# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9e451e0-e448-5268-98d6-602c3c4774f9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-11-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.11.2016 C-3767/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3767-2014_2016-11-17.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-3767/2014 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 7  n o v e m b r e  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudici Michela Bürki-Moreni (presidente del collegio),  

Madeleine Hirsig-Vouilloz, Daniel Stufetti,  

cancelliere Graziano Mordasini. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

patrocinata dal Patronato INAS, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero UAIE, 

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità, revisione della rendita 

(decisione del 6 giugno 2014). 

 

 

 

C-3767/2014 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A._______ (di seguito: A._______), cittadina italiana, nata il…, divorziata, 

con due figlie maggiorenni, ha lavorato in Svizzera a partire dall’agosto 

1983 fino a fine 1991 quale operaria addetta alle macchine e ai turni di 

lavoro nei reparti estrusione e stampaggio (doc. A 1-1 a 1-6, 3-1, 4-1 a 4-3 

e 9-1 dell’incarto dell’Ufficio dell’assicurazione per l’invalidità per gli assi-

curati residenti all’estero [UAIE]). 

B.  

A._______ ha interrotto il lavoro il 27 dicembre 1991 per motivi di salute 

(doc. A 4-1, 5-3 e 9-3). Con rapporto del 13 ottobre 1992, commissionato 

dalla cassa malati B._______, il dott. C._______, specialista in medicina 

interna, ha attestato che l’assicurata era affetta da angiomatosi diffusa del 

fegato, stato dopo asportazione di angiomi il 23 marzo 1992, stato dopo 

colecistectomia ed epatite cronica. Essa è stata considerata inabile al la-

voro in misura totale (rapporti della cassa malati B._______ del 13 ottobre 

1993 (doc. B 1-5 a 1-7 dell’incarto della Cassa malati B._______) e del 

5 agosto 1992 (doc. B 1-9 a 1-10). 

C.  

C.a Il 27 febbraio 1993 l’interessata ha formulato, all’attenzione della 

D._______ (di seguito: D._______), una richiesta volta all'ottenimento di 

una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità per cittadini non do-

miciliati in Svizzera (doc. A 1-1 a 1-6). 

Con perizia del 20 dicembre 1993, allestita su richiesta della D._______, il 

dott. E._______, specialista in medicina interna, oncologia ed ematologia, 

ha posto le diagnosi di emangiomi epatici multipli, noti dal gennaio 1992, 

stato dopo resezione di emangioma lobo IV-V del fegato, stato dopo cole-

cistectomia, stato dopo tonsillectomia e appendectomia. Il perito ha atte-

stato che la paziente sarebbe stata messa in lista d’attesa per un trapianto 

epatico. Secondo il medico se sottoposta con successo a trapianto, le sue 

condizioni avrebbero potuto migliorare. La richiedente è stata ritenuta ina-

bile al lavoro in misura completa per un periodo indeterminato (doc. A 9-1 

a 9-5). 

C.b La D._______, dopo aver constatato che A._______ non era ancora 

stata posta in lista d’attesa per un trapianto epatico e che quindi secondo 

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il dott. E._______ le poteva essere riconosciuta unicamente un’inabilità la-

vorativa parziale pari al 50% (doc. A 11-1) con progetto di decisione 

dell’11 febbraio 1994 le ha comunicato che avrebbe avuto diritto ad una 

mezza intera AI dal 1° dicembre 1992. Detta autorità ha altresì riconosciuto 

a quest’ultima la facoltà di formulare delle osservazioni per iscritto (doc. A 

12-1 a 12-2).  

C.c Con decisione dell’8 marzo 1994 la Cassa Svizzera di compensazione 

ha confermato il diritto della richiedente ad una mezza rendita di invalidità 

dal 1° dicembre 1992 (doc. A 13-1 a 13-2, 14-1). 

D.  

Con ulteriori decisioni del 7 maggio 1996 (doc. A 22-1), 24 agosto 1999 

(doc. A 26-1), 12 maggio 2003 (doc. A 36-1 a 36-2), 7 giugno 2006 (doc. A 

55-1 a 55-2) e 24 febbraio 2012 (doc. A 73, 74, 76-1 a 76-2), l’F._______ 

(di seguito: F._______) ha confermato, in via di revisione, il diritto dell’assi-

curata ad una mezza rendita di invalidità.  

E.  

Nell’ottobre 2009 l’assicurata ha ripreso a svolgere attività lavorativa quale 

cameriera al 50% (doc. 69-2 a 69-3). 

F.  

F.a Con perizia del 3 settembre 2013, allestita su richiesta della cassa ma-

lati G._______, il dott. H._______, specialista in medicina interna, ha posto 

la diagnosi di angiomatosi diffusa in stato dopo epatectomia per resezione 

epatica destra nel marzo 1992 con stabilità clinica addominale fino circa un 

anno orsono, stato dopo colecistectomia nel 1992, attuale recrudescenza 

con aumento degli episodi di coliche addominali con calo ponderale, di-

spepsia con riflusso gastroesofageo negli ultimi mesi, problematica erniaria 

su aderenze, ernia iatale, gastrite ed infetto da Helicobacter. Detto medico 

ha riconosciuto all’interessata un’inabilità al lavoro del 100% per ogni tipo 

di attività dal 19 giugno 2013 (doc. B 9-1 a 9-3). 

Il 2 novembre 2013 A._______ ha pertanto formulato una domanda di re-

visione del diritto alla rendita (doc. A 79-1 a 79-6), producendo il questio-

nario AI compilato dal suo ultimo datore di lavoro (doc. A 89-1 a 89-5). 

Nel rapporto del 6 gennaio 2014, redatto all’attenzione dell’AI, il dott. 

I._______, medico curante, la cui specializzazione non è nota, ha posto le 

diagnosi di angioma epatico voluminoso del 4° e 5° segmento epatico 

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asportato chirurgicamente con colecistectomia nel 1992, successiva an-

giomatosi diffusa del fegato superstite (con lesioni di anche 5 cm), nume-

rose recidive dolorose dell’ipocondrio destro, adenoma sinistro, divertico-

losi del sigma e gastro-duodenite erosiva. La richiedente è stata ritenuta 

abile al lavoro nella misura del 50% (limite temporale di 4 ore giornaliere e 

per attività di scarso impegno fisico; doc. A 91-1 a 91-6).  

F.b Con perizia del 28 gennaio 2014, commissionata dalla G._______ e 

assunta agli atti dall’AI, il dott. L._______, specialista in medicina interna, 

ha posto la diagnosi di angiomatosi epatica, stato dopo resezione di eman-

giomi epatici del IV e V segmento epatico più colecistectomia nel 1992. 

Detto medico le ha poi riconosciuto un’inabilità totale nell’ultima occupa-

zione quale cameriera ed una capacità lavorativa del 50% per qualsiasi 

attività richiedente un impegno fisico moderato, vale a dire al massimo leg-

gero, proponendo quali lavori ragionevolmente esigibili quelli di impiegata 

o cassiera (doc. B 14-1 a 14-3). 

F.c Alla luce della documentazione medica agli atti, con annotazione del 

12 febbraio 2014 il dott. M._______, medico generalista del SMR, ha rite-

nuto la richiedente inabile al lavoro nella misura del 100% in ogni attività 

dal 19 giugno 2013 al 28 gennaio 2014 e abile al lavoro nella misura del 

50% in attività leggera in seguito, lo stato funzionale essendo sovrapponi-

bile a quello del passato (doc. A 94-1). 

F.d Con decisione del 6 giugno 2014 (doc. A 105-1 a 105-7), che ha fatto 

seguito ad un progetto di decisione del 1° aprile precedente (doc. A 98-1 a 

98-3), l’UAIE è entrato nel merito della richiesta di revisione e constatato 

un peggioramento dello stato di salute comportante un’incapacità al lavoro 

totale per il periodo dal 19 giugno 2013 al 28 gennaio 2014. L’autorità di 

prime cure ha quindi riconosciuto all’interessata una rendita intera dal 1° 

novembre 2013 al 30 aprile 2014 e una mezza rendita dal 1° maggio 2014. 

G.  

G.a Il 7 luglio 2014, agendo per il tramite del Patronato INAS, A._______ 

ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale avverso 

la suddetta decisione dell'UAIE. Ha segnalato che vi era stato un peggio-

ramento del suo stato di salute tale da comportare un’incapacità lavorativa 

superiore al 70% e postulato il riconoscimento di una rendita intera di inva-

lidità anche posteriormente al 30 aprile 2014. L’insorgente ha inoltre indi-

cato di essere indigente, chiedendo la dispensa dal pagamento delle spese 

giudiziarie (doc. TAF 1). 

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G.b Con complemento al ricorso dell’8 luglio 2014 (doc. TAF 2) la ricor-

rente ha trasmesso una relazione medica del giorno precedente del dott. 

N._______, specialista in ortopedia, attestante la necessità di un ricovero 

ospedaliero per operazioni ad entrambe le mani (allegato al doc. TAF 2). 

G.c Il 17 novembre 2014 l'insorgente ha esibito il formulario “ domanda di 

gratuito patrocinio ” (doc. TAF 13). 

H.  

Con preavviso del 7 gennaio 2015 l'UAIE ha proposto la reiezione del gra-

vame (doc. TAF 15). Ha indicato che – visto il contenuto della perizia del 

28 gennaio 2014 del dott. L._______ (doc. B 14-1 a 14-3) e tenuto conto 

del rapporto del proprio servizio medico del 12 febbraio seguente (doc. A 

94-1) – il dissenso puramente soggettivo e non sostenuto da elementi og-

gettivi di natura medica formulato dalla ricorrente non apportava nuovi ele-

menti suscettibili di modificarne la valutazione. Detto Ufficio ha altresì so-

stenuto che la documentazione prodotta inerente una problematica alle 

mani di nuova insorgenza (allegato al doc. TAF 2) non permetteva di rite-

nere in maniera convincente ed oggettivabile l’esistenza di un’incapacità 

lavorativa superiore a quella accertata e non era tale da giustificare l’espe-

rimento di ulteriori indagini di natura medica. L’autorità di prime cure ha 

infine sottolineato come, con annotazione del 29 dicembre 2014, il dott. 

O._______, medico SMR, la cui specializzazione non è nota, aveva rite-

nuto che il previsto intervento alle mani avrebbe comportato un’incapacità 

lavorativa del 100% limitata ad un periodo da sei a dodici settimane (alle-

gato al doc. TAF 15). 

I.  

Con replica del 17 febbraio 2015 la ricorrente ha prodotto referti radiologici 

riguardanti un periodo posteriore alla data della decisione impugnata e do-

cumentazione medica relativa agli interventi agli arti superiori a cui si era 

già sottoposta e a quelli previsti ed indicato di essere impossibilitata a svol-

gere un’attività lucrativa (doc. TAF 18 con allegati). 

J.  

Tramite duplica del 13 marzo 2015 l'UAIE, richiamato il parere del dott. 

O._______ del 9 marzo precedente, ha indicato che i referti radiologici ri-

guardanti mani, schiena, bacino e ginocchia erano consoni all’età dell’inte-

ressata, senza presenza di particolari patologie, precisando nel contempo 

che gli interventi a cui la ricorrente si era sottoposta ad inizio ottobre 2014 

avevano comportato un’intercorrente incapacità lavorativa del 100% da ini-

zio ottobre 2014 fino a metà gennaio 2015 (doc. TAF 20 con allegato). 

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 

all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in com-

binazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), 

i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'F._______ per 

le persone residenti all'estero. 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 

ammissibile. 

2.  

2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

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2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4).  

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 con-

sid. 4.3 e 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché 129 V 1 con-

sid. 1.2). La domanda di revisione essendo stata presentata il 2 novembre 

2013 (doc. A 79-1 a 79-6), al caso in esame si applicano le disposizioni 

della 6a revisione della LAI (primo pacchetto) entrate in vigore il 1° gennaio 

2012.  

3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-

mitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice delle assicurazioni 

sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di 

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fatto esistente al momento in cui essa è stata pronunciata, nel caso con-

creto il 6 giugno 2014. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale 

data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento retrospet-

tivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 con-

sid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-

mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-

prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata 

resa (cfr. sentenza del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 non-

ché 9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 con-

sid. 3a in fine). 

4.  

Oggetto del contendere è il diritto della ricorrente di percepire una rendita 

intera di invalidità anche dopo il 30 aprile 2014 (doc. A 79-1 a 79-6). In 

concreto va quindi esaminato se, da febbraio 2014 la situazione di salute, 

rispettivamente la capacità lavorativa dell’interessata sono migliorate in 

modo tale da giustificare la sostituzione della rendita intera d’invalidità con 

una mezza rendita (già percepita prima del 1° novembre 2013). Inconte-

stata e suffragata dai documenti agli atti è per contro il diritto alla rendita 

dal 1° novembre 2013 al 30 aprile 2014. 

4.1 L’insorgente si avvale, in considerazione delle patologie epatiche e or-

topediche, di un grado di invalidità superiore al 70%. 

4.2 L'amministrazione ritiene per contro che l’assicurata, in base a recenti 

indagini in medicina interna, presenta un grado complessivo d'incapacità 

al lavoro del 50% dal 1° maggio 2014, eccezion fatta per un’intercorrente 

incapacità lavorativa del 100% da inizio ottobre 2014 fino a metà gennaio 

2015 conseguente agli interventi alle mani a cui essa si era sottoposta. 

Pertanto lo stato di salute della ricorrente, così come le conseguenze dello 

stesso, non sono peggiorate. 

5.  

5.1 In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata. L'art. 4 

LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad infermità congenita, 

malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma stabilisce che l'invalidità è 

considerata insorgere quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla sin-

gola prestazione. 

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Pagina 9 

5.2 L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 

70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 

rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 

invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in vi-

gore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, 

secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono 

versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente in 

Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando l'assicurato è citta-

dino svizzero o dell'UE. Dopo l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti (CE) 

n. 883/2004 e n. 987/2009, i cittadini svizzeri e dell’Unione europea che 

presentano un grado d'invalidità del 40% almeno, hanno diritto a un quarto 

di rendita in applicazione dell’art. 28 cpv. 1 LAI indipendentemente dal loro 

domicilio e residenza (art. 4 del regolamento [CE] n. 883/04). 

5.3 Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, 

derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un 

lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività 

abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere 

prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al guadagno è definita 

all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della possibilità di 

guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, 

provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura 

dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione 

ragionevolmente esigibili. Per valutare la presenza di un'incapacità al gua-

dagno sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla 

salute; inoltre, sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è 

obbiettivamente superabile. 

6.  

6.1 Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della 

rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è au-

mentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d'ufficio o su richiesta. Il 

cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione durevole ac-

cordata in virtù di una disposizione formalmente passata in giudicato è, 

d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se le condizioni 

che l'hanno giustificata hanno subito una notevole modificazione. 

6.2 Giusta l'art. 87 cpv. 2 OAI (RS 831.201), se è fatta domanda di revi-

sione, nella domanda si deve dimostrare che il grado di invalidità o di 

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Pagina 10 

grande invalidità o il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità è 

cambiato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni. 

6.3  

6.3.1 Va altresì rammentato che il grado di prova richiesto dall'art. 87 cpv. 2 

OAI è attenuato in quanto non è necessario che l'amministrazione rag-

giunga il convincimento, nel senso della verosimiglianza preponderante, 

che rispetto all'ultima decisione cresciuta in giudicato sia effettivamente su-

bentrata una modifica rilevante. Basta piuttosto che sussistano almeno in-

dizi plausibili a favore della circostanza invocata, ferma restando comun-

que la possibilità che la modifica invocata venga poi smentita da un più 

attento esame (v. sentenza del TF 9C_708/2007 dell'11 settembre 2008 

consid. 2.2 e relativi riferimenti). 

6.3.2 La condizione di verosimiglianza posta dall'art. 87 cpv. 3 OAI deve 

permettere all'amministrazione, che ha precedentemente rifiutato una pre-

stazione o comunque una sua revisione con provvedimento cresciuto in 

giudicato, di scartare senza ulteriori esami nuove domande con le quali 

l'assicurato si limita a ripetere gli stessi argomenti, senza allegare una mo-

difica di fatti determinanti (DTF 125 V 410 consid. 2b). Adita con una nuova 

domanda, l'amministrazione deve così cominciare con l'esaminare se le 

allegazioni dell'assicurato sono, in maniera generale, plausibili, in altri ter-

mini se l'assicurato ha reso plausibile, e non verosimile nel senso della 

probabilità preponderante, una modifica significativa del suo stato di salute, 

suscettibile d'incidere sulla sua capacità lavorativa rispettivamente sul 

grado d'invalidità, rispetto a quella precedentemente ritenuta. Se ciò non è 

il caso, può liquidare l'istanza senza ulteriori indagini con una decisione di 

non entrata nel merito. A tal proposito, occorre precisare che quanto più 

breve è il lasso di tempo trascorso dalla decisione precedente, tanto più 

rigorosamente l'amministrazione apprezzerà la plausibilità delle allegazioni 

dell'assicurato. Su questo aspetto, essa dispone di un certo margine di ap-

prezzamento che il giudice è di principio tenuto a rispettare (v. sentenze 

del TF 9C_708/2007 dell'11 settembre 2008 consid. 2.3 e relativi riferi-

menti; 9C_860/2007 del 10 dicembre 2008 consid. 5 e I 52/03 del 16 gen-

naio 2004 consid. 3). 

6.4 L'art. 88a cpv. 2 OAI prevede che se la capacità al guadagno o la ca-

pacità di svolgere le mansioni consuete peggiora, se la grande invalidità si 

aggrava o se il bisogno di assistenza o di aiuto dovuto all'invalidità au-

menta, il cambiamento va tenuto in considerazione non appena è durato 

tre mesi senza interruzione notevole. L'aumento della rendita, dell'assegno 

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Pagina 11 

per grandi invalidi o del contributo per l'assistenza avviene al più presto se 

l'assicurato ha chiesto la revisione a partire dal mese in cui la domanda è 

stata inoltrata (art. 88bis cpv. 1 lett. a OAI). 

6.5 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo di 

revisione della rendita d'invalidità ogni modifica rilevante delle circostanze 

di fatto suscettibile d'influire sul grado di invalidità e, quindi, sul diritto alla 

rendita. Per conseguenza, la rendita può essere soggetta a revisione non 

soltanto in caso di modifica significativa dello stato di salute, ma anche 

quando detto stato è rimasto invariato, ma le sue conseguenze sulla capa-

cità di guadagno hanno subito un cambiamento significativo (sentenza del 

TF I 870/05 del 2 maggio 2007; DTF 130 V 343 consid. 3.5). Peraltro, per 

procedere alla revisione di una rendita d'invalidità occorre che il grado d'in-

validità abbia subito una notevole modifica (art. 17 cpv. 1 LPGA). A diffe-

renza di quanto prescritto dall'art. 17 cpv. 2 LPGA per le altre prestazioni 

durevoli, l'art. 17 cpv. 1 LPGA non esige in relazione alla revisione di una 

rendita d'invalidità una modifica notevole dello stato di fatto, ma (solo) una 

modifica notevole del grado d'invalidità. Questa modifica può risiedere sia 

in un cambiamento dello stato di salute sia in una modifica della compo-

nente lucrativa (DTF 133 V 545 consid. 6.1-6.3). Anche una modifica di 

poco conto nello stato di fatto determinante può così dare luogo a una re-

visione di una rendita dell'assicurazione per l'invalidità se tale modifica de-

termina un superamento (per eccesso o per difetto) di un valore limite (DTF 

133 V 545 consid. 6.3). In tale evenienza i parametri di calcolo dell'invali-

dità, compresi gli aspetti parziali del diritto alla rendita (quali sono segna-

tamente la determinazione del reddito con e senza invalidità), possono es-

sere ridefiniti facendo capo alle regole applicabili al momento del nuovo 

esame (cfr. sentenza del TF 9C_696/2007 consid. 5.1 e relativi riferimenti). 

Irrilevante è invece, una diversa valutazione di una fattispecie restata so-

stanzialmente immutata (DTF 112 V 371 consid. 2b).  

7.  

7.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere giuri-

dico economico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 

all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per valutare 

il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire eserci-

tando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'e-

ventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), 

tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è con-

frontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diven-

tato invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 

C-3767/2014 

Pagina 12 

l'invalidità risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno 

alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 

la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 

redditi). 

7.2 In assenza di documentazione economica, la documentazione medica 

costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori 

siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico graduare il 

grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per costante giu-

risprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti elementi 

d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono di valutare 

l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da lui ra-

gionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). 

7.3 In particolare, secondo l'art. 43 LPGA (in combinazione con l'art. 57 

LAI), l'assicuratore esamina le domande, intraprende d'ufficio i necessari 

accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno. Conformemente 

all'art. 59 cpv. 1 LAI, gli Uffici AI si organizzano in modo da garantire che i 

compiti elencati nell'art. 57 siano eseguiti con professionalità ed efficienza 

nel rispetto delle prescrizioni e delle istruzioni della Confederazione e, giu-

sta il capoverso 2, approntano i servizi medici regionali interdisciplinari. Se-

condo l'art. 59 cpv. 2bis LAI, i servizi medici regionali sono a disposizione 

degli uffici AI per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, 

stabiliscono la capacità funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI 

secondo l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere 

le mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indi-

pendenti per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi. 

Scopo e senso dell'art. 59 cpv. 2bis LAI, come pure dell'art. 49 OAI, risie-

dono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la 

valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. 

7.4 Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, determinante, 

secondo la giurisprudenza, è che i punti litigiosi importanti siano stati og-

getto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, 

che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato in 

piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto 

medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. De-

terminante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova 

non è tanto né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esem-

pio, quale perizia o rapporto (sentenza del TF 8C_153/2007 del 7 maggio 

2008; DTF 125 V 351 consid. 3a pag. 352; 122 V 157 consid. 1c pag. 160; 

http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=soz&query_words=valenza+di+un+rapporto+medico+b%FCrki+moreni&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F125-V-351%3Ade&number_of_ranks=0#page351
http://relevancy.bger.ch/php/aza/http/index.php?lang=de&type=highlight_simple_query&page=1&from_date=&to_date=&sort=relevance&insertion_date=&top_subcollection_aza=soz&query_words=valenza+di+un+rapporto+medico+b%FCrki+moreni&rank=0&azaclir=aza&highlight_docid=atf%3A%2F%2F122-V-157%3Ade&number_of_ranks=0#page157

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Pagina 13 

HANS-JAKOB MOSIMANN, Zum Stellenwert ärztlicher Beurteilungen, in: Ak-

tuelles im Sozialversicherungsrecht, 2001, pag. 266). Nella sentenza pub-

blicata in VSI 2001 pag. 106 segg. la Corte ha però ritenuto conforme al 

principio del libero apprezzamento delle prove (art. 40 PC e art. 19 PA, 

art. 95 cpv. 2, art. 113 e 132 vOG) definire delle direttive in relazione alla 

valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. 

7.5 Una valutazione medica completa, comprensibile e concludente che, 

considerata a sé stante in occasione di un'unica (prima) valutazione del 

diritto alla rendita, andrebbe ritenuta probante, non assurge a prova atten-

dibile in caso di revisione, se non attesta in modo sufficiente in che modo 

rispettivamente in che misura ha avuto luogo un effettivo cambiamento 

nello stato di salute. Sono tuttavia riservati i casi evidenti (SVR 2012 IV 

n. 18 pag. 81 consid. 4.2). Dalla perizia deve quindi emergere chiaramente 

che i fatti con cui viene motivata la modifica sono nuovi o che i fatti preesi-

stenti si sono modificati sostanzialmente per quanto riguarda la loro natura 

rispettivamente la loro entità. L'accertamento di una modifica dei fatti è in 

particolare sufficientemente comprovata se i periti descrivono quali aspetti 

concreti nell'evoluzione della malattia e nell'andamento dell'incapacità la-

vorativa hanno condotto alla nuova valutazione diagnostica e alla stima 

dell'entità dei disturbi. Le summenzionate esigenze devono trovare riscon-

tro nel tenore delle domande poste al perito (sentenza del TF 9C_158/2012 

del 5 aprile 2013; SVR 2012 IV pag. 81 consid. 4.3). 

7.6 Alla luce dell'art. 59 cpv. 2bis LAI, come pure dell'art. 49 OAI, i medici 

SMR, grazie alle loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono 

chiamati a valutare la capacità funzionale della persona assicurata. In que-

sto modo è stata creata una chiara separazione di competenze tra medici 

curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle indicazioni del SMR, 

l'UAIE deve così decidere cosa si può ragionevolmente pretendere da un 

assicurato e cosa invece no (sentenza del TF 9C_9/2010 del 29 settembre 

2010 consid. 2). Peraltro, i rapporti SMR hanno per funzione di effettuare 

una sintesi delle informazioni e degli esami medici di cui agli atti di causa 

e formulare delle raccomandazioni quanto al seguito da dare all'incarto da 

un punto di vista medico (sentenza del TF 9C_542/2011 del 26 gennaio 

2012 consid. 4.1). Per poter loro attribuire pieno valore probatorio, i rapporti 

dei servizi medici regionali devono essere redatti da medici che dispon-

gono delle qualifiche specialistiche richieste nel singolo caso di specie. Se 

ciò non è il caso, il loro valore probatorio è affievolito (sentenza del TF 

9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.2). 

C-3767/2014 

Pagina 14 

8.  

Nell’ambito della prima procedura tendente all’attribuzione di una rendita, 

avviata nel 1993, l’UAIE si è fondato sul rapporto del 13 ottobre 1992 del 

dott. C._______ (doc. B 1-5 a 1-7) e sulla perizia del 20 dicembre 1993 del 

dott. E._______ (doc. A 9-1 a 9-5), in cui è stato stabilito che A._______ 

era affetta da angiomatosi diffusa del fegato, stato dopo asportazione di 

angiomi al lobo IV-V del fegato il 23 marzo 1992, stato dopo colecistecto-

mia, epatite cronica, stato dopo tonsillectomia e appendectomia, compor-

tanti una completa incapacità al lavoro per un periodo indeterminato. 

L’8 marzo 1994, dopo aver constatato che l’assicurata non era stata posta 

in lista d’attesa per un trapianto epatico (doc. A 11-1), l’UAIE ha ricono-

sciuto all’interessata una mezza rendita di invalidità a decorrere dal 1° di-

cembre 1992 (doc. A 13-1 a 13-2), opinione confermata a più riprese negli 

anni successivi con decisioni su revisione, l’ultima volta il 24 febbraio 2012 

(doc. A 76-1 a 76-2). 

9.  

9.1 In occasione della procedura di revisione promossa da A._______ in 

data 2 novembre 2013 è stata assunta agli atti diversa documentazione 

medica, segnatamente la perizia del 3 settembre 2013 del dott. H._______ 

che ha posto le diagnosi di angiomatosi epatica diffusa in stato dopo epa-

tectomia per resezione epatica destra nel marzo 1992 con stabilità clinica 

addominale fino circa un anno orsono, stato dopo colecistectomia nel 1992, 

attuale recrudescenza con aumento degli episodi di coliche addominali con 

calo ponderale, dispepsia con riflusso gastroesofageo negli ultimi mesi, 

problematica erniaria su aderenze, ernia iatale, gastrite e infetto da Helico-

bacter, tali da comportare un’inabilità lavorativa al 100% per ogni tipo di 

attività dal 19 giugno 2013 (doc. B 9-1 a 9-3). 

Nel rapporto del 6 gennaio 2014 il dott. I._______ ha attestato l’esistenza 

di angioma epatico voluminoso del 4° e 5° segmento epatico asportato chi-

rurgicamente con colecistectomia nel 1992, successiva angiomatosi dif-

fusa del fegato superstite (con lesioni di anche 5 cm), numerose recidive 

dolorose dell’ipocondrio destro, adenoma sinistro, diverticolosi del sigma e 

gastro-duodenite erosiva, comportanti un’inabilità al lavoro del 50% (limite 

temporale di 4 ore giornaliere e per attività di scarso impegno fisico; doc. A 

91-1 a 91-6).  

È pure stata prodotta la perizia del dott. L._______ del 28 gennaio 2014 in 

cui è stata posta la diagnosi di angiomatosi epatica, stato dopo resezione 

di emangiomi epatici del IV e V segmento epatico più colecistectomia nel 

C-3767/2014 

Pagina 15 

1992, implicanti un’inabilità totale nell’ultima occupazione svolta di came-

riera ed una capacità lavorativa del 50% per qualsiasi attività richiedente 

un impegno fisico moderato, quali ad esempio impiegata o cassiera (doc. B 

14-1 a 14-3).  

9.2 La documentazione medica è stata sottoposta al dott. M._______. Con 

rapporto del 12 febbraio 2015 egli ha reputato che, segnatamente sulla 

base della visita specialistica del dott. L._______, il quadro clinico e lo stato 

funzionale dell’interessata erano sovrapponibili a quelli del passato com-

portanti una capacità lavorativa del 50% in attività leggera, eccezion fatta 

per un peggioramento dello stato di salute comportante un’incapacità lavo-

rativa totale limitatamente al periodo dal 19 giugno 2013 al 28 gennaio 

2014 (doc. A 94-1). 

10.  

10.1 Pendente causa di ricorso l’assicurata ha presentato ulteriore docu-

mentazione, in particolare la certificazione medica del 7 luglio 2014 del 

dott. N._______ (allegato al doc. TAF 2), dalla quale emerge che essa sof-

fre di cisti peritendinee regione flessoria III° e IV° dito mano sinistra, pollice 

a scatto bilaterale, tenosinovite stenosante flessori III°, IV° e V° dito mano 

dx e sin alla puleggia prossimale, disturbi necessitanti degli interventi chi-

rurgici (allegati ai doc. TAF 1, 2 e 18). 

10.2 I nuovi atti, che non attestano inabilità lavorativa, sono stati sottoposti 

dall’UAIE al dott. O._______, il quale, con rapporto del 29 dicembre 2014 

(allegato al doc. TAF 15), ha indicato che il previsto intervento avrebbe 

comportato un’incapacità lavorativa del 100% da sei a dodici settimane e 

che nel frattempo rimaneva valida l’esigibilità lavorativa stabilita dal dott. 

L._______. 

10.3 Anche gli atti medici più recenti prodotti dalla ricorrente (allegati al 

doc. TAF 18) sono stati sottoposti al dott. O._______, il quale nel suo rap-

porto del 9 marzo 2015 (allegato al doc. TAF 20) ha indicato che i referti 

radiologici presentati dall’insorgente sono consoni all’ età, senza presenza 

di particolari patologie. Egli ha poi ritenuto che gli interventi a cui la ricor-

rente si era sottoposta ad inizio ottobre 2014 (tenolisi flessore pollice mano 

sinistra e neurolisi n. mediano a sinistra) avevano comportato un’intercor-

rente incapacità lavorativa del 100% da inizio ottobre 2014 fino a sei setti-

mane dopo l’intervento di neurolisi, quindi fino a metà gennaio 2015.

  

 

C-3767/2014 

Pagina 16 

11.  

11.1 Nella fattispecie in esame l’UAIE è entrato nel merito della domanda 

di revisione formulata dall’insorgente e, fondandosi sulla documentazione 

assunta agli atti dalla cassa malati G._______, in particolare sulla perizia 

del dott. H._______ del 3 settembre 2013 (consid. 10) e sulle certificazioni 

mediche trasmesse dall’assicurata, elencate al consid. 11.1 ed esaminate 

dal proprio servizio medico (consid. 11.2), ha constatato un peggioramento 

dello stato di salute della ricorrente in seguito a recrudescenza della nota 

patologia, comportante una totale incapacità lavorativa soltanto per il pe-

riodo dal 19 giugno 2013 al 28 gennaio 2014. L’autorità di prime cure ha 

quindi riconosciuto all’interessata una rendita intera dal 1° novembre 2013 

(mese in cui è stata richiesta la revisione della rendita) al 30 aprile 2014 

(tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute; doc. A 105-1 a 105-7). 

11.2 Anche per quanto attiene al periodo successivo, segnatamente dal 

febbraio 2014, non vi è motivo di scostarsi dall'apprezzamento del dott. 

M._______, posto alla base della decisione impugnata, per quanto attiene 

al miglioramento della patologia epatica. Detta situazione è stata infatti at-

testata in modo convincente dal dottor L._______ il quale ha dichiarato che 

il quadro clinico e lo stato funzionale dell’interessata erano sovrapponibili 

a quelli del passato e altresì dal medico curante. 

Al riguardo va rilevato che con rapporto del 17 novembre 2011 (doc. A 73-

2 a 73-6), alla base dell’ultima decisione su revisione d’ufficio del 24 feb-

braio 2012 (doc. A 76-1 a 76-2), il dott. I._______ aveva posto le diagnosi 

note comportanti per l’interessata una capacità lavorativa residua del 50% 

sia nell’ultima attività svolta che in una adeguata al suo stato di salute, a 

conferma della situazione esistente dal 1992. Ora, le valutazioni e le con-

clusioni a cui giungono lo stesso dott. I._______ nel rapporto del 6 gennaio 

2014 (doc. A 91-1 a 91-6) e il dott. L._______ con perizia del 28 gennaio 

successivo (doc. B 14-1 a 14-3), ed elencate al consid. 11.1, ricalcano 

quanto constatato in precedenza. In altri termini, non appare esservi stato 

un cambiamento significativo dello stato di salute dell'insorgente, se non 

per il periodo dal 19 giugno 2013 al 28 gennaio 2014, incontestato in que-

sta sede. Non risulta altresì documentazione medica che possa giustifi-

care, con riscontri oggettivi, un diverso apprezzamento della situazione, 

almeno fino alla data della decisione impugnata. Alla luce di quanto appena 

esposto, su questo aspetto il ricorso deve essere respinto e la decisione 

impugnata confermata.  

 

C-3767/2014 

Pagina 17 

12.  

12.1 Occorre inoltre esaminare la rilevanza della documentazione prodotta 

da A._______ pendente causa, in particolare l’esame ecografico del 

27 giugno 2014 (allegato al doc. TAF 1) e il rapporto medico del 7 luglio 

2014, entrambi concernenti i disturbi alle mani di cui è affetta (allegato al 

doc. TAF 2), gli esami diagnostici del 9 agosto 2014 (Rx rachide lombare, 

Rx bacino, Rx ginocchio destro e sinistro, Rx tibiotarsica destra e sinistra), 

nonché i certificati medici del 16 ottobre e 1° dicembre 2014 relativi ai po-

stumi degli interventi agli arti superiori a cui si è sottoposta l’interessata 

(allegati al doc. TAF 18).  

Tali referti medici, benché redatti posteriormente alla pronuncia dell’UAIE, 

possono essere presi in considerazione nell’ambito della presente ver-

tenza (v. sulla questione, il considerando 3.2 del presente giudizio). 

12.2 Ora, sebbene in parte immediatamente successivi alla decisione im-

pugnata, i suddetti documenti riguardano affezioni di carattere ortope-

dico/reumatologico. Essi non sono pertanto strettamente connessi con le 

patologie epatiche di sui soffre l’interessata e non sono suscettibili di in-

fluire sull’apprezzamento del giudice al momento in cui la decisione litigiosa 

è stata resa ed esulano quindi dal potere di cognizione del Tribunale (cfr. 

consid. 3.2). Del resto per quanto riguarda in particolare i certificati prece-

denti l’intervento immediatamente successivi alla decisione impugnata, 

non è stata attestata alcuna limitazione della capacità lavorativa. Essi non 

sono pertanto atti a mettere in discussione la valutazione eseguita in sede 

amministrativa. 

12.3 Ritenuto tuttavia che il dott. O._______ ha riconosciuto un’incapacità 

lavorativa totale da inizio ottobre 2014 a metà gennaio 2015 e quindi per 

certo per un lasso di tempo superiore ai tre mesi, l’incarto va trasmesso 

per competenza all’UAIE per accertare compiutamente se dopo la pronun-

cia della decisione impugnata è intervenuto un peggioramento dello stato 

di salute rilevante ai fini di un’eventuale modifica del grado di invalidità. 

13.  

Alla luce di quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fonda-

mento, non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.  

 

 

 

C-3767/2014 

Pagina 18 

14.  

14.1 Visto l'esito della procedura le spese andrebbero poste a carico della 

ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA), la quale ha tuttavia chiesto di essere esone-

rata dal pagamento dei costi procedurali. 

Giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, a cui rinvia l'art. 37 LTAF, se una parte non di-

spone di mezzi necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di pro-

babilità di successo, il giudice dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo 

il deposito del ricorso, dal pagamento delle spese processuali. I presuppo-

sti per la concessione dell'assistenza giudiziaria (nel senso della dispensa 

dalle spese processuali e dal relativo anticipo) e del gratuito patrocinio 

sono di massima adempiuti se il richiedente si trova nel bisogno, se le sue 

conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole e l'assistenza di 

un avvocato è necessaria o perlomeno indicata (sentenza del TF 

9C_147/2011 del 20 giugno 2011; DTF 127 I 202 consid. 3b; 125 V 371 

consid. 5b e relativi riferimenti). Una parte si trova nel bisogno qualora non 

sia in grado, entro un termine adeguato, di pagare le spese giudiziarie 

senza pregiudicare i mezzi necessari al suo sostentamento e a quello della 

sua famiglia (sentenze del TF 9C_147/2011; 9C_112/2014 del 19 marzo 

2014; DTF 128 I 225 consid. 2.5.1). 

Lo stato di bisogno deve essere valutato in base alla risorse finanziarie 

(reddito e sostanza mobiliare e immobiliare dell’istante (DTF 124 I 1 con-

sid. 2a) e, dandosi il caso, delle persone che hanno verso di lui degli obbli-

ghi di mantenimento (per esempio il coniuge; DTF 120 Ia 179; 115 Ia 193). 

Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l'in-

teressato potrebbe far capo a norma degli art. 328 e 329 CC (DTF 115 Ia 

193 consid. 3a; sentenze del TF 4A_294/2010 del 2 luglio 2010 consid. 3.3 

e 5A_231/2009 del 18 settembre 2009 consid. 2.4) - ad eccezione, per 

quanto riguarda i figli maggiorenni, di quanto previsto all'art. 277 cpv. 2 CC 

- essendo l'obbligo sussidiario rispetto a quello dello Stato di garantire il 

gratuito patrocinio (MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsfericht, 2a ed. 2013, pag. 279). Il termine di “ obblighi 

di mantenimento “ dev’essere quindi interpretato in modo restrittivo (DTF 

115 Ia 193 consid. 3a). Per ammettere il bisogno ai fini processuali è suffi-

ciente che la parte non disponga di mezzi superiori a quelli necessari per 

far fronte al sostentamento normale della famiglia. Nell'ambito di questo 

esame, va considerata la situazione finanziaria e patrimoniale globale (sen-

tenze del TF 9C_673/2009 del 14 aprile 2010 consid. 7.2 e I 134/06 del 

7 maggio 2007 consid. 5.3) al momento della presentazione dell’istanza 

(DTF 135 I 223 consid. 5.1). Il limite per ammettere lo stato di bisogno si 

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Pagina 19 

situa al di sopra di quello del minimo esistenziale agli effetti del diritto ese-

cutivo. All'importo base LEF viene pertanto applicato un supplemento, va-

riante tra il 15% e il 25% (sentenza del TF I 134/06 consid. 5.3 con rinvii). 

  

Dalla persona che fa richiesta possono essere pretesi alcuni sacrifici. Tut-

tavia, essa non deve per questo ridursi a uno stato di indigenza né può 

essere tenuta a procurarsi i mezzi necessari per il processo a detrimento 

di altri obblighi urgenti (sentenza del TF I 134/06; sentenza del Tribunale 

delle assicurazioni U 356/02 del 7 luglio 2003). Va peraltro ricordato che 

prima di potere chiedere l'assistenza giudiziaria dallo Stato, la persona in-

teressata, nel limite dell'esigibile (la giurisprudenza federale garantendo 

una riserva di soccorso [" Notgroschen "]), deve di principio attingere alla 

propria sostanza (DTF 119 Ia 11 consid. 5 [v. pure DTF 119 Ia 11 sull'esi-

gibilità, per il richiedente, di gravare un immobile e di assumersi un {ulte-

riore} debito ipotecario]). Lo Stato tuttavia non può esigere dal ricorrente 

che utilizzi le sue economie se queste costituiscono la sua " riserva di soc-

corso ", la quale si apprezza in funzione dei suoi bisogni futuri nelle circo-

stanze concrete, quali lo stato di salute e l'età, e il cui ammontare si situa, 

per una persona sola, tra i CHF 20'000.- e i CHF 40'000.- (cfr. sentenze del 

TF 9C_147/2011 del 20 giugno 2011; 1P. 450/2004 del 28 settembre 2004 

consid. 2.2; 4P. 158/2002 del 16 agosto 2002 consid. 2.2; cfr. in generale 

sul tema MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., pagg. 278-281).  

 

Il richiedente deve indicare in modo completo e, nella misura del possibile, 

giustificare i propri redditi e la propria situazione patrimoniale (DTF 120 Ia 

182 consid. 3a). Se l'istante rifiuta di trasmettere i dati o i documenti ne-

cessari a sostanziare la sua situazione attuale, il Tribunale può miscono-

scere lo stato di bisogno senza incorrere in una violazione del diritto di es-

sere sentito (DTF 120 Ia 182 consid. 3a, si confrontino anche DTF 125 IV 

161 consid. 4; 124 I 1 consid. 2a; sentenze del TF 8C_58/2014 del 24 set-

tembre 2014 consid. 7.3; 9C_606/2013 del 7 marzo 2014 consid. 2.1.3; 

9C_767/2010 del 3 febbraio 2011 consid. 2.1.3; 8C_920/2010 del 25 gen-

naio 2011 consid. 3.2). 

14.2 In concreto dalle carte processuali emerge che la ricorrente, nata 

nel…, divorziata e madre di due figlie maggiorenni, senza attività lucrativa 

dal 18 giugno 2013 (doc. A 89-1), percepiva, al momento della presenta-

zione dell’istanza di assistenza giudiziaria, unicamente una mezza rendita 

d’invalidità svizzera pari a fr. 783.- mensili (doc. A 105-1 a 105-7). L’insor-

gente ha inoltre indicato di vivere presso la figlia (senza pagare alcun af-

fitto), la quale si assume altresì tutte le spese a cui essa non riesce a far 

fronte(cfr. formulario “domanda di gratuito patrocinio “ doc. TAF 13, pag. 4).  

C-3767/2014 

Pagina 20 

Alle entrate bisogna contrapporre il minimo esistenziale dell’assicurata, 

che corrisponde ad un forfait di spese di sostentamento, abbigliamento e 

biancheria, igiene e salute, manutenzione delle apparecchiature e dell’ar-

redamento domestico, assicurazioni private, cultura, così come le spese di 

elettricità e/o gas per la luce e la cucina, ecc. Per una persona sola resi-

dente in Svizzera il minimo esistenziale ammonta a fr. 1'200.-, conforme-

mente alla “ Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetto del 

diritto esecutivo (art. 93 LEF) “, disponibile sul sito internet: 

http://www4.ti.ch/poteri/giudiziario/giustizia-civile/tabella-dei-minimi-desi-

stenza/ consultato il 26 settembre 2016). Detto importo deve essere adat-

tato al Paese d’origine della ricorrente, in questo caso l’Italia, secondo l’in-

dice per la cooperazione e lo sviluppo economico (OECD, dati ricavati dal 

sito internet: http://www.oecd-ilibrary.org/economics/data/prices/compara-

tive-price-levels_data-00536-en [consultato il 26 settembre 2016]) e da ul-

timo deve essere maggiorato del 20%.  

 

Il minimo esistenziale è pertanto pari in concreto a fr. 907,20 (1'200 x 63% 

x 120%). A tale importo va aggiunto il canone di locazione, assicurazioni, 

eventuali costi per il conseguimento del reddito e imposte arretrate, nel 

caso in cui vengano effettivamente pagate (MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

op. cit., pagg. 278-279).  

 

Essendo sussidiaria rispetto all’obbligo dello Stato di garantire l’assistenza 

giudiziaria con gratuito patrocinio, l’assistenza fornita dalla figlia maggio-

renne alla madre, consistente nell’assunzione del canone di locazione ed 

altre spese correnti e straordinarie, non può essere considerata (cf. con-

sid. 14.1).  

 

Alla luce di tutto quanto precede, le entrate dell’insorgente ammontano a 

fr. 783.-, mentre le spese totalizzano fr. 907.20.-. Ne consegue che 

A._______ non dispone senz’altro di entrate sufficienti per far fronte alle 

spese processuali della presente causa e che la sua situazione di indi-

genza deve essere ammessa. Il ricorso non sembrava inoltre di primo ac-

chito privo di probabilità di esito favorevole. Di conseguenza, la domanda 

d'assistenza giudiziaria può essere accolta. 

14.3 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche 

vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili 

(art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., 

fra l'altro, DTF 127 V 205). 

C-3767/2014 

Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

L’incarto è trasmesso all’UAIE per competenza ai sensi del consid. 12.3. 

3.  

La domanda d'assistenza giudiziaria è accolta. La ricorrente è dispensata 

dal pagamento delle spese processuali. 

4.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

5.  

Comunicazione a: 

– rappresentante della ricorrente (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif….; raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (raccomandata) 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Graziano Mordasini 

 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).  

Data di spedizione: