# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ec47b3b5-d5b3-57aa-a989-723f7321406e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 25.09.2008 11.2008.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2008-64_2008-09-25.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2008.64

  	
  Lugano,

  25 settembre
  2008/sc

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2007.358 (modifica di sentenza di divorzio) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con petizione del 23
maggio 2007 da

 

	
   

  	
  IS 1 

  (PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (PA 2)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

rispettivamente
nella causa DI.2007.1017 (provvedimenti cautelari) della medesima Pretura
promossa con istanza del 14 agosto 2007 dalla convenuta contestualmente alla
risposta di merito;

 

giudicando
ora sulla domanda di ricusazione presentata il 4
giugno 2008 da IS 1 nei confronti del Pretore;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'istanza di ricusazione;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con
sentenza del 24 giugno 1998 il Segretario assessore del Distretto di Lugano,
sezione 6, ha pronunciato in luogo e vece del Pretore il divorzio tra IS 1
(1959, ora IS 1) e CO 1 (1968), omologando una convenzione sulle conseguenze
accessorie in cui i coniugi pattuivano l'affidamento dei figli J__________
(nato il 18 ottobre 1992), J__________ e J__________ (nati entrambi il 7 maggio
1997) alla madre. Adito il 18 giugno 2002 da CO 1, il Segretario assessore ha
poi omologato il 5 febbraio 2003, in luogo e vece del Pretore, una modifica
alla convenzione in cui gli ex coniugi pattuivano il 28 maggio 2002 l'esercizio
in comune dell'autorità parentale e l'affidamento dei figli a entrambi secondo
una sorta di custodia alternata sull'arco della settimana.

 

                                  B.   Il 23 maggio 2007 IS 1 ha adito il
Pretore per ottenere egli solo l'autorità parentale e l'affidamento dei figli. CO
1 ha proposto il 14 agosto 2007 di respingere l'azione e in via riconvenzionale
ha rivendicato essa medesima l'autorità parentale con affidamento dei figli,
sollecitando quest'ultimo provvedimento già in via provvisionale. Sentiti i
figli, con decreto cautelare adottato il 28 novembre
2007 “nelle more istruttorie” il Pretore ha affidato J__________ al padre e i gemelli alla madre,
con reciproci diritti di visita, e ha istituito in favore di tutti e tre i minorenni una curatela educativa per vigilare il
calendario degli incontri. Nel frattempo la causa di merito è giunta allo
stadio del­l'udienza preliminare, che si è tenuta il 29 febbraio 2008.

 

                                  C.   Negli
ultimi giorni di maggio il Pretore è venuto a sapere che IS 1 era in procinto
di traslocare con il figlio J__________ da __________ a __________. Reputando il
cambiamento suscettibile di “pesanti
ripercussioni sui già delicati
equilibri di questa situazione famigliare”, con decreto cautelare del 27 maggio 2008
emanato senza contraddittorio egli ha vietato a IS 1 il trasferimento, sotto
comminatoria dell'art. 292
CP. IS 1 ha chiesto al Pretore il 4 giu­gno 2008 di
revocare il decreto, “lesivo
dei più elementari principi democratici
e costituzionali”, e ha dichiarato di “presentare formale istanza di ricusazione ex art.
27 segg. CPC” nei di lui confronti. 

 

                                  D.   Il
Pretore ha comunicato il 9 giugno 2008 a questa Camera di non riconoscere in sé
alcun motivo di ricusazione. Nelle sue osservazioni del 10 giugno 2008 CO 1
propone di respingere la domanda dell'ex marito. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Una parte può ricusare il giudice, oltre che nei casi di
esclusione (art. 26 CPC), ove sussista “grave inimicizia”
tra lei e il giudice stesso (art. 27 lett. a CPC), come pure – più in generale
– ove si diano “gravi ragioni” (art. 27 lett. b CPC). Nella fattispecie IS 1 invoca
l'art. 27 CPC, dolendosi sia di “grave inimicizia” sia
di altre “gravi ragioni” (l'asserita prevenzione del magistrato). Ora, la procedura che disciplina la trattazione di una domanda di ricusa è
quella contenziosa di camera di consiglio (art. 30 cpv. 3 CPC), la quale
implicherebbe di per sé un'udienza (art. 363 cpv. 2 CPC). Dato nondimeno che – come
si vedrà oltre – nel caso specifico l'istanza appare manifestamente destinata
all'insuccesso, non avrebbe senso dilazionare il procedimento, tanto meno in
una causa che, come quella in oggetto, implica ripetuti interventi provvisionali
del giudice, chiamato a disciplinare la situazione personale dei figli. Ciò
posto, giova dar seguito senza indugio all'esame della ricusazione.

 

                                   2.   Una ricusa ha carattere eccezionale
(DTF 116 Ia 19 consid. 4, 115
Ia 175 consid. 3). Spetta chi se ne vale sostanziarne le condizioni. Appurarne
i presupposti significa verificare poi – segnatamente ove siano invocate “gravi ragioni” nel senso dell'art. 27 lett. b CPC – se il comportamento di un
determinato giudice o la situazione in cui un determinato giudice si trova siano
idonei a destare sospetti di parzialità. L'istituto della ricusazione mira a
evitare che circostanze estranee alla causa possano influenzare il magistrato
in favore o a scapito di una parte. Estremi di ricusazione non si ravvisano
solo qualora si accerti un'effettiva prevenzione del giudice, dato che una
disposizione d'animo non può essere dimostrata, ma anche qualora le circostanze
diano l'apparenza di prevenzione e facciano temere parzialità del magistrato. A
tal fine vanno considerate solo, però, le circostanze oggettivamente accertate;
impressioni puramente individuali non sono decisive (DTF 134 I 21 consid. 4.2
con citazioni).

 

                                   3.   Nella fattispecie la domanda di ricusazione, avanzata in coda all'istanza
del 4 giugno 2008 con cui IS 1 chiede al Pretore la revoca del decreto
cautelare emesso senza contraddittorio il 27 maggio 2008 (art. 379 cpv. 2 CPC),
è così formulata:

                                         Per il
convenuto il qui contestato decreto supercautelare costituisce altresì una
conferma che questo Giudice è evidentemente prevenuto nei suoi confronti, ciò
che va a detrimento di una giustizia equa ed imparziale.

                                         I primi dubbi
su un possibile sentimento di inimicizia e di pregiudizio nei suoi confronti si
sono manifestati in corso di causa in modo progressivo (inattività processuale, attività processuale irregolare,
esternazioni personali prive di obiettività ed oggettivamente
inammissibili espresse verbalmente nei suoi confronti in più occasioni) e sono
ora diventati certezza a seguito del citato decreto superprovvisionale, il cui
contenuto è oggettivamente ingiustificato. Per questi motivi il signor IS 1
presenta formale istanza di ricusazione ex art. 27 segg. CPC.

 

                                   4.   Le
motivazioni testé riprodotte si esauriscono in mere – e per di più vaghe – impressioni
soggettive. Che il decreto cautelare del 27 maggio 2008 costituisca indice di
prevenzione non è preteso nemmeno dal ricusante, il quale asserisce ch'esso è
solo l'ultimo atto di “un possibile sentimento di
inimicizia e di pregiudizio”. A parte l'affermazione
possibilista, invano si cercherebbe di sapere tuttavia quali circostanze
oggettive suffragherebbero l'illazione. L'interessato allude genericamente a “inattività processuale, attività
processuale irregolare, esternazioni personali prive di obiettività ed
oggettivamente inammissibili espresse verbalmente nei suoi confronti in più
occasioni”, ma non spiega quando né come ciò si sarebbe
verificato. Che certi atteggiamenti del Pretore possano essere avvertiti dal
ricusante come espressioni di parzialità è possibile, ma non importa. Decisivo
è chiarire – come detto – se tali impressioni appaiano fondate anche dal
profilo oggettivo. E per apprezzare la situazione in tal senso occorre
conoscere con un minimo di precisione quali circostanze denotino apparenza di preconcetto e mettano in dubbio l'equanimità
del magistrato. La domanda in rassegna è lungi dall'adempiere tale elementare
esigenza. 

 

                                   5.   Ammesso
e non concesso che questa Camera debba vagliare gli atti essa medesima alla
ricerca di indizi, del resto, l'operazione riuscirebbe infruttuosa e le congetture
uscirebbero smentite. Come si è visto, con decreto cautelare emesso il 28 novembre 2007 “nelle more istruttorie” il Pretore ha affidato J__________ al
padre, concedendo a quest'ultimo un adeguato diritto di visita anche ai gemelli.
Quando IS 1 ha chiesto al Pretore il 4 dicembre 2007, sem­pre in via
provvisionale, di annullare il contributo alimentare da lui dovuto per il
primogenito e di riconoscergli il diritto di percepire il relativo assegno
familiare, il Pretore ha accolto l'istanza sen­za contraddittorio – e senza
remora – il 10 dicembre successivo. Quan­do IS 1 ha presentato il 29 gennaio
2008 un'istanza di restituzione in intero perché fosse versato agli atti il
rapporto scolastico di J__________ (primo semestre dell'anno scolastico
2007/08), il Pretore ha finanche acquisito il documento d'ufficio il giorno
dopo. Altre decisioni, fosse solo cautelari, che riguardino il ricusante dopo
di allora non risultano. Dal carteggio processuale non traspare dunque alcun
elemento che induca a scorgere una qualsivoglia animosità o tendenziosità del
Pretore verso il ricusante.

 

                                   6.   Si
aggiunga che il Pretore non potrebbe essere ricusato nemmeno se avesse dato
torto all'interes­sato in precedenti occasioni (DTF 117 Ia 327 in basso con
riferimenti). Fra le attribuzioni di un tribunale rientra anche quella di
dirimere contese delicate e complesse. Decisioni prese da un magistrato
nell'ambito del normale assolvimen­to del proprio ufficio non sono idonee, da
sé sole, a denotare prevenzione, nemmeno qualora si rivelino erronee. Eventuali
errori vanno censurati con i mezzi di impugnazione previsti dall'ordina­mento
giuridico (DTF 116 Ia 20 consid. 5b con rinvio). Soltan­to sbagli
particolarmente grossolani o ripetuti, tali da configurare violazioni gravi dei
doveri di funzione, possono destare oggettivi sospetti di parzialità. Né spetta
al giudice della ricusazione esa­minare la conduzione della causa; rimediare a
vizi di procedura o a errori di merito tocca, come det­to, all'autorità di
ricorso (DTF 116 Ia 138 consid. 3a con richiamo). Trattandosi di decreti
cautelari emessi senza contraddittorio, 

                                         eventuali mancanze nell'apprezzamento dei fatti o nell'applicazione
del diritto vanno quindi censurate, anzitutto, davanti al Pretore stesso (art.
379 cpv. 2 CPC).

 

                                   7.   Se
ne conclude che, introdotta non senza leggerezza, la domanda di ricusazione rivela
tutta la sua inconsistenza. L'interessato non deve interpretare come atti di prevenzione
o di personale 

                                         ostilità ogni decisione del Pretore che non risponda alle sua prospettive
d'azione o di difesa, tanto meno in una causa nella quale determinante non è il
bene dell'uno o dell'altro genitore (né il bene dei due genitori congiuntamente),
bensì solo l'interesse dei figli. Non giova riversare sul giudice le amarezze
dovute alle personali traversie sofferte nell'affrontare una causa
particolarmente combattuta, per quanti affetti il confronto giudiziario possa ferire.
Anzi, così facendo si rischia proprio di minare una serena e distaccata
conduzione del processo.

 

                                   8.   Gli
oneri del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). La
controparte, che ha presentato osservazioni alla domanda di ricusa, ha diritto
a un'equa indennità per ripetibili.

 

                                   9.   Quanto
ai rimedi giuridici esperibili contro la presente
sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il ricorso in materia
civile è dato – trattandosi di un'istanza di ricusa – anche se la decisione non
ha carattere finale e indipendentemente da questioni di valore (art. 92 LTF).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'istanza
di ricusazione è respinta.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 450.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
500.–

                                         sono
posti a carico dell'istante, che rifonderà alla controparte fr. 1500.– per
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –;

  –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile
contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il
termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause
di carattere pecunia- rio il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il
valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la contro- versia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La
legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.