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**Case Identifier:** a4673162-2e3b-548d-8d3d-97084823fdf5
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-09-12
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 12.09.2014 SK.2014.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_SK-2014-23_2014-09-12.pdf

## Full Text

Sentenza del 12 settembre 2014 
Corte penale 

Composizione  Giudici penali federali Giorgio Bomio, Presidente, 
Roy Garré e Giuseppe Muschietti  
Cancelliere Davide Francesconi  

Parti  A.   

 
istante 

   

Oggetto  Istanza di condono delle spese procedurali (art. 425 
CPP) 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: SK.2014.23 
 

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Visti: 
 

- la sentenza SK.2009.10 del 22 febbraio e del 18 marzo 2010, con cui la Corte 
penale del Tribunale penale federale ha riconosciuto A. colpevole di riciclaggio di 
denaro aggravato (art. 305bis n. 2 CP) e l'ha condannato alla pena pecuniaria di 180 
aliquote giornaliere di fr 10.-- cadauna, per complessivi fr. 1'800.--, a valere quale 
pena integralmente complementare alla pena di due anni e sei mesi di reclusione 
inflittagli, mediante sentenza pronunciata il 27 aprile 2009, dal Giudice per indagini 
preliminari presso il Tribunale ordinario di Milano, con l'accollo delle spese 
procedurali per complessivi fr. 6'000.--; 

 
- il passaggio in giudicato di detta decisione, considerato che A. non ha interposto 

ricorso avverso la succitata sentenza; 
 
-  la lettera del 4 luglio 2014 di A., mediante la quale egli, in risposta alla richiesta di 

pagamento delle spese procedurali da parte del Ministero pubblico della 
Confederazione (di seguito: MPC), asserendo di avere "problemi fisici e personali", 
facendo altresì riferimento alle "condizioni di mia madre ed ultimo i guai con la 
giustizia italiana" ha chiesto la "remissione del debito (condono)";  

   
-  lo scritto dell'11 luglio 2014, con il quale il MPC trasmetteva per competenza il 

summenzionato scritto alla Corte penale del Tribunale penale federale; 
 
- la lettera del 4 agosto 2014, mediante la quale A., su richiesta della scrivente Corte, 

trasmetteva il formulario relativo alla situazione personale e patrimoniale, rilevando 
al contempo un peggioramento della sua situazione, avuto riguardo agli obblighi di 
mantenimento nei confronti dell'anziana madre nonché ai maggiori costi dovuti alla 
separazione di fatto dalla sua famiglia, ai quali si aggiungerebbe anche un precario 
stato di salute; 

 
-  la comunicazione del 28 agosto 2014, mediante la quale il MPC ha rinunciato a 

formulare osservazioni in merito all'istanza in oggetto. 
 
 

Considerato: 
 

- che, giusta l'art. 363 cpv. 1 CPP, per quanto la Confederazione e i Cantoni non 
dispongano altrimenti, il giudice che ha pronunciato la sentenza di primo grado 

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emana anche le decisioni indipendenti successive demandate a un'autorità 
giudiziaria; 

 
- che, conformemente all'art. 425 CPP, l'autorità penale può dilazionare la riscossione 

delle spese procedurali oppure, tenuto conto della situazione economica della 
persona tenuta a rifonderle, ridurle o condonarle; 

 
- che risulta dunque data la competenza a decidere della Corte penale del Tribunale 

penale federale; 
 
-  che il giudice esamina se le condizioni per una decisione giudiziaria successiva 

sono soddisfatte e, se necessario, completa gli atti o incarica la polizia di procedere 
a nuove indagini (art. 364 cpv. 3 CPP); 

 
-  che, in procedimenti come quello in esame, il giudice decide di principio sulla scorta 

degli atti; egli pronuncia la decisione per scritto e la motiva succintamente (v. art. 
365 cpv. 1 e 2  CPP); 

 
- che l'istante afferma che, a seguito del decesso del fratello avvenuto nel 2008, la 

sua situazione si sarebbe aggravata, siccome egli avrebbe dovuto trasferirsi per 
assistere l'anziana madre. Inoltre, la separazione coniugale intervenuta anch'essa 
nel corso del 2008 avrebbe comportato maggiori uscite, quali costi per l'abitazione, 
contributi alimentari e spese sanitarie; 

 
- che a proposito del suo stato di salute, l'istante ha prodotto un certificato medico 

attestante una situazione di obesità, di diabete mellito, ipertensione e gonartrosi 
bilaterale; 

 
-  che A., nel formulario relativo alla sua situazione personale e patrimoniale dichiara 

di percepire, dal settembre 2013, una sola entrata per l'equivalente di fr. 1'700.-- a 
titolo di pensione; egli attesta altresì di non avere altra sostanza né di possedere 
immobili; 

 
- che alla voce "uscite e debiti", l'istante dichiara di versare l'equivalente di fr. 700.-- 

mensili a titolo di contributo di mantenimento per l'anziana madre, segnalando nel 
contempo un debito, non meglio precisato e documentato, per un importo 
complessivo di fr. 10'000.--; 

 
-  che, per il resto, A. attesta di non avere altre uscite, né per quanto riguarda un 

eventuale canone di locazione, né a titolo di copertura sanitaria; 
 

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- che, pertanto, non sono ravvisabili ulteriori elementi atti ad accertare compiutamente 
la situazione patrimoniale dell'istante; 

 
- che, quindi, tenuto conto della situazione patrimoniale così come allegata 

dall'istante, e avuto particolare riguardo per l'entrata dichiarata di fr. 1'700.-- mensili, 
il pagamento delle spese procedurali per un importo totale di fr. 6'000.-- non appare 
a questa Corte oggettivamente impossibile, anche a fronte del fatto che lo stesso 
istante dichiara di non avere spese fisse o debiti rilevanti documentati cui dover far 
fronte; 

 
- che, in luogo del postulato condono delle spese procedurali, appare pertanto più 

opportuno, alla luce dell'attuale situazione dell'istante, concedere una dilazione del 
pagamento di dette spese procedurali, in ragione di fr. 125.-- mensili, da 
corrispondere sull'arco di quarantotto mesi; 

 
-  che tale esborso mensile, sulla base della situazione patrimoniale e personale così 

come descritta, appare sostenibile ed esigibile da A.; 
 
-  che, pertanto, l'istanza di A. può essere parzialmente accolta, nel senso di quanto 

appena esposto; 
 
-  che per questa procedura non vengono prelevate spese. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Per questi motivi, la Corte pronuncia: 

1. L'istanza è parzialmente accolta ai sensi dei considerandi. 

Di conseguenza, la riscossione delle spese procedurali pari a complessivi  
fr. 6'000.-- a carico di A. è dilazionata nella misura di fr. 125.-- mensili.  

2. Non si prelevano spese. 
 
 
 
In nome della Corte penale 
del Tribunale penale federale 
 
 
Il Presidente del collegio   Il Cancelliere 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Intimazione a: 
- A. 
- Ministero pubblico della Confederazione, Esecuzione delle decisioni e gestione dei 

beni (quale autorità di esecuzione). 
 

 
 

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Informazione sui rimedi giuridici  

Reclamo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

Il reclamo contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali della Corte penale del Tribunale penale 
federale, eccettuate le decisioni ordinatorie, deve essere presentato e motivato per scritto entro 10 giorni 
alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (art. 393 cpv. 1 lett. b e art. 396 cpv. 1 CPP; 
art. 37 cpv. 1 LOAP). 

Il reclamo contro la decisione che fissa la retribuzione del difensore d’ufficio deve essere presentato e 
motivato per scritto entro 10 giorni alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (art. 135 cpv. 
3 lett. a e art. 396 cpv. 1 CPP; art. 37 cpv. 1 LOAP). 

Mediante il reclamo si possono censurare: a. la violazione del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del 
potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia; b. l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti; 
c. l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 CPP). 

Ricorso al Tribunale federale 

Le decisioni finali della Corte penale del Tribunale penale federale sono impugnabili mediante ricorso al 
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione 
(art. 78, art. 80 cpv. 1, art. 90 e art. 100 cpv. 1 LTF). 

Il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale e del diritto internazionale (art. 95 lett. a e b LTF). 
Egli può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto o in 
violazione del diritto ai sensi dell’articolo 95 LTF e l’eliminazione del vizio può essere determinante per 
l’esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

    Spedizione: 12 settembre 2014