# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f83b320-afe2-5408-97f5-9c40337e5a50
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-01-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.01.2013 14.2012.201
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2012-201_2013-01-16.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2012.201

  	
  Lugano

  16 gennaio
  2013

  B/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Jaques

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in materia
di fallimento promossa con istanza 18 settembre 2012 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  rappresentata dalla RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

   

  

 

	
   

  	
  RE 1PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 5, con sentenza del 5 dicembre 2012 (SO.2012.4005) ha così deciso:

 

“1. È pronunciato il fallimento di RE 1, __________,
a far 

     tempo da giovedì 6 dicembre 2012 alle ore 10.00.

 

 2./3./4. Omissis.”

 

 

 

 

 

 

 

ritenuto

 

in fatto:

                                  A.   Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ dell’Ufficio esecuzione di Lugano la RE 1 ha
chiesto il fallimento di RE 1 per il mancato pagamento di fr. 2'007.20 oltre
accessori, dedotti eventuali acconti.

                                         

B.    
All’udienza di discussione nessuno è
comparso.

 

C.    
Con decisione del 5 dicembre 2012 il Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 5, ha dichiarato il fallimento di RE 1 a far
tempo da giovedì 6 dicembre 2012 alle ore 10.00.

 

D.    
Con il reclamo RE 1 asserisce di avere
saldato il suo debito nei confronti dell’istante, producendo un avviso di
addebito bancario dell’8 dicembre 2012 in relazione a un ordine di pagamento
per fr. 2'279.60 del 7 dicembre 2012 a favore dell’Ufficio esecuzione di Lugano
indicante l’esecuzione n. __________ (doc. B). La reclamante sostiene poi di
disporre di liquidità per ca. fr. 20'000.--, rinviando a due estratti bancari
del 7 dicembre 2012 (doc. C e D) e di avere emesso numerose fatture per crediti
esigibili, a fronte di procedure esecutive in corso per fr. 16'700.--,
dovendosi stralciare dall’estratto delle sue esecuzioni, di cui al doc. F, le
prime due procedure ormai perente.   

 

 

Considerando

 

in diritto:

                                         

                                   1.   La decisione del giudice del fallimento può essere impugnata entro
dieci giorni mediante reclamo secondo il CPC. In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità
giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il
debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova
per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                         1)  il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                         3)  il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                      

                                  a)   L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se
risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I
nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere
determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto
nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore
di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti
trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un
periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può
emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di
fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti
importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla
base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti,
estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del
debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere
verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La
solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che
l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di
appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità
influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo
(Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,  vol. II, 2. ed. 2010,
n. 26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und
Konkursrechts, 8. ed Berna 2008, § 36 n. 58 p. 334/335, § 38 n. 14 p. 347;
Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes
gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

b)     Nel presente
caso, la reclamante ha prodotto un avviso di addebito bancario dell’8 dicembre
2012, da cui emerge che con ordine del 7 dicembre 2012 ha fatto versare a
favore dell’Ufficio esecuzione di Lugano fr. 2'279.60 a pagamento
dell’esecuzione in oggetto n. __________, per cui avendo la convenuta
dimostrato di avere saldato il suo debito posteriormente alla dichiarazione di
fallimento, il presupposto di cui all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF è stato
adempiuto. Con scritto dell’11 dicembre 2012 l’istante ha ritirato la domanda
di fallimento, per cui pure l’art. 174 cpv. 2 n. 3 LEF è ossequiato.

Per quel che
riguarda invece il presupposto della solvibilità – condizione indispensabile
per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il
pagamento della somma posta in esecuzione rispettivamente il ritiro della
domanda di fallimento sono avvenuti soltanto dopo la pronuncia del fallimento –
va osservato che dall’estratto dell’UE di Lugano al 14 gennaio 2013 si evince
che nei confronti della reclamante sono pendenti 41 procedure esecutive per un
importo complessivo di fr. 33'214.25. Ritenute solo le esecuzioni più recenti,
dal predetto estratto emerge che nel 2011 a carico della reclamante sono stati
eseguiti due pignoramenti, mentre nel corso del 2012 sei esecuzioni sono state pagate,
per dodici ulteriori procedure è stata presentata la domanda di realizzazione,
in altre sette i precetti sono stati notificati senza che la convenuta abbia
interposto opposizione e in un’ulteriore procedura, il 3 gennaio 2013, è stato
emesso l’avviso di pignoramento. Orbene, determinante è che si tratta, per la
maggior parte, di esecuzioni promosse dalla C__________, dallo S__________, dal
Comune di __________ e dalla C__________ per tasse e oneri sociali e che,
sebbene in parte le esecuzioni siano state promosse per importi modesti, la
reclamante, nonostante l’asserita liquidità, non vi abbia fatto fronte. Al
contrario, le esecuzioni promosse nei confronti della convenuta, negli ultimi
mesi del 2012, non sono affatto diminuite. Va poi osservato che, in relazione
alle fatture prodotte, ancora da incassare, non solo non è dato sapere quando
verranno saldate, ma che non vi è certezza alcuna in merito al loro incasso,
mentre la solvibilità deve essere resa verosimile entro il termine di ricorso. Del
resto, fosse veramente convinta della concreta possibilità d’incasso delle
citate fatture, nulla avrebbe impedito la reclamante di attivarsi presso un
istituto di credito per ottenere un prestito, previa cessione dei propri
presunti crediti, in modo da procedere all’estinzione delle esecuzioni
pendenti. 

                                         Le
precedenti considerazioni portano a ritenere che la situazione finanziaria
della convenuta, nonostante alcuni pagamenti effettuati, non sta migliorando e
che non dispone di liquidità sufficiente per pagare nemmeno importi modesti per
tasse e oneri sociali. Nel caso di specie si può affermare che l’incapacità di
pagamento della reclamante appare più probabile che la sua capacità di
pagamento. Ne discende che il presupposto della solvibilità non può essere
considerato reso sufficientemente verosimile.

                                         Non
risultando adempiuti i requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento
di RE 1 non può essere annullato.     

 

2.Il reclamo va pertanto respinto.

Essendo
stato concesso effetto sospensivo parziale al reclamo, il fallimento va
nuovamente pronunciato.

                                         La tassa
di giustizia è posta a carico della reclamante (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106
cpv. 1 CPC). 

                                         Alla
controparte non si assegnano ripetibili, il reclamo non essendole stato
intimato.

 

Per questi motivi,

 

richiamato l’art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

                                         Di
conseguenza è dichiarato il fallimento di RE 1 a far tempo da

 

                                         venerdì
18 gennaio 2013 alle ore 10.00.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 150.-- è posta a

                                         carico di
F__________.

 

                                   3.   Notificazione:

                                         - __________;

                                         - __________;

                                         - Ufficio
esecuzione di Lugano, Lugano;

                                         - Ufficio fallimenti di Lugano, Viganello;

                                         - Ufficio
cantonale del Registro di commercio, Lugano;

                                         - Ufficio
del Registro fondiario del Distretto di Lugano, 

                                        Lugano.

                                         Comunicazione
alla Pretura, sezione 5 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             La
segretaria

 

 

 

 

Contro la
presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art.
72 e segg. LTF).