# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** be9aafbf-6086-5da2-931e-c08f22e834b8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 27.02.2001 11.2000.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-23_2001-02-27.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2000.00023

  	
  Lugano

  27 febbraio
  2001/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa n. ___-__.____–__/__
__ (estensione e svincolo ipotecario, iscrizione d'ipoteca massimale) del
Dipartimento delle istituzioni, Divisione della giustizia, che oppone

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________e

  (patrocinato dall'avv. dott. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  alla

  	 

 

	
   

  	
  Sezione del registro fondiario e di commercio

  quale autorità di vigilanza sul registro fondiario;

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
il ricorso del 25 febbraio 2000 presentato da __________ __________ contro la
decisione emessa il 24 gennaio 2000 dalla Sezione del registro fondiario e di
commercio quale autorità di vigilanza;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che con atto pubblico del 20 settembre 1999 rogato dal notaio dott.
__________ __________, __________ __________ ha venduto a __________ __________
la proprietà per piani n. 2, pari a 439/1000 della
particella n. __________RFP di __________ __________;

 

                                         che nel
medesimo atto il venditore si è impegnato a svincolare il fondo base da ogni
ipoteca, “in modo che il pegno abbia a gravare solo la quota di proprietà per
piani numero 1”, e a costituire in favore dell'acquirente un'ipoteca massimale
di fr. 820 000.– con interesse del 10% in primo grado sulla quota alienata;

 

                                         che con
due istanze del 25 ottobre 1999 il notaio __________ __________, agendo in
rappresentanza delle parti, ha chiesto all'ufficiale del registro fondiario del
Distretto di Lugano di estendere tre ipoteche, per complessivi fr. 1 000 000.–,
alla proprietà per piani n. 1 con svincolo del fondo base, iscrivendo la
predetta ipoteca massimale sulla proprietà per piani n. 2;

 

                                         che con
avviso di rigetto del 28 ottobre 1999 l'ufficiale ha respinto entrambe le richieste;

                                         

                                         che
__________ __________ ha impugnato il 3 novembre 1999 tale decisione davanti
alla Sezione del registro fondiario e di commercio quale autorità di vigilanza,
chiedendo di ordinare all'ufficiale di dar seguito alle istanze del 25 ottobre
1999, “salvo l'indicazione del tasso di interesse dell'ipoteca massimale, che
non va iscritto”; 

 

                                         che,
statuendo il 24 gennaio 2000, l'autorità di vigilanza ha respinto il ricorso, ponendo
la tassa di giustizia di fr. 200.– a carico del ricorrente;

 

                                         che
contro la predetta decisione __________ __________ è insorto con un ricorso del
25 febbraio 2000 nel quale chiede di accogliere le istanze o quanto meno, in subordine,
di dar seguito alle domande senza indicare il tasso d'interesse dell'ipoteca
massimale o, in via ancor più subordinata, di annullare la decisione impugnata
“nella misura in cui esige per svincolare la celebrazione di un nuovo atto
pubblico”, ordinando all'ufficiale di iscrivere le istanze debitamente modificate;

 

                                         che nelle
sue osservazioni del 10 marzo 2000 la Sezione del registro fondiario propone di
respingere il ricorso;

 

                                         che il 12
aprile 2000 __________ __________ ha comunicato a questa Camera di ritirare il
ricorso, divenuto privo d'oggetto in seguito alla “chiusura della posizione
debitoria (…) garantita dalle ipoteche gravanti l'intero mappale __________”;

 

e considerando

 

in diritto:                        che le decisioni emesse dall'autorità di vigilanza sul registro fondiario
possono essere impugnate davanti alla Camera civile di appello secondo le
disposizioni della legge di procedura per le cause amministrative (art. 6 LRF:
RL 4.1.3.1);

 

                                         che il
termine di ricorso è, per diritto federale, di 30 giorni (art. 103 cpv. 2 RRF; Schmid in: Kommentar zum
Schweizerischen Privatrecht, ZGB II, Basilea 1998, n. 25 ad art. 956 CC con richiamo
a Huber in: ZBGR/RNRF 70/1989
pag. 134 seg.), ragione per cui il gravame, tempestivo, è ricevibile;

 

                                         che il
ricorrente reputa privo d'oggetto il suo ricorso in esito alla chiusura della
posizione debitoria garantita dalle ipoteche iscritte sulla particella n.
__________, ma insiste per un giudizio sulle spese e le ripetibili affinché
questa Camera statuisca sulla questione di sapere se, a un esame di
verosimiglianza, il riporto dei pegni dal fondo costituito in proprietà per
piani a una singola quota richiedesse l'atto pubblico (lettera del 12 aprile
2000);

 

                                         che
tuttavia l'estinzione del credito ipotecario non comporta la cancellazione automatica
dell'ipoteca (art. 826 CC; DTF 104 Ib 259 consid. 2), la quale rimane formalmente
iscritta nel registro fondiario e potrebbe finanche – stando alla dottrina
dominante e alla prassi delle autorità del registro fondiario – essere
riutilizzata in garanzia di un nuovo credito (cfr. RNRF n.
__________/__________pag. 319 consid. 3b; Trauffer
in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB II, op. cit., n. 12
ad art. 825 CC con riferimenti);

 

                                         che il
ricorrente non pretende per altro che i pegni in oggetto siano stati cancellati
nel frattempo, ma sostiene che un istituto bancario reclamerebbe la consegna
delle ipoteche; 

 

                                         che, ciò
posto, su questo punto il ricorso non può – contrariamente a quanto ritiene
l'interessato – dirsi privo d'oggetto per il solo fatto che il debito garantito
sia estinto, né che la lite sia venuta meno indipendentemente dalla volontà
dell'interessato (DTF 91 II 149 consid. 1);

 

                                         che nelle
circostanze evocate lo scritto del 12 aprile 2000 non può che interpretarsi
come ritiro del ricorso;

 

                                         che per
quanto riguarda l'indicazione degli interessi dell'ipoteca massimale, il ricorrente
riconosce nel medesimo scritto come corretto l'operato dell'ufficiale dei
registri (pag. 2, lett. b);

 

                                         che il
ritiro di un ricorso equivale a desistenza (Rep. 1978 pag. 375 consid. 8), motivo
per cui la questione di sapere quale possibilità di buon esito avrebbe avuto la
procedura pendente se la lite non fosse divenuta senza oggetto non denota alcun
interesse legittimo (DTF 111 Ib 191 consid. 7a);

 

                                         che
la desistenza comporta – per principio – l'addebito degli oneri processuali a
chi recede dalla causa, con obbligo di rifondere alla controparte una congrua
indennità per ripetibili; 

 

                                         che la
tassa di giustizia dev'essere adeguatamente ridotta, la procedura non terminando
con un giudizio di merito (art. 21 LTG);

 

                                         che non
si giustifica invece di attribuire ripetibili alla Sezione del registro
fondiario e di commercio, la quale ha agito nell'ambito delle proprie
attribuzioni ufficiali (art. 159 cpv. 2 OG per analogia);

 

                                         che per
quanto riguarda la comunicazione dell'odierno giudizio, essa deve avvenire
anche all'Ufficio federale di giustizia, come stabilisce l'art. 102 cpv. 2 RRF,
seppure tale prassi appaia oggi desueta in molti Cantoni (Deschenaux, Das Grundbuch, in:
Schweizerisches Privatrecht, vol. V/3,1, pag. 201 in alto);

 

 

decreta:                   1.   La causa è stralciata dai ruoli per desistenza.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 150.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
200.–

                                         sono
posti a carico del ricorrente. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         –  avv.
dott. __________ __________, __________; 

                                         –  Sezione
del registro fondiario e di commercio quale autorità di vigilanza.

                                         Comunicazione
all'Ufficio federale di giustizia.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        Il
segretario