# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 72a4f548-296f-5e58-9b8e-95cb2417734f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-06-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.06.2007 34.2006.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2006-50_2007-06-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2006.50

   

  rg/td

  	
  Lugano

  1 giugno 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
						

 

 

 

statuendo nella causa deferitagli il 26/28 settembre 2006 dalla
Pretura di __________ (art. 142 cpv. 2 CC) e che oppone 

 

 

	
   

  	
  1. AT 1 

      rappr. da:RA 2 

  2. AT 2 

     

   

  
	
   

  	
  a

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  CV 1 

  rappr. da: RA 1 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  (divisione delle prestazioni d’uscita in
  caso di divorzio)

  	 

 

 

considerato                     
in fatto e in diritto 

 

che                              -     con
sentenza 28 agosto 2006, cresciuta in giudicato il 19 settembre 2006, il Pretore
del Distretto di __________ ha pronunziato il divorzio tra AT 1 e CV 1 (nata __________)
e stabilito il diritto di quest’ultima alla metà della
prestazione d’uscita accumulata dal marito durante il matrimonio;

 

                                    -     il 26/28
settembre 2006 il giudice del divorzio ha trasmesso l'intero incarto al TCA,
quale autorità giudiziaria competente ai sensi degli artt. 25a cpv. 1 LFLP e 73
cpv. 1 LPP, per il calcolo del quantum da trasferire;

 

                                     -   ai
fini del calcolo il TCA ha chiesto agli ex coniugi __________ come pure
all’istituto di previdenza interessato (AT 2) di determinarsi al proposito (art.
25a cpv. 2 LFLP) ed ha esperito ulteriori accertamenti, di cui si dirà, per
quanto necessario, nel prosieguo. In data 16 marzo 2007 lo scrivente
Tribunale ha inoltre ordinato a suddetto ente previdenziale di non dar seguito
a eventuali richieste di prelievo in contanti da parte di AT 1 sino
all’emanazione di una decisione nel merito della causa;

 

                                     -   la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli artt. 49 cpv. 2  LOG e 2 cpv. 1 LPTCA; 

 

                                     -   giusta
l'art. 22 cpv. 1 LFLP, in vigore dal 1. gennaio 2000, in caso di divorzio le
prestazioni d'uscita acquisite durante il matrimonio sono divise conformemente
agli artt. 122, 123, 141 e 142 CC. Per il cpv. 2, la
prestazione d'uscita da dividere corrisponde per ciascun coniuge alla
differenza tra la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio
esistenti al momento del divorzio e la prestazione d'uscita aumentata degli
averi di libero passaggio esistenti al momento della celebrazione del
matrimonio. Alla prestazione d'uscita e all'avere di libero passaggio esistenti
al momento del matrimonio vanno aggiunti gli interessi dovuti al momento del
divorzio. I pagamenti in contanti effettuati durante il matrimonio non sono computati;

 

                                     -   l’art.
22a LFLP disciplina le modalità di calcolo della prestazione d’uscita esistente
al momento del matrimonio in caso di matrimoni anteriori al 1. gennaio 1995. Il
citato disposto di legge presuppone, tra l'altro, l'esistenza di averi previdenziali
al momento del matrimonio, in caso contrario non vi è prestazione di uscita e
tutto l'avere di vecchiaia va considerato accumulato durante il matrimonio (Vetterli/Keel,
Die Aufteilung der beruflichen Vorsorge in der Scheidung, in: AJP 1999, p.
1623; STCA 12 marzo 2001 nella causa AV e CS, 34.00.27-28, cresciuta in
giudicato);

 

                                     -   a
norma dell'art. 25a LFLP, in caso di disaccordo fra i coniugi sulla prestazione
d'uscita da dividere (artt. 122 e 123 CC), il giudice del luogo del divorzio
competente ai sensi dell'art. 73 cpv. 1 della LPP deve procedere d'ufficio alla
divisione sulla base della chiave di ripartizione determinata dal giudice del
divorzio, non appena gli sia stata deferita la controversia (art. 142 CC); sia
i coniugi
che gli istituti di previdenza professionale hanno qualità di parte in questa
procedura. Il giudice impartisce loro un termine adeguato per inoltrare le
rispettive conclusioni. In assenza di conclusioni il
giudice decide in base agli atti (Messaggio sulla revisione del Codice
civile svizzero del 15 novembre 1995, FF 1996 I 122, 233.46);

 

                                     -   competente
ratione loci a statuire nel merito della presente causa è lo scrivente TCA
quale giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell'art. 73 LPP (art.
25a cpv. 1 LFLP), ritenuto che giusta l'art. 25a cpv. 2 LFLP oltre agli
istituti di previdenza possono essere parte nella procedura anche gli istituti
di libero passaggio (DTF 130 V 111; Schneider/Bruchez, La
prévoyance professionnelle et le divorce, in: Le nouveau droit du divorce, CEDIDAC
41, 2000, p. 253; cfr. art. 73 cpv. 1 lett. a LPP in vigore dal 1. gennaio
2005);

 

                                     -   nel
caso in esame dalla documentazione acquisita agli atti non risulta che al
momento del matrimonio (1. settembre 1995) AT 1 (nato il 5 febbraio 1972 e quindi
non ancora sottoposto all’assicurazione vecchiaia alla data del matrimonio,
cfr. art. 7 cpv. 1 LPP) disponesse di averi pre-videnziali, mentre che al momento
del divorzio (19 settembre 2006, data della crescita in giudicato della sentenza
di divorzio; DTF 132 V 236) egli disponeva di una prestazione d’uscita
di fr. 20'359.50 presso la AT 2 (XX). Su richiesta del TCA detta fondazione ha
comunicato che in data 8 maggio 2007 la prestazione d’uscita ammontava a fr.
23'452.10 (XXIV). Dal fascicolo emerge inoltre che nel settembre 2002 AT 1 ha
regolarmente prelevato, presso la __________, istituto previdenziale cui era in
precedenza assicurato, la somma di fr. 26'000.-- per il finanziamento della proprietà
d’abitazione di cui al fondo mappale n. __________ RFD di __________ (VII/C,
XII; cfr. pure: lettera 6 luglio 2006 del Pretore alle parti e notifica
di prelievo AFC del 18 ottobre 2002, in inc. pretorile; cfr. estratto RF, doc.
XIX/1). L’ammontare della prestazione presente al momento del divorzio come
pure il suddetto prelievo da parte di AT 1 non sono stati oggetto di
contestazione alcuna da parte degli ex coniugi nelle more della presente procedura;

 

                                     -
  AT 1, pur riconoscendo che prelievi effettuati in costanza di matrimonio per
il finanziamento della proprietà d’abitazione (art. 30c LPP) debbano essere
considerati come prestazione da dividersi in caso di divorzio, chiede tuttavia
che l’importo di fr. 26'000.-- non venga nella specie considerato ai fini della
divisione, sostenendo al proposito che nell’ambito delle trattative per la
stesura della convenzione sulle conseguenze accessorie del divorzio CV 1
avrebbe rinunciato a qualsiasi pretesa su tale somma - ciò che
risulterebbe d’altronde pure, a mente dell’ex marito, dal punto n. 2 della
transazione conclusa dinanzi al Pretore il 16 marzo 2004 nell’ambito della procedura
speciale concernente l’adozione di misure a protezione dell’unione coniugale promossa
da CV 1 nel febbraio 2004, dove le parti hanno pattuito di assegnare in uso al
marito l’abitazione coniugale finanziata tramite suddetto prelievo -
rispettivamente che le parti avrebbe concordato di non considerare detto prelievo
ai fini della divisione. AT 1 rileva altresì come la richiesta di escludere
dalla divisione quanto prelevato anticipatamente per il finanziamento
dell’abitazione sia già stata formulata nelle more della procedura di divorzio
tramite scritto 26 luglio 2006 al Pretore (VII/A);

 

                                     -
  CV 1 si oppone fermamente a tale richiesta, facendo in sostanza rilevare di
non aver mai rinunciato ai suoi diritti sull’avere previdenziale del marito, ed
in particolare sull’importo anticipatamente prelevato per il finanziamento dell’abitazione.
Oltre a chiedere l’assegnazione di ripetibili, con istanza 4 ottobre 2006 essa
postula pure l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria;

 

                                     -
  richiesta dal TCA, nella sua veste di parte alla presente procedura, a prendere
posizione sulle rispettive allegazioni e conclusioni degli ex coniugi __________
quo alla divisione dell’importo oggetto di prelievo anticipato, la AT 2 è
rimasta silente;

 

                                     -
  prelievi anticipati per il finanziamento della proprietà dell'abitazione non
ancora rimborsati al momento del divorzio non perdono la loro natura
previdenziale e mantengono il proprio valore nominale sino al divorzio - senza
computo di interessi (DTF 128 V 230, SJ 2002 p. 489; Brunner,
Die Berücksichtigung von Vorbezügen für Wohneigentum bei der Teilung der
Austrittleistung nach Art. 122 ZGB, in: ZBJV 2000 p. 536ss; Sandoz,
Prévoyance professionnelle et acquisition du logement par des personnes
mariées, in: FS Hausheer, pp. 315ss) - e devono quindi essere considerati come
una prestazione da dividersi conformemente agli artt. 122,
123, 141 CC e 22 LFLP (art. 30c cpv. 6 LPP; art. 331e cpv. 6 CO; DTF
133 V 29 consid. 3.3.1, 132 V 332 consid. 3,
128 V 230; SVR 2006 BVG n. 7; SJ 2002 pp. 489ss;
Schneider/Bruchez, La prévoyance professionnelle et le divorce, in: RSA
2000, p. 255; Vetterli/Keel, cit., p. 1622; Walser, Berufliche
Vorsorge, in: Das neue Scheidungsrecht, 1999, p. 60; Trigo Trindade, in:
SJ 200 p. 485);

 

                                     -   la richiesta di AT 1 di escludere dalla divisione l’importo prelevato
per il finanziamento dell’abitazione deve - a prescindere dalla fondatezza o meno degli argomenti addotti a sostegno
dell’asserita (e contestata) rinuncia da parte di CV 1
- essere disattesa in quanto non proponibile in questa
sede. Non considerare ai fini della divisione detto prelievo equivale infatti a
non riconoscere a CV 1 la metà della prestazione acquisita dal marito durante
il matrimonio e quindi ad operare una ripartizione diversa da quella stabilita dal
Pretore in maniera vincolante per il giudice competente a decidere a norma dei
combinati articoli 142 cpv. 2 CC, 25a cpv. 1 LFLP e 73 LPP, il cui compito dal
profilo materiale è limitato all'esecuzione di quanto stabilito dal giudice del
divorzio (DTF 130 III 341, 128 V 46; STFA 16 agosto 2006
nella causa F. [B 116/03], 17 dicembre 2003 nella causa M. [B 96/03]; Geiser,
cit., p. 53ss, 84; Schneider/Bruchez, cit., CEDIDAC, p. 252; FF
1996 I 114; art. 142 cpv. 3 lett. 1 CC; DTF 133 V 29 consid. 3.3.1, dove
il TFA, in un caso dove era stato deciso dal giudice civile un riparto a metà, ha
tra l’altro precisato che il prelievo per l’abitazione era da includere nella
divisione; DTF 132 V 337, dove il TFA ha ammesso la possibilità per gli
ex coniugi, nell’ambito di una procedura ex art. 142 cpv. 2 CC e 25a LFLP, di
concludere una transazione dinanzi al giudice delle assicurazioni sociali
unicamente per quanto attiene alle modalità della divisione, senza possibilità
di modifica della quota di ripartizione stabilita dal giudice civile,
precisando che in tale contesto può essere fatta oggetto di transazione una
posticipazione della divisione dell’importo prelevato). A conoscenza del prelievo
avvenuto durante il matrimonio (cfr. lettera 27 giugno 2006, con annesso, del
patrocinatore di AT 1 al Pretore e lettera 6 luglio 2006 del Pretore alle parti,
in inc. pretorile), delle pattuizioni contenute nella convenzione 10/13 ottobre
2005 (I) e della richiesta di cui allo scritto 26 luglio 2006 del legale di AT
1 (VII/A), il giudice del divorzio ha nondimeno ritenuto di stabilire a favore
di CV 1 un ripartizione a metà dell’avere acquisito dal marito durante il
matrimonio, prescindendo quindi dall’applicazione dell’art. 123 CC che gli avrebbe
consentito, in particolare sulla base della summenzionata richiesta 26
luglio 2006 (VII/A), di decidere diversamente escludendo segnatamente
dalla divisione suddetto prelievo (in argomento cfr. Sutter/Freiburghaus,
Kommentar zum neuen Scheidungsrecht, 1999, ad art. 122/141-142, n. 44). L’art. 123 CC disciplina infatti i casi in cui può essere derogato al principio
della ripartizione a metà ex art. 122 CC sia per rinuncia totale o
parziale (cpv. 1) - le cui condizioni, segnatamente la garanzia per il coniuge
rinunciatario di una corrispondente previdenza per la vecchiaia e per
l’invalidità, il giudice del divorzio è tenuto a verificare d’ufficio (art. 141
cpv. 3 CC), ritenuto che la pattuizione di una rinuncia deve essere chiara e
completa (art. 140 cpv. 2 CC) - sia per rifiuto da parte del giudice del
divorzio in tutto o in parte della divisione (cpv. 2) qualora essa appaia manifestamente
iniqua dal profilo della liquidazione del regime dei beni o della situazione
economica dei coniugi posteriormente al divorzio (sul punto cfr. Geiser,
Bemerkungen zum Verzicht auf den Vorsorgeausgleich im neuen Scheidungsrecht
(art. 123 ZGB), in: ZBJV 2000 pp. 92ss; DTF 129 III 577; FamPra
2003 pp. 416ss; Sutter/Freiburghaus, op. cit., ad art 123 n. 3ss, 10ss; Baumann/Lauterburg, Fam/Pra/Kommentar,
2000, ad art. 123 n. 34ss, 112ss);

 

                                     -   l’ammontare
complessivo della prestazione acquisita da AT 1 durante il matrimonio e
soggetta a divisione si compone quindi dell’avere di fr. 20'359.50 esistente al
momento del divorzio presso la AT 2 e dell’importo di fr. 26'000.-- prelevato
nel settembre 2002 per il finanziamento dell’abitazione;

 

                                     -
  stante un avere complessivo da dividere di fr. 46'359.50 e considerata la
chiave di ripartizione stabilita dal giudice del divorzio, a favore di CV 1
spetta quindi una prestazione di fr. 23'179.75 che dovrà esserle accreditata da
parte della AT 2, presso cui AT 1 dispone (valuta 8 maggio 2007) di un
avere di fr. 23'452.10 (cfr. supra);

 

                                     -   per
applicazione analogica degli art. 3-5 LFLP, l'avere a cui il coniuge ha diritto
deve essere di principio trasferito nella forma vincolata di prestazione di
libero passaggio ai sensi della LFLP e non versato in contanti (art. 22 cpv. 1
LFLP; Schneider/Bruchez, in: SVZ 2000, p. 258). L'importo dovuto deve
quindi essere accreditato o a un istituto di previdenza o su un conto o polizza
di libero passaggio;

 

                                     -   la
somma di fr. 23'179.75, unitamente agli interessi compensativi - al tasso minimo
di cui ai combinati articoli 8a cpv. 1 OLP e 12 OPP2, rispettivamente, nella
misura in cui superiore, a quello praticato dall'istituto debitore - maturati su
tale importo a far tempo dal 19 settembre 2006 (data della crescita in
giudicato della sentenza di divorzio) e sino al momento dell'effettivo
trasferimento (DTF 129 V 255-258; STFA 8 aprile 2003 nella causa
A. [B 73/02], 8 aprile 2003 nella causa M. [B 94/02], 8 luglio 2003 nella causa
L. [B 113/02]), dovrà pertanto essere trasferita a favore di CV 1 presso
la __________, dove essa ha nel frattempo aperto un conto di libero passsaggio
(IV; cfr. modulo d’apertura conto, in inc. pretorile);

 

                                     -   in
caso di mancato versamento nel termine di 30 giorni dalla crescita in giudicato
del presente giudizio, rispettivamente, in caso di ricorso al Tribunale
federale, dalla pronuncia della relativa sentenza, saranno inoltre dovuti,
sull'ammontare della prestazione d'uscita e relativi interessi compensativi di
spettanza di CV 1, interessi di mora giusta i combinati articoli 7 OLP e 12
OPP2 (DTF 129 V 257-258; STFA 4 settembre 2003 nella causa OFAS
c. X. [B 105/02]).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   L’avere
di previdenza acquisito da AT 1 durante il matrimonio e soggetto a divisione ammonta
a fr. 46'359.50.

 

                                 2.-   E'
fatto ordine alla AT 2 (__________) di versare a favore di CV 1, sul conto di
libero passaggio ad essa intestato presso la __________, la somma di fr. 23'179.75
oltre interessi compensativi ai sensi dei considerandi a datare dal 19
settembre 2006.

 

                                 3.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                 4.-
  AT 1 verserà a CV 1 fr. 500.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili, ciò che
rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria 4 ottobre 2006.

 

                                 5.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al
 ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti