# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d295453e-1b6e-5c3e-8ddc-54e32188f4cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.03.2015 35.2014.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-103_2015-03-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.103

   

  mm

  	
  Lugano

  11 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso dell’11 novembre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 10 ottobre 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Il 29 maggio 2013, la __________
di __________ ha comunicato all’CO 1 che il proprio dipendente RI 1, in data 4
maggio 2013, aveva subito un’aggressione lamentando una contusione al braccio
sinistro (cfr. doc. 1). 

                                         L’esame di RMN della
spalla sinistra, eseguito il 14 maggio 2013, ha evidenziato, in particolare, una fessurazione importante sul versante esterno del tendine sovraspinato con edema
osseo reattivo sottostante l’inserzione tendinea, nonché una lesione dello SLAP
probabilmente di secondo grado e stacco rispettivamente sfilacciamento del
labbro tra le ore 8 e 12 (doc. 11).

                                         L’assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le prestazioni
di legge.

 

                               1.2.   Con decisione formale del 27
novembre 2013 - poi confermata in sede di opposizione -, l’CO 1 ha posto
termine al proprio obbligo a prestazioni a decorrere dal 21 agosto 2013,
ritenuto che il nesso di causalità naturale con l’evento del maggio 2013 si
sarebbe nel frattempo estinto (doc. 48).

 

                               1.3.   Con sentenza 35.2014.16 del
21 maggio 2014, il TCA ha accolto ai sensi dei considerandi il ricorso
interposto nel frattempo dall’assicurato, nel senso che, annullata la decisione
su opposizione impugnata, gli atti sono stati rinviati all’amministrazione
affinché il suo servizio medico fiduciario si esprimesse
nuovamente in merito all’esistenza di un nesso di causalità naturale tra il
danno evidenziato dalla RMN del maggio 2013 e l’infortunio
assicurato, prendendo in considerazione il fatto che l’arto
superiore sinistro dell’insorgente venne spinto lateralmente (verso sinistra)
con una certa violenza (cfr. doc. 60).

 

                                         La pronunzia appena citata
è cresciuta incontestata in giudicato.

 

                               1.4.   Interpellato il medico di __________,
con decisione formale del 22 agosto 2014, l’CO 1 ha ribadito che il proprio
obbligo a prestazioni si era estinto a contare dal 21 agosto 2013, ritenuto
che, da quella data in poi, i disturbi non costituivano più una conseguenza
naturale dell’evento del maggio 2013 (doc. 68). 

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc. 72), in data 10
ottobre 2014, l’amministrazione ha ribadito il contenuto della sua prima
decisione (doc. 74). 

 

                               1.5.   Con tempestivo ricorso
dell’11 novembre 2014, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1 ha chiesto che
l’CO 1 venga condannato ad assumere i costi per l’intervento alla spalla
sinistra e le altre spese di cura, argomentando in particolare quanto segue:

 

" (…).

Nel suo “nuovo” accertamento del 4.8.2014, il medico di
circondario si limita ad affermare che le forze messe in gioco non possono
essere poste con probabilità preponderante all’origine della patologia alla spalla
sin nel suo insieme, mettendo - tra le righe - ancora in dubbio l’accertamento
dei fatti, già confermato da codesto Tribunale, ciò che solleva dubbi sulla sua
parzialità. 

Non solo, essa afferma che “le movimentazioni descritte nelle
varie fattispecie possono tutt’al più provocare una manifestazione transitoria
dei disturbi”.

 

Ora ci si chiede come sia possibile che la lesione dello slap -
non esistente prima dell’evento - possa essere considerata una “manifestazione
transitoria dei disturbi”. Si rammenta a tal proposito che prima dell’evento il
signor RI 1 non aveva mai lamentato dolori al braccio/spalla sx, dolori che
sono invece apparsi immediatamente dopo l’aggressione, come confermato dal
teste __________. 

La conclusione della dr. med. __________ appare quindi essere
anche contraddittoria e come detto non corretta dal momento che vengono ancora
messi in dubbio accertamenti effettuati dal TCA.

Nel discende che la conclusione del medico di __________ non é
senz’altro sufficiente per escludere l’obbligo di prestazione della CO 1, la
quale per contro, è tenuta a coprire i costi legati all’infortunio.”

                                         (doc. I)

 

                               1.6.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha postulato che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della lite è la
questione di sapere se l’Istituto assicuratore convenuto era legittimato a
negare il proprio obbligo a prestazioni a far tempo dal 21 agosto 2013, oppure
no.

 

                               2.3.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento
se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di
salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

 

                               2.4.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione delle
prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

 

                                         (cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75 s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza preponderante.
La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un effetto causale non
è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere
della prova incombe, non già all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI
2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi citati). 

 

                               2.5.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si
presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in
SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   Con la sentenza 35.2014.16
del 21 maggio 2014, il TCA ha rilevato che il medico di __________ dell’CO 1
aveva negato l’eziologia traumatica al danno alla spalla sinistra, facendo capo
a una descrizione incompleta dell’accaduto. In questo senso, esso ha accertato
che l’arto superiore sinistro, alzato dall’assicurato quale gesto di difesa, venne
spinto lateralmente (verso sinistra) dal suo contendente. D’altro canto, visto
che ciò era avvenuto nell’ambito di un alterco, quale risposta a una supposta
minaccia, questa Corte ha giudicato plausibile che lo spostamento del braccio
sinistro fosse stato compiuto con una certa violenza (cfr. doc. 60, p. 9). 

                                         Gli atti sono stati perciò
rinviati all’Istituto assicuratore affinché risottoponesse “… il caso al
proprio servizio medico fiduciario affinché abbia ad esprimersi nuovamente in
merito all’esistenza di un nesso di causalità naturale tra il danno evidenziato
dalla RMN del maggio 2013 e l’infortunio assicurato, prendendo in
considerazione le circostanze che sono state accertate da questa Corte (cfr.
consid. 2.8. in fine). In questo contesto, si dovrà tener debitamente conto
che, conformemente alla giurisprudenza, l’esigenza di un nesso di causalità
naturale è adempiuta quando si può ammettere che, senza l’evento infortunistico,
il danno non si sarebbe prodotto oppure non sarebbe insorto allo stesso modo,
di modo che non è necessario che l’infortunio rappresenti la causa unica o
immediata del danno (…).” (doc. 60, p. 11). 

 

                                         Riprendendo l’istruttoria,
l’amministrazione ha interpellato la dott.ssa __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica, la quale è stata invitata a esprimersi “… sull’esistenza
o meno del nesso causale naturale tra le affezioni riscontrate nella RM di
maggio 2013 con lo spostamento di una certa violenza del braccio sinistro
lateralmente verso sinistra, verso l’alto.” (doc. 62). 

 

                                         Con apprezzamento medico
del 4 agosto 2014, il medico di __________ appena citato ha dichiarato che
“nella RM viene descritta la lesione dello SLAP probabilmente di II. grado e
stacco rispettivamente sfilacciamento del labbro tra le ore 8 a 12. Leggero versamento articolare glenomerale. Le forze messe in gioco nell’asserito evento del
4.5.2013, osservo oltretutto che sull’intensità di quest’ultimo alla luce delle
varie istruttorie emergono elementi piuttosto discordanti, non possono essere
poste con probabilità preponderante all’origine della patologia della spalla
sin nel suo insieme (SLAP compresa). Le movimentazioni descritte nelle varie
fattispecie, possono tutt’al più provocare una manifestazione transitoria dei
disturbi, ma non é assolutamente provato che tali movimentazioni siano la causa
preponderante degli stessi. Confermo quindi che siamo in presenza di una
malattia preesistente che concorda con l’età dell’assicurato come pure con la
pato-anatomia acromioclavicolare con sperone che è molto probabilmente la causa
dell’impingement cronico e glenomerale, di conseguenza uno SLAP.” (doc. 67
- il corsivo é del redattore).

 

                                         L’Istituto resistente ha
fatto proprio la valutazione della dott.ssa __________ e quindi, con decisione
formale del 22 agosto 2014, ha confermato che a partire dal 21 agosto 2013 i
disturbi alla spalla sinistra non si trovavano più in una relazione di
causalità naturale con l’evento traumatico del 4 maggio 2013 (cfr. doc. 68).

 

                                         Con la propria
impugnativa, l’assicurato contesta che all’apprezzamento del medico di fiducia
dell’amministrazione possa essere attribuito un pieno valore probatorio (cfr.
doc. I). 

 

                               2.7.   Secondo la giurisprudenza, il
giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i
mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se la
documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto
sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra
loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle
prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto
che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia
completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga
conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in
piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto
medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la Corte federale ha stabilito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         Per quel che riguarda le perizie
allestite da specialisti esterni all'amministrazione, il TFA ha pure
loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi
concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA U 168/02 del
10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).

 

                                         In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni
contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della
parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art.
6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                               2.8.   Nella concreta evenienza,
tutto ben considerato, questa Corte ritiene che l’apprezzamento espresso dalla
dott.ssa __________ non basti, dal profilo probatorio, per negare che il danno
interessante la spalla sinistra, in particolare la lesione dello SLAP, sia una
conseguenza naturale, anche soltanto parziale, dell’infortunio occorso in data
4 maggio 2013.

 

                                         Al riguardo, va innanzitutto
rilevato che, nel quadro di una pregressa vertenza giudicata dal TCA, riguardante
un’assicurata che soffriva anch’ella di una lesione SLAP alla spalla destra, i
medici fiduciari dell’CO 1, l’ortopedico dott. __________ e il
chirurgo dott. __________, avevano ammesso che un tale danno alla salute è generalmente
conseguenza di un trauma. 

 

                                         D’altra
parte, se é vero che, nei pazienti oltre i 40 anni di età (l’insorgente é nato
nel 1956, per cui, al momento dell’infortunio, aveva 57 anni), lacerazioni o
sfilacciamenti del cercine superiore possono essere inquadrati in un normale
processo di invecchiamento, è altrettanto vero che un rapido movimento del
braccio quando è superiore al livello della spalla - che appare compatibile con
quello compiuto da RI 1 nel maggio 2013 (con la sua
precedente sentenza, il TCA ha in effetti accertato che, in quell’occasione, il
braccio sinistro era stato alzato quale gesto di difesa e che __________,
sentitosi minacciato, lo aveva spostato con una certa violenza lateralmente
verso sinistra) -, configura proprio una di quelle azioni suscettibili di provocare
una lesione dello SLAP (in proposito, cfr. il sito web www.ortopediaborgotaro.it;
si veda pure Bär/Stutz/Gächter/Gerber/Zanetti, Pertes de substance de la coiffe
des rotateurs et lésions corporelles assimilées à un accident, Bollettino dei
medici svizzeri 2000;81: Nr. 49, p. 2795, da cui emerge che un’abduzione
violenta e forzata oppure un’elevazione del braccio contro resistenza
nell’ambito di un movimento di riflesso o di difesa, rappresentano delle azioni
lesive appropriate a causare problemi alla cuffia dei rotatori). 

 

                                         Ora, alla luce di quanto
precede e tenuto pure conto che dagli atti non risulta che l’assicurato avesse in
passato già sofferto di disturbi alla spalla sinistra e, d’altra parte, che la
sintomatologia è insorta in coincidenza con il noto trauma, questo Tribunale non
può escludere, con la necessaria tranquillità, che l’infortunio del 4 maggio
2013 abbia causato il danno alla spalla destra o, perlomeno, che esso sia
responsabile di un peggioramento direzionale di un stato morboso preesistente. 

 

                               2.9.   In una sentenza di principio
9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale
federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha pure precisato in quali casi
il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in
quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento
istruttorio.

                                         Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…).

4.4.1.1 Ist das Gutachten einer
versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene
Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das
Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die
Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit diese
eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen
Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung
delegieren dürfen.

4.4.1.2 Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche
funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der
Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation
schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3 Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die Verwaltung
zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten
(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil
vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4 Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich
abklärungsbedürftig hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem
rechtserheblichen Punkt nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der
bisherigen Rückweisungspraxis bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die
betreffende Beweiserhebung erfolgt alsdann vor der - anschliessend
reformatorisch entscheidenden - Beschwerdeinstanz selber statt über eine
Rückweisung an die Verwaltung. Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt
hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher
vollständig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen
Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache
zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung
von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist (siehe beispielsweise das
Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S.
151 E. 3.5, 9C_85/2009)”. 

                                         (DTF 137 V 263-265)

 

                                         In
una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di
rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) é libero
di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare
gli atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo
la procedura di cui all’art. 44 LPGA:

 

" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein
Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine
Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).”

                                         (STF
8C_59/2011 consid. 5.2)

 

                                         Nella presente
fattispecie, il TCA ritiene che siano soddisfatti i presupposti per un nuovo
rinvio degli atti all’amministrazione (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 e
DTF 135 V 465), già per il solo fatto che essa ha fondato la decisione
impugnata esclusivamente sul parere del proprio medico __________ (per
un caso analogo, si veda la STF 8C_757/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 3.2). 

 

                                         Per le ragioni esposte al considerando 2.8., si
giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata.
L’assicuratore resistente, a cui gli atti vengono dunque nuovamente retrocessi,
dovrà disporre un approfondimento peritale esterno (cfr. art. 44 LPGA)
volto a chiarire l’eziologia del danno alla salute interessante la spalla
sinistra e, sulla base delle relative risultanze, definire nuovamente il
diritto a prestazioni dell’assicurato a decorrere dal 21 agosto 2013. 

 

                                         Considerato che si tratta
del secondo rinvio, questo Tribunale raccomanda all’CO 1 di procedere
alle proprie incombenze osservando scrupolosamente il principio di celerità. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é accolto ai sensi dei considerandi.

                                         §    La
decisione su opposizione impugnata è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono retrocessi all’CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                         L’CO 1 verserà
all’assicurato l’importo di fr. 2'000 (IVA inclusa) a titolo d’indennità per
ripetibili. 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti