# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1ea32a0f-a865-593d-b54c-2d8097334c9d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-30
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 30.06.2017 S 2017 94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2017-94_2017-06-30.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 17 94

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

Giudice unico Racioppi e attuaria Krättli-Keller

SENTENZA

del 30 giugno 2017

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentata dal Sindacato UNIA,

ricorrente

contro 

Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni,

convenuto

concernente sospensione dal diritto all'indennità

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1. A._____ è di professione commessa e lavorava da ultimo nel suo campo 

di attività. Dal 1. settembre 2015 l'assicurata rivendicava il diritto 

all'indennità di disoccupazione. 

2. Con decisione 4 maggio 2017, l'assicurata veniva sospesa dal diritto 

all'indennità per due giorni per aver cercato lavoro nel marzo 2017 solo 

fino al 17 del mese. La tempestiva opposizione presentata dall'assicurata 

in data 8 maggio 2017 veniva respinta con decisione 24 maggio 2017. 

3. Nel ricorso proposto al Tribunale amministrativo il 22 giugno 2017, 

A._____ chiedeva l'annullamento della sanzione decisa o eventualmente 

la sua riduzione. Durante la seconda metà del mese di marzo sarebbero 

stati compiuti forzi per trovare un lavoro anche se la loro comprova 

sarebbe stata prodotta tardivamente. Moralmente e giuridicamente essa 

avrebbe pertanto ossequiato il dovere di ridurre il danno e pertanto la 

colpa che le sarebbe imputabile andrebbe qualificata come oltremodo 

lieve. 

4. Nella risposta del 29 giugno 2017 l'Ufficio per l'industria, arti e mestieri e 

lavoro (UCIAML) concludeva alla reiezione del ricorso. L'assicurata 

avrebbe effettivamente dimostrata una ricerca di lavoro anche dopo il 17 

di marzo 2017, ma la stessa non potrebbe venire presa in considerazione 

in quanto tardiva. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l'art. 43 cpv. 3 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 

370.100), il Tribunale amministrativo decide nella composizione di giudice 

unico, quando il valore litigioso non supera i fr. 5'000.-- e non è prescritta 

una composizione di cinque giudici. Nell'evenienza, la ricorrente ha un 

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guadagno assicurato di fr. 4'658.--. La corrispondente indennità 

giornaliera (70 %) è di fr. 150.25. La sanzione pronunciata è di due giorni 

e la controversia verte pertanto su di un valore litigioso di fr. 300.50 per 

cui la presente vertenza ricade nell'ambito di competenza del giudice 

unico.

2. a) In base all'art. 30 cpv. 1 lett. c della legge federale sull'assicurazione 

contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0), l'assicurata è sospesa dal 

diritto all'indennità se non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione 

adeguata. Come previsto all'art. 17 cpv. 1 LADI, l'assicurata che fa valere 

prestazioni assicurative deve, con l'aiuto dell'ufficio del lavoro 

competente, intraprendere tutto quanto si possa ragionevolmente 

pretendere da lei per evitare o abbreviare la disoccupazione. In 

particolare, è suo compito cercare lavoro, se necessario anche fuori della 

professione precedente. Essa deve poter comprovare tale suo impegno. 

In conformità all'art. 26 dell'ordinanza sull'assicurazione obbligatoria 

contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza (OADI; RS 837.02), 

l'assicurata deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola 

sotto forma di domande d'impiego ordinarie. Essa deve inoltrare la prova 

delle ricerche di lavoro per ogni periodo di controllo al più tardi il quinto 

giorno del mese seguente o il primo giorno lavorativo successivo a tale 

data. Se lascia scadere il termine senza valido motivo, le ricerche di 

lavoro non potranno più essere prese in considerazione. E' considerato 

periodo di controllo ogni mese civile (art. 27a OADI). 

b) L'obbligo di fornire degli sforzi personali nell’intento di trovare un lavoro 

implica, da parte dell’assicurata, che essa deve adoperarsi pienamente 

per far cessare la propria disoccupazione conformemente al principio 

della riduzione del danno ancorato nel diritto delle assicurazioni sociali 

(DTF 123 V 233 cons. 3c, 117 V 278 cons. 2b, 400 e riferimenti). Per 

quanto attiene alla qualità degli sforzi intrapresi, la legge non prevede 

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nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così 

venire effettuate per iscritto, presentandosi personalmente presso i diversi 

datori di lavoro o per telefono. Ciò che importa è che l'assicurata, alla fine 

di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio 

competente di avere realmente compiuto gli sforzi da essa indicati (vedi 

per maggiori dettagli la sentenza del Tribunale amministrativo S 11 65).

c) Nell'evenienza non è posto in discussione che le 11 ricerche indicate sul 

modulo di "Prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro" 

riguardanti il mese di marzo 2017 siano più che sufficienti da un punto di 

vista quantitativo. All'assicurata viene invece rimproverato di non aver 

cercato lavoro in modo costante e regolare ovvero anche durante la 

seconda metà del mese di marzo 2017. Infatti, dal 17 di marzo alla fine 

del mese vi sarebbero ancora state due settimane lavorative, durante le 

quali non risulterebbe essere stata effettuata alcuna ricerca d'impiego. 

Per giustificare il suo modo di agire, inizialmente, la ricorrente pretendeva 

in generale di aver indicate della date errate, avendo compiuti sforzi 

anche dopo il 17 di marzo. Concretamente la signora B._____ sarebbe 

stata contattata non il 17 di marzo come indicato sul formulario bensì il 21 

del mese. La pretesa non è però corretta. Come risulta dal messaggio di 

posta elettronica inviato dall'assicurata alla signora B._____ tramite 

"tutti.ch" il contatto era avvenuto il 17 e non il 21 di marzo. In quest'ultima 

data era invece stata la signora B._____ a chiedere all'assicurata l'inoltro 

del curriculum vitae. 

d) Agli atti vi è invece la candidatura del 29 marzo 2017 che l'assicurata 

avrebbe inviato alla C._____ GmbH e che non figura sul formulario degli 

sforzi personali, essendo stato detto documento trasmesso agli organi 

della disoccupazione già il 25 marzo 2017 e ricevuto il 27 successivo. 

Questa candidatura, allegata alla presa di posizione del 2 maggio 2017 

non è stata presa in considerazione in applicazione dell'art. 26 cpv. 2 

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OADI, non essendo pervenuta all'UCIAML entro il quinto giorno del mese 

di aprile o il primo giorno lavorativo successivo a tale data. 

3. a) Nella DTF 139 V 164, la massima istanza federale si soffermava sulla 

costituzionalità dell'art. 26 cpv. 2 OADI, che nella sua versione attuale, 

entrata in vigore il 1. aprile 2011, potrebbe apparire troppo severo. Giusta 

la precedente normativa, infatti, all'assicurata veniva concesso un 

congruo termine per presentare la prova degli sforzi compiuti e 

simultaneamente veniva avvertita per iscritto sulle conseguenze di una 

eventuale inottemperanza ingiustificata, nel senso che le ricerche di 

lavoro non sarebbero più state prese in considerazione. Per il Tribunale 

federale l'attuale art. 26 cpv. 2 OADI - in quanto semplice 

concretizzazione dell'obbligo che spetta all'assicurata di poter comprovare 

il suo impegno giusta l'art. 17 cpv. 1 terza frase LADI sotto pena della 

sanzione prevista all'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI - è costituzionale e rispetta 

il principio della legalità. Ne discende che, senza una valida motivazione, 

la sospensione del diritto all'indennità può essere decisa qualora le prove 

degli sforzi compiuti non siano state presentate entro il termine di cui 

all'art. 26 cpv. 2 OADI, senza che abbia alcuna importanza il fatto che le 

prove vengano prodotte ulteriormente (vedi sulla questione DTF 139 V 

164 cons. 3.3 e sentenze del Tribunale federale 8C_946/2015 del 2 

marzo 2016 cons. 3.2 nonché 8C_40/2016 del 21 aprile 2016 cons. 4.2).

b) Non è contestato che l'assicurata non abbia prodotta la prova dello sforzo 

compiuto il 29 marzo 2017 entro i primi cinque giorni del mese di aprile 

2017. Ne consegue che questa prova della ricerca di lavoro non può 

essere considerata. In sostanza invece, nel proprio ricorso, viene chiesta 

la presa in considerazione della ricerca di lavoro fatta il 29 marzo per 

giustificare l'annullamento della sanzione. La pretesa non può però 

essere seguita, in quanto così facendo verrebbe a perdere qualsiasi 

valenza legale la norma di cui all'art. 26 cpv. 2 OADI. Come è stato 

esposto in precedenza, la presentazione tardiva della ricerca di lavoro 

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implica la sua disattenzione, senza che abbia alcuna importanza il fatto 

che la prova venga fornita in seguito. 

4. a) Giusta l'art. 30 cpv. 3 LADI, la durata della sospensione è determinata in 

base alla gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione, 

a 60 giorni al massimo. Il Consiglio federale può prescrivere una durata 

minima di sospensione (art. 30 cpv. 3bis LADI). Facendo uso di tale facoltà 

l'esecutivo federale ha stabilito che la sospensione è di uno fino a quindici 

giorni in caso di colpa lieve, di sedici fino a 30 giorni in caso di colpa 

mediamente grave e di trentuno fino a sessanta giorni in caso di colpa 

grave. Contrariamente a quanto avviene in altri abiti del diritto (per 

esempio circolazione stradale o derrate alimentari) la normativa in materia 

si assicurazione contro la disoccupazione non prevede invece che in casi 

di esigua gravità si possa prescindere da qualsiasi pena. Per garantire 

una certa parità di trattamento tra assicurati, la Segreteria di Stato 

dell'economia [SECO] ha pubblicate della tabelle delle sospensioni, 

precisando che per ogni sospensione dovesse essere preso in 

considerazione sia il comportamento dell’assicurata che il fatto che la 

possibilità di scostarsi dai valori indicati nelle tabelle, nel senso di 

applicare una sanzione più severa o più leggera, richiedesse una 

motivazione. Secondo dette tabelle (vedi Prassi LADI, ID, marginale D72), 

delle ricerche di lavoro insufficienti durante il periodo di controllo 

giustificano, la prima volta, una sanzione che varia da tre a quattro giorni, 

mentre la seconda volta la sanzione varia da cinque a nove giorni.

b) Per quanto riguarda la sanzione decisa, l'assicurata ritiene che "sarebbe 

necessario e vitale considerare che la colpa sia oltremodo lieve e che non 

abbia cagionato alcun danno all'assicurazione". Sarebbe inoltre la prima 

volta che l'assicurata verrebbe sanzionata e il suo comportamento non 

avrebbe danneggiato l'assicurazione. Tenendo presente la sospensione 

decisa di due giorni, appare evidente che la sanzione pronunciata tenga 

conto del fatto che l'assicura sia stata sanzionata per la prima volta. Per il 

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resto, la pretesa che l'insufficienza degli sforzi non abbia potuto 

pregiudicare gli interessi finanziari dell'assicurazione contro la 

disoccupazione non è difendibile, comportando ogni sforzo nella ricerca di 

un lavoro la potenziale possibilità di assunzione dell'assicurata e quindi la 

cessazione dello stato di disoccupazione. Nell'evenienza comunque, 

l'autorità convenuta si è scostata dai valori standard di tre o quattro giorni 

per applicare una sanzione di soli due giorni, motivo per cui l'esiguità della 

colpa è stata debitamente considerata. L'unico motivo di biasimo è 

costituito dal fatto che per due settimane lavorative l'assicura non abbia 

comprovato sforzi nel senso di ricerche di lavoro e che pertanto il suo 

impegno per il mese di marzo non sia stato costante e regolare. Nel 

proprio ricorso, l'assicurata concorda sull'esistenza di una colpa alquanto 

leggera. Per questo giudice, la sospensione decisa non fa che 

confermare questa valutazione. In principio, secondo le tabelle delle 

sospensioni pubblicate dal SECO, una sospensione inferiore a tre giorni 

non è mai prevista. Operando quindi una sospensione di due giorni, la 

particolare situazione dell'istante è stata debitamente presa in 

considerazione. Un'ulteriore riduzione di detta pena, come proposto in 

sede di ricorso, trattandosi in pratica di una correzione che riguarderebbe 

una sola giornata, va esclusa a priori già in virtù del minimo margine di 

apprezzamento che spetta all'autorità convenuta nella definizione della 

concreta sospensione. È indubbio che quanto possa essere rimproverato 

all'assicurata sia veramente una colpa di poco conto, ma la sanzione 

corrisponde per l'appunto ad una pena di minima gravità.

5. In conclusione pertanto il ricorso deve essere respinto. Giusta l'art. 61 

cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura è gratuita e - visto l'esito del ricorso - 

non vengono assegnate ripetibili. 

Il Giudice unico decide:

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1. Il ricorso è respinto. 

2. La procedura è gratuita.

3. Non vengono assegnate ripetibili.

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]