# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cfb9f419-029d-570b-b9df-d57a2f55a373
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-31
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 31.10.2011 14.2011.164
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2011-164_2011-10-31.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2011.164

  	
  Lugano

  31 ottobre
  2011

  FP/b/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Epiney-Colombo

  

 

segretaria:                      Baur Martinelli,
vicecancelliera

 

statuendo sulla causa a procedura sommaria in materia
di esecuzione e fallimenti dipendente da istanza 15 settembre 2011 presentata
da

 

                                         RE 1, 

 

                                         contro

 

                                         CO 1 e CO 2, 

                                         rappresentati
dall’RA 1, 

 

tendente ad ottenere il rigetto provvisorio
dell’opposizione interposta da CO 1 al precetto esecutivo n. __________
dell’Ufficio di esecuzione fallimenti del Distretto di __________, notificato
in data 31 agosto 2011 per la somma di fr. 3'920.- oltre interessi e spese,

 

istanza respinta dal Giudice di pace del circolo di __________
con decisione del 14 ottobre 2011 (inc. n. 145s);

 

sentenza impugnata dall’istante con reclamo del 18
ottobre 2011;

 

esaminati gli atti

 

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

 

 

                                         che
con precetto esecutivo n. __________ del 29/31.8.2011 dell’Ufficio esecuzione e
fallimenti del Distretto di __________, RE 1 ha escusso CO 1 per l’incasso
della somma di   fr. 3'920.- oltre interessi e spese, indicando quale titolo di
credito quattro mensilità di affitto 2009 non pagate;

                                         

                                         che
interposta tempestiva opposizione da parte dell’escusso, con istanza del 15
settembre 2011 il procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio al Giudice di
pace del circolo di __________ sia nei confronti dello stesso precettato, sia
nei confronti di CO 2 (sua moglie), quali conduttori, invocando la nullità
rispettivamente l’annullabilità di determinati atti di procedura secondo l’art.
142 vCPC-TI;

 

                                         che
con ordinanza del 21 settembre 2011 il Giudice di pace, in applicazione dell’art.
253 CPC, ha assegnato ai convenuti un termine di venti giorni per presentare le
proprie osservazioni scritte all’istanza, cosa che i soggetti hanno fatto il 29
settembre successivo, opponendosi – tramite l’RA 1 - all’avversaria pretesa,
con la motivazione che la pretesa del locatore per il pagamento delle pigioni
di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2009, per un ammontare complessivo
di fr. 3'920.-, non ha ragione di sussistere, dato che con sentenza del 20
agosto 2009 (DI.2009.32) il Pretore del Distretto di __________ ha chiaramente
sancito la validità della disdetta da loro inoltrata per il 31 agosto 2009,
data alla quale il contratto di locazione ha perciò preso fine;

 

                                         che
con decisione del 14 ottobre 2011 il Giudice di pace del circolo di __________
ha respinto l’istanza, rilevando che la sentenza agli atti DI.2009.32 della
Pretura del Distretto di __________ - emessa in data 20 agosto 2009 e intimata
all’istante lo stesso giorno e, quindi in suo possesso - riconosce la validità
della disdetta inviata il 6 aprile 2009 dai qui convenuti (conduttori) al
locatore (qui istante) relativa all’appartamento sito al primo terreno in via __________
a __________ (disdetta inoltrata per il 31 agosto 2009);

 

                                         che
contro tale sentenza il procedente è insorto con reclamo del 18 ottobre 2011,
reiterando – in estrema sintesi - nel sostenere di non essere stato posto nella
condizioni di difendersi, ossia di fare valere le proprie ragioni, di fronte
alla disdetta inoltrata il 6 aprile 2009 dai qui convenuti, come (anche)
rilevabile dalla raccomandata contenente la decisione pretorile 20 agosto 2009,
con avviso di ritiro 24 agosto-1° settembre 2009, di modo che è lecito
chiedersi come sia possibile rispondere con un margine massimo di tempo di
sette giorni alla domanda della parte convenuta che chiede alla parte istante
di lasciare l’appartamento con dieci giorni di anticipo;

 

che il reclamo non è stato intimato alla
controparte per osservazioni;

 

                                         che,
nella fattispecie, è pacifico che il tema del contendere è costituito dalle
pigioni che, secondo l’istante, i convenuti gli dovrebbero ancora versare per
l’affitto relativo ai mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre 2009
(cfr. anche scritto 23 agosto del reclamante annesso al reclamo);

 

                                         che,
tuttavia, come correttamente spiegato dal primo giudice, con sentenza del 20
agosto 2009 il Pretore del Distretto di __________ ha accertato la piena
validità della disdetta dal contratto di locazione inoltrata il 6 aprile 2009
dai qui convenuti nella loro veste di conduttori per il 31 agosto 2009
(sentenza DI.2009.32, in particolare consid. 6.4 e dispositivo n. 1.1,
decisione sfociata anche con la reiezione di ogni ulteriore pretesa vantata dal
locatore);

 

                                         che
di fronte a questa chiara decisione, è venuto a mancare il supporto, costituito
dal contratto di locazione, che avrebbe, dandosene il caso, legittimato
l’istante a chiedere il pagamento delle mensilità successive alla scadenza del
contratto di locazione e il conseguente rigetto provvisorio dell’opposizione ex
art. 82 cpv. 1 LEF per la pretesa oggetto della presente procedura esecutiva,
pretesa che, come visto, non ha però ragione di sussistere;

 

                                         che
nella misura in cui si duole della violazione del diritto di essere sentito per
non avere potuto esporre le proprie ragioni di fronte alla disdetta inoltrata
dai convenuti il 6 aprile 2009 per il 31 agosto 2009, il reclamante muove una
critica manifestamente  infondata, ove si consideri anzitutto che nel contesto
dell’istanza 24 giugno 2009 con la quale egli si era attivato affinché i
convenuti presentassero regolare disdetta dell’appartamento dopo il saldo delle
spese accessorie 2008 e dopo la conclusione della procedura di incasso
esecutiva 2008, e più precisamente nel corso dell’udienza del 16 luglio 2009,
egli ha potuto prendere atto, tra l’altro, che il suo petitum andava inteso
come accertamento della nullità della disdetta inoltrata in data 6 aprile 2009
dai conduttori, di modo che non si vede dove risiederebbe la pretesa violazione
dei suoi diritti di parte in quella procedura;

 

                                         che
all’insorgente non giova nemmeno soffermarsi sull’avviso di ritiro della
raccomandata contenente la sentenza 20 agosto 20109 (DI.2009.32), e più
precisamente sul senso attribuibile al temine assegnato dalla posta per il
ritiro della stessa raccomandata (dal 24 agosto al 1°settembre 2009; cfr.
annesso al reclamo), non avendo egli preteso di non avere ricevuto tale atto
giudiziario, sulla cui corretta notifica non vi sono peraltro dubbio,
considerato che il soggetto ha esibito la busta in cui, con ogni evidenza, è
stata posta la sentenza DI.2009.32), la quale, in assenza di ricorso (che
nessuno del resto ha preteso di avere inoltrato), è passata in giudicato (v.
stampiglia apposta sulla medesima);

 

                                         che il
reclamo va perciò disatteso, siccome infondato;

 

                                         che
gli oneri processuali relativi al presente giudizio dovrebbero seguire la
soccombenza, ovvero essere posti a carico del reclamante;

 

                                         che
data la particolarità della fattispecie e avuto riguardo al fatto che
l’insorgente non è assistito da un avvocato, si prescinde dal riscuotere spese;

 

per questi motivi,

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         -  RE
1, ;

                                         -  RA 1, .

 

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di __________.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il presidente                                                                             La
segretaria

 

 

 

Rimedi
giuridici a tergo

Giacché il valore litigioso della vertenza, di fr. 3'920.-,
non raggiunge il limite di legge di fr. 30’000.-, contro la presente decisione
è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losana 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2
lett. a LTF).

 

Nello stesso termine è possibile proporre al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario in materia costituzionale
(art. 113 segg. LTF).