# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64c45673-c214-5614-a21e-595c381e3cbc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-04-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 04.04.1995 16.1995.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1995-66_1995-04-04.html

## Full Text

Incarto n.

  16.95.00066

  	
  Lugano

  4 aprile 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Spartaco
  Chiesa, presidente,

  Bruno
  Cocchi e Enrico Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Claudia Petralli, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 21 marzo 1995 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 10 marzo 1995 del Pretore del distretto di Vallemaggia nella causa a
procedura sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti dipendente da istanza 1° febbraio 1995
dello

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall’__________

  

 

 

 

con
la quale si chiedeva il rigetto in via definitiva dell’opposizione interposta dall’
escussa al PE no. __________ dell’UEF di Cevio, domanda accolta dal primo
giudice,

 

 

letti
ed esaminati gli atti,

 

 

considerato

 

in
fatto e in diritto:

 

 

                                     -
  che con istanza 1° febbraio 1995 lo __________ ha chiesto il rigetto in via
definitiva dell’opposizione interposta da __________ al PE sopra menzionato
notificatole per il recupero di fr. 2’241.90 oltre accessori, importo
corrispondente all’imposta cantonale 1987 nonché agli interessi di mora
calcolati a far tempo dal 31 dicembre 1987 e alla tassa di diffida;

 

                                     -
  che all’udienza indetta per il contraddittorio l’escussa si è opposta alla
pretesa avversaria sollevando l’eccezione di prescrizione del credito fiscale
nonché quella di res iudicata a motivo della precedente decisione 21 ottobre
1994 della Pretura di Vallemaggia; 

 

                                     -
  che con il querelato giudizio il pretore ha accolto l’istanza ritenendo
infondate le eccezioni sollevate dall’escussa in particolare quella di
prescrizione dell’imposta in considerazione del fatto che il termine
quinquennale di cui all’art. 231 della Legge tributaria del 28 settembre 1976
(abrogata con l’entrata in vigore della nuova LT il 1° gennaio 1995) sarebbe
stato interrotto dalle decisioni 21 maggio 1991 e 31 marzo 1994 del Consiglio
di Stato con le quali sono state respinte le richieste di condono inoltrate da
__________;

 

                                     -
  che con il presente tempestivo gravame __________ chiede l’annullamento della
decisione pretorile sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327
lett. g CPC; la ricorrente  rimprovera al primo giudice un’errata applicazione
del diritto materiale per aver parificato le decisioni del Consiglio di Stato
sopra menzionate ad atti interruttivi della prescrizione ai sensi dell’art. 158
vLT;

 

                                     -   che
giusta l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace
può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di
atti di causa o di prove;

 

                                         -
che secondo dottrina e giurisprudenza è arbitrario ciò che è manifestamente
insostenibile, contrario alla logica ed in palese contrasto con gli atti, non è
pertanto arbitraria la valutazione del giudice che sia giustificabile e si
possa sostenere alla luce di un comune criterio di ragione seppure sia dubbia o
opinabile (Rep 1983 9, 1989 158; DTF 109 II 171, 113 Ia 20, 114 Ia
27, 116 Ia 88 consid. 2b, 119 Ia 32 consid. 3);

 

                                     -   che
secondo l'art. 80 LEF quando il credito si fonda su di una sentenza esecutiva
il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell'opposizione,
ritenuto che sono parificate alle sentenze esecutive le decisioni delle
autorità amministrative riguardanti obbligazioni fondate sul diritto pubblico a
cui il Cantone attribuisca forza esecuti­va (art. 80 cpv. 2 LEF);

 

                                     -   che
nella procedura di rigetto definitivo dell'opposizione il giudice accerta
d'ufficio ed in ogni stadio di causa se il titolo prodotto dall'istante
possiede tutti i requisiti indispensa­bili perché possa essergli riconosciuto
carattere esecutivo (DTF 113 III 9; CEF 13.3.1990 in re S.AG/B.)
così da permettere il rigetto in via definitiva dell'opposizione;

 

                                     -   che
quest’esame tende ad accertare: l'identità tra il titolo indicato nel precetto
e la documentazione prodotta; il suo carattere esecutivo; il ben fondato di
eventuali obiezioni opposte dall'escusso nei limiti di quelle proponibili in
base all'art. 81 LEF, e in particolare, l'esame inteso ad accertare se la
documentazione prodotta può essere parificata a sentenza esecutiva si estende
ai seguenti requisiti: regolarità ed autenticità della forma del titolo,
regolarità della sua intimazione e sua forza di cosa giudicata;

 

                                     -
  che l’art. 222 della v LT sancisce il principio secondo cui le tassazioni e
le altre decisioni delle autorità fiscali, cresciute in giudicato, sono
parificate a sentenze esecutive ai sensi dell’art. 80 LEF, ragione per la quale
la notifica di tassazione 23 settembre 1988 relativa all’imposta cantonale
1987-88 regolarmente intimata alla ricorrente e cresciuta in giudicato,
costituisce valido titolo esecutivo;

 

                                     -   che
per l’art. 81 cpv. 1 LEF quando il credito sia fondato su una sentenza
esecutiva, l’opposizione è rigettata a meno che l’opponente non provi con
documenti che il debito è stato estinto dopo la sentenza, che è stato prorogato
il termine per il pagamento oppure che è prescritto: su quest’ultima eccezione
di prescrizione l’escussa ha fondato la propria opposizione;

 

                                     -   che
secondo l’art. 231 cpv. 1 vLT i crediti fiscali si prescrivono dopo 5 anni dal
momento in cui la tassazione è cresciuta in giudicato: per la sospensione e
l’interruzione della prescrizione tornano applicabili i principi sanciti dall’art.
158 cpv. 2 e 3 vLT al quale fa esplicito rinvio l’art. 231 cpv. 2 vLT;

 

                                     -
  che a norma dell’art. 158 cpv. 2 vLT costituiscono atti interruttivi della
prescrizione gli atti ufficiali intesi all’accertamento o all’ esazione del
credito fiscale comunicati al contribuente, così come ogni riconoscimento
esplicito del debito fiscale da parte del contribuente medesimo;

 

                                     -
  che dottrina e giurisprudenza assimilano ad un atto interruttivo della
prescrizione ogni mezzo di cui si avvale il creditore per ottenere l’ossequio
della pretesa senza riguardo alla forma (CCC 21 ottobre 1992 in re
G./Comune di L.; DTF 93 I 673, 101 Ia 21, 107 Ib 203; Rhinow/Krähenmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 1990, pag. 99);

 

                                     -
  che quindi le decisioni 21 maggio 1991 e 22 marzo 1994 del Consiglio di
Stato, con le quali l’autorità amministrativa ha respinto le domande di condono
formulate da __________ manifestando  in modo univoco la volontà dello
__________ di non voler rinunciare al proprio credito e quindi di persistere
nella propria intenzione di procedere all’incasso della pretesa (art. 158 cpv.
2 vLT); devono essere equiparate ad atti interruttivi della prescrizione;

 

                                     -   che
la decisione impugnata, che ha respinto in quanto infondata l’eccezione di
prescrizione del credito fiscale sollevata dall’ escussa, deve pertanto essere
confermata;

 

                                     -
  che in applicazione dell’art. 313 bis CPC si giustifica di decidere la
presente fattispecie senza notificare l’atto ricorsuale alla controparte per
eventuali osservazioni

 

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente TarLEF

 

 

 

 

dichiara:

 

                                   1.   Il
ricorso per cassazione 21 marzo 1995 di __________ è respinto.

 

                                   2.   Le
spese del presente giudizio, per complessivi fr. 60.- sono poste a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                          -
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Vallemaggia

 

 

 

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria