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**Case Identifier:** 570ea2e9-374c-5e8c-8636-dc1608b1500e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-06-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.06.2009 D-4004/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4004-2009_2009-06-30.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4004/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 0  g i u g n o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Gérard Scherrer; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, 
decisione dell'UFM del 16 giugno 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4004/2009

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
3 gennaio 2009 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 12 gennaio 2009 e del 12 giugno 2009,

la decisione dell'UFM del  16 giugno 2009,  notificata all'interessato il 
17 giugno 2009 (cfr. avviso di ricevimento agli atti),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 22 giugno 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF),

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 

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lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in tedesco, 
ma il  ricorso è stato presentato in  italiano, di  modo che la  presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  bangladese  di  etnia 
bengalese,  nato  e  con  ultimo  domicilio  a  Dhaka  fino  al 
30 dicembre 2008,

che  il  richiedente,  avrebbe  lasciato  il  suo  Paese  d'origine  il 
30 dicembre 2008, per il timore di essere ucciso e di avere contro di sé 
sia  il  governo che le  autorità  locali,  in  quanto membro e sicario  del 
partito  B._______;  che  sarebbe  stato  denunciato,  siccome  ritenuto 
colpevole  della  morte  di  un  certo  C._______,  sostenitore  della 
D._______,  il  quale  sarebbe  stato  ucciso  durante  una  sparatoria 
svoltasi  in  un  seggio  elettorale  tra  membri  del  suo  partito  ed  i 
sostenitori della D._______ in data 29 dicembre 2008,

che  l'interessato,  in  data  30  dicembre  2008,  munito  del  proprio 
passaporto ed un visto per la Slovacchia, avrebbe preso un aereo a 
Dhaka per recarsi a Bratislava (Slovacchia) con scalo a Dubai; che in 
data 1°  gennaio 2009 avrebbe poi  raggiunto la  Svizzera a Zurigo in 
auto  passando  probabilmente  per  l'Austria  (cfr.  audizione  del 
12 gennaio  2009  pag.  6);  che  avrebbe  dunque  soggiornato 
illegalmente presso un connazionale a Zurigo fino al 3 gennaio 2009, 
giorno in cui ha inoltrato la sua domanda d'asilo a Kreuzlingen,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che, nella decisione del 16 giugno 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
pregiudiziali  dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; dall'altro lato, 
detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

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che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  Bangladesh  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di  rilievo,  di  avere  mentito  sul  fatto  di  aver  viaggiato  con  il  suo 
passaporto ed un visto per la Slovacchia; che il passatore gli avrebbe 
procurato  sia  un  passaporto  che  un  visto  falsificato  e  si  sarebbe 
ripreso  il  passaporto  dopo  aver  passato  i  controlli  doganali;  che, 
inoltre, ha ribadito la verosimiglianza del suo racconto presentato nel 
corso della procedura di prima istanza,

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda  d'asilo;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda 
d'assistenza  giudiziaria  parziale,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che,  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 

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fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
[DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che il ricorrente ha allegato nel corso della procedura di prima istanza 
di essere espatriato legalmente munito del suo passaporto ed un visto 
per  la  Slovacchia  (cfr.  audizioni  del  12  gennaio  2009  pag.  6  e  del 
12 giugno 2009 pag. 9),

che, secondo le ricerche effettuate presso le autorità slovacche, non è 
stato  rilasciato  un  visto  per  il  ricorrente  e  non  è  stata  neppure 
registrata  un'entrata  in  Slovacchia  dello  stesso nel  periodo in  cui  si 
sarebbe svolto il suo viaggio (cfr. atto A 28/1),

che,  oltretutto,  l'insorgente  stesso  ha  smentito  in  sede  di  ricorso  di 
aver viaggiato con i  suddetti  documenti  autentici  ed ha dichiarato di 
aver usato dei documenti falsificati (cfr. ricorso pag. 2),

che,  per  di  più,  varcare  il  confine  Schengen,  soprattutto  in  un 
aeroporto, non costituisce un'impresa facile ed è inverosimile il fatto di 
potere superare i controlli delle autorità di immigrazione senza essere 
in  possesso  di  un  documento  d'identità  valido,  che  non  riporti  le 
proprie generalità, nel modo da lui descritto,

che, viste le forti divergenze tra le versioni fornite in prima istanza ed 
in  sede di  ricorso circa l'ottenimento ed il  possesso di  documenti  di 
viaggio, la credibilità del ricorrente su questo punto è irrimediabilmente 
compromessa,

che,  inoltre,  è  rimasto  vago  per  quanto  riguarda  il  viaggio  tra  la 
Slovacchia  è  la  Svizzera,  dichiarando  soltanto  di  esservi  arrivato  in 
auto e di aver probabilmente attraversato l'Austria,

che,  peraltro,  si  è  contradetto  sui  costi  del  viaggio,  allegando  nella 
prima  audizione  che  avrebbe  costato  U$  11'000.-,  mentre  nella 
seconda U$ 9'000.- (cfr. audizioni  del  12 gennaio 2009 pag. 6 e del 
12 giugno 2009 pag. 11),

che, in aggiunta, ha dichiarato che la durata totale del viaggio sarebbe 
stata di 18 ore per poi asserire che già il tratto tra Bratislava e Zurigo 

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sarebbe  durato  17  a  18  ore  (cfr.  audizione  del  12  gennaio  2009 
pag. 6),

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che il  ricorrente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte,

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del  ricorrente  circa  il  possesso  dei  documenti  d'identità,  il  TAF  ha 
ragione  di  concludere  che  l'insorgente  dissimuli  i  suoi  documenti 
d'identità per i bisogni della causa,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che l'insorgente ha dichiarato sostanzialmente di essere espatriato dal 
Bangladesh  per  il  timore  di  essere  ucciso  in  patria  dal  regime  del 
partito  LA attualmente  al  potere  (cfr. audizioni  del  12  gennaio  2009 
pag. 5 audizione del 12 giugno 2009 pagg. 3 e 5),

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

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che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che,  innanzitutto,  i  mezzi  di  prova  presentati  dal  ricorrente  non 
possono  essere  considerati,  in  quanto  ottenuti  solamente  in  copia 
tramite  FAX  e,  di  conseguenza,  codesto  Tribunale  si  trova 
nell'impossibilità di verificarne l'autenticità,

che, inoltre, l'insorgente è già stato reso attento su questo particolare 
dall'UFM nella decisione del 16 giugno 2009 e, ciò nonostante, l'autore 
del gravame tuttora non si è né espresso in merito in sede di ricorso, 
né si è preoccupato di fornire la versione in originale dei sopraccitati 
documenti,

che il ricorrente ha dichiarato nel corso della seconda audizione che, 
già  in  data  15  dicembre  2008,  il  capo  del  suo  partito  gli  avrebbe 
organizzato  un visto  per  la  Slovacchia,  ovvero  due  settimane  prima 
della sparatoria (cfr. audizione del 12 giugno 2009 pagg. 6 e 9),

che tale allegazione è palesemente inverosimile, in quanto né in tale 
data, né durante il periodo fino al suo espatrio, è mai stato rilasciato 
un visto per la Slovacchia a nome dell'insorgente (cfr. sopra),

che, inoltre, egli è stato manifestamente inconsistente rispetto al suo 
racconto,  allegando  in  un  primo  tempo  di  aver  lasciato  il  seggio 
elettorale  in  data  29  dicembre  2008 alle  ore  18,  per  poi  indicare  di 
essere  stato  messo al  corrente  dell'uccisione  di  C._______  alle  ore 
11.30,  oppure alle  ore 12 e di  essere  partito  15 minuti  dopo la  sua 
morte (cfr. audizione del 12 giugno 2009 pagg. 6, 7 e 8),

che, peraltro, nel  corso della  procedura d'asilo,  l'autore del  gravame 
non s'è  espresso circa le contraddizioni  rilevate dall'UFM, ribadendo 
semplicemente quanto allegato in precedenza,

che,  inoltre,  i  motivi  fatti  valere  dal  ricorrente  nell'ambito  della 
procedura in  esame,  ovvero  l'uccisione di  una persona,  sono,  come 
facilmente riconoscibile, palesemente irrilevanti e non costituiscono di 
per sé, degli  indizi propri  a giustificare la qualità di rifugiato ai sensi 
dell'art.  3  LAsi,  tanto  meno  determinanti  per  la  concessione  della 
protezione provvisoria giusta gli art. 66 e segg. LAsi (che presuppone 

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una  decisione  di  principio  del  Consiglio  federale  che  non  è 
notoriamente data nel caso concreto),

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come, 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv. 3  lett.  b  LAsi,  le  dichia-
razioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  è  rettamente  non 
entrato  nel  merito  della  domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2 
lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
OAsi 1),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Bangladesh 
possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 

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(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è 
ammissibile,

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Bangladesh  non  appare, 
notoriamente,  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità 
del territorio nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane ed 
ha  una  certa  formazione  scolastica  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
12 gennaio  2009  pag.  2);  che,  inoltre,  v'è  ragione  di  ritenere  che  il 
ricorrente dispone in Patria di un'importante rete sociale, ritenuto che 
la sua famiglia vive ancora in loco (cfr. ibidem pag. 3 e audizione del 
12 giugno 2009 pag. 4); che l'insorgente non ha, altresì, preteso nel 
gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano 
giustificare la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  sulla  problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese d'origine è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

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che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito  favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria  parziale,  nel 
senso  della  dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è 
respinta (art. 65 cpv. 1 PA),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'assistenza giudiziaria parziale è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato incarto 

UFM)
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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