# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 85f61dd3-0bfd-5f0a-bf16-811c52cd2be7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 21.07.2023 52.2022.398
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2022-398_2023-07-21.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2022.398

   

  	
  Lugano

  21
  luglio 2023            

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Matteo Cassina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara Maspoli

  

 

 

statuendo sul ricorso del 26 novembre
2022 dell'

 

 

	
   

  	
    RI
  1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 ottobre 2022 (n. 390) con cui la
  Commissione di disciplina degli avvocati gli ha inflitto una multa di fr.
  900.- a titolo di sanzione disciplinare;

  

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

A.   a. Con scritto del 25 febbraio 2021  M__________, per
il tramite dell'avv.  L__________, ha segnalato alla Commissione di disciplina
degli avvocati (Commissione) il comportamento dell'avv. RI 1, suo precedente patrocinatore,
cui ha rimproverato una serie di gravi mancanze nello svolgimento di un
mandato relativo alle conseguenze di un incidente. Lo ha in particolare biasimato
per avere omesso di (a) procedere tempestivamente al versamento di un anticipo
spese richiesto dal Tribunale federale nell'ambito di un procedimento penale.
Non avrebbe inoltre (b) collaborato con l'avv. L__________ (con cui doveva
comparire a un'udienza e poi diventato suo unico legale), trasmettendogli tutti
gli atti relativi al suo caso, ivi compreso un filmato (che avrebbe perso) di
fondamentale importanza per una procedura civile in corso; né avrebbe (c) fatto
firmare alla controparte una dichiarazione di rinuncia alla prescrizione. Lo ha
inoltre criticato per (d) averla patrocinata in diversi procedimenti in una
lingua a lui praticamente sconosciuta, con la conseguenza che buona parte delle
sue argomentazioni si sarebbe rivelata di difficile comprensione.

b. Preso atto di tale segnalazione, il 26 marzo 2021 la Commissione ha aperto
nei confronti dell'avv. RI 1 un procedimento disciplinare per possibile
violazione del dovere di cura e diligenza (art. 12 lett. a della legge federale
sulla libera circolazione degli avvocati del 23 giugno 2000; LLCA; RS 935.61). 

c. Chiamato a pronunciarsi in merito, l'interessato ha contestato ogni
addebito, denunciando a sua volta il comportamento dell'avv.  L__________, cui
ha rimproverato di avere approfittato della situazione per accaparrarsi la
cliente. Riservata la questione della competenza della Commissione, in sua
difesa ha essenzialmente sostenuto di avere consegnato all'avv. L__________ tutti
i documenti relativi alla causa. Quanto al procedimento penale in sede
federale, ha rilevato come i giudici avessero respinto una richiesta di proroga
del termine per versare l'anticipo e poi deciso che lo stesso era stato pagato
tardivamente. Ha affermato di avere raccolto dalle parti coinvolte le
dichiarazioni di rinuncia alla prescrizione e negato di avere argomentato in
maniera poco comprensibile. Ha quindi escluso qualsivoglia sua negligenza e
conseguente pregiudizio patito dall'ex mandante.  

 

d. In replica, la
denunciante ha essenzialmente ribadito le sue tesi e conclusioni. Pur avendo espressamente
richiesto un secondo scambio di allegati, l'interessato ha per finire
rinunciato a presentare una duplica. 

 

 

                                  B.   Con
decisione del 26 ottobre 2022, la Commissione ha condannato l'avv. RI 1 al
pagamento di una multa disciplinare di fr. 900.-, ritenendo i fatti oggetto
della segnalazione solo in parte costitutivi di una violazione delle regole
professionali. Giustificata la sua competenza, la precedente istanza ha in
particolare concluso che il denunciato fosse incorso in una violazione
dell'obbligo di cura e diligenza per il mancato pagamento tempestivo dell'anticipo
richiesto dal Tribunale federale (a), rilevando come su quel punto
l'interessato avesse mentito, rispettivamente accampato delle scuse ingiustificabili,
considerato che l'avvocato deve assicurarsi del pagamento degli anticipi senza poter
far ricadere sul suo cliente la colpa di un'eventuale omissione. L'autorità
inferiore ha invece ritenuto che l'avvocato non avesse mancato intenzionalmente
o con grave negligenza al suo obbligo di (b) fornire tutta la documentazione
necessaria al collega (che aveva tutto sommato potuto raddrizzare la
causa con la replica), in particolare la videoregistrazione della partita
di hockey (poiché non vi sarebbe stata la prova certa che esistesse per
davvero o che la sua scomparsa fosse imputabile a lui). Ha poi
disatteso - siccome non comprovati - anche gli altri addebiti avanzati dalla
denunciante (mancato ottenimento di una dichiarazione di rinuncia alla
prescrizione [c] e mancanza di competenze linguistiche sufficienti [d]). La
sanzione è stata commisurata tenendo conto della gravità dell'infrazione. 

 

 

                                  C.   Avverso
la predetta decisione, l'avv. RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento. 

Nel suo allegato, il ricorrente lamenta che la precedente istanza abbia dato
per acquisiti i fatti denunciati dalla segnalante, senza tener conto delle sue
argomentazioni difensive. Ripercorsi i propri interventi in favore dell'ex
cliente, conferma essenzialmente di avere svolto il mandato a regola d'arte,
senza alcun pregiudizio per la segnalante.

 

 

                                  D.   In
sede di risposta la Commissione, riconfermandosi integralmente nel
provvedimento impugnato, si è rimessa al giudizio del Tribunale.

                                  E.   Non
vi è stato un ulteriore scambio di allegati, ritenuto che il ricorrente non ha
presentato la replica nel termine prorogato assegnato, limitandosi a
richiedere, tardivamente, un'ennesima proroga, non più accordata. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La competenza del
Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 28 cpv. 1 della legge sull'avvocatura
del 13 febbraio 2012 (LAvv; RL 951.100). Certa è la legittimazione attiva del ricorrente,
personalmente e direttamente toccato dalla decisione impugnata, di cui è
destinataria (art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24
settembre 2013; LPAmm; RL 165.100). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1
LPAmm), è dunque ricevibile in ordine. 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria
(art. 25 cpv. 1 LPAmm).

 

 

                                   2.   2.1. L'art. 12 lett. a LLCA
impone all'avvocato di esercitare la professione
con cura e diligenza. Questa disposizione costituisce una clausola generale che permette di
esigere dall'avvocato un comportamento corretto nell'esercizio della sua
professione (cfr. STF 2C_354/2021 del 24 agosto 2021 consid. 4.1, 2C_50/2019 del 16 gennaio 2020 consid. 4.2 e rif.). La regola vale per tutti gli ambiti della sua attività professionale e concerne,
oltre al rapporto con il proprio cliente, anche i contatti con le autorità
giudiziarie, le controparti, i colleghi e l'opinione pubblica (cfr. DTF 144 II
473 consid. 4.1 e rimandi; STF 2C_209/2022 del 22 novembre 2022 consid. 2.1, 2C_354/2021
citata consid. 4.1; Walter Fellmann,
Anwaltsrecht, II ed., Berna 2017, n. 212; François
Bohnet/Vin-cent Martenet, Droit de la profession d'avocat, Berna 2009,
n. 1161). Tale obbligo concretizza, sul piano disciplinare, il dovere
imposto al mandatario nei confronti del mandante dall'art. 398 cpv. 2 del
codice delle obbligazioni svizzero del 30 marzo 1911 (CO; RS 220) di eseguire
fedelmente e diligentemente gli affari affidatigli. La violazione dell'art. 398
cpv. 2 CO non implica tuttavia necessariamente anche una violazione dell'art.
12 lett. a LLCA. L'autorità di disciplina non deve
esaminare la correttezza e l'opportunità degli atti del mandatario. Una
sanzione disciplinare si giustifica soltanto in caso di violazione qualificata,
intenzionale o dovuta a grave negligenza, ai suoi doveri, tale da ledere
gravemente la fiducia riposta nell'avvocato e nella sua professione (cfr. DTF
144 II 473 consid. 4.1 e rif.; STF 2C_209/2022 citata consid. 2.1, 2C_354/2021 citata consid. 4.1, 2C_50/2019
citata consid. 4.2 e rif.; Fellmann,
op. cit., n. 216; Bohnet/Mar-tenet,
op. cit., n. 1154, 1165 e 1202; Giovanni
Andrea Testa, Die zivil- und standesrechtlichen Pflichten des
Rechtsanwaltes gegenüber dem Klienten, Zurigo 2001, pag. 83).

2.2. Il mancato rispetto di un termine è rilevante dal profilo
disciplinare soltanto in presenza di circostanze aggravanti che lasciano
trasparire un'esecuzione irresponsabile della professione, vale a dire quando
l'avvocato omette di adottare le usuali misure di precauzione per evitare
simili errori (cfr. Testa, op.
cit., pag. 87 seg. e rif.; Fellmann,
op. cit., n. 242; cfr. pure Bohnet/Mar-tenet,
op. cit., pag. 1208). L'osservanza dei termini costituisce infatti uno degli
obblighi fondamentali dell'avvocato, che deve dotarsi di un'organizzazione
adeguata del suo studio e predisporre dei meccanismi di controllo tali da
permettergli di adempiere questo suo dovere (cfr. Benoît Chappuis/Jérôme Gurtner, La profession d'avocat, Zurigo/Basilea/Ginevra
2021, n. 175 e 1164; Bohnet/Martenet,
op. cit., n. 2765). Egli deve in particolare assicurarsi del versamento degli
anticipi delle spese processuali da parte dei suoi clienti entro il termine
impartito. Non può fare valere che il ritardo nel pagamento è dovuto all'assenza
del suo cliente, a una perdita della posta che gli era destinata o a un
problema tecnico di cui poteva avere conoscenza prima della scadenza del
termine (cfr. Benoît Chappuis, La
responsabilité de l'avocat - Thèmes choisis, in: Pascal Pichonnaz/Franz Werro, La pratique contractuelle
5, Zurigo/Basilea/Ginevra 2016, pag. 80 seg.; Bohnet/Martenet, op. cit., n. 2767 e rif.). 

2.3. I principi testé esposti, oltre
ad essere ricordati dall'art. 16 e 19 cpv. 2 LAvv, sono essenzialmente recepiti
anche a livello di norme deontologiche, le quali, pur non avendo valore
normativo, nella misura in cui riflettono una concezione largamente diffusa a
livello nazionale, costituiscono una fonte d'ispirazione per l'interpretazione
delle regole professionali sancite dallo Stato (cfr. DTF 136 III 296 consid.
2.1, 130 II 270 consid. 3.1.1; Bohnet/Martenet,
op. cit., n. 296). Essi sono in particolare ripresi dall'art. 1 del codice
svizzero di deontologia del 10 giugno 2005 (CSD), in vigore all'epoca dei
fatti, secondo cui l'avvocato esercita la sua
professione con diligenza, con coscienza e in conformità all'ordinamento
giuridico (cpv. 1), astenendosi da tutto ciò che potrebbe intaccare la sua credibilità
(cpv. 2). Secondo l'art. 2 cpv. 2 CSD, egli esegue il mandato tempestivamente e
informa il cliente sullo sviluppo dell'incarico affidatogli. 

 

 

                                   3.   3.1.
Nel caso concreto, per quanto qui interessa, dagli atti emerge che la
segnalante si era rivolta al ricorrente affinché la patrocinasse in
relazione alle conseguenze di un incidente di cui era stata vittima nel 2014, allorquando
ha subito una grave lesione a un occhio dopo essere stata colpita in volto da
un disco in occasione di una partita di hockey a cui stava assistendo come
spettatrice. Dopo avere intavolato - invano - delle trattative extragiudiziali
con l'assicurazione dell'organizzatrice dell'evento, il legale ha in
particolare sporto una denuncia nei confronti del club sportivo (cui imputava
la mancata installazione dei necessari dispositivi di sicurezza). Il
procedimento penale è tuttavia culminato nella sentenza del 26 febbraio 2019
con cui il Tribunale federale ha dichiarato irricevibile il ricorso contro il
decreto di abbandono per mancato versamento tempestivo dell'anticipo richiesto
entro il termine suppletorio impartito (cfr. STF 6B_57/2019 sub doc. 6). Dagli
atti emerge che, nonostante l'Alta Corte federale l'avesse reso attento della
non prorogabilità di questo secondo termine, l'ultimo giorno utile egli ha
semplicemente richiesto un'ulteriore dilazione, senza addurre nuove particolari
e non prevedibili ragioni, limitandosi a indicare che la cliente si trovava all'estero
(cfr. sentenza citata e scritto del 20 febbraio 2019). 

Il 2 maggio 2019 ha poi trasmesso la decisione d'irricevibilità alla cliente,
con la semplice annotazione che il tribunale aveva rifiutato una proroga del
termine per l'anticipo ([...] Im Rahmen der
Kostenvorschussleistung wurde uns eine Fristverlängerung verweigert und der
entsprechende Entscheid ausgefällt [...]), che tale
decisione era chiaramente sbagliata e che occorreva inoltrare una domanda di
riesame (Wiedererwägung). 

3.2. Come visto in narrativa, la Commissione
ha ritenuto che in relazione al mancato pagamento dell'anticipo il ricorrente
fosse incorso in una violazione dell'obbligo di cura e diligenza ex art. 12
lett. a LLCA, avendo mentito rispettivamente accampato scuse ingiustificabili,
atteso che l'avvocato deve assicurarsi del pagamento degli anticipi senza poter
far ricadere la colpa sul cliente se questo è assente o non riceve la
corrispondenza. Ha rilevato che l'osservanza dei termini costituisce uno degli
obblighi organizzativi di base della professione forense, la cui violazione
comporta una sanzione disciplinare, specie nel caso in esame in cui l'assicurazione
giuridica si sarebbe assunta i costi processuali. A giusta ragione.

3.3. In concreto è anzitutto pacifico che il ricorso in materia penale che il
ricorrente ha presentato all'Alta Corte federale per conto della segnalante è
stato dichiarato irricevibile poiché - nonostante il termine suppletorio non
prorogabile impartito - non era stato versato in tempo l'anticipo richiesto
(cfr. STF 6B_57/2019 citata, in particolare consid. 3). Altrettanto evidente è
che l'insorgente non ha mai addotto una qualsiasi giustificazione plausibile
per quanto accaduto, né nei confronti della cliente e nemmeno nell'ambito della
presente procedura. Nelle sue domande di proroga al Tribunale federale (del 31
gennaio e 20 febbraio 2019, cfr. doc. 5) egli si è limitato a indicare una non
meglio precisata assenza della cliente, che quest'ultima ha tuttavia chiaramente
smentito, lamentando invece di essere sempre rimasta all'oscuro della
richiesta, che avrebbe dovuto essere girata alla sua assicurazione protezione
giuridica (cfr. e-mail del 2 novembre 2020 sub doc. 4). In queste circostanze,
posto che nemmeno un'eventuale assenza della mandante all'estero avrebbe invero
giustificato il comportamento del ricorrente (che ha negligentemente omesso di
assicurarsi del pagamento tempestivo dell'anticipo da parte della stessa
rispettivamente di trasmettere la relativa richiesta alla sua assicurazione
protezione giuridica, cfr. doc. 7), forza è constatare che egli è manifestamente
incorso in una violazione dell'obbligo di cura e diligenza sancito dall'art. 12
lett. a LLCA.

                                   4.   Ferme queste premesse,
resta da verificare l'entità della sanzione da infliggere al ricorrente. 

 

4.1. In caso di
violazione della LLCA, l'art. 17 cpv. 1 prevede le misure disciplinari
seguenti: 

a.    l'avvertimento;

b.    l'ammonimento;

c.    la multa fino a fr. 20'000.-;

d.    la sospensione dall'esercizio dell'avvocatura per due anni al massimo;

e.    il divieto definitivo di esercitare. 

                                         La multa può
essere cumulata con la sospensione dall'esercizio dell'avvocatura o con il
divieto definitivo di esercitare (art. 17 cpv. 2 LLCA).

 

La Commissione
gode di un certo margine di apprezzamento nella scelta
della misura disciplinare, nella fissazione dell'importo di un'eventuale multa
o della durata della sospensione dall'esercizio della professione. L'autorità
deve tuttavia attenersi al rispetto dei principi della proporzionalità e della
parità di trattamento e, in generale, la sanzione deve rispondere a un
interesse pubblico. Il provvedimento deve
tenere conto in maniera appropriata della natura e della gravità della
violazione delle regole professionali. Inoltre, il numero di violazioni gioca
evidentemente un ruolo. Occorre poi considerare lo scopo che la sanzione
disciplinare deve raggiungere nel caso concreto e scegliere il provvedimento
adatto, necessario e proporzionato a tale fine. Così come avviene nel diritto penale (cfr. art. 47 e 48 del codice penale
svizzero del 21 dicembre 1937; CP; RS 311.0), l'autorità terrà in particolar
modo conto anche degli antecedenti e del comportamento tenuto dall'avvocato
durante la procedura disciplinare (cfr. STA 52.2015.68 del 4 dicembre 2015
consid. 8; Bohnet/

Martenet, op. cit., n.
2178, 2183-2187; Tomas Poledna, in:
Fellmann/Zindel [curatori], Kommentar zum Anwaltsgesetz, II ed.,
Zurigo/Basilea/Ginevra 2011, ad art. 17, n. 23 segg.).

4.2. In concreto, la violazione commessa dall'insorgente dev'essere
considerata grave poiché il mancato rispetto del termine per il versamento
dell'anticipo richiesto dal Tribunale federale ha avuto quale diretta
conseguenza l'irricevibilità del ricorso interposto in quella sede e dunque
l'esaurimento del procedimento penale avviato a seguito della denuncia della segnalante
(cui sono state anche accollate le spese giudiziarie della sede federale). La
violazione appare tanto più seria se si considera che l'insorgente non ha mai fornito
una chiara giustificazione del suo comportamento, tanto meno nei confronti
della cliente (a cui era stata finanche prospettata la possibilità di chiedere un
riesame della sentenza d'irricevibilità; cfr. citato scritto del 2 maggio 2019).

A favore del ricorrente depone per contro l'assenza di precedenti disciplinari.

Alla luce di tutto quanto precede e avuto riguardo al margine di apprezzamento
di cui gode la Commissione in questo ambito (cfr. supra, consid. 4.1),
la multa di fr. 900.- inflitta all'insorgente merita di essere confermata. La
sanzione così commisurata, situata nella fascia inferiore di quanto previsto
dalla norma, risulta senz'altro opportunamente
ragguagliata all'infrazione addebitatagli e rispettosa del principio della
proporzionalità. Tiene adeguatamente conto dell'incensuratezza del
ricorrente e appare sufficiente a richiamarlo al rispetto dei principi
deontologici che sono stati in concreto disattesi.

 

 

                                   5.   5.1. Sulla base delle
considerazioni che precedono, il ricorso deve essere respinto. 

 

5.2. Dato l'esito, la
tassa di giustizia (art. 47 cpv. 1 LPAmm) è posta a carico dell'insorgente,
secondo soccombenza. 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide: 

 

1.   Il ricorso è
respinto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'500.-, già anticipata dal ricorrente, 

resta interamente a suo carico.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

La
presidente                                                         La vicecancelliera