# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 063e5997-91d2-5dcd-89ec-93b51fee08df
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 25.11.2016 80.2015.79
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2015-79_2016-11-25.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2015.79

  	
  Lugano

  25 novembre 2016

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 24 aprile 2015 contro la decisione del 24 marzo 2015 in materia di
  revisione della decisione relativa alla tassa d’esenzione dall’obbligo
  militare per l’anno 2011;

  

 

 

Fatti

 

 

 

                                  A.   RI 1 (12.6.1991) era
stato dichiarato inabile al servizio militare il 30.10.2009. Con decisione
15.11.2012 il Servizio della tassa militare della Divisione delle contribuzioni
emanava la decisione in materia di tassa militare per il periodo d’assoggettamento
2011. RI 1 saldava la tassa di fr. 400.- relativa al surriferito periodo il 10.12.2012.

                                         

 

                                  B.   Con scritto
6/10.5.2013 RI 1 si rivolgeva all’Ufficio della tassa militare, spiegando di
aver inavvertitamente pagato la tassa per il periodo 2011: egli diceva infatti
di essere sordo sin dalla nascita e per tale motivo era stato dichiarato
inabile al servizio. Con decisione 12.11.2013 l’Istituto delle assicurazioni
sociali gli aveva riconosciuto una rendita d’invalidità (3/4 di rendita, grado
di invalidità del 62%) a far tempo dal 1.9.2013

 

 

                                  C.   Con decisione
21.5.2014, il Servizio della tassa militare della divisione delle contribuzioni
dichiarava il reclamo 6/10.5.2013 di RI 1 irricevibile siccome tardivo.
L’autorità, nella motivazione, stabiliva come, secondo l’art. 30 LTEO, fosse
possibile inoltrare, entro 30 giorni dalla notificazione, un reclamo contro le
decisioni di tassazione, le decisioni d’esenzione o di riduzione della tassa.
Lo scritto inviato da RI 1 era quindi tardivo poiché inoltrato dopo tale
termine.

                                         Con separata
decisione 21.5.2014, in relazione al periodo di assoggettamento 2012 (decisione
di tassazione 28.1.2014 impugnata con reclamo del 4.2.2014) la stessa Autorità
decideva inoltre che, a far tempo dal periodo di assoggettamento 2012 egli dovesse
essere esonerato in maniera durevole al pagamento della tassa d’esenzione
dall’obbligo militare in applicazione dell’art. 4 cpv. 1 lit. a ter LTEO.

                                      

                                                                                

                                  D.   Il 23/25.6.2014 RI 1
presentava una domanda di restituzione della tassa ex art. 34a LTEO (pagata per
errore), in relazione al periodo 2011. Egli sosteneva di essere sordo dalla
nascita e di non essere abile al servizio da sempre, motivo per cui in
conformità con l’art. 4 cpv. 1 lit. a ter LTEO avrebbe dovuto essere esentato
dalla tassa. A seguito di un suo errore egli aveva pagato la tassa per il 2011.
Secondo RI 1, se da un lato è vero che la decisione per il 2011 era passata in
giudicato, nondimeno si doveva ritenere che dal 2012 egli era stato
durevolmente esonerato dal pagamento della tassa d’esenzione dall’obbligo
militare. Per il 2011 rilevava come, a ben vedere, egli non fosse neanche
debitore della tassa in questione. Le condizioni per l’esenzione dalla tassa
militare erano date non solo per l’anno 2012 ma anche per l’anno precedente,
essendo sordo dalla nascita. Il ricorrente rilevava poi come, nonostante la
legge prevedesse l’assistenza fra autorità, il Servizio della tassa militare
non fosse a conoscenza dei suoi gravi problemi di salute, posto come, già dal
2009 egli era stato dichiarato inabile al servizio militare.

 

 

                                  E.   Il 14.10.2014 il
Servizio della tassa militare respingeva la domanda di restituzione della tassa
per il 2011 con la seguente motivazione:

                                         “Il 15 novembre 2012 le è stata intimata la tassa d’esenzione per l’anno
2011; allegato alla decisione c’era un estratto della Legge federale sulla
tassa d’esenzione dall’obbligo militare (LTEO) con gli articoli indicanti i
motivi d’esenzione dal pagamento della tassa. Questa tassa è stata pagata nel dicembre
del 2012; in data 15 dicembre 2012 la tassa è cresciuta in giudicato senza che
da lei fosse stata contestata. Il 6 maggio 2013 ha presentato un reclamo, già
da lei dichiarato tardivo, contro la decisione 2011 in quanto a seguito di una
menomazione fisica (sordità) era da ritenere esentato dalla tassa; lo stesso è
stato dichiarato irricevibile. Nel frattempo è stata emessa anche la tassa per
l’anno 2012 contro la quale è stato presentato regolare reclamo e il nostro
Ufficio, dopo l’esame della documentazione prodotta ha deciso di accettare lo
stesso e di esonerarla in modo duraturo ai sensi dell’art. 4/1a ter della già
citata legge a contare dal 2012. Il 23.6.2014 ha presentato una domanda di
restituzione della tassa 2011 pagata per errore (art. 34 a) LTEO. A tal
proposito la giurisprudenza si è già espressa (sent. CdT 80.2009.128 dell’8
febbraio 2010), nel senso che è manifesto che l’assoggettato non può prevalersi
dell’art. 34 a LTEO secondo cui può richiedere la restituzione di una tassa non
dovuta o dovuta solo in parte che egli ha pagato per errore. Tale disposizione,
di identico tenore dell’art. 168 LIFD concerne infatti la sola riscossione
della tassa e non trova pertanto applicazione quando le stesse sono state
stabilite mediante una tassazione passata in giudicato. Anche una revisione
deve essere esclusa in quanto se l’assoggettato avessa dato prova di tutta la
diligenza che si poteva ragionevolmente esigere da lui (come fatto per la tassa
2012) avrebbe potuto presentare regolare reclamo contro la tassa 2011 in quanto
gli erano stati messi a disposizione tutte le informazioni necessarie, ed
indicati i rimedi giuridici ed i termini di reclamo. Per quanto attiene alla
censura “In diritto pt. 4 “della domanda di restituzione della tassa è da
ricordare che chi viene dichiarato inabile al servizio militare non necessariamente
è esonerato dal pagamento della tassa, se non ci sono atti ufficiali da parte
di altri Uffici (per esempio decisioni rendite AI o dell’Assicurazione militare)
non è possibile procedere ad un esonero d’ufficio. Nel suo caso la decisione
dell’erogazione di una rendita AI è datata novembre 2013 e quindi ben dopo che
la tassa 2011 è cresciuta in forza”.                      

 

                                      

                                  F.   Con reclamo
13.11.2014 RI 1 insorgeva al Servizio della tassa militare contro la decisione
mediante la quale è stata respinta la sua richiesta di restituzione della tassa
ex art. 34a LTEO. Egli spiegava che dal 1°.7.2009 riceveva delle indennità
giornaliere da parte dell’Ufficio AI. RI 1 asseriva di aver pagato la tassa relativa
al 2011, poiché all’epoca non era al corrente che l’essere dichiarato inabile
al servizio per una ragione di salute fosse un caso di esenzione dal pagamento
della tassa.

                                         Secondo il ricorrente la
decisione del 15.11.2012 (quella relativa al periodo 2011) era nulla poiché il motivo
sul quale essa si fonda, ossia l’obbligo di pagare la tassa d’esenzione, non
sarebbe mai esistito in quanto sordo dalla nascita. RI 1 lamentava inoltre la
mancanza di comunicazione tra le varie autorità. Vista la sua situazione egli
avrebbe dovuto beneficiare di un esonero attuato d’ufficio da parte del
Servizio della tassa militare. A suo dire spetterebbe all’autorità di tassazione
militare determinare d’ufficio i fatti pertinenti. RI 1 riteneva che la decisione
attaccata sarebbe scioccante e urterebbe inoltre il sentimento di giustizia: la
sua invalidità sarebbe sempre esistita. Inconcepibile che la sua sordità sia
valida come motivo d’esenzione a far tempo dal 2012, ma che non sia sufficiente
come motivo per rivedere la decisione d’assoggettamento per il 2011. 

 

                                      

                                  G.   Con decisione
24.3.2015 il Servizio della tassa militare della Divisione delle contribuzioni respingeva
il reclamo di RI 1, riconfermandosi nelle motivazioni della decisione del
14.10.2014 e, in merito alla richiesta di revisione della decisione inerente il
periodo di assoggettamento 2011, l’autorità sosteneva come ciò fosse possibile
unicamente in casi eccezionali: il Servizio specificava come non sarebbe sua
competenza giudicare l’ampiezza e la portata di un problema fisico che genera
inabilità a prestare regolare servizio. Allegato alla decisione di tassazione
2011 vi era anche un estratto della Legge con gli articoli che motivano in
maniera esaustiva la possibilità di esonero dal pagamento.

 

 

                                  H.   Con ricorso 24.4.2015
RI 1 impugna la decisione su reclamo 24.3.2015 del Servizio della tassa
militare inerente la domanda di restituzione ex art. 34a LTEO riproponendo i
medesimi argomenti già sollevati in sede di reclamo.                 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Secondo l’art. 22 della
Legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare (LTEO, RS 661), la
relativa tassa è riscossa dai Cantoni, sotto la vigilanza della Confederazione.

                                         In
Ticino, l’autorità competente per la sua tassazione e la sua riscossione è
l’Ufficio cantonale della tassa militare. Quale commissione di ricorso è invece
designata la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello (art. 2 e 3
del Regolamento per l’esecuzione della legge federale sulla tassa d’esenzione
dall’obbligo militare, RL 1.5.3.1).

 

                                         1.2.

                                         Giusta l’art. 59 cpv. 1
della Costituzione federale (Cost. fed.; RS 101), gli uomini di nazionalità
svizzera devono prestare un servizio obbligatorio, militare o civile.

                                         Chi invece non presta
servizio – perché dichiarato inabile o semplicemente perché ne ha richiesto il
differimento – è di principio assoggettato al pagamento di una tassa, la cui
riscossione è disciplinata dalla legge federale sulla tassa d’esenzione
dall’obbligo militare del 12 giugno 1959 (LTEO; RS 661).

 

                                         1.3.

                                         Secondo la costante
giurisprudenza del Tribunale federale, la tassa d’esenzione rappresenta un
contributo sostitutivo, dovuto in luogo di una prestazione in natura quale è
l’obbligo di prestare personalmente servizio militare o civile (sentenza TF n.
2C_221/2009 del 21 gennaio 2010, in: StR 65/2010 pag. 332). Suo scopo è quello
di ristabilire una certa uguaglianza di sacrifici tra le persone che prestano
servizio (militare o civile) e quelle che, per qualsivoglia ragione, ne sono
esonerate (Aubert, in:
Aubert/Mahon [a cura di], Petit commentaire de la Constitution fédérale de la
Confédération suisse, Zurigo 2003, n. 13 ad art. 59 Cost. fed.; v. anche Walti, Der schweizerische Militärpflichtersatz,
tesi, Zurigo 1979, p. 46).

                                         La tassa in esame assume
così, a tutti gli effetti, veste di surrogazione del servizio militare e
civile, tant’è che l’art. 2 cpv. 1 della legge federale sull’esercizio e
sull’amministrazione militare (LM; RS 510.10) la annovera tra le modalità
d’adempimento dell’obbligo costituzionale.

 

                                         1.4.

                                         Sono sottoposti alla tassa
gli uomini assoggettati agli obblighi militari, domiciliati in Svizzera o
all’estero, i quali nel corso di un anno di assoggettamento, corrispondente ad
un anno civile, non sono incorporati per più di sei mesi in una formazione
dell’esercito e non sono soggetti all’obbligo di prestare servizio civile (art.
2 cpv. 1 lett. a LTEO) oppure non prestano il servizio militare o il
servizio civile cui sono tenuti come obbligati al servizio (art. 2 cpv. 1 lett.
c LTEO).

                                         La
durata di riscossione si basa sulla durata del servizio militare obbligatorio.
In virtù dell’art. 13 LM, l’obbligo di pagare la tassa d’esenzione comincia
perciò all’inizio dell’anno in cui la persona che vi è soggetta compie 20 anni
e dura fino al 30° anno d’età oppure, se entro
questo termine non ha ancora adempiuto il totale obbligatorio di giorni di
servizio d’istruzione, al più tardi sino alla fine dell’anno in cui compie 34
anni.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Dagli atti risulta come la
decisione relativa alla tassa d’esenzione dall’obbligo militare per il periodo
2011 sia cresciuta in giudicato e come la tassa stessa sia stata corrisposta
integralmente (importo di fr. 400.-). Dal 2009 RI 1 è stato dichiarato inabile
al servizio militare, da parte della preposta commissione sanitaria
dell’Esercito svizzero. Unicamente a seguito del reclamo relativo al periodo di
assoggettamento 2012, il ricorrente è stato esonerato in maniera durevole dal pagamento
della tassa militare, a causa della sua sordità congenita.

 

 RI 1 si duole del fatto che il Servizio della tassa militare non
abbia accertato d’ufficio i fatti ed in particolare il motivo alla base della
dichiarazione di inabilità al Servizio militare determinato dall’apposita
commissione nel 2009.

 

                                         2.2.

                                         Le decisioni di tassazione
come anche le decisioni di esonero o sulla riduzione della tassa militare
possono essere impugnate mediante reclamo all’autorità di tassazione entro 30
giorni dalla loro notifica all’autorità di tassazione (art. 30 cpv. 1 LTEO). Secondo
l’art. 26 OTEO, tale termine può essere restituito a condizione che
l’assoggettato sia stato, senza sua colpa, impedito ad agire nei termini impartiti
e che presenti una domanda di restituzione dei termini entro dieci giorni a partire
dal momento in cui è venuto a cadere il motivo dell’impedimento ad agire.
L’art. 34a LTEO prevede la possibilità per l’assoggettato d’ottenere la restituzione
di una tassa pagata per errore, nel caso in cui la tassa non era dovuta, oppure
era dovuta unicamente una parte. Tale norma corrisponde all’art. 168 LIFD ed ha
la stessa portata. Dal testo legale di queste disposizioni emerge come esse riguardino
la percezione della tassa e non la procedura di tassazione. La domanda di
restituzione di tasse pagate per errore non permette di rimettere in questione
una decisione di tassazione passata in giudicato. Unicamente la procedura di
revisione permette di modificare una tale decisione (sentenza TF 2C_212/2016
del 6.9.2016, consid. 4).

 

                                         Nel caso in disamina
(analogamente a quello descritto in TF 2C_212/2016) non risulta che RI 1 abbia
fatto valere un motivo di restituzione dei termini ex art. 26 OTEO. Anche la
procedura di restituzione dell’importo della tassa ex art. 34a LTEO non trova
applicazione nel caso concreto, tenuto conto del fatto che la somma da lui
pagata corrisponde a quella stabilita mediante decisione sulla tassa militare
per il 2011 (v.TF 2C_212/2016, consid. 4). 

 

                                         Bisogna pertanto valutare
la sua domanda di restituzione alla stregua di una domanda di revisione della
decisione relativa al periodo 2011.

                                                                                                                         

                                         2.3.                                                                          

                                         L’art. 47 cpv. 1 LTEO
delega al Consiglio federale la competenza di fissare delle regole in materia
di revisione di decisioni cresciute in giudicato. L’art. 40 cpv. 1 OTEO,
dispone che l’autorità di tassazione, oppure la Commissione di ricorso (in Ticino
la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello) debbano procedere alla
revisione di una decisione cresciuta in giudicato, d’ufficio oppure su domanda
della persona toccata da quest’ultima se vengono fatti valere dei nuovi fatti
importanti oppure se vengono prodotti dei nuovi mezzi di prova (let. a); se
l’autorità non ha tenuto conto di fatti oppure di domande importanti stabiliti
dai documenti agli atti (let. b); se l’autorità ha violato dei principi
essenziali di procedura, in particolare il diritto di consultare i documenti e
quello di essere sentito (let. c). L’art. 40 cpv. 2 OTEO dispone che la
revisione è esclusa se il ricorrente invoca dei motivi che avrebbe potuto far
valere nell’ambito della procedura ordinaria se avesse dato prova di tutta la
diligenza che poteva essere ragionevolmente da lui richiesta. Tali motivi di
revisione corrispondono a quelli previsti dall’art. 147 cpv. 1 e 2 LIFD, di
modo che, nella loro interpretazione, ci si può fondare sulla giurisprudenza e
la dottrina relativi all’imposta federale diretta (sentenza TF 2C_564/2008 del
12.9.2008, consid. 5).

                                         Per essere qualificato
come importante un fatto deve essere di natura tale da influenzare la decisione
in un senso favorevole all’interessato. Si può escludere la revisione dal
momento che si può rimproverare all’assoggettato di non aver dato prova della
diligenza richiesta (ciò che è previsto sia dall’art. 40 cpv. 2 OTEO che
dall’art. 147 cpv. 2 LIFD). Ciò costituisce un limite importante alla
revisione, che si spiega con il carattere sussidiario di questa via di diritto
e per le esigenze della sicurezza del diritto. La giurisprudenza sottolinea a
questo proposito che ci si deve mostrare rigorosi nel valutare l’obbligo di
diligenza che viene imposto al richiedente (sentenza TF 2F_12/2014 del
12.2.2015 consid. 3.1.). Una revisione è pertanto esclusa in caso di errore
nella dichiarazione d’imposta dovuta ad una negligenza del contribuente oppure
del suo rappresentante (sentenza TF 2C_564/2008 consid. 5). Compete inoltre
all’assoggettato il compito di controllare la decisione di tassazione quando la
riceve e di segnalare in tempo utile i vizi riscontrati (sentenza TF 2C_941/2015
consid. 6.3.; 2C_564/2008 consid. 5).

 

                                         2.4.

                                         Analogamente a quanto
stabilito dall’Alta Corte nella sentenza TF 2C_212/2016 se è vero che da un
lato mal si comprende come il servizio della tassa militare non abbia potuto
verificare l’inabilità al servizio da parte di RI 1 anche per il periodo 2011 a
causa della sordità congenita, non ci si trova tuttavia confrontati ad un caso
di revisione.

 

                                         In effetti, senza entrare
neppure nel merito dell’art. 40 cpv. 1 OTEO (e quindi verificare che le
condizioni siano date), l’esame dell’art. 40 cpv. 2 OTEO è sufficiente per
escludere un caso di revisione (v. sentenza TF 2C_212/2016 consid. 5.3.).

 

                                         Nel caso concreto, come
avvenuto per il periodo 2012, egli avrebbe dovuto, facendosi parte diligente,
quantomeno presentare reclamo dato come, già nel 2009 la Commissione sanitaria
dell’Esercito lo aveva dichiarato inabile al servizio.

                                          

Non presentando reclamo dopo aver ricevuto
la decisione per il 2011, ma pagando anzi la tassa, egli non ha dato prova di essersi
fatto parte diligente. In altri termini egli avrebbe potuto addurre i medesimi
motivi che ora invoca nella procedura di revisione, già nella procedura
ordinaria.

 

                                         Inoltre – contrariamente
alla tesi del ricorrente - come stabilito dall’Alta Corte, non è possibile, in
applicazione della LIFD, derogare ai principi che disciplinano la revisione, se
il risultato della loro applicazione è scioccante ed urta il sentimento di
equità. Un tale ragionamento deroga infatti alla regola del numerus clausus
dei motivi legali che permettono di procedere ad una revisione di una decisione
passata in giudicato (sentenza TF 2C_212/2016 consid. 5.3.; TF 2C_322/2015 del
4.4.2016 consid. 3.4.).

 

 

                                   3.   Visto quanto sopra,
il ricorso presentato da RI 1 deve essere respinto. La tassa di giustizia e le
spese, vista la particolarità del caso, sono contenute al minimo.

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 31 cpv. 2 LTEO e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    100.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      50.–

                                         per un totale di                                                      fr.    150.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 31 cpv. 3 LTEO; art. 82 ss LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
   - (con il libretto di servizio di 

     ritorno); 

  -;
  

  -;
  

   - a.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: