# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 74820148-5c06-5074-a5ca-bd37206b148d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-03-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 24.03.2005 12.2004.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2004-15_2005-03-24.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2004.15

  	
  Lugano

  24 marzo 2005/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Chiesa (quest’ultimo in
  sostituzione del giudice Walser, escluso)

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.1994.00509
della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1- promossa con petizione 30
ottobre 1992 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AA 1 

  rappr. da RA 2 

   

  

in materia
di contratto di lavoro, che il Pretore con sentenza 16 dicembre 2003 ha
parzialmente accolto, condannando la convenuta al pagamento di fr. 14'200.-
oltre interessi al 5% dal 6 maggio 1992 e degli interessi al 5% su fr. 13'710.-
da quella stessa data, ritenuto che la tassa di giustizia di fr. 7'000.- e le
spese di fr. 515.- sono state caricate all’attore con l’obbligo di rifondere
alla controparte fr. 25'000.- per ripetibili;

 

appellante
l’attore con atto di appello 19 gennaio 2004, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di caricare alla convenuta i 2/3 (fr. 5'000.-)
delle tasse e delle spese e di obbligarla a rifondergli fr. 15'000.- per
ripetibili, il tutto protestando spese e ripetibili di seconda sede;

 

appellante
adesivamente la convenuta con allegato 16 febbraio 2004, con cui chiede la
reiezione del gravame di parte avversa e l’accoglimento del proprio nel senso
di essere condannata in prima istanza al pagamento, oltre di fr. 14'200.- più
interessi, di un importo corrispondente agli interessi del 5% su fr. 13’710.-
dal 6 maggio 1992 al 25 febbraio 1993, ritenuto che su quest’ultima somma
andavano aggiunti gli interessi al 5% dal 25 febbraio 1993, il tutto protestando
spese e ripetibili di secondo grado;

 

mentre
l'attore con osservazioni 12 marzo 2004 dichiara di aderire all’appello adesivo
con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Con
la petizione in rassegna AP 1 ha convenuto in causa la sua ex datrice di lavoro
AA 1, chiedendo che fosse accertato che la disdetta notificatagli il 6 maggio
1992 non si fondava su validi motivi ed era abusiva (petitum n. 1 e 2), che la
sentenza, in tutto o in parte, fosse pubblicata a spese della convenuta per due
volte sui principali quotidiani svizzeri e stranieri, sui settimanali e sulle
riviste finanziarie e/o economiche, le cui testate -non superiori a 30-
sarebbero state precisate in corso di causa (petitum n. 3) e che la convenuta
fosse condannata a pagargli i seguenti importi cui andavano aggiunti gli
interessi al 7% dalla data della disdetta (petitum n. 4): il bonus di fr.
13'710.- (petitum n. 4.1), il danno equivalente allo stipendio di fr. 14'167.-
mensili dal 31 luglio 1992 fino alla data della sua assunzione in una posizione
analoga e, per almeno un anno da quel momento, il danno corrispondente alla
differenza tra il suo stipendio mensile e quello nuovo, presumibilmente minore
(petitum n. 4.2), un’indennità per disdetta abusiva di fr. 85'002.- (petitum n.
4.3), un’indennità di analogo importo per disdetta ingiustificata (petitum n.
4.4) e un’indennità di fr. 100'000.- a titolo di torto morale (petitum n. 4.5),
ritenuto che la somma richiesta complessivamente per le posizioni da 4.2 a 4.5
era tuttavia limitata a fr. 200'000.- con riserva di adeguamento in corso di
causa all’effettivo perdurare del danno e del suo influsso sulla sua
personalità (petitum n. 4.6). In sede conclusionale l’attore ha parzialmente
modificato le sue domande, indicando in particolare i nomi di 22 testate su cui
far pubblicare la sentenza in base al petitum n. 3, precisando inoltre, stante
l’avvenuto pagamento il 25 febbraio 1993 del bonus di fr. 13'710.- di cui al
petitum n. 4.1, che la relativa pretesa era limitata agli interessi su quella
somma dalla data del licenziamento fino alla data dell’avvenuto pagamento, osservando
poi che il risarcimento del danno postulato al petitum n. 4.2 si estendeva concretamente
per un periodo di 3 anni e 5 mesi, il tutto fermo restando che la somma complessivamente
chiesta per tutte le posizioni da 4.2 a 4.5 veniva ora limitata, modificando con
ciò il petitum n. 4.6, a fr. 400'000.-. 

 

 

                                   2.   Con
la sentenza qui oggetto di impugnativa il Pretore ha respinto la petizione,
salvo per quanto riguardava gli interessi sul bonus già versato di cui al
petitum n. 4.1, riconosciuti dalla data del licenziamento, e l’indennità per
licenziamento ingiustificato di cui al petitum n. 4.4, ammessa limitatamente ad
un salario mensile. Egli ha pertanto condannato la convenuta al pagamento di
fr. 14'200.- oltre interessi al 5% dal 6 maggio 1992 e degli interessi al 5% su
fr. 13'710.- da quella stessa data, caricando la tassa di giustizia e le spese di
complessivi fr. 7'515.- all’attore, obbligato pure a rifondere alla controparte
fr. 25'000.- per ripetibili.

 

 

                                   3.   Con
l’appello principale, avversato dalla controparte, l’attore chiede di riformare
il giudizio di prime cure nel senso di caricare alla convenuta i 2/3 (fr.
5'000.-) delle tasse e delle spese e di obbligarla a rifondergli fr. 15'000.-
per ripetibili. Egli ritiene in sostanza che il Pretore non abbia tenuto conto
del fatto che la sua soccombenza in prima istanza era solamente parziale e che
nella fattispecie ricorrevano giusti motivi per una diversa ripartizione degli
oneri processuali e delle ripetibili, tanto più che la convenuta, con il suo
comportamento processuale, gli aveva cagionato tutta una serie di spese inutili.
Contestato era pure l’ammontare delle ripetibili accordate alla controparte,
che andavano ben oltre ai limiti del lecito, raggiungendo un importo da lite
temeraria.

 

 

                                3.1   Giusta
l’art. 148 CPC il giudice condanna la parte soccombente a rimborsare all’altra
le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili (cpv. 1), ritenuto che, se vi è
soccombenza reciproca o concorrono altri giusti motivi, egli può ripartirle parzialmente
o per intero fra loro (cpv. 2). 

                                         La
giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire che nella determinazione degli
oneri processuali e delle ripetibili il Pretore dispone di ampia latitudine,
nel senso che la sua valutazione, se è rispettosa delle tariffe applicabili, è
censurabile solo per eccesso o abuso del potere di apprezzamento (Cocchi/Trezzini,
CPC-TI, m. 32 e 51 ad art. 148 e m. 19 ad art. 150). 

 

                                3.2   Nel
caso di specie il Pretore, ritenendo che il valore di causa fosse di fr.
400'000.-, ha quantificato in fr. 7'000.- la tassa di giustizia e in fr.
25'000.- l’indennità ripetibile. Atteso che la tassa e le ripetibili in
questione rientrano ampiamente entro il minimo ed il massimo delle tariffe
(art. 17 LTG e art. 9 TOA), non vi è motivo, stante anche la complessità della
causa, di ridurre le somme assegnate in prima sede, ben lontane dagli importi
attribuibili in caso di lite temeraria (art. 152 CPC), a maggior ragione se si
pensa che il valore di causa su cui calcolare quelle cifre era in realtà ben superiore
a quello considerato dal giudice di prime cure: se in effetti il valore della
lite era stato inizialmente determinato dal Pretore in fr. 400'000.- sulla base
di quanto indicato con la petizione (cfr. ordinanza 17 novembre 1992), non vi è
chi non veda come le modifiche apportate dall’attore in sede conclusionale, ove
già il solo petitum n. 4.6 era raddoppiato passando da fr. 200'000.- a fr.
400'000.-, possano averlo aumentato a ca. fr. 600'000.-.

 

 

                                3.3   Più delicato
è il discorso in merito alla ripartizione delle spese e delle ripetibili della
sede pretorile. 

 

 

                             3.3.1   Contrariamente
a quanto ritenuto dall’attore, nel caso di specie non sono assolutamente date
le condizioni per applicare a sfavore della convenuta l’art. 148 cpv. 3 CPC,
disposizione secondo cui il giudice può condannare una parte al pagamento delle
spese e delle ripetibili da essa inutilmente cagionate. La giurisprudenza ha in
effetti stabilito che la facoltà prevista da questa norma dev’essere applicata
con estremo riserbo ed ai soli casi flagranti (Cocchi/Trezzini, op.
cit., m. 38 seg. ad art. 148), ciò che non è avvenuto nel caso di specie. Nel
fatto che la convenuta (ma anche l’attore, cfr., ad esempio, le sue istanze di
restituzione in intero e di assunzione suppletoria di prove) abbia provocato vari
“incidenti processuali”, alcuni dei quali -si pensi a quelli relativi alla
questione della “replica camuffata” ed alla carenza di legittimazione passiva-
risoltisi con l’accollo a suo sfavore di tassa di giustizia e spese (cfr. le
due decisioni 26 maggio 1994) che dunque non possono essere nuovamente poste a
suo carico, non si ravvisa, nemmeno lontanamente, un comportamento flagrante,
pretestuoso o defatigatorio, tale da innescare l’applicazione della norma, e
ciò quand’anche gli stessi possano aver causato un prolungamento del
procedimento: in particolare, il fatto che essa abbia ritenuto di denunciare penalmente
un teste, denuncia poi conclusasi con un decreto di abbandono, non costituisce
un atto vessatorio nei confronti dell’attore, la causa avendo per altro
proseguito regolarmente il suo corso; il fatto che essa abbia eccepito
l’intervenuta prescrizione, pendente causa, della petizione nella misura in cui
era fondata su pretese extracontrattuali, appare ampiamente legittimo, anche se
il Pretore, a dipendenza dell’esito della lite, in cui erano state ammesse solo
alcune pretese di natura contrattuale, non ha ritenuto di esaminare
l’eccezione; il fatto che ad un certo momento essa abbia chiesto la prestazione
di una garanzia processuale da parte dell’attore è a sua volta legittimo,
atteso che a quel momento non era noto dove questi avesse il suo domicilio; la
traduzione di alcuni documenti in inglese è stata invece ordinata dal Pretore,
a seguito della disponibilità a provvedere in tal senso espressa da entrambe le
parti all’udienza preliminare (cfr. ordinanza 17 febbraio 1995); anche la
richiesta della convenuta di ripetere il dibattimento finale a seguito
dell’avvicendamento del Pretore, che per altro non ha provocato inconvenienti
di sorta alla controparte, rientrava infine nel suo diritto. 

 

 

                             3.3.2   Il
giudizio con cui il Pretore, preso atto che l’attore era risultato soccombente
in misura pressoché integrale, gli ha caricato la totalità degli oneri
processuali e delle ripetibili, non può tuttavia essere confermato. Se in
effetti è vero che la soccombenza dell’attore, che ha formulato delle richieste
decisamente esagerate, è risultata quasi integrale da un punto di vista
aritmetico -egli in effetti, esclusi gli interessi, risulta vincente solo per
fr. 27'910.- (bonus e uno stipendio mensile), ovvero in ragione del 7% ca. se
si considera un valore litigioso di fr. 400'000.- e di poco meno del 5% se si
tiene conto del valore aumentato in sede conclusionale- è però altrettanto vero
che egli di fatto ha ottenuto ragione sulla questione, per lui forse più
importante, relativa al carattere ingiustificato del licenziamento in tronco,
tant’è che gli è stata riconosciuta un’indennità ex art. 337c cpv. 3 CO, sia
pure limitata ad una mensilità; oltretutto, in base alla giurisprudenza, il
lavoratore non è da considerare soccombente se ha domandato un’indennità ad 1 a
6 mesi e se il giudice ha accolto la sua richiesta, indipendentemente da quanto
gli ha poi riconosciuto (cfr. II CCA 21 febbraio 1995 inc. n. 12.95.21,
12 marzo 1999 inc. n. 12.98.130). In tali circostanze, irrilevante il comportamento
preprocessuale della convenuta e gli eventuali toni vessatori da lei tenuti
nella causa, questa Camera, in applicazione dell’art. 148 cpv. 2 CPC, ritiene tutto
sommato che una soccombenza complessiva di 4/5 dell’attore e di 1/5 della
convenuta tenga maggiormente conto delle particolarità della fattispecie. La
tassa di giustizia, le spese e le ripetibili della prima sede vengono pertanto
ridefinite in base a queste proporzioni.

 

 

                                   4.   Nulla
osta per contro, stante l’accordo dell’attore nelle sue osservazioni,
all’accoglimento dell’appello adesivo con cui la convenuta ha chiesto di essere
condannata al pagamento, oltre che di fr. 14'200.- più interessi già
riconosciuti dal Pretore, di un importo corrispondente agli interessi del 5% su
fr. 13’710.- dal 6 maggio 1992 al 25 febbraio 1993, ritenuto che su
quest’ultima somma andavano aggiunti gli interessi al 5% dal 25 febbraio 1993.
Come già accennato più sopra (consid. 1), ciò tiene conto del fatto, ammesso
dallo stesso attore in sede conclusionale, che il bonus gli era già stato
versato il 25 febbraio 1993.

 

 

                                   5.   Ne
discende il parziale accoglimento dell’appello e l’integrale accoglimento
dell’appello adesivo ai sensi dei considerandi.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di secondo grado seguono la soccombenza
delle parti (art. 148 CPC), ritenuto, per quanto riguarda l’appello adesivo,
che il fatto che l’attore, oltre ad aver aderito al gravame, non abbia
contribuito con il suo comportamento a provocare la decisione viziata, esclude
di poterlo considerare soccombente (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 16
seg. ad art. 148), così che le relative spese e le ripetibili a favore della
convenuta devono essere poste a carico dello Stato (Cocchi/Trezzini, op.
cit., m. 18 ad art. 148).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la TG

 

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                    I.   In parziale accoglimento dell’appello 19 gennaio 2004 di AP 1 e in
accoglimento dell’appello adesivo 16 febbraio 2004 di AA 1, la sentenza 16
dicembre 2003 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1 è così riformata:

 

 

 

                                         1.     La petizione è parzialmente
accolta.

                                                 Di
conseguenza la convenuta è condannata a pagare all’attore fr. 14'200.- oltre
interessi al 5% dal 6 maggio 1992, nonché un importo corrispondente agli
interessi di mora al 5% su fr. 13'710.- dal 6 maggio 1992 sino al 25 febbraio
1993, ritenuto che a quell’importo si aggiungeranno gli interessi al 5% dal 25
febbraio 1993.

                                         2.     La
tassa di giustizia di fr. 7'000.- e le spese di fr. 515.-, da anticipare
dall’attore, restano a suo carico per 4/5 e per la rimanenza sono a carico
della convenuta, cui l’attore rifonderà fr. 15’000.- a titolo di ripetibili
parziali.

 

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia          fr.       650.-

                                         b) spese                            fr.         50.-

                                         Totale                                 fr.       700.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico per 4/5 e per la rimanenza
sono a carico dell’appellata, cui l’appellante rifonderà fr. 500.- per parti di
ripetibili.

 

 

                                  III.   Le spese della procedura d’appello adesivo consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia          fr.       150.-

                                         b) spese                            fr.         50.-

                                         Totale                                 fr.       200.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante adesivamente, sono poste a carico dello Stato, che
rifonderà all’appellante adesivamente fr. 200.- per ripetibili.

 

 

                                 IV.   Intimazione:

- 

- 

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario