# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d9367464-bd61-5e28-986f-3bf86766197f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-08-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.08.2018 15.2018.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2018-68_2018-08-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2018.68

  	
  Lugano

  21 agosto 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 16 luglio 2018 della

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dall’ PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Bellinzona,
o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 26 giugno 2018 nell’esecuzione
n. __________ promossa nei confronti della ricorrente dalla

 

	
   

  	
  PI 1, 

  (patrocinata dall’ PA 2, )

   

  

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Nell’esecuzione
n. __________ promossa l’11 dicembre 2017 dalla PI 1 nei confronti della RI 1
per l’incasso di fr. 47'198.30 oltre ad accessori, il 26 giugno 2018 l’Ufficio
di esecuzione (UE) di Bellinzona ha trasmesso all’escussa la com­minatoria di
fallimento, dando seguito alla domanda di continuazione dell’escutente fondata
sulla sentenza 11 giugno 2018, con cui il Pretore del Distretto di Bellinzona
aveva rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla debitrice.

 

                                  B.   Con
ricorso del 16 luglio 2018 la RI 1 si aggrava contro la comminatoria di fallimento,
chiedendone l’annul­­lamento.

 

                                  C.   Mediante
osservazioni del 24 luglio 2018 la PI 1 si oppone al gravame, postulandone la
reiezione, come pure l’UE nelle sue del 30 luglio 2018.

 

 

Considerato

 

in diritto:                  1.   Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino
la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 della Legge cantonale sulla procedura di
ricorso in materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 3.5.1.2]) – entro dieci giorni dalla notifica dell’atto impugnato avvenuta il 5
luglio 2018, il ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).

 

                                   2.   Giusta
l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il
ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un
ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o
un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento
può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (Ottomann/Markus in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n.
6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione
(DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione
ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione
esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento
di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per
questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in
esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o
amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di
rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).

 

                                   3.   Nel
caso specifico, la ricorrente si duole anzitutto di un vizio nella
notificazione della comminatoria di fallimento, siccome – a suo parere – è
stata notificata a PI 4, anziché al­l’unica persona legittimata a rappresentare
validamente la società escussa, ovverosia a PI 2, iscritto a registro di
commercio quale amministratore unico con firma individuale.

 

                                3.1   Se
l’esecuzione è diretta contro una persona giuridica o contro una società, la
notificazione si fa al rappresentante della medesima, e cioè per una società anonima
a qualunque membro del­l’amministrazione o della direzione, come pure a
qualunque direttore o procuratore (art. 65 cpv. 1 n. 2 LEF). Quando queste persone
non si trovano in ufficio, la notificazione si potrà fare ad altro funzionario
o impiegato (art. 65 cpv. 2 LEF).

 

                                         Gli
atti esecutivi devono di regola essere notificati presso gli uffici della
società escussa. Qualora le persone menzionate all’art. 65 cpv. 1 LEF non si
trovino in ufficio, la notifica può anche essere effettuata al domicilio del
rappresentante della società o nel luogo in cui suole esercitare la sua
attività nelle mani di persona adulta della
sua famiglia o a un suo impiegato (art. 64 cpv. 1 LEF; DTF 72 III 73; Angst in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a
ed. 2010, n. 9 ad art. 65 LEF; Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. I, 1999, n. 45 seg. ad art. 65 LEF). La notifica è
inoltre da considerare valida notifica sostitutiva ai sensi dell’art. 65 cpv. 2
LEF, quando avviene alla sede della società escussa in assenza del­l’amministratore.
Certo, quali possibili consegnatari questa norma menziona solo i funzionari e
gli impiegati della persona giuridica escussa. Tale elencazione non risulta
però esaustiva, dal momento che il Tribunale federale ha per esempio ammesso la
validità della notificazione sostitutiva
fatta a un impiegato di un’al­­tra società che esercita la propria
attività negli stessi locali del­l’escussa (DTF
96 III 5 consid. 1; 96 III 66 consid. 2), il criterio determinante essendo
quello secondo cui il consegnatario sia in grado di trasmettere l’atto senza
ritardo al rappresentante dell’e­­scussa (sentenza della CEF 15.2017.20 del 26
giugno 2017 consid. 7.1).

 

                                3.2   Nel caso in rassegna si evince dagli atti che l’agente notificatore ha
consegnato la comminatoria di fallimento presso la sede dell’escussa a PI 4,
indicato quale “procuratore” della stessa. Anche il precetto esecutivo è stato
notificato a tale persona, sebbene in quell’occasione sia stata indicata come
“impiegato” (v. precetto esecutivo n. __________). Ora, a prescindere dalla sua
funzione in seno alla società, non vi sono dubbi che il consegnatario PI 4
abbia trasmesso gli atti senza ritardo a un rappresentante della debitrice, la
quale ha invero potuto tempestivamente interporre opposizione al precetto e
impugnare la comminatoria mediante ricorso. La notificazione della comminatoria
è pertanto valida, sicché sotto questo profilo il ricorso si rivela infondato.

 

                                   4.   L’insorgente
sostiene altresì che la comminatoria è prematura, poiché è stata notificata
prima dello spirare del termine giusta l’art. 83 cpv. 2 LEF per presentare l’azione
di disconoscimento del debito. Fa notare in proposito di aver fatto capo a
questa facoltà, inoltrando l’azione in questione alla Pretura del Distretto di
Bellinzona entro il termine di 20 giorni dal passaggio in giudicato della
decisione di rigetto provvisorio dell’opposizione, motivo per cui – a suo dire
– la comminatoria dev’essere annullata.

 

                                4.1   Secondo
la giurisprudenza, ove l’opposizione sia stata – come nella fattispecie –
rigettata in via provvisoria, la comminatoria di fallimento non può essere
emessa prima che l’escutente dimostri che il termine per inoltrare l’azione di
disconoscimento di debito è trascorso infruttuoso o che tale azione, inoltrata
per ipotesi in modo non manifestamente intempestivo (altrimenti l’ufficio d’ese­­cuzione può emanare
la comminatoria di fallimento senz’aspettare la decisione d’irricevibilità: DTF
102 III 71 consid. 2/b, 117 III 20 consid. 2), è stata ritirata, dichiarata
irricevibile o definitivamente respinta (DTF 101 III 41; sentenze della CEF 15.2016.93
del 15 dicembre 2016, consid. 5; 15.2016.36 del 19 luglio 2016, consid. 4,
15.2015.14 del 3 marzo 2015 e 15.2005.45 del 25 maggio 2005, consid. 1; Ottomann/Markus, op. cit, n. 7 ad art.
159). In altre parole, la decisione sull’eventuale azione
di disconoscimento di debito dev’essere passata in giudicato (in questo senso
per la conversione del pignoramento da provvisorio a definitivo: Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I,
2a ed. 2010, n. 63 ad art. 83 LEF).

 

                                4.2   Nel caso di specie, non pare che al momento in cui ha ricevuto la
domanda di continuazione dell’esecuzione, l’UE abbia verificato che il
termine per inoltrare l’azione di disconoscimento del debito era trascorso
infruttuoso o che tale azione era stata ritirata o definitivamente respinta,
invitando l’escutente a produrre le prove (come ricordato nel promemoria n. 11
dell’Ispettorato CEF, pag. 3). Tant’è che il giorno in cui l’Ufficio ha emesso
la comminatoria, vale a dire il 26 giugno 2018, il termine di 20 giorni giusta
l’art. 83 cpv. 2 LEF non era ancora scaduto. Si evince infatti dalla data di
ricezione apposta dallo studio legale del patrocinatore della RI 1 sulla
decisione di rigetto allegata alla petizione del 12 luglio 2018 (doc. A)
(assunta d’ufficio da questa Camera dalla Pretura del Distretto di Bellinzona)
che l’e­scussa è venuta a conoscenza della decisione di rigetto il 12 giugno
2018. L’emissione della comminatoria di fallimento era quindi prematura.

 

                                4.3   Ciò
posto, essendo la sentenza di rigetto provvisorio immediatamente esecutiva
(art. 325 cpv. 1 CPC; sentenza del Tribunale federale 5A_866/2012 del 1° febbraio
2013 consid. 4.1), il termine di 20 giorni per promuovere l’azione di disconoscimento
di debito inizia a decorrere dalla notifica della sentenza, non dalla scadenza
del termine di reclamo contro tale decisione (DTF 143 III 39 consid. 2.3). Siccome
nel caso in esame la ricorrente non ha interposto reclamo contro la decisione
di rigetto né ottenuto il conferimento dell’effetto sospensivo (art. 325 cpv. 2
CPC), il termine per l’inoltro dell’azione di disconoscimento del debito, iniziato
con la sua notifica il 12 giugno 2018, è venuto a scadere lunedì 2 luglio 2018
(art. 142 CPC per il rinvio dell’art. 31 LEF). Presentata il 12 luglio 2018 (come
emerge da informazioni assunte d’ufficio da questa Camera dalla Pretura), l’azione
di disconoscimento di cui si avvale l’insorgente (doc. C) è quindi manifestamente
tardiva, ciò che l’autorità di vigilanza può legittimamente accertare senz’aspettare
la decisione del giudice adito (sopra consid. 4.1).

 

                                4.4   Rimane
da esaminare quali sono gli effetti di una comminatoria di fallimento emanata
prematuramente quando viene ulteriormente accertato, come nel caso specifico,
che il termine per inoltrare l’azione di disconoscimento di debito è manifestamente
scaduto infruttuoso. Ora, il Tribunale federale ha già avuto modo di precisare
che l’emissione della comminatoria di fallimento prima della scadenza di quel
termine non è in sé nulla o annullabile, ma lo è solo se viene poi appurato che
al momento della notifica della comminatoria il termine decorreva ancora
o un’azione di disconoscimento di debito era stata tempestivamente inoltrata
(DTF 101 III 41 consid. 1). Ebbene nella fattispecie la comminatoria di
fallimento è stata notificata all’escussa il 5 luglio 2018 (doc. A accluso al
ricorso), quindi dopo la scadenza del termine di 20 giorni (sopra consid. 4.3).
Ne consegue che a quella data la comminatoria di fallimento poteva validamente
essere notificata all’escussa, la quale ha così potuto beneficiare dell’intero
ultimo termine di pagamento indicato nell’atto (art. 160 cpv. 1 n. 3 LEF). Ciò
segna l’esito del ricorso.

 

                                   5.   Non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –    .

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Bellinzona.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.