# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a3039b9-fc03-5101-9645-55bcb4f5c1b7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-03-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.03.2022 32.2021.131
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2021-131_2022-03-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2021.131

   

  cs

  	
  Lugano

  7 marzo 2022         

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 dicembre 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 10 novembre 2021 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 10 novembre
2021, preavvisata dal progetto dell’8 giugno 2021, RI 1, nato nel 1968, è stato
messo al beneficio di una rendita d’invalidità intera con effetto dal 1°
febbraio 2020 e diritto al versamento delle prestazioni dal 1° aprile 2020
(doc. A4). Contestualmente la Cassa ha compensato parte del totale del
pagamento retroattivo (fr. 65'297) con le indennità giornaliere versate
dall’assicuratore malattie __________ (fr. 22'850) e con le indennità
giornaliere per perdita di guadagno per il coronavirus (fr. 23'006.80).

 

                               1.2.   RI 1, unitamente a sua
moglie, è insorto al TCA sia contro la predetta decisione, contestando la
compensazione effettuata con le indennità giornaliere per perdita di guadagno
per il coronavirus, sia contro la decisione su opposizione del 3 novembre 2021
con cui la Cassa __________ ha rifiutato il condono dell’importo chiesto in
restituzione, sia contro la decisione con cui la Cassa __________ ha rifiutato
il diritto alle indennità giornaliere per il coronavirus alla moglie.

 

                                         Il ricorrente, dopo aver
ripercorso l’intera fattispecie, comprendente le gravi patologie che hanno
afflitto sua moglie (carcinoma al seno) e lui stesso, fino a renderlo da ultimo
inabile al lavoro all’85% (dapprima colpito dalla febbre Q delle capre, in
seguito da un batterio nel sangue con conseguente operazione al cuore con riparazione
della valvola mitrale, endocardite; successiva depressione con inoltro della
domanda AI il 7 ottobre 2019 su richiesta dell’assicuratore malattie che
copriva la perdita di guadagno in caso di malattia) ed aver rilevato di avere
tre figli (nati nel 2000 [la quale ha una figlia nata nel 2019], 2002 e 2007) a
carico, chiede di annullare la compensazione tra le rendite riconosciutegli e
le indennità giornaliere per coronavirus versate per il periodo dal 17 marzo
2020 al 16 settembre 2020 e pari a fr. 23'006.80. Il ricorrente ritiene poco
comprensibile che si sia proceduto alla compensazione senza interpellarlo e
domanda, semmai, una rateazione dell’importo da rimborsare.

 

                               1.3.   Con risposta del 13 dicembre
2021 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che,
laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. IV). 

 

                               1.4.   Con scritto 14 dicembre 2021 l’insorgente
ha confermato di contestare unicamente la compensazione con le IPG Corona e
ribadisce che la somma è stata trattenuta senza preavviso e che la Cassa
avrebbe potuto dilazionarne il pagamento (doc. VI).

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   In concreto, con un unico
ricorso, l’insorgente e sua moglie hanno contestato tre distinte decisioni:

-      
decisione su opposizione del 3 novembre 2021 con cui la Cassa __________
ha rifiutato il versamento delle indennità giornaliere Corona alla moglie dal
17 marzo 2020 al 16 settembre 2020 poiché la domanda è tardiva;

 

-       decisione
su opposizione del 3 novembre 2021 con cui la Cassa __________ ha respinto la
domanda di condono della restituzione dell’importo di fr. 23'006.85 per le
indennità giornaliere Corona per il periodo 17 marzo 2020 – 16 settembre 2020
versate al ricorrente;

 

-       decisione
del 10 novembre 2021 dell’UAI con cui, oltre a riconoscere al ricorrente una
rendita intera dal 1° febbraio 2020 (con diritto al versamento delle
prestazioni dal 1° aprile 2020), è stata effettuata una compensazione con
l’importo di fr. 23'006.85 chiesto in restituzione. 

 

                                         I ricorrenti chiedono la
congiunzione delle cause (incarti 42.2021.73; 42.2021.74 e 32.2021.131).

 

                                         Secondo
l’art. 76 della Legge sulla procedura amministrativa (LPAmm), disposizione
applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 31 Lptca, quando siano proposti
davanti alla stessa autorità più ricorsi il cui fondamento di fatto sia il
medesimo, l’autorità può ordinare la congiunzione delle istruttorie, decidere i
ricorsi con una sola decisione o sospendere una o più procedure in attesa
dell’istruzione o della decisione delle altre. 

 

                                         In
concreto, la richiesta non può trovare accoglimento. 

 

                                         Infatti,
la domanda di prestazioni della moglie, respinta in quanto tardiva, è
indipendente rispetto alla richiesta di condono del ricorrente ed alla
compensazione effettuata dall’UAI tra le indennità giornaliere Corona che gli
sono state versate e la rendita retroattiva riconosciutagli.

 

                                         Ne
segue che il ricorso inoltrato contro la decisione qui impugnata viene trattato
separatamente rispetto alle altre procedure. 

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Oltre all’art. 20 cpv. 2 LPGA
relativo al divieto di compensazione in caso di versamento di prestazioni a
terzi (con l’eccezione dell’art. 20 cpv. 2, seconda frase LPGA, secondo cui è
eccettuata la compensazione in caso di versamento retroattivo di prestazioni ai
sensi dell’articolo 22 capoverso 2), la LPGA non contiene norme generali sulla
compensazione (sentenza 9C_804/2017 del 9 ottobre 2018, consid. 3.1). 

 

                                         Questo modo di estinzione
del credito è conseguentemente retto dalle disposizioni delle leggi speciali
delle assicurazioni sociali (sentenza 9C_804/2017 del 9 ottobre 2018, consid.
3.1, con riferimento alla DTF 138 V 402, consid. 4.2). 

 

                                         In concreto, secondo
l’art. 20 cpv. 2 lett. a LAVS, applicabile in virtù del rinvio di cui all’art.
50 cpv. 2 LAI, possono essere compensati con prestazioni scadute i crediti
derivanti dalla LAVS, dalla LAI, dalla legge sulle indennità di perdita di
guadagno in caso di servizio militare o di protezione civile e dalla legge
sugli assegni familiari nell’agricoltura. 

 

                               2.3.   Per il marginale 10901 delle
direttive sulle rendite (di seguito: DR) se il beneficiario di una prestazione
è debitore di una cassa di compensazione e non salda il suo debito con un
pagamento, i crediti della cassa devono essere compensati con le rendite o gli
assegni per grandi invalidi scaduti, a condizione che questi crediti siano
compensabili. 

 

                                         Ai sensi del marginale
10903 DR sono compensabili con prestazioni scadute i crediti che soddisfano le
condizioni menzionate qui di seguito: 

 

                                         Il credito deve
appartenere a una cassa di compensazione. È irrilevante se si tratta della
stessa cassa che versa le rendite o di un’altra. Il credito della cassa A può
essere compensato con prestazioni versate dalla cassa B (marginale 10904 DR).

 

                                         Il credito deve poter
essere fatto valere personalmente nei confronti dell’avente diritto alla
prestazione oppure essere strettamente connesso alla rendita o all’assegno per
grandi invalidi dal punto di vista del diritto assicurativo. In tal modo, i
contributi e le rendite da restituire che il beneficiario deve ancora versare
personalmente o in seguito all’apertura della successione possono essere
compensati con la sua rendita (marg. 10905 DR). 

 

                                         Secondo il marginale 10909
DR il credito dev’essere esigibile e non prescritto. I crediti contributivi che
non sono ancora stati estinti al momento del riconoscimento del diritto alla
rendita possono essere compensati in ogni caso con questa (art. 16 cpv. 2
LAVS). 

 

                                         Per il marginale 10910 il
credito deve riguardare: i contributi di ogni genere dell’AVS, dell’AI, delle
IPG, dell’AD o degli AF (contributi correnti, arretrati, irrecuperabili,
contributi alle spese di amministrazione, interessi di mora; marg. 10911 DR);
prestazioni dell’AVS, dell’AI e delle IPG che devono essere restituite, a meno
che non siano state condonate (marg. 10912 DR); prestazioni complementari
secondo la LPC, che devono essere restituite (marg. 10913 DR); rendite e
indennità giornaliere da restituire dell'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni, dell'assicurazione militare, dell’assicurazione contro la
disoccupazione e delle casse malati riconosciute dalla Confederazione (marg.
10914 DR); contributi e prestazioni arretrate secondo la legge federale sugli
assegni familiari nell’agricoltura (marg. 10915 DR); tasse d’ingiunzione, spese
d’imposizione, spese d’esecuzione e multe d’ordine (marg. 10916 DR); risarcimento
dei danni causati alle casse di compensazione (art. 52 LAVS, mag. 10917
DR). 

 

                               2.4.   In concreto l’insorgente sostiene
unicamente di non essere stato preventivamente informato circa la compensazione
tra le rendite riconosciutegli retroattivamente e le indennità giornaliere per
il coronavirus versate nel periodo dal 17 marzo 2020 al 16 settembre 2020 (doc.
I e VI).

 

                                         Dagli atti emerge che
mentre per quanto concerne la compensazione con le indennità giornaliere a
causa di perdita di guadagno per malattia l’insorgente è stato avvisato dalla
Cassa ed ha firmato il relativo formulario (cfr. doc. 41 incarto Cassa), egli
non ha sottoscritto alcunché per quanto concerne la compensazione relativa alle
indennità giornaliere per il coronavirus (cfr. doc. 25 incarto Cassa). 

 

                                         Tuttavia, secondo il
marginale 10924 DR, nella versione in vigore dal mese di gennaio 2011, l’avente
diritto dev’essere informato della compensazione dalla cassa di compensazione
debitrice della rendita “nella decisione di rendita o in una decisione
speciale indicante i mezzi d’impugnazione”.

 

                                         Ciò è quanto avvenuto nel
caso di specie. L’amministrazione, con la decisione impugnata, ha informato
l’insorgente della compensazione, esponendo per esteso il calcolo effettuato
(doc. A4), del resto non contestato (cfr. doc. I) ed indicando i periodi,
corrispondenti a quelli durante i quali ha percepito sia le indennità
giornaliere Corona sia le rendite, durante i quali la compensazione ha avuto
luogo.

                                         Non
va qui dimenticato che il TCA dispone di un pieno potere di esame (cfr. anche STF
8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio
inquisitorio, può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento
della fattispecie (art. 61 lett. c LPGA). Nel caso di specie il ricorrente ha
potuto ampiamente contestare, innanzi a questo Tribunale, i motivi alla base
della decisione impugnata.

 

                                         Per
cui dal punto di vista procedurale, contrariamente a quanto sembra sostenere
l’assicurato, non è possibile rimproverare alcunché alla Cassa, la quale ha
agito applicando correttamente le direttive vigenti.

 

                                         Per
quanto concerne invece la richiesta di dilazione, rispettivamente di
rateaizzazione della restituzione, va rilevato che essa è priva di oggetto
poiché l’insorgente non è tenuto ad effettuare un ulteriore versamento dell’importo
di fr. 23'006.85 alla Cassa, essendo stato compensato con le rendite a lui
dovute tramite la decisione qui impugnata.

 

                                         In
queste condizioni la decisione impugnata va confermata.  

 

                               2.5.   Secondo l'art. 69 cpv. 1fbis
LAI nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2021 ed applicabile in concreto (cfr.
anche la disposizione transitoria dell’art. 82a LPGA in combinazione con gli
art. 61 lett. a e fbis LPGA nel tenore in vigore dal 1° gennaio
2021) la procedura di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle
assicurazioni in caso di controversie relative a prestazioni dell’AI è soggetta
a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1000 franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (cfr. DTF 133 V
402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Nel caso di specie, visto
l’esito del ricorso, le spese, di fr. 500, sono a carico del ricorrente.

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.    Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500 sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti