# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aa76a40c-6dac-5e2d-b611-63a1f9f487e2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-03-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 31.03.2003 INC.1999.29602
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-29602_2003-03-31.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.1999.29602

  	
  Lugano

  31 marzo 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto supplente

  
	
  __________

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sul
  reclamo presentato l'8 giugno 1999 da

   

  
						

 

	
   

  	
  __________

  (patrocinato
  dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  contro la
  decisione 27 maggio 1999 dell'allora Procuratore pubblico avv.
  __________, che ha respinto complementi di prova nel procedimento pendente
  contro il reclamante per titolo di falsità in documenti, carente diligenza in
  operazioni finanziarie, rifiuto della prova del sangue e inosservanza dei
  doveri in caso di infortunio;

  

 

 

viste le osservazioni 11 giugno
1999 del magistrato inquirente, che ha postulato la reiezione del reclamo;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

 

A.

 

 

Il
procedimento pendente contro __________, come a promozione dell’accusa del 30
marzo 1998 per i reati ricordati in epigrafe (doc. _ dell’inc. MP __________),
si riferisce a due distinte fattispecie.

 

Il 1. maggio 1997 l’accusato era
stato fermato dalla Polizia in un ristorante di __________, in quanto sospetto
autore del danneggiamento di un lampione, durante una fase di retromarcia con
l’automobile da lui condotta. Apparendo in stato fisico alterato e confrontato
dagli agenti con la necessità di sottoporsi alle consuete prove di verifica del
tasso alcoolemico, __________ si è fermamente opposto a qualsivoglia intervento
del genere, pretestando per rifiutare il prelievo del sangue di essere in cura
anticoagulante (v. rapporto e annesso verbale dell’accusato, non firmato, doc.
_ del citato inc. MP).

 

Nel contesto dell’inchiesta per
titolo di truffa aggravata a carico di __________ (nel frattempo condannato
dalla Corte delle Assise criminali, il 24 settembre 1997), a seguito di
denuncia venne coinvolto anche __________ con imputazioni per reati
patrimoniali e documentali: questo procedimento è sfociato nel decreto di
abbandono del 30 aprile 1998 (ABB __________). Le indagini sono per contro
continuate segnatamente per carente diligenza in operazioni finanziarie, avendo
egli omesso di convenientemente accertare l’avente diritto economico di valori
che accettò di prendere in consegna, collocare e trasferire a titolo
professionale su conti aperti a nome della ditta __________ S.A.

 

Il ricorso dell’accusato contro
la corrispondente promozione dell’accusa è stato respinto con la sentenza 12
maggio 1998 della Camera dei ricorsi penali (CRP __________).

 

 

 

B.

 

 

Il 20 aprile 1999 il Procuratore
pubblico ha disposto il deposito degli atti a norma dell’art. 196 CPP (doc. _
del citato inc. MP).

Entro il termine prorogato, con
allegato del 21 maggio 1999 (doc. __________ c.s.), __________ ha chiesto
l’assunzione di prove, consistenti – per l’accusa di carente diligenza in
operazioni finanziarie – nel richiamo di atti dal procedimento contro
__________, in una perizia giudiziaria sulle entrate sul conto inquisito, nel
confronto con lo stesso __________ e nell’interrogatorio di __________ e – per
quanto concerne i reati di circolazione stradale – nell’interrogatorio del
dott. __________ e di testimoni. Precisato che la perizia allestita nel
procedimento a carico di __________ e la sentenza di condanna di quest’ultimo
già sono acquisite all’incarto, il Procuratore pubblico ha respinto tutti gli altri
postulati mezzi di prova, in quanto non determinanti, con decisione del 27
maggio 1999 (doc. __________ c.s.).

Ne è seguito il reclamo in
discussione, con le menzionate osservazioni del magistrato inquirente: per
evitare inutili ripetizioni, delle rispettive argomentazioni si dirà più
innanzi nel contesto della valutazione delle singole litigiose prove.

 

 

 

e considerando

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

 

Il reclamo, tempestivamente
prodotto dal destinatario della decisione impugnata ed accusato, quindi da
persona legittimata, è ricevibile in ordine, essendo rispettati e dettami degli
art. 280 e rel. CPP.

2.

 

 

Per
meritare di essere assunte, le prove proposte dalle parti contestualmente al
deposito atti (art. 196 CPP), o in altro momento dell’istruttoria (art. 60 cpv.
1 e 79 cpv. 1 CPP), devono rispettare tre concorrenti ordini di considerazione:
esse devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo
in diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono
avere i requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle
successive conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per
decidere se promuovere l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi
(dopo conclusione dell’istruzione formale) se decretare messa in stato d'accusa
o abbandono, sino se del caso a quelle del giudice di merito; per quest’ultima
evenienza, le stesse prove devono essere di difficile produzione al
dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra
l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio
1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR
135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in
re F.M., inc. GIAR 1093.93.5). Se, in particolare per l’accusato, la facoltà di
proporre mezzi di prova è espressione del diritto di essere sentito ai sensi
dell’art. 4 Cost. fed. (ora, art. 8 cpv. 1 della nuova Cost. fed.; v., da
ultimo, DTF 124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306, consid. 1b p. 308) e del
“fair trial” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v. Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2.
Aufl. Kehl/Strassburg/ Arlington 1996, nota 99 ad art. 6 CEDU), il giudice del
merito (ed il magistrato inquirente) è tenuto, in applicazione delle norme
procedurali corrispondenti, a considerare rispettivamente ammettere soltanto
quei mezzi di prova che “nach seinem richterlichen Ermessen
entscheidungserheblich sind” (Frowein/Peukert, loc. cit. p. 231).

 

 

 

3. Per la carente
diligenza in operazioni finanziarie.

 

 

3.1

 

__________ assevera che sulle
relazioni fiduciarie della __________ S.A. sono confluiti unicamente fondi
tramite istituti bancari con controllo delle generalità del bonificante e della
lecita provenienza dei versamenti: __________ inoltre gli aveva dato
assicurazione che quella relazione serviva unicamente a gestire suoi conti
personali. La perizia è allora necessaria per dimostrare che le poche
operazioni effettuate non erano tali da suscitare dubbi o sospetti.

Per il Procuratore pubblico è
agli atti la perizia esperita nel procedimento a carico di __________, che già
evidenzia i movimenti finanziari in discussione, con loro ricostruzione in
dettaglio, per cui “basta leggerla”.

L’assunto del magistrato
inquirente merita tutela, non essendo sufficiente l’allegazione dell’accusato
reclamante per cui la perizia acquisita sarebbe ”oltremodo complicata,
dispersiva e molto voluminosa” e non fornirebbe “in modo comprensibile e
chiaro” indicazioni sulle operazioni in discussione: non v’è altro, nel
dire di __________, a dar parvenza di solidità a tali pretese carenze
rispettivamente insufficienze. La prova qui chiesta appare pertanto del tutto
superflua, in quanto in pratica doppione di quella nota, eventualmente
riservato all’accusato di chiederne delucidazione nel seguito della procedura.

 

 

 

 

 

3.2

 

Ancora secondo __________,
__________ avrebbe sostenuto il falso, affermando di aver fatto sapere al
reclamante che sul conto della __________ S.A. operava con denaro di clienti,
contrariamente alle dichiarazioni rilasciate in precedenza dallo stesso
__________ con l’assicurazione del versamento unicamente di denaro di sua
proprietà. Il confronto risulta conseguentemente indispensabile per il
necessario chiarimento.

Per il magistrato inquirente le
dichiarazioni di __________ non sono determinanti e neppure costituiscono gli
unici indizi a carico di __________, per cui anche un cambiamento di versione
di __________ sarebbe di nulla influenza.

Anche questa prova non viene
accolta, in quanto un confronto nella fase predibattimentale, oltre che di
consistenza problematica data la situazione processuale di __________, non
risulta produttivo ai fini della conclusioni del Procuratore pubblico, per cui
potrà – se del caso – essere chiesto ulteriormente all’eventuale dibattimento.

 

 

3.3

 

Come ad istanza e reclamo, il
teste __________, dipendente della __________, dovrebbe essere nuovamente
sentito su quanto da lui dichiarato non chiaramente a proposito dell’entrata di
bonifici.

Questo nuovo interrogatorio era
già stato chiesto il 19 novembre 1998, con decisione negativa del Procuratore
pubblico del 23 novembre 1998. Ora per prove proposte prima della chiusura
dell’istruzione formale a norma dell’art. 196 CPP ed in presenza di anticipata
decisione del magistrato inquirente è dato reclamo a quel momento nelle vie
ordinarie stabilite dagli art. 280 ss. CPP, ritenuto tuttavia che non potranno
poi più trovare udienza in sede di deposito degli atti complementi di prova in
precedenza decisi e definitivamente respinti, per quanto concerneva necessità e
contenuti dell’inchiesta (cfr. sentenze 15 luglio 1991 in re F.B., CRP 144/91,
e 7 ottobre 1991 in re F.M., CRP 210/91; decisione 3 novembre 1993 in re G.G.,
GIAR 862.93.1), fatte beninteso salve nuove emergenze (v. decisione 17 agosto
1994 in re A.A., GIAR 209.94.12). E qui nuove emergenze non vengono neppure
accennate, per cui il reclamo su questo punto si avvera irricevibile.

 

 

 

4. Per i reati di
circolazione stradale.

 

 

4.1

 

In relazione all’accusa di
rifiuto della prova del sangue, assisa sulla perdurante terapia anticoagulante,
per __________ è importante interpellare il dott. __________ “per sapere
esattamente quali spiegazioni e raccomandazioni” egli ha dato al suo
paziente, quest’ultimo personalmente convinto della possibilità di un prelievo
di sangue solo in via eccezionale e sotto sorveglianza dello stesso dott.
__________.

Il Procuratore pubblico fa
presente che il dott. __________ già ebbe a certificare di non aver dato
all’accusato nessuna particolare indicazione. Ed in effetti il 12 agosto 1998
proprio la difesa ha prodotto la dichiarazione 15 luglio 1998 del dott.
__________, di lampante chiarezza (doc. __________ dell’inc. MP e allegato):

 

“…il signor
__________ non è stato informato in modo particolare per quel che concerne un
prelievo venoso in paziente anticoagulato poiché tale prelievo non richiede
nessuna speciale precauzione e non comporta alcun pericolo se eseguito da
personale sanitario competente.”

 

Non sono necessari commenti per
definire questa richiesta di prova ai limiti della temerarietà.

 

 

4.2

 

Il reato di inosservanza dei
doveri in caso di infortunio è una contravvenzione (art. 92 cpv. 1 LCStr), per
cui – la fattispecie imputata essendo stata commessa il 1. maggio 1997 – la
prescrizione assoluta era già caduta al momento della formulazione del reclamo
(secondo l’art. 72 cfr. 2 ultima frase, nella versione allora vigente).

Non si entra quindi nel merito
della prova consistente nell’assunzione di testimoni presenti sul veicolo
condotto dall’accusato e sul posteggio, dove si sarebbe verificato l’incidente.

 

 

 

5.

 

 

In quanto ricevibile, il reclamo
è conseguentemente respinto, con la presente decisione definitiva (art. 284
cpv. 1 lett. a CPP, e contrario), le spese giudiziarie andando a carico del
reclamante soccombente (art. 39 lett. f TG).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
In quanto ricevibile, il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 400.- e le spese di fr. 30.- sono a carico
di __________.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

4.     
Intimazione:

-     
avv. __________, per sé e per il reclamante (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente);

-     
Procuratore pubblico avv. __________ (con l’incarto processuale
di ritorno).

 

 

 

                                                                                 giudice
__________