# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c5edb8f-a7b5-50da-963e-9d2029d13c3d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-12-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.12.2022 C-5237/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5237-2020_2022-12-01.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-5237/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 °  d i c e m b r e  2 0 2 2  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  

Caroline Gehring, Caroline Bissegger,  

cancelliere Oliver Engel. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia), 

patrocinato dall'avv. Patrick Untersee,  

ricorrente,   
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero UAIE,  

autorità inferiore.   
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità, rendita limitata nel tempo (deci-

sione del 23 settembre 2020). 

 

 

 

C-5237/2020 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______ (di seguito: assicurato, interessato, ricorrente o insor-

gente), cittadino italiano, nato il (…) 1976, celibe, ha lavorato in Svizzera a 

(…) – con interruzioni – da aprile 1996 a novembre 2015, in qualità di ope-

raio edile/gessatore, solvendo regolari contributi all’assicurazione svizzera 

per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (cfr. doc. 2 e segg. dell’incarto 

dell’autorità inferiore [di seguito doc. 2 e segg.]). 

A.b Il 25 gennaio 2016, l’interessato ha subito un infortunio durante un tra-

sloco: mentre trasportava un frigorifero è caduto all’indietro, riportando un 

trauma contusivo lombare (doc. 2 e segg.).  

A.c A seguito del menzionato infortunio, è stata aperta una procedura da 

parte dell’assicuratore contro gli infortuni, nella fattispecie l’Istituto nazio-

nale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (SUVA, v. notifica d’infor-

tunio del 27 gennaio 2016; doc. 2 pag. 1).   

A.d Il 19 febbraio 2016, l’assicurato si è sottoposto ad un intervento di 

asportazione di ernia discale per via extraforaminale L4-L5 a sinistra (doc. 

2 pag. 6 e segg. ed in particolare doc. 34 pag. 10).  

B.  

B.a Il 15 novembre 2016, l’interessato ha formulato una domanda volta 

all’ottenimento di prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità, 

che è stata ricevuta dall’Ufficio AI del cantone B._______ (UAI-B._______) 

il giorno seguente (doc. 5 – 7).  

B.b L’UAI-B._______ ha quindi assunto agli atti la documentazione medica 

risultante dalla procedura infortunistica (v. doc. in particolare doc. 1, 2 e 

10). 

B.c Il 19 giugno 2017, l’assicurato si è sottoposto in Italia ad un ulteriore 

intervento di microdiscectomia L5/S1 a destra per ernia discale lombare. Il 

decorso è stato regolare con netta diminuzione della sintomatologia lom-

bosciatalgica (doc. 25). 

B.d Con decisione del 10 agosto 2017, passata in giudicato incontestata, 

la SUVA ha osservato che in base alla valutazione del medico di circonda-

rio i disturbi ancora presenti non erano più causali con l’infortunio. Pertanto 

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ha confermato la sospensione delle prestazioni (indennità giornaliere e 

spese di cura) a decorrere dal 19 febbraio 2017 (doc. 31 pag. 5). 

B.e L’UAI-B._______ ha poi valutato la possibilità di far beneficiare l’assi-

curato di provvedimenti professionali (doc. 37 e segg.). A seguito di un 

primo colloquio con la consulente per l’orientamento professionale, l’assi-

curato ha tuttavia comunicato che a causa dei dolori lombari preferiva pro-

cedere con l’accertamento del diritto ad una rendita d’invalidità, indicando 

che avrebbe eventualmente potuto eseguire più avanti un accertamento 

professionale (v. doc. 43). Con provvedimento del 19 marzo 2018, l’UAI-

B._______ ha pertanto comunicato all’interessato la chiusura dell’accerta-

mento relativo ai provvedimenti professionali, ricordandogli nondimeno la 

possibilità di richiedere provvedimenti d’integrazione qualora volesse ri-

prendere un’attività lavorativa (doc. 46).  

B.f In seguito l’UAI-B._______ ha effettuato accertamenti medici, segnata-

mente una perizia pluridisciplinare del 17 dicembre 2019 in medicina in-

terna, reumatologia, neurologia e psichiatria eseguita dal SAM (Servizio di 

accertamento medico). I periti hanno in particolare attestato una totale e 

definitiva inabilità nella precedente attività ed il recupero di una capacità 

lavorativa del 70% in attività adeguate a decorrere da agosto 2018 (doc. 

51 e segg.). Di tali accertamenti si dirà in dettaglio nei considerandi in di-

ritto.  

B.g Con progetto di decisione del 17 gennaio 2020, l’UAI-B._______– ri-

conoscendo una completa incapacità lavorativa dal 27 gennaio 2016 al 22 

agosto 2018 – ha prospettato all’interessato il versamento di una rendita 

intera dal 1° maggio 2017, ossia al più presto sei mesi dalla data in cui è 

stato rivendicato il diritto a prestazioni (in concreto il 15 novembre 2016 

[art. 29 cpv. 1 LAI]), al 31 ottobre 2018, ossia tre mesi a partire da quando 

i periti incaricati dall’UAI-B._______ lo hanno ritenuto abile al 70% in attività 

adeguate (doc. 97).  

B.h Con osservazioni dell’8 e del 25 febbraio 2020, l’assicurato ha conte-

stato il progetto di decisione del 17 gennaio 2020, chiedendo di esser posto 

al beneficio di tre quarti di rendita d’invalidità almeno ed in via subordinata 

a provvedimenti professionali di reintegrazione. Dal profilo medico, ha cen-

surato un insufficiente accertamento della sua situazione valetudinaria, la 

quale sarebbe ulteriormente peggiorata a seguito della perizia del SAM, 

con conseguente errata valutazione della residua capacità lavorativa. A so-

stegno delle proprie allegazioni ha prodotto un nuovo referto specialistico 

del dott. C._______, chirurgo, del 10 febbraio 2020, di cui si dirà in dettaglio 

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nei considerandi in diritto. Inoltre, ha lamentato un’erronea determinazione 

del salario da valido, l’assenza di deduzione sociale sul reddito da invalido 

e il mancato parallelismo dei redditi (doc. 104 a 118). 

B.i Con decisione del 23 settembre 2020 (che sostituisce la decisione del 

28 febbraio 2020, annullata dall’autorità inferiore con scritto del 10 marzo 

2020 [cfr. doc. 128 e segg.]), l’UAIE ha confermato il progetto di decisione 

del 17 gennaio 2020 ed ha assegnato all’assicurato una rendita intera d’in-

validità dal 1° maggio 2017 al 31 ottobre 2018. L’autorità inferiore ha os-

servato – da una parte – come l’infortunio subito ha comportato una totale 

incapacità nella precedente occupazione e – dall’altra – che un’attività ade-

guata era di nuovo esigibile a partire dal mese di agosto 2018 in misura del 

70% e che dal conseguente raffronto dei redditi risulta un grado di invalidità 

del 30% con soppressione del diritto alla rendita a partire dal 1° novembre 

2018. Essa ha inoltre precisato che la documentazione medica trasmessa 

con le osservazioni non contiene elementi atti a rimettere in discussione le 

conclusioni della perizia del SAM. Per quel che attiene alla richiesta dell’as-

sicurato di beneficiare di provvedimenti professionali, l’autorità inferiore ha 

osservato che egli ha “fondamentalmente diritto a provvedimenti professio-

nali (…) a condizione che si vede atto al lavoro in un’attività adeguata allo 

stato di salute, è volenteroso all’integrazione e seriamente interessato a 

sostenere attivamente le proposte dell’assicurazione”, precisando che egli 

può annunciarsi in qualsiasi momento per attuare tali provvedimenti (doc. 

139). 

C.  

C.a Il 23 ottobre 2020, l’interessato ha inoltrato ricorso contro la summen-

zionata decisione dell’UAIE dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

(TAF) mediante il quale ha chiesto l’annullamento della decisione impu-

gnata ed il riconoscimento di tre quarti di rendita successivamente al 1° 

novembre 2018. In via subordinata, ha chiesto l’annullamento della deci-

sione ed il rinvio degli atti all’autorità inferiore alfine dell’effettuazione di 

nuovi accertamenti atti a definire il suo diritto a una rendita d’invalidità e 

provvedimenti professionali. Per quel che attiene all’aspetto medico, il ri-

corrente – allegando nuova documentazione medica di cui si dirà in seguito 

– ha fatto valere un errato ed insufficiente accertamento del suo stato di 

salute, fra l’altro con riferimento ad un peggioramento dal profilo reumato-

logico/ortopedico intervenuto posteriormente alla perizia del SAM. Dal pro-

filo economico ha censurato un’errata determinazione dei redditi da valido 

– in quanto l’autorità inferiore non avrebbe tenuto conto degli aumenti di 

stipendio di cui avrebbe certamente beneficiato fino al 2019 – e da invalido 

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– in particolare l’assenza deduzioni sociali e il mancato parallelismo dei 

redditi. Infine, egli ha invocato una violazione da parte dell’autorità inferiore 

dell’obbligo di motivare la decisione per quel che attiene il non riconosci-

mento di deduzioni sul reddito da invalido (doc. TAF 1). 

C.b Il 5 novembre 2020, l’insorgente ha provveduto al versamento del ri-

chiesto anticipo di CHF 800.- a copertura delle presumibili spese proces-

suali (doc. TAF 2 a 4). 

C.c Nella risposta al ricorso del 12 gennaio 2021, l’UAIE ha proposto la 

reiezione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rin-

viando al preavviso dell'UAI-B._______ del 4 gennaio 2021 e la presa di 

posizione SMR del 4 gennaio 2021, l’autorità inferiore ha osservato che i 

referti medici trasmessi dal ricorrente non sono suscettibili di modificare le 

conclusioni della decisione impugnata in quanto dagli stessi non emerge-

rebbe un peggioramento sostanziale del suo stato di salute o indicazioni 

divergenti in merito alla sua residua capacità lavorativa. Per quel che at-

tiene alla problematica psichica, l’autorità inferiore ha rilevato che essa è 

“chiaramente da attribuire a disturbi causati dalla decisione del 23 settem-

bre 2020” e che pertanto “sono indicati a trattamenti e alla guarigione”. In 

merito all’aspetto economico, l’UAIE ha indicato di non aver operato una 

deduzione sul reddito da invalido sulla base dei motivi riportati in dettaglio 

alle pagine 13 e 14 provvedimento impugnato. Inoltre, ha confermato la 

correttezza dei redditi da valido e invalido ritenuti nel caso concreto. L’am-

ministrazione ha infine indicato di essersi già pronunciata sul diritto a prov-

vedimenti professionali nella decisione impugnata. A tal proposito ha riba-

dito che il ricorrente ha di principio diritto a beneficiare di provvedimenti 

professionali e che egli si può annunciare in qualsiasi momento all’Ufficio 

AI per la loro attuazione (doc. TAF 6).  

C.d Con replica del 10 febbraio 2021, il ricorrente ha confermato motivi e 

conclusioni ricorsuali, producendo due brevi referti medici di cui si dirà in 

dettaglio nei considerandi in diritto. Ha in particolare ribadito che il suo stato 

di salute è ancora peggiorato successivamente all’effettuazione della peri-

zia del SAM e che quest’ultima non tiene correttamente conto delle riper-

cussioni della patologia psichiatrica, reumatologica e neurologica sulla sua 

residua capacità lavorativa (doc. TAF 10). 

C.e Con duplica dell’11 marzo 2021, l’UAIE ha nuovamente chiesto la reie-

zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata. Rinviando alla 

presa di posizione dell’UAI-B._______ del 3 marzo 2021, l’autorità inferiore 

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si è limitata a confermare quanto esposto nella la decisione impugnata e 

nella risposta al ricorso (doc. TAF 12).  

C.f La duplica è stata trasmessa per conoscenza al ricorrente con prov-

vedimento del 23 marzo 2021 (doc. TAF 13). 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena 

cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente 

l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 

2 con rinvii). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-

mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla 

legge (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il ter-

mine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è però ammissibile solo per 

quanto attiene alla conclusione in materia di soppressione della rendita a 

decorrere dal 1°novembre 2018. Per quel che attiene invece alla richiesta 

di provvedimenti professionali formulata dal ricorrente in via subordinata, 

questo Tribunale rileva che l’autorità inferiore non si è ancora definitiva-

mente pronunciata al riguardo nella decisione impugnata (ma neppure 

nella risposta al ricorso o nella duplica), limitandosi ad indicare che il ricor-

rente ha di principio diritto a beneficiare di provvedimenti professionali, a 

condizione che si veda atto al lavoro in un’attività adeguata, sia volonteroso 

d’integrarsi e seriamente interessato a sostenere attivamente le proposte 

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dell’assicurazione. Lo ha quindi invitato ad annunciarsi presso il compe-

tente ufficio AI per attuare detti provvedimenti (v. risposta al ricorso del 4 

gennaio 2021 pag. 3 [il ricorrente avendo precedentemente indicato di ri-

nunciarvi fino a definizione del suo diritto ad una rendita AI {doc. 43}]). La 

conclusione tendente ad una decisione in materia di provvedimenti profes-

sionali esula dall’oggetto litigioso (l’UAIE non essendosi ancora pronun-

ciato sulla questione in una decisione ai sensi dell’art. 5 PA), e su questo 

punto il ricorso è pertanto inammissibile.  

2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea e 

risiede in Italia, per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

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Pagina 8 

2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-

riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-

ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-

rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 

2016 consid. 4.2 con rinvii). 

2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento 

della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-

mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e 

130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-

sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame 

giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-

sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-

trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445). 

3.2 Nell’evenienza concreta, la domanda di prestazioni è stata presentata 

in data 15 novembre 2016 e quindi di principio si applicano al caso di spe-

cie le nuove norme in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni 

della 6a revisione della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto con-

cerne le disposizioni formali della LPGA immediatamente applicabili con la 

loro entrata in vigore), così come le ulteriori modifiche entrate in vigore 

successivamente e fino alla pronuncia della decisione impugnata, ad ec-

cezione delle modifiche del 19 giugno 2020 della LAI e della LPGA e quelle 

del 3 novembre 2021 dell’OAI che sono entrate in vigore il 1° gennaio 2022 

(v. sentenza del TAF C-3114/2020 del 22 agosto 2022 consid. 2.2).  

3.3 Il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data della de-

cisione impugnata, in quanto il giudice delle assicurazioni sociali esamina 

il provvedimento sulla base della situazione di fatto esistente al momento 

in cui essa è stata pronunciata (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia 

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conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali 

elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla deci-

sione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri 

termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e se 

sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento in 

cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 

del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 con-

sid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

4. Violazione del diritto di essere sentito 

4.1  

4.1.1 In via preliminare nel gravame il ricorrente ha censurato una viola-

zione del diritto di essere sentito. In particolare, ha lamentato che l’autorità 

inferiore non abbia fornito alcuna motivazione per il rifiuto di accordare una 

deduzione sul reddito da invalido (cfr. doc. TAF 1 pag. 4).  

4.1.2 Nella risposta al ricorso e nella duplica l’autorità inferiore ha osser-

vato di aver indicato in dettaglio nella decisione impugnata per quali motivi 

non ha in concreto concesso una deduzione dal reddito da invalido (cfr. 

doc. TAF 6 pag. 3 con rimando preciso ai passaggi della decisione impu-

gnata).  

4.2  

4.2.1 Il diritto di essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., comprende 

la facoltà per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione 

sfavorevole nei suoi confronti. Egli ha diritto di consultare l'incarto, di offrire 

mezzi di prova su punti rilevanti e di esigerne l'assunzione, di partecipare 

alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura in 

cui possano influire sulla decisione (DTF 135 II 286 consid. 5.1 pag. 293; 

135 I 279 consid. 2.3 pag. 282). Per giurisprudenza una violazione non 

particolarmente grave del diritto di essere sentito può essere eccezional-

mente sanata, quando la persona interessata ha la possibilità di esprimersi 

dinanzi a un'autorità di ricorso che valuta liberamente la censura presen-

tata dal ricorrente, ossia nel caso specifico un tribunale che può esaminare 

liberamente sia l'accertamento (e l'apprezzamento) dei fatti sia l'applica-

zione del diritto (DTF 127 V 431 consid. 3d/aa pag. 437). La prassi ha sta-

bilito anche che si può prescindere da un rinvio della causa all'autorità pre-

cedente pure in caso di grave violazione del diritto di essere sentito: una 

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tale eventualità si realizza se la cassazione della decisione viziata costitui-

rebbe una vana formalità e in condurrebbe a inutili ritardi, i quali non sa-

rebbero compatibili con l'(equivalente) interesse della parte onerata di es-

sere sentita nell'ambito di una celere trattazione della procedura di merito 

(DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; 133 I 201 consid. 2.2; sentenza 

8C_842/2016 del 18 maggio 2017 consid. 3.1 con rinvii). 

4.2.2 L'art. 29 cpv. 2 Cost. offre, a titolo sussidiario, una garanzia minima, 

la portata di tale diritto essendo determinata in primo luogo dalle norme 

cantonali o federali di procedura (DTF 126 I 15 consid. 2a pag. 16; 125 I 

257 consid. 3a pag. 259). 

4.2.3 Giusta l'art. 49 cpv. 3 seconda frase LPGA, le decisioni devono es-

sere motivate se non corrispondono interamente alle richieste delle parti. Il 

diritto di essere sentito comprende infatti l'obbligo per l'autorità di motivare 

le proprie decisioni. Esso ha lo scopo, da un lato, di porre la persona inte-

ressata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento della de-

cisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e di poterlo im-

pugnare con cognizione di causa, e, dall'altro, di permettere all'autorità di 

ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. In altri ter-

mini, l’autorità non è tenuta a compiere un'analisi approfondita di tutte le 

allegazioni di parte e esaminare dettagliatamente tutte le risultanze proces-

suali, essendo sufficiente che, anche attraverso una valutazione globale di 

quelle deduzioni e risultanze, spieghi, in modo logico ed adeguato, le ra-

gioni che hanno determinato il suo convincimento, dimostrando d'avere te-

nuto presente ogni fatto decisivo (DTF 129 I 232 consid. 3.2; sentenza del 

TAF C-2183/2013 del 28 gennaio 2015 consid. 9.2.3). Peraltro, l'esigenza 

della motivazione aumenta allorquando l'applicazione della legge implica 

l'esercizio del potere di apprezzamento o l'interpretazione di una norma 

giuridica indeterminata (DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 consid. 3.3 con 

rinvii).  

4.3 Questo Tribunale rileva come nella fattispecie in esame a partire da 

pagina 6 delle motivazioni allegate alla decisione impugnata del 23 settem-

bre 2020, l’autorità inferiore ha sufficientemente motivato il rifiuto di accor-

dare una deduzione giurisprudenziale. Nel caso concreto, tale motivazione 

consente senz’altro, ed oggettivamente, da un lato, di comprendere le ra-

gioni poste a fondamento della decisione resa dall’UAIE e, dall’altro lato, di 

impugnarla con cognizione di causa. La censura del ricorrente, deve per-

tanto essere respinta in quanto infondata, fermo restando che la corret-

tezza – dal punto di vista materiale – del rifiuto di accordare una deduzione 

C-5237/2020 

Pagina 11 

giurisprudenziale verrà esaminata al considerando 11.3 del presente giu-

dizio. 

5.  

La questione litigiosa nel presente caso è quella di sapere se l’autorità in-

feriore ha sufficientemente, nonché correttamente, acclarato la fattispecie 

dal profilo medico per poter concludere ad un’incapacità lavorativa totale 

del ricorrente in qualsiasi attività dal 27 gennaio 2016 al 21 agosto 2018, 

seguita da una capacità lavorativa del 70% in attività adeguate a decorrere 

dal 22 agosto 2018 o se, per contro, come preteso dal ricorrente, sussiste 

una significativa incapacità lavorativa anche successivamente al 21 agosto 

2018. 

6.  

6.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. 

L'art. 4 cpv. 1 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infer-

mità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce 

che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva 

il diritto alla singola prestazione. 

6.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 

alle seguenti condizioni cumulative:  

a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni 

consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante 

provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili;  

b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media 

durante un anno senza notevole interruzione; e  

c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.  

6.3 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 

70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 

rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 

invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI nella versione in vigore fino 

al 31 dicembre 2021). In seguito all'entrata in vigore dell'Accordo bilaterale, 

la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo il quale le rendite per 

un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 

sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non 

è più applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE (DTF 130 V 253 

C-5237/2020 

Pagina 12 

consid. 2.3). Dopo l'entrata in vigore dei nuovi regolamenti (CE) n. 

883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell'Unione europea che pre-

sentano un grado d'invalidità del 40% almeno, hanno diritto ad un quarto 

di rendita in applicazione dell'art. 28 cpv. 1 LAI indipendentemente dal loro 

domicilio e residenza (art. 4 del regolamento [CE] n. 883/04). 

6.4 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, 

derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 

lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 

abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere 

prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita all'art. 

7 cpv. 1 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di 

guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 

provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 

dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione 

ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-

dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla 

salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è 

obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). 

7.  

7.1 Secondo l'art. 17 LPGA se il grado d'invalidità del beneficiario della ren-

dita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata 

o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il cpv. 2 

della stessa norma stabilisce che ogni altra prestazione durevole accordata 

in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, d'ufficio o 

su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni che l'hanno 

giustificata hanno subito una notevole modifica. 

7.2 L'art. 88a cpv. 1 OAI prevede che se la capacità al guadagno dell'assi-

curato o la capacità di svolgere le mansioni consuete migliora oppure se la 

grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità si 

riduce, il cambiamento va considerato ai fini della riduzione o della sop-

pressione del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che 

il miglioramento constatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in con-

siderazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che 

presumibilmente continuerà a durare. Detta norma si applica anche in caso 

di assegnazione retroattiva di una rendita scalare (sentenze del TF 

9C_837/2009 del 23 giugno 2010 consid. 2, 9C_443/2009 del 19 agosto 

C-5237/2020 

Pagina 13 

2009 consid. 5; cfr. pure sentenza del TAF C-1446/2011 del 27 giugno 2013 

consid. 6.5 con rinvii). 

7.3 Costituisce motivo di revisione della rendita d'invalidità ogni modifica 

rilevante delle circostanze di fatto suscettibile d'influire sul grado di invali-

dità e, quindi, sul diritto alla rendita. Ne consegue che la rendita può essere 

soggetta a revisione non soltanto in caso di modifica significativa dello stato 

di salute, ma anche quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue con-

seguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento signi-

ficativo (DTF 130 V 343 consid. 3.5). 

7.4 Quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una ren-

dita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime 

per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole 

sulla revisione di decisioni amministrative ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 

131 V 164, 131 V 120, 125 V 143; sentenza del TF 9C_362/2014 del 19 

agosto 2014 consid. 3 con rinvii). 

8.  

8.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio 

medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in 

merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa 

situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto 

delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 

fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3). 

8.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-

ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-

dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-

fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-

tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi 

siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V 

210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore 

probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V 

254 consid. 3.3 e 3.4]). 

C-5237/2020 

Pagina 14 

8.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-

denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal 

parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del 

tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista 

medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non 

fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il 

contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi 

per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-

data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-

sid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). 

8.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse 

contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-

certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo 

stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare 

se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-

ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rilevare 

come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso dei 

medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del proprio 

paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi 

(DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii). 

8.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere 

la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli 

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia 

precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri 

medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, 

come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale 

sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio 

2011 consid. 7.2 con rinvii). 

8.6 In presenza di disturbi da dolore somatoforme persistente, di disturbi 

derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a questi ultimi (DTF 140 V 

8 consid. 2.2.1.3) oppure di malattie psichiche (DTF 143 V 409 e 143 V 

418), la capacità lavorativa esigibile di una persona che soffre di tali disturbi 

deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’ambito di una 

procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indicatori atta a 

stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della persona 

(DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 4.1 nonché 143 V 418 consid. 6 segg.). 

Il Tribunale federale ha suddiviso gli indicatori per la valutazione della ca-

pacità lavorativa in due categorie (DTF 141 V 281 consid. 4.1.3), segnata-

mente categoria “gravità funzionale” (consid. 4.3) con i complessi “danno 

C-5237/2020 

Pagina 15 

alla salute” (consid. 4.3.1; risultati e sintomi rilevanti per la diagnosi; suc-

cesso od insuccesso del trattamento e della reintegrazione; comorbidità), 

“personalità” (sviluppo e struttura della personalità, funzioni psichiche [con-

sid. 4.3.2] e contesto sociale [consid. 4.3.3]) nonché categoria “coerenza” 

(aspetti del comportamento [consid. 4.4] in rapporto alla limitazione uni-

forme dei livelli di attività in tutti gli ambiti della vita paragonabili [consid. 

4.4.1] ed alla sofferenza dimostrata secondo l’anamnesi in vista di un trat-

tamento o di una reintegrazione [consid. 4.4.2]). 

9.  

9.1 Accertamenti in ambito infortunistico 

9.1.1 Con valutazione del 14 febbraio 2017, il dott. D._______, primario in neuro-

chirurgia, ha posto la diagnosi di lombosciatalgia cronica a destra senza rapporto 

di causalità con l’infortunio di gennaio 2016. Lo specialista ha inoltre ritenuto op-

portuno un ulteriore intervento chirurgico (doc. 28 pag. 1).  

9.1.2 Con valutazione reumatologica del 14 marzo 2017, il dott. E._______, spe-

cialista in medicina interna e malattie reumatiche, ha posto le diagnosi di sin-

drome lombovertebrale cronica con:  

- esacerbazione dei dolori dopo un trauma distorsivo della colonna subito il 25 

gennaio 2016, 

- stato dopo intervento per ernia discale a livello L4-L5 a sinistra il 19 febbraio 

2016 (eseguito presso l’Ospedale F._______). 

Egli ha poi osservato che risultava difficile identificare correttamente l’origine dei 

residui dolori lombari. Dal profilo dell’esigibilità lavorativa ha considerato non più 

idonea la precedente attività di gessatore, ritenendo per contro auspicabile una 

riqualifica o un reinserimento in un’attività fisicamente più leggera e che non ri-

chieda particolari sollecitazioni per la colonna lombare (doc. 28 pag. 3).  

9.1.3 Con visita circondariale SUVA del 24 luglio 2017, il dott. G._______, specia-

lista in ortopedia e traumatologia, ha rilevato che nel frattempo era stato rag-

giunto lo status quo sine rispetto all’infortunio di gennaio 2016 e che, essendo le 

affezioni lombari di natura degenerativa, non vi è un rapporto di causalità tra l’in-

fortunio e la sintomatologia di dolore lombare ancora presente dall’autunno 2016 

(doc. 30 pag. 5). 

9.2 Procedura AI 

C-5237/2020 

Pagina 16 

9.2.1 Con valutazione del 29 settembre 2017, il dott. H._______, neurochirurgo, 

ha osservato che a livello obiettivo non erano rilevabili segni di compromissione 

radicolare (doc. 34 pag. 1).  

9.2.2 Con referto medico del 13 aprile 2018, il dott. H._______ ha rilevato la per-

sistenza di dolori paravertebrali, confermando nuovamente che la sintomatologia 

dolorosa non era attribuibile ad una sofferenza delle radici spinali (pur in presenza 

di residua protrusione discale ai due livelli operati) ma piuttosto ad una perdita 

della funzione discale ai due livelli e ad alterazione del “sagittal balance” per abo-

lizione della lordosi lombare (doc. 50).  

9.2.3 Con valutazione neurochirurgica del 24 agosto 2018 esperita su incarico 

dell’UAI-B._______, il dott. D._______, ha rilevato una lombosciatalgia bilaterale 

con decorso non soddisfacente a seguito di due interventi chirurgici. Il medico ha 

inoltre rilevato che un ulteriore intervento di decompressione e stabilizzazione 

potrebbe portare sollievo al paziente. Ha infine attestato una totale incapacità la-

vorativa nella precedente attività di muratore (doc. 57). Con complemento del 10 

settembre 2018, lo specialista ha indicato che un’attività leggera con sollecitazioni 

variabili dovrebbe essere esigibile nella misura del 60% - 90% (doc. 59). 

9.2.4 Con valutazione del 31 maggio 2019, il dott. H._______ ha rilevato che la 

biografia dell’interessato ed i recenti esami clinici permettono di ragionevolmente 

restringere il campo a due ipotesi diagnostiche: (i) discopatia L5-S1 con instabilità 

occulta e (ii) sacro-ileite bilaterale (di origine artritica o anch’essa da instabilità). 

Infine, egli ha consigliato di acquisire il parere di uno specialista in reumatologia 

e algologia, rispettivamente quello dei periti del SAM, prima di considerare ulte-

riori trattamenti (doc. 93). 

9.2.5 Con perizia pluridisciplinare del SAM del 17 dicembre 2019, eseguita su 

incarico dell’amministrazione e redatta dai dott. I._______, specialista in 

medicina interna generale e medico perito SIM, e J._______, specialista in 

medicina interna generale e medico perito SIM, con il coinvolgimento dei 

dott.i K._______(reumatologo), L._______(neurologo) e M._______(psi-

chiatra e psicoterapeuta), gli specialisti hanno posto le seguenti diagnosi 

(doc. 95 pag. 47 e segg.):  

Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa: 

Diagnosi reumatologiche 

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Pagina 17 

Sindrome lombovertebrale cronica in stato dopo due interventi chirurgici 

per ernia discale a livello L4-L5 per un'irritazione radicolare L4 sin. e a li-

vello L5-S1 per un'irritazione radicolare S1 ds. Alterazioni degenerative 

osteocondrosiche significative, soprattutto a livello L5-S1 e possibile insta-

bilità bisegmentale. 

Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa: 

Diagnosi reumatologiche 

Gonalgia a ds. in stato dopo asportazione parziale del menisco mediale del 

ginocchio ds. nel 2001, nonché lesione quasi completa del legamento cro-

ciato anteriore senza segni gravi d'instabilità clinica. 

Possibile tendenza allo sviluppo di un reumatismo delle parti molli. 

Diagnosi neurologiche 

Possibile minimo residuo deficit radicolare L4 e/o L5 a sin., in stato dopo 

discectomia intraforaminale L4-LS a sin., febbraio 2016 (non deficit neuro-

logici residui associati, in stato dopo discectomia L5-S1 a ds.), nell'ambito 

di una cosiddetta failed low back surgery syndrome. 

Diagnosi psichiatriche 

Sindrome ansioso-depressiva (ICD-10 F 41.2). 

Altre diagnosi internistiche 

Nessuna. 

Dal punto di vista reumatologico il dott. K._______ ha indicato che la go-

nalgia a destra e la possibile tendenza allo sviluppo di reumatismo delle 

parti molli non esplicavano ripercussioni sulla capacità lavorativa. Il pa-

ziente risultava tuttavia piuttosto limitato dalla sintomatologia dolorosa cro-

nica alla colonna lombare e dall’irradiazione alla gamba destra con conse-

guente totale inabilità nella precedente attività ed esigibilità lavorativa del 

70% in un’attività adeguata (limitazioni nello svolgere attività lavorative pe-

santi e non ergonomiche per la colonna vertebrale: l’assicurato è limitato 

nel mantenere posizioni statiche, non può eseguire movimenti ripetuti di 

flessione e rotazione del tronco ed anche d’estensione, non può alzare più 

di 5 kg ripetutamente; doc. 95 pag. 25). 

C-5237/2020 

Pagina 18 

Dal punto di vista neurologico, il dott. L._______ ha rilevato che non erano 

riscontrabili deficit neurologici maggiori ma che il paziente soffre di una sin-

drome dolorosa cronica lombare a seguito di diverse operazioni senza suc-

cesso. Egli ha poi precisato che una tale situazione valetudinaria può com-

portare limitazioni funzionali da definire principalmente in ambito reumato-

logico. Ha inoltre indicato che dal punto di vista strettamente neurologico 

non erano rilevabili deficit suscettibili di limitare la capacità lavorativa in 

attività adeguate (doc. 95 pag. 25).  

Dal punto di vista psichiatrico, il dott. N._______ ha indicato che i disturbi 

psichici accusati dal paziente sono il risultato del processo di demoralizza-

zione e scoraggiamento venutosi a creare a seguito della perdita del suo 

ruolo professionale. Egli ha inoltre precisato che pur essendo affetto da un 

disturbo ansioso depressivo, l’interessato era ancora in possesso di risorse 

interiori valide da investire nella realtà esteriore e che fino al momento della 

sua valutazione non vi era mai stata una riduzione della capacità lavorativa 

per motivi psichiatrici. Tuttavia per poter esprimere anche in futuro tali ca-

pacità egli deve beneficiare di provvedimenti terapeutici adeguati, volti ad 

evitare una cronicizzazione della problematica psichiatrica. Ha dunque at-

testato – dal profilo prettamente psichiatrico – una capacità lavorativa 

piena, senza diminuzioni del rendimento (cfr. in particolare doc. 95, pag. 

61 e segg.).  

Tramite una valutazione globale interdisciplinare consensuale i periti hanno 

riconfermato che l’assicurato, nonostante le varie affezioni, disponeva di 

risorse interiori valide sfruttabili in attività lavorative adeguate. In particolare 

hanno anche ribadito che unicamente le affezioni di natura reumatologica 

limitano la capacità lavorativa, fermo restando che – dal profilo psichiatrico 

– risultava necessaria la messa in atto di misure terapeutiche per evitare 

una cronicizzazione dei sintomi, rispettivamente un peggioramento clinico. 

Nella precedente attività di gessatore, i periti hanno attestato una totale 

incapacità lavorativa a decorrere dall’infortunio nel gennaio 2016. In attività 

adeguate hanno invece attestato una capacità lavorativa del 70% a decor-

rere dalla perizia del dott. D._______ di agosto 2018. Tale riduzione se-

condo i periti è imputabile esclusivamente alle affezioni reumatologiche 

(doc.  95, pag. 24 e segg.).  

9.2.6 Con rapporto finale SMR del 23 dicembre 2019, il dott. O._______, 

specialista in medicina interna, reumatologia, medicina fisica e riabilita-

zione, ha confermato le diagnosi ed i periodi di incapacità lavorativa atte-

stati dai periti SAM e segnatamente una capacità lavorativa del 70% in 

C-5237/2020 

Pagina 19 

attività leggere con possibilità di cambiare posizione e senza postura for-

zata della colonna vertebrale (doc. 140 pag. 23).  

9.2.7 Con valutazione medica del 3 febbraio 2020, la dott.ssa P._______, 

specialista in neurologia, ha attestato una ridotta caricabilità della colonna 

vertebrale con conseguenti limiti funzionali. In merito alla capacità lavora-

tiva essa ha ritenuto esigibile un’attività leggera al 70% (doc. 102). 

9.2.8 Con relazione del 10 febbraio 2020, relativa alla visita dal 7 febbraio 

2020, il dott. C._______, specialista in chirurgia, ha rilevato una situazione 

valetudinaria analoga a quella di maggio 2019, confermato la nota diagnosi 

di lombosciatalgia persistente, così come la totale incapacità lavorativa nel 

precedente impiego. Egli ha inoltre consigliato un ulteriore intervento chi-

rurgico (doc. 106).  

9.2.9 Con annotazione SMR del 18 febbraio 2020, il dott. O._______ ha 

rilevato come la relazione medica del dott. C._______ del 10 febbraio 2020 

– evidenzia una situazione valetudinaria comparabile a quella di inizio 2018 

e che non erano pertanto rilevabili nuovi elementi medici suscettibili di mo-

dificare le conclusioni della perizia del SAM (doc. 140, pag. 26).  

9.2.10 Con referto relativo all’ecografia muscolo tendinea spalla e braccia 

dell’8 ottobre 2020, il dott. Q._______, radiologo, ha constatato un quadro 

di tendinosi a carico dei tendini costituenti la cuffia dei muscoli rotatori in 

assenza di soluzioni di continuo, né retrazioni di fibre apprezzabili, anche 

in fase non dinamica (doc. TAF 1).  

9.2.11 Con certificazione psichiatrica del 12 ottobre 2020, la dott.ssa 

R._______, specialista in psichiatria e psicoterapeuta, ha rilevato come da 

oltre un anno il paziente soffre di depressione maggiore e di aver impostato 

una terapia psicofarmacologica con antidepressivi. Essa ha inoltre confer-

mato la necessità di una presa a carico terapeutica per il controllo a lungo 

termine della patologia e per contrastare una cronicizzazione già in atto.  

(doc. TAF 1).  

9.2.12 Con valutazione medica del 13 ottobre 2020, il dott. S._______, 

specialista in ortopedia e medicina dello sport, ha osservato come, oltre 

alle evidenti problematiche vertebrali, il paziente presentava anche altre 

patologie invalidanti, che non sono state valutate in modo congruo dal 

SAM, e più precisamente:  

C-5237/2020 

Pagina 20 

1) Esiti traumatici ginocchio dx (MRI 12.12.17) meniscectomia ampia me-

nisco mediale e lesione completa del LCA con esile tralcio di fibre resi-

due adagiate nella gola. Usura del rivestimento femoro tibiale mediale 

con area di sofferenza edemigena subcondrale condilo femorale me-

diale. 

Rotula in iperpressione est su troclea femorale ipoplasica. 

2) Artralgia spalla dx e sin con note di impingement e moderata sofferenza 

CDR bilat. 

3) Depressione Maggiore 

Per quel che concerne la capacità lavorativa residua attestata dal SAM e 

dal SMR (abilità del 70% in attività confacenti), egli ha indicato di conside-

rarla fortemente sovrastimata e che anche in attività adeguate la capacità 

lavorativa non possa assolutamente essere considerata superiore ad 1/3 

(doc. TAF 1).  

9.2.13 Con presa di posizione SMR del 4 gennaio 2021, il dott. O._______ 

ha preso posizione sia in merito alla certificazione psichiatrica della 

dott.ssa. R._______ del 12 ottobre 2020, sia alla valutazione medica del 

dott. S._______ del 13 ottobre 2020.  

Per quel che concerne l’aspetto psichiatrico, il medico SMR ha osservato 

come il dott. N._______ non aveva constatato un disturbo con influenza 

sulla capacità lavorativa e che la diagnosi di depressione maggiore posta 

dalla dott.ssa R._______ sembrerebbe essere di ottobre 2020, dunque po-

steriore all’emissione della decisione impugnata e correlata a quest’ultima. 

Per quel che attiene all’aspetto somatico, ha invece rilevato che la valuta-

zione del dott. S._______ relativa alla residua capacità lavorativa – oltre 

che tenere conto anche della problematica psicopatologica, non di compe-

tenza dell’ortopedico – rimane piuttosto vaga e non menziona quali speci-

fiche limitazioni funzionali comportino una capacità lavorativa inferiore al 

33,3%. 

Infine, ha osservato che per quanto riguarda il rachide non erano ricono-

scibili nuovi aspetti rilevanti. Per contro, ha confermato l’insorgenza di una 

problematica alle spalle (impingement su segni di tendinosi [esame eco-

grafico del 8 ottobre 2020]), nonché la presenza di segni di instabilità an-

teriore del ginocchio destro su lesione inveterata del legamento crociato 

anteriore. Si tratterebbe nondimeno di problematiche normalmente ben 

C-5237/2020 

Pagina 21 

trattabili e che possono essere compensate con una fisioterapia mirata. 

Fino a tal momento andrebbero riconosciute limitazioni funzionali di tipo 

qualitativo (assenza di lavori ripetitivi al di sopra dell’orizzontale, così come 

lavori su terreni scoscesi, lavori accovacciati o in ginocchio o dove sia ne-

cessario salire o scendere le scale con frequenza) ma la capacità lavora-

tiva del 70% in attività adeguate rimarrebbe invariata, così come attestata 

dai periti del SAM (doc. TAF 6).  

9.2.14 Con certificazione psichiatrica del 29 gennaio 2021, la dott.ssa 

R._______, ha confermato la diagnosi di depressione maggiore, insorta a 

seguito di infortuni sul lavoro ed associata a patologie organiche croniche, 

con compromissione del funzionamento sociale e lavorativo. La specialista 

ha inoltre rilevato che a seguito della terapia psicofarmacologica la situa-

zione clinica si presenta stazionaria con la permanenza di sintomi depres-

sivi e che per il paziente è necessario continuare la presa a carico terapeu-

tica per il controllo a lungo termine della patologia e per contrastare la ten-

denza alla cronicizzazione già in atto (doc. TAF 10).  

9.2.15 Con certificato medico del 22 gennaio 2021, il dott. H._______ ha 

riassunto la storia clinica del paziente e precisato che l’ultima risonanza 

magnetica (RM) del 7 maggio 2019 confermava la diagnosi di discopatia 

L5-S1 con minimo disallineamento degli spigoli somatici corrispondenti e 

pseudoprotusione paramediana sinistra dell’anulus, senza apparente con-

flitto con le strutture radicolari. Ha inoltre confermato che i referti agli atti 

supportano l’ipotesi di disfunzione sacro-iliaca e consigliato un’ulteriore RM 

del bacino e delle articolazioni sacro-iliache (doc. TAF 10). 

10.  

10.1 Questo Tribunale rileva preliminarmente che è incontestato – né ad 

un esame d’ufficio degli atti di causa emergono elementi atti a mettere se-

riamente in dubbio tale circostanza – che dal 27 gennaio 2016 fino al 21 

agosto 2018 il ricorrente è stato totalmente inabile in qualsiasi attività in 

virtù della sindrome lombovertebrale e dei conseguenti interventi chirurgici 

di febbraio 2016 e giugno 2017. Per conseguenza, nel periodo menzionato, 

può essere ritenuta anche in questa sede processualmente dimostrata, nel 

senso della probabilità preponderante, un’incapacità lavorativa del 100% 

ed il conseguente diritto ad una rendita d’invalidità intera dal 1° maggio 

2017 al 31 ottobre 2018. 

C-5237/2020 

Pagina 22 

Risulta invece contestato, e dunque da esaminare, se l’autorità inferiore ha 

correttamente ritenuto che il ricorrente abbia ritrovato una capacità lavora-

tiva del 70% in attività adeguate a decorrere dal 22 agosto 2018.  

10.2 Affezioni somatiche (reumatologiche/ortopediche e neurologi-

che) 

Da quanto precede risulta che gli specialisti che si sono chinati sul caso 

del ricorrente concordano nel ritenerlo nuovamente abile a partire da ago-

sto 2018 ad esercitare un’attività adeguata al 70%. Già nel 2017, il dott. 

E._______ auspicava un reinserimento in un’attività adeguata leggera. 

Con valutazioni del 24 agosto e 10 settembre 2018, anche il neurochirurgo 

D._______, a fronte della diagnosi di lombosciatalgia bilaterale con possi-

bile compressione della radice del nervo in L4 ed in S1, ha ritenuto esigibile 

un’attività leggera al 60 – 90% (doc. 57 e segg.). Il dott. K._______ ha poi 

attestato che l’interessato era da considerarsi abile al 70% a partire dal 22 

agosto 2018 in un’attività lavorativa particolarmente leggera nella quale 

può cambiare continuamente di posizione, non deve mantenere posizioni 

statiche e non deve alzare pesi rilevanti. A tal proposito egli ha inoltre spe-

cificato che le limitazioni menzionate sono imputabili alla sintomatologia 

dolorosa cronica alla colonna lombare e dall’irradiazione alla gamba destra 

mentre la problematica al ginocchio destro non comportava limitazioni par-

ticolari o una riduzione della capacità lavorativa in attività adeguate. Sem-

pre nell’ambito della perizia pluridisciplinare del SAM, il neurologo 

L._______ ha inoltre evidenziato che l’esame clinico non ha mostrato defi-

cit agli arti inferiori e che non vi erano segni irritativi radicolari ma unica-

mente un deficit sensitivo alla regione pretibiale sinistra (L4/L5), tuttavia di 

natura minima e non rilevante dal punto di vista funzionale. Ha inoltre spe-

cificato che l’esame elettromiografico agli arti inferiori ha mostrato un re-

perto normale, senza segni di denervazione o danni neurogeni. Egli ha 

dunque concluso come non vi fossero diagnosi neurologiche con conse-

guenze sulla capacità lavorativa ma che i dolori cronici di cui soffre il pa-

ziente possono invece giustificare una limitazione della capacità lavorativa 

da valutarsi in ambito reumatologico. Il dott. O._______, specialista in reu-

matologia e medicina fisica e riabilitazione del SMR, ha evidenziato come 

la perizia eseguita dal SAM sia completa, motivata, convincete e condivisi-

bile. Pertanto egli ha ulteriormente confermato le valutazioni degli specia-

listi in parola (cfr. in particolare doc. 140 pag. 23).  

C-5237/2020 

Pagina 23 

Il ricorrente ha invece prodotto i certificati medici dei dott.C._______ del 10 

febbraio 2020 e  S._______ del 13 ottobre 2020, lamentando un aggrava-

mento dell’affezione al rachide ed un’errata valutazione degli esiti trauma-

tici al ginocchio destro e dell’artralgia alle spalle (doc. TAF 1).  

Per quello che concerne il preteso peggioramento dell’aspetto neurologico, 

questo Tribunale rileva che il rapporto del 10 febbraio 2020 del dott. 

C._______ non mette in discussione le menzionate diagnosi dei periti. Lo 

specialista precisa al contrario che lo stato di salute del ricorrente è para-

gonabile a quello di maggio 2019, rispettivamente di febbraio 2018. Dal 

punto di vista della capacità lavorativa, si è limitato a confermare la totale 

inesigibilità della precedente attività di gessatore. Da quanto precede, ri-

sulta non esservi agli atti referti neurologici che attestano nuove affezioni, 

rispettivamente un aggravamento dell’affezione lombare, la quale era nota 

agli specialisti che hanno peritato il ricorrente ed i quali concordano a rite-

nere nuovamente esigibile un’attività adeguata al 70%. 

Per quel che concerne l’affezione al ginocchio, questo Tribunale rileva che 

la valutazione del dott. S._______ fonda su una risonanza magnetica del 

12 dicembre 2017 (non agli atti) e che tale referto era noto sia ai periti del 

SAM, sia agli altri specialisti che si sono chinati sul caso del ricorrente. 

Quest’ultimo non può dunque essere seguito laddove sostiene che i periti 

non abbiano tenuto conto dell’affezione in questione. Al contrario, il dott. 

K._______ ha precisato che la risonanza magnetica in questione – ese-

guita a causa dei dolori lamentati dall’assicurato – ha mostrato le lesioni 

già conosciute, che risalgono all’anno 2001, le quali hanno avuto un de-

corso favorevole, permettendo una ripresa completa della precedente atti-

vità. Pertanto, egli ha ritenuto trattarsi di una diagnosi senza ripercussione 

sulla capacità lavorativa. Tale valutazione viene peraltro condivisa anche 

dal medico SMR. Dal canto suo, il dott. S._______, non descrive una si-

tuazione ulteriormente peggiorata e neppure ha eseguito ulteriori esami 

specialistici in tal senso. Inoltre, egli neppure indica per quale motivo le 

valutazioni degli specialisti agli atti non sarebbero corrette e in che misura 

la problematica al ginocchio si sarebbe aggravata e inciderebbe sulla ca-

pacità lavorativa in attività adeguate. Al contrario, egli si limita ad assumere 

che l’affezione in parola sia peggiorata con il tempo (cfr. pag. 4 “già pre-

sente in una MRI del 2017 e sicuramente progredita ad oggi”). Alla luce di 

quanto precede, questo Tribunale ritiene che è a giusto titolo che l’autorità 

inferiore abbia considerato le affezioni al ginocchio come senza effetti sulla 

capacità lavorativa in attività adeguate.  

C-5237/2020 

Pagina 24 

In merito alle affezioni alle spalle, questo Tribunale rileva che esse sono 

state constatate per la prima volta con ecografia dell’8 ottobre 2020, ossia 

oltre un anno dopo la decisione qui impugnata. Non si tratta pertanto di una 

problematica suscettibile di influire sullo stato di salute del ricorrente fino al 

23 settembre 2020. Ciò posto, va nondimeno rilevato che, seppur non su-

scettibili di influire sull’esito della presente vertenza, i referti medici redatti 

posteriormente alla decisione impugnata e prodotti in sede ricorsuale (in 

particolare con il doc. TAF 1), appaiono rilevanti per la valutazione dello 

stato di salute dell’assicurato e della sua abilità lavorativa dopo il 23 set-

tembre 2020. In effetti potrebbe essere intervenuto un peggioramento dello 

stato di salute posteriormente all’emissione della decisione qui impugnata. 

L’incarto viene pertanto trasmesso per competenza all’UAIE affinché pro-

ceda agli accertamenti del caso e si pronunci sullo stato di salute e sulla 

sua evoluzione, sull’incapacità lavorativa e sul grado di invalidità del ricor-

rente a far tempo da settembre 2020, con particolare riferimento al referto 

del dott. Q._______ dell’8 ottobre 2020, in cui viene attestato un quadro di 

tendinosi a carico tendini costituenti la cuffia dei muscoli rotatori (cfr. in par-

ticolare il doc. TAF 1).  

Da quanto precede discente che il valore probatorio dei referti trasmessi 

dal ricorrente è limitato e non è suscettibile di mettere in discussione le 

conclusioni dei periti del SAM. In particolare, i referti medici trasmessi non 

hanno reso verosimile un peggioramento rilevante delle affezioni di natura 

reumatologica e neurologica con incidenza sulla capacità lavorativa nel pe-

riodo che precede l’emissione della decisione impugnata. 

10.3 Affezioni psichiche 

Al riguardo va rilevato che nell’ambito della perizia del SAM, il dott. 

N._______– dopo aver visto visitato due volte l’interessato nel mese di lu-

glio 2019 – ha constatato che a seguito dell’infortunio di gennaio 2016 gra-

vava ancora uno stato di demoralizzazione legata alla constatazione di non 

essere granché migliorato dal lato valetudinario ma che il paziente posse-

deva nondimeno risorse interiori ed una capacità lavorativa intera (otto ore 

al giorno senza diminuzione di rendimento).  

Con referti del 12 ottobre 2020 e del 29 gennaio 2021 la dott.ssa 

R._______ ha indicato di aver sottoposto a più visite psichiatriche il pa-

ziente, la prima volta il 5 ottobre 2020, e di aver impostato una terapia far-

macologica con antidepressivi. Essa ha poi illustrato come la sintomatolo-

gia depressiva è insorta a seguito dell’infortunio sul lavoro con conse-

guente patologia organica cronica ed ha posto la diagnosi di depressione 

C-5237/2020 

Pagina 25 

maggiore con necessità di una presa a carico terapeutica per il controllo a 

lungo termine della patologia e per contrastare la tendenza alla cronicizza-

zione già in atto.  

Ora, questo Tribunale rileva che come la valutazione del dott. N._______ 

venga in sostanza confermata dalla dott.ssa R._______, senza che 

quest’ultima attesti un periodo di incapacità lavorativa a causa di problemi 

psichiatrici. Per quel che attiene alla perizia pluridisciplinare, risulta dagli 

atti che il dott. N._______ ha eseguito accertamenti psichiatrici sostanzial-

mente conformi alla giurisprudenza del Tribunale federale relativa proce-

dura struttura fondata su indicatori di cui alla DTF 141 V 281. Da un lato si 

fondano su esami specialistici e contenenti un'anamnesi completa, infor-

mazioni tratte dall'incarto ed indicazioni del peritando. Dall’altro a seguito 

di una valutazione globale, lo specialista ha posto una diagnosi con codice 

ICD ed attestato la capacità lavorativa residua tenendo conto degli indica-

tori, constatando che dal lato psichiatrico il ricorrente possiede ancora suf-

ficienti risorse valide da investire in un’attività lavorativa senza diminuzione 

di rendimento.  Ad ogni buon conto, va pure ricordato che l’esecuzione di 

una procedura probatoria strutturata ai sensi della giurisprudenza di cui alla 

DTF 141 V 281 non è necessaria allorquando, come nel caso concreto, 

non sussiste un’incapacità lavorativa dal punto di vista psichiatrico e tale 

conclusione è fondata su dei referti dettagliati e completi, nei quali i periti 

hanno preso posizione in maniera esaustiva in merito al danno alla salute 

– tra l’altro svolgendo dettagliati esami strumentali e ponendo una diagnosi 

con codice ICD, tematizzando le possibilità di successo dei trattamenti di-

sponibili – così come gli effetti congiunti delle diverse affezioni. Nel caso di 

specie, considerato in particolare che la dott.ssa R._______ ha impostato 

una terapia farmacologica con antidepressivi come auspicato dallo specia-

lista del SAM, che essa non ha attestato un aggravamento dello stato di 

salute, né un’incapacità lavorativa, non è pertanto neppure necessario, 

come richiesto dal ricorrente, fare esperire ulteriori accertamenti speciali-

stici, né di richiedere un complemento alla perizia pluridisciplinare del SAM 

del 17 dicembre 2019, referto cui può essere attribuito pieno valore proba-

torio.  

10.4 Conclusioni 

10.4.1 In conclusione, in virtù delle considerazioni appena esposte, questa 

Corte non ha fondato motivo di scostarsi dalle conclusioni peritali del 17 

dicembre 2019, in linea con le valutazioni degli specialisti D._______ e   

C._______, e corroborate dal dott. O._______ del SMR. Da tali dettagliati 

C-5237/2020 

Pagina 26 

referti non emergono infatti contraddizioni di sorta. Inoltre nessun docu-

mento medico agli atti è suscettibile di mettere in dubbio le conclusioni 

complete, motivate ed esaustive tratte dai periti riguardo alle varie affezioni 

lamentate dall’assicurato e segnatamente alle loro ripercussioni sulla ca-

pacità lavorativa in attività adeguate fino al momento dell’emissione del 

provvedimento impugnato (doc. 95 pag. 24 e segg.). 

10.4.2 Risulta quindi provato con il grado della verosimiglianza preponde-

rante valido nelle assicurazioni sociali che in attività adeguate l’assicurato 

era abile al lavoro al 70% a far tempo da agosto 2018 (intesa come ridu-

zione del rendimento) e perlomeno fino alla data della decisione impu-

gnata. Su questo punto la decisione impugnata va pertanto confermata. 

10.4.3 L’incarto viene nondimeno trasmesso per competenza all’UAIE af-

finché accerti se lo stato di salute del ricorrente sia peggiorato dopo l’emis-

sione del provvedimento impugnato, vista in particolare l’insorgere di una 

nuova affezione alle spalle.  

11. Raffronto dei redditi  

11.1 Occorre ancora esaminare la conformità al diritto federale del grado 

d’invalidità stabilito dall’amministrazione, che ha raffrontato un reddito da 

valido di CHF 68'831.14 (determinato sulla base del reddito percepito 

nell’ultima attività svolta [v. doc. 18], aggiornato al 2019) con un reddito da 

invalido di CHF 47'892.87 (determinato sulla base dei valori tabellari [TA1 

2016] aggiornati al 2019, categoria totale, livello di competenze 1 per atti-

vità semplici di tipo fisico o manuale, tenuto conto di una capacità lavorativa 

ridotta al 70%) stabilendo un grado di invalidità del 30.42% (cfr. doc. 98). 

Nel calcolo dell’incapacità di guadagno, l’autorità inferiore ha altresì rite-

nuto non giustificata una riduzione giurisprudenziale sul salario da invalido 

ed un parallelismo dei redditi posti a confronto.   

11.2  

 

11.2.1 Secondo il metodo generale di comparazione dei redditi (art. 16 

LPGA), a cui rinvia l’art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare il grado d’invalidità, il 

reddito che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività 

ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale 

esecuzione di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione 

equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli 

avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (metodo ordinario 

C-5237/2020 

Pagina 27 

del confronto dei redditi per gli assicurati esercitanti un'attività lucrativa; cfr. 

anche DTF 137 V 334 consid. 3.1.1).  

11.2.2 Nell’ambito di una procedura di revisione o di una rendita limitata 

nel tempo, il momento determinante per il raffronto dei redditi, è quello in 

cui il diritto alla rendita potrebbe subire una modifica in applicazione degli 

art. 88a e 88bis OAI (cfr. sentenza del TF 9C_882/2010 del 25 gennaio 2010 

consid. 7.2.1; BSK ATSG-FREY/LANG, Art. 16 N 31 e CR LPGA- MARGIT 

MOSER-SZELESS, art. 16 LPGA, N 41). I redditi con e senza invalidità de-

vono essere determinati sulla base delle indicazioni salariali o statistiche, 

valide per lo stesso anno (sentenza del TF I 471/05 del l’11 maggio 2006 

consid. 3.2) tenendo conto delle modifiche riguardanti tali redditi e suscet-

tibili di influire sul diritto alla rendita fino all’emissione della decisione 

dell’autorità competente (DTF 129 V 222 consid. 4.1 e i riferimenti ivi citati).  

11.2.3 Nel caso concreto, il miglioramento dello stato di salute è stato ac-

certato il 21 agosto 2018 e la rendita intera è stata soppressa a decorrere 

dal 1° novembre 2018. Il raffronto dei redditi deve dunque essere effettuato 

con i dati statistici validi per l’anno 2018 e non del 2019 come fatto dall’au-

torità inferiore.  

11.2.4 Ciò premesso, e per i motivi che seguono, questo Tribunale ritiene 

che le censure del ricorrente vadano respinte. Da una parte, deve essere 

in concreto confermata l’assenza di deduzione giurisprudenziale sul red-

dito da valido, dall’altra, il ricorrente non avrebbe diritto ad una rendita nem-

meno determinando il reddito da valido in base ai valori tabellari per il 2018, 

i quali sono addirittura più elevati di quanto preteso da quest’ultimo e ren-

dono superfluo un parallelismo dei redditi di paragone. 

11.3  

11.3.1 L’insorgente si è doluto della mancata applicazione, da parte 

dell’UAIE, di una riduzione giurisprudenziale del salario tabellare da inva-

lido. A suo giudizio, in considerazione delle circostanze del caso concreto 

– segnatamente la possibilità di effettuare unicamente attività particolar-

mente leggere, l’inesigibilità della sua precedente attività e la conseguente 

necessità di trovare un nuovo impiego, nonché le limitazioni presenti anche 

in attività adeguate e non considerate appieno nella definizione della resi-

dua capacità lavorativa – tale deduzione dovrebbe essere almeno del 20% 

(doc. TAF 1).  

11.3.2 Dal canto suo, l’autorità inferiore nella risposta di causa del 12 gen-

naio 2021 ha rinviato alle motivazioni esposte nella decisione impugnata. 

C-5237/2020 

Pagina 28 

A tal proposito essa aveva evidenziato come, secondo la documentazione 

medica agli atti, l’assicurato disponga di una capacità lavorativa del 70%, 

intesa come riduzione del rendimento sull’arco di un’intera giornata lavora-

tiva, in un’attività adeguata allo stato di salute, senza che il datore di lavoro 

debba aspettarsi ulteriori limitazioni dovute a motivi di salute. Per quanto 

riguarda invece l’inesigibilità della professione abituale, rispettivamente la 

necessità di dover cambiare lavoro, ha fatto notare di essersi basata su 

un’attività del livello di competenze 1 per il calcolo del reddito da invalido e 

che la stessa non presuppone competenze o conoscenze professionali 

specifiche. Inoltre, ha ricordato che l’importanza degli anni di servizio dimi-

nuisce più è basso il livello di competenze e che il livello di competenze 1 

già comprende numerose attività leggere e semipesanti (doc. 139). 

11.3.3 La questione di sapere se e in quale misura, nel singolo caso, i salari 

fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall’insieme delle 

circostanze personali e professionali concrete (limitazione addebitabile al 

danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di 

dimora, grado di occupazione), la deduzione non essendo automatica e 

non potendo eccedere globalmente il 25% (DTF 135 V 297 consid. 5.2; 134 

V 322 consid. 5.2; 126 V 75 consid. 5b).  

Va pure rammentato che, contrariamente al potere di apprezzamento del 

Tribunale federale, quello dell'autorità giudiziaria di primo grado non è limi-

tato alla violazione del diritto (compresi l'eccesso e l'abuso del potere di 

apprezzamento), ma si estende ugualmente all'esame di adeguatezza 

della decisione amministrativa. In tale ambito, l'esame verte sulla questione 

di sapere se un'altra soluzione non sarebbe stata più opportuna rispetto a 

quella adottata, in un caso concreto, dall'autorità ammnistrativa nell'ambito 

del proprio potere di apprezzamento e nel rispetto dei principi generali del 

diritto. A tal proposito, il giudice delle assicurazioni sociali non può, senza 

valido motivo, sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi dell'as-

sicurazione; deve piuttosto fondarsi su circostanze tali da fare apparire il 

proprio apprezzamento come quello maggiormente appropriato (DTF 137 

V 71 consid. 5.2, 126 V 75 consid. 6). Ne discende che il Tribunale ammi-

nistrativo federale (v. art. 37 LTAF in relazione con l'art. 49 PA), quando è 

chiamato a verificare il potere di apprezzamento esercitato dall'amministra-

zione per fissare l'estensione della riduzione sul reddito da invalido, deve 

rivolgere la propria attenzione alle differenti soluzioni che si offrivano agli 

organi esecutivi dell'AI e domandarsi se una deduzione più o meno elevata 

sia maggiormente appropriata e si imponga per un valido motivo, ma senza 

altrimenti sostituire il proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione 

C-5237/2020 

Pagina 29 

(DTF 137 V 71 consid. 5.2; sentenze del TF 9C_273/2011 del 27 gennaio 

2012 consid. 1.3, 9C_280/2010 del 12 aprile 2011 consid. 5.2 in fine). 

Il Tribunale federale ha inoltre precisato che la riduzione del reddito da in-

valido può essere applicata soltanto se nel caso concreto sussistono ele-

menti a sostegno della circostanza che la persona assicurata a causa 

dell'uno o dell'altro criterio (o di più criteri) non può sfruttare professional-

mente in un mercato equilibrato del lavoro se non in maniera inferiore alla 

media la sua restante e limitata capacità lavorativa (DTF 135 V 297 consid. 

5.2 pag. 301; sentenza 8C_82/2019 del 19 settembre 2019 consid. 6.2.2 

con riferimento). Occorre ricordare che le limitazioni mediche già incluse 

nell'esame della capacità lavorativa residua non devono influire ulterior-

mente nella disamina della riduzione del reddito da invalido e a un conteg-

gio doppio del medesimo aspetto: la sola circostanza che per l'assicurato 

siano esigibili soltanto attività leggere fino semipesanti non giustifica anche 

in caso di una capacità lavorativa limitata una riduzione aggiuntiva dovuta 

alle limitazioni personali (sentenze del TF 8C_59/2021 del 18 maggio 2021 

consid. 4.3; 8C_805/2016 del 22 marzo 2017 consid. 3.1 e 3.4.2 e 

9C_846/2014 del 22 gennaio 2015 consid. 4.1.1 con riferimenti). Il livello di 

qualifica 1 dei dati RSS comprende già tutta una serie di attività leggere, 

che tengono conto di molte limitazioni. In altre parole, possono essere con-

siderate sotto “il cappello” delle limitazioni funzionali solo circostanze che 

in un mercato equilibrato del lavoro devono essere considerate come ec-

cezionali (sentenze 8C_495/2019 dell'11 dicembre 2019 consid. 4.2.2 con 

riferimento e 8C_82/2019 del 19 settembre 2019 consid. 6.3.2). 

11.3.4 Orbene, nel caso concreto, gli accertamenti medici hanno eviden-

ziato che il ricorrente può svolgere attività leggere in cui sono possibili cam-

biamenti di posizione e non è necessario alzare pesi rilevanti. In tali attività 

egli presenta un’incapacità lavorativa del 30% a causa della necessità di 

effettuare pause più frequenti e prolungate. Al ricorrente si presenta nondi-

meno un ventaglio di professioni adeguate sufficientemente ampio, come 

ad esempio mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano ag-

gravi fisici e che consentono il cambiamento frequente di posizione. Non 

emergono neppure dagli atti limitazioni funzionali o altri elementi tali da ri-

durre ulteriormente la capacità di guadagno dell’assicurato nello spettro di 

attività ancora esigibili. Inoltre, il ricorrente non ha allegato quali sarebbero 

le circostanze eccezionali in un mercato equilibrato del lavoro che nella 

fattispecie permetterebbero di affermare che anche in attività adeguate su-

bisca uno svantaggio tale da trovarsi in una situazione peggiore rispetto 

alla media. In particolare dagli atti non risulta che all’interno delle attività 

ancora esigibili siano da attendersi una riduzione della capacità lavorativa 

C-5237/2020 

Pagina 30 

che vada oltre il 30% riconosciuto in sede medica. Pertanto, un'ulteriore 

riduzione giurisprudenziale rispetto a quella operata dall’autorità inferiore 

non risulta giustificata, non essendo peraltro, in questo ambito, consentita 

una doppia deduzione (cfr., fra le tante, le sentenze del TF 8C_94/2018 del 

2 agosto 2018 consid. 7.2 e 9C_264/2016 del 7 luglio 2016 consid. 5.2.2 

con rinvii). 

11.3.5 Non giustifica una deduzione neppure la necessità di cambiare 

lavoro (e svolgere un nuovo impiego in un campo in cui non dispone di una 

formazione) in quanto le attività adeguate entranti in linea di conto (livello 

di qualifica 1, attività semplici di tipo fisico o manuale) non richiedono né 

un’esperienza professionale diversificata, né un grado di istruzione 

particolare (cfr., sentenze del TF 8C_603/2020 del 4 dicembre 2020 

consid. 6.2, 8C_122/2019 del 10 settembre 2019 consid. 4.3.2 e 

8C_46/2018 dell’11 gennaio 2019 consid. 4.4; cfr. in questo senso anche 

la DTF 137 V 71 consid. 5.3). 

 

11.3.6 L’insorgente non ha altresì fatto valere rispettivamente sostanziato 

con il necessario dettaglio ulteriori motivi di riduzione. Pertanto, tenuto 

conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni sociali 

nel sostituire il proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione (DTF 

137 V 71 e 132 V 393 consid. 3.3), questo Tribunale potrebbe di principio 

limitarsi a rilevare che non sono state indicate nel gravame ragioni 

sufficienti per scostarsi dalla valutazione di cui alla decisone litigiosa 

secondo la quale non si giustifica nel caso di specie di operare una 

riduzione giurisprudenziale.  

 

11.3.7 A titolo abbondanziale, può tuttavia essere aggiunto che nel caso 

concreto neppure l’età – inferiore ai 50 anni – è suscettibile di giustificare 

una riduzione giurisprudenziale (cfr. ad esempio la sentenza del TF 

9C_160/2013 del 28 agosto 2013 consid. 4.2), fermo restando che 

secondo la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, neppure gli 

uomini nella fascia d’età tra 50 e 65 anni, in attività senza funzioni 

dirigenziali, ha di per sé per effetto una diminuzione dei salari (talvolta 

persino un aumento [cfr. sentenze del TF 8C_561/2018 del 4 marzo 2019 

consid. 4.3, 9C_535/2017 del 14 dicembre 2017 consid. 4.6 e 

8C_477/2016 del 23 novembre 2016 consid. 4.2 con rinvii]).   

11.4 Possono invece restare indecise le censure del ricorrente tendenti al 

parallelismo dei redditi e al riconoscimento di un reddito da valido di CHF 

72'500.- annui. Difatti, anche volendo riconoscere un reddito da valido de-

terminato sulla base dei valori tabellari per il 2018 di CHF 73'869.20 (livello 

C-5237/2020 

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di competenze 2 per la categoria 41-43 Costruzioni [CHF 5’962 x 12 x 41.3 

/ 40 = CHF 73’869.18]), che non necessita di parallelismo essendo perfino 

più elevato di quello richiesto dal ricorrente stesso, raffrontandolo con un 

salario da invalido di CHF 47’436.67 ([CHF 5’417 x 12 x 41.7 / 40] x 70%) 

non si otterrebbe un grado di invalidità pensionabile ([73’869.18 - 

47’436.67] / 73’869.18 x 100 = 35.8%). 

12.  

Da quanto esposto, discende che il ricorso deve essere respinto e la deci-

sione impugnata confermata. 

 

 

13.  

13.1 Visto l’esito della causa, le spese processuali di CHF 800.- sono poste 

a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regola-

mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al tribunale amministrativo federale [TS-TAF {RS 173.320.2}]). 

Esse sono computate con l’anticipo spese di CHF 800.-, versato dall’insor-

gente il 5 novembre 2020.  

13.2 All’insorgente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF a 

contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’anche vincenti, non hanno di 

principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS_TA), salvo 

eccezioni on ravvisabili nel caso concreto (cfr., fra l’altro, DTF 127 V 205). 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

C-5237/2020 

Pagina 32 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.  

2.  

Gli atti di causa sono trasmessi per competenza all'UAIE ai sensi del con-

siderando 10.4.3 (quale domanda di revisione).   

3.  

Le spese processuali di CHF 800.- sono poste a carico del ricorrente. L’an-

ticipo equivalente alle presumibili spese processuali di CHF 800.-, versato 

dall’insorgente il 5 novembre 2020, è computato con le spese processuali. 

4.  

Non si attribuiscono spese ripetibili.  

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'autorità inferiore e 

all’UFAS. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Vito Valenti Oliver Engel 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-5237/2020 

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

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