# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b22473c-bf83-537d-8be2-fb3a023626db
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-06-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.06.2017 C-2796/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2796-2014_2017-06-15.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-2796/2014 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 5  g i u g n o  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  

Viktoria Helfenstein e Franziska Schneider,  

cancelliera Anna Röthlisberger. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,    

rappresentato da Rechtsberatung für italienische 

Migrantinnen und Migranten,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE),  

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità, domanda di rendita (decisione 

del 1° maggio 2014). 

 

 

 

C-2796/2014 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino italiano, nato il (…), ha lavorato in Svizzera dal 

1975 al 1987 solvendo regolari contributi all’assicurazione svizzera per la 

vecchiaia, i superstiti e l’invalidità. In seguito, l’interessato è rientrato in Ita-

lia svolgendo diverse attività lavorative. Per motivi di salute, da settembre 

del 2006 ha lavorato al 25% (doc. 10 [ripetuto in doc. 25 pagg. 1 e 2], 30, 

31 e 53). 

A.b Il 19 dicembre 2006, l’interessato è stato sottoposto a una visita presso 

l’ambulatorio di pneumologia di B._______ (doc. 35). La prova di funziona-

lità respiratoria ed il test del cammino ivi eseguiti hanno evidenziato diffi-

coltà respiratorie senza desaturazione da sforzo. 

A.c L’assicurato è stato ricoverato in ospedale il 19 marzo 2013 per “dis-

pnea ingravescente e tosse insistente con espettorazione muco-puru-

lenta”. Il 26 marzo seguente, l’interessato è stato dimesso con la diagnosi 

di “Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) grado C riacutizzata con 

insufficienza respiratoria latente (significativa desaturazione notturna e 

sotto sforzo)” (doc. 42 [ripetuto in doc. 55]). 

B.  

Il 29 maggio 2013, l’interessato ha formulato una domanda volta all’otteni-

mento di una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità (doc. 30 e 

32). 

C.  

C.a Dalla documentazione di cui agli atti dell’autorità inferiore emergono in 

particolare: 

 la perizia medica particolareggiata E 213 del 21 ottobre 2013 re-

datta dalla dott.ssa C._______, medico dell’Istituto nazionale della 

previdenza sociale (INPS), la quale ha posto la diagnosi di “bron-

copneumopatia cronica con severo deficit ostruttivo; discreta desa-

turazione da sforzo e notturna; ICD 4912 bronchite cronica ostrut-

tiva” (doc. 45 pag. 8); 

 diverse prove di funzionalità respiratoria e diversi test del cammino 

effettuate dal 2006, con una maggiore frequenza dal 2010 fino al 

16 dicembre 2013 (doc. 35, 37, 38, 39, 43 e 60); 

C-2796/2014 

Pagina 3 

 diversi certificati medici dell’ambulatorio di pneumologia di 

B._______ del 2013 (doc. 40 [ripetuto in doc. 57], 46 [ripetuto in 

doc. 58], 56 e 60); 

 la presa di posizione del 14 gennaio 2014 del dott. D._______, me-

dico del Servizio medico regionale (SMR), il quale ha posto la dia-

gnosi, con influsso sulla capacità lavorativa, di broncopneumopatia 

cronica ostruttiva (BPCO) con enfisema e abuso di nicotina per 

lungo tempo. Senza influsso sulla capacità lavorativa ha posto la 

diagnosi di obesità BMI 30. Il medico ha ritenuto, a decorrere dal 

19 dicembre 2006, un’incapacità lavorativa nell’attività abituale del 

70% e una residua capacità lavorativa del 100% in attività sostitu-

tive adeguate (elenco delle limitazioni doc. 62 pag. 2; elenco di at-

tività possibili doc. 62 pagg. 3-4). 

C.b Con progetto di decisione del 30 gennaio 2014, l’autorità inferiore ha 

prospettato il respingimento della domanda di rendita formulata dall’inte-

ressato (doc. 64; cfr. anche doc. 63 [foglio di calcolo]).  

C.c Con prese di posizione del 25 febbraio 2014 (doc. 67), del 13 marzo 

2014 (doc. 69) e del 25 marzo 2014 (doc. 72), l’interessato, per il tramite 

del proprio rappresentante, ha indicato che la BPCO, ampiamente atte-

stata dalla sufficiente documentazione medica già agli atti, è grave (classe 

D della scala Gold [cfr. certificato medico del 16 dicembre 2013, doc. 60]) 

ed influenza la capacità lavorativa pure in attività sostitutive leggere, così 

come la qualità generale di vita e lo svolgimento delle abituali mansioni 

quotidiane. L’assicurato ha inoltre trasmesso un rendiconto dell’esercizio 

2013 dell’attività di artigiano attestante un ricavo annuo di EUR 2'290.- 

(doc. 70). L’interessato ha pertanto chiesto il riconoscimento di una rendita 

intera a decorrere dal mese di novembre del 2013. 

D.  

Con decisione del 1° maggio 2014, l’UAIE ha respinto la domanda di ren-

dita presentata dall’interessato. Ha segnatamente ritenuto un’incapacità la-

vorativa del 70% nell’ultima attività abituale svolta in qualità di tinteggiatore 

industriale, ma una capacità lavorativa totale nell’esercizio di un’attività che 

rispetti le limitazioni funzionali, segnatamente un’attività senza solleva-

mento di pesi, al riparo dalla polvere, dal freddo, dal caldo e dalle intempe-

rie (doc. 73; cfr. anche doc. 63 [foglio di calcolo]). 

E.  

Il 22 maggio 2014, l’interessato ha presentato ricorso dinanzi al Tribunale 

C-2796/2014 

Pagina 4 

amministrativo federale (TAF), mediante il quale ha chiesto l’annullamento 

della decisione impugnata e il riconoscimento del diritto di percepire una 

rendita intera a decorrere dal 1° novembre 2013 (doc. TAF 1). Il ricorrente 

ha fatto valere, nella sostanza, che l’affezione di cui soffre è maggiore di 

quanto ritenuto dall’autorità inferiore e comporta una limitazione notevole, 

in misura ancora da definire, anche nell’esercizio di adeguate attività sosti-

tutive leggere. 

F.  

Il 25 giugno 2014, l’interessato ha corrisposto il richiesto anticipo di fr. 400.- 

a copertura delle presumibili spese processuali (doc. TAF 4). 

G.  

Con risposta del 4 settembre 2014, l’UAIE ha proposto la reiezione del ri-

corso e la conferma della decisione impugnata riprendendone le motiva-

zioni (doc. TAF 7). 

H.  

H.a Nella replica del 10 ottobre 2014, il ricorrente si è integralmente ricon-

fermato nelle proprie richieste e conclusioni (doc. TAF 10). 

H.b Con scritto del 24 ottobre 2014, l’UAIE ha comunicato di rinunciare a 

presentare la duplica (doc. TAF 12). 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena 

cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 con 

rinvii). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell’assicurazione 

per l’invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

C-2796/2014 

Pagina 5 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 

ammissibile. Inoltre, con versamento del 25 giugno 2014 (doc. TAF 4), il 

ricorrente ha tempestivamente corrisposto l’anticipo spese richiesto (art. 

21 cpv. 3 e 63 cpv. 4 PA). 

2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l’ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

C-2796/2014 

Pagina 6 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto 

un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto 

ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-

condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a 

partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 

V 445). Nel caso concreto, si applicano di principio le nuove norme mate-

riali in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le disposizioni della 6a revi-

sione delle LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per quanto concerne le dispo-

sizioni formali della LPGA, immediatamente applicabili con la loro entrata 

in vigore). 

3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-

mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 1° maggio 2014. 

Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata 

sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata 

resa. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi 

possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-

zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 

consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'og-

getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giu-

dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenze 

del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5; 9C_116/2010 del 20 

aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

C-2796/2014 

Pagina 7 

4.  

Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-

dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-

mente le seguenti condizioni: 

 essere invalido ai sensi della LPGA e della LAI (art. 8 LPGA nonché 

art. 4, 28 e 28a LAI); 

 aver pagato i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione 

sociale assimilata (FF 2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 

1408/71 [art. 46 del regolamento (CE) n. 883/2004 {che rinvia al 

Capitolo 5}]) di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o 

dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante tre 

anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo 

contributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in 

combinazione con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid. 

3 e 4). 

È incontestato che il ricorrente adempie in ogni caso la condizione della 

durata minima di contribuzione, avendo pagato contributi all’assicurazione 

svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità durante 12 anni e 6 mesi 

(doc. 10 e 22). 

5.  

5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al 

guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mer-

cato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un 

danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sotto-

posto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente 

esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere 

prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). 

5.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se 

la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-

suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-

dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-

capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 

C-2796/2014 

Pagina 8 

senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-

lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

5.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

almeno il 50%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in 

vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo cui 

le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, 

sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitual-

mente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile segnatamente 

quando l'assicurato è cittadino dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 

132 V 423 consid. 6.4.1; 130 V 253 consid. 2.3). 

5.4 La nozione d'invalidità di cui agli art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di 

carattere economico-giuridico e non medico (cfr. sentenze del TF 

9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17 

gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 

il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che 

l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-

gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti 

d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-

brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe 

potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo 

generale del raffronto dei redditi). 

5.5 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni 

mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno in-

validante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esi-

gibili dall'assicurato (cfr. sentenze del TF 9C_240/2013 del 22 ottobre 2013 

consid. 2.1 e 8C_ 671/2011 dell'11 novembre 2011 consid. 3). 

6.  

In virtù dell'art. 43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in 

relazione con l'art. 40 PCF (RS 273), il Tribunale accerta, con la collabora-

zione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della controversia, as-

sume le prove necessarie e le valuta liberamente. Secondo giurispru-

denza, se il giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati, 

può, peraltro non senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 

4.4.1.4), sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento dell'i-

struzione sia procedere lui medesimo a tale istruzione complementare. Un 

rinvio all'amministrazione che ha per scopo di completare l'accertamento 

C-2796/2014 

Pagina 9 

dei fatti non viola né i principi della semplicità e della celerità né il principio 

inquisitorio. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giu-

stificato se l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti 

sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribu-

nale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 

9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii). 

7.  

7.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio 

medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in 

merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa 

situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto 

delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 

fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1 e DTF 125 V 351 consid. 3). 

7.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-

ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-

dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-

fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-

tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi 

siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V 

210 consid. 6.2.4; 134 V 232 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore 

probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V 

254 consid. 3.3 e 3.4]). 

7.3 In particolare, per quanto concerne le perizie giudiziarie la giurispru-

denza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dal 

parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del 

tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un punto di vista 

medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il giudice a non 

fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni contraddittorie, il 

contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emergono validi motivi 

per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fon-

data da mettere in discussione le conclusioni peritali (DTF 137 V 210 con-

sid. 1.3.4 e DTF 125 V 351 consid. 3b/bb). 

C-2796/2014 

Pagina 10 

7.4 Per quel che riguarda le perizie di parte, il Tribunale federale ha preci-

sato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono con-

tribuire ad accertare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non 

abbiano lo stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve 

valutare se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia 

giudiziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione. Giova altresì rile-

vare come debba essere considerato con la necessaria prudenza l'avviso 

dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore del pro-

prio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli 

stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii). 

7.5 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere 

la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui si 

fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia pre-

cisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri 

medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, 

come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale 

sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio 

2011 consid. 7.2). 

8.  

8.1 È incontestato – né appare esservi motivo per questo Tribunale di in-

tervenire d’ufficio –, che nell’attività abituale di pittore/imbianchino risulta 

per il ricorrente, a decorrere dal 19 dicembre 2006, un’incapacità lavorativa 

del 70/75% attestata dapprima dalla dott.ssa C._______ nella perizia me-

dica particolareggiata E 213 (in misura del 75% [cfr. doc. 45]) e poi dal 

medico SMR (in misura del 70% [cfr. doc. 62]). 

8.2 Quanto alla residua capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate, 

dagli atti si evince quanto segue. Nel primo certificato dell’ambulatorio di 

pneumologia di B._______ del 19 dicembre 2006 (doc. 35), la prova di fun-

zionalità respiratoria ha posto i valori basali registrati per il FEV1/FVC (va-

lore teorico: 78) pari a 37 e, dopo il broncodilatatore, 39 (doc. 35 pag. 1). I 

risultati del test sono stati così interpretati: “Disventilazione mista, preva-

lentemente ostruttiva di grado severo, sensibile al broncodilatatore usato. 

Marcato aumento dei volumi polmonari con sovradistensione parenchimale 

di grado marcato. Riduzione della diffusione alveolo-capillare del CO di 

grado lieve in valore assoluto. EAB in aria nei limiti di norma” (doc. 35 pag. 

2). Una desaturazione da sforzo non è risultata al test dei 6 minuti (test del 

cammino; doc. 35 pag. 3). Alla visita dell’11 ottobre 2013 della medesima 

C-2796/2014 

Pagina 11 

struttura (doc. 46 [ripetuto in doc. 58]), la diagnosi posta è di “Broncopneu-

mopatia cronica ostruttiva di grado grave (C) - Enfisema polmonare. Pre-

gressa insufficienza respiratoria intermittente (notturna e da sforzo)”. Men-

tre, nell’ultimo certificato degli esami pneumologici di cui agli atti, ossia 

quello del 16 dicembre 2013 (doc. 60), è stata posta la diagnosi di “Bron-

copneumopatia cronica ostruttiva di grado molto grave (D) – Enfisema pol-

monare” e i valori basali registrati per il FEV1/FVC (valore teorico: 77) 

erano pari a 25 e, dopo il broncodilatatore, 30. Questi referti evidenziano 

uno stato di salute chiaramente peggiorato rispetto alla situazione “iniziale” 

del 2006. Più in generale può essere rilevato che vi è stato un primo peg-

gioramento nell’ottobre del 2013 e un secondo peggioramento nel dicem-

bre del 2013. Nei referti medici dell’ottobre e dicembre 2013 non vi è tutta-

via alcuna indicazione sulla residua capacità lavorativa dell’insorgente, se-

gnatamente in attività sostitutive adeguate. Sulla questione, l’autorità infe-

riore ha fondato la propria decisione sul rapporto del 14 gennaio 2014 del 

dott. D._______ (doc. 62), medico del SMR, FMH in medicina generale, 

medico SMR certificato, nel quale è stata posta la diagnosi di BPCO e rite-

nuto, a decorrere dal 19 dicembre 2006, una residua capacità lavorativa 

del 30% nell’abituale attività, ma del 100% in attività sostitutive adeguate. 

Tuttavia, il medico SMR non ha riportato alcuna indicazione in merito 

all’evoluzione nel tempo della BPCO – la quale, come precedentemente 

rilevato, ha subito un doppio chiaro peggioramento nel 2013 –, non ha spe-

cificato la gravità di detta patologia (per es. leggera, medio-grave, grave, 

molto grave) e la sua valutazione non è motivata. In altri termini, non vi è 

alcun elemento agli atti da cui dedurre che il medico SMR, che peraltro non 

dispone di una specializzazione in pneumologia, abbia tenuto conto del 

peggioramento nel tempo della BPCO né tanto meno del motivo per cui la 

gravità della malattia diagnosticata da specialisti italiani non avrebbe al-

cuna incidenza sulla residua capacità lavorativa pure in attività sostitutive 

adeguate, e ciò nonostante l’indicazione contraria contenuta nella perizia 

E 213 del 21 ottobre 2013 (doc. 45). Basti ancora rilevare che è noto che 

la BPCO può influire sulla capacità lavorativa, nonché sulla qualità di vita, 

segnatamente nei casi di grado C – in tali casi il paziente presenta difficoltà 

respiratorie tali da essere costretto a fermarsi durante un cammino sul 

piano dopo avere percorso appena circa 100 metri – e nei casi di grado D 

– in quest’ultimi casi il paziente presente un affanno tale da impedirgli di 

uscire di casa o cambiarsi d’abito (cfr., ad es., i siti internet della Rivista 

medica svizzera: Scala delle dispnee secondo il Consiglio per la ricerca 

medica [MRC]: https://www.revmed.ch/Scores/PRONOSTIC-

BPCO/BPCO-LONG-TERME/Pour-en-savoir-plus/5-Echelle-de-dyspnee-

du-MRC; del National institute for health and care excellence: 

C-2796/2014 

Pagina 12 

https://www.nice.org.uk/guidance/cg101/chapter/Key-priorities-for-imple-

mentation e del Progetto asco: aggiornamento scientifico continuo: 

https://www.progettoasco.it/riviste/rivista_simg/2009/03_2009/9.pdf; con-

sultati il 3 aprile 2017). Da quanto esposto, consegue che l’autorità inferiore 

non ha proceduto ad un accertamento sufficiente dei fatti giuridicamente 

rilevanti. Non si può prescindere da un più approfondito accertamento dei 

fatti, ritenuto che allo stato attuale degli atti di causa non si può escludere 

che, a seguito del necessario completamento dell’istruttoria da parte 

dell’autorità inferiore, al ricorrente debba infine essere riconosciuto, al più 

presto a decorrere dal 1° novembre 2013 (ossia 6 mesi dopo l’inoltro della 

domanda di rendita [cfr. consid. B della presente sentenza]), il diritto a una 

rendita dell’assicurazione per l’invalidità svizzera. 

8.3 Quanto alla perizia medica particolareggiata E 213 del 21 ottobre 2013 

(doc. 45), redatta dalla dott.ssa C._______, medico dell’INPS la cui spe-

cializzazione non è nota, non può colmare la lacuna istruttoria precedente-

mente menzionata. Essa attesta invero in maniera chiara ed inequivocabile 

un’incapacità a svolgere un’attività sostitutiva adeguata. Tuttavia, nella 

menzionata perizia non è stata determinata una specifica percentuale re-

lativa a detta incapacità lavorativa o un preciso numero di ore di lavoro, 

essendo stato fatto su questo punto generico riferimento alla scelta fatta 

dal ricorrente stesso, che al momento della perizia E 213 del 21 ottobre 

2013 avrebbe ancora lavorato 3-4 ore al giorno. Va altresì ancora rammen-

tato che il grado della BPCO del ricorrente ha subito un ulteriore peggiora-

mento nel dicembre del 2013.  

8.4 In altre parole, non vi erano al momento dell’emanazione della deci-

sione impugnata, né vi sono ora, sufficienti elementi agli atti di causa tali 

da consentire di potersi determinare con il grado della verosimiglianza pre-

ponderante sulla residua capacità lavorativa del ricorrente, fermo restando 

che quest’ultimo ha pienamente collaborato all’accertamento dei fatti giuri-

dicamente rilevanti e fornito tutti quegli elementi che imponevano all’auto-

rità inferiore di procedere d’ufficio al completamento dell’istruttoria mede-

sima (art. 69 OAI). 

9.  

Per conseguenza, il ricorso del 22 maggio 2014 va accolto nel senso che 

la decisione impugnata del 1° maggio 2014 deve essere annullata e gli atti 

rinviati all’autorità inferiore per completamento dell’istruttoria (v. in dettaglio 

su questo punto il considerando 10.1 del presente giudizio). In considera-

zione dell’esito della presente procedura, non vi è ragione di esaminare 

l’ulteriore censura sollevata dal ricorrente con riferimento ai dati ritenuti 

C-2796/2014 

Pagina 13 

dall’autorità inferiore nell’ambito del raffronto dei redditi, dovendo quest’ul-

tima nuovamente pronunciarsi sul caso. 

10.  

10.1 Quando il TAF annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autorità 

inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con istru-

zioni vincolanti, all'autorità inferiore per un nuovo giudizio (cfr. sentenza del 

TAF C-71/2010 del 25 giugno 2012 consid. 9.1). In particolare, esso si so-

stituirà all'autorità inferiore se gli atti sono completi e comunque sufficienti 

a statuire sull'applicazione del diritto federale (cfr. sentenza del TF 

9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii; DTF 126 II 43; 125 II 

326). Tale non è il caso nella presente fattispecie per i motivi precedente-

mente indicati. Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore 

affinché la stessa proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridica-

mente rilevanti con riferimento allo stato di salute del ricorrente, segnata-

mente con una perizia pneumologica (cfr., sulla possibilità di un rinvio 

all'autorità inferiore in siffatte circostanze, DTF 137 V 210 4.4.1.4 [cfr. an-

che il considerando 6 del presente giudizio]), e con ogni ulteriore esame 

che l'evoluzione nel tempo dello stato di salute del ricorrente dovesse ren-

dere necessario, nonché a pronunciare una nuova decisione. 

10.2 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da 

esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non 

sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-

sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4) dal momento 

che nella decisione impugnata del 1° maggio 2014 l'autorità inferiore ha 

respinto la richiesta di rendita formulata dall’insorgente. 

11.  

11.1 Visto l'esito della causa, non sono prelevate delle spese processuali 

(art. 63 PA). L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali di fr. 

400.-, versato il 25 giugno 2014, sarà restituito al ricorrente allorquando il 

presente giudizio sarà cresciuto in giudicato. 

11.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da manda-

tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art. 

64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio 

2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2] cfr. pure DTF 137 V 57 

C-2796/2014 

Pagina 14 

consid. 2 secondo cui la parte che ha presentato ricorso in materia d'asse-

gnazione o rifiuto di prestazioni assicurative è reputata vincente, dal profilo 

delle ripetibili, anche se la causa è rinviata all'amministrazione per comple-

mento istruttorio e nuova decisione). La stessa, in assenza di una nota 

dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 1’000.- (compresi 

i disborsi ed esclusa l’imposta sull’IVA [cfr., fra le tante, sentenza del TAF 

C-995/2014 del 9 marzo 2017 consid. 10.2 con rinvii]), tenuto conto del 

lavoro utile e necessario, limitato, svolto dal rappresentante del ricorrente. 

L'indennità per ripetibili è posta a carico dell'UAIE. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-2796/2014 

Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto nel senso che la decisione impugnata del 1° maggio 

2014 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all’UAIE affinché proceda 

al completamento dell’istruttoria e alla pronuncia di una nuova decisione ai 

sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. L’anticipo di fr. 400.-, corrisposto il 25 

giugno 2014, sarà restituito al ricorrente dopo la crescita in giudicato della 

presente sentenza. 

3.  

L’UAIE rifonderà al ricorrente fr. 1'000.- a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif.; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Anna Röthlisberger 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notifica, nella misura in cui sono 

adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Gli 

atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati 

(art. 42 LTF). 

Data di spedizione: