# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79b7eeac-9edd-53e9-8797-ee7e981656bd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 05.09.2016 52.2013.521
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2013-521_2016-09-05.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2013.521

   

  	
  Lugano

  5 settembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matteo Cassina, vicepresidente

  Marco Lucchini, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara
  Maspoli

  

 

 

statuendo
sul ricorso 5 novembre 2013 di 

 

 

	
   

  	
  RI
  1 

  patrocinato
  da: 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 30 giugno 2013 con cui la Commissione di ricorso di prima istanza
  per il raggruppamento dei terreni nel comune di __________, sezione di __________,
  ha statuito sul ricorso presentato dal ricorrente contro gli atti di nuovo
  riparto;

  

 

 

 

ritenuto,                          in
fatto

 

                                  A.   RI 1, qui ricorrente, era
proprietario del fondo 3642 del vecchio particellare (mappa aerofotogrammetrica
del 1953 approvata con ris. gov. n. 5397 del 7 giugno 1972, in seguito: MAF),
situato nel nucleo di __________, nell'allora comune di __________ (ora __________),
sul quale vi sono un rustico e una corte. 

Verso est il fondo era contermine al mappale 3640 MAF di proprietà di CO 1, sul
quale vi è un orto-giardino, direttamente accessibile da una carraia (nord) che
sfocia nella piazza di __________ (part. 6037 MAF). Verso sud, invece, la part.
3642 MAF confinava con i fondi 3645 MAF, di proprietà di CO 4, e 3643 MAF, di CO
3 e CO 2, con cui circoscriveva la part. 3644 MAF (in comproprietà coattiva dei
mappali 3645, 3643 e 3642 MAF), formata da una corte. Quest'ultima è collegata alla
corte di cui alla part. 3642 MAF da uno stretto passaggio (angolo nord-est); sul
lato opposto (sud), si affaccia sull'altra carraia che, dalla piazza di cui si
è detto, si snoda nel nucleo. 

ESTRATTO PIANO VECCHIO PARTICELLARE (MAF)

	
		

  

 

 

                                  B.   a.
Il 24 settembre 2008, il Consiglio di Stato ha costituito il Consorzio per l'esecuzione
del raggruppamento terreni a carattere generale nel comune di __________,
sezione di __________.

b. Con risoluzione 5 ottobre 2012 (FU __________ del __________), l'Ufficio per
l'approvvigionamento idrico e la sistemazione fondiaria ha approvato gli atti
del progetto di nuovo riparto dei fondi: a RI 1 è stata attribuita la
particella 1535 RT, che ha ripreso il suo vecchio mappale 3642 MAF. Per quanto
qui interessa, tale fondo è stato gravato con oneri di passo pedonale a favore
delle part. 1533 e 1536 RT - corrispondenti essenzialmente alle part. 3645 MAF
(che è stata riattribuita a CO 4) rispettivamente 3643 MAF (riassegnata a CO 3
e CO 2) - e a favore della part. 1537 RT. Sul fondo è stato inoltre iscritto un
diritto di passo pedonale a favore del mappale 1538 RT, che ricalca a grandi linee
la vecchia part. 3640 MAF, attribuita a CO 1. 

A favore di quest'ultimo fondo è stato pure iscritto un diritto di passo
pedonale sul mappale 1534 RT, che (al di là di alcuni manufatti che non occorre
qui menzionare) coincide con la corte di cui alla part. 3644 MAF, rimasta in
comproprietà coattiva (delle part. 1533, 1535 e 1536 RT). 

Infine, anche la part. 1538 RT è stata gravata con degli oneri di passo, tra l'altro,
a favore della part. 1535 RT. 

ESTRATTO PIANO PROGETTO DI NUOVO RIPARTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                  C.   a. Gli atti approvati sono
stati esposti pubblicamente dal 22 ottobre al 21 novembre 2012. Nel termine di
ricorso, RI 1 si è aggravato dinnanzi al Governo contro il nuovo riparto,
chiedendo la cancellazione dei suddetti oneri di passo a favore delle particelle
RT 1533, 1534, 1536 e 1538. 

Gli oneri a carico del suo fondo (part. 1535 RT), ha rilevato, sarebbero privi
di fondamento e non dettati da esigenze di riparto; non sarebbero neppure necessari,
dal momento che l'accesso ai fondi in questione sarebbe assicurato dalle
carraie comunali. Se un diritto di passo sia stato acquisito in passato mediante
prescrizione, ha aggiunto, è invece questione di natura civile che esula dalla
procedura di raggruppamento terreni. Ad eccezione della servitù a favore della
part. 1537 RT, ha concluso, gli oneri di passo pedonale a carico della part. 1535
RT dovrebbero pertanto essere cancellati. Analoga conclusione s'imporrebbe per la
part. 1534 RT.  

b. Con decisione 30 giugno 2013, la Commissione di ricorso di prima istanza (in
seguito: Commissione) - alla quale è stata demandata la competenza per l'evasione
dell'impugnativa - ha evaso il ricorso ai sensi dei considerandi, rettificando
d'ufficio il sommarione della part. 1535 RT (nel senso di aggiungere il diritto
di passo pedonale iscritto a carico della part. 1538 RT, disp. 2), cancellando
gli oneri di passo a favore della part. 1536 RT (disp. 3), ma confermando
quelli restanti (a carico delle part. 1534 e 1535 RT, disp. 4 e 5). Delle
relative motivazioni si dirà più avanti.

c. Il 5 agosto 2013 il Governo ha fissato al 30 aprile 2015 il termine per la
picchettazione e terminazione dei nuovi fondi e al 30 maggio 2015 il termine
per impugnare la decisione di prima istanza (FU __________ del __________). 

 

 

                                  D.   a. Con ricorso 5 novembre
2013, RI 1 si è aggravato dinnanzi al Tribunale cantonale amministrativo contro
la predetta risoluzione della Commissione, riformulando le medesime domande rimaste
inascoltate dinanzi alla precedente istanza. Censurata preliminarmente una violazione
del diritto di essere sentito, l'insorgente ha essenzialmente riproposto le
stesse motivazioni fatte valere senza successo. 

b. All'accoglimento dell'impugnativa si è opposta la Commissione, riconfermandosi
nella propria decisione e respingendo tutte le doglianze sollevate dal ricorrente.
Il Consorzio RT si è rimesso al giudizio di questa Corte. CO 3 e CO 2 hanno
ribadito il proprio disinteresse al diritto di passo a favore del loro fondo
(part. 1536 RT), cancellato dall'autorità di ricorso di prima istanza. CO 4
(part. 1533 RT) e CO 1 (part. 1538) sono invece rimasti silenti.

c. Con la replica e la duplica, il ricorrente rispettivamente la Commissione si
sono riconfermati nelle proprie tesi e domande di giudizio.

d. Delle risultanze del sopralluogo esperito il 10 giugno 2016, come pure delle
conclusioni e osservazioni presentate dal ricorrente, che si è riconfermato
nella propria posizione, e da CO 1, che ha postulato il rigetto dell'impugnativa,
si dirà, per quanto occorre, in appresso. 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La competenza del Tribunale cantonale
amministrativo è data dall'art. 36 cpv. 1 della legge sul raggruppamento e la
permuta dei terreni del 23 novembre 1970 (LRPT; RL 7.3.2.1) e la legittimazione
attiva del ricorrente, personalmente e direttamente toccato dal provvedimento
impugnato, è certa (art. 43 legge di procedura per le cause amministrative del
19 aprile 1966 [LPamm; BU 1966, 181], tuttora applicabile in virtù dell'art.
113 cpv. 2 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013
[LPAmm; RL 3.3.1.1]). Il ricorso, tempestivo (art. 36 cpv. 1 LRPT e FU __________
del __________), è pertanto ricevibile in ordine. 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, integrati dalla
documentazione acquisita dalla Commissione, dallo Studio d'ingegneria __________
e dall'Ufficio della pianificazione locale, come pure dalle risultanze del
sopralluogo di cui si è detto in narrativa (art. 18 cpv. 1 LPamm). 

 

 

                                   2.   Il ricorrente lamenta
anzitutto una violazione del suo diritto di essere sentito, poiché la
precedente istanza avrebbe sentito diversi testi, senza offrirgli la
possibilità di prendere posizione in merito. 

2.1. Il diritto di essere sentito è sancito
dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera
del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), in forza del quale le parti hanno il diritto di prendere conoscenza di tutte le argomentazioni
sottoposte al tribunale e di determinarsi su di esse, a prescindere dal fatto
che contengano elementi di fatto o di diritto nuovi e siano concretamente
atte ad influire sul giudizio. Ogni allegazione o prova prodotta va portata a
conoscenza delle parti, affinché esse possano decidere se usufruire della possibilità di prendere posizione in
proposito; questa decisione non spetta al giudice (DTF 139 I 189 consid. 3.2;
138 I 484 consid. 2.1; 137 I 195 consid. 2.3.1). 

2.2. La violazione del diritto di essere sentito implica, di principio,
l'annullamento della decisione impugnata, a prescindere dalle possibilità di
successo nel merito (cfr. DTF 137 I 195 consid. 2.2; 135 I 279 consid. 2.6.1).
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, una violazione del diritto di
essere sentito - anche di una certa gravità - può tuttavia essere sanata
nell'ambito di una procedura ricorsuale, quando l'autorità di ricorso, come in
concreto, può esaminare liberamente le questioni di fatto e di diritto che si
pongono, quando l'interessato non subisca pregiudizio dalla concessione
successiva del diritto di essere sentito, rispettivamente dalla sanatoria, o
quando il rinvio all'istanza precedente costituisca una formalità priva di
senso e porti ad inutili ritardi, inconciliabili con l'altrettanto importante
interesse della parte toccata ad un giudizio celere (cfr. DTF 137 I 195 consid.
2.3.2; 136 V 117 consid. 4.2.2.2; 133 I 201 consid. 2.2 e rimandi). 

2.3. Nella fattispecie, dai verbali da essa prodotti risulta che, dopo aver
interpellato __________ (in rappresentanza del marito CO 1) e il ricorrente, la
Commissione ha sentito i proprietari della vicina part. 1537 RT (pure
beneficiaria di un diritto di passo pedonale a carico del fondo 1535 RT, ma
rimasto incontestato). Ha inoltre sentito i proprietari dei fondi interessati
dai controversi diritti di passo, ovvero le parti CO 3 e CO 2 e CO 4. Non
risulta per contro che sia stata interpellata una parte anche il 26 giugno
2013, contrariamente a quanto indicato nella decisione impugnata (che contiene
verosimilmente un errore; cfr. anche risposta della Commissione, che indica il
verbale 26 giugno 2013, ma riferendosi in tutta evidenza all'audizione di __________
avvenuta il 26 marzo 2013). Nella misura in cui ha sentito i proprietari delle
part. 1533, 1536 e 1538 RT, più che aver assunto dei testi, la precedente
istanza ha invero dato alle parti toccate dalla postulata cancellazione dei
diritti di passo, la facoltà di esprimersi in merito. Al di là di questa
precisazione, dalle tavole processuali emerge che i verbali con le relative dichiarazioni
non sono a torto stati trasmessi all'insorgente, che ne è venuto a conoscenza solo
dopo la decisione e non ha dunque avuto la possibilità di pronunciarsi al
riguardo. In queste evenienze, è evidente che la precedente istanza è incorsa
in un'importante lesione del diritto di essere sentito dal profilo dell'art. 29
cpv. 2 Cost. Tale violazione, nelle circostanze concrete, può nondimeno essere
considerata sanata, ritenuto che il ricorrente ha potuto esprimersi compiutamente
al riguardo dinanzi al Tribunale e che il rinvio degli atti all'istanza
inferiore su questo aspetto costituirebbe una sterile formalità, in un'ottica
di economia processuale. Tanto più che l'accoglimento del gravame rende senza
oggetto le critiche formali sollevate.

 

 

                                   3.   3.1. Giusta l'art. 19 cpv.
1 LRPT, i proprietari hanno diritto all'equivalente in natura del loro terreno
prima del raggruppamento, un'indennità pecuniaria potendo essere corrisposta
solo a conguaglio di piccole differenze di valore o di scorpori di limitata
estensione. Il principio della compensazione reale sancito da questa
disposizione, e derivante dalla garanzia della proprietà, esige in sostanza
che, dopo la procedura di raggruppamento, i proprietari di fondi inseriti nel
comprensorio ricevano terreni quantitativamente e qualitativamente equivalenti
ai fondi ceduti (DTF 122 I 120 consid. 5 e rinvii). Tale principio pone
esigenze severe alle autorità incaricate di effettuare il nuovo riparto, le
quali devono valutare attentamente gli interessi dei singoli proprietari e
procedere alla nuova attribuzione sulla base di un'analisi obiettiva della loro
situazione prima delle opere di riordino. 

                                         3.2. Secondo l'art. 20
cpv. 3 LRPT, il progettista e la Commissione di ricorso possono istituire o
sopprimere servitù per le esigenze del nuovo riparto. Il Tribunale federale ha
già avuto modo di precisare che tale disposizione consente, nel quadro delle operazioni
di raggruppamento dei terreni, di costituire a favore, rispettivamente a
carico, di fondi del nuovo riparto servitù di passo necessario analoghe a
quelle previste dall'art. 694 del codice civile svizzero del 10 dicembre 1907
(CC; RS 210). Questa circostanza è in particolare data quando un simile diritto
di passo sia indispensabile all'urbanizzazione delle particelle interessate
(STF 1P.289/2005 del 26 settembre 2005 consid. 3; STF 1P.60/2004 del 28 gennaio
2005 pubblicata in RtiD II-2005 n. 22 consid. 2.3; STF 1P.559/2000 del 1. febbraio
2001 pubblicata in RDAT II-2001 n. 43 consid. 2b).

 

 

                                   4.   4.1. Il ricorrente contesta
gli oneri di passo pedonale confermati dalla precedente istanza a favore delle
part. 1533 e 1538 RT e a carico del suo fondo (part. 1535 RT), rispettivamente
quello a favore della part. 1538 RT, che grava il fondo in comproprietà
coattiva (part. 1534 RT). 

La Commissione ha in sostanza ritenuto che l'esistenza dei diritti di passo qui
controversi risulterebbe dalle mappe aerofotogrammetriche del 1953 e del 1978 e
sarebbe confermata pure dalle testimonianze da essa raccolte. Non si
tratterebbe dunque di nuovi diritti, ma del riporto di un passo pubblico
esistente, effettuato per tutta la frazione di __________. I diritti di passo a
favore della part. 1538 RT sarebbero inoltre giustificati, poiché da considerare
in un discorso di reciprocità con la part. 1535 RT. 

Tali deduzioni non possono essere condivise. 

Dagli atti del progetto di nuovo riparto emerge anzitutto che le servitù in
questione non sono state mantenute e riportate, ma
costituite ex novo (cfr. elenco servitù costituite con il nuovo riparto,
pagina relativa alle part. 1533, 1534, 1535 e 1538 RT). Dallo spulcio di tutte
le servitù iscritte a registro fondiario provvisorio a partire dal 1913, che è
stato effettuato ai fini del progetto di RT (cfr. relazione tecnica, pag. 18),
non è infatti emerso alcun diritto di passo pedonale a carico della vecchia
part. 3642 MAF (ora 1535 RT), né della part. 3644 MAF (ora 1534 RT; cfr. l'elenco
servitù mantenute e riportate nel nuovo riparto). Aspetto, questo, che è stato
ribadito dal rappresentante dello studio progettista anche in sede di udienza
di sopralluogo (cfr. verbale, pag. 2). 

Ora, considerato che nel registro fondiario provvisorio sono iscritti tutti i
rapporti giuridici costituiti dopo l'entrata in vigore del CC (cfr. art. 8 cpv.
1 legge sul registro fondiario del 2 febbraio 1998; LRF; RL 4.1.3.1) e che, dal
1° gennaio 1912, le servitù la cui validità è subordinata per diritto federale
all'iscrizione nel registro fondiario non possono più essere costituite se non
mediante iscrizione (cfr. sentenza I CCA n. 11.2008.25 del 27 novembre 2009
consid. 6), la Commissione non poteva fare astrazione di questa circostanza.
Non poteva in particolare ignorare le risultanze del registro fondiario
provvisorio e dedurre l'esistenza di un diritto di passo pedonale dalla mappa
aerofotogrammetrica del 1953 (MAF); tanto meno da quella successiva del 1978.
Questi piani non possono infatti sopperire a un'iscrizione mancante. La linea
tratteggiata sulla MAF non permette in ogni caso di dedurre l'esistenza dei
passi qui controversi: tale linea - di significato incerto - si scosta in
effetti sensibilmente da quella indicata nel piano di nuovo riparto, riferita
all'esercizio delle servitù. Ancor meno fornisce indicazioni in merito a
eventuali diritti di terzi il rilievo fotogrammetrico della fine degli anni '70
- sprovvisto di particolare valore giuridico (cfr. scritto 6 giugno 2016 dello
Studio d'ingegneria __________) - dal quale si riscontra unicamente la presenza
di un passaggio all'interno della corte (cfr. anche estratto del piano di
utilizzazione di __________ agli atti). 

Analoga conclusione vale per le testimonianze citate dalla Commissione
nel giudizio impugnato, per lo più ricondubili ad affermazioni di parte. Sia
come sia, né le allegazioni di __________ e CO 4, né le dichiarazioni dei
comproprietari della part. 1537 RT, che si limitano a evocare un diritto di
passo pubblico che sarebbe da sempre esistito (cfr. verbali della Commissione e
verbale d'udienza 10 giugno 2016, pag. 2), permettono di supplire all'iscrizione
mancante a registro fondiario. Certo è possibile che in passato sulle part.
1534 e 1535 RT sia stato tollerato il transito di terzi. Tale circostanza, in
quanto riferita al periodo successivo al 1912, è del tutto irrilevante,
ritenuto che dopo l'entrata in vigore del CC una servitù non può più essere
acquisita mediante usucapione, ovvero in forza di un uso pacifico trentennale
(cfr. sentenza I CCA n. 11.2014.33 del 22 febbraio 2016 consid. 7; I CCA n.
11.2008.11 del 16 novembre 2012 consid. 6). D'altra parte, nessuno pretende - e
tanto meno dimostra - che una servitù sia stata acquisita mediante prescrizione
acquisitiva addirittura prima del 1912. Tale questione non è del resto strettamente
correlata alla procedura di raggruppamento terreni, ma è esclusivamente di
carattere civile (cfr. STF 1P.60/2004 citata, in RtiD II-2005 n. 22 consid.
2.3). Alle parti interessate resta semmai riservata la facoltà di far valere le
loro ragioni dinanzi al giudice civile.

                                         4.2. Ferme queste
premesse, va inoltre escluso che le servitù di passo qui controverse possano
essere costituite nell'ambito della procedura di raggruppamento terreni. 

Nessuna esigenza di nuovo riparto impone anzitutto di costituire una servitù di
passo pedonale a carico della part. 1535 RT e a favore della part. 1533 RT di CO
4. Diritto al quale la stessa beneficiaria non risulta peraltro avere un
particolare interesse (cfr. la sua dichiarazione in sede di udienza 10 giugno
2016, verbale pag. 2). Analoga conclusione vale per gli oneri posti a carico delle
part. 1534 e 1535 RT e a favore della part. 1538 RT di CO 1. Il raggruppamento
non ha praticamente mutato il precedente assetto fondiario. Non ha modificato l'accesso
diretto della part. 1538 RT alla via pubblica (carraia a nord). Non è dunque
dato di vedere per quale motivo dovrebbe essere costituito un diritto di passo per
questo fondo. Il vantaggio pratico che possono trarre CO 1 e sua moglie dalla
possibilità di accorciare i percorsi all'interno del nucleo passando attraverso
le due corti di proprietà privata, per quanto comprensibile possa apparire, non
configura - ed è ciò che qui conta - un'esigenza di nuovo riparto ai sensi dell'art.
20 cpv. 3 LRPT; è dunque irrilevante nella presente procedura. In queste
circostanze, non mette conto di soffermarsi sulla lunghezza o comodità dei
diversi tracciati pubblici che possono comunque percorrere CO 1 e __________
per raggiungere la part. 1538 RT dalla loro abitazione (part. 1519 RT) o da
altri fondi di loro proprietà situati all'interno del nucleo. Priva d'importanza
è infine la circostanza che sia stato costituito un diritto di passo pedonale -
rimasto incontestato - a carico della part. 1538 RT e favore della part. 1535
RT, altrimenti sprovvista di un accesso diretto sulla carraia comunale (nord) a
causa della presenza di un muro a confine (cfr. fotografie 1, 5, 8). Il fatto
che un fondo serviente sia gravato con una servitù, non permette automaticamente
di dedurre che anche il fondo dominante debba a sua volta essere gravato con lo
stesso onere. Il tema di reciprocità evocato dalla Commissione non solo
è estraneo alla disciplina dalla LRPT, ma anche al diritto civile. 

4.3. In conclusione, le contestate servitù di passo pedonale che gravano le
part. 1535 e 1534 RT a favore della part. 1538 RT, rispettivamente la part.
1535 RT a beneficio della part. 1533 RT devono essere annullate. 

                                   5.   5.1. Sulla base delle
considerazioni che precedono, il ricorso deve pertanto essere accolto, con
conseguente annullamento della decisione impugnata in quanto riferita alle
suddette servitù, che devono quindi essere annullate, così come indicato al
precedente considerando. 

5.2. Dato l'esito, la tassa di giustizia è posta a carico di CO 1, secondo
soccombenza (art. 28 LPamm). CO 4 può andarne esente, non avendo formulato domande
di giudizio, ma dichiarato il proprio disinteresse alla lite. 

CO 1 è inoltre tenuto a rifondere al ricorrente, assistito da un legale, un'adeguata
indennità a titolo di ripetibili per entrambe le istanze (art. 31 LPamm). 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è accolto. Di
conseguenza: 

 

1.1.    i
dispositivi n. 4 e 5 della decisione 30 giugno 2013 della Commissione di
ricorso di prima istanza sono annullati, per quanto concerne gli oneri di passo
pedonale iscritti a favore delle part. 1533 e 1538 RT; 

1.2.    gli oneri
di passo pedonale a carico della part. 1535 RT iscritti a favore della part.
1533 RT e 1538 RT vengono cancellati;

1.3.    l'onere di
passo pedonale a carico della particella coattiva 1534 RT iscritto a favore
della part. 1538 RT viene cancellato.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di
fr. 1'500.- è posta a carico di CO 1, il quale rifonderà inoltre fr. 1'800.- al
ricorrente a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

	
                                      5.   C.p.c.
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                     La vicecancelliera