# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f450fda4-f8e0-5b3e-b682-29d15ac7b214
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.06.2006 30.2006.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2006-26_2006-06-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2006.26

   

  TB

  	
  Lugano

  12 giugno
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 aprile 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 aprile
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Con
due distinte decisioni provvisorie del 17 febbraio 2006 la Cassa CO 1 ha
fissato i contributi personali dovuti da RI 1 per gli anni 2004 e 2005 quale
persona senza attività lucrativa. L'amministrazione ha considerato una sostanza netta nulla ed un
reddito percepito sotto forma di rendite di ogni genere moltiplicato per 20; il
risultato, diviso due, corrisponde ad una sostanza determinante di Fr. 364'980.- nel 2004 e di Fr. 391'720.- nel 2005, su cui è stato fissato un
contributo AVS/AI/IPG di Fr. 606.- per ciascun anno, oltre a Fr. 12,10 di spese
amministrative.

Gli elementi di
calcolo sono stati desunti dai dati indicati dall'assicurato, con riserva di modifica in base alle tassazioni IFD 2004
e 2005 non appena saranno emesse dall'autorità fiscale.

 

                                  B.   Con
decisione su opposizione del 22 marzo 2006 (doc. A1) la Cassa ha respinto l'opposizione dell'assicurato, osservando che poiché quest'ultimo è coniugato e non esercita un'attività lucrativa, il calcolo dei suoi contributi va eseguito sulla
metà della sostanza e del reddito conseguito sotto forma di rendita dei due
coniugi. Il calcolo eseguito sulle pensioni dei coniugi è corretto.

 

                                  C.   Contro
la decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato,
postulandone l'annullamento. Il ricorrente contesta di dover versare quanto
stabilito dalla Cassa, assumendo di essere invalido al 100% da diversi anni e di
avere problemi economici; inoltre, da tre anni non riceve le decisioni di
tassazione. Fa infine riferimento ad una "lettera del giudice delegato
presso il tribunale delle assicurazioni datata 31.1.2000 in merito al
precedente ricorso." (doc. I).

 

La Cassa conferma gli
importi delle pensioni percepite dai coniugi nel 2004 (Fr. 36'498.-) e nel 2005 (Fr. 39'172.-), come pure l'assoggettamento del ricorrente come persona senza attività lucrativa
al pagamento dei contributi personali in virtù degli artt. 3 e 10 LAVS, ovvero
fino al compimento dei 65 anni, poiché né l'assicurato né la moglie hanno contribuito all'AVS in questi anni. L'amministrazione rileva che il ricorrente
può chiedere la riduzione dei contributi dovuti (doc. IV).

 

Quest'ultimo non ha prodotto ulteriori mezzi di
prova (doc. V).

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

Al caso concreto è
pacificamente applicabile la LPGA, poiché gli anni di contributo e le decisioni
della Cassa sono successive all'entrata in vigore di detto complesso normativo.

 

nel merito

 

                                   2.   Sono
assicurate obbligatoriamente in conformità della Legge federale
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) le persone fisiche
che hanno il loro domicilio civile in Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS).

 

A norma dell'art. 3
cpv. 1 LAVS, gli assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto
che esercitano un'attività lucrativa. Se non esercitano un'attività lucrativa,
l'obbligo contributivo inizia il 1° gennaio dell'anno successivo a quello in
cui compiono i 20 anni e dura fino alla fine del mese in cui compiono 64 anni,
se sono di sesso femminile o 65 anni, se di sesso maschile.

Tuttavia, l’età di
pensionamento della donna è fissata a 63 anni a partire dal 2001 (quattro anni
dall’entrata in vigore della revisione legislativa), a 64 anni nel 2005 (otto
anni; cfr. lett. d cpv. 1 delle disposizioni transitorie relative alla 10a
revisione della LAVS).

 

Si ritiene che paghino
contributi propri, e quindi non devono versare alcun contributo proprio, i
coniugi senza attività lucrativa di assicurati con un'attività lucrativa qualora il coniuge versi contributi pari almeno
al doppio del contributo minimo (art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS).

L’art. 3 cpv. 3 LAVS
prevede una disposizione speciale per i coniugi senza attività lucrativa di
assicurati esercitanti una tale attività: questa categoria di assicurati è
reputata aver pagato i contributi qualora il loro coniuge abbia versato dei contributi
pari almeno al doppio del contributo minimo. L’esigenza del doppio contributo
minimo è dovuta allo splitting: è, in effetti, necessario che ognuno dei
coniugi abbia potuto iscrivere sul suo conto individuale il contributo minimo,
altrimenti l’anno non potrebbe essere considerato quale anno di contribuzione
(GREBER/DUC/SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 17 ad art. 3 LAVS, pag. 106).

 

Ora, per
"contributi pari almeno al doppio del contributo minimo" va inteso un
importo forfetario e quindi indipendente dalla durata di assoggettamento del
coniuge senza attività lucrativa considerato come avente versato contributi
proprî. Pertanto, quando il coniuge che esercita un'attività lucrativa versa
meno del doppio del contributo minimo durante un anno civile, anche se per un
periodo transitorio, l'assicurato senza attività lucrativa è tenuto, senza
alcuna possibile eccezione, a contribuire (Pratique VSI 2001 pag. 178 consid.
4).

 

                                   3.   Giusta
l'art. 10 cpv. 1 LAVS, il contributo AVS è pagato "secondo le
condizioni sociali" dell'assicurato che non esercita un'attività
lucrativa. Questi assicurati sono quindi tenuti a pagare i contributi sia sulla
sostanza, sia sul reddito annuo conseguito sotto forma di rendite moltiplicato
per 20, ciò che corrisponde ad un tasso di interesse del 5% (art. 28 cpvv. 1 e
2 OAVS; RCC 1990 pag. 455 consid. 2a; RCC 1986 pag. 350).

Il capoverso 2 recita
che gli studenti e gli assicurati che non esercitano un'attività lucrativa, se
mantenuti o assistiti da enti pubblici o da terzi, pagano il contributo minimo.

 

Per le persone che non
esercitano un'attività
lucrativa e per le quali non è previsto il contributo minimo annuo (art. 10
cpv. 2 LAVS), i contributi sono determinati in base alla sostanza e al reddito
conseguito in forma di rendita (art. 28 cpv. 1 OAVS).

Se la persona che non
esercita un'attività lucrativa
dispone contemporaneamente di sostanza e di un reddito conseguito in forma di
rendita, l'importo annuo della
rendita moltiplicato per 20 va addizionato alla sostanza (art. 28 cpv. 2 OAVS).

Giusta l'art. 28 cpv. 3 OAVS, per il calcolo del
contributo la sostanza e l'importo
del reddito annuo conseguito in forma di rendita moltiplicato per 20 devono
essere arrotondati ai Fr. 50'000.-
inferiori.

L'art. 28 cpv. 4 OAVS
prevede che "se una persona coniugata deve pagare contributi come persona
senza attività lucrativa, i suoi contributi sono determinati in base alla metà
della sostanza e del reddito conseguito in forma di rendita dei coniugi.
(…)".

Quindi, i
contributi della singola persona sposata senza attività lucrativa sono
determinati sull’insieme dei redditi da pensione e sostanza dei coniugi, il
tutto diviso per metà, qualunque sia il loro regime e anche qualora i coniugi
siano stati tassati in modo separato (GREBER/DUC/SCARTAZZINI, op. cit., ad art.
10 LAVS, pag. 347 n. 25).

Il Tribunale federale,
a questo proposito, ha stabilito che l'art. 28 cpv. 4 OAVS è conforme alla
legge e alla Costituzione (STFA inedita del 18 gennaio 2001 nella causa W.,
consid. 2 b, H 199/00; DTF 125 V 221 = Pratique VSI 1999
pag. 118, DTF 125 V 230 = Pratique VSI 1999 pag. 204).

                                   4.   Nella
sua giurisprudenza, il TFA ha costantemente interpretato la nozione di "reddito
conseguito in forma di rendite" in senso lato. In effetti se ciò non
dovesse essere il caso, prestazioni di importi considerevoli e versate in modo
irregolare verrebbero sottratte alla riscossione dei contributi con il pretesto
che non si tratterebbe né di una rendita in senso stretto, né di un reddito
determinante.

 

L'Alta Corte ha
stabilito che se le prestazioni in questione, indipendentemente dal fatto che
presentino o no le caratteristiche delle rendite, contribuiscono al mantenimento
dell'assicurato, occorre qualificare queste ultime come delle rendite. Infatti,
si tratta di elementi del reddito che esercitano un'influenza sulle condizioni
sociali di una persona senza attività lucrativa (Pratique VSI 1994, pag. 207 e
176; RCC 1991 pag. 433 consid. 3a, con riferimenti di dottrina e di
giurisprudenza).

 

La giurisprudenza del
TFA considera come reddito conseguito sotto forma di rendite: le rendite
d’invalidità dell’assicurazione militare (RCC 1949 pag. 473), le indennità
giornaliere dell’assicurazione malattia (RCC 1980 pag. 211), le rendite del
secondo pilastro e l’anticipo AVS che l’istituto di previdenza accorda ad un
assicurato prima dell’età che dà diritto alla rendita AVS (RCC 1988 pag. 184),
le rendite d’invalidità e le indennità giornaliere dell’assicurazione infortuni
obbligatoria (RCC 1982 pag. 82), le rendite per perdita di guadagno versate
dalle assicurazioni-vita private e le rendite versate da istituti stranieri
d’assicurazione a delle vittime di guerra (RCC 1985 pag. 158), le rendite di
invalidità versate da assicurazioni sociali estere (RCC 1991 pag. 433), le
rendite da contratti vitalizi (Pratique VSI 1994 pag. 207), i redditi del
coniuge conseguiti all'estero (Pratique VSI 1999 pag. 204).

Al contrario, non
rientrano nel concetto di rendite ai sensi di questo disposto, le rendite
dell’AVS e dell’AI (comprese le PC), come pure le indennità giornaliere AI (RCC
1991 pag. 431 consid. 3a, RCC 1990 pag. 456 consid. 2b, RCC 1982 pag. 82).

Va poi ricordato che non sono
considerati reddito determinante conseguito sotto forma di rendite nemmeno le
rendite e le pensioni per i figli, a condizione che i figli vi abbiano un
diritto proprio (ad esempio le rendite per orfani ai sensi della LAINF) e il
provento della sostanza se l'importo di quest'ultima è noto o può essere stabilito
dalla cassa di compensazione (RCC 1990 pag. 454; Pratique VSI 1994 pag. 207).

                                   5.   Il contributo delle persone che non esercitano un'attività
lucrativa è fissato per ciascun anno di contribuzione (art. 29 cpv. 1 OAVS).

I contributi sono
calcolati sul reddito conseguito effettivamente in forma di rendita durante
l'anno di contribuzione e sulla sostanza al 31 dicembre (art. 29 cpv. 2 OAVS).

Le autorità fiscali
cantonali stabiliscono la sostanza determinante per il calcolo dei contributi
in base alla corrispondente tassazione cantonale passata in giudicato (art. 29
cpv. 3 OAVS). Tali comunicazioni sulla sostanza sono vincolanti per
l’amministrazione (KÄSER, op. cit., pag. 231, N. 10.34).

La determinazione del
reddito conseguito in forma di rendita incombe alle casse di compensazione, che
si avvalgono della collaborazione delle autorità fiscali cantonali (art. 29
cpv. 4 OAVS). Tuttavia, le comunicazioni di queste autorità non sono vincolanti
per le casse, a causa della differente definizione di questo reddito nel
diritto fiscale ed in quello dell'AVS (Direttive sui contributi dei lavoratori
indipendenti e delle persone senza attività lucrativa (DIN) nell'AVS, AI e IPG,
edite dall'UFAS, N. 2085).

Gli artt. 22 a 27
OAVS, riferiti ai lavoratori indipendenti, sono per il resto applicabili per
analogia alla fissazione ed alla determinazione dei contributi per le persone
senza attività lucrativa (art. 29 cpv. 6 OAVS).

 

                                   6.   La
legge dispone che l'obbligo
contributivo termina alla fine del mese in cui gli assicurati compiono 63/65
anni (art. 3 cpv. 1 LAVS) e che il diritto alla rendita di vecchiaia nasce il
primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata compiuta l'età di pensionamento (art. 21 cpv. 2 LAVS).

Per il calcolo delle
rendite ordinarie ci si basa sugli anni di contribuzione, sui redditi dell'attività lucrativa nonché sugli accrediti
per compiti educativi o d'assistenza
tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l'avente diritto ha compiuto i 20 anni ed il 31 dicembre che
precede l'insorgere dell'evento assicurato (età conferente il
diritto alla rendita o decesso) (art. 29bis cpv. 1
LAVS).

La rendita è calcolata
in base al reddito annuo medio, che si compone dei redditi risultanti da un'attività lucrativa, degli accrediti per
compiti educativi e degli accrediti per compiti assistenziali (art. 29quater LAVS).

Giusta l'art. 29quinquies cpv. 1 LAVS, sono
presi in considerazione soltanto i redditi risultanti da un'attività lucrativa sui quali sono stati
versati contributi. I contributi delle persone che non esercitano un'attività lucrativa sono computati come
reddito di un'attività
lucrativa (cpv. 2). Per il capoverso 3 lett. a, i redditi che i coniugi hanno
conseguito durante gli anni civili di matrimonio comune vengono ripartiti e
attribuiti per metà a ciascuno dei coniugi. La ripartizione è effettuata se
entrambi i coniugi hanno diritto alla rendita. Tuttavia (cpv. 4 lett. a),
sottostanno alla ripartizione e all'attribuzione reciproca soltanto i redditi conseguiti tra il 1°
gennaio che segue il compimento dei 20 anni e il 31 dicembre che precede l'insorgere dell'evento assicurato da parte del coniuge che ha per primo diritto alla
rendita.

Interpretando a
contrario questa norma legale, si ha che i redditi sottoposti a contribuzione e
realizzati dopo il sopraggiungere dell'evento assicurato della vecchiaia da parte del coniuge che ha per
primo diritto alla rendita, non sottostanno alla ripartizione e all'attribuzione reciproca per metà (splitting)
(DTF 127 V 361, e meglio pag. 366, DTF 129 V 124). Questa particolarità fa sì
che i contributi propri di una persona senza attività lucrativa non sono
considerati pagati se il suo coniuge esercitante una tale attività ha diritto
ad una rendita di vecchiaia (DTF 130 V 49).

 

Questo significa che
gli anni di computo terminano prima dell'inizio dell'anno
dell'età della pensione,
altrimenti si avrebbero dei periodi di contribuzione differenti a dipendenza
del mese in cui ogni assicurato compie gli anni "limite" legati alla
rendita di vecchiaia. Inoltre, con questo computo "parziale" dei mesi
di contribuzione gli assicurati mai raggiungerebbero l'anno intero di contribuzione, che si ha quando una persona è stata
assicurata durante più di undici mesi in totale (art. 50 OAVS). Per questi
motivi, i periodi di contribuzione tra il 31 dicembre precedente l'insorgere dell'evento assicurato ed il sorgere del diritto alla rendita possono
essere computati soltanto per colmare lacune di contribuzione, mentre i
redditi provenienti da un'attività lucrativa realizzati in questo periodo non sono presi in
considerazione per il calcolo della rendita (art.
52c OAVS).

 

                                   7.   Nella
fattispecie in esame, controverso è l'assoggettamento del ricorrente al
pagamento di contributi personali per gli anni 2004 e 2005 come persona senza
attività lucrativa.

 

Dagli atti all'incarto risulta che l'assicurato è stato iscritto alla Cassa di
compensazione __________ come persona senza attività lucrativa dal 1° gennaio
1986 al 31 dicembre 1996 (doc. 6). Per gli anni successivi, sulla scorta del
precedente giudizio emanato da questo Tribunale il 31 gennaio 2000 (Inc. n.
30.1999.86) – a cui l'insorgente
fa espressamente riferimento – è possibile dedurre che egli è stato esonerato
dal pagamento dei contributi personali a motivo che la moglie, esercitante un'attività lucrativa, ha versato contributi
pari almeno al doppio del contributo minimo, come recita il summenzionato art.
3 cpv. 3 lett. a LAVS. Tuttavia, da questa circostanza non è possibile dedurre
che egli sia esonerato dal pagamento dei contributi personali anche per gli anni
2004 e 2005.

 

                                   8.   Il
TCA ha appurato (doc. VI) che
da gennaio a luglio 2004 la moglie del ricorrente ha esercitato un'attività lucrativa, ossia fino al
compimento dell'età di
pensionamento (63 anni), guadagnando Fr. 14'770.- e pagando, effettivamente, il doppio del contributo minimo (doc.
VII e bis).

 

In virtù di quanto
precede, infatti, sebbene nel 2004 (doc. VII) la moglie del ricorrente abbia
comunque esercitato un'attività
lucrativa per la quale ha versato contributi superiori al doppio del contributo
minimo (art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS), ai fini del calcolo dei contributi
personali dovuti dal coniuge, quindi dall'assicurato, questa situazione non va tuttavia, come detto, presa in
considerazione.

A questo proposito va
osservato che anche lo stesso conto individuale di __________ (doc. 3) non
menziona i suoi redditi conseguiti nel 2004, proprio perché l'ultimo anno non è di principio computato
per il calcolo della rendita pensionistica (art. 29quinquies cpv. 4 lett. a
LAVS). Di conseguenza, per la problematica in oggetto va ipotizzato che la
moglie dell'insorgente non abbia
lavorato nel 2004 e quindi né guadagnato né contribuito.

 

Non potendo quindi,
eccezionalmente, beneficiare dell'avvenuto pagamento del doppio del contributo minimo da parte del
proprio coniuge, come negli anni precedenti, che gli avrebbe consentito l'esonero dal versamento dei contributi
personali quale persona senza attività lucrativa (art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS),
il ricorrente deve regolarmente versare la sua parte di contributi personali. D'altronde, questo è lo scopo sancito dall'introduzione dello splitting nel
contesto della 10a revisione dell'AVS: tutte le persone senza attività lucrativa sono di principio
sottoposte all'obbligo di
contribuire – contrariamente a quanto avveniva sotto l'egida del precedente sistema (DTF 130 V 49 consid. 3.2.2).

 

Pertanto, come ha
rettamente proceduto la Cassa, il calcolo dell'importo dovuto va eseguito in conformità del predetto art. 28 cpv. 4
OAVS, ovvero considerando la metà della sostanza e del reddito conseguito in
forma di rendita di entrambi i coniugi.

Ora, proprio perché il
coniuge del ricorrente ha lavorato fino a settembre 2004 compreso, quale suo
reddito sotto forma di rendita va considerata soltanto la rendita di vecchiaia percepita
dalla previdenza professionale per i restanti mesi dell'anno (settembre-dicembre 2004, art. 29 cpv. 2 OAVS), corrispondente
a Fr. 1'337.- (doc. 1). Questo
importo va poi ad aggiungersi alla rendita professionale versata dalla cassa
pensioni che l'assicurato ha
ricevuto nel 2004, ossia Fr. 35'160.-, ed il totale delle due rendite va moltiplicato per venti
(doc. 8).

 

                                   9.   Questo
procedimento va effettuato anche per l'anno 2005, considerato che l'anno scorso la moglie del ricorrente ha ricevuto una rendita
pensionistica professionale annua, avendo cessato l'attività lavorativa nel 2004 (art. 29 cpv. 2 OAVS). In questo senso,
anche per il 2005 l'assicurato
non può più beneficiare dell'esonero
dal pagamento dei contributi personali dovuto alla contribuzione doppia effettuata
direttamente dalla moglie.

La rendita della
moglie di Fr. 4'012.- va dunque
ad aggiungersi a quella del marito, per ottenere un reddito percepito sotto
forma di rendita di Fr. 39'172.-,
da moltiplicare poi per venti.

 

                                10.   Stanti
così le cose, le cifre ritenute dalla Cassa di compensazione vanno quindi
integralmente confermate per entrambi gli anni in questione, alla stessa
stregua degli importi calcolati come contributi AVS/AI/IPG (Fr. 606.- per ogni
anno).

Il ricorso interposto
da RI 1 deve essere così respinto, senza carico di tasse e spese e le decisioni
di fissazione dei contributi personali del ricorrente vanno confermate.

 

                                11.   All'assicurato resta comunque sempre aperta la
via del pagamento dilazionato, offerta dall'art. 34b OAVS, secondo cui se un debitore di contributi rende
verosimile che si trova in difficoltà finanziarie, si impegna a versare
regolarmente acconti ed esegue immediatamente il primo pagamento, la Cassa può
concedergli una dilazione di pagamento, sempreché abbia fondate ragioni d'ammettere che gli acconti successivi e i
contributi correnti potranno essere pagati puntualmente (cpv. 1).

La Cassa fisserà
quindi per iscritto le condizioni di pagamento, come l'importo degli acconti ed i termini di pagamenti, tenendo ovviamente
in considerazione la situazione del debitore (cpv. 2). Qualora il ricorrente
non dovesse rispettare le condizioni di pagamento fissate, la dilazione
concessa decadrà automaticamente (cpv. 3).

                                12.   Eventualmente,
inoltre, i contributi dovuti in applicazione degli articoli 6, 8 cpv. 1 o 10
cpv. 1 LAVS, il cui pagamento non potrebbe essere ragionevolmente richiesto
alle persone assicurate obbligatoriamente, possono essere adeguatamente
ridotti, a richiesta motivata, per un periodo di tempo determinato o
indeterminato; essi non possono però essere inferiori al contributo minimo
(art. 11 cpv. 1 LAVS).

Giusta l'art. 31 cpv. 1 OAVS, chi postula la
riduzione del contributo deve rendere verosimile che il suo pagamento integrale
non può essere esatto.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti