# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8ec7e915-0a68-54ca-9732-2666ea74828e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-04-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.04.2004 12.2003.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2003-56_2004-04-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2003.56

  	
  Lugano

  6 aprile 2004/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Chiesa e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2001.500 della Pretura del Distretto di __________,
promossa con petizione 24 luglio 2001 da

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. da
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

  __________ 

   

  

 

 

chiedente il
disconoscimento del debito di fr. 20'000.- e accessori, relativo all'esecuzione
__________dell'UE di __________;

 

domanda cui i
convenuti si sono opposti e che il pretore ha respinto con sentenza 13 febbraio
2003;

 

appellante
l'attore che, in riforma della sentenza pretorile, chiede l'accoglimento
integrale della petizione, con impugnazione 5 marzo 2003;

 

letta la risposta all'appello 4 aprile 2003 con
cui i convenuti ne postulano la reiezione;

 

esaminato l'incarto;

 

 

 

considera

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   L'attore,
proprietario a __________ dei locali adibiti a esercizio pubblico sotto
l'insegna Ristorante __________, dopo aver concordato con i signori
__________ la fine della locazione in virtù della quale essi avevano gestito il
ristorante fino alla fine di febbraio 2000 (doc. _), ha inteso riprendere egli
stesso la conduzione del locale, riacquistandone l'inventario. Il relativo
contratto 20 dicembre 1999 (doc. _) -cui è allegato l'elenco delle
suppellettili e delle macchine oggetto della compravendita- prevedeva il
pagamento del prezzo complessivo di fr. 100'000.- nel modo seguente: fr.
50'000.- alla consegna dell'inventario (al più tardi entro martedì 29
febbraio 2000) e fr. 50'000.- in rate mensili di fr. 5'000.- dal mese di
giugno 2000 incluso fino al mese di marzo 2001, ecc. Il contratto precisa
altresì che il controvalore di eventuali oggetti mancanti e/o rovinati verrà
dedotto dall'importo dovuto (doc. _, punto 1).

 

 

                                   2.   Il
29 febbraio 2000 le parti, con i rispettivi legali, si sono incontrate per
controllare l'inventario; in quell'occasione hanno altresì stabilito la
continuazione di quell'operazione per quanto riguarda lo stato dei locali e il
funzionamento degli apparecchi (doc. _) e hanno pattuito che, versato seduta
stante un acconto di fr. 10'000.-, si sarebbero nuovamente incontrate per
definire il saldo dovuto per la prima rata secondo l'accordo del 20 dicembre
1999, ossia dopo aver ricevuto il verbale dell'arch. __________ sullo stato
dell'immobile e i rapporti tecnici sul funzionamento degli apparecchi (doc. _).

 

 

                                   3.   Con
l'esecuzione che sta a monte della presente vertenza i convenuti hanno escusso
l'attore per l'importo di fr. 20'000.- pari alle rate dovute per l'acquisto
dell'inventario, relative ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2000, nonché
a gennaio 2001 (cfr. sentenza 3 luglio 2001 del Pretore di __________,
__________, inc. EF __________e doc. _). In precedenza, i signori __________
avevano già proceduto nei confronti dell'acquirente, segnatamente (e
diversamente da quanto indicato dal Pretore) con le seguenti esecuzioni dell'UE
di __________: __________ (marzo 2000) per fr. 40'000.- a saldo della prima tranche
dell'inventario, __________ (settembre 2000) per fr. 5'000.- pari alla rata di
giugno 2000, e __________ (ottobre 2000) per fr. 15'000.- pari alle rate da
luglio a settembre 2000. 

 

 

                                   4.   Postulando
il disconoscimento del debito per il quale il pretore ha deciso il rigetto
provvisorio dell'opposizione, l'attore ha affermato di aver pagato alle
controparti fr. 30'000.-, ossia già di più del proprio debito effettivo,
ridotto per compensazione da fr. 100'000.- a fr. 24'987.10, dal momento che ha
dovuto affrontare costi complessivi per fr. 75'012.90 per rimediare ai
difetti dell'inventario acquistato (petizione, ad 3). Tesi confermata in
sede di replica, con la precisazione che -prevedendo l'accordo doc. _ di
attendere anche il rapporto sullo stato dei locali per definire il saldo della
prima rata- anche quell'elemento ha un'influenza sul pagamento
dell'inventario (ad b). Quanto alla tempestività della notifica dei
difetti, l'attore sostiene di averli indicati sia in sede di sopralluogo 29
febbraio 2000, sia con lo scritto 4 luglio 2000, salvaguardando così il termine
annuale dell'art. 210 cpv. 2 CO.

 

                                         I
convenuti si sono opposti alla petizione, contestando sia il lamentato cattivo
stato dell'inventario, sia la tempestiva notifica dei difetti, nonché
escludendo comunque dal computo dei danni gli importi relativi alle migliorie
apportate dall'attore all'immobile e alle installazioni del ristorante. Hanno
negato comunque la possibilità di sottoporre al pretore questioni inerenti alla
fine della locazione che avrebbero dovuto essere preliminarmente sottoposte
all'apposito Ufficio di conciliazione. Quanto ai rapporti doc. _, affermano
trattarsi di pareri di parte, dal momento che le relative constatazioni non
sono avvenute in contraddittorio. Sottolineano inoltre che il minor valore
dell'inventario avrebbe semmai dovuto essere dedotto dalla prima tranche
del prezzo (fr. 50'000.-), come esplicitamente convenuto. 

 

 

                                   5.   Con la decisione impugnata, il
pretore -per quanto attiene ai beni dell'inventario- applicando l'art. 201 CO,
considera tardiva la notifica di difetti 4 luglio 2000 (doc. _), così che le
relative pretese dell'attore (di cui all'elenco allegato allo stesso documento
per un totale di fr. 78'043.90) sono perente. Quanto poi agli oggetti mancanti
(di cui al doc. _) il primo giudice ha accertato che i relativi importi non
sono stati provati. Infine, delle contropretese concernenti difetti
dell'immobile riconsegnato, ammessa la possibilità della compensazione,
conclude per la mancata tempestiva notifica ai sensi dell'art. 267a CO.

                                   6.   Impugnando
questa decisione, l'attore -ritenuto che il primo giudice avrebbe considerato
tempestiva la notifica della merce mancante per un totale di fr. 11'350.-
chiede che i giudici d'appello provvedano alla perizia sul valore di quegli
oggetti e al sopralluogo, visto come quelle prove siano state chieste ma non
concesse in prima sede. Per quanto riguarda i danni rimanenti e in particolare
i difetti alle apparecchiature, rileva che l'accordo di verifica 29 febbraio
2000 (doc. _) non può che presupporre (anche se non appare in forma esplicita)
una contestazione sulla funzionalità degli apparecchi; comunque considera
determinante l'accordo 19 maggio 2000 (doc. _) che rinviava al 30 giugno la
consegna dei rapporti sull'immobile e sugli apparecchi, così che la notifica 4
luglio 2000 è sicuramente tempestiva. Anche in merito allo stato dei locali
rinvia alla constatazione di cui al verbale doc. _, da cui l'inutilità di
un'ulteriore notifica, accertata anche sulla base del teste avv. __________.
Sull'entità delle poste del proprio conteggio rimanda alle prove documentali e
subordinatamente alla perizia non ammessa dal Pretore riproposta in questa
sede.

 

                                         Delle
osservazioni all'appello si dirà, se necessario, nel seguito, rilevando
comunque l'eccezione procedurale dei resistenti che rimproverano a controparte
di aver sostenuto per la prima volta in appello la tempestività della propria
notifica di difetti 4 luglio 2000 in base all'accordo doc. _.

 

 

                                   7.   Almeno
una parte dell'importo complessivo fatto valere dall'appellante riguarda il
minor valore di oggetti compresi nell'inventario e indicati come difettosi
dall'acquirente, ponendosi di conseguenza il tema della notifica di tali
carenze della cosa acquistata in conformità con l'art. 201 CO. Analogamente a
ciò che vale in materia d'appalto (art. 370 CO) e di locazione (art. 267a CO),
il compratore è tenuto a esaminare la cosa acquistata appena possibile e a dare
notizia immediata al venditore di eventuali difetti: se viene meno a questo
obbligo, sorge la presunzione dell'accettazione della cosa acquistata (art. 201
cpv. 2 CO). Ai fini della presente vertenza va precisato che -come afferma
l'appellante- l'art. 201 CO è di natura dispositiva, in particolare lasciando
ai contraenti la possibilità di prorogare il termine di notifica di eventuali
difetti (Zehnder, Die Mängelrüge im Kauf-, Werkvertrags- und Mietrecht,
in SJZ 2000, 549). Inoltre, il fatto di sapere se un difetto è stato
notificato tempestivamente rappresenta una questione di diritto che dev'essere
esaminata dal giudice al di là delle allegazioni del venditore (RFJ 1996,
261); ciò che in concreto comporta l'irrilevanza della circostanza addotta
dall'attore soltanto in seconda sede, ossia che -contestando la tardività
sollevata dai venditori- le parti avrebbero pattuito una proroga del termine di
notifica.

 

                                         In
effetti, il semplice esame degli atti permette di stabilire che, in un primo
tempo, a fronte delle risultanze del sopralluogo 29 febbraio 2000, le parti si
sono effettivamente accordate -al di là delle possibili verifiche immediate- di
definire il valore dei beni ripresi dall'attore, demandandone la verifica dello
stato al perito immobiliare, rispettivamente a un tecnico nel campo degli
apparecchi da controllare. Con ciò non può essere contestato l'accordo delle
parti a una verifica complessiva dei beni, quindi anche di quelli non elencati
nell'inventario, e sulla circostanza che quelle verifiche sarebbero servite per
definire il saldo dovuto per la prima rata ecc. (doc. _).

 

 

                                   8.   E'
vero ciò che afferma l'appellante, ossia che in sede di udienza 19 maggio 2000
(Pretura di __________, inc. no. __________) la parte convenuta si era
impegnata a consegnare entro il 30 giugno 2000 tutti i rapporti di cui
all'accordo provvisorio 29 febbraio 2000, onde permettere la definizione del
saldo della prima rata (accordo, punto 3). Così facendo gli allora istanti
e qui convenuti hanno in realtà concesso alla controparte di segnalare le sue
obiezioni e i suoi crediti solo dopo il 30 giugno, prescindendo coscientemente
dalla circostanza (entrambe le parti aveva ricevuto almeno il rapporto
__________: accordo, punto 2) che __________ disponeva da tempo di quei
rapporti (il referto dell'arch. __________ reca la data del 6 marzo e risulta
inviato a entrambe le parti, mentre i rapporti __________ -doc. _- inviati al
solo attore, recano le date del 20 e del 30 marzo). Ne consegue che la
tempestività della notifica avrebbe semmai dovuto essere considerata a partire
dal 30 giugno, dovendosi concludere che lo scritto 4 luglio 2000 non è
eccepibile quanto ai tempi di presentazione.

 

 

                                   9.   La
decisione della vertenza dipende così unicamente dalla sostanza delle eccezioni
e dalla prova degli importi rivendicati, ciò che impone di passare in rassegna
le poste del conteggio presentato dall'attore.

 

                                9.1   L'attore
ha sempre indicato come mancante un lampadario di cristallo che il verbale di
sopralluogo doc. _ indica come venduto a terzi e pertanto non più
ricuperabile. Quel verbale non si pronuncia tuttavia su un valore concordato
dell'oggetto, mentre la cifra di fr. 3'500.-, avanzata dall'attore, non è
suffragata da nessun giustificativo. L'importo da dedurre dall'inventario (doc.
_ in fine), contestato fin dall'inizio della vertenza, non è provato.

 

Identico
discorso vale per un vaso esterno danneggiato da terzi (doc. _) che
l'attore quantifica in fr. 350.-, per 14 tavoli mancanti, dell'asserto valore
unitario di fr. 450.- e per mancanti 8 pentole in rame che l'attore afferma
valere fr. 150.- l'una. Orbene, a prescindere dal fatto che la mancanza dei
tavoli e dei recipienti di cucina è contestata (almeno per quanto risulta dal verbale
29 febbraio 2000: doc. _, ma anche in base al teste avv. __________) per cui
avrebbe dovuto anzitutto essere in sé verificata (ciò che non è avvenuto),
anche qui -come afferma il primo giudice- non v'è prova degli importi allegati
dall'attore. A questo riguardo non è necessaria una perizia che quantifichi le
relative poste del conteggio, dal momento che l'attore avrebbe potuto far
ricorso a prove meno onerose, ad esempio esibendo le fatture d'acquisto di quei
beni che egli stesso aveva ceduto ai coniugi __________ poco più di due anni
prima di riacquistarli (cfr. allegato al doc. _). Ne consegue che la relativa
richiesta di assumere la prova peritale in questa sede in base all'art. 322
lett. b CPC, non solo in merito a questi beni, ma con riferimento generico a
tutte le poste del conteggio proposto dall'attore (appello, pag. 7) dev'essere
disattesa, tanto più laddove la prova proposta debba servire per supplire alle
negligenze della parte (Cocchi/ Trezzini, CPC-TI, art. 322, m.1) che
-per quanto verrà esposto nel seguito- sono affatto evidenti. Per quanto poi
riguarda la prova del sopralluogo, anch'essa riproposta con l'appello, né
l'appellante ne spiega il motivo, né appare ipotizzabile la concludenza della
stessa dopo anni dal momento della cessione dell'esercizio pubblico. 

 

                                9.2   Per quanto riguarda le apparecchiature, l'attore ha prodotto gli
scritti 20 e 30 marzo 2000 della ditta __________ (doc. _) che costituiscono,
il primo, la constatazione (rapporto tecnico) prevista nell'accordo provvisorio
doc. _ e avente per oggetto lo stato e le eventuali riparazioni dei diversi
apparecchi; il secondo, un preventivo di fr. 11'800.- per la sistemazione
del retrobanco. Orbene, in merito a questo secondo intervento, l'attore non
ha dimostrato che dipenda in qualche modo dalla locazione dell'esercizio
pubblico, rispettivamente che rientri fra gli oggetti dell'inventario o di
successivi accordi fra le parti: in particolare, alla riparazione o al
rifacimento del retrobanco non accenna né il rapporto dell'arch. __________
(doc. _), né l'accennato rapporto della ditta __________ (doc. _); né si può
escludere che si tratti di una miglioria delle infrastrutture il cui costo non
può certamente essere addossato ai convenuti. 

 

                                         Inoltre,
non può essere tenuto conto -al di là del tema del retrobanco- delle cifre
esposte nel rapporto tecnico della stessa ditta (doc. _), dal momento che di
tutto quanto elencatovi ben poco attiene a questa vertenza: infatti, in virtù
dell'accordo (doc. _) può essere posto in deduzione al prezzo dell'inventario
unicamente l'importo di fr. 1'472.80, ossia il saldo della fattura 7
aprile 2000 (doc. _) concernente le riparazioni eseguite agli apparecchi
esistenti al momento della cessione del locale e la somma di fr. 5'000.-
per le prestazioni effettuate e pagate dall'attore, con riferimento alla
fattura 7 aprile 2000 (doc. _). Il totale della stessa di fr. 22'246.05 non può
infatti essere computato per intero a carico dei convenuti: né l'inventario
(doc. _), né il verbale di controllo (doc. _), né il rapporto tecnico (doc. _)
menzionano in alcun modo la necessità d'acquisto di un'affettatrice, o di una
macchina per la pasta, rispettivamente di sostituire la macchina per il caffè
-che semmai avrebbe dovuto essere revisionata (doc. _, Pos. 14)- e che è stata
acquistata nell'ambito dell'accordo sul rifornimento di caffè fra __________ e
__________ (teste __________). Solo parzialmente diverso ciò che concerne il
forno ad aria calda, definito irreparabile nel rapporto tecnico (doc. _,
Pos. 6) e sostituito con un forno __________ del valore di fr. 11'500.-. Al
proposito infatti, il teste __________ ha dichiarato che l'apparecchio nuovo è
un forno più sofisticato che fornisce prestazioni maggiori di quello
preesistente e che un comune forno ad aria calda sarebbe costato circa il
30% in meno rispetto a un forno __________ come quello fornito. Ma tant'è,
poiché l'attore ha dimostrato, rispetto all'importo fatturato, di aver pagato
solo fr. 5'000.-, ciò che non permette di riconoscergli una deduzione maggiore
sul valore dell'inventario. 

 

                                9.3   E'
accertato in diverso modo (in particolare testi __________ e __________) che il
locale è stato ceduto in condizioni di pulizia molto insoddisfacenti. A
dipendenza di questa situazione, l'ultimo accordo del doc. _ indica che
l'attore avrebbe eseguito una prima pulizia in vista della prossima riapertura
del locale, mentre non si esprime su chi ne avrebbe assunto i costi. In causa
la stessa parte ha chiesto una riduzione sul prezzo d'inventario di fr. 9'000.-
per la pulizia eseguita dalla ditta __________. Il giustificativo prodotto
(doc. _) non prova tuttavia l'effettivo pagamento di quell'importo, trattandosi
di un preventivo (nostra migliore offerta per la pulizia di fondo del vostro
ristorante __________); da parte sua, il teste __________, dipendente del
nuovo gestore, ha dichiarato che prima dell'apertura del locale abbiamo
dovuto lavorare 5 o 6 giorni per fare la pulizia, precisando che di quei
lavori si era occupato il personale assunto dal signor __________ (con me eravamo,
se ben ricordo, in 3 o 4 che si occupavano della cucina e altrettanti che si
occupavano dei rimanenti locali). L'intervento dell'impresa di pulizia,
pure preventivato sull'arco di quattro giorni, rimane così senza prova
riguardante la necessità, l'entità del lavoro e la spesa affrontata.

 

                                9.4   Fanno
parte del conteggio dell'attore anche i costi per interventi sull'immobile di
diversa natura. La posta più importante è riferita al tinteggio della
plafoniera della cucina (fr. 13'416.-). Anzitutto dev'essere precisato che
l'importo non è sorretto da nessuna prova, mentre agli atti è stata semmai
versata una fattura 15 maggio 2000 della ditta __________, per fr. 9'500.-,
concernente lavori di verniciatura per danni causati al soffitto della cucina
ristorante, in particolare alle placche del soffitto ribassato (doc. _). Lo
stesso documento indica (in modo invero singolare) che il danneggiamento
sarebbe stato causato da acidi e detergenti troppo corrosivi; sennonché
la perizia __________, proprio su questo punto, esclude una qualsiasi colpa dei
convenuti concernente lo stato dei soffitti ribassati della cucina, osservando
che quelle parti dell'immobile risalgono al periodo della costruzione
iniziale per cui la loro durata di vita ammessa è da considerarsi conclusa e
ammortizzata (rapporto, pag. 3, punto 5). L'intervento dell'imbianchino
attiene pertanto alle spese di manutenzione che regolarmente deve affrontare il
proprietario dei vani e non può rientrare nella valutazione relativa alla
cessione dell'esercizio pubblico (art. 256 CO).

 

                                         Analogo
discorso vale per altre poste del computo. Così per l'intervento della ditta
__________ relativo a non meglio identificati 4 scarichi otturati (doc.
_: fattura per fr. 349.40), posta per la quale manca peraltro qualsiasi
allegazione dell'attore; per la fattura 21 marzo 2000 della ditta __________,
relativa alla fornitura e posa di nuove lampade per la cucina e la posa di
lampade del cliente per complessivi fr. 1'800.- (doc. _), sulla cui
necessità il rapporto __________ è del tutto silente; e per l'intervento della
ditta __________ Sagl che l'attore considera essergli costato fr. 5'440.-. Al
proposito si osserva che la fattura 15 maggio 2000 è semmai di soli fr. 3'225.-
(doc. _), che la necessità del lavoro non è indicata se non nello scritto 17
marzo 2000 dello stesso artigiano (doc. _), e che dal medesimo documento -a
fronte della carente allegazione di parte attrice- il lavoro appare chiaramente
imposto dalla usuale manutenzione, per cui il relativo costo non ha ragione di
essere accollato all'inquilino degli ultimi due anni. Unico intervento la cui
spesa rientra in sé nella verifica sullo stato dell'inventario con riferimento
ai verbali doc. _ potrebbe essere la riparazione della chiusura di una cella
refrigerante, importo che tuttavia non è individuabile nella fattura riferita a
prestazioni diverse della ditta __________ SA (doc. _); per il rimanente di
quella posta né si conoscono i motivi dell'attore, né vi sono indicazioni che
gli interventi di quell'artigiano esulino dalla manutenzione della cosa. 

 

 

                                10.   L'appello
deve pertanto essere accolto parzialmente, ossia per l'importo complessivo di
fr. 6'472.80, debito parziale che va disconosciuto in favore dell'attore,
indipendentemente dal fatto che la riduzione del dovuto venga imputata sull'una
o sull'altra rata o tranche di pagamento inizialmente previste: sia perché la
verifica dell'immobile e delle apparecchiature ha in sé modificato le premesse
di esigibilità dei primi fr. 50'000.-, sia perché le parti stesse hanno man
mano modificato i termini di pagamento. Con l'accordo provvisorio 29 febbraio
2000 (doc. _), invece del versamento di quel primo importo, hanno pattuito il
pagamento seduta stante di un acconto di soli fr. 10'000.-, rinviando per la
rimanenza a verifiche avvenute. Successivamente, ossia dibattendo il rigetto
dell'opposizione relativa al PE __________, proprio in merito al saldo di fr.
40'000.-, ritirando i procedenti l'istanza di rigetto, le parti hanno convenuto
di definire quel credito dopo la consegna dei rapporti tecnici, ossia dopo il
30 giugno 2000, riservandosi la parte istante il diritto di avviare una nuova
procedura nel caso di mancato pagamento (doc. _). 

 

                                         La
ripartizione delle spese e della tassa di giustizia seguono il parziale
accoglimento dell'appello, così come il computo delle ripetibili di prima e di
seconda sede.

 

 

Motivi per i quali,

richiamati per le spese gli art. 148 CPC, la LTG e
la TOA

 

 

pronuncia:

 

 

                                    I.   Le
prove proposte in questa sede sono respinte.

 

 

 

 

                                   II.   L'appello
5 marzo 2003 di __________ è parzialmente accolto.

 

                                         Di
conseguenza la sentenza 13 febbraio 2003 del Pretore di __________ è riformata
come segue:

 

                                         1.   La
petizione è parzialmente accolta.

                                              Di
conseguenza il debito dell'attore di cui al PE __________UE di __________ è
disconosciuto limitatamente all'importo di fr. 6'472.80 oltre interessi.

 

                                         2.   La
tassa di giustizia in fr. 1'100.- e le spese, da anticipare dall'attore,
restano a suo carico in ragione di 2/3, mentre sono poste a carico dei
convenuti per 1/3. A quest'ultimi l'attore rifonderà inoltre fr. 1'300.- a
titolo di ripetibili parziali.

 

                                  III.   Le
spese e la tassa di giustizia dell'appello, per totali fr. 600.-, anticipati
dall'appellante, restano a suo carico in ragione di 2/3, mentre sono poste a
carico dei convenuti per 1/3. A questi ultimi l'appellante verserà fr. 700.- a
titolo di ripetibili parziali.

 

                                 IV.   Intimazione:

 

	
   

  	
  - __________;

  - __________;

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario