# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b33d7857-ea7b-576d-a98b-b9504f6352cb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-09-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.09.2015 D-5251/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5251-2015_2015-09-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-5251/2015, D-5248/2015, D-5250/2015 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  s e t t e m b r e  2 0 1 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice  

Emilia Antonioni Luftensteiner;  

cancelliera Sebastiana Stähli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), con la moglie 

B._______, nata il (…), 

e i figli 

C._______, nato il (…), 

D._______, nato il (…), 

Macedonia, ex-Repubblica jugoslava,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione  

(SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento (termine del ricorso accorciato); de-

cisione della SEM del 20 agosto 2015 / N (…) / N (…) / 

N (…). 

 

 

D-5251/2015, D-5248/2015, D-5250/2015 

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Visto: 

le domande d'asilo che i ricorrenti hanno presentato in Svizzera in data 

17 giugno 2015, 

i verbali d'audizione di A._______ del 30 giugno 2015 (di seguito: ver-

bale 1) e del 15 luglio 2015 (di seguito: verbale 2), di B._______ del 30 giu-

gno 2015 (di seguito: verbale 3) e del 15 luglio 2015 (di seguito: verbale 4), 

di C._______ del 30 giugno 2015 (di seguito: verbale 5) e del 16 luglio 2015 

(di seguito: verbale 6) e di D._______ del 30 giugno 2015 (di seguito: ver-

bale 7) e del 16 luglio 2015 (di seguito: verbale 8), 

le decisioni della Segreteria di Stato della migrazione (SEM; già Ufficio fe-

derale della migrazione, UFM) del 20 agosto 2015, notificate ai ricorrenti il 

22 agosto 2015 (cfr. risultanze processuali), con le quali la SEM ha respinto 

le domande d'asilo senza ulteriori chiarimenti (cfr. art. 40 LAsi [RS 142.31]) 

ed ha pronunciato l'allontanamento dei richiedenti dalla Svizzera nonché 

l'esecuzione dell'allontanamento medesimo siccome lecita, esigibile e pos-

sibile ed ha inoltre indicato che il Consiglio federale ha designato la Mace-

donia come Stato esente da persecuzioni ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a 

LAsi,  

i ricorsi del 28 agosto 2015 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en-

trata: 31 agosto 2015) contro dette decisioni, con i quali i ricorrenti hanno 

concluso all'annullamento delle decisioni impugnate, alla concessione 

dell'asilo, in subordine dell'ammissione provvisoria ed eventualmente al ri-

mando dell'effetto delle decisioni; hanno altresì presentato una domanda 

di esenzione dal pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo 

nonché domanda di accordo del gratuito patrocinio con protesta di spese 

e ripetibili; infine, hanno chiesto di non comunicare e non trasmettere infor-

mazioni agli organi governativi macedoni, 

l'incarto originale della SEM (contenente pure i mezzi di prova consegnati 

dagli insorgenti a sostegno della loro domanda d'asilo) pervenuto al Tribu-

nale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) in data 2 settem-

bre 2015, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

D-5251/2015, D-5248/2015, D-5250/2015 

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e considerato: 

che presentati tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro delle decisioni 

in materia d'asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), i ricorsi 

sono di principio ammissibili sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 

52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e 

dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua della 

decisione impugnata; che, se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedi-

mento può svolgersi in tale lingua, 

che, in casu, la decisione impugnata è redatta in tedesco, mentre i ricorsi 

sono stati trasmessi in italiano, 

che, pertanto, la presente sentenza può essere redatta in italiano,  

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi),  

che, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti,  

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo,  

la violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto  

di fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di  

diritto degli stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA  

(cfr. DTAF 2014/26 consid. 5); che il Tribunale non è vincolato né dai motivi 

addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2 

e giurisprudenza ivi citata),  

che, preliminarmente, i ricorsi sono di contenuto praticamente identico, pur 

non essendo stati inoltrati dagli insorgenti in atto unico, e le tre decisioni 

avversate concernono fatti di uguale o simile natura e pongono gli stessi o 

simili termini di diritto, di modo che si giustifica la congiunzione delle cause 

e la pronuncia di una sola sentenza per un motivo di economia processuale 

(cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungs-gericht, 2a ed. 2013, n. 3.17, pagg. 144 seg.), 

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che i richiedenti hanno dichiarato di essere cittadini macedoni e di avere 

lasciato il paese a seguito di problemi con le autorità macedoni; che il padre 

A._______ sarebbe stato arrestato e condannato a cinque anni e tre mesi 

di carcere – sentenza confermata in due istanze superiori – senza aver 

commesso tale reato (cfr. verbale 1, pag. 7; verbale 2, F20, pag. 4 segg.); 

che di conseguenza avrebbe depositato un ricorso alla Corte Europea dei 

diritti dell'uomo a Strasburgo (di seguito: CorteEDU) la quale avrebbe con-

stato una violazione dell'art. 6 CEDU, previsto il pagamento di un'indennità 

di 2'400€ all'interessato e previsto la riapertura del procedimento penale 

(cfr. ibidem); che al suo rilascio dal carcere nel 2011 la polizia e le autorità 

macedoni avrebbero fatto pressione sulla famiglia invitando A._______ a 

ritirare il suo ricorso alla CorteEDU; che tali pressioni sarebbero state eser-

citate nel corso di quattro o cinque perquisizioni della casa dei ricorrenti e 

in alcuni incontri in un caffè tra dei poliziotti in civile e il ricorrente (cfr. ibi-

dem); che la moglie e i figli sarebbero espatriati a causa dei problemi del 

marito/padre e delle pressioni subite (cfr. verbale 3, pag. 6; verbale 5, 

pag. 8; verbale 7, pag. 6; verbale 8, F11, pag. 3); che i figli sarebbe anche 

stati spesso controllati dalla polizia (cfr. verbale 5, pag. 8; verbale 6, F14, 

pag. 3, F53, F63-F72, pag. 7 seg.; verbale 7, pag. 6; verbale 8, F13-F38, 

pag. 3 segg.); che inoltre, il figlio D._______ sarebbe rimasto sotto inchie-

sta per la commissione di un furto che non avrebbe commesso ed infine 

sarebbe stato prosciolto per mancanza di prove (cfr. verbale 7, pag. 6; ver-

bale 8, F75, pag. 8, F84, pag. 9); che D._______ sarebbe inoltre stato ferito 

mentre stava per essere portato al posto di polizia in manette; che i poli-

ziotti l'avrebbero spinto, egli sarebbe caduto e si sarebbe ferito alla spalla 

(cfr. verbale 7, pag. 6; verbale 8, F11, pag. 3, F39, pag. 5); che il figlio 

C._______ per timore di rappresaglie e di essere arrestato senza motivo 

dall'autorità nel 2011 avrebbe passato qualche mese negli Stati Uniti per 

nascondersi (cfr. verbale 5, pagg. 5 e 8; verbale 6, F14, pag. 3), 

che il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui, secondo 

i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a cpv. 2 lett. a 

LAsi);  

che i richiedente sono cittadini macedoni; che il Consiglio federale ha inse-

rito la Macedonia nel novero dei paesi esenti da persecuzioni ai sensi 

dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi (cfr. Lista «Safe Countries» ai sensi dell'art. 6a 

cpv. 2 lett. a LAsi, SEM, stato: giugno 2014); 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che sono rifugiati le persone che, nel Paese 

di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

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loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi (art. 3 cpv. 1 LAsi), 

che chiunque domanda asilo deve provare o perlomeno rendere verosimile 

la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi); che la qualità di rifugiato è resa 

verosimile quando l'autorità la ritiene data con una probabilità preponde-

rante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le allegazioni 

che, su punti importanti, sono troppo poco fondate o contraddittorie, non 

corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova 

falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), 

che nelle querelate decisioni la SEM ha considerato le allegazioni circa i 

motivi d'asilo degli interessati inverosimili ed irrilevanti; che innanzitutto ha 

considerato inverosimili le allegazioni inerenti le perquisizioni del loro ap-

partamento in Macedonia poiché contrarie all'esperienza di vita e alla lo-

gica dell'agire e poiché non sufficientemente motivate; che invero, esse 

sarebbero vaghe, troppo poco concrete, dettagliate e differenziate; che 

essi sarebbero stati unicamente in grado di allegare che presto alla mat-

tina, circa 15-20 persone – il figlio C._______ avrebbe parlato di 6-7 per-

sone – si sarebbero presentate a casa loro per perquisire l'appartamento 

ed essi non avrebbero potuto porre domande; che i poliziotti sarebbero stati 

arroganti e avrebbero creato caos in casa; che contrariamente alle allega-

zioni di A._______ e di B._______ circa la detenzione e il diritto di visita, le 

allegazioni circa le perquisizioni sarebbero molto superficiali; che nessun 

richiedente sarebbe inoltre stato in grado di dire quante volte e in quali volte 

A._______ sarebbe stato presente durante le perquisizioni; che visto il 

ruolo centrale delle stesse nel contesto della loro domanda d'asilo, sareb-

bero da attendersi dichiarazioni più concrete e comprensibili; che i dubbi 

inerenti le perquisizioni sarebbero poi rafforzati dal fatto che il motivo per il 

quale sarebbero avvenute – ovvero esercitare pressione su A._______ per 

fargli ritirare il ricorso alla CorteEDU – da gennaio 2014 non sarebbe più 

stato dato poiché da quel momento la sentenza sarebbe divenuta definitiva 

e con il pagamento di 2'400€ al ricorrente la procedura sarebbe conclusa; 

che un ritiro non sarebbe dunque più stato possibile; che di conseguenza, 

da gennaio 2014 lo Stato macedone non avrebbe più avuto alcun interesse 

oggettivo a continuare la persecuzione, 

che appaiono altrettanto vaghe e poco sostanziate, le dichiarazioni di 

A._______ circa gli incontri con i poliziotti in civile nei quali sarebbe stato 

invitato a ritirare il ricorso alla CorteEDU, 

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che contraria al comportamento precedente degli insorgenti, ed inoltre 

poco credibile, sarebbe inoltre la loro passività in merito alle perquisizioni 

e agli incontri con i poliziotti; che non avrebbero neppure tentato di rivol-

gersi alle autorità per cercare protezione contro questi soprusi, 

che pertanto, le allegazioni inerenti le perquisizioni e gli incontri con i poli-

ziotti non adempirebbero le condizioni di verosimiglianza ai sensi dell'art. 7 

LASi, 

che la detenzione di A._______ e le visite della signora B._______ rese al 

marito in questo frangente sarebbero verosimili, tuttavia essendo avvenute 

molti anni fa mancherebbe il legame di causalità temporale e non sareb-

bero dunque rilevanti, 

che la Macedonia sarebbe considerata uno Stato in cui non vi è pericolo di 

persecuzioni ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi,  

che i controlli d'identità da parte della polizia subiti dai due figli non rag-

giungerebbero l'intensità necessaria per essere ritenuti rilevanti in materia 

d'asilo, 

che il fatto che il figlio D._______ sarebbe stato ammanettato e spinto dalla 

polizia cosicché sarebbe caduto e si sarebbe ferito, non sarebbe neppure 

rilevante in materia d'asilo poiché avrebbe potuto rivolgersi alle autorità – 

se necessario anche ad un'istanza superiore – e denunciare l'accaduto, 

che, per D._______, il fatto di essere stato sotto inchiesta per il furto di una 

borsa costituirebbe una misura legittima dello Stato poiché il furto sarebbe 

un'infrazione punibile penalmente; che inoltre, appare che lo Stato mace-

done si sarebbe tenuto alle prescrizioni legali, egli infatti sarebbe stato rap-

presentato da un avvocato e infine la procedura sarebbe terminata per 

mancanza di prove; che pertanto, non sarebbe rilevante in materia d'asilo, 

che pertanto la SEM ha concluso che le dichiarazioni degli interessati non 

soddisferebbero le condizioni richieste per ammettere la verosimiglianza 

giusta l'art. 7 LAsi e la rilevanza ai sensi dell'art. 3 LAsi, 

che avendo respinto la domanda d'asilo, la SEM ha pronunciato l'allonta-

namento dei richiedenti dalla Svizzera; che non vi sarebbero indizi per ri-

tenere che gli interessati rischierebbero nel loro Paese d'origine di essere 

esposti a pene o trattamenti vietati dall'art. 3 CEDU e inoltre non vi sareb-

bero ostacoli per l'esecuzione del rinvio neppure sotto il profilo  

dell'esigibilità come pure della possibilità, 

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che nei ricorsi essi hanno rilevato che essendo parte della minoranza et-

nica dei gorani sarebbero molestati, maltrattati, perseguiti e discriminati dal 

governo che violerebbe i loro diritti fondamentali e le loro libertà; che la 

persecuzione contro la loro famiglia sarebbe diventata intensa nel 2004 

quando senza spiegazioni l'autorità avrebbe confiscato il camion di 

A._______; che nel 2007 il sig. A._______ sarebbe stato arrestato alla do-

gana perché nella merce che trasportava nel suo camion sarebbe stata 

trovata della droga; che le autorità avrebbero nascosto le prove in suo fa-

vore cosicché sarebbe stato condannato senza prove a cinque anni e tre 

mesi di reclusione; che anche i tribunali di secondo grado e di ultima 

istanza si sarebbero rifiutati di tenere conto delle prove in suo favore e 

avrebbero confermato il verdetto; che di conseguenza, per vedere rispettati 

i propri diritti, avrebbe depositato un ricorso alla CorteEDU che con sen-

tenza – diventata finale il 3 gennaio 2014 – avrebbe riconosciuto la viola-

zione dell'art. 6 par. 1 e 3 lett. d CEDU e previsto il pagamento di 2'400€ al 

richiedente; che con il pagamento di tale somma la Macedonia non 

avrebbe soddisfatto gli obblighi nei confronti degli interessati poiché la Cor-

teEDU avrebbe ordinato anche la riapertura del caso per assicurare un 

equo processo; che scontando la pena egli avrebbe subito tortura psicolo-

gica e fisica nonché trattamenti inumani; che dopo il rilascio nel 2011 le 

autorità avrebbero cominciato a esercitare pressioni e maltrattamenti sulla 

famiglia per mezzo per esempio di perquisizioni del loro appartamento; che 

il figlio C._______ avrebbe dovuto rifugiarsi all'estero per alcuni mesi e 

quando sarebbe tornato sarebbe stato esposto a varie vessazioni e con-

trolli d'identità; che l'autorità non avrebbe neppure spiegato il motivo di tali 

pressioni e maltrattamenti; che una volta l'autorità avrebbe arrestato il figlio 

D._______, l'avrebbe accusato di un reato grave che non avrebbe com-

messo, l'avrebbe tenuto sotto inchiesta per due anni e infine l'avrebbe rila-

sciato; che durante un controllo, l'autorità voleva portare D._______ alla 

centrale di polizia, l'avrebbero ammanettato e spinto con brutalità tale da 

procurargli una grave lesione alla spalla; che neppure questa volta avreb-

bero fornito spiegazioni o protezione; che circa le perquisizioni del loro ap-

partamento chiedono al Tribunale che vengano sentiti due testimoni; che 

sulla base delle prove fornite le loro allegazioni sarebbero verosimili e rile-

vanti ai sensi degli art. 3 e 7 LAsi, 

che per ciò che è dell'allontanamento, gli insorgenti rilevano che il loro ri-

torno in Macedonia avrebbe delle conseguenze catastrofiche e imprevedi-

bili per la loro famiglia perché a causa della loro appartenenza ad un 

gruppo minoritario non potrebbero far valere i loro diritti; che avrebbero in-

dizi per ritenere che la polizia e i Tribunali li starebbero cercando e come 

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prova avrebbero prodotto una citazione a comparire dinanzi ad un tribunale 

per il figlio D._______, 

che in conclusione, hanno chiesto l'annullamento della decisione impu-

gnata, il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione dell'asilo, 

in subordine la concessione dell'ammissione provvisoria; che hanno altresì 

presentato una domanda di esenzione dal pagamento delle spese proces-

suali e del relativo anticipo, nonché domanda di accordo del gratuito patro-

cinio con protesta di spese e ripetibili; che infine, hanno richiesto di non 

comunicare e non trasmettere informazioni agli organi governativi mace-

doni e che in caso di trasmissione di dati già avvenuta, di essere informati 

in merito con una decisione separata,  

che al ricorso hanno allegato numerosi mezzi di prova già forniti alla SEM 

a sostegno della loro domanda d'asilo, 

che preliminarmente, circa la richiesta di non trasmettere informazioni alle 

autorità macedoni e di essere informati in merito ad un avvenuta trasmis-

sione, si osserva quanto segue: ai sensi dell'art. 97 cpv. 1 LAsi è vietato 

comunicare allo Stato d'origine o di provenienza dati personali relativi a un 

richiedente l'asilo, a un rifugiato riconosciuto o a una persona bisognosa di 

protezione, qualora una tale comunicazione metta in pericolo la persona 

interessata o i suoi congiunti; che è vietato comunicare dati relativi a una 

domanda d'asilo; che dagli atti non vi sono indizi che l'autorità inferiore ab-

bia violato tale disposizione o che abbia intenzione di farlo in futuro; che 

per ulteriori chiarimenti gli insorgenti possono rivolgersi alle autorità canto-

nali competenti e alla SEM, la richiesta non viene trasmessa; che in nessun 

caso può essere comunicato quali informazioni sono state trasmesse; che 

di conseguenza le censure ricorsuali sono respinte, 

che va pure respinta la richiesta di sentire dei testimoni poiché il Tribunale 

è in possesso degli atti essenziali inerenti la domanda d'asilo, ha gli ele-

menti sufficienti per dirimere la vertenza, potendosi esimere altresì dall'as-

sunzione di ulteriori prove; che va difatti osservato che la procedura dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale avviene di regola per iscritto (cfr. 

KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrech-

tspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 247, pag. 81.); che la procedura am-

ministrativa prevede un'audizione di testimoni solo a titolo sussidiario (cfr. 

DTF 130 II 473 consid. 2.3 e riferimenti ivi citati); che giusta l'art. 14 cpv. 1 

lett. c PA, ove i fatti non possono essere sufficientemente chiariti in altro 

modo il Tribunale può ordinare l'audizione di testimoni; che di conseguenza 

si procede ad un'audizione orale e personale dei testi solo in presenza di 

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circostanze del tutto eccezionali ed allorquando una tale misura risulta in-

dispensabile per la constatazione dei fatti rilevanti nella fattispecie; che in 

casu tale non appare essere il caso,   

che in seguito va rilevato che i ricorrenti non hanno presentato argomenti 

o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quella 

di cui all'impugnata decisione, 

che quo alle perquisizioni del loro appartamento, malgrado non vi siano 

contraddizioni evidenti, le allegazioni di tutti i membri della famiglia ap-

paiono vaghe e poco sostanziate; che hanno indicato unicamente che ar-

rivavano presto il mattino, erano arroganti, non potevano porre domande e 

alla fine c'era caos in casa (cfr. verbale 2, F34, pag. 7; verbale 4, F8, pag. 3; 

verbale 6, F32-F33, pag. 5; verbale 6, F25, pag. 4; verbale 8, F11, pag. 3); 

che tuttavia, nessuno è riuscito ad apportare qualche elemento personale 

o dettaglio alla descrizione degli episodi; che neppure una persona è riu-

scita ad indicare concretamente come queste si sono svolte, il numero di 

perquisizioni oppure il numero di persone presenti; che il sig. A._______ 

ha indicato la presenza di 15-20 persone (cfr. verbale 2, F24, pag. 6), la 

moglie di 14-15 (cfr. verbale 4, F42, pag. 6), mentre il figlio C._______ ha 

parlato di 6-7 persone (cfr. verbale 6, F25, pag. 4) e il figlio D._______ di 

più di 7-8 persone (cfr. verbale 8, F53, pag. 6); che nessuno è riuscito a 

collocare temporalmente tali episodi (cfr. verbale 2, F33-F35, pag. 7; ver-

bale 4, F12-F16, pag. 4; verbale 6, F27F-28, pag. 4); che su quattro per-

sone appare poco credibile che tutte non sappiano rispondere esattamente 

alle stesse domande e che diano esattamente le stesse risposte insussi-

stenti; che non è verosimile che nessuno si ricordi il numero di volte in cui 

l'appartamento è stato perquisito (cfr. verbale 4, F8, pag. 3; verbale 6, F29, 

pag. 4; verbale 8, F55-F56, pag. 7) oppure quando il padre era presente o 

meno (cfr. verbale 2, F35-F37, pag. 7) essendo questo l'elemento centrale 

alla base della domanda d'asilo e che ha spinto gli insorgenti ad espatriare, 

che inoltre, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore, dato che i ricor-

renti hanno allegato che le perquisizioni sono avvenute per fare pressione 

su A._______ per fargli ritirare il ricorso presentato alla CorteEDU (cfr. ver-

bale 2, F21, pag. 5; verbale 4, F29, pag. 5; verbale 6, F35, pag. 5), appare 

poco logico che esse siano continuate anche dopo gennaio 2014 una volta 

la procedura terminata con una sentenza della CorteEDU; che contraria-

mente a quanto sostenuto dai ricorrenti, la CorteEDU ha rilevato unica-

mente una violazione da parte della Macedonia dell'art. 6 par. 1 e 3 lett. d 

CEDU per non aver preso in conto delle prove proposte dall'interessato in 

suo favore ed ha fissato il pagamento di un'indennità di 2'400€; che ha 

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respinto tutte le altre conclusioni del richiedente; che dunque, non ha pre-

visto la riapertura del processo e non ha nemmeno stabilito che il richie-

dente è stato condannato a torto per un'infrazione che non avrebbe com-

messo; che in ogni caso, dopo gennaio 2014 e il pagamento dei 2'400€ lo 

Stato macedone non aveva più alcun interesse oggettivo di fare pressione 

sugli insorgenti poiché ormai un ritiro della richiesta non era più possibile e 

il procedimento era terminato; che infine, non appare neppure verosimile 

che le autorità abbiano esercitato pressione sull'insorgente per evitare che 

chiedesse la riapertura del procedimento penale poiché ciò non era previ-

sto dalla sentenza, 

che appaiono altrettanto inverosimili gli incontri di A._______ con la polizia 

nei caffè; che invero, anche in questo caso non ha fornito elementi di rilevo 

che permettano al Tribunale di ritenere che gli eventi addotti siano stati 

effettivamente e personalmente vissuti dall'insorgente; che egli si è limitato 

ad indicare di aver ricevuto degli inviti due o tre volte, ma di non ricordarsi 

più quando (cfr. verbale 2, F28-F29, pag. 6, F32, pag. 7);  

che infine, getta ombra sulla verosimiglianza tutta delle allegazioni il fatto 

che i ricorrenti non abbiano intrapreso nulla contro i soprusi (cfr. verbale 2, 

F62, pag.9; verbale 4, F35, pag. 5; verbale 6, F52, pag. 6) ; che non ab-

biano neppure tentato di rivolgersi alle autorità per denunciare tale agire 

della polizia e chiedere protezione; che avrebbero potuto rivolgersi alle 

istanze superiori; che tale passività è in contraddizione con la volontà di 

difendersi e di presentare ricorso fino alla CorteEDU contro l'asserita ingiu-

sta condanna a cinque anni e tre mesi di carcere,  

che pertanto, ritenuto quanto sopra questo Tribunale non ritiene verosimili 

le allegazioni inerenti le perquisizioni della casa nonché gli incontri con la 

polizia, 

che riguardo ai fermi e ai controlli d'identità effettuati dalla polizia nei con-

fronti dei due figli C._______ e D._______, essi non appaiono raggiungere 

l'intensità necessaria per poter essere ritenuti rilevanti in materia d'asilo; 

che invero, entrambi hanno rilevato di non avere avuto problemi personali 

in Patria e che questi fermi non costituivano nulla di grave (cfr. verbale 6, 

F17, pag. 3; verbale 7, pag. 7); che dovevano identificarsi e qualche volta 

svuotare le loro borse (cfr. verbale 6, F69-F70, pag. 8; verbale 8, F17, 

pag. 3), 

che per quanto attiene al problema personale allegato dal figlio D._______, 

esso non è neppure rilevante; che invero, il fermo di 24 ore avvenuto nel 

D-5251/2015, D-5248/2015, D-5250/2015 

Pagina 11 

2012, nonché l'apertura nei suoi confronti di un'inchiesta per furto di una 

borsa si è risolta, dopo due anni, con un proscioglimento dell'interessato 

per mancanza di prove; che in tale procedimento non vi sono indizi per 

ritenere che sia stato abusivo, che lo Stato non abbia agito in maniera le-

gittima o che sia fondato su un motivo d'asilo ai sensi dell'art. 3 LAsi (cfr. 

DTAF 2014/28 consid. 8.3.1), 

che quo l'arresto e la frattura alla spalla provocata dalla polizia ai danni di 

D._______, come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore, per il principio 

di sussidiarietà della protezione internazionale, egli avrebbe dovuto innan-

zitutto rivolgersi alle autorità macedoni per denunciare l'agire della polizia, 

per il che non costituisce un serio pregiudizio e non è rilevante ai sensi 

dell'asilo, 

che infine, circa l'appartenenza etnica alla minoranza dei gorani, tra l'altro 

allegata unicamente tardivamente in sede ricorsuale e non meglio argo-

mentata, il Tribunale non ravvede neppure elementi per ritenere che le au-

torità macedoni non accordino protezione ai richiedenti in ragione della loro 

etnia, 

che di conseguenza, per tutte queste ragioni, le dichiarazioni dei richiedenti 

non adempiono alle condizioni di verosimiglianza ai sensi dell'art. 7 LAsi e 

di rilevanza ai sensi dell'art. 3 LAsi, 

che quindi i ricorrenti non sono riusciti a dimostrare, o perlomeno a rendere 

verosimile, la qualità di rifugiato, per il che è a giusto titolo che la SEM ha 

respinta le loro domande d'asilo, 

che se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione, te-

nendo però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi), 

che gli insorgenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuta astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 nonché art. 44 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 

sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 

142.311]), 

che lo scrivente Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia 

dell'allontanamento, 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, in relazione 

all'art. 44 LAsi, all'art. 83 della legge federale sugli stranieri (LStr, 

D-5251/2015, D-5248/2015, D-5250/2015 

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RS 142.20), giusta il quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere 

possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragione-

volmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che in caso di non adempimento di una di queste condizioni, la SEM di-

spone l'ammissione provvisoria (cfr. art. 83 cpv. 1 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi), 

che, giusta l'art. 83 cpv. 3 LStr, l'esecuzione non è possibile se la prosecu-

zione del viaggio dello straniero verso lo Stato d'origine o di provenienza o 

verso uno Stato terzo è contraria agli impegni di diritto internazionale pub-

blico della Svizzera, 

che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione della 

SEM relativa alle domande d'asilo degli insorgenti, questi ultimi non pos-

sono prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), 

generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed 

espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei ri-

fugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), 

che, in siffatte circostanze, non v'è motivo di considerare l'esistenza di ri-

schi personali, concreti e seri per i ricorrenti di essere esposti, in caso di 

allontanamento nel loro Paese d'origine ad un trattamento proibito, in rela-

zione all'art. 3 CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle 

norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi (cfr. art. 83 cpv. 3 

LStr in relazione all'art. 44 LAsi), 

che ai sensi dell'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragione-

volmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, lo stra-

niero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situazioni 

quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica, 

che la situazione vigente in Macedonia non è caratterizzata da guerra, 

guerra civile o violenza generalizzata che coinvolge l'insieme della popola-

zione nell'integralità del territorio nazionale, 

che, come già enunciato, il Consiglio federale ha inserito la Macedonia 

nella lista dei «Safe Countries» ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi e da 

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allora si è attenuto a questa valutazione nell'ambito delle periodiche verifi-

che giusta l'art. 6a cpv. 3 LAsi, 

che quo alla situazione personale degli insorgenti, va rilevato che essi di-

spongono di un appartamento in Patria (cfr. verbale 2, F8-F9, pag. 3); che 

il padre A._______ ha esperienza come guidatore di camion, i figli hanno 

una buona formazione scolastica, C._______ ha studiato architettura per 

quattro anni e ha esperienza lavorativa in un negozio di mobili (cfr. ver-

bale 5, pag. 5); che si può inoltre partire dal presupposto che in Patria di-

spongano di una buona rete sociale, 

che in aggiunta, i ricorrenti non hanno preteso nel gravame di soffrire di 

gravi problemi di salute che possano giustificare la loro ammissione prov-

visoria (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1-8.3; 2009/2 consid. 9.3.2); che nep-

pure il problema di D._______ alla spalla e al braccio non è ostativo all'e-

secuzione dell'allontanamento, 

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto 

ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento, 

che infine non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr in relazione 

all'art. 44 LAsi), per il che l'esecuzione dell'allontanamento è pure possibile, 

che di conseguenza anche in materia di allontanamento e relativa esecu-

zione la querelata decisione va confermata, 

che di conseguenza, la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA); che pertanto il ricorso va respinto, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto,  

che, infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA),  

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.– che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 

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e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la domanda di accordo del gratuito patrocinio ai sensi dell'art. 110a 

cpv. 1 lett. a LAsi è pure respinta non essendo i ricorrenti dispensati dal 

pagamento delle spese procedurali, 

che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

I ricorsi sono respinti. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

La domanda di accordo del gratuito patrocinio è respinta. 

5.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Stähli 

 

 

Data di spedizione: