# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 35057e8d-6b8f-5a85-a6e0-27f635b08536
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-03-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.03.2007 D-1221/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1221-2007_2007-03-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1221/2007
vav/egl
{T 0/2}

Sentenza del 14 marzo 2007

Composizione: Giudici Valenti, Bovier e Schmid
Cancelliere Egloff

A._______, Bielorussia, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  9  febbraio  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

2

Ritenuto in fatto: 

A. Il  13  dicembre  2006,  l'’interessato  ha  presentato  una  domanda  d’asilo.  Ha 
dichiarato,  nella sostanza (cfr.  verbali  d'audizione del 28 dicembre 2006 e del 5 
febbraio  2007),  d'essere  stato  picchiato  e portato  al  posto  di  polizia  dalle  forze 
dell'ordine per aver partecipato, il 27 o il 28 agosto 2006, ad una manifestazione 
d'opposizione  contro  B._______.  Durante  la  carcerazione  sarebbe  stato 
maltrattato.  Grazie  all'intervento  del  suo  avvocato,  sarebbe  poi  stato  portato  in 
ospedale, dove gli sarebbe stata riscontrata una [...]. Ricondotto al posto di polizia, 
gli sarebbe stato chiesto di ritirare la denuncia che avrebbe nel frattempo sporto 
contro i poliziotti che l'avrebbero maltrattato. Si sarebbe rifiutato di ritirarla, oppure 
l'avrebbe ritirata, ma il suo avvocato l'avrebbe convinto a presentarne una nuova. 
Sarebbe  quindi  stato  portato  nuovamente  in  ospedale  dal  suo  avvocato  e  dal 
procuratore  per  sottoporsi  ad  una  perizia  medica  (che  non  sarebbe  stata 
effettuata). Sarebbe poi stato liberato con l'obbligo di far ritorno al posto di polizia 
dopo essersi curato. Avrebbe però deciso di lasciare il Paese perché l'avvocato gli 
avrebbe  riferito  che  sarebbe  stata  promossa  una  procedura  penale  nei  suoi 
confronti per aver partecipato alla citata manifestazione e che "per poter uscire da 
questa faccenda, occorreva una certa somma di denaro" che non avrebbe avuto.

B. Il 9 febbraio 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  L'UFM  ha  pure  pronunciato  l’allontanamento  dell’interessato  dalla 
Svizzera  e  l’esecuzione  dell’allontanamento  verso  la  Bielorussia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  15  febbraio  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) contro la succitata decisione dell'UFM. Ha chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda d’assistenza giudiziaria, nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del  relativo 
anticipo.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente in merito ai ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 
31 e 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
[LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale 
federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2. Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della LAsi riguardanti la modifica 
del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento dell’entrata in vigore 
della citata modifica, il 1° gennaio 2007, è applicabile il nuovo diritto.

3. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 

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amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi. 

4. Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non ha addotto 
motivi che possano giustificare la mancata tempestiva esibizione di documenti di 
viaggio  o  d'identità.  Secondo  detto  Ufficio,  non  è  plausibile,  in  particolare,  che 
quest'ultimo  non  abbia  mai  posseduto  un  documento  d'identità  all'infuori 
dell'evocato  certificato  di  nascita,  ritenuto  che ha vissuto  fino  all'età  di  15  anni 
presso un C._______ e che le  autorità  militari  l'hanno esonerato  dal  servizio  di 
leva.  L'autorità  inferiore  ha  altresì  ritenuto  che  le  dichiarazioni  decisive  del 
ricorrente  sui  motivi  d'asilo  non  sono  assolutamente  credibili,  poiché  prive  di 
qualsiasi  consistenza  e  coerenza.  In  particolare,  l'insorgente  non  sa  in  quale 
stazione  di  polizia  sarebbe  stato  trattenuto  per  quasi  un  mese,  è  incapace  di 
fornire una qualsivoglia  descrizione della sua permanenza al  posto di  polizia ed 
ignora l'identità dei cinque o sei poliziotti  denunciati  per maltrattamenti  nonché il 
nome dell'ospedale in cui si sarebbe recato per ben due volte. Infine, avrebbe reso 
versioni  discordanti  sia  sulla  durata  dei  due  ricoveri  in  ospedale  (un  giorno 
rispettivamente due giorni, oppure un'ora rispettivamente un'ora e mezza) sia sulla 
persona che avrebbe redatto la denuncia (lui oppure il suo avvocato). Da quanto 
risulta dagli atti di causa non sarebbero altresì necessari degli ulteriori chiarimenti 
per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento.

5. Nel ricorso, l'insorgente allega di non aver mai posseduto alcun passaporto e, di 
conseguenza,  di  non  aver  potuto  far  nulla  per  procurarsi  tempestivamente  dei 
documenti  d'identità.  Fa valere,  inoltre,  d'aver  raccontato  il  vero  e che anche il 
rappresentante  dell'istituzione  si  soccorso  presente  all'audizione  ha  chiesto 
l'entrata nel merito della domanda in esame a causa delle violenze e dei soprusi 
da lui subiti  da parte della polizia bielorussa. Sostiene, infine, che a causa della 
situazione vigente in patria ed in virtù di quanto accadutogli, il suo rimpatrio è da 
ritenersi illecito ed inesigibile.

6. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontana-
mento (lett. c). 

6.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal  12  dicembre  2006.  Bisogna  altresì  convenire  con  l’autorità  inferiore  che  il 
ricorrente non ha fornito valide giustificazioni per la mancata esibizione di siffatti 
documenti.  Non  v'è,  in  effetti,  ragione  di  ritenere  che  se  il  ricorrente  avesse 
effettuato  dei  seri  e  concreti  tentativi  per  procurarsi  tempestivamente  un 
documento di viaggio o d'identità, questi tentativi non avrebbero potuto avere esito 
favorevole.  Infatti,  per  quanto  emerge  dagli  atti,  l'insorgente  avrebbe  potuto 

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rivolgersi al suo avvocato in patria. Peraltro, il TAF osserva che se un richiedente 
non  aveva  motivi  validi  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti  di 
viaggio o d'identità in procedura di  prima istanza,  non vi è motivo d’annullare la 
decisione di non entrata nel merito quand’anche avesse a presentare un siffatto 
documento in sede di ricorso (v. GICRA 1999 n. 16).

6.2 Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente non ha addotto argomenti o prove suscettibili 
di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all’impugnata 
decisione,  delle  allegazioni  decisive presentate in materia  d'asilo.  Giova rilevare 
che  quest'ultime,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  dall'autorità  inferiore, 
s'esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da alcun  elemento 
della  benché  minima  consistenza.  In  tale  ambito,  non  soccorre  il  ricorrente  la 
generica  presa  di  posizione  del  rappresentante  dell'istituzione  di  soccorso, 
secondo  cui  vi  sarebbero  indizi  di  persecuzione  perché  il  ricorrente  "afferma 
d'avere  subito  violenze  ed  abusi  da  parte  della  polizia".  Da  quanto  esposto, 
discende che allo stato attuale degli atti di causa l'UFM ha rettamente considerato 
siccome  del  tutto  inconsistenti  le  allegazioni  decisive  del  ricorrente  per  quanto 
attiene alla qualità di rifugiato giusta gli art. 3 e 7 LAsi (art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi). 

6.3

6.3.1 Per  i  motivi  indicati  al  considerando  6.2  del  presente  giudizio,  le  allegazioni 
decisive  in  materia  d'asilo  presentate  dal  ricorrente  in  corso  di  procedura  sono 
manifestamente inconsistenti.  Non emergono pertanto elementi da cui dedurre la 
necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di 
rifugiato del ricorrente medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi). Basti qui rilevare che 
in materia d'asilo incombe di principio al ricorrente di dimostrare di moto proprio 
l'esistenza di una situazione suscettibile di giustificare le proprie richieste. In caso 
contrario  deve sopportare  le  conseguenze della  mancata  dimostrazione dei  fatti 
decisivi.  Un  complemento  d'istruzione  da  parte  dell'autorità  giudicante  s'impone 
solo se in base alle adduzioni ed alle prove offerte dal ricorrente sussistano ancora 
dubbi  od  incertezze  che,  verosimilmente,  potrebbero  essere  rimossi  con  nuovi 
accertamenti  eseguiti  d'ufficio  (v.  GICRA  1995  n.  23).  Ora,  nel  caso  di  specie 
risulta della carte processuali  che il ricorrente sarebbe rappresentato in patria da 
mandatario professionale, di modo che usando della necessaria diligenza avrebbe 
potuto  e  dovuto  produrre  la  documentazione  comprovante  le  sue  allegazioni 
decisive già in procedura di prima istanza. In simile evenienza, non incombe alle 
autorità  svizzere  in  materia  d'asilo  di  sopperire,  con  accertamenti  d'ufficio,  alle 
manchevolezze procedurali del ricorrente.

6.3.2 Per gli stessi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui dedurre che 
l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente possa violare gli art. 25 cpv. 2 della 
Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 14a cpv. 
3 della  legge federale concernente la dimora e il  domicilio  degli  stranieri  del  26 
marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato di trattamenti contrari agli art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

5

crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

6.3.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art.  32 cpv.  3 lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  6.3.2).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che  tipo  d'accertamenti  sarebbero  ancora  necessari  e  perché  non  avrebbe  egli 
stesso potuto fornire di  moto proprio quegli  elementi  che pretende ora debbano 
essere acquisiti d'ufficio.

6.3.4 Premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 
all'art.  14a cpv. 4 LDDS, il  TAF osserva nondimeno che in Bielorussia non vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra  civile  o violenza generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale. Inoltre, il 
ricorrente  è  giovane,  celibe  e  ha  una  certa  formazione  ed  esperienza 
professionale. Non emerge altresì dagli atti di causa che egli soffra di problemi di 
salute  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia  dell’esecuzione  dell’allontanamento  (v. 
sulla problematica GICRA 2003 n. 24). In siffatte circostanze, l’autorità inferiore ha 
rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi 
favorevole con riferimento alle effettive possibilità per l’insorgente di un adeguato 
reinserimento  sociale  in  Bielorussia.  Per  sovrabbondanza,  può  ancora  essere 
rilevato  che  in  patria  risiedono  ancora  i  genitori  del  ricorrente  (cfr.  verbale 
d'audizione dell'8 gennaio 2007 pag. 2).

6.3.5 Peraltro,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  14a cpv.  2  LDDS).  Infine,  usando  della 
necessaria diligenza,  il  ricorrente potrà procurarsi  ogni documento necessario al 
rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

7. Da quanto esposto discende che, in materia di non entrata nel merito, il ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata  va  confermata,  benché  l'UFM  abbia  inserito  nel  fascicolo  di  causa, 
dopo la pronuncia della decisione impugnata, un rapporto su una "analisi lingua" 
basata su una conversazione del 16 gennaio 2007 con il ricorrente. In effetti, e di 
per sé, il rapporto non legittima una conclusione sulla cittadinanza del ricorrente in 
contrasto con le indicazioni che quest'ultimo ha fornito nel corso delle audizioni del 
28 dicembre 2006 e del 5 febbraio 2007.

8. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 6.3. 

10. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

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11. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

12. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. 

13. Peraltro,  e  ritenuto  che  il  ricorso  sembrava  pure  privo  di  probabilità  d’esito 
favorevole,  la  domanda  d’assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

14. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è senza oggetto.

3. La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento 
delle spese processuali, è respinta.

4. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 

5. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- a D._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Lorenzo Egloff

Data di spedizione: