# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 83ec1147-22a5-52aa-b853-471839fd25c5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.04.2003 INC.2000.10303
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-10303_2003-04-25.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2000.10303

  	
  Lugano

  25 aprile 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 9 ottobre
  2002 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________ 

  (patrocinato dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 2 ottobre 2002 del
  procuratore pubblico avv. Claudia Solcà, che ha parzialmente respinto le
  richieste di complemento istruttorio , nell'ambito del procedimento penale
  contro __________ e __________ (patrocinato da avv. __________) per vari
  titoli di reato;

  

 

preso atto delle osservazioni 21
ottobre 2002 del Procuratore pubblico, dello scritto 21 ottobre 2002 dell'avv. __________,
che comunica di non presentare osservazioni, mentre non ha preso posizione la
parte civile (patrocinata dall'avv. __________);

 

visto l'incarto MP __________;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

 

Dall'autunno 1997 è condotto un
procedimento penale nei confronti di __________ in relazione ad asserite
malversazioni ai danni di __________, la quale nel dicembre 1998 ha esteso la
denuncia a __________, già direttore della Banca __________ di __________. 

Con decisione 2 marzo 2000 il
Procuratore pubblico ha promosso formalmente l'accusa nei confronti di entrambi
i denunciati per i reati di appropriazione indebita, falsità in documenti e
riciclaggio. Nell'autunno 2001 l'inchiesta è sfociata nell'estensione
dell'accusa al reato di truffa e nel deposito atti (v. decisione MP 26
settembre 2001). 

 

 

B.

 

 

A seguito della notifica del
deposito atti, la difesa di __________ ha richiesto alcuni complementi
istruttori, segnatamente due confronti, uno con __________ ed uno con l'altro
accusato __________, e l'audizione in qualità di teste dell'avv. __________,
direttore del servizio giuridico della Banca __________ (cfr. istanza
2.11.2001).

 

Il magistrato inquirente, con
decisione datata 2 ottobre 2002, ha parzialmente accolto la suddetta istanza,
respingendo unicamente la richiesta di confronto fra __________ e la parte
civile. In particolare, ha ritenuto tale atto istruttorio non utile per
l'inchiesta, poichè sia l'accusato che la parte civile hanno più volte ribadito
in sede di verbale le proprie versioni dei fatti ed in quanto gli atti sono
stati messi integralmente a disposizione delle parti con il deposito degli
atti. Inoltre, gli argomenti posti alla base della richiesta, come peraltro è
già stato fatto, possono essere contestati direttamente a __________,
salvaguardando il principio del contraddittorio in presenza del difensore di __________

 

 

C.

 

 

Ha fatto seguito il reclamo in
esame, mediante il quale __________, richiamandosi al principio del
contraddittorio, ribadisce la necessità che si proceda ad un confronto fra lui
e __________, peraltro più volte chiesto nel corso dell'istruttoria (ad esempio
in chiusura del verbale 19.5.2000). A dire del reclamante, l'agire del
magistrato inquirente sarebbe contraddittorio, in quanto ha accolto la
richiesta di confronto fra i due accusati. 

 

In sede di osservazioni il
Procuratore pubblico si è limitato a chiedere la reiezione del gravame,
riconfermandosi nella decisione impugnata.

 

 

Considerato 

 

 

in diritto

 

 

1.

 

 

Il reclamo, presentato dal
destinatario della decisione impugnata ed accusato, è presentato da persona
legittimata e tempestivo, quindi ricevibile in ordine.

 

 

2.

 

 

In termini generali, per
l'assunzione delle prove proposte dalle parti in sede di inchiesta valgono i
seguenti principi.

 

 

 

a)

Gli art. 60
cpv. 1 (per la difesa) e 79 cpv. 1 CPP (per la parte civile), stabiliscono la
facoltà di proporne in ogni tempo nel corso delle indagini di pertinenza del
magistrato inquirente. Di massima, il Procuratore pubblico è tenuto a
pronunciarsi in merito solo a conclusione dell’istruzione formale nel contesto
di quanto disposto dall’art. 196 CPP (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del Codice di procedura penale del 20 marzo 1991, pag. 81, ad
art. 58 ter risp. 61 bis del disegno di legge, per il rinvio del commento
all’art. 58 quinquies risp. 61 quater del disegno di legge e all’art. 63 ter
risp. 69 del disegno di legge: cfr. decisione 9 giugno 1995 in re F.M., GIAR
1093.93.10, e riferimenti), ma in presenza di anticipata decisione del
magistrato inquirente è dato reclamo nelle vie ordinarie stabilite dagli art.
280 ss. CPP, ritenuto tuttavia che non potranno poi più trovare udienza in sede
di deposito degli atti, a norma del citato art. 196 cpv. 1 CPP, complementi di
prova in precedenza decisi e definitivamente respinti, per quanto concerneva
necessità e contenuti dell’inchiesta (cfr. sentenze 15 luglio 1991 in re F.B.,
CRP 144/91, e 7 ottobre 1991 in re F.M., CRP 210/91; decisione 3 novembre 1993
in re G.G., GIAR 862.93.1), fatte beninteso salve nuove emergenze (v. decisione
17 agosto 1994 in re A.A., GIAR 209.94.12).

 

 

b)

I principi in
base dei quali si deve determinare se la prova debba essere assunta, sono
identici sia che la decisione avvenga in corso d'istruttoria, sia che avvenga
alla conclusione della stessa (e nel termine del deposito degli atti).

 

"Per meritare di essere assunte, le prove proposte dalle parti
contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP), o in altro momento
dell’istruttoria (art. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP), devono rispettare tre
concorrenti ordini di considerazione: esse devono essere motivate per quanto
attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la
fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i requisiti della
novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive conclusioni di
competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se promuovere
l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi (dopo conclusione
dell’istruzione formale) se decretare messa in stato d'accusa o abbandono, sino
se del caso a quelle del giudice di merito; per quest’ultima evenienza, le
stesse prove devono essere di difficile produzione al dibattimento, avute
presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra l’altro ad
assicurarne la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP
337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3
novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc.
GIAR 1093.93.5). Se, in particolare per l’accusato, la facoltà di proporre
mezzi di prova è espressione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 4
Cost. fed. (ora, art. 8 cpv. 1 della nuova Cost. fed.; v., da ultimo, DTF 124 I
49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306, consid. 1b p. 308) e del “fair trial” ai
sensi dell’art. 6 CEDU (v. Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2. Aufl.
Kehl/Strassburg/ Arlington 1996, nota 99 ad art. 6 CEDU), il giudice del merito
(ed il magistrato inquirente) è tenuto, in applicazione delle norme procedurali
corrispondenti, a considerare rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di
prova che “nach seinem richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind”
(Frowein/Peukert, loc. cit. p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di
testi, il magistrato può rifiutare la prova proposta “wenn er die zu erwartende
Antwort bzw. Aussage nach seiner freien Ermessensentscheidung für die
Wahrheitsfindung nicht für beachtlich hält” (Frowein/Peukert, loc. cit., nota
202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle parole di Niklaus Schmid
(Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con rinvii a DTF 103 Ia
491 et al. in nota 321) “wenn sie den rechtlich relevanten Sachverhalt als
genügend geklärt erachten”. Di conseguenza, non è data violazione dell’art. 6
CEDU se il giudice del merito rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato
la pertinenza (v. Frowein/Peukert, loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con
rinvio al noto caso Vidal; come qui, v. decisione 17 giugno 1998 in re F.F.,
inc. GIAR 55.98.1 consid. 1). (GIAR 21 giugno 2001 in re C.)".

 

 

c)

Non
va, inoltre, dimenticato che la fase in cui si colloca la presente discussione
del complemento probatorio in questione è quella predibattimentale, finalizzata
in primo luogo a permettere alla pubblica accusa di determinarsi sulle
questioni se promuovere l’accusa o meno, indi se deferire l’accusato alla Corte
competente oppure se pronunciare l’abbandono del procedimento (art. 184 cpv. 1
CPP, rispettivamente art. 196 cpv. 1 e 198 cpv. 1 CPP combinati). Per costante
dottrina e giurisprudenza, invece, l’eventuale utilità o opportunità della
prova proposta nell’ottica del giudice del merito è elemento a favore della sua
assunzione già nella fase predibattimentale unicamente qualora
l’amministrazione di tale prova in sede dibattimentale sia impossibile, o vi
sia concreto rischio che lo diventi.

 

 

3.

 

 

Il
reclamante invoca il diritto al contraddittorio. È pertanto utile ribadire  che
il contraddittorio è un diritto (dell'accusato) la cui violazione può condurre
all'inutilizzabilità di determinate prove, ma che tale diritto non deve,
necessariamente, essere garantito durante la fase delle indagini preliminari o
dell'istruttoria predibattimentale; é sufficiente che avvenga prima del
giudizio di merito, se del caso al dibattimento che è, e rimane, il momento
centrale e qualificato del processo penale per l'assunzione e la valorizzazione
della prova (art. 6 § 3 lett. d.; DTF 116 Ia 289; DTF I 127; artt. 259 e 247
cpv. 1 CP; GIAR 23 luglio 2001 in re C., inc. 501.98.7).

Nel
caso specifico, quindi, non è tanto il diritto al contraddittorio, in quanto
tale, ad essere determinante per la decisione, bensì l'utilità della prova
proposta per le successive decisioni di competenza del Procuratore pubblico,
ritenuto che lo scopo dell'istruttoria è quello di sottoporre l'accusa ad un
preventivo (quindi non definitivo esame), al fine di pronunciare abbandono o rinvio
a giudizio (art. 189 CPP), rispettivamente per garantirne ininterrotta
assunzione .

 

 

4.

 

 

Il confronto con __________
era stato chiesto per chiarire una serie di circostanze, legate all'apertura
dei conti, alle operazioni di cambio effettuate, alle revoche delle procure a __________
e al conto __________ (cfr. istanza 2.11.2001). 

Il 27 maggio 2002
il Procuratore pubblico ha proceduto all'audizione di __________, alla presenza
del legale del reclamante, il quale ha eccepito che tale interrogatorio non poteva
comunque sostituire quello a confronto con l'accusato (cfr. verbale 27.5.2002).

In questa sede __________
ribadisce la necessità di procedere a tale atto istruttorio. Considerato che
oggetto delle denunce è sostanzialmente l'agire di __________ e che il
reclamante sarebbe stato "coinvolto in seconda battuta, nel pretestuoso
intento di creare una corresponsabilità della banca", sarebbe infatti
evidente "l'esigenza di verificare al meglio tutti gli aspetti
soggettivi (…) se i rimproveri mossi a carico del dir. __________ dal legale
della donna, a scoppio ritardato, sono davvero fatti propri dell'interessata
(…) quale versione la donna personalmente dà sulla lunga serie di fatti
dettagliatamente precisata, per capitoli nell'istanza di complemento (…) quali
dichiarazioni la donna oserà fare, interrogata a confronto con il dir. __________,
cioè in presenza e in contraddittorio diretto con lui" (reclamo p.
5-6).

 

Il magistrato
inquirente, in sede di osservazioni, si è limitato a riconfermarsi nella
decisione impugnata, nella quale aveva ritenuto il confronto tra __________ e __________
non rilevante per il chiarimento della fattispecie, visto che entrambe le parti
hanno più volte ribadito a verbale la propria versione dei fatti, che hanno
avuto l'accesso agli atti e che comunque gli argomenti posti a sostegno della
richiesta possono, come già è stato fatto, essere contestati alla parte civile
in presenza del difensore del reclamante. 

 

Il confronto
richiesto è senz'altro in connessione con la fattispecie inquisita, ma per
avere valenza di prova meritevole di essere assunta nella corrente fase
procedurale dovrebbe presentarsi con presunzione di rilevanza e di pertinenza
ed anche di novità rispetto a quanto già acquisito. 

Innanzitutto __________
non dà sufficiente ragione dell'importanza di quel confronto per il chiarimento
della fattispecie, né si tratterebbe di novità, ma piuttosto di ripetizione di
quanto già descritto da __________ e dal reclamante nei rispettivi verbali. Da
un esame di quelli di __________ (6.11.1997, 14.12.1999, 14.3.2000, 27.5.2002)
- tutti noti all'accusato e di cui l'ultimo, il 27 maggio 2002, presente il suo
difensore, che, pur avendone avuto la concreta possibilità, non ha posto alcuna
domanda, precisando che tutte quelle ritenute opportune sarebbero state fatte a
confronto con l'accusato stesso - risulta che la stessa ha fornito la propria
versione dei fatti sulle circostanze indicate nell'istanza di complemento
istruttorio (apertura dei conti, revoca delle procure a __________, operazioni
di cambio sui conti __________ e __________, nonché sul conto __________),
esprimendosi pure sul momento in cui ha iniziato ad avere dei sospetti
sull'agire di __________. Pure quest'ultimo, più volte sentito a verbale, ha
avuto modo di precisare la propria versione dei fatti. 

In siffatte
circostanze il confronto richiesto appare superfluo, oltre a non risultare
produttivo per le conclusioni del Procuratore pubblico, per cui potrà - se del
caso - essere chiesto ulteriormente all'eventuale dibattimento.

Irrilevante ai
fini della presente decisione il fatto che il magistrato inquirente abbia
invece ammesso il confronto tra i due accusati.

 

 

5.

 

 

Il reclamo è
respinto, con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP e
contrario) e con carico delle spese giudiziarie al reclamante soccombente (art.
39 lett. f TG). 

 

richiamati i
citati articoli di legge,

 

 

decide

 

 

1.     
Il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 300.00 e le spese di fr. 30.00 sono a
carico di __________.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

Intimazione a:

 

 

 

                                                                                 giudice
Ursula Züblin