# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8010b3db-2bd8-5c15-b0e9-f6664bcca815
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-24
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 24.04.2007 S 2003 116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2003-116_2007-04-24.pdf

## Full Text

S 03 116

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 30 settembre 2004

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente rendita AI

1. …, 1973, di professione meccanico d’auto, era occupato in qualità di autista-

meccanico dal maggio 1996 e fino al 31 gennaio 1997 presso la ditta … SA. 

Dal mese di febbraio 1997 gestiva un garage in proprio, senza alcun 

dipendente. Il 26 aprile 1998, … era vittima di un incidente della circolazione 

a seguito del quale riportava, tra le altre numerose lesioni, la frattura a livello 

D4 e D5 a cui conseguiva una completa paraplegia con disfunzione 

neurogena della vescica e del retto. Per l’ottenimento dei necessari mezzi 

ausiliari e in vista del riconoscimento di una rendita l’assicurato si annunciava 

all’Assicurazione per l’invalidità (AI). 

2. In occasione della degenza presso la Clinica … nel settembre del 1998, 

l’assicurato si dichiarava interessato ad una reintegrazione professionale in 

qualità d’impiegato di commercio e iniziava effettivamente un’attività d’ufficio 

per tre mezze giornate alla settimana presso un garage dal settembre 1999 

al gennaio 2000. Sia il dott. med. … che l’orientatore professionale 

confermavano nel luglio 1999 il rifiuto categorico dell’interessato di seguire 

una qualsiasi riformazione professionale in un’attività commerciale e neppure 

di voler seguire la formazione serale propostagli in alternativa ai normali orari 

di lezioni della scuola giornaliera. Il 26 settembre e il 29 novembre 2000, i 

medici della Clinica … che visitavano sempre regolarmente l’assicurato 

confermavano una abilità lucrativa in un’attività d’ufficio in ragione del 50%, 

ma ribadivano la mancanza di volontà dell’interessato di sottomettersi ad una 

simile misura di riformazione professionale. Per contro l’interessato insisteva 

sulla sua volontà di venire reintrodotto nel mondo del lavoro, non però tramite 

riformazione scolastico-professionale, bensì semplicemente mediante misure 

di reinserimento interne all’impresa e della durata massima di un anno. 

All’assicurato veniva allora offerto un posto di venditore per telefono. Poiché 

l’occupazione richiedeva delle buone conoscenze della lingua tedesca, 

l’interessato veniva iscritto ad un corso intensivo di tedesco, che però veniva 

interrotto dopo soli pochi giorni. Per l’assicurato, il fatto di dover essere a … 

per le ore 8:30 (orari scolastici dal lunedì al venerdì dalle ore 8:30 alle ore 

11:30) avrebbe richiesto uno sforzo fisico ed un dispendio di tempo non 

conciliabili con la sua situazione postinfortunistica. Il 19 dicembre 2001 e il 10 

gennaio 2002 i medici riconfermavano l’abilità lavorativa del 50% in un’attività 

d’ufficio. 

3. Dopo aver sentito il richiedente, con decisione 10 luglio 2002, l’Ufficio AI dei 

Grigioni riconosceva a … il diritto ad una mezza rendita d’invalidità a partire 

dal 4 novembre 1998, sulla base di un grado d’inabilità del 61%. La tempestiva 

opposizione proposta dall’interessato - e mediante la quale veniva chiesto il 

riconoscimento di una rendita intera d’invalidità - veniva respinta con 

decisione 16 luglio 2003, anche se veniva riconosciuto un nuovo grado 

d’impedimento del 63.7%. 

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 15 

settembre 2003, … postulava l’erogazione di una rendita intera d’invalidità. In 

sostanza, l’istante critica l’assenza di misure di reintegrazione e contesta il 

reddito ancora conseguibile da invalido, quello teoricamente conseguibile 

senza l’invalidità nonché le deduzioni operate e valuta il grado d’impedimento 

concreto al 74% o comunque almeno al 67.45%. 

5. Nella propria risposta di causa l’Ufficio AI confermava il diritto ad una mezza 

rendita d’invalidità e reputava esulare dal contesto del presente ricorso la 

questione delle misure di reintegrazione, non essendo stato deciso alcunché 

a questo riguardo. Materialmente, l’ufficio convenuto confermava il ben 

fondato delle cifre assunte onde procedere al paragone dei redditi e 

l’inoppugnabilità dei calcoli operati tenendo conto della concreta situazione 

del caso in esame. 

6. Dopo l’entrata in vigore della 4. revisione delle disposizioni in materia di 

invalidità, per un grado d’invalidità superiore al 60% e inferiore al 70% sussiste 

il diritto ad una rendita d’invalidità di tre quarti. Per questo, con decisione 15 

marzo 2004, l’ufficio AI riconosceva al ricorrente per un grado d’invalidità del 

64% il diritto ad una rendita d’invalidità di tre quarti, a far stato dal 1. gennaio 

2004. Il 28 settembre 2004 l’istante confermava comunque di volere un 

giudizio di merito sul ricorso presentato il 15 settembre 2003 per quanto 

riguarda il grado d’invalidità dal 1. ottobre 1998 al 31 dicembre 2003 e la 

rispettiva rendita. 

Considerando in diritto:

1. Il 1. gennaio 2003 è entrata in vigore la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla 

parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), la quale contiene 

diverse disposizioni applicabili anche nell’ambito dell’assicurazione per 

l’invalidità (LAI). Essendo stata la decisione su opposizione emanata dopo 

l’entrata in vigore della LPGA (DTF 127 V 467 cons. 1, 121 V 366 cons. 1b), 

in principio le nuove disposizioni si applicano al caso in parola almeno per 

quanto riguarda la valutazione del grado d’invalidità per l’anno 2003. Per il 

periodo precedente invece, dovrebbero trovare ancora applicazione le 

disposizioni contenute nella LAI. Materialmente comunque la questione non 

riveste importanza pratica giacché per la fissazione del grado d’invalidità le 

nuove disposizioni della LPGA non apportano cambiamenti sostanziali 

rispetto alle previgenti disposizioni in vigore fino alla fine del 2002 (DTF 129 

V 4 cons. 1.2 e riferimenti e sentenza del Tribunale federale delle 

assicurazioni del 28 giugno 2004, procedimento no. I 590/03).

2. Nel ricorso viene nuovamente proposta la questione di una riformazione 

professionale, problematica che però non è stata oggetto della decisione 

impugnata. Per quanto riguarda il diritto alla reintegrazione professionale 

giusta l’art. 17 LAI, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2003 (salvo 

espressa disposizione contraria tutte le disposizioni della LAI citate nella 

presente sentenza si riferiscono alla versione in vigore fino al 31 dicembre 

2003), è bene ricordare in questa sede che lo stesso presupponeva, tra le 

altre condizioni, la disponibilità soggettiva dell’assicurato ad essere 

reintegrato (Pratique VSI 2002 pag. 111, RCC 1991 pag. 185). 

Contrariamente a quanto addotto in sede di ricorso, l’istante ha ripetutamente 

rifiutato una riformazione scolastico-professionale in qualità d’impiegato 

d’ufficio, poiché non si riteneva idoneo ad esercitare un’attività che 

richiedesse di rimanere alcune ore seduto nella stessa posizione (cfr. 

dichiarazioni riportate nelle relazioni del 26 giugno e 6 luglio 1999, 26 

settembre 2000, 26 gennaio e 25 settembre 2001, 10 gennaio 2002 e riferite 

alla visita del 19 novembre 2001), mentre la volontà di una riformazione era 

stata ripetutamente confermata solo dal legale dell’assicurato. Pertanto, 

indipendentemente dal fatto che tale questione non sia stata oggetto della 

decisione impugnata, poiché nelle attività ancora idonee - dal punto di vista 

medico - al suo stato di salute l’istante non dimostra alcuna disponibilità alla 

riformazione, non esiste neppure alcun diritto in questo senso (sentenza non 

pubblicata del Tribunale federale delle assicurazioni in re Ufficio AI c. A. P. del 

7 agosto 2002, dove la richiesta di nuovi accertamenti da parte dell’AI decisa 

dal Tribunale amministrativo veniva dal Tribunale federale delle assicurazioni 

considerata immotivata dopo che all’assicurato mancava chiaramente la 

volontà soggettiva di riformarsi nel senso delle disposizioni LAI). 

3. a) Materialmente, la controversia verte principalmente sul grado d’invalidità del 

ricorrente per il periodo dal 1. ottobre 1998 al 31 dicembre 2003. E’ 

considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale 

presumibilmente permanente o di lunga durata (art. 8 cpv. 1 LPGA e vedi 

anche art. 4 LAI). E’ considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o 

parziale, provocata da un danno alla salute fisica o psichica e che perdura 

dopo aver sottoposto l’assicurato alle cure e alle misure d’integrazione 

esigibili, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che 

entra in considerazione (art. 7 LPGA). Giusta quanto previsto all’art. 16 LPGA 

(cfr. anche art. 28 cpv. 2 LAI), per valutare il grado d’invalidità, il reddito che 

l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività 

ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione 

di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del 

mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto 

ottenere se non fosse diventato invalido (cfr. anche DTF 128 V 30 cons. 1). 

L'invalidità è allora definita come la limitazione, addebitabile ad un danno alla 

salute assicurato, della capacità di guadagno media sul mercato equilibrato 

del lavoro (DTF 127 V 298 cons. 4c) entrante in linea di conto per l'assicurato. 

L'invalidità è un concetto di carattere economico-giuridico e non medico (DTF 

110 V 275 cons. 4a, 109 V 32 cons. 2a, 105 V 207 e 102 V 166). E' vero che 

sul danno alla salute è competente a pronunciarsi il medico (DTF 114 V 314 

cons. 3c e 105 V 158 cons. 1). A questi spetta descrivere la menomazione 

fisica o psichica di cui l'assicurato è portatore e specificare quali impedimenti 

funzionali ne derivano. E' poi compito dell'amministrazione stabilire e valutare 

quali siano, alla luce dei dati medici raccolti, le reali possibilità di lavoro di cui 

l'assicurato dispone e poter così stabilire quale potrebbe ancora essere il 

reddito conseguibile da invalido (DTF 125 V 261 cons. 4).

b) Sulla residua capacità lucrativa dal punto di vista medico-teorico si sono 

espressi ripetutamente gli specialisti della Clinica universitaria …. In tutte le 

relazioni agli atti, i medici sono concordi nel considerare che in un’attività 

sedentaria, eseguibile ad un tavolo di lavoro o ad una scrivania, senza la 

necessità di portare pesi importanti e per quanto il posto di lavoro sia 

raggiungibile con la sedia a rotelle, sia esigibile l’esplicazione di un’attività al 

50%, ovvero per quattro ore giornaliere (relazione del 19 dicembre 2001), 

rispettivamente da 16 a 24 ore settimanali (relazione del 28 giugno 1999) che 

mediamente corrispondono propriamente a 4 ore lavorative giornaliere. Per 

detti specialisti in paraplegia, l’esplicazione di un’attività d’impiegato di 

commercio al 50% era dall’assicurato ritenuta del tutto esigibile (relazioni del 

26 settembre 2000, 29 novembre 2000, 19 dicembre 2001 e 15 luglio 2002). 

Non possono in tali circostanze sussistere dubbi sull’esigibilità in termini 

teorici di un’attività a metà tempo. 

c) In termini economici, conformemente alla ripetuta e recente giurisprudenza 

del Tribunale federale delle assicurazioni, per la determinazione del reddito 

conseguibile da invalido - nei casi in cui un assicurato non ha ripreso l’attività 

dopo l’insorgenza del danno alla salute - vanno prese a confronto le tabelle 

RSS (riscossione struttura salariale), emanate dell’ufficio federale di statistica 

(DAS AI 1999 ni. 6 e 11 e 1998 ni. 8 e 15; DTF 124 V 323 cons. 3b bb e per i 

Grigioni sentenze non pubblicate del 21 febbraio 2003, procedimento no. I 

750/02, 13 marzo 2003, procedimento no. I 103/02 e 30 gennaio 2004, 

procedimento no. I 325/02). In questo modo viene garantito un uguale 

trattamento di tutti gli interessati. Un paragone in base ai dati risultanti dalla 

documentazione sui posti di lavoro (DPL) è possibile solo quando sono 

soddisfatti i presupposti per procedere in tal senso. Secondo la prassi del 

Tribunale federale delle assicurazioni (DTF 129 V 472 e sentenze del 18 

dicembre 2003, procedimento no. I 507/01 nonché del 1. ottobre 2003, 

procedimento no. I 479/00), i rilievi salariali DPL sono conformi al diritto 

federale e possono pertanto essere impiegati nel paragone per la 

determinazione del grado d’invalidità se sono almeno cinque e se contengono 

indicazioni quanto al minimo, al massimo ed alla media salariale della 

categoria. Concretamente poi, l’attività descritta nella documentazione deve 

essere medicalmente esigibile. In base alle considerazioni suesposte, i dati e 

le investigazioni condotte dall’AI, che indica tre specifici posti di lavoro, sono 

insufficienti per stabilire quale possa essere considerato il salario conseguibile 

da invalido in base alle DPL. Restano pertanto determinanti le tabelle RSS. 

d) Secondo la tabella TA1 dei rilievi salariali riferiti al 2002 (che è stata nel 

frattempo pubblicata e i cui dati divergono leggermente da quelli considerati 

finora) il reddito mensile medio conseguibile da un lavoratore di sesso 

maschile in attività semplici e senza la necessità di una formazione specifica 

nel settore dei servizi (TA1 90-93) è di fr. 4’139.- (e fr. 49'666.- annui). Questo 

salario è reputato comprensivo di tredicesima mensilità e stabilito sulla base 

di un orario settimanale di lavoro di 40 ore. Tenendo in considerazione che 

nell’ambito dell’attività appresa in precedenza il normale orario di lavoro è di 

41.7 ore di lavoro settimanali, tempo di lavoro che corrisponde pure all’orario 

di lavoro nell’evenienza preso in considerazione per la determinazione del 

reddito conseguibile senza invalidità (cfr. DTF 124 V 323 cons. 3b bb e 

riferimenti e per i Grigioni sentenze non pubblicate del 17 marzo 2000 in re 

H.M. c. Ufficio AI e 19 marzo 1999 in re M.B. c. S.), il reddito annuo viene 

nell’evenienza ad essere di fr. 51'779.-. Per le regioni economicamente meno 

forti come quella in oggetto e ispirandosi ai salari corrisposti nel vicino Ticino, 

l’AI ha operato una riduzione supplementare del 9% (fr. 47'119.-). Tenendo 

poi in considerazione una residua capacità del 50% (fr. 23'559.-) e applicando 

una riduzione del 10% ne deriva un reddito di fr. 21'203.-. 

e) Il ricorrente contesta la riduzione del 10% e chiede che gli venga concessa la 

riduzione massima possibile e pari al 25%. Se e in quale misura i salari fondati 

su dati statistici debbano essere ridotti dipende, secondo la giurisprudenza 

del Tribunale federale delle assicurazioni, dall’insieme delle circostanze 

personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno 

alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado 

d’occupazione) ritenuto che una deduzione massima del 25% del salario 

statistico permette di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire 

sul reddito del lavoro e che il giudice, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione 

globale, la quale procede da una stima che l’amministrazione deve 

succintamente motivare, non può senza valido motivo sostituire il proprio 

apprezzamento a quello degli organi dell’assicurazione (DTF 126 V 80 cons. 

5b/cc e 6). Mentre inizialmente si tendeva ad applicare una riduzione standard 

del 25%, la giurisprudenza più recente ha più volte confermato la necessità di 

operare tali riduzioni, per quanto giustificate dalle concrete circostanze del 

caso specifico (cfr. DAS AI 1998 no. 15 riduzione del 13%, 1999 no. 11 

riduzione del 15% e sentenza non pubblicata del 19 marzo 1999 in re M.B. c. 

S. riduzione del 10%). Nel caso in parola, l’assicurato può innanzitutto 

svolgere la propria attività a metà tempo, durante una mezza giornata 

lavorativa a rendimento completo e non alternando l’attività sull’arco dell’intera 

giornata, fatto quest’ultimo che potrebbe causare degli inconvenienti non del 

tutto indifferenti sul posto di lavoro. Egli gode poi di una formazione 

professionale specifica che, a seconda del tipo d’impiego che lo occuperà, 

potrà anche in parte tornargli utile nell’esercizio della nuova professione come 

impiegato d’ufficio (per esempio come venditore di automobili, telefonista 

presso un ditta che vende pezzi di ricambio o che ha comunque a che fare 

con motori di automobili). Inoltre, anche per un’attività d’ufficio, non sussistono 

problemi legati alla lingua della regione in cui opera, all’età, all’inserimento 

sociale, al contatto con la gente ecc. Ne consegue che la riduzione massima 

del 25% richiesta e non meglio motivata non appare giustificata dalle concrete 

circostanze. Per il Tribunale amministrativo, oprando una riduzione del 10% 

(oltre a quella del 9% per la regione di lavoro) la convenuta ha giustamente 

considerato la specifica situazione del caso in esame. Ne consegue che il 

reddito ancora conseguibile da invalido deve essere quantificato a fr. 21'203.-

.In sede di risposta al ricorso, la parte convenuta ha proposto un calcolo in 

parte più favorevole all’assicurato, oprando con i RSS dell’anno 2000 e 

indicizzandoli. In tal modo, il reddito ancora conseguibile da invalido 

ammonterebbe a fr. 20'254.-. 

f) Per quanto riguarda il guadagno che l’assicurato avrebbe ancora potuto 

conseguire in qualità di meccanico, è stata giustamente condotta un’inchiesta 

presso tre diversi garage dell’area di lavoro dell’istante. In base ai dati raccolti, 

il guadagno annuo di un meccanico di automobili con l’esperienza 

dell’assicurato era nel 2002 di fr. 55'900.- (relazione dell’orientatore 

professionale del 25 febbraio 2002). In sede di ricorso, l’istante allega i salari 

minimi contrattuali a partire dal 1. gennaio 2002 per le autorimesse e chiede 

di essere messo al beneficio del salario minimo di un meccanico con cinque 

anni di esperienza. Giusta questi dati, il salario mensile minimo per un 

meccanico d’automobili con cinque anni di esperienza era di fr. 4'530.-, ciò 

che corrisponde ad un guadagno annuo di fr. 58'890.-. La pretesa del 

ricorrente non può però essere soddisfatta. In primo luogo i salari minimi non 

sono vincolanti per tutti gli attivi nel settore. Dopo l’apprendistato, terminato 

nel 1992, l’assicurato ha lavorato in qualità di meccanico per due anni. Dopo 

quasi due anni di disoccupazione e un periodo d’impiego in qualità di 

magazziniere, riprendeva poi l’attività di meccanico nel 1996 e l’esercitava per 

poco meno di un anno, prima dell’infortunio. La pratica di cui gode non è 

pertanto di cinque, ma di tre anni. La retribuzione minima nel 2002 per un 

meccanico con tre o quattro anni di esperienza era di fr. 3'944.-, 

rispettivamente di fr. 3'981.-, per un guadagno annuo di fr. 51'272.-, 

rispettivamente di fr. 51'753.-. In quest’ottica, il guadagno ritenuto dall’ufficio 

convenuto non può effettivamente dare adito ad alcuna critica. Due mesi 

prima dell’incidente, l’assicurato si era messo in proprio. Evidentemente 

questo brevissimo periodo di tempo non permette di stabilire quanto redditizia 

avrebbe potuto essere la nuova attività e se questa avrebbe potuto espandersi 

o migliorare con il passare del tempo. Non è in tali circostanze criticabile che 

per il calcolo del guadagno assicurato sia stato preso in considerazione il 

salario di un meccanico nella situazione professionale dell’istante. Le 

interruzioni e il cambiamento di attività nella carriera professionale del 

ricorrente non permettono di trarre conclusioni diverse con il necessario grado 

della probabilità preponderante. Basti ricordare che se fossero stati tenuti in 

considerazione i redditi medi degli ultimi anni, l’assicurato non avrebbe certo 

potuto contare su di un reddito ipotetico senza invalidità dell’entità di quello 

preso effettivamente in considerazione. Ne consegue che la fissazione di un 

reddito conseguibile senza invalidità di fr. 55'900.- non dà adito a critiche. 

g) L'assicurato con un grado d’invalidità del 66 ⅔ % ha diritto ad una rendita 

intera d'invalidità, il diritto alla mezza rendita sussiste qualora l'assicurato è 

invalido almeno al 50%. (art. 28 cpv. 1 LAI). Operando il paragone tra il reddito 

ancora conseguibile senza invalidità e pari a fr. 55'900.- e quello conseguibile 

da invalido di fr. 21'203.-, rispettivamente di fr. 20'254.-, ne risulta un grado 

d’invalidità del 62%, rispettivamente del 64%. Questo grado d’invalidità, per il 

periodo qui determinante dal 1998 al 2003, non dà diritto che a una mezza 

rendita d’invalidità. Ne consegue che il ricorso è respinto e che merita 

conferma la decisione impugnata. 

4. L’esito del ricorso che per i motivi esposti in precedenza deve essere respinto 

non giustifica l’assegnazione di ripetibili né in questa sede né in quella 

riguardante la procedura su opposizione (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA a 

contrario). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. La procedura è gratuita e non vengono assegnate ripetibili.

L’interposto ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni è 

stato accolto. (I 790/04).