# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 44404053-9dc0-56de-90bc-5142970a1f4b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-11-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 26.11.2014 15.2014.132
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2014-132_2014-11-26.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2014.132

  	
  Lugano

  26 novembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
sul ricorso 13 novembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI
  1  

  (titolare
  della ditta individuale RI 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio esecuzione (UE) di Lugano,
o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 7 novembre 2014
nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti della ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1  

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Nell’esecuzione
n. __________ promossa il 7 ottobre 2014 da PI 1 contro RI 1, titolare della
ditta individuale RI 1, per l’in­casso di fr. 26'575.05 oltre interessi
del 5% dal 28 maggio 2014 e accessori, il 7 novembre 2014 l’Ufficio esecuzione
(UE) di Lugano, appurato che l’escusso non aveva interposto opposizione, gli ha
notificato la comminatoria di fallimento.

 

                                  B.   Con
ricorso 13 novembre 2014, RI 1 chiede l’annullamento della comminatoria di
fallimento.

 

                                  C.   Con
osservazioni del 17 novembre 2014 PI 1 ha comunicato di non essere disposta ad
accettare le condizioni proposte dalla ricorrente, mentre l’UE ha postulato la
reiezione del ricorso.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Giusta l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la
via giudiziaria, il ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni
provvedimento di un ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una
norma di diritto o un errore di apprezzamento. Contro la notifica della
comminatoria di fallimento può quindi essere formulato un ricorso, ma
unicamente per ragioni formali (Ottomann/Markus
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n.
6 ad art. 160 LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione
(DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione
ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione
esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento
di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per
questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in
esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o
amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di
rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).

 

                                   2.   Nel
caso specifico, RI 1 contesta l’importo posto in esecuzione, invocando una
fattura “da scorporare inerente [a] un intervento e messa in servizio mai
effettuato per fr. 2'700.–, e propone di versare fr. 18'000.– a saldo
della pretesa avversaria, considerati “gli innumerevoli problemi creati dal
loro comportamento, dimostrabili tramite testimonianze di altre società coinvolte
e documentazioni supplementari”.

 

                                         Ora,
come detto la via del ricorso all’autorità di vigilanza contro la comminatoria
di fallimento non consente alle parti, e in particolare all’escusso, di
(ri)contestare l’esistenza, l’importo o l’esigibili­tà del credito posto in
esecuzione. Tale facoltà gli è infatti offerta a uno stadio precedente della
procedura, potendo egli formulare opposizione al precetto esecutivo – ciò che
nel caso specifico la società escussa ha omesso di fare – e occorrendo difendersi
poi in un’eventuale azione intesa al rigetto della sua opposizione. In
concreto, poiché non indica alcun motivo formale d’impugnazi­one, il ricorso è
infondato a va di conseguenza respinto.

 

                                   3.   Non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è inammissibile.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione
a:

	
   

  	
  –  ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni
dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.