# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0dad59df-990f-59dc-a26d-cb56cfae7304
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.08.2009 C-992/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-992-2008_2009-08-10.pdf

## Full Text

Corte II I
C-992/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Stefan Mesmer; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
rappresentato dall'avvocato Luigi Potenza, 
via della Repubblica 23, IT-73054 Presicce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione del 20 dicembre 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-992/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1968 
al  1979,  solvendo regolari  contributi  all'assicurazione svizzera per la 
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), durante tale periodo (doc. 
44).  Dopo  il  rimpatrio,  ha  continuato  a  svolgere  un'attività  lucrativa 
come commerciante del settore alimentari, dal 1979 al settembre 2003 
quando ha cessato il suo lavoro per ragioni di salute (doc. 54). In data 
23  ottobre  2003,  il  nominato  ha  formulato  una  domanda  volta  al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità a causa di  un infarto miocardico avvenuto il  15 settembre 
2003.  Dopo  aver  acquisito  agli  atti  la  documentazione  sanitaria, 
l'incarto  è  stato  sottoposto  al  Dott.  Meyer,  dell'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero,  UAIE),  il  quale  ha 
stimato che l'assicurato, non avrebbe più potuto continuare a lavorare 
come negoziante, ma a lui sarebbero state proponibili attività leggere 
e/o  sedentarie  in  misura  completa  (doc.  27).  Una  (prima)  indagine 
comparativa dei redditi aveva posto in evidenza che, svolgendo attività 
alternative  al  100%,  il  nominato  avrebbe  subito  una  perdita  di 
guadagno del 15% (doc. 28). Con decisione del 10 marzo 2005, l'UAI 
ha pertanto respinto la richiesta di prestazioni.

L'assicurato  ha  impugnato  il  suddetto  provvedimento  amministrativo 
innanzi alla Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI per 
le  persone  residenti  all'estero  (CFR  AVS/AI),  contestando, 
segnatamente,  il  calcolo  comparativo  dei  redditi  che  non  terrebbe 
adeguatamente  conto  degli  introiti  precedenti  l'invalidità. 
L'amministrazione ha ricalcolato la perdita di guadagno dell'assicurato 
ed  è  giunta  alla  conclusione  che,  svolgendo  attività  alternative  in 
misura  del  cento  per  cento,  l'interessato  subirebbe  una  perdita  di 
guadagno  del  26%  (doc.  39).  In  questo  calcolo,  il  salario  dopo 
l'insorgenza  dell'invalidità  è  stato  ulteriormente  ridotto  del  15%  per 
tenere  conto  della  situazione  personale  dell'interessato  (età, 
handicap).  Con  giudizio  del  9  maggio  2006,  la  CFR  AVS/AI  ha, 
comunque,  parzialmente  accolto  l'impugnativa  ed  ha  rinviato  gli  atti 
all'amministrazione affinché approfondisse ed attualizzasse l'indagine 
medica (doc. 1-41).

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B.
In osservanza del giudizio summenzionato, L'UAIE ha quindi acquisito 
agli atti:

-  una  relazione  medico-legale  allestita  il  30  gennaio  2007  da  un 
medico dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), il quale, 
dopo  aver  posto  la  diagnosi  di  "esiti  stabilizzati  di  pregressa 
cardiopatia  infartuale  trattata,  da  coronaropatia  ostruttiva  bivasale 
trattata  con  PTCA  +  stent  con  attuale  normale  cinesi  del  muscolo 
cardiaco e  test  da  sforzo  negativo  per  ridotta  riserva coronarica,  in 
lieve  ipertensione;  spondiloartrosi  dorsolombare  con  discopatie  
multiple a modesta incidenza funzionale, sindrome ansioso-depressiva 
endoreattiva  ad  incidenza  di  media  gravità" ha  posto  un  tasso 
d'invalidità inferiore ai due terzi (doc. 59). Sono stati esibiti documenti 
oggettivi,  quali:  un  elettrocardiogramma  con  i  risultati  di  una  visita 
cardiologica,  un  ecocardiogramma,  i  risultati  di  un'ergometria  (test 
elettrocardiografico  da sforzo),  esami  tutti  effettuati  il  5  marzo 2007 
(doc. 56-58); i risultati di una visita cardiologica del 26 febbraio 2007 
(doc. 55).

Nella  sua  relazione  del  22  agosto  2007,  il  Dott.  Croisier,  medico 
dell'UAIE, dopo aver ripreso la diagnosi sopra riferita ed analizzato il 
caso sotto il profilo delle malattie di lunga durata, ha affermato che il 
richiedente  non  avrebbe  mai  subito  un'incapacità  al  lavoro  di  livello 
pensionabile  nell'ambito  di  attività  di  sostituzione  leggere  e/o 
semisedentarie. Nel suo precedente lavoro di commerciante in generi 
alimentari, il medico dell'UAIE ammette un grado d'invalidità del cento 
per cento dal settembre 2003 al 15 novembre successivo e del 40% 
dal 16 novembre 2003 (doc. 62). 

Con progetto di decisione del 30 agosto 2007, l'UAIE ha comunicato 
all'avv. Luigi Potenza, regolare rappresentante dell'interessato, che la 
richiesta di prestazioni sarebbe stata respinta (doc. 63). Con atto del 3 
ottobre  2007  (doc.  65),  l'avv.  Potenza,  ha  ribadito  la  richiesta  del 
proprio patrocinato ed ha prodotto un certificato medico del Dott. Cesi, 
psichiatra, del 29 novembre 2006, attestante una depressione di entità 
severa  ad  evoluzione  cronica,  in  trattamento  (doc.  64).  In  un 
successivo  scritto,  l'avv.  Potenza  ha  sostenuto  che,  come  già 
evidenziato  nella  precedente  procedura,  il  proprio  patrocinato 
subirebbe, in ogni caso, una perdita di guadagno del 69% (doc. 67).

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L'amministrazione ha risottoposto gli atti al Dott. Crosier, il quale, nella 
sua  relazione  del  14  dicembre  2007,  si  è  riconfermato  nelle  sue 
precedenti considerazioni (doc. 69).

Mediante  decisione  del  20  dicembre  2007,  l'UAIE  ha  respinto  la 
richiesta di prestazioni (doc. 70).

C.
Con  il  ricorso  depositato  il  l'11  febbraio  2008,  A._______,  sempre 
rappresentato  dall'avv.  Potenza,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative.  La  parte  ricorrente  ribadisce  l'impossibilità  di  svolgere 
anche attività di ripiego, data l'età e le condizioni di salute e contesta 
di nuovo il calcolo comparativo dei redditi, ritenendo, in sostanza, che 
il paragone deve essere fatto fra gli introiti precedentemente percepiti 
come commerciante, e quelli ottenuti dopo la patologia cardiaca. Nulla 
produce a suffragio delle sue conclusioni.

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 9 maggio 2008, l'UAIE propone la 
reiezione  del  ricorso  con  argomenti  di  cui,  per  quanto  occorra,  si 
riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

D.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione  di  rilievo,  l'avv. Potenza,  con  scritto  del  16  giugno 
2008,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il 
ricorso.  Produce  un  referto  di  visita  cardiologica  non  datato  (Dott. 
Giovanni De Fabrizio). 

Nella  duplica  del  9  luglio  2008,  l'UAIE  ripropone  la  reiezione  del 
ricorso.

E.
Con decisione incidentale del 16 luglio 2008, la parte ricorrente è stata 
inviata  a  voler  versare  un  anticipo  di  Fr.  300.-,  corrispondente  alle 
presunte  spese  processuali.  Con  atto  dell'8  agosto  2008,  l'avv. 
Potenza,  in  nome  e  per  conto  del  proprio  assistito,  ha  chiesto 
l'esenzione  dalle  spese  processuali.  Il  17  settembre  2008,  la  parte 
ricorrente ha compilato e spedito al TAF un formulario di domanda di 
gratuito patrocinio.

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Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il  gravame è  dunque ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

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4.

4.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

4.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

4.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

5.
Il ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 23 ottobre 2003. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 

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richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una 
rendita il 23 ottobre 2002 (ossia 12 mesi precedenti la presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il 20 dicembre 2007, data dell'impugnata decisione. Il giudice delle 
assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione 
impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento 
in cui  la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 
1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI,  secondo il  quale le rendite per un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede.

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7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 A._______ ha potuto lavorare, senza particolari interruzioni, fino al 
15 settembre 2003, quando è stato colpito da un infarto miocardico. 
Da allora, non ha più svolto attività lucrativa.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 

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raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

8.3 Per  quanto  concerne  la  fissazione  del  grado  di  incapacità  al 
guadagno degli indipendenti, la giurisprudenza prevede che l’invalidità 
sia  fissata  secondo  la  riduzione  del  rendimento  nella  situazione 
concreta  in  cui  viene  svolta  l’attività  e  quindi  considerando  le 
ripercussioni  economiche di  questa riduzione (metodo straordinario). 
In  base  al  metodo straordinario  dapprima si  constata  l’impedimento 
dovuto  al  danno  alla  salute,  poi  si  valutano  gli  effetti  di  tale 
impedimento sull’incapacità di guadagno (AHI Praxis 1998 p. 120; SVR 
1996 IV n. 74 p. 213ss consid. 2b). Una determinata limitazione della 
capacità produttiva funzionale può, quindi, non produrre una perdita di 
guadagno  della  medesima  entità.  Se  tuttavia  l'interessato  cessa 
l'attività  indipendente  si  può  rinunciare  all'applicazione  del  metodo 
straordinario di calcolo dell'invalidità. In tal caso infatti il raffronto delle 
mansioni svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla salute 
non è più possibile (RAMI 1995 p. 106ss). 

Ora,  nel  caso  di  specie,  non  è  giustificato  applicare  il  metodo 
straordinario. Infatti, l'interessato ha cessato di lavorare il 15 settembre 
2003,  per  ragioni  di  salute  e  l'applicazione del  metodo straordinario 
non è più possibile.

8.4 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti, per costante giurisprudenza, le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

8.5 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

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9.

9.1 Dalla documentazione sanitaria ad atti  si  evince che il  ricorrente 
soffre essenzialmente di stato dopo infarto miocardico acuto inferiore il 
15 settembre 2003, esiti di PTCA/Stent, spondiloartrosi dorsolombare 
con discopatie multiple a scarsa incidenza funzionale, sindrome ansio-
depressiva reattiva. Le investigazioni  mediche successive al  giudizio 
della Commissione federale di ricorso hanno permesso di stabilire che 
vi è una normale cinesi del muscolo cardiaco, una lieve ipertensione e 
risultati ergometrici nella norma.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il medico dell'INPS (perizia del 30 gennaio 2007, 
doc. 59) pone un tasso d'invalidità inferiore ai due terzi, pur precisando 
che l'assicurato non è invalido e non è inabile. Dal canto suo, il Dott. 
Croisier, medico dell'UAIE, ammette che l'interessato non potrebbe più 
svolgere il suo lavoro di commerciante di generi alimentari, se non in 
misura  ridotta;  tuttavia,  egli  giudica  che  l'assicurato,  qualche  mese 
dopo l'infarto, avrebbe potuto riprendere un'attività di tipo leggero e/o 
semisedentario.  Questo  parere  collima  con  quello  che  già  si  era 
espresso nell'ambito dell'istruttoria precedente il giudizio del 9 maggio 
2006 della Commissione federale di ricorso.

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10.2 Dalla nuova indagine (cardiologica) è emerso che le condizioni 
del  paziente sono buone. I vari esami eseguiti  il  5 marzo 2007 sono 
tutti,  praticamente,  entro  i  limiti  della  norma.  L'elettrocardiogramma 
sotto sforzo ha permesso di escludere qualsiasi danno ischemico ed è 
stato  interrotto  per  esaurimento  muscolare  ed  ipertensione. 
L'ecocardiogramma non ha posto in  evidenza patologie del  muscolo 
cardiaco,  la  cinesi  è  normale.  Il  paziente  segue  una  terapia  post-
infartuale secondo i normali protocolli e, dopo il settembre 2003, non 
ha più necessitato di ricoveri ospedalieri. 

L'assicurato  soffre  di  un  danno  ortopedico  del  tutto  banale  con  un 
fenomeno  di  poliartrosi  localizzata,  soprattutto,  a  livello  lombare, 
ascrivibile,  in  gran  parte  ad  un  normale  processo  d'usura  fisico. 
L'apparato  locomotorio  ed  articolare  appare  privo  di  sostanziali 
limitazioni  funzionali:  Il  rachide  dorso-lombare  è  spinalgico  e 
moderatamente contratturato, limitato in flessione, antalgicamente, di 
1/3,  la  manovra  di  Lasègue  è  negativa  bilateralmente.  L'assicurato 
denuncia anche una sindrome ansio-depressiva reattiva alla malattia 
principale, la quale è emendabile con adeguata cura farmacologica e 
controlli continui con cura psicologica in caso di necessità.

Per il  resto,  l'interessato  si  presenta  in  condizioni  di  salute  generali 
ancora buone, ogni organo ed apparato essendo indenne da patologie. 
La documentazione oggettiva essendo completa ed esauriente, non si 
appalesa necessario ordinare una nuova indagine sanitaria. Peraltro, 
la parte ricorrente non ha mai prodotto documentazione medica che 
possa porre in dubbio quanto già medicalmente accertato.

10.3 Il collegio giudicante, sulla scorta dei pareri del medico dell'UAIE, 
ritiene che A._______ non avrebbe più potuto svolgere un'attività nel 
settore  del  commercio  alimentare  se  non  in  misura  limitata.  A  lui 
sarebbero  comunque  state  proponibili,  qualche  mese  dopo  l'evento 
cardiaco, al 100%, attività di ripiego leggere e/o semisedentarie, quali 
quella  di  operaio  addetto  al  controllo  di  macchine  di  produzione 
automatica, operaio addetto all'imballaggio di piccoli  oggetti,  portiere 
d'albergo, cassiere, addetto alla ricezione in portinerie di grandi ditte, 
fattorino;  autista  di  mezzi  leggeri  per  il  trasporto  locale  di  cose  e/o 
persone, custode di museo o di parcheggio, aiuto magazziniere, ecc. I 
lavori di ripiego proposti, contrariamente a quanto sembra sostenere la 
parte ricorrente, non comportano né sforzi particolari, né situazioni di 
stress anormali. 

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10.4 Vero è che la ricerca di  un posto di  lavoro adatto alle capacità 
dell'interessato  appare  difficoltosa,  vista  la  sua  età  e  la  situazione 
congiunturale; tuttavia, se il mercato del lavoro locale non gli offre di 
sfruttare  la  sua residua capacità  lavorativa  e  di  guadagno, non può 
essere compito dell'assicurazione svizzera per l'invalidità di sopperire 
con  il  versamento  di  prestazioni  assicurative  a  quello  che  sarebbe 
dovuto, semmai,  dall'assicurazione italiana contro la  disoccupazione. 
Secondo  una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede 
prestazioni  d'invalidità  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  da  lei 
esigibile per ovviare alle conseguenze della sua incapacità, mettendo 
soprattutto a profitto le superstiti  energie lavorative e cambiando, se 
del caso, anche il lavoro e il domicilio (DTF 123 V 88 consid. 4c, 113 V 
28 consid. 4).

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, 
l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

11.2

11.2.1 L'amministrazione ha ribadito il calcolo svolto l'11 ottobre 2005 
(doc. 39). Questo esame comparativo è stato svolto in due versioni. Il 
collegio  giudicante  riterrà  quella  più  favorevole  per  il  ricorrente.  Va 
rilevato che, nel caso in esame, non può essere effettuato un calcolo 
basato su quanto guadagnava l'interessato prima dell'invalidità (anni 
2001-2002  in  media)  per  confrontarlo  con  quanto  da  lui  dichiarato 
come reddito nel 2004 (dopo l'insorgenza dell'invalidità), come è stato 
più  volte  preteso  dalla  parte  ricorrente. Infatti,  il  confronto  va svolto 
sulla scorta di quanto disposto dall'art. 16 LPGA, ossia confrontando, 
da  una  parte,  il  reddito  percepito  prima  dell'insorgere  dell'invalidità 
d'invalidità  e,  dall'altra,  il  reddito  conseguibile  dopo  l'invalidità  in 
un'attività  di  sostituzione. È  ben  chiaro  infatti  che  l'assicurato,  dopo 
l'evento  cardiaco,  non  ha  più  potuto  svolgere  pienamente  il  suo 

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precedente  lavoro  di  commerciante,  ciò  che  ha  comportato  che  gli 
introiti del 2003/2004 fossero ben inferiori a quelli precedenti.

11.2.2 Ora,  A._______  ha  svolto  un'attività  indipendente  fino  al 
settembre 2003. Non essendo applicabile il metodo di valutazione per 
lavoratori  indipendenti  (cosiddetto  metodo  straordinario,  cfr.  consid. 
8.3), l'amministrazione si è basata su di un introito ipotetico (statistico) 
di  un  addetto  alla  vendita,  aumentato  del  10%,  per  tenere  conto 
dell'esperienza maturata  come proprietario  dell'impresa commerciale 
familiare.  Ne  consegue  un  guadagno  ipotetico  mensile  precedente 
l'invalidità di EUR 1'416.- nel 2003.

11.3 Quale  reddito  da invalido l'UAIE ha ritenuto  quello  ottenibile  in 
attività  di  tipo  leggero  non  qualificate/ripetitive.  Queste  attività 
comportano un salario medio di EUR 1'234.-, Questo introito teorico 
può essere ridotto per tenere conto dei fattori personali dell'assicurato 
(DTF 126 V 75), quali età, handicap. L'amministrazione ha operato una 
deduzione  complessiva  del  15%  (53  anni  nel  2003),  ciò  che  può 
essere condiviso, atteso che la riduzione massima consentita si situa 
al 25%, ma solo in casi eccezionali. Ne consegue un reddito di EUR 
1'049.-.

11.4 Il confronto fra un reddito privo d'invalidità di EUR 1'416.- ed un 
introito teorico dopo l'insorgenza dell'invalidità di EUR 1'049.-, causa 
una perdita di guadagno del 25,92% (arrotondato al 26%), grado che 
non comporta il diritto ad una prestazione dell'assicurazione svizzera 
per  l'invalidità.  Va  rilevato,  a  titolo  abbondanziale,  che  il  grado 
d'invalidità non attingerebbe il livello del 40%, nemmeno se si dovesse 
considerare una riduzione del reddito dopo l'insorgenza dell'invalidità 
per fattori personali del 25% (percentuale massima consentita).

Visto  quanto  precede,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.
Con  scritto  dell'8  agosto  2008,  l'avv.  Potenza  ha  formulato  una 
domanda  di  assistenza  giudiziaria  per  quanto  attiene  alle  spese 
processuali della presente procedura.

Giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA  se  una  parte  non  dispone  dei  mezzi 
necessari  e  le  sue conclusioni  non  sembrano prive  di  probabilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 

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dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal 
pagamento  delle  spese  processuali.  Secondo  la  giurisprudenza 
consolidata,  i  presupposti  per  la  concessione  dell'assistenza 
giudiziaria  sono  di  massima adempiuti  se  il  richiedente  si  trova nel 
bisogno  e  se  le  sue  conclusioni  non  sembrano  dover  avere  esito 
sfavorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti, 
sentenza  del  TF  I  134/06  del  7  maggio  2007).  A  tal  proposito  si 
osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve 
adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di 
primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità 
di  essere  accolto  che  di  essere  respinto,  ovvero  che  non  si  debba 
ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con 
i  propri  mezzi (DTF 125 II  275 e DTF 124 I 304 consid. 2c). Inoltre, 
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si 
eguagliano o le  prime sono soltanto leggermente inferiori  rispetto ai 
secondi,  le  domande  non  possono  essere  considerate  senza  esito 
favorevole (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 
consid. 2b). 

Lo scrivente Tribunale, chiamato ora a pronunciarsi, ritiene che dalla 
documentazione agli  atti  risulta comprovata la situazione d'indigenza 
del ricorrente (che percepisce una pensione d'invalidità di EUR 450.- e 
la moglie di EUR 242.-) ed il gravame non appariva di primo acchito 
sprovvisto di possibilità di esito favorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a; 
372  consid.  5b),  per  cui  il  ricorrente  è  ammesso  al  beneficio 
dell'assistenza  giudiziaria.  Pertanto,  non  vengono  prelevate  spese 
processuali.

13.
Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per spese 
ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali  è 
accolta e non si prelevano spese processuali.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. AI )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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