# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** efd2dde8-1266-5d4d-b793-40ed9bac46df
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-10-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.10.2025 38.2025.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2025-45_2025-10-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  38.2025.45

   

  rs

  	
  Lugano

  20 ottobre 2025    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 agosto 2025 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2
  luglio 2025 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro - Ufficio
  delle misure attive, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro
  la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Il
17 marzo 2025 __________, nato nel 1967 e iscrittosi in disoccupazione dal 20 agosto
2024, ha presentato, unitamente a RI 1, attiva nel settore del “brokeraggio
assicurativo”, una domanda di assegni per il periodo d’introduzione (API) per
il periodo dal 1° aprile 2025 al 31 luglio 2026 a seguito della sua assunzione
a decorrere dal 1° aprile 2025 da parte della società, nella funzione di impiegato
specializzato nel supporto vendita e coaching nel settore assicurativo vita,
LPP e finanziario (ipotecario) (cfr. doc. 1).

 

                          1.2.  Con decisione del 7 maggio 2025 l’Ufficio
delle misure attive (in seguito: UMA) ha respinto la richiesta di __________,
precisando che la durata degli assegni per il periodo d’introduzione sarebbe
comunque stata di 12 mesi (dal 1° aprile 2025 al 31 marzo 2026; cfr. doc. 2
pag. 1) e non, quindi, di 16 mesi, come invece domandato dall’assicurato e
dalla società, con la seguente motivazione:

 

" (…) Lo
scopo degli assegni per il periodo di introduzione è facilitare il
reinserimento degli assicurati la cui reintegrazione nel mercato del lavoro risulterebbe
difficile senza tale provvedimento.

Il signor __________ è qualificato, tra
l’altro possiede anche il Certificato Intermediario assicurativo AFA e vanta
un’ampia e consolidata esperienza professionale nel settore nel quale viene
assunto. Si rimarca a titolo esemplificativo la sua esperienza professionale
quale capo ufficio di un’agenzia assicurativa.

Visto quanto sopra, Ufficio delle misure
attive ritiene che il signor __________ non è da considerare difficilmente
collocabile ai sensi di questo sussidio, pertanto la domanda dell’Assegno per
il periodo di introduzione è respinta." (Doc. 2 pag. 2)

 

                          1.3.  Contro il provvedimento del 7
maggio 2025 RI 1, il 4 giugno 2025, ha interposto opposizione, chiedendo la
concessione di un aiuto concreto per i primi 6-8 mesi e facendo valere:

 

" (…) Il
signor __________ oltre alle sue attuali conoscenze, è stato da noi assunto in
data 01.04.2025 con delle mansioni specifiche per poter sviluppare delle nuove
attività strategiche da offrire all'attuale e nuova clientela e per le quali
necessita di nuove e continue formazioni. Per poter offrire sul mercato una
consulenza adeguata ed efficiente, abbiamo previsto un periodo di formazione di
1 anno, alternato o lavori quotidiani di back-office, questo periodo potrebbe
però anche essere ridotto a 6-8 mesi se la formazione venisse compressa.

Il signor __________ ci ha comunicato che è stato registrato
all'URC da settembre 2024 a marzo 2025 e in questo periodo è stato attivo sia
autonomamente che tramite l'aiuto dell'URC di __________, nella ricerca di una
posizione lavorativa, ma nonostante la sua consolidata esperienza professionale
le ricerche non avevano dato esito positivo, iniziando o intaccare il suo
essere ottimista di trovare un impiego confacente alla sua posizione. Nella
valutazione da parte di possibili datori di lavoro, probabilmente anche l'età
lo ha molto penalizzato.

Da parte nostra nella valutazione durante il primo colloquio
conoscitivo, abbiamo ritenuto il signor __________ una persona sicuramente
valida, disponibile a intraprendere nuove sfide, con cui poter iniziare e
sviluppare assieme queste nuove consulenze che vorremmo introdurre sul mercato.
La RI 1 è una società giovane che ha iniziato da poco la sua attività con mezzi
relativamente modesti. Avevamo ricevuto interesse a questa posizione anche da
persone con un profilo di conoscenze specifiche più appropriate e di età molto
inferiore al signor __________ (e risultanti, perciò, anche leggermente meno
onerose per la parte dei contributi sociali). Abbiamo però voluto valutare
l'età del signor __________ non come un punto sfavorevole ma un pregio; perché,
se avessimo colmato le lacune tecniche degli argomenti che il __________ dovrà
padroneggiare, avrebbe potuto portare una certa signorilità all’organizzazione
ed essere un perfetto "sparring-partner" per i consulenti più giovani
e diciamo anche più "impulsivi".

La RI 1 ha perciò seguito più il cuore che con la mente l'idea che
un signor __________ potesse fare al caso suo. In questa funzione però molto
specifica si deve instaurare un rapporto di piena fiducia tra questo ruolo e il
consulente che gli affida in parte la gestione su degli argomenti specifici del
suo cliente, mettendo a rischio in caso di problemi la fiducia del cliente
stesso con il suo consulente.

Per questo motivo il periodo di preparazione è il fattore
principale per un'introduzione di successo del signor __________ nell'organizzazione.
Se venisse "buttato nella mischia" troppo presto ci sarebbe il pericolo
concreto e probabile del venire meno del rapporto di fiducia sul suo operato
con i colleghi. A quel punto, il signor __________ risulterebbe così per dire
'bruciato" e non potendo più adempire ai suoi compiti principali, inutile
e di peso non finanziariamente sopportabile per l'organizzazione. Nel peggior
dei casi, immaginiamo che per il signor __________, non sarà facile tornare sul
mercato del lavoro, visto anche l'attuale tendenza.

Noi ci siamo messi in gioco scommettendo sul signor __________.
Quello che ci aspettiamo è una risposta da parte vostra che possa premiare la
nostra scelta coraggiosa e ci conceda di poter dare le massime chance di
riuscita al signor __________, ricevendo il tempo necessario per prepararlo al
meglio. (…)" (cfr. doc. 3=B)

 

                          1.4.  Con decisione su opposizione del 2
luglio 2025 l’UMA ha confermato il precedente provvedimento del 7 maggio 2025,
non ritenendo __________ una persona difficilmente collocabile ai sensi
dell’assegno per il periodo di introduzione.

                                  Al riguardo è stato rilevato:

 

" (…)

3.1.   Nel caso
concreto dalla documentazione agli atti si constata quanto segue.

         Il __________
(classe 1967) si è iscritto all’Ufficio regionale di collocamento di __________
in data 20 agosto 2024 con disponibilità a partire dal 1° settembre 2024.

         In
dicembre 2024, il signor __________ e la RI 1, __________ sono entrati in
contatto e hanno formalizzato un contratto lavorativo in data 4 marzo 2025 con
inizio del rapporto di impiego in data 1° aprile 2025.                    

         ll
signor __________ possiede un'ampia e consolidata esperienza lavorativa in
diverse realtà. Tra quelle meno recenti citiamo, a titolo esemplificativo, le
funzioni quale Contabile, Responsabile amministrativo e Responsabile risorse
umane. Tra le più recenti, possiede esperienza come Capoufficio e Supporto vendita
nel settore assicurativo, settore nel quale opera la RI 1, __________.

         Oltre
alla consolidata esperienza professionale il signor __________ possiede anche
diversi titoli di formazione quali ad esempio; AFC di impiegato di commercio,
Certificato di Specialista in Finanza e Contabilità con Attestato professionale
Federale, Attestato di formazione per maestri di tirocinio e, certificato più
recente e attinente con il settore per il quale e stato assunto, Certificato
Intermediario assicurativo AFA.

         Vista
l'esperienza professionale del signor __________, le sue qualifiche e il fatto
che è entrato in contatto con la e-RI 1, __________ a pochi mesi dalla sua
disponibilità al collocamento, il signor __________ non è una persona da
ritenersi difficilmente collocabile per motivi inerenti al mercato del lavoro,
tant'è che, nel caso specifico, nemmeno l'età del signor __________ è da considerarsi
come segnale di un'eventuale difficoltà di reinserimento professionale in
quanto il datore di lavoro stesso indica che: "Abbiamo però voluto
valutare l’età del signor __________ non come un punto sfavorevole ma un
pregio".

 

3.2.  Quanto
alle osservazioni espresse in sede di opposizione, si specifica che gli Assegni
per il periodo di introduzione sono, in ogni caso, legati alla necessità di una
introduzione particolare in azienda.

         Le
problematiche indicate in sede di opposizione (segnatamente "per poter offrire
sul mercato una consulenza adeguata ed efficiente" e "instaurare
un rapporto di piena fiducia tra questo ruolo e il consulente che gli affida in
parte la gestione su degli argomenti specifici del suo cliente, mettendo a
rischio in caso di problemi la fiducia del cliente stesso con il suo consulente.")
per le quali il datore di lavoro considera che l'assicurato necessiti del
sostegno di un API, sono invece da considerarsi rientranti nelle usuali
problematiche che un nuovo collaboratore dovrà affrontare. II tempo necessario
per l'inserimento nella quotidianità lavorativa così come l'inserimento nelle
attività specifiche dell'azienda non possono essere finanziati tramite API. (…)"
(Doc. A)

 

                          1.5.  Contro la decisione su opposizione
la RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto che il
caso di __________ venga rivalutato e sia riconosciuto “almeno un aiuto per
i primi 6 mesi del 60% del salario lordo e per gli ulteriori 2 mesi del 40%”
(cfr. doc. I).

 

                                  A sostegno delle proprie pretese
la società insorgente ha ribadito di aver assunto il 1° aprile 2025 __________,
il quale fino a quel momento era iscritto in disoccupazione, per poter
sviluppare delle nuove attività strategiche da offrire alla propria clientela
attuale e futura.

                                  La ricorrente ha, poi,
segnatamente addotto, da un lato, che per svolgere in piena autonomia tali
mansioni l’interessato necessita di nuove e continue formazioni. Dall’altro,
che l’Ufficio regionale di collocamento di __________ le aveva chiaramente
indicato che l’introduzione in questione rientrava negli obiettivi degli API e
che avrebbe avuto diritto a ricevere gli aiuti.

                                  Facendo riferimento alle
direttive LADI (p.ti J1, J5; J7; J8; J10; J11; J12) concernenti gli art. 65 e
66 LADI, come pure 90 OADI, è stato poi osservato, in particolare, che __________
non ha una formazione adeguata sui temi LPP, ipoteche, settore vita privata e
aziendale, che il medesimo, a causa della sua età (58 anni), ha riscontrato
numerose e inaspettate risposte negative alle candidature inviate durante i
sette mesi di disoccupazione, che i suoi titoli di formazione sono obsoleti e
in relazione ad attività che non svolge da diverso tempo (come ad esempio il
diploma di Contabile federale) e che ha già riscosso 150 indennità giornaliere
(cfr. doc. I).

 

                          1.6.  Nella sua risposta del 15 settembre
2025 l’UMA ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                          1.7.  Il
21 agosto 2025 il presidente del TCA ha assegnato alle parti un termine di 10
giorni per presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV). Le medesime
sono rimaste silenti.

 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Il TCA è chiamato a stabilire se a
ragione o meno l’UMA abbia negato gli assegni per il periodo di introduzione
richiesti a favore di __________, assunto da RI 1 dal 1° aprile 2025.

 

                          2.2.  Fra
gli scopi principali dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di
"prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente
e di favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro"
(cfr. art. 1a cpv. 2 LADI).

 

                                  Per
realizzare questo obiettivo il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI
(Capitolo 6), ha previsto una serie di provvedimenti inerenti al mercato del
lavoro. 

 

                                  Si
tratta di provvedimenti di formazione (art. 60: corsi individuali o collettivi
di riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di
esercitazione; pratiche di formazione), di provvedimenti di occupazione (art.
64a - 64b: programmi di occupazione temporanea, pratiche professionali,
semestri di motivazione) e di provvedimenti  speciali (art. 65 - 71d: assegni
per il periodo di introduzione, assegni di formazione, sussidi per gli
assicurati pendolari e soggiornanti settimanali, sostegno ai fini del
promovimento dell'attività lucrativa indipendente).

 

                                  L’art.
59 LADI fissa i principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al mercato
del lavoro e prevede che:

 

"
1 L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro a favore di assicurati e di
persone minacciate dalla disoccupazione.

1bis I
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro comprendono i provvedimenti di
formazione (Sezione 2), i provvedimenti di occupazione (Sezione 3) e i
provvedimenti speciali (Sezione 4).

1ter Le
persone direttamente minacciate dalla disoccupazione possono pretendere
unicamente le prestazioni di cui all’articolo 60.3. 

1quater Su
richiesta del Cantone, l’ufficio di compensazione può autorizzare la
partecipazione a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro per persone
minacciate dalla disoccupazione nell’ambito di licenziamenti collettivi.

2 I
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono volti a promuovere la
reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso difficile da motivi inerenti
al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare:

    a.  migliorare l’idoneità al
collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una rapida e durevole
reintegrazione;

    b.  promuovere le qualifiche
professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;

    c.  diminuire il rischio di una disoccupazione di
lunga durata; o

    d.  offrire la possibilità di acquisire esperienze
professionali.

3 Possono
partecipare ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro secondo gli
articoli 60–71d gli assicurati che adempiono:

    a.  i presupposti del diritto
secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga altrimenti; e

    b.  le condizioni specifiche per il provvedimento
in questione.

3bis Gli
assicurati che hanno più di 50 anni e che adempiono le condizioni di cui al
capoverso 3 possono partecipare a provvedimenti di formazione e di occupazione
fino alla conclusione del loro termine quadro per la riscossione della
prestazione, indipendentemente dal loro diritto all’indennità di
disoccupazione.

4 I
servizi competenti collaborano con gli organi dell’assicurazione invalidità
nella reintegrazione dei disoccupati invalidi.

5  I servizi competenti collaborano con gli organi
pubblici e privati preposti all’esecuzione della legislazione sull’asilo, sugli
stranieri e sull’integrazione nel reintegrare gli assicurati provenienti da un
contesto migratorio."

 

                                  All'art. 59 cpv. 2 LADI viene dunque ribadito il principio fondamentale
secondo cui il diritto a prestazioni finanziarie per provvedimenti
inerenti al mercato del lavoro è connesso alla situazione del
mercato del lavoro: provvedimenti possono essere messi in atto solo se sono
direttamente imposti dallo stato del mercato. Si tratta di un presupposto che
permette di evitare l'erogazione di prestazioni che non siano in rapporto con
l'assicurazione disoccupazione (cfr. STF 8C_478/2013 dell’11 aprile 2014
consid. 4; STF 8C_594/2008 del 1° aprile 2009 consid. 3; STFA C 56/04
del 10 gennaio 2005 consid. 2; STFA C 209/04 consid. 2 del 10
dicembre 2004; le STFA C 200/02 e C 201/02 consid. 1 del 5 agosto 2003, la
giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del Consiglio federale concernente una
nuova legge federale sull'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e
l'indennità per insolvenza del 2 luglio 1980; FF 1980 III 469 segg.).

 

                          2.3.  Per completezza giova rilevare che
in relazione alla mozione 21.3732 “Per provvedimenti inerenti al mercato del
lavoro efficaci a lungo termine nell'ambito dell'assicurazione contro la
disoccupazione”, depositata il 16 giugno 2021 da Mustafa Atici, Consigliere
nazionale dal 2019 al 2023 (Gruppo socialista), con la quale il Consiglio federale è stato invitato, nella legge
sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), a sostituire l'obiettivo
della reintegrazione "rapida" sul mercato del lavoro con quello della
reintegrazione "a lungo termine" e a finanziare anche
riqualificazioni e formazioni professionali più lunghe, in particolare per gli
adulti poco qualificati, in modo da possibilmente raddoppiare il numero di
queste persone nei programmi previsti nell'ambito dei provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro (PML) (cfr. https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20213732),
Guy Parmelin, in occasione della sessione del Consiglio nazionale del 2 maggio
2023, si è così espresso:

 

" L'objectif de réinsertion durable est déjà ancré dans l'article 1a
alinéa 2 de la loi sur l'assurance-chômage (LACI). Cependant, un soutien accru
aux formations de base et aux qualifications supérieures pour toutes les
personnes peu qualifiées inscrites au chômage créerait de mauvaises
incitations. Les assurés se formeraient aux frais de l'assurance-chômage, ce qui
irait à l'encontre d'une réinsertion rapide sur le marché du travail.

En cas de chômage, l'assurance-chômage peut
toutefois permettre aux personnes assurées d'acquérir les compétences
manquantes si celles-ci sont indispensables à un retour sur le marché du
travail et ne servent pas à obtenir des qualifications supérieures. Sous
certaines conditions, les coûts directs des cours ou des modules individuels de
formation continue peuvent ainsi être pris en charge dans le cadre des mesures
du marché du travail.

Avec les allocations de formation, selon l'article 66a LACI, l'assurance-chômage
connaît également une mesure du marché du travail qui permet, dans des
situations bien précises, d'acquérir un diplôme professionnel de niveau
secondaire II.

Avec les mesures supplémentaires décidées par le Conseil fédéral en 2019 pour
soutenir les chômeurs difficiles à placer et les chômeurs âgés, les cantons
peuvent ainsi, depuis 2020 et jusqu'en 2024, mettre en oeuvre des mesures de
soutien destinées à ce groupe cible dans le cadre des structures déjà
existantes.

En outre, un essai pilote qui a débuté en 2020 et s'achèvera en 2024 teste par
ailleurs la méthode dite "supported employment", qui prévoit que des
"job coaches" encadrent intensivement la recherche d'emploi et que les
demandeurs d'emploi et les employeurs soient accompagnés même au-delà de la
prise d'un emploi. Cet essai pilote permettra d'optimiser les structures de
l'assurance-chômage afin qu'elles répondent encore mieux aux besoins des
demandeurs d'emploi.

La Confédération soutient également les personnes peu qualifiées en dehors du
chômage, que ce soit dans le cadre de la formation professionnelle ou dans le
cadre de l'indemnisation du chômage partiel.

Vu tous ces arguments, le Conseil fédéral est d'avis que le cadre légal actuel
de l'assurance-chômage et les mesures supplémentaires mentionnées suffisent
pour promouvoir la formation et la reconversion des assurés peu qualifiés.

Il vous recommande en conséquence de rejeter la motion."

(cfr. https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/amtliches-bulletin/amtliches-bulletin-die-verhandlungen?SubjectId=60558#votum2)

 

                          2.4.  In particolare,
quale provvedimento speciale, agli art. 65 e 66 LADI sono regolamentati
gli assegni per il periodo d’introduzione, l’ammontare e la durata degli
stessi.

                                  Questa
misura, che tende a favorire la reintegrazione professionale dei disoccupati,
consiste nell'attribuzione di assegni per il periodo di introduzione in un
nuovo lavoro.

                                  I
presupposti del diritto a ricevere queste prestazioni sono così enumerati
all'art. 65 LADI:

 

"
Agli assicurati
difficilmente collocabili, che assolvono un periodo d’introduzione in
un’azienda e ricevono un salario ridotto, possono essere concessi assegni per
il periodo d’introduzione se:

   a.   ...

   b.   il salario ridotto
corrisponde almeno alla prestazione lavorativa fornita durante questo periodo e

   c.   l’assicurato, dopo
l’introduzione, può contare su un impiego alle condizioni usuali nel ramo e
nella regione, tenuto, se del caso, conto di una capacità lavorativa
durevolmente ridotta."

 

                                  Nel
tenore in vigore fino al 30 giugno 2003 l’art. 65 lett. a LADI prevedeva, quale
ulteriore condizione, che: “essi adempiono il presupposto giusta l’articolo 60
capoverso 1 lettera b”.

                                  Al
riguardo, nel Messaggio del Consiglio federale concernente la revisione della
legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to
2.1, in FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2013 si legge che:

 

"
(…)

Art. 65     Assegni per il periodo d’introduzione

La lettera a è contemplata nella clausola generale
prevista dall’art. 59 capoverso 3, motivo per cui non deve più essere
menzionata.

(…)." (cfr. FF 2001 N. 23 del 12 giugno 2001,
pag. 2013)

 

                                  L'art.
90 cpv. 1 OADI così definisce la nozione di "assicurato difficilmente collocabile":

 

"
1Un assicurato è considerato difficilmente collocabile
se, tenuto conto della situazione del mercato del lavoro, ha difficoltà
particolarmente gravi per trovarsi un impiego poiché:

a. è in età avanzata; 

b. è impedito fisicamente,
psichicamente o mentalmente; 

c. ha requisiti professionali
insufficienti; 

d. ha già riscosso 150 indennità
giornaliere; 

e. dispone di scarsa esperienza
professionale in un periodo di elevata 

    disoccupazione secondo
l’articolo 6 capoverso 1ter"

 

                                  L’art.
90 cpv. 3 OADI precisa che il servizio cantonale esamina presso il datore di
lavoro se sono adempiuti i presupposti della concessione dell’assegno per il
periodo di introduzione. Può esigere che le condizioni di cui all’articolo 65
lettere b e c della LADI siano convenute per scritto.

 

                                  La
legge pone, dunque, una serie di condizioni affinché possano essere concessi
gli assegni dell'art. 65 LADI (cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage", Basilea e Francoforte sul Meno 1992,
pag. 467 e seg.).

                                  Innanzitutto deve trattarsi di
assicurati difficilmente collocabili (prima condizione).

                                  Al riguardo B. Rubin
(in “Commentaire de la loi sur l’assurance-chômage”; Ed. Schulthess 2014, pag.
483) sottolinea che “une personne qui aurait accepté un nouvel emploi pour
remplacer immédiatement un emploi perdu n’y aurait pas droit, faute de remplir
la condition du chômage".

                                  Deve poi trattarsi di
persone che necessitano di un periodo di introduzione in un'azienda e che
ricevono perciò un salario ridotto (seconda condizione).

                                  Inoltre
tali assicurati devono adempiere i presupposti secondo l’art. 8 per quanto la
legge non disponga altrimenti (terza condizione). Il salario ridotto deve
corrispondere almeno alla prestazione lavorativa da loro fornita durante questo
periodo (quarta condizione). Infine, gli assicurati, dopo l'introduzione,
devono poter contare su un impiego alle condizioni usuali, tenuto, se del caso,
conto di una capacità lavorativa durevolmente ridotta (quinta condizione).

 

                                  L’art. 66 cpv. 1 LADI prevede
che gli assegni di introduzione coprono la differenza tra il salario effettivo
e il salario normale che l'assicurato può pretendere al termine del periodo di
introduzione, tenuto conto della sua capacità lavorativa, ma al massimo il 60 %
del salario normale.

 

                                  Secondo
l'art. 66 cpv. 2 LADI durante il termine quadro gli assegni sono pagati per sei
mesi al massimo; in casi eccezionali, per 12 mesi al massimo.

                                  L’art.
66 cpv. 2bis precisa, tuttavia, che gli assicurati che hanno più di 50 anni
hanno diritto agli assegni per il periodo d’introduzione per una durata di 12
mesi.

 

                                  Il
Consiglio federale, nel Messaggio adottato il 29 novembre 2023 (cfr. https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-99077.html; FF 2023 2862) concernente la modifica della legge
sull’assicurazione contro la disoccupazione (Sistema di rimborso delle casse di
disoccupazione), propone di modificare l’art. 66 cpv. 2bis LADI nel
senso che “gli assicurati che hanno più di 50 anni hanno diritto agli
assegni per il periodo d’introduzione al massimo per una durata di 12 mesi”.

                                  Al
riguardo il Consiglio federale si è così espresso:

 

" Il
capoverso 2bis vigente recita che gli assicurati che hanno più di 50
anni hanno diritto agli assegni per il periodo d’introduzione per una durata di
12 mesi. Questa formulazione suggerisce che non è possibile concedere a tali
assicurati assegni per il periodo d’introduzione per una durata inferiore. La
durata di concessione degli assegni per il periodo d’introduzione deve tuttavia
essere determinata in base alle necessità. A seconda della situazione, può
essere sufficiente un periodo d’introduzione più breve, che non deve quindi
necessariamente corrispondere a una durata di 12 mesi. Il
capoverso 2bis deve essere completato con l’aggiunta di «al massimo»,
così da chiarire che la durata degli assegni per il periodo d’introduzione deve
essere adattata alle necessità in termini di introduzione." (cfr. Messaggio citato, p.to 5.1 Art. 66
cpv. 2bis e 3)

 

                                  Il nuovo tenore dell’art. 66 cpv.
2bis LADI è stato approvato dal Parlamento svizzero il 14 giugno 2024 (cfr. FF
2024 1457).

                                  Il termine per il relativo
referendum è scaduto inutilizzato il 3 ottobre 2024 (cfr. https://www.arbeit.swiss/secoalv/it/home/menue/institutionen-medien/projekte-massnahmen/avig-revision.html).

                                  L’art.
66 cpv. 3 LADI prevede che gli assegni per il
periodo d’introduzione sono ridotti di un terzo dell’importo iniziale dopo ogni
terzo del periodo di introduzione previsto, al più presto però ogni due mesi.
Per gli assicurati che hanno più di 50 anni, gli assegni per il periodo
d’introduzione sono ridotti di un terzo a partire dal mese successivo alla
prima metà della durata prevista.

 

                                  Infine, secondo l’art. 66 cpv. 4
LADI, gli assegni per il periodo d’introduzione
sono pagati per il tramite del datore di lavoro insieme con la retribuzione
pattuita. Il datore di lavoro deve versare i contributi usuali alle
assicurazioni sociali e prelevare la quota del lavoratore.

 

                                  L’art.
90 cpv. 1 bis OADI enuncia che gli assegni per il periodo di introduzione
possono essere versati per un periodo di 12 mesi al massimo se, in base alla
situazione personale dell’assicurato, si deve dedurre che lo scopo
dell’introduzione al lavoro non possa essere raggiunto in sei mesi.

 

                                  Su
queste disposizioni, cfr. Th. Nussbaumer,
“Arbeitslosenversicherung”, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea-Ginevra-Monaco 2016,
no. 743 pag. 2489; B. Rubin, op.
cit., pag. 482; D. Cattaneo, op.
cit., pag. 131 no. 167 e pag. 478 no. 804.

 

                          2.5.  La Prassi LADI PML (stato: 1° luglio
2025) stabilisce in particolare che:

 

" (…)

           Obiettivi degli API

 

J1       L'assicurazione può versare sussidi per l’introduzione di
assicurati in un’azienda. Gli API mirano a indurre i datori di lavoro a
occupare lavoratori che: 

           •   necessitano di un’introduzione
speciale; 

           •   non sono (ancora) in
grado di fornire una prestazione lavorativa completa; 

           •   non verrebbero assunti o
tenuti senza questo provvedimento. 

 

Gli API possono essere accordati non solo per un
impiego a tempo pieno ma anche per un impiego durevole a tempo parziale se
l’obiettivo è la reintegrazione. 

 

J2       Gli API non possono essere utilizzati per favorire
economicamente aziende o regioni (ad es. per creare condizioni favorevoli
all’insediamento di nuove aziende o per facilitare l’acquisizione di aziende
alleggerendo gli oneri salariali). ll criterio determinante è l’interesse del
lavoratore a ottenere un’occupazione durevole.

J3       Gli API sono una misura concepita espressamente per i casi
particolari. Essa mira a facilitare l’integrazione duratura dell’assicurato e,
al tempo stesso, a prevenire il dumping salariale che incombe sulle persone la
cui integrazione o reintegrazione nel mercato del lavoro risulterebbe difficile
senza tale provvedimento. 

 

           Destinatari

 

J4       Hanno diritto agli API, durante il termine quadro per la
riscossione della prestazione, le seguenti persone. 

           •   Gli assicurati
disoccupati che possono comprovare un periodo di contribuzione di almeno dodici
mesi (art. 13 cpv. 1 LADI) entro il termine quadro per il periodo di
contribuzione (art. 9 cpv. 3 LADI) o sono esonerati dall’adempimento del periodo
di contribuzione (art. 14 LADI). 

           •   Gli assicurati che hanno
esaurito il diritto all’indennità ma il cui termine quadro è ancora aperto
possono beneficiare di questa prestazione fino alla fine del loro termine
quadro. 

           •   Le persone minacciate
dalla disoccupazione (parte M). 

           •   Gli assicurati
difficilmente collocabili. Un assicurato è considerato difficilmente
collocabile se, tenuto conto della situazione del mercato del lavoro, ha
difficoltà particolarmente gravi nel trovarsi un impiego poiché:

 

           in età avanzata 

           art. 90 cpv. 1 lett. a OADI

 

J5       Si è rinunciato di proposito a fissare un’età massima:
determinante in tutti i casi è la situazione individuale dell’assicurato. 

 

           oppure 

 

           impedito fisicamente, psichicamente o
mentalmente 

           art. 90 cpv. 1 lett. b OADI 

 

J6       È considerato impedimento fisico o mentale un danno alla salute
che pregiudica l’esercizio di una nuova attività. 

 

           oppure

 

           requisiti professionali insufficienti 

           art. 90 cpv. 1 lett. c OADI 

 

J7       Sono considerati requisiti professionali insufficienti, fra
l’altro, le qualifiche obsolete (ad es. in seguito a mutamenti tecnologici), la
mancanza di un titolo di formazione professionale, il fatto di aver svolto per
molto tempo un’attività senza relazione con la professione appresa. 

 

           oppure 

 

J8       ha
già riscosso 150 indennità giornaliere 

           art. 90 cpv. 1 lett. d OADI 

 

           oppure 

 

dispone di scarsa esperienza professionale in un
periodo di elevata disoccupazione secondo l’art. 6 cpv. 1ter OADI 

           art. 90 cpv. 1 lett. e OADI

 

J9       L’assicurato dispone di scarsa esperienza professionale quando
non ha alcuna o praticamente nessuna esperienza nella professione appresa o in
una professione affine (esperienza professionale inferiore a 6 mesi). La
disoccupazione è elevata, quando il tasso di disoccupazione medio degli ultimi
sei mesi in Svizzera supera il tasso stabilito all'art. 6 cpv. 1ter
OADI. Non appena il tasso di disoccupazione oltrepassa o scende al di sotto del
valore di riferimento, l’Ufficio competente ne informa gli organi di
esecuzione.

 

 

 

           Introduzione

 

J9a     La
persona assicurata deve presentare una mancanza di conoscenze o di esperienza
professionale nei futuri settori di attività o necessita di tempo supplementare
o di un accompagnamento più assiduo per poter svolgere le attività richieste
dal posto di lavoro. 

           Il
datore di lavoro deve pertanto dimostrare che l’introduzione richiede uno
speciale onere in termini di tempo e/o personale messi a disposizione. Tale
onere va tuttavia distinto da quello destinato all’introduzione usuale in
azienda.72 

 

J9b     La
domanda di API va sempre accompagnata da un piano d’introduzione che deve riportare:

 

·       
tutti i settori e le attività ai quali la persona assicurata deve
essere introdotta; 

·       
il tempo da dedicare a ogni singola attività; 

·       
la persona competente per l’introduzione. 

 

           I
settori e le attività previsti nel piano d’introduzione devono corrispondere ai
requisiti del posto e alle lacune professionali della persona assicurata.
Termini generici («finanze», «vendita», «logistica» ecc.) non forniscono
indicazioni sull’introduzione speciale e non danno diritto agli API. 

           Dal
piano d’introduzione o/e dai documenti aggiuntivi devono risultare la durata e
l’intensità supplementari che esulano dall’introduzione usuale. 

           In
caso di dubbi sulla durata o sulla necessità dell’introduzione, il servizio
competente prende contatto con l’azienda per ottenere tutte le informazioni
necessarie (p. es. una de-scrizione del posto o un mansionario) per poter
prendere la sua decisione. 

           Gli
elementi decisionali determinanti vanno documentati nella GED.

 

           API per gli assicurati che hanno più di
50 anni 

 

J10     Gli assicurati che hanno più di 50 anni hanno in linea di
principio diritto agli API per una durata di 12 mesi. Gli API devono essere
accordati per una durata inferiore a 12 mesi se: 

           •   il termine quadro in
corso per la riscossione della prestazione è inferiore a 12 mesi; 

           •   il periodo d’introduzione
non giustifica il versamento di API per 12 mesi; oppure 

           •   sono stati richiesti API per meno di 12
mesi. 

 

           Durata degli API 

 

J11     I
documenti inoltrati devono consentire di definire la durata dell’introduzione
speciale che dà diritto agli API. Il piano d’introduzione deve pertanto essere
perlomeno suddiviso in mesi. L’introduzione usuale in azienda eventualmente
inclusa nel piano (cfr. J25) va sottratta dal periodo d’introduzione per il
quale vengono accordati gli API. 

           In
caso di dubbio si può scaglionare la concessione degli API, rendendo attento
l’assicurato che, se necessario, può richiedere un prolungamento. Se
l’assicurato chiede un pro-lungamento degli API già accordati, il servizio
competente prende una decisione dopo aver verificato se sono soddisfatte le
condizioni per il prolungamento.

 

           Importo degli API 

 

J12     Gli
API ammontano al massimo al 60% del salario mensile normale. Gli API coprono la
differenza tra il salario effettivamente versato dal datore di lavoro e il
«salario normale» che l’assicurato può pretendere al termine del periodo di
introduzione. Il «salario normale» corrisponde al salario usuale nel ramo e
nella regione versato per lo stesso lavoro da aziende simili e in situazioni
simili. È calcolato tenendo conto della quota della 13esima mensilità se quest’ultima è prevista contrattualmente, da
un contratto collettivo di lavoro o da un contratto normale di lavoro

 

(…)

 

           API e test d’idoneità professionale 

 

J23     In linea di principio è possibile combinare test d’idoneità
professionale (art. 25 cpv. 1 lett. c OADI) e API presso lo stesso datore di
lavoro. In questo caso la durata del periodo di introduzione è ridotta del
tempo accordato per il test d’idoneità. 

 

           Casi in cui la concessione di API va
rifiutata 

 

J24     Il conseguimento di un GI durante il periodo di riscossione degli
API non è incoraggiato. La combinazione di questi due strumenti può tuttavia
essere presa in considerazione in particolare per gli assicurati di età
superiore ai 50 anni nel caso in cui il guadagno intermedio rappresenti
un’opportunità reale di rientrare in contatto con il mercato del lavoro. 

           Il contratto di lavoro deve
essere a tempo indeterminato e l’orario di lavoro deve rappresentare in
generale almeno il 50% di un orario completo. 

           Prima di autorizzare la
combinazione di questi due strumenti, l'URC deve discuterne con l'assicurato e
contattare la CAD.

 

J25     L’introduzione usuale in un’azienda (introduzione a un nuovo posto
di lavoro) e le riconversioni in seguito alle consuete innovazioni in un
settore (modernizzazione, razionalizzazione, introduzione di nuove tecnologie)
non costituiscono in genere un motivo sufficiente per giustificare la
concessione di API.

J26     Nel caso della conclusione di un contratto di lavoro con un datore
di lavoro che non è in grado di garantire una vera e propria introduzione (ad
es. servizio esterno non controllato o salario legato esclusivamente alle
prestazioni) i presupposti per la concessione di API non sono adempiuti e la
domanda non può essere autorizzata. (…)"

 

                          2.6.  Le
direttive amministrative - come la Prassi LADI emanata
dalla SECO - non costituiscono norme giuridiche e non sono
vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 151 V
137 consid. 4.3.; STF 8C_228/2023 del 6 ottobre 2023 consid. 3.2.; STF
8C_141/2023 del 2 maggio 2023 consid. 4.1.; STF 8C_297/2022 del 15 febbraio
2023 consid. 3.2.; DTF 148 V 102 consid. 4.2.; STF 9C_270/2021 del 30 dicembre
2021 consid. 3.5.; STF 8C_503/2021 del 18 novembre 2021 consid. 4.2., pubblicata
in SVR 2022 ALV Nr. 17 pag. 57; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid.
4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021 consid.
5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.).

 

                                  Quest’ultimo deve tenerne conto per
prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime permettono
un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili giustificata nel caso
di specie (cfr. STF 9C_230/2024 del 21 gennaio 2025 consid. 4.1.; STF 8C_425/2023
del 21 maggio 2024 consid. 4.3.; STF 8C_532/2023 del 17 aprile
2024 consid. 4.4.; STF 8C_322/2022 del 30 gennaio 2023 consid. 4.3.1.; STF
8C_769/2021 del 3 maggio 2022 consid. 3.3.; DTF 148 V 144 consid. 3.1.3.; DTF
147 V 342 consid. 5.5.2.2.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2;
DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; DTF 145 V 224 consid. 6.1.1).

 

                                  Il giudice deve, invece, scostarsene
quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr. DTF 146 V
233 consid. 4.2.1.; DTF 145 V 84 consid. 6.1.1.; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio
2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; vedi inoltre Bois,
"Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag.
77ss; Duc-Greber: "La portée
de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale"
in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo,
"Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage",
Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul
Meno 1992, pag. 296-297).

 

                                  Secondo la giurisprudenza, infatti,
tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una pretesa
materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze (cfr. STF
8C_669/2023 del 1° aprile 2025 consid. 6.2., destinata alla pubblicazione nella
Raccolta ufficiale; STF 9C_442/2021 del 17 marzo 2022 consid. 3.3.; DTF
118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                          2.7.  In una sentenza C 332/99 del 17
aprile 2000 il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio
2007: Tribunale federale) ha ricordato:

 

"
(…) Va inoltre rilevato
che gli assegni per il periodo d'introduzione devono essere vincolati a
condizioni severe e rimanere limitati, per evitare una compressione dei salari,
nonché un sussidiamento dei datori di lavoro (cfr. FF 1980 III pag. 543;
Nussbaumer, Arbeitslosen-versicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marg. 583; Gerhards,
Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. Il, pag. 660, nota 20).

Tali prestazioni possono essere concesse solo
se la collocazione (recte: il collocamento) dell'assicurato è fortemente
ostacolata e in quanto esista una indicazione in rapporto con il mercato del
lavoro. Questa doppia condizione permette di evitare che prestazioni delle
assicurazioni sociali siano fornite a fini che non hanno alcun rapporto con
l'assicurazione disoccupazione, il cui scopo non può per certo essere quello di
assumere, in modo generale, le spese determinate dall'inserimento nelle
specialità aziendali del datore di lavoro, cui incombe in linea di principio
siffatto onere nei processi lavorativi usuali richiesti ai propri dipendenti
(DTF 112 V 252 consid. 3b). (…)." 

 

                                  La
nostra Massima Istanza ha così rifiutato il riconoscimento del diritto agli
assegni per il periodo di introduzione ad un architetto, argomentando:

 

"
(…) La G.________ SA ha in sostanza incentrato il suo
diritto alle prestazioni assicurative sul fatto che con l'assunzione di
S.________ 

la società avrebbe sofferto di una temporanea mancanza
di liquidità riconducibile alla perdita di tempo
dovuta all'introduzione di quest'ultimo. 

Tutta la documentazione agli atti testimonia
per contro con chiarezza che la ricorrente fonda la sua richiesta di
prestazioni non tanto su motivi riferiti ad incapacità o a carenze pratiche
professionali del lavoratore, ma unicamente a temporanei problemi finanziari
della ditta. Va in particolare rilevato che il 26 marzo 1999 - a poco più di un
mese dall'assunzione di X. e in evidente contraddizione con le asserite
presunte carenze di capacità professionali di quest'ultimo - Z  e il nuovo
dipendente dell'omonima SA vengono iscritti quali soci gerenti della I.
S.a.g.l., ciascuno con firma individuale e con una quota di fr. 5'000.--.

Orbene, se è vero che gli assegni per il
periodo di introduzione possono essere concessi più volte entro il termine
quadro, in particolare quando dopo la perdita del posto di lavoro è necessario
un ulteriore periodo di introduzione presso il nuovo datore di lavoro
(Nussbaumer, op. cit., cifra marg. 594
 in fine), in concreto è di tutta evidenza che X. non necessitava di questo
ulteriore periodo di introduzione, che peraltro non deve essere confuso con
l'abituale periodo di inserimento nel nuovo ambiente lavorativo a carico del
datore di lavoro e non della legge contro la disoccupazione. Infatti, l'averlo
voluto quale socio gerente dimostra, per atti concludenti, che la Z. SA l'ha
considerato, praticamente da subito, sufficientemente qualificato, responsabile
inserito nell'ambiente lavorativo. Non va neppure dimenticato che la riduzione
dell'orario di lavoro dal 100% al 20%, effettuata per il solo mese di giugno
1999, è stata - per ammissione stessa della ricorrente - una mossa strategica
finalizzata all'ottenimento delle prestazioni sociali. Questo modo di operare è
per certo contrario ai principi stabiliti dalla legge sulla disoccupazione, che
tende a favorire l'inserimento nel mondo lavorativo del disoccupato e non a
concedere finanziamenti gratuiti o facilitazioni equivalenti a ditte in
difficoltà d'ordine finanziario. Si noti infine che la X. SA già beneficia dei
sussidi previsti dalla legge cantonale ticinese sul rilancio dell'occupazione e
sul sostegno ai disoccupati nella misura del 50% dall'11 gennaio 1999.

 

c) Ne consegue che non sono dati i presupposti
per la concessione di assegni di introduzione a favore di X. (…)." 

(cfr. STFA C 322/99 del 17 aprile 2000)

 

                                  Con
sentenza C 371/99 del 22 settembre 2000 l’Alta Corte ha confermato il diniego
di assegni per il periodo di introduzione di un assicurato, nato nel 1967, che
nel 1987 aveva concluso un apprendistato quale venditore di articoli sportivi,
dal 1987 al 1998 era stato giocatore di hockey professionista e nel dicembre
1998 era stato assunto da una SA come assistente tecnico direttamente
subordinato a coloro che si occupavano della gestione della società.

                                  La
nostra Massima Istanza ha innanzitutto sottolineato che era possibile che il
mancato esercizio della professione appresa durante undici anni possa costituire
una cattiva premessa per il reinserimento.

                                  L’Alta
Corte ha, tuttavia, lasciato aperta la questione in considerazione del fatto
che l’assicurato era stato chiamato a svolgere presso quell’azienda compiti del
tutto diversi nella funzione di assistente tecnico direttamente sottoposto al
gerente e cioè in una professione, per lui nuova, che necessitava di una
formazione.

                                  D’altra
parte, dal piano di formazione emergeva che si trattava di compiti che
avrebbero dovuto essere spiegati ad ogni nuova persona assunta (ad esempio
l’organizzazione dell’azienda e la teoria e la prassi della creazione di prodotti)
e quindi si trattava di un’usuale introduzione nell’azienda. Inoltre non facevano
più parte dell’introduzione altri compiti che gli sarebbero spettati, in quanto
assunto proprio per svolgerli.

                                  Infine
sin dalla sua assunzione l’assicurato percepiva un salario di fr. 6'000.--
lordi mensili più alto rispetto a quello medio nella sua professione e non un
salario ridotto.

 

                                  In un
giudizio 38.2011.96 del 20 marzo 2012, che aveva fatto seguito ad una sentenza
38.2011.14 del 16 agosto 2011 con la quale il TCA aveva rinviato l’incarto
all’UMA per nuovi accertamenti, questo Tribunale ha negato il diritto agli
assegni per il periodo d’introduzione ad un assicurato assunto quale promotore
finanziario del progetto concernente il Centro X, e si è così espresso:

 

" (…) Chiamato ora a pronunciarsi il TCA non può che approvare
l’operato dall’amministrazione.

Infatti dalle dichiarazioni di __________ si evince
che l’assicurato è stato chiamato a svolgere un abituale periodo di inserimento
in un nuovo ambiente lavorativo. In tale contesto va sottolineato che
l'attività del ricorrente era caratterizzata dal fatto che egli è stato
incaricato di allestire un progetto di Centro polisportivo e di conseguenza non
è entrato in un’azienda già funzionante, per cui l’esame del criterio della
necessità di un periodo di inserimento a spese dell’assicurazione contro la
disoccupazione deve tenere conto anche di questo aspetto. 

Vista la particolarità di questa situazione, nel caso
concreto, si tratta di stabilire se l’assicurato possedeva oppure no gli
strumenti per immediatamente assimilare tutte le procedure che gli venivano
spiegate durante le ore di lavoro e di formazione, in contatto con altre aziende.

A questo quesito il TCA deve rispondere positivamente
in considerazione della formazione e dalla lunga esperienza lavorativa di
__________ nel settore bancario ("aperture/chiusure relazioni,
preparazione/follow-up incontri con clienti, analisi finanziaria, risk
investment, asset allocation, elaborazione rapporti e statistiche, inserimento
ordini di borsa", cfr. doc. A04). Non si spiegherebbe altrimenti del resto
l’assunzione con un salario mensile estremamente alto (cfr. la STFA C 371/99
del 22 settembre 2000, riprodotta al consid. 2.4) di fr. 10'500 lordi (cfr.
doc. A03), peraltro superiore al guadagno assicurato (cfr. Doc. A21, pag. 3),
e, oltretutto, come unico dipendente.

In simili condizioni la decisione su opposizione del
16 novembre 2011 deve essere confermata, senza dovere esaminare se l’assicurato
era o no realmente difficilmente collocabile (cfr. Doc. C10)."

 

                                  Anche con pronunzia 38.2014.6 del 14
luglio 2014 questa Corte ha confermato il rifiuto dell’UMA di versare le
indennità per il periodo d’introduzione ad una società che aveva assunto un
assicurato nella funzione di gerente-cuoco con un salario lordo mensile di fr.
5'200.--, rilevando:

 

" (…) Chiamato ora a pronunciarsi, il TCA constata innanzitutto
che per ammissione dello stesso datore di lavoro, l'assicurato è stato in grado
di preparare autonomamente i pranzi.

Egli era dunque in grado di svolgere l'attività di
cuoco, ciò che non sorprende tenuto conto dell'esperienza professionale di cui
dispone.

Inoltre e soprattutto egli non poteva ricevere una
formazione del 60-70% durante la giornata, in quanto il responsabile della
formazione era occupato altrove.

In altri termini l'assicurato nello svolgimento della
sua attività come cuoco non è stato costantemente seguito dal responsabile
della formazione.

Che il Ristorante, aperto da pochi mesi, avesse quale
obiettivi di proporre pietanze di elevato livello di qualità (cfr. doc. 9) è
del tutto legittimo.

Non spetta tuttavia all'assicurazione contro la
disoccupazione sostenere le aziende che affidano tale compito particolare a
persone, che come il ricorrente, non hanno un'adeguata esperienza e si limitano
a fare "supervisionare" l'attività da persone esterne, negli orari in
cui queste ultime non esercitano la loro abituale occupazione.

Infine va sottolineato che gli assegni per il periodo
d'introduzione sono stati chiesti dal 1° settembre al 30 novembre 2013 (cfr.
doc. IX/1). D'altra parte l'assicurato si è iscritto al Corso di preparazione
agli esami finali di tirocinio nella professione di Cuoco in base all'art. 33
LFPr le cui lezioni teoriche e pratiche hanno avuto inizio nel gennaio 2014
(cfr. doc. IX/3) e che gli permetteranno di conseguire l’attestato nel 2015
(cfr. consid. 1.2).

È pertanto evidente che alla conclusione
dell'introduzione, nel novembre 2013, l'assicurato non poteva contare su un
impiego alle condizioni usuali nel ramo e nella regione, come richiesto
dall'art. 65 lett. c LADI. (…)"

 

                                  Il TCA è giunto alla stessa
conclusione in una sentenza 38.2014.59 del 17 dicembre 2014, trattandosi di un
assicurato assunto presso una ditta attiva nel settore della programmazione
informatica in qualità di Schedulatore ZENA su piattaforma AIX in
ambiente Avaloq MESI, con un salario di fr. 8'000.-- lordi mensili ed ha
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…) Nella
presente fattispecie X.____, assunto dalla B.____, lavora presso il cliente C.____
assieme al resto del Team (cfr. consid. 1.2).

Sulla domanda della ricorrente l'URC di ________ ha
formulato un preavviso negativo con la seguente motivazione:

 

“(…)

L'assicurato vanta un'esperienza professionale in
ambito informatico più che trentennale; nell'ultima esperienza lavorativa ha
ricoperto il ruolo di vice team leader informatico presso un importante
istituto bancario; il datore di lavoro che ha assunto l'assicurato è una
società che dispone della licenza cantonale per la fornitura di personale a
prestito; il contratto di lavoro stipulato tra l'assicurato e il datore di
lavoro è un contratto di lavoro a prestito (come indicato sul contratto
stesso), dove viene specificato che "lo scopo del presente contratto è la
fornitura di un lavoratore a prestito a un'impresa terza (impresa acquisitrice)
al fine di svolgervi i seguenti lavori: servizi di consulenza IT"; risulta
difficile comprendere come una azienda acquisitrice paghi alla ________ il
servizio di fornitura del personale IT richiesto, per poi doverlo formare sul
proprio luogo di lavoro.” (Doc. 2)

 

Chiamato ora a pronunciarsi questo Tribunale ritiene
che vista la lunga e qualificata esperienza professionale dell'assicurato nel
settore informatico, la tipologia del contratto di lavoro (contratto di lavoro
a prestito ad una ditta acquisitrice) e l'importo elevato del salario impongono
di concludere che si è trattato di un normale periodo di introduzione in una
nuova azienda per il quale, secondo la giurisprudenza federale non è dato il
diritto agli assegni (cfr. STCA 38.2011.96 del 20 marzo 2012 e STCA 38.2014.6
del 14 luglio 2014).

 

La decisione su opposizione del 16 settembre 2014 deve
dunque essere confermata."

 

                                  Con giudizio 38.2023.50
dell’11 dicembre 2023 questa Corte ha confermato il diniego del diritto agli
API - richiesti per dodici mesi - deciso dall’UMA nei confronti di un
assicurato di più di cinquant’anni e in possesso dell’attestato di meccanico
diagnostico d’automobile con attestato professionale federale, in quanto non
difficilmente collocabile.

                                  In effetti al
medesimo, in disoccupazione dal 1° gennaio 2023, a inizio marzo 2023 era stato
proposto un impiego presso un’azienda attiva nella vendita e riparazione di
auto, la quale, del resto, già il 20 gennaio 2023, dopo avere incontrato
l’assicurato, aveva manifestato alla consulente servizio aziende URC
l’intenzione di valutare l’assunzione del medesimo. 

                                  Il TCA ha precisato
che, anche volendo considerare, per ipotesi di lavoro, che l’interessato fosse
difficilmente collocabile, l’esito della vertenza non avrebbe potuto essere
differente.

                                  In effetti
l’impiego offertogli non si limitava alla funzione di meccatronico, come
ricercato in origine dalla ditta e segnalato alla consulente aziende URC, bensì
si estendeva a quella di coordinatore d’officina-meccanico diagnostico AFP. Il
tipo di attività, più esigente e di responsabilità, proposto all’assicurato che
era stato anche Capo officina per diversi anni, era stato, dunque, modificato
sulla base del curriculum vitae dello stesso.

                                  Le
mansioni inerenti alle fasi introduttive, di conseguenza, rientravano piuttosto
nell’ambito dell’usuale inserimento in una nuova attività e avrebbero dovuto
essere spiegate dal datore di lavoro ad ogni nuova persona assunta con le
stesse qualifiche dell’assicurato.

                                  In quel
caso di specie, inoltre, non era ravvisabile una violazione del diritto
all’informazione e consulenza ex art. 27 cpv. 2 LPGA da parte dell’URC, poiché,
da un lato, i pareri espressi dalla consulente erano chiaramente definiti come
preavvisi, dall’altro, la medesima ha sempre precisato di aver inviato la
richiesta di API all’ufficio competente.

                                  In
ogni caso il diritto agli assegni per il periodo di introduzione non poteva essere
riconosciuto in virtù del diritto costituzionale alla protezione della buona
fede sancito dall’art. 9 Cost.

                                  L’URC, che tramite
la consulente non aveva comunque assicurato alla società ricorrente il
riconoscimento degli API, non è l’autorità competente al fine di
determinare il diritto o meno agli assegni per il periodo di introduzione.

                                  Neppure
sussisteva un nesso causale tra l’eventuale mancata informazione circa la
possibilità di non avere diritto agli API e l’assunzione dell’assicurato, visto
che il medesimo, successivamente alla decisione negativa dell’UMA, non era
stato licenziato ed era sempre alle dipendenze dell’azienda.

 

                                  Questo Tribunale, con sentenza 38.2023.58
dell’8 gennaio 2024 ha respinto il ricorso di una società contro il diniego
degli assegni per il periodo di introduzione richiesti per sei mesi (dal 1°
giugno al 30 novembre 2023) dalla stessa e dalla propria dipendente assunta dal
1° giugno 2023 come impiegata di commercio.

                                  L’assicurata non è
stata ritenuta difficilmente collocabile, in quanto, nonostante la sua scarsa
esperienza professionale, quando è stata inoltrata la domanda degli API, non si
era confrontati con un periodo di elevata disoccupazione.

                                  L’amministrazione
non aveva, peraltro, violato il principio della buona fede, non risultando
sussistere un’informazione rilasciata dall’autorità competente dall’UMA e poi
contraddetta.

                                  Nemmeno poteva
condurre alla tutela della buona fede il preavviso favorevole dell’URC, non
essendo l’autorità competente in ambito API.

                                  Il TCA ha, infine,
stabilito, che la decisione su opposizione
impugnata non disattendeva il principio della parità di trattamento ex art. 8
Cost. e non introduceva alcun cambiamento di prassi immotivato, come invece
preteso dalla società ricorrente.

 

                                  Con pronunzia 38.2024.52 del 31
marzo 2025, cresciuta in giudicato incontestata, questa Corte, nel caso di una
ditta che aveva ricorso contro il diniego del diritto agli assegni per il
periodo di introduzione da maggio 2024 a maggio 2025 richiesti a favore della
propria dipendente, nata nel 1968 e assunta dal 1° maggio 2024 quale contabile
junior e assistente alla direzione, ha stabilito che le carte processuali non
consentivano di determinare se il collocamento della ricorrente fosse o meno
difficile ai sensi degli art. 65 LADI e 90 cpv. 1 OADI.

                                  Gli atti sono stati rinviati
all’amministrazione, in primo luogo, al fine di verificare se la dipendente,
ritenute le mansioni chiamata a espletare, necessitasse di un’introduzione
speciale e non unicamente di un’introduzione usuale a un nuovo posto di lavoro.

                                  Doveva essere, in particolare,
chiarito se l’assicurata potesse oppure no svolgere i propri compiti lavorativi
presso la datrice di lavoro grazie alla sua formazione e all’esperienza
professionale maturata, considerando un periodo di introduzione usuale.

                                  A tale proposito l’UMA avrebbe
dovuto accertare in cosa esattamente fosse consistita la transizione verso la digitalizzazione
e la relativa portata in seno all’attività della ricorrente, nonché quali
competenze forniva il diploma di contabile cantonale e le mansioni (dal profilo
contabile e informatico) effettivamente svolte presso gli ex datori di lavoro.

                                  In secondo luogo, per valutare
nuovamente, successivamente agli esiti del complemento istruttorio, se la
domanda dell’insorgente volta a ottenere gli API dovesse o meno essere accolta.

 

                                  Infine in una sentenza 38.2025.23
del 20 giugno 2025, cresciuta in giudicato incontestata, il TCA, dopo aver
precisato che la questione della legittimazione ricorsuale (avendo, il 29
aprile 2025, disdetto dal 31 maggio 2025 il rapporto di lavoro quale direttore
aziendale nell’ambito immobiliare per il quale nel gennaio 2025 aveva chiesto
la concessione di assegni per il periodo di introduzione e avendo concluso dei
nuovi contratti di impiego con un altro datore di lavoro) non meritava di
approfondimenti, siccome l’impugnativa doveva, ad ogni modo, essere respinta
nel merito, ha rilevato che l’insorgente, oltre a sembrare confrontato con un’usuale
introduzione, non risultava difficilmente collocabile.

 

                          2.8.  Nella presente evenienza dalla
documentazione agli atti emerge che __________, dopo essere stato alle
dipendenze, da ultimo, della __________ di __________ dal 1° novembre 2022 al
31 agosto 2024 quale impiegato backoffice e HR, si è iscritto in disoccupazione
il 20 agosto 2024 con disponibilità lavorativa dal 1° settembre 2024 (cfr. doc.
1; allegato a doc. 1; A; consid. 1.4.).

 

                                  Il medesimo, il 4 marzo 2025, ha
concluso un contratto di lavoro a tempo indeterminato con __________ di __________
con effetto dal 1° aprile 2025. Egli è stato assunto in qualità di impiegato
specializzato nel “Supporto Vendita e Coaching nel settore assicurativo
vita, LPP e finanziario (ipotecario)” a tempo pieno, con la precisazione
che “nelle sue mansioni rientra l’assistenza e supporto specialistico per il
settore ipotecario alla clientela e ai collaboratori del servizio esterno, nel
controllo delle proposte di assicurazione e documentazione per richieste
bancarie, e nel servizio informazioni telefonico”. 

                                  La retribuzione è stata fissata a
fr. 7'700.-- lordi al mensili per 12 mesi e il periodo di prova era di tre mesi
(cfr. allegato a doc. 1). 

 

                                  Il 17 marzo 2025 __________ ha inoltrato, unitamente a RI 1, una domanda per l’ottenimento di
assegni per il periodo d’introduzione quale “impiegato specializzato in
previdenza persone e aziende e ipoteche” per l’arco di tempo dal dal 1°
aprile 2025 al 31 luglio 2026. Dal relativo formulario si evince che la
percentuale lavorativa è del 100%, che il salario lordo durante l’introduzione
(compresi gli eventuali assegni per il periodo di introduzione) ammonta a fr. 7’700.--,
che il responsabile è __________ e che l’assicurato non ha mai lavorato in
quell’azienda (cfr. doc. 1).

 

                                  Alle domande del punto 4 del
formulario, riguardanti “informazioni relative all’introduzione in azienda”, è
stato risposto:

 

" (…)

4.1)  Di che cosa si occupa l'azienda e quanti
dipendenti conta?

(Indicare dettagliatamente ogni attività svolta in
azienda e il numero di dipendenti che vi lavorano.)

         Brokeraggio
assicurativo, 20 dipendenti

 

4.2)  Quali sono nel dettaglio le
competenze e le mansioni richieste al neo dipendente? (Allegare eventuale
mansionario.)

         Consulenza
a clienti e a consulenti interni settori vita previdenziale, LPP e ipoteche e
per il 20% nel controllo proposte assicurative in generale e altri lavori 

 

4.3)  Quali competenze possiede il neo
dipendente e quali mancano al fine di fornire una prestazione lavorativa
completa?

(Allegare piano di introduzione dettagliato nel quale
si specifica cosa non è in grado di svolgere la persona assunta, in quali
ambiti deve essere seguita e formata e il periodo di tempo necessario per i diversi
ambiti)

         Diploma AFA da generalista,
mancano però le specializzazioni

 

4.4)  II neo dipendente lavora o ha già
lavorato presso la vostra azienda?

         ¨Sì   xNo

         Se sì, specificare:

         inizio lavoro / periodo lavorativo
precedente: il___ /dal___-al___

         percentuale lavorativa ______ attività
svolta: _______________

per quale percentuale lavorativa il neo dipendente è o
è stato formato/seguito: ______________________________________

 

4.5)  Al momento della nuova assunzione,
per quale percentuale lavorativa il neo dipendente dovrà essere formato/seguito?

         3 mesi al 100%, in seguito 3 mesi al 80% e
poi 6/9 mesi al 50%

 

4.6)  Specificare, per ogni formatore
che si occuperà dell'istruzione del neo dipendente, quanto segue: 

         Cognome, Nome / Ambito sul
quale formerà il neo dipendente / Frequenza e periodo della formazione /
Competenze, esperienze, formazioni possedute __________4.7)                                            Sono
previsti corsi di formazione per l'inserimento/introduzione in azienda del neo
dipendente?

         xSì    ¨No

Se si, allegare scheda del corso / dei corsi e
specificare tipologia e durata:

Vita collettiva (48 ore) - Intro sistema previdenziale
(4 ore) - Gestione finanziaria sost. ass. IP (17 ore) - Crediti ipotecari (12
ore) - altri ancora da pianificare

4.8)  Osservazioni: …

         L’azienda si metterà a
disposizione per dare la possibilità di formarsi come consulente finanziario
IAF" (Doc. 1 pag. 2-3)

 

                                  Nel “Piano di formazione
specialistica previsto per collaboratore __________” è stato indicato quanto
segue:

 

" Inizio
occupazione in RI 1 01.04.2025

 

Aprile 100%

Introduzione alle attività specifiche RI 1

Istruzione sul programma gestionale clienti CRM

Conoscenza dei partner assicurativi e prodotti offerti dal mercato

__________ (Introduzione alla previdenza sociale e sistema
pensionistico svizzero)

Formazione individuale tramite flyer di prodotti assicurativi e
bancari

 

Maggio 100%

Corso __________ (Crediti ipotecari)

__________ (formazione "introduzione ai crediti ipotecari)

__________ (La previdenza statale (AVS) - calcolo delle pensioni)

__________ - Formazione on-line - __________

 

Giugno 100%

__________ (formazione sui fondi investimento e ammortamenti
indiretti)

__________ (La protezione del consumatore e la trasparenza nei
contratti)

__________ (corso prodotti previdenza e ipoteche)

__________ (la previdenza professionale LPP)

 

Luglio 80%

Aggiornamento con inserimento dati gestionale CRM

Corso __________i (Intro sistema previdenziale)

__________ (formazioni settimanali su prodotti previdenziali)

__________ (analisi del rischio e valutazione dell'affidabilità
del mutuario)

Formazione __________ (ipoteche e previdenza)

 

Agosto 80%

Aggiornamento con inserimento dati gestionale CRM

__________ (La previdenza privata 3A - 3B)

__________ (formazione allestimento offerte previdenza 3A - 3B)

__________ (Concessione del Credito e Tipologie di Mutui)

 

Settembre 80%

Aggiornamento con inserimento dati gestionale CRM

__________ (formazione allestimento offerte previdenza 3A - 3B)

__________ (Digitalizzazione dei mutui, processi online, app,
piattaforrne fintech)

Corso __________ (__________)

__________ (formazione specialistica presso la compagnia sulle
ipoteche)

Assistenza consulenti per offerte vita

 

Ottobre 50%

__________ (Imparare come promuovere e vendere mutui in modo
efficace)

Corso __________ (Gestione finanziaria sostenibile ass. IP)

Aggiornamento giornaliero dati gestionale CRM

Assistenza consulenti per offerte ramo vita

 

Novembre 50%

__________ (Promozione dei mutui residenziali e commerciali)

__________ (formazione specialistica presso la compagnia sulla
previdenza)

__________ (La gestione aziendale della previdenza e le politiche
aziendali)

__________ (Creazione di un piano di previdenza aziendale)

Aggiornamento giornaliero dati gestionale CRM

Assistenza consulenti per offerte ramo vita

 

Dicembre 50%

__________ (comunicazione e relazione con i clienti)

__________ (Pianificazione previdenziale e consulenza)

__________ (Implicazioni fiscali per le aziende nella previdenza)

Aggiornamento giornaliero dati gestionale CRM

Assistenza consulenti per offerte ramo vita" (Allegato a doc. 1)

 

                                  Nel messaggio di posta
elettronica del 18 marzo 2025 con cui sono stati trasmessi la domanda di API e i
relativi allegati all’amministrazione la società ricorrente ha asserito:

 

" (…) Abbiamo
deciso di scommettere sul Signor __________, preferendolo ad altri potenziali
candidati con del know-how più appropriato alla funzione, perché crediamo che
grazie alla sua "maturità" e il suo carattere possa portare a lungo
termine stabilità alla nostra organizzazione.

Come chiaramente segnalato nel nostro incontro, le probabilità che
questo inserimento abbia successo, dipenderà dal tempo che avremo a
disposizione per formarlo in maniera completa e sicura, senza pressione di
"buttarlo" il prima possibile nell'operativo e con il pericolo di
disqualificarsi nelle relazioni con partner esterni e soprattutto con i nostri
consulenti (che dovranno essere supportati dal Signor __________ in un campo molto
tecnico, mettendo a repentaglio magari le relazioni con i loro clienti).

Il vostro supporto in questo senso sarà perciò per noi, come pure
per il Signor __________, decisivo, e per questo motivo vi chiediamo il massimo
aiuto possibile. In gioco non c'è solamente il tempo di formazione del __________
stesso, ma anche delle risorse RI 1 che devono supportarlo in questo cammino. (…)" (Allegato a doc. 1)

 

                                  L’URC, il 4 aprile
2025, ha redatto un preavviso favorevole per API di durata di nove mesi. 

                                  Il consulente ha precisato
che “in base all’art. 90 OADI la PCI è ritenuta difficilmente collocabile” per
il motivo che è in età avanzata (“data di nascita __________1967”), ha
requisiti professionali insufficienti (“necessaria introduzione tramite
corsi di formazione interni”) e ha già riscosso 227 indennità. 

                                  Inoltre il medesimo ha risposto affermativamente ai seguenti quesiti:

 

" L'azienda
ha presentato un piano di introduzione dettagliato dal quale risulti chiaro
quali competenze mancano alla PCI al fine di fornire una prestazione lavorativa
completa?

Osservazioni: vedi piano di formazione allegato

In base alla formazione, all'esperienza professionale e al ruolo
che andrà a ricoprire in azienda, la PCI necessita di un periodo di inserimento
particolare in azienda?

Osservazioni: la PCI ha un’esperienza professionale nelle
risorse umane e nella funzione di contabile. La funzione che andrà a ricoprire
è notevolmente differente e comporta l’acquisizione di importanti competenze.
Per questo motivo, necessita di un piano d’inserimento e di formazione
particolare

Il piano di introduzione giustifica il periodo di API richiesto?

Osservazioni:               "
(Allegato a doc. 1)

 

                                  Il preavviso
favorevole è stato così motivato:

 

" In data
24.01.2025 è stata effettuata una visita presso l’azienda RI 1 di __________ in
collaborazione con il consulente aziende Signor __________. In quell’occasione
abbiamo incontrato il Signor __________. In questa occasione abbiamo presentato
le opportunità di supporto che possiamo fornire come Sezione del lavoro e si è
compreso che l’API sarebbe stata la soluzione più adatta per permettere la
concretizzazione di un contratto di lavoro con un assicurato che ritenevo
interessante proporre per l’assunzione. L’azienda si è dimostrata da subito
interessata e intenzionata ad avvalersi delle competenze dell’assicurato e ha
manifestato interesse per l’assunzione. L’azienda ha motivato questa preferenza
verso l’API anziché uno stage di formazione in quanto con questa soluzione
l’assicurato sarebbe da subito in possesso di un contratto di lavoro e non
continuerebbe a vivere in un periodo di incertezza e di pressione nella ricerca
di una professione. Hanno dato priorità alla serenità della persona in fase di
formazione e volontà di assunzione." (Allegato a doc. 1)

 

                                  Il 7 maggio 2025 l’UMA ha respinto la
domanda tendente all’ottenimento degli API, non ritenendo __________, sulla
base del Certificato di Intermediario assicurativo AFA conseguito, nonché della
sua ampia e consolidata esperienza professionale nel settore nel quale è
stato assunto dalla ricorrente (ad esempio quale Capo ufficio di un’agenzia
assicurativa), difficilmente collocabile ai sensi dell’assegno
per il periodo di introduzione (cfr. doc. 2; 1.2.).

 

                                  Tale provvedimento è stato confermato
con la decisione su opposizione emanata il 2 luglio 2025 (cfr. doc. A; consid.
1.4.).

 

                                  La società ricorrente ha
contestato il modo di operare dell’amministrazione, facendo valere che
l’assicurato non dispone di una formazione adeguata nell’ambito della previdenza
delle persone e delle aziende, né in quello delle ipoteche, che i suoi titoli
di formazione sono obsoleti e in relazione ad attività che non svolge da tempo,
come per quanto attiene al diploma di contabile federale (cfr. doc. I; 1;
consid. 1.5.).

 

                          2.9.  Chiamata
a dirimere la concreta fattispecie, questa Corte ritiene utile ribadire, da un
lato, che ex art. 65 LADI gli assegni per il periodo
d’introduzione possono essere concessi agli assicurati difficilmente collocabili, che assolvono un
periodo d’introduzione in un’azienda e ricevono un salario ridotto (cfr.
consid. 2.4.).

                                  Dall’altro, che l’art. 90 cpv. 1 OADI
prevede che un assicurato è considerato
difficilmente collocabile se, tenuto conto della situazione del mercato del
lavoro, ha difficoltà particolarmente gravi per trovarsi un impiego, poiché:

 

                                  a.  è in età
avanzata; 

                                  b.  è impedito
fisicamente, psichicamente o mentalmente; 

                                  c.  ha requisiti
professionali insufficienti; 

                                  d.  ha già riscosso
150 indennità giornaliere; 

                                  e.
 dispone di scarsa esperienza professionale in un periodo di elevata disoccupazione
secondo l’articolo 6 capoverso 1ter.

 

                                  Tali presupposti
sono alternativi e non cumulativi (cfr. STF 8C_363/2014 del 23 settembre 2014
consid. 3; B. Rubin, op.cit., a art. 65-66, N° 6 pag. 484).

 

                                  Gli API possono essere accordati
non solo per un impiego a tempo pieno ma anche per un impiego durevole a tempo
parziale se l’obiettivo è la reintegrazione (cfr. consid. 2.5.; B. Rubin, op.cit., a art. 65-66, N° 4 pag. 483).

 

                                  L’introduzione usuale in
un’azienda (introduzione a un nuovo posto di lavoro) e le riconversioni in
seguito alle consuete innovazioni in un settore (modernizzazione,
razionalizzazione, introduzione di nuove tecnologie) non costituiscono in
genere un motivo sufficiente per giustificare la concessione di API (cfr.
Prassi LADI PML p.to J25; consid. 2.5.).

 

                        2.10.  In concreto __________, nato il __________
1967, nel marzo 2025, allorché sono stati richiesti gli assegni per il periodo
di introduzione (cfr. doc. 1), aveva quasi 58 anni.

 

                                  In relazione alla
lett. a dell’art. 90 cpv. 1 OADI, riguardante il criterio dell’età avanzata per
determinare la difficile collocabilità, va osservato che la LADI, per
quanto concerne i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro in generale e
gli assegni per il periodo di introduzione più specificatamente, agli art. 59
cpv. 3bis e 66 cpv. 2bis sono contemplate delle agevolazioni per gli assicurati
che hanno “più di 50 anni”. 

                                  In particolare l’art. 66 cpv.
2bis LADI prevede che gli assicurati che hanno più di 50 anni hanno diritto
agli assegni per il periodo d’introduzione per una durata di 12 mesi (cfr. pure
la modifica dell’art. 66 cpv. 2bis LADI approvata dal Parlamento federale il 14
giugno 2024; consid. 2.4.).

 

                                  La Prassi LADI PML al punto J5,
relativo specificatamente alla lett. a dell’art. 90 OADI, enuncia, tuttavia,
che si è rinunciato di proposito a fissare un’età massima, in quanto determinante
in tutti i casi è la situazione individuale dell’assicurato (cfr. consid.
2.5.).

 

                                  In effetti anche il Tribunale
federale, nel caso di un assicurato di 62 anni, ha evidenziato che la difficile
collocabilità ai fini del riconoscimento degli API, benché in quella
fattispecie in linea di principio potesse essere riconosciuta in virtù dell’età
avanzata, doveva essere valutata sulla scorta della situazione concreta del
singolo caso (cfr. STF 8C_363/2014 del 23 settembre 2014 consid.
5.2).

 

                                  Ne discende che
anche nella presente evenienza occorre stabilire se l’assicurato risulti
difficilmente collocabile ai sensi degli art. 65 LADI e 90 cpv. 1 OADI in base
alla sua situazione personale.

 

                                  Giova, ad ogni modo,
rilevare che l’art. 90 cpv. 1 lett. c OADI contempla il presupposto dei
requisiti professionali insufficienti, corrispondenti a qualifiche
obsolete in seguito a mutamenti tecnologici, mancanza di un titolo di
formazione professionale, aver svolto per molto tempo un’attività senza
relazione con la professione appresa, assenza di conoscenze linguistiche ecc.;
cfr. Prassi LADI PML p.to J6; consid. 2.5.; B.
Rubin, op.cit., a art. 65-66,
N° 6 pag. 484).

 

                        2.11.  Il TCA
evidenzia che dagli elementi fattuali risultanti dalle carte processuali
emerge, da una parte, che __________ ha ottenuto vari titoli di formazione,
quali l’AFC di impiegato di commercio, il Certificato di Specialista in Finanza
e Contabilità con Attestato professionale Federale, l’Attestato di formazione
per maestri di tirocinio e più recentemente ha conseguito il Certificato
Intermediario assicurativo AFA (cfr. doc. A; 1).

 

                                  Inoltre il medesimo ha esperienze
professionali come contabile, impiegato backoffice e nell’ambito delle risorse
umane, nonché come capoufficio presso __________ (cfr. doc. A; 1; III).

                                  D’altra parte, tuttavia, l’occupazione
in relazione alla quale sono stati chiesti gli API concerne il supporto vendita
e coaching nei settori assicurativo vita, LPP e finanziario - ipotecario alle
dipendenze di una società di “brokeraggio assicurativo”, con mansioni di
assistenza e supporto specialistico alla clientela e ai collaboratori esterni
nel controllo di proposte di assicurazione e di documentazione per richieste
bancarie, nonché nel servizio telefonico di informazioni (cfr. consid. 2.8.).

 

                                  Coloro i quali si occupano di
intermediazione assicurativa (“insurance broker”), in linea generale, offrono
o stipulano contratti assicurativi e previdenziali a privati e aziende, sia
mediante contatto diretto con la clientela sia attraverso una piattaforma
elettronica. Essi sono l'intermediario tra l'assicurato e la compagnia
assicurativa. Offrono assistenza nella protezione dai rischi finanziari,
soluzioni su misura e informazioni trasparenti su condizioni e costi. È
considerata intermediazione assicurativa anche la consulenza finalizzata alla
conclusione di un contratto di assicurazione da parte dei clienti (cfr. https://www.finma.ch/it/autorizzazione/intermediazione-assicurativa/;
https://www.vbv.ch/it/percorsi-di-formazione/intermediario-a-assicurativo-a-afa;
https://www.swissriskcare.ch/it/conoscere-qualibroker-swiss-risk-care/la-professione-del-broker-assicurativo/).

 

                                  È vero, come visto, che __________
è in possesso del Certificato Intermediario assicurativo AFA.

                                  Non è dato di sapere, però, se
esso sia sufficiente, dopo un abituale periodo di inserimento nel nuovo
ambiente lavorativo, per espletare le mansioni richiestegli da parte della
ricorrente, ritenuto che quest’ultima ha affermato che il diploma AFA in
possesso dell’assicurato è da generalista, mentre gli mancano le
specializzazioni (cfr. doc. 1).

                                  La parte resistente non risulta,
peraltro, aver approfondito tale questione, interpellando la RI 1 e
confrontando nello specifico le attività svolte in precedenza dall’assicurato
con i compiti chiamati ad espletare presso l’insorgente.

                                  I documenti allegati dall’UMA e
citati nella risposta di causa relativi ad __________ e a __________ (cfr. doc.
6; 7; III) sono generici e non forniscono informazioni precise circa le
mansioni esercitate da __________ in seno alle aziende citate.

                                  Per quanto attiene a __________,
se è vero che dall’estratto del Registro di commercio si evince che la società
ha quale scopo “(…) die Beratung, Vermittlung und Verwaltung im
Versicherungs- und Finanzbereich sowie der Verkauf von Produkten im Bereich der
Finanz- und Versicherungsdienstleistungen für Unternehmen und Privatpersonen”
(cfr. doc. 8), è altrettanto vero che l’assicurato, per tale ditta, svolgeva la
professione di impiegato bakoffice e HR (cfr. doc. 1).

 

                                  Delle indagini dettagliate erano
tanto più necessarie, considerato, in primo luogo, che il consulente URC, nel
proprio preavviso del 4 aprile 2025, ha puntualizzato che durante la visita
presso la ricorrente da parte dell’URC nel gennaio 2025 “(…) si è compreso
che l’API sarebbe stata la soluzione più adatta per permettere la
concretizzazione di un contratto di lavoro con un assicurato che ritenevo
interessante proporre per l’assunzione”.

                                  In secondo luogo, che era stato
formulato un preavviso favorevole per un lasso di tempo di nove mesi,
evidenziando che l’interessato aveva requisiti professionali insufficienti, tenuto
conto che “(…) ha un’esperienza professionale nelle risorse umane e nella
funzione di contabile. La funzione che andrà a ricoprire è notevolmente
differente e comporta l’acquisizione di importanti competenze. Per questo
motivo, necessita di un piano d’inserimento e di formazione particolare”
(cfr. Allegato a doc. 1)

 

                        2.12.  In simili condizioni, tutto ben
ponderato, il TCA ritiene che la documentazione agli atti non consenta di
stabilire se il collocamento di __________ fosse o meno difficile ai sensi
degli art. 65 LADI e 90 cpv. 1 OADI.

 

                                  Nel
caso di specie si impone, pertanto, un complemento istruttorio al fine di
determinare, in particolare, se l’assicurato, in età avanzata (cfr. consid.
2.9.), necessitasse presso RI 1, ritenute le mansioni chiamato a espletare e le
sue formazioni e attività professionali precedenti (cfr. consid. 2.8.: 2.11.),
di un’introduzione speciale e non unicamente di un’introduzione usuale a un
nuovo posto di lavoro, la quale non costituisce un motivo sufficiente per
giustificare la concessione di API (cfr. consid. 2.5.; 2.7.).

 

                                  Al riguardo andranno segnatamente
sentiti __________, la ricorrente e, se del caso, gli ex datori di lavoro
dell’assicurato

 

                                  In quell’occasione dovrà pure
essere approfondita la questione relativa allo stipendio previsto per
l’attività di __________ dal 1° aprile 2025 di fr. 7’700.-- lordi mensili - se
trattasi oppure no di salario ridotto ai sensi dell’art. 65 LADI (cfr. STFA C
371/99 del 22 settembre 2000, citata al consid. 2.7.; STCA 38.2011.14 del 16
agosto 2011).

 

                        2.13.  In esito a quanto precede la
decisione su opposizione del 2 luglio 2025 va, perciò, annullata e, ritenuto lo scopo della procedura di opposizione ex art. 52
LPGA - la quale è stata concepita come un rimedio giuridico vero e proprio -
che non è quello di ripetere semplicemente la procedura di emanazione della
decisione formale, ma obbliga l’assicuratore - a cui incombe l'accertamento dei
fatti in prima battuta in forza dell'obbligo derivante dall'art. 43 LPGA (cfr.
9C_675/2009 del 28 maggio 2010 consid. 8.3.) - a riesaminare il proprio
provvedimento al fine di sgravare i Tribunali (cfr. STF 8C_613/2021 del 10
gennaio 2022 consid. 4.2., pubblicata in DTF 148 V 2; STF 9C_975/2011 del 22
febbraio 2012 consid. 3.2.; DTF 125 V 188 consid. 1b e 1c), gli atti vanno
rinviati all’UMA per procedere come indicato sopra (cfr. consid. 2.11.; 2.12.).

 

                                  Dopo
aver esperito le necessarie indagini, l’amministrazione valuterà nuovamente, tenendo conto delle
severe condizioni alle quali sono vincolati gli assegni per il periodo di
introduzione (cfr. consid. 2.4; 2.5.; 2.7.; B. Rubin,
op.cit., a art. 65-66, pag. 482 N° 2), se la domanda della ricorrente volta
a ottenere gli assegni per il periodo di introduzione debba o meno essere
accolta.

 

                                  In caso affermativo, relativamente
alla durata degli API, si rileva che il tenore attualmente in vigore dell’art.
66 cpv. 2 LADI prevede per chi ha più di 50 anni il diritto agli API per 12
mesi (cfr. consid. 2.4.).

                                  Per inciso va ricordato che il
diritto agli API è limitato alla durata del termine quadro per la riscossione
delle prestazioni (cfr. B. Rubin, op.cit., a art. 65-66, N° 5 pag. 483).

 

                        2.14.  L’art. 61 lett. a
LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve
essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la
tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla
parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

Il 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica
della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve
essere semplice, rapida e, di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in
vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie
relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge
interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può
imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento temerario o
sconsiderato. 

 

Nel caso concreto, trattandosi di prestazioni LADI,
in relazione alle quali il legislatore non ha previsto di prelevare le spese,
non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 38.2025.23 del 20 giugno 2025
consid. 2.14.; STCA 38.2024.52 del 31 marzo 2025 consid. 2.15.; STCA 38.2024.39
del 21 ottobre 2024 consid. 2.15.; STCA 38.2023.58 dell’’8 gennaio 2024 consid.
2.15.; STCA 38.2023.50 dell’11 dicembre 2023 consid. 2.15.; STCA 38.2023.31 del
15 settembre 2023 consid. 2.12.; STCA 38.2023.2 del 3 aprile 2023 consid. 2.9.;
STCA 38.2022.87 del 16 gennaio 2023 consid. 2.14.; STCA 38.2022.57 del 3
ottobre 2022 consid. 2.15.).

 

                                  Sul
tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2
giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo
cfr. Ares Bernasconi, Actualités
du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux
cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in
SZS/RSAS 2/2022 pag. 107); Messaggio Nr. 8480 del Consiglio di Stato del 21
agosto 2024 «Rapporto sull’iniziativa parlamentare presentata il 4 maggio 2021
nella forma elaborata da Lara Filippini e Sabrina Aldi per la modifica
dell'art. 29 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008 (Implementazione della
revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni)
e controprogetto».

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                  §   La
decisione su opposizione del 2 luglio 2025 è annullata.

                                  §§ Gli
atti sono rinviati alla Sezione del lavoro - Ufficio delle misure attive perché
proceda come indicato ai consid. 2.11. - 2.13.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti