# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c3fdd231-43da-5ce3-8ed5-7ba10cbb687a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.11.2017 42.2017.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2017-46_2017-11-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2017.46

   

  KE/sc

  	
  Lugano

  14 novembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Kathrin Erne, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 settembre 2017 di

 

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 4 settembre 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 5 maggio
2017 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) ha concesso a RI
1 una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 2'085.- a decorrere dal 1° maggio
2017 per i mesi di maggio, giugno, luglio, agosto e settembre 2017 (cfr. doc. 288-291).

 

                               1.2.   In seguito al reclamo formale
dell’11 maggio 2017 (cfr. doc. 283-286) interposto da RI 1, l’USSI ha
confermato la precedente decisione con decisione su reclamo del 4 settembre
2017 (cfr. doc. B), con cui all’insorgente è stato negato il versamento della
prestazione assistenziale ordinaria per il mese di aprile 2017.

 

                                         L’amministrazione, nella
decisione su reclamo, ha rilevato che:

 

" (…) In
base alla documentazione raccolta, l’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento (USSI), con decisione del 5 maggio 2017, ha rifiutato una
prestazione assistenziale mensile di aprile 2017 in quanto il rinnovo della
prestazione scaduta a fine marzo 2017 è stato fatto solo il 5 maggio 2017.
L’USSI ha quindi riconosciuto la prestazione solo da maggio 2017. Con reclamo
dell’11 maggio 2017, l’assistito ha contestato la citata decisione per il fatto
che si è trattato solo di una incolpevole dimenticanza e che la perdita della
prestazione assistenziale mensile configura una penalizzazione eccessiva e
ingiustificata. Chiede quindi il versamento della prestazione assistenziale già
per aprile 2017.

Nel caso in esame, la domanda di rinnovo di assistenza è stata
inoltrata nel mese di maggio 2017 mentre doveva essere inoltrata entro fine
aprile 2017.

Secondo l’art. 61 cpv. 1 Las il diritto al pagamento delle
prestazioni assistenziali decorre dal primo giorno del mese in cui è depositata
la domanda. Nel caso in oggetto il reclamo non adduce valide giustificazioni,
laddove ammette essersi trattato di una semplice dimenticanza.” (cfr. doc. B)

 

                               1.3.   Contro la decisione su
reclamo del 4 settembre 2017 RI 1 ha presentato un tempestivo ricorso al TCA,
nel quale ha riproposto la sua richiesta di versamento della prestazione
assistenziale ordinaria per il mese di aprile 2017.

 

                                         A sostengo della pretesa
ricorsuale l’insorgente ha in particolare rilevato:

 

" (…) Con
e-mail, come sempre fatto, 02.05.2017 primo giorno utile dopo l’ultimo giorno
del mese in questione, cioè di Aprile, l’istante inoltrava, come consuetudine,
la solita conferma per il rinnovo delle prestazioni sociali di cui esistenza e
diritto l’Ufficio non mette in questione.

Con lettera 05.05.2017 ricevuta in data 09.06.2017 l’operatrice
sociale del summenzionato Ufficio comunicava all’istante di negare in toto la
prestazione del mese di Aprile u.s. adducendo quale unico motivo l’invio
ritardato della solita, abituale, usuale conferma di rinnovo.

(…)

In data 10.05.2017 il ricorrente sempre ossequioso, puntuale e
preciso nell’osservare le varie disposizioni legali e le richieste
dell’Ufficio, con le dovute scuse ed umani argomenti, motivata il ritardo di un
giorno causato da una del tutto inconscia e profonda convinzione, oltre che
consolidata abitudine del fatto che il formulario di rinnovo, e di rinnovo
ahinoi si tratta, sarebbe stato dovuto per il mese di maggio o addirittura
giugno, come appunto, da stabile consuetudine, e non entro la fine di Aprile!
Scadesse la richiesta sempre e solo durante un preciso mese il problema non si
sarebbe posto.

(…)

Come già l’assicurato ha avuto modo di spiegare l’assicurato si
trovava nella convinzione e certezza assoluta e più profonda che il formulario
fosse da compilare per maggio o giugno. Convinzione in totale buona fede e
onestà intellettuale, se questo può ancora avere un valore oggi.

In sostanza l’opponente contesta integralmente la riduzione, anzi
l’azzeramento totale della prestazione, che equivale a una multa del 100% (!)
del proprio reddito mensile!! E questo in una situazione che più drastica non
si può e imparagonabile a qualsiasi altra situazione! (…)” (cfr. doc. I)

 

                                         L’insorgente, precisando
che la decisione dell’USSI inciderebbe in maniera oltremodo grave sulla sua vita,
solleva inoltre che l’art. 61 cpv. 1 Las non può essere ritenuto sufficiente a
supportare la decisione dell’USSI. Inoltre censura la mancata applicazione
dell’art. 61 cpv. 2 Las (cfr. doc. I).

 

                               1.4.   Con scritto del 2 ottobre
2017 il ricorrente ha trasmesso la decisione su reclamo del 4 settembre 2017,
su richiesta del TCA (cfr. doc. III, A, B).

 

                               1.5.   L’USSI, con risposta del 10 ottobre
2017, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

 

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se l’USSI ha a ragione o meno, con decisione del 5 maggio
2017 confermata dalla decisione su reclamo del 4 settembre 2017, assegnato a RI
1 una prestazione assistenziale di fr. 2'085.- a far tempo dal mese di maggio
2017 e non già dal mese di aprile 2017, come invece richiesto dal ricorrente.

 

                                         L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

 

                                         Tale
normativa è stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran
Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

 

                                         Questi
cambiamenti sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

                                         

                                         Il
1° ottobre 2006 sono entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e
della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del
8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                               2.3.   L'art. 1 Las stabilisce che lo
Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per
cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

 

                                         Le prestazioni sociali
hanno lo scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei
beneficiari (cpv. 2).

 

                                         L'art. 2 della Legge fissa
il principio della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che
"le prestazioni assistenziali secondo questa legge sono complementari o
suppletorie a quelle della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle
misure contro la disoccupazione previste da altre leggi cantonali". 

 

                                         Il cpv. 2 precisa che
"in particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo
finanziario vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni
sociali previste dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

                                         L’art. 13 Laps, afferente
all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" Le
prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in
cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima
dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento armonizzate vanno
erogate le riduzioni dei premi previste nell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 11 cpv. 1 lett. b) e le
prestazioni d’aiuto allo studio (art. 11 cpv. 1 lett. c) a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;

b) ogni
prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge
speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo
di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine,
anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento
vi ha rinunciato."

 

                                         Inoltre
giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:

 

" Sono
prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) le riduzioni
dei premi previste nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
secondo la Legge federale sull’assicurazione malattia (LAMal) del 18 marzo 1994
e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto
sociale speciale e l’assegno per sportivi d’élite o talenti artistici previsti
dalla Legge sugli aiuti allo studio (LASt) del 23 febbraio 2015;

c) la borsa di
studio e l’assegno di tirocinio previsti dalla Legge sugli aiuti allo studio
del 23 febbraio 2015;

d) l’assegno di
riqualificazione professionale previsto dalla Legge sugli aiuti allo studio del
23 febbraio 2015;

e) l’indennità
straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione
e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f) l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli
assegni di famiglia del 18 dicembre 2008;

g) l’assegno di
prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre
2008;

h) le
prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8
marzo 1971."

 

                               2.4.   Nella presente evenienza, il
2 maggio 2017 alle ore 18:25, RI 1, già a beneficio di una prestazione
assistenziale ordinaria che era scaduta il 31 marzo 2017, ha inoltrato domanda
di rinnovo delle prestazioni assistenziali tramite e-mail. In tale occasione
egli ha osservato che:

 

" (…) per
una clamorosa svista, ero convinto che fosse come al solito maggio ma vedo che
non ti avevo ancora inviato i pdf “rinnovo”. Mi scuso per la svista e ti
ringrazio per la comprensione.” (cfr. doc. 152)

 

                                         La funzionaria incaricata
gli ha risposto immediatamente il giorno seguente alle ore 7:08 indicando:

 

" (…) le
comunico che la richiesta di rinnovo non può essere accettata per e-mail. La
stessa deve pervenire al nostro ufficio in formato originale, per posta
cartacea.

In seguito potremmo provvedere alla valutazione della stessa.”
(cfr. doc. 150)

 

                                         L’USSI, con decisione del 5
maggio 2017, dopo avere ricevuto la domanda di rinnovo in forma cartacea il 5
maggio 2017 (cfr. doc. 147-149), ha attribuito a RI 1 una prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 2'085.- per i mesi di maggio, giugno, luglio,
agosto e settembre 2017 (cfr. doc. 143-146).

 

                                         Nel reclamo inoltrato l’11
maggio 2017 l’insorgente ha contestato il modo di procedere
dell’amministrazione, postulando l’assegnazione di una prestazione
assistenziale già dal mese di aprile 2017. L’insorgente ha sollevato che si è
trattato di una semplice e banale dimenticanza, anzi della certezza assoluta
e dalla convinzione più profonda che il formulario era da compilare per maggio
o giugno. (cfr. doc. 283-286).

 

                                         Nella sua decisione su
reclamo del 4 settembre 2017, l’USSI ha in particolare precisato che secondo
l’art. 61 cpv. 1 Las il diritto al pagamento delle prestazioni assistenziali
decorre dal primo giorno del mese in cui è depositata la domanda (cfr. doc. B).

 

                               2.5.   Chiamata a pronunciarsi in
merito al caso di specie, questa Corte rileva che il ricorrente pretende il
versamento della prestazione assistenziale ordinaria per il mese di aprile 2017.

                                         Nel caso di specie risulta
dagli atti dell’incarto che il ricorrente è a beneficio dell’assistenza sociale
sin dal 2008. Egli ha inoltrato per la prima volta la richiesta di assistenza
sociale il 16 settembre 2008 presso lo sportello regionale Laps di __________
(cfr. doc. 36). 

 

                                         Dagli atti risulta poi che
il 3 novembre 2014 l’insorgente ha inoltrato la domanda di rinnovo delle
prestazioni assistenziali - tramite e-mail - al funzionario incaricato __________
(cfr. doc. 273, 257-259). In seguito, l’USSI, con decisione del 6 novembre 2014
gli ha accordato una prestazione assistenziale ordinaria dal 1° dicembre 2014
fino al 28 febbraio 2015 (cfr. doc. 249 e 253).

 

                                         Con e-mail del 20 marzo
2015 RI 1 si è rivolto al funzionario __________, chiedendogli come mai non
avrebbe ancora ricevuto la prestazione assistenziale per il mese di marzo. Due
giorni dopo gli ha risposto la funzionaria __________ indicandogli che le
prestazioni assistenziali accordategli il 6 novembre 2014 avevano validità fino
al 28 febbraio 2015. Se intendeva richiederle, avrebbe dovuto presentare la richiesta
di rinnovo tramite il Comune di domicilio (cfr. doc. 246).

                                         L’USSI, avendo in seguito
ricevuto da parte del ricorrente la richiesta di rinnovo, gli ha accordato con
decisione del 25 marzo 2015 una prestazione assistenziale ordinaria dal 1°
marzo fino al 30 giugno 2015 (cfr. doc. 229, 240-242).

 

                                         Con e-mail del 23 giugno
2015, ossia entro la scadenza della prestazione assistenziale, l’insorgente ha
chiesto il rinnovo delle prestazioni assistenziali ordinarie (cfr. doc. 223 e
224). Con decisione del 30 giugno 2015, rispettivamente del 21 luglio 2015, gli
è stato accordato una prestazione assistenziale ordinaria fino al 30 novembre
2015 (cfr. doc. 209 e 203).

 

                                         Con richiesta del 14
settembre 2015, ossia entro la scadenza della prestazione assistenziale, il
ricorrente ha trasmesso tramite e-mail la domanda di rinnovo delle prestazioni
assistenziali ordinarie (cfr. doc. 201 e 202). L’USSI, con decisione del 24
novembre 2015, gli ha accordato una prestazione assistenziale ordinaria dal 1°
dicembre 2015 fino al 31 maggio 2016 (cfr. doc. 185 e 189).

 

                                         Con domanda di rinnovo del
20 maggio 2016, ossia entro la scadenza della prestazione assistenziale, il
ricorrente ha chiesto tramite e-mail il rinnovo delle prestazioni assistenziali
(cfr. doc. 183). In seguito, con decisione del 24 maggio 2016, l’USSI gli ha
concesso una prestazione assistenziale dal 1° giugno 2016 fino al 30 novembre
2016 (cfr. doc. 176).

 

                                         Con e-mail del 3 novembre
2016, ossia entro la scadenza della prestazione assistenziale, RI 1 ha chiesto
il rinnovo delle prestazioni assistenziali (cfr. doc. 174). L’USSI, con
decisione dello stesso giorno, gli ha concesso una prestazione assistenziale
fino al 31 marzo 2017 (cfr. doc. 157 e 161).

 

                                         Il 2 maggio 2017
l’interessato ha formulato la domanda di rinnovo delle prestazioni assistenziali
che erano scadute il 31 marzo 2017 osservando di essersi dimenticato
dell’inoltro tempestivo: “(…) Per una clamorosa svista, ero convinto
che fosse come al solito maggio, ma vedo che non ti avevo ancora inviato il pdf
“rinnovo”. Mi scuso per la svista. (…)” (cfr. doc. 152).

 

                                         Alla luce dell’art. 61
cpv. 1 Las, secondo cui il diritto al pagamento delle prestazioni assistenziali
decorre dal primo giorno del mese in cui è depositata la domanda, giustamente
l’USSI ha attribuito all’interessato le prestazioni assistenziali a partire dal
1° maggio 2017.

 

                                         Per completezza è utile
precisare che dal 1° gennaio 2013 anche l’art. 23 Laps contempla che il diritto
al pagamento delle prestazioni sociali Laps decorre dal primo giorno del mese
in cui è stata depositata la domanda e se sono adempiute le condizioni legali a
cui esso è subordinato (cfr. BU 5/2013 del 1° febbraio 2013 pag. 73-74).

 

                                         A nulla di diverso possono
portare le argomentazioni del ricorrente.

 

                                         L’USSI ha infatti
costantemente informato RI 1 che l'eventuale richiesta di rinnovo della
prestazione dovrà essere inoltrata entro il mese di scadenza (termine della
validità) per mezzo dell'apposito formulario, vidimato dal comune di domicilio
o dal servizio d'accompagnamento di riferimento. Questa dicitura, addirittura
in grassetto, si trova su ogni decisione rilasciata dall’USSI (cfr. doc. 158,
162, 177, 186, 190, 204, 210, 230, 250 e 254).

 

                                         Si evidenzia inoltre che
il ricorrente ha presentato le precedenti domande di rinnovo sempre entro la
scadenza (cfr. doc. 174, 183, 202 e 223). Inoltre l’unica volta che l’insorgente
si è scordato di chiedere il rinnovo entro la scadenza della prestazione gli è
stata ricordata la necessità di chiedere il rinnovo entro lo scadenza, in
quanto le prestazioni assistenziali non vengono concesse in automatico (cfr.
doc. 246). Perciò si può concludere che il ricorrente era ben cosciente della
necessità di chiedere il rinnovo entro la scadenza della prestazione
assistenziale allegando i documenti necessari per l’esame della domanda.

 

                                         Il TCA osserva inoltre che
l’interessato, quando per il mese di marzo 2015 si era dimenticato di chiedere
il rinnovo entro la scadenza della prestazione assistenziale si era attivato da
solo rivolgendosi al funzionario incaricato chiedendo chiarimenti in quanto non
aveva ricevuto la prestazione assistenziale per il mese in questione entro la
fine di tale mese (cfr. doc. 246). Invece per il mese qui in discussione, ossia
aprile 2017, nonostante il ricorrente non abbia percepito nessuna prestazione
assistenziale, non si è attivato per chiedere chiarimenti al riguardo entro la
fine del mese di aprile.

 

                                         Alla luce di tutte le
circostanze esposte, discende che RI 1 ha diritto a una prestazione
assistenziale ordinaria dal mese di maggio 2017 (cfr. sul tema STCA 42.2016.36
del 22 marzo 2017).

 

                               2.6.   L’insorgente si è appellato
all’art. 61 cpv. 2 Las, secondo cui l’autorità competente può, per un periodo
limitato, effettuare versamenti retroattivi di prestazioni assistenziali
speciali e di prestazioni assistenziali ordinarie se le circostanze o il
particolare stato di bisogno del richiedente lo giustificano (cfr. doc. I).

 

                                         L’art. 5 Reg.Las prevede
che la retroattività delle prestazioni assistenziali è limitata a tre mesi.

 

                                         Al riguardo va tuttavia
evidenziato che la concessione di prestazioni retroattive rappresenta una
facoltà dell’amministrazione.

 

                                         La possibilità contemplata
dalla Las di corrispondere prestazioni assistenziali retroattive limitatamente
a tre mesi va applicata a titolo eccezionale per i casi di rigore, allorché la
copertura di spese arretrate evita un aggravamento ulteriore della situazione
di bisogno (cfr. Messaggio dell’8 maggio 2002 n. 5250 attinente alla modifica
della legge sull’assistenza sociale, p.to 2 ad art. 61; Messaggio aggiuntivo n.
5723a del 7 giugno 2006, p.to 1b).

 

                                         L’assistenza sociale, poi,
non ha come scopo quello di estinguere i debiti, bensì di permettere al
beneficiario di prestazioni assistenziali di far fronte a necessità
contingenti. In una sentenza 8C_433/2009 del 12 febbraio 2010, pubblicata in
DTF 136 I 129 il Tribunale federale, a tale proposito, ha puntualizzato che:

 

 

" (…)

1.3 Enfin, l'aide sociale a pour but de couvrir
les besoins actuels. Elle ne peut en principe servir à amortir des dettes. Des
exceptions peuvent être admises lorsque le non-paiement des dettes pourrait
entraîner une nouvelle situation d'urgence à laquelle seule l'aide sociale
pourrait remédier. Ainsi l'aide sociale peut-elle être amenée à prendre en
charge les arriérés de loyer. L'autorité décide de la prise en charge de dettes
de cas en cas sur la base d'une pesée des intérêts (WOLFFERS, op. cit., p. 152;
HÄNZI, op. cit., p. 137).”

 

                                         Al
riguardo vedi pure la STF 8C_521/2010 del 27 settembre 2010 consid. 7.1,
pubblicata in DTF 136 V 351.

 

                                         Anche dal p.to 1.b del
Messaggio aggiuntivo 5723a del 7 giugno 2006 relativo alla modifica della Legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno
2000 (Laps), già citato sopra, si evince che le prestazioni Laps in generale, e
quella assistenziale in particolare, non servono a pagare i debiti di una
persona in situazione di bisogno; il loro scopo è quello di garantire il minimo
vitale e di evitare che la persona debba in seguito indebitarsi per poter
vivere (cfr. anche STCA 42.2012.1 dell’8 agosto 2012; STCA 42.2010.21 del 14
aprile 2011; STCA 42.2006.14 dell’11 gennaio 2007 confermata dalla STF
8C_3/2007 dell’8 giugno 2007).

 

                                         È vero che l’Alta Corte,
nella DTF 136 I 129, ha indicato che al principio dell’esclusione
dell’assunzione dei debiti da parte dell’assistenza sociale possono essere
ammesse delle eccezioni, tuttavia il TF ha specificato che delle deroghe
possono essere prese in considerazione allorché il mancato pagamento di debiti
potrebbe comportare una nuova situazione d’urgenza a cui solo l’intervento
dell’assistenza sociale potrebbe porre rimedio.

 

                               2.7.   Nel caso di specie il TCA
rileva, innanzitutto, che l’insorgente non ha fatto valere nessuna spesa
concreta relativa al mese di aprile 2017 che sarebbe rimasta inevasa. Egli, nel
suo ricorso, accenna soltanto che con la non concessione della prestazione
assistenziale verrebbe punito anche il suo locatore, senza specificare
ulteriormente tale richiesta (cfr. doc. I).

                                         Al riguardo questa Corte
evidenzia che la procedura in materia di assicurazioni sociali e di assistenza
sociale è retta dal principio inquisitorio (Untersuchungsgrundsatz, art. 43
cpv. 1 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011
consid. 9; STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001;
DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis
1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282). È dunque compito
dell’amministrazione, rispettivamente del giudice chiarire d’ufficio in modo
corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.

 

                                         Il principio inquisitorio
non è, tuttavia, incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle
parti di collaborare (cfr. art. 43 cpv. 3 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; DLA
2001 N. 12 pag. 145; RAMI 1994 pag. 211; AHI praxis pag. 212; DLA 1992 pag.
113; DTF 117 V 261; DTF 116 V 26 consid. 3c; DTF 115 V 142 consid. 8a; DTF 114
V 234 consid. 5a; DTF 110 V 52 consid. 4a; Meyer, “Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12;
Spira, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure
cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16;
Kurmann, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz”
in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pag. 5
ss.).

                                         Questo obbligo comprende
in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e
quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto
da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in
difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza
di prove (cfr. STFA U 94/01 del 5 settembre 2001; STFA P 36/00 del 9 maggio 2001;
SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF
117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati, “Relazioni tra
diritto civile ... “ in relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali,
Lugano 1993, pag. 1 seg. (3)).

                                         Su questi aspetti, cfr. in
particolare: J. L. DUC, “Les assurances sociales en Suisse”, Losanna 1995, pag.
827-828 e TH. Locher, “Grundriss des Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag.
339-341 il quale rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht
dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht
(weiter) erstellt werden kann”.

 

                                         In concreto il ricorrente
ha frainteso l’applicazione dell’art. 61 cpv. 2 Las. L’art. 61 cpv. 2 Las viene
applicato solo a titolo eccezionale per i casi di rigore, allorché la copertura
di spese arretrate evita un aggravamento ulteriore della situazione di bisogno.
Tuttavia, nella presente fattispecie l’insorgente non ha invocato minimamente
l’ingenerare di una nuova situazione d’urgenza finanziaria (cfr. consid. 2.9.).

 

                               2.8.   Nell’ambito dell’assistenza
sociale vige il principio della sussidiarietà di cui agli art. 2 Las e 13 Laps.

                                         Da tale principio risulta
che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene riconosciuta soltanto
qualora un richiedente non sia in grado di provvedere alle proprie necessità
tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o,
ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi (cfr. DTF 137 V 143
consid. 3.7.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1., pubblicata in
RAMI 2005 pag. 30).

 

                                         Con sentenza STF
8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte ha rilevato che non
esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto prioritario. In particolare
l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle prestazioni legali di terzi come
pure in rapporto alle prestazioni volontarie da parte di terzi.

 

                                         Al riguardo cfr. pure STF
8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 in cui l’assistenza sociale è stata negata
poiché il richiedente ha potuto coprire le sue spese non coperte dalle
assicurazioni sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte di
terzi. 

 

                                         Inoltre le disposizioni
della Conferenza svizzera dell’azione sociale – COSAS, adottate nel 2005 e poi
aggiornate regolarmente negli anni successivi, al punto A. 4 ("Principi
del sostegno sociale"), dopo aver ribadito che la sussidiarietà
costituisce uno dei principi fondamentali sui quali si basa il sostegno
sociale, sottolineano che:

 

" (...)

- Sussidiarietà

 

Il sostegno sociale interviene quando la persona bisognosa non è
in grado di aiutarsi da sola e quando le altre fonti d’aiuto disponibili sono
state esaurite. Il sostegno sociale deve intervenire quando non possono essere
ottenuti altri aiuti, in tempo utile o in maniera adeguata. Il sostegno sociale
viene elargito dall’ente cantonale preposto ed è sussidiario:

 

    ·   allo sforzo personale: la
persona che si trova nel bisogno deve sforzarsi di intraprendere tutto ciò che
è in suo potere per uscire dalla situazione critica. Occorre quindi utilizzare
in primo luogo il proventi del lavoro, il patrimonio esistente o altre entrate
disponibili

    ·   agli obblighi da parte di terzi:
prima di elargire una prestazione, le autorità devono vagliare attentamente
tutte le possibilità d’intervento degli altri enti pubblici o privati. Ci si
riferisce a prestazioni d’assicurazioni sociale, a contributi di mantenimento
inerenti il diritto di famiglia, a pendenze da contratto, indennizzi, borse di
studio, ecc.

    ·   alle prestazioni volontarie da
parte di terzi: le prestazioni d’aiuto sociale volontarie sono equiparate
alle prestazioni pubbliche, anche nel caso in cui non avessero base giuridica e
rivestissero un carattere benevolo. Esse son prese in considerazione nella
determinazione dell’intervento pubblico. (…)”

 

                                         Riguardo alla funzione
delle disposizioni COSAS e al principio di sussidiarietà cfr., in dottrina, C.
Hänzi, Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe". Ed.
Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011, pag. 171-172 e 114-115. 

 

                               2.9.   Per tutto quanto precede, la
decisione su reclamo del 4 settembre 2017 deve essere confermata. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti