# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d83ba5fd-c5ef-5bab-ad14-de587ec69a94
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.10.2005 32.2005.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-70_2005-10-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.70

   

  BS/ss

  	
  Lugano

  3 ottobre 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 maggio 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28 aprile
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
1958, da ultimo professionalmente attivo quale magazziniere, nel mese di luglio
2003 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti tendente ad ottenere
dei provvedimenti sanitari, rispettivamente una rendita. 

Quale danno alla salute egli ha indicato una duplice caduta con susseguente
lesione alla spalla destra sussistente dall’aprile 1999, nonché una frattura
alla gamba destra risalente al 1985 (doc. AI 1).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia
multidisciplinare a cura del SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI), con
decisione 12 novembre 2004 l’Ufficio AI gli ha riconosciuto una mezza rendita
dal 1° luglio 2004, motivando come segue:

 

"  Esito degli accertamenti:

Dal 25.07.2003 (inizio
dell'anno di attesa) la sua capacità lavorativa è limitata in modo rilevante.

 

·         
L'esame della
documentazione medica acquisita all'incarto nonché la perizia medica eseguita
presso il Servizio Accertamento Medico AI di Bellinzona, risulta giustificata
una parziale incapacità lavorativa nella sua professione ed in qualsiasi altra
attività lavorativa.

 

Decidiamo pertanto:

 

·        
A decorrere dal
01.07.2004 (trascorso l'anno d'attesa - art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) ha diritto
ad una mezza rendita d'invalidità, con grado AI al 50%." (Doc. AI 40)

                               1.2.   Con
decisione 28 aprile 2005 l’amministrazione ha parzialmente accolto
l’opposizione dell’assicurato, nel senso di riconoscere un aiuto al
collocamento ex art. 18 LAI, confermando per il resto l’erogazione della mezza
rendita, il cui grado d’incapacità al guadagno è stato determinato mediante il
raffronto dei redditi

(fr. 59'020 di salario da valido e fr. 26'573 da invalido, doc. AI 55).

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, ha
presentato un tempestivo atto di ricorso con cui ha chiesto di poter beneficiare
di tre quarti di rendita e di un aiuto al collocamento.

Sostanzialmente egli contesta la valutazione della residua capacità lavorativa,
nonché il grado d’invalidità determinato dall’amministrazione.

Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto.

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 23 maggio 2005 l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha
invece postulato la reiezione del ricorso.

                                         

                               1.5.   Interpellata
dal TCA, con scritto 19 agosto 2005 l’amministrazione ha trasmesso una presa di
posizione della segretaria ispettrice (doc. VIII).

In data 8 settembre 2005 il ricorrente ha fornito le proprie osservazioni in
merito (XII).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B.,

H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R.,

H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA;

RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25

consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel presente caso sono applicabili le
disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.

                                         Dal 1°
gennaio 2004 sono inoltre in vigore le norme introdotte dalla 4a revisione
della LAI.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                                         Va al
riguardo fatto presente che recentemente il TFA ha precisato che i concetti di
incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno, d'invalidità, di raffronto dei
redditi e di revisione (della rendita d'invalidità e di altre prestazioni
durevoli) formulati dalla LPGA corrispondono alle nozioni precedentemente
sviluppate dalla giurisprudenza nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità
(DTF 130 V 343).

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se l’insorgente ha diritto a tre quarti di rendita. 

 

                               2.4.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI - sia nella sua versione in vigore sino
al 31 dicembre 2002 che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con
gli artt. 7 e 8 cpv. 1 LPGA - con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita
se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c;
Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage,

pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado
dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è
possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle
circostanze concrete (SVR 1996 IV

Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al proposito va rilevato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1,

I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.5.   Nell’evenienza
concreta, il ricorrente è stato peritato dal SAM. Dal referto 28 luglio 2004
(doc. AI 34) risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente
l’anamnesi e le constatazioni obiettive, hanno fatto capo a due consultazioni
specialistiche esterne, di natura psichiatrica ed ortopedica.

Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno del ricorrente
presso il citato centro di accertamento, i periti hanno posto la seguente
diagnosi:

 

"  (...)

5.1      Diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa

 

Sindrome depressiva
ricorrente, attuale episodio di gravità media.

 

"Periartropatia
omeroscapolare alla spalla ds." con/su:

 

-     
pregressa lesione
tendinea nel settore omeroscapolare ds.,

-     
partecipazione del
tendine sottoscapolare e del tendine bicipitale omerale capo lungo,

-     
pregressa artroscopia e
stabilizzazione anteriore, 23.09.1999,

-     
pregressa artroscopia,
ricostruzione della guaina del capo lungo del bicipite, ricostruzione del
sottoscapolare e chiusura dell'intervallo, 4.03.2002,

-     
pregressi traumi alla
spalla ds. il 16.04.1999 e l'8.12.2001.

 

Anchilosi parziale del
retropiede ds. con/su:

 

-     
pregressa frattura
esposta alla gamba ds. su lesione d'arma da fuoco, 21.08.1985,

-     
pregresse cure tramite
fissatore esterno (periodo 1985-'86),

-     
contrattura dei diti
dell'avampiede ds.,

-     
pregressa artrolisi
estesa del retropiede, caviglia, in sede sottotalare, sinoviectomia, tenolisi
dei tendini peroneali, allungamento del tendine d'Achille, artrolisi estesa
delle articolazioni MTF I-V, tenectomia segmentale di EDL II-V, trapianto di
FDL II-V sulla prima falange dei diti corrispondenti.

 

5.2      Diagnosi
senza influsso sulla capacità lavorativa

 

Sindrome lombovertebrale
con/su:

 

-     
osteocondrosi e
discopatie L4-S1." (Doc. AI 34)

 

                            2.5.1.   Dal punto di
vista psichiatrico l’assicurato è stato visitato dal

dr. __________, specialista in psichiatria e psicoterapia, il quale nel
rapporto 7 giugno 2004 ha accertato una sindrome depressiva ricorrente da
episodio di gravità media (ICD-10 F33.1) con un’inabilità lavorativa del 50%.
La prognosi a breve, medio termine è stata valutata, a dipendenza della
patologia somatica, come poco favorevole (doc. AI 34).

                            2.5.2.   Con rapporto
29 giugno 2004 il dr. __________, specialista in chirurgia ortopedica, ha
ritenuto l’assicurato abile al 50% nella sua professione abituale di
magazziniere, manovale e autista, facendo presente che la riduzione della
capacità lavorativa è dovuta alla limitazione funzionale alla spalla destra, alla
presenza di una osteocondrosi lombosacrale ed alla rigidità parziale ma
importante del retropiede destro.

In merito all’esigibilità di altre attività lucrative il perito ha evidenziato:

"  8.        Integrazione lavorativa

Una integrazione lavorativa è possibile in caso di difficoltà sull'abituale
posto di lavoro anche auspicabile. Il signor RI 1 non ha ancora raggiunto i 50
anni. Appare importante evitare lavori fisicamente molto pesanti, lavori che
esigano degli sforzi al di sopra del livello delle spalle e che esigano il
trasporto di pesi rilevanti oltre i 12 kg. Sono pure nei limiti del possibile
da evitare percorsi più lunghi su terreni accidentati. Si pensa a attività
lavorative nel campo della meccanica medio-leggera. È possibile pure
un'attività nel settore commerciale, nel sorteggio e nella distribuzione di
generi alimentari, ortofrutticoli eccetera. Pure un'attività in magazzino entra
in considerazione purché siano rispettate le riserve sopra espresse. Nella
migliore delle ipotesi comunque la capacità lavorativa raggiungerà al massimo
il 70%. Infatti le varie sequele provocano un certo ritardo nei movimenti e un
affaticamento rapido." (allegato doc. AI 34)

 

 

                                         Al
capitolo prognosi, egli ha rilevato:

"  9.        Prognosi

 

Per le affezioni
ortopediche la prognosi è da considerarsi tutto sommato stazionaria. Nel
settore del cinto omeroscapolare destro la funzionalità rimarrà più o meno
invariata. Un miglioramento della funzione omeroscapolare è poco probabile. Nel
settore della colonna vertebrale lombare vi sarà una lenta progressione delle
alterazioni di carattere degenerativo. D'altra parte con una attività fisica
regolare, con una kinesiterapia ambulatoriale a periodi, si potrà conservare
una funzionalità accettabile del rachide dorsolombare. Per quel che concerne il
retropiede infine la situazione dovrebbe pure rimanere stabile a breve e media
scadenza. A lunga scadenza vi è da considerare una tendenza all'evoluzione
artrosica della tibiotarsica destra." (allegato doc. AI 34)

 

                                      

                            2.5.3.   Sulla base di
tutti gli atti medici raccolti, inclusi quindi i due succitati referti
specialistici, dopo un’attenta valutazione globale, i periti del SAM, in merito
alle conseguenze sulla capacità lavorativa e sulla capacità d’integrazione,
hanno evidenziato:

 

"  8         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA

 

L'A. presenta patologie
ortopediche e psichiatriche con influsso sulla capacità lavorativa.

 

L'A. presenta una capacità
lavorativa del 50% come magazziniere (presenza durante tutto il giorno, ma con
rendimento ridotto). La limitazione è dovuta ai problemi ortopedici (l'A. non
può eseguire lavori pesanti, vi sono limitazioni ai lavori al disopra
dell'orizzontale, limitazioni alla deambulazione) ed al rallentamento
psicomotorio dovuto alla patologia psichiatrica.

 

Valutiamo l'A. totalmente
incapace al lavoro dal 25.07.2003 (come codificato dal curante) sino al
soggiorno SAM (questo è dovuto ai problemi alla schiena ed all'intervento
operatorio al piede). Successivamente presenta la sopraccitata capacità
lavorativa del 50%.

 

Nel passato vi furono
delle incapacità lavorative dovute ai vari traumi ed agli interventi operatori,
ma non di lunga durata.

 

In futuro non è da
prevedere un miglioramento della capacità lavorativa nell'attività di
magazziniere.

 

9         CONSEGUENZE
SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

 

Non vi sono provvedimenti
sanitari atti a migliorare la sopraccitata capacità lavorativa; ciò nonostante
si consigliano, al bisogno, sedute di fisioterapia e una modifica della scarpa
ds. (tacco ammortizzato, rullo retrocapitato - come consigliato dal dr. __________).

 

Consigliabile è
un'attività leggera senza l'obbligo di portare o trasportare pesi al di sopra
dei 12 kg, senza eseguire sforzi e lavori al disopra dell'orizzontale, senza
dover camminare/spostarsi oltre i 50 m, senza dover camminare su terreni
sconnessi, senza dover salire o scendere in continuazione da scale,
rispettivamente scale a pioli, con la possibilità di alternare la posizione di
lavoro da seduta in piedi, senza dover lavorare in posizione eretta e piegata
in avanti, con la possibilità di interporre delle pause. In questo tipo di
attività l'A. raggiunge, attualmente, una capacità lavorativa del 50% (presenza
durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto).

 

Se dovesse migliorare la
patologia psichiatrica, grazie alle cure in atto, l'A. potrebbe raggiungere una
capacità lavorativa del 70% nelle sopraccitate attività (a causa dei problemi
ortopedici non riuscirà mai a raggiungere una capacità lavorativa del 100%).

 

Sulle misure terapeutiche
consigliabili in campo ortopedico ci siamo già espressi precedentemente.

 

Si consiglia vivamente la
continuazione delle cure psichiatriche che potrebbero portare ad un miglioramento
dello stato generale dell'A. e della sua capacità lavorativa." (Doc. AI
34)

 

                                                      Visto quanto sopra, questo TCA non intravede ragioni che gli
impediscono di far proprie le conclusioni cui sono pervenuti i periti del SAM,
i quali hanno compiutamente valutato le differenti affezioni di cui
l’assicurato è affetto, mediante l’ausilio anche di due consultazioni
specialistiche, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito ad
un’abilità lavorativa del 50% nella professione abitualmente esercitata dall’assicurato
ed in altre attività esigibili. Alla succitata completa ed esauriente perizia
va pertanto conferito valore probatorio pieno (DTF 125 V 351 seg; cfr. anche DTF 123 V 178
consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

 

                               2.6.   Tenuto conto
dei succitati dati medici, l’Ufficio AI ha proceduto alla determinazione del
grado d’invalidità:

Riguardo al salario da valido, sulla scorta del questionario del datore di
lavoro 14 agosto 2003, l’amministrazione ha accertato che l’assicurato avrebbe
potuto conseguire, senza il danno alla salute, un salario annuo di fr. 59'020
(fr. 4'540 x 13; doc. AI 6), importo rimasto incontestato.

Riguardo al reddito da invalido, va precisato che lo stesso va determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).

In applicazione alla succitata giurisprudenza del TFA,
l’Ufficio AI ha determinato come segue il salario da invalido, rispettivamente
il grado d’invalidità:

 

"  Nella presente fattispecie, occorre quindi stabilire il
reddito che l'assicurato potrebbe conseguire in attività leggere, siccome esse
sono state ritenute esigibili dal profilo prettamente medico (in effetti, in
attività leggere il Signor RI 1 risulta abile al lavoro al 50%; vedi a tal
proposito la pag. 14 della perizia pluridisciplinare 28.7.2004 eseguita dal SAM
di Bellinzona).

Conformemente ai dati statistici salariali relativi al 2003, il salario
ipotetico conseguibile in attività leggera e ripetitiva adeguata esercitata a
tempo pieno nel Canton Ticino e prima di eventuali riduzioni per motivi
particolari, che possono, come detto, arrivare ad un massimo del 25%, ammonta nel
settore privato a Fr. 53'146.-- per gli uomini (cfr. Sentenza TCA 17.9.2004 in
re F.)

Per l'anno 2003, dal raffronto del reddito da invalido di Fr. 26'573.-- (53'146
: 2 = 26'573.--) con quello da valido di Fr. 59'020.--, risulta pertanto
un'incapacità di guadagno del 55% (59'020 - 26'573 x 100 = 59'020)." (Doc.
AI 55)

 

                               2.7.   Con il
presente ricorso l’assicurato contesta il grado d’incapacità al guadagno. In
particolare egli sostiene che:

 

"  Ritorniamo quindi alla decisione dell'Ufficio AI:
secondo quanto riportato sopra ed esposto a pagina 4 della decisione impugnata,
in un'attività leggera l'incapacità al guadagno, senza riduzione per motivi
particolari, raggiunge il 55%.Secondo costante giurisprudenza, l'esperienza e
il buon senso, tuttavia, anche in un'attività leggera l'assicurato è limitato
ed in seguito alle sue limitazioni fisiche e psichiche egli è svantaggiato sul
mercato del lavoro. Chi assume infatti una persona che necessita di interporre
pause, con un rendimento ridotto, pagandogli lo stesso stipendio, ancorché in
percentuale, come ad una persona che queste limitazioni non le presenta?

Giusta la sentenza TFA del 9.5.2000 in re IV-Stelle Zug c/Y e tribunale delle
assicurazioni del Canton Zugo, pubblicata in SVR 2001 IV 12 (DTF 126 V 75 ss.),
in un caso come quello in esame occorre tenere conto delle limitazioni
applicando una riduzione del 15%: "Der
Beschwerdegegner kann gemäss MEDAS-Gutachten vom 26. Januar 1998 nur für leichte, wechselbelastende,
vermehrt sitzende Arbeiten ohne wiederholte Tätigkeiten über dem Kopfiniveau
eingesetzt werden, so dass er auf dem Arbeitsmarkt in Konkurrenz mit einem
Mitbewerber ohne physische Einschränkungen benachteiligt ist, was sich auf das
Lohnniveau auswirkt. ... Im vorliegenden Fall trägt eine Herabsetzung um insgesamt
15% diesen Tatsachen angemessen Rechnung."
(sentenza citata, consid. 7b).

Partendo da uno stipendio statistico conseguibile in attività leggera e
ripetitiva adeguata esercitata a tempo pieno nel Canton Ticino che prima di
eventuali riduzioni per motivi particolari ammonta a fr. 53'146.--, il
ricorrente può pertanto raggiungere un salario da invalido pari a fr. 22'587.05
(85% di ½ di fr. 53'146.--)-

Rispetto al salario precedente, di 59'020.--, ne risulta pertanto un'incapacità
al guadagno del 61.73% (59'020 - 22'587 x 100 : 59'020), che dà diritto a tre
quarti anziché a ½ rendita." (Doc. I)

 

                                         Il 26
luglio 2005 questo Tribunale ha chiesto all’Ufficio AI di interpellare il
consulente in integrazione professionale “al fine di indicare dettagliatamente
le ragioni per le quali non ha riconosciuto la riduzione per "motivi
particolari" del salario da invalido, così come risulta dall’allegata
tabella” (VI).

                                         Questa è
la risposta datata 18 agosto 2005:

"  In riferimento alla richiesta del 26.07.2005 del TCA,
con la presente comunico che la tabella RSS 10.09.2004 non è stata sottoposta
all'esame del consulente in integrazione professionale ma allestita dalla
sottoscritta.

Dalla perizia SAM risulta che dal punto di vista medico l'abituale attività di
magazziniere è ancora esigibile nella misura del 50% (presenza sull'arco di
tutta la giornata con diminuzione del rendimento del 50%). La capacità
lavorativa medico-teorica del 70% in attività più leggera e adatta (presente
dal punto di vista fisico), attualmente non è sfruttabile in presenza della
patologia psichiatrica la quale limita la capacità lavorativa al 50% per
qualsiasi attività lavorativa, anche se adatta.

Visto e considerato come il Signor RI 1 risulta abile al lavoro al 50%
(sull'arco dell'intera giornata con diminuzione di rendimento del 50%) nella
sua professione abituale di magazziniere, non ho effettuato riduzioni per
motivi particolari in quanto l'attività di magazziniere non è considerata
sicuramente più pesante delle altre attività leggere adeguate." (Doc.
VIII)

 

                                         Innanzitutto
occorre rilevare che, conformemente al principio dell’obbligo di ridurre il
danno, l’assicurato è tenuto ad intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare
alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF
123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati;
Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg.
57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht,
tesi Zurigo 1995, pag. 61).

In casu, va ricordato che in base all’esito peritale il ricorrente è stato
ritenuto valido nella misura del 50% nella sua professione di magazziniere ed è
quindi in quell’attività che egli può mettere a maggior frutto la sua residua
capacità lavorativa, senza dover intraprendere un’altra attività. Né vi sono
motivi per non ritenere che l’assicurato, dal punto di vista economico, facendo
uso di tutto l’impegno ragionevolmente esigibile, non subisca una perdita di
guadagno di pari grado.

Del resto, anche volendo procedere ad un raffronto dei redditi, questo TCA non
ha motivo di discostarsi dalla determinazione del grado d’invalidità eseguita
dall’amministrazione, tantomeno sulla valutazione del grado di riduzione di
rendimento contestata dall’assicurato.

Visto quanto sopra, la decisione contestata merita conferma, mentre il ricorso
va respinto.

 

                                         Infine,
per quel che concerne l’aiuto al collocamento, va fatto presente che nella
decisione contestata l’Ufficio AI lo ha espressamente riconosciuto.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti