# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fe4bb926-134e-5c0f-a85a-e4f0bf5cacac
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.08.2003 36.2002.145
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2002-145_2003-08-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2002.145

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  5 agosto 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 6 dicembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 6 novembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 

  __________ 

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ e
__________ si sono uniti in matrimonio nel 1976 e si sono separati di fatto nel
1993. Dalla loro unione sono nati due figli, __________ (1971) e __________
(1988).

                                         In data
12 gennaio 1996 vi è stato il tentativo di conciliazione presso la Pretura di
__________ - fallito - in seguito al quale i coniugi sono stati autorizzati a
vivere separati in virtù dell'articolo 145 cpv. 1 CCS (cfr. doc. _). In data 4
agosto 1997 i coniugi __________ hanno stipulato una convenzione sulle
conseguenze accessorie della separazione, nella quale hanno in particolare
previsto l'attribuzione alla madre dell'autorità parentale sulla figlia
__________ (cfr. doc. _). Questa convenzione è poi stata omologata dal Pretore
della Giurisdizione di __________ con sentenza 4 febbraio 1998 (cfr. doc. _).

 

                               1.2.   __________
(così come la sua famiglia) è stata assicurata contro le malattie presso la
Cassa malati __________ dal 1° gennaio 1990 (cfr. doc. _) fino al 31 dicembre
1997 per le prestazioni di base.

                                         Con
decisione formale 16 agosto 2002, la __________ ha invitato la signora
__________ a versare l’importo di fr. 4'730.30, pari ai premi
dell'assicurazione malattia sociale rimasti impagati da parte sua e dal marito,
__________, a partire dal 1° gennaio 1997 e fino al 31 luglio 1997, nonché i
premi dell'assicurazione malattia sociale rimasti impagati dall'assicurata dal
1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997 (cfr. doc. _).

 

                                         Il
successivo 18 settembre 2002 __________ si è opposta alla decisione intimatale
dalla Cassa malati, evidenziando di non avere nessun obbligo contributivo nei
confronti del marito, __________, dal quale vive separata già da tempo e con il
quale ha liquidato il regime matrimoniale con convenzione del 4 agosto 1997.
Ella ha inoltre osservato di non avere mai stipulato una copertura assicurativa
con la __________ e di non avere mai ricevuto, prima del 4 marzo 2000, nessuna
comunicazione o sollecito riguardo a premi rimasti impagati dal marito e di cui
ella avrebbe dovuto assumersi l'onere (cfr. doc. _).

 

 

                               1.3.   Con
decisione su opposizione del 6 novembre 2002 la Cassa malati ha rigettato
l'opposizione interposta da __________, adducendo le seguenti motivazioni:

 

"  IN
FATTO

 

1.   Fino al 31
dicembre 1997 l'opponente __________ era assicurata obbligatoriamente presso la
__________ secondo la Legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal). Con
lettera del 16 novembre 2000 la __________ le aveva comunicato che erano anco­ra
in sospeso premi d'assicurazione per il 1996 ed il 1997 dell'importo totale di fr. 6'823.50 e le aveva intimato di provvedere entro 20 giorni
al versamento di tali arretrati.

 

2.   II 4 giugno
2002 fu di nuovo intimato all'opponente di pagare i premi ancora in sospeso del
1997. Poiché anche questa lettera di sollecito non ebbe come risultato il saldo
degli arretrati, il 15 luglio 2002 la __________ fu costretta ad introdurre una
procedura di ese­cuzione.

 

3.   Contro il
rispettivo precetto esecutivo no. __________ dell'Ufficio esecuzione di __________
l'op­ponente fece opposizione il 14 agosto 2002. Questa opposizione fu
rigettata mediante la decisione qui contestata.

 

 

IN DIRITTO

 

4.   Secondo la
giurisprudenza, le casse malati riconosciute hanno il diritto di rigettare
un'op­posizione mediante decisione formale (DTF 121 V 110; RAMI 1993 K 919 pag.
126).

 

5.   L'assicurato
è obbligato a versare i suoi premi mensili sia quando è in buona salute, sia
quando è malato. È possibile un pagamento anticipato per due mesi, tre mesi,
sei mesi o per un anno intero (art. 20.1 e 20.2 Regolamento Assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie, edizione 1997).

 

6.   Come la
__________ ha dovuto constatare nella sua contabilità, l'importo totale dei
premi arretrati dovuti dall'opponente per l'assicurazione obbligatoria delle
cure medico-­sanitarie per l'anno 1997 ammontava a fr. 4'710.30
(7 x fr. 512.40 da gennaio fino a luglio 1997 solidale con
__________, nonché 5 x fr. 224.70 da agosto fino a
dicembre 1997).

 

7.   L'opponente
non contesta di non aver rimborsato i premi dovuti arretrati, e neppure l'esat­tezza
dell'ammontare dei suddetti premi. Invece essa afferma di non aver ricevuto
"nes­suna richiesta di premi, nessuna comunicazione o sollecito".
Questo stato di cose evi­dentemente non corrisponde al vero. Già nel 2000
furono richiesti all'opponente i premi d'assicurazione menzionati, dopo di che
essa si fece persino rappresentare da uno studio legale. Nella sua lettera del
16 novembre 2000 all'allora rappresentante legale dell'oppo­nente,
l'avvocatessa __________ la __________ aveva esposto dettagliatamente la
situazione giuridica vigente concedendo all'opponente un ulteriore termine di
pagamento di 20 giorni. Quindi, all'opponente è noto già da anni che è in arre­trato
con i premi per l'anno 1997.

 

8.   Inoltre, per
quanto riguarda i premi dal gennaio al luglio 1997, l'opponente dice di non
essere responsabile solidale per gli arretrati del suo ex marito __________.
Anche que­sta affermazione è evidentemente sbagliata. Infatti dalla decisione
del Pretore della Giu­risdizione di __________ del 4 febbraio 1998
rispettivamente dalla sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni del
25 maggio 1999 fatte valere dall'opponente ri­sulta chiaramente che la
reciproca responsabilità solidale fu abrogata solo per il 31 luglio 1997. La
__________ aveva indicato anche questa circostanza già nella sua lettera del 16
novembre 2000 all'avv. __________.

 

9.   Infine
l'opponente rimanda all'art. 21 cpv. 1 della Legge federale sul contratto
d'assicu­razione (LCA). Così facendo non vede però che i premi richiesti dalla
__________ ri­guardano l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
secondo la LAMal, per cui la LCA non è applicabile. La __________ si attiene
pertanto al fatto che i suddetti premi arretrati devono esserle rimborsati
integralmente.

 

10. Giusta l'art. 20.5
del regolamento, la __________ ha inoltre il diritto di farsi rimborsare gli
interessi di mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per
solleciti, esecu­zioni, ecc. Spetta pertanto all'opponente di rimborsare le
spese di mora di un importo di fr. 20.--.

 

11. Riassumendo
quindi risulta che l'importo globale dei premi arretrati dovuti dall'opponente
fino al 31 dicembre 1997 ammonta a fr. 4'730.30 (premi
arretrati pari ad un importo di fr. 4'710.30 per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie nonché fr.
20.-- a ti­tolo di spese di mora). La __________ ha pertanto a giusto
titolo rigettato, mediante de­cisione del 16 agosto 2002, l'opposizione
interposta relativamente a questo importo con­tro il precetto esecutivo n°
__________ dell'Ufficio esecuzione di __________, ragione per cui la presente
opposizione dev'essere integralmente respinta." (Doc. _)

 

 

                               1.4.   Con ricorso
6 dicembre 2002 l'assicurata ha chiesto al TCA di annullare la decisione
impugnata, osservando:

 

"1)
   __________ ex marito della ricorrente ha stipulato con la cassa malati
__________ dal 1990 una polizza malattia per tutti i componenti della famiglia
domiciliati in __________ (allegato _).

 

2)   In data 12
gennaio 1996 la Pretura di __________ ha autorizzato, per turbativa familiare,
__________ a lasciare legalmente il domicilio di __________ (allegato _).

 

3)   In data 08
agosto 1997 tra la ricorrente e l'ex marito è stata stipulata una convenzione
di separazione (allegato _), tale convenzione è stata omologata dalla Pretura
di __________ in data 04 febbraio 1998 (allegato _).

 

4)   A seguito del
cambio di domicilio e l'avvenuta separazione, l'ex marito della ricorrente
quale contraente dava disdetta per il 31 dicembre 1997 della polizza malattia
con la __________ per sé e per gli altri componenti del nucleo familiare
assicurati (allegato _).

 

5)   In data 05
giugno 2000 la sottoscritta stipulava con l'ex marito una convenzione di
divorzio (allegato _), nella quale al punto 7 era ribadito che il regime
matrimoniale era già stato liquidato con la convenzione del 04 agosto 1997
(allegato _), omologata il 04 febbraio 1998. La Pretura di __________ ha
sciolto con sentenza del 12 settembre 2000 il matrimonio della ricorrente,
(allegato _).

 

6)   Con
decorrenza 01 gennaio 1998 la ricorrente ha stipulato con la cassa malati
__________ una polizza malattia per sé e per la figlia __________.

 

7)   In data 02
marzo 2000 la cassa malati __________ inviava alla ricorrente un richiamo di
pagamento di Frs. 23'130,10 (allegato _), per presunti
premi e partecipazioni non pagate dal mese di settembre 1996 al mese di
febbraio 2000.

II 16 marzo 2000 la ricorrente
respingeva la richiesta della __________ e richiedeva una decisione formale
della cassa malati in base all'art. 80 LAMAL (allegato _), cosa che la
__________ non ha fatto nel tempo previsto di 30 giorni. Non avendo avuto
risposta dalla __________, la ricorrente delegava lo studio Avv. __________ che
ribadiva con scritto del 25 maggio 2000 (allegato _) l'estraneità della
ricorrente chiedendo la chiusura della vertenza. La cassa malati __________
solo il 16 novembre 2000 rispondeva allo studio legale __________ (allegato _)
portando le pretese per presunti premi non pagati, sino al 31 dicembre 1997, a Frs. 6'823,50 e allestendo con data 14 novembre 2000 una polizza
a nome della ricorrente, valevole dal 01 agosto 1997 (allegato _).

 

8)   La __________
non ha avviato alcuna azione legale se non nel mese di agosto 2002 con
l'emissione di un precetto esecutivo a nome della ricorrente datato 07 agosto
2002 per un importo di Frs. 4'710,30 (allegato _); la
ricorrente ha fatto opposizione al citato precetto, respinta con decisione del
18 agosto 2002 (allegato _); ulteriore opposizione è stata presentata dalla
ricorrente il 18 settembre 2002 (allegato _).

 

La cassa malati __________ basa la sua
richiesta di pagamento in merito alla responsabilità in solido di premi non
pagati dall'ex marito per i periodi gennaio-luglio 1997, e ad una
responsabilità personale della ricorrente per premi non pagati dal mese di
agosto a dicembre 1997, motiva il fatto che i premi non sono stati richiesti
prima del 2000 perché non a conoscenza del domicilio e dello stato civile della
ricorrente (allegato _).

Quanto sopra non corrisponde al vero
perché la __________ già dal 1996, era a conoscenza del cambiamento di
domicilio dell'ex marito e che la ricorrente aveva conservato il domicilio di
__________, tanto che avvisata di questo fatto, la __________ inviava in data
08 febbraio 1996 un'offerta di variazione della polizza di malattia per la
ricorrente e per la figlia __________ (allegato _).

 

La __________, pur essendo al corrente
già dal 1996 della separazione dall'ex marito, dei differenti domicili, dello
stato di non convivenza, mai ha informato la ricorrente, sia come eventuale
responsabile solidale, sia come assicurata, del credito vantato nei confronti
dell'ex marito.

La prima informazione avuta dalla
__________ è pervenuta al domicilio della ricorrente il 02 marzo 2000, dopo
oltre due anni dal termine della copertura assicurativa, ad avvenuta
liquidazione del regime matrimoniale e per una morosità iniziata dal 1996.

 

AI momento della separazione dall'ex
marito la ricorrente, in buona fede non aveva alcuna conoscenza di eventuali
crediti vantati dalla __________, nella convenzione di separazione omologata il
04 febbraio 1998 ha regolato con l'ex marito il regime matrimoniale,
convenzione riconfermata con il divorzio del 12 settembre 2000.

 

La ricorrente se fosse stata informata
dalla __________ del credito vantato, prima dello scioglimento del regime
matrimoniale, omologazione del 04 febbraio 1998, avrebbe potuto richiedere
all'ex marito tramite il Pretore competente di sistemare la situazione.

 

La __________ è sempre stata imprecisa
nelle sue richieste alla ricorrente, nel mese di marzo 2000 richiedeva un
pagamento di Frs. 23'120,10, nel mese di novembre 2000 un
pagamento di Frs. 6'823,50, il precetto al quale si
riferisce il presente ricorso è stato fatto per un importo di Frs.
4'710,30. La __________ è tenuta a motivare queste variazioni e su quali
basi regola i vari conteggi, cosa che non ha mai fatto.

 

La Cassa Malati __________ ha mancato
nei confronti della ricorrente in relazione all'obbligo d'informazione, durante
e successivamente il periodo di assicurazione, tale obbligo dell'assicuratore è
previsto dall'art. 16 della LAMAL.

 

La mancanza d'informazione da parte
della __________, il lungo periodo trascorso dal termine dell'assicurazione nel
dicembre 1997 senza informazione alcuna, ha causato alla sottoscritta un danno
reale, quanto ricevuto dalla ricorrente dall'ex marito a liquidazione del
regime matrimoniale per colpa della __________ non ha potuto tener conto del
credito vantato.

 

La LAMAL non prevede alcuna responsabilità
solidale per premi non pagati; la responsabilità solidale, solo durante il
regime matrimoniale, è prevista dal C.C. Anche la Legge Cantonale sulle
Assicurazioni, regola i tempi che un assicuratore ha per esigere premi non
corrisposti, tempi che la __________ non ha rispettato.

 

Cosa più importante da rilevare,
secondo il Codice delle Obbligazioni art. 128, il credito vantato dalla
__________ si prescrive con una decorrenza di 5 anni, la prescrizione si
interrompe mediante atto esecutivo ecc., art. 135 parte 2. L'esecuzione della
__________ nei confronti della sottoscritta è stata effettuata con data 07
agosto 2002, i premi relativi alla cassa malati scadono mensilmente, pertanto i
premi pretesi dalla __________ per il periodo da gennaio 1997 a luglio 1997 per
un totale di Frs. 4'710,30 essendo trascorsi i 5 anni
previsti sono da ritenersi caduti in prescrizione e non più esigibili a nessun
titolo.

 

Riguardo i premi successivi da agosto
1997 a dicembre 1997 per un totale di Frs. 1'123,50, la
sottoscritta oltre che contestare l'importo perché ha ricevuto la polizza solo
nel mese di novembre 2000 (allegato _) e non comprende su quale base è stato
effettuato il calcolo, ritiene che il pagamento non possa essere preteso per
quanto sopra riportato relativamente alla mancata informazione da parte della
__________ e alla richiesta avvenuta solo dopo lo scioglimento del regime
matrimoniale.

 

La ricorrente è venuta a conoscenza
nell'anno 2000 dall'ex marito che la __________ non gli ha rimborsato già dal
1996 spese medico sanitarie da lui sostenute, per se stesso, per la
sottoscritta e la figlia __________. Tale credito che oggi vanta la ricorrente
nei confronti della __________ per il 1997 ammonta a Frs. 3'150,
25 per il periodo gennaio/luglio 1997 (allegato _ da _ a _) e Frs.
644,80 per il periodo agosto/dicembre 1997 (allegato _ da _ a _). Per
tali importi e in particolare per quelli relativi al periodo agosto/dicembre
1997 la ricorrente secondo quanto previsto dal Codice delle Obbligazioni, ne
richiede la compensazione con quanto richiesto dalla __________.

 

Per guanto
sopra riportato, la ricorrente
richiede al Tribunale di
giudicare:

 

II credito vantato dalla __________
per il periodo gennaio/luglio 2002 (data errata, i premi si riferiscono al
1997, n.d.r.) é nullo e non esigibile per prescrizione.

 

La ricorrente non è tenuta al
pagamento del credito vantato dalla __________ per il periodo agosto/dicembre
1997 per mancata informazione della Cassa malati, richiesta dopo l'avvenuto
scioglimento del regime matrimoniale e per mancata decisione alla quale era
tenuta, da emettere nel periodo di 30 giorni, come richiesto dalla ricorrente
con raccomandata del 16 marzo 2000 (allegato _). Nell'ipotesi non fosse
accettata dal Tribunale tale ipotesi, di giudicare compensato il Credito
vantato dalla __________ con il credito vantato dalla ricorrente, secondo il
Codice delle Obbligazioni." (Doc. _)

 

                               1.5.   Con risposta
di causa del 22 gennaio 2003 la __________ ha proposto al TCA di respingere il
ricorso, rilevando che:

 

" 
(…)

1.   Fino al 31
dicembre 1997 la ricorrente era assicurata obbligatoriamente presso la
__________ secondo la Legge federale sull'assicurazione malattia (LAMal). Con
lettera del 16 risp. del 22 novembre 2000 la __________ le aveva comunicato che
erano ancora in sospeso premi d'assicurazione per il 1996 ed il 1997 e le aveva
intimato di provvedere entro 20 giorni al versamento di tali arretrati.

 

 

2.   II 4 giugno
2002 fu di nuovo intimato alla ricorrente di pagare i premi ancora in sospeso
del 1997. Poiché anche questa lettera di sollecito non ebbe come risultato il
saldo degli arretrati, il 15 luglio 2002 la __________ fu costretta ad
introdurre una procedura di esecuzione.

 

 

3.   Contro il
rispettivo precetto esecutivo no. 583089 dell'Ufficio esecuzione di __________
la ri­corrente fece opposizione il 14 agosto 2002. Con decisione formale del 16
agosto 2002 la __________ abrogò questa opposizione. L'opposizione sollevata in
merito è stata respinta dalla __________ con la decisione su opposizione qui
contestata del 6 no­vembre 2002.

 

 

 

IN DIRITTO

 

1.   Secondo la
giurisprudenza, le casse malati riconosciute hanno il diritto di abrogare
un'opposizione mediante decisione formale (DTF 121 V 110; RAMI 1993 K 919 pag.
126).

 

 

2.   L'assicurato
è obbligato a versare i suoi premi mensili sia quando è in buona salute, sia
quando è malato. È possibile un pagamento anticipato per due mesi, tre mesi,
sei mesi o per un anno intero (art. 20.1 e 20.2 Regolamento Assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie, edizione 1997).

 

 

3.   Come la
__________ ha dovuto constatare nella sua contabilità, l'importo totale dei
premi arretrati dovuti dalla ricorrente per l'assicurazione obbligatoria delle
cure medico-­sanitarie per l'anno 1997 ammontava a fr. 4'710.30
(7 x fr. 512.40 da gennaio fino a lu­glio 1997 solidale
con l'ex-marito __________, nonché 5 x fr. 224.70 da
agosto fino a dicembre 1997).

 

 

4.   La ricorrente
non contesta di non aver rimborsato i premi dovuti arretrati, e neppure
l'esattezza dell'ammontare dei suddetti premi. Essa piuttosto rimprovera alla
__________ di aver richiesto in tempi diversi per i premi arretrati sempre
importi differenti. Que­sta circostanza però non significa che la __________
sia "sempre stata imprecisa nelle sue richieste". Infatti la
situazione riguardo ai premi si modificava di continuo, tanto più che
l'ex-marito della ricorrente - almeno fino al mese di agosto 1997 - era
anch'esso de­bitore solidale dei premi. In ogni caso anche la ricorrente stessa
non nega di non aver pagato i premi assicurativi per l'anno 1997.

 

 

5.   Oltre a
questo la ricorrente sostiene di aver ricevuto dalla __________ solo nell'anno
2000 una polizza indicante i premi assicurativi che essa doveva pagare. Questo
pale­semente non corrisponde alla verità. Anche se per l'anno 1997 la polizza
della ricorrente come pure la rispettiva ricapitolazione dei premi per l'intera
famiglia era stata spedita al marito di allora, __________, quale
rappresentante legale, questo non significa che essa non fosse al corrente a
riguardo dell'ammontare dei premi. Anche a seguito del di­vorzio essa non
poteva supporre che con questo anche il rapporto assicurativo con la __________
si fosse sciolto. Inoltre anche l'ammontare del premio non si modificò con il
cambiamento del suo stato civile. Di conseguenza la ricorrente sapeva - o per
lo meno avrebbe potuto informarsi a questo riguardo presso la __________ - che
era ancora tenuta a versare un premio mensile di fr. 224.70.

 

 

6.   Inoltre la
ricorrente fa valere, che la richiesta dei premi mensili per i mesi da gennaio
a luglio 1997, dopo la scadenza di cinque anni, è caduta in prescrizione. In
merito a que­sto va rilevato:

 

      a)  II
Tribunale interpellato confermò per la prima volta con sentenza del 19 giugno
1998, che la decisione formale della __________ dell'8 giugno 1997, con la
quale quest'ulti­ma aveva abrogato l'opposizione a riguardo di tutti premi
arretrati della famiglia __________ (compresi quelli della ricorrente), era
cresciuta in giudicato. Con sentenza del 25 maggio 1999 lo stesso Tribunale
dichiarò che __________ era debitore dei premi nei confronti della __________
fino alla fine di giugno 1998. Inoltre espone quanto segue (pag. 13 e 14):

 

           " Un
coniuge è quindi, ex lege, debitore solidale dei premi dell'assicurazione-malattie
obbligatoria, stipulata dall'altro coniuge nel quadro della loro vita comune.

 

La responsabilità di un coniuge per i debiti contratti
dall'altro nel qua­dro dell'unione coniugale, è indipendente dal tipo di regime
matrimo­niale in vigore fra di essi. Quest'ultimo avrà un'influenza soltanto in
occasione della liquidazione del regime matrimoniale, che fa seguito,
generalmente, al decesso di uno dei coniugi oppure al loro divorzio (Petitpierre/de
Montmollin/Guinand/Hausheer, FJS n. 104, 1988, p. 11).

 

In concreto, dalle tavole processuali emerge che la vita
in comune fra __________ e sua moglie __________ è durata fino - al più tardi -
al mese di agosto 1997 (cfr. convenzione sulle conseguenze accessorie
della separazione stipulata il 4 agosto 1997, prodotta sub doc. _).

 

Pertanto, la Cassa malati convenuta avrebbe avuto il
diritto d'esigere dal ricorrente l'assunzione solidale dei premi afferenti
all'assicura­zione della sua consorte, soltanto fino a tale data."

 

Questa sentenza è stata tutelata
integralmente dal Tribunale federale delle assicurazioni nella sua sentenza del
15 settembre 2000.

 

      b)  Se si
considera che la responsabilità solidale di __________ è stata confermata da
parte del Tribunale fino al mese di agosto 1997, è chiaro che questa
responsabilità sus­siste anche viceversa per la ricorrente. In ogni caso - come
esposto - la richiesta dei premi della __________ nei confronti della
ricorrente per i premi fino al 1° giugno 1997 è già passata in giudicato
tramite sentenza del 19 giugno 1998 del TCA, e in questa sentenza la ricorrente
è specificamente menzionata quale parte.

 

 

7.   Per quel che
riguarda l'obbligo al pagamento dei premi della ricorrente dopo il suo divor­zio
da __________ per il periodo fino a dicembre 1997, anche in questo caso la
__________, con l'introduzione della procedura di esecuzione in data 15 luglio
2002 come pure il rilascio della rispettiva decisione formale in data 16 agosto
2002, ha intra­preso le necessarie azioni giuridiche entro il termine di cinque
anni.

 

 

8.   Infine la
ricorrente afferma di avere delle pretese di prestazioni nei confronti della
__________, che vorrebbe compensare con i suoi arretrati "secondo quanto
previsto dal Codice delle obbligazioni".

 

Nella maggioranza delle leggi sulle
assicurazioni sociali della Confederazione il diritto di compensazione è
regolato in modo concordante nel senso che questo diritto spetta esclusivamente
all'assicuratore sociale; le formulazioni legislative escludono un diritto di
compensazione dell'assicurato. II motivo per questa regolamentazione concordante
sta nel fatto, che unicamente l'assicuratore sociale è autorizzato a rilasciare
delle decisioni formali, ossia a decidere unilateralmente e sovranamente sui
diritti e obblighi dell'assi­curato (cfr. art. 5 PA). Da questo risulta anche
la concessione unilaterale del diritto di compensazione all'assicuratore
sociale, quindi anche all'assicuratore malattie (DTF 110 V 186). In conformità
a ciò l'art. 17.1 del Regolamento (doc. _ della __________) sta­bilisce, che
l'assicurato non ha alcun diritto di fare dei conteggi. Con altre parole l'assi­curato
non può semplicemente detrarre delle prestazioni, alle quali presume di avere
di­ritto, dalla richiesta dei premi della __________.

 

 

9.   Giusta l'art.
20.5 del regolamento, la __________ ha inoltre il diritto di farsi rimborsare
gli interessi di mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per
solleciti, esecuzioni, ecc. Spetta pertanto alla ricorrente di rimborsare le
spese di mora di un im­porto di fr. 20.--.

 

 

10. Riassumendo
quindi risulta che l'importo totale dei premi arretrati dovuti dalla ricorrente
fino al 31 dicembre 1997 ammonta a fr. 4'730.30 (premi
arretrati pari ad um importo di fr. 4'710.30
per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie nonché fr. 20.-- a titolo di spese di mora). La __________ ha pertanto
a giusto titolo rigettato, mediante decisione del 16 agosto 2002, l'opposizione
interposta relativamente a questo importo contro il precetto esecutivo n°
__________ dell'Ufficio esecuzione di __________, ragione per cui il presente
ricorso dev'essere integralmente respinto." (Doc. _)

 

 

                               1.6.   In data 7
febbraio 2003 l'assicurata ha osservato:

 

"  (…)

1)   La __________
riferisce nella sua risposta di causa che la ricorrente non ha contestato i
premi richiesti, quest'affermazione non è vera, nel ricorso presentato al
vostro Tribunale, la ricorrente a pagina 3 contesta i premi, chiedendo alla
__________ di motivare i vari importi richiesti nel tempo e su quali basi
questi conteggi erano regolati. Passare da una richiesta di 23'120,10 Frs. a 4'710,30 Frs. senza alcuna
motivazione é giustamente poco chiaro. La __________ afferma che i premi si
modificavano di continuo, ma su quali basi, perché. La __________ non ha dato
alcuna risposta o chiarimento in merito.

 

2)   La __________
dice di aver comunicato nel 1997 all'ex marito della ricorrente i premi
assicurativi da pagare e che la ricorrente doveva esserne al corrente prima del
02 marzo 2000.

L'affermazione non corrisponde al
vero, a seguito separazione, l'ex marito della ricorrente dal 1996 abitava in
__________ a __________, mentre la ricorrente aveva conservato il proprio
domicilio a __________. Questa particolarità era ben conosciuta alla __________
dal 1996 (vedere prove presentate nel ricorso alla lettera _) e anche potendo
inviare all'indirizzo della ricorrente le sue pretese, non ha mai fatto nulla.

Le affermazioni della __________ non
rispecchiano la realtà e le prove presentate dalla ricorrente la smentiscono,
la __________ ha mancato, pur avendo la possibilità e la conoscenza del suo domicilio
d'informare la ricorrente.

 

 

3)   Per i premi
dalla __________ per il periodo gennaio 1997 luglio 1997 (512,40 x 7) per un
importo di Frs. 3'586,80, secondo il C.O. e quanto citato
nel ricorso, la richiesta é caduta in prescrizione perché trascorsi 5 anni.

La __________ vuole far cadere questa
prescrizione asserendo che una sentenza del 25 maggio 1999 confermata dal
Tribunale Federale in data 15 settembre 2000, avrebbe sentenziato che la
ricorrente era responsabile del pagamento di questi premi in forma solidale con
il marito.

 

                                                                         Quanto
vuol far credere la __________ non è assolutamente vero perché:

 

La sentenza citata, della quale la
ricorrente è venuta a conoscenza solo tramite il legale della __________
nell'anno 2000, tratta il periodo di premi da luglio 1997 a dicembre 1997,
riporta esclusivamente considerazioni sulla responsabilità solidale dei
coniugi, e su quello che la __________ avrebbe potuto fare o richiedere a
__________, ma che non ha fatto, non sentenzia nulla nei confronti della ricorrente.

 

Tra l'altro il Tribunale Cantonale a
pag. 15 della sentenza della quale si presenta copia (allegato n. _) cita:

 

      " In siffatte condizioni, se
l'assicuratore-malattia convenuto ha preteso un pagamento integrale dei premi,
anche per un periodo posteriore alla sospensione della sua vita in comune con
la moglie, rispettivamente, all'attribuzione a quest'ultima dell'autorità parentale
sulla figlia __________, ciò è potuto accadere in ragione di un'assenza di
diligenza da parte di __________, giusta l'art. 12.6 Reg. ne deve ora
sopportare le conseguenze. Al ricorrente rimane, beninteso, riservata la
facoltà di richiedere alla moglie il Rimborso di quei premi assicurativi che
non avrebbero dovuto essere da lui assunti............."

 

      e il Tribunale Federale a pag. 6 (allegato
n. _) cita:

 

      " ne discende che egli avrebbe dovuto agire
senza indugio già nell'anno 1997, non avendolo fatto, nulla può esimerlo dal
pagamento dei premi assicurativi, dovuti alla Cassa opponente per la moglie e
la figlia sino a giugno 1998"

 

Le conclusioni delle citate sentenze
riguardano esclusivamente __________ e non la ricorrente, si riferiscono a
premi dal mese di luglio 1997 a giugno 1998, non da gennaio 1997 come affermato
dalla __________ che richiede il pagamento in forma solidale ( allegato n. _).

 

Quanto dichiara e sentenzia il
Tribunale a pag. 16 della citata sentenza è riferito esclusivamente ad
__________ (allegato n. _), non cita minimamente __________, alla quale le
citate sentenze non sono mai state notificate non essendo parte in causa, così
mai altre sentenze che riguardano l'ex marito, nella questione con la
__________, sono state notificate alla ricorrente come parte in causa o anche
solo per conoscenza o abbiano condannato la ricorrente quale responsabile
solidale.

 

Quanto richiede la __________ è
lesivo del diritto della ricorrente, che in merito alle sentenze citate, o
altre, non ha avuto alcun modo di ricorso perché non informata.

 

Le sentenze citate dalla __________
nella sua risposta di causa, nei confronti di __________, non sono pertanto
vincolanti e/o cresciute in giudicato per la ricorrente, non comportano
l'interruzione del periodo di prescrizione.

 

4)   Per i premi
che vanno da agosto 1997 a dicembre 1997 per un importo di Fr. 1'123.50 la
ricorrente ritiene che la __________ non avendola informata del mancato
pagamento da parte dell'ex marito prima dell'accordo di separazione e
conseguentemente divorzio, abbia arrecato un danno materiale del quale deve
rispondere.

 

5)   II credito
vantato dalla ricorrente nei confronti della __________ e del quale è venuta a
conoscenza nel 2000, per spese medico sanitarie da agosto 1997 a dicembre 1997
essendo pienamente giustificato dalla documentazione inviata alla __________ e
al vostro Tribunale può essere compensato con i premi richiesti dalla Cassa
Malati. Il comportamento della __________ di non accettare spese medico
sanitarie ampiamente documentate è contrario alla legge sull'assicurazione
malattia. (…)" (Doc. _)

 

                               1.7.   Con scritto
datato 17 febbraio 2003 la __________ ha rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

1.   Una parte
dei premi assicurativi inizialmente arretrati è già stata pagata. Ne resta un
importo non versato di fr. 4'710.30. La __________ si
attiene che la ricorrente non ha contestato di non aver rimborsato i premi
dovuti arretrati, e neppure l'esattezza dell'ammontare dei sud­detti premi.
Quindi l'esecuzione dei premi arretrati è stata introdotta a giusto titolo.

 

2.   Come
abbiamo già scritto nella nostra risposta di causa del 

      22 gennaio
2003, il Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA) ha esplicitamente
esposto nella sua sentenza del 25 maggio 1999 (doc. _, passata in giudicato!)
che, "dalle tavole processuali' emergeva
che la vita in comune fra __________ e sua moglie __________ era durata "fino - al più tardi - al me­se di agosto 1997
(sentenza, pag. 14, cif. 2.8.2.7). Anche quando si guarda la prima
pagina dell'anteriore sentenza del TCA del 19 giugno 1998 (doc. _), è evidente
che la famiglia __________ aveva lo stesso domicilio (la ricorrente compresa),
cioè __________ nel momento della presentazione del ricorso del 27 novembre
1997. Non si vede perché la responsabilità solidale di __________ esisteva per
lo meno fino al mese di agosto 1997, invece la res­ponsabilità solidale della
ricorrente, per lo stesso periodo di premi, sarebbe negata. Questo non pare
logico. Ora, la ricorrente non riesce a sottrarsi ai suoi obblighi di premi con
un semplice rimando a un domicilio differente.

 

3.   Per
quel che riguarda i premi assicurativi fino al 1° giugno 1997, già esiste una decisione
passata in giudicato (la sentenza del 19
giugno 1998 del TCA) che qualifica la ricorrente chiaramente come
parte! Non è corretto che il TCA in questa sentenza si riferisca esclusi­vamente
ad __________, come la ricorrente pretende, anche se quest'ultimo esercitava la
funzione del rappresentante della sua famiglia intera.

 

4.   Per
quel che riguarda i premi assicurativi dopo il divorzio della ricorrente, è da
menzionare che il Codice delle obbligazioni (CO) non è applicabile per le
relazioni tra l'assicuratore ma­lattie e l'assicurato secondo la LAMal. Quindi
la ricorrente non può richiamarsi al termine di prescrizione secondo il CO. Per
quel che riguarda il termine di perenzione (non di prescri­zione!) nel diritto
delle assicurazioni sociali, la __________ ha già esposto che con l'intro­duzione
della procedura di esecuzione in data 15 luglio 2002 come pure il rilascio
della ris­pettiva decisione formale in data 16 agosto 2002, quest'ultima ha
intrapreso le necessarie azioni giuridiche entro il termine di cinque anni (cfr.
DTF 122 V 333 consid. 3a).

 

5.   Per i
motivi esposti ci atteniamo che il ricorso del 6 dicembre 2002 dev'essere
integralmente respinto." (Doc. _)

 

 

                               1.8.   In data 24
febbraio 2003 l'assicurata ha ancora osservato:

 

" 
(…)

Le osservazioni sono fatte in merito ai 5 punti posti nella
lettera della __________ del 17 febbraio 2003.

 

1)   Nessun premio
assicurativo che la __________ ritiene arretrato e contestato alla ricorrente
dall'anno 2000, è stato pagato dalla ricorrente e alla stessa non risulta che
l'ex marito abbia effettuato alcun pagamento, non é pertanto vero quello che
vuol far credere la __________ che somme arretrate siano state pagate. I
conteggi della __________ sono stati sempre contestati dalla ricorrente,
proprio per questa mancanza di chiarezza, come per il fatto di aver emesso una
polizza in nome della sottoscritta per l'anno 1997 nell'anno 2000. La
ricorrente riconferma la sua contestazione per le somme richieste dalla
__________ per la mancata chiarezza nella documentazione delle stesse.

 

2)   E' chiaro dai
documenti presentati dalla ricorrente che la __________ era a conoscenza del
suo domicilio a __________ sin dal 1996, lo prova la proposta d'assicurazione
inviata dalla __________ alla ricorrente in data 08 febbraio 1996 dopo che la
__________ era stata avvisata dalla ricorrente della separazione di fatto e il
cambio d'abitazione del marito.

Come responsabile solidale la
ricorrente doveva essere avvisata dalla __________ per tutti gli atti che la
riguardavano, cosa che invece la __________ non ha mai fatto, anche conoscendo
il reale domicilio della ricorrente.

La __________ sino al 02 marzo 2000
non ha mai comunicato nulla al domicilio della ricorrente.

La ricorrente non ha mai cambiato
domicilio ha sempre abitato nel comune di __________ ininterrottamente dal
01.09.1985 come da certificato di domicilio allegato (allegato _), ha sempre
mantenuto il numero telefonico a conoscenza della __________ agenzia di
__________, e anche se la __________ avesse avuto amnesie nel non ricordare
l'indirizzo della ricorrente, sarebbe bastata una richiesta d'informazioni al
controllo abitanti di __________ o alle informazioni telefoniche.

 

3)   Nessuna
sentenza passata in giudicato è mai stata notificata alla ricorrente e comunque
non risulta nessuna sentenza in nome della sottoscritta, l'ex marito è l'unico
citato nella sentenza alla quale si riferisce la __________, chiaramente sarà
intervenuto come contraente delle polizze malattia con la __________, rimane
comunque che la ricorrente quale responsabile solidale non é mai stata
informata dei fatti né dalla __________ né da nessun Tribunale.

                                                                         Per
la ricorrente le sentenze alle quali fa menzione la __________ non hanno
pertanto alcun valore poiché non parte in causa e non a conoscenza.

 

4)   Per i premi che
vanno da gennaio a luglio 1997 questi non possono più essere vantati dalla
__________ a nessun titolo, la prescrizione citata dalla ricorrente è quella
che produce l'estinzione di un eventuale diritto della __________, questo
diritto è caduto nel termine di perenzione per i premi da gennaio a luglio
1997, rispettivamente nei mesi da gennaio a luglio 2002 essendo per ogni
rispettivo mese trascorso il periodo di 5 anni, il termine si è interrotto con
le azioni promosse dalla __________ il 07 agosto 2002 con il precetto esecutivo
e con il rigetto dell'opposizione del 16 agosto 2002. 

                                                                         Tutto
quanto riguarda i premi da gennaio a luglio 1997 è stato intrapreso dalla
__________ dopo il periodo di 5 anni e non prima come vuol far credere la Cassa
Malati.

 

5)   Per le
osservazioni riportate, il ricorso e le ulteriori prove presentate, la
ricorrente chiede al vostro Spettabile Tribunale, la conferma delle proprie
richieste contenute nei documenti prodotti e l'annullamento delle pretese della
__________." (Doc. _)

 

 

                               1.9.   Con scritto
del 28 febbraio 2003 la __________ ha comunicato:

 

" 
(…)

Nelle sue osservazioni del 24 febbraio 2003 la ricorrente ripete i
suoi argomenti già conosciuti. Per questo motivo, la __________ si attiene
integralmente alle sue argomentazioni esposte nei suoi scritti finora.
Particolarmente ritiene che la responsabilità solidale di __________ confermata
dal Tribunale è altrettanto valida per la ricorrente." (Doc. _)

 

 

                             1.10.   Pendente
causa il TCA ha chiesto alla __________:

 

" 
vi invitiamo ad indicarci, producendo la
relativa documentazione, se avete proceduto nei confronti di __________
all'incasso della somma di fr. 5'604 oltre interessi per premi assicurativi impagati
da parte di __________, sua moglie __________ e sua figlia __________ nel
periodo compreso fra il 9 dicembre 1996 e il 1° giugno 1997, come indicato
nella decisione dell'8 giugno 1997 della __________, contro la quale __________
ha fatto un'opposizione dichiarata irricevibile per intempestività dalla Cassa
malati con decisione del 23 ottobre 1997, conclusione confermata dal TCA con
sentenza del 19 giugno 1998 e dal TFA con decisione del 21 dicembre 1998."
(Doc. _)

 

 

Con scritto datato 17 luglio 2003 la __________
ha risposto:

 

" 
Le inviamo copia della nostra domanda di
proseguire l'esecuzione del 25 gennaio 1999 e il verbale di pignoramento
(attestato carenza beni) corrispondente del 5 febbraio 1999 come conseguenza
della sentenza del TFA del 21 dicembre 1998 concernente il signor
__________." (Doc. _)

 

Il doc. _ e il doc. _ sono stati trasmessi
all'assicurata per conoscenza (cfr. doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA), che tuttavia non è applicabile al caso di
specie considerato che il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto
di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante
della resa del provvedimento amministrativo (STFA del 9 gennaio 2003 nella causa
A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U
347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid.
2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b). 

                                         Per cui
ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   Oggetto
della lite è l'obbligo di __________ di tacitare, a titolo solidale (visto
l'attestato di carenza beni del 5 febbraio 1999 nei confronti di __________, cfr.
doc. _), i premi per l'assicurazione malattia sociale secondo la LAMal, dovuti
dal marito e dall'assicurata stessa a partire dal 1° gennaio 1997 fino al 31
luglio 1997 e i premi per l'assicurazione malattia sociale secondo la LAMal
dell'assicurata dal 1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997.

                                         La
ricorrente contesta questo obbligo adducendo di vivere separata dal marito; di
non avere mai ricevuto nessuna comunicazione da parte della Cassa malati in
merito a presunti premi impagati; che in ogni caso i premi arretrati
concernenti il periodo gennaio-luglio 1997 sono ormai caduti in prescrizione e
quelli relativi al periodo agosto-dicembre 1997 sono da compensare con il
credito vantato da __________ nei confronti della Cassa malati.

 

                                         Giusta
l'art. 61 LAMal, l'assicurato è tenuto al pagamento dei premi fintanto che dura
l'affiliazione (art. 89-92 OAMal; cfr. STFA 30.6.1998 in re M. e P. c. C.M.H.,
inedita).

                                         Il
pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è
necessario per il finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e
quindi per l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli
assicuratori malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via
esecutiva secondo la LEF (cfr. art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125
V 273 consid. 6c).

                                         In caso
di mora dell'assicurato l'art. 9 OAMal prevede che:

 

" 
1 Se,
nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi
scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa
sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore ne informa la
competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali
che contemplano la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei
premi."

 

                                         Per l'art. 20 cpv. 1 LCAMal,
inoltre, il Consiglio di Stato designa l'autorità di assistenza sociale per il
pagamento dei crediti irrecuperabili relativi alle prestazioni obbligatorie
previste dalla legislazione federale.

 

                                         Per il capoverso 3, prima
di procedere al pagamento dei crediti irrecuperabili, l'istanza competente
applica il sussidio per la riduzione dei premi.

 

                                         Per l'art. 21 LCAMal,
inoltre, l'istanza designata dal Consiglio di Stato esige che l'assicuratore
promuova una nuova procedura esecutiva, se è a conoscenza di circostanze che lo
giustificano.

 

                                         Per l'art. 82 cpv. 1 del relativo Regolamento d'applicazione l’assicuratore
malattie che a seguito della procedura esecutiva di cui alla LCAMal ottiene un
attestato di carenza di beni definitivo o un certificato di insolvenza, può
chiedere all’Istituto delle assicurazioni sociali il pagamento dei crediti
irrecuperabili, incluse le spese esecutive, ma esclusi gli interessi. 

 

                                         Per il capoverso 4
l'Istituto delle assicurazioni sociali emana le direttive di procedura.

 

La cifra 4.2. delle direttive emanate il 31 maggio 1999 dall'IAS
relative alla richiesta di pagamento allo Stato dei premi LAMal e delle
partecipazioni alle spese di cura legate all'assicurazione obbligatoria prevede
che:

 

"  Se
per un assicurato fossero stati rilasciati due attestati di carenza di beni in
un periodo di 24 mesi (dal momento della richiesta di pagamento allo Stato),
l'assicuratore malattie è dispensato dall'avviare una nuova procedura
esecutiva, sempre che produca una dichiarazione di insolvenza rilasciata
dall'UEF.

 

osservazione

L'assicuratore malattie che dopo due procedure esecutive promosse
nell'arco di 2 anni ha ottenuto due attestati di carenza di beni (ACB), deve
richiedere, per le istanze di pagamento seguenti, il rilascio di una dichiarazione
d'insolvenza all'UEF, in quanto si presume che anche successive procedure
sfoceranno sempre in ACB. Ciò per evitare inutili spese esecutive.

Lo Stato non riconoscerà più le spese esecutive per una terza o
ulteriori procedure esecutive promosse sempre nel corso dei 24 mesi."

 

ed ancora, alla cifra 4.8. delle medesime direttive:

 

"  In
ossequio alla giurisprudenza oggi conosciuta, se viene rilasciato un attestato
di carenza di beni (ACB) o una dichiarazione di insolvenza per assicurati coniugati,
la procedura esecutiva o il rilascio della dichiarazione di insolvenza deve
essere richiesto anche per il coniuge quando il contratto assicurativo è
stato sottoscritto durante li periodo matrimoniale. Se per contro il
contratto assicurativo è stato stipulato prima del matrimonio, la procedura
esecutiva nei confronti dell'altro coniuge non è ammessa.

In situazione di procedura esecutiva ammessa nei confronti
dell'altro coniuge, non entra in linea di conto il tipo di regime matrimoniale
(in particolare non è tenuta in considerazione un'eventuale separazione dei
beni)."

 

                               2.4.   Nel merito,
in via preliminare occorre rilevare che il problema della responsabilità
solidale tra coniugi va risolto alla luce del diritto privato, nella misura in
cui esso è compatibile con il diritto delle assicurazioni sociali, non
prevedendo la LAMal alcunché in tal senso (RAMI 1993 p. 85 consid. 2b; DTF 119
V 16).

 

 

                               2.5.   Per l'art.
163 CCS, intitolato mantenimento della famiglia,

 

" 
1 I coniugi
provvedono in comune, ciascuno nella misura delle sue forze, al debito
mantenimento della famiglia.

2 Essi
s’intendono sul loro contributo rispettivo, segnatamente circa le prestazioni
pecuniarie, il governo della casa, la cura della prole o l’assistenza nella
professione o nell’impresa dell’altro.

3 In tale
ambito, tengono conto dei bisogni dell’unione coniugale e della loro situazione
personale".

 

                                         Secondo
l'art. 166 CCS

 

" 
1 Durante la
vita comune, ciascun coniuge rappresenta l’unione coniugale per i bisogni
correnti della famiglia.

2 Per gli
altri bisogni, un coniuge rappresenta l’unione coniugale soltanto se:

1. è stato autorizzato dall’altro o dal giudice;

2. l’affare non consente una dilazione e l’altro coniuge è
impossibilitato a dare il proprio consenso per malattia, assenza o analoghi
motivi.

3 Con i propri
atti, ciascun coniuge obbliga se stesso e, in quanto non ecceda il potere di
rappresentanza in modo riconoscibile dai terzi, solidalmente anche
l’altro."

 

 

                                         Il TF e
il TFA hanno già avuto modo di sancire che il pagamento dei premi alle
assicurazioni sociali fa parte del "debito mantenimento della
famiglia" secondo l'art. 163 cpv. 1 CCS (DTF 125 V 430 consid. 3b e
dottrina citata; RAMI 2/2000 p. 79 cfr. anche DTF 119 V 25 consid. 6a; DTF 112
II 404 consid. 6; Eugster, Krankenversicherung, in Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit,
Basilea 1998, p. 182 no. 337). Sia la conclusione di un'assicurazione malattia
obbligatoria che il cambiamento di assicuratore sono stati inoltre considerati
come facenti parte dei bisogni correnti della famiglia ai sensi dell'art. 166
cpv. 1 CCS (Eugster op. cit. p. 182 e giurisprudenza federale citata alla N
815). Di conseguenza, alla luce dell'art. 166 cpv. 3 CCS, i coniugi rispondono
solidalmente tra di loro per i premi rimasti impagati, indipendentemente dal
regime matrimoniale scelto (DTF 119 V 21 consid. 4e), fintanto che vivono
insieme (RAMI 1993 n. 914 pag. 83).

 

                                         Recentemente
il TFA, con sentenza del 18 ottobre 2002 nella causa R. (K 60/00), pubblicata
in DTF 129 V 90, ha precisato la sua giurisprudenza nei seguenti termini:

 

" 
(…)

Nach herrschender Lehre erfasst der Unterhalt nach
Art. 163 Abs. 1 ZGB als Haushaltskosten alle grundlegenden Bedürfnisse,
insbesondere auch die Versicherungen (Kranken-, Unfall-, Lebens-,
Haftpflichtversicherungen) (Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N
9 zu Art. 163). Zu diesem Unterhaltsbedarf gehören somit die Versicherungen und
die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an Sozialversicherungen im weitesten Sinn,
namentlich die Prämien für Krankenkassen (Hasenböhler, Kommentar zum
schweizerischen Privatrecht, Schweizerisches Zivilgesetzbuch I, N 8 und 11 zu
Art. 163; Zürcher Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 34 zu Art.
163; Deschenaux/ Steinauer/Baddeley, Les effets du mariage, S. 219 N 473).
Stellen könnte sich lediglich die - vorliegend unerhebliche - Frage, ob die
obligatorische soziale Krankenversicherung (Grundversicherung) als ausreichend
anzusehen ist, oder ob - angesichts der Prämienhöhe - Zusatzversicherungen in
den Unterhaltskosten eingeschlossen sind (Berner Kommentar, N 16 ff. zu Art.
163 und N 54 zu Art. 166; Deschenaux/Steinauer/Baddeley, a.a.0. S. 193 N 400
und S. 220 N 473; Hausheer/Geiser/Kobel, Das Eherecht des Schweizerischen
Zivilgesetzbuches, S. 60 N 08.06).

 

Auch die Frage, ob der Abschluss einer
Krankenversicherung den laufenden Bedürfnissen der Familie im Sinne von Art.
166 Abs. 1 ZGB zuzuordnen ist, wird nach herrschender Lehre bejaht (Hasenböhler,
a.a.0. N 7 zu Art. 166; Hegnauer/Breitschmid, Grundriss des Eherechts, S. 191 N
18.07). Der Radius des laufenden Familienbedarfs erstreckt sich namentlich auf
die Versicherung der Familienmitglieder bei einer Krankenkasse (Zürcher
Kommentar, Das Familienrecht, Teilband II 1c, N 39 zu Art. 166). Die
Bedürfnisse der Familie nach Art. 166 Abs. 1 ZGB betreffen zwar den Unterhalt gemäss
Art. 163 ZGB. Diesem kommt aber eine umfassendere Bedeutung zu (BGE 119 V 24 f.
Erw. 6). So bedeutet der Unterhalt nach Art. 163 ZGB auf alle Fälle die obere
Begrenzung für die Bedürfnisse der Familie. Der Abschluss von Versicherungen
für die Familienmitglieder (insbesondere Krankenversicherung) und die
entsprechenden Prämien gehören daher zu den Bedürfnissen der Familie gemäss
Art. 166 ZGB im Sinne der Gewährleistung einer ausreichenden Grundversorgung
(Berner Kommentar, Das Familienrecht, 2. Teilband, N 38, 39a und 40 zu Art.
166). Diesbezüglich wollte der Reformgesetzgeber von Art. 166 Abs. 3 ZGB die
Haftung spiegelbildlich zur Vertretungsbefugnis regeln und in beiden Bereichen
die Gleichstellung der Ehegatten verwirklichen. Er hat deshalb neu eine primäre
und gleichrangige Haftung der Ehegatten eingeführt. Jeder von ihnen
verpflichtet durch sein rechtsgeschäftliches Handeln sowohl sich persönlich als
auch den anderen. Diese Solidarhaftung wird bereits bei Vorhandensein der
objektiven Voraussetzungen gemäss Art. 166 Abs. 1 oder 2 ZGB ausgelöst,
unabhängig davon, in wessen Namen der handelnde Ehegatte tätig wurde und ohne
Rücksicht darauf, ob der Dritte vom Verheiratetsein seines Vertragspartners
wusste oder nicht (Hasenböhler, a.a.0. N 19 zu Art. 166).

 

(…)

 

Gemäss Vorinstanz würde die Anwendung der in BGE 119
V 16 publizierten Rechtsprechung nach Einführung des Obligatoriums unter
Umständen zu einer ungleichen Behandlung der Versicherten führen. Wenn eine
versicherte Person nach dem 1. Januar 1996 heirate und nach der Eheschliessung
bei der gleichen Krankenkasse bleibe, hafte der Ehepartner nicht für Prämien
des anderen Ehegatten, die nach der Heirat fällig wurden. Dagegen sei der
Ehegatte solidarisch haftbar, wenn der andere Ehegatte nach der Heirat den
Krankenversicherer wechsle. Dass die Prämien für die obligatorische
Krankenpflegeversicherung das gesamte Familieneinkommen tangieren - und damit
beide Ehegatten für

die Prämien der obligatorischen Versicherung solidarisch

haften -, könne auch aus der Regelung betreffend
Prämienverbilligung geschlossen werden. Das Krankenversicherungsgesetz sehe
eine Prämienverbilligung  für

Versicherte in bescheidenen Verhältnissen vor (Art.

65 KVG). Davon sollen der Versicherte und seine
Familienangehörigen profitieren. Für die Auszahlung von Prämienverbilligung sei
nicht relevant, ob die Kassenmitgliedschaft während des Zusammenlebens oder im
Hinblick auf die Heirat erlangt wurde. Massgebend seien vielmehr die
finanziellen Verhältnisse, insbesondere das steuerbare Einkommen einer Familie.
Werde die ganze Familie mit Prämienverbilligungen begünstigt, unabhängig vom
Zeitpunkt, in dem das Versicherungsverhältnis begründet wurde, seien ebenfalls
die Prämien für die obligatorische Krankenpflegeversicherung als Auslage für
die laufenden Bedürfnisse der Familie, unbeachtlich des Zeitpunktes des
Abschlusses des Versicherungsverhältnisses, zu betrachten. Schliesslich sei zu
beachten, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an

Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art.
163 ZGB gehören.

 

(…)

 

Auf Grund dieser Ausführungen und nachdem auf den 1.
Januar 1996 das Obligatorium der Krankenpflegeversicherung eingeführt wurde,
kann an der bisherigen Rechtsprechung des Eidgenössischen Versicherungsgerichts
nicht festgehalten werden. In der Tat ist zu beachten, dass nach neuem Recht
jede Person mit Wohnsitz in der Schweiz versicherungspflichtig ist, weshalb sie
bei der Heirat nach dem 1. Januar 1996 ohnehin eine obligatorische Versicherung
abgeschlossen hat. Die daraus anfallenden Prämien stellen daher voraussehbare
Auslagen dar, die im Budget eines Haushaltes zu berücksichtigen sind. Diese
Lösung rechtfertigt sich sodann auch unter Beachtung des
Gleichbehandlungsgebots und der Regelung betreffend Prämienverbilligung sowie
in Anbetracht der Tatsache, dass die Beiträge von Ehefrau und Ehemann an
Sozialversicherungen zum Unterhaltsbedarf nach Art. 163 ZGB gehören.

 

 

Daraus folgt, dass die solidarische Haftung des für
Beitragsschulden belangten Ehegatten im Sinne von Art. 166 Abs. 1 und 3 ZGB
nach Einführung der obligatorischen Krankenversicherung ungeachtet dessen
eintritt, ob das der Beitragsforderung zugrunde liegende
Versicherungsverhältnis während des ehelichen Zusammenlebens oder im Hinblick auf
familiäre Bedürfnisse begründet worden ist."

 

                                         In
sostanza i coniugi che sono nella necessità di instaurare relazioni con terze
persone nell’interesse della coppia o della famiglia – compresa la necessità di
una assicurazione di base per la copertura delle malattie - rappresentano
l’unione coniugale nella misura in cui gestiscono i bisogni correnti della
coppia stessa o della famiglia. Affinché ciò possa avvenire, e quindi affinché
un coniuge possa essere legalmente rappresentato dall’altro, e quindi affinché
nasca una responsabilità solidale per i debiti contratti da uno dei coniugi per
i bisogni correnti dell’unione coniugale, occorre che le obbligazioni contratte
servano ai bisogni correnti della famiglia.

                                         Nella sentenza federale
citata (cfr. STFA del 18 ottobre 2002 nella causa R, K 60/00) la nostra Massima
Istanza ha avuto modo di precisare che con l'entrata in vigore
dell'assicurazione malattia obbligatoria un coniuge risponde solidalmente, ex
art. 166 CC, per i debiti contributivi dell'altro coniuge indipendentemente dal
fatto che il rapporto di assicurazione a fondamento del credito contributivo
sia stato costituito durante la vita comune oppure per soddisfare dei bisogni
correnti della famiglia.

 

 

                                         Il potere di
rappresentanza cessa quando sia sospesa la vita in comune dei coniugi (v. Henry
Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 363 e segg.
pag. 179 e segg.). Occorre allora chiedersi cosa succeda in caso di sospensione
della vita in comune dei coniugi per i debiti contratti nei confronti dei terzi
in buona fede. Il Messaggio del Consiglio Federale (1979, no. 215.21 e no. 182)
relativo alla modifica della norma in questione non risolve la questione mentre
la più recente dottrina ritiene che non debba essere protetta la buona fede del
terzo contraente al fine di non avvantaggiarlo indebitamente nella sua veste di
creditore, da un lato, e per la necessaria protezione del coniuge del debitore
(in questo senso: Gilles Petitpierre et al. In FJS103 a 106, in particolare
104, Ginevra 1988; M. Stettler, Droit Civil III, Effets généraux du mariage
(art. 159 – 180 CC), Friborgo, 1992, n. 175; C. Hegnauer e P. Breitschmid: Grundriss
des Eherechts, 3. Ed., Berna 1993, n. 18.05; V. Bräm e F. Hasenböhler, Das Familienrecht:
Die Wirkung der Ehe im allgemeinen (art. 159 – 180), commentario zurighese, Tomo
II/1c, 3 ed., Zurigo 1993 – 1997, n. 29 ad art. 166; ed altri; contra Henry Deschnaux,
Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit., no. 367)

 

                                         In proposito Eugster (op. cit., p. 182 N 817) precisa, rinviando a
DTF 119 V 24 consid. 6a che:

 

" 
Die Vertretung der ehelichen Gemeinschaft und
damit die solidarische Haftung entfällt mit Aufhebung des gemeinsamen
Haushaltes ohne Rücksicht auf den guten Glauben des Dritten. Die Aufhebung des gemeinsamen
Haushalts bedarf keiner richterlicher Bewilligung (Hegnauer/Breitschmid, p.
180ss N 17.45, 17.46, 18.05)."

 

                                         Questo
TCA si è allineato alla convincente opinione della dottrina maggioritaria, che
vuole evitare di avvantaggiare immotivatamente il creditore in caso di debito
dovuto da coniugi di fatto separati e che tende comunque alla protezione del
coniuge separato del debitore, in un caso recente (TCA __________ in re __
ancora sub judice) in cui due coniugi - dopo il matrimonio - avevano interrotto
la vita in comune a seguito di un tentativo di conciliazione fallito dinanzi al
Pretore. In quella sentenza era stato ritenuto come non fosse:

 

"  sempre
di meridiana evidenza accertare quando due coniugi non vivono più in comune. La
sospensione della vita comune potrà risultare sia da una decisione giudiziaria
che da un accordo delle parti rispettivamente ancora dalle circostanze. Si
tratta sostanzialmente di casi in cui i coniugi non intendono più mantenere una
vita coniugale rispettivamente i casi in cui la stessa ha cessato di
sussistere. Come detto una distinzione netta non sempre appare evidente, come
rammentano Henry Deschnaux, Paul-Henry Steinauer e Margareta Baddeley, op. cit.,
nota 25 a pié della pagina 179:

 

"                                                                             la
volonté des époux de maintenir l’union en tant que communauté de destin est
particulièrement importante pour déterminer si le pouvoir de représentation au
sens de l’art. 166 subsiste alors qu’une vie de couple n’est pas possible
(séjour prolongé à l’hôpital ou en prison)."

 

Come indicato,
quindi, una volta accertato il venir meno di una vita in comune dei coniugi
cessa la rappresentanza dell’unione coniugale e la solidarietà degli sposi per
i debiti contratti dal consorte.

 

                               2.6.   Trattandosi
in concreto di premi assicurativi relativi al periodo compreso fra il 1°
gennaio 1997 e il 31 dicembre 1997 occorre preliminarmente esaminare se, come
preteso dalla ricorrente, l'importo chiesto in pagamento dall'amministrazione è
perento.

 

                                         Il TFA,
in una sentenza del 30 aprile 1996, pubblicata in DTF 122 V 331, ha precisato
quanto segue:

 

"      a)
A ragione i giudici di prime cure hanno constatato che la LAMI non contiene
disposizioni disciplinanti la prescrizione dei crediti relativi ai premi
assicurativi e che al riguardo nulla dicono le disposizioni interne della Cassa
malati __________. Non può invece essere tutelato il parere della giurisdizione
cantonale quando essa afferma che troverebbero applicazione in concreto le
norme riguardanti l'estinzione delle obbligazioni secondo il Codice delle
obbligazioni: queste disposizioni prevedono che le azioni per prestazioni
periodiche si prescrivono con il decorso di 5 anni (art. 128 cifra 1 CO), che
la prescrizione è interrotta mediante atti di esecuzione (art. 135 cifra 2 CO),
e che con l'interruzione incomincia a decorrere una nuova prescrizione (art.
137 cpv. 1 CO).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni, in caso di restituzione di premi dell'assicurazione
malattia pagati in eccesso, ove sia carente una disposizione statutaria, è
applicabile per analogia l'art. 16 cpv. 3, prima frase, LAVS al credito di
restituzione dell'assicurato (DTF 119 V 300 consid. 4). Ammesso questo
principio in caso di diritto dell'assicurato alla restituzione dei contributi
indebitamente pagati, si giustifica di applicare per analogia l'art. 16 LAVS
anche per quanto concerne la perenzione dell'esigibilità di crediti delle casse
malati relativi ai premi assicurativi rimasti insoluti. A norma dell'art.
16 cpv. 1 LAVS, i contributi il cui importo non è stato fissato in una
decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno
civile per il quale sono dovuti non possono più essere né pretesi né pagati.
L'art. 16 cpv. 2, prima frase, LAVS dispone che il credito per contributi,
fissato in una decisione notificata conformemente al capoverso 1, si estingue
tre anni dopo la fine dell'anno civile in cui la decisione è passata in
giudicato.

    b) Nell'evenienza concreta, la Cassa malati
opponente ha informato l'interessato, per decisione formale del 24 ottobre
1988, rimasta inimpugnata, che avrebbe riscosso per le vie esecutive l'importo
dei premi assicurativi dovuti per il periodo dal 1° aprile al 30 giugno 1988.

Mediante tale provvedimento, il credito per i
premi assicurativi ancora insoluti è stato pertanto fissato in una decisione
notificata conformemente all'art. 16 cpv. 1 LAVS. Ne discende che, giusta
l'art. 16 cpv. 2, prima frase, LAVS, esso si è estinto tre anni dopo la fine
dell'anno civile in cui la decisione è passata in giudicato, vale a dire il 31
dicembre 1991.

In esito a quanto precede, alla data in cui la
Cassa malati __________ ha fatto spiccare il contestato precetto esecutivo del
27 settembre 1993 nei confronti di G., la perenzione del suo credito era
intervenuta da quasi due anni." (DTF 122 V 331, sottolineature del
redattore)

 

                                         L'Alta
Corte, allorquando era ancora in vigore la LAMI, ha pertanto stabilito che, in
assenza di disposizioni statutarie della Cassa relative alla prescrizione o
alla perenzione delle pretese (cfr. anche DTF 119 V 298, in particolare pag.
299, consid. 3) l'art. 16 LAVS va applicato anche per quanto concerne la
perenzione dell'esigibilità di crediti di casse malati relativi ai premi
assicurativi rimasti insoluti. Non trovano per contro applicazione le norme del
CO.

                                         Considerato
che pure la LAMal non prevede termini per la riscossione dei premi, la
giurisprudenza del TFA rimane d'attualità anche con l'entrata in vigore della
nuova legge l'1.1.1996 (cfr. in tal senso G. Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, pag. 185, n. 340; vedi anche: DTF 126 V 23 sul richiamo
all'art. 47 LAVS in materia di restituzione delle prestazioni).

In una sentenza del 17 giugno 2003 nella causa V.
(K 82/02) l'Alta Corte ha ancora avuto modo di confermare l'applicabilità, per
analogia, dell'art. 16 LAVS in tema di prescrizione dei premi assicurativi
secondo la LAMI e la LAMal (consid. 3).

 

                                         Giusta
l'art. 16 cpv. 1 LAVS i contributi il cui importo non è stato fissato in una
decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno
civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi né pagati. Si
tratta di un termine di perenzione (RCC 1988 pag. 60 consid. 3a, RCC 1975 pag. 201 consid. 2a; P. - Y. Greber, J. - L. Duc, G. Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants, ad art. 16, pag. 405).

 

                                         I termini di perenzione non possono, differentemente da quelli di
prescrizione, né essere interrotti, né essere sospesi e vanno esaminati
d'ufficio (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, pag.
59). In particolare, come visto nella sentenza pubblicata in DTF 122 V 331, non
trattandosi di prescrizione, non si applicano gli art. 127 segg. CO.

 

                                         In
concreto, dal Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
prodotto dalla __________, in vigore dal 1997 (cfr. doc. _), non emerge alcuna
norma concernente la prescrizione o la perenzione dell'esigibilità dei premi.
Viene solo indicato che se l'assicurato non paga i premi scaduti, la __________
lo diffida; se la diffida rimane senza effetto, una procedura esecutiva verrà
promossa (punto 30.1 del regolamento citato).

 

                                         In queste
circostanze va applicato l'art. 16 LAVS e non, come invocato dalla ricorrente (cfr.
doc. _), l'art. 128 CO che, come appena ricordato, non trova applicazione nel
caso di specie trattandosi di perenzione e non di prescrizione.

                                         Ora, come
visto in precedenza, dagli atti emerge che la Cassa ha chiesto all'assicurata
il pagamento degli arretrati con una decisione formale in data 16 agosto 2002.

                                         In
precedenza la __________ aveva inoltrato in data 15 luglio 2002 all'UE di
__________ una domanda di esecuzione nei confronti di __________ (cfr. doc. _),
alla quale l'ufficio competente aveva dato seguito con precetto esecutivo
datato 7 agosto 2002 (cfr. doc. _).

 

In una sentenza del 17 giugno 2003 nella causa V.
(K 82/02) il TFA ha rilevato che in materia di assicurazione malattia,
contrariamente a quanto avviene in ambito AVS, non è necessario che la Cassa
malati emani una decisione formale per salvaguardare il termine di perenzione.
Al riguardo l'Alta Corte ha osservato:

 

" 
5.1 Come sostenuto correttamente
dall'assicurazione ricorrente, nell'ambito dell'assicurazione vecchiaia e
superstiti, ad eccezione di quanto previsto all'art. 69quater cpv. 2 OAVS per
gli assegni per grandi invalidi in analogia all'assicurazione invalidità,
l'amministrazione deve statuire formalmente su contributi e prestazioni. In
effetti secondo l'art. 128 OAVS tutti gli atti amministrativi con cui una cassa
di compensazione pronuncia su diritti o obblighi di un assicurato o di un
datore di lavoro devono rivestire la forma di una decisione scritta, per quanto
non si fondino su provvedimenti della cassa già passati in giudicato. Le
decisioni delle casse devono indicare entro quale termine, in che forma e a
quale istanza può essere presentato ricorso o, all'occorrenza, domanda di
condono. Logico e conseguente appare quindi in tale ambito il tenore dell'art.
16 LAVS, secondo cui per salvaguardare il termine di perenzione in materia di
contributi AVS è necessario emanare una decisione formale.

 

5.2 L'assicuratore malattia, per contro, non è
costretto a statuire tramite decisione formale e ciò vale anche per quanto
riguarda l'incasso dei premi. Secondo l'art. 30 cpv. 1 LAMI se un assicurato o
la persona postulante l'ammissione non accetta una decisione della cassa,
questa deve, entro trenta giorni, emanare una decisione formale e notificarla
per iscritto all'interessato, con indicazione dei motivi, dei mezzi e del
termine di ricorso (si veda in proposito anche l'art. 80 LAMal e l'art. 49
LPGA; cfr. pure LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2a ed., Berna
1997, pag. 331 seg.). In effetti non esiste per l'assicuratore malattia un
obbligo di disciplinare di volta in volta formalmente i rapporti con i propri
assicurati. Il provvedimento formale va infatti emanato solo su richiesta
(espressa, orale o per atti concludenti) dell'assicurato. Se egli non agisce
entro un termine di riflessione adeguato, si considera che egli abbia
acconsentito al provvedimento (DTF 126 V 24 consid. 4b; RAMI 1990 no. K 835
pag. 82, 1989 no. K 793 pag. 20 consid. 1, 1988 no. K 783 pag. 395 consid. 3a, no.
K 770 pag. 250).

 

In tale ambito inoltre MAURER (Das neue Krankenversicherungsrecht,
Basilea e Francoforte sul Meno 1996, pag. 146) suggerisce di applicare per
analogia alla perenzione in materia di assicurazione malattia l'art. 94 cpv. 1
LAINF, secondo cui non possono più essere pretesi i premi non reclamati entro
cinque anni dalla fine dell'esercizio per il quale sono dovuti. Secondo il
tenore letterale della norma non è necessaria l'emanazione di una decisione
formale. Questa soluzione è giustificata dal fatto che, secondo l'art. 99
LAINF, l'assicuratore infortuni deve notificare per iscritto, motivate e con
l'indicazione dei rimedi di diritto solo le decisioni relative alle prestazioni
e alle pretese di notevole importanza o contestate dall'interessato.
Contrariamente all'AVS anche l'assicurazione infortuni non ha quindi un obbligo
pressoché totale di statuire formalmente.

 

Del medesimo tenore sono l'art. 49 LPGA
sull'obbligo di emanare una decisione formale e l'art. 24 LPGA sull'estinzione
del diritto a prestazioni o contributi arretrati. Anche in tal caso non è
prevista l'emanazione di una decisione formale.

 

5.3 Alla luce di quanto sopra esposto,
considerato che l'art. 16 LAVS va applicato per analogia - non direttamente -
alla LAMI e che quindi va senz'altro tenuto conto della peculiarità di questa
legge e delle differenze rilevanti rispetto alla LAVS, segnatamente del fatto
che in ambito dell'assicurazione vecchiaia e superstiti è necessaria
l'emanazione di decisioni formali ai fini di statuire su diritti e obblighi di
cassa e assicurati, non invece in campo dell'assicurazione malattia, si deve
concludere che non è necessario emanare una decisione formale per salvaguardare
il termine di perenzione. Questa tesi è pure suffragata da un'interpretazione
sistematica e d'insieme dell'ordinamento sociale in vigore, che tiene conto
cioè di quanto previsto in ambito LAINF e della soluzione prevista dalla LPGA.

 

Le censure sollevate dalla … appaiono quindi
fondate.

 

6. In concreto va quindi esaminato se la … ha
fatto valere il proprio diritto a contributi e partecipazioni alle spese entro
cinque anni dalla fine dell'anno per cui sono dovuti e meglio entro la fine del
1999.

 

Al riguardo occorre rilevare che, come indicato
dalla ricorrente, il termine di perenzione va considerato salvaguardato tramite
l'invio della domanda di esecuzione del 13 luglio 1998, notificata in data 3
agosto 1998 in forma di precetto esecutivo, a cui non è stata fatta
opposizione, presso il recapito di …. In effetti le domande di esecuzione del
20 aprile e del 5 maggio 1999 non hanno potuto essere notificate, mentre quelle
successive sono state emanate posteriormente al 2000 e sono pertanto tardive.

 

Da un punto di vista materiale la suddetta
domanda configura una decisione ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 lett. a PA e
dell'art. 30 cpv. 1 LAMI (si veda RAMI 1990 no K 835 pag. 82 consid. 2b).
(…)"

 

 

                                         Pertanto,
dato che giusta l'art. 16 cpv. 1 LAVS i contributi il cui importo non è stato
fissato in una decisione notificata entro un termine di cinque anni dalla fine
dell'anno civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi né
pagati e ritenuto che lo stesso TFA, nella sentenza appena citata (cfr. STFA
del 17 giugno 2003 nella causa V., K 82/02), ha espressamente indicato che i
premi e la partecipazione alle spese relativi al 1994 dovuti dall'assicurato
dovevano essere richiesti dalla Cassa malati __________ entro la fine del 1999,
occorre ritenere che nel caso di specie la __________, avendo richiesto
all'assicurata il pagamento dei premi impagati relativi all'anno 1997 entro cinque
anni, ovvero entro la fine del 2002, ha salvaguardato il termine di perenzione.

                                         Alla luce
di quanto precede, dunque, i premi arretrati relativi all'anno 1997 non sono
perenti e possono quindi a giusta ragione essere chiesti dalla Cassa.

 

Per inciso va rilevato che in data 27 giugno 1997
la __________ aveva intimato al marito dell'assicurata, __________, un PE di fr.
5'604 oltre interessi, corrispondenti ai premi dell'assicurazione malattie impagati
di __________, __________ e __________ per il periodo compreso fra il 9
dicembre 1996 e il 1° giugno 1997; vista l'opposizione di __________ contro
tale PE, la __________ aveva emanato in data 8 giugno 1997 una decisione che
rigettava l'opposizione dell'assicurato, contro la quale __________, per sé e
per il resto della famiglia, aveva inoltrato opposizione; la Cassa malati, con
decisione del 23 ottobre 1997, aveva dichiarato l'opposizione irricevibile per
intempestività. Il TCA, con sentenza del 19 giugno 1998 (incarto __________, cfr.
doc. _), aveva confermato che la decisione della Cassa che dichiarava irricevibile
per intempestività l'opposizione di __________ era corretta; anche il TFA, con
sentenza del 21 dicembre 1998 (K 120/98), ha confermato la correttezza della
decisione della Cassa malati, di modo che la decisione con la quale la
__________ ha richiesto alla famiglia __________ i premi concernenti il periodo
dicembre 1996-giugno 1997 è divenuta definitiva.

In seguito alla citata sentenza del TFA la
__________, in data 25 gennaio 1999, ha inviato al competente UE una
"Domanda di proseguire l'esecuzione" (cfr. doc. _), cui ha fatto
seguito, in data 5 febbraio 1999, un attestato di carenza beni nei confronti di
__________ (cfr. doc. _). 

Inoltre, come peraltro osservato dalla Cassa
nella risposta di causa (cfr. doc. _), il TCA ha già stabilito nella sentenza
del 25 maggio 1999 (incarto __________, cfr. doc. _), che la decisione formale
con cui la __________ in data 1° settembre 1998 aveva rigettato l'opposizione
al PE del 4 agosto 1998 riguardo ai premi arretrati da luglio 1997 a giugno
1998 della famiglia __________ è accolta limitatamente all'importo di fr.
6'415.20. Contro tale decisione __________ ha inoltrato ricorso al TFA, il
quale, con decisione del 15 settembre 2000 (K 81/99), ha interamente confermato
la sentenza del TCA (cfr. doc. _).

Nelle sentenze citate, è stato espressamente
indicato che i premi arretrati relativi al periodo luglio 1997-giugno 1998 di
cui la __________ ha chiesto il pagamento ad __________ concernevano
__________, sua moglie __________ e sua figlia __________ (cfr. doc. _ e doc.
_).

La __________ ha richiesto a __________ il
pagamento dei premi per l'assicurazione malattia arretrati per sé e, a titolo
solidale, per la moglie __________ e per la figlia __________ (cfr. doc. _).

 

                               2.7.   In sede ricorsuale
l'assicurata ha affermato di avere avuto conoscenza di un eventuale credito
della __________ nei suoi confronti solo in data 2 marzo 2000, quando la Cassa
malati le ha inviato un "ultimo richiamo pagamento" di fr. 23'130.10
(cfr. doc. _).

In risposta a questo scritto l'assicurata ha
inviato alla __________, in data 16 marzo 2000, una lettera nella quale
rilevava di non avere mai ricevuto in precedenza conteggi o richiami di
pagamento, motivo per il quale la richiesta di pagamento della __________ era
sicuramente dovuta ad un errore. Nello stesso scritto l'assicurata ha chiesto
alla Cassa malati di emanare una decisione formale (cfr. doc. _).

La __________ non ha emanato nessuna decisione.
Di conseguenza, __________ si è rivolta all'Avv. __________, la quale, in data
25 maggio 2000, si è rivolta alla Cassa malati con uno scritto del seguente
tenore:

 

" 
Dopo aver tentato numerose volte di contattarla
telefonicamente, impossibilitata a raggiungerla, mi vedo costretta ad inviarle
il presente fax a nome e per conto della signora __________ che rappresento.

 

Come già riferito a suo tempo alle sue
collaboratrici ed in particolare alla signora __________, non ritengo
assolutamente debitrice la signora __________ di presunti premi cassa malati
per i quali lo scorso 2.3.2000 le era stata inviata una comminatoria di
pagamento di fr. 23'130,10.

 

La signora __________ vi ha risposto in data
16.3.2000 respingendo ogni vostra richiesta, in particolare non esistendo
nessuna polizza malattia presso la vostra Cassa malati sottoscritta dalla mia
cliente. La signora __________ è infatti già assicurata presso la __________.

 

Visto quanto sopra, la prego di volersi astenere
dal procedere per vie esecutive d'incasso nei confronti della mia patrocinata,
al quale, oltre che a contestare, ci opponiamo già sin d'ora.

 

Le chiedo di volermi cortesemente
confermare che la vertenza è stata da voi definitivamente chiarita nel
frattempo (essendo semmai assicurato presso di voi il marito della signora,
signor __________ rispettivamente il figlio __________).

 

Da ultimo sottolineo che tra i coniugi
__________, attualmente separati, è in essere già da parecchi anni la
separazione dei beni per decisione giudiziaria e che quindi eventuali debiti
del marito rimangono a suo carico." (Doc.
_)

 

In data 16 novembre 2000 la __________ ha inviato
all'Avv. __________ la seguente risposta:

 

" 
Ci riferiamo alle sue diverse richieste
telefoniche per quanto riguarda l'obbligo del pagamento dei premi
dell'assicurata sopraccitata e le comunichiamo quanto segue:

 

è giusto che, secondo la decisione del Pretore
della Giurisdizione di __________ del 4 febbraio 1998 rispettivamente la
sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni del 25 maggio 1999, la
responsabilità solidale della sua mandante è stata abrogata per il 31 luglio
1997. Di conseguenza, dal 1° agosto 1997 la sua mandante deve saldare da sola i
suoi premi assicurativi.

 

Nello stesso tempo le confermiamo che a partire
dal 1° gennaio 1998 la sua mandante è assicurata presso l'assicuratore
__________. Di conseguenza, verso la __________ è in debito con i premi
assicurativi fino alla fine del mese di dicembre 1997.

 

Come può desumere dall'allegato estratto conto,
per la sua mandante sono ancora scoperti dei premi assicurativi per un totale
di fr. 6'823.50 (da gennaio 1996 a luglio 1997 con responsabilità solidale: fr.
5'700; da agosto a dicembre1997: fr. 1'123.50).

 

Questi arretrati sono da saldare entro 20 giorni
a partire dalla ricezione della lettera presente tramite le polizze di versamento
allegate. In caso di mancanza del pagamento la __________ sarebbe costretta ad
iniziare subito la procedura esecutiva contro la sua mandante. Come le abbiamo
già comunicato telefonicamente, l'assunzione dei premi scoperti tramite il Canton
Ticino avviene soltanto se per tutti e due i coniugi esiste un attestato di
carenza beni.

 

La preghiamo pertanto di scusarci per i ritardi
da parte nostra. A questo proposito tuttavia le facciamo notare che la sua
mandante non ci aveva informato direttamente né del fatto dell'annullamento
della responsabilità solidale, né del cambiamento di domicilio." (Doc. _)

 

In data 4 giugno 2002 la __________ ha poi
indirizzato a __________ il seguente scritto:

 

" 
Siamo spiacenti di dover constatare che malgrado
il nostro avviso il seguente importo risulta tuttora scoperto:

 

Premi LAMal
1.1.1997-31.7.1997 (solidale con __________)       Fr. 3'586.80

Premi LAMal
1.8.1997-31.12.1997                                            Fr. 1'123.50

Tassa diffida                                                                            Fr.     
20.00

Totale arretrato                                                                                            Fr. 4'730.30

 

Nel caso in cui la somma arretrata non venisse
saldata interamente entro 14 giorni dall'invio di questa diffida, le
conseguenze di mora menzionate nella prossima pagina entreranno in
vigore." (Doc. _)

 

__________ non ha versato alla Cassa malati
quanto richiestole, motivo per il quale in data 7 agosto 2002 la __________ ha
fatto spiccare dall'UE di __________ un precetto esecutivo di fr. 4'730.30 (cfr.
doc. _), contro il quale l'assicurata ha fatto opposizione. In data 16 agosto
2002 la __________ ha poi emanato la decisione con la quale ha abrogato
l'opposizione dell'assicurata al PE del 7 agosto 2002 (cfr. doc. _).

 

Riguardo a quanto precede, questo Tribunale deve
censurare l'operato della Cassa malati __________, la quale ha omesso di
emanare, come richiestole espressamente da __________ in data 16 marzo 2000 (cfr.
doc. _), una decisione formale entro trenta giorni dalla richiesta ex art. 80 LAMal,
lasciando trascorrere degli anni prima di emanare, in data 16 agosto 2002, una
decisione munita dei rimedi di diritto (cfr. doc. _) e poi, dopo l'opposizione
del 18 settembre 2002 dell'assicurata (cfr. doc. _), la decisione su
opposizione datata 6 novembre 2002 oggetto della presente controversia (cfr.
doc. _).

 

                                         In
concreto __________ e __________ si sono sposati il __________ 1976 (cfr. doc.
_). L'affiliazione alla Cassa malati __________ da parte di __________ è
durata, come già stabilito dal TCA nella sentenza del 25 maggio 1999, passata
in giudicato (incarto __________, cfr. doc. _) - sentenza integralmente
confermata dal TFA con sentenza del 15 settembre 2000 (K 81/99, cfr. doc. _) -
fino al 31 dicembre 1997. I coniugi vivono separati dall’agosto 1997 (cfr. doc.
_): come già stabilito dal TCA nella sentenza del 25 maggio 1999, passata in
giudicato (cfr. incarto __________), infatti, la vita in comune fra __________
e __________ è durata fino - al più tardi - al mese di agosto 1997 (cfr.
convenzione sulle conseguenze accessorie della separazione stipulata il 4
agosto 1997, prodotta sub doc. _).

Riguardo all'obbligo di __________ di saldare i
premi dell'assicurazione malattia di base della moglie __________ e della
figlia __________, stabilito dal TCA con sentenza del 25 maggio 1999, il TFA,
con sentenza del 15 settembre 2000, ha osservato che:

 

" 
(…)

la precedente istanza ha rilevato in modo esatto
che il ricorrente (vale a dire __________, n.d.r.), aveva omesso di comunicare
senza indugio alla Cassa, malgrado una convenzione sulle conseguenze accessorie
della separazione tra i coniugi __________ fosse stata stipulata il 4 agosto
1997 e benché nella stessa convenzione fosse stata prevista l'attribuzione alla
madre dell'autorità parentale sulla figlia, le avvenute modifiche della sua
situazione personale riguardo al rapporto assicurativo. In tali circostanze
__________ era rimasto debitore della Cassa di un importo di fr. 6'415.20,
corrispondente ai premi dovuti per se stesso, nonché per la moglie __________ e
per la figlia __________, afferenti all'assicurazione delle cure medico-sanitarie
per i mesi da luglio 1997 a giugno 1998.

 

(…)

 

Per quanto concerne poi l'obbligo di __________
di comunicare alla Cassa le avvenute modifiche della propria situazione
personale, dev'essere rilevato, come a ragione ha sottolineato la medesima
nella risposta del 5 luglio 2000, che detta nuova situazione familiare era
intervenuta nell'agosto 1997, epoca in cui __________ era e doveva in ogni modo
reputarsi assicurato presso la __________. Ne discende che egli avrebbe dovuto
agire senza indugio già nell'anno 1997; non avendolo fatto, nulla può esimerlo
dal pagamento dei premi assicurativi dovuti alla Cassa opponente per la moglie
e la figlia sino a giugno 1998. (…)." (STFA del 15 settembre 2000, K
81/99)

 

                                         Pertanto,
visto quanto precede, la Cassa malati convenuta aveva il diritto d'esigere
dalla ricorrente l'assunzione solidale dei premi dell'assicurazione concernenti
suo marito soltanto fino al mese di agosto 1997 - data in cui, al più tardi, è
venuta meno la vita in comune dei coniugi - come effettivamente preteso dalla
__________.

                                         I premi
chiesti dalla Cassa malati in questa sede si riferiscono in parte ad un periodo
precedente la separazione (e meglio dal 1° gennaio al 31 luglio 1997) ed in
parte ad un periodo posteriore alla separazione (e meglio dal 1° agosto 1997 al
31 dicembre 1997, quando l'interessata non viveva più in comunione con il
marito e quindi non aveva più obbligo ai sensi dell'art. 163 e 166 CCS).

                                         Alla luce
di questi fatti e delle considerazioni di diritto che precedono la ricorrente
deve essere considerata solidalmente responsabile con il marito per il
pagamento dei premi da questo dovuti all'assicurazione malattia sociale nel
periodo compreso fra il 1° gennaio e il 31 luglio 1997; ella deve inoltre
essere ritenuta debitrice nei confronti della Cassa malati dei propri premi
arretrati impagati concernenti il periodo compreso fra il 1° agosto 1997 e il
31 dicembre 1997. 

 

 

Quanto all'ammontare chiesto in pagamento a
__________ dalla __________, pari a fr. 4'730.30 (cfr. doc. _), esso risulta
così composto:

 

-
 premi arretrati impagati dal 1° gennaio 1997 al 31 luglio 1997 concernenti
__________, __________ e __________, in via solidale, per un ammontare
complessivo di fr. 3'586.80, ritenuto che a partire dal 1° gennaio 1997 il
premio mensile a carico dei coniugi era di fr. 224.70 ciascuno e quello della
figlia __________, nata nel 1988, corrispondeva a fr. 63.00 (cfr. doc. _);

 

-
 premi arretrati impagati dal 1° agosto 1997 al 31 dicembre 1997 concernenti
__________, per un ammontare complessivo di fr. 1'123.50, ritenuto che a
partire dal 1° agosto 1997 il premio mensile a carico dell'assicurata era di fr.
224.70 (cfr. doc. _);

 

-
 fr. 20 di tasse di diffida (cfr. doc. _) di cui si dirà in seguito (cfr. consid.
2.9.).

 

                               2.8.   __________
ha inoltre osservato che i premi arretrati relativi al periodo compreso fra il
1° agosto 1997 e il 31 dicembre 1997 vanno compensati con il credito vantato
dall'assicurata nei confronti della Cassa malati. L'assicurata ha infatti
rilevato che nel 2000 il suo ex marito le ha comunicato che la __________ non
aveva più proceduto a rimborsare, già a partire dal 1996, le spese medico-sanitarie
sostenute da __________ per tutta la famiglia (moglie __________ e figlia
__________). Il credito nei confronti della __________ vantato dalla ricorrente
ammonterebbe, secondo quanto indicato in sede ricorsuale, a fr. 3'150,25 per il
periodo gennaio-luglio 1997 e fr. 644,80 per il periodo agosto-dicembre 1997, ammontari
di cui l'assicurata ha richiesto la compensazione con i presunti debiti nei
confronti della Cassa malati (cfr. doc. _).

 

                                         Ora, a
prescindere dalle argomentazioni della ricorrente, va rilevato che il TCA,
applicando una consolidata giurisprudenza del TFA, ha più volte ricordato che,
di regola, l'assicurato non può compensare i propri debiti derivanti da premi e
partecipazioni ai costi con crediti da lui fatti valere.

 

                                         La
compensazione da parte degli assicurati tra i premi dovuti e le eventuali
prestazioni a carico della Cassa non è possibile.

                                         Infatti,
in una sentenza del 16 luglio 1984 sotto l'egida della LAMI, pubblicata in DTF
110 V 183 il TFA ha precisato che le casse malati riconosciute possono
compensare prestazioni assicurative scadute con crediti di pagamento di quote
arretrate. 

                                         Recentemente
l'Alta Corte in una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa B. (K 102/00) ha
fissato i limiti entro i quali la compensazione da parte dell'assicuratore è
possibile. In particolare i giudici federali hanno stabilito che "la
giurisprudenza federale sull'ammissibilità per la Cassa malati di procedere
alla compensazione va compresa nel senso che essa è possibile solo
posteriormente alla messa in atto, da parte dell'assicuratore malattia, della
procedura di cui all'art. 9 cpv. 1 OAMal."

                                         Pari
diritto non spetta agli assicurati. L'Alta Corte ha in particolare affermato:

 

" 
3.- Im vorliegenden Fall ist zu prüfen, ob auch
der Versicherte eine Forderung der Kasse gegen ihn durch Verrechnung mit seiner
eigenen Leistungsforderung tilgen kann. Kasse und Vorinstanz haben dies
verneint, was die Beschwerdeführer als Rechtsungleichheit rügen.

In dem in RSKV 1970 Nr. 78 S. 184 publizierten
Urteil hat das Eidg. Versicherungsgericht das Recht des Versicherten zur
Verrechnung gegenüber einer öffentlichen Krankenkasse verneint. Es stützte sich
dabei auf Art. 125 Ziff. 3 OR, wonach Verpflichtungen gegenüber dem Gemeinwesen
gegen dessen Willen nicht durch Verrechnung getilgt werden können. Da die
damals betroffene öffentliche Krankenkasse als Teil einer Stadtverwaltung,
somit eines Gemeinwesens, betrachtet wurde und da sich die Kasse mit der Verrechnung
nicht einverstanden erklärt hatte, wurde der Verrechnungsanspruch des
Versicherten verneint (Erw. 4 des zitierten Urteils). - Das in RSKV 1980 Nr.
411 S. 125 veröffentlichte Urteil hatte den Fall eines Versicherten zum
Gegenstand, welcher die Verrechnung gegenüber einer Krankenkasse geltend
machte, die als Genossenschaft organisiert war. Das Gericht erachtete die
Verrechnung durch den Versicherten hier als zulässig, weil sich die Kasse als
Genossenschaft nicht auf Art. 125 Ziff. 3 OR berufen könne (Erw. 2b des
Urteils).

Diese unterschiedliche Handhabung der
Verrechnungsmöglichkeit, je nachdem ob die Verrechnung gegenüber einer
privatrechtlich oder einer öffentlichrechtlich organisierten Krankenkasse
geltend gemacht wird, vermag indessen nicht zu befriedigen. Bekanntlich weisen
die Rechtsverhältnisse in einer privatrechtlich organisierten Krankenkasse
sowohl zivilrechtliche als auch öffentlichrechtliche Elemente auf. Die
letzteren überwiegen jedenfalls dort, wo es um die der Krankenkasse übertragene
öffentliche Aufgabe geht, nämlich die Durchführung der sozialen
Krankenversicherung durch Erbringung von Leistungen einerseits und deren
Finanzierung durch Beiträge der Versicherten anderseits. In diesem Rahmen ist
es unerheblich, ob eine Krankenkasse privatrechtlich oder öffentlichrechtlich
organisiert ist. Die Rechtsstellung des Versicherten bezüglich seines
Versicherungsverhältnisses darf nicht von der Organisationsform der Kasse
abhängen.

Wie bereits dargelegt, ist in den meisten
Sozialversicherungs- gesetzen des Bundes das Verrechnungsrecht geregelt.
Übereinstimmend wird dieses Recht jeweils nur der Verwaltung eingeräumt; die
gesetzlichen Formulierungen schliessen ein Verrechnungsrecht des Versicherten
aus. Der Grund für diese übereinstimmenden Regelungen liegt darin, dass nur die
Verwaltung befugt ist, Verfügungen zu erlassen, d.h. einseitig und hoheitlich
über Rechte und Pflichten der Versicherten zu befinden (vgl. Art. 5 VwVG). Hieraus ergibt sich die einseitige Zuerkennung
des Verrechnungsrechtes an die Verwaltung. Das hat insbesondere auch für die
Krankenversicherung zu gelten. Würde man in diesem Bereich das
Verrechnungsrecht auch dem Versicherten zugestehen, so hätte es dieser in der
Hand, zunächst von sich aus zu bestimmen, welche Kassenleistungen er für
richtig hält, und damit die Krankenkasse zu veranlassen, eine Beitragsverfügung
zu erlassen, bei der die Beiträge an sich gar nicht streitig sind, sondern eben
die Leistungen. Zudem liegt es im Interesse der Vereinheitlichung des
Sozialversicherungs- rechts, auch in der Krankenversicherung das Recht zur
Verrechnung einseitig nur den - öffentlichen und privaten - Krankenkassen
einzuräumen. In diesem Sinn eist die bisherige Rechtsprechung zu ändern."
(DTF 110 V 183)

 

                                         In una
successiva sentenza del 15 giugno 1992, pubblicata in RAMI 1992, pag. 138,
l'Alta Corte, in un caso concernente le indennità giornaliere, facendo
riferimento alla giurisprudenza sopra indicata, ha ribadito che, pena la
disattenzione del principio della mutualità e la creazione di una disparità di
trattamento difficilmente ammissibile in seno alla cassa malati, solo
l'assicurato che paga regolarmente le quote può pretendere prestazioni. 

 

                                         Infine,
in una sentenza del 30 aprile 1996 il TFA, riferendosi alle sopra citate
decisioni, ha lasciato irrisolto il tema di sapere se al ricorrente fosse
consentito di estinguere un proprio debito invocando la compensazione,
considerato come il credito della cassa era ormai perento (DTF 122 V 331).

 

                                         La
dottrina, a proposito della compensazione dei premi con le prestazioni dovute
dall'assicuratore malattia, ricorda che, in mancanza di regolamentazione, la
compensazione, nell'ambito della LAMI, poteva essere invocata unicamente
dall'assicuratore e non dall'assicurato. Neppure la LAMal, e la relativa
ordinanza, contengono disposizioni in merito. Secondo la dottrina
la precedente giurisprudenza conserva la sua validità anche nel nuovo regime
(Jean-Louis Duc, Non-paiement des primes de l'assurance-maladie obligatoire et
suspension du droit aux prestations selon la LAMal; compensation dans le cadre
de la LAMal, in Recueil de travaux en l'honneur de la Société Suisse de droit
des assurances, ed. IRAL, Losanna 1997, pag. 469 e
seg.).

 

                                         In queste
circostanze, considerata la giurisprudenza applicabile in concreto e la
dottrina, a mente del TCA le richieste di __________ tendenti alla
compensazione dei premi scaduti con le pretese avanzate non possono trovare
accoglimento (cfr. anche in tal senso STCA del 23 aprile 2002 nella causa J.,
36.2001.64/66).

                                         Del resto
il Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie in vigore
dal 1° gennaio 1997 (art. 17.1) prevede che "la __________ può conteggiare
le sue prestazioni con crediti nei confronti dell'assicurato. L'assicurato non
ha nessun diritto di fare dei conteggi" (cfr. per quanto concerne la
possibilità di compensare per l'assicuratore, la citata STFA del 22 ottobre
2002 nella causa B., K 102/00).

 

 

                               2.9.   Quanto
all'importo di fr. 20 di tassa di diffida richiesto in pagamento dalla Cassa
malati occorre osservare quanto segue.

 

                                         In una
sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 il TFA ha ricordato che
pure sotto l'imperio della nuova LAMal un assicuratore contro le malattie può
esigere il pagamento in adeguata misura delle spese di diffida così come di
spese supplementari cagionate da mora dell'assicurato al momento del versamento
dei premi e della partecipazione ai costi, in quanto tali spese (alle quali si
sarebbe ovviato in caso di versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa
dell'interessato e le disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli
assicurati contemplino una regolamentazione al riguardo.

                                         Il TFA ha
in particolare precisato:

 

" 
Im gegensatz zu Art. 1 Abs. 2 KUVG, wonach sich die
Krankenkassen nach ihrem Gutfinden einrichteten, soweit das Gesetz keine entgegestehenden
Vorschriften enthielt, fehlt im neuen Recht ein entsprechender Hinweis auf eine
Autonomie der Versicherer. Das Gesetzmässigkeitsprinzip hat das Autonomieprinzip
abgelöst, indem das KVG die Krankenpfelgeversicherung in wesentlichen Bereichen
vollständig und detailliert regelt (BGE 124 V 359 f. Erw 2d mit Hinweisen; zur sozialen
Krankentaggeldversicherung vgl. Demgegenüber BGE 124 V 205 Erw. 3d). In Bereichen,
in denen die gesetzliche Regelung nicht detailliert ist, sind kasseninterne Bestimmungen
hingegen nicht von vornherein unzulässig (Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht,
S. 9; zurückhaltender Eugster, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht
(SBVR), Rz. 5). Davon geht auch Art. 12 Abs. 2 lit. b KVV aus, wonach die Krankenkassen
dem Anerkennungsgesuch an das Bundesamt für Sozialversicherung allfällige allgemeine
Bestimmungen über die Rechte und Pflichten der Versicherten beizulegen haben.

Bezüglich der Erhebung von Mahngebühren beim Verzug
in der Zahlung von Prämien und Kostenbeteilungen vertritt Eugster (a.a.O., Rz
341) die Auffassung, dass autonome Regelungen der Versicherer zulässig sind, sofern
die versicherte Person die (unnötigen) Kosten schuldhaft verurscht hat und die Entschädigung
angemessen ist (anders bezüglich Kosten, die beim Gesetzesvollzug notwendigerweise
entstehen; vgl. Hiezu auch RKUV 1992 Nr. K 891 S. 72 Erw. 2b betreffend KUVG sowie
SVR 1994 BVG Nr. 18 S. 47 Erw. 4 betreffend BVG). Nachdem die Durchsetzung der finanziellen
Verpflichtungen der Versicherten gegenüber den Versicherern weder gesetzlich noch
verordnungsmässig ausführlich geregelt ist und die Erhebung von Mahngebühren nicht
in gesetzliche Ansprüche eingreift, kann dieser Auffassung gefolgt werden.

cc) Da Art. 12 Abs 4 der Allgemeinen Versicherungbedingungen
(der Kasse) … die Erhebung von Umtriebsspesen bis zu einem Beitrag von Fr.
50.-- pro Fall bei Verletzung der Mitwirkungspflichten des Versicherten (Prämieninkasso/Leistungsauszahlung)
ausdrücklich vorsieht und der Beschwerdeführer mehrmals gemahnt werden musste, erging
der vorinstanzliche Entscheid, soweit er die Auferlegung von Mahn- und Umtriebsspesen
in der Höhe von ingesamt Fr. 70.-- schützt, zu Recht."

 

 

                                         In
concreto, il Regolamento Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
della __________ in vigore a partire dal 1° gennaio 1997 prevede, al punto
20.5, che la Cassa malati ha il diritto di farsi rimborsare gli interessi di
mora e le spese causate da debitori morosi, come spese per solleciti,
esecuzioni, ecc. (cfr. doc. _). Per cui, nel caso di specie, anche la richiesta
delle spese di diffida va confermata. L'importo richiesto appare proporzionato
ed adeguato all'aggravio amministrativo.