# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ebbf4818-bb91-5fcd-9372-c1672b4df2fa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-03-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 31.03.2017 17.2016.147
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2016-147_2017-03-31.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2016.147+148

  17.2016.174

  17.2017.67-70

  	
  Locarno

  31 marzo 2017/im 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Damiano Stefani e Giovanni Celio

  

 

	
  segretario:

  	
  Ugo Peer, vicecancelliere 

  

 

 

ed ora sedente per statuire nella procedura d’appello
avviata a seguito degli annunci 7 giugno 2016 confermati con dichiarazioni di
appello 23 e 24 agosto 2016 da 

 

	
   

  	
  AP 1

   

  rappr. dall'avv. DI 1 

   

   

  e dal

   

  PP 1

  

 

e con appello incidentale 12
settembre 2016 presentato da

 

	
   

  	
  PC 1 (AP)

  PC 2 (AP)

  PC 3 (AP)

  PC 4 (AP)

  PC 5 (AP)

  tutti rappr. dall'RC 1

   

  contro la sentenza emanata il 2 giugno 2016 dalla Corte
  delle assise criminali nei confronti di AP 1

  

 

 

 

esaminati gli atti;

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con atto di accusa 24
febbraio 2016, il PP ha imputato ad AP 1 una serie di reati tutti, secondo
l’ipotesi accusatoria, commessi ai danni di suoi allievi o ex-allievi. E
meglio:

 

                                         1.     atti
sessuali con fanciulli, ripetuti, consumati e tentati

                                                per
avere,

                                                ad _______,
presso la sede dell’Istituto scolastico comunale, in date imprecisate, nel
periodo compreso tra settembre 2013 e fine maggio 2015,

                                                nella
sua aula, durante la correzione alla cattedra dei compiti o dei lavori in
classe, dopo averli presi in braccio e fatti sedere sulle sue gambe o sulle sue
ginocchia,

                                                in un
numero imprecisato di occasioni, quantificate dalle vittime in “tante        volte”
e anche più volte al giorno, 

                                                ripetutamente
compiuto e/o tentato di compiere atti sessuali con i suoi allievi PC 1 (nato il
27.05.2004), __________. (nato il 28.07.2004), __________ (nato il
01.09.2004), PC 2 (nato il 12.03.2004), __________ (nato il 22.01.2004), __________
(nato il 02.05.2004), __________ (nato il 08.06.2004), __________ (nato il
09.08.2004) e __________ (nato il 12.12.2003), tutti minori di sedici anni,

 

                                                e
meglio, per avere,

 

                                                dopo
averli ripetutamente solleticati e/o massaggiati, sia sopra i vestiti che sulla
pelle nuda, partendo dal torace o dalle spalle scendendo lungo la schiena,
talvolta fino all’osso sacro, oppure lungo i fianchi o l’addome, soffermandosi
soprattutto e insistentemente attorno all’ombelico e alla cintola, con
movimenti circolari della mano,

 

                                                allungato
una mano sopra i vestiti e/o infilato una mano nei pantaloni o nelle mutande
dei bambini, palpeggiandoli con insistenza, nella zona pubica, inguinale e/o
sui genitali,

                                                rispettivamente
per aver tentato di farlo, ma senza riuscire nel suo intento perché i bambini
non si lasciavano toccare, si muovevano, si allontanavano, oppure perché temeva
di essere visto dagli altri allievi o da terze persone,

 

                                                ritenuto
che, nelle summenzionate circostanze, l’imputato ha:

 

                                                ripetutamente
toccato e/o palpeggiato, rispettivamente tentato di toccare                   e/o
palpeggiare:

                                                -
PC 1 (nato il 27.05.2004), nella zona pubica, inguinale e, almeno una                              volta,
forse il 15 maggio 2015, sul pene, sulla pelle nuda;

                                                -
__________ (nato il 28.07.2004) e __________ (nato il 01.09.2004), nella zona                      pubica
e inguinale;

 

                                                 ripetutamente
tentato di toccare e/o palpeggiare:

                                                -
PC 2 (nato il 12.03.2004), __________ (nato il 22.01.2004), __________ (nato il
02.05.2004), __________ (nato il 08.06.2004), __________ (nato il 09.08.2004) e
__________ (nato il 12.12.2003), nella zona pubica, inguinale e/o sui genitali,
solleticandoli e/o massaggiandoli con insistenza attorno all’ombelico e alla
cintola, sia sopra i vestiti che sulla pelle nuda, con movimenti circolari
della mano, ma senza riuscire ad andare oltre, perché i bambini non si
lasciavano toccare, si muovevano, si allontanavano, oppure perché temeva di
essere visto dagli altri allievi o da terze persone;

 

                                         2.
    coazione sessuale, ripetuta, consumata e tentata

 

                                                 per
avere,

                                         2.1.      nelle summenzionate circostanze,

                                                 in
un numero imprecisato di occasioni, quantificate dalle vittime in “tante                    volte”
e anche più volte al giorno, 

                                                  usando
pressioni psicologiche e modalità tali da renderli inetti a resistere,
ripetutamente costretto e/o tentato di costringere i suoi allievi PC 1 (nato il
27.05.2004), __________ (nato il 28.07.2004), __________ (nato il 01.09.2004), PC
2 (nato il 12.03.2004), __________ (nato il 22.01.2004__________ (nato il
02.05.2004), __________ (nato il 08.06.2004), __________ (nato il 09.08.2004) e
__________ (nato il 12.12.2003), a subire, contro la loro volontà, atti
sessuali,

 

                                                  e
meglio, per avere,

                                                  approfittando
della stima e della fiducia dei suoi superiori e dei genitori                        dei
bambini, facendo inoltre leva sull’attaccamento e l’affetto dei suoi                                   allievi,

                                                  sfruttando
il timore e la soggezione che incuteva loro, in ragione soprattutto della sua
personalità severa e dell’atteggiamento manesco che lo contraddistingueva,

                                                  sfruttando
quindi la situazione in cui gli allievi si erano venuti a trovare, dopo averli
presi in braccio e fatti sedere sulle sue gambe o sulle sue ginocchia,
solleticati e massaggiati, come meglio descritto in precedenza,

                                                 costretto
e/o tentato di costringere gli stessi a subire degli atti sessuali e più
precisamente dei toccamenti nella zona pubica, inguinale e/o sui genitali, come
precisato in precedenza,

                                                 interrompendo
tale suo agire unicamente perché i bambini non si lasciavano toccare, si
muovevano, si allontanavano, oppure perché temeva di essere visto dagli altri
allievi o da terze persone;

 

                                         2.2.   per avere, a Verona (I),

                                                 una
notte, all’inizio del mese di agosto 2013, verso le ore 01:00 circa, dopo aver
assistito a uno spettacolo all’Arena,

                                                 all’interno
della sua autovettura parcheggiata nei pressi dell’università, 

                                                 esercitando
pressioni psicologiche su di lui e modalità tali da renderlo inetto a
resistere,

                                                 tentato
di costringere il suo ex-allievo PC 5 (nato nel 1990), a subire, contro la sua
volontà, un atto sessuale,

 

                                                  e
meglio, per avere,

                                                  approfittando
dell’amicizia e della fiducia della vittima, che in più occasioni lo aveva
accompagnato in gite culturali o scolastiche, 

                                                  sfruttando
il fatto che si trovassero da soli, di notte, in un luogo appartato, buio e
lontano da casa, nonché la soggezione che egli incuteva alla vittima, in
ragione soprattutto della sua personalità severa e irascibile,

                                                  sfruttando
quindi la situazione di timore e di paura in cui la vittima si era venuta a
trovare, dopo averle ripetutamente ed insistentemente massaggiato l’addome, in
particolare attorno all’ombelico, sia sopra la maglietta che sulla pelle nuda,
dicendole nel contempo, con voce alterata, “posso? a me piace toccare”,

                                                  allungato
e infilato una mano nei suoi pantaloni, nel tentativo di costringerla a subire,
contro la sua volontà, un atto sessuale e più precisamente il toccamento dei
genitali,

                                                  senza
riuscire nel suo intento, poiché la vittima gli diceva di non farlo e gli
bloccava la mano;

 

                                         3.
    coazione, ripetuta

                                                  per
avere,

                                                  ad
_______, presso la sede dell’Istituto scolastico comunale, 

                                                  in
date imprecisate, nel periodo settembre/ottobre 2011 - fine maggio 2015, nella
sua aula e durante le lezioni,

                                                  in
un numero imprecisato di occasioni,

                                                  usando
violenza o minaccia di grave danno o intralciando in altro modo la loro libertà
d’agire, ripetutamente costretto e/o tentato di costringere i suoi allievi PC 1
(nato il 27.05.2004), PC 2 (nato il 12.03.2004), __________ (nato il
22.01.2004), __________ (nato il 02.05.2004), __________ (nato il 08.06.2004), __________
(nato il 09.08.2004), __________ (nato il 12.12.2003), PC 4 (nato il
21.12.2004), PC 3 (nato il 30.04.2004), __________ (nato il 17.06.2004) e __________
(nato il 17.06.1999), a fare o a tollerare un atto,

 

                                                  e
meglio, per avere,

 

                                                  usato
violenza e/o minacciato questi allievi, con parole e/o gesti intimidatori,
gridando e urlando, agitando o picchiando con violenza una riga o una bacchetta
di bambù sulla cattedra, per intimorirli e farli tacere,

                                                  colpendoli
con scappellotti dietro alla nuca, afferrandoli alle braccia o alle spalle, ai
capelli o alle orecchie, per farli tacere e trascinarli al loro banco o fuori
dall’aula scolastica;

 

                                         4.
    violazione del dovere d'assistenza o educazione

                                                  per
avere,

                                                  a _______
e _______,

                                                  nel
periodo settembre 2010 - settembre 2013,

                                                  presso
le rispettive sedi dell’Istituto scolastico comunale, 

                                                  in
un numero imprecisato di occasioni,

                                                  nella
sua aula e durante le lezioni, in qualità di docente,

                                                  violato
e trascurato il dovere di assistenza e di educazione verso i suoi allievi PC 4
(nato il 21.12.2004), PC 3 (nato il 30.04.2004) e __________ (nato il
12.12.2003), adottando un comportamento violento e manesco nei loro confronti,
poco rispettoso dei loro bisogni e delle loro difficoltà personali, esponendo
in tal modo a pericolo il loro sviluppo fisico e psichico, 

 

                                                  e
meglio, per avere,

 

                                         4.1.                                   a _______, nel periodo
settembre 2010 - giugno 2012, ripetutamente maltrattato PC 4 (nato il 21.12.2004),
bambino dal carattere difficile, in particolare tirandogli ripetutamente e con
forza i capelli e le orecchie, facendogli il “torcinaso”, colpendolo con
sberle e con scappellotti dietro alla nuca, insultandolo e trascinandolo fuori
dall’aula;

 

                                         4.2.                                   ad
_______, nel periodo settembre - novembre 2012, ripetutamente maltrattato PC 3
(nato il 30.04.2004), bambino affetto da sindrome dell’iperattività e
dell’attenzione, in particolare tirandogli ripetutamente e con forza i capelli
e le orecchie, afferrandolo per le spalle, sollevandolo di peso per poi
lasciarlo cadere a terra sulle ginocchia, insultandolo e colpendolo con
scappellotti al punto di fargli picchiare la testa sul banco;

 

                                         4.3.                                   ad
_______, nel periodo ottobre 2012 - settembre 2013, ripetutamente maltrattato __________
(nato il 12.12.2003), bambino affetto da sindrome dell’iperattività, in
particolare tirandogli ripetutamente e con forza i capelli e le orecchie,
afferrandolo e trascinandolo fuori dall’aula;

 

                                         5.     vie
di fatto reiterate

                                                 per
avere,

                                                 ad
_______, presso la sede dell’Istituto scolastico comunale, 

                                                 in
date imprecisate, nel periodo primavera 2013 - fine maggio 2015,

                                                 nella
sua aula e durante le lezioni,

                                                 in
un numero imprecisato di occasioni, 

                                                 commesso
vie di fatto contro i suoi allievi PC 1 (nato il 27.05.2004) e

                                                 __________
(nato il 12.12.2003), dei quali aveva la custodia o doveva                        avere
cura, e meglio, per avere,

 

                                                  tirato
loro i capelli o le orecchie, fatto loro il “torcinaso” o dei pizzicotti
sulle guance, come pure per averli colpiti con scappellotti o “coppini”
dietro alla nuca, senza cagionare loro un danno al corpo o alla salute.

 

                                  B.   In occasione del
dibattimento di primo grado, su proposta del presidente e con l’accordo di
tutte le parti:

 

                                         -  dal punto 3 AA,
è stata stralciata l’imputazione di coazione a

                                            danno di __________;

 

                                         -  l’inizio
di commissione del reato imputato al punto 5. dell’AA è         stato
posticipato da primavera 2013 a settembre 2013   (sentenza impugnata, pag. 7).

 

                                  C.   Con sentenza 2 giugno
2016 (motivazione scritta intimata il 4 agosto 2016), la Corte delle assise
criminali ha prosciolto AP 1 dalle accuse di:

 

                                         -   ripetuti
atti sessuali con fanciulli in parte tentati di cui al punto 1 dell’atto
d’accusa limitatamente al periodo settembre 2013/agosto 2014 e per gli alunni
minori di anni sedici PC 2 (nato il 12.3.2004), __________ (nato il 22.1.2004),
__________ (nato il 2.5.2004), __________ (nato l’8.6.2004), __________ (nato
il 9.8.2004) e __________ (nato il 12.12.2003);

 

                                         -   ripetuta
coazione sessuale in parte tentata di cui al punto 2.1 dell’atto d’accusa
limitatamente al periodo settembre
2013/agosto 2014 e per gli alunni minori
di anni sedici PC 2 (nato il 12.3.2004), __________ (nato il 22.1.2004), __________
(nato il 2.5.2004), __________ (nato l’8.6.2004), __________ (nato il 9.8.2004)
e __________ (nato il 12.12.2003) nonché al punto 2.2 dell’atto d’accusa;

 

                                         -
  ripetuta coazione di cui al punto 3 dell’atto d’accusa;

 

                                         -
  violazione del dovere d’assistenza o educazione di cui ai punti 4.1 e
4.3  dell’atto d’accusa;

 

                                         -   vie di
fatto di cui al punto 5 dell’atto d’accusa limitatamente al pugno sotto il
mento inferto all’alunno PC 1 (nato il 27.5.2004) nonché per gli atti
all’alunno __________ (nato il 12.12.2003).” (punti 2.1., 2.2., 2.3., 2.4. e
2.5. del dispositivo; pag. 70 della sentenza impugnata). 

 

Per contro, AP 1 è stato dichiarato autore colpevole di:

 

                                         -
  ripetuti atti sessuali con fanciulli

                                            per avere,
ad _______, presso la sede dell’Istituto scolastico comunale, nel periodo
settembre 2014/fine maggio 2015 ripetutamente toccato nella zona pubica e
inguinale, anche sulla pelle nuda, gli alunni minori di anni sedici PC 1 (nato
il 27.5.2004), __________ (nato il 28.7.2004) e __________ (nato il 1.9.2004)
nonché, in un’occasione, toccato il pene del minore PC 1;

 

                                         -   ripetuta
coazione sessuale

                                            per avere,
nelle circostanze di cui al punto 1.1 del dispositivo, esercitando pressioni
psicologiche e modalità tali da renderli inetti a resistere, ripetutamente costretto
gli alunni minori di anni sedici PC 1 (nato il 27.5.2004), __________ (nato il
28.7.2004) e __________ (nato il 1.9.2004) a subire gli atti sessuali di cui al
punto 1.1 del dispositivo;

 

 

 

                                         -
  violazione del dovere di assistenza o educazione

                                            per avere,
ad _______, presso l’istituto scolastico comunale, nel periodo settembre
2012/novembre 2012, adottando un comportamento violento e manesco nei suoi
confronti, esposto a pericolo lo sviluppo psichico del suo alunno PC 3 (nato il
30.4.2004);

 

                                         -
vie di fatto

                                            per avere,
ad _______, presso la sede dell’istituto scolastico comunale, nel periodo
settembre 2013/fine maggio 2015, ripetutamente commesso vie di fatto contro il
suo alunno PC 1 (nato il 27.5.2004) (punti 1.1., 1.2., 1.3. e 1.4. del
dispositivo; pag. 69 della sentenza impugnata). 

 

                                         Per i reati di cui è stato
riconosciuto autore colpevole, AP 1 è stato condannato alla pena detentiva di
14 mesi e alla multa di fr. 500.-.

                                         L’esecuzione della pena
detentiva è stata condizionalmente sospesa con un periodo di prova di due anni.

                                         La prima Corte ha, poi,
pronunciato, nei confronti di AP 1, l’interdizione per la durata di 10 anni
dell’esercizio di qualsiasi attività professionale o extraprofessionale
organizzata implicante un contatto regolare con minorenni (dispositivo 5.), lo
ha sottoposto ad assistenza riabilitativa (dispositivo 6.) e lo ha condannato a
versare:

 

                                         -  fr. 6'799.25 a PC
1 (nato il 27.5.2004) di cui fr. 4'000.- per torto                                                   morale
e fr. 2'799.25 per spese legali;

                                         -  fr. 4'299.20 a PC
3 (nato il 30.4.2004) di cui fr. 1'500.- per torto                                                   morale
e fr. 2’799.20.- per spese legali (dispositivo 7.1. e 7.2.).

 

                                  D.   Contro la sentenza
della Corte delle assise criminali hanno interposto appello sia il procuratore
pubblico che il condannato.

                                         Il primo ha precisato di
impugnare i dispositivi n. 2., 3. , 4. , 9. e 10. della sentenza
impugnata ed ha postulato che l’imputato venga dichiarato autore colpevole di
tutte le imputazioni che gli sono rivolte con l’AA e che venga condannato alla
pena detentiva di 3 anni e 9 mesi. 

 

                                         Il secondo ha, invece,
impugnato i dispositivi n. 1.1. limitatamente alle imputazioni
che concernono i reati contro __________ e __________, 1.2. (condanna
per coazione sessuale), 3.1. (pena), 9 (tassa di giustizia e
spese), 10.1 (quantificazione dell’indennità ex art 419 CPP) e 11.3
(quantificazione delle tasse e spese di giustizia a suo carico). 

                                         In sintesi, ha chiesto di
essere assolto dalle imputazioni di atti sessuali con fanciulli relativamente a
__________ e __________ e integralmente da quella di coazione sessuale. Di
conseguenza, ha postulato una sensibile riduzione delle pena e una diversa
commisurazione, oltre che della quota di spese di giudizio a suo carico,
dell’indennità ex art. 429 CPP.

 

Gli accusatori privati PC 1, PC 2, PC 4, PC 3 e PC 5 hanno
presentato appello incidentale chiedendo che AP 1 venga riconosciuto autore
colpevole di tutti i reati imputatigli con l’AA e che vengano riconosciute le
richieste di risarcimento da loro avanzate in sede di dibattimento di primo
grado.

 

                                  E.   Ne segue che, in
assenza di impugnazione, le condanne di AP 1 per atti sessuali con fanciulli in
relazione a PC 1 (dispositivo n. 1.1. in parte), per violazione del
dovere di assistenza o educazione (dispositivo n. 1.3.) nonché quella
interdittiva (dispositivo 5.), e relativa all’assistenza riabilitativa
(dispositivo 6.), quella concernente le indennità per torto morale agli
AP PC 1 e PC 3 (parte dei dispositivi 7.1. e 7.2) nonché il dissequestro
(dispositivo 8.), e la tassazione delle note professionali relative ai
difensori d’ufficio (dispositivo 11.1. e 11.2.) della sentenza
impugnata sono passati in giudicato.

 

                                  F.   Non sono state
presentate istanze probatorie.

 

                                  G.   Il pubblico
dibattimento si è svolto l’8 marzo 2017.

In entrata, la Corte, richiamato l’art. 344 CPP, ha comunicato
alle parti che intendeva valutare tutti gli episodi di cui alle imputazioni
previste ai punti 1 e 2 dell’AA anche alla luce del reato consumato e non solo
tentato ex art. 22 CP. 

Per migliore comprensione, la Corte ha consegnato alle parti uno
scritto con la diversa prospettazione giuridica (limitatamente all’imputazione
ex art. 187 CP), dal seguente tenore:

 

                                   1.   atti sessuali con
fanciulli, ripetuti, 

per avere,

ad _______, presso la sede dell’Istituto scolastico comunale, 

in date imprecisate, nel periodo compreso tra settembre 2013 e
fine maggio 2015,

nella sua aula, durante la correzione alla cattedra dei compiti o
dei lavori in classe, dopo averli presi in braccio e fatti sedere sulle sue
gambe o sulle sue ginocchia,

in un numero imprecisato di occasioni, quantificate dalle vittime
in “tante volte” e anche più volte al giorno, 

ripetutamente compiuto atti sessuali con i suoi allievi PC 1 (nato
il 27.05.2004), __________ (nato il 28.07.2004), __________ (nato il
01.09.2004), PC 2 (nato il 12.03.2004), __________ (nato il 22.01.2004), __________
(nato il 02.05.2004), __________ (nato il 08.06.2004), __________ (nato il
09.08.2004) e __________ (nato il 12.12.2003), tutti minori di sedici anni,

 

e meglio, per avere:

 

a. ripetutamente toccato e/o palpeggiato:

                                         -     PC 1 (nato il
27.05.2004), nella zona pubica, inguinale e,   almeno una volta, forse il 15
maggio 2015, sul pene, sulla          pelle nuda;

                                         -     __________ (nato il
28.07.2004) e __________ (nato il        01.09.2004), nella       zona pubica e
inguinale;

 

b. ripetutamente toccato e/o palpeggiato:

                                         -     PC 2 (nato il
12.03.2004), __________ (nato il 22.01.2004), __________ (nato       il
02.05.2004), __________ (nato il 08.06.2004), __________ (nato il       09.08.2004)
e __________ (nato il 12.12.2003), nella zona attorno       all’ombelico e alla
cintola, sia sopra i vestiti che sulla pelle  nuda, con movimenti circolari
della mano.

 

Le parti hanno dichiarato di non opporsi alla prospettazione della
diversa qualifica giuridica e di non avere osservazioni al riguardo.

 

A conclusione dei loro interventi:

 

                                         -     il
procuratore pubblico ha chiesto la conferma dell’atto di accusa e la condanna
dell’imputato alla pena detentiva di 3 anni e 9 mesi, da dedursi il carcere
preventivo sofferto, nonché al pagamento della multa di fr. 500.-;

 

                                         -     il
patrocinatore di fiducia degli AP, limitatamente alla posizione dei suoi
assistiti, si è associato alle richieste della pubblica accusa, nella mutata
prospettazione giuridica proposta in aula dalla Corte (doc. dib appello 1) ed
ha chiesto che AP 1 sia condannato a pagare, a titolo di riparazione del torto
morale, le pretese di diritto civile di fr. 3'000.- per PC 2 di fr. 1'500.- per
PC 4, di fr. 3'000.- per PC 5. Ha postulato che sia confermato l’indennizzo
attribuito in prima sede, sempre per torto morale, di fr. 4'000.- a favore di PC
1 ed ha preso atto che quello di fr. 1'500.- a PC 3 non è stato oggetto di
appello. Ha domandato, inoltre, che AP 1 sia condannato al risarcimento, oltre che
delle spese legali di prima istanza, anche di quelle di seconda istanza, pari a
complessivi fr. 4'631.45 (IVA inclusa), alle quali ha chiesto di aggiungere i
costi di trasferta nonché di considerare il dispendio orario relativo al
dibattimento d’appello;

 

                                         -     all’avv.
DI 1, difensore di AP 1, il quale ha chiesto che il proprio assistito sia prosciolto
dalle imputazioni di ripetuti atti sessuali con fanciulli (anche solo tentati)
a danno di __________ e __________ e di ripetuta coazione sessuale a danno di PC
1, __________ e __________, nonché la conferma dei proscioglimenti già
pronunciati in prima istanza.

      Ha postulato
una pena non superiore a 90 aliquote giornaliere, sospese condizonalmente. Non
ha contestato le indennità a favore di PC 1 e PC 3 mentre si è opposto alle
richieste degli altri AP. Ha, infine, chiesto, per il suo assistito, un
indennizzo per ingiusta carcerazione: fr. 200.- al giorno per un totale di fr.
73’000.-.

 

 

ritenuto

 

                                         Cognizione della Corte di
appello e di revisione penale

 

                                   1.   Giusta l’art. 398
cpv. 1 CPP, l’appello può essere proposto contro le sentenze dei tribunali di
primo grado che pongono fine, in tutto o in parte, al procedimento. In
particolare, mediante l’appello è possibile censurare le violazioni del
diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata
o ritardata giustizia (art. 398 cpv. 3 lett. a), l’accertamento inesatto o
incompleto dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c) (STF
6B_715/2011 del 12 luglio 2012, consid. 2.1 confermata in STF 6B_404/2012 del
21 gennaio 2013, consid. 2.1; Luzius Eugster, in Basler Kommentar,
Schweizerische Strafprozessordnung, vol. 2, 2a ed., Basilea 2014, ad art. 398,
n. 1, pag. 2998; Bernasconi e altri, Codice svizzero di procedura
penale, Commentario, Zurigo 2010, ad art. 398, n. 13, pag. 741; cfr., inoltre,
Rapporto esplicativo concernente il Codice di procedura penale svizzero, DFGP,
giugno 2001, pag. 261; Schmid, Schweizerische Strafprozessordnung,
Praxiskommentar, 2a edizione, Zurigo/San Gallo 2013, ad art. 398, n. 7, pag. 777.

                                         Sul potere cognitivo in tema
di commisurazione della pena cfr. DTF 135 IV 191 consid. 3.1; 134 IV 17 consid.
2.1; 129 IV 6 consid. 6.1 e rif.; 128 IV 73 consid. 3b; 127 IV 10 consid. 2;
STF 6B_548/2011 del 14 maggio 2012, consid. 3; 6B_78, 81, 90/2008 del 14
ottobre 2008 consid. 3.3; 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.3; Schmid,
Praxiskommentar, op. cit., ad art. 398, n. 9, pag. 778 e ad art. 393, n. 17,
pag. 769; Eugster, in op. cit., ad art. 398, n. 1, pag. 2998: “Auch reine
Ermessensfragen […] unterliegen der freien Überprüfung”; Guidon, in
Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, vol. 2, 2a ed., Basilea
2014, ad art. 393, n. 17, pag. 2960-2961; Bernasconi e altri, in op. cit., ad
art. 393, n. 37, pag. 732).

In sintesi, secondo dottrina e giurisprudenza, l’appello produce un effetto
devolutivo completo e conferisce, perciò, alla giurisdizione d’appello un pieno
potere d’esame che le permette di rivedere la causa liberamente sia in fatto,
che in diritto, che in opportunità (art. 399 e 404 cpv. 1 CPP; fra le altre,
STF 6B_548/2011 del 14 maggio 2012, consid. 3).

                                         vita e
precedenti penali dell’imputato

 

                                   2.   Sulla vita
dell’imputato, in applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, si riportano i consid.
1, 2 e 3 della sentenza impugnata in cui sono annotate, esaustivamente, tutte
le informazioni utili:

 

                                  “1.   AP
1 (di seguito AP 1) nasce a Roveredo Grigioni il __________. E’ il
primogenito di sette fratelli. Il padre, ora affetto da demenza senile, era
bracciante e con la madre ha condotto una piccola azienda agricola fino alla
pensione, attività continuata da uno dei fratelli.

AP 1 cresce ad ___________ dove
frequenta le scuole dell'obbligo per poi conseguire, nel 1980, il diploma di scuola magistrale come maestro. Non trovando subito lavoro, a partire dal 1981, continua gli studi all'Università cattolica di Milano laureandosi in scienze dell'educazione nel 1989.
Durante questo periodo insegna
saltuariamente presso la scuola elementare di ___________, dove avrà un incarico come
titolare dal 1988. Nel 1993 si sposa e dall’unione nasceranno quattro figli attualmente
agli studi tranne il secondogenito che ha appena terminato l’apprendistato come
elettricista. Dalla nascita del primo figlio la moglie è casalinga mentre in precedenza lavorava come impiegata alla __________. Ha ripreso l’attività professionale a seguito delle vicissitudini giudiziarie dell’imputato
e attualmente lavora part-time come commessa. La famiglia abita da sempre ad _______
in una casa di proprietà (doc. TPC 23).

Persona dalla vita sociale attiva, AP 1 si è sempre
occupato di politica, quale consigliere comunale, ha diretto il coro __________
di __________ e la rivista per docenti “__________” coltivando altresì l’hobby
della fotografia (PS AP 1 4.6.2015, pag. 4, PP AP 1 5.6.2015, pag. 2, PP AP 1
23.6.2015, pag. 2 ma anche perizia psichiatrica 4.11.2015, pag. 4-5, AI 182).

Con l’arresto AP 1 è stato sospeso dal suo incarico di
docente percependo lo stipendio fino a maggio 2016. Dal 1.6.2016 è in congedo
non pagato e ha concluso un accordo col Comune di ___________ mediante il quale
gli sarà garantita la possibilità di un pensionamento anticipato a partire dal
1.11.2017 con a suo carico tutti i contributi sociali e previdenziali (doc.
dib. 3a).

Richiesto di esprimersi in merito al suo futuro AP 1
al dibattimento ha espresso l’auspicio di riconciliarsi con la sua famiglia
(con la moglie ha convenuto un periodo di separazione durante il quale lui
andrà a stare dalla madre) e anche in ambito comunitario oltre che di
reinserirsi nel mondo del lavoro, non più a contatto coi bambini, nel campo
bibliotecario o della pubblicistica (verbale d’interrogatorio dibattimentale,
pag. 2).

 

                                   2.   AP
1 è incensurato (doc. TPC 8).

 

                                   3.   Il legame familiare è sempre stato buono anche se
con la moglie il rapporto sentimentale si è affievolito nel tempo. Lei parla di
anaffettività del marito nei confronti della famiglia e anche dalle
testimonianze dei due figli agli atti non traspaiono sentimenti particolari (PS
__________ 2.9.2015, audizione __________ 2.9.2015 e PP AP 1 9.9.2015, pag. 5
laddove dichiara che “È vero che nei loro confronti sono stato sempre un po’
freddo e avevo un mio modo di esprimere la mia affettività nei loro confronti”):

 

"
…con AP 1 ognuno ha sempre
fatto un po’ la propria vita…forse non da subito ma da circa un 4 o 5 anni. Lui
è dentro le sue cose, la scuola, i giornali scrive per i giornali, la musica, a
lui piace tantissimo la lirica, la fotografia, il teatro, poi il coro del __________.
Lui si dedicava a queste cose e la famiglia era messa un po’ a côté. Lui per la
comunità era sempre a disposizione… Avevo cercato di farlo reagire, nel senso
che avevo cercato di fargli capire che doveva dedicarsi un po’ di più anche
alla famiglia. Nel senso affettivo del termine. Per la famiglia era sempre
disponibile dal lato pratico, se i figli avevano bisogno qualcosa ecc. Tante
volte sbottavo, con parole, anche insultandolo delle volte…ma lui non reagiva e
non replicava mai e la situazione restava uguale a prima. (…) A parte il fatto
che non mostrava affettività in casa non vi erano altri problemi. In generale
lui faceva tutto come se fosse un dovere e non un piacere…come servizio ...” (PS __________ 10.6.2015, pag. 2 e 3).

 

Anche i rapporti sessuali tra di loro sono nel tempo
cessati. Fino al 2009/2010 sono stati più o meno regolari, poi, a seguito di
suoi problemi di salute e proprio per il fatto che lui non dimostrava affetto,
la moglie non si è più concessa e anche lui non l’ha più cercata (PS __________
10.6.2015, pag. 4-5).

AP 1 non sa spiegare il motivo per cui è stato
respinto dalla moglie in quanto “non c’è stato un episodio specifico che ha
portato a questa situazione, ma si è trattata di una procedura graduale…”
(PP AP 1 2.2.2016, pag. 5). Conferma comunque che “questo periodo è coinciso
anche con l’inizio della mia attività su internet dopo l’acquisto del PC
portatile nel 2010, con il quale ho iniziato a visionare siti omossessuali…”
(PP AP 1 2.2.2016, pag. 5). L’inchiesta ha, infatti, potuto stabilire che, dal
2009, AP 1 navigava su siti gay prediligendo uomini giovani. Se in un primo
momento egli nega un qualsivoglia soddisfacimento sessuale dalla visione di
questi siti, ritenendolo unicamente un “passatempo” (PS AP 1 31.7.2015,
pag. 9-13) o per “lustrarsi gli occhi” (PP AP 1 9.9.2015, pag. 3), egli
ammette, poi, di averne tratto piacere sessuale:

 

"
…Si trattava di esplorare un
mondo virtuale che mi procurava comunque piacere sessuale, soprattutto
all’inizio, visto che era una novità, ma che poi è scemato nel tempo. Guardavo
comunque questi siti, ma poi la mia reazione era la stessa. Non ho mai cercato
la compagnia di altre donne e soddisfacevo il mio desiderio sessuale
masturbandomi e visionando questo materiale…”

(PP AP 1 2.2.2016, pag. 5).

 

AP 1 non si è mai spinto più in là. Non ha mai cercato
di avere dei contatti omossessuali, sostanzialmente per mancanza di coraggio:

 

"
…Da un lato ero attratto da
questo mondo, ma sono rimasto sempre a livello virtuale e non ho mai avuto il
coraggio di andare oltre, da un lato perché era contrario alla mia morale
dall’altro perché avevo paura delle conseguenze che potevo avere per me stesso
e per la mia famiglia poiché ritenevo l’ambiente gay poco sano…” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 6).

 

Egli ha altresì ammesso di essere attratto sia dalle
donne sia dagli uomini, ma di non aver mai cercato altre relazioni sessuali, né
con uomini né con donne, dopo essere stato respinto dalla moglie (PP AP 1
9.9.2015, pag. 2-3), la quale, peraltro, non ha mai avuto sospetti che il
marito potesse essere interessato agli uomini (PS __________ 10.6.2015, pag.
5).” 

 

(sentenza impugnata, consid 1, 2 e 3 , pag. 10-12)

 

                                         perizia psichiatrica

 

                                   3.   Come indicato dai
primi giudici, AP 1 è stato sottoposto, durante l’inchiesta, a perizia
psichiatrica. Nei suoi referti (AI 182 e AI 193), la perita ha concluso “per
un’assenza di diagnosi psichiatrica (escludendo quindi anche la pedofilia)”
(sentenza impugnata, consid. 4, pag. 12).

                                         Interessante, vista la
natura di alcune imputazioni che gli sono rivolte, è citare alcuni stralci del
referto peritale:

 

“  nell’ultimo quinquiennio (“o da
quando ho comprato il computer”), il signor AP 1 comincia ad interessarsi a
siti pornografici, dapprima eterosessuali e poi omosessuali in cui figuravano
uomini con caratteri sessuali secondari da adulti. Il peritando dichiara di non
avere mai visionato dei siti illegali, né a carattere pedopornografico. Su
questione del perito rispetto a come egli si definirebbe dal punto di vista
dell’identità sessuale, la risposta è “un eterosessuale con interessi
omosessuali” (…) in modo generale, il peritando dichiara di non avere mai avuto
degli incontri omosessuali nonostante l’interesse che ne avrebbe avuto in
alcuni momenti, soprattutto per questioni legate ai possibili rischi per la
salute (…) il sig. AP 1 è un uomo colto, inserito socialmente e con un’intensa
attività a livello sociale locale. Nel corso della sua vita, è stato
sollecitato dalla presenza di pulsioni di tipo omosessuale con cui ha dovuto
confrontarsi su un piano religioso e morale. La rigidità del pensiero e gli aspetti
più conservatori e convenzionali della sua personalità lo hanno portato a
mettere da parte queste pulsioni e a non metterle in atto, a suo dire, fatta
eccezione per l’accesso a della pornografia legale. Nessuna fantasia orientata
sui minori è riconosciuta dal peritando, che può invece descrivere delle
fantasie sessuali con un indirizzo, secondo i momenti, di tipo omosessuale o
eterosessuale.” (AI 182 pag. 7-8 e 12)

antefatti 

 

                                   4.   Ciò detto, va ancora
osservato che, prima dei fatti che hanno portato all’avvio di questo
procedimento, AP 1 ha già avuto modo di tenere comportamenti che i primi
giudici (forse peccando di generosità) hanno definito “ambigui” con
ragazzi che partecipavano alle attività della parrocchia. Risulta, infatti, da
dichiarazioni raccolte dagli inquirenti che, già una ventina d’anni fa, egli
era solito infilare le mani sotto le magliette dei ragazzi con pretesti vari e
che non perdeva occasione per infilare le magliette nei pantaloni dei ragazzi
mettendo, così, le mani sotto la cintura. Ma non solo. Risulta che, in
occasione di una trasferta in Val Gardena (dove doveva acquistare una croce in
legno per la Parrocchia), AP 1 arrivò sino a masturbare un ragazzo che l’aveva
accompagnato (e lo ha fatto mentre questi dormiva). Va detto - perché ciò è
significativo - che, anche in quell’occasione, AP 1, prima che si coricassero,
praticò “dei massaggi” al ragazzo undicenne (e all’altro che aveva
partecipato alla gita; cfr. PP __________, 19.10.2015; PS __________ 10.6.2015;
PP AP 1/__________ 30.6.2015):

 

                                         “Per
quel che è delle attenzioni sessuali rivolte a dei minorenni dagli atti emerge
che già in passato, tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ‘90 AP 1 - quando
era anche catechista in seno alla parrocchia di _______ - aveva assunto dei comportamenti
ambigui sia nei confronti di ragazzi che frequentavano la parrocchia (don __________,
parroco di _______, ricorda che “all’epoca si vociferava di AP 1, sempre
così vicino ai ragazzi con don __________ [__________, già parroco di _______
e già condannato nel 1998 per atti sessuali con fanciulli e pornografia], sempre
in giro con i ragazzi…” (PS 15.6.2015, pag. 3 e PP 23.11.2015, pag. 2), __________
(PS 10.7.2015 e PP 7.10.2015) riferisce di mani infilate sotto la camicia o la
maglietta “per ascoltare il cuoricino” e che all’epoca lo prendevano in
giro con l’epiteto di gay pedofilo, __________ (PS 14.6.2015 e PP 7.10.2015)
racconta che AP 1 entrava a vedere i ragazzi delle medie mentre facevano la
doccia nella palestra delle scuole elementari e che accarezzava i ragazzi sulla
schiena anche mettendo la mano sotto la maglietta) sia nei confronti di ex
allievi [__________(PS 9.7.2015) racconta che a scuola AP 1 abbracciava i
bambini da dietro e “continuava a mettere la maglietta dei bambini nei
pantaloni, mettendoci dentro le mani”, __________ (PS 30.9.2015) ricorda
che “in classe aveva un po’ quel modo di fare di massaggiare la schiena
degli allievi”)], spingendosi in una circostanza a toccare il sedere nudo
di un ragazzo, il quale peraltro reagì molto male colpendolo e facendolo
rovinare a terra (PS __________ 14.6.2015 e PP __________ 14.6.2015), mentre in
un altro caso (era il 1992 o il 1993) masturbò di notte, mentre dormiva, un
altro ragazzo che l’aveva accompagnato insieme ad un compagno di scuola in una
gita in Val Gardena (PS __________ 10.6.2015, PP confronto AP 1/__________
30.6.2015, PP __________ 19.10.2015). Per questi due episodi AP 1 non fu mai
denunciato (PP __________ 14.6.2015 rispettivamente PP confronto AP 1/__________
30.6.2015, pag. 6).

                                         8.
AP 1 non ha mai negato di aver avuto
dei contatti fisici in classe con i suoi allievi maschi. Solo “i maschietti”
perché “le bambine non si toccano neanche con un fiore…Tra maschi è un
momento di sollievo, di feeling” (PS AP 1 4.6.2015, pag. 5-6 e 10), con le
bambine “il mio gesto sarebbe stato mal interpretato” (PP AP 1 5.6.2015,
pag. 5), “per affinità di genere perché è più facile con i maschi che non
con le bambine (…) potenzialmente quando ci sono più maschi in una classe,
aumentano i rischi di disciplina e di gestione. In questo modo sono riuscito
nell’arco di tre anni a non più avere grossi problemi” (PP AP 1 14.7.2015,
pag. 7).

 

Se però, durante tutta l’inchiesta, egli ha sempre
negato una qualsivoglia connotazione sessuale a questi contatti fisici (si
trattava solo di gesti d’affetto, premi, momenti di break che per lui non erano
fuori posto in quanto si trattava di un comportamento spontaneo e funzionale
alla gestione della classe: PS AP 1 4.6.2015, pag. 7, 8, 20; PP AP 1 5.6.2015,
pag. 5; PP AP 1 14.7.2015, pag. 6-7; PP AP 1 9.9.2015, pag. 6, 8 e 9), a fine
inchiesta, cambiato anche il difensore (l’avv. DI 1 è infatti subentrato il
27.1.2016), AP 1, per mettersi a posto la coscienza, ha ammesso di aver toccato
i bambini provando “piacere e una certa soddisfazione”:

 

"
…Per il tramite del mio
difensore ho chiesto di poter essere nuovamente interrogato per precisare
meglio le mie responsabilità, ciò che non avevo fatto finora perché mi trovavo
in forte difficoltà nel dover giustificare quanto da me commesso di fronte a
mia moglie, ai miei figli, alla comunità di _______ e a tutte le persone con le
quali avevo lavorato e collaborato. Quando sono stato confrontato con i fatti
di cui al presente procedimento penale mi sono visto cadere il mondo addosso,
visto che in trent'anni mi ero costruito una famiglia, un'attività
professionale apprezzata, un impegno politico e pubblico importante e con molte
attività extra professionali. Dover ammettere le mie responsabilità avrebbe
comportato per me delle gravi conseguenze per cui ho avuto molte remore a
raccontare quello che vorrei spiegare oggi, partendo già dai fatti avvenuti
negli anni '90. Preciso che non lo faccio per ottenere dei benefici dal punto
di vista penale, ma per togliermi un peso dalla coscienza e mettermi in pace
con me stesso, sperando che anche gli altri capiscano il mio comportamento. (…)
ammetto che ho sempre avuto l’abitudine di toccare i bambini che frequentavo
sia a scuola che in parrocchia, sulla schiena e sulla pancia, a volte anche sulla
pelle nuda. Questi gesti mi procuravano un piacere e una certa soddisfazione e
quando ne avevo l’opportunità lo facevo…”

(PP AP 1 2.2.2016, pag. 2 e 4).

 

L’imputato conferma, quindi, le testimonianze agli
atti, in particolare quanto riferito dai fratelli __________, pur non
ricordando l’episodio della caduta:

 

"
…È quindi giusto quello che
hanno raccontato i fratelli __________ e __________ nei loro verbali
d'interrogatorio, ma anche da altre persone. Non ricordo però l'episodio
descritto da __________, poiché non ho memoria di un fatto simile. Non ricordo
neppure di essere caduto a seguito della reazione di __________. Con questo non
voglio dire che __________ sia un bugiardo e che abbia inventato questo fatto,
ma non mi sento in coscienza di dire una cosa di cui non ricordo…” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 4).

 

E in merito all’episodio in Val Gardena, con
riferimento al quale in precedenza aveva contestato la masturbazione sostenendo
di essersi limitato a toccare il pene, che però era già umido (PS AP 1 15.6.2015,
pag. 9-12, PP AP 1 23.6.2015, PP confronto AP 1/__________ 30.6.2015), AP 1
ammette “di avergli massaggiato il pene fino al momento in cui ha eiaculato,
ma escludo di aver fatto il gesto tecnico della masturbazione” (pag. 3). A
suo dire “era la prima volta in assoluto che allungavo una mano sulle parti
intime di un minore” (PP AP 1 23.6.2015, pag. 4) e quel fatto lo aveva “spaventato”
e “scioccato” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 3). Ritornando sulle sue
precedenti dichiarazioni ha pure ammesso di essere stato effettivamente
attratto dal ragazzo:

 

"
Contrariamente a quanto sempre
sostenuto non è vero che si è trattato di un momento di debolezza ma di una
vera e propria attrazione nei confronti di ______..” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 4).

 

e scampata la denuncia

 

"
...mi ero rivolto al qui
presente avv. DI 1 perché ero preoccupato per le conseguenze che potessero
esserci nel caso in cui la signora si fosse rivolta alla Polizia…” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 6)

 

si rimette in carreggiata, anche se continua ad
intrattenere contatti fisici con i suoi allievi agendo però con cautela e
stando attento a non oltrepassare i limiti:

 

"
…dopo il matrimonio e a seguito
dei numerosi impegni familiari, professionali, pubblici e associativi è
iniziata per me una stagione molto appagante e gratificante da tutti i punti di
vista. In questo ci metto anche la fondazione di una famiglia e la costruzione
della casa che simboleggiava la nostra dimora. Con mia moglie avevo inoltre una
vita sessuale appagante e soddisfacente, per cui non ho mai avuto problemi da
questo punto di vista. 

È vero comunque che ho mantenuto negli anni un piacere
nell'avere un contatto fisico con i miei allievi, che manifestavo con
l'abbraccio o toccandoli sul corpo, ma senza andare oltre certi limiti. Erano
comunque episodi occasionali. Non ho mai cercato di avere delle opportunità per
avere il contatto fisico con i miei allievi. 

(…) È vero anche che dopo l'arresto di Don __________
sono rimasto turbato perché mai più mi aspettavo che lui avesse commesso dei
fatti simili, visto che era il mio confessore e una persona nella quale avevo
la massima fiducia (…) È vero che quanto emerso in merito a Don __________ mi
ha reso attento circa il mio comportamento nei confronti degli allievi. Per
tutte queste ragioni, pur continuando ad avere dei contatti fisici con i miei
allievi, sono sempre stato molto prudente e vigilante a non oltrepassare certi
limiti. Così ho continuato fino all'estate 2013…” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 4-5).” (sentenza impugnata,
consid. 7 e 8, pag. 14-17)

 

Vero è che, come osservato dai primi giudici, nonostante la sua “vigilanza”
e la sua “prudenza”, nel mese di agosto 2013, AP 1 “cade in
tentazione” e approfitta di una “situazione propizia” (PP AP 1
2.2.2016, pag. 6) per tentare “un approccio sessuale con l’ex allievo, ormai
maggiorenne, C.N.” (sentenza impugnata, consid. 8 in fine, pag. 17)

 

 

                                         atti sessuali con
fanciulli (punto 1. dell’AA)

 

                                    I.   fatti

 

                                   5.   Come ricordato dai
primi giudici, non è più contestato che, durante l’orario scolastico, AP 1 era
solito toccare/massaggiare alcuni suoi allievi.

                                         Lo faceva, però, soltanto
con i maschi.

                                         Lo ha detto lui stesso e
lo hanno confermato i ragazzi sentiti. Fra questi, __________:

 

“  alle femmine non andava a fare i
massaggi. Le femmine, no, non so il perché” (AI 108 pag. 2)

 

                                         Ma non toccava/massaggiava
tutti i maschi. Soltanto quelli con cui - per usare le sue parole - aveva
maggior “feeling”. 

                                         E non a tutti lo faceva “con
la stessa intensità”:

 

“…ho
fatto i massaggini solamente ai maschi, ma non a tutti e con la stessa
intensità perché non ho con tutti lo stesso feeling.

(…) A domanda a sapere come stabilisco se ho un
feeling o meno con un allievo rispondo che questo dipende dal contesto, dal
lavoro che stanno facendo, dal comportamento dell’allievo e da altri fattori”
(PP AP 1 5.6.2015, pag. 5).

 

                                         Interessante sentire come PC
1 ha percepito il feeling di cui AP 1 parla:

 

“  (…) e diciamo agli altri non glieli
fa perché… uno non sta bene, non riesce bene a parlare e così e sa che dopo se
glieli fa lo va subito a dire, poi l’altro perché ha problemi… è daltonico e
tutto e anche quello e l’altro perché… è un po’… ha un po’ la pancia, diciamo,
altri due per quello e diciamo che ha preso solo me e un mio compagno e
l’altro” (trascrizione audizione PC 1 3.6.2015 pag. 5)

 

                                         AP 1 praticava queste
manipolazioni a volte quando il ragazzo era seduto al proprio banco, ponendosi
dietro di lui e massaggiandogli le spalle e la schiena sino all’osso sacro. 

                                         Altre volte lo faceva alla
sua cattedra, quando i ragazzi andavano a consegnare i loro lavori per la
correzione, oppure al mattino prima dell’inizio delle lezioni, oppure, ancora,
alle 11.30, trattenendo l’allievo in classe, oppure ancora quando l’uno o
l’altro ragazzo, per motivi di salute, rimaneva in classe mentre i compagni seguivano
la lezione di ginnastica.

                                         In quei frangenti,
chiedeva ai ragazzi di sedersi sulle sue gambe e, poi, iniziava a
toccarli/massaggiarli sulle spalle, per poi, di regola, scendere al petto, ai
fianchi e alla pancia. 

                                         A volte non andava oltre
la zona dell’ombelico. 

                                         A volte, invece, passava
oltre la cintura dei pantaloni.

                                         A volte, la mano di AP 1
rimaneva sopra i vestiti. 

Altre volte, invece, andava sotto di essi:

 

“  (…) per quanto riguarda i massaggi
che facevo alla cattedra (…) ADR che lo facevo soprattutto sopra i vestiti, ma
è possibile che l’abbia fatto sotto, sulla pelle nuda (…) lo facevo a volte
sopra i vestiti a volte sotto, sulla pelle nuda. In questi casi, sollevavo la
maglietta e infilavo le mani sotto…” 

(PP AP 1,
9.9.2015 pag. 8)

 

                                         Per i dettagli, sempre in
applicazione dell’art. 82 cpv. 4 CPP, si rinvia ai consid. 14 e 15 (sentenza
impugnata, pag. 24-33) e, in particolare, ai numerosi stralci di verbali in
essi contenuti.

 

                                         Ritenuto come a AP 1 nulla
venga imputato per i toccamenti/massaggi al banco degli allievi, la
ricostruzione fattuale sarà limitata a quelli effettuati alla cattedra (art. 9
CPP).

 

                                   6.   Secondo AP 1, i
toccamenti/massaggi alla cattedra duravano pochi secondi:

 

“  il massaggio durava pochi secondi,
al massimo una decina, il tempo necessario fino al momento in cui il
bambino
esclamava "ah", inteso come buona sensazione e rilassamento” (PP AP 1 5.6.2015, pag. 6).

 

                                         La dichiarazione non è
credibile (e questo nonostante anche __________ abbia parlato di “due o tre
secondi”; trascrizione audizione 8.6.2015 pag. 6). Non è credibile già
soltanto perché non è verosimile che un toccamento/massaggio - praticato, come
si vedrà, in genere con movimenti circolari - che comprendeva almeno tre zone
del corpo (spalle, torace e pancia) e che, volendo seguire le dichiarazioni
dello stesso AP 1, si protraeva sino a quando il ragazzo aveva una sensazione
di rilassamento (che esternava con un “ah”) durasse soltanto pochi
secondi.

                                         Ben più verosimile la
quantificazione della durata di questi toccamenti/massaggi fatta da PC 1 che -
pur descrivendo una durata, tutto sommato, breve - parla di minuti e non di
secondi. Nella sua prima audizione, infatti, ad un certo punto, dice che, a
causa del maestro che lo chiamava alla cattedra dove, poi, gli faceva queste
cose, lui usciva dall’aula “5 minuti dopo” (trascrizione audizione PC 1
3.6.2015, pag. 13). Simile la sua dichiarazione sul tempo nella sua seconda
audizione dove dice che “mi teneva lì quel … quel due minuti, tre, e poi mi
lasciava andare” (trascrizione audizione PC 1 19.8.2015, pag. 12).

                                         Ne deriva che si può
concludere che, effettivamente, tutta l’operazione del massaggio (dalle spalle
in giù) durava qualche minuto.

 

                                         perché AP 1 praticava
questi toccamenti/massaggi

 

                                    7.

                                   a.   AP 1 - che è uomo
dalle molte (troppe) sfumature (vedasi il suo distinguo fra “massaggio sino
ad eiaculazione” e “gesto tecnico della masturbazione”) - non è
stato né cristallino né lineare sul motivo che lo spingeva a praticare quei
massaggi.

                                         Dapprima, ha detto che lo
faceva “per un momento di sollievo, di feeling” (PS AP 1 4.6.2015 pag.
10). 

                                         Poi - almeno per quanto è
dato di comprendere - perché quei massaggi lo aiutavano a gestire delle classi
piuttosto turbolente (“in questo modo sono riuscito nell’arco di tre anni
a non più avere grossi problemi“, PP AP 1 14.7.2015, pag. 7). 

                                         Poi ha preteso che i
massaggi/toccamenti rappresentavano gesti d’affetto. 

                                         Quindi, ha ribadito che si
trattava di momenti di stacco (break) finalizzati alla gestione della classe
(cfr. verbali citati al consid. 8 della sentenza impugnata, pag. 15 e 16; cfr
anche verb. dib. d’appello). 

                                         È soltanto verso la fine
dell’inchiesta che, faticosamente, ha ammesso che quei massaggi/toccamenti gli
procuravano del piacere:

 

“  (…) ammetto che ho sempre avuto
l’abitudine di toccare i bambini che frequentavo sia a scuola che in
parrocchia, sulla schiena e sulla pancia, a volte anche sulla pelle nuda.
Questi gesti mi procuravano un piacere e una certa soddisfazione e quando ne avevo
l’opportunità lo facevo… che ho mantenuto negli anni un piacere nell'avere un
contatto fisico con i miei allievi, che manifestavo con l'abbraccio o
toccandoli sul corpo, ma senza andare oltre certi limiti. Erano comunque
episodi occasionali. (…) a partire dal mese di settembre 2014 ho continuato ad
avere un’attrazione fisica nei confronti dei miei allievi poiché questo mi
procurava un piacere sessuale (…)” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 4-6). 

 

                                         Fedele alla sua natura, AP
1 ha, però, voluto - anche qui (come nel caso della masturbazione “senza il
gesto tecnico” di tale pratica) - fare dei distinguo e sfumare,
oltremisura, le sue ammissioni:

 

“  che a partire dal mese di settembre
2014 ho continuato ad avere un’attrazione fisica nei confronti dei miei allievi
poiché questo mi procurava un piacere sessuale. Quando tenevo i miei allievi
sulle gambe durante la correzione dei compiti, provavo piacere sessuale ma non
un’eccitazione sessuale. E’ vero che solleticavo sulla pancia e a volte anche
sotto l’ombelico, poiché questo mi procurava un piacere sessuale, ma non
eccitazione…” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 6),

 

“  In questi casi (n.d.r: con __________
e __________) provavo un piacere fisico, ma non un piacere sessuale.” (PP AP 1
2.2.2016, pag. 7).

 

                                         AP 1 ha, poi, aggiunto che
si faceva bastare il piacere che quei contatti fisici gli procuravano (“mi
accontentavo”) poiché sapeva di non poter andare oltre:

 

“  avevo un mio piacere, ma sapevo che
non dovevo andare oltre (…) mi accontentavo di questo e non avevo intenzione di
andare oltre” (verb. dib. primo grado pag. 2-3)

 

                                         Al dibattimento di primo
grado, AP 1 ha continuato a percorrere la via dei distinguo. Quei toccamenti
erano soltanto delle “coccole” che gli davano, sì, piacere ma non
piacere di natura sessuale: 

 

“  …ADR che scendevo verso la cintura
perché mi piaceva avere un contatto fisico coi bambini. Avevo un mio piacere,
ma sapevo che non dovevo andare oltre (…) agivo così come eccessiva
manifestazione di contatto che mi dava piacere, ma non sessuale (…) rispetto
alle mie dichiarazioni rese a pag. 6 del mio verbale PP 2.2.2016 preciso che il
termine di “piacere sessuale” utilizzato quel giorno era eccessivo. Quel giorno
volevo confessare l’atto con PC 1 ed ero un po’ agitato. Forse non avevo
controllato bene il linguaggio (…) era un momento di intimità e di coccole, ma
anche un momento di gioco e di “contentino”.” (verbale d’interrogatorio
dibattimentale pag. 2, 3).

 

AP 1 si è inoltrato maggiormente in tale via al dibattimento
d’appello dove ha negato che il piacere che lui provava durante questi toccamenti
avesse qualsivoglia natura sessuale. E questo con la sola eccezione di PC 1 per
cui ha, in sintesi, ammesso di essere stato spinto da un movente sessuale, pur
se percepito soltanto confusamente (verb. dib. d’appello, pag. 4). 

 

                                  b.   Nonostante queste sue
ritrattazioni, avuto riguardo all’intero materiale probatorio - quindi, tenuto
conto anche del fatto che l’imputato, almeno negli ultimi anni, si eccitava (o,
per dirla con le sue parole, si “lustrava gli occhi”) guardando foto di
giovani maschi pubblicati su siti porno che egli visitava regolarmente (cfr. AI
14 e materiale pornografico ad esso allegato, AI 16 e PP AP 1 2.2.2016, pag. 5
in cui egli ammette che “soddisfacevo il mio desiderio sessuale
masturbandomi e visionando questo materiale”) nonché considerato quanto
risulta egli abbia fatto in passato, in particolare in Val Gardena e a Verona -
è evidente che l’unico accertamento serio che può essere fatto è che, al di là
delle sue pretestuose puntualizzazioni, AP 1 toccava i suoi allievi nel modo descritto
perché ciò gli procurava un piacere di natura sessuale. 

                                         AP 1 stesso lo ha ammesso
e i suoi successivi distinguo altro non sono che tentativi di ritrattare tale
ammissione.

                                         E, del resto, in Val
Gardena - in un contesto chiaramente connotato sessualmente dalla successiva
masturbazione praticata a __________ - prima che questi si coricasse, AP 1 ha fatto
a lui (e all’altro ragazzo che era con loro) dei massaggi seguendo, in pratica,
la “procedura” messa in atto con gli allievi menzionati nell’AA.

                                         E, parimenti, quella sera
a Verona, prima di tentare di toccare il pene al giovane compagno di viaggio,
lo ha massaggiato sulla pancia esattamente come, poi, nei mesi successivi, ha
fatto con i suoi allievi. E, in quest’occasione, lo ha fatto dicendogli “a
me piace toccare”. Questa frase - detta in un contesto nuovamente
chiaramente connotato sessualmente dal suo tentativo di toccare il pene al
giovane - smentisce tutte le precisazioni che AP 1 ha voluto fare in inchiesta.
Essa, insieme al buon senso e a quanto accaduto in Val Gardena, dimostra, senza
ombra di dubbio, che quei massaggi/toccamenti tendevano a provocare al suo
autore eccitazione/piacere avente natura sessuale.

                                         A ciò si aggiunge che,
letto in relazione al fatto che egli visionava solo materiale pornografico
omosessuale, il fatto che egli palpeggiasse unicamente gli allievi maschi non
può che supportare questa conclusione.

 

                                         che cosa ha fatto a chi

 

                                   8.   Di norma, alla
cattedra, AP 1 praticava i suoi massaggi/toccamenti secondo una specie di
procedura standardizzata: dopo avere fatto sedere l’allievo in grembo, iniziava
a massaggiargli le spalle (praticando delle pressioni), poi, passava al torace
(a volte, praticando una specie di solletico) e, quindi, scendeva più sotto,
praticando, in genere, dei movimenti circolari. Illuminanti, al riguardo, sono
le videoregistrazioni dei ragazzi sentiti.

                                         Risulta dagli atti, però,
che i massaggi praticati ai ragazzi non avevano sempre - per usare le parole di
AP 1 - la stessa intensità.

 

 

 

 

 

                                   a.   allievo PC 1

 

                                         Non è più contestato che -
dopo avergli toccato/massaggiato le spalle, essere sceso al torace e, poi,
nella zona dell’ombelico - AP 1, con PC 1, è andato oltre, infilando la sua
mano sotto le mutande, toccando/massaggiando la zona pubica e inguinale e, in
un’occasione, toccando il pene dell’allievo.

                                         Queste le dichiarazioni di
PC 1 (confermate, nella loro sostanza, da AP 1):

 

“  C: ehmm, allora è iniziato un po’ di
tempo fa che il mio maestro ha iniziato, diciamo, a farmi… non solo a me, ma
anche a un mio compagno, solo che a un mio compagno che glieli faceva come li
aveva fatti a me, agli altri invece tutti qua, no (porta le mani alle spalle) …

I: sì

C: ha iniziato da
un po’ di tempo che me li faceva qui, (porta le mani alle spalle), poi me li
faceva qua (porta le mani al costato), e da li … niente. Non ha fatto niente;
dopo un po’, ha iniziato a farmeli qua (porta le mani alla vita) poi qui dietro
(porta la mano destra alla schiena), vicino a qua, e … ancora dopo ancora un
po’ iniziava a scendere giù, sotto il … come si dice, il laccio delle mutande,
e una volta, diciamo, stava per arrivarci e gli ho tolto la mano dall’imbarazzo
e diciamo sono scappato e sono andato al banco. Poi ha iniziato anche alle
11.30, quando finiamo a scuola, a dirci di andare sulle sue gambe che ci fa i
massaggi e dopo lui ci fa “vieni vieni” (porta le mani sulle ginocchia) e così,
noi andiamo là, e lui inizia a farci i massaggi qua (porta le mani alla vita), (…)
E a me e al mio amico, solo che il mio amico non lo vuole dire, li ha fatti qui
(porta le mani al ventre) poi qua (tocca posteriormente il corpo con la mano
destra), una volta ci stava quasi per arrivare e io, diciamo, gli ho tolto, ho
fatto così (fa il gesto di scostare qualcosa dal corpo) e sono scappato. E …
niente. È questo.” (AI 50, trascrizione audizione PC 1, pag. 4-5)

 

“  I: che tipo di … mi puoi far vedere,
come se fosse lui che te lo fa, che tipo di massaggio faceva sui tuoi fianchi?

C: eh, faceva
così (porta le mani al proprio costato e compie un movimento rotatorio), sui
fianchi e sulle spalle, normale così (medesimo movimento sulle spalle) e invece
qua (alla vita) faceva così (movimento rotatorio) e poi una volta ha fatto
così, in mezzo (fa il gesto di introdurre la mano sotto la cintura dei
pantaloni) ma dopo io gli ho tolto la mano perché ero imbarazzato, diciamo, e
poi sono andato al banco.

(…) I: ok. Quindi
tu gli hai tolto la mano e non è andato oltre

C: ecco.

I: dopo quella
volta che tu gli hai tolto la mano è successo ancora qualcosa?

C: sì! Lui
continuava… 

I: lui
continuava!

C: lui
continuava; però da quando gli ho tolto la mano, non si avvicinava più in mezzo
(porta la mano destra al ventre) diciamo, ma stava da parte qua e poi pian
piano si avvicinava sempre di più.

I: ma si
avvicinava a che parte del tuo corpo esattamente?

C: eh al… come
posso dire?

I: come lo chiami
tu…

C: eh… non lo so;
al… al pisello, ecco.” (AI 50, trascrizione audizione PC 1, pag. 7-8)

 

“  I: (…) E quindi se capisco giusto,
in queste occasioni (ndr: dopo le 11.30) tu sei rimasto da solo con il maestro
per quei pochi minuti dopo le 11.30 e ci sono state altre volte che sei stato
da solo con il maestro?

C: mmmh… solo
quando al lunedì abbiamo ginnastica due ore e… io delle mie compagne che una si
è fatta un’operazione alla gamba perché aveva una gamba storta e l’altra perché
aveva… fratturato la caviglia e io stavo lì perché avevo ehmm… fratturato
l’anulare e io stavo lì e quando i miei compagni uscivano gli dicevano
“possiamo andare sul tavolo di fuori?” andavano e poi chiudevano la porta e io
restavo dentro e a volte mi diceva di andare lì e così mi faceva sti massaggi.
Solo quelle volte lì. Ma poi quando ho tolto il gesso non più e l’ho fatto solo
quando… cioè anche quando abbiamo ginnastica che io torno da ginnastica, lascio
il sacchetto, mi dice “vieni qui, vieni qui”, e poi dopo succede sempre,
diciamo, sta cosa.”  (AI 50, trascrizione audizione PC 1, pag. 13 in basso e
14)

 

“  I: (…) io devo essere veramente
certo, ed è qui dove ti chiedo di essere veramente onesto, se è sì è sì, se è no
è no, l’ultima domanda che ti pongo è a sapere se nel contesto di questi
massaggi dove lui si avvicinava sempre di più al pisello, al pisello ci è anche
arrivato?

C: e … una volta
era vicinissimo, però quella volta, diciamo … era quasi arrivato e io gli ho
tolto la mano perché ero imbarazzato e ci stava per arrivare e io ho fatto così
(compie il gesto di allontanare qualcosa) e gli ho tolto la mano e sono andato
al banco. Poi lui non mi ha detto niente.

I: c’era quasi
arrivato?

C: c’è quasi
arrivato! (…) molto vicino vuol dire, cioè, quasi sopra. Diciamo il pisello è
qui (alza l’avambraccio destro e pone la mano sinistra sul polso) e lui è
arrivato qui (con la sinistra indica la nocca dell’indice)

I: proprio…

C: proprio al
limite quando io gli ho tolto la mano perché ero imbarazzato

I: questa mano
quasi sul pisello toccava le mutande o toccava la tua pelle?

C: toccava la mia
pelle

I: l’ha infilata
dentro.

C: sì

I: e questo è
capitato una volta sola?

C: e … ehmmm è
quello che è arrivato quasi vicino, che è capitato una volta, poi dopo, però mi
faceva sempre sotto l’elastico delle mutande (porta entrambe le mani al ventre)
e qui, vicino, da parte, poi si avvicinava lentamente poi andava ancora fuori,
così.

I: ho capito

C: faceva tutto
così (AI 50, trascrizione audizione PC 1, pag. 16-17)

 

                                         allievi __________ e __________

 

                                  b.   Non è contestato che AP
1 abbia più volte massaggiato/toccato __________ e M.C.L. sulle spalle, sul
torace e sulla pancia, in particolare nella zona dell’ombelico.

                                         Altrettanto incontestato è
che, per massaggiare torace e pancia, AP 1 ha, anche, infilato le mani sotto la
maglietta.

                                         Dopo averlo negato, AP 1
ha, poi, ammesso di essere anche “andato con le mani sotto la cintura dei
pantaloni” pretendendo, però, di non essere entrato “sotto l’elastico
delle mutande” (PP AP 1 2.2.2016 pag. 7). Al dibattimento di primo grado
ha, infine, precisato che quell’essere “andato con le mani sotto la cintura
dei pantaloni” con __________ è capitato in una sola occasione (allegato 1
al verb. dib. di primo grado pag. 4).

                                         Diversa la tesi
dell’accusa.

 

                                         fin dove AP 1 si è
spinto con __________

 

                               b.1.   __________ è stato
sentito l’8 giugno 2015.

                                         Queste le sue
dichiarazioni:

 

“  I: okay! Che saltava fuori quale
storia, D.?

D: questa qua,
che AP 1 non doveva fare queste cose.

I: okay! E l’AP 1
non doveva fare queste cose cosa?

D: e, fare i
massaggi e toccare sotto la cintura qua (porta la mano destra allo sterno).

I: mh, mh! Sotto
la cintura! Okay! A te è capitato se capisco giusto?

D: sì

I: okay! Mi puoi
spiegare un po’ com’è che capitava questa cosa?

D: e non so.
Quando qualcuno doveva consegnare dei fogli o … alla mattina, così, lui lo
prendeva in braccio, sulle gambe e glielo faceva (…) 

I: avrei bisogno
che tu mi potessi far vedere (porge un foglio a D) con la penna i posti, le
spalle, la schiena, eccetera, eccetera, dove AP 1 ti ha fatto i massaggi.

D. facendo il
cerchio?

I: puoi fare il
cerchio, sì

D: (si china a
scrivere sul foglio che ha posto sul tavolo) qua, poi … qua, e qua e non so
bene dove è l’osso sacro … tipo qua (…) e basta 

I: okay. Quando
parliamo di massaggi, D., mi puoi far vedere con le tue mani che tipo di
movimenti faceva l’AP 1 per farti i massaggi?

D: sulle spalle,
normalmente (con entrambe le mani fa il gesto di far pressione coi pollici)

I: con i pollici.

D: sì, dietro.
Poi qua, niente, così (pone il palmo della mano aperta sullo sterno) e qua così
(pone la mano sul ventre e fa un movimento circolare) e dietro, invece, un po’
come sulle spalle però così (si alza dalla sedia e pone le mani sui lombi)

I: ah, così,.
Okay. Perfetto. Adesso, mettiamo che … ti aggiungo una variabile (prende il
foglio mostrato a D e sul quale lo stesso aveva scritto). Giro il foglio per
non fare castronerie; più o meno normalmente, noi indossiamo dei pantaloni.
D’accordo, mettiamo adesso che sono quelli corti, e mettiamo che qui, più o
meno qua, ci sia la cintura o l’elastico. La posizione di questo cerchio che tu
mi hai fatto, cambia?

D: ehmm… un po’
più giù ma poco, leggermente (disegna sul foglio che gli mostra I).

I: okay, se
capisco giusto, comunque la mano un pochettino entrava nella cintura

D: si (pone la
mano sul ventre)

I: ecco, come mi
stai facendo vedere” (AI 56, trascrizione audizione __________ pag. 2-3, 7-8)

 

                               b.2.   AP 1 - che, come
visto, in un primo tempo, aveva negato di avere mai oltrepassato, con __________,
la cintura dei pantaloni - dopo avere preso atto delle dichiarazioni del
ragazzo, è stato più possibilista, pur negando qualsiasi sua intenzionalità e
dicendosi certo di non essere mai andato con la mano sotto le mutande:

 

“  …L'interrogante mi fa notare che in occasione dell'audizione dell'8 giugno 2015 __________ ha dichiarato che con una mano sono andato anche un
pochettino dentro la cintura dei pantaloni e mi viene pure mostrato il disegno allegato alla trascrizione dove ha disegnato le parti in cui sarebbe stato toccato. 

L’interrogante
mi fa notare che D. ha indicato la zona tra l’ombelico e il pene, sotto la
cintura dei pantaloni e sulla schiena, all'inizio delle natiche. 

Ne prendo atto e
dichiaro che è possibile che facendo il solletico sulla pancia e sui fianchi, nelle modalità indicate in precedenza, sia andato con le mani sotto la cintura nella zona indicata da D.. In ogni caso non sono andato con la mano dentro le mutande perché so benissimo che non bisogna farlo. 

A domanda a sapere se
D. è stato sincero rispondo di
sì e non mi sembra di aver notato dei grossi errori…” (PP AP 1
9.9.2015, pag. 9-10).

 

                                         In seguito, il docente ha
modificato le sue dichiarazioni passando dal “è possibile che” (che
sembrava significare “non ricordo ma non posso escludere”) al ben più
perentorio “sono andato con le mani sotto la cintura dei pantaloni ma non
dentro le mutande” ed all’altrettanto perentorio “questo è avvenuto una
volta sola” (PP AP 1 2.2.2016, pag. 7). 

                                         È evidente che questi
cambiamenti di versione altro non provano se non l’inaffidabilità di AP 1 e il
suo costante tentativo di ridimensionare al ribasso le sue responsabilità.

 

                               b.3.   Non ha da essere
argomentato molto per spiegare come la dichiarazione di __________ - più che
pacata, sfumata e priva di qualsiasi connotazione dimostrativa/recriminatoria -
sia del tutto credibile. Al riguardo, la visione della registrazione in atti è
illuminante.

                                         Del resto, AP 1 stesso ha
ammesso che __________ ha detto la verità (“a domanda a sapere se D. è stato
sincero rispondo di sì e
non mi sembra di aver notato dei grossi
errori”, PP AP 1 9.9.2015, pag. 10).

                                         Per contro, la credibilità
di AP 1 è fortemente ipotecata, oltre che dal suo generale atteggiamento
processuale, dai suoi pretestuosi distinguo e dalle modifiche di versione quali
quella appena rilevata.

                                         Ne deriva che le
dichiarazioni del ragazzo e la visione del disegno allegato alla trascrizione
della sua audizione permette di accertare che, dopo averlo massaggiato alle
spalle e al torace, l’imputato è sceso con la mano nella zona della pancia e,
poi, ben sotto l’ombelico, penetrando in quella che, nell’AA, è chiamata zona
pubica (“sotto la cintura dei pantaloni”). Le dichiarazioni di __________
e la visione dei suoi gesti esemplificativi permettono, poi, di accertare che
egli lo ha fatto massaggiando, in genere con movimenti circolari, e non solo
facendo il solletico. Visto il genere di massaggi, la grandezza della mano di
un adulto e la ridotta “estensione” di quella zona in un ragazzo di 10 anni, è
certo che le manipolazioni circolari di AP 1 hanno pure interessato la zona
pubica nel suo complesso. 

 

                                         La tesi accusatoria
secondo cui egli, dopo averlo massaggiato alle spalle, al torace e nella zona
dell’ombelico, ha palpeggiato __________ anche nella zona pubica e inguinale è,
dunque, supportata dalla deposizione del bambino.

 

                                         Gli atti non permettono di
chiarire se AP 1 ha infilato o meno le mani sotto le mutande. L’imputato lo
nega e a __________ la cosa non è stata chiesta. Ne segue che, in applicazione
del principio in dubio pro reo, AP 1 va seguito su questo particolare.

 

                               b.4.   Come visto, AP 1 ha
preteso che il suo sconfinamento nella zona sotto la cintura è avvenuto in una
sola occasione.

                                         Dalla deposizione del
bambino risulta, invece, una diversa realtà:

 

“  I: (…) tu, nella tua testa, ricordi
la prima volta che te l’ha fatto il massaggio?

D. … no (scuote
il capo)

I: non hai in
mente. E l’ultima volta ce l’hai in mente?

D: uhmm… due o
tre giorni prima che … c’era sabato e domenica e dopo che arrivava il
supplente” (AI 56, trascrizione audizione __________, pag. 4)

 

I: okay! Durante
la giornata, quante volte poteva capitare che … tu andavi alla cattedra e che
l’AP 1 ti faceva questi massaggini?

D: due … tre

I: : su una
giornata …sola?

D: completa?

I: mh

D: si. Due o tre

I: due o tre
volte…

D: certe volte
no, neanche una.

I: certe volte
neanche una. Però due o tre volte poteva capitare.

D: (annuisce col
capo)” (AI 56, trascrizione audizione __________ pag. 5)

 

 

                                         Visto che emerge
chiaramente dalla deposizione di __________ che i massaggi/toccamenti praticati
dal maestro erano un tutt’uno che iniziava dalle spalle e terminava, dopo il
percorso descritto (sterno, fianchi, zona dell’ombelico), con la mano che “entrava
nella cintura”, è evidente che AP 1 non è credibile nemmeno laddove parla
di una sola occasione.

                                         Accertato è, quindi, che
egli ha ripetutamente palpeggiato/massaggiato __________ - oltre che nelle più
volte citate zone delle spalle, del torace e della pancia (sia sopra che sotto
la maglietta) - anche nella zona pubica/inguinale (rimanendo, qui, sopra le
mutande). 

 

                                         fin dove AP 1 si è
spinto con __________

 

                               b.5.   __________ è stato
sentito il 12 giugno 2015.

                                         Queste le sue dichiarazioni:

 

“  I: (…) alla scrivania del maestro
(…)

L: certe volte mi
faceva sedere sulle sue gambe e mi faceva i massaggi e anche il solletico.

I: mh. Okay! Mi
puoi spiegare dove ti faceva i massaggi?

L: mi faceva i
massaggi sulle spalle, poi mi faceva un po’ il solletico sulla pancia, qua da
parte (pone le proprie mani alla vita) e un po’ sulla schiena i massaggi

I: ho capito. E
quando dici che ti faceva il solletico, com’è che faceva il solletico?

L: mi faceva così (pone le mani sui fianchi)

I: si…

L: e basta. E poi
faceva così (pone le mani sul ventre) e i massaggi (…)

I: mentre ti
faceva il solletico, mi hai fatto vedere, neh, era qui sotto le ascelle, nei
fianchi, rispettivamente sulla pancia. Lui ha mai fatto … ti ha mai fatto dei
massaggi sulla pancia, piuttosto che?

L: ehmm… faceva
così (posa le mani sulla propria pancia descrivendo un movimento circolare) e …
basta.

I e basta. Okay.
E lo faceva sopra o sotto la maglietta, tanto per capire?

L: sopra

I: sopra

L: e anche un po’
sotto. Però più sopra (…) che lo faceva più volte sopra che sotto” (AI 76,
trascrizione audizione __________, pag. 2, 5)

 

“  I: (…) hai spiegato prima che lui ti
ha fatto questi massaggi sulla pancia, a volte anche alzando la maglietta e
andando sotto con la mano. Fino a dove si è spin… fino a dove è arrivato con la
mano sul tuo corpo?

L: qua, più o
meno (pone il taglio della mano alla cintola)

I: lì cosa c’è?
Quando tu fai così (ripete il gesto di L.) cosa senti sotto? E’ sopra o sotto
l’ombelico?

L: sono … sotto.
Diciamo alla fine della pancia. Più o meno” (AI 76, trascrizione audizione __________,
pag. 9)

 

 

                                         Anche __________ ha
indicato, sulla figura disegnata, le parti del corpo toccate dal maestro: si
tratta della schiena (parte centrale, sulla colonna), delle spalle, dei
fianchi, della pancia (zona attorno all’ombelico) e della zona vicino al pene
(zona pubica).

 

                               b.6.   Le dichiarazioni di AP
1 riguardo a __________ sostanzialmente ricalcano quelle rese per __________.
Anche con lui, AP 1 ha ammesso di avere avuto “un buon feeling” e,
pertanto, anche a lui - “come con C.” (PP AP 1 5.6.2015, pag. 4) - ha “fatto
dei massaggini”. Anche con lui avrebbe sconfinato nella zona (che lui
dimostra di considerare) proibita, per caso, facendogli il solletico senza
tuttavia mai toccargli le parti intime:

 

“  …L'interrogante mi riassume
brevemente quanto dichiarato da __________ in occasione della sua audizione del 12 giugno 2015 e mi viene pure mostrato il disegno sul quale lui ha posto dei cerchiolini nelle zone del corpo dove l'avrei toccato.

Prendo atto che
secondo quanto dichiarato da L. sarei andato con la mano leggermente sotto la cintola dei pantaloni, nella zona
tra ombelico e pene, dove ha
fatto il cerchiolino sul disegno.

ADR che L. è stato sincero. Come nel caso di D. è
possibile che anche con L. facendogli
il solletico sia leggermente andato sotto la cintura dei pantaloni. Quando facevo il solletico ai miei
allievi capitava che loro fossero completamente appoggiati su di me e quindi quando facevo il solletico la cintura dei pantaloni si alzava o la pancia si abbassava…” (PP AP 1 9.9.2015, pag. 12).

 

“  …Per quanto riguarda __________ e __________,
preciso che sono andato con le mani sotto la cintura dei pantaloni, ma non
sotto l'elastico delle mutande, per fare loro solletico e non per toccare le
parti intime. In questi casi provavo un piacere fisico, ma non un piacere
sessuale. Questo è avvenuto una volta sola per entrambi.…” (PP AP 1 2.2.2016,
pag. 7).

 

“  per __________ preciso che
probabilmente sono entrato sotto la cintura per via della posizione del bambino
seduto sulle mie ginocchia, senza mai andare oltre. Questi toccamenti sono
comunque durati pochi secondi, forse una decina” (allegato 1 a verb. dib. di
primo grado, pag. 2).

 

                               b.7.   Ritenuto che quanto
detto sopra sulla non credibilità delle dichiarazioni di AP 1 e, invece, sulla
credibilità di __________ vale, mutatis mutandis, per __________, se ne deriva
che le dichiarazioni di quest’ultimo, unite alla visione del disegno allegato
alla trascrizione della sua audizione, permettono di accertare che, dopo averlo
palpeggiato/massaggiato sulle spalle e sulla pancia (sia sotto che sopra la
maglietta), AP 1 ha fatto entrare la sua mano ben sotto l’ombelico, penetrando -
in modo deciso - in quella che è chiamata zona pubica.

                                         Anche per __________, le
sue dichiarazioni e la visione dei suoi gesti esemplificativi permettono, poi,
di accertare che AP 1 è sconfinato in quella zona massaggiando, in genere con
movimenti circolari, e non solo facendo il solletico. 

                                         Visto il genere di
massaggi, la grandezza della mano di un adulto e la ridotta “estensione” di
quella zona in un ragazzo di 10 anni, è certo che le manipolazioni circolari di
AP 1 hanno pure interessato la zona inguinale.

                                         La tesi accusatoria
secondo cui egli ha palpeggiato __________, oltre che sulla spalle e sulla
pancia, anche nella zona pubica e inguinale è, dunque, supportata dalla
deposizione del bambino.

 

                                         Gli atti non permettono di
chiarire se AP 1 ha infilato o meno la mano sotto le mutande. L’imputato lo
nega e nemmeno a __________ la cosa è stata chiesta. Pur se l’affermazione di __________
secondo cui il maestro a volte lo massaggiava anche sotto la maglietta potrebbe
far sospettare che AP 1 sia andato sotto gli indumenti anche nella zona pubica,
le norme sulla prova costringono a concludere che la questione non è stata
sufficientemente indagata e, dunque, anche qui ad applicare il principio in
dubio pro reo.

 

                               b.8.   Dagli atti appare
chiaro che i palpeggiamenti/massaggi delle spalle e della pancia (zona
dell’ombelico) di __________ sono avvenuti ripetutamente. Del resto, quella
pratica era - per ammissione stessa di AP 1 - una sua abitudine tanto che, non
solo __________, ma tutti i ragazzi ne parlano come di comportamenti ripetuti
più volte:

 

“  I: (…) Ecco, tu ricordi, nella tua
testa, quando è stata la prima volta che il maestro ti ha fatto sedere sulle
sue gambe?

L: no

I: ma sai dirmi,
se non lo sai me lo dici, se è capitato solo durante questo anno scolastico,
quindi durante la quinta o se era già successo anche prima, in quarta piuttosto
che, anche in terza, non lo so

L: in terza non
me lo ricordo, però in quarta e in quinta sono sicuro che è già successo” (AI
76, trascrizione audizione __________, pag. 5)

 

“  si. Okay. E… dimmi un po’ una cosa,
la … se adesso tu pensi a una giornata, che passavi a scuola, questa cosa di
andare dal maestro, sedersi sulle sue gambe, il solletico e i massaggi
eccetera, succedeva quante volte in un giorno o se non succedeva una volta al
giorno in una settimana, per esempio. Tu sei in grado di dirmi…?

L: in un giorno…
una volta

I: una volta. Mh…

L: e alla
settimana più o meno quattro” (AI 76, trascrizione audizione __________, pag.
3, 8 )

 

                                         La ripetitività è
contestata da AP 1 per i toccamenti sotto la cintura poiché, come per G.D.,
anche per __________ il docente ha preteso che il suo sconfinamento nella zona
sotto la cintura è avvenuto in una sola occasione.

                                         AP 1 non è credibile. Non
solo perché, così come per __________, anche per __________ egli ha cambiato
versione passando dal possibilista al perentorio così da poter affermare che si
era, però, trattato di un solo episodio. Ma anche perché quando __________
parla dello sconfinamento sotto la cintura non ne parla come di un episodio
isolato ma, in qualche modo (implicitamente), lo inserisce nella “procedura del
massaggio” generalmente seguita da AP 1.

                                         Ben si può, dunque,
ritenere accertato che, non solo i toccamenti di spalla/torace/pancia, ma anche
della zona sotto la cintura erano ripetuti.

 

                               b.9.   Su questo tema si
impone una piccola nota.

                                         Rilevato che la prima Corte,
dopo avere ricordato che AP 1 ha parlato di un solo sconfinamento nella zona
pubica, ha scritto che “nella misura in cui non si hanno indicazioni di un
numero differente da parte dei due bambini (n.d.r.: __________ e __________),
la Corte non ha potuto ritenere che la versione dell’imputato in quanto a lui
più favorevole” (sentenza impugnata, consid. 20, pag. 42), la Difesa ha
sostenuto che la successiva indicazione secondo cui AP 1 “è stato
riconosciuto autore colpevole di ripetuti atti sessuali (…) per avere
ripetutamente toccato nella zona pubica e inguinale (…) __________ e __________”
(sentenza impugnata, consid. 20, pag. 42) e, soprattutto, il dispositivo
1.1. di tale sentenza costituiscono “una sorta di mutazione che non è suffragata
da nulla e non è nemmeno motivata” (dichiarazione d’appello 24 agosto 2016
pag. 5).

                                         La critica - pur se quasi
integralmente fondata (non per il “non suffragata da nulla”) - non aiuta
l’appellante nella misura in cui il giudizio d’appello costituisce un nuovo
giudizio che prende il posto di quello precedente (fra le altre, STF
6B_480/2015 del 9 novembre 2015 pubbl. in Forumpoenale 4/2016 pag. 194 e seg) e
nella misura in cui, avuto riguardo al tenore del dispositivo n. 1.1. della
sentenza impugnata e all’appello del PP che chiede l’integrale conferma
dell’AA, se dovesse l’accertamento appena effettuato da questa Corte (più
toccamenti nella zona pubica/inguinale) venire qualificato come ripetuti atti
sessuali ex art. 187 CP, ciò non costituirebbe una reformatio in pejus.

 

 

 

 

                                         fin dove AP 1 si è
spinto con PC 2

 

                             b.10.   PC 2 è stato sentito il
12 giugno 2015.

                                         Queste le sue
dichiarazioni:

 

“  S: e c'era delle volte, quando
correggeva, che ti faceva i massaggi. 

I: mi puoi
raccontare cosa faceva?

S: ti faceva così
(pone la mano destra sul ventre compiendo movimenti circolari) il solletico,
sotto la maglietta, (…)

I: mh! E alla
cattedra, invece, per farti... il solletico o questo... questo... (porta le
mani al proprio ventre)

S: così (porta la
mano al ventre descrivendo un movimento circolare) sotto la maglietta.

I: sotto la
maglietta! Okay. E tu in che posizione eri rispetto a lui?

S: sopra di lui.

I: sopra di lui?

S : seduto.(…) lui
era seduto sulla cattedra e ci prendeva in braccio, diciamo.

(…)

I: ti diceva
qualcosa per farti sedere?

S: no. lo andavo
lì, guardavo e poi ti prendeva.., ti faceva così (col braccio fa il gesto di
prendere qualcuno all'altezza del torace da dietro) per farti andare in braccio
a lui.

I: e la mano dove
te la metteva tanto per capire?

S: qua (porta la
mano all'altezza del torace a sinistra) (…)

I: dove ti faceva
solletico?

S: qua (porta la
mano sinistra allo stomaco).

I: sulla pancia!

S: sì.

I: facendo il
movimento che mi stai facendo vedere tu, adesso? (moto circolare). 

S: sì.

I: okay! In altri
posti?

S: no.

I: no? Okay. E
poi, questo solletico..., tu lo definisci solletico? Per te solletico... 

S: un po' sì.

I: un po' sì?
Ecco, mi puoi spiegare un attimo in che senso...

S: secondo me,
così, (indica come prima) è solletico, per un po'; dopo non so con altre parole
se è solletico o no. (…)

S: era seduto
alla cattedra e io magari ero qua o ero fuori a giocare. Perché ci lascia stare
anche in corridoio.

I: ah bon. Quindi
ti chiamava espressamente, se ho capito giusto... 

S: sì.

I: di andare da
lui. E poi cosa ti diceva?

S: guardava il
foglio, poi ti faceva così (porta la mano e l'avambraccio all'altezza del
torace) e ti faceva sedere.

(…)

I: mh! Okay. Ma
questo solletico te lo faceva prima, durante o dopo aver corretto il lavoro che
tu gli portavi?

S: lo faceva
mentre correggeva.

I: mentre
correggeva?

S: sì con la mano
sinistra mentre con la destra faceva il visto. (…) 

Un'ultima cosa
che volevo chiederti su questo aspetto del solletico; tu mi avevi detto, che
andava sotto la maglietta. Com'è che faceva ad andare sotto la maglietta?

S: faceva così
(solleva dal corpo la maglietta e infila sotto la mano), la prendeva e ti
faceva così. 

I: ah! Okay.
All'altezza di...?

S: qua. (posa la
mano sotto lo sterno).

I: è sopra
l'ombelico?

S: sì.

I: okay. E’
andato anche più in basso?

S: no. Arrivava
qua, massimo, un pelino sotto. (posa la mano sul ventre) all'ombelico.

I: allora io, per
aiutarci un po' a capirci, ho qui un piccolo schemino, neh; il corpo umano di
un bambino (porge a S. un foglio) e mi puoi segnare con un cerchio la zona in
cui ti... faceva questo solletico?

S: (scrive sul
foglio)” (AI 71, trascrizione audizione PC 2, pag. 2-5; 9)

 

                                         Sulla figura, PC 2 ha
fatto un cerchio nella zona dell’ombelico ed ha segnato, sulla schiena, la zona
della colonna.

 

                             b.11.   All’inizio
dell’inchiesta, AP 1 ha detto di avere praticato a PC 2 - con cui aveva “un
buon feeling” - dei “massaggini” (PP AP 1 5.6.2015, pag. 4).

                                         Tuttavia, egli ha preteso
che si è trattato di poche volte (“alcune volte”, PP AP 1 5.6.2015, pag.
4).

                                         Poi, nell’ultimo verbale
davanti al PP, AP 1 è tornato un po’ sui suoi passi, trasformando i “massaggini”
di cui aveva parlato nel giugno precedente in un “solletico sulla pancia e
attorno all’ombelico” (PP AP 1 2.2.2016 pag. 7).

 

                             b.12.   AP 1 non è credibile.

                                         Non lo è quando cerca di
sminuire la portata dei suoi gesti: non tanto perché si tratta di una
ritrattazione non motivata e, quindi, incomprensibile (se non inserita in una
strategia difensiva di generale ridimensionamento), quanto perché PC 2,
richiesto di mostrare cosa il maestro gli facesse, ha chiaramente mostrato, mimandolo,
un gesto circolare. È vero che anche PC 2 parla di solletico. Ma è anche
soprattutto vero che il ragazzo ha aggiunto di non sapere se si trattasse davvero
di un solletico:

 

“  E poi, questo solletico..., tu lo
definisci solletico? Per te solletico... 

S: un po' sì.

I: un po' sì?
Ecco, mi puoi spiegare un attimo in che senso...

S: secondo me,
così, (indica come prima) è solletico, per un po'; dopo non so con altre parole
se è solletico o no.” (AI 71, trascrizione audizione PC 2, pag. 4)

 

                                         AP 1 non è nemmeno
credibile quando cerca di limitare il numero dei toccamenti/massaggi praticati
a PC 2 poiché dagli atti emerge una realtà fatta di ripetizioni. Il ragazzo ha,
infatti, dichiarato, in maniera del tutto credibile, che quella pratica era
iniziata alla ripresa delle scuole, in quinta elementare, aveva avuto una
frequenza perlomeno settimanale (“una volta al giorno ma non tutti i giorni
della settimana … più spesso al venerdì”) e l’ultima volta era successo nel
corso del mese di maggio: 

 

“  I: quante volte poteva succedere se
ti sedevi sulle gambe del maestro che poi lui ti faceva questo solletico?

S: non tutti i
giorni una volta. Una volta sempre al giorno, però, cioè una volta al giorno ma
non tutti i giorni… della settimana.

I: okay.

S: e mi ricordo
più spesso al venerdì, che succedeva era il venerdì che lui corregge e gli
altri giocano. Dalle 3 e un quarto alle 4 ci fa giocare. Al venerdì. (…)

I: e quindi capitava
in quel momento lì intanto che…

S: chiamava…

I: giocavate…
chiamava? E dopo cosa faceva? Quando ti chiamava dove era lui?

S: era seduto
alla cattedra e io magari ero qua o ero fuori a giocare. Perché ci lascia stare
anche in corridoio.

I: ah bom quindi
ti chiamava espressamente, se ho capito giusto…

S: sì 

I: di andare da
lui. E poi cosa ti diceva?

S: guardava il
foglio, poi ti faceva così (porta la mano e l’avambraccio all’altezza del
torace) e ti faceva sedere (…)

I: okay. E tu eri
seduto sopra di lui. Con la tua schiena verso il suo petto. Giusto?

S: un po’ sì.
Delle volte magari ero un po’ più avanti (…)

I: tu S. ti
ricordi quando è stata la prima volta che lui ti ha fatto questo solletico?

S: no.

I: dunque tu hai
fatto la terza, la quarta e la quinta con lui. Riusciamo almeno a definire
l’anno scolastico? (…)

S: no

I: in quinta 

S: sì! Sicuro di
sì

I: quindi fin da
quando avete cominciato la quinta?

S: sì

I: in quarta non
ti ricordi?

S: no in quarta e
in terza non mi ricordo

I: okay. E
l’ultima volta che lo ha fatto quando è stato? Te lo ricordi?

S: no, non me lo
ricordo

I: ma tanto tempo
fa, poco tempo fa?

S: in maggio, mi
pare” (AI 71, trascrizione audizione PC 2, pag. 4-6)

                                         

 

Ne segue che è accertato che AP 1 ha ripetutamente
palpeggiato/massaggiato, con movimenti circolari, PC 2, oltre che sulle spalle,
nella zona della pancia, attorno all’ombelico, sia sopra che sotto la
maglietta.

 

                                         fin dove AP 1 si è
spinto con __________

 

                             b.13.   Dall’insieme
dell’audizione di __________ - che è apparso particolarmente a disagio - emerge
che, con lui, AP 1 si è limitato a praticargli del solletico, su braccia,
spalle e pancia. Richiesto di mostrare cosa AP 1 facesse concretamente, il
ragazzo ha mimato brevi toccamenti della pelle con l’indice e il pollice che si
uniscono e si separano velocemente (un po’ come le chele di un granchio).

                                         Le dichiarazioni di __________
trovano sostanziale conferma in quelle di AP 1 che ha detto che, nonostante con
__________ avesse “un buon feeling”, lo aveva toccato soltanto brevemente
e soltanto in poche occasioni (PP AP 1 5.6.2015, pag. 4), poiché, in sostanza,
il ragazzo era piuttosto sfuggente:

 

“  lui era molto restio ad avvicinarsi
a me in terza elementare e dopo diverso tempo si è avvicinato alla cattedra e
ha preso più confidenza. Quando si sedeva sulle mie ginocchia, lo faceva per
pochi secondi e poi se ne andava, per cui non avrei neppure avuto la
possibilità di fargli solletico…” 

(PP AP 1
2.2.2016, pag. 7)

 

                                         L’accertamento di questa
Corte è, dunque, che a __________ AP 1 ha praticato, unicamente e brevemente,
del solletico su braccia, spalle e pancia.

 

                                         fin dove AP 1 si è
spinto con __________

 

                             b.14.   Agli inquirenti, __________
ha detto che, con lui, AP 1 si è limitato a dei massaggi alla schiena, peraltro
praticati quando lui era seduto al banco e soltanto sopra la maglietta (AI 88,
trascrizione audizione __________, pag. 1, 2 e 4, cfr. pag. 6 per la
precisazione secondo cui il massaggio era praticato solo sopra la maglietta).

 

                                         Ritenuto come in atti non
ci sia nulla che possa smentire tali dichiarazioni, l’accertamento di questa
Corte è che, a __________, AP 1 ha praticato unicamente dei massaggi alla
schiena. E lo ha fatto quando il ragazzo era seduto al suo banco, limitandosi a
massaggiarlo sopra la maglietta.

 

 

 

                                         fin dove AP 1 si è
spinto con __________

 

                             b.15.   Per quanto qui di
interesse, dalle dichiarazioni del ragazzo emerge con chiarezza che AP 1 gli
praticava dei massaggi (con movimenti circolari) alla pancia soltanto quando
lui gli diceva di avere mal di pancia:

 

“  I: mi spieghi un po' meglio questa
cosa dei massaggi?

D: e, quando
avevo il mal di pancia che magari mi veniva.., perché io non faccio molta
colazione, quindi non sempre mi veniva però magari quando mi veniva, e lui mi
faceva il massaggio alla pancia,(…) 

I: mi spieghi
come andava questa cosa del massaggio alla pancia?

D: il massaggio
alla pancia a volte mi faceva così (porta le mani al ventre e compie movimenti
circolari) e a volte, quando erano più forti, mi faceva così (infila le mani
sotto la maglietta compiendo il medesimo movimento di prima).

I: metteva la
mano sotto la maglietta?

D: sì, faceva
così (ripete il medesimo gesto di prima) e poi mi diceva di bere un po' di
acqua.

I : mh!

D: o a volte mi
diceva solo di bere acqua.

I: okay. Quindi
il massaggio alla pancia, se ho ben capito, quando ti faceva un po' male lo
faceva sopra, quando faceva più male metteva la mano sotto la maglietta...

D: sì, faceva
così (mette le mani sotto la maglietta sopra il ventre)...

(…) I: allora tu
gli dici che hai il mal di pancia...

D: sì.

I: e lui?

D: e lui a volte
mi diceva se ce l'avevo tanto, se ce l'avevo poco, e allora gli dicevo poco e
allora "vai a bere un po' d'acqua". O se gli dicevo "e, così
così", allora mi faceva qua (porta la mano al ventre) e se ce l'avevo
tanto stava un po' di più... meglio.

I: massaggiava un
po' di più? 

D: sì. (…)

D: per cercare di farmelo
passare.” (AI 108, trascrizione audizione __________ pag. 1; 4-5)

 

                                         È vero che __________ ha
parlato anche di solletico praticatogli dal maestro. Ma, sempre secondo le
dichiarazioni del ragazzo, si è trattato di un solo episodio, avvenuto “per
gioco” (AI 108 pag. 10) non alla cattedra ma, verosimilmente, nel corridoio
(“stavo andando a ricreazione”). 

 

                                         L’accertamento di questa
Corte è, dunque, che a __________ AP 1 ha massaggiato la pancia soltanto una
volta e soltanto con l’intento di alleviare il dolore che il ragazzo lamentava. 

                                         

 

fin dove AP 1 si è spinto con __________

 

                             b.16.   __________ è stato sentito
il 17 giugno 2015.

                                         Queste le sue dichiarazioni:

 

“  I: guarda!
Facciamo una cosa più semplice, lo c'ho qui un disegno con un ragazzo,
disegnato un po' così, non
l'ho disegnato io, neh; io ti chiedo di farmi un cerchio dove ti faceva i
massaggi il maestro. (porge il foglio e la matita a M). Quindi...

M: (prende la
matita e il foglio) qua e qua (scrive sul foglio). 

I: okay. Mi
scrivi dentro qui "massaggi".

M: (disegna sul
foglio)

I: okay.
Perfetto. Te lo faccio già firmare qui, sotto il tuo nome... Quindi abbiam
detto che a inizio quinta... 

M: ah, poi anche
qua. (riprende il medesimo foglio).

I: qui cosa?
(indica un punto sul foglio).

M: massaggi!

I: massaggi.
Quindi sulla pancia, mi hai disegnato.

M: poi ancora
qua. (medesimo foglio)

I: quindi
davanti, dietro e sulle spalle. Giusto?

M: sì!

I: c'erano altri
punti che ti vengono in mente guardando questa figura?

M: ah, qua dietro
(scrive ancora sul medesimo foglio) sul collo

M: poi basta.

I: basta! Okay.
Allora abbiam detto... adesso ti chiedo... qui abbiam detto, massaggi sulle
spalle, sulla schiena e sul collo dietro. Quand'è che faceva questi massaggi l'AP
1, il maestro?

M: o quando
correggeva i compiti, certe volte, o quando stavamo facendo i compiti che
eravam lì tranquilli a scrivere, però certe volte sbagliavamo perché vibrava.

I: vibrava?

M: il braccio!
Quando fa così (si tocca la spalla) vibra un po'.

I: sbagliavi
perché ti stava facendo il massaggio, è questo che vuoi dirmi?

M: sì, poi
l'avevo detto che... di non farmelo perché mi dava fastidio. Poi sbagliavo.

(…)

I: quando eri
sulle sue gambe cosa faceva?

M: faceva un po’
qua (porta le mani al dorso, all’altezza dei lombi) e qua