# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3d3d2d7e-ba83-547a-8e95-1aa110dfff97
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.02.2002 INC.1998.99114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1998-99114_2002-02-20.html

## Full Text

N. 991.1998.14 L                                                       Lugano,
20 febbraio 2002

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Claudio Lepori

 

 

 

sedente per statuire sul reclamo
presentato il 1. maggio 2001 da

 

 

________________, 

(patrocinato dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 19 aprile
2001 del Procuratore pubblico avv. Emanuele Stauffer, che ha rifiutato
la congiunzione del procedimento a carico del reclamante con quelli concernenti
collaboratori rispettivamente dipendenti di quest'ultimo;

 

 

 

viste le osservazioni 8 maggio
2001 del magistrato inquirente, 10 maggio 2001 di __________ recte __________, (patrocinato
dall'avv. __________), 10 maggio 2001 di __________ (patrocinato dall'avv. __________),
11 maggio 2001 di __________ (patrocinato dall'avv. __________), 14 maggio 2001
di __________ (patrocinato dall'avv. __________), 15 maggio 2001 di __________
(già patrocinata dall'avv. __________ ed ora dall'avv. __________), 17 maggio
2001 di __________ (patrocinato dall'avv. __________,), e 18 maggio 2001 di __________
(patrocinato dall'avv. __________), tutti concludenti per la reiezione del
reclamo;

 

 

 

costatato che non hanno preso
posizione gli intimati __________ (patrocinato dall'avv. __________), __________,
e __________;

 

 

 

 

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

 

A.

 

 

________________, medico
psichiatra, venne arrestato il 1. dicembre 1998 con promozione dell'accusa nei
suoi confronti per titolo di truffa e falsità in documenti, reati commessi con
varie modalità in danno di pazienti, casse malati, assicurazioni sociali e case
farmaceutiche, in particolare attraverso fatturazioni di prestazioni
professionali mai eseguite, anche con asseriti ricoveri di pazienti in realtà
non degenti nelle cliniche dirette dall'accusato o in congedo: la fattispecie è
qui nota, per precedenti decisioni in materia di libertà personale e di
provvedimenti processuali, dovendosi solo ricordare che ________________
ottenne la libertà il 24 dicembre 1999, dopo accordo con la parte civile
Federazione Ticinese Casse Malati (FTCM), comportante un risarcimento
complessivo di 10 milioni di franchi (v. sentenza 24 dicembre 1999 della Camera
dei ricorsi penali, CRP 60.1999.344).

Evidentemente, sin dall'inizio e
poi meglio in corso di istruttoria, sono emersi coinvolgimenti del personale
medico e paramedico, nonché di amministratori, perlomeno nell'accettare e
mettere in atto le direttive del ________________ ________________, intese ad
ottenere lievitazione di fatturazioni e poi di incassi. In particolare è stata
formalmente promossa l'accusa nei confronti delle persone qui chiamate a
prendere posizione, con procedimenti pacificamente disgiunti con decisione 17
marzo 2000 da quello nei confronti del reclamante, come a disposizione
dell'allora Procuratore pubblico avv. Marco Bertoli.

 

 

 

B.

 

 

La perizia giudiziaria affidata
con decreto 30 marzo 1999 al ________________ __________, intesa all'esame
della "documentazione medica e clinica sequestrata" allo scopo
di "stabilire, a mano dei riscontri oggettivi e delle registrazioni
mediche ed amministrative, l'effettiva durata dei periodi di degenza presso le
cliniche, rispettivamente le prestazioni offerte in clinica e presso lo studio
medico", con l'indicazione dell' "ammontare della
sovrafatturazione posta in atti 

e, se del caso, con quali modalità", è giunta a quantificare un
maggior danno di quanto oggetto della convenzione con la FTCM, richiamata
sopra, concludendo con un importo complessivo di non meno di 20 milioni di
franchi, come già anticipato ad un'udienza per incombenti del 5 ottobre 2000
(tanto da indurre la FTCM a chiedere di essere riammessa al procedimento in
veste di parte civile, pretesa respinta da questo giudice: v. decisione 24
ottobre 2000, inc. GIAR 991.98.13).

Dopo aver espresso, con lettera
27 febbraio 2001 al Procuratore pubblico, sorpresa e incredulità per i nuovi
risultati emersi dagli approfondimenti peritali, ________________ ha
formalmente chiesto, con istanza 17 aprile 2001, la congiunzione del suo
procedimento con quelli diretti contro il personale dirigente medico e
amministrativo, non dovendo egli farsi carico individualmente di situazioni
processuali che toccano terzi. Con decisione 19 aprile 2001, il Procuratore
pubblico ha respinto l'istanza, sostanzialmente in quanto l'aumento del danno
non ha influenza sull'assetto accusatorio e sulle responsabilità dei singoli.

 

 

 

C.

 

 

Il reclamo insiste per la
postulata congiunzione dei procedimenti, come già fatto valere con la reietta
istanza, in presenza di sorprendente ipotesi di danno più che raddoppiato,
rispetto al convenuto risarcimento con la FTCM, e ciò attraverso migliaia di
pretese false iscrizioni operate da professionisti e personale sanitario "di
prim'ordine", con loro responsabilità emergente "solo ora, in
queste dimensioni". Sono pertanto dati i presupposti dell'unicità di
fatti, luoghi e modalità, per cui la disgiunzione dei procedimenti tornerebbe
di notevole pregiudizio per il ________________ ________________, con risvolti
anche d'ordine fiscale.

 

Il Procuratore pubblico chiede la
reiezione del reclamo, la sola quantificazione del danno non essendo in
connessione con congiunzione o disgiunzione, ritenuto che quest'ultima non
mette in pericolo i diritti della difesa né sarebbe tale da influenzare le
conseguenze d'ordine civile.

 

Come annotato in entrata, pure
gli altri interessati che si sono espressi, postulano la reiezione del gravame:
mentre il ________________ lapidariamente si limita ad esprimere il suo pieno
dissenso, viene in particolare evidenziato, nell'ordine di entrata delle
rispettive osservazioni:

 

-         
dal ________________, che non ha tratto alcun vantaggio economico o
d'altro genere, semmai solo danni per la sua carriera professionale;

-         
dalla ________________, che la disgiunzione venne già disposta il 13
marzo 2000 e che l'argomento dell'aumento del danno ora avanzato è pretestuoso,
nulla

mutando nella sostanza, senza dimenticare ragioni di opportunità per il
maggiore e determinante coinvolgimento del ________________ ________________
che, quale vero beneficiario, ha voluto, provocato e suggerito gli abusi di cui
l'opponente si è resa complice;

-         
dal ________________, che egli si trova coinvolto per l'allestimento di
un solo certificato medico, redatto su richiesta del ________________ ________________,
per il resto esprimendosi analogamente alla ________________ ;

-         
dalla signora __________, che la disgiunzione del 13 marzo 2000 fu
decisa in identica situazione processuale, appunto immutata per l'accertato
aumento del danno;

-         
dal ________________, che il reclamo può essere rivolto solo nei
confronti della decisione di disgiunzione del 13 marzo 2000, per cui è
manifestamente tardivo, e che in ogni modo tale disposizione è sorretta da
motivi di opportunità per il rispetto di un processo equo per ogni accusato,
anche per l'eventualità di competenze di merito di diverse Corti a dipendenza
della gravità delle singole responsabilità;

-         
dal signor __________, a sua volta, che la disgiunzione in atto venne
presa per ragioni di opportunità e come tale fu accettata dal ________________ ________________,
le cui nuove argomentazioni non sono convincenti.

 

 

 

e considerando

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

 

________________, in quanto
accusato, fruisce ovviamente del diritto di presentare reclamo in questa sede
contro tutti i provvedimenti e le omissioni del Procuratore pubblico entro
dieci giorni dalla loro conoscenza (art. 280 ss. CPP): in quanto
tempestivamente diretto contro il rifiuto di congiunzione opposto dal
magistrato requirente con la decisione 19 aprile 2001 alla corrispondente
richiesta del reclamante, il gravame è formalmente ricevibile.

Il resistente ________________ sostiene
tuttavia la sua intempestività, non essendo stata impugnata nei termini di rito
la precedente decisione del 17 marzo 2000, che ragionatamente aveva disposto la
disgiunzione, da tutti gli interessati pacificamente accettata. Ora di massima
determinati provvedimenti presi in corso di istruttoria dal Procuratore
pubblico o decisi dalle autorità di ricorso o reclamo non sono definitivi, ma
possono essere revocati o modificati a 

dipendenza dell'evoluzione del procedimento (ad esempio complementi di prova
respinti in fasi preparatorie potranno ancora essere riproposti in sede di
deposito degli atti, a ragione di successive emergenze che li fanno nuovi,
rilevanti o pertinenti: REP 1997 n. 97): ciò vale anche in caso di congiunzione
o disgiunzione, per evitare insorgere di situazioni anomale, insoddisfacenti o
inopportune. Ne segue che, anche sotto questi aspetti, il reclamo vuole esame
del merito.

 

 

 

2

 

 

Il processo penale svizzero è
retto dal principio dell’indivisibilità del perseguimento penale, secondo il
quale non si può frazionare un’azione penale, in caso di pluralità di
infrazioni commesse dallo stesso accusato, per istruire distinti procedimenti
per ognuna di esse oppure per esercitarla separatamente contro singoli
accusati. Di principio quindi un procedimento va ritenuto indivisibile allorché
più incriminazioni sono contemporaneamente mosse alla stessa persona ed anche
quando concerne più persone in qualità di autori o coautori, istigatori e
complici. Solo preminenti divergenti motivi consentono in tali casi l’eccezione
della disgiunzione, quando la ponderazione degli interessi in gioco la fanno
più favorevole oppure quando la connessione può risultare iniqua per un
accusato: in questa prospettiva è necessario che il mantenimento della
congiunzione abbia la conseguenza di gravi inconvenienti, sia per l’istruzione
formale, sia per il pubblico dibattimento, ad esempio quando l’autore si trovi
in carcere preventivo ed il correo sia latitante oppure quando un accusato è
solo coautore in un reato minore o marginale rispetto agli altri maggiormente
aggravati (REP 1980 pag. 371 ss., 1997 n. 93) oppure quando rispetto
all’accusato una parte delle imputazioni sono oggetto di non luogo a procedere
(decisioni 15 dicembre 1993  in re E.O., GIAR 982.93.1; 3 luglio 1997 in re
I.K., GIAR 119.93.16).

E' quanto in sostanza disposto
dagli art. 35 e 36 CPP (che hanno ripreso i previgenti art. 10 e 11 CPP/1941),
che proclamano il principio della congiunzione personale e fattuale,
consentendo trattazione separata di "cause" di per sé
connesse, "per motivi di opportunità" e "purché ciò
non pregiudichi i diritti degli altri accusati". Il magistrato
competente (il Procuratore pubblico nella fase predibattimentale, essendo
riservato gravame in questa sede) può allora "in via eccezionale"
procedere alla disgiunzione, con decisione diretta "limitata dal
pregiudizio che essa può comportare per altri accusati" (Rapporto 8
novembre 1994 della Commissione speciale del Gran Consiglio per l'esame del
Codice di procedura penale, ad art. 35, pag. 24).

 

 

 

 

 

 

 

 

3.

 

 

La decisione di disgiunzione del
17 marzo 2000 era assisa su di un complesso di ragioni di convergente
opportunità, che l'hanno fatta solida, tanto da essere stata pacificamente
accettata anche del ________________ ________________, che poteva apparire come
il meno interessato al provvedimento. Si è parlato allora di numerose persone
coinvolte nell'inchiesta, delle diverse loro responsabilità oggettive e
soggettive, sia per tempi, sia per modalità, sia per funzioni diverse, quando
già il ________________ ________________ si era caricato del risarcimento alla
parte civile FTCM di 10 milioni di franchi, pari a qual momento al presunto
danno complessivo.

Ora il reclamante assevera che
l'importante aumento di questa posta è tale da esigere congiunzione con altre
persone perseguite per evitargli pregiudizio difensivo. L'argomento non è
pertinente e non scuote le fondamenta della pregressa citata decisione. Senza
che dal verosimile maggior danno si possano trarre conclusioni su di una
diversa partecipazione, permangono infatti e sono preminenti le premesse di
opportunità di allora, nulla appunto essendo mutato nel presunto eventuale
coinvolgimento di questo o quell'altro indagato, sempre in situazione che può
essere considerata marginale rispetto a quella del ________________ ________________
e che sicuramente condurrà a possibile esito dinnanzi ad altro giudice del
merito, di grado inferiore, rispetto a quello di verosimile deferimento del
reclamante. Quest'ultimo argomento, nella contemperazione degli interessi, fa
prevalere quello degli altri perseguiti a contenuto clamore per le loro vicende
giudiziarie, commisurato all'effettiva gravità dei reati loro imputati (REP
1980, pag. 371), rispetto a quello del ________________ ________________ ad un
processo unico, al quale - per i singoli episodi che li concernono - potranno
essere citati anche i qui resistenti, rimanendo peraltro intatto il diritto del
reclamante di far capo, in istruttoria formale ed al dibattimento, di tutti i
mezzi di prova ritenuti pertinenti. Né vengono pregiudicate parallele pendenze
fiscali, semmai conseguenti e non direttamente attinenti al procedimento
penale.

 

 

 

4.

 

 

Il reclamo è conseguentemente
respinto con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e
contrario): le spese giudiziarie vanno a carico del reclamante soccombente, con
suo obbligo di rifondere ai resistenti ripetibili commisurate al rispettivo impegno
(art. 9 cpv. 6 CPP, con riferimento per analogia all'art. 150 CPC).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per i quali motivi,

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
Il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia di fr. 300.- e le spese di fr. 60.- sono a carico
di ________________, il quale rifonderà a titolo di ripetibili le somme di:

 

2.1         
fr. 150.- ad __________;

 

2.2         
fr. fr. 20.- a __________;

 

2.3         
fr. 250.- a __________;

 

2.4         
fr. 250.- a __________;

 

2.5         
fr. 300.- a __________;

 

2.6         
fr. 450.- a __________;

 

2.7         
fr. 150.- ad __________.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

4.     
Intimazione:

 

-       
avv. __________, per sé e per il reclamante (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente e dei resistenti);

 

-       
avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente e degli altri resistenti);

 

-       
avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente e degli altri resistenti);

 

 

 

 

 

 

-       
avv. __________, per sé, per __________ (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente e degli altri resistenti);

 

-       
avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente e degli altri resistenti);

 

-       
avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente e degli altri resistenti);

 

-       
avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle
osservazioni del magistrato inquirente e degli altri resistenti);

 

-       
avv. __________ per sé e per __________;

 

-       
__________;

 

-       
__________;

 

-       
Procuratore pubblico avv. Emanuele Stauffer, sede (con copia
delle osservazioni dei resistenti).

 

 

 

 

 

                                                                                   giudice
Claudio Lepori