# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9309a16a-e96a-5693-a1c8-1e4bdad11605
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-07-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.07.2020 D-6216/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6216-2018_2020-07-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6216/2018 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 0  l u g l i o  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Esther Marti, Mia Fuchs,  

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), alias 

B._______, nata il (…), alias 

C._______, nata il (…), 

Eritrea,   

patrocinata dal lic. iur. Mario Amato,  

Consultorio giuridico di SOS Ticino,  

Via Zurigo 17, 6900 Lugano,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 27 settembre 2018 / N (…). 

 

 

 

D-6216/2018 

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Fatti: 

A.  

L’interessata cittadina eritrea proveniente da D.______ (suddivisione am-

ministrativa del Debub) ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 

28 dicembre 2017 pretendendosi minorenne (cfr. atto A1). 

B.  

Il 3 gennaio 2018, la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) 

ha incaricato il servizio di radiologia dell’ente ospedaliero cantonale dell’al-

lestimento di un esame osseo della mano della richiedente l’asilo. 

C.  

Il referto del 4 gennaio 2018 ha dato quale risultato un’età ossea secondo 

le tabelle di Greulich e Pyle corrispondente a 18 anni con variabilità indivi-

duale superiore ai due anni (cfr. atto A10). 

D.  

Il 10 gennaio 2018, l’autorità inferiore ha rilevato le generalità della richie-

dente asilo. L’insorgente ha ribadito la sua minore età dichiarando di es-

sere nata il 15 ottobre 2001. Sul finire del colloquio la SEM la ha tuttavia 

informata che la avrebbe considerata maggiorenne in quanto vi sarebbero 

stati dubbi sull’età allegata (cfr. atto A13). 

E.  

Il 4 settembre 2018 la richiedente l’asilo è stata sentita sui suoi motivi di 

fuga senza il rispetto delle formalità previste per i minori non accompagnati. 

In tale contesto ella ha dichiarato di aver lasciato il proprio paese d’origine 

per timore di dover approdare al servizio militare, da che il prematuro ab-

bandono della scuola. L’interessata ha altresì affermato che la madre le 

avrebbe voluto imporre un matrimonio organizzato, da lei non accettato, 

cosa che avrebbe incrinato il loro rapporto (cfr. atto A24). 

In tale ambito ella ha prodotto una fotocopia del certificato di battesimo 

indicante come data di nascita il 15 ottobre 2001 (cfr. atto A25). 

F.  

Con decisione del 27 settembre 2018 (notificata il 1° ottobre), la SEM non 

ha riconosciuto la qualità di rifugiato alla richiedente ed ha respinto la sua 

domanda d’asilo, pronunciando contestualmente il suo allontanamento 

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dalla Svizzera. Nel contempo ha ritenuto ammissibile, esigibile e possibile 

l’esecuzione dell’allontanamento. 

G.  

Il 31 ottobre 2018 (cfr. risultanze processuali), l’interessata è insorta contro 

la suddetta decisione dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di se-

guito: il Tribunale), chiedendone l’annullamento, il riconoscimento della 

qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo; in subordine la ritrasmissione 

degli atti alla SEM per un nuovo esame delle allegazioni; in via ancor più 

subordinata di essere ammessa provvisoriamente in Svizzera. Ha altresì 

presentato una domanda volta all’esenzione dal pagamento delle spese 

anticipate di giustizia e protestato tasse, spese e ripetibili. 

H.  

Con decisione incidentale del 16 novembre 2018, il Tribunale ha esentato 

l’insorgente dal versamento di un anticipo a copertura delle presunte spese 

processuali invitando nel contempo l’autorità inferiore ad inoltrare una ri-

sposta al ricorso. 

I.  

Il 30 novembre 2018 la SEM ha presentato le proprie considerazioni sull’al-

legato ricorsuale, proponendone la reiezione. Le stesse sono poi state tra-

smesse all’insorgente per conoscenza. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei 

considerandi successivi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull’asilo non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta ec-

cezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell’art. 5 PA. 

 

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Pagina 4 

La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. Disposizioni transi-

torie della modifica del 25 settembre 2015 cpv. 1). 

La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (vart. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’ina-

deguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribu-

nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle con-

siderazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni 

delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

La ricorrente ritiene che la SEM la abbia a torto considerata maggiorenne.  

3.1 Quando la questione della minore età dell’interessato è contestata, si 

necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, in quanto la qualità di 

minore non accompagnato impone alla SEM il rispetto di alcune esigenze 

procedurali nell’ambito della trattazione della domanda d’asilo, in partico-

lare al momento dello svolgimento dell’audizione sui motivi (cfr. art.  17 cpv.  

3 LAsi; DTAF 2014/30), che se non ossequiate impongono la retrocessione 

degli atti all’autorità inferiore (cfr. sentenza del Tribunale D-6598/2019 del 

4 febbraio 2020 [prevista per la pubblicazione come DTAF] consid. 3.3).  

3.2  

3.2.1 In casu, la SEM ha ritenuto che l’interessata non sia stata in misura 

di rendere verosimile la pretesa minore età. Ella avrebbe reso dichiarazioni 

incoerenti, affermando inizialmente di essere nata il (…) e successiva-

mente il (…). Poco dopo, alla richiesta di specificare quale fosse la sua età 

effettiva, avrebbe risposto di avere diciassette anni, cosa incompatibile con 

la data di nascita poc’anzi indicata. Oltre a ciò, le allegazioni inerenti il suo 

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percorso di vita si sarebbero rivelate vaghe ed approssimative non es-

sendo stata in misura di collocare con precisione la sua età all’inizio della 

scuola, rispetto alla quale l’insorgente si sarebbe determinata con l’espres-

sione “forse all’età di 8 anni”. Allo stesso modo, la ricorrente non avrebbe 

saputo indicare con certezza se al momento dell’espatrio, avvenuto il 

quarto mese del 2016, ella avesse già compiuto i quindici anni. Anche le 

dichiarazioni in merito ai famigliari si sarebbero rivelate imprecise. In parti-

colare avendo dichiarato che il fratello aveva 18 anni, la differenza di età 

avrebbe dovuto essere di almeno due anni e non meno di due come da lei 

asserito. 

3.2.2 Nel proprio gravame, l’interessata sottolinea come, alla luce delle 

spiegazioni fornite in corso di procedura, sarebbe maggiormente verosi-

mile ritenerla maggiorenne. Ella ha infatti spiegato di aver inizialmente for-

nito la data del (…) in quanto non avrebbe ricordato quella esatta e di aver 

menzionato l’età di diciassette anni poiché li avrebbe compiuti quell’anno. 

La richiedente asilo avrebbe d’altro canto prodotto anche una copia 

dell’atto di battesimo da cui emergerebbe la data da lei stessa dichiarata, 

e meglio, il (…). Anche la rappresentante delle opere assistenziali presente 

all’audizione avrebbe del resto rimarcato che per aspetto fisico ed attitu-

dine, ella sarebbe apparsa molto giovane. D’altra parte, la radiografia del 

polso non sarebbe un metodo scientificamente corretto per determinare 

l’età anagrafica. 

3.3 Ora, nelle procedure d’asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, 

art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). Il principio inquisitorio non è tuttavia illimitato, 

in particolare visto il nesso con l’obbligo di collaborare delle parti (art. 13 

PA ed art. 8 LAsi; cfr. AUER/BINDER, in: Kommentar zum Bundesgesetz 

über das Verwaltungsverfahren [VwVG], 2a ed. 2019, ad art. 12 n. 9). 

3.4 Ciò nondimeno, qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante 

un accertamento completo dei fatti giuridicamente rilevanti, occorre fare 

riferimento alle regole sulla ripartizione dell’onere della prova. L’onere della 

prova della minore età incombe al richiedente asilo. In presenza di un ac-

certamento dei fatti esaustivo, se l’interessato non riesce a rendere verosi-

mile la pretesa minore età, egli sarà tenuto ad assumersene le conse-

guenze, venendo considerato maggiorenne (cfr. sentenza 

D-6598/2019 consid. 5.1 – 5.4).  

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Pagina 6 

3.5 È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano 

sufficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso 

dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell’art. 7 LAsi. Non è indispensabile che le allegazioni del ri-

chiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contrario, è suffi-

ciente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi circa al-

cune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale versione dei 

fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimiglianza non 

deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del contenuto di 

ogni singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una ponderazione tra 

gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo sarà dunque 

determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi risultino pre-

ponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferi-

menti). 

3.6 Salvo casi particolari la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione dell’età di un richiedente asilo. Per giungere ad una 

determinazione al riguardo, l’autorità si basa sui documenti d’identità au-

tentici depositati agli atti così come sui risultati delle audizioni relativamente 

al quadro personale dell’interessato nel paese d’origine, alla sua cerchia 

famigliare ed al suo curriculum scolastico. Se necessario ordina una perizia 

medica volta alla determinazione dell’età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione 

con l’art. 26 cpv. 2 LAsi). Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede ad 

un apprezzamento globale degli elementi in presenza in ossequio ai prin-

cipi sopra citati (cfr. sentenza D-6598/2019 consid. 5.5 e rif. citati). 

3.7 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell’età for-

niscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull’ap-

proccio a tre pilastri, cui si fa capo attualmente, prevedono, di norma, un 

esame clinico ed una radiografia della mano seguiti da una tomografia 

sterno clavicolare e da un esame dello sviluppo dentale. L’esame clinico e 

la radiografia della mano non permettono di determinare in modo attendi-

bile se una persona ha raggiunto o meno la maggiore età. L’esame osseo 

(radiografia della mano), utilizzato singolarmente in precedenza quale me-

todo standard per orientarsi sull’età dei richiedenti, viene tutt’ora regolar-

mente impiegato per stabilire se è necessario procedere con la tomografia 

sterno clavicolare e con l’analisi dello sviluppo dentale (cfr. sentenza D-

6598/2019 consid. 5.6 e rif. citati).  

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Pagina 7 

3.8 La giurisprudenza precedente alla modifica di prassi quanto ai metodi 

utilizzati per la determinazione dell’età ha del resto già avuto modo di pre-

cisare che una deviazione standard tra l’età effettiva e quella risultante 

dall’esame osseo compresa tra i due anni e mezzo ed i tre anni sia da 

considerarsi nella norma. In una tale costellazione, non è possibile dedurre 

che l’età dichiarata sia fittizia (Giurisprudenza ed informazioni della Com-

missione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA] 2005 n. 16 consid. 

2.3, 2000 n. 19, sentenza del Tribunale D-1589/2019 del 14 maggio 2019 

consid. 4.2). 

3.9  

3.9.1 Tornando al caso in disamina, è indubbio che facendo riferimento alla 

data di nascita dichiarata del (…) e conto tenuto che il referto radiologico 

data del 4 gennaio 2018, la deviazione standard è inferiore ai due anni. Su 

tali presupposti, lo stesso è incontestabilmente insufficiente a certificare la 

maggiore età e vista la scarsa ampiezza della forbice temporale può altresì 

ritenersi privo di valore probatorio (cfr. sentenze del Tribunale E-1139/2017 

del 17 marzo 2017 consid. 2.2.1, E-4497/2015 del 23 settembre 2015 con-

sid. 2.5.1).  

3.9.2 Allo stesso modo, anche la fotocopia del certificato di battesimo ver-

sata agli atti non è in alcun modo decisiva. In primo luogo non si tratta di 

un documento d’identità e come tale non attesta le generalità della richie-

dente (cfr. sentenza D-1589/2019 consid. 4.6), e questo a maggior ragione 

visto che è stato prodotto in copia. Inoltre, il fatto che sia stato compilato a 

mano e che non sia possibile verificarne la data di allestimento non per-

mette di escludere che il medesimo rientri nel novero dei documenti di com-

piacenza. Da rilevare come la data di nascita in esso presente collimi però 

con quanto dichiarato dall’interessata. 

3.9.3 In assenza di ulteriori elementi concludenti, in specie è dunque sulla 

base delle allegazioni dell’insorgente che occorre fondarsi per determinare 

se la richiedente l’asilo abbia o meno reso verosimile la propria minore età. 

Ebbene, proprio a tal riguardo, le valutazioni dell’autorità inferiore non con-

vincono appieno il Tribunale. In primo luogo non si può a giusto titolo par-

lare di contraddizioni nell’esposto dell’interessata. Ella, al momento della 

compilazione del questionario sui dati personali, ha effettivamente indicato 

il (…). Durante il rilevamento delle generalità, la richiedente l’asilo ha però 

subitamente e spontaneamente informato l’auditore di aver richiesto alla 

madre di comunicarle la sua data di nascita precisa, che sarebbe stata il 

(…). In detto contesto ha altresì precisato di essersi informata al riguardo 

in quanto alcune amiche le avrebbero consigliato di fornire alle autorità la 

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data esatta. La spiegazione, conto tenuto che non è inconcepibile che la 

ricorrente non conoscesse la sua data di nascita precisa (si veda, a titolo 

meramente esemplificativo, una fattispecie affrontata da un tribunale in-

glese e nel quale un richiedente l’asilo, che affermava non conoscere ini-

zialmente la sua data di nascita, avendola successivamente appresa dai 

famigliari, è stato creduto dal giudice inglese; cfr. England and Wales High 

Court [Administrative Court] [2016] EWHC 2087 [Admin], n.marg. 76, repe-

ribile all’indirizzo < https://www.bailii.org/ew/cases/EWHC/Admin/2016/2 

087.html >) pare quantomeno plausibile, di modo che, il solo fatto di aver 

precedentemente dichiarato di essere nata il (…) non costituisce un indi-

catore d’inverosimiglianza decisivo. Nemmeno il fatto di aver inizialmente 

affermato di avere 17 anni pare privare di coerenza quanto addotto, atteso 

che l’insorgente si è subitamente corretta precisando ch’ella intendesse 

dire di trovarsi nell’anno in cui si apprestava a compiere 17 anni, mentre la 

sua età anagrafica sarebbe stata, conformemente alla data di nascita di-

chiarata, di 16 anni e tre mesi, affermazione quest’ultima, in larga parte 

corretta. 

3.9.4 D’altro canto, ammettere, come lo pretende l’autorità intimata, che 

l’assenza di verosimiglianza sia deducibile dal fatto che la ricorrente non 

sia stata in misura di indicare con certezza l’anno in cui avrebbe iniziato il 

suo percorso scolastico e la sua età in tale frangente, pare troppo esigente, 

atteso che ciò è avvenuto allorquando questa era molto giovane. L’insor-

gente ha infatti affermato di non ricordare con precisione che anno fosse, 

ma ha altresì addotto ch’ella avrebbe dovuto avere all’incirca 8 anni 

all’epoca. Come lo si evince dal verbale, l’assenza di certezza quanto al 

compimento dei 15 anni al momento dell’espatrio può a sua volta iscriversi 

in un contesto apparentabile, posto ch’ella nemmeno si è dimostrata sicura 

nel collocare tale evento. Dipoi, mal si comprende la tesi della SEM circa il 

fatto che, avendo avuto il fratello 18 anni, la differenza di età avrebbe do-

vuto essere di almeno due anni. Viene infatti da sé che una persona di 16 

anni, qualora li abbia già compiuti da qualche mese come nel caso dell’in-

teressata, possa avvalersi di una differenza di età inferiore ai due anni ri-

spetto a colui che ha appena raggiunto la maggiore età. Con ciò, in as-

senza di indicazioni precise sull’età del fratello – che l’interessata si è ac-

contentata a circoscrivere in “circa 18 anni” – il ragionamento della SEM 

non è dunque solo privo di valenza nell’analisi della verosimiglianza, ma 

anche logicamente errato. Ancora, il fatto che la richiedente l’asilo non sia 

stata in misura di indicare con precisione l’età della sorella è d’acchito 

senza attinenza rispetto all’aspetto litigioso, dimostrando semmai un gene-

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rale disinteressamento per la questione dell’età nel suo contesto fami-

gliare, cosa che può tuttalpiù avvalorare e non inficiare la sua versione dei 

fatti. 

3.9.5 Oltremodo, v’è da riscontrare che la rappresentante delle opere assi-

stenziali presente all’audizione sui motivi d’asilo svoltasi a diversi mesi di 

distanza dal rilevamento delle generalità, ha fatto presente per iscritto 

quanto segue: “[s]ia l’aspetto fisico che l’attitudine della richiedente asilo 

portano a pensare che quest’ultima sia molto giovane. Vista inoltre la foto-

copia del certificato di battesimo consegnato all’inizio dell’audizione in cui 

la data di nascita risulta essere il (…), stessa data dichiarata dalla richie-

dente l’asilo nella precedente audizione, considero che la richiedente sia 

probabilmente minorenne e che abbia dunque il diritto di essere accompa-

gnata da una persona di fiducia”. Ciò nonostante, la SEM nemmeno si è 

confrontata con tali considerazioni nella propria decisione. Anche se non è 

possibile attribuire un peso decisivo all’impressione visiva in relazione a 

una stima dell’età, il commento corrispondente doveva comunque essere 

incluso nella valutazione complessiva della verosimiglianza, specialmente 

laddove parte degli elementi affrontati a margine risultavano privi di con-

cludenza (cfr. in questo senso sentenza D-1589/2019 consid. 4.4). 

3.10 Visto quanto precede le dichiarazioni della ricorrente, il suo aspetto, 

la sua attitudine, il certificato di battesimo ed i risultati dell’esame osseo 

non lasciano trasparire elementi contrari alla minore età rivendicata. Te-

nendo conto del fatto che dalla decisione impugnata non si può dedurre 

alcun argomento sostanziale che propenda per la maggiore età, gli ele-

menti a favore della minore età della ricorrente appaiono predominanti. Si 

può quindi presumere con probabilità preponderante che la richiedente 

asilo risultasse minorenne al momento dell’audizione del 4 settembre 2018. 

3.11 Pertanto è a torto che all’insorgente non sono state accordate le ga-

ranzie procedurali previste per i minori non accompagnati. Essa avrebbe 

dovuto beneficiare del sostegno di una persona di fiducia ai sensi dell’art. 

17 cpv.  3 LAsi al momento dell’audizione sui motivi d’asilo. La sua età 

avrebbe dovuto essere considerata anche nella valutazione di merito, se-

gnatamente in quanto concerne l’esecuzione dell’allontanamento (cfr. art. 

69 cpv. 4 LStrI, sentenza del Tribunale D-2505/2018 del 13 giugno 2018). 

4.  

Alla luce di quanto precede il ricorso è accolto e la decisione della SEM del 

27 settembre 2018 è annullata. Gli atti di causa sono trasmessi alla SEM 

(art. 61 cpv. 1 PA) affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 

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Pagina 10 

cpv. 1 Cost.), a completare l’istruttoria ed a pronunciare una nuova deci-

sione. 

Su tali presupposti non vi è necessità di affrontare le restanti censure ricor-

suali. 

5.  

5.1 Visto l’esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA).  

 

5.2 Giusta l’art. 64 PA, l’autorità di ricorso se ammette il ricorso in tutto o in 

parte, può, d’ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un’indennità per 

le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La parte 

vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla 

causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili de-

vono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una 

nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l’indennità dovuta 

alla parte sulla base di tale nota. In difetto di tale nota il Tribunale fissa 

l’indennità sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 TS-TAF). Nella fattispe-

cie, in difetto di una nota particolareggiata, l’indennità per spese ripetibili è 

fissata d’ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa in CHF 650.– 

(disborsi e indennità supplementare in rapporto all’IVA compresi) (art. 14 

cpv. 2 TS-TAF, art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF, art. 7 TS-TAF). 

6.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

D-6216/2018 

Pagina 11 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 27 settembre 2018 è an-

nullata e gli atti di causa sono trasmessi all’autorità di prima istanza per il 

completamento dell’istruttoria e la pronuncia di una nuova decisione. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà alla ricorrente CHF 650.– a titolo di indennità ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all’autorità can-

tonale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

Data di spedizione: