# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b8719ec9-2841-55d2-a193-818b4e898341
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-06-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.06.2001 52.2001.216
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-216_2001-06-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00216

   

  	
  Lugano

  28 giugno
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  5 giugno 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. da __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 15 maggio 2001 (n. 2286) del Consiglio
  di Stato, che ha dichiarato irricevibile la domanda di riesame presentata
  dall'insorgente il 30 aprile 2001 avverso la risoluzione governativa 13 marzo
  2001 in materia di rinnovo del permesso di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    19 giugno 2001 del
Consiglio di Stato,

-    19 giugno 2001 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 9
settembre 1999 la cittadina messicana __________ (1976), entrata in Svizzera il
18 gennaio precedente, si è sposata a __________ con __________ (1974), di
nazionalità italiana e al beneficio di un permesso di domicilio. A seguito del
matrimonio, la ricorrente ha ottenuto un permesso di dimora valido fino al 17
gennaio 2001. Il 24 gennaio 2000, essa è stata autorizzata a lavorare come
segretaria a metà tempo presso la __________ di __________. Nel dicembre 2000,
__________ ha lasciato l'appartamento coniugale di __________ per trasferirsi a
__________.

 

 

                                  B.   Il 23
gennaio 2001 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle
istituzioni ha respinto la domanda presentata da __________ volta al rinnovo
del suo permesso di dimora con cambiamento di indirizzo. L'autorità ha in
sostanza ritenuto che, non vivendo più insieme al marito dal 1° dicembre 2000,
non sussistessero più le condizioni per le quali era stato concesso il permesso
per soggiornare in Svizzera alla ricorrente. Alla stessa è stato fissato un
termine con scadenza il 31 marzo 2001 per lasciare il territorio cantonale. La
decisione è stata resa in applicazione degli art. 4, 9, 12, 16 e 17 LDDS; 8
ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 13 marzo 2001, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. In sostanza,
l'Esecutivo cantonale ha ribadito i motivi addotti dall'autorità di prime cure
(art. 17 cpv. 2 LDDS). Ha inoltre rilevato che l'interessata non poteva
invocare il fatto di lavorare al fine di continuare a soggiornare in Svizzera,
in quanto l'autorizzazione ad esercitare un'attività lucrativa era una diretta
conseguenza del ricongiungimento famigliare e non costituiva lo scopo della sua
dimora. Alla cifra 3 del dispositivo della risoluzione veniva indicato che la
stessa era definitiva.

 

 

                                  D.   Il 30 marzo
2001 __________ ha chiesto un rinvio del termine per lasciare il territorio
cantonale per motivi organizzativi, segnatamente per rapporto alla cessazione
della sua attività lucrativa. Il giorno stesso e in via del tutto eccezionale,
il dipartimento ha concesso alla ricorrente una proroga del termine di
partenza, procrastinandolo fino al 15 maggio 2001.

 

 

                                  E.   a) Il 30
aprile 2001 __________ ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione
di riesaminare il caso, asserendo che tre giorni prima era tornata a vivere
presso il marito a __________.

 

b) Il 7 maggio 2001 il dipartimento ha
trasmesso la predetta domanda al Consiglio di Stato per motivi di competenza.

 

c) Con pronunzia del 15 maggio 2001 il
Governo ha dichiarato irricevibile l'istanza di riesame. L'Esecutivo cantonale
ha rilevato che dalla crescita in giudicato della decisione 13 marzo 2001 le
circostanze non erano oggettivamente mutate a tal punto da giustificare il
rinnovo dell'autorizzazione richiesta. Ha inoltre indicato che contro la
propria risoluzione era dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo
entro 15 giorni dall'intimazione.

 

 

                                  F.   Contro la predetta
pronunzia governativa, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendo, in via provvisionale la sospensione della misura
volta a imporle di lasciare il territorio cantonale e l'autorizzazione ad
esercitare la propria attività presso la __________, in via principale di annullarla
e di rinviare agli atti alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione affinché
statuisca sulla sua domanda di riesame del 30 aprile 2001, in via subordinata
di annullarla e di rinviare agli atti alla Sezione dei permessi e
dell'immigrazione affinché proceda ad esperire un'istruttoria. Sostiene che la
domanda di riesame doveva essere decisa dal dipartimento, dal momento che
questa autorità aveva adottato la decisione di diniego di rinnovo del permesso
di dimora. In seguito, si duole del fatto che l'autorità inferiore non ha
esperito gli accertamenti necessari per dimostrare che era tornata a vivere
insieme a suo marito, nonostante avesse offerto diversi mezzi di prova. Infine,
invoca una sentenza di questo Tribunale, secondo la quale una breve separazione
dal coniuge non giustifica il mancato rinnovo del permesso di soggiorno.

 

 

                                  G.   Invitati a
pronunciarsi sulla misura provvisionale richiesta, il dipartimento ne ha proposto
la reiezione, mentre il Consiglio di Stato non si è espresso. All'accoglimento
del ricorso si oppongono entrambe le menzionate autorità con argomenti di cui
si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti
delle disposizioni della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla
concessione del permesso di dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un
diritto all'ottenimento di un simile permesso, solo laddove tale pretesa si
fonda su di una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato
internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con rinvii).

 

1.3. Non esiste tra la Confederazione
svizzera e gli Stati Uniti del Messico alcun trattato che regoli in modo
specifico il soggiorno nel nostro paese dei cittadini messicani, dal quale
potrebbe scaturire un diritto al rilascio o al rinnovo di un permesso di soggiorno.

 

1.4. Giusta l'art. 17 cpv. 2 prima frase
LDDS, lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di
domicilio ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di dimora fintanto
che i coniugi vivono insieme. Ci si può invero chiedere se __________ sia
tornata effettivamente a vivere insieme al marito __________, titolare di un
permesso di domicilio. Tanto più che, in sede di risposta al ricorso, il dipartimento
ha indicato che l'insorgente aveva lasciato il territorio cantonale. Per la
soluzione della vertenza non è necessario esaminare più a fondo tale circostanza.
In effetti, per la ragioni che seguono (consid. 3.2.), nella misura in cui la
censura di violazione dell'art. 17 cpv. 2 LDDS fosse ammissibile, essa andrebbe
comunque respinta nel merito. Ad analoga conclusione si giungerebbe nell'ambito
dell'applicazione dell'art. 8 CEDU, che la ricorrente invoca in questa sede.

 

1.5. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso
sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. A
determinate condizioni le autorità amministrative possono riesaminare le loro
decisioni. Esse vi devono invece procedere se tenute da una norma di legge o da
una costante prassi amministrativa. Al cittadino spetta poi un diritto al
riesame, dedotto dall'art. 29 Cost., nella misura in cui le circostanze siano
notevolmente mutate dall'emanazione della prima decisione o quando l'istante
adduca fatti o mezzi di prova rilevanti che egli non conosceva o che non gli
era stato possibile invocare nell'ambito della procedura anteriore o che non
aveva alcun motivo per farlo. Il riesame di atti amministrativi passati in
giudicato non è però sempre possibile. In particolare, il ricorso a questo
istituto non deve condurre a rimettere continuamente in discussione decisioni
amministrative cresciute in giudicato o ad eludere i termini per proporre rimedi
di diritto. Il riesame di atti amministrativi negativi non entra in
considerazione quando all'autorità, poco tempo dopo il rifiuto di una domanda,
viene sottoposta un'identica istanza (per tutte le enunciazioni che precedono,
cfr. RDAT II-1995 N. 67 consid. 2b, pag. 178).

 

2.2. Se le circostanze si sono notevolmente
modificate dopo l'emanazione della decisione in prima istanza, si crea un nuova
situazione di fatto sulla quale le autorità competenti non si sono pronunciate.
In questo caso, l'interessato deve presentare una domanda di riesame
all'autorità di prime cure. Per contro, una decisione resa su ricorso va - in
linea di principio - rivista mediante revisione, sempre che siano adempiuti i
relativi requisiti (STF 12 aprile 2001 in re A., inc. n. 2P.267/2000, consid.
2b/bb con rif. dottrinali).

 

 

                                   3.   3.1.
L'insorgente contesta, in primo luogo, la competenza del Consiglio di Stato a
decidere la sua istanza di riesame. A ragione. Alla luce dei motivi addotti
(notevole modifica delle circostanze), questa andava esaminata in primo luogo
dal Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi e dell'immigrazione,
Ufficio stranieri (art. 2 cpv. 1 lett. a RLALPS). A questo stadio della procedura
non si giustifica tuttavia di annullare la decisione impugnata, adottata
direttamente dal Governo, il quale gode di pieno potere cognitivo nella
verifica delle decisioni dipartimentali (art. 56 PAmm) e la cui opinione
coincide del resto con quella espressa dal dipartimento nello scritto del 7
maggio 2001, con cui l'istanza inferiore gli trasmetteva "per ragioni
di competenza" la domanda di riesame.

 

3.2. La ricorrente rimprovera poi al
Consiglio di Stato di aver violato il suo diritto di essere sentita, in quanto
non ha accertato il ripristino della convivenza. A torto, tuttavia. Nella
propria istanza, __________ non ha offerto mezzi di prova, ma si è limitata a rilevare
di non avere "nulla in contrario a che la serietà, la regolarità e la
continuità della ricostituita comunione domestica venga adeguatamente
acclarata, ad esempio tramite accertamenti di polizia e della preposta autorità
del Comune di domicilio" (pag. 3 in fondo). Del resto, il Governo ha
ritenuto che l'asserita ricomposta comunione domestica dei coniugi __________
non fosse comunque una circostanza tale da imporre un riesame della decisione
di mancato rinnovo del permesso di dimora all'interessata. Come ha
pertinentemente rilevato l'Esecutivo cantonale, il fatto di invocare la ripresa
della vita in comune tre giorni prima della scadenza del termine di partenza,
già una volta prorogato, è un aspetto puramente soggettivo, che non deve essere
tutelato. In caso contrario, si permetterebbe allo straniero di modificare come
gli pare e piace in suo favore delle situazioni di fatto compiute e definitive.
E' per evitare queste situazioni che il riesame di atti amministrativi negativi
non entra in considerazione quando all'autorità, poco tempo dopo il rifiuto di
una domanda, viene sottoposta un'identica istanza (cfr. RDAT II-1995 N. 67
precitato). Tale circostanza potrà - se del caso - essere invocata nell'ambito
di una nuova domanda di rilascio di un permesso di dimora. Non permette dunque
di mutare il giudizio la sentenza 31.08.1999 di questo Tribunale invocata
dall'insorgente in ordine e a una separazione dei coniugi della durata di circa
7 mesi, in quanto la decisione di revoca del permesso di dimora non era
cresciuta in giudicato e si fondava su circostanze diverse dal caso in rassegna.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta di quanto precede, nella misura in cui è ricevibile, il ricorso
dev'essere respinto. L'emanazione del presente giudizio rende priva d'oggetto
l'evasione della domanda di provvedimenti cautelari. La tassa di giustizia e le
spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 17 cpv. 2 LDDS; 100 cpv. 1 lett.
b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 1, 3, 21, 28, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   In quanto
ricevibile, il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 800.–, sono a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario