# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66bfd5e1-1c68-510b-85c1-2eab2e59ddea
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 09.11.2000 INC.2000.64302
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-64302_2000-11-09.html

## Full Text

N. 643.2000.2 M                                                        Lugano,
9 novembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 2/3 novembre 2000 da

__________,

(difeso d’ufficio dall’avv. __________)

e trasmessa
in data 6/7 novembre 2000 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

preso atto
che entro il termine assegnatogli, l’accusato istante non ha inoltrato
osservazioni al preavviso negativo del magistrato inquirente;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 6501/2000/CS;

ritenuto e considerato

in fatto ed in
diritto:

che:

-       
__________ è stato tratto in arresto in data 18 ottobre 2000,
siccome coinvolto in una truffa di ragguardevoli proporzioni ai danni di una
coppia di anziani residenti in Ticino. Il giorno successivo, questo giudice ha
confermato l’arresto, con contestuale intimazione della promozione dell’accusa
per titolo di truffa e riciclaggio di denaro (v. inc. GIAR 643.2000.1 doc. _);

-       
l’accusato istante ha da subito sostanzialmente ammesso il
proprio coinvolgimento nei fatti oggetto d’inchiesta, segnatamente di essersi
fatto passare – nei confronti delle vittime, una delle quali soffre di
Alzheimer – per grosso specialista di medicina genetica, millantando la
capacità di guarirla, ottenendo in tal modo, sotto vari titoli segnatamente
quale finanziamento per le proprie ricerche, un importo prossimo ai 20 milioni
di franchi svizzeri (v. allegato 5 al verbale MP 20 ottobre 2000 della parte
lesa, inc. MP doc. _);

-       
__________ chiede ora (v. istanza, inc. GIAR 643.2000.2 doc. _)
di essere posto in libertà provvisoria: pur non negando di aver avuto un ruolo
nei fatti oggetto d’inchiesta, afferma di essere stato manovrato da terze
persone (loc. cit., pto. 3 p. 2). Tuttavia, a suo dire i gravi problemi di
salute di cui soffre, nonché il lasso di tempo già trascorso dal momento
dell’arresto, giustificherebbero la sua richiesta, atteso che non intenderebbe
in alcun modo sottrarsi alla giustizia, pur desiderando tornare a casa propria
in Germania (loc. cit., pto. 4 p. 2-3);

-       
il magistrato inquirente, riassunti i fatti, fonda il proprio
preavviso negativo sulla sussistenza di ulteriori necessità istruttorie,
segnatamente l’audizione di diverse persone in Germania ed in Svizzera con le
quali sussiste pericolo di collusione, e la ricostruzione delle tracce del
provento di reato, sinora recuperato solo parzialmente (v. preavviso negativo,
inc. GIAR 643.2000.2 doc. _ p. 2). Manifesto sarebbe poi il pericolo di fuga,
senz’altro non ovviabile con il versamento di una cauzione (loc. cit., p. 2). 
Infine, proprio in considerazione dei problemi di salute che lo affliggono,
l’accusato istante si trova attualmente degente presso l’Ospedale, e verrà
sottoposto prossimamente ad una perizia psichiatrica (loc. cit., p. 2);

-       
l’accusato istante non ha presentato osservazioni entro il
termine assegnatogli;

-       
l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla
revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene
validità la pregressa giurisprudenza: v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H.,
inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
ed eventualmente proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i
bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza dimenticare che
l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai
bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al
processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid
c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116);

-       
i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore
nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà
e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416;
1989 pag. 287 ss.) – ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep.
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo
giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione
all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);

-       
con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del procedimento
ed in questa sede, si può con tranquillità concludere per la presenza di seri e
concreti indizi di colpevolezza a carico di __________, e relativi ad un suo
coinvolgimento nei fatti inquisiti, da lui peraltro ammesso sia avanti agli
inquirenti che in sede di udienza di conferma dell’arresto (v. verbale MP 18
ottobre 2000, inc. GIAR 643.2000.1 doc. _; verbale GIAR 19 ottobre 2000, inc.
GIAR cit., doc. _);

-       
indubbiamente numerose sono ancora le esigenze istruttorie da
esperire, quali l’identificazione e successiva audizione dell’entourage
dei due principali accusati, il ritrovamento e successivo blocco del denaro
provento di reato, infine la prospettata erezione di una perizia psichiatrica –
tutti passi d’inchiesta che esigono manifestamente il mantenimento in carcere
degli attori principali, troppo evidente essendo il pericolo che, altrimenti,
essi possano inquinare le prove, segnatamente movimentare il provento di reato
non ancora rinvenuto allo scopo di evitarne il blocco, oppure prendere indebiti
contatti con terzi coinvolti ma non ancora sentiti, sì da concordare con loro
una versione unitaria da ammannire agli inquirenti;

-       
il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione preventiva,
deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa probabilità: in
altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato, fosse posto in
libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale
e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile pena, di per sé, non
basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto, l’insieme delle
circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua morale, i suoi legami
familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua professione, la sua
situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve essere valutato e
vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo possibile, ma
probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p.
7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4 e ad altra sentenza di imminente
pubblicazione);

-       
nel caso di specie, serio e concreto pericolo di fuga deriva già
dal fatto che l’accusato istante è cittadino germanico senza alcun legame con
la Svizzera, ma al contrario con un apparentemente forte legame familiare (nei
confronti della moglie) in Germania. L’impressione che si ha è che farebbe
qualsiasi cosa pur di tornare a Monaco; non altrettanto sicura, invece, appare
l’asserita sua disponibilità a tornare in Ticino quando l’inchiesta lo
richiedesse – perché una volta tornato nel suo ambiente, è legittimo prevedere
che la sua peculiare struttura psichica gli farebbe apparire un ritorno qui
come una difficoltà insormontabile. Tutto ciò, unito alla prospettiva quanto
mai concreta di una lunga pena detentiva da espiare, potrebbe effettivamente indurlo
a privilegiare la scelta della latitanza all’eventualità di affrontare il
pubblico dibattimento e l’espiazione della pena;

-       
considerata l’estensione e la gravità oggettiva dei reati
patrimoniali commessi dall’accusato istante e dalla correa, si può ben dire che
l’inchiesta di cui è oggetto è da annoverare fra quelle certamente complesse, e
di corrispondente durata. L’inchiesta, in ogni caso, sembra procedere a ritmo
sufficientemente celere, in consonanza con i dettami di legge. Il carcere
preventivo sofferto e prospettabile appare allora ampiamente rispettoso del
principio di proporzionalità, con riferimento sia alla presumibile pena, sia
alla presumibile durata dell’evasione delle necessità istruttorie ancora
incombenti – senza sottacere che il lasso di tempo intercorso fra l’arresto e
l’istanza qui discussa è senz’altro assai breve anche in termini assoluti
(solamente tre settimane). Resta sottinteso l’obbligo, per il magistrato
inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è in detenzione
(art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP);

-       
da ultimo, ed abbondanzialmente, si rammenta che per costante ed
univoca giurisprudenza le cagionevoli condizioni di salute di un accusato non
rappresentano un motivo valido per la concessione della libertà provvisoria,
poiché l’arresto è essenzialmente misura d’inchiesta presa nel preminente
interesse pubblico, e non dipende dalle condizioni personali dell’accusato. Il
rispetto delle condizioni di salute dell’accusato è comunque scontato, ed anzi
dimostrato per atti conclusivi dal fatto che egli è sempre ancora in cura
medica, degente presso l’Ospedale civico e non incarcerato;

-       
in conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con
la presente decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali
del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di
tassa e spese.

*   *   *

Per i quali motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata in data 2/3 novembre 2000 da __________ è respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-      avv.
__________, per sé e per l’accusato __________;

-      Procuratore
Pubblico avv. __________, con l’inc. MP 6501/2000/CS di ritorno.

__________