# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c61b5b5-e7f8-5e83-90cf-779325f33f12
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-02-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 24.02.1995 12.1995.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1995-85_1995-02-24.html

## Full Text

Incarto n.

  12.95.00085

  	
  Lugano

  24 febbraio 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello 

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente, 

  Chiesa e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini,
  segretario 

  

 

sedente per statuire nella causa SF 95.9 della Pretura Lugano,
Sezione 5 promossa con istanza 9 gennaio 1995 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da: avv. __________ 

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. da: avv. __________ 

  

 

che il Segretario-assessore, con decreto 7 febbraio 1995, ha
accolto ordinando al convenuto di mettere a libera disposizione dell’istante
l’appartamento ad uso personale nello stabile sito a __________ in via
__________.

 

 

Appellante il convenuto il quale, con atto d’appello 17 febbraio
1995, chiede l’annullamento del decreto di sfratto, con protesta di spese e
ripetibili.

 

 

Letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

Considerato

 

 

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                          che
lo sfratto del convenuto é stato chiesto ed ottenuto a dipendenza della
disdetta 29 novembre 1994, rimasta incontestata, dal contratto di locazione per
mora nel pagamento delle pigioni (art. 257d CO);

 

                                          che,
con l’appello, il convenuto chiede l’annullamento del decreto di sfratto poiché
non é stato messo in condizione di essere sentito in contradditorio dal momento
che l’istanza di sfratto con la citazione per l’udienza di discussione non gli
é mai pervenuta essendo stato assente all’estero da prima dell’inoltro
dell’istanza stessa sino al 7 febbraio 1995;

 

                                          che
appare dagli atti come l’istanza di sfratto e la relativa citazione all’udienza
di discussione per il giorno 6 febbraio 1995 gli siano stati notificati con
lettera raccomandata 16 gennaio 1995 ritornata alla Pretura il 24 gennaio
successivo perché non ritirata;

 

                                          che
l’invio giudiziario a mezzo raccomandata, nel caso in cui il destinatario non
può essere raggiunto e viene posto l’avviso di ritiro nella bucalettere, si
considera notificato al momento in cui esso viene effettivamente ritirato
all’ufficio postale o, in caso di mancato ritiro, l’ultimo dei sette giorni del
periodo di giacenza (DTF 100 III 3; Cocchi/Trezzini, CPC ad art.
124 n. 4);

 

                                          che
l’assenza all’estero, senza adottare tutte le misure atte a salvaguardare i
propri diritti, ed il conseguente mancato ritiro dell’invio raccomandato non
giustifica il mancato rispetto di un termine o la mancata presenza ad
un’udienza (Cocchi/Trezzini, CPC ad art. 124 n. 1 e 2);

 

                                          che
non é misura atta a salvaguardare convenientemente i propri diritti il fatto di
ritenere che la controparte, a conoscenza dell’esistenza di un patrocinatore,
faccia intimare eventuali atti giudiziari a quest’ultimo senza che la stessa
controparte sia stata avvertita dell’assenza e della necessità di far capo per
quel periodo direttamente al proprio rappresentante;

 

                                          che
ne discende come, nel caso concreto, le formalità riguardanti la notificazione
dell’atto giudiziario sono state convenientemente osservate e l’appellante non
può prevalersi del fatto di  non essere stato messo in grado di presenziare
all’udienza, e quindi di essere sentito, tale situazione risalendo a sua
colpevole negligenza;

 

                                          che
l’appello deve così essere respinto già all’esame preliminare dell’art. 313bis
CPC per il che la domanda di concessione di effetto sospensivo risulta priva di
oggetto;

 

 

 

Per i quali motivi

 

 

pronuncia

 

 

                                1.      L’appello 17
febbraio 1995 __________ é respinto.

                                    

                                2.      La
tassa di giustizia di Fr. 50.- e le spese di Fr. 10.-  (totale          Fr.
60.-) da anticiparsi dall’appellante, rimangono a suo carico.

 

                                3.      Intimazione a:      -   __________

                                          Comunicazione alla
Pretura di Lugano, sez. 5

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il Presidente                                                    Il
segretario