# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 26498a8a-6769-5ec1-94f6-eaf3f6bbfca1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 10.08.2015 9.2015.125
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2015-125_2015-08-10.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2015.125

  	
  Lugano

  10 agosto 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Franco
  Lardelli

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 8 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Dell’Oro

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo 27 luglio 2015 presentato da

 

	
   

  	
  RE
  1 

  

 

	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la
  decisione 21 luglio 2015 (n. PS.2015.122) della Commissione giuridica in
  materia di assistenza sociopsichiatrica mediante la quale è stato respinto il
  ricorso contro il suo ricovero a scopo di cura e di assistenza (art. 426 CC)
  presso la Clinica __________ di __________

  

 

 

sentito il reclamante nel corso dell’udienza tenutasi il 31 luglio
2015 

 

viste le osservazioni
del 4 agosto 2015 della Commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica
e del 6 agosto 2015 della Clinica __________ di __________

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

in fatto

A.RE 1,
nato il __________ 1989, è un giovane ticinese domiciliato a __________. Dopo
aver manifestato all’età di 18 anni un episodio psicotico, che ha reso necessario
il suo ricovero presso la Clinica __________, egli è in cura psichiatrica ed è
seguito ambulatorialmente dal dottor __________ di __________, psichiatra e
psicoterapeuta FMH. Beneficiario di una rendita AI, sino a qualche mese fa era
inserito in un laboratorio protetto e viveva da solo in un monolocale a __________.
Nell’ultimo periodo aveva interrotto la sua attività lavorativa e aveva subito
uno sfratto dal suo appartamento, trasferendosi presso i genitori. Dopo un
conflitto con questi ultimi RE 1 si era allontanato da casa un paio di giorni.
I genitori sono riusciti a reperirlo la sera del 7 luglio 2015, facendo
pervenire ambulanza e polizia.

 

                                  B.   L’8 luglio 2015 RE 1
è stato ricoverato presso la Clinica __________ di __________ sulla base di un
certificato stilato il giorno stesso dalla dottoressa __________, medico
psichiatra di picchetto presso il Pronto soccorso dell’Ospedale __________ di __________.
Nel certificato per la richiesta di ricovero coatto urgente si riferisce quanto
segue in relazione a sintomi, diagnosi e fatti che rendono necessario il
ricovero: “Agitazione psicomotoria, eloquio accellerato, correlato da
tangenzialità e deragliamenti. Verosimili dispercezioni uditive. Comportamenti
incongrui. Assenza di consapevolezza della malattia. Da circa due giorni non
più rintracciabile, in strada, comportamenti bizzari e a rischio”. A
giustificazione dell’indifferibilità e insostituibilità della misura, la
dottoressa __________ ha indicato che il paziente costituisce un pericolo per
sé stesso. La diagnosi d’entrata in __________ è di Sindrome psicotica non
organica (ICD F 28).

 

                                  C.   Il giorno stesso RE 1
è insorto innanzi alla Commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica
(in seguito, Commissione giuridica LASP), contestando il provvedimento adottato
nei suoi confronti.

                                         In occasione
dell'udienza conciliativa preliminare svoltasi il 15 luglio seguente, il
ricorrente ha riaffermato di non accettare il ricovero, ritenendone le
motivazioni pretestuose e ingiustificate e affermando di poter essere dimesso
immediatamente per poter condurre una vita autonoma in un appartamento da
reperire.

                                         L'interessato è stato
pertanto sottoposto all'esame specialistico del dottor __________, psichiatra e
psicoterapeuta FMH, che ha reso il suo referto il 17 luglio 2015 ed ha proposto
che il ricorso di RE 1 venisse respinto. 

                                         Alla luce delle risultanze
di questa indagine, con pronuncia del 21 luglio 2015 la Commissione giuridica LASP
ha respinto il gravame.

 

                                  D.   Con scritto del 27
luglio 2015 RE 1 ha impugnato tale giudizio dinnanzi alla Camera di protezione,
riaffermando il suo desiderio di essere dimesso al più presto dalla Clinica.
Sentito in occasione dell’udienza tenutasi il 31 luglio seguente presso la
Clinica, il recla-mante ha ribadito che non vi sono motivi che giustificano il
suo ricovero e che sta seguendo le terapie. RE 1 ha affermato che si sente come
un detenuto e che il suo ricovero non gli permette di cercare un nuovo appartamento
e un altro lavoro. Chiede dunque nuovamente di poter tornare a casa.

 

                                  E.   Con
scritto del 4 agosto 2015, la Commissione giuridica LASP ha rinunciato a
presentare osservazioni al ricorso, mentre nelle sue osservazioni del 6 agosto
2015 la Clinica __________ si è premurata di illustrare le ragioni che
impongono il mantenimento della misura coercitiva osteggiata dall'insorgente.
Delle stesse si dirà – per quanto necessario – nei considerandi seguenti.

 

Considerato

 

in diritto

1.Ai sensi
dell’art. 48 lett. f n. 8 LOG la Camera di protezione giudica, nella composizione
di un giudice unico, i reclami contro le decisioni della Commissione giuridica
istituita dalla Legge sull’assistenza sociopsichiatrica (LASP) del 2 febbraio
1999 secondo l’art. 439 cpv. 1 CC. In virtù del principio della lex
posterior, la competenza ricorsuale contro le decisioni della Commissione
giuridica LASP va dunque determinata sulla base di tale norma, introdotta dal
Parlamento cantonale con effetto dal 1° gennaio 2013, nonostante la mancata abrogazione
dell’art. 50 cpv. 3 LASP che prevede ancora la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo. 

                                         Riguardo alla procedura
applicabile, per quanto non già regolato dalle norme federali (in particolare,
dall’art. 450e CC) occorre riferirsi alle disposizioni della LASP, benché
allo stadio attuale esse non siano ancora state adattate all’assetto giuridico
e istituzionale attuale.

 

                                   2.   Nella decisione
impugnata, la Commissione giuridica LASP ha ritenuto che “le motivazioni
esposte nel certificato per il ricovero coatto, le argomentazioni del rapporto
del medico curante e le considerazioni del perito incaricato dalla CG indicano
tutti concordemente che i presupposti legali di cui all’art. 426 CC risultano
dati” (consid. 10, pag. 5). Secondo la Commissione giuridica LASP, “tutte
le risultanze dell’incarto confermano l’esistenza e l’ampiezza delle
problematiche psichiche, che giustificano il ricovero presso la __________
e il proseguimento della degenza per la continuazione della terapia” (decisione
impugnata, consid. 10, pag. 5). La Commissione giuridica LASP ha infine
ricordato che, in assenza di una decisione esecutiva di ricovero dell’Autorità
di protezione degli adulti, ai sensi dell’art. 429 CC la durata del ricovero
ordinato dal medico non può eccedere le sei settimane (decisione impugnata,
consid. 10, pag. 5).

 

                                   3.   Motivando il suo
reclamo, RE 1 dichiara di trovarsi molto male presso la Clinica, che non vi
sono motivi legittimi che giustifichino il ricovero e che in precedenza “andava
tutto bene” (verbale di udienza, pag. 1). Il reclamante riferisce che stava
cercando una nuova occupazione ed aveva già un colloquio di lavoro, che poi è
venuto a cadere (verbale di udienza, pag. 2). Quanto alla sua situazione abitativa,
sostiene di non abitare con i suoi genitori – coi quali riferisce di non avere
alcun conflitto – ma che si era limitato a trasportare i suoi beni presso di
loro, in attesa del trasloco presso il nuovo appartamento che aveva trovato a __________.
Non aveva ancora lasciato il precedente monolocale di __________, siccome aveva
pagato l’affitto per un ulteriore mese (verbale di udienza, pag. 2). RE 1 afferma
che presso la Clinica sta seguendo tutte le terapie, che anche in precedenza
comunque rispettava. Postula nuovamente la sua liberazione, sostenendo che la
sua permanenza in Clinica non gli permette di trovare un nuovo appartamento e
un nuovo lavoro (verbale di udienza, pag. 2).

 

                                   4.   Come già riferito,
la Commissione giuridica LASP ha rinunciato a presentare osservazioni al
ricorso. La Clinica __________ invece, nelle sue osservazioni, postula il
mantenimento della degenza. 

 

                                   5.   Ai sensi dell’art.
426 CC, una persona che soffre di una turba psichica o di una disabilità
mentale o versa in un grave stato di abbandono può essere ricoverata in un
istituto idoneo se le cure o l’assistenza necessarie non possono esserle
prestate altrimenti (cpv. 1). L’onere che sopportano i congiunti e i terzi e la
loro protezione devono essere considerati (cpv. 2). L’interessato è dimesso non
appena le condizioni per il ricovero non siano più adempiute (cpv. 3).
L’interessato o una persona a lui vicina può chiedere la dimissione in ogni
tempo; la decisione su questa richiesta è presa senza indugio (cpv. 4). 

 

                                   6.   Come già rilevato
nella decisione impugnata, dai referti medici agli atti emerge una situazione
importante di disagio psichico e la necessità di ricoverare il ricorrente per
assisterlo adeguatamente.

                                         

                               6.1.   Oltre a quanto
attestato dal medico che ha ordinato il ricovero, si rileva che i medici della
Clinica __________ hanno evidenziato il seguente quadro psicopatologico: “scarsamente
curato nell’igiene e nell’aspetto, lucido, parzialmente collaborante e orientato
nei quattro domini. L’eloquio era povero, non informativo, con brevi barrages.
La sfera cognitiva appariva globalmente integra. Presentava spunti persecutori
che sembrano configurare un quadro di delirio complottisico. Negava
dispercezioni, riferite tuttavia dall’inviante. Timia in asse, mimica
appiattita. Negava ideazione auto ed eterolesiva, ideazione suicidaria e
pregressi tentamina. Riferiva insonnia totale da qualche giorno. Critica di
malattia assente” (osservazioni 15 luglio 2015 alla Commissione giuridica
LASP, pag. 1). Secondo i medici del __________, il suo ricovero non poteva
essere differito né sostituito, “data la persistenza, nell’attualità, di uno
stato psicopatologico non dissimile a quello riscontrato all’ingresso, inoltre
si segnala la totale assenza di critica di malattia, la titolazione in corso
della terapia psicofarmacologica e l’assenza di domicilio del paziente”
(pag. 2). Quali proposte terapeutiche, i medici del __________ hanno ritenuto
che “l’impostazione di un’adeguata terapia psicofarmacologica (in titolazione),
unitamente ad una presa a carico multidisciplinare e socio-assistenziale (data
l’assenza di domicilio del paziente) potrebbero influire positivamente sullo
stato psichico del paziente” (pag. 2).

                                      

                               6.2.   Anche il dottor __________,
incaricato dalla Commissione giuridica LASP per un esame specialistico, è
giunto a conclusioni simili. Egli ha rilevato come RE 1 presentasse ancora “una
situazione psichiatrica compromessa nell’ambito di uno scompenso ancora in fase
acuta, di una malattia psicotica maggiore” (scritto 17 luglio 2015, pag.
2). Il medico segnalava inoltre le difficoltà logistiche legate all’assenza di
una soluzione abitativa sicura e la necessità di reimpostare la cura
farmacologica, per cui riteneva “ragionevole mantenere il ricovero”,
senza possibilità per il momento di prevedere una data di dimissione ma
ritenendo la degenza come “di lungo corso (6-8 settimane almeno)” (pag.
2). 

 

                               6.3.   Infine, anche l’ultimo
aggiornamento riguardante la situazione di RE 1, stilato dai medici curanti
presso la Clinica contestualmente alle osservazioni al reclamo, è concorde nel ritenere
che il ricovero debba essere ancora mantenuto nonostante il “parziale
miglioramento rispetto a quanto obiettivato all’ingresso in reparto e a quanto
riportato nelle osservazioni inviate al Presidente della Commissione giuridica
LASP in data 15.07.2015”, reso possibile dall’introduzione “di una
terapia farmacologica (sospesa dal paziente al proprio domicilio per decisione
autonoma nel periodo precedente l’attuale ricovero)”. Secondo detto
aggiornamento non risultano infatti “ancora del tutto risolti alcuni sintomi
di pertinenza psicotica quali l’assenza di critica della malattia e i contenuti
del pensiero ad impronta persecutoria; inoltre, appare evidente anche in
clinica uno scarso funzionamento socio-relazionale con ritiro sociale e
isolamento”. Il proseguimento della degenza è dunque necessario “al fine
di ottenere una condizione di stabile compenso psichico e una maggiore adesione
al progetto di cure prima di procedere alle dimissioni con presa a carico
specialistica ambulatoriale”. 

                               6.4.   RE 1,
dal canto suo, ha dimostrato di non avere consapevolezza dei suoi problemi
psichiatrici. Pur dicendosi intenzionato a voler proseguire le cure mediche
prescritte dalla Clinica, anche in occasione della sua audizione da parte di questo
giudice ha minimizzato sia il suo stato di crisi (riducendo la questione ad un
mero problema di insonnia) sia le difficoltà oggettive che si presenteranno al
momento della sua uscita dalla Clinica (assenza di una soluzione abitativa consona
e difficoltà nel rapporto con i genitori). 

 

                               6.5.   Alla luce di quanto
sopra, occorre dunque riconoscere che i presupposti per un ricovero a scopo di
cura o di assistenza ai sensi dell’art. 426 CC sono dati. 

                                         Il ricovero di RE 1 appare
ancora necessario al fine di risolvere i rimanenti sintomi di pertinenza
psicotica, di modo da giungere ad una condizione di stabile compenso psichico e
ad una maggiore adesione al progetto di cura della turba psichica di cui
soffre. Il reclamo non può dunque trovare accoglimento. 

 

                               6.6.   In conclusione si
rammenta che, ai sensi dell’art. 429 cpv. 2 CC, il ricovero ordinato dal medico
termina al più tardi alla scadenza della durata stabilita – che non può
eccedere le sei settimane – sempre che non sussista una decisione di ricovero
esecutiva dell’autorità di protezione degli adulti. 

                                         Essendo tale termine
ormai prossimo alla scadenza, si rammenta alla Clinica __________ la necessità
di sottoporre il caso all’Autorità regionale di protezione competente, nel caso
in cui ritenesse necessario prolungare la permanenza di RE 1 presso la Clinica.

 

                                   7.   Viste le
circostanze, nella fattispecie si rinuncia eccezionalmente al prelievo di oneri
processuali.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia:

 

1.Il
reclamo è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse né spese di giustizia.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -
  

  

                                         Comunicazione:

                                         -

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg.
LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF.
Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.