# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 60b94bec-f028-5890-b59e-8e3fda082c95
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.02.2001 32.2000.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-6_2001-02-20.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00006

   

  MB/sc

  	
  Lugano

  20 febbraio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele
  Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Michela Bürki
  Moreni

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 gennaio 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 20 dicembre 1999 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________
ha svolto le attività di piazzaiolo, magazziniere e operaio di fabbrica,
sviluppando allergia alla farina con sintomi di asma e eczema per
sensibilizzazione al nichelio e cobalto. Per questi motivi  in data 22 novembre
1996 ha dovuto cessare l'ultima attività svolta presso la __________, che si
occupa della produzione di __________ e altro (cfr. atti amm. in particolare
doc. _).

                                      

                                         In data
23 luglio 1997 l'assicurato ha presentato istanza all'Ufficio assicurazione
invalidità tendente all'assegnazione di prestazioni dell'AI per adulti. Nel
rapporto medico redatto all'attenzione dell'amministrazione i medici curanti
hanno posto la diagnosi di "manifestazioni eczematose alle mani e
avambracci e forma asmatica professionale" (doc. _ atti amm.).

 

                                         Dopo aver
esperito alcuni accertamenti supplementari l'UAI, con decisione 2 febbraio
1998, ha respinto la domanda tendente all'assegnazione di provvedimenti
professionali integrativi, in quanto la perdita di guadagno dell'interessato
sarebbe pari all'8%.

 

                                         A seguito
del ricorso interposto dall'assicurato al TCA, tramite l'avvocata __________,
in data 27 febbraio 1998, l'UAI ha esperito ulteriori accertamenti medici ed
economici tendenti ad stabilire l'opportunità di assegnare all'assicurato
provvedimenti integrativi professionali.

                                         In
particolare l'UAI ha ordinato un accertamento della capacità professionale da
esperire presso la ditta frutta e verdura __________ per il periodo dal 17
agosto 1998 al 30 settembre 1999 rispettivamente presso il centro di
__________.

 

                                         Alla luce
dei nuovi provvedimenti ordinati dall'UAI l'assicurato ha quindi ritirato il
ricorso.

 

                               1.2.   Con proposta
di decisione 15 novembre 1999 l’Ufficio assicurazione invalidità ha nuovamente
respinto la domanda di __________ tendente all'assegnazione di provvedimenti
professionali integrativi.

 

                                         Con
osservazioni 13 dicembre 1999 l'assicurato, tramite la  propria patrocinatrice,
ha contestato la decisione, dichiarando che il grado di invalidità è pari
almeno al 20% e pertanto egli ha diritto ai provvedimenti in esame.

 

                                         Con
provvedimento formale 20 dicembre 1999 l'UAI ha confermato la propria proposta,
adducendo quanto segue:

 

"  Secondo
l'art. 17 della legge federale sull'assicurazione invalidità, l'assicurato ha
diritto alla riformazione in una nuova attività lucrativa, se questo
provvedimento è reso necessario dall'invalidità, e se, in tal modo, la
capacità, di guadagno può essere presumibilmente mantenuta o notevolmente
migliorata.

Il diritto alla riformazione non può essere riconosciuto se la
perdita di guadagno che l'assicurato subisce o subirebbe durevolmente svolgendo
attività ritenute esigibili non raggiunge il 20 %.

 

Il caso del Signor __________ è stato oggetto di approfonditi
accertamenti nell'ambito di un reinserimento professionale.

Il Signor __________ è ritenuto abile in misura totale
nell'esercizio di diverse attività come fattorino, magazziniere e autista in
genere.

Quest'ultima è particolarmente indicata in quanto incontra il
desiderio dell'assicurato e potrebbe, come le altre, essere intrapresa anche
subito senza requisiti particolari.

In tale attività il reddito conseguibile è di Fr. 39'000.‑
annui.

Senza il danno alla salute il reddito attuale nell'attività svolta
in precedenza ammonterebbe a Fr. 45'500.‑. Confrontando questi redditi si
ricava una perdita di guadagno del 15 %.

Visto quanto precede non vi è diritto a prestazioni da parte di
questo ufficio.

Si consiglia al Signor __________ di mantenere il contatto con i
preposti uffici di collocamento di __________ ai quali spetta la competenza di
reperire un impiego adeguato." (Doc. _)

                                         

                               1.3.   Con
tempestivo atto di ricorso 19 gennaio 2000, l'assicurato ha contestato la
decisione dell'amministrazione, tramite l'avvocata __________, chiedendo:

 

" 
gli atti concernenti il signor __________ sono
ritornati all'Ufficio AI con incarico di riaprire e continuare la procedura di
riqualifica professionale già in atto (dossier integrazione)." (doc. _) 

 

con
le seguenti motivazioni:

 

" 
(…)

Oltre al rapporto __________ nell'incarto Al figura una
valutazione della consulente signora __________, la quale si allinea alle
considerazioni del rapporto __________, e stabilisce una capacità di guadagno
residua dell'85%, ritenuto come il signor __________ potrebbe conseguire un
reddito lordo di fr. 3'000.‑mensili su 13 mensilità. Trattasi di
valutazione non confortata da alcun elemento di prova concreto, e dunque
arbitraria.

Infatti nell'incarto AI figura, quale reale e concreto avvenuto
accertamento del ventaglio salariale dell'attuale mercato del lavoro, una
tabella relativa ai salari minimi per gli autotrasporti (cfr. doc. _
dell'incarto AI).

Andrebbe allora in primis semmai considerato che il signor
__________ dispone unicamente della licenza di condurre di tipo B, e che dunque
per questa categoria il salario mensile lordo è indicato in fr. 2'856.‑
mensili. Pure va sottolineato che non esiste un diritto alla 13.esima
mensilità, essendo la stessa una prerogativa del datore di lavoro. Ne
conseguirebbe semmai un salario conseguibile di fr. 34'272.‑ annui lordi,
e non di fr. 39'000.‑‑ come indicato nella decisione impugnata.

 

In ogni modo la presenza della suddetta tabella non basta a
dimostrare l'effettiva capacità di guadagno residua, a sapere cioè quale sia il
salario medio nelle professioni indicate per il signor __________. Va inoltre
tenuto conto delle limitazioni alle quali deve sottostare.

Questo per dire ancora una volta che l'accertamento salariale
effettuato dall'Ufficio Al in merito alla conseguibilità di un reddito nei
posti di lavoro indicati dal rapporto __________ è alquanto carente.

 

Nemmeno va dimenticato che mentre il rapporto indicava tre
possibili categorie di lavoro (fattorino, taxista e magazziniere a condizioni
ben precise e limitative), l'Al non ha effettuato nessun accertamento in merito
all'esistenza di posti di lavoro, rispettivamente al guadagno ragionevolmente
percepibile, limitandosi invece a scartare la possibilità di taxista (vedi
valutazione di cui al doc. _ dell'incarto AI).

Non va dimenticato che la capacità di guadagno residua deve essere
valutata in base alla reale esistenza di un posto di lavoro, che non va inteso
nel senso di disponibilità di posti di lavoro (concetto questo
dell'assicurazione disoccupazione).

 

Già per questo motivo gli atti andrebbero ritornati all'Ufficio Al
affinché determini quale sia il reddito oggettivamente conseguibile dal signor
__________, con le premesse e le limitazioni indicate dai vari referti medici
agli atti.

(…) 

 

                                         Il
medesimo giorno l'assicurato ha presentato istanza tendente all'ammissione
all'assistenza giudiziaria.

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 29 febbraio 2000 l'UAI ha proposto di respingere il gravame con le
seguenti motivazioni:

 

" 
(…)

1. Il profilo
generale del danno alla salute riportato dall'assicurato è stato indagato a
fondo in tutte le sue conseguenze sulla capacità lavorativa.

 

                                  In
effetti, il fattore allergico di cui si tratta è relativo sia a sostanze
alimentari che a determinati metalli presenti nelle leghe con le quali vengono
costruiti i più comuni oggetti sottoposti a maneggio nella generalità dei posti
di lavoro.

 

                                  Tutti
questi fattori, tuttavia, sono stati presi in considerazione, essendo stata
esclusa dall'esame dell'attività esigibile ogni configurazione che comportasse
il contatto frequente con le sostanze in questione: a tal fine, indichiamo il
rapporto CIP 26.08.1998 (cfr. all. _), le note del medico UAI 13.10.1998 (cfr.
all. _), ed ancora il rapporto complementare CIP 09.11.1998 (cfr. all. _).

 

2. Premesso
quanto sopra, nonostante il profilo del danno alla salute fosse stato comunque
indagato a fondo, l'UAI ha ritenuto di dover ordinare un esame supplementare
presso il __________, allo scopo di coprire tutta la gamma possibile degli
accertamenti che avessero un particolare collegamento con l'analisi della
capacità lavorativa residua.

 

                                  Orbene,
dal rapporto __________ del 14.10.1999 (cfr. all. _) è emersa la possibilità di
esercitare le professioni di fattorino, magazziniere e autista in genere.

 

                                  Tutte
queste professioni esigibili comportano la conseguibilità di un reddito pari a
Fr. 39'000.‑ annui, nel pieno rispetto delle controindicazioni derivanti
dal danno alla salute.

 

Vorremmo inoltre ribadire che l'esame
effettuato presso il Centro di __________ tiene particolarmente conto
delle conseguenze obiettive del danno alla salute sull'abilità lavorativa,
essendo quindi un accertamento di natura non solo teorica, ma eminentemente
pratico-professionale." (Doc. _)

 

                               1.5.   Pendente
causa l'assicurato ha dichiarato di non avere mezzi di prova da produrre.

 

                               1.6.   Con
decisione 13 marzo 2000 il Giudice delegato del TCA ha accolto l'istanza
dell'assicurato tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del
gratuito patrocinio.

                                         

                               1.7.   Ai fini
istruttori, il TCA ha sottoposto alcuni quesiti alla __________. La
patrocinatrice della ricorrente ha preso posizione sulla risposta di questo
istituto in data 27 novembre 2000, mentre l'UAI ha formulato alcune
osservazioni il 31 gennaio 2001 (XVII).

                                         L'assicurato
ha fornito ulteriori precisazioni il 12 febbraio 2001 (XIX).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C., I 623/98;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         nel
merito                     

 

                               2.2.   Unico
oggetto del contendere è l'assegnazione di provvedimenti professionali
reintegrativi a __________. L'assicurato non sarebbe infatti più in grado, in
quanto sofferente di diverse malattie, di esercitare le attività
precedentemente svolte.

                                         L'amministrazione
ha dal canto suo respinto la richiesta, in quanto il grado di invalidità non
raggiungerebbe il grado minimo previsto per il riconoscimento di tali
provvedimenti, pari al 20%. 

 

                                         Giusta
l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi hanno diritto ai provvedimenti
d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o
avvalorare la capa­cità di guadagno (cfr. SVR 1995 IV Nr. 47 p. 131ss.; SVR
1996 IV Nr. 79 p. 229 consid. 1a).               

                                         I
provvedimenti reintegrativi tendono a procurare, rispettivamente, a garantire
un posto di lavoro a quelle persone che, a seguito di un danno alla salute,
trovano notevoli difficoltà ad inserirsi nel ciclo produttivo, rispettivamente
arrischiano di esserne escluse per il futuro.

                                         Si può
ritenere che la reintegrazione è neces­saria se l'assicurato, a causa della sua
invalidi­tà, non è in grado di esercitare un'attività professionale o non si
può ragionevolmente esigere da lui che, senza l'appli­cazione di un
provvedimento reintegrativo, eserciti a lungo termine una simile attività (RCC
1970, p. 521).

                                         Va
inoltre precisato che, per ottenere le prestazioni (re-) integrative, di regola
non è necessario che l'invalidità dell'assicurato abbia raggiunto un
determinato grado (per la riformazione professionale, vedi tuttavia RCC 1984,
pag. 95: esigenza di una incapacità di guadagno del 20%).

                                         L'art. 8
cpv. 1 LAI conferisce infatti un diritto ai provve­dimenti d'integrazione sia
agli assicurati invalidi che a quelli "direttamente minacciati
d'invalidità".

                                         In altre
parole, è sufficiente che il danno alla salute possa causare, in un prossimo
futuro, un’incapacità al guadagno.

                                         Il grado
d'invalidità, quindi (come definito dagli art. 4 e 28 LAI, che si riferiscono
alla rendita AI), può essere minimo o addirittura non ancora rilevabile, che
già all'assicurato dev’essere riconosciuto il diritto ai provvedimenti
d'integrazione.

 

                                         Nondimeno,
l'art. 8 al cpv. 1 LAI pone due condizioni essenziali per l'ottenimento dei
provvedimenti d'integra­zione, e meglio:

 

a)   il provvedimento deve essere idoneo "a ripristinare,
migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno";

 

b)   il diritto ai provvedimenti reintegrativi deve essere stabilito
"considerando tutta la durata di lavoro preve­dibile" (cfr. art. 8
cpv. 1 LAI)

                                         

                                         Fra i
provvedimenti d'integrazione sono previsti tra l'altro i provvedimenti
professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che consistono nell'orientamento
professionale (art. 15 LAI), nella prima formazione professionale (art. 16
LAI), nella riformazione professionale (art. 17 LAI) ed nel collocamento (art.
18 cpv. 1 LAI).

 

                               2.3.   L’art. 17
LAI prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con
questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o
migliorata, in misura essenziale.”

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111
consid. 2b; AHV Praxis 1997 p. 80 consid. 1b).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

"  per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di
formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.” 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta
dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite
del possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV
p. 230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio, op.
cit., p. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, op. cit., p. 127/128). Di regola è
dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo
integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad
una formazione professionale nettamente superiore o che supera le esigenze
medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb; Meyer/Blaser,
op. cit. p. 128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti assicurare una
riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid. 2a). La misura
dev’essere quindi adeguata e deve esistere una proporzione ragionevole tra i
costi che provoca e il risultato che ci si può attendere (Meyer-Blaser, op.
cit., p. 130/131).                                                                

                                         Vengono
in particolare considerati necessari e adeguati tutti quei provvedimenti di
tipo professionale che sono direttamente necessari alla reintegrazione. Per
stabilire quali provvedimenti entrano in linea di conto, ci si deve pertanto
fondare sulle circostanze del caso concreto (DTF 124 V 110 consid. 2a; STFA non
pubbl. del 21 luglio 1995 in re F consid. 2b). L'assicurato ha in particolare
diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel suo caso per
mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di guadagno (AHI
1997 p. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b). 

                                         Secondo
il TFA, una formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se,
tenuto conto del principio della proporzionalità, è raggiungibile (RDAT I 1998
p. 295 consid. 1b). Se, inoltre, la riformazione non permette all'assicurato di
conseguire un reddito adeguato, mentre un provvedimento supplementare
permetterebbe di ottenere un reddito paragonabile a quello percepito prima del
danno alla salute, l'amministrazione deve assumerlo tenuto conto
dell'adeguatezza economica (RDAT I 1998 consid. 1a p. 294; ZAK 1978 p. 516;
Meyer/Blaser, op. cit. p. 131).

                                         Se per
contro la formazione è adeguata, ma non necessaria, l'interessato deve
sopportare personalmente i costi supplementari (STFA non pubbl. del 21 luglio
1995 in re F consid. 2b).

 

                               2.4.   Se,
tuttavia, la reintegrazione non è riconducibile all’invalidità, non può essere
assunta dall’AI. Ciò è il caso, ad esempio, se l’assicurato è sufficientemente
riadattato ed ha la possibilità di procurarsi un lavoro corrispondente alle sue
attitudini senza una formazione supplementare (RCC 1963 p. 127) oppure se non
può esercitare la sua attività a causa delle fluttuazioni del mercato del
lavoro oppure se l’esercizio dell’attività lavorativa non è impedita
dall’invalidità ma da circostanze personali (Valterio, op. cit., p. 137; RCC
1968 p. 317).

 

                                         In ogni
caso, per poter stabilire se sono dati i presupposti legali per un diritto alla
reintegrazione professionale dell’AI, è doveroso prima accertare se
l'assicurato, dal profilo medico:

 

   -  è
impedito (e in quale misura) nella professione esercitata finora;

 

                                     -  sono
date altre possibilità di mettere a frutto le proprie residue capacità
lavorative e a quali condizioni;

 

                                     -  e
in quale misura si può prevedere un successo reintegra­tivo (STFA 12 novembre
1989 in re A.V., STCA 21 giugno 1990 in re E.L.).

 

                               2.5.   Nel caso in
esame l'amministrazione non ha esaminato nel merito la richiesta tendente a
stabilire se all'assicurato possono essere accordati provvedimenti
professionali reintegrativi ai sensi delle succitate disposizioni, in quanto ha
ritenuto, alla luce degli accertamenti esperiti, che il grado di invalidità
minimo, posto dalla giurisprudenza e pari al 20%, per ottenere questi
provvedimenti non è raggiunto. L'assicurato sarebbe infatti in grado di
svolgere le attività di fattorino, magazziniere e autista, con una riduzione
del reddito pari al 15%.

 

                                         In
concreto i danni alla salute di cui soffre l'assicurato sono incontestati. In
particolare dagli atti emerge che, per l'alto grado di sensibilizzazione al
cobalto, è escluso che l'assicurato possa riprendere la sua precedente
professione di operaio, inoltre egli non può entrare in contatto con la farina.
Secondo i medici (Doc. _ atti AI):

 

" 
Data la probabile componente di atopia,
rispettivamente la cronicizzazione delle lesioni cutanee e conseguente
sensibilità soprattutto a livello delle mani, dovrà evitare lavori in ambiente umido,
con contatti prolungati con l'acqua o con sostanze irritanti."

 

                                         Al
riguardo va in particolare evidenziato che durante l'attività ordinata dall'UAI
presso il negozio frutta e verdura __________ l'assicurato ha riscontrato
diverse difficoltà proprio per i problemi di salute di cui soffre.

 

                               2.6.   Tenuto conto
del danno alla salute l'UAI ha quindi proceduto ad effettuare accertamenti
approfonditi presso la __________, al fine di stabilire quali attività
l'assicurato sarebbe in grado di svolgere con le limitazioni conosciute. 

                                      

                                         Al medico
compete infatti la valutazione dello stato di salute del peritando, della
misura e del tipo di attività in cui l’interessato è incapace al lavoro (STFA
non pubbl. del 23 dicembre 1997 in re A. T). Egli stabilisce, quindi, in che
misura il danno alla salute limita l’interessato nelle sue funzioni corporali e
psichiche. In questo contesto si limita alle funzioni importanti nelle attività
lavorative che secondo la sua esperienza di vita entrano in linea di conto nel
caso concreto. Egli valuta in particolare se e in che misura l’assicurato può
star seduto o in piedi, può portare pesi ecc.  (U. Meyer/Blaser, Bundesgesetz
über die Invalidenversicherung, Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, p. 227).

                                         È Il
consulente professionale per contro che, in base agli accertamenti medici, deve
stabilire, tenendo conto delle ulteriori capacità dell’assicurato, quali siano
le attività professionali adatte in concreto (cfr. STFA non pubbl. del 23
dicembre 1997 in re A. T).

                                         Questi
principi valgono parimenti quandosi tratta di esaminare il diritto
dell'assicurato ad un provvedimento d'integrazione (STFA del 23 dicembre 1997
in re A. T p. 4).

 

                               2.7.   La
__________ ha evidenziato in proposito che l'assicurato può svolgere attività
lavorativa in professioni leggere e medio leggere asciutte. Da evitare sono in
particolare le condizioni meteorologiche estreme e le attività che mettono
sotto pressione meccanicamente le mani in maniera rilevante. Egli infine non
può entrare in contatto con cobalto e Nichel né usare guanti in latex (doc. _
atti UAI p. 1).

Dopo aver
sottoposto l'assicurato ad osservazione per alcuni giorni, l'Istituto ha quindi
concluso che egli potrebbe svolgere l'attività di taxista, magazziniere e
fattorino, adducendo le seguenti motivazioni:

 

" 
(…)

Wir haben Herrn __________ als sehr angenehmen,
angepassten, ruhigen und umgänglichen Versicherten kennen gelernt. Er kam mit
dem Ziel in die __________, eine Arbeitsmöglichkeit mit festem
Anstellungsverhältnis und gesichertem Einkommen zu evaluieren. An diesem Ziel
hatte er mit guter Motivation, viel Fleiss und Interesse gearbeitet.

 

Seine Behinderungen lassen nur wenig Möglichkeiten
offen:

Wegen der Mehlallergie kommen seine Arbeit als
Pizzaiolo sowie alle anderen mit Mehl zusammen hängenden Tätigkeiten nicht mehr
in Frage

Das Asthma bedingt ein Arbeiten in klimatisch
trockener, ausgeglichener Umgebung, ohne starke körperliche Belastungen und
ohne Dämpfe, Stäube und Räuche

Die Nichteignungsverfügung der SUVA verbietet
Kontakt mit Kobalt und Nickel.

Je nach Einsatzgebiet ist der gelegentliche Gebrauch
von latexfreien Schutzhandschuhen notwendig.

 

Neben diesen gesundheitlichen Einschränkungen
besteht auch eine recht enge schulische Ausbildung, welche nicht viel Spielraum
offen lässt; vom Schulischen her wäre allenfalls eine Ausbildung im Bereich
Anlehre denkbar. Solchen Ausbildungen steht aber die praktische Verwendbarkeit
wegen den gesundheitlichen Problemen im Wege.

 

Wir gehen davon aus, dass Herr __________ in den von
ihm vorgeschlagenen Tätigkeitsbereichen (Chauffeur) am ehesten eine Arbeits‑
und Erwerbsfähigkeit erzielen kann. Denkbar wäre auch ein Arbeiten an
ausgesuchten Arbeitsplätzen in einem Magazin.

 

Konkret sehen wir eine Arbeit als Taxichauffeur oder
Kurier, wobei das Be‑ und Entladen nicht grosse körperliche Anforderungen
verlangen darf. Wir gehen davon aus, dass Herr __________ bei solchen
Tätigkeiten ein Resterwerbseinkommen von Fr. 3'000.‑ erwirtschaften
könnte." (Doc. AI _, pag. 4-5)

 

                                         Nel
rapporto finale, la consulente professionale dell'UAI ha ripreso, per stabilire
il grado di invalidità, i dati economici indicati dalla __________, facendo
riferimento all'attività di autista.

 

                               2.8.   L'assicurato
contesta in particolare di poter conseguire, con le professioni indicate, un
reddito di fr. 3'000 al mese, in particolare di fr. 39'000 annui, tredicesima
compresa. Egli ritiene che al massimo, nell'attività di autista con patente B
(doc. _ atti amm.) potrebbe conseguire fr. 2'856, per dodici mesi.

                                         Inoltre,
a suo dire, per l'attività di trasporto di handicappati non c'è mercato, in
quanto questo lavoro si fonda sul volontariato.

                                         Infine
egli rileva che nel calcolo del reddito da invalido non è stato minimamente
tenuto conto di tutte le limitazioni di cui soffre.

 

                                         Per
l'art. 28 cpv. 2 LAI

 

"  l'invalidità
è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali
provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa,
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e
il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido."

 

                                         L’aspetto
più importante del calcolo dell’invalidità è l’esigibilità del conseguimento
del reddito. Il tipo e la misura dell’attività ancora esigibile si basa in
particolare sulla situazione personale dell’assicurato e sull’opinione
generale. Nell’ipotesi in cui una valutazione soggettiva dell’attività non sia
possibile, ci si fonda su circostanze obbiettive (DTF 109 V 25 consid. 3c;
Meyer/Blaser, Rechtssprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997., p. 202).

                                         L’esigibilità
è inoltre un aspetto del principio della proporzionalità. Secondo la dottrina
questa massima permette di pretendere dalla persona interessata un determinato
comportamento, malgrado esso presenti degli inconvenienti (E. Peter, Die
Koordination der Invalidenrenten, Zurigo 1997, p. 71 e  dottrina ivi citata).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, infine, per stabilire il reddito conseguibile a seguito
dell'intervenuta invalidità, si devono considerare le difficoltà obbiettive che
presenta la reintegrazione, fondandosi su possibilità di impiego realistiche e
ricordando che il mercato del lavoro accessibile ai lavoratori non qualificati
è di regola limitato a lavori di manodopera e ad altre attività fisiche. Si
deve ugualmente tener conto del fatto che il lavoratore invalido, che svolge un
lavoro non qualificato, riceve di regola, anche in un mercato equilibrato, un
salario inferiore a quello di un assicurato valido. In seguito al danno alla
salute, il suo rendimento è infatti inferiore (Plädoyer 1998 p. 63; STFA del 16
settembre 1997 U 249/96).

 

                               2.9.   La
giurisprudenza federale sulla fissazione del reddito da invalido e relativa in
particolare al Canton Ticino è stata recentemente oggetto di una completa
verifica da parte del Tribunale federale delle assicurazioni.

                                         In una
sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V.B. (I 411/98), pervenuta al TCA il 24
luglio 2000, l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle
conclusioni del suo esame:

 

" 
2.- Come il Tribunale federale delle
assicurazioni ha avuto modo di affermare a più riprese, la nozione di
invalidità nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità coincide di massima
con quella ritenuta in materia di assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni. In ambedue i campi costituisce la limitazione, addebitabile ad un danno
alla salute assicurato, della capacità di guadagno permanente o di lunga durata
sul mercato del lavoro equilibrato entrante in linea di conto per l'assicurato
(119 V 470 consid. 2b, 116 V 249 consid. 1b).

L'uniformità della nozione d'invalidità conduce di
principio a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso
d'invalidità (DTF 119 V 470 consid. 2b). Ai sensi della giurisprudenza, gli
organi dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono
scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad
esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi
(DTF 112 V 175 consid. 2a; VSI 1998 pag. 174 consid. 4a).

 

3.- a) Nell'evenienza concreta l'assicurato,
contitolare a __________ di un garage, dove lui stesso lavora in qualità di
meccanico d'auto, percepisce, dal 1° gennaio 1994, una rendita d'invalidità del
15% da parte dell'INSAI, per i postumi dell'incidente stradale del 29 agosto
1990. Tale prestazione è rimasta invariata anche dopo una ricaduta notificata
nel febbraio 1996.

Ora, dagli atti contenuti nell'inserto della
causa non risulta che l'INSAI abbia fatto capo, per determinare il tasso
d'invalidità, ad un paragone dei redditi. In base ai principi suesposti, la
graduazione operata dal medesimo Istituto non era pertanto vincolante per
l'ufficio ricorrente. Quest'ultimo, comunque, l'ha ripresa senza eseguire i
necessari accertamenti economici impostigli dall'art. 28 cpv. 2 LAI.

 

b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria
cantonale ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che
riguarda, in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo
alla propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.-, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione annua
media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati non
qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996 UV
no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati su
dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si riferisce,
è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del Tribunale
federale delle assicurazioni nella causa A__________, destinata alla
pubblicazione.

 

4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in
sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa
stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa
l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di
quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i
dati forniti dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i
salari medi fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende
dall'insieme delle circostanze personali e della situazione professionale del
caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione),
criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un
uso corretto del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato,
al riguardo, come una riduzione complessiva massima del 25% del salario
statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono
influire sul reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella
medesima sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da
operare - percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza
valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione.

 

5.- Ora, la prassi della Corte cantonale
ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un
mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività
confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle
circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

In queste condizioni, il giudizio di prima
istanza e la decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che
gli atti sono rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso
d'invalidità fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca
di nuovo sul diritto ai provvedimenti professionali in lite."

                                         

                             2.10.   Con la
sentenza dell'8 settembre 2000 in re. N. R. questa Corte ha, tenuto conto per
la prima volta del cambiamento di prassi decretato dal TFA, esprimendo le
seguenti considerazioni:

 

" 
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha
inviato al dottor __________, direttore dell'Ufficio federale di statistica,
uno scritto del seguente tenore:

 

"  (…)

Il Tribunale
federale delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di
fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare
il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con
problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere
adeguate.

Al riguardo vengono
in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr.
4294.-- nel 1996, cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires
1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare la giurisprudenza federale,
in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato che l'altro termine di
paragone per fissare il grado di invalidità è sostanzialmente il salario
conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato prima dell'insorgenza del
danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr.
4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di risposta negativa:

Perché no? Quale
coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per adattarlo
alla situazione del nostro Cantone? (…)" (cfr. doc. _)

 

                                         Il dottor
__________ ha così risposto in data 14 agosto 2000:

 

"    (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

 

-   nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo
mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era
di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).

 

-    ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori dipendenti
di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi. Considerando
unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la stessa
categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14)

 

A titolo di confronto Le invio anche la tabella
TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera (settore privato), ripartiti
stavolta per settore economico. (…)" (cfr. doc. _)

 

                                         Alfine di
non discriminare gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono
notoriamente più bassi rispetto alla media nazionale, visto che il reddito da
valido è quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel
nostro Cantone senza il danno alla salute, questo Tribunale ritiene che
nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare la tabella che
riflette i salari versati nella nostra regione.

                                         Se si
ignorasse questo aspetto, sostenendo per ipotesi che siccome la LAI è una legge
federale occorre riferirsi ad un unico dato salariale statistico valido per
tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel 1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124
V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si finirebbe per utilizzare dati salariali
irrealistici ed in definitiva giungere ad un risultato che non garantisce
l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V 36; DTF 126 V 48; STFA del 22
maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I 76).

                                         Del resto
il TFA, nella sua giurisprudenza, ha per lungo tempo giustamente e regolarmente
tenuto conto dei salari vigenti nel Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC
1989 pag. 485 "du Canton concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella
causa K.W. citata in SVR 1996 UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des
Beschwerdegegners (Thurgau)".

                                         Nella
sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21 il TCA ha al riguardo precisato:

 

" 
La necessità di adattare i salari medi nazionali
alla situazione del Ticino risulta peraltro implicitamente nella risposta del
Consiglio di Stato del 28 settembre 1999 ad una interrogazione dell'On.
__________ del 14 agosto 1999 «Bassi salari e reddito famigliare» con la quale
chiedeva di pubblicare, dati disponibili per documentare la situazione relativa
al reddito e alle condizioni  sociali della famiglie in Ticino, nonché di
presentare i dati aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:

 

«  (…)

Su scala federale la
statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere
l'evoluzione e la struttura dei salari in Svizzera.

 

A livello regionale, le
informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la
struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al
lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e
per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni
supplementari.

 

Il calcolo dei dati
regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione
dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche
importanti rispetto al Ticino.

Non si è certi tuttavia
in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati
pubblicati.

 

    Per
i prossimi anni è inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della
tematica in questione, riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero
più elevato di informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di
applicare ai dati lo schema di ponderazione della struttura economica
cantonale.»"

                                         

                                         Va pure
ricordato che, secondo il TFA, occorre prendere in considerazione il salario,
risultante dalla tabella, di un uomo, se si tratta di un assicurato, e di una
donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 84-85):

 

" 
Dans ce cas, en raison des inégalités de
salaires entre les deux sexes révélées par les statistiques, il faut se
référer, pour les femmes, aux salaires des femmes et, pour les hommes, aux
salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser sur une valeur moyenne
entre le salaires des femmes et des hommes."

 

                                         Ora,
dalle citate tabelle figura che nel Canton Ticino per il 1998 il salario medio
di una donna esercitante attività semplici e ripetitive era di fr. 2683.-- al
mese nel settore pubblico e privato (TA13), mentre invece nel settore privato
il salario ammontava a fr. 2672.-- mensili (TA14). (A livello nazionale esso
era invece di fr. 3505.--, TA1).

 

                                         Infine,
va ancora ricordato che i salari risultanti dalle statistiche devono essere
elevati per tenere conto di una durata media del lavoro di 41,9 ore e non di 40
ore (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 85: "Il convient cependant de relever que
ce salaire standardisé se base généralement sur une durée de travail de 40
heures par semaine, ce qui est inférieur à l'horaire habituel moyen de travail
de 41,9 heures dans les entreprises en 1996 (L'économie publique, 1999 n° 8,
annexe p. 27, Tableau B 9.2). Pour un horaire de travail hebdomadaire de 41,9
heures, le salaire se monte ainsi à 4498 francs par mois ou à 53976 francs par
année (Fr. 4498.-- x 12") e, se del caso adattati al rincaro (cfr. STFA
del 9 maggio 2000 nella causa I. consid. 7a).

 

                                         Questo
porterebbe, nel 1998, il salario ipotetico conseguibile in attività leggera
adeguata esercitata a tempo pieno e prima di eventuali riduzioni per motivi
particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 126 V 75; DTF 124
V 323: Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del 9 maggio 2000
nella causa A., I 482/99), in fr. 45'390.-- (rispettivamente fr.
47'929.--) per gli uomini e in fr. 33'587.-- (rispettivamente: fr.
33'725.--) per le donne.

 

                             2.11.   In concreto
né questa Corte, né l'amministrazione dispone di dati concreti per stabilire il
reddito da invalido dell'assicurato, in quanto egli è disoccupato. Si deve
quindi far capo ai dati statistici.

                                         La
__________ ha fatto riferimento ad un salario medio di fr. 3'000 nelle tre
attività proposte (ridotto a 2'900 per gli autisti con patente B). Questo dato
non può tuttavia essere considerato in quanto si riferisce alla Svizzera
centrale (cfr. doc. _).

                                         Pure il
medesimo salario indicato dall'orientatrice non può essere applicato al caso in
esame, in quanto oltre a non tener conto di tutte le attività dichiarate
ammissibili, si riferisce ai salari indicati dalla __________. Inoltre, come
indicato dal ricorrente, il salario per un autista con patente B sarebbe di
2'856 franchi per dodici mesi (doc. _ atti amm.).

 

                                         Alla luce
della giurisprudenza federale citata al considerando precedente va pertanto
tenuto conto del reddito in attività leggere di fr. 45'390.-- (nel 1998),
deducibile dalle tabelle sulla struttur dei salari (ISS), che nel caso in esame
dev'essere cospicuamente ridotto già solo per le numerose limitazioni provocate
dal danno alla salute. In particolare l'asma lo obbliga a lavorare in un clima
asciutto e equilibrato, non deve essere sottoposto a sforzi fisici, né in
contatto con polvere, fumo, vapori, né a nichelio e cobalto.

                                         In simili
condizioni può essere considerata una riduzione del reddito pari ad un 20/25%. 

                                         Il
reddito da invalido nel 1998 è quindi di fr. 35'177.--.

 

Il reddito da
valido è pari a fr. 45'500 (doc. _ atti amm, doc. _) e il dato risale al 1996
(l'assicurato ha lavorato fino al 22 novembre 1996; doc. _). Esso va quindi
indicizzato al 1999 (istante della pronuncia della decisione, DTF 116 V 248
consid. 1a; DTF 126 V 81 consid. 7a; La vie économique 2/2001 p. 28, Tabella
B.10.2); esso è quindi pari, tenendo conto dell'evoluzione dei salari per
l'industria della manifattura (1.2% in totale) a fr. 46'046.

 

                                         Il
reddito da invalido è del 1998 e va anch'esso indicizzato al 1999
(giurisprudenza citata, la vie économique 2/2001 p. 28, tabella B.10.3), in
base al seguente calcolo:

 

                                         45'390
X 1835 : 1832 = fr. 45'464.30 

 

                                         Considerato
la riduzione del 20/25 % il reddito da invalido nel 1999 aumenta a fr.
35'235.--.

 

                                         In simili
circostanze l'assicurato è senz'altro invalido almeno il 20%.

 

                                         Visto
quanto sopra la questione di sapere se l'attività di trasporto per andicappati
fa parte di un mercato del lavoro equilibrato può restare indecisa, in quanto
l'assicurato raggiunge il grado minimo previsto dalla giurisprudenza in
relazione all'esame del diritto ad eventuali provvedimenti integrativi (doc. _
atti amm.).

                                         Del resto
anche se così fosse, il reddito sarebbe di ca fr. 2'900/3'000 mensili (doc. _
atti amm.). Di conseguenza anche in questa ipotesi l'UAI dovrebbe esaminare i
presupposti per l'eventuale riconoscimento di provvedimenti integrativi
professionali.

 

                                         Visto
quanto sopra il ricorso dev'essere accolto e la decisione impugnata annullata.
L'incarto viene quindi rinviato all'UAI affinché, esperiti i necessari
accertamenti (cfr. esame __________ in cui si indica adeguato un evenutale
apprendistato, p. 5 doc. _), si pronunci sul diritto all'integrazione
dell'interessato.

                                                                                                                                                                                                              
              

                              2.12   Visto l'esito
della procedura l'assicurato ha diritto al versamento di un importo a titolo di
spese ripetibili, che nel caso concreto appare giustificato quantificare in fr.
2'000 (cfr. RAMI 1996 p. 261 e 262 il TFA; cfr. RAMI 1997 p. 322 e STCA non
pubbl. del 19.1.2001 in re D.I).

 

                                         Di
conseguenza la decisione di ammissione all' assistenza giudiziaria diventa
priva di oggetto (cfr. DTF 124 V 303; 309 consid. 6).

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         § La
decisione impugnata è annullata.

                                         L'incarto
è rinviato all'UAI affinché esamini se __________ ha diritto all'assegnazione
di provvedimenti integrativi professionali a carico dell'AI e statuisca
nuovamente.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L'UAI
verserà a __________ fr. 2'000 a titolo di spese ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti