# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0201c6d0-c2bc-5957-a47a-8d508a08af03
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 19.05.2006 90.2005.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2005-51_2006-05-19.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2005.51

   

  	
  Lugano

  19 maggio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo
  Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Furger, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 22 giugno 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 10 maggio 2005 (n. 2269), con cui il
  Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore del comune di PI 1;

  

 

 

viste le risposte:

-    1. settembre 2005 del
municipio di PI 1;

-    21 ottobre 2005 della
divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità del dipartimento del
territorio;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                                  A.   Nelle
sedute del 28, 29 aprile, 5 e 6 maggio 2003 il consiglio comunale di PI 1 ha
adottato la revisione generale del piano regolatore. In quella sede il mapp.
401, di proprietà della comunione ereditaria composta da __________, __________
e __________ __________, è stato attribuito alla zona agricola. Questo fondo presenta
una superficie prativa di 693 mq, su cui insistono alcuni manufatti adibiti a deposito,
ed è situato in località __________.

 

 

                                  B.   Con ricorso
30 luglio 2003 __________ __________, dichiarando di agire anche in nome dei
coeredi __________ e __________ __________, si è aggravata contro quella
deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, chiedendo l’inserimento in zona
edificabile del mapp. 401, giacché confinante con il mapp. 386, incluso in zona
industriale, e con il mapp. 165, anch’esso incluso nella zona edificabile, ma
del comune di __________.

 

 

                                  C.   Nelle more
del procedimento ricorsuale __________ __________ è deceduta. Con contratto di
divisione ereditaria gli eredi hanno convenuto l’attribuzione del mapp. 401 a RI
1, che ne è così divenuto proprietario a titolo esclusivo.

 

 

                                  D.   Con
risoluzione 10 maggio 2005 (n. 2269) il Consiglio di Stato ha approvato il
piano regolatore di __________, respingendo contestualmente il ricorso di __________
__________. Il Governo, puntualizzando che in quel comparto il comune aveva ripreso
e confermato il limite della zona edificabile del previgente piano regolatore,
ha ritenuto che non vi erano le premesse necessarie per giustificare un
ampliamento della zona edificabile sul terreno in oggetto, considerato che il
dimensionamento del piano regolatore era tale da far fronte al prevedibile
fabbisogno per i prossimi 15 anni. Inoltre, la scelta del comune di attribuire
il mapp. 401 alla zona agricola meritava tutela, giacché lo stesso era parte
costitutiva di un complesso sufficientemente ampio di aree boscate, aperte,
attraversate da un corso d’acqua, che svolgeva un’importante e specifica
funzione di strutturazione del territorio e di collegamento ecologico (cfr.
risoluzione impugnata, pag. 78). 

 

 

                                  E.   RI 1 insorge
il 22 giugno 2005 avverso la menzionata risoluzione governativa innanzi a questo
tribunale, postulandone l’annullamento e ribadendo la domanda d’attribuzione del
mapp. 401 alla zona edificabile. A sostegno della sua impugnativa il ricorrente
lamenta in primo luogo la carenza di motivazione della decisione, a suo dire
troppo succinta. Nel merito, esso ritiene che il fondo debba essere incluso
nella zona costruibile, in quanto urbanizzato e contiguo alla zona artigianale
del comune di __________. A quest’ultimo riguardo, l’insorgente lamenta la carenza
di coordinamento della pianificazione tra comuni viciniori. Inoltre, per l’ubicazione
a ridosso del tracciato dell’autostrada N2, nonché per le sue modeste
dimensioni, il fondo in parola denoterebbe semmai un’incompatibilità con la
destinazione agricola, mentre, per contro, non costituirebbe un’estensione tale
della zona edificabile da compromettere la contenibilità del piano regolatore e
contribuirebbe altresì ad un utilizzo razionale e parsimonioso del suolo.

 

 

                                  F.   La
divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità postula la reiezione del
gravame, mentre il municipio ne chiede l’accoglimento, con motivazioni, di cui
si dirà, se del caso, nei considerandi di diritto.

 

 

                                  G.   In data 29
novembre 2005 si sono tenuti l’udienza, durante la quale il ricorrente, a cui è
stato mostrato un estratto del piano delle zone del comune di __________ riguardante
il comparto all’esame, ha chiesto di richiamare agli atti il rapporto di pianificazione
del nuovo piano regolatore di quel comune. Le parti hanno quindi confermato le
rispettive allegazioni e domande. Alla fine dell’udienza è stato esperito il
sopralluogo in contraddittorio, durante il quale sono state scattate alcune
fotografie dei luoghi, acquisite in seguito agli atti. Il tribunale ha poi dichiarato
chiusa l’istruttoria.

 

                                  H.   In data 3
febbraio 2006 il tribunale ha assegnato alle parti un termine di 15 giorni per
consultare e presentare eventuali osservazioni in merito al rapporto di
pianificazione del piano regolatore di __________, acquisito frattanto agli
atti. Entro il termine prefissato è giunta unicamente la risposta del municipio
di PI 1, con cui ha confermato in buona sostanza le proprie allegazioni espresse
con la risposta 1. settembre 2005 e durante l’udienza del 29 novembre 2005. Non
sono invece pervenute le osservazioni della divisione dello sviluppo
territoriale, né quelle del ricorrente, malgrado la concessione a quest’ultimo di
una proroga di ulteriori 15 giorni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La competenza del tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38
cpv. 1 LALPT) e la legittimazione del ricorrente certa (art. 38 cpv. 4 lett. b
LALPT). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   Il
ricorrente lamenta la motivazione carente della decisione impugnata. A tale proposito
si osserva che corrisponde ai principi generali del diritto pubblico e in
particolare al diritto di essere sentito che i motivi della decisione debbano
essere noti all’interessato. In linea con questo principio, l’art. 26
cpv. 1 PAmm, applicabile in forza del richiamo dell’art. 38 cpv. 6 LALPT,
prescrive di motivare ogni decisione, esigendo per giunta la forma scritta. Non
occorre tuttavia che la motivazione si esprima su tutti gli argomenti di fatto
o di diritto toccati dal ricorso. L’autorità può limitarsi ai punti essenziali
ai fini del giudizio (RDAT I-1999 n. 27, consid. 3b). È quanto è avvenuto nel
presente caso. Il Consiglio di Stato ha esposto nelle linee essenziali i motivi
per i quali ha respinto il gravame e condiviso, malgrado le censure ricorsuali,
l'esclusione del fondo in parola dalla zona edificabile. Ciò gli è d’altronde bastato
per presentare un più che circostanziato ricorso.

 

 

                                   3.   In campo
pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però,
assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza
di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37
cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere
cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità
delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti
pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il
margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3
LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio
apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di
scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole
od opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui
la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia
manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare l'approvazione di
quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi pianificatori
fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente attuazione,
rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della pianificazione di
livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano direttore (cfr. anche l'art.
26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà segnatamente che sia stata
effettuata in modo corretto la ponderazione globale degli interessi richiesta
dall'art. 3 OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b; II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit.,
ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art.
33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano
regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   4.   L’insorgente
contesta l’attribuzione del mapp. 401 alla zona agricola del comparto in
località __________, chiedendone l’inserimento nella zona edificabile.

 

 

                                   5.   I piani
regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione
del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75 cpv. 1
Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili, agricole e
protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono, secondo l'art.
15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati edificati in larga
misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed urbanizzati entro 15
anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste esigenze va attributo
alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e globale degli
interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a
salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir incluso,
parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (RDAT
I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per l'assegnazione
di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore assoluto, ma
una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi generali della
pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché
soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del terreno
interessato alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata;
inoltre Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction,
expropriation, Berna 2001, n. 314).

 

                                         5.1. Con
terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente il territorio
costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole particelle
inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificabile, in
genere già edificate e di superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49
consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad art. 15 n. 60;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 319). In
concreto, tuttavia, tale presupposto non è adempiuto. Il mapp. 401 è certamente
ubicato sul margine ovest della zona artigianale del comune di __________, in
particolare a confine con il mapp. 165, di proprietà dello stesso ricorrente.
Nondimeno tale prossimità non basta ancora, da sola, a determinare l’inclusione
nella zona edificabile. Difatti, analizzando il settore più in dettaglio, si
rileva che il mapp. 165, di 2'683 mq, è occupato soltanto, per circa un terzo
della sua superficie, da due edifici concentrati nell’angolo sud-occidentale,
le cui utilizzazioni sono inoltre in contrasto con la destinazione di zona: un
rustico e, a ridosso della linea di confine con il mapp. 401, l’antico mulino,
recentemente ristrutturato a scopi residenziali. Questa situazione, dunque, non
concretizza ancora la definizione di comprensorio ampiamente edificato. Il
mapp. 401, invece, per le sue relazioni spaziali e funzionali, come si avrà
modo di approfondire in seguito, appartiene a tutti gli effetti a quella lunga fascia
verde che si sviluppa costeggiando il tracciato dell’autostrada N2, proseguendo
nel territorio del comune di __________. Esso non può pertanto essere
considerato come edificato in larga misura nel senso restrittivo inteso dalla
giurisprudenza, né decisiva risulta, infine, la circostanza, asserita
dall’insorgente, secondo cui il fondo in parola sia urbanizzato, giacché non
conferisce di per sé un diritto all’attribuzione del suo terreno alla zona
edificabile (DTF 122 II 326 consid. 6a; 117 Ia consid. 3g).

 

                                         5.2. La
richiesta di estendere la zona edificabile sul fondo in parola non risponde
nemmeno ad una prevedibile necessità di terreni fabbricabili urbanizzati entro
15 anni giusta l’art. 15 lett. b LPT: disposizione peraltro nemmeno invocata
dal ricorrente. In effetti, l’apprezzabile dimensionamento della zona
edificabile del piano regolatore era già stato segnalato dal dipartimento del
territorio in sede di esame preliminare (cfr. esame preliminare 5 ottobre 1999,
pag. 7) ed è fra i motivi principali che ha condotto il Consiglio di Stato a
respingere il ricorso (cfr. risoluzione impugnata, pagg. 17 e 78). Difatti, il
Governo ha appurato con la risoluzione impugnata che le
zone edificabili (artigianali, commerciali e industriali) sono dimensionate in
modo tale da soddisfare ampiamente il presumibile bisogno per lo sviluppo del
comune nei prossimi 10-15 anni, giacché permettono di accogliere circa 1’565
posti di lavoro rispetto ad una situazione di partenza, riferita al 1998, di 1’109
posti di lavoro, pari ad un incremento di oltre il 40% (cfr. risoluzione di
approvazione del piano regolatore 10 maggio 2005, cifra 3.5.1, lett. a, pag. 17
seg.). Com'è noto, sussiste un interesse generale ad impedire la formazione di
zone edificabili troppo vaste (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c). Questa considerazione deve, di conseguenza, essere applicata anche
al fondo dell’insorgente.

 

 

                                   6.   Poiché il
fondo in parola non poteva essere attribuito alla zona fabbricabile già per
assenza dei requisiti di cui all'art. 15 LPT, merita tutela la decisione del
Consiglio di Stato di confermarne - di conseguenza - l’inclusione nella zona
agricola, intesa nel suo senso più ampio, espressamente sancito ora all'art. 16
LPT, nella versione in vigore dal 1. settembre 2000. Alla zona agricola
dev'essere difatti riconosciuto un ruolo multifunzionale, poiché persegue non
solo obiettivi di politica agraria e fondiaria, ma anche obiettivi in ordine
agli insediamenti, quale eccellente strumento di prevenzione dell'edificazione
sparsa, alla protezione dell'ambiente e a quella del paesaggio (cfr. Messaggio
del Consiglio federale concernente la revisione parziale della LPT del 22
maggio 1996, pubbl. in FF 1996, III, pag. 457 segg., pag. 471, con rinvii),
aspetti, questi, che nella fattispecie rivestono una particolare rilevanza,
come verrà specificato nel prosieguo. Non appare quindi nemmeno necessario
approfondire se il fondo interessato si presti o meno, ed eventualmente in che
misura, alla lavorazione agricola.

 

 

                                   7.   7.1. Il
Consiglio di Stato ha quindi ritenuto che il mapp. 401 non poteva essere considerato
come uno scorporo a sé stante, privo di qualsiasi funzione ed idoneità, ma al
contrario un tassello di un comprensorio che svolgeva un’importante e specifica
funzione di strutturazione del territorio e di collegamento ecologico. Ciò che
il ricorrente contesta fermamente.

 

                                         7.2. A tale proposito occorre rilevare che nell'ambito del secondo
aggiornamento del piano direttore relativo al piano dei trasporti del Luganese
(PTL), adottato dal Consiglio di Stato il 14 marzo 2001, il Cantone ha elaborato
un modello di organizzazione territoriale dell'agglomerato del Luganese,
oggetto di una specifica scheda di coordinamento (scheda 10.4), quale
componente pianificatoria e urbanistica per una gestione coordinata dello sviluppo
della regione, che si integra, nel quadro del promovimento di una politica
efficace della mobilità, alla componente trasportistica-ambientale, oggetto
della scheda di coordinamento 12.23. Tramite la scheda 10.4, sono state perciò
fissate le grandi linee dell'organizzazione di questa regione, il cui quadro di
riferimento territoriale è dato dall'agglomerato del luganese, definito Nuova
Città, comprendente il territorio dei comuni elencati nell'allegato 1, fra cui
figura anche il comune di __________, e suddiviso in 18 parti urbane omogenee
denominate quartieri, indipendenti dunque dai confini giurisdizionali comunali,
dotati di proprie individualità e qualità (allegati grafici 3 e 4). Il
quartiere costituisce dunque l'unità territoriale di riferimento per gli
interventi urbanistici e pianificatori finalizzati alla caratterizzazione della
Nuova Città. Gli indirizzi pianificatori definiti dalla scheda 10.4 per ognuno
dei 18 quartieri sono improntati alla difesa delle loro specificità, al miglioramento
della loro unità morfologica, alla promozione spaziale e ambientale dei loro
spazi collettivi, ad incentivare lo sviluppo delle singole potenzialità, ad
accrescerne il ruolo e le qualità funzionali, ecc., e devono essere
concretizzati attraverso le pianificazioni locali. Il coordinamento e la
conformità sono verificati dal Cantone in sede d'esame dei piani regolatori. Il
comprensorio territoriale in località __________ del comune di __________, in
cui è inserito il fondo dei ricorrenti, è interessato principalmente da tre
quartieri della Nuova Città: il Quartiere __________ -__________ (n. __________),
che lo delimita ad est e il Quaritere __________ (n. __________), in cui è
effettivamente inserito ma che, per quanto qui interessa, è stato però attribuito
alla categoria dei parchi e aree pubbliche, quale appendice verso nord del
Parco del __________ (n. __________). Al pari dei quartieri, il parco, che si
estende lungo la fascia centrale della piana del __________, è una componente
urbanistica del modello di organizzazione territoriale dell’agglomerato (cfr.
scheda 10.4, in particolare elenco dei provvedimenti pianificatori n. 10.4.__________
e 10.4.__________.__________) ed è finalizzato prevalentemente all’uso pubblico
per lo svago, lo sport, la distensione, la salvaguardia agricola e la
protezione naturalistica e paesaggistica. Per quanto riguarda invece il Quartiere
Lamone-Cadempino (n. 9b), che lambisce come detto il lato est del comprensorio
all’esame, è in particolare auspicato, unitamente ad altri, il seguente
intervento: l’attuazione di una fascia di delimitazione e separazione tra la
zona ad insediamento residenziale e misto e quella industriale (cfr. scheda
10.4, elenco dei provvedimenti pianificatori n. 10.4.__________.__________).

 

                                         7.3. Dall’attento
esame dei piani, nonché dall’esperimento del sopralluogo, il tribunale ha
appurato che il mapp. 401, una superficie rettangolare di 693 mq, è ubicato per
l'appunto nel comprensorio inedificato che si sviluppa, con profondità
variabili, costeggiando il tracciato dell’autostrada N2, dalla località
Mulinasc fino a quella Valegia, e così prosegue nel territorio del comune di
Cadempino. Questo comparto, caratterizzato a nord, in località __________, da
un esteso campo pianeggiante a forma semicircolare, intercalato da sporadici gruppi
di alberi, si restringe verso sud con una fascia boschiva che poi, oltre il
viadotto di via __________, si apre di nuovo in una vasta area prativa, in
località __________, al cui apice meridionale si situa il mapp. 401. Il
comparto è delimitato a ovest dal tracciato dell’autostrada N2, al di là di cui
è ubicata un’ampia zona esclusivamente industriale, che si estende anche sul
territorio del comune di __________. Mentre, a est, esso è lambito dagli insediamenti
artigianali, commerciali e residenziali del comune, che si sviluppano attorno
all’asse della strada cantonale. Nel comparto all’esame si localizza dunque
quella componente territoriale atta a realizzare gli indirizzi e gli interventi
elencati nel modello di organizzazione dell'agglomerato del __________, poc’anzi
citati (consid. 7.2), quali appunto una fascia di delimitazione e separazione
tra le zone ad insediamento misto e quella industriale, destinata all’uso
pubblico per lo svago, lo sport, la distensione, la salvaguardia agricola e la
protezione naturalistica e paesaggistica. Pertanto, a tale scopo, la revisione
all’esame riprende e conferma grossomodo l’assetto pianificatorio del
previgente ordinamento con la definizione, in sequenza da nord, di una zona di
attrezzatura di interesse pubblico AP3 (campi sportivi e attrezzature per lo
svago), seguita da una zona agricola, poi da un'area per un centro di
compostaggio (AP4) e indi, restringendosi, nuovamente da una zona agricola che,
unitamente all’adiacente fascia di protezione delle siepi e dei boschetti,
all’alveo della Roggia dei Mulini (o Riale __________) e alla fascia forestale,
funge da ponte di collegamento con il vasto comparto in località __________.
Questo territorio, di forma rettangolare, in cui sono delimitate alcune zone a
contenuti agricoli, naturalistici e ricreativi sfocia, tramite il raccordo del
fondo del ricorrente, unitamente a parte del mapp. 386, del mapp. 779 e altri
fondi, sul territorio di __________, in cui è previsto un azzonamento AP per la
formazione di un centro sportivo, seguito da una zona agricola di una certa
estensione. A rafforzare la funzione di svago del comparto e per collegare la
località __________, in cui si prevedono, come detto, delle attrezzature destinate
a tale scopo, con quella __________, da cui si accede all’infrastruttura
sportiva di __________, il piano prevede lungo la fascia forestale un percorso
pedonale che, costeggiando da un lato il corso della Roggia dei __________ e
dall’altro, nell’ultimo tratto, il mapp. 401, confluisce in una piazza di giro,
posta al limite del territorio giurisdizionale. Questa impostazione trova
peraltro il proprio fondamento anche nello studio delle componenti
paesaggistiche, naturalistiche e agricole che sta alla base del piano del paesaggio.
Per quanto riguarda specificatamente la fascia all’esame, comprendente il mapp.
401, il sentiero, l’area boschiva, il riale e le sue sponde, il rapporto
settoriale relativo allo studio della zona agricola fa espressamente
riferimento all’importanza del mantenimento di “zone verdi” per la creazione di
un corridoio in grado di stabilire un contatto diretto, praticamente
ininterrotto, tra __________ e il vasto e pregiato comparto agricolo di __________
(loc. cit., aprile 1996, pag. 17). Lo studio delle componenti naturalistiche e
paesaggistiche, denunciando il contesto eccessivamente antropizzato (loc. cit.,
aprile 1996, pag. 5 e 15), riprende tale concetto (loc. cit., pag. 9), ponendo
l’accento sulla salvaguardia del corso d’acqua esistente, sul recupero delle
sue rive e dell’area circostante (loc. cit., pag. 10 e 17), onde potenziarne il
valore naturalistico per ristabilire un reticolo ecologico efficace a livello
regionale (loc. cit., pag. 20), unitamente allo sviluppo delle vie pedonali
(loc. cit., pagg. 10, 13 e 20), a tutto vantaggio della funzione ricreativa. Orbene,
contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, non v’è dubbio che il fondo
in parola, quale parte costitutiva del comparto precedentemente esaminato,
contribuisce a svolgere, insieme alle altre componenti citate, una specifica funzione
di strutturazione del territorio e di collegamento ecologico. Questa funzione,
poi, assume una sua particolare importanza, proprio per la considerevole
antropizzazione di un territorio, dato nel caso concreto dalla presenza così
ravvicinata della zona industriale (__________) e artigianale (__________), da
un lato, e del tracciato della N2, dall’altro lato, che richiede a maggior
ragione la salvaguardia, per quanto possibile, di spazi preservati
dall’edificazione. Si deve quindi concludere che la pianificazione contestata,
oltre ad essere congruente con il piano direttore, riferito al modello di
organizzazione territoriale dell'agglomerato del __________, è pure congruente
con il concetto multifunzionale di zona agricola sancito dall’art. 16 LPT.

 

 

                                   8.   La censura
riferita alla carenza di coordinamento fra il piano regolatore di __________ e
quello di __________ risulta, infine, infondata. Non occorre dilungarsi troppo.
Attraverso la disamina territoriale effettuata ai considerandi precedenti si è
appurato come la fascia che costeggia il tracciato dell’autostrada N2 sul
territorio di __________ attua, per quanto possibile e in modo coerente, una delimitazione e separazione tra le zone ad insediamento misto e
quella propriamente industriale, ubicata sull’altro versante di questa arteria,
interessante anche il territorio di __________. Come rilevato, questa fascia è destinata
all’uso pubblico per lo svago, lo sport, la distensione, la salvaguardia
agricola e la protezione naturalistica e paesaggistica e trova la sua
saldatura, proprio in corrispondenza del fondo del ricorrente, con la fascia,
destinata ai medesimi scopi, che si estende sul territorio di __________, a
contenuti, come già menzionato, sportivi, di svago e agricoli. Il coordinamento
fra le pianificazioni dei comuni limitrofi risulta quindi in concreto pienamente
realizzato. Va aggiunto, tra l’altro, che il coordinamento è avvenuto pure in
merito alla definizione dei limiti delle zone edificabili: come si può
facilmente rilevare dal raffronto dei rispettivi piani delle zone, al limite
della zona artigianale di __________ corrisponde perfettamente quello della
zona industriale IN-C di __________ che, peraltro, vista l’inconsistenza, trova
la sua ragione d’essere, proprio nella contiguità con quella del comune
limitrofo. 

 

 

                                   9.   In
conclusione, per le pregresse motivazioni, il ricorso va dunque respinto e la
risoluzione impugnata confermata. La tassa di giudizio
e le spese devono essere poste carico dell’insorgente (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

                                   2.   Il ricorrente condannato al pagamento delle tasse di giudizio e
delle spese per complessivi fr. 1’500.- (millecinquecento).

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

  . 

   

  

 

 

	
  terzi implicati

  	
  PI 1 

  patr. da: PR 2 

   

  CO 1 

  rappr. da: RA 1 

   

   

  

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                                                                Il
segretario