# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5e523e1b-7114-5ac9-abcb-2f040cfd246b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-01-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 04.01.1999 80.1998.253
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1998-253_1999-01-04.html

## Full Text

Incarto n.

  80.98.00253

  	
  Lugano

  4 gennaio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Fiorenzo
  Gianinazzi

  

 

statuendo
sul ricorso del 14 ottobre 1998

 

in
materia di:                 IC/IFD 97/98

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________, __________ __________, 
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   __________
__________, nato nel 1963, domiciliato a __________, lavora presso lo studio
d'architettura __________ __________ a __________. Nella notifica di tassazione
dell' 8 giugno 1998 l'UT gli concedeva una deduzione a titolo di spese di
trasferta di fr. 3'600.- di media annua in relazione all'uso dei mezzi di
trasporto pubblici.

                                         L'UT confermava poi
l'importo della deduzione con decisione su reclamo del 14 settembre 1998,
argomentando che __________ e __________ sono collegate da comodi mezzi di
trasporto che non comportano tempi morti.

 

 

                                   2.   Con il presente,
tempestivo ricorso __________ __________ chiede di poter dedurre dai propri
redditi le spese di trasferta necessarie per andare e tornare dal lavoro con
l'automobile. Fa presente di abitare in collina e di necessitare di circa un
quarto d'ora a piedi per raggiungere la stazione di __________, risp. il
domicilio. Fa inoltre presente di portare sempre appresso un computer
portatile, svolgendo parte del lavoro a domicilio e di avere bisogno
dell'automobile sul posto di lavoro per il disbrigo di piccole pratiche e lo
svolgimento di piccole commissioni.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Sia secondo l'art. 25 cpv.
1 LT-1994 sia secondo l'art. 26 cpv. 1 LIFD le spese professionali deducibili
sono:

                                         a)  le
spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

                                         b)  le
spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a
turni;

                                         c)   le
altre spese necessarie per l'esercizio della professione;

                                         d)  le
spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con
l'esercizio dell'attività professionale.

                                         Tra gli altri costi e
spese che non possono essere dedotti, rientrano in particolare le spese di
formazione professionale (art. 33 lett. b LT-1994; art. 34 lett. b
LIFD).

 

                                         3.2.

                                         Sono considerate spese
di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo
di domicilio a quello in cui lavora. 

                                         Per l'uso di mezzi
pubblici la deduzione corrisponde alla spesa effettiva (art. 3 cpv. 1 lett. a
DE del 10 dicembre 1996). Per l'uso della bicicletta, di un ciclomotore o di
una motoleggera la spesa deducibile è al massimo di fr. 600.– l'anno (art. 3
cpv. 1 lett. b DE dell' 8 novembre 1994). Infine, per l'uso di una
motocicletta o di un'automobile privata, la spesa deducibile corrisponde a
quella del mezzo pubblico disponibile (art. 3 cpv. 1 lett. c DE del 10
dicembre 1996). Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se
il contribuente non può servirsene (p. es. per infermità, distanza notevole
dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa la deduzione fino
a 35 cts. il km per le motociclette di cilindrata superiore ai 50 cmc e fino a
60 cts. per le automobili (art. 3 cpv. DE del 10 dicembre 1996). La deduzione
per il tragitto di andata e ritorno a mezzogiorno non può in ogni caso superare
quella massima ammessa per i pasti consumati fuori casa di fr. 12.- al giorno o
di fr. 2’600.- all’anno (art. 3 cpv. 3 DE del 10 dicembre 1996).

                                         Anche per l’IFD è
deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di
domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle
spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente,
del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato
(art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile
un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il
contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese
effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente
aggiornata (per il periodo 1997-98: fr. 600.– all’anno per la bicicletta e il
motorino, fr. 0,35 al km per la motocicletta e fr. 0,60 il km per
l’automobile). La deduzione chilometrica per il viaggio di andata e ritorno a
mezzogiorno è limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori casa
(art. 5 cpv. 3 2.a frase Ordinanza del 10 febbraio 1993).

 

                                         3.3.         La questione
di sapere se accordare la deduzione per l'uso dell'automobile o quella per
l'uso dei mezzi pubblici va risolta secondo il criterio dell'idoneità:
l'uso del veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare
la soluzione più adatta e ragionevole, quella basata sul buon senso. Così se si
può pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c'è
diretta comunicazione fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia
obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276;
cfr. Känzig, Direkte Bundessteuer, 2. ediz., vol. I, p. 682/83).

                                         Il limite entro il quale è
possibile pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici si
determina in pratica in base a diversi fattori, laddove tuttavia non è
possibile stabilire delle regole rigide (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar
zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 109). Fra i diversi
criteri adottati dai cantoni, il più ricorrente è quello che considera potersi
concedere la deduzione delle spese per il mezzo privato quando ciò consente di
risparmiare quotidianamente almeno un'ora per lo spostamento da casa al posto di
lavoro e ritorno (cfr. Istruzioni di servizio alla legge fiscale del
Canton Zurigo, cifra 144bis, lett. a; Baur/Klöti-Weber/Koch/Meier/Ursprung,
Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 315; Weidmann/Grossmann/Zigerlig,
Wegweiser durch das st. gallische Steuerrecht, IV ediz., Berna 1987, p. 38; StE
1988 B 22.3 n. 21 [Canton Soletta]). Un altro criterio consiste nell'ammettere
la deduzione per l'automobile privata se lo spostamento con il mezzo pubblico
richiede più di un'ora e con l'automobile basta meno della metà del tempo (in
tal senso una sentenza del Tribunale amministrativo bernese, cfr. Gruber,
Handkommentar zum bernischen Gesetz über die direkten Staats- und Gemeindesteuern,
5a ediz., Berna 1987, p. 109). Più rigida la giurisprudenza dei Cantoni di
Basilea-Campagna e Basilea-Città, che non ammettono deduzioni aldilà di quelle
per i mezzi pubblici ogniqualvolta il tragitto da casa al luogo di lavoro
richieda meno di due ore e mezzo per l'andata al mattino ed il ritorno alla
sera (sentenze citate in: Funk, Der Begriff der Gewinnungskosten nach
schweizerischem Einkommenssteuerrecht, 2a ediz., Coira/Zurigo 1991, p. 84, nota
17).

                                      

                                         3.4.

                                         Aldilà delle differenze
rilevabili nella prassi e nella giurisprudenza dei diversi Cantoni, il
riconoscimento della deduzione delle spese per il mezzo privato rappresenta
dunque l'eccezione. Sebbene l'autorità fiscale cantonale non abbia emanato
direttive in materia, varrà comunque il principio che si ammette la deduzione
delle spese per il mezzo pubblico, a meno che non vi siano particolari
impedimenti o difficoltà tali da indurre a concludere che non si possa
pretendere dal contribuente l'uso dei mezzi pubblici. Circa la definizione di
criteri che permettano di rendere praticabile la suddetta distinzione, si
ritiene che non sia compito della Camera di diritto tributario ma piuttosto
dell'autorità amministrativa di provvedervi.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Dall'esame dell'orario
ferroviario risulta che __________ è collegata da treni che, pur comportando un
cambio a __________ o a __________, non comportano tempi morti di trasferta.
Alla mattina nella fascia oraria tra le sette e le otto esistono ben due
collegamenti che richiedono un tempo di trasferta di 44 risp. 37 minuti. Alla
sera, a partire dalle cinque esistono possibilità con tempi di trasferta
analoghi.

                                         È quindi fuor di dubbio
che il ricorrente possa far capo al treno, non appena si consideri che il luogo
di lavoro è situato appena sotto la stazione ferroviaria di __________. Ci si
potrebbe persino chiedere se, in considerazione delle difficoltà di
circolazione negli orari di punta e delle necessità di trovare un posteggio, il
collegamento ferroviario non sia talvolta addirittura più favorevole. Il
disagio lamentato dal ricorrente di abitare in collina e di dover trovare un
parcheggio a __________ non appare comunque tale da impedirgli l'uso del mezzo
pubblico.

 

                                         4.2.

                                         Di nessun rilievo poi
l'argomento relativo al trasporto di un computer portatile. Ragioni di mera
comodità non giustificano la scelta di un mezzo piuttosto che di un altro. E
per altro sarebbe sin troppo facile ritorcere che proprio l'uso del mezzo
pubblico consentirebbe, lo si volesse, il disbrigo in treno di piccole
pratiche.

 

                                         4.3.

                                         Va infine rilevato che
l'asserita necessità di svolgere piccole commissioni durante e al termine del
lavoro non giustificano l'uso del mezzo privato. In effetti essa non concerne
la trasferta quotidiana per recarsi e tornare dal lavoro, bensì l’uso del
veicolo durante l’orario di lavoro. Si tratta quindi di spese che esulano da
quelle di trasferta strettamente connesse con l’esercizio dell’attività (cfr. CDT
n. __________.__________.__________ del 10 maggio 1996 in re C. C.).

                                         Non va d’altra parte
dimenticato, a questo riguardo, che il codice delle obbligazioni stabilisce, a
tale proposito, che se il lavoratore, d'intesa con il datore di lavoro, si
serve per il suo lavoro di un veicolo a motore, ha diritto al rimborso delle
spese correnti d'esercizio e di manutenzione, nella misura in cui il veicolo è
adoperato per il lavoro (art. 327b cpv. 1 CO). Se è lo stesso lavoratore a
mettere a disposizione il veicolo a motore, gli devono essere rimborsati anche
le tasse pubbliche sul veicolo, i premi dell'assicurazione per la
responsabilità civile e un'equa indennità per l'usura del veicolo, sempre nella
misura in cui questo è adoperato per il lavoro (art. 327b cpv. 2 CO; Rehbinder,
Der Arbeitsvertrag, cit., pp. 401-405).

                                         Ne consegue che,
quand'anche si volesse giustificare l'uso del veicolo privato per la trasferta
dal domicilio al luogo di lavoro e viceversa con l'esigenza di usare il veicolo
durante l'orario lavorativo, la relativa spesa deve essere assunta dal datore
di lavoro, in quanto resa necessaria da esigenze di quest' ultimo.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    300.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr.    380.–

                                         sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

per
la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: