# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f289e07-7dbb-5fa3-b3a1-5662417fe8f2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-05-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 28.05.2002 80.2002.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2002-83_2002-05-28.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2002.00083

  	
  Lugano

  28 maggio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente della Camera di diritto tributario 

  del Tribunale d'appello

  
	
  giudice Alessandro Soldini

  
	
   

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo sul ricorso del 12 aprile 2002

 

in materia di:                 IC/IFD 99/00

 

	
  presentato da:

  	
  __________ __________
  __________, __________
  __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                     -   che, con
decisione del 25 febbraio 2002, l'Ufficio di tassazione di Lugano Campagna
accoglieva in parte il reclamo di __________
__________ __________,
commisurando il reddito imponibile in fr. 11'845 per l'IC (imposta annua fr.
122) e in fr. 21'445 per l'IFD (imposta annua fr. 75.45);

 

                                     -   che, con
scritto del 12 aprile 2002, indirizzato all'Ufficio di tassazione e consegnato
alla __________ il 15 aprile 2002, la
contribuente chiedeva una proroga di un mese del termine di ricorso alla Camera
di diritto tributario, per motivi medici;

 

                                     -   che la
Camera, ricevuto dall'autorità di tassazione il suddetto scritto, invitava la
ricorrente, con lettera del 18 aprile 2002, a produrre il certificato medico ed
a giustificare il mancato inoltro del ricorso prima dell'addotta
ospedalizzazione;

 

                                     -   che, in
data 14 maggio 2002, la ricorrente ha trasmesso alla Camera uno scritto,
intitolato "ricorso", accompagnato da diversi documenti, fra i quali
un certificato medico;

 

                                     -   che, nel
merito, contesta la decisione dell'autorità fiscale per tre ragioni:

                                         Ø                                                                             la
mancata concessione dell'aliquota "A";

                                         Ø                                                                             la
mancata concessione della deduzione dal reddito d'attività dei coniugi;

                                         Ø                                                                             la
misura della deduzione per spese di malattia, ammessa dall'Ufficio di
tassazione;

 

                                     -   che,
conformemente all’art. 26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e
penale del 24 novembre 1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto
tributario decide nella composizione di un Giudice unico la presente causa, che
non pone questioni di principio e non è di rilevante importanza;

 

                                     -   che la
Camera di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le
decisioni degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito
dei ricorsi a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine: essa deve
pertanto esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero
tempestivo, sufficientemente  motivato, spedito nei termini di legge e
presentato da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione
dell'Ufficio di tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del
contribuente, sia fondata;

 

                                     -   che,
secondo gli articoli 140 cpv. 1 LIFD e 227 cpv. 1 LT, il contribuente può
impugnare con ricorso scritto la decisione su reclamo dell'autorità di
tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione, davanti alla Camera di
diritto tributario;

 

                                     -   che i
termini stabiliti dalla legge sono perentori (art. 192 cpv. 1 LT ) e una deroga
è prevista solo quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine,
vale a dire quando è provato che l'inosservanza del termine è da attribuire a
servizio militare, malattia, assenza dal Paese o altri motivi rilevanti
riguardanti il contribuente o il suo rappresentante (art. 192 cpv. 5 LT; art.
133 cpv. 3 LIFD);

 

                                     -   che,
secondo giurisprudenza, per giustificare una restituzione del termine, la
malattia deve essere tanto grave da rendere impossibile sia che il contribuente
intraprenda l’atto richiesto sia che egli autorizzi un rappresentante
contrattuale ad intraprenderlo (Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer,
2a ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 11 ad art. 85 DIFD, p. 74 e giurisprudenza
citata);

 

                                     -   che, se
la malattia si protrae per un tempo lungo, si nominerà un tutore o un curatore
che intraprenda gli atti necessari, mentre, se il contribuente non è in grado
di adempiere i propri obblighi a causa di impedimenti fisici o psichici, è
obbligato a nominare un rappresentante, se ne ha la possibilità (ibidem);

 

                                     -   che,
analogamente, nella procedura civile la malattia si considera grave impedimento
a condizione che il quadro clinico sia tale da inverare gli estremi
dell’incoscienza o della immobilizzazione continuate così da impedire di agire
o di dare disposizioni per agire (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura
civile annotato, Lugano 1993, n. 8 ad art. 137 CPCT, p. 194);

 

                                     -   che,
nella fattispecie, dal certificato medico prodotto dalla ricorrente risulta che
ella avrebbe subito un incidente della circolazione il 25 gennaio 2002,
riportando "contusioni multiple, escoriazioni e contusione patellare
destra, contusione con mialgie anca destra, artralgie spalle, contusione
distorsione polso sinistro, contusione toracolombare";

 

                                     -   che tali
danni, provocati dall'incidente, non costituiscono evidentemente un particolare
impedimento nell'adempimento degli obblighi fiscali, tanto più che la decisione
su reclamo è stata notificata alla ricorrente ben un mese dopo l'infortunio;

 

                                     -   che, del
resto, se anche si volesse ammettere che ella non fosse in grado di redigere
personalmente il reclamo, nulla le avrebbe impedito di nominare un
rappresentante contrattuale, che si occupasse della gestione della sua
situazione fiscale;

 

                                     -   che il
ricorso si rivela pertanto tardivo e come tale irricevibile;

 

                                     -   che a
mero titolo abbondanziale si sottolinea che comunque il ricorso dovrebbe con
ogni verosimiglianza essere respinto anche nel merito, dal momento che gli
argomenti ricorsuali appaiono chiaramente destituiti di fondamento;

 

                                     -   che,
infatti, la richiesta di beneficiare dell'aliquota "A" è del tutto
inammissibile, dal momento che la ricorrente è vedova e suo figlio, maggiorenne,
beneficia dell'assistenza pubblica, mentre l'art. 35 cpv. 2 stabilisce che
l'aliquota più favorevole è prevista "per i coniugi viventi in comunione
domestica, nonché per i contribuenti vedovi, separati legalmente o di fatto,
divorziati, nubili e celibi, che da soli vivono in comunione domestica con
figli minorenni o con figli a tirocinio o agli studi fino al 25° anno di età al
cui sostentamento provvedono oppure con persone bisognose al cui sostentamento
provvedono in modo essenziale";

 

                                     -   che ancor
meno comprensibile è la richiesta di beneficiare della deduzione, prevista
dagli articoli 32 cpv. 2 LT e 33 cpv. 2 LIFD, per i coniugi che vivono in
comunione domestica, per compensare le spese suppletive d'economia domestica
abitualmente provocate dallo svolgimento di un'attività lavorativa da parte di
entrambi i coniugi;

 

                                     -   che,
infine, le spese di malattia sono già state ammesse in larga misura
dall'autorità di tassazione, che ha persino aumentato l'importo della relativa
deduzione nella decisione su reclamo;

 

                                     -   che, in
via eccezionale, nonostante l'esito del ricorso, si rinuncia a porre la tassa
di giustizia e le spese a carico della ricorrente.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC
il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

                                         Per l'IFD
è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146
LIFD).

 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                       Il
segretario: