 109 segg.; 119 V 329
considerando 2b e altre);

 

(…)

 

sulla base di quanto sopra appare che il credito
rivendicato di CHF 15'908.90 è legittimo e fino ad oggi non è ancora stato
saldato;

 

(…)

 

in base all'art. 12.8 CGA, anche le spese
d'incasso di CHF 20.00 sono legittime e le spese d'esecuzione anticipate dal
creditore devono essere rifuse dal debitore (art. 68 LEF);" 

 

                                         __________
ha quindi rigettato l'opposizione e confermato la decisione di rigetto
dell'opposizione.

 

                               1.2.   Avverso tale
provvedimento __________ è insorta al TCA invocando l'assenza di un rapporto
contrattuale con __________ e con il rilievo che il debito sarebbe del marito e
non della ricorrente.

 

                                         Per la
signora __________ "… il solo fatto che sono coniuge del debitore non
giustifica una responsabilità solidale nei miei confronti."

 

                               1.3.   Dal canto
suo __________ ribadisce, nella risposta di causa del 16 febbraio 2004, la
posizione ritenuta in sede di decisione su opposizione evidenziando in
particolare:

 

" 
La signora __________, moglie di __________, dal
1° settembre 1993 è assicurata – con i relativi figli __________, __________,
__________, __________ – presso la qui convenuta per quanto concerne
l'assicurazione di base (LAMal).

 

(…)

 

Preso atto della circostanza che per il periodo
gennaio 1999 – ottobre 2000 il signor __________ non aveva corrisposto i
premi dell'assicurazione di base per l'intera famiglia per complessivi CHF
15'686.- (fattura premi periodo 24 dicembre 1998 – 11 settembre 2000) la qui
convenuta ha proceduto in via esecutiva. La pratica – nei confronti del marito
signor __________ – si è conclusa con l'emanazione, da parte del competente
ufficio esecuzioni e fallimenti, di un attestato carenza di beni.

 

(…)

 

A questo stadio, l'assicuratore malattia tenuto a
perseguire l'incasso dei premi, preso atto del tenore di una comunicazione 27
gennaio 2003 dell'Istituto delle assicurazioni sociali e più precisamente
dell'Ufficio dell'assicurazione malattia (comunicazione IAS n. __________) ha
iniziato la procedura esecutiva nei confronti del coniuge del titolare del
contratto e meglio la signora __________.

Pertanto, dopo la notifica del precetto esecutivo
tendente all'incasso di premi dell'assicurazione di base per il periodo 24
dicembre 1998 – 11 settembre 2000 per un totale di CHF 15'908.90 la
procedura è giunta sino a codesto lod. Tribunale.

 

(…)

 

Palese che la tesi della ricorrente lascia il tempo
che trova, infatti, dalla documentazione allegata si può tranquillamente
dedurre che la signora __________ sia moglie del signor __________ e che
quest'ultimo non abbia pagato i premi per l'assicurazione di base per l'intera
sua famiglia. Sulla base di questo incontestabile dato di fatto necessita far
riferimento alla circolare IAS (doc. _) ed ai relativi rinvii giurisprudenziali
per poter concludere che il ricorso della signora __________ debba essere
respinto." (Doc. _)

 

                                         Alla
ricorrente è stata offerta la possibilità di produrre nuove prove, di domandare
l'acquisizione e comunque di esprimersi sulla risposta di causa. Il giudice
delegato, ha chiesto informazioni all'assicuratore ed all'IAS. Copia dell'esito
è stata trasmessa alla ricorrente con facoltà di esprimersi in merito.
__________ ha prodotto documentazione attestante la copertura mentre l'UAM ha
negato l'esistenza di sussidi per gli anni 1999 e 2000 in favore della famiglia
__________. Da notare che, nonostante l'invito del giudice delegato formulato a
__________ a volere produrre "… ogni altro documento necessario a
comprovare il merito" l'assicuratore non ha prodotto le CGA il cui art.
12.8 permetterebbe la percezione di spese d'incasso.

 

                                         Nelle
more della procedura (scritto 19 marzo 2003 della ricorrente) la signora
__________ ha indicato l'assenza di una proposta all'assicurazione dalla
__________ (doc. _), dal canto suo l'assicuratore ha contestato tale evenienza
con scritto 24 marzo 2004 (doc. _).

 

                                         Dal canto
suo la ricorrente ha ribadito la sua tesi producendo documenti attestanti la
contestazione della perfezione di un contratto d'assicurazione e copia dei
pagamenti fatti a proprie spese dal 1998 al 2002 per medicinali e visite
mediche (doc. _ del 4 aprile 2004). Il giudice delegato si è quindi rivolto
alla ricorrente con lettera 7 aprile 2004 del seguente tenore:

 

" 
Ricevo la documentazione a margine. Dagli atti
appare (doc. _) che una copertura Sua presso __________ esisterebbe almeno dal
1° settembre 1993 (fotocopia doc. _ annessa).

 

Ritenuta l'esistenza per legge di un obbligo di
copertura – visto come lei sostenga il mancato perfezionamento di un contratto
assicurativo – voglia specificare presso quale altra assicurazione malattia è
coperta." (doc. _)

 

                                         In merito
__________ si è espressa il 13 aprile 2004 mentre la signora __________ ha
prodotto la copia di uno scritto 30 ottobre 1994 del seguente tenore:

 

" 
Hiermit kündige ich den auf meinen namen
lautenden Vertrag die Versicherung einschliesslich meiner Familienmitglieder
__________, __________, __________, __________ und __________ auf den
31.12.1995." (Doc. _)

 

                                         Alla luce
di tale comunicazione – visto anche come la ricorrente non contestasse la
copertura in sede di ricorso – il giudice delegato ha chiesto quanto segue:

 

" 
All'avv. __________ trasmetto, per una presa di
posizione, lo scritto 13 aprile 2004 della signora __________.

 

Alla signora __________ chiedo di comunicarmi se
successivamente allo scritto di disdetta della copertura presso __________ ha
fatto seguito l'iscrizione presso altro assicuratore, se sì quale a far tempo
da quando.

 

Invito inoltre le parti a comunicare se la
famiglia __________ ha beneficiato di prestazioni assicurative nel corso degli
ultimi 10 anni da parte di __________ o di altro assicuratore malattia." (Doc.
_)

 

                                         __________
ha quindi fatto pervenire al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni documenti
attestanti prestazioni beneficiate dalla ricorrente, dal marito e dal figlio
__________– nel corso degli anni. Oltre a ciò è stata prodotta decisione 17 luglio
1998 dell'Ufficio dell'assicurazione malattia su reclamo contro decisione 16
giugno 1998 di "iscrizione d'ufficio (affiliazione tardiva)" emanata
dall'UAM.

 

 

Da tale
decisione si evincono in particolare le seguenti motivazioni:

 

" 
Ritenuto dunque che la famiglia in questione
risulta essere domiciliata nel Cantone Ticino già da prima del 1996 (anno
dell'entrata in vigore della LAMal), la stessa avrebbe dovuto essere assicurata
presso un assicuratore malattie per lo meno dal 1° gennaio 1996.

 

Visto che però ciò non è avvenuto lo scrivente
Ufficio si è visto costretto a procedere con un'iscrizione d'ufficio.

Trattandosi, nel caso di specie, di
un'affiliazione tardiva ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAMal, il rapporto
assicurativo con la Cassa malati __________ inizia dal giorno dell'affiliazione
(1°.06.1998).

Per il periodo precedente
(1°.06.1996-31.05.1998), se il ritardo non è giustificabile l'assicurato deve
pagare un supplemento di premio regolamentato giusta l'art. 8 OAMal."
(Doc. _ allegato a _)

 

                                         La decisione
ricordata non risulta avere fatto oggetto di ulteriore impugnativa.

 

                                         Con
lettera 9 maggio 2004 la signora __________ ha segnalato – in risposta alla
lettera  19 aprile 2004 del giudice delegato più sopra riportata – che:

 

" 
1) successivamente allo scritto di disdetta
della copertura presso 

    __________ non ci siamo più iscritti a nessun
altro assicuratore.

 

2) tutte le prestazioni per cure mediche negli ultimi 10 anni sono
stati pagati da parte nostra.

    Una parte di queste fatture saldate è ancora esistente."
(doc. _)

 

                                         Il 23
maggio la ricorrente ha ribadito la sua posizione trasmettendo lettera 29
novembre 1995 di __________ con cui si attesta che la disdetta data con scritto
30 ottobre 1995 "… se fera dès que nous serons en possession des nouveaux
certificats d'affiliation de la nouvelle caisse-maladie". Copia della
lettera 23 maggio 2004 è stata trasmessa, per conoscenza, a __________. 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Va rilevato
che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) a seguito della quale il
legislatore ha apportato delle modifiche alla LAMal. Il giudice delle
assicurazioni sociali non tien conto di modifiche legislative e di fatto
verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento
amministrativo (STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3,
pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e
STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127
V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b). 

 

                                         Dal
profilo procedurale la LPGA è invece immediatamente applicabile. Nel merito si
applicano le disposizioni in vigore in precedenza, poiché da un punto di vista
temporale sono di principio determinanti le norme in vigore al momento in cui
si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 127 V 467 consid. 1)
ed il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una
vertenza, si fonda, di regola, sui fatti che si sono realizzati fino al momento
dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (DTF 121 V 366
consid. 1b; STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02).

 

                                         Ogni riferimento
alle norme della LAMal applicabili in concreto va inteso nel tenore in vigore
fino al 31 dicembre 2002.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto
della lite è l'obbligo di __________ di pagare i premi dell'assicurazione
obbligatoria contro le malattie suoi, del marito __________ e dei figli
__________, __________, __________ e __________.

 

                                         Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicurato è tenuto al pagamento dei premi fintanto che dura
l'affiliazione (art. 89-92 OAMal; cfr. STFA 30.6.1998 in re M. e P. c. C.M.H.,
inedita).

                                         Il
pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è
necessario per il finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e
quindi per l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli
assicuratori malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via
esecutiva secondo la LEF (cfr. art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125
V 273 consid. 6c).

                                         In caso
di mora dell'assicurato l'art. 9 OAMal prevede che:

 

" 
1 Se,
nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi
scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa
sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore ne informa la
competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali
che contemplano la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei
premi."

 

                                         Per l'art. 20 cpv. 1
LCAMal, inoltre, il Consiglio di Stato designa l'autorità di assistenza sociale
per il pagamento dei crediti irrecuperabili relativi alle prestazioni
obbligatorie previste dalla legislazione federale.

