# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 051d8278-4fac-5105-84bb-375e017bface
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.09.2005 11.2005.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2005-94_2005-09-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2005.94

  	
  Lugano

  7 settembre
  2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2004.222
(protezione della personalità) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1,
promossa con petizione del 13 aprile 2004 da

 

	
   

  	
     AP 5 

     AP 1  

     AP 4 

     AP 2 ,
  e 

     AP 3  

  (patrocinati dallRA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 1  

    AO 2 ,
  e 

    AO 3  

   (patrocinati
  dall'  RA 2 );

  

                                         

                                         premesso che il 13 aprile 2004  AP 5, AP 1, AP 4, AP 2 e AP 3 hanno chiesto al Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 1, di accertare l'avvenuta lesione della
loro personalità in seguito ad alcuni articoli apparsi sul __________ il 14
febbraio 2004, di condannare la AO 1, AO 2 e AO 3 al versamento in beneficenza di
fr. 10 000.– come indennità per torto morale e di ordinare la rimozione di ogni
scritto dal sito Internet del giornale che rievocasse l'articolo del 14
febbraio 2004;

 

                                         ricordato
che con sentenza del 20 giugno 2005, emanata in luogo e vece del Pretore, il
Segretario assessore ha parzialmente accolto la petizione nella misura in cui
era introdotta da AP 5, AP 1, AP 4 e AP 2, ha accertato l'avvenuta lesione
della loro personalità e ha ordinato alla AO 1 di togliere un articolo dal sito
Internet del quotidiano, mentre ha respinto la petizione nella misura in cui
era introdotta dall' AP 3;

 

                                         preso
atto che contro tale sentenza  AP 5, AP 1, AP 4, AP 2 e
AP 3 hanno presentato un appello dell'11 luglio 2005 tendente
a ottenere l'accertamento relativo alla violazione della personalità anche per
quanto riguarda lo stesso  AP 3;

 

                                         stabilito
che il 5 agosto 2005  AP 5, AP 1, AP 4 e AP 2 hanno comunicato di ritirare il
loro appello, mentre l' AP 3 ha dichiarato di mantenere il proprio;

 

                                         rilevato
che in simili circostanze il memoriale comune di ricorso è stato intimato ai
convenuti per eventuali osservazioni;

 

                                         considerato
che il 30 agosto 2005 l' AP 3 ha comunicato a sua volta di ritirare l'appello
“a seguito di un accordo intervenuto con la controparte, nei termini che
risultano dalla lettera odierna dell' RA 2 che si allega in copia";

 

                                         ritenuto
che in tale lettera i convenuti dichiarano di “rinunciare ad ogni indennità a
loro favore e a carico dell' AP 3 stabilita dalla sentenza del Pretore” e a
“ogni reciproca pretesa per spese e/o indennità legali (ripetibili) d'appello”;

 

                                         rammentato
che il ritiro di un appello equivale a desistenza e pone fine alla lite, sicché
il giudice stralcia la causa dai ruoli (art. 352 cpv. 2 CPC);

 

                                         precisato
che, di regola, il recesso da una lite comporta l'obbligo di sopportare gli
oneri cagionati (Rep. 1990 pag. 284, 1978 pag. 375 seg.), ma che la tassa di
giustizia va adeguatamente ridotta, la causa terminando senza sentenza (art. 24
lett. b LTG);

 

                                         osservato
che nella fattispecie non v'è motivo di scostarsi da tale principio, i litisconsorti
essendo per altro solidalmente responsabili dei costi provocati (art. 10 cpv. 1
LTG);

 

                                         posto che,
per quanto attiene alle ripetibili, non è il caso di assegnarne in esito all'appello 
AP 5, AP 1, AP 4 e AP 2 (ritirato prima dell'intimazione), ma nemmeno in esito
all'appello dell' AP 3, i convenuti medesimi avendo dichiarato di rinunciare a
indennità;

 

richiamato l'art. 352 cpv. 1 e 2 CPC,

 

 

decreta:                   1.   Si
prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata dai ruoli per desistenza.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia ridotta        fr. 100.–

                                         b) spese                                      fr.   50.–

                                                                                              fr. 150.–

                                         sono
posti a carico degli appellanti in solido. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –  ; 

  –    .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria