# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7c4475f6-b806-581b-9fdb-7e95060f2220
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-06-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.06.1998 52.1998.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-51_1998-06-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00051

   

  	
  Lugano

  3 giugno 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry
  Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  25 febbraio 1998 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  la
  risoluzione 4 febbraio 1998 (n. 453) del Consiglio di Stato, che ha respinto
  l'impugnativa interposta dall'insorgente avverso la decisione 6 giugno 1997
  con la quale il Dipartimento delle istituzioni, Sezione della circolazione,
  gli ha revocato a tempo indeterminato la licenza di condurre veicoli a motore
  (revoca di sicurezza per inidoneità caratteriale);

  	 

				

 

 

vista la risposta 4 marzo 1998 del
Consiglio di Stato,

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Nel 1961, __________ ha
ottenuto il rilascio della licenza di condurre autoveicoli della categoria B.
Il 18 novembre 1963 la licenza gli è stata revocata per una durata
indeterminata per aver circolato il 12 novembre 1963 con l'autovettura a
velocità inadeguata ed investito un ciclista causandone il decesso. Il 30
luglio 1964 è stato riammesso al beneficio della licenza di condurre. Il 9
dicembre 1974 la stessa gli è stata ancora revocata per 3 mesi e 25 giorni per
aver circolato con l'automobile in stato di ebrietà. Il 25 marzo 1980 è stato
oggetto di analogo provvedimento per 4 mesi e 20 giorni per aver accompagnato,
quale istruttore e in stato di ebrietà, un allievo durante una corsa di scuola-guida:
quest'ultimo perde la padronanza di guida ed urta un muro. Il 27 ottobre 1988
nuova revoca per 1 anno e 3 mesi per aver circolato con l'autovettura ancora in
stato di ebrietà. Il 20 ottobre 1995 è stato ammonito per superamento del
limite di velocità (90/85 km/h invece di 60 km/h).

 

                                         b) Il 23 aprile 1996 ha
condotto, verso le ore 17.50 in territorio di __________, l'autovettura "Opel"
targata __________ in stato di ebrietà. Tale stato è stato suffragato dalla
perizia alcolimetrica concludente in una concentrazione alcolica del 2.60-3.08
‰. Si è quindi proceduto ad un sequestro immediato della licenza di condurre n.
47016.

                                         Il 4 e 15 luglio 1996 il
Servizio ticinese di cura dell'alcolismo (STCA) ha presentato un rapporto
peritale relativo all'interessato, con successivo complemento, concludendo che "gli
elementi a disposizione portano a concludere la presenza di abusi etilici
occasionali in un quadro di fragilità caratteriale e di probabile familiarità
con le bevande alcoliche".

 

 

                                  B.   Il 25 luglio 1996 la Sezione
della circolazione ha revocato a scopo di ammonimento la licenza di condurre
veicoli a motore a __________ dal 23 aprile 1996 al 22 aprile 1997,
subordinando la riammissione alla guida al superamento di un esame psicotecnico.

L'autorità dipartimentale ha in sostanza giustificato tale
misura con il fatto che l'interessato è già stato oggetto in passato di tre
misure amministrative per guida in stato di ebrietà e che in occasione
dell'ultima infrazione gli è stata riscontrata un'alcolemia particolarmente
elevata corrispondente ad uno stato di ubriachezza grave, che compromette la
normale capacità di guida di qualsiasi conducente.

 

 

                                  C.   Il 9 maggio 1997 lo
psicologo del traffico __________ ha presentato un referto peritale che
evidenzia come le lacune strutturali della personalità di __________ lo rendano
inidoneo a condurre con sicurezza veicoli a motore.

                                         A seguito di tali
risultanze, il 6 giugno 1997 la Sezione della circolazione - visti gli art. 14,
16 e 17 cpv. 2 LCStr - ha modificato la risoluzione del 25 luglio 1996 e ha revocato
a __________ la licenza di condurre a titolo definitivo, precisando che un eventuale
riesame sarà concesso solo nei termini (5 anni) ed alle condizioni previste dall'art.
23 cpv. 3 LCStr.

                                         L'autorità ha ritenuto di
non potere che esprimere una prognosi altamente sfavorevole, pronunciando nella
specie la misura più severa a sua disposizione di fronte alle reiterate
manifestazioni di grave carenza di responsabilità da parte dell'interessato e
alla chiara conclusione peritale, affinché in futuro si eviti il ripetersi di
gravi episodi analoghi.

 

 

                                  D.   Con decisione 4 febbraio
1998 il Consiglio di Stato ha respinto, ai sensi dei considerandi, il gravame
inoltrato da __________ contro la predetta risoluzione dipartimentale.

L'Esecutivo cantonale ha in sostanza motivato la propria decisione
facendo riferimento alle risultanze del referto peritale. Ha concluso dunque
per l'inidoneità del ricorrente alla guida per motivi caratteriali, ma ha per
contro lasciata aperta la questione a sapere se l'interessato sia da
considerare incorreggibile ai sensi dell'art. 17 cpv. 2 LCStr, tale elemento
non avendo portata propria. Viste le circostanze e le considerazioni di ordine
caratteriale e psicologico contenute nella perizia, ha infine ritenuto appropriato
e giustificato il periodo di prova stabilito in 5 anni.

 

 

                                  E.   Contro la predetta decisione
governativa __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone l'annullamento.

Ritiene superficiale e inaffidabile il referto peritale dello
psicologo del traffico posto a fondamento della decisione querelata, contestandone
le argomentazioni e le conclusioni. Critica il modo con cui sono state assunte
le prove, a suo dire a dispregio delle regole procedurali. Non si ritiene
conducente incorreggibile e censura una violazione del principio di
proporzionalità.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del ricorso
si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni in
proposito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del Tribunale
cantonale amministrativo a statuire contro le decisioni amministrative del
Consiglio di Stato in materia di circolazione stradale discende dall'art. 10 LACStr.

Il gravame - tempestivo (art. 46 PAmm) e presentato da una
persona senz'altro legittimata a ricorrere (art. 43 Pamm) - è ricevibile in
ordine.

Per i motivi che saranno meglio precisati in appresso il
giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza procedere all'assunzione
della controperizia postulata dal ricorrente; la prova offerta non appare
infatti idonea a procurare a questo Tribunale la conoscenza di ulteriori
elementi affidabili e di rilievo per il giudizio (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   L'art. 17 cpv. 2 LCStr
prevede che la licenza di condurre deve essere revocata durevolmente al
conducente incorreggibile. Il Tribunale federale ha considerato incorreggibile
un conducente che persiste, in un lasso di tempo relativamente breve, nell'infrangere
le norme della circolazione, malgrado le ripetute sanzioni penali e amministrative
pronunciate a suo carico. La revoca durevole a norma dell'art. 17 cpv. 2 LCStr
è volta ad escludere dal traffico quei pochi conducenti, costantemente recidivi,
che sono responsabili di una gran parte degli incidenti della circolazione. La
misura configura una revoca a scopo di sicurezza e trova fondamento
nell'inattitudine caratteriale di detti automobilisti alla guida. L'incorreggibilità
del conducente non costituisce un criterio di revoca con portata propria, ma
presuppone inidoneità alla guida per motivi caratteriali o per altri motivi (Schaffhauser,
Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, vol. III: Die Administrativmassnahmen,
pag. 113 n. 2154, pag. 132 n. 2188; nello stesso senso: DTF 106 Ib 329 consid.
a). Tutt'al più, l'incorreggibilità ai sensi dell'art. 17 cpv. 2 LCStr e della
prassi suindicata può costituire un indizio perché l'autorità fissi un periodo
di prova relativamente lungo.

A tal proposito, va rilevato che il Governo cantonale ha
lasciato aperta la questione a sapere se il ricorrente sia incorreggibile ai
sensi dell'art. 17 cpv. 2 LCStr. Ne consegue che in specie bisognerà verificare
unicamente se il ricorrente è inidoneo alla guida per motivi caratteriali.

 

 

                                   3.   A norma dei combinati art.
16 cpv. 1 e 14 cpv. 2 lett. d LCStr, la licenza di condurre dev'essere revocata
se il conducente non dà garanzia, per il suo comportamento precedente, di
osservare le prescrizioni e di aver riguardo per i terzi. La revoca a scopo di
sicurezza per inidoneità caratteriale deve fondarsi su di una prognosi negativa
in merito al comportamento futuro del conducente (RDAT I 1994 n. 64 consid. 4a
pag. 152; Stauffer, Der Entzug des Führerausweises, tesi Berna 1966, pag. 40;
in merito all'art. 14 cpv. 2 lett. d LCStr, cfr. Schaffhauser, op. cit., pag.
101 segg. n. 2128 segg.). Considerato che non è facile dedurre dal precedente
comportamento di un automobilista una prognosi concernente la sua futura
condotta, le autorità sono tenute ad analizzare le relativa fattispecie con
particolare circospezione. Esse devono negare, rispettivamente, revocare la
licenza di condurre solo qualora esistano elementi sufficienti per ritenere che
l'interessato si comporterà in modo sconsiderato (cfr. FF, ed. franc., 1955 II
23 segg.). Nel giudizio va valutato il precedente comportamento del conducente,
così come la sua situazione al momento dei fatti. In caso di dubbio dev'essere
ordinato un esame psicologico o psichiatrico a norma dell'art. 9 OAC (RDAT
1994-I n. 64 consid. 4a pag. 152).

 

 

                                   4.   Le autorità inferiori hanno
fondato la revoca della licenza sulle risultanze della perizia __________ del 9
maggio 1997. Nel caso specifico, pur non contestando l'imparzialità e
l'indipendenza del perito, il ricorrente mette in dubbio il carattere probatorio
del referto, ritenendolo basato su una valutazione acritica e quindi
inaffidabile.

 

                                         4.1. L'insorgente ritiene
inoltre che il modo di assunzione della prova peritale violi le relative norme
procedurali.

                                         L'art. 58 RLACStr dispone
che per quanto riguarda la procedura, sono applicabili per analogia le norme
sull'assunzione delle prove previste dalla legge di procedura per le cause
amministrative. La perizia ha come scopo di accertare questioni di fatto la cui
soluzione richiede conoscenze particolari (Borghi/Corti, "Compendio di
procedura amministrativa ticinese", pag. 97 ad art. 19); l'assunzione
avviene in applicazione analogica delle relative norme della procedura civile (art.
19 cpv. 2 prima frase PAmm). Va altresì rilevato, in analogia con la procedura
civile, che quando il giudice intende scostarsi dalle conclusioni peritali,
deve - per non eccedere il suo potere di apprezzamento - motivare in modo
concreto e rigoroso le ragioni del suo dissenso: l'adduzione di semplici
congetture e di considerazioni ipotetiche e soggettive non è sufficiente. Di
contro, in caso di adesione alle conclusioni del perito il giudice non è tenuto
a darne una motivazione particolareggiata e ciò a maggiore ragione se le stesse
appaiono confortate in senso convergente da altri elementi probatori diretti o
anche solo indiziari (Cocchi/Trezzini, "Codice di procedura civile ticinese
annotato", n. 3 ad art. 253 e giurisprudenza ivi citata). Occorre pure
sottolineare come il rifiuto di autorizzare gli interessati a partecipare
all'assunzione della perizia non violi il diritto d'essere sentiti, ove questi
interessati o i loro patrocinatori abbiano potuto in seguito consultare il
referto e prendere posizione sulle conclusioni ivi contenute (Borghi/Corti,
ibidem, con riferimenti).

Nel caso in rassegna il ricorrente non solo ha potuto
consultare il referto, ma si è in seguito espresso in merito con il ricorso
avanti a questo Tribunale. Il suo diritto di essere sentito è stato, in tal
modo, salvaguardato.

 

 

4.2. La perizia psicotecnica ha portato alle seguenti
conclusioni sul ricorrente:

"Tutto questo dà la
misura delle lacune strutturali della sua personalità, che si manifestano come
inconsistenza ciclica dell'istanza etica, in termini tecnici del Super-IO,
l'istanza che presiede ai giudizi ogni persona dà sui propri comportamenti,
giudizi che determinano le risonanze emotive profonde della psiche. S'è visto
come il signor __________ debba pagare un conto verso dei sensi di colpa che
dentro di lui si porta avanti nella vita. S'è visto come stia bene grazie al
fatto di poter pagare parte di quel debito, che coscientemente potrebbe non
conoscere (anche se sta l'ipotesi che lui non ne parli, che non ne abbia
parlato al nostro esame, come era nel suo diritto). La ripetizione delle infrazioni,
a distanze di anni tutto sommato regolari, suona come un campanello d'allarme,
la cui insistenza può essere letta come un invito a finalmente capirne il
senso. Che il test di __________ potrebbe aiutare a interpretare: - non
mettetemi più nella situazione nella quale poi riaffiora il bisogno di
trasgredire per procurarmi l'occasione di saldare il conto con la colpa che mi
porto dietro in coscienza. Io sto bene soltanto quando sto pagando quel conto.
- E questo anche se il signor __________, di fronte a questa affermazione,
cadrebbe dalle nuvole. Tradotto in proposta, suonerebbe così: trasformare la
revoca di un anno in revoca definitiva".

 

Il rapporto dello psicologo del traffico contiene delle
conoscenze particolari essenziali per la risoluzione della presente vertenza.
Oltre al colloquio approfondito con il ricorrente, il referto - di natura
ufficiale e imperniato esplicitamente sui problemi di circolazione stradale -
si basa pure su un test specifico. Ne consegue che il rapporto, contrariamente
alla critica dell'insorgente, è da considerare quale perizia ed è affidabile.

Le conclusioni peritali si fondano sulla circostanza che il
ricorrente non si è lasciato intaccare né dal significato delle sue reiterate
trasgressioni, né dalle loro conseguenze concrete vissute direttamente. Egli ha
mantenuto intatta nel fondo di sé la possibilità di trasgredire ancora, riattualizzando
i rischi di quelle circostanze pericolose fino a creare le premesse che
avrebbero potuto anche provocare il ripetersi della tragedia del 1963. Ciò costituisce
di per sé un motivo sufficiente per ritenere che egli è incapace, dal punto di
vista caratteriale, di assumere un comportamento responsabile e rispettoso
delle norme della circolazione. In simili circostanze non si può rimproverare
alle autorità inferiori d'aver aderito alla prognosi negativa formulata dal
perito, secondo cui l'interessato non è in grado di guidare senza mettere in
pericolo il traffico e la sicurezza degli utenti.

 

4.3. Contrariamente all'opinione del ricorrente, nulla induce
a mettere in dubbio queste conclusioni, che appaiono attendibili. Come detto in
precedenza, la perizia psicotecnica, oltre a basarsi sul colloquio col
ricorrente, è allestita anche sulla base di un test specifico: quello di
__________. La critica volta al fatto che agli atti non è stato versato il test
è infondata, dal momento che lo psicologo ha concluso il proprio referto
annotando che "alla stessa conclusione si doveva comunque giungere anche
senza passare attraverso la lettura che il test di __________ ha permesso di
fare. Bastava l'analisi dei fatti. Solo una misura di questa portata appare in
grado di eventualmente smuovere qualcosa di quel nocciolo che l'interessato si
porta dietro da sempre". Ora, il ricorrente ha già affermato nel
gravame di non mettere in dubbio l'imparzialità dello psicologo. Visto quanto
sopra, risulta pertanto che i fatti esposti nel referto sono già di per sé sufficienti
per portare alla stessa conclusione.

Del resto, già le risultanze dell'estratto del casellario cantonale
della circolazione porta questo Tribunale alla convinzione dell'affidabilità
della perizia. Difatti, nell'ambito di una seria analisi della personalità d'un
conducente che suscita dubbi riferiti all'attitudine alla guida, è normale che
si tenga conto dei suoi trascorsi, anche se risalgono a molto tempo addietro.
Questo deve valere soprattutto quando i fatti a lui rimproverati e che hanno
portato ai relativi provvedimenti sono particolarmente gravi.

 

4.4. L'insorgente sostiene che risulterebbe assolutamente impossibile
credere che tutti gli aspetti caratteriali e personali vengano letteralmente
sviscerati e messi a nudo con un colloquio di 45 minuti, dal momento che
l'esperto ha reputato il caso non facile. A suo dire, della superficialità del
referto ne sarebbe cosciente il perito stesso, il quale avrebbe detto che "Bisognerebbe
scavare in profondità nella psiche". Sennonché a tal proposito la
frase era riferita al fatto che "In casi di questo genere è difficile
non emettere l'ipotesi che qualcosa dentro di lui le trasgressioni, e le conseguenze
che esse comportano, in un certo qual modo le cerca. Trovare quel qualcosa non
è facile. Non è possibile con un semplice esame psicotecnico". Dopo
aver affermato che una prima indicazione potrebbe venire dal profilo di un test
come quello di __________, il perito ha indicato che "Non è un esame
come il nostro che possa decifrare i perché e i contenuti dell'angoscia che
pesa sulla coscienza del signor __________, né i motivi del conseguente suo
bisogno di riparazione". Da ciò ne consegue che il referto, che
verteva unicamente sull'idoneità psicofisica dell'interessato per la
riammissione alla guida e meglio sulla sua attitudine caratteriale e non per
altri motivi, risulta chiara, approfondita a sufficienza ed è sorretta da una
motivazione coerente.

 

4.5. Che il provvedimento in rassegna sia stato preso solo
adesso non può essere di soccorso all'insorgente, dal momento che una revoca a
scopo di sicurezza serve a proteggere la circolazione contro i conducenti non
idonei (art. 30 cpv. 1 prima frase OAC) indipendentemente da qualsiasi
violazione delle norme della circolazione. Conformemente a quanto rilevato dal
perito, ciò dimostra che le precedenti revoche a scopo di ammonimento non hanno
avuto l'esito sperato, ossia di correggere l'insorgente e ad impedire la recidività
delle infrazioni. Perciò, vista l'ultima grave infrazione e a seguito delle
risultanze peritali, il provvedimento adottato si impone.

 

                                         4.6. Il ricorrente critica
il referto peritale, anche perché sarebbe in contrasto con l'opinione del
perito STCA, e con i rapporti medici del suo psichiatra curante (doc. D e E). A
torto.

Innanzitutto, il referto STCA del 4 luglio 1996 (doc. G)
verte sul problema dell'etilismo e non sull'inidoneità caratteriale, posta a
fondamento del provvedimento adottato. D'altronde, la perizia indica
espressamente che il vero problema dell'insorgente non è l'alcool, bensì la
debolezza strutturale della sua personalità. Difatti l'alcol non è che un
epifenomeno della struttura di fondo che determina le sue decisioni comportamentali.

In secondo luogo, per quanto concerne i certificati del suo
medico psichiatra, va osservato che - a differenza del referto peritale dello
psicologo del traffico - questi non sono orientati sul comportamento dell'insorgente
nel contesto specifico della circolazione stradale (STF inedita 24 febbraio
1995 in re G., consid. 3c).

 

4.7. La doglianza secondo cui tali referti possono venire
richiamati nell'ambito di procedure civili e penali è infondata, dal momento che
tali rapporti concernenti lo stato di salute fisico e psichico sono coperti dal
segreto professionale e sono inaccessibili alle persone non autorizzate (art.
10 OAC).

 

                                         4.8. Da quanto esposto
discende che il referto dello psicologo del traffico, evidenziando come
l'interessato palesi - soprattutto con la ripetizione dello stesso tipo di
infrazione - una gravità di fondo nella personalità sempre maggiore, è chiaro,
approfondito ed è sorretto da una motivazione coerente. Ne consegue che la controperizia
richiesta dall'insorgente in questa sede non è necessaria ai fini del presente
giudizio.

Le condizioni menzionate ai combinati art. 16 cpv. 1 e 14
cpv. 2 lett. d LCStr, giustificative di una revoca a scopo di sicurezza per
inidoneità caratteriale, sono dunque adempiute.

 

 

                                   5.   Rimane da esaminare se la
misura concernente il periodo di prova della durata di 5 anni è proporzionata
alla fattispecie.

Il Governo cantonale la ritiene appropriata e giustificata
alla luce delle circostanze e soprattutto delle considerazioni di ordine caratteriale
e psicologico contenute nel referto peritale dello psicologo del traffico.
L'insorgente censura la decisione impugnata, facendo riferimento all'art. 17
cpv. 2 LCStr e sottolineando la lontananza nel tempo delle precedenti infrazioni;
adduce che un semplice avvertimento sarebbe stato sufficiente.

 

5.1. La revoca della licenza a scopo di sicurezza, fondata sull'inidoneità
caratteriale del conducente alla guida o su altri motivi che non siano medici,
deve sempre essere pronunciata per una durata indeterminata. Nella decisione
deve inoltre essere fissato un periodo di prova, che può variare da un minimo
di un anno (art. 17 cpv. 1bis LCStr e art. 33 cpv. 1 OAC) ad un massimo di
cinque anni (art. 23 cpv. 3 LCStr). Se può essere ammesso che il provvedimento
ha conseguito il suo scopo, la licenza può nuovamente essere rilasciata
condizionatamente, non prima però che tale periodo sia trascorso (art. 17 cpv.
3 LCStr). Il periodo di prova fissato nell'ambito di una revoca a scopo di
sicurezza corrisponde così ad un periodo minimo e assoluto di revoca, durante
il quale non può avvenire il rilascio anticipato di una nuova licenza, neppure
condizionatamente (cosiddetta "Sperrfristwirkung; cfr. Schaffhauser, op.
cit., pag. 128 segg. n. 2180 segg., in particolare pag. 131 n. 2185; FF 1986
III pag. 199).

 

5.2. In concreto, è incontestato che al ricorrente sia stata
revocata a quattro riprese la licenza di condurre (1963, 1974, 1980, 1988), per
la rispettiva durata di 8 mesi e 12 giorni, 3 mesi e 25 giorni, 4 mesi e 20
giorni, 1 anno e tre mesi. Nel 1995 è stato ammonito per superamento del limite
di velocità. Ne risulta che le diverse infrazioni alle norme della circolazione
all'origine di tali misure si sono verificate a scadenze regolari, sebbene il
lasso di tempo intercorso sia relativamente lungo. Certo, la revoca del 18
novembre 1963 per una durata indeterminata è relativamente remota e
l'interessato era, allora, molto giovane ed è stato riammesso al beneficio
della licenza già il 30 luglio 1964. Ma ciò non impedisce di dimenticare che
egli investì un ciclista provocandone la morte circolando a velocità
inadeguata, ancorché la causa preponderante dell'incidente fu messa sul conto
della vittima. Orbene, già questa esperienza avrebbe dovuto bastare per
impedirgli di commettere altre infrazioni. Invece ha circolato in ben quattro
occasioni - tra cui una in qualità di istruttore con perdita della padronanza
di guida dell'allievo urtando un muro - in stato di ebrietà, l'ultima delle
quali ha dato origine al provvedimento in rassegna. Se ne conclude che le
precedenti revoche non hanno in definitiva raggiunto lo scopo voluto. Del
resto, già il rapporto psicotecnico contiene valutazioni poco rassicuranti circa
l'attitudine caratteriale e il comportamento dell'insorgente.

 

5.3. Ora, visto l'esame psicotecnico non superato dal
ricorrente e visti i suoi precedenti e l'ultima infrazione in stato di ebrietà
concludente in una concentrazione alcolica del 2.60-3.08 ‰, la durata di cinque
anni è tutto sommato adeguata alle circostanze. Difatti esiste un rapporto
ragionevole tra il risultato divisato e le restrizioni imposte. La misura
risulta idonea e necessaria per raggiungere lo scopo di interesse pubblico
dettato dalla sicurezza in materia di circolazione stradale. Tutto ben
ponderato - ancorché severa - la decisione censurata non procede da un esercizio
abusivo del potere di apprezzamento che la legge riserva all’autorità compente
in ordine alla valutazione dell’adeguatezza della misura intrapresa. La
decisione, tutto sommato, appare del tutto sostenibile.

 

 

                                   6.   L'insorgente si duole del
fatto che dalla perizia emergono giudizi fortemente negativi riguardanti la sua
procedura di invalidità. La doglianza è irricevibile, questo tribunale non
essendo competente in materia di assicurazioni sociali. Del resto il provvedimento
impugnato, contrariamente a quanto ritenuto dal ricorrente, non si fonda
nemmeno su tali risultanze.

 

 

                                   7.   Stante tutto quanto precede
il ricorso va dunque respinto.

La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art.
28 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 14 cpv. 2, 16 cpv. 1 e 3, 17 cpv. 1 bis e 2, 23 cpv. 3 LCStr; 9, 10.
30, 33 OAC; 10 LACStr; 58 RLACStr, 253 CPC; 3, 18, 19, 28, 43, 60, 61 PAmm;

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di complessivi fr. 1'000.– sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la presente
decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a
Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

	
                                      4.   Intimazione
  a:

  	
  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario