# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4db0a179-13ca-5f43-bfa9-f4d168179807
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-05-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.05.2021 D-1895/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1895-2021_2021-05-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1895/2021 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3  m a g g i o  2 0 2 1  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Déborah D'Aveni;  

cancelliere Jesse Joseph Erard. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

Somalia,   

patrocinato dalla signora Simona Cautela, SOS Ticino 

Protezione giuridica della Regione Ticino e Svizzera centrale 

- Caritas Svizzera, (…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro [Italia]) 

senza esecuzione dell’allontanamento; 

decisione della SEM del 14 aprile 2021 / N (…). 

 

 

 

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Visto 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera il 9 ottobre 

2020, 

i riscontri dattiloscopici nella banca dati “EURODAC”, dai quali si evince 

che il richiedente ha depositato una domanda d’asilo pregressa in Italia 

(cfr. atti […] -10/1 e 11/1), 

la richiesta di informazioni presentata dalla Segreteria di Stato della migra-

zione (di seguito: SEM) il 14 ottobre 2020 alle competenti autorità italiane 

in merito all'identità del richiedente in conformità all'art. 34 del regolamento 

(UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato 

membro competente per l'esame di una domanda di protezione internazio-

nale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo 

o da un apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea [GU] L 

180/31 del 29.6.2013; di seguito: Regolamento Dublino III) (cfr. atto 13/3),  

l’audizione per richiedenti minorenni non accompagnati (RMNA) indetta 

dall’autorità inferiore in data 5 novembre 2020 (cfr. atto 21/14), 

lo scritto del 16 novembre 2020, con cui le autorità italiane hanno informato 

la SEM circa il fatto che all’interessato – da loro registrato quale maggio-

renne – è stato riconosciuto lo status di rifugiato in Italia, ove è a beneficio 

di un permesso di soggiorno scadente il 23 luglio 2024 (cfr. atto 25/1),  

lo scritto del 17 novembre 2020, per mezzo del quale la Segreteria di Stato 

della migrazione (di seguito: SEM) ha invitato il richiedente ad esprimersi 

circa l'eventuale applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi (RS 142.31) 

ed il relativo rinvio verso l’Italia (cfr. atto 27/2), 

la comparsa scritta del 20 novembre 2020, con il quale il ricorrente ha eser-

citato il suo diritto di essere sentito (cfr. atto 29/4),  

la richiesta di riammissione del richiedente che l’autorità inferiore ha indi-

rizzato alle omologhe autorità italiane (cfr. atto 32/1),  

l’accettazione di quest’ultime autorità alla riammissione dell’interessato 

(cfr. atto 37/1), 

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la nutrita documentazione medica di cui all’inserto (cfr. atti 18/2, 19/2, 24/2, 

30/2, 33/2, 34/2, 40/2),  

il progetto di decisione del 16 dicembre 2020 dell’autorità inferiore (cfr. atto 

42/9),  

il parere sulla bozza di decisione del 18 dicembre 2020 (cfr. atto 43/5),  

lo scritto del 22 dicembre 2020, con il quale la SEM ha richiesto al Servizio 

medico-psicologico (per minorenni) di confezionare un rapporto medico 

dettagliato (cfr. atto 46/2),  

la comparsa scritta del 9 marzo 2021 (cfr. atto 63/2), per il tramite della 

quale, su invito della SEM (cfr. atto 61/2), l’interessato ha esercitato il suo 

diritto di essere sentito in merito alla documentazione medica nel frattempo 

allestita dai medici curanti (cfr. atti 47/4, 48/4, 50/2, 51/2, 52/2, 53/2, 55/2, 

56/2, 57/2, 58/2, 59/2 e 60/4),  

il nuovo progetto di decisione del 14 aprile 2021 (cfr. atto 65/7) ed il parere 

con cui A._______ si è espresso in proposito (cfr. atto 67/2),  

la decisione del 14 aprile 2021, notificata all'interessato il 16 aprile 2021 

(cfr. atto 70/1), con la quale la SEM non è entrata nel merito della domanda 

di asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi e ha pronunciato l'allontana-

mento dell'interessato dalla Svizzera verso l’Italia, salvo ammetterlo prov-

visoriamente per causa d’inesigibilità,  

il ricorso del 22 aprile 2021, recte 23 aprile 2021 (cfr. tracciamento degli 

invii; data d’entrata: 26 aprile 2021), per il tramite del quale l’insorgente ha 

concluso all’annullamento della decisione avversata ed alla restituzione 

degli atti all’autorità inferiore per il riconoscimento della qualità di rifugiato; 

in subordine ha chiesto la restituzione degli atti all’autorità inferiore per 

l’esame nazionale della domanda d’asilo; contestualmente egli ha proposto  

istanza di concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione 

dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo, il tutto con 

protesta di tasse e spese,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

 

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e considerato 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l'atto impugnato co-

stituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, 

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimato ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi) sono osse-

quiati,  

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una 

seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che preliminarmente, è d’uopo rilevare che essendo il ricorrente stato posto 

al beneficio dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento, e non avendo egli censurato specificatamente tale 

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aspetto, oggetto del litigio risulta essere esclusivamente la questione rela-

tiva all’applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, rispettivamente al rico-

noscimento della qualità di rifugiato e alla concessione dell’asilo in Sviz-

zera, 

che nella decisione impugnata, la SEM ha anzitutto constatato che il Con-

siglio federale ha designato l’Italia come Stato terzo sicuro ex art. 6a cpv. 2 

lett. b LAsi e che le autorità italiane si sarebbero altresì dichiarate disposte 

ad accettare la riammissione del richiedente; che in seguito, l’autorità in 

parola ha ritenuto che non vi sarebbero gli estremi per riconoscere la qua-

lità di rifugiato all’interessato, godendo egli di tale statuto in Italia; ch’egli 

avrebbe già beneficiato di una procedura d’asilo conforme agli standard 

internazionali, cosicché non spetterebbe alla Svizzera di riesaminare la sua 

domanda d’asilo,  

che vieppiù, nel caso in esame sussisterebbero elementi indicanti un 

adempimento dei criteri per il riconoscimento della qualità di rifugiato ex 

art. 3 LAsi, quest’ultima essendo stata riconosciuta ad A._______ dalle au-

torità italiane; che ai sensi dell’art. 25 cpv. 2 PA, la Svizzera dovrebbe ac-

cogliere una richiesta di riconoscimento dello statuto di rifugiato soltanto 

qualora sia provato un interesse degno di protezione; che in casu tale in-

teresse non potrebbe però essere provato, avendo l’Italia già riconosciuto 

la protezione internazionale; che pertanto egli potrebbe fare ritorno nella 

vicina penisola senza temere un respingimento in violazione del principio 

di “non-refoulement”,  

che circa l’esecuzione dell’allontanamento, la SEM ha ritenuto che alla luce 

dell’insieme delle circostanze e degli atti di cui all’inserto, l’esecuzione non 

fosse ragionevolmente esigibile, ammettendo quindi provvisoriamente in 

Svizzera l’interessato,  

che nel gravame, l’insorgente avversa le valutazioni della SEM quanto 

all’applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi; che nel caso in esame, le 

conseguenze derivanti dall’applicazione di tale disposizione legale, impor-

rebbero una diversa interpretazione di quest’ultima; che d’altro canto, il te-

sto legale di tale norma, conferirebbe all’autorità inferiore un margine di 

apprezzamento in proposito,   

che in tal senso, lo stato di particolare vulnerabilità dell’insorgente – ricon-

ducibile alla minore età e alle patologie diagnosticategli – giustificherebbe 

un’entrata nel merito dei motivi d’asilo e/o il riconoscimento della qualità di 

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rifugiato in Svizzera; che in effetti, oltre al fatto che l’interessato divente-

rebbe maggiorenne oltre due anni dopo aver chiesto l’asilo in Svizzera, vi 

sarebbe da considerare che non sarebbe dato sapere se e quando egli 

potrà guarire dalle affezioni diagnosticategli (cfr. memoriale ricorsuale, 

pag. 5, punto 4); che in buona sostanza, la sola ammissione provvisoria 

porrebbe l’insorgente in una posizione di netto svantaggio rispetto allo sta-

tuto che gli spetterebbe di diritto; che in tale ponderazione, andrebbe per-

dipiù considerato l’interesse del fanciullo,  

che infine, l’autorità inferiore non avrebbe compiutamente motivato la sen-

tenza avversata, violando il diritto di essere sentito del ricorrente; che a 

mente di quest’ultimo, la SEM si sarebbe limitata a ribadire la decisione di 

concessione dell’ammissione provvisoria, omettendo di valutare le conse-

guenze della mancata entrata nel merito della domanda d’asilo (cfr. memo-

riale ricorsuale, pag. 8, punto 6),  

che orbene, giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel 

merito della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato 

terzo sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggior-

nato precedentemente; che si tratta di Stati nei quali il Consiglio federale 

ritiene vi sia un effettivo rispetto del principio di «non-refoulement» ai sensi 

dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, nonché dell'art. 3 CEDU e delle disposizioni equiva-

lenti (cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2), 

che il Consiglio federale ha effettivamente inserito l’Italia nel novero degli 

Stati terzi sicuri ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi; che per questi stati 

esiste conseguentemente una presunzione di rispetto del principio di «non-

refoulement» (art. 5 cpv. 1 LAsi), 

che il ricorrente beneficia della protezione internazionale in Italia (cfr. atto 

37/1) con relativo permesso di soggiorno in corso di validità (cfr. atto 26/1), 

e che tale Paese ha espressamente dichiarato di riaccettare il medesimo 

sul proprio territorio, 

che il ricorrente non ha addotto elementi concreti atti a dimostrare che l’Ita-

lia rischi di allontanarlo verso la Somalia disattendendo il principio del non 

respingimento; che invero egli nulla ha censura in proposito,  

che vista la doglianza in tal senso, è oltretutto doveroso evidenziare che in 

casu la Svizzera non è tenuta a riconoscere all’insorgente una protezione 

supplementare, 

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che in effetti, ad eccezione dell’art. 50 LAsi e dei disposti dell’Accordo eu-

ropeo sul trasferimento della responsabilità relativa ai rifugiati (RS 

0.142.305; di seguito: Accordo sul trasferimento) – i quali, non essendone 

palesemente ossequiate le condizioni, non trovano applicazione in specie 

(cfr. art. 2 cpv. 1 Accordo sul trasferimento) – non vi sono normative di 

diritto nazionale, rispettivamente internazionale, che impongano alla Sviz-

zera di trattenere sul suo territorio una persona che ha ottenuto protezione 

in uno Stato terzo (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.3.2, e più recentemente, 

sentenze del Tribunale D-4228/2017 e D-4663/2017 del 13 giugno 2018 

consid. 4.2, E-7664/2016 del 24 aprile 2018 consid. 2.4 e E-2553/2014 del 

1° giugno 2016 consid. 3),  

che del resto, come rettamente osservato dalla SEM, egli non ha invocato 

un rischio di essere allontanato in Somalia per il caso in cui facesse ritorno 

in Italia; ch’egli non ha quindi di principio alcun interesse degno di prote-

zione ai sensi dell'art. 25 cpv. 2 PA all'ottenimento di una protezione da 

parte della Svizzera (cfr. in tal senso, sentenze del Tribunale D-2107/2018 

del 18 maggio 2018 consid. 3.2 e D-805/2016 del 6 gennaio 2017 con-

sid. 3.1, con riferimenti ivi citati),  

che di conseguenza, indipendentemente dalle ulteriori argomentazioni 

concernenti la minore età e il precario quadro clinico del ricorrente, il cui 

esame s’iscrive piuttosto nell’ambito della valutazione dell’inesigibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento – questione cresciuta in giudicato nel 

caso in rassegna (cfr. infra) –, le condizioni dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi 

sono soddisfatte,  

che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda di asilo secondo quest’ultima diposizione di legge,  

che in ultimo, alla luce delle considerazioni che precedono, la motivazione 

articolata dalla SEM nel provvedimento impugnato non appare carente allo 

scrivente Tribunale; che in tal senso, giova rammentare che l’autorità non 

è tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomen-

tazioni addotte; che essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per 

il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consid. 3.3); che per adempiere a queste 

esigenze è necessario che essa menzioni, almeno brevemente, i motivi sui 

quali ha fondato la sua decisione, in modo da consentire agli interessati di 

apprezzarne la portata (DTF 136 I 229 consid. 5.2; 136 V 351; 129 I 232 

consid. 3.2; DTAF 2013/34 consid. 4.1; 2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del 

Tribunale federale 2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2), 

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che l’autorità inferiore, ha tenuto conto delle argomentazioni del richie-

dente, riassumendole doviziosamente prima di spiegare le ragioni all’ori-

gine della decisione di non entrare nel merito della domanda d’asilo, 

che pertanto, il gravame va disatteso e la decisione querelata confermata, 

che in definitiva, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto,  

che da ultimo, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di 

esito favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria è respinta (art. 65 

cpv. 1 PA),  

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 3 lett. b del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),  

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Jesse Joseph Erard 

 

 

Data di spedizione: