# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 83279b5b-41ea-5b11-96e2-87dea0a4e6f1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-07-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 05.07.2018 12.2018.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2018-27_2018-07-05.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2018.27

  	
  Lugano

  5 luglio 2018/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Ceschi
  Corecco

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura sommaria (tutela giurisdizionale nei casi
manifesti, mora del conduttore) inc. n. SO.2018.181
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4, promossa con istanza 11
gennaio 2018 da

 

	
   

  	
  AO
  1  

  rappr. da RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP
  1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’istante ha
chiesto di far ordine al convenuto, con la comminatoria dell’art. 292 CP, di
mettere immediatamente a libera disposizione l’appartamento sito in Via Moncucchetto
19 a Lugano e di riconoscere un’indennità di occupazione pari alla pigione fino
all’esecuzione della decisione di sfratto; 

domanda alla quale il
convenuto si è opposto in occasione dell’udienza del 31 gennaio 2018 e sulla
quale il Pretore si è pronunciato, con decisione 1° febbraio 2018, con cui ha
fatto ordine al convenuto, con la comminatoria dell’art. 292 CP, di
riconsegnare l’ente locato entro 10 giorni dalla notificazione della decisione,
condannandolo altresì a versare mensilmente fr. 900.- dal 1° febbraio 2018 al momento
della liberazione dei locali a titolo di indennità per illecita occupazione;

appellante il convenuto con atto di appello 6 febbraio 2018, con cui chiede
in sostanza la riforma del giudizio pretorile, subordinatamente un certo tempo
per trovare un’adeguata soluzione abitativa alternativa;

mentre l’istante, con risposta 17 maggio 2018, chiede una celere decisione di
conferma dello sfratto;

preso atto della replica 24 maggio 2018 con la quale l’appellante contesta
l’entità delle pigioni scoperte e della duplica 15 giugno 2018;

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

ritenuto

 

in fatto e in
diritto:

 

                                         che con contratto 28
ottobre 2016 (doc. A) AO 1 ha concesso in locazione a AP 1 un appartamento di 2
locali con posteggio interno nello stabile sito in via __________ a __________;
il canone è stato stabilito in fr. 900.- mensili, comprensivo di acconto sulle
spese accessorie;

 

                                         che la locatrice, non
avendo il conduttore provveduto a pagare le pigioni e le spese scadute per
complessivi fr. 900.- entro il termine di 30 giorni impartitole con
comminatoria di disdetta del 14 settembre 2017 (doc. B), con modulo ufficiale
del 30 ottobre 2017 ha notificato la disdetta straordinaria del contratto in
applicazione dell’art. 257d CO con effetto dal 31 dicembre 2017 (doc. C);

 

                                         che con istanza 11
gennaio  2018, promossa nella procedura sommaria di tutela giurisdizionale nei
casi manifesti (art. 257 CPC), la locatrice ha chiesto di far ordine alla
conduttrice, con la comminatoria dell’art. 292 CP, di riconsegnare con effetto
immediato l’ente locato e di condannare il convenuto a versare un’indennità di
occupazione mensile pari alla pigione fino all’esecuzione della decisione di
sfratto;

 

                                         che il convenuto ha preso
posizione, in occasione dell’udienza del 31 gennaio 2018 (atto III),
riconoscendo di essere stato in mora con il pagamento della pigione, ma
rilevando di aver provveduto a versare i canoni scoperti e di auspicare la
continuazione della locazione;

                                         che il Pretore, con la
decisione 1° febbraio 2018 qui impugnata, ha fatto ordine al convenuto di
riconsegnare l’ente locato entro 10 giorni dalla notificazione della decisione,
con le comminatorie di rito, condannandolo altresì a versare dal 1° febbraio 2018
fino al momento della liberazione dell’ente locato fr. 900.- mensili a titolo
di indennità per illecita occupazione;

 

                                         che con appello 6 febbraio
2018 il convenuto chiede sostanzialmente la riforma del giudizio pretorile per
tener conto della particolare situazione personale alla base della mora e del
successivo accordo raggiunto con l’amministrazione dell’immobile per
scongiurare le conseguenze della disdetta, con il pagamento del saldo scoperto
intervenuto (seppur con un disguido per una parte della somma dovuta a titolo
di conguaglio delle spese accessorie); in via subordinata chiede di poter
perlomeno disporre del tempo necessario per trovare un’adeguata soluzione
abitativa alternativa;

 

                                         che con risposta 17 maggio
2018 la locatrice ha chiesto la conferma della decisione di espulsione rilevando
come il conduttore fosse a quel momento in mora con il pagamento delle pigioni
da febbraio a maggio 2018;

che con replica 24 maggio 2018 l’appellante ha comunicato di aver provveduto al
pagamento del conguaglio spese e delle pigioni di febbraio e marzo 2018, e di
essere ancora in attesa della richiesta di pagamento delle pigioni di aprile e
maggio 2018;

che con duplica 15 giugno 2018 l’appellata ha ribadito l’entità dello scoperto
a titolo di pigioni e sollecitato una celere decisione;

                                         che l’appello, ancor prima
che infondato, risulta irricevibile per carente motivazione: l’appellante, in
violazione dei suoi obblighi (art. 311 cpv. 1 CPC), non si è minimamente
confrontato con il giudizio con cui il Pretore ha ritenuto la sussistenza dei
requisiti per ordinare l’espulsione e non ha spiegato per quali ragioni di
fatto o di diritto la decisione sarebbe errata (TF 7 dicembre 2011 4A_659/2011
consid. 4, 27 settembre 2012 4A_252/2012 consid. 9.2.1, 10 marzo 2014
4A_474/2013 consid. 3.2; per tante: II CCA 16 agosto 2016 inc. n. 12.2015.150);

                                         che l’appellante ha invero
prospettato in questa sede la sussistenza di circostanze che avrebbero permesso
un ricomponimento bonale della vertenza e, a suo dire, consentito la continuazione
consensuale della locazione;

che tali circostanze, asserite in maniera assai vaga e confusa e peraltro senza
far fronte all’onere probatorio in merito, non si sono rilevate fondate e non
sarebbero comunque atte a sovvertire l’esito del giudizio pretorile;

che peraltro il conduttore non solo non ha integralmente e puntualmente fatto
fronte ai suoi impegni in vista della prospettata ricomposizione bonale della
vertenza, ma si è altresì rivelato moroso per le successive pigioni;

                                         che, nella misura in cui
dalle argomentazioni esposte dall’appellante si volesse dedurre che egli abbia
postulato un giudizio di questa Camera sulla richiesta di poter continuare ad
occupare il bene locato ancora per un certo periodo, in vista della ricerca di
una soluzione abitativa alternativa, la domanda deve essere comunque respinta,
siccome infondata, la decisione pretorile di espulsione non potendo essere
ritardata dall’autorità d’appello (cfr. II CCA 11 giugno 2012 inc. n.
12.2012.88, 6 luglio 2012 inc. n. 12.2012.93, 13 agosto 2012 inc. n.
12.2012.133, 8 maggio 2013 inc. n. 12.2013.56 secondo cui un’eventuale proroga
del termine entro cui dev’essere lasciato l’ente locato può semmai essere
accordata dalla parte istante), tanto più in presenza di una disdetta per mora
del conduttore (ex art. 257d CO), la concessione di un’eventuale protrazione
essendo in tal caso esclusa per legge (cfr. art. 272a cpv. 1 lett. a CO);

 

                                         che le spese processuali
della procedura di appello, fissate in applicazione dell’art. 9 cpv. 3 LTG,
seguono la soccombenza (art. 106 CPC), ritenuto che non si attribuiscono
ripetibili alla controparte che non ne ha fatto richiesta; il valore litigioso,
determinante anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale,
ammonta a fr. 26'280.- come ritenuto dal Pretore.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC e la LTG

 

decide: 

 

                                   1.   L’appello 6 febbraio
2018 di AP1 è respinto nella misura in cui è ricevibile. 

 

                                   2.   Le spese processuali
di fr. 100.- restano a carico dell’appellante. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
   

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 4

 

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso
superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione.