# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e95a2c2f-d40d-51e1-a1a0-40954d97ad7b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.06.2016 32.2015.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2015-70_2016-06-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2015.70

   

  fs

  	
  Lugano

  15 giugno 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 aprile 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

  rappr. da: RA 2  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 31 marzo 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata il __________ 1989,
dal 1. aprile 2007 è beneficiaria di una rendita intera straordinaria per un
grado d’invalidità del 100% e di un assegno per grande invalido di grado
elevato (cfr. le decisioni del 14 e del 22 giugno 2007 sub doc. AI 93/1-2 e
95/1-2 con le relative motivazioni sub doc. AI 89/1-3 e 91/1-3 e la
comunicazione del 19 maggio 2010 sub doc. AI 110/1-2).

 

 

                               1.2.   Con lettera del 10 marzo 2015
l’Ufficio AI ha trasmesso ai genitori dell’assicurata – genitori a favore dei quali, nell’ambito
della Seduta del 6 settembre 2007, la Commissione tutoria regionale __________,
con ris. no. __________, ha ripristinato l’autorità parentale in seguito a
interdizione (doc. AI 103/1-2) –
l’“avviso di sospensione provvisionale della rendita straordinaria e
dell’assegno grandi invalidi erogato a RI 1” assegnando un termine per
presentare eventuali osservazioni in merito (doc. AI 122/1-3).

 

                                         Con scritto del 23 marzo
2015, tramite l’avv. RA 2, i genitori hanno preso posizione sul succitato
avviso del 10 marzo 2015 chiedendo l’immediato ripristino delle prestazioni
erogate alla figlia (doc. AI 126/1-3).

 

                               1.3.   Con decisione provvisionale
del 31 marzo 2015 – trasmessa il 15 aprile 2015 all’avv. RA 2 (cfr. doc. AI
144/1) – l’Ufficio AI ha sospeso con effetto immediato il diritto alla rendita
intera straordinaria e all’assegno per grandi invalidi di grado elevato e tolto
l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso ai sensi dei combinati artt. 66
LAI e 97 LAVS (doc. AI 133/1-3). L’amministrazione – evidenziata la non
esportabilità delle succitate prestazioni – ha sostenuto di aver acquisito
importanti indizi a sostegno del trasferimento (da almeno un anno) della dimora
abituale all’estero rinviando alla relativa segnalazione anonima ed al, non
meglio specificato, “(…) procedimento penale aperto dal Ministero pubblico
del Canton Ticino nei vostri confronti per accertare l’entità della lesione
degli interessi pecuniari dell’Istituto delle assicurazioni sociali. (…)”
(doc. AI 133/2). Contestualmente l’Ufficio AI ha, in particolare, rilevato che “(…)
perché si possa stabilire in quale luogo si situa la residenza effettiva ed il
centro dei vostri interessi e, di converso, la dimora abituale di vostra figlia
RI 1 fanno stato gli elementi oggettivi esterni riconoscibili da terzi e
non le semplici dichiarazioni in merito alla volontà interna di una persona (in
tema si rimanda in specie alla Sentenza 28 novembre 2013 del Tribunale
cantonale delle assicurazioni, inc. 32.2012.285, consid. 2.2 e giurisprudenza
citata). L’istruttoria innescata permetterà di accertare quali scelte siano
state da voi effettuate per conto di vostra figlia RI 1 ad esempio in merito
alle cure mediche ricevute in Svizzera, e ciò con particolare riferimento al
cambiamento di frequenza (in presenza di uno stato di salute rimasto immutato)
o l’assenza di qualsivoglia tipo di cura negli anni (dagli atti risulta che
l’ultimo curante dell’assicurata conosciuto dall’UAI non l’abbia più vista dal
19 ottobre 2010, rispettivamente che la convocazione 25 settembre 2013 per una
visita peritale prevista il 9 ottobre 2013 sia stata saltata senza fornire la
benché minima spiegazione. Visita poi avvenuta il mese successivo, ossia il 4
novembre 2013). In queste circostanze, posto che non sono stati apportati
elementi a chiarificazione della fattispecie, l’amministrazione ritiene quindi
sussistere sia l’urgenza che il suo interesse preponderante a sospendere
provvisoriamente il diritto alla rendita straordinaria e il diritto all’AGI di
grado elevato al domicilio di vostra figlia RI 1. (…)” (doc. AI 133/3-4).

 

                               1.4.   Contro la summenzionata
decisione, sempre tramite l’avv. RA 2 in rappresentanza dei genitori che a loro
volta rappresentano l’interessata, l’assicurata ha interposto il presente
ricorso con il quale – contestato
di aver trasferito all’estero la propria dimora abituale, sostenuto che
l’obbligo di dimora giudiziario ordinato dal Tribunale di __________ non
configura un trasferimento della dimora abituale mancando il presupposto della
volontarietà, negato che l’ente assicurativo possa subire un danno a dipendenza
dell’esito delle inchieste penali italiane e svizzere per l’eventuale
restituzione di prestazioni versate indebitamente e rilevato che la sospensione
provvisionale delle prestazioni non rispetterebbe nemmeno il criterio
dell’opportunità e della proporzionalità –
ha chiesto il ripristino del diritto alla rendita intera straordinaria e
all’assegno per grandi invalidi di grado elevato a contare dal 1. aprile 2015 e
di concedere l’effetto sospensivo all’impugnativa.

 

                               1.5.   Con la risposta di causa – ricapitolate le prestazioni riconosciute
all’assicurata (e meglio: provvedimenti sanitari per l’infermità congenita 390
OIC, misure di istruzione scolastica speciale, AGI minorenni di grado elevato
al domicilio con supplemento cure intensive, AGI maggiorenni di grado elevato
al domicilio, rendita intera straordinaria e rimborso per scarpe ortopediche), rilevato
che il procedimento penale aperto dal Ministero pubblico del Canton Ticino
sarebbe volto ad accertare la lesione degli interessi pecuniari dell’Istituto
delle assicurazioni sociali anche a motivo del fatto che il nucleo famigliare
dell’assicurata non risiederebbe da anni in Svizzera e allegata l’annotazione
del 27 maggio 2015 del medico SMR dr. __________ (IV/1) – l’Ufficio AI ha, in particolare,
evidenziato che “(…) 4. L’UAI, come annunciato nell’avviso di sospensione
del 10 marzo 2015 e nella decisione oggetto della presente impugnativa, ritiene
indispensabile attendere gli esiti degli atti istruttori dell’inquirente penale
– questi ultimi già in corso e direttamente determinanti il diritto alle
prestazioni dell’assicurata – prima di pronunciarsi a titolo definitivo
sull’attualità della corresponsione (con specifico ed unico riferimento alla
residenza/centro degli interessi di RI 1) della rendita straordinaria e
dell’AGI conferiti all’assicurata. Lo scrivente Ufficio AI – a sostegno
dell’adempimento dei presupposti legali per procedere alla misura di
sospensione delle prestazioni – richiama dunque integralmente l’incarto no. __________
del lodevole Ministero pubblico. A mente dell’UAI, la documentazione
versata agli atti a seguito della segnalazione del 6 marzo 2015 (doc. 131
pag. 2 incarto AI) – prudenzialmente non prodotta in questa sede per non
pregiudicare lo scopo della citata istruttoria penale (considerata la
pendente raccolta delle prove principali e la verosimile, nonché provvisoria,
limitazione all’accesso agli atti delle parti) – permette agevolmente di
comprendere che il provvedimento contestato è stato adottato con cognizione di
causa, restando pacifiche le purtroppo gravi condizioni di salute di RI 1. 5.
L’Ufficio AI, per i motivi che verranno di seguito riportati, ritiene che la
dichiarazione 22 aprile 2015 di RA 1 ed il certificato medico 21 aprile 2015
del Dr. med. __________ (doc. A3 e A4 incarto TCA) non siano elementi
idonei ad inficiare l’esistenza di un interesse pubblico preponderante
da parte dell’amministrazione nel mantenere la sospensione provvisionale delle
prestazioni dell’assicurata. Anche se venisse confermato che i ricorrenti –
così come viene dichiarato nel doc. A3 – hanno passato due settimane
nell’abitazione di __________ dal 10 al 24 gennaio 2015, ciò non implica che il
loro centro degli interessi sia rimasto in Svizzera. Come indicato a pagina 3
della decisione impugnata, in caso di soggiorno in due luoghi, va esaminato in
quale di essi si situa il fulcro dei propri interessi. Tali accertamenti, come
già diffusamente indicato, sono in corso. Sulle cure prestate in Svizzera a RI
1, l’UAI ha acquisito l’estratto della Cassa malati dell’assicurata (doc.
141 incarto AI). Tale documentazione è stata poi sottoposta al vaglio del
Dr. med. __________ del Servizio medico regionale dell’UAI (di seguito SMR), il
quale – nell’annotazione 27 maggio 2015 (qui di seguito allegata), a cui si
rinvia integralmente per brevità d’esposto – ha evidenziato delle verosimili
anomalie in merito alla frequenza delle visite mediche ed alla tipologia della
farmacoterapia assunta. A proposito giova inoltre rilevare come nel certificato
medico del 21 aprile 2015 (doc. A4 incarto TCA), il Dr. med. __________
dichiara di aver prescritto all’assicurata dei farmaci, e non di aver
personalmente visitato la stessa (il SMR ha in merito rilevato che visto il
rimborso di CHF 16.50 per visita, si tratta probabilmente di una prestazione
fornita in assenza del paziente). (…)” (IV).

 

                               1.6.   Con lettera 11 giugno 2015
l’Ufficio AI ha trasmesso al TCA nuova documentazione (e meglio: l’annotazione
10 giugno 2015 del medico SMR dr. __________ e lo scritto 29 maggio 2015 della
Cassa malati __________; X/1 e X/2) che è stata notificata alla ricorrente ai
fini delle sue osservazioni (XI).

 

                               1.7.   Con decreto 18 giugno 2015 il
vicepresidente del TCA ha respinto l’istanza di ripristino dell’effetto
sospensivo del ricorso (XII).

 

                               1.8.   Con replica 9 luglio 2015
(XIII) – dopo la proroga del
termine (VI, VII, VIII e IX) –
l’avv. RA 2 ha prodotto i doc. da A/6 a A/13 e chiesto il sopralluogo presso
l’abitazione di __________.

                                         Ritenute le osservazioni
formulate in merito alla documentazione prodotta dall’Ufficio AI il legale ha
concluso che “(…) siamo in tema di provvisionale e gli atti di causa sono
non solo inidonei a provare il trasferimento della dimora abituale in __________
ma idonei a provarne il contrario e cioè il mantenimento della dimora abituale
e degli interessi vitali della famiglia RA 1 in Ticino: difetta pertanto a
sostegno della querelata decisione provvisionale il presupposto del fumus boni
iuris, su cui la risposta dell’UAI trascura di confrontarsi. (…)” (XIII).

                                         In particolare l’avv. RA 2
ha osservato che – in quanto “(…)
aperto nei confronti dei coniugi RA 1 per l’ipotesi del reato di falsità in
documenti e truffa alle assicurazioni sociali per le prestazioni indebitamente
incassate per il “figlio” __________ (…)” (XIII pag. 3) – l’incarto __________ del Ministero
pubblico richiamato dall’Ufficio AI sarebbe irrilevante ai fini della presente
vertenza e che la segnalazione anonima del 6 marzo 2015 “(…) sul piano
formale non ha dignità di prova nemmeno indiziaria e sul piano sostanziale
costituisce un falso ideologico: se infatti fosse vero come detto nella
querelata decisione pag. 2 che in base a detta segnalazione anonima “il vostro
nucleo famigliare avrebbe da diverso tempo (e meglio da almeno un anno, quindi
prima del vostro stato detentivo) residenza effettiva nel Comune di __________”
allora non si spiegehrebbe come mai secondo le bollette dell’acqua (doc. 11) e
della luce (doc. 12) anche in quest’ultimo anno vi è stato lo stesso consumo
nella casa di __________ come negli anni precedenti (…)” (XIII pag. 4).

                                         Quanto alle annotazioni 10
giugno e 27 maggio 2015 del medico SMR dr. __________ (X/1 e IV/1) l’avv. RA 2,
da una parte ha rilevato che con certificato medico 11 giugno 2015 il dr. __________
ha confermato di aver inviato le prescrizioni farmacologiche del 15 aprile 2014
e del 24 novembre 2015 ad __________ (cfr. doc. A/6) e, dall’altra parte ha
contestato le conclusioni circa l’inadeguatezza delle cure prestate
all’insorgente dal punto di vista dei medicamenti e delle visite mediche
adducendo che “(…) si tratta di conclusioni teoriche fatte sulla carta e
senza conoscere la dedizione e l’amore costante con cui la madre __________ ha
sempre seguito e segue tuttora la figlia RI 1 accompagnandola permanentemente
nella organizzazione della realtà quotidiana. RI 1, nata nel 1989, da quando
aveva ca 4 mesi ha iniziato a frequentare il Centro __________ di __________
fino a fine 2010 quando, inserita in un gruppo di persone adulte che a lei non
piacevano, non è più voluta andare: negli ultimi anni l’__________ non faceva
più nessuna terapia alla figlia RI 1 e anche la fisioterapia e la logopedia
erano state sospese in quanto ritenute non più necessarie. Da allora la figlia RI
1 ha sempre permanentemente vissuto vicino alla madre: l’amore e le cure di una
mamma sono meglio delle medicine e della sorveglianza di personale
specializzato tant’è vero che mai alla figlia RI 1 sono stati dati
tranquillanti o psicofarmaci poiché i genitori sono sempre riusciti a
tranquillizzarla senza farmaci ma come detto con grande amore e completa dedizione.
(…)” (XIII pag. 5).

                                         Addotto che il padre
dell’insorgente ha lavorato fino al dicembre 2009 e che in seguito è stato in
disoccupazione fino al giugno 2010 e in malattia (comprovata dalle visite
certificate dal dr. __________, in base all’estratto della cartella medica,
nello scritto del 1. luglio 2015 sub doc. A/10) fino a ottobre 2012, l’avv. RA
2 ha sostenuto che “(…) quand’anche, per assurdo dovessimo ammettere la tesi
dell’UAI circa il trasferimento della dimora abituale da __________ a __________,
si vorrà convenire che almeno fino a fine 2012 la dimora abituale della
famiglia RA 1 era a __________. (…)” (XIII pag. 5) e di conseguenza il “(…)
rischio di mancato recupero per l’UAI è per un verso ovviamente non calcolabile
dal 1. aprile 2007 in poi come preteso arbitrariamente dell’UAI nella propria
risposta considerando quindi tutte le rendite e tutti gli assegni versati da
quando la figlia RI 1 è diventata maggiorenne sulla base del doc. 5 pag. 3, per
altro verso è solo ipotetico poiché nella realtà i coniugi RA 1 hanno sempre
vissuto e mantenuto la loro dimora abituale ad __________. (…)” (XIII pag.
6).

                                         Osservato che
l’amministrazione “(…) non ha minimamente fatto fronte al proprio onere di
provare il trasferimento di detta dimora abituale da __________ a __________
(…)” (XIII pag. 6), l’avv. RA 2 ha infine sostenuto che a prove della
dimora abituale ad __________ assurgono: “(…) il doc. 6 per il quale nel
periodo del 15 aprile 2014 e del 24 novembre 2015 i coniugi erano ad __________,
il doc. 7 per il quale sono state fatte nuove scarpe speciali nella primavera
del 2014 per la figlia RI 1, il doc. 8 per il quale il 27 giugno 2014 è stata
pulita la canna fumaria della casa di __________, il doc. 10 per il quale ancora
il 28 novembre 2013 il padre __________ è stato visitato dal Dr. med. __________,
il doc. 11 e il doc. 12 che sono le bollette dell’acqua e dell’elettricità che
confermano un consumo più o meno costante negli ultimi 3 anni, e il doc. 13 che
certifica che a __________ i coniugi RA 1 non hanno la loro dimora abituale e
che sono iscritti all’AIRE con residenza a __________. (…)” (XIII pag. 7).

 

                               1.9.   Con osservazioni 27 agosto
2015 l’Ufficio AI ha rilevato che il richiamato incarto __________ del
Ministero pubblico non riguarda unicamente la responsabilità penale dei
genitori dell’assicurata per le prestazioni indebitamente percepite per il
“figlio” fittizio “(…) ma è anche volta ad appurare se è o meno avvenuta la
mancata notifica del trasferimento della dimora abituale di RI 1 per mezzo del
nucleo famigliare e/o dei singoli componenti della famiglia RA 1. Infatti, in
tale evenienza, questi ultimi incorrerebbero in sanzioni penali (per quel che
concerne l’UAI, nell’ipotesi più favorevole agli imputati, si realizzerebbe
un’infrazione all’art. 87 LAVS, norma applicabile in virtù del rinvio sancito
all’art. 70 LAI). (…)” (XV pag. 2).

                                         L’amministrazione, oltre a
sostenere di essere in possesso di sufficienti indizi – già al vaglio delle
competenti autorità – che giustificano la sospensione delle prestazioni in
attesa del completamento dell’istruttoria penale, quanto alle prove addotte dal
ricorrente, ha osservato che “(…) si tiene a rimarcare che dallo stesso
estratto della luce prodotto dai ricorrenti solo per il periodo dal 24 maggio
2012 all’8 maggio 2015 (doc. A12 incarto TCA) emerge un consumo ben al
di sotto della media (per una famiglia di 4 persone l’utilizzo è stimato a
3'500 kWh). Inoltre, non vanno trascurate le anomalie messe in luce dall’esame
della documentazione medica, ad esempio, come confermato peraltro con le
osservazioni in disamina, l’assicurata è stata visitata l’ultima volta nel
novembre 2013 (per più dettagli e per brevità d’esposto si rinvia al punto 5
della risposta di causa). Il fatto che i certificati medici siano stati inviati
all’indirizzo di __________ – unico recapito fornito all’amministrazione – è un
elemento non rilevante poiché non atto a dimostrare ove si situa la residenza
dell’assicurata. In merito alle informazioni fornite circa l’attività svolta
dal padre dell’assicurata sino al dicembre 2009, al periodo di disoccupazione
sino al giugno 2010 e alla successiva malattia fino all’ottobre del 2012 che ha
reso necessarie le visite mediche (doc. A10 incarto TCA), l’UAI tiene a
rilevare che i fatti riguardano unicamente RA 1 e non anche le di lui moglie e
figlia. Occorre al riguardo rilevare che seppur i coniugi RA 1 neghino
fermamente il trasferimento del loro centro di interessi, essi asseriscono –
per motivare l’annullamento della decisione di sospensione in critica – che
tutt’al più sarebbero soggette a restituzione le prestazioni sociali incassate
successivamente al gennaio 2013. Tale periodo è immediatamente successivo la
fine della malattia (verosimilmente coincidente con la cessazione della
corresponsione delle prestazioni di perdita di guadagno) di RA 1 ed è di molto
precedente il provvedimento di carcerazione __________ del marzo 2015. In tale
evenienza, si tiene a porre in evidenza che verrebbe così apportato un serio e
incisivo elemento a comprova dell’intenzione del trasferimento duraturo del
centro degli interessi di RI 1. Da ultimo si segnala come le fatture inerenti
il rifacimento delle scarpe dell’assicurata, la pulizia della caldaia e
l’intervento dello spazzacamino (doc. A6-9 incarto TCA) non sono a mente
di chi scrive elementi idonei a comprovare ove è situato il fulcro degli
interessi dell’assicurata. (…)” (XV pag. 2 e 3).

 

                             1.10.   Con scritto 8 settembre 2015
l’avv. RA 2 ha osservato che dalla fattura __________ dell’elettricità, nel
periodo maggio 2012 - maggio 2015, risulta un consumo più o meno costante di
ca. 1'600 kWh e che l’asserito consumo di 3'500 kWh, stimato per una famiglia
di quattro persone, non vale in concreto ritenuto che: “(…) - la famiglia
dei miei mandanti è composta di 3 persone di cui la figlia RI 1 grande invalida
che praticamente non consuma elettricità, - il padre dei miei mandanti vive
nell’appartamento al secondo piano che è separato dall’appartamento al primo
piano dove vivono i miei mandanti, - l’appartamento dei miei mandanti è un
piccolo appartamento e i miei mandanti nella primavera 2012 per le loro
ristrette entrate sono stati costretti a staccare due vecchi termosifoni a olio
per il riscaldamento, uno dei due boilers per l’acqua calda, un vecchio
congelatore e un refrigerante: ciò per limitare i consumi e quindi i relativi
costi (…)” (XVII).

                                         Ribadito che i suoi
mandanti non hanno leso l’art. 31 LPGA non avendo mai trasferito (né di fatto
né di intenzione) la loro dimora abituale in __________, il legale ha ancora osservato
da una parte che è “abberrante” pensare che allorquando il marito era
ammalato moglie e assicurata l’abbiano abbandonato e, dall’altra parte che
visto il provvedimento giudiziario coatto (l’arresto del 25 febbraio 2015 è
stato trasformato in obbligo di dimora nel Comune di __________ dal 26 marzo
2015, cfr. doc. A/2) il mantenimento della sospensione delle prestazioni è
arbitrario.

 

                             1.11.   Con osservazioni 21 settembre
2015 – evidenziato che l’obbligo
di dimora dei genitori non è mai stato considerato quale elemento atto ad
incidere sulla residenza dell’assicurata e che vi sono “(…) sufficienti
indizi lascianti presagire che ben prima del provvedimento di
carcerazione __________, RI 1, per mezzo del suo nucleo famigliare e/o dei
singoli componenti della famiglia RA 1, abbia trasferito il suo centro degli
interessi all’estero. Per questo motivo, non si ritengono realizzate le
eccezioni che permetterebbero di continuare a versare (per un tempo che
comunque di regola deve essere limitato/definibile) delle prestazioni non
esportabili all’estero (cfr. marg. 7114-7117 delle Direttive sulle rendite
dell’assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità).
(…)” rispettivamente che “(…) dagli accertamenti effettuati/richiesti
(per più dettagli si rinvia allo scritto 21 luglio 2015 della direzione
dell’Istituto delle assicurazioni sociali al Ministero pubblico) emerge che il
consumo di elettricità presso il secondo piano dell’abitazione in Via __________
ad __________ è stato pressoché nullo, non solo nel 2014, ma anche per gli anni
precedenti. (…)” (XIX pag. 2) –
l’Ufficio AI si è confermato nella domanda di respingere il ricorso (XIX).

 

                             1.12.   Con scritto 23 novembre 2015,
corredato dai doc. da B/1 a B/8, l’avv. RA 2 ha comunicato al TCA quanto segue:

 

" (…)

1. In allegato
vi invio, con l'invito a volerli acquisire agli atti, i seguenti nuovi
documenti:

    -   decisione
9 novembre 2015 del Tribunale di __________ che ha revocato la misura degli
arresti domiciliari risp. dell'obbligo di dimora nei confronti dei miei
mandanti: questi ultimi con la figlia RI 1 sono rientrati finalmente nella loro
casa di __________ domenica 15 novembre 2015,

    -   il
Rapporto della Polizia giudiziaria __________ 4 novembre 2015 redatto su delega
istruttoria del Ministero pubblico cantonale nella persona dell'On. __________,
la lettera che ho inviato oggi all'On. __________ mediante la quale ho chiesto
il dissequestro dei beni di proprietà dei miei mandanti e il pagamento allo IAS
delle prestazioni assicurative erogate in ragione dell'esistenza del figlio
fittizio __________ per CHF 27'142.60 a saldo.

 

 

2. II Rapporto
di esecuzione 4 novembre 2015 della Polizia giudiziaria __________ è stato
ordinato dal Ministero pubblico su richiesta dello IAS Istituto delle
assicurazioni sociali nella sua qualità di accusatore privato e smentisce nelle
sue risultanze la tesi del trasferimento della dimora abituale dei miei
mandanti dal Ticino in __________. Per questa ragione ho formalmente chiesto
allo IAS di ripristinare con effetto retroattivo al 31 marzo 2015 tutte le
prestazioni sociali assicurative sospese e cioè la rendita intera straordinaria
Al, l'assegno grandi invalidi di grado elevato e le prestazioni complementari a
favore della giovane RI 1, figlia dei miei mandanti.

                                  In
funzione della procedura ricorsuale pendente – che vi avevo chiesto
informalmente di sospendere in vista di un possibile e a questo punto
impossibile accordo con lo IAS Istituto delle assicurazioni sociali per
l'intervento in tal senso del Ministero pubblico – il precitato Rapporto di
esecuzione 4 novembre 2015 della Polizia giudiziaria __________ non solo è
inidoneo a dimostrare l'asserito (e contestato) trasferimento della dimora
abituale dei miei mandanti dal Ticino alla __________, ma è anzi idoneo a dimostrarne
il contrario, per cui sulle prestazioni sociali a favore della figlia RI 1 i
miei mandanti non erano astretti all'obbligo di notificazione giusta l'art. 31
LPGA.

 

                                  Pertanto
la questione della esportazione di queste prestazioni assicurative sociali non
solo non si pone ma è impossibile che in concreto si ponga: con la conseguenza
che la sospensione cautelativa delle prestazioni assicurative sociali a favore
della figlia a opera dello IAS è priva del necessario fumus del buon diritto.

 

Vi chiedo pertanto di decidere nel senso proposto dei ricorsi.

(…)” (XXI)

 

                             1.13.   Con osservazioni 9 dicembre
2015 (XXIII) – informato il TCA
che, visto il rientro in Svizzera, a decorrere dal 1° novembre 2015 è stato
riattivato il versamento della rendita straordinaria e dell’assegno grandi
invalidi a favore dell’assicurata (cfr. le decisioni del 4 dicembre 2015 sub.
XXIII/1 e XXIII/2) – l’Ufficio AI
ha chiesto “(…) la conferma della sospensione delle prestazioni per il
periodo 1° aprile – 31 ottobre 2015, posto infatti che gli accertamenti sul
trasferimento della dimora abituale dell’assicurata nel periodo precedente il
provvedimento cautelare in disamina non sono ancora conclusi. (…)” (XXIII
pag. 2).

 

                             1.14.   Con scritto 15 dicembre 2015
l’avv. RA 2 ha comunicato al TCA quanto segue:

 

" (…)

L'ordine di sospensione cautelativa di tutte le prestazioni
sociali a favore della figlia RI 1 e quindi il relativo contenzioso pendente
presso codesto Tribunale è di fatto superato con la riattivazione del
versamento di dette prestazioni a far tempo dal 1° novembre 2015.

 

Di conseguenza postulo che i ricorsi degli incarti specificati a
margine vengano stralciati dal ruolo poiché privi di oggetto:

la contraria tesi delle controparti ricorsuali cioè di ottenere la
conferma giudiziaria della sospensione delle prestazioni sociali dal 10 aprile
al 31 ottobre 2015 non ha senso, poiché

-   come già
asseverato, il soggiorno in __________ nel precitato periodo è stato forzato
per la causa di forza maggiore dovuta all'obbligo di dimora coatto deciso dalla
Procura della __________ nei confronti dei miei mandanti,

 

-   già in data
8 settembre 2015 ho diffidato lo IAS Istituto delle Assicurazioni Sociali a
versare con effetto retroattivo al 31 marzo 2015 tutte le prestazioni sociali
sospese, per cui in punto aprirò un nuovo contenzioso nei confronti dello IAS
Istituto delle Assicurazioni Sociali,

 

-   gli
accertamenti esperiti dal Ministero pubblico, in particolare il decisivo e
esaustivo rapporto della Polizia giudiziaria __________ 4 novembre 2015,
smentiscono la tesi sostenuta dallo IAS Istituto delle Assicurazioni Sociali
del trasferimento della dimora abituale dei miei mandanti in __________ dal
2007 in poi.

(…)” (XXV).

 

                                         Il doc. XXV è stato
trasmesso all’Ufficio AI per conoscenza (XXVI).

 

                             1.15.   Il 29 gennaio 2016 il
vicepresidente del TCA ha scritto al PG una lettera del seguente tenore: “(…)
il TCA è chiamato a statuire nella causa indicata a margine avente ad oggetto
la sospensione provvisionale di prestazioni AI erogate a favore di RI 1. Ai
fini del giudizio, le chiedo di volermi cortesemente comunicare a che stadio si
trova il procedimento penale di cui all’inc. __________ a carico dei coniugi RA
1 e, se del caso, trasmettermi le decisioni nel frattempo emesse. (…)”
(XXVII).

                                         La richiesta di informazioni
è rimasta sino ad oggi inevasa.

 

                             1.16.   Con scritto del 17 maggio 2016
l’avv. RA 2 – chiesta l’acquisizione
agli atti dei seguenti documenti: Decreto di abbandono del 29 febbraio 2016 (__________sub
doc. C/1), Decreti di accusa (su opposizione) del 2 maggio 2016 (__________e __________
sub doc. C/2 e C/3) e lettere IAS/TCA del 5 ottobre 2015, IAS/MP del 17
novembre 2015, RA 2/TCA del 23 novembre 2015, IAS/TCA del 9 dicembre 2015 e RA
2/TCA del 15 dicembre 2015 (doc. da C/4 a C/8) –
ha postulato l’annullamento della decisione impugnata e il ripristino delle
prestazioni sociali a favore della sua assistita dal 1. aprile 2015 (XXVIII e
allegato doc. C/1-8). Delle singole argomentazioni si dirà, se necessario, in
seguito.

 

                                         Detta documentazione è
stata notificata all’Ufficio AI per osservazioni e l’amministrazione è stata
invitata a comunicare al TCA se, visto il Decreto di abbandono del 29 febbraio
2016 del MP (__________sub doc. C/1), essa conferma le osservazioni del 9
dicembre 2015 in particolare laddove postula che “(…) alla luce di quanto
precede, lo scrivente Ufficio AI chiede cortesemente a codesta autorità di
prima istanza la conferma della sospensione delle prestazioni per il periodo 1°
aprile – 31 ottobre 2015, posto infatti come per gli accertamenti sul
trasferimento della dimora abituale dell’assicurata nel periodo precedente il
provvedimento cautelare in disamina non sono ancora conclusi. (…)”. (…)”
(XXIX).

 

                                         Con scritto del 31 maggio
2016 l’Ufficio AI ha comunicato al TCA quanto segue: “(…) con riferimento
alla sua lettera del 18 maggio 2016, lo scrivente Ufficio Al – tenuto conto di quanto
stabilito nel decreto di abbandono del 29 febbraio 2016 del Ministero pubblico
del Canton Ticino (__________) – le comunica di aver chiesto alla Cassa __________
(art. 60 LAI) di procedere al ripristino delle prestazioni sospese mediante
decisione del 31 marzo 2015. L'assicurata – le cui prestazioni sono già state
riattivate con effetto dal 1° novembre 2015 – riceverà dunque due distinte
decisioni (una concernente la rendita intera straordinaria e l'altra
concernente l'assegno grandi invalidi di grado elevato al domicilio) con
l'indicazione dell'ammontare delle prestazioni che verranno rimborsate per il
periodo 1° aprile - 31 ottobre 2015. Alla luce di quanto precede, quanto
postulato nelle osservazioni 9 dicembre 2015 non è più d'attualità. (…)”
(XXX).

 

                                         I doc. XXIX e XXX sono
stati trasmessi alla ricorrente per conoscenza (XXXI).

 

                                         Con scritto dell’8 giugno
2016 l’avv. RA 2 ha, infine, comunicato al TCA che “(…) prendo atto che
l'UAl nella sua presa di posizione 31 maggio 2016 sulla rendita intera
straordinaria e sull'assegno grandi invalidi conferma il rimborso delle
prestazioni dal 1° aprile al 31 ottobre 2015: si tratta di una presa di
posizione coerente con le risultanze dell'incarto penale e a mio giudizio
dovuta. Restiamo pertanto in attesa delle due preannunciate decisioni di
rimborso che, se positive, permetteranno il superamento e quindi lo stralcio
del ricorso di cui all'incarto n. 32.2015.70. (…)” (XXXII).

 

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   L’art. 6 Lptca stabilisce che
l’autorità amministrativa può, fino all’invio della sua risposta, riesaminare
il provvedimento impugnato (cpv. 1 ). Essa notifica immediatamente una nuova
decisione alle parti e la comunica al Tribunale (cpv. 2). Quest’ultimo continua
la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto per effetto
della nuova decisione; se la stessa si fonda su elementi di fatto o di diritto
notevolmente differenti, il Giudice delegato assegna al ricorrente un termine
di 10 giorni per prendere posizione (cpv. 3).

 

                                         L'art. 53 cpv. 3 LPGA
prevede che l'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su
opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo
preavviso all'autorità di ricorso.

                                         La riconsiderazione
pendente lite permette, dunque, all'amministrazione di riesaminare un proprio
provvedimento dopo che l'insorgente ha espresso il suo punto di vista nell'atto
di ricorso ed eventualmente di modificarlo corrispondentemente alle richieste
della parte ricorrente (R. Hischier, Die Wiedererwägung pendente lite im
Sozialversicherungsrecht oder die Möglichkeit der späten Einsicht, in SZS 1997
pag. 452).

                                         La modifica può essere
fatta unicamente a vantaggio del ricorrente, ritenuto che in caso contrario la
nuova decisione assurge a proposta fatta dall'amministrazione al Tribunale
(Kieser – ATSG Kommentar, 2015, ad art. 53 n. 77 pag. 715).

 

                                         L'amministrazione non può,
invece, rivedere la decisione impugnata dopo aver presentato la risposta di
causa ai giudici di primo grado. Una decisione resa dopo questo termine assume
anch’essa unicamente il carattere di una proposta indirizzata al giudice,
affinché egli decida nei sensi della nuova decisione (STF 8C_1/2011 del 5
settembre 2011 consid. 1; DTF 133 V 530 consid. 2 e 5; 130 V
138 consid. 4.2; Kieser, op. cit., ad art. 53 n. 78 pag. 715).

 

                               2.2.   Nel
caso di specie dagli atti risulta che l’ufficio AI – dopo che con decisione provvisionale del 31 marzo 2015 ha
sospeso con effetto immediato il diritto alla rendita intera straordinaria e
all’assegno per grandi invalidi di grado elevato e tolto l’effetto sospensivo
ad un eventuale ricorso ai sensi dei combinati artt. 66 LAI e 97 LAVS (doc. AI
133/1-3) – con decisioni del 4
dicembre 2015 ha riconosciuto alla ricorrente il diritto alla rendita intera
straordinaria e all’assegno per grandi invalidi di grado elevato dal 1.
novembre 2015 (cfr. consid. 1.13 e XXIII/1 e XXIII/2).

                                         Parimenti
l’amministrazione, con lettera del 31 maggio 2016 (XXX), ha comunicato al TCA
che provvederà ad emettere due distinte decisioni con le quali riconoscerà il
diritto alle suddette prestazioni anche per il periodo dal 1. aprile al 31
ottobre 2015 (cfr. consid. 1.16).

                                         Come esposto sopra, l'amministrazione
può riconsiderare pendente lite una decisione contestata soltanto fino al
momento dell'inoltro della risposta di causa. Un provvedimento emanato
successivamente vale unicamente come proposta al giudice (cfr. consid. 2.1).

 

                                         Di conseguenza i suddetti
provvedimenti, emanati e preavvisati dopo il termine per la risposta di causa,
valgono unicamente quale proposta al giudice.

 

                               2.3.   Oggetto del contendere è
sapere se la decisione impugnata, con la quale l’Ufficio AI ha sospeso in via
provvisionale il diritto alla rendita intera straordinaria e all’assegno per
grandi invalidi di grado elevato con effetto dal 1. aprile 2015, è conforme o
meno alla legislazione federale.

 

                               2.4.   L'art. 1 cpv. 1 LAI
stabilisce che le disposizioni della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) sono applicabili
all'assicurazione per l’invalidità (art. 1a-26bis e 28-70) sempre
che la presente legge non preveda espressamente una deroga.

 

                                         Secondo l’art. 55 cpv. 1
LPGA le procedure che negli articoli 27–54 o nelle singole leggi non sono
fissate in modo esaustivo sono disciplinate conformemente alla legge federale
del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA).

 

                                         L’amministrazione può
ordinare la sospensione del diritto ad una prestazione quale provvedimento
cautelare in applicazione analogica dell’art. 56 PA (avente il seguente tenore:
“Dopo il deposito del ricorso, l’autorità adita, il suo presidente o il
giudice dell’istruzione può prendere, d’ufficio o a domanda di una parte, altri
provvedimenti d’urgenza per conservare uno stato di fatto o salvaguardare
provvisoriamente interessi minacciati”) (STF 9C_45/2010 del 12 aprile 2010
consid. 2 = SVR 2011 IV Nr. 12 pagg. 33-34; STF 9C_463/2009
dell’8 luglio 2009 consid. 1; DTF 121 V 112 pagg. 115-116; Müller, Das Verwaltungsverfahren
in der Invalidenversicherung, 2010, § 30, note marginali 2323 – 2340, pagg.
453-456 e riferimenti).

 

                                         Secondo
dottrina e giurisprudenza (riassunti in Müller, op. cit., note marginali 2336 –
2339, pagg. 455-456), l’amministrazione può ordinare misure cautelari se
sussiste un’urgenza di mettere subito in atto il provvedimento preso, se
rispetta il principio della proporzionalità (ponderazione degli interessi) e se
è giustificato dal probabile esito della procedura principale.

 

                                         Nel caso di una decisione
cautelare va salvaguardato il diritto di essere sentito e il provvedimento deve
essere motivato (STF 9C_45/2010 del 12 aprile 2010 consid. 2.1 e Müller, op. cit.,
note marginali 2378 – 2382, pagg. 463-464 e riferimenti).

 

                                         Nella fattispecie
concreta, prima dell’emanazione della querelata decisione, il diritto di essere
sentito è stato rispettato (cfr. consid. 1.2).

                                         Inoltre, siccome la
decisione impugnata con cui l’Ufficio AI ha sospeso in via provvisionale il
diritto alla rendita intera straordinaria e all’assegno per grandi invalidi di
grado elevato non configura una decisione finale, l’art. 57a LAI che regola la
procedura del preavviso non è applicabile (Müller, op. cit., § 29, note
marginali 2078-2093, pagg. 411-412). Pertanto, correttamente l’amministrazione
ha emesso la presente pronunzia, senza precederla da un preavviso.

 

                               2.5.   Va qui ricordato che le norme
relative alle rendite straordinarie (art. 39 cpv. 1 LAI correlato all’art. 42
cpv. 1 LAVS) e agli assegni grandi invalidi dell’AI (art. 42 e 42bis LAI)
enumerano, fra i presupposti per la concessione delle prestazioni, quello del
domicilio e della dimora abituale (art 13 LPGA) in Svizzera.

                                         Scopo di questa doppia
condizione è quella di regolamentare nella legge la non esportabilità di tali
prestazioni (FF 1990 II 88; STFA I 270/03 del 18 giugno 2004, consid. 3.3,
parzialmente pubblicata in DTF 130 V 404; sulla non esportabilità di dette
prestazioni nell’ambito dell’applicazione del ALC e del Regolamento CE n.
883/2004 vedi le DTF 142 V 2, 141 V 530 e 132 V 423).

                                         Secondo l’art. 13 LPGA il
domicilio di una persona è determinato secondo le disposizioni degli articoli
23–26 del Codice civile (cpv. 1) e una persona ha la propria dimora abituale
nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata del
soggiorno è fin dall’inizio limitata (cpv. 2).

                                         Circa le nozioni di
domicilio e dimora abituale ai sensi degli articoli 39 cpv. 1 LAI, 42 LAVS, 23
segg. CC e 13 LPGA vedi la DTF 141 V 530.

                                         Una persona ha il proprio
domicilio civile ove dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente (art.
23 CCS) e dove si trova il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi (DTF
125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123 III 100). Perchè possa
crearsi domicilio ai sensi di questa disposizione, occorre, di principio, che
siano realizzate cumulativamente due condizioni: la prima, oggettiva, di
residenza effettiva in un determinato luogo e, la seconda, soggettiva, dell’intenzione
di stabilirvisi durevolmente (DTF 141 V 530 consid. 5.2 pag. 534-535; 127 V 237
consid. 1 pagg. 238-239; 125 V 76 consid. 2a pagg. 77-78 e la giurisprudenza e
dottrina ivi citati).

                                         Quanto alla dimora
abituale essa va intesa quale residenza effettiva in Svizzera con la volontà di
conservarla; il centro di tutte le relazioni dell’interessato deve inoltre
trovarsi in Svizzera (DTF 141 V 530, consid. 5.3, pagg. 535-536).

 

                               2.6.   Come accennato (cfr. consid.
2.4) l’amministrazione può ordinare misure cautelari se, tra l’altro, il
provvedimento preso è giustificato dal probabile esito della procedura
principale.

 

                                         In concreto, questo
Tribunale ritiene che il probabile esito della procedura principale al momento
della resa del provvedimento qui impugnato non giustificava l’adozione di
misure provvisionali.

 

                                         Infatti, a differenza di
quanto sostenuto dall’amministrazione –
“(…) lo scrivente Ufficio AI ha avuto modo di acquisire importanti indizi a
sostegno del trasferimento della vostra dimora abituale - e dunque anche quella
di vostra figlia RI 1 - all’estero. Si rinvia qui in particolare alla
segnalazione anonima secondo cui il vostro nucleo famigliare avrebbe da diverso
tempo (e meglio da almeno un anno, quindi prima del vostro stato detentivo) residenza
effettiva nel Comune di __________ (__________- __________) ed al procedimento
penale aperto dal Ministero pubblico del Canton Ticino nei vostri confronti per
accertare l’entità della lesione degli interessi pecuniari dell’Istituto delle
assicurazioni sociali. (…)” (doc. AI 133/2) –
sulla sola base dell’asserita segnalazione anonima (peraltro nemmeno prodotta per non pregiudicare
l’istruttoria penale: “(…) prudenzialmente non prodotta in questa sede per
non pregiudicare lo scopo della citata instruttoria penale (…)” (IV, pag.
3)) non era ancora possibile
concludere che probabilmente la ricorrente aveva trasferito la propria dimora
abituale all’estero e che pertanto il diritto alla rendita intera straordinaria
e all’assegno per grandi invalidi di grado elevato avrebbero dovuto essere soppressi.

 

                                         Ciò trova conferma anche
nelle motivazioni del Decreto di abbandono del 29 febbraio 2016 (doc. C/1) e in
particolare laddove il Procuratore Generale ha evidenziato che “(…) l’istruttoria
compiuta dalla Polizia, mediante assunzione di elementi tecnici necessari
presso __________ e audizione dei testimoni menzionati dallo IAS, non ha
permesso di confermare i sospetti sollevati circa il trasferimento all’estero
degli imputati prima dell’inizio del 2015, con conseguente arresto in __________.
I testi hanno confermato che essi si assentavano talvolta per vacanza o
soggiorni in __________ presso parenti in __________, ma rientrando sempre in
Ticino dove avevano sempre lavorato e vissuto per decenni nella casa di famiglia.
Anche i dati di consumo dell’elettricità confermano la tesi degli imputati e
non attestano affatto un loro trasferimento all’estero. Aggiungasi che gli
elementi personali desumibili dalla vita personale di entrambi, confermano il
loro legame concreto con la Svizzera. La nazionalità di entrambi, la permanenza
duratura in Ticino, la professione dipendente sempre svolta in Ticino dal
marito, la proprietà e la residenza costante nella casa di famiglia della
moglie costituiscono elementi convergenti della loro volontà di risiedere a __________
ove peraltro sono immediatamente rientrati non appena revocati gli arresti
domiciliari. Ne consegue che, tanto dal profilo oggettivo quanto da quello
soggettivo, non vi è stato inganno dell’autorità amministrativa circa il reale
domicilio, che è stato sempre stabilito in Ticino. (…)” (doc. C/1, pag. 2
punto 4).

 

                                         Nemmeno l’amministrazione
poteva concludere differentemente anche avuto riguardo agli accertamenti presso
la Cassa malati e alle conclusioni cui è giunto il medico SMR dr. __________
nelle annotazioni del 27 maggio e del 10 giugno 2015 (cfr. consid. 1.5 e 1.6). Infatti,
oltre ad essere posteriori alla resa del provvedimento provvisionale qui
impugnato, le conclusioni del dr. __________ sono state validamente e
puntualmente contestate dalla ricorrente (cfr. consid. 1.8).

                                         Analogo discorso vale per
le tesi sviluppate dall’amministrazione circa i dati delle __________,
anch’esse contestate dalla ricorrente (cfr. consid. 1.9 e 1.10). Al riguardo,
lo si ribadisce, il Procuratore Generale, nel Decreto di abbandono del 29
febbraio 2016 (doc. C/1), ha rilevato che: “(…) Anche i dati di consumo
dell’elettricità confermano la tesi degli imputati e non attestano affatto un
loro trasferimento all’estero. (…)” (doc. C/1, pag. 2 punto 4).

                                         Significativo è anche il
fatto che, non appena la ricorrente é rientrata in Svizzera con i propri
genitori, l’amministrazione ha immediatamente ripristinato, dal 1. novembre
2015, il diritto alla rendita intera straordinaria e all’assegno per grande
invalido di grado elevato (cfr. consid. 1.13).

 

                               2.7.   In simili circostanze, visto
tutto quanto precede, la decisione provvisionale del 31 marzo 2015 va annullata
e alla ricorrente – come del resto
proposto dalla medesima amministrazione viste le succitate decisioni del 4
dicembre 2015 e quelle preavvisate con scritto del 31 maggio 2016 (cfr. consid.
1.13 e 1.16) – va confermato il
diritto alla rendita intera straordinaria e all’assegno per grande invalido di
grado elevato (così come stabilito nelle decisioni del 14 e del 22 giugno 2007
e con la comunicazione del 19 maggio 2010; cfr. consid. 1.1) dal 1. aprile
2015.

 

                               2.8.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis
LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto l’esito della
vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale
rifonderà inoltre alla ricorrente, patrocinata da un legale, fr. 2'000.-- a
titolo di ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §   La
decisione impugnata è annullata.

                                         §§ Il
diritto di RI 1 alla rendita intera straordinaria e all’assegno per grande
invalido di grado elevato è ripristinato dal 1. aprile 2015.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale verserà alla
ricorrente fr. 2’000.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.

                                         Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti