# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aab99009-db2d-51ce-817a-d048c08e6442
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-09-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.09.2009 C-3627/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-3627-2008_2009-09-23.pdf

## Full Text

Corte II I
C-3627/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  s e t t e m b r e  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Beat Weber, Madeleine Hirsig; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 9 maggio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-3627/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  9  maggio  1957,  ha  lavorato  in 
Svizzera  dal  1989,  solvendo  regolari  contributi  all'assicurazione 
svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), a partire da 
quella data. Dal luglio 1989 era alle dipendenze della ditta M.______ 
di Stabio in qualità di operaio qualificato. In data 28 gennaio 2003, ha 
subito un infortunio stradale per colpa di terzi, nel quale ha riportato il 
cosiddetto  "colpo  di  frusta",  conseguenti  cervicalgie  e  contusioni 
multiple.  Il  dipendente,  che  già  aveva  annunciato  il  caso  all'Istituto 
nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI/SUVA), 
ha ripreso la sua normale occupazione il 10 marzo 2003. Tuttavia, in 
data 1° luglio 2003, ha annunciato una ricaduta in esito all'infortunio 
menzionato  e,  da  allora,  non  ha  più  lavorato.  Visitato  dai  medici 
dell'assicuratore  infortuni  e  da  altri  sanitari,  questi  hanno  rilevato 
problemi algici sia alla colonna cervicale che lombare, oltre che dolori 
al  ginocchio  destro. L'INSAI/SUVA,  dopo  aver  preso contatto  con la 
Cassa malati dell'assicurato (Cristiano sociale svizzera, CSS) ha posto 
in evidenza che la ricaduta non poteva più essere posta in relazione 
con  l'incidente  subito.  Mediante  decisione  del  18  febbraio  2004, 
l'assicuratore infortuni ha rifiutato di corrispondere ulteriori prestazioni 
assicurative per le affezioni lombari ed al ginocchio destro (carenza di 
nesso  causale  con  l'incidente),  mentre,  per  quel  che  attiene  ai 
problemi  cervicali,  ha  sospeso  le  prestazioni  con  effetto  dal  15 
settembre  2003.  L'interessato  ha  formulato  opposizione  contro  il 
suddetto provvedimento, la quale è stata respinta con decisione dell'8 
aprile  2004,  confermata  dal  Tribunale  cantonale  delle  assicurazioni, 
Lugano, con giudizio del 7 aprile 2005 e dal Tribunale federale delle 
assicurazioni  (TFA; ora  Tribunale  federale,  TF)  con  sentenza  del  25 
ottobre 2006.

B.
In data 4 gennaio 2005, A._______ ha formulato una domanda volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità. L'Ufficio AI del Cantone Ticino, competente per esaminare 
nel  merito  la  richiesta,  ha  acquisito  agli  atti  l'incarto  INSAI/SUVA e 
l'incarto  della  CSS.  Soprattutto  da  quest'ultimo  emergono  diverse 
relazioni  sanitarie  ed i  reperti  medici  concernenti  esami oggettivi  ed 
interventi chirurgici. Segnatamente dal rapporto 28 gennaio 2005 del 
Dott. Goldinger, Mendrisio, si precisa la diagnosi (sostanziale) di esiti 

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da  spondilodesi  intersomatiche  posteriori  tra  L4/5  ed  L5/S1  il  2 
settembre  2004  per  alterazioni  degenerative  bisegmentali  discali  e 
faccettarie  con  olistesi  di  L5/S1  di  primo  grado  ed  ernia  discale 
paramediana  destra  L5/S1,  stato  dopo  artroscopia  ginocchio  destro 
(marzo 2004), meniscopatia mediale ginocchio sinistro.

Nel  rapporto  dell'8  giugno  2005,  il  Dott.  Klauser,  medico  dell'UAI 
cantonale,  visti  i  rapporti  sanitari  ad  atti  e  gli  interventi  subiti,  ha 
proposto di ammettere un'incapacità al lavoro totale in qualsiasi attività 
dalla data dell'infortunio (gennaio 2003).

Mediante decisione del 22 agosto 2005, l'Ufficio AI per gli  assicurati 
residenti  all'estero  (UAI; ora,  Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità 
per gli assicurati residenti all'estero, UAIE), competente per emanare 
le  decisioni  per  assicurati  non  residenti  in  Svizzera,  ha  erogato  in 
favore del nominato una rendita intera dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità con decorrenza 1° gennaio 2004.

C.
Nell'aprile 2007, l'Ufficio AI cantonale ha avviato la prevista procedura 
di  revisione del  diritto  alla  rendita. Nel  frattempo, dopo la  data della 
decisione di cui sopra, l'amministrazione ha acquisito ad atti ulteriore 
documentazione,  quale  (per  l'essenziale):  una  relazione  di  degenza 
ospedaliera  dal  23  giugno  al  15  luglio  2005  per  cardiopatia 
ipertensiva,  emocromatosi,  obesità  di  II  grado;  un  rapporto  di 
consulenza  psichiatrica  del  15  aprile  2005  (Dott.ssa  Scherillo) 
attestante  un  disturbo  depressivo  maggiore  in  singolo  episodio, 
moderato; il verbale di riconoscimento dell'invalidità civile del 1° marzo 
2006 (tasso d'invalidità: 70%); un verbale di visita endocrinologica del 
21  gennaio  2006;  una  lettera  di  dimissione  ospedaliera  relativa  al 
ricovero  dal  24  giugno  al  21  luglio  2006  per  recupero  funzionalità 
cardiaca e motoria (diagnosi di lombalgia e lombosciatalgia bilaterale, 
ipertensione  arteriosa,  obesità);  un  rapporto  medico  dell'11  giugno 
2007.

Nel  rapporto  del  18  giugno  2007,  preso  atto  della  documentazione 
esibita,  il  Dott.  Klauser  ha  proposto  l'allestimento  di  una  perizia 
pluridisciplinare  al  Servizio  di  accertamento  medico  dell'invalidità 
(SAM) di Bellinzona. Nel frattempo sono pervenuti ulteriori documenti, 
quali: un referto TAC lombare del 13 giugno 2007 e un reperto UNG 
dell'arto sinistro del 19 giugno 2007.

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La visita ha avuto luogo l'8 ed il 30 ottobre, il 7 e 20 novembre 2007, 
con consulti  specialistici  in  reumatologia  (Dott. Christen),  neurologia 
(Dott.  Bernasconi),  psichiatria  (Dott.  Jaime)  e  cardiologia  (Dott. 
Menafoglio).

Nella  relazione  del  27  dicembre  2007,  gli  esperti  incaricati  hanno 
rilevato,  nella  sostanza  (dettaglio  nella  parte  in  diritto),  la  diagnosi 
invalidante  di  sindrome  cervicospondilogena  bilaterale  cronica  con 
discopatie multiple, sindrome lombospondilogena bilaterale cronica in 
esiti di intervento il 2 settembre 2004, periartropatia scapolo-omerale, 
esiti di meniscectomia al ginocchio destro (1° marzo 2004), cardiopatia 
ipertensiva  con  blocco  di  branca  sinistro  completo,  stato  sub-
depressivo  cronico  ed  una  diagnosi  priva  d'influenza  sulla  capacità 
lavorativa di diabete mellito i.d., neuropatia sensitivo motoria del nervo 
ulnare  a  sinistra,  omozigosi  in  emocromatosi,  obesità  (BMI  39).  I 
medici  incaricati  hanno ritenuto che l'interessato non può svolgere il 
suo  precedente  lavoro  se  non  in  misura  del  50% ed a  determinate 
condizioni; in attività sostitutive, considerando un serie di limitazioni di 
posture, movimenti ed altre condizioni limitanti, preso atto del parere 
psichiatrico  che  pone  un  tasso  d'invalidità  del  20%,  l'interessato 
presenterebbe un grado di capacità di lavoro dell'80% e ciò un anno 
dopo l'intervento chirurgico del settembre 2004.

Altri documenti sono stati posteriormente esibiti, quali: un rapporto del 
17 luglio 2007 del centro di recupero neurologico di Gallarate; i risultati 
di una scintigrafia ossea total body dell'11 settembre 2007; un reperto 
di  risonanza  magnetica  cervicale  del  10  settembre 2007; una breve 
perizia  del  Dott.  Mazzetti,  specialista  in  medicina  legale  e  delle 
assicurazioni,  di  data  incoerente  (11  giugno  2007)  rispetto  ai 
documenti ivi menzionati; una lettera di dimissione ospedaliera relativa 
al  ricovero  dal  12  al  19  ottobre  2007  per  dispnea  da  sforzo  in 
cardiopatia  ipertensiva;  i  risultati  di  una  tomoscintigrafia  miocardica 
basale  e  da  stress  del  24  ottobre  2007;  un  certificato  del  Dott. 
Prestamburgo  (specialista  in  ortopedia)  del  21  novembre  2007;  un 
rapporto del Dott. Mari, psichiatra, dell'8 novembre 2007.

L'incarto  è  stato  sottoposto  in  esame al  Consulente  in  integrazione 
professionale,  il  quale,  nella  sua relazione del  14  gennaio  2008,  ha 
calcolato  a  28%  la  perdita  di  guadagno  dell'assicurato  in  attività 
sostitutive  e  ciò  ritenuto  un  salario  aggiornato  (2006)  recedente 
l'invalidità  di  Fr.  52'706.-  ed  un  introito  teorico-statistico  dopo 

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l'insorgenza  dell'invalidità  (attività  svolta  all'80%  e  con  ulteriore 
riduzione personale del reddito dopo l'invalidità del 15%) di Fr. 37'886.- 
(retribuzione secondo la statistiche per il 2006: Fr. 59'197.-). Il CIP ha 
ritenuto  improponibile  la  riqualificazione  professionale,  ma  lascia 
aperta  la  possibilità  di  finanziare  misure  professionali  a  condizione 
tuttavia che l'assicurato faccia proposte concrete. Resta pure possibile 
un servizio di collocamento (a richiesta).

È pervenuto ad atti un verbale di visita endocrinologica del 19 gennaio 
2008,  ove si  consiglia  ricovero ospedaliero e procedure di  8  salassi 
per ematocromatosi.

Con  progetto  di  decisione  del  4  marzo  2008,  l'UAI  cantonale  ha 
disposto la soppressione della rendita.

Rappresentato  dal  Patronato  INCA,  l'assicurato  si  è  opposto  a  tale 
progetto ed ha prodotto una nuova relazione del Dott. Mazzetti del 26 
marzo 2008  nella  quale  si  contestano  le  valutazioni  (soprattutto  dal 
lato ortopedico) poste dal SAM ribadendo l'alta incidenza funzionale 
delle  affezioni  debilitazioni  che,  rispetto  agli  anni  passati,  non 
sarebbero per nulla diminuite, bensì accentuate.

Nel suo rapporto del 3 aprile 2008, il Dott. Klauser ha affermato che, a 
parte alcuni dettagli, la perizia del Dott. Mazzetti non è più convincente 
di quella del SAM.

Mediante decisione del 9 maggio 2008, l'UAIE ha pertanto soppresso 
il diritto alla rendita intera AI con effetto 1° luglio 2008.

D.
Con il  ricorso depositato il  3 giugno 2008,  A._______, regolarmente 
rappresentato  dal  Patronato  INCA,  contesta  il  provvedimento  di  cui 
sopra chiedendo il ripristino del suo diritto alla rendita intera AI. Nulla 
produce  a  suffragio  delle  sue  conclusioni,  ma  fa  leva  sull'evidente 
disparità di giudizio fra il parere del SAM e quello del Dott. Mazzetti ed 
inoltre  afferma  che  non  sarebbe  stata  adeguatamente  valutata  la 
patologia cardiaca.

E.
Ricevuto il  gravame, l'Ufficio AI cantonale, nella  risposta del 9 luglio 
2008,  ha  proposto  di  respingerlo  con  motivazioni  di  cui  si  dirà,  se 
necessario, nei considerandi in diritto. 

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In  sede  di  replica,  l'insorgente  ha  confermato  le  sue  conclusioni 
producendo,  oltre  a  documenti  già  ad  atti,  una  rapporto  di  ricovero 
ospedaliero dal 26 maggio al 24 giugno 2008 per lombosciatalgia.

L'Ufficio  AI  ha  sottoposto  l'incarto  al  Dott.  Erba,  del  suo  servizio 
medico, che ha confermato la validità della valutazione del SAM. Nella 
duplica dell'8 settembre 2008, l'UAI cantonale ha reiterato la proposta 
di respingere il ricorso.

Con scritto del 22 ottobre 2008, l'insorgente ha confermato il ricorso e, 
in  data  del  22  novembre  2008,  ha  versato  l'anticipo  per  le  spese 
processuali richiesto con decisione incidentale del 24 ottobre 2008.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 

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degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge  (art.  60  LPGA  e  52  PA).  L'interessato  ha  versato  l'anticipo 
corrispondente  alle  presunte  spese  processuali,  entro  il  termine 
impartito. Il  gravame è dunque ricevibile, nulla ostando all'esame del 
merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 

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europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.

5.1 Va ricordato che in base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità 
l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente 
o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

5.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 

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suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

5.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

6.

6.1 Giusta l'art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario 
di  una rendita  d'invalidità  subisce una modifica,  che incide in  modo 
rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o 
ridotta  proporzionalmente  o  soppressa,  d'ufficio  o  su  richiesta.  La 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modificazione importante del grado d'invalidità o di grande invalidità, è 
stato stabilito un termine nel momento dell'erogazione della rendita o 
dell'assegno  per  grandi  invalidi,  o  allorché  si  conoscono  fatti  o  si 
ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modificazione del  grado d'invalidità  o  della  grande invalidità  (art.  87 
cpv. 2 dell'ordinanza federale su l'assicurazione per l'invalidità del 17 
gennaio 1961 [OAI, RS 831.201]). 

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Se  la  capacità  al  guadagno  dell'assicurato  migliora,  v'è  motivo  di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre  che  il  miglioramento  costatato  perduri.  Lo  si  deve  in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88 a cpv. 1 OAI). 

La costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite d'invalidità sono 
soggette a revisione non solo in caso di modifica rilevante dello stato 
di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo 
stato  di  salute  è  rimasto  invariato,  se  le  sue  conseguenze  sulla 
capacità di guadagno hanno subito un cambiamento importante (DTF 
113 V 275, consid. 1a, 109 V 116 consid. 3 b, 105 V 30; RCC 1989 p. 
323, consid. 2a).

La riduzione o  la  soppressione della  rendita  è  messa in  atto  al  più 
presto il  primo giorno del  secondo mese che segue la notifica della 
decisione (art. 88bis cpv. 2 lettera a OAI).

6.2 Il  punto  di  partenza  per  stabilire  se  il  grado  d'invalidità  si  è 
modificato in  maniera da influire  sul  diritto  a prestazioni  è  costituito 
dall'ultima  decisione  che  ha  esaminato  materialmente  il  diritto  alla 
rendita  (DTF 133  V  pag. 108,  consid. 5.4).  Il  periodo  di  riferimento 
nell'ambito della presente vertenza è pertanto quello intercorrente fra 
la  decisione  del  22  agosto  2005,  con  la  quale  l'Ufficio  AI  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero ha erogato in favore dell'assicurato una 
rendita intera AI a decorrere dal 1° gennaio 2004, ed il 9 maggio 2008, 
data in cui l'amministrazione ha soppresso il diritto alla rendita AI.

7.
L'interessato non ha più lavorato dopo il 1° luglio 2003. 

La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), 
per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli 

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avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano  ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato,  ma non 
spetta al medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 
V 314, 105 V 158).

Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c). 

8.

8.1 Nel riconoscere inizialmente il diritto alla rendita intera AI l'autorità 
amministrativa si era fondata su di una documentazione medica dalla 
quale traspariva che l'assicurato era portatore di esiti di spondilodesi 
intersomatiche posteriori  fra L4/L5 ed L5/S1 il  2 settembre 2004 per 
alterazioni degenerative bisegmentali  discali e faccettarie con olistesi 
di  L5/S1 di  primo grado ed ernia discale paramediana destra L5/S1, 
stato dopo artroscopia ginocchio  destro (marzo 2004),  meniscopatia 
mediale ginocchio sinistro (cfr. incarto CSS, perizia del Dott. Goldinger 
del 28 gennaio 2005 ed atti medici successivi).

8.2 Al  momento  della  revisione  in  esame,  il  collegio  giudicante  può 
riferirsi  alla  diagnosi  posta  in  evidenza  dai  sanitari  del  SAM  di 
Bellinzona.  La  documentazione  esibita  dopo  questo  accertamento, 
avvenuto l'8 ed il 30 ottobre, nonché il 7 e 20 novembre 2007, ossia 
alcuni  rapporti/perizie  del  Dott.  Mazzetti,  referti  di  un  centro  di 
recupero neurologico di Gallarate, la cartella clinica relativa al ricovero 
per  motivi  cardiologici  in  ottobre  2007  (Dott.  Provasoli)  attestano 
situazioni  che,  temporalmente,  erano  conosciute  dai  periti  del  SAM 
(cfr. rapporto finale pag. 7). Altra documentazione, successiva, ossia 
alcuni reperti oggettivi, un rapporto del Dott. Prestamburgo (specialista 
in ortopedia) del 21 novembre 2007 e soprattutto la nuova relazione 

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del  Dott.  Mazzetti  del  26  marzo  2008,  non  pongono  in  evidenza 
ulteriori patologie di rilievo, se non una sindrome del tunnel carpale a 
sinistra,  una  patologia  su  base  meccanica  (da  sovraccarico)  delle 
articolazioni sacro-iliache (più accentuata a destra),  steatosi  epatica, 
disturbo depressivo maggiore (episodio unico),  moderato, in disturbo 
dell'adattamento cronico.

8.3 I medici specialisti del SAM hanno rilevato: 

Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:

sindrome  cervicospondilogena  bilaterale  cronica  in  discopatie  
multisegmentali  cervicali  da  C2  a  C7  in  particolare  ernia  discale 
lateralizzata a destra C6/C7 con minima componente intraforaminale a 
destra;  sindrome  lombospondilogena  cronica  bilaterale  in  esiti  di  
intervento chirurgico PLIF da L4 ad S1 per discopatie L4/5 ed L5/S1 
su  spondilolistesi  istimica  L5/S1  il  2  settembre  2004  con  olistesi  
residua di L5 di circa 6 mm (RM della colonna lombare il 13 giugno  
2007),  periartropatia  scapolo  omerale  tendinopatica  con 
sintomatologia  da  attrito  a  sinistra;  esiti  di  meniscectomia  mediale  
artroscopica, con toilette articolare in gonartrosi al ginocchio destro il  
1° marzo 2004, cardiopatia ipertensiva con blocco di branca completo 
a sinistra, remodelling concentrico del ventricolo sinistro e disfunzione 
diastolica  grado  I;  fattori  di  rischio  cardiovascolari  ipertensione 
arteriosa,  iperlipidemia,  diabete,  sovrappeso,  pregresso  tabagismo; 
substrato depressivo cronico, elementi di dipendenza psicologica.

Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:

diabete  mellito  insulinodipendente  (IFCC  4,8%,  DCCT  6,5%),  
probabile  incipiente  polineuropatia  sensitiva  agli  arti  inferiori;  lieve 
neuropatia  sensitivo-motoria  del  nervo  ulnare  sin.  localizzata  al  
gomito,  omozigosi  della  mutazione  H  63  D  associata  ad  
emocromatosi, obesità con BMI 39 kg/m2.

9.

9.1 Nettamente  divergenti  sono  i  pareri  circa  le  ripercussioni 
invalidanti delle menzionate affezioni. Da una parte vi è una dettagliata 
perizia  del  SAM  che  ammette,  praticamente,  l'esistenza  un 
un'incapacità al lavoro del 20% dovuta a motivi psichiatrici. Sebbene il 
SAM ritenga ancora il paziente abile in misura nettamente ridotta nel 

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suo  precedente  lavoro  di  responsabile  meccanico-manutentore  di 
macchine  di  produzione  industriale  (50%),  gli  esperti  indicano 
un'abilità  dell'80%  in  attività  sostitutive  a  determinate  condizioni 
dettate, soprattutto da ragioni ortopediche (posture, sollevamento pesi, 
possibilità di marcia, ecc.). Dall'altra parte, vi sono diverse relazioni del 
Dott. Mazzetti, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, che 
contestano  le  residue  possibilità  funzionali  e  quindi  lavorative  del 
paziente. Il problema si inquadra, soprattutto, nell'indagine ortopedica. 

9.2 Va  ricordato  che  una  perizia  richiesta  dall'UAIE  (in  casu  un 
servizio  di  accertamento  medico  specifico  dell'assicurazione  per 
l'invalidità)  non  può  essere  scartata  adducendo  che  si  tratta  di  un 
referto  di  parte.  Infatti,  la  legge  attribuisce  all'amministrazione  il 
compito  di  istruire  le  domande  di  rendita,  procurandosi  gli  atti 
necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'attività, la capacità di 
lavoro e l'idoneità all'integrazione dei richiedenti. A tale scopo possono 
essere  domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti 
sopralluoghi  e  consultati  specialisti  dell'aiuto  pubblico  o  privato  agli 
invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'Ufficio AI agisce quale 
organo  amministrativo  preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le 
perizie  ordinate  in  adempimento  di  questo  compito  non  possono 
essere considerate di  parte o non conclusive alla luce di  altri  referti 
(DTF 123 V 175 e 122 V 157). Il Tribunale federale ha inoltre precisato 
che  deve  essere  considerata  rilevante  una  perizia  affidata  al  SAM, 
negando che tale servizio medico possa essere considerato parte in 
causa  per  sussistenza  di  un  vincolo  per  cui  l’istituto  medesimo 
sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli  interessi 
specifici dell’assicurazione per l’invalidità.

Determinante è invece la circostanza che la perizia del SAM rispetti 
tutti  i  principi  concernenti  la valutazione medica dell'invalidità. Infatti, 
per quanto concerne il  valore probatorio  d'un rapporto medico va in 
particolare accertato se il  rapporto è completo per quanto riguarda i 
temi sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle 
censure  del  paziente,  se  è  stato  redatto  con  conoscenza  della 
pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella 
presentazione del  contesto medico e,  infine,  se  le  conclusioni  a  cui 
giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non 
è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione 
del  materiale  probatorio  quale  rapporto  o  di  perizia,  bensì  il  suo 
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c).

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9.3 Di rilievo, in ambito revisionale, è la circostanza che le condizioni 
della  revisione  di  una  rendita  non  sono  adempiute  quando  delle 
circostanze  di  fatto  sono  rimaste  invariate  e  che,  motivo  di  tale 
procedura di  riduzione o di  soppressione risieda,  unicamente,  in  un 
nuovo apprezzamento del caso (ATF I 755/04 del 25 settembre 2006 
consid. 5.1 e referenze menzionate, DTF 112 V 372 consid. 2 b e 390 
consid. 1b, RCC 1987 p. 36, SVR 2004 IV n.5 consid. 3.3.3). Un motivo 
di  revisione  ai  sensi  dell'art.  17  LPGA  deve  chiaramente  trasparire 
dagli  atti  sanitari  (DTF  I  559/02  del  30  aprile  2003  consid.  3.2  e 
referenze  menzionate;  URS MÜLLER,  Die  materiellen  Voraussetzungen 
der Rentenrevision in der Invalidenversicherung, tesi, Friborgo 2002, p. 
133 e seg.). Infatti, l'istituto della revisione non dovrebbe costituire, in 
nessun  caso,  il  fondamento  giuridico  per  un  riesame incondizionato 
del  diritto  alla  rendita  (RUDOLF RUEDI,  Die  Verfügungsanpassung  als 
verfahrensrechtliche  Grundfigur  namentlich  von  Invalidenrenten-
revisionen,  in:  Schaffhauser/Schlauri,  Die  Revision  von 
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, San Gallo 1999, p. 15).

10.

10.1 Ora,  si  può  sicuramente  affermare  che  la  perizia  del  Dott. 
Christen  (ortopedico/reumatologo)  del  SAM  è  ineccepibile  sotto  il 
profilo  dell'accertamento  anamnestico  e  diagnostico.  Discutibile  è 
invece tale perizia in relazione alle conclusioni e alla luce di quanto si 
avrebbe  dovuto  provare  da  parte  dell'amministrazione,  ossia  un 
miglioramento ai sensi dell'art. 17 LPGA. 

Due  critiche  possono  essere  mosse  a  tale  referto.  In  primo  luogo 
l'esperto incaricato non ha posto in luce un sicuro miglioramento della 
situazione valetudinaria del paziente rispetto al 2004/2005. In secondo 
luogo, posta una determinata diagnosi, che, in sostanza, coincide con 
quella esposta dal Dott. Mazzetti, le conclusioni stridono in modo con 
quanto descritto dal medico-legale italiano. 

10.2 Nella  sostanza,  le  doglianze  soggettive  dell'assicurato  sono 
rimaste  uguali  a  quelle  già  denunciate  all'epoca  in  cui  venne 
riconosciuta  l'intera  prestazione  AI.  Il  Dott.  Christen  sembra 
minimizzare  le  conseguenze  debilitanti  delle  affezioni  accertate  in 
diagnosi. Lo stesso esperto  del  SAM ammette che dopo l'intervento 
"PLIF" del settembre 2004, il paziente ha continuato a presentare una 
sintomatologia  sciatalgica  a  sinistra,  soprattutto  in  posizione  eretta 
prolungata  e,  alla  visita  odierna,  lamentava  ancora  dolori  a  fascia 

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lombare  in  diversi  punti  e  a  più  movimenti,  fino  a  risentire  persino 
sensazioni  di  scosse  agli  alluci.  Questi  dolori  sono  presenti  nel 
camminare, in posizioni statiche e/o supine e sono presenti anche di 
notte  con  ovvio  turbamento  del  sonno.  Per  quanto  riguarda  la 
situazione cervicale la situazione algica è sempre presente e persiste 
dalle due parti, irradiando diffusamente l'omero destro e sinistro, negli 
avambracci  ulnari  bilateralmente,  con  formicolii  che  raggiungono 
anche  l'anulare  ed  il  mignolo.  Inoltre,  la  sintomatologia  di  una 
progressiva patologia omerale (scarsamente presente o non rilevabile 
in  precedenza)  si  è  accentuata  e  provoca  una  risentimento  algico 
dell'arto  superiore  sinistro  (spalla  dolorante  nei  movimenti  di 
abduzione). Agli arti inferiori, emergono, nuovi dolori coxogeni in esito 
a meniscectomia. 

Già si può osservare che nuovi problemi (spalla e ginocchia) si sono 
addizionati o aggravati rispetto alla situazione precedente, turbe che, 
data la loro localizzazione, incidono in modo sensibile sull'esercizio di 
un lavoro seppur leggero.

Ciò  che  non  è  attendibile,  nell'analisi  del  reumatologo,  è  che, 
nonostante tale descrizione, egli ponga poi un'esigibilità considerevole 
in  ambito  lavorativo  (100%).  Appare  poco  credibile  che  il  paziente 
possa, come conclude l'esperto, sollevare e portare molto spesso pesi 
fino a 5 kg all'altezza dei fianchi e spesso tra i i 5 ed i 10 kg (talvolta, 
addirittura fino a 25 kg) e molto spesso sollevare al di sopra del petto 
pesi superiori  a 5 kg; inoltre, visti  fra gli  altri  dolori,  quelli  oggettivati 
alle  spalle  e  cervicali,  non  è  verosimile  che  l'interessato  possa 
maneggiare attrezzi di precisione o attrezzi di media entità e persino, a 
volte,  pesanti. L'esperto  ammette  poi  che  l'assicurato  possa talvolta 
effettuare lavori  al  disopra della testa, talvolta effettuare la rotazione 
del  tronco,  spesso  assumere  la  posizione  seduta.  Ora,  viste  le 
constatazioni oggettive,  il  paziente non può ragionevolmente stare a 
lungo  seduto  o  a  lungo  in  piedi;  l'assicurato  potrebbe  invece 
camminare  fino  a  50  metri  spesso  ed  oltre  solamente  talvolta  e 
potrebbe  salire  talvolta  le  scale,  ecc. Ora,  alla  luce  delle  limitazioni 
indicate dallo stesso reumatologo, a prescindere da quelle esposte dal 
Dott.  Mazzetti,  appare  difficile  ritenere  un  miglioramento  ai  sensi 
dell'art. 17 LPGA e che l'interessato sia in grado di svolgere un'attività 
al 100% un anno dopo l'intervento chirurgico. Visto il rapporto del Dott. 
Christen è possibile affermare che l'insorgente sarebbe in grado, tutto 
sommato,  di  svolgere  ancora  qualche  lavoro  leggero  non 

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esclusivamente  sedentario  a  determinate  e  precise  condizioni, 
sull'arco  anche  di  un'intera  giornata,  ma il  suo  rendimento  sarebbe 
notevolmente  ridotto  visti  i  suoi  numerosi  impedimenti  e  le  sindromi 
algiche,  oggettivate,  anche  queste  presenti  in  più  distretti.  Una 
valutazione di abilità al lavoro al cento per cento non pare credibile.

10.3 Senza  per  questo  voler  condividere  appieno  le  valutazioni  del 
Dott. Mazzetti, questo collegio giudicante è del parere che l'esperto di 
parte meglio si  è  avvicinato ai  problemi delle limitazioni  funzionali  e 
delle sintomatologie dolorose dell'interessato in relazione alle residue 
capacità  di  lavoro.  Soprattutto  nella  perizia  del  26  marzo  2008, 
l'esperto in medicina del lavoro ha riconfermato i problemi del dolore e 
le  limitazioni  funzionali  già  peraltro  evidenziate  dal  Dott.  Christen, 
situabili,  per l'essenziale,  al  rachide cervicale,  alla  colonna lombare, 
alla spalla sinistra ed al ginocchio destro. Egli  rileva (pag. 4) che tali 
patologie,  limitanti  nel  lavoro  ed  algiche  anche  senza  determinate 
posture,  riducono  drasticamente  la  capacità  lavorativa  del  soggetto 
nella  movimentazione  manuale  di  carichi,  anche  moderati,  nel 
mantenimento protratto di posture obbligate, nella conduzione a titolo 
professionale di automezzi pur leggeri e nell'espletamento di mansioni 
implicanti  apprezzabili  sollecitazioni  statico-dinamiche  del  rachide  e 
degli arti. Lo specialista di parte indica, come lo ha fatto il reumatologo 
del SAM, le limitazioni in modo dettagliato rilevando, per esempio, che 
il paziente può sollevare/trasportare solo carichi molto leggeri e solo in 
modo ridotto (senza flessioni che gli  causano dolore e sono peraltro 
limitate) e con braccia aderenti al tronco; la manipolazione di oggetti, 
pulsantiere e piccoli attrezzi è possibile e piuttosto normale, mentre è 
ridotta quando gli attrezzi e gli oggetti sono grandi e/o mediopesanti a 
pesanti. Sostanzialmente,  però,  il  problema principale  consiste  nelle 
posizioni/posture  e/o  dinamiche  di  lavoro  dove  si  manifestano  le 
maggiori limitazioni e ciò appare più credibile in esito alla perizia del 
Dott. Mazzetti che non da quella del Dott. Christen. L'interessato può 
lavorare  a  braccia  alzate  solo  in  maniera  molto  ridotta  e  non  può 
operare delle  rotazioni  se  non in  misura limitata; a  maggior  ragione 
altre  posizioni  più  estreme  sono  escluse;  il  paziente  non  può  star 
seduto oltre mezzora senza interruzione e non può stare in posizione 
eretta oltre mezzora; può effettuare tragitti brevi (50 metri), mentre la 
capacità è ridotta per tragitti fino al massimo di 200 metri; il lavoro in 
terreni  accidentati  e/o  che  comportino  salire  o  scendere  le  scale  è 
escluso.

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10.4 Al vaglio di questa autorità di ricorso, nessuna delle due perizie 
può  essere  scartata  dando  la  priorità  all'altra.  Le  indagini  del  Dott. 
Mazzetti,  che  si  è  occupato  del  caso  dell'assicurato  sin  dall'epoca 
dell'infortunio del 2003, non possono essere ignorate a fronte di una 
perizia  del  SAM.  Il  parere  dell'esperto  di  parte  merita  una 
considerazione al  pari  di  quello  del  reumatologo del  SAM in quanto 
trattasi  di  un  esame  che  soddisfa  a  tutte  le  condizioni  poste  dalla 
giurisprudenza in materia di investigazioni sanitarie (cfr. consid. 9.2).

Questo  Tribunale,  dopo  attento  esame  degli  accertamenti  sanitari 
menzionati,  osserva  che  in  tali  condizioni  valetudinarie,  A._______ 
non potrebbe ragionevolmente svolgere le mansioni indicate dal CIP 
nel  suo  rapporto  del  4  marzo  2008.  Tutte  le  professioni  suggerite 
comportano sforzi, posizioni, spostamenti, impegno di precisione che 
risultano contro-indicate non solamente alla luce del parere del Dott. 
Mazzetti, ma anche secondo il Dott. Christen. Viste queste limitazioni, 
in considerazione anche della sintomatologia algica polidistrettuale ed 
avuto  riguardo  delle  altre  malattie  qui  non  trattate  ma  pur  limitanti 
(obesità  notevole,  diabete  cardiopatia  ipertensiva,  sindrome  da 
disadattamento), non è possibile ritenere il paziente, dal punto di vista 
ortopedico, abile al cento per cento in attività di  ripiego come quelle 
proposte nel rapporto CIP menzionato. In proposito va ricordato che 
l'incapacità  di  lavoro  del  20%  è  stata  riconosciuta  dal  SAM 
esclusivamente per motivi psichiatrici.

10.5 Per  quel  che  concerne  i  pareri  dei  medici  dell'UAI  cantonale, 
espressi  dopo  la  perizia  al  SAM  (Dott.ri  Klauser  ed  Erba)  questi 
appaiono poco convincenti, sia perché, in modo apodittico ed acritico, 
rinviano alla valutazione dei periti  incaricati  senza entrare nel merito 
delle  obiezioni,  segnatamente  quelle  del  Dott.  Mazzetti,  sia  anche 
perché,  nessuno  di  loro  si  è  posto  il  problema  che  incombe 
all'amministrazione di provare una modifica della capacità al lavoro e 
di guadagno giusta l'art. 17 LPGA.

È per questi motivi che, nel caso in esame, non si può sostenere che 
ci si trovi in presenza di un apprezzamento diverso di una situazione di 
fatto  sostanzialmente  rimasta  invariata,  il  che  comporterebbe 
l'ammissione del ricorso con ripristino del diritto alla rendita intera AI 
dalla  data  di  soppressione,  ma  ancor  meno  è  stato  dimostrato  un 
miglioramento  così  evidente  ed inspiegabile  della  capacità  di  lavoro 
dell'assicurato.

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10.6 Ancora  può  essere  aggiunto  che  la  decisione  impugnata  può 
essere criticata nella misura in cui non ha previsto l'adozione di misure 
professionali  (riqualifica). Se è vero che l'assicurato non ne ha fatto 
esplicita  richiesta,  è  altrettanto  vero  che  l'amministrazione  non  può 
ignorare  tale  eventualità  limitandosi  ad  osservare  che  l'assicurato 
"sarebbe inibito oltre che dal danno alla salute anche da fattori come 
l'esperienza professionale specifica, la scolarità e l'età" (cfr. rapporto 
CIP pag. 4).

11.
Il collegio giudicante non può pertanto effettuare sulla base degli atti di 
causa un esame oggettivo adeguato che consenta di addivenire ad un 
chiaro  ed  attendibile  giudizio  sullo  stato  di  salute  dell'assicurato. In 
ogni  caso,  sulla  base  dell'incarto  medico  agli  atti,  non  sono  dati  i 
presupposti di revisione di cui all'art. 17 LPGA.

Pertanto  la  decisione  impugnata  deve  essere  annullata  e  l'incarto 
retrocesso  all'UAIE  affinché  completi  l'istruttoria  dal  punto  di  vista 
medico  ed  emani  una  nuova  decisione.  Certo,  l'art.  61  cpv.  1  PA 
permette solo eccezionalmente di ricorrere ad una tale procedura. Nel 
caso  concreto  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia 
giustificata  se  si  considera  l'importanza  delle  divergenze  rilevate  e 
l'ampiezza  delle  informazioni  mediche  bisognose  di  essere  ancora 
raccolte.

L'UAIE dovrà pertanto completare l'istruttoria delucidando lo stato di 
salute dell'assicurato che, in particolare, dovrà essere sottoposto a vi-
sita ortopedico/neurologica da parte di altri esperti in Svizzera i quali 
dovranno  affrontare  la  problematica  anche  sotto  l'aspetto  della 
revisione.

L'incarto  sarà  poi  sottoposto,  se  del  caso,  al  Consulente  in 
integrazione  professionale,  il  quale  dovrà  svolgere,  sulla  base  delle 
indicazioni  mediche,  un'approfondita  indagine  professionale  atta  ad 
accertare,  fra  l'altro,  in  quali  reali  attività  sostitutive  l'interessato 
sarebbe  ancora  inseribile  e  procedere,  in  tal  senso,  ad  un'indagine 
comparativa dei redditi. Preliminarmente, atteso che le misure d'ordine 
professionale  hanno  la  priorità  sull'eventuale  erogazione  di  una 
rendita,  l'amministrazione  esaminerà  compiutamente,  se  necessario 
con un colloquio con l'interessato, l'adozione di tali misure (cfr. consid. 
10.6).

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12.

12.1 Visto  l'esito  della  procedura,  non  si  percepiscono  spese 
processuali.  L'anticipo  delle  spese  processuali  di  Fr.  300.-,  versato 
dall'interessato il 22 novembre 2008, gli viene retrocesso.

12.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

Nel  caso  in  esame,  visto  il  ricorso  e  la  replica,  la  documentazione 
esibita, nonché l'esito del gravame si giustifica riconoscere alla parte 
ricorrente  un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  700.-,  a  carico 
dell'UAIE.

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C-3627/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che, annullata l'impugnata 
decisione  del  9  maggio  2008,  gli  atti  sono  rinviati  all'UAIE,  perché 
proceda ai sensi del considerando 11 e statuisca di nuovo.

2.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  di  Fr.  300.-, 
corrispondente  alle  spese  processuali,  versato  dall'insorgente  il  22 
novembre 2008, gli viene restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 700.-, la quale è posta a carico dell'UAIE.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif.)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono rispettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 
e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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