# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 905dbd28-972e-5180-85e6-3460b381dd24
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.03.2007 34.2005.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2005-65_2007-03-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2005.65

   

  BS/td

  	
  Lugano

  7 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 10 ottobre
2005 di

 

	
   

  	
  AT 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  	 

 

 

 

ritenuto
                           in fatto

                                         

 

                               1.1.   AT
1, classe 1957, è impiegata presso la ditta __________ di __________ (in
seguito: __________), società attiva nel ramo del commercio all’ingrosso e al
dettaglio di cucine componibili e di elettrodomestici di ogni genere (cfr.
estratto RC informatizzato). Ai fini dell’attuazione previdenziale la __________
SA è affiliata presso la Fondazione collettiva LPP della CO 1 (in seguito:
Fondazione).

In data 2 gennaio 2002 il datore di lavoro aveva notificato alla Fondazione i
salari dei propri dipendenti relativi al 2002 (doc. 10).

Con scritto 21 gennaio 2002 la __________ SA ha comunicato alla CO 1, società
di riassurazione della Fondazione, quanto segue:

 

"  (…) in
data 2 gennaio u.s. abbiamo inviato la lista di notifica di mutazione del 2002
per il personale della nostra società.

Vi chiediamo di voler modificare lo stipendio annuale della signora Verganti da
Fr. 48'240.00 a Fr. 62’640." (doc. 1)

L’aumento salariale è stato giustificato dal fatto che a AT 1, in precedenza impegnata
nella sede di __________ nell’ambito della vendita e del personale (cfr.
verbale __________, pag. 2, doc. XL), era stata affidata la gestione del negozio
di Lugano, aperto dalla datrice di lavoro nel 2001 (cfr. petizione punto. 1).

Di conseguenza, il 30 gennaio 2002 la CO 1, per conto della Fondazione, ha
allestito l’attestato di previdenza valido al 1° gennaio 2002 indicante un
salario annunciato di fr. 62'240 ed un salario assicurato di fr. 37'920. Dallo
stesso si evince che la rendita d’invalidità al 100% a cui l’assicurata avrebbe
diritto ammonta annualmente a fr. 9'528 (doc. C).

 

                               1.2.   A
seguito dell’insorgere di una sclerosi multipla, AT 1 è stata completamente
inabile al lavoro dal 5 gennaio 2002, al 50% dal 13 maggio 2002 al 50%, al 100%
dal 1° luglio 2002 ed infine nuovamente al 50% dal 20 maggio 2003. In data 15
settembre 2003 essa ha presentato all’Ufficio AI una domanda di prestazioni.
Dopo aver esperito l’istruttoria del caso, con decisione 13 maggio 2004 detto
Ufficio ha stabilito il diritto ad una mezza rendita, con effetto retroattivo
al 1° maggio 2004 (doc. 15).

Di conseguenza, l’assicurata ha inoltrato alla Fondazione una richiesta di
prestazioni previdenziali. Con scritto 1° ottobre 2004 quest’ultima ha comunicato
alla datrice di lavoro di riconoscere un’incapacità al guadagno del 100% dal 5
gennaio 2002, del 50% dal 13 maggio 2002 al 30 giugno 2002 e del 50% dal 20
maggio 2003, informando inoltre che la prestazione d’invalidità, determinata
sulla base di un salario annunciato di fr. 48'240, ammonta a fr. 6'419 annui
(doc. A).

 

                                         Con
scritto 13 ottobre 2004, completato il 9 dicembre 2004, l’avv. RA 1, in
rappresentanza della __________ SA e di AT 1, ha contestato la determinazione
del salario annuo determinante, facendo presente che al 1° gennaio 2002 lo
stesso ammonta a fr. 62'640 (doc. 23 e 25).

 

                                         In
risposta, in data 25 gennaio 2005 la Fondazione ha evidenziato quanto segue:

 

"  Ci
riferiamo alla Vostra lettera del 09.12.2004 e prendiamo posizione sull'argomento
come segue:

 

Il salario annuo
assicurato si basa sul regolamento secondo il paragrafo 2.3.1:

 

«Il salario annuo
determinante corrisponde al salario annuo presumibile AVS della persona assicurata; non sono presi
in considerazione gli assegni familiari e per i figli, nonché even­tuali
retribuzioni occasionali o temporanee.»

 

Se una persona
assicurata è incapace al guadagno e subentra un'interruzione dell'incapacità al
guadagno vale il paragrafo 4.6.1 del regolamento:

 

«Le prestazioni
d'invalidità sono corrisposte in caso d'invalidità temporanea o permanente,
dopo che la persona assicurata è stata invalida per il periodo di attesa
fissato. Se la persona assicurata è alternativamente capace al guadagno e
invalida, e se i periodi di capacità al guadagno non superano 1 anno, i periodi
d'incapacità al guadagno dovuti alla medesima causa vengono addizionati e
computati al periodo di attesa. Se la capacità al guadagno su­pera 1 anno, la decorrenza
del periodo di attesa ricomincia di nuovo.

 

In caso di ricaduta
entro 1 anno a contare dal ricupero della piena capacità al guadagno, le
prestazioni vengono nuovamente corrisposte senza computo di un nuovo periodo di
attesa. Per le ricadute entro 1 anno, gli adattamenti delle prestazioni
effettuati del frattempo ven­gono revocati.»

 

La persona assicurata,
signora AT 1, era incapace al guadagno come segue:

 

Inizio dell'incapacità
al guadagno:              05.01.2002       100%

Cambiamento di grado
dell'incapacità al guadagno:            13.05.2002         50%

Cambiamento di grado
dell'incapacità al guadagno:            01.07.2002         0%

Cambiamento di grado
dell'incapacità al guadagno:            20.05.2003         50%

 

Secondo il decorso
dell'incapacità al guadagno e in base alle disposizioni del regolamen­to già
citate, la quota delle prestazioni d'assicurazione corrisponde allo stato del
05.01.2002.

 

Il salario per il mese
di gennaio 2002 è stato accertato sulla base salariale di CHF 48'240. --. Solo a partire dal mese di
febbraio 2002 il pagamento è stato adeguato.

 

Il salario annuo
determinante secondo le disposizioni del regolamento è il presumibile salario
annuo AVS. Fosse stato questo di CHF 62'640.--, con certezza, il salario di gennaio sarebbe stato effettuato
di questa quota.

 

Non è lecito aumentare
successivamente, come piace, il salario assicurato dopo l'evento accaduto.
L'aumento salariale per la signora __________ è inoltre non plausibile
considerando gli altri adeguamenti di salario. Un aumento salariale del 35,6%
si trova fuori posto.

 

Per le ragioni citate
possiamo accettare unicamente un salario assicurato di CHF
48'240. --. Se non fosse d'accordo con questa
decisione, dovrebbe sporgere querela presso il tribunale cantonale delle assicurazioni."
(Doc. E)

 

                               1.3.   Con
la presente petizione AT 1, per il tramite dell’avv. RA 1, ha chiesto la
condanna della Fondazione al versamento di una rendita d’invalidità di fr.
11'666,70 per il periodo 20 maggio 2003 – 30 ottobre 2005 e di fr. 397 mensili
dal 1° novembre 2005 sino al raggiungimento dell’età pensionabile, oltre agli
interessi moratori del 5%.

                                         Ribadendo
che a seguito dell’assunzione della gerenza dal 1° gennaio 2002 della
succursale luganese della __________ SA il salario è stato aumentato a fr.
62'640, l’attrice ha contestato la determinazione dell’assicuratore LPP di stabilire
la rendita d’invalidità sulla base di un salario annuo determinante di      

                                         fr.
48'240. 

                                         Essa
ha poi evidenziato quanto segue:

 

" 
In effetti, appare opportuno rilevare, che
dall'attestato di previdenza redatto dal summenzionato assicuratore LPP e
recante la data del 30 gennaio 2002 (cfr. doc. C), non solo si fa riferimento
esplicito al salario annuo annunciato di CHF 62'640.­-, bensì viene calcolata
la rendita d'invalidità sulla base di quest'ultimo, essendo infatti la stessa
di CHF 9'528.-- annui e non di CHF 6'149.--, come invece risulta dallo scritto
dell'1 ottobre 2004. Lo stesso discorso vale per i conteggi inviati in data 17
gennaio 2003 (cfr. doc. D), dunque ad oltre un anno dall'insorgere della
malattia che ha portato all'attuale inabilità lavorativa al 50% della qui
attrice.

 

Ne consegue, che la
tesi sostenuta dalla CO 1, in occasione dello scritto del 25 gennaio 2005 (cfr.
doc. E), secondo la quale il sala­rio sarebbe stato aumentato
successivamente all'insorgere della malattia e che l'aumento non sarebbe da
considerarsi plausibile, rapportato quest'ultimo agli altri
adeguamenti salariali intervenuti a favore degli altri
dipendenti della spettabile __________ SA ad inizio 2002, non ha alcun
fondamento e va totalmen­te respinta. Difatti, come ampiamente descritto al
considerando n. 1 del presente allegato, la maggiorazione salariale a favore
della signora AT 1 era diretta­mente collegata alla sua nuova carica di
responsabile del negozio di __________ e non conseguente ad un aumento del
caro-vita, come invece per gli altri dipen­denti della summenzionata società
anonima. Questo fatto verrà, se ce ne fosse un'ulteriore necessità, comprovato
da quanto appurato dall'Ufficio dell'assicurazione invalidità, in relazione
alla domanda di prestazioni inoltrata dal­la qui attrice e che ha portato
all'erogazione di una rendita d'invalidità a favore della signora AT 1.
Inoltre, il fatto che tale aumento salariale, con effetto a partire dall'1
gennaio 2002, si sia riscontrato solo nella busta paga di febbraio, non assume
alcuna importanza. In effetti, ciò si è verificato in quanto la modifica
dell'ordine permanente bancario era stata inoltrata tardivamente a causa di
moti­vi amministrativi. Questo succede frequentemente, in quanto si devono
attendere tutte le informazioni del caso (tra le quali le trattenute LPP e le
imposte alla fon­te, che di regola non si conoscono ad inizio gennaio) per
poter allestire gli stipen­di corretti, così che le differenze vengono
indennizzate per cassa (cfr. doc F). Del resto, questa prassi si è
andata consolidando nell'ambito degli annunci della __________ __________ SA
alla __________.

Infine, parte attrice produce il
certificato di salario per la dichiarazione d'imposta di data 3 febbraio 2003 e
relativo alla signora __________ (cfr. doc. G), dal quale si evince
chiaramente il sensibile aumento di salario intercorso ad inizio 2002."
(Doc. I)

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa la Fondazione, rappresentata dall’avv. RA 2, ha invece
chiesto la reiezione della petizione.

Contestando l’aumento salariale di oltre il 35%, essa ha in particolare
evidenziato: 

 

"  Corrisponde
che dal 5 gennaio 2002 l'incapacità era del 100% e che col 13 maggio 2002 è
stata ridotta al 50%.

Dal 1 °
luglio 2002 non v'era più incapacità lavorativa mentre dal 20 maggio 2003 in
poi essa è rimasta al 50%.

 

E'
accertato che nel gennaio 2002 il salario era stato portato a CHF 48'240.00 e che soltanto successivamente
è stato affermato che sarebbe stato di CHF 62'640.00. Lo scritto del 25 gennaio 2005 (Doc. 6) tiene quindi
conto a ragione del salario effettivo e non di un salario del tutto fantasioso
ed ipotetico indicato soltanto allo scopo di poter ottenere una rendita
superiore. Si ribadisce quindi che quest'ultimo salario non è affatto
plausibile siccome è stato aumentato dopo l'insorgere della malattia, come la sequenza
dei fatti dimostra.

 

Invero
fantasiosa la tesi invocata dall'attrice per cercare di rendere invece
plausibile il ritardo nel notificare e nell'applicare il favoloso aumento: dice
infatti che per <motivi amministrativi> vi sarebbe stato un ritardo
perché occorreva procedere agli accertamenti. A mente della convenuta, questa
<giustificazione> non regge affatto perché l'attrice come detto dichiara
all'AI di essere impiegata in ditta quale "segretaria-contabile" per
cui spettava a lei stessa e non a terzi di provvedere! Strano davvero che
quindi vi sia stato questo "ritardo" proprio quando era lei stessa
interessata a mettere le cose a posto. Si aggiunga che, come risulta dai
documenti prodotti (v. lettere del 5.8.04 e 20.7.04, Doc. 7 e 8), è lei che
firma la corrispondenza con l'assicurazione ciò che comprova il suo vero ruolo
in ditta.

 

Nemmeno
può essere udita la controparte quando pretende che la differenza di salario
sarebbe stata versata per cassa: in effetti, come si evince dal conteggio
relativo al gennaio 2002, il versamento del salario avveniva sul conto n° __________
presso __________. Sarà interessante esaminare l'estratto di questo conto per
sapere che cosa è stato veramente accreditato. Si fa notare che la stessa
attrice, in data 20 luglio 2004, ha scritto alla Compagnia indicando un altro
conto presso il __________ di __________.
Si chiede quindi il richiamo degli atti da entrambi i conti." (Doc. VI)

 

                               1.5.   Con
scritto 12 dicembre 2005 l’attrice ha replicato e prodotto ulteriore
documentazione (XIII), mentre il 17 gennaio 2006 la convenuta ha duplicato
(XV).

                                         

                               1.6.   Il
TCA ha richiamato l’estratto dei conti individuali e l’incarto AI dell’attrice
(XXIII, XX). Le parti hanno poi preso posizione in merito ai succitati accertamenti.

 

                               1.7.   Con
scritto 7 agosto 2006 l’attrice, facendo presente che con decisione 13/21
luglio 2006 l’Ufficio AI le ha riconosciuto il diritto ad una rendita intera
(grado d’invalidità del 70%) dal 1° marzo 2006, ha chiesto la modifica del petitum
nel senso di condannare la Fondazione anche al versamento di una rendita intera
di fr. 794 dal 1° novembre 2005 (momento in cui è stata accertata un’inabilità
per qualsiasi attività lavorativa) (XXXIII).

 

                                         Interpellato
dal TCA, il 21 agosto 2006 l’istituto previdenziale si è opposto all’estensione
del petitum evidenziando in particolare come oggetto della presente procedura
sia la determinazione del salario rilevante per l’ammontare della rendita. Oltretutto
la fondazione convenuta ritiene la domanda irricevibile (XXXV).

 

                               1.8.   In
data 4 ottobre 2006 sono stati sentiti dal TCA, in presenza delle parti, i testi
__________ (amministratore unico della __________ SA), __________ (contabile
della Immobiliare __________, società che allestisce la contabilità della __________;
doc. XL) e __________ (consulente esterno della __________; doc. XLVIII).

                                      

                                         In
seguito, lo scrivente Tribunale ha acquisito la documentazione che i testi __________
e __________, in occasione della loro rispettive audizione, hanno promesso di
inviare (XLIII, LIII). Le parti hanno avuto modo di esprimersi nel merito con
le conclusioni.

 

                                         Il
12 dicembre 2006 l’attrice ha prodotto il memoriale conclusivo (LVIII), mentre
la convenuta vi ha provveduto con scritto 5 febbraio 2007 (LXV).

 

 

considerando                 in
diritto

                                      

                               2.1.   Il
1. gennaio 2005 è entrata in vigore la 1. revisione della LPP,  la quale
ha modificato numerose disposizioni.

                                         In
proposito deve essere precisato che per quanto riguarda le norme di diritto
materiale, dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica
di principio le relative norme in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere apprezzato giuridicamente oppure che ha delle
conseguenze giuridiche (DTF 130 V 329; DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 127 V 466 consid.
1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del
10 settembre 2003 nella causa C., B 28/01).

                                         Di
conseguenza nel caso in esame, posto come sia litigioso il salario assicurato
al 2002, non tornano applicabili le disposizioni di diritto materiale della 1.
revisione della LPP del 3 ottobre 2003, in vigore dal 1° gennaio 2005,
eventualmente pertinenti, bensì quelle valide fino al 31 dicembre 2004
(cfr. STFA del 26 novembre 2003 nella causa J., U 158/03; STFA del 24 maggio
2004 nella causa M., C 205/03 consid. 1). Né del resto, per quanto concerne il
tema del presente contendere, può essere dedotto altrimenti dalle disposizioni
transitorie della modifica legislativa del 3 ottobre 2003.

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è l’ammontare del salario annuo annunciato dal datore di lavoro
alla Fondazione da porre alla base del calcolo della rendita di invalidità
della previdenza professionale cui AT 1 ha pacificamente diritto. 

                                         Per
l’attrice determinante è la somma di fr. 62’640 pattuita con la __________ SA a
seguito della nuova mansione di responsabile, dal 1° gennaio 2002, della
filiale luganese della __________ SA, mentre per la Fondazione convenuta fa
stato il salario di fr. 48'240 percepito da AT 1 nel 2001 quale impiegata presso
il negozio di __________.

                                                                                 

                               2.3.   Secondo
l’art. 23 LPP hanno diritto alle prestazioni d’invalidità le persone che, nel
senso dell’AI, sono invalide per almeno il 50% ed erano assicurate al momento
in cui è sorta l’incapacità di lavoro la cui causa ha portato all’invalidità.

 

                                         Per
l'art. 24 LPP

 

"  1 L'assicurato ha diritto alla rendita
intera di invalidità se, nel senso dell'AI, è invalido per almeno i due terzi e
alla mezza rendita se è invalido per almeno la metà.

 

2 La rendita d'invalidità è calcolata secondo l'aliquota di conversione
valida per la rendita di vecchiaia. Il pertinente avere di vecchiaia consta:

a.
dell'avere di vecchiaia acquisito dall'assicurato sino alla nascita del diritto
alla rendita d'invalidità

b.
della somma degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento
dell'età che dà diritto alla rendita, senza gli interessi.

 

3 Tali accrediti di vecchiaia sono calcolati sul salario coordinato
dell'assicurato durante l'ultimo anno d'assicurazione nell'istituto di previdenza."

 

                                                      L’aliquota di conversione per il calcolo della rendita ammonta al
7,2% (art. 17 OPP 2)."

 

                                         L'art.
18 OPP2 stabilisce dal canto suo cosa si deve intendere con salario coordinato
ai sensi dell'art. 24 cpv. 3 v. LPP (cfr. Commento al progetto dell'OPP2 p. 21;
Le calcul des prestations assurées selon la LPP, RCC 1985 p. 200ss.) e prevede:

 

" 
1In caso di decesso o d'invalidità, il salario coordinato
durante l'ultimo anno d'assicurazione corrisponde all'ultimo salario coordinato
annuo, fissato per il calcolo degli accrediti di vecchiaia (art. 3 cpv. 1).

 

2Se
l'istituto di previdenza si discosta dal salario annuo per determinare il
salario coordinato (art. 3 cpv. 2), deve prendere in considerazione il salario
coordinato degli ultimi dodici mesi. Nel caso in cui l'assicurato appartenesse
all'istituto da meno tempo, il salario coordinato si ottiene convertendo il
salario relativo a questo periodo in salario annuo.

 

3Se durante
l'anno precedente l'insorgenza dell'evento assicurato, l'interessato non ha
fruito completamente della sua capacità di guadagno a causa di malattia,
infortunio o per altri motivi analoghi, il salario coordinato è calcolato in
base a un salario corrispondente a una capacità di guadagno completa."

                                         

                                         Il
capoverso 1 dell’art. 18 OPP 2 contempla le situazioni più frequenti: se
un’istituzione di previdenza fissa in anticipo il salario annuo coordinato
conformemente all’art. 3 cpv. 1 OPP2 (vale a dire sulla base dell’ultimo
salario annuo conosciuto o in maniera forfetaria) questo salario servirà anche
di base per il calcolo degli accrediti di vecchiaia relativi agli anni futuri.
Se invece il salario coordinato è fissato per un determinato periodo di
pagamento (art. 3 cpv. 2 OPP2) esso può essere soggetto a determinate
variazioni; da qui la necessità di prendere un periodo di riferimento più
lungo, vale a dire di 12 mesi come prevede l’art. 18 cpv. 2 OPP2. Il capoverso
3 dal canto suo permette di apportare un correttivo nei casi di diminuzione
passeggera del salario per cause di malattia, incidente o di servizio militare
(DTF 129 V 19).   

                                         I
capoversi 2 e 3 si fondano sull'art. 34 cpv. 1 lett. a LPP (nella sua versione
in vigore sino al 31 dicembre 2002, ripresa sostanzialmente invariata da quella
valida dal 1. gennaio 2003), secondo cui il Consiglio federale disciplina il
calcolo delle prestazioni in casi speciali, segnatamente se l'anno di
assicurazione determinante secondo l'art. 24 cpv. 3 LPP è incompleto o durante
questo periodo, l'assicurato non fruiva della sua completa capacità al guadagno
(DTF 129 V 19; SZS 1997 p. 473 consid. 3a; Commento all'OPP2 p. 21).

 

                                         Per
la giurisprudenza vale in ogni modo il principio per cui in linea di massima il
guadagno assicurato in materia di previdenza professionale è calcolato in
funzione del guadagno effettivamente realizzato dall’assicurato, non di quello
ipotetico o fissato contrattualmente ma poi non conseguito (art. 2 cpv. 1, 5
cpv. 1, 7 cpv. 1 e 8 LPP, art. 2 OPP2) (SVR 2004 n. 3 pag. 10; cfr. anche SZS
2003 p. 53 e STFA non pubblicata del 3 dicembre 2004 nella causa L., B 65/04;
cfr. anche DTF 129 V 258).

 

                               2.4.   La
LPP prevede delle disposizioni minime (art. 6 LPP), a cui non si può derogare a
sfavore dell'assicurato, per cui il fondo di previdenza può prevedere una
diversa modalità di calcolo, nel rispetto di queste disposizioni imperative.

 

                                         Per
l'art. 49 LPP inoltre

 

" 
1Nell'ambito della presente legge, gli istituti di previdenza
possono strutturare liberamente le prestazioni, il finanziamento di queste e
l'organizzazione.

 

2Se un istituto di
previdenza concede prestazioni superiori a quelle minime, alla previdenza più
estesa s'applicano soltanto le disposizioni sull'amministrazione paritetica
(art. 51), sulla responsabilità (art. 52), sul controllo (art. 53), sul fondo
di garanzia (art. 56 cpv. 1 lett. c, cpv. 2‑5, art. 56a, art. 57 e 59),
sulla vigilanza (art. 61, 62 e 64), sulla sicurezza finanziaria (art. 65 cpv.
1, art. 67, 69 e 71 ), sul contenzioso (art. 73 e 74) e sulle disposizioni
penali (art. 75‑79)."

                                         Secondo
l'art. 50 cpv. 1 lett. a LPP inoltre gli istituti di previdenza emanano, tra
l'altro, disposizioni sulle prestazioni.

 

                                         Nella
fattispecie, ai sensi dell’art. 4.6.1 del Regolamento della CV 1applicabile al
contratto previdenziale con la __________ con effetto dal 1. gennaio 1995, sussiste
un diritto alla rendita d’invalidità se il grado d’invalidità è superiore al
25%.

                                         L’art.
4.6.2 del Regolamento stabilisce:

 

" 
4.6.2     Rendita d'invalidità

 

Se una persona
assicurata diventa invalida, essa ha diritto a una rendita.

 

In caso d'inizio
dell'invalidità prima dell'ammissione alla previdenza per la vecchiaia, la
rendita annua integrale d'invalidità ammonta al 36% del salario annuo
assicurato.

 

In caso d'invalidità
dopo l'ammissione alla previdenza per la vecchiaia, la rendita integrale
d'invalidità viene calcolata in percento della somma risultante dall'avere di
vecchiaia disponibile e dagli accrediti di vecchiaia futuri (senza interessi)
fino al pensionamento ordinario. L'aliquota di conversione è indicata
nell'allegato tecnico.

 

La rendita inizia a
essere corrisposta dopo 12 mesi d'incapacità al guadagno. Il diritto viene
differito finché sussiste un diritto alla continuazione del pagamento del
salario, o ad analoghe prestazioni sostitutive.

 

Il diritto a una
rendita d'invalidità sussiste finché dura l'invalidità, ma al massimo fino al
pensionamento o fino al decesso."

 

                                         Il
regolamento non contiene una norma specifica sulla determinazione della rendita
stessa; sono quindi applicabili le pertinenti norme della LPP.

                                         La
rendita d’invalidità è quindi calcolata sulla base dell’avere di vecchiaia
acquisito dall’assicurato sino alla nascita del diritto alla rendita
d’invalidità e dalla somma degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti
fino al raggiungimento dell’età che conferisce il diritto alla rendita, senza
interessi (art. 24 cpv. 2 lett. a e b LPP). Gli accrediti di vecchiaia sono
calcolati sul salario coordinato dell’assicurato durante l’ultimo anno di assicurazione
nell’istituto di previdenza (art. 24 cpv. 3 LPP).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, pacifico è che per il salario coordinato, da porre alla base del
calcolo dell’avere di vecchiaia determinante per l’ammontare della rendita
d’invalidità dovuta all’attrice, fa stato il 5 gennaio 2002, momento in cui è
insorta l’incapacità lavorativa dell’attrice.

                                         Va
poi rilevato che, ai sensi dell’art. 8 cpv. 3 v. LPP, se nell’anno di
riferimento l'interessato non ha fruito completamente della sua capacità
di guadagno a causa di malattia, infortunio o per altri motivi analoghi, il
salario coordinato vigente continua ad essere valido fintanto che sussiste
l’obbligo del datore di lavoro di continuare a pagare il salario. In altre parole,
in queste eventualità, il salario assicurato è calcolato in base a un salario
corrispondente a una capacità di guadagno completa (cfr. analogamente l’art.
2.3.2 del Regolamento).

 

                                         Per
calcolare il salario coordinato, occorre prima fissare il salario annuo
determinante, dal quale viene dedotta la quota di coordinamento (art. 8 LPP,
art. 2.3.2 del Regolamento).

                                         Conformemente
l’art. 2.3.1. del Regolamento il salario annuo determinante corrisponde al
salario annuo presumibile AVS della persona assicurata; non sono presi in
considerazione gli assegni familiari e per i figli, nonché eventuali
retribuzioni occasionali o temporanee.

 

                                         L’attrice
sostiene che il salario determinante ammonta a fr. 5'440 mensili,
rispettivamente a fr. 62'640 all’anno, così come è stato pattuito con il datore
di lavoro per la sua nuova mansione di responsabile del negozio di __________ risalente
al 1° gennaio 2002.

                                         La
Fondazione contesta l’aumento salariale di oltre il 35% non ritenendolo plausibile.
In particolare essa evidenzia che l’inizio dell’incapacità lavorativa è da far
risalire al 5 gennaio 2002 mentre la modifica salariale è stata notificata solo
il 21 gennaio 2002, quindi dopo l’insorgenza della malattia. Rileva inoltre come
nella domanda di prestazione AI, compilata l’8 settembre 2003, l’attrice abbia
indicato di svolgere la mansione di segretaria-contabile presso la __________ SA,
attività che mal si concilia con la presunta conduzione del negozio luganese. Infine,
la convenuta ha evidenziato che per il mese di gennaio 2002 è stato versato uno
stipendio di fr. 3'398,85 (doc. 3,4). Riguardo a quest’ultimo punto, nella
replica l’assicurata ha spiegato di aver ricevuto in contanti, a febbraio 2002,
l’adeguamento salariale di fr. 952, percependo quindi complessivamente un salario
netto di fr. 4'350, corrispondente ad una remunerazione lorda di fr. 5'220,
cosi come risulta dal conteggio salariale prodotto (doc. 2). 

 

Chiamato a pronunciarsi sul tema di sapere se per stabilire il salario minimo
annuo determinante per l’assoggettamento all’obbligo previdenziale bisogna
fondarsi su importi salariali che il ricorrente ha effettivamente percepito
oppure su quelli a cui egli ha diritto in base al contratto di lavoro, senza
tener conto se sono stati effettivamente versati oppure no, il TFA, in una
pronuncia del 4 aprile 2002 ha concluso che solo in caso di rapporti di lavoro
di lunga durata, in cui il salario concordato non è mai stato contestato e non
è stato versato unicamente a causa di insolvenza del datore di lavoro, il
salario fissato contrattualmente e non quello effettivamente pagato corrisponde
al salario normalmente percepito. Negli altri casi, secondo la giurisprudenza
vigente nell’ambito dell’assicurazione disoccupazione (la quale è applicabile
per analogia anche nella previdenza professionale considerato come anche l’art.
23 cpv. 1 LADI, analogamente all’art. 7 v. LPP, rinvii per il concetto del
guadagno assicurato al salario determinante nel senso della LAVS) per stabilire
il guadagno assicurato non ci si può fondare in ogni caso sui salari fissati
nel contratto di lavoro poiché vi è il pericolo di accordi abusivi in cui
vengono attestati salari fittizi, non realmente percepiti (STFA del 4 aprile
2002 in re S., B 11/01 citata in SZS 2003 p. 54; cfr. anche DLA1995 p.81).

 

                               2.6.   Dalle
audizioni testimoniali (cfr. consid. 1.8) è risultato che, avendo nel corso del
2001 la __________ SA, con sede a __________, aperto un negozio anche a __________,
nel gennaio 2002 l’attrice è stata designata quale responsabile della nuova sede.

 

                                         In
questo senso va la deposizione resa il 4 ottobre 2006 da __________,
amministratore unico della __________ SA, il quale ha dichiarato:

 

"  …La
sig.ra AT 1 considerate le sue capacità e il fatto che sapeva il tedesco è
stata designata quale responsabile del nuovo negozio a __________ di Via __________
ed è rimasta comunque sempre responsabile anche del negozio di __________. La
sig.ra AT 1 svolgeva quindi la sua attività in parte a __________ e in parte a __________.

A __________
la sig.ra AT 1 si occupava quale responsabile del negozio della vendita,  della
ricerca di clienti, si occupava della coordinazione degli operai della __________
che è attiva nel campo degli elettrodomestici, sia a __________ che a __________
- e poi anche della consegna degli apparecchi venduti, della riparazione.

Anche per quanto riguarda in negozio di __________ la sig.ra AT 1 svolgeva più
o meno le medesime mansioni svolte nel negozio di __________, ma avvalendosi a __________
di collaboratori. Quando necessario anche nel negozio di __________ vi erano
dei collaboratori a fianco della sig.ra AT 1, che era comunque lei la coordinatrice
del negozio…” (verbale pag. 2).

 

                                         L’attribuzione
dei nuovi compiti a __________ è stata la ragione dell’aumento salariale. Al
proposito il teste __________, sentito il 27 ottobre 2006, ha affermato:

                                      

"  …Il
motivo è che a fine anno 2001 si era deciso di assegnare alla signora AT 1 la
gestione del negozio di Via __________ a __________. Per la __________ il fatto
di avere la signora AT 1 quale responsabile del negozio di __________
costituiva sicuramente un vantaggio. L’aumento di salario indicato si
giustifica per il fatto che assumendo la conduzione del negozio di __________
la signora AT 1 aveva assunto maggiori responsabilità rispetto all’attività
svolta fino a quel momento…” (verbale pag. 2).

 

                                         Nel
questionario compilato il 13 ottobre 2003 inviato all’Ufficio AI, la __________
SA alla voce “professione” (punto 2.1 del questionario) ha indicato “segretaria”
e quale genere di occupazione dell’attrice prima (punto 2.2 del questionario) e
dopo (punto 2.3) l’insorgenza del danno alla salute ha scritto “lavori generali
d’ufficio, contabilità, registrazioni sul PC e vendita” (cfr. atti AI; doc.
XXbis). Nel successivo questionario del 3 febbraio 2006, alle stesse voci la
datrice di lavoro ha scritto “impiegata d’ufficio” (cfr. atti AI; doc. XXbis).

                                         Effettivamente
quanto contenuto nei due formulari si concilia poco con le mansioni di
responsabilità poc’anzi descritte dai testi __________ e __________. 

                                         Al
riguardo, l’amministratore unico della __________ SA ha tuttavia spiegato che “la
mancata indicazione di entrambi i formulari dell'attività di responsabile del
negozio di __________ è dovuta ad una imprecisione nel compilare i formulari.
Preciso che il formulario del 2006 è stato compilato dalla sig.ra __________” (verbale
4 ottobre 2006 pag. 3).

                                         Sentita
il 4 ottobre 2006, la contabile __________ ha confermato quanto detto da __________,
precisando: 

 

"  …Mi
vengono ostensi i 2 questionari AI indirizzati al datore di lavoro di AT 1.

Il
formulario allestito nel febbraio 2006 è stato sicuramente da me compilato, ma
non tutto in quanto i punti 1.1, 3.2 e il 3.4 non li ho scritti io, al punto
6.2 ho scritto io l'importo ma non la data, al punto 8 non ho scritto io
l'indennità di malattia e il guadagno annuo del 2003 e non ho scritto tutto il
punto 9. Per quanto riguarda il questionario 2003, probabilmente l'ho compilato
io con la macchina da scrivere. Ricordo che la sig.ra AT 1 oltre a svolgere il
tipo di attività indicato nei due suddetti formulari era anche responsabile del
negozio di __________, ma anche di quello di __________. Ammetto che per mio
errore tale tipo di attività non è stato indicato in entrambi i formulari…"
(sottolineatura del redattore; cfr. verbale pag. 6).

 

                                         I
due citati formulari sono stati firmati dall’amministratore unico della __________
SA e ci si potrebbe chiedere il motivo per cui egli non si sia accorto dell’errore.

                                         Tale
questione può rimanere irrisolta perché non rilevante. Da una parte non vi sono
motivi per non credere a quanto dichiarato dalla teste __________, dall’altra, ai
fini dell’AI non era determinante conoscere anche la funzione di responsabilità
assunta dall’attrice avendo comunque il datore di lavoro fornito le principali
indicazioni sul genere di attività svolto dall’interessata. 

 

                                         Per
quanto riguarda l’annuncio della modifica salariale, dagli atti risulta che la
stessa è avvenuta tramite lettera 21 gennaio 2002. Infatti, riferendosi alla
lista di notifica di mutazione del 2002 del personale inviata il 2 gennaio 2002
(doc. 10), l’amministratore unico della __________ ha comunicato alla CO 1 quanto
segue:

 

"  (…)
in data 2 gennaio u.s. abbiamo inviato la lista di notifica di mutazione del
2002 per il personale della nostra società.

Vi chiediamo di voler modificare lo stipendio annuale della signora AT 1 da Fr.
48'240.00 a Fr. 62’640." (doc. 1)

                                         Sul
fatto che la modifica salariale sia stata inviata a gennaio 2002 inoltrato, la
teste __________ ha dichiarato:

 

"  Per
quanto riguarda il doc. 1 trattasi di lettera da me preparata e consegnata per
la firma al sig. __________. Il sig. __________ mi aveva comunicato che c'era
stato un aumento di salario per la sig.ra AT 1; non ricordo se sia stato lui a
dirmi di comunicare ciò al Fondo di previdenza o se l'ho fatto io
spontaneamente. L'invio di questa lettera non mi ha suscitato particolari
reazioni, in quanto succede regolarmente di sapere in un secondo tempo gli
aumenti e non al momento in cui deve essere fatto il formulario (…)“ (verbale 4
ottobre 2006 pag. 6).

                                      

                                         A
seguito dell’aumento salariale, la lista di notifica di mutazione 2002 è stata rettificata
a mano (doc. 10).

                                         In
merito, il teste __________ ha precisato:

 

"  …Non
mi ricordo se la rettifica apportata a mano sulla distinta salario di cui al
doc. 10 e riguardante la retribuzione della sig.ra AT 1 sia stata eseguita prima
dell'invio di tale distinta alla CO 1. Tale modifica è possibile che sia stato
io ad apportarla, oppure potrebbe essere stato il sig. __________ che deve aver
sicuramente vistato tale documento prima che fosse inviato alla CO 1. Escludo comunque
che tale correzione possa essere stata operata da mia nipote __________."
(verbale pag. 3)

 

                                         La
correzione è stata invece apportata da __________, il quale ha deposto: 

 

"  …Mi
viene ostenso il doc. 10. Rilevo anzitutto che la correzione risultante sulla
distinta salari di cui al doc. 10 e concernente la retribuzione della signora AT
1 sono stato io ad apportarla. Il motivo è che si era deciso a fine anno 2001
si era deciso di assegnare alla signora AT 1 la gestione del negozio di __________
a __________.

….

La
correzione è stata da me apportata, non so se prima o dopo che la distinta
fosse firmata da __________, perché mi era stato fatto notare da parte o della
signora AT 1 o della signora __________, che il salario inizialmente indicato
non corrispondeva a quanto avevamo già discusso con __________ nel mese di dicembre
o fine novembre. Sicuramente l’aumento di stipendio era stato comunicato alla
signora __________ nei pochi giorni successivi a quando fu discusso con __________
detta modifica salariale dovuta al cambiamento di attività dell’interessata."
(verbale 27 ottobre 2006 pag. 2).

 

                                         Certo
è singolare che un consulente esterno, qual è __________ (“Per la __________
faccio consulenza esterna e mi occupo degli aspetti tecnici e commerciali della
ditta. Per le mie prestazioni faccio una fatturazione a dipendenza delle ore da
me impiegate. Normalmente la fatturazione avviene annualmente. Per quanto
riguarda il personale non faccio nient’altro che segnalare al sig __________ se
le persone da assumere sono idonee o meno. Consiglio anche ev. spostamenti del
personale all’interno della ditta, ritenuto che le decisioni vengono comunque e
sempre prese dal sig. __________, risp. dagli azionisti.”; cfr. verbale 27
ottobre 2006 pag. 2), abbia proceduto ad una correzione salariale
riguardante una dipendente della __________ SA. Che il teste __________, come
evidenziato dalla Fondazione convenuta nelle sue conclusioni, avesse avuto un
ruolo nella società ben più importante non è tuttavia rilevante per la causa in
esame.

                                         Altrettanto
poco rilevanti sono le eventuali incongruenze risultanti dalle dichiarazioni
del teste __________ e riportate nell’allegato conclusivo. 

                                         

                                         Determinante
ai fini della presente causa è che gli atti dimostrano come il nuovo stipendio
sia stato effettivamente versato. Dalla distinta salariale di gennaio 2002 si
evince in particolare che con una retribuzione lorda di fr. 5'220 (corrispondente
ad un salario annuo di fr. 62'640; l’attrice non riceveva la tredicesima) il
netto corrisponde a fr. 4'350,85 (doc. 2). La scheda conto, di cui al doc. 4,
attestante il transito di salari dei dipendenti nel periodo gennaio-dicembre
2002, indica che il 29 gennaio 2002 sono stati contabilizzati a favore
dell’attrice fr. 3'398,85 si salario. Dalla medesima scheda risulta inoltre che
l’adeguamento salariale di fr. 952 è stato registrato il 15 febbraio 2002, il
cui versamento è invece avvenuto in contanti. Al riguardo, la teste __________
ha affermato: 

 

" 
Mi viene ostenso il doc. 11 concernente il
conteggio definitivo e la modifica stipendio gennaio 2002. Confermo di aver
firmato io tale conteggio. Confermo che i conguagli indicati in tale conteggio
(vedi rubrica modifica) - tra cui quello dell’attrice, n.d.r. - sono stati
versati tramite cassa, vale a dire in contanti ai rispettivi beneficiari
indicati nel conteggio.” (verbale pag. 7)

 

                                         La
citata scheda conto salari del 2002 indica inoltre come nei mesi successivi
l’attrice abbia percepito mensilmente fr. 4'439,85, al netto della nuova
retribuzione. Questi importi sono stati accreditati sul conto bancario
dell’attrice (doc. 3). 

                                         Va
poi rilevato che nel già citato questionario del datore di lavoro 13 ottobre
2003, per i mesi luglio- dicembre 2002 (periodo in cui l’attrice lavorava al
100%) il datore di lavoro ha dichiarato all’Ufficio AI un salario mensile AVS di
fr. 5'320. È vero che rispetto al questionario del 2003 vi sono delle differenze.
Tuttavia, come spiegato dalla teste __________, nel secondo questionario sono
stati erroneamente indicati i salari comprensivi dell’indennità di malattia non
soggette all’AVS (“Per quanto riguarda il formulario del 2006 il salario
indicato nella rubrica 8 non è il salario AVS ma è il salario versato. Invece
nel formulario del 2003 è stato correttamente indicato il salario corretto AVS,
quindi senza indennità di malattia”, cfr. verbale pag. 7). Infine, dal
certificato di salario per la dichiarazione salariale riguardante l’attrice, compilato
il 3 febbraio 2003 dalla __________ SA, risulta per il 2002 un salario lordo di
fr. 63'640 (doc. 19).

 

                                         Va
da ultimo evidenziato che dagli atti non emerge alcun indizio che possa far
credere ad un trattamento di favore dell’assicurata da parte della datrice di
lavoro, nel senso di corrisponderle un salario fittizio con lo scopo di farle
ottenere una prestazione assicurativa maggiore.

                                         Tant’è
che solo successivamente alla modifica salariale è venuta alla luce la reale
entità della malattia di cui l’attrice è affetta:

 

"  Dichiaro
di non essere stato al corrente dell'esistenza di un'incapacità lavorativa
della sig.ra AT 1 al momento in cui ho sottoscritto la lettera 21 gennaio 2002
indirizzata alla CO 1 e concernente la rettifica di salario (doc. 1).” (verbale
4 ottobre 2006 __________ pag. 5);

Al momento in cui
abbiamo preso la decisione circa la modifica salariale non ero al corrente di
una eventuale incapacità al lavoro della signora AT 1. Più avanti, dopo che io
ebbi apportato la modifica salariale in suddetta distinta destinata alla CO 1,
sono venuto a sapere che la signora AT 1 aveva una malattia abbastanza importante."
(verbale 27 ottobre 2006 __________ pag. 2)

 

                                         Non
va poi dimenticato che, una volta ricevuta la rettifica del salario in
questione, la Fondazione aveva emesso il 30 gennaio 2002 l’attestato di
previdenza in cui figurava un salario annunciato di fr. 62'640 per un premio
d’assicurazione annuo, spese incluse, di fr. 7'053,60 ed una rendita
d’invalidità annua di fr. 9'528 (doc. C). Anche nel conteggio 17 gennaio 2003
l’attrice risultava assicurata con il nuovo stipendio, visto che al 1° gennaio
2003 il premio ammontava a fr. 7'221,60. Solo con scritto 1° ottobre 2004
(oltre due anni dall’annunciata modifica salariale), dopo ricezione della
domanda di prestazione assicurative, la Fondazione ha ridotto l’importo della
rendita d’invalidità a fr. 6'419 annui, determinata su un salario annunciato di
fr. 48'240 (doc. A). 

                                      

                                         In
conclusione, visto quanto sopra è da ritenere verosimile che al 1° gennaio 2002
l’assicurata aveva diritto ad un salario annuo determinante di fr. 62'640.

 

                               2.7.   

 

                            2.7.1.   Al
momento dell’introduzione della petizione l’attrice percepiva una mezza rendita
AI. Occorre quindi stabilire il decorso della rendita d’invalidità previdenziale
ed il suo ammontare.

 

                                         L’art.
26 v. cpv. 1 LPP stabilisce che, per la nascita del diritto alle prestazioni
d’invalidità, sono applicabili per analogia le pertinenti disposizioni della
legge federale sull’assicurazione invalidità (art. 29 LAI). L'istituto di
previdenza può inoltre stabilire nelle sue disposizioni regolamentari, che il
diritto alle prestazioni sia differito, fintanto che l'assicurato riscuote il salario
pieno (cpv. 2).

                                         Per
l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI il diritto alla rendita nasce tra l'altro il più
presto nel momento in cui l'assicurato è stato per un anno e senza notevoli
interruzioni, incapace al lavoro almeno il 40% in media.

                                         Per
quel che concerne le prestazioni sovraobbligatorie, l’art. 4.6.2 cpv. 4 del
regolamento dispone che la rendita d’invalidità inizia ad essere corrisposta
dopo 12 mesi d’incapacità al guadagno. 

 

                                         Come
detto (cfr. consid. 1.2), con decisione 13 maggio 2004 l’Ufficio AI ha posto
l’attrice, a partire dal 1° maggio 2004, al beneficio di una mezza rendita AI
(doc. 15). Dagli atti risulta inoltre che quest’ultima ha ricevuto dalla __________,
agente quale assicuratore contro la malattia, delle indennità perdita di
guadagno dal 20 maggio 2003 al 19 maggio 2005 (cfr. conteggio 8 giugno 2005, LXI/2).

 

                                         Ai
sensi dell’art. 26 cpv. 2 LPP l’istituto previdenziale può stabilire che nelle
sue disposizioni regolamentari che il diritto alle prestazioni d’invalidità sia
differito fintanto che l’assicurato riscuote il salario completo. L’art. 26
lett. a OPP2 stabilisce di conseguenza che l’istituto previdenziale può la
rendita d’invalidità fino all’esaurimento del diritto all’indennità giornaliera,
se l’assicurato, in sostituzione del salario intero, riceve indennità
giornaliere dell’assicurazione contro le malattie, che ammontino almeno all’80%
per cento del salario di cui è privato (cfr. in merito: Stauffer, Berufliche Vorsorge,
Zurigo 2006, n. 776 pag. 289). Il regolamento (art. 4.6.2 cpv. 4), prevede che
la rendita d’invalidità “inizia a essere corrisposta dopo 12 mesi
d’incapacità al guadagno. Il diritto viene differito finché sussiste un diritto
alla continuazione del pagamento del salario, o analoghe prestazioni”, ciò
che corrisponde al caso in esame.

 

                                         Ne
consegue che sino al 19 maggio 2005 il diritto alla rendita d’invalidità è rimasto
sospeso. 

                                         

                            2.7.2.   Con
decisione 13 luglio 2006 l’Ufficio AI ha aumentato al 70% il grado d’incapacità
lavorativa, assegnando all’assicurata una rendita intera dal 1° marzo 2006
(XXXIII).

                                      

                                         Per
la giurisprudenza, qualora esista il diritto ad una prestazione di invalidità
per un'incapacità lavorativa intervenuta in costanza di assicurazione,
l'Istituto di previdenza è tenuto a versare prestazioni di invalidità
(maggiori) anche se l'invalidità si modifica, per i medesimi motivi, dopo la
fine del rapporto previdenziale, indipendentemente dal fatto che nel frattempo
l’assicurato abbia cambiato istituto di previdenza (art. 26 cpv. 3 v. LPP e
contrario; DTF 123 V 263 consid. 1a; SZS 2000 pag. 301; STFA del 23 gennaio
2004 nella causa A., B 31/03, del 6 marzo 1996 nella causa S.P; SZS 1995 p. 465
consid. 4a e 467; DTF 118 V 45 consid. 5; cfr. Moser, Bedeutung und Tragweite von
art. 23 BVG, SZS 1995 p. 426 N 49; STFA del 20 luglio 1994 nella causa R, p. 4 consid.
3a).

                                         Il
TFA ha pure stabilito che è pure irrilevante il lasso di tempo trascorso tra la
nascita del diritto alla prima rendita e il diritto ad una rendita di grado
superiore (cfr. DTF 118 V 45 in cui tra l'assegnazione della rendita intera e
della mezza rendita erano trascorsi solo tre mesi; quattro anni nel caso di cui
STFA del 6 marzo 1996 in re S.P; STFA non pubbl. del 20 luglio 1994 in re R 3 consid.
3b). 

                                         Nell'ipotesi
in cui l'aumento del grado di invalidità è riconducibile alla medesima causa,
la giurisprudenza dichiara pure implicitamente irrilevante, il fatto che
l'interessato si sia affiliato ad un nuovo istituto di previdenza dopo la
nascita del diritto alla mezza rendita (STFA del 6 marzo 1996 in re S.P; DTF
118 V 45 consid. 5; SZS 1995 pag. 469 consid. 5b).

 

                                         Nel
caso in esame, l’aumento del grado d’incapacità al guadagno è da ricondurre
allo stesso danno alla salute che ha conferito all’attrice il diritto alla rendita
previdenziale d’invalidità del 50%, motivo per cui la Fondazione convenuta deve
rispondere di detto aumento. Del resto, con scritto 16 gennaio 2007 all’attrice
la CO 1, per conto della convenuta, ha espressamente riconosciuto il peggioramento
della situazione valetudinaria, indicando il diritto ad una rendita del 100% a
partire dal 1° marzo 2006 (LXIII/N).

                                         In
queste circostanze, per economia processuale, la modifica del grado d’invalidità
è suscettibile di essere considerata nell’ambito del presente giudizio.

 

                                         Analogamente
alla decisione 13 luglio 2006 dell’Ufficio AI, l’aumento della rendita
d’invalidità previdenziale è da far decorrere dal 1° marzo 2006 (tre mesi dopo il
peggioramento della capacità al guadagno, risalente al dicembre 2005; cfr. art.
88a cpv. 1 LAI; cfr. in merito: Roman Schyder, Rechtsfragen der Invalidenrententanpassung
in der beruflichen Vorsorge, pag. 151ss, 169, in “Die Revision
von Dauerleistungen in der Sozialversicherung”, Veröffentlichung des Schweiz. Institut für Verwaltungskurse an der Universität St. Gallen, volume
47, San Gallo 1999). 

 

                                         Ritenuto che con salario determinante di fr. 62'640 la rendita d’invalidità
ammonta a fr. 9'528 annui (cfr. conteggio dettagliato allegato allo scritto 11
novembre 2006 della convenuta; LI), dal 20 maggio 2005 l’attrice ha diritto ad
una rendita del 50% di fr. 4’764 all’anno (9'528: 2), rispettivamente fr. 397 al
mese. Dal 1° marzo 2006 la rendita al 100% è invece di fr. 794 mensili (fr.
9'528: 12). 

                                         L’attrice
ha chiesto la corresponsione d’interessi di mora.

                                         A
tal proposito il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che in
caso di versamento tardivo di una prestazione di invalidità gli interessi di
mora sono dovuti (DTF 119 V 131 e 134, cfr. DTF non pubbl. del 31 luglio 1992
per quanto riguarda le prestazioni di vecchiaia).

                                         Secondo
il TFA, infatti, i motivi che hanno indotto a riconoscere l’obbligo del
versamento di interessi di mora su una prestazione di libero passaggio sono
validi anche per quel che riguarda altre prestazioni (DTF 119 V 134 consid.
4b.).

                                      

                                         In
tal caso va applicato il tasso previsto dal regolamento (cfr. art. 104 cpv. 2
CO; SZS 1994 p. 468; DTF 119 V 133; DTF 117 V 350). Nell’evenienza in cui la
questione non è stata disciplinata, si applica l’art. 104 cpv. 1 CO, di natura
dispositiva, secondo cui l’interesse dovuto ammonta al 5% annuo. A tal
proposito va rilevato che gli statuti possono prevedere un tasso inferiore
(cfr. DTF 119 V 134). 

                                         

                                         Nel
caso di specie dalla documentazione agli atti emerge che le parti non hanno
pattuito un interesse di mora superiore a quello previsto dalla legge. Di
conseguenza può essere riconosciuto unicamente l’interesse del 5%.

                                         Per
quel che riguarda la decorrenza degli interessi di mora il TFA applica l’art.
105 cpv. 1 CO secondo cui 

 

"  il
debitore in mora al pagamento di interessi o alla corresponsione di rendite od
al pagamento di una somma donata non deve gli interessi moratori se non dal
giorno in cui si procedette contro di lui in via esecutiva o mediante domanda
giudiziale." (DTF 119 V 135 consid. 4c. e giurisprudenza ivi citata)

 

                                         Dagli
atti non risulta che l’attrice abbia promosso una procedura esecutiva nei
confronti della convenuta. Di conseguenza gli interessi di mora decorrono dal
10 ottobre 2005, data dell’inoltro della petizione.

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione è accolta ai sensi dei considerandi.

                                         §    AT 1 ha diritto ad una
rendita mensile d’invalidità del 50% di fr. 397 dal 20 maggio 2005 e ad una
rendita mensile al 100% di fr. 794 dal 1° marzo 2006, oltre a interessi di mora
del 5% dal 10 ottobre 2005.

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. La Fondazione verserà all’attrice  fr. 2'500 di ripetibili (IVA
inclusa).

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti