# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 29306f35-618d-5872-bcfa-a8d5bfed13a7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.04.2021 32.2021.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2021-16_2021-04-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2021.16

   

  BS

  	
  Lugano

  20 aprile 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 dicembre 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 novembre 2020 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 13 novembre
2020, debitamente preavvisata, RI 1, classe 1957, è stato posto al beneficio di
una rendita intera (grado d’invalidità del 72%) di fr. 1'736 e di due rendite
per i figli __________ ed __________ di fr. 695 ciascuna al mese (doc. 42 inc.
AI). Le prestazioni retroattive dovute dal 1° luglio al 30 novembre 2020,
determinate in complessivi fr. 15'630 (corrispondenti alla somma della rendita
principale di fr. 1'736 ed alle due rendite per figli di 3'475, moltiplicati
per 5 mesi), sono state compensate con le indennità giornaliere perdita di
guadagno in caso di malattia versate da __________ (in seguito: __________) per
lo stesso periodo. 

 

                               1.2.   Con scritto 9 dicembre 2020
all’Ufficio AI l’assicurato ha sollevato “opposizione” contro la decisione
formale. Facendo riferimento a precedenti e-mail, ha contestato la
compensazione delle indennità giornaliere con le rendite per figli retroattive (pagg.
118 e 119 inc. AI). Informato dall’amministrazione che contro una decisione in
ambito AI è dato unicamente il rimedio del ricorso al TCA (cfr. lettera 15
dicembre 2020, pag. 122 inc. AI), con scritto 13 gennaio 2021 l’assicurato ha
confermato la volontà di ricorrere (pag. 123 inc. AI). Di conseguenza l’Ufficio
AI ha trasmesso al TCA lo scritto 9 dicembre 2020 per competenza decisionale
(I). 

 

                               1.3.   Con la risposta di causa,
allegando la presa di posizione della Cassa cantonale di compensazione (in
seguito: Cassa) e l’intero incarto, l’Ufficio AI ha proposto la reiezione del
ricorso. Rileva che non avendo i figli (maggiorenni) dell’assicurato
rivendicato il versamento diretto delle rispettive rendite per figli, la compensazione
eseguita con le indennità giornaliere è di conseguenza corretta.

 

                               1.4.   Con scritto 22 marzo 2021
l’assicurato ribadisce la sua posizione ricorsuale, rilevando come dal mese di dicembre
2020 l’assicuratore malattia compensi le indennità giornaliere unicamente con
la sua rendita AI. Chiede inoltre che non vengano compensate integralmente le
rendite arretrate ma solo al 70% pari al grado d’invalidità riconosciuto (IX). 

 

                                         Il 23 marzo 2021 il
ricorrente ha inoltrato della documentazione (XI).

 

                               1.5.   Con osservazioni 1° aprile 2021
l’Ufficio AI ha confermato la compensazione effettuata, evidenziando che la
stessa va fatta sull’intero importo della rendita e non in base al grado
d’invalidità del 70%, percentuale che conferisce il diritto ad una rendita
intera (XIII). 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio
2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è sapere se l’Ufficio AI ha correttamente
compensato le due rendite per figli arretrate (dal 1° luglio al 30
novembre 2020) spettanti
all’assicurato con le indennità perdita di guadagno per malattia erogate da __________
per lo stesso periodo. Incontestata è la compensazione con la rendita
principale dell’assicurato. 

 

                               2.3.   Secondo l'art. 22 cpv. 1 LPGA,
il diritto alle prestazioni non può essere ceduto né costituito in pegno.
Qualsiasi cessione o costituzione in pegno è nulla.

                                         Per l'art. 22 cpv. 2 LPGA, i
versamenti retroattivi di prestazioni dell'assicuratore sociale possono
tuttavia essere ceduti: a. al datore di lavoro o all'assistenza pubblica o
privata, se questi versano anticipi; b. a un'assicurazione che fornisce
prestazioni anticipate.

                                         L'art. 85bis OAI, che regola
il versamento dell’arretrato di una rendita a terzi che hanno effettuato
anticipi, precisa in proposito che:

 

" 
1 I datori di lavoro, gli istituti di previdenza
professionale, le assicurazioni contro le malattie, gli organismi d'assistenza
pubblici o privati o le assicurazioni di responsabilità civile con sede in
Svizzera che, in vista della concessione di una rendita dell'assicurazione
invalidità, hanno effettuato anticipi possono esigere che si versi loro
l'arretrato di questa rendita come compensazione e fino a concorrenza dei loro
anticipi. È fatta salva la compensazione prevista dall'articolo 20 LAVS. Gli
organismi che hanno consentito anticipi devono far valere i loro diritti per
mezzo di un formulario speciale al più presto all'atto della domanda di rendita
e, al più tardi, al momento della decisione dell'Ufficio AI.

 

2 Sono considerati anticipi le prestazioni:

    a.    liberamente
consentite, nella misura in cui l'assicurato si sia impegnato a rimborsarle e
abbia acconsentito per scritto al pagamento dell'arretrato al terzo che gli ha
concesso l'anticipo;

    b.    versate
contrattualmente o legalmente, nella misura in cui il diritto al rimborso, in
caso di pagamento di una rendita, possa essere dedotto senza equivoco dal
contratto o dalla legge.

 

3 Gli arretrati di rendita possono essere versati
all'organismo che ha effettuato anticipi fino a concorrenza di questi ultimi e
per il periodo nel quale sono stati forniti."

 

                                         Va qui evidenziato che
affinché si possa parlare di un diritto al rimborso senza equivoco nei
confronti dell’AI (art. 85bis cpv. 2 b OAI), il diritto deve riferirsi
direttamente ad una norma legale o contrattuale (DTF 133 V 14 consid. 8.3 con
riferimenti; sentenza 8C_215/2019 del 24 ottobre 2019, consid. 3.2).

                                         La citata disposizione di
legge non è stata modificata dall'art. 22 cpv. 2 LPGA (SVR 2007 IV Nr. 14 pag.
52) e nemmeno dalla 5a revisione dell'AI, entrata in vigore il 1° gennaio 2008.

 

                                         Secondo la nota marginale 10065 delle Direttive concernenti le rendite (DR) dell'assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità, edite dall'UFAS, sono considerati anticipi
che possono essere direttamente rimborsati a terzi che li hanno concessi:

 

                                         -  le
prestazioni concesse facoltativamente nell’attesa del versamento di una rendita
che l’assicurato ha ottenuto con riserva del rimborso approvando per iscritto
la restituzione diretta al terzo che le ha concesse (marginale 10066 DR);

 

                                         -  le
prestazioni concesse per contratto o per legge se dal contratto o dalla legge risulta
esplicitamente il diritto al rimborso in caso di pagamento retroattivo della
rendita (in questo senso, non è sufficiente che un contratto o la legge preveda
semplicemente una clausola di divieto di sovrassicurazione) (marginale 10067
DR).

 

                                         La nota
marginale 10068 DR prevede che sono considerate prestazioni concesse per
contratto quelle che sono state versate sulla base delle condizioni
assicurative generali di un’assicurazione collettiva dell’indennità
giornaliera, sono state erogate come assicurazione contro gli infortuni in
campo sovraobbligatorio o sulla base di statuti di una cassa pensioni. Nel caso
di prestazioni erogate in base ad una regolamentazione di legge, vanno
menzionate soprattutto quelle dell’aiuto sociale pubblico. 

 

                                         Per la nota marginale
10068.1 DR nel caso della prestazione di un terzo, si può valutare se si tratti
di un anticipo solo nel momento in cui si hanno a disposizione tutte le
richieste di versamento a terzi. Se si constata che il terzo in questione
avrebbe dovuto effettuare un pagamento del medesimo importo anche nel caso in
cui la rendita fosse stata versata dall’inizio del diritto, non si tratta di un
anticipo. 

 

                                         Secondo la
marginale 10068.2 DR se ad esempio l’assicurazione d’indennità giornaliera in
caso di malattia è tenuta per contratto a pagare dall’inizio del diritto alla
rendita AI solo la differenza tra la rendita e l’indennità giornaliera
convenuta e l’importo del versamento retroattivo copre soltanto il pagamento
delle prestazioni dell’assicurazione, le spese non coperte assunte dall’aiuto
sociale nello stesso periodo non sono considerate un anticipo (Bollettino AVS
n. 241 [d/f]). 

 

                                         Ai sensi della
marginale 10069 DR l’accordo sottoscritto è necessario in tutti i casi in cui
dal contratto o dalla legge non risulta esservi un diritto esplicito e diretto
di esigere il rimborso nei confronti dell’AVS o dell’AI. 

 

                                         Per il marg.
10070 DR il terzo che ha concesso anticipi e che ne rivendica il rimborso deve
presentare la sua richiesta per iscritto alla cassa di compensazione competente
in ogni caso prima dell’emanazione della decisione d’attribuzione di una
rendita. A questo scopo è preferibile utilizzare il modulo 318.183 (VSI 1993
pag. 89). 

 

                                         Secondo il
marg. 10071 DR si può tener conto delle richieste di versamento retroattivo
presentate da terzi che hanno concesso anticipi solo a condizione che gli
organi esecutivi di altre assicurazioni sociali non facciano valere pretese nei
confronti di questo pagamento. 

 

                                         Ai sensi del
marg. 10072 DR non appena la cassa di compensazione è a conoscenza dell’importo
e della durata del diritto retroattivo alla rendita, ma ancora prima di emanare
la relativa decisione, invita il terzo che ha concesso anticipi a comunicarle
entro 20 giorni l’importo degli anticipi, giustificando il suo diritto di
richiedere il rimborso o allegando l’autorizzazione scritta dell’assicurato. A
tal fine, la cassa di compensazione può utilizzare il modulo 318.183. 

 

                                         Il marg. 10073
DR prevede che le richieste di versamento retroattivo inoltrate da terzi che
hanno concesso anticipi possono essere ammesse solo nella misura in cui le
condizioni formali poste per questo pagamento sono adempite senza eccezione.
Bisogna verificare in particolare se si tratta effettivamente di anticipi e se
questi sono stati concessi per lo stesso periodo in cui la rendita può essere
pagata retroattivamente. La rendita relativa al mese in cui è emanata la
decisione non può essere compensata. 

 

                                         Per
il marg. 10074 DR per principio, è possibile compensare con l’anticipo anche il
pagamento retroattivo di rendite completive dell’AVS o rendite per figli in
caso di versamento ad un terzo che ha concesso anticipi. Se invece sono
adempite le condizioni per il versamento separato delle rendite per figli o
delle rendite completive dell’AVS (v. rispettivamente N. 10006 segg. e 10016
segg.), queste ultime non verranno compensate.

 

                                         Infine,
la nota marginale 10075 prevede che se più terzi che hanno effettuato anticipi
inoltrano una richiesta di versamento retroattivo e ognuno di esse adempie le
condizioni formali poste per questo pagamento, il versamento retroattivo sarà
ripartito tra loro proporzionalmente agli importi concessi quali anticipi.
Restano riservati i N. 10068.1 e 10068.2. 

 

                               2.4.   Nel caso in esame l’Ufficio AI
ha posto in compensazione il versamento retroattivo della rendita AI e delle
due rendite per figli dovute dal 1° luglio al 30 novembre 2020 per complessivi
fr. 15'630 con le indennità giornaliere per malattia versate da __________ per
lo stesso periodo. 

 

                                         Nel formulario “Compensazione
di pagamenti retroattivi dell'AVS/AI” l’Ufficio AI ha elencato in dettaglio
le prestazioni di cui l’assicurato ha diritto dal 1° luglio 2020 al 30 novembre
2020 per complessivi fr. 15'630 e risulta che Axa ha chiesto la compensazione
di fr. 15’630 per indennità giornaliere erogate nel medesimo periodo. Allegato
al formulario vi è la dichiarazione di consenso firmata il 13 gennaio 2020
dall’assicurato in cui, fra l’altro, acconsente “alla compensazione delle
rendite o indennità giornaliere AI versate a posteriori con le indennità
giornaliere già corrisposte da __________. Accetto che il relativo rimborso
venga effettuato dalla cassa di compensazione direttamente a favore di __________”
(pagg. 4 – 7 del doc. 22 inc. Cassa).

                                      

                                         Con scritto del 9 novembre 2020,
il succitato assicuratore, con riferimento all’art. E9 cpv. 1 delle Condizioni
Generali d’Assicurazione (CGA) riportato integralmente, ha informato l’assicurato
che chiederà “all’istituto delle assicurazioni sociali, conformemente al
contratto assicurativo, di dedurre dalla rendita alla quale lei ha diritto,
l’importo di fr. 15'630.- e di girarlo a nostro favore” e che dal 1°
dicembre 2020 “le dedurremo dall’indennità giornaliera CHF 1'736.- di
rendita dell’Assicurazione Invalidità”. Dallo stesso risulta inoltre che
dal 1° luglio 2020 al 30 novembre 2020 __________ ha versato all’assicurato indennità
perdita di guadagno per fr. 21'127,75 (pagg. 2-3 in doc. 29 inc. Cassa). 

                                         L’art. E9 cpv. 1 delle CGA
prevede che se, durante lo stesso periodo, l’assicurato ha diritto a
prestazioni in denaro dell’assicurazione per l’invalidità (LAI),
dell’assicurazione contro gli infortuni (LAINF), dell’assicurazione militare
(LAM), dell’assicurazione contro la disoccupazione, della previdenza
professionale, di analoghe assicurazioni estere oppure da parte di un terzo
civilmente responsabile, __________ integra dette prestazioni – entro i limiti
del proprio obbligo di prestazione – fino a concorrenza dell’ammontare
dell’indennità assicurata. Nel caso di rendite di vecchiaia o per superstiti
versate dall’AVS non viene effettuato alcun computo.

                                         

                               2.5.   Occorre
in primo luogo esaminare se le rendite per figli sono compensabili con le
indennità giornaliere in caso di perdita di guadagno per malattia versate da __________
dal 1° luglio 2020 al 30 novembre 2020.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 35 cpv. 1 LAI le persone legittimate alla rendita d’invalidità
hanno diritto a una rendita completiva per ogni figlio che, qualora esse
fossero morte, avrebbe diritto a una rendita per orfani dell’assicurazione per
la vecchiaia e i superstiti. 

 

                                         L’art.
35 cpv. 4 LAI prevede che la rendita completiva per i figli è versata come la
rendita cui è connessa. Sono salve le disposizioni per un impiego appropriato
della rendita (art. 20 LPGA) e le disposizioni contrarie del giudice civile. In
deroga all’articolo 20 LPGA, il Consiglio federale può disciplinare il
pagamento in casi speciali, segnatamente per i figli di coppie sposate o
divorziate. 

 

                                         Per
l’art. 82 cpv. 1 OAI gli articoli 71, 71ter, 72, 73 e 75 OAVS si applicano per
analogia al pagamento delle rendite e degli assegni per grandi invalidi per gli
assicurati maggiorenni.

 

                                         Secondo
l’art. 71ter cpv. 1 OAVS se i genitori non sono o non sono più sposati o se
vivono separati, la rendita per i figli è versata su domanda al genitore che
non ha diritto alla rendita principale, sempre che sia titolare dell’autorità
parentale sul figlio e viva con quest’ultimo. Sono salve disposizioni diverse
imposte dal giudice civile o dall’autorità tutoria. 

 

                                         Ai
sensi dell’art. 71ter cpv. 2 OAVS il capoverso 1 è pure applicabile per il
pagamento arretrato delle rendite per i figli. Se il genitore che ha diritto
alla rendita ha adempiuto l’obbligo di mantenimento verso il figlio, ha diritto
al pagamento arretrato delle rendite fino a concorrenza dei contributi mensili forniti.

                                         Per
l’art. 71ter cpv. 3 OAVS il raggiungimento della maggiore età del figlio non
modifica le modalità di versamento applicate fino a quel momento, a meno che il
figlio maggiorenne non chieda che la rendita per i figli sia versata a lui
personalmente. Sono salve disposizioni diverse imposte dal giudice civile o
dall’autorità tutoria. 

                                      

                                         In
applicazione dell’art. 71ter cpv. 3 OAVS, con scritto
raccomandato 5 ottobre 2020 la Cassa (competente, fra l’altro, per il
versamento delle rendite come prescritto dall’art. 60 cpv. 1 lett. c LAI) ha
informato i figli dell’assicurato, entrambi maggiorenni, della possibilità di
ottenere direttamente il versamento delle rendite per figli, assegnando loro un
termine per una risposta (doc. 15 e 16 inc. AI). La Cassa ha rettamente
interpretato il mancato riscontro da parte dei figli dell’assicurato quale
tacito assenso al versamento delle rendite completive direttamente al loro
padre. 

 

                                         Non
essendo date le condizioni per il versamento diretto ai figli delle rendite in
questione, secondo il marg. 10074 DR (cfr. consid. 2.3) le stesse possono
essere compensate con le indennità giornaliere. Per quanto concerne la liceità
di compensazione dell’indennità giornaliere in caso di perdita di guadagno per malattie
con le rendite per figli va fatto riferimento alla STCA 36.2011.80 del 18
maggio 2012 consid. 6.2.

 

                                         L’assicurato
rileva che nel citato scritto 9 novembre 2020 __________ lo ha informato che a
partire dal 1° dicembre 2020 dall’indennità giornaliere verranno dedotti fr.
1'736 della rendita (principale) AI. Tale circostanza non è rilevante ai fini
della presente procedura poiché non si tratta di una compensazione con rendite
arretrate e non è oggetto della decisione impugnata. Determinate è che per i
motivi indicati sopra l’assicuratore era legittimato a richiedere la
compensazione anche delle rendite per figli arretrate. Quanto deciso da __________
a partire dal 1° dicembre 2020 è una questione che riguarda il rapporto
contrattuale di quest’ultima con il ricorrente e che dovrà se del caso essere risolta
in altra sede giudiziaria. 

 

                               2.6.   Premesso
quanto sopra, trattandosi incontestatamente di prestazioni anticipate secondo
la LCA, occorre esaminare se il versamento fatto dall’Ufficio AI ad __________
è stato eseguito in conformità dell’art. 85bis OAI (cfr. a tal riguardo STF
9C_938/2008 del 26 novembre 2009 consid. 5.1 con riferimento
giurisprudenziale).

                                         Con
riferimento all’art. E9 cpv. 1 CGA il diritto di rimborso a favore di __________
non può essere "dedotto senza equivoco" ai sensi dell'art.
85bis cpv. 2 lett. b OAI, trattandosi, come riportato sopra, del diritto
dell’assicurato di ricevere da __________, nei limiti del proprio obbligo di
prestazione, la differenza tra le prestazioni delle assicurazioni sociali
elencate (o di analoghe assicurazioni estere o di un terzo responsabile) e
l'indennità assicurata. A tal riguardo va fatto riferimento alla STF
9C_938/2008 concernente un’analoga causa in cui l’allora __________, ora __________,
quale assicuratore collettivo d’indennità giornaliera LCA, aveva chiesto ed
ottenuto dall’Ufficio AI un rimborso diretto ex art. 85bis OAI per le indennità
giornaliere anticipate. In quell’occasione l’Alta Corte aveva fra l’altro
ritenuto che l’art. 4.1 CGA allora in vigore, corrispondente in sostanza
all’attuale art. E9 cpv.1 CGA, non fosse sufficiente per fondare il diritto al
succitato pagamento (cfr. consid. 6.2 della stessa STF). 

                                         Nella
medesima vertenza, contrariamente a quanto aveva stabilito il TCA, il TF aveva
tuttavia ritenuto quale valido assenso dato dall’assicurato al diretto
versamento ad __________, la sottoscrizione da lui fatta del formulario
“compensazione di pagamenti retroattivi dell’AVS/AI” in cui l’assicuratore
collettivo indennità giornaliera aveva chiesto all’Ufficio AI il rimborso delle
prestazioni anticipate (cfr. consid. 6.3 STF citata). 

 

                                         Nel
caso in esame, nonostante che dall’art. E9 cpv. 1 CGA il diritto di rimborso a
favore di __________ non può essere "dedotto senza equivoco”,
va ricordato il 13 gennaio 2020 l’assicurato ha firmato la “dichiarazione di
consenso” (cfr. consid. 2.4), dando di conseguenza il suo assenso alla
compensazione delle rendite AI arretrate con le indennità giornaliere. 

 

                                         Va
poi ricordato che per la chiesta compensazione la Cassa ha correttamente utilizzato
il formulario ufficiale “Compensazione di pagamenti retroattivi dell’AVS/AI” e che
dal 1° luglio 2020 al 30 novembre 2020 __________ ha versato fr. 21'127,75
d’indennità giornaliere da compensare con le rendite arretrate AI di fr. 15'630
versate durante lo stesso periodo.

 

                                         In
queste circostanze, trattandosi di prestazioni anticipate secondo la LCA, accertata
la corrispondenza temporale tra gli arretrati di rendita AI ed il versamento delle
indennità giornaliere, visto l’assenso dell’assicurato, la compensazione va
confermata.

 

                                         Infine,
alla richiesta dell’assicurato di non compensare integralmente le rendite
arretrate ma solo al 70% pari al grado d’invalidità riconosciuto non può essere
accolta. Va al proposito rilevato che secondo l’art. 28 cpv. 2 LAI il grado
d’invalidità del 70% conferisce all’assicurato il diritto ad una rendita intera.
Per questo motivo nelle osservazioni del 1° aprile 2021 l’amministrazione ha
evidenziato che la compensazione va fatto sull’importo della rendita intera,
non su una frazione della stessa (XIII). 

 

                                         Visto
quanto sopra, la decisione impugnata è da confermare, mentre il ricorso va
respinto.      

 

                               2.7.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI - in vigore sino al 31 dicembre 2020
ed applicabile al caso in esame (cfr. art. 83 Disp. trans. LPGA) -, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all'assegnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra 200 e 1'000 franchi in
funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133
V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto
l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500 vanno poste a carico
dell'insorgente.

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese di fr. 500 sono
poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il
Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                   Il segretario
di Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti