# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d115136b-01ee-5820-85bd-65117065f6f1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 27.04.2005 20.2004.26-1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_20-2004-26-1_2005-04-27.html

## Full Text

Incarto n.

  20.2004.26 – 1

  10/04

   

  	
  Lugano

  27 aprile 2005

  	
  Approvazione
  progetto definitivo

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  
	
  e
  dai membri

  	
  ing.
  Argentino Jermini

  ing. Eraldo Pianetti

  
	
  Segretario
  giudiziario

  	
  Armando
  Petrini

  

 

statuendo
nella procedura di approvazione dei progetti definitivi e di espropriazione presentata

 

	
   

  	
  ISEP
  1 

  rappr. dal Municipio

   

  
	
   

  	
  contro

  

                                        

	
   

  	
  COES
  1 

  

  nell'ambito delle opere inerenti l'allargamento e la sistemazione del tratto
  stradale lungo Via __________ 

  

  relativamente al mapp. no. 50 di __________,

   

  

                                        

ed
ora sull’opposizione al progetto ed all’espropriazione,

 

letti
ed esaminati gli atti, udite le parte ed assunte le necessarie prove,

 

 

considerato                   in
fatto ed in diritto

 

                                        -
che il Comune intende procedere al risanamento di Via __________ lungo un
tratto che si estende per ca. ml 105 dall’incrocio con Via __________ fino al
posteggio al mapp. no. 101. Scopo dichiarato dell’opera è di rimediare allo
stato precario del tratto stradale, di renderlo conforme al PR e di migliorare
la circolazione veicolare e pedonale compatibilmente con la situazione
concreta. A tal fine il progetto prevede il mantenimento del tracciato stradale
attuale e l’allargamento del sedime verso valle con una struttura in
calcestruzzo armato. Ne risulterebbe un campo viabile di ml 4.50 completato con
un nuovo marciapiede largo 1 ml;

 

                                        -
che il relativo credito è stato accordato dal Consiglio Comunale nel corso
della seduta del 15.12.2003 (MM no. 511);

 

                                        -
che il progetto e gli atti di esproprio sono stati pubblicati dal 26.1 al
25.2.2004;

 

                                        -
che l’attuazione dell’opera coinvolge il mapp. no. 50, proprietà di COES 1, sito
a valle della strada e parzialmente occupato dal riale __________. Il Comune ne
ha sollecitato l’espropriazione in ragione di ca. mq 522 offrendo un’indennità
complessiva di fr. 9'918.- (cfr. tabelle di espropriazione);

 

                                        -
che con memoria 20.2.2004 la proprietaria si è opposta al progetto ed all’espropriazione
ed ha contestato l’indennità offerta;

 

                                        -
che l’udienza di conciliazione ha avuto luogo il 7.10.2004;

 

                                        -
che l’opposizione è stata confermata dalla proprietaria con successivo scritto
del 20.10.2004;

 

                                        -
che di principio qualsiasi attività d’incidenza territoriale dev’essere
pianificata (art. 75 CF e 2 LPT) ed in particolare, per quanto attiene la rete
viaria, almeno il tracciato e le dimensioni di ogni strada esistente o futura
devono figurare nel PR (art. 28 cpv. 1 e 2 let. p LALPT);

 

                                        -
che ai fini dell’attuazione concreta del piano del traffico comunale la Legge
sulle strade (Lstr.), dichiarando applicabile la Legge di espropriazione
(Lespr.), assoggetta ad una procedura di pubblicazione – che sostituisce quella
usuale di rilascio del permesso di costruzione giusta la Legge edilizia – tutti
i progetti definitivi riferibili ad opere di costruzione ordinaria
subordinandone la validità all’approvazione ed al giudizio definitivo del
Tribunale di espropriazione (art. 33 cpv. 1 e 4 Lstr.; Messaggio del
6.7.1994 concernente la modifica della LALPT del 23.5.1990, della Lstr. del
23.3.1983 e della LE del 13.3.1991, p. 4, 22-24);

 

                                        -
che in principio non sono ammesse opposizioni su oggetti già decisi con
l’approvazione del PR (art. 33 cpv. 3 Lstr.);

 

                                        -
che le sole eccezioni tendenti ad attenuare le conseguenze per l’ente pubblico
derivanti da una rigida applicazione dell’obbligo di pianificare, concernono i
lavori di semplice manutenzione e gli interventi cosiddetti di miglioria.
Infatti gli interventi di miglioria – finalizzati esclusivamente ad adeguare la
strada alle nuove esigenze tecniche, di sicurezza e protezione dell’ambiente,
senza modificarne in modo sostanziale la funzionalità, l’uso e la struttura –
sottostanno unicamente alla procedura di approvazione del progetto (art. 39a
Lstr.);

                                        -
che pertanto in applicazione dell’art. 39a Lstr. a fronte di un intervento di
miglioria compete al Tribunale di espropriazione di dirimere eventuali
opposizioni e, prima ancora, di effettuare d’ufficio e con pieno potere
cognitivo il vaglio del progetto definitivo e della sua pubblica utilità (cfr. RDAT
I-1998 no. 52 c. 7, II-1998 no. 25 c. 3.2.) nell’ottica dei suoi contenuti,
della sua incidenza e della sicurezza (art. 7 Lstr.), fermo restando che tale
esame non può estendersi anche ad un sindacato di opportunità ritenuto l’ampio
margine di autonomia decisionale di cui gode l’ente esecutore limitato soltanto
dalla norma che disciplina la concezione delle strade e dal divieto di arbitrio
(RDAT 1990 no. 53 c. 7);

 

                                        -
che nel PR della sezione di __________ Via __________ è definita come strada di
servizio comprensiva di una carreggiata di ml 4.50 ed un marciapiede sul lato a
valle di ml 1 (cfr. piano del traffico);

 

                                        -
che l’opera non altera la funzionalità della strada poiché altro non fa che
adeguarne lo stato al PR e quindi si configura come intervento di miglioria ai
sensi dell’art. 39a Lstr.;

 

                                        -
che per quanto riferito al tracciato ed al calibro della strada il progetto
parrebbe quindi conforme;

 

                                        -
che l’esame non può, tuttavia, ridursi a questa sola constatazione;

 

                                        -
che infatti non va trascurato che il PR si limita ad indicare la rete delle vie
di comunicazioni (art. 28 cpv. 2 let. p LALPT) ed in particolare il tracciato e
le dimensioni di ogni strada esistente o futura con le linee di arretramento. Viceversa,
non essendo elaborato sulla base di uno studio planimetrico ed altimetrico, il
piano viario non specifica alcun dettaglio tecnico/costruttivo delle strade;

 

                                        -
che i particolari tecnici quali l’assetto, lo sviluppo planimetrico ed
altimetrico, gli impianti accessori e la protezione esterna, sono contenuti nei
progetti definitivi (art. 19 cpv. 1 Lstr.) che, come già annotato, il Tribunale
esamina con pieno potere cognitivo;

 

                                        -
che secondo l’opponente l’allargamento verso valle della strada metterebbe in
pericolo il sottostante riale __________ ed interverrebbe sul normale deflusso
delle acque;

 

                                        -
che quale manufatto di sostegno al nuovo tratto stradale esterno, e cioè quello
che sarà destinato a marciapiede, il progetto contempla la costruzione di una
soletta a sbalzo in calcestruzzo armato lunga ca. 83 ml sorretta da muri
portanti distanti 5 ml l’uno dall’altro, disposti perpendicolarmente ed
ancorati al muro esistente. Alla base, ossia a livello del mapp. no. 50, è predisposta
la posa di blocchi di sasso ciclopici per proteggere le fondazioni (cfr.
relazione tecnica no. 5.5-5.6; piano no. 0109.002);

 

                                        -
che il Comune ha dichiarato che il progetto non comporta interventi diretti
lungo l’alveo del riale __________ ma solo opere di consolidamento che
consistono nella posa di massi ciclopici quale protezione delle banchine di
fondazione unicamente dove l’andamento del terreno lo richiede (cfr. lettera
del 4.3.2005);

 

                                        -
che tuttavia l’Ufficio dei corsi d’acqua d’intesa con l’Ufficio protezione
della natura, confermando lo scambio di corrispondenza già intercorso con il
Comune come pure il preavviso negativo espresso a suo tempo (cfr. lettera del
13.4.2005 e corrispondenza allegata), ha ribadito che le caratteristiche
costruttive del progetto sono in contrasto con la Legge federale sulla
protezione della natura e del paesaggio (LPN) e con l’Ordinanza sulla
sistemazione dei corsi d’acqua (OSCA);

 

                                        -
che il Tribunale di espropriazione non ha motivo di prescindere dalle suddette
considerazioni esternate dalle autorità competenti a rilasciare preavvisi nella
misura in cui un intervento costruttivo ha un’incidenza sull’ambiente;

 

                                        -
che in effetti i corsi d’acqua e le zone ripuali rientrano nel novero dei
biotopi protetti (art. 18 cpv. 1 e 2 LPN; art. 2 let. e R d’applicazione del DL
16.1.1940 sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio del
22.1.1974; art. 2, 20 cpv. 1 Legge cantonale sulla protezione della natura del
12.12.2001);

 

                                        -
che i lavori pubblici, e segnatamente le strade, devono essere progettati ed
eseguiti in maniera da non danneggiare o deturpare il paesaggio e tutti gli
altri beni protetti; i relativi progetti di massima e di esecuzione devono
essere approvati dal Dipartimento (art. 7 R d’applicazione del DL 16.1.1940
sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio del 22.1.1974);

 

                                        -
che la vegetazione ripuale non dev’essere dissodata, sotterrata né altrimenti
annientata (art. 21 cpv. 1 LPN);

 

                                        -
che alle acque deve essere riservato uno spazio minimo tale da garantire la
protezione contro le piene ed il mantenimento delle funzioni naturali
dell’acqua stessa (art. 21 cpv. 2 OSCA). La competenza a fissare lo spazio
riservato è demandata ai cantoni;

 

                                        -
che in tema di misure di protezione nel Cantone Ticino sono applicabili le Direttive
emanate dall’Ufficio federale delle acque e della geologia;

 

                                        -
che in base a tale normativa la larghezza della zona riparia varia con la
larghezza dell’alveo ma deve misurare almeno 5 ml, anche per piccoli riali, su
ambo i lati del corso d’acqua (cfr. scritto 25.5.2004 dell’Ufficio della caccia
e della pesca; Direttive UFAEG sulla protezione contro le piene dei corsi
d’acqua, 2001, p. 18-19 ed inoltre www.bwg.admin.ch);

 

                                        -
che, stando agli atti pubblicati, rispetto alla lunghezza complessiva
dell’intervento, lo spazio minimo di riserva di 5 ml parrebbe essere rispettato
in un solo punto, tra le sez. 5 e 6, mentre per il resto di certo non è
garantito;

 

                                        -
che in quest’ottica l’intervento si rivela quindi eccessivamente invasivo a
scapito del normale deflusso delle acque e dell’habitat ecologico;

 

                                        -
che pertanto, oltre a non essere conforme alle vigenti normative e direttive,
il progetto non può dirsi sorretto da un interesse pubblico bastante e
tantomeno rispettoso del principio di proporzionalità;

 

                                        -
che di conseguenza non può essere approvato;

 

                                        -
che di riflesso l’intervento espropriativo risulta privo d’oggetto ed in quanto
tale è da stralciare;

 

                                        -
che l’opponente non si è avvalsa della consulenza di un legale per cui non si
assegnano ripetibili.

 

Per
i quali motivi

richiamati
gli art. 33, 39a Lstr., 18 LPN, 21 OSCA, 20 e segg. Lespr.,

 

 

dichiara

e pronuncia:          1.     L’opposizione al progetto ed all’espropriazione
è accolta.

                                2.     I progetti definitivi concernenti le opere di allargamento e la sistemazione del tratto stradale
lungo Via __________ non
sono approvati.

                                        

                                3.     La
procedura di espropriazione è stralciata siccome priva d’oggetto.

                                        

                                4.     La tassa di giustizia e le spese in fr. 600.-
sono a carico del ISEP 1. Non si assegnano ripetibili.

                                        

                                5.     La presente decisione è definitiva.

                                        

                                6.     Intimazione a:

	
   

  	
  __________

  __________

  

 

 

per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                                                                     il
segretario giudiziario

 

 

Margherita
De Morpurgo                                                                                   Armando
Petrini