# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 90f778fb-7db6-5df0-92bf-99d26a7a4017
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-05-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.05.1996 15.1996.00053
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1996-00053_1996-05-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.96.00053

  	
  Lugano

  21 maggio 1996/C/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente 

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 8 aprile 1996 di

 

	
   

  	
  __________  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio di esecuzione di Lugano
nelle esecuzioni n. __________ e __________ promosse contro il reclamante dalla

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

in tema di comminatoria di fallimento;

 

viste le osservazioni 22 aprile 1996 dell’UE di
Lugano;

 

esaminati atti e documenti;

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.  Il 23 agosto 1995 risp. il 15 gennaio 1996 la
__________, __________ (in seguito: __________) e la __________, hanno chiesto
la prosecuzione delle esecuzioni n. __________ e n. __________ promosse contro
__________.

 

 

                                   B.  Con provvedimento 4 aprile 1996 l’UE di Lugano ha
annullato i pignoramenti del 28 agosto 1995 e del 4 marzo 1996 contro __________
stabilendo che alle “domande di proseguire l’esecuzione sarà dato seguito con
l’emissione di due comminatorie di fallimento”, perché “da un accertamento
eseguito si è constato che l’escusso è iscritto nel Registro di commercio del
Distretto di Lugano quale socio gerente della __________ ”.

 

 

                                   C.  Con tempestivo reclamo 8 aprile 1996 __________ ha
postulato la declaratoria di nullità del provvedimento 4 aprile 1996 dell’UE di
Lugano, atteso che:

 

                                         -     ”le
esecuzioni riguardano la mia persona per quanto riguarda la __________ e la mia
ditta __________ impresa di pittura per quanto riguarda la __________ ”;

 

                                         -     ”considerando
il fatto che il sottoscritto ha sempre assolto gli impegni con l’Ufficio di
esecuzione, quali il deposito di garanzie per il pagamento (mediante
pignoramenti di beni) ed i pagamenti rateizzati del vostro ufficio, non vedo
perché sospendere tali impegni ai quali ho sempre dato seguito, inoltre non
vedo il motivo di coinvolgere la ditta __________ della quale sono socio non
attivo, per delle esecuzioni che riguardano la mia persona”.

 

 

                                   D.  Il 15 aprile 1996 l’UE di Lugano ha emesso contro
__________ __________ nelle note esecuzioni due comminatorie di fallimento, che
sono state notificate al reclamante il 16 aprile 1996.

 

                                   E.  Con osservazioni 22 aprile 1996 l’UE di Lugano ha
chiesto la reiezione del gravame rilevando che la decisione del 4 aprile 1996 è
stata prolata dopo aver constatato che il reclamante è “iscritto a RC quale
socio gerente” di una società a garanzia limitata”.

 

 

                                   F.   Il reclamante risulta iscritto nel Registro di
commercio quale gerente con firma individuale della __________, con sede a
__________, iscritta il 21 gennaio 1994.

 

 

Considerato

 

 

 

in
diritto:

 

 

                                   1.   Per ragioni formali vi è la possibilità di
formulare reclamo all’Autorità di vigilanza contro la notifica della
comminatoria di fallimento, ad es. quando (cfr. CEF 9 gennaio 1990 su
reclamo A.R. cons.1; Carl Jaeger, Das Bundesgesetz betreffend Schuldbetreibung
und Konkurs, vol. I, Zurigo 1911, n. 6 all’art. 160 LEF; Gilliéron, op.
cit., p. 252):

 

                                     -   l’escusso
reputa di non essere soggetto all’esecuzione ordinaria di fallimento (art. 39 e
40 LEF);

 

                                     -   l’esecuzione
è riferita a prestazioni fondate sul diritto pubblico (art. 43 LEF);

 

                                     -   è pendente
azione di disconoscimento di debito conseguente a decisione di rigetto
provvisorio dell’opposizione;

 

                                     -   la decisione
(sommaria o di merito) che rigetta l’opposizione non è ancora esecutoria;

 

                                     -   l’escusso
sostiene che la comminatoria di fallimento è stata emessa da un ufficio d’esecuzione
incompetente ratione loci (cfr. DTF 96 III 33 cons. 2).

 

 

                                   2.   Per
questioni di merito la via del reclamo è invece preclusa.

 

 

                                   3.   __________ allega ritualmente una questione di
forma, sostenendo di non essere soggetto all’esecuzione in via di fallimento
perché le esecuzioni “riguardano la mia persona” risp. “la mia ditta __________
impresa di pittura”. Inoltre il reclamante evidenzia di essere socio non attivo
della __________ __________

 

 

                                   4.   Il
reclamante era iscritto nel Registro di commercio, nel momento in cui è
iniziata la procedura esecutiva in via ordinaria ed è poi proseguita in via di
fallimento e ancora quando l’UE di Lugano ha emesso il provvedimento impugnato,
quale socio gerente con firma individuale della __________, con sede a __________,
iscritta il 21 gennaio 1994.

 

 

                                   5.   Per l’art. 39 cpv. 1 n. 4bis LEF il reclamante è
quindi soggetto all’esecuzione in via di fallimento, che si prosegue, nel caso
di specie, come esecuzione ordinaria di fallimento, irrilevante essendo la
circostanza che i crediti in esecuzione non riguardino l’attività della società
a garanzia limitata di cui __________ è socio gerente. 

 

 

                                   6.   Ne
consegue che l’Ufficio di esecuzione di Lugano nel provvedimento impugnato si è
correttamente determinato. Le comminatorie di fallimento sono pertanto conformi
ai prescritti di diritto esecutivo e il reclamo va di  conseguenza respinto.

                                         Non si
prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv. 2 OTLEF).

 

 

Per
questi motivi

richiamati
gli art. 39, 40 e 43 LEF

 

 

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   Il reclamo 8 aprile 1996 di __________, è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

 

 

                                   3.   Intimazione
a:   _________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                   La
segretaria