# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4ce6ba6e-d972-53fa-96b3-326541badd99
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 18.07.2018 72.2015.218
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2015-218_2018-07-18.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2015.218

  72.2018.73

  	
  Lugano,

  18 luglio 2018/lc

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

  
					

 

	
  composta da:

  	
  giudice Mauro
  Ermani, Presidente

  
	
   

  	
  GI 1 giudice
  a latere

  GI 2 giudice
  a latere

  
	
   

  	
  Veronica
  Lipari, vicecancelliera

  

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia, per giudicare

 

	
  nella causa penale

  	
  Ministero pubblico

  

 

e in qualità di accusatori privati:

 

ACPR 10

patrocinato dall’avv. ____

 

ACPR 11

patrocinato dall’avv. ____

 

ACPR 12

patrocinato dall’avv. ____

 

ACPR 13

patrocinato dall’avv. ____

 

ACPR 1

ACPR 2 

ACPR 3

ACPR 4

ACPR 5

ACPR 6

ACPR 7

ACPR 8

ACPR 9

 

 

contro                              IM 1

rappresentato dall’avv. DUF 1, difensore d’ufficio fino al
10.10.2018,

rappresentato dall’avv. ____, difensore di fiducia a partire
dall’11.10.2018,

 

 

	
   

  	
  in carcerazione preventiva dal 5
  luglio 2017 al 2 agosto 2017 (29 giorni),

  
	
   

  	
  in esecuzione anticipata della
  pena dal 3 agosto 2017;

  

 

e in qualità di terzo aggravato:

 

__________

rappresentata dall’avv. __________

 

 

imputato, a
norma dell’atto d’accusa 181/2015 del 23 dicembre 2015, emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di

 

                                   1.   appropriazione indebita,
ripetuta 

 

                                1.1   per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 14.06.2006 fino al 21.09.2012, 

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano
state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori
patrimoniali che gli erano stati affidati,

 

in specie 

 

agendo quale amministratore unico della società ACPR 1, con
relazioni bancarie in __________, relazione numero __________ (conto CHF) e __________
(conto EURO), in __________ relazione numero __________ (conto CHF) e __________
(conto EURO) sulle quali disponeva di diritto di firma individuale,

 

prelevato a contanti in 191 occasioni oltre a tre bonifici l’importo
complessivo di CHF 1'371'027.73 (controvalore, importo così composto EURO
726'774.06 e CHF 356'847.00) a debito delle indicate relazioni bancarie,

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

in specie per finanziare la associazione sportiva __________ di
cui era Presidente nonché la __________ (società che gestisce il __________ a __________)

 

ritenuto che prima dell’avvio dell’inchiesta l’imputato aveva già
risarcito in misura di CHF 600'443.55 la vittima e che al momento dell’avvio
dell’inchiesta il danno patrimoniale ammontava a CHF 770'584.18 (controvalore);

 

                                1.2   per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 15.9.2011 fino al 08.05.2012, 

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano
state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori
patrimoniali che gli erano stati affidati,

 

in specie 

 

agendo quale amministratore unico della società __________
prelevato a contanti in 29 occasioni l’importo complessivo di CHF 497'957.60
(controvalore, importo così composto EURO 376'162.56 e CHF 46'498.35) a
debito delle relazioni bancarie numero __________ CHF e numero __________ Euro
aperte presso Banca __________ del __________ e numero __________ Euro aperta
presso __________,

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

 

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata tacitata con la somma di CHF 504'693.84;

 

                                1.3   per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 03.08. 2011 fino al 02.09.2011, 

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano
state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori
patrimoniali che gli erano stati affidati,

 

in specie 

 

agendo quale persona con diritto di firma sui conti della società __________
prelevato a contanti in 7 occasioni l’importo complessivo di CHF 92'215,74 (controvalore,
importo così composto EURO 74'131.15 e CHF 9’063.50) a debito della
relazione bancaria numero __________ Euro e numero __________ CHF aperta presso
__________,

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

 

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata tacitata con la somma di CHF 98'087,60;

 

                                1.4   per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 21.12.2010 fino al 11.11.2011, 

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano
state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori
patrimoniali che gli erano stati affidati,

 

in specie 

 

agendo quale amministratore unico della società __________
prelevato a contanti in 15 occasioni l’importo complessivo di CHF 198'268,65
(controvalore, importo così composto USD 96'770.56 e CHF 108'069.40) a
debito della relazione bancaria numero __________ USD e numero __________ CHF
aperte presso __________,

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

 

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata tacitata con la somma di CHF 201'030.00;

 

                                1.5   per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo il 18.06.2012, 

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano
state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori
patrimoniali che gli erano stati affidati,

 

in specie 

 

agendo quale amministratore unico della società __________
bonificato in 1 occasione l’importo complessivo di CHF 70'540,60 (controvalore
di EURO 59'466.48) a debito della relazione bancaria numero __________
EURO aperta presso __________,

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

 

ritenuto che due giorni dopo ma in ogni caso prima dell’avvio del
procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF
70'540.60;

 

                               1.6.   per avere,

a __________, __________ ed in altre località,

nel periodo 22.03.2011 fino al 07.02.2012, 

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di cose mobili altrui che gli erano
state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori
patrimoniali che gli erano stati affidati,

 

in specie 

 

agendo quale persona con diritto di firma sui conti della società __________
prelevato a contanti in 12 occasioni l’importo complessivo di CHF 198'676.86
(controvalore di EURO 158'794.78) a debito della relazione bancaria numero __________
conto Euro aperta presso il __________,

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

 

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata interamente risarcita con la somma di EURO 158'795.86;

 

 

                                   2.   appropriazione indebita
d'imposta alla fonte, ripetuta

 

                                2.1   per avere,

negli anni 2010-2012,

nella sua qualità di Presidente della società sportiva __________
e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a
trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di
un terzo le ritenute alla fonte concernente gli anni 2010-2012 per un importo
complessivo di CHF 123'247.10, di cui una parte restituita per un importo
ancora scoperto al 29 maggio 2015 di CHF 94'965.10;

 

                                2.2   per avere,

nell’anno 2012 e 2013,

nella sua qualità di amministratore unico della società __________
e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a
trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di
un terzo le ritenute alla fonte concernente l’anno 2012 per un importo
complessivo sottratto di CHF 7'393.40 e per l’anno 2013 per un importo
complessivo di CHF 7'193,35;

 

                                   3.   guida in stato di
inattitudine

 

per avere,

in data 19.03.2013,

in territorio di __________ autostrada A2 direzione nord,

condotto l'autovettura Land Roveressendo in stato di ubriachezza,
così come accertato dall’esame dell’alito (1.56 g/kg grammi per mille);

 

                                   4.   elusione di
provvedimenti per accertare l'inattitudine alla guida

 

per essersi,

in data 19.03.2013,

in territorio di __________ autostrada A2 direzione nord,

intenzionalmente opposto alla prova del sangue e ad un esame
medico completivo per la determinazione dell'alcolemia ordinata dall'autorità,
malgrado l'avver­timento sulle possi­bili conseguenze penali del suo rifiuto;

 

                                   5.   guida nonostante
la revoca della licenza 

 

per avere,

in data 22.09.2014,

a __________ presso il __________,

circolato alla guida del motoveicolo marca Peugeot 50 LCIL targato
TI __________ nonostante non fosse autorizzato a circolare in quanto la licenza
di condurre le fosse stata revocata a seguito dei fatti descritti ai punti 3. e
4. del presente atto di accusa;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti: dagli art. 138 cifra 1 CP, art. 91 cpv. 1
seconda frase v. LCStr, art. 91a cpv. 1 LCStr, art. 95 cpv. 1 lett. b LCStr,
art. 270 Legge Tributaria e art. 187 LIFD;

 

 

ed inoltre, imputato,
a norma dell’atto d’accusa 56/2018 del 29 marzo 2018, emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di

 

                                   1.   appropriazione indebita,
ripetuta

 

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dall’anno 2013 (a partire dall’aprile 2013) all’anno
2017 (fino al febbraio 2017),

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente appropriatosi di una cosa altrui che gli era stata
affidata, rispettivamente impiegato a profitto proprio o di terzi valori
patrimoniali affidatigli,

 

in specie,

 

                                1.1   agendo quale
amministratore unico della società __________ prelevato a contanti in 6
occasioni, il 19.04.2013 CHF 10'000.00; il 05.07.2013 CHF 4'000.00; il
16.07.2013 CHF 4'347.00; il 16.07.2013 CHF 4'347.00; il 28.08.2013 CHF
3'500.00; il 27.09.2013 CHF 300.00; e trasferito via e banking in una occasione
il 05.11.2013 CHF 12'500.00 per l’importo complessivo di CHF 38'994.00 a debito
della relazione bancaria intestata a __________ conto corrente IBAN __________
aperta presso Banca __________ del __________, __________, su cui disponeva di
diritto di firma individuale, a suo favore,

 

nonché prelevato a contanti dalla cassa fisica di __________
l’importo di CHF 3'229.95,

 

per complessivi CHF 42'223.95,

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

 

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata interamente tacitata;

 

                                1.2   agendo
quale amministratore unico della società ACPR 7 trasferito, nonché
prelevato a contanti, in 5 occasioni il 2.10.2013 CHF 52'000.00 per bonifico,
il 7.10.2013 CHF 38'000 per bonifico, il 20.12.2013 CHF 45'000.00 per bonifico,
il 20.03.2014 CHF 4'550.00 a contanti e il 25.03.2014 CHF 13'200.00 a contanti,
per complessivi CHF 152’750 a debito della  relazione bancaria numero __________
aperta presso Banca __________ del __________, __________, nonché relazione
bancaria numero __________ presso __________, intestate a ACPR 7, su cui
disponeva di diritto di firma individuale ed a favore della relazione intestata
a IM 1 presso __________ __________ numero __________ CHF,

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

 

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata tacitata con la somma di CHF 123'527.50 e che il danno ad oggi
ammonta a CHF 29'222.50;

 

                                1.3   impiegato
a profitto proprio l’importo di CHF 71'029.25 (facente parte di un
bonifico di CHF 100'000.00 di cui 28'970.75 dovuti a IM 1) bonificato il
14.01.2014 dal padre di ACPR 8, cui è riconducibile la ACPR 9, a
debito della relazione numero __________ aperta presso __________, __________,
a favore della relazione intestata a __________, società di IM 1, affinché
quest’ultimo lo riversasse sulla ACPR 9, circostanza non verificatasi,
avendo l’imputato utilizzato l’importo a profitto proprio,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale ACPR 8
era già stato rimborsato in ragione di CHF 6'000.00 e che il danno ad oggi
ammonta a CHF 65'029.25;

 

                                1.4   agendo
quale amministratore unico della società ACPR 9 trasferito in 4
occasioni il 28.02.2014 USD 45'208.10 (controvalore CHF 39'475.00), il
07.03.2014 USD 52'116.06 (controvalore CHF 45'000.00), il 25.02.2014 CHF
59'200.00, il 07.03.2014 CHF 2'748.95, l’importo di USD 97’324.16 e CHF
61'948.95 per complessivi CHF 146'423.95 (controvalore) a debito
della relazione bancaria numero __________ e __________ aperte presso __________,
su cui disponeva di diritto di firma individuale, a favore di terzi (in parte
da lui precedentemente malversati),

 

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa
dell’avente diritto economico della società,

 

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata tacitata con la somma di CHF 53'958.75 (controvalore) e che il
danno ad oggi ammonta a CHF 17'748.95 e USD 87'324.16 pari a CHF
92'465.20 (controvalore);

 

                                1.5   impiegato a profitto
proprio l’importo di CHF 51'500.00, affidato in 3 occasioni (CHF
20'000.00 il 25.07.2014; CHF 15'000.00 il 7.08.2014, CHF 16'500.00 il
3.10.2014) da ACPR 12 rispettivamente dalla __________ a IM 1,
rispettivamente bonificato sulla relazione riconducibile alla società __________
di pertinenza di IM 1, affinché quest’ultimo provvedesse ad aprire una
relazione bancaria per una società di APR 12 ed a versarvi tale somma di
denaro, circostanza non verificatasi, avendo l’imputato utilizzato l’intero
importo a profitto proprio;

 

                                1.6   impiegato
a profitto proprio l’importo di CHF 27'544.70 affidato in 5 occasioni
(CHF 8’000.00 in ottobre 2015, verosimilmente il 20.10.2015, CHF 1'544.00 ad
inizio 2017, verosimilmente a febbraio 2017, CHF 13'000.00 nel periodo
agosto/settembre 2016, CHF 4'000.00 in autunno/inverno 2016/2017, CHF 1'000.00
il 21.04.2017) a contanti da ACPR 13 rispettivamente da __________ a IM
1 affinché provvedesse a effettuare a favore della vittima dei pagamenti (alle
autorità doganali, all’Ufficio esecuzioni, e altro) circostanza non
verificatasi, avendo l’imputato utilizzato l’intero importo a profitto
proprio;

 

                                1.7   impiegato a profitto
proprio l’importo di CHF 44’650.00 bonificato in 2 occasioni (CHF
20'400.00 il 13.07.2016 e CHF 24'250.00 il 20.07.2016) da ACPR 5 e IM 1,
rispettivamente da __________ a favore della __________ di pertinenza di IM 1,
affinché provvedesse al cambio in Euro ed al bonifico all’estero a favore di un
fornitore della vittima, circostanza non verificatasi, avendo l’imputato
utilizzato l’intero importo a profitto proprio;

 

                                1.8   impiegato
a profitto proprio l’importo di CHF 23'000.00 affidato in 2 occasioni
(CHF 10'000.00 il 07.02.2017 e CHF 13'000.00 il 22.02.2017) a contanti da ACPR
10 a IM 1, affinché quest’ultimo lo inviasse all’estero a favore di persona
vicina alla vittima, circostanza non verificatasi, avendo l’imputato utilizzato
l’intero importo a profitto proprio;

 

impiegato pertanto a profitto proprio l’importo di complessivi CHF
559'121.85 (controvalore), affidatogli dalle sopraindicate persone,
tutti amici e conoscenti di lunga data dell’imputato, denaro utilizzato, in
dispregio degli accordi, asseritamente per far fronte a sue spese e di sue
società nonché per il proprio sostentamento, considerato che nel frattempo il
maltolto è stato in parte risarcito e il danno ad oggi ammonta a CHF
333'411.65 (controvalore);

 

                                   2.   truffa
aggravata, consumata ed in un caso tentata,

 

siccome commessa per mestiere data la disponibilità dell’accusato
ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

 

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dall’anno 2015 (a partire dal settembre 2015) all’anno
2016 (fino all’agosto 2016),

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente ingannato con astuzia (e pure tentato di ingannare)
diverse persone affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure
confermandone subdolamente l’errore inducendole ad atti pregiudizievoli al
patrimonio proprio o altrui,

 

in specie,

configurandosi l’inganno astuto nell’approfittare ed abusare del
rapporto di fiducia instauratosi nel corso degli anni con le vittime, tutte
persone amiche o ottime conoscenti dell’imputato, che godeva della loro fiducia
e che si fidavano di lui ciecamente, talune delle quali persone che conoscevano
IM 1 sin dall’infanzia,

 

proponendo alle vittime, millantando la (fittizia) conoscenza di
cambisti, la possibilità di effettuare tramite tali conoscenze un cambio valuta
franco-euro e viceversa ad un tasso di cambio favorevole, riuscendo quindi a
farsi consegnare complessivamente CHF 165'088.80 (controvalore),
cagionando un danno di almeno CHF 112'168.80 (controvalore),

 

in specie,

facendosi consegnare,

 

                                2.1   nel
settembre/ottobre 2015, nel ottobre/novembre 2015 e nel gennaio 2016 dalla sua
amica __________ l’importo di complessivi CHF 7’500.00 promettendo,
contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio,
circostanza non verificatasi, somma di denaro interamente restituita dopo
svariate richieste in altra valuta con sei mesi di ritardo senza cagionale alla
fine danno alcuno;

 

                                2.2   nel settembre 2015, in
particolare il 7 settembre dalla sua conoscente ACPR 6 l’importo di CHF
5’200.00 promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad
operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma di denaro restituita
in valuta euro in ragione di Euro 3'000.00 cagionando un danno di Euro 2'000.00
(controvalore CHF 2080.00), avendo infatti pattuito per l’operazione di cambio
la consegna di complessivi Euro 5'000.00;

 

nonché tentato di ingannarla, proponendole nel settembre 2015 una
ulteriore operazione di cambio, non accettata dalla ACPR 6 non avendo
ricevuto l’importo pattuito per la precedente operazione del 9 settembre 2015;

 

                                2.3   nel novembre 2015 (il
13.11.2015) e nel febbraio 2016 (il 25.02.2016) dal suo amico __________
complessivi CHF 7’000.00 bonificatigli sul CCP promettendo, contrariamente al
vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non
verificatasi, non cagionando danno alcuno avendo l’imputato restituito l’intero
importo ma in ragione di CHF 5'000.00 con ritardo rispetto al previsto;

 

                                2.4   nel marzo 2016 (il
18.03.2016) dal suo conoscente ACPR 2 CHF 15'000.00 bonificatigli sul
CCP promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto all’operazione
di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di CHF 13'200.00
avendo ACPR 2 compensato in ragione di CHF 1'800.00 delle prestazioni
contabili fatte a favore di attività di ACPR 2 da parte dell’imputato;

 

                                2.5   nel
corso del 2015 e del 2016 dal suo conoscente e socio ACPR 11 complessivi
Euro 96’000.00 (controvalore CHF 104'730.10), in specie 

il 01.07.2015 EUR 13'000.00, il 02.10.2015 EUR 10'000.00, il
04.12.2015 EUR 10'000.00 e il 07.12.2015 EUR 8'000.00 ricevuti per bonifico
nonché il 26.11.2015 Euro 10'000.00 a contanti ed il 05.02.2016 EUR 10'000.00
(somma restituita lo stesso giorno in ragione di CHF 11'500.00), il 11.03.2016
EUR 15'000.00 (somma restituita in data 21.03.2016 in ragione di CHF
17'000.00); il 21.03.2016 EUR 20'000.00 ricevuti a contanti, 

 

promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad
operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di CHF
76'229.80 (controvalore) pari a Euro 71'000.00,

 

                                2.6   nel marzo 2016 (il
21.03.2016) e nel maggio 2016 (il 18.05.2016) dal suo amico ACPR 3 Euro
16'000.00 e Euro 2'000.00 pari a complessivi CHF 19'659.00 (controvalore)
promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto all’operazione di
cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di pari importo;

 

                                2.7   nell’agosto 2016 (il
19.08.2016) dal suo amico ACPR 4 l’importo di CHF 6'000.00 promettendo,
contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio,
circostanza non verificatasi, somma di denaro restituita dopo svariate
richieste in più occasioni in ragione di CHF 5'000.00 cagionando un danno di
CHF 1'000.00; 

 

in via subordinata, 

truffa ripetuta, consumata e tentata

 

                                   3.   falsità in documenti,
ripetuta

 

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel periodo dal marzo 2014 al febbraio 2017,

al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona
o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente formato un documento falso o alterato un documento
vero, oppure abusato dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano
autentico per formare un documento suppositizio, oppure attestato o fatto
attestare in un documento, contrariamente alla verità, un fatto di importanza
giuridica,

nonché fatto uso a scopo di inganno, di un tale documento,

 

in specie,

 

                                3.1   il
25 marzo 2014 formato due false conferme di pagamento su carta intestata della __________
da cui emergeva che egli avrebbe bonificato in data 31.03.2014 a favore della ACPR
9, come da accordi con l’avente diritto della società, __________,
l’importo di CHF 45'000.00 rispettivamente di USD 45'208.10, contrariamente al
vero, nonché fatto uso a scopo di inganno di tali documenti consegnandoli a __________
allo scopo di fargli credere che avrebbe eseguito i bonifici come da accordi, e
così risarcire parte delle malversazioni da lui commesse in danno di ACPR 9
e di cui al presente atto di accusa, posto come l’imputato aveva fatto credere,
contrariamente al vero, che le uscite a debito di ACPR 9 si erano
verificate a seguito di errori di digitazione sul conto;

 

                                3.2   nel luglio 2016 e
agosto 2016, verosimilmente il 26.07.2016, 4.08.2016 e il 10.08.2016 formato
tre false conferme di pagamento di cui due su carta intestata della POSTFINANCE
da cui emergeva che egli aveva, nonché avrebbe bonificato in data il 26.07.2016
e in data 4.08.2016 a favore della __________, come da accordi con ACPR 5,
l’importo di EURO 40'000.00, contrariamente al vero, nonché fatto uso a scopo
di inganno di tali documenti consegnandoli a ACPR 5 allo scopo di fagli
credere che aveva nonché avrebbe eseguito i bonifici come da accordi, allo
scopo di nascondere le malversazioni da lui commesse in danno di ACPR 5,
rispettivamente della __________, e di cui al presente atto di accusa; 

 

                                3.3   il
19 dicembre 2016 formato una falsa lettera dell’Ufficio esecuzione, su carta
intestata dello stesso, indirizzata a __________ e per essa destinata a ACPR
13 da cui emergeva che l’ufficio non aveva più nessuna pretesa da far
valere, contrariamente al vero, nonché fatto uso a scopo di inganno di tale
documento consegnandolo a ACPR 13 allo scopo di fargli credere che gli
importi di denaro che gli aveva consegnato erano stati consegnati dall’imputato
all’Ufficio esecuzione per dei pagamenti a favore delle dogane, e così celare
le malversazioni da lui commesse in danno di __________, rispettivamente ACPR
13 di cui al presente atto di accusa;

 

                                3.4   il 10 febbraio 2017
(indicando valuta 13.02.2017), il 10 febbraio 2017 (indicando valuta 15
febbraio 2017) e nel mese di febbraio 2017 (indicando valuta 21 febbraio 2017)
formato tre false conferme di pagamento su carta intestata della __________ da
cui emergeva che egli aveva bonificato a favore della signora __________, negli
Stati Uniti, come da accordi con ACPR 10, l’importo di USD 20'000.00,
contrariamente al vero, nonché fatto uso a scopo di inganno di tali documenti
consegnandoli a ACPR 10 allo scopo di fagli credere che aveva eseguito i
bonifici come da accordi, e così celare le malversazioni da lui commesse in
danno di ACPR 10 di cui al presente atto di accusa;

 

                                   4.   appropriazione indebita
di trattenute salariali 

 

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel periodo tra gennaio 2016 e dicembre 2016,

in qualità di datore di lavoro, disatteso l’obbligo di versare
trattenute salariali quale pagamento di imposte, tasse, premi e contributi
d’assicurazione, oppure di utilizzarle altrimenti a favore del lavoratore e
cagionato in tal modo a quest’ultimo un danno patrimoniale,

 

e meglio per avere,

in qualità di amministratore unico della __________, disatteso
l’obbligo di versare all’Ufficio di esecuzione di __________, le trattenute
salariali operate sul proprio stipendio stabilite in CHF 3'189.00 mensili, pari
all’importo eccedente il minimo d’esistenza, conformemente a quanto stabilito
dall’Ufficio di esecuzione di __________ con la notifica di pignoramento di
salario del 18 gennaio 2016, trattenendo indebitamente detti fondi per
complessivi CHF 31'890.00,

 

ritenuto che, per i mesi di gennaio 2016 e febbraio 2016, non
risultano trattenute salariali, dal momento che egli, per dette mensilità, ha
corrisposto gli alimenti per moglie e figlio per CHF 4'200.00 mensili;

 

 

                                   5.   appropriazione
indebita d'imposta alla fonte

 

per avere, 

a __________ ed in altre località,

nell’anno 2011, 2012 e 2013,

nella sua qualità di amministratore unico della società __________
e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a
trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di
un terzo le ritenute alla fonte concernenti gli anni dal 2011 al 2013 per un
importo complessivo sottratto di CHF 721.95;

 

                                   6.   disobbedienza a
decisioni dell'autorità, ripetuta

 

                                6.1   per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo tra il 27 giugno 2016 e il mese di gennaio 2017,

nel contesto di una procedura di trattenuta di salario,

omesso di ottemperare alle decisioni di data 27 giugno 2016 e 2
settembre 2016 della Pretura di __________, con cui veniva ordinato alla __________
di cui IM 1 era amministratore unico, di trattenere lo stipendio di
quest’ultimo e di riversarlo alla moglie quale contributo alimentare, ordini
impartiti con la comminatoria dell’articolo 292 CP;

 

                                6.2   per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo tra il 26 maggio 2017 e il 2 giugno 2017,

nel contesto di un verbale di pignoramento che lo vedeva coinvolto
come debitore escusso,

omesso di ottemperare alla decisione datata 26 maggio 2017, dell’Ufficio
di esecuzione di __________, con cui gli veniva richiesta la produzione di
determinata documentazione a comprova della sua situazione finanziaria entro il
2 giugno 2017, decisione impartita con la comminatoria dell’articolo 292 CP;

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti: dagli art. 138 cifra 1 CP, art. 146 cpv. 2
CP, in sub art. 146 cpv. 1 CP, art. 251 cifra 1 CP, art. 159 CP, art. 187 LIFD
in relazione con art. 270 LTributaria, art. 292 CP,

 

 

Presenti:                   -   il Ministero pubblico,
rappresentato dal procuratore pubblicoPP 1;

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1.

 

 

	
  Espletato il pubblico
  dibattimento:

  	
   

  martedì 17 luglio 2018, dalle
  ore 09:30 alle ore 16:05,

  mercoledì 18 luglio 2018, dalle
  ore 11:00 alle ore 11:30.

  

 

 

Evase le seguenti

questioni:                      Verbale del dibattimento

 

Richiamato l’art. 344 CPP, il
Presidente comunica che la Corte, per i fatti di cui al pt. 6.2 dell’AA
56/2018, valuterà anche l’ipotesi di reato di cui all’art. 323 CP, come pure
che per le ipotesi di reato di appropriazione indebita previste in entrambi gli
atti d’accusa, la Corte si chinerà anche sull’ipotesi di cui all’art. 138 cfr.
2 CP. Le parti ne prendono atto e non hanno osservazioni al proposito.

 

 

 

Sentiti:                       -   il Procuratore
pubblico, per la sua requisitoria, il quale formula e motiva le seguenti
conclusioni: nei confronti di IM 1 sono stati emessi due atti d’accusa.
L’inchiesta è partita grazie ad una sua autodenuncia, con la quale egli ha
ammesso di aver malversato ai danni della società __________. L’allora titolare
dell’inchiesta non ha ritenuto di doverlo arrestare, lasciandolo dunque in
libertà. Due settimane dopo essersi autodenunciato, descrivendosi quasi vittima
di una situazione che non gli permetteva nemmeno più di concentrarsi sul
lavoro, egli ha nuovamente malversato. La __________ ha, ad oggi, ritirato la
sua costituzione di accusatrice privata. Nel corso degli anni, IM 1 si è beffato
di persone a lui vicine, ripetutamente, tanto da rendere questo suo agire quasi
un’abitudine. L’inchiesta ha permesso di accertare appropriazioni indebite a
danno di diverse società (v. AI 156 ricostruzione della Polizia). Molte di
queste sono state tacitate, e l’ultima rimasta, __________, ha beneficiato di
un accordo transattivo. Trattasi in sostanza del classico buco tappa buchi: per
risarcire alcuni, IM 1 malversava a danno di altri, ciò che aggrava la sua
posizione confermandone la volontà delinquenziale nel tempo. La PP afferma non
esserci ragione per credere che egli abbia tesaurizzato del denaro. Le
malversazioni effettuate sarebbero servite per immettere fondi nella __________
e nella società che deteneva il __________, per oltre CHF 2,4 milioni sull’arco
di 6 anni. Oltre 250 malversazioni, 42 l’anno, dunque circa una a settimana. I
fatti parlano chiaro, egli rubava consapevolmente i soldi di terzi, così da
poter prolungare l’attività della società a cui tanto teneva, ed essere
riconosciuto per strada ed intervistato, a comprova della sua superbia e del
suo menefreghismo. I fatti sono ammessi ed il diritto è pure pacifico. A mente
della PP anche l’appropriazione indebita di imposte alla fonte è data, sebbene
egli abbia dichiarato di non aver allestito un conteggio per il 2010, ciò che
non cambia lo stato delle cose, essendoci poi stata una tassazione d’ufficio.
L’imputato avrebbe dovuto farsi parte diligente e allestire i conteggi, come
poi ha fatto per il 2011 ed il 2012. La PP ritiene che l’imputazione sia dunque
da confermare integralmente. I reati di circolazione stradale sono ammessi. La
PP descrive le circostanze dell’arresto di IM 1, a seguito della denuncia di ACPR
10, amico di lunga data, come tante altre sue vittime indicate nel secondo atto
d’accusa. Egli ha commesso ulteriori malversazioni, in 28 occasioni su di un
periodo di 5 anni. Sommati al primo AA, si hanno 11 anni di malversazioni e 3.1
milioni di franchi sottratti. I fatti, come risulta in maniera inequivocabile,
sono ammessi e non vi sono contestazioni di alcun tipo. Le vittime non sono
state scelte a caso, a mente della PP, ma appositamente selezionate fra le
persone a lui più vicine e che vi riponevano fiducia. Gravissima azione nei
confronti di vittime che riteneva amiche. È evidente che egli speculava sul
fatto che le sue vittime non avrebbero proceduto a particolari controlli,
fidandosi di lui, da qui l’accusa di truffa per mestiere. Egli ha vissuto di
queste malversazioni per anni e lo ha ammesso. Del crimine ha fatto una professione,
allestendo anche dei documenti falsi, quali false conferme di pagamento.
Inoltre, egli si è pure appropriato delle trattenute salariali legate ad un
pignoramento di stipendio che avrebbe dovuto eseguire e poi non ha versato gli
alimenti dovuti per il figlio. Con riferimento alla commisurazione della pena
rilevo che, il suo comportamento non può essere ritenuto collaborante. Ha
ammesso i fatti solo a fronte di precise contestazioni, senza alcuna
dichiarazione spontanea e facendo sì che, interrogatorio dopo interrogatorio,
spuntassero nuove vittime (sino a 5 mesi dopo il suo arresto), complicando di
fatto il lavoro degli inquirenti. La colpa di IM 1 è estremamente grave: rileva
la ripetitività delle operazioni commesse a danno di persone che lui riteneva
amici, vecchi compagni di scuola e conoscenti del defunto padre. È grave anche
per il lungo periodo in cui ha operato, ossia 11 anni. Di buona formazione,
dotato di intelligenza e con un buon lavoro, egli è nato con la camicia, se
così si può dire, con ottime possibilità, ed era ben integrato nella realtà
economica del __________. Non vi sono attenuanti. Ha inoltre malversato in
attesa di giudizio, nonostante fosse già stato condannato in Italia per reati
patrimoniali. La prognosi è tutt’altro che favorevole, il che preclude la
possibilità di una sospensione condizionale, anche solo parziale. Il rischio di
recidiva è elevato. Chiede una pena detentiva di 4 anni e 10 mesi. Per quanto
in sequestro rinvia all’interrogatorio dibattimentale;

 

                                     -   l’avv. DUF 1, difensore
dell’imputato IM 1, il quale formula e motiva le seguenti conclusioni: dà
lettura di uno scritto ricevuto da IM 1 in carcere da parte del sindaco di __________,
quale espressione della sua stima e ammirazione per l’attività svolta quale
presidente della __________ e del disagio a leggere gli articoli comparsi sulla
stampa a seguito delle vicende che l’hanno coinvolto. IM 1 ha abbracciato lo
sport della __________ sin da giovane. Egli è nato a __________, paese che si
riconosce molto più di altri nella sua società sportiva. La __________ da
sempre è radicata nel territorio. I soci, fra attivi e sostenitori, erano
centinaia. La __________ è cresciuta parimenti allo sviluppo del Comune,
diventandone la principale associazione. La squadra di __________, da piccola
che era, è diventata grande, grazie soprattutto all’impegno di IM 1. Con lui,
la __________ conobbe successi e un seguito di pubblico enormi. Il __________
intero si identificava con questa squadra e con il suo presidente. IM 1 aveva
anche tempo per dedicarsi ad attività benefiche: è uno dei fondatori del __________,
associazione importantissima che organizza eventi di rilievo e che, in quasi 20
anni di esistenza, ha devoluto oltre fr. 700'000.- a titolo benefico. IM 1 ha
proposto anche un movimento etico e sociale, aiutando famiglie in difficoltà ed
elargendo borse di studio. Ha inoltre cresciuto ben __________ figli, __________.
Questo era il signor IM 1, un signore che pensava al benessere degli altri. Una
persona che ha perso il padre a __________ anni e che gli ha lasciato
un’eredità pesante: una __________ che aveva bisogno di essere guidata. Per
lui, a __________ anni, avere degli impegni così importanti è stato molto
difficile. La madre è sempre stata casalinga. Egli si è rimboccato le mani per
emergere e per fare del bene, contando sempre e solo sulle sue forze. IM 1
voleva che una parte del suo stipendio venisse destinata a far studiare il
fratello minore. Le malversazioni sono iniziate nel momento in cui la __________
non aveva più soldi, e un’attività imprenditoriale che si è rilevata
deficitaria ha avuto bisogno di immissioni. 

Persone che dovevano dargli il loro supporto si sono ritirate, ed
egli si è trovato da solo e con una fortissima volontà di far sopravvivere la __________.
Ha agito da ingenuo e sprovveduto, con un fortissimo senso di appartenenza alla
comunità. Ha trascorso notti insonni a pensare a quanto aveva commesso, finendo
anche per abusare di alcool tra il 2013 ed il 2015 a causa di una sindrome di
disadattamento e dei disturbi psichici conseguenti. I fatti sono acclarati e
ammessi. Contesta unicamente l’appropriazione di imposte alla fonte, essendo
che la __________ non disponeva di soldi di cui egli avrebbe potuto
appropriarsi e questa non era nemmeno la sua intenzione. Non avrebbe comunque
potuto trattenere e sottrarre soldi che non c’erano. Chiede pertanto il
proscioglimento da tale reato, gli importi non essendo corretti e comprendendo
degli interessi che non possono essere conteggiati in ambito penale. Contesta inoltre
l’aggravante del mestiere per l’imputazione di truffa, ritenendo che la PP
abbia fatto un minestrone giuridico imputando l’aggravante del mestiere anche
ad operazioni di prestiti e di appropriazioni indebite, ma solo le imputazioni
di truffa possono avere valenza del mestiere (sentenza TF 116 IV 319). Le
truffe commesse lo sono state per importi esegui poi restituiti, importi dunque
non determinanti per la vita del sig. IM 1, posto come egli avesse anche il suo
reddito su cui poter contare. Con riferimento alla commisurazione della pena, IM
1 riconosce che la sua colpa è oggettivamente grave, ma osserva che vanno anche
considerati il punto di vista soggettivo e le circostanze personali. Cita
l’art. 47 cpv. 2 e l’art. 48 lett. d CP: IM 1 sta soffrendo e ha perso tutto a
seguito del suo agire, ad iniziare dalla famiglia. La moglie ha infatti
introdotto le pratiche di divorzio. Il figlio __________. Proprio in questo
periodo di maggior bisogno, suo padre non può essergli vicino. Ha chiesto di
andarsene in vacanza qualche giorno con la madre, pur di non sentire gli echi
di questo processo. La salute del sig. IM 1 è peggiorata e ha dovuto farsi
curare da una psichiatra: angoscia e fantasmi lo assalgono di continuo. Non ha
più il coraggio di chiedere l’affetto di sua madre. Per non parlare della gogna
mediatica, per una persona che ha fatto di tutto pur di salvare la propria
società. I beni della famiglia IM 1 sono persi, egli ha cercato di risarcire,
per quanto gli fosse possibile, il maltolto. Ha venduto la sua auto e le azioni
di proprietà della sua famiglia, mettendo pure a disposizione degli accusatori
privati la sua casa, dove i figli avrebbero dovuto vivere. Sono state accese
anche delle cartelle ipotecarie affinché potessero essere date alla __________,
per ripagare il danno creato, come egli ha sempre avuto l’intenzione di fare.
In questo senso chiede l’applicazione del sincero pentimento, anche se
propenderebbe per l’applicazione dell’art. 53 CP. Questa disposizione vuole,
oltre ad aver fatto di tutto per risarcire e aver risarcito, che vi sia la
possibilità di una sospensione condizionale della pena. Chiaramente, con una
sentenza come quella italiana, risulta difficile postularla. Ma la difesa deve
dar fede a quanto detto da IM 1, il quale ha spiegato quale fosse il suo ruolo
e di come è rimasto invischiato in questa faccenda. Sappiamo che nell’ambito
del patteggiamento in Italia, tutto va relativizzato. Questo istituto in Italia
permette di accorciare notevolmente i tempi e risparmiare lunghissime procedure,
ma questa sentenza non figura iscritta a casellario. Giurisprudenza e dottrina
svizzere sono molto divise su come recepire questo tipo di condanna (v. TPF
2011.26, 31.10.2012, a mente del TPF non è possibile trarre alcun accertamento
di merito). IM 1 stesso non ci ha capito granché e ha presunto che l’unica
condanna a lui imputabile fosse stata una multa. Chiede dunque che venga
considerato persona incensurata, e quindi meritevole di una sospensione
condizionale della pena, posto come abbia già scontato un anno di carcere. Egli
ha una promessa di lavoro che potrebbe permettergli di rifarsi una vita: IM 1
ha descritto l’incarcerazione come una liberazione. È arrivato a ringraziare ACPR
10 per averlo denunciato, e a scrivere una lunga lettera alla PP per
ringraziare anche lei di averlo arrestato e fermato. Se il PP __________
l’avesse incarcerato prima, non vi sarebbe stato il secondo AA, e vi erano
tutti i presupposti affinché le cose finissero lì. È vero che la ricostruzione
finanziaria è stata puntuale e precisa, ma a mente della difesa non si può dire
che egli non abbia collaborato, avendo messo a disposizione degli inquirenti
ogni documento puntuale che potesse essere d’interesse. Considerato il buco
tappa buchi, gli importi si devono ridimensionare. Se l’art. 53 CP non venisse
applicato, chiede in subordine che la pena venga ridotta a tre anni, con la
sospensione del residuo da scontare, così che egli possa riabbracciare suo
figlio e lavorare, riprendendo in mano la sua vita.

 

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   …OMISSIS…

 

Così IM 1 in occasione del suo primo verbale davanti alla PP
nell’ambito del primo procedimento sfociato nell’AA del 23 dicembre 2015 (AA1):

 

…OMISSIS…”

(MP VI 25.08.15).

 

 

                                   2.   IM 1 è sostanzialmente
incensurato in Svizzera, fatto salvo un DAC 30.8.2010 del MP di __________ che
fa stato di una condanna a 80 aliquote giornaliere di CHF 250.— l’una per reati
di circolazione. In Italia figura invece un precedente: con sentenza 13 gennaio
2016 il GIP di __________ lo ha condannato per titolo di bancarotta fraudolenta
a due anni di reclusione, pena patteggiata con il Pubblico Ministero.

Al dibattimento ha spiegato che sarebbe il frutto di un malinteso
con il suo legale:

 

"
So per certo però che se avessi saputo che a mio carico c’era
stata una condanna, non avrei agito in tal modo. La sentenza di patteggiamento
mi è stata sottoposta per la prima volta dalla PP. Del pagamento io non mi
ricordavo, per me era una pratica evasa. Lo consideravo come una semplice multa
pagata. 

 

ADR che l’avvocato __________ non mi ha mai informato di questa
sentenza né del fatto che sono stato condannato ad una pena di due anni. Mi
aveva dato 48h per procedere al versamento di questa “multa” e per me la
questione era risolta. Se avessi avuto una condanna a due anni me ne sarei
accorto. Questa sentenza l’avrei certamente conservata e sarebbe stata
ritrovata dalla Polizia tra i miei documenti, se l’avessi avuta”

(verb. int. dibattimentale, p. 6).

 

Sia che sia, la questione non ha da essere ulteriormente approfondita,
la condanna estera non avendo (più) alcuna influenza sul presente giudizio (DTF
142 IV 329).

 

                                   3.   IM 1,
autodenunciatosi, accompagnato dall’allora suo patrocinatore avv. __________ è
stato sentito una prima volta il 3 aprile 2013 presso il MP, dove ha in
sostanza riferito degli illeciti illustrati nel primo atto d’accusa. Non
emergendo motivi di applicazione degli art. 221 e ss CPP, peraltro a sua
sorpresa (Ver. dib. p. 4: “Io ero certo che sarei stato arrestato”) non
è stato arrestato né è stato posto in carcerazione preventiva. Sui fatti, come
tali, riferiti, si rinvia espressamente al verbale di audizione del 13 aprile
2013, onde non tediare il lettore con un lungo riporto del testo, bastando
rilevare che si tratta dei fatti indicati nel relativo atto d’accusa riportato
in entrata del presente giudizio. In sostanza egli ha malversato a danno di
varie società provvedendo, per finire, a risarcire il maltolto, malversando a
carico di altre, ritenuto che alle prime ha pure versato somme comprensive di interessi,
e meglio come descritto ai punti .1-1.6 dell’atto d’accusa. Egli ha, tra
l’altro, riferito al Magistrato:

 

"
ADR che ho capito. Resto a disposizione delle autorità
inquirenti. Senza con ciò rendere più concreto un rischio di fuga che nego
sussista, dichiaro di eleggere, a fini di notifica, domicilio legale presso il
qui presente avv. __________, mio difensore di fiducia. Nego di aver altrimenti
malversato o di essermi reso reo di altri reati di cui sottaccio l’esistenza.
Al di fuori di quanto già confessato, non ho altro da aggiungere” (MP 13 aprile
2013, p. 10).

 

In seguito ha continuato a gestire l’ufficio __________ di cui era
titolare, commettendo altre malversazioni, così come indicato nell’atto
d’accusa del 29 marzo 2018 (AA2).

 

Sentito dalla PP il 20 febbraio 2018, l’imputato ha dato atto:

 

"
Per tornare ai reati che ho commesso dopo il “primo”
procedimento, (quel procedimento nell’ambito del quale mi ero auto denunciato),
posso dire che io avevo diverse spese da sopportare, avevo uffici grandi e per
far fronte alle numerose spese e agli oneri familiari ho da un lato vissuto dei
prestiti e dall’altro commesso le malversazioni note. Segnalo che fino al 2014
il nucleo familiare comprendeva anche il sostentamento dei __________ figli di
primo letto di mia moglie, la quale riceveva per ogni figlio solo CHF 700.00
mensili pari a CHF 3'500.00. Come noto il “primo” procedimento era legato a
malversazioni fatte per finanziare il __________, detto in due parole. Il
procedimento penale iniziato nel luglio 2017 è da ricondurre a errori che ho
commesso: spendevo troppo. Per poter far fronte alle spese ho commesso reati
penali.

 

Con il senno di poi dico che ho sbagliato: avrei dovuto cercare un
lavoro come dipendente presso terzi invece di mettermi di nuovo “in proprio”
con poi le conseguenze che sappiamo.”

 

In aula ha ribadito:

 

"
Io ho mantenuto, purtroppo, un totale di spese molto elevato, e
non riuscivo a farvi fronte. Ad oggi posso dire che non farò mai più il __________
e non aprirò mai più un ufficio. Avrei dovuto cambiare lavoro da subito (….) E’
vero che in parte ho vissuto di malversazioni, ma parallelamente ho comunque
mantenuto la mia attività. Purtroppo, anche se sembra assurdo, ad oggi io
ringrazio il signor ACPR 10 perché ha messo fine a questa mia attività
disastrosa, non so come sarebbe finita. Ho cercato di ridurre al massimo le
spese, ma non so come sarei potuto andare avanti. Ho tradito la fiducia di
parecchie persone, lo so, e non me lo perdonerò mai. Me ne rendo conto oggi. A
tutte queste persone avevo firmato dei contratti di prestito e fornito dei
piani di rientro”

(verb. int. dibattimentale, p. 5).

 

 

                                   4.   Il secondo
procedimento è nato da una denuncia 19.06.2017 di tale ACPR 10 per titolo di
appropriazione indebita per un importo di CHF 23'000.-, presentata
nell’imminenza della fissazione del dibattimento in relazione all’AA1, le parti
essendo prossime ad un accordo bonale che prevedeva il coinvolgimento della
moglie comproprietaria del 95% della casa già abitazione coniugale, gravata di
usufrutto a favore dell’imputato, per il resto comproprietario del rimanente
5%.

Dubitando fortemente che l’imputato non l’aveva raccontata tutta
nel primo procedimento e che i nuovi fatti erano indizianti di reiterazione del
reato, la PP ne ha ordinato l’arresto il 5 luglio 2017.

 

Dal rapporto di arresto si evince:

 

"
Questa mattina alle ore 07:20, come ad ordine di perquisizione e
sequestro nonché di mandato di accompagnamento coattivo, siamo intervenuti
presso il domicilio di IM 1 in __________ a __________. In luogo era presente
il rubricato che ha preso atto dell’ordine di perquisizione e della denuncia in
oggetto.

IM 1 non ha posto alcuna resistenza ed è stato collaborativo
durante tutto l’intervento. Prima del termine della perquisizione è intervenuto
anche l’avv. DUF 1, patrocinatore di IM 1.

Dopo la perquisizione, durante la quale sono stati sequestrati
pochi documenti e tre computers, abbiamo accompagnato l’imputato a __________
dove ha lasciato in cura il suo cane presso il canile __________. Susseguentemente
siamo rientrati in ufficio a __________. Come a disposizioni della PP, l’isp __________
e l’isp spec __________ hanno proceduto all’interrogatorio dell’imputato.

IM 1 ha premesso che attualmente non ha più deleghe per nessuna
relazione bancaria e che si occupa unicamente di consulenza fiscale ed
allestimento bilanci. Dopo le traversie giudiziarie, note agli inquirenti ed
alla magistratura, egli ha lavorato con due società, e meglio __________ e la __________,
che avevano uffici a __________ in Via __________.

Attualmente non ha più a disposizione uffici propri ed opera dal
suo appartamento privato, oggi perquisito. IM 1 attualmente lavora per la __________
il cui titolare è certo ACPR 11 di __________ e residente a __________. Non ha
stipendio fisso ma percepisce delle provvigioni sui lavori che effettua.

Per quanto riguarda la sua posizione finanziaria IM 1 ha precisato
che per tutto il 2017 ha percepito unicamente circa CHF 3'000.-
complessivamente. 

Ha dichiarato di essere comunque in attesa di aprire uffici
professionali propri a __________ in un appartamento attiguo al suo domicilio,
come pure di essere in trattativa con uno studio commercialista di __________
che vorrebbe operare in Svizzera.

La sua situazione finanziaria è attualmente molto precaria.

Anche per il 2016 ha dichiarato d’aver percepito complessivamente
soli CHF 11'000.- di commissioni.

 

In riferimento alla denuncia ACPR 10 ha ammesso tutti i fatti e
sostanzialmente di aver trattenuto il denaro datogli da ACPR 10 che sarebbe
stato destinato ad una terza persona. Ha ammesso di aver falsificato le due
ricevute di pagamento della __________ a favore di __________. IM 1 ha
dichiarato di avere agito in tale maniera per nascondere le grosse difficoltà
della sua situazione finanziaria e poiché aveva bisogno del denaro per
sistemare pagamenti arretrati.

A precisa domanda IM 1 ha poi confermato di aver percepito un
prestito di CHF 50'000.- dalla __________ il cui azionista è ACPR 10. Prestito
mai restituito.

Ha poi confermato di aver altre esposizioni finanziarie a fronte
di alcuni prestiti di minore entità percepiti da svariati amici. Egli ha detto
che tutte queste persone erano al corrente della sua precaria situazione
finanziaria.

Facciamo rilevare che abbiamo trovato e sequestrato un pc
portatile e due pc fissi (tower), oltre al telefonino, che andranno analizzati
alfine di verificare eventuali altre malversazioni. 

Per quanto riguarda gli uffici a __________ in via __________, gli
stessi non sono più nelle disponibilità di IM 1. Tuttavia il proprietario __________,
dopo l’ennesimo mancato pagamento dell’affitto, ha trattenuto e portato in un
deposito a __________, il mobilio dell’ufficio, con all’interno alcuni
documenti relativi all’attività della società. Sarà nostra premura verificare
con __________ l’esistenza dei documenti ed eventualmente sequestrarli.

Provvederemo ad effettuare informazioni anche nel canton __________
dove IM 1 aveva uffici della sede principale della fallita __________.

Infine si dovrà contattare __________ di __________ per verificare
quanto dichiarato da IM 1 relativamente all’ennesimo prestito ottenuto”

 

Difatti è, poi, emersa, tutta una serie di malversazioni, non
immediatamente e spontaneamente dichiarate dall’imputato, che verosimilmente
aveva pure perso il conto, ma venute alla luce sia dall’esame della
documentazione contabile del IM 1 sia da singole ulteriori denunce. Posto in
carcerazione preventiva dal 5 luglio 2017, è passato in regime di anticipata
espiazione della pena dal 2 agosto successivo. Da qui in avanti, IM 1 lavora in
cucina, attività che vorrebbe proseguire una volta scarcerato, presso l’EP “__________”,
gestito da suo fratello __________ (cfr. verb. int. imputato p. 7 e doc dib.
4).

 

 

                                   5.   L’imputato è, come
detto, reo confesso. Al netto di quanto si andrà a dire nei considerandi che
seguono, gli atti d’accusa sono stati sostanzialmente confermati, senza che
occorra disquisire oltre sulla qualifica giuridica dei fatti, pacificamente
corretta così come indicata negli stessi atti d’accusa, ad eccezione del reato
di appropiazione indebita d’imposte alla fonte su cui si dirà in seguito. In
sostanza, se le malversazioni di cui all’AA1, i cui proventi sono stati in gran
parte utilizzati per mantenere in vita il __________ e l’alto livello
agonistico della società di __________ di cui era presidente, quelle di cui
all’AA2 sono dovute alla totale incapacità di adeguare il proprio tenore di
vita e di gestire la propria attività, tant’è che, pur essendo cosciente del
grosso rischio corso quando si presentò la prima volta al MP e il PP non lo
arrestò, solo pochi giorni dopo ha malversato, per CHF. 10'000.-, a danno della
__________ (AA2, N. 1.1.).

 

 

                                   6.   La Corte ha,
pertanto, espresso le seguenti considerazioni in merito all’imputato ed alla
sanzione qui inflittagli.

Gli atti consegnano la vicenda di un uomo di buona formazione,
cresciuto in una famiglia normale, che è finito nei guai non soltanto a causa
della sua passione per lo sport, ma anche per incapacità proprie di gestire
un’attività che richiedeva diligenza e senso di responsabilità. 

Di buona formazione, complice la prematura scomparsa del padre, si
è ritrovato a dover gestire praticamente da solo l’eredità professionale
lasciatagli con l’ufficio __________ dal genitore. A ciò si è aggiunta la sua
passione per il __________, che lo ha portato ad assumere la presidenza della __________
che all’epoca partecipava al campionato di serie A, ingaggiava giocatori
professionisti e necessitava quindi di un giro d’affari importante.  Un po’
come spesso accade nelle società sportive professionistiche del Cantone Ticino
– e gli esempi si sprecano, non soltanto nella ______, ma anche nella
pallavolo, nel calcio e, per certi versi, pure nell’hockey – sono presto emerse
difficoltà di liquidità, di far quadrare i conti, di far fronte ad impegni che,
di tutta evidenza, la società, da sola, anche se molto seguita e molto
rappresentativa della regione in cui operava, non riusciva a far fronte. 

Nacquero così le prime malversazioni a danno di alcuni clienti,
malversazioni il cui provento venne però destinato anche a tentare di salvare
il bar __________, ed in parte anche a mantenere il proprio tenore di vita.
Sono quindi emerse malversazioni a danno di clienti per circa 2.5 milioni di
franchi, che l’imputato ha parzialmente ripianato con il sistema buco tappa
buchi, lasciando per finire uno scoperto a danno di un solo cliente, per oltre
770'000.- franchi. 

È in quella fase di scoperta del maltolto che le parti iniziarono
a cercare di trovare una soluzione bonale: l’accusatore privato fece allestire
una perizia contabile, l’imputato riconobbe le cifre, ma non si giunse ad una
transazione perché mancavano i soldi. Da qui l’autodenuncia di IM 1, il 3
aprile 2013, davanti al Pubblico Ministero, dove raccontò spontaneamente quanto
emerso con la __________, accennando di aver fatto altre malversazioni a danno
di terzi, ma di averle già ripianate. 

Fatto sta che non furono presi provvedimenti limitativi della sua
libertà. Bene è sottolineare come, a quel momento, la __________ non doveva più
rappresentare un problema, poiché, di lì a poco venne dichiarata fallita,
rispettivamente l’attività del __________ era ripresa senza che l’imputato
avesse da immettervi ulteriori capitali. Insomma, a quel momento IM 1 è stato
messo in libertà con un debito di oltre 770'000.- franchi, apparentemente senza
altri oneri. Purtroppo, solo 15 giorni dopo lo scampato pericolo – e IM 1, in
aula, ha detto che lui era convinto che sarebbe stato arrestato quel 3 aprile
–  ha ricominciato a malversare a danno di più clienti, commettendo i fatti
indicati nel secondo atto d’accusa. E questa volta non più per motivi ideali,
per salvare il __________ a __________, che rappresentava un simbolo di forte
appartenenza alla comunità, ma esclusivamente a profitto proprio. Non riusciva
a far fronte alle spese della sua attività e, invece di liquidarla, ha
proseguito a malversare fino ad essere poi, finalmente, arrestato, con
un’ipotesi a quel momento limitata a CHF 23'000.-, altrimenti sarebbe andato
avanti chissà fino a quando. 

Nell’ambito dell’inchiesta relativa al secondo atto d’accusa,
l’imputato si è limitato comunque ad ammettere i fatti che gli venivano
prospettati, senza praticamente mai vuotare spontaneamente il sacco. 

Arrestato il 7 luglio 2017, nell’imminenza della concretizzazione,
peraltro, della realizzazione della casa di famiglia, che avrebbe consentito di
probabilmente liquidare anche la posizione della __________ azzerando
praticamente i debiti dell’AA1 (doc. TPC 2), sono emerse tutte le malversazioni
dell’AA2 che lo hanno portato in aula in stato di detenzione. 

 

 

                                   7.   Sulle cifre, va
detto che il patrimonio messo in pericolo, quello lordo, è di oltre 3 milioni
di franchi, mentre, ad oggi, con i risarcimenti intervenuti, lo scoperto si
aggira attorno al mezzo milione. 

Sui reati e sulle contestazioni della difesa, va detto
innanzitutto che l’appropriazione indebita è aggravata per il fatto che IM 1 ha
agito nell’ambito della sua professione di fiduciario, regolarmente
autorizzata, mentre anche per la truffa l’aggravante del mestiere è data, già
solo per il fatto che egli, in quel periodo, viveva anche grazie al provento
delle malversazioni e che era ormai diventato, vista l’abitudine, un
professionista non solo dell’appropriazione indebita, ma anche della truffa. In
questo senso non è importante tanto il numero delle truffe commesse o i loro
importi, ma le energie ed i mezzi che egli vi impiegava. 

Per quanto concerne la questione delle imposte alla fonte 2010 e
2012, la giurisprudenza esige che, perché vi sia sottrazione, occorre che il
debitore abbia un substrato finanziario sufficiente per farvi fronte, e non
paga. Dalla scarna documentazione agli atti non si può stabilire se la __________
effettivamente, al momento di versare gli stipendi, questi mezzi li aveva, e pertanto
non è possibile affermare con sufficiente certezza che vi sia stata
sottrazione. Questo, a prescindere dai conteggi e dai maldestri allestimenti
delle decisioni da parte del creditore, nonché del riconoscimento di debito
dell’imputato, che rimane di natura civile, poiché da questo profilo il debito
non è comunque estinto, quale esso sia. 

Per il resto, sono stati confermati gli atti d’accusa, con la
precisazione che per il pt. 6.2 del secondo non si tratta di contravvenzione ai
sensi dell’art. 192 CP, ma di contravvenzione ai sensi dell’art. 323 CP,
questione peraltro di dettaglio. 

 

                               7.1.   Venendo alla
determinazione della pena va detto che per l’art. 47 cpv. 1 CP, il giudice
commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita anteriore e
delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la pena avrà
sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa è
determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene
giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli
obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,
secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o
la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP
stabilisce che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della
colpa dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica la
giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da
considerare - la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate
all’atto stesso (Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo
oggettivo, il grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico
offeso e la reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che
la giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con
le espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF
129 IV 6 consid. 6.1).

Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (subjektive
Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai
motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che
l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la
libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità
nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid.
2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione
alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e
meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio
situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da
giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del
21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del
codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile,
FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve
indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei
limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. Così come indicato
dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV
55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena
ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua
vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della
situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione
professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto
e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà
sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF
6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF
6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato
che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere
sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà
presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21
settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice
penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,
pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del
14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2).
La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di
pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV
73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale
permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in
ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008,
6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo
2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e
riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II,
Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

 

                               7.2.   La colpa oggettiva si
misura, quindi, prevalentemente in base all’entità della messa in pericolo del
bene protetto che, in questo caso è, prevalentemente, al netto dei reati di
falsità in documenti e di circolazione stradale, il patrimonio. 

E proprio perché va commisurata in base alla messa in pericolo del
patrimonio e non già alla perdita effettiva, si hanno, nel caso di specie,
appropriazioni indebite e truffe qualificate per oltre 3 milioni e 100 mila
franchi, commesse sull’arco di 11 anni, con oltre 250 operazioni. In questo
senso, la colpa non può che essere definita grave, sia per l’importo, sia per
la ripetitività, e sia anche per le modalità, se solo si pensi che l’imputato
ha pure truffato persone semplici, amici, gente che si fidava di lui, che lo
stimava e che mai si sarebbe aspettata di essere ingannata.

 

                               7.3.   La colpa soggettiva,
che si misura prevalentemente in termini di motivi a delinquere, se in un primo
tempo poteva essere considerata soltanto media per le pressioni che l’imputato
sentiva su di sé nel voler mantenere in vita una società nella quale una regione
intera fortemente si identificava, questa colpa diventa grave, quando poi ha
iniziato a malversare solo ed esclusivamente a suo favore, soprattutto dopo
aver scampato il pericolo dell’arresto, e questo solo 15 giorni dopo. Da qui in
avanti egli ha dimostrato egoismo, perché alternative ne aveva: bastava
fermarsi e rimanere al solo debito con __________; invece ha preferito non
assumersi appieno le responsabilità e ha quindi mantenuto in essere un’attività
che non poteva garantirgli l’alto tenore di vita che aveva. 

E, come detto, si è trattato di un’attività delittuosa ripetuta,
commessa quasi sotto traccia, perché le vittime erano degli amici che non gli
volevano affatto male e che nemmeno lo hanno denunciato, tranne uno, peraltro
diverso tempo dopo il fatto. Denuncia che ha permesso poi di accertare, anche
se in un primo tempo IM 1 ha negato, tutte le sue responsabilità consegnate nel
secondo atto d’accusa. Insomma, senza quella denuncia e senza una corretta
risposta da parte del magistrato inquirente, con l’istanza di carcerazione,
chissà per quanto tempo IM 1 sarebbe ancora andato avanti a ledere il
patrimonio altrui?! 

 

                               7.4.   Sempre ad aggravare la
posizione dell’imputato non va passato sotto silenzio il concorso di reati,
perché, con più atti, egli ha leso più beni protetti. Non va infatti
dimenticato che le falsità in documenti erano finalizzate a garantire la
propria attività illecita, quindi erano funzionali all’inganno, mentre i reati
di circolazione stradale nemmeno possono essere considerati delle bagatelle,
poiché il tasso di alcolemia era estremamente elevato, e, ancora una volta, IM
1 si è dimostrato incurante delle regole, rifiutando la prova etanografica e
poi circolando nonostante gli fosse stata ritirata la patente. Questo per dire
che questi reati hanno avuto anche loro un certo peso nella determinazione
della pena. 

 

                               7.5.   Ciò detto, al netto di
quanto esposto nelle considerazioni che seguono, adeguata alla colpa di IM 1
sarebbe una pena non distante da quella proposta dalla pubblica accusa, e
meglio attorno ai 4 anni e mezzo.

A favore dell’imputato la Corte ha per contro considerato che
nella sua vita si trovano sicuramente aspetti molto meritevoli, come l’impegno
per lo sport e nell’attività di un ente di beneficienza. A suo favore è stato
considerato anche che si è ritrovato in una situazione più grande di lui, che
non ha saputo gestire non solo per malvolere, ma anche perché non voleva
deludere coloro i quali avevano riposto fiducia in lui. Egli si è inoltre
comportato molto correttamente in carcere, dove lavora, dando l’impressione di
aver finalmente compreso la gravità dei suoi atti e di essere disposto a
riprendere in mano la propria vita, limitandosi ad attività lecite, lontane da
quelle finanziarie. 

Né va passata sotto silenzio la sofferenza per le conseguenze, dal
profilo dell’immagine, con il battage mediatico che ne è scaturito proprio
perché già dirigente di un’importante società sportiva, e le conseguenze anche
per la sua situazione personale, con la separazione dalla moglie e le limitate
possibilità di relazioni personali con il proprio figlio. Ma l’attenuante che,
trattandosi di reati patrimoniali, consente una riduzione più importante della
pena, è il fatto che le posizioni debitorie sono state in buona parte
risarcite, in particolare quella della __________ che era la posizione più
importante, e questo ancora nell’imminenza del dibattimento. A ciò aggiungasi
la disponibilità di destinare il provento netto della vendita della casa ai
creditori, realizzazione che non è a tutt’oggi avvenuta, il blocco a registro
fondiario essendo unicamente una garanzia che impone la trattenuta del
provento. Ma tant’è. Questo comportamento configura, a mente della Corte,
esclusivamente per la fase successiva a quella istruttoria, l’ammissione parziale
del sincero pentimento. Così stando le cose, e tutto ben ponderato, la Corte ha
ritenuto adeguata una pena detentiva di tre anni e sei mesi, con l’aggiunta di
una multa di CHF 500.-, che, visto che viene condannato anche per delle
contravvenzioni, la Corte è obbligata ad infliggere. 

Non è stato possibile, vista la gravità della colpa, comprimere
ulteriormente la pena entro i limiti di una sospensione condizionale parziale,
pena la banalizzazione eccessiva di colpe effettive che rimangono,
manifestamente, gravi. Trattandosi di pena parzialmente aggiuntiva, viste le
condizioni economiche oggi precarie in cui versa IM 1 e considerato che è
chiamato a scontare una pena detentiva di una certa durata, la Corte rinuncia
alla revoca della sospensione condizionale di cui al DAC del MP di __________
del 30.8.2010.

 

 

                                   8.   Le pretese civili
sono state ammesse come tali, ritenuto che gli accusatori privati hanno
rinunciato alle prerogative dell’azione penale, ivi compresa, quindi,
l’eventuale garanzia sul bene immobile da realizzarsi. Bene immobile che viene
liberato dal blocco, autorizzando l’Ufficio esecuzioni a procedere alla sua
realizzazione, ritenuto che il provento netto deve essere trattenuto a garanzia
di tutti i costi processuali. Per quanto concerne le cartelle ipotecarie accese
dall’imputato e che non garantiscono alcun credito, le stesse sono confiscate,
fatta salva la facoltà per l’ufficio esecuzioni di chiederne la consegna
nell’ambito della procedura esecutiva già in essere. 

 

                               8.1.   Le pretese degli accusatori
ACPR 13 e ACPR 11, volte all’assegnazione a loro stessi, rispettivamente al
mantenimento del sequestro conservativo dei beni in sequestro, non hanno potuto
essere accolte.

 

                                  a)   La Corte ha accertato che
gli immobili in sequestro non costituiscono provento di reato e, di
conseguenza, non possono fare oggetto di confisca ai sensi dell’art. 70 CP. Le
uniche informazioni si ricavano infatti dal verbale di interrogatorio di IM 1
il 25 agosto 2015, laddove ha dichiarato:

 

"
La PP mi chiede alcuni chiarimenti su come è stata finanziata la
casa di __________, fondo mappale numero __________. 

Dico che la casa è intestata a mia moglie in ragione del 95% __________,
dalla quale sono separato a seguito di una sentenza della Pretura __________.
In ragione del 5% è a me intestata. Io sono usufruttuario dell’immobile.

La casa è stata acquistata nel 2007, a fine anno. Io, come mi
chiede il Magistrato, nel 2007 malversavo già. La prima malversazione in
danno della __________ è del giugno del 2006.

Il PP mi chiede come è stata finanziata la casa e quale era il
prezzo di compravendita.

L’immobile è stato acquistato per CHF 750'000.00 finanziato in
ragione di CHF 650'000.00 con un’ipoteca mentre che in ragione di CHF
100'000.00 con i miei fondi personali.

A domanda del Magistrato dico che CHF 100'000.00 dei miei
fondi propri sono così composti: CHF 44'000.00 circa sono riferiti al riscatto
di due polizze vita mentre che CHF 56'000.00 circa sono stati versati da me a
contanti. Questo importo io l’ho prelevato interamente a contanti dalla __________
il 12.12.2007.

L’avvocato __________ farà avere il documento contabile.

Preciso che la __________ mi ha prestato questo importo poiché per
questioni tecniche aspettavo il riscatto della polizza/cassa pensione __________
in ragione di CHF 37'500.00 avvenuto il 28.04.2008. quando ho ricevuto dalla __________
i soldi li ho ridati alla __________. La rimanenza di CHF 21'000.00 è stata
compensata con la __________ per dei rimborsi spese che conteggiavamo a fine
anno.

L’avvocato DUF 1 fa notare che sull’immobile vi è la
restrizione della facoltà di alienare della __________ solo sulla quota del 5%.

La casa è stata acquistata a fine 2007 e sono stati fatti una
serie di lavori per un totale di circa CHF 850'000.00. Per potere effettuare
questi lavori e per poterli pagare è stata accesa un credito di costruzione di
CHF 750'000.00 Completamente utilizzato. La rimanenza per CHF 100'000.00 deriva
da fondi miei propri. Miei risparmi.

Il PP mi dice che sulla base del rapporto di ricostruzione a
pag. 39/40 risulta che nella casa potrebbe essere confluito un importo di circa
CHF 300’000/CHF 400'000.00, questa affermazione viene fatta nel rapporto poiché
l’architetto __________ aveva valutato nell’ottobre 2007 la casa CHF 2 Mio. Il
PP mi chiede di prendere posizone.

Dico che questi CHF 300'000.00/CHF 400'000.00 non sono soldi che
sono stati immessi nella casa per la ristrutturazione. È sbagliato prendere la
perizia di CHF 2 Mio e dedurre dalla stessa il costo a rogito e l’importo del
credito di costruzione per la ristrutturazione pari a circa 1.6.

Il fato che una casa possa valere CHF 2 Mio dal profilo
commerciale ancora non significa che la casa sia costata effettivamente 2 Mio.

Escludo nel modo più assoluto che in questo immobile io
rispettivamente mia moglie abbia “investito a contanti fondi propri di cui non
si conosce l’origine per almeno CHF 456'000.00” come risulta a pagina 40 del
rapporto di ricostruzione. Dico, come mi viene chiesto, che nella casa
non sono stati immessi importi oggetto di malversazione.

D’altra parte lo stesso IM 1 ha sempre sostenuto che il provento
delle malversazioni di cui all’AA1 è stato destinato prevalentemente a
mantenere in vitala __________ e, in misura minore, il __________, mentre
quelle di cui all’AA2, messe in atto per garantirsi il suo alto tenore di vita,
sono posteriori all’acquisto e agli investimenti fatti nell’immobile. A ciò
aggiungasi che pure la moglie ha dato atto che la casa è stata acquistata e
mantenuta grazie ai fondi del marito. Del resto egli, al di là dei reati
economici commessi, aveva un’attività di fiduciario che, almeno in parte, gli
consentiva dei redditi, di guisa che, in assenza di prove del contrario, non si
può affermare che l’immobile sia acquistato con il provento di reato né che gli
investimenti ivi fatti siano stati finanziati con tali proventi.”

 

                                  b)   Va
inoltre valutato se sia possibile disporre un risarcimento equivalente. A norma
dell'art. 71 cpv. 1 CP, se i valori patrimoniali sottostanti alla confisca non
sono più reperibili, siccome consumati, dissimulati o alienati, il Giudice
ordina in favore dello Stato un risarcimento equivalente, e ciò per evitare che
colui che si è spossessato di valori patrimoniali soggetti a confisca sia
avvantaggiato rispetto a chi li ha conservati (DTF 129 IV 109 consid. 3.2; 123
IV 74 consid. 3; FF 1993 III pag. 221). Il risarcimento equivalente ha, dunque,
un ruolo sostitutivo alla confisca (“Ersatzforderung”) e, in quanto
tale, non può creare vantaggi o inconvenienti (DTF 123 IV 74 consid. 3). In
ragione del suo carattere sussidiario, il risarcimento equivalente può quindi
essere ordinato solo nell’eventualità in cui, se i valori patrimoniali fossero
stati disponibili, la confisca sarebbe stata pronunciata (STF 1B_185/2007 del
30 novembre 2007 consid. 10.1; Schmid,
Kommentar, Einziehung Organisiertes Verbrechen, Geldwäscherei, Band I, II ed.,
2007 n. 99 ad art. 70-72). 

Il risarcimento equivalente soggiace pertanto alle stesse
condizioni della confisca (Schmid,
op. cit., n. 105 ad art. 70-72). Ciò significa che il Giudice, per poter
ordinare un simile provvedimento, deve accertare che l'infrazione che si è
consumata era generatrice di profitti e che valori patrimoniali provento del
reato sono stati incorporati nel patrimonio dell'accusato (DTF 1B_185/2007 cit.)
o di un terzo. Questi indebiti profitti possono configurarsi mediante un
aumento degli attivi, ma anche con una diminuzione dei passivi, rispettivamente
con una mancata diminuzione degli attivi o un mancato aumento dei passivi. 

Indipendentemente da quanto precede, occorre che il risarcimento
equivalente non pregiudichi il reinserimento sociale del reo. Dagli atti emerge
che IM 1 non ha più un centesimo, ed è chiamato ad espiare una pena di una
certa durata e, per quando uscirà dal carcere, non ha grandi prospettive né
professionali né personali, tanto più che, personaggio noto, nella comunità da
cui proviene gli sarà molto difficile riacquisire fiducia e rispettabilità. E’
vero che il fratello ha dichiarato di volerlo assumere nel suo esercizio
pubblico ma, a prescindere dalla questione di sapere se si tratti piuttosto di
una dichiarazione di comodo ai meri fini processuali, è notorio che un impiego
del genere, per una persona peraltro senza alcuna formazione né esperienza in
materia, non potrà garantirgli entrate tali da poter far capo al proprio
sostentamento ed ai debiti cui dovrà far fronte nei confronti degli accusatori
privati. Inoltre egli dovrà anche affrontare la causa di divorzio con un figlio
a carico, di guisa che la sua condanna ad un risarcimento compensatorio
violerebbe quanto indicato all’art. 71 cpv. 2 CP (CCRP 28.12.2005 in re Z.).

 

                                   c)   Giusta l’art. 71 cpv. 3 CP,
in vista dell’esecuzione del risarcimento - e meglio, del risarcimento
equivalente ordinato ex art. 71 cpv. 1 CP dal Giudice quando i valori soggetti
a confisca non sono più reperibili - l’autorità inquirente o il Giudice del
merito può sottoporre a sequestro valori patrimoniali dell’interessato anche se
non sono direttamente provento di reato. Il sequestro non fonda alcuna pretesa
privilegiata in favore dello Stato nell’ambito dell’esecuzione forzata. La
misura del sequestro conservativo ha effetto, dopo la crescita in giudicato
della sentenza, sin quando non sarà possibile procedere alla realizzazione dei
valori confiscati per le vie esecutive. In questo senso, dunque, l’art. 71 cpv.
3 CP statuisce un motivo di sequestro supplementare rispetto a quelli elencati
dall’art. 271 LEF, anche se, invero, l’aggiunta della cifra n. 6 a quelle del
primo capoverso dell’art. 271 LEF consente di agire in maniera analoga sulla
scorta di un titolo di rigetto definitivo dell’opposizione, quale è una
sentenza passata in giudicato.

Questo detto, ex art. 268 CPP, il patrimonio dell’imputato può
essere sequestrato nella misura presumibilmente necessaria a coprire le spese
procedurali e le indennità (cpv. 1 lett. a) e/o le pene pecuniarie e le multe
(cpv. 1 lett. b). Nell’operare il sequestro l’autorità penale tiene conto del
reddito e della situazione patrimoniale dell’imputato e della sua famiglia. La Corte
ha in tal senso ordinato il sequestro conservativo a garanzia delle spese
procedurali e della multa, dell’importo netto, dedotti tutte le spese esecutive
e gli importi da versare al creditore ipotecario, a seguito della realizzazione
degli immobili. Tale garanzia non può essere invece estesa alle pretese
risarcitorie degli accusatori privati in assenza di base legale.

 

                                  d)   Per il resto la signora IM 1,
con scritto 18 luglio 2018 a questa Corte, ha manifestato il suo accordo a
destinare il ricavato della vendita della casa di __________ ai creditori del
marito di guisa che non occorre disquisire oltre sulla pretesa di dissequestro
28.11.2016 (doc. TPC 16) del suo patrocinatore essendo la stessa divenuta
sostanzialmente priva d’oggetto.

 

La nota professionale dell’avv. DUF 1 è stata approvata come già
preavvisata dalla PP, mentre i costi processuali sono a carico dell’imputato.

 

Le spese sono a carico dell’imputato riconosciuto colpevole.

 

 

Visti gli art.                     12, 40, 46, 47,
49, 51, 69, 70, 138, 146, 159, 251, 292, 323 CP; 91 v LCStr, 91a, 95 LCStr; 270
LT; 187 LIFD;

135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle
spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

IM 1

 

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   appropriazione indebita
aggravata ripetuta

per essersi, 

avendo agito nell’esecizio di una professione e per procacciare a
sé o ad altri un indebito profitto, 

ripetutamente appropriato di cose mobili altrui che gli erano
state affidate, rispettivamente impiegato a profitto proprio valori
patrimoniali che gli erano stati affidati, e meglio per avere

 

                            1.1.1.   a __________, __________ ed in
altre località,

nel periodo 14.06.2006 fino al 21.09.2012, 

agendo quale amministratore unico della società __________,

prelevato a contanti in 191 occasioni, oltre a tre bonifici,
l’importo complessivo di CHF 1'371'027.73 (controvalore, importo così composto
EURO 726'774.06 e CHF 356'847.00) a debito delle relazioni bancarie della
società sulle quali disponeva di diritto di firma individuale,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi, all’insaputa
dell’avente diritto economico della società, ritenuto che prima dell’avvio
dell’inchiesta l’imputato aveva già risarcito in misura di CHF 600'443.55 la
vittima e che al momento dell’avvio dell’inchiesta il danno patrimoniale
ammontava a CHF 770'584.18 (controvalore);

 

                            1.1.2.   a __________, __________ ed in
altre località,

nel periodo 15.09.2011 fino al 08.05.2012, 

agendo quale amministratore unico della società __________
prelevato a contanti in 29 occasioni l’importo complessivo di CHF 497'957.60 (controvalore,
importo così composto EURO 376'162.56 e CHF 46'498.35) a debito delle relazioni
bancarie della società,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata tacitata con la somma di CHF 504'693.84;

 

                            1.1.3.   a __________, __________ ed in
altre località,

nel periodo 03.08. 2011 fino al 02.09.2011, 

agendo quale persona con diritto di firma sui conti della società __________
prelevato a contanti in 7 occasioni l’importo complessivo di CHF 92'215,74
(controvalore, importo così composto EURO 74'131.15 e CHF 9’063.50) a debito
della relazione bancaria della società,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata tacitata con la somma di CHF 98'087,60;

 

                            1.1.4.   a __________, __________ ed in
altre località,

nel periodo 21.12.2010 fino al 11.11.2011, 

agendo quale amministratore unico della società __________
prelevato a contanti in 15 occasioni l’importo complessivo di CHF 198'268,65
(controvalore, importo così composto USD 96'770.56 e CHF 108'069.40) a debito
della relazione bancaria della società,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata tacitata con la somma di CHF 201'030.00;

 

                            1.1.5.   a __________, __________ ed in
altre località,

nel periodo il 18.06.2012, 

agendo quale amministratore unico della società __________
bonificato in 1 occasione l’importo complessivo di CHF 70'540,60 (controvalore
di EURO 59'466.48) a debito della relazione bancaria della società,

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che due giorni dopo ma in ogni caso prima dell’avvio del
procedimento penale la società era già stata tacitata con la somma di CHF
70'540.60;

 

                            1.1.6.   a __________, __________ ed in
altre località,

nel periodo 22.03.2011 fino al 07.02.2012, 

agendo quale persona con diritto di firma sui conti della società __________
prelevato a contanti in 12 occasioni l’importo complessivo di CHF 198'676.86
(controvalore di EURO 158'794.78),

importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società,

ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società
era già stata interamente risarcita con la somma di EURO 158'795.86;

 

                            1.1.7.   a __________, a __________
ed in altre località,

nel periodo dall’anno 2013 (a partire dall’aprile
2013) all’anno 2017 (fino al febbraio 2017), impiegato a profitto proprio
l’importo di complessivi CHF 559'121.85 (controvalore), affidatogli dalle
sottoindicate persone, tutti amici e conoscenti di lunga data dell’imputato,
denaro utilizzato, in dispregio degli accordi, asseritamente per far fronte a
sue spese e di sue società nonché per il proprio sostentamento, considerato che
nel frattempo il maltolto è stato in parte risarcito e il danno ammonta a CHF
333'411.65 (controvalore); e meglio per avere

 

                         1.1.7.1.   agendo quale
amministratore unico della società __________ prelevato a contanti in 6
occasioni e trasferito via e banking in una occasione, nel periodo tra il
19.04.2013 ed il  05.11.2013, l’importo complessivo di CHF 38'994.00, a debito
della relazione bancaria della società, su cui disponeva di diritto di firma individuale,
nonché prelevato a contanti dalla cassa fisica di __________ l’importo di CHF
3'229.95, per complessivi CHF 42'223.95, importo da lui utilizzato a profitto
proprio e di terzi, all’insaputa dell’avente diritto economico della società,
ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era già stata
interamente tacitata;

 

                         1.1.7.2.   agendo quale amministratore unico della società ACPR 7,
trasferito, nonché prelevato a contanti, il tutto a suo favore, in 5 occasioni
complessivi CHF 152'750.-, nel periodo tra il 02.10.2013 ed il 25.03.2014, a
debito delle relazioni bancarie intestate a ACPR 7, su cui disponeva di diritto
di firma individuale, importo da lui utilizzato a profitto proprio e di terzi,
all’insaputa dell’avente diritto economico della società, ritenuto che prima
dell’avvio del procedimento penale la società era già stata tacitata con la
somma di CHF 123'527.50 e che il danno ammonta a CHF 29'222.50;

 

                          1.1.7.3   impiegato a
profitto proprio l’importo di CHF 71'029.25 (facente parte di un bonifico di
CHF 100'000.00 di cui 28'970.75 dovuti a IM 1) bonificato il 14.01.2014 dal
padre di ACPR 8, cui è riconducibile la ACPR 9, a favore della relazione
intestata a __________, società di IM 1, affinché quest’ultimo lo riversasse
sulla ACPR 9, circostanza non verificatasi, ritenuto che
prima dell’avvio del procedimento penale ACPR 8 era già stato rimborsato in
ragione di CHF 6'000.00 e che il danno ammonta a CHF 65'029.25;

 

                          1.1.7.4   agendo quale amministratore unico della società ACPR 9 trasferito
in 4 occasioni nel periodo tra il 28.02.2014 ed il 07.03.2014, l’importo
complessivo di USD 97’324.16 e CHF 61'948.95, per totali CHF 146'423.95
(controvalore) a debito della relazione bancaria della società su cui disponeva
di diritto di firma individuale, a favore di terzi (in parte da lui
precedentemente malversati), all’insaputa dell’avente diritto economico della
società, ritenuto che prima dell’avvio del procedimento penale la società era
già stata tacitata con la somma di CHF 53'958.75 (controvalore) e che il danno
ammonta a CHF 17'748.95 e USD 87'324.16 pari a CHF 92'465.20 (controvalore);

 

                          1.1.7.5   impiegato a
profitto proprio l’importo di CHF 51'500.00, affidatogli in 3 occasioni da ACPR
12 rispettivamente dalla __________, rispettivamente bonificato sulla relazione
riconducibile alla società __________ di pertinenza di IM 1, nel periodo tra il
25.07.2014 ed il 3.10.2014, affinché quest’ultimo provvedesse ad aprire una
relazione bancaria per una società di ACPR 12 ed a versarvi tale somma di denaro,
circostanza non verificatasi;

 

                          1.1.7.6   impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 27'544.70
affidatogli in 5 occasioni a contanti da ACPR 13, rispettivamente da __________,
nel periodo tra l’ottobre 2015 ed il 21.04.2017 affinché provvedesse a effettuare
a favore della vittima dei pagamenti, circostanza non verificatasi;

 

                          1.1.7.7   impiegato a
profitto proprio l’importo di CHF 44’650.00 bonificato in 2 occasioni da ACPR 5
e __________, rispettivamente da __________ a favore della __________ di pertinenza
di IM 1, nel periodo tra il 13.07.2016 ed il 20.07.2016, affinché provvedesse
al cambio in Euro ed al bonifico all’estero a favore di un fornitore della
vittima, circostanza non verificatasi;

 

                          1.1.7.8   impiegato a profitto proprio l’importo di CHF 23'000.00
affidato in 2 occasioni il 07.02.2017 ed il 22.02.2017, a contanti da ACPR 10 a
IM 1, affinché quest’ultimo lo inviasse all’estero a favore di persona vicina
alla vittima, circostanza non verificatasi;

 

 

                               1.2.   appropriazione indebita di
imposte alla fonte, ripetuta

per avere,

 

                            1.2.1.   nell’anno 2012 e 2013,

nella sua qualità di amministratore unico della società __________
e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a
trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di
un terzo le ritenute alla fonte concernente l’anno 2012 per un importo
complessivo sottratto di CHF 7'393.40 e per l’anno 2013 per un importo
complessivo di CHF 7'193,35;

 

                            1.2.2.   a __________ ed in altre
località,

nell’anno 2011, 2012 e 2013,

nella sua qualità di amministratore unico della società __________
e quindi tenuto, secondo le norme vigenti a livello cantonale e federale, a
trattenere l’imposta alla fonte sui salari, impiegato a profitto proprio o di
un terzo le ritenute alla fonte concernenti gli anni dal 2011 al 2013 per un
importo complessivo sottratto di CHF 721.95;

 

                               1.3.   guida in stato di
inattitudine

per avere,

in data 19.03.2013,

in territorio di __________ autostrada A2 direzione nord,

condotto l'autovettura Land Rover, targata TI __________ essendo
in stato di ubriachezza, così come accertato dall’esame dell’alito (1.56 g/kg
grammi per mille);

 

                               1.4.   elusione di provvedimenti
per accertare l’inattitudine alla guida

per essersi,

in data 19.03.2013,

in territorio di __________ autostrada A2 direzione nord,

intenzionalmente opposto alla prova del sangue e ad un esame
medico completivo per la determinazione dell'alcolemia ordinata dall'autorità,
malgrado l'avvertimento sulle possibili conseguenze penali del suo rifiuto;

 

                               1.5.   guida nonostante la revoca
della licenza

per avere,

in data 22.09.2014,

a __________ presso il __________,

circolato alla guida del motoveicolo
marca Peugeot 50 LCIL targato TI __________ nonostante non fosse autorizzato a
circolare in quanto la licenza di condurre le fosse stata revocata a seguito
dei fatti descritti ai punti 1.3. e 1.4.;

 

                               1.6.   truffa aggravata ripetuta

siccome commessa per mestiere data la disponibilità dell’accusato
ad agire ripetutamente per assicurarsi una regolare fonte di reddito,

 

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo dall’anno 2015 (a partire dal settembre 2015) all’anno
2016 (fino all’agosto 2016),

per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente ingannato con astuzia (e pure tentato di ingannare)
diverse persone affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure
confermandone subdolamente l’errore inducendole ad atti pregiudizievoli al
patrimonio proprio o altrui,

 

in specie,

configurandosi l’inganno astuto nell’approfittare ed abusare del
rapporto di fiducia instauratosi nel corso degli anni con le vittime, tutte
persone amiche o ottime conoscenti dell’imputato, che godeva della loro fiducia
e che si fidavano di lui ciecamente, talune delle quali persone che conoscevano
IM 1 sin dall’infanzia,

 

proponendo alle vittime, millantando la (fittizia) conoscenza di
cambisti, la possibilità di effettuare tramite tali conoscenze un cambio valuta
franco-euro e viceversa ad un tasso di cambio favorevole, riuscendo quindi a farsi
consegnare complessivamente CHF 165'088.80 (controvalore), cagionando un danno
di almeno CHF 112'168.80 (controvalore),

 

in specie,

facendosi consegnare,

 

                             1.6.1   nel settembre/ottobre 2015,
nel ottobre/novembre 2015 e nel gennaio 2016 dalla sua amica __________
l’importo di complessivi CHF 7’500.00 promettendo, contrariamente al vero, che
avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma
di denaro interamente restituita dopo svariate richieste in altra valuta con
sei mesi di ritardo senza cagionarle alla fine danno alcuno;

 

                             1.6.2   nel settembre 2015, in
particolare il 7 settembre dalla sua conoscente ACPR 6 l’importo di CHF
5’200.00 promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad
operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, somma di denaro restituita
in valuta euro in ragione di Euro 3'000.00 cagionando un danno di Euro 2'000.00
(controvalore CHF 2080.00), avendo infatti pattuito per l’operazione di cambio
la consegna di complessivi Euro 5'000.00;

nonché tentato di ingannarla, proponendole nel settembre 2015 una
ulteriore operazione di cambio, non accettata dalla ACPR 6 non avendo ricevuto
l’importo pattuito per la precedente operazione del 9 settembre 2015;

 

                             1.6.3   nel novembre 2015 (il
13.11.2015) e nel febbraio 2016 (il 25.02.2016) dal suo amico __________
complessivi CHF 7’000.00 bonificatigli sul CCP promettendo, contrariamente al
vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio, circostanza non
verificatasi, non cagionando danno alcuno avendo l’imputato restituito l’intero
importo ma in ragione di CHF 5'000.00 con ritardo rispetto al previsto;

 

                             1.6.4   nel marzo 2016 (il 18.03.2016)
dal suo conoscente ACPR 2 CHF 15'000.00 bonificatigli sul CCP promettendo,
contrariamente al vero, che avrebbe proceduto all’operazione di cambio,
circostanza non verificatasi, cagionando un danno di CHF 13'200.00 avendo ACPR
2 compensato in ragione di CHF 1'800.00 delle prestazioni contabili fatte a
favore di attività di ACPR 2 da parte dell’imputato;

 

                             1.6.5   nel corso del 2015 e del 2016
dal suo conoscente e socio ACPR 11 complessivi Euro 96’000.00 (controvalore CHF
104'730.10), promettendo, contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad
operazioni di cambio, circostanza non verificatasi, cagionando un danno di CHF
76'229.80 (controvalore) pari a Euro 71'000.00,

 

                             1.6.6   nel marzo 2016 (il 21.03.2016)
e nel maggio 2016 (il 18.05.2016) dal suo amico ACPR 3 Euro 16'000.00 e Euro
2'000.00 pari a complessivi CHF 19'659.00 (controvalore) promettendo,
contrariamente al vero, che avrebbe proceduto all’operazione di cambio,
circostanza non verificatasi, cagionando un danno di pari importo;

 

                             1.6.7   nell’agosto 2016 (il
19.08.2016) dal suo amico ACPR 4 l’importo di CHF 6'000.00 promettendo,
contrariamente al vero, che avrebbe proceduto ad operazioni di cambio,
circostanza non verificatasi, somma di denaro restituita dopo svariate
richieste in più occasioni in ragione di CHF 5'000.00 cagionando un danno di
CHF 1'000.00; 

 

                               1.7.   falsità in documenti
ripetuta

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel periodo dal marzo 2014 al febbraio 2017,

al fine di nuocere al patrimonio o ad altri diritti di una persona
o di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,

ripetutamente formato un documento falso o alterato un documento
vero, oppure abusato dell’altrui firma autentica o dell’altrui segno a mano
autentico per formare un documento suppositizio, oppure attestato o fatto
attestare in un documento, contrariamente alla verità, un fatto di importanza
giuridica,

nonché fatto uso a scopo di inganno, di un tale documento,

 

in specie,

 

                             1.7.1   il 25 marzo 2014 formato due
false conferme di pagamento su carta intestata della __________;

 

                             1.7.2   nel luglio 2016 e agosto 2016,
verosimilmente il 26.07.2016, 4.08.2016 e il 10.08.2016 formato tre false
conferme di pagamento di cui due su carta intestata della POSTFINANCE; 

 

                             1.7.3   il 19 dicembre 2016 formato
una falsa lettera dell’Ufficio esecuzione, su carta intestata dello stesso,
indirizzata a __________ e per essa destinata a ACPR 13;

 

                             1.7.4   il 10 febbraio 2017 (indicando
valuta 13.02.2017), il 10 febbraio 2017 (indicando valuta 15 febbraio 2017) e
nel mese di febbraio 2017 (indicando valuta 21 febbraio 2017) formato tre false
conferme di pagamento su carta intestata della __________;

 

                               1.8.   appropriazione indebita di
trattenute salariali 

per avere,

a __________ ed in altre località,

nel periodo tra gennaio 2016 e dicembre 2016,

in qualità di datore di lavoro, disatteso l’obbligo di versare
trattenute salariali quale pagamento di imposte, tasse, premi e contributi
d’assicurazione, oppure di utilizzarle altrimenti a favore del lavoratore e
cagionato in tal modo a quest’ultimo un danno patrimoniale,

 

e meglio per avere,

in qualità di amministratore unico della __________, disatteso
l’obbligo di versare all’Ufficio di esecuzione di __________, le trattenute
salariali operate sul proprio stipendio stabilite in CHF 3'189.00 mensili, pari
all’importo eccedente il minimo d’esistenza, conformemente a quanto stabilito
dall’Ufficio di esecuzione di __________ con la notifica di pignoramento di
salario del 18 gennaio 2016, trattenendo indebitamente detti fondi per
complessivi CHF 31'890.00;

 

                               1.9.   disobbedienza a decisioni
dell’autorità 

 

per avere,

a __________, a __________ ed in altre località,

nel periodo tra il 27 giugno 2016 e il mese di gennaio 2017,

nel contesto di una procedura di trattenuta di salar