# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 019be918-19ec-5b3a-bb22-c5b677131763
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-09-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 24.09.2002 80.2002.134
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2002-134_2002-09-24.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2002.00134

  	
  Lugano

  24 settembre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di diritto tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo sul ricorso del 21 agosto 2002

 

in materia di:                 IC/IFD 01/02

 

	
  presentato da:

  	
  __________ __________, __________, 
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   I
coniugi __________ __________ e __________
__________ -__________ sono separati dal 1995, quando è fallito il tentativo
di conciliazione dinanzi al Pretore di Mendrisio Nord.

                                         Quest'ultimo,
con sentenza del 26 novembre 1996, ha pronunciato il divorzio ed ha omologato
la convenzione sulle conseguenze accessorie dello stesso, la quale prevede il
versamento dei seguenti importi da parte di __________
__________:

                                         -  fr.
900 al mese per ognuno dei figli __________
e __________, a titolo di alimenti;

                                         -  gli
assegni per figli;

                                         -  fr.
100 al mese per ognuno dei figli, quale contributo alle spese inerenti corsi scolastici
ed extrascolastici;

                                         -  metà
delle spese mediche e dentarie dei figli.

                                   2.   Notificando
al contribuente la tassazione IC/IFD 2001/2002, con decisione del 13 maggio
2002, l'Ufficio di tassazione di Mendrisio ammetteva le seguenti deduzioni per
il mantenimento dei figli:

                                         -  deduzione
per alimenti di fr. 10'800 in media annua;

                                         -  deduzione
per figli agli studi di fr. 800 per la sola imposta cantonale.

                                         Il
contribuente impugnava la suddetta decisione con reclamo del 10 giugno 2002,
chiedendo la deduzione per figli a carico e per oneri assicurativi.

                                         L'autorità
fiscale accoglieva parzialmente il gravame, con decisione del 22 luglio 2002,
concedendo la deduzione di fr. 4'000 per figli a carico e di fr. 400 per figli
agli studi, ai fini dell'imposta cantonale, e la deduzione di fr. 5'100 per
persona bisognosa a carico e di fr. 600 per oneri assicurativi, ai fini
dell'imposta federale diretta (IFD).

 

 

                                   3.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________
contesta la divisione della deduzione per figli a carico per metà fra lui e la
ex moglie. A suo avviso, infatti, l'importo di fr. 900 da lui versato a titolo
di alimenti basta ad assicurare il mantenimento del figlio maggiore agli studi.
Lamenta inoltre l'applicazione dell'aliquota per persone sole. 

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Ai sensi
dell'art. 34 cpv. 1 lett. c LT, "sono dedotti dal reddito netto...
per ogni figlio fino al venticinquesimo anno di età, al cui sostentamento il
contribuente provvede e che, senza beneficiare di assegni o borse di studio,
frequenta una scuola o corsi di formazione, oltre al periodo dell'obbligo, un
massimo di 5'600.- franchi secondo le modalità e nei limiti fissati dal
Consiglio di Stato tenuto conto dei costi supplementari sopportati". Il
decreto esecutivo del Consiglio di Stato concernente l'imposizione delle
persone fisiche (art. 10) stabilisce, a tale proposito, che le deduzioni ammontano
a:

                                         -  fr.
800.- se il figlio può rientrare giornalmente al proprio domicilio;

                                         -  fr.
3'100.- se il figlio non può rientrare giornalmente al proprio domicilio e
frequenta scuole o corsi di formazione nel Cantone;

                                         -  fr.
5'600.- se il figlio non può rientrare giornalmente al proprio domicilio e
frequenta scuole o corsi di formazione fuori Cantone.

                                         Il
Consiglio di Stato precisa ulteriormente che deve trattarsi di scuole, studi o
corsi a tempo pieno, estesi per la durata di almeno due semestri, senza
retribuzione né indennità agli studenti e che rilasciano un titolo o preparano
ad un esame riconosciuto.

 

                                         4.2.

                                         Per
l'art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni
figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno di età, al cui
sostentamento il contribuente provvede, 8'000.-franchi. Un'analoga deduzione è
prevista pure in materia di IFD, per la quale però l'ammontare è limitato a fr.
5'100.- (cfr. art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art.
35 LIFD, p. 149).

 

                                         4.3.

                                         I
presupposti per il riconoscimento delle deduzioni citate sono enunciati, oltre
che nella legge, in apposite circolari dell'Amministrazione federale delle
contribuzioni (AFC) e della Divisione delle contribuzioni (ACC). Si veda, in
particolare, la circolare n. 18 del 1° febbraio 2001 della DdC, da cui emerge
che il requisito fondamentale, per la concessione delle deduzioni sociali in questione,
è che i genitori che fanno valere il loro diritto alle detrazioni
contribuiscano effettivamente alle spese di sostentamento e di studio del
figlio. 

                                         D'altronde,
la funzione delle deduzioni sociali è proprio di tener conto della situazione
economica personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile
alla capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des
Steuerrechts, 6a ediz., Zurigo 2002, p. 264). La dottrina parla anche, con
riferimento alle deduzioni sociali, di "progressione indiretta". In
altri termini, il fine di una imposizione proporzionale può essere perseguito,
oltre che applicando un'aliquota sempre crescente con l'accrescersi del valore
dell'oggetto ("progressione diretta"), anche con questo ulteriore
strumento che consente di ridimensionare le basi di computo (Blumenstein/Locher,
op. cit., p. 264).

                                         Per
queste ragioni, le deduzioni in questione possono essere concesse solo nella
misura in cui la capacità economica del contribuente che le fa valere sia
effettivamente diminuita dalle spese sostenute per i figli.

 

                                         4.4.

                                         Per la
circolare n. 18/2001 del 1° febbraio 2001 della Divisione delle contribuzioni,
nel caso di genitori divorziati, separati legalmente o di fatto, celibi o
nubili, che mantengono però figli maggiorenni a tirocinio o agli studi fino al
25.mo anno di età, una sola persona ha diritto alla deduzione per figli a
carico: quella che provvede al sostentamento. Se però entrambi i genitori provvedono
in modo importante al mantenimento dei figli, la deduzione può essere ripartita
fra i genitori.

                                         La stessa
regola è prevista sia per l'imposta cantonale sia per l'imposta federale
diretta.

 

                                         4.5.

                                         La
Circolare n. __________ del 29 luglio
1994 dell'Amministrazione federale delle contribuzioni prevede che, quando il
figlio raggiunge la maggiore età, gli alimenti pervengono direttamente allo
stesso figlio maggiorenne per cui il debitore degli alimenti non li può più
dedurre. In questo caso, la dottrina ritiene peraltro che quest'ultimo possa
far valere la deduzione per figli prevista dall'art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD
(Agner/Jung/Steinmann, n. 2 all'art. 35 LIFD, p. 149 e n. 9 all'art. 33
LIFD, p. 130; Zigerlig/Jud, in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar
zum Schweizerischen Steuerrecht, Basilea/Francoforte 2000, vol. I, tomo 2a, n.
21 all'art. 33 LIFD, p. 406). 

                                         Recentemente,
la prassi dell'AFC si è peraltro modificata: se il genitore perde il diritto
alla deduzione degli alimenti, perché il figlio è diventato maggiorenne, può
tuttavia rivendicare la deduzione per persona bisognosa a carico, prevista
dall'art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD. Se, poi, il figlio divenuto
maggiorenne, ma tuttora bisognoso di mantenimento, vive presso l'altro
genitore, quest'ultimo continua ad avere diritto alla deduzione per figli a
carico (Agner/Digeronimo/Neuhaus/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über
die direkte Bundessteuer - Ergänzungsband, Zurigo 2000, n. 9a all'art. 33 LIFD,
p. 122).

 

                                         4.6.

                                         La
poc'anzi menzionata prassi dell'AFC è sottoposta a critiche severe della
dottrina.

                                         Anzitutto,
ci si domanda come si possa giustificare il fatto che per i figli maggiorenni
di genitori separati si concedano due deduzioni, mentre per i figli maggiorenni
di una vedova o per i figli di due coniugi conviventi se ne ammette sempre una
sola (Hauser, Zu den steuerlichen Folgen des neuen Scheidungsrechts,
insbesondere zur gemeinsamen elterlichen Sorge, in ASA 68, p. 364; v. anche Locher,
Kommentar zum DGB - Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, Therwil/Basilea
2001, art. 35 LIFD, n. 35, p. 875).

                                         Inoltre,
si fa osservare come il genitore che convive con il figlio divenuto maggiorenne
sia già avvantaggiato dal fatto che gli alimenti non sono più assoggettati
all'imposta a suo carico, tanto più che, con il venir meno dell'obbligo della
cura e dell'educazione, il solo dovere che rimane a carico dei genitori è
quello di fornire ai figli delle prestazioni finanziarie, cosa cui provvede
però l'altro coniuge (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und
Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht unter Berücksichtigung der steuer-
und zivilrechtlichen Auswirkungen des neuen Scheidungsrechts, Zurigo 2000, p.
165).

                                         Altra
critica concerne il riconoscimento della deduzione per persone bisognose, che
presupporrebbe l'incapacità di esercitare un'attività lucrativa da parte del
beneficiario, condizione che non si verifica nel caso dello studente (Bosshard/Bosshard/Lüdin,
p. 166).

                                         Tale
prassi è messa in discussione anche per la sua difficile applicabilità a
livello cantonale: per il fatto che i cantoni prevedono spesso una deduzione
per persone bisognose a carico inferiore a quella per figli, il coniuge che
versa gli alimenti si ritroverebbe ad essere ingiustamente svantaggiato
rispetto all'altro coniuge (Bosshard/Bosshard/Lüdin, p. 167).

 

                                         4.7.

                                         La
commissione d'esperti, incaricata dal Dipartimento federale delle finanze di
verificare il sistema d'imposizione delle famiglie, ha invece difeso il sistema
vigente, respingendo la proposta di dedurre gli alimenti versati al figlio
maggiorenne, per il fatto che una simile modifica non sarebbe atta a migliorare
la Zahlungs-

                                         moral del debitore dei contributi. Piuttosto, la Commissione si è posta
il problema della parità di trattamento con i figli maggiorenni in matrimoni
intatti: coniugi con figli maggiorenni in formazione hanno infatti diritto ad
una deduzione per figli e non a una per figli e ad una per persona bisognosa a
carico; di conseguenza, sarebbe giusto suddividere la deduzione fra entrambi i
genitori, se tutti e due contribuiscono al mantenimento e alla formazione del
figlio con prestazioni in denaro o in natura. Anche la commissione ha poi
contestato che un figlio in formazione possa considerarsi incapace di
esercitare un'attività lucrativa (Bericht der Expertenkommission zur Überprüfung
des schweizerischen Systems der Familienbesteuerung [Kommission Familienbesteuerung],
erstattet dem Eidgenössischen Finanzdepartement Bern 1998, p. 47).

 

                                         4.8.

                                         In
dottrina, non mancano poi voci che chiedono semplicemente l'estensione della
deduzione degli alimenti anche al caso dei figli maggiorenni. Negarla potrebbe,
secondo questa opinione, produrre effetti assai gravosi sul genitore che
dovesse trovarsi a mantenere più figli che diventano maggiorenni nel lasso di
un tempo breve. D'altronde, l'eventuale imposizione dei contributi presso i
figli stessi non avrebbe particolari effetti, non disponendo i figli di altri
redditi elevati cui gli alimenti si troverebbero cumulati (Schwenzer,
Scheidungsrecht - Praxiskommentar, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, Anhang Steuern,
n. 59, p. 729).  

 

                                         4.9.

                                         4.9.1.

                                         In una
sentenza recente (CDT n. __________ del
7 novembre 2000, in RDAT I-2001 n. 7t), questa Camera, pur esprimendo
delle riserve sulla prassi dell'AFC, ha concesso al padre di un figlio
maggiorenne la deduzione per persona bisognosa a carico, ai fini del calcolo
dell'imposta federale diretta, in considerazione del fatto che si tratta di una
prassi applicabile in tutta la Svizzera. 

                                         Ha
infatti osservato che, secondo l'art. 35 cpv. 1 lett. b LIFD, non basta
che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o
parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAInf, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d'aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro
dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita
(cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti d'ordine
fisico o psichico.

                                         La
condizione che si tratti di "erwerbsunfähige
oder beschränkt erwerbsfähige Person" è stata
verosimilmente ripresa dalla legge tributaria zurighese, la quale prevede
appunto la deduzione per persone bisognose "für
erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Personen", che vengono mantenute dal contribuente (cfr. § 31 cpv. 4). Tale
norma non viene quindi in nessun caso incontro a qualsivoglia diminuzione della
capacità economica ("wirtschaftliche
Leistungsfähigkeit"). L'assenza di lavoro in
quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. L'assenza di lavoro
deve essere dovuta all'età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per
impedimenti fisici o psichici (Richner/Frei/Weber/Brütsch, Zürcher
Steuergesetz - Kurzkommentar, pp. 220 e 224; inoltre CDT n. __________ del 20 febbraio 1997 in re M.C.; CDT
n. __________ del 14 novembre 1997 in re
M.G.).

                                         Uno
studente, che rinuncia a esercitare un'attività lucrativa perché è in
formazione, non rientra chiaramente nella nozione di persona incapace di
esercitare l'attività. 

                                         Tuttavia,
come detto, ha applicato la circolare dell'AFC, favorevole ai contribuenti.

 

 

                                         4.9.2.

                                         Nella
stessa sentenza citata, per quanto concerne il calcolo dell'imposta cantonale,
invece, la Camera ha deciso che deve essere tenuto conto dell'effettivo onere
di mantenimento dei figli. 

                                         Dato che,
nella fattispecie in esame, l'importo mensile versato dal ricorrente non si
poteva considerare sufficiente a garantire il mantenimento di un figlio
maggiorenne ancora in formazione, non raggiungendo neppure il minimo vitale
secondo i parametri adottati dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti, si era
supposto che la madre, nonostante l'esiguità dei redditi di cui disponeva,
contribuisse comunque, in una certa misura, al mantenimento del figlio. Ha
pertanto suddiviso a metà fra i genitori le deduzioni per figli e per figli
agli studi (RDAT I-2001 n. 7t, consid. 5.2.).

 

 

                                   5.   Nella
fattispecie in esame, __________ __________ ha versato al figlio __________, che vive presso la madre __________, l'importo di fr. 900 al mese più
gli assegni per figli e il contributo di fr. 100 per le spese di educazione
musicale. 

                                         Conformemente
alla circolare __________ poc'anzi
citata, l'Ufficio di tassazione ha concesso al ricorrente la deduzione di fr.
5'100 per persona bisognosa a carico, ai fini dell'IFD.

                                         La stessa
soluzione non è stata estesa anche al calcolo dell'imposta cantonale, così come
deciso anche da questa Camera, nella sentenza del 2000. 

                                         Tale
decisione merita conferma. 

                                         Anche la
più recente dottrina ha infatti ribadito le proprie critiche nei confronti
della prassi __________, sottolineando
la preferibilità della soluzione consistente nel suddividere per metà fra i genitori
la deduzione per figli a carico, per ragioni di semplificazione, mentre ha
ritenuto impraticabile la ripartizione in funzione del rispettivo contributo al
mantenimento (Locher, op. cit., art. 35 LIFD, n. 37, p. 875).

                                         Appare
pertanto giustificata la concessione della deduzione di fr. 4'000 per figli a
carico e di ulteriori fr. 400 per figli agli studi, in considerazione del fatto
che, pur non essendo pensabile una esatta ricostruzione dei costi di
mantenimento effettivi, è senz'altro plausibile che la ex moglie del ricorrente
contribuisca comunque, sia pure in misura inferiore a quella del contribuente,
al sostentamento del figlio. Lo indicano, in mancanza di altri elementi di
valutazione, le condizioni concordate dai genitori nella convenzione di
divorzio, in relazione alle spese mediche, suddivise nella misura di un mezzo
ciascuno. Inoltre, dalla stessa convenzione risulta che la ex moglie del ricorrente
svolge un'attività lucrativa, ragione per cui ha una certa disponibilità di mezzi
finanziari anche per contribuire al sostentamento dei figli. 

                                   6.   Infine,
il ricorrente sembra pure contestare l'applicazione dell'aliquota per persona
sola, anziché quella per coniugi.

 

                                         6.1.

                                         L'art. 35
cpv. 2 stabilisce che l'aliquota più favorevole è prevista "per i coniugi
viventi in comunione domestica, nonché per i contribuenti vedovi, separati
legalmente o di fatto, divorziati, nubili e celibi, che da soli vivono in
comunione domestica con figli minorenni o con figli a tirocinio o agli studi
fino al 25° anno di età al cui sostentamento provvedono oppure con persone
bisognose al cui sostentamento provvedono in modo essenziale".

                                         Per
l'art. 36 cpv. 2 LIFD la disposizione relativa alle aliquote differisce da
quella della legge cantonale per il solo fatto che non figurano le parole
"da soli", riferite ai vedovi, separati, nubili e celibi con figli.
La ragione di tale differenza sta nel fatto che il legislatore cantonale ha
voluto limitare l'applicazione dell'aliquota A (più favorevole) ai vedovi,
separati o nubili che vivono in comunione domestica con figli minorenni o agli
studi, solo se non vivono però in regime di concubinato. 

 

                                         6.2.

                                         La già
citata circolare della Divisione delle contribuzioni precisa che, se i genitori
sono divorziati ed il figlio maggiorenne vive con la madre, mentre il padre
versa gli alimenti, l'aliquota attenuata viene applicata alla madre, purché
provveda al mantenimento del figlio, almeno con un importo pari alla deduzione
accordata per figli, in quanto gli  alimenti versati dal padre non sono sufficienti.
Al padre viene invece applicata l'aliquota di base (Circolare n.
18/2001, par. 2.1.1.2.).

                                         La
soluzione, consistente nel concedere l'aliquota più vantaggiosa al genitore che
convive con il figlio maggiorenne, sebbene non debba più pagare le imposte
sugli alimenti, è condivisa dalla dottrina (Locher, op. cit., art. 36
LIFD, n. 18, p. 895; di diverso avviso Bosshard/Bosshard/Lüdin, p. 224
ss.). Essa è del resto la sola compatibile con la lettera della legge, anche
se, in un caso come quello del ricorrente, ove il genitore non convivente apporta
il contributo per il mantenimento più rilevante, senza poter dedurre gli
alimenti, può apparire discutibile. Del resto, finché sarà in vigore il sistema
di tassazione attuale, che prevede due categorie di contribuenti (coniugati e
persone sole), casi particolari in cui è difficile ripartire le deduzioni fra
coniugi divorziati ed attribuire le diverse aliquote saranno inevitabili. Per
quanto ciò non possa offrire una soluzione al ricorrente, si ricorda che nel
pacchetto fiscale 2001, presentato dal Consiglio federale, è prevista una
riforma del diritto di famiglia che dovrebbe tener conto di tutti i limiti
dell'attuale sistema (Messaggio del Consiglio federale concernente il
pacchetto fiscale 2001, n. 01.021, del 28 febbraio 2001, in FF 2001, pp.
2655-2801).

 

 

                                   7.   Il
ricorso è quindi respinto. Tassa di giustizia e spese processuali, ridotte al
minimo per tenere conto della particolarità della fattispecie, sono a carico
del ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    100.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    180.–

                                         sono a
carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC
il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

                                         Per l'IFD
è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146
LIFD).

 

 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                       Il
segretario: