# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e10c4ad1-7fa5-5d17-b3ac-7d65b8afd20d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-03-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.03.2025 F-1421/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-1421-2025_2025-03-13.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-1421/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 3  m a r z o  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Susanne Genner, giudice unica,  

con l'approvazione del giudice Sebastian Kempe;  

cancelliere Matthew Pydar. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

Turchia,    

patrocinato da SOS Ticino Protezione giuridica della 

Regione Ticino e Svizzera centrale - Caritas Svizzera,   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 24 febbraio 2025 / N (…). 

 

 

 

F-1421/2025 

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Fatti: 

A.  

Il ricorrente ha depositato una domanda d’asilo in Svizzera il 22 gennaio 

2025. Da ricerche intraprese nella banca dati europea di rilevamento delle 

impronte digitali “Eurodac” da parte della Segreteria di Stato della migra-

zione SEM è emersa una domanda d’asilo precedente in Croazia del 29 

settembre 2024. 

B.  

Il 3 febbraio 2025 il ricorrente ha sostenuto un colloquio Dublino. In tale 

sede gli è stato concesso il diritto di essere sentito in merito ad un’even-

tuale responsabilità della Croazia per lo svolgimento della procedura di 

asilo e di allontanamento.  

C.  

Il 4 febbraio 2025, l’autorità inferiore ha richiesto alla sua omologa croata 

la ripresa in carico del ricorrente sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. b del 

regolamento (UE) n° 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III). In data 19 febbraio 

2025 le competenti autorità croate hanno accettato esplicitamente di ri-

prendere in carico il ricorrente ai sensi dell’art. 20 par. 5 RD III. 

D.  

Il 20 e 24 febbraio 2025 il ricorrente ha inoltrato presso l’autorità inferiore 

tramite il suo rappresentante legale vari mezzi di prova che attesterebbero 

un soggiorno in Montenegro dal 30 settembre 2024 al 20 gennaio 2025.  

E.  

Con decisione del 24 febbraio 2025 – inoltrata al ricorrente il 25 febbraio 

2025 – la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo del ricor-

rente, ne ha disposto l’allontanamento in Croazia e intimato il ricorrente al 

più tardi il giorno seguente la scadenza del termine di ricorso a lasciare il 

Paese. 

F.  

Contro tale decisione il ricorrente ha inoltrato ricorso presso il Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) con gravame del 3 marzo 

2025, domandando l’annullamento della precitata decisione e la 

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restituzione degli atti alla SEM, affinché questa esegua un esame nazio-

nale della domanda d’asilo o, in subordine, i necessari complementi istrut-

tori. Per quanto riguarda le richieste di natura formale, il ricorrente do-

manda l’esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo an-

ticipo oltre che la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso. 

G.  

In data 4 marzo 2025 la giudice istruttrice ha disposto la misura supercau-

telare della sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento. Il 10 marzo 

2025 il ricorrente ha inoltrato nuovi mezzi di prova presso il Tribunale. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale è competente per il trattamento del ricorso e decide in via 

definitiva, a meno che non si tratti di un’eccezione, non applicabile nel pre-

sente caso (art. 1 cpv. 2 ed art. 33 lett. d LTAF [RS 173.32], applicabili con 

riferimento all'art. 105 LAsi [RS 142.31], in combinato disposto con l'art. 83 

lett. d cifra 1 LTF [RS 173.110]). Le condizioni di ammissibilità del ricorso 

risultano soddisfatte (Art. 48 cpv. 1 PA, Art. 108 cpv. 3 LAsi e Art. 52 cpv. 1 

PA). 

1.2 Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso dalla giudice unica, con 

l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi). Inoltre, giusta 

l’art. 111a cpv. 1 e 2 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti e la 

decisione è motivata soltanto sommariamente.  

2.  

2.1 Il ricorrente si appella a dei vizi formali, in quanto il rilevamento dei fatti 

da parte dell’autorità inferiore sarebbe stato insufficiente, per cui la SEM 

avrebbe violato la massima inquisitoria (Art. 12 PA combinato con art. 6 

LAsi). Censure di questo tipo vanno esaminate preliminarmente, essendo 

suscettibili di condurre all’annullamento della decisione avversata (cfr. DTF 

148 III 30 consid. 3.1; 144 I 11 consid. 5.3 e giurisprudenza ivi citata; 142 

II 218 consid. 2.8.1; per l’obbligo inquisitorio cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1; 

per lo stabilimento esatto e corretto dei fatti giuridicamente rilevanti DTAF 

2014/2 consid. 5.1; 2007/37 consid. 2.3). 

2.2 Il ricorrente reclama in particolare che le circostanze fatte valere du-

rante il colloquio Dublino in merito ai presunti abusi sessuali e fisici subiti 

in Croazia da parte di alcuni ufficiali di polizia nei suoi confronti, il suo fragile 

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stato di salute ed il suo respingimento in Bosnia, così come il suo soggiorno 

in Montenegro non siano stati accertati in modo esaustivo (cfr. SEM-atti 

14/5; Scritto integrativo del 10 marzo 2025). Contrariamente a quanto fatto 

valere dal ricorrente, la SEM ha eseguito un accertamento completo ed un 

esame dei fatti basato su tutti i mezzi di prova agli atti o forniti dal ricorrente, 

così come delle circostanze menzionate nell’ambito del colloquio Dublino 

(cfr. SEM-atti 33/19, 14/5, 15/10, 26/1, 29/2, 30/1 e 32/1). In merito allo 

stato di salute del ricorrente la SEM ha accertato che questi soffrisse di una 

sindrome ansiosa-depressiva reattiva e di epistassi recidivante (SEM-atti 

20/3), così come di un’alterazione distrofica della mucosa associata ad un 

reflusso laringofaringeo (SEM-atti 21/2). Pertanto la SEM ha dedotto, se-

condo una corretta applicazione dei criteri di apprezzamento anticipato 

delle prove, che non fosse necessario un parere di uno psichiatra al fine di 

escludere l’applicabilità delle clausole di sovranità (cfr. DTF 148 V 356 con-

sid. 7.4).  

2.3 Dunque non sussistono elementi che adducano ad un accertamento 

viziato dei fatti da parte dell’autorità inferiore (cfr. art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), 

per cui quest’ultima si è attenuta al suo obbligo inquisitorio. Le censure 

mosse dal ricorrente in tal senso risultano prive di fondamento. 

3.  

La SEM ha dedotto correttamente che di principio la competenza per il 

completamento della procedura così come per un eventuale trattamento 

materiale dell’asilo apparterrebbe alla Croazia giusta l’art. 18 para. 1 lett. b 

RD III. Tuttavia il ricorrente ha menzionato che egli avrebbe soggiornato 

per un periodo superiore a tre mesi in Montenegro, ovvero uno Stato terzo, 

per cui sarebbero subentrati i motivi per una cessazione della competenza 

croata giusta l’art. 19 par. 2 RD III. 

3.1 Il ricorrente ha inoltrato presso l’autorità inferiore diversi mezzi di prova, 

tra cui una dichiarazione da lui firmata (SEM-atti 27/2), una foto di un per-

messo di soggiorno di una sua amica residente in Montenegro (SEM-atti 

30/1), così come una dichiarazione di quest’ultima che attesterebbero il 

suo soggiorno (SEM-atti 31/1). A ciò sono state allegate alcune comunica-

zioni WhatsApp con questa persona (SEM-atti 15/10). Tuttavia tali mezzi 

non permettono di attestare con sufficiente valore probatorio che il ricor-

rente abbia effettivamente vissuto in Montenegro per un periodo necessa-

rio per attestare una cessazione di competenza, ovvero tre mesi giusta 

l’art. 19 par. 2 RD III. Lo stesso vale per i mezzi di prova inoltrati in fase di 

ricorso (cfr. Scritto integrativo del 10 marzo 2025, allegati). 

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3.2 Essendo la richiesta di ripresa in carico inoltrata alle autorità croate ba-

sata esclusivamente su informazioni presenti nella banca dati “Eurodac”, 

queste ultime avevano a disposizione un termine di due settimane per po-

tere rispondere a tale richiesta (art. 25 par. 1 RD III). Tuttavia l’accettazione 

della ripresa in carico da parte croata è avvenuta il 19 febbraio 2025, ov-

vero tardivamente (cfr. SEM-atti 24/2). Pertanto va considerata valida l’ac-

cettazione tacita della ripresa in carico a partire dal 18 febbraio 2025 giusta 

l’art. 25 par. 2 RD III.  

3.3 Avendo la Croazia accettato la ripresa in carico, e non essendo neces-

sario un esame di fondo dei criteri secondo il capo III del RD III, essa è di 

principio competente (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1; mutatis mu-

tandis sentenza del Tribunale F-7613/2024 del 3 febbraio 2025 consid. 

5.10). 

4.  

4.1 L’autorità inferiore ha dedotto correttamente che il sistema d’asilo 

croato non è soggetto a carenze sistemiche per le quali la competenza 

giusta l’art. 3 para. 2 RD III debba essere trasferita alla Svizzera (cfr. sen-

tenza di riferimento del TAF E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.4.4 

e 9.5, successivamente confermata in ripetute occasioni, ad esempio nelle 

sentenze F-1855/2023 del 21 maggio 2024 consid. 4.4, F-8214/2024 del 7 

gennaio 2025 E. 4.3) e che nel caso presente non sussistono motivi di di-

ritto internazionale per cui la Svizzera sia costretta ad applicare la clausola 

di sovranità giusta l’art. 17 para. 1 RD III. Inoltre l’autorità inferiore ha de-

ciso di non entrare nel merito della domanda d’asilo in ottemperanza del 

suo margine d’apprezzamento garantito dall’art. 17 para. 1 RD III e l’art. 

29a cpv. 3 OAsi 1, la cui applicazione risulta nel presente caso priva di 

violazioni di diritto. Di conseguenza l’autorità inferiore ha correttamente sta-

bilito di non entrare nel merito della domanda d’asilo del ricorrente in base 

all’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi e, in applicazione dell’art. 44 Lasi, ne ha di-

sposto l’allontanamento verso la Croazia. Per ulteriori dettagli si fa riferi-

mento alle motivazioni addotte dall’autorità inferiore. 

4.2 Le allegazioni fatte valere da parte del ricorrente (cfr. act. 1, p. 2 e 3) 

non permettono di dimostrare con mezzi di prova sufficienti (cfr. SEM-atti 

15/10) che egli abbia effettivamente subito delle violenze e degli abusi da 

parte di funzionari della polizia croata. Inoltre, l’effettivo avvenimento di tali 

abusi non fonderebbe il presupposto per considerare il sistema d’asilo 

croato sistematicamente carente giusta l’art. 3 para. 2 RD III, dato che nulla 

impedirebbe al ricorrente di interpellare le istanze preposte in Croazia per 

potere far valere efficacemente i suoi diritti (cfr. sentenza del Tribunale F-

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6962/2024 dell’8 novembre 2024 consid. 5.2). Pertanto si deduce che il 

ricorrente debba ottenere accesso alla procedura d’asilo in Croazia e su-

bire un trattamento conforme agli standard di diritto internazionale (vedi 

consid. 4.1). Inoltre non risulta agli atti che il ricorrente soffra di particolari 

patologie fisiche o psichiche che risulterebbero ostative ad un trasferimento 

in Croazia giusta l’art. 3 CEDU (cfr. sentenza della Corte europea per i diritti 

dell’Uomo Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, Grande Camera, 

41738/10, §§ 180-193 con ulteriori riferimenti, confermata nella sentenza 

Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, Grande Camera, No. 

57467/15 §§ 121 e segg.). Di seguito va fatto presente che la Croazia di-

spone di un’infrastruttura medica sufficiente ed è tenuta a garantire al ri-

corrente, qualora ne abbia bisogno, un sufficiente trattamento medico e/o 

psicologico (cfr. art. 19 para. 1 della direttiva del Parlamento europeo e del 

Consiglio 2013/33/UE del 26 giugno 2013 recante norme relative all’acco-

glienza dei richiedenti protezione internazionale [direttiva accoglienza]). Di 

conseguenza le problematiche di natura psicologica (SEM-atti 20/3) e fi-

sica (SEM-atti 21/2) riportate agli atti risultano pienamente curabili in Croa-

zia (cfr. ex multis sentenze del Tribunale F-6962/2024 dell’8 novembre 

2024 consid. 5.3; F-4895/2024 del 12 agosto 2024 consid. 5.6; F-

4288/2024 del 25 luglio 2024 consid. 5.7.4). Infine lo stato di salute del 

ricorrente sarà segnalato nelle modalità di trasferimento in Croazia (cfr. 

SEM-atti 25/1). 

5.  

Per le ragioni sopra menzionate la decisione impugnata non è da confutare 

(art. 106 LAsi) ed il ricorso è da respingere. Con la presente sentenza de-

cade la misura supercautelare del 4 marzo 2025. La domanda tendente 

all’effetto sospensivo del ricorso è inoltre divenuta priva di oggetto. 

6.  

Essendo le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal ver-

samento delle spese processuali è respinta. 

7.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di fr. 750.– sono poste a 

carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regola-

mento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(Dispositivo alla pagina seguente)  

F-1421/2025 

Pagina 7 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. 

Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'autorità inferiore ed 

all’autorità cantonale competente. 

 

La giudice unica: Il cancelliere: 

  

Susanne Genner Matthew Pydar 

 

 

 

Data di spedizione: