# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c05ddcc-4ae2-5c60-ab07-326c55911065
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 07.03.2006 16.2006.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2006-27_2006-03-07.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2006.27

  	
  Lugano

  7 marzo 2006/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 21
febbraio 2006 presentato da

 

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

 

la sentenza 22 febbraio
2005 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di 

Lugano, sezione 5 (inc.
n. EF.2004.3371), nella procedura sommaria di ammissione 

dell'opposizione - per
non essere addivenuto a miglior fortuna (art. 265a LEF) - 

promossa con istanza 4
novembre 2004 da parte di

 

 

	
   

  	
  CO 1  

   

  

 

 

 

 

letti ed esaminati gli
atti

 

 

 

 

 

considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

                                         che
con sentenza 22 febbraio 2005 il Segretario assessore della Pretura del Distretto
di Lugano, sezione 5, chiamato a pronunciarsi sull'opposizione interposta da RI
1 al PE n. __________ dell'UE di Lugano notificatole dalla CO 1 per l'incasso
di fr. 7'614.95 rivendicati sulla base dell'attestato carenza di beni n. 764072
del 12 settembre 2000, non ha ammesso l'opposizione motivata con il mancato
ritorno a miglior fortuna, non avendo l'escussa reso verosimile tale eccezione;

 

                                         che
con atto ricorsuale 21 febbraio 2006 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio;

 

                                         che
secondo l'art. 265a cpv. 1 LEF se il debitore si oppone al precetto esecutivo
contestando di essere ritornato a miglior fortuna, l'Ufficio esecuzione
trasmette l'opposizione al giudice del luogo dell'esecuzione, il quale
statuisce definitivamente dopo avere sentito le parti;

 

                                         che
il giudizio sull'ammissione o meno dell'eccezione di non ritorno a miglior
fortuna è definitivo giacché contro il medesimo non è dato nessun rimedio di
diritto, né ordinario, né straordinario del diritto cantonale (Messaggio concernente
la revisione della LEF dell'8 maggio 1991, pag. 114; D. Staehelin, Kommentar zum Bundesgesetz über
Schuldbetreibung und Konkurs, 1998, n. 31 ad art. 265a LEF; DTF 126 III 112; Cocchi/ Trezzini, CPC-TI, 2000, art. 22
LALEF, m. 5);

 

                                         che
ne consegue l'improponibilità del presente atto;

 

                                         che
l'unico rimedio proponibile contro la decisione del giudice di prime cure sarebbe stato quello del ricorso di diritto pubblico (Dallèves/ Foëx/Jeandin, Commentaire
romand de la Loi fédérale sur la poursuite pour dettes et la fallite, 2005, n.
21 ad art. 265a LEF), al quale la ricorrente non può in concreto far capo vista
la pacifica decorrenza del termine ricorsuale di 30 giorni;

 

                                         che,
comunque sia, il credito rivendicato nei confronti della ricorrente e oggetto
dell'attestato di carenza di beni emesso nei suoi confronti il 12 settembre
2000 riguarda un debito della defunta madre nei confronti dell'istituto
bancario dovuto all'utilizzo di una carta VISA, al quale la ricorrente è
subentrata nella sua qualità di erede ai sensi dell'art. 560 cpv. 2 CC secondo
il quale i debiti del defunto diventano debiti personali dell'erede;

 

                                         che
anche qualora la ricorrente non fosse la sola erede, la stessa risponde dei
debiti della madre solidalmente con altri eventuali coeredi (art. 603 cpv. 1
CC), ciò che legittima il creditore ad agire a sua scelta nei confronti di uno
solo di essi per il pagamento dell'intero debito (art. 144 CO);

 

                                         che
vista la particolarità della fattispecie, eccezionalmente si prescinde dal
prelevare tasse e spese per il presente giudizio, mentre non si giustifica di
assegnare ripetibili alla controparte, alla quale il ricorso non è stato
notificato.

 

 

 

Per i quali motivi, 

richiamati gli art. 327
segg. CPC

 

pronuncia:              1.   Il ricorso per cassazione 21 febbraio 2006 di RI 1 è
irricevibile.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse e spese per il presente giudizio, né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -    ; 

  -   . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d¿appello

La presidente                                                        La
segretaria