# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 36a6bddb-934c-5cbd-934e-6af43a5cb0e6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 06.05.2008 12.2008.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2008-91_2008-05-06.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2008.91

  	
  Lugano

  6 maggio 2008/lw

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

vista l’istanza 18 aprile 2008 del Pretore della
Pretura di Mendrisio Nord, avv. Laura Beroggi, con la quale comunica la sua
astensione nella causa inc. n. DI.2006.166 (procedura per locazione e affitto) promossa
con istanza 11 dicembre 2006 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. dall’ RA
  1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. dall’ RA
  2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

preso atto delle osservazioni 9 e 14 aprile 2008 delle
parti;

 

 

letti ed esaminati gli atti e i documenti di causa,

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:            

 

                                   1.   Con istanza 11
dicembre 2006 AP 1 ha convenuto davanti alla Pretura di Mendrisio-Nord AO 1 per
ottenere la liberazione integrale in suo favore delle pigioni da questa
depositate presso l’Ufficio di conciliazione in materia di conciliazione di
Mendrisio. Con ordinanza 8 aprile 2008 l’avv. Laura Beroggi, Pretore della
giurisdizione di Mendrisio-Nord, ha comunicato alle parti che riteneva di
doversi astenere nella loro causa, poiché con sentenze 13 luglio 2005 la
Seconda Camera civile del Tribunale di appello aveva accolto tre istanze di
ricusa presentate nei suoi confronti da AP 1. Nel termine di 5 giorni assegnato
alle parti per esprimersi, le parti hanno comunicato di concordare
sull’esistenza di un caso di ricusazione. Il Pretore ha trasmesso il 18 aprile
2008 l’incarto a questa Camera.  

 

                                   2.   L’art.
27 CPC dispone che le parti possono ricusare il giudice o il segretario se vi è
grave inimicizia tra il giudice o il segretario e alcuna delle parti (lett. a),
rispettivamente “in ogni altro caso in cui esistono gravi ragioni” (lett. b).
Inoltre, il giudice o il segretario che riconosce in sé un caso di ricusazione
ha l’obbligo di astenersi e di avvertirne immediatamente le parti (art. 29 cpv.
1 CPC). Il giudizio sulla ricusazione del Pretore incombe alla Camera civile di
appello (art. 30 cpv. 1 CPC). La decisione di ricusa o di esclusione è
pronunciata con decreto in camera di consiglio e non può essere impugnata (art.
30 cpv. 3 CPC). L’astensione del magistrato che ravvisa in sé un caso di
ricusazione non è automatica ma è sempre necessario, per evitare abusi, il
giudizio confermativo dell’autorità prevista dall’art. 30 CPC (Rep. 1997 pag.
212). 

 

                                   3.   La procedura che disciplina una domanda di ricusazione o di
astensione è quella contenziosa di camera di consiglio (art. 30 cpv. 3 CPC), la
quale implicherebbe, di per sé, un’udienza con possibilità di replica e duplica
orali (art. 363 cpv. 2 CPC). In concreto però le parti hanno preso posizione,
non opponendosi all’astensione del Pretore. Si può dunque procedere all’esame dell’istanza senza altre formalità.

 

                                   4.   Il diritto a un giudice indipendente e imparziale è
espressamente regolato dall’art. 30 Cost. Sul piano cantonale la garanzia di un
giudice indipendente e imparziale è concretizzata anzitutto dalle norme sulla ricusazione
e l'esclusione, le quali sono concepite, come quelle sull'organizzazione dei
tribunali, in modo tale da assicurare l'equanimità e la neutralità dei
magistrati, conformemente alle esigenze dell'art. 6 n. 1 CEDU (DTF 125 I 209
consid. 8a, 119 consid. 3a). La garanzia di un giudice imparziale vieta
l’influsso sulla decisione di circostanze esterne al processo che potrebbero
privare il magistrato della necessaria oggettività, a favore o a pregiudizio di
una parte: a chiunque sia sottoposto ad influenze di tal genere non può infatti
essere riconosciuta la qualità di “giusto mediatore”, necessaria per poter
fungere da giudice in una vertenza (DTF 126 I 68 consid. 3a, 125 I 209 consid.
8a, 124 I 255 consid. 4, 117 Ia 170 consid. 3a). Il giudice deve quindi
astenersi dall'esercizio del proprio ufficio o poter essere ricusato da
chiunque dimostri un interesse, allorquando vengono a mancare imparzialità e
indipendenza. La ricusa - alla stessa stregua dell'astensione - rimane tuttavia
una misura d'eccezione che, per non intralciare il buon funzionamento della
giustizia, deve essere ammessa soltanto in presenza di motivi gravi ed
oggettivi che permettono di dubitare dell'imparzialità del giudice. A tal fine
occorre che il sospetto di parzialità sia confortato da elementi concreti e
nasca da ragioni gravi, di per sé atti a creare una situazione di incapacità
soggettiva del giudice a occuparsi in modo equanime e sereno della vicenda
processuale (DTF 126 I 168 consid. 2a, 116 Ia 14 consid. 4; RDAT 1984 n 29
consid. 3b; Rep 1998 n. 97). Non costituiscono ragioni gravi, sufficienti alla
ricusa di un magistrato, semplici supposizioni, illazioni o timori generici di
parzialità non confortati da elementi concreti e suscettibili di confermare
l'esistenza di tale situazione. È quindi richiesta la parvenza di motivi seri e
comprovati (Rep. 1997 n. 95). Nemmeno l’avvio di un procedimento penale di una
delle parti nei confronti del giudice è di per sé un motivo grave che consenta
la sua astensione (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato e
commentato, Lugano 2000, n. 24 e 25 ad art. 27). Tuttavia, secondo costante
prassi del Tribunale federale, per accogliere una domanda di ricusa non occorre
che il giudice sia effettivamente prevenuto, bastando circostanze
obiettivamente idonee a suscitare l'apparenza di una prevenzione e a far
sorgere un rischio di parzialità (DTF 117 Ia 324 consid. 2, 116 Ia 33 consid.
2b).

 

                                   5.   Il
Pretore adduce a motivo della propria domanda di astensione le istanze di
ricusa presentate dall’istante in altre procedure giudiziarie in cui erano
parte società di cui è amministratore unico, accolte da questa Camera il 13
luglio 2005 (cfr. inc. 12.2005.126). Quelle ricuse erano motivate dal
comportamento tenuto dal magistrato, che aveva rivolto all’amministratore unico
di una parte, fuori da un’udienza e senza contraddittorio, una frase che poteva
essere intesa da quest’ultimo come un’inammissibile anticipazione del giudizio
e tale da far ritenere compromessa la serenità di giudizio del Pretore.
Considerate le particolari circostanze, in particolare l’identità
dell’amministratore unico dell’allora parte e dell’istante, la domanda di
astensione deve essere accolta, essendo date in concreto le “gravi ragioni”
richieste dall’art. 27 lett. b CPC per pronunciare l’astensione del Pretore.
L’incarto dovrebbe essere trasmesso al Segretario assessore della Pretura per
la continuazione della procedura. Se non che, la funzione è attualmente vacante
e l’incarto viene dunque trasmesso direttamente al Pretore viciniore. 

 

                                   6.   Non
si prelevano tasse né spese, viste le particolarità del caso, e non si
attribuiscono ripetibili. Il valore di causa ammonta nella fattispecie ad
almeno fr. 148'750.-, pari alla riduzione del canone di locazione in
contestazione. 

 

 

 

Per questi motivi, 

 

 

pronuncia:              1.   L’istanza di astensione
presentata il 18 aprile 2008 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord
nella causa DI. 2006.166 è accolta. Gli atti sono trasmessi al Pretore della
giurisdizione di Mendrisio-Sud per la continuazione del processo.                                        

 

2.Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano
ripetibili.  

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                       Il
segretario

 

 

 

Rimedi
giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario di diritto della
locazione con un valore litigioso superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,  entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). In
presenza di una decisione pregiudiziale o incidentale, il ricorso è ammissibile
solo se la stessa può causare un pregiudizio irreparabile o se l’accoglimento
del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di
evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 LTF). Qualora
non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi
termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La
parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con
un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una
sola e medesima istanza (art. 119 LTF).