# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 725016c8-dc2f-5e5c-8632-1d930f1a7032
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.12.2014 14.2014.218
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-218_2014-12-16.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.218

  	
  Lugano

  16 dicembre 2014/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella causa SO.2014.1309 (rigetto definitivo
dell’opposizione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa
con istanza 25 marzo 2014 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinata dall’avv. PA 2,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinato dall’avv. PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo del 3 novembre 2014 presentato
da RE 1 contro la decisione emessa il 20 ottobre 2014 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 16 maggio 2013 dall’Ufficio
esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso l’ex marito RE 1 per l’incasso di fr. 72'290.30
più interessi e spese, indicando quale titolo di credito le spese e ripetibili
derivanti da diverse decisioni giudiziarie.

 

                            B.  Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 25 marzo 2014 CO
1 ne ha chiesto il rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 5. L’indomani, il Pretore ha citato le parti a comparire a un’udienza
fissata per il 24 giugno 2014, poi rinviata una prima volta al 10 luglio a
richiesta del patrocinatore della parte istante e una seconda al 25 settembre
su istanza del convenuto. Il 16 settembre 2014, l’avv. PA
1 ha comunicato al Pretore di aver assunto il patrocinio del convenuto e ha sollecitato
la posticipazione dell’udienza “di qualche giorno”. L’indomani, il Pretore ha
ancora una volta differito l’udienza al 20 ottobre. Il giorno successivo, l’avv.
PA 1 ha informato il Pretore che sarebbe stato assente all’estero dal 16 al 24
ottobre compresi e ha chiesto di anticipare o di posticipare l’udienza, proponendo
comunque di presentare entro il 20 ottobre un memoriale di osservazioni all’istan­­za
in sostituzione del dibattimento. All’udienza del 20 ottobre sono comparsi solo
i rappresentanti dell’istante, che hanno confermato la domanda.

 

                            C.  Statuendo con decisione dello stesso 20 ottobre, il Pretore ha accolto
l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte
convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 300.– e un’indennità
di fr. 1'500.– a favore dell’i­­stante.

 

                            D.  Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorto a questa Camera con un reclamo del 3 novembre 2014 per ottenerne l’annullamento
e il rinvio della causa al primo giudice per nuovo giudizio. Nelle sue
osservazioni del 21 novembre 2014, CO 1 ha concluso per la
reiezione del reclamo.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato lunedì 3 novembre 2014 contro la sentenza notificata al patrocinatore
di RE 1 il 22 ottobre, in concreto il reclamo è tempestivo (art. 142 cpv. 3 CPC
per il rinvio dell’art. 31 LEF).

 

                           1.2  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di designare
dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia i
documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati
sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato
dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di
fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Pretore non ha alluso all’ultima richiesta di rinvio
dell’udienza presentata dal patrocinatore del convenuto il 18 settembre, che ha
apparentemente ignorato per svista, come si evince da un’annotazione a mano
apposta sulla stessa richiesta (“aggraffata x errore all’ordinanza di rinvio
17.9.2014 poiché ritenuta x errore un doppio della richiesta di rinvio del
16.9.2014”). A mente del reclamante, il fatto che il Pretore abbia
dimenticato di statuire sulla sua richiesta di rinvio, che si ritiene
“assolutamente in diritto di ottenere”, costituisce una violazione del suo
diritto di essere sentito e giustifica l’annulla­­mento della sentenza
impugnata e il rinvio della causa al primo giudice per nuovo giudizio. Da parte
sua l’istante mette in dubbio l’esi­­stenza della richiesta di rinvio del 18
settembre e ad ogni modo contesta che il diritto del convenuto di essere
sentito sia stato violato, siccome egli avrebbe mancato al suo dovere di diligenza
minimo omettendo di accertarsi se la sua richiesta era stata accolta. L’istante
sostiene inoltre che la stessa sarebbe comunque dovuta essere respinta, poiché
era sprovvista di qualsivoglia giustificativo.

 

                             3.  Se l’istanza non risulta inammissibile o
infondata, il giudice dà modo alla controparte di presentare oralmente o per
scritto le proprie osservazioni (art. 253 CPC). Ove, come nel caso specifico,
il giudice abbia scelto la prima soluzione citando le parti a un’­u­­dienza, la comparizione può essere rinviata per sufficienti motivi d’ufficio
oppure su richiesta tempestiva (art. 135 CPC). Nella fattispecie, la richiesta
di anticipazione o di posticipazione dell’u­­dienza fissata per il 20 ottobre
2014, effettivamente inoltrata il 18 settembre (contrariamente a quanto
asserisce l’istante), è senz’altro tempestiva. Spettava quindi al Pretore
statuire sulla stessa, ciò che, come visto per svista, ha omesso di fare. Il problema
è però di sapere se RE 1 o il suo patrocinatore non avrebbero dovuto
sollecitare una decisione al riguardo o nel dubbio comparire all’udienza del 20
ottobre.

 

                             4.  Come
visto, il giudice “può” rinviare l’udienza per sufficienti motivi (art. 135
CPC). Non sussiste quindi alcun diritto al rinvio. Ove una parte non riceva dal
tribunale una risposta alla sua istanza di rinvio, deve desumere dal silenzio
il mantenimento dell’udienza. E se omette di comparire alla data prevista, la
parte contumace deve lasciarsi opporre le conseguenze previste dalla legge in
caso di morosità (sentenza del Tribunale federale 5A_121/2014 del 13 maggio
2014, consid. 3.3, e i numerosi rinvii alla dottrina), ovvero il fatto che il
giudice possa statuire senza indugio in base agli atti e alle allegazioni della
parte comparsa (art. 234 CPC, per il rinvio dell’art. 219 CPC), come
esplicitamente ricordato nella citazione originaria del 26 marzo 2014. Nel caso
di specie, il reclamante o il suo patrocinatore avrebbero del resto avuto tutto
il tempo necessario (dal 18 settembre alla data di partenza dell’avv. PA 1 il
16 ottobre) per verificare le intenzioni del Pretore in merito alla loro ultima
domanda di rinvio – non potendo nemmeno escludere che la stessa si fosse
smarrita – o perlomeno per presentare prima dell’udienza
il memoriale di osservazioni all’i­­stanza di rigetto preannunciato in quella
domanda. Essendo il reclamante stato regolarmente citato, e quindi posto nella
situazione di esprimersi sull’istanza di rigetto, la censura di lesione del suo
diritto di essere sentito si rivela infondata.

 

                             5.  Nel
merito, il reclamante non adduce alcun motivo di opposizione. Ciò nonostante, in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di
reclamo), il giudice del rigetto è tenuto ad esaminare d’ufficio, a prescindere
dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce valido
titolo di rigetto dell’opposizione (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1). Nel caso specifico, tutti gli importi indicati nel conteggio prodotto
quale doc. B risultano essere stati stabiliti in decisioni esecutive (doc. C,
dispositivi I.6, I.9 e II nonché doc. D-H), che rappresentano validi titoli di
rigetto definitivo dell’opposizione (art. 80 cpv. 1 LEF). La loro somma ascende
però a fr. 72'040.30 (come indicato nel doc. B) e non all’importo di fr. 72'290.30
posto in esecuzione. Per la differenza di fr. 250.– indicata sul precetto
come “spese e ripetibili” non è stata addotta alcuna giustificazione neppure
nell’istanza. Il reclamo va pertanto parzialmente accolto nel senso di limitare
il rigetto dell’opposi­zione a fr. 72'040.30 oltre agli interessi
calcolati secondo gli importi e le scadenze indicate nell’istanza (pag. 8,
conclusione n. 2).

 

                             6.  La tassa del presente giudizio e le
ripetibili, stabilite in applicazione degli art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF (RS
281.35) e 11 cpv. 1-2 RTar (RL 3.1.1.7.1), seguono la
soccombenza quasi totale del reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC). Circa i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 72'290.30,
supera la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è parzialmente accolto e di
conseguenza il dispositivo n. 1 della sentenza impugnata è così riformato:

                                         1.  L’istanza
è parzialmente accolta e di conseguenza l’opposizione interposta al precetto
esecutivo n. __________ dell’Ufficio esecuzione di Lugano è respinta in via
definitiva limitatamente a fr. 72'040.30 più interessi del 5% su fr. 700.–
dal 19 novembre 2002, su fr. 1'200.– dal 25 gennaio 2003, su fr. 466.65
dal 10 settembre 2006, su fr. 550.– dal 10 ottobre 2006, su fr. 8'265.–
dal 18 marzo 2011 e su fr. 60'858.65 dal 21 giugno 2012.

 

                                  Per
il resto, la sentenza impugnata è confermata.

 

                             2.  Le
spese processuali di complessivi fr. 400.– relative al presente giudizio sono
poste a carico di RE 1, che rifonderà a CO 1 fr. 1'000.– per ripetibili.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –  ;

  –  .

   

  

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).