# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f039c04a-5c83-59e7-ad2b-3f0fdbd018fb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.04.2007 32.2006.116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-116_2007-04-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.116

   

  FS/td

  	
  Lugano

  26 aprile
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 giugno 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 maggio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, da ultimo attiva quale ausiliaria di cucina presso una
casa per anziani (doc. AI 16/1-7), nel novembre 2004 ha presentato una richiesta
di prestazioni AI per adulti in quanto affetta da “osteoporosi” (doc. AI 6/1-7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 16 marzo 2005,
l’Ufficio AI ha negato all’assicurata il diritto a una rendita e a
provvedimenti professionali (doc. AI 21/1-3).

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione inoltrata dall’assicurata, rappresentata dal RA 1 che,
producendo diversa documentazione, ha contestato la valutazione medica e postulato
il diritto ad una rendita intera, l’Ufficio AI, con decisione su opposizione 7
aprile 2006 (doc. AI 36/1-6), ha annullato la decisione 16 marzo 2005 e
stabilito:

 

                                                      "1.   L’opposizione
è parzialmente accolta e conseguentemente la decisione impugnata del 16 marzo
2005 è annullata.

                                                       2.   All’assicurata
viene riconosciuto il diritto alla rendita d’invalidità limitatamente per il
periodo dal 1° gennaio 2005 al 31 agosto 2005.

                                                       3.   Per
quanto attiene agli importi della rendita, verrà notificata una decisione
separata.

                                                       4.   La
procedura è gratuita.

                                                       5.   Un
ricorso contro la presente decisione su opposizione non ha effetto sospensivo
(art. 66 della legge federale sull’assicurazione invalidità (LAI) e art. 97
della legge federale sull’assicurazione vecchiaia e superstiti (LAVS))."

                                                       (doc.
AI 36/5)

 

                                         L’Ufficio
AI ha addotto che:

 

"  (…)

6.  In concreto,
per quanto attiene all'aspetto medico, l'opponente contesta in pratica la
valutazione operata dall'amministrazione in base alla quale ella sarebbe comunque
in grado di svolgere a tempo pieno attività leggere in misura del 100%.

 

Considerato
tuttavia come l'assicurata abbia prodotto alcuni certificati medici in sede
d'opposizione, la nuova documentazione medica acquisita dall'amministrazione
dopo l'opposizione del 14 aprile 2005 (perizie dottor __________ effettuate per
il Servizio medico __________ di __________ del 4 febbraio 2005 e 31 maggio
2005), è stata nuovamente sottoposta al vaglio del Servizio medico regionale
dell'Al di Bellinzona (SMR).

 

Quest'ultimo,
nella propria valutazione del 15 luglio 2005, ha fatto osservare quanto segue: "In
fase di opposizione sono stati inoltrati due rapporti su visite mediche fiduciarie
del Dr. __________ del 2 febbraio e del 31 maggio 2005.

Il
Dr. __________ menziona un'inabilità lavorativa dal gennaio 2004 (secondo la documentazione
era presunto maggio 2004), in seguito sarebbero falliti diversi tentativi di
ripresa del lavoro.

     Diagnosi:

-  Sindrome cervicospondilogena cronica sinistra con
pregressa radicolopatia C5-C6 con ernia discale posterolaterale
sinistra;

     -  Algodistrofia
della caviglia destra.

 

2
febbraio 2005: Inabilità lavorativa totale per l'attività abituale. Per quanto
riguarda l'algodistrofia e la sindrome cervicobrachiale si rimanda la
valutazione della capacità lavorativa ritenendo lo stato di salute suscettibile
di miglioramento (tale da consentire una capacità lavorativa forse completa per
un'attività idonea, fisicamente leggera, da eseguire in posizioni variabili).

31
maggio 2005: Situazione invariata a livello cervicobrachiale, affezione predominante.
Sintomatologia cronicizzata. E' prevista una terapia con radiofrequenza
pulsante (tra poco disponibile presso la Clinica __________). Si conferma
l'inabilità lavorativa totale definitiva per l'attività abituale. Per
un'attività confacente, sono citati dei limiti ben precisi, abilità lavorativa
totale per un'attività che rispetta tali limiti.

In
base ai rapporti dettagliati e documentati del Dr. __________ si precisano i
limiti per un'attività confacente e si ritiene che tale attività sia esigibile
a partire da maggio 2005 (e non da settembre 2004)."

 

7.  Per quanto riguarda invece i dati economici a
partire dal mese di maggio 2005, in base alla più recente giurisprudenza
imposta dal Tribunale federale, allorché non si dispone di dati concreti, il
reddito da invalido può essere stabilito sulla base di salari teorici, editi
dall'Ufficio federale di statistica (statistiche RSS).

 

Sempre
in base alla giurisprudenza federale, tali redditi possono ancora essere
diminuiti nella misura massima del 25%, e ciò al fine di considerare quei
fattori che nel caso di specie sono suscettibili di influenzare il reddito che
l'assicurato potrebbe percepire, quali ad esempio le limitazioni addebitabili
al danno alla salute, l'età, la nazionalità, il grado d'occupazione (cf. DTF
126 V 75).

 

In
concreto, per determinare il reddito da invalida dell'assicurata è stata ritenuta
quale base di calcolo un reddito statistico per attività leggere, ripetitive e
non qualificate pari a fr. 41'808.- (settore privato, categoria 4, Cantone Ticino,femminile,
valore mediano aggiornato al 2004), applicando una riduzione del 10% per motivi
personali e professionali, scarsa formazione scolastica ed età.

Per un
lavoro adeguato al proprio stato di salute, l'assicurata può ancora conseguire
da invalida un reddito annuo pari a fr. 37'627.-.

 

Considerato
che in assenza d'invalidità e lavorando a tempo pieno quale aiuto cucina
l'assicurata avrebbe potuto percepire nel 2004 un salario annuo di fr. 55'932.- (cfr.
questionario del datore di lavoro del 29 dicembre 2004 agli atti), l'assicurato
conserva una residua capacità di guadagno del 67% con una perdita di guadagno e
quindi un grado d'invalidità del 33% [(55932-37627)x100:55932 = Al 33%].

 

8.  L'assicurata non presenta quindi il grado minimo
del 40% (dal mese di maggio 2005) richiesto dalla legge per poter beneficiare
della rendita d'invalidità; nel caso in esame, non entrano neppure in
considerazione eventuali provvedimenti d'integrazione professionale, poiché
questi non migliorano la residua capacità di guadagno. In effetti, la CIP ha
stabilito che l'assicurata può essere inserita nel mondo del lavoro senza
l'applicazione di provvedimenti professionali reintegrativi. La CIP ha di fatto
constatato che il bagaglio attitudinale da una parte nonché l'assenza di una
solida formazione scolastica dall'altra non permettono di proporre
all'assicurata un progetto di riqualifica professionale.

 

9.  Viste le valutazioni del SMR dell'AI del 22
febbraio 2005 rispettivamente del 15 luglio 2005, dalle quali risulta che
l'assicurata presenta un'incapacità lavorativa del 100% dal 12 gennaio 2004 al
30 maggio 2005 ed una capacità lavorativa del 100% in attività adeguata dal 31
maggio 2005 (visita di controllo del dottor __________), alla signora RI 1 deve
essere pertanto riconosciuto il diritto alla rendita intera d'invalidità
unicamente dal 1 ° gennaio 2005 (dopo la scadenza dell'anno d'attesa ex.
art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) al 31 agosto 2005 (art. 88a cpv. 1 OAI -
tre mesi dopo il perdurare del constatato miglioramento).

(…)." (doc. AI 36/4-5)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso, sempre rappresentata dal RA 1, l’assicurata ha ribadito la
contestazione della valutazione medica e, producendo ulteriore documentazione,
ha chiesto la concessione di una rendita intera anche successivamente al 31
agosto 2005. Il suo rappresentante ha, in particolare, sostenuto che “(…) la signora
RI 1 difficilmente potrà trovare un’attività lavorativa compatibile con il suo
stato attuale di salute. Inoltre la nostra assistita presenta una sindrome
depressiva abbastanza importante per la quale è seguita dalla dr.ssa __________
di __________. L’interessata è al beneficio delle prestazioni del consorzio
aiuto domiciliare in quanto non riesce da sola ad accudire la casa. Infatti
viene aiutata nella pulizia e per tutte le faccende domestiche pesanti. Attualmente
soffre di disturbi respiratori per i quali deve rivolgersi al dr. __________ di
__________ per degli accertamenti. […] A nostro avviso, visto anche i problemi
depressivi e respiratori che si sono accumulati, la nostra assistita è da ritenersi
inabile al lavoro in qualsiasi attività anche leggera nella misura completa
(100%) (…)” (doc. I).

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso adducendo
che: “(…) sottoposta la documentazione medica richiamata in sede di ricorso al
SMR, è stato possibile stabilire che questa non apporta elementi in favore
d’una modifica dello stato di salute rispettivamente della capacità lavorativa
dell’assicurata (cfr. annotazioni allegate) (…)” (doc. III).

 

                               1.5.   Con
lettere 28 luglio e 24 agosto 2006 l’assicurata ha trasmesso al TCA ulteriore
documentazione medica.

 

                                         Al
riguardo l’Ufficio AI ha osservato che “(…) la nuova documentazione medica non
mette in dubbio quanto finora ritenuto. Ciò è chiaramente desumibile dalle ultime
annotazioni SMR, qui allegate (…)” (doc. X).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se la ricorrente, inabile al 100% nella sua precedente
attività di aiuto cucina in modo definitivo, sia da considerare totalmente
abile in un’attività leggera adeguata, con conseguente rifiuto del diritto a prestazioni
dal 1° settembre 2005 (tre mesi dopo l’accertamento di tale capacità lavorativa;
cfr. art. 88a OAI).

                                         La
ricorrente contesta una tale capacità lavorativa ritenendosi incapace al lavoro
in una misura totale e/o comunque superiore al 50% anche successivamente al 31
maggio 2005.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

                                         Nel
suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité,
Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.4.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i
danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono determinare
un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre
alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a
malattia. Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque
non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le
limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando
prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente esigibile
dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque
stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno
alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro
gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello
di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di
stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla
salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno
un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi
se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in
pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile
per la società (DTF 102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid.
1a, pag. 324 consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi
citate)" (STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10
consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

 

                               2.5.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131
V 120; DTF 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa
K., I 597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19
ottobre 2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K.,
12/04; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno
2004 nella causa T., I 299/03).

 

                                         L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che: “se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta.”

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art.
29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili
non soltanto in caso di revisione della rendita, ma, appunto, anche di assegnazione
con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo.

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                               2.6.   Il
dr. __________, FMH in medicina generale e dello sport SSMS, nel rapporto
medico 5 dicembre 2004 (doc. AI 15/1-3), posta la diagnosi di “(…)
algodistrofia del tarso, epifisi distale della tibia – sindrome cervicoradicolare
sx. – osteoporosi con stato dopo frattura patologica V metatarso piede dx (…)”,
ha attestato un’incapacità totale nell’attività esercitata dal 12 gennaio 2004
indicando uno stato di salute “(…) suscettibile di miglioramento (…)” (doc. AI
15/1). Lo stesso medico, circa la possibilità di svolgere altre attività ha
precisato “(…) ev. solo attività in cui deve stare seduta (…)” (doc. AI 15/3).

 

                                         Nel
suo rapporto medico 22 febbraio 2005 (doc. AI 18/1) il dr. __________, medico
SMR, ha osservato:

 

	
  Diagnosi principale

  	
  Osteoporosi sintomatica con stato dopo frattura patologica del V metatarso
  del piede destro

  Sindrome radicolare irritativa C6 a sinistra

  Algodistrofia del tarso e dell'epifisi distale della tibia

  
	
  Codice ICD 10

  	
   

  	
  Codice AI

  	
   

  
	
  Ulteriori diagnosi con influsso sulla CL

  	
   

  
	
  Codice ICD 10

  	
   

  	
  Codice AI

  	
   

  
	
  Ulteriori diagnosi senza influsso sulla CL

  	
  Stato dopo tenosinovite degli estensori delle dita del piede destro 

  Ipercolesterolemia (trattata)

  Allergia alle graminacee, possibile asma bronchiale

  Stato dopo decompressione del nervo mediano nel canale carpale
  bilaterale

  Stato dopo fratture del polso sinistro

  Stato dopo meniscectomia ginocchio destro

  
	
  Limiti funzionali

  	
  Le limitazioni si riferiscono prevalentemente a lavori che si svolgono
  in piedi come quello eseguito finora. Per attività sedentarie, la capacità
  lavorativa è limitata dalla sindrome cervicale, la quale esclude delle
  attività che non consentono di tenere la testa in posizioni variabili.

  
	
  IL in %

  	
   

  
	
  Attività abituale

  	
  100%

  	
  Attività adeguata

  	
  0%

  
	
  Inizio IL duratura

  Mese/anno

  	
  Maggio 2004

  (precedenti periodi alternanti di 50% e 100% da dicembre 2003)

  	
  Inizio-possibilità

  integrazione 

  (mese/anno)

  	
  Settembre 2004

  

 

                                         L’amministrazione
ha quindi raccolto un parere della Consulente in integrazione professionale
(CIP), sig.ra __________, la quale, nel rapporto finale 14 marzo 2005 (doc. AI
20/1-3), si è così espressa:

 

 

	
  Stato
  di salute - danno alla salute e
  relativi impedimenti, osservazioni generali, limitazioni

  
	
   

   

  Il Dr. __________
  nel rapporto medico del 22 febbraio 2005 esprime la seguente diagnosi con
  influsso sulla capacità lavorativa dell'assicurato:

  -   osteoporosi
  sintomatica con stato dopo frattura del V metatarso 

      del
  piede destro 

  -   sindrome
  radicolare irritativa C6 a sinistra

  -   algodistrofia
  del tarso e dell'epifisi distale della tibia

   

   

   

   

  Il dottore
  indica che le limitazioni si riferiscono prevalentemente a lavori che si
  svolgono in piedi, come quello eseguito finora. Per attività sedentarie, la
  capacità lavorativa è limitata dalla sindrome cervicale, la quale esclude
  attività che non consentono di tenere la testa in posizioni variabili. Nell'attività
  abituale vi è quindi un'IL del 100% a partire da maggio 2004 mentre in
  attività adeguate vi è una piena capacità lavorativa.

   

  

 

 

	
  Formazione
  scolastica e professionale - grado
  raggiunto (elementari, medie, ecc.), durata, mansioni, specializzazioni,
  retribuzioni

  
	
   

   

   

  In __________
  l'A. ha frequentato le otto classi della scuola dell'obbligo. Dal 1989 lavora
  come ausiliaria di cucina presso la Fondazione __________ di __________.

  

 

 

 

	
  Attività esigibili
  - senza (ri)formazione specifica

  
	
   

   

  Le
  possibilità di reintegrazione sono date in primo luogo dalla gamma delle
  attività esigibili dal profilo medico. Per definire queste ultime si
  confronta il profilo delle residue abilità del soggetto con il profilo dei
  requisiti che caratterizzano i posti di lavoro presenti sul mercato nei vari
  settori economici.

  Si
  tratta quindi di identificare delle attività semplici e non qualificate
  accessibili alle residue abilità del soggetto. Ho quindi verificato se le
  indicazioni medico teoriche sono ragionevolmente traducibili nella pratica
  confermando l'esistenza di un mercato del lavoro capace di offrire attività
  consone allo stato di salute dell'A.

   

   

  Per
  quanto riguarda la professione esercitata dall'A., vale a dire quella di ausiliaria
  di cucina, non è da considerare esigibile poiché non rispetta la principale
  limitazione cioè quella di non lavorare in piedi. 

  Come
  si può dedurre dal mansionario allegato al questionario del datore di lavoro
  si tratta di un lavoro svolto prettamente in piedi senza possibilità di alternare
  la postura secondo il bisogno.

   

   

  Contrariamente,
  sono esigibili tutte quelle attività semplici e medio-leggere tipiche del
  Secondario e Terziario non qualificati che rispettano i imiti invalidanti
  della signora RI 1. Tenendo conto dei limiti funzionali medico-teorici, è
  possibile individuare un mercato piuttosto ampio. Si possono infatti proporre
  attività nell'ambito del secondario; come ad es. mansioni d'assemblaggio,
  stampa, rifinitura, lucidatura, controllo del funzionamento e della qualità
  in diversi settori industriali (orologeria, meccanica, industria
  farmaceutica, alimentare, settore dell'abbigliamento, delle materia
  plastiche,….). Si tratta infatti di lavori svolti in posizione
  prevalentemente seduta e che consentono di tenere la testa in posizioni
  variabili. Altre attività esigibili: commessa, cassiera, centralinista,
  telefonista.

  

 

 

 

	
  Calcolo
  CGR - senza (ri)formazione specifica

  
	
   

  Salario
  da valido:

  
	
   

  
	
  Nel 2005
  in qualità di ausiliaria di cucina presso la __________ l'A. potrebbe
  percepire un salario annuo di Fr. 55'926.-

  
	
   

  
	
   

  Salario
  da invalido:

  
	
   

  
	
   

   

  In
  conformità alla recente giurisprudenza al fine di determinare il reddito da
  invalido di un assicurato è possibile far riferimento ai rilevamenti
  statistici ufficiali, editi periodicamente dall'Ufficio federale di
  statistica. Ai fini del calcolo fa stato il valore mediano.

  
	
  Nel caso
  concreto per calcolare il reddito da invalido si deve partire da un salario
  di Fr. 41'808.- (settore privato, categoria 4, Canton Ticino, donne, valore
  mediano aggiornato al 2004).

  

 

 

 

	
  A questa
  cifra, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale
  o professionale non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
  residua e che pertanto non riescono a raggiungere il livello medio dei salari
  sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
  statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare fino ad un massimo
  del 25%. A mio giudizio per quanto riguarda il caso della signora RI 1
  propongo un'ulteriore riduzione del 10% per motivi personali e professionali
  (scarsa formazione scolastica,età che rende difficoltosa la capacità di adattamento
  ad una nuova professione).

   

  
	
  Considerando
  un reddito ipotetico di Fr. 41'808, con una CL del 100% ed applicando una
  riduzione del 10% risulta un reddito da invalido di Fr. 37'627.-

  
	
   

  
	
  Grado
  d'invalidità:

   

  55'926 - 37627 x 100 = 33%
  

        55'926

   

  La signora
  RI 1 presenta un grado d'invalidità del 33% ed una capacità di guadagno
  residua del 67%.

  

 

 

	
  Proposte
  formative (eventuali) o di chiusura del caso

  
	
   

  
	
  Tenuto
  conto del curriculum scolastico e professionale dell'A. non è possibile
  intravedere dei provvedimenti professionali che possano aumentare o mantenere
  la capacità di guadagno. L'età avanzata, la scolarità e l'esperienza professionale
  specifica dell'assicurata non permettono di proporre una riqualifica
  professionale in quanto l'A. non possiede né le capacità cognitive né le competenze
  scolastiche per affrontare un progetto simile.

  
	
   

  
	
  La mia
  opinione è che le limitazioni fisiche presentate dall'A. non si configurano
  gravi al punto da giustificare una non reintegrabilità nel mercato del lavoro.
  La presenza sul mercato di attività direttamente accessibili e confacenti con
  il danno alla salute, induce a concludere che l'A. sia direttamente integrabile
  nel ciclo produttivo tramite in normali canali di collocamento.

  
	
   

  
	
  Su tale
  base ritengo concluso il mio mandato inerente questa pratica.

  

 

                                         Con
decisione 16 marzo 2005 l’Ufficio AI ha negato all’assicu-rata il diritto a una
rendita e a provvedimenti professionali (doc. AI 21/1-3).

 

                                         Il
dr. __________, FMH in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione, nel suo
rapporto 31 maggio 2005 all’intenzione del servizio medico dell’assicurazione
malattia, si è così espresso:

 

"  (…)

Anamnesi intermedia

 

Vedi
anche mio rapporto del 04.02.2005.

 

Nel
frattempo la paziente è stata sottoposta ad un esame specialistico presso il neurochirurgo Dr. __________, __________, il quale in base ai suoi riscontri clinici
ed una nuova RM della colonna cervicale (04.05.2005,
Clinica __________, __________; vedi
allegato) ha posto la diagnosi di una cervicobrachialgia a sinistra su ernia discale laterale a
sinistra al livello C5/6 con coinvolgimento della radice C6. In presenza di una
problematica prevalentemente algica ha suggerito un blocco neurale con
anestetici locali al livello del forame di congiunzione C6 a sinistra seguito
se positivo da una terapia con radiofrequenza ad impulsi (tra poco disponibile
nella Clinica __________, proceduta prevista per il mese di giugno). Una
radiografia convenzionale della colonna cervicale della stessa data ha evidenziato
un reperto sovrapponibile di degenerazione monosegmentale
di C5/6
(confrontato con la lastra precedente del
18.06.2004, __________).

 

In
merito al piede il medico curante Dr. __________, mi ha informato che prevederà
una nuova RM nei mesi estivi per meglio apprezzare l'evoluzione della nota algodistrofia
locale.

 

La paziente riferisce di continui dolori cervicotoracali
irradianti nella regione scapolare a sinistra e con ripercussioni lungo gli estensori
del braccio e sul versante radiale dell'avambraccio che raggiungono le dita (in
particolare pollice), disturbi associati ad un formicolio con una sensazione di
caldo rispettivamente di freddo nella mano. La sofferenza sarebbe altalenante,
senza chiara dipendenza da posizioni o movimenti di provocazione. Riferisce inoltre
di una cefalea risentita frequentemente in sede occipitale. I disturbi alla caviglia
destra sono stazionari con dolori sotto carico risentiti nel tarso ed a tratti
lungo il raggio V. Pochi disturbi da seduta od a letto. Camminando
avverte una sensazione di cedimento. Nessun rigonfiamento locale.

 

Stato
reumatologico

 

In
confronto all'esame precedente noto al livello cervico-brachiale una situazione
invariata con dolori nucali irradianti nella regione scapolare a sinistra
provocabili con tutti i movimenti cervicali, specialmente in estensione (con un
certo sollievo combinandola con una rotazione !). Non vi sono ripercussioni
periferiche in estensione/rotazione massimale. Limitazione algica della
mobilità in tutte le direzioni di -1/5. Dolente la palpazione della muscolatura
nel cinto scapolare ed in zona interspinale tra C4 e T1. Al livello lombare vi
è una lieve riduzione della lateroflessione bilaterale (-1/5) movimenti accompagnati
da modici dolori lombosacrali ma senza ripercussioni agli arti inferiori. Assenza
di tendomiosi gluteali. Nessun accorciamento ischiocrurale. Deboli gli
addominali (+). ennell, Lasègue, Pseudolasègue, Trendelenburg e Duchenne negativi.
La deambulazione avviene senza zoppia. Stare sulle punte provoca dolori nel
tarso destro; stare sui talloni s.p. Articolazioni periferiche: la mobilità
passiva delle articolazioni agli arti superiori risulta normale tranne al polso
(-2/3 in flessione in stato dopo frattura loco classico del radio a due
riprese). Vi è una dolenzia alla palpazione delle parti molli periarticolari
sia alla spalla che al gomito sinistro (processo coracoideo, tubercolo
maggiore, inserzione del muscolo deltoide, epicondilo laterale). Assenza di
sinoviti. Gänslen negativo. Gripping -20° a sinistra. Trofismo
muscolare simmetrico tra braccio destro e braccio sinistro. Agli arti inferiori
nessun riduzione della mobilità con particolare riferimento alla caviglia
destra che risulta dolente alla palpazione delle sue parti molli periarticolari
senza sinovite e senza limitazione funzionale. Nessuna ipertermia locale.
Trofismo cutaneo normale.

 

 

Stato
neurologico periferico

 

Riflessi
muscolo-tendinei simmetrici e normali incluso bicipite a sinistra. Iposensibilità
al tatto in tutto il braccio sinistro che si espande anche nella regione
scapolare fino a T4 circa con accento nel pollice sinistro. Segni piramidali assenti.

 

Radiologia

 

Vedi
anche rapporto precedente.

RX ed RM
della colonna cervicale del 04.05.2005 (Clinica __________, __________): vedi allegato.

 

Diagnosi

 

-    Sindrome cervicobrachiale cronica a sinistra di
origine mista spondilogena e possibilmente radicolare (C6) in presenza di
alterazioni degenerative C5/6: discopatia ed ernia discale posterolaterale
sinistra con restringimento del recesso laterale corrispondente

-    Stato dopo (?) algodistrofia della caviglia destra
senza impedimento funzionale residuale

 

Commento

 

Nell'insieme
della sofferenza domina la patologia cervicobrachiale
a sinistra per la quale la paziente è stata valutata anche dal profilo
neurochirurgico; lo specialista Dr. __________, __________, prevede un
blocco neurale (rami mediali delle articolazioni faccettarie) con in seguito eventualmente
una terapia con radiofrequenza pulsante, intervenzione semiinvasiva prevista in
giugno. La sintomatologia appare ormai cronicizzata con un quadro clinico
attuale sovrapponibile alle constatazioni di tre mesi fa. Non vi
sono chiari fenomeni neurocompressivi mentre riscontro nuovamente una notevole irritabilità
muscolo-tendinea nell'ambito di fenomeni spondilogeni.

 

La documentazione
radiologica aggiornata (RX ed R4 cervicale) conferma la stazionarietà dei
reperti morfologici.

 

Alla
caviglia destra non vi sono segni clinici per un'ulteriore processo distrofico
in corso. La funzionalità del piede destro appare normale. Resta una caricabilità
limitata a causa di dolori che la paziente avverte sotto carico. I limiti
funzionali persistenti in particolare riguardanti la patologia cervicobrachiale
a sinistra giustificano una ulteriore inabilità lavorativa completa per
l'attività lucrativa svolta di aiuto-cucina, che appare per intanto definitiva.

 

Esigibilità

 

-    sollevamento
e/o trasporto di carichi: 

     . molto
leggeri (fino a 5 kg): normale 

     .
leggeri (fino a 10 kg): ridotta

     . pesi
superiori a 10 kg non possono essere trasportati

 

-    manipolazioni
di oggetti, attrezzi, pulsantiere:

     . leggeri/di
precisione: normale 

     .
medi: ridotta

     . pesanti:
da evitare

 

-    posizioni
di lavoro o dinamiche particolari:

     . a
braccia elevate:

        
-    con quello destro: lievemente ridotta (dolori cervicali)

        
-    con quello sinistro: molto ridotta

     .  seduta
e piegata in avanti: normale 

     .  eretta
e piegata in avanti: normale

     .  inginocchiata e con ginocchia in flessione;
lievemente ridotta (dolori alla caviglia destra)

 

-    mantenere
posizioni corporee statiche:

     . seduta:
normale

     . eretta:
necessita di pause brevi dopo un massimo di ora circa

 

-    spostarsi/camminare:

     . fino
a 50 m: normale

     . oltre
50 m: ridotta

     . per
lunghi tragitti: molto ridotta 

     . terreni
accidentati; da evitare 

     . salire/scendere
scale: lievemente ridotta

 

-    diversi:

.  movimenti ripetitivi e di precisione con la mano
sinistra sono esigibili solo in forma ridotta; risulta inoltre leggermente
diminuita la presa della meno sinistra

     .  attività che richiedono movimenti rotatori con
la testa rispettivamente controlli visivi sopra l'orizzontale sono da evitare

 

Dal
profilo medico/teorico la paziente può essere considerata abile al lavoro al
100% per un'attività lucrativa consona ai limiti sopra; essi sono comunque
relativamente importanti al punto che penso che la signora necessiti di un
aiuto (da parte dell'AI?) per un adeguato reinserimento nel mondo del lavoro.

(…).” (doc. AI 38/6-10)

 

                                         Nelle
sue annotazioni 15 luglio 2006 il dr. __________, medico SMR, ha osservato:

 

"  (…)

In fase
di opposizione sono stati inoltrati due rapporti su visite mediche fiduciarie
del Dr. __________ del 2 febbraio e del 31 maggio 2005.

 

II Dr. __________
menziona un'inabilità lavorativa dal gennaio 2004 (secondo la documentazione
era presunto maggio 2004), in seguito sarebbero falliti diversi tentativi di
ripresa del lavoro.

Diagnosi:

   - Sindrome cervicospondilogena cronica sinistra con
pregressa radicolopatia C5-C6 con ernia discale
posterolaterale sinistra

   - Algodistrofia
della caviglia destra

 

2
febbraio 2005: Inabilità lavorativa totale per l'attività abituale. Per quanto
riguarda l'algodistrofia e la sindrome cervicobrachiale si rimanda la
valutazione della capacità lavorativa ritenendo lo stato di salute suscettibile
di miglioramento (tale da consentire una capacità lavorativa forse completa per
un'attività idonea, fisicamente leggera, da eseguire in posizioni variabili).

 

31
maggio 2005: Situazione invariata a livello cervicobrachiale, affezione predominante.
Sintomatologia cronicizzata. È prevista una terapia con radiofrequenza pulsante
(tra poco disponibile presso la Clinica __________). Si conferma l'inabilità
lavorativa totale definitiva per l'attività abituale. Per un'attività
confacente, sono citati dei limiti ben precisi, abilità lavorativa totale per
un'attività che rispetta tali limiti.

In base ai
rapporti dettagliati e documentati del Dr. __________ si precisano i limiti per
un'attività confacente e si ritiene che tale attività sia esigibile a partire
da maggio 2005 (e non da settembre 2004).

(…)." (doc. AI 29/1)

 

                                         Con
decisione su opposizione 16 maggio 2006 l’Ufficio AI ha annullato la precedente
decisione 16 marzo 2005 e riconosciuto all’assicurata il diritto a una rendita
intera dal 1° gennaio al 31 agosto 2005 (doc. AI 36/1-6).

 

                                         Con
il presente ricorso l’assicurata ha prodotto un rapporto 26 maggio 2006 nel
quale il dr. __________, FMH in neurochirurgia, comunicava quanto segue al dr. __________:

 

"  (…)

la tua
paziente a margine, come noto, è stata sottoposta a radiofrequenza ad impulsi
il 28.09.05 a livello del ganglio del ramo dorsale della radice C6 a sinistra.

 

Dopo
questo intervento miniinvasivo, la sig.ra RI 1, durante la consultazione del 17
febbraio u.s., ha dichiarato dl aver avuto un certo sollievo del dolore nel braccio
sinistro, dove persistono le parestesie meno forti che prima, e coinvolgenti il
pollice, il II e III dito.

 

Allora
(febbraio 2006) predominavano comunque i dolori nucali, non ancora affrontati
con interventi miniinvasivi.

Per
questo la paziente porta il collare di Schanz
la notte ed assume Dafalgan in caso di
dolore.

 

Clinicamente
e neurologicamente, questa paziente
destrimane ha mostrato una DMSt di 10/8 cm, una rotazione della nuca di 45° a
sinistra e 30° a destra con anteflessione della stessa dolente in C7 particolarmente.
Assenza di segni di Adson con dolore alla palpazione lungo il percorso degli
nn. occipitali maggiori. Articolazioni cervicali dolenti bilateralmente. La
forza muscolare C5-C8 è bilateralmente conservata con un trofismo degli arti
superiori nella norma. ROT simmetrici e mediovivaci con diffusa ipoalgesia nel
braccio sinistro e disestesie nel dermatomi C6
e C7. Assenza di segni midollari.

 

Valutazione
e procedere

La
radiofrequenza ad impulsi praticata nel mese di Settembre 2005 a livello del
ganglio C6 a sinistra ha solo parzialmente ridotto i dolori nell'arto superiore
sinistro, per cui la componente radicolare supposta minore di quanto creduto in
precedenza.

 

L'esame
clinico del febbraio 2006 ha evidenziato inoltre la presenza di dolori articolari
cervicali e meccanico-discogenici, probabilmente da far risalire alla situazione
di degenerazione discale C5/C6.

 

Si tratta quindi di una situazione clinica relativamente
complessa, che, nel febbraio 2006, la paziente ha voluto dapprima affrontare
conservativamente e fisioterapeuticamante.

 

Se la
sig.ra RI 1 vuole continuare il discorso di approccio terapeutico miniinvasivo,
l'algoritmo terapeutico prevede di approfondire il trattamento del dolore articolare,
in seguito discogenico e di cefalea cervicale. La componente radicolare, come
precedentemente scritto, è minore e quindi i disturbi nel braccio sinistro sono
in gran parte di tipo riferito.

 

 

 

 

"Summa
summarum" questa complessa situazione cervicale necessita, se
trattata miniinvasivamente, come tu vedi, un importante lavoro.

Un'indicazione
operatoria (stabilizzazione con gabbie) mi sembra prematura e poco promettente.

(…)." (doc. AI 41/10-11)

 

                                         L’assicurata
ha prodotto anche uno scritto 6 giugno 2006 nel quale il dr. __________
precisava quanto segue all’Ufficio AI:

 

"  (…)

- come
scritto nel rapporto peritale del dr. __________ del 31.05.200 la paziente
soffriva di importanti limitazioni. In particolare veniva sottolineato come
" movimenti ripetitivi e di precisione con la mano sinistra sono esigibili
solo in forma ridotta; risulta inoltre leggermente diminuita la presa della
mano sinistra". Inoltre "attività che richiedono movimenti rotatori
con la testa, rispettivamente controlli visivi sopra l'orizzontale sono da.
evitare". Infine anche le manipolazioni di oggetti, attrezzi, pulsantiere
leggere e di precisione risultava compromessa. In pratica risultava normale
nell'ambito dell'esigibilità lavorativa unicamente la posizione seduta,
spostarsi/ camminare fino a 50 metri e sollevamento/trasporto di carichi molto
leggeri (fino a 5 kg). Chiaramente in tale situazione è di fatto impossibile
che la paziente possa trovare un'attività lavorativa compatibile a tale
contesto, e ciò anche dopo la data del 31.08.2005;

- anche
per le attività quotidiane a domicilio la paziente necessita in considerazione
delle sue limitazioni di un aiuto domiciliare a tempo parziale; al di là della
problematica fisica, la paziente presenta una sindrome depressiva per la quale
è seguita dalla dr.ssa __________ a __________.

(…).” (doc. AI 41/12)

 

                                         Al
riguardo il dr. __________, nelle sue annotazioni 10 luglio 2006, ha osservato:

 

"  (…)

rapporto dr. __________ del 26.5.2006:

 

da
questo rapporto risulta che l'assicurata si è sottoposta a trattamento radiofrequenza
il 28.9.2005 a livello C6 a sinistra

persistenza di dolori nucali

è
prevista la continuazione del trattamento conservativo/fisioterapico

 

 

rapporto
dr. __________ del 6.6.2006:

 

vengono
ripetuti e confermati i noti limiti funzionali espressi dal dr. __________,
ossia:

 

- sollevamento
e/o trasporto di carichi.

molto
leggeri (fino a 5 kg) : normale; leggeri (fino a 10 kg) : ridotta; pesi
superiori a 10 kg non possono essere trasportati

 

-
manipolazioni di oggetti, attrezzi, pulsantiere leggeri/di precisione: normale
medi: ridotta pesanti: da evitare

 

-
posizioni di lavoro o dinamiche particolari:

        -
a braccia elevate:

        con
quello destro: lievemente ridotta (dolori cervicali) 

        con
quello sinistro: molto ridotta

        -
seduta e piegata in avanti: normale

        -
eretta e piegata in avanti: normale

-
inginocchiata e con ginocchia in flessione: lievemente ridotta (dolori alla
caviglia destra)

 

-
mantenere posizioni corporee statiche:

        seduta:
normale

        eretta:
necessita di pause brevi dopo un massimo di 4- ora circa

 

-
spostarsi/camminare:

fino a
50 m: normale

oltre 50
m: ridotta

per
lunghi tragitti: molto ridotta terreni accidentati: da evitare salire/scendere
scale: lievemente ridotta

 

diversi:

-
movimenti ripetitivi e di precisione con la mano sinistra sono esigibili solo
in forma ridotta; risulta inoltre leggermente diminuita la presa della mano
sinistra

- attività
che richiedono movimenti rotatori con la testa rispettivamente controlli visivi
sopra l'orizzontale sono da evitare

Dal
profilo medico/teorico la paziente può essere considerata abile al lavoro al
100% per un'attività lucrativa consone ai limiti sopra; essi sono comunque
relativamente importanti al punto che penso che la signora necessiti di un
aiuto (da parte dell'Al ?) per un adeguato reinserimento nel mondo del lavoro.

 

Valutazione:
ritengo che gli attuali rapporti presentati non apportino nuovi elementi in
favore di una modifica dello stato di salute e della capacità lavorativa residua
dell'assicurata.

(…)” (doc. III/Bis)

 

                                         Sempre
in sede di ricorso l’assicurata ha prodotto il rapporto 17 luglio 2006 nel
quale il dr. __________, FMH in medicina interna e pneumologia, comunicava
quanto segue al dr. __________:

 

"  (…)

Diagnosi: asma bronchiale intrinseca; malattia del reflusso
gastro-esofageo?

 

Mi rifaccio al mio rapporto del 28.02.2003.

I disturbi respiratori si sono riacutizzati alcuni mesi fa con
molteplici crisi dispnoico-asmatiche. All' esame clinico era rilevabile un chiaro broncospasmo.

 

 

Il test di broncoprovocazione alla Metacolina è
risultato chiaramente positivo e conferma quindi la presenta di
un'iperreattività bronchiale importante.

 

Sotto terapia anti-asmatica massimale (Kenakort 40 mg. i.m., inalazioni sistematiche con un broncodilatatore
selettivo associato a corticosteioidi topici) è intervenuto un significativo
miglioramento dei disturbi respiratori.

Va quindi confermata la diagnosi di un'asma bronchiale di
natura presumibilmente intrinseca (gli schiarimenti allergologici eseguiti nel 2003 risultarono negativi
per i pneumoallergeni usuali come pure attualmente).

E' possibile che i disturbi possano essere
perlomeno peggiorati da una malattia del reflusso gastroesofageo.

La paziente è quindi stata messa sotto Zurcal 40 mg. 1-0-0.. Continua pure il trattamento con Citalopram 20 mg. 1-0-0, Lexotanil 1,5 1-0-0 per
sindrome ansiosa depressiva e la profilassi per l'osteoporosi con Fosamax 1/sett. e Calgimagon D3 1-0-0 e Ezetrol 10 mg.
1-0-0 associato al Sortis 10 mg. 1-0-0 per una dislipidemia.

(…)."
(doc. VI/Bis)

 

                                         L’assicurata
ha prodotto anche un certificato medico 22 agosto 2006 rilasciato dal Servizio
psico-sociale di __________ e sottoscritto dal medico capo servizio psico
sociale, dr. __________ e dal medico capo clinica, dr.ssa __________, nel quale
si attesta che:

 

"  (…)

Con la presente si certifica che la signora RI 1, del __________
domiciliata a __________, ha iniziato una presa a carico medico-psicologica,
presso il nostro Servizio, nel giugno 2005 ed è tuttora in cura a causa di
disturbi nervosi.

 

La signora oltre a beneficiare di colloqui psicoterapici regolari assume
una terapia antidepressiva ed ansiolitica (Citalopram-mepha 20 mg 1-1-0 +
Lexotanil 1,5 mg).

(…)."
(doc. VIII/2)

 

                                         Al
riguardo il dr. __________, nelle sue annotazioni 4 settembre 2006, ha rilevato:

 

"  (…)

rapporto dr. __________ del 17.7.2006:

 

da questo
rapporto risulta la diagnosi di asma bronchiale di natura presumibilmente
intrinseca (ossia non causato da fattori esterni). Il trattamento ha portato ad
un significativo miglioramento dei disturbi.

 

Breve
certificato medico del SPS di __________ dal quale risulta che l'assicurata è in cura presso di loro da giugno
2005 con trattamento antidepressivo e ansiolitico.

 

Valutazione:

 

la
presenza di un’asma bronchiale che ben risponde al trattamento iniziato in sé
non è una problematica che influenza la capacità lavorativa in modo prolungato.
Trattandosi di asma non allergico non vi sono particolari limitazioni per
quanto concerne l'esposizione a sostanze particolari. In genere pazienti con
asma dovrebbero evitare attività lavorative con esposizione ad umidità e freddo
o con cambi frequenti della temperature dell'ambiente, pure sconsigliato lavoro
notturno. Le attività esposte come esigibili nel rapporto del CIP del 14.3.2005
rispettano in pratica questi criteri.

 

Per
quanto concerne la problematica psichiatrica sorprende il fatto che finora non
sia mai stato esposto dall'assicurata e dal suo rappresentante la presenza di
tale problematica. Dal rapporto presentato non risulta la presenza di una patologia
psichiatrica maggiore ma unicamente presenza di "disturbi nervosi"
senza diagnosi precisa. Questo certificato non comprova in ogni caso con
sufficiente probabilità la presenza di una patologia psichiatrica invalidante.
Il trattamento medicamentoso in atto è sicuramente compatibile con lo
svolgimento di un'attività lavorativa qualsiasi.

(…)."
(doc. X/Bis)

 

                               2.7.   Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid.
3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998
nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio
1995 in re A. C; cfr. anche DTF
123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

                                         Inoltre, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

                                         Infine,
va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto
affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag.
628-629, in particolare la nota
158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare
la DTF 127 V 294).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann.
In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124; STFA del 12 marzo 2004, I
683/03 pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del 23 settembre 2004, I
384/04).

 

                               2.8.   Nell’evenienza
concreta, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore
probatorio di rapporti medici, questo Tribunale non intravede ragioni che gli
impediscano di far proprie le conclusioni cui sono giunti i medici SMR, i quali
hanno compiutamente valutato le differenti affezioni di cui l’assicurata è
portatrice, giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni in
merito alla sua capacità totale in un’attività adeguata, che rispetti le
limitazioni poste dal dr. __________, da maggio 2005.

 

                                         Infatti,
il dr. __________, ritenuti i limiti funzionali posti, ha concluso che “(…) dal
profilo medico/teorico la paziente può essere considerata abile al 100% per
un’attività lucrativa consona ai limiti [di cui ] sopra (…)” (doc. 38/10,
la sottolineatura è del redattore).

                                         Dal
canto suo il dr. __________ – dopo aver ritenuto lo stato di salute “(…) suscettibile
di miglioramento (…)” e non escluso l’esercizio di un’altra attività “(…) ev.
solo attività in cui deve stare seduta (…)” (doc. AI 15/1-3) – nel suo scritto
6 giugno 2006 all’Ufficio AI (doc. AI 41/12) ha confermato le limitazioni
funzionali poste dal dr. __________ nel rapporto 31 maggio 2005.

 

                                         Per
quanto riguarda gli aspetti neurologici, pneumologici e psichiatrici il TCA rileva
quanto segue.

 

                                         Il
dr. __________, come pure i precedenti neurologhi consultati (dr. __________ e
dr. __________; doc. 1/21-22, 1/31-32 e 1/35-36 incarto cassa malati), non si
sono mai espressi in merito alla capacità lavorativa dell’assicurata.

                                         In
particolare circa il rapporto 26 maggio 2006 del dr. __________ (doc. B) il dr.
__________, nelle annotazioni 10 luglio 2006, ha osservato che “(…) da questo
rapporto risulta che l’assicurata si è sottoposta a trattamento radiofrequenza
il 28.9.2005 a livello C6 a sinistra - persistenza di dolori nuccali - è
prevista la continuazione del trattamento conservativo/fisioterapico (…)” (doc.
III/Bis).

 

                                         Il
dr. __________, posta la diagnosi di “(…) asma bronchiale intrinseca; malattia
del reflusso gastro esofageo? (…)”, non si è pronunciato sugli eventuali
effetti di queste patologie sulla capacità lavorativa.

                                         Al
riguardo il dr. __________, nelle annotazioni 4 settembre 2006 sopra riprodotte
(doc. X/Bis), ha osservato che un’asma bronchiale, che ben risponde al
trattamento iniziato, in sé non è una problematica che influenza la capacità
lavorativa e che le attività esposte dalla consulente in integrazione
rispettano i criteri richiesti da tale patologia.

 

                                         Va
qui ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella causa B. (I
938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici
SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il medico
SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In
quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

"  (…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise
émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la
jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de
l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors
aucune raison d'écarter le
rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour
le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au
regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et
du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance
particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La
recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…).”

(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid. 3.2)

 

                                         Infine,
il certificato medico 22 agosto 2006 rilasciato dal Servizio psico-sociale di __________
non è all’evidenza sufficiente per concludere circa l’esistenza di un danno
invalidante di natura psichiatrica ai sensi della giurisprudenza citata (cfr.
consid. 2.4 e 2.7).

                                         Anche
il dr. __________, nelle annotazioni 4 settembre 2006, ha concluso che “(…) dal
rapporto presentato non risulta la presenza di una patologia psichiatrica
maggiore ma unicamente presenza di “disturbi nervosi” senza diagnosi precisa.
Questo certificato non comprova in ogni caso con sufficiente probabilità la presenza
di una patologia psichiatrica invalidante. Il trattamento medicamentoso in atto
è sicuramente compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa qualsiasi
(…)” (doc. X/Bis).

 

                                         In
conclusione, visto che – in attività rispettose dei limiti funzionali da lui
posti (limiti, come visto sopra, condivisi anche dal medico curante dr. __________)
– il dr. __________, nel rapporto 31 maggio 2005 (doc. 38/6-10), l’ha ritenuta
abile al 100% in un lavoro adeguato e ritenuto che, secondo
questa Corte, possono essere in concreto prese in considerazione, quali attività
adeguate, quelle professioni legate al settore dell’indu-stria, in cui possono
venir eseguite mansioni di sorveglianza e di controllo, oppure al campo dei
servizi, attività che non comportano aggravi fisici, con possibilità di
cambiare frequentemente posizione (vedi al riguardo: STFA 7 dicembre 2006 nella
causa G., I 535/05, consid. 4.4. e del 25 febbraio 2003 in re P., U 329/01, consid. 4.5 con riferimenti;
cfr. anche RCC 1980 pag. 482 consid. 2. In questo senso
anche la consulente __________ nel rapporto finale 14 marzo 2005 [doc. AI
20/1-3]), è a giusto titolo che l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurata il
diritto ad una rendita intera dal 1° gennaio al 31 agosto 2005 (cfr. art. 29
LAI un anno dopo la scadenza dell’anno d’attesa e art. 88a OAI tre mesi dopo il
perdurare del miglioramento).

 

                                         La
decisione impugnata merita dunque conferma, mentre il ricorso va respinto.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti