# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1af83229-0ea5-557f-a644-b19b3e0b1cb3
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2000-06-09
**Language:** it
**Title:** Bundesgericht I. öffentlich-rechtliche Abteilung 09.06.2000 1P.730/1999
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BGer/CH_BGer_001_1P-730-1999_2000-06-09.html

## Full Text

[AZA 3] 

 

1P.730/1999 

 

   I C O R T E D I   D I R I T T O   P U B B L I C O 

   ***************************************************** 

 

    
  9 giugno 2000 
  
 

 

Composizione della Corte: giudici federali Aemisegger, pre- 

sidente della Corte, Nay e Catenazzi. 

Cancelliere: Crameri. 

 

________ 

 

Visto il ricorso di diritto pubblico del 29 novembre 1999 

presentato da 
  Peter R ü e d i, Minusio, contro la decisio-
 

ne emessa il 18 ottobre 1999 dal 
  Tribunale amministrativo 
 

    
  del Cantone Ticino nella causa che oppone il ricorrente al
 

    
  Consiglio di Stato del Cantone Ticinoe al 
  Municipio di Mi -
 

    
  nusio in merito alla reiezione di una mozione tendente alla
 

modifica del piano regolatore; 

    
  R i t e n u t o i n f a t t o : 
  
 

 

    
  A.- 
  
 

 Il 26 ottobre 1998 Peter Rüedi, consigliere  

comunale a Minusio, ha presentato un'interpellanza con la 

quale proponeva puntuali modificazioni delle norme di at- 

tuazione del piano regolatore comunale (NAPR). Più precisa- 

mente, proponeva che all'art. 27.4 NAPR il titolo "deroghe" 

fosse sostituito dal titolo "agevolazioni e abbuoni" e che 

l'art. 20 NAPR fosse completato con un capoverso secondo, 

del seguente tenore: "Gli attici e le mansarde non sono 

computati nell'altezza alla condizione che l'ingombro mas- 

simo della costruzione sia contenuto nella pendenza teorica 

di un tetto a falde con un'inclinazione del 50%": questo 

disposto, che già esisteva come terzo capoverso dell'art. 

21 NAPR ("corpi tecnici"), veniva in realtà semplicemente 

spostato all'articolo precedente ("Altezze"), ritenuto 

dall'interpellante quale sede più adatta. Il 30 novembre 

1998 Rüedi ha trasformato l'interpellanza in mozione. 

 

       La mozione è stata esaminata, in applicazione della 

legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC), da una 

commissione del Consiglio comunale e dal Municipio. Il Con- 

siglio comunale l'ha quindi discussa nella seduta del 17 

maggio 1999, dove ha allora raccolto diciotto voti favore- 

voli, di fronte a otto voti contrari e a sette astensioni. 

Considerato che non era stata raggiunta la maggioranza as- 

soluta dei quaranta membri del Consiglio comunale, prevista 

per l'accettazione delle modificazioni di piano regolatore, 

la mozione è stata dichiarata respinta. 

 

    
  B.- 
  
 

 Il Consiglio di Stato del Cantone Ticino, da-  

vanti al quale Peter Rüedi si era aggravato, ne ha respinto 

il ricorso, rilevando in sostanza che la modificazione 

litigiosa, proposta attraverso una mozione elaborata, ri- 

guardava le norme di attuazione del piano regolatore e che 

la maggioranza richiesta non era stata raggiunta. 

 

       Con sentenza del 18 ottobre 1999 il Tribunale can- 

tonale amministrativo del Cantone Ticino ha respinto un ri- 

corso di Rüedi per gli stessi motivi su cui si fondava la 

decisione governativa. 

 

    
  C.- 
  
 

 Peter Rüedi impugna la sentenza del Tribunale  

cantonale amministrativo con un ricorso di diritto pubblico 

al Tribunale federale. Chiede di annullarla. Rilevato che 

la sua non era una mozione elaborata, il ricorrente ha con- 

siderato arbitraria l'interpretazione datale dalla Corte 

cantonale. Pertanto, le modificazioni delle NAPR proposte 

con la mozione sarebbero state intese solo a concretizzare 

lo scopo della normativa attraverso articoli non contrad- 

dittori, comprensibili e completi. 

 

    
  D.- 
  
 

 Il Municipio di Minusio propone di respingere  

il ricorso, in quanto ricevibile. Il Consiglio di Stato 

propone di confermare la sentenza impugnata, mentre il Tri- 

bunale amministrativo dichiara di riconfermare tesi, alle- 

gazioni e conclusioni contenute nel suo giudizio. 

 

    
  C o n s i d e r a n d o i n d i r i t t o : 
  
 

 

    
  1.- 
  
 

 Il Tribunale federale esamina d'ufficio e con  

piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengo- 

no sottoposti (DTF 125 I 14 consid. 2a, 253 consid. 1a). 

 

    
  2.- 
  
 

 Il ricorrente, che si è visto respingere una  

mozione da lui presentata nella qualità di consigliere 

comunale di Minusio, contesta, siccome arbitraria, la sen- 

tenza della Corte cantonale. Essa, come già il Legislativo 

comunale e il Governo, ha considerato non raggiunto il quo- 

rum per ammettere le modificazioni delle norme di piano re- 

golatore proposte con la mozione stessa. 

 

       Secondo l'art. 88 OG il diritto di ricorrere spetta 

ai privati o agli enti collettivi che si trovano lesi nei 

loro diritti da decreti o decisioni che li riguardano per- 

sonalmente o che rivestono carattere obbligatorio generale. 

La semplice appartenenza a un'autorità quale suo membro non 

conferisce una posizione personale giuridicamente protetta 

ai sensi dell'art. 88 OG, in gioco essendo la tutela di 

compiti pubblici, e il funzionamento degli organismi pub- 

blici o politici non potendo costituire oggetto di un ri- 

corso di diritto pubblico secondo l'art. 84 cpv. 1 lett. a 

OG, previsto per la tutela di diritti individuali (DTF 123 

I 41 consid. 5a/ee, 121 I 252 consid. 1a; sentenza inedita 

del 24 agosto 1999 in re S., consid. 1a). Ora, il ricorren- 

te, con il presente gravame, contesta l'interpretazione da- 

ta dalla Corte cantonale alla sua mozione e quindi la con- 

clusione del non raggiungimento del quorum previsto: le sue 

critiche riguardano manifestamente il funzionamento di un 

organismo comunale nell'espletamento dei suoi compiti pub- 

blici e sono quindi irricevibili secondo la giurisprudenza 

citata (vedi anche 
  Walter Kälin, Das Verfahren der staats-
 

rechtlichen Beschwerde, 2aed., Berna 1994, pag. 151, 230 

seg.). 

 

       Il ricorrente non fonda d'altra parte il gravame 

sull'art. 85 lett. a OG, riguardante il diritto di voto dei 

cittadini. Comunque una violazione di siffatto diritto, nel 

senso della citata disposizione, presupporrebbe ch'esso 

avesse potuto venir esercitato in una votazione popolare, 

ciò che non è il caso in concreto. In effetti, il ricorso 

per violazione del diritto di voto non è dato contro le 

elezioni o le votazioni indirette, vale a dire che si svol- 

gono in seno a un organo rappresentativo, come può essere 

un parlamento cantonale o un consiglio comunale (DTF 112 Ia 

174 consid. 2; vedi pure la sentenza del Tribunale federale 

del 20 giugno 1997 in re M., consid. 3, pubblicata in RDAT 

II-1997, n. 18; 
  Kälin, op. cit., pag. 151).
 

 

       Ne consegue che il ricorso di diritto pubblico in 

esame è inammissibile. 

 

    
  3.- 
  
 

 Esso sarebbe, e le seguenti considerazioni so-  

no abbondanziali, in ogni caso infondato. Innanzitutto, era 

tutt'altro che arbitraria (sulla nozione d'arbitrio v. DTF 

DTF 125 II 10 consid. 3a pag. 15, 125 I 1 consid. 2b/aa, 

pag. 4) l'interpretazione data dalla Corte cantonale alla 

mozione litigiosa, nel senso di considerarla "elaborata": 

il suo autore proponeva due precise e pienamente formulate 

modificazioni delle norme di attuazione del piano regolato- 

re, che non abbisognavano di ulteriore elaborazione. Sulla 

mozione stessa si sono espressi una commissione del Consi- 

glio comunale con rapporto del 16 marzo 1999 e il Municipio 

con osservazioni del 20 aprile 1999: la procedura fissata 

dall'art. 67 LOC è stata rispettata. Considerata la natura 

della mozione, il Legislativo comunale poteva esaminarla in 

una sola tornata, e deciderla con un unico atto ( 
  Eros Rat -
 

    
  ti, Il Comune, vol. I, 2aed., pag. 543).
 

 

       Le modificazioni che costituivano lo scopo e il 

contenuto stesso dalla mozione riguardavano manifestamente 

il piano regolatore, e andavano peraltro oltre la correzio- 

ne di semplici errori redazionali. Secondo i combinati di- 

sposti degli art. 13 cpv. 1 lett. d e 61 cpv. 2 LOC era ne- 

cessario, per accettarle, la maggioranza assoluta dei mem- 

bri del Consiglio comunale. Poiché questo comprende, a 

Minusio, quaranta membri, e per le suesposte modificazioni 

votarono solo diciotto membri, il quorum legale non è stato 

raggiunto, sicché senza arbitrio la Corte cantonale, fon- 

dandosi su un'applicazione addirittura corretta delle nor- 

me, ha respinto il ricorso. 

 

    
  4.- 
  
 

 Ne segue che il ricorso di diritto pubblico è  

inammissibile. Le spese seguono la soccombenza (art. 156 

cpv. 1 OG). 

 

Per questi motivi 

 

    
  i l   T r i b u n a l e   f e d e r a l e 
  
 

 

    
  p r o n u n c i a : 
  
 

 

       1. Il ricorso è inammissibile. 

 

       2. La tassa di giustizia di fr. 2000.-- è posta a 

carico del ricorrente. 

 

       3. Comunicazione al ricorrente, al Municipio e al 

Consiglio comunale di Minusio, al Consiglio di Stato e al 

Tribunale amministrativo del Cantone Ticino. 

 

 

Losanna, 9 giugno 2000 

VIZ 

 

              

In nome della I Corte di diritto pubblico  

                    

del TRIBUNALE FEDERALE SVIZZERO:  

Il Presidente, 

 

Il Cancelliere,