# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3692bef-af20-5328-8df1-d789e5a6bf1c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.02.2001 32.2000.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-49_2001-02-07.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00049

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  7 febbraio 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 22 maggio 2000 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 aprile 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurato,
1954, di professione cuoco, in data 9 luglio 1992 ha presentato una richiesta
di prestazioni AI per adulti in quanto affetto da lesione della cuffia
rotatoria della spalla sinistra a seguito di infortunio.

                                         Il caso è
stato assunto dall'assicuratore LAINF, il quale, in attesa di una decisione
dell'AI, con decisione 28 luglio 1994 ha concesso una rendita transitoria per
un grado d'invalidità del 50%.

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti di natura medica ed economica di cui si dirà nei considerandi
successivi per quanto necessario ai fini del giudizio, per decisione 27 aprile
2000 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI), confermando la propria proposta
decisionale 3 marzo 2000, ha respinto la richiesta di prestazioni, motivando:

 

"  Secondo
l'art. 28 della legge federale sull'assicurazione invalidità, l'assicurato ha
diritto a una rendita intera quando e' invalido per almeno due terzi, a una
mezza rendita quando e' invalido per almeno la metà, a un quarto di rendita
quando è invalido nella misura del 40%.

Nei casi di disagio economico (caso di rigore) la mezza rendita
può essere assegnata ‑ su richiesta ‑ anche per un'invalidità del
40%.

Le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate
solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera.
Questo presupposto deve essere adempiuto anche per i congiunti per i quali è
richiesta una prestazione.

 

Per determinare l'invalidità si raffronta il reddito che
l'assicurato potrebbe attualmente conseguire in un'attività ragionevolmente da
lui ESIGIBILE con il reddito del lavoro che egli potrebbe oggi conseguire senza
il danno alla salute. Il grado di invalidità è calcolato in per cento in base alla
perdita di capacità di guadagno.

 

Preso atto del complemento d'istruttoria esperito dopo la
presentazione delle osservazioni da parte del rappresentante legale
dell'assicurato, in merito al progetto di decisione AI del 22.10.1999, si
riconferma la valutazione di prima istanza, ritenuto che non sono emersi
elementi nuovi, influenti, rispetto a quanto considerato nell'ambito della
precedente deliberazione.

Il grado d'invalidità viene pertanto attestato nella misura del 13
%. Al richiedente, tenuto conto delle limitazioni originate dal danno alla
salute, può essere ascritta una capacita di guadagno pari a circa franchi
36'620.‑‑ annui, che confrontata con quanto avrebbe potuto
guadagnare oggigiorno nella precedente professione ( fr. 42'000.‑‑
), permette di definire una perdita economica, e quindi un grado d'invalidità,
nella misura del 13 %. La richiesta di prestazioni assicurative deve pertanto
essere respinta." (Doc. AI _)

 

 

                               1.3.   Tempestivamente
insorto contro la decisione dell'UAI, l'assicurato - rappresentato dall'avv.
__________ - sottolineando il carattere  cautelativo del gravame e contestando
sostanzialmente le conclusioni peritali in merito alla capacità lavorativa, ha
postulato dinanzi a questo TCA l'annullamento dell'atto impugnato e
l'assegnazione di una rendita per un grado d'invalidità del 50%, 

 

                               1.4.   Con risposta
21 giugno 2000, l'UAI si è riconfermato nella propria decisione ed ha chiesto
la reiezione del gravame, osservando:

 

"  con
riferimento al ricorso in oggetto, prendiamo innanzitutto atto del carattere
cautelativo di esso, dovuto alla volontà dell'assicurato di proporre ulteriori
accertamenti medici.

 

L'UAI, tuttavia, avendo risolto la parte sanitaria con perizia
specialistica, ritiene di essere in possesso di tutti gli elementi utili per formulare
la risposta di causa.

 

In primo luogo, non risultano agli atti motivi per discostarsi
dalla valutazione medica effettuata dal dott. __________ nella sua relazione
peritale del 04.02.2000 (cfr. all. _), nella quale viene attestata
un'incapacità lavorativa nella professione di cuoco pari al 50%, mentre non
sussistono limitazioni della medesima capacità in attività compatibili, nelle
quali I'assicurato non debba alzare le braccia sopra l'orizzontale e non debba
svolgere lavori ripetitivi col braccio sinistro in un arco tra i 45 e i 90
gradi di abduzione e di elevazione, dovendosi nel contempo evitare il
sollevamento di pesi se non con il braccio steso lungo il corpo.

 

Le limitazioni di cui sopra sono state valutate, in termini
ergonomici ed economici, nell'ambito del metodo SUVA facente capo alla
descrizione del posto di lavoro (DPL), con l'esame della capacità  funzionale
residua effettuato secondo il metodo "Isernhagen Work Systemsâ", I'applicazione del quale ha
consentito di attribuire all'assicurato una capacità di guadagno residua in
attività esigibile pari a Fr. 36'620.‑ (cfr. il rapporto
sull'integrazione professionale del 21.02.2000 e relativi atti complementari,
tutti compresi nell'all. _).

 

La struttura del metodo, i motivi della sua utilizzazione e i
risultati concreti ricavati nel caso di specie sono ampiamente illustrati nel
rapporto citato, al quale facciamo rinvio, precisando che il metodo in
questione è stato recepito dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali,
il quale ha stipulato con la SUVA un'apposita convenzione per l'utilizzazione
del metodo di cui si tratta per tutti gli uffici Al nazionali.

 

Da quanto precede, emerge che la malattia di cui soffre
I'assicurato non determina una diminuzione della capacità di guadagno, permanente
o di lunga durata, idonea a far sorgere il diritto alla rendita, secondo quanto
sancito dall'art. 28 LAI." (Doc. _)

 

 

                               1.5.   Dando
seguito alle richieste formulate dall'insorgente, la causa è stata sospesa fino
al 31 gennaio 2001, in attesa dell'annunciata produzione agli atti di una
perizia privata (mai pervenuta al TCA) (V-VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   A norma
dell'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, è l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

·    un danno
alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita, malattia o
infortunio, e

 

·    la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                                         La misura
dell'incapacità di guadagno è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla
perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato
del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può
ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.

 

                                         Infatti
l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che: 

 

"  l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e
dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido." 

 

                                         (metodo
ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e
giurisprudenza citata).

 

                                         Ne
consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di
guadagno effettiva. Infatti, bisogna tenere conto, nel calcolo dell'incapacità
di guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura
minore di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche
della circostanza opposta.

 

                               2.3.   Onde
accertare lo stato di salute dell'assicurato, l'amministrazione,  a
completazione della documentazione medica agli atti, ha sottoposto l'assicurato
ad una perizia medica specialistica a cura del dott. __________, fisiatra e
reumatologo.

                                         

                                         Con
referto 4 febbraio 2000, il perito, posta la diagnosi di

 

" 
(…)

‑   Periartropatia
omeroscapolare tendinopatica a sinistra con lesione parziale della cuffia dei
rotatori soprattutto a livello del sopraspinato e del sottoscapolare, di
origine post‑traumatica nel 1991. (…)"

(Doc. AI _)

 

                                         ha in
particolare rilevato:

 

" 
(…)

2. DATI SOGGETTIVI DELL'ASSICURATO

 

2.1 Anamnesi attuale

 

Paziente sempre in buone condizioni di salute fino al 19.05.1991,
quando verso le ore 23.00 si procura un trauma distorsivo della spalla
sinistra, mentre stava lavorando come cuoco all'Hotel __________. Stava
trasportando un pentolone di pomodori del peso di circa 30 Kg. Scivola e sbatte
con la spalla contro lo spigolo di un frigorifero. 

Si sarebbe provocato la lussazione traumatica della spalla
sinistra.

Si reca all'Ospedale __________ al Pronto Soccorso, dove sarebbero
state eseguite, delle radiografie della spalla che non mostravano alterazioni
rilevanti.

Viene dimesso con diagnosi di una distorsione della spalla
sinistra. Gli viene applicata una stecca ed in seguito segue delle sedute di
fisioterapia ambulatoriale.

Vista la persistenza dei disturbi viene inviato dal medico,
curante dr. __________ al dr. __________, che in data 22.07.1991 all'esame
clinico denota una limitazione importante della mobilità della spalla sinistra
con importanti dolori alla mobilizzazione, un'abduzione passiva possibile fino
a 90° e attiva fino a 50°, con Apprehension test negativo. Egli pone il
sospetto, clinico, di una rottura della cuffia dei rotatori soprattutto a
livello del tendine del sovraspinoso. Consiglia un esame ultrasonografico della
cuffia dei rotatori dal dr. __________ presso la clinica __________, che viene
eseguito in data 30.07.1991. Il dr. __________ evidenzia un'impingement della
cuffia dei rotatori e una lesione parziale della stessa nella porzione
anteriore.

Il dr. __________ rivede il paziente e discute con lui le
possibilità terapeutiche, consigliando di attendere inizialmente ancora con
delle terapie conservative per alcune settimane, consigliando poi, se i
disturbi non dovessero migliorare un'artroscopia diagnostica per un'eventuale
sutura della cuffia per via aperta o acromioplastica artroscopicamente. Il
paziente non si sente di affrontare questo intervento, peraltro in parte
sconsigliato dai medici curanti, visti i risultati non sempre favorevoli. Vi è
una valutazione del 17.12.1991 da parte del dr. __________, che conferma la
diagnosi di rottura della cuffia dei rotatori post‑traumatica a livello
della spalla di sinistra e indica una valutazione dell'incapacità lavorativa
come cuoco del 50%. I disturbi del paziente persistono malgrado le terapie
instaurate e non riprende più I'attività lavorativa di cuoco.

Da allora i disturbi sono rimasti invariati, con una certa
tendenza al peggioramento.

Fa uso a più riprese, a seconda dei dolori, di Voltaren pastiglie.

 

2.2 Affezione attuale

 

Il dolore persiste a livello della spalla di sinistra soprattutto
quando deve alzare il braccio sia all'estensione che all'abduzione. Se deve
forzare o fare dei movimenti i dolori si accentuano in modo intenso e durano
per due o tre giorni per poi nuovamente diminuire. Di notte ha difficoltà e non
può girarsi sul fianco sinistro. Se per caso si gira si sveglia per i dolori
che si accentuano.

Alle volte sente dei dolori anche nella zona cervicale irradianti
alle spalle e nella zona toracale alta. La forza a livello del braccio di
sinistra è diminuita e ha difficoltà ad alzare dei pesi. Nessun disturbo della
sensibilità o formicolio. Per quanto riguarda I'attività lavorativa egli
starebbe per intraprendere un lavoro come custode a partire dalla fine del mese
di febbraio. Ha comunque delle difficoltà se deve svolgere dei lavori con le
braccia alzate sopra l'orizzontale, se deve alzare dei pesi ripetutamente.
Quando il braccio è invece pendolante lungo il corpo i disturbi sono più 
accettabili. Può alzare dei pesi senza problemi in questa posizione.

Movimenti ripetuti con il braccio in un angolo tra i 45° e 90° di
abduzione o elevazione, sono praticamente impossibili per il manifestarsi di
dolori intensi immediatamente.

 

3. DATI OGGETTIVI

 

3.1 Status reumatologico

 

Paziente in buone condizioni generali, 74 Kg di peso, 174 cm di
altezza.

PA 100/60. Leggera scoliosi destro convessa della colonna
vertebrale. Mobilità della colonna cervicale, toracale e lombare nella norma.

Dolenzia alla palpazione a livello delle zone d'irritazione
paravertebrali cervicali a sinistra nella parte bassa della colonna cervicale,
nonché a livello della muscolatura del trapezio e del levator scapolae a
sinistra.

Mobilità della spalla di sinistra con abduzione di 70° e
elevazione di 90° attiva.

Limitazione di 1/3 nella rotazione interna. Mobilità della
rotazione esterna nella norma.

La mobilità passiva è libera ma accompagnata da dolori soprattutto
nell'abduzione ed elevazione per cui il paziente limita questo movimento.

I test di Jobe, del muscolo infraspinato e subscapolare, nonché di
Apprehnsion e d'impingement non sono valutabili, in quanto se eseguiti il
paziente accuserebbe troppi dolori a questi movimenti. Dolenzia alla palpazione
a livello del coracoide, del tuberculum majus e a livello dell'epicondilo
radiale di sinistra. Nessuna sinovite.

Il rimanente reperto reumatologico e il reperto neurologico sono
nella norma.

 

3.2  Radiografie

 

Spalla sinistra ap in rotazione esterna ed interna eseguite da
me in data 25.01.2000

 

Reperto nella norma, senza segni di artrosi secondaria. Non
calcificazioni periarticolari, non segni indiretti per eventuale lesione della
cuffia dei rotatori con eventuale migrazione craniale della testa dell'omero.
Nessuna calcificazione periarticolare. (…)"

(Doc. AI _)

                                                                                                                                

                                         In merito
alla capacità lavorativa dell'interessato lo specialista ha quindi osservato
che:

 

" 
(…)

Il paziente presenta dal 1991 una periartropatia omeroscapolare
tendinopatica, con sintomatologia d'impingement su una lesione parziale della
cuffia dei rotatori.

Egli fu in cura dal collega ortopedico dr. __________ e valutato
anche dal collega ortopedico dr. __________. Si giunse alla valutazione di
un'incapacità lavorativa nella sua professione di cuoco, del 50%. Dal punto di
vista clinico e radiologico all'esame attuale non si evidenziano peggioramenti
significativi di questa problematica a livello della spalla di sinistra.
L'esame radiologico non mostra segni per artrosi, per calcificazioni
periarticolari o per un'immagine indiretta di una lesione completa della cuffia
dei rotatori con migrazione craniale della testa dell'omero. Devo pertanto
ritenere che persista un'incapacità lavorativa nella professione di cuoco del
50%.

Per quanto riguarda un'attività lavorativa per la quale il
paziente non debba alzare le braccia sopra l'orizzontale e non debba svolgere
dei lavori ripetuti con il braccio sinistro in un arco tra i 45° e 90°  di
abduzione ed elevazione e possa evitare di alzare dei pesi se non con il
braccio stesso lungo il corpo, ritengo che non sussistono limitazione della
capacità lavorativa.

Penso quindi che delle attività come operaio non qualificato,
custode, guardiano, sorvegliante di macchine industriali, operaio generico,
fattorino, bobinatore o altro possono essere eseguite senza limitazioni."
(la sottolineatura è del redattore). (Doc. AI _)

 

                                         Con il
gravame il ricorrente contesta la valutazione peritale della sua capacità
lavorativa e la conseguente graduazione dell'invalidità operata
dall'amministrazione. A mente dell'insorgente la perdita economica dovuta al
danno alla salute di cui è portatore giustifica l'erogazione di una rendita per
un grado d'invalidità del 50%.

 

                               2.4.   Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(cfr. Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989
p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell’ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili ((DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 332 ).

 

                                         Lo stesso
vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p.
188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         In
un’altra recente sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una
perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l’Alta Corte
questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che
sussiste un vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in
particolare considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).

 

                                         Nella
fattispecie in esame, questo TCA non può non rilevare come nella citata perizia
lo specialista ha valutato in maniera approfondita e dettagliata lo stato di
salute dell'assicurato ed ha espresso un motivato e convincente giudizio circa
le incidenze di questo stato sulla capacità lavorativa. Alla perizia del dott.
__________ deve pertanto essere attribuita forza probante piena conformemente
ai parametri giurisprudenziali sopra ricordati.

 

                                         Per il
resto le tavole processuali non contengono elementi o concreti indizi idonei a
contraddire le conclusioni peritali o che potrebbero indurre a ritenere la
stessa inaffidabile. Né si giustifica, essendo gli elementi probatori agli atti
sufficienti per la valutazione della fattispecie dal profilo medico, procedere
all'assunzione di ulteriori mezzi probatori.

                                                                                

                               2.5.   Alla luce
delle valutazioni peritali relative alla capacità lavorativa dell'assicurato e
tenendo conto degli altri atti medici all'incarto, il Consulente in
integrazione professionale ha stabilito che __________ può ancora svolgere a
tempo pieno attività adeguate al danno alla salute quali in particolare operaio
generico non qualificato nei settori della lavorazione pettini e montaggio
quadri elettrici, magazziniere, magazziniere autista, commesso, cassiere,
addetto allo stampaggio, addetto al forno, saldatore.

                                         Il
Consulente, applicando il metodo DPL (descrizione del posto di lavoro)
elaborato dalla SUVA , ha quindi stabilito un reddito da invalido pari a fr.
36'620.-, corrispondente alla media ponderata dei salari conseguibili nelle
attività sopra elencate (cfr. rapporto finale sub. doc. AI _).

                                         

                                         Al
proposito va ricordato che per quanto riguarda i salari applicati nel Canton
Ticino, con sentenza 13 luglio 1995, confermata dal TFA (cfr. SVR 1996, UV Nr.
55 pag. 183; RAMI 1998 pag. 223) questo Tribunale utilizzando dati salariali
concreti ed analizzando approfonditamente la giurisprudenza federale in materia
aveva stabilito che in attività leggere non qualificate siffatte , svolte a
tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro equilibrato, il
reddito annuo per la manodopera maschile ammonta:

 

                                         per il
1992 fr. 34'000.--

                                         per il
1993 fr. 34'500.--

                                         per il
1994 fr. 35'000.--

                                         per il
1995 fr. 35'000.--

 

                                         L'importo
di fr. 35'000.-- era quindi stato confermato anche  per gli anni 1996 a 2000
(STCA 27 agosto 1996 in re J.M.; (STCA 18.3.1998 in re Y.O. c. H.;  STCA
19.6.1998 in re E. M.; STCA 28.1.2000 in re B.C).

 

                                         I
parametri utilizzati dal TCA sono stati approvati dal TFA, ad esempio nella
sentenza pubblicata in RAMI 1998 pag. 223 seg. e in quella pubblicata in SVR
1998 UV N° 6.

                                         In
seguito, il TFA ha esplicitamente affermato che i redditi così determinati dal
TCA "... dovrebbero essere fedefacenti anche nel campo dell'assicurazione
invalidità..." (stfa 30.6.1998 in
re S.S.c.H. non pubbl.; cfr. STCA del 18 maggio 1999 in re B.K).

                                         Nel 1995
per le donne il reddito era invece di fr. 24’500.--.

 

 

                                         Tuttavia,
la giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è
stata recentemente oggetto di una completa verifica da parte del Tribunale
federale delle assicurazioni.

                                         In una
sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V.B. (I 411/98), riprendendo in sintesi
quanto stabilito con sentenza 9 maggio 2000 nella causa A, ora pubblicata in DTF
126 V 75 e segg., l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle
conclusioni del suo esame:

 

"  2.‑
Come il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto modo di affermare a più
riprese, la nozione di invalidità nell'ambito dell'assicurazione per
l'invalidità coincide di massima con quella ritenuta in materia di
assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In ambedue i campi costituisce
la limitazione, addebitabile ad un danno alla salute assicurato, della capacità
di guadagno permanente o di lunga durata sul mercato del lavoro equilibrato
entrante in linea di conto per l'assicurato (119 V 470 consid. 2b, 116 V 249
consid. 1b).

L'uniformità della nozione d'invalidità conduce di principio
a fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un uguale tasso
d'invalidità (DTF 119 V 470 consid. 2b). Ai sensi della giurisprudenza, gli
organi dell'assicurazione per l'invalidità non sono comunque vincolati e devono
scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore infortuni, allorquando, ad
esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi
(DTF 112 V 175 consid. 2a; VSI 1998 pag. 174 consid. 4a).

 

3.‑ a) Nell'evenienza concreta l'assicurato,
contitolare a D. di un garage, dove lui stesso lavora in qualità di meccanico
d'auto, percepisce, dal 1° gennaio 1994, una rendita d'invalidità del 15% da
parte dell'INSAI, per i postumi dell'incidente stradale del 29 agosto 1990.
Tale prestazione è rimasta invariata anche dopo una ricaduta notificata nel
febbraio 1996.

Ora, dagli atti contenuti nell'inserto della causa non
risulta che l'INSAI abbia fatto capo, per determinare il tasso d'invalidità, ad
un paragone dei redditi. In base ai principi suesposti, la graduazione operata
dal medesimo Istituto non era pertanto vincolante per l'ufficio ricorrente.
Quest'ultimo, comunque, l'ha ripresa senza eseguire i necessari accertamenti
economici impostigli dall'art. 28 cpv. 2 LAI.

 

b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale
ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda,
in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla
propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.

 

4.‑ In tale sentenza di principio la Corte ha in
sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa
stato, in primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa
l'assicurato. Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di
quest'ultimo, possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i
dati forniti dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare ‑
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione ‑, il giudice delle assicurazioni sociali non può
senza valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione.

 

5.‑ Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese,
secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del
lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività
confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle
circostanze specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la
decisione amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono
rinviati all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità
fondandosi sulla recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul
diritto ai provvedimenti professionali in lite."

 

                                         Con
sentenza 4 settembre 2000 in re. N. R. __________ questa Corte, tenuto conto
per la prima volta del cambiamento di prassi decretato dal TFA, ha quindi
precisato che conformemente ai dati statistici salariali pubblicati
dall'Ufficio federale di statistica in "L'enquête suisse sur la structure
des salaires 1998" il salario ipotetico conseguibile in attività leggera
adeguata esercitata a tempo pieno e prima di eventuali riduzioni per motivi
particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (cfr. DTF 124 V 323:
Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del 9 maggio 2000 nella
causa A., I 482/99), riportato su 41,9 ore ammonterebbe a fr. 45'390.-- nel
settore privato (rispettivamente fr. 47'929.-- nel settore pubblico e privato)
per gli uomini e a fr. 33'587.-- (rispettivamente fr. 33'725.--) per le donne.

 

                                         Ora, pur
considerando in concreto una piena capacità lavorativa in attività
adeguate allo stato di salute dell'assicurato e pur tenendo conto del massimo
della riduzione consentita (25%) - in considerazione soprattutto dell'età e
delle limitazioni addebitabili al danno alla salute - applicata al salario
stabilito per siffatte attività nel settore privato nel 1998 (45'390) e pur non
considerando, altresì, probabili adeguamenti che comporterebbero un aumento
rispetto ai dati relativi al 1998 del reddito in tali attività per il 2000
(determinante per la fissazione dei redditi ai fini del calcolo dell'invalidità
è l'anno nel quale è stata resa la decisione impugnata, cfr. sul punto STFA del
30 settembre 1998 nella causa A.C.F.; DTF 121 V 366 consid. 1b; DTF 116 V 248
consid. 1a; RCC 1991, 332, RCC 1989, 123) dal raffronto dei redditi emerge che
__________ non presenta alcun discapito economico ai sensi della LAI.

 

                                         Infatti,
il tipo d'attività ritenuta esigibile dal profilo medico rientrando senz'altro
nella categoria delle attività leggere non qualificate ai sensi della citata
nuova giurisprudenza, è da ritenere che il tasso d'invalidità emergente dal
raffronto del reddito da invalido di ca fr. 34'000.- (fr. 45'390 ridotti del
25%), con il reddito da valido incontestato di fr. 42'000.- non attinge il
minimo pensionabile (40%).

                                         

                                         L'operato
dell'amministrazione merita dunque tutela.

 

                                         Ne
consegue la reiezione del gravame e la conferma della decisione impugnata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti