# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ac95188a-355e-54f2-af6b-e181b28eb9cc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.07.2010 D-5194/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5194-2010_2010-07-21.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5194/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 1  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Daniele Cattaneo;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 14 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5194/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i  verbali d'audizione del 14 giugno 2010 (di seguito: verbale 1) e del  
14 luglio 2010 (di seguito: verbale 2),

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  14  luglio  2010,  notificata 
oralmente all'interessato lo stesso giorno (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 16 luglio 2010 (cfr. timbro del plico  
raccomandato) e pervenuto al Tribunale amministrativo federale (TAF) 
in data 19 luglio 2010, 

l'incarto  in  copia  dell'UFM,  pervenuto  via  fax  al  TAF  in  data 
19 luglio 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 
federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

Pagina 2

D-5194/2010

che v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  originario  di  B._______,  nello 
Stato  di  B._______ (Nigeria)  ma di  aver vissuto a  C._______,  nello 
Stato  dell'D._______  (Nigeria),  dall'infanzia  sino  all'(...)  2007  e, 
successivamente, nel villaggio di E._______ alla periferia di F._______ 
(Nigeria), fino al suo espatrio, 

che, all'inizio del mese di (...) 2010, l'interessato avrebbe assistito in 
un ristorante, rispettivamente nella mensa dell'università all'uccisione 
di  un ragazzo da parte  di  alcuni  giovani; che,  su informazione della 
gerente della mensa, la quale sarebbe stata arrestata e avrebbe fatto il 
nome  dell'interessato,  quest'ultimo  sarebbe  stato  convocato  ed 
interrogato  dalla  polizia; che,  dopo aver  raccontato  ciò  che  avrebbe 
visto  in  merito  all'uccisione  del  ragazzo,  l'interessato  sarebbe  stato 
trattenuto  per  due  giorni  in  una  cella  e  poi  liberato;  che,  dopo  tre 
giorni,  mentre  lui  era  assente,  i  suddetti  giovani  sarebbero  andati  a 
cercarlo  al  suo  alloggio,  avrebbero  sparato  in  aria,  nonché  rotto  la 
porta della sua stanza e bruciato i suoi effetti personali; che, una volta 
tornato  all'alloggio  e  dopo  aver  preso  conoscenza  dell'accaduto, 
l'interessato  avrebbe  deciso  subito  di  fuggire;  che,  dopo  essersi 
rifugiato  una  notte  nel  quartiere  "G._______",  l'indomani  sarebbe 
scappato a B._______; che, dopo aver saputo di essere stato cercato 
dai  suddetti  giovani  anche  a  Onitsha,  temendo  per  la  sua  vita,  
l'interessato avrebbe deciso di espatriare il (...), 

che,  da  B._______,  avrebbe  viaggiato  a  bordo  di  un  fuoristrada, 
transitando per diversi Paesi e alloggiando in diverse località per una o 
due settimane, quali  H._______ (Niger) e I._______ (Algeria),  fino a 
giungere  a  J._______  (Marocco);  che,  dopo  due  mesi,  avrebbe 
continuato  il  viaggio in  barca fino a K._______ (Spagna)  il  (...); che 
l'interessato avrebbe raggiunto in auto la Francia da dove, in seguito, 
avrebbe  viaggiato  in  treno  fino  a  L._______  (Svizzera)  e  poi  a 
M._______, senza documenti e senza subire controlli, 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

Pagina 3

D-5194/2010

che  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  il  richiedente  non  ha 
consegnato  alle  autorità  competenti  in  materia  d'asilo  nessun 
documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  entro  le  48  ore;  che, 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 
la  mancata  presentazione  dei  documenti  d'identità,  ragione  per  cui 
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere 
annullata; che, innanzitutto, egli  ribadisce di non aver mai posseduto 
né il passaporto né la carta d'identità, in quanto in Nigeria non ve ne 
sarebbe  l'esigenza;  che,  di  conseguenza,  non  gli  sarebbe  possibile 
ottenere tali documenti dalla Nigeria; che, in aggiunta, egli conferma di 
aver  viaggiato  illegalmente  secondo  le  modalità  descritte,  come 
farebbero  migliaia  di  africani  ogni  anno;  che,  inoltre,  fa  valere  che 
l'UFM sarebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo, in 
quanto  sarebbero  necessari  ulteriori  approfondimenti  in  relazione  al 
suo statuto di rifugiato o all'esecuzione del suo allontanamento; che, 
infatti,  egli  sarebbe  stato  costretto  a  fuggire  dal  suo  Paese,  poiché 
temerebbe di essere ucciso da un gruppo di giovani e non potrebbe 
contare in Nigeria su un'effettiva protezione dello Stato contro i  suoi 
persecutori o sulla possibilità di rifugiarsi altrove, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione 
dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 

Pagina 4

D-5194/2010

applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  in  relazione  a  quanto  già  rettamente  rilevato  dall'UFM  nella 
decisione  impugnata  circa  la  mancata  presentazione  dei  documenti 
d'identità da parte del ricorrente, non soccorrono quest'ultimo le vaghe 
e stereotipate allegazioni ricorsuali,  secondo le quali non gli sarebbe 
stato possibile consegnare dei documenti, poiché sostanzialmente non 
ne avrebbe mai posseduti, non essendo necessario l'ottenimento dei 
documenti  in  Nigeria  (cfr. ricorso  pag. 2);  che  tali  asserzioni,  infatti,  
non costituiscono ragioni valide per giustificare la mancata esibizione 
di documenti  ai sensi della legge; che, inoltre, non vi è alcun indizio 
che  egli  abbia  effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che avrebbero potuto 
avere  esito  favorevole  per  l'invio  dei  suoi  documenti  dalla  Nigeria 
(cfr. verbale 1 pag. 4 e verbale 2 D5, D12-13 pagg. 2-3), tanto più che i 
suoi  parenti,  tra  cui  sua  madre,  si  trovano  in  loco  (cfr.  verbale  1 
pag. 3);  che,  in  tale  contesto,  non  è  plausibile  che  egli  non  abbia 
potuto ricordare il  numero per contattarli  direttamente (cfr. verbale 2 
D12-13  pagg.  2-3);  che  tale  comportamento  costituisce  un'ulteriore 
conferma  della  dissimulazione  dei  documenti,  considerato  che,  di 

Pagina 5

D-5194/2010

regola,  chi  ne  è  già  in  possesso  e  si  limita  a  dissimularli,  non 
intraprende alcunché per procurarsene di nuovi o di complementari, 

che, inoltre, quanto al  suo viaggio d'espatrio, non è plausibile  che il 
ricorrente  abbia  potuto  arrivare  in  Svizzera  dalla  Nigeria,  entrando 
nello spazio Schengen e attraversando diversi Paesi, tra cui il  Niger, 
l'Algeria, il Marocco, la Spagna e infine la Francia senza subire alcun 
controllo  e  senza  documenti  (cfr.  verbale  1  pagg.  6-7  e  verbale  2 
D14- 19 pag. 3); che, in siffatte circostanze, non soccorre l'allegazione 
secondo cui  i  passatori  sarebbero stati  in  grado di  evitare i  punti  di 
controllo  dei  suddetti  Paesi  e  dello  spazio  Schengen  (cfr. verbale  2 
D17-18 pag. 3); che,  d'altronde, il  ricorrente non è stato in  grado di 
indicare a quale indirizzo avrebbe soggiornato in Spagna per due mesi 
(cfr. verbale 1 pag. 6); che, tra l'altro, egli si è contraddetto, affermando 
dapprima di  ignorare  da quale  località  sarebbe  partito  dalla  Francia 
(cfr. ibidem pag. 7),  mentre che,  in  seguito, ha dichiarato trattarsi  di 
N._______ (cfr. verbale 2 D19 pag. 3), 

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i  
bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 

Pagina 6

D-5194/2010

accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che il ricorrente ha fatto valere sostanzialmente delle persecuzioni da 
parte di terzi, da cui temerebbe di essere ucciso, 

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che, segnatamente, il ricorrente non ha apportato chiarimenti a tutti gli  
elementi  contraddittori,  nonché  vaghi  del  suo  racconto,  rettamente 
rilevati  dall'UFM,  limitandosi  semplicemente  a  ribadire  di  temere  di 
essere  ucciso  da  un  gruppo  di  giovani  che,  secondo  quanto 
raccontato alla polizia, aveva visto uccidere una persona (cfr. ricorso 
pag.  2);  che,  inoltre,  le  dichiarazioni  inconsistenti  e  incoerenti  del 
ricorrente vertono proprio su punti essenziali del suo racconto, ciò che 
conduce manifestamente  all'inverosimiglianza dei  suoi  motivi  d'asilo; 
che, a titolo d'esempio, basti sottolineare che il ricorrente non è stato 
in grado di indicare in maniera precisa la data in cui avrebbe assistito 
all'uccisione di  una persona da parte  del  gruppo di  giovani,  ciò  che 
costituirebbe l'evento all'origine delle sue persecuzioni e della fuga dal  
suo Paese d'origine; che, infatti, il ricorrente si è limitato ad affermare 
che  si  sarebbe  trattato  di  inizio  (...)  2010  (cfr.  verbale  1  pag.  5  e  
verbale 2 D24 pag. 4); che non è plausibile che l'insorgente non ricordi 
la  data  esatta,  allorquando  i  fatti  addotti  sono  recenti  e  risalgono 
all'inizio  dell'anno in  corso; che  lo  stesso vale  per  il  giorno  in  cui  il  
ricorrente  sarebbe  stato  convocato  e  interrogato  dalla  polizia;  che, 
infatti, l'insorgente ha riferito soltanto che si trattava di due giorni dopo 
l'assassinio,  a inizio (...) 2010 (cfr. verbale 1 pag. 5 e verbale 2 D31 
pag. 5); che, inoltre, il ricorrente non ha saputo abbozzare l'identità di  

Pagina 7

D-5194/2010

quelli  che sarebbero gli  assassini del ragazzo, nonché i suoi asseriti 
persecutori,  limitandosi  a  riferire  che si  sarebbe trattato  dei  membri  
della  società  segreta  di  "O._______"  (cfr. verbale  1  pagg.  5-6  e 
verbale 2  D28-29  pag. 5);  che,  d'altronde,  il  ricorrente  si  limita  a 
semplici congetture circa il fatto che i suddetti  individui sarebbero gli  
stessi  che,  da  un  lato,  avrebbero  partecipato  alla  sparatoria  e, 
dall'altro,  avrebbero  ricercato  e  voluto  uccidere  l'insorgente 
(cfr. verbale 1 pag. 5), 

che, alla luce delle suesposte dichiarazioni, v'è ragione di concludere 
all'assoluta inverosimiglianza dei  motivi  d'asilo  addotti  dal  ricorrente, 
senza che sia necessario evocare ulteriori  elementi  inconsistenti  del 
racconto reso, 

che,  ritenuta  l'inverosimiglianza  dei  fatti  addotti,  non  v'è  motivo  di 
ritenere  che  il  ricorrente  non  possa  ottenere  in  patria,  se 
opportunamente  sollecitata,  un'appropriata  protezione  statale  contro 
l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti,  

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le dichiarazioni rese dal 
ricorrente,

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5-8 
pagg. 725-733 e DTAF 2007/8 consid. 5,6, 5-5.7 pag. 90 e segg.), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 

Pagina 8

D-5194/2010

trattamenti  contrari  all'art.  3  della  convenzione  del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell’uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999  [OAsi  1,  RS  142.311];  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  la  situazione  in  Nigeria  non  appare  notoriamente 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è giovane ed 
ha  una  formazione  scolastica  superiore  (cfr. verbale  1  pag.  2);  che, 
inoltre, egli  dispone in patria  di  un'importante rete sociale, tra cui la 
madre, il  fratello e lo zio; che, infine, l'insorgente non ha preteso nel 
gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare  
la sua ammissione provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad 

Pagina 9

D-5194/2010

un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza in Svizzera per motivi medici, 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi;  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513-515);  che 
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

D-5194/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza. 

3.
Comunicazione a:

- ricorrente  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
M._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di M._______ (via fax, 
per  l'incarto  N  [...],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- P._______ (in copia) 

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

Pagina 11