# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5798470e-4fe8-5e98-b23d-32d7ca504ac1
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-06-09
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 09.06.2022 RR.2022.52
**Docket/Reference:** RR.2022.52
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2022-52_2022-06-09

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Brasile; consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP); durata del sequestro (art. 33a OAIMP)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Brasile; consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP); durata del sequestro (art. 33a OAIMP)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Brasile; consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP); durata del sequestro (art. 33a OAIMP)
;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Brasile; consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP); durata del sequestro (art. 33a OAIMP)

Sentenza del 9 giugno 2022 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Daniel Kipfer Fasciati e Patrick Robert-Nicoud,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

1. A.,  

2. B. INC., 

 

entrambi rappresentati dagli avv. Patrick Hunziker e Elisa 

Bianchetti, 

 

Ricorrenti 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al 

Brasile 

 

Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

Durata del sequestro (art. 33a OAIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2022.52-53 
 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. L’11 giugno 2020, il Ministério Público Federal Estado do Paranà (Brasile), ba-

sandosi su di una trasmissione spontanea d’informazioni del Ministero pubblico 

della Confederazione (in seguito: MPC) del 12 febbraio 2019 (v. act. 1.12), ha 

presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria nell’ambito di 

un procedimento penale avviato nei confronti di A. per titolo di corruzione attiva 

(art. 333 CP/BR), corruzione passiva (art. 317 CP/BR), riciclaggio di denaro (art. 

1 Legge 9.613 del 3 marzo 1998) e organizzazione criminale (art. 2 Legge 

12.850 del 2 agosto 2013). In sostanza, le autorità estere sospettano che A., 

nella sua funzione di responsabile delle finanze, del personale e dell’organizza-

zione della società C. in Venezuela, abbia partecipato direttamente alle attività 

corruttive contestate a quest’ultima in relazione a contratti d’appalto che sareb-

bero stati ottenuti mediante il pagamento di tangenti a funzionari della società 

Petrobras in Brasile. Egli avrebbe avuto un ruolo attivo nel versamento di dette 

tangenti, ricevendo su suoi conti bancari, anche in Svizzera, valori legati a tale 

attività illecita (v. atto 01-00-0028 e segg. incarto MPC).  

 

Con la loro domanda, le autorità brasiliane hanno postulato l’acquisizione della 

documentazione concernente le seguenti relazioni bancarie: n. 1, n. 2, n. 3 e n. 

4 presso la banca D., le prime tre intestate ad A. e l’ultima alla società B. Inc. 

(in seguito: B. Inc.). Per quest’ultima relazione è stato inoltre richiesto il seque-

stro dei saldi attivi (v. atto 01-00-0036 e seg. incarto MPC). 

 

 

B. Mediante decisione del 23 luglio 2020, il MPC, al quale l’Ufficio federale di giu-

stizia (in seguito: UFG) ha delegato l’esecuzione della rogatoria (v. atto 02-00-

0001 e seg. incarto MPC), è entrato nel merito della domanda brasiliana (v. atto 

04-00-0001 e segg. incarto MPC) e lo stesso giorno ha ordinato l’acquisizione 

della documentazione, già in possesso del MPC nell’ambito del procedimento 

n. SV.15.0775, riguardante le seguenti relazioni bancarie: n. 5 e n. 4 presso la 

banca E., Ginevra, la prima intestata ad A. e la seconda a B. Inc. (v. atto 05-02-

0001 e segg. incarto MPC); n. 1 e n. 2 presso la banca D., Ginevra, la prima 

intestata ad A. e la seconda alla società F. Inc. (in seguito: F.; v. atto 05-01-

0001 e segg. incarto MPC). Della relazione n. 4 è stato inoltre ordinato il blocco 

degli averi ivi giacenti.  

 

 

C. Con quattro decisioni di chiusura del 2 febbraio 2022, l’autorità d’esecuzione ha 

accolto la rogatoria, autorizzando la trasmissione all’autorità richiedente di sva-

riata documentazione riguardante le relazioni in questione e mantenendo il 

blocco della n. 4 (v. act. 1.2, 1.3, 1.4 e 1.5).  

 

- 3 - 
 
 

 

D. Il 7 marzo 2022, A. e B. Inc. hanno impugnato le summenzionate decisioni di 

chiusura dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, po-

stulandone, a titolo principale, l’annullamento. Sussidiariamente, essi chiedono 

di ordinare al MPC e all’UFG “d’interpeller l’autorité requérante et de lui fixer un 

délai raisonnable pour qu’elle présente une demande complémentaire con-

forme aux dispositions applicable è l’entraide; à défaut de quoi l’entraide sera 

refusée” (v. act. 1, pag. 20 e seg.). 

 

 

E. Con scritto del 31 marzo 2022, l’UFG ha proposto la reiezione del gravame (v. 

act. 6). Con risposta del 1° aprile 2022, il MPC ha chiesto che il ricorso venga 

respinto, nella misura della sua ammissibilità (v. act. 7). 

 

 

F. Con replica del 19 aprile 2022, trasmessa al MPC e all’UFG per conoscenza (v. 

act. 13), i ricorrenti si sono riconfermati nelle loro conclusioni ricorsuali (v. act. 

12). 

 

 

Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi di diritto. 

 

 

 

Diritto: 

 

1  

1.1 Il ricorso è redatto, legittimamente, in lingua francese. Non vi è tuttavia motivo 

di scostarsi dalla regola secondo cui il procedimento si svolge nella lingua della 

decisione impugnata, in concreto quella italiana (v. art. 33a cpv. 2 PA). 

 

1.2 La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i ricorsi contro 

le decisioni di prima istanza delle autorità cantonali o federali in materia di assi-

stenza giudiziaria internazionale, salvo che la legge disponga altrimenti (art. 25 

cpv. 1 legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale [AIMP; 

RS 351.1] del 20 marzo 1981, unitamente ad art. 37 cpv. 2 lett. a legge federale 

sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione [LOAP; 

RS 173.71] del 19 marzo 2010). 

 

1.3 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra il Brasile e la Confede-

razione Svizzera sono retti dal Trattato di assistenza giudiziaria in materia pe-

nale del 12 maggio 2004, entrato in vigore il 27 luglio 2009 (RS 0.351.919.81; 

in seguito Trattato svizzero-brasiliano). Di rilievo nella fattispecie è anche la 

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Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (in seguito: UNCAC), con-

clusa il 31 ottobre 2003, entrata in vigore per il Brasile il 14 dicembre 2005 e 

per la Svizzera il 24 ottobre 2009 (RS 0.311.56), in particolare gli art. 43 e segg. 

Alle questioni che il prevalente diritto internazionale non regola espressamente 

o implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'as-

sistenza rispetto a quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si applicano la 

legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 

1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; 

v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. 32 Trattato svizzero-brasiliano; DTF 142 IV 250 con-

sid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 135 

IV 212 consid. 2.3). È fatto salvo il rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 

212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c). 

 

1.4 La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 

12 cpv. 1 AIMP; v. DANGUBIC/KESHELAVA, Commentario basilese, 2015, n. 1 e 

segg. ad art. 12 AIMP), di cui al precedente considerando. 

 

1.5 Interposto tempestivamente contro le sopraccitate decisioni di chiusura, il ri-

corso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP.  

 

1.6  

1.6.1 La ricevibilità del gravame presuppone anche la legittimazione dell’insorgente 

giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima disposizione, oltre all’UFG 

(art. 80h lett. a AIMP), ha diritto di ricorrere chiunque è toccato personalmente 

e direttamente da una misura d’assistenza giudiziaria e ha un interesse degno 

di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 80h lett. b AIMP, 

v. anche art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto concerne le persone contro cui è diretto 

il procedimento penale all’estero). Per essere considerato personalmente e 

direttamente toccato da una misura di assistenza giudiziaria internazionale, il 

ricorrente deve avere un legame sufficientemente stretto con la decisione liti-

giosa (DTF 123 II 161 consid. 1 d/aa). Più concretamente, nel caso di una ri-

chiesta di informazioni su un conto bancario è considerato personalmente e 

direttamente toccato il titolare del conto (v. art. 9a lett. a OAIMP), mentre l’inte-

ressato toccato solo in maniera indiretta, come ad esempio il mero avente diritto 

economico di un conto bancario, non può impugnare tali provvedimenti 

(DTF 139 II 404 consid. 2.1.1; 122 II 130 consid. 2b; TPF 2008 172 consid. 1.3). 

Eccezionalmente, la qualità per ricorrere è riconosciuta all'avente diritto econo-

mico di una società titolare di un conto quando la stessa è disciolta, riservato 

l'abuso di diritto (DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1; 123 II 153 consid. 2c e d). In 

questo caso, tocca all'avente diritto economico dimostrare anzitutto la liquida-

zione della società mediante documentazione ufficiale (sentenze del Tribunale 

federale 1A.10/2000 del 18 maggio 2000 consid. 1e, in Praxis 2000 n° 133 

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pag. 790 e segg.; 1A.131/1999 del 26 agosto 1999 consid. 3). Egli deve inoltre 

dimostrare attraverso questa stessa documentazione oppure mediante altre 

prove di essere il beneficiario dello scioglimento della società in quanto tale 

(sentenza del Tribunale federale 1C_370/2012 del 3 ottobre 2012 consid. 2.7; 

sentenze del Tribunale penale federale RR.2012.257 del 2 luglio 2013 con-

sid. 1.2.1; RR.2012.252 del 7 giugno 2013 consid. 2.2.1) e quindi non sempli-

cemente di un suo conto bancario (TPF 2009 183 consid. 2.2.2). 

 

1.6.2 In concreto, nella misura in cui titolari delle stesse, A. è legittimato a ricorrere 

contro le decisioni riguardanti le relazioni n. 5 presso la banca E. e n. 1 presso 

la banca D. e B. Inc. contro quella concernente la relazione n. 4 presso la banca 

E.  

 

Per quanto attiene alla società F. e alla relazione n. 2 presso D., A. sostiene di 

essere il beneficiario dello scioglimento della società. Ora, pur avendo fornito la 

prova della radiazione di quest’ultima (v. act. 1.9), egli non ha fornito nessun 

documento che dimostri che il medesimo sia stato il beneficiario dell’integralità 

dei valori di detta società al momento del suo scioglimento. Il fatto che A. fosse 

l’avente diritto economico della suddetta relazione (v. act. 1.7), in assenza di 

ulteriore documentazione pertinente, non è sufficiente per riconoscergli la legit-

timazione ricorsuale.  

 

In questi termini, occorre dunque entrare nel merito del gravame.  

 

 

2. I ricorrenti sostengono che la domanda di assistenza sia nulla, sia perché sprov-

vista dell’autorizzazione giudiziaria richiesta dal diritto brasiliano, sia perché 

l’autorità rogante è incompetente a perseguire i reati contestati agli indagati nel 

procedimento penale estero. Il MPC avrebbe dovuto quindi respingerla. 

 

2.1 L’autorità svizzera d’esecuzione è tenuta, in virtù dei trattati di cui sopra al 

consid. 1.3, a prestare la più ampia assistenza giudiziaria possibile che le viene 

richiesta da una parte contraente. Di principio, non deve pronunciarsi sulla 

compatibilità dell’assistenza giudiziaria con il diritto dello Stato richiedente, do-

vendo essa soltanto esaminare se l’assistenza giudiziaria è ammissibile se-

condo il diritto nazionale e internazionale applicabili (v. sentenza del Tribunale 

penale federale RR.2007.143 del 3 dicembre 2007 consid. 4). Se una domanda 

di assistenza giudiziaria valida è stata presentata in Svizzera, l’autorità richiesta 

non è di regola tenuta ad una presa in esame di decisioni emesse nel frattempo 

nello Stato richiedente (v. sentenza del Tribunale penale federale RR.2021.53-

54 del 20 maggio 2021 consid. 5.1). La concessione di assistenza in materia 

penale presuppone la competenza repressiva dello Stato richiedente; la deci-

sione sulla propria competenza spetta di principio allo Stato rogante e può es-

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sere respinta soltanto nei casi in cui le autorità giudiziarie di quest'ultimo risul-

tino manifestamente incompetenti a procedere, ovvero se la loro competenza 

viene fondata in maniera arbitraria (DTF 126 II 212 consid. 6; TPF 2013 97 

consid. 5.2). Se alla Svizzera viene presentata una rogatoria ossequiante le 

condizioni legali dell'assistenza, l'autorità d'esecuzione non è chiamata a valu-

tare decisioni interne allo Stato estero, relative al foro competente per perse-

guire e invocare i reati in esame. Inoltre, di principio, fintanto che la domanda 

di assistenza non è stata ritirata, alla medesima occorre dare seguito (v. sen-

tenze del Tribunale federale 1C_559/2009 dell'11 febbraio 2010 consid. 1 con 

rinvii; 1A.218/2003 del 17 dicembre 2003 consid. 3.5; sentenza del Tribunale 

penale federale RR.2015.66 del 30 luglio 2015 consid. 4.2). Questo anche in 

ossequio all’art. 17a cpv. 1 AIMP, secondo il quale l’autorità competente tratta 

le domande con celerità. Essa decide senza indugio. Eventuali ritardi possono 

infatti ostacolare o compromettere il perseguimento penale (ZIMMERMANN, La 

coopération judiciaire internationale en matière pénale, 5a ediz. 2019, n. 310). 

 

2.2 In concreto, il Ministério Público Federal Estado do Paranà ha presentato la sua 

rogatoria relativa al procedimento da lui condotto in Brasile l’11 giugno 2020 (v. 

Fatti lett. A). A seguito di due scritti, uno del 26 aprile e l’altro del 28 giugno 

2021, con i quali i ricorrenti contestavano in sostanza la competenza della pre-

detta autorità, il MPC, con lettere del 23 giugno e 28 settembre 2021, ha inter-

pellato quest’ultima, segnalandole “che da informazioni in nostro possesso, 

emergerebbe che il Ministero pubblico federale, Procuradoria da República no 

Estado do Paranà di Curitiba, a seguito di una sentenza del Supremo Tribunale 

Federale brasiliano sarebbe, nell’ambito dello scandalo corruttivo C./Petrobras, 

esclusivamente competente per condurre procedimenti riferibili a crimini com-

messi direttamente ed esclusivamente a danno della società Petrobras. Tale 

sentenza escluderebbe, quindi, la competenza dello stesso Ministero pubblico 

federale per condurre il procedimento nei confronti di A. e fondare la suindicata 

richiesta rogatoriale del 13 maggio 2020. Vi chiediamo pertanto di indicarci se 

ciò corrisponde al vero e se l’evasione della commissione rogatoria sopraindi-

cata permane di attualità” (act. 1.14). Con risposta dell’11 novembre 2021, l’au-

torità rogante, dopo aver premesso che “i fondi ricevuti da A. provengono dal 

conto G., fornito con valori illeciti dal Settore delle Operazioni Strutturate dell’im-

prenditore C. e utilizzato da questo dipartimento per pagare vantaggi indebiti ad 

agenti pubblici, compresi i dipendenti della Petrobras” (act. 1.14), ha sì confer-

mato che “in una decisione emessa il 5 marzo 2021, la sentenza del 13° Tribu-

nale Federale della Sottosezione Giudiziaria di Curitiba ha effettivamente decli-

nato la giurisdizione per perseguire e giudicare l’azione penale in favore del 

Tribunale Elettorale del Distretto Federale” (ibidem, pag. 2), ma ha aggiunto che 

la rogatoria è legata anche ad altri due procedimenti condotti dalle autorità pe-

nali brasiliane, precisando che “anche nell’ipotesi di un nuovo cambiamento di 

competenza del Giudizio del 13° Tribunale Federale della Sottosezione Giudi-

ziaria di Curitiba, si mantiene l’interesse all’oggetto di tale richiesta di assistenza 

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poiché, in questo caso, ci sarebbe solo una ridistribuzione della presente richie-

sta ad un’altra unità del Ministero Pubblico Federale, senza nessuna alterazione 

nel suo merito” (ibidem, pag. 2 e seg.). Ora, preso atto di quanto precede, il 

MPC ha correttamente dato seguito alla domanda di assistenza brasiliana. In-

fatti, la sentenza d’incompetenza emessa all’estero, che non tocca alle autorità 

svizzere interpretare e che non intacca la competenza repressiva in quanto tale 

delle autorità brasiliane nel loro insieme, non esime l’autorità elvetica dal dare 

seguito, nella misura in cui sono ossequiate le regole dell’assistenza, alle richie-

ste brasiliane, anche perché la documentazione litigiosa trasmessa all’autorità 

rogante potrà senz’altro essere inoltrata da quest’ultima all’autorità di persegui-

mento penale brasiliana competente. Rifiutare l’assistenza sulla base di deci-

sioni procedurali estere di cui l’autorità richiesta non può valutare in maniera 

inequivocabile tutte le implicazioni e conseguenze è del resto incompatibile con 

gli obblighi assunti dalla Svizzera e con l’esigenza di celerità. Le censure in 

questo ambito vanno dunque respinte. 

 

 

3. Gli insorgenti affermano che la decisione brasiliana d’incompetenza riguarde-

rebbe due dei tre procedimenti evocati dall’autorità rogante nel suo scritto 

dell’11 novembre 2021 e che la domanda di assistenza sembrerebbe quindi 

mantenuta per il solo e unico procedimento n° 5036528-23.2015.404.7000, per 

il quale però non sarebbe stato presentato un esposto dei fatti. Questa maniera 

di procedere non sarebbe conforme alle esigenze formali in materia, nella mi-

sura in cui non permetterebbe l’analisi delle condizioni materiali dell’assistenza, 

come il rispetto dei principi della doppia punibilità e della proporzionalità. 

 

3.1 Secondo l’art. 24 n. 1 del Trattato svizzero-brasiliano, le richieste di assistenza 

devono contenere in particolare le seguenti informazioni: il motivo principale per 

il quale sono richieste le prove o le informazioni nonché una descrizione dei fatti 

(data, luogo e circostanze in cui è stato commesso il reato) che danno luogo 

all’indagine nello Stato richiedente, salvo se si tratta di una domanda di notifica 

ai sensi dell’art 14 (lett. d). L’art. 28 AIMP, unitamente all’art. 10 OAIMP, pone i 

medesimi requisiti (DTF 129 II 97 consid. 3.1; 118 Ib 111 consid. 5b, 547 con-

sid. 3a; 117 Ib 64 consid. 5c; decisione del Tribunale penale federale 

RR.2019.309 del 20 febbraio 2020 consid. 4.2). In questo ambito, non si può 

tuttavia pretendere dallo Stato richiedente la presentazione di un esposto dei 

fatti totalmente esente da lacune o contraddizioni, visto che lo scopo della 

rogatoria è proprio quello di chiarire punti oscuri relativi alle fattispecie oggetto 

d'indagine all'estero, ferma restando la necessità di poter verificare che le con-

dizioni per la concessione dell'assistenza siano date e in che misura essa sia 

possibile (v. DTF 117 Ib 64 consid. 5c, con giurisprudenza citata). Lo Stato ri-

chiedente non deve provare la commissione del reato, ma esporre in modo suf-

ficiente le circostanze sulle quali fonda i propri sospetti, per permettere allo 

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Stato richiesto di verificare che la rogatoria non costituisca un'inammissibile ri-

cerca indiscriminata di prove (v. su questo tema DTF 125 II 65 consid. 6b/aa). 

L'esame della colpevolezza è riservato al giudice straniero del merito, per cui 

non compete a quello svizzero dell'assistenza (DTF 113 Ib 276 consid. 3a; 112 

Ib 576 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 1C_562/2011 del 22 dicembre 

2011 consid. 1.5). 

 

3.2 In concreto, si rileva che la rogatoria dell’11 giugno 2020, completata dallo 

scritto dell’11 novembre 2011, contiene tutti gli elementi previsti dalla normativa 

applicabile (v. atto 01-00-0028 e segg. incarto MPC e act. 1.14). La decisione 

impugnata ne riporta ampiamente il contenuto, compresi i fatti contestati al ri-

corrente e le operazioni sospette intervenute sui conti a lui riconducibili. In altre 

parole, l'esposto dei fatti contenuto nella rogatoria, conforme all'art. 24 n. 1 Trat-

tato svizzero-brasiliano e all’art. 28 AIMP, risulta sufficiente per comprendere i 

fatti oggetto d'indagine e i reati contestati. Del resto, essendo la documenta-

zione litigiosa semplicemente destinata a essere trasmessa all’autorità di per-

seguimento penale brasiliana competente, non si vede per quale motivo l’auto-

rità rogante avrebbe dovuto presentare nuovamente un esposto dei fatti. Le 

censure presentate in tale ambito sono dunque da disattendere. 

 

 

4. I ricorrenti censurano la violazione del principio della proporzionalità, nella mi-

sura in cui non vi sarebbe nessun legame tra le misure rogatoriali richieste e la 

procedura penale estera. 

 

4.1  

4.1.1 Il principio della proporzionalità esige che vi sia una connessione fra la docu-

mentazione richiesta e il procedimento estero (DTF 139 II 404 consid. 7.2.2; 

136 IV 82 consid. 4.1/4.4; 130 II 193 consid. 4.3; 129 II 462 consid. 5.3; 122 II 

367 consid. 2c; TPF 2017 66 consid. 4.3.1), tuttavia la questione di sapere se 

le informazioni richieste nell'ambito di una domanda di assistenza siano neces-

sarie o utili per il procedimento estero deve essere lasciata, di massima, all'ap-

prezzamento delle autorità richiedenti (DTF 136 IV 82 consid. 4.1; sentenza del 

Tribunale penale federale RR.2019.257 del 12 febbraio 2020 consid. 2.1). Lo 

Stato richiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di 

assumere determinate prove e non può sostituirsi in questo compito all'autorità 

estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e rinvii). La richiesta 

di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzio-

nalità è manifestamente disatteso (DTF 139 II 404 consid. 7.2.2 pag. 424; 

120 Ib 251 consid. 5c; sentenza del Tribunale penale federale RR.2017.21 

dell'8 maggio 2017 consid. 3.1 e rinvii) o se la domanda appare abusiva, le in-

formazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le indagini 

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(DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a; sen-

tenza del Tribunale penale federale RR.2017.21 dell'8 maggio 2017 consid. 3.1 

e rinvii). 

 

 Inoltre, da consolidata prassi, quando le autorità estere chiedono informazioni 

per ricostruire flussi patrimoniali di natura criminale si ritiene che necessitino di 

regola dell'integralità della relativa documentazione, in modo tale da chiarire 

quali siano le persone o entità giuridiche coinvolte (v. DTF 129 II 462 con-

sid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c inedito; 121 II 241 consid. 3b e c; sentenze del 

Tribunale federale 1A.177/2006 del 10 dicembre 2007 consid. 5.5; 1A.227/2006 

del 22 febbraio 2007 consid. 3.2; 1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine; 

sentenza del Tribunale penale federale RR.2019.257 del 12 febbraio 2020 con-

sid. 2.1). Lo Stato richiedente dovrebbe in linea di principio essere informato di 

tutte le transazioni effettuate attraverso i conti utilizzati, visto che l’autorità in-

quirente estera ha un interesse a conoscere qualsiasi transazione che possa 

far parte del meccanismo delittuoso messo in atto dalle persone sotto inchiesta 

(v. decisione del Tribunale penale federale RR.2014.4 del 30 luglio 2014 consid. 

2.2.2). Naturalmente è anche possibile che i conti in questione non siano stati 

utilizzati per ricevere proventi di reati o per effettuare trasferimenti illeciti o rici-

clare fondi, ma l’autorità richiedente ha comunque interesse a poterlo verificare 

essa stessa, sulla base di una documentazione completa, tenendo presente 

che l’assistenza reciproca è finalizzata non solo alla raccolta di prove incrimi-

nanti ma anche a discarico (sentenza del Tribunale federale 1A.88/2006 del 22 

giugno 2006 consid. 5.3; sentenza del Tribunale penale federale RR.2007.29 

del 30 maggio 2007 consid. 4.2). La trasmissione dell'intera documentazione 

potrà evitare altresì che le autorità debbano inoltrare eventuali domande com-

plementari (DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 121 II 241 consid. 3; sentenza del Tri-

bunale federale 1C_486/2008 dell'11 novembre 2008 consid. 2.4; sentenza del 

Tribunale penale federale RR.2011.113 del 28 luglio 2011 consid. 4.2), con evi-

dente intralcio alle esigenze di celerità (v. anche art. 17a cpv. 1 AIMP). In base 

alla giurisprudenza, l'esame da parte delle autorità di esecuzione e del giudice 

dell'assistenza va orientato alla cosiddetta utilità potenziale, secondo cui la con-

segna giusta l'art. 74 AIMP è esclusa soltanto per quei mezzi di prova certa-

mente privi di rilevanza per il procedimento penale all'estero (DTF 134 II 318 

consid. 6.4; 126 II 258 consid. 9c; 122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e 

b; TPF 2010 73 consid. 7.1). Il principio dell’utilità potenziale ha un ruolo cruciale 

nell'ambito dell'assistenza in materia penale. Lo scopo di tale cooperazione è 

proprio quello di favorire la scoperta di fatti, informazioni e mezzi di prova, com-

presi quelli di cui l'autorità estera non sospetta neppure l'esistenza. Non si tratta 

soltanto di aiutare lo Stato richiedente a provare i fatti evidenziati dall'inchiesta, 

ma di svelarne altri, se ne esistono. Ne deriva, per l'autorità d'esecuzione, un 

dovere di esaustività che giustifica la comunicazione di tutti gli elementi da essa 

raccolti e potenzialmente idonei alle indagini estere, al fine di chiarire in tutti i 

suoi aspetti i meccanismi delittuosi sotto la lente degli inquirenti esteri (sentenze 

- 10 - 
 
 

del Tribunale penale federale RR.2010.173 del 13 ottobre 2010 consid. 4.2.4/a 

e RR.2009.320 del 2 febbraio 2010 consid. 4.1; ZIMMERMANN, op. cit., n. 722, 

pag. 798 e seg.). 

 

4.1.2 In concreto, l’utilità potenziale della documentazione litigiosa è certamente data, 

già solo per il fatto che A. è imputato nel procedimento estero e B. Inc. è una 

società a lui riconducibile. Il MPC ha inoltre rilevato che dalla documentazione 

bancaria concernente le relazioni oggetto delle decisioni impugnate emergono 

operazioni connesse con la fattispecie descritta in rogatoria. In particolare, tra-

mite più operazioni che hanno toccato anche altri conti riconducibili ad A., dette 

relazioni hanno beneficiato di ingenti accrediti provenienti da una relazione ban-

caria in essere presso un istituto bancario elvetico intestato a G., società che 

l’autorità rogante ha indicato essere una “cassa nera” utilizzata dal Gruppo C. 

per espletare la sua attività corruttiva.  

 

 Spetterà comunque al giudice estero del merito valutare se dalla documenta-

zione inoltrata emerge in concreto una connessione penalmente rilevante fra i 

fatti oggetto della procedura penale in Brasile e detta documentazione. Alla luce 

della domanda rogatoriale risulta che tutta la documentazione litigiosa è poten-

zialmente utile per l’inchiesta, motivo per cui la sua trasmissione rispetta il prin-

cipio della proporzionalità e la consolidata giurisprudenza in materia (v. supra 

consid. 4.1.1). 

 

4.2  

4.2.1 L'autorità che entra nel merito di una domanda d'assistenza giudiziaria interna-

zionale e, in esecuzione della stessa, ordina un sequestro, deve verificare che 

tale provvedimento abbia un legame sufficientemente stretto con i fatti esposti 

nella domanda e non sia manifestamente sproporzionato per rapporto all’og-

getto di quest'ultima (DTF 130 II 329 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 

1C_513/2010 dell'11 marzo 2011 consid. 3.3). Lo Stato richiedente deve co-

munque apportare elementi che dimostrino, almeno a prima vista, che i conti 

per i quali si chiede il sequestro siano effettivamente stati utilizzati per trasferire 

fondi di cui si sospetta l’origine delittuosa (DTF 130 II 329 consid. 5.1 e riferi-

menti ivi citati). 

 

4.2.2 Ebbene, visto quanto esposto in precedenza (v. supra consid. 4.1.2) nonché la 

complessità e la vastità delle indagini legate alla vicenda C./Petrobras, in merito 

a fatti che si sarebbero svolti durante l’arco di svariati anni, con ingenti implica-

zioni finanziarie, è senz'altro possibile concludere che esistono elementi suffi-

cienti per confermare il sequestro della relazione n. 4 presso la banca E. inte-

stata a B. Inc. Il potenziale nesso fra il denaro sequestrato e i reati contestati ad 

A. è dato: toccherà poi all'autorità estera accertare se il denaro in questione è 

effettivamente di origine illecita. In caso affermativo, esso potrebbe fare l'og-

getto di una decisione di confisca o di restituzione all'avente diritto nello Stato 

- 11 - 
 
 

richiedente (v. art. 74a cpv. 1 e 2 AIMP nonché DTF 123 II 134 consid. 5c; 123 

II 268 consid. 4; 123 II 595 consid. 3). Il sequestro litigioso deve essere mante-

nuto di principio sino alla notifica di una decisione definitiva ed esecutiva dello 

Stato richiedente o fintanto che quest'ultimo non abbia comunicato che una tale 

decisione non può più essere pronunciata (art. 74a cpv. 3 AIMP e 33a OAIMP; 

TPF 2007 124 consid. 8 e rinvii), ferma restando la necessità che la procedura 

all'estero progredisca (DTF 126 II 462 consid. 5e). La ricorrente non ha peraltro 

sostanziato nessuno sproporzionato pregiudizio economico cagionato dal se-

questro, per cui anche da questo punto di vista la misura in questione non pre-

senta sostanziali criticità. Ne consegue che il sequestro va confermato e la re-

lativa censura respinta. 

 

 

5. I ricorrenti censurano infine la malafede dell’autorità rogante, nella misura in cui 

le autorità dello Stato del Paraná, violando i principi determinanti la competenza 

delle autorità brasiliane, non avrebbero esitato ad arrogarsi le competenze che 

non erano le loro per perseguire A. e sollecitare l’assistenza giudiziaria alla 

Svizzera. La procura brasiliana si sarebbe comportata in maniera sleale, se-

gnatamente dissimulando all’autorità d’esecuzione le decisioni riguardanti la 

sua incompetenza e pretendendo che la domanda di assistenza presenterebbe 

un interesse per una procedura già sfociata in una sentenza forse definitiva 

senza legami con i fatti invocati nella rogatoria. 

 

 Ora, come già indicato in precedenza (v. supra consid. 2.1) e rettamente rilevato 

dal MPC in sede di risposta, nella misura in cui l’autorità rogante non aveva 

l’obbligo di informare l’autorità d’esecuzione della decisione relativa alla propria 

incompetenza, vista la possibilità di trasmettere la causa all’autorità brasiliana 

ritenuta competente, la censura va respinta, anche perché, interpellata puntual-

mente al riguardo dal MPC, detta autorità ha informato correttamente e in ma-

niera trasparente sulla situazione procedurale all’estero (v. act. 1.14). 

 

 

6. In definitiva, la decisione impugnata va confermata e il gravame integralmente 

respinto, nella misura della sua ammissibilità. 

 

 

7. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di giustizia 

è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis lett. b PA, nonché 5 e 8 

cpv. 3 lett. b del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, 

le ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 

173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 7'000.–, a carico dei ricorrenti in 

solido; essa è coperta dall'anticipo delle spese del medesimo importo già ver-

sato. 

 

- 12 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Nella misura della sua ammissibilità, il ricorso è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 7'000.– è messa a carico dei ricorrenti in solido. Essa 

è coperta dall’anticipo delle spese del medesimo importo già versato. 

 
 
Bellinzona, 10 giugno 2022 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Patrick Hunziker e Elisa Bianchetti  

- Ministero pubblico della Confederazione, via Sorengo 3 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale 
oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera 
al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il 
rispetto di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha 
eseguito tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 
 
Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni 
oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente 
importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi 
per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta 
gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).