# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e4216c64-4652-5573-96ff-799c8fb2afd9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-01-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.01.2024 32.2023.47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2023-47_2024-01-08.html

## Full Text

Incarto
  n.

  32.2023.47

   

  PC/DC/sc

  	
  Lugano

  8 gennaio 2024             

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso dell’11 maggio 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 30 marzo 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI 1, nata il __________ 1977, attiva
quale “assistente di studio medico” a tempo pieno dal mese di dicembre 1997,
in malattia al 100% dal 12 settembre 2001 rispettivamente al 50% dal 7 gennaio
2002 in poi, in data 31 marzo/1° aprile 2003 ha presentato una domanda volta
all’ottenimento di prestazioni AI per adulti, indicando di essere affetta da una
discopatia degenerativa L4/5 e L5/S1 con spondilolisi e -listesi instabile
L5/S1 di grado III, a causa della quale si è dovuta sottoporre in data 14
settembre 2001 ad un intervento di laminectomia L5 e spinotomia L4/5,
artrotomia L5/S1 e L4/5 bilaterale, recessotomia L5/S1 e L4/5 bilaterale,
foraminotomia S1 e L5 bilaterale, PLIF L5/S1 e L4/5 con gabbie in materiale
sintetico (Scolio) e fissazione posteriore (Stryker) da L4 a S1 bilaterale (pag.
2-10, 15-18, 20, 21, 24-42, 240 e 262 incarto AI).

 

                                  Dopo avere esperito gli
accertamenti del caso, con decisione del 20 ottobre 2003, l’Ufficio
assicurazione invalidità (di seguito: UAI) ha riconosciuto a RI 1 - a quel
tempo attiva al 50% quale “assistente di studio medico” (attività
ritenuta adeguata e confacente al suo stato di salute) - mezza rendita di
invalidità (grado di invalidità del 50%) dal 1° settembre 2002 (pag. 56, 57, 61
e 62).

La prestazione è in seguito stata confermata, dopo revisioni, mediante
comunicazioni del 30 novembre 2004, del 12 dicembre 2006, del 2 luglio 2012 e
del 27 settembre 2018 (pag. 64, 65, 82, 83, 90, 91, 129, 130, 148-158, 166,
167, 177-180, 198 e 199).  

                          1.2.  Nel corso del mese di dicembre 2019
l’amministrazione ha avviato una revisione d’ufficio ex art. 17 LPGA (pag. 209,
211-216 incarto AI).

 

                                  Dopo avere esperito gli
accertamenti medici ed economici del caso (in particolare, dopo avere acquisito
agli atti la perizia reumatologica del 14 novembre 2020 del dr. med. __________;
pag. 261-284 incarto AI), con decisione del 1° settembre 2021 (pag. 388-393
incarto AI) - preavvisata l’8 giugno 2021 (pag. 355-355 incarto AI) - l’UAI ha
soppresso la mezza rendita di invalidità, stabilendo un grado di invalidità del
34%, in applicazione del metodo ordinario del raffronto dei redditi.

In tale occasione l’amministrazione ha inoltre puntualizzato quanto segue: “La
soppressione della rendita è effettiva dalla fine del mese che segue
l’intimazione della decisione. A un ricorso contro questa decisione verrà
negato l’effetto sospensivo (art. 49 cpv. 5 e art. 52 cpv. 4 della Legge
federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA).”
(pag. 388 incarto AI).

                          1.3.   Con decreto 32.2021.109 del 24
gennaio 2022 (pag. 554-557 incarto AI), il TCA ha stralciato la causa “dai
ruoli per intervenuta transazione, nota alle parti e consistente
nell'annullamento della decisione impugnata del 1° settembre 2021, nel rinvio
degli atti all'Ufficio assicurazione invalidità al fine di espletare i
necessari accertamenti, e all'emissione di una successiva nuova decisione, che
viene omologata” (pag. 556 incarto AI).

                                

                          1.4.   Ritornati gli atti, dopo avere
acquisito la perizia reumatologica e psichiatrica dell’8 dicembre 2022 dei dr.
med. __________ e __________ (quest’ultimo vice-direttore del __________; di
seguito: __________; pag. 637-708 incarto AI), l’UAI, con decisione del 30
marzo 2023 (pag. 774-782 incarto AI) - preavvisata il 16 gennaio 2023 (pag.
723-730 incarto AI) -  ha confermato la soppressione della mezza rendita di invalidità,
ribadendo un grado di invalidità del 34%, in applicazione del metodo ordinario
del raffronto dei redditi.

                                

                          1.5.  Contro questa decisione RI 1,
patrocinata dall’avv. __________ della RA 1 di __________ (di seguito: RA 1),
ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulandone l'annullamento e, in via
principale, il riconoscimento del “diritto al proseguimento del versamento
della mezza rendita AI anche oltre il mese di novembre 2021”
rispettivamente, in via subordinata, “l’incarto è retrocesso all’Ufficio Ai affinché
vengano espletati ulteriori accertamenti a mente dell’art. 44 LPGA volti a delineare
concretamente il diritto alla rendita AI sulla base di accertamenti medici
idonei e concreti, che valutino oltre all’aspetto reumatologico e psichiatrico,
anche quello neurologico e neurochirurgico” (doc. I, pag. 7).  

 

                                  Sostanzialmente la rappresentante
del ricorrente contesta la valutazione medica operata dall’amministrazione,
ribadendo anche in questa sede che la sua assistita sarebbe inabile al 50% sia
in attività adeguate sia nell’attività abituale (che sarebbe pure adeguata), a
causa degli impedimenti riconducibili ad una problematica che sarebbe
prettamente di natura neurochirurgica, la quale non sarebbe stata presa in
debita considerazione dall’amministrazione, che si sarebbe limitata ad
esaminare lo stato di salute della sua cliente unicamente per quanto concerne
l’aspetto reumatologico e psichiatrico (cfr. doc. I, pag. 3-6).

A suffragio delle proprie argomentazioni ha versato agli atti svariata
documentazione medica (doc. C-F) di cui si dirà nei considerandi in diritto.

                                  

                          1.6.  Nella risposta del 7 giugno 2023,
l'UAI - dopo aver versato agli atti l'incarto LAI completo, i complementi
peritali del 17 maggio 2023 del dr. med. __________ e del dr. med. __________
(doc. IV-1 e IV-2) rispettivamente l’annotazione del 23 maggio 2023 del medico
SMR. dr. med. __________ (doc. IV-3) - ha postulato la reiezione del ricorso
(doc. IV).

                                 

                          1.7.  Nei successivi allegati del 5
luglio 2023 (doc. VIII), del 10 agosto 2023 (doc. X), del 12 settembre 2023
(doc. XIV), del 27 settembre 2023 (doc. XVI) e del 6 ottobre 2023 (doc. XVIII),
le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle rispettive conclusioni,
versando agli atti svariata documentazione medica (doc. VIII-1, doc. H, doc.
XIV-1 e 2 e doc I) di cui si dirà nei considerandi in diritto.

                                 

considerato                 in diritto

 

                          2.1.   Nel caso di specie, litigiosa è la
questione di sapere se l’UAI era legittimato a sopprimere dal 1° novembre 2021 la
mezza rendita di cui l’assicurata è beneficiaria dal 1° settembre 2002 (pag.
56, 57, 61 e 62 incarto AI).

 

                          2.2.  Preliminarmente il TCA rileva che
il 1° gennaio 2022, ossia prima dell’emanazione della decisione impugnata, è
entrata in vigore una (importante) modifica della LAI e dell’OAI denominata “Ulteriore
sviluppo dell’AI” e che concerne (anche) il diritto alla rendita (cfr. RU
2021 705).

                                  

Per la disamina del diritto a una rendita di invalidità eventualmente già
insorto in precedenza, di norma, occorre rifarsi alle regole generali del
diritto intertemporale secondo cui sono applicabili le disposizioni in vigore
al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato
giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1,
pag. 446 seg. con riferimento a DTF 130 V 329).

 

                                  Tornando alla modifica
legislativa di cui sopra, si rileva che il calcolo delle rendite, il cui
diritto era sorto sotto l’egida del precedente sistema, viene effettuato
secondo il nuovo sistema se nell’ambito di una revisione il grado d’invalidità
subisce una modificazione ai sensi dell’art. 17 cpv. 1 LPGA (ossia di almeno 5%
o un aumento fino al 100%) e l’assicurato, al momento dell’entrata in vigore
della modifica legislativa di cui sopra, non aveva ancora compiuto 55 anni
(Disposizione transitoria lett. b cpv. 1 della modifica del 19 giugno 2020
(Ulteriore sviluppo dell’AI); cfr. anche Moser, Die Weiterentwicklung der
Invalidenvorsorge in der Ersten und Zweiten Säule - «stufenloses» Rentensystem,
vorsorgliche Leistungseinstellung, in: BVG-Tagung 2022 Aktuelle Fragen der
beruflichen Vorsorge, pag. 7).

                                  Per contro, qualora al momento
dell’entrata in vigore della modifica legislativa l’assicurato aveva già
compiuto (almeno) 55 anni e il suo diritto alla rendita era sorto sotto l’egida
del precedente sistema, quest’ultimo trova applicazione in virtù della
protezione della situazione acquisita (Besitzstandsschutz) conferita
dalla citata Disposizione transitoria, circostanza peraltro desumibile anche
dalla Disposizione transitoria lett. c (cfr. Moser, op. cit., pag. 8 e 10;
Dupont, Weiterentwicklung der Invalidenversicherung: Was bringt sie wem?, in:
Recht Aktuell: 5. Basler Sozialversicherungstagung «Sozialversicherungsrecht
zwischen Dynamik, Reform und Kontinuität» 2021, pag. 12 [con refuso, n.d.r.];
Hürzeler, Diritto delle assicurazioni sociali, in: Formazione continua e
aggiornamento per giuristi 2021, pag. 29; UFAS, Bollettino della previdenza
professionale nr. 156 del 1. luglio 2021, n. 1067, p.to B.4.a.; ASIP,
Fachmitteilung Nr. 127 del 25 agosto 2021: 7. IV-Revision: stufenloses
Rentensystem, pto. 3.2.).

 

                                  In tal senso il marg. 9200 CIRAI
(Circolare sull’invalidità e sulla rendita nell’assicurazione per l’invalidità,
valida dal 1° gennaio 2022) prevede che “le rendite correnti delle persone
assicurate che il 1° gennaio 2022 non hanno ancora compiuto 55 anni (persone
nate negli anni dal 1967 al 2003) sono trasferite nel nuovo sistema di rendite
lineare (art. 28b LAI), se sono adempiute le condizioni di cui all’articolo 17
LPGA (modificazione del grado d’invalidità di almeno 5 punti percentuali)”.

                                  Secondo il marg. no. 9102 CIRAI
in merito alla determinazione del diritto applicabile nel caso di prima
concessione di rendite con quote decrescenti o a tempo determinato e casi di
revisione, prevede “che se la modifica determinante avviene prima del 1°
gennaio 2022, si applicano le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2021. Se la modifica determinante avviene dopo il 31
dicembre 2021, si applicano le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2022. La data della modifica determinante è determinata
secondo l'articolo 88a OAI (v. N. 5500 segg.).”

 

                                  Infine, il marg. no. 9200 CIRAI prevede
che “le rendite correnti delle persone assicurate che il 1° gennaio 2022
hanno già compiuto 55 anni (uomini nati negli anni dal 1957 al 1966; donne nate
negli anni dal 1958 al 1966) rimangono nel vecchio sistema di rendite anche in
caso di revisione del diritto alla rendita. A queste persone restano pertanto
applicabili le disposizioni legali nel tenore in vigore sino al 31 dicembre
2021”.

 

                                  Nel caso in esame l’UAI in
seguito ad una revisione d’ufficio avviata nel mese di dicembre 2019  (pag.
209, 211-216 incarto AI) l’amministrazione, con decisione del 1° settembre 2021
(pag. 388-393 incarto AI), ha soppresso la mezza rendita di cui l’assicurata è
beneficiaria dal 1° settembre 2002 (pag. 56, 57, 61 e 62 incarto AI) dal 1°
novembre 2021 (ossia a partire dal primo giorno del secondo mese che ha seguito
la notifica della decisione del 1° settembre 2021: cfr. art. 88bis cpv. 2 lett.
a OAI). 

In seguito alla transazione con annullamento della citata decisione e rinvio
degli atti all’UAI per ulteriori accertamenti, l’amministrazione, con decisione
del 30 marzo 2023 (pag. 774-782 incarto AI), ha confermato la soppressione dal
1° novembre 2022 della mezza rendita di cui l’assicurata è beneficiaria dal 1°
settembre 2002 (pag. 56, 57, 61 e 62 incarto AI). 

Stante quanto precede, al caso di specie, vanno applicate le norme in vigore
fino al 31 dicembre 2021 (cfr. marg. No. 9102 CIRAI).

                          2.3.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in
relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità
al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno
alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer
(Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit,
2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). 

                                  L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che
l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità al guadagno o la
sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita,
mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente
esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in
media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di questo
anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

L’art. 28 cpv. 2 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

                                  Ai sensi dell'art. 16 LPGA il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal
raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata
alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI
2000 p. 84). Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222;
STCA 32.2023.49 del 23 ottobre 2023, consid. 2.3).           

 

                          2.4.  Giova qui inoltre ricordare che,
per il futuro la rendita di invalidità è aumentata o ridotta proporzionalmente
o soppressa, d’ufficio o su richiesta, se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione (art. 17 cpv. 1
LPGA).

I principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite
sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito
dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 343 consid. 3.5).

                                  

La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una
modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello
stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato,
abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275
consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). Una semplice
valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                  Per stabilire in una situazione
concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista temporale vanno in
particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione formale
iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia della nuova
decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108). Da questo
punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione
di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30).

                                  Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a
cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2
OAI). 

                                  Queste norme sono applicabili non
soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di assegnazione con
effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991
nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

                                  

                                  Circa gli effetti della
modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un assegno per
grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 1 lett. a OAI stabilisce che l’aumento
della rendita (o dell’AGI o del contributo per l’assistenza) avviene al più
presto se l’assicurato ha chiesto la revisione a partire dal mese in cui la
domanda è stata inoltrata (lett. a); se la revisione ha luogo d’ufficio, a partire
dal mese in cui è stata prevista (lett. b); se viene costatato che la decisione
dell’Ufficio AI, sfavorevole all’assicurato, era manifestamente errata, a
partire dal momento in cui il vizio è stato scoperto (lett. c). Giusta il cpv.
2 della medesima norma, la riduzione o la soppressione della rendita (o
dell’AGI o del contributo per l’assistenza) è invece messa in atto il più
presto, il primo giorno del secondo mese che segue la notifica della decisione
(lett. a); retroattivamente dalla data in cui avvenne la modificazione
determinante se il beneficiario ha ottenuto indebitamente la prestazione o ha
violato l’obbligo di informare impostogli ragionevolmente dall’art. 77 OAI
(lett. b).

                                  

                                  Va ancora rilevato che con
sentenza 8C_237/2014 del 21 gennaio 2015 pubblicata in DTF 141 V 9 e SVR 4/5
2015, IV Nr. 21, pag. 62, il Tribunale federale ha stabilito che se i fatti
determinanti per il diritto alla rendita si sono modificati a tal punto da
lasciar apparire una notevole modificazione dello stato di salute da
giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve essere stabilito
nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e completa, senza
rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198 consid. 4b pag.
200; sentenze 9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2; 9C_226/2013 del 4
settembre 2013). Per questa ragione, nel quadro di una nuova valutazione dello
stato di salute e della capacità di lavoro, un trauma alla spalla aggiuntivo al
quadro clinico esistente non osta alla soppressione di una rendita (consid. 5 e
6).

Nella recente STF 9C_445/2022 del 27 settembre 2023, il TF ha inoltre ribadito,
al consid. 4.1, che “se i fatti che giustificano il diritto alla rendita
d’invalidità sono cambiati in misura tale da determinare un cambiamento
significativo delle circostanze che motivano una revisione, il grado di
invalidità deve essere rivalutato sulla base di uno stato di fatto stabilito in
modo corretto e completo, senza fare riferimento a precedenti valutazioni
dell’invalidità (9C_486/2022 del 17 agosto 2023 consid. 7.1 con riferimenti).”.

                                                                   

                          2.5.   Per quel che concerne l’invalidità
psichica, con due sentenze 8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre 2017,
pubblicate in DTF 143 V 409 e 143 V 418, il Tribunale federale ha stabilito che
la giurisprudenza sviluppata per i dolori somatoformi persistenti secondo cui
la reale capacità lavorativa e di rendimento della persona interessata siano da
accertare alla luce di indicatori, troverà in futuro applicazione per tutte le
malattie psichiche. Ciò significa, in particolare per depressioni lievi fino a
medio-gravi, che non avrà più il medesimo significato il precedente criterio
della “resistenza alle terapie” come condizione necessaria per la
concessione di una rendita AI.

 

                                  Nel Comunicato stampa del
Tribunale federale del 14 dicembre 2017 figurano inoltre le seguenti
indicazioni:

 

" Nel 2015
il Tribunale federale aveva modificato la sua prassi per l’accertamento del
diritto a una rendita AI in presenza di disturbi somatoformi senza cause organiche
oggettivabili (dolori somatoformi) e analoghe affezioni psicosomatiche (DTF 141
V 281; comunicato stampa del Tribunale federale del 17 giugno 2015). In questi
casi la decisione sul diritto a una rendita AI deve avvenire attraverso una
procedura probatoria strutturata. In tale ambito, occorre valutare l'effettivo
potenziale di rendimento raggiungibile dalla persona interessata, considerando
da un lato i fattori di carico esterno di diminuzione del potenziale da un
altro lato i fattori positivi di compensazione (risorse) in una valutazione
complessiva commisurata al caso singolo. Determinanti come indicatori sono tra
l'altro l'intensità della diagnosi e dei sintomi, l'assunzione effettiva di una
terapia, il decorso e l'esito di terapie come anche gli sforzi per il
reinserimento professionale, le patologie associate, sviluppo e la struttura
della personalità, il contesto sociale della persona interessata e l'insorgenza
delle limitazioni fatte valere nei diversi ambiti della vita (lavoro e tempo
libero). Come in precedenza la persona assicurata sopporta l'onere della prova
(cfr. comunicato stampa del Tribunale federale del 14 dicembre 2017).

Nelle due sentenze del 30 novembre 2017 il Tribunale federale è
giunto alla conclusione che la procedura appena descritta deve essere applicata
in futuro all'esame di tutti i casi ove è richiesta una rendita AI in presenza
di disturbi psichici, ossia in particolare anche nell'eventualità di
depressione lieve fino a medio-grave. 

Le malattie psichiche possono essere individuate e dimostrate in
linea di principio soltanto in maniera limitata con criteri oggettivi. Anche se
una classificazione medica è necessaria e secondo la scienza è presupposta una
diagnosi, dal profilo giuridico non è possibile accontentarsi solo di questo.
Piuttosto è decisiva la questione delle ripercussioni funzionali di un
disturbo. Per la valutazione delle conseguenze di un’affezione psichica la
diagnosi non è più centrale.

Soltanto da quell'elemento non emerge alcuna attestazione sulle
prestazioni lavorative della persona toccata. È proprio per questa ragione che
per tutte le malattie psichiche deve essere applicata una procedura probatoria
fondata su indicatori, soprattutto in presenza di simili disturbi che in
sostanza si accomunano per problemi probatori. Eventualmente si dovrà secondo
la specifica sindrome nella valutazione dei singoli indicatori provvedere ad
alcuni adattamenti. Per motivi scaturenti dal principio di proporzionalità, si
potrà prescindere da un procedimento probatorio strutturato, laddove si
dimostrasse inutile o addirittura inadatto. La realizzazione di questa
evenienza deve essere valutata secondo la necessità probatoria concreta. La
prova di un'invalidità pensionabile può in genere essere ritenuta apportata, se
nell'ambito di un esame complessivo risulta un quadro coerente di limitazione
della capacità lavorativa in tutti gli ambiti della vita. La mancanza di tale
indicazione fa comportare conseguentemente l'assenza di prova atta a dimostrare
una limitazione della capacità lavorativa, aspetto che si ripercuote
conseguentemente a sfavore della persona toccata.

Secondo la giurisprudenza precedente del Tribunale federale
riguardante le depressioni da lievi a medio gravi, le malattie corrispondenti
potevano essere considerate invalidanti, solo se era stata dimostrata una
"resistenza alle terapie". Con il cambiamento di prassi adottato dal
Tribunale federale questo concetto non vale più in maniera assoluta.

Ora invece, come nelle altre malattie psichiche, la questione
decisiva è se la persona interessata riesca a presentare sulla base di un metro
di valutazione oggettivo la prova di un'incapacità lavorativa e al guadagno
invalidante. La possibilità di terapia, in genere ammessa, in presenza di
depressioni lievi fino a medio-gravi deve ad ogni modo ancora essere
considerata complessivamente nell'apprezzamento delle prove, tuttavia
considerando esigibile una terapia conseguente e adeguata.”

 

                                  In una successiva sentenza
9C_845/2016 del 27 dicembre 2017 il TF, con riferimento alle pronunzie
8C_841/2016 e 8C_130/2017 del 30 novembre 2017, al consid. 3.5.1., ha ribadito
che le perizie raccolte secondo il vecchio standard processuale non perdono di
per sé il loro valore probatorio. Piuttosto si dovrà decidere nel contesto
dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue specifiche caratteristiche e
delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di fondarsi esclusivamente
sui mezzi di prova disponibili per prendere la decisione impugnata è o no
conforme al diritto federale (STCA 32.2017.116 del 22 febbraio 2018, consid.
2.3 e 32.2017.137 del 26 febbraio 2018, consid. 2.3). 

 

                                  Questa giurisprudenza è stata
confermata in una sentenza 8C_409/2017 del 21 marzo 2018, pubblicata in DTF 144
V 50

                                  (STCA 32.2017.176 del 14 agosto
2018, consid. 2.6).

                                  

                                  Nella DTF 145 V 215 il TF ha
infine stabilito che anche le sindromi da dipendenza primaria, come tutte le
malattie psichiche, devono essere sottoposte, in linea di principio, a una
procedura probatoria strutturata secondo la DTF 141 V 281.

 

                                  Il Tribunale federale ha in
seguito costantemente confermato la giurisprudenza di cui alle DTF 143 V 409 e
143 V 418 (cfr. STF 9C_672/2017 dell'11 luglio 2018 consid. 3.3.1 e 3.3.2;
8C_6/2018 del 2 agosto 2018 consid. 4.1, 4.2 e 4.3; 8C_309/2018 del 2 agosto
2018 consid. 3.2; 9C_77/2018 dell'8 agosto 2018 consid. 2.2.).

 

                                  Vedi pure STCA 32.2018.145 del 21
ottobre 2019, consid. 2.3, STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid. 2.3,
STCA 32.2020.8 del 20 agosto 2020, consid. 2.4, STCA 32.2022.58 del 2 dicembre
2022, consid. 2.4, STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023, consid. 2.6 e STCA
32.2023.49 del 23 ottobre 2023, consid. 2.5.           

 

                          2.6.   Per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR
2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione
deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si
rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di
contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si
trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di
metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                  Nella DTF 135 V 465, l’Alta Corte
ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

                                  Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi
concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del
2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati; STCA 35.2020.47 del 1°
febbraio 2021, consid. 2.2.4, STCA 35.2021.57 del 20 settembre 2021, consid.
2.8 e STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022, consid. 2.4.6). 

 

                                  Per quel che concerne il valore
probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo sui temi
sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure
sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in piena conoscenza
dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le
conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125
V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160
ss., consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento rilevante per decidere
circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la sua
designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                  È inoltre utile osservare che se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid. 5 in
fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid. 4b).

 

                                  Va infine evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e che
il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati; STCA
32.2019.36 dell’11 febbraio 2020, consid. 2.5; STCA 32.2019.127 del 25 maggio
2020, consid. 2.5; STCA 32.2019.189 del 6 luglio 2020, consid. 2.5; STCA
32.2020.8 del 20 agosto 2020, consid. 2.5).

 

                                  Da ultimo, affinché un esame
medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile, esso deve adempiere
diverse condizioni (DTF 127 V 294; D. Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT II-2003, pag.
571 seg., in particolare la nota 158, pag. 628-629; D. Cattaneo, “Le perizie
nelle assicurazioni sociali” in: Le perizie giudiziarie, Ed. CFPG, Lugano e
Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008, pag. 203 e segg. (249-254).

                                  Innanzitutto la diagnosi deve
essere espressa da uno specialista in psichiatria e fondata sui criteri posti
da un sistema di classificazione riconosciuto scientificamente (STF 9C_815/2012
del 12 dicembre 2012; DTF 131 V 49; DTF 130 V 396 segg.; DTF 127 V 294;
Mosimann, Somatoforme Störungen: Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in:
SZS/RSAS 1999 pag. 105 segg.).

                                  Il medico deve inoltre
pronunciarsi sulla gravità dell'affezione e deve anche valutare l'esigibilità
della ripresa di un'attività lucrativa da parte dell'assicurato.

                                  Tale prognosi deve tener conto di
diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle
organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto
tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi
sfavorevole deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                  Inoltre, l'esperto deve esprimersi
sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                  Del resto, il rifiuto del
carattere invalidante deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali
le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal
paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psicosociale intatto (STCA 32.1999.124 inedita
27 settembre 2001; STFA I 683/03 del 12 marzo 2004 pubblicata in DTF 130 V 352;
cfr. STCA 32.2018.57 del 18 marzo 2019, consid. 2.5; STCA 32.2018.158 del 30
luglio 2019, consid. 2.4 in fine e STCA 32.2019.47 del 24 febbraio 2020,
consid. 2.4, STCA 32.2019.63 del 27 aprile 2020, consid. 2.7 e STCA 32.2019.219
del 15 luglio 2020, consid. 2.4; STCA 32.2020.8 del 20 agosto 2020, consid.
2.4; e STCA 32.2023.3 del 17 aprile 2023, consid. 2.7).

 

                          2.7.  

                       2.7.1.  Nel caso di specie, con decisione
del 20 ottobre 2003, l’UAI ha riconosciuto all’insorgente - a quel tempo attiva
al 50% quale “assistente di studio medico” (attività ritenuta adeguata e
confacente al suo stato di salute) - mezza rendita di invalidità (grado di
invalidità del 50%) dal 1° settembre 2002 (pag. 56, 57, 61 e 62). 

In seguito, la prestazione è stata confermata, dopo revisioni, nel corso degli
anni, con comunicazioni del 30 novembre 2004, del 12 dicembre 2006, del 2
luglio 2012 e del 27 settembre 2018 (cfr. consid. 1.1).

                       2.7.2.  In data 4 novembre 2019 l’UAI ha
ricevuto uno scritto anonimo del seguente tenore:

 

" (…) Mi
permetto di segnalare alla Vostra attenzione la situazione della signora RI 1,
domiciliata a __________. Sono a conoscenza che la signora RI 1 percepisce da
diversi anni una rendita invalidità pari al 50% a causa di un grave problema
alla schiena.

In quanto cittadino corretto mi sento in dovere di comunicare le
abitudini della signora sopracitata che, a mio parere, non concordano con il
suo problema di salute. Si tratta di una persona molto attiva sotto vari
aspetti (sociali, sportivi, familiari,...), proprio per questo motivo è
conosciuta nel comune ed è facile incontrarla e notare le attività che svolge,
oltre a ciò che lei racconta spontaneamente. Ecco di seguito alcuni esempi:

-   Frequenza a
corsi di fitness e di zumba presso __________; esibizioni e convention di
zumba;

-   Uscite a sciare a __________;

-   Escursioni di diverse ore in montagna con sacco in spalla;

-   Ripetute
trasferte in __________ in automobile (come autista e come passeggera) anche
per un solo fine settimana (andata e ritorno in due giorni);

-   Viaggi lunghi,
intercontinentali più volte all'anno (__________), seduta sull'aereo per 8-12
ore;

-   Uscite in catamarano, voli in elicottero, in parapendio
ascensionale;

-   Gite in motoscafo e in barca a vela sul __________;

-   Trasporto di pacchi di mobili da montare presso __________;

-   Pulizia della propria piscina ad inizio stagione;

-   …

Questi comportamenti sono a volte oggetto di chiacchiere fra i
cittadini che la conoscono, in quanto si ritiene scorretto e non meritato un
reddito per invalidità in tali condizioni, nel caso attuale e specifico della
signora RI 1.

Chiedo quindi cortesemente di voler verificare e sorvegliare la
situazione, affinché venga applicato un criterio corretto e aggiornato. (…)” (pag.
815 incarto AI).

                                

                                  Nell’ambito della revisione
d’ufficio avviata nel mese di dicembre 2019 (pag. 209, 211-216 incarto AI), l’amministrazione
ha quindi acquisito agli atti il verbale del colloquio del 24 settembre 2020
(pag. 820-823 incarto AI), dal quale si evince, tra l’altro, quanto segue:

 

" (…)

D5: Contribuisce personalmente al mantenimento della condizione
fisica tramite esercizi specifici e/o attività sportive o di svago all'aria
aperta nelle diverse stagioni, in casa, in palestra o altrove? Se del caso, di
che cosa si tratta e con quale frequenza vi si dedica?

R5: Si, faccio gli esercizi a casa (tappetto, ciclette). Mi sono
iscritta in palestra ma non sono potuta andare per via del Covid-19. Quando
volevo riprendere, mi è venuta l'asma da sforzo e ho dovuto rinunciare. Faccio
delle passeggiate nel bosco, faccio ciclette a casa (massimo 40 minuti). Ho
l'intenzione di riprendere la palestra a breve. Ho fatto zumba un paio di anni
fa, con movimenti limitati ma ora ho smesso.

D6: Come trascorre il tempo libero giornaliero prima e dopo la
mezza giornata lavorativa?

R6: a casa faccio le faccende domestiche. Leggo, faccio
passeggiate. Accompagno i miei figli nelle loro attività ricreative.

In un secondo tempo, aggiungo che per i lavori domestici più
pesanti (es. spostare mobili) mi faccio aiutare da miei figli. Anche la spesa,
per le cose pesanti, mi faccio aiutare dai miei figli o dal mio compagno.

D7: Ci descriva la sua giornata tipo durante i giorni lavorativi e
durante i fine settimana

R7: mi alzo alle 6.00-6.15, preparo la colazione per la famiglia.
Vado a lavoro alle 7.30 circa con l'auto. Lavoro fino alle 12. II pomeriggio
faccio le spese e mi occupo delle faccende di casa. Accompagno i miei figli
nelle loro attività. Dopo la cena, guardo un po' di TV. Nei fine settimane
dipende dal programma dei miei figli. Accompagno uno dei miei figli a calcio.
Trascorro a volte il week-end nella casetta di montagna.

D8: Fino a prima della diffusione del Covid-19 effettuava viaggi?
Con quale frequenza? Dov'era solita viaggiare? Con quali mezzi si spostava?

R8: sì mi piace viaggiare. Fare un volo è penoso per ma alterno la
postura. È una passione di famiglia, con i figli e il compagno. Siamo andati a __________
durante le vacanze estive.

D9: La diffusione del Covid-19 ha portato cambiamenti importanti
nella sua vita di tutti i giorni o nel modo in cui era solita trascorrere il
tempo libero e le vacanze? Se del caso, che cosa è cambiato?

R9: A parte le vacanze, il Covid-19 non ha portato altri
cambiamenti. Non rinuncio ai viaggi perché per me sono importanti, anche se la
pago dopo per 2-3 giorni.

(…).

Nel dicembre 2019 all'ufficio Al è stata recapitata una
segnalazione anonima che mi viene mostrata seduta stante.

D16: Mi viene chiesto se e quanto ci sia di vero rispetto alle
attività indicate sullo scritto.

R16: l'iscrizione in palestra non è stata fatta a novembre 2019,
ma a marzo 2020. Ho accompagnato i miei figli a sciare e ogni tanto faccio le
piste più semplici e in modo tranquillo. Ho fatto il giro in elicottero, era un
regalo di fine scuole per i miei figli. Sono andato in __________ l'anno scorso
una volta per un matrimonio, ma ero dietro seduta quasi sdraiata. Sono 4 anni
che non pulisco più la piscina. Ho fatto alcune escursioni in montagna, ma non
ho portato sacchi pesanti. Non ho portato sicuramente pacchi pesanti. Quando
faccio queste attività dopo la pago per 2 giorni. Cerco di stringere i denti
per i miei figli. Sono andata in parapendio per accompagnare mio figlio, ma era
una cosa tranquilla. (…)”.

 

                       2.7.3.  A fronte di tali risultanze, l’UAI
ha fatto allestire una perizia reumatologica dal dr. med. __________ che è
stata redatta il 14 novembre 2020 (pag. 261-284 incarto AI).

Nel referto, il perito reumatologo, dopo avere descritto gli atti, l’anamnesi
famigliare, personale-sociale, professionale, patologia e sistemica, le
affezioni attuali e le constatazioni obiettive, ha posto le seguenti diagnosi:

 

" (…)

6. Diagnosi

6.1 Diagnosi reumatologiche con conseguenze sulla capacità
lavorativa

Sindrome panvertebrale con componente cervicospondilogena
bilaterale cronica intermittente e lombospondilogena cronica bilaterale
prevalentemente a sinistra, in

Esiti da laminectomia L5, spinotomia L4/L5, artrotomia L5/S l ed
L4/L5 bilaterale, recessotomia L5/S1 e L4/L5 bilaterale, foraminotomia SI ed L5
bilaterale, PLIF L5/S1, L4/L5 con gabbia in materiale sintetico e fissazione
posteriore (Stryker) da L4 a SI bilaterale, in discopatia degenerativa L4/L5 ed

L5/S1 con spondilolisi e spondilolistesi instabile L5/S1 grado
III, il 14.9.2001

6.2 Diagnosi reumatologiche senza conseguenze sulla capacità
lavorativa

Disturbi statici della colonna vertebrale (ipercifosi della
dorsale alta con protrazione del capo, iperlordosi lombare, minima scoliosi
sinistroconvessa lombare)

Decondizionamento e sbilancio muscolare

Esiti da frattura del metatarso V a destra e da frattura da fatica
incompleta alla base del I metatarso a destra, trattate conservativamente, con
reazione algodistrofica anamnestica, il 20.11.2016”.

 

                                  Il perito reumatologo ha
messo in evidenza quanto segue: 

 

 

" 7.4
Valutazione di capacità, risorse e problemi

L'assicurata presenta le capacità, risorse e problemi seguenti:
ella può spesso sollevare e portare pesi fino a 5 kg fino all'altezza dei
fianchi, talvolta sollevare pesi tra 5-10 kg fino all'altezza dei fianchi, mai
sollevare pesi oltrepassanti 10 kg fino all'altezza dei fianchi; rassicurata
può talvolta sollevare pesi fino a 5 kg sopra l'altezza del petto, mai pesi
oltrepassanti 5 kg sopra l'altezza del petto.

L'assicurata può molto spesso maneggiare attrezzi di precisione,
molto spesso maneggiare attrezzi molto leggeri, molto spesso maneggiare
attrezzi leggeri, talvolta maneggiare attrezzi di media entità, mai maneggiare
attrezzi pesanti. La rotazione manuale è normale. L'assicurata può talvolta
effettuare lavori al di sopra della testa, di rado effettuare la rotazione del
tronco, talvolta assumere la

posizione seduta ed inclinata in avanti, di rado la posizione in
piedi ed inclinata in avanti, può spesso assumere la posizione inginocchiata,
molto spesso effettuare la flessione delle ginocchia. L'assicurata può assumere
talvolta la posizione seduta di lunga durata, talvolta la posizione in piedi di
lunga durata, dovendo avere la possibilità di alternare le posizioni corporee
al bisogno ed in qualsiasi istante.

L'assicurata può molto spesso camminare fino a 50 metri, spesso
oltre 50 metri, talvolta camminare per lunghi tragitti, come pure talvolta
camminare su terreno accidentato, può talvolta salire le scale, mai salire su
scale a pioli.

(…).

8. Elenco dei quesiti peritali e relative risposte

Capacità lavorativa nell'attività svolta fino a quel momento

L'assicurata è di professione aiuto medico; stando al questionario
per il datore di lavoro redatto il 19.12.2019. durante l'attività doveva
sovente camminare, stare seduta, in piedi, sovente salire e/o scendere scale,
sovente chinarsi sul paziente, sovente girare il torace, talvolta doveva
sollevare o portare pesi leggeri da 0-10 kg,

raramente pesi tra 10-25 kg, raramente carichi oltre il 25 kg;
mettendo a confronto le risorse fisiche attualmente presenti, sopraprofilate,
rimaste quasi identiche a quelle stabilite al momento della precedente
valutazione peritale del 15.1 .2006, si evince

che l’attuale attività lavorativa sia per i movimenti svolti, le
posizioni corporee assunte, sia per i carichi sollevati e trasportati,
corrisponde soltanto parzialmente ad un lavoro adatto allo stato di salute, per
cui permane giustificata l’inabilità lavorativa del 50 % finora ritenuta,
certificata anche dal perito reumatologo precedente, il 15.1.2006.

Capacità lavorativa in un'attività adeguata 

In un lavoro adatto allo stato di salute, tenente dunque pienamente conto
dei limiti funzionali e di carico sopraprofilati, delle attività
extralavorative praticate durante gli ultimi anni, segnalate agli atti, giudico
ora l’assicurata, a differenza da quanto ritenuto al momento della precedente
valutazione peritale reumatologica del 15.1.2006, abile al lavoro sull'arco di
una giornata lavorativa normale di 8-9 ore, ma con una diminuzione del
rendimento del 10 %, a partire dall'inizio del 2020, basandomi su quanto
protocollato il 24.9.2020 dall'ufficio dell'assicurazione invalidità.”

 

                                  Il perito reumatologo ha concluso
come segue: 

 

 

 

" (…)

Domande complementari inerenti al caso
specifico

Domande dell'ufficio AI inerenti al caso specifico:

Revisione:

Rispetto alla situazione documentata negli atti alla base della
summenzionata decisione determinante, si è verificato un cambiamento dello
stato di salute?

Quali cambiamenti emergono dai reperti e dalle diagnosi
pertinenti?

I reperti e le diagnosi non sono sostanzialmente mutati, ma da
quanto emerso da un verbale di colloquio tra rassicurata e l'ufficio
dell'assicurazione invalidità il 24.9.2020, l’assicurata, durante il lasso di
tempo extralavorativo, dimostra un aumento del rendimento nel contesto delle
sue risorse fisiche a decorrere, al più tardi,

dall'inizio 2020.

Quando è presumibilmente subentrato il cambiamento?

Dall'inizio dell'anno 2020.

Il cambiamento dello stato di salute ha prodotto un cambiamento dell'incapacità
al lavoro nel quadro dell'attività svolta e della capacità lavorativa in
un'attività adeguata? In caso affermativo, da quando e in che misura?

Tenendo conto delle risorse fisiche sopraprofilate, presenti
nell'assicurata, della descrizione recente del suo posto di lavoro fornita il
19.12.2019, la capacità lavorativa nell'attività di assistente medico finora
svolta, rimane sovrapponibile a quella decretata al momento della valutazione
peritale antecedente presso il Dr. __________ a __________ del 15.1.2006,
mentre per un'attività lavorativa adatta allo stato di salute dell'assicurata,
pienamente rispettante i limiti funzionali e di carico sopraprofilati, va
considerata abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa normale di 8-9
ore, ma con una diminuzione del rendimento del 10 %, a partire, al più tardi,
dall'inizio dell'anno 2020.”

 

                                  La valutazione peritale è stata
confermata in data 26 novembre 2020, mediante rapporto finale, dal medico SMR,
dr. med. __________ (pag. 292-296 incarto AI).

 

                                  Al termine della revisione
d’ufficio, alla luce del miglioramento dello stato di salute dell’assicurata
risalente al 1° gennaio 2020, secondo quanto attestato dal dr. med. __________
nella citata perizia e confermato dal medico SMR nel citato rapporto, con
decisione del 1° settembre 2021 (pag. 388-393 incarto AI), ha soppresso la
citata mezza rendita con effetto al 1° novembre 2021 (pag. 56, 57, 61 e 62
incarto AI).    

Con decreto 32.2021.109 del 24 gennaio 2022, questo Tribunale ha stralciato dai
ruoli l’impugnativa inoltrata da RI 1 contro la predetta decisione, per
avvenuta transazione, consistente nell’annullamento della decisione, nel rinvio
degli atti all’amministrazione al fine di espletare i necessari accertamenti
medici e per l’emissione di una nuova decisione.

                       2.7.4.  In seguito, l’UAI ha fatto allestire
una perizia bi-disciplinare, reumatologica dal dr. med. __________ e
psichiatrica dal dr. med. __________, che è stata redatta l’8 novembre 2022
(pag. 637-708 incarto AI).

Nel referto, i periti, dopo avere descritto gli atti, l’anamnesi famigliare,
personale-sociale, professionale, patologia e sistemica, le affezioni attuali e
le constatazioni obiettive, hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" (…)

4.2. (…)

Diagnosi con ripercussione sulla capacità lavorativa: 

Sindrome lombovertebrale/-spondilogena cronica su:

-Stato dopo stabilizzazione posteriore, decompressione e fusione
intersomatica tra L4-L5 ed L5-S1 nel 2001 per lisi istmica e conseguente
anterolistesi di grado II-III secondo Meyerding a livello L5-S1.

-Tendenza alla cronicizzazione dei dolori con conseguente sviluppo
fibromialgico.

 

Diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa:

-Disturbo dell'adattamento reazione mista ansioso depressiva
(F43.22)”

 

I periti hanno messo in
evidenza le seguenti “ripercussioni funzionali dei reperti/delle diagnosi”:

 

" Sul
piano reumatologico:

Sotto l'aspetto puramente ortopedico-reumatologico non ho rilevato
delle nuove patologie tali da modificare la valutazione reumatologica espressa
dal collega Dr. __________ in occasione della sua perizia reumatologica
eseguita nel novembre 2020. Posso confermare una limitazione del 50% nello
svolgimento della sua professione di assistente di studio medico, in
considerazione delle sollecitazioni richieste in questa attività che non sono
ormai più da ritenere esigibili in misura definitiva.

Per lo svolgimento di una professione fisicamente leggera, che non
richieda particolari sollecitazioni per la colonna vertebrale (sollevamento
ripetuto di pesi superiori ai 10 kg, movimenti ripetitivi di flessione ed
estensione del tronco, lavori prolungati in posizioni inergonomiche), nonché
che le permetta di cambiare frequentemente di posizione, da svolgersi in parte
seduta ed in parte in piedi), ritengo che l'assicurata presenti una residua
capacità lavorativa dell'80%. II 20% di incapacità lavorativa è a mio parere
giustificato dalla presenza di una sindrome del dolore cronico di carattere
fibromialgico e non tanto da un reale peggioramento delle sue oggettive
condizioni di salute rispetto a quanto valutato dal Dr. __________ che l'aveva
considerata solo 10% inabile al lavoro per un'attività adeguata. Come ho già
riferito l'assicurata ha sviluppato nel corso degli ultimi mesi una diffusa
dolenzia di carattere fibromialgico verosimilmente associata ad uno sviluppo
ansioso-depressivo per il quale viene regolarmente seguita in ambito
psichiatrico. Questa patologia giustifica a mio parere un leggero peggioramento
del suo generale stato psico-fisico ed un lieve aumento dell'incapacità
lavorativa anche per lo svolgimento di attività fisicamente leggere, rispetto a
quanto valutato dal Dr. __________. Questa limitazione della sua capacità
lavorativa è da ritenere valida dal momento della mia attuale visita.

Si tratta evidentemente di una valutazione medico-teorica. La
signora RI 1 lavora già da molti anni quale assistente di studio medico e non
ha nessuna intenzione di cambiare la sua professione, che svolge con dedizione.
In tale professione, come d'altronde già più volte sottolineato sia dai curanti
che dal Dr. __________, l'assicurata è abile al lavoro solo nella misura del
50% in maniera definitiva.

Sul piano psichiatrico:

L'assicurata ha lavorato per ben 23 anni presso lo stesso studio
medico con reciproca soddisfazione benché dal 2002, dopo un'assenza prolungata
conseguente ad un intervento chirurgico alla colonna lombare, fosse a beneficio
di una mezza rendita di invalidità. Questo le ha permesso di conciliare lavoro
(pochissime assenze se non - per un infortunio tra il 2016 e il 2017) e la vita
famigliare, tanto che ha avuto due figli nel 2005 e nel 2007 che, dal 2009, ha
gestito per Io più da sola con il supporto dei genitori a causa della chiusura
del rapporto matrimoniale. Ha anche continuato ad avere e coltivare interessi,
a mantenere un'attività fisica consigliatale per migliorare il tono muscolare e
correggere la postura anche se, a suo avviso già prima del progetto di decisone
Al del giugno 2021, aveva deciso di cambiare il datore di lavoro per ridurre il
carico a parità di pensum, trovando impiego presso la Dr.ssa __________, che
conosceva già, e dove si è ambientata bene. Il fatto che in un periodo in cui
la sintomatologia disadattativa era già iniziata si sia riuscita ad integrare
bene nel nuovo posto di lavoro, dove ha iniziato ad agosto 2021 e non abbia poi
fatto assenze depone per il fatto che il pensum e il rendimento non siano stati
ulteriormente ridotti dalla presenza di una sindrome da disadattamento che, sia
per intensità che per qualità sintomatologica, non inficia significativamente
la sua capacità lavorativa. Peraltro, anche nel rapporto dell'__________
dell'aprile 2022, a 5 mesi dalla presa in carico, il disturbo viene considerato
dai curanti senza influsso sulla CL.”  

 

                                  I periti hanno anche
rilevato che:

 

" (…) Sicuramente
la soppressione della rendita Al ha rappresentato un fattore di stress in grado
di dare avvio ad una sindrome da disadattamento mentre in precedenza la
delusione per la lettera anonima recapitata all'UAI a suo avviso da una ex
amica, l'aveva certamente turbata ma l'esordio del disadattato dipende dalle
conseguenze della stessa e cioè dal progetto di soppressione che ritiene
ingiusto. (…).

(…).

Sul piano reumatologico:

Il quadro clinico attualmente presentato dall'assicurata
sembrerebbe parlare per uno sviluppo fibromialgico, che evidentemente non può
venire unicamente spiegato dalla presenza del descritto leggero versamento
all'altezza delle faccette articolari L3-L4. L'intervento eseguito già molti
anni fa a livello L4-S1 sembra aver dato un buon risultato, non vi è più stato
un significativo scivolamento delle vertebre, non vi sono segni per uno
scollamento o per lo sviluppo di una pseudo-artrosi.

Sul piano psichiatrico:

Il quadro clinico è di consistenza limitata, appare coerente con
la diagnosi posta dall'__________ e che mi sembra del tutto confermabile. Non
vi sono limitazioni funzionali plausibili al mini-ICF. (…).

 

                                  I periti hanno concluso che:

 

" (…)

4.7 Capacità lavorativa nell'attività
svolta finora

La signora RI 1 presenta per la sua professione di assistente di
studio medico una residua capacità lavorativa del 50%, valutazione che è da
ritenere definitiva.

4.8 Capacità lavorativa in un'attività adeguata

Per lo svolgimento di una professione fisicamente leggera, rispettosa
delle limitazioni sopra precisate, l'assicurata presenta una residua capacità
lavorativa dell'80% (lavoro durante l'intero arco della giornata ma con la
possibilità di interporre pause più prolungate). Questa lieve limitazione della
capacità lavorativa è valida dal momento dell'attuale visita peritale.

In qualità di casalinga l'assicurata presenta pure una limitazione
della capacità lavorativa di non oltre il 20%, riuscendo a meglio gestire le
varie attività lavorative durante l'intero arco della giornata.

4.9 Motivazione della capacità e dell'incapacità lavorative complessive (le
incapacità lavorative parziali sono interamente o parzialmente addizionabili o
non lo sono affatto)

Dal momento che la sindrome da disadattamento non ha influsso
sulla capacità lavorativa dell'assicurata, le uniche diagnosi con influsso
sulla CL sono quelle reumatologiche. (…).

 

4.10 Provvedimenti sanitari e terapie con ripercussioni sulla
capacità lavorativa

L'assicurata ha sempre svolto con regolarità dei trattamenti fisioterapici
di vario genere per cercare di mantenere una buona tonicità della muscolatura
del tronco e così ben stabilizzare la colonna. È necessario che continui a
svolgere un'attività di movimento per permettere non solo un allenamento della
muscolatura paravertebrale ma anche della muscolatura delle estremità,
migliorando così la vascolarizzazione dei tessuti, terapia che potrà avere un
buon risultato per i dolori fibromialgici da lei attualmente lamentati. Il
trattamento psicologico appare in linea con l'entità del quadro e consiste in
un supporto per affrontare lo stressor che ha determinato e mantiene il
disadattamento, oltre ad una terapia con fitoterapici e bassissime dosi di
benzodiazepine per gestire il disturbo del sonno. Non è stata evidentemente
ritenuta necessaria una visita psichiatrica all'__________ di __________ e
anche questo depone per un quadro di consistenza lieve e di impatto sulla
qualità della vita ma non sul funzionamento sia domestico che lavorativo
dell'assicurata.

4.11 Rispetto alla situazione documentata negli atti ed alla base della
summenzionata decisione determinante si è verificato un cambiamento dello stato
di salute? Quali cambiamenti emergono dai reperti e dalle diagnosi pertinenti?

Non vi sono stati sotto l'aspetto ortopedico-reumatologico dei
significativi cambiamenti tali da poter modificare in modo sostanziale la
valutazione della sua capacità lavorativa.

Vi è comunque da sottolineare lo sviluppo di una sindrome
fibromialgica, precedentemente non descritta e verosimilmente da imputare allo
sviluppo di una sindrome ansioso-depressiva reattiva. La presenza di una
sindrome del dolore cronico giustifica un leggero aumento dell'incapacità
lavorativa per lo svolgimento di una professione fisicamente leggera rispetto a
quanto valutato dal Dr. __________, che passa dal 10% al 20%. Questa
rivalutazione della sua capacità lavorativa è valida dal momento dell'attuale
visita peritale.

5. Informazioni sull'elaborazione della valutazione consensuale con firma

La discussione è avvenuta in data 08.11.2022 (dalle ore 8.00 alle ore
8.15). (…)”.

                                

                                  Mediante rapporto finale del 18
novembre 2022 (pag. 710-713 incarto AI) il medico SMR, dr. med. __________, ha
confermato anche la citata valutazione peritale, fissando in attività abituale
una incapacità lavorativa del 50% in attività abituale “come da rendita
attuale” rispettivamente in attività adeguata una incapacità lavorativa del
50% in attività abituale “come da rendita attuale”, del 10% dal 14
novembre 2020 (data della perizia del dr. med. __________) e del 20% dall’8
novembre 2022 (data della perizia dei dr. med. __________ e __________).

                       2.7.5.  Davanti all’amministrazione la
ricorrente ha prodotto il mansio-nario di “aiuto medico” ufficiale (pag. 738
incarto AI), il mansionario presso la dr.ssa med. __________, specialista FMH
in dermatologia e venereologia nonché attuale datrice di lavoro dell’insorgente
(pag. 739 incarto AI) oltre a ulteriore documentazione medica, e più precisamente
il referto di una MR al rachide lombare nativo eseguita il 31 gennaio 2023
(pag. 740 incarto AI), il certificato del 3 febbraio 2023 del medico di famiglia
(dr. med. __________; pag. 741 incarto AI), il certificato medico del 13
febbraio 2023 della terapista del dolore (dr.ssa med. __________, pag. 742
incarto AI), il certificato del 13 febbraio 2023 del terapista complementare di
massaggio classico (__________, pag. 743 incarto AI), il certificato medico del
13 febbraio 2023 della dr.ssa med. __________, (pag. 744 incarto AI), il
certificato medico del 14 febbraio 2023 del dr. med. __________, specialista
FMH in reumatologia (pag. 745 incarto AI), il certificato medico del 14
febbraio 2023 del __________ (di seguito: __________) di __________ (pag. 747
incarto AI), il certificato medico del 3 novembre 2022 del. dr. med. __________,
specialista FMH in oftalmologia (pag. 748 incarto AI), il certificato medico
del 3 novembre 2022 della dr.ssa med. __________ (pag. 749 incarto AI) e il
certificato medico del 1° marzo 2023 del Prof. Dr. med. __________ della __________
(pag. 764 e 765 incarto AI). 

In particolare, il referto della MR al rachide lombare nativo eseguita il 31
gennaio 2023 ha messo in evidenza quanto segue:

 

" In un
contesto di artefatti ferromagnetici che limitano la visualizzazione dei forami
di coniugazione si delinea una riduzione dei forami di coniugazione L5-S1,
senza possibilità di valutare le radici nervose ivi contenute, reperto da
integrare con esame TC ed eventuale consulenza specialistica. In particolare,
si segnala la possibilità di un disallineamento dei muri posteriori in L5-S1”
(pag. 740 incarto AI).

 

Nel certificato del 3 febbraio
2023, il medico di famiglia (dr. med. __________) ha attestato quanto segue: 

 

" (…) Con la
presente certifico, che la paziente sopracitata presenta negli ultimi mesi un
evidente peggioramento continuo dei dolori a livello lombare, irradianti
all'arto inferiore sinistro, l dolori sono presenti anche la notte e causano
dei risvegli (circa 3-4 risvegli a notte).

Sulla base del peggioramento sopracitato, la signora RI 1 non può
svolgere alcun altro lavoro in misura maggiore del 50%. La professione attuale
come aiuto di studio medico le permette di cambiare più volte posizione, non
potendo stare seduta consecutivamente per più di 45-60 minuti e in piedi per
più di 30 minuti.

La sintomatologia descritta sopra, e il relativo peggioramento,
scarsamente influenzato dalle misure mediche fin qui adottato, causano alla
paziente uno stato ansioso, che necessita una presa a carico psicologica.

È stata eseguita una rivalutazione tramite risonanza magnetica,
sulla cui base ho previsto una valutazione specialistica presso lo studio del
Prof. __________, FMH Neurochirurgia, presso la Clinica __________ di __________.
(…)” (pag. 741 incarto AI).

 

Nel certificato medico del 13
febbraio 2023 la terapista del dolore (dr.ssa med. __________) ha attestato
quanto segue:

 

" (…) Vedo
la paziente dal 23.3.21 nel mio studio. Dopo un'iniziale miglioramento in
seguito a un’infiltrazione mirata 1/21, delle sedute di agopuntura e
un'ulteriore infiltrazione non mirata 9/21, la situazione della Signora RI 1 si
è peggiorato in modo continuo.

Già nel controllo della Risonanza Magnetica del 3.11.21 si
notifica un versamento su verosimilmente base flogistica delle faccette
articolari L3-L4 bilateralmente, il quale nella Risonanza di un anno fa non
veniva descritto. Nella risonanza del 31.1.23 invece viene anche descritto il
sospetto di un disallieamento dei muri posteriori in L5-S1 e la riduzione dei
forami di coniugazione in queste vertebre.

Oltre ai disturbi somatici già menzionali nei miei certificati del
settembre e novembre 2021, la situazione attuale in generale si è peggiorata di
nuovo per diversi motivi i quali non permettono di lavorare più del 50 %. La suddetta
incapacità lavorativa ormai è collegata anche a una grave patologia
psicologica. La Signora RI 1 si trova in uno stato ansioso depressivo che
richiedeva sia la prescrizione di diversi sonniferi sia di un antidepressivo.
Quindi vedo con urgenza la necessità di continuare il sostegno psicologico.

Inoltre intendo ancora questo mese di ricominciare con
infiltrazioni e agopuntura siccome la posologia di altri medicamenti.

Come specialista in terapia del dolore cronico, mi permetto di
costatare, che questo non è il momento adatto di ricominciare di lavorare oltre
50% o di cambiare tipo di lavoro dopo 20

anni di tempo lavorativo ridotto come aiuto medico. (…)” (pag. 742
incarto AI).

 

Nel certificato del 13 febbraio
2023 il terapista complementare __________ ha attestato quanto segue:

 

" (…) La
Signora RI 1 si è sottoposta a 9 sedute di terapia complementare di massaggio
classico nel periodo compreso tra il 19.06.22 al 20.01.23.

(…).

Alla prima seduta potevo osservare anche una rigidità muscolare a
livello del piede dx ed una tendenza di natura antalgica a distribuire il peso
in statica in maniera asimmetrica.

Il trattamento si è rivolto, attraverso la tecnica del massaggio
classico, alla risoluzione delle tensioni muscolari a livello della muscolatura
del piede dx. ed alla muscolatura lombo-sacrale e dorsale.

l sintomi, mi viene riferito dalla paziente, diminuiscono in
maniera significativa nei giorni immediatamente successivi alla seduta per poi
riacutizzarsi rimanendo sempre presenti soprattutto con la posizione statica
che la paziente mantiene durante la sua attività. (…).” (pag. 743 incarto AI).

 

Nel certificato medico del 13
febbraio 2023 la dr.ssa med. __________ ha attestato quanto segue:

 

" (…) la
summenzionata paziente, mia dipendente, per i suoi continui dolori alla colonna
lombare vertebrale deve continuamente cambiare posizione, da seduta a eretta,
deve camminare, non alza nessun tipo di peso...

Questa è la professione ideale per lei che le permette di cambiare
continuamente posizione, e non fare sforzi.

È impensabile che RI 1 possa svolgere un'altra professione. (…)” (pag.
744 incarto AI)

 

Nel certificato medico del 14
febbraio 2023 il reumatologo __________ ha attestato quanto segue:

 

" (…)
Certifico che la paziente summenzionata presenta la diagnosi come segue:

Lombalgia su/con:

- stato dopo stabilizzazione posteriore, decompressione e fusione
intersomatica L4-L5-S1 per lisi istmica con anterolistesi grado II L4-L5 e
L5-S1 (2001).

Presenta dolori cronici continui a livello lombare soprattutto
sotto carico ed anche a riposo con limitazione della funzionalità.

E giudico un rendimento massimo del 50% nel suo attuale lavoro che
è un lavoro confacente al suo stato di salute. Questo lavoro può consentire di
eseguire la maggiore parte delle mansioni in posizione assisa, con alternanza
delta postura, lasciando il sollevamento di carichi ed evitando
l'ante-flessione e la rotazione del tronco. Pochi tender point presenti
(fibromilagia) sono secondari alla diagnosi principale. Da sottolineare che
signora RI 1 è inabile al 50% per qualsiasi altro lavoro adatto al suo stato di
salute. (…)” (pag. 745 incarto AI).

Nel certificato medico del 14 febbraio 2023 del __________ è attestato quanto
segue:

 

" (…) è
seguita (…) con dei colloqui di sostegno psicologici dal 12 novembre 2021
nell'ambito di un disturbo dell'adattamento (ICD10 F43.2) reattivo alla
problematica della salute. In data 19 gennaio la signora telefona dicendo della
decisione negativa dell'Assicurazione Invalidità. La signora appare nuovamente
destabilizzata da questa notizia.

Non è possibile esprimersi sull'evoluzione delle condizioni
psichiche.

Lamenta un incremento delle reazioni psichiche nello specifico aumento
della quota d'ansia e dei problemi di insonnia.

l dolori fisici permangono e sarà sottoposta ad ulteriori
accertamenti. (…).” (pag. 747 incarto AI).

 

Nel certificato medico del 3
novembre 2022, l’oftalmologo ha attestato una verosimile aura senza emicrania,
con primo episodio nel 2022, senza ritenere indicato procedere ad ulteriori
accertamenti (pag. 748 incarto AI).

 

Nel certificato medico del 3
novembre 2022 la dr.ssa med. __________ ha attestato che “continui disturbi
a livello cutaneo (prurito generalizzato) della summenzionata paziente, sulla
base d' vari accertamenti di laboratorio (eseguiti in più date), che non

dimostrano valori alterati è
riconducibile allo stato psicosomatico del quale soffre la paziente” (pag.
749 incarto AI).

 

Nel certificato medico del 1°
marzo 2023 il Prof. Dr. med. __________, specialista FMH in neurochirurgia
presso la Clinica __________ di __________, ha attestato quanto segue:

 

" Diagnosen

 - Epifusionelle Diskopathie L3/4;

 - St. n. PLIF L4 bis S1 2001 mit einwandfreier Fusion

Nebendiagnosen

Belastungsasthma Zustand nach SVT.

(…)

In der Bildgebung zeigt eine einwandfreie Fusion L4 bis S1 mit korrekt
Implantaten (2/21 CT), im MRI vom 31.01.2023 zeigt sich im vergleich zum MRI
von 2018 eine zunehmende Dehydrierung der Bandscheibe L3/4. Ich sehe keinen
relevanten neurokompressiven Befund, der eine eindeutige Ausstrahlung ins linke
Beine erklären könnte, möglicherweise und in Uebereinstimmung mit dem
üblichen Verlauf nach lumbalen Fusionen handelt es sich hier um Ueberlastungssymptome
von Segment L3/4, akzentuirt vom Facettengelenk L3/4 links. 

Ich empfehle einen Versuch mit Chiroterapie, sowie eine
Steroideinfiltration L3/4 Facettengelenk links.

Des weiteren empfehle ich eine neurologische Beurteilung, um hier die Diagnostik
allenfalls zu präzisieren. (…)” (pag. 764 e 765 incarto AI; n.d.r.:
il corsivo è della redattrice).

 

                       2.7.6.  Chiamati ad esprimersi in merito, i
periti, __________ e __________ hanno confermato la loro valutazione. 

In particolare, il perito reumatologo ha precisato quanto segue:

 

" (…) Per
quanto concerne invece il rapporto del dr. __________ del 03.02.2023, egli non
porta delle nuove informazioni. Viene citato il referto dell'ultima MRI della
colonna lombare ripetuta il 31.01.2023. Come è ben possibile leggere dal
rapporto radiologico del dr. __________, gli artefatti ferromagnetici limitano
notevolmente la visualizzazione dei forami di coniugazione. Viene descritto un
disallineamento dei muri posteriori di L5-S1 che veniva

già ben documentato sulle radiografie della colonna lombare
eseguite il 25.11.2020 presso la Clinica __________ di __________. Un lieve
restringimento dei forami di coniugazione L5-S1 non veniva effettivamente evidenziato
sugli esami di MR) eseguiti nel novembre 2020 e nel novembre 2021. Non ho avuto
occasione di visionare e soprattutto di paragonare i vari esami. Ritengo
comunque che si tratti principalmente di una differente valutazione dei
radiologi che hanno visionato gli esami. L'assicurata non presenta d'altronde
alcun segno clinico per una radicolopatia o per un'irritazione radicolare.

Per quanto concerne il certificato redatto il 13.02.2023 dalla
dr.ssa __________, bisogna anche in questo caso sottolineare l'assenza di nuovi
elementi clinici oggettivi che giustificano una rivalutazione della decisione
peritale. Anche in questo rapporto si parla della discopatia L5-S1 e del
possibile restringimento dei forami a questo livello. Viene inoltre
sottolineato un generale peggioramento dello stato psico-fisico
dell'assicurata.

Il rapporto redatto il 14.02.2023 dal dr. __________ conferma pure
le diagnosi già note e menzionate nella perizia reumatologica. Egli conferma un
rendimento massimo del 50% nel suo attuale lavoro quale assistente di studio
medico, ciò che corrisponde pure alle conclusioni peritali.

Il rapporto redatto l’1.03.2023 dal prof. __________ conferma una probabile
sindrome da sovraccarico del segmento L3-L4, come già documentata, con una
possibile infiammazione della faccetta articolare L3-L4 a sx. Nessun segno
radiologico e clinico per una compressione radicolare. Egli consiglia perciò
delle terapie manuali nonché un'evtl. infiltrazione della faccetta articolare
L3-L4 a sx. Anche questo rapporto non rileva patologie che non siano già state
ampiamente documentate e menzionate nella perizia reumatologica.

In conclusione, non mi sembra di avere rilevato nei citati atti
medici un reale peggioramento oggettivo dello stato reumatologico della signora
RI 1.

Concordo comunque con l'analisi dell'Avv. __________ che il lavoro
attualmente svolto dall'assicurata, con le limitazioni dovute ai suoi problemi
di salute, è da considerare idoneo al suo stato di salute. Ritengo però che la
descritta patologia reumatologica possa solo parzialmente spiegare il 50%
d'incapacità lavorativa per l'attività svolta. L'assicurata presenta una
ridotta sollecitabilità con maggiore affaticamento dovuto maggiormente alle
problematiche bio-psico-sociali.” (pag. 768 e 769 incarto AI).

 

Il perito psichiatra ha
precisato quanto segue:

 

" (…) Per quanto
riguarda invece la parte psichiatrica nel certificato del Servizio Psicosociale
di __________ viene riportato un peggioramento riferito dall'assicurata e non
oggettivato stando allo scritto, peggioramento che è del tutto in linea con la
reazione alla decisone Al che era alta base dello sviluppo della sindrome da
disadattamento, il quale tuttavia non aveva ripercussione sulla CL non
comportando significative limitazioni aggiuntive rispetto a quelle somatiche
determinate dal Dr. __________. Ribadisco che non siamo comunque di fronte ad
un quadro diagnosticabile come disturbo da sintomi somatici.

(…).

Sentito telefonicamente dal sottoscritto il Dr. __________ conferma di aver
visionato il mansionario inviato dalla Dr.ssa __________ e ribadisce che
l'attività attualmente svolta, proprio perché adattata, è adeguata mentre nel
suo scritto, parlando di attività abituale, faceva riferimento ad un
mansionario di studio medico nel quale come egli stesso riporta, non di rado un
assistente di studio deve "svolgere mansioni fisicamente più pesanti”
nel quale conferma una CL dell'assicurata del 50%. (…)” (pag. 766 e 767 incarto
AI). 

                                  Con decisione del 30 marzo 2023,
l’UAI ha confermato la soppressione della mezza rendita di invalidità (pag.
774-782 incarto AI).

                       2.7.7.  Davanti al TCA la ricorrente ha
prodotto il certificato del 20 aprile 2023 del PD dr. med. __________,
specialista FMH in Neurochirurgia e Chirurgia della colonna vertebrale della
Clinica __________ di __________ (doc. C), il certificato del 2 maggio 2023 del
dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna nonché medico di
famiglia della ricorrente (doc. D), la lettera ambulatoriale dell’8 maggio 2023
del dr. med. __________, Capoclinica della Clinica di Neurologia dell’Ospedale __________
di __________ (doc. E) e il certificato dell’8 maggio 2023 della dr.ssa __________,
specialista FMH in anestesia e terapista del dolore (doc. F).        

 

In particolare nel certificato
del 20 aprile 2023 il PD dr. med. __________ ha attestato quanto segue:

 

" (…)

" (…)

Diagnosi

Stato dopo intervento di correzione di spondiloptosi tramite
artrodesi strumentata L4-S1 (2001, Dr. med. __________ e Dr. __________).

Storia clinica

(…).

Esami complementari

Gli esami radiologici eseguiti in particolare la recente risonanza
magnetica conferma la presenza di una iniziale degenerazione discale sul
livello L3-L4, adiacente alla zona della pregressa fusione.

A questo livello vi è una stenosi del canale centrale, di grado
lieve.

Sottolineo il fatto che l'intervento praticato vent'anni fa ha
permesso di correggere la spondiloartrosi, ma purtroppo ha determinato
un'importante perdita della lordosi segmentaria sui livelli L4 S1 che è ben
visibile sulle radiografie eseguite negli anni e anche sull'ultima TC.

 

Procedere

La paziente presenta una ipolordosi lombare, dopo intervento di
fusione L4-S1.

Allo stato attuale, vi è un rischio significativo di una
degenerazione discale del segmento L3-L4 negli anni futuri. Al momento questa
degenerazione è minima, ma è chiaro che la paziente potrà svolgere attività
fisiche in modo molto limitato, dovrà essere sottoposta a carichi di lavoro
molto leggeri, mantenendo una percentuale lavorativa del 50%, per evitare che
questa degenerazione progredisca, rendendo quindi necessario un nuovo intervento
chirurgico.

Per ciò che riguarda il dolore all'arto inferiore di sinistra,
questo potrebbe essere di natura neuropatica, ma a mio avviso ulteriori
accertamenti in ambito neurologico e in particolare una ENMG si renderanno
necessari per meglio chiarire la causa esatta.

Sul profilo neurochirurgico, la paziente dovrà essere rivista
presso i nostri ambulatori tra un anno, con una nuova RMN. (…)” (doc. C).

Nel certificato del 2 maggio 2023, il medico di famiglia (dr. med. __________)
ha attestato quanto segue: 

 

" (…) la
paziente sopracitata è stata recentemente valutata da parte del PD Dr. __________,
FMH Neurochirurgia ed ha effettuato una rivalutazione radiologica della
situazione a livello lombare, da cui è emersa una chiara spiegazione del
peggioramento dei sintomi segnalato dalla paziente negli ultimi mesi.

In particolare viene segnalata una degenerazione discale sul
livello L3-L4, adiacente alla zona della pregressa fusione. A questo livello vi
è una stenosi del canale centrale.

Appare evidente che la paziente dovrà evitare carichi di lavoro
pesanti e deve, sia giudizio mio che del neurochirurgo, mantenere - una
percentuale lavorativa del 50% per evitare una progressione della degenerazione
con conseguente nuovo intervento chirurgico. (…)” (doc. D).

 

Nella lettera ambulatoriale
dell’8 maggio 2023 il dr. med. __________ ha attestato quanto segue:

 

" (…)

Diagnosi principali

1. Sindrome lombo-spondilogena:

-con dolori pseudoradicolari di verosimile origine muscolo
scheletrica alla gamba sin, DD sindrome del piriforme, DD tendinite
peritrocanterica, DD meno probabile sindrome lomboradicolare irritativa S1 sin;

-pregressa laminectomia L5 e spinotomia L4-L5, artrotomia L5-S1 e
L4-L5 bilateralmente, recessotomia L5-S1 e L4/5 bilateralmente. Foraminotomia
S1-L5 bilateralmente. Foraminotomia S1-L5 bilateralmente, PLIF L5-S1 e L4/5 con
gabbia in materiale sintetico e fissazione posteriore di L4 a S1 (Dott. __________,
14.09.01, __________).

 

Anamnesi

(…).

 

Esami complementari

ENMG (05.05.2023): vedi allegato.

(…).

 

Valutazione

Interpreto i dolori lombari sulla base della semiologia, dell'esame clinico nel
contesto della nota sindrome lombo-spondilogena. Sulla base della
semiologia, dell'esame clinico ed elettrofisiologico interpreto i dolori alla
gamba sin in prima ipotesi come pseudoradicolari di origine
muscolo-scheletrica. Non escludo in diagnosi differenziale una sindrome del
piriforme e una tendinite peritrocanterica. Sebbene l'irradiazione del dolore
risulti atipica, visto il segno di Lasègue dubbio per il dermatoma S1, non
escludo in diagnosi differenziale una sindrome lomboradicolare irritativa S1. All'esame
clinico non riscontro segni di sindrome radicolare deficitaria e sindrome
midollare. L'esame elettrofisiologico non ha mostrato neuropatia alla gamba
sin. Un esame EMG dei miotomi L4-S1 non ha mostrato attività spontanea
patologica, ulteriore reperto a sfavore di una radicolopatia. Ho consigliato
alla P. una valutazione e presa a carico da un tuo reumatologo di fiducia. Con
lo scopo di trattare la probabile sindrome ansioso-depressiva reattiva ai
dolori cronici presenti da 3 anni consiglio una presa a carico da un tuo
psichiatra di fiducia. Consiglio l'impostazione di una terapia distanziante
dal dolore con preparati come Duloxetin, Efexor, Saroten o Surmontil (favorisco
il Saroten o il Surmontil visto i riferiti disturbi a mantenere il sonno).
Richiederò le immagini della Clinica __________ per sottoporle alla valutazione
dei neuro-radiologi in casa e contatterò la P. in caso di nuovi aspetti.
Confermo l'approccio infiltrativo proposto dal Prof. __________ alle
articolazioni faccettarie L3/4 a sin. (…)” (doc. E; n.d.r.: il corsivo è della
redattrice).

 

Nel certificato dell’8 maggio
2023 la dr.ssa __________ ha attestato quanto segue:

 

" (…) Prendo
cura della paziente dal 23.3.21. (…). Come specialista in terapia del dolore
cronico, mi permetto di costatare, che non sia il momento adatto di
ricominciare a lavorare oltre il 50 % sia per i dolori sia per la stanchezza
diurna o peggio di cambiare tipo di lavoro e quindi contesto psicosociale.

Alla Signora RI 1 piace il suo mestiere e dal mio punto di vista
non sarebbe consigliato di toglierLa del ambito conosciuto e cambiare tipo di
lavoro o aumentare la percentualità, perché adesso almeno si tratta di un
lavoro che permette di cambiare postura quanto necessario e che viene
effettuato volentieri.

Inoltre sarebbe da favorire una fisioterapia a lunga durata per
conservare la forza muscolare che impedisce un'ulteriore degenerazione delle
vertebre. (…)” (doc. F)

 

Chiamati ad esprimersi in
merito, i periti __________ e __________ hanno confermato la loro valutazione. 

 

                                  In particolare, il perito
reumatologo ha precisato quanto segue:

 

" (…) Nel
rapporto redatto il 20.04.2023 dal dr. __________ viene segnalata la presenza
di una minima degenerazione del segmento L3-L4, patologia già nota e descritta.
Egli sottolinea come a causa della possibilità di un peggioramento della
descritta discopatia l'assicurata dovrà essere sottoposta a carichi di lavoro
molto leggeri, mantenendo una percentuale lavorativa del 50%. Non vengono
comunque segnalate nuove patologie non già evidenziate dalla perizia
reumatologica.

Nel rapporto dell'Ospedale __________ redatto 18.05.2023 dal dr. __________,
capoclinica di neurologia, si riferisce di una sindrome lombospondilogena con
dolori pseuro-radicolari di origine verosimilmente muscolo-scheletrica nella
gamba sx. L'esame EMG dei miotomi L4-S1 non ha mostrato attività spontanea
patologica. nessun segno di una radicolopatia. I dolori vengono perciò interpretati
nell'ambito di una problematica muscolarelspondilooena. Anche in questo caso
nessun nuovo elemento non preso in considerazione nella perizia reumatologica.

Infine cito il rapporto redatto 18.05.2023 dalla dr.ssa __________, che
riprende quanto da lei già precedentemente sottolineato. Conferma come ai
disturbi somatici già menzionati: nei certificati precedenti, la situazione
attuale è collegata ad una grave patologia psicologica con ansia ed insonnia.
Anche in questo caso nessun nuovo elemento clinico che giustifichi una modifica
delle conclusioni peritali.

In conclusione ritengo che i nuovi certificati inoltrati dall'assicurata
confermino quanto già ampiamente evidenziato nella valutazione peritale
reumatologica e giustificano una limitazione della sua capacità lavorativa
nella professione di assistente di studio medico del 50% come già da me
attestato. Per lo svolgimento di una professione fisicamente molto leggera, che
rispetti le limitazioni precisate nella perizia, ritengo invece giustificata una
solo lieve limitazione della capacità lavorativa di non oltre il 20%. La
problematica psicologica esula dalla valutazione reumatologica. (…)” (doc.
IV-2).

 

Il perito psichiatra ha
precisato quanto segue: “(…) Sul piano psichiatrico che mi compete direttamente
non vi sono elementi che mi inducano a discostarmi dalla mia valutazione
peritale. Solo la Dr.ssa __________ descrive una reazione psicologica alla
soppressione della rendita, che è in linea con il disadattamento senza
ripercussioni sulla CL da me già attestato in perizia. (…)” (doc. IV-1).

In data 23 maggio 2023 il
medico SMR, dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna generale,
ha attestato che: “Alla luce delle nuove osservazioni riportate in attuale
sede amministrativa ed alla luce di quanto riferito dai periti specialisti
coinvolti (dr. __________ e dr. __________) non vi sono ulteriori accertamenti
o osservazioni da parte mia SMR atte a modificare quanto già noto.” (doc.
IV-3).

Nel certificato del 22 giugno 2023 il PD dr. med. __________ ha attestato
quanto segue:

 

" (…) paziente
che mi ha comunicato l'esito della presa di posizione del Dr. med. __________.

La paziente è al momento molto preoccupata e sicuramente ansiosa
per la sua situazione professionale.

Dal mio punto di vista, non posso che confermare le conclusioni
della mia valutazione recente. Mi preme sottolineare ancora una volta come in
questa paziente l'intervento di artrodesi che ha stabilizzato gli ultimi 2
segmenti lombosacrali, ha determinato indubbiamente una perdita della lordosi,
e questo è stato un fattore di rischio importante per la degenerazione del
disco L3-L4.

Allego delle immagini, dalle quali si evidenzia molto bene come,
dal 2021 ad oggi, il disco è degenerato in modo significativo, in particolare è
possibile evidenziare sull'ultima risonanza una chiara rottura dell'anulus
("tear") nella sua porzione anteriore.

Il rischio di reintervento futuro, per la degenerazione del disco
L3-L4, è piuttosto elevato in queste condizioni, stimabile al 20-25% nei
prossimi 10 anni.

Per tale motivo, è opportuno limitare al massimo gli sforzi, la
posizione eretta, e in generale qualsiasi attività che comporti un aumento del
carico a livello della colonna lombosacrale. Per queste ragioni, confermo che
dal mio punto di vista la paziente non potrà più svolgere attività
professionali a tempo pieno. (…)” (doc. G).

 

In data 5 luglio 2023 il medico
SMR (dr. med. __________), ha attestato che: 

 

" La
certificazione del PD dr. __________ non è assolutamente in contraddizione con
quanto rilevato in perizia reumatologica dr. __________. In questa
certificazione si indica la prognosi di malattia indicando un potenziale di
fissurazione del disco nel futuro e ci si esprime su

limitazioni e ad attività inergonomiche per il rachide: queste
osservazioni sono pienamente competenti e non sono assolutamente in contrasto
con quanto già valutato in sede assicurativa Al.” (doc. VIII-1).

 

Nel certificato dell’8 agosto
2023 la dr.ssa __________ ha attestato quanto segue:

 

" (…) Prendo
cura della paziente dal 23.3.21. La Signora RI 1 è stata trattata secondo le
linee guida per il trattamento dei dolori cronici. (…). Il consulto
specialistico recente da parte del neurochirurgo ormai ha dimostrato, che negli
ultimi due anni il disco tra L3 e L4 è degenerato in modo significativo e che
si vede inoltre una rottura dell'anulus fibrosus del disco. Un reintervento in
questa situazione sarebbe molto rischioso e porterebbe in base a questa
patologia nessun beneficio, ma aumenterebbe il rischio di una ulteriore
degenerazione.

Quindi non vedo altra soluzione di limitare i sforzi e di togliere
il carico a livello della colonna lombare. Vado completamente d'accordo con il
collega __________, che un aumento della capacità lavorativa suggerisce il
grande rischio di un ulteriore peggioramento.

Se la Signora RI 1 sa organizzarsi bene all'attuale posto di
lavoro, consiglierei - anche sotto il punto di vista psicosociale - di non
effettuare cambi: sia del posto, sia del tempo lavorativo.” (doc. H).

 

Chiamati ad esprimersi in
merito, i periti __________ e __________ hanno confermato la loro valutazione. 

 

                                  In particolare, il perito
reumatologo ha precisato quanto segue:

 

" (…) Nel
rapporto redatto l’08.08.2023 dalla dr.ssa __________ non vengono evidenziate
nuove patologie tali da modificare le precedenti prese di posizione. Si parla
nuovamente di una discopatia a livello L3-L4 già ben descritta. Le limitazioni
consigliate dalla dr.ssa __________ rispettano quanto da me già attestato.

Personalmente sconsiglierei un nuovo intervento alla colonna vertebrale, visto
il quadro clinico con la presenza di diffusi dolori di carattere piuttosto
fibromialgico. Un intervento di stabilizzazione L3-L4 a mio parere non
garantirebbe alcun chiaro miglioramento dei dolori e soprattutto un aumento
della capacità lavorativa dell’assicurata” (doc. XIV-2).

 

Il perito psichiatra ha
precisato quanto segue: “(…) la diagnosi di sindrome da disadattamento era
stata considerata senza influsso sulla CL e, pertanto, le uniche diagnosi con
ripercussione erano e restano quelle reumatologiche.” (doc. XIV-1).

 

Nel certificato del 26
settembre 2023 il PD dr. med. __________ ha attestato quanto segue: “(…) con
la presente si certifica che la signora RI 1, nata il __________.1977, è abile
al lavoro in misura del 50% a causa di dolori e peggioramento alla colonna
vertebrale negli ultimi 2 anni.” (doc. I).

                                 

                          2.8.  Chiamato ora a pronunciarsi,
attentamente vagliata la documentazione medica riprodotta al considerando 2.7
(in particolare, la valutazione dei periti amministrativi di cui al doc. 169 e
i successivi complementi peritali a pag. 766 e 777 incarto AI rispettivamente
di cui ai doc. IV-1 e 2 e doc. XIV-1 e 2 e il rapporto finale del 18 novembre
2022 del medico SMR a pag. 710-713 incarto AI), questo Tribunale - applicando
il criterio della

verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore delle assicurazioni
sociali per l’apprezzamento delle prove (DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con
riferimenti) - può fare proprie le loro conclusioni degli esperti consultati dall’amministrazione.     
RI 1 è dunque abile al 50% nell’attività abituale di aiuto medico dal 1°
settembre 2002 e continua. 

L’assicurata presenta invece una capacità lavorativa dell’90% rispettivamente
dell’80% (lavoro durante l’intero arco della giornata ma con possibilità di
interporre pause più prolungate) dal 14 novembre 2020 (data della perizia del
dr. med. __________) rispettivamente dall’8 novembre 2022 (data della perizia
dei dr. med. __________ e __________) in attività adeguate al suo stato di
salute, ovvero in una professione fisicamente leggera, che non richieda
particolari sollecitazioni per la colonna vertebrale (sollevamento ripetuto di
pesi superiori ai 10kg, movimenti ripetitivi di flessione ed estensione del
tronco, lavori prolungati in posizioni inergonomiche), nonché che le permetta
di cambiare frequentemente di posizione, da svolgersi in parte seduta ed in
parte in piedi).

                       2.8.1.   Il TCA non ignora i numerosi
certificati medici agli atti delle svariate figure di riferimento della
ricorrente (medico di famiglia, terapista del dolore, terapista complementare
di massaggio classico, reumatologo, neurochirurgo, medico nonché datore di
lavoro, ecc.) di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.7. 

Tuttavia essi non sono atti a mettere in dubbio le conclusioni figuranti negli
approfonditi pareri (inclusi i complementi peritali) espressi dai periti
amministrativi interpellati dall’istituto assicuratore resistente, con
considerazioni puntuali e convincenti, con esplicito riferimento alla
situazione clinica dell’assicurata, che è stata attentamente e dettagliatamente
vagliata dagli specialisti in questione come pure dell’esigibilità lavorativa
posta dai medesimi medici specialisti e della capacità lavorativa residua in
attività adeguate.

Al riguardo va ricordato che le perizie (rispettivamente i complementi
peritali) affidate (/i) dagli assicuratori sociali, come nel caso di specie -
secondo la procedura dell’art. 44 LPGA (cfr. doc. 162 e 168 incarto AI) - a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti,
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi
concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del
2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati; STCA 35.2020.47 del 1°
febbraio 2021, consid. 2.2.4 STCA 35.2021.57 del 20 settembre 2021, consid. 2.8
e STCA 35.2021.75 del 31 gennaio 2022, consid. 2.4.6). Ciò che non si avvera
nel caso di specie.

D'altra parte le valutazioni del medico di famiglia (specialista FMH in
medicina interna generale), dell’attuale datrice di lavoro (specialista FMH in
dermatologia e venereologia), della terapista del dolore (specialista FMH in
anestesia) - che, quindi, non sono specialisti FMH nelle materie che qui ci
occupano - di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.7, seppur divergenti
per quanto riguarda la valutazione della capacità lavorativa dell’insorgente,
non apportano nuovi elementi oggettivi ignorati dai periti amministrativi e
vanno quindi intese nel senso di una diversa valutazione delle conseguenze che
le patologie dell’interessata hanno sulla sua capacità di lavoro. Parimenti
dicasi per la valutazione del terapista complementare di massaggio classico. 

Anche le valutazioni degli specialisti consultati privatamente dall’insorgente
(e, in particolare, quella del 14 febbraio 2023 del reumatologo, dr. med. __________
e quelle del 20 aprile, del 22 giugno e del 26 settembre 2023 del neurochirurgo,
PD dr. med. __________, di cui si è già ampiamente detto al consid. 2.7), pure divergenti
per quanto riguarda la valutazione della capacità lavorativa dell’insorgente, non
apportando nuovi elementi oggettivi ignorati dai periti amministrativi, vanno
quindi intesi nel senso di una diversa valutazione delle conseguenze che le
patologie che la interessano hanno sulla sua capacità di lavoro.

Va qui inoltre ricordato che, secondo la giurisprudenza federale, per
l’assicurazione invalidità non è importante la diagnosi ma le sue conseguenze
sulla capacità lavorativa (in argomento STF 9C_49/2012 del 12 luglio 2012
consid. 6 con riferimenti) e che non spetta alla giurisdizione delle
assicurazioni sociali decidere su divergenze mediche scientifiche ma unicamente
di stabilire nel caso concreto il diritto alle prestazioni secondo le
circostanze e tenuto conto delle opinioni mediche (cfr. STF 8C_874/2011 del 20
gennaio 2012 consid. 5.2 e rinvio alla DTF 134 V 231 consid. 5.3 pag. 234). Non
è dunque possibile trarre delle conclusioni sulla capacità lavorativa solo
sulla base delle diagnosi poste (cfr. pure la STCA 32.2023.34 del 30 maggio 2023,
consid. 2.12).

Giova qui pure rilevare che, in una STF 9C_532/2020 del 13 ottobre 2021, al
consid. 4.1, l’Alta Corte ha ribadito che:

 

" Di
principio, l’avviso dei medici curanti deve essere trattato con la necessaria
prudenza a causa dei particolari legami che esse hanno con il paziente, per
cui, secondo, esperienza comune, il medio curante propende generalmente, in
caso di dubbio, a favore del paziente (DTF 125 V 351 consid. 3b/aa e 3b/cc)”.

 

                       2.8.2.  Per quanto in particolare concerne l’aspetto
somatico, va in ogni caso sottolineato che, quand’anche tra la valutazione
dell’esigibilità lavorativa eseguita dai periti amministrativi e quella
effettuata dagli specialisti di fiducia dell’assicurato vi fossero alcune
differenze riguardanti la natura e l’importanza dei limiti funzionali, esse
sarebbero in ogni caso irrilevanti (cfr. pure la STCA 35.2021.59 dell’8
novembre 2021, consid. 2.4.3 e la STCA 35.2021.83 del 7 marzo 2022, consid.
2.7.2).

 

                                  In effetti, il concetto
d’invalidità è riferito a un mercato del lavoro equilibrato e, quindi, ad un
mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di
lavoro diversificati. Inoltre gli impedimenti ritenuti dai periti
amministrativi non sono tali da poter sostenere che ci si troverebbe
confrontati a una costellazione particolarmente sfavorevole ai fini
reintegrativi. Difatti, la giurisprudenza federale ha, in maniera costante, già
avuto modo di stabilire che nel mercato occupazionale aperto a personale non
qualificato o semi qualificato, vi è una sufficiente offerta di occupazioni, in
particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite mansioni di
sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici, che consentono il
cambiamento frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la
messa in atto di particolari misure di reintegrazione professionale (cfr., tra
le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid. 3.3, che ha interamente
confermato la STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012; 9C_635/2007 del 21 agosto
2008 consid. 3.3 e 9C_10/2007 del 26 marzo 2008 consid. 4.6.3).

                                  Secondo la giurisprudenza, se è
vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti
sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera
attendibile il grado di invalidità. In proposito, va rilevato che il TF ha in
particolare ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e
commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza
che non comportano aggravi fisici, che consentono il cambiamento frequente di
posizione e che non richiedono necessariamente la messa in atto di particolari
misure di reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. la già citata
STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012, consid. 3.3 con riferimenti). Si può,
quindi, senz'altro ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta
di reperimento di posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda,
difficoltà che viene assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e
non dall’assicurazione contro l’invalidità (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991
pag. 332 consid. 3b; OMLIN, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung,
Friborgo 1995, pag. 83) - che la ricorrente sia in grado di mettere a frutto la
sua residua capacità lavorativa in attività professionali idonee (vedi, tra le
altre, la STCA 35.2020.90 del 3 maggio 2021, consid. 2.7 e riferimenti, la ST