# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e7077c28-7076-5234-b9e5-55be1935dc44
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.10.2010 12.2010.161
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2010-161_2010-10-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2010.161

  	
  Lugano

  8 ottobre
  2010/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente

  Walser e Lardelli

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere 

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2010.124
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2 promossa con petizione 22
febbraio 2010 da 

 

	
   

  	
  CO 1 

  rappr. dall’ RA 1 studio legale __________, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando
ora sulla dichiarazione del 24 agosto 2010 con cui il Pretore IS 1 ha dichiarato di ravvisare un caso di astensione nei riguardi dell’attore;

 

letti
ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Il
22 febbraio 2010 CO 1, patrocinato dall’avv. RA 1 dello studio legale PA 1, ha chiesto al Pretore di Lugano, sezione __________, la condanna di N__________ e di CO 2 al
pagamento dell’importo di fr. 32'456.05 oltre accessori a titolo di
responsabilità contrattuale per la compravendita di azioni di una società
anonima. Nella risposta 6 maggio 2010 N__________ ha chiesto di respingere la
petizione, mentre CO 2 non ha inoltrato la risposta ed è rimasto precluso. Con
decreto 1° luglio 2010 il Pretore, preso atto di un accordo transattivo
intercorso tra l’attore e la convenuta N__________, ha dimesso quest’ultima
dalla lite, ha preso atto della riduzione a fr. 28'456.- delle domande di
petizione e ha citato le parti per l’udienza preliminare ed eventualmente il
dibattimento finale qualora non vi fossero prove da assumere. 

 

                                   2.   Il
Pretore avv. IS 1 ha comunicato alle parti il 24 agosto 2010 di escludersi
dalla causa per il motivo che sua figlia MLaw __________ aveva iniziato il 2
agosto 2010 la pratica legale e notarile presso lo studio legale __________. Le
parti sono rimaste silenti e il Pretore ha trasmesso il 6 settembre 2010 l’incarto
alla Seconda Camera civile del Tribunale d’appello per decisione
sull’astensione. L’udienza preliminare è stata annullata. 

 

                                   3.   Ogni
Pretore è escluso dall’esercizio delle proprie funzioni nelle ipotesi enunciate
dall’art. 26 CPC. Deve ricusarsi altresì ove riconosca in sé gli estremi
dell’art. 27 CPC. Nell’una e nell’altra eventualità egli comunica la sua
astensione alle parti (art. 28 e 29 cpv. 1 CPC). Gli atti vanno sempre
trasmessi, che le parti contestino l’astensione, la approvino o restino
silenti, alla Camera civile di appello per il giudizio (Rep. 1997 pag. 212 n.
51). La legge non precisa quale “Camera civile del Tribunale di appello” (art.
30 cpv. 1 CPC) sia chiamata a statuire su esclusioni e ricuse. Ognuna delle due
Camere civili tratta così, per principio, le astensioni che riguardano le
procedure a essa attribuite per materia (art. 48 lett. a e b LOG). Può accadere
di conseguenza che in cause di diverso oggetto pendenti davanti allo stesso
Pretore un’astensione vada trattata dalla Prima Camera civile e un’altra dalla
Seconda Camera civile. Senza dimenticare che di esclusione e ricuse possono
occuparsi anche la Camera di esecuzione e fallimenti (su appello) e la Camera
di cassazione civile (su ricorso per cassazione: art. 327 lett. c CPC). 

 

                                   4.   L’art.
26 lett. a CPC prevede che ogni giudice è escluso dalle proprie funzioni se é
“marito, moglie, partner registrato, convivente, ascendente o discendente,
patrigno o matrigna, figliastro o figliastra, fratello o sorella, fratellastro
o sorellastra, zio o zia, nipote, suocero o suocera, genero o nuora, cugino o
cugina, cognato o cognata di una delle parti o dei patrocinatori o
procuratori”. Il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, avv. IS 1, è padre
di __________, MLaw che ha iniziato la pratica legale e notarile il 2 agosto
2010 nello studio legale PA 1, dove è attivo il patrocinatore dell’attore. Ne
deriva che il Pretore è il padre di una persona abilitata al patrocinio legale
(art. 8 cpv. 2 Regolamento sull’avvocatura) che lavora presso la società
anonima di cui il patrocinatore dell’attore è membro del Consiglio di
amministrazione con firma collettiva a due (ispezione dal Registro di Commercio).
L’attore ha invero conferito mandato di rappresentarlo in giudizio a tre
determinati avvocati dello studio legale, con tuttavia facoltà di subdelega a
terzi (doc. L). I praticanti legali dello studio in questione, tra i quali la
figlia del Pretore, possono dunque ritrovarsi a dover svolgere il patrocinio
dell’attore a dipendenza delle necessità operative dello studio legale. In
simili circostanze si può ritenere che esiste un caso di esclusione del Pretore
dall’esercizio delle proprie funzioni ai sensi dell’art. 26 lett. a CPC.

 

                                         Anche se
si volesse interpretare restrittivamente l’art. 26 lettera a CPC per il fatto
che la figlia del Pretore è una dipendente del patrocinatore dell’attore e non
lo patrocina ella medesima, la situazione potrebbe in ogni modo essere
considerata quale grave ragione ai sensi dell'art. 27 CPC che permette la
ricusa del giudice, e la decisione di astenersi dal trattare la causa
meriterebbe in ogni caso conferma. Il rapporto di parentela del Pretore con la
praticante legale costituisce infatti una circostanza oggettiva tale da dare
l’apparenza della prevenzione, ciò che è sufficiente per la ricusazione (Weber, in: Basler Kommentar ZPO, n. 3 e
5 ad art. 47).

 

                                   5.   L’art. 34 cpv. 1 LOG, secondo il quale il Segretario assessore supplisce
il Pretore impedito, non può più essere applicato dopo la sentenza del
Tribunale federale pubblicata in DTF 134 I 184. Come
rilevato dal Tribunale federale, l’art. 75 della Costituzione cantonale
ticinese non menziona nell’elenco dei titolari della giurisdizione civile i
Segretari assessori (DTF 134 I 184, consid. 5.5.1). Questi ultimi, del resto,
non sono eletti dal Gran Consiglio come i Pretori e i giudici del Tribunale
d’appello, né dal popolo come i giudici di pace, ma sono nominati dal Consiglio
di Stato, come tutti gli altri funzionari dell’amministrazione cantonale. Dal
profilo formale il Segretario assessore non presenta di conseguenza il
requisito dell’indipendenza richiesta dall’art. 30 cpv. 1 Cost., poiché come
funzionario dell’amministrazione cantonale è soggetto al potere gerarchico del
Consiglio di Stato, dal quale dipende. In altre parole, l’art. 34 cpv. 1 LOG
attribuisce a un funzionario statale il potere di applicare la legge in una
determinata causa civile, senza che tale potere giurisdizionale trovi la sua
fonte nella Costituzione cantonale. Tale designazione viola dunque sia la
Costituzione cantonale, sia quella federale, ed è in contrasto con l’art. 6 n.
1 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

 

                                         Nel
Cantone Ticino, secondo quanto dispone l’art. 73 della Costituzione cantonale,
i tribunali esercitano il potere giudiziario, decidono in modo indipendente e
sono vincolati dalla legge; essi non possono applicare norme cantonali che
fossero contrarie al diritto federale o alla Costituzione cantonale. La
constatazione che l’art. 34 cpv. 2 LOG viola la Costituzione cantonale, quella
federale e la CEDU, ha come conseguenza che non può essere riconosciuto alcun
potere giurisdizionale al Segretario assessore. L’accoglimento della domanda di
astensione del Pretore implica pertanto che la causa deve essere trasmessa per
la continuazione della procedura e l’emanazione della sentenza al Pretore viciniore, ovvero a quello della Sezione 3 (art. 11 del
Regolamento sulle Preture). 

 

                                   6.   La richiesta di astensione provenendo dal Pretore, non si prelevano
oneri processuali (art. 148 cpv. 2 CPC). Non si attribuiscono ripetibili, le
parti non avendo presentato osservazioni.

 

                                   7.   Sul piano federale contro l’odierna sentenza è proponibile il ricorso
in materia civile – trattandosi di competenza – indipendentemente dal carattere
finale della decisione e senza riguardo all’eventuale valore litigioso (art. 92
LTF).

 

 

Per i quali motivi,

visti gli art. 26 e seg. CPC

 

 

decreta:

 

                                   1.   È confermata l'esclusione del Pretore del Distretto di Lugano,
sezione __________ avv. __________, dall'occuparsi della procedura __________.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse o spese, né si assegnano ripetibili.

                                      

 

 

 

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  - pretore __________,
  Pretura di Lugano, sez. 2, Via Bossi 3,

    Lugano 

  - CO 2, __________

  - avv. RA 1, __________,
  

   

  Comunicazione
  alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

  Comunicazione
  al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3 (con l’incarto)

  
	
   

  	
   

  

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                       Il segretario

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle cause senza
carattere pecuniario è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione, il
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi
previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 LTF). Nelle cause di carattere
pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore
litigioso ammonta ad almeno a 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.
74 e 100 cpv. 1 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76
LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.