# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6889afba-4268-5227-8c62-b9b77dd99278
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-04-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 18.04.2006 52.2006.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-2_2006-04-18.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.2

   

  	
  Lugano

  18 aprile
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Katia Baggi Fiala, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 4 gennaio 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 20 dicembre 2005 del Consiglio di Stato
  (n. 6196) che revoca all'insorgente l'autorizzazione ad esercitare la
  professione di fiduciario immobiliare;

  

 

vista la risposta 16 gennaio 2006 del Dipartimento
delle istituzioni, Divisione della giustizia;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 3
maggio 2000 il Consiglio di Stato ha rilasciato a RI 1, qui ricorrente, l'autorizzazione
ad esercitare la professione di fiduciario immobiliare (ris. gov. n. 1823);

che il 21 aprile 2005, a seguito del mancato
pagamento, da parte dell'insorgente, della tassa d'esercizio fiduciari concluso
in via esecutiva con il rilascio di un attestato carenza beni (ACB), la
Divisione della giustizia ha prospettato a RI 1 la revoca dell'autorizzazione
ad esercitare la professione;

 

che il 29 aprile 2005 l'UEF di Blenio ha
informato la Divisione della giustizia che a carico dell'insorgente erano stati
emessi 16 ACB, per un totale di fr. 60'108.35;

 

che il 4 maggio 2005 la Divisione della
giustizia ha ribadito all'insorgente l'apertura del procedimento di revoca per
decadenza del requisito di solvibilità posto dall'art. 8 cpv. 1 lett. d LFid;

 

che nonostante le proroghe concesse dalla
Divisione della giustizia l'interessato non ha estinto i propri debiti;

 

che il 16 novembre 2005 l'UEF di Blenio ha
dichiarato che la situazione debitoria dell'interessato si era ulteriormente
aggravata; a quel momento a suo carico erano stati emessi 21 ACB, per un totale
di fr. 62'606.95;

 

che, raccolto il preavviso del Consiglio di
Vigilanza (CV) sull'esercizio delle professioni di fiduciario, il 20 dicembre
2005 il Consiglio di Stato ha revocato all'interessato l'autorizzazione all'esercizio
della professione;

 

che avverso tale risoluzione RI 1 insorge
ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo un'ulteriore
proroga fino al 31 marzo 2006 per estinguere i propri debiti;

 

che lo stato d'insolvenza sarebbe da
ricondurre al grave incidente stradale occorsogli nel 2004, che l'ha, suo
malgrado, reso inabile al lavoro fino a dicembre 2005;

 

che la Divisione della giustizia ha
postulato il rigetto dell'impugnativa qualora RI 1 non avesse saldato i debiti
entro il 31 marzo 2006;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 8a LFid; la
legittimazione dell'insorgente è certa (art. 43 PAmm); il ricorso, tempestivo
(art. 46 PAmm), è dunque ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base
degli atti (art. 18 PAmm);

 

che giusta l'art. 20 cpv. 1 LFid
l'autorizzazione all'esercizio della professione di fiduciario è revocata, su
preavviso del CV, quando l'interessato non adempie più i presupposti per il rilascio;

 

che l'art. 8 cpv. 1 lett. d LFid subordina
il rilascio dell'autorizzazione alla condizione che il richiedente non si trovi
in stato d'insolvenza comprovato da ACB;

 

che, in concreto, RI 1 si trova da tempo in
stato d'insolvenza comprovato da ACB;

 

che la situazione non è migliorata nemmeno
in corso di causa;

 

che il 31 marzo 2006, termine prospettato
dall'insorgente per saldare i debiti, è scaduto infruttuoso;

 

che i presupposti per la revoca
dell'autorizzazione sono pertanto soddisfatti; neppure l'insorgente sostiene il
contrario;

 

che la decisione impugnata va pertanto
confermata, siccome immune da violazione del diritto;

 

che concedere al ricorrente ulteriori
dilazioni per saldare i propri debiti finirebbe per rendere responsabile lo
Stato di eventuali danni patiti nel frattempo dai clienti dello stesso;

 

che la tassa di giustizia, contenuta al
minimo, è posta a carico dell'insorgente secondo soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 8a, 20 LFid; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 300.- è posta a carico dell'insorgente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  ; 

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  CO 1 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria