# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 20d9b14a-05ee-5df2-8577-87da14db315e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.06.2005 32.2004.119
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-119_2005-06-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.119

   

  BS/td

  	
  Lugano

  13 giugno
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 dicembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 dicembre
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
1990, è affetto da grave distrofia congenita.

                                         A seguito
di questa infermità, l'assicurato beneficia di diverse prestazioni
dell'assicurazione invalidità, segnatamente di provvedimenti sanitari,
terapeutici e pedagogici, di sussidio d’assistenza per minorenni grandi
invalidi (di grado elevato), nonché del diritto al rimborso delle spese per le
cure supplementari a domicilio ai sensi dell'art. 4 OAI, sostituito dal 1°
gennaio 2005 con un assegno per grandi invalidi minorenni, del supplemento per
cure intensive e di mezzi ausiliari.

 

                               1.2.   In data 18 ottobre
1997 la ditta __________, a nome e per conto dell'assicurato e per esso dei
suoi genitori, ha presentato una richiesta all’Ufficio AI tendente ad ottenere
la garanzia di copertura dei costi, a titolo di mezzi ausiliari, di due rampe
DECPAC e della relativa tasca di custodia (doc. 450).

                               1.3.   Dopo aver
proceduto ad un accertamento presso il padre dell’assicurato riguardante la
succitata richiesta, con decisione 20 aprile 2004 l’amministrazione ha negato
l’assunzione di tali costi, in quanto le rampe sarebbero utilizzate per far fronte
ad ostacoli architettonici (doc. AI 454). 

                                      

                               1.4.   Con
tempestiva opposizione, l’assicurato, per il tramite del padre, ha rilevato:

 

" 
In riferimento alla vostra decisione del 20
aprile 2004 inerente l'acquisto di una rampa DELPAC, invio regolare opposizione
in quanto non sono d'accordo con la vostra presa di posizione.

RI 1 si sposta con una sedia a rotelle elettrica
dal peso di 120 kg, è chiaro che un semplice scalino di 15 cm è sufficiente per
creare problemi non indifferenti.

 

RI 1 frequenta la 2a media presso le scuole di __________,
spesso sono organizzate passeggiate scolastiche con visite ad esposizioni
mostre e musei. Non sempre è possibile raggiungere questi luoghi senza
incontrare barriere architettoniche sia pur piccole, ma che per RI 1 sono già
molto problematiche da varcare. Inoltre mio figlio si reca da medici, ottici ed
oculisti, e anche in questi frangenti spesso s'incontrano delle sorprese
sgradevoli che oltre ad impedire il passaggio mettono in evidenza la malattia
causando ancor più problemi a livello psicologico.

 

Reputo quindi che la Rampa e la tasca DELPAC
siano una soluzione accettabile per sopperire alle problematiche citate sopra.
Vi chiedo gentilmente di rivedere la vostra decisione e di emanare un esito
favorevole all'acquisto di tale mezzo ausiliario." (Doc. AI 455)

 

                               1.5.   Con
decisione 3 dicembre 2004 l’Ufficio AI ha respinto l’opposizione, argomentando:

 

" 
L'assicurato asserisce che la rampa (con tasca)
DELPAC lo aiuterebbe a superare più facilmente le barriere architettoniche che
gli si pongono al quotidiano con la sedia a rotelle.

 

La Circolare dell'UFAS concernente la consegna di
mezzi ausiliari per l'assicurazione invalidità (CMAI) tratta di carrozzelle
cingolate per salire le scale e rampe, fornite ad assicurati che, senza questi
apparecchi, non possono lasciare le loro abitazioni (n. 14.05 OMAI).

 

Nella fattispecie la rampa (con tasca) DELPAC non
rientra nella lista OMAI (cf. n. 14.05) e non risponde alla nozione di mezzo
ausiliario ai sensi dell'art. 21 LAI, pertanto la richiesta dell'assicurato non
può che essere respinta.

 

Va altresì rilevato che l'eliminazione di
barriere architettoniche che impediscono l'accesso agli edifici
pubblici/privati ai portatori di handicap deve essere assunta dagli enti
pubblici/privati, non dall'AI (ad es. si rinvia alla nuova Legge sui disabili,
dove la Confederazione ha fissato uno standard minimo riguardo all'adattamento
di edifici alle esigenze delle persone disabili)." (Doc. AI 499)

 

                               1.6.   Contro la
succitata decisione amministrativa l’assicurato, rappresentato dal padre, ha
presentato un tempestivo ricorso in cui ha evidenziato:

 

" 
RI 1 soffre di una grave forma di distrofia
congenita e si sposta con la sua sedia a rotelle elettrica del peso totale di
120 kg.

Frequenta la 3D alle scuole medie di __________
con ottimi profitti. Molto spesso la classe si sposta per delle uscite di
studio obbligatorie, vedi certificato allegato del dr. __________.

Per questo motivo ho acquistato una rampa
portabile che aiuta a superare gradini fino ad un'altezza di circa 20 cm.
Questo mezzo ausiliario è indispensabile per poter permettere ad RI 1 di
potersi spostare con la sua sedia, aiutandolo nel superare gradini e
marciapiedi spesso insormontabili senza tale aiuto.

 

Vista la necessità vi chiedo di emanare una
decisione favorevole sul finanziamento della rampa con tasca DELPAC."
(Doc. I)

 

                               1.7.   Con risposta
di causa 17 gennaio 2005 l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso,
confermando quanto sostenuto con la decisione contestata.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
della presente vertenza è l’eventuale presa a carico da parte dell’AI, quale
mezzo ausiliario ex art. 21 LAI, dei costi legati alla consegna e l’utilizzo della
rampa “mobile” tipo DECPAC e della relativa sacca di custodia (cfr. preventivo 18
marzo 2004 della ditta __________, doc. AI 450).

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative, in particolare di natura formale, anche in ambito
AI. 

L'introduzione della LPGA non ha tuttavia portato alcuna modifica sostanziale
per quel che concerne i concetti d'incapacità al lavoro, d'incapacità al
guadagno, d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) nell’assicurazione per
l’invalidità, nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono
tuttora valide (DTF 130 V 343).                                                

                               2.3.   Gli
assicurati invalidi o direttamente minacciati di inva­lidità hanno diritto ai
provvedimenti di integrazione neces­sari e atti a ripristinare, migliorare,
conservare o avva­lorare la capacità al guadagno. Per stabilire tale diritto
deve essere considerata tutta la durata del lavoro prevedi­bile (art. 8 cpv. 1
LAI).

                                         Fra i
provvedimenti di integrazione concessi in virtù della LAI sono pure previsti i mezzi
ausiliari (art. 8 cpv. 2 lett. d LAI).

                                         Questi
provvedimenti sono molto importanti in quanto eliminano rispettivamente
riducono le conseguenze del danno alla salute e sostituiscono, nell’ambito
dell’attività svolta o dell’integrazione sociale, la perdita di alcune parti o
funzioni del corpo (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3a
edizione, Berna 2003, § 36 n.1, p. 241).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 21 cpv. 1 LAI, nella nuova versione in vigore dal 1° gennaio 2004 (che
non ha comunque apportato alcuna modifica dal punto di vista sostanziale
rispetto al vecchio art. 221 cpv. 1 LAI; cfr. STFA inedita 28 agosto 2004 nella
causa M, I 3/04, consid. 1), l’assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari,
compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale, dei quali ha bisogno
per esercitare un’attività lucrativa o adempiere le sue mansioni consuete, per
conservare o migliorare la sua capacità al guadagno, per studiare, per imparare
una professione o perfezionarsi oppure a scopo di assuefazione funzionale.
L’assicurazione sopperisce alle spese per protesi dentarie, occhiali e sostegni
plantari solo per quanto costituiscono un complemento essenziale ai
provvedimenti sanitari d’integrazione.

Il cpv. 2 della medesima disposizione precisa che l’assicurato, il quale a
causa della sua invalidità ha bisogno di apparecchi costosi per spostarsi,
stabilire contatti nel proprio ambiente o attendere alla propria persona, ha
diritto, indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali mezzi
ausiliari compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale. 

 

                                         In virtù
di tale delega il Consiglio federale ha emanato l'art. 14 OAI secondo cui
l'elenco dei mezzi ausiliari da consegnare nei limiti dell'art. 21 LAI é
oggetto di un'ordinanza del Dipartimento federale dell'Interno (Ordinanza sulla
consegna di mezzi ausiliari da parte dell'assicurazione per l'invalidità, OMAI,
RS 831.232.51) che, tra l’altro, regolamenta Ia consegna di mezzi ausiliari
(lett. a).

Giusta l'art. 2 cpv. 1 OMAI il diritto alla consegna di mezzi ausiliari é
stabilito nei limiti tracciati dall'elenco allegato all'ordinanza. In
particolare l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari designati nel citato
elenco da un asterisco (*) solo se gli sono indispensabili per esercitare
un'atti­vità lucrativa o adempiere le mansioni consuete, per studiare, per
imparare una professione, a scopo di assuefazione funzionale o per svolgere
l'attività esplicitamente citata nel numero corrispondente dell'allegato (art.
2 cpv. 2 OMAI; RCC 1992 pag. 224 consid. 1a, RCC 1990 pag. 211 consid. 2a, RCC
1989 pag. 44 consid. 2a, RCC 1985 pag. 171 consid. 2a; STCA 6 novembre 1992 in
re I.Di S., STFA 26 luglio 1993 in re M.V.).

 

                                         Il diritto
ai mezzi ausiliari si estende anche agli accessori ed agli adeguamenti resi
necessari dall’invalidità (art. 2 cpv. 3 OMAI).

La lista contenuta nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui
enumera le categorie dei mezzi che entrano in linea di conto. Al contrario, si
deve esaminare per ogni categoria se l'enumerazione dei diversi mezzi ausiliari
è esaustiva o semplicemente indicativa (DTF 131 V 14 consid. 3.4.2, 121 V 260
consid. 2b; 117 V 181 consid. 3b con riferimenti, 115 V 193 consid. 2b; STFA 26
luglio 1993 in re M.V.).

Secondo la giurisprudenza, non è lecito far derivare un diritto di al mezzo
ausiliario non previsto nelle categorie elencate dall’allegato OMAI, facendo diretto
riferimento ai principi generali dell’AI, in quanto il margine di competenza
del Consiglio federale rispettivamente del Dipartimento degli Interni nella
scelta dei singoli mezzi da includere nel succitato allegato non può essere
sostituito né dall’amministrazione né dal giudice delle assicurazioni sociali (DTF
131 V 14 consid. 3.4.2 in fine, con riferimento a SVR IV Nr. 90). 

L’allegato OMAI non sfugge comunque all’esame del giudice per quanto concerne
la costituzionalità e la legalità. Disponendo l’autorità esecutiva di un grande
potere di apprezzamento, l’esame del giudice si limita tuttavia ad un controllo
sotto l’aspetto dell’arbitrio (art. 9 Cost), della parità di trattamento (art.
8 cpv. 1 Cost.) o del divieto di discriminazione (art. 8 cpv. 2 Cost) (DTF 131
V 15 consid. 3.4.2 con riferimenti giurisprudenziali). 

Inoltre, l’art. 21 cpv. 3 LAI prescrive che i mezzi ausiliari sono forniti in
proprietà o a prestito in un tipo semplice e adeguato, che l’assicurato deve
assumersi personalmente le spese supplementari di un modello più costoso.

Secondo la giurisprudenza del TFA (DTF 119 V 421) di regola l'assicurato ha
diritto solo ai provvedimenti idonei a raggiungere il fine di integrazione
prefisso e non ai migliori provvedimenti possibili nel caso di specie (DTF 110
V 102). La legge infatti riconosce la reintegrazione solo nella misura in cui
essa sia necessaria e sufficiente (DTF 115 V 198 consid. 4e cc e 206 consid. 4e
cc, nonché sentenze ivi citate). Inoltre, deve esistere una proporzione
ragionevole tra il successo prevedibile del provvedimento e il costo dello stesso
(DTF 110 V 102 consid. 2, 103 V 16, consid. 1b e riferimenti; cfr. anche DTF
107 V 88 consid. 2).

                               2.5.   Alla cifra 13
dell’allegato OMAI sono indicati i “mezzi ausiliari destinati alla sistemazione
del posto di lavoro, ad eseguire le mansioni consuete o a facilitare la
formazione scolastica e professionale; misure architettoniche quale ausilio per
recarsi al lavoro”; tra i mezzi ausiliari previsti rientranti nella succitata
vi sono quelli indicati alla cifra 13.05* “piattaforme elevatrici ed
elevatori per scale, come pure rimozione o modifica di ostacoli architettonici
all’interno o attorno all’abitazione e sul luogo di lavoro o di formazione
scolastica e professionale” riconosciuti se consentono all’assicurato/a di
superare il tragitto per recarsi sul luogo di lavoro oppure di formazione
scolastica o professionale oppure di svolgere le mansioni consuete.

Per contro, alla cifra 14 dell’allegato OMAI sono indicati “i mezzi ausiliari
per ampliare la propria autonomia” e dal momento che non sono contrassegnati da
un asterisco (*), sono riconosciuti anche se non servono per svolgere
un’attività lucrativa o sopperire alla mansioni concrete e quindi svolgono uno
scopo socio-riabilitativo (cfr. art. 21 cpv. 2 LAI). Tra i succitati mezzi
ausiliari, alla cifra 14.05, sono indicate le “carrozzelle cingolate per
salire la scale e rampe” per gli/le assicurati/e che senza questi
apparecchi non possono lasciare le loro abitazioni.

Il TFA ha stabilito che i presupposti differenziati per la concessione dei
mezzi ausiliari di cui alle cifre 13.05* e 14.05 dell’allegato OMAI sono
conformi alla legge (DTF 127 V 127 consid. 3b).

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, il padre dell’assicurato ha motivato la richiesta di finanziamento da
parte dell’AI di due rampe facendo presente le difficoltà nello spostamento
della carrozzella, pesante 120 Kg (assicurato compreso), dovute alle barriere
architettoniche che quotidiamente incontra.

Nel ricorso l’assicurato ha inoltre fatto presente che l’uso delle rampe gli
permette di partecipare alle uscite scolastiche obbligatorie.

L’Ufficio AI ha invece negato la domanda dell’assicurato, evidenziando come la
rampa non rientri nel genere di categoria di mezzo ausiliario previsto dall’allegato
OMAI, non essendo in particolare assimilabile a quelli previsti dalla cifra 13.05
* OMAI, rispettivamente cifra 14.05 OMAI (cfr. consid. 2.5). 

Occorre innanzitutto ricordare che RI 1, fisicamente gravemente debilitato,
necessita tra l’altro di una carrozzella senza motore (cifra. 9.01 OMAI) per
spostarsi.

A mente del TCA, la rampa in discussione dev’essere intesa come mezzo accessorio
(art. 2 cpv. 3 OMAI) al succitato mezzo ausiliario, giustificato dal non
indifferente peso che il padre di RI 1 deve quotidianamente spingere e dalle
purtroppo ancora frequenti barriere architettoniche che il ragazzo incontra
quando si reca per le visite mediche, situazione che “oltre ad impedire il
passaggio mettono in evidenza la malattia causando ancor più problemi a livello
psicologico” (cfr. ricorso).

Inoltre, come desumibile dallo scritto 16 dicembre 2004 del direttore delle
scuole medie di __________ (doc. C), l’utilizzo delle chieste rampe facilita all’assicurato
la partecipazione alle uscite di studio obbligatorie.

È vero che, come evidenziato dall’Ufficio AI, l’eliminazione di barriere
architettoniche che impediscono l’accesso agli edifici pubblici/privati a
portatori di handicap è assunta dagli enti pubblici e privati e non dall’AI. Ma
è altrettanto vero che, vista la particolare grave forma d’invalidità
dell’assicurato, senza le chieste rampe l’uso della carrozzella verrebbe
fortemente ridotto dagli ostacoli in cui egli s’imbatte quotidianamente, con
evidenti ripercussioni negative sul suo grado d’autonomia.

Trattandosi quindi di un mezzo necessario ed adeguato, nonché di costo ragionevole
(fr. 544,65, sacca inclusa; cfr. doc. AI 450), l’Ufficio AI è tenuto a
riconoscere le rampe DECPAC ai sensi dell’art. 21 LAI. 

                                         

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

§   La decisione su opposizione del 3 dicembre 2004 è annullata.

§§ L’Ufficio AI si assumerà le spese relative alle rampe    

                                              DECPAC,
custodia inclusa, come ai considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti