# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee7a780b-5c56-5700-ac8d-a15dd54dda6c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.10.2008 D-2849/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2849-2007_2008-10-16.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2849/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Fulvio Haefeli;
cancelliere Carlo Monti.

A._______,
B._______,
C._______,
D._______, alias 
E._______, alias 
F._______,
G._______,
H._______, e
I._______, alias 
J._______,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), 
Quellenweg 6,
3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 18 aprile 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2849/2007

Fatti:

A.
Il  12  agosto  2006,  i  richiedenti,  cittadini  rumeni  d'etnia  rom,  hanno 
presentato  una  prima  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Il 
18 settembre 2006, l'UFM ha stralciato dai ruoli la domanda d'asilo in 
seguito al ritiro della stessa.

B.
Il  9  febbraio  2007,  i  richiedenti  hanno  presentato  una  seconda 
domanda d'asilo in Svizzera. Hanno dichiarato, in sostanza, d'essere 
espatriati  all'inizio  del  2007  per  curare  un  membro  della  famiglia, 
Andreea,  che soffrirebbe d'un  disturbo  cardiaco,  e  per  fuggire  dalle 
discriminazioni razziali di cui sarebbero oggetto in patria.

C.
Il 18 aprile 2007, l'UFM non è entrato nel merito della domanda d'asilo 
ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 1  LAsi.  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dei  ricorrenti  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  il  loro  Paese  d'origine,  ossia  la  Romania, 
siccome lecita, esigibile e possibile.

D.
Il  23  aprile  2007,  gli  interessati  hanno  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione  dell'UFM. Hanno  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento 
della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  e,  in  via 
sussidiaria,  l'accordo  dell'ammissione  provvisoria.  Hanno  altresì 
presentato una domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a 
copertura delle presumibili spese processuali.

E.
Il  25 aprile  2008,  il  TAF ha considerato  il  gravame siccome privo di 
probabilità  d'esito  favorevole  ed  ha  respinto  la  summenzionata 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali. Ha quindi invitato i ricorrenti a versare 
un anticipo di fr. 600.-- a copertura delle presumibili spese processuali, 
con  comminatoria  d'inammissibilità  del  ricorso  in  caso  di  mancato 
versamento  di  detto  anticipo  (v.  decisione  incidentale  del  TAF  del 
25 aprile 2008).

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F.
Il 30 aprile 2008, i ricorrenti hanno tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  [LTAF, RS 173.32], 
art. 105 LAsi  e  art. 83 lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art. 33a cpv. 2 PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio federale avrebbe inserito la Romania nel novero delle safe 
countries  con  decreto  del  25  novembre  1991.  Dall'altro  lato,  non 
emergerebbero dalle carte processuali degli indizi d'esposizione degli 
interessati a persecuzioni in caso di rientro in patria. L'UFM ha rilevato 
che apparirebbe del tutto inconcepibile che, in occasione della prima 
audizione,  i  coniugi  non  conoscerebbero  il  nome  della  maestra  e, 
soprattutto quello del direttore, considerando che A._______ avrebbe 
cercato più volte di denunciare, pure per iscritto, l'uomo che avrebbe 
tentato  di  violentare  C._______. Inoltre,  nella  prima audizione,  sia  i 
genitori  che la primogenita avrebbero affermato che il  tentato abuso 

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sessuale si sarebbe svolto lo stesso giorno in cui G._______ sarebbe 
tornata da scuola, ovvero il 10 settembre 2006. Si tratterebbe tuttavia 
di  una  domenica,  dunque,  di  un  giorno  festivo  anche  in  Romania. 
Nondimeno,  nell'arco  della  seconda  audizione,  B._______  avrebbe 
dichiarato  che  il  tentato  abuso  sessuale  avrebbe  avuto  luogo  il 
20 settembre 2006,  specificando che corrisponderebbe al  giorno del 
suo  rimpatrio,  mentre  A._______  avrebbe  asserito  di  non  ricordare 
tale data.

5.
Nel ricorso, gli insorgenti hanno allegato, in sostanza e per quanto è 
qui  di  rilievo, che i  rom in Romania sarebbero perseguitati  da parte 
della popolazione e anche dai funzionari di polizia. Inoltre, secondo i 
ricorrenti,  la  situazione  dei  rom  in  Romania  sarebbe  molto  difficile, 
come risulterebbe tra l'altro da rapporti di Amnesty International e dai 
siti  in  difesa  dei  rom  nei  paesi  del  centro-est  europeo.  Peraltro,  in 
Romania sarebbero state prese misure particolari per vietare l'accesso 
dei  rom  a  certi  servizi  pubblici.  Per  di  più,  hanno  affermato  che 
verrebbero gettati in una situazione disperata, se dovessero ritornare 
nel loro Paese. Inoltre, l'UFM non avrebbe minimamente tenuto conto 
nella sua decisione dello stato di salute di H._______, ritenuto altresì 
che in Romania non sussisterebbe la possibilità di curare la stessa.

6.

6.1 Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d’asilo se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

6.2 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero delle safe countries, sussiste di massima 
una presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese. Incombe al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

6.3 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili all'agire umano (GICRA 2003 n. 18).

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7.

7.1 Questo  Tribunale  osserva  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente  inserito,  in  data  25  novembre  1991,  la  Romania  nel 
novero  dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

7.2 Nella fattispecie, i  ricorrenti  non sono riusciti,  per quanto attiene 
alla sua situazione personale, ad invalidare la presunzione d'assenza 
di  persecuzione,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione.  In  particolare,  il  TAF  rileva  che  i 
ricorrenti  non  hanno  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le allegazioni decisive 
in materia d'asilo s'esauriscono, infatti,  in mere affermazioni di  parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere  rimandato  (art.  109  cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art. 6  LAsi, 
all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). Basti rilevare che gli insorgenti in sede 
di ricorso non si sono espressi in relazione alle contraddizioni rilevate 
nella succitata decisione dell'UFM per quanto riguarda il racconto da 
loro  esposto  nel  corso della  procedura  di  prima  istanza,  limitandosi 
unicamente a descrivere,  peraltro in modo generico, la situazione in 
cui, a loro avviso, sarebbe costretta a vivere l'etnia rom nel loro Paese. 
Ciò non  può che  convalidare,  agli  occhi  del  presente  Tribunale,  la 
fondatezza  della  conclusione  dell'UFM circa  l'inverosimiglianza  delle 
allegazioni  dei  ricorrenti.  Infine,  non  v'è  motivo  di  ritenere  che  gli 
insorgenti  non  possano,  se  del  caso,  ricevere  un'appropriata 
protezione statale in Romania contro l'eventuale futuro agire illegittimo 
nei  loro  confronti  da  parte  di  terzi.  Per  conseguenza,  l'UFM  ha 
rettamente  considerato  che,  nella  fattispecie,  non  vi  sono  indizi  di 
persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi.

8.

8.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  dei  ricorrenti  in  Romania  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 

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l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) od  esporre i  ricorrenti  in patria  al  rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

8.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Romania  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

8.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non  imputabili  all'agire  umano.  I 
ricorrenti  sono giovani,  hanno una certa  esperienza  professionale  e 
possono contare su una rete sociale in patria. Essi non hanno, altresì, 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare  un'ammissione  provvisoria  (v.  sulla  problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga la necessità di una permanenza degli  insorgenti  in Svizzera 
per motivi medici. Infatti, in relazione all'allegata insufficienza mitralica 
moderato-severo  con  segni  di  sovraccarico  di  volume  delle  camere 
cardiache  sinistre  di  H._______  e  la  prospettiva  d'un  intervento 
chirurgico, va rilevato che, finora, non è stato ancora versato agli atti 
un  certificato  medico  con  una  valutazione  d'un  termine  per  un 
intervento  chirurgico  (cfr.  certificato  medico  del  6 marzo 2007),  pur 
essendo ormai trascorsi ben 19 mesi. Inoltre, per quanto concerne le 
possibilità di trattamento in Romania dei problemi medici sopraccitati, 
questo  Tribunale  osserva  che in  quest'ultimo  Paese sono disponibili 
centri  di  assistenza  medico-sanitaria  adeguati.  I  ricorrenti  potranno 
quindi recarsi in Romania presso un centro specializzato. Per di più, in 
relazione  ai  mezzi  finanziari  necessari  per  accedere  alle  cure 
mediche, il TAF rileva che gli insorgenti hanno la facoltà di richiedere 
un adeguato aiuto al  ritorno ai  sensi  dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi. In 
siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  considerato 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per i ricorrenti di un adeguato 
reinserimento sociale nel loro Paese d'origine.

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8.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83 cpv. 2 LStr).  I 
ricorrenti, usando della necessaria diligenza, potranno procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

8.5 Gli  insorgenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali 
l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  8  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.--,  versato  dagli  insorgenti  il 
30 aprile 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico dei ricorrenti. 
L'anticipo spese di fr. 600.--, versato il 30 aprile 2008, è computato con 
le spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM,  Divisione  Dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif.  N  ; 

allegato: incarto UFM)
- K._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

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Data di spedizione:

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