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**Case Identifier:** e1d0f3bd-a296-5ef4-b0cd-51e87c28b096
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-05-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.05.2025 B-5483/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-5483-2024_2025-05-01.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-5483/2024 

 

 
 

  

 

S e n t e n z a  d e l  1 °  m a g g i o  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),  

Eva Schneeberger, Mia Fuchs,  

cancelliere Corrado Bergomi. 
 

 
 

Parti 

 
X. _______,  

patrocinato dall'avv. Elisabetta Conte Bombardieri,  

ricorrente,   

 

 
contro 

 

 
Commissione svizzera di maturità CSM,  

c/o Segreteria di Stato per la formazione,  

la ricerca e l’innovazione SEFRI,  

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Esame svizzero di maturità. 

 

 

 

B-5483/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a X. _______ (di seguito: ricorrente) si è presentato una prima volta 

all’esame svizzero di maturità nella sessione estiva 2023 (materie del 

primo esame parziale: biologia, chimica, fisica, storia, geografia e arti vi-

sive) e nella sessione estiva 2024 (materie del secondo esame parziale: 

prima lingua italiano, seconda lingua nazionale tedesco, terza lingua in-

glese, matematica, opzione specifica economia e diritto, opzione comple-

mentare geografia e lavoro di maturità).  

A.b Con rispettive decisioni del 28 febbraio 2023 e del 29 febbraio 2024, 

rimaste incontestate, la Commissione Svizzera di maturità (di seguito: 

CSM, autorità inferiore) ha accolto in parte la richiesta del ricorrente del 

15 novembre 2022 relativa al primo esame parziale e del 26 settembre 

2023 relativa al secondo esame parziale, autorizzando misure di compen-

sazione degli svantaggi per un disturbo specifico di apprendimento con di-

slessia, disortografia e difficoltà di comprensione del testo. In sostanza, la 

CSM ha accordato al ricorrente, in alcune prove d’esame, di poter disporre 

di tempo supplementare da utilizzare come pausa intermedia o come pro-

lungamento delle prove (cfr. consid. 8.3).  

A.c Con decisione del 3 luglio 2024 la CSM ha comunicato al ricorrente il 

mancato superamento dell’esame e l’impossibilità di rilasciare l’attestato di 

maturità. Secondo la panoramica dei risultati, il ricorrente ha ottenuto 69.5 

punti ed ha accumulato 10 note finali insufficienti (nelle materie chimica, 

storia, arti visive, prima lingua italiano, seconda lingua nazionale tedesco, 

terza lingua inglese, matematica, opzione specifica economia e diritto, op-

zione complementare geografia e lavoro di maturità) e 15.5 punti negativi.  

B.  

In data 3 settembre 2024, il ricorrente ha impugnato detta decisione con 

ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (in seguito: il Tribunale 

o TAF) con le seguenti conclusioni: 

“I. In via principale 

1. Il ricorso è accolto.  

a) Di conseguenza la decisione della CSM del 03.07.2024 è annullata in punto alla valutazione degli 

esami scritti di matematica, chimica e visiva, e vengono ordinate dal TAF delle nuove valutazioni 

per ognuna delle materie indicate ad esperti esterni; 

b) Di conseguenza, vengono annullati gli esami orali di economia e di geografia del primo tentativo 

(in considerazione delle domande non rispettose delle Direttive dell’esame svizzero di maturità e 

delle scelte del candidato degli argomenti dell’esame orale) e viene assegnata la possibilità di 

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rieseguire questi esami orali nel corso della prossima sessione con esaminatori ed esperti diffe-

renti, oltre che con un accompagnatore differente (considerate le illazioni personali espletate dallo 

stesso nel corso della sessione di giugno 2024).  

2. Protestate tasse, spese e ripetibili. 

II. In via sussidiaria 

1. Il ricorso è accolto.  

a) Di conseguenza la decisione della CSM del 03.07.2024 è annullata in punto alla valutazione degli 

esami scritti di matematica, chimica e visiva, e viene richiesto all’autorità inferiore di far riconside-

rare ad altri esaminatori ed agli esperti non precedentemente coinvolti le proprie valutazioni, oltre 

che con un accompagnatore differente (considerate le illazioni personali espletate dallo stesso nel 

corso della sessione di giugno 2024) alla luce delle argomentazioni sostenute; 

b) Di conseguenza la decisione della CSM del 03.07.2024 è annullata in punto agli esiti delle prove 

orali di geografia e di economia e viene concessa la possibilità di rieseguire gli stessi nel rispetto 

delle Direttive e delle scelte perpetrate dal candidato, con un esperto e con un accompagnatore 

differente. 

2. Protestate tasse, spese e ripetibili.” 

 

In sostanza, il ricorrente fa valere, dal profilo formale, una violazione del 

diritto di essere sentito nella sua componente relativa all’obbligo di moti-

vare le decisioni. Dal punto di vista materiale, il ricorrente contesta la cor-

rettezza dello svolgimento delle prove orali di geografia ed economia e inol-

tre fa valere una valutazione troppo rigorosa degli esami scritti nelle mate-

rie arti visive, matematica e chimica, inoltrando in queste due ultime mate-

rie le correzioni degli esami effettuate da un esperto esterno. Quanto 

all’esame di arti visive, il ricorrente lamenta di non aver potuto accedere 

all’originale, ma solo ad una copia del suo elaborato. Infine, nell’esame 

scritto di matematica non sarebbe poi stato considerato il fatto che il ricor-

rente sarebbe affetto da discalculia, una diagnosi che avrebbe già fatto 

l’oggetto di una deroga e avrebbe dunque dovuto essere nota all’autorità 

inferiore. 

C.  

Con risposta del 12 dicembre 2024 l’autorità inferiore propone il rigetto del 

ricorso e la conferma della decisione impugnata.  

Quanto alla contestazione degli esami orali di geografia ed economia, l’au-

torità inferiore rinvia alle prese di posizione degli esaminatori, nonché 

dell’accompagnatore agli esami, confermando che le domande poste al ri-

corrente rientrerebbero nei temi previsti secondo le disposizioni e che le 

note assegnate sarebbero coerenti con le prestazioni fornite.  

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Quanto alle censure dirette contro la valutazione delle prove scritte nelle 

materie arti visive, matematica e chimica, l’autorità inferiore mantiene la 

validità delle note assegnate, concordando con le prese di posizione dei 

rispettivi esaminatori e mettendo in dubbio l’autorevolezza dei giudizi 

esterni allegati al ricorso. Relativamente all’esame di arti visive e alla critica 

del mancato accesso all’originale della prova scritta, ella propone al ricor-

rente la possibilità di consultazione presso i propri uffici. 

Infine, l’autorità inferiore respinge il rimprovero della sottovalutazione della 

prova scritta di matematica alla luce dell’asserita mancata considerazione 

della diagnosi di discalculia. 

D.  

Con scritto del 7 febbraio 2025 il ricorrente si è determinato in particolare 

sulle prese di posizione degli esaminatori, riportandosi integralmente alle 

conclusioni e argomentazioni ricorsuali. 

E.  

Con duplica del 28 marzo 2025, inoltrata entro il termine prorogato e suc-

cessivamente trasmessa al ricorrente, l’autorità inferiore ribadisce le pro-

prie tesi e conclusioni, rinviando in sostanza alle prese di posizione degli 

esaminatori e confermandole. 

F.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti, verranno ripresi 

nei considerandi qualora risultino decisivi per l’esito della presente ver-

tenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale è competente per giudicare il pre-

sente ricorso (artt. 31, 32 e 33 lett. f della Legge del 17 giugno 2005 sul 

Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32], art. 5 della Legge fe-

derale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA, RS 

172.021], art. 29 dell’Ordinanza del 7 dicembre 1998 sull’esame svizzero 

di maturità [Ordinanza ESM, RS 413.12] in collegamento con l'art. 37 LTAF 

e l'art. 44 PA). Nell'evenienza, non sussistono eccezioni a norma 

dell'art. 32 LTAF. 

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Pagina 5 

1.2 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Inoltre, le disposizioni relative alla rappresentanza e 

patrocinio (art. 11 PA), al termine di ricorso (art. 50 cpv. 1 PA), al contenuto 

e alla forma dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA), all'anticipo delle spese 

processuali (art. 63 cpv. 4 PA), nonché ai rimanenti presupposti 

processuali (art. 44 e segg. PA), sono rispettate. 

1.3 Ne segue che il ricorso si rivela ammissibile. 

2.  

L'Ordinanza ESM disciplina le sessioni d'esame, l'iscrizione ad esso, le 

condizioni d'ammissione, nonché il suo scopo (art. 1 cpv. 1). La CSM è 

responsabile dello svolgimento dell’esame. La Segreteria di Stato per la 

formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI) funge da segretariato ed è 

responsabile della direzione amministrativa (art. 2). Giusta l'art. 8 cpv. 1 

dell’Ordinanza ESM, l’esame deve permettere di accertare se il candidato 

possiede la maturità necessaria agli studi universitari. 

L'art. 10 cpv. 1 dell’Ordinanza ESM prevede che la Commissione emana 

direttive per gli esami nella Svizzera tedesca, francese e italiana. Le diret-

tive contengono segnatamente gli obiettivi e i programmi delle singole ma-

terie (lett. b), come pure le procedure d’esame e i criteri di valutazione 

(lett. c). In base a tale disposto, la CSM ha redatto le direttive per l'esame 

svizzero di maturità, valide dal 1° gennaio 2012 (di seguito: direttive ESM). 

3.  

La procedura dinanzi allo scrivente Tribunale è retta dalla PA, fintanto che 

la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF).  

Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invocati, 

giusta l’art. 49 PA in combinato disposto con l’art. 37 LTAF, la violazione del 

diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento 

(lett. a), l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti 

(lett. b), nonché l’inadeguatezza (lett. c).  

3.1 Per costante prassi, le autorità di ricorso chiamate a statuire in materia 

di esami assumono un certo riserbo e non si scostano senza necessità 

dall’apprezzamento degli esaminatori anche nei casi in cui dispongono 

delle conoscenze necessarie a una verifica più estesa (DTF 136 I 229 con-

sid. 5.4.1, 131 I 467 consid. 3.1; DTAF 2010/11 consid. 4.1, 2008/14 con-

sid. 3.1). L’adozione di un certo riserbo si impone nella misura in cui le 

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decisioni in materia di esami non si prestano bene per loro natura ad un 

controllo giudiziario, dato che l’autorità di ricorso non è in principio a cono-

scenza di tutti gli elementi pertinenti della valutazione e non è, in genere, 

in grado di formulare un giudizio affidabile sul rendimento complessivo del 

ricorrente e degli altri candidati. Inoltre, gli esami hanno come oggetto ma-

terie specifiche, nelle quali l’autorità di ricorso non dispone di competenze 

proprie. Una libera revisione della valutazione dell’esame da un punto di 

vista materiale, comporterebbe, inoltre, il rischio di ingiustizie e disugua-

glianze rispetto agli altri candidati (cfr. sul tema DTF 118 Ia 488 consid. 4c, 

106 Ia 1 consid. 3c, con rinvii; DTAF 2008/14 consid. 3.1 con rinvii, 2007/6 

consid. 3 e i riferimenti citati).  

3.2 In una procedura di ricorso, gli esaminatori, la cui valutazione viene 

contestata, formulano le loro osservazioni in occasione della presa di posi-

zione dell'autorità inferiore. Così facendo, riesaminano la loro valutazione 

e dichiarano se ritengono giustificata o meno una correzione. Gli esamina-

tori hanno un grande margine di apprezzamento nelle loro considerazioni 

e nei loro calcoli riguardo alla ponderazione dei differenti compiti, sia per 

quanto attiene alla loro completa correttezza, sia per quanto riguarda la 

questione del numero di punti da assegnare a risposte solo parzialmente 

corrette. Il Tribunale parte, perciò, dal presupposto che nell’ambito di cen-

sure attinenti a queste tematiche non gli sia permesso di sostituire il proprio 

potere discrezionale a quello della prima istanza, rispettivamente a quello 

dell'istanza precedente. Fintanto che non vi sono indizi concreti di parzialità 

o incompetenza e la valutazione non appare evidentemente errata o del 

tutto inadeguata, occorre tener conto del parere degli esperti. La condi-

zione per far ciò presuppone che il parere dell'esperto sia completo nella 

misura in cui risponda in maniera esaustiva a tutte le censure fatte valere 

dalla parte ricorrente e che il parere dell'esperto, soprattutto se differisce 

dalle censure sollevate, sia comprensibile e plausibile (DTAF 2010/11 con-

sid. 4.2 e 2010/10 consid. 4.1; sentenze del TAF B-3817/2019 del 20 aprile 

2020 consid. 2.2 e B-5621/2018 del 19 giugno 2019 consid. 2.3 con rinvii). 

Se l’esaminatore è in grado di esporre in modo plausibile i motivi che hanno 

condotto all’assegnazione di una nota insufficiente, compete alla parte ri-

corrente di contestare validamente la valutazione operata sulla scorta di 

argomenti oggettivi e mezzi di prova suscettibili di dimostrare che le valu-

tazioni dell’istanza inferiore sono insostenibili, le esigenze troppo elevate e 

le prestazioni d’esame manifestamente sottovalutate (cfr. DTAF 2010/21 

consid. 5.1; 2010/11 consid 4.3; 2010/10 consid. 4.1; sentenza del TAF 

B-4513/2021 del 13 gennaio 2022 consid. 3.2.4 con rinvii). Se le contesta-

zioni della parte ricorrente non riescono ad insinuare dei dubbi chiari e forti 

a riguardo, allora si considera che sia data per dimostrata una valutazione 

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corretta e scevra da arbitrio e che si possa prescindere dall’assunzione di 

ulteriori misure probatorie sotto forma del parere di un esperto esterno (cfr. 

sentenze del TAF B-6884/2023 dell’8 aprile 2024 consid. 6.2, B-6834/2014 

del 24 settembre 2015 consid. 7, B-8265/2010 del 23 ottobre 2012 con-

sid. 8.8). Il solo fatto di pretendere che un’altra soluzione sia possibile, che 

l’avviso della commissione d’esame o che una correzione siano errati o 

incompleti non soddisfa le menzionate esigenze giurisprudenziali (cfr. sen-

tenza del TAF B-4513/2021 del 13 gennaio 2022 consid. 3.2.5 con ulteriori 

rinvii). 

3.3 Il riserbo nell'esercizio del potere d'esame si applica solo alla valuta-

zione materiale dei risultati. Se, invece, oggetto della contestazione sono 

l'interpretazione e l'applicazione delle disposizioni di legge o vengono rim-

proverate carenze procedurali nello svolgimento dell’esame, l’autorità di ri-

corso deve esaminare le obiezioni sollevate con piena cognizione, altri-

menti commetterebbe un diniego formale di giustizia (DTAF 2010/11 con-

sid. 4.2, 2010/10 consid. 4.1 con rinvii, 2008/14 consid. 3.3 e 2007/6 con-

sid. 3 con rinvii; sentenza del TAF B-6252/2018 del 25 gennaio 2019 con-

sid. 3 con rinvii). Rappresentano delle questioni procedurali tutte le obie-

zioni riguardanti lo svolgimento esterno dell'esame, il tipo di compito o la 

procedura di valutazione. L'onere della prova per eventuali errori procedu-

rali incombe al ricorrente (sentenze del TAF B-5284/2018 del 14 gennaio 

2019 consid. 3.3 e B-4383/2016 del 18 settembre 2018 consid. 6.2, rispet-

tivamente con rinvii).  

Un vizio di procedura non costituisce un valido motivo di ricorso ai sensi 

dell'art. 49 lett. a PA in grado di giustificare l'accoglimento del ricorso e l'an-

nullamento o la riforma della decisione impugnata, a meno che non siano 

ravvisabili indizi che il vizio invocato possa aver influito negativamente 

sull'esito dell'esame (cfr. sentenza del TAF B-6717/2015 del 13 aprile 2017 

consid. 4.4, DTAF 2008/14 consid. 3.3). In materia di esami, l'ammissione 

di un vizio di forma non può che portare all'autorizzazione a ripetere l'e-

same in questione, in quanto esiste un interesse pubblico prevalente ad 

assicurarsi che un diploma venga rilasciato solo ai candidati che hanno 

soddisfatto le elevate esigenze associate a tali esami. Infatti, una condi-

zione indispensabile per il conseguimento di un diploma è un risultato d'e-

same valido e manifestamente sufficiente. Se non vi è un risultato d'esame 

valido a causa di errori procedurali, non vi è altra soluzione che quella di 

far ripetere l'esame (cfr. sentenze del TAF B-4654/2021 del 3 marzo 2022 

consid. 4.3.1 e B-6224/2020 del 25 ottobre 2021 consid. 3.4 con rispettivi 

rinvii). 

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4.  

Dal profilo formale, il ricorrente rivendica una violazione del diritto di essere 

sentito nella sua componente relativa all’obbligo di motivare le decisioni.  

4.1 L’obbligo di motivazione deriva dal diritto di essere sentito, sancito 

dall’art. 29 cpv. 2 Cost. e dall’art. 6 n. 3 CEDU, il quale costituisce un 

aspetto importante e specifico del principio generale di un equo processo 

giusta gli artt. 29 cpv. 1 Cost. e 6 n. 1 CEDU (cfr. sentenza del TAF 

B-1011/2008 del 1° maggio 2009 consid. 4.2). Per prassi costante, tale ob-

bligo è adempiuto quando la persona interessata è in grado di apprezzare 

la portata della decisione avversata e di impugnarla con cognizione di 

causa dinanzi ad un’istanza superiore. È sufficiente che l’autorità adita 

menzioni in maniera chiara i motivi che l’hanno guidata e sui quali ha fon-

dato il suo ragionamento. Ella non è tenuta però a pronunciarsi su tutti gli 

elementi di fatto e di diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali per rendere 

la decisione (cfr. DTF 143 III 65 consid. 5.2; 141 III 28 consid. 3.2.4; 138 I 

232 consid. 5.1; 137 II 266 consid. 3.2; 136 I 229 consid. 5.2; 135 III 670 

consid. 3.3.1). Il fatto che l’autorità inferiore si limiti in un primo tempo a 

comunicare il risultato delle note nelle singole materie non costituisce an-

cora una violazione dell’obbligo di motivare le decisioni, ma basta ch’ella 

completi la sua motivazione nel quadro della procedura di ricorso e che il 

candidato abbia la possibilità di determinarsi al riguardo in occasione dello 

scambio di scritti (cfr. sentenze del TF 2C_505/2019 del 13 settembre 2019 

consid. 4.2.1; 2D_65/2011 del 2 aprile 2012 consid. 5.1).  

4.2 Nel caso di specie, va rilevato che la decisione impugnata non contiene 

alcuna indicazione circa la valutazione vera e propria delle prove soste-

nute, comprese quelle contestate nel ricorso, riportando soltanto le rispet-

tive note assegnate. Solo nell’ambito del presente procedimento su ricorso 

l’autorità inferiore ha prodotto contestualmente alla risposta le singole 

prese di posizione dettagliate degli esaminatori interessati dalle contesta-

zioni del ricorrente. Un simile modo di procedere si lascia conciliare con la 

giurisprudenza poc’anzi esposta. Inoltre il ricorrente ha fatto uso della fa-

coltà di esprimersi sulla risposta dell’autorità inferiore e sui suoi allegati, in 

particolare le prese di posizione degli esperti. Di conseguenza, l’autorità 

inferiore non è incorsa in una violazione dell’obbligo di motivare le decisioni 

e la censura mossa a tale riguardo dal ricorrente va dunque rigettata.  

5.  

Il ricorrente mette in dubbio la correttezza dello svolgimento degli esami 

orali relativamente all’opzione complementare “geografia” e all’opzione 

specifica “economia e diritto”, sostenendo essenzialmente di essere stato 

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interrogato su tematiche che secondo lui non rientrano in quelle previa-

mente scelte dal candidato e/o nel programma d’esame previsto dalle di-

rettive ESM. A seguito delle irregolarità rivendicate, il ricorrente postula la 

reiterazione di ambedue gli esami orali in presenza di un esaminatore, un 

esperto e anche un accompagnatore differente, visto che quello presente 

a giugno 2024 si sarebbe espresso denigrando la persona del ricorrente, 

sostenendo che egli non avrebbe dovuto presentarsi agli esami visti i suoi 

problemi di dislessia e discalculia. Le obiezioni sollevate riguardano que-

stioni procedurali e sono esaminate con piena cognizione (cfr. consid. 3 

seg.). 

5.1 Opzione complementare geografia 

5.1.1 È incontestato che il ricorrente ha scelto di portare all’esame orale in 

questione i temi “città e urbanizzazione”, “studio di tre spazi-tipo” con la 

precisazione “deserti caldi, deserti freddi e clima mediterraneo” e “problemi 

e implicazioni dello sviluppo”.  

5.1.2 Quanto allo studio di tre spazi-tipo, le direttive ESM esigono quanto 

segue (pag. 127 e seg.): 

“Il candidato è in grado di analizzare dal punto di vista fisico, climatico, umano 

ed economico tre spazi-tipo scelti tra: deserti caldi, deserti freddi, spazi tropi-

cali umidi ed equatoriali, mediterranei, montani, nordamericani.  

Per ciascuno di essi, il candidato è in grado di:  

- descrivere e spiegare le caratteristiche fisiche e climatiche;  

- analizzare le caratteristiche delle popolazioni;  

- descrivere ed analizzare le attività economiche specifiche;  

- descrivere le caratteristiche dell’insediamento evidenziandone le peculiarità;  

- elencare i problemi ambientali e proporre soluzioni;  

- abbozzare le prospettive per il futuro;  

- eseguire un confronto con gli altri due spazi-tipo analizzati.” 

 

5.1.3 Il ricorrente rimprovera all’esaminatore, in pratica, di essersi concen-

trato quasi esclusivamente sul tema del clima della fascia dell’equatore, 

che a suo dire non era oggetto dei temi prescelti dal candidato, e poi di 

aver incentrato un’altra domanda sulla definizione dei deserti litorali (marit-

timi e lungo le coste) e dei relativi climi, quindi su un argomento non con-

templato dalle direttive ESM.  

5.1.4 Il tema dell’esame verteva sugli spazi-tipo e sulle seguenti domande: 

1. Cita alcune forme di erosione e di accumulo che avvengono nei deserti. Per-

ché l’erosione nel deserto è molto forte? Quale è la differenza tra deserti 

sabbiosi e rocciosi? 

2. Immagina di compiere un viaggio scendendo dalle coste Tunisine fino 

all’equatore. Descrivi i climi e i biomi che incontri. 

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3. Disegna qui sotto un climogramma per un deserto caldo e uno per un deserto 

freddo. Per ogni climogramma scegli degli esempi di regioni e inseriscile 

nella carta sotto. [illustrazioni: climogrammi e carta geografica] 

5.1.5 Quanto alla domanda 1, si può affermare, in conformità alla plausibile 

spiegazione dell’esaminatore, che essa era impostata in modo da verificare 

la capacità del candidato di rapportare i processi fisici dell’erosione e 

dell’accumulo alle tipologie dei deserti sabbiosi e rocciosi di cui sono 

spesso composti i deserti caldi da un lato e i deserti freddi dall’altro. Per-

tanto non si può affermare che la domanda si situi fuori dal contesto dei 

temi prescelti e dalle direttive ESM. 

Quanto alla domanda 2, come sottolinea comprensibilmente l’esaminatore, 

va rilevato che i climi desertici fanno parte dei climi della fascia tropicale 

che si estende dalle coste della Tunisia fino all’equatore. Del resto, la de-

scrizione e la spiegazione delle caratteristiche climatiche degli spazi-tipo è 

richiesta dalle stesse direttive ESM (cfr. supra consid. 5.1.2). Mal si vede 

come questa domanda esuli dalle tematiche scelte dal ricorrente, in parti-

colare i deserti caldi e il clima mediterraneo, rispettivamente dai contenuti 

delle direttive ESM. 

Quanto alla domanda 3, la formulazione della medesima fa un esplicito 

riferimento al deserto caldo e al deserto freddo e quindi a due spazi-tipo 

scelti dal ricorrente. 

5.1.6 Da un apprezzamento globale delle direttive ESM, delle domande 

poste all’esame, nonché della presa di posizione dell’esaminatore e degli 

argomenti ricorsuali, il Tribunale conclude che la prova orale dell’opzione 

complementare geografia si è svolta in conformità con i contenuti e le esi-

genze d’esame e non ha esulato dai temi scelti dal ricorrente, né dalle di-

rettive ESM. Pertanto, non è ravvisabile alcun vizio di forma rilevante ai 

sensi della prassi previamente esposta. 

5.2 Opzione specifica economia e diritto 

5.2.1 Le direttive ESM richiedono che il candidato sia in grado di farsi 

un’opinione informata su questioni giuridiche ed economiche, di esprimere 

un parere su problemi concreti e di proporre soluzioni. Il programma 

d’esame verte sullo studio approfondito dell’economia aziendale, dell’eco-

nomia politica e del diritto e gli obiettivi sono suddivisi in otto capitoli (cifra 

7.3). Secondo le direttive ESM (cifra 7.3.2.2) le domande per la prova orale 

in questa materia vertono sui capitoli 1, 2, 3 e 6 del programma esposto 

alla cifra 7.3.4 delle direttive citate.  

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5.2.2 Il ricorrente deplora che le domande in riferimento al mercato del la-

voro ticinese, alla situazione dei lavoratori ticinesi, alle ore di lavoro, al set-

tore specifico dell’edilizia e all’esatta individuazione dal punto di vista giu-

ridico delle norme a salvaguardia dei lavoratori esulino dai contenuti previ-

sti ai capitoli 1, 2, 3 e 6 del programma secondo la cifra 7.3.4 delle direttive 

ESM. In particolare, l’ultimo aspetto richiesto sarebbe oggetto del capitolo 

8 del programma e non dovrebbe essere contemplato nella valutazione 

della prova orale. 

5.2.3 La domanda estratta dal ricorrente alla prova orale menzionata è 

stata la seguente: 

“Regolamentazione del mercato del lavoro in Svizzera e contrattazione collet-

tiva 

(1) Facendo riferimento alla gerarchia delle norme dell’ordinamento giuridico 

svizzero, spieghi com’è strutturata la regolamentazione del diritto del la-

voro in Svizzera. 

(2) Chiarisca e illustri il concetto di contrattazione collettiva e spieghi dove 

situerebbe, all’interno della regolamentazione del lavoro di cui sopra, i vari 

contratti collettivi di lavoro e il contratto individuale di lavoro. 

(3) Discuta l’importanza della contrattazione collettiva, in particolare per il 

mercato del lavoro Ticinese. 

(4) Spieghi la differenza tra aumento del salario nominale e aumento del sa-

lario reale. A questo riguardo quali rivendicazioni hanno avanzato, negli 

ultimi anni, le principali organizzazioni a tutela dei diritti dei lavoratori e con 

quali motivazioni? Come valuta personalmente tali rivendicazioni?” 

 

5.2.4 Dalle spiegazioni dell’esaminatore nella sua presa di posizione 

emerge in maniera chiara e circostanziata che le tematiche sollevate nella 

domanda tirata a sorte dal ricorrente rientrano senza dubbio nei contenuti 

d’esame secondo le direttive ESM. 

La domanda (1) è contenuta nel decimo argomento del capitolo 1 del pro-

gramma “Lavoro e occupazione” intitolato “descrivere la struttura del diritto 

del lavoro”. La domanda (2) si lascia conciliare con il già menzionato de-

cimo argomento e soprattutto con il dodicesimo argomento del capitolo 1 

del programma chiamato “descrivere il contratto individuale di lavoro e il 

contratto collettivo di lavoro, e presentare i loro attori (padronato e sinda-

cati) (vedi tema 8)”. Giova ricordare al ricorrente che solo la capacità di 

risolvere casi semplici relativi alla parte speciale del Codice delle obbliga-

zioni nell’ambito del contratto individuale e quello collettivo di lavoro fa 

parte del capitolo 8, mentre la descrizione di questo tipo di contratti e dei 

loro attori è evidentemente inclusa nel capitolo 1. La domanda (3) si ri-

chiama al quinto argomento (“descrivere come la congiuntura influisce sul 

mercato occupazionale”) e al già citato dodicesimo argomento del capitolo 

1 del programma d’esame. Quanto alla domanda (4), quest’ultima fa un 

B-5483/2024 

Pagina 12 

ovvio riferimento all’argomento 11 (“Distinguere un reddito nominale da un 

reddito reale”) e al già menzionato argomento 12.  

5.2.5 In conclusione, non vi sono elementi concreti suscettibili di affermare 

che vi siano state gravi irregolarità nello svolgimento dell’esame orale di 

economia e diritto come materia opzionale specifica. 

5.3 Infine, nella misura in cui il ricorrente lamenta che l’accompagnatore 

agli esami orali abbia espletato illazioni personali nei suoi confronti, il Tri-

bunale osserva che le relative asserzioni non sono né sostanziate né do-

cumentate e nemmeno rilevanti. In effetti, occorre tener conto del fatto che 

il ricorrente specifica in sede di replica come non si sia proprio trattato di 

asserzioni diffamatorie, ma unicamente di incomprensioni, le quali sareb-

bero sorte, come emerge anche dalle dichiarazioni dell’esperto in que-

stione (allegato 12 dell’incarto della CSM), solo nell’ambito della comuni-

cazione dei risultati degli esami orali, quindi dopo il loro svolgimento. Ne 

discende che non è ravvisabile come tali incomprensioni abbiano potuto 

influire sull’esito delle prove orali contestate.  

6.  

Prima di chinarsi sulle censure mosse contro la valutazione degli esami 

scritti di arti visive, matematica e chimica (cfr. infra consid. 7 segg.), occorre 

rilevare quanto segue.  

In virtù dell’art. 22 cpv. 1 dell’Ordinanza ESM, l’esame è superato se il can-

didato: (a.) ha ottenuto un totale di almeno 105 punti; o (b.) ha ottenuto tra 

84 e 104,5 punti, non ha note insufficienti in più di quattro materie e la 

somma degli scarti di punto in rapporto a 4 in queste discipline è inferiore 

o uguale a 7. Nel caso in esame, il ricorrente ha ottenuto 69.5 punti, tota-

lizzato 10 insufficienze (nelle materie chimica, storia, arti visive, prima lin-

gua italiano, seconda lingua nazionale tedesco, terza lingua inglese, ma-

tematica, opzione specifica economia e diritto, opzione complementare 

geografia e lavoro di maturità) e 15.5 punti negativi. Le condizioni di riuscita 

dell’esame non sono pertanto adempiute. Tuttavia l’esame delle contesta-

zioni delle valutazioni relative alle prove di arti visive, matematica e chimica 

rimane rilevante, nella misura in cui il valore di una nota è collegato ad una 

determinata conseguenza giuridica (DTAF 2009/10 consid. 6.2.1 segg.). 

Nel caso concreto, l’eventuale attribuzione di una nota sufficiente non ob-

bliga il candidato a ripetere l’esame e le note pari o superiori a 4 restano 

acquisite per due anni dopo la conclusione del tentativo d’esame (cfr. 

art. 26 cpv. 3 Ordinanza ESM). 

B-5483/2024 

Pagina 13 

7.  

Il ricorrente contesta la valutazione del suo esame scritto di arti visive.  

7.1 Secondo la cifra 6.3.2 delle direttive ESM ogni candidato riceve un do-

cumento contenente la descrizione dei compiti, le consegne, le esigenze, i 

criteri di valutazione, nonché le indicazioni sulla tecnica e il formato. Il can-

didato esegue 2 dei 3 esercizi proposti: l’osservazione, l’analisi di un’im-

magine e la composizione. La composizione è sempre legata, per quanto 

riguarda il contenuto, all’altro esercizio scelto. Il ricorrente ha scelto gli 

esercizi dell’osservazione e della composizione. Nel primo esercizio, il can-

didato realizza un disegno di osservazione partendo dall’oggetto o dagli 

oggetti proposti e attenendosi alle consegne. Nel secondo esercizio, il can-

didato realizza una creazione personale a colori (disegno o pittura a scelta) 

partendo dal soggetto dell’osservazione e tenendo conto delle consegne.  

I criteri di valutazione degli esercizi sono elencati al punto 6.3.3 delle diret-

tive ESM. Quanto all’osservazione, si tratta del rispetto delle consegne, 

della fedeltà nella riproduzione degli oggetti (collocazione dell’oggetto nello 

spazio, prospettiva, orientamento, posizione, proporzioni degli elementi os-

servati, forme), della precisione nella trasposizione di luci e ombre attra-

verso il sistema chiaroscurale (valori cromatici), della composizione, impa-

ginazione e della qualità tecnica, padronanza dei materiali utilizzati. 

Quanto alla composizione, i criteri di valutazione riguardano il rispetto delle 

consegne, l’originalità e interesse della composizione, l’appropriazione del 

modello, la capacità di trasposizione, la chiarezza dell’interpretazione, non-

ché la qualità del linguaggio grafico e pittorico, l’adeguamento della tecnica 

al progetto e la padronanza degli strumenti. 

7.2 Al ricorrente è stato assegnato il voto 4 per l’esercizio di osservazione 

e il voto 3 per l’esercizio di composizione, ciò che ha portato alla nota finale 

di 3.5. Il ricorrente chiede di far rivalutare la prova ad altri esaminatori o 

esperti ritenuta l’impossibilità di far esaminare il progetto ad altri esperti in 

mancanza dell’originale. Egli contesta l’attribuzione del voto 3 per l’eserci-

zio di composizione, reiterando che la valutazione non rispecchierebbe i 

criteri di valutazione definiti nelle direttive ESM, atteso come, secondo lui, 

si possa ritenere che i criteri enucleati siano stati ben rispettati nella com-

posizione, volendo egli rendere originale l’opera e trasporre l’oggetto prin-

cipale, modificandone l’interpretazione allegorica alla luce delle cono-

scenze apprese. Egli fa osservare come il piano sia identico a quello 

dell’oggetto dell’osservazione, puntando all’armonia dei toni e adeguando 

la tecnica del progetto come da direttive ESM. 

B-5483/2024 

Pagina 14 

7.3 Quanto all’esercizio di osservazione, nella loro presa di posizione (al-

legato 16 alla risposta della CSM) gli esaminatori osservano che il ricor-

rente ha rispettato le consegne, realizzando un disegno di puro contorno a 

partire dalla composizione proposta. Tuttavia, nel riprodurre quest’ultima, 

egli non avrebbe tenuto conto della sua collocazione spaziale per rapporto 

al piano d’appoggio (che non sarebbe stato raffigurato) e della prospettiva. 

Gli elementi che fanno da sfondo, sarebbero infatti stati rappresentati in 

una sorta di assonometria, comportando una scorretta proporzione ed 

un’eccessiva semplificazione del soggetto, in quest’ultimo caso, sia per 

quanto riguarda le forme, sia per quel che concerne la riproduzione dei 

dettagli che, in diversi casi, sarebbero addirittura stati omessi. La copia si 

discosterebbe pertanto in modo marcato dalla realtà. Dal punto di vista tec-

nico, il candidato non sarebbe riuscito a sfruttare il potenziale dei materiali 

utilizzati. Per quanto piuttosto curata, la linea sarebbe povera e manche-

rebbe di forza ed espressività, aspetto fondamentale su cui sarebbe stato 

necessario lavorare per realizzare un disegno di puro contorno di qualità. 

Su queste basi, gli esperti hanno motivato l’assegnazione della nota 4.0 

all’esercizio di osservazione. 

Per quanto riguarda l’esercizio di composizione, gli esperti hanno specifi-

cato che il candidato avrebbe sviluppato il proprio elaborato a partire dal 

soggetto d’osservazione, nonché deciso di sostituire la statuina del cer-

biatto con la rappresentazione di una pianta in un vaso. In questo modo, 

egli avrebbe reso di fatto irriconoscibile l’oggetto iniziale e, di conseguenza, 

non rispettato la consegna. Gli esperti hanno inoltre rilevato che l’immagine 

non ne avrebbe beneficiato, né dal punto di vista dell’originalità, né per 

quanto riguarda l’aspetto compositivo, mentre non sarebbe chiaro il motivo 

che ha portato alla scelta del soggetto sostitutivo. Nel rielaborare la situa-

zione il candidato non sarebbe stato in grado di cogliere l’essenza della 

stessa, mostrando di non essersi appropriato del modello e denotando 

scarse capacità di interpretazione e comunicative. Gli esperti hanno lamen-

tato la povertà del linguaggio grafico e l’approccio scolastico ed elementare 

dell’utilizzo del colore, al punto da risultare quasi infantile. II potenziale tec-

nico offerto dagli strumenti utilizzati non sarebbe affatto stato colto e sfrut-

tato. Su queste basi, gli esperti hanno confermato l’assegnazione della 

nota 3 all’esercizio di composizione e l’assegnazione della nota finale 3.5 

all’esame complessivo di arti visive. 

7.4 L’analisi delle considerazioni degli esperti e dell’elaborato d’esame 

porta lo scrivente Tribunale a concludere che non sono ravvisabili degli in-

dizi per affermare che gli esaminatori, nell’attribuzione della nota, si siano 

lasciati guidare da motivi estranei o contrari alle direttive d’esame oppure 

B-5483/2024 

Pagina 15 

in altro modo insostenibili. Dal canto suo, il ricorrente si limita a portare 

semplici asserzioni, senza confrontarsi in modo concreto con la presa di 

posizione degli esaminatori e senza argomentare in maniera chiara e cir-

costanziata in che misura e soprattutto perché la valutazione operata si 

discosterebbe dai criteri d’esame definiti nelle direttive e il suo esercizio di 

composizione sia conforme ed adempia alle direttive e ai requisiti d’esame. 

Quanto alla censura circa il mancato accesso all’originale dell’elaborato 

d’esame, va rilevato che il ricorrente ha solo chiesto all’autorità inferiore di 

inviargli in copia tutti gli esami scritti da lui svolti e non gli elaborati originali, 

ch’egli avrebbe potuto comunque consultare presso gli uffici dell’autorità 

inferiore su esplicita domanda. 

In queste circostanze, tenuto conto del riserbo di cui lo scrivente Tribunale 

deve dar prova in materia della valutazione di esami, niente giustifica di 

discostarsi dall’apprezzamento degli esaminatori nella prova scritta di arti 

visive.  

8.  

8.1 Il ricorrente giudica incomprensibile e troppo severa la valutazione ef-

fettuata per l’esame scritto di matematica, evidenziando, a tale proposito, 

di aver sottoposto la prova scritta ad un altro esperto esterno, il quale 

avrebbe ritenuto come il procedimento adottato sia stato svolto in modo 

perlopiù corretto e come vi siano stati per contro degli errori nella trascri-

zione dei dati. Il ricorrente spiega che nell’esercizio 1 il dominio sarebbe 

stato riportato in modo sbagliato sulla prima pagina, ma corretto successi-

vamente, portando allo sviluppo di un grafico sbagliato. Egli non condivide 

neppure l’assegnazione di un unico punto laddove le risposte sono parzial-

mente corrette, ciò che denoterebbe una crassa sottovalutazione della 

prova svolta. Egli non capisce quanti punti siano stati assegnati agli eser-

cizi 2d e 2e, né le ragioni per la loro attribuzione, sottolineando come 

l’esperto da lui coinvolto abbia concluso alla correttezza di entrambi. A suo 

dire, l’esaminatore non avrebbe in nessun modo tenuto in considerazione 

il fatto che sussistono diversi modi per raggiungere lo stesso risultato.  

8.2  

8.2.1 È incontestato che nella prova scritta di matematica, il ricorrente ha 

ottenuto 8 punti su un totale di 40 punti e ricevuto la nota 3. In sede di 

ricorso, l’esaminatore interessato ha allestito una presa di posizione in due 

tappe (cfr. allegato 17 alla presa di posizione della CSM). In primo luogo 

ha inoltrato un riepilogo tabellare in cui sono visualizzati i punti da 

B-5483/2024 

Pagina 16 

raggiungere in caso di svolgimento corretto per ogni intero esercizio e i 

punti ottenuti, nonché una breve spiegazione per l’assegnazione del pun-

teggio e la scala di valutazione adottata. Dalla tabella si evince che l’esame 

consisteva in 5 esercizi che, se eseguiti correttamente nella loro interezza, 

davano diritto a 10 punti ciascuno. Contrariamente a quanto potrebbe la-

sciare sottintendere il ricorrente, le indicazioni nella prova d’esame, a cui 

rinvia del resto anche l’esaminatore, evidenziano che ogni esercizio risolto 

in modo completo e corretto vale 10 punti, non ogni parte di esercizio (cfr. 

allegato 14 alla presa di posizione della CSM). In secondo luogo, l’esperto 

ha preso posizione sugli argomenti sollevati nel ricorso. 

8.2.2 Dalle annotazioni contenute nella tabella e/o nella presa di posizione 

risulta che nell’esercizio 1a il dominio è stato espresso due volte in modo 

errato, ciò che ha portato ad una deduzione di mezzo punto e inoltre sono 

elencati quali sono stati i motivi per l’attribuzione di 0 rispettivamente 0.5 

punti negli esercizi 2d e 2e. Quanto all’esercizio 2d, l’affermazione secondo 

cui la circonferenza del punto c e le sfere devono avere il medesimo centro 

non sarebbe corretta e mancherebbe una discussione sulla seconda sfera. 

Quanto all’esercizio 2e, il candidato sarebbe incappato in un errore di svol-

gimento e non si sarebbe interrogato sulla seconda sfera e sui risultati con-

traddittori. Le spiegazioni apportate non sono tali da insinuare ragionevoli 

dubbi circa la plausibilità e la correttezza della valutazione operata. Di con-

tro, il ricorrente non si confronta minimamente con il giudizio dell’esamina-

tore, limitandosi ad insistere, a titolo generico, su un presunto eccesso di 

severità nella valutazione e su un mancato rispetto dei relativi criteri e per 

il resto rinviando, senza quasi alcun commento, alla correzione dell’esame 

da parte di un esperto esterno da lui incaricato.  

8.2.3 Si constata che l’allegato al ricorso intitolato “Doc. C: correzione 

esame scritto di matematica” si apparenta ad una cosiddetta perizia di 

parte, la quale non è stata ordinata dallo scrivente Tribunale e non segue 

le regole di procedura applicabili, segnatamente in materia di nomina di un 

perito (cfr. art. 57 segg. della legge di procedura civile federale del 4 dicem-

bre 1947, PCF, RS 273). Una siffatta perizia di parte deve essere apprez-

zata con riserbo in quanto l’esperienza comune ritiene che una perizia di 

parte venga prodotta solo se è favorevole al suo mandante (DTF 141 IV 

369 consid. 6.2; sentenze del TF 6B_617/2017 del 14 dicembre 2017 con-

sid. 1.3.5 e 6B_275/2015 del 22 giugno 2016 consid. 1.1). Per il resto, gli 

esiti di una perizia di parte sono soggetti al principio del libero apprezza-

mento delle prove e sono considerati alla stessa stregua di semplici alle-

gazioni di parte (DTF 142 II 355 consid. 5.3.5, sentenza del TF 

B-5483/2024 

Pagina 17 

1C_229/2020 del 27 agosto 2020 consid. 3.1, 1B_361/2019 del 20 dicem-

bre 2019 consid. 2.3 e 2C_863/2015 del 24 luglio 2016 consid. 7.1). 

8.2.4 In considerazione della prassi appena illustrata, l’intervento di un 

esperto esterno appare problematico anche nella misura in cui non è noto 

se la persona interpellata adempia i requisiti formali richiesti agli esamina-

tori dell’esame svizzero di maturità oppure se sia stata istruita riguardo alle 

esigenze poste ai candidati di questo tipo d’esame. Inoltre, la correzione 

dell’esame di matematica prodotta con il ricorso non si esprime concreta-

mente sulla qualità e sulla correttezza della prestazione del ricorrente e 

non è neanche sufficientemente chiara da permettere di trarre conclusioni 

diverse da quelle dell’esaminatore. Invero, la perizia di parte non contiene 

una vera e propria discussione con la presa di posizione dell’esaminatore, 

ma non fa altro che sostituire l’apprezzamento del perito esterno a quello 

degli esperti dell’autorità inferiore. Il solo pretendere che un'altra o altre 

soluzioni siano possibili, che l'avviso della commissione d'esame o che una 

correzione siano errati, eccessivamente severi o incompleti non basta, se-

condo la prassi già menzionata, per sconvolgere la plausibilità e la corret-

tezza del giudizio dell’esaminatore, su cui il Tribunale può basarsi alla luce 

delle circostanze esposte (cfr. sentenza del TAF B-4513/2021 del 13 gen-

naio 2022 consid. 3.2.5 con ulteriori rinvii; v. anche supra consid. 3.2). Ne 

segue che si può prescindere dall’assunzione di ulteriori misure probatorie 

sotto forma del parere di un esperto esterno (cfr. sentenza del TAF 

B-6313/2024 del 4 dicembre 2024 consid. 6.3.3 e i riferimenti citati). La 

nota attribuita all’esame scritto di matematica è dunque corretta. 

8.3 Il ricorrente rimprovera all’autorità inferiore un eccesso di severità nella 

valutazione, avendo ella mancato di considerare che egli sarebbe affetto 

da discalculia, malgrado ne fosse al corrente, in quanto detta difficoltà 

avrebbe fatto oggetto di una deroga. A suffragio della sua censura, il ricor-

rente ha allegato la decisione del 1° dicembre 2021 con cui la Sezione della 

pedagogia speciale del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello 

sport della Repubblica e Cantone Ticino, Divisione della scuola, gli ha ac-

cordato dei provvedimenti compensatori nell’ambito del progetto di diffe-

renziazione pedagogica, ordinandone l’esecuzione all’attenzione della [di-

rezione] del [scuola frequentata] e comunicando il tutto alla Divisione della 

scuola e al docente di classe del ricorrente. 

Come giustamente fa osservare l’autorità inferiore, la decisione della Se-

zione della pedagogia speciale richiamata dal ricorrente si riferisce soltanto 

alla formazione seguita presso [la scuola frequentata dal ricorrente] e non 

all’esame svizzero di maturità, senza ulteriormente contare che l’atto 

B-5483/2024 

Pagina 18 

menzionato non parla in alcun modo di discalculia e secondo la lista dei 

destinatari non è stato portato a conoscenza dell’autorità inferiore. Inoltre 

nell’incarto dell’autorità inferiore e nella documentazione annessa al ri-

corso non si trova alcun elemento da cui poter desumere che sia stata for-

mulata una diagnosi di discalculia nei confronti del ricorrente. Quest’ultimo, 

nel corso della sua richiesta di deroga del 15 novembre 2022 e 26 settem-

bre 2023, ha trasmesso all’autorità inferiore un bilancio logopedico del 

10 settembre 2015, un rapporto di valutazione neuropsicologica del 27 no-

vembre 2019 e un rapporto di valutazione logopedica del 7 dicembre 2020, 

nonché espressamente comunicato di essere “dislessico e disortografico”. 

In base alla diagnosi di dislessia e disortografia, nonché di difficoltà di com-

prensione del testo, con decisione del 28 febbraio 2023 (concernente il 

primo esame parziale) e del 29 febbraio 2024 (concernente il secondo 

esame parziale) l’autorità inferiore ha autorizzato al ricorrente misure com-

pensatorie per gli svantaggi riscontrati, concedendo nello specifico del 

tempo supplementare nelle prove scritte di biologia, chimica, fisica, storia, 

geografia (decisione 28.02.2023), nonché nella prova scritta di italiano, 

della seconda lingua nazionale, della terza lingua e dell’opzione specifica, 

come pure per le prove orali di italiano, della seconda lingua nazionale, 

della terza lingua, dell’opzione specifica e dell’opzione complementare (de-

cisione 29.02.2024). Per l’esame di matematica non è stato concesso al-

cun tempo supplementare (decisione 29.02.2024). A tale riguardo, l’auto-

rità inferiore precisa che secondo la valutazione neuropsicologica, la pre-

senza di una difficoltà nell’ambito della matematica era stata esplicitamente 

esclusa.  

Il Tribunale rileva che la mancata impugnazione delle decisioni di deroga 

menzionate preclude al ricorrente di rimetterle in discussione in questa 

sede. Visto inoltre che non vi sono agli atti elementi suscettibili di suffragare 

una diagnosi di discalculia, il ricorrente non poteva ragionevolmente atten-

dersi che l’esaminatore considerasse un aspetto non comunicato né com-

provato nella valutazione dell’esame scritto in questione. Non da ultimo oc-

corre tener presente che la concessione di una deroga non può comportare 

una riduzione degli obiettivi di apprendimento e dei criteri di valutazione. In 

considerazione di tutti i motivi suesposti, discende che la censura non è 

fondata. 

8.4 Visto quanto precede relativamente alla prova scritta di matematica, il 

ricorso è volto all’insuccesso anche in questo punto. 

 

B-5483/2024 

Pagina 19 

9.  

Il ricorrente contesta la valutazione effettuata nell’esame scritto di chimica 

corrispondente alla nota 3.5, spiegando di aver sottoposto anche in questo 

caso la prova ad un esperto esterno, il quale avrebbe ritenuto corrette 

molte risposte fornite e esatte ma incomplete alcune risposte considerate 

completamente errate dall’esaminatore e valutate con zero punti (nell’eser-

cizio 2 n. 4, 5 e 6, nell’esercizio 3 n. 6 e 7; cfr. allegato al ricorso “Doc. E: 

correzione esame scritto di chimica”). Da ciò il ricorrente deduce che l’esa-

minatore ufficiale avrebbe applicato un’eccessiva severità alla valutazione 

della prova scritta in questione. Di conseguenza, egli chiede al Tribunale di 

ordinare una nuova rivalutazione di tale esame da parte di altri esperti.  

Nel corso del presente procedimento, l’esaminatore interessato ha riesa-

minato la prova scritta di chimica in sede di presa di posizione e di duplica, 

confermando in toto i punteggi assegnati e esplicitando i dettagli della va-

lutazione per ogni esercizio contestato nel ricorso (allegato 18 alla presa di 

posizione della CSM). Il punteggio massimo, i punti ottenibili e i punti otte-

nuti sono indicati chiaramente nell’elaborato dell’esame (allegato 15 alla 

presa di posizione della CSM e allegato alla duplica). Dalle annotazioni 

riportate emergono in maniera intellegibile e convincente i motivi che hanno 

guidato l’esperto all’attribuzione e alla conferma dei punti assegnati. Per 

ogni risposta errata completamente o in parte corretta sono evidenziate le 

lacune nell’individuare i problemi, gli errori di ragionamento e le incomple-

tezze nelle spiegazioni. Anche in questo caso il ricorrente motiva la propria 

censura fondandosi in prevalenza sulla soluzione d’esame effettuata da un 

esperto esterno da lui interpellato senza cimentarsi concretamente con la 

presa di posizione dell’esaminatore. Quanto alla problematicità delle peri-

zie di parte e della mancanza di un concreto confronto con i dettagli della 

valutazione si rimanda ai considerandi precedenti (cfr. supra consid. 8.2.3 

seg.). Come già indicato, per prassi, una simile motivazione non è in grado 

di inficiare la plausibilità e correttezza del giudizio dell’esaminatore, dimo-

doché anche in questo caso non è necessario ordinare una perizia indi-

pendente. Di conseguenza, il ricorso si rivela infondato relativamente a 

questo punto. 

10.  

In virtù di quanto precede, il Tribunale giunge alla conclusione che le prove 

orali di geografia come opzione complementare e di economia e diritto 

come opzione specifica si sono svolte regolarmente e la valutazione delle 

prove scritte di arti visive, matematica e chimica non ha nulla da eccepire. 

Perciò, il ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata. 

B-5483/2024 

Pagina 20 

11.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 800.– che seguono 

la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 1 e 2 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tale importo è computato con l’anticipo spese, di 

pari importo, già versato, dopo la crescita in giudicato della presente sen-

tenza. Viste le sorti del ricorso, il ricorrente non ha diritto ad alcuna inden-

nità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA in combinato disposto con l'art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF). Questo vale anche per l’autorità inferiore (art. 7 cpv. 3 

TS-TAF). 

12.  

Secondo l'art. 83 lett. t. LTF, il ricorso al Tribunale federale in materia di 

diritto pubblico è inammissibile contro le decisioni concernenti l’esito di 

esami e di altre valutazioni della capacità, segnatamente nei settori della 

scuola, della formazione continua e dell’esercizio della professione. Il mo-

tivo d'inammissibilità, contenuto in questa disposizione, si riferisce sia ai 

risultati degli esami in senso stretto, sia ad altre decisioni che valutano le 

attitudini o le capacità intellettuali o fisiche di un candidato (cfr. DTF 138 II 

42 consid. 1.1 con rinvii). Di contro, le decisioni che riguardano esclusiva-

mente la procedura d'esame, in particolare, aspetti organizzativi o proce-

durali, non rientrano nel campo di applicazione della clausola di irricevibilità 

(cfr. DTF 147 I 73 consid. 1.2.1 con rinvii).  

  

B-5483/2024 

Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali vengono fissate a fr. 800.– e poste a carico del ricor-

rente. Tale cifra verrà computata, dopo la crescita in giudicato della pre-

sente sentenza, con l’anticipo di pari importo già versato. 

3.  

Non vengono accordate indennità a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente e all'autorità inferiore. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Pietro Angeli-Busi Corrado Bergomi 

 

  

B-5483/2024 

Pagina 22 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui le condizioni fissate agli 

artt. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF, siano adempiute. Il termine è repu-

tato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale op-

pure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza 

diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine 

(art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una lingua uffi-

ciale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova 

ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere alle-

gati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: 20 maggio 2025 

 

  

B-5483/2024 

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Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

– Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca 

DEFR (atto giudiziario)