# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f12e535c-9f92-5aed-a8f4-a8b5100fe4b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.08.2015 32.2014.155
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-155_2015-08-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.155

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  12 agosto 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 settembre 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato nel 1964, da
ultimo attivo in qualità di verniciatore-carrozziere, in data 31 marzo 2010 ha
presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti
(rendita) indicando di essere affetto da “Gravi problemi polmonari.
Sieropositivo dal 1982 (Aids conclamato). Epatite C (cronica)” (doc. AI
2-1/7).

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medici ed economici del caso, in particolare una valutazione peritale
pluridisciplinare SAM (doc. AI 42-1) e successivi aggiornamenti (doc. AI 62-1,
72-1, 95-1, 100-1), nonché una nuova valutazione psichiatrica ad opera del CPAS
(Dr.ssa __________) (doc. AI 133-1), l’Ufficio AI con la decisione del 29 settembre
2014 (doc. AI 137-1), preavvisata con progetto dell’8 agosto 2014 (doc. AI
135-1), ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurato, in assenza di
una perdita di guadagno.

 

                               1.3.   Contro questa decisione
l’assicurato, rappresentato dall’RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA postulando l’annullamento della decisione impugnata e l’attribuzione di una
rendita d’invalidità del 100% (doc. I).

                                         

                                         Dal punto di vista medico
l’insorgente ha contestato la decisione impugnata sulla base della certificazione
del medico curante, Dr. __________, che fa stato di una totale incapacità
lavorativa in ogni campo (doc. I).

 

                                         Dal punto di vista
economico il rappresentante dell’assicurato ha postulato l’applicazione dei
dati statistici per il calcolo del reddito da valido (doc. I, pag. 5).

 

                               1.4.   In risposta, l’Ufficio AI si
è riconfermato integralmente nella propria decisione sulla base della perizia
pluridisciplinare SAM e i successivi aggiornamenti, nonché sulla valutazione
psichiatrica del CPAS. Dal punto di vista economico, l’amministrazione ha
confermato l’importo del reddito da valido calcolato nella decisione del 29
settembre 2014 (doc. IV).

 

                               1.5.   Il 25 febbraio 2015 l’RA 1 ha
ribadito le proprie argomentazioni, sia dal profilo medico che economico,
sostenendo che “…le attività esigibili dall’interessato sono in una forma
talmente ristretta da non rientrare più nell’offerta lavorativa generale”
(doc. VI).

 

                                         Il doc. VI è stato
inviato all’UAI per osservazioni (doc. VII).

 

                               1.6.   Nelle osservazioni del 10
marzo 2015 l’UAI, dopo aver sottoposto l’incarto nuovamente al Servizio
integrazione professionale, si è riconfermato nel proprio provvedimento (doc.
VIII+1).

 

                                         I doc. VIII e l’allegato
sono stati inviati all’RA 1 per osservazioni (doc. IX).

 

                               1.7.   Con le osservazioni del 18
marzo 2015 l’insorgente si è riconfermato nelle proprie argomentazioni e
richieste (doc. X).

 

                                         Il doc. X è stato
inviato all’UAI per conoscenza (doc. XI).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire
se l’amministrazione era legittimata a negare all’assicurato il diritto a
prestazioni dell’assicurazione invalidità oppure no.

 

                                         Secondo l’art. 4 cpv. 1
LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         L’art. 28 cpv. 2 LAI, in
vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una
rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono
invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a
un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai sensi dell'art. 16 LPGA
il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). 

                                         Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

 

                                         Nel confronto dei redditi
la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge
il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se
ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione
fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Secondo la giurisprudenza
per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al
momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido
e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone
intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di incidere sul
diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).

 

                               2.3.   Per quanto riguarda in particolare
l'invalidità cagionata da un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito
che è decisivo al proposito che il danno sia di gravità tale da non poter
praticamente esigere dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa
sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF
127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318,
321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre 1998
nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).

 

                                         L'Alta Corte ha inoltre
avuto modo di precisare che:

 

"(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici,
possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono
essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le
anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno
stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo la giurisprudenza
del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie, le alterazioni
dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la
farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti). 

 

                                         In una sentenza I 384/06
del 4 luglio 2007, il Tribunale federale ha ribadito che “(…) il riconoscimento
di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa
da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13
luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF I 384/06 del 4 luglio 2007).

 

                               2.4.   Per poter graduare
l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso di ricorso) deve disporre
di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri
specialisti.

                                         Il compito del medico consiste
nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in
quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un
importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora
ragionevolmente esigibili dall'assicurato (STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008;
DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310
consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

                                         Quanto alla valenza
probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti
siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su
esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che
sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la
descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. 

                                         Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007
del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01
del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c;
MEYER-BLASER, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31;
Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensi il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine
con rinvii).

 

                                         In una sentenza di
principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il
Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza
federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di
accertamento medico (SAM; Art. 72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità
alla CEDU e alla Costituzione, formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr.
iur. Jörg Paul Müller e del Dr. iur. Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

                                         L’Alta Corte è arrivata
alla conclusione che l’acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie é di per sé conforme alla Costituzione e alla Convenzione
(consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale federale ha riconosciuto che
attraverso tali perizie vengono messe in pericolo in modo latente le garanzie procedurali,
visto il potenziale di ricavi dell’attività dei SAM nei confronti
dell’assicurazione invalidità e con ciò anche della loro dipendenza economica
(consid. 2.4). La nostra Massima Istanza ha perciò ritenuto necessario adottare
dei correttivi:

                                         (a livello amministrativo)

                                         - assegnazione a caso dei
mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                         - differenze minime delle
tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                         - miglioramento e
uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid. 3.3),

                                         - rafforzamento dei
diritti di partecipazione:

                                         -- in caso di divergenze
l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una decisione incidentale
impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni o al Tribunale
federale amministrativo (consid. 3.4.2.6; cambiamento della giurisprudenza
secondo DTF 132 V 93);

                                         -- alla persona assicurata
spettano precedentemente i diritti di partecipazione alla procedura (ad
esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid. 3.4.2.9;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446); 

                                         (a livello dell’autorità
giudiziaria di prima istanza)

                                         In caso di accertata
necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il Tribunale
federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una perizia
medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza secondo DLA
1997 

                                        Nr. 18 p. 85, C 85/95
consid. 5d con riferimenti, sentenza H 355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i
cui costi sono posti a carico dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).

 

                                         L’art. 72bis OAI, in
vigore dal 1° marzo 2012, dedicato alle perizie mediche pluridisciplinari
stabilisce al cpv. 1 che “Le perizie che interessano tre o più discipline
mediche sono eseguite da un centro peritale con cui l'Ufficio federale ha
concluso una convenzione” e al cpv. 2 che “i mandati sono attribuiti con metodo
aleatorio”.

 

                                         Per mettere in pratica
quanto prescritto all’art. 72bis cpv.2 OAI l’UFAS ha allestito il sistema di
attribuzione “Suisse MED@P” (cfr. R. Kocher, SuisseMed@P a deux ans: où en
sommes-nous?” in Sécurité sociale 5/2014, pag. 288 e seg.; vedi DTF 138 V 271).

 

                                         In una sentenza pubblicata
in DTF 140 V 508, consid. 3.1 e 3.2.1. il Tribunale federale ha ribadito che la
scelta del perito in ambito di perizie mediche pluridisciplinari deve sempre
avvenire secondo il metodo aleatorio (vedi pure DTF 139 V 349 consid. 5.2.1;
DTF 138 V 271 consid. 1.1.).

 

                                         A proposito dei rapporti
del medico curante, l’Alta Corte ha stabilito che secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del legame di
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_947/2011 del 27 gennaio 2012;
8C_5/2011 del 27 giugno 2011; 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011; 8C_828/2007 del
23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc). 

 

                                         La giurisprudenza federale
sottolinea cosi costantemente la necessità di tenere conto della differenza, a
livello probatorio, tra mandato di cura e mandato peritale (cfr. STF
9C_697/2013 del 15 novembre 2013 consid. 3.2.; 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012
consid. 4.4. con riferimenti; 9C_457/2012 del 28 agosto 2012, consid. 6.2.).

 

                                         Il Tribunale federale ha
comunque già avuto modo di sottolineare che non va dimenticata la potenziale
forza dei rapporti del medico curante, alla luce del fatto che quest’ultimo ha
l’occasione di osservare il paziente durante un periodo di tempo prolungato
(cfr. Pladoyer 3/09 p. 74 e sentenza 9C_468/2009 del 9 settembre 2009, consid. 3.3.1; D. Cattaneo, in “Les expertises en droit des assurances
sociales”, in Cahiers genevois et romands de sécurité sociale n° 44-2010 pag.
124).

                                      

                                         Questa
giurisprudenza viene applicata da questo Tribunale (cfr. ad esempio sentenza
32.2013.183 del 20 ottobre 2014, attualmente pendente davanti al Tribunale
federale; sentenza 32.2012.185 del 14 febbraio 2013; sentenza 32.2011.326 del
31 maggio 2012; sentenza 32.2011.200 del 19 gennaio 2012; sentenza 32.2010.308
del 19 maggio 2011; sentenza 32.2010.137 del 21 marzo 2011) e dal Tribunale
amministrativo federale (cfr. sentenza C-2693/2007 del 5 dicembre 2008).

 

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05
del 25 aprile 2007).

 

                               2.5.   Nel caso in esame, con lo
scopo di accertare in maniera approfondita lo stato di salute dell’assicurato,
l’Ufficio AI ha affidato al SAM il mandato di esperire una perizia
pluridisciplinare. 

 

                                         In tale ambito i medici
del SAM hanno valutato la patologia psichiatrica (Dr.ssa __________), quella
pneumologica (Dr. __________) e quella internistica-infettivologica (Dr. ssa __________).

 

                                         Globalmente, nel rapporto
peritale del 28 novembre 2011, i medici del SAM, sulla base delle risultanze
dei singoli consulti e delle visite ambulatoriali del ricorrente presso il
citato centro d’accertamento, hanno posto la seguente diagnosi con
influenza sulla capacità lavorativa: “Disturbo ventilatorio ostruttivo lieve
con: -probabile BPCO GOLD 1; - verosimile asma allergica con attualmente
reversibilità parziale; - stato da micobatteriosi polmonare tra il 2002-2004.
Dispnea da sforzo NYHA ll di origine multifattoriale: - nel contesto della
diagnosi 1; decondizionamento fisico importante; non escludibile con sicurezza
componente d'ipertensione polmonare (nel contesto dell'HIV ed eventualmente dell'incipiente
cirrosi epatica).

                                         Malattia HIV
probabilmente stadio CDC C3 con: - diagnosi 1982;

                                         - infezione a
micobatteri non tubercolari in marzo 2002; - grave cachessia, probabile wasting
2002; - polmonite batterica 2003;

                                         candidosi orale
recidivante; - terapia antiretrovirale: attualmente D4T + 3TC +
Saquinavir/Ritonarvir dal 2006; - CD4 attuali 693 cellule/µl, viremia
attuale < 20 copie/ml (18.7.2011). Epatite cronica di genotipo 4 con
probabile cirrosi epatica CHILD A:

                                         - epatopatia; - aumento
delle alfafetoproteine a 40 ng/ml aprile 2010; 64,3 ng/ml luglio 2011 (vn
<10); - epatomegalia, fegato a margini arrotondati, aspetto steatosico,
splenomegalia (sonografia epatica aprile 2011)” (doc. AI 42-15).

 

                                         Quale diagnosi senza
influenza sulla capacità lavorativa i periti hanno indicato: “Poliglobulia
con il 22.3.2011: emoglobina 17,3 g/dl ed ematocrito 49,4% probabilmente nel
contesto di 1 o 2.

                                         Stato da micobatteriosi
atipica polmonare con: pregressa cachessia marcata, due recidive con
trattamento antibiotico

                                         prolungato anche
endovenoso con la risoluzione della problematica infettiva; probabili piccole
bronchiectasie nel lobo medio a ds. come residuo. Disturbi cognitivi di
attenzione, concentrazione e memoria con: - tono dell'umore deflesso in parte
di origine reattiva; - possibile componente di encefalopatia HIV; - pregressa
tossicodipendenza. - Pregresso abuso di sostanze psicoattive multiple,
pregresso uso dannoso di etile,

                                         attualmente consumo di
ca. 40-50 dl di alcol al giorno. Tabagismo attivo. Gonalgia, artroscopia al
ginocchio sin. alcuni anni fa. Colecistolitiasi. Verruche alle mani. Rottura
del timpano a sin. con ipoacusia. Pregressa epatite B. Stato dentale in pessime
condizioni. Stato da tonsillectomia. Emorroidi” (doc. AI 42-15+16).

 

                                         Quanto alla capacità
lavorativa medico – teorica globale, i medici del SAM hanno ritenuto
l’assicurato inabile al lavoro nella misura del 100% nell’ultima attività di
carrozziere dal 1° ottobre 2010, mentre in un lavoro leggero l’abilità è del
50%, sempre dal 1° ottobre 2010 (doc. AI 42-21+22).

 

                                         Il caso è stato quindi
aggiornato e sottoposto nuovamente al SAM, per valutazione, in data 23 aprile
2012 (doc. AI 62-1), 12 settembre 2012 (doc. AI 72-1) e 2 aprile 2013. 

 

                                         Nel rapporto del 2 aprile
2013 i periti del SAM si sono espressi sul decorso dello stato di salute
dell’assicurato, in questi termini:

 

“(…)                              

Con la presente e sulla base degli atti a nostra disposizione ci
esprimiamo sul decorso dello stato di salute e sulla capacità lavorativa di
questo A. Ricordiamo come nella nostra presa di posizione del 23.4.2012 per
quanto riguarda la capacità lavorativa

avevamo consigliato di mantenere le conclusioni della perizia SAM
del 28.11.2011 fino all'11.11.2011. A partire dal 12 fino al 27.11.2011
(periodo d'ospedalizzazione dell'A.) andava ritenuto inabile al lavoro al 100%.
In questa sede, quindi ci esprimeremo sulla capacità lavorativa dell'A. in un
mestiere adatto a partire dal 28.11.2011. Ricordo come, per quanto riguarda la
sua antecedente professione di operaio addetto alla manutenzione di autobus,
l'A. veniva valutato inabile al lavoro in modo totale.

 

Per quanto riguarda la problematica epatica in A. portatore di
cirrosi epatica su epatite C cronica ed infezione di HIV, le lesioni al fegato
si sono rivelate di natura benigna e non come inizialmente si pensava relativa
ad un epatocarcinoma (dato rilevato dall'atto medico del 9.1.2013, in assenza
però del referto di biopsia). L'A. è stato sottoposto ad intervento di
epatectomia presso la __________ (atto

22.12.2012) dal 12.11 al 22.11.2012 (per questo periodo vale
un'incapacità lavorativa totale). Per quanto riguarda la cura dell'epatite C,
gli atti medici a nostra disposizione, soprattutto quello del Prof. Dr. med. __________,
non ci informano se nel frattempo l'A. sia stato sottoposto a terapia anti
epatite C con Interferone peghilato e Rivabirina per un periodo di 48 settimane
cosi come era previsto (atto 29.2.2012). Oltre al periodo di incapacità
lavorativa dovuto all'ospedalizzazione per l'intervento al fegato, qualora I'A.
si fosse sottoposto alla terapia anti epatite C, bisognerebbe considerare anche
un'inabilità lavorativa durante il periodo delle cure di 48 settimane più
ancora 15 giorni ca. per una ripresa dello stato generale dopo le cure.

 

Per quanto riguarda il problema dell'HlV, il rapporto medico del
9.1.2013 ci informa che nel corso del 2012 non vi sarebbero stati episodi di
infezioni opportunistiche maggiori o minori.

 

Per quanto riguarda la problematica dermatologica e dei condilomi
anali, secondo il rapporto medico del Dr. med. __________ del 28.5.2012 la
situazione clinica si sta Ientamente sanando. Non riteniamo che questa
patologia infici sulla capacità lavorativa dell'A.

 

Globalmente, dunque, sulla base degli atti a nostra disposizione
possiamo confermare come vi sia stato un peggioramento dello stato di salute
nel periodo compreso della degenza ospedaliera per l'intervento di
epatocarcinoma dal 12 al 22.11.2012. Dalle informazioni a nostra disposiziorie
non c'è dato di sapere se nel frattempo sia stata eseguita una terapia anti
epatite C che prolungherebbe per un periodo di 48 settimarie più 15 giorni
l'incapacità lavorativa totale. Al di fuori di questi periodi lo stato di
salute sembra essere rimasto invariato come da perizia SAM 2011” (doc. AI
95-4+5).

 

                                         Nel mese di maggio 2014,
l’UAI ha quindi predisposto un’ulteriore valutazione psichiatrica da parte del
Centro Peritale per le Assicurazioni Sociali (CPAS) che ha confermato
l’inabilità al 100% nella precedente attività di carrozziere e indicato
un’inabilità del 60% in attività adeguate dal 23 novembre 2012 (doc. AI 133-1).

 

                                         L’Ufficio AI ha quindi respinto
la richiesta di prestazioni dell’assicurato, in assenza di una perdita di
guadagno (doc. AI 137-1).

 

                               2.6.   Nella concreta fattispecie,
chiamato a verificare innanzitutto se lo stato di salute del ricorrente è stato
accuratamente vagliato dall’UAI prima dell’emissione della decisione qui
impugnata, dopo attenta analisi della documentazione medica agli atti, questo
TCA non può confermare l’operato dell’amministrazione, per le ragioni che
seguono.

 

                            2.6.1.   Per quanto riguarda la
patologia polmonare l’assicurato è stato sottoposto ad una valutazione
specialistica da parte del Dr. __________, spec. FMH in malattie polmonari, il
quale nel referto del 29 agosto 2011 ha posto la diagnosi di: “1. Disturbo
ventilatorio ostruttivo lieve con: - probabile BPCO GOLD 1; 

                                         - verosimile asma
allergica con attualmente reversibilità parziale; - stato da micobatteriosi
polmonare tra il 2002-2004. 2. Dispnea da sforzo NYHA ll di origine
multifattoriale: - nel contesto della diagnosi 1 - decondizionamento fisico
importante - non escludibile con sicurezza componente d'ipertensione polmonare
(nel contesto dell'HIV ed eventualmente dell'incipiente cirrosi epatica) 3.
Poliglobulia con il 22.3.2011: emoglobina 17,3 g/dl ed ematocrito 49,4%
probabilmente nel contesto di 1 o 2.

                                         4. Stato da
micobatteriosi atipica polmonare con: - pregressa cachessia marcata, due
recidive con trattamento antibiotico

                                         prolungato anche
endovenoso con la risoluzione della problematica infettiva; - probabili piccole
bronchiectasie nel lobo medio a ds. come residuo” (doc. AI 42-35).

 

                                         Secondo il Dr. __________
l’assicurato è inabile al 100%, quale verniciatore-carrozziere dal 2002, mentre
dal punto di vista respiratorio è ritenuto abile al 100% in attività “con
sforzi fisici molto lievi e soprattutto sedentari” (doc. AI 42-36+37). 

 

                                         Il TCA non ha
motivi per scostarsi da questa valutazione.

 

                            2.6.2.   Per quanto riguarda la
patologia internistica-infettivologa l’assicurato è stato sottoposto ad una
valutazione specialistica da parte del Dr.ssa __________, vice-primario di
medicina interna dell’Ospedale __________ di Locarno, la quale nella
valutazione dell’8 agosto 2011 ha diagnosticato: “1. Malattia HIV
probabilmente stadio CDC C3 con: - diagnosi 1982;

                                         - infezione a
micobatteri non tubercolari in marzo 2002; - grave cachessia, probabile wasting
2002; - polmonite batterica 2003;

                                         candidosi orale
recidivante; - terapia antiretrovirale: AZT + DDI (97-99), fallimento
virologico; D4T + 3TC + Indinavir 1999-3.2001; D4T+3TC + Saquinavir/Ritonarvir
dal 2006 a tuttora 

                                         - CD4 attuali 693
cellule/µl, viremia attuale < 20 copie/ml (18.7.2011). 2. Epatite cronica di
genotipo 4 con probabile cirrosi epatica CHILD A: - epatopatia; - aumento delle
alfafetoproteine a 40 ng/ml aprile 2010; 64,3 ng/ml luglio 2011 (vn <10); 

                                         - epatomegalia, fegato
a margini arrotondati, aspetto steatosico, splenomegalia (sonografia epatica
4.2011). 3. Disturbi cognitivi di attenzione, concentrazione e memoria
con: - tono dell'umore deflesso in parte di origine reattiva; - possibile
componente di encefalopatia HIV; - pregressa tossicodipendenza. 4. Probabile
BPCO: - abuso nicotinico, 30 py; - bronchiti recidivanti. 5. Pregresso abuso di
sostanze psicoattive multiple, pregresso uso dannoso di etile, attualmente
consumo di ca. 40-50 dl di alcol al giorno.” (doc. AI 42-28+29).

                                      

                                         Dal punto di vista della
capacità lavorativa l’assicurato è ritenuto abile al 50% in un’attività leggera
(doc. AI 42-32).

 

                                         Il TCA non ha motivi per
scostarsi neppure da questa valutazione.

 

                            2.6.3.   Per quanto riguarda infine la
patologia psichiatrica, l’assicurato è stato sottoposto a una prima valutazione
specialistica da parte della Dr.ssa __________, medico chirurgo – specialista
in psichiatria, che in data 3 luglio 2011 non ha posto alcuna diagnosi
psichiatrica rilevando che l’assicurato è pienamente abile in ogni attività
(doc. AI 42-26).

 

                                         L’aspetto psichiatrico è
stato tuttavia aggiornato nel 2012 tramite una valutazione del CPAS (cfr.
consid. 2.8.4).

 

                            2.6.4.   Globalmente i periti del SAM
hanno quindi concluso che le conseguenze sulla capacità lavorativa
dell’assicurato sono dovute alla patologia pneumologica ed infettivologica che
determinano complessivamente un’inabilità lavorativa completa dal 1° ottobre
2010, ovvero dal momento che l’assicurato smette di lavorare. Mentre
antecedentemente egli è ritenuto abile al 100%. In attività adeguate l’abilità
lavorativa è invece del 50%, sempre dal 1° ottobre 2010, a causa della
patologia infettiva (doc. AI 42-22). 

 

                                         Nel rapporto finale del
SMR del 5 dicembre 2011 il Dr. __________ ha ripreso le conclusioni del SAM
(doc. AI 43-1).

 

                                         Il SAM ha quindi
aggiornato lo stato di salute dell’assicurato, una prima volta il 23 aprile
2012, quando i periti hanno confermato le conclusioni della perizia SAM sino
all’11 novembre 2011 e fissato un’inabilità lavorativa del 100% dal 12 al 27
novembre 2011, a causa dell’ospedalizzazione di RI 1 (doc. AI 62-1), poi il 12
settembre 2012 (doc. AI 72-1) e infine in data 2 aprile 2013. In quest’ultimo
rapporto i periti hanno indicato un’inabilità lavorativa del 100% dal 12 al 22
novembre 2012, per un intervento di epatectomia subìto dal ricorrente. Al di
fuori dei periodi indicati il SAM ha confermato la valutazione del 28 novembre
2011 (doc. AI 95-4+5).

 

                            2.6.5.   Vista la nuova documentazione
medica prodotta dall’assicurato, l’amministrazione, nel mese di maggio 2014, ha
predisposto una nuova valutazione psichiatrica ad opera della Dr.ssa __________
del Centro Peritale per le Assicurazioni Sociali (CPAS) (doc. AI 130-1, 131-1).

 

                                         Nella perizia del 18
giugno 2014 la Dr.ssa __________ ha diagnosticato con ripercussioni sulla
capacità lavorativa una “Sindrome depressiva ricorrente, attuale episodio di
gravità media (ICD 10; F33.1)” (doc. AI 133-11). 

                                         A mente della perita, RI 1
è inabile al lavoro al 100% nella sua precedente professione di
verniciatore-carrozziere, mentre in attività adeguate l’inabilità è del 60%
(doc. AI 133-13).

 

                                         Nel rapporto finale SMR
dell’11 luglio 2014 il Dr. __________ ha quindi riassunto i periodi di
inabilità lavorativa come segue (doc. AI 134-3):

 

                                         Nella precedente
attività svolta:

                                          100%  dal 1° ottobre
2010.

 

                                         In attività adeguate:

                                           50%   dal 1° ottobre
2010; 

                                         100%   dal 12 novembre
2011;

                                           50%   dal 28 novembre
2011;

                                         100%   dal 12
novembre 2012;

                                           60%   dal 23
novembre 2012.

 

                               2.7.   Alla luce della
documentazione medica suindicata, il TCA non condivide le conclusioni alle
quali è giunta l’amministrazione, dato che i diversi specialisti – in
particolare quelli del SAM unitamente a quelli del CPAS – non hanno esaminato,
tramite una discussione collegiale, la questione dell’incidenza rispettiva dei
gradi di incapacità lavorativa attestati dal profilo somatico e da quello
psichiatrico.

 

                                         Il TCA rileva,
innanzitutto, che nel referto peritale del 28 novembre 2011 i periti del SAM
hanno chiaramente indicato che l’assicurato presenta delle patologie di origine
somatica che influiscono sulla sua capacità lavorativa residua: “Le
limitazioni constatate sono dovute alla patologia pneumologica ed
infettivologica”. A quel momento, dal lato psichiatrico non vi era
inabilità lavorativa (doc. AI 42-21). 

                                         Dunque, nel novembre 2011
vi era un’inabilità lavorativa completa, dal 1° ottobre 2010 nell’attività
abituale, e un’abilità lavorativa del 50% in attività adeguate, a causa della
patologia infettiva (doc. AI 42-22).

 

                                         Nel mese di maggio 2014,
l’UAI ha però predisposto una nuova valutazione psichiatrica ad opera della Dr.ssa
__________, la quale ha ritenuto RI 1 inabile al lavoro al 100% nella sua
precedente professione di verniciatore-carrozziere e inabile al 60% in attività
adeguate (doc. AI 133-13).

 

                                         Nonostante i periti del
SAM abbiano specificatamente riconosciuto che la capacità lavorativa residua
dell’assicurato subisca delle limitazioni dal lato somatico, l’amministrazione
ha poi omesso – in contrasto con la chiara giurisprudenza del Tribunale
federale – di procedere ad una discussione collegiale, dopo gli esiti della
valutazione psichiatrica della Dr.ssa __________, volta a stabilire il grado di
incapacità lavorativa globale dell’interessato, tenuto conto di tutti gli
aspetti invalidanti.

 

                                         A proposito della
valutazione globale delle patologie, va ricordato che secondo l’Alta Corte, per
determinare il grado di inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di
diverse patologie, non si devono semplicemente sommare le singole valutazioni,
bensì si deve far capo a un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata
discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati (cfr. STF 9C_330/2012
del 7 settembre 2012; STF 9C_913/2012 del 9 aprile 2013; SVR 2008 IV Nr. 15).

                                         La questione di sapere se
i singoli gradi di inabilità si possano sommare e, se del caso, in quale
misura, è una problematica squisitamente medica, che di principio il giudice
non rimette in discussione (cfr. STFA I 338/01 del 4 settembre 2001, pubblicata
in RDAT I-2002 n. 72, p. 485).

                                         In una sentenza I 606/03
del 19 agosto 2005, l'Alta Corte ha inoltre precisato che il giudizio sul grado
complessivo dell’incapacità lavorativa va di regola eseguito nell’ambito di una
perizia pluridisciplinare, ciò che in quella causa era stato fatto.

                                         In una sentenza I 514/06
del 25 maggio 2007, pubblicata in SVR 3/2008 IV nr. 15, pag. 43-45, il
Tribunale federale ha osservato che “una semplice addizione di diverse
inabilità lavorative parziali, eventualmente presa in considerazione in
occasione di una perizia pluridisciplinare, può produrre, a seconda delle
peculiarità concrete del caso, un risultato troppo consistente oppure troppo
esiguo”.

                                         Su questo argomento, cfr.
D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali”, in Le perizie
giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag. 203
e segg. (245-249).

                                      

                                         In una sentenza
32.2011.236 del 17 giugno 2013 - concernente il caso di un assicurato affetto
da patologie, invalidanti, sia reumatologiche che psichiatriche - il TCA ha,
ancora una volta, avuto modo di sottolineare l’importanza, nel caso di
assicurati affetti da diverse patologie, di determinare il grado complessivo di
incapacità lavorativa facendo capo ad un giudizio globale, che scaturisca da
una ponderata discussione plenaria fra tutti gli esperti interessati.

                                         In quell’occasione, a
fronte dell’opinione del perito psichiatra giudiziario, secondo il quale “la
patologia psichiatrica complica e peggiora quella dell’apparato locomotorio” e
vista la mancanza, fatta valere anche dal SMR, di una discussione globale tra
perito psichiatra giudiziario e perito reumatologo, il Presidente del TCA ha
provveduto a fare svolgere la valutazione globale nel corso del dibattimento
che ha avuto luogo il 16 maggio 2013.

                                         Alla luce delle risultanze
della discussione del 16 maggio 2013 fra il perito reumatologo e il perito
psichiatra giudiziario, alla presenza delle parti e dei medici del SMR, questo
Tribunale con sentenza 32.2011.236 del 17 giugno 2013 - dopo avere ricordato
che, secondo la giurisprudenza federale la discussione fra gli esperti di
principio non può essere rimessa in discussione dal giudice (cfr. STF
9C_330/2012 del 7 settembre 2012; STF 8C_245/2012 del 9 aprile 2013) – ha
concluso che l'assicurato è praticamente inabile al lavoro in misura totale per
i suoi problemi di salute attestati dagli esperti in reumatologia e in
psichiatria.

 

                                         In una sentenza
9C_262/2013 del 5 giugno 2013 il Tribunale federale ha stabilito che la
valutazione globale delle patologie dell’assicurato può anche essere effettuata
per via di circolazione.

 

                                         In una sentenza
9C_362/2014 del 19 agosto 2014 il Tribunale federale ha annullato il giudizio
di questa Corte che aveva stabilito direttamente l’entità del cumulo delle
percentuali di inabilità lavorativa negli ambiti neurologico e reumatologico e
fissato al 40% il tasso d’incapacità lavorativa globale. 

                                         Secondo l’Alta Corte, il
TCA poteva senza arbitrio dubitare dell’attendibilità della valutazione del SAM
sul grado complessivo di incapacità lavorativa, ma non poteva fissare
autonomamente, in mancanza di dati medico-specialistici al riguardo, l’entità
del cumulo, essendo questa una questione di ordine squisitamente medico. 

 

                                         La questione è stata
affrontata e risolta dal Presidente del TCA in udienza, nel corso della quale
il perito neurologo e quello reumatologo, dopo discussione, hanno nuovamente
ribadito i motivi per cui ritengono che i due gradi di inabilità siano, seppure
in misura estremamente ridotta, cumulabili ed hanno concluso che da un profilo
medico questa cumulabilità sia ragionevolmente fissabile tra il 5 e il 10%. Le
parti sono quindi giunte ad una soluzione transattiva della vertenza (cfr.
decreto di stralcio, inc. 32.2014.116).

                                      

                                         In una sentenza
32.2014.112 del 24 novembre 2014, cresciuta incontestata in giudicato, il TCA,
dopo avere interpellato la Dr.ssa __________ del SAM in merito alle modalità
della discussione globale, ha già avuto modo di considerare corretta una
discussione plenaria eseguita dai periti del SAM per il tramite di
teleconferenza.

                                                                                

                                         Ad un’analoga conclusione
il TCA è giunto nella sentenza 32.2012.55 del 29 gennaio 2015, cresciuta
incontestata in giudicato.

 

                                         Ora, nella fattispecie
oggetto della presente controversia, il TCA constata che, nonostante le
molteplici patologie che affliggono l’interessato, con influenza sulla sua
capacità lavorativa, una discussione fra tutti gli specialisti interessati – di
fondamentale importanza, è bene ribadirlo – non ha avuto luogo dopo la
valutazione psichiatrica della Dr.ssa __________ del CPAS che ha ritenuto RI 1
inabile al lavoro al 100% nella sua precedente professione di
verniciatore-carrozziere e soprattutto inabile al 60% in attività
adeguate (doc. AI 133-13).

 

                                         Agli atti figura
unicamente il rapporto finale del Dr. __________ del SMR che riassume la
situazione medica, le diagnosi e i periodi di inabilità lavorativa (vedi
consid. 2.6.5.), senza alcuna indicazione circa la valutazione globale delle
patologie che affliggono l’assicurato. 

 

                                         Va inoltre evidenziato che
nel rapporto del 14 aprile 2014 il medico curante dell’assicurato, Dr. __________,
spec. FMH in psichiatria e psicoterapia, ha indicato di seguire il paziente dal
mese di novembre 2011, ovvero poco dopo il consulto psichiatrico con la
Dr.ssa __________, fissando un’inabilità al lavoro completa (100%). 

 

                                         In simili condizioni,
secondo questo Tribunale non è possibile - senza prima procedere ad un
complemento peritale da parte di dei periti del SAM e del CPAS che hanno avuto
modo di valutare l’interessato - concludere con sufficiente tranquillità che lo
stato valetudinario dell’assicurato, tenuto conto degli aspetti pneumologici,
infettivi e psichici, giustifichi una capacità lavorativa globale del 60% in
attività adeguate dal 23 novembre 2012 come indicato dal Dr. __________ del SMR
(cfr. rapporto dell11 luglio 2014, doc. AI 134-1) e ripreso nella decisione
impugnata (doc. AI 137-1).

 

                               2.8.   Nella già citata sentenza
9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (cfr. consid. 2.4.) il Tribunale federale ha
precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una
perizia giudiziaria e in quali casi può rinviare gli atti all'assicuratore per
un complemento istruttorio.

                                      

                                         Nella
concreta evenienza, ritenuto come vi siano degli accertamenti peritali svolti
dall’amministrazione che necessitano un complemento (“Ergänzung
von gutachtlichen Ausführungen”), si giustifica il rinvio degli atti
all’UAI ai sensi della giurisprudenza citata.

 

                                         La decisione impugnata va
quindi annullata e l'incarto retrocesso all'Ufficio AI, affinché metta in atto
un approfondimento a livello medico peritale tra tutti i consulenti del SAM e
del CPAS che hanno avuto modo di visitare il ricorrente, inteso a delucidare l’incidenza
rispettiva dei gradi di incapacità lavorativa attestati in ambito pneumologico,
infettivo e psichiatrico.

                                         Quindi, in esito a tale
complemento istruttorio, l’amministrazione si pronuncerà nuovamente sul diritto
alla rendita dell’assicurato.

 

                               2.9.   Visto l'esito favorevole del
ricorso, l'assicurato, rappresentato dall’RA 1, ha diritto al versamento da
parte dell’Ufficio AI di fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili.

 

                             2.10.   Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca
e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale
delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra
200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio
AI.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto
ai sensi dei considerandi.

                                         §   La decisione del 29
settembre 2014 è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’amministrazione affinché proceda come indicato al considerando 2.8..

 

                                   2.   Visto l’esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio
AI.

                                         L’Ufficio AI dovrà inoltre
versare all’assicurato fr. 1’800.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004
Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

                                         Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti