# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 855db963-5ab4-53a2-9157-f2ad92c22156
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-09-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.09.2010 34.2009.69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2009-69_2010-09-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2009.69

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  15 settembre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice
  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 12 ottobre
2009 di

 

	
   

  	
   AT 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

   

   

   

   

   

  terzo chiamato
  in causa

  	
  CV 1   

   

  in materia di previdenza professionale

   

   

   

  PI 1  

  rappr. da:   RA 2  

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in fatto

 

 

                               1.1.   AT
1, classe __________, è stato alle dipendenze della ditta __________ di __________
dal 1. giugno 2001 al 31 gennaio 2004 (dal 10 agosto 2001, ultimo giorno
lavorativo, ha percepito delle indennità giornaliere per malattia) in qualità
di carpentiere. Ai fini previdenziali egli era assicurato, per il tramite del
datore di lavoro, presso la CV 1 (in seguito: Cassa pensioni CV 1).

                                         In
precedenza, dal 1. maggio 1995 al 31 maggio 2001 l’attore è stato dipendente
della __________ di __________ (divenuta poi __________ succursale di __________),
affiliata alla PI 1 (in seguito: PI 1).

 

                               1.2.   In
data 10 aprile 2000, AT 1 ha subito un infortunio professionale preso a carico
dell’__________ che ha regolarmente corrisposto le prestazioni di legge. 

 

                                         Il
21 agosto 2001 il datore di lavoro ha annunciato una ricaduta in relazione all'evento
infortunistico dell'aprile 2000, con un'inabilità lavorativa completa a far
tempo dal 10 agosto 2001. Tale ricaduta è stata assunta dall'__________. Quest’ultimo,
con decisione formale del 25 aprile 2002, confermata il 20 settembre 2002, ha posto termine al proprio obbligo contributivo a far tempo dal 2 aprile 2002 – data dalla
quale, a fronte dei soli postumi infortunistici residui, il qui attore era stato
dichiarato totalmente abile al lavoro – negando inoltre la propria
responsabilità relativamente alle turbe psichiche. Il ricorso inoltrato AT 1 contro
la decisione su opposizione 20 settembre 2002 è stato respinto dal TCA con
sentenza 29 aprile 2003 cresciuta in giudicato (inc. 35.2003.1).

                                         

                               1.3.   Nel
novembre 2002 AT 1 ha presentato una domanda di prestazioni AI per adulti.

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso – tra cui una perizia pluridisciplinare
a cura del SAM – con decisione 13 settembre 2007, preavvisata l’11 gennaio 2007,
l’Ufficio AI ha riconosciuto all’attore il diritto ad un quarto di rendita (grado
d’invalidità 41%) dal 1. agosto 2002.

 

                                         Con
sentenza 29 settembre 2008, cresciuta in giudicato, questa Corte, annullata la
decisione amministrativa, ha accolto il ricorso dell’assicurato riconoscendogli
il diritto ad una rendita intera dal 1. agosto 2002 (inc. 32.2007.322).

 

                                         Con
decisioni 15 gennaio 2009 l’Ufficio AI ha quindi posto l’assicurato al
beneficio di una rendita intera dal 1. agosto 2002 e di quattro rendite completive
per figli.

 

                               1.4.   L’attore
si è rivolto alla Cassa pensioni CV 1 per ottenere il versamento della rendita
d’invalidità LPP (doc. 43). Quest’ultima con scritto 4 settembre 2009, facendo
riferimento ad una precedente lettera del 19 ottobre 2004, ha negato il proprio obbligo prestativo considerato che al momento in cui era sorta l’incapacità
lavorativa, la cui causa ha portato all’invalidità, AT 1 non era assicurato presso
di lei, ma presso l’__________ (recte: PI 1) (doc. B). 

 

                                         Con
scritto 24 aprile 2009 __________, agente per conto della PI 1, ha anch’essa respinto la richiesta di versamento di una rendita d’invalidità. In sintesi ha
sostenuto che sia la ricaduta dell’infortunio del 10 agosto 2001 che la nuova
malattia, iniziata nell’agosto 2001, sono intervenute successivamente al 31 maggio
2001, ultimo giorno lavorativo presso la __________ (doc. C).

 

                                         Nuovamente
interpellati dall’attore, entrambi gli istituti di previdenza hanno confermato
la loro posizione (doc. D-N).

 

                               1.5.
  Con la presente petizione AT 1, per il tramite dell’avv. RA 1, postula la
condanna della Cassa pensioni CV 1 al versamento di una rendita d’invalidità dal
1. agosto 2002. Chiede anche di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto
occorra, nel prosieguo.

 

                               1.6.   Con
la risposta di causa la Cassa pensioni CV 1 postula invece la reiezione della
petizione. Sostiene in sintesi che la malattia psichiatrica, causa
dell’incapacità lavorativa che ha portato all’invalidità, sia sorta subito dopo
l’infortunio dell’aprile 2000, periodo in cui l’attore non era assicurato
presso di lei. 

 

                               1.7.   L’11
dicembre 2009 l’attore ha postulato la chiamata in causa de __________ (VIII).

 

                               1.8.   Con
scritti 17 dicembre 2009 e 11 gennaio 2010 il
vicepresidente del TCA ha avuto modo di spiegare all’attore che un ente assicurativo
quale “__________” (ora “__________”), indipendentemente dalla sua funzione di
ente riassicuratore o meno, salvo eccezioni, non ha veste di parte in una
procedura giusta l’art. 73 LPP (X, XVI).

 

                               1.9.   Individuato
un interesse giuridico all’esito della presente vertenza
da parte della PI 1, presso cui l’attore al momento
dell’infortunio (aprile 2000) era affiliato, con decreto 10 marzo 2010 questo
TCA ha chiamato in causa il succitato istituto di previdenza, assegnandogli un
termine per visionare degli atti di causa e per presentare osservazioni (XXI).

 

                             1.10.   Con
scritto 7 aprile 2010 la PI 1, rappresentata dall’avv. RA 2, ha ribadito di non assumersi il caso poiché l’incapacità lavorativa che ha condotto all’invalidità
è intervenuta in un periodo in cui l’attore non era più assicurato pres- so la
fondazione (XXVII). 

 

                                         Le
parti hanno potuto esprimersi sulla chiamata in causa (XXVIII). 

 

                             1.11.   Il
TCA ha richiamato dall’Ufficio AI gli atti relativi all’attore (XII), dando alle
parti la possibilità di consultarli e di presentare osservazioni (XVI).

                                         

                                         Ha
inoltre eseguito un accertamento presso il Centro peritale delle assicurazioni
sociali (in seguito: CPAS), il cui esito è stato trasmesso alle parti per
osservazioni (XXX, XXXIV- XXXVIII).

                                         

                                         Ulteriori
accertamenti sono stati in seguito eseguiti dal Tribunale presso l’ex datore di
lavoro (XXIX, XLI) ed il medico curante (XLII, XLIII); le parti hanno preso
posizione in merito (XLV e XLVI).

 

 

considerando                 in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_792/2007 del 7
novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del
21 luglio 2003).

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se AT 1 ha diritto all’erogazione da parte della
Fondazione convenuta di una rendita d’invalidità del secondo pilastro.
Trattandosi di controversia tra assicuratore LPP ed avente diritto, è data la
competenza dello scrivente Tribunale ai sensi dell’art. 73 LPP in relazione
all’art. 8 LAPLPP (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2 con riferimenti).

                               2.3.   L’art.
23 vLPP (nel tenore in vigore sino al 31 dicembre 2004), che è una disposizione
minima (art. 6 LPP), prevede che hanno diritto alle prestazioni d’invalidità le
persone che, nel senso dell’AI, sono invalide per almeno il 50% ed erano
assicurate al momento in cui è sorta l’incapacità di lavoro la cui causa ha portato
all’invalidità. Non è per contro necessario che l’interessato sia assicurato al
momento della nascita dell’invalidità (SVR 1998 BVG Nr. 19, 1995 BVG Nr. 43; SZS
1995 p. 464 consid. 3b; DTF 120 V 116 consid. 2b,
118 V 35). Dal 1. gennaio 2005 (1. revisione LPP) il nuovo art. 23 LPP
stabilisce tra l’altro il diritto ad una prestazione d’invalidità (un quarto di
rendita) se l’assicurato è invalido per almeno il 40% (art. 23 cpv. 1 lett. d
nLPP).

 

                                         Per
avere diritto ad una rendita di invalidità ai sensi dell'art.
23 LPP occorre dunque essere assicurati al momento in cui si registra
un'incapacità lavorativa o una diminuzione di rendimento di una certa
importanza (ossia, secondo la giurisprudenza, di almeno il 20%; cfr. STF
9C_772/2007 del 26 febbraio 2008 consid. 3.2; Pratique VSI 1998 p. 126; STFA B
100/00 del 16 febbraio 2001). Non è invece decisivo essere assicurati quando
sorge l'invalidità vera e propria; il richiedente deve essere assicurato al
momento dell'insorgenza dell'incapacità lavorativa che ha condotto all'invalidità,
non necessariamente quando insorge l'invalidità oppure il peggioramento della
stessa (SZS 2002 p. 155; DTF 123 V 264 consid. 1b; STFA 6 marzo 1996 nella
causa S.P; SZS 1995 p. 465 consid. 4, 1994 p. 469; STFA 20 luglio 1994 nella
causa R. consid. 2). Questa soluzione è stata voluta per sopperire ad eventuali
lacune assicurative, nel caso in cui il datore di lavoro disdica il contratto
precedentemente alla decorrenza dell’anno di attesa necessario ai fini
dell’erogazione della rendita AI e quindi della rendita LPP (art. 29 cpv. 1
lett. b LAI; DTF 123 V 263 consid. 1, 120 V 116 consid. 2b; STFA 6 marzo 1996
nella causa S.P, citata anche in bollettino UFAS n. 36). Di conseguenza il
fondo di previdenza presso cui era assicurato il dipendente al momento
dell’intervenuta incapacità lavorativa è obbligato a versare le prestazioni di
invalidità, anche se al momento del riconoscimento della stessa il rapporto
assicurativo era già stato sciolto (SVR 1998 BVG Nr. 14; DTF 118 V 98). I medesimi
principi valgono in materia di previdenza più estesa, in assenza di disposizioni
statutarie divergenti (SVR 1994 BVG Nr. 14; DTF 117 V 332 consid. 3).

 

                               2.4.   L’art.
26 cpv. 1 LPP stabilisce che, per la nascita del diritto alle prestazioni
d’invalidità, sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della
legge federale sull’assicurazione invalidità (art. 29 LAI). Secondo il cpv. 2
l’istituto di previdenza può inoltre stabilire, nelle sue disposizioni
regolamentari, che il diritto alle prestazioni sia differito, fintanto che
l’assicurato riscuote il salario completo.

 

                                         Per
l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI il diritto alla rendita al più presto nel momento
in cui l'assicurato è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace
al lavoro almeno il 40% in media.

 

                               2.5.   Secondo
la giurisprudenza, l’art. 23 LPP persegue anche lo scopo di delimitare la
responsabilità tra più istituti di previdenza. La questione si pone ad esempio
nel caso in cui il lavoratore, già colpito nella sua salute in una misura atta
a influenzare la sua capacità di lavoro, entra al servizio di un nuovo datore
di lavoro e viene in seguito posto al beneficio di una rendita di invalidità.
In tale ipotesi, a determinate condizioni, le prestazioni vanno versate dal
precedente istituto di previdenza e non dall'attuale (DTF 123 V 264 consid. 1c,
120 V 117 consid. 2c e 120, dove é precisato che "l'art. 23 LPP vise quant à lui à prolonger la responsabilité de l'institution
de prévoyance au-delà de l'affiliation, lors de la survenance de l'éventualité
assurée"; cfr. anche SZS 2002 p. 156 consid. 2b; STFA B 64/99 del 6 giugno 2001).

 

                                         Affinché
il precedente istituto di previdenza sia tenuto a versare la prestazione
d’invalidità, l’incapacità di lavoro deve essersi manifestata in un’epoca in
cui l’assicurato era affiliato presso quell’istituto e deve inoltre sussistere
fra detta incapacità e l’invalidità uno stretto nesso materiale e temporale. Vi
è connessione materiale se il danno alla salute all’origine dell’invalidità è
essenzialmente lo stesso che si è già manifestato durante l’affiliazione al
precedente istituto di previdenza e che ha causato un’incapacità di lavoro. La connessione
temporale presuppone che l'assicurato, dopo l'insorgenza dell'inabilità
lavorativa, non sia ridivenuto abile al lavoro per lungo tempo. Tale
connessione è interrotta se, durante un certo periodo, l'assicurato è nuovamente
abile al lavoro, ritenuto comunque che un breve periodo di remissione non basta
per interrompere il rapporto di connessione temporale (DTF 130 V 275 consid.
4.1; SZS 2002 p. 156; DTF 123 V 264 consid. 1c e 120 V 117 consid. 2c; già
citata STFA non pubblicata del 6 giugno 2001). In tal caso il vecchio istituto
di previdenza è liberato da qualsiasi obbligo (DTF 120 V 117; Moser, Die zweite
Säule und ihre Tragfähigkeit, 1993, p. 210). Quindi, ai fini del versamento
delle prestazioni di invalidità della previdenza professionale obbligatoria
dev'esserci un nesso materiale e temporale stretto tra l'incapacità di lavoro e
l'invalidità. Il nesso materiale è dato se il danno alla salute alla base dell'invalidità
è in sostanza il medesimo che ha causato l'incapacità lavorativa (questo
presupposto non è dato per esempio se l'incapacità lavorativa è riconducibile
ad un dolore dorsale, mentre l'invalidità ad una malattia psichica e dagli atti
non emerge che vi sia un'interazione tra le due affezioni; SZS 2003 p. 361).

 

                                         Nella
sentenza 6 dicembre 2007, pubblicata in DTF 134 V 20, il TF, apportando dei
chiarimenti a quanto stabilito dalla precedente giurisprudenza, ha in
particolare precisato che determinante per l’insorgenza dell’incapacità
lavorativa ai sensi dell’art. 23 lett. a LPP è l’inabilità nell’attività
precedentemente svolta, mentre il nesso temporale si determina sulla base
dell’incapacità lavorativa, rispettivamente della capacità lavorativa in
un’attività ragionevolmente esigibile confacente con il danno alla salute;
questa deve permettere di conseguire, per rapporto all’attività abituale, un
reddito escludente il diritto ad una rendita (consid. 5.3).

 

                                         Il
TFA ha inoltre precisato che, nel caso di interruzione dell’in-capacità di
lavoro, non si può procedere ad un’applicazione schematica, analogamente a
quanto previsto agli artt. 29ter e 88a cpv. 1 OAI (DTF 123 V 264 e 120 V 118
consid. 2c/bb), mitigando il tenore di una precedente sentenza, in cui aveva
stabilito che il nuovo istituto di previdenza è obbligato a versare la rendita
solo se l’assicurato ha lavorato per tre mesi interi, dopodiché si è
ripresentata un’incapacità di lavoro (cfr. STF B 38/92 del 30 novembre 1993 in Plädoyer 4/94 pp. 66/67). Per risolvere tale questione si deve tener conto di tutte le
particolarità del caso concreto, e meglio della natura del danno alla salute,
della prognosi del medico e dei motivi che hanno indotto l’assicurato a riprendere
il lavoro. Inoltre sono determinanti le circostanze relative al mondo del lavoro,
come un guadagno intermedio ottenuto dall’assicurato o la sua capacità di collocamento.
In questo senso nel caso di un assicurato invalido bisognerà negare il riacquisto
della capacità lavorativa anche nel caso del tentativo, di oltre tre mesi, di
ripresa dell’attività lavorativa, se la ripresa era motivata più da ragioni
sociali e una ripresa dell’attività lavorativa duratura era comunque da ritenere
improbabile (SZS 2003 p. 510, 2002 p. 156 consid. 2b; SVR 2001 BVG Nr. 18; DTF
123 V 264 consid. 1c e 267 consid. 2c; cfr. anche DTF 120 V 118 consid. 2c/bb).
Decisivo è piuttosto il quesito di sapere se durante la ripresa dell’attività
lavorativa l’assicurato ha apportato o meno una prestazione lavorativa piena e
se il riacquisto duraturo della capacità lavorativa sembra probabile alla luce
dei risultati del tentativo di ripresa del lavoro (STFA B 4/02 del 30 ottobre
2002 e riferimenti a SZS 1997 p. 67).

