# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0a9b1af-0c99-5e13-8192-869594a0cfea
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.09.2010 D-6287/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6287-2010_2010-09-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6287/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi.
Cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Iraq,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 27 agosto 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6287/2010

Visto:

la prima domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) in 
Svizzera,

la  decisione  del  21 ottobre 2009  dell'UFM,  cresciuta  in  giudicato  il 
24 novembre 2009, mediante la quale detto Ufficio non è entrato nel 
merito  della menzionata  domanda  ed  ha  ordinato  l'allontanamento 
dell'interessato  dalla  Svizzera,  come  pure  l'esecuzione 
dell'allontanamento medesimo, 

la scomparsa dell'interessato, il quale si è reso irreperibile a partire dal 
(…),

la seconda domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...) 
in Svizzera,

il  verbale  dell'audizione  sommaria  del  10 agosto 2010  (di  seguito: 
verbale 1), 

il verbale del 12 agosto 2010 (di seguito: verbale 2) in occasione del 
quale  è  stato  concesso  all'interessato  il  diritto  di  essere  sentito  in 
merito all'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della legge sull'asilo del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31),

la decisione dell'UFM del 27 agosto 2010 di non entrata nel merito ai 
sensi  della  predetta  norma,  notificata  all'interessato  il  giorno  stesso 
(cfr. agli atti avviso di notifica e di ricevuta),

il  ricorso  inoltrato  dall'insorgente  il  3 settembre 2010  (cfr. timbro  del 
plico raccomandato),

l'incarto  dell'UFM,  pervenuto  al  Tribunale  amministrativo  federale 
(di seguito: il Tribunale) in copia via fax in data 6 settembre 2010 e in 
originale il giorno seguente, 

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono,

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e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS 172.021), 
dalla  legge del  17 giugno 2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 
federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti 
(art. 6 LAsi),

che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art. 33 lett.  d  LTAF,  nonché 
art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF),

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che, nell'ambito dell'audizione sommaria, l'interessato ha dichiarato di 
essere originario di  B._______, nella  provincia di  Mosul  (Iraq),  dove 
avrebbe avuto ultimo domicilio,

che  egli  ha  affermato  di  non  essere  mai  rientrato  nel  suo  Paese 
d'origine  dopo  la  conclusione  infruttuosa  della  sua  prima  procedura 
d'asilo e di non avere nuovi motivi d'asilo rispetto a quelli fatti valere in 
occasione della prima domanda d'asilo,

che,  confrontato  alle  risultanze  dell'esame  LINGUA  a  cui  era  stato 
sottoposto,  l'interessato  ha  dichiarato  di  aver  mentito  sulla  sua 
provenienza,  per  paura  di  essere  rimpatriato;  che,  in  realtà,  egli  è 
originario di Dohuk (Iraq) dove ha vissuto sempre sin dalla nascita, 

che, nella decisione del 27 agosto 2010, l'UFM ha constatato, da un 
lato, che la prima procedura d'asilo si è definitivamente conclusa e che 

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l'interessato non ha addotto alcun fatto verificatosi dopo la conclusione 
di  tale  procedimento  proprio  a  motivare  la  sua qualità  di  rifugiato  o 
determinante  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria;  che, 
dall'altro lato, detto Ufficio ha considerato che né la situazione politica  
della  provincia  di  Dohuk,  di  cui  il  richiedente  ha  dichiarato  essere 
originario,  né  altri  motivi  individuali  relativi  alla  sua  persona  o  dal 
punto di vista tecnico e pratico, si opporrebbero all'esecuzione del suo 
allontanamento in detto Paese,  

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art.  32 cpv. 2 lett. e LAsi;  che  detto  Ufficio  ha 
anche  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine siccome 
lecita, esigibile e possibile,

che,  nel  gravame,  l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
ritenendola  errata,  soprattutto  per  quanto  concerne  il  suo 
allontanamento;  che,  a  tal  proposito,  egli  fa  valere  di  non  essere 
originario di Dohuk, come sarebbe stato indicato erroneamente nella 
decisione impugnata, bensì di B._______, nella provincia di Mosul, ciò 
che egli sarebbe in grado di provare, se gli fossero concesse due o tre 
settimane di  tempo per far pervenire la documentazione necessaria; 
che, infatti,  egli  avrebbe dichiarato di  essere originario di  Dohuk per 
errore,  dettato dall'impulsività  e dalla  frustrazione,  nonché in quanto 
era  quello  che  ci  si  aspettava  da  lui;  che,  di  conseguenza,  in 
considerazione  dei  problemi  avuti  con  la  famiglia,  come  pure  della 
generale  situazione  di  violenza  in  Iraq,  segnatamente  nella  zona  di  
Mosul,  il  suo  allontanamento  dovrebbe  essere  considerato 
ragionevolmente inesigibile,

che,  in  conclusione,  l'insorgente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento  del  provvedimento  impugnato  e,  in  via  sussidiaria,  la 
trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova 
decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo;  che  ha  altresì 
presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso 
dell'esenzione  dal  pagamento  delle  spese processuali  e  del  relativo 
anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi,  non si  entra nel  merito di  una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 

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provenienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria,

che il ricorrente ha espressamente affermato che i motivi d'asilo della  
sua presente domanda d'asilo sono i medesimi fatti  valere nel corso 
del primo procedimento e che nulla di nuovo si è aggiunto ai medesimi 
(cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 pag. 1), 

che la precedente procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con 
la crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 21 ottobre 2009, in 
cui i suoi motivi d'asilo sono già stati considerati inverosimili, 

che, d'altronde, il ricorrente non è ritornato nel suo Paese d'origine tra 
la  prima  e  la  seconda  procedura  d'asilo  in  Svizzera  bensì  ha 
soggiornato  in  Italia,  come  emerge  dalle  sue  stesse  dichiarazioni 
(cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 pag. 1), 

che,  inoltre,  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa 
valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non 
entrata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  giusta 
l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi),

che, infatti, le allegazioni decisive in materia d'asilo, s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché minima consistenza,

che,  segnatamente,  in  sede  di  ricorso,  il  ricorrente  si  è  limitato  a 
ribadire  di  aver avuto in  patria  dei  problemi  personali,  in  particolare 
con la sua famiglia (cfr. ricorso pag. 2), 

che,  alla  luce  di  quanto  sopra  evocato,  v'è,  dunque,  ragione  di  
concludere  all'assenza  di  indizi  di nuovi  fatti  propri  a  giustificare  la 
qualità  di  rifugiato  ai  sensi  dell'art.  3 LAsi,  o  determinanti  per  la 
concessione della protezione provvisoria,

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

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che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art. 14 cpv. 1  e  2 LAsi  e  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che, preliminarmente, l'allegazione ricorsuale dell'insorgente, secondo 
cui  non  sarebbe  originario  di  Dohuk,  bensì  di  B._______  nella 
provincia  di  Mosul,  non  merita  alcuna  considerazione,  in  quanto  è 
manifestamente pretestuosa nonché da ritenersi costruita per i bisogni 
della causa, 

che, infatti, detta asserzione – oltre a non essere corroborata da alcun 
elemento della benché minima consistenza – è palesemente una mera 
reazione alla decisione negativa dell'UFM, qui impugnata, nella quale, 
da  un  lato,  il  ricorrente  è  stato  rettamente  considerato  originario  di 
Dohuk  sulla  base  delle  sue  manifeste  dichiarazioni,  che  hanno  del 
resto confermato gli accertamenti dell'esame LINGUA a cui era stato 
sottoposto in  occasione della  prima procedura d'asilo  (cfr. verbale 1 
pag.  5)  e,  dall'altro,  è  stato  ritenuto  come  ammissibile,  esigibile  e  
possibile l'esecuzione del suo allontanamento, 

che,  inoltre,  l'asserita  giustificazione  del  ricorrente  secondo  cui 
avrebbe mentito in merito al suo Paese d'origine per frustrazione, per 
errore, per impulsività (cfr. ricorso pag. 2) è assolutamente incredibile, 

che, in tali circostanze, le dichiarazioni del ricorrente circa la regione di 
provenienza nel suo Paese d'origine sono prive di ogni credibilità,  

che,  pertanto,  v'è  ragione  di  concludere  che  il  ricorrente  non  è 
originario di B._______ nella provincia di Mosul, rispettivamente che la 
sua provincia irachena d'origine è Dohuk,

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  nord  dell'Iraq 
(nelle  provincie  di  Dohuk,  Arbil  e  Suleimaniya) possa  violare 

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l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art.  33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art. 3  della  convenzione del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  è 
ammissibile,

che, inoltre,  nel nord dell'Iraq (Dohuk, Arbil e Suleymaniya) non vige, 
al  momento, una situazione di  violenza generalizzata e la situazione 
politica  non  è  talmente  tesa  da  considerare  un  rimpatrio  come 
generalmente  inesigibile,  contrariamente  a  quanto  pretende  il 
ricorrente  in  sede  di  ricorso  con  semplici  affermazioni  di  parte 
(cfr. ricorso pag. 2); che, segnatamente, lo stato della sicurezza è più  
stabile  ed  equilibrato  rispetto  al  resto  del  Paese;  che,  inoltre,  la 
situazione dei diritti  dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e 
nel  centro  dell'Iraq;  che,  in  particolare,  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso le tre province curde è esigibile, di principio, 
per  gli  uomini  curdi,  non  sposati,  in  buona  salute  e  giovani,  a 
condizione che la persona interessata sia originaria della regione o vi  
abbia  vissuto  un  lungo  periodo  e  disponga  di  una  rete  sociale,  
segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazioni con i 
partiti  al  potere  (Decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8), 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha  una  formazione  ed  un'esperienza  professionale  quale  (...);  che, 
inoltre,  alla  luce  dell'inverosimiglianza  delle  sue  allegazioni,  v'è 
ragione di  ritenere  che egli  disponga  in  Patria  di  un'importante  rete 
familiare  e  sociale;  che,  infine,  l'insorgente  è  in  buona  salute;  che, 
infatti, non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute 
che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria 
(cfr. Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che ad un esame 

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d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in 
Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 
Paese d'origine deve essere considerata ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art. 8 cpv. 4  LAsi; 
DTAF 2008/34  consid.  12  pagg.  513-515);  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  spese 
processuali è divenuta senza oggetto,

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA), 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-,  
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  
63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  procedura  di 
C._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e procedura di C._______ (via fax, per 
l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricorrente e 
di  ritornare  l'avviso  di  ricevimento  allegato  al  Tribunale 
amministrativo federale)

- D._______ (in copia) 

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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