# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 32606e8c-61f3-54da-904e-ad4e815037de
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-01-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 15.01.2007 30.2006.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2006-66_2007-01-15.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2006.66

  06 192/804

  	
  Bellinzona

  15
  gennaio 2007

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Natalia
Ferrara in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 2 marzo 2006
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  24 febbraio 2006 n. 06 192/804 emessa dalla Sezione dei permessi e
  dell’immigrazione, Bellinzona,

  

 

viste                                  le osservazioni 20 marzo 2006 presentate
dalla Sezione dei permessi e dell’immigrazione;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La Sezione dei permessi
e dell’immigrazione con decisione 24 febbraio 2006 ha inflitto a RI 1 una multa
di fr. 250.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 60.- e alle spese di fr.
20.-, per i seguenti motivi:

 

                                         “Ha lavorato in qualità di
apprendista impiegata di commercio, dal __________ al __________, a favore
della ditta __________, __________, sprovvista del permesso della Sezione dei
permessi e dell’immigrazione che le consentisse di svolgere detta attività.”

 

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 3 cpv. 3 LDDS; 6 OLS; 45 RLaLPS – extra CE/AELS.

 

                                 B.     Contro la predetta
pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice
chiedendone l’annullamento.

 

                                 C.     La Sezione dei permessi
e dell’immigrazione, nelle osservazioni 20 marzo 2006, propone, per contro, che
il gravame sia accolto parzialmente nel senso di ridurre la multa inflitta da
fr. 250.- a fr. 100.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 20.- e alle spese
di fr. 10.- in considerazione della situazione finanziaria della ricorrente.

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell’insorgente e la tempestività
dell’impugnativa sono date dall’art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma
dell’art. 12 LPContr.

 

                                 2.     Secondo l’art. 3 cpv. 3
LDDS, lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di
lavoro potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò.

 

                                         È considerata attività
lucrativa qualsiasi attività dipendente o indipendente che normalmente dà un
guadagno, anche se è esercitata a titolo gratuito (art. 6 cpv. 1 OLS). In
particolare anche l’attività di apprendista (art. 6 cpv. 2 lit. b).

 

                                         Le infrazioni alle
disposizioni di polizia degli stranieri o ai provvedimenti delle autorità
competenti sono punite con la multa fino a duemila franchi; nei casi di minima
gravità si potrà prescindere da ogni pena (art. 23 cpv. 6 LDDS; cfr. rinvio
dell’art. 45 RLaLPS - extra CE/AELS).

 

                                         Tali
contravvenzioni sono punibili anche qualora siano dovute a negligenza (art. 333
cpv. 3 vCP, che corrisponde ora al cpv. 7 in vigore dal 1° gennaio 2007).

 

                                 3.     La
Sezione dei permessi e dell’immigrazione rimprovera alla multata – in
applicazione delle predette norme – di aver lavorato in qualità di apprendista
impiegata di commercio dal __________ al __________ a favore della ditta __________,
__________, sprovvista del permesso della Sezione dei permessi e
dell’immigrazione che le consentisse di svolgere tale attività.

 

                                 4.     La
ricorrente, dal canto suo, non nega la fattispecie, ma si giustifica invocando
il fatto che non era a conoscenza dell’obbligo di avvisare l’Ufficio regionale
degli stranieri e attesta la sua buona fede precisando che “al momento della
mia iscrizione presso il Centro Professionale di Commercio mi sono stati
richiesti diversi documenti e pur sapendo che sono straniera con permesso B,
non sono stata avvisata che l’apprendistato figura come lavoro.” Già in
sede d’interrogatorio davanti alla Polizia cantonale essa si giustificava
asserendo che “ritenevo fosse l’azienda presso la quale lavoro, che avrebbe
dovuto richiedere l’autorizzazione, oppure la direzione della scuola d’apprendista
che frequento (cfr. doc. B)”.

                                         Inoltre la ricorrente si esprime sulla multa a suo carico
considerandola eccessiva visto l’esiguo salario percepito in qualità di
apprendista.

 

                                 5.     La
giustificazione addotta dalla ricorrente non è liberatoria: l’ignoranza della
legge non è infatti scusabile (DTF 124 V 215, cons. 2b/aa e la giurisprudenza
ivi citata DTA 11 novembre 1999 in re. B). D’altronde come detto le
contravvenzioni alle norme di polizia degli stranieri sono punibili anche
qualora siano dovute a negligenza (art. 333 cpv. 3 vCP). Aggiungasi che la
fattispecie non adempie in ogni caso i
presupposti per essere considerata di esigua gravità a norma dell’art. 23 cpv.
6 seconda frase LDDS, poiché l’attività abusiva è stata perpetrata sull’arco di
oltre 10 mesi. Giova ancora rilevare che in ambito penale ognuno risponde delle
proprie azioni e omissioni e che il comportamento antigiuridico altrui - in
specie riferito alla violazione dell’obbligo di scrupolosità (art. 10 OLS) da
parte del datore di lavoro – non discrimina né attenua la responsabilità per
una violazione di prescrizioni imputabile a propria colpa (Tribunale federale,
sentenza 65.297/2003 del 14 ottobre 2003, consid. 3.3.). 

 

                                         In siffatte evenienze è
indubbio che la ricorrente è incorsa in un’infrazione alle prescrizioni del
diritto in materia di stranieri a norma dell’art. 23 cpv. 6 LDDS punibile con
la multa fino a duemila franchi.

 

                                 6.     Per
questi motivi e considerato che l’infrazione avrebbe potuto essere evitata con
facilità assumendo informazioni presso l’ufficio regionale degli stranieri
competente, una multa di fr. 100.-, così come proposto dalla Sezione dei
permessi e dell’immigrazione, risulta confacentemente proporzionata alla
gravità dell’infrazione commessa, al grado di colpa, alle circostanze del caso
specifico e contenuta nei limiti concessi dalla legge.

 

                                         Il ricorso va pertanto
parzialmente accolto, con conseguente riduzione della alla multa a fr. 100.-,
oltre alla tassa di giustizia di fr. 20.- e alle spese di 

                                         fr. 10.-. L’esito del gravame
e la situazione finanziaria della ricorrente giustificano il rinunciare al
prelievo di tasse e spese dell’odierno giudizio (art. 15 LPContr).

 

 

per questi motivi                 visti gli art. 3 cpv. 3 LDDS; 6 OLS;
45 RLaLPS – extra CE/AELS; 1 segg. LPContr;

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso é parzialmente
accolto e la decisione impugnata è riformata nel senso che a RI 1 è
inflitta una multa di fr. 100.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 20.- e
alle spese di fr. 10.-.

 

                                 2.     Non si prelevano né
tasse né spese dell’odierno giudizio.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso in materia penale al
Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg. LTF) entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

                     Entro
lo stesso termine può essere, con medesima istanza, interposto ricorso in
materia costituzionale (art. 119 LTF).