# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c306d610-c520-5e29-b2df-3fc50b4b8eb3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-06-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 16.06.2015 11.2014.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2014-49_2015-06-16.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2014.49

  	
  Lugano

  16 giugno 2015/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2014.443 (tutela giurisdizionale nei casi manifesti) della Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna
promossa con istanza del 15 maggio
2014 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  al
  quale è subentrata nella causa

   

  (patrocinata
  dall'avv. PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1,

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello (“ricorso”)
del 12 giugno 2014 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa dal Pretore
aggiunto il 5 giugno 2014;

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  In seguito a una domanda di
realizzazione del pegno introdotta da AO 1 nei confronti di AP 1 riguardante le
particelle n. 220 e 260 RFD di __________, sezione di __________, ai pubblici incanti
del 4 dicembre 2013 lo stesso AO 1 si è aggiudicato entrambi i due fondi. L'iscrizione
nel registro fondiario è avvenuta il 31 gennaio 2014. Le proposte dell'aggiudicatario
volte alla firma di un contratto di locazione con la precedente proprietaria
non hanno avuto esito.

B.  AO 1 si è rivolto il 15
maggio 2014 al Pretore della giurisdizione di Locarno Campagna con un'istanza a
tutela giurisdizionale nei casi manifesti per ottenere da AP 1 – sotto
comminatoria dell'art. 292 CP – la consegna delle particelle n. 220 e 260,
avvertendo la medesima che l'inesecuzione dell'ordine avrebbe costituito un valido
titolo per esigere il risarcimento dei danni da liquidare in separata sede. Egli
ha chiesto inoltre che ogni usciere o agente della forza pubblica fosse tenuto
a prestare man forte nell'esecuzione della decisione a semplice richiesta e che
la convenuta fosse diffidata a ritirare mobili e oggetti di sua pertinenza, in
difetto di che la forza pubblica avrebbe fatto depositare tali beni a spese di
lei in un luogo indicato dal­l'istante. Invitata a esprimersi, nelle sue
osservazioni del 3 giugno 2014 la convenuta
ha proposto di respingere l'azione.

 

                            C.  Statuendo il 5 giugno 2014,
il Pretore aggiunto ha accolto l'istanza e ha ordinato a AP 1 – sotto
comminatoria dell'art. 292  CP – di consegnare immediatamente le due particelle
al legittimo proprietario. Egli ha ingiunto altresì a ogni usciere o agente
della forza pubblica comunale di prestare man forte nell'esecuzione della
decisione su semplice richiesta dell'istante, avvertendo la convenuta che l'inesecuzione
dell'ordine avrebbe costituito un valido titolo per chiedere il risarcimento
dei danni da liquidare in separata sede e che qualora essa non avesse ritirato
mobili e oggetti di sua pertinenza la forza pubblica avrebbe fatto depositare
tali beni a spese di lei in un luogo indicato dall'istante. Le spese
processuali di fr. 1000.– sono state poste a carico della convenuta, tenuta
a rifondere alla controparte fr. 2500.– per ripetibili.

 

                            D.  Contro la decisione appena
citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello (“ricorso”) del 12 giugno 2014 in cui si dice convinta che “il suo incarto non è stato valutato né preso in considerazione”. Il
memoriale non è stato notificato a AO 1 per osservazioni. Il 13 aprile 2015 AO
1 ha comunicato a questa Camera di non essere più proprietario delle particella
n. 220 e 260, avendo donato entrambi i fondi alla moglie __________, e di ritirarsi
così dalla lite. Lo stesso giorno la nuova proprietaria ha dichiarato di subentrargli
nella causa.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Le decisioni in materia di
tutela giurisdizionale nei casi manifesti (art. 257 CPC) sono impugnabili,
trattandosi di procedura sommaria, entro 10 giorni dalla notificazione (art.
314 cpv. 1 CPC). Se esse vertono su questioni meramente patrimoniali, nondimeno,
l'appello è ammissibile soltanto se il valore litigioso raggiunge almeno
fr. 10 000.– (art. 308
cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è dato, il Pretore avendo accertato
il valore litigioso in fr. 163 066.– (pag.
 1 in basso), importo che non appare inverosimile e che non è contestato dalle
parti. Quanto alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è
pervenuta alla conve­nuta il 6 giugno 2014. Introdotto il 13 giugno 2014, l'appello in esame è quindi tempestivo.

 

                             2.  Il 13 aprile 2015 AO 1 ha
comunicato a questa Camera di non essere più proprietario delle particella n.
220 e 260, avendo donato i due fondi alla moglie __________, e di ritirarsi così
dalla lite. Ora, l'art. 83 cpv. 1 CPC dispone che se l'oggetto
liti­gioso è alienato durante il processo, l'acquirente può subentrare nel processo
al posto dell'alienante. Non gli occorre alcuna au­to­rizzazione. Ne segue che in
concreto __________ è subentrata legittima­mente
nella causa a AO 1, il quale è dimesso dalla lite.

 

                             3.  Secondo l'art. 257 cpv. 1 CPC il giudice accorda tutela
giurisdizionale in procedura sommaria se i fatti sono incontestati o immediatamente
comprovabili (lett. a) e se la situazione giuridica è chiara (lett. b). Secondo
la giurisprudenza un fatto è immediatamente comprovabile quando può essere accertato
senza ritardi e senza dispendio particolare. Non basta quindi rendere
verosimile la pretesa. L'istante deve recare anche una prova immediata e
completa dei fatti su cui fonda le sue richieste. D'altro lato il convenuto
deve, per negare gli estremi di un caso manifesto, sollevare obiezioni o
eccezioni che, senza necessariamente essere rese verosimili, appaiano
concludenti e non possano essere subito confutate (RtiD II-2013 pag. 894 n. 43c
con rinvio a DTF 138 III 623 consid. 5.1.1). Inoltre una situazione giuridica è
chiara soltanto se, sulla base di dottrina o giurisprudenza invalse, la norma
risulti applicarsi nel caso specifico e vi dispieghi i suoi effetti in modo
evidente (RtiD II-2013 pag. 894 n. 43c con rinvio a DTF 138 III 734 consid.
3.3). Ciò non si verifica – almeno di regola – se l'applicazione della norma
implica una decisione fondata sull'apprezzamento o sull'equità (RtiD II-2013
pag. 894 n. 43c con rinvio a DTF 138 III 126 consid. 2.1.2).

 

                             4.  L'azione di rivendicazione
che l'istante ha promosso nella fattispecie consente al proprietario di rivendicare
una cosa contro chiunque la ritenga senza diritto e di respingere qualsiasi
indebita ingerenza (art. 641 cpv. 2 CC). All'attore incombe dimostrare il suo
diritto di proprietà (RtiD I-2005 pag. 792 n. 70c con rimandi). Dandosi rivendicazione di un immobile,
il titolare iscritto nel registro fondiario si presume proprietario. Da parte
sua il convenuto può opporsi all'azione di rivendicazione dimostrando un suo
diritto prevalente sull'immobile, sia esso di natura reale o obbligatoria (I
CCA, sentenza inc. 11.2010.15 del 13 luglio 2011, consid. 3 con riferimenti).

 

                             5.  Nella sentenza impugnata il
Pretore aggiunto ha accertato che l'istante è divenuto proprietario delle due particelle,
aggiudicandosele al pubblico incanto del 31 gennaio 2014. Egli ha rilevato altresì
che la convenuta non contesta l'occupazione dell'immobile né la mancanza di qualsiasi
contratto di locazione tra le parti. Ne ha concluso che l'occupazione è ingiustificata,
onde la condanna della convenuta a consegnare i fondi all'istante.

 

                             6.  L'appellante sostiene che
la casa le è sempre intestata, fa valere di avere pagato gli interessi
ipotecari chiesti da __________ e di non avere ricevuto dall'Ufficio dei registri
alcuna notifica di cambiamento di proprietà. Essa afferma inoltre che il
contratto di mutuo da lei stipulato il 24 maggio 2005 con AO 1 (negozio
giuridico all'origine dell'esecuzione forzata) non è valido, AO 1 avendola
costretta a firmare un atto non regolarmente rogato da un notaio, come invece
prevede la legge.

 

                                  a)   Le
particelle n. 220 e 260 RFD di __________, sono intestate nel registro
fondiario a AO 1 dal 31 gennaio 2014 (doc. A e B). Da allora, pertanto, l'appellante
non è più proprietaria dei fondi. Può darsi che essa non abbia ricevuto una comunicazione
dall'ufficiale del registro fondiario circa il cambiamento di proprietà (art.
969 cpv. 1 CC). Comunque sia, essa è a perfetta conoscenza della procedura di
realizzazione forzata dei fondi (doc. 1: avviso d'incanto prodotto dalla stessa
convenuta) e, d'altro lato, il fatto che l'ufficiale possa avere omesso la
comunicazione non pregiudica la validità dell'iscrizione nel registro fondiario
 (Steinauer, Les droits réels,
vol. I, 5ª edizione, pag. 305 n. 853a in fine). Al riguardo l'appello
manca perciò di consistenza.

 

                                  b)  Quanto
agli interessi ipotecari riscossi dalla banca, l'interessata disconosce che,
salvo convenzione contraria, in caso di alienazione totale del fondo ipotecato
i vincoli del debitore e del fondo rimangono invariati (art. 832 cpv. 1 CC). In
altre parole, il trasferimento di proprietà – indipendentemente dalla sua causa
giuridica – non ha effetti sul credito garantito né sul diritto di pegno. Il
proprietario del fondo che, debitore del mutuo garantito dal fondo, aliena quest'ultimo,
perde di conseguenza la proprietà del pegno, ma rimane debitore. Quanto al diritto
di pegno, dato il suo carattere reale, esso rimane vincolato al fondo (DTF 132 III 170 consid. 6.4.1). Ne discen­de che in seguito all'esecuzione
forzata AP 1 ha perduto la qualità di
proprietaria del fondo, ma è rimasta debitrice del mutuo (garantito dalle
cartelle ipotecarie) nei confronti della banca. Il suo obbligo di pagare gli
interessi passivi rimaneva così intatto fino momento in cui il nuovo proprietario
non avesse accettato di rifondere egli stesso il debito ipotecario e la banca
non l'avesse liberata da tale obbligo (art. 832 cpv. 2 CC). Anche in
proposito l'appello si rivela perciò destinato all'insuccesso.

 

                                  c)   Relativamente
al contratto di mutuo del 24 maggio 2005 sottoscritto con AO 1, la ricorrente dimentica
che nella causa promossa da AO 1 verso di lei per ottenere la restituzione
della somma mutuata, sia il Pretore sia la seconda Camera Civile del Tribunale
d'appello hanno accertato la validità del negozio giuridico, le norme sul contratto
di mutuo (art. 312 a 318 CO) non prevedendo una forma speciale (II CCA, sentenza
inc. 12.2012.168 del 13 dicembre 2012, consid. 5 con riferimenti). Su questo
punto l'appello sfiora dunque il pretesto e non merita ulteriore disamina.

 

                                  d)  Se
ne conclude che le obiezioni della convenuta risultano già a un primo esame
manifestamente infondate A ragione il Pretore aggiunto ha ritenuto pertanto adempiuti
i presupposti per l'applicazione dell'art. 257 cpv. 1 CPC.

 

                             7.  Le spese dell'attuale
giudizio seguono il principio della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non
si pone invece problema di ripetibili, il memoriale non essendo stato comunicato
all'istante per osservazioni.

 

                             8.  Circa i
rimedi giuridici esperibili contro l'attuale sentenza sul piano federale (art.
112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso
raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30 000.–
ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF (sopra, consid. 1).

 

Per questi motivi,

 

decide:                 1.  Nella misura in cui è ricevibile,
l'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  Le spese processuali
di fr. 500.– sono poste a carico dell'appellante.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  – avv..

  

                                  Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Campagna.

 

 

Per
 la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti
concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2
LTF).