# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a73867cd-f7b1-5b88-ad02-8303c23b2f5c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 03.02.2012 13.2011.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2011-91_2012-02-03.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2011.91

  	
  Lugano

  3 febbraio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Walser, presidente,

  Pellegrini e Celio

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Meyer

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2010.860
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6 promossa con petizione 29
novembre 2010 da

 

	
   

  	
   CO 1  

  patrocinata
  dall’  PA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE 1  

  patrocinato
  dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

E ora sul reclamo 16 dicembre 2011 contro l’ordinanza
5 dicembre 2011 con cui il Pretore ha respinto l’istanza 2/5 dicembre 2011 di RE
1;

 

ritenuto

 

in fatto e diritto:           che
con petizione 29 novembre 2010 CO 1 ha chiesto unilateralmente la pronuncia del
divorzio dal marito RE 1 e la regolamentazione delle relative conseguenze
accessorie;

 

                                         che con
risposta 17 marzo 2011 RE 1 si è integralmente opposto alla petizione, aderendo
in via subordinata alla domanda di divorzio ma con una diversa regolamentazione
delle conseguenze accessorie;

 

                                         che
nell’ambito della summenzionata procedura, il Pretore, con ordinanza 7 novembre
2011 (dispositivo n. 4) ha assegnato alle parti un termine di 20 giorni per
presentare le domande di interrogatorio formale, termine che è scaduto il 28
novembre seguente;

 

                                         che con
istanza 30 novembre 2011 CO 1 ha chiesto l’assegnazione di un nuovo termine
di 10 giorni per produrre le domande di interrogatorio formale, indicando
che non le sarebbe stato possibile inoltrarle prima, non avendo ancora potuto
esaminare i documenti richiamati, prodotti da controparte;

 

                                         che con
ordinanza 1° dicembre 2011 il Pretore ha ammesso l’istanza, prorogando
il termine di 10 giorni;

 

                                         che con
scritto 2 dicembre 2011 RE 1 si è opposto alla concessione di proroga, chiedendone
l’annullamento, il termine essendo scaduto;

 

                                         che con
ordinanza 5 dicembre 2011 il Pretore ha respinto l’opposizione, precisando di
non aver concesso una proroga, bensì di aver assegnato un nuovo termine, e
adducendo che la richiesta 30 novembre 2011 della moglie di concederle un nuovo
termine di 10 giorni per presentare i quesiti di interrogatorio formale poteva
essere accolta in quanto tra coniugi vige il più ampio dovere d’informazione
reciproco, che processualmente si concretizza anche con l’interrogatorio
formale;

 

                                         che con
reclamo 16 dicembre 2011 il convenuto si aggrava contro la predetta decisione
del 5 dicembre 2011, chiedendone la riforma nel senso di annullarla, in quanto
non sarebbe a suo avviso giustificato di concedere un ulteriore termine per
presentare le domande di interrogatorio formale, l’ordinanza 7 novembre 2011
essendo chiara, il termine essendo scaduto infruttuoso e non essendo dati i
presupposti dell’art. 137 CPC-TI;

 

                                         che con
osservazioni 19 gennaio 2012 CO 1 ha chiesto la reiezione del reclamo;

 

                                         che,
rilevata l’entrata in vigore, il 1° gennaio 2011, del Codice di diritto
processuale civile svizzero (CPC), si pone avantutto la questione di sapere
quale sia il diritto applicabile al reclamo di cui trattasi;

 

                                         che
l’art. 404 CPC prevede che fino alla loro conclusione davanti alla
giurisdizione adita, ai procedimenti già pendenti al momento dell'entrata in
vigore del nuovo codice si applica il diritto procedurale previgente;

 

                                         che, di
conseguenza, il procedimento in questione essendo stato avviato con petizione 29 novembre 2010, in applicazione del diritto transitorio del CPC,
allo stesso è da applicare il CPC-TI (art. 404 CPC);

 

                                         che l’art.
405 cpv. 1 CPC stabilisce tuttavia che alle impugnazioni si applica il diritto
in vigore al momento della comunicazione della decisione;

 

                                         che,
secondo la recente giurisprudenza del Tribunale federale, l’art. 405 cpv. 1 CPC
non è applicabile soltanto alle decisioni che pongono fine al procedimento,
bensì anche alle decisioni incidentali come quella oggetto di impugnativa (DTF 137
III 424, consid. 2.3.2);

 

                                         che ciò
implica la cessazione dell’applicazione del diritto previgente prima del
passaggio in giudicato della sentenza di merito, quindi prima che il
procedimento sia concluso, con la conseguenza di avere una procedura ibrida, a
cui continua ad essere applicabile il CPC-TI tranne che per le impugnazioni, la
cui ammissibilità dev’essere esaminata in applicazione del sistema di
impugnazione del CPC svizzero;

 

                                         che nel
caso concreto per poter verificare l’ammissibilità del reclamo, occorre
esaminare e qualificare la decisione impugnata;

 

                                         che con
ordinanza 5 dicembre 2011 il Pretore ha negato l’intimazione alla controparte
dell’istanza 2/5 dicembre 2011 inoltrata da RE 1 e che tale decisione è una
disposizione ordinatoria processuale, la quale, in applicazione dei combinati
art. 319 lett. b cifra 2 e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, è
impugnabile con reclamo nel termine di dieci giorni alla terza Camera civile
del Tribunale d’appello;

 

                                         che nel
caso concreto la decisione impugnata è pervenuta al legale di parte convenuta
il 6 dicembre 2011, sicché il gravame qui in esame, datato 16 dicembre 2011, è
tempestivo e da questo punto di vista ammissibile;

 

                                         che il
nuovo CPC svizzero prevede che con il rimedio del reclamo possono essere
censurati soltanto l’applicazione errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e
l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);

 

                                         che,
inoltre, nei casi non espressamente previsti dalla legge, il reclamo secondo
l’art. 319 lett. b CPC è ammissibile soltanto quando vi è il rischio di un
pregiudizio difficilmente riparabile (cifra 2), dato quando non può, o non può
interamente, essere riparato neanche mediante una successiva sentenza finale
favorevole;

 

                                         che il
CPC non prevede espressamente l’impugnabilità della decisione oggetto di esame, ragione per cui il reclamante doveva
rendere verosimile il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile;

 

                                         che, nel
caso in rassegna, il reclamante non ha neppure addotto né tantomeno reso
verosimile l’esistenza del rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile;

 

                                         che, in
mancanza di una delle premesse fondamentali del reclamo, il gravame dev’essere
dichiarato inammissibile, ciò che rende superfluo esaminare la correttezza
della decisione pretorile impugnata alla luce del CPC-TI;

 

                                         che in
via abbondanziale si osserva che la richiesta 30 novembre 2011 dell’attrice è
assimilabile ad un’istanza di restituzione in intero ex art. 137 CPC-TI e che
la relativa decisione del Pretore in merito, ossia l’ordinanza 1° dicembre
2011, deve di conseguenza essere formalmente trattata alla stregua di una
decisione sull’istanza di restituzione in intero;

 

                                         che
l’istituto della restituzione in intero è regolato nel nuovo Codice di
procedura civile svizzero agli art. 148-149 CPC;

 

                                         che per
l’art. 149 CPC il giudice decide definitivamente, sicché tale norma sottrae il
provvedimento relativo alla restituzione sia alla possibilità d’impugnativa ex
art. 319 lett. b cifra 2 CPC, sia alla possibilità di postularne la
modifica in applicazione del principio generale valido per le disposizioni
ordinatorie;

 

                                         che la
definitività (“Endgültigkeit”) della decisione concerne però soltanto la
concessione di restituzione in quanto tale, ma non la decisione finale di
merito, che può essere contestata censurando la violazione dell’art. 148 CPC (Trezzini, op. cit., art. 149, pag. 621;
Staehelin, op. cit., art. 149 n. 4;
Gozzi, op. cit., art. 149 n.
10-11);

                                         che nel caso concreto, se
anche il reclamante avesse impugnato direttamente l’ordinanza 1° dicembre 2011,
il reclamo contro la decisione di accoglimento dell’istanza di restituzione del
termine per inoltrare le domande di interrogatorio formale sarebbe stato
inammissibile, la decisione del giudice di prime cure essendo definitiva;

 

                                         che le
spese processuali, disciplinate dalla legge sulla tariffa giudiziaria (LTG)
entrata in vigore il 1° gennaio 2011, la quale dispone che la tassa di
giustizia è fissata in considerazione del valore, della natura e della
complessità della causa (art. 2 cpv. 1 LTG), seguono la soccombenza;

 

                                         che
giusta l’art. 14 LTG la tassa di giustizia delle decisioni su reclamo del
Tribunale d’appello essendo fissata tra fr. 100.- e 10'000.-, nel caso
concreto, le spese di giustizia vanno fissate in complessivi fr. 300.- e sono
poste a carico del reclamante, soccombente;

 

                                         che,
stante la stringatezza delle osservazioni, non si giustifica di attribuire
ripetibili alla controparte;

                                         

                                         che la
presente decisione rende priva d’oggetto la domanda di effetto sospensivo
contenuta nel reclamo;

 

 

Per i quali motivi

 

                                         

pronuncia:              1.   Il
reclamo 16 dicembre 2011 di RE 1 è inammissibile.

 

 

                                   2.   La
domanda di effetto sospensivo è priva d’oggetto.

 

 

                                   3.   Le
spese processuali di fr. 300.-, già anticipate dal reclamante, restano a suo
carico. Non si assegnano ripetibili.

 

 

                                   4.   Intimazione
(unitamente alle osservazioni 19 gennaio 2012 al reclamante):

	
   

  	
  -      

  -      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6

 

Per la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione con i limiti dell’art. 93 LTF.
Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore
litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del
lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori
il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto
di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia
civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).