# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd53e61c-bb37-5abc-a3fc-fa05eb3c8b09
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-03-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.03.2012 D-1559/2012
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1559-2012_2012-03-26.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-1559/2012 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2 6  m a r z o  2 0 1 2  

Composizione 

 
Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Gabriela Freihofer; 

cancelliera Nicole Manetti. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…),  

Georgia, alias 

B._______, nato il (…),  

Russia 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore 

 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  

decisione dell'UFM del 12 marzo 2012 / N […]. 

 

 

D-1559/2012 

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Visto: 

la prima domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il 

16 gennaio 2010 in Svizzera; 

la decisione dell'Ufficio federale della migrazione (di seguito: UFM) del 

7 maggio 2010 (che annulla e sostituisce la decisione del 

30 marzo 2010), con la quale non è entrato nel merito della citata do-

manda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato l'allontanamento 

dell'interessato dalla Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento 

medesimo; 

la sentenza del Tribunale amministrativo federale D-3569/2010 del 

28 maggio 2010, con la quale il Tribunale amministrativo federale (di se-

guito: il Tribunale) ha respinto il ricorso inoltrato dall'insorgente il 

18 maggio 2010 contro la suddetta decisione dell'UFM; 

la seconda domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera il 

3 dicembre 2011; 

i verbali d'audizione dell'11 gennaio 2012 (di seguito: verbale 1) e del 

12 marzo 2012 (di seguito: verbale 2); 

la decisione dell'UFM del 12 marzo 2012, notificata all'interessato 

oralmente il giorno stesso (cfr. act. B 19/1) con la quale non è entrato nel 

merito della detta domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, 

ha pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, nonché 

l'esecuzione dell'allontanamento medesimo; 

il ricorso inoltrato dal ricorrente il 20 marzo 2012 (cfr. timbro del plico rac-

comandato); 

l'incarto originale dell'UFM pervenuto al Tribunale il 21 marzo 2012; 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei conside-

randi che seguono; 

  

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e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); 

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; 

che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); 

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; 

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio-

re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), e che è pertanto legittimato ad aggra-

varsi contro di essa; 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma 

ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, 

con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-

sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); 

che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti; 

che il richiedente ha dichiarato di chiedere asilo per gli stessi motivi 

addotti in occasione della sua prima domanda; che, a sostegno della sua 

nuova domanda, ha sottolineato che in Georgia, pur non avendo egli mai 

sofferto la fame, la situazione politica non sarebbe ottima; che, inoltre, 

egli non sarebbe in possesso di documenti e, per questa ragione, non 

potrebbe sposarsi; che, come d'altronde avrebbe già spiegato durante la 

prima procedura d'asilo, in Georgia sarebbe stato ferito con un coltello e, 

in aggiunta, nel 2008 gli sarebbe successo spesso di essere coinvolto in 

risse in stato di ebbrezza (cfr. verbale 1, pagg. 3 e 11 e verbale 2, pag. 5); 

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che, in merito al periodo dopo la conclusione della prima procedura 

d'asilo in Svizzera, egli ha dichiarato di essere stato in Russia e, per un 

periodo di due settimane, probabilmente nel mese di febbraio o 

marzo 2011, anche in Georgia, per poi rientrare in Svizzera il 

2 dicembre 2011 (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pagg. 2 seg.); 

che, nella decisione del 12 marzo 2012, l'UFM ha preso atto che l'interes-

sato, dopo la conclusione della prima procedura d'asilo in Svizzera, sa-

rebbe tornato in Georgia per due settimane e che, in sede di audizione, 

avrebbe dichiarato di non avere avuto problemi né con lo Stato, né con 

terzi, salvo le difficoltà già menzionate in occasione della prima domanda; 

che, oltracciò, detto Ufficio ha considerato che l'interessato, esponendo il 

suo timore sulla situazione politica in patria, non avrebbe addotto alla 

domanda d'asilo alcun motivo personale e concreto; che, infine, l'autorità 

inferiore ha costatato che la procedura d'asilo avviata il 16 gennaio 2010 

sarebbe definitivamente conclusa dal 28 maggio 2010 e che l'interessato, 

nell'ambito della nuova domanda, non avrebbe addotto fatti verificatisi 

dopo la conclusione della prima procedura propri a motivare la qualità di 

rifugiato oppure determinanti per la concessione della protezione provvi-

soria; 

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 

ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pro-

nunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la sua esecu-

zione verso la Georgia siccome lecita, esigibile e possibile; 

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato di avere nuovamente deposto 

una domanda d'asilo in Svizzera poiché in Georgia non avrebbe prospet-

tive, non avrebbe familiari su cui poter contare, la situazione politica sa-

rebbe pessima e, inoltre, non sarebbe in possesso di documenti d'identi-

tà; che, considerata l'inesistenza di una rete sociale e familiare in patria, 

l'UFM avrebbe perlomeno dovuto entrare nel merito della domanda d'asi-

lo dell'interessato; che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'annulla-

mento della decisione impugnata e la restituzione degli atti di causa 

all'autorità inferiore per una nuova decisione; che ha, altresì, presentato 

una domanda d'assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal ver-

samento delle spese processuali e del relativo anticipo; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una do-

manda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una pro-

cedura d'asilo terminata con decisione negativa o durante la pendente 

procedura d'asilo è rientrato nel Paese d'origine o di provenienza, a meno 

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che non vi siano indizi che nel frattempo siano intervenuti fatti propri a 

motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della pro-

tezione provvisoria; 

che, preliminarmente, il Tribunale osserva che la precedente procedura 

d'asilo si è definitivamente conclusa con la crescita in giudicato della de-

cisione dell'UFM del 7 maggio 2010 a seguito della sentenza del Tribuna-

le D-3569/2010 del 28 maggio 2010, con la quale è stato respinto il ricor-

so presentato dall'insorgente relativo alla decisione di non entrata nel me-

rito della sua prima domanda; 

che, in casu, codesto Tribunale rileva che l'insorgente non ha presentato, 

all'infuori di generiche censure, argomenti o prove suscettibili di giustifica-

re una diversa valutazione rispetto a quella di cui all'impugnata decisione 

(di non entrata nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 

lett. e LAsi); 

che l'interessato, in sede di audizione, ha esplicitamente dichiarato che i 

motivi della seconda domanda d'asilo sarebbero gli stessi già menzionati 

in occasione della prima domanda (cfr. verbale 1, pagg. 3 e 11);  

che, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore nella sua decisione 

del 12 marzo 2012, il richiedente ha dichiarato di essere tornato in Geor-

gia dopo la conclusione della prima procedura d'asilo e di non avere avu-

to problemi, salvo quelli già addotti durante la prima domanda (cfr. verba-

le 1, pagg. 3 e 11 e verbale 2, pagg. 2 seg.); 

che, inoltre, le dichiarazioni fornite dall'interessato nell'atto ricorsuale in 

merito alla situazione politica in patria, alla sua rete familiare e al mancato 

possesso di documenti d'identità non rappresentano, e manifestamente, 

dei nuovi motivi propri a motivare la qualità di rifugiato ai sensi 

dell'art. 3 LAsi o determinanti per la concessione della protezione provvi-

soria; che, al contrario, alla luce di quanto esposto, rasentano l'abuso 

processuale; 

che non vi è dunque luogo di restituire gli atti di causa all'UFM per ulteriori 

indagini; 

che, di conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti nuova-

mente addotti dal ricorrente nella presente procedura d'asilo non sono 

propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione 

della protezione provvisoria; 

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che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito 

il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela 

e la decisione impugnata va confermata; 

che l'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 

RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9); 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della leg-

ge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20),  

giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che 

l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente in Georgia possa violare 

l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera 

del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statu-

to dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto 

di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in pa-

tria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della 

Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fon-

damentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Con-

venzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o 

degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); 

che, in considerazione di quanto indicato poc'anzi, l'esecuzione dell'allon-

tanamento è ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 

LAsi); 

che, inoltre, la situazione vigente in Georgia non è caratterizzata da guer-

ra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della po-

polazione nell'integralità del territorio nazionale; 

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, scola-

rizzato e vanta un'esperienza lavorativa nell'ambito del commercio, 

dell'edilizia e anche come sportivo (cfr. verbale 1, pag. 5); che, inoltre, 

stando a quanto riferito, l'interessato avrebbe vari amici in patria (cfr. ver-

bale 2, pag. 6) e dispone quindi di una rete sociale; 

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che, in aggiunta, l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di 

gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione prov-

visoria (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 

ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24) senza che da un esame 

d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per 

motivi medici;  

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo Pa-

ese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione 

all'art. 44 cpv. 2 LAsi); 

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della  

possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in rela-

zione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che l'insorgente, usando della necessaria di-

ligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio  

(cfr. DTAF 2008/34 consid. 12); che l'esecuzione dell'allontanamento è 

dunque pure possibile; 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, ra-

gionevolmente esigibile e possibile; 

che, di conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa ese-

cuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'autorità infe-

riore confermata; 

che l’UFM con la decisione impugnata non ha pertanto violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d’apprezzamento; che esso non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti ed 

inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), per il che il ricorso 

va respinto; 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda 

d'esenzione dal versamento d'un anticipo equivalente alle presunte spese 

processuali è divenuta senza oggetto; 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico della ricorrente (art. 63 

cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spe-

se ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 

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che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno ab-

bandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di dirit-

to pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); 

che la pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale 

amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 

della presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Nicole Manetti 

 

 

Data di spedizione: