# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fe6d5b2f-23f0-5004-a5fb-55c67d2e3382
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-03-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.03.2013 33.2012.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2012-16_2013-03-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  33.2012.16

   

  TB

  	
  Lugano

  25 marzo 2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 settembre 2012
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 9 agosto
  2012 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione -
  Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   Il 23
febbraio 2012 (doc. A124) RI 1, nato nel 1947 ed al beneficio di una rendita
AVS mensile di Fr. 348.- a decorrere dal 1° marzo 2012 (doc. A42), ha chiesto
di beneficiare delle prestazioni complementari.

 

                               1.2.   Dopo avere
fatto esperire dall'Ufficio stima la perizia dei fondi sui quali l'assicurato
detiene una quota di comproprietà (doc. A2) ed avere posto all'interessato una
serie di domande (doc. 25), con decisione del 24 maggio 2012 (doc. A) la Cassa
cantonale di compensazione ha respinto la domanda di prestazioni complementari,
essendovi un'eccedenza di redditi di Fr. 1'497.-.

                               1.3.   L'amministrazione
ha emesso il 9 agosto 2012 (doc. A1) una decisione su opposizione con cui ha
respinto l'opposizione del 13 giugno 2012 dell'assicurato, spiegando che la
sostanza immobiliare non adibita ad abitazione primaria deve essere valutata al
valore commerciale (art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI), sostanza che l'Ufficio stima ha
valutato in complessivamente Fr. 990'050.- e quindi la sua quota parte assomma
a Fr. 279'512.-. La Cassa ha inoltre osservato, citando le norme del Codice
Civile, che è sempre possibile che ogni coerede richieda la divisione
dell'eredità per monetizzare il suo diritto e che tutti gli eredi hanno uguali
diritti sui beni della successione. Pertanto, è corretto che la sua quota parte
di sostanza immobiliare gli sia computata.

 

                               1.4.   Con ricorso
del 7 settembre 2012 (doc. I) RI 1 ha fatto presente di percepire una rendita
AVS di Fr. 348.- al mese e di avere una quota di partecipazione del 20% in una
comunione ereditaria, proprietaria di un immobile a __________. Tuttavia,
questa casa, costruita all'inizio del secolo scorso, necessita di una
ristrutturazione completa ed è inagibile, quindi non produce redditi. Il suo
valore dovrebbe quindi essere determinato in base ai valori di stima e non ad
un ipotetico valore commerciale. Infatti, anche volendo venderla, sarebbe
piuttosto difficile, visto lo stato di degrado in cui versa e quindi
l'investimento necessario che dovrebbe affrontare l'acquirente per
ristrutturarla. Peraltro, egli ne possiede solo una piccola quota parte, perciò
è il restante 80% dei proprietari che dovrebbe prendere questa decisione.

Il ricorrente ha ricordato di avere potuto
beneficiare, fino a quel momento, del capitale del II pilastro che ha ricevuto
il 1° marzo 2012, ma che si è già esaurito a causa dei pagamenti di arretrati.

Egli ha ricordato di beneficiare del sussidio di
Cassa malati, ma di non potersi permettere un appartamento. Pertanto, è
disposto a cedere a garanzia dello Stato la sua partecipazione ereditaria,
cosicché se la casa di __________ dovesse essere venduta, rimborserebbe poi allo
Stato l'importo anticipatogli.

 

                               1.5.   Nella
risposta del 19 settembre 2012 (doc. III) la Cassa di compensazione ha proposto
di respingere il ricorso. Infatti, anche eliminando dai suoi redditi il valore
locativo di Fr. 1'219.- derivante dalle proprietà detenute in comproprietà
siccome l'immobile edificato sulla part. n. 127 RFD di __________ è disabitato
da anni - ma non è dato sapere se esso sia anche inagibile (doc. III/1 e III/2)
- rispettivamente cancellando dalle spese riconosciute le spese di manutenzione
di Fr. 304.- legate a questo immobile, i suoi redditi computabili (Fr.
30'216.-) supererebbero comunque ancora le spese riconosciute           (Fr.
29'634.-).

 

                               1.6.   Il 2 ottobre
2012 (doc. V) il ricorrente ha prodotto le stime di ogni mappale di cui è
comproprietario (docc. B1-B21) e ha nuovamente ribadito che con la sua piccola
quota di comproprietà non può decidere cosa fare di queste particelle ma,
piuttosto, sono gli altri comproprietari che ne possono definire la destinazione.

Comunque, a suo dire, come a livello fiscale,
anche le prestazioni complementari devono basarsi sul valore di stima di un
immobile e non riferirsi al valore puramente virtuale del valore commerciale.

Infine, l'assicurato ha rilevato che il suo
deposito a risparmio si è esaurito, essendo servito per liquidare i debiti e
per vivere.

Con tutti i valori teorici ritenuti dalla Cassa
(consumo di sostanza di 1/10, valore teorico commerciale degli immobili) egli
non riesce a sopravvivere e nemmeno riesce a trovare un lavoro.

 

La Cassa di compensazione si è riconfermata nella
decisione su opposizione e nella risposta di causa (doc. VII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                               2.1.   Fondandosi
sull'art. 112 cpv. 2
lett. b Cost. fed. e sulla Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed., l'Assemblea federale
ha adottato il nuovo art. 112a Cost. fed. specifico per
le prestazioni complementari ed il nuovo art. 112c Cost. fed. relativo
all'aiuto agli anziani ed ai
disabili, fissandone l'entrata
in vigore il 1° gennaio 2008.

 

Giusta l'art. 112a Cost. fed., la Confederazione ed i Cantoni versano
prestazioni complementari a persone il cui fabbisogno vitale non è coperto dall'assicurazione vecchiaia, superstiti e
invalidità (cpv. 1) e la legge stabilisce l'entità delle prestazioni complementari
nonché i compiti e le competenze di Confederazione e Cantoni (cpv. 2).

 

In virtù dell'art. 112c Cost. fed., i Cantoni provvedono all'aiuto e alle cure a domicilio per gli
anziani e i disabili (cpv. 1) e la Confederazione sostiene sforzi a livello
nazionale a favore degli anziani e dei disabili. A questo scopo può utilizzare
fondi dell'assicurazione
vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 2).

In effetti, la Legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS/AI (LPC)
– tanto quella del 19 marzo 1965 entrata in vigore il 1° gennaio 1966, quanto
quella del 6 ottobre 2006 in vigore dal 1° gennaio 2008 - persegue lo scopo di
garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni
vitali" di cui al citato art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp.
Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346).

 

Questa nozione è più ampia rispetto al
"minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La
LPC contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e
invalide (su queste questioni: cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143
(145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito
minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in: RDAT
1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti
di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei
bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg.
52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio
concernente la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.2.   In virtù
dell'art. 4 cpv. 1 lett. a LPC, hanno diritto alle prestazioni complementari le
persone domiciliate e dimoranti abitualmente in Svizzera che ricevono una rendita
di vecchiaia dell'AVS.

 

L'importo della prestazione complementare annua è pari alla quota
delle spese riconosciute che eccede i redditi computabili (art. 9 cpv. 1 LPC).

 

Per quanto riguarda le spese riconosciute, l'art. 10 cpv. 1 LPC prevede che:

 

" 
Per le persone che non vivono durevolmente o per
un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa),
le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a. importo
destinato alla copertura del fabbisogno generale vitale, per anno:

 

1.      19 050 franchi per le persone sole,

2.      28 575 franchi per i coniugi,

3.      9945 franchi per gli orfani che hanno diritto a una rendita e per
figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI; per i due
primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante,
per altri due figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un terzo;

b. la
pigione di un appartamento e le relative spese accessorie; in caso di
conguaglio per le spese accessorie, non si tiene conto né del saldo attivo né
di quello passivo; l'importo massimo annuo riconosciuto è il seguente:

 

1.      13 200 franchi per le persone sole,

2.      15 000 franchi per i coniugi e le persone con orfani che hanno
diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS
o dell'AI,

3.      3600 franchi in più se è necessaria la locazione di un appartamento
in cui è possibile spostarsi con una carrozzella."

 

Inoltre, giusta l'art. 10 cpv. 3 LPC, sia per le persone che vivono che per quelle che
non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale,
sono riconosciute tali spese:

 

"  a.   spese
per il conseguimento del reddito, fino a concorrenza del 

      reddito lordo dell'attività lucrativa;

b.   spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari, fino
a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;

c.   premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione,
eccettuata l'assicurazione malattie;

d.   importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie; l'importo forfettario deve corrispondere al premio
medio cantonale o regionale per l'assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);

e.   pensioni alimentari versate in virtù del diritto di
famiglia.".

 

L'art. 11 cpv. 1 LPC enumera esaustivamente i redditi computabili, fra
i quali vi sono:

 

" 
b.   i proventi della sostanza mobile e
immobile;

c.   un quindicesimo della sostanza netta,
oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, per quanto superi
37 500 franchi per le persone sole, 60 000 franchi per i coniugi e 15 000
franchi per gli orfani che hanno diritto a una rendita e i figli che danno diritto
a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI; se l'immobile appartiene al
beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel
calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una
di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 112 500 franchi è
preso in considerazione quale sostanza;

d.   le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese le rendite dell'AVS e dell'AI.".

 

Per l'art. 11 cpv. 1bis LPC:

 

" 
In deroga al capoverso 1 lettera c va preso in
considerazione solo il valore dell'immobile eccedente 300 000 franchi se:

a.   una coppia possiede un immobile che serve quale abitazione ad
almeno un coniuge, mentre l'altro vive in un istituto o in un ospedale; o

b.   una persona è beneficiaria di un assegno per grandi invalidi dell'AVS/AI,
dell'assicurazione infortuni o dell'assicurazione militare e abita in un immobile
di sua proprietà o del suo coniuge."

 

Quali redditi non computabili l'art. 11 cpv. 3
LPC enumera:

 

" 
a.   le prestazioni dei parenti giusta gli
articoli 328-330 del Codice 

      civile;

b.   le prestazioni dell'aiuto pubblico sociale;

c.   le prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente
assistenziale;

d.   gli assegni per grandi invalidi delle assicurazioni sociali;

e.   le borse di studio e altri aiuti all'istruzione;

f.    i contributi per l'assistenza versati dall'AVS o
dall'AI.".

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è il diritto di RI 1 di percepire delle prestazioni complementari
dal 1° marzo 2012.

 

Il ricorrente ha contestato il computo di una
sostanza immobiliare pari a Fr. 279'512.- dato che, come risulta dalle
decisioni di stima prodotte agli atti concernenti i fondi sui quali detiene una
quota di comproprietà, il valore di stima totale ascrivibile alla sua
quota ammonta invece a (soli) Fr. 96'234.- (doc. A8).

Al riguardo, egli contesta che la Cassa di compensazione
abbia fatto capo al valore commerciale, trattandosi di un valore virtuale
dei fondi, giacché quest'ultimo non terrebbe conto della reale situazione ed ubicazione
delle particelle peritate, trattandosi di immobili da ristrutturare e siti in
zone non privilegiate commercialmente.

Fiscalmente, poi, ha rilevato il ricorrente, ci
si basa sui valori di stima degli immobili, perciò anche in ambito di
prestazioni complementari bisogna attenersi a questi importi, essendo più realistici.
Utilizzando i parametri teorici ritenuti dall'Ufficio stima, invece, anche i
suoi redditi computabili vengono distorti, dato che viene aggiunto un consumo teorico
di sostanza di 1/10 del valore commerciale degli immobili, mentre egli non
dispone, in realtà, di questi redditi.

 

Occorre dunque esaminare la sostanza del
ricorrente e le altre voci ad essa legate, quali il consumo di sostanza che va
inserito, nella misura di 1/10, nei suoi redditi computabili (art. 11 cpv. 2
LPC).

Anche il provento della sostanza immobile (art.
11 cpv. 1 lett. b LPC), quale il valore locativo - da cui dipendono le spese di
manutenzione dei fabbricati (art. 10 cpv. 3 lett. b LPC) e, in caso di
abitazione nel proprio immobile, ciò che non è qui il caso, pure la pigione
lorda (art. 10 cpv. 1 lett. b LPC e art. 16a OPC-AVS/AI) -, e/o l'affitto,
vanno conteggiati nei redditi computabili.

                               2.4.   Dagli atti
risulta che nell'ambito della domanda di prestazioni complementari formulata
nel febbraio 2012, prima di potere decidere compiutamente sul suo diritto alle
prestazioni complementari la Cassa cantonale di compensazione ha disposto la
perizia tecnica degli immobili detenuti in comproprietà dal ricorrente.

 

Il 28 febbraio 2012 (doc. A2) l'amministrazione
ha infatti invitato l'Ufficio cantonale di stima a valutare al valore
commerciale, in virtù dell'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, stato nel 2012, i mappali
nn. 126, 127, 430, 444, 553, 625, 644, 648, 671, 672 e 678 RFD di __________.

 

Così, il 26 aprile 2012 il perito __________ dell'Ufficio
cantonale di stima ha valutato al valore venale, stato al 2012, i predetti
fondi, e ha redatto le seguenti perizie:

 

n. 126                             Fr. 130'000.-                   1/2              doc.
36

n. 127                             Fr. 750'000.-                   6/24                       doc.
35

n. 439                             Fr.        650.-                   6/24                       doc.
34

n. 444                             Fr.   10'000.-                   6/24                       doc.
33

n. 553                             Fr.   12'000.-                   6/24                       doc.
32

n. 625                             Fr.    
2'000.-                   6/24                       doc. 31

n. 644                             Fr.   50'000.-                   6/24                       doc.
30

n. 648                             Fr.    
3'400.-                   6/24                       doc. 29

n. 671                             Fr.    
9'000.-                   6/24                       doc. 28

n. 672                             Fr.    
9'000.-                   6/24                       doc. 27

n. 678                             Fr.   14'000.-                   6/24                       doc.
26

 

Partendo da questi dati, ma tenendo conto delle
quote spettanti all'assicurato, con la decisione formale del 24 maggio 2012
(doc. A45), riferita al periodo dal 1° marzo 2012 al 31 dicembre 2012, la Cassa
ha considerato a titolo di sostanza dell'assicurato (quale abitazione non
primaria) i summenzionati undici fondi al valore venale peritato, per un totale
di Fr. 279'512.-.

 

                               2.5.   Per quanto
attiene la modalità di calcolo della sostanza si rileva che, ai sensi dell'art. 9 cpv. 5 lett. b LPC, il Consiglio
federale disciplina la valutazione dei redditi computabili, delle spese riconosciute
nonché della sostanza.

 

Per l'art. 17 cpv. 1 OPC-AVS/AI, la valutazione della sostanza computabile
deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di
domicilio.

Per il Cantone Ticino si applica l'art. 42 cpv. 1 LT che, nel nuovo tenore in
vigore dal 1° gennaio 2009, prevede che gli immobili e i loro accessori sono
imposti per il valore di stima ufficiale.

 

Secondo l'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la sostanza immobiliare che non serve da
abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve
essere computata al valore corrente.

 

La volontà del legislatore è quella di
regolamentare le situazioni in cui - come nella fattispecie - l'assicurato è proprietario di uno o più
immobili, ma egli non li utilizza come abitazione primaria.

Come visto, infatti, la LPC persegue lo scopo di
garantire un reddito minimo per far fronte ai fabbisogni vitali delle persone
il cui fabbisogno vitale non è coperto dall'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità. Con l'emanazione degli artt. 112 Cost. fed. lo
Stato ha voluto intervenire solo a favore di chi è veramente bisognoso.

Se non si tenesse conto della sostanza
immobiliare, un richiedente che dispone di valori di sostanza elevati sarebbe
di gran lunga favorito rispetto a colui che non è proprietario di alcunché o
che è proprietario di un bene immobile di poco valore. Ogni beneficiario
sarebbe sì trattato allo stesso modo, ma partendo da basi economiche differenti
si provocherebbe di conseguenza un'arbitrarietà fra i beneficiari.

Il senso dell'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI è dunque quello che solo le persone che ne
hanno effettivamente necessità possono beneficiare delle PC, perciò la sostanza
immobiliare che non serve da abitazione al richiedente viene valutata al valore
commerciale, proprio perché egli può anche venderla per potere fare fronte al
suo fabbisogno vitale. Se il richiedente intende invece rimanere proprietario
di un fondo che non utilizza comunque più come abitazione primaria, allora è giusto
che si veda imputato il valore che ne potrebbe ricavare se lo vendesse, quindi
il valore venale, e che ne sopporti le conseguenze.

 

Nel caso concreto, da anni l'assicurato abita in
un monolocale a __________ (doc. A58). Pertanto, ritenuto che nessuno degli
undici succitati fondi gli serve da abitazione, è a giusta ragione che, in
virtù dell'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la Cassa di compensazione gli ha
computato queste proprietà immobiliari al valore venale.

A nulla valgono le rimostranze del ricorrente, né
tanto meno la lamentela secondo cui per la concessione delle prestazioni complementari
ci si deve basare sulle notifiche di tassazione fiscale e quindi sul valore di
stima degli immobili.

Come spiegato, infatti, la legislazione sul
diritto alle prestazioni complementari dispone di norme specifiche al riguardo,
a dipendenza della situazione in cui si trova l'interessato (nel caso in cui
l'assicurato abiti nell'immobile di sua proprietà, va considerato il valore di
stima ex art. 17 cpv. 1 OPC-AVS/AI, mentre se, come in concreto, i fondi di cui
l'assicurato è (com)proprietario o proprietario in comune, non gli servono
quale abitazione primaria, allora va ritenuto il valore venale (o commerciale)
degli stessi giusta l'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI). Pertanto, gli assicurati vanno
trattati in modo differente se le premesse alla base della loro richiesta di
prestazioni complementari sono diverse, cosicché il suesposto scopo perseguito
dalla LPC possa essere ossequiato.

 

                               2.6.   Secondo la
prassi dell'allora TFA (dal 1°
gennaio 2007: Tribunale federale), per determinare il valore commerciale l'amministrazione deve far esperire una
perizia da un ufficio competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la
precedente prassi della Cassa, che consisteva nell'aumentare sistematicamente
del 30% il valore di stima ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di
nuove stime poteva risultare un valore superiore a quello corrente (RDAT
II-1995 pagg. 203 segg.).

 

L'Alta Corte ritiene che per la determinazione del valore corrente degli
immobili, l'ufficio cantonale
deve sempre far capo allo stesso servizio (STFA P 9/04 del 7 aprile 2004; SVR
1998 EL Nr. 5). Secondo la Massima istanza, sarebbe infatti inammissibile calcolare
l'importo delle prestazioni
complementari in base a stime elaborate da autorità differenti (Pratique VSI
1993 pag. 137).

 

Nel Cantone Ticino, la Cassa cantonale di
compensazione affida detto compito all'Ufficio cantonale di stima.

In merito a ciò si osserva ancora che in un caso
riguardante il nostro Cantone in cui il ricorrente aveva contestato la valutazione
immobiliare operata dall'Ufficio cantonale di stima, il TFA ha confermato
l'operato dei periti (STFA P 10/06 del 13 aprile 2007; STFA P 38/96 del 27
febbraio 1998).

 

                               2.7.   Nel caso di
specie, seguendo la prassi del Tribunale federale, la Cassa di compensazione ha
così chiesto all'Ufficio
cantonale di stima di valutare al valore venale gli undici fondi siti a __________,
detenuti in comproprietà dall'assicurato.

Per la determinazione delle prestazioni complementari
del ricorrente, l'amministrazione si è dunque fondata sui dati stabiliti dal
perito dell'Ufficio stima, che il 26 aprile 2012 (docc. 26-37) ha valutato al
valore venale in complessivi Fr. 990'050.- i fondi nn. 126, 127, 430, 444, 553,
625, 644, 648, 671, 672 e 678 RFD di __________ e ha quindi computato
all'assicurato la sua quota di comproprietà, calcolata in Fr. 279'512.- (in
realtà, il calcolo esatto dà una somma di Fr. 280'012.-).

 

Il principio della valutazione al valore venale
giusta l'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, come visto, è corretto, mentre il valore ritenuto
è però errato.

Infatti, sulla part. n. 671 RFD di __________
l'assicurato detiene una quota di comproprietà di 6/48 (doc. A110) e non di
6/24 come per tutte le altre particelle - eccetto per la n. 126, sulla quale la
sua quota è di un mezzo. Ciò comporta che la quota di comproprietà ascrivibile
all'insorgente per questo mappale ammonta a Fr. 1'125.- (Fr. 9'000.- x 6/48).

 

Complessivamente, dunque, la sostanza computabile
al ricorrente assomma a Fr. 278'887.- (Fr. 65'000.- + Fr. 187'500.- + Fr. 162,5 + Fr. 2'500.- + Fr. 3'000.- + Fr.
500.- + Fr. 12'500.- + Fr. 850.- + Fr. 1'125.- + Fr. 2'250.-
+ Fr. 3'500.-).

 

                               2.8.   Per la
determinazione della sostanza, alla cifra di Fr. 278'887.- la Cassa di
compensazione ha aggiunto il deposito a risparmio di Fr. 18'393.-.

Questo importo si riferisce alla situazione
dell'assicurato poco dopo il momento in cui ha depositato la richiesta di PC, e
meglio al 1° marzo 2012 (doc. A27). Ricevuto l'accredito del capitale del II
pilastro di Fr. 29'390.- il 1° marzo 2012, quello stesso giorno l'assicurato ha
prelevato la somma di Fr. 11'000.-, cosicché il suo deposito a risparmio ammontava
a Fr. 18'393,80, ma soltanto quel giorno. Infatti, come risulta dall'estratto
conto del mese di marzo 2012, quasi ogni giorno questo capitale diminuiva, fino
ad arrivare a Fr. 2'790.- a fine mese.

 

Ora, in virtù dell'art. 23 cpv. 1 OPC-AVS/AI, di
regola, per il calcolo della prestazione complementare annua sono considerati i
redditi determinanti ottenuti nel corso dell'anno civile precedente e lo stato
della sostanza al 1° gennaio dell'anno in cui è assegnata la prestazione.

Per gli assicurati la cui sostanza e i cui redditi da considerare
ai sensi della LPC possono essere stabiliti servendosi di una tassazione
fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come
periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel
frattempo non è subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato
(art. 23 cpv. 2 OPC-AVS/AI).

Per l'art. 23 cpv. 3 OPC-AVS/AI, il calcolo della prestazione complementare
annua deve essere effettuato tenendo conto delle rendite, pensioni e altre
prestazioni periodiche correnti (art. 11 cpv. 1 lett. d LPC).

Se la persona che pretende una prestazione complementare annua può
rendere credibile nella domanda che durante il periodo per cui essa chiede la
prestazione i suoi redditi determinanti saranno notevolmente inferiori a quelli
da lei ottenuti nel corso del periodo di calcolo conformemente ai capoversi 1 o
2, occorre fondarsi sui redditi probabili determinanti, convertiti in redditi annui,
e sulla sostanza esistente al momento in cui sorge il diritto alla prestazione
(art. 23 cpv. 4 OPC-AVS/AI).

 

Quindi, in virtù dell'art. 23 cpv. 1 OPC-AVS/AI, andrebbe
ritenuta la sostanza posseduta dal ricorrente al 1° gennaio 2012.

 

Vero è che si potrebbe però invece adottare l'art.
23 cpv. 4 OPC-AVS/AI, ritenuto che nel corso dell'anno 2012 v'è stata una
modifica dei suoi redditi e della sua sostanza.

In effetti, dal 1° marzo 2012 l'assicurato beneficia della rendita di vecchiaia, mentre nel 2011 (da gennaio a maggio) egli
era ancora attivo professionalmente (doc. A66).

Inoltre, come visto, questo stesso giorno il
ricorrente ha ricevuto l'accredito del capitale del II pilastro di Fr.
29'390.-, mentre la sua reale situazione economica attesta una sostanza nulla
sia al 31 dicembre 2011 su entrambi i conti bancari (docc. A32, A35, A38, A40),
sia praticamente anche in seguito (docc. A30, A34, A36, A37, A39).

In tal caso, quindi, come ritenuto dalla Cassa di
compensazione dovrebbe fare stato la sostanza esistente al 1° marzo 2012.

 

Tuttavia, questo Tribunale non può non
considerare la circostanza che il capitale della previdenza professionale che
il ricorrente ha incassato il 1° marzo 2012 (doc. A33) si sia (già) consumato
nell'arco di un mese soltanto.

Occorre pertanto domandarsi se questa diminuzione
di sostanza possa rientrare nell'applicazione dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC,
ossia se si tratti di una sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato senza
obbligo giuridico né controprestazione adeguata, in modo da diminuire il
reddito che determina il diritto alle prestazioni.

                               2.9.   Nella
sentenza P 49/94 dell'8 maggio 1995, tradotta e pubblicata in Pratique VSI 1995
pag. 173, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni ha concluso che,
stante l'onere della prova che incombe all'assicurato, gli vanno conteggiate le
parti di sostanza di cui non dispone più, visto che non ha potuto fornire
indicazioni plausibili riguardo alla loro sorte.

L'Alta Corte ha spiegato il principio secondo cui
solo i redditi effettivamente percepiti e la sostanza attuale di cui l'avente
diritto può disporre senza restrizione possono concorrere nella valutazione del
diritto. V'è però un'eccezione nel caso in cui l'assicurato abbia rinunciato ai
suoi beni senza esservi tenuto giuridicamente e senza adeguata
controprestazione. Il TFA ha poi ribadito che il sistema delle PC non offre
alcuna possibilità legale di procedere ad un controllo dello stile di vita
degli assicurati, che porterebbe ad esaminare in caso di bisogno se un
assicurato ha vissuto, in passato, nei limiti della normalità o no, limiti che
dovrebbero poi essere definiti in maniera più precisa. Per contro, le Casse di
compensazione devono fondarsi sulle condizioni effettive senza doversi
domandare - fatte sempre salve le limitazioni derivanti dall'art. 3 cpv. 1
lett. f LPC (attuale art. 11 cpv. 1 lett. g LPC) - i motivi di questa
situazione (DTF 115 V 354 consid. 5c = RCC 1990 pag. 371; Pratique VSI 1994
pag. 226 consid. 3b). Pertanto, si può rinunciare a ricercare le cause della
diminuzione della sostanza - e fondarsi quindi sulla situazione effettiva -
soltanto nei casi in cui non c'è stata alienazione nel senso dell'art. 3 cpv. 1
lett. f LPC. Colui che non può dimostrare che le sue spese effettuate hanno
ricevuto una controprestazione adeguata non può poi pretendere che si tenga
conto della sua sostanza ridotta; ma, al contrario, deve accettare la ricerca dei
motivi della diminuzione e, se del caso, in assenza di sufficienti prove, il
computo di una sostanza ipotetica (Pratique VSI 1994 pag. 226 consid. 4a e 4b).

Per il Tribunale federale, l'istanza cantonale di
ricorso ha in particolare ignorato il principio secondo cui l'assenza parziale
o totale di elementi di reddito o di sostanza derivava da fatti rilevanti per
il diritto alle prestazioni. Infatti, anche sotto l'egida del principio
inquisitorio, l'assicurato doveva contribuire a determinare i fatti in virtù
del suo dovere di collaborare. Contrariamente a quanto ritenuto dai primi
giudici, l'assicurato sopporta in tutti i casi gli effetti di un'assenza
eventuale di prove, nel senso che si deve lasciare imputare la parte di
sostanza probabilmente ceduta così come il reddito che ne risulta (Pratique VSI
1994 pag. 226). Al riguardo, i motivi della rinuncia costituiscono l'oggetto
della prova, di modo che non potrebbero essere subito considerati come non
rilevanti.

Infine, il TFA ha affermato:

 

" 
(…)

3c (…) il faut conclure - au regard de toutes les
circonstances du cas d'espèce - à un dessaisissement de fortune au sens d'une
renonciation. Légalement, une telle conclusion s'imposerait même dans
l'hypothèse où un élément de preuve serait rapporté, dont on ne saurait
cependant admettre la vraisemblance prépondérante (v. ATF 120 V 35 s., 119 V 9
= VSI 1993 p. 116 s.). Aucun élément ne laisse en effet supposer que l'intimé
ou sa défunte épouse auraient utilisé le montant litigieux pour l'acquisition
de certains biens ou à des fins de consommation. Il n'existe pas davantage
d'indices permettant de penser que l'argent aurait disparu involontairement.
Cette dernière hypothèse ne peut certes être écartée de manière absolue;
nonobstant, l'ensemble des circonstances évoquées ne sauraient plaider en
faveur d'un degré de vraisemblance prépondérant; le principe général de
répartition du fardeau de la preuve garde dès lors toute sa signification. (...)"
(l'evidenziatura è della redattrice).

 

Stanti le considerazioni esposte, gli atti vanno
rinviati alla Cassa cantonale di compensazione affinché essa accerti presso il
ricorrente l'uso e la destinazione dei quasi Fr. 30'000.- accreditati il 1°
marzo 2012 sul suo conto __________.

 

Al riguardo, questo Tribunale rileva, da una
parte, che quello stesso giorno l'importo di Fr. 11'000.- è stato subito prelevato
e, d'altra parte, che l'estratto conto del mese di marzo 2012 è incompleto,
giacché manca la pagina 2 e quindi si passa da un saldo di Fr. 17'101,30 al 2
marzo 2012 (doc. A27) ad un saldo di Fr. 2'790.- al 31 marzo 2012 (doc. A28).

 

Nell'accertare i prelevamenti intervenuti nel
frattempo, la Cassa chiederà all'assicurato di apportare le prove che
dall'utilizzo di questi soldi egli abbia ricevuto una adeguata controprestazione
o che sia stato obbligato legalmente ad usarli in tal modo.

L'amministrazione stabilirà di conseguenza se l'alienazione
di questa sostanza debba essere considerata come una rinuncia ai sensi
dell'art. 11 cpv. 1 lett. g LPC (STCA 33.2012.9 del 28 novembre 2012).

 

In queste circostanze, una volta determinata la
sostanza lorda e considerata la parte di sostanza non computabile prevista
dall'art. 11 cpv. 1 lett. c LPC (cfr. consid. 2.2), la Cassa fisserà la sostanza
computabile all'assicurato e, di conseguenza, pure il consumo della
sostanza di 1/10, che come tale va inserito nel foglio di calcolo della
prestazione complementare alla rendita AVS quale reddito computabile.

 

                             2.10.   Quanto ai
redditi computabili, pur lasciando in sospeso l'aspetto dell'abitabilità della casa,
nella risposta di causa la Cassa di compensazione ha proposto di eliminare la
voce del valore locativo (Fr. 1'219.-), basandosi sull'esito dell'accertamento
esperito presso il Comune dove è ubicata la part. n. 127 RFD di __________
sulla quale è edificata un'abitazione (doc. III/2).

 

Alla domanda se questa casa d'abitazione sia
occupata da inquilini, dai comproprietari stessi e se questo stabile sia
abitabile, il 13 settembre 2012 (doc. III/1) il Comune di __________ ha
risposto che l'immobile edificato su questo mappale è disabitato da anni,
mentre che per accertarne l'eventuale abitabilità sarebbe necessario un
sopralluogo di verifica.

 

Alla luce di queste risposte, alla stessa stregua
che l'amministrazione, anche il TCA ritiene che l'importo di Fr. 1'219.- possa
essere eliminato dai redditi computabili del ricorrente.

 

Parallelamente, vanno eliminate dalle sue spese
riconosciute le spese di Fr. 304.- per la manutenzione dei fabbricati.

 

La Cassa cantonale di compensazione terrà inoltre
presente che l'assicurato è sempre attivo con la sua ditta individuale __________
costituita nell'ottobre 2011 (FUSC n. 191 del 3 ottobre 2011 e FUCT 14/2013 del
15 febbraio 2013) e che egli può dunque ricavare un reddito da attività
lucrativa (art. 11 cpv. 1 lett. a LPC).

 

Non va infine nemmeno dimenticato che dal giugno
2013 il ricorrente dovrebbe percepire una rendita pensionistica estera (docc.
A48-A54) e che questi redditi dovranno essere computati per il calcolo delle
prestazioni complementari (art. 11 LPC).

 

                             2.11.   In
conclusione, le spese riconosciute all'assicurato vanno stabilite in Fr.
29'634.-, mentre i suoi redditi computabili vanno nuovamente stabiliti
dall'amministrazione.

Il ricorso deve dunque essere parzialmente accolto
e gli atti rinviati alla Cassa cantonale di compensazione, affinché emani una
nuova decisione che tenga conto dell'esito delle verifiche e degli accertamenti
sulla destinazione della somma di capitale del II pilastro ricevuto dall'insorgente
il 1° marzo 2012, oltreché delle spese e dei redditi modificati nelle precedenti
argomentazioni.

 

Malgrado sia vincente in causa, siccome non è
patrocinato il ricorrente non ha diritto ad indennità di ripetibili (art. 61
lett. g LPGA).

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.

 

                                    §   La
decisione impugnata è annullata e gli atti vanno rinviati alla Cassa cantonale
di compensazione per emanare una nuova decisione sia alla luce degli accertamenti
che effettuerà sulla destinazione del capitale del II pilastro, sia tenendo
conto degli importi modificati delle sue spese riconosciute e dei suoi redditi
computabili come ai considerandi 2.9 e 2.10.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti