# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ce0fadfd-e7af-530c-ac4a-31761e6ab0ab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-08-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 25.08.1999 52.1999.149
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-149_1999-08-25.html

## Full Text

Incarto n.

  52.99.00149

   

  	
  Lugano

  25 agosto 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  25 maggio 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________,  

  patr.
  da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 4 maggio 1999, no. 1907, del Consiglio di Stato che respinge
  un'istanza volta ad ottenere l’accertamento della nullità della decisione 8
  giugno 1998 del consiglio comunale di __________ in tema di alienazione di
  beni comunali ed in subordine la restituzione dei termini per impugnare tale
  decisione;

  

 

 

viste le risposte:

-    2 giugno 1999 del Consiglio di
Stato, __________;

-    8 giugno 1999 del municipio di
__________;

-    11 giugno 1999 di __________ e
__________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 29 gennaio 1998 i
resistenti __________ ed __________ hanno chiesto al comune di __________ di
cedere loro un appezzamento di 37 mq dell’area pubblica (part. n. __________
RF), che si insinua fra gli stabili posti sulle part. n. __________, __________
e __________ RF di loro proprietà e che confina verso E con un fondo di
proprietà dei ricorrenti __________ e __________ (part. __________ RF).

Aderendo alla richiesta, con messaggio no. 4 del 17 febbraio
1998 il municipio di __________ ha invitato il consiglio comunale ad
autorizzare il trasferimento della superficie in questione da bene
amministrativo a bene patrimoniale e ad autorizzarne la vendita ai resistenti
al prezzo di fr. 280.- al mq. Dando seguito al preavviso favorevole della
commissione delle petizioni, l'8 giugno 1998 il consiglio comunale di
__________ ha accolto all'unanimità la proposta del municipio. La relativa
risoluzione è stata pubblicata all'albo comunale a partire dal 10 seguente.

 

 

                                  B.   Con istanza 15 febbraio 1999
__________ e __________ hanno chiesto al Consiglio di Stato di accertare la
nullità della predetta risoluzione del consiglio comunale, obiettando in
particolare che il terreno in questione non avrebbe potuto essere alienato e
che non sarebbe stata seguita la procedura dell'abbandono di strade prescritta
dall'art. 42 LStr. In via subordinata, gli istanti hanno chiesto al Governo di
restituire loro il termine per impugnare il provvedimento avversato.

 

 

                                  C.   Con giudizio 4 maggio 1999
il Consiglio di Stato ha respinto entrambe le istanze. Il Governo ha in
sostanza escluso che la risoluzione fosse viziata da difetti tali da
comportarne la nullità. In pari tempo ha negato che la mancata pubblicazione
sul FU della decisione di trasferimento dello scorporo dai beni amministrativi
a quelli patrimoniali, prescritta dall'art. 42 cpv. 2 LStr, giustificasse la
restituzione in intero contro il lasso dei termini.

 

 

                                  D.   Contro il predetto giudizio
governativo i soccombenti si aggravano ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e riproponendo in questa sede le
richieste respinte dal Consiglio di Stato.

Dopo aver rilevato come al terreno ceduto inerisca natura di
strada, i ricorrenti ribadiscono le eccezioni sollevate senza successo in prima
istanza con riferimento alla procedura prescritta dall'art. 42 LStr per
l'abbandono di strade. Il consiglio comunale, obiettano, non ne avrebbe mai
deciso la dismissione. La mancata pubblicazione sul FU della decisione avrebbe
inoltre precluso loro un'adeguata difesa dei loro diritti di proprietari
confinanti. In ogni caso, tale omissione giustificherebbe la restituzione dei
termini di ricorso.

 

 

                                  E.   Il ricorso è avversato dal
Consiglio di Stato, che ne postula il rigetto senza formulare particolari
osservazioni.

Ad identica conclusione pervengono il municipio di __________
ed i resistenti con argomenti che verranno discussi qui appresso.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo è data dall'art. 208 LOC. La legittimazione attiva dei
ricorrenti, direttamente e personalmente toccati dal giudizio impugnato, è
certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque
ricevibile in ordine.

Data la natura delle questioni in esame, l’impugnativa può
essere evasa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). Le prove
chieste dai ricorrenti (testi, sopralluogo, ispezione RF) non appaiono invero
atte a procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio che
questo tribunale è chiamato a rendere.

 

 

                                   2.   I ricorrenti chiedono in
via principale che la decisione del Consiglio di Stato venga annullata e che
venga accertata la nullità della risoluzione 8 giugno 1998 del consiglio
comunale di Manno. In via subordinata postulano invece che venga loro
restituito il termine per impugnare questo provvedimento o che venga accertato
che detto termine non ha iniziato a decorrere per inosservanza dell’obbligo di
pubblicarlo sul FU sancito dall'art. 42 cpv. 2 LStr.

Ai fini del giudizio occorre anzitutto esaminare le domande
poste in via subordinata. Se fossero fondate la legittimità della decisione del
consiglio comunale andrebbe infatti verificata in via di ricorso e non soltanto
nell'ambito di un'istanza volta ad accertarne la nullità. Occorre quindi
preliminarmente stabilire se la censurata decisione del legislativo comunale
soggiacesse alla legge sulle strade ed all'obbligo di pubblicazione sul FU
sancito dalla norma succitata.

 

 

                                   3.   3.1. Secondo l'art. 2 LStr,
le strade sono aree utilizzate per la circolazione dei veicoli a motore, dei
veicoli senza motore o dei pedoni. Sono strade pubbliche quelle di proprietà
del Cantone, dei comuni, dei consorzi e dei patriziati. Sono strade aperte al
pubblico tutte quelle che indipendentemente dai rapporti di proprietà possono essere
usate da una cerchia indeterminata di persone.

Nel caso concreto, l'oggetto della presente contestazione è costituito
da una striscia di terreno allo stato naturale, attiguo alla piazzetta
asfaltata antistante l'abitazione dei resistenti, che confina su tre lati con
le proprietà di quest'ultimi e sul quarto (E) con il fondo dei ricorrenti
(part. n. __________ RFD). Il PR (piano del traffico) gli attribuisce la
qualifica di “superficie assegnata alla circolazione soprattutto pedonale”. Con
ciò risulta chiaramente sancita la sua qualità di strada e l’assoggettamento
alla LStr. Il fatto che non sia asfaltato come il resto della piazzetta e che
sia praticamente utilizzato soltanto dalle parti in lite non permette di
giungere a diversa conclusione. L’atto pianificatorio non lascia alcun dubbio
circa la sua classificazione.

 

3.2. L’art. 177 LOC definisce i beni amministrativi dei comuni
come beni che servono all’adempimento di compiti di diritto pubblico (cpv. 1).
Tali beni sono di principio inalienabili e non possono essere costituiti in
ipoteca (cpv. 2). Sono autorizzate unicamente le alienazioni di scorpori di
terreno, le rettifiche di confine e le permute di beni che non hanno utilità
prevedibiel (cpv. 3).

L’art. 42 LStr dispone invece che il proprietario di una
strada può deciderne l'abbandono (cpv. 1). La decisione, prosegue la norma,
dev'essere annunciata nel FU e pubblicata negli albi comunali (cpv. 2). Le
persone che dimostrano un interesse legittimo, soggiunge, possono chiedere
entro due mesi dalla pubblicazione che la strada sia loro ceduta in proprietà.
Di preferenza la cessione viene fatta a favore delle persone che assicurano
l'uso pubblico della strada; in questo caso la cessione avviene di regola a
titolo gratuito (cpv. 3). Le strade che non vengono cedute in proprietà a
terzi, conclude l’art. 42 LStr, entrano a far parte dei beni patrimoniali del
proprietario 6 mesi dopo la pubblicazione della decisione di cui sopra (cpv.
4).

L'art. 42 LStr prevale quale lex specialis sull'art .177 LOC.
Ciò significa fra l’altro che per le decisioni fondate sull'art. 42 LStr fanno
stato le esigenze di pubblicità poste dal secondo capoverso di tale norma e non
quelle, meno rigorose, sancite dall'art. 41 LOC. Oltre ad essere pubblicate
all'albo comunale, le decisioni di abbandono di strade devono pertanto essere
annunciate sul FU. Ne deriva che il termine per impugnarle inizia a decorrere
soltanto dal momento in cui entrambe le forme di pubblicità sono ossequiate.

In caso di pubblicazione difettosa, vale la regola secondo
cui una notificazione carente non deve pregiudicare eventuali interessati
nell'esercizio dei loro diritti di difesa: regola che trova comunque il suo
limite nei principi della buona fede e della sicurezza del diritto (Borghi
Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 26 PAmm, N. 4;
Rhinow/Krähenmann, Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd, N. 84 B IV).

 

3.3. Nel caso in esame, la decisione con cui il consiglio comunale
ha disposto il trasferimento di uno scorporo di 37 mq di terreno dai beni
amministrativi a quelli patrimoniali del comune è assimilabile ad una decisione
di abbandono retta dall'art. 42 LStr (Scolari, Diritto amministrativo, vol. II,
N. 539). L’intenzione del legislativo comunale di rinunciare alla destinazione
pubblica dell’oggetto è inequivocabile. Il fatto che si sia richiamato all’art.
177 LOC invece che all’art. 42 LStr è irrilevante. Il diritto è applicato
d’ufficio.

Ora, il provvedimento è stato pubblicato all'albo comunale,
ma non sul FU come prescritto dal secondo capoverso dell’art. 42 LStr. In base
alle regole sulla notificazione difettosa degli atti amministrativi illustrate
al precedente considerando, se ne deve dedurre che l’omissione abbia inibito la
decorrenza del termine per impugnarlo.

Conseguentemente, l'istanza di accertamento della nullità inoltrata
dai ricorrenti otto mesi più tardi, non appena hanno avuto notizia del provvedimento
in questione, avrebbe dovuto essere trattata come ricorso ed esaminata nel
merito.

A questa conclusione non ostano né il principio della buona fede,
né quello della sicurezza del diritto.

Non consta infatti che i ricorrenti abbiano tardato in modo
contrario al principio della buona fede ad insorgere contro la decisione del
legislativo comunale. Né costituisce un impedimento alla ricevibilità del
gravame il fatto che la contestuale decisione di cedere ai resistenti il
terreno in questione, soggetta a semplice pubblicazione all'albo giusta l’art.
41 LOC, sia cresciuta in giudicato formale

 

 

                                   4.   Sulla scorta delle
considerazioni che precedono il ricorso va quindi accolto nella misura in cui
ha per oggetto la decisione del consiglio comunale di abbandonare l'area
stradale in discussione. Entro questi limiti, il giudizio impugnato va
annullato, rinviando gli atti all'istanza inferiore giusta l'art. 65 cpv. 2
PAmm, affinché si pronunci nel merito delle censure sollevate dai ricorrenti
contro la decisione di abbandonare l'area in questione. Avuto riguardo
all'esito di tale verifica il Consiglio di Stato statuirà nuovamente
sull'istanza di nullità delle susseguenti determinazioni assunte nel contempo
dal legislativo comunale in ordine alla cessione del bene ai resistenti.

La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 42 LStr; 177, 208 LOC; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la decisione 4 maggio 1999, n.
1907, del Consiglio di Stato è annullata.

1.2.   gli atti sono rinviati al
Consiglio di Stato per nuova decisione come ai considerandi.

 

 

                                   2.   Le spese e la tassa di
giustizia di fr. 800.-- sono a carico delle parti in ragione di metà ciascuno.

 

 

                                   3.   Non si assegnano ripetibili.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario