# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 44c691d3-4563-5527-9c16-0a9ebc78e51b
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-08-19
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 19.08.2013 A 2013 29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2013-29_2013-08-19.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 13 29

Priuli in qualità di Giudice unico e Krättli-Keller come attuaria

SENTENZA

del 19 agosto 2013

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 
ricorrente

contro 

Comune B._____,
convenuto

concernente condono fiscale

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1. L’11 gennaio 2013, A._____ domandava il condono dalle imposte 

comunali su reddito e sostanza per il 2011, adducendo di dover 

provvedere al mantenimento della sua convivente, rimasta senza lavoro. 

L’8 febbraio il Comune comunicava al petente che l’evasione della 

domanda richiedeva dapprima una tassazione definitiva per le imposte 

riguardanti il 2011. Il 19 febbraio 2013, l’Amministrazione imposte del 

Cantone dei Grigioni condonava a A._____ l’imposta cantonale di fr. 916.-

- e quella federale diretta di fr. 197.10 per il 2011, poiché il bilancio del 

petente chiuderebbe con un ammanco di fr. 68.-- mensili. 

2. Dopo l’emanazione il 23 aprile 2013 del conteggio definitivo, l’istante 

chiedeva al Comune il 30 aprile successivo l’emanazione di una decisione 

definitiva. Il 6 maggio 2013, il Comune respingeva la domanda di condono 

per un importo di fr. 2'479.--, non ritenendo già computabile nelle 

deduzioni l’importo per le imposte del 2012 non ancora dovute e 

rifacendosi al parere dei servizi sociali, che a detta del petente stesso non 

avrebbero accolto la richiesta di assistenza pubblica e quindi negata una 

situazione di bisogno estrema. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 10 

maggio 2013, A._____ perorava il condono delle imposte comunali 2011, 

come avrebbe del resto deciso l’amministrazione cantonale, o perlomeno 

una riduzione dell’importo dovuto. Per il ricorrente, nel calcolo delle spese 

andrebbero considerati anche gli esborsi straordinari come i costi delle 

cure medico-dentistiche, dell’elettricità, dell’assicurazione per gli 

autoveicoli ecc.. I servizi sociali sarebbero stati contattati dalla convivente 

del petente a titolo informativo e senza la presentazione di tutta la 

documentazione necessaria per eventualmente stabilire l’esistenza o 

meno di una situazione di bisogno. Per questo il parere espresso in detto 

ambito non dovrebbe essere determinante. Contribuendo al 

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mantenimento della compagna, l’istante avrebbe poi potuto chiedere una 

deduzione fiscale per persone bisognose ed avrebbe di conseguenza 

conseguito un reddito decisamente inferiore a quanto ritenuto dall’autorità 

di tassazione. In ogni caso la sua situazione finanziaria sarebbe alquanto 

precaria, poiché la minima eccedenza mensile a favore del richiedente il 

condono potrebbe essere facilmente superata anche da una minima 

spesa straordinaria. 

4. Nella propria presa di posizione, il Comune chiedeva la reiezione del 

ricorso. In principio già la sostanza imponibile di fr. 53'500.-- di cui l’istante 

disporrebbe, essenzialmente costituita da mezzi finanziari liquidi, 

escluderebbe il diritto al condono. Nel 2011, l’istante sarebbe poi stato 

addirittura in grado di accrescere il proprio patrimonio. In ogni caso i dati 

ritenuti dall’amministrazione cantonale non sarebbero né attendibili e 

tantomeno comprovati. Riducendo le uscite a quanto sarebbe 

effettivamente deducibile, permarrebbe comunque un’eccedenza di fr. 

595.--  mensili, che quindi consentirebbe al richiedente di far fronte al suo 

debito fiscale.

5. Nell’ambito del secondo scambio di scritti processuali, le parti si 

riconfermavano essenzialmente nelle loro precedenti allegazioni e 

proposte. 

Considerando in diritto:

1. a) Giusta l’art. 43 cpv. 3 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 

370.100), il Tribunale amministrativo decide nella composizione di 

Giudice unico, quando il valore litigioso non supera i fr. 5'000.-- e non è 

prescritta una composizione di cinque giudici. Nel caso in oggetto, 

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l’istante chiede il condono dell’imposta comunale 2011 per un ammontare 

di fr. 2’479.--. Ne consegue che la controversia è di competenza del 

giudice unico.

b) Non è contestato che la decisione di tassazione riguardante l’imposta sul 

reddito e la sostanza comunali per il 2011 dell’11 marzo 2013 sia passata 

incontestata in giudicato. Poiché l’istante non lo aveva neppure fatto 

valere nella propria dichiarazione, la decisione di tassazione non teneva 

in considerazione nelle deduzioni il contributo di mantenimento versato a 

favore della convivente. Nell’ambito della presente procedura, questa 

questione materiale non può però essere oggetto d’impugnazione, 

essendo cresciuta in giudicato con la decisione di tassazione e comunque 

estranea alla procedura di condono.

2. a) Ai sensi dell’art. 156 della legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni 

(LIC; CS 720.000), le imposte, le spese o le multe possono venir 

condonate del tutto o in parte a contributori venuti a trovarsi nel disagio o 

ai quali il pagamento riuscirebbe oltremodo gravoso per altre ragioni. La 

domanda di condono, motivata e corredata dei mezzi di prova necessari, 

va presentata per iscritto all'Amministrazione cantonale delle imposte. Il 

condono è la definitiva rinuncia dello Stato a percepire un tributo secondo 

il diritto vigente. Le ragioni di una simile rinuncia – che provoca l’estin-

zione di un credito fiscale spettante alla collettività pubblica – vanno 

essenzialmente ricercate nella persona del debitore, segnatamente nelle 

sue difficili condizioni personali e/o economiche, di cui non si è 

necessariamente tenuto conto nella procedura di tassazione. I motivi 

ultimi che reggono l’istituto del condono possono essere considerati di 

natura umanitaria, socio-politica oppure finanziaria. In definitiva, esso 

viene concesso perché si ritiene che l’esistenza economica di un 

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contribuente debba essere per quanto possibile preservata (decisione del 

Tribunale amministrativo federale n. A-2250/2007 dell’11 marzo 2009).

b) La normativa fiscale comunale non conosce disposizioni materiali proprie 

sul condono. In virtù dell’art. 6 cpv. 5 della legge sulle imposte comunali e 

di culto (LImpCC; CS 720.200) la competenza per decidere sulla 

domanda di condono per l’imposta comunale spetta al rispettivo comune. 

Facendo uso di questa facoltà la legge fiscale comunale (LFC) stabilisce 

all’art. 19 la competenza del Municipio a decidere in materia, dopo aver 

preso atto della decisione dell’Autorità cantonale. Questo rinvio lascia 

perlomeno supporre che siano i principi del diritto cantonale ad essere 

applicabili a titolo sussidiario (STA A 2010 48 e A 1998 818). 

c) Giusta la prassi dell’amministrazione fiscale cantonale, un condono 

fiscale viene concesso, per intero o in parte, se il contribuente si ritrova in 

una situazione di necessità o se per altre ragioni il pagamento dell'importo 

dovuto costituirebbe un onere troppo grave. Si riconosce uno stato di 

necessità in particolare in caso di mancanza di reddito e di sostanza o in 

caso di copertura dei costi di vita da parte dell'ente pubblico. È dato un 

onere troppo grave, se il pagamento dell'importo dovuto 

rappresenterebbe per il contribuente un sacrificio sproporzionato rispetto 

alla sua capacità finanziaria e se pertanto non è dato pretendere il 

versamento dell’importo fiscale dovuto. Per valutare se il pagamento delle 

imposte pendenti costituisca per il contribuente un onere troppo gravoso, 

si confronta – ovviamente tenendo conto di tutte le circostanze che in un 

modo o nell'altro possano essere ancora rilevanti, ovvero in particolare 

anche la situazione di diritto patrimoniale – il minimo esistenziale definito 

dal diritto sull'esecuzione (più un importo per le imposte correnti) ai 

proventi effettivamente conseguiti. Se ne risulta un'eccedenza di entrate il 

condono viene interamente o parzialmente respinto. 

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d) Per quanto riguarda il computo della sostanza, le direttive cantonali 

prevedono che “se un contribuente dispone di una sostanza 

considerevole, un'eventuale richiesta di condono va bocciata”. Cosa vada 

inteso per sostanza considerevole non è direttamente specificato. A 

questo riguardo è però perlomeno dato ispirarsi a quanto previsto all’art. 

51 delle disposizioni esecutive della legislazione sulle imposte (DELIG; 

CS 720.015), il quale ammette la possibilità di emanare su richiesta una 

tassazione zero, se la sostanza determinante ammonta per persone sole 

a meno di fr. 25'000.--e per coniugati a meno fr. 40'000.--. L’ammontare di 

questi importi si basa sull'art. 11 cpv. 1 lett. c della legge federale sulle 

prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e 

l'invalidità (LPC; RU 831.30) nel testo valido fino a fine 2010. Sebbene gli 

importi nella LPC siano stati aumentati con effetto al 1° gennaio 2011, la 

legislazione d’applicazione cantonale non ha volutamente proceduto a un 

adeguamento, poiché un simile aumento non era reputato supportato da 

motivi oggettivi e né conciliabile con il principio della tassazione secondo 

la capacità economica. La decisione di condono deve quindi prendere in 

considerazione l’insieme della situazione economica del contribuente. 

Determinante a tale riguardo è in primo luogo la situazione al momento 

della presentazione della domanda e dell’evasione della richiesta nonché 

eventualmente le prospettive future.

3. a) Nel proprio ricorso, il ricorrente ritiene che la concessione dell’esonero 

fiscale da parte dell’amministrazione cantonale per le imposte cantonali e 

federali implicherebbe un analogo giudizio anche da parte dell’autorità 

comunale. La tesi non è corretta. L’autorità comunale gode in virtù dell’art. 

6 cpv. 5 LImpCC di una propria autonomia al riguardo, anche se la 

legislazione comunale ritiene doveroso prendere previamente atto della 

decisione dell’Autorità cantonale, cosa che nell’evenienza è stata fatta. 

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Che solitamente le due decisioni sbocchino ad un analogo risultato è 

abbastanza logico, essendo i principi applicabili affini. Un diverso giudizio 

rispetto a quanto deciso in sede cantonale è però possibile se vi sono 

validi motivi che possano giustificarlo (vedi ad esempio la sentenza A 12 

37 riguardante lo stesso comune). 

b) Come non sembra più essere neppure contestato, la motivazione 

inizialmente addotta dall’autorità comunale per respingere la domanda di 

condono non era pertinente. Infatti, la situazione patrimoniale 

determinante è quella nella quale versava il petente al momento della 

presentazione della domanda e dell’evasione della richiesta. Il debito 

fiscale per le imposte cantonali e federale diretta 2012 era da 

corrispondere entro il 31 marzo 2013 e quelle comunali entro giugno e 

agosto 2013. La deduzione di fr. 700.-- operata dall’amministrazione 

cantonale nel proprio calcolo del fabbisogno mensile del 19 febbraio 2013 

era pertanto corretta, anche se il primo debito fiscale veniva a scadenza 

solo a fine marzo 2013. La richiesta di condono non avrebbe allora potuto 

essere rifiutata per questo motivo. Anche la seconda argomentazione 

fornita nella decisione impugnata non resiste alle censure di ricorso. Per 

l’autorità comunale la situazione di bisogno non sarebbe comprovata, 

avendo i servizi sociali rifiutata l’assistenza pubblica. Tale allegazione non 

è corretta, in quanto la convivente si sarebbe semplicemente interessata 

presso i servizi sociali in via informale e sarebbe stata resa attenta alla 

necessità di computare nelle proprie entrate anche parte di quelle del 

convivente. La situazione del caso in esame sarebbe diversa se agli atti vi 

fosse stato un concreto calcolo del fabbisogno mensile dell’istante fatto 

dai servizi sociali e attestante l’inesistenza di una situazione di bisogno. In 

tal caso tale giudizio andrebbe debitamente preso in considerazione 

nell’evasione della domanda di condono, ma non dei semplici ragguagli in 

base alla formulazione di ipotesi.

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c) Nell’ambito della procedura di ricorso, l’autorità comunale ha però 

motivato il rifiuto deciso, in base alla situazione di sostanza del ricorrente. 

Su tale nuova motivazione l’istante si è espresso debitamente nell’ambito 

di un secondo scambio di scritti processuali, per cui dal profilo formale le 

nuove motivazioni addotte a sostegno del rifiuto deciso sono senz’altro 

proponibili in questa sede. In effetti, l’istante era tassato nel 2011 per una 

sostanza di fr. 53'500.-- e nel 2012 di fr. 60'200.--. Sapendo poi che nel 

calcolo dell'imposta si deducono dalla sostanza netta per persone sole fr. 

63'000.-- giusta l’art. 63 LIC, il ricorrente disponeva allora di una sostanza 

di fr. 116'500.-- (2011) e fr. 123'200.-- (2012). Come non viene neppure 

contestato questa sostanza si compone essenzialmente di beni liquidi. In 

queste condizioni è evidente che l’istante non può pretendere un condono 

dall’imposta, in quanto la sua situazione di sostanza gli permette di 

ottemperare ai propri obblighi fiscali senza alcuna difficoltà. Non solo 

questi importi superano abbondantemente i limiti posti all’art. 51 DELIG 

per procedere ad una tassazione zero, ma la loro entità è tale da lasciar 

apparire del tutto immotivata la richiesta, senza che siano al riguardo 

necessarie ulteriori motivazioni. 

d) Anche se, per quanto esposto nel considerando che precede, la 

correttezza dal calcolo del fabbisogno mensile operato non ha più 

pertinenza pratica dovendo il ricorso essere respinto già in base alla 

situazione di sostanza del ricorrente, è però bene ricordare che l’onere di 

comprovare la difficoltosa situazione finanziaria spetta al richiedente 

l’esonero fiscale. L’autorità è al riguardo tenuta semplicemente a statuire 

sulla questione di sapere se la pretesa situazione di bisogno è stata 

comprovata (vedi sentenze del Tribunale amministrativo A 13 14, A 12 26 

e A 11 27). Se pertanto l’interessato omette di presentare i necessari 

giustificativi a comprova sia delle entrate che delle spese fatte valere, 

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l’autorità comunale, dopo averlo invitato a completare la domanda, può 

decidere a sfavore della parte che cerca di derivare un vantaggio da un 

situazione che non ha saputo dimostrare. Nella fattispecie, come 

giustamente addotto dal comune convenuto, sia le spese mensili di 

locazione (fr. 1'600.--) che quelle riguardanti i premi della cassa malati (fr. 

472.--) non sono state debitamente documentate. In tali circostanze la 

presa in considerazione integrale di tali deduzioni, ambedue di un 

ammontare insolitamente elevato, non troverebbe alcuna giustificazione. 

4. Per quanto esposto in precedenza il rifiuto di accordare all’istante il 

condono dell’imposta comunale merita in questa sede conferma anche se 

il motivo del rifiuto è diverso da quello addotto nella decisione impugnata. 

Il ricorrente ha comunque avuto la possibilità di determinarsi sul nuovo 

motivo addotto a giustificazione della reiezione della sua richiesta ed 

avrebbe conseguentemente anche potuto ritirare il ricorso, mentre invece 

ha mantenute inalterate le proprie richieste. Per questo l’assegnazione 

dei costi segue la regola che, giusta quanto previsto all’art. 73 cpv. 1 

LGA, vuole che sia la parte soccombente, ovvero nell’evenienza il 

ricorrente, ad assumersi le spese occasionate dal procedimento. Nella 

determinazione dell’importo dovuto a titolo di spese il cambiamento di 

motivazione addotto solo in sede di ricorso da parte del comune 

convenuto è stato comunque debitamente tenuto in considerazione ed ha 

contribuito alla riduzione della pretesa.

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è respinto nel senso dei considerandi.

2. Vengono prelevate

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- una tassa di Stato di fr. 200.--

- e le spese di cancelleria di fr. 212.--

totale fr. 412.-- 

il cui importo sarà versato da A._____, entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]