# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 92b61086-58e8-5b90-8149-dc114192ded2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-01-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.01.2014 35.2013.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-70_2014-01-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2013.70

   

  mm

  	
  Lugano

  22 gennaio
  2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 settembre 2013
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 agosto
  2013 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 5
settembre 2011, RI 1, dipendente della __________ di __________ in qualità di
aiuto-carpentiere e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO
1, é caduto da un’altezza di circa tre metri e ha riportato la frattura
scomposta multiframmentaria di tibia e fibula distali della gamba destra, come
pure una contusione polmonare bilaterale (doc. 21). 

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha ammesso la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente
le prestazioni di legge. 

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso, con decisione formale dell’8 aprile 2013, l’assicuratore
infortuni ha negato all’assicurato il diritto tanto a una rendita di invalidità
quanto a un’indennità per menomazione all’integrità.

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc.
225 e doc. 252), in data 16 agosto 2013, l’amministrazione ha parzialmente
riformato la sua prima decisione, nel senso che essa ha ripristinato il diritto
all’indennità giornaliera sino al 20 giugno 2013, e ciò per tener conto delle
conseguenze dell’intervento d’asportazione del materiale di osteosintesi
eseguito in data 30 aprile 2013 (cfr. doc. 256).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 17 settembre 2013, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA
1, ha chiesto che l’CO 1 venga condannato a riconoscergli una rendita
d’invalidità del 30%. 

                                         A
sostegno della propria pretesa ricorsuale, l’insorgente fa innanzitutto valere
che tre delle attività ritenute dall’assicuratore per determinare il reddito da
invalido (DPL n. 358775, 10493 e 8917), comporterebbero delle mansioni incompatibili,
in tutto o in parte, con le limitazioni stabilite a margine della valutazione
della capacità funzionali EFL eseguita presso la __________ di __________ (cfr.
doc. I, p. 6s.). 

                                         D’altro
canto, egli contesta pure genericamente l’entità del reddito da invalido
applicato dall’amministrazione per il calcolo del grado dell’invalidità (cfr.
doc. I, p. 8). 

 

                               1.4.   L’assicuratore
convenuto, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
doc. V).

 

                               1.5.   In corso di
causa, l’assicurato ha prodotto documentazione destinata a supportare la sua
domanda di assistenza giudiziaria (cfr. doc. VII + allegati). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011;
STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF
H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003;
STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
della lite é unicamente il diritto alla rendita di invalidità. 

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per
cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in
RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente
all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente
art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che
non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della
LPGA.

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del
22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non
ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto
dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi
concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). 

                                         Nell'assi­cura­zione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                               2.4.   L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

 

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

 

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA I 871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA I
162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può
esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua
residua capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p.
97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA
del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" 
Se a causa della sua età l'assicurato non
riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della
capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono deter­minan­ti
per valutare il grado d'in­validità i redditi che potrebbe eseguire un
assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992
nella causa G.I.M.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se
per modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o
se partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile (cfr.
RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra
il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno
ipotetico, conseguibile da invalido.

 

                               2.5.   Nella
concreta evenienza, dalle carte processuali si evince che, per chiarire la
questione della capacità/esigibilità lavorativa, l’Istituto assicuratore ha
dapprima ordinato una valutazione delle capacità funzionali EFL, effettuata il
27/28 novembre 2012 presso la __________.

 

                                         Dal
relativo rapporto, datato 20 dicembre 2012, risulta che RI 1 é stato dichiarato
non in grado di riprendere il suo precedente lavoro di aiuto-carpentiere (cfr.
doc. 193, p. 3: “Quanto osservato durante l’esecuzione dei test EFL, i risultati
ottenuti ed i dati in nostro possesso indicano che il cliente non é attualmente
in grado di svolgere la professione di aiuto-carpentiere.”), anche se i
sanitari hanno precisato che l’assicurato avrebbe potuto fare “… un tentativo
di ripresa lavoro come auspicato dal servizio medico __________.”, ma, d’altra
parte, in grado di esercitare un’attività lavorativa leggera sull’arco
dell’intera giornata (cfr. doc. 193, p. 3). 

 

                                         In data 7
febbraio 2013 si é tenuta la visita medica di chiusura a cura del dott. __________,
spec. FMH in chirurgia e chirurgia della mano. 

                                         In
quell’occasione, il medico __________ ha convenuto con i sanitari della __________,
che non era più esigibile che il ricorrente svolgesse la professione di
aiuto-carpentiere. 

                                         Egli ha
quindi descritto l’esigibilità lavorativa nel seguente modo:

 

" 
(…).

Esigibilità lavorativa in base alla problematica
post-traumatica della gamba destra:

L’assicurato può sollevare e portare pesi molto
leggeri fino a 5 kg fino all’altezza dei fianchi senza limitazione, leggeri fra
i 5 e i 10 kg fino all’altezza dei fianchi senza limitazione, pesi medi fra i
10 e i 25 kg fino all’altezza dei fianchi spesso, pesi pesanti tra i 25 e i 45 kg fino all’altezza dei fianchi di raro, mai pesi molto pesanti oltre 45 kg fino all’altezza dei fianchi. 

Con le limitazioni esposte può sollevare pesi
oltre l’altezza del petto fino e oltre 5 kg. Maneggio di attrezzi leggeri e di precisione medi senza limitazione, lavoro pesante manuale rozzo talvolta,
lavori molto pesanti mai. Non problemi di rotazione delle due mani.

Posizione e mobilità: lavori sopra la testa senza
limitazione, di rotazione del tronco senza limitazione, posizione seduta e
inclinata in avanti senza limitazione, posizione in piedi e inclinata in avanti
spesso, posizione inginocchiata spesso, di flessione delle ginocchia spesso.
Posizione di lunga durata senza limitazione, in piedi molto spesso, cambio fra
le due posizioni possibile.

Spostamento: camminare fino a 50 m senza limitazione, oltre 50 m senza limitazione, camminare per lunghi tratti talvolta, su
terreno accidentato mai, salire le scale molto spesso, su scale a pioli di
rado. Uso delle due mani possibile. Equilibrio e stare in equilibrio:
sconsigliata l’attività lavorativa sopra ponteggi o in altezza.”

                                         (doc.
216, p. 6)

 

                                         Prima di
procedere all’emanazione della decisione su opposizione impugnata,
l’amministrazione ha ancora interpellato il dott. __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica, attivo presso il Centro __________. 

                                         Per
quanto qui d’interesse, il medico di fiducia dell’CO 1I ha sostenuto in
particolare che “essendo la frattura guarita senza callo vizioso residuo,
rispettivamente in una posizione rispettando gli assi fisiologici, non vedo
per che motivi bisognerebbe considerare una limitazione dell’attività rispetto
a prima dell’infortunio, soprattutto in considerazione dell’ultimo
controllo eseguito il 19 giugno 2013 (rapporto del 19 giugno 2013 firmato dai
dott. __________ e __________).” (doc. 255, p. 2 - il corsivo é del redattore).

                               2.6.   Nella
decisione su opposizione, l’Istituto assicuratore ha ritenuto che, alla luce
del tenore del rapporto 14 agosto 2013 del dott. __________ (ritrovata piena
capacità lavorativa nella precedente professione), non si giustificava il
riconoscimento di una rendita di invalidità. Esso ha tuttavia pure precisato
che, anche qualora si volesse far capo a delle attività sostitutive e, quindi,
a un raffronto dei redditi, l’esito non sarebbe diverso (cfr. doc. 256, p. 5). 

 

                                         Con la
propria impugnativa, RI 1 non contesta il fatto che egli sarebbe in grado di
esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo, un’attività adeguata,
alternativa a quella di aiuto-carpentiere svolta prima dell’insorgenza del
danno alla salute. Egli fa però valere che - considerando gli impedimenti
funzionali emersi dalla valutazione EFL (“al capitolo “esigibilità e
prospettive di reinserimento professionale” si fa altrettanto chiaro
riferimento alle difficoltà per il ricorrente nel sollevamento e nel trasporto
di pesi importanti, oltre i 17.5 Kg (concretamente: spesso 10 Kg, qualche volta 12.5 Kg, di raro 17.5 Kg), ai limiti nel mantenimento per lungo tempo di una
buona parte delle posizioni di lavoro tra cui quella in flessione anteriore del
tronco, alla constatazione di ulteriori limiti dovuti all’aumento del suo
tipico dolore con l’insieme dei movimenti e dei carici cumulati.”) -, alcune
delle DPL ritenute dall’CO 1 per determinare il reddito da invalido non
risulterebbero medicalmente esigibili (cfr. doc. I, p. 6s.).

 

                                         Chiamato
ora a pronunciarsi - lasciata aperta la questione di sapere se, così come lo
sostiene il dott. __________, il ricorrente abbia o meno ritrovato una piena
capacità lavorativa nella sua precedente professione -, questo Tribunale non ha
motivo per scostarsi dalla valutazione dell’esigibilità lavorativa espressa dal
medico __________ a margine della visita di chiusura del 7 febbraio 2013 (cfr.
doc. 216, p. 6). 

 

                                         Se é vero
che, in occasione della valutazione EFL del novembre 2012, i sanitari della __________
avevano posto degli impedimenti funzionali più importanti rispetto a quelli descritti
dal dott. __________, ad esempio per quanto riguardava i limiti di caricabilità
dell’arto inferiore destro (cfr. doc. 193, p. 6s.), é altrettanto vero che, nel
frattempo (il 30 aprile 2013), al ricorrente é stato asportato il materiale
d’osteosintesi.

                                         Ora, alla
luce della documentazione medica agli atti, il TCA deve ritenere che questo intervento
ha contribuito a migliorare ulteriormente lo stato di salute dell’assicurato,
per quel che riguarda gli esiti dell'infortunio.

                                         In
effetti, in occasione della consultazione del 19 giugno 2013, i dottori __________
e __________, Vice-primario e Capo-clinica presso il Servizio di chirurgia
dell’Ospedale regionale di __________, hanno refertato un decorso molto
favorevole con solo dei lievi disturbi residui (lieve gonfiore del III distale
della gamba e lieve dolenzia alla palpazione del callo osseo a livello mediale
della tibia), tanto da attestare una piena capacità lavorativa già dal giorno
successivo (cfr. doc. 247). 

                                         Da parte
sua, il chirurgo ortopedico dott. __________ ha spiegato che “siccome il
materiale era molto rigido e molto lungo, esso poteva essere fonte di qualche
disturbo, essendo diversi i moduli d’elasticità della placca e dell’osso. Ora
che il materiale é stato tolto, non vi può più essere questo conflitto
osso/materiale e non vedo nessun motivo medico per una qualsiasi limitazione
d’esigibilità.” (doc. 255, p. 2 - il corsivo é del redattore). 

 

                                         Questa
Corte non ignora nemmeno che, secondo il dott. __________, spec. FMH in
medicina generale, RI 1 avrebbe potuto riprendere un’attività lavorativa
osservando “… le seguenti limitazioni: - non può lavorare sempre in piedi,
quindi deve cambiare posizione seduto-in piedi, - non può portare pesi
superiori ai 10 kg, - non può camminare su terreni sconnessi.” (doc. 253). Tuttavia,
nella misura in cui gli impedimenti descritti dal medico curante vanno oltre
persino a quelli contemplati nel rapporto della __________, alla sua certificazione
23 luglio 2013 non può essere riconosciuto un sufficiente valore probatorio. 

 

                                         In esito
a tutto quanto precede, il TCA deve dunque concludere che il ricorrente sarebbe
in grado di svolgere, a tempo pieno e con un rendimento completo, delle
attività lavorative che rispettino le limitazioni descritte nel rapporto 12
febbraio 2013 del dott. __________. 

 

                               2.7.   Si
tratta ora di valutare le conseguenze economiche del danno alla salute
infortunistico.

 

                                         Per
quanto concerne il reddito da valido, secondo lCO 1, l'insorgente
avrebbe guadagnato nel 2013, qualora non fosse rimasto vittima dell’infortunio
assicurato, un importo annuo di fr. 54'923.40 (cfr. doc. 218).

 

                                         Questo
dato, non contestato, desunto dalle informazioni fornite direttamente dall’ex
datore di lavoro, può senz’altro essere fatto proprio dal TCA. 

 

                               2.8.   Per quanto
riguarda il reddito da invalido, la giurisprudenza federale si
fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in
DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

 

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

                                         

                               2.9.   Per
determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'assicuratore LAINF
convenuto ha compiuto in sede amministrativa degli accertamenti presso alcune
aziende ticinesi. Dai medesimi risulta che nelle attività alternative che egli
dovrebbe essere in grado di esercitare tenuto conto delle sequele
infortunistiche, e meglio l’addetto al lavaggio presso la __________, il
magazziniere presso __________ di __________, il venditore/magazziniere presso
la __________, l’operatore presso la __________ di __________ e, infine,
l’affilatore presso la __________, i dipendenti di tali ditte percepivano in
media, nel 2013, un reddito annuo pari a fr. 50'716 (cfr. doc. 221).

 

                                         D’altro canto, sempre in
conformità alla giurisprudenza suevocata (cfr. consid. 2.8), l'assicuratore
infortuni ha fornito informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che
entrano in linea di conto alla luce degli impedimenti presentati
dall'assicurato, sul salario massimo e minimo, così come sul salario medio.

                                         In
effetti, dallo specchietto riassuntivo che figura allegato al doc. 221 si
evince che sono 64 i posti di lavoro che entrano in considerazione, che i
salari minimo e massimo ammontano, rispettivamente, a fr. 33’799 e a fr.
70'600, e infine che quello medio è di fr. 50'157.

 

                                         Il TCA
constata che il valore considerato dall’assicuratore LAINF convenuto (fr.
50'716) è assai vicino alla media dei salari medi (fr. 50'157), ragione per la
quale non vi é ragione di dubitare della rappresentatività del reddito da
invalido stabilito in base alle DPL (in una sentenza U 594/06 del 26 aprile
2007, l’Alta Corte è del resto pervenuta a questa stessa conclusione
trattandosi di una differenza dell’8% circa; si veda pure la STCA 35.2005.90
del 22 maggio 2006 consid. 2.9., in cui questo Tribunale ha deciso di fare
propria la prassi dell’CO 1 secondo la quale sono di principio tollerati
scostamenti sino al 10%).

 

                                         In
conclusione - assodato che i cinque posti di lavoro segnalati
dall’amministrazione rispettano le limitazioni funzionali descritte dal
dott. __________ (cfr. consid. 2.7) -, il reddito da invalido è stato
validamente determinato in base alle DPL.

                                         Esso
ammonta a fr. 50'716.

                                         Decurtazioni
sul reddito da invalido stabilito in applicazione delle DPL non possono entrare
in linea di conto, considerato il sistema stesso su cui si fonda questa
modalità di fissazione del reddito (cfr. DTF 129 V 472, consid. 4.2.3).

 

                                         Il grado
di invalidità del ricorrente - stabilito confrontando i fr. 50'716 al reddito
che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto il danno alla
salute, e cioè fr. 54'923.40 (cfr. consid. 2.7.) - è del 7.66%,
arrotondato all’8% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121,
consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 p. 41, insufficiente per fondare il diritto
alla rendita d’invalidità (cfr. art. 18 cpv. 1 LAINF).

 

                                         Visto
che, con la decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 ha negato a RI 1 il
diritto alla rendita, il suo ricorso deve essere respinto. 

 

                             2.10.   L’assicurato
ha formulato istanza di assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio
dell’avv. RA 1 (cfr. doc. I, p. 8s.). 

 

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (STF 9C_196/2012 del 20 aprile 2012; DTF 125 V 202 consid. 4a,
372 consid. 5b e riferimenti).

 

                                         Dalla documentazione
che é stata prodotta in corso di causa si evince che l’assicurato, coniugato
con due figli minorenni a carico (nati, rispettivamente, nel 2008 e nel 2011),
può contare su entrate mensili pari a circa fr. 4’888 (fr. 3'534/mese quale
assegno di prima infanzia, fr. 1’119/mese quale assegno familiare integrativo e
fr. 235/mese corrispondenti al salario della moglie). 

 

                                         Sul
fronte delle uscite, la Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli
effetti del diritto esecutivo, emanata dalla Camera di esecuzione e fallimento
del Tribunale d’appello (CEF), quale Autorità di vigilanza cantonale, prevede
la somma di fr. 1'700 quale importo base mensile per coniugi, a cui vanno
aggiunti fr. 800 per il mantenimento dei figli. 

                                         Tale
importo comprende già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria,
igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali elettricità, illuminazione, gas
(cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo; cfr., pure, Lignes directrices pour le calcul du minimum d’existence
en matière de poursuite selon l’art. 93 LP du 24.11.2000, in BlSchK
2001, p. 19).

                                         Sulla
scorta di quanto é stato documentato, vi é poi da computare il canone di
locazione dell’appartamento di __________ (fr. 1’450/mese), la pigione per il
garage (fr. 70/mese), i premi dell’assicurazione contro le malattie (fr.
166.90/mese), quelli concernenti l’assicurazione di economia domestica (fr.
17.25/mese; cfr., in proposito, A. Bühler, Betreibung- und
prozessrechtliches Existenzminimum, in AJP 2002, p. 654 e STF del 20
settembre 2002 nella causa B., 5P.250/2002, consid. 4.3),
nonché quelli relativi all’assicurazione per veicoli a motore (fr. 119/mese),
per un ammontare globale di fr. 4’323.15/mese.

 

                                         Ora, applicando
all’importo base mensile un supplemento del 20% (cfr. RAMI 2000 KV 119,
p. 156 consid. 3a), l’insorgente deve essere dichiarato
indigente, visto che non presenta praticamente alcuna eccedenza (+ fr.
65/mese). 

 

                                         Visto che
anche le altre due condizioni poste da legge e giurisprudenza appaiono
adempiute, l'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria va
accolta riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione
economica dell'assicurato dovesse più tardi migliorare (cfr. art. 61 lett. f
LPGA; U. Kieser, op. cit., ad art. 61, n. 93; art. 9 Lag; relativamente al
gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG;
STFA del 4 maggio 2004 nella causa S., K 146/03, consid. 7.1.; STFA del 15
luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella
causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF
124 V 301, consid. 6).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   L’istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio è accolta.

 

                                   3.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti