# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47761218-a619-564d-941b-7a942d167596
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.05.2007 D-2959/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2959-2007_2007-05-25.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2959/2007
vav/egl/
{T 0/2}

Sentenza del 25 maggio 2007

Composizione: Giudici Vito Valenti, Daniel Schmid e Robert Galliker
Cancelliere Lorenzo Egloff

A._______, Georgia, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la decisione del 27 aprile 2007 in materia di non entrata nel merito, allontanamento 
ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto 

A. L'11  giugno  2003,  l’interessato  ha  presentato  la  sua  prima  domanda  d’asilo  in 
Svizzera. Il  10 novembre 2003, l'allora Ufficio federale dei rifugiati  (UFR), non è 
entrato  nel  merito  della  citata  domanda  e,  nel  contempo,  ha  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione 
dell'allontanamento  medesimo.  Detta  decisione  è  cresciuta  incontestata  in 
giudicato.

B. Il  4  aprile  2007,  l'interessato  ha  presentato  una  seconda  domanda  d'asilo.  Ha 
dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 
13  e  del  20  aprile  2007),  che  la  persona  con  cui  viveva  a  far  tempo  dal  suo 
rimpatrio  nel  2003,  una  donna  coniugata  con  un  personaggio  importante,  l'ha 
minacciato  di  raccontare  al  marito  della  loro  relazione  nel  caso  avesse  dato 
seguito  alla  sua  intenzione  di  lasciarla.  Qualche  tempo  dopo  averla  lasciata, 
sarebbe stato minacciato dal  marito  ed, in seguito,  sequestrato  e maltrattato da 
quattro  sconosciuti.  L'accaduto  sarebbe stato  denunciato  alle  autorità,  ma dopo 
essere stato dimesso dall'ospedale (dove sarebbe rimasto ricoverato a causa dei 
maltrattamenti subiti), avrebbe deciso d'espatriare.

C. Il 27 aprile 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  L'UFM  ha  pure  pronunciato  l’allontanamento  dell’interessato  dalla 
Svizzera  e  l’esecuzione  dell’allontanamento  verso la  Georgia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile. 

D. Il  27  aprile  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione  dell'UFM.  Ha 
chiesto,  in  via  principale,  l’annullamento  della  decisione  impugnata  con 
conseguente  entrata  nel  merito  della  domanda  d’asilo,  e,  in  via  subordinata,  la 
concessione  dell'asilo  o  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una 
domanda  di  dispensa  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese processuali. 

Considerato in diritto:

1. Il TAF pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia 
d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 
17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. d della legge 
sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi dell'art. 32 
cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impugnato non può essere esteso 
alla  questione  della  concessione  dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel 
merito della domanda stessa.

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2.2 Nei  citati  limiti,  vi  è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 
108a LAsi.

3. Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non ha addotto 
motivi che possano giustificare la mancata tempestiva esibizione di documenti di 
viaggio  o  d'identità.  In  particolare,  egli  non  avrebbe  intrapreso  nulla  alfine  di 
procurarsi  un  siffatto  documento.  Detto  Ufficio  ha  inoltre  ritenuto  siccome 
manifestamente inconsistenti  le allegazioni decisive in materia d'asilo presentate 
dall'interessato. In particolare, lo stesso ha fornito versioni divergenti sul momento 
in  cui  sarebbe  stato  minacciato  dal  marito  della  donna  con  la  quale  avrebbe 
intrattenuto una relazione (marito di cui si è pure rifiutato d'indicare le generalità), 
sulle  circostanze  del  preteso  sequestro  e  dei  maltrattamenti  subiti  da  parte  di 
quattro  sconosciuti  e  sulle  modalità  della  denuncia  sporta  alle  autorità. 
L'interessato  non  sarebbe  peraltro  stato  in  grado  di  fornire  alcuna  valida 
spiegazione in merito alle citate divergenze. Infine, secondo l'autorità inferiore non 
sarebbero  necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento.

4. Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  che  in  patria  non  v'è  nessuno  in  grado  di 
recuperare i  suoi  documenti  e di  spedirli  in Svizzera.  Fa valere,  inoltre,  che nel 
caso  di  specie  sono  necessari  ulteriori  chiarimenti,  ragione  per  cui  l'autorità  di 
prime  cure  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo.  La 
valutazione  delle  allegazioni  decisive  presentate  in  corso di  procedura  di  prima 
istanza  si  fonderebbe,  peraltro,  su  elementi  di  secondaria  importanza.  Infine,  in 
caso di  rimpatrio  la sua vita sarebbe esposta a serio pericolo e in Georgia  non 
sono garantiti nemmeno i più elementari diritti umani.

5. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d'asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio p d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e all'art. 7 
LAsi  (lett.  b),  o  se l'audizione rileva che sono necessari  ulteriori  chiarimenti  per 
accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento (lett. c).

5.1 Questo  Tribunale  osserva  che  il  ricorrente  non  ha  tempestivamente  presentato 
documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad 
esibirli  al più tardi il 13 aprile 2007. Non v'è, altresì, ragione di ritenere che se il 
ricorrente  avesse  effettuato  dei  seri  e  concreti  tentativi  per  procurarsi 
tempestivamente  un  siffatto  documento,  questi  tentativi  non  avrebbero  potuto 
avere esito favorevole, tanto più che in Georgia risiedono ancora dei suoi parenti 
(v.  verbale  d'audizione  del  13  aprile  2007  pag.  3)  e  che  passaporto  e  carta 
d'identità  sarebbero  rimaste  al  suo  domicilio  (ibidem  pag.  4  e  5  e  verbale 
d'audizione del 20 aprile 2007 pag. 7). Inoltre, non avendo il ricorrente fatto valere 
delle  persecuzioni  statali,  avrebbe  potuto  rivolgersi,  in  tempo  utile,  ad  una 

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rappresentanza  del  suo  Paese  all'estero.  Infine,  se  un  richiedente  non  aveva 
ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o 
d'identità in procedura di prima istanza, non vi è motivo d'annullare la decisione di 
non entrata nel merito quand'anche avesse a presentare un siffatto documento in 
sede di ricorso (v. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1999 n. 16).

5.2 Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente non ha addotto argomenti o prove suscettibili 
di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata 
decisione,  delle  allegazioni  decisive  presentate  in  materia  d'asilo.  Quest'ultime 
s'esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da alcun  elemento 
della  benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  i  motivi  indicati  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF in relazione 
all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). Il ricorrente si è altresì limitato a 
semplici  congetture,  non  confortate  da  alcun  indizio  oggettivo  e  concreto, 
sull'eventualità  d'essere  esposto  a  seri  pregiudizi  da  parte  di  terzi  in  caso  di 
rimpatrio.  Da  quanto  esposto,  discende  che  allo  stato  attuale  degl'atti  di  causa 
l'UFM  ha  rettamente  considerato  siccome  del  tutto  prive  di  fondamento  le 
dichiarazioni decisive del ricorrente con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi.

5.3 Ritenuta la manifesta inconsistenza delle allegazioni presentate dal ricorrente (v. 
considerando 5.2 del presente giudizio),  non emergono neppure elementi  da cui 
dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della 
qualità di rifugiato del ricorrente medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

5.4

5.4.1 Per gli stessi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui desumere che 
l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Georgia  possa violare  l'art.  25 
cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 
luglio 1951 (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 LAsi  (divieto di  respingimento)  nonché 
l'art.  14a cpv.  3  della  legge  federale  concernente  la  dimora  e  il  domicilio  degli 
stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al 
rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

5.4.2 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art.  32 cpv.  3 lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  5.4.1).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari e in quale ambito.

5.4.3 Premesso ciò, quanto agli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento riconducibili 

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all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  il  TAF  osserva  nondimeno  che  in  Georgia  non  vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra  civile  o violenza generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazionale. Inoltre, il 
ricorrente è giovane, celibe, ha una buona formazione (anche studi universitari) e 
maturato una certa esperienza professionale. Nel gravame non ha altresì preteso 
che sussistono dei motivi medici suscettibili d'ostare alla pronuncia dell'esecuzione 
dell'allontanamento (v.  sulla problematica GICRA 2003 n. 24).  Certo,  nell'ambito 
della  procedura  di  prima  istanza  ha  evocato,  in  modo  generico,  di  soffrire  di 
problemi  di  salute (male alle  gambe ed insonnia dovuta a nervosismo).  Non v'è 
però ragione di ritenere che il ricorrente non possa ottenere nel suo Paese le cure 
ed i medicamenti eventualmente a lui necessari, fermo restando che solo malattie 
gravi  che richiedono necessariamente delle cure non ottenibili  in patria possono 
giustificare  un'ammissione  provvisoria  in  Svizzera  (v.  ibidem).  In  siffatte 
circostanze, l'autorità inferiore ha pertanto rettamente ritenuto siccome adempiti i 
presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità per l'insorgente di una adeguato reinserimento sociale in Georgia.

5.4.4 Peraltro,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  14a cpv.  2  LDDS).  Infine,  usando  della 
necessaria diligenza,  il  ricorrente potrà procurarsi  ogni documento necessario al 
rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

6. Da quanto esposto,  discende che in materia  di non entrata nel merito il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata. 

7. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, 
art.  44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). 

8. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 5.4.

9. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
LAsi). 

11. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d'esenzione  dal 
versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto.

12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1, e cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto.

3. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 

4. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N )

- a B._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Lorenzo Egloff

Data di spedizione: