# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cd1d7179-83e2-54c6-9861-94d189f06603
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.11.2005 15.2005.101
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2005-101_2005-11-17.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2005.101

  	
  Lugano

  17 novembre
  2005

  CJ/sc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques

  

 

 

statuendo sul ricorso 17 agosto 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. dall’  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro lo stato di
riparto depositato l’8 agosto 2005 nella procedura di realizzazione della PPP __________
del fondo base mapp. n° __________ RFD di __________ dipendente da due
esecuzioni in via di pignoramento, tra cui l’esecuzione n° __________ promossa
dalla ricorrente contro

 

	
   

  	
   PI 1  ;

   

  

viste le
osservazioni 7 settembre 2005 dell’CO 1;

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

 

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che l’8
agosto 2005, l’CO 1 ha depositato lo stato di riparto relativo alla PPP __________
del fondo base mapp. n° __________ RFD __________, che prevede in particolare
il versamento di fr. 90'750.-- a favore del “portatore” della cartella
ipotecaria di 1° grado di nominali fr. 75'000.--, e di fr. 10'463,50 a favore
della ricorrente per la sua pretesa di fr. 170'033,15 fatta valere con
un’esecuzione in via di pignoramento (a convalida del sequestro del fondo
decretato il 19 maggio 2003);

 

                                         che il 16
agosto 2005, la ricorrente ha contestato lo stato di riparto, chiedendo che
l’importo di fr. 90'750.-- le fosse versato in aggiunta a quello di fr.
10'463,50;

 

                                         che la
ricorrente fa valere che il portatore della cartella di primo rango sarebbe il
debitore stesso, fatto di cui essa sarebbe venuta a conoscenza solo il 4 luglio
2005, ossia dopo l’asta del fondo;

 

                                         che
giusta l’art. 815 CC, quando un titolo di pegno anteriore non è stato
utilizzato, il ricavo del pegno, in caso di realizzazione, è attribuito ai
creditori pignoratizi effettivi secondo il loro grado, senza riguardo ai posti
rimasti vacanti;

 

                                         che tale
norma è concretizzata nell’esecuzione in via di pignoramento dall’art. 35 cpv.
1 RFF, secondo cui “nell’elenco oneri non si terrà conto né dei posti vacanti
né dei titoli di pegno eretti al nome del debitore stesso, che sono in suo
possesso e non furono pignorati, ma solo presi in custodia dall’ufficio a
stregua dell’art. 13 (art. 815 CC; art. 68 cpv. 1 RFF)”;

 

                                         che si
può dedurre sia dalla norma testé citata sia dalla dottrina che l’ufficio non è
tenuto ad iscrivere d’ufficio una cartella ipotecaria al portatore regolarmente
iscritta a registro fondiario (cfr. art. 36 cpv. 1 RFF) soltanto qualora essa sia
stata trovata in possesso del debitore al momento dell’allestimento dell’elenco
oneri (cfr. D. Staehelin, Die
Aufnahme in das Lastenverzeichnis und die Parteirollenverteilung für den
Lastenbereinigungs­prozess, in: Schuldbetreibung und Konkurs im Wandel,
Basilea/Ginevra/ Monaco 2000, p. 304 a.i.; Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. II, Losanna 2000, n. 94 ad art.
140 ; Steinauer, Les droits
réels, vol. III, 3. ed., Berna 2003, n. 2779a; Möckli, Das Eigentümer­grundpfandrecht,
tesi Berna 2001, p. 128 ad III/1; Jent-Sørensen,
Die Rechtsdurchsetzung bei der Grundstück­verwertung in der Spezialexekution,
tesi Zurigo 2003, n. 231);

 

                                         che
condizione sine qua non dell’applicazione dell’art. 35 cpv. 1 RFF è pertanto
che il titolo sia stato fisicamente preso in custodia dall’ufficio esecuzione
ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 RFF;

 

                                         che nemmeno la semplice
affermazione del debitore secondo cui il titolo sarebbe suo è sufficiente a
dispensare l’ufficio di iscriverlo nell’elenco oneri (cfr. Staehelin, op. cit., p. 304; Jent-Sørensen, op. cit., n. 231);

 

                                         che nel caso concreto, il
fatto che l’escusso appare essere stato in possesso della cartella ipotecaria
di primo rango il 30 luglio 2002 (cfr. la ricevuta prodotta in fotocopia dalla
ricorrente) – oltre a non significare che egli ne sia tuttora il possessore – è
irrilevante ai fini dell’applicazione dell’art. 35 cpv. 1 RFF);

 

                                         che un’eventuale
contestazione dell’esistenza del credito garantito dalla cartella di primo
rango sarebbe dovuta essere diretta contro l’elenco oneri (cfr. Staehelin, op. cit., p. 305 ad 1) e non
contro lo stato di riparto (cfr. Häusermann/Stöckli/Feuz,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 140 ad
art. 140);

 

                                         che può essere lasciata
aperta la questione di sapere se, in presenza di fatti nuovi, una modifica
dell’elenco oneri sia possibile dopo che esso è divenuto definitivo, siccome tale
modifica non sarebbe comunque di competenza dell’autorità di vigilanza bensì
semmai dell’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 140 cpv. 2 LEF;

 

                                         che il
ricorso va pertanto respinto;

 

                                         che non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

Richiamati
gli art. 17, 20a, 140, 144 LEF; 35 RFF; 815 CC; 61, 62 OTLEF;

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso 17 agosto 2005 di RI 1, __________, è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:  – avv. RA 1, Lugano;

                                                                   – PI
1, __________.

                                                                            

                                          Comunicazione
all’CO 1.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                           Il
segretario