 

                                         Per il capoverso 3, prima
di procedere al pagamento dei crediti irrecuperabili, l'istanza competente
applica il sussidio per la riduzione dei premi.

 

                                         Per l'art. 21 LCAMal,
inoltre, l'istanza designata dal Consiglio di Stato esige che l'assicuratore
promuova una nuova procedura esecutiva, se è a conoscenza di circostanze che lo
giustificano.

 

                                         Per l'art. 82 cpv. 1 del relativo Regolamento d'applicazione l’assicuratore
malattie che a seguito della procedura esecutiva di cui alla LCAMal ottiene un
attestato di carenza di beni definitivo o un certificato di insolvenza, può
chiedere all’Istituto delle assicurazioni sociali il pagamento dei crediti
irrecuperabili, incluse le spese esecutive, ma esclusi gli interessi. 

 

                                         Per il capoverso 4
l'Istituto delle assicurazioni sociali emana le direttive di procedura.

La cifra 4.2. delle direttive emanate il 31 maggio 1999 dall'IAS
relative alla richiesta di pagamento allo Stato dei premi LAMal e delle
partecipazioni alle spese di cura legate all'assicurazione obbligatoria prevede
che:

 

"  Se
per un assicurato fossero stati rilasciati due attestati di carenza di beni in
un periodo di 24 mesi (dal momento della richiesta di pagamento allo Stato),
l'assicuratore malattie è dispensato dall'avviare una nuova procedura
esecutiva, sempre che produca una dichiarazione di insolvenza rilasciata
dall'UEF.

osservazione

L'assicuratore malattie che dopo due procedure esecutive promosse
nell'arco di 2 anni ha ottenuto due attestati di carenza di beni (ACB), deve
richiedere, per le istanze di pagamento seguenti, il rilascio di una dichiarazione
d'insolvenza all'UEF, in quanto si presume che anche successive procedure
sfoceranno sempre in ACB. Ciò per evitare inutili spese esecutive.

Lo Stato non riconoscerà più le spese esecutive per una terza o
ulteriori procedure esecutive promosse sempre nel corso dei 24 mesi."

 

ed ancora, alla cifra 4.8. delle medesime direttive:

 

"  In
ossequio alla giurisprudenza oggi conosciuta, se viene rilasciato un attestato
di carenza di beni (ACB) o una dichiarazione di insolvenza per assicurati
coniugati, la procedura esecutiva o il rilascio della dichiarazione di
insolvenza deve essere richiesto anche per il coniuge quando il contratto
assicurativo è stato sottoscritto durante li periodo matrimoniale. Se per
contro il contratto assicurativo è stato stipulato prima del matrimonio, la
procedura esecutiva nei confronti dell'altro coniuge non è ammessa.

In situazione di procedura esecutiva ammessa nei confronti
dell'altro coniuge, non entra in linea di conto il tipo di regime matrimoniale
(in particolare non è tenuta in considerazione un'eventuale separazione dei
beni)."

 

                                         Con comunicazione I/2003
del 27 gennaio 2003 l'IAS ha precisato che:

 

" 
facciamo riferimento alle indicazioni
procedurali fin qui emanate a riguardo di questa articolare casistica di
assicurati, con particolare riferimento agli assicurati coniugati.

 

Le disposizioni impartite attraverso la Circolare
IAV n. I/99 del 31 maggio 1999 prevedevano, a questo proposito, che la
procedura esecutiva a carico del coniuge dell'assicurato in mora era ammessa
solo se il contratto d'assicurazione era stato stabilito durante il periodo
matrimoniale.

 

In data 14 gennaio 2003 è stato reso noto un
importante cambiamento giurisprudenziale in questo ambito.

In una sentenza, il TFA ha indicato che la
responsabilità solidale dei coniugi è sempre data, anche se il contratto
d'assicurazione è stato stipulato prima del matrimonio.

In sostanza se uno dei coniugi non paga i debiti
verso l'assicuratore malattie (premi + partecipazioni), l'altro coniuge è
debitore solidale, ragione per la quale deve essere promossa una procedura
esecutiva anche nei confronti di quest'ultimo." 

 

 

                               2.4.   Va osservato
anzitutto come – nonostante le contestazioni della ricorrente – esista un
rapporto assicurativo tra la signora __________, suo marito ed i suoi figli e
la __________. La circostanza è suffragata ampiamente dalla decisione 17 luglio
1998 dell'Ufficio dell'assicurazione malattia divenuta definitiva e
dall'ulteriore documentazione prodotta dall'assicuratore con il doc. _ citato.

 

                                         Alla luce
dei rilievi che precedono deve essere ritenuto un obbligo per i signori
__________ di far fronte al pagamento dei premi assicurativi così come imposto
dalla legge.

 

                               2.5.   Occorre ora
esaminare se, oltre ai propri premi, alla signora __________ possa essere
imposto il pagamento dei premi degli altri membri della sua famiglia.

 

                               2.6.   Nel merito,
in via preliminare, occorre rilevare che il problema della responsabilità
solidale tra coniugi va risolto alla luce del diritto privato, nella misura in
cui esso è compatibile con il diritto delle assicurazioni sociali, non
prevedendo la LAMal alcunché in tal senso (RAMI 1993 p. 85 consid. 2b; DTF 119 V
16).

 

                               2.7.   Per l'art.
163 CCS, intitolato mantenimento della famiglia,

 

" 
1 I coniugi
provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito
mantenimento della famiglia.

2 Essi
s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni
pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella
professione o nell’impresa dell’altro.

3 In tale
ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione
personale".

 

                                         Secondo
l'art. 166 CCS

 

" 
1 Durante la
vita comune, ciascun coniuge rappresenta l’unione coniugale per i bisogni
correnti della famiglia.

2 Per gli
altri bisogni, un coniuge rappresenta l’unione coniugale soltanto se:

1. è stato autorizzato dall’altro o dal giudice;

2. l’affare non consente una dilazione e l’altro coniuge è
impossibilitato a dare il proprio consenso per malattia, assenza o analoghi
motivi.

3 Con i propri
atti, ciascun coniuge obbliga se stesso e, in quanto non ecceda il potere di
rappresentanza in modo riconoscibile dai terzi, solidalmente anche
l’altro."

 

                                         Il TF e
il TFA hanno già avuto modo di sancire che il pagamento dei premi alle
assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della
famiglia" secondo l'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e dottrina
citata; RAMI 2/2000 p. 79 cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112 II 404
consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit,
Basilea 1998, p. 182 no. 337). Sia la conclusione di un'assicurazione malattia
obbligatoria che il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati
come facenti parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166
cpv. 1 CCS (Eugster op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N
815). Di conseguenza, alla luce dell'art. 166 cpv. 3 CCS, i coniugi rispondono
solidalmente tra di loro per i premi rimasti impagati, indipendentemente dal
regime matrimoniale scelto (DTF 119 V 21 consid. 4e), fintanto che vivono
insieme (RAMI 1993 n. 914 pag. 83).

 

                                         Recentemente
il TFA, con sentenza del 18 ottobre 2002 nella causa R. (K 60/00), pubblicata
in DTF 129 V 90, ha precisato la sua giurisprudenza nei seguenti termini:

 

" 
(…)

Nach herrschender Lehre erfasst der Unterhalt nach
Art. 163 Abs. 1 ZGB als Haushaltskosten alle grundlegenden Bedürfnisse,
insbesondere auch die Versicherungen (Kranken-, Unfall-, Lebens-,
Haftpflichtversicherungen) (Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N
9 zu Art. 163). Zu diesem Unterhaltsbedarf gehören somit die Versicherungen und
die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen im weitesten Sinn,
namentlich die Prämien für Krankenkassen (Hasenböhler, Kommentar zum
schweizerischen Privatrecht, Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, N 8 und 11 zu
Art. 163; Zürcher Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II
1c, N 34 zu Art. 163; Deschenaux/ Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, S. 219 N 473). Stellen könnte sich lediglich die - vorliegend
unerhebliche - Frage, ob die obligatorische soziale Krankenversicherung
(Grundversicherung) als ausreichend anzusehen ist, oder ob - angesichts der
Prämienhöhe - Zusatzversicherungen in den Unterhaltskosten eingeschlossen sind
(Berner Kommentar, N 16 ff. zu Art. 163 und N 54 zu Art. 166;
Deschenaux/Steinauer/Baddeley, a.a.0. S. 193 N 400 und S. 220 N 473; Hausheer/Geiser/Kobel,
Das Eherecht des Schweizerischen Zivilgesetzbuches, S. 60 N 08.06).

 

Auch die Frage, ob der Abschluss einer
Krankenversicherung den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art.
166 Abs. 1 ZGB zuzuordnen ist, wird nach herrschender Lehre bejaht
(Hasenböhler, a.a.0. N 7 zu Art. 166; Hegnauer/Breitschmid, Grundriss des
Eherechts, S. 191 N 18.07). Der Radius des laufenden Familienbedarfs erstreckt
sich namentlich auf die Versicherung der Familienmitglieder bei einer
Krankenkasse (Zürcher Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 39 zu Art. 166). Die Bedürfnisse der
Familie nach Art. 166 Abs. 1 ZGB betreffen zwar den Unterhalt gemäss Art. 163
ZGB. Diesem kommt aber eine umfassendere Bedeutung zu (BGE 119 V 24 f. Erw. 6).
So bedeutet der Unterhalt nach Art. 163 ZGB auf alle Fälle die obere Begrenzung
für die Bedürfnisse der Familie. Der Abschluss von Versicherungen für die
Familienmitglieder (insbesondere Krankenversicherung) und die entsprechenden
Prämien gehören daher zu den Bedürfnissen der Familie gemäss Art. 166 ZGB im
Sinne der Gewährleistung einer ausreichenden Grundversorgung (Berner Kommentar,
Das Familienrecht, 2. Teilband, N 38, 39a und 40 zu Art. 166). Diesbezüglich
wollte der Reformgesetzgeber von Art. 166 Abs. 3 ZGB die Haftung
spiegelbildlich zur Vertretungsbefugnis regeln und in beiden Bereichen die
Gleichstellung der Ehegatten verwirklichen. Er hat deshalb neu eine primäre und
gleichrangige Haftung der Ehegatten eingeführt. Jeder von ihnen verpflichtet
durch sein rechtsgeschäftliches Handeln sowohl sich persönlich als auch den
anderen. Diese Solidarhaftung wird bereits bei Vorhandensein der objektiven
Voraussetzungen gemäss Art. 166 Abs. 1 oder 2 ZGB ausgelöst, unabhängig davon,
in wessen Namen der handelnde Ehegatte tätig wurde und ohne Rücksicht darauf,
ob der Dritte vom Verheiratetsein seines Vertragspartners wusste oder nicht
(Hasenböhler, a.a.0. N 19 zu Art. 166).

 

(…)

 

Gemäss Vorinstanz würde die Anwendung der in BGE 119
V 16 publizierten Rechtsprechung nach Einführung des Obligatoriums unter
Umständen zu einer ungleichen Behandlung der Versicherten führen. Wenn eine
versicherte Person nach dem 1. Januar 1996 heirate und nach der Eheschliessung
bei der gleichen Krankenkasse bleibe, hafte der Ehepartner nicht für Prämien
des anderen Ehegatten, die nach der Heirat fällig wurden. Dagegen sei der
Ehegatte solidarisch haftbar, wenn der andere Ehegatte nach der Heirat den
Krankenversicherer wechsle. Dass die Prämien für die obligatorische
Krankenpflegeversicherung das gesamte Familieneinkommen tangieren - und damit
beide Ehegatten für

die Prämien der obligatorischen Versicherung
solidarisch

haften -, könne auch aus der Regelung betreffend
Prämienverbilligung geschlossen werden. Das Krankenversicherungsgesetz sehe
eine Prämienverbilligung  für

Versicherte in bescheidenen Verhältnissen vor (Art.

65 KVG). Davon sollen der Versicherte und seine
Familienangehörigen profitieren. Für die Auszahlung von Prämienverbilligung sei
nicht relevant, ob die Kassenmitgliedschaft während des Zusammenlebens oder im
Hinblick auf die Heirat erlangt wurde. Massgebend seien vielmehr die
finanziellen Verhältnisse, insbesondere das steuerbare Einkommen einer Familie.
Werde die ganze Familie mit Prämienverbilligungen begünstigt, unabhängig vom
Zeitpunkt, in dem das Versicherungsverhältnis begründet wurde, seien ebenfalls
die Prämien für die obligatorische Krankenpflegeversicherung als Auslage für
die laufenden Bedürfnisse der Familie, unbeachtlich des Zeitpunktes des
Abschlusses des Versicherungsverhältnisses, zu betrachten. Schliesslich sei zu
beachten, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an

Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art.
163 ZGB gehören.

 

(…)

 

Auf Grund dieser Ausführungen und nachdem auf den 1.
Januar 1996 das Obligatorium der Krankenpflegeversicherung eingeführt wurde,
kann an der bisherigen Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts
nicht festgehalten werden. In der Tat ist zu beachten, dass nach neuem Recht
jede Person mit Wohnsitz in der Schweiz versicherungspflichtig ist, weshalb sie
bei der Heirat nach dem 1. Januar 1996 ohnehin eine obligatorische Versicherung
abgeschlossen hat. Die daraus anfallenden Prämien stellen daher voraussehbare
Auslagen dar, die im Budget eines Haushaltes zu berücksichtigen sind. Diese
Lösung rechtfertigt sich sodann auch unter Beachtung des
Gleichbehandlungsgebots und der Regelung betreffend Prämienverbilligung sowie
in Anbetracht der Tatsache, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an
Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art. 163 ZGB gehören.

Daraus folgt, dass die solidarische Haftung des für
Beitragsschulden belangten Ehegatten im Sinne von Art. 166 Abs. 1 und 3 ZGB
nach Einführung der obligatorischen Krankenversicherung ungeachtet dessen
eintritt, ob das der Beitragsforderung zugrunde liegende
Versicherungsverhältnis während des ehelichen Zusammenlebens oder im Hinblick
auf familiäre Bedürfnisse begründet worden ist."

 

                                         In sostanza i coniugi che
sono nella necessità di instaurare relazioni con terze persone nell’interesse
della coppia o della famiglia – compresa la necessità di una assicurazione di
base per la copertura delle malattie - rappresentano l’unione coniugale nella
misura in cui gestiscono i bisogni correnti della coppia stessa o della
famiglia. Affinché ciò possa avvenire, e quindi affinché un coniuge possa
essere legalmente rappresentato dall’altro e, quindi, affinché nasca una
responsabilità solidale per i debiti contratti da uno dei coniugi per i bisogni
correnti dell’unione coniugale, occorre che le obbligazioni contratte servano
ai bisogni correnti della famiglia.

                                         Nella sentenza federale
citata (cfr. STFA del 18 ottobre 2002 nella causa R, K 60/00) la nostra Massima
Istanza ha avuto modo di precisare che con l'entrata in vigore
dell'assicurazione malattia obbligatoria un coniuge risponde solidalmente, ex
art. 166 CC, per i debiti contributivi dell'altro coniuge indipendentemente dal
fatto che il rapporto di assicurazione a fondamento del credito contributivo
sia stato costituito durante la vita comune oppure per soddisfare dei bisogni
correnti della famiglia.

 

                                         Il potere di
rappresentanza cessa quando sia sospesa la vita in comune dei coniugi (v. Henry
Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 363 e segg.
pag. 179 e segg.). Occorre allora chiedersi cosa succeda in caso di sospensione
della vita in comune dei coniugi per i debiti contratti nei confronti dei terzi
in buona fede. Il Messaggio del Consiglio Federale (1979, no. 215.21 e no. 182)
relativo alla modifica della norma in questione non risolve la questione mentre
la più recente dottrina ritiene che non debba essere protetta la buona fede del
terzo contraente al fine di non avvantaggiarlo indebitamente nella sua veste di
creditore, da un lato, e per la necessaria protezione del coniuge del debitore
(in questo senso: Gilles Petitpierre et al. In FJS103 a 106, in particolare
104, Ginevra 1988; M. Stettler, Droit Civil III, Effets généraux du mariage
(art. 159 – 180 CC), Friborgo, 1992, n. 175; C. Hegnauer e P. Breitschmid:
Grundriss des Eherechts, 3. Ed., Berna 1993, n. 18.05; V. Bräm e F.
Hasenböhler, Das Familienrecht: Die Wirkung der Ehe im allgemeinen (art. 159 –
180), commentario zurighese, Tomo II/1c, 3 ed., Zurigo 1993 – 1997, n. 29 ad
art. 166; ed altri; contra Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta
Baddeley, op. cit., no. 367)

                                         In
proposito Eugster (op. cit., p. 182 N 817) precisa, rinviando a DTF 119 V 24
consid. 6a che:

 

" 
Die Vertretung der ehelichen Gemeinschaft und
damit die solidarische Haftung entfällt mit Aufhebung des gemeinsamen
Haushaltes ohne Rücksicht auf den guten Glauben des Dritten. Die Aufhebung des
gemeinsamen Haushalts bedarf keiner richterlicher Bewilligung
(Hegnauer/Breitschmid, p. 180ss N 17.45, 17.46, 18.05)."

 

                                         Questo TCA si è allineato
alla convincente opinione della dottrina maggioritaria, che vuole evitare di
avvantaggiare immotivatamente il creditore in caso di debito dovuto da coniugi
di fatto separati e che tende comunque alla protezione del coniuge separato del
debitore, in un caso recente (TCA __________ in re C. confermato dal TFA con
sentenza 16 dicembre 2003 K 140/01) in cui due coniugi - dopo il matrimonio -
avevano interrotto la vita in comune a seguito di un tentativo di conciliazione
fallito dinanzi al Pretore. Nella sentenza cantonale era stato ritenuto come
non fosse:

 

"  sempre
di meridiana evidenza accertare quando due coniugi non vivono più in comune. La
sospensione della vita comune potrà risultare sia da una decisione giudiziaria
che da un accordo delle parti rispettivamente ancora dalle circostanze. Si
tratta sostanzialmente di casi in cui i coniugi non intendono più mantenere una
vita coniugale rispettivamente i casi in cui la stessa ha cessato di
sussistere. Come detto una distinzione netta non sempre appare evidente, come
rammentano Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op.
cit., nota 25 a pié della pagina 179:

 

"                                                                             la
volonté des époux de maintenir l’union en tant que communauté de destin est
particulièrement importante pour déterminer si le pouvoir de représentation au
sens de l’art. 166 subsiste alors qu’une vie de couple n’est pas possible
(séjour prolongé à l’hôpital ou en prison)."

 

Come indicato,
quindi, una volta accertato il venir meno di una vita in comune dei coniugi
cessa la rappresentanza dell’unione coniugale e la solidarietà degli sposi per
i debiti contratti dal consorte.

 

                               2.8.   Per quanto
concerne i figli occorre qui richiamare quanto evidenziato nella sentenza
__________ del 1° ottobre 2001 in re O. e meglio che per l'art. 276 CSS:

 

" 
1 I genitori
devono provvedere al mantenimento del figlio, incluse le spese d’educazione e
formazione e delle misure prese a sua tutela.

2 Il
mantenimento consiste nella cura e nell’educazione ovvero, se il figlio non è
sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie.

3 I genitori
sono liberati dall’obbligo di mantenimento nella misura in cui si possa
ragionevolmente pretendere che il figlio vi provveda da sé con il provento del
suo lavoro o con altri mezzi".

                                      

                                         Questa
norma persegue lo scopo di determinare l'oggetto e l'estensione dell'obbligo di
mantenimento di padre e madre nell'ambito degli effetti generali della
filiazione (RAMI 2000 p. 235).

 

                                         Secondo
l'art. 278 CCS

 

" 
Durante il matrimonio i genitori sopportano le
spese del mantenimento del figlio secondo le disposizioni del diritto
matrimoniale.

I coniugi si devono vicendevolmente adeguata assistenza
nell'adempimento dell'obbligo verso i figli nati prima del matrimonio."

 

                                         Questa
normativa concretizza l'obbligo di assistenza tra coniugi di cui all'art. 159
CCS, secondo cui: 

 

" 
La celebrazione del matrimonio crea l'unione
coniugale

I coniugi si obbligano a cooperare alla
prosperità dell'unione e a provvedere in comune ai bisogni della prole.

Essi si devono reciproca assistenza e
fedeltà." 

 

                             2.8.1   Per quanto
riguarda i figli comuni l'obbligo di pagare i premi che li riguardano (RAMI
2000 no. 129 consid. 2b p. 234 e 235) è sopportato dai genitori, che devono
provvedere in comune al loro mantenimento (art. 276 cpv. 1 CCS; cfr. anche art.
278 cpv. 1 CCS; art. 163 CCS). Poiché questi contributi fanno parte dei bisogni
correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166 cpv. 1 CCS (RAMI 1993 p. 86
consid. 2b)aa), i genitori sono responsabili solidalmente del loro pagamento in
base all'art. 166 cpv. 1 CCS, se non sono separati (Eugster, op. cit., p. 182 N
817; RAMI 1993 K 914 p. 86).

 

                             2.8.2   Per quanto
concerne i figli nati prima del matrimonio (tema qui non in discussione ma che
pare utile evidenziare) il coniuge del genitore naturale non ha un obbligo di
mantenimento nei confronti di questo figlio (Rep. 1999 p. 60 consid. 3c e
dottrina citata), ma un dovere di adeguata assistenza nei confronti del
genitore naturale obbligato al mantenimento (cfr. DTF 126 III 353 consid. 4a e
b non pubb.). Questo implica ad esempio che un coniuge contribuisca in misura
superiore al mantenimento della famiglia, affinché l'altro possa far
maggiormente fronte ai suoi obblighi nei confronti del figlio oppure che gli
metta a disposizione dei mezzi per far fronte a questo onere (DTF 115 III 103;
STFA inedita del 31 gennaio 2000 in re D, consid. 6b; Rep. 1999 p. 60).
L'obbligo di assistenza ha tuttavia un ruolo sussidiario rispetto all'obbligo
di mantenimento, con cui non dev'essere confuso (art. 278 cpv. 1 CCS; STFA
inedita del 24 ottobre 2000 in re B consid. 2a; DTF 126 III succitato consid.
4b non pubbl.). In effetti l'obbligo di mantenimento del genitore naturale ha
la precedenza (DTF 127 III 68; Rep 1999 p. 60); quindi è di regola questo
genitore a dover provvedere al mantenimento del figlio, anche se quest'ultimo
abita con il patrigno e con la madre naturale (art. 276 cpv. 2 CCS). Nel caso
in cui il figlio viva in comunione domestica con il figlio del genitore
naturale (DTF 115 III 106 consid. 4), il patrigno interverrà se l'importo del
genitore naturale non è sufficiente e sopporterà il rischio della mancata
realizzazione del contributo alimentare (DTF 120 II 285 consid. 2b e dottrina
citata).

                                         In
dottrina è controversa la determinazione della misura in cui i costi di mantenimento
a favore del figlio di un solo coniuge facciano parte del mantenimento della
famiglia (art. 163 CCS), gli autori concordano comunque sul fatto che l'obbligo
di mantenimento presupponga la vita in comune (DTF 126 III 353 consid. 4b non
pubbl.; DTF 115 III 106 consid. 4; DTF 120 II 285). 

 

                                         In
conclusione quindi se un figlio di un solo coniuge vive in comunione domestica
con la coppia, il suo mantenimento può divenire parte del mantenimento generale
della famiglia, a cui gli sposi devono far fronte in comune ai sensi dell'art.
163 cpv. 1 CCS (STFA inedita del 24 ottobre 2000 in re B consid. 2a e dottrina
citata; DTF 126 III 353 consid. 4b non pubbl). In questo caso allora la
responsabilità dei coniugi è solidale, se si tratta di bisogni correnti (art.
166 CCS).

 

                               2.9.   Nel caso
concreto dagli atti si evince che __________ nato nel __________, la moglie
__________ nata nel __________, nonché i figli __________, __________ e
__________ e __________ sono tutti assicurati presso __________ almeno dal
giugno 1998 sia per la copertura obbligatoria delle cure medico sanitarie che
per alcune coperture complementari. La contestazione al proposito formulata
dalla ricorrente appare destituita di sostanza come evidenziato al punto 2.4.
__________ ha prodotto documentazione che attesta la copertura (anche se non ha
prodotto la proposta d'assicurazione) mentre __________ non ha prodotto la
polizza di un altro assicuratore malattie abilitato ai sensi della LAMal per il
periodo in discussione.

                                         Il doc.
_, risposta del Controllo abitanti della Città di __________ a richiesta di
informazioni dell'assicuratore, e per esso da parte di __________, indica il
matrimonio tra i signori __________ è stato contratto il __________ 1985 a
__________.

                                         È inoltre
accertata, e la circostanza non è d'altra parte contestata dalla ricorrente,
l'entità del premio richiesto. Il giudice delegato ha dovuto richiamare
l'assicuratore al versamento agli atti delle polizze assicurative per il
periodo in discussione ossia da gennaio 1999 a ottobre 2000. L'assicuratore
avrebbe dovuto provvedere autonomamente ed in futuro non sarà più richiamato ai
suoi obblighi con le conseguenze di mancata prova del credito.

 

                                         L'ammontare
del credito è quindi così calcolata:

 

	
   

  	
  __________

  	
  __________

  	
  __________

  	
  __________

  	
  __________

  	
  __________

  
	
  premio mensile 1999

  (da gennaio a dicembre)

  	
   

   

    222.50

   

  	
   

   

         222.50

  	
   

   

    67.-

  	
   

   

   67.-

  	
   

   

    67.-

  	
   

   

    67.-

  
	
  premio mensile 2000

  (da gennaio a ottobre)

  	
   

   

    222.50

   

  	
   

   

         222.50

  	
   

   

    67.-

  	
   

   

   67.-

  	
   

   

    67.-

  	
   

   

    67.-

  

 

                                         per un
totale mensile di CHF 713.- sia per il 1999 che per il 2000 così come indicato
da __________. L'ammontare complessivo dei premi dovuti assomma a CHF 15'686.-.

 

                                         Come
detto la ricorrente non ha contestato l'entità del premio e comunque non ha
dimostrato o reso verosimile il pagamento dei predetti premi in tutto od in
parte.

 

                                         Alla luce
della giurisprudenza citata in precedenza e viste le norme legali richiamate la
signora __________ va ritenuta, contrariamente alla sua opinione, responsabile
del pagamento dei suoi premi personali, di quelli del marito rispettivamente
del pagamento dei premi dei 4 figli minorenni negli anni di riferimento
(1.1.1999 a 31.10.2000).

 

                                         L'assicuratore
ha quindi il diritto di incassare dalla ricorrente il complessivo premio
evocato.

 

                             2.10.   Con il PE __________del
7 luglio 2003 dell'UE di __________, oltre all'incasso dell'importo dei premi
citati e delle spese esecutive maturate nell'ambito della procedura contro il
marito per CHF 15'908,90 con interessi dal 5 giugno 2003, l'assicuratore chiede
il versamento di CHF 20.- per "Questa perdita di mora".

                                         Come già
evocato in una sentenza di recente intimazione al rappresentante
dell'assicuratore (sentenza del __________ in re __) l'espressione usata – per
utilizzare un eufemismo – è "incomprensibile".

 

                                         In sede
di decisione su opposizione l'importo richiesto è stato qualificato – in lingua
italiana e non gergo pseudo tecnico – quale "spese di incasso".

 

                                         In una
sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che
pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può
esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di
spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento
dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si
sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa
dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli
assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo (cfr. anche RAMI 2003
pag. 226).

 

                                         Il TFA ha in particolare precisato:

 

" 
Im Gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich
die Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine
entgegestehenden Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender
Hinweis auf eine Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat
das Autonomieprinzip abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in
wesentlichen Bereichen vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f.
Erw. 2d mit Hinweisen; zur sozialen Krankentaggeldversicherung vgl.
Demgegenüber BGE 124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen, in denen die gesetzliche
Regelung nicht detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen hingegen nicht
von vornherein unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht, S. 9;
zurückhaltender Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b
KVV aus, wonach die Krankenkassen dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für
Sozialversicherung allfällige allgemeine Bestimmungen über die Rechte und
Pflichten der Versicherten beizulegen haben.

 

Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim
Verzug in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster
(a.a.O., Rz 341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer
zulässig sind, sofern die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft
verursacht hat und die Entschädigung angemessen ist (anders bezüglich Kosten,
die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992
Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4
betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen Verpflichtungen der
Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch verordnungsmässig
ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht in gesetzliche
Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden.

cc) Da Art. 12 Abs. 4 der Allgemeinen
Versicherungbedingungen (der Kasse) … die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu
einem Beitrag von Fr. 50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten
des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung) ausdrücklich vorsieht und
der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging der vorinstanzliche
Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und  Umtriebsspesen in der Höhe
von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht."

 

                                         In concreto, le condizioni generali d'assicurazione (CGA) non sono
state prodotte da __________ e ciò nonostante un invito del giudice delegato a
produrre "… ogni altro documento atto a comprovare il credito…".

                                         Alla luce
di tale lacuna la pretesa non può essere accolta siccome non comprovata
dall'assicuratore.

 

                             2.11.   Alla luce di
quanto precede il ricorso va parzialmente accolto esclusa la pretesa di CHF
20.- di cui è cenno.

                                         Per
quanto concerne l'incasso forzato di somme quali quelle in discussione, il TFA
ha più volte dichiarato applicabile alle casse malati (DTF 121 V 109ss.; RAMI
1983, p. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984, p.197), la giurisprudenza secondo cui
una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale opposizione ad un P. E.
con una decisione formale riferentesi precisamente all'esecuzione in corso,
qualora avesse iniziato la procedura esecutiva per il recupero del credito
senza prima avere formalmente deciso in merito alla propria pretesa. La Cassa
malati, in tali casi, è dunque legittimata a rigettare l'opposizione ai sensi
dell'art. 80 LEF.

 

                                         Alla luce
di ciò l'opposizione interposta dalla ricorrente al PE __________ UE __________
del 7 luglio 2003 va rigettata limitatamente a CHF 15'908.90 oltre alle spese
esecutive ed interessi maturati.

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é parzialmente accolto
nel senso delle considerazioni che precedono.

 

                                         Di
conseguenza:

                                         1.1.    __________
è condannata al pagamento dell'importo di premi propri, del marito e dei figli
minorenni, per il periodo 1 gennaio 1999 – 30 ottobre 2000 oltre alle spese
esecutive maturate per un importo di CHF 15'908.90.

 

                                         1.2.    L'opposizione
interposta dalla ricorrente al PE __________è rigettata in via definitiva
limitatamente all'importo di CHF 15'908.90 oltre interessi e spese esecutive.

 

                                 2.-   Non si
prelevano tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.   

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti