# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 32395f81-c315-5cc3-a1ec-789632d99f77
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-06-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 21.06.2000 INC.1999.78305
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-78305_2000-06-21.html

## Full Text

N. 783.99.5 L (R)                                                       Lugano,
21 giugno 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 13 giugno 2000 da

 

 

__________,
attualmente presso le carceri pretoriali di __________

(patrocinata dal lic. iur
__________)

 

 

e qui trasmessa con preavviso
negativo il 19 giugno 2000 dalla Procuratrice pubblica dott. __________;

 

 

viste le osservazioni odierne
dell'accusata che si conferma in motivazioni e conclusioni dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

 

__________ è stata arrestata il 6
aprile 2000, con contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per
titolo di infrazione e contravvenzione alla violazione della legge federale
sugli stupefacenti, con precisazione ed estensione - a verbale 15 giugno 2000
dinnanzi alla Procuratrice pubblica (pag. 3) - alla circostanza della
ripetizione degli stessi reati.

 

 

 

 

 

Al primo interrogatorio (verbale
di polizia 6 aprile 2000, annesso al rapporto di arresto doc. _ dell'inc. MP
2327/2000), "dopo non poche reticenze", l'accusata ha
riconosciuto di aver venduto circa 5 g. di cocaina, di averne offerti
altrettanti e di aver concorso al trasporto di tale droga, a partire dalla fine
dello scorso anno avendo riallacciato i contatti con __________, prevenuta
nelle sue stesse condizioni, e quindi i suoi consumi. Come da ultimo riassunto
nel verbale 15 giugno 2000 dinnanzi alla magistrata inquirente, anche a
conferma di precedenti verbali di polizia, __________ ha precisato
rispettivamente aggiunto di aver indirizzato acquirenti verso __________ (in
proposito si veda anche il verbale 7 aprile 2000 dinnanzi al giudice
dell'arresto, doc. _), di aver accompagnato - conducendo la propria automobile
- quest'ultima nel trasporto di 50 g. di cocaina da __________ a __________ e
di aver detenuto al proprio domicilio e poi trasportato per la riconsegna 150
g. di cocaina appartenente a terzi.

Giova ricordare che __________
già fu oggetto di analogo procedimento con arresto dal 26 novembre al 14
dicembre 1999 e deferimento alla Corte delle Assise correzionali con atto di
accusa del 12 aprile 2000 per infrazione aggravata, semplice e contravvenzione
alla legge federale sugli stupefacenti e ripetuto furto, reati in parte
commessi in correità con altri.

 

 

 

2.

 

 

L'istanza di libertà provvisoria
è fondata essenzialmente sulla situazione "molto preoccupante"
del figlio dell'accusata, __________, nato nel 1993, che soffre nel contempo la
latitanza affettiva del padre ed ancor più l'assenza della madre, con
conseguenti problemi scolastici e comportamentali. Per il rimanente e senza
contestazione dell'esistenza di sufficienti indizi di colpevolezza, si ha che
il paventato pericolo di recidiva può essere ovviato con altre misure "quali
ad esempio la revoca della patente o il controllo strettissimo e rigoroso da
parte dei genitori" (ed in proposito viene prodotta corrispondente
dichiarazione datata 9 giugno 2000), che i fatti hanno potuto essere
ricostruiti per "l'atteggiamento di collaborazione"
dell'accusata e che il carcere preventivo sin qui sofferto è eccessivo per
rispetto alle condizioni fisiche di quest'ultima.

 

Nell'esprimere preavviso negativo
all'istanza, la Procuratrice pubblica evidenzia l'esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza, concernenti anche fattispecie derivate da altre
emergenze istruttorie e da contestare all'accusata, ovviamente senza pericolo
di collusione. I precedenti, sfociati nell'atto di accusa del 12 aprile 2000 ed
in corso di istruttoria quando __________ ha ripreso a trafficare cocaina,
fanno poi "macroscopico" il pericolo di recidiva.

 

 

 

 

 

 

 

Le osservazioni dell'accusata
nulla aggiungono di significativo a quanto sostenuto nell'istanza.

 

 

 

3.

 

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse
pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell'istruzione,
particolarmente intesi quale tema di collusione, e il pericolo di recidiva.

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

4.

 

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

 

4.1

 

In presenza delle ammissioni
dell'accusata di avere non solo acquistato cocaina per proprio consumo, ma
anche di averne venduta e di aver prestato aiuto per 

trasporto, occultamento e consegna di non indifferenti quantitativi di tale
stupefacente, come ricordato sopra, non v'è altro da aggiungere per ritenere
data l'esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza, per una
fattispecie complessiva comunque di certa gravità, vuoi per la reiterazione,
vuoi per i quantitativi.

 

 

4.2

 

Sicuramente vi è pericolo di
collusione e di inquinamento delle prove, il comportamento processuale di
__________ non essendo stato né immediatamente né compiutamente collaborativo
(come già rilevabile nello svolgimento della precedente inchiesta: v. incarto
ACC 77 2000): in proposito si vedano i contenuti del verbale del 15 giugno 2000
dinnanzi alla Procuratrice pubblica e segnatamente i circostanziati addebiti
formulati dalla magistrata inquirente e le risposte fornite dall'accusata, a
ribadire minori acquisti rispetto ai dati indicati dai fornitori, di principio
con maggior verosimiglianza in quanto costituenti aggravio personale. Ed
acquisti di certo rilievo devono corrispondere a vendite di fronte al contenuto
consumo proprio quantificato dall'accusata.

Sono allora sicuramente necessari
confronti ed acquisizione di nuovi riscontri per una completa definizione della
verità.

 

 

4.3

 

Per quanto concerne l'evocato pericolo di
recidiva, si ricorda come lo stesso debba essere concreto (DTF 105 Ia 31) e
risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i
precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua
personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le modalità di
commissione dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione
appaia assai verosimile (Mario LUVINI, in REP 1989, pag. 294; Gérard PIQUEREZ,
Précis de procédure pénale suisse, Lausanne 1987, n. 1186/7).

Nella valutazione di questo
presupposto pesa in modo determinante e negativo la ricaduta nello stesso reato
in pendenza di procedimento per rilevanti e ripetute fattispecie criminose e
dopo quasi tre settimane di carcere preventivo. __________ ha così dimostrato
di non aver tratto nessun insegnamento per un corretto comportamento, né al
limite di prudenza e di rispetto. E ancora neppure è stata trattenuta dalla
ripresa di consumo e di traffici (con finalizzate trasferte) dalla presenza e
dalle esigenze del figlio in prima elementare.

In questa situazione, per ovviare
a concreta paventata recidiva, a nulla serve la revoca della licenza di
condurre (peraltro già disposta con risoluzione 31 maggio 2000 della Sezione
della circolazione, doc. _), mentre è illusorio un 

controllo da parte dei genitori, come ancora ribadito nelle osservazioni al
preavviso negativo, tanto più che l'accusata non vivrebbe con loro, ma "nella
casa a fianco" (v. la prodotta dichiarazione 9 giugno 2000), e non ha
nessuna prospettiva di lavoro, almeno secondo quanto risultante dagli atti e
dall'istanza in discussione.

 

 

 

5.

 

 

Sono umanamente comprensibili le
apprensioni per il figlio __________, ma non possono prevalere sulle dispiegate
esigenze processuali (senza necessità di approfondire o di commentare
l'affermazione della sorella di __________ di avere "in custodia"
il piccolo __________, perché l'accusata "vive da sola": telefax
7 aprile 2000 di __________ alla Procuratrice pubblica, doc. _).

D'altro canto il carcere preventivo sin
qui sofferto e prevedibile sino al dibattimento, in un procedimento che risulta
essere condotto con coerente sollecitudine nonostante il comportamento
processuale dell’accusata, è pienamente rispettoso del principio di
proporzionalità, tenuto anche conto del complesso dei fatti da accertare e
delle persone coinvolte (mentre eventuali problemi di salute quali "forti
dolori alle gambe" sfuggono ad apprezzamento in questa sede).

 

 

 

6.

 

 

L’istanza - a dire il vero poco
corrispondente alla realtà processuale e motivata nei minimi termini- è così
respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art.
39 lett. f TG e contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei
ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      
Intimazione:

-    lic. iur. __________, per sé e per l’istante;

       -    Procuratrice pubblica dott. __________, sede (con copia
delle osservazioni dell’istante e con gli atti dell’incarto MP 2327/2000 di
ritorno).

 

 

5.      
Comunicazione al Presidente della Corte delle Assise correzionali (con
l'inc. 2000/119 di ritorno).

 

 

 

 

giudice __________