# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6a658de7-1735-51e3-99c5-774b0edc9683
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.11.2010 C-3640/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3640-2010_2010-11-30.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3640/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 0  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Stefan Mesmer;
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
ricorrente,

contro

Cassa svizzera di compensazione,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione vecchiaia e superstiti (decisione del 
31 marzo 2010)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Oggetto

Parti

C-3640/2010

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana, nata il , coniugata con prole, ha lavorato 
in Svizzera per diversi  periodi dal 1963 al  1973. Mediante decisione 
del 20 maggio 2009, la Cassa svizzera di  compensazione (CSC) ha 
erogato  in  favore  della  nominata  una  rendita  ordinaria 
dell'assicurazione svizzera per la vecchiaia a decorrere dal 1° giugno 
2009.  L'importo  di  questa  prestazione  (Fr. 196.-  mensili)  è  stato 
calcolato in base ad una durata contributiva di 5 anni ed un mese, una 
scala  rendite  06  ed  un  reddito  annuo  medio  determinante  di  Fr. 
27'360.-  (doc.  52).  Alla  terza  pagina  del  provvedimento 
l'amministrazione  ha  indicato  gli  anni  di  contribuzione  (1963-1968, 
1971-1973),  la  durata  contributiva  anno  per  anno  ed  il  reddito 
conseguito (doc. 50).

B.
La nominata ha formulato  tempestiva opposizione contro  il  suddetto 
provvedimento amministrativo facendo valere un periodo contributivo 
ben superiore a quello determinato dall'amministrazione. Ricorda che 
con  comunicazione  del  5  dicembre  2001  all'Istituto  nazionale  della 
previdenza  sociale  (INPS)  di  Pordenone,  la  CSC aveva  indicato  un 
durata  contributiva totale di  117 mesi,  ossia  9 anni  e  9 mesi  e con 
lettera del 18 luglio 2005, la stessa CSC aveva prospettato una rendita 
di vecchiaia, per il 1° giugno 2009, di Fr. 327.- al mese (doc.  61, 62).

Ricevuta  l'opposizione,  l'amministrazione  ha effettuato  delle  ricerche 
completive  presso  i  Comuni  svizzeri  ove  l'assicurata  ha  risieduto. 
Segnatamente risulta da questa indagine che la stessa ha abitato ad 
Emmen (Emmenbrücke) dal 17 settembre 1963 al 15 marzo 1973; non 
è  dato  a  sapere  con  quel  tipo  di  permesso  (doc. 83/86). Lo  stesso 
Comune  di  Emmen  ha  rilasciato  il  1°  dicembre  2000  una 
"Wohnsitzbestätigung" dal  17 settembre 1963 al  4 aprile  1973 (doc. 
96). Il Comune di Littau ha rilasciato lo stesso attestato il 13 gennaio 
2010 secondo il  quale l'interessata  vi  ha  risieduto dal  30 settembre 
1961 al 30 marzo 1963 (doc. 97).

Mediante decisione su opposizione del 31 marzo 2010 (doc. 102), la 
CSC ha respinto l'istanza dell'opponente ed ha confermato la propria 
decisione del 20 maggio 2009.

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C.
Con  il  ricorso  depositato  il  18  maggio  2010,  A._______ chiede  il 
riconoscimento  di  una  prestazione  AVS  sulla  base  di  un  periodo 
contributivo  maggiore.  Ricorda  di  essere  stata  al  beneficio  di  un 
permesso C rilasciato nell'ottobre 1971 (che produce in copia).

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 4 giugno 2010, la CSC propone la 
reiezione  del  ricorso  con  argomenti  di  cui  si  dirà  per  quanto 
necessario nella parte in diritto.

D.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di rilievo, l'interessata, con scritto del 14 luglio 2010, 
ha ribadito la sua intenzione di mantenere il ricorso. 

Invitato a duplicare alle osservazioni dell'interessata, la CSC, con atto 
del  26  agosto  2010,  si  è  riconfermata  nelle  sue  precedenti 
considerazioni.

E.
Lo scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF) ha  fatto  esibire 
l'incarto riguardante il marito dell'assicurata. Risulta che lo stesso ha 
fatto trasferire i contributi alle patrie assicurazioni sociali (decisione del  
5 aprile 2000 della CSC). Inoltre è stata accertata la permanenza di 
questi nel nostro Paese. Emerge da questa inchiesta che il marito ha 
abitato a Littau (oggi Lucerna) dal 18 giugno al 25 ottobre 1963 ed ad 
Emmen (oggi Emmenbrücke) dal 17 settembre 1963 al 4 aprile 1973. 
Era,  ad  Emmen,  al  beneficio  di  un  permesso  B  e  con  lui  viveva la 
moglie  qui  ricorrente.  Dall'incarto  emerge  che  il  matrimonio  fra  i 
coniugi  Di  Mascio-Tesan  è  avvenuto  a  Corvado  (Pordenone)  il  15 
agosto 1965 e l'assicurata ha avuto una prima figlia il 15 agosto 1966 
a  Lucerna  (C.________)  ed  un  secondo  figlio  il  19  agosto  1969 
sempre a Lucerna (D._______; doc. 43).

Diritto:

1.
In  virtù  dell'art.  31  della  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale 
amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), questo tribunale giudica i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 

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dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni di cui all'art. 32. In particolare, le decisioni rese dalla CSC 
concernenti l'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti possono 
essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 85bis cpv. 1 della 
legge  federale  del  20  dicembre  1946  sull'assicurazione  per  la 
vecchiaia e per i superstiti (LAVS, RS 831.10).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAVS le disposizioni della LPGA sono applicabili alla prima parte della  
LAVS, sempre che la presente legge non preveda espressamente una 
deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALCP, RS 0.142.112.681) ed il  correlato Allegato II 
che regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nonché il  
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  

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dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALCP,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  vecchiaia  o  superstiti 
svizzera  sono  regolate  dal  diritto  interno  svizzero  (DTF  130  V  257 
consid. 2.4).

3.3 L'art.  153a LAVS  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALCP e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
L'oggetto  dell'impugnativa  concerne  la  durata  contributiva. 
L'interessata fa valere che questa è completa perlomeno dal 1965 a 
febbraio 1973, poiché al beneficio di un permesso C o di tipo annuale 
in  residenza con il  marito. L'insorgente rileva che in  data 5 gennaio 
2001  la  CSC  aveva  comunicato  all'INPS  di  Pordenone  i  periodi 
d'assicurazione in Svizzera che risultavano completi  da agosto 1963 
ad aprile 1974, ossia 9 anni e 9 mesi (doc. 61). In data 18 luglio 2005, 
la CSC, procedendo ad un calcolo prospettivo, le aveva inoltre indicato 
per  iscritto  che  la  rendita  di  vecchiaia  al  momento  dell'evento 
assicurabile  sarebbe  stata  di  Fr.  327.-  al  mese.  Da  parte  sua, 
l'amministrazione propone di respingere il ricorso per carenza di una 
prova documentale certa circa il periodo di assicurazione.

Prima  di  esaminare  sul  merito  quale  è  la  durata  contributiva 
dell'interessata,  è  necessario  stabilire  se  le  comunicazioni  del  5 
gennaio 2001 e 18 luglio 2005 siano vincolanti per l'amministrazione 
sia per quanto riguarda la durata di  contribuzione che per quanto si 
riferisce all'importo della rendita di vecchiaia.

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5.

5.1 In  materia  di  diritto  amministrativo, il  principio  della  buona fede, 
sancito dall'art. 9 della Costituzione federale, tutela la legittima fiducia 
che  dell'amministrato  ha  nei  confronti  dell'autorità  amministrativa, 
quando,  assolte  determinate  condizioni,  egli  abbia  agito 
conformemente alle istruzioni o alle dichiarazioni della stessa autorità. 
Alla stessa stregua, il principio della buona fede può essere invocato 
in  presenza,  più  semplicemente,  di  un  comportamento 
dell'amministrazione  suscettibile  di  aver  creato,  in  seno 
all'amministrato, un'attesa od una speranza  legittima (DTF 131 II 627 
consid. 6.1,  129 I  161 consid. 4.1,  128 II  112 consid. 10b/aa;  BLAISE 
KNAPP,  Précis  de  droit  administratif,  Basilea  et  Francoforte  sul  Meno 
1991,  4a  edizione,  n°  509  p.  108;  URLICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER, 
Grundniss  des  Allgemeinen  Verwaltungsrechts,  2a  edizione,  Zurigo 
1993,  p.  117  e  seg.,  particolarmente  pag.  126  n°  563  e  seg.). 
Un'informazione od una decisione erronee possono tuttavia obbligare 
l'amministrazione, risultare vincolanti, e consentire all'amministrato un 
vantaggio non previsto dalla legislazione in vigore solo se: (a) l'autorità  
è  intervenuta  in  una  situazione  concreta  nei  confronti  di  una 
determinata persona; (b) la stessa amministrazione era competente a 
rilasciare l'informazione; c) il destinatario dell'informazione non poteva 
riconoscerne  l'inesattezza;  (d)  l'interessato,  sulla  base  delle 
informazioni/assicurazioni ricevute abbia preso delle disposizioni non 
reversibili; (e) la legislazione non sia mutata nel frattempo in merito al 
problema in oggetto.

5.2

5.2.1 La Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI per le 
persone residenti  all'estero (CR AVS/AI),  competente in materia fino 
all'entrata in funzione dello scrivente Tribunale amministrativo federale 
(TAF), ha avuto modo di ricordare, più volte, che una comunicazione 
dei  periodi assicurativi  inviata all'INPS prima dell'età pensionabile  di 
vecchiaia  ha un valore  puramente  indicativo  e  non  è  vincolante  per 
l'amministrazione (cfr. per esempio giudizi della CR AVS/AI AVS 33634 
del 17 novembre 1988, AVS 46131 del 20 settembre 1996, AVS 54618 
del 9 marzo 2001, AVS 54700 del 15 marzo 2001 e AVS 61130 del 18 
novembre 2005).

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La  comunicazione  del  5  gennaio  2001  indirizzata  all'INPS  non  è 
pertanto vincolante per la CSC, a meno che le condizioni della buona 
fede non siano adempiute.

5.2.2 La CSC ha inoltre inviato all'assicurata il 18 luglio 2005 (doc. 62) 
una lettera ove si fissava in Fr. 327.- l'importo che la stessa avrebbe 
percepito  al  momento  dell'evento  assicurabile  di  vecchiaia. 
L'amministrazione  ha  fornito  l'informazione  in  parola  facendo 
riferimento all'art. 27 LPGA (informazione e consulenza),  norma che 
non prevede un'automatica riserva di quanto asserito dall'assicuratore 
a titolo informativo. Lo scritto esaminato, dal canto suo, non contiene 
alcuna riserva esplicita.

5.3 Per  esaminare  le  condizioni  da  assolvere  per  beneficiare  del 
principio della buona fede, va osservato quanto segue. È pacifico che 
la CSC è intervenuta il 5 gennaio 2001 e il 18 luglio 2005 dando delle 
informazioni  concrete  a  A._______;  la  CSC  era  certamente 
competente  per  fornire  le  stesse;  l'assicurata,  non  competente  in 
materia di calcolo di prestazioni assicurative, non poteva riconoscere 
l'inesattezza  eventuale  dell'indicazione  riguardante  l'importo 
pensionistico al  momento dell'evento  assicurato; la  legislazione AVS 
dal  2005 (anno in  cui  è  stata  redatta  la  lettera  in  questione)  non è 
fondamentalmente  cambiata. Qualche dubbio desta  quello  di  sapere 
se l'interessata, sulla base delle informazioni fornite, abbia preso delle  
misure irreversibili o pregiudizievoli. In ogni caso ha creato in lei delle 
aspettative.

Il  collegio  giudicante  può lasciare  aperta  tale  ultima condizione,  dal  
momento  che  la  lettera  del  18  luglio  2005,  come  pure  la 
comunicazione dei periodi assicurati all'INPS del 5 gennaio 2001, non 
possono vincolare l'amministrazione per il motivo che segue.

6.
L'art. 53  cpv. 2  LPGA stabilisce che l'assicuratore può tornare  sulle 
decisioni  o  sulle  decisioni  su  opposizione  formalmente  cresciute  in 
giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro 
rettifica  ha  una  notevole  importanza.  A  più  forte  ragione  può  farlo 
quando  una  prestazione  è  stata  determinata  solo  a  titolo 
d'informazione ai sensi dell'art. 27 LPGA.

Nella specie, sebbene, come lo si vedrà, l'importo indicato nella lettera 
del  18 luglio  2005 e i  periodi  menzionati  nella  comunicazione del  5 

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gennaio 2001 sono manifestamente errati e dovrebbero essere corretti  
come una riconsiderazione di una decisione manifestamente erronea. 
Non può essere ammesso che si possa favorire una persona che ha 
ricevuto delle informazioni sbagliate dall'amministrazione nei confronti 
di un'altra alle quale è stata notificata una decisione formale (sentenze 
del  TAF C-704/2007 del  15 febbraio  2008,  consid. 3.2; C-6479/2008 
del 30 giugno 2009 consid. 8, DTF 112 V 124, 121 V 34).

Pertanto,  né  lettera  del  18  luglio  2005,  né  la  comunicazione  del  5 
gennaio  2001  sono  vincolanti  per  l'amministrazione.  Inversamente, 
l'insorgente non può trarre alcun beneficio da queste comunicazioni.

7.
Resta  da  esaminare  se  la  durata  contributiva  ritenuta  dalla  CSC  è 
corretta.

7.1 La registrazione nel conto individuale dell'assicurato comprende, 
fra l'altro, il reddito annuo in franchi, l'anno di contribuzione e la durata 
contributiva  espressa  in  mesi  (art.  140  dell'ordinanza 
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti del 31 ottobre 1947 
[OAVS, RS 831.101]). 

Per determinare il periodo di contribuzione relativo agli anni compresi 
tra il 1948 ed il 1968, il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; ora 
Tribunale  federale,  TF)  ha  stabilito  che,  in  assenza  di  certificati  di  
lavoro  attestanti  la  durata  esatta  dell'attività,  occorre  servirsi 
esclusivamente delle tavole pubblicate a tal fine (art. 50a OAVS, vedi 
anche DTF 107 V 7). In effetti,  i conti individuali che si riferiscono al  
periodo anteriore al 1969 non contengono la registrazione della durata 
contributiva in mesi.

Per l'art. 141 cpv. 3 OAVS, se non è domandato nessun estratto del 
conto o nessuna rettificazione, o se la richiesta di rettificazione è stata 
respinta, la rettificazione delle registrazioni fatte nel conto individuale 
può essere richiesta, al momento in cui si verifica l'evento assicurato,  
soltanto quando gli errori di registrazione siano evidenti o debitamente 
provati.  Secondo  la  giurisprudenza,  si  può  operare  una  rettifica 
qualora sia rapportata  la  prova assoluta  che un datore  di  lavoro  ha 
effettivamente trattenuto i contributi AVS sui redditi versati o che una 
convenzione  di  salario  netto  -  mediante  la  quale  le  parti  hanno 
convenuto  che  i  contributi  alle  assicurazioni  sociali  sono  a  carico 
esclusivamente del datore di lavoro - è stata conclusa (DTF 130 V 335 

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consid. 4.1). La rettifica del conto individuale comprende tutta la durata 
di  contribuzione  dell'assicurato,  ivi  compresi  gli  anni  caduti  in 
prescrizione giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS (RCC 1984 p. 184 e 459). 

7.2 La  regola  in  tema  di  prova  indicata  dall'art.  141  cpv. 3  OAVS, 
secondo cui la rettifica delle  iscrizioni  nel momento in cui si  verifica  
l'evento assicurato pretende la prova piena, non esclude in ogni modo 
l'applicazione  del  principio  inquisitorio,  di  modo  che  questa  deve 
essere fornita secondo le regole usuali sull'assunzione e l'onere della 
prova  prevalenti  nell'ambito  delle  assicurazioni  sociali,  l'obbligo  di 
collaborare della parte essendo in questo caso accresciuto (DTF 117 
V 265 consid. 3d).

In materia di  prova della durata contributiva, il  TFA ha precisato che 
nel caso in cui venga documentato che lo straniero era al beneficio di  
un  permesso  C,  oppure  un  permesso  di  tipo  B  (annuale),  occorre 
ritenere una durata contributiva completa (sentenza del TFA H 94/84 
del 24 luglio 1985). In altre parole, il permesso di tipo B è assimilato a 
domicilio  in  Svizzera ai  sensi  dell'art. 24 cpv. 2 del  Codice civile: di  
conseguenza, giusta l'art. 1a lett. a LAVS, l'interessato è da ritenersi 
persona assicurata per tutta la durata di validità del permesso, sempre 
che abbia versato il contributo minimo annuale di cui all'art. 28 OAVS o 
se presenta periodi di contribuzione secondo l'art. 29 ter cpv. 2 lett. b e c 
LAVS (art. 50 OAVS). In caso di permesso stagionale (A) solo le tavole 
surriferite  sono  applicabili,  in  assenza  di  certificati  di  lavoro  (cfr. 
sentenza inedita del 22 aprile 1998, H 90/97). 

7.3 Nella sentenza del TFA del 17 luglio 2002 (H 195/01), la massima 
autorità  giudiziaria  ha  rinviato  gli  atti  all'amministrazione  affinché 
completasse in modo preciso l'istruttoria. Il TFA ha in sostanza ritenuto 
come sia necessario indagare su ogni elemento atto a determinare la 
durata  di  contribuzione  e  la  contribuzione  stessa,  se  necessario, 
presso l'autorità cantonale (p. es. l'Ufficio cantonale degli stranieri) e, 
se ancora esistenti, presso gli ex datori di lavoro. A questo proposito il  
TFA si è espresso nelle sentenze inedite H 161/01 del 21 agosto 2001, 
H 163/01 del 25 settembre 2001 e H 336/01 del 26 aprile 2002.

7.4 Dall'istruttoria  svolta  sia dall'amministrazione che dallo  scrivente 
TAF, risulta  che  l'assicurata  è  da  considerarsi  residente  in  Svizzera 
perlomeno  al  beneficio  di  un  permesso  annuale  dall'epoca  del  suo 
matrimonio  avvenuto  nell'agosto  1965.  In  precedenza,  non  ancora 
sposata,  la  stessa  è  stata  presumibilmente  al  beneficio  di  un 

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permesso  di  lavoro  stagionale  (A).  A  concorrere  a  rendere  molto 
verosimile  questa  situazione  vi  sono  più  elementi.  Il  Comune  di 
Emmen  attesta  una  residenza  ininterrotta  da  settembre  1963  al  15 
marzo 1973 senza tuttavia  indicare il  tipo di  permesso di  soggiorno 
(doc. 83, 86). Per di più, lo stesso Comune, il 1° dicembre 2000 (doc. 
96) ha certificato ufficialmente tale circostanza persino con un mese 
aggiuntivo (partenza il  4  aprile  1973)  indicando che l'interessata "in 
unserer  Gemeinde wohnhaft  und hier  rechtlich  gemeldet  war". Dalla 
ricerca al controllo abitanti concernente il marito risulta che A._______ 
abitava  con  lo  stesso.  Lo  stesso  era  al  beneficio  di  un  permesso 
annuale  (cfr.  attestato  di  Emmenbrücke  del  13  settembre  2010 
nell'incarto di ricorso). Indicativa è pure la circostanza che la moglie ha 
partorito a Lucerna per la prima volta il  15 agosto 1966 e sempre a 
Lucerna una seconda volta nell'agosto 1969. 

Tutti  questi  elementi  permettono  di  affermare  che  l'interessata, 
perlomeno dal 1965, anno del suo matrimonio, era al beneficio di un 
permesso annuale.

8.

8.1 Nella fattispecie, la ricorrente presenta diverse lacune contributive 
parziali  (dopo  il  1965)  ogni  anno,  salvo  il  1972  (completo)  ed  una 
lacuna completa nel 1969 e nel 1970 (cfr. terza pagina della decisione 
del  20 maggio 2009 e foglio di  calcolo della  rendita AVS, doc. 50 e 
doc.  45-48).  Durante  la  sua  residenza  in  Svizzera  non  ha 
probabilmente esercitato un'attività lucrativa regolare.

8.2 Di  principio  potrebbe  comunque  beneficiare  di   una  durata 
contributiva/assicurativa  continua  dal  1965  grazie  al  permesso  di 
soggiorno annuale e al  fatto che il  marito ha  versato contributi  pari  
almeno al doppio del contributo minimo. Va in proposito ricordato che 
giusta l'art. 3  cpv. 3 LAVS, al  quale rimanda l'art. 29 ter cpv. 2 lett. b 
LAVS, si ritiene che paghino contributi propri, qualora il coniuge versi  
contributi pari almeno al doppio del contributo minimo, i coniugi senza 
attività lucrativa di assicurati con attività lucrativa.

Deve  essere  tuttavia  annotato  che  il  marito  della  ricorrente, 
B.________,  nato  il  ,  ha  fatto  trasferire  i  propri  contributi  AVS alle  
assicurazioni sociali del suo Paese (decisione del 5 aprile 2000 della  
CSC).  Questa  possibilità  era  offerta  dalla  Convenzione  tra  la 
Confederazione  svizzera  e  la  Repubblica  italiana  relativa  alla 

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sicurezza  sociale  del  14  dicembre  1962  (RS  0.831.109.454.21). 
L'art. 7 lett. a quinto paragrafo stabiliva che qualora detta indennità sia 
stata  versata  dall'assicurazione svizzera,  né il  beneficiario  né i  suoi 
superstiti  possono  più  far  valere  alcun  diritto  nei  confronti  di  detta 
assicurazione in  virtù  dei contributi  precedentemente versati. L'art. 1 
cpv. 1 dell'Accordo aggiuntivo a detta Convenzione del 4 luglio 1969 
prevede  che  quando  entrambi  i  coniugi  abbiano  versato  contributi 
all'assicurazione vecchiaia e superstiti svizzera, ciascuno di essi può 
chiedere individualmente il trasferimento dei propri contributi. Il cpv. 2 
della stessa norma sancisce che i cittadini italiani i cui contributi sono 
stati trasferiti alle assicurazioni sociali italiane ai sensi del paragrafo 1, 
così come i loro superstiti, non possono più far valere alcun diritto nei  
confronti  dell'assicurazione  per  la  vecchiaia,  superstiti  e  invalidità 
svizzera.

Ne consegue che il  menzionato  art. 3  cpv. 3 LAVS non può trovare 
applicazione nel caso in esame in quanto la contribuzione del marito, 
trasferita alle assicurazioni sociali italiane, è come se non esistesse.

8.3 L'interessata  può  tuttavia  beneficiare  di  un  periodo  di 
contribuzione  completo  per  il  periodo  durante  il  quale  le  possono 
essere computati accrediti per compiti educativi (art. 29 ter cpv. 2 lett. c 
LAVS  combinato con l'art. 50 OAVS, vedi anche Direttive sulle rendite 
edite dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, cifre 3004 e 5033).

9.

9.1 Fermo restando che l'interessata adempie in virtù del domicilio (o 
permesso B) la condizione di  persona assicurata dall'agosto 1965, il 
periodo  assicurativo  deve  essere  così  ricalcolato:  dal  1963  al  1964 
solo le tavole sono applicabili in quanto non esiste la prova certa del  
permesso  annuale.  Dal  1965  in  poi  si  può  ammettere  un  periodo 
contributivo completo,  in  quanto l'interessata  ha versato il  contributo 
minimo oppure, quando non è stato il caso, può vantare un accredito 
per compiti educativi. Per il 1973, valgono tre mesi in quanto è rimasta 
(assicurata) in Svizzera fino al 15 marzo di quell'anno, come precisato 
dall'attestato  dell'Ufficio  di  controllo  degli  abitanti  di 
Emmen/Emmenbrücke  del  28  agosto  2009  (doc.  83),  sebbene 
l'attestato del 1° dicembre 2000 (doc. 96) indichi la partenza al 4 aprile 
1973, senza però precisare il tipo di soggiorno. 

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9.2 Riprendendo  queste  considerazioni,  sotto  forma  schematica,  si 
può così calcolare la durata di assicurazione dell'interessata:

anno reddito durata in mesi (base)

1963 2'525 5 mesi (tav. 26 industria tessile)

1964 6'375 12 mesi (tav. 26 industria tessile)

1965 6'125 12 mesi (tav. 26 ind. tessile + 
permesso B)

1966 2'825 12 mesi (permesso B)

1967 3'575 12 mesi (permesso B)

1968   100 12 mesi (accrediti compiti educativi)

1969 --- 12 mesi (accrediti compiti educativi)

1970 -- 12 mesi (accrediti compiti educativi)

1971 4'444 12 (permesso B e poi C)

1972 9'722 12 (permesso C)

1973 1'932 3 (permesso C, più attestato di 
domicilio)

Da  quanto  precede,  ne  consegue  che  la  durata  contributiva 
dell'assicurata è di 9 anni ed 8 mesi.

9.3 In queste circostanze il ricorso deve essere parzialmente accolto e 
l'impugnata  decisione  annullata.  Gli  atti  devono  essere  rinviati  alla 
CSC  perché  ricalcoli  l'importo  della  prestazione  spettante  alla 
ricorrente sulla base di un periodo contributivo di 9 anni ed 8 mesi e 
degli  accrediti  per  compiti  educativi  che  le  spettano  ed  emani  una 
nuova decisione impugnabile.

10.
Non si  prelevano spese processuali,  la procedura essendo di  regola 
gratuita (art. 85bis cpv. 2 LAVS).

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Non si  assegnano indennità  per  spese ripetibili  alla  parte  ricorrente 
che, pur vincente in causa, ha agito senza essere rappresentata (art.  
64 PA).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  parzialmente  accolto  nel  senso,  annullata  l'impugnata 
decisione, gli atti sono rinviati  alla Cassa svizzera di compensazione 
perché proceda ai sensi del considerando 9.3.

2.
Non si prelevano spese processuali.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS 173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i  
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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