 

                               2.6.   Nel
caso in esame, dagli atti AI richiamati dal TCA risulta che il progetto
d’assegnazione di rendita dell’11 gennaio 2007 come pure la decisione 15
gennaio 2008 sono state intimate a __________ e non alla Cassa pensioni qui
convenuta, la quale non han potuto usufruire del diritto di ricorso autonomo in
tale ambito (DTF 129 V 73), motivo per cui la questione litigiosa riguardante
l’inizio dell’incapacità lavorativa causante l’invalidità, determinante per
accertare l’eventuale obbligo di prestazione, può essere esaminata senza
vincolo alla decisione 24 novembre 2005 dell’Ufficio AI (STF B 68/06 del 31
agosto 2007 consid. 5), modificata da questa Corte con sentenza 29 settembre
2008.

 

                               2.7.   Occorre
in concreto stabilire se l’incapacità lavorativa che ha portato all’invalidità
dell’attore sia da ricondurre, dal punto di vista materiale e temporale, al 1.
agosto 2001, data corrispondente all’inizio dell’anno di attesa fissato
dall’Ufficio AI. 

                                         Detto
diversamente, occorre verificare se l’incapacità lavorativa di rilievo ai sensi
dell’art. 23 LPP, vale a dire duratura, di almeno il 20% e senza interruzioni
rilevanti (cfr. consid. 2.5), è sorta durante il rapporto previdenziale con la Cassa pensioni CV 1.

 

                            2.7.1.   Riguardo
alla connessione materiale, va ricordato che, come si evince dalla STCA 29
settembre 2008 (consid. 2.5 e 2.6), durante la procedura AI l’attore è stato
sottoposto a diversi accertamenti peritali. In particolare, a seguito della
perizia pluridisciplinare (ortopedica e psichiatrica) dell’8 maggio 2006 egli è
stato ritenuto abile al lavoro nella misura del 50% nella sua precedente
attività e del 70% in attività adeguate dal mese di aprile 2002. Con progetto
11 gennaio 2007, viste le risultanze del rapporto finale 15 dicembre 2006 del
consulente in integrazione professionale, l’Ufficio AI aveva riconosciuto
all’assicurato il diritto ad un quarto di rendita dal 1. agosto 2002. A seguito delle osservazioni del legale dell’attore e dell’ulteriore documentazione medica prodotta,
l’amministrazione aveva ordinato un ulteriore accertamento a cura del dr. __________,
FMH in psichiatria e psicoterapia, che ha reso il suo referto il 31 maggio
2007. Infine, con decisione 13 settembre 2007 l’Ufficio AI aveva confermato il
diritto dell’assicurato ad un quarto di rendita dal 1. agosto 2002.

                                         Dopo
l’introduzione del ricorso, pendente causa l’Ufficio AI aveva ordinato al CPAS
l’esecuzione di una perizia psichiatria, il quale a sua volta aveva incaricato
il __________ di __________ di eseguire l’accertamento. Con referto 25 gennaio
2008 il __________, poste le diagnosi di sindrome somatoforme da dolore persistente
F45.4 con episodio depressivo grave senza sintomi psicotici F32.2 dall’agosto
2001, aveva concluso che “…dal punto di vista psichiatrico, l’assicurato ha
sviluppato una sindrome somatoforme del dolore persistente a partire
dall’aprile 2000, con un’incapacità lavorativa parziale ma comunque non superiore
del 20%. Dall’agosto 2001, con l’instaurarsi dell’episodio depressivo grave,
esiste una limitazione della capacità lavorativa del 100% presente in maniera
continuativa fino ad oggi”. Fondandosi su questa perizia, come visto (cfr.
consid. 1.3), con giudizio 29 settembre 2008 questo TCA ha riconosciuto
all’attore il diritto ad una rendita intera dall’agosto 2002.

 

                                         Occorre
qui evidenziare come la problematica psichiatrica, causa dell’invalidità, trovi
la sua origine nell’infortunio occorso nell’aprile 2000, patologia che poi è
peggiorata nell’agosto 2001. Al riguardo il __________, dopo una dettagliata
valutazione delle perizie eseguite precedentemente, ha in particolare evidenziato:

                                         

"  Si ritiene pertanto che possa essere posta diagnosi di
Sindrome somatoforme da dolore persistente a partire dalla data
dell'incidente (aprile 2000). Si tratta di una diagnosi con una ricaduta
solo parziale sulla capacità lavorativa (in effetti, l'assicurato ha ripreso
per un certo periodo il lavoro anche se con fatica), che non determina      un'inabilità
superiore al 20%. E' importante sottolineare che il soggetto affetto da tale
patologia non è in grado di riconoscere la causa psicologica della
sintomatologia algica che è reale per lui allo stesso modo di un dolore di
origine somatica. Nel caso specifico dell'assicurato, inoltre, ci troviamo di
fronte una personalità semplice dotata di scarse capacità introspettive, quindi
verosimilmente con una difficoltà maggiore nel riconoscere aspetti legati alla
propria realtà interna. Questo può facilmente aver determinato, trovandosi
l'assicurato di fronte ad una sintomatologia per lui importante che veniva
scarsamente riconosciuta e soprattutto non risolta, l'instaurarsi graduale di
un quadro depressivo già a partire da pochi mesi dopo l'incidente. Viene posta
diagnosi alla Clinica __________ nel novembre 2001, ma è verosimile, sulla base
di quanto risulta agli atti, che il quadro sia iniziato già prima, a partire
dall'agosto 2001; è infatti in questa data che l'assicurato smette di lavorare
in maniera definitiva dopo un tentativo di ripresa. Per quanto riguarda la
gravità del quadro, i sintomi riportati dall'assicurato (tra cui umore depresso
per la maggior parte del tempo e ogni giorno in gran parte non influenzato
dalle circostanze, perdita di interesse o piacere per le attività, diminuita
energia, perdita di autostima, pensieri ricorrenti di morte, lamentazione di
diminuita capacità di pensare, modificazione dell'attività psicomotoria, disturbi
del sonno, modificazione dell'appetito) permettono di porre diagnosi di
Episodio depressivo grave senza sintomi psicotici (F32.2)." 

(STCA
32.2007.322 del 29 settembre 2008 consid. 2.6; doc. XV/2)

 

                                         Tant’è
che i periti avevano concluso:

 

"  In conclusione si ritiene che la presenza contemporanea
delle due patologie Sindrome somatoforme da dolore persistente, a partire
dall'incidente (aprile 2000) ed Episodio depressivo grave senza sintomi psicotici,
a partire dall'agosto 2001, determinino un'incapacità lavorativa totale
dell'assicurato nella sua attività abituale e in qualsiasi altra attività
lavorativa." 

(STCA
32.2007.322 del 29 settembre 2008 consid. 2.6; doc. XV/2)

                                         Interpellati
dal TCA, con scritto 17 maggio 2010 i periti del __________ hanno confermato:

 

"  (…)

Sulla
base della storia dell'assicurato per come riportata agli atti e raccolta
durante il colloquio si ritiene che vi sia una stretta connessione tra la Sindrome somatoforme da dolore persistente derivante dall'infortunio dell'aprile 2000 e il
successivo Episodio depressivo grave, che può essere considerato un peggioramento
della prima patologia. Infatti, come già specificato nel rapporto peritale, si
ritiene verosimile che la sintomatologia depressiva sia stata scatenata proprio
dal trovarsi confrontato con una sintomatologia importante e invalidante che
non veniva riconosciuta né risolta da parte dei medici." (Sottolineatura
del redattore; doc. XXXIV/1)

 

                                         Quindi
l’episodio depressivo, che ha successivamente portato all’invalidità riconosciuta
dall’AI, va considerato quale peggioramento della sindrome da dolore somatoforme
derivante dall’in- fortunio dell’aprile 2000. 

 

                                         Irrilevante
è il fatto che, come sostenuto dalla PI 1 (osservazioni 7 aprile 2010; XXVII),
l’assicuratore LAINF non abbia assunto il caso riguardo alla patologia psichiatrica,
poiché difettava della necessaria causalità adeguata con l’infortunio in parola.

 

                                         Certo
che nella STCA 29 aprile 2003 il TCA aveva rilevato:

 

"  È vero che la documentazione medica all'inserto non è
concludente per quel che concerne l'origine dei disturbi psichici di cui è
portatore l'assicurato.

Questa
Corte ritiene tuttavia di potersi esimere dall'esaminare più da vicino questo
aspetto, poiché, anche nell'ipotesi in cui si dovesse ammettere che le turbe
psichiche costituiscono una naturale conseguenza dell'infortunio assicurato,
ciò non sarebbe ancora sufficiente per poter fondare l'obbligo contributivo
dell'assicuratore LAINF convenuto, facendo difetto - così come verrà meglio
dimostrato in seguito - l'adeguatezza del nesso di causalità (cfr. STFA del 20
dicembre 1994 nella causa L., inedita).

In
questo ordine d'idee - essendo l'esame della causalità adeguata una mera questione
giuridica - è inutile che il TCA ordini una perizia psichiatrica (consid.
2.6.2.1 p. 17; sottolineatura del redattore)”

 

                                         Va tuttavia ricordato che, come evidenziato sopra, nell’ambito
della successiva procedura AI l’assicurato è stato più volte sottoposto a perizia
psichiatria, l’ultima a cura del __________ che ha convincentemente evidenziato
una stretta connessione tra la sindrome somatoforme da dolore persistente
derivante dall'infortunio dell'aprile 2000 e il successivo episodio depressivo
grave, causa dell’invalidità riconosciuta dall’Ufficio AI. Pertanto, il danno
alla salute all’origine dell’invalidità è sorto nel mese
di aprile 2000 e dunque non si è manifestato durante l’affiliazione
dell’attore presso la Cassa pensioni convenuta, periodo assicurativo iniziato
il 1. giugno 2001.

 

                                         In
conclusione, siccome dal punto di vista materiale non vi è alcuna connessione
tra l’incapacità lavorativa causante l’invalidità e l’affiliazione presso la Cassa pensioni CV 1, quest’ultima non ha alcun obbligo prestativo nei confronti di AT 1.

                                         Ne
consegue che la petizione dev’essere respinta.

 

                            2.7.2.   Dal
punto di vista temporale va del resto rilevata una connessione tra l’incapacità
lavorativa (sorta nell’aprile 2000) e la susseguente invalidità. A causa del
noto infortunio AT 1 aveva ricevuto dalla __________ delle indennità
giornaliere fino al 27 agosto 2000. Inoltre, dagli atti di causa non risulta
che egli abbia pienamente ripreso l’attività presso la __________. Se da un
lato l’accertamento esperito dal TCA presso la __________ (società che nel
frattempo aveva assorbito la __________) non ha portato ad alcun risultato
(XLI; nemmeno negli atti AI vi è una certificazione dell’allora datore di
lavoro relativa al periodo lavorativo in parola), dall’altro risulta che il 4 aprile
2003 il medico curante dell’attore, dr. __________, aveva attestato una incapacità
lavorativa continua dall’aprile 2000 “con brevi periodi di ripresa lavorativa
per prova”. Chiamato dal TCA a spiegare i motivi delle assenze dal posto di
lavoro, con scritto 19 agosto 2010 il dr. __________ ha in particolare
evidenziato la componente psicogena del suo paziente (XLII). Irrilevante è che,
come sostenuto nelle osservazioni 1. settembre 2010 della PI 1 (XLV), il dr. __________,
oltre ad essere medico curante dell’attore, non è specialista in psichiatria,
motivo per cui  non ha le competenze per esprimersi in merito. Infatti, come
visto poc’anzi, la connessione tra l’infortunio e la patologia psichiatrica risulta
in maniera sufficientemente chiara dagli atti AI. Ciò che è determinante è che
quanto dichiarato dal dr. __________ conferma, secondo il principio della verosimiglianza
preponderante valido nelle assicurazioni sociali, l’assenza di una piena ripresa
della capacità lavorativa. Certo che nel formulario di adesione alla Cassa
pensioni CV 1 compilato il 13 giugno 2001 la __________ (presso cui l’attore
aveva iniziato a lavorare il 1. giugno 2001) aveva indicato che AT 1 era abile
al lavoro al 100% (doc. 1). Tuttavia, ritenuto che egli ha lavorato per nemmeno
tre mesi, tale breve lasso di tempo va inteso come tentativo occupazionale e
non è idoneo ad interrompere il nesso temporale (consid. 2.5).                                                          

                               2.8.   L’attore
ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio.

 

                                         Essendo
la presente procedura gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP in relazione all’art. art. 29 cpv. 1 Lptca), la domanda
dell’attore deve essere intesa solo come richiesta di gratuito patrocinio.

 

                                         La Lptca (RL 3.4.1.1), applicabile in virtù della legge cantonale di applicazione della LPP
(LALPP), all’art. 28 cpv. 2 dispone che la disciplina della difesa d’ufficio e
del gratuito patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria (Lag; RL 3.1.1.7). Quale primo presupposto per la concessione dell’assistenza
giudiziaria il richiedente deve trovarsi nel bisogno (art. 3 Lag); inoltre essa
non è concessa se: a) la procedura per la persona richiedente non presenta
probabilità di esito favorevole, b) una persona ragionevole e di condizioni
agiate rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta
(art. 14 cpv. 1 Lag). Infine, l’ammissione al gratuito patrocinio non è
concessa se la persona richiedente è in grado di procedere con atti propri, se
la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla corretta tutela dei
suoi interessi o se la causa non presenta difficoltà particolari (art. 14 cpv.
2 Lag). Al proposito va rilevato che i presupposti per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria
della Lag sono identici a quelli previsti dal diritto federale per gli altri ambiti
delle assicurazioni sociali. Secondo la giurisprudenza, i presupposti
(cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio
dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è
necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. fra le tante DTF 125 V 372 5a con riferimenti).

 

                                         Nel
caso in esame, l’attore non ha prodotto il certificato municipale aggiornato,
con allegata la pertinente documentazione attestante il suo stato di indigenza,
nonostante egli sia stato invitato a farlo dal TCA con lettera 3 maggio 2010
(XXXII). 

                                         Nella
petizione AT 1 ha tuttavia sostenuto che “la situazione d’indigenza
dell’attore era stata riconosciuta nella procedura di prestazioni AI. Nel
frattempo la situazione del medesimo è mutata solo nel senso che gli sono state
riconosciute le rendite d’invalidità per il medesimo, per la moglie e per i
figli. L’attore non ha però alcuna entrata dato che, come indicato in precedenza,
fino ad ora la rendita d’invalidità LPP gli è stata negata”.

                                         Ora,
dal certificato municipale prodotto nell’ambito della proceduta AI, datato 2 novembre
2007, si evince che l’attore, coniugato e padre di quattro figli che vivono nella
comunione domestica, beneficiava, oltre al quarto di rendita di fr. 766.-- (rendite
per la moglie e per i figli incluse), di prestazioni dell’assistenza sociale per
fr. 2'136.-- al mese. Tenuto conto che dopo la STCA 29 aprile 2003 egli ha diritto alla rendita intera, le prestazioni complessive AI sono aumentate a fr. 3'064.--
(766 x 4 = 3'064.--), non sufficienti per coprire il fabbisogno minimo familiare
ex art. 93 LEF di fr. 4'100.-- (fr. 1'700.-- per coniugi + 4 x fr. 600.-- per i
quattro figli oltre i 10 anni; cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza
ai fini del diritto esecutivo giusta l’art. 93 LEF del 1. settembre 2009). In
tali circostanze l’indigenza deve essere ammessa.

                                         

                                         L’attore
non possiede inoltre le necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento
di un legale appariva giustificato e di primo acchito la petizione non pareva
essere manifestamente priva di fondamento.

 

                                         Essendo
dunque nella fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi
per la concessione dell'assistenza giudiziaria a favore dell’attore, il gratuito
patrocinio va concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la
situazione economica dell'assicurato dovesse in futuro migliorare (cfr. art. 61
lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93; cfr. art. 9 Lag).                       

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La
petizione é respinta.

 

                                   2.   La
domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è accolta.

 

                                   3.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                                    

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffale Guffi                                                           Fabio
Zocchetti