# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2baa3b87-0644-5eae-9207-da6087d0596c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.02.2024 D-709/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-709-2024_2024-02-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-709/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 2  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Aileen Truttmann; 

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), 

Afghanistan, 

patrocinato da Davide Borgni, 

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale – Caritas Svizzera, 

(…),  

ricorrente,  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino – art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 25 gennaio 2024 / N (…). 

 

 

D-709/2024 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadino afgano, sarebbe espatriato nel mese di febbraio 2022 

e avrebbe raggiunto l’Europa nel mese di settembre 2023, prima di giun-

gere in Svizzera e depositarvi, il 10 ottobre 2023, il giorno del suo arrivo, 

una domanda d’asilo (cfr. atti della Segreteria di Stato della migrazione di 

seguito: SEM o autorità inferiore n. […]-1/1, 2/2, 3/1 e 4/1). 

B.  

Dal riscontro della banca dati Eurodac del 13 ottobre 2023 è risultato che 

l’interessato ha depositato, il 2 ottobre 2023, una precedente domanda 

d’asilo in Croazia (cfr. atto SEM n. 8/2). 

C.  

Il 7 novembre 2023, egli ha trasmesso all’autorità inferiore la copia della 

propria tazkira afgana (cfr. atto SEM n. 15/1; mezzi di prova di se-

guito: Mdp n. 001/2 e 003/2). 

D.  

Il 9 novembre 2023, la SEM ha svolto l’audizione per richiedenti d’asilo 

minorenni non accompagnati (RMNA) avendo l’interessato dichiarato, in 

corso di procedura, di essere minorenne, e meglio nato il 10 ottobre 2006 

(cfr. atto SEM n. 19/11). L’autorità inferiore ha, in particolare, posto al me-

desimo alcune domande relative alla propria data di nascita e ai documenti 

di identità da lui prodotti (cfr. atto SEM n. 19/11, 1.06 e 4). 

Contestualmente, la SEM ha permesso al richiedente di pronunciarsi in 

merito alla possibilità che la Croazia venisse ritenuta competente per 

l’esame della sua domanda d’asilo (cfr. atto SEM n. 19/11, 8). 

E.  

L’11 dicembre 2023, la SEM ha trasmesso alle autorità croate una richiesta 

di ripresa in carico dell’interessato (cfr. atti SEM n. 25/5, 26/1, 27/5), 

avendo il medesimo presentato in precedenza una domanda d’asilo in tale 

Paese. Tale domanda menziona le diverse date di nascita con le quali il 

ricorrente è conosciuto in Svizzera, in particolare il “(…)” e il “(…)” (cfr. atto 

SEM n. 25/5, pag. 1, cifra 3). Le autorità svizzere hanno inoltre indicato che 

fossero in corso degli accertamenti medici atti a stabilire l’effettiva età del 

richiedente (cfr. atto SEM n.  pag. 1, cifra 4). Alla domanda è stato allegato 

l’estratto della banca dati Eurodac. 

D-709/2024 

Pagina 3 

F.  

Il 15 dicembre 2023, l’autorità inferiore, nutrendo seri dubbi in merito alla 

verosimiglianza delle sue dichiarazioni, ha incaricato il Centre universitaire 

romand de médecine légale (CURML) di svolgere una perizia medico-le-

gale al fine di determinare l’età dell’interessato (cfr. atto SEM n. 29/2). 

G.  

Il 22 dicembre 2023, le autorità croate hanno espressamente rifiutato la 

richiesta di ripresa in carico, riservandosi la possibilità di rivedere tale de-

cisione qualora la SEM avesse trasmesso delle prove che rendessero ve-

rosimile la maggiore età dell’interessato (cfr. atto SEM n. 32/1). 

H.  

Il 22 dicembre 2023, il CURML ha reso la propria perizia medico-legale 

concludendo che l’età media dell’interessato sarebbe situata tra i 20 e i 23 

anni e che la sua età minima sarebbe di 19 anni. Egli non potrebbe avere 

18 anni e la data da lui indicata potrebbe essere esclusa (cfr. atto SEM 

n. 33/12). 

I.  

Il 29 dicembre 2023, ritenute l’inverosimiglianza delle dichiarazioni dell’in-

teressato in merito alla propria età, l’assenza di documenti d’identità origi-

nali e le conclusioni peritali, l’autorità inferiore gli ha concesso il diritto di 

essere sentito in punto alla questione della maggiore età con contestuale 

modifica nel Sistema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC; 

cfr. atto SEM n. 35/3); facoltà da lui esercitata con scritto del 5 gen-

naio 2024 (cfr. atto SEM n. 42/3). 

J.  

Il 4 gennaio 2024, la SEM ha comunicato alle autorità croate le risultanze 

peritali e chiesto alle medesime di rivedere la propria decisione del 22 di-

cembre 2023 (cfr. atti SEM n. 39/2, 40/1 e 41/1); scritto al quale queste 

ultime hanno risposto positivamente il 18 gennaio 2024 (cfr. atto SEM 

n. 47/1). 

K.  

Il 5 gennaio 2024, l’autorità inferiore ha deciso di considerare l’interessato 

maggiorenne attribuendogli, quale data di nascita, il (…), modificando con-

testualmente i suoi dati personali nel SIMIC (cfr. atto SEM n. 43/2). 

D-709/2024 

Pagina 4 

L.  

Con decisione del 25 gennaio 2024 (cfr. atto SEM n. 57/16), notificata all’in-

teressato il giorno successivo (cfr. atto SEM n. 58/1), la SEM non è entrata 

nel merito della sua domanda d’asilo ritenendo che potesse partire alla 

volta della Croazia, cui competerebbe l’esecuzione della procedura d’asilo, 

e ha pronunciato il suo allontanamento (recte: trasferimento) verso tale 

Paese. 

M.  

Il 1° febbraio 2024, l’interessato ha inoltrato (cfr. tracciamento dell’invio; 

data di entrata: 2 febbraio 2024), dinnanzi al Tribunale amministrativo fe-

derale (di seguito: Tribunale), un ricorso con il quale ha concluso, prelimi-

narmente, alla sospensione in via supercautelare della decisione, rispetti-

vamente alla concessione dell’effetto sospensivo. Nel merito, egli ha po-

stulato, in via principale, l’accoglimento del ricorso e l’annullamento della 

precitata decisione con il trattamento della domanda d’asilo nella proce-

dura nazionale. In via subordinata, egli ha chiesto la restituzione degli atti 

alla SEM per un complemento istruttorio. Egli ha infine presentato una do-

manda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo, il tutto con protesta di tasse 

e spese. 

In allegato al suesposto ricorso, il ricorrente ha prodotto la copia della pro-

cura conferita al rappresentante legale designatogli (cfr. allegato 1), della 

decisione impugnata (cfr. allegato 2) e di un documento medico del 10 no-

vembre 2023 (cfr. allegato 3). 

N.  

Con complemento al ricorso del 6 febbraio 2023, il ricorrente ha prodotto 

ulteriore documentazione medica (cfr. atto del Tribunale n. 2). 

O.  

Con decisione dell’8 febbraio 2024, codesto Tribunale ha sospeso provvi-

soriamente l’esecuzione del suo trasferimento. 

P.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi che seguono qualora dovessero risultare decisivi per l’esito della pro-

cedura. 

  

D-709/2024 

Pagina 5 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-

cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (cfr. art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per statuire 

in merito a suddetto ricorso. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Il medesimo è pertanto legittimato ad aggravarsi 

contro di essa. 

Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma 

(art. 52 cpv. 1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 3 LAsi) previsti dalla 

legge. 

Occorre pertanto entrare nel merito dello stesso. 

2.  

Nel caso di ricorsi manifestamente infondati, la decisione è pronunciata dal 

giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice, e motivata sol-

tanto sommariamente (artt. 111 lett. e 111a cpv. 1 e 2 LAsi). Il Tribunale 

rinuncia, inoltre, ad uno scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi). 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è inoltre vincolato né dai motivi 

addotti nel ricorso (art. 62 cpv. 4 PA) né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). Esso si limita infine ad 

esaminare la fondatezza di un ricorso contro una decisione di non entrata 

D-709/2024 

Pagina 6 

nel merito di una domanda d’asilo (cfr. DTAF 2012/4 consid. 2.2; 

2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

4.1 Il ricorrente sostiene, inizialmente, che la valutazione dell’autorità infe-

riore riguardo alla determinazione della sua età sia inesatta ed incompleta 

(art. 106 cpv. 1 lett. b PA). Da un lato, essa sarebbe inesatta poiché la SEM 

non avrebbe tenuto conto, nell’esame della verosimiglianza delle sue alle-

gazioni, della tazkira afgana da lui prodotta “in formato elettronico” e in for-

mato cartaceo, come pure di tutti gli elementi a suo favore risultanti dal 

verbale dell’audizione RMNA, ovvero la sua limitata formazione scolastica, 

la sua incapacità di utilizzare dei riferimenti temporali precisi e linearie e, 

più in generale, il contesto sociale dal quale egli proviene. Egli contesta 

inoltre le risultanze peritali sostenendo che la perizia si baserebbe su dei 

campioni che non potrebbero essere considerati comparativi. Conside-

rando il carattere preminente dell’interesse superiore del minore, l’autorità 

inferiore avrebbe dovuto considerarlo minorenne (cfr. ricorso del 1° feb-

braio 2024, pag. 5 - 8). 

4.2  

4.2.1 La recente DTAF 2022 I/6 precisa che nelle procedure di natura am-

ministrativa si applica il principio inquisitorio (art. 12 PA; cfr. DTAF 2015/1 

consid. 4.2) il quale sottintende che l’autorità competente deve provvedere 

d’ufficio all’accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). In pratica, l’autorità deve procurarsi la do-

cumentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze 

giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. sen-

tenza del Tribunale F-5929/2018 del 25 novembre 2021 consid. 8.1). L’ac-

certamento dei fatti è incompleto allorquando tutte le circostanze di fatto e 

i mezzi di prova determinanti per la decisione non sono stati presi in consi-

derazione. Esso risulta invece inesatto se l’autorità omette di amministrare 

le prova di un fatto rilevante, apprezza in maniera erronea il risultato 

dell’amministrazione di un mezzo di prova o fonda la decisione su fatti non 

conformi all’incarto (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3.2; sentenze del Tribunale 

A–671/2015 del 3 agosto 2020 consid. 2.1; D–1079/2018 del 17 dicem-

bre 2019 consid. 5.2; Kiener/Rütsce/Kuhn, Öffentliches Verfahrensrecht, 

3a ed. 2021, n. 1585). Allorquando l’autorità reputa che le prove assunte le 

abbiano permesso di formarsi una propria convinzione, essa può emettere 

la decisione (cfr. sentenze del Tribunale D-291/2021 del 9 marzo 2021 con-

sid. 7.2.2; A-3056/2015 del 22 dicembre 2016 consid. 3.1.4; Mo-

ser/Beusch/Kneubühler, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

2a ed. 2013, n. 3.144). 

D-709/2024 

Pagina 7 

4.2.2 I criteri sopra esposti delimitano sia l’attività istruttoria dell’ammini-

strazione che quella dello scrivente Tribunale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5; 

sentenza del Tribunale F–5065/2019 del 21 gennaio 2021 consid. 5.3; MO-

SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.49, 3.117 seg., in particolare 

3.144). Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze 

nell’accertamento dei fatti il caso va di principio retrocesso all’autorità di 

prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e com-

pleto chiarimento degli stessi (cfr. sentenze del Tribunale D–3567/2019 del 

29 novembre 2019 consid. 5.2; D–1443/2016 del 22 febbraio 2017 con-

sid. 4.2; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.191). 

4.2.3  

4.2.3.1 Nelle procedure Dublino, qualora la questione della minore età 

dell’interessato sia oggetto di disputa, risulta necessario dirimere prelimi-

narmente tale aspetto, essendo il medesimo determinante sia a livello pro-

cedurale (art. 17 cpv. 3 LAsi) che nell’ambito della determinazione dello 

Stato competente per l’esame della domanda di asilo (art. 8 del regola-

mento UE n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giu-

gno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello 

Stato membro competente per l’esame di una domanda di protezione in-

ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide rifusione GU L 24/1 del 27.1.1983 di seguito: 

RD III). Qualora la determinazione si riveli errata, occorre retrocedere gli 

atti all’autorità inferiore e riprendere la procedura in circostanze idonee 

all’età del richiedente l’asilo (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3). 

4.2.3.2 Nello specifico, è al richiedente l’asilo che incombe l’onere della 

prova in punto alla sua addotta minore età (art. 8 del Codice civile svizzero 

del 10 dicembre 1907 RS 210; sentenza del Tribunale E-803/2015 del 5 

agosto 2015 consid. 3.2). In altre parole, se la valutazione globale degli atti 

di causa non permette di ritenere che l’interessato l’abbia resa verosimile, 

egli sarà tenuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguente-

mente ritenuto maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4). Per giungere 

ad una determinazione al riguardo, l’autorità inferiore esperisce un apprez-

zamento globale degli elementi di causa, segnatamente si basa sui docu-

menti d’identità autentici depositati agli atti così come sui risultati delle au-

dizioni relativamente al quadro personale dell’interessato nel Paese d’ori-

gine, alla sua cerchia famigliare ed alla sua formazione scolastica. Se ne-

cessario, ordina una perizia medica volta alla determinazione dell’età 

(cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all’art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2). 

D-709/2024 

Pagina 8 

4.3  

4.3.1 Ferme queste premesse, occorre esaminare se l’accertamento dei 

fatti svolto dall’autorità di prima istanza circa l’età del ricorrente sia con-

forme ai principi sopra esposti. 

4.3.2 Nel caso di specie, in primo luogo, il ricorrente non ha consegnato, in 

originale, alcun documento comprovante la propria identità. Egli ha unica-

mente prodotto dinanzi all’autorità inferiore due copie della propria tazkira, 

una in formato tessera e l’altra in formato cartaceo (cfr. Mdp n. 001/2 e 

003/2). Sennonché esse sono state ritenute, a giusta ragione, avente un 

valore probatorio ridotto, conformemente alla giurisprudenza di questo Tri-

bunale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2); forza probatoria che, nel caso che 

ci occupa, è ulteriormente ridotta in ragione della loro parziale illeggibilità e 

della differenza tra la fotografia integrata nella copia in formato tessera e 

quella che figura nella copia in formato cartaceo. 

4.3.3 Il ricorrente ha, inoltre, fornito delle dichiarazioni vaghe, imprecise e 

inconsistenti circa l’età e la biografia, inficiando pertanto la sua credibilità 

in punto all’asserita minore età. In particolare, il foglio complementare di 

ingresso al CFA e il foglio riguardante i dati personali, recano il (…) quale 

data di nascita (cfr. atto SEM n. 1/1, 2/2); elemento però modificato in corso 

di procedura, nel giorno del (…), come risulterebbe dalla tazkira afgana 

(cfr. atto SEM n. 19/11, 1.06). Dagli atti redatti dalle guardie di confine al 

momento dell’entrata in Svizzera figura invece quale data il (…) (cfr. atto 

SEM n. 7/8). La plausibilità e la credibilità delle proprie asserzioni risulta 

ancor più vacillante considerando che il ricorrente sostiene di non essere 

stato presente al momento dell’emissione della tazkira, del quale ritiro si 

sarebbe occupato il padre (cfr. atto SEM n. 19/11, 1.06). Egli non ricorde-

rebbe quando l’avrebbe ottenuta, quanti anni aveva al momento della sua 

emissione e quali documenti avrebbe consegnato al fine di ottenerla (cfr. 

atto SEM n. 19/11, 4.03). Ma vi è di più. Egli è stato registrato in Croazia 

quale maggiorenne (cfr. atti SEM n. 32/1). Ora, a poco serve affermare che 

le autorità croate lo avrebbero considerato maggiorenne per un errore di 

registrazione, poiché mere speculazioni prive di documenti probatori (cfr. 

atto SEM n. 42/3). 

4.3.4 Non lo soccorrono neppure le affermazioni in punto alla minore età 

basate sulla copia della presunta tazkira, in quanto, come detto, essa è con 

tutta evidenza un atto con scarso valore probatorio e parzialmente illeggi-

bile (cfr. Mdp n. 001/2 e 003/2). 

D-709/2024 

Pagina 9 

4.3.5 Dalle risultanze della perizia medico-legale, le quali costituiscono un 

forte indizio della maggiore età del ricorrente, risulta che l’età media dell’in-

teressato sarebbe situata tra i 20 e i 23 anni e che la sua età minima sa-

rebbe di 19 anni. Ne discende che egli non potrebbe neppure avere 18 anni 

e che la data da lui indicata potrebbe dunque essere esclusa (cfr. atto SEM 

n. 33/12). Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, il CURML ha 

infine tenuto conto del fatto che egli sia d’origine afgana (cfr. atto SEM 

n. 33/12, pag. 2). 

4.3.6 Riassumendo, il Tribunale, in un’attenta valutazione globale di tutti gli 

elementi evincibili dall’incarto ed in presenza di una fattispecie giuridica 

sufficientemente acclarata, ritiene che l’insorgente – al quale incombeva 

l’onere della prova – non è stato in grado di rendere verosimile l’asserita 

minore età al momento del deposito della sua domanda d’asilo. Contestual-

mente l’autorità inferiore ha ottemperato il proprio obbligo di accertare i fatti 

giuridicamente determinanti, giungendo alla corretta conclusione che il me-

desimo dovesse essere considerato maggiorenne per il seguito della pro-

cedura e modificando la sua data di nascita nel SIMIC. 

4.4 Per questi motivi, la relativa censura dev’essere pertanto respinta. 

4.5 Con riferimento infine alla pretesa la violazione del diritto di essere sen-

tito, in ragione del mancato accesso agli atti delle guardie di confine 

(cfr. atto SEM n. 7/8; ricorso del 1° febbraio 2024, pag. 7 in fine), il Tribu-

nale rileva che al contrario di quanto asserito emerge una chiara notifica 

dello stesso all’interessato (cfr. atto SEM n. 7/8, pag. 7). Ne consegue che 

tale censura dev’essere anch’essa respinta. 

Peraltro il Tribunale precisa che l’autorità inferiore disponeva ad ogni modo 

di fondati motivi per impedire la consultazione di tali atti in applicazione 

degli artt. 27 (eccezioni all’esame degli atti) e 28 (opponibilità degli atti 

soggetti a segreto) PA. 

5.  

5.1 Il ricorrente sostiene, inoltre, che le autorità croate lo avrebbero co-

stretto a depositare una domanda d’asilo. La SEM avrebbe, inoltre, dovuto 

ottenere delle garanzie sufficienti relative alla sua concreta ripresa in ca-

rico. Non avendolo fatto, essa avrebbe violato il diritto federale 

(art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi). Per questi motivi, la decisione che lo concerne 

andrebbe annullata e l’autorità inferiore dovrebbe entrare nel merito della 

sua domanda d’asilo, esaminandola in procedura nazionale (cfr. ricorso del 

1° febbraio 2024, pag. 9 e seg.). 

D-709/2024 

Pagina 10 

5.2  

5.2.1 Nell’ambito della procedura di prima istanza, giusta 

l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma la SEM non entra nel merito di una 

domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo 

cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della proce-

dura di asilo e allontanamento. 

5.2.2 L’art. 29a cpv. 1 Ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali 

dell’11 agosto 1999 (Oasi 1, RS 142.311) precisa che la SEM esamina la 

competenza per il trattamento della domanda d’asilo sulla base dei criteri 

previsti dal RD III. Se da tale esame risulta che il trattamento della do-

manda d’asilo compete a un altro Stato, la SEM emana una decisione di 

non entrata nel merito dopo che lo Stato richiesto ha accettato la presa o 

ripresa in carico del richiedente l’asilo (art. 29a cpv. 2 OAsi 1). La procedura 

di presa o ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato com-

petente è retta dal regolamento (CE) n. 1560/2003 della Commissione del 

2 settembre 2003 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) 

n. 343/2003 del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di determi-

nazione dello Stato membro competente per l’esame di una domanda 

d’asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un Paese 

terzo (GU L 222/3 del 05.09.2003; modificato parzialmente dal RD III e dal 

regolamento di esecuzione [UE] n. 118/2014 della Commissione del 

30 gennaio 2014 [GU L 39/1 del 08.02.2014]; di seguito: Regolamento CE 

1560/2003). 

5.2.3 Per permettere la determinazione dello Stato membro competente, 

gli Stati membri Dublino sono tenuti a rilevare le impronte digitali di cittadini 

di Paesi terzi fermati alla frontiera esterna (cfr. art. 14 par. 1 Regolamento 

UE n. 603/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 che istituisce l’“Eurodac” per il confronto delle impronte digitali [GU L 

180/1 del 29 giugno 2013]). 

5.2.4 La domanda di ripresa in carico può essere condizionata a garanzie 

di accoglienza in presenza di richiedenti asilo particolarmente vulnerabili, 

quali i minorenni. In particolare il Tribunale ha precisato, riprendendo 

quanto stabilito nella sentenza della Grande camera della CorteEDU Tara-

khel contro Svizzera del 4 novembre 2014, 29217/12, §122, che il trasferi-

mento di nuclei famigliari non può avvenire in assenza di garanzie indivi-

duali in punto alla ripresa in carico adeguata dei fanciulli. Infatti, in assenza 

di tali garanzie individuali, vi sarebbe un rischio di violazione dell’art. 3 della 

Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà 

D-709/2024 

Pagina 11 

fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101; cfr. DTAF 2015/4 

consid. 4). 

5.3 Ora, l’autorità inferiore ha altrettanto correttamente posto la domanda 

di ripresa a carico, esulando dalla richiesta di garanzie specifiche, in ra-

gione della maggiore età dell’interessato, che non lo pone quale persona 

necessitante una specifica protezione, come sviluppato dalla giurispru-

denza. È dunque a giusto titolo che l’autorità inferiore non è entrata nel 

merito della sua domanda d’asilo (art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi) ritenendo la 

Croazia competente per il trattamento della sua domanda di protezione in-

ternazionale sulla base degli artt. 18 par. 1 lett. b e 20 par. 5 RD III. 

5.4 Per questo motivo, la censura sollevata dal ricorrente dev’essere re-

spinta. 

6.  

6.1 Il ricorrente si oppone altresì al suo trasferimento verso suddetto Paese 

sostenendo che il sistema di accoglienza ivi presente sia caratterizzato da 

carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III. In particolare, 

egli sostiene di essere stato fermato e picchiato dalla polizia croata, di aver 

passato la notte senza coperte in un centro di accoglienza e di essere stato 

privato di cibo e acqua (cfr. atto SEM n. 19/11, 8.01). 

6.2  

6.2.1 Giusta l’art. 3 par. 2 2a frase RD III, qualora sia impossibile trasferire 

un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come com-

petente in quanto vi siano fondati motivi di ritenere che sussistono carenze 

sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei 

richiedenti d’asilo in tale Stato membro, che implichino il rischio di un trat-

tamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fon-

damentali dell’Unione europea (GU C 364/1 del 18.12.2000), lo Stato mem-

bro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro 

competente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se 

un altro Stato membro possa essere designato come competente. 

6.2.2 Secondo la prassi del Tribunale, il sistema d’asilo e d’accoglienza 

croato non presenta di principio delle carenze sistemiche (cfr. sentenza di 

riferimento del Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.5), no-

nostante, nella sua recente giurisprudenza, lo scrivente Tribunale ha am-

messo la presenza di violenze eccessive da parte degli agenti di polizia 

(cfr. sentenza di riferimento del Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 

consid. 9.3.2). Tuttavia, esso ha precisato che occorre rinunciare ad un 

D-709/2024 

Pagina 12 

trasferimento esclusivamente in casi eccezionali, ovvero allorché il richie-

dente dimostra, con degli argomenti fondati, che il principio sopra enun-

ciato non possa essere applicato alla propria fattispecie (cfr. sentenza di 

riferimento del Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.5; 

cfr. anche tra le altre le sentenze del Tribunale D-3491/2023 dell’11 ago-

sto 2023 consid. 6.3; D-4160/2023 del 10 agosto 2023 consid. 7.4 e 7.5). 

6.3 Nel caso in esame, il ricorrente non ha dimostrato in alcun modo, con 

degli elementi concreti e circostanziati, né è desumibile dagli atti all’inserto, 

che la Croazia non sia intenzionata a riprenderlo in carico e a portare a 

termine la procedura relativa alla sua domanda di protezione. Neppure può 

essere evincibile dalle sue dichiarazioni né dalla documentazione agli atti, 

che egli non abbia avuto accesso alla procedura d’asilo in Croazia. Le di-

chiarazioni concernenti le condizioni a cui egli sarebbe stato confrontato 

nel predetto Paese risultano, inoltre, essere sommarie e poco circostan-

ziate, oltre che in nessun modo provate o rese verosimili. Per quanto con-

cerne le presunte violenze subite da parte degli agenti di polizia, si rinvia a 

quanto esposto nella summenzionata giurisprudenza di coordinamento 

(cfr. supra consid. 6.2.2), rilevando che tali atti costituiscono un abuso di 

potere da parte, assimilabili a persecuzioni da parte di terzi che avrebbero 

potuto essere denunciate alle competenti autorità giudiziarie croate. In ogni 

caso, la soglia elevata per il riconoscimento di carenze sistemiche non ri-

sulta essere in casu raggiunta. 

6.4 Ne consegue che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie. 

7.  

7.1 Il ricorrente sostiene, infine, che l’autorità inferiore avrebbe dovuto fare 

applicazione, vista la sua situazione particolare, degli artt. 17 par. 1 RD III 

e 29a cpv. 3 OAsi 1. 

7.2 In deroga all’art. 3 par. 1 RD III, secondo l’art. 17 par. 1 RD III (“clausola 

di sovranità”) ciascuno Stato membro può decidere di esaminare una do-

manda di protezione internazionale presentata da un cittadino di un Paese 

terzo, anche se tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti nel RD 

III. Come previsto dalla giurisprudenza, la SEM è tenuta ad applicare la 

clausola di sovranità ed entrare nel merito della domanda d’asilo se il tra-

sferimento del richiedente nel Paese di destinazione vìola ad una norma 

imperativa del diritto internazionale (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). Può, 

inoltre, ammettere tale competenza per dei motivi umanitari ai sensi 

dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in diritto interno 

D-709/2024 

Pagina 13 

svizzero la suddetta clausola di sovranità. La SEM dispone di potere di 

apprezzamento nell’applicazione di quest’ultima norma (cfr. DTAF 2015/9 

consid. 7 seg.). 

7.2.1 Il respingimento forzato di persone affette da problemi medici costi-

tuisce soltanto eccezionalmente una violazione dell’art. 3 CEDU: è il caso 

quando l’interessato soffre di una grave malattia (fisica o mentale) che si 

trova ad uno stadio avanzato o terminale da lasciar presupporre che a se-

guito del trasferimento la sua morte appaia come una prospettiva prossima 

(cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1 e relativi riferimenti; sentenza del Tri-

bunale F-4097/2021 consid. 5.2). Una violazione dell’art. 3 CEDU è altresì 

riconosciuta quando vi sono seri motivi e elementi che la persona – in as-

senza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione – sarà con-

frontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggiora-

mento delle condizioni di salute, comportante delle intense sofferenze o 

una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza della Cor-

teEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §180-

193; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2; sentenze del Tribunale F-1305/2023 del 

15 marzo 2023, consid. 7 e F 974/2021, consid. 7.2). 

7.2.2 Va in ogni caso rilevato come sia notorio che lo Stato di destinazione 

dispone in ogni caso d’infrastrutture mediche qualitativamente sufficienti. 

Inoltre in quanto Stato firmatario della direttiva 2013/33/UE del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all'ac-

coglienza dei richiedenti protezione internazionale (di seguito: direttiva ac-

coglienza), esso deve provvedere affinché i richiedenti ricevano la neces-

saria assistenza sanitaria, comprensiva perlomeno di prestazioni di pronto 

soccorso di trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e 

la necessaria assistenza medica o di altro tipo, per coloro che richiedono 

esigenze di accoglienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate 

misure di assistenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della precitata direttiva). 

7.3 Nel caso di specie, non emergono elementi tesi a rendere verosimile 

un allontanamento del ricorrente, da parte delle autorità croate, verso il suo 

Paese d’origine in violazione del divieto di respingimento. Inoltre, nem-

meno da un punto di vista medico, vi sono elementi sufficienti per ritenere 

che il suo stato di salute sia di una gravità tale da comportare, nel caso di 

un trasferimento in Croazia, una violazione dell’art. 3 CEDU. Infatti se al 

suo arrivo in Svizzera, il richiedente era “sotto stress” e soffriva di insonnia 

da due anni (cfr. atto SEM n. 19/11, 8.02), in corso di causa, sebbene pre-

senti ancora incubi, risvegli e insonnia, vi è stato un netto miglioramento 

D-709/2024 

Pagina 14 

(cfr. atti SEM n. 21/2, 22/2, 24/2, 28/2, 38/3, 45/3, 46/2). In seguito, nono-

stante una nuova diagnosi segnatamente da sindrome ansioso depressiva 

e gonalgia bilaterale, è stato confermato un ulteriore miglioramento dello 

stato di salute (cfr. allegato 3; atti SEM n. 23/3, 36/1). In questo contesto, 

egli si è tuttavia confrontato con un umore deflesso e non progettuale verso 

il futuro, a causa dei pensieri relativi alla situazione dei propri genitori 

(cfr. atto SEM n. 50/2, 60/2); ma pure con un ricovero volontario a seguito 

del peggioramento del tono dell’umore e dell’insonnia legato alla situazione 

vissuta nel proprio Paese d’origine con diagnosi di disturbo post-traumatico 

da stress (ICD10: F43.1; cfr. atto del Tribunale n. 2); quest’ultimo parere 

conferma però, come i precedenti accertamenti, dei miglioramenti. Tutto 

ciò premesso e come già rilevato, le condizioni di salute non raggiungono 

una gravità tale da ipotizzare una violazione della normativa CEDU indi-

cata. Le autorità di tale Paese verranno tuttavia informate della situazione 

medica del ricorrente (cfr. atto SEM n. 56/1). 

Sulla scorta di quanto sopra e ritenuto che la situazione medica del ricor-

rente era chiara e ben documentata, le censure dell’insorgente circa il man-

cato accertamento esatto e completo (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi) del suo 

stato di salute vanno in toto disattese. 

7.4 Ne consegue che l’applicazione degli artt. 17 par. 1 RD III e 29a cpv. 3 

OAsi 1 al caso di specie non è giustificata. Non traspaiono dunque elementi 

tali per ritenere che l’autorità inferiore abbia ecceduto o abusato del proprio 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA; cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 

seg.). 

8.  

È quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della domanda 

d’asilo del ricorrente in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha 

pronunciato il suo trasferimento verso la Croazia conformemente 

all’art. 44 LAsi. In conclusione, il ricorso deve quindi essere respinto e la 

decisione dell’autorità inferiore confermata. 

9.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di conces-

sione dell’effetto sospensivo e di esenzione dal pagamento dell’anticipo 

delle spese processuali risultano essere prive d’oggetto. 

D-709/2024 

Pagina 15 

10.  

Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favore-

vole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta. 

11.  

Le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono 

quindi poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 

del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]). 

12.  

La decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); essa è 

pertanto definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-709/2024 

Pagina 16 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale importo dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

Data di spedizione: