# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2f632b1b-eb3e-50f3-8989-b4975712a1b1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.03.2007 14.2006.75
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2006-75_2007-03-12.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2006.75

  	
  Lugano

  12 marzo 2007

  LS/sc/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza 7 giugno 2006 da

 

	
   

  	
   AO 1  

  (rappr. dall'  RA 1 ) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

  (rappr. dall'  RA 2 ) 

   

  

 

tendente ad ottenere il rigetto definitivo
dell'opposizione interposta da AP 1 al PE n. __________ del 23/29 maggio 2006 dell'UE
di __________;

 

sulla quale istanza il Segretario assessore della
Pretura del Distretto di __________, con sentenza 24 agosto 2006 (EF.2006.1660),
ha così deciso:

 

“1.   L'istanza è parzialmente accolta:
l'opposizione interposta dalla parte convenuta al precetto esecutivo n. __________
dell'Ufficio esecuzione e fallimenti __________, è respinta in via
definitiva per la somma di fr. 65'087.80 oltre interessi su fr. 61'500.30
al 5% a far capo dal 01.05.2006. 

 

2.    Le spese e la tassa di giustizia per complessivi
fr. 250.–, da anticipare dalla parte istante, sono poste a carico della parte
convenuta per fr. 233.–, la quale rifonderà a controparte fr. 700.– a titolo di
indennità.

 

3.    omissis.”.

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dall'escusso che con
atto 7 settembre 2006 postula la reiezione dell'istanza, con protesta di spese,
tasse e ripetibili;

 

viste le osservazioni 12 ottobre 2006 della parte appellata,
chiedente la reiezione del gravame, con protesta di spese e ripetibili;

 

richiamato il decreto presidenziale dell'11 settembre 2006 con cui
all'appello è stato concesso effetto sospensivo;

 

esaminati atti e
documenti; 

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con PE n. __________ del 23/29 maggio 2006 dell'UE __________, AO 1
ha escusso AP 1 per l'incasso della somma capitale di fr. 63'800.– (1), oltre
interessi di mora al 5% dal 1° maggio 2006,  e fr. 3'978.95 di interessi
capitalizzati (2). Quale titolo di credito ha indicato: “(1) Contributi
alimentari impagati dal 01.01.2004 (sentenza 29.04.1999 Pretura di __________),
(2) Interessi al 30.04.2006”. Interposta tempestiva opposizione, la procedente
ne ha chiesto il rigetto definitivo.

 

 

                                  B.   La
procedente fonda la sua pretesa sulla sentenza 29 aprile 1999, cresciuta in
giudicato, mediante la quale il Pretore del Distretto __________ ha pronunciato
il divorzio tra AP 1 e __________. Il dispositivo n. 2 della sentenza fa obbligo
al convenuto di versare alla coniuge, in via anticipata entro il 5 di ogni
mese, una rendita d'indigenza di fr. 2030.– indicizzata, vita natural durante
(doc. C). 

 

 

                                  C.   All'udienza
di contraddittorio del 24 agosto 2006, l'istante ha riconfermato la sua
richiesta. L'escusso si è opposto all'istanza sostenendo che l'obbligo di
versare il contributo alimentare si era estinto con il pensionamento delle
parti. Ha quindi prodotto copia dell'istanza, introdotta lo stesso giorno
davanti alla Pretura di __________, e volta ad accertarne la soppressione. La
procedente ha obiettato che il dispositivo della sentenza aveva previsto un obbligo
alimentare a carico del convenuto vita natural durante. Nondimeno, a detta dell'escusso,
l'istante avrebbe tollerato la sua decisione di sospendere la rendita
d'indigenza per due anni, senza mai rivendicare alcunché o pretendere la
ripresa dei pagamenti.     

 

 

                                  D.   Con
sentenza 24 agosto 2006 il Segretario assessore della Pretura del Distretto di __________,
ha accolto l'istanza di rigetto definitivo dell'opposizione limitatamente alla
somma capitale di fr. 61'500.30 oltre interessi, e di fr. 3'587.50 per
interessi capitalizzati. 

 

 

                                  E.   Contro
la sentenza pretorile si aggrava tempestivamente AP 1, contestando da un canto l'identità
dell'istante e della creditrice che figurano sul precetto esecutivo e
sull'istanza con quella indicata nella sentenza del 29 aprile 1999, e dall'altro
l'identità fra le prestazioni oggetto della decisione con quella designata nel precetto
esecutivo e nella domanda di rigetto definitivo. Ha quindi ribadito di avere interrotto
il versamento della rendita d'indigenza, non appena posto al beneficio della rendita
AVS, conformemente a quanto previsto dalla sentenza di divorzio, situazione
tollerata dalla moglie per ben due anni.   

 

 

                                  F.   Con
le sue osservazioni 12 ottobre 2006, AO 1 chiede la reiezione dell’appello con
argomentazioni che, se del caso, saranno riprese in seguito. 

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.    L'appellante,
contesta l'identità della procedente e delle prestazioni indicate nella
sentenza di divorzio, con quelle oggetto della procedura esecutiva, censura –invero-
sollevata per la prima volta in appello. Se non che, il giudice del rigetto
dell'opposizione, esamina d'ufficio e quindi anche in appello, se sono date le
tre identità: identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati nel
precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore e il credito di
cui ai documenti prodotti (cfr. Cometta,
Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese in:
Rep 1989 pag. 331; Gilliéron, Commentaire
de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 22 ad art. 80, 13 ad art. 81 e rif., n. 74
ad art. 82).   

 

 

                                  2.    Per l'art. 80 cpv. 1 LEF, quando un credito posto in esecuzione è
fondato su una sentenza esecutiva il creditore può chiedere in giudizio il
rigetto definitivo dell'opposizione. Una sentenza diviene esecutiva quando è
cresciuta in giudicato (vale a dire: non può più essere impugnata con un
rimedio di diritto ordinario) e da essa scaturisce per il debitore un obbligo
di pagamento o di prestazione di garanzia (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed.,
Zurigo 1997, n. 3 seg. ad art. 80; Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 6
segg. ad art. 80; Gilliéron, op.cit.,
n. 35 seg. e 38 seg. ad art. 80; Stücheli,
Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, pag. 213 seg. e 221 segg.). Anche in questo caso il giudice del rigetto deve accertare d'ufficio
ed in ogni stadio di causa -quindi pure in appello- se
la sentenza su cui si fonda l'esecuzione ossequia tutti i requisiti posti dalla
LEF per poterle riconoscere carattere esecutivo (cfr. Staehelin, op. cit., n. 50 ad art. 84; Gilliéron, op. cit., n. 22 ad art. 80; Stücheli, op. cit., pag. 112 ad c), così da permettere il rigetto dell'opposizione in via definitiva .

 

 

                            3.    a)  La procedura di divorzio che ha condotto alla sentenza finale 29
aprile 1999, è stata avviata da __________. Tuttavia, la sentenza precisa altresì
che prima del matrimonio, quest'ultima portava il cognome AO 1 (doc. C, pag. 1
e 9). E, la facoltà per un coniuge di recuperare, una volta pronunciato il divorzio,
il cognome da nubile è stata introdotta dal nuovo diritto matrimoniale in
vigore dal 1° gennaio 1988 (cfr. doc. C, 10° foglio e art. 8a del titolo finale
del CC). In concreto, l'escusso medesimo con l'istanza 24 agosto 2006 ha
chiesto la soppressione a far tempo dal 1° febbraio 2004 del contributo
alimentare di cui alla “sentenza 29.4.1999 del pretore di __________ – inc. __________”,
convenendo in giudizio AO 1, ossia l'ex moglie con il cognome da nubile. Sull'identità
dell'istante, non può quindi esservi dubbio. 

 

                                          b)  Diversamente da
quanto pretende l'escusso, non è affatto vero che il Segretario assessore ha
ravvisato un difetto di identità tra le prestazioni del titolo di rigetto e quelle
indicate nel precetto esecutivo e nella domanda di rigetto. Il primo giudice ha
anzitutto accertato che l'istante procedeva per il pagamento della rendita
d'indigenza stabilita nella sentenza di divorzio a far tempo dal 1° febbraio
2004 e, sotto questo profilo, l'appellante non muove contestazioni. Per il
resto, si è limitato ad esaminare l'effettiva esigibilità del capitale posto in
esecuzione. Stabilito che le mensilità scadute al momento di promuovere l'esecuzione
erano 29, che per effetto dell'indicizzazione la rendita mensile assommava -per
stessa ammissione dell'escusso (doc. C, pag. 2)- a fr. 2120.70 e che, al 30
aprile 2006, l'istante aveva capitalizzato interessi per fr. 3'587.50, ha potuto
accogliere solo parzialmente le richieste della procedente, e meglio per la
somma capitale di fr. 65'087.80 in luogo dei fr. 67'778.95 rivendicati. E, in
merito agli importi così determinati, l'appellante non solleva alcuna censura.
Pertanto, anche al riguardo l'appello è inconsistente.     

 

                                          c)  L'istante fonda
la sua pretesa sulla sentenza di divorzio 29 aprile 1999 (doc. C). La stessa si
presenta provvista del timbro 6 giugno 1999 con cui la cancelleria della
competente Pretura l'ha dichiarata definitiva dal 20 maggio 1999 e conforme
all'originale. Anche se prodotta solo in fotocopia, non v'è motivo di dubitare
della sua autenticità: di fatti, in assenza di contestazioni, il documento è
presunto conforme all'originale (art. 201 cpv. 2 CPC, per rinvio dell'art. 25
LALEF; Cometta, op. cit., in Rep
1989 pag. 338; Staehelin, op. cit., n. 53 ad art. 80 e 17 ad art. 82).
E del resto, l'escusso ne produce una copia agli atti (doc. 1 e allegati). 

 

                                          d)  In definitiva, pertanto per il periodo interessato
dall’esecuzione, ossia dal 1° gennaio 2004 al 23 maggio 2006, la sentenza di
divorzio 29 aprile 1999 costituisce valido titolo di rigetto definitivo
per fr. 65'087.80, oltre interessi. 

 

 

                                  4.    A norma dell'art. 81 cpv. 1 LEF “se il credito è fondato su una
sentenza esecutiva di un'autorità della Confederazione o del Cantone in cui fu
promossa l'esecuzione, l'opposizione è rigettata in via definitiva a meno che
l'escusso provi con documenti che il debito è stato estinto o il termine per il
pagamento è stato prorogato, ovvero dimostri che è prescritto”. L'estinzione del debito, la proroga del pagamento o la
prescrizione devono essere intervenute dopo l'emanazione della sentenza. Se ad
esempio, l'eccezione di estinzione avesse potuto essere sollevata già nella
procedura che ha portato alla sentenza, non potrebbe più essere avanzata in
sede di rigetto (cfr. Jäger/Walder/Kull/Kottmann,
op. cit., n. 5 ad art. 81; Staehelin,
op. cit., n. 5 ad art. 81).

 

                                          Tra
i motivi di estinzione rientra la rinuncia del creditore (cfr. Jäger/Walder/Kull/Kottmann, op. cit.,
n. 6 ad art. 81).

                                         La prova documentale deve essere rigorosa; non è sufficiente rendere
verosimile un motivo di estinzione: esso va pertanto provato per il tramite di
documenti chiari e univoci (“mit völlig eindeutigen Urkunden”, Jäger/Walder/Kull/Kottmann, op. cit.,
n. 3 ad art. 81; Staehelin, op.
cit., n. 4 ad art. 81; Gilliéron,
op. cit., n. 57 ad art. 81).

 

 

                                  5.    Invano
l'appellante ripropone la tesi secondo cui il suo obbligo di mantenimento nei
confronti dell'ex moglie sarebbe decaduto con il proprio pensionamento. Come
evidenziato dal Segretario assessore e come risulta dal dispositivo della
sentenza di divorzio, l'obbligo posto a carico del marito è inteso vita natural
durante (doc. C, pag. 9 n. 2). Poco importa che nelle motivazioni della
decisione, si prospettasse all'escusso la possibilità di postulare una nuova
definizione della rendita d'indigenza, a seconda dei cambiamenti finanziari che
sarebbero potuti intervenire una volta raggiunta, da parte dell'uno o
dell'altra, l'età del pensionamento. Di fatto l'escusso ha fatto uso di questa facoltà
solo il 24 agosto 2006, giorno dell'udienza di discussione, introducendo
l'istanza volta a sopprimere la rendita d'indigenza, e sulla quale solo al
competente giudice di merito incombe pronunciarsi; pronuncia tuttavia
inesistente ai fini del presente giudizio. 

 

                                         L'escusso
ha invero tentato un esperimento di conciliazione svoltosi il 23 gennaio 2004
(doc. 1: allegato H). Ma, allora, la richiesta di sopprimere il contributo alimentare,
non aveva trovato il benché minimo consenso nella controparte. Poco cambia che l'istante
non abbia reclamato o rivendicato alcunché, nonostante l'escusso non avesse
versato la rendita d'indigenza per ben due anni. Come si è detto, l'estinzione
di un credito, nel caso specifico la rinuncia da parte dell'ex moglie alla
propria rendita, va documentata in modo chiaro e univoco. In mancanza di altri
elementi, la semplice allegazione secondo cui per atti concludenti essa ne avrebbe
accettato la soppressione, non soddisfa questo requisito.

 

 

                                   6.    A conferma della sentenza impugnata, l'appello 7 settembre 2006 di AP
1, __________, deve essere respinto. Tassa di giustizia e indennità seguono la
soccombenza dell'appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

 

Per
i quali motivi,

richiamato l'art. 80 cpv. 1, 81 cpv. 1 LEF; 48, 49, 61 cpv. 1 e 62
cpv. 1 OTLEF

 

 

 

pronuncia:              1.    L'appello
7 settembre 2006 di AP 1, __________, è respinto.

 

                                   2.    La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 375.–, già anticipata
dall'appellante, rimane a suo carico, con l'obbligo di rifondere a AO 1, __________,
fr. 500.– di indennità. 

 

                                  3.    Intimazione a:      – RA 2, ;

                                                                      –
RA 1, . 

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.

 

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr.
65'087.80, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 72 e segg. LTF).