# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0126d9e0-7c62-5680-8d48-4fce10260948
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.03.2007 34.2006.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2006-4_2007-03-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2006.4

   

  BS/td

  	
  Lugano

  5 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 31 gennaio
2006 di

 

	
   

  	
  AT 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  CV 1 

  rappr. da: RA 2 

   

  in materia di previdenza professionale

  	 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe __________, dal 1° gennaio 1991 è stato alle dipendenze della ditta __________
ed era assicurato presso la fondazione di previdenza del datore di lavoro (Pensionskasse
der __________; in seguito: Cassa pensioni) con uno stipendio assicurato AVS,
al 1° gennaio 2005, di fr. 82'245 (doc. C). 

 

                                         Durante
il tempo libero egli svolgeva l’attività di custode del condominio __________ a
__________, presso il quale è ubicato l’appartamento della sua famiglia, con
una retribuzione nel 2003 di fr. 14'288 versatagli dalla __________ di __________
(doc. D).

                                         In
data 23 aprile 2005, mentre svolgeva la sua mansione di custode, è caduto dal
muro di cinta sbattendo violentemente la testa sull’asfalto, morendo sul colpo
(doc. E).

 

                               1.2.   A
seguito del decesso di suo marito, AT 1 è stata posta al beneficio da parte dalla
Cassa di compensazione AVS __________ di una rendita vedovile, con effetto dal
1° maggio 2005, di fr. 1'720 al mese (doc. F).

Dalla __________, agente quale assicuratore contro gli infortuni, essa percepisce
una rendita vedovile di fr. 3'047 al mese, sempre dal 1° maggio 2005 (doc. G). 

 

                                         In
entrambi i casi nel salario assicurato sono stati computati anche i proventi
derivanti dall’attività di custode svolta dal defunto marito.

 

                               1.3.   La
Cassa pensioni ha proceduto all’esame dell’eventuale prestazione assicurativa
da assegnare alla vedova del proprio assicurato, partendo dall’ultimo salario
percepito da quest’ultimo presso la __________.

In tal senso, con scritto 25 agosto 2005 (doc. H) l’istituto previdenziale ha
fatto presente che sussiste una sovrassicurazione derivante dal seguente
calcolo:

ultimo salario effettivo percepito nel 2005          fr. 82'485,00

                                         di
cui 90%                                                               fr.
74'236,50         

dedotte

                                         la
rendita di vedovanza AVS                                fr. 20'640,00 

                                         la
rendita di vedovanza LAINF                             fr. 40'884.00

                                         rendita
teorica vedovile LPP                                fr. 19'207,85.

                                         totale
prestazioni                                                   fr. 80'731,35

                                         sovrassicurazione
di                                             fr.   6'495,35.

 

                                         Di
conseguenza, secondo l’istituto previdenziale, la sovrassicurazione giustifica
una riduzione della rendita di vedovanza da fr. 19'207,85 a fr. 12'712,80 (fr.
1'059,40 al mese), nonché il non versamento del capitale di decesso
dell’assicurato (Todesfallkapital).

                                         

                               1.4.   Con
scritto 1° settembre 2005 AT 1, per il tramite del suo legale, ha contestato
l’esistenza di una sovrassicurazione facendo in sostanza presente che la
rendita di vedovanza LPP dev’essere determinata anche sulla base di quanto
percepito da suo marito per l’attività di custode (circa fr. 13'000) e che
quindi il salario effettivamente percepito ammontava complessivamente a fr.
102'210. 

Essa ha altresì contestato il mancato versamento del capitale di decesso non essendo
soggetto a riduzione per sovrassicurazione (doc. I).

 

                                         In
risposta, con lettera 14 settembre 2005 il legale della Cassa pensioni, negando
l’inclusione del reddito accessorio, ha sostanzialmente confermato il caso di sovraindennizzo
e la riduzione della rendita vedovile nonch’è il non versamento del capitale di
decesso, essendo quest’ultimo da considerare quale reddito computabile (doc.
2).

