# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1bd653a0-9cde-5cae-a8cb-fd03b837d04a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-01-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.01.2023 D-376/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-376-2023_2023-01-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-376/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3 0  g e n n a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Markus König;  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino [Italia] - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 19 gennaio 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera il (…) novem-

bre 2022, 

l’estratto dalla banca dati dattiloscopica «EURODAC» del (…) novem-

bre 2022, da cui si evince che l’interessato è entrato in Italia in data  

(…) ottobre 2022,  

la richiesta di presa in carico del (…) novembre 2022 fondata sull’art. 13 

par. 1 del Regolamento Dublino (di seguito: RD III) presentata dalla Segre-

teria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) alle competenti autorità 

italiane (cfr. atto SEM n. [{…}]-11/1), 

il verbale del colloquio Dublino del (…) novembre 2022 (cfr. atto SEM  

n. 18/3), 

l’assenza di risposta da parte delle autorità italiane alla richiesta di presa 

in carico (cfr. atto SEM 23/1), 

la decisione della SEM del (…) gennaio 2023, notificata il giorno succes-

sivo (cfr. atto SEM n. 30/1), di non entrata nel merito giusta l’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi, con conseguente trasferimento dell’interessato verso l’Italia, 

la dichiarazione del (…) gennaio 2023 di cessazione del mandato di rap-

presentanza (cfr. atto SEM n. 31/1), 

il ricorso inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito:  

il Tribunale) entrato in data 24 gennaio 2023, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 della legge sull’asilo del 26 giu-

gno 1998 [LAsi, RS 142.31]) ed è ammissibile (art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 

art. 52 della legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 

1968 [PA, RS 172.021]), 

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che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che il ricorso è manifestamente infondato e la decisione è motivata quindi 

soltanto sommariamente (art. 111 lett. e e 111a cpv. 2 LAsi); che giusta 

l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che nel colloquio Dublino l’interessato ha dichiarato di non voler essere 

rinviato in Italia, perché, dopo i controlli delle autorità, egli avrebbe dovuto 

vivere per strada, 

che l’autorità inferiore ha escluso che in Italia sussistano delle carenze si-

stemiche ai sensi dell’art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti 

dell’uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU,  

RS 0.101); che non vi è il rischio di violazione del divieto di respingimento; 

che non vi è motivo per l’applicazione degli art. 16 par. 1 e art. 17 RD III 

(Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 180/31 del 29 giugno 2013), 

che nel ricorso l’insorgente dichiara di essere stato costretto con la forza a 

fornire le impronte digitali; che in Italia egli non avrebbe ottenuto cibo, ve-

stiti ed un luogo in cui dormire, 

che la SEM, nel contesto della procedura Dublino, non entra nel merito ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, dopo aver passato in rassegna 

gli art. 7–15 RD III, conclude che un altro Stato è competente per l’esecu-

zione della procedura d’asilo e allontanamento, 

che avantutto, quo all’obbligo di fornire le impronte digitali, va osservato 

che tutti gli Stati membri Dublino sono obbligati a rilevare le impronte digitali 

di cittadini di Paesi terzi o apolidi fermati alla frontiera esterna (cfr. art. 14 

par. 1 Regolamento Eurodac [Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  

L 180/1 del 29 giugno 2013]), 

che, tacitamente (art. 22 par. 7 RD III), l’Italia ha riconosciuto la propria 

competenza, derivante dall’art. 13 par. 1 RD III, per la trattazione della do-

manda d’asilo in questione, 

che, di conseguenza, la competenza dell’Italia è di principio data, 

che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso 

di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere che in Italia sus-

sistano carenze sistemiche ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fonda-

mentali dell’Unione europea (cfr. sentenza di riferimento D-4235/2021 del 

19 aprile 2022 consid. 10.2); che la presunzione secondo cui l’Italia agisca 

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in linea con gli standard previsti dal diritto europeo e internazionale non è 

stata rovesciata dal ricorrente, 

che neppure l’art. 17 par. 1 RD III («clausola di sovranità»), che è concre-

tizzato in diritto interno svizzero dall’art. 29a cpv. 3 dell’Ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1,  

RS 142.311), è applicabile, 

che il trasferimento in Italia del ricorrente non contravviene ad alcuna 

norma imperativa di diritto internazionale; che anche dal punto di vista me-

dico non vi sono problemi di una gravità tale da impedirne il rinvio (cfr. atti 

SEM n. 15/2,17/2, 22/2 e 25/4), 

che l’Italia è pertanto tenuta a prendere in carico il ricorrente in ossequio 

alle condizioni poste agli art. 21, 22, 29 RD III, 

che la contingenza, peraltro momentanea, che l’Italia non ammetta ulteriori 

trasferimenti è per l’esito del presente caso inconferente, 

che, visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

della SEM confermata, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico 

del ricorrente, 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Demis Mirarchi 

 

 

Data di spedizione: