# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 635db001-6850-5648-8b5d-16291e1113fb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.04.2007 32.2006.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-110_2007-04-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.110

   

  cr

  	
  Lugano

  25 aprile
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 giugno 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 maggio
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nel
corso del mese di agosto 2004, RI 1, nata nel 1980, precedentemente attiva in
qualità di progettista, ha presentato una richiesta di prestazioni AI per
adulti, lamentando la presenza di una displasia bilaterale delle anche (doc. AI
1).

 

                                         Esperiti
i necessari accertamenti medico-amministrativi, l’Uffi-cio AI, con decisione
formale 13 settembre 2005, ha
riconosciuto all’interessata il diritto ad una rendita intera dal 1° giugno
2004 al 31 marzo 2005 ed il diritto ad una mezza rendita dal 1° aprile 2005 in avanti (doc. AI 16, 22 e 23).

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione interposta dall’assicurata - con la quale ha
contestato le conclusioni dell’amministrazione, rilevando che a partire dal 1°
gennaio 2005 la sua inabilità lavorativa non può essere ritenuta del 50%,
essendo ella totalmente inabile al lavoro, chiedendo da una parte il riconoscimento
di una rendita intera d’invalidità e, dall’altra, che gli arretrati versati alla
__________ le vengano corrisposti direttamente (doc. AI 26/1-6) - l’Ufficio AI,
in data 16 maggio 2006, ha parzialmente
accolto le critiche dell’interessata, riconoscendole il diritto ad una rendita
intera a partire dal 1° agosto 2003 fino al 31 marzo 2005 e il diritto ad una
mezza rendita a decorrere dal 1° aprile 2005, osservando:

 

" 
(…)

7.  Viste le valutazioni del SMR dell’8
febbraio 2005 e del 19 aprile 2006, dalle quali risulta che l’assicurata
presenta un’incapacità lavorativa del 100% dal 17 agosto 2002 al 30 novembre
2002, del 50% dal 1° dicembre 2002 al 29 giugno 2003, del 100% dal 30 giugno
2003 al 15 febbraio 2004, del 50% dal 16 febbraio 2004 al 15 marzo 2004, del
100% dal 16 marzo 2004 al 31 dicembre 2004 e del 50% dal 1° gennaio 2005 ad
oggi, alla signora RI 1 deve essere pertanto riconosciuto il diritto alla
rendita intera d’invalidità dal 1° agosto 2003 (dopo la scadenza dell’anno
d’attesa ex art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) al 31 marzo 2005 ed il diritto alla
mezza rendita d’invalidità dal 1° aprile 2005 (art. 88a cpv. 1 OAI) in avanti.

                                             Di
conseguenza, l’opposizione dell’11 ottobre 2005 è parzialmente accolta e la
decisione impugnata del 13 settembre 2005 è annullata.

 

Per contro, per quanto riguarda la somma
arretrata di fr. 6'924.- versata alla __________ di __________, si constata che
la signora RI 1 ha firmato in data 25 agosto 2005 i relativi formulari di
compensazione dei pagamenti retroattivi dell’AVS/AI i quali autorizzano e
consentono di effettuare tale rimborso (cfr. in tal senso le cessioni del 31
agosto 2005 agli atti).” (Doc. AI 38/4-5)

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione amministrativa l’assicurata ha presentato un tempestivo
atto di ricorso con cui ha chiesto di poter beneficiare di una rendita intera di
invalidità dal 1° agosto 2003 in poi.

                                         Sostanzialmente
ella contesta la valutazione medica del SMR, rilevando che le sue patologie
continuano a peggiorare. Ella ha in particolare osservato:

 

" 
(...)

Nella decisione oggetto del presente ricorso, si
asserisce come l’incarto sia stato nuovamente sottoposto al vaglio del Servizio
medico regionale dell’AI di Bellinzona (SMR). Il competente SMR ritiene che “non
vi sono elementi atti a modificare la precedente presa di posizione” (cfr.
doc. A, pag. 4).

 

Tale presa di posizione è stata presa senza però avere
previamente consultato o comunque convocato per un’ulteriore analisi la qui
ricorrente.

 

Ritenuta la documentazione prodotta in sede di
opposizione, rispettivamente la circostanza in base alla quale il momento
determinante per la valutazione dello stato di salute della richiedente di prestazioni
AI è quello dell’emanazione della decisione (cfr. decisione TFA del 22 marzo
2005; cfr. DTF 121 V 366), l’agire dell’Ufficio competente è manifestamente
arbitrario e viola crassamente il diritto di essere sentito della qui ricorrente.

 

Ritenuto quanto sopra ed in particolare quanto espresso
nell’opposizione 11.10.2005, il grado di invalidità determinato nella decisione
16.05.2006 non è giustificato.

 

Abbondanzialmente si osserva inoltre come la situazione
della ricorrente stia a tutt’oggi peggiorando, dovendo la stessa sottoporsi ad
ulteriori accertamenti (doc. B).

 

Per tutti i motivi sopra esposti, il presente ricorso
merita accoglimento e la decisione 16.05.2006 del Lodevole Ufficio
dell’Assicurazione invalidità del Canton Ticino deve pertanto essere modificata
come segue:

 

“ L’opposizione è accolta.

Di conseguenza a RI 1 è concessa una rendita
intera AI a far tempo dal 1° agosto 2003 in avanti”.” (Doc. I)

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso, rilevando:

 

" 
(…)

Stando alla signora RI 1, oltre a “violare
crassamente il diritto di essere sentito”, l’agire dell’amministrazione
sarebbe “manifestamente arbitrario”. Ciò in considerazione del fatto che
la documentazione presentata in fase d’opposizione è stata sottoposta all’esame
del SMR “senza (…) aver previamente consultato o comunque convocato per
un’ulteriore analisi la (…) ricorrente”.

La signora RI 1 segnala poi un peggioramento della
propria situazione. A questo proposito, ella allega lo scritto 12 giugno 2006
del Dott. __________, mediante il quale il medico dichiara: “la mia paziente
(…) sarà sottoposta nei prossimi giorni ad ulteriori accertamenti
medico-clinici per peggioramento della conosciuta patologia”.

 

Ora, constatato il pieno rispetto dei diritti
dell’assicurata ed in particolare del diritto di fornire prove, considerato
come il SMR abbia il preciso scopo d’esaminare la documentazione medica agli
atti e che spetti a tale servizio valutare la necessità di una perizia medica,
in assenza di qualsiasi argomentazione medica che metta in dubbio le
conclusioni alle quali si è infine giunti, l’UAI ritiene le tesi della
ricorrente prive di fondamento. Nemmeno il fatto di non avere “previamente
consultato” la signora RI 1 viola il diritto di essere sentito. Parlare di
“agire arbitrario” risulta altrettanto fuori luogo.

 

Per quanto riguarda invece lo scritto del Dott. __________,
occorre premettere come non si tratti d’un certificato medico conforme ai
criteri stabiliti dalla giurisprudenza e quindi atto a modificare le conclusioni
alle quali l’amministrazione è giunta.

Ad ogni modo, il giudice delle assicurazioni sociali
valuta la legalità della decisione su opposizione deferitagli sulla base della
situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata. Un
peggioramento dello stato di salute, se debitamente comprovato, può semmai
essere preso in considerazione in un nuovo procedimento.” (Doc. III)

 

                               1.5.   In
data 12 luglio 2006 lo studio legale RA 1 RA 1, nel frattempo divenuto patrocinatore
dell’interessata, ha trasmesso al TCA un certificato medico redatto dal dr. __________
(V).

 

                               1.6.   Con
scritto 21 luglio 2006 l’amministrazione ha comunicato al TCA che il certificato
medico prodotto pendente causa è stato sottoposto al vaglio del SMR, il quale
non ha ritenuto oggettivato un peggioramento funzionale  rispetto a quanto
stabilito in precedenza. L’ufficio AI ha inoltre precisato che ulteriori
accertamenti medici sarebbero stati presi in considerazione esclusivamente nel
corso di una revisione (VII).

 

Tale
presa di posizione è stata trasmessa all’assicurata, con facoltà di presentare
osservazioni scritte (VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il
TCA è chiamato a stabilire se l’amministrazione ha a giusta ragione attribuito all’assicurata
il diritto ad una mezza rendita di invalidità dopo il 31 marzo 2005, fermo
restando che non è contestata ed esula quindi dal presente giudizio
l’attribuzione di una rendita intera dal 1° agosto 2003 al 31 marzo 2005. Parimenti
incontestata in sede ricorsuale la questione relativa agli arretrati versati
dall’Ufficio AI alla __________, tema che non sarà quindi oggetto di valutazione
nel presente giudizio.

                               2.3.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative (DTF 125 V 417; SVR 2006 IV
Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I 597/04; STFA del 27 dicembre
2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre 2005 nella causa F., I
38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04; STFA del 24 febbraio 2005
nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004 nella causa T., I 299/03). 

 

                               2.4.   L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

" 
Se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta.”

 

I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, Basilea e Francoforte sul Meno 1991, p. 216ss.).

 

                                         Giusta
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, a una mezza rendita
se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno
al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido (reddito da valido). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI
2000 p. 84 consid. 1b). 

 

                                         Nella
DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione per l'invalidità non è
tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione della sua età, di una
carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento o
linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza
confermata dal TFA con una sentenza del 14 luglio 2006 nella causa A., U 156/05, consid. 5).

                                         La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra
parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. 

 

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF,
per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione). 

                                         L’Alta
Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo
all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di
rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà
pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

                                         Tale
principio è poi stato esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno
2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R.,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003
nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.6.   Nel
caso concreto, dalla decisione su opposizione impugnata (doc. AI 38), emerge che
l’Ufficio AI ha accordato all’inte-ressata il diritto ad una rendita intera di
invalidità dal 1° agosto 2003 al 31 marzo 2005 e ad una mezza rendita a partire
dal 1° aprile 2005. Tale decisione è stata presa sulla base dell’attestazione
medica del dr. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e ortopedia,
che nel rapporto medico 10 dicembre 2004 indirizzato all’amministrazione, posta
la diagnosi di “esiti di osteotomia periacetabolare bilaterale” ed
indicato che l’assicurata è inabile al lavoro fin dal 17 agosto 2002, con
periodi di inabilità totale alternati a momenti di inabilità lavorativa
parziale, ha stabilito che l’interessata, in un’attività prevalentemente
seduta, presenta un’incapacità lavorativa del 50% a partire dal 1° gennaio 2005
(doc. AI 10/1-2). 

 

                                         Nelle
sue annotazioni mediche 8 febbraio 2005 il dr. __________ del SMR, poste le
diagnosi di “displasia bilaterale delle anche; stato dopo osteotomia periacetabolare
a destra in agosto 2002, a sinistra in giugno 2003; stato dopo rimozione
del materiale di osteosintesi (agosto 2004)”, ha constatato che i diversi
periodi di inabilità lavorativa parziale e totale attestati dal dr. __________
erano dovuti agli interventi documentati, concludendo che l’attività
professionale precedentemente svolta dall’interessata appariva idonea, trattandosi
di un lavoro fisicamente leggero, da svolgere prevalentemente, ma non
esclusivamente, in posizione seduta. Il medico SMR ha rilevato che la prognosi
era favorevole, con una capacità lavorativa del 50% a partire dal 1° gennaio
2005 e un possibile recupero graduale della capacità lavorativa totale entro la
seconda metà del 2005 (doc. AI 13). 

 

                                         In
sede di opposizione l’assicurata ha trasmesso il certificato medico 10 gennaio
2005 del dr. __________, Primario di ortopedia dell’Ospedale __________ di __________,
che attesta un’incapacità lavorativa del 100% dal 1° gennaio 2005 al 28
febbraio 2005 (doc. AI 26-20), unitamente a due certificati medici, datati rispettivamente
22 marzo 2005 e 25 aprile 2005, del dr. __________, FMH in medicina generale,
relativi ad una incapacità lavorativa del 100% dal 1° marzo 2005 al 30 aprile
2005 (doc. AI 26-19).

 

L’assicurata ha
inoltre trasmesso lo scritto 23 settembre 2005 indirizzato al dr. __________ da
parte del dr. __________, specialista FMH in chirurgia ortopedica, del seguente
tenore:

 

" 
(…)

Ora la paziente accusa dolori soprattutto nella regione
inguinale laterale sinistra irradianti verso la coscia anteriormente e una
insensibilità sul lato esterno e anteriore della coscia.

 

Clinicamente la mobilità di ambedue le anche è molto
ampia e praticamente indolente, sembra quindi non trattarsi di dolori
articolari ma di dolori peri-articolari a sinistra.

Sollevando la gamba sinistra estesa accusa un forte
dolore anteriore nella coscia e la palpazione della cicatrice provoca un vivace
dolore molto localizzato apparentemente non in profondità.

 

Gli esami di diagnostica per immagini non sembrano
evidenziare un conflitto tra le viti restanti e l’articolazione coxo-femorale
né a destra né a sinistra.

Dall’insieme dei sintomi non escludo che i disturbi
siano di origine neurologica, dovuti cioè a un neuroma cicatriziale
post-operatorio visto il carattere del dolore molto localizzato e la totale
insensibilità cutanea della coscia sinistra nella regione anteriore e
antero-laterale.

In questo caso occorre ora procedere a una valutazione
neurologica soprattutto per delimitare per quanto possibile in modo esatto il
territorio della lesione neurologica sensoria e definire quindi quale nervo è coinvolto
quale causa del disturbo sensorio.

 

In base alla valutazione neurologica si potrà quindi
stabilire se sarà indicata una revisione operatoria per sospetto neuroma o
compressione di nervo periferico.” (Doc. AI 26-17)

 

Nel rapporto medico
compilato il 24 ottobre 2005 per l’Ufficio AI il dr. __________ ha rilevato
che, conformemente a quanto stabilito dall’ortopedico dr. __________,
l’interessata avrebbe dovuto consultare un neurologo per meglio valutare il
territorio della lesione neurologica sensoria (doc. AI 29).

 

                                         Riguardo
a tali certificati medici, il dr. __________, nelle sue annotazioni 8 novembre 2005, ha osservato:

 

" 
Nuovi atti a disposizione:

 

Certificato Dr. __________ del 10 gennaio 2005:

Inabilità lavorativa totale dal 1° gennaio al 28 febbraio
2005.

 

Rapporto Dr. __________ a Dr. __________ del 23
settembre 2005: 

Il Dr. __________ descrive una mobilità ampia e
praticamente indolente delle due anche. I dolori accusati nella regione
inguinale sinistra sono di carattere peri-articolare. Si propongono
accertamenti neurologici.

 

Rapporto medico Dr. __________ del 24 ottobre 2005:

Il Dr. __________ riferisce la persistenza di una
sintomatologia dolorosa a sinistra dopo l’intervento di osteotomia
periacetabolare bilaterale per displasia congenita delle anche e la rimozione
di materiale di osteosintesi. Quest’affezione sarebbe ancora oggetto di accertamenti
in vista di eventuali future cure chirurgiche.

Inabilità lavorativa indicata: 100% dal 16 agosto al 1°
dicembre 2002, 50% dal 2 dicembre 2002 al 2 marzo 2003, 100% dal 29 giugno 2003
(fino ad oggi???). Il Dr. __________ ritiene indicati provvedimenti
professionali in quanto lo stato sarebbe suscettibile di miglioramento.

 

L’osteotomia all’anca destra risale all’agosto 2002,
quella a sinistra al giugno 2003, la rimozione del materiale da osteosintesi
(secondo Dr. __________ non completa) all’agosto 2004.

 

L’attività abituale dell’assicurata era progettista,
un’attività fisicamente leggera in posizione prevalentemente seduta.

 

In base alla documentazione a disposizione, si nota che
l’assicurata dispone di una buona funzionalità articolare, ma soffre di una
sintomatologia dolorosa d’origine non articolare ancora in fase di accertamento.
Il Dr. __________ non si esprime in merito alla capacità lavorativa, il Dr. __________
attesta un’inabilità lavorativa totale fino al 28 febbraio 2005 e il Dr. __________
riferisce un’inabilità lavorativa al 100% dal 29 giugno 2003 al 19 febbraio
2005 e dal 20 febbraio 2005 ponendo qualche domanda sulla durata. Non vi sono
elementi atti a modificare la precedente presa di posizione.” (Doc. AI 32)

 

                               2.7.   Con
la propria impugnativa, l’assicurata contesta le risultanze mediche poste a
fondamento della decisione dell’ammini-strazione, apportando a sostegno delle
sue pretese il certificato medico 12 giugno 2006 del dr. __________, che
attesta che “la paziente sarà sottoposta nei prossimi giorni ad ulteriori
accertamenti medico-clinici per peggioramento della conosciuta patologia
displasica alle anche bilateralmente” (doc. A2).

 

L’assicurata
ha poi prodotto il certificato medico 22 giugno 2006 del dr. __________,
specialista FMH in neurologia, indirizzato al curante, del seguente tenore:

 

" 
(…)

CONCLUSIONI E VALUTAZIONE:

Questa paziente ha subito nel 2003 e nel 2004 un
intervento di osteotomia all’anca destra rispettivamente sinistra a causa di
displasia congenita dell’anca. Dal punto di vista neurologico è presente un
deficit di sensibilità prossimale ad entrambe le cosce nella regione della
cicatrice, verosimilmente in seguito a lesioni dei nervi cutanei locali. Si
palpano effettivamente alcune piccole cisti lungo le cicatrici ma non ho
l’impressione che si tratti di neurinomi ma piuttosto della cicatrice stessa
rispettivamente del tessuto sottocutaneo alterato. La paziente ha difficoltà a
sollevare la gamba sinistra: ritengo che ciò non sia dovuto ad un danno
neurogeno ma piuttosto ad una insufficienza del muscolo quadricipite rispettivamente
dell’iliopsoas che probabilmente, anche dopo l’intervento, si trovano in una
posizione non ottimale per svolgere la loro funzione. Si tratta di un problema
che può sicuramente limitare la paziente almeno in alcune situazioni ma che deve
essere valutato principalmente in ambito ortopedico.

Dal punto di vista neurologico non ho altre proposte.” (Doc.
A3)

 

Al
riguardo, il dr. __________ del SMR, nelle sue annotazioni 20 luglio 2006, ha rilevato:

 

" 
Liceo artistico,
professione rappresentante-progettista presso ditta consulenza tecnica nel ramo
di esercizi pubblici, ditta fallita in maggio 2004 (ditta del padre)

 

Diagnosi:                                 displasia
bilaterale delle anche

                     -  Stato dopo osteotomia
periacetabolare bilaterale 8.2002 e 6.2003

                     -  Stato dopo rimozione materiale
di osteosintesi 8.2004

 

Rapporto dr. __________ del 10.12.2004: per un’attività lavorativa prevalentemente
seduta la paziente può essere considerata abile al 50% a decorrere
dall’1.1.2005

-  deambulazione senza zoppia

-  flessione anca sinistra leggermente dolente

 

Decisione UAI del 12.4.2005:

rendita 1/1 dal 1.6.2004, rendita ½ dal 1.4.2005

 

Viene fatta opposizione richiedendo il
mantenimento di rendita 1/1 in assenza di miglioramento:

-  il dr. __________ con certificato del
23.9.2005 sospetta un’origine neurologica dei dolori, da notare la mobilità
delle anche in pratica indolente. Presenza di dolori sollevando la gamba
sinistra a livello inguinale. Il medico non si esprime sulla capacità lavorativa.

-  il dr. __________ conferma la persistenza
di dolori a livello inguinale laterale sinistro

 

Presa di posizione SMR / Dr. __________: conferma di IL
50%

 

In fase di ricorso viene presentato:

Rapporto dr. __________, neurologo, del
22.6.2006:

-  
presenza di deficit di
sensibilità prossimale ad entrambe le cosce nella regione della cicatrice su
lesione dei nervi cutanei locali

-  
difficoltà nel
sollevamento della gamba sinistra su probabile insufficienza del muscolo
quadricipite/ileopsoas, problematica che può limitare l’assicurata in alcune
situazioni

-  
dal punto di vista
neurologico non sono indicati ulteriori provvedimenti

 

da notare che l’assicurata lamenta dolori a
localizzazione molto variabile nella regione degli inguini, specie
flettendo le gambe con inoltre dolori alla gamba sinistra di tipo anche
crampiformi. L’assicurata è in grado di deambulare senza particolari problemi.

 

Valutazione: le valutazioni neurologiche e ortopediche non hanno
evidenziato problemi maggiori a livello nervoso o articolare salvo una iposensibilità
nella regione delle cicatrici, disturbo “normale” dopo interventi di questo
tipo.

La sintomatologia algica è presente non in modo
continuo ma sollevando / flettendo la gamba sinistra, problematica almeno in
parte già presente quando il dr. __________ ha valutato l’assicurata abile al
50%.

Dal punto di vista medico non è comprensibile perché
una intermittente problematica algica, presente in particolar modo facendo
certi movimenti, dovrebbe compromettere in modo completo la capacità
lavorativa. L’unico limite funzionale rilevante risulta essere una difficoltà
nel sollevamento della gamba sinistra, problematica che può per esempio rendere
difficile salire le scale o salire su degli sgabelli, mentre un’attività
d’ufficio non dovrebbe essere limitata.

 

In conclusione, ritengo che non è documentato un peggioramento
funzionale rispetto alla valutazione del dr. __________ di dicembre 2004.
L’attuale situazione descritta dovrebbe anzi essere compatibile con un’attività
lavorativa lucrativa ben superiore al 50%, in questo senso sarà da prevedere
una revisione immediata del caso con perizia ortopedica”. (Doc. VII bis)

 

                               2.8.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004
nella causa C., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause G., U
329/01 ed S., U 330/01; STFA 18
marzo 2002 nella causa M., I 162/01; DTF 125 V 352, 122
V 160; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p.
123; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,
p. 31). A proposito delle
perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha
già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da
medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili
(DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella causa B., I
569/97; STFA 28 novembre 1996 nella causa F., U 113/96; STFA del 24 dicembre
1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986
p. 189). In un'altra sentenza inedita il TFA ha
inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al
SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in
causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a
tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; DTF 123 V 175, consid. 4b, pag. 178; Pratique VSI 2001 pag.
106, consid. 3c, pag. 110). Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Massima Istanza ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa C., I 355/03).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, in dubbio, egli attesterà in
favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause G., U 329/01 ed S., U 330/01;
DTF 125 V 353 consid. 3b/cc;
Pratique VSI 2001 p. 109; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, 1997, p. 230).

 

                                         Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il
giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare
i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA
25 febbraio 2003 nelle cause G., U 329/01 e S., U 330/01).

 

                               2.9.   Chiamato
a pronunciarsi, nel caso concreto, il TCA ritiene che la valutazione espressa
dal medico SMR, sulla base delle attestazioni del dr. __________, possa
validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio.

 

                                         Nel
suo rapporto medico il dr. __________ aveva infatti rilevato che l’interessata
era in trattamento dal 18 marzo 2002 per displasia bilaterale delle anche, operata
di osteotomia periacetabolare all’anca destra il 16 agosto 2002 e a quella sinistra
il 30 giugno 2003. Egli aveva osservato che i disturbi all’anca sinistra erano
migliorati e che la deambulazione avveniva senza importante zoppia. Lo specialista
aveva riscontrato una discreta ipotrofia della muscolatura delle cosce, una
buona mobilità delle anche con movimenti che, anche se forzati, non provocavano
dolore, osservando che solo la flessione attiva dell’anca sinistra era leggermente
dolente e più debole rispetto all’anca destra. Il medico consigliava assolutamente
lo svolgimento di esercizi di rinforzo muscolare. Il dr. __________ giungeva
dunque alla conclusione che “per un’attività prevalentemente seduta la
paziente può essere considerata abile al lavoro al 50% a decorrere dal 1° gennaio
2005” e che “in futuro sarà anche possibile, eventualmente, un aumento
dell’abi-lità lavorativa” (doc. AI 10/1-2). 

                                         Il
dr. __________ ha ritenuto tali considerazioni pienamente condivisibili, giudicando
corretta la valutazione dello specialista circa una capacità lavorativa del 50%
in attività leggere adeguate (prevalentemente sedentarie) a partire dal 1° gennaio
2005 (doc. AI 13 e 15).

                                         Egli
ha ribadito la bontà della sua valutazione nelle annotazioni mediche 8 novembre
2005, in cui ha osservato che
le certificazioni mediche attestanti una completa inabilità lavorativa dal 1°
gennaio 2005 al 30 aprile 2005 del dr. __________ e del dr. __________ non
apportano elementi in grado di modificare la precedente valutazione (doc. AI
32).

                                         Il
TCA condivide tale conclusione e rileva che i certificati medici del dr. __________
e del dr. __________ prodotti in fase di opposizione si limitano ad attestare
unicamente una completa inabilità lavorativa dell’interessata, in maniera concisa,
senza motivazioni di sorta. Tali certificati non possono quindi essere ritenuti
in grado di modificare quanto valutato dal SMR, sulla base del parere dello
specialista curante.

 

Il
dr. __________ ha inoltre rilevato che anche il certificato medico del dr. __________
non apporta nuovi elementi che possano far ritenere inattendibili le
valutazioni del SMR. Nel suo referto lo specialista in ortopedia ha infatti
descritto una mobilità ampia e praticamente indolente delle due anche, con
dolori nella regione inguinale di carattere peri-articolari che dovrebbero
essere approfonditi da un neurologo e senza indicare la presenza di
un’incapacità lavorativa.

Anche
queste considerazioni del dr. __________ possono essere fatte proprie da parte
di questo TCA, ritenuto che il successivo esame neurologico effettuato dal dr. __________
non ha evidenziato la presenza di problemi maggiori a livello nervoso o
articolare. Come correttamente evidenziato dal dr. __________ nelle sue
annotazioni 20 luglio 2006, infatti, il dr. __________ ha riscontrato una iposensibilità
nella regione delle cicatrici e una sintomatologia algica presente non in modo
continuo, ma solo sollevando e flettendo la gamba sinistra, problematica in
parte già presente al momento della valutazione del dr. __________. Il dr. __________
ha quindi concluso che dal punto di vista medico non è comprensibile perché una
intermittente problematica algica, presente in particolar modo facendo certi
movimenti, dovrebbe compromettere in modo completo la capacità lavorativa. Il
medico SMR ha inoltre aggiunto che “l’unico limite funzionale rilevante risulta
essere una difficoltà nel sollevamento della gamba sinistra, problematica che
può per esempio rendere difficile salire le scale o salire su degli sgabelli,
mentre un’attività d’ufficio non dovrebbe essere limitata” (doc. VII bis).

 

                                         Stanti
tali precisazioni e in assenza di ulteriori certificati medici specialistici
attestanti in maniera motivata ed oggettiva un peggioramento delle condizioni
di salute dell’interessata, questo Tribunale non può quindi ritenere, per
lo meno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 126 V
360; DTF 125 V 195; DTF 121 V 208 consid. 6b; DTF 115 V 142 consid. 8b), che il presunto aggravamento cui fa riferimento l’assicurata si sia
effettivamente verificato e che le sue patologie necessitassero dunque
di una nuova valutazione.

 

Visto
quanto precede, non vi sono quindi ragioni per ritenere errate o incomplete le
valutazioni del dr. __________ e del dr. __________, basate sulle valutazioni
del dr. __________.

 

                                         Al
riguardo, va rilevato che la ricorrente ha criticato le conclusioni del SMR,
che ribadiscono quanto valutato dal dr. __________, osservando che l’Ufficio AI
si è basato sul giudizio del SMR, il quale a sua volta si è limitato a
consultare gli atti, senza visitare l’interessata. 

 

                                         In
merito alla censura relativa al fatto che il medico SMR non avrebbe visitato
l’assicurata va osservato che, in ambito LAINF, il TFA ha precisato che
i pareri redatti dai medici della __________ hanno pieno valore probatorio,
anche quando essi si sono espressi unicamente in base agli atti, dunque senza
visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre 1998 nella
causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U 49/95). Analogamente, visto come il medico SMR si fondi su validi reperti
medici di specialisti e sugli esiti di indagini svolte, bisogna concludere che
la sua valutazione ha valore anche se non ha visitato la paziente.

 

                                         Va
qui inoltre ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella
causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni
espresse dai medici SMR, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

"  (…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un
rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI)
- dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard
de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors
aucune raison d'écarter le
rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour
le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au
regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et
du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance
particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La
recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…)”

(cfr.
STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03, consid. 3.2)

 

 

 

                                         Va
infine rilevato che con il ricorso l’assicurata non ha prodotto altri
certificati medici attestanti un peggioramento delle sue patologie con influsso
sulla sua capacità lavorativa in attività adeguate.

                                         Al
riguardo occorre ricordare che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio,
secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio
dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non è però assoluto,
atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con
riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione comprende in particolare
l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile –
le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti
invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze
della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

 

                                         Pertanto,
questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuta l’ammi-nistrazione.

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti
valutazioni SMR, suffragate dalle valutazione del dr. __________, richiamato inoltre
l’obbligo che incombe all’assicu-rato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid.
8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurata a partire dal 1° gennaio 2005 è abile al lavoro al 50%
in attività adeguate, rispettose dei suoi limiti funzionali.

 

 

 

                                         Si
ricorda tuttavia alla ricorrente che il presente giudizio non pregiudica
eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per
l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento su
opposizione in lite, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr.
DTF 130 V 140 e 129 V 4).

                                         In
queste condizioni, dal momento in cui l’interessata è ancora
capace di esercitare al 50% la sua vecchia professione, rispettosa dei suoi
limiti funzionali (in quanto fisicamente leggera e da svolgere in posizione
prevalentemente seduta), appare indicato procedere a un cosiddetto raffronto
percentuale (cfr. DTF 114 V 310 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati;
STFA del 21 agosto 2006 nella causa R., I 759/05, consid. 8; P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen Unfallversiche-
rung, tesi Friborgo 1995, p. 154).

                                         Pertanto, il reddito da invalido che essa potrebbe conseguire
mettendo a frutto la sua capacità lavorativa residua corrisponde al 50% del
reddito realizzabile senza il danno alla salute.

 

                                         L’incapacità
lucrativa della ricorrente ammonta dunque al 50%, ciò che dà diritto ad una
mezza rendita d’invalidità dal 1° aprile 2005 (art. 88a cpv. 1 OAI), così come
correttamente stabilito dall’Ufficio AI. 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti