# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3be5248-0a28-5af9-a152-9dcfeb6eb50c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-10-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 27.10.1995 52.1995.388
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1995-388_1995-10-27.html

## Full Text

Incarto n.

  52.95.00388

  DP 140/95

  leo

  	
  Lugano

  27 ottobre 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  23 maggio 1995 di

 

 

	
   

  	
  __________
  e __________

  rappr.
  da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 3 maggio 1995 (n. 2507) del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la licenza edilizia 9
  febbraio 1995 rilasciata dal municipio di __________ alla __________ per la
  costruzione di una casa d'abitazione monofamigliare nella zona del nucleo;

  

 

 

viste le risposte:

-    2 giugno 1995 del Consiglio di
Stato;

-    7 giugno 1995 del Municipio di
__________;

-    9 giugno 1995 della __________;

-    13 giugno 1995 del Dipartimento del
territorio;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 22 marzo 1988 la
__________ ha chiesto al municipio di __________ il permesso di ampliare e
trasformare in casa d'abitazione un vecchio rustico situato nella zona del
nucleo a ridosso di uno stabile abitativo di proprietà dei ricorrenti (part. n.
__________ e __________ RFD).

La domanda, respinta in un primo tempo dal municipio, ha dato
luogo ad un lungo contenzioso, conclusosi nel 1991 con il rilascio di una
licenza edilizia per un ampliamento più contenuto, che riduceva a due livelli
l'altezza della costruzione prevista dal progetto iniziale. L'autorizzazione è
tuttavia decaduta, poiché nel corso dei lavori il rustico che avrebbe dovuto
essere trasformato ed ampliato è stato interamente demolito.

 

 

                                  B.   Il 2 novembre 1992 la
__________ ha inoltrato al municipio una nuova domanda volta ad ottenere il
permesso per costruire sullo stesso sedime un edificio abitativo strutturato su
tre livelli ed alto al massimo m 8.

Con decisioni del 17 marzo e del 16 aprile 1993 il
Dipartimento del territorio ed il municipio di __________ hanno rilasciato il
permesso richiesto, respingendo l'opposizione dei vicini qui ricorrenti,
proprietari dell'attigua part. n. __________ RFD.

Il permesso è stato confermato da questo Tribunale, che con
giudizio 3 gennaio 1994 ha cassato la decisione con cui il Consiglio di Stato
l'aveva annullato. A differenza del Governo, questo Tribunale ha ritenuto che
la precedente licenza non limitasse la libertà di decisione dell'autorità
comunale e che pertanto l'altezza della nuova costruzione potesse superare
quella prevista dal precedente progetto.

Su ricorso degli opponenti, il giudizio in questione è stato
tuttavia annullato dal Tribunale federale, che con sentenza 1. giugno 1994 ha
ritenuto che il municipio avesse omesso di esaminare la portata delle norme
sulle altezze e di motivare adeguatamente le conclusioni tratte da tali disposizioni
a favore della __________.

Statuendo nuovamente sul ricorso inoltrato dalla __________
il Tribunale cantonale amministrativo ha retrocesso gli atti al municipio di
__________ affinché rendesse una nuova decisione debitamente motivata sulla
domanda di costruzione del 2 novembre 1992.

 

 

                                  C.   Dando seguito al giudizio di
rinvio, il 9 febbraio 1995 il municipio di __________ ha risolto di rilasciare
alla __________ la licenza richiesta, ritenendo che l'altezza della
costruzione, variante tra m 6,90 ed 8, fosse inferiore a quella degli edifici
circostanti e rientrasse pertanto nei limiti ammessi dall'art. 29 NAPR.

La decisione è stata confermata dal Consiglio di Stato, che
con decisione 3 maggio 1995, ha respinto il ricorso contro di essa inoltrato
dai vicini opponenti. In sostanza, il Governo ha escluso che il municipio
avesse travalicato i limiti del potere d'apprezzamento conferitogli dalla norma
succitata.

 

 

                                  D.   Contro la predetta
risoluzione governativa i soccombenti insorgono davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che venga annullata assieme alla licenza in
contestazione.

Rievocato il tortuoso iter seguito dalla domanda di
costruzione in esame, i ricorrenti ripropongono e sviluppano in questa sede le
censure sollevate senza successo davanti alla precedente istanza, rimproverando
in particolare al municipio di __________ di aver abusato del potere
d'apprezzamento riservatogli dalle norme sulle altezze (art. 29 NAPR).
Superando di circa 2 m l'altezza degli edifici circostanti, la nuova
costruzione disattenderebbe i principi estetici posti a fondamento di tali disposizioni.

 

 

                                  E.   All'accoglimento del ricorso
si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio di __________, che
rinunciano a formulare osservazioni.

Ad identica conclusione perviene la resistente __________,
che contesta partitamente le tesi dell'insorgente con argomenti di cui semmai
si dirà più avanti.

 

 

                                  F.   Delle risultanze del
sopralluogo esperito si dirà nei considerandi di diritto.

 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                   1.   Il ricorso è ricevibile in
ordine giusta l'art. 49 LE 1973, tuttora applicabile alla fattispecie in forza
dell'art. 52 LE 1991. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la
legittimazione attiva degli insorgenti e la tempestività del gravame sono in effetti
chiaramente date.

 

 

                                   2.   Dal profilo procedurale i
ricorrenti rimproverano al Consiglio di Stato di aver violato il loro diritto
di essere sentiti, assumendo prove sull'altezza delle costruzioni circostanti
senza dare alle parti la possibilità di discuterne le risultanze.

Dagli atti risulta che il municipio di __________ ha prodotto
su richiesta del Consiglio di Stato due fotografie del nucleo corredate dai
dati relativi all'altezza degli edifici. Non risulta invece che il Consiglio di
Stato abbia offerto alle parti la possibilità di discutere questi rilievi.
L'eccezione sollevata dai ricorrenti non è quindi priva di fondamento.

Il difetto può tuttavia ritenersi sanato dal sopralluogo
esperito da questo Tribunale e dalla possibilità offerta alle parti in questa
sede di far valere le rispettive ragioni.

Da questo profilo, il ricorso non può quindi essere accolto.

 

 

                                   3.   Palesemente infondate sono
le eccezioni che gli insorgenti sollevano con riferimento alla partecipazione
del municipale __________ alla seduta in cui l'autorità comunale ha rilasciato
la controversa licenza edilizia.

Giusta l'art. 100 LOC, un membro del municipio non può essere
presente alle discussioni ed al voto su oggetti che riguardano il suo personale
interesse e quello dei suoi parenti secondo l'art. 83. Il divieto vale anche
per amministratori o dipendenti con funzioni direttive di persone giuridiche.

La norma in questione è volta ad assicurare al municipio la
massima indipendenza di giudizio e la più ampia libertà d'azione, escludendo il
municipale interessato all'oggetto in discussione da qualsiasi partecipazione
alla procedura di deliberazione.

In concreto, non risulta che il municipale __________ sia interessato
all'esito del procedimento di rilascio del permesso di costruzione. Egli non è
infatti né amministratore, né dipendente con funzioni direttive della
__________. Vero è che a due riprese ha rappresentato la società nell'ambito di
procedimenti civili ed amministrativi connessi all'edificazione in oggetto.
Questo mandato si è tuttavia esaurito prima che venisse avviata la procedura di
rilascio della licenza attualmente in discussione. L'ultima comparsa del
municipale __________ a favore della __________ risale infatti al 23 giugno
1992 in occasione del sopralluogo esperito dal Consiglio di Stato a dipendenza
dell'ordine di sospensione dei lavori impartito dal municipio di __________
alla società in seguito alla demolizione del rustico che, stando alla precedente
licenza, avrebbe dovuto essere trasformato ed ampliato.

Da allora __________ non è più intervenuto in rappresentanza
della resistente. Né vi sono motivi che permettono di ritenere che sia in
qualche modo interessato all'esito del procedimento.

La collisione di interessi denunciata dai ricorrenti non
appare di conseguenza suffragata da sufficienti elementi.

Anche da questo punto di vista il giudizio governativo
impugnato merita pertanto di essere confermato.

 

 

                                   4.   4.1. L'art. 29 NAPR di
__________ impone alle nuove costruzioni di adattarsi all'aspetto tradizionale
del nucleo. "L'altezza degli edifici", dispone la norma in questione,
"deve tener conto di quella dei fabbricati circostanti e dell'andamento
dei tetti al fine di salvaguardare il ritmo delle volumetrie e delle coperture
esistenti. In ogni caso non deve superare i 10 m".

L'art. 22 NAPR stabilisce inoltre che qualsiasi intervento
sui monumenti culturali elencati dalla medesima disposizione "dovrà tener
conto dei valori ambientali e storico-culturali".

Queste disposizioni riservano all'autorità comunale un
margine discrezionale relativamente ampio in ordine all'individuazione del
contenuto precettivo dei concetti giuridici indeterminati che le
contraddistinguono ed in punto alla valutazione dell'inserimento delle
costruzioni nel contesto edilizio del nucleo.

Oltre che da un limite massimo, espresso in termini metrici assoluti
ed invalicabili, l'altezza delle costruzioni è limitata da quella dei
fabbricati circostanti e dalle quote dei tetti, alle quali ci si deve riferire
allo scopo di "salvaguardare il ritmo delle volumetrie e delle coperture
esistenti". I limiti relativi sono formulati in modo da lasciare
all'autorità comunale il margine d'apprezzamento necessario per assicurare un
conveniente inserimento estetico delle nuove costruzioni nel tessuto edilizio
del nucleo. Contrariamente a quanto sembrano assumere i ricorrenti la norma non
vieta la costruzione di edifici di altezza superiore a quella dei fabbricati
circostanti. Né impone di mantenere le quote dei tetti (colmo e gronde) ad un
livello inferiore a quello degli edifici vicini. La norma prescrive soltanto di
"tener conto" del contesto edilizio adiacente "al fine di
salvaguardare il ritmo delle volumetrie e delle coperture esistenti",
ovvero al fine di assicurare uno sviluppo edilizio armonioso della zona del nucleo.

Analoghe considerazioni valgono per quel che concerne
l'obbligo di rispettare i valori ambientali e storico-culturali sulle adiacenze
dei monumenti protetti dall'art. 22 NAPR.

Censurabili, sotto il profilo della violazione del diritto
sono soprattutto le decisioni che avallano proposte edificatorie suscettibili
di turbare in modo grave ed evidente l'assetto edilizio della zona,
introducendovi volumetrie sproporzionate od infrangendo crassamente l'ordinato
andamento delle quote e delle falde dei tetti. Censurabili sono tuttavia anche
le decisioni che, procedendo da interpretazioni eccessivamente restrittive dei
canoni estetici posti a fondamento delle norme suddette, si traducono in un
rifiuto della licenza per interventi perfettamente integrati nel contesto edilizio
in cui si situano.

Sfuggono per contro alla critica le decisioni sorrette da
motivi opinabili ma non insostenibili. Nei limiti del potere d'apprezzamento
che le norme in esame conferiscono all'autorità comunale, lo stesso progetto
potrà quindi dar luogo a decisioni diametralmente opposte, entrambe immuni da
violazioni del diritto.

 

4.2. Pronunciandosi nuovamente sulla domanda di costruzione
presentata dalla resistente il 2 novembre 1992 il municipio di __________ ha
ritenuto che l'altezza dell'edificio, variante fra m 6,90 e 8, rientrasse nei
limiti ammessi dall'art. 29 NAPR in quanto di gran lunga inferiore a quella
degli edifici circostanti.

"Basandosi sulle consolidate dottrine in materia
estetica", il municipio ha inoltre ritenuto "che la nuova costruzione
si inserisca nel nucleo in modo armonioso, contribuendo (a tutto vantaggio
dell'ambiente circostante) a colmare una lacuna fisico-estetica, ovvero a
creare un linguaggio architettonico in armonia con gli edifici circostanti,
museo in  particolare".

I ricorrenti contestano queste deduzioni prevalendosi
soprattutto del fatto che la nuova costruzione supererebbe di circa 2 m l'altezza
della loro casa d'abitazione. Ritengono inoltre che il municipio non possa fare
astrazione dalla licenza rilasciata nel 1991. Questo permesso limiterebbe il
potere discrezionale dell'autorità decidente.

A tal proposito, va anzitutto ribadito che la libertà di
decisione dell'autorità comunale è limitata soltanto dalla legge. La licenza
rilasciata nel 1991 non vincola il municipio. In primo luogo perché non esplica
effetti di cosa giudicata in senso materiale. In secondo luogo perché la
costruzione in esame diverge in misura rilevante da quella autorizzata nel
1991. Con la demolizione del rustico che sorgeva a ridosso dell'abitazione dei
ricorrenti, la nuova costruzione è infatti prevista alla distanza fra edifici
prescritta dall'art. 29 NAPR.

Fatta questa premessa, si deve negare che il municipio abbia
violato il diritto rilasciando la licenza in contestazione. Contrariamente a
quanto assumono i ricorrenti che sembrano confondere l'altezza delle
costruzioni con le quote del colmo e delle gronde dei tetti, la decisione
municipale censurata non procede da un esercizio scorretto, ovvero abusivo del
potere discrezionale che gli art. 22 e 29 NAPR riservano all'autorità comunale.

La nuova costruzione, alta al massimo 8 m e strutturata su
tre livelli al pari della maggior parte delle costruzioni che sorgono nelle
immediate vicinanze, rientra invero abbondantemente nei limiti d'altezza
prescritti dall'art. 29 NAPR (m 10). Pur elevandosi ad una quota di un paio di
metri superiore a quella della casa dei ricorrenti, non altera d'altro canto in
misura significativa l'equilibrio fra le volumetrie degli edifici circostanti.
Né sovverte in misura intollerabile "il ritmo delle coperture
esistenti".Vero è che la particolare ubicazione non permette all'opera di
passare inosservata. L'impatto sul quadro del paesaggio è tuttavia mitigato dal
contenimento dell'altezza che la resistente si è spontaneamente imposto.
Ulteriori riduzioni non si impongono come un'esigenza inderogabile. Il PR non
assoggetta peraltro a particolari limitazioni d'altezza il comparto
territoriale nel quale verrebbe a sorgere l'edificio della __________.

Nel fatto che la costruzione si elevi ad un livello superiore
a quello degli edifici circostanti non è quindi ravvisabile una violazione
dell'art. 29 NAPR. Questa norma impone infatti soltanto di commisurare
l'altezza degli edifici tenendo conto di quella dei fabbricati circostanti. Non
vieta altezze superiori. Tanto meno impedisce di raggiungere quote maggiori.

Per quanto opinabile possa apparire, la decisione impugnata è
del tutto sostenibile e resiste pertanto alle critiche dei ricorrenti. Non
viola il diritto soltanto perché la soluzione opposta di diniego della licenza
potrebbe eventualmente essere altrettanto difendibile.

 

 

                                   5.   Così stando le cose, la
decisione governativa e la licenza impugnate vanno confermate siccome immuni da
violazioni del diritto.

La tassa di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza.

 

 

 

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 49 LE 1973; 52 LE 1991; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di fr.
1'000.-- è a carico dei ricorrenti in solido, che rifonderanno fr. 1'500.--
alla resistente a titolo di ripetibili.

 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario