# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b74e1900-1ff7-584d-83e5-f5e63ce174dc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-12-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.12.2022 38.2022.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2022-71_2022-12-05.html

## Full Text

Incarto
  n.

  38.2022.71

   

  CL/gm

  	
  Lugano

  5 dicembre 2022    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Christiana Lepori, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 settembre 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 agosto 2022 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Con decisione su opposizione del 12
agosto 2022 la Sezione del lavoro ha confermato la precedente decisione del 19
luglio 2022 (cfr. doc. 21) con la quale ha sospeso RI 1 per trentuno giorni dal
diritto all’indennità di disoccupazione per aver interrotto il “Test di
idoneità” assegnatogli - e da svolgersi presso la __________, dal 26 al 28
maggio 2022 - alla fine della prima giornata. 

 

                                  Al riguardo l’amministrazione si
è così espressa:

 

" (…)

3.2. In via preliminare, occorre rilevare
che l'occupazione in questione era stata registrata come posto vacante su
JobRoom con il numero __________ con validità dal 25 marzo 2022. Il "Test d'idoneità"
era dunque riferito ad una concreta occupazione.

Dagli accertamenti esperiti risulta che,
qualora fosse stato scelto per l'occupazione come educatore presso la __________,
il signor RI 1 avrebbe potuto beneficiare di un Contratto di durata determinata
dal 1º agosto 2022 al 31 luglio 2023 per un salario mensile lordo di CHF
6'682.90 per 13 mensilità, in classe 24/10 del CCL (cfr. scritto 20 giugno 2022
del datore di lavoro, in risposta alle domande sottoposte dall'ispettore
dell'UG incaricato della pratica).

Per quanto riguarda l'adeguatezza
dell'occupazione ai sensi dell'art. 16 LADI, si rileva quanto segue.

L'occupazione in questione prevedeva
l'assunzione di un __________ al 100%.

Considerato il curriculum lavorativo
dell'assicurato e la sua esperienza, è dato ritenere che l'assicurato avesse i
requisiti necessari, come del resto confermato dal potenziale datore di Iavoro,
il quale ha riferito quanto segue (cfr. scritto 20 giugno 2022 della __________
all'UG):

"(...) Essendo stato invitato per lo
stage di prova, significa che la candidatura era stata visionata e ritenuta
idonea per il posto vacante (...)".

L'assicurato, da parte sua, non ha
sollevato dubbi sulla sua capacità, o meno, di svolgere le mansioni previste.
Pertanto, sotto questo profilo, l'occupazione è da ritenersi adeguata.

Con riferimento alla distanza fra il
domicilio ed il luogo di lavoro, la decisione impugnata resiste alle censure
sollevate dall'assicurato. Il tragitto in questione richiede un tempo di
percorrenza di circa 1 ora all'andata e al ritorno, con i mezzi di trasporto
privati. Tale distanza risulta dunque conforme ai dettami di cui all'art. 16
cpv. 2 lett. f LADI, l'assicurato avendo peraltro dichiarato di disporre di un
veicolo (cfr. modulo “Informazioni integrative" pto. 5.3 compilato dal signor
RI 1). Gli evocati problemi di traffico sul percorso casa-lavoro non sono
determinanti, ritenuto che si tratta di una circostanza suscettibile di
interessare tutti i lavoratori e non solo l'assicurato.

Per inciso, va rilevato che egli avrebbe
avuto degli orari lavorativi il cui inizio era compreso fra le 7:00 e le 14.30,
con fine dell'attività fra le 20:00 e le 22:00 a seconda dei giorni, ovvero in
fasce orarie favorevoli ad una percorrenza agevole.

Per quanto riguarda la durata dei turni
lavorativi ed il fatto che fossero "spezzati”, con un'ora e trenta di
pausa fra il turno della mattina e quello pomeridiano, va rilevato che il
settore in questione è governato dal “Contratto collettivo di lavoro per il
personale occupato nelle Istituzioni sociali del Cantone Ticino”, il cui
rispetto è vincolante anche per le istituzioni non firmatarie, affinché possano
accedere ai contratti di prestazione con lo Stato del Cantone Ticino. In
particolare, il CCL in questione non vieta turni "spezzati". Sulla
base degli orari e dei turni indicati dall'assicurato nell'opposizione, non vi
è luogo di ravvisare una manifesta violazione del CCL in questione. Basti rilevare,
ad esempio, che il riposo giornaliero previsto dal CCL è di almeno 10 ore (art.
49), mentre il signor RI 1 avrebbe beneficiato di 11 ore di riposo fra un turno
e l'altro. Per quanto riguarda la classe salariale, lo stesso assicurato
afferma di non essere in possesso del riconoscimento formale del suo diploma di
laurea conseguito in Italia ed ha dichiarato che la procedura di riconoscimento
è in corso. Ne discende che, in assenza di tale riconoscimento, il datore di
lavoro non è tenuto a riconoscere una classe superiore a quella prospettata
(24/11: CHF 6'682.00 lordi per 13 mensilità), e questo neppure in base
all'anzianità di servizio. II salario previsto avrebbe peraltro permesso al
signor RI 1 di uscire dalla disoccupazione, avendo egli un guadagno assicurato
di CHF 7'434.00.

In merito alle ulteriori censure sollevate
dal signor RI 1 (cfr. opposizione, motivazione nr. 7), segnatamente il fatto di
aver reperito un'occupazione a tempo parziale già dal 29 giugno 2022, mentre
presso la __________ avrebbe potuto iniziare solo a partire dal 1 agosto 2022, va
rilevato che tale circostanza non è suscettibile d'influire sull'esito della
vertenza, in quanto il contratto è stato stipulato solo il 24 giugno 2022. Al
momento dell'effettuazione del test d'idoneità (il 26 maggio 2022), l'assicurato
non aveva alcuna certezza di poter essere assunto come collaboratore
ausiliario. Pertanto, si ritiene che non solo avrebbe dovuto proseguire il
test, ma anche impegnarsi affinché potesse concretizzarsi un'offerta di
assunzione. Non di rado i “Test d'idoneità” sfociano su concrete proposte:
spetta all'assicurato, conformemente all’obbligo di riduzione dell'onere a
carico della disoccupazione, intraprendere tutto quanto possibile al fine di ottenere
un'occupazione, segnatamente impegnandosi nelle trattative senza porre
eccessive condizioni. Tanto più che, nel caso concreto, il test assegnato era
riferito ad un concreto posto di Iavoro, annunciato su JobRoom come posto
vacante.” (cfr. all. A2 a doc. I).

 

                          1.2.  Contro la citata decisione su
opposizione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA chiedendo
che la sanzione inflittagli venga annullata o, subordinatamente,
ridotta, e meglio sulla base delle seguenti argomentazioni:

 

"
(…) 

2) Quando ho svolto lo
Stage per un possibile lavoro presso __________ avevo già svolto il primo
colloquio per il lavoro che ho poi effettivamente svolto a partire dal
29.06.2022 al 28.08.2022 (che peraltro sarebbe dovuto partire già molto prima
presso il __________, poi spostato ad __________) il giorno 18.05.2022. Durante
questo colloquio vi era stato un incoraggiante scambio verbale, confermato in
seguito da email successive.

Inoltre come si può
leggere dall’allegato “Colloqui effettuati e prossimi, aprile maggio e giugno
2022” (documento spedito regolarmente alla collocatrice URC __________) oltre
al colloquio per il primo lavoro presso il Centro __________ in quel periodo ho
svolto anche dei colloqui di conoscenza con il futuro datore dell’attuale
lavoro che svolgo a partire dal 29.08.2022, cioè la Sezione Pedagogia speciale
e il Servizio di sostegno pedagogico, Ispettorato luganese. Per quest’ultima
posizione lavorativa avevo svolto collegati colloqui il 15.04.2022, il
06.05.2022 e il 09.06.2022; inoltre avevo già lavorato a tempo parziale come
operatore pedagogico dal mese di febbraio 2022 (lavoro svolto nel periodo
febbraio-giugno 2022, vedi allegato). Sempre per quest’ultima posizione
lavorativa attendevo il responso della partecipazione al Concorso scolastico
per l’anno 2022-2023.

 

3) Prendo atto della
possibilità che alcuni Uffici competenti sanzionino un disoccupato che conclude
dei contratti per attività lavorative consone e molto più vicine al luogo di
domicilio. Si avverte la possibilità di un “Processo all’intenzione” con poca attenzione
alla sua situazione personale, agli sforzi messi in campo per trovare un posto
di lavoro. Non vengono considerati e adeguatamente soppesati i contatti
positivi che stabilisce, i colloqui effettuati con i relativi risultati
soltanto al fine di un’espulsione più rapida possibile da un’assicurazione
contro la disoccupazione che è di suo diritto. Prendo atto che in alcune
valutazioni di alcuni Uffici competenti si applicano con presunta
ragionevolezza i protocolli ed i regolamenti vigenti in modo estremamente
rigido.” (cfr. doc. I)

 

                                  Il ricorrente ha, poi, criticato
il fatto che per recarsi sino alla __________ egli avrebbe dovuto fare capo al
proprio autoveicolo, non essendovi “alternative facenti capo ai mezzi
pubblici per i quali il tempo di percorso casa-lavoro verrebbe ulteriormente
allungato tanto da essere probabilmente non sostenibili, in specialmodo per
quanto riguarda le ore di riposo a disposizione dopo ogni turno di lavoro”
(cfr. doc. I).

 

                          1.3.  Nella
sua risposta del 29 settembre 2022 la Sezione del lavoro ha proposto di
respingere il ricorso ed osservato quanto segue:

 

"
(…) 

2. In via preliminare,
si rileva che nel quadro delle inadempienze suscettibili di essere sanzionate
in applicazione dell’art. 30 cpv. 1 lett. d, rientrano anche i “test
d’idoneità” e gli “stages d’orientamento professionale” ai sensi dell’art. 25
lett. c OADI. Queste misure “sui generis” sfociano spesso sulla conclusione di
contratti di lavoro, di modo che nei confronti di un assicurato che compromette
una di queste misure, si giustifica emettere una sanzione (cfr. Boris Rubin,
Commentaire de la loi sur l’assurance-chômage, Genève Zurich Bâle 2014, ad art.
30 LADI, marg. 57).

Si precisa, poi, a
titolo informativo, che la consulente URC (signora __________) ha proceduto ad
un’assegnazione come “posto di lavoro” il 27 aprile 2022 (doc. 5/1), mentre il
Servizio Aziende URC (signora __________), il 17 maggio 2022, ha assegnato la
medesima posizione come “test d’idoneità” (doc. 5). Questo è avvenuto dopo che
l’assicurato aveva concordato con la __________ una prova di lavoro (cfr.
Protocollo posto vacante – PPV, in particolare lo scritto e-mail della signora __________
alla signora __________, del 17 maggio 2022). L’assegnazione come “test
d’idoneità” è dunque stata necessaria per formalizzare la prova di lavoro
concordata fra le parti, consecutiva all’assegnazione del 27 aprile 2022.

(…).

 

4. Per quanto riguarda
le censure del ricorrente, riferite al percorso casa-lavoro con il mezzo di
trasporto privato (automobile), si rileva che al momento dell’iscrizione in
disoccupazione il signor RI 1 ha dichiarato di essere automunito e non ha posto
particolari restrizioni alla propria disponibilità, limitandosi ad indicare una
“preferenza” per un orario (con o senza turni) continuato e diurno (doc. 3,
pto. 5 e 5.3.).

In assenza di oggettivi
e fondati motivi, quali ad esempio delle responsabilità familiari o motivi di
salute, non incombeva dunque all’URC proporre un’occupazione conforme alle
preferenze dell’assicurato in fatto di mobilità ed alla sua esigenza di
vicinanza al luogo di lavoro. Peraltro, nel caso concreto il tragitto con il
mezzo privato avrebbe consentito di raggiungere il luogo di lavoro in un’ora
circa, sia all’andata che al ritorno. Dal profilo economico, tenuto conto delle
prospettive salariali (CHF 6'682.- per tredici mensilità), l’utilizzo
dell’automobile sarebbe stato esigibile, l’assicurato non avendo fatto valere
oneri particolari, quali ad esempio obblighi di mantenimento nei confronti di
familiari.

È altresì evidente che,
da una prospettiva generale, i turni negli istituti socioterapeutici
difficilmente si conciliano con la fruizione dei mezzi pubblici. Tuttavia, si
ritiene che tale circostanza non sia sufficiente a determinare l’inadeguatezza
dell’occupazione nel caso concreto.

In merito alle ore di
riposo giornaliero, si rinvia alle considerazioni di cui alla decisione su
opposizione (cfr. consid. 3.2., pag. 3). Si contesta, in particolare, che il
percorso casa-lavoro debba essere computato sulla durata del riposto
giornaliero, come sempre lasciar intendere il ricorrente (…).

 

5. Per quanto riguarda
la durata giornaliera del lavoro, va ribadito che gli istituti che beneficiano
di contratti di prestazione con il Cantone, quali la __________, sono
sottoposti al CCL per il personale occupato nelle Istituzioni sociali del
Cantone Ticino, indipendentemente dall’adesione, o meno, al medesimo. In
concreto, non è dato rilevare – a priori – una manifesta violazione del CCL o
della Legge federale sul lavoro (…) Occorre poi considerare che l’art. 43
prevede 8 settimane di vacanza per il personale sociosanitario ed educativo
sottoposto a turni, avente più di 50 anni. I rischi di lesione della salute
psicofisica del lavoratore, allegati dal ricorrente nell’opposizione 27 luglio 2022,
sono quindi presi in considerazione dal CCL tramite disposizioni volte a
ridurli.

In base agli orari
lavorativi prospettati dal ricorrente, e da lui stesso menzionati nei propri
allegati (doc. 12, 18, 22), non è dunque dato concludere ad una manifesta violazione
del CCL, tanto meno è da ritenere che l’istituzione in parola lo avrebbe
disatteso.

 

6. Infine si rileva che
l’assicurato non ha evocato particolari impedimenti di natura medica rispetto
all’attività presso l’istituzione in questione, né in sede di opposizione, né
in sede di ricorso. Sebbene al momento dell’iscrizione in disoccupazione abbia
dichiarato di disporre di un certificato medico (cfr. doc. 3, pto. 2.1),
esibito all’URC il 4 giugno 2021, che lo dispensava per un “prossimo
periodo” dall’occuparsi, nell’ambito del suo lavoro, di una casistica
composta da soggetti affetti da gravissime patologie mentali, tale impedimento
non è più stato evocato al momento dell’assegnazione del 27 aprile 2022. Tant’è
che il signor RI 1 ha concordato una prova di lavoro, poi formalizzata come
“test d’idoneità” il 17 maggio 2022. Tanto meno l’assicurato ha fatto valere
impedimenti di natura medica nell’ambito della presente procedura,
rispettivamente in procedura d’opposizione. Le motivazioni che lo hanno indotto
ad interrompere il test d’idoneità sono pertanto sostanzialmente riconducibili
alla distanza dal luogo di lavoro, rispettivamente ai turni di lavoro i quali,
per i motivi già esposti, non determinano nel caso concreto l’inadeguatezza
dell’occupazione. 

Questo, pur
riconoscendo che si tratta di un'occupazione impegnativa e difficile, che
mobilita enormi risorse a livello fisico e psichico, al pari di altre
professioni analoghe” (cfr. doc. IV).

 

                          1.4.  Con
replica dell’8 ottobre 2022, il ricorrente ha preteso che “durante il
colloquio nell'ambito della proposta di questo stage, il Responsabile di équipe
aveva dichiarato che non fosse necessario svolgere tutti i 3 giorni di prova se
già dopo il primo giorno l'attività proposta fosse stata giudicata non adeguata.”.

 

                                         Ha,
poi, precisato che le “attività lavorative a tempo determinato” ch’egli
ha reperito non sarebbero “meno valide di quella proposta dall'URC come
durata, che in realtà è simile (…) Anche al livello di possibilità di
prolungamento vi sono differenze minime.”.

 

                                  Contenute sarebbero, a mente
dell’assicurato, anche le differenze, in termine di guadagno intermedio
conseguito e quindi di prestazioni LADI erogate a dipendenza dell’una o
dell’altra attività. 

 

                                         Quanto
alla circostanza, sollevata dall’amministrazione, che all’assicurato non
incombevano “responsabilità familiari”, il medesimo si è così espresso: 

 

"
Sorgono dubbi su eventuali discriminazioni subite in seguito alle
richieste dell'Ufficio del lavoro, quando si riferisce alla mia situazione
privata famigliare. Non mi risulta che nel considerare formalmente la validità
di un'opportunità lavorativa sia richiesta l'analisi di una situazione
famigliare comune e normale. In questo modo una persona che vive da sola
potrebbe o dovrebbe svolgere delle attività lavorative peculiari rispetto ad
una persona che vive in un'economia domestica famigliare.

Nell'ambito delle
professioni educative e sociali è estremamente diffuso (ad un livello prossimo
alla totalità dei lavoratori) il lavoro nella forma del tempo parziale. Lo
scrivente stesso non ha mai lavorato al 100% in quest'ambito (vedi Prova 2
allegata). Succede a causa di un marcato carico lavorativo con gli utenti e a
causa dei turni spesso irregolari. Il caso del lavoro presso __________ (un
posto richiesto al 100%) rientra pienamente nella problematicità citata. Sempre
in questo settore lavorativo, ammesso che un lavoratore si faccia carico di un
tempo d'impiego del 100%, deve avere come contraltare un luogo di lavoro non
troppo lontano e nel contempo orari di lavoro compatibili. Questo non era
sicuramente il caso dell'impiego pubblicato da __________. (…)”

 

                                         RI
1 ha poi osservato che i turni di lavoro previsti presso la __________,
d’un lato, non permettono il necessario riposo tra un giorno di lavoro ed il
successivo, a maggior ragione ritenuta la durata della trasferta tra __________
e __________:

 

"
(…) il tempo di riposo tra un turno e l'altro, come per esempio tra
lunedì e martedì poteva essere di 11 ore, un margine di tempo molto ridotto e
minimale all'interno del quale 2 ore (nella migliore delle ipotesi in assenza
totale di rallentamenti stradali) impiegate per il tragitto casa-lavoro. Non
potendo usufruire dei mezzi pubblici si tratta a mio modo di vedere di un
margine di tempo di riposo troppo ridotto e senza margini.”.

 

                                  D’altro lato, i turni di lavoro
previsti presso la struttura sarebbero “spezzati” e la pausa pranzo non
considerata come tempo di lavoro, come sarebbe invece prassi, a mente
dell’assicurato, nell’ambito lavorativo in cui è attivo:

 

"
(…) è di prassi che si consumino i pasti insieme agli utenti/ospiti,
e che questi pasti siano considerati come orario di lavoro. L'orario dell'__________
prevedeva invece un orario detto "spezzato” (…) tra le 13.00 e le 14.30
portando il tempo di Soggiorno nella zona di __________ a 13 ore totali, di cui
11,50 ore di tempo effettivo di lavoro” (cfr. doc. V)

 

                          1.5.  Nella propria duplica del 14
ottobre 2022, la resistente, sul test d’idoneità, osserva che RI 1 aveva:

 

"
(…) concordato tre giorni di prova senza sollevare dubbi in relazione
alla percentuale lavorativa (100%), se non in sede di osservazioni 3 luglio
2022 innanzi all'UG (cfr. doc. 18 annesso alla risposta di causa). In un primo
momento, ovvero il 2 giugno 2022, nelle proprie osservazioni all'URC si era
limitato a contestare la distanza fra il domicilio e la sede di lavoro (cfr.
doc. 12). Si ritiene che il signor RI 1 avrebbe dovuto tematizzare e negoziare
la questione della percentuale lavorativa in occasione del Test d'idoneità,
anziché decidere di non proseguirlo in ragione della distanza dal domicilio,
rendendo vana qualsiasi possibilità di assunzione presso Ia __________. Gli
assicurati che si iscrivono in disoccupazione con una disponibilità al 90%
difficilmente reperiranno un'offerta su misura. Nel settore sociosanitario, i
profili ricercati richiedono competenze molto specifiche e di alto livello. A
maggior ragione, dunque, l'assicurato avrebbe dovuto intavolare una discussione
sulla questione della percentuale lavorativa con il potenziale datore di
lavoro, al fine di giungere ad un possibile accordo, dato che il suo profilo
corrispondeva alle qualifiche ricercate e che il datore di lavoro aveva
mostrato serio interesse.

Dal comportamento
generale, appare invece che il ricorrente avesse, quale priorità, la
concretizzazione di altre opportunità lavorative più vicine al domicilio, che
hanno però determinato una mancata riduzione dell'onere a carico della
disoccupazione. Infine, si ribadisce come l'utilizzo del mezzo di trasporto
privato fosse esigibile dal profilo economico, oltre che giustificato dalla
tipologia di lavoro, e questo proprio in ragione degli orari di lavoro. Senza
il trasporto privato e volendo affidarsi solo al trasporto pubblico, vi sarebbe
una carenza di personale non solo negli istituti sociali, ma anche in ospedali
e case per anziani, i cui orari e ritmi di lavoro non permettono, notoriamente,
di affidarsi unicamente al trasporto pubblico.

Per quanto riguarda
l'orario "spezzato", si ribadisce che tale impostazione non è di
principio illegale, in particolare non è contraria né al CCL, né alla Legge
federale sul lavoro ed è peraltro una realtà riscontrabile anche in altri
ambiti lavorativi” (cfr. doc. VII)

 

                          1.6.  Nelle proprie osservazioni di data
23 ottobre 2022, RI 1 fa valere che, allorquando ha interrotto il test di
idoneità in svolgimento presso la __________, era in “attesa dei risultati
dei concorsi svolti per il __________” ed aggiunge che “svolgendo un
lavoro a tempo parziale come Operatore pedagogico d'integrazione presso una __________,
avevo già colloqui e contatti avviati nei campi per i quali da lì a poco avrei
concretizzato i lavori che ho svolto e che svolgo tutt'ora. (…) I contatti per
ottenere questi lavori sono iniziati ancora nel mese di maggio come ho
documentato nei ricorsi precedenti, ulteriori contatti li allego alla presente”.

 

                                  L’assicurato ribadisce, inoltre,
che “durante il colloquio pre-stage con __________, discutemmo in ogni caso
della distanza del domicilio dal luogo di lavoro e della percentuale richiesta.
Il capo équipe mi rese nota la possibilità di svolgere un solo giorno di stage
se avessi ritenuto l'occupazione non adeguata. In quella sede non misi in
discussione la percentuale lavorativa considerandola come quella formalmente
ricercata dall’Istituto, anche per non compromettere le possibilità di
assunzione.”

                                  Egli sostiene, poi, che “una
percentuale discutibile con __________ sarebbe stata dal 70% all'80%. La cifra
citata del 90% dall'Ufficio del lavoro (paragrafo 6, pagina 2, riga 10) non è
la cifra con la quale mi sono iscritto all'URC, che invece andava dall'80 al
100% a seconda del tipo di lavoro e delle condizioni di lavoro.”. 

 

                                  Sulla retribuzione, il
ricorrente osserva, poi, che per il lavoro presso __________ gli sarebbe stata
riconosciuta “la classe 24, ossia ben 4 classi inferiori alla classe 28/11
(la massima) con la quale sono stato retribuito in tutti i lavori precedenti
(v. allegato 5 e 6). Quindi la cifra di CHF 6’682.- (lordi) che renderebbe
esigibile l'uso dell'automobile sarebbe stata di molto più bassa con un impiego
al 70% o all'80% (rispettivamente 4677.-/5345.-). A questo punto
l'argomentazione di "esigibilità" dell'auto sostenuta fino ad ora
dall'Ufficio del lavoro non sembrerebbe più valida.” (cfr. doc. IX). 

 

                                         Sulle
altre osservazioni del ricorrente si dirà, per quanto necessario, nel
prosieguo. 

 

                          1.7.  Con scritto del 28 ottobre 2022, la
Sezione del lavoro ha preso posizione come segue: 

 

" (…) si
rileva che già solo per il fatto che la Cassa abbia coperto la differenza fra
il guadagno assicurato ed il guadagno intermedio, si giustifica una sanzione.
Infatti, qualora il ricorrente avesse accettato l'occupazione presso __________,
il salario mensile gli avrebbe consentito di uscire dalla disoccupazione a
partire dal 1º agosto 2022 (…) egli è comunque rimasto a carico della
disoccupazione, avendo vanificato la possibilità di essere assunto presso __________.

Per inciso, si rileva
che in caso di colpa grave la sospensione parte da un minimo di 31 giorni sino
ad un massimo di 60 giorni nei casi più gravi (art. 45 cpv. 3 lett. c OADI) e
che I'assicurato è stato sospeso con il minimo previsto dal disposto in
questione, ossia 31 giorni. 

Ad3 Il ricorrente
afferma di essersi annunciato al collocamento con una disponibilità che
"andava dall’80%-al 100%" e che la cifra citata del 90% dall’Ufficio
del lavoro (paragrafo 6, pagina 2, riga 10), “non è la cifra con la quale mi
sono iscritto all’URC". Tale affermazione è contestata. Il grado di
disponibilità annunciato dal ricorrente era del 90% (cfr. doc. 1 e doc. 2
"Modulo di annuncio all’URC", segnatamente il pto. 2, annessi alla
risposta 29 settembre 2022 dell'UG). Si prende comunque atto del fatto che il
ricorrente fosse disponibile ad un'assunzione (anche) in misura superiore al
90%. Le ulteriori censure (segnatamente uso dell'automobile, classe salariale,
ecc.), non possono che essere nuovamente contestate. Si rimanda alle
considerazioni di cui alla decisione impugnata, nonché alla risposta di causa
29 settembre 2022 ed all'ulteriore scritto 14 ottobre 2022 dell'UG.

Ad4 ll ricorrente
sostiene, infine, che "accettando un eventuale lavoro a/ 70 / 80% presso __________
avrei perso il guadagno intermedio di luglio di CHF 4'544.- (v. allegato 7) e
ottenuto un salario non molto diverso da quello del lavoro di Arzo per agosto
(rispettivamente 4677.- al 70% / 5345.- al 80%".

Tali argomentazioni non
possono essere condivise. Nell'esporre le proprie ragioni, il ricorrente parte
dall'assunto che l'impiego presso la predetta Fondazione fosse esigibile solo
in misura del 70/80% e che tale sarebbe stata la sua disponibilità per
l'occupazione in parola.

Per i motivi già
ampiamente esposti nei precedenti allegati, ai quali si rimanda, si ritiene che
l'occupazione in questione fosse adeguata sotto tutti i punti di vista. Questo,
quand'anche il datore di lavoro avesse proposto o preteso un grado di occupazione
maggiore rispetto a quello auspicato dal ricorrerne.” (cfr. doc. XI)

 

                          1.8.  L’8 novembre 2022, il ricorrente ha
osservato che nel mese di luglio 2022 ha “percepito uno stipendio da lavoro al 100%” reperito con i propri mezzi, di modo che “come ho
documentato vi è stato un risparmio maggiore per la Cassa disoccupazione”.

 

                                  Ha, poi, preteso che - sebbene
egli si fosse annunciato all’URC dando una disponibilità lavorativa tra l’80 ed
il 100% - l’impiego al 100% presso la __________ costituirebbe, nell’ambito
lavorativo in cui egli è attivo, un’eccezione.

 

                                  In ogni caso, a mente
dell’assicurato, “considerati tutti i fattori contingenti a questa precisa
situazione, l'occupazione al 100% era eccessiva e quindi forzatamente andava
trovato un accordo per una percentuale minore, la quale avrebbe fatto venire
meno i punti contestati dall'Ufficio del lavoro e in generale la presunta
adeguatezza del lavoro "sotto tutti i punti di vista" (Ad 4,
paragrafo 2, riga 5). Oltre all'atipicità della percentuale lavorativa per il
posto in oggetto, ricordo i fattori notevoli della classe di stipendio
diminuita dalla 28 alla 24, e la richiesta del mezzo privato senza la
possibilità di utilizzo ragionevole e per brevi periodi (e in caso di
emergenza) del trasporto pubblico a causa della lontananza del luogo di lavoro
e della particolare collocazione geografica in rapporto alla turnistica
lavorativa” (cfr. doc. XIII).

 

                          1.9.  Con scritto di data 11 novembre
2022 l’amministrazione ha preso posizione come segue: 

 

"
(…) Ammesso e non concesso che quanto sostenuto dal ricorrente possa
trovare riscontro oggettivo nella realtà lavorativa degli istituti
socio-sanitari, quel che preme sottolineare è che egli ha interrotto il test
d'idoneità dopo un solo giorno e, soprattutto, non risulta aver espresso la
volontà di intavolare una trattativa sulla percentuale lavorativa. Ciò sarebbe
stato possibile proprio in virtù dell'apertura e dell'interesse del datore di
lavoro, il quale gli aveva prospettato una possibilità di assunzione come
educatore (cfr. doc. 15 annesso alla risposta di causa), attività per la quale
egli è formato e per la quale dispone della necessaria esperienza. De facto,
egli ha sin da subito percepito la distanza dal domicilio come un impedimento
maggiore (doc. 12). Non vi è peraltro dubbio sul fatto che spettasse al
ricorrente intavolare una trattativa sulla percentuale desiderata. Con
l'interruzione del test, egli ha invece precluso qualsiasi possibilità di
assunzione, foss'anche a tempo parziale.” (cfr. doc. XV)

 

                        1.10.  Con ulteriori osservazioni del 20
novembre 2022, l’assicurato ha comunicato di avere, contrariamente a quanto
indicato dalla Sezione del lavoro, “intavolato una trattativa sulla
percentuale lavorativa”, e meglio come segue: 

 

"
(…) Una discussione in merito c’è stata al momento del primo colloquio
col capo équipe di __________, dove per finire a fronte delle contingenze ho
riferito di accettare almeno il primo giorno di prova per il lavoro come
presentato dall’URC di __________. Considerato l’abbassamento di classe (dalla
28-11 alla 24) proposto nelle condizioni contrattuali e la distanza del luogo
di lavoro dal domicilio con uno del mezzo privato ho ritenuto che solo una
percentuale maggiore poteva giustificare l’adeguatezza del posto di lavoro
offerto dal profilo economico.

Ricordo che con il capo
équipe de __________, verbalmente, stabilimmo l’opportunità di svolgere almeno
un giorno di stage, anche se poi la decisione URC avrebbe previsto in seguito 3
giorni. Purtroppo il molto denso susseguirsi di colloqui e di prove del periodo
mi ha impedito di spiegare meglio la situazione all’URC di __________ (…).”.

 

                                  Infine, RI 1 ha ribadito che nel
periodo in cui ha interrotto lo stage di prova a __________ stava “intavolando
trattative per altri posti di lavoro” che ha “reputato più adeguati”
ed ha chiesto di annullare la sanzione emessa nei suoi confronti “essendo
completamente in buona fede” (cfr. doc. XVII).

 

 

 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.  Oggetto della presente vertenza è la questione di sapere se a
ragione, oppure no, la Sezione del lavoro che inflitto all'assicurato una
sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione per trentuno giorni
per aver interrotto, dopo essere stato assegnato ad un posto di lavoro presso
la __________, il test d’idoneità che era tenuto a frequentare nel medesimo
istituto dal 26 al 28 maggio 2022.

 

                          2.2.  In virtù dell’art. 17 cpv. 3 LADI,
l’assicurato è tenuto ad accettare un’occupazione adeguata propostagli. È
obbligato, su istruzione dell’ufficio del lavoro competente, a:

 

                                  a.  partecipare a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro atti a
migliorare la sua idoneità al collocamento;

                                  b.  partecipare
a colloqui di consulenza e sedute informative nonché a consultazioni
conformemente al capoverso 5; e

                                  c.  fornire
i documenti necessari per valutare l'idoneità al collocamento o l'adeguatezza
di un'occupazione.

 

                                  Secondo l’art. 30 cpv. 1 lett. d
LADI l’assicurato è sospeso dal diritto all’indennità se non osserva le
prescrizioni di controllo o le istruzioni del servizio competente, segnatamente
non accetta un'occupazione adeguata oppure non si è sottoposto a un
provvedimento inerente al mercato del lavoro o ne ha interrotto l'attuazione
oppure con il suo comportamento ne ha compromesso o reso impossibile
l'esecuzione o lo scopo.

 

                          2.3.  Ai sensi del l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione, a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni al massimo.

                                  La sospensione del diritto a
indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16
 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31
 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 3 OADI).

                                  La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI e DLA 2000
N. 9, consid. 1, pag. 47-48), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 125 V 193, consid. 4b, pag. 197; DTF 123 V 150; STFA
C 278/01 del 17 marzo 2003 consid. 1.3; STFA C 119/01 del 28 settembre 2001
consid. 3; STFA C 424/00 del 21 maggio 2001 consid. 2).

 

                                  L'art. 45 cpv. 4 OADI stabilisce
che la colpa grave è data se l'assicurato, senza valido motivo, ha abbandonato un’occupazione
adeguata senza garanzia di una nuova oppure ha rifiutato un’occupazione
adeguata. Per costante giurisprudenza l’entità della sanzione dipende della
qualità della colpa e non della durata della disoccupazione (cfr. DLA 1999 Nr.
32 pag. 184). Occorre pure tenere conto del principio di proporzionalità e
considerare così tutte le circostanze soggettive (ad esempio problemi di
salute, situazioni familiari, appartenenza religiosa) o soggettive (ad esempio
rifiuto di un’occupazione limitata nel tempo, cfr. STF 8C_38/2012 del 10 aprile
2012, consid. 3.3; DTF 130 V 125; in un altro contesto vedi pure la STF
8C_808/2019 del 17 giugno 2020 in SVR 2021 UV pag. 8).

                                  In virtù dell'art. 45 cpv. 5 OADI
se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità, la durata
della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per determinare il
prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli ultimi due
anni.

 

                                  La Segreteria di Stato per
l’economia (in seguito: SECO) quale autorità di vigilanza che deve adoperarsi
per un’applicazione uniforme del diritto ed in particolare le istruzioni
generali (cfr. art. 110 LADI) ha elaborato una “Tabella delle sospensioni per
le Casse di disoccupazione, i Servizi cantonali e gli URC” la quale “ha lo
scopo, per quanto possibile, di stabilire la parità di trattamento a livello
nazionale per gli tutti assicurati e costituisce un aiuto per gli organi
d’esecuzione nell’attività decisionale. In nessun caso la tabella deve limitare
il potere di apprezzamento degli organi d’esecuzione né li esonera dal dovere
di tenere conto di tutte le circostanze oggettive e soggettive della
fattispecie. Per ogni sospensione deve essere preso in considerazione il
comportamento dell’assicurato in generale. Sono applicabili i principi generali
del diritto amministrativo di legalità, di proporzionalità e di colpevolezza.”
(D72).

 

                                  La “Tabella delle sospensioni per
i servizi cantonali e gli URC” prevede in particolare quanto segue:

 

	
     

  	
  Fattispecie legale

  	
  Colpa

  	
  Numero di giorni di sospensioni

  
	
  2.

  	
  Rifiuto di un’occupazione adeguata o di un guadagno
  intermedio

  art. 15 cpv. 1, 16 cpv. 1 + 2, 17 cpv. 1 nonché 30
  cpv. 1 lett. d LADI e 45 cpv. 3, 4+5 OADI

  
	
  2.A   

  	
  Rifiuto di un’occupazione adeguata di durata
  determinata o di un guadagno intermedio assegnato o 

  travato autonomamente

  	
   

  	
   

  
	
  1

  	
  durata dell’occupazione: 1 settimana

  	
  L

  	
  3 - 5

  
	
  2

  	
      “         2 settimane

  	
  L

  	
  6 - 10

  
	
  3

  	
      “         3 settimane

  	
  L

  	
  10 - 15

  
	
  4

  	
      “         4 settimane

  	
  L – M

  	
  15 - 20

  
	
  5

  	
      “         2 mesi

  	
  M

  	
  20 - 27

  
	
  6

  	
      “         3 mesi

  	
  M

  	
  23 - 30

  
	
  7

  	
      “         4 mesi

  	
  M - G

  	
  27 - 34

  
	
  8

  	
      “         5 mesi

  	
  G

  	
  30 - 37

  
	
  9

  	
      “         6 mesi

  	
  G

  	
  34 - 41

  
	
  10

  	
  2° rifiuto; far notare all’assicurato che in caso di
  nuovo rifiuto 

  la sua idoneità al collocamento verrà riesaminata

  	
   

  	
  come sopra più 50%

  
	
  11

  	
  3° rifiuto; rinvio al servizio cantonale per
  decisione

  	
   

  	
   

  
					

	
  2.B

  	
  Rifiuto di un’occupazione di durata indeterminata o
  di un guadagno intermedio assegnato o trovato autonomamente

  	
   

  	
                              

  
	
  1

  	
  1° rifiuto

  	
  G

  	
  31-45

  
	
  2

  	
  2° rifiuto; far notare all’assicurato che in caso di
  nuovo rifiuto la sua idoneità al collocamento sarà riesaminata

  	
   

   

  G

  	
   

   

  46 - 60

  
	
  3

  	
  3° rifiuto; rinvio al servizio cantonale per
  decisione

  	
   

  	
   

  
	
  3

  	
  Inosservanza delle istruzioni del servizio cantonale
  o dell’URC art. 17 cpv. 3 e 5; 30 cpv. 1 lett. d LADI nonché art. 20a ss.
  cpv. 1; art. 45 cpv. 3 + 5 OADI

  	
   

  	
   

  
	
  3A

  	
  Non presentazione senza un motivo valido alla
  giornata d’informazione, al colloquio di consulenza o di controllo

  	
   

  	
   

  
	
  1

  	
  1° volta

  	
  L

  	
  5-8

  
	
  2

  	
  2° volta

  	
  L

  	
  9-15

  
	
  3

  	
  3° volta; rinvio al servizio cantonale per decisione

  	
   

  	
   

  
	
  3B

  	
  Inosservanza di altre istruzioni del servizio
  cantonale o dell’URC

  Es. presentazione di documenti, colloquio con
  l’orientatore professionale, ecc.

  	
   

  	
   

  
	
  1

  	
  1° volta

  	
  L

  	
  3-10

  
	
  2

  	
  2° volta

  	
  L-M

  	
  almeno 10

  
	
  3

  	
  3° volta; rinvio al servizio cantonale per decisione

  	
   

  	
   

  
	
  3C

  	
  Non presentazione a un’occupazione temporanea o
  interruzione della stessa / Interruzione dell’occupazione temporanea da parte
  del responsabile del programma

  	
   

  	
   

  
	
  1

  	
  1° volta

  	
  M

  	
  Non presentaz: 21-25

  Interruz. 16-20

  
	
  2

  	
  2° volta; far notare all’assicurato che la prossima
  volta la sua idoneità al collocamento verrà riesaminata

  	
  M-G

  	
  Non presentaz: 31-37

  Interruz. 24-300

  
	
  3

  	
  3° volta; rinvio al servizio cantonale per decisione

  	
   

  	
   

  
	
  3D

  	
  Non frequentazione o interruzione senza motivo valido

  	
   

  	
   

  
	
  1

  	
  Durata del corso inferiore a 10 giorni

  	
   

  	
  Numero effettivo di giorni di assenza

  
	
  2

  	
  Durata del corso: ca. 3 settimane

  	
  L

  	
  10-12

  
	
  3

  	
  Durata del corso: ca. 4
  settimane

  	
  L

  	
  13-15

  
	
  4

  	
  Durata del corso: ca. 5
  settimane

  	
  M

  	
  16-18

  
	
  5

  	
  Durata del corso: ca. 10
  settimane

  	
  M

  	
  19-20

  
	
  6

  	
  Corso di durata più lunga

  	
  M-G

  	
  Aumentare di conseguenza

  

 

                                  La
Prassi LADI ID, al punto B358, prevede quanto segue in relazione ai test
d’idoneità: 

 

"
Stage d’orientamento professionale e test d’idoneità professionale

B358 Lo stage
d’orientamento professionale offre all’assicurato la possibilità di imparare a
conoscere una professione o di farsi un’idea più precisa di una formazione
professionale. Il test d’idoneità professionale nel luogo di lavoro permette
invece di stabilire se l’assicurato dispone delle attitudini richieste per
svolgere una determinata professione. Questi 2 strumenti non sono paragonabili
a un provvedimento inerente al mercato del lavoro ai sensi degli art. 59 segg.
LADI, ma possono dare luogo a un’attenuazione del controllo di 3 settimane al
massimo. L’assicurato può beneficiare dell’esenzione dall'obbligo di
presentarsi ai colloqui di consulenza e di controllo anche se lo stage
d’orientamento professionale o il test d'idoneità professionale si svolgono all'estero.”.

 

                                  Sulla portata delle direttive amministrative, cfr. STF 8C_272/2021 del
17 novembre 2021 consid. 3.1.3.; STF 9C_458/2020 del 27 settembre 2021 consid.
4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF
9C_631/2019 del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; STF 8C_331/2019 del 18 settembre
2019 consid. 4.3.; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 144 V 195 consid. 4.2. = DLA 2018 N. 10 pag. 260; DTF
138 V 50 consid. 4.1.; DTF 132 V 121 consid. 4.4 pag. 125.

 

                                  In una sentenza
8C_708/2019 del 10 gennaio 2020, pubblicata in DLA 2020 ALV Nr. 4, il Tribunale
federale ha stabilito che indipendentemente dalla scala adottata dalla SECO gli
organi incaricati dell’applicazione del diritto devono tener conto di tutti gli
elementi del caso specifico e, in determinate circostanze, possono anche
scendere al di sotto della durata minima della sospensione prevista dalla
tavola scalare.

                                  In quell’occasione
l’Alta Corte ha stabilito che un Tribunale cantonale delle assicurazioni si era
scostato, a torto, dalla scala della SECO nel caso di un assicurato che aveva
comprovato insufficienti ricerche di lavoro.

 

                                  Cfr. pure STF
8C_756/2020 del 3 agosto 2021 consid. 3.2.3. 

 

                          2.4.  L’art 16 cpv. 1 LADI prevede che
"al fine di ridurre il pregiudizio l'assicurato è tenuto di norma ad
accettare senza indugio qualsiasi occupazione".

 

                                  L'art. 16 cpv. 2 LADI stabilisce
poi che:

 

"
non è considerata adeguata e di conseguenza è esclusa dall'obbligo di
accettazione un'occupazione che:

a.   non è conforme agli
usi professionali e locali, in particolare alle condizioni dei contratti
collettivi o normali di lavoro;

b.   non tiene
convenientemente conto delle capacità e dell'attività precedente
dell'assicurato;

c.    non è conforme
all'età, alla situazione personale o allo stato di salute dell'assicurato;

d.   compromette
considerevolmente la rioccupazione dell'assicurato nella sua professione,
sempre che una simile prospettiva sia realizzabile in tempi ragionevoli;

e.   è svolta in un'azienda
in cui non si lavora normalmente a causa di un conflitto collettivo di lavoro;

f.     necessita
di un tragitto di oltre due ore sia per recarsi sul posto di lavoro, sia per il
rientro e che non offre la possibilità di un alloggio conveniente nel luogo di
lavoro o che, in questo secondo caso, rende notevolmente difficile
l'adempimento dell'obbligo di assistenza verso i familiari da parte
dell'assicurato;

g.   implica da parte del
lavoratore un tenersi costantemente a disposizione che supera l'ambito
dell'occupazione garantita;

h.   è svolta in un'azienda
che ha effettuato licenziamenti al fine di procedere a riassunzioni o a nuove
assunzioni a condizioni di lavoro considerevolmente più sfavorevoli;

i.     procura
all'assicurato un salario inferiore al 70 per cento del guadagno assicurato,
salvo che l'assicurato riceva prestazioni compensative giusta l'articolo 24
(guadagno intermedio); con il consenso della commissione tripartita, l'ufficio
regionale di collocamento può eccezionalmente dichiarare adeguata
un'occupazione la cui rimunerazione è inferiore al 70 per cento del guadagno
assicurato."

 

                                  Secondo l’art. 16 cpv. 3bis
LADI, in vigore dal 1° aprile 2011 (cfr. RV 2011 1167; FF 2008 6761), il
capoverso 2 lettera b non si applica alle persone minori di 30 anni.

 

                                  Nella DTF 124 V 62, il TF ha
avuto modo di stabilire che le situazioni di inadeguatezza elencate all'art. 16
cpv. 2 lett. a-i LADI devono essere cumulativamente escluse perché
un'occupazione possa essere ritenuta adeguata (cfr., per un commento, Cattaneo, “Assicurazione contro la
disoccupazione: fra obblighi dell’assicurato e diritti fondamentali del
cittadino” in RDAT II-2000 pag. 501 seg. (pag. 506) e Cattaneo, “Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza”, Appunti
sociali, fascicolo n. 3, Pregassona 2000, pag. 60).

                                  Tale giurisprudenza è stata
precisata in una sentenza C 137/03 del 5 aprile 2004
 in cui l'Alta Corte ha deciso che i motivi di inadeguatezza di un impiego non
possono essere combinati uno con l'altro. In caso contrario verrebbero creati
ulteriori casi eccezionali di inadeguatezza, diversamente da quanto previsto
dalla LADI.

 

                          2.5.  La costante giurisprudenza federale
parifica al rifiuto di un'occupazione adeguata il comportamento di un
disoccupato che non manifesta esplicitamente e correttamente al datore di lavoro
la propria disponibilità ad accettare l'impiego adeguato offerto. Nelle
trattative con il futuro datore di lavoro, l'assicurato deve esprimere
chiaramente ed inequivocabilmente la sua volontà di concludere il contratto per
porre termine alla sua disoccupazione (cfr. STF C 81/05 del 29 novembre 2005;
SVR 1997 ALV Nr. 90, DTF 122 V 38; DLA 1984 p. 167; DLA 1982 p. 43).

 

                                  La nostra Massima istanza, in una
sentenza del 19 ottobre 1998 pubblicata in DLA 1999 N. 30 pag. 193, visto
l'obbligo di accettare senza indugio qualsiasi occupazione, ha rilevato che,
quando gli viene assegnata ufficialmente un'occupazione, l'assicurato deve
mettersi in condizione di accettare l'impiego se è conforme agli usi
professionali e non assumere un atteggiamento che possa indurre ad una sua
mancata assunzione (circa la critica di J. Chopard secondo la quale la
giurisprudenza federale sarebbe contraria all'art. 21 cifra 1 della Conv. OIL
N. 168, cfr. Cattaneo, op. cit., pag.
72 nota 95 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                                  In una sentenza C 83/02 del 12
marzo 2003, l'Alta Corte, evidenziando che l'obbligo di ridurre il danno è
valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione, ha osservato che tale
principio:

 

" (…) è
violato non soltanto quando l'assicurato compie sforzi insufficienti per
trovare un lavoro o quando rifiuta un'occupazione adeguata, ma per esempio
anche quando, nelle trattative con il futuro datore di lavoro, omette di
dichiararsi espressamente disposto ad accettare l'occupazione, sebbene le
circostanze gliene offrano la possibilità (DTF 122 V 38 consid. 3b con
riferimenti). Va inoltre ribadito che le situazioni di inadeguatezza elencate
all'art. 16 cpv. 2 lett. a-i LADI devono essere cumulativamente escluse perché
un'occupazione possa essere ritenuta adeguata (DTF 124 V 62).

(…)" (cfr. STF del 12 marzo 2003 nella causa M.-B., C 83/02)

 

                                  Allo stesso modo deve essere
considerata la mancata o la tardiva comparsa dell'assicurato presso il
potenziale datore di lavoro (cfr. DLA 1977 N. 32).

 

                                  Questo principio è stato confermato,
ad esempio, in una sentenza C 108/04 del 3 maggio 2005, nella quale l'Alta
Corte ha rilevato:

 

" Les éléments constitutifs d'un refus de travail convenable sont réunis
également lorsque le chômeur ne se donne pas la peine d'entrer en pourparlers
avec l'employeur ou qu'il ne déclare pas expressément, lors de l'entrevue avec
le futur employeur, accepter l'emploi bien que, selon les circonstances, il eût
pu faire cette déclaration (ATF 122 V 38 consid. 3b et les références; DTA 1986
n° 5 p. 22, partie II. consid. 1a; Thomas Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in:  Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, ch. 704)."

 

                                  In una sentenza C 10/06 del 28 giugno 2006 il TF ha applicato questa
giurisprudenza nel caso di un assicurato che aveva iniziato una trattativa con
un potenziale datore di lavoro, ma l'aveva in seguito abbandonata.

 

                                  In una sentenza
8C_750/2019 del 10 febbraio 2020, pubblicata in DLA 2020 Nr. 3 pag. 89 seg., il
Tribunale federale ha innanzitutto ribadito il principio secondo cui una
sospensione deve essere inflitta anche se l’assicurato non rifiuta
esplicitamente il lavoro ma con il suo comportamento assume il rischio che il
posto sia assegnato a un’altra persona e che nella fattispecie è incluso ogni
comportamento che comporta la mancata conclusione di un contratto di lavoro
(cfr. pure STF 8C_468/2020 del 27 ottobre 2020 consid. 5.2.).

                                  Il Tribunale
federale ha pure ricordato che una persona disoccupata può sicuramente
negoziare il salario con la potenziale datrice di lavoro durante il colloquio
di lavoro ma, in virtù del suo obbligo di ridurre il danno a carico dell’assicurazione
contro la disoccupazione, non deve compromettere le possibilità di essere
assunta se risulta evidente che la controparte non intende contrattare. La
persona assicurata deve far capire chiaramente che si accontenterebbe di un
salario più basso. 

                                  Nel caso che era
chiamato a giudicare l’Alta Corte ha infine rinviato la causa al Tribunale
cantonale delle assicurazioni per accertare se l’assicurato avrebbe comunque
accettato un salario inferiore rispetto a quello da lui richiesto in quanto era
comunque molto interessato all’occupazione offertagli.

 

                                  La nostra Massima
istanza, con giudizio 8C_446/2020 del 28 gennaio 2021, pubblicato in DLA 2021
N. 5 pag. 190, ha poi confermato il modo di procedere della Corte delle
assicurazioni sociali del Tribunale cantonale del Canton Vaud che aveva
annullato una sospensione di 31 giorni decisa dall’amministrazione nei
confronti di un assicurato, in quanto aveva rifiutato di effettuare due giorni
di stage presso un potenziale datore di lavoro. Il TF ha osservato che il solo
fatto di aver chiesto un posticipo dello stage a seguito di trattative avanzate
con un altro datore di lavoro in vista di un periodo di prova non può essere
parificato a un rifiuto di un’occupazione adeguata.

 

                                  In una
sentenza 8C_132/2021 del 10 marzo 2021 il Tribunale federale, dichiarando
inammissibile il ricorso contro la STCA 38.2020.60 del 18 gennaio 2021 con cui
è stata confermata la sospensione di 35 giorni inflitta a un’assicurata per
avere compromesso con il suo comportamento la trattativa concernente
un’eventuale assunzione a tempo determinato in relazione a un impiego adeguato
annunciato da una ditta al Servizio aziende dell’URC, ha ricordato:

 

" (…)  la
prassi abbia dato un'interpretazione estensiva del concetto di accettazione di un'occupazione
adeguata, non essendo necessario un rifiuto esplicito, ma essendo già
sufficiente il non prendere sul serio l'invito di iniziare le trattative per un
posto di lavoro (DTF 122 V 34 consid. 3b pag. 38; sentenza
8C_468/2020 del 27 ottobre 2020 consid. 5.2, pubblicata in SVR 2021 ALV n. 5)
(…)”

 

                                  Con giudizio
8C_364/2021 del 17 novembre 2021 l’Alta Corte ha accolto il ricorso
dell’Ufficio del lavoro del Canton Grigioni inoltrato contro l’annullamento di
una sanzione di 37 giorni inflitta a un’assistente di profilassi da parte del
Tribunale amministrativo cantonale. L’impiego assegnatole quale assistente
dentale, in effetti, non era inadeguato, e meglio non era contrario all’art. 16
cpv. 2 lett. b LADI.

 

                                  Su tali questioni, vedi in particolare: Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz
(AVIG), Berna e Stoccarda, 1987, Vol. 1, Ad art. 30, nota 26, pag. 368; Stauffer, Serie “Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht”, Bundesgesetz über die
obligatorische Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, Zurigo 1998,
Ad art. 30, pag. 83; Cattaneo,
Alcuni compiti …, pag. 71 segg. 

 

                                  Il
Tribunale federale ha, inoltre, deciso che una sanzione fondata sull’art. 30
cpv. 1 lett. d LADI entra in considerazione anche quando l’assicurato si è
procurato lui stesso un’occupazione (cfr. STF 8C_950/2008 dell’11 maggio 2009
consid. 2; STCA 38.2017.75 del 20 dicembre 2017; STCA 38.2010.72 del 7 febbraio
2011).

 

                          2.6.  Per quanto concerne l'entità delle
sanzioni da infliggere agli assicurati - che non accettano un’occupazione
adeguata - sulla base dell’art. 30 cpv. 1 lett. d, il Tribunale federale in una
sentenza C 162/02 del 29 ottobre 2003, pubblicata in DTF 130 V 125,
pronunciandosi in merito a un ricorso inoltrato da un assicurato contro la
sentenza del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Zurigo che aveva ridotto
da 40 a 20 giorni la durata della sospensione inflittagli per non aver
accettato un'occupazione adeguata proposta ufficialmente, ha stabilito che in
presenza di validi motivi il rifiuto di un impiego ufficialmente assegnato non
deve essere necessariamente qualificato come colpa grave.

                                  Pertanto
secondo l'Alta Corte, se nel caso di specie esistono dei motivi per cui la colpa
di un assicurato non deve essere considerata grave, bensì soltanto mediamente
grave o lieve, è possibile infliggere una sospensione dal diritto alle
indennità di disoccupazione inferiore a 31 giorni.

                                  In
quel caso il TF ha ritenuto che il posto offerto ufficialmente all'assicurato
quale operaio o aiuto operaio edile non era totalmente inadeguato e che dunque
a ragione l'assicurato era stato sanzionato, visto che in occasione di un
colloquio con il potenziale datore di lavoro aveva espresso la sua indisponibilità
a concludere un contratto di impiego. Tuttavia, alla luce dei problemi di
salute relativi all'ipersensibilità al materiale dei pannelli isolanti di lana
di vetro/roccia, si trattava di un caso limite, per cui la colpa
dell'assicurato doveva essere giudicata mediamente grave. La riduzione
effettuata dal Tribunale cantonale da 40 a 20 giorni non prestava il fianco a
critiche ed è dunque stata confermata (cfr. DTF 130 V 125, consid. 3.6.).

 

                                  In
una sentenza C 213/03 del 6 gennaio 2004 il TF ha poi esaminato il caso di
un'assicurata che era stata sospesa dal diritto alle indennità di
disoccupazione per 31 giorni per aver rifiutato un'occupazione adeguata non
assegnata ufficialmente della durata di circa 6 mesi.

                                  L'Alta
Corte, pur ritenendo che l'assicurata nel caso in esame era stata sanzionata a
ragione, ha considerato quali circostanze attenuanti i motivi che l'hanno
indotta a rifiutare l'impiego 

                                  temporaneo,
ossia il fatto che essa ritenesse di dover prioritariamente partecipare ad un
programma di qualifica per promuovere la collocabilità assegnatole in
precedenza per lo stesso periodo in cui avrebbe dovuto lavorare temporaneamente
e la mancanza delle necessarie conoscenze informatiche per svolgere l'impiego
in questione.

                                  Inoltre
la nostra Massima Istanza, dopo aver ribadito che anche un lavoro temporaneo è
preminente rispetto a delle misure di inserimento professionale, ha considerato
che esisteva una concolpa dell'amministrazione per non avere indicato
all'assicurata, al fine di evitare le conseguenze del tentativo di collocamento
fallito, che era tenuta ad accettare l'impiego offertole.

                                  Di
conseguenza la sospensione è stata ridotta da 31
 a 15 giorni.

 

                                  Per
altri casi di applicazione di questa giurisprudenza cfr. sentenza C 70/02 del
12 dicembre 2003; sentenza C 130/03 del 6 febbraio 2004 e sentenza C 137/03 del
5 aprile 2004. Su questo tema cfr. Cattaneo,
"Assicurazioni sociali: Alcuni temi d'attualità" in RtiD I-2004 pag.
215 seg. (235-239).

 

                                  In
una sentenza C 134/06 del 19 settembre 2006 il TF ha poi confermato la sanzione
di 20 giorni inflitta a un assicurato che aveva rifiutato un impiego di durata
indeterminata, in quanto ne aveva trovato un altro di durata determinata, con
però la possibilità di essere trasformato (ciò che è effettivamente avvenuto)
in un impiego di durata indeterminata.

 

                                  Il Tribunale federale, con
giudizio 8C_650/2017 del 25 giugno 2018, ha avallato il modo di procedere
dell’amministrazione e della Camera delle assicurazioni sociali della Corte di
giustizia del Canton Ginevra in
relazione a un assicurato che era stato sospeso per 31 giorni a causa del
rifiuto di un’occupazione dopo lo svolgimento di tre mezze giornate di prova in
un ristorante. 

 

                                  Con sentenza
8C_24/2021 del 10 giugno 2021, pubblicata in DLA 2021 N. 10 pag. 298, il
Tribunale federale ha accolto il ricorso dell’Ufficio dell’economia e del
lavoro del Canton Zurigo, in quanto a torto la Corte cantonale aveva ridotto
una sanzione d 35 a 18 giorni inflitta a un assicurato che non aveva accettato
un impiego adeguato anche dal profilo salariale. In quel caso di specie, in cui
dopo i giorni di prova non vi era più spazio per una trattativa circa l’entità
del salario, avendo il potenziale datore fatto capire chiaramente che non
avrebbe pagato più di quanto offerto, l’assicurato, invece di prendersi del
tempo per riflettere, avrebbe dovuto manifestare il proprio interesse per
l’occupazione in questione.

 

                                  Al riguardo cfr.
pure STCA 38.2021.83 del 31 gennaio 2022 (il TCA ha confermato la sospensione
di 35 giorni); STCA 38.2021.1 del 21 giugno 2021 (il TCA ha ridotto da 27 a 20
giorni la sospensione); STCA 38.2020.60 del 18 gennaio 2021 già citata al
consid. 2.4. (questo Tribunale ha confermato una sanzione di 35 giorni. Il
relativo ricorso al TF è stato dichiarato inammissibile con giudizio
8C_132/2021 del 10 marzo 2021); STCA 38.2020.18 del 1° settembre
2020 (il TCA ha ridotto da 28 a 21 giorni la sospensione); STCA 38.2019.23 del
16 ottobre 2019 (il TCA ha ridotto da 28 a 18 giorni la sospensione); STCA
38.2019.16 del 16 maggio 2019 (con cui questa Corte ha confermato una sanzione
di 23 giorni); STCA 38.2018.27 del 13 agosto 2018 (con cui il TCA ha confermato
una sospensione di 28 giorni); STCA 38.2017.52 del 2 ottobre 2017 (con cui il
TCA ha confermato una sospensione di 25 giorni); STCA 38.2016.36 del 12
settembre 2016 (con cui il TCA, nel caso di un assicurato che non aveva seguito
le istruzioni dell’URC, ha confermato una sospensione di 6 giorni).

 

                          2.7.  Nell’evenienza
concreta dalla documentazione agli atti emerge che RI 1 (nato nel 1970), dopo
aver lavorato prima presso la __________ a __________, quindi, e meglio dal 1°
settembre 2018, in qualità di educatore presso la __________ a __________
all’80%, a decorrere dal 1° giugno 2021 si è iscritto in disoccupazione dando
una disponibilità lavorativa del 90% (cfr. doc. 1 e 2, all. 5 a doc. IX).

                                  Dal
curriculum vitae in atti risulta che dopo aver frequentato le scuole
dell’obbligo, il ricorrente ha conseguito un AFC come Montatore elettricista
(tra il 1985 e il 1989), seguito dalla maturità professionale “assistente
comunità infantili” (tra il 1993 ed il 1994), quindi, e meglio tra il 1994
ed il 2004 la “laurea in scienze dell’educazione” presso l’Università __________.
Negli anni ha poi partecipato a corsi di perfezionamento, segnatamente inerenti
l’analisi comportamentale, la stimolazione basale, la pedagogia speciale e
inclusiva ed il disagio giovanile (cfr. all B2 a doc. V).

 

                                  Dagli atti,
e meglio dal “modulo informazioni integrative”, emerge che l’assicurato,
alla ricerca di un lavoro quale “educatore, pedagogista” ha specificato
di avere dei problemi di salute, indicando di disporre “di un certificato
medico valevole da giugno 2021 che per un prossimo periodo mi dispensa di
occuparmi nell’ambito del mio lavoro di una casistica composta da soggetti
affetti da gravissime patologie mentali”. RI 1 ha indicato di essere
disponibile “come da mia professione, con eventuale preferenza per un orario
(con o senza turni) continuato e diurno”, mentre non si è detto
intenzionato ad accettare lavori al di fuori del nostro Cantone. Ha poi
precisato di disporre di un’automobile e della licenza di condurre della
categoria B (cfr. doc. 3).

 

                                  Il 27 aprile 2022, l’URC ha
comunicato all’__________, che per il “posto di __________” pubblicato
il 25 marzo 2022 nel sistema COLSTA, era stato selezionato ed era possibile
contattare il candidato RI 1.

                                  Dal “protocollo posto vacante
– PPV” in atti emerge che per la posizione in questione l’assunzione era
prevista dal 1° luglio 2022 a tempo indeterminato ed al 100%.

 

                                  Il 27
aprile 2022, l’URC ha, quindi, assegnato al ricorrente un posto di lavoro, e
meglio un impiego al 100% in qualità di educatore sociale presso la __________,
dal 1° luglio 2022, invitandolo a presentarsi al relativo colloquio di lavoro
ed a contattare l’Istituto in questione entro 24 ore (cfr. doc. 5/1).

 

                                  Il 3 maggio 2022, __________,
attiva presso l’__________, ha comunicato all’assicurato di aver ricevuto la
sua candidatura e lo ha invitato ad un colloquio conoscitivo da tenersi il
successivo 6 maggio. La medesima, con riferimento al fatto che il ricorrente si
era anche candidato per una posizione al 60% come aiuto educatore, l’ha informato
che per quest’attività egli era troppo qualificato (cfr. all. a doc. 11). 

 

                                  Con mail del 16 maggio 2022, l’__________
(“in riferimento al colloquio tenutosi venerdì 13 aggio scorso”) ha
informato il ricorrente che lo stage (durante il quale egli avrebbe dovuto
svolgere la funzione di “socioterapeuta con formazione sociale –
socioassistenziale – pedagogico e infermierista”) si sarebbe svolto il
giovedì, dalle ore 09.00 alle ore 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00 (invitandolo a
presentarsi alle 08.45), il venerdì, dalle 07.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle
20.00, nonché il sabato dalle 07.30 alle 13.00. All’assicurato è stato chiesto
di consegnare il “formulario dei dati personali completato e firmato”,
nonché l’estratto del Casellario giudiziale aggiornato “necessario per l’ev.
allestimento del contratto di lavoro” (cfr. doc. 7). 

 

                                  Il 17 maggio 2022, l’URC, preso
atto che l’__________ e l’assicurato avevano “concordato di svolgere (…) una
prova di lavoro”, ha chiesto per quali date ciò era previsto ed ha, quindi,
formalizzato lo stage di prova mediante l’assegnazione al ricorrente di un test
d’idoneità, da frequentarsi presso la medesima Fondazione, dal 26 al 28 maggio
2022, sempre in qualità di educatore sociale (cfr. doc. 5).

 

                                  Dall’“attestato presenze
inerente: test d’idoneità” sottoscritto dall’__________ emerge che RI 1 ha
interrotto il periodo di test al primo giorno poiché “ha comunicato che
lavoro non fa x lui” (cfr. doc. 6). 

                                  Anche dal “rapporto finale
inerente: test d’idoneità” emerge che il ricorrente ha interrotto il test
comunicando “che il lavoro non fa x lui”. Quanto all’esito del test,
emerge che RI 1 vi ha partecipato in qualità di educatore sociale, mostrando “comportamento
e cooperazione” che, su una scala da “ottimi” a “insufficienti”
sono stati valutati come “sufficienti”, che lo stesso assicurato si è
ritenuto non idoneo a svolgere l’attività per “sua scelta” e che non gli
è stata offerta un’opportunità di impiego (cfr. doc. 8). 

 

                                  Pure dalla “segnalazione posto
vacante URC” è emerso che RI 1 non è stato assunto, con la seguente
osservazione “invitato per stage di prova dal 26.5 al 28.5.22 -> eff. 1
solo giorno / 26.5, 13.00-20.00 -> ha comunicato che lavoro non fa per lui”
(cfr. doc. 9). 

 

                                  Dall’“esito dell’assegnazione
ad un posto di lavoro” sottoscritta dal ricorrente il 2 giugno 2022, emerge
che il medesimo, dopo aver svolto un colloquio di selezione il 13 maggio 2022,
con il signor __________, ha “svolto 1 giorno di stage, il 26/05/2022,
lavoro non adeguato” (cfr. doc. 11). 

                                  Nelle proprie osservazioni, pure
del 2 giugno 2022, il qui ricorrente ha comunicato all’URC di aver preso la
scelta di “declinare l’invito per altri 2 giorni previsti”, “fondamentalmente”
a causa della “distanza del luogo di lavoro dal domicilio collegata alla
particolarità riguardante la posizione geografica in funzione della rete dei
trasporti pubblici e/o mezzo privato. Collegando questi elementi con le
esigenze di servizio degli orari e dei turni di lavoro previsti (…) Tempi di
percorrenza: la particolare collocazione geografica di __________ comporta un
percorso stradale variegato, spesso molto trafficato, e con i mezzi pubblici la
necessità di utilizzare 2 bus e 1 treno per la sola andata. Per le 2 modalità
di trasporto abbiamo un tempo stimato di circa 1h e rispettivamente 1.40 h in
condizioni ideali (…). Il posto di lavoro in questione richiede forzatamente un
trasloco del domicilio personale non possibile prima di circa 6 mesi nella zona
del __________ o __________”. 

                                  Egli, in ragione dei turni che
gli sarebbero stati prospettati, ha concluso che, a suo dire, “per
quest’impiego è decisamente consigliato un domicilio dal lavoratore non troppo
lontano dal luogo di lavoro. Inoltre c’è la necessità dell’utilizzo del mezzo
privato”. (cfr. doc. 12). 

 

                                  Dopo
che l’URC ha sottoposto il caso all’assicurato alla Sezione del lavoro (cfr.
doc. 13), la resistente ha presentato all’__________ una serie di quesiti, cui,
in data 20 giugno 2022, sono state fornite le seguenti risposte dal direttore
della struttura, __________, e dal responsabile del settore abitativo, __________:

 

" 1.
Conferma che il “test d’idoneità” presso il vostro Istituto doveva svolgersi
dal 26.05.2022 al 28.05.2022?

[ndr: si] conferma per stage di prova
dal 26 maggio al 28 maggio 2022 secondo email inviata al signor RI 1 in data
16.05.2022.

 

2. Conferma inoltre che il signor RI 1 si è
presentato unicamente il giorno 26.05.2022?

Avrebbe dovuto presentarsi alle 09.00. È
effettivamente arrivato alle 09:30 e a fine giornata ha deciso di non
proseguire, riconsegnando le chiavi.

 

3. Quali motivazioni ha dato l’assicurato
per interrompere anticipatamente la misura?

Il 26.05.2022 era festivo per cui
l’Amministrano era chiusa. Ha comunicato direttamente al gruppo __________ che
abitava lontano e gli orari di lavoro (a turni) erano troppo impegnativi.
Inoltre, era titubante sulle cure da effettuare alle nostre utenti donne, in
quanto era abituato diversamente, ovvero pensava che cure agli uomini svolte da
uomini e cure alle donne eseguite da donne.

 

4. Se l’assicurato avesse portato a termine
il “test d’idoneità” avrebbe avuto la possibilità di essere assunto presso la
vostra struttura?

Il feedback da parte del gruppo
abitativo è comunque che abbia mostrato poco interesse nei confronti
dell’utenza, ponendo poche domande. Confrontava il nostro metodo di agire con
il suo vecchio lavoro. 

Difficile fare una valutazione dopo 1
giorno per cui non siamo in grado di comunicare se effettivamente il signor RI
1 sarebbe stato assunto o meno quale Educatore.

 

5. Il profilo personale e professionale del
signor RI 1 era conforme alla posizione da voi cercata?

Essendo stato invitato per lo stage di prova,
significa che la candidatura era stata visionata e ritenuta idonea per il posto
vacante.

 

6. Conferma che il signor RI 1 ha deciso di
interrompere anticipatamente la misura?”

 

7. Il posto di lavoro che avrebbe offerto
all’assicurato prevedeva un contratto di lavoro a tempo determinato o
indeterminato? Se a tempo determinato, voglia indicarci la data di inizio e di
fine dell’occupazione.

 

8. Voglia indicarci i giorni e gli orari di
lavoro (compresi eventuali turni) che l’assicurato avrebbe dovuto svolgere in
caso di assunzione.

 

9. Quali mansioni avrebbe dovuto svolgere
l’assicurato?

 

10. L’occupazione che sarebbe stata offerta
all’interessato era a tempo pieno o parziale? (…)

 

11. In caso di assunzione, quale salario
mensile sarebbe stato offerto all’interessato?

 

Ev. contratto sarebbe stato a durata
determinata, dal 01.08.2022 al 31.07.2023 – attività al 100% quale educatore
con classe di stipendio secondo CCL: 24/10, che corrisponde ad un totale annuo
lordo di CHF 86'878 = CHF 6'682.90 lordi per 13 mensilità. (…)” (cfr. doc.
14-15).

 

                                  Invitato a pronunciarsi in
merito, l’assicurato ha ripreso le proprie osservazioni del 2 giugno 2022 (cfr.
supra e doc. 12) ed aggiunto quanto segue in relazione alle risposte fornite
dall’__________, in parte accolte “con stupore”:

 

" a) Giunto
alle 09.30 scusandomi ampiamente col personale per un errore di memoria e non
certo per un comportamento irrispettoso rispetto agli accordi.

 

b) I giorni di prova sono necessari anche
per il soggetto in valutazione, quindi informatomi sull’organizzazione e più
precisamente sui turni di lavoro praticati, ho espresso preoccupazione per il
rapporto tra lontananza del posto di lavoro e domicilio rispetto
all’organizzazione dei turni di lavoro prevedendo essi 11 ore con spezzati non occupabili
dalle esigenze dei pasti e delle pause.

 

c) Osservazione sulle cure da effettuare
sulle utenti donne: semplicemente ho riportato alla persona in questione
l’esperienza personale storica. (…) È palesemente infondato il senso
dell’osservazione de __________ in quanto è facilmente provabile e anche
visibile sul mio curriculum vitae che ho lavorato in luoghi educativi con
persone maggiorenni e minorenni con disabilità operando nelle cure e senza
distinzioni di genere.

 

d) Non è possibile mostrare un esasperato
indice di interesse e porre un numero troppo elevato di domande nei primi
delicati momenti di conoscenza di un gruppo socio-educativo residenziale. A
personale discrezione ho posto le domande ritenute necessarie e in numero
adeguato senza tuttavia correre il rischio di diventare invadente. Questo tipo
di comportamento generalmente è caratterizzato da ragionevolezza e prudenza sia
rispetto all’équipe educativa sia rispetto agli ospiti della struttura.

 

e) È del tutto naturale e fisiologico
eseguire confronti (…) e portare testimonianza sui metodi educativi utilizzati
e conosciuti. Anche per contribuire alla crescita delle conoscenze sociali e
professionali.

 

f) Il fatto che l’attività proposta fosse
al 100% (alquanto rara nell’ambito socio-educativo a causa del rischio di
logoramento professionale e bornout [recte: burnout]) in classe di
stipendio 24/10 (educatore con formazione pedagogica o socio-sanitaria inerente
la funzione) necessità di un approfondimento (inesistente nelle osservazioni de
__________). In realtà non ho mai lavorato in questa classe essendo partito in
carriera dalla classe 26 (educatore diplomato) come conseguenza del mio
percorso di studio (vedere CCL Istituti Sociali e allego curriculum vitae),
fino ad arrivare alla classe 28/11 massima relativa all’ultimo posto di lavoro
(…). Soltanto se non viene riconosciuto il mio diploma in Scienze
dell’educazione o se mi venisse richiesta un’equipollenza o riconoscimento del
diploma da parte del SEFRI lavorerei in classe 24/10 a discrezione del datore
di lavoro, che eventualmente potrebbe riconoscermi la differenza tra 24/10 e
28/11 una volta ottenuta questa equipollenza (informo che tra l’altro è in
corso da parte della SEFRI la valutazione della mia equipollenza). In ogni caso
il datore di lavoro avrebbe dovuto specificare questa questione nelle
osservazioni, per rendere evidente le varie prospettive ed evidenziare la
situazione di discrepanza.

 

g) Stupisce nell’ “esito” del Rapporto
finale inerente: Test d’idoneità leggere di una collaborazione solo
sufficiente, dal momento che ho svolto con impegno e correttamente tutti gli
svariati lavori che mi sono stati assegnati, anche dopo aver verificato
attraverso domande di tale correttezza. 

(…).

 

1) Non ho effettuato tutti i giorni di
stage previsti in quanto vista la situazione avevo escluso che la situazione
lavorativa (considerando tutte le variabili) fosse adeguata e sicura per il
futuro e per non accumulare senza motivo la necessità di un rimborso delle
spese di trasporto.

 

2) Durante il primo colloquio di conoscenza
antecedente ai giorni di stage il Responsabile sig. __________ mi aveva
informato sulla possibilità di effettuare anche un solo giorno di stage,
rinunciando ai due successivi se l’avessi ritenuto opportuno dopo aver valutato
l’insieme, senza che questo dovesse sfociare in ulteriori problemi. Questo
accordo purtroppo solo verbale ha influito sulla mia decisione di limitarmi ad
1 giorno.

(…).

 

3) Già durante il periodo dei contatti con __________
era in trattativa per il lavoro attuale di sostegno ai __________ e attendevo
il risultato del concorso scolastico __________ svolto nel gennaio 2022 e anche
in seguito al quale ho lavorato a tempo parziale tra febbraio e giugno 2022
presso la Scuola __________; ero in atteso di una risposta definitiva per un
lavoro a tempo pieno entro la fine di giugno (slittata a fine luglio 2022) di
collaborazione con il Servizio di sostegno pedagogico.” (cfr. doc. 18).

 

                                  Il 18 luglio 2022, il ricorrente
ha aggiunto che “nel colloquio preventivo ai giorni di prova da effettuare
nella struttura __________ avevo chiesto a titolo informativo al capo équipe
coordinatore sig. __________ se, sia per effettuare i giorni di prova, sia
eventualmente per lavorare nella struttura, essi avessero una camera a
disposizione all’interno o nelle vicinanze della struttura per ridurre quanto
possibile il problema della distanza del mio domicilio in rapporto ai turni,
con risposta negativa” (cfr. doc. 20).

 

                                  Con decisione del 19 luglio 2022,
la resistente ha, come visto (cfr. supra consid. 1.1.) sospeso il ricorrente
dal diritto alle prestazioni LADI per trentuno giorni (cfr. doc. 21).

 

                                  Con opposizione del 27 luglio
2022, RI 1 ha impugnato la decisione della Sezione del lavoro. A sostegno della
bontà della propria decisione di interrompere il test d’idoneità che stava
svolgendo presso la __________, a __________, ha fatto valere, sostanzialmente,
le argomentazioni poi riprese in sede ricorsuale, e meglio: 

 

-       
la pretesa eccessiva lunghezza del tragitto tra il proprio domicilio ed
il luogo di lavoro, potenzialmente suscettibile di esser resa ancora maggiore,
in termini di durata del viaggio, in caso di traffico; 

-       
la particolarità dei turni di lavoro presso la Fondazione, sia in
termini di orari, che in relazione al fatto i turni che non erano continuati;

-       
il fatto che quando ha interrotto lo stage di prova in corso aveva già
preso contatti con quelli che poi sono stati i suoi datori di lavoro a
decorrere, rispettivamente, da giugno e da agosto 2022 (cfr. doc. 22)

 

                                  Con decisione su opposizione del
12 agosto 2022, la Sezione del lavoro ha, come visto (cfr. supra consid. 1.1. e
doc. 24), respinto l’impugnativa presentata dall’assicurato.

 

                                  Dagli atti emerge che dal 29
giugno e sino al 28 agosto 2022, il ricorrente è stato attivo presso il centro
di accoglienza di __________ “nell’ambito dell’assistenza __________”
(cfr. doc. 28). 

                                  Dal 29 agosto 2022 ha, poi,
iniziato un’attività lavorativa presso la Sezione delle scuole comunali,
ragione per la quale ha annunciato che a decorrere dal tale data aveva “la
possibilità di uscire dalla disoccupazione” (cfr. doc. 26). 

                                  Il suo nominativo è, infatti,
stato annullato dal sistema COLSTA con effetto al 29 agosto 2022, e meglio da
quando RI 1 ha iniziato a lavorare come __________ sulla base di due contratti
a tempo determinato, scadenti il 16 giugno 2023 (cfr. doc. 27 ed all. A9 e A10
a doc. I).

                                  In particolare le risorse per due
programmi di intervento sono state attribuite all’assicurato dal 29 agosto 2022
al 16 giugno 2023; una per “un massimo di 8UD per 36.5 settimane” con
indennità di base oraria di fr. 62.62 lordi per UD (cfr. all. A9 a doc. I) e
l’altra per “un massimo di 16UD per 36.5 settimane” con indennità di
base oraria di fr. 62.62 lordi per UD (cfr. all. A10 a doc. I)

 

                                  Giova rilevare che dall’incarto
risulta, poi, che RI 1 ha conseguito un guadagno intermedio lavorando come “__________”
dal 14 al 21 febbraio presso la __________, nel mese di marzo __________, ed in
maggio in seno __________ (cfr. doc. 28 ed all.).

 

                                  Dagli atti prodotti
dall’assicurato in sede ricorsuale emerge, in particolare, che:

 

-       
tra gli altri, il 6 maggio 2022 RI 1 ha effettuato un colloquio con __________
di __________, il 18 maggio 2022 presso il __________ di __________ (“assistenza
profughi per giugno, luglio e agosto presso __________”) ed il 9 giugno
2022 presso il __________ (che lo aveva contattato il 3 giugno 2022; cfr. all.
4 a doc. IX);

-       
degli altri colloqui svolti dal ricorrente tra aprile e giugno 2022 la
metà concerne strutture aventi sede nel __________ e che tutti i “giorni di
prova/stage” effettuati dall’assicurato hanno avuto luogo nel __________ (__________
e __________) (cfr. all. A3-5 a doc. I);

-       
quando era attivo all’80% presso la __________, il suo stipendio
rientrava nella classa “28/11” (cfr. all. 5 a doc. IX);

-       
tra maggio e novembre 2021 il ricorrente ha partecipato a diversi
concorsi, segnatamente:

o  
come “operatore 100% presso __________. Si rileva che per tale
posizione, a norma dell’art. 1 del Regolamento concernente le funzioni e le
classificazioni dei dipendenti dello Stato, è attribuita la classe di stipendio
6, che prevede un salario mensile minimo di fr. 5'111.85 ed un massimo di fr.
8'025.55, per una media di 6'568.70 (cfr. all. D1 a doc. XIII);

o  
come “capo servizio I 100% presso __________. Si rileva
che per tale posizione, a norma dell’art. 1 del Regolamento concernente le
funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato, è attribuita la
classe di stipendio 8, che prevede un salario mensile minimo di fr. 5'870.15 ed
un massimo di fr. 9'310.10, per una media di 7'590.10 (cfr. all. D3 a doc.
XIII);

o  
come “curatore al 80/90/100% presso __________”. Si rileva
che per tale posizione, a norma dell’art. 1 del Regolamento concernente le
funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato, è attribuita la
classe di stipendio 7, che prevede (al 100%, mentre il ricorrente aveva dato la
propria disponibilità anche all’80%) un salario mensile minimo di fr. 5'492.70
ed un massimo di fr. 8’667.45, per una media di 7'080.10 (cfr. all. D4 a doc.
XIII);

o  
come “operatore sociale I al 100% presso __________. Si
rileva che per tale posizione, a norma dell’art. 1 del Regolamento concernente
le funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato, è attribuita la
classe di stipendio 6, che prevede un salario mensile minimo di fr. 5'111.85 ed
un massimo di fr. 8'025.55, per una media di 6'568.70 (cfr. all. D5 a doc.
XIII).

 

                          2.8.  Chiamata a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte rileva – come
del resto rammentato anche dalla resistente nella propria risposta di causa
(cfr. supra consid. 1.3. e doc. III) - che all’assicurato, in data 27 aprile
2022 è stato assegnato “un posto di lavoro” presso la __________ (cfr.
supra consid. 2.7. e doc. 5/1). 

                                  Dopo aver preso
contatto con l’Istituto, RI 1 ha svolto un colloquio con il “responsabile
del settore abitativo”, Jan Römer (cfr. supra consid. 2.7. e doc. 7). 

                                  L’incontro ha
sortito un esito favorevole, ritenuto che “con piacere” la __________ ha
confermato al ricorrente ch’egli avrebbe svolto “lo stage di prova” tra
il 26 ed il 28 maggio 2022, e meglio come concordato in occasione proprio del
colloquio.

                                  L’URC, venuto, da
parte sua, a conoscenza che la prova in questione avrebbe avuto luogo, il 17
maggio 2022 ne ha poi formalizzato lo svolgimento da parte di RI 1 mediante
l’assegnazione del test d’idoneità da tenersi dal 26 al 28 maggio 2022 e che il
ricorrente ha, poi, interrotto, al termine della prima delle tre giornate
previste. 

 

                                  È dunque nel
contesto dell’assegnazione di un posto di lavoro che deve essere valutata
l’interruzione del test d’idoneità da parte dell’assicurato. 

 

                                  Le ragioni fatte
valere dal medesimo per giustificare l’interruzione dello stage di prova sono,
principalmente, da ricondurre, d’un lato, alla distanza tra luogo di lavoro ed
il domicilio, ritenuta eccessiva, e, d’altro lato, all’organizzazione dei turni
di lavoro, spezzati, anziché continuati, come RI 1 avrebbe invece desiderato.
Egli asserisce, poi, che l’eventualità di una sospensione del test al termine
della prima giornata sarebbe stata concordata con il responsabile della
struttura sin dal colloquio di maggio 2022. 

                                  

                                  Su tale ultimo
punto, il TCA rileva che con osservazioni del 2 giugno 2022, l’assicurato
aveva, come visto (cfr. supra consid. 2.7.), riferito di avere “declinato
l’invito per gli altri 2 giorni previsti in seguito a quanto segue” e meglio
poiché “1) fondamentalmente l’elemento problematico da considerare è la
distanza del luogo di lavoro dal domicilio (…) collegando questi elementi con
le esigenze di servizio degli orari e dei turni di lavoro previsti (…) 2) Tempi
di percorrenza (…) 3) Il posto di lavoro in questione richiede forzatamente il
trasloco del domicilio personale possibile non prima di circa 6 mesi (…)”
(cfr. supra consid. 2.7. e doc. 12). 

 

                                  E’ stato solamente
un mese dopo, e meglio dopo aver preso atto di quanto dichiarato dal
responsabile del settore abitativo, __________, e dal direttore, __________,
della __________, che – e peraltro dopo aver riferito che quella di non
proseguire lo stage era stata una sua scelta (“Non ho effettuato tutti i
giorni di stage previsti in quanto vista la situazione avevo escluso che la
situazione lavorativa (…) fosse adeguata (…)”) - il ricorrente ha asserito
che già “durante il primo colloquio di conoscenza antecedente ai giorni di
stage il Responsabile sign. __________ mi aveva informato sulla possibilità di
effettuar anche solo un giorno di stage, rinunciando ai due successivi se
l’avessi ritenuto opportuno dopo aver valutato l’insieme, senza che questo dovesse
sfociare in ulteriori problemi. Questo accordo purtroppo solo verbale ha
influito sulla mia decisione di limitarmi ad 1 giorno” (cfr. supra consid.
2.7. e doc. 18) per poi arrivare a sostenere, da ultimo con osservazioni del 20
novembre 2022 che “l’opportunità di svolgere almeno un giorno di stage,
anche se poi la decisione URC avrebbe previsto in seguito 3 giorni” era
stata “stabilita” con il responsabile del settore abitativo e che quindi
aveva agito “completamente in buona fede” (cfr. doc. XVII).

 

                                  In
tal senso, giova rammentare che il principio
della priorità della dichiarazione della prima ora prevede che, in presenza di due diverse versioni,
la preferenza deve essere accordata alle dichiarazioni che l’assicurato ha dato
nella prima ora, quando ne ignorava le conseguenze giuridiche. Le spiegazioni
fornite in un secondo tempo non possono integrare le prime constatazioni
dettagliate, soprattutto se esse le contraddicono (cfr. STF 8C_ 246/2021 del 2
luglio 2021 consid. 4.3.; DTF 142 V 590 consid. 5.2; STF 8C_163/2019 del 5
agosto 2019 consid. 4.2.; STF 8C_483/2017 del 3 novembre 2017; STF 8C_186/2017
del 1°
settembre 2017 consid. 5.2. = RtiD I-2018
N. 61 pag. 281; STF 8C_244/2017 del 24 aprile 2017; DTF 121 V 45 consid. 2a pag. 47).

 

                                  In
concreto, le dichiarazioni secondo cui RI 1 avrebbe interrotto il test
d’idoneità, in sostanza poiché così concordato con il responsabile del settore
abitativo presso la __________ nel caso avesse ritenuto l’occupazione non
adeguata, contraddicono quanto inizialmente riferito dal ricorrente, che aveva
imputato l’interruzione a motivi sostanzialmente attinenti al luogo di lavoro
ed ai turni.

                                  Le
dichiarazioni in merito ad un tale accordo con la struttura non trovano,
peraltro, alcun riscontro agli atti, né nelle risposte della struttura del 20
giugno 2022 ai quesiti posti dalla Sezione del lavoro (cfr. supra consid. 2.7.
e doc. 15), né nella mail di conferma della “prova di lavoro” trasmessa
dalla Sezione del lavoro alla __________ (“(…) in allegato trova la
comunicazione inerente il Test d’idoneità che dovrà svolgere il signor RI 1,
nel periodo 26.05.2022-28.05.2022”; cfr. all. a doc. 10), né nella mail di
conferma inviata dalla __________ al diretto interessato, nella quale emerge,
anzi, che la fine dello “stage di prova” era prevista per il sabato (“considerando
che finisce di sabato”), quindi allo scadere dei tre giorni, senza alcun
accenno ad una possibile sospensione al termine della giornata di giovedì (cfr.
supra consid. 2.7. e doc. 7).

                                  In concreto,
quindi, allorquando il 26 maggio 2022 l’assicurato ha deciso di interrompere lo
stage di prova che stava effettuando presso la __________, egli, d’un lato, ha
vanificato qualsiasi possibilità di essere assunto presso l’Istituto in
questione, e, d’altro lato, a quel momento, non aveva una concreta possibilità
alternativa che gli permettesse di non essere più al beneficio delle
prestazioni LADI. 

                                  Il contratto in
base al quale dal 29 giugno al 28 agosto 2022 è stato, poi, attivo
nell’accoglienza __________, infatti, è stato sottoscritto dal ricorrente
solamente il 24 giugno 2022 (cfr. supra consid. 2.7. e doc. 28). La sua
assunzione presso la __________ (per un impiego a tempo determinato, e meglio
dal 23 agosto 2022 al 16 giugno 2023) è, invece, stata formalizzata il 23
agosto 2022 (cfr. all. A9 e A10 a doc. I).

 

                                  La possibilità di
essere assunto presso la __________, se avesse portato a termine con profitto
lo stage di prova, era, invece, ben concreta, ritenuto che si trattava di
un’offerta di lavoro effettiva, temporalmente prossima, che per l’eventuale
conclusione del contratto di lavoro al ricorrente era già stato chiesto di
produrre della documentazione e che il profilo dell’assicurato era idoneo per
la posizione in questione (“Essendo stato invitato per lo stage di prova,
significa che la candidatura era stata visionata e ritenuta idonea per il posto
vacante.”; cfr. supra consid. 2.7. e doc. 15). Non a caso, il ricorrente
non ha mai preteso il contrario. 

 

                                  Le censure mosse
nel senso di una pretesa inadeguatezza dell’occupazione presso la __________ non
giovano alla posizione di RI 1. 

                                  Sulla distanza tra
luogo di domicilio e lavoro, rispettivamente, sulla durata della trasferta, il
TCA rileva, infatti, che trattasi di 52.2 km, pari ad una percorrenza di compresa
tra i 50 ed i 65 minuti (dati rilevati mediante Google maps, tenendo
conto del traffico effettivo, con partenza alle ore 07:00). Ciò non rende
l’occupazione inadeguata (cfr. supra consid. 2.4.; art. 16 cpv. 2 LADI). 

                                  In tal senso giova,
peraltro, accennare al fatto che la distanza domicilio-luogo di lavoro, prima del
maggio 2022, non pare avere rappresentato un problema per l’assicurato, e ciò a
fronte degli altri colloqui svolti dal medesimo, segnatamente presso il “__________”
e la “__________, situati rispettivamente a 39 km con un tempo di percorrenza
di 38 minuti ed a 44 km da dove risiede il ricorrente, con un tempo di
percorrenza di 45 minuti.

                                  Per i motivi già
indicati dall’amministrazione tanto nella decisione su opposizione impugnata,
quanto nella propria risposta di causa (cfr. supra consid. 1.1 e 1.3., doc. I e
III), nemmeno i prospettati turni di lavoro, depongono a favore
dell’inadeguatezza pretesa da RI 1. Neppure sull’organizzazione oraria del
lavoro il ricorrente aveva sollevato particolari riserve al momento in cui si è
annunciato in disoccupazione, limitandosi ad indicare un’“eventuale preferenza per un orario (con o senza turni)
continuato e diurno” (cfr. supra consid.
2.7. e doc. 3).

 

                                  Nemmeno dal profilo
salariale l’occupazione presso la __________ sarebbe stata inadeguata, ritenuto
che il compenso mensile previsto (a fronte di un guadagno assicurato di fr.
7'434.00; cfr. doc. 1) era di fr. 6'682.90 lordi per 13 mensilità e che
tale ammontare, seppur inferiore all’ultimo stipendio percepito dall’assicurato
prima di beneficiare delle prestazioni LADI (quando comunque lavorava all’80%),
era pure paragonabile a quello attribuito per le posizioni per le quali RI 1
aveva concorso nel 2021 (cfr. supra consid. 2.7. ed all. a doc. XIII),
ricordato, peraltro, che per un’occupazione al 100% (42 ore settimanali) quando
era attivo nell’estate del 2022 in assistenza __________, egli ha ricevuto un
salario lordo sottoposto di fr. 3'907.30 in luglio e di fr. 4'117.30 ad agosto
(cfr. all. a doc. 28).

 

                                  In concreto, quindi,
il ricorrente non solo non ha immediatamente manifestato la propria
disponibilità ad accettare l’eventuale occupazione adeguata, ma ha vanificato
qualsiasi possibilità di giungere ad una tale proposta interrompendo lo stage
di prova dopo il primo dei tre giorni previsti. 

                                  Egli avrebbe dovuto
in ogni caso mostrare interesse per l’occupazione in questione. Interesse che,
in concreto, dopo aver effettuato il colloquio presso la struttura il 13 maggio
2022, è scemato in ragione di motivazioni che non rendevano l’occupazione,
assegnatagli il 27 aprile 2022 e presso la quale svolgeva uno stage a norma dell’assegnazione
al test d’idoneità del 17 maggio, inadeguata.

 

                                  In proposito giova
ricordare il principio secondo cui una sospensione ai sensi dell’art. 30
cpv. 1 lett. d LADI deve essere inflitta anche se l’assicurato non rifiuta
esplicitamente il lavoro ma con il suo comportamento assume il rischio che il
posto sia assegnato a un’altra persona e che nella fattispecie è incluso ogni
comportamento che comporta la mancata conclusione di un contratto di lavoro
(cfr. supra consid. 2.5.).

 

                                  In proposito cfr. 38.2019.23
del 16 ottobre 2019, pubblicata in RtiD I-2020 N. 47 pag. 259 segg. e
menzionata al consid. 2.5.; STCA 38.2021.83 del 14 febbraio 2022 consid. 2.10, STCA
38.2022.57 del 3 ottobre 2022.

 

                          2.9.  Per
quanto attiene all'entità della sanzione il TCA rammenta che in concreto all’assicurato
che, nel contesto dell’assegnazione ad un posto di lavoro, ha interrotto il
test d’idoneità assegnatogli, è stata inflitta una sospensione di 31 giorni
(cfr. doc. supra consid. 1.1.).

                                  In concreto
non esistono elementi atti a qualificare la condotta del ricorrente -
equiparabile al rifiuto di un’occupazione adeguata - non come colpa grave,
bensì come colpa soltanto mediamente grave o lieve (cfr. supra consid. 2.5.; DTF
130 V 125; STF 8C_650/2017 del 25 giugno 2018 consid. 7.1. citata al consid.
2.6).

 

                                  La
sanzione inflitta al ricorrente di 31 giorni si rivela, pertanto, proporzionata
alla gravità della colpa (cfr. supra consid. 2.6.; STF 8C_487/2007 del 23
novembre 2007; STF C 166/05 del 1° settembre 2005: sospensione di 35 giorni per
avere rifiutato un impiego di durata indeterminata che avrebbe permesso
all’assicurato di conseguire un guadagno intermedio; STF C 20/06 del 30 ottobre
2006; STCA 38.2020.60 del 18 gennaio 2021, il cui ricorso al TF è
stato dichiarato inammissibile con giudizio 8C_132/2021 del 10 marzo
2021; STCA 38.2020.13 del 22 giugno 2020; STCA 38.2021.83 del 31 gennaio 2022).

 

                                  In
concreto la soluzione di confermare la sospensione di 31 giorni si giustifica
tanto più se si considera che il giudice non può mettere in discussione senza
validi motivi il margine di apprezzamento dell’amministrazione (cfr. STF
8C_712/2020 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio
2021 consid. 3.4.; STF 8C_67/2020, 8C_127/2020 del 23 luglio 2020; STF
8C_331/2019 del 18 settembre 2019 consid. 3.3., pubblicata in SVR 2020 ALV Nr.
11 pag. 35; STF 8C_342/2017 del 28 agosto 2017 consid. 4.2.; STF 8C_22/2016 del
3 marzo 2016; DLA 2016 Nr. 3 pag. 58 seg.; DTF 137 V 75; STF C 221/2002 del 4
agosto 2003; STCA 38.2012.43 del 24 settembre 2012, il cui ricorso al TF è
stato dichiarato inammissibile con sentenza 8C_841/2012 del 3 dicembre 2012;
STCA 38.2011.84 del 6 febbraio 2012).

 

                                   La
decisione su opposizione del 12 agosto 2022 deve, conseguentemente, essere
confermata.

 

                        2.10.  L’art.
61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una
modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora unicamente che la
procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica. 

Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61
lett. fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a
prestazioni, la procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo
prevede; se la singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese
processuali alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

Secondo l’art. 82a LPGA (Disposizione transitoria,
cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al tribunale di primo grado al momento
dell’entrata in vigore della modifica del 21 giugno 2019 si applica il diritto
anteriore.

In concreto il ricorso è del 9 settembre 2022, per
cui torna applicabile la disposizione legale valida dal 1° gennaio 2021. 

Trattandosi di prestazioni LADI, il legislatore non
ha previsto di prelevare le spese (cfr. STCA 38.2021.32 del 13 settembre 2021
consid. 2.11.; STCA 38.2021.43-44 del 13 settembre 2021 consid.2.12.; STCA
38.2021.11 del 7 giugno 2021 consid. 2.7.; STCA 38.2021.9 del 18 maggio 2021
consid. 2.14.; STCA 38.2021.8 dell’8 marzo 2021 consid. 2.8.).

Sul tema cfr. anche STF 9C_368/2021 del 2 giugno
2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021
del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares
Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais
judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la
LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta
invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma
del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti