# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2d05c6fa-d6dc-5399-83bb-99293bac761f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.03.2001 14.2000.122
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2000-122_2001-03-06.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2000.00122

  	
  Lugano

  6 marzo 2001

  B/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile
promossa con istanza           25 luglio 2000 da

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv. __________ 

   

  

 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio dell'opposizione
interposta al PE __________ del 25 maggio/2 giugno 2000 dell'UE di Lugano;

 

sulla quale istanza la Segretaria assessore della Pretura del
Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 13 novembre 2000 ha così deciso:

 

      "1.   L'istanza è accolta e di conseguenza
l'opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è respinta in via
provvisoria.

 

      2.    La tassa di giustizia in fr. 270.00, da anticipare dalla
parte istante, è posta a carico della parte convenuta, con l'obbligo di
rifondere a controparte fr. 1'000.00 a titolo di indennità."

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dall'escusso che con
atto 27 novembre 2000 ha postulato la reiezione dell'istanza, con protesta di
spese e ripetibili;

con osservazioni 15 dicembre 2000 la parte appellata si è opposta al
gravame, protestate spese e ripetibili;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.   Con
PE n. __________ del 25 maggio/2 giugno 2000 dell'UE di Lugano __________ ha
escusso __________ per l'incasso di fr. 60'100.-- oltre interessi al 6.5% dal
1. gennaio 2000 e fr. 32'502.55, indicando quale titolo di credito: "1)
Residuo prestito del 6.5.1994 di originali fr. 100'000.--; 2) Interessi fino al
31.12.1999."

                                         Interposta
tempestiva opposizione dall'escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto
provvisorio al Pretore.

 

 

                                  B.   La procedente fonda la sua pretesa su un avviso di accredito dell'__________ con cui in seguito a suo ordine è stato versato
sul conto dell'escussa __________ l'importo di fr. 100'000.-- valuta 6 maggio
1994 (doc. B).  La creditrice ha poi inoltrato uno scritto 17 febbraio 1997
(doc. F), inviatole da __________ del
seguente tenore:

 

                                               "………………………

 

                                              Oggetto:
Prestito (cartella ipotecaria) c/o __________

 

                                              Tempo
indietro e, precisamente nel periodo fiscale 1995, ho espresso il desiderio di
potere abbassare la rata mensile stabilita a suo tempo in Fr. 2000.- al minimo
di Fr. 1000.- per un periodo da stabilire, ferma restando la possibilità di
versare se, e quando mi fosse stato possibile quello che in più potevo in
quanto sono subentrati dei problemi. 

                                              ……………………………………"

 

                                         __________
ha rilevato che nonostante lo scambio di diversi scritti con la debitrice, i
coniugi __________ a partire da fine 1996 non hanno più effettuato alcun
versamento a rimborso del credito. La procedente pretende il pagamento  di fr.
60'100.-- più accessori quale restituzione del prestito originario, così come
fr. 32'502.55 quali interessi sul prestito, come risulta dal conteggio doc. I e
dai giustificativi doc. M. Per quel che riguarda la solidarietà fra coniugi, la
precettante ha sostenuto che questa è data secondo l'art. 166 cpv. 3 CC,
trattandosi di un debito contratto da entrambi per coprire i bisogni della
famiglia.

 

 

                                  C.   All'udienza di contraddittorio l'escusso ha negato che si tratti di
un caso di solidarietà fra coniugi, sostenendo che dal doc. B si evince che il
versamento è stato effettuato unicamente a favore di sua moglie. Inoltre dai
documenti prodotti non emerge l'uso a cui l'importo era destinato risp. non
emerge che lo stesso sia stato utilizzato per bisogni particolari della
famiglia ____________________ ha poi sostenuto che dalla documentazione agli
atti non emerge alcun riconoscimento di debito che esprima l'importo
dell'eventuale credito, le modalità di pagamento, le eventuali compensazioni in
natura avvenute nonché l'importo residuo.

 

 

                                  D.   Con sentenza 13 novembre 2000 la Segretaria assessore della Pretura
del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto l'istanza osservando che
l'escusso non ha portato una sola prova concreta tale da permettere
l'esclusione della solidarietà fra coniugi ex art. 166 cpv. 3 CC, che pertanto
è stata ammessa. La prima giudice ha poi ritenuto l'insieme della
documentazione prodotta valido riconoscimento di debito ex art. 82 LEF,
rilevando che il precettato non ha reso verosimile l'esistenza di una
contropretesa da opporre in compensazione.

 

 

                                  E.   Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata
l'escusso con argomentazioni di cui, se del caso, si dirà in seguito.

 

 

                                  F.   Con le sue osservazioni la parte appellata ha ribadito le sue
allegazioni di prima sede.

 

 

Considerato

 

In diritto:

 

                                   1.

 

                                  a)   La
nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex
art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il
riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di
un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente
determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un
insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari.
Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente
determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a
possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio
dell’opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 337/338 con riferimenti).

 

 

                                  b)   Il giudice del rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa
(quindi anche in sede d'appello) se la documentazione prodotta costituisce
valido riconoscimento di debito (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p. 331).

 

 

                                  c)   Il
limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non consente
l'indagine volta a stabilire quale sia il reale significato di una
dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida, ritenuto che tale
accertamento è compito del giudice ordinario (Cometta, op. cit. in Rep 1989 p.
330).

 

 

                                  d)   __________
ha rilevato, producendo uno scritto 3 maggio 1994 inviatole dalla __________
(doc. L), di avere ottenuto un prestito di fr. 100'000.-- quale credito in
conto corrente all'interesse del 6 3/4% oltre ad 1/4% commissione trimestrale
sul maggior saldo debitore e che il credito doveva venire rimborsato in ragione
di fr. 4'000.-- al trimestre, la prima quota di ammortamento con scadenza il 30
settembre 1994. La creditrice ha poi inoltrato  un avviso di accredito 6 maggio
1994 (doc. B) con cui, tramite la __________ di __________, ha versato a
__________ fr. 100'000.--. Oltre all'ammontare della somma, nessuna indicazione
emerge dal predetto avviso di accredito circa  lo scopo del versamento. Dalla
documentazione agli atti non risulta nemmeno che tra __________ e __________
sia stato stipulato un contratto secondo il quale le condizioni applicate dalla
__________ alla procedente siano state a sua volta applicate da parte della
procedente a __________ nell'ambito della concessione di un prestito, pure di
fr. 100'000.--. Con scritto 17 febbraio 1997 (doc. F) __________ si è rivolta
alla precettante, indicando quale oggetto "Prestito (cartella ipotecaria)
presso la __________ " e chiedendo di potere ridurre la "rata mensile
stabilita a suo tempo in fr. 2'000.-- al minimo di fr. 1000.-- per un periodo
da stabilire". Che questo documento si riferisce al versamento di fr.
100'000.-- da parte di __________ a __________ e che si tratta del rimborso di
tale somma non emerge dal doc. F. Questo scritto rinvia infatti ad un prestito
senza tuttavia indicarne né l'ammontare né la data della stipulazione e tanto
meno le condizioni. Nemmeno gli altri documenti prodotti dalla creditrice
provano che __________ si è fatta carico del pagamento degli interessi e degli
ammortamenti della linea di credito concessa dalla __________ ad __________. In
essi vengono unicamente proposte riduzioni di rate da pagare con accenni ad un
prestito, senza tuttavia definire di quale prestito si tratti e quali siano le
condizioni applicabili (cfr. doc. C e Q).    

                                         Dall'insieme
di documenti prodotto dalla procedente non è pertanto possibile evincere un
riconoscimento di debito da parte di __________ in relazione ad una somma di
denaro determinata o facilmente determinabile, mancandone i necessari elementi.
Il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio non
consente infatti l'indagine volta a stabilire quale sia il reale significato di
dichiarazioni che non appaiono sufficientemente liquide. La procedente è
rinviata alla procedura ordinaria. 

                                         Mancando
un valido titolo di rigetto provvisorio dell'opposizione ex art. 82 LEF, si può
prescindere dal verificare se è data l'asserita solidarietà dell'escusso con
sua moglie __________. L'istanza 25 luglio 2000 di __________ va quindi
respinta e in tal senso la sentenza pretorile riformata.

 

 

                                   2.   L'appello 27 novembre 2000 di __________ va di conseguenza accolto.

                                         Tassa
di giustizia e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62
cpv. 1 OTLEF).

 

Per i quali motivi,

 

richiamato l'art. 82
LEF

 

 

pronuncia:

 

                                    I.   L'appello
27 novembre 2000 di __________, è accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 13 novembre 2000 della Segretaria assessore della
Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5, è così riformata:

 

                                         "1.    L'istanza 25 luglio 2000 di __________,
è respinta.

 

                                         2.     La
tassa di giustizia di fr. 270.--, da anticipare dalla parte istante, è posta a
carico di __________, la quale rifonderà a __________ Fr. 1'000.-- a titolo di
indennità." 

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 405.--, già anticipata
dall'appellante, è posta a carico di __________, la quale rifonderà a
__________ fr. 1'000.-- a titolo di indennità.

 

                                  III.   Intimazione:    -
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5

 

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                           La
segretaria