# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 130b32aa-27d6-52da-85f4-3430b7801d23
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-01-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 15.01.2007 11.2006.155
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2006-155_2007-01-15.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2006.155

  	
  Lugano

  15 gennaio
  2007/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile
  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretaria:

  	
  Verda, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2006.604 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza del 3 maggio 2006 da

 

	
   

  	
   AO 1 ,  

  (patrocinata dall'  PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1 ;

  

esaminati gli atti

 

posti
i seguenti

 

punti di questione:     1.   Se dev'essere
accolto l'appello (“ricorso”) del 27 dicembre 2006 presentato da AP 1 contro la
sentenza emessa l'11 dicembre 2006 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione
6;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che in parziale accoglimento di un'istanza
a protezione dell'unione coniugale presentata il 3 maggio 2006 da AO 1 nei
confronti del marito AP 1, con sentenza dell'11 dicembre 2006 il Pretore
del Distretto di Lugano, sezione 6, ha autorizzato i coniu­gi a vivere
separati, ha assegnato l'abitazione coniugale alla moglie, cui ha affidato la figlia
S__________ (nata il 3 settembre 1991), ha obbligato AP 1 a versare dal maggio del
2006 un contributo alimentare di fr. 500.– mensili più gli assegni familiari
per la figlia e ha pronunciato la separazione dei beni fra i coniugi;

 

                                         che
il 27 dicembre 2006 AP 1 ha inoltrato al Pretore un “ricorso” in cui sostiene
di non potersi permettere un avvocato e di non avere nemmeno un alloggio, mentre
sua moglie ha mezzi finanziari sufficienti e un'abitazione in cui vive con il
suo compagno, onde la richiesta di “annullare”
temporaneamente l'esecutività della sentenza finché non gli sarà dato modo di
trovare un patrocinatore a costi sopportabili;

 

                                         che
il Pretore ha trasmesso il “ricorso” a questa Camera per competenza;

 

                                         che
il memoriale non ha formato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto                         che le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC)
sono emanate con la procedura sommaria contenziosa di camera di consiglio (art.
4 cpv. 1 n. 5 LAC con rinvio agli art. 361 segg. CPC);

 

                                         che
la relativa sentenza del Pretore può essere impugnata con appello entro 10
giorni (art. 370 cpv. 2 CPC);

 

                                         che
il “ricorso” in esame, tempestivo, può dunque essere trattato solo come appello
(art. 309 CPC);

 

                                         che
un appello può tendere unicamente alla modifica della sentenza impugnata, non
alla sua sospensione (come chiede il convenuto), se non – appunto – nell'attesa
che la Camera civile statuisca sulla fondatezza della postulata modifica (art.
370 cpv. 3 in combinazione con l'art. 310 cpv. 4 lett. b CPC);

 

                                         che
nella fattispecie il convenuto non propone alcuna modifica della sentenza pretorile,
il che esclude la possibilità di sospen­dere l'esecutività del giudizio, tanto più
a tempo indeterminato;

 

                                         che, ciò posto, l'appello si rivela
già di primo acchito inammissibile;

 

                                         che
gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art. 148 cpv. 1
CPC);

 

                                         che
appare equo nondimeno rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, l'appellante
essendo sprovvisto di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di
un patrocinatore;

 

                                         che
non si pone problema di ripetibili alla controparte, l'appello non essendo
stato intimato a AO 1 per osservazioni e non avendo cagionato perciò costi
presumibili;

 

                                         che,
per quanto riguarda i rimedi giuridici contro l'attuale sentenza (art. 112 cpv.
1 lett. d LTF), il valore litigioso ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF non
raggiunge, in concreto, la soglia dei fr. 30 000.–, il contributo
alimentare per la figlia (fr. 500.– mensili oltre gli assegni familiari) essendo
dovuto per non più di 39 mesi;

 

 

in applicazione dell'art.
313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.  Trattato come appello, il “ricorso” è
irricevibile.

 

                              
2.   Non si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.  

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –   ;

  –    .

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza
carattere pecuniario è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione, il
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi
previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 LTF). Nelle cause di carattere
pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore
litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non
raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamen­tale
(art. 74 e 100 cpv. 1 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata
dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è
dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF).
La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.