# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b3ba76a1-3e84-5a12-9c47-94f0d4dd91fc
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-06-22
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 22.06.2012 SK.2012.23
**Docket/Reference:** SK.2012.23
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_SK-2012-23_2012-06-22

## Full Text

Riciclaggio di denaro grave (art. 305bis n. 2 CP).;;Riciclaggio di denaro grave (art. 305bis n. 2 CP).;;Riciclaggio di denaro grave (art. 305bis n. 2 CP).;;Riciclaggio di denaro grave (art. 305bis n. 2 CP).

Decreto del 22 giugno 2012 
Corte penale 

Composizione  Giudice penale federale Giuseppe Muschietti,  

Giudice unico, 

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri 

Parti  MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIO-

NE, rappresentato dal Procuratore federale capo 

Pierluigi Pasi, 

e 

in qualità di accusatrici private: 

1. A. SPA, rappresentata dagli avv. Henry Peter e 

Ivan Paparelli,  

2. B. SPA, rappresentata dagli avv. Henry Peter e 

Ivan Paparelli,  

3. C. BV, rappresentata dagli avv. Henry Peter e 

Ivan Paparelli,  

 
contro 

 

  D., rappresentato dall'avv. Venerio Quadri,  

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: SK.2012.23 

 

 

 

Opponente   E. N.A., rappresentata dall'avv. Lucien W. Valloni,  

 

Oggetto  Riciclaggio di denaro grave 

 

 

 

Considerato che: 
 

- in data 12 aprile 2012 il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: "MPC") 

ha emesso un decreto d'accusa nei confronti di D. per titolo di riciclaggio di denaro 

aggravato (cl. 2 pag. 100.1 e segg.); 

 

- con scritto del 23 aprile 2012 E. N.A. ha formulato opposizione a detto decreto (cl. 2 

pag. 100.20 e seg.); 

 

- con scritto del 16 maggio 2012, dando seguito a quanto stabilito dalla giurisdizione di 

reclamo (v. sentenza del Tribunale penale federale BB.2012.45 del 9 maggio 2012) 

in una procedura analoga alla presente, il MPC ha trasmesso gli atti alla Corte 

penale del Tribunale penale federale, quale tribunale di primo grado (cl. 2 

pag. 100.22 e seg.); 

 

- in data 8 giugno 2012 il presidente della Corte penale adita ne ha disposto la 

composizione monocratica, indicandone nel contempo gli estremi (cl. 2 pag. 160.1 e 

seg.); 

 

- con scritto di medesima data, il Giudice unico ha concesso alle parti al procedimento 

nonché all'opponente la facoltà di esprimersi circa la validità dell'opposizione (cl. 2 

pag. 410.4); 

 

- con scritto dell'11 giugno 2012 il MPC ha reso il giudice del merito partecipe del fatto 

che "(…) la trasmissione di quest'ultimo [del Decreto d'accusa, n.d.r.] al suo 

Tribunale non deve intendersi quale trasmissione ai sensi dell'art. 356 cpv. 1 CPP, 

non avendo confermato e non confermando questo MPC, ai sensi di tale 

disposizione, siffatto Decreto (…)" (cl. 2 pag. 510.2 e seg); 

 

- giusta l'art. 355 cpv. 1 CPP, se è fatta opposizione, il pubblico ministero assume le 

ulteriori prove necessarie al giudizio sull'opposizione medesima, ritenuto che, una 

volta assunte le medesime, detta autorità decide ex art. 355 cpv. 3 CPP se 

confermare il decreto d'accusa, abbandonare il procedimento, emettere un decreto 

d'accusa o promuovere l'accusa presso il tribunale di primo grado (Messaggio 

concernente l'unificazione del diritto processuale penale del 21 dicembre 2005, 

FF 2006, pag. 1194); 

 

- se decide di confermare il decreto d'accusa, il pubblico ministero trasmette senza 

indugio gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la procedura dibattimentale, 

rivestendo in tal caso, come si evince dallo stesso art. 356 cpv. 1 CPP, il decreto la 

veste di atto d'accusa (MARCEL ALEXANDER NIGGLI/STEFAN HEIMGARTNER, Basler 

Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, Basilea 2011, n. 60 ad art. 9 

CPP; MICHAEL DAPHINOFF, Das Strafbefehlsverfahren in der Schweizerischen 

 

 

Strafprozessordnung, Zurigo/Basilea/Ginevra 2012, pagg. 636, 645); il giudice del 

merito si chinerà pure sulla validità del decreto d'accusa e dell'opposizione, così 

come prescritto dall'art. 356 cpv. 2 CPP; 

 

- la promozione dell'accusa si concretizza nella decisione potestativa del pubblico 

ministero di promuovere l'accusa dinnanzi al tribunale del merito, fermo restando che 

il principio accusatorio trova anzitutto espressione nell'assioma "nullum iudicium sine 

accusatione" (DAPHINOFF, op. cit., pag. 648); 

 

- che, in altre parole, la promozione dell'accusa – quale la conferma del decreto 

d'accusa ex art. 356 cpv. 1 CPP con contestuale trasmissione al giudice del merito – 

costituisce condizione imprescindibile per la litispendenza presso il tribunale di primo 

grado, una sua assenza comportando giocoforza l'incompetenza funzionale della 

giurisdizione adita; 

 

- in casu, il pubblico ministero ha ritenuto di dover dare contezza alla Corte del fatto di 

non aver confermato il decreto di accusa in parola, circostanza che, con mente 

all'art. 356 cpv. 1 CPP, impedisce ex lege al decreto di accusa di essere considerato 

come atto d'accusa; 

 

- stante la mancata conferma del decreto d'accusa, forza è di constatare l'assenza di 

promozione dell'accusa, circostanza che impedisce al giudice del merito di ravvisare 

la presenza di una sua competenza funzionale; 

 

- di riflesso, gli atti del procedimento vanno ritornati al MPC a seguito di carenza di 

competenza funzionale di questa Corte, presupposto processuale da valutarsi 

d'ufficio (cfr. MAX HAURI, Basler Kommentar, Schweizerische Strafprozessordnung, 

Basilea 2011, n. 13 ad art. 339 CPP). 

 

 

Il Giudice unico decreta: 

1. Gli atti sono retrocessi al Ministero pubblico della Confederazione a seguito 

di incompetenza funzionale della Corte penale del Tribunale penale federale. 

2. Non vengono percepite spese. 

 

 

In nome della Corte penale 

del Tribunale penale federale 
 

Il Giudice unico     La Cancelliera 

 

 

 

 

 

Intimazione a: 

- Ministero pubblico della Confederazione, Procuratore federale capo Pierluigi Pasi 

- Avv. Henry Peter e Ivan Paparelli, rappresentanti di A. SpA, B. SpA e C. BV 

(accusatrici private) 

- Avv. Venerio Quadri, difensore di D. (imputato) 

- Avv. Lucien W. Valloni, rappresentante di E. N.A. (opponente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Informazione sui rimedi giuridici 

Reclamo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

Il reclamo contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali della Corte penale del Tribunale penale 
federale, eccettuate le decisioni ordinatorie, dev’essere presentato e motivato per scritto entro 10 giorni 

all’indirizzo della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, casella postale 2720, 6501 
Bellinzona (art. 393 cpv. 1 lett. b e art. 396 cpv. 1 CPP; art. 37 cpv. 1 LOAP). 

Mediante il reclamo si possono censurare: a. la violazione del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del 
potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia; b. l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti; 
c. l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 CPP). 

Ricorso al Tribunale federale 

Il ricorso contro le decisioni pregiudiziali e incidentali della Corte penale del Tribunale penale federale 
notificate separatamente dev’essere depositato presso il Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 78, art. 80 cpv. 1, art. 93 e art. 100 cpv. 1 

LTF). 

Il ricorso contro queste decisioni è ammissibile se esse possono causare un pregiudizio irreparabile, o se 
l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una 
procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 cpv. 1 LTF). 

Il ricorso può essere interposto per violazione del diritto federale e del diritto internazionale (art. 95 LTF). Col 
ricorso si può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto 
o in violazione del diritto ai sensi dell’art. 95 LTF e l’eliminazione del vizio può essere determinante per 
l’esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). 

 

 

 

 

  Spedita il 22.06.2012