# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e3226211-30bb-528e-b53e-97a3f0551fca
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-07-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 23.07.2020 50.2019.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-2019-13_2020-07-23.html

## Full Text

Incarto n.

  50.2019.13

   

  	
  Lugano

  23
  luglio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Flavia Verzasconi, presidente,

  Giovan Maria Tattarletti, Fulvio Campello

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Giorgia Ponti

  

 

 

statuendo
sul ricorso del 15 novembre 2019 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1   

   RI
  2   

  patrocinate
  da:   PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 15 ottobre 2019 del Tribunale di
  espropriazione in merito all'anticipata immissione in possesso relativa a 38 m2
  del mapp. _______ di ________, sezione ________, nell'ambito del procedimento
  espropriativo promosso dalla Repubblica e Stato del Cantone Ticino
  concernente la realizzazione di una pista ciclopedonale su via C________ nel
  Comune di ________;

  

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

che nel corso del 2016
lo Stato del Cantone Ticino ha pubblicato gli atti del progetto stradale
concernente la realizzazione di una pista ciclopedonale su via C_______ nel
Comune di ________, tra l'incrocio __________ e il nucleo abitativo di __________;

che l'opera coinvolge anche il mapp. __________, di 900 m2, appartenente
a RI 1 (fino al 29 ottobre 2018 di proprietà di RI 2 eOPP 1), di cui lo Stato
ha previsto unicamente l'occupazione temporanea in ragione di 38 m2
per permettere la costruzione di un nuovo cordonetto in pietra naturale e per
esigenze di cantiere, dietro versamento di un'indennità a corpo di fr. 19.-
oltre a fr. 1'434.50 per la soppressione di alcune piante;

che contro il progetto stradale RI 2 e OPP 1 hanno inoltrato un'opposizione
cautelativa formulando una serie di domande relative alla sistemazione del
loro fondo dopo l'intervento; hanno anche chiesto allo Stato il rimborso
della parte mancante (…) e della percentuale della perdita del valore
complessivo della proprietà; 

che l'Ufficio delle acquisizioni del Dipartimento del territorio ha fornito
agli interessati le spiegazioni del caso in merito ai lavori di ripristino del
fondo e ha precisato loro che i dati riassunti nelle tabelle di espropriazione
sono stati estrapolati dalle mappe ufficiali in vigore al momento della
pubblicazione del progetto; in ogni caso, qualora dopo l'ultimazione dei lavori
ed eseguita la nuova terminazione del fondo si rendesse necessario un esproprio
formale del mapp. __________, l'indennità sarebbe calcolata sulla base di fr.
400.- al m2;

che RI 2 e OPP 1 hanno comunicato allo Stato di non accettare la proposta di
indennità di fr. 400.-, ritenuta insufficiente; essi hanno quindi chiesto,
nell'ipotesi di un'espropriazione formale, un risarcimento pari a fr. 800.- al m2;

 

che il Consiglio di
Stato ha approvato il progetto stradale il 23 novembre 2016 ed evaso
l'opposizione di RI 2 e OPP 1; la decisione governativa è stata confermata da
questo Tribunale, che il 27 dicembre 2018 ha respinto il ricorso inoltrato da
questi ultimi (inc. 52.2017.25), nella cui posizione RI 1, divenuta nel
frattempo proprietaria della particella oggetto di giudizio, ha dichiarato di
subingredire;

che in ossequio all'art. 26 della legge sulle strade del 23 marzo 1983 (Lstr; RL
725.100), il 27 marzo 2019 gli atti sono quindi stati trasmessi al Tribunale di
espropriazione per l'esame delle pretese annunciate da RI 2 e OPP 1 e per le
quali le parti non hanno potuto accordarsi; contestualmente, lo Stato ha chiesto
l'anticipata immissione in possesso nei diritti espropriati;

che RI 1 si è opposta a quest'ultima richiesta, poiché a suo dire i lavori
cancellerebbero la terminazione esistente così come le bordure e i punti di
riferimento presenti sul loro sedime, impedendo in futuro una ricostruzione
degli esatti confini, sui quali le opinioni delle parti divergono;

 

che dopo aver fatto
rilevare dal geometra revisore i punti di confine della proprietà dell'espropriata,
con decisione del 15 ottobre 2019 il Tribunale di espropriazione ha concesso
all'espropriante l'anticipata immissione in possesso; ha annotato che i piani
di progetto sono stati elaborati sulla scorta di una mappa catastale ufficiale
provvisoria risultante dal registro fondiario prodefinitivo e che nelle tabelle
di espropriazione le superfici toccate dal progetto vengono indicate in modo
solo approssimativo, mentre la misurazione definitiva avviene ad opera
conclusa; l'immissione in possesso anticipata non provoca del resto danni
irreparabili agli opponenti, dal momento che la situazione è stata ampiamente
documentata grazie a fotografie, per cui nemmeno l'esame dell'indennità in
favore dei proprietari risulta pregiudicata;

che avverso la predetta decisione si aggravano ora RI 1 e RI 2 dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo, della quale chiedono l'annullamento, previa
concessione dell'effetto sospensivo al ricorso; in estrema sintesi, le
ricorrenti ribadiscono che fintanto che i confini del loro fondo non sono
stabiliti in modo certo l'ente pubblico non può iniziare lavori che
implicherebbero la rimozione degli attuali segni di confine; 

che al ricorso e alla concessione dell'effetto sospensivo si oppone lo Stato
che sottolinea come gli interventi sono stati pianificati da tempo e necessitano
di essere eseguiti a breve al fine di completare le altre tratte già realizzate
o in fase di realizzazione; d'altra parte l'esecuzione anticipata delle opere
non compromette in nessun modo la valutazione dell'indennità espropriativa e
non arreca alcun pregiudizio alla proprietaria; anche nel caso in cui le
ricorrenti dovessero ottenere ragione, si potrebbero ripristinare i precedenti
confini senza particolare disagio; 

che in replica e in duplica le parti si sono confermate nelle rispettive
allegazioni e domande; 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la competenza del
Tribunale cantonale amministrativo e la tempestività dell'impugnativa sono date
dagli art. 50 e 53 della legge di espropriazione dell'8 marzo 1971 (Lespr; RL
710.100);

che la facoltà di agire di RI 1, subentrata a RI 2 e OPP 1 in corso di
procedura quale nuova proprietaria del fondo interessato dal progetto stradale,
è data (art. 44 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre
2013; LPAmm; RL 165.100), mentre, proprio a seguito del subingresso, deve
essere negata la legittimazione ricorsuale di RI 2 che nemmeno ha presentato
osservazioni sull'istanza di anticipata immissione in possesso dinanzi al
Tribunale di espropriazione; 

                                      

                                         che entro questi limiti il
ricorso è ricevibile in ordine e può essere esaminato nel merito, sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm); all'infuori degli incarti
richiamati e trasmessi dalle parti e dal Tribunale di prima istanza, non
occorre in effetti assumere le numerose prove notificate dalla ricorrente
(documenti, sopralluogo, perizia giudiziale sul 4° bollone e alcuni
testi) che non sono atte ad apportare a questo Tribunale ulteriori elementi
fattuali determinanti per il giudizio che è chiamato a rendere; 

che non si procede nemmeno all'audizione personale delle ricorrenti, giacché né la legislazione cantonale né quella
federale garantiscono alla parte il diritto di essere udita oralmente, essendo
sufficiente che essa possa far valere le proprie ragioni per iscritto, come è
stato il caso nella presente fattispecie (DTF 134 I 140 consid. 5.3, 130
II 425 consid. 2.1, 125 I 209 consid. 9b e
rinvii, 117 II 132 consid. 3b; Adelio
Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale, II ed., Cadenazzo 2002,
n. 494);

che secondo l'art. 51 cpv. 1 primo periodo Lespr, l'espropriante può chiedere
l'immissione in possesso prima della stima e prima del pagamento
dell'indennità, qualora renda verosimile che un ritardo nell'inizio dei lavori
sarebbe di pregiudizio all'opera;

che l'autorizzazione è accordata sempre che la presa di possesso non impedisca
di esaminare la domanda d'indennità o che questo esame possa essere reso
possibile da disposizioni ordinate dal Tribunale d'espropriazione (art. 51 cpv.
3 Lespr);

che per quanto concerne i progetti stradali, l'art. 26 cpv. 3 Lstr stabilisce
che il Tribunale d'espropriazione può autorizzare l'anticipata immissione in
possesso sulla base della decisione d'approvazione del progetto stradale
esecutiva; si presume, soggiunge la norma, che senza l'anticipata immissione in
possesso l'espropriante subirebbe un significativo pregiudizio (art. 26 cpv. 3
Lstr; cfr. STA 52.2012.2 del 2 novembre 2012); a differenza dell'art. 51 cpv.
1, primo periodo Lespr, tale disposto - che si rifà all'art. 39 cpv. 4 della
legge federale sulle strade nazionali dell'8 marzo 1960 (LSN; RS 725.11) - crea la presunzione che, senza l'anticipata immissione in possesso,
l'espropriante subirebbe un significativo pregiudizio; 

che il proprietario interessato può comunque opporsi all'anticipata immissione
in possesso, rovesciando la presunzione legale, ossia rendendo verosimile che
l'ente pubblico non corre alcun pregiudizio; 

che nella fattispecie il
progetto stradale è divenuto definitivo con la sentenza di questo Tribunale del
27 ottobre 2018; 

che rimangono quindi unicamente da evadere le pretese espropriative concernenti
l'indennità in favore della ricorrente; l'accoglimento della richiesta
dell'ente pubblico non pregiudica o compromette comunque questo esame, ritenuta
la presenza agli atti di numerose fotografie, del rapporto richiesto dai
giudici di prime cure al geometra revisore, ingegnere iscritto nell'apposito
registro (art. 41 cpv. 1 della legge federale sulla geoinformazione [LGI; RS
510.62], 43 ss. dell'ordinanza concernente la misurazione ufficiale [OMU; RS
211.432.2], 9 della legge sulla misurazione ufficiale  [LMU; RL 216.300])
tenuto a rispettare scrupolosamente le regole dell'arte (vedi art. 1 dell'ordinanza
tecnica del DDPS sulla misurazione ufficiale; OTEMU; RS 211.432.21), in merito
ai punti di confine della particella della ricorrente, del rapporto datato 11
gennaio 2017 dello stesso geometra, nonché delle svariate planimetrie che
attestano i confini del fondo sulla base delle varie mutazioni intervenute nel
corso degli anni; 

 

che come indicato anche nella decisione impugnata, con
riferimento alla STA 50.2004.4 del 16 settembre 2004 consid. 2.3, in questa
fase procedurale non è indispensabile fornire indicazioni più precise circa
l'area colpita da un evento espropriativo; l'estensione esatta sarà precisata
nella sentenza di stima, riprendendo i dati che emergeranno dalla procedura di
misurazione ufficiale in corso (il deposito pubblico degli atti è stato
pubblicato il 21 luglio 2020; cfr. FU 58/2020 del 21 luglio 2020, pag. 5875),
oppure, qualora necessario, facendo eseguire una valutazione puntuale da parte
del geometra revisore e confrontandola con la terminazione definitiva della
part. __________ ad opera realizzata;

 

che a dipendenza di
queste risultanze e dell'estensione della ciclopista, i segni di confine che si
trovano attualmente in loco potranno se del caso essere riposizionati come in
precedenza; sotto questo profilo non si è nemmeno in presenza di un danno
irreparabile, contrariamente a quanto insiste nel sostenere, a torto, la
ricorrente;  

che a ciò
aggiungasi che quest'ultima, sia dinnanzi all'autorità inferiore, sia
nel presente ricorso, non adduce particolari argomenti per contestare l'urgenza
per l'ente espropriante, presunta per legge, di poter disporre della superficie
oggetto di esproprio, già prima della definizione degli aspetti espropriativi;

                                         che nulla osta pertanto
alla conferma dell'immissione in possesso anticipata dei diritti espropriati
decretata dai giudici di prime cure;

che sulla base delle
considerazioni che precedono il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, deve
pertanto essere respinto;

che l'emanazione del presente giudizio rende superflua l'evasione della domanda
di conferimento dell'effetto sospensivo al gravame;

che la tassa di giustizia e le spese
sono poste a carico delle ricorrenti secondo soccombenza (art. 47 cpv. 1 LPAmm per il rinvio dato dall'art. 50 cpv. 3
Lespr); non si assegnano ripetibili.

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

 

1.   Nella misura
in cui è ammissibile il ricorso è respinto.

 

 

2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'500.-, già anticipata dalle ricorrenti, rimane a loro
carico. Non si assegnano ripetibili.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                            La vicecancelliera