Con successivi scritti AT 1 ha ribadito la propria richiesta (doc. M e N), mentre
l’assicuratore LPP ha confermato la riduzione delle prestazioni (doc.1).

                                        

                               1.5.   Con
la presente petizione, AT 1, rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto la
condanna della Cassa pensioni al versamento integrale della rendita di
vedovanza di fr. 19'207 all’anno (fr. 1’6701 al mese) nonché del capitale per
il decesso di suo marito di fr. 82'485.

                                         In
particolare ha evidenziato:

 

"  Nel
caso in oggetto il guadagno presumibilmente perso dall'assicurato ammonta a CHF
102'210.--, quindi ben più dei CHF 82'485.-- (effektiver Lohn in base
alla clausola n° 1.7 del regolamento) utilizzati dalla convenuta, a torto
secondo i principi giurisprudenziali appena esposti, per il calcolo della
soglia del 90% per il coordinamento.

 

Infatti se il
Signor __________ non fosse, malauguratamente, deceduto a seguito del citato
infortunio professionale, egli avrebbe, come minimo, continuato a percepire:

 

-   CHF
13'078.-- dalla __________ quale custode;

-   l'intero stipendio di CHF 88'430.-- pagato dalla
__________ compresi tutti le indennità accessorie, i cd. fringe benefits
(cfr. DTF 123 V 193, nella quale si è considerata addirittura una gratifica una
tantum.)

 

Ora
riprendendo il calcolo effettuato dalla convenuta inserendo l'intero guadagno
presumibilmente perso dall'assicurato:

 

 

 

Ultimo Salario
effettivo nel 2005                            CHF    102'210.--

di cui 90%                                                              CHF      91'989.--

dedotte

la rendita di vedovanza
AVS                                  CHF      20'640.00

la rendita di
vedovanza LAINF                               CHF      40'884.00

rendita
teorica LPP di vedovanza                         CHF      19'207.85

Prestazioni
totali                                                    CHF      80'731.85

 

È lampante che
non vi è dunque alcuna sovrassicurazione!

La convenuta è
pertanto tenuta a corrispondere alla Signora AT 1 l'intera rendita di vedovanza
(CHF 19'207.--, ossia CHF 1601.-- mensili) nonché il capitale per il caso di
morte (Todesfallkapital) previsti dal certificato LPP del 1° gennaio
2005 (doc. C), senza alcuna deduzione." (Doc. I)

 

                               1.6.   Con
la risposta di causa la Cassa pensioni ha invece postulato la reiezione della
petizione.

Evidenziando che l’ultimo salario percepito dalla __________ ai fini
previdenziali era di fr. 82'485 invece dei fr. 88'430 rivendicati dall’attrice,
la convenuta ha confermato l’esistenza di un caso di sovrassicurazione. 

Delle singole argomentazioni verrà detto, se occorre, nei considerandi di
diritto.

 

                               1.7.   Il
31 marzo 2006 l’attrice ha prodotto il regolamento della Cassa pensioni valido
dal 1° gennaio 2006 (doc. M). 

Con scritto 25 aprile 2006 la convenuta ha sostenuto che il nuovo regolamento non
è applicabile alla fattispecie in esame (IX), mentre l’attrice è del parere che
le modifiche devono essere considerate ai fini dell’interpretazione del
regolamento antecedente (XI).

 

                               1.8.   Con
scritto 25 agosto 2006 il TCA ha chiesto al legale della Cassa pensioni di
allestire il conteggio relativo alla rendita di vedovanza secondo il regime
obbligatorio previdenziale e quello della sovrassicurazione conformemente all’art.
34a LPP in relazione alll’art. 24 OPP2, includendo quindi quale reddito
computabile le indennità versate al defunto marito dell’attrice da parte del
datore di lavoro ed il suo reddito accessorio (XIII).

 

                                         Tale
conteggio è stato trasmesso con scritto 11 ottobre 2006 (XVII). L’attrice ha
sollevato alcune contestazioni in merito al calcolo (doc. XXIII), alle quali il
rappresentante della convenuta, dopo la concessione di proroghe, ha preso
posizione il 22 gennaio 2007 (doc. XXVIII). Il 15 febbraio 2007 il legale
dell’attrice ha presentato delle osservazioni al succitato scritto della Cassa
pensioni (XXXII).

considerando                 in
diritto

                                         

                               2.1.   Oggetto
del contendere è l'importo della rendita vedovile spettante a AT 1 ridotta per
sovrassicurazione ed il mancato versamento del capitale di decesso, sempre per
motivi di sovraindennizzo.

 

                                         Trattandosi
di una controversia tra un istituto di previdenza ed un avente diritto, è data
la competenza dello scrivente Tribunale ai sensi dell’art. 73 LPP in relazione
all’art. 8 LALPP (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2 con
riferimenti).

Il 1. gennaio 2005 è entrata in vigore la 1. revisione della LPP,  la
quale ha modificato numerose disposizioni.

                                         Secondo i principi generali del diritto, in caso di modifica di
norme giuridiche, si applicano le disposizioni in vigore al momento della
realizzazione dello stato di fatto che deve essere apprezzato giuridicamente
oppure che ha delle conseguenze giuridiche (DTF 130 V 329; 129 V 1
consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1; 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV
Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 10 settembre 2003 nella causa
C., B 28/01). Questi principi valgono anche in caso di
mutamento delle disposizioni del regolamento o degli statuti dei fondi di
previdenza. 

                                         

Siccome applicabili sono le disposizioni di legge in vigore al momento in cui
si pone la questione della sovrassicurazione 

(DTF 126 V 470 consid. 3 con riferimenti, 122 V 319 consid. 3c), in casu il 1°
maggio 2005 giorno in cui è sorto il diritto alla rendita vedovile, sono
applicabili le nuove norme di legge.

Determinante è quindi il regolamento della Cassa in vigore al 1° gennaio 2005 e
non quello modificato al 1° gennaio 2006.

 

                               2.2.   L’art.
34a cpv. 1 LPP, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2003 -che corrisponde al vecchio
art. 34 LPP (DTF 131 V 78) - e rimasto invariato a seguito della prima
revisione della LPP, stabilisce  che il Consiglio federale emana prescrizioni
per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi superstiti in caso di
concorso di prestazioni.

                                         Il
capoverso 2 dello stesso articolo dispone che:

"  Se
vi è concorso fra le prestazioni previste dalla presente legge e prestazioni
analoghe di altre assicurazioni sociali è applicabile l’articolo 66 capoverso 2
LPGA. Le prestazioni della presente legge non possono essere ridotte se
l’assicurazione militare versa rendite per coniugi o per orfani in caso di
prestazioni previdenziali insufficienti giusta l’articolo 54 della legge
federale 19 giugno 1992 sull’assicurazione militare."

 

                                         L’art.
66 cpv. 2 LPGA recita:

                                                                                 

" 
Le rendite e le indennità in capitale sono fornite secondo le
disposizioni della singola legge interessata e nel seguente ordine:

a. dall’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti o dall’assicurazione
per l’invalidità;

b. dall’assicurazione militare o dall’assicurazione contro gli infortuni;

c. dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità
secondo la legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per
la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP)."

 

                                         In
base alla delega di cui all’art. 34a cpv. 1 LPP, l’Esecutivo federale ha
promulgato l’art. 24 OPP 2 che, nel versione valida dal 1° gennaio 2005, ha il
seguente tenore :

 

"  1 L’istituto di previdenza
può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura
in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento del
guadagno presumibilmente perso dall’assicurato.

2 Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di
natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla
base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al
loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali
e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per
grandi invalidi, delle indennità per menomazioni dell’integrità e di
prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa
o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito
da beneficiari di prestazioni d’invalidità. 

3 I redditi dei vedovi e degli orfani sono conteggiati insieme.

4 L’avente diritto deve fornire all’istituto di previdenza
informazioni su tutti i redditi conteggiabili.

5 L’istituto di previdenza può sempre riesaminare le
condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la
situazione si modifica in modo importante."

 

                                         L'art.
24 cpv. 1 OPP2 (rimasto invariato dalla prima revisione della LPP) é stato
dichiarato conforme alla legge dal TFA (DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 seg.
consid. 6b). In particolare l’Alta Corte ha precisato che questo limite è stato
stabilito per tener conto del fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del
rischio è liberato da certi oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del
salario lordo (DTF 122 V 314).

Nell’ambito della previdenza professionale più estesa, gli istituti di
previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione,
una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2
LPP; DTF 128 V 248 consid. 3b con riferimenti; Vetter-Schreiber, Kommentar zum
BVG, Zurigo 2005, pag. 346).

                                         

                               2.3.   Il
concetto di “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP2,
nel tenore in vigore sino al 31 dicembre 2004, è stato definito dal TFA in
numerose sentenze (cfr. DTF 122 V 151ss; cfr. anche DTF 126 V 93 segg., 123 V
197 consid. 5a e 209 consid. 5; 122 V 314 consid. 6;
317 consid. 2a; 317 consid. 2a; su questo tema cfr. anche Vetter-Schreiber, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte
Vorteile, in Tagung "Neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge",
4.5.2000).

                                         Secondo l’Alta Corte si deve in particolare intendere, conformemente
al senso letterale dell’ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato
avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la
questione del sovrindennizzo. Tale guadagno non corrisponde forzatamente al
guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della
realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso
l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a; SZS 1999 p. 141, 144 e 1997 p. 469; DTF 123 V
278 consid. 2b; 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; 122 V 154 consid. 3c e
dottrina ivi citata; DTF 113 V 314 consid. 6a; Vetter-Schreiber, Es bleibt
einen Ermessensspielraum, SPV 1999 p. 581; STFA non pubblicate del 12 febbraio
2001 in re C., B43/00 e del 24 maggio 2000 in re S., B 12/98).

                                         Il
TFA ha poi precisato che non è invece rilevante il guadagno assicurato per il
calcolo delle rendite complementari in materia di assicurazione infortuni, cioè
il principio secondo cui vale il salario percepito l’anno precedente
l’infortunio (DTF 122 V 155; 317 consid. 2a; cfr. anche STCA del 30 settembre
1998 in re F. I; SPV 1999 p. 581 e 583).

 

                                         Per
stabilire il reddito presumibilmente perso ci si fonda sull'ultimo reddito
percepito dal richiedente e lo si adegua al rincaro (STFA del 31 luglio 1997 in
re N.) e all'aumento reale dei salari ("Reallohnerhöhung ") (cfr.
STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99). 

Questa conclusione si fonda sulla constatazione empirica, secondo cui,
nell'ipotesi di buona salute l'interessato avrebbe continuato a svolgere la
precedente attività (cfr. sentenza del Tribunale delle assicurazioni del Canton
Basilea del 2 dicembre 1998 citata in Plädoyer 2/1999 p. 61; Vetter-Schreiber,
Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, Referat, der Tagung "Neue
Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge" vom 4 Mai 2000 p. 6) e meglio
che la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. RDAT I
1999 p. 287 consid. 2.1.2; STCA non pubblicata del 31 luglio 2000 in re C.,
34.1998.51).

 

                                         Qualora
l’assicurato svolgeva diverse attività lucrative a tempo parziale, nel
“guadagno presumibilmente perso” sono da includere tutti i redditi percepiti (cfr.
Vetter-Schreiber, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, op. cit., pag.
146. L’autrice è del parere di includere anche i proventi da attività
accessorie svolte durante il tempo libero, quale custode di una casa
plurifamiliare o addetto della biblioteca comunale.). Nel calcolo della
sovrassicurazione non è determinante se il reddito computato sia assicurato o
meno (STFA 28 agosto 2000, B 6/98, consid. 5 in fine – nel