# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 06f0e9b0-e473-5d86-aa44-cd1c6761f4bc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-06-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.06.2023 D-3505/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3505-2023_2023-06-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3505/2023 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  g i u g n o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 

con l’approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

rappresentato da Salvatore Crisogianni,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 12 giugno 2023 / N (…). 

 

 

 

D-3505/2023 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il (…) no-

vembre 2022, asserendo di essere minorenne. 

A.b Da ricerche intraprese dalla SEM nella banca dati europea “Eurodac” 

in data 28 novembre 2022, è risultato che il richiedente aveva depositato 

una domanda d’asilo pregressa in Francia il (…). Il 24 gennaio 2023, l’au-

torità elvetica preposta ha quindi formulato nei confronti della sua omologa 

francese, una domanda di ripresa in carico dell’interessato sulla base 

dell’art. 18 par. 1 lett. b del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se-

guito: RD III). Il 7 febbraio 2023, le autorità francesi preposte hanno rispo-

sto positivamente alla domanda di ripresa in carico del richiedente, fondan-

dosi sull’art. 18 par. 1 lett. d RD III. 

A.c Con scritto del 13 febbraio 2023, l’interessato ha presentato della do-

cumentazione inerente al padre e alla madre – la predetta riconsegnatagli 

nell’ambito del verbale della prima audizione quale richiedente minorenne 

non accompagnato (di seguito: RMNA) – nonché l’originale della sua ta-

skara, depositato agli atti della SEM (con la relativa traduzione). 

A.d Nell’ambito del verbale RMNA del (…) aprile 2023, al richiedente è 

stata in particolare offerta la possibilità di essere sentito circa il suo stato di 

salute, l’inverosimiglianza della data di nascita dichiarata, nonché in rap-

porto ad eventuali motivi che si opporrebbero alla competenza della Fran-

cia alla trattazione della sua domanda d’asilo. Il funzionario incaricato della 

SEM gli ha inoltre comunicato che, sulla base delle sue dichiarazioni con-

traddittorie, sarebbe stato considerato quale maggiorenne per il seguito 

della procedura d’asilo, con una data di nascita del (…). Data che è stata 

attribuita all’interessato nel Sistema d’informazione centrale sulla migra-

zione (SIMIC) il medesimo giorno dell’audizione. 

B.  

Con decisione del 12 giugno 2023, notificata il giorno successivo (cfr. [atto 

della SEM] n. [{…}]-30/1), la SEM non è entrata nel merito della domanda 

d’asilo del richiedente giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), con 

conseguente trasferimento dell’interessato verso la  

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Francia ed esecuzione della predetta misura, nonché constatando l’as-

senza di effetto sospensivo di un eventuale ricorso. 

C.  

Tramite il ricorso inoltrato il 20 giugno 2023, l’insorgente ha impugnato la 

suddetta decisione dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale), con richieste procedurali tendenti d’un canto alla sospensione 

dell’esecuzione della decisione in via supercautelare e alla concessione 

dell’effetto sospensivo al ricorso, e d’altro canto, all’accoglimento 

dell’istanza d’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo. Nel merito, ha postu-

lato, in via principale l’annullamento della decisione avversata e la restitu-

zione degli atti di causa alla SEM perché effettui l’esame nazionale della 

sua domanda d’asilo; ed in via subordinata, che gli atti siano restituiti all’au-

torità inferiore per il completamento dell’istruzione. 

D.  

Il 26 giugno 2023, il Tribunale ha ricevuto, su sua richiesta, l’incarto  

N (…) dalla SEM. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso dal 

giudice unico, con l’approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi). Inoltre, giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scam-

bio di scritti. 

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3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 

2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

4.1 Appare innanzitutto opportuno esaminare le censure formali sollevate 

dal ricorrente nel suo gravame in ordine ad un accertamento inesatto ed 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte dell’autorità inferiore, 

con conseguente (implicita) violazione del principio inquisitorio (art. 6 LAsi 

in relazione all’art. 12 PA; cfr. per maggiori dettagli la DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.1), nonché del suo diritto di essere sentito (consacrato all’art. 29 

cpv. 2 Cost.; cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e giurisprudenza ivi citata; 

DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; DTAF 2019 VII/6 consid. 4.1; ed a titolo 

esemplificativo la sentenza del Tribunale E-1684/2022 dell’11 gen-

naio 2023 consid. 3.1). In particolare, l’insorgente lamenta che l’autorità in-

feriore non avrebbe effettuato una valutazione della verosimiglianza della 

sua minore età tenendo conto nel loro complesso delle allegazioni da lui 

rese, sia a favore che a sfavore della sua minore età, bensì soltanto i punti 

incongruenti. Segnatamente, la SEM non avrebbe considerato nel suo giu-

dizio la taskara originale depositata agli atti. Altresì, in merito allo stato di 

salute del ricorrente, che non sarebbe stato accertato a sufficienza, l’auto-

rità inferiore non considererebbe l’evento accaduto il (…) gennaio 2023 e 

non ne avrebbe approfondito la causa. Fra l’altro, il ricorrente solleva che 

la data di nascita registrata inizialmente del (…), non comparirebbe da nes-

suna parte (cfr. p.to 2, pag. 4 del ricorso), nonché che egli non sarebbe 

stato confrontato dalla SEM già nel corso del verbale RMNA, malgrado 

quest’ultima ne fosse a conoscenza, con l’evenienza del respingimento 

della sua domanda d’asilo in Francia (cfr. p.to 3, pag. 8 del ricorso).  

4.2 Il Tribunale ritiene a titolo preliminare che le censure del ricorrente circa 

la valutazione adempiuta dall’autorità inferiore della sua minore età, come 

pure in relazione al suo stato di salute, si confondano in realtà con il merito 

della vertenza, ovvero sono rivolte contro l’apprezzamento svolto dalla 

SEM in specie. In quanto tali, verranno quindi trattate nei considerandi suc-

cessivi. Ciò nondimeno, occorre sottolineare che, al contrario di quanto 

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lamentato dal ricorrente nel gravame, dal provvedimento impugnato si 

evince chiaramente che gli elementi portanti sulla sua minore età – sia a 

favore che a sfavore – sono stati integrati e presi in considerazione dall’au-

torità inferiore, anche ed in particolare per quanto attiene alla taskara pre-

sentata dall’insorgente (cfr. p.to II, pag. 3 segg.). La SEM ha peraltro espo-

sto in modo chiaro e completo le ragioni che l’hanno condotta a considerare 

il richiedente maggiorenne, determinandosi sugli elementi essenziali dedu-

cibili dall’incarto. La questione poi di sapere se tale valutazione è effettiva-

mente corretta, rileva del merito, ma non della forma. Non è inoltre corretto 

quanto asserito dall’insorgente nel suo ricorso, rispetto alla data del (…), 

che non soltanto si ritrova quale data asserita dall’insorgente all’entrata nel 

Centro federale d’asilo del (…) (cfr. n. 1/1), bensì pure nella procura da lui 

sottoscritta a favore della protezione giuridica in data (…) novembre 2022 

(cfr. n. 10/1). A medesima conclusione si arriva anche per l’evento del 

(…) gennaio 2023 (cfr. n. 18/2), il quale si evince dalla decisione avversata, 

che il medesimo sia stato preso adeguatamente in considerazione da parte 

dell’autorità inferiore (cfr. p.to II, pag. 8). Inoltre, riguardo allo stato di salute 

dell’insorgente, risulta essere meramente pretestuosa la sua censura ri-

guardo al fatto che in assenza di specifici accertamenti medici in merito, 

non gli si potrebbe riconoscere una piena capacità di esprimersi in maniera 

lucida (cfr. p.to 2, pag. 5 seg. del ricorso). Invero, né dagli atti medici all’in-

carto (cfr. n. 13/2, 14/2, 18/2 e 20/2), né men che meno dal verbale RMNA, 

vi sono degli indizi concreti e fondati che militino per una tale tesi. L’autorità 

inferiore, non essendo deducibili in alcun modo gli stessi, né che il ricor-

rente soffrisse di qualsivoglia patologia non già completamente curata e 

trattata, non aveva quindi alcun obbligo di istruire maggiormente l’aspetto 

dello stato di salute dell’insorgente, il quale aveva tra l’altro chiaramente 

indicato durante il verbale RMNA di godere di buona salute (cfr. n. 23/12, 

p.to 8.02, pag. 12). Da ultimo, concernente la circostanza che l’insorgente 

non sarebbe stato confrontato – prima della decisione avversata, in parti-

colare già in sede di verbale RMNA – anche con il respingimento della sua 

domanda d’asilo in Francia, si osserva quanto segue. Seppure sia corretto 

che nel corso del verbale RMNA, l’autorità inferiore non abbia presentato 

anche tale elemento all’insorgente, si osserva tuttavia che il medesimo, 

allorché è stato confrontato con l’evidenza della registrazione in Francia 

della sua domanda d’asilo (cfr. n. 23/12, p.to 2.06, pag. 6 seg.), egli ha per-

sino negato di aver presentato la stessa. Non si vede quindi come l’autorità 

inferiore avrebbe dovuto continuare ad esporre gli elementi fondanti la ri-

presa in carico da parte francese, allorché il ricorrente non riconosceva 

neppure l’esistenza di una domanda d’asilo in Francia. Sotto questo profilo, 

non si ravvisa quindi alcuna violazione del diritto di essere sentito del ricor-

rente da parte dell’autorità inferiore. L’insorgente, nell’ambito del suo 

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gravame, ha peraltro avuto piena possibilità di esprimersi anche su tale 

elemento aggiuntivo presentato dall’autorità inferiore esplicitamente 

nell’ambito della decisione impugnata. Pertanto, anche se una violazione 

del diritto di essere sentito fosse ritenuta – circostanza non avvenuta in 

specie – la stessa sarebbe comunque stata completamente sanata in que-

sta sede. 

4.3  

4.3.1 Il ricorrente, sostiene inoltre nel suo gravame che la SEM avrebbe 

omesso, a torto, di accertare gli effetti che un’esecuzione dell’allontana-

mento verso la Francia, vista la sua nazionalità e tenendo conto della 

prassi svizzera, avrebbe nei suoi confronti (cfr. p.to 3, pag. 7 seg. del ri-

corso). In particolare, citando due sentenze del Tribunale, egli osserva 

come l’autorità inferiore avrebbe potuto richiedere maggiori informazioni 

presso le autorità francesi in rapporto alla sua decisione negativa, nonché 

circa la procedura svolta in Francia. L’autorità inferiore non avrebbe quindi, 

anche in questo senso, ottemperato al suo dovere di accertare in modo 

completo i fatti rilevanti per l’esame della liceità del trasferimento del ricor-

rente verso la Francia.  

4.3.2 A tal proposito, occorre dapprima osservare che l’autorità resistente 

ha esaminato sufficientemente se il trasferimento dell’insorgente verso la 

Francia comportasse la violazione degli obblighi internazionali della  

Svizzera, procedendo ad un’analisi completa di tutte le questioni determi-

nanti per la causa, comprensiva anche della questione circa il divieto di 

non-respingimento (cfr. decisione impugnata, p.to II, pag. 6 segg.). Es-

sendo che la SEM nella sua decisione doveva esaminare se la Francia era 

lo Stato membro competente ai sensi del RD III per condurre la procedura 

d’asilo e d’allontanamento del richiedente, ed avendo ottemperato a tale 

esame come visto sopra, la detta autorità non aveva alcun obbligo d’intra-

prendere delle misure d’istruzione in relazione all’esito riservato alla do-

manda depositata nel Paese in questione dal ricorrente, essendo già sin 

d’ora rilevato come un fatto di tale natura rimanga senza incidenza sulla 

determinazione della competenza ai sensi del RD III (cfr. nello stesso 

senso anche la sentenza del Tribunale D-4886/2022 del 3 novem-

bre 2022), o ancora riguardo alla procedura d’asilo svoltasi in Francia. Fra 

l’altro, l’insorgente non ha dal canto suo – nel corso della procedura d’in-

nanzi all’autorità inferiore – sollevato alcun vizio procedurale che sarebbe 

stato commesso da parte francese, e non si comprende quindi per quali 

motivi la SEM avrebbe dovuto indagare oltre tali aspetti, essendo tra l’altro 

rilevato come il suo caso sia ben diverso dalle fattispecie di cui alle due 

sentenze del Tribunale citate nel ricorso (cfr. p.to 3, pag. 7).  

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Pagina 7 

4.4 Le doglianze formali, vanno così respinte in toto. 

5.  

5.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

5.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito priva accettazione, espressa o tacita, di ripresa in 

carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. 

DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2). 

5.3 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 

LAsi) sia nell’ambito della determinazione dello Stato responsabile per 

l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III; DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 

con riferimenti citati). 

5.4 Appare d’uopo rammentare all’insorgente che, per quanto concerne la 

minore età, è al richiedente l’asilo che incombe l’onere della prova al ri-

guardo. In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la 

valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’inte-

ressato la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le 

conseguenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr.  

DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. ivi citati). Salvo casi particolari, la SEM ha 

il diritto di pronunciarsi a titolo pregiudiziale sulla questione. Per giungere 

ad una determinazione al riguardo, l’autorità si basa sui documenti d’iden-

tità autentici depositati agli atti così come sui risultati delle audizioni relati-

vamente al quadro personale dell’interessato nel paese d’origine, alla sua 

cerchia famigliare ed al suo curriculum scolastico. Se necessario, ordina 

una perizia medica volta alla determinazione dell’età (cfr. art. 17 cpv. 3bis 

in relazione all’art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 

consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede ad un 

apprezzamento globale degli elementi in presenza in ossequio ai principi 

sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e rif. cit.). 

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5.5 Venendo ora al caso di specie, il Tribunale non può che condividere le 

argomentazioni esposte in modo dettagliato dall’autorità inferiore circa l’in-

verosimiglianza della minore età dell’insorgente nella decisione avversata 

(cfr. p.to II, pag. 3 segg.), alla quale si rimanda quindi per ulteriori dettagli 

e per quanto qui non verrà specificamente motivato. In particolare, a diffe-

renza di quanto sollevato nel suo ricorso dall’insorgente – il quale si basa 

esclusivamente sulla presenza di una taskara originale agli atti come pure 

dell’assenza di una perizia medica per ritenere come non sufficientemente 

provata la sua maggiore età – non si può in alcun modo dar credito alla tesi 

esposta nel gravame, allorché riporta che il ricorrente sarebbe stato “inca-

pace di scrivere i propri dati in maniera corretta nel formulario apposito” 

(cfr. p.to 2, pag. 4 del ricorso). Invero, agli occhi del Tribunale, viste le varie 

date di nascita da lui asserite – il (…) nell’ambito del formulario d’entrata 

nel Centro federale d’asilo (cfr. n. 1/1) nonché al momento della sottoscri-

zione della procura con la rappresentanza legale (cfr. n. 10/1); il (…) al mo-

mento della compilazione del formulario di triage (cfr. n. 12/4) – nonché gli 

asserti chiaramente contraddittori rilasciati nell’ambito del suo verbale 

RMNA in proposito, dove non ha saputo invece in modo sorprendente in-

dicare alcuna data di nascita, ribadendo continuamente essere quella che 

si troverebbe nella taskara consegnata (cfr. n. 23/12, p.to 1.06, pag. 3 

segg.), è palese come il medesimo volesse in realtà con il suo comporta-

mento cercare di confondere l’autorità inferiore rispetto ad un elemento 

della sua identità rilevante per la causa. Appare infatti dai medesimi asserti 

dell’insorgente, come il medesimo non fosse affatto analfabeta come ha 

inizialmente cercato di addurre nel tentativo di spiegare il motivo per il 

quale non conoscesse la sua data di nascita (cfr. n. 23/12, p.to 1.06, 

pag. 3), in quanto poco dopo è lui stesso che ha riferito di essere andato in 

maniera costante a scuola, peraltro in una (…), per (…) anni, iniziandola 

allorché aveva (…) anni (cfr. n. 23/12, p.to 1.17.04, pag. 5; p.to 8.01, 

pag. 11). Non si spiega come poi, visto che nel ricorso il suo rappresentante 

legale indica come la data di nascita corretta sarebbe quella riportata nel 

formulario di triage (cfr. p.to 2, pag. 4 del ricorso), il ricorrente sia stato in-

capace di indicarla nuovamente nel corso della sua audizione. Anzi, ad un 

certo punto, la stessa viene riportata dall’insorgente, ma riferendo come la 

medesima – che gli sarebbe stata comunicata tramite (…) dal padre – sa-

rebbe stata diversa da quella presente sulla taskara, per lui quella corretta 

e determinante (cfr. n. 23/12, p.to 8.01, pag. 11). Senonché, sulla taskara 

presentata, non v’è alcuna data di nascita – come più volte invece asserito 

dall’insorgente nel contesto della sua audizione RMNA – bensì soltanto 

un’indicazione approssimativa dell’età del ricorrente nell’anno (…) (se-

condo il calendario solare; corrispondente all’anno […] nel calendario gre-

goriano). Tuttavia, anche tale indicazione dell’età dell’insorgente risulta 

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essere incongruente nella taskara presentata, che si rammenta non essere 

un documento di viaggio o di legittimazione ai sensi dell’art. 1a lett. b e 

lett. c dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), ed avere, anche se prodotta in originale, 

un valore probatorio ridotto secondo quanto ritenuto dalla giurisprudenza 

costante del Tribunale in materia (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2 e rif. cit.). 

Invero, se d’un canto viene scritto, secondo la traduzione, che egli ha “(…) 

anni di età nel (…)”; d’altro canto è stata aggiunta in verde, sulla stessa 

riga la dicitura “egli aveva (…) anni nel (…)” (cfr. n. 23/12, p.to 1.06, pag. 3), 

quindi seguendo quest’ultimo dato egli avrebbe ora dai (…) ai (…) anni 

d’età. È peraltro lui stesso che ad un certo punto ha ammesso di aver avuto 

(…) anni, (…) mesi prima il verbale RMNA (cfr. n. 23/12, p.to 1.17.04, 

pag. 5), nonché non è stato in grado di spiegare in modo convincente per 

quale motivo in Francia lo abbiano registrato quale maggiorenne (cfr. 

n. 23/12, p.to 2.06, pag. 7). Sulla base delle predette considerazioni, il Tri-

bunale ritiene che la taskara prodotta sia ascrivibile ad un mezzo di prova 

di compiacenza, ovvero inoltrato ai soli fini della causa, al quale non può 

essere riconosciuto alcun valore probatorio, in quanto inattendibile. Visti 

poi i diversi e troppi elementi incoerenti presenti nelle dichiarazioni dell’in-

sorgente in proposito alla sua data di nascita ed alla sua biografia, senza 

trovare traccia alcuna di difficoltà espositive o mnemoniche dell’insorgente 

agli atti, non si può in nessun modo neppure seguire la tesi da lui esposta 

nel gravame che addebiterebbe le contraddizioni eclatanti rilevabili nelle 

sue allegazioni al suo stato di salute, alla traumaticità delle esperienze vis-

sute come pure alla sua presunta minore età. 

5.6 Nelle surriferite circostanze, anche il Tribunale, in un’attenta valuta-

zione globale di tutti gli elementi presenti all’incarto, ritiene dunque fondata 

la valutazione di cui all’avversata decisione, e considera che non vi fosse 

in particolare alcuna necessità di ordinare una perizia medico-legale al fine 

di accertare la sua età anagrafica, così come proposto dal suo rappresen-

tante legale sia alla fine del verbale RMNA (cfr. n. 23/12, p.to 9.01, pag. 12) 

sia nel gravame. Il Tribunale non può quindi che sottoscrivere la conclu-

sione alla quale l’autorità inferiore è giunta, nel senso che il ricorrente non 

ha reso credibile di essere minorenne al momento del suo arrivo in  

Svizzera, ciò che comporta che egli venga ritenuto maggiorenne in confor-

mità con la giurisprudenza succitata (cfr. consid. 5.4), per il che le disposi-

zioni normative inerenti ai minorenni non gli erano applicabili ed egli non 

se ne può a ragione avvalere. Invero, a differenza di quanto sostenuto nel 

gravame dall’insorgente, oltreché non essere riuscito a rendere verosimile 

la stessa, a fronte della ponderazione degli elementi succitati, il Tribunale 

giunge al convincimento per una verosimiglianza preponderante di 

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Pagina 10 

maggiore età del ricorrente, senza ulteriori dubbi fondati che ne incrinino la 

prima o che si debba ricorrere ad ulteriori atti istruttori per fugare i secondi. 

In tal senso, tale valutazione si discosta dalle fattispecie presenti nelle sen-

tenze del Tribunale citate nel ricorso dall’insorgente, ed egli non può quindi 

prevalersi delle stesse a ragione. Ciò posto, viste le conclusioni sopra 

edotte, non risulta esservi spazio in specie per un’applicazione del principio 

“in dubio pro minor” a cui si riferisce il ricorrente nella sua impugnativa (cfr. 

nello stesso senso tra le tante la sentenza del Tribunale D-5278/2022 del 

28 novembre 2022 consid. 4.3.4.4), e la SEM, non doveva quindi tenerne 

conto nella sua valutazione. 

6.  

6.1 Proseguendo nell’analisi, nel caso di una procedura di ripresa in carico 

(take back), come è il caso di specie, di principio non viene effettuato un 

nuovo esame di determinazione dello Stato membro competente secondo 

il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). Inoltre, la determina-

zione dello Stato membro competente avviene sulla base della situazione 

esistente al momento in cui il richiedente ha presentato domanda di prote-

zione internazionale (art. 7 par. 2 RD III).  

6.2 Secondo l’art. 18 par. 1 lett. d RD III, lo Stato membro competente in 

forza del predetto regolamento è tenuto a riprendere in carico – in ossequio 

alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – un cittadino di un paese 

terzo o un apolide del quale è stata respinta la domanda in un altro Stato 

membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un 

titolo di soggiorno. 

6.3 Nella presente disamina, le investigazioni intraprese dalla SEM hanno 

rivelato che il ricorrente aveva depositato una domanda d’asilo in Francia 

il (…) (cfr. n. 7/1 e 8/1). Sulla scorta di tale circostanza, il 24 gennaio 2023, 

la SEM ha quindi chiesto alle autorità francesi, nel termine fissato all’art. 23 

par. 2 RD III, la ripresa in carico dell’insorgente sulla base dell’art. 18 par. 1 

lett. b RD III (cfr. n. 15/5). La Francia, il 7 febbraio 2023, quindi nel termine 

previsto all’art. 25 par. 1 RD III, ha espressamente ammesso la sua com-

petenza per la ripresa in carico dell’insorgente, fondandosi sull’art. 18 

par. 1 lett. d RD III (cfr. n. 19/2). Di conseguenza, la competenza della 

Francia è di principio data, ciò che non viene del resto censurato dal ricor-

rente nel suo gravame. Peraltro, su tale punto, il fatto che il ricorrente abbia 

nel corso del verbale d’audizione negato di aver presentato una domanda 

d’asilo su suolo francese, ed in più essendosi opposto al suo trasferimento 

in Francia per questo solo motivo (cfr. n. 23/12, p.to 8.01, pag. 11), come a 

ragione già motivato nella decisione avversata, alla quale si rinvia per il 

D-3505/2023 

Pagina 11 

resto (cfr. p.to II, pag. 6 seg.), il RD III non conferisce al ricorrente il diritto 

di scegliere in quale Stato membro vorrebbe che la sua domanda d’asilo 

sia esaminata (cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3). Inoltre, i predetti asserti 

dell’insorgente, risultano essere pure incoerenti rispetto a quanto affermato 

nel ricorso, poiché in tale sede egli indica di essere venuto a conoscenza 

del respingimento della sua domanda d’asilo in Francia soltanto con la de-

cisione impugnata, ciò che implicitamente fa concludere come egli in realtà 

fosse a conoscenza della presentazione della sua domanda d’asilo su 

suolo francese e della procedura in corso. 

7.  

7.1 Il ricorrente si oppone tuttavia ad un suo trasferimento verso il suddetto 

Paese, in quanto nel suo ricorso egli allega che ciò comporterebbe essen-

zialmente una violazione dell’art. 3 CEDU, dell’art. 5 LAsi e del RD III, poi-

ché la decisione di allontanamento ricevuta in Francia, dal quale rischie-

rebbe di essere costretto a recarsi in Afghanistan, minaccerebbe diretta-

mente la sua vita, la sua integrità fisica e psichica e la sua libertà, a causa 

della sua nazionalità. Egli rileva inoltre in merito come, per prassi svizzera, 

nel caso in cui la sua procedura fosse stata trattata in procedura nazionale, 

avrebbe imposto alla SEM di pronunciare l’inesigibilità dell’esecuzione del 

suo allontanamento verso l’Afghanistan, e quindi a concedergli l’ammis-

sione provvisoria. Pertanto, a mente sua, la SEM avrebbe dovuto adottare 

la clausola di sovranità ed effettuare un esame nazionale della sua do-

manda d’asilo o, in subordine, richiedere garanzie individuali alla Francia 

riguardo all’evenienza che lui non venga allontanato in Afghanistan. 

7.2 In primo luogo, agli occhi del Tribunale, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 

2a frase RD III non si giustifica nel caso di specie, visto che non esistono 

fondati motivi per ritenere che in Francia sussistano carenze sistemiche ai 

sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU 

C 363/1 del 18.12.2000). Inoltre, la presunzione del rispetto della sicurezza 

dei richiedenti l’asilo da parte dello Stato in questione, in particolare il diritto 

alla trattazione della propria domanda secondo una procedura giusta ed 

equa ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. 

direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu-

gno 2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della re-

voca dello status di protezione internazionale; direttiva 2013/33/UE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme re-

lative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: 

direttiva accoglienza]), può essere confutata in presenza di indizi seri ed 

avverati, che nel caso concreto, le autorità dello Stato membro ritenuto 

come quello responsabile non rispetterebbe il diritto internazionale (cfr. 

D-3505/2023 

Pagina 12 

DTAF 2010/45 consid. 7.4 e 7.5). Tuttavia, ciò non appare essere il caso di 

specie. Invero, anche se dalla documentazione all’incarto, risulta che le 

autorità francesi hanno respinto la domanda d’asilo dell’insorgente, non 

sono evincibili né dagli atti né dalle sue dichiarazioni, degli indizi che per-

mettano di ritenere che le autorità predette non abbiano proceduto ad un 

esame della sua domanda d’asilo rispettosa delle normative comunitarie 

ed internazionali in materia. Occorre in proposito inoltre sottolineare come, 

al contrario di quanto pare ritenere a torto l’insorgente nel gravame, una 

decisione definitiva che respinge la sua domanda d’asilo e pronuncia il suo 

allontanamento verso il paese d’origine, non costituisce, di per sé, una vio-

lazione del principio di non-respingimento (cfr. la sentenza del Tribunale  

D-4886/2022 del 3 novembre 2022, pag. 9 con ulteriori rif. cit.). La Francia 

è per di più uno Stato di diritto e può essere atteso pertanto dal ricorrente 

che, nell’eventualità in cui venisse effettivamente disposta l’esecuzione del 

suo allontanamento verso l’Afghanistan – di fatto in alcun modo provato 

che ciò avvenga – intraprenda ogni passo utile e necessario presso le au-

torità competenti al fine di far valere degli eventuali ostacoli al suo allonta-

namento. Non v’è del resto alcuna ragione di ritenere che le autorità fran-

cesi non procederebbero ad un nuovo esame della sua domanda d’asilo 

se ciò fosse giustificato, o che le medesime non rispetterebbero i loro ob-

blighi internazionali. Pertanto, non v’è neppure alcun motivo per dover sol-

lecitare dalle autorità francesi delle garanzie individualizzate per il ricor-

rente, così come da lui richiesto nel gravame in subordine. Altresì, il ricor-

rente non ha fornito indizi seri e concreti suscettibili di comprovare che un 

suo trasferimento nello Stato in questione lo esporrebbe al rischio di essere 

privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita inde-

gna in violazione della direttiva accoglienza. Anche dal punto di vista me-

dico, non vi sono problemi di una gravità tale da impedirne il rinvio, non 

essendo le problematiche di salute, tra l’altro che risultano essere già state 

trattate e guarite (cfr. n. 13/2, 14/2, 18/2 e 20/2), classificabili quali gravi ai 

sensi della giurisprudenza convenzionale in materia (cfr. sentenze della 

Corte europea dei diritti dell’uomo N. contro Regno Unito del 27 mag-

gio 2008, Grande Camera, n. 26565/06; Paposhvili contro Belgio del 13 di-

cembre 2016, Grande Camera, §181 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1), e 

sufficientemente acclarate come già sopra evinto (cfr. supra consid. 4.2). 

7.3 In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au-

torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez-

zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III (clausola 

di sovranità), rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF 2015/9 

consid. 7 seg.). Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali 

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Pagina 13 

norme da parte della Svizzera, la Francia rimane competente per il seguito 

della domanda d’asilo e d’allontanamento del ricorrente in ossequio alle 

condizioni poste nel RD III. 

8.  

In conclusione, con il provvedimento impugnato, l’autorità inferiore non ha 

violato il diritto federale né abusato del suo potere di apprezzamento ed 

inoltre non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve quindi essere respinto e la 

decisione dell’autorità inferiore confermata. 

9.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, sia le richieste di prov-

vedimento supercautelare sia di concessione dell’effetto sospensivo al ri-

corso, come pure d’esenzione dal versamento di un anticipo sulle presu-

mibili spese processuali, formulate dal ricorrente nel gravame, sono dive-

nute senza oggetto. 

10.  

Inoltre, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-

vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta. 

11.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che se-

guono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

12.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva.   

D-3505/2023 

Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: