# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 89a8279f-53c2-5b9e-a651-cd5660652589
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-29
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 29.04.2024 R 2023 82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2023-82_2024-04-29.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 23 82

5a Camera 

Presidenza Righetti

Giudici Brun e Audétat

Attuario Lisi

SENTENZA

del 29 aprile 2024

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 

e

B._____, 

entrambi patrocinati dall'avv. lic. iur. Roberto A. Keller, 

ricorrenti

contro

Comune C._____, 

patrocinato dall'avv. Maura Colombo, 

convenuto

concernente diniego della licenza edilizia

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I. Ritenuto in fatto:

1. Il 18/23 giugno 2022 A._____ e B._____, proprietari della particella n. 1050 

sita in C._____, presentavano la notifica della posa di una tenda da sole 

presso il loro immobile. Con la stessa, essi rimarcavano che le tende 

parasole rientrano nei progetti di costruzione non sottoposti all'obbligo di 

licenza edilizia. Il 18 luglio 2022 il Comune C._____ chiedeva ragguagli in 

merito alla tipologia di tenda nonché alla posizione di posa della stessa e, 

il 19 settembre 2022, respingeva la notifica.

2. Con missiva del 18 ottobre 2022 il Comune C._____ (di seguito: Comune) 

comunicava allo studio legale e notarile dell'avv. Andrea Toschini, 

patrocinante A._____ e B._____ la necessità di presentare una domanda 

di costruzione in virtù del mancato rispetto, da parte della tenda da sole ad 

apertura completa, delle distanze minime richieste dalla legge edilizia. Il 

Municipio invitava inoltre i proprietari ad allegare l'accordo di costruzione 

a distanza ravvicinata sottoscritto dai proprietari del mappale n. 1049 e, in 

modo separato, anche dai proprietari del mappale n. 1047. Oltretutto 

l'esecutivo comunale comunicava alle summenzionate persone la 

necessità di una deroga per costruzioni a distanza ravvicinata, la quale 

avrebbe dovuto essere motivata. 

3. Il 20 aprile 2023 A._____ e B._____ presentavano la domanda di 

costruzione richiesta dal Comune per la posta di una tenda parasole.

4. Con missiva dell'11 maggio 2023, il Comune richiedeva di inoltrare la 

documentazione richiesta ai sensi della legge edilizia dell'ex Comune di 

D._____; inoltre, richiedeva loro di presentare la sezione trasversale e 

longitudinale con altezze quotate, la pianta dimensionata con distanze dal 

confine, il materiale esatto per l'elevazione e per la copertura, le facciate 

complete di eventuali rivestimenti e/o senza rivestimenti finali, la richiesta 

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di deroga per la costruzione a distanza ravvicinata con motivazione, la 

documentazione fotografica attuale nonché la motivazione della domanda 

con descrizione ed il piano con eventuali evacuazioni delle acque chiare. 

Richiedeva poi di allegare anche separatamente l'accordo di costruzione 

a distanza ravvicinata sottoscritto dai proprietari del mappale n. 1049 e dai 

proprietari del mappale n. 1047, sebbene si tratti degli stessi proprietari. 

5. Con lettera del 22 giugno 2023, A._____ e B._____, allegando unicamente 

una parte dei documenti richiesti, comunicavano al Comune, tra l'altro, di 

ritenere la richiesta di inoltrare ulteriori documenti o piani pretestuosa, fine 

a sé stessa e eccessivamente formalistica. Il 10 luglio 2023 il Comune 

respingeva la domanda di costruzione. 

6. Il 6 settembre 2023 A._____ e B._____ (di seguito: ricorrenti) 

presentavano ricorso presso il Tribunale amministrativo del Cantone dei 

Grigioni contro tale decisione del Comune C._____ (di seguito: 

convenuto). Con lo stesso, i ricorrenti chiedevano l'annullamento della 

decisione impugnata, l'accertamento che il loro progetto edilizio non sia 

sottoposto all'obbligo di licenza edilizia in base all'art. 40 cpv. 1 lett. f OPTC 

e che la notifica lavori del 23 giugno 2022, avente quale oggetto la posa 

di una tenda parasole a braccio sulla facciata dello stabile di cui al mappale 

n. 1050 del registro fondiario C._____, sia da considerarsi approvata 

dall'autorità edilizia preposta, con protesta di spese, tasse e ripetibili tutte. 

In via eventuale, i ricorrenti chiedevano l'annullamento della decisione 

impugnata e la concessione della licenza edilizia per la posa della 

summenzionata tenda parasole, con protesta di spese, tasse e ripetibili 

tutte. In via sub-eventuale, chiedevano l'annullamento della decisione 

impugnata del 10 luglio 2023 e il rinvio degli atti al convenuto affinché 

rilasci ai ricorrenti la licenza edilizia, con protesta di spese, tasse e ripetibili 

tutte. A titolo di motivazione, i ricorrenti sostengono, tra l'altro, che il 

convenuto non disporrebbe di una norma che sottopone i progetti di 

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costruzione di cui all'art. 40 cpv. 1 OPTC alla procedura semplificata. Per 

il convenuto farebbe esclusivamente stato l'art. 40a OPTC. Inoltre, l'art. 40 

cpv. 1 cifra 8 OPTC escluderebbe l'obbligo di licenza edilizia per le tende 

da sole. Sarebbe indubbio che i ricorrenti, il 18/23 giugno 2022, hanno 

presentato un annuncio per la posa della tenda da sole presso l'autorità 

edilizia. Tale domanda sarebbe espressamente esentata dall'obbligo di 

domanda di costruzione. Per di più, il convenuto avrebbe reagito al loro 

annuncio solo il 19 settembre 2022, ossia ben tre mesi dopo lo stesso. La 

decisione del 19 settembre 2022 non avrebbe potuto essere intesa come 

tale, poiché con essa il convenuto avrebbe dovuto imporre ai ricorrenti 

l'inoltro di una formale domanda di costruzione e non respingere 

l'annuncio; detta comunicazione sarebbe stata tardiva. Laddove il 

convenuto avesse voluto sottoporre il progetto dei ricorrenti alla procedura 

ordinaria di licenza edilizia, avrebbe dovuto comunicarlo entro l'8 luglio 

2022. Essendo rimasto inerte, la posa della tenda da sole avvenuta il 18/23 

giugno 2022 sarebbe da ritenersi approvata a tutti gli effetti di legge. I 

ricorrenti andrebbero protetti nei diritti acquisiti durante l'esperimento della 

procedura d'annuncio. Nell'ipotesi che il ricorso non venisse accolto nel 

suo petito principale, i ricorrenti facevano valere che il loro stabile non 

rappresenterebbe un monumento storico, non sarebbe classificato quale 

edificio degno di conservazione e non godrebbe pertanto di una specifica 

protezione pianificatoria. La tenda a braccio mobile non altererebbe la 

volumetria e l'orientamento dello stabile e, meno ancora, 

pregiudicherebbe l'organizzazione degli spazi esterni, motivo per cui 

l'ingombro e l'ubicazione dello stabile – elementi per cui gli edifici di 

importanza volumetrica, ai sensi dell'art. 13 cpv. 3 legge edilizia, sono 

importanti per la strutturazione dell'abitato e l'ambiente circostante – 

verrebbero preservati. In riferimento alle distanze dal confine i ricorrenti 

avrebbero l'accordo dei vicini. Non potrebbe sussistere alcun pregiudizio 

a causa di un piccolo impianto quale la tenda parasole, se si rileva il fatto 

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che in zona nucleo sarebbero pure ammesse conigliere, legnaie, pollai e 

piccole costruzioni simili, le quali non dovrebbero essere nemmeno 

coperte con piode tradizionali. Nella località di E._____ sarebbero già state 

posate delle tende parasole. Sarebbe altresì stata posata una tettoia 

parapioggia in plexiglas su un edificio protetto. Anche per una parità di 

trattamento, se fossero già stati approvati progetti analoghi, ai ricorrenti 

non si potrebbe negare la posa dell'impianto in rassegna. 

7. Nelle sue osservazioni del 2 novembre 2023, il convenuto richiedeva il 

rigetto integrale del ricorso sia in via principale che in via eventuale con 

protesta di tasse, spese e congrue ripetibili. A motivazione della propria 

presa di posizione, il convenuto sosteneva, tra l'altro, che, sebbene lo 

stabile di cui al mappale n. 1050 del registro fondiario C._____ – D._____ 

non sia raffigurato nell'ISOS, questo sarebbe uno stabile di protezione 

cantonale e comunale, inserito nel nucleo di E._____, il quale sarebbe 

invece presente nell'ISOS. La decisione di diniego del 19 settembre 2022 

del convenuto sarebbe cresciuta in giudicato, non avendola i ricorrenti mai 

contestata. Il 10 agosto 2022 il Consulente dell'Ufficio della cultura di Coira 

avrebbe comunicato ai ricorrenti che E._____ sarebbe riportata nell'ISOS 

e che, da punto di vista ottico ed estetico, una tenda da sole, come quella 

da loro proposta, non sarebbe immaginabile. Sarebbero stati organizzati 

differenti incontri e sopralluoghi con le persone interessate, a seguito dei 

quali i ricorrenti hanno presentato una domanda di costruzione. Avendo 

presentato una domanda di costruzione, i ricorrenti avrebbero riconosciuto 

implicitamente che la richiesta avrebbe dovuto essere inoltrata come 

domanda e non come notifica. Nel Comune C._____ sarebbe in atto un 

"blocco parziale" delle costruzioni; già solo con tale motivazione, il 

convenuto avrebbe potuto rifiutare la concessione della licenza edilizia. La 

normativa entrata in vigore il 1° aprile 2019 citata a sostegno del 

fondamento del proprio ricorso da parte ricorrente potrebbe essere presa 

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in considerazione solo qualora non entri in contrasto con la legge edilizia 

comunale. Contrariamente a quanto asserito dai ricorrenti e 

conformemente all'ordinanza del Comune C._____ del 9 gennaio 2006, i 

progetti di costruzione non sottoposti all'obbligo di licenza edilizia ai sensi 

dell'art. 40 OPTC, verrebbero sottoposti, in base agli artt. 86 cpv. 3 e 107 

cpv. 3 LPTC, alla procedura di notifica (recte: alla procedura semplificata) 

secondo gli artt. 50 e 51 OPTC. Tale procedura sarebbe applicabile a 

progetti di costruzione subordinati per i quali non si attenderebbero 

opposizioni ed in caso di modifiche minori di progetti di costruzione già 

autorizzati o misure edilizie non visibili dall'esterno. Nel caso di specie, 

l'apertura della tenda non rispetterebbe le distanze minime previste dalla 

legge edilizia e una notifica non sarebbe pertanto stata sufficiente. Anche 

la richiesta formulata dai ricorrenti in via eventuale dovrebbe, secondo il 

convenuto, venire integralmente respinta, con protesta di spese e ripetibili. 

A titolo di motivazione, il convenuto sosteneva, tra l'altro, che la tenda da 

sole danneggerebbe il valore dell'intero nucleo, che il suo utilizzo potrebbe 

essere sostituito da un ombrellone grigio, che richiederebbe il rilascio di 

una deroga, la quale non potrebbe venire riconosciuta, e che sarebbe 

ampiamente in contrasto con le normative per l'espressione estetica 

dell'elemento costruttivo proposto rapportato al collegamento fisso alla 

costruzione.

8. Nella loro replica del 17 novembre 2023, i ricorrenti sostenevano che 

l'inventario ISOS non avrebbe alcuna influenza diretta sullo stabile in 

questione. A livello cantonale ci sarebbe solo la convenzione menzionata 

nel doc. D. Il 3 dicembre 2020 i ricorrenti avrebbero presentato una notifica 

per la posa di una pergola di notevoli dimensioni sulla terrazza dello stabile 

in esame e il Servizio dei monumenti dei Grigioni si sarebbe dichiarato, 

per principio, favorevole al progetto. Non si vedrebbe perché la stessa 

conclusione non debba andare bene per un impianto più piccolo e meno 

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incisivo come per una semplice tenda avvolgibile. Per quanto concerne il 

doc. M, il convenuto avrebbe commesso una violazione del diritto di essere 

sentito, non avendolo mai trasmesso ai ricorrenti, i quali ne avrebbero 

preso conoscenza soltanto nel contesto di questa procedura. Per giunta, 

il convenuto avrebbe trasmesso al Servizio Monumenti dei Grigioni delle 

false informazioni, non essendo vero che i ricorrenti vogliano posare una 

tenda parasole di colore bianco, bensì di color grigio/antracite. Il Servizio 

dei monumenti si sarebbe detto favorevole a tale impianto nel caso in cui 

fossero stati adottati i prodotti dell'azienda F._____ AG, ciò di cui i 

ricorrenti sarebbero stati tenuti all'oscuro. Il convenuto non avrebbe mai, 

nei due incontri e sopralluoghi effettuati e intesi a trovare la migliore 

situazione, tematizzato la proposta del Servizio dei monumenti, violando 

così nuovamente il suo obbligo di diligenza e di garantire ai ricorrenti il 

diritto di essere sentiti. 

9. Nella sua duplica del 1° dicembre 2023, il convenuto affermava che lo 

stabile in questione si troverebbe in un perimetro (nucleo) di protezione 

inserito nell'ISOS con tipo di protezione A, come ribadito anche dal 

Servizio Monumenti dei Grigioni/Ufficio della cultura nella sua mail del 10 

agosto 2022. Nella mail dell'11 gennaio 2021, che non riguarderebbe la 

presente procedura, quest'ultimo avrebbe comunicato direttamente ai 

ricorrenti che il progetto di costruzione nella zona nucleo dipenderebbe dal 

contesto. Non vi sarebbe pertanto stato alcun arbitrio nell'agire del 

convenuto. La posa di una tenda da oscuramento frangisole 

pregiudicherebbe il concetto storico-architettonico del tetto in piode, 

entrando in contrasto con il Piano delle Strutture e con la legge edilizia 

comunale. Per quanto concerne il doc. M, la competenza decisionale 

relativamente alle notifiche ed alle domande di costruzione spetterebbe al 

convenuto. Sebbene questo documento non sia stato trasmesso ai 

ricorrenti, non vi sarebbe alcuna violazione del diritto di essere sentito. 

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L'annullamento della decisione non porterebbe ad altro che all'emissione 

di una nuova decisione uguale. I ricorrenti sarebbero più volte stati 

convocati presso la sede comunale e avrebbero potuto confrontarsi con la 

Commissione edilizia e sarebbero anche stati organizzati sopralluoghi alla 

presenza di G._____, che avrebbe tassativamente dichiarato che 

l'intervento non avrebbe potuto essere accettato. Non servirebbe la perizia 

richiesta dai ricorrenti per stabilire che la tenda da sole non si inserirebbe 

adeguatamente nella zona interessata.

10. Nella loro triplica del 12 dicembre 2023, i ricorrenti, in definitiva, 

confermavano quanto già riportato mediante i summenzionati memoriali. 

II. Considerando in diritto:

1.1. Ai sensi dell'art. 49 cpv. 1 lett. a della Legge sulla giustizia amministrativa 

(LGA; CSC 370.100), il Tribunale amministrativo giudica ricorsi contro 

decisioni dei comuni, di altri enti e degli istituti indipendenti di diritto 

cantonale, che non siano suscettibili di impugnazione presso un'altra 

istanza o non siano definitive secondo il diritto cantonale o federale. La 

competenza del Tribunale amministrativo dei Grigioni è dunque data.

1.2. I ricorrenti chiedono in via principale, oltre all'annullamento della decisione 

impugnata, l'accertamento che il loro progetto edilizio sia esentato 

dall'obbligo di licenza edilizia in base all'art. 40 cpv. 1 lett. f dell'Ordinanza 

sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (OPTC; CSC 

801.110) e che la notifica lavori del 23 giugno 2022 dei lavori dei ricorrenti 

sia da considerarsi approvata dall'autorità. Secondo quanto stabilito dalla 

giurisprudenza del Tribunale federale, qualora il titolare di un diritto 

disponga di un'azione di condanna a una prestazione o costitutiva che può 

essere immediatamente presentata e che consentirebbe il 

soddisfacimento della sua pretesa, questo non detiene un interesse ad 

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un'azione di accertamento, motivo per il quale l'azione di accertamento è 

sussidiaria rispetto ad un'azione di condanna o costitutiva (sentenza del 

Tribunale federale [STF] 4A_464/2019 del 30 aprile 2020 consid. 1.3 con 

rinvii). In questo senso, a titolo eventuale, i ricorrenti chiedono 

l'annullamento della decisione impugnata e che gli venga rilasciata la 

licenza edilizia per la posa della tenda parasole. Inoltre, a titolo sub-

eventuale, viene richiesto l'annullamento della decisione impugnata con 

rinvio degli atti al convenuto, affinché questo rilasci ai ricorrenti la licenza 

edilizia. Ciò considerato, per quel che concerne il petito principale, manca 

un interesse all'accertamento. Per giunta, tale petito mira a censurare la 

decisione del 19 settembre 2022 che, tuttavia, non è stata contestata 

tempestivamente. Ne consegue che, nella misura in cui mediante il ricorso 

si richiede l'accertamento dell'approvazione della notifica lavori del 23 

giugno 2022, non si entra nel merito dello stesso.

1.3. Per quel che concerne invece il petito eventuale e sub-eventuale, il ricorso 

è stato presentato tempestivamente. Visto che i ricorrenti sono legittimati 

a presentare ricorso, in quanto destinatari della decisione impugnata e 

titolari di un interesse tutelabile all'abrogazione o alla modifica della stessa 

(v. art. 50 LGA), si entra nel merito dello stesso.

2. I ricorrenti contestano una violazione del diritto di essere sentito, 

sostenendo che il convenuto si limiterebbe ad invocare astrattamente delle 

norme edilizie che, per un buon numero, non sarebbero neppure 

pertinenti. Egli avrebbe contestualmente omesso di specificarne il 

contenuto e non si evincerebbe in concreto in cosa consisterebbe il 

pregiudizio causato dal controverso impianto. 

2.1. Il diritto di essere sentito deriva dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione 

federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101). Esso è di natura 

formale e deve pertanto essere trattato prima di altre contestazioni. Serve, 

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da un lato, a chiarire i fatti e, dall'altro, rappresenta un diritto personale di 

partecipazione all'emanazione di una decisione. Secondo la 

giurisprudenza, lo scopo dell'obbligo di motivazione consiste nel fatto che 

i cittadini devono sapere il motivo per il quale un'autorità abbia deciso 

contro la loro richiesta. La motivazione di una decisione deve dunque 

essere redatta in modo tale che la persona interessata possa, qualora 

necessario, adeguatamente contestarla. In tal senso, dovrebbero 

perlomeno essere brevemente indicate le considerazioni che hanno 

guidato l'autorità e su cui si basa la decisione. Tuttavia, non è necessario 

che l'autorità si confronti con tutte le asserzioni di fatto e giuridiche, 

potendosi piuttosto limitare agli aspetti essenziali per la decisione. Il fatto 

che il ragionamento sia poi giuridicamente corretto e sostenibile non è una 

questione relativa al diritto di essere sentito, ma di giudizio materiale della 

questione controversa (DTF 133 I 270 consid. 3.1; STF 8C_626/2018 del 

29 gennaio 2019 consid. 4; sentenza del Tribunale amministrativo del 

Canton Grigioni [STA] R 2018 3 del 12 settembre 2018 consid. 6.2). 

2.2. Il convenuto ha menzionato in maniera succinta le considerazioni che lo 

hanno spinto al rigetto della domanda edilizia. A motivazione del rigetto, 

egli ha, tra l'altro, indicato che la posa della tenda da sole avverrebbe nella 

zona nucleo e contro il piano generale delle strutture. Ulteriore motivo 

consisterebbe nel mancato rispetto della distanza minima prevista dalla 

legge edilizia comunale. Inoltre, l'apposizione di un elemento di 

oscuramento avverrebbe presso uno stabile, il quale ha ricevuto 

sovvenzioni cantonali e federali per il rifacimento del tetto in piode con lo 

scopo della protezione storico-architettonica. A ciò si aggiunge che, nella 

decisione impugnata, laddove ha menzionato diversi articoli di diritto 

edilizio, il convenuto ha fatto brevi riferimenti alla fattispecie concreta. Ne 

consegue che il convenuto ha adempiuto al suo obbligo di motivazione 

sancito dalla Costituzione federale della Confederazione Svizzera.

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2.3. I ricorrenti affermano, inoltre, che il loro diritto di essere sentiti sarebbe 

violato nella misura in cui sono venuti a conoscenza del doc. M soltanto 

nell'ambito del presente procedimento. Per contro, a mente del convenuto, 

la competenza decisionale relativa alle notifiche ed alle domande di 

costruzione spetterebbe al Comune; motivo per il quale, sebbene il doc. M 

non sia stato trasmesso ai ricorrenti, non vi sarebbe stata alcuna 

violazione del diritto di essere sentito. Inoltre, numerosi incontri 

chiarificatori si sarebbe svolti, su invito del convenuto, tra la Commissione 

edilizia e i ricorrenti sia presso la sede del Comune che presso l'abitazione 

secondaria dei ricorrenti in E._____. 

2.4. Il diritto di essere sentito ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. comprende la 

facoltà di esaminare gli atti relativi al procedimento, i quali sono 

(potenzialmente) idonei a costituire la base della decisione. Questo diritto 

(incondizionato) alla visione degli atti spetta alle parti di un procedimento 

giudiziario o amministrativo (DTF 144 II 427 consid. 3.1; STF 

1C_441/2015 del 18 novembre 2015 consid. 2.4, con rinvii). Il diritto di 

esaminare gli atti si riferisce a tutti gli atti che sono stati prodotti od assunti 

nell'ambito di una procedura ben definita, senza che sia necessario far 

valere un interesse particolare e indipendentemente dal fatto se l'autorità 

ritenga (o meno) che gli atti in questione possano essere significativi per 

l'esito della procedura. Esclusi, tuttavia, sono documenti destinati 

meramente ad un uso amministrativo interno e che non hanno una diretta 

rilevanza nella valutazione del caso. Si tratta, a titolo di esempio, di appunti 

e annotazioni a scopo preparatorio (STF 1C_651/2021 del 24 maggio 

2022 consid. 3.2).

2.5. Sebbene i ricorrenti abbiano potuto prendere visione del doc. M soltanto 

nella presente procedura – ciò che, considerata la tipologia di 

documentazione, costituisce nel caso concreto una violazione del diritto di 

essere sentito –, questi hanno avuto la possibilità nel corso della 

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procedura dinnanzi a questo Tribunale di esprimersi in merito al contenuto 

di suddetto documento. In questo senso, si rileva che, a mente della 

giurisprudenza del Tribunale federale, una violazione del diritto di essere 

sentito non particolarmente grave può essere considerata sanata laddove 

alla persona interessata viene data l'opportunità di esprimersi davanti ad 

un'istanza di ricorso, la quale può riesaminare sia la situazione di fatto che 

di diritto. A questa condizione, anche in caso di grave violazione, si può 

evitare il rinvio del caso all'istanza precedente, qualora ciò comporterebbe 

un mero girare a vuoto formalistico ("Leerlauf") e, pertanto, inutili ritardi, 

che non sarebbero compatibili con l'interesse della parte interessata ad 

una celere evasione del caso (STF 4A_453/2016 del 16 febbraio 2017 

consid. 2.1 segg.). Nel caso di specie, la violazione non risulta essere 

particolarmente grave. Ma anche in una tale eventualità, rilevato che il 

convenuto ha dichiarato di emettere la medesima decisione, un rinvio 

rappresenterebbe un mero giro a vuoto formalistico. Di conseguenza, la 

violazione del diritto di essere sentito è da considerarsi sanata.

3. I ricorrenti affermano che il 1° aprile 2019 sarebbe entrata in vigore la 

nuova revisione della legge sulla pianificazione territoriale del Cantone dei 

Grigioni, la quale avrebbe abrogato la procedura di notifica per i progetti 

che non sottostanno all'obbligo della licenza di costruzione e, dato che il 

convenuto non disporrebbe di una norma che sottopone i progetti di 

costruzione di cui all'art. 40 cpv. 1 OPTC alla procedura semplificata, 

sarebbe applicabile l'art. 40a OPTC. 

3.1. Come già è stato rilevato in precedenza (v. consid. 1.2.), mediante la 

decisione del 19 settembre 2022 è stato comunicato ai ricorrenti che la 

posa della tenda da sole non era approvata. Contro questa decisione, 

sebbene fosse munita di rimedio giuridico, non è stato presentato ricorso. 

La questione atta a stabilire se la licenza edilizia fosse necessaria o se, 

invece, come affermato dai ricorrenti, l'art. 40a OPTC avrebbe dovuto 

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trovare applicazione, è già stata risolta mediante le decisioni 19 settembre 

2022 e 18 ottobre 2022. Per tale motivo non si entra nel merito della 

censura. 

3.2. Ma anche qualora si entrasse nel merito della contestazione, essa 

andrebbe respinta. 

3.2.1. Il convenuto ha previsto nell'ordinanza per la notifica dei progetti di 

costruzione non sottoposti all'obbligo di licenza edilizia del Comune 

C._____ del 12 aprile 2019, quali progetti non sottoposti all'obbligo di 

licenza edilizia secondo l'art. 40 OPTC, sono da notificare all'autorità (o 

meno). Ai sensi della sezione B.2 n. 8 di detta ordinanza, le tende parasole 

non sono sottoposte alla procedura di notifica. La sezione B.3 di tale 

ordinanza stabilisce tuttavia che, in generale, valgono comunque per tutti 

i progetti, cioè con e senza l’obbligo di notifica, le disposizioni citate all’art. 

40. cpv. 2, cpv. 3 e cpv. 4 OPTC. L'art. 40 cpv. 3 OPTC stabilisce che 

l'esenzione dall'obbligo della licenza edilizia non esonera dall'osservanza 

delle prescrizioni di diritto materiale e dalla richiesta di altre autorizzazioni. 

Qualora vi fossero indizi che mediante un progetto di costruzione, che non 

necessita di una licenza, potrebbero venire lese prescrizioni di diritto 

materiale, l'autorità edilizia comunale avvia d'ufficio, su richiesta del 

Servizio o su indicazione di terzi, la procedura per il rilascio della licenza 

edilizia. Con decisione del 19 settembre 2022, il convenuto ha accertato 

che la posa della tenda da sole viola il diritto materiale. Infatti, in 

applicazione dell'art. 50 della legge edilizia C._____ / D._____ (LE), per 

costruzioni annesse e accessorie fino ad un’altezza di 3.00 ml (senza SUL) 

vale una distanza di 2.50 m oppure a confine con l’accordo del vicino. 

Come emerge dal calcolo effettuato sul portale GeoGR, la distanza 

minima di 2,50 m non viene in questo caso rispettata. Tale circostanza 

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trova anche conferma nella lettera dei ricorrenti al convenuto del 22 giugno 

2023 (doc. 11 dei ricorrenti). Oltretutto, si rileva che in data 13/17 

novembre 1991 è stata firmata una convenzione tra l'allora proprietaria 

(H._____) e il Dipartimento dell'educazione, della cultura e della 

protezione dell'ambiente, a mente della quale, al p.to. 2 è previsto che il 

proprietario dell'immobile si impegna a non apportare e non tollerare 

modifiche senza il permesso di detto Dipartimento (doc. D e L del 

convenuto). Ciò rilevato, al convenuto non si può biasimare di aver 

richiesto l'inoltro di una domanda edilizia. 

3.2.2. Che tale obbligo non sia stato comunicato entro 15 giorni, come previsto 

dall'art. 40a cpv. 2 OPTC, non conferisce ai ricorrenti un diritto acquisito. 

L'accenno ricorsuale, giusta il quale i ricorrenti fanno valere una violazione 

del principio della buona fede, non regge. L'art. 40a OPTC stabilisce che i 

progetti di costruzione esentati dall'obbligo della licenza edilizia 

conformemente all'art. 40 devono essere annunciati per iscritto all'autorità 

edilizia comunale prima dell'esecuzione. Fanno eccezione gli steccati 

conformemente all'art. 40 cpv. 1 no. 19 (cpv. 1). Esso stabilisce poi che, 

entro 15 giorni lavorativi dall'annuncio, l'autorità edilizia comunica al 

committente, con decisione impugnabile, un eventuale obbligo di licenza 

edilizia e, contestualmente, lo informa circa il fatto se il progetto annunciato 

sia soggetto alla procedura ordinaria o semplificata per il rilascio della 

licenza edilizia e se sono necessarie domande per autorizzazioni 

supplementari (cpv. 2) nonché che, in assenza di una comunicazione 

entro 15 giorni lavorativi, il committente può avviare l'esecuzione (cpv. 3). 

Dalla circostanza che il convenuto non ha comunicato entro 15 giorni che 

era necessaria una licenza edilizia, nel caso concreto, i ricorrenti non 

possono trarre un vantaggio a loro favore. A questo proposito occorre 

infatti considerare che il convenuto, già con scritto del 6 aprile 2022 (doc. 

G del convenuto), ha comunicato ai ricorrenti che per modifiche alla 

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costruzione in questione era necessaria la consulenza dell'ufficio 

cantonale monumenti, circostanza, questa, che lasciava presagire 

l'applicazione dell'art. 40 cpv. 3 OPTC. L'art. 9 Cost. conferisce sì a una 

persona il diritto alla tutela della fede dovuto a rassicurazioni, informazioni, 

comunicazioni o raccomandazioni inesatte di un'autorità – se i privati 

hanno riposto fiducia nell'atteggiamento originario delle autorità, un 

cambiamento nel comportamento di queste ultime può costituire una 

violazione del principio del legittimo affidamento – ma, dall'altra parte, tale 

disposizione trova applicazione unicamente nel caso in cui il cittadino non 

abbia potuto riconoscere facilmente l'inesattezza dell'informazione e, 

facendovi affidamento, ha preso disposizioni che non possono essere 

annullate senza svantaggi (v. al riguardo DTF 143 V 341 consid. 5.2.1 con 

rinvii; STA R 2007 106 del 17 giugno 2008 consid. 3 con rinvii). Nel caso 

di specie, come ravvisato poc'anzi, non si profila alcun comportamento 

contraddittorio da parte del convenuto. Da quanto si evince agli atti, il 

convenuto, infatti, non ha dato rassicurazioni ai ricorrenti, bensì non ha 

fatto una comunicazione entro il termine previsto dall'art. 40a cpv. 2 OPTC. 

In ogni caso, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, anche 

qualora un'autorità edilizia crei una base di fiducia, tollerando una 

situazione contraria al diritto edilizio, la persona interessata può invocare 

la tutela della legittima fiducia solo se non è stata in grado di riconoscere 

l'illegalità con ragionevole attenzione. Se, come nel caso in rassegna, il 

richiedente sapeva o avrebbe dovuto sapere della necessità di una licenza 

edilizia, la sua fiducia non può essere tutelata (v. STF 1C_83/2012 del 18 

luglio 2012 consid. 3.3 con rinvii). 

3.2.3. Si rileva altresì che, da quanto emerge dagli atti, non è comprovato che la 

tenda da sole sia stata montata. Dunque, appellarsi ora all'art. 40a OPTC 

appare essere in ogni caso abusivo. Ma anche qualora, come perlomeno 

inizialmente asserito dai ricorrenti, la tenda parasole fosse stata montata 

- 16 -

il giorno della notifica e, dunque, senza attendere i 15 giorni previsti 

dall'OPTC, invocare un diritto acquisito e basarsi sulla buona fede sarebbe 

un atteggiamento contraddittorio, che non meriterebbe tutela.

3.2.4. Ne deriva che in questo punto il ricorso è infondato e pertanto va respinto. 

A titolo abbondanziale si ricorda che il convenuto, a suo dire, avrebbe fatto 

uso della facoltà riconosciuta dall'art. 107 cpv. 3 e 86 cpv. 3 LPTC di 

sottoporre progetti di costruzione, che non sottostanno all'obbligo di 

licenza edilizia, alla procedura semplificata per il rilascio della licenza 

edilizia; ciò che i ricorrenti contestano. A detta del convenuto, le relative 

disposizioni sarebbero state fissate nell'Ordinanza del Municipio C._____ 

del 9 gennaio 2006 (pubblicata in data 19 gennaio 2006). Tale ordinanza 

non è tuttavia reperibile e non è stata neppure deposta agli atti da parte 

del convenuto. La questione atta a statuire se il convenuto abbia (o meno) 

fatto uso della facoltà riconosciutagli dagli artt. 107 cpv. 3 e 86 cpv. 3 

LPTC, considerata l'infondatezza del ricorso per i motivi suesposti, può 

rimanere irrisolta.

4. I ricorrenti ritengono che la decisione qui impugnata sarebbe arbitraria. 

Evidenziano che il loro mappale sarebbe situato nella zona nucleo e 

sarebbe edificato come casa vacanza. Nel piano generale delle strutture, 

il loro stabile sarebbe parzialmente indicato di importanza volumetrica. 

Esso non rappresenterebbe un monumento storico, non sarebbe 

classificato come edificio degno di conservazione e non disporrebbe di 

una protezione pianificatoria. Dichiarano, inoltre, che l'inventario ISOS non 

avrebbe alcuna diretta influenza sul loro stabile. Inoltre, il progetto richiesto 

non danneggerebbe in alcun modo la zona nucleo; ciò sarebbe dimostrato 

dalla circostanza che il 3 dicembre 2020 i ricorrenti avrebbero effettuato 

una notifica per la posa di una pergola molto più grande e il Servizio 

monumenti dei Grigioni si sarebbe pronunciato positivamente. Nell'agire 

- 17 -

del convenuto, non permettendo un impianto molto più piccolo, i ricorrenti 

intravvedono arbitrio. 

4.1. L'arbitrio sussiste laddove la decisione contestata è palesemente 

insostenibile o chiaramente in contraddizione con la situazione reale. Il 

fatto che anche un'altra soluzione o valutazione appaia giustificabile o 

addirittura più appropriata non è sufficiente per ammettere l'arbitrio (STF 

6B_607/2021 del 21 settembre 2021 consid.1.2). I ricorrenti, a ragione, 

ritengono che l'inserimento nell'Inventario federale degli insediamenti 

svizzeri da proteggere d'importanza nazionale ISOS e protezione degli 

insediamenti non comporti di per sé alcun effetto giuridico (v. STA R 2012 

104 del 19 marzo 2013 consid. 2d). L'inserimento nell'inventario ISOS è 

cionondimeno importante, perché riconosce all'insediamento importanza 

nazionale e lo qualifica come degno di protezione. A tal riguardo, occorre 

rilevare che la circostanza che lo stabile qui in esame sia indicato nel piano 

generale delle strutture come edificio con importanza volumetrica e non 

come monumento storico o edificio degno di conservazione, non significa 

necessariamente che qualsiasi protezione sia esclusa. Come indica 

l'estratto ISOS (doc. E dei ricorrenti), la zona nucleo di E._____, dove si 

trova lo stabile dei ricorrenti, viene protetta dal diritto federale. Nella misura 

in cui il convenuto esercita il proprio spazio discrezionale (v. al riguardo 

consid. 5.1. seg.), del quale dispone nell'ambito della procedura edilizia, 

la circostanza che un insediamento sia stato inserito nell'inventario ISOS 

poteva invero essere presa in considerazione. 

4.2. A nulla serve poi appellarsi all'asserita circostanza che il Servizio 

Monumenti dei Grigioni si sarebbe pronunciato a favore della posa di una 

pergola di dimensioni superiori. In primo luogo, dagli atti procedurali 

emerge unicamente che detto ente, di principio, si sarebbe potuto 

immaginare l'erezione di una tale costruzione. Per una valutazione finale 

sarebbero stati necessari tuttavia ulteriori documenti. In secondo luogo, 

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diversamente da quanto il Servizio Monumenti dei Grigioni aveva 

comunicato il 3 dicembre 2020 per quanto riguarda la posa della pergola, 

il 10 agosto 2022 si è pronunciato contro la posa della tenda da sole. 

Nell'ambito della procedura decisionale, il convenuto ha preso in 

considerazione la presa di posizione del Servizio Monumenti dei Grigioni. 

La sua decisione si basa pertanto su ragioni oggettive, per la 

determinazione dei quali il convenuto dispone di un margine discrezionale. 

Giova a questo punto ricordare che in data 13/17 novembre 1991 è stata 

firmata una convenzione con il Dipartimento dell'educazione, della cultura 

e della protezione dell'ambiente, a mente del cui p.to. 2, è previsto che il 

proprietario dell'immobile si impegna a non apportare e non tollerare 

modifiche senza il permesso del Dipartimento. Visto che un permesso di 

questo tipo non è stato concesso ai ricorrenti, il convenuto, a giusta 

ragione, non ha rilasciato una licenza edilizia. Non si ravvisa dunque un 

atteggiamento arbitrario.

4.3. Ne consegue che, anche in questo punto, le censure dei ricorrenti sono 

infondate. 

5. I ricorrenti ritengono che la tenda parasole non altererebbe la volumetria 

e l'orientamento dello stabile e l'organizzazione degli spazi esterni non 

sarebbe pregiudicata. In questo modo, l'ingombro e l'ubicazione dello 

stabile rimarrebbero preservati. Inoltre, l'impatto visivo della tenda 

parasole sarebbe contenuto, le dimensioni sarebbero modeste e il colore 

grigio si adatterebbe perfettamente allo stabile e si inserirebbe ad arte nel 

contesto circostante. Per di più, non esisterebbe alcun pregiudizio a causa 

di tale piccolo impianto se si pone mente al fatto che in zona nucleo 

sarebbero ammesse anche conigliere, legnaie, pollai e simili piccole 

costruzioni, le quali non dovrebbero neppure venire coperte con piode 

tradizionali.

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5.1. Occorre notare che il diritto edilizio pubblico nel Cantone dei Grigioni 

rientra generalmente nell'autonomia dei comuni (art. 50 Cost. e art. 65 

Costistuzione del Cantone dei Grigioni [Cost GR; CSC: 110.100]). Il 

tribunale chiamato a statuire nel merito della controversia deve quindi 

esercitare una certa cautela nell'applicazione e nell'interpretazione di tali 

norme, laddove sorga un dubbio, vi siano difficoltà di interpretazione o 

debbano venire prese in considerazioni in particolar modo le circostanze 

locali. In particolare, il tribunale deve esercitare un certo riserbo 

nell'esaminare il buon effetto d'insieme o la buona integrazione di un 

edificio o di una struttura nella zona architettonica. La nozione di buon 

effetto generale costituisce una nozione giuridica indeterminata, che, 

come tale, conferisce all'autorità edilizia un certo margine di 

apprezzamento ai fini dell'individuazione del suo contenuto normativo. 

Questa latitudine di giudizio va rispettata anche dalle istanze di ricorso. In 

questo contesto, se la valutazione è plausibile, essa merita conferma, non 

essendo compito dell'autorità di ricorso sostituire il proprio apprezzamento 

a quello dell'autorità edilizia (STF 1C_358/2017 del 5 settembre 2018 

consid. 3.6; DTF 106 Ib 118 consid. 2; 115 Ia 114 consid. 3d; STA R 21 

71 del 10 maggio 2022 consid. 5.2 con riferimento a Prassi del Tribunale 

amministrativo [PTA] 2013 n. 26 consid. 6b). Di conseguenza si parte dal 

presupposto che l'autorità locale preposta al rilascio delle licenze edilizie 

disponga di una particolare libertà di decisione nella valutazione dell'effetto 

complessivo in relazione alla valutazione (estetica) delle condizioni locali 

(STF 1C_5/2016 del 18 maggio 2016 consid. 5.3, con rinvii; 1C_629/2013 

/ 1C_630/2013 del 5 maggio 2014 consid. 7.1 ciascuna con riferimenti; 

1C_150/2014 del 6 gennaio 2015 consid. 2.2, con rinvii; 1C_578/2016 del 

28 giugno 2017 consid. 3.4). I tribunali cantonali devono quindi esercitare 

una certa moderazione anche nel controllo dell'adeguatezza della 

decisione contestata. Al fine di rispettare l'autonomia del comune Il 

tribunale può annullare la decisione di classificazione dell'autorità edilizia 

- 20 -

comunale solo se quest'ultima ha oltrepassato l'ambito di giudizio e 

discrezionalità garantito dall'autonomia comunale (v. STF 1C_358/2017 

del 5 settembre 2018 consid. 3.6).

5.2. L'art. 36 n. 3 LE stabilisce che sono concesse riattazioni, trasformazioni, 

ricostruzioni e ampliamenti, purché l’inserimento tenga conto della 

struttura del nucleo in particolare per quanto riguarda le volumetrie, 

l’orientamento e l’organizzazione degli spazi esterni. Le distanze dai 

confini e dalle strade sono quelle degli edifici preesistenti là dove non 

esistono linee di costruzione.  Inoltre, ai sensi dell'art. 73 cpv. 1 LPTC, le 

costruzioni devono essere costruite ed inserite nell'ambiente e nel 

paesaggio secondo le regole dell'arte di costruire, in modo tale da creare 

un buon effetto generale (v. anche art. 19 LE). Secondo la summenzionata 

giurisprudenza, il convenuto dispone di un margine discrezionale nelle 

questioni relative al diritto edilizio. Tale margine discrezionale si estende 

alla questione se l'impianto rispetta la struttura del nucleo, in particolare 

con riferimento alla volumetria, al suo orientamento e all'organizzazione 

degli spazi esterni. Il convenuto dispone di un certo margine di discrezione 

anche inerentemente alla questione relativa al fatto se l'effetto visivo della 

tenda da sole, in virtù del suo colore e della sua grandezza, si inserisca 

bene nell'ambiente circostante oppure se il progetto proposto comporti dei 

pregiudizi. 

5.3. Nella fattispecie in esame, il convenuto, a tutela del valore storico ed 

architettonico della particella in questione, per quanto concerne l'impatto 

visivo della tenda da sole, ha basato la propria decisione su criteri 

oggettivi. Ciò è fra l'altro dimostrato dalla circostanza che, prima 

dell'emanazione della decisione, ha raccolto un parere da parte del 

Servizio Monumenti dei Grigioni, il quale aveva effettuato un sopralluogo 

presso la particella che qui interessa. In detto parere, è sì indicato il colore 

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sbagliato (bianco anziché grigio); occorre tuttavia considerare il parere nel 

suo insieme e non limitarsi all'indicazione errata del colore. Il Servizio 

Monumenti dei Grigioni giunge alla chiara conclusione che la tenda da sole 

proposta assomiglia ad una trave qualora è chiusa. Inoltre, il suo impatto 

visivo generale non è ottimale. Ne consegue che la decisione del 

convenuto – che, nell'ambito delle sue mansioni discrezionali, ha seguito 

il preavviso negativo del Servizio Monumenti dei Grigioni e ha ritenuto il 

progetto come proposto non adeguato – non appare essere errata e, 

dunque, va confermata. 

5.4. Dalla mera circostanza che in passato sarebbero state approvate 

costruzioni come conigliere, legnaie, pollai e costruzioni simili, non è 

possibile ravvisare una disparità di trattamento e/o un abuso dello spazio 

discrezionale. Si rileva che una decisione disattende il principio della parità 

di trattamento quando, tra casi simili, fa delle distinzioni che nessun fatto 

importante giustifica di fare o sottopone a un regime identico situazioni che 

presentano delle differenze rilevanti e di natura tale da rendere necessario 

un trattamento diverso (STF 9C_640/2022 del 13 marzo 2023 consid. 7.1, 

con rinvii; 2C_1108/2018 del 1° maggio 2019 consid. 5.1; DTF 136 II 120 

consid. 3.3.2, con rinvii; 133 I 249 consid. 3.3, con rinvii). Orbene, come 

delle non meglio precisate costruzioni, per le quali, oltretutto, non è 

comprovata l'esistenza di un accordo con il Dipartimento dell'educazione, 

della cultura e della protezione dell'ambiente del Canton Grigioni, possano 

essere parificate alla tenda da sole oggetto del caso concreto, non è qui 

ravvisabile. Nemmeno ravvisabile è un abuso dello spazio discrezionale 

da parte del convenuto. Infatti, come visto poc'anzi, la sua decisione è 

stata guidata da considerazioni oggettive e sulla scorta di un preavviso 

negativo del Servizio Monumenti dei Grigioni (v. al riguardo DTF 116 V 

307 consid. 2). 

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5.5. A titolo abbondanziale si rileva che l'esito della procedura non subirebbe 

mutamento nemmeno in applicazione dell'art. 6 LE, il quale stabilisce che, 

se esistono condizioni straordinarie e l'osservanza delle disposizioni legali 

costituisce un rigore sproporzionato, l'autorità edilizia può concedere delle 

deroghe a singole norme, purché in tal modo non si ledano interessi 

pubblici (cpv. 1). Considerato tuttavia che, a mente del cpv. 2 di detto 

disposto, non vi è alcun diritto alla concessione di deroghe, anche per 

quanto concerne questa tematica, il convenuto dispone di uno spazio 

discrezionale, nel quale questo Tribunale non ingerisce, se non nel caso 

di un abuso o errore di diritto. Circostanza, questa, che tuttavia non fa al 

caso nostro. 

6. Considerato quanto sopra, il ricorso è integralmente infondato, motivo per 

il quale va respinto.

7. I ricorrenti richiedono l'esibizione, da parte del convenuto, dei verbali 

dell'unica riunione che avrebbe avuto luogo e dell'unico sopralluogo 

esperito. Una perizia sarebbe necessaria perché permetterebbe di 

dimostrare che, nel caso in cui fossero stati seguiti i suggerimenti del 

Servizio Monumenti dei Grigioni, la questione estetica si sarebbe risolta. 

Secondo il convenuto, invece, non servirebbe alcuna perizia per 

dimostrare che una tenda da sole per la zona interessata non sarebbe 

consona. Il tribunale può, nell'ambito dell'apprezzamento anticipato delle 

prove, respingere le prove offerte (v. al riguardo STF 4A_66/2018 del 15 

maggio 2019 consid. 2.1.1 seg. con rinvii). Nel caso concreto questo 

Tribunale, sulla scorta dei mezzi di prova presenti agli atti e, 

segnatamente, rilevato che il Servizio Monumenti dei Grigioni – 

indipendentemente dal colore – ha rilasciato un preavviso negativo, 

nonché ricordato che al convenuto va riconosciuto uno spazio 

discrezionale, è giunto alla conclusione che le prove offerte dai ricorrenti 

non sono atte a modificare il giudizio di merito. 

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8. In virtù dell'esito della procedura e considerato l'onere di lavoro generato, 

il Tribunale ritiene una tassa di stato pari a CHF 1'500.00 giustificata. 

Tenuta in considerazione la violazione del diritto di essere sentito e le 

particolarità del caso concreto, si ritiene giustificato accollare i costi di 

procedura ai ricorrenti e al convenuto in ragione di un mezzo ciascuno (cfr. 

art. 73 cpv. 1 LGA). In egual ragione, è giustificato obbligare il convenuto 

a versare ai ricorrenti un'indennità. A mente della nota d'onorario 

trasmessa il 12 dicembre 2023, il legale conteggia nell'insieme di 17 ore e 

50 minuti di lavoro a CHF 300.00, trasferta a E._____ pari a CHF 35.00, 

spese di CHF 160.50 e IVA di CHF 427.00, per complessivi CHF 5'972.50. 

Il numero di ore fatte valere dal legale appare adeguato alla complessità 

del caso in rassegna. A mente della prassi di questa Corte (v. fra tante 

STA A 19 15 del 1° luglio 2019 consid. 6.2), se viene fatta valere una tariffa 

oraria diversa da quella cosiddetta corrente di CHF 240.00 l'ora, occorre 

versare agli atti un accordo sull'onorario; circostanza, questa, che fa al 

caso nostro (doc. 2 dei ricorrenti). Ricordato tuttavia l'art. 3 cpv. 1 

Ordinanza sulla determinazione dell'onorario degli avvocati (OOA, CSC 

310.250), secondo il quale viene considerata corrente una tariffa oraria fra 

i CHF 210.00 e i CHF 270.00, nel caso concreto si applica la tariffa 

ordinaria massima di CHF 270.00. Ne consegue che l'onorario 

complessivo corrisponde a CHF 4'815.00. Ad esso si aggiungono le spese 

di CHF 144.45 (3%) oltre a CHF 381.85 di IVA (7.7%), arrivando dunque 

ad un importo complessivo di CHF 5'341.30. Ricordata la chiave di 

ripartizione di un mezzo ciascuno, il convenuto è obbligato a versare ai 

ricorrenti un importo di CHF 2'670.65. Al convenuto non vengono 

assegnate ripetibili, avendo agito quest'ultimo nell'ambito delle proprie 

attribuzioni ufficiali (cfr. art. 78 cpv. 2 LGA).

- 24 -

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 1'500.--

- e le spese di cancelleria di CHF 464.--

totale CHF 1'964.--

Tali spese sono poste in regime di responsabilità solidale a carico di 

A._____ e B._____ per un ammontare di CHF 982.-- e a carico del Comune 

C._____ per un ammontare di CHF 982.--.

3. Il Comune C._____ è obbligato a versare a A._____ e B._____ l'importo 

di CHF 2'670.65 a titolo di ripetibili.

4. [vie di diritto]

5. [Comunicazioni]