# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8e1418b2-93c3-5333-b2de-4096575262c2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 09.10.2017 72.2016.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2016-16_2017-10-09.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2016.16

  	
  Lugano,

  9 ottobre 2017/bm 

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone Ticino

  
	
  La Corte
  delle assise correzionali di Mendrisio

  
	
   

  
						

 

	
  composta da:

  	
  giudice Manuela Frequin
  Taminelli, Presidente

  
	
   

  	
  Sara Lavizzari, vicecancelliera

  

 

sedente nell’aula
penale minore di questo palazzo di giustizia, per giudicare

 

nella causa penale       Ministero
Pubblico

 

	
  contro

  	
  IM 1,

  rappresentato dall’avv. DUF 1 

  

 

	
   

  	
  in carcerazione preventiva dal
  28.03.2014 al 31.03.2014 (4 giorni),

  

 

	
  imputato, a norma del decreto
  d’accusa 20/2016 del 25.1.2016 emanato dal Procuratore pubblico PP 1,
  considerato come atto d’accusa (art. 356 cpv. 1 CPP), di

  

 

                                   1.   ripetuta
ricettazione

                                         per avere, 

 

1.1  nel periodo novembre 2013 / 27 marzo 2014, intenzionalmente
occultato nel suo appartamento in Via __________ a __________, all’interno
della camera da letto in uso alla figlia minorenne __________, numerosi oggetti
di valore (refurtiva denunciata pari a CHF 51'086.-), 

 

fra cui 1 telefonino Nokia (nr. IMEI __________), 1 telefonino
Nokia (nr. IMEI __________), 1 telefonino Samsung Galaxy bianco, 1 telefonino
Samsung GT-S7500 nero (nr. IMEI __________), 1 telefonino Nokia nero (nr. IMEI __________),
1 computer portatile HP, 1 tablet Galaxy Tab 2 nero, 1 coltellino Victorinox, 1
caricatore per telefono fisso Casio, 59 chiavi di veicoli a motore e di
appartamenti (ognuna catalogata e contenuta in una busta bianca con
l’indicazione del luogo e della Via), 1 borsa da donna Louis Vuitton, 1 trousse
da donna, 23 anelli di dimensioni diverse con pietre colorate, 19 ciondoli in
metallo, 67 orecchini, 59 collane, 26 braccialetti, 1 collana in perle
(girocollo), 12 orecchini in perle, 1 pendente con perla, 1 orologio in metallo
grigio completo di custodia e garanzia, 1 orologio da uomo marca Lotus, 1
orologio Tissot in metallo grigio e giallo da donna, 1 orologio da donna marca
BTL in metallo, 1 orologio da uomo in metallo bianco, 1 orologio da donna
Brail, 1 orologio da donna in metallo, 1 orologio da donna marca Eve Mon Crois,
1 orologio da donna in metallo, 1 orologio Tissot, 4 custodie per anelli in
cartone rosso, 1 borsa marca Yendi, 2 borsellini in similpelle marrone chiaro
con inserti maculati e ciondolo a forme di cuore, 2 borsellini da donna marca
Benetton, 2 borsellini da donna marca Galitzine in similpelle contenente una
carta di identità italiana a nome di __________ (nr. __________), 2 borsellini
da donna in pelle marrone marca Renato Balestra contenente 424'060 Lire
italiane, 60 cofanetti porta gioie in velluto nero, 5 bracciali, 2 pendenti in
metallo, e meglio come da verbale di sequestro del 27 marzo 2014 e relativa
documentazione fotografica (AI 103, allegati 7 e 8), 

sapendo o
dovendo presumere date le circostanze, che gli stessi fossero stati ottenuti da
__________ attraverso un reato contro il patrimonio;

 

                                1.2    nel
periodo dicembre 2013 / gennaio 2014 __________, a __________ e in altre
imprecisate località del Canton Ticino, ricevuto in dono dalla figlia minorenne
__________, all’epoca studente e senza attività lucrativa, almeno CHF 200.-,
provento di reato contro il patrimonio;

 

 

                                   2.   ripetuta infrazione alla
LF sugli stupefacenti

per avere, 

 

                                2.1   nel periodo maggio 2013 / 27
marzo 2014, a __________, a __________ e in altre imprecisate località del
Canton Ticino, senza essere autorizzato e senza indicazione medica, in
molteplici occasioni alienato e offerto alla figlia minorenne __________
complessivi 6 grammi di marijuana;

 

                                2.2   nel periodo settembre 2013 /
gennaio 2014 presso il suo domicilio a __________, rese accessibili alla figlia
minorenne __________ almeno 10 piante di marijuana, coltivate in un armadio per
mezzo di lampade alogene, coltivazione di cui egli era perfettamente a
conoscenza;

 

 

                                   3.   ripetuta violazione del
dovere d'assistenza o educazione

per avere, nel periodo maggio 2013 / 27 marzo 2014, a __________ e
in altre imprecisate località del Canton Ticino, ripetutamente trascurato il
suo dovere di assistenza e di educazione nei confronti della figlia minorenne __________
che viveva a casa sua e di cui doveva averne cura, esponendo, in tal modo, a
pericolo il suo sviluppo psichico e fisico,

 

e meglio, per avere,

 

                                3.1   permesso che __________,
all’epoca quindicenne, fumasse e facesse uso di sostanze stupefacenti, in
particolare di marijuana, fornendole lui stesso piccoli quantitativi per il suo
consumo personale e tollerando che la minorenne coltivasse in un armadio almeno
10 piante di canapa, e meglio come descritto al punto 2. del presente decreto;

 

                                3.2    tollerato
che __________ trascurasse la scuola e, perlomeno da __________, non ci andasse
più del tutto;

 

                                3.3   nel periodo novembre 2013 /
27 marzo 2014, tollerato che __________ si dedicasse a commettere furti nelle
abitazioni, permettendo che la stessa accumulasse, nonostante fosse a
conoscenza della provenienza degli oggetti, gran parte della refurtiva in
camera sua, facendosi inoltre consegnare almeno CHF 200.- in contanti, e meglio
come descritto al punto 1. del presente decreto;

 

 

                                   4.   ripetuta contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti

per avere, nel periodo anno 2012 / 28 marzo 2014, a __________ e
in altre imprecisate località del Canton Ticino, senza essere autorizzato,
intenzionalmente e ripetutamente consumato almeno 34 grammi di marijuana (68
spinelli);                                        

 

fatti avvenuti: nelle indicate circostanze di tempo e di
luogo;

reati previsti: dagli artt. 160 cifra 1 cpv. 1 CP, 219 cpv.
1 CP, 19bis LStup e 19a cpv. 1 LStup;

 

Presenti                      -   il Procuratore pubblico PP 1, in
rappresentanza del Ministero Pubblico;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.

 

 

Espletato il
pubblico dibattimento dalle ore 09:33 alle ore .14:17.

 

 

Evase le seguenti

questioni:                     Verbale del
dibattimento

La Presidente rileva che il
punto 1.2. dell’atto d’accusa, considerato che non vi è unità giuridica
d’azione, è prescritto, così come il punto 4. Le parti non hanno osservazioni
in proposito.

 

 

Sentiti:                        -   il Procuratore pubblico,
per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni:

oggi in aula abbiamo avuto la dimostrazione che l’imputato non
vuole capire che siamo qui in aula perché egli ha commesso dei reati per cui
dovrebbe, se vuole, assumersene le responsabilità.

Ripercorrendo l’inchiesta rileva che dal marzo 2013 __________
vive con il padre, __________ non va più a scuola. A __________ inizia ad
uscire con i ragazzi della zona, facendo qualche marachella e facendo tardi la
sera. Ripercorre le dichiarazioni delle parti in atti e gli scambi di sms.
Osserva che l’imputato ha sempre negato ogni suo coinvolgimento nei reati
commessi dalla figlia e di sapere dei suoi consumi. Quando la figlia finalmente
parla, allora l’imputato deve ammettere di averle dato dello stupefacente, ma
come ha sostenuto oggi in aula sostiene di averlo fatto a fin di bene. Questo
comportamento configura un doppio reato: un’infrazione alla LStup e una
violazione del dovere di educazione. Osserva che fatica a capire come mai
l’imputato continua a negare di aver saputo dell’esistenza della coltivazione
di canapa. Si chiede come sia possibile che, se lo sanno __________, la mamma e
lo zio, come è possibile che l’unico che non lo sa è colui che le ha in casa, e
cioè l’imputato?! Rileva che l’imputato tende a sminuire la gravità dei consumi
da parte della figlia e ad essere riduttivo, lo stesso nei confronti dei furti,
in merito ai quali arriva ad affermare che è possibile che qualche denunciante
può aver gonfiato la cifra della refurtiva.

Sostiene che l’accusa per ricettazione ci sta tutta, almeno per
dolo eventuale. È impossibile che IM 1 non ha visto la refurtiva e non può non
aver pensato che il 95% era stato sottratto (cfr. 6B_795/2007). Il punto 1.1. del
DAC va dunque confermato.

Per quanto attiene al punto 2.1. del DAC è dato, così come il 2.2.
L’imputato non poteva, infatti, non sapere dell’esistenza delle piantine di
canapa.

Afferma che anche i punti 3.1. e 3.2 DAC sono adempiuti poiché è
vero che __________ era una ragazzina problematica, ma agli atti vi è l’AI 20
in cui si legge che i genitori faticavano a capire le preoccupazioni della
scuola. In particolare l’imputato era perplesso in merito alla necessità di
intervento delle autorità, poiché non riteneva necessario un aiuto esterno. __________
è dunque sempre stata presa sotto gamba, vi era un rapporto genitoriale un po’
strano: padre e figlia fumano assieme, il padre le permette di fare tutto ciò
che vuole invece di imporsi come genitore. È vero che l’imputato lavorava tutto
il giorno, ma si potevano trovare altri correttivi e, in ogni caso, egli non si
accorge nemmeno di quello che capita il week end. Pure il punto 3.3. DAC
merita, a suo modo di vedere, conferma. È impensabile che non ci si accorga che
i figli arrivano a casa con cose che non sono loro, sapendo di furtarelli
pregressi alla __________ e al __________.

In conclusione chiede dunque la conferma del DAC, ad eccezione dei
punti 1.2. e 4 poiché prescritti.

Per quanto attiene alla commisurazione della pena si rimette al
prudente giudizio della Corte e, infine, chiede la confisca di tutto quanto in
sequestro, ad eccezione degli oggetti di cui al punto 5 e 6 DAC.

 

                                     -   l’avv. DUF 1,
difensore dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni:

rileva che IM 1 aveva una famiglia, che si era costruito dopo un
passato difficile di dipendenza. Poi il matrimonio è naufragato, vi è stato
l’allontanamento dei figli dal padre e i genitori non sono riusciti a gestire
la situazione. __________, in particolare, ne ha sofferto e su di lei i
genitori non sono più riusciti ad avere un controllo: la ragazza ha iniziato ad
abbandonare la scuola e a delinquere. Osserva che il successivo intervento
delle autorità penali ha però consentito di fissare un nuovo punto di partenza
per un futuro migliore e la dimostrazione è che __________, ora, frequenta un
apprendistato e lavora. Rileva che l’imputato sa di aver commesso degli sbagli,
di non aver saputo gestire il rapporto con la figlia e sa che poteva e doveva
fare meglio e di più. Ma oggi ci troviamo in un’aula penale e quindi egli va
giudicato solo per i reati penali che ha commesso. Sottolinea che i punti 1.2.
e 4 del DAC sono prescritti, mentre per i restanti punti gli stessi vengono,
almeno in parte, contestati.

In merito al punto 1.1. DAC rileva che l’imputato non ha
intenzionalmente occultato nulla e che egli non sapeva né dei furti della
figlia né che la figlia ne nascondesse la refurtiva in camera sua. Le sue
dichiarazioni in inchiesta su questo punto sono sempre state lineari: egli
partiva al mattino e tronava alla sera e non sapeva ciò che __________ faceva.
Anche __________ ha sempre detto che il padre non sapeva nulla dei suoi furti.
Osserva che la ricettazione prevede, in ogni caso, un comportamento attivo e
quindi il solo tollerare che vi fosse della refurtiva nell’appartamento non
sarebbe in ogni caso sufficiente a configurare il reato. L’imputato va, dunque,
prosciolto da questa imputazione.

Sul punto 2.1. DAC rileva che è stato ammesso dall’imputato. Egli
sa di aver sbagliato e ne è molto dispiaciuto, anche se non lo da a vedere.
Sottolinea che egli ha agito in questo modo anche per evitare che __________ si
procurasse lo stupefacente altrove, anche se evidentemente non è una scusante.

Per quanto attiene al punto 2.2. DAC, osserva che non si può dire
che l’imputato sia stato perfettamente a conoscenza della presenza delle
piantine di canapa. IM 1 l’ha sempre negato, mentre ha sempre ammesso di aver
dato marijuana alla figlia, azione ben più grave. Si chiede quindi che motivo aveva
di negare di sapere dell’esistenza delle piantine. In ogni caso, anche se
l’avesse saputo, ciò non basta per realizzare il reato di cui all’art. 19bis
Lstup. Egli non rendeva, infatti, accessibili le piantine di canapa a __________,
perché quest’ultima se le rendeva accessibili da sola. Questa imputazione deve,
pertanto, cadere.

Sul punto 3 del DAC osserva che è innegabile come IM 1 avesse un
dovere di assistenza ed educazione nei confronti della figlia e la sua
posizione di garante non è in discussione. Ma, in merito al punto 3.3 DAC
rileva che agli atti non vi sono elementi per dire che l’imputato fosse a
conoscenza dei furti. Non vi sono elementi per dire che egli sapeva della
presenza della refurtiva e che si è fatto consegnare dalla figlia fr. 200.-
sapendo che era refurtiva. In applicazione del principio in dubio pro reo egli
va dunque prosciolto da questa imputazione. 

In merito al punto 3.2. DAC osserva che l’imputato sapeva che __________
non frequentava la scuola, ma non è stato lui a chiederle di non farlo. Egli
voleva che la frequentasse e ha sempre discusso con le autorità per raggiungere
questo fine. L’art. 219 CP non può, dunque, trovare applicazione. Tanto più che
non vi è stata una rinuncia perpetua alla scuola, si trattava di una questione
temporanea, di pochi mesi.

Infine, sul punto 3.1. DAC rinvia a quanto detto in precedenza e
l’applicazione dell’art.  219 CP in relazione alla coltivazione delle piantine
è dunque esclusa. Invece per l’uso di sostanze stupefacenti e per il fatto di avergliene
forniti, osserva che il reato è consumato dalla condanna per l’art. 19bis LStup
di cui al punto 2.1.

Sulla commisurazione della pena elenca le attenuanti generiche che
vanno considerate in favore di IM 1, segnatamente la personalità del reo e la
difficile situazione famigliare in cui egli si trovava per la separazione dalla
moglie. Rileva che IM 1 non è rimasto con le mani in mano, ma si è rivolto ai
servizi preposti. Dopo i fatti è sempre rimasto vicino alla figlia, un percorso
difficile ma che sembra aver dato i suoi frutti. Non da ultimo egli ha sempre
fatto fronte agli obblighi di mantenimento nei confronti dei figli. Per finire
rileva che è vero che egli non è incensurato, ma l’ultima condanna risale a 23
anni or sono e da lì non ha più commesso reati. Inoltre la cura metadonica
permetterà certamente di scongiurare delle ricadute.

In conclusione chiede che l’imputato sia prosciolto da tutte le
imputazioni del DA, ad eccezione di quella di cui al punto 2.1 e che la pena
pecuniaria e la multa a suo carico siano, dunque, massicciamente ridotte.
Postula, infine, l’accoglimento dell’istanza di indennizzo per ingiusta
carcerazione.

 

 

Preso atto che le
parti non hanno richiesto, nel termine di legge, la motivazione scritta della
sentenza, per cui sono date le condizioni stabilite dall’art. 82 CPP;

 

 

visti gli art.:                     34, 42, 44, 47,
49, 51, 69, 160 e 219 CP;

19a cpv. 1 e 19bis LStup;

82, 135, 422 e segg. CPP e 22 TG
sulle spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

IM 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   infrazione alla Legge
federale sugli stupefacenti

per avere, nel periodo maggio 2013 / 27 marzo 2014, a __________ e
in altre imprecisate località del Canton Ticino, in molteplici occasioni, senza
essere autorizzato e senza indicazione medica, alienato e offerto alla figlia
minorenne __________ complessivi 6 grammi di marijuana;

 

                               1.2.   violazione del dovere di
assistenza o educazione

per avere, nel periodo maggio 2013 /
27 marzo 2014, a __________, a __________ e in altre imprecisate località del
Canton Ticino, permesso che la figlia minorenne __________ fumasse e facesse
uso di sostanze stupefacenti, in particolare marijuana, fornendole lui stesso
piccoli quantitativi per il suo consumo personale.

                                   2.   IM 1 è prosciolto dalle
imputazioni di:

 

                               2.1.   ripetuta ricettazione di cui
al punto 1.1 del decreto d’accusa;

 

                               2.2.   ripetuta infrazione alla
LStup di cui al punto 2.2 del decreto d’accusa;

 

                               2.3.   ripetuta violazione del
dovere di assistenza o educazione di cui ai punti 3.1. in relazione all’aver
tollerato la coltivazione di almeno 10 piante di canapa, 3.2. e 3.3. del
decreto d’accusa;

 

 

                                   3.   E’ abbandonato il procedimento penale a carico di IM 1 per ricettazione di cui al punto
1.2. del decreto d’accusa e di ripetuta contravvenzione alla LStup di cui al
punto 4 del decreto d’accusa.

 

 

                                   4.   Di conseguenza, IM 1 è
condannato alla pena pecuniaria di fr. 2'700.-- (duemilasettecento),
corrispondenti a 90 aliquote giornaliere di fr. 30.-- cadauna.

 

 

                                   5.   L’esecuzione della pena
pecuniaria è sospesa e al condannato è impartito un periodo di prova di anni 2
(due).

 

 

                                   6.   A crescita in giudicato
integrale della presente decisione è ordinata la confisca di tutto quanto in
sequestro, ad eccezione dei seguenti oggetti per i quali è ordinato il
dissequestro a favore di IM 1:

 

                               6.1.   due bottiglie di vino rosso
(1 L’Ariete e 1 Nuvola Vecchia Toscana, nr. Re.p 34096);

 

                               6.2.   un cappello nero, marca
C&A (nr. Rep. 34096).

 

 

                                   7.   L’istanza di indennità per
ingiusta carcerazione è integralmente accolta.

 

 

                                   8.   La tassa di giustizia di
fr. 500.-- e le spese procedurali sono poste a carico del condannato in ragione
di 1/4; il rimanente è a carico dello Stato.

 

 

                                   9.   Le spese per la difesa
dufficio sono sostenute dallo Stato.

 

                               9.1.   Le note professionali
dell’avv. DUF 1 sono approvate per:

 

onorario                      fr.       3'928.25

spese                          fr.            149.--

IVA (8%)                     fr.          326.20

totale                           fr.       4'403.45

 

                               9.2.   Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino 1/4 della retribuzione del difensore
d’ufficio non appena le sue condizioni economiche glielo permetteranno (art.
135 cpv. 4 CPP).

 

 

 

 

 

Distinta spese:              Tassa di giustizia                                  fr.           500.--

                                         Inchiesta
preliminare                           fr.           200.--

Spese postali, tel., affr. in
blocco       fr.             71.60

                                                                 fr.           771.60

                                                                 ============

 

 

 

                                         Distinta spese a
carico di IM 1 (1/4)

 

                                         Tassa di giustizia                                  fr.           125.--

Inchiesta preliminare                           fr.             50.--

Spese postali, tel., affr. in
blocco       fr.             17.90

                                                                 fr.           192.90

                                                                 ============

 

Il rimanente è a carico dello Stato

 

 

 

 

 

Intimazione a:           

 

 

 

Comunicazione a:  -   Comando della Polizia cantonale, SG/SC
(Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona

                                     -   Ministero Pubblico, SERCO,
6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio dei Giudice dei
provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

                                     -   Dipartimento sanità e
socialità, Residenza governativa, 6501 Bellinzona

                                     -   Ufficio centrale svizzero
di Polizia, sezione stupefacenti, 3003 Berna

 

 

Per la Corte delle assise
correzionali

La Presidente                                                       La
vicecancelliera