# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ffd65369-4423-5dcc-a904-5b2e0df1ea2e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-01-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.01.2023 D-4197/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4197-2022_2023-01-19.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4197/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 9  g e n n a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Gabriela Freihofer, Thomas Segessenmann,  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Somalia,   

patrocinata da Valentina Imelli,  

ricorrente,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 12 settembre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-4197/2022 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadina somala, il 17 luglio 2022, ha depositato una domanda 

d'asilo in Svizzera, pretendendosi minorenne. 

B.  

Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EURO-

DAC" è risultato che l'interessata aveva già depositato una domanda d'a-

silo in Grecia il 9 gennaio 2020 e che il 19 febbraio 2020 aveva ottenuto la 

protezione internazionale in tale Paese. 

C.  

Il 21 luglio 2022 la richiedente ha conferito procura alla rappresentanza le-

gale assegnatale, mentre il 28 luglio 2022 è stata sentita quale minore non 

accompagnata nell'ambito di una prima audizione. Nel corso della stessa 

all'interessata è stato concesso il diritto di essere sentito in merito ad un 

eventuale allontanamento verso la Grecia in applicazione dell'art. 31a 

cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). 

D.  

Il 2 agosto 2022, il 4 agosto 2022, il 9 agosto 2022 e l'11 agosto 2022 l'in-

teressata è stata sottoposta a delle visite mediche. 

E.  

In seguito alla pretesa minore età della richiedente, la SEM ha incaricato il 

(…) dello svolgimento di una perizia per determinare la sua età. Le risul-

tanze dell'esame, inoltrate all'autorità di prima istanza il 16 agosto 2022 e 

basate su di un esame clinico e su referti radiologici (panoramica dentaria, 

radiografia standard della mano sinistra e tomografia delle articolazioni 

sterno-clavicolari) svolti il 9 agosto 2022, hanno stabilito che l'età media di 

A._______ sarebbe situata tra 22 e 33 anni e l'età minima sarebbe di 

21.9 anni. Di conseguenza, non sarebbe possibile che ella avrebbe meno 

di 18 anni e la sua data di nascita dichiarata, ovvero il (…) potrebbe essere 

esclusa. 

F.  

In data 19 agosto 2022 la richiedente è stata sottoposta ad un'ulteriore vi-

sita medica. 

G.  

In data 26 agosto 2022 la SEM ha presentato alle competenti autorità gre-

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Pagina 3 

che una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Di-

rettiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicem-

bre 2008; di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riammis-

sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote-

zione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo 

della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situa-

zione irregolare [RS 0.142.113.729]). Il 29 agosto 2022 le competenti au-

torità greche hanno accettato la riammissione dell'interessata ed hanno in-

dicato che alla stessa è stata accordata la protezione sussidiaria il (…) feb-

braio 2020 e che dispone di un permesso di soggiorno valido dal (…) feb-

braio 2021 al (…) febbraio 2023. 

H.  

Il 29 agosto 2022 la SEM ha informato la richiedente delle risultanze della 

perizia medica concedendole il diritto di essere sentita al riguardo, così 

come la possibilità di esprimersi in merito ai dubbi della SEM circa l'identità 

addotta, come pure alla modifica prevista dei dati del sistema d'informa-

zione centrale sulla migrazione (SIMIC). 

I.  

La rappresentante legale dell'interessata ha inoltrato le proprie osserva-

zioni in merito al diritto di essere sentito il 2 settembre 2022. 

J.  

La SEM, il 2 settembre 2022, ha modificato la data di nascita dell'interes-

sata in SIMIC e l'ha considerata maggiorenne per il seguito della proce-

dura. 

K.  

In medesima data, così come il 9 settembre 2022 la richiedente è nuova-

mente stata sottoposta a dei controlli medici.  

L.  

Il 12 settembre 2022 la richiedente ha inoltrato il suo parere circa la bozza 

di decisione della SEM trasmessa il 9 settembre 2022. In allegato ha tra-

smesso le copie del certificato d'identità somalo e del certificato di nascita, 

entrambi emessi il 4 settembre 2022, i quali attesterebbero la sua data di 

nascita dichiarata. Con scritto complementare dello stesso giorno l'interes-

sata ha informato la SEM che l'originale del documento d'identità sarebbe 

stato inviato da B._______ tramite corriere (…) ed ha richiesto un termine 

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di 30 giorni in applicazione dell'art. 110 cpv. 2 LAsi al fine di trasmettere 

tale documento.  

M.  

Con decisione del 12 settembre 2022, notificata il 13 settembre 2022, la 

SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione 

dell'allontanamento della richiedente verso la Grecia. 

N.  

Con ricorso del 20 settembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; 

data d'entrata: 21 settembre 2022), l'interessata è insorta dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzio-

nata decisione della SEM ed ha concluso all'annullamento della decisione 

impugnata, alla considerazione della ricorrente quale minorenne non ac-

compagnata ed al riconoscimento della sua data di nascita in conformità 

alle sue allegazioni; in seguito alla restituzione degli atti alla SEM per effet-

tuare un esame nazionale della domanda d'asilo o, in subordine, per il com-

plemento istruttorio; in via ancor più subordinata alla concessione dell'am-

missione provvisoria in Svizzera. Altresì, ha domandato la concessione 

dell'assistenza giudiziaria nel senso dell'esenzione dal pagamento delle 

spese di giudizio e del relativo anticipo con protestate tasse e spese. In 

allegato ella ha trasmesso gli originali del certificato d'identità somalo e del 

certificato di nascita. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

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Pagina 5 

2.  

2.1 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso, eccetto per il punto seguente. 

2.3 Qualora la conclusione ricorsuale di riconoscimento della data di na-

scita in conformità alle allegazioni dell'insorgente, sia intesa come rettifica 

(o modifica) della data di nascita registrata nel sistema d'informazione SI-

MIC, la stessa è irricevibile in quanto esula dall'oggetto della presente im-

pugnativa. Può infatti essere tema della procedura ricorsuale unicamente 

quanto già trattato dinanzi all'autorità inferiore (cfr. DTF 136 II 457 con-

sid. 4.2, sentenza del Tribunale A-1231/2012 del 18 dicembre 2013 con-

sid. 1.3). In specie, nel dispositivo della decisione avversata non vi è alcun 

riferimento al punto posto in questione. Pertanto, il Tribunale non è funzio-

nalmente competente per dirimerlo in assenza di una decisione in merito 

da parte dell'istanza inferiore (cfr. THOMAS FLÜCKIGER, in: Waldmann/Weis-

senberger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 14 segg., 

pag. 134 segg. ad art. 7 PA; sentenza del Tribunale D-6765/2019 del 

17 gennaio 2020 consid. 1.3). 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2).  

4.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 

LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il Tri-

bunale può rinunciare allo scambio degli scritti.  

5.  

Preliminarmente, il Tribunale osserva che nell'atto ricorsuale l'insorgente 

non ha contestato la decisione dell'autorità inferiore circa la non entrata nel 

merito della sua domanda d'asilo fondata sull'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi. 

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Oggetto del litigio in questa sede risulta dunque essere esclusivamente 

l'esecuzione dell'allontanamento dalla Svizzera. 

6.  

6.1 In sede di audizione per minori non accompagnati (PA-RMNA), l'inte-

ressata ha riferito innanzitutto di aver ottenuto la protezione sussidiaria in 

Grecia e di aver vissuto al campo profughi di C._______ per circa un anno 

e mezzo. Nel 2021 ella avrebbe lasciato spontaneamente il campo per re-

carsi a Salonicco per rinnovare il suo documento, lì avrebbe vissuto per 

circa due mesi ospite di altre ragazze sue connazionali. Avrebbe poi fatto 

ritorno al campo profughi, ma avrebbe dovuto nascondersi avendo già ot-

tenuto la protezione. In seguito, l'interessata si sarebbe recata ad Atene 

dove avrebbe nuovamente soggiornato presso dei connazionali, aiutandoli 

nelle faccende domestiche. Dipoi avrebbe fatto ritorno a C._______ per 

recuperare i suoi documenti per poi tornare ad Atene ed insieme ad un'altra 

ragazza somala venire in Svizzera. Ella ha dichiarato che le autorità non le 

avrebbero fornito né sostengo finanziario né un alloggio. Inoltre, non cono-

scendo la lingua non avrebbe trovato un lavoro, ma sarebbe riuscita a so-

stentarsi con l'aiuto di connazionali che le offrivano vitto e alloggio in cam-

bio di aiuto nelle faccende domestiche. Nel campo profughi ella sarebbe 

inoltre stata aggredita, molestata e derubata da degli sconosciuti. 

6.2 In sede di parere sul progetto di decisione e di diritto di essere sentito, 

la richiedente ha anzitutto contestato le considerazioni della SEM in merito 

alla minore età. In seguito, ella ha riferito che il periodo trascorso in Grecia 

sarebbe stato estremamente difficile poiché non avrebbe potuto contare 

sull'appoggio di una rete familiare ed avrebbe subito gravi violenze e ag-

gressioni per le quali non avrebbe ottenuto alcuna protezione dalle autorità 

greche. Le autorità non le avrebbero neppure fornito alcun sussidio né un 

aiuto all'ottenimento di un alloggio e non avrebbe neppure avuto accesso 

all'assistenza sanitaria. Dipoi, ella soffrirebbe di plurime e gravi problema-

tiche mediche che richiederebbero la predisposizione di un rapporto me-

dico F4.  

6.3 Nella decisione avversata l'autorità inferiore ha preliminarmente trattato 

la questione della minore età ed ha ritenuto che la richiedente non fosse 

stata in grado di renderla verosimile. Segnatamente, ella non avrebbe con-

segnato alcun documento originale suscettibile di comprovare l'identità e 

non sarebbe neppure stata in grado di rendere verosimili le dichiarazioni 

riguardanti i suoi dati personali. In seguito, dalla perizia medica effettuata 

per determinare la sua età risulterebbe la chiara esclusione che l'età di-

chiarata corrisponderebbe alla sua età. I risultati costituirebbero altresì un 

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indizio molto forte di maggiore età. Inoltre, né le considerazioni presentate 

nell'ambito del diritto di essere sentito né quelle presentate in sede di pa-

rere sulla bozza di decisione permetterebbero di modificare la decisione 

della SEM di considerare la richiedente maggiorenne per il seguito della 

procedura. L'autorità ha poi respinto la richiesta di concessione di un ter-

mine di 30 giorni per trasmettere l'originale del documento d'identità tra-

smesso in copia in sede di parere. In seguito, la SEM non è entrata nel 

merito della domanda d'asilo dell'interessata ed ha pronunciato il suo al-

lontanamento dalla Svizzera poiché potrebbe fare ritorno in Grecia, paese 

in cui avrebbe ottenuto la protezione sussidiaria e le cui autorità avrebbero 

dato il loro consenso alla sua riammissione. Proseguendo nell'analisi, l'au-

torità inferiore ha ritenuto ammissibile, ragionevolmente esigibile e possi-

bile l'esecuzione dell'allontanamento. Per quanto riguarda l'ammissibilità, 

la SEM ha rilevato che il rinvio di beneficiari di protezione internazionale in 

Grecia violerebbe soltanto in casi eccezionali l'art. 3 della Convenzione per 

la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 no-

vembre 1950 (CEDU, RS 0.101). Nel caso di specie, l'interessata non 

avrebbe presentato alcun mezzo di prova concreto che la riguardasse per-

sonalmente a sostegno delle sue allegazioni in merito alle sue condizioni 

di vita in Grecia, le quali sarebbero state descritte come difficili unicamente 

sulla base di allegazioni di parte. Di conseguenza, non risulterebbe che ella 

correrebbe un pericolo immediato in caso di ritorno in tale Paese. L'autorità 

inferiore ha poi ritenuto che gli avvenimenti subiti dalla richiedente in Grecia 

da parte di sconosciuti ed in merito alla situazione di insicurezza in tale 

Paese non costituissero un ostacolo all'esecuzione dell'allontanamento. In-

vero, la Grecia sarebbe uno Stato di diritto con un'autorità di polizia funzio-

nante che sarebbe disposta ed in grado di offrire una protezione adeguata 

e non vi sarebbero indizi indicanti che le autorità greche non le offrirebbero 

protezione contro le aggressioni di terzi. Per ciò che riguarda le condizioni 

di accoglienza, la SEM ha rilevato che l'interessata avrebbe accesso ad un 

alloggio secondo le modalità equivalenti a quelle previste per altri cittadini 

di paesi terzi regolarmente soggiornanti in tale Paese. Dall'incarto non vi 

sarebbero elementi concreti suscettibili di mettere la sua vita in pericolo in 

caso di ritorno. In merito alle mancate cure mediche ed alle condizioni di 

salute, la SEM ha rilevato che la Grecia disporrebbe di infrastrutture medi-

che sufficienti alle quali ella avrebbe accesso in quanto beneficiaria di pro-

tezione internazionale. Di conseguenza, sarebbe sua responsabilità rivol-

gersi alle autorità elleniche e far valere i propri diritti. La richiedente non 

soffrirebbe poi di problemi medici gravi tali da costituire un ostacolo all'e-

secuzione dell'allontanamento. 

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6.4 In sede ricorsuale, l'insorgente contesta anzitutto le considerazioni 

sulla sua età. L'autorità inferiore non avrebbe potuto negare la minore età 

della ricorrente senza tenere conto dell'offerta di prova e senza esaminare 

il contenuto dell'originale del documento d'identità. Per quanto riguarda le 

allegazioni, la ricorrente rileva di aver ribadito a più riprese di non aver mai 

dato importanza al computo degli anni né alle date di nascita, non essendo 

mai andata a scuola e non avendo mai svolto un'attività lucrativa. La valu-

tazione operata dalla SEM non sarebbe il frutto di un giudizio complessivo, 

ma sarebbe basata in larga misura sulle conclusioni della perizia medico-

legale, la quale costituirebbe una stima dell'età e non un accertamento de-

finito. In secondo luogo, la ricorrente ritiene che la mancanza di un accer-

tamento medico esatto e completo (F4) avrebbe concorso ad una valuta-

zione incompleta ed errata dello stato di salute della ricorrente e degli even-

tuali ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento. Sarebbe infatti evidente 

che le plurime e gravi problematiche mediche di cui soffrirebbe attualmente 

sarebbero ancora oggetto di investigazioni specialistiche su più fronti. In 

seguito, l'insorgente si esprime sulle degradate condizioni materiali d'acco-

glienza e di sicurezza in Grecia, combinate all'inammissibilità e all'inesigi-

bilità del rinvio in tale Paese. Un suo allontanamento verso la Grecia viole-

rebbe l'art. 3 CEDU. Le modifiche alla legislazione greca avrebbero portato 

ad un grave deterioramento delle condizioni di vita dei beneficiari di prote-

zione internazionale. Anche la ricorrente sarebbe stata toccata da queste 

modifiche, segnatamente, una volta ricevuta la protezione sussidiaria, le 

sarebbe stato revocato il diritto di continuare a risiedere nel campo di 

C._______ che la ospitava. In assenza di alternative concrete, l'insorgente 

sarebbe rimasta temporaneamente al campo, diventandone un'occupante 

abusiva dopo poco meno di 30 giorni. Ciò avrebbe avuto delle conse-

guenze anche sull'ottenimento di un numero di sicurezza sociale (AMKA) 

e sulla possibilità di aprire un conto bancario, entrambi essenziali per po-

tersi integrare, accedere alla sanità ed al mercato del lavoro. Non avendo 

un indirizzo di corrispondenza, la ricorrente non avrebbe dunque mai otte-

nuto un numero AMKA e di conseguenza non avrebbe mai beneficiato della 

maggior parte dei diritti che le sarebbero spettati in quanto detentrice di 

una protezione sussidiaria. Per quanto riguarderebbe gli aiuti finanziari, i 

fatti indicherebbero chiaramente che la ricorrente non avrà accesso al red-

dito minimo garantito se rinviata in Grecia. Invero, ne era di fatto già 

esclusa durante il suo primo soggiorno in tale Paese, non potendo ottenere 

un certificato senza dimora. In seguito, l'interessata non potrebbe neppure 

beneficiare dell'assistenza fornita dal programma Helios per l'ottenimento 

dell'alloggio, non avendo formulato la sua richiesta entro il termine di regi-

strazione di un anno dall'ottenimento della decisione di protezione. Attual-

mente nessun'altra organizzazione in Grecia fornirebbe aiuto all'alloggio o 

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assistenza abitativa. Di conseguenza, ci sarebbe un'alta probabilità che la 

ricorrente si ritrovi di nuovo senza alloggio. Inoltre, i beneficiari di prote-

zione internazionale, non godrebbero delle stesse opportunità lavorative 

dei cittadini greci. Nel caso in disamina poi, la ricorrente sarebbe analfa-

beta, non scolarizzata e con una generale inesperienza, rischierebbe di 

conseguenza verosimilmente senza alcuna possibilità professionale seria 

ed esposta a possibili sfruttamenti lavorativi. Pertanto, l'insorgente rischie-

rebbe di ritrovarsi senza i mezzi necessari per soddisfare i propri bisogni 

più elementari. Alla luce di quanto sopra esposto, l'esecuzione dell'allonta-

namento sarebbe inammissibile e non ragionevolmente esigibile.  

7.  

7.1 Qualora la questione della minore età dell'interessato sia oggetto di di-

sputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, essendo il me-

desimo determinante a livello procedurale, in quanto la qualità di minore 

non accompagnato impone all'autorità inferiore il rispetto di alcune esi-

genze procedurali nell'ambito della trattazione della domanda d'asilo, in 

particolare al momento dello svolgimento dell'audizione sui motivi (cfr. 

art. 17 cpv. 3 LAsi). La valutazione operata dalla SEM in sede di prima 

istanza può essere contestata dal richiedente nell'ambito del ricorso contro 

la decisione di non entrata nel merito. Allorquando la stessa si riveli errata, 

occorrerà retrocedere gli atti all'autorità inferiore e riprendere la procedura 

in circostanze idonee all'età del richiedente l'asilo (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 3.3 e relativi riferimenti). 

7.2 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente deve procedere d'ufficio all'accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono 

identificate delle carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio 

retrocesso all'autorità di prima istanza, di modo che questa possa proce-

dere ad un nuovo e completo accertamento dei fatti (cfr. André MOSER/MI-

CHAEL BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor 

dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191,). Una violazione del 

principio inquisitorio non implica in ogni caso l'automatica retrocessione 

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Pagina 10 

degli atti all'autorità inferiore, dal momento che il Tribunale resta libero di 

raccogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare 

giudiziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1). 

7.3 Qualora un fatto rimanga non comprovato nonostante un accertamento 

completo dei fatti, occorre di norma fare riferimento alle regole sulla ripar-

tizione dell'onere della prova derivanti dall'applicazione analogica dell'art. 8 

del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210). Le stesse 

hanno, infatti, portata allorquando le misure istruttorie necessarie non ab-

biano permesso di chiarire determinati aspetti (cfr. sentenze del Tribunale 

D-3567/2019 consid. 5.3, D-5091/2019 dell'8 ottobre 2019 consid. 6.3 e 

A-2888/2016 del 16 giugno 2017 consid. 3.2; THIERRY TANQUEREL, Manuel 

de droit administratif, 2a ed. 2018, n. 1563). Su tali presupposti, la parte 

che intende prevalersi di una circostanza è tenuta a sopportare le conse-

guenze della mancata prova al riguardo o, in caso di grado ridotto, dell'as-

senza di verosimiglianza (cfr. DTF 138 V 222 consid. 6, 133 V 216 con-

sid. 5.5, 133 V 205 consid. 5.5; DTAF 2008/24 consid. 7.2; MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER/KAYSER, op. cit, n. 3.150). 

7.4 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l'asilo che incombe 

l'onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non per-

mette di ritenere che l'interessato la abbia resa verosimile, questi sarà te-

nuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente con-

siderato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi riferimenti). 

7.5 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l'autorità si basa sui documenti d'identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell'in-

teressato nel paese d'origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell'età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all'art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l'istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

7.6 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell'età for-

niscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

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Pagina 11 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull'ap-

proccio a tre pilastri prevedono, di norma, un esame clinico ed una radio-

grafia della mano seguiti da una tomografia sterno-clavicolare e da un 

esame dello sviluppo dentale. Qualora entrambe le investigazioni (tomo-

grafia sterno-clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) indichino un'età 

minima superiore a 18 anni, v'è da ritenere un indizio molto forte di mag-

giore età. Se da uno solo degli esami in parola risulti un'età minima supe-

riore a 18 anni ma i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino 

su valori equivalenti, la maggiore età permane altamente probabile. La 

stessa è invece solo debolmente probabile se, con una sola età minima 

superiore a 18 anni, non vi è sovrapposizione tra gli intervalli, pur in pre-

senza di una spiegazione medica plausibile giustificante la diversa scala di 

valori. Vi sono poi ulteriori casistiche nelle quali le risultanze della tomogra-

fia sterno clavicolare e dell'esame dello sviluppo dentale apportano solo 

indizi molto deboli rispettivamente nessun indizio di maggiore età. Ad ogni 

modo, quanto più gli accertamenti medici costituiscono un indizio a favore 

della maggiore età, tanto meno è necessario procedere ad un apprezza-

mento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti 

citati).  

8.  

8.1 Ora, nella presente fattispecie, dall'esame odontostomatologico è risul-

tata un'età media della ricorrente di 21.4 anni, con una probabilità del 

92.2%, rispettivamente del 95.1% (a seconda degli studi di riferimento uti-

lizzati) che l'interessata abbia superato la minore età. Mentre dalla tomo-

grafia sterno-clavicolare è risultata un'età minima di 21.9 anni ed un'età 

media di 32.9 anni. La perizia ha concluso dunque che non sarebbe possi-

bile che la ricorrente abbia meno di 18 anni. Nel caso in disamina, l'esame 

odontostomatologico non riporta un'età minima, non essendoci dati a di-

sposizione per gli individui di origine africana di sesso femminile, non es-

sendoci neppure indicazioni in merito alla deviazione standard riguardo 

all'età media, non è neppure possibile verificare se gli intervalli si sovrap-

pongono come definito dalla giurisprudenza sopracitata e dunque stabilire 

se la perizia costituisce un indizio forte o meno di maggiore età.  

8.2 Altresì, dagli atti non traspare che le esigenze formali minime prescritte 

dalla giurisprudenza non siano in casu state rispettate. Il rapporto non è, 

infatti, contraddittorio e si riferisce direttamente alla persona dell'insor-

gente. Lo stesso è ben motivato e tiene in debita considerazione l'anam-

nesi dell'interessata.  

D-4197/2022 

Pagina 12 

8.3 Proseguendo nella valutazione, è necessario rilevare che l'insorgente 

non ha fornito alcun documento d'identità originale e autentico atto a com-

provare o quantomeno a rendere verosimile l'asserita minore età. Nono-

stante ella abbia trasmesso in sede ricorsuale il suo certificato d'identità ed 

il suo certificato di nascita in originale, tali documenti hanno uno scarso 

valore probatorio. Si rileva infatti che la Somalia non dispone di un registro 

centrale delle nascite o di qualsiasi altro registro delle persone, per cui i 

certificati di nascita vengono rilasciati, anche a terze persone, esclusiva-

mente sulla base di informazioni orali e non di documenti o registri (cfr. 

sentenza del Tribunale D-4356/2022 del 21 novembre 2022 pag. 6 e rela-

tivi riferimenti; Finnish Immigration Service, Somalia: Fact-finding mission 

Mogadishu in March 2020, 7.8.2020, < https://migri.fi/documents/

5202425/5914056/Somalia+Fact-Finding+Mission+to+Mogadishu+in+

March+2020.pdf/2f51bf86-ac96-f34e-fd02-667c6ae973a0/Somalia+Fact-

Finding+Mission+to+Mogadishu+in+March+2020.pdf?t=1602225617645 

>, pag. 45; Nazioni Unite, Consiglio di Sicurezza, Letter dated 10 October 

2022 from the Chair of the Security Council Committee pursuant to resolu-

tion 751 (1992) concerning Somalia addressed to the President of the Se-

curity Council, 10.10.2022, < https://daccess-ods.un.org/access.nsf/

Get?OpenAgent&DS=S/2022/754&Lang=E >, pto. 58; Research Directo-

rate, Immigration and Refugee Board of Canada, Somalia: Ability to obtain 

documentation, including medical, education, and employment records; ef-

fectiveness of the postal service, on both the domestic and international 

level, 6 March 2017, SOM105755.E, < https://irb-cisr.g.ca/en/country-infor-

mation/rir/Pages/index.aspx?doc=456946&pls=1>, pto. 1, tutti consultati il 

13.1.2023). A ciò si aggiunge il fatto che i documenti inoltrati presentano in 

parte dei timbri originali, mentre ad esempio la firma ed il timbro dell'autorità 

che l'ha rilasciato sono palesemente fotocopiati. Considerata anche la data 

di rilascio (4 settembre 2022) e la facilità con cui possono essere ottenuti 

(ad esempio su probabile richiesta della madre dell'interessata), gli stessi 

potrebbero facilmente essere stati rilasciati per i bisogni della causa.  

8.4 Del resto, anche le affermazioni in merito alla sua data di nascita, alla 

sua biografia ed alla sua famiglia non apportano indizi credibili in favore 

della minore età. Le sue dichiarazioni risultano infatti vaghe e stereotipate. 

La ricorrente ha dichiarato di essere nata il (…) e di avere (…) anni, ma di 

non sapere quanti mesi. Ella ha evasivamente riferito di essere venuta a 

conoscenza della sua data di nascita soltanto una volta arrivata in Grecia 

quando l'avrebbe chiesta alla madre, mentre prima non avrebbe mai pen-

sato di doverlo sapere. Tali affermazioni appaiono poco plausibili e contra-

rie alla logica dei fatti dal momento che l'insorgente sarebbe espatriata in 

aereo con il proprio passaporto e con un visto per la Turchia. L'insorgente 

D-4197/2022 

Pagina 13 

non ha poi saputo indicare né l'età dei suoi fratelli e delle sue sorelle né la 

differenza di età tra loro. A ciò si aggiunge il fatto che in Grecia la ricorrente 

è stata registrata come maggiorenne. A tal proposito, poco credibili ap-

paiono le sue affermazioni in merito, ovvero che non ricorderebbe l'identità 

dichiarata in Grecia e che al momento in cui avrebbe voluto cambiare la 

sua data di nascita non avrebbe potuto. È inoltre al limite del pretestuoso 

ricondurre le carenze in parola alla sola pretesa scarsa alfabetizzazione, 

dal momento che l'insorgente ha saputo dirimere con una certa sensatezza 

eventi successivi quali la data di partenza dalla Grecia ed il periodo di per-

manenza in tale Paese. 

8.5 Alla luce delle suesposte considerazioni, anche il Tribunale, in un'at-

tenta valutazione globale di tutti gli elementi evincibili dall'incarto ed in pre-

senza di una fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta, ri-

tiene che l'insorgente – alla quale incombeva l'onere della prova in merito 

(cfr. supra consid. 7.3) – non è stata in grado di rendere verosimile la sua 

supposta minore età al momento dell'inoltro della sua domanda d'asilo in 

Svizzera. Pertanto, ella deve assumersene le conseguenze, ovvero che 

venga considerata maggiorenne in conformità alla giurisprudenza sum-

menzionata (cfr. ibidem), nonché che le disposizioni normative relative ai 

minorenni non le siano applicabili, e come rettamente concluso dalla SEM 

nella decisione impugnata, ella non possa avvalersene. 

9.  

9.1 Nel caso in narrativa viene poi censurato un accertamento inesatto ed 

incompleto dello stato di salute della ricorrente. Il quadro clinico non sa-

rebbe stato definito in modo completo. Difetterebbe in particolare un rap-

porto medico dettagliato in grado di definire la gravità e l'estensione della 

patologia, il trattamento necessario, la prognosi ed i rischi legati ad una sua 

interruzione.  

9.2 I principi esposti sub. consid. 7.2 seg. tornano applicabili anche nel 

contesto del chiarimento delle questioni di natura medica (sentenze del 

TAF D-291/2021 consid. 7.2.4, D-1665/2018 del 27 gennaio 2021 con-

sid. 8.3.5). In materia d'asilo l'art. 26a LAsi prevede non di meno alcune 

disposizioni particolari. In sostanza, viene sancito che i problemi medici 

noti e rilevanti devono di principio essere fatti valere immediatamente dopo 

il deposito della domanda d'asilo ed al più tardi durante l'audizione sui mo-

tivi. In caso contrario possono risultarne svantaggi procedurali nella forma 

di un accresciuto onere della prova a carico dei richiedenti. La portata pra-

tica della norma è da relativizzare (cfr. sentenza del TAF D-1560/2021 del 

D-4197/2022 

Pagina 14 

30 aprile 2021 consid. 6.4.1; CONSTANTIN HRUSCHKA, Migrationsrecht Kom-

mentar, 5a ed. 2019, art. 26a n° 1 e seg.; anche art. 32 cpv. 1 e 33 cpv. 1 

PA e supra consid. 4.2.3). 

9.3 Al momento dell'emissione della decisione impugnata, l'incarto dell'au-

torità inferiore conteneva già diversi mezzi di prova riguardanti la situazione 

di salute della ricorrente. Invero, la ricorrente il 2 agosto 2022 è stata visi-

tata da un medico generalista e sottoposta ad un esame (…) il quale ha 

escluso una (…) e delle (…). Nel corso della visita del 4 agosto 2022 le è 

stata diagnosticata una (…) di probabile origine (…) e (…) ed il trattamento 

prescritto consisteva in (…) e controllo della terapia antalgica (TA) una 

volta al giorno. Inoltre, è stata ritenuta opportuna una valutazione presso il 

(…). La visita di controllo del 9 agosto 2022 ha permesso al medico di dia-

gnosticare una (…), sospetti (…), (…) ed (…), in trattamento con (…). Il 

medico ha inoltre ritenuto necessaria l'organizzazione di una Tomografia 

Assiale Computerizzata (TAC) del (…), un'ecografia delle (…) e una valu-

tazione presso il (…). L'11 agosto 2022 la ricorrente è stata sottoposta ad 

una visita specialistica presso il reparto di (…) dell'Ospedale regionale di 

(…) con risultati nella norma, senza particolarità da segnalare e con pre-

scrizione di (…) e (…) da assumere durante la (…), (…) da assumere per 

alcuni giorni fino a regolarizzazione della (…) e (…) per (…). È stata inoltre 

consigliata una visita internistica generale per approfondimento del dolore 

(…) e controlli dei fattori di rischio (…), vista (…). Il 19 agosto 2022 l'inte-

ressata è stata sottoposta ad un'ecografia (…) dalla quale è risultata la (…) 

e nel contesto del (…) è stata riconosciuta una (…) in sede (…). Il 2 set-

tembre 2022 l'insorgente è stata nuovamente visitata dal medico generali-

sta per la sindrome (…) e le è stato prescritto (…) al mattino e alla sera, 

(…) e (…) per tre volte al giorno. La visita di controllo del 9 settembre 2022 

ha riscontrato un'evoluzione favorevole della sindrome (…) e adeguato il 

trattamento prescritto con (…), (…) al bisogno se dolori. In seguito, l'insor-

gente non ha effettuato ulteriori visite mediche.  

9.4 La documentazione in forza della quale sono state poste le diagnosi 

appariva, dunque, sufficientemente dettagliata, ben motivata e coerente 

conto tenuto della tipologia delle affezioni presenti, dell'ampiezza delle in-

dagini effettuate e dell'anamnesi della paziente. Nei certificati medici ver-

sati agli atti non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti di patologie 

gravi da identificare ulteriormente. Pertanto, lo stato di salute dell'insor-

gente risultava sufficientemente acclarato (cfr. sentenza del Tribunale 

D-546/2022 dell'11 marzo 2022 consid. 4), per il che non risultava neces-

sario la stesura di un rapporto più dettagliato ("formulario F4").  

D-4197/2022 

Pagina 15 

10.  

10.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d'una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

10.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli 

ostacoli all'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

11.  

11.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti).  

11.2 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto 

internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-

tura sancito dall'art. 3 CEDU e dall'art. 3 della Conv. tortura (cfr. FANNY MAT-

THEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des mi-

grations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi all'interessato 

sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare seri indizi che 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk

D-4197/2022 

Pagina 16 

le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel caso 

specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo espongano a 

condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza 

esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di 

natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante le sentenze del Tri-

bunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e D-114/2021 dell'11 

maggio 2021 consid. 8.2). 

11.3 Passando ora alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha 

ritenuto anche nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 che per quanto riguarda l'ammissibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento verso tale Paese vengono riconosciuti 

degli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento unicamente a condizioni 

molto severe (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 con-

sid. 11.2). Si può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia fir-

mataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, in principio 

rispetta i suoi obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni 

a disposizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della protezione 

sussidiaria, così come i rifugiati, corrono un rischio di vivere in condizioni 

precarie, a seconda dei casi, comparabili alle situazioni dei richiedenti. Tut-

tavia, non risulta da fonti affidabili e concordi (tenuto anche conto delle in-

formazioni risultanti da rapporti di organizzazioni non governative, in parti-

colare di quelli dell'Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati [OSAR], di 

Pro Asyl e della Refugee Support Aegean [RSA], nonché della European 

Council on Refugees and Exiles [ECRE] e dell'Asylum Information Data-

base [AIDA] ai quali l'interessata si riferisce nel suo ricorso) che la Grecia 

abbia adottato una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi 

cittadini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sus-

sidiaria, nell'accesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza 

sanitaria, all'istruzione e all'alloggio. Il Tribunale ha altresì rilevato che no-

nostante ci siano un certo numero di carenze nel sistema di accoglienza 

greco (cfr. sentenza di riferimento precitata consid. 9), ha ritenuto che non 

vi è luogo di concludere che i beneficiari di protezione internazionale si 

trovino in tale Paese in maniera generale (indipendentemente quindi dalle 

fattispecie concrete) totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati 

all'indifferenza delle autorità ed in una situazione di privazione o mancanza 

a tal punto grave che sarebbe incompatibile con la dignità umana (cfr. sen-

tenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.2). Al riguardo 

occorre inoltre evidenziare che i beneficiari di protezione possono pure 

contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento 

e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cit-

tadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione 

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Pagina 17 

internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi 

titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della 

protezione riconosciuta [rifusione; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011; di se-

guito: direttiva qualificazione]). Tale direttiva è stata trasposta dalla Grecia, 

in conformità all'art. 39, in diritto nazionale interno con decreto presiden-

ziale (P.D) 141/2013, pubblicato nella gazzetta ufficiale A 226/21.10.2013. 

Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo, nei confronti dei be-

neficiari di protezione costituiscono la non discriminazione nell'accesso 

all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanita-

ria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII 

[contenuto della protezione internazionale] della direttiva qualificazione). 

Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, l'interessato potrà 

adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

11.4  

11.4.1 Nella fattispecie, risulta che alla ricorrente, il (…) febbraio 2020, è 

stata concessa la protezione sussidiaria in Grecia e che ella è stata posta 

al beneficio di un permesso di soggiorno valido dal (…) febbraio 2021 al 

(…) febbraio 2023 (cfr. atto SEM 27/1).  

11.4.2 Si osserva anzitutto che, perciò, la ricorrente può rivolgersi alle com-

petenti autorità greche per far valere i diritti che le spettano. In secondo 

luogo, dagli atti non vi sono elementi che permettano di ritenere che in caso 

di rinvio dell'insorgente in Grecia le sue prospettive future, considerate dal 

punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un rischio sufficien-

temente reale e imminente di privazioni di gravità tale da rientrare nell'am-

bito di applicazione dell'art. 3 CEDU. In particolare, si rileva che nonostante 

il sostegno finanziario sia cessato dopo l'ottenimento della protezione sus-

sidiaria e che non avrebbe mai beneficiato di un alloggio dopo aver dovuto 

lasciare il campo di C._______, ella ha dichiarato non essersi mai rivolta 

direttamente alle autorità al fine di chiedere aiuto per ottenere un alloggio, 

un lavoro ed altre prestazioni essenziali. L'insorgente ha poi dichiarato di 

essere stata ospitata da dei connazionali in cambio del suo aiuto in qualità 

di (…) o nelle (…). Di conseguenza, contrariamente a quanto ritenuto in 

sede ricorsuale, si può ritenere che la ricorrente non vivesse in uno stato 

di totale abbandono ed indigenza, già solo per il fatto che ella sia riuscita a 

risparmiare dei soldi ed a comprarsi un biglietto aereo. Alla luce di quanto 

precedentemente considerato, ed a differenza delle considerazioni contra-

rie contenute nel gravame, non appare che l'insorgente, nel caso di un suo 

ritorno in Grecia, sarà confrontata con una situazione di emergenza di ca-

rattere esistenziale o a dei trattamenti vietati dalle norme di diritto interna-

zionali succitate. 

D-4197/2022 

Pagina 18 

11.4.3 Inoltre, per quanto concerne le aggressioni di cui ella è stata vittima, 

il Tribunale ritiene che non si possa partire dall'assunto che le autorità el-

leniche non abbiano la volontà o la capacità di perseguire gli atti delittuosi 

commessi sul loro territorio. Pertanto, anche in questa eventualità è com-

pito della ricorrente rivolgersi se del caso alle autorità per denunciare i fatti.  

11.4.4 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-

menti per ritenere che lo stato di salute della ricorrente (cfr. anche infra 

consid. 12.3), risulti ostativo all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontana-

mento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 mag-

gio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 

41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

11.4.5 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammis-

sibile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della 

LAsi (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

12.  

12.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 9). 

Nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 il Tribu-

nale ha avuto modo di precisare la propria giurisprudenza in merito all'esi-

gibilità dell'esecuzione dell'allontanamento di persone vulnerabili trasferite 

verso la Grecia. In particolare, ritenendo l'esecuzione dell'allontanamento 

di persone vulnerabili, come donne incinte o persone con problemi di salute 

non ritenuti gravi, di principio esigibile (cfr. sentenza di riferimento 

E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.5.1). 

12.2 Nel caso in disamina, le difficili condizioni di esistenza nelle quali si 

sarebbe trovata la ricorrente in Grecia non sono sufficienti per ritenere ine-

sigibile l'esecuzione del suo allontanamento. In particolare, nonostante le 

varie critiche sollevate da alcune organizzazioni non governative al sistema 

D-4197/2022 

Pagina 19 

d'accoglienza e di procedura greco, alcune anche citate nel ricorso, va nuo-

vamente rammentato che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualifica-

zione. È quindi responsabilità dell'insorgente rivendicare i diritti che le spet-

tano direttamente presso le autorità di detto Paese. Quale beneficiaria della 

protezione sussidiaria ella ha infatti diritto ad essere trattata in modo equi-

valente ai cittadini greci in relazione all'occupazione, all'assistenza ed alla 

sicurezza sociale. Inoltre, visto che ella dispone di un permesso di sog-

giorno valido, di principio il mercato del lavoro greco risulta esserle aperto 

(cfr. nello stesso senso anche la sentenza del Tribunale D-570/2022 del 

10 febbraio 2022 consid. 8.5). Anche se è noto che le condizioni di vita in 

Grecia non sono facili a causa della situazione economica prevalente, non 

ci sono in specie indicazioni – visto anche quanto già ritenuto sotto il profilo 

dell'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento – che l'interessata 

verrebbe esposta ad un'emergenza esistenziale in caso di ritorno in Grecia. 

Tali criticità del sistema sociale ed economico greci, non risultano difatti 

ostative, di per sé sole, a realizzare una messa in pericolo concreta ai sensi 

della legge e della giurisprudenza (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1–8.3; 

2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34 consid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1) e per-

tanto non risultano atte a costituire un ostacolo insormontabile sotto il pro-

filo dell'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (cfr. nello stesso 

senso la sentenza del Tribunale E-1985/2021 del 27 settembre 2021 con-

sid. 7.4.2). 

12.3  

12.3.1 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell'insorgente, si deve ri-

levare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l'esecuzione dell'allontanamento diviene inesigibile se queste ultime po-

trebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un'esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel paese d'origine o di destinazione del 

richiedente, all'occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l'esecuzione dell'allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell'assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell'interessato si 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia, al contrario di quanto argomentato nel gravame 

dall'insorgente, ciò non appare essere il caso di specie. 

D-4197/2022 

Pagina 20 

12.3.2 Per quanto riguarda le patologie di cui soffre l'insorgente possono 

essere riassunte come segue: l'interessata soffre di una sindrome (…) con 

evoluzione favorevole ed in trattamento, al bisogno, con (…), altresì le sono 

state diagnosticate delle (…) ed una (…) (per ulteriori dettagli ed evitare 

ripetizioni si rinvia al consid. 9.3). Dopo l'emissione della decisione impu-

gnata l'interessata non è stata sottoposta ad ulteriori visite mediche e non 

le sono state diagnosticate altre patologie. 

12.3.3 Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo in alcun modo mi-

nimizzare le stesse, le affezioni delle quali soffre la ricorrente, a differenza 

di quanto sostenuto nel suo ricorso, non appaiono essere suscettibili, dal 

profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente in pericolo 

la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di ritorno in Grecia, ri-

spettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di salute necessiti im-

perativamente di trattamenti medici che non possano essere proseguiti che 

in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva applicabile in materia 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). Inoltre la Grecia, al 

contrario di quanto lamentato nel gravame, dispone delle strutture mediche 

sufficienti anche in campo psichiatrico, che possono dispensare le cure ed 

i trattamenti necessitanti al suo stato di salute, essendo ancora una volta 

rammentato che l'interessata ha in principio accesso alle cure di salute alle 

stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della 

direttiva qualificazione). È pertanto responsabilità della ricorrente di far va-

lere i suoi diritti presso le autorità greche. 

12.4 L'esecuzione dell'allontanamento, risulta pertanto essere pure ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

13.  

Visto quanto sopra rilevato sia in ambito di ammissibilità che di esigibilità 

della misura, non si ritiene essere la ricorrente una persona particolar-

mente vulnerabile ai sensi della giurisprudenza. Pertanto, non era in casu 

necessario né che la SEM analizzasse l'esistenza di fattori favorevoli 

(cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 

28 marzo 2022 consid. 11), né che richiedesse alle autorità greche delle 

garanzie specifiche per poter pronunciare l'esecuzione del suo allontana-

mento in Grecia.  

14.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI) ritenuto 

D-4197/2022 

Pagina 21 

che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammissione 

della ricorrente. 

15.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), 

per il che, per quanto ammissibile, il ricorso va respinto. 

16.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

17.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricor-

suali al momento dell'inoltro del gravame d'acchito sprovviste di possibilità 

di esito favorevole e considerato che, sulla base delle circostanze del caso 

di specie, si può concludere allo stato d'indigenza dell'insorgente senza 

ulteriori accertamenti, v'è luogo di accogliere l'istanza di assistenza giudi-

ziaria nel senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia 

(art. 65 cpv. 1 PA). 

18.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La pronuncia è quindi definitiva.  

D-4197/2022 

Pagina 22 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Per quanto ammissibile, il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt