# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 05758593-79d3-581c-b0be-5493d64d4f37
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.05.2006 38.2006.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2006-5_2006-05-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2006.5

   

  rs/td

  	
  Lugano

  15 maggio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 gennaio 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 gennaio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 2 gennaio 2006 la Cassa CO 1 (di seguito la Cassa)
ha confermato la precedente decisione del 1° dicembre 2005 (cfr. doc. 10) con
cui aveva negato all’assicurata il diritto alle indennità di disoccupazione a
decorrere dal 1° novembre 2005, in quanto non aveva compiuto il periodo di
contribuzione e non poteva essere esonerata dall’adempimento dello stesso ai
sensi dell’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI.

                                         La Cassa
si è al riguardo così espressa:

 

" 
II 31 ottobre 2005 scade il termine quadro per
la riscossione dell'indennità di disoccupazione dell'assicurata. L'assicurata
rivendica il diritto all'indennità di disoccupazione dal 1° novembre
2005, segnatamente l'apertura di un nuovo termine quadro per la riscossione
delle prestazioni.

 

Con decisione del 1° dicembre 2005, la cassa nega
all'assicurata il diritto all'indennità di disoccupazione a partire dal 1°
novembre 2005. L'assicurata interpone tempestivamente opposizione il 20
dicembre 2005.

 

Secondo l'articolo 8 capoverso 1 lettera e della
legge sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI), l'assicurato ha
diritto all'indennità di disoccupazione, se ha compiuto o è liberato
dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione.

Ha adempiuto il periodo di contribuzione colui
che, entro il termine quadro per il periodo di contribuzione, ovvero entro i
due anni precedenti, ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione soggetta a
contribuzione, giusta l'articolo 13 capoverso 1 LADI.

 

Entro il termine quadro per il periodo di
contribuzione, ossia dal 1° novembre 2003 al 31 ottobre 2005, l'assicurata è
stata occupata quale cameriera ai piani presso l'__________ in __________ dal 1
° marzo 2004 al 31 ottobre 2004, per complessivi 8 mesi. Come da contratto di
lavoro sottoscritto il 31 ottobre 2003, il rapporto di lavoro è stato convenuto
a tempo determinato, secondo la durata appena sopra menzionata.

 

Il periodo di incapacità lavorativa seguente al
31 ottobre 2004 non può essere parificato ad un periodo di contribuzione,
poiché l'assicurata non era più vincolata da un rapporto di lavoro, visto che
siamo in presenza di un contratto a termine. Non può trovare qui applicazione,
in particolare, l'articolo 13 capoverso 2 lettera c LADI.

 

L'assicurata non può nondimeno essere esonerata
dall'adempimento del periodo di contribuzione, poiché non può attestare entro
il termine quadro per il periodo di contribuzione un'incapacità lavorativa
completa, al di fuori di un rapporto di lavoro, superiore a 12 mesi.

 

Dopo un esame approfondito dei fatti determinanti
e in applicazione delle disposizioni di legge menzionate, l'assicurata non ha
diritto all'indennità di disoccupazione a partire dal 1° novembre 2005." (Doc.
A)

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, ha
inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale ha chiesto:

 

" 
1.   II ricorso è accolto. Conseguentemente la
decisione avversata è 

annullata, pertanto
la signora RI 1 è posta a beneficio delle indennità di disoccupazione a far
tempo dal 1. novembre 2005, essendo adempiuta la durata del periodo di
contribuzione durante il termine quadro.

 

2.
  La ricorrente è posta a beneficio dell'assistenza giudiziaria per quanto
attiene le spese di patrocinio dell'avv. RA 1.

 

3.   Protestate le spese e le ripetibili." (Doc.
I)

 

                                         A
motivazione delle proprie pretese ricorsuali l’assicurata ha rilevato:

 

" 
(…)

 

1. RI 1, per
quattro anni ha lavorato alle dipendenze dell'__________ ad __________, quale
ausiliaria ai piani. Come tutti gli anni anche nel 2004 ha lavorato quale
stagionale, vale a dire approssimativamente da marzo ad ottobre, la rimanenza
del periodo annuo collocandosi in disoccupazione.

Durante il 2004 la sua stagione ha
avuto inizio il 1. aprile 2004 ed è cessata il 31 ottobre 2004, a beneficio di
un contratto di lavoro di durata determinata.

 

2. L'ultimo
giorno di lavoro rimunerato, il 30 ottobre 2004, RI 1 è vittima di un incidente
della circolazione quale pedone.

Il suo caso viene regolarmente annunciato
all'assicurazione Lainf obbligatoria del datore di lavoro, la __________, la
quale le riconosce le relative indennità in misura del 100% dal 2.11. al
7.11.2004 e quindi in misura del 50% sino al 17.12.2004 (doc. L). Si noti che
l'inabilità al lavoro è stata riconosciuta in maniera completa durante la
degenza ospedaliera iniziale protrattasi durante sette giorni, tra cui tre in
cui (recte: cure) intense (!).

 

Nonostante il fiduciario della Lainf
(dr. __________, __________) abbia emesso il suo verdetto con il quale la
signora RI 1 veniva ritenuta capace al lavoro in misura completa per quanto
concerne i soli postumi dell'infortunio del 17.12.2004, nondimeno continua a
rimanere inabile al lavoro in misura completa sino al 11.4.2005 e quindi sino
al 23.8.2005 in misura del 50%, come accerta la documentazione agli atti,
segnatamente: il plico di certificati medici del curante dr. __________ al doc.
G (conseguente a controlli regolari); il dr. __________ (certificato al doc.
E); le fatture relative ad un soggiorno di quasi tre mesi presso la Clinica __________
(plico al doc. F).

 

3. Dal 12.4.2005
al 23.8.2005 la signora RI 1 percepisce le relative indennità giornaliere di
disoccupazione in misura del 50%, quindi proporzionalmente alla propria
inabilità al lavoro; poi dal 24.8.2005 al 31.10.2005 in misura completa.

 

4. Dal 1.11.2005
la cassa di disoccupazione non gli riconosce più le indennità giornaliere a
motivo del fatto che nel relativo periodo quadro biennale non avrebbe svolto
un'attività lavorativa di almeno 12 mesi, come prescritto dall'art. 13 LADI.

 

Avversata nel contesto della
procedura di opposizione quest'ultima è stata respinta e la decisione
confermata.

 

5. Veniamo dunque alle motivazioni di cui al gravame.

 

Punti fermi nella situazione di fatto
qui in esame sono che la ricorrente ormai da svariati anni lavorava
quale cameriera ai piani presso l'Albergo __________ di __________,
in pratica quale stagionale. Iniziava all'inizio di marzo e finiva in ottobre;
da novembre a febbraio si collocava in disoccupazione, per poi riprendere la
propria attività stagionale l'anno appresso e così di seguito. Patente dunque
che il periodo di lavoro nel contesto del periodo quadro era sempre dato.
Altrettanto riconosciuto che tale modalità di lavoro è nota, soprattutto nella
zona del locarnese.

 

Altro dato di fatto incontrovertibile è
dato dalla circostanza che nel corso del 2005 la signora RI 1 avrebbe
ripreso la propria attività lavorativa presso l'Albergo __________ (recte: __________)
a __________, come negli anni precedenti. La ripresa si è resa impossibile
a motivo del perdurare dell'incapacità al lavoro, poi protrattasi sino al mese
di agosto.

 

6. Si ravvisi
che dalla documentazione medica agli atti, segnatamente da parte dello
specialista dr. __________ risulta la correlazione tra l'infortunio e il
protrarsi, oltre il periodo riconosciuto dall'assicurazione Lainf,
dell'incapacità al lavoro. La circostanza pare verosimile già da un profilo
meramente Lainf, sicuramente lo è in contesto civile.

Tale aspetto potrebbe essere
abbastanza irrilevante, quantunque francamente da rimarcare che l'assicuratore
Lainf del datore di lavoro avrebbe dovuto intervenire durante un periodo
prolungato.

 

Va fatta una premessa. La signora RI
1 non ha richiesto alcunché a titolo di perdita di guadagno da parte di alcuno
(né dall'assicuratore Lainf, né dall'assicuratore RC, né dall'assicuratore
malattia). Soltanto ha ricevuto le indennità di disoccupazione da agosto a fine
ottobre 2005.

Vi ha provveduto lo scrivente, ma
soltanto nel corso dello scorso mese di dicembre, come si nota dagli scritti di
cui al doc. I.

 

7. L'aspetto nel
quale la decisione della cassa di disoccupazione ha errato è nel non aver
considerato che la signora RI 1 avrebbe lavorato alle dipendenze dell'Albergo __________
di __________ dal mese di marzo 2005 al mese di ottobre 2005.

Ciò non è stato per il fatto che la
signora RI 1 è stata inabile al lavoro per i motivi e le modalità esaminate.

 

In effetti giusta l'art. 13 cpv. 2
lett. c) LADI, "i periodi in cui l'assicurato è vincolato da un rapporto
di lavoro, ma, per malattia o infortunio, non riceve salario" è assimilato
ad un periodo di contribuzione.

 

Nel caso della signora RI 1 è vero
che durante il periodo nel quale è stata inabile al lavoro per malattia o per
infortunio non disponeva di un rapporto di lavoro, ma è altrettanto vero che
nella misura in cui fosse stata abile al lavoro a far tempo dal 1. marzo 2005
al 31 ottobre 2005 avrebbe svolto la propria attività lavorativa
della quale era sicura già al momento dell'inizio del periodo di incapacità
al lavoro (31 ottobre 2004).

 

In altri termini non vi è motivo di
sorta per non applicare analogicamente il disposto di cui all'art. 13 cpv. 2
lett. c) LADI al caso di specie. Qualsivoglia altra soluzione appare iniqua,
così come quella scelta dall'autorità qui avversata, e contraria agli scopi
della legge.

 

In effetti scopo del disposto di cui
all'art. 13 LADI è quello di parificare ad un'attività lavorativa quel periodo
durante il quale il lavoratore avrebbe certamente avuto a disposizione un
salario, ma che non poteva conseguire, quindi non contribuire a motivo della
malattia e dell'infortunio. Che la legge non preveda expressis verbis il caso
di specie è ininfluente. Il fatto è che vi era la certezza dell'occupazione e
che questo non ha potuto avere inizio né continuare a causa della malattia
della ricorrente.

 

Pertanto il periodo di malattia della
signora RI 1, durante il quale avrebbe comunque avuto a disposizione un
contratto di lavoro, vale a dire dal 1. marzo 2005 al 23 agosto 2005,
dev'essere ritenuto per il calcolo del periodo di contribuzione ai sensi
dell'art. 13 LADI. Ne discende che al 1. novembre 2005 detto periodo era
superiore ai 12 mesi. Per il che alla qui ricorrente devono essere riconosciute
le indennità di disoccupazione a far tempo dal 1. novembre 2005.

 

8. Viene qui
richiesto pure l'ammissione al gratuito patrocinio della signora RI 1, per
quanto attiene le spese di patrocinio dello scrivente, giacché la medesima,
stante la situazione economica che andremo ad esporre, non dispone del
necessario per far fronte alla spesa.

 

9. A titolo di
prove, si richiede che venga sentito il gerente e proprietario dell'Albergo __________
di __________, che venga richiamato l'incarto della disoccupazione relativo
alla ricorrente." (Doc. I)

 

                               1.3.   La Cassa, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Il 10 marzo
2006 il patrocinatore dell’assicurata ha trasmesso il “Certificato per
l’ammissione all’assistenza giudiziaria” e la relativa documentazione (cfr.
doc. X; N1-N14).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se RI 1 ha o meno diritto alle indennità di
disoccupazione a decorrere dal 1° novembre 2005.

                                         Più
precisamente il TCA è chiamato a stabilire se l’assicurata al momento della richiesta
dell’apertura di un nuovo termine quadro per la riscossione delle prestazioni a
far tempo dal 1° novembre 2005 adempiva o meno il presupposto di cui all’art. 8
cpv. 1 lett. e LADI, ossia se la stessa aveva compiuto o era liberata
dall’obbligo di compiere il periodo di contribuzione.

 

                               2.3.   L’art. 9
cpv. 1 LADI prevede che per la riscossione della prestazione e per il periodo
di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente legge
non disponga altrimenti.

                                         In virtù
del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel
quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.

                                         Il
termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale
giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).

                                         Secondo
il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato
pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadro biennali sono
nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sempre
che la legge non disponga altrimenti.

 

                               2.4.   L'assicurato
ha, in effetti, diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha
compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione
(cfr. art. 8 cpv. 1 lett. e LADI).

 

                                         Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,
entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3 LADI), ha svolto durante almeno 12 mesi
un'occupazione soggetta a contribuzione.

                                         L'art. 2
cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che è tenuto a pagare i contributi
all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art.
10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per
il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre
1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

                                         L'obbligo
di adempiere al periodo di contribuzione è dunque ossequiato quando
l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine
quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante
almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS
(cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                               2.5.   Sono pure
considerati, tra l'altro, periodo di contribuzione il servizio militare, civile
e di protezione civile (cfr. art. 13 cpv. 2 lett. b LADI) e i periodi in cui
l’assicurato vincolato da contratto non ha lavorato per malattia o infortunio
(cfr. art. 13 cpv. 2 lett. c LADI).

 

                                         Nei
rispettivi commenti a questa norma Nussbaumer e Gerhards osservano, in
particolare, che:

 

"  aa)
Gesetzessystematisce Einordnung

 

173   Art.
13 AVIG kennt fünf Tatbestände, die als Beitragszeit angerechnet werden, obwohl
der Leistungsansprecher für diese Zeittspanne keine Beiträge geleistet hat.
Wesentliche Elemente der Beitragszeit sind die Ausübung einer unselbständigen
Erwerbstätigkeit und die damit verbundene Beitragspflicht. Gesetzessystematisch
richtig wäre unter dem Gesichtspunkt der gleichgestellten Tatbestände, dass
hier nur Sachverhalte innerhalb eines Arbeitsverhältnisses privilegiert würden.
Die Tatbestände nach Art. 13 Abs. 2 lit. b und Abs 2bis AVIG setzen jedoch
nicht voraus, dass der Versicherte in einem Arbeitsverhältnis steht. Sie hätten
in Art. 14 AVIG geregelt werden sollen. Anderseits hat die Gleichstellung mit
Beitragszeiten für die betreffenden Versicherten den Vorteil, keine besondere
Wartezeit bestehen zu müssen.

 

(…)

 

         ccc)
Kranke und verunfallte Arbeitnehmer

 

177   Zeiten,
in denen der Versicherte zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, aber wegen Krankheit
oder Unfall keinen Lohn erhält und daher keine Beiträge bezahlt, sind nach Art.
13 Abs. 2 lit. c AVIG ebenfalls anrechenbar. Auch hier handelt es sich um
beitragslose Zeiten innerhalb eines Arbeitsverhältnisses. Dieses
Anrechnungstatbestand kommt zum Zuge, wenn die Lohnfortzahlungspflicht des
Arbeitsgebers aufgehört hat

(vgl Art. 324a OR) oder durch Taggelder der Kranken- oder Unfallversicherung
ersetzt bzw. abgelöst worden ist (Art. 324b OR). Dieser Bestimmung kommt
gegenüber der Kranken- und Unfallversicherung Koordinationsfunktion zu, weil
Taggeldleistungen dieser beiden Sozialversicherungszwige nicht
AHV-beitragspflichtig sind (Art. 6 Abs. 2 lit. b AHVV)."

 

(cfr. Th. Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung,
in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra
marginale 173 e 177, pag. 68 e 70)

                                         "2.
Sonderzeiten ausserhalb eines Arbeitsverhältnisses

 

                                          21
Laut gesetzlicher Vorschrift werden auch schweizericher Militär- und
Zivilschutzdienst sowie die obligatorischen Hauswirtschaftskurse der Mädchen,
sofern sie ganztätig und ununterbrochen während mindestens 3 Wochen geführt
werden, als Beitragszeiten angerechnet (Bst. b).

 

                                          22
Diese Regelung stellt einen einschneidenden Eingriff in die durch den Begriff
der Beitragszeit vorgezeichneten Systematik dar. Dies gilt besonders, soweit
diese Regelung auf die genannten Dienste und Kurse ausserhalb von
Arbeitsverhältnissen anzuwenden ist. Denn hier ist weder das Moment eine
Beschäftigung als Arbeitnehmer noch das einer damit verbundenen
Beitragspflicht, also keines der im Begriff der Beitragszeit und der
beitragspflichtigen Beschäftigung enthaltenen Elemente sichtbar. - Anderseits
wird diese Regelung von beachtlichen gesellschaftspolitischen Überlegungen
getragen. Schliesslich könnte in Zukunft die Systemdurchbrechung dadurch
gemildert werden, als Pläne bestehen, die EO-Entschädigung der
AHV/AlV-Beitragspflichtig zu unterstellen; in diesem Falle wäre zumindest
bezüglich des Militär- und Zivilschutzdienstes die Beitragskomponente gegeben.

 

                                          (…)

 

                                          3.
Sonderzeiten innerhalb eines Arbeitsverhältnisses

 

                                          27
Laut gesetzlicher Vorschrift sind als Beitragszeit anrechenbar Zeiten, in denen
der Versicherte zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, aber wegen Krankheit
oder Unfalls keinen Lohn erhält und daher keine Beiträge bezahlt (Bst. c);
desgleichen auch Arbeitsunterbrüche (während des Arbeitsverhältnisses) wegen
Schwangerschaft oder Mutterschaft (= hier Zeit nach der Niederkunft), soweit
sie durch Arbeitsnehmerschutzbestimmungen vorgeschrieben oder
gesamtarbeitsvertraglich vereinbart sind (Bst. d).

 

                                          28
In beiden Fällen handelt es sich um Zeiten, in denen der oder die Versicherte
zwar in einem Arbeitsverhältnis steht, er oder sie also die im Begriff der
Beitragszeit enthaltene Komponente der Beschäftigung zumindest formal (vgl.
Dauer des Arbeitsverhältnisses; auch oben

N. 4) "vorweisen" kann, nicht jedoch die zweite Komponente, nämlich
die der Beitragspflichtiger Lohn (AHVG 5 II) anfällt. - Diese Zeiten können
deshalb vom begriffssystematischen Aspekt her gesehen (vgl. Begriff des
Baitragsmonats) an sich nicht als Beitragszeit betrachtet werden (vgl. AVIV 11
I: "… in dem der Versicherte beitragspflichtig ist"). - Wenn nämlich
weiter oben (N. 4) festgestellt wurde, dass der neurechtliche Begriff der
"Beitragszeit" grundsätzlich auf die formale Dauer des
Arbeitsverhältnisses abstellt, so wurde diese Feststellung in erster Linie
gegenüber der Regelung im früheren Recht getroffen, wo bei der Bestimmung der
Dauer der "beitragspflichtigen Beschäftigung" der "volle Arbeitstag"
eine beherrschende Rolle spielte. - Durch wiederholten Hinweis (vgl. z. B. N.
9, 19) auf AVIV 11 I ist die Bedeutung der Komponente der Beitragspflicht für
den Begriff der Beitragszeit mehrfach deutlich markiert worden.

 

                                          29
In diesem Zusammenhang ist im übrigen festzuhalten, dass
"Beitragspflicht" (vgl. auch "beitragspflichtig") und
Beitragszahlung nicht dasselbe sind. Eine Nichtbezahlung pflichtiger Beiträge
verhindert die Anrechenbarkeit von Zeiten, die grundsätzlich als
"Beitragszeit" in Betracht kommen können, nicht. - Nicht bezahlte
Pflichtbeiträge werden einfach von der Beitragsinkasso zuständigen
AHV-Organisation (AHV-Ausgleichkasse) nachgefordert.

 

                                          30
Die Regelung nach Buchstabe c hat nur Bedeutung, soweit die beschränkte
Lohnzahlungspflicht des Arbeitgebers bei Krankheit oder Unfall des
Arbeitnehmers (OR 324a I, II; vgl. Basler, Berner und Zürcher Skala)
dahingefallen oder durch Leistungen (Taggelder) der Kranken- oder
Unfallversicherung ersetzt (vgl. OR 324b betreffend obligatorischer UV) ist. -
Ebenso greift diese Regelung ein bei betreffenden Absenzen der Versicherten
während des Arbeitsverhältnisses, die nicht durch AHV/ALV-beitragspflichtige
Lohnzahlungen gedeckt sind.“

 

                                          (cfr.
G. Gerhads, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Ed. Paul Haupt Berna e Stoccarda 1987, Ad art. 13, N. 21, 22 e da 27 a
30, Vol. I, pag. 173 e 174)

 

                               2.6.   L'art. 14
LADI (nella versione valida dal 1° giugno 2002; cfr. RU N. 18 del 7 maggio
2002, Legge federale concernente l'Accordo tra la Confederazione Svizzera, da
una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, sulla
libera circolazione delle persone, pag. 720 e 722), che regola l'esenzione
dall'adempimento del periodo di contribuzione, prevede, tra l'altro, che sono
esonerate dall’adempimento del periodo di contribuzione le persone che, entro
il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre dodici mesi complessivamente,
non sono state vincolate da un rapporto di lavoro a seguito di malattia (art. 3
LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o maternità (art. 5 LPGA), a condizione che
durante questo periodo siano state domiciliate in Svizzera, e non hanno quindi
potuto soddisfare i relativi obblighi (cfr. art. 14 cpv. 1 lett. b LADI).

 

                                         Chiamato
a decidere circa il rapporto tra il principio della protezione assicurativa e
quello dell'obbligo assicurativo, in una decisione pubblicata in SVR 2004 ALV
Nr. 6 e massimata in RtiD I-2004 N. 69 pag. 208, il TFA ha confermato il
precedente giudizio di questo Tribunale e ha stabilito che il principio della protezione
assicurativa deve avere la precedenza su quello dell'obbligo assicurativo.
Nulla osta pertanto all'apertura di un nuovo termine quadro in virtù
dell'esonero, in seguito a malattia, dall'adempimento del periodo di
contribuzione, dopo che un precedente termine quadro era già stato aperto per
gli stessi motivi.

                                         Contestualmente
l'Alta Corte, in particolare circa l'esigenza di un legame di causalità tra il
mancato adempimento dell'obbligo del periodo di contribuzione e il motivo
dell'impedimento, ha rilevato che:

 

" 
(…)

1.2.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale
federale delle assicurazioni, l'applicazione di questo disposto (ndr.: si
riferisce all'art. 14 cpv. 1 lett. b LADI) presuppone che l'assicurato sia
stato impedito, per almeno dodici mesi, di essere parte contraente di un
rapporto di lavoro per una delle ragioni enumerate dalla legge. In altri
termini, deve esistere un legame di causalità tra l'assenza di un'attività
lucrativa e, quindi, tra l'inadempimento del periodo di contribuzione da un lato,
e i motivi elencati nel predetto disposto, in particolare l'esistenza di una
malattia, dall'altro lato. Siffatta causalità è unicamente data se, per uno dei
motivi indicati, non era possibile né ragionevolmente esigibile per
l'assicurato esercitare un'attività, anche solo a tempo parziale (DTF 126 V 386
seg. consid. 2b, 121 V 342 seg. consid. 5b; DLA 1995 no. 29 pag. 167 seg.
consid. 3b/aa e riferimenti ivi citati). Ne consegue che in presenza di
un'incapacità lavorativa solo parziale, l'esistenza del necessario nesso
causale è condizionata al fatto che si potesse o meno esigere l'esercizio di
un'attività soggetta a contribuzione, svolta a tempo parziale (cfr. pure
sentenza inedita del 12 ottobre 1999 in re R., C 202/99; Nussbaumer, op. cit.,
cifra marg. 197).

(…)." (cfr. SVR 2004 ALV Nr. 6, consid.
1.2.3, pag. 17)

 

                                         In una
decisione pubblicata in DLA 1998 N. 19 il TFA ha stabilito, tra l'altro, che
un'incapacità lavorativa del 50% non impedisce di soddisfare l'adempimento del
periodo di contribuzione nell'ambito di un'occupazione a tempo parziale.

 

                               2.7.   In merito al
rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza pubblicata in DLA 2004
N. 26 pag. 269 segg., il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole circa
l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art. 14
LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

                                         L'Alta
Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

3.2 Der Gesetzgeber geht deswegen von einem
überjährigen Befreiungstatbestand nach Art. 14 AVIG - im Extremfall: von 12
Monaten und 1 Tag - aus, weil der Versicherte bei kürzerer (12monatiger oder
unterjähriger) Dauer des Befreiungstatbestandes die Möglichkeit hat, sich durch
bezahlte unselbstständige Erwerbstätigkeit das Mindestbeitragsjahr nach Art. 13
Abs. 1 AVIG zu sichern. Entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichts hat
diese Überlegung nach wie vor Gültigkeit, weil bei unterjährigen
Befreiungstatbeständen auch unter der Herrschaft des seit 1. Januar 1998
geltenden zweiten Satzes von Art. 13 Abs. 1 AVIG in der zweijährigen
Rahmenfrist Raum für den geforderten Beitragsnachweis verbleibt. Wie das seco
in seiner Vernehmlassung zutreffend bemerkt, hat der Gesetzgeber anlässlich der
Neufassung von Art. 13 Abs. 1 AVIG auf den 1. Juli 2003 am bisherigen Konzept
(Trennung von Art. 13 und Art. 14 AVIG) festgehalten, und dies obgleich er die
12monatige Mindestbeitragszeit nun zum allgemeinen (nicht erst bei einer
zweiten Rahmenfrist) zu beachtenden Anspruchserfordernis gemacht hat. Wenn aber
der Gesetzgeber im Rahmen einer Revision, in Kenntnis einer zur alten Regelung
ergangenen Rechtsprechung, an einer bestimmten Konzeption festhält - hier der
Subsidiarität der Befreiungstatbestandsregelung nach Art. 14 AVIG im Vergleich
zur Mindestbeitragszeit nach Art. 13 AVIG -, geht es nicht an, unter dem alten
Recht (hier die bis 30. Juni 2003 gültig gewesenen Normen) eine neue Praxis zu
begründen, welche der bestätigten legislatorischen Regelungsabsicht
zuwiderliefe (vgl. BGE 126 V 466 f. Erw. 3a-c zum erneuten Bestehen der
Karenzzeit als Voraussetzung für den Anspruch auf Ergänzungsleistungen). Die
Verfügung der Arbeitslosenkasse vom 3. Dezember 2002 ist nach dem Gesagten
rechtens.

(…)." (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 3.2.,
pag. 270-271)

 

                                         Contestualmente
il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione
con periodi di esonero:

 

" 
(…)

Ebenfalls zutreffend ist, dass eine Kumulation
von Beitragszeiten mit Befreiungszeiten nicht zulässig ist (BGE 121 V 342 unten
f.; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa).

(…)." (cfr. DLA 2004 N. 26, consid. 1, pag.
270)

 

                               2.8.   Nell’evenienza
concreta dagli atti di causa risulta che dal 2001 al 2004 l’assicurata è stata
attiva, quale cameriera ai piani, presso l’__________ __________, sulla base di
contratti di lavoro stagionali.

                                         Nei
periodi invernali la ricorrente ha fatto ricorso all’assicurazione contro la
disoccupazione (cfr. doc. 14).

 

                                         Nel 2004 la
ricorrente ha lavorato presso l’__________ citato dal 1° marzo al 30 ottobre. Il
contratto di durata determinata, sottoscritto dalla stessa il 31 ottobre 2003,
è giunto al termine il 31 ottobre 2004 (cfr. doc. 3).

 

                                         Il 30
ottobre 2004 l’assicurata è rimasta vittima di un infortunio (cfr. doc. F; L).

                                         Conseguentemente
la ricorrente ha percepito delle indennità giornaliere dell’assicurazione
contro gli infortuni per inabilità lavorativa al 100% dal 2 al 7 novembre 2004
e al 50% dall’8 novembre al 17 dicembre 2004. A decorrere dal 18 dicembre 2004
le sequele infortunistiche sono state considerate concluse e i disturbi ancora accusati
dall’assicurata sono stati ritenuti di origine extra-traumatica (cfr. doc. L,
6).

 

                                         Il Dr.
med. __________, spec. FMH in medicina interna, medicina psicosomatica e
psicosociale, medico curante dell’assicurata, il 21 aprile 2005 ha del resto
attestato un’inabilità lavorativa del 100% a causa di malattia dal 17 dicembre
2004 all’11 aprile 2005 (cfr. doc. G).

                                         Dal
certificato medico del 15 aprile 2005 del Dr. med. __________ emerge poi che la
ricorrente a partire dal 12 aprile 2005 è stata incapace al lavoro per malattia
al 50% (cfr. doc. G).

                                         Un’inabilità
lavorativa al 100% è stata nuovamente certificata dallo stesso sanitario il 10
giugno 2005 per il periodo a far tempo da tale data all’11 luglio 2005. 

                                         Dal 12
luglio 2005 l’assicurata è stata ritenuta incapace al lavoro al 50%. Essa ha
infine ritrovato una piena abilità lavorativa dal 24 agosto 2005 (cfr. doc. G).

 

                                         A
decorrere dal 12 aprile 2005 la ricorrente ha controllato la disoccupazione,
percependo delle indennità in misura del 50% fino al 31 agosto 2005 e del 100%
dal 1° settembre al 31 ottobre 2005 (cfr. doc. III,D, 8).

 

                                         Il
termine quadro biennale per la riscossione delle prestazioni (cfr. art. 9 LADI),
iniziato il 1° novembre 2003, è scaduto il 31 ottobre 2005 (cfr. doc. A).

 

                                         L’assicurata,
il 23 agosto 2005, con effetto dal 1° novembre 2005, ha postulato l’apertura di
un nuovo termine quadro (cfr. doc. A, 1, 7).

                                         La Cassa
ha respinto tale domanda, ritenendo che essa non ha adempiuto il periodo di
contribuzione, né poteva essere esonerata da questo obbligo (cfr. doc. A, 10).

 

                                         La
ricorrente sostiene, per contro, che il proprio periodo di contribuzione nel
termine quadro di contribuzione sia superiore ai dodici mesi, poiché al suo
caso va applicato per analogia l’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI, secondo cui i
periodi in cui l’assicurato è vincolato da un rapporto di lavoro, ma per
malattia o infortunio non riceve salario, sono assimilati a un periodo di
contribuzione. Essa, infatti, benché nel lasso di tempo in cui era incapace al
lavoro per infortunio o malattia non disponesse di un contratto di impiego, nel
periodo dal mese di marzo al mese di ottobre 2005 senza l’infortunio e la
malattia avrebbe lavorato nuovamente, come le stagioni precedenti, presso l’__________.
Essa, perciò, non ha potuto iniziare l’occupazione a __________, che era certa,
e conseguentemente conseguire il relativo salario, unicamente per il motivo che
era inabile al lavoro per infortunio o malattia (cfr. doc. I).

 

                               2.9.   Questa Corte,
chiamata ora a stabilire se l’assicurata ha ossequiato o meno le condizioni per
beneficiare del diritto alle prestazioni a far tempo dal 1° novembre 2005, ricorda
che nel termine quadro per il periodo di contribuzione rilevante, che in casu
va dal 1° novembre 2003 al 31 ottobre 2005 (cfr. art. 9 cpv. 1 e 3 LADI),
la medesima deve, tra l’altro, avere compiuto o essere esonerata dall’obbligo
dell’adempimento del periodo di contribuzione (cfr. consid. 2.3., 2.4.).

 

                                         In
concreto non è contestato che l’assicurata non ha compiuto il periodo minimo di
contribuzione di dodici mesi ai sensi dell’art. 13 cpv. 1 LADI.

                                         Infatti
nella “Domanda d’indennità di disoccupazione” la ricorrente ha dichiarato che
nei due anni precedenti la richiesta di prestazioni è stata impiegata presso l’__________
di __________ dal 1° marzo al 31 ottobre 2003 e dal 1° marzo al 30 ottobre 2004
(cfr. doc. 1).

                                         I mesi
del 2003 in cui essa è stata occupata professionalmente risultano precedenti
all’inizio del termine quadro per il periodo di contribuzione rilevante (1°
novembre 2003 – 31 ottobre 2005), per cui essi sono ininfluenti.

                                         In simili
condizioni, l’assicurata, avendo lavorato nel termine quadro in questione soltanto
dal 1° marzo al 30 ottobre 2004, non ha svolto un’attività dipendente soggetta
a contribuzione per una durata di almeno dodici mesi.

 

                             2.10.   L’assicurata,
come visto (cfr. consid. 2.8.; doc. E), ritiene che la Cassa avrebbe errato omettendo
di considerare che, se lei non fosse stata incapace al lavoro, nel 2005 sarebbe
stata attiva presso l’__________ di __________. 

                                         Secondo
la ricorrente per determinare il compimento del periodo di contribuzione di
almeno dodici mesi, oltre ai mesi in cui ha effettivamente svolto un’attività
lavorativa soggetta a contribuzione nel 2004 presso __________ di __________, vanno,
dunque, computati, applicando per analogia l’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI, anche
i mesi del 2005 in cui non ha ricevuto salario, e quindi non ha contribuito, solamente
perché a causa della malattia o infortunio non è stato concluso il contratto di
impiego che, invece, sarebbe certamente venuto in essere, dal mese di marzo al
mese di ottobre 2005, se fosse stata abile al lavoro.

 

                                         Al
riguardo, in primo luogo, va osservato che se, da un lato, è vero che alla luce
di quanto avvenuto negli anni precedenti l’eventualità della riassunzione quale
cameriera ai piani presso l’__________ non può essere esclusa, dall’altro, nell'ambito
dell'applicazione dell'art. 13 cpv. 2 lett. c LADI va considerata la situazione
effettiva (cfr. consid. 2.5. / "Zwar in einem Arbeitsverhältnis steht")
e non quella ipotetica (cfr. STCA del 22 luglio 2003 nella causa S.,
38.2002.276, consid. 2.9.).

                                         Pertanto i mesi del 2005
in cui la ricorrente, se non fosse stata inabile al lavoro, avrebbe potuto
essere nuovamente impiegata a __________, non vanno considerati quale periodo
di contribuzione ai sensi dell’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI, in
quanto essa non era in ogni caso effettivamente vincolata da un contratto di
lavoro.

 

                                         In secondo luogo, in casu,
anche se l’assicurata nel 2005 fosse stata effettivamente vincolata da un
rapporto di lavoro con __________ di __________, e quindi trovasse applicazione
l’art. 13 cpv. 2 lett.c LADI, l’esito della vertenza
non sarebbe differente.

                                         Infatti il
contratto di impiego, analogamente a quanto avvenuto nel passato e come
peraltro asserito dalla ricorrente stessa (cfr. doc. I), sarebbe stato di
durata determinata con inizio nel mese di marzo 2005. 

                                         Conseguentemente
nei mesi di gennaio e febbraio 2005 l’assicurata non sarebbe stata legata
contrattualmente a un datore di lavoro.

                                         Inoltre,
come esposto sopra (cfr. consid. 2.8., doc. G), a partire dal 12 aprile 2005 la
ricorrente era abile al lavoro al 50%. 

                                         A decorrere
da tale data la stessa ha, in effetti, percepito delle indennità giornaliere al
50% da parte dell’assicurazione contro la disoccupazione. Il mancato conseguimento
di un salario, perlomeno in misura del 50%, e quindi il mancato versamento di
contributi a far tempo dal 12 aprile 2005 non sarebbe, dunque, stato causato da
malattia. 

 

                                         Considerando
che l’assicurata è nuovamente stata inabile al 100% dal 10 giugno all’11 luglio
2005, i periodi dal 12 aprile al 9 giugno 2005 e a partire dal 12 luglio 2005
non potrebbero così essere assimilati a un periodo di contribuzione ex art. 13
cpv. 2 lett. c LADI.

 

                                         Di
conseguenza, ricordando che è possibile il cumulo dei periodi di contribuzione
con quelli che contano quali periodi di contribuzione (cfr. Circulaire relative
all’indemnité de chômage, emessa dal SECO nel gennaio 2003, p.to B 120),
complessivamente l’assicurata, nel termine quadro per il periodo di
contribuzione pertinente (1° novembre 2003-31 ottobre 2005), anche nel caso in
cui per la stagione 2005 fosse stata effettivamente vincolata da un rapporto di
lavoro con l’__________ di __________, non raggiungerebbe il periodo di
contribuzione di almeno dodici mesi (cfr. art. 13 LADI).

                                         Andrebbero
difatti unicamente tenuti conto, quale periodo contributivo, 10 mesi e 13 giorni, ritenuto che i periodi di contribuzione
inferiori a un mese sono addizionati e che 30 giorni civili sono reputati un
mese di contribuzione (cfr. art. 11 cpv. 1, 2 e 3 OADI; in casu: 7 mesi interi
da marzo a settembre 2004 + 30 giorni a ottobre 2004 = 1 mese + 1 mese a marzo
2005 + 30 giorni dal 10 giugno al 9 luglio 2005 = 1 mese + 11 giorni ad aprile
2005 + 2 giorni a luglio 2005).

 

                                         La
censura sollevata dall’assicurata risulta, pertanto, priva di fondamento.

 

                             2.11.   L’assicurata
neppure può essere esonerata dall’adempimento del periodo di contribuzione ai
sensi dell’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI.

 

                                         Dalle
tavole processuali, come già rilevato (cfr. consid. 2.8.), si evince che la
ricorrente è stata inabile al lavoro a causa dell’evento traumatico occorsole
il 30 ottobre 2004 da tale data fino al 7 novembre 2005 al 100% e dall’8
novembre al 17 dicembre 2004 al 50% (cfr. doc. L).

                                         Il medico
curante, Dr. med. __________, dal canto suo, ha attestato una totale incapacità
al lavoro fino al 17 dicembre 2004.

                                         In
proposito va osservato che il medico fiduciario dell’assicuratore LAINF, Dr.
med. __________, nel mese di dicembre 2004 ha rilevato la presenza di disturbi
extra-infortunistici (cfr. doc. L).

                                         Il Dr.
med. __________, il 21 aprile 2005, ha poi certificato un’inabilità lavorativa
al 100% dal 17 dicembre 2004 all’11 aprile 2005 per malattia (cfr. doc. G). Dal
12 aprile 2005 l’assicurata è stata considerata capace al lavoro al 50% fino al
9 giugno 2005. 

                                         Un’inabilità
completa è stata nuovamente riscontrata dal 10 giugno fino all’11 luglio 2005.
Dal 12 luglio 2005 l’assicurata è stata però ritenuta abile al 50%.

                                         A
decorrere dal 24 agosto 2005 essa ha infine ritrovato una piena capacità al
lavoro (cfr. doc. G).

 

                                         Riguardo
all’inabilità lavorativa al 50% presentata dall’assicurata dal 12 aprile al 9
giugno 2005 e dal 12 luglio al 23 agosto 2005, è utile ribadire che secondo la
giurisprudenza federale un'incapacità lavorativa del 50% non impedisce di
soddisfare l'adempimento del periodo di contribuzione nell'ambito di
un'occupazione a tempo parziale (cfr. consid. 2.6.).

                                         Pertanto,
vista l’abilità residua al lavoro del 50%, bisogna ritenere che nei periodi
citati difetta un nesso di causalità tra il mancato adempimento dell’obbligo
del periodo di contribuzione e il motivo dell’impedimento. L’assicurata dal 12
aprile 2005 era d’altronde iscritta in disoccupazione percependo delle
indennità giornaliere al 50% (cfr. consid. 2.8.).

 

                                         Per il
resto la ricorrente è stata inabile al lavoro al 100% durante 6 mesi e 1 giorno
(4 mesi interi, a novembre 2004 e da gennaio a marzo 2005, + 60 giorni = 2
mesi, 1 giorno il 31 ottobre 2004 + 17 giorni di dicembre 2004 + 11 giorni di
aprile 2005 + 20 giorni a giugno 2005 + 11 giorni a luglio 2005, + 1 giorno a
luglio 2005; cfr. per analogia l’art. 11 cpv. 2 OADI).

 

                                         In simili
circostanze, occorre concludere che complessivamente l’assicurata, nel termine
quadro per il periodo di contribuzione pertinente (1° novembre 2003 – 31
ottobre agosto 2005) non raggiunge il periodo di oltre dodici mesi, durante il
quale non è stata vincolata da un rapporto di lavoro a seguito di infortunio e
malattia, necessario per essere esonerata dall’adempimento del periodo di
contribuzione giusta l’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI.

                                         La
ricorrente non può, di conseguenza, essere liberata dall’obbligo di compiere il
periodo di contribuzione sulla base dell’art. 14 cpv. 1 lett. b LADI.

 

                             2.12.   L’assicurata,
con il ricorso, ha chiesto al TCA di richiamare l’incarto della disoccupazione
relativo al suo caso e di sentire il gerente e proprietario dell’__________ di __________
(cfr. doc. I).

                                      

                                         Il TCA
rileva innanzitutto che l'incarto della Cassa concernente la presente vertenza
è parte integrante delle tavole processuali.

 

                                         Sulla
base della documentazione agli atti la questione relativa al mancato adempimento
delle condizioni per poter aprire un nuovo termine quadro per la riscossione
delle prestazioni a decorrere dal 1° novembre 2005 è stata sufficientemente
chiarita.

 

                                         Di
conseguenza la richiesta della ricorrente concernente il richiamo anche degli incarti
dell’URC relativi agli anni in cui l’assicurata ha controllato la
disoccupazione e l’audizione del gerente e proprietario dell’__________ deve
essere respinta.

                                         In
effetti ai fini dell’esito della lite sub judice la documentazione
dell’URC è irrilevante. 

                                         Inoltre,
visto che l’art. 13 cpv. 2 lett. c LADI può trovare applicazione soltanto se,
allorché un assicurato era inabile al lavoro per malattia o infortunio, un
rapporto di lavoro era in essere (cfr. consid. 2.10.) e che in casu per stessa
ammissione dell’assicurata nel 2005 la medesima non disponeva di alcun
contratto di impiego (cfr. doc. I), non è dato da vedere quali elementi utili
possa apportare per la ricorrente il gerente e proprietario dell’__________.

 

                                         A tale
proposito va rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato
(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove
(cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA del 16 febbraio 2006 nella causa G., U 416/04,
consid. 3.2.; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa
C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26
novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa
P., U 82/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa
B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa
A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                             2.13.   Alla luce di
tutto quanto esposto, questa Corte deve concludere che a ragione la Cassa ha
negato all’assicurata il diritto alle indennità di disoccupazione. 

                                         La
ricorrente, infatti, non avendo compiuto e non potendo essere esonerata dal
compimento del periodo di contribuzione, non ha ossequiato il presupposto di
cui all'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.

 

                                         Questa
soluzione si impone vista anche la giurisprudenza federale secondo la quale non
è possibile cumulare periodi di contribuzione con periodi di esonero (cfr.
consid. 2.7).

 

                             2.14.   Il TCA rileva
infine che l’assicurata ha postulato l’ammissione al gratuito patrocinio
dinanzi al TCA (cfr. consid. 1.2.; doc. I).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. 

                                         Se le
circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio. 

 

                                         La LADI
non prevede delle norme che derogano a questa disposizione, per cui l'art. 61
lett. f LADI è, in casu, applicabile.

 

                                         Tale
disposto mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione
dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale,
mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale
(cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86 p. 626).

                                         Le
condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria
rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora
applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento ad altri ambiti delle
assicurazioni sociali (cfr. v. art. 108 cpv. 1 lett. f LAINF; v. art. 85 cpv. 2
lett. f LAVS; SVR 2004 AHV Nr. 5; STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U
114/03, consid. 2.1.). 

                                         Tali
presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia
necessaria o comunque indicata (al riguardo cfr. STFA del 24 gennaio 2006 nella
causa A., I 812/05), se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue
conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op. cit.,
art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl 94/1993 p.
517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/ D., U
234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5
settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF
121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1,
consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr.
13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323;
STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.). 

 

                                         Inoltre
va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul
patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU
30/2002 pag. 213 segg.), la quale si applica alle domande di assistenza
giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore .

                                         L'art. 3
della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA
rinvia espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30
luglio 2002), prevede:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

 

" 
2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura  a
causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla
giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale
relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che
sono validi anche sotto l'egida della LPGA.

                                         In questo
senso la Lag, a cui la LPTCA rinvia, è conforme all'art. 61 lett. f LPGA (cfr.
DTF 130 V 320, consid. 2.1.).

 

                                         Il TCA,
chiamato ora a pronunciarsi, ritiene che nella presente fattispecie non sia
soddisfatto il requisito della probabilità di esito favorevole (cfr. STFA del
10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA dell'8 febbraio 2001 nella causa
B., I 446/00; STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N., U 220/99; STFA del
17 ottobre 2001 nella causa X, 1P.569/2001; STFA del 6 marzo 2001 nella causa
E. e E., 5P.426/2000; STFA del 17 maggio 2000 nella causa B., 1P 281/2000; DTF
119 Ia 253 consid. 3b).

 

                                         Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe
al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA del 26
settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;
DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese
massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).

                                         A tal
proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si
deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di
primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere
accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA del 9
agosto 2005 nella causa M., K 75/05; STFA del 10 agosto 2005 nella causa M., I
173/04; STFA del 29 agosto 2005 nella causa H., I 422/04; STFA non pubbl. del
29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c). 

                                         Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si
eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125
II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F.
Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).

 

                                         Nel caso
concreto, alla luce della LADI, della giurisprudenza federale pubblicata nella
Raccolta ufficiale e in riviste specialistiche, nonché della univoca dottrina
(cfr. consid. 2.5.), la presente vertenza appariva, dopo un esame forzatamente
sommario, destinata all'insuccesso già al momento della presentazione
dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano
considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa. In effetti, come
esposto ai considerandi precedenti, dalla rilevante documentazione agli atti
emerge in modo indubbio l’impossibilità di riconoscere alla ricorrente il
diritto all’apertura di un nuovo termine quadro per la riscossione delle prestazioni
a decorrere dal 1° novembre 2005 e conseguentemente il diritto di percepire da
tale data le indennità di disoccupazione.                                        

                                         Inoltre
gli elementi fattuali della fattispecie non lasciano spazio al potere di
apprezzamento del TCA.

                                         Di primo
acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva probabilità
di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; per alcuni casi analoghi:
STCA del 21 maggio 2002 nella causa l., 35.2002.12; STCA del 9 luglio 2002
nella causa C., 35.2002.32).

 

                                         In simili
condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre presupposti
cumulativi, la domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

 

                                   2.   L'istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio è respinta.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti