# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7be78971-7f66-5283-bf56-61f823043d9b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 16.01.2003 INC.2001.59105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-59105_2003-01-16.html

## Full Text

Incarto n. 

  2001.59105

  	
  Lugano

  16 gennaio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  Sedente per statuire sul reclamo del 23/24 dicembre 2002
  presentato da

  
						

 

	
   

  	
  __________,

  (rapp. dall'Avv. __________)

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  la decisione del PP __________, datata 17 dicembre 2002,
  indirizzata alla Banca __________, succursale di __________, nel procedimento
  contro __________ per reati patrimoniali (inc. MP __________);

  

 

 

viste le osservazioni del 30
dicembre 2002 della Banca __________ e quelle del 7 gennaio 2003 del
Procuratore pubblico;

 

visto l'incarto __________ (in
particolare i verbali del MP e della polizia, nonché la documentazione
bancaria);

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

che:

 

-   nei confronti di __________, a seguito di promozione d'accusa del
30 ottobre 2001 (cfr. Doc. _, inc. GIAR __________), è pendente un'istruttoria
formale per vari reati patrimoniali (artt. 138, 146, 156, 158, 251, 253 CP) e
violazione dei doveri d'assistenza e d'educazione (art. 219 CP), tutti presunti
commessi a danno del giovane __________;

 

-   nell'ambito dell'istruttoria in questione, il Procuratore
pubblico ha notificato alla Banca __________, a valere anche per succursali,
filiali e consociate, l'ordine qui impugnato, volto all'identificazione dei
libretti __________ e __________, nonché di ogni altro (al portatore o
nominativo) aperto o intestato all'indagato o a sua moglie, ed al
blocco/sequestro di relativi eventuali attivi (doc. _ allegato al Ricorso
23.12.20029).

 

 

    Contro l'ordine menzionato, la difesa di __________ ha inoltrato
ricorso, sostenendo che l'accusato é già stato interrogato dalla polizia in
merito ai libretti  n. __________ e __________ ed ha precisato che si tratta di
libretti di risparmio da lui donati alla figlia, rispettivamente al fratello.
Afferma, inoltre, che né __________ né la moglie  "dovrebbero ancora
avere beni propri presso la Banca __________ " e chiede conferma di
questa "constatazione" (Reclamo 23.12.2002, punto 3). Il
reclamo chiede, ulteriormente ed in conclusione, che l'ordine impugnato sia
dichiarato irricevibile, proprio perché non vi sarebbero più beni dell'accusato
presso la Banca __________;

 

-   il magistrato inquirente, nelle sue osservazioni, afferma che le
"conferme" chieste dallo stesso ricorrente possono venire solo dalla
Banca __________, con la risposta (esecuzione) all'ordine impugnato. In
particolare, ciò vale, secondo il Procuratore pubblico, per i due libretti
identificati nel loro numero e che l'accusato riconduce a figlia e fratello. Da
ultimo,sempre secondo il magistrato, __________ non sarebbe legittimato al
reclamo se, come egli stesso afferma, non ha titolarità né disponibilità dei
due libretti citati;

 

-   la Banca __________ (destinataria dell'ordine ma anche parte
civile), con osservazioni del 30.12.2002, afferma che tutte le relazioni in
essere intestate a __________ o alla moglie, sono già state oggetto di
comunicazione. Quanto ai libretti al portatore, sempre secondo l'istituto di
credito, è chi ne ha il possesso fisico che deve essere considerato
"titolare" ed una ricerca può essere effettuata solo a partire dal
numero del libretto;

 

-   per un disguido di comunicazione il reclamo non è stato intimato
alla parte civile __________, di ciò ci si è resi conto solo in caso di
redazione della decisione. Visto l'esito del reclamo si è ritenuto, per
celerità di non rimediare a ciò si limiterà all'intimazione della decisione;

 

-   il reclamo, presentato dall'indagato (quindi da persona
legittimata - artt. 57 e 280 cpv. 2 CPP), è tempestivo.

 

 

 

In diritto, si ricorda che:

 

"L’art.
161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il sequestro di tutti
gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione del processo,
alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in quanto passibili di
confisca o devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua qualità di
provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e conservare
gli oggetti di cui sopra al seguito della procedura e quindi per le necessità
dell’istruzione preliminare, per decisioni del magistrato requirente e quelle
del giudice del merito, come evidenziato nella duplice prospettiva -
alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove
(sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o
devoluzione (sequestro confiscatorio) (v. decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR
516.97.3, in: Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p. 359).

Nella
rinnovata forma in vigore dal 1° agosto 1994, le norme sulla confisca penale
(artt. 58 ss. CPS) ribadiscono l’obbligo di confisca di ogni e qualsiasi
vantaggio patrimoniale ottenuto in maniera illecita: la definizione dei valori
patrimoniali di cui all’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS riprende le previgenti
dottrina e giurisprudenza (v. Niklaus Schmid, Das neue Einziehungsrecht nach
Art. 58 ff. StGB, in: RPS 113 [1995], p. 321 ss., pto. 4.2.1 p. 331 e nota 45,
con rinvii). Sottostanno a tale tipo di confisca ai sensi dell’art. 59 cfr. 1
cpv. 1 CPS anche cosiddetti valori sostitutivi (“Surrogate”, v. Schmid, cit.,
pto. 4.3.2, p. 334 ss.). Completamente rivisto è l’istituto della confisca
risarcitoria ai sensi dell’art. 59 cfr. 2 cpv. 1 CPS: essa permette al giudice
(di merito) di ordinare un risarcimento in favore dello Stato (con eventuale
successiva assegnazione alla parte lesa in applicazione dell’art. 60 CPS), se -
pur essendo dati i presupposti per una confisca ex art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS -
i valori patrimoniali di cui all’art. 59 cfr. 1 cpv. 1 CPS non siano più reperibili
(v. Schmid, cit., pto. 4.3.1, p. 333 s.; pto. 4.3.2, p. 336) oppure debbano
venir attribuiti direttamente alla parte lesa in applicazione dell’art. 59 cfr.
1 cpv. 1 ultima frase CPS (v. Schmid, cit., pto. 4.4.1, p. 339). Infine, la
misura può essere ordinata non solo nei confronti dell’autore, bensì anche di
terzi che abbiano beneficiato dei proventi del reato, a meno che non trovino
applicazione le eccezioni contemplate all’art. 59 cfr. 1 cpv. 2 CPS 

 

(art.
59 cfr. 2 cpv. 1 ultima frase CPS; v. Schmid, cit., pto. 4.3.3, p. 336 ss.).
Per non vanificare la portata di questa norma, il magistrato inquirente può
ordinare il sequestro di tali beni a titolo probatorio, confiscatorio (art. 161
cpv. 1 e 2 lit. b CPP; v. Schmid, cit., pto. 6.3, p. 362) oppure risarcitorio
(art. 59 cfr. 2 cpv. 3 CPS).

Un
ordine di perquisizione e sequestro bancario rappresenta un attentato ai
diritti personali, e può causarne pregiudizio. Come ogni misura d’inchiesta,
pertanto, deve soddisfare tre presupposti sostanziali: deve poggiare
sull’esistenza di gravi indizi di colpevolezza, deve apparire necessario per il
giudizio di merito (nel senso che deve essere connesso con l’oggetto che
occorre salvaguardare agli incombenti processuali e di giudizio, v. decisione
17 agosto 1998 in re E.F., inc. GIAR 501.98.2 consid. 2), infine deve essere
rispettoso del principio di proporzionalità (v. Gérard Piquerez, Précis de
procédure pénale suisse, 2. éd. Lausanne 1994, margin. 1441, 1454 e 1469, con
rinvii). La verifica della fondatezza di questi presupposti, per il doveroso
scrupolo di rispetto dei diritti individuali, deve essere costante negli
incombenti dell’autorità inquirente e requirente, con sempre accresciuta
esigenza probatoria indiziante approssimantesi alla verità materiale, a partire
dal sospetto all’apertura del procedimento, che va in seguito ed indilatamente
approfondito con gli accertamenti probatori del caso (v., in contesto più
generale, Piquerez, cit., margin. 1116 ss.). La misura ordinata dal Procuratore
Pubblico deve inoltre essere rispettosa del principio di proporzionalità (v.
Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p. 360; decisione 31 marzo 2000 in re
banche X e Y, inc. GIAR 386/387.99.15, consid. 2b p. 6).

Pacifico
che anche il sequestro del provento di reato acquisito da un terzo (art. 59
cifra 1 cpv. 2), così come quello ai fini di garanzia del risarcimento
compensatorio (art. 59 cifra 2 cpv. 3 CP) debbono rispettare i principi
menzionati con la precisazione che la connessione ai fini del giudizio di
merito è, nel secondo caso, l’appartenenza del bene (o valore) alla sfera
economica dell’indiziato/accusato."

(per tutte: Sentenza 23.05.2001 in re R.
e P., GIAR 165.2001.1)

 

Nel caso in esame, il reclamante non
contesta l'esistenza di seri indizi di reato (per i quali si può rinviare, per
quanto qui necessario, agli accertamenti effettuati nella decisione del 20
dicembre 2001 che negava la libertà provvisoria a __________ - GIAR __________,
considerando  2), ma sostiene di non essere possessore dei libretti
identificati con i numeri indicati, come avrebbe detto alla polizia in sede
d'interrogatorio, e di non aver più beni presso la Banca __________ (chiedendo,
contraddittoriamente, sia la conferma di tale fatto - che come correttamente
indicato dal Procurator pubblico non può che venire dall'istituto di credito-
sia l'irricevibilità della richiesta del PP alla banca).

Del verbale di polizia cui allude il
reclamante, questo giudice non ha trovato traccia nel classatore di verbali
agli atti d'inchiesta. Per scrupolo è stato informalmente interpellato il
commissario __________, che però non ricorda (meglio tende ad escludere)
verbali in cui si sarebbe parlato dei libretti in questione. Sia come sia, il
verbale non è stato reperito, il ricorrente non fornisce alcuna indicazione che
permetta diindividuarlo in qualche modo ed il magistrato inquirente neppure ne
parla. Comunque, dalla documentazione agli atti d'inchiesta risulta quanto
segue:

- un documento della
Banca __________, recante timbro con il no __________ e la data 22.05.00, fa
stato dell'apertura di un nuovo libretto al portatore e del contestuale
versamento di FRS 50'000.- su tale libretto (no. __________);

- un secondo documento
della Banca __________, recante timbro __________… (terza cifra non leggibile
per correzione manuale) e la data  22.05.00, relativo alla dichiarazione di
rinuncia alla sottoscrizione del formulario A, indica chiaramente che il
contraente del "conto" __________ è __________;

- un terzo documento
della Banca __________ (timbro no. __________ del 13.06. 00), concerne il
versamento di FRS 90'000.- sul libretto __________ il giorno 13.06.00 (saldo
FRS 100'000.-).

 

 

I due documenti indicanti i versamenti
recano analoga firma che pare essere quella dell'accusato. Tutti i documenti
menzionati si trovano nella documentazione bancaria riordinata dall'EFIN
(classatore n._).

Sempre nella documentazione bancaria
riordinata dall'EFIN (classatore 9) sono reperibili due fiches di prelevamento
dalla relazione __________, di pertienza __________, per gli importi di FRS 70'000.-
il 22.05.00 e FRS 90'000.- il13.6.00. I prelevamenti in questione recano la
firma (convenzionale) dell'accusato, che l'ha riconosciuta (cfr. verbale PS
4.01.2002, p. 4 e 5, in particolare). 

Alla luce degli elementi appena indicati,
l'ipotesi che sia stato l'accusato ad aprire i libretti in questione e ad
alimentarli con provento di reato è fondata su elementi concreti. La
documentazione relativa ai libretti,  nonché il credito verso la banca che gli
stessi incorporano, costituiscono certamente elementi importanti per
l'istruzione, sia a fini probatori che a fini confiscatori. Questa conclusione
non è minimamente modificata dall'eventuale donazione (comunque allo stato non
accertata - cfr. ad es. Verbale PS __________, 4.12.2001) a favore della figlia,
rispettivamente del fratello, e ciò sia per quanto concerne l'aspetto
probatorio sia per quello confiscatorio (art.59 cifra 1 cpv. 2 CP,
rispettivamente 59 cifra 2 CP). Si ricorda che sono confiscabili anche i
crediti, quindi anche quelli constatati da un libretto (FF 1993 III p.217; D.
Guggenheim, Les contrats de la pratique bancarie suisse, 2000, p. 246 ss).

Da tutto quanto sopra deriva legittimità
dell'ordine impugnato, anche dal profilo della proporzionalità, per quanto
concerne i pluricitati libretti (ancorché le motivazioni contenute nell'ordine,
e nelle osservazioni, siano al limite dell'ammissibilità ed individuate da
questo giudice quasi casualmente più per i richiami ad atti d'inchiesta
contenuti nel reclamo, reclamo nel quale, peraltro, nulla è detto quo alle
carenze di motivazione, forse perché gli elementi alla base dell'ordine erano
noti al reclamante che ha ritenuto di concentrarsi su altri aspetti; resta
ilfatto che debbano essere portati a conoscenza anche delle autorità chiamate
ad esprimersi sulla fondatezza delle decisioni).

È pure legittimo e proporzionato (oltre che
conforme a quanto sembra chiedere lo stesso reclamante), verificare se presso
lo stesso istituto l'accusato non abbia aperto altre relazioni sotto forma di
libretti di deposito/risparmio. Che  poi l'istituto di credito sia in grado di
rispondere in modo esaustivo oppure solo parziale, rispettivamente solo se
vengono forniti determinati dati (cfr.osservazioni __________ 30.12.2002), é
altra questione che non concerne il reclamo oggetto della presente.

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

Visti gli artt. 138, 146, 156, 158, 251,
253, 219, 58, 59 CP, 161, 57, 280 e 284 CPP, ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

decide:                             1.   Il
reclamo 23/24 dicembre 2002 presentato da __________ contro l'ordine di
perquisizione e sequestro datato 17 dicembre 2002, è respinto.

 

                                          2.   La
tassa di giustizia di FRS 150.-- e le spese, fissate in FRS 50.--, sono a
carico del reclamane.

 

                                          3.   Contro
la presente è dato reclamo alla CRP, Lugano, entro 10 giorni dall'intimazione.

 

                                          4.   Intimazione:

                                          -     avv.
__________, per sé e per l'accusato __________;

                                          -     Banca
__________;

                                          -     avv.
__________, per sé e per la parte civile __________;

                                          -     Procuratrice
pubblica __________.

 

 

 

                                                                                giudice
__________