# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64dd84c7-4c27-5d26-9a57-3922ce4fa887
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 09.05.2017 S 2016 4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2016-4_2017-05-09.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 16 4

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

presidenza Racioppi
giudici Moser, Meisser 
attuario Paganini

SENTENZA
del 9 maggio 2017

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

rappresentato da lic. iur. et oec. Cristina Keller,

ricorrente

contro 

Istituto nazionale svizzero di assicurazione

contro gli infortuni (SUVA/INSAI),

convenuto

concernente prestazioni assicurative LAINF

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1. A._____ era impiegato dal 2011 fino al 31 ottobre 2014 presso l'agenzia 

di collocamento B._____ AG, in qualità di carpentiere e come tale era 

obbligatoriamente assicurato presso l'INSAI per le conseguenze di 

infortuni e malattie professionali. L'ultimo ingaggio avveniva tra il 19 

maggio 2014 e il 31 ottobre 2014.

2. Il 27 ottobre 2014, mentre lavorava su un cantiere per la carpenteria 

C._____ AG, egli subiva un infortunio al ginocchio destro scivolando 

all'indietro su un tetto. Stando al referto medico, egli riportava una grave 

storta con trauma distorsivo al ginocchio, trauma rotativo e trauma in 

flessione con frattura del plateau tibiale. Il giorno seguente egli veniva 

operato presso la Clinica Gut e poi nuovamente il 3 novembre 2014. 

L'INSAI copriva le spese per le cure sanitarie ed elargiva le indennità 

giornaliere. 

3. Il 21 aprile 2015 si procedeva alla rimozione del materiale osteosintetico. 

A causa dei persistenti dolori, il 24 giugno 2015 egli veniva sottoposto ad 

una EMG ed il 25 giugno 2015 ad una MRI. Il 18 agosto 2015 veniva 

effettuata un'artroscopia. 

4. Sulla base della valutazione del medico circondariale del 10 settembre 

2015, il 18 settembre 2015 l'INSAI decideva di sopprimere le indennità 

giornaliere e di chiudere il caso per il 30 settembre 2015, poiché i disturbi 

presenti non sarebbero più causati dall'infortunio, ma da attribuire 

esclusivamente ad una malattia. 

5. In data 30 settembre 2015 il medico della Clinica Gut comunicava 

all'INSAI che A._____ non sarebbe ancora guarito e che per il momento 

una ripresa della tradizionale attività non sarebbe possibile.

6. Contro la decisione di soppressione del 18 settembre 2015 A._____ 

presentava opposizione, al che gli atti venivano inviati nuovamente al 

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medico circondariale che con rapporto del 21 ottobre 2015 confermava la 

sua opinione già espressa il 9 settembre 2015. 

7. Con decisione su opposizione 23 novembre 2015 l'INSAI confermava la 

decisione 18 settembre 2015. 

8. Avverso la decisione su opposizione l'11 gennaio 2016 A._____ (qui di 

seguito: ricorrente) inoltrava ricorso al Tribunale amministrativo chiedendo 

proceduralmente che sia ordinata una perizia medica indipendente atta a 

stabilire le patologie del ricorrente alle ginocchia, la causa delle patologie 

(malattia/infortunio) e, in caso di concorrenza tra cause, la preponderanza 

delle stesse; inoltre, che il ricorso sia accolto e la decisione impugnata sia 

annullata. L'INSAI sia obbligata a corrispondere le prestazioni assicurative 

al ricorrente dal 1° ottobre 2015 e fino alla sua completa guarigione. In via 

eventuale, egli chiedeva l'accoglimento del ricorso, l'annullamento della 

decisione impugnata e il rinvio all'INSAI per una nuova decisione.

Sostanzialmente egli adduceva che ci sarebbero delle incongruenze tra i 

rapporti medici. Egli avrebbe tutt'oggi continui dolori all'articolazione che 

riterrebbe riconducibili all'infortunio. La causa effettiva non sarebbe stata 

stabilita in modo esaustivo. 

9. Con risposta del 27 gennaio 2016 l'INSAI (qui di seguito: convenuto) 

chiedeva il rigetto del ricorso e la conferma della decisione impugnata. In 

essenza, esso sosteneva che il medico circondariale avrebbe reso le 

proprie valutazioni in modo accurato, confrontandosi pure con il parere 

divergente del medico della Clinica Gut. 

10. Con replica del 22 febbraio 2016 il ricorrente puntualizzava le proprie 

allegazioni. Inoltre, faceva richiesta di assistenza giudiziaria e gratuito 

patrocinio.

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11. Con duplica del 4 marzo 2016 il convenuto confermava gli argomenti della  

risposta. 

12. Con scritto del 27 giugno 2016 il ricorrente inoltrava un referto medico 

datato del 17 giugno 2016 in seguito alla visita presso l'Ospedale 

universitario di Zurigo. 

Considerando in diritto:

1. Oggetto di impugnazione è la decisione su opposizione 23 novembre 

2015. Il ricorrente è domiciliato a X._____, per cui questo Tribunale, quale 

tribunale cantonale delle assicurazioni, è territorialmente (art. 1 cpv. 1 

legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni [LAINF; RS 832.20] in 

combinato disposto con l’art. 56 e 58 cpv. 1 legge federale sulla parte 

generale del diritto delle assicurazioni sociali [LPGA; RS 830.1]) e 

materialmente (art. 57 LPGA in combinato disposto con l’art. 49 cpv. 2 

lett. a legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CSC 370.100]) 

competente. Inoltre, quale destinatario il ricorrente è toccato dalla 

decisione impugnata ed ha un interesse degno di protezione al suo 

annullamento (art. 59 LPGA). Il presente ricorso presentato 

tempestivamente e nella dovuta forma (art. 60 cpv. 1 e 61 lett. b LPGA) è 

dunque ricevibile.

2. La controversia verte sulla legittimità della sospensione delle prestazioni 

da parte dell'assicuratore infortuni. Indiscusso è che il ricorrente lamenta 

tutt'oggi dei dolori (soggettivi) al ginocchio. Controverso è invece il 

raggiungimento dello status quo sine per il 30 settembre 2015 e quindi il 

quesito, se a partire da questa data – come sostenuto dal ricorrente – vi è 

ancora un nesso causale tra l'infortunio del 27 ottobre 2014 e i problemi di 

salute attualmente lamentati, oppure – come sostenuto invece dal 

convenuto – non vi è più alcun nesso causale attribuibile all'infortunio ma 

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soltanto delle problematiche dovute ad una patologia antecedente. Va poi 

valutato se i referti medici agli atti bastano per decidere su detto quesito o 

se invece – come richiesto dal ricorrente – occorre ordinare una perizia 

esterna.

3. a) Il diritto a prestazioni assicurative sussiste dal momento in cui il danno 

alla salute è in relazione causale naturale ed adeguata con l'infortunio. 

Primo presupposto per l'erogazione di prestazioni assicurative è quindi 

l’esistenza di un nesso di causalità naturale. Cause, nel senso della 

causalità naturale, sono tutte le circostanze senza le quali un determinato 

evento non si sarebbe potuto verificare o si sarebbe verificato in altro 

modo o in altro tempo. Affinché possa essere ammessa l'esistenza di un 

nesso di causalità naturale, non occorre che l'infortunio sia stato la sola o 

immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che l'evento, 

unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un danno 

all'integrità corporale o psichica dell'assicurato (cfr. DTF 129 V 177 cons. 

3.1 con rinvii a 119 V 337 cons. 1 e 118 V 289 cons. 1b, ciascuno con 

rispettivi rinvii). 

b) Se uno stato patologico preesistente è aggravato oppure si manifesta in 

seguito ad un infortunio, l'obbligo dell'assicurazione contro gli infortuni di 

corrispondere le prestazioni decade se l'evento non costituisce più la 

causa naturale (e adeguata) del danno, ossia se quest'ultimo è da 

ricondurre soltanto ed esclusivamente a fattori extra-infortunistici. Ciò si 

verifica, in particolare, con il ripristino dello stato di salute esistente 

immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante) oppure con il 

raggiungimento di quello stato che, prima o poi, secondo l'evoluzione 

ordinaria dello stato antecedente, sarebbe intervenuto anche senza 

l'infortunio (status quo sine). L'estinzione del nesso di causalità deve 

essere stabilita con il grado della verosimiglianza preponderante richiesto 

in materia di assicurazioni sociali. Per contro, la semplice possibilità che 

l'evento non esplichi più effetto causale non è sufficiente. Trattandosi 

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della soppressione del diritto a prestazioni, l'onere della prova non 

incombe all'assicurato, bensì all'assicuratore. Esso deve provare che le 

cause riconducibili all'infortunio non esplicano più effetti, non però 

l'esistenza di un motivo estraneo all'incidente (cfr. sentenza del Tribunale 

federale 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011 cons. 4.2 con riferimenti).

c/aa) Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove, in linea di principio è 

consentito che l'assicuratore e il giudice delle assicurazioni sociali fondino 

la loro decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto 

assicurativo. All'imparzialità e all'attendibilità di simili prove, devono 

tuttavia essere poste esigenze severe (cfr. DTF 122 V 157). Secondo il 

Tribunale federale, nel caso in cui sussista anche il minimo dubbio 

sull'affidabilità e sulla concludenza dei pareri medici interni 

dell'assicuratore, occorre sottoporre l'assicurato a perizia medica esterna 

(cfr. DTF 135 V 465 cons. 4.4). Giova altresì ricordare che, di principio, 

l'avviso dei medici curanti deve essere considerato con la necessaria 

prudenza (cfr. DTF 125 V 351 cons. 3b/cc). Infatti, secondo l'esperienza 

comune, in caso di dubbio il medico curante tende generalmente a 

pronunciarsi in favore del proprio paziente a causa del rapporto di fiducia 

che lo lega a quest'ultimo (cfr. sentenza del Tribunale federale 

8C_698/2015 del 6 gennaio 2016 cons. 2.2).

c/bb) Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i 

punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che 

il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure 

espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza 

dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara 

e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Per stabilire se un 

rapporto medico ha valore di prova non è invece rilevante né l'origine né 

la denominazione ad esempio quale perizia o rapporto (cfr. DTF 125 V 

352 cons. 3a, 122 V 160 cons. 1c; sentenze del Tribunale federale 

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8C_313/2012 del 7 giugno 2012 cons. 3.2, 8C_828/2007 del 23 aprile 

2008 cons. 7).

c/cc) Se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la 

vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si 

fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia 

precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi 

pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista 

medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze 

precisando qual è l'opinione più adeguata (cfr. sentenza del Tribunale 

federale 8C_126/2010 del 18 ottobre 2010 cons. 7 con riferimenti).

4. a) Il ricorrente sostiene di non aver mai percepito alcun disturbo alle 

articolazioni del ginocchio prima dell'incidente pur avendo lavorato ad un 

ritmo molto serrato. Stando al ricorrente, se l'esame del medico 

circondariale del 9 settembre 2015 concluderebbe che le cause 

dell'infortunio si sarebbero esaurite già nell'aprile 2015, non si 

spiegherebbe come mai il 26 giugno 2015, ossia dopo la visita del medico 

circondariale del 9 giugno 2015, lo stesso medico circondariale avrebbe 

riscontrato non soltanto un'artrosi al condilo femorale, ma anche profonde 

lesioni della cartilagine, che tenor valutazione stessa potrebbero essere 

conseguenza dell'infortunio. Nemmeno si spiegherebbe, se la malattia è 

davvero la causa dei dolori odierni del ricorrente e come mai la patologia 

si concentrerebbe su una sola articolazione, guarda caso, 

sull'articolazione infortunata, mentre per il resto egli non lamenterebbe 

disturbi. La valutazione del medico circondariale contraddirebbe inoltre il 

rapporto del dott. med. D._____ (specialista FMH in chirurgia ortopedica,) 

del 30 settembre 2015, il quale confermerebbe che il ricorrente non 

sarebbe guarito e non si sarebbe ristabilito. Le risultanze mediche 

sarebbero perciò contrastanti. Sarebbe quindi necessario un esame 

minuzioso della patologia articolare presso un medico indipendente dal 

convenuto che parli e comprenda bene l'italiano.

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b) Il convenuto sostiene che il medico circondariale (dott. med. E._____, 

specialista FMH in ortopedia e traumatologia) avrebbe reso le proprie 

valutazioni alla luce di un'accurata valutazione del dossier e si sarebbe 

confrontato con il parere divergente del dott. med. D._____, evidenziando 

come questi non avesse saputo portare elementi oggettivabili a sostegno 

delle proprie allegazioni e invitandolo a fornire una motivazione fondata 

su elementi oggettivabili con cui si sarebbe poi potuto procedere ad 

un'eventuale nuova valutazione. Ciò che ad oggi, tuttavia, il dott. med. 

D._____ non avrebbe ritenuto opportuno fare. Il dott. med. E._____ 

avrebbe poi ben spiegato, a mano di reperti oggettivi, le ragioni per cui il 

rapporto causale con l'infortunio era da considerarsi estinto. Dai vari 

rapporti medici emergerebbe, infine, che le competenze linguistiche dei 

medici curanti avrebbero permesso di apprezzare i riscontri soggettivi del 

ricorrente in maniera più che sufficiente. 

5. a) Nella valutazione del 9 settembre 2015, che ha funto da base per la 

decisione di soppressione del convenuto, il medico circondariale dott. 

med. E._____ affermava che, stando agli ultimi referti MRI, non sarebbero 

presenti delle conseguenze certe dovute all'infortunio del 27 ottobre 2014. 

L'evento infortunistico non avrebbe provocato un possibile peggioramento 

di uno stato patologico preesistente, e comunque, un possibile 

peggioramento sarebbe stato soltanto temporaneo, ossia fino ad aprile 

2015. Egli precisava che secondo il chiaro referto artroscopico (doc. 

86/87 convenuto) non ci sarebbero dei mutamenti artrosici nella zona 

della frattura. La documentazione agli atti mostrerebbe dei normali 

mutamenti degenerativi del menisco (condrocalcinosi) che sarebbero 

subentrati altrimenti anche senza il trauma del 27 ottobre 2014 (cfr. doc. 

90 pag. 4 e 5 convenuto). Con verosimiglianza preponderante si potrebbe 

assumere che i mutamenti degenerativi nella zona del menisco non 

sarebbero dovuti all'infortunio. Nel referto sull'intervento artroscopico del 

18 agosto 2015 (doc. 87 convenuto) i medici della Clinica Gut riferiscono 

di una condrocalcinosi avanzata nel menisco. Lo specialista FMH in 

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radiologia e neuroradiologia del centro diagnostico Belmont, dott. med. 

F._____, nel referto sulla MRI effettuata il 25 giugno 2015 (doc. 73 

convenuto), aveva anch'egli concluso che, fra gli altri (netta artrosi del 

condilo femorale mediale con profonde lesioni della cartilagine grado II-III, 

massiccio rigonfiamento del legamento collaterale mediale dovuto al 

carico con borsite della zampa d'oca, minima artrosi femoro-patellare) 

sarebbero presenti complessi strappi dovuti a degenerazione del menisco 

interno. Le valutazioni del medico circondariale trovano quindi 

fondamento nei precedenti referti. Inoltre, esse non stanno in 

contraddizione con quanto riferito nell'ultimo referto del dott. med. 

D._____ del 30 settembre 2015 (doc. 97 convenuto). Questi, infatti, si 

limita ad asserire che il ricorrente non sarebbe guarito e che una ripresa 

dell'attività lavorativa tradizionale al momento sarebbe impensabile. Egli, 

tuttavia, non contraddice concretamente le conclusioni del medico 

circondariale dott. med. E._____, che ha pure invitato il dott. med. 

D._____ ad inoltrare eventuali pareri medici oggettivabili al fine di 

rivalutare eventualmente il caso (cfr. doc. 110 pag. 4 convenuto), ciò che 

il dott. med. D._____ però non ha fatto. Nel parere conclusivo reso in 

seguito all'opposizione del ricorrente, il medico circondariale afferma che 

il dott. med. D._____ non avrebbe trovato alcune patologie all'infuori di 

dolori nei punti già conosciuti nei portali artroscopici precedentemente 

non irritati (cfr. doc. 110 pag. 4). Egli sostiene che il dott. med. D._____ 

non avrebbe riscontrato nulla di oggettivo che possa giustificare 

un'incapacità lavorativa. Alla luce di quanto appena esposto, la 

valutazione del dott. med. D._____ appare comprensibile con il grado di 

probabilità preponderante. Non si intravedono motivi per dubitare della 

sua attendibilità. Un nesso causale tra l'infortunio e i disturbi ancora 

lamentati dal ricorrente con tutta probabilità non è quindi dato. 

b) Bisogna ancora soffermarsi sull'ultimo referto stilato dalla Clinica Balgrist 

di Zurigo del 17 giugno 2016 e inoltrato in questa sede dal ricorrente. 

Dagli atti risulta che durante l'operazione del 28 ottobre 2014 successiva 

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all'infortunio, apparentemente è stato cucito nella sutura il nervo safeno 

(cfr. rapporto del 25 giugno 2015 dello specialista FMH in neurologia dott. 

med. G._____, doc. 69 convenuto). Nell'ultimo referto del 17 giugno 2016 

i medici della Clinica Balgrist affermano che, attualmente, l'attenzione 

sarebbe concentrata sulle problematiche neuropatiche – essi rilevano una 

neuropatia del nervo safeno –, piuttosto che su quelle dell'artrosi. A 

questo punto giova ricordare che il ricorrente durante l'esame 

circondariale del 9 giugno 2015 (doc. 65 convenuto), apparentemente 

sosteneva che, dopo la revisione del nervo safeno, egli avrebbe sentito 

ancora dei bruciori ma che questi sarebbero accettabili e non 

rappresenterebbero un motivo di riduzione della capacità lavorativa. Si 

riconferma così il parere del medico circondariale, secondo cui, per i 

dolori soggettivi del ricorrente non ci sarebbero dei correlati medici 

oggettivamente verificabili. 

6. Giusta le precedenti considerazioni, l'incarto medico appare completo e 

convincente per cui in applicazione dell'apprezzamento anticipato (DTF 

134 I 140 cons. 5.3 con rinvii) non appare necessario ordinare ulteriori 

chiarimenti sulla fattispecie. Per questi motivi il ricorso va respinto. 

7. a) Giusta l'art. 61 lett. a LPGA la procedura è gratuita. L'art. 61 cpv. 1 lett. f 

LPGA garantisce all'assicurato il diritto di farsi patrocinare e di poter 

beneficiare, a determinate condizioni, del gratuito patrocinio. A livello 

cantonale l'art. 76 LGA sancisce che tramite decisione determinante il 

corso della procedura o decisione nella causa principale, l'autorità può, su 

richiesta, concedere l'assistenza giudiziaria gratuita ad una parte che non 

dispone dei mezzi necessari, se la sua causa non è evidentemente 

temeraria o a priori senza speranza (cpv. 1). La concessione esenta da 

tutte le spese e tasse di un'autorità. Sono fatte salve le disposizioni sul 

rimborso (cpv. 2). Laddove le circostanze lo giustifichino, l'autorità 

designa a proprie spese un avvocato (cpv. 3).

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b) Il ricorrente è sposato. Quale reddito la famiglia attualmente riscuote 

solamente un'indennità giornaliera dalla cassa disoccupazione. Averi 

liquidi sostanziali non ve ne sono. Pur disponendo di un'abitazione propria 

all’estero, essa ha un basso valore di stima (ca. EUR 45'000.--). In 

generale, dai proprietari di un'abitazione si può pretendere l'ottenimento di 

un mutuo ipotecario o un aumento di uno esistente per far fronte alle 

spese di rappresentanza. Nell'evenienza, tenuto conto dell'esiguo reddito 

di cui dispone la famiglia, si deve tuttavia concludere ad una situazione di 

forte rigore economico, senza che siano necessari ulteriori accertamenti. 

Inoltre, il ricorso non può essere ritenuto a priori senza speranza, per cui i 

requisiti per l'assistenza giudiziaria gratuita sono soddisfatti. Oltre a ciò, le 

circostanze concrete giustificano la designazione di un avvocato d'ufficio. 

La nota d'onorario del 31 marzo 2016 inoltrata dalla patrocinatrice del 

ricorrente va tuttavia ridotta, nella misura in cui viene riconosciuto un 

onorario di 200 franchi all'ora (art. 76 cpv. 3 LGA in combinato disposto 

con l'art. 5 dell'ordinanza sull'onorario degli avvocati [OOA; CSC 

310.250]) oltre alle spese necessarie, ma senza le spese di cancelleria 

(cfr. sentenza del Tribunale amministrativo U 13 95 del 9 dicembre 2014 

cons. 4). Ne consegue che l'indennità per il patrocinio, assunta 

provvisoriamente dalla cassa del Tribunale amministrativo e da 

rimborsare da parte del ricorrente qualora la sua situazione finanziaria lo 

permetta, è di fr. 1'679.80 ([7.66 ore à fr. 200.-- = fr. 1'533.35 + fr. 22.-- di 

spese = fr. 1'555.35] + 8 % di IVA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. La procedura è gratuita.

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3. a) Ad A._____ è concessa l’assistenza giudiziaria gratuita (art. 76 LGA). 

Quale rappresentante legale è nominata a spese dello Stato l'avvocata 

Cristina Keller che viene indennizzata dalla cassa del Tribunale con 

fr. 1'679.80 (IVA inclusa).

b) A._____ dovrà rimborsare allo Stato le spese di patrocinio legale 

condonate, qualora le sue condizioni di reddito e di sostanza dovessero 

migliorare ed egli sarà in grado di farlo (art. 77 cpv. 1 LGA). 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]