# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d1d626ee-a074-5a53-b560-21ada735ad42
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.11.2000 32.2000.24
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-24_2000-11-14.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00024

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  14 novembre 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 18 febbraio 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 24 gennaio 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 14 giugno 1996, confermata dal TCA con sentenza su ricorso datata 9
luglio 1997 e cresciuta in giudicato, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI)
ha stabilito il diritto di __________ ad una rendita intera d'invalidità per il
periodo 1° settembre 1995 - 31 marzo 1996, negando il diritto a prestazioni
successivamente a tale data (doc. AI _).

 

                               1.2.   Con istanza
11 gennaio 2000 l'assicurata ha nuovamente presentato una domanda volta
all'ottenimento di una rendita AI.

 

                               1.3.   Con
decisione 24 gennaio 2000 l'UAI non è entrato in merito della richiesta da esso
qualificata come "domanda di riesame", motivando:

 

"  Ci riferiamo alla domanda di riesame della decisione 14.06.1996,
cresciuta in giudicato.

L'amministrazione può entrare nel merito di una
domanda di riesame, soltanto quando una decisione è manifestamente errata alla
luce di rilevanti circostanze di fatto o di prove concludenti. Sono considerate
rilevanti circostanze quelle già, esistenti al momento della prima
decisione che l'interessato, senza sua colpa, ignorava o non aveva avuto la
possibilità di comprovare.

 

Nell'evenienza concreta non e' stato addotto alcun fatto o mezzo
di prova nuovo e rilevante che possa determinare un altro esito giuridico.

L'Ufficio AI non può pertanto entrare nel merito della domanda.

 

Il nostro collaboratore __________ è a disposizione per un
eventuale colloquio in data da convenire per telefono.

 

Contro la presente comunicazione non sono dati i mezzi di diritto
indicati sul retro." (Doc. _)

 

                               1.4.   Contro la
decisione di non entrata in materia è tempestivamente insorta l'assicurata
tramite il dott. __________, il quale con certificato 18 febbraio 2000 ha
chiesto una nuova valutazione del grado d'invalidità, rilevando:

 

"  Certifico
di avere in cura la paziente sopraccitata dal 13.12.94.

 

Diagnosi:   Esiti
da operazione sindrome tunnel carpale bilaterale a sin., con psicoformactomia
per  sindrome pisotriquetrale.

Esiti da artroplastica da sospensione
secondo Epping per Rizartrosi a sin.

                  Esiti da op. per tendovaginite stenosante
pollice dx. 97

                  Brachialgie bilaterale a predominanza sin.

 

In seguito ai dolori alle mani la paziente non è più stata in
grado di lavorare a tempo pieno, dal settembre del 96 lavora al 50% quale
portinaia tralasciando i lavori pesanti. 

Allego la lista delle operazioni eseguite dal 1995 e la lettera
del Dr __________, (specialista chirurgia della mano) del settembre 1999.

Trattandosi di una patologia complicata e cronica penso che non
sia auspicabile di un aumento dell'attività lavorativa in futuro.

 

Prego la spettabile commissione dell'invalidità di valutare
nuovamente il grado di invalidità della paziente sopraccitata."

(Doc. AI _)

 

                               1.5.   Con risposta
10 maggio 2000 l'UAI ha chiesto la reiezione del gravame, osservando:

 

" 
(…)

1 .  Sotto il
profilo generale, l'UAI vorrebbe anzitutto osservare che la richiesta del Dr.
__________ è piuttosto generica, e non descrive alcuna situazione concretamente
inabilitante che possa limitare sostanzialmente l'abilità lavorativa
dell'assicurata, almeno in misura superiore a quella ritenuta nelle decisioni
amministrative.

 

                                                                         Del
resto, la situazione complessiva non è cambiata rispetto a quanto già esaminato
in precedenza, essendo utile ricordare, a tale proposito, che la precedente
decisione del 14.06.1996 è stata confermata da codesto lodevole Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni con sentenza del 09.07.1997.

 

2.   Premesso
quanto sopra, non essendo sostanzialmente cambiata la situazione, l'UAI non è
entrato nel merito, in quanto tutti i problemi di salute proposti con la
seconda domanda erano già stati esaminati e risolti nella fase precedente, che
ha ricevuto conferma, come si è detto, in sede giudiziaria.

 

                                                                         D'altra
parte, nemmeno in sede di ricorso sono stati prodotti fatti o elementi nuovi
che possano far ritenere non più adeguata la valutazione dell'invalidità.

 

Da quanto precede, emerge che la malattia di cui soffre
l'assicurata non determina una diminuzione della capacità di guadagno, permanente
o di lunga durata, idonea a far sorgere il diritto alla rendita, secondo quanto
sancito dall'art. 28 LAI." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999
nella causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Ove la
rendita è stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente, una
nuova richiesta è riesaminata soltanto quando il grado d'invalidità risulti
modificato in misura rilevante (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI).

                                         Questa
regolamentazione deve essere applicata anche quando, in precedenza, la rendita
era stata rifiutata per assenza d'invalidità (RCC 1983 pag. 492 consid. 1c).

                                         La ratio
dell'art. 87 cpv. 4 OAI è quella di impedire che l'amministrazione debba
costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la
prestazione in causa è già stata rifiutata da una decisione cresciuta in
giudicato (RCC 1992 pag. 99 consid. 4b, RCC 1985 pag. 335 consid. 2c, RCC 1984
pag. 366 consid. 3, RCC 1983 pag. 389 consid. 2a, RCC 1983 pag. 492 consid. 1c,
RCC 1971 pag. 494 consid. 2 in fine, RCC 1966 pag. 264-265).

                                         Se
l'assicurato non rende attendibile che la sua invalidità si è modificata in
modo tale da influire sul diritto alla rendita, la nuova domanda è dichiarata
irricevibile, nel senso che la Cassa emana una decisione di non entrata in
materia (RCC 1991 pag. 270 consid. 1a).

                                         Se
l'assicurato interpone ricorso, il giudice esamina solo se l'amministrazione ha
rifiutato di entrare in materia a buon diritto. Se invece essa ha accettato di
esaminare la nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione
dell'entrata in materia, ma esamina materialmente se la modifica delle
circostanze resa attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (RCC
1991 pag. 270 consid. 1a, RCC 1983 pag. 389 consid. 2b).

 

                               2.3.   Se
l'assicurato rende attendibile la modifica l'amministrazione deve entrare nel
merito della nuova richiesta ed esaminare materialmente se la modifica è effettivamente
intervenuta (RCC 1984 pag. 366 consid. 3, RCC 1983 pag. 389 consid. 2b;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, pag. 270; Fonjallaz,
Invalidité et révision des rentes d'invalidité, pag. 114).

                                         In
quest'evenienza la Cassa deve procedere in modo analogo alla procedura
applicabile in caso di revisione secondo l'art. 41 LAI (RCC 1992 pag. 98
consid. 3a).

                                         Se
l'amministrazione constata che il grado di invalidità non si è modificato dalla
precedente decisione cresciuta in giudicato, essa rigetta la nuova domanda.
Nella circostanza opposta l'amministrazione esamina se la modifica intervenuta
è tale da ammettere questa volta un'invalidità pensionabile ai sensi dell'art.
28 cpv. 1 LAI (RCC 1992 pag. 98 consid. 3a, RCC 1983 pag. 492 consid. 1c, RCC
1983 pag. 389 consid. 2b).

 

                               2.4.   Analogicamente
alla procedura di revisione, per esaminare materialmente una nuova richiesta di
rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una notevole modificazione, tale da influire in
modo diverso sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto vista in astratto, ma
piuttosto in rapporto all'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede l'assegnazione di un
quarto di rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 40%, una mezza
rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una rendita intera
quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         Comunque
una revisione della rendita è possibile unicamente se, da quando è stata resa
la decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991
in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

 

                               2.5.   Rilevasi
preliminarmente che il ricorso, nella misura in cui ha per oggetto la non
entrata in materia sul riesame della precedente decisione, è da dichiarare
irricevibile, non potendo né l'assicurato né il giudice obbligare
l'amministrazione ad una rettifica di un atto risultante indubbiamente errato
(cfr. DTF 119 V 183, 422, 477, DTF 117 V 13). Al riguardo è altresì doveroso
rilevare che, in concreto, un'eventuale domanda di riesame della decisione 14
giugno 1996 avrebbe dovuto in ogni caso essere dichiarata irricevibile
dall'amministrazione, nel merito essendosi già pronunciato codesto TCA quale
autorità di ricorso con sentenza 9 luglio 1997 (cfr. consid. 1.1; cfr. DTF 122
V 21 consid. 3a; DTF 119 V 183, 422, 477).

 

                                         Nel caso
in esame, pertanto, nella misura in cui l'impugnata decisione - impropriamente
qualificata come "decisione di riesame" in quanto la domanda di
prestazioni AI del 22 dicembre 2000 si riferisce (anche) alla situazione
(presunta invalidante) posteriore al 14 giugno 1996 - ha per oggetto la non
entrata nel merito di tale domanda, unico punto di giudizio di merito è quello
a sapere se l'amministrazione ha rifiutato a buon diritto di esaminare il
merito della nuova richiesta.

 

                               2.6.   In occasione
della richiesta di prestazioni che ci occupa, l'assicurata, sostenendo di
presentare un'incapacità lavorativa del 50% a datare dall'aprile 1999, ha
osservato:

 

" 
(…)

Dal 1995 con l'intervento alla mano non sono mai
guarita - come può giustificare il Dr. __________.

Il mio lavoro di portineria è a rischio, quando
non avrò l'aiuto di mia figlia __________ certi lavori non sono in grado di
farli per la mia mano, anche perché non posso pagare qualche persona visto il
mio basso reddito, anche se sono invalida il 30%.

La mia malattia sussiste ancora oggi, ho perso un
lavoro in aprile 1999 che era sempre qualche cosa per me.

Vedete voi come posso continuare.

Visto che la mia mano non può superare lo sforzo
non più di 1 kg. devo fare sempre molte terapie." (Doc. AI _)

 

                                         A
sostegno della domanda di prestazioni l'interessata non ha tuttavia fornito il
benché minimo elemento probatorio atto ad accreditare l'ipotesi di un
intervenuto peggioramento del suo stato di salute e delle ripercussioni
invalidanti del medesimo rispetto a quanto stabilito in occasione nella
precedente decisione sulla base degli accertamenti medici allora esperiti.

 

                                         Con il
gravame sono stati prodotti due certificati medici a cura del dott. __________,
generalista, rispettivamente del Reparto di Chirurgia dell'Ospedale __________.

                                         Nel
primo, datato 18 febbraio 2000 e ritenuto quale atto ricorsuale, il citato
sanitario ha attestato:

 

"  Certifico
di avere in cura la paziente sopraccitata dal 13.12.94.

 

Diagnosi:   Esiti da operazione sindrome tunnel carpale bilaterale
a sin., con pisiformactomia per sindrome pisotriquetrale.

Esiti da artroplastica da sospensione secondo Epping per
Rizartrosi a sin.

Esiti da op. per tendovaginite stenosante pollice dx. 97.

Brachialgie bilaterale a predominanza sin.

 

In seguito ai dolori alle mani la paziente non è più stata in
grado di lavorare a tempo pieno; dal settembre del 96 lavora al 50% quale
portinaia tralasciando i lavori pesanti.

Allego la lista delle operazioni eseguite dal 1995 e la lettera
del Dr __________, (specialista chirurgia della mano) del settembre 1999.

Trattandosi di una patologia complicata e cronica penso che non
sia auspicabile di un aumento dell'attività lavorativa in futuro.

 

Prego la spettabile commissione dell'Invalidità di valutare
nuovamente il grado di invalidità della paziente sopraccitata." (Doc. _)

 

                                         A detto
certificato il dott. __________ ha quindi annesso la lista delle operazioni
subite dall'assicurata nel periodo compreso tra l'aprile 1995 e l'ottobre 1997,
indicando i diversi gradi d'incapacità lavorativa espressa sull'arco di tale
periodo (doc. _).

 

                                         Nel
secondo certificato, datato 27 settembre 1999, viene invece rilevato:

 

"  ho
visitato la tua paziente in data 22.09.1999.

 

Diagnosi:    Esiti
da operazione sindrome tunnel carpale bilaterale a sinistra, con
pisiformectomia per sindrome pisotriquetrale.

                                                          Esiti
da artroplastica di sospensione secondo Epping per Rizartrosi a sinistra.

                                                          Esiti
da operazione par tendovaginite stenosante pollice destro (20.06.1997)

                    Bracchialgie bilaterali a predominanza
sinistra.

 

Decorso:
   La paziente ha quasi terminato il primo cielo di fisioterapia per la
bracchialgia all'arto superiore sinistro. I dolori alla spalla sinistra sono
praticamente scomparsi; migliorati, ma non ancora del tutto spariti i dolori a livello
dell'avambraccio sinistro, fino al gomito. La sera, specialmente il braccio
sinistro, sì gonfia ancora.

                  Allo
status: ‑          scricchiolio ai movimenti passivi della
neoarticolazione dopo plastica secondo Epping alla mano sinistra

                                       - flessione ed estensione
delle dita in ordine

- al momento
nessun edema al braccio sinistro

                                       - le cicatrici sono calme

 

Proposte:   Visto
il progressivo miglioramento della sintomatologia algica, ho prescritto un
nuovo ciclo di fisioterapia comprendente l'applicazione di impacchi freddi,
ultrasuoni, Voltaren Gel, massaggi cervicali e stretching per la colonna
vertebrale cervicale.

                                                          Mi
sono permesso di eseguire un controllo tra 6 settimane, al termine anche del
secondo ciclo di fisioterapia.

                    Il al 0 % (paziente invalida al 30 %)."
(Doc. _)

 

                                         Alla luce
di quanto precede, a mente di questo TCA la documentazione medica prodotta,
facente stato da un lato - in maniera generica e immotivata e senza alcuna
indicazione circa le effettive limitazioni incontrate dall'interessata nell'esercizio
della sua attività professionale - di un'incapacità lavorativa del 50% (cfr.
doc. _), dall'altro di un'incapacità lavorativa addirittura nulla costatata nel
settembre 1999 (cfr. doc. _), non sostanzia alcun peggioramento delle
condizioni di salute e della capacità lavorativa dell'assicurata quale
salariata constatate in occasione della precedente procedura.

 

                                         L'insorgente
non avendo reso verosimile una modifica rilevante della sua capacità di
guadagno né delle proprie condizioni cliniche e/o economiche, la decisione di
non entrata in materia non può che essere confermata.

 

                               2.7.   Nelle more
della procedura l'assicurata ha chiesto di essere sottoposta ad una visita
peritale specialistica.

 

                                         Al
proposito è da osservare che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predomi­nante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle
prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 pag. 202 consid. 2 d;
sentenza TFA del 3 dicembre 1993 in re M.T., sentenza TFA del 27 ottobre 1992
in re A.B.P., sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O., sentenza TFA del 13
maggio 1991 in re A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274). Un tale modo di procedere non
lede il diritto di essere sentito sancito dall'art. 4 CF (RCC 1986 pag. 202,
consid. 2 d; RAMI 1985 pag. 238 consid. 2d; DTF 106 Ia 162 consid. 2b; Walter,
"Il diritto alla prova in Svizzera" in Rivista trimestrale di diritto
e procedura civile, 1991, pag. 1292).

 

                                         Poiché in
concreto la documentazione agli atti risulta sufficiente ai fini della
pronuncia del presente giudizio, la richiesta d'assunzione di prove dev'essere
respinta.

 

                                         Visto
quanto precede, il ricorso deve essere respinto e l'atto impugnato confermato.

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Nella
misura in cui ricevibile il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti