# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4e1546cc-af06-510d-98fa-5c9daa91011e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-12-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.12.2010 D-7879/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7879-2006_2010-12-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7879/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  d i c e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Muriel Beck Kadima, Robert Galliker, 
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nata il (...), con i figli
B._______, nata il (...),
C._______, nata il (...),
D._______, nato il (…),
E._______, nato il (...),
Bosnia-Erzegovina,
rappresentati dal lic. iur. Mario Amato,
Soccorso operaio svizzero SOS,
Via Zurigo 17, 6900 Lugano,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 13 gennaio 2005 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7879/2006

Fatti:

A.
In  data  (...),  l'interessata  –  di  etnia  rom,  originaria  della  Repubblica 
Srpska (Bosnia-Erzegovina) – assieme al suo allora marito F._______ 
e  alle  due  figlie  minorenni  B.________ e  C._______,  nate  il  (…)  in 
Germania, rispettivamente il (…) in Francia, hanno presentato doman-
da d'asilo in Svizzera.

Interrogata sui motivi d'asilo il 27 e il 29 dicembre 2004, come pure il  
10 gennaio 2005 ella ha dichiarato, in sostanza e per quanto qui di ri -
lievo, che l'intera famiglia sarebbe espatriata a seguito delle aggressio -
ni e percosse subite in patria vista la loro etnia rom e per il timore di 
subire di nuovo la stessa sorte. In particolare, nel  (...) quattro musul-
mani si  sarebbero recati  presso il  loro domicilio, avrebbero picchiato 
l'allora marito, sottratto una somma di denaro ed uno di loro avrebbe 
stuprato la ricorrente. La polizia non avrebbe dato alcun seguito alla 
denuncia dell'ex marito e, oltre a ciò, egli sarebbe pure stato picchiato. 
L'intera famiglia si sarebbe allora rifugiata a  G._______. Tuttavia, an-
che in detto luogo, i coniugi e la loro primogenita avrebbero subito rap-
presaglie ed insulti a causa della loro etnia. L'intera famiglia avrebbe 
pertanto deciso di lasciare il Paese d'origine.

A sostegno della domanda d'asilo sono stati consegnati quali mezzi di 
prova due dichiarazioni di aggressione del H._______ per il municipio 
di I._______.

Nel  corso della  procedura di  prima istanza,  la  ricorrente ha peraltro 
ammesso di  aver vissuto precedentemente in  Germania e di  essere 
tornata con la  famiglia  in  Bosnia-Erzegovina nel  (...),  espatriando di 
nuovo nel  (...) verso la Francia, da dove poi insieme con la sua fami-
glia sarebbe stata rimandata in Germania. La ricorrente, il suo allora 
marito, accompagnati da B._______ e C._______ sarebbero tornati in 
Bosnia-Erzegovina il mese di (...) o (...), per poi decidere di lasciare il 
loro Paese a fine anno per le ragioni citate poc'anzi (cfr. verbale d'au -
dizione del 10 gennaio 2005, pag. 5).

B.
Con decisione del 13 gennaio 2005 (cfr. avviso di ricevimento agli atti 
A 18/1), l'Ufficio federale della migrazione (UFM, autorità inferiore) ha 
respinto  la  succitata  domanda d'asilo  ed  ha  pronunciato  l'allontana-

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mento dei richiedenti  dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allonta-
namento medesimo, siccome ragionevolmente esigibile, ammissibile e 
possibile. 

C.
In data 14 febbraio 2005 i ricorrenti hanno inoltrato ricorso dinanzi alla 
già Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) contro la 
decisione  dell'UFM,  chiedendo  l'annullamento  della  decisione  impu-
gnata con conseguente concessione dell'asilo in Svizzera e, in subor -
dine, la concessione dell'ammissione provvisoria. I ricorrenti hanno al -
tresì domandato l'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal-
le spese processuali e dal relativo anticipo.

D.
Tramite scritto del 7 marzo 2005, la CRA ha informato i ricorrenti della 
possibilità di soggiornare in Svizzera fino al termine della procedura e, 
ritenuto il  ricorso a priori  privo di esito favorevole, ha respinto la do-
manda di assistenza giudiziaria invitandoli a versare, entro il 22 mar-
zo 2005, un anticipo di CHF 600.- a copertura delle presumibili spese 
di procedura con la comminatoria d'inammissibilità del ricorso in caso 
di decorso infruttuoso del termine.

E.
Il 21 marzo 2005 è stato versato tempestivamente l'anticipo richiesto.

F.
Risulta  dalle  comunicazioni  del  J._______,  datate  (...) e  (...) (cfr. 
A 24/3  e  A 25/2),  che  in  data  (...),  rispettivamente  il  (...),  sono  nati 
D._______ ed E._______, figli della ricorrente e di F._______.

G.
Dal 1° gennaio 2007 il Tribunale amministrativo federale (di seguito Tri-
bunale) è subentrato alla CRA.

H.
Il 18 agosto 2010, visto il tempo trascorso ed i bisogni di causa, il giu-
dice istruttore del Tribunale ha impartito ai ricorrenti un termine fissato 
al 2 settembre 2010, invitandoli a informare l'autorità di ricorso in meri-
to alla situazione famigliare attuale, segnatamente sulla scolarizzazio-
ne dei figli, l'attività professionale del marito e/o moglie, eventuali altre 
attività o questioni legate allo stato di salute dei membri della famiglia. 

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Il  termine  per  inoltrare  dette  informazioni  è  scaduto  infruttuoso,  lo 
scritto precitato non essendo stato ritirato dagli interessati.

I.
In data 2 settembre 2010 l'UFM è stato invitato ad esprimersi entro il 
16 settembre 2010 circa l'esecuzione dell'allontanamento considerata 
la  situazione  famigliare  dei  ricorrenti,  segnatamente  vista  la  nascita 
dei due nuovi figli.

J.
Tramite scritto del 10 settembre 2010 l'UFM ha proposto la reiezione 
del gravame.

K.
In data 24 settembre 2010 la J._______ ha trasmesso a codesto Tribu-
nale un documento dal quale risulta che i ricorrenti sarebbero divorzia -
ti dal mese di (...) e che vivrebbero separatamente.

L.
La ricorrente, tramite scritto del 7 ottobre 2010, ha inviato a codesto 
Tribunale copia della sentenza di divorzio pronunciata in Bosnia-Erze-
govina il (...), con relativa traduzione in italiano. Ella ha inoltre comuni-
cato di non vivere più con l'ex consorte da diversi anni e di aspettare 
un bambino da un cittadino elvetico intenzionato a riconoscere il figlio. 
La ricorrente ha altresì prodotto copia di un certificato medico del (...) 
della Dr. med. K._______ dal quale risulta che, in detta data, l'insor-
gente era alla (...) settimana di gravidanza.

M.
Tramite decisione incidentale 20 ottobre 2010, il Tribunale ha disgiunto 
le  cause inerenti  la  ricorrente (assieme ai  quattro figli)  e  l'ex marito 
F._______ a seguito del loro divorzio. Il ricorso relativo a detto signore 
è stato trattato separatamente e fa pertanto l'oggetto di una sentenza 
separata.

N.
Con ordinanza del 21 ottobre 2010, il giudice dell'istruzione del Tribu-
nale  ha  impartito  alla  ricorrente  un  termine  scadente  il  5 novem-
bre 2010, poi prorogato su richiesta della stessa al 12 novembre 2010, 
per eventualmente completare l'atto di ricorso, come pure per fornire le 
informazioni, accompagnate dai mezzi di prova, circa la scolarizzazio-
ne e l'integrazione dei figli, la sua situazione personale in Svizzera ed 

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in patria, come pure le relazioni dal punto di vista affettivo ed economi-
co che il suo ex marito ha con i propri figli.

O.
Tramite scritto del 12 novembre 2010, il lic. iur. Mario Amato, del Soc-
corso operaio svizzero, allegando regolare procura, ha informato code-
sto Tribunale di aver assunto il mandato di tutelare gli interessi della ri -
corrente nella presente vertenza, richiedendo la trasmissione degli atti 
di causa, come pure una nuova proroga per l'eventuale complemento 
del  ricorso. Contestualmente  è  stata  precisata  la  situazione  dei  figli 
della ricorrente,  segnatamente la frequentazione della  scuola dell'in-
fanzia e della scuola dell'obbligo di tre di questi ed i loro rapporti con il  
padre ed ex consorte dell'insorgente. Quali mezzi di prova, sono stati 
prodotti  un  rapporto  del  L._______ di  M._______  che  concerne 
B._______,  C._______  e  D._______,  come pure  un  altro  certificato 
medico del (…) circa la gravidanza ed il relativo stato di salute della ri-
corrente.

P.
A seguito della richiesta di  trasmissione degli  atti  di causa formulata 
dal rappresentante dei ricorrenti, il giudice dell'istruzione gli ha impar-
tito, tramite decisione incidentale del 23 novembre 2010, un termine di 
tre  giorni  per  comunicare  al  Tribunale  se  i  ricorrenti  intendessero  o 
meno mantenere la domanda di accesso agli atti, indicandone i costi.

Con successiva decisione incidentale datata 30 novembre 2010, dopo 
aver ottenuto la conferma dei ricorrenti circa il mantenimento della ri -
chiesta, il  Tribunale ha trasmesso copie dei documenti  elencati  nella 
decisione del 23 novembre 2010.

Q.
Dagli atti di causa emerge altresì che tramite decreto d'accusa del (...) 
il Ministero pubblico del Canton Ticino (di seguito MPCT) ha condan-
nato la ricorrente per furto di poca entità ad una multa di CHF 200.-, 
commutabile in arresto in caso di mancato pagamento.

Con successivo decreto d'accusa del (...), la ricorrente è stata condan-
nata per furto e violazione di domicilio ad una pena pecuniaria di CHF 
900.- corrispondente a 30 aliquote da CHF 300.-. L'esecuzione di detta 
pena è stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due 
anni.

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Infine,  il  (...) A._______ è stata pure condannata dal  MPCT ad una 
multa  di  CHF 100.-  per  contravvenzione  alla  legge  federale  del 
20 marzo 2009 sul trasporto dei viaggiatori (LTV, RS 745.1).

R.
Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei consi-
derandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.

Diritto:

1.
1.1
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

1.2
Codesto Tribunale osserva, altresì, che dal 1° gennaio 2007 giudica, in 
quanto sia competente, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2006 presso 
le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ri -
corsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge secondo il nuovo diritto pro-
cessuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3
Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica della 
LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento del -
l'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in  
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

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Il  gravame adempie  inoltre  le  condizioni  di  ammissibilità  di  cui  agli 
art. 48,  50  e  52  PA  (per  rimando  dell'art.  6  LAsi)  nonché  al-
l'art. 105 vLAsi (RU 1980 1718).

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

3.
3.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere 
invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o in -
completo  di  fatti  giuridicamente  rilevanti  e  l'inadeguatezza  (art.  106 
LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 
PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né 
dalle  argomentazioni  delle  parti  (cfr. decisione del  Tribunale ammini-
strativo  federale  D-4917/2006  del  12  luglio  2007  consid. 3;  PIERRE 
MOOR, Droit administratif, vol. II, 2.a ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5).

3.2 Il Tribunale tiene conto della situazione nel Paese d'origine dell'in -
sorgente e degli elementi che si presentano al momento della senten-
za,  prendendo  quindi  in  considerazione  l'evoluzione  della  situazione 
avvenuta dalla decisione dell'autorità inferiore (cfr. DTAF 2008/12 con-
sid. 5.2 e giurisprudenza citata, come pure DTAF 2008/4 e referenze 
ivi citate).

4.
Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiate le persone che, nel paese d'o-
rigine o di  ultima residenza,  sono esposte a seri  pregiudizi  a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segna-
tamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della 
libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in -
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

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In altre termini,  per poter ammettere la verosimiglianza,  ai  sensi dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 
essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GI-
CRA 1995 n. 23).

5.
5.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato inverosimile non-
ché contrastante ed impreciso il racconto della ricorrente e del di lei al -
lora marito concernente i loro motivi d'asilo. In particolare, ella avrebbe 
reso dichiarazioni contrastanti ed inconsistenti in relazione allo stupro 
di cui sarebbe stata vittima, dichiarando per esempio, nel corso della 
prima audizione, che gli individui in questione avrebbero cominciato a 
strapparle i  vestiti  di dosso e a toccarla mentre invece, in occasione 
dell'audizione federale diretta, raccontando che al momento della vio -
lenza carnale indossava una maglietta piccola, che uno degli individui  
l'avrebbe colpita sul petto, che lei sarebbe caduta e che mentre uno di  
essi le teneva le mani, un altro l'avrebbe violentata. Ella non sarebbe 
inoltre riuscita a dire nulla riguardo all'aggressore, ma malgrado abbia 
dichiarato di essere svenuta al  momento della violenza sessuale, ha 
comunque dichiarato con sicurezza di essere stata stuprata da un solo 
uomo.  L'autorità  inferiore  ha  rilevato  che  gli  ex  coniugi  avrebbero 
omesso di  raccontare,  in sede di  prima audizione, di  aver vissuto in 
Germania ed in Francia ed avrebbero ammesso siffatti  elementi  sol-
tanto dopo essere stati confrontati al fatto che l'autorità di prima istan-
za aveva ricevuto informazioni attendibili al riguardo. Circa i mezzi di  
prova prodotti in sede di prima istanza, l'UFM ha considerato che que-
sti non sarebbero atti  a confermare le allegazioni dei richiedenti poi-
ché, come risulta dal loro contenuto, sarebbero stati emessi su richie -

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sta dei medesimi ed il loro contenuto non sarebbe quindi verificabile. 
Detto Ufficio non ha riconosciuto la qualità di rifugiati ai richiedenti ed 
ha infine pronunciato l'allontanamento dalla Svizzera, ritenendo l'ese-
cuzione dell'allontanamento medesimo ammissibile, esigibile e possi-
bile.

5.2 Nell'atto di ricorso sono stati, in sostanza, reiterati i fatti che avreb-
bero costretto la famiglia della ricorrente a fuggire dal suo Paese. Non-
dimeno i ricorrenti hanno sostenuto di aver spiegato, già in occasione 
delle  audizioni,  le  contraddizioni  enumerate dall'UFM e che,  comun-
que, dette contraddizioni non sarebbero talmente importanti da rende-
re inverosimile i racconti forniti in sede di prima istanza che sarebbero, 
invece, precisi  e dettagliati. Infine è stato censurato che un rinvio in 
patria sarebbe in particolar modo contrario all'art. 3 della Convenzione 
europea dei diritti dell'uomo. 

5.3 Nelle  successive  osservazioni  dell'UFM  del  10 settembre 2010, 
detto  Ufficio  ha  considerato  che  la  nascita  di  due  ulteriori  figli  non 
ostacolerebbe in alcun modo il rinvio dei richiedenti verso il loro Paese 
d'origine, asserendo che l'incarto non permetterebbe di determinare l'i -
nesigibilità dell'allontanamento degli interessati, visti la loro formazio-
ne scolastica di base, una precedente attività professionale nel Paese 
d'origine e l'aiuto eventuale che potrebbero ricevere dai parenti che vi -
vrebbero in  N._______ e negli  O._______. In  aggiunta,  l'autorità  in-
feriore ha ricordato che sul territorio bosniaco sono disponibili associa-
zioni umanitarie ed internazionali  attive in caso di  discriminazione di 
gruppi etnici minoritari e che, pure a livello dell'assistenza medica e di 
terapie con dei medicamenti, esiste una garanzia di servizi al riguardo 
in tutta la Bosnia-Erzegovina.

5.4 A seguito della disgiunzione delle cause pronunciata dal Tribunale 
tramite decisione incidentale del 20 ottobre 2010 e dell'ordinanza da-
tata 21 ottobre 2010, la ricorrente, per il tramite del suo attuale rappre-
sentante, ha informato codesto Tribunale che i due figli  D._______ e 
E._______, nati dopo il divorzio tra la ricorrente e F._________, sono 
comunque  figli  dell'ex  consorte  e  che  le  relazioni  che  quest'ultimo 
avrebbe con tutti i suoi quattro figli verrebbero esercitate a discrezione 
del padre, all'incirca una volta a settimana, senza fornire però ulteriori  
precisazioni  al  riguardo.  Dal  rapporto  del  (...) del  L._______  di 
M._______ prodotto dalla ricorrente risulta inoltre che B._______, nata 
il  (...), frequenterebbe con regolarità la quarta classe elementare, con 

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profitto scolastico più che sufficiente, sottolineando l'importanza che la 
primogenita sia nella stessa struttura scolastica dei due fratelli minori  
C._______ (nata il [...]) e D._______ (nato il [...]) che, infatti, frequen-
tano la scuola dell'infanzia presso il centro oto-logopedico del medesi -
mo L._______, visti  i disturbi del linguaggio e pur avendo comunque 
capacità cognitive nella norma. In detto rapporto viene inoltre sottoli-
neata l'importanza che questi due bambini continuino la scolarizzazio-
ne presso L._______ precitato. Allegato alla missiva, è stato prodotto 
un nuovo rapporto datato (...) relativo alla gravidanza della ricorrente, 
dal quale risulta che la stessa si trova alla sua ventiseiesima settima -
na,  presentando dolori  addominali  ed una leggera attività contrattile. 
Nello scritto viene inoltre nuovamente precisato che sarebbero attual-
mente in corso le pratiche per il riconoscimento del nascituro da parte 
del  padre,  cittadino svizzero  residente  nel  canton P._______. Infine, 
quanto  alla  situazione in  Bosnia-Erzegovina,  la  ricorrente  espone di 
non avervi più parenti stretti, ad eccezione della madre che però ver -
rebbe frequentemente in Svizzera, ove vivrebbero (...) (con permesso 
di domicilio) ed (...) (richiedente d'asilo). 

6.
6.1 Codesto Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'auto-
rità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni determinanti in 
materia d'asilo rese dall'insorgente, si esauriscono in mere affermazio-
ni di parte, non corroborate dal minimo elemento di seria consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

In particolare, il Tribunale tiene a sottolineare che la ricorrente non ha 
saputo fornire indicazioni precise sui fatti addotti a sostegno dei motivi  
presentati a fondamento della domanda d'asilo, con il che v'è motivo di 
concludere alla loro inverosimiglianza. Non si può inoltre non rilevare 
che le dichiarazioni fornite sono state spesso contrastanti e caratteriz -
zate  da  scarse  descrizioni.  A  tal  proposito  basti  ricordare  che  circa 
l'avvenimento più traumatizzante raccontato dagli interessati, in occa-
sione del quale a Q._______ la ricorrente avrebbe subito uno stupro e 
il di lei ex marito sarebbe invece stato malmenato da quattro individui 
presentatisi presso il loro domicilio, non sono state fornite informazioni 
precise e consistenti né circa gli aggressori né in relazione allo svolgi -
mento degli eventi, senza dimenticare le diverse contraddizioni in rela-
zione al periodo ed alle modalità dell'aggressione. In effetti ed a titolo 
d'esempio, la ricorrente, interrogata sulle caratteristiche degli aggres-
sori,  si  è  semplicemente limitata a descriverli  come alte, robuste ed 

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ubriache (cfr. verbale  d'audizione del  10 gennaio 2005,  pag. 5)  e  ri-
guardo allo stupro asserito, ella ha raccontato che le avrebbero tolto i  
vestiti (o che avrebbe comunque tenuto una maglietta piccola, a dipen-
denza delle divergenti dichiarazioni), che uno di loro l'avrebbe violen-
tata, affermando con certezza che sarebbe stato un solo uomo a stu-
prarla malgrado il fatto di aver sostenuto di essere svenuta prima del-
l'atto di violenza carnale (cfr. verbali d'audizione del 27 dicembre 2004 
e del 10 gennaio 2005, pagg. 5 e 6, rispettivamente 6 segg.). Codesto 
Tribunale  osserva  che  tale  racconto  appare  troppo  generico  e  che, 
considerato l'evento traumatizzante che rappresenta un abuso sessua-
le per una donna, esso non può corrispondere al riflesso di un vissuto 
reale. A ciò aggiungasi, come rettamente già rilevato dall'autorità infe-
riore, che la data di detto evento è stata modificata dai ricorrenti in cor -
so di procedura e questo solo dopo essere stati confrontati al fatto che 
l'autorità di prima istanza aveva scoperto i loro precedenti soggiorni in 
Germania ed in Francia (cfr. verbale d'audizione del 10 gennaio 2005, 
pag. 4). Tuttavia, la spiegazione fornita in merito a detta contraddizio-
ne, ovvero il fatto di non aver menzionato i loro soggiorni all'estero per 
paura che le autorità elvetiche li avrebbero rimandati in Bosnia-Erze-
govina, risultano assolutamente inconsistenti ed illogiche poiché, infat-
ti, la ricorrente avrebbe potuto menzionare il mese di (...) sin dalla pri-
ma audizione, pur tralasciando, malgrado l'obbligo di collaborare giu-
sta l'art. 8 LAsi, il fatto che avrebbe vissuto in Germania e in Francia 
già in precedenza (cfr. verbale d'audizione del 10 gennaio 2005, pag. 
5). 

Oltre i già scarsi dettagli e le dichiarazioni contraddittorie forniti dalla  
ricorrente, il Tribunale rileva pure la particolare assenza di collabora-
zione da parte della ricorrente medesima per quanto concerne, appun-
to, le date dei soggiorni all'estero, come pure i luoghi di nascita delle  
figlie B._______ e C._______. Infatti A._______, sebbene confrontata 
al fatto che l'autorità inferiore fosse al corrente della sua presenza in  
Germania il mese di (...), in un primo tempo ha continuato a sostenere 
di trovarsi in Bosnia il mese di (...) e si è limitata a rispondere di esse-
re analfabeta e di non capire le date (cfr. verbale d'audizione sul diritto 
di essere sentito del 29 dicembre 2004). Ella ha ammesso solo in oc-
casione dell'ultima audizione del 10 gennaio 2005, non potendo esclu-
dere che si sia concertata con l'ex consorte, che l'aggressione e le vio -
lenze di Q._______ erano avvenute nel mese di  (...). Oltre a ciò, ha 
asserito  di  non essere mai  stata in  Germania prima di  (...),  allorché 
successivamente e viste le dichiarazioni dell'ex consorte, ha ammesso 

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di essere stata in Germania già ben prima di quella data, ovvero dall'i -
nizio  della  guerra  fino  al  (...) (cfr.  verbali  d'audizione  del  29 dicem-
bre 2004 e del 10 gennaio 2005, pagg. 4 seg.). In merito ai luoghi di 
nascita delle figlie B._______ e C._______, l'insorgente ha dichiarato 
che sarebbero nate entrambe in Bosnia, contrariamente a quanto è ri -
sultato  in  seguito e come traspare inoltre  dalla  sentenza di  divorzio 
prodotta dalla ricorrente (cfr. verbale d'audizione sul diritto di  essere 
sentita del 29 dicembre 2004). 

Infine non soccorrono di certo la ricorrente le generiche ed imprecise 
censure ricorsuali secondo cui le divergenze ritenute dall'UFM sareb-
bero già state spiegate in corso della procedura di prima istanza o che 
le dichiarazioni degli stessi sarebbero precise e dettagliate (cfr. ricorso 
pagg. 2 e 3).

6.2 Per  sovrabbondanza,  codesto  Tribunale  ricorda  il  principio  della 
sussidiarietà della protezione internazionale per rapporto alla protezio -
ne nazionale, secondo il quale si deve poter esigere da un richiedente 
d'asilo che abbia esaurito, nel proprio Paese, le possibilità di protezio-
ne contro eventuali persecuzioni prima di sollecitare quella di uno Sta-
to terzo. Infatti, tali situazioni, ancorché spiacevoli, non sono determi -
nanti per il riconoscimento dello statuto di rifugiato se la persona che 
ne è vittima beneficia nel suo luogo d'origine di un accesso concreto a 
delle strutture efficaci di protezione e che può essere ragionevolmente 
richiesto che egli faccia appello a questo sistema di protezione interna 
(cfr. decisione del  Tribunale amministrativo federale D-7847/2006 del 
18 agosto 2009; GICRA 2006 n. 18 pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 
n. 15 pagg. 107 e segg.).

Ciò posto e considerata l'inverosimiglianza dell'intero racconto della ri -
corrente come illustrato poc'anzi, non soccorrono neppure l'insorgente 
le dichiarazioni,  tra l'altro generiche ed inconsistenti,  secondo cui gli 
ex coniugi  avrebbero  fatto  appello  alla  polizia  ma subìto  però  dalla 
stessa  pressioni  o  noncuranza  a  causa  della  loro  etnia  (cfr. verbali 
d'audizione  del  27 dicembre 2004  e  del  10 gennaio 2005,  pag.  5  ri-
spettivamente pag. 8). Al contrario, sembrerebbe che essi non abbiano 
insistito presso le autorità bosniache affinché esse li proteggessero e 
difendessero i loro diritti, rivolgendosi per esempio a superiori di poli -
zia o altre autorità statali. Pertanto non si può ritenere che, nel caso in  
rassegna, le forze dell'ordine abbiano rinunciato a proteggerli o siano 
state impossibilitate a farlo.

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6.3 Infine, per quanto concerne il timore di subire in futuro persecuzio-
ni fondate sull'etnia, giusta la prassi vigente, il fondato timore d'esposi-
zione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 3 LAsi, comprende nella 
sua definizione un elemento oggettivo, in  rapporto  con la  situazione 
reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto come rifugia-
to  colui  che ha dei  motivi  oggettivamente  riconoscibili  da  terzi  (ele-
mento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d'essere esposto, in 
tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. 
GICRA 1998 n. 20 consid. 8a pag. 180; GICRA 1997 n. 10 consid. 6 
pag. 73 con la giurisprudenza e la dottrina citate). Sul piano soggetti -
vo, deve essere tenuto conto degli antecedenti dell'interessato, segna-
tamente dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua ap-
partenenza ad una razza,  ad un gruppo religioso,  sociale o politico, 
che lo espongono maggiormente ad un fondato timore di future perse-
cuzioni. Infatti, colui che è già stato vittima di persecuzione ha dei mo-
tivi oggettivi di avere un timore (soggettivo) di nuove persecuzioni più  
fondato di colui che ne è l'oggetto per la prima volta (cfr. GICRA 1998 
n. 20 consid. 7 pag. 179 e seg.; GICRA 1994 n. 24 pag. 171 e segg. e 
GICRA 1993 n. 11 pag. 67 e segg.). Sul piano oggettivo, tale timore 
deve essere fondato su indizi concreti e sufficienti che facciano appari-
re, in un futuro prossimo e secondo un'alta probabilità, l'avvento di seri  
pregiudizi  ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono sufficienti,  quindi,  indizi  
che indicano minacce di  persecuzioni ipotetiche che potrebbero pro-
dursi in un futuro più o meno lontano (cfr. GICRA 2004 n. 1 consid. 6a 
pag. 9, GICRA 1993 n. 21 pag. 134ss e GICRA 1993 n.  11 pag. 67 e 
segg.;  MINH SON NGUYEN,  Droit  public  des  étrangers,  Berna  2003, 
pag. 447 e segg.). 

Nell'atto  ricorsuale  la  ricorrente  solleva  implicitamente  un  rischio  di  
persecuzione futura dovuto alla sua etnia. Tuttavia e per quanto code-
sto Tribunale non neghi l'esposizione, per persone di etnia rom in Bo-
snia-Erzegovina, a forme di discriminazioni in diversi ambiti, come ad 
esempio in merito all'accesso ad un posto di lavoro, all'educazione od 
ai servizi pubblici (cfr. European Commission / Directorate-General für 
Employment, Social Affairs and Equal Opportunities, Social Protection 
and  social  inclusion  in  Bosnia  and  Herzegovina,  luglio  2008,  con-
sid. 3.4.2 pagg. 94-95; U.S. Department of State, 2008 Human Rights 
Report:  Bosnia  and  Herzegovina,  25  febbraio  2009,  cap.  5 
"National/Racial/Ethnic  Minorities";  Amnesty  International,  Report 
2009 –  Bosnia-Herzegovina,  cap. 5  "Internally  displaced people  and 
refugees"), esso osserva che non si tratta di angherie di un'intensità 

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tale o comunque da essere sussunte a persecuzioni ai sensi dell'art. 3 
LAsi. Ovvero, pure il fatto di essere esposti ad insulti  o minacce non 
raggiunge la sufficiente intensità esatta da detta disposizione.

6.4 In considerazione di  quanto esposto, il  ricorso sul punto di  que-
stione  dell'asilo  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

7.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione;  tiene  però  conto  dell'unità  della  famiglia  (art.  44  cpv.  1  
LAsi). 

Giusta l'art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedu-
rali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311) il rinvio non può essere 
deciso se il richiedente l'asilo possiede un permesso di soggiorno o di  
dimora valido (lett. a), è colpito da una decisione di estradizione (lett.  
b) o da una decisione d'allontanamento secondo l'art. 121 della Costi -
tuzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile 1999 
(Cost., RS 101) (lett.c).

Nel caso di specie, i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù del -
le  quali  l'UFM avrebbe dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontana-
mento (art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi).

Codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare l'allontanamento. 

8.
8.1 L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ordinata  se  è  possibile,  am-
missibile e ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi a contrario).  
Essa è regolata dall'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 
sugli stranieri (LStr, RS 142.20), entrata in vigore il 1o gennaio 2008 e 
applicabile a tutte le procedure d'asilo allora pendenti (cfr. cpv. 1 delle  
disposizioni transitorie della modica della legge sull'asilo del 16 dicem-
bre 2005).

L'art. 83 LStr prevede che l'esecuzione sia ammissibile (cpv. 3), esigi-
bile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di  
queste condizioni, l'Ufficio federale dispone dell'ammissione provviso-
ria (art. 83 cpv. 1 LStr). Dette condizioni per una rinuncia all'esecuzio-
ne dell'allontanamento – impossibilità, inammissibilità e inesigibilità – 

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sono  di  natura  alternativa:  non  appena  una  di  queste  condizioni  è 
adempita, non può essere pronunciata l'esecuzione dell'allontanamen-
to e vanno disciplinate le condizioni del soggiorno in Svizzera secondo 
le  regole dell'ammissione provvisoria (cfr. DTAF 2009/51 consid. 5.4 
pag. 748; GICRA 2006 n. 6 consid. 4.2 pagg. 54 e segg.).

8.2 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica. 

8.2.1 La disposizione citata si applica principalmente ai "réfugiés de la 
violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della 
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che 
fuggono da situazioni  di  guerra,  di  guerra civile  o di  violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure delle quali esse hanno 
bisogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vi -
vere  durevolmente  e  irrimediabilmente  in  stato  di  totale  indigenza e 
pertanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato 
di  salute, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà so-
cio-economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regio-
ne, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di 
formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale espo-
sizione  al  pericolo.  L'autorità  alla  quale  incombe  la  decisione  deve 
dunque, in ogni  singolo caso, confrontare gli  aspetti  umanitari  legati 
alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel 
suo Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pub-
blico militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 
2005 n. 24 consid. 10.1 pag. 215 e giurisprudenza citata).

In particolare quindi, le persone che possono prevalersi di questa di -
sposizione sono quelle  che in patria  non potrebbero beneficiare – a 
causa della loro etnia, della loro formazione professionale, della loro 
salute o dell'inesistenza dei mezzi necessari al sostentamento rispetti -
vamente di  una sufficiente rete sociale – delle condizioni  di  un ade-
guato reinserimento (cfr. DTAF 2007/10 e relativi riferimenti).

Va inoltre precisato che l'allontanamento rimane, su riserva di un'accu-
rata valutazione di caso in caso, di principio inesigibile per un richie-

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dente accompagnato da un bambino in tenera età, oppure da numero-
si bambini, per gli anziani, per le persone malate, oppure per le donne 
non accompagnate e sprovviste di una rete sociale o famigliare (cfr. tra 
le altre, decisione del Tribunale amministrativo federale D-6656/2006 
del 25 aprile 2008; GICRA 2004 n. 33 consid. 8.3 pag. 237).

8.2.2 Nell'esame  dell'esigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
anche l'interesse superiore del fanciullo è un elemento da prendere in  
considerazione.  Ciò  conduce  ad  una  interpretazione  dell'art.  83 
cpv. 4 LStr  conforme  al  diritto  internazionale  pubblico  ai  sensi  del-
l'art. 3 cpv. 1 della Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti  del 
fanciullo (CDF, RS 0.107). In effetti, il benessere del fanciullo è un ele-
mento di rilievo per l'esame dell'esigibilità.

Sotto  l'aspetto  dell'interesse  superiore  del  fanciullo  devono  essere 
inclusi e considerati tutti gli aspetti essenziali riguardo ad un possibile 
allontanamento  verso  il  Paese  d'origine  (cfr.  sentenze  del  Tribunale 
amministrativo federale D-6345/2006 del 19 settembre 2008 consid. 8; 
D-4655/2007  del  23 dicembre 2008;  fra  le  tante  GICRA  1998  n.  13 
consid. 5d). Nell'ambito di  un esame approfondito possono essere di 
rilevanza i seguenti criteri: l'età, la maturità, la dipendenza, il  genere 
dei  contatti  sociali  (prossimità,  intensità,  rilievo),  caratteristiche della 
sua persona di riferimento (in particolare la possibilità e la disponibilità  
di  sostenere  il  fanciullo),  grado  e  prognosi  dello  sviluppo  e  della 
formazione e il grado di integrazione in caso in un lungo soggiorno in 
Svizzera.  In  particolare  quest'ultimo  criterio,  la  durata  della 
permanenza  in  Svizzera,  deve essere  tenuto  conto  in  merito  ad  un 
esame  delle  possibilità  ed  ostacoli  di  un'integrazione  nel  Paese 
d'origine del fanciullo, ritenuto che un fanciullo non dovrebbe essere 
sradicato  senza  motivo  da  un  suo  ambiente  familiare. Dal  punto  di  
vista dello  sviluppo psicologico del  fanciullo  non deve essere tenuto 
conto solo della sua immediata sfera sociale (il nucleo familiare), ma 
anche  il  suo  ulteriore  inserimento  sociale.  Infatti,  secondo  la 
giurisprudenza (cfr. GICRA 2005 n. 6), delle difficoltà di reinserimento 
nel Paese d'origine, causate da un'integrazione avanzata del fanciullo 
in  Svizzera,  possono  comportare  l'inesigibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  dell'intera  famiglia  (cfr.  DTAF 2009/28;  sentenze 
del  Tribunale  amministrativo  federale  E-465/2006  del  16 dicem-
bre 2008 e E-4909/2006 del 24 settembre 2010).

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8.2.3 Quo al caso in narrativa, si tratta dunque di esaminare, con rife-
rimento ai criteri suesposti, se i ricorrenti concludono a giusta ragione 
o meno al carattere inesigibile dell'esecuzione del loro allontanamento, 
tenuto conto della situazione che vige attualmente in Bosnia-Erzegovi-
na, da un lato, e la loro situazione personale, senza dimenticare l'inte-
resse dei fanciulli, dall'altro. 

8.2.3.1 Il Tribunale amministrativo federale ricorda innanzitutto, quale 
fatto conosciuto, che in Bosnia-Erzegovina non vige attualmente una 
situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvol -
ga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale (cfr. 
GICRA 2003 n. 8, GICRA 2000 n. 2, GICRA 1999, n. 8). Il Consiglio fe-
derale ha del  resto inserito, con decisione del 25 giugno 2003, detto 
Stato nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni ("Safe countries") ai 
sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi.

Come illustrato in precedenza, la difficoltà, per persone di etnia rom, 
ad esercitare i loro diritti fondamentali in Bosnia-Erzegovina non viene 
messa in dubbio da codesto Tribunale. Come traspare da diverse fonti, 
infatti, i rom sono tuttora confrontati con discriminazioni in diversi am-
biti, come ad esempio in merito all'accesso ad un posto di lavoro, all'e -
ducazione ed ai servizi pubblici (cfr. European Commission / Directora-
te-General  für  Employment,  Social  Affairs  and  Equal  Opportunities, 
Social Protection and social inclusion in Bosnia and Herzegovina, lu-
glio 2008, consid. 3.4.2 pagg. 94-95; U.S. Department of State, 2008 
Human  Rights  Report:  Bosnia  and  Herzegovina,  25  febbraio  2009, 
cap. 5 "National/Racial/Ethnic  Minorities"; Amnesty International,  Re-
port  2009 – Bosnia-Herzegovina,  cap. 5 "Internally displaced people 
and refugees"). 

Tali discriminazioni, tuttavia, non raggiungono un'intensità tale da ren-
dere il rinvio dei ricorrenti di per sé inesigibile (cfr. decisioni del Tribu-
nale amministrativo federale D-8733/2007 del 16 settembre 2009 con-
sid. 12.5 e D-8236/2008 del 7 gennaio 2009).

8.2.3.2 In merito alla situazione personale dei ricorrenti essi, di etnia 
rom  ed  originari  della  Bosnia-Erzegovina,  risiedono  in  Svizzera  dal 
mese di (...) data alla quale hanno depositato la loro domanda d'asilo. 

Dall'inoltro della domanda sono peraltro subentrati diversi cambiamen-
ti. Infatti, dal mese di (...) la ricorrente è divorziata da F._______ e si 
trova attualmente sola con a carico quattro figli (avuti con l'ex consor-

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te) ed un prossimo nascituro, il cui padre sembrerebbe essere un citta -
dino elvetico residente nel Canton P._______ ed in procinto di ricono-
scere il futuro figlio. Secondo quanto raccontato, ella non sarebbe mai 
andata a scuola e non avrebbe in patria una fitta rete sociale che le 
permetterebbe un sostegno adeguato visto, in particolare, la numerosa 
prole. 

Nella  fattispecie  un'attenzione  particolare  dev'essere  portata  alla 
situazione  circa  i  figli  della  ricorrente,  ed  in  particolare  le  due 
primogenite. La loro situazione si presenta infatti nel modo che segue:  
la  figlia  maggiore  ha 10 anni  e  mezzo,  è  nata  in  Germania,  e  vive 
dall'età di  quattro anni  in Svizzera, mentre la seconda figlia,  nata in 
Francia, ha sei anni e mezzo e vive in Svizzera dall'età di neanche un 
anno. La maggiore, salvo un soggiorno tra il secondo ed il terzo anno 
in Bosnia ed Erzegovina (di cui non conosce probabilmente neppure la 
lingua ufficiale) e qualche mese nel (...), ha cominciato a frequentare 
la  scuola  nel  Paese che  l'accoglie  ed  è  attualmente  inserita  in  una 
classe regolare di  quarta elementare con risultati  più che sufficienti. 
Quanto  alla  seconda  figlia  nata  nel  (...)  ed  il  terzo  nato  nel  (...),  
entrambi frequentano la scuola dell'infanzia con un sostegno educativo 
specializzato  dati  i  problemi  di  linguaggio  presentati  dagli  stessi. La 
direttrice  del  L._______  ha  peraltro  sottolineato  l'importanza  che 
questi due bambini continuino la scuola presso un istituto specializzato 
al fine di poter beneficiare del necessario sostegno logopedico. A ciò 
aggiungasi,  come  già  citato  poc'anzi,  la  probabile  ignoranza  della 
lingua  bosniaca,  essendo  la  famiglia  di  etnia  rom,  e  pertanto  un 
problema  che  non  permetterebbe  un  adeguato  inserimento  nel 
sistema  scolastico  del  loro  Paese  d'origine.  Inoltre,  pure  in  ambiti 
sociali,  è dubbia la loro possibilità di  integrazione in patria. Sussiste 
quindi  un  problema di  sradicamento  dall'ambiente  in  cui  i  figli  della 
ricorrente  sono  cresciuti  e  stanno  crescendo,  come  pure  di  difficile 
integrazione  che  si  presenterebbe  in  un  ambiente  a  loro  ormai 
estraneo, e ciò soprattutto per la figlia più grande. Tali fattori rischiano 
di  provocare  delle  gravi  conseguenze  sul  loro  sviluppo  dell'infanzia, 
rispettivamente dell'adolescenza e non sono compatibili con il principio 
della protezione del benessere del fanciullo.

8.3 Da  quanto  suesposto,  discende  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento dei figli e della madre non è ragionevolmente esigibile ai sensi  
dell'art. 83 cpv. 4 LStr. Inoltre, dagli atti di causa non risultano indizi ed 
elementi sufficienti (cfr. fatti sub Q.) per eventuali motivi d'esclusione 

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giusta  l'art. 83  cpv. 7  LStr. Si  rivela  pertanto  giudizioso pronunciare 
l'ammissione provvisoria.

9.
Per conseguenza, il gravame, limitatamente alla questione dell'esecu-
zione  dell'allontanamento,  va  accolto.  La  decisione  dell'UFM  del 
13 gennaio 2005 è annullata per quanto concerne i punti 4 e 5 del di-
spositivo. L'UFM è invitato a regolare le condizioni di soggiorno dei ri -
correnti in conformità alle disposizioni dell'ammissione provvisoria per 
gli stranieri.

10.
Visto l'esito parzialmente positivo del gravame, le spese processuali di 
CHF 600.-,  che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei 
ricorrenti in ragione di un mezzo (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 
lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 
dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-
TAF, RS 173.320.2]). Esse sono compensate dalla metà dell'anticipo di 
CHF 600.- versato in data 21 marzo 2005 nell'ambito del procedimento 
D-4595/2006,  precedentemente  la  disgiunzione  delle  cause  decisa 
con decisione incidentale del 20 ottobre 2010.

11.
La parte vincente ha di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripeti -
bili per le spese necessarie derivanti dalla procedura di ricorso (art. 64 
PA in relazione all'art. 7 e segg. TS-TAF, RS 173.320.2). Se la parte 
vince solo parzialmente, le spese ripetibili sono ridotte in proporzione 
(art. 7 cpv. 2 TS-TAF). Se le spese sono relativamente modeste, si può 
rinunciare a concedere alla parte un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 
cpv. 4 TS-TAF). In casu per le spese di rappresentanza subentrata pra-
ticamente al termine della procedura di ricorso, non si giustifica l'attri -
buzione di ripetibili.

12.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto.

2.
I punti 4 e 5 della decisione dell'UFM del 13 gennaio 2005 sono annul-
lati. L’UFM è invitato a regolare le condizioni di soggiorno dei ricorrenti  
in conformità alle disposizioni dell'ammissione provvisoria per gli stra-
nieri.

3.
Le spese processuali, di CHF 300.-, sono poste a carico dei ricorrenti  
e  sono  compensate  da  metà  dell'anticipo  versato  in  data  21 mar-
zo 2005 nell'ambito del procedimento D-4595/2006.

4.
Non vengono attribuite ripetibili.

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata)
- UFM, Divisione soggiorno, con l'incarto N [...] (per corriere interno; 

in copia)
- J._______ (in copia) 

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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