# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3cb66250-3500-5db6-a624-b53a5563eca5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-12-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.12.2006 36.2006.121
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2006-121_2006-12-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2006.121

   

  TB

  	
  Lugano

  18 dicembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 giugno 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 22 maggio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, 1977,
cittadino della __________ in Svizzera dal 1984 e ora beneficiario di un
permesso “C”, nel 2004 è stato assicurato obbligatoriamente contro le malattie
presso __________

 

Il 17 settembre 2004 l’assicurato ha disdetto l'assicurazione per il 1° ottobre seguente, a
motivo che sarebbe partito per la __________ per un periodo di due anni (doc.
A2). In precedenza, il 13 luglio 2004 (doc. A1) aveva ottenuto dalla Sezione
dei permessi e dell'immigrazione
la decisione con cui gli era stato concesso un permesso di assenza dal nostro
Paese dal 1° ottobre 2004 al 30 settembre 2006, con la precisazione che durante
la validità del permesso sussistevano i diritti domiciliari acquisiti in
Svizzera.

 

                               1.2.   Il 4 maggio
2006 (doc. A3) l’UAM, quale autorità di sorveglianza, accertato che RI 1 non
era più assicurato in Svizzera, ha emanato una decisione con cui ha dichiarato
la continuità temporale del rapporto assicurativo dell'assicurato presso la Cassa malati __________, a motivo che non è
stata comprovata un'affiliazione
presso un nuovo assicuratore.

 

Con decisione del 22 maggio seguente (doc. A5) l'UAM ha evidenziato come non vi possa essere
una lacuna temporale della copertura assicurativa per le persone domiciliate e
quindi anche per l'assicurato,
che ha mantenuto i diritti domiciliari acquisiti nel nostro Paese. Tuttavia, ha
parzialmente accolto il reclamo dell'assicurato (doc. A4), siccome dal 1° aprile 2006 l'Accordo bilaterale sulla libera
circolazione delle persone (ALC) che la Svizzera ha concluso con l'Unione Europea si estende a dieci nuovi
Stati dell'Est, fra cui la __________:
l'obbligo assicurativo in
Svizzera va fatto decorrere dal 1° ottobre 2004 al 31 marzo 2006, mentre dal 1°
aprile 2006 al 30 settembre 2006 il reclamante è tenuto ad affiliarsi al
sistema sanitario __________.

 

                               1.3.   Il 12 giugno
2006 (doc. I) l’assicurato ha quindi formulato ricorso, sostenendo in
particolare che la __________ l'ha obbligato a prendere domicilio e quindi ad avere una copertura
assicurativa presso la Cassa malati nazionale __________ __________, a cui ha
contribuito tramite il pagamento delle imposte direttamente dedotte dal salario
che percepiva dall'__________
presso cui lavorava come ricercatore (doc. B2). Pertanto, onde evitare una
doppia imposizione, ha disdetto consensualmente la Cassa malati svizzera. Egli
chiede dunque di annullare la decisione del 22 maggio 2006, a motivo che l'UAM non avrebbe la competenza per
dichiarare nulla la sua disdetta alla Cassa malati svizzera e per obbligarlo ad
affiliarsi retroattivamente dal 1° ottobre 2004 al 30 settembre 2006 (recte: 31
marzo 2006) ad __________; in subordine, postula d'essere esonerato dall'obbligo d'affiliarsi
in Svizzera per evitare un doppio onere assicurativo.

 

                               1.4.   Con risposta
dell'11 luglio 2006 (doc. III)
l’UAM si è espresso sulle censure pronunciate dal ricorrente, il quale le ha in
seguito specificate maggiormente, chiedendo anche di poter beneficiare
retroattivamente del sussidio dei premi di Cassa malati qualora debba
affiliarsi ad un'assicurazione
in Svizzera (doc. V).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione a sapere se l’interessato, cittadino __________
soggiornante in __________ per due anni per motivi di studio/lavoro grazie al
permesso di assenza dalla Svizzera di pari durata, poteva ottenere l’esonero
dall'obbligo di affiliazione ad
una Cassa malati svizzera durante questa sua assenza.

 

                               2.2.   Il diritto
svizzero fa dipendere l'obbligo
di affiliazione di una persona all'assicurazione malattia svizzera dal suo luogo di domicilio. Secondo
l'art. 3 LAMal, infatti,

 

" 
1 Ogni
persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio
rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi
dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.

2 Il Consiglio
federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per
i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri.

3 Può
estendere l’obbligo d’assicurazione a persone non aventi il domicilio in
Svizzera, in particolare a quelle che:

   a. esercitano un’attività in Svizzera o vi hanno
la propria dimora

       abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA);

   b. lavorano all’estero per conto di un datore
di lavoro con sede in

       Svizzera".

 

L'art. 1 cpv. 1 OAMal precisa in proposito che

 

" 
Le persone domiciliate in Svizzera ai sensi
degli articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad
assicurarsi conformemente all’articolo 3 della legge.".

 

Secondo l’art. 13 cpv. 1 LPGA, il domicilio di
una persona è determinato secondo le disposizioni degli articoli 23-26 del
Codice civile.

L’art. 13 cpv. 2 LPGA prevede che una persona ha
la propria dimora abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato,
anche se la durata del soggiorno è fin dall’inizio limitata.

 

Giusta l’art. 23 cpv. 1 CC, il domicilio di una
persona è nel luogo in cui essa risiede con l’intenzione di stabilirvisi
durevolmente e dove si trova il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi
(cfr., per la nozione di domicilio in ambito AVS: DTF 130 V 404; DTF 125 V 78
consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123 III 100).

 

Perché possa crearsi domicilio ai sensi di questa
disposizione, occorre, di principio, che siano realizzate cumulativamente due
condizioni: la prima, oggettiva, di residenza effettiva in un determinato luogo
e, la seconda, soggettiva, dell’intenzione di stabilirvisi durevolmente (DTF
127 V 237 consid. 1 pag. 238-239; DTF 125 V 76 consid. 2a pag. 77-78 e la
giurisprudenza e la dottrina ivi citata).

 

Vi è residenza ai sensi dell’art. 23 CC quando
una persona soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo
ed intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da fare apparire detto
luogo come il centro delle sue relazioni interpersonali.

La continuità della residenza non è un elemento
costitutivo della nozione di domicilio. Il domicilio in un luogo può perdurare
anche quando la dimora in tale luogo è interrotta per qualche tempo, a patto
che la volontà di conservare il luogo di residenza attuale quale centro della
sua esistenza risulti da certi rapporti con esso (DTF 41 II 51).

L’intenzione di stabilirsi nel luogo di residenza
deve emergere dall’insieme delle circostanze - rapporti familiari e
interpersonali, situazione abitativa - e deve essere riconoscibile per i terzi
(DTF 127 V 237, consid. 1 pagg. 238-239; DTF 125 V 76 consid. 2a pagg. 77-78 e
la giurisprudenza e la dottrina ivi citata).

Secondo il TF, di regola, il centro
dell’esistenza di una persona si trova là dove sono i suoi interessi personali
e familiari, vale a dire dove vive la sua famiglia (DTF 88 III 135).

Per contro, il luogo in cui sono depositati i documenti
di identità, dove vengono pagate le tasse e dove vengono esercitati i diritti
politici (DTF 97 II 1, consid. 4, pag. 6, DTF 102 IV 162, consid. 2b, pag. 164,
DTF 90 I 28) possono unicamente avere valore di indizio: tali circostanze non
sono, di per sé, determinanti.

Va peraltro rilevato che non è necessario che la
persona abbia intenzione di rimanere per sempre o per un tempo indeterminato in
quel luogo: è sufficiente che essa si proponga di fare di questo luogo il
centro della sua esistenza, delle sue relazioni personali e professionali, in
modo da dare al soggiorno una certa stabilità (DTF 85 II 318, consid. 3, pag.
322, DTF 41 II 51).

 

Per l’art. 26 CC, la dimora in un luogo allo
scopo di frequentarvi le scuole ed il collocamento in un istituto di
educazione, in un ospizio od asilo, in una casa di salute, di pena o
correzione, non costituiscono domicilio.

 

L’art. 20 cpv. 1 della legge sul diritto
internazionale privato (LDIP) prevede che la persona fisica ha il domicilio
nello Stato dove dimora con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente (lett.
a), la dimora abituale nello Stato dove vive per una certa durata, anche se
tale durata è limitata a priori (lett. b) e la stabile organizzazione nello
Stato dove si trova il centro della sua attività economica (lett. c).

Secondo l’art. 20 cpv. 2 LDIP, nessuno può avere
contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi. In mancanza di domicilio, fa
stato la dimora abituale. Le disposizioni del Codice civile svizzero
concernenti il domicilio e la dimora non sono applicabili.

 

Con STFA del 2 agosto 2005 (K 34/04), pubblicata
in RAMI 2005 pag. 360, ai considerandi 3 e 4.4 l’Alta Corte ha descritto i
presupposti relativi al domicilio secondo gli artt. 23 e seguenti CC e l’art.
20 LDIP, affermando quanto segue:

 

" 
(…)

3.

Gemäss Art. 20 Abs. 1 lit. a IPRG
bestimmt sich der Wohnsitz ausländischer Staatsangehöriger danach, wo sie sich
mit der Absicht des dauernden Verbleibens aufhalten. Dabei deckt sich der
Wohnsitzbegriff nach Art. 20
Abs. 1 lit. a IPRG mit jenem nach Art. 23 Abs. 1 ZGB (BGE 120 III 8 Erw. 2a, 119 II 169 Erw. 2b, je mit Hinweisen);
Abweichungen ergeben sich lediglich daraus, dass im Rahmen des IPRG die
Bestimmungen über den abgeleiteten (Art.  25 ZGB) und den fiktiven
Wohnsitz (Art. 24 Abs. 1 ZGB) sowie die Vermutung von Art. 26 ZGB nicht
anwendbar sind (Art. 20 Abs. 2 IPRG; Staehelin, in: Honsell/Vogt/Geiser,
Zivilgesetzbuch I, 2. Aufl., Basel 2002, N 4 zu Art. 23 und N 2 zu Art. 24).

Der Wohnsitz einer Person befindet sich an dem
Orte, an welchem sie sich mit der Absicht des dauernden Verbleibens aufhält
(Art. 23 Abs. 1 ZGB). Er setzt demnach objektiv den physischen Aufenthalt und
subjektiv die Absicht des dauernden Verbleibens voraus; letztere ist nur soweit
von Bedeutung, als sie nach aussen erkennbar ist (BGE 127 V 238 Erw. 1 mit
Hinweisen, 125 V 78 Erw. 2a; Brückner, Das Personenrecht des ZGB, Zürich 2000,
Rz. 320; A. Bucher, Natürliche Personen und Persönlichkeitsschutz, 3. Aufl.,
Basel 1999, Rz. 360; E. Bucher, Berner Kommentar, Bern 1976, N 8 zu Art. 23 ZGB;
Staehelin, a.a.O., N 5 zu Art. 23). Massgebend ist somit der Ort, wo sich
der Mittelpunkt der Lebensbeziehungen befindet (BGE 127 V 238 Erw. 1, 125 V
77 Erw. 2a, 125 III 102 Erw. 3, je mit Hinweisen; Brückner, a.a.O., Rz. 318; A.
Bucher, a.a.O., Rz. 360 sowie 373 ff.; Staehelin, a.a.O., N 5 zu Art. 23).

Der Lebensmittelpunkt befindet sich im Normalfall
am Wohnort, d.h. wo man schläft, die Freizeit verbringt und wo sich die
persönlichen Effekten befinden, wo man üblicherweise einen Telefonanschluss und
eine Postadresse hat (Brückner, a.a.O., Rz. 319 und 322; A. Bucher, a.a.O., Rz.
364 f.; Hausheer/Aebi-Müller, Das Personenrecht des Schweizerischen
Zivilgesetzbuches, Bern 1999, Rz. 09.28; Staehelin, a.a.O., N 6 zu Art. 23).

Die nach aussen erkennbare Absicht muss auf
einen dauernden - d.h. im Sinne von "bis auf Weiteres" - Aufenthalt
ausgerichtet sein (Brückner, a.a.O., Rz. 328; A.
Bucher, a.a.O., Rz. 361 sowie 370 ff.; E. Bucher, a.a.O., N 22 zu Art. 23;
Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.29; Staehelin, a.a.O., N 8 zu Art. 23).
Staehelin postuliert diesbezüglich eine Mindestdauer von einem Jahr (a.a.O., N
8 zu Art. 23 mit Hinweisen). Allerdings schliesst die Absicht, einen Ort später
wieder zu verlassen, einen Wohnsitz nicht aus (BGE 127 V 241 Erw. 2c, 125 III
102 Erw. 3; E. Bucher, a.a.O., N 22 f. zu Art. 23 ZGB; Staehelin, a.a.O., N 8
zu Art. 23). Bei verheirateten Personen bestimmt sich der Wohnsitz gesondert
für jeden Ehegatten (A. Bucher, a.a.O., Rz. 377; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O.,
Rz. 09.57; Staehelin, a.a.O., N 10 zu Art. 23); so etwa bei Ehegatten, die sich
infolge faktischer Trennung nicht mehr regelmässig sehen (Brückner, a.a.O., Rz.
363). Bei Wochenaufenthaltern mit Familie wird der Arbeitsort zum Wohnsitz,
wenn die Familie bloss noch in grossen oder unregelmässigen Abständen besucht
wird (Staehelin, a.a.O., N 11 zu Art. 23; vgl. auch A. Bucher, a.a.O., Rz.
376). Bei Ausländern mit Aufenthaltsbewilligung liegt der Wohnsitz in der
Schweiz, selbst wenn die Person jedes Jahr nach Hause reist (E. Bucher,
a.a.O., N 38 zu Art. 23 ZGB; Staehelin, a.a.O., N 17 zu Art. 23). Saisonniers hingegen, welche
neun Monate in der Schweiz arbeiten und für drei Monate zu ihrer Familie in die
Heimat reisen, haben ihren Wohnsitz erst in der Schweiz, wenn sie die
Voraussetzungen für die Umwandlung der Saisonbewilligung in eine Aufenthaltsbewilligung
erfüllen oder zu erfüllen im Begriff sind; gemäss Doktrin ist bei einem jede
Saison wiederkehrenden Saisonnier ab Beginn der zweiten Saison ein Wohnsitz in
der Schweiz anzunehmen (Brückner, a.a.O., Rz. 366; Hausheer/Aebi-Müller,
a.a.O., Rz. 09.30; Staehelin, a.a.O., N 18 zu Art. 23; vgl. auch SVR 2000 IV
Nr. 14 S. 45 Erw. 3d in fine sowie BGE 113 V 264 Erw. 2b mit Hinweisen, wo
allerdings - entgegen der zivilrechtlichen Lehre und Rechtsprechung sowie BGE
129 V 79 Erw. 5.2 und BGE 125 V 77 Erw. 2a – der fremden-polizeilich geregelte
Aufenthalt im Rahmen der Sozialversicherungen noch Voraussetzung war; vgl. auch
die Kritik dazu bei E. Bucher, a.a.O., N 24 f. und 38 zu Art. 23 ZGB).
Nicht massgeblich, sondern nur Indizien für die Beurteilung der Wohnsitzfrage
sind die Anmeldung und Hinterlegung der Schriften, die Ausübung der politischen
Rechte, die Bezahlung der Steuern, fremdenpolizeiliche Bewilligungen sowie die
Gründe, die zur Wahl eines bestimmten Wohnsitzes veranlassen (BGE 129 V 79 Erw.
5.2, 127 V 241 Erw. 2c, 125 III 101 Erw. 3, 125 V 78 Erw. 2a, je mit Hinweisen;
A. Bucher, a.a.O., Rz. 365 und 375; E. Bucher, a.a.O., N 25 ff. und 35 ff. zu Art. 23 ZGB;
Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.28; Staehelin, a.a.O., N 23 f. zu Art.
23).

Die Frage, wann eine Person mit Wohnsitz im
Ausland ihren ausländischen Wohnsitz aufgegeben hat, richtet sich nach Art. 20 Abs. 1 lit. a IPRG; dies ist der Fall, wenn sie den Ort des bisherigen
Lebensmittelpunktes definitiv verlassen hat, wobei unerheblich ist, ob nach dem
ausländischen Recht der ausländische Wohnsitz noch weiterbesteht (BGE 96 I 395 Erw. 4d, 87 II 9 Erw. 2, 74 III 18; E. Bucher,
a.a.O., N 34 ff., insbesondere N 37 zu Art. 24 ZGB; Staehelin, a.a.O., N 8
zu Art. 24). Die Aufgabe des einmal begründeten Wohnsitzes ist im
internationalen Verhältnis wesentlich einfacher als im innerstaatlichen (BGE
119 II 169 Erw. 2b). Sie ist auch dann anzunehmen, wenn die Person zwar
weiterhin einen ausländischen Wohnsitz hat, die Beziehungen dazu jedoch stark
gelockert erscheinen (Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.51; in diesem Sinne
auch schon E. Bucher, a.a.O., N 37 zu Art. 24 ZGB).

(…)

4.4 Infolge der weniger strengen Voraussetzungen
an die Aufgabe eines ausländischen Wohnsitzes (oben Erw. 3) ist davon
auszugehen, dass der Beschwerdegegner zum massgeblichen Zeitpunkt auf Grund
seines gelockerten Verhältnisses zu seinem Heimatland dort über keinen Wohnsitz
mehr verfügte.

Zwar ist bei verheirateten Personen mit Kindern
der Ort, an welchem sich die Familie befindet, ein wichtiger Anknüpfungspunkt
für die Bestimmung des Wohnsitzes im Sinne von Art. 23 Abs. 1 ZGB. Entgegen der
Ansicht der CSS ist dieser Ort jedoch nicht in jedem Falle ausschlaggebend. So
können einerseits Ehegatten ohne Weiteres getrennte Wohnsitze haben.
Andererseits befindet sich der Wohnsitz von Wochenaufenthaltern, welche ihre
Familie nur in grossen oder unregelmässigen Abständen sehen, am Arbeitsort;
diese Grundsätze haben umso mehr Berechtigung bei Personen, die sich den
grössten Teil des Jahres getrennt von ihren Familien zu Erwerbszwecken in der
Schweiz aufhalten, insbesondere wenn diese Aufteilung von Arbeitsstelle und
ausländischem Wohnort der Familienmitglieder über Jahre andauert. Es ist somit
nur folgerichtig, wenn bei Saisonniers, welche regelmässig in die Schweiz
wiederkehren, nach einer gewissen Zeit Wohnsitz in der Schweiz angenommen wird,
ungeachtet davon, ob die Voraussetzungen zum Erhalt der Aufenthaltsbewilligung
erfüllt sind. Diese Ansicht steht auch in Einklang mit der herrschenden Lehre
und Rechtsprechung, wonach fremdenpolizeiliche Bewilligungen keine
Voraussetzung, sondern nur ein Indiz für die Beantwortung der Frage nach dem
Wohnsitz sind. Ebenso wenig spielt der Grund für die Einreise in die Schweiz
eine Rolle; denn die Motive, die einer Wohnsitznahme zugrunde liegen, sind für
die Bestimmung des Wohnsitzes nicht massgeblich.

Auch steht die Absicht, später wieder ins
Heimatland zurück-zukehren, der Wohnsitznahme in der Schweiz nicht im Wege.“ (sottolineature della redattrice)

 

                               2.3.   In concreto, l’insorgente
beneficia di un permesso di domicilio di tipo „C“. Egli ha ottenuto, dalle
competenti autorità cantonali, il permesso di assentarsi dalla Svizzera per due
anni per motivi di studio (ricercatore universitario). La decisione della
Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha precisato che “durante la
validità del permesso di assenza sussistono i diritti domiciliari acquisiti in
Svizzera” e che “durante l’assenza dalla Svizzera sarete rappresentato"
dai genitori "per gli obblighi di natura pubblica e privata.” (doc.
A1).

 

Il caso di specie differisce tuttavia nelle conclusioni da una
causa giudicata di recente da questo TCA (STCA del 9 giugno 2006 nella causa
M.K., Inc. n. 36.2005.181), dove è stato accertato che l’assicurato, pure egli
al beneficio di un permesso "C", anche durante la sua assenza ha
continuato ad avere le sue relazioni personali in Svizzera, dove la sua
famiglia (moglie) ha continuato a risiedere e dove egli stesso intendeva
continuare a vivere. La sua intenzione, riconoscibile anche da terzi, era di
rimanere nel nostro Paese, dove ha intessuto i suoi rapporti interpersonali e
dove risiedeva da tempo. Il centro della sua esistenza si
trovava in Svizzera, dove pagava le tasse e dove ha depositato i propri
documenti. La sua temporanea ed eccezionale permanenza all’estero, seppur di
lunga durata (un anno), era dettata dalla comprensibile volontà di stare vicino
a sua madre, gravemente malata. Tant’è che egli ha chiesto un permesso di
assenza (e non la revoca del suo permesso di domicilio in Svizzera) e che la
moglie aveva il compito di rappresentarlo sia per gli obblighi di natura
privata che per gli obblighi di natura pubblica, tra cui anche quello di pagare
i premi dell’assicurazione malattie obbligatoria. Il suo domicilio era quindi
nel nostro Paese ed in virtù dell’art. 3 LAMal aveva l'obbligo di affiliarsi all’assicurazione malattie obbligatoria
svizzera ininterrottamente.

 

Nella fattispecie ora in esame, invece, l'assicurato ha fatto di __________ il centro
delle sue relazioni interpersonali, nel senso che per un periodo piuttosto
lungo - due anni - questa città e la nazione a cui essa appartiene sono
diventati il luogo della sua residenza effettiva, dove ha voluto stabilirsi
durevolmente dal    1° ottobre 2004 al 30 settembre 2006. A differenza del caso
appena ricordato, inoltre, il ricorrente si è integrato nel tessuto sociale
locale esercitandovi un'attività
lucrativa oltre alle sue ricerche, prendendovi domicilio, tutelandosi con una
copertura assicurativa in caso di malattia e pagandovi pure le imposte.

Va infatti evidenziato che il lavoro esercitato a
tempo pieno presso la locale università ha avuto come conseguenza la
domiciliazione civile e fiscale in __________ dell'assicurato, la quale ha comportato il pagamento delle imposte (alla
fonte) all'estero e la diretta
messa a beneficio della copertura sanitaria nazionale.

 

Questi elementi comprovano pertanto che per i due
anni in discussione RI 1, quasi trentenne, si è staccato completamente dalla
Svizzera, sia dal profilo soggettivo sia da quello oggettivo. Sono fatte salve
alcune volte in cui è rimpatriato per visitare i genitori, ma queste visite non
influiscono sulla sua intenzione di stabilirsi durevolmente – per quel periodo
specifico - a __________ e di farne quindi il luogo di residenza, seppure la
sua volontà, sin dall'inizio,
fosse quella – dopo il periodo di approfondimento all'estero - di ritornare poi comunque in Svizzera e di continuare ad
esservi domiciliato, esercitandovi un'attività lucrativa.

 

Ne discende pertanto che l’insieme delle
summenzionate circostanze, che si scostano dalla fattispecie precedentemente
giudicata da questo Tribunale, permette di giungere alla conclusione che nel
lasso di tempo fra il 1° ottobre 2004 ed il 30 settembre 2006 il domicilio del
ricorrente debba essere stabilito in __________ e quindi che non sia tenuto ad
affiliarsi alla LAMal.

 

                               2.4.   A questo
stesso risultato si giunge anche mediante l'applicazione del diritto internazionale.

 

Il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l'Accordo
del 21 giugno 1999 tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità
europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle
persone (ALC), che regola, in particolare nel suo Allegato II, il coordinamento
dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8 ALC).

 

Tuttavia, poiché l'assicurato dispone della sola nazionalità
__________, l'accordo non torna applicabile ratione personae alla
presente procedura (STFA del 20 aprile 2005 nella causa Z., K 24/04, consid.
1.1, dove ad un cittadino statunitense, domiciliato in Svizzera e ricoverato in
Italia, non è stato applicato l'ALC).

 

Va infatti precisato che l'Accordo garantisce la libera circolazione
dei cittadini di nazionalità svizzera (cioè in possesso di un passaporto
svizzero) rispettivamente di uno Stato UE, fra la Svizzera ed i Paesi UE e
viceversa. In linea di massima, l'ALC non concerne i cittadini di Stati terzi, fatta eccezione per il ricongiungimento familiare (i familiari di
un cittadino UE possono essere extracomunitari) e per i lavoratori di Stati
terzi che sono integrati nel mercato del lavoro dell'UE o della Svizzera che forniscono servizi a titolo provvisorio in
Svizzera per conto della loro impresa con sede nell'UE (lavoratori distaccati).

 

Gli apolidi ed i rifugiati riconosciuti come tali
da uno Stato contraente rientrano anch'essi nel campo d'applicazione
personale dell'Accordo.

 

Secondo l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell’allegato
II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità
europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a decorrere
dall’entrata in vigore dell'ALC qualora il medesimo campo sia disciplinato da
quest’ultimo.

 

In concreto, come visto, l'Accordo bilaterale non può essere posto
alla base della soluzione della fattispecie, perciò rimangono in vigore le
Convenzioni bilaterali sottoscritte dalla Svizzera.

 

A questo proposito va ancora osservato che l'UAM ha agito correttamente applicando
soltanto dal 1° aprile 2006 questo Accordo al ricorrente, avente passaporto
della __________ e quindi considerato dalla Svizzera – fino a quel momento -
come un cittadino extra UE, ovvero fino a quando l'ALC è stato esteso anche a dieci Paesi dell'Est Europa, sebbene questi Stati siano entrati a far parte dell'UE già il 1° maggio 2004.

 

L'ALC non essendo
applicabile al caso di specie, occorre quindi verificare l'applicabilità della Convenzione bilaterale
del __________ conclusa tra la Confederazione Svizzera e __________ sulla
sicurezza sociale, in vigore dal __________ __________.

 

                               2.5.   Giusta l'art. 2 cpv. 1 di questa Convenzione,
la stessa si applica in Svizzera, tra l'altro, alla legislazione federale
relativa all’assicurazione malattia.

 

Per l'art. 3 cpv. 2, la stessa si applica indistintamente a tutte
le persone, eccettuati gli articoli 4, 5, 7 paragrafi 3 e 4, come pure 11 a 19,
a cui la legislazione di uno Stato contraente è o era applicabile, nonché alle
persone i cui diritti derivano da una delle persone precitate. Restano
riservate le disposizioni più favorevoli del diritto interno.

 

Come emerge dalla documentazione agli atti, al
ricorrente è stata applicata la legislazione svizzera per venti anni, perciò,
in virtù della norma appena esposta, questa Convenzione bilaterale può tornare
applicabile al caso in esame.

 

Ora, tutte le convenzioni concluse dalla Svizzera
contengono regole sul diritto applicabile, ossia la designazione del sistema di
sicurezza sociale competente. Queste norme internazionali sono direttamente
applicabili e prevalgono sul diritto interno (DTF 110 V 72).

 

Per quanto concerne la determinazione della
legislazione qui applicabile, l'art. 6 della precitata Convenzione definisce che, con riserva
degli articoli 7 e 8 (non applicabili in concreto),
l’assoggettamento all’assicurazione delle persone menzionate
nell’articolo 3 è determinato conformemente alla legislazione dello Stato
contraente sul cui territorio queste persone risiedono o esercitano un’attività
lucrativa.

 

Il criterio utilizzato per
determinare il diritto applicabile (sistema competente) fra la Svizzera e la __________
è, dunque, anche quello del luogo di lavoro (Greber/Duc/Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi
fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), Basilea 1997, pag. 43
n. 63 segg. ad art. 1 LAVS).

Di regola, la nozione del
luogo di lavoro non è definita dalle convenzioni; questa questione deve essere
decisa secondo le disposizioni del diritto interno di ogni Stato contraente
(DTF 124 V 100 consid. 3a, 119 V 68 consid. 3a, 117 V 270; Greber/Duc/ Scartazzini, op. cit., pag. 43 n. 63 ad art. 1 LAVS).

 

A proposito di questo criterio si evidenzia come
nel diritto internazionale, allo scopo di evitare i conflitti di legge positivi
o negativi, venga di regola convenuta l'unicità della legislazione applicabile.
Gli strumenti di coordinazione designano di regola un diritto nazionale (Greber/Duc/Scartazzini, , pag. 41 n. 55 ad art. 1 LAVS) ed il criterio normalmente utilizzato per determinare
il sistema di sicurezza sociale competente è quello del luogo di lavoro
(lex loci laboris; Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., pag. 42 n. 57 ad art. 1 LAVS).

 

                               2.6.   Due sono
dunque le condizioni da adempiere, alternativamente, per determinare il
diritto applicabile alla fattispecie: occorre definire dove si trovava la residenza
dell'assicurato e dove egli esercitava
un'attività lucrativa.

 

Per quanto concerne l'attività lucrativa, RI 1 ha lavorato a __________ per due anni in qualità di
ricercatore universitario. Egli ha comprovato di aver esercitato un'attività lucrativa in __________, allegando
copia della decisione d'assunzione
del 28 maggio 2004, emessa quindi ben prima della sua effettiva entrata in
funzione presso l'istituto __________
dell'Università di __________.
Infatti, l'impiego dell'assicurato ha avuto inizio il 1° ottobre
2004 e si è protratto fino al 30 settembre 2006 lavorando con un grado d'occupazione del 100%, per il quale è stata
convenuta una retribuzione lorda di 30'000 __________ (corrispondenti a ca. Fr. 5'300.-). Il ricorrente sottostava poi ad un contratto collettivo di
lavoro (doc. B2).

 

Sulla scorta di questi elementi,
indipendentemente dall'entità del
compenso ricevuto, va ammesso che per due anni il ricorrente ha svolto a tutti
gli effetti un'attività
lucrativa in __________.

Di conseguenza, in virtù del citato art. 6 della
Convenzione fra la Svizzera e la __________, questa condizione è già
sufficiente, da sola, per concludere che l'obbligo di affiliazione dell'assicurato ad un sistema sanitario (svizzero o __________) debba
essere deciso in conformità del diritto __________.

Ora, come ha dimostrato il ricorrente, al suo arrivo a __________
questo Stato l'ha subito affiliato alla Cassa malati nazionale rilasciandogli
la carta sanitaria europea (docc. 5C e 5D), così da poter beneficiare del loro
sistema sanitario nazionale alla stregua di un normale cittadino __________. L'assicurato
ha inoltre affermato di aver necessitato di cure mediche in __________ e di
aver avuto pacificamente accesso alle stesse grazie alla copertura offerta dal
sistema sanitario estero.

Da quanto precede si deduce che il diritto __________ impone di
principio alle persone che svolgono un'attività lucrativa sul suo territorio di
affiliarsi all'assicurazione malattia nazionale.

 

Anche la condizione della residenza
è adempiuta sulla base di quanto esposto ed analizzato in merito al concetto di
domicilio del diritto svizzero (cfr. considd. 2.2 e 2.3).

 

Di conseguenza, sulla scorta della summenzionata
Convenzione conclusa tra la Svizzera e la __________, l'insorgente sottostà, anche dal profilo della residenza, alla
legislazione del Paese estero che l'ha ospitato. E, come nell'ipotesi analizzata in precedenza, verosimilmente anche questo fatto
comporta la sua affiliazione al sistema sanitario __________.

 

                               2.7.   Occorre
osservare che con lo scritto del 13 luglio 2004 (doc. 3) con cui la Sezione dei
permessi e dell'immigrazione ha
accordato all'assicurato il
permesso di assentarsi per due anni dal nostro Paese, al ricorrente è stata garantita
unicamente la sussistenza dei diritti domiciliari acquisiti in Svizzera.
Ciò significa soltanto che, dal profilo della Legge sul domicilio e la dimora
degli stranieri, al ricorrente, straniero, che ha lasciato la Svizzera per un
periodo superiore ai sei mesi, l'autorità competente ha eccezionalmente garantito - una volta
rientrato definitivamente in Svizzera – il mantenimento degli stessi diritti di
cui egli già beneficiava, acquisiti grazie alla sua presenza ininterrotta e ventennale
sul territorio svizzero.

In questo senso, al suo rientro, l'assicurato non perderà il diritto al permesso
C, quindi non sarà trattato come uno straniero che, al suo arrivo da noi per la
prima volta, chiede alle autorità un permesso per soggiornare sul nostro
territorio.

 

Queste particolari – e certo favorevoli - conseguenze
accordate all'assicurato dalla
Sezione dei permessi e dell'immigrazione
si riferiscono unicamente ai diritti domiciliari, ovvero a quanto riferito
al permesso di domicilio di cui beneficia il ricorrente. Proprio il rilascio di
tale garanzia da parte dell'amministrazione conferma che il domicilio ai sensi
del diritto civile è stato trasferito in __________ durante il periodo citato.
La tesi dell'UAM non può trovare conforto in tale atto della Sezione dei
permessi e dell'immigrazione.

 

Visto quanto esposto, questi individuali diritti
domiciliari non attestano affatto che il domicilio effettivo, e quindi civile, di
RI 1 sia rimasto in Svizzera anche durante la prolungata assenza all'estero per motivi di studio e di lavoro.

 

                               2.8.   Di
conseguenza, il ricorso va accolto e la decisione su reclamo del 22 maggio 2006
deve essere annullata, nella misura in cui obbliga il ricorrente a continuare
ad essere affiliato alla cassa malati __________ ininterrottamente fino al 31
marzo 2006.

 

La domanda di sussidio formulata dal ricorrente
non era ricevibile in questa sede e diviene comunque priva d'oggetto nella
misura in cui il presente ricorso è accolto.

 

Malgrado sia vincente in causa, all'assicurato, non patrocinato, non vanno
assegnate ripetibili (art. 61 lett. g LPGA).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         § La
decisione impugnata va di conseguenza annullata, nel senso che il ricorrente è
esonerato dall'essere
ininterrottamente affiliato alla Cassa malati __________ fino al 31 marzo 2006.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti