# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 376e6df6-a1bf-525d-a81f-a134b116a30b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-01-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.01.2013 15.2013.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2013-6_2013-01-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2013.6

  	
  Lugano

  21 gennaio
  2013

  EC/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
  quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Jaques

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina

  

 

statuendo nella procedura dipendente dall’istanza 16
gennaio 2013 dell’IS 1 chiedente la determinazione del modo di realizzazione ai
sensi dell’art. 132 LEF dell’interessenza spettante all’escussa

 

	
   

  	
   

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

nella __________
composta oltre che dall’escussa di

 

	
   

  	
  ______________________________

   

  

 

nelle varie
esecuzioni promosse contro l’escussa da

 

	
   

  	
  1. PI 3 

  2. PI 4 

     rappresentate dall’RA 1 

  3. PI 5 

     rappr. dal RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:

 

 

                                     A.      Nelle
varie esecuzioni promosse dalla PI 4, dallo PI 3 e dal PI 5 contro PI 1, il 22
marzo 2011, il 24 ottobre 2011 e l’8 agosto 2012 l’IS 1 ha pignorato:

                                              -
“i diritti ereditari spettanti alla debitrice nella PI 2, composta
di:

                                              __________

                                              PI 1,

                                              __________,

                                              __________,
__________.

 

                                              In
modo particolare i beni immobili siti nel Comune di __________ e precisamente
il fondo base part. __________, PPP n. __________-____________________-__________-__________
rispettivamente di 70/1000 – 170/1000 – 105/1000 – 255/1000.

 

                                              In
sede di pignoramento l’Ufficio ha attribuito a quanto pignorato un valore di
stima di fr. 500'000.00.

 

 

                                      B.      Avendo
i creditori presentato le domande di vendita, il 16 novembre 2012 l’Ufficio ha
convocato tutti gli interessati a un’udienza di conciliazione ai sensi
dell’art. 9 cpv. 1 RDC. A tale udienza nessuna conciliazione è stata raggiunta
a causa dell’assenza del coerede __________. All’udienza l’ufficio ha
stabilito, con l’aiuto delle parti presenti, in fr. 277'164.00 il valore
commerciale netto degli attivi di proprietà dell’escussa e in fr. 70'000.- il
valore della quota di un quarto spettante all’escussa. Il 13 dicembre 2012,
l’Ufficio ha quindi assegnato agli interessati un termine di 10 giorni per
presentare eventuali proposte concrete per la realizzazione della quota
ereditaria dell’escussa (art. 10 cpv. 1 RDC). Nel termine impartito non sono
pervenute proposte all’Ufficio.

 

 

                                      C.      Il
16 gennaio 2013 l’Ufficio ha chiesto a questa Camera la determinazione del modo
di realizzazione dei diritti in comunione spettanti alla PI 1 nella PI 2.
L’Ufficio ha rilevato di aver assegnato alla quota un valore di fr. 70’000.-,
preavvisando di far luogo alla vendita ai pubblici incanti della quota
ereditaria dell’escussa.

 

 

 

considerato

 

in diritto:

 

                                     1.      L’Ufficio
ha determinato che la quota parte dell’escussa nella comunione ereditaria è di
un quarto e che il suo valore assomma a 70’000.- (cfr. il verbale dell’udienza
di conciliazione trasmesso a tutti gli interessati il 13 dicembre 2012 e
rimasto incontestato). Tale accertamento non è stato ritualmente contestato da
nessuna delle parti interessate. Qualora, come nel caso di specie, l’esistenza
della comunione ereditaria e la quota parte dell’escusso non siano contestate
dai coeredi, l’Ufficio deve conformarsi alla procedura prevista dal Regolamento
del Tribunale federale concernente il pignoramento e la realizzazione di
diritti in comunione (RDC, RS 281.41), convocando tutti gli interessati a
un’udienza di conciliazione (art. 9 cpv. 1 RDC) e dando poi loro la facoltà di
formulare proposte sul modo di realizzazione (art. 10 cpv. 1 RDC). L’autorità
di vigilanza deve poi determinare il modo di realizzazione dei diritti
ereditari dell’escusso (art. 132 cpv. 1 LEF), scegliendo tra la messa all’asta
oppure lo scioglimento della comunione, con consecutiva liquidazione del
patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC), ritenuto che giusta
l’art. 10 cpv. 3 RDC, la vendita all’asta dei diritti in comunione sarà
ordinata, di regola, solo se il valore della quota pignorata può essere determinato
almeno approssimativamente in base alle informazioni assunte in occasione del
pignoramento o delle trattative di conciliazione.

 

 

                                     2.      Nel caso di specie l’Ufficio ha preavvisato la vendita ai pubblici
incanti dei diritti pignorati. L’Ufficio ha assegnato alla quota pignorata di
pertinenza dell’escussa il valore di fr. 70'000.-.
Questi dati non sono stati contestati dalle parti interessate alle quali è
stato trasmesso il verbale dell’udienza di conciliazione del 5 dicembre 2012. In queste circostanze si può pertanto ritenere che il valore della quota pignorata sia
sufficientemente determinato ai sensi dell’art. 10 cpv. 3 RDC perché se ne
possa ordinare la vendita all’asta, come proposto dall’Ufficio. Infatti la
soluzione alternativa dello scioglimento della comunione ereditaria e
della liquidazione del patrimonio comune (cfr. art. 10 cpv. 2 RDC) visti i
tempi e i costi di una simile procedura e considerato che il rischio di vendita
a vil prezzo è comunque contenuto, siccome l’importo totale dei crediti a
beneficio del pignoramento (oltre fr. 100'000.--) supera ampiamente il valore
di stima della quota, appare in concreto inadeguata.

 

                                     3.      L’istanza è
quindi accolta.

                                              Non si preleva la
tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF).

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 132 LEF; 9, 10 RDC; 61 cpv. 2
lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF,

 

pronuncia:

 

                                     1.      L’istanza è accolta.

 

1.1.     
Di conseguenza è ordinata la realizzazione a
mezzo di pubblici incanti dell’interessenza di 1/4 spettante alla PI 1 nella
divisione della PI 2 composta di __________, PI 1, __________, __________.

 

                                     2.       Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                     3.      Notificazione
all’IS 1 e, per il suo tramite, a tutti gli interessati.

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                                Il
segretario

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
(dieci) giorni dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque)
giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata
pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.