# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9626fc2-092d-5180-bd7e-bb7a5604f62b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-07-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 24.07.2023 16.2022.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2022-36_2023-07-24.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2022.36

  	
  Lugano

  24 luglio 2023/bs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani,
  presidente,

  Fiscalini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 28 settembre 2022 presentato da

 

	
   

  	
   RE
  1  

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 30 agosto 2022 dal
  Giudice di pace del circolo di Capriasca
  nella causa SE.2022.2 (mandato) promossa con petizione del 22 febbraio 2022 dallo

  	 

 

	
   

  	
  CO 1  

  (rappresentato
  dall'  RA 1 ),

   

  

 

                                                                                 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 14 ottobre 2017 RE 1 ha incaricato la società I__________
Sagl, di cui l'arch. G__________ è socio e gerente con firma individuale, di
progettare una casa unifamiliare da edificare sulla particella n. __________1
RFD di __________ di sua proprietà e poi dirigere i lavori di costruzione. Il contratto
prevedeva l'integrazione delle Norme SIA 102 e 103.

 

                                  B.   Il 17 luglio 2018 I__________
Sagl ha allestito un preventivo dei costi di costruzione, nel quale ha indicato,
tra l'altro, un costo di fr. 6000.– per l'onorario del geologo “CO 1”. Lo CO 1, di
cui l'ing. G__________ è presidente con firma individuale, è poi
effettivamente stato incaricato di effettuare delle indagini geologiche e
geotecniche sul fondo da edificare e di allestire un rapporto con annessi piani
di scavo. Terminate le sue prestazioni, il 5 febbraio 2019 la società ha trasmesso a RE 1 una nota professionale di
complessivi fr. 3172.65 (IVA compresa),
il cui pagamento è stato sollecitato il 26 maggio 2020 senza esito. 

 

                                  C.   Il 24 agosto 2020 lo CO
1 ha fatto notificare a RE 1 il precetto esecutivo n. 2__________
dell'Ufficio esecuzione di Lugano per l'incasso di fr. 3172.65 più interessi
al 5% dal 27 maggio 2020 e di fr. 6.30, indicando quali titoli di credito
rispettivamente “fattura in sospeso del 5.2.2019 per consulenza geologia e
geotecnica” e “lettera raccomandata messa in mora del 26.5.2020”, cui l'escusso
ha interposto opposizione.

 

                                  D.   Il 7 settembre 2021 lo
CO 1 si è rivolto al Giudice di pace del Circolo di Capriasca per un
tentativo di conciliazione volto a ottenere da RE 1 il pagamento di
fr. 3172.65 più interessi al 5% dal 27 maggio 2020, così come il rigetto in
via definitiva dell'opposizione interposta al citato precetto esecutivo. Constatata l'impossibilità di conciliare le parti,
il Giudice di pace ha rilasciato all'istante, il 24 novembre
2021, l'autorizzazione ad agire. Le spese processuali di fr. 230.– sono
state poste a carico dell'istante (inc. CO-12-21).

 

                                  E.   Con petizione del 22
febbraio 2022 lo CO 1 ha adito
il medesimo Giudice di pace per ottenere quanto postulato in sede
conciliativa. Nelle sue osservazioni del 21 marzo 2022 RE 1 ha proposto di
respingere la petizione. Alle prime arringhe del 22 giugno 2022 le parti
hanno ribadito le loro posizioni. Assunta seduta stante la testimonianza
dell'arch. G__________, in coda al verbale d'udienza il Giudice di pace ha chiuso
l'istruttoria e ha assegnato alle parti un termine per presentare memoriali
conclusivi. Nel suo allegato del 28
giugno 2022, completato il 10 luglio successivo il convenuto ha nuovamente
concluso per il rigetto della petizione. L'attrice è rimasta invece silente. 

 

                                  F.   Statuendo
con decisione del 30 agosto 2022 il Giudice di pace ha accolto la
petizione obbligando il convenuto a versare all'attrice di
fr. 3172.65 più interessi al 5% dal 27 maggio 2020 e rigettando in via
definitiva l'opposizione interposta al citato precetto esecutivo. Le spese
processuali di fr. 230.– sono state poste a carico
del convenuto, tenuto a rifondere all'attrice fr. 300.– per
ripetibili.

 

                                  G.   Contro
la decisione appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 28 settembre 2022 in cui chiede di
annullare la sentenza impugnata comprese “tutte le spese” messe a suo
carico. Nelle sue osservazioni del 24
novembre 2022 lo CO 1 conclude per la
reiezione del reclamo. In una replica spontanea del 5 dicembre 2022 il
reclamante ribadisce la propria posizione.

 

Considerando

 

in diritto:                 1.   Le decisioni emanate nella procedura semplificata in
controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–
sono impugnabili a questa Camera con reclamo entro trenta giorni dalla
notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). In concreto, la decisione impugnata è stata
notificata al convenuto il 31 agosto 2022. Datato 28 settembre 2022 ma impostato il giorno
successivo (timbro sulla busta d'invio) il reclamo in esame è tempestivo.

 

                                   2.   Al reclamo RE 1 acclude una fotografia delle
“tre fosse alla ricerca di reperti archeologici” fatte eseguire dall'Ufficio
dei beni culturali sulla particella n. __________1 RFD __________
(doc. C) e due fotografie
dello scavo edilizio eseguito sulla stessa particella (doc. D). Questi documenti, non sottoposti al primo
giudice, sono irricevibili, l'art. 326 cpv. 1 CPC vietando
alle parti di avvalersi davanti all'autorità di reclamo di nuovi mezzi di
prova.

 

                                   3.   Secondo l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata
l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente
errato dei fatti (lett. b). L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di
cognizione le censure concernenti l'errata applicazione del diritto – federale,
cantonale o estero – da parte della giurisdizione inferiore; spetta al
reclamante, pena l'irricevibilità del suo reclamo, spiegare in modo conciso in
cosa consista la violazione del diritto e su quali punti il giudizio contestato
viene impugnato (DTF 142 III 367 consid. 2.4 con rinvii). Per quanto concer­ne
invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione limitato,
potendo rivederli soltanto se essi sono stati accertati in modo manifestamente
errato. Anche in tal caso occorre in particolare esporre le critiche in maniera
chiara e circostanziata, accompagnandole con un'argomentazione esaustiva. La
definizio­ne di “manifestamente errato” corrisponde a quella dell'arbitrio
(art. 9 Cost.) nell'apprezzamento delle prove o nell'ac­certamento dei fatti.
Per motivare l'arbitrio non basta criticare semplicemente la decisione
impugnata contrapponendole una versione propria, ma occorre dimostrare per
quale motivo l'accertamento dei fatti o la valutazione delle prove sarebbero
manifestamente insostenibili, in aperto contrasto con la situazio­ne reale,
gravemente lesivi di una norma o di un principio giuridico chiaro e indiscusso
oppure in contraddizione urtante con il sentimento di giustizia e d'equità (DTF
145 II 41 consid. 5.1 con rinvii).

 

                                   4.   RE
1 chiede di annullare la sentenza impugnata
comprese “tutte le spese” messe a suo carico, senza tuttavia indicare quali
siano le modifiche della decisione da lui proposte. Ora, l'art. 321 cpv. 1 CPC
prevede che un reclamo dev'essere motivato, nel senso che il reclamante
deve spiegare non solo perché la sentenza di primo grado sia impugnata e per
quali ragioni, ma anche in che misura egli ne chieda la modifica. Come per l'appello, anche
in sede di reclamo, il
ricorrente non può limitarsi a postulare l'annullamento della decisione
impugnata, ma deve indicare anche quali siano le modifiche proposte, affinché
l'autorità giudiziaria superiore possa statuire, sempre che la causa sia matura
per il giudizio ai sensi dell'art. 327 cpv. 3 lett. b CPC (sentenza del
Tribunale federale 4A_462/2022 del 6 marzo 2023 consid. 6.1 in: RSPC 2023
pag. 268; analogamente: I CCA,
sentenza inc. 11.2018.88 dell'11 novembre 2019 consid. 3a con rinvio). 

 

                                         Le doman­de devono essere chiare e precise, ossia enunciare esattamente
quali sono le modifiche richieste. Nel caso concreto, il reclamo non adempie
simili presupposti. Sta di fatto che un recla­mo privo di formali conclusioni
può nondimeno risultare ammissibile se dalla sua motivazione, eventualmente
letta in combinazione con la decisione impugnata, emerge senza equivoco a cosa miri
il reclamante (sentenza del Tribunale federale 5A_65/2022 del 16 gennaio
2023 consid. 3.3.1; analogamente: CCR, sentenza inc. 16.2020.23 del 3
febbraio 2022 consid. 5). Nel caso in esame
dalla motivazione del memoriale si evince senza alcun dubbio che l'interessato
vuole ottenere la reiezione della petizione. Il reclamo va dunque
interpretato di conseguenza.

 

                                   5.   Nella
decisione impugnata il Giudice di pace ha anzitutto
esaminato se tra le parti fosse sorto un valido contratto, l'attrice essendo
stata incaricata non dal convenuto ma dalla I__________ Sagl. Al riguardo egli
ha accertato che il contratto di mandato sottoscritto il 14 dicembre 2017 da quest'ultima
società con RE 1, che prevedeva
l'applicazione delle Norme SIA 102 e 103, menzionava tra le prestazioni a
carico della ditta anche il compito di concludere “contratti con imprenditori e
fornitori”. Inoltre, egli ha constatato che nel
preventivo dei costi di costruzione allestito il 17 luglio 2018, sottoposto dal
convenuto alla sua banca per ottenere
la concessione di un credito, figurava pure un importo di fr. 6000.– per l'intervento del geologo. Il primo giudice, per
contro, ha ritenuto non provata la tesi del convenuto secondo la quale tutti i
lavori dovevano essere da lui approvati. Ciò posto, egli ha concluso che “si
deve ritenere in base alle Norme SIA 102 e 103 integrate nel contratto, l'esistenza di un
consenso al potere di rappresentanza dell'architetto” e che quindi l'attrice “ha
ricevuto un valido mandato, l'architetto potendo contrattualmente impegnare il
committente”. Donde l'accoglimento
della petizione.

 

                                   6.   Nel reclamo RE 1 ribadisce che il
Giudice di pace non ha mai risposto alla sua domanda, postagli ripetutamente
fin dalla conciliazione, di indicargli un articolo di legge che gli imponga di
pagare l'intervento non richiesto della controparte. Riafferma che
il contratto di mandato da lui stipulato con la I__________
Sagl non permetteva a quest'ultima di
concludere dei contratti con terzi in veste di suo rappresentante. Per
di più, egli soggiunge, oltre a non avere mai approvato i lavori deliberati all'attrice,
ha espresso più volte l'inutilità di un intervento di un geologo giacché “grazie
agli scavi fatti eseguire sul suo fondo
dall'Ufficio dei beni culturali già si
sapeva che il suolo, sotto uno strato di un metro di terra, era composto di
roccia”. Egli
sostiene inoltre che il preventivo dei costi da lui sottoscritto e sottoposto
alla sua banca non lo impegnava nei confronti delle ditte in citate nel
documento, compresa quindi anche l'attrice. Il
reclamante rileva infine che l'art. 2 della Norma SIA 118 “conferma
che è il committente a deliberare i lavori dietro richiesta di un contratto
d'appalto che solamente in questo caso manca”.

 

                                         a)
  Se non che, così argomentando, il reclamante si limita a riproporre le
proprie tesi, senza confrontarsi con i motivi che hanno indotto il primo giudice a stabilire
che la società I__________ Sagl, tramite l'arch. G__________ suo socio e
gerente con firma individuale, potesse stipulare validamente un contratto con
l'attrice in qualità di suo rappresentante. Egli segnatamente, non contesta né che
in base alle disposizioni sulla rappresentanza previste dalle Norme SIA 102 e
103, integrate nel contratto di mandato del 14 ottobre 2017, la citata società
d'architettura potesse impegnarlo contrattualmente nei confronti di terzi né che potesse concludere a suo nome dei “contratti
con imprenditori e fornitori” in virtù della clausola
n. 4.1. Pur con tutta la comprensione
dovuta a una parte priva di patrocinatore, il reclamante non rispetta dunque le esigenze di
motivazione derivanti dall'art.
321 cpv. 1 CPC, ciò che rende irricevibile il reclamo.

 

                                         b)   Sia
come sia, a prescindere dal fatto che l'art. 1.3.33 della Norma SIA 102 (analogo a
quello della Norma SIA 103) dispone che l'architetto “rappresenta di diritto il
committente verso terzi, come autorità, imprese, fornitori e altri incaricati,
presupposto che si tratti di attività legate direttamente all'adempimento del
suo mandato”, il contratto sottoscritto il 14 ottobre 2017 dal convenuto con la
I__________ Sagl contemplava che tra le prestazioni
di quest'ultima “contratti con imprenditori e fornitori” (art. 4.1; doc.1). Posto
che sussiste finanche una presunzione di fatto (o naturale) per la quale un
architetto, specialmente se incaricato della progettazione e della direzione
dei lavori, agisca in nome altrui (cfr. CCR sentenza inc. 16.2013.22 del 4
novembre 2014 consid. 7a con riferimenti; II CCA sentenza inc. 12.2015.219 del 15
novembre 2017 consid. 4.2 con rinvii), la conclusione del Giudice di pace di ritenere
che il rappresentato (in concreto il convenuto) sia legato dall'agire in suo
nome della rappresentante (in concreto la I__________ Sagl) non può ritenersi arbitraria, ovvero
insostenibile e contraria alle risultanze istruttorie. Ove il rappresentante
avesse ecceduto nei suoi poteri di rappresentanza, il rappresentato potrà far valere
le sue eventuali ragioni verso il rappresentante. Ne discende che obbligando il convenuto a versare
all'attrice fr. 3172.65,
importo di per sé non contestato nella sua entità dal reclamante, il primo
giudice non ha erroneamente applicato il diritto. 

 

                                   7.   Il reclamante chiede infine di annullare
“tutte le spese” giudiziarie poste a suo carico dal primo giudice “perché non
dovute”. Sprovvista di
qualsiasi motivazione, la doman­da non pare tuttavia avere portata
propria, ma è subordinata
all'accoglimento del reclamo. L'ipotesi non verificandosi in concreto, la
richiesta si rivela così senza oggetto. 

 

                                  8.   Le spese processuali del giudizio odierno seguono
la soccombenza del reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone problema
indennità di inconvenienza, per altro nemmeno richieste, la resistente essendosi
difesa da sola e la stesura delle osservazioni al reclamo non avendo verosimilmente
causato spese di rilievo (art. 95 cpv. 3 lett. c CPC). 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                     1.   Nella misura in cui è
ricevibile, il reclamo è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr.
400.– sono poste a carico del reclamante.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –  
  ;

  –   
  .

   

  

                                         Comunicazione alla
Giudicatura di pace del circolo di Capriasca.

 

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.