# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f24e647-7bd8-59e0-baad-fe8b2ee6fb25
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-02-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 17.02.2006 12.2004.192
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2004-192_2006-02-17.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2004.192

  	
  Lugano

  17 febbraio
  2006/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.1998.38
della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città- promossa con petizione 17
marzo 1998 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. da RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 

  rappr. da RA 1 

   AP 2 

   AP 3 

   AP 4 

   AP 6 

   AP 7 

  tutti rappr. da RA
  3 

   

  

con cui
l¿attore ha chiesto, previa concessione dell¿assistenza giudiziaria, la
condanna dei convenuti in solido al pagamento di almeno fr. 720'000.- oltre
interessi, importo poi ridotto con le conclusioni a fr. 470'960.-, nonché il
rigetto in via definitiva, per tale somma, delle opposizioni interposte ai PE
n. __________ e __________ dell¿UEF di Locarno; 

 

domande
avversate dai convenuti che hanno postulato la reiezione della petizione, e che
il Pretore con sentenza 8 ottobre 2004 ha accolto per fr. 224'473.- più
accessori, respingendo nel contempo la domanda di assistenza giudiziaria;

 

appellanti
i convenuti con due separati atti di appello datati 2 novembre 2004, con cui
chiedono la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere la
petizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre
l'attore, che auspica di essere posto al beneficio dell¿assistenza giudiziaria
per la procedura ricorsuale, con osservazioni 10 e 14 dicembre 2004 postula la
reiezione di entrambi i gravami pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Il
14 aprile 1994, pochi minuti prima delle 13.15, AO 1, allievo quasi undicenne
che frequentava la quinta elementare della scuola pratica (cantonale) annessa
alla Magistrale di Locarno, è stato vittima di un infortunio presso
quell¿istituto scolastico. Nell¿intento di entrare in aula da un accesso
secondario rivolto verso il cortile esterno dello stabile, egli, mentre saliva
gli scalini, correndo, è inciampato ed è caduto contro la porta-finestra in
vetro che due sue compagne di classe, AP 2 e AP 5, erano intente a chiudere,
procurandosi un¿ampia ferita da taglio al terzo prossimale del braccio destro
in vicinanza del cavo ascellare, con rottura dell¿arteria e delle due vene
brachiali nonché rottura completa del plesso brachiale (nervo mediano, radiale,
ulnare e muscolo-cutaneo). Immediatamente soccorso, egli è stato sottoposto d¿urgenza
ad un intervento chirurgico di sutura rispettivamente reimpiantazione dei vasi
sanguigni lesi e di sutura perineurale del plesso presso l¿Ospedale La Carità
di Locarno, dove è stato degente fino al 28 aprile 1994. Nonostante la successiva
lunga fase di riabilitazione, con in particolare molteplici sedute di
fisioterapia e di ergoterapia nonché la posa di una stecca di sostegno su
misura, non è stato possibile un recupero totale della funzionalità dell¿arto. 

 

 

                                   2.   Con
la petizione in rassegna AO 1 ha convenuto in giudizio AP 2, AP 5, AP 3, AP 4, AP
6, AP 7, il __________ e lo AP 1, ritenendoli responsabili del suo infortunio,
le prime due nella loro qualità di autrici dell¿atto illecito (art. 41 CO), le
altre quattro persone fisiche in quanto genitori e quindi capo famiglia di
costoro (art. 333 CC), i due enti pubblici -il primo dei quali, estraneo ai
fatti, è stato in seguito dimesso dalla lite- nella loro qualità di proprietari
dell¿istituto scolastico (art. 58 CO) rispettivamente di responsabili delle azioni
e/o omissioni dei docenti (art. 4 Lresp.). Ai convenuti, che si sono opposti
alla petizione, è stato in particolare chiesto il pagamento, in solido, di
almeno fr. 720'000.- oltre interessi ed accessori, ritenuto che in sede
conclusionale quella somma è stata ridotta a fr. 470'960.-, di cui fr.
435'960.- a titolo di perdita di guadagno futura e fr. 35'000.- per torto
morale.

 

 

                                   3.   Respinta,
con decisione cresciuta in giudicato, l¿eccezione di perenzione e prescrizione
delle pretese attoree, il Pretore, con la sentenza qui impugnata, ha accolto la
petizione per fr. 224'473.- più accessori nei confronti di tutti i convenuti,
caricando le spese alle parti in ragione di metà ciascuna e compensando le
ripetibili. Il giudice di prime cure, per quanto qui interessa, ha ritenuto che
a AP 2 e a AP 5 andava rimproverato di non aver interrotto il gioco con
l¿attore, il cui scopo -noto ai partecipanti- consisteva nel cercare di
chiudere fuori dall¿aula il compagno che non fosse stato sufficientemente
veloce a salire le scale, nonostante esse avrebbero dovuto comprendere che
questi, inciampando, non sarebbe stato in grado di fermarsi prima di
raggiungere la porta-finestra; AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7, genitori di quelle
bambine, sono stati considerati responsabili per il comportamento negligente
imputabile alla maestra __________, loro ausiliaria, la quale aveva violato il
suo dovere di diligenza, lasciando aperta sul mezzogiorno la porta-finestra e
concedendo agli allievi, all¿insaputa del direttore e del custode e senza che
fosse stato predisposto alcun controllo, di accedere all¿aula prima delle 13.15
(cosiddetto ¿quarto d¿ora d¿ingresso¿); allo AP 1 andava invece imputata una
responsabilità duplice, dapprima per la negligenza, a cui si è accennato in
precedenza, commessa dalla maestra __________, e poi per il fatto che la
porta-finestra di un istituto scolastico frequentato da allievi delle
elementari, non dotata di un vetro antisfondamento, non poteva essere
considerata sufficientemente sicura e dunque denotava un vizio di costruzione.
Per stabilire il pregiudizio economico subito dall¿attore, il Pretore,
basandosi da una parte sulla perizia giudiziaria, che concludeva per una sua
incapacità lavorativa al 100% per tutte le attività manuali fini, al 40% per le
attività manuali pesanti e nulla per tutte le attività intellettuali
amministrative o di servizio, e preso atto dall¿altra che nel frattempo
l¿attore aveva concluso con buoni risultati la formazione di impiegato di
commercio ed era intenzionato ad entrare al più presto nel mondo del lavoro in
quel settore di attività, ha fissato, visti anche gli altri referti medici agli
atti, nel 25% la sua invalidità e, atteso che nel settore dei servizi, in
Ticino, era statisticamente possibile ottenere, per lavori professionali e
specializzati, un salario annuo medio di fr. 55'200.-, ha quantificato, dopo
capitalizzazione, in fr. 224'526.- la sua perdita di guadagno futura. A titolo
d¿indennità per torto morale gli ha invece attribuito un importo di fr.
25'000.-. Entrambe le somme sono infine state ridotte del 10%, per tener conto
del grado di concolpa attribuibile all¿attore nell¿incidente, segnatamente per il
fatto che egli aveva partecipato ad un gioco di cui avrebbe potuto riconoscere
una certa pericolosità.

 

 

                                   4.   I
convenuti hanno impugnato la sentenza pretorile, con due separati appelli,
chiedendo in sostanza la riforma del querelato giudizio nel senso di respingere
la petizione.

                                         Con il
gravame di AP 2, AP 5, AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7 è in particolare contestata la
responsabilità delle bambine, non essendo stato provato né essendo verosimile
che esse nella concitazione del momento si fossero accorte della caduta
dell¿attore e comunque avessero avuto il tempo per interrompere il gioco; pure
oggetto di contestazione è la responsabilità dei genitori, i quali non reputano
di dover rispondere per le negligenze imputate alla maestra, che non
considerano loro ausiliaria. Censurato infine è anche il danno economico futuro
-non però il torto morale- dell¿attore, ritenuto che questi non aveva subito
alcuna perdita di guadagno nell¿attività in cui aveva terminato la sua
formazione.

                                         Con il
suo gravame lo AP 1 contesta invece di essere responsabile in base alla Lresp.,
rilevando che l¿infortunio era avvenuto prima del ¿quarto d¿ora d¿ingresso¿, in
un momento cioè in cui i docenti non erano tenuti ad essere presenti e la responsabilità
incombeva ancora ai genitori, tanto più che la maestra aveva chiaramente detto
agli allievi, che nell¿occasione le avevano però disobbedito, che l¿aula era accessibile
solo per determinati scopi, non ovviamente per effettuare discutibili gare di
velocità, di cui essi erano senz¿altro in grado di riconoscere la pericolosità.
Pure contestata è la sua responsabilità ex art. 58 CO, essendo escluso che la
porta-finestra di una scuola, senz¿altro idonea all¿uso cui era destinata,
denotasse una carenza di sicurezza per il fatto di non essere stata dotata di
vetri antisfondamento, il cui costo era per altro sproporzionato, tanto più che
nel caso di specie l¿infortunio si era piuttosto verificato per il
comportamento sconsiderato tenuto nell¿occasione dagli allievi. In merito al
pregiudizio economico patito dall¿attore, reputa eccessivo il riconoscimento di
un grado d¿invalidità del 25%, atteso che nulla permetteva di ritenere che egli
avrebbe subito in futuro una perdita di guadagno nell¿attività da lui scelta
rispettivamente non risultava che avesse provato eventuali altri pregiudizi nel
suo avvenire economico. Il salario mensile da capitalizzare, ricavato da
statistiche, doveva in ogni caso essere ridotto, in base alla giurisprudenza,
dei contributi sociali a carico del lavoratore, pari a ca. il 10-15%, sicché si
giustificava semmai di prendere in considerazione un importo di fr. 50'000.-. E
lo stesso valeva anche per il tasso di capitalizzazione, dovendosi applicare un
fattore del 15.04, invece di quello, di 16.27, indicato dal Pretore. L¿indennità
assegnata all¿attore a titolo di torto morale era pure eccessiva e andava a sua
volta ridotta. Il grado di concolpa dell¿attore, che assieme alle sue compagne
di classe, aveva deliberatamente scelto di partecipare ad un gioco pericoloso,
doveva infine essere superiore al 10%, atteso che egli, oltre ad essersi
lanciato di corsa su di una scala, risultava nell¿occasione essersi allacciato
le scarpe in modo ¿strano¿.

 

 

                                   5.   Delle
osservazioni dell¿attore, il quale, previa concessione dell¿assistenza
giudiziaria per la procedura ricorsuale, postula la reiezione degli appelli, si
dirà, per quanto necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

                                   6.   La
prima questione da esaminare è quella a sapere se ai convenuti debba o meno
essere ascritta una responsabilità per l¿infortunio occorso all¿attore. 

 

 

                                6.1   Il
giudizio con cui il Pretore ha ritenuto che allo AP 1 andava nell¿occasione attribuita
una duplice responsabilità è assolutamente corretto e può senz¿altro essere
confermato.

 

 

                             6.1.1   Contrariamente
a quanto preteso nel gravame, il fatto che l¿infortunio sia avvenuto prima del
¿quarto d¿ora d¿ingresso¿, quando cioè i docenti non erano contrattualmente tenuti
ad essere presenti (doc. 8), non basta per scagionare l¿ente pubblico convenuto
dalla sua responsabilità ex art. 4 Lresp. L¿istruttoria di causa ha in effetti
permesso di accertare che la maestra __________, all¿insaputa dei colleghi, del
direttore e del custode ed in aperto contrasto con l¿ordinamento della scuola
(duplica p. 5), aveva dato istruzioni agli allievi, designando persino un
incaricato a tale scopo (doc. AB; testi __________ p. 7, __________ p. 10, __________
p. 15, __________ p. 19 e __________ p. 43), di lasciare aperta sul mezzogiorno
la porta-finestra, allo scopo di permettere ai bambini, prima della ripresa
delle lezioni pomeridiane, di andare a prendere il pallone, di inserire dei
testi nel computer (doc. AB e CE; testi __________ p. 7, __________ p. 10, __________
p. 15, __________ p. 17 e __________ p. 19) o semplicemente, in inverno, di
potersi riscaldare (teste __________ p. 43). Essa doveva senz¿altro rendersi
conto che in tal modo le strutture scolastiche sarebbero state liberamente accessibili,
ciò che avrebbe potuto costituire una potenziale fonte di pericolo. Sapendo oltretutto
di avere a che fare con bambini delle elementari, il cui comportamento, specie in
assenza di sorveglianza, può notoriamente risultare incauto, essa avrebbe
dovuto far in modo che durante quel lasso di tempo l¿aula e il suo accesso
fossero comunque sorvegliati da lei o da altri, ciò che essa, almeno quel
giorno, non ha tuttavia fatto, rispettivamente, quand¿anche avesse effettivamente
diffidato gli allievi dall¿effettuare gare di velocità o altri giochi
pericolosi -il che invero non è stato provato- avrebbe dovuto preoccuparsi di
verificare o far verificare da terzi il rispetto di quelle sue disposizioni e
se del caso adottare ulteriori provvedimenti, ciò che pure non risulta sia
stato fatto (cfr. per analogia Bondallaz, Toute la jurisprudence
sportive en Suisse, p. 285 seg.).

 

 

                             6.1.2   Quanto
alla sua responsabilità per il vizio di costruzione dell¿opera (ex art. 58 CO),
la stessa è a sua volta incontestabile. Come giustamente rilevato dal giudice
di prime cure, ai sensi della norma il proprietario deve vigilare affinché
l'opera offra sufficiente sicurezza al normale uso per la quale essa è stata
concepita (Brehm, Berner Kommentar, 3. ed., N. 65 ad art. 58 CO; IICCA
1° aprile 1992 inc. 130/91, 15 maggio 2002 inc. n. 12.2001.68), ritenuto che per
giurisprudenza invalsa in presenza di edifici pubblici ed edifici privati aperti
al pubblico s¿impongono esigenze di sicurezza accresciute (DTF 118 II 36
consid. 4a con rif.). Nel caso di specie trattandosi della porta-finestra di
una scuola pubblica, frequentata tra l¿altro da bambini delle elementari, dai 6
anni in su, è indiscutibile che il fatto che la stessa non sia stata munita di
vetri antisfondamento è senz¿altro contrario agli standard minimi di sicurezza
(circostanza per altro ammessa a suo tempo anche dal vicedirettore della
Magistrale in uno scritto datato 14 aprile 1994 indirizzato al responsabile
degli Stabili Erariali, cfr. doc. VI° rich.); a maggior ragione, poi, se si pon
mente al fatto che il costo per la sua sicurizzazione -che oltre alla
sostituzione dei vetri della porta-finestra, immediatamente effettuata, ha pure
comportato, negli anni successivi, ad ulteriore conferma della pericolosità
della situazione, la formazione di un¿unica anta con apertura verso l¿esterno,
invece di quella, a due ante, con apertura dall¿interno esistente a quel
momento (cfr. doc. 1 delle altre parti convenute e la documentazione
fotografica allestita in sede di sopralluogo)- era assai contenuto (cfr. la
fattura 30 settembre 1994 della ditta __________, di fr. 1'120.-, per la
sostituzione del vetro, doc. VI° rich.), mentre uno degli elementi per valutare
il grado di sicurezza dell¿opera è proprio quello della fattibilità tecnica
degli interventi che potrebbero ovviare al difetto e il fatto che il loro costo
non sia sproporzionato (Brehm, op. cit., ibidem; sentenze IICCA
citate).

 

 

                             6.1.3   In
entrambi i casi che precedono non si può assolutamente ritenere che il comportamento
tenuto nell¿occasione dai tre bambini, che si erano limitati ad effettuare un
gioco, ancorché potenzialmente pericoloso, fosse talmente straordinario,
insensato o stravagante da non poter essere previsto rispettivamente di una
gravità tale da imporsi come la causa più probabile ed immediata del danno
relegando in secondo piano gli altri fattori, e dunque fosse tale da
interrompere il nesso di causalità tra gli atti illeciti imputabili all¿ente
pubblico e le conseguenze che ne sono derivate (cfr. IICCA 21 maggio
1997 inc. n. 12.97.30, 27 gennaio 2003 inc. n. 10.1996.26; DTF 116 II
519 consid. 4b con rif.; ICCTF 11 ottobre 1999 4C.204/1999, 23 marzo
2000 4C.443/1999).

 

 

                                6.2   Per
quanto riguarda la posizione di AP 2 e AP 5 va innanzitutto osservato che è
senz¿altro a ragione che esse ritengono in questa sede che non possa essere
rimproverata loro una violazione delle regole del gioco (che di per sé avrebbe potuto
innescare la loro responsabilità, cfr. Brehm, op. cit., N. 221 ad art.
41 CO e N. 11 segg. ad art. 44 CO; Oftinger, Schweizerisches
Haftpflichtrecht - Besonderer Teil, Vol. II/1, 4. ed., §
16 N. 250; Bondallaz, Responsabilité civile et activité sportive
organisé, in RVJ 1999 p. 162 seg.; Werro, Commentaire Romand, N.
27 ad art. 52 CO; Jolidon, La responsabilité civile et pénale des
boxeurs en droit suisse, in Mélanges Assista 1989, p. 201; Zen-Ruffinen,
Droit du sport, p. 416 seg.). Visto come si sono svolti
i fatti ed in particolare come l¿attore, a quel momento alto 151 cm (doc. BI),
a seguito della caduta abbia sfondato con il braccio destro, a livello
dell¿ascella, la parte inferiore della porta finestra, si può in effetti
ritenere, atteso che i gradini, tranne l¿ultimo, erano profondi cm 25 ed alti
cm 11 (cfr. verbale di sopralluogo p. 45 seg.) e che il vetro era innestato ad
un¿altezza di ca. 40 cm da terra (cfr. le fotografie realizzate in occasione di
sopralluogo), che egli fosse inciampato tra il sesto o il settimo dei 9 gradini
della scala. Ritenuto che a quel momento egli stava salendo le scale di corsa, durante
una gara di velocità, è del tutto inverosimile che le sue compagne di gioco,
intente a chiudere le due ante della porta-finestra, abbiano avuto il tempo
materiale -sempre che poi si siano effettivamente accorte del fatto che questi
stava inciampando- di lasciare ognuno la propria anta e di indietreggiare in
modo sufficiente per evitargli l¿impatto con la porta. E in ogni caso una loro
eventuale mancanza di reazione in quel frangente, per altro giustificata dalla
normale concitazione insita nel gioco (Jolidon, op. cit., ibidem), non
sarebbe stata tale da fondare una loro responsabilità, dovendo essere tutt¿al
più considerata una colpa lieve (Bondallaz, op. cit., p. 164; Jolidon,
op. cit., ibidem; Zen-Ruffinen, op. cit., p. 419). 

                                         La
decisione del Pretore di attribuire loro una responsabilità deve nondimeno
essere confermata. In base alla giurisprudenza del Tribunale federale, il fatto
di partecipare ad un¿attività o ad un gioco di cui è possibile riconoscere il
carattere pericoloso è in effetti tale da innescare la responsabilità solidale
di tutti i partecipanti, a prescindere dal loro ruolo (DTF 104 II 184
consid. 2; Brehm, op. cit., N. 19 e 52 ad art. 50 CO), e ciò anche per
le conseguenze che non erano state né volute né previste (DTF 71 II 107
consid. 2), dovendosi in tal caso concludere che l¿attività o il gioco erano
contrari all¿art. 19/20 CO (Brehm, op. cit., N. 221 ad art. 41 CO e N.
12 ad art. 44 CO). Nella fattispecie è indiscutibile che l¿attore e le due
bambine convenute, allievi di quinta elementare, avevano sufficiente
discernimento per riconoscere la potenziale pericolosità del gioco intrapreso,
con il rischio, per i partecipanti o per i terzi che si fossero venuti a
trovare nelle vicinanze di costoro, di cadere dalle scale, di andare a cozzare
contro la porta-finestra o anche solo di schiacciarsi le dita all¿interno della
stessa. Contrariamente a quanto preteso nel gravame, il fatto che l¿opera
presentasse un vizio di costruzione non è tale da interrompere il nesso causale
tra gli illeciti da esse commessi e l¿infortunio. 

 

 

                                6.3   La
responsabilità, causale, di AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7 non può a sua volta essere
negata. A prescindere dal fatto che essi rispondono già per le negligenze imputabili
alla maestra __________, che nell¿occasione agiva senz¿altro quale loro
ausiliaria ai sensi dell¿art. 333 CC (Oftinger, op. cit., § 22 nota 269)
e non è stata in grado di portare la prova liberatoria, non vi è chi non veda
come in ogni caso a loro possa essere rimproverata una carenza di sorveglianza per
aver permesso ai rispettivi bambini di recarsi presso l¿istituto scolastico
prima del ¿quarto d¿ora d¿ingresso¿, cioè in un momento in cui essi dovevano sapere,
essendo stato loro comunicato per scritto (doc. 7) e nel corso delle riunioni
con i genitori (testi __________ p. 29, __________ p. 37 e __________ p. 42
seg.), che non vi era alcuna sorveglianza, tanto più che essi erano pure stati
informati del fatto che durante la pausa di mezzogiorno la porta-finestra
rimaneva aperta (teste __________ p. 43). Essi non hanno del resto allegato,
ancor prima che provato, le eventuali circostanze di fatto -il carattere, il
grado di maturità e le attitudini delle loro bambine, e soprattutto le
istruzioni date rispettivamente le misure di controllo da essi concretamente intraprese-
da cui si sarebbe potuto concludere che il comportamento tenuto dalle figlie
non fosse loro prevedibile rispettivamente che essi avessero dato prova della
necessaria diligenza, facendo il possibile per evitare l¿incidente.

 

 

                                   7.   Ammessa
con ciò la responsabilità dei convenuti, si tratta ora di pronunciarsi sul
pregiudizio economico subito dall¿attore, ed in particolare di esaminare se ed
in quale misura possa essere confermata la decisione del Pretore, che,
intravedendolo nella sua perdita di guadagno futura rispettivamente nelle
difficoltà al suo avvenire economico (art. 46 CO), lo ha stabilito, considerata
una invalidità del 25% ed un salario futuro di fr. 55'200.-, previa
capitalizzazione, in fr. 224'526.-.

 

 

                                7.1   I
convenuti contestano innanzitutto che l¿attore possa aver subito una perdita di
guadagno futura. A ragione. Il perito giudiziario, pur avendo fissato nel 30%
l¿invalidità medico-teorica dell¿attore a seguito dell¿infortunio, ha in
effetti stabilito, senza esitazione, che nell¿attività ¿intellettuale¿
amministrativa e dei servizi, questi non aveva subito alcuna incapacità
lavorativa (perizia giudiziaria __________ p. 2). Ritenuto da una parte che
quello era per l¿appunto il settore in cui l¿attore aveva concluso la sua
formazione e dove egli verosimilmente intendeva entrare nel mondo del lavoro e
dall¿altra che dagli atti di causa neppure era risultato -checchè ne abbia
detto l¿attore, per la prima volta e dunque irritualmente (art. 321 cpv. 1
lett. b CPC), nelle sue osservazioni- che a suo tempo egli fosse interessato o
destinato ad un¿altra occupazione per la quale il perito giudiziario (perizia
giudiziaria __________ p. 2) aveva accertato un¿incapacità lavorativa del 40% (lavori
pesanti) o totale (lavori manuali fini), si deve in effetti concludere che
l¿infortunio non gli ha effettivamente causato alcuna perdita di guadagno
futura.

 

 

                                7.2   I
convenuti contestano anche il fatto che l¿infortunio possa aver compromesso
l¿avvenire economico dell¿attore, in particolare, come ritenuto dal Pretore,
che egli, a seguito del suo handicap, possa essere svantaggiato nel mondo del
lavoro, possa avere maggiori difficoltà nel trovare o nel conservare un impiego
con una remunerazione identica, possa avere un maggior rischio di
disoccupazione, possa essere intralciato in un cambiamento di professione,
possa avere minori prospettive di promozioni, ecc..

                                         La
censura non può essere condivisa. Se di principio è vero che il giudice, per
stabilire l¿esistenza di un pregiudizio dell¿avvenire economico del leso, dovrebbe
effettuare la sua valutazione prospettiva sui dati che gli sono stati messi a
disposizione (Brehm, op. cit., N. 88 ad art. 46 CO), è però altrettanto
vero che il Tribunale federale ha costantemente ritenuto che egli a tale scopo possa
basarsi anche su considerazioni fondate sul normale andamento della vita (DTF
81 II 512 consid. 2, 99 II 214 consid. 4a e 4c; SJ 1992 p. 5 consid. 2a;
ICCTF 1° luglio 2003 4C.108/2003 consid. 3.2), come è stato qui il caso.

 

 

                             7.2.1   Determinare
in che misura l¿avvenire economico dell¿attore sia stato pregiudicato a seguito
dell¿infortunio non è semplice. Questa Camera, preso atto della giurisprudenza
in materia (cfr. DTF 99 II 214 consid. 4d, ove era stato quantificato
nel 10% del salario annuale capitalizzato il pregiudizio dell¿avvenire
economico di un leso, invalido in ragione del 20-30%, che non aveva subito una
perdita di guadagno futura, ma per il quale era stato pronosticato un possibile
peggioramento dello stato di salute; cfr. pure SJ 1992 p. 5 consid.
2c/aa, ove, in un caso analogo a quello che precede, in cui l¿invalidità era
del 20%, il pregiudizio all¿avvenire economico del leso è stato fissato,
ritenuta anche in quel caso la possibilità di un¿evoluzione sfavorevole della
sua salute, in ragione del 10%; cfr. ancora ICCTF 1° luglio 2003
4C.108/2003 consid. 4, ove nel caso di un invalido al 15%, con possibilità di
peggioramento al 25%, è stato riconosciuto un pregiudizio dell¿8%), ritiene che
nel caso di specie, le cui conseguenze sono meno gravi rispetto a quei
precedenti, anche perché il perito giudiziario aveva ritenuto che lo stato di
salute dell¿attore si era stabilizzato pur senza essersi espresso
sull¿eventualità di un suo peggioramento futuro, il giudizio del Pretore, che
ha riconosciuto un pregiudizio del 25%, sia oggettivamente eccessivo. In via equitativa
questa percentuale deve pertanto essere ridotta al 10%.

 

 

                             7.2.2   Ciò
posto, nulla osta all¿effettiva quantificazione del danno economico subito
dall¿attore, dovendosi unicamente evadere le contestazioni in merito al salario
annuo da prendere in considerazione ed al tasso di capitalizzazione
applicabile.

                                         In merito
alla prima questione i convenuti non condividono l¿assunto con cui il Pretore,
basandosi sui dati pubblicati dall¿Ufficio federale di statistica, da lui
adeguati al caso concreto, ha considerato un importo annuale di fr. 55'200.-.
Essi ritengono invece che i dati in questione si basavano su salari lordi,
mentre per il calcolo della perdita di guadagno e del pregiudizio all¿avvenire
economico occorreva far capo al salario netto, che ne era inferiore del 10-15%,
sicché si giustificava tutt¿al più un salario di fr. 50'000.-. A ragione. La giurisprudenza
ha in effetti recentemente stabilito che il calcolo in questione va effettuato
sulla base del salario netto (DTF 129 III 135 consid. 2.2; ICCTF 13 luglio 2000 4C.278/1999 consid. 3c/cc; cfr. Schätzle/Weber,
Kapitalisieren - Handbuch zur Anwendung der Barwerttafeln, Vol. II, n. 3.440 segg.), per cui gli importi utilizzati dal primo
giudice, che si basavano per l¿appunto su salari lordi (cfr. Annuaire
statistique de la Suisse 2004, p. 206), vanno diminuiti dei contributi sociali
a carico del lavoratore, mediamente pari a ca. 11.73 - 18.73% (cfr. Annuaire
statistique de la Suisse 2004, p. 554), sicché in definitiva l¿importo di fr.
50'000.- indicato nell¿appello appare senz¿altro congruo.

                                         Quanto al
tasso di capitalizzazione, il Pretore, sulla base dei principi applicabili in
materia (Schätzle/Weber, op. cit., n. 2.169) e ritenuto che al momento
della petizione l¿attore aveva 14 anni, che egli avrebbe iniziato la sua
attività lavorativa a 21 anni, che l¿avrebbe terminata a 65 anni, che per la
rendita di attività fino all¿età AVS (tavola 11) si applicava un tasso del 21.65
e che per la deduzione della rendita fino a 21 anni (tavola 12x) si imponeva un
fattore del 5.38, ha applicato un fattore complessivo del 16.27. I convenuti lo
contestano, ritenendo che per la rendita di attività fino all¿età AVS andava
applicato un tasso del 21.25 e che a titolo di deduzione della rendita fino a
21 anni andava utilizzato un fattore del 6.21, dal che un tasso complessivo del
15.04. Il calcolo dei convenuti è solo parzialmente corretto: vero che il tasso
di deduzione della rendita era del 6.21, si ha in effetti che il tasso per la
rendita di attività fino all¿età AVS è in realtà del 22.72, sicché il tasso
complessivo applicabile è del 16.51, ed è quindi superiore a quello stabilito
dal Pretore (senza che tale circostanza possa imporne un¿eventuale riduzione in
quella misura, cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 8 ad art. 86) .

                                         Il
pregiudizio economico patito dall¿attore ammonta quindi complessivamente a fr. 82'550.-
(fr. 50'000.- x 10% x 16.51).

 

 

                                   8.   Il
solo AP 1 contesta l'ammontare dell'indennità per torto morale riconosciuta
all'attore, asserendo in sostanza che l¿importo di fr. 25'000.- attribuito a
quest¿ultimo sarebbe eccessivo, ritenuto che, dopo un periodo abbastanza
difficile, negli ultimi anni la sua situazione era migliorata ed egli denotava
ora un inserimento tipico di un ragazzo della sua età.

                                         Nella
valutazione del torto morale il giudice gode di ampia libertà di apprezzamento
delle circostanze concrete (genere e gravità del pregiudizio, intensità e
durata delle conseguenze sulla personalità della vittima, grado di colpa
dell'autore, ecc.).

                                         Nel caso
di specie si osserva che l'incidente ha avuto importanti conseguenze per
l'attore, a quel momento quasi undicenne e -non va dimenticato- destrimano
(doc. BE, perizia giudiziaria __________ p. 1): egli ha dapprima dovuto essere
ricoverato all'ospedale per 2 settimane per l'intervento di sutura
rispettivamente reimpiantazione dei vasi sanguigni lesi e di sutura perineurale
del plesso; in seguito si è sottoposto a una lunga fase di riabilitazione, con
in particolare molteplici sedute di fisioterapia e di ergoterapia come pure la
posa di una stecca di sostegno su misura. Il perito giudiziario ha accertato
che l'infortunio, i cui effetti si sono ormai stabilizzati, pur non causandogli
attualmente dolore a livello dell¿arto superiore destro, gli comportava in ogni
caso un¿importante limitazione della mobilità a livello della mano, una
diminuzione della sensibilità sul lato dorsale dell¿avambraccio e
un¿iposensibilità diffusa a livello della mano, predominante sulle dita lunghe,
con manifestazioni di una sensibilità al freddo con episodi di sianosi alla
mano (perizia giudiziaria __________ p. 1). Da un punto di vista medico-teorico,
dovendosi in sostanza considerare l¿esistenza di una menomazione corrispondente
alla perdita di una mano in misura del 75% , egli era invalido al 30% ed aveva un'incapacità
lavorativa al 100% per tutte le attività manuali fini, al 40% per le attività
manuali pesanti e nulla per tutte le attività intellettuali amministrative o di
servizio (perizia giudiziaria __________ p. 2); l¿infortunio ha inoltre
influito considerevolmente nel suo sviluppo psico-fisico, causandogli problemi
di socializzazione e nelle relazioni interpersonali, momenti di sconforto e in
generale una parziale tendenza depressiva, sia pure destinata a diminuire con
il passare del tempo (perizia giudiziaria __________ p. 6 segg. e in
particolare p. 12 seg.). Alla luce di quanto precede, e tenuto conto del fatto
che l'infortunio gli ha pure compromesso la possibilità di continuare a suonare
la chitarra e di continuare a giocare a calcio quale portiere (perizia
giudiziaria __________ p. 6), ma non in altri ruoli -mentre egli può senz¿altro
praticare altri sport-, questa Camera, considerati altresì i precedenti
giurisprudenziali (cfr. ad es. Hütte/Ducksch, Die Genugtuung, 3. ed., p.
VIII/34 1998-2000 n. 16j e p. VIII/14 2001-2002 n. 34, ove in casi meno gravi
di quello in esame era stato attribuito un importo di fr. 15'000.-), ritiene
tutto sommato di poter confermare l'indennità per torto morale riconosciuta dal
Pretore, il quale sulla questione gode per altro di un ampio potere di
apprezzamento, che può essere censurato in seconda istanza solo in caso di
eccesso o abuso (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 32 ad art. 307), ciò che
non è manifestamente il caso nella fattispecie.

 

 

                                   9.   Pure
contestato è infine il grado di concolpa attribuibile nell¿occasione
all¿attore, che il Pretore ha quantificato in misura del 10%. Il giudizio di
prime cure, stante l¿ampio potere di apprezzamento di cui gode il giudice sulla
particolare questione, può senz¿altro essere confermato. In effetti la dottrina
e la giurisprudenza hanno già avuto modo di stabilire che in caso di colpa
concomitante di un bambino occorra dar prova di maggior indulgenza (DTF
123 III 306 consid. 5; cfr. pure Brehm, op.
cit., N. 23 segg. ad art. 44 CO). Nel caso di specie
all¿attore -come ritenuto dal Pretore- può in definitiva essere rimproverato solo
di aver partecipato ad un gioco potenzialmente pericoloso, con la conseguente
accettazione del rischio (Werro, op. cit., N. 9 seg. ad art. 44 CO; Brehm,
op. cit., N. 11 segg. ad art. 44 CO; Oftinger, op. cit., § 16 nota 368),
mentre non è stato assolutamente provato che il fatto che egli avesse
allacciato le stringhe in modo ¿strano¿ possa aver in qualche modo contribuito
alla sua caduta. 

 

 

                                10.   Visto
quanto precede, in parziale accoglimento di entrambi gli appelli, la petizione
dev¿essere accolta per fr. 96¿795.- (90% di fr. 82¿550.- e di fr. 25'000.-)
oltre interessi ed accessori.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di entrambe le sedi seguono la
soccombenza (art. 148 CPC), ritenuto che la particolarità della fattispecie, in
cui l¿attore è risultato vincente sulla questione della responsabilità dei convenuti,
sul torto morale, ma solo in minima parte sull¿aspetto più importante, quello
relativo all¿ammontare del danno risarcibile, giustifica tutto sommato di
prescindere da un riparto puramente matematico e dunque di ritenerlo
soccombente solo in ragione di 3/4 per la prima sede e di 1/2 nella procedura
ricorsuale.

 

                                         

                                11.   Appurata
documentalmente l'esistenza di uno stato di indigenza dell'attore e considerato
che la sua resistenza in questa sede non poteva essere considerata a priori
priva di probabilità di esito favorevole già in considerazione del giudizio di
primo grado, a lui favorevole (art. 14 Lag), la sua richiesta volta alla
concessione dell'assistenza giudiziaria per la procedura d'appello può
senz'altro essere accolta (II CCA 20 gennaio 2004 inc. n. 12.2003.67).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l¿art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   In parziale accoglimento dell¿appello 2 novembre 2004 di AP 2, AP 5,
AP 3, AP 4, AP 6 e AP 7, e dell¿appello 2 novembre 2004 dello AP 1, la sentenza
8 ottobre 2004 della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città è così
riformata:

 

                                         1.     La petizione è
parzialmente accolta.

                                         1.1   Di
conseguenza AP 2, AP 5,
AP 3, AP 4, AP 6, AP 7 e
lo AP 1 sono condannati in solido a pagare a AO 1 la somma di fr. 96¿795.-
oltre interessi al 5% dal 14 aprile 1994 su fr. 22'500.- e dalla data del giudizio
di primo grado su fr. 74¿295.-.

                                         1.2   Per l¿importo di cui alla cifra 1.1 è
rigettata in via definitiva l¿opposizione interposta ai PE n. __________ e __________
dell¿UEF di Locarno.

                                         2.     La
tassa di giustizia di fr. 10¿000.- e le spese di fr. 2'420.50, da anticipare
dall¿attore, rimangono a suo carico per 3/4 e per la rimanenza sono poste a
carico dei convenuti in solido, ritenuto che l¿attore rifonderà, a titolo di ripetibili, fr. 15'000.- allo AP 1 ed altri fr. 15'000.- complessivi
agli altri convenuti.

                                      

 

                                   II.   L¿istanza di ammissione al beneficio dell¿assistenza giudiziaria per
la procedura di appello presentata da AO 1 è accolta, con il gratuito
patrocinio dell¿RA 2.

 

 

                                  III.   Le spese derivanti dall¿appello di AP 2, AP 5, AP 3, AP 4, AP 6 e AP
7, consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                          fr.            850.-

                                         b) 
spese                                            fr.              50.-

                                         T
o t a l e                                            fr.            900.-

 

                                         da
anticiparsi dagli appellanti, restano a loro carico per 1/2 e per 1/2 sono
poste a carico dell¿appellato e per esso, al beneficio dell¿assistenza
giudiziaria, dello Stato, compensate le ripetibili.

 

 

                                 IV.   Le
spese derivanti dall¿appello dello AP 1,  consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                          fr.         1¿550.-

                                         b) 
spese                                            fr.              50.-

                                         T
o t a l e                                            fr.         1¿600.-

 

                                         da
anticiparsi dall¿appellante, restano a suo carico per 1/2 e per 1/2 sono poste
a carico dell¿appellato e per esso, al beneficio dell¿assistenza giudiziaria,
dello Stato, compensate le ripetibili.

 

                                      

                                  V.   Intimazione:

	
   

  	
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                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d¿appello

Il presidente                                                           Il
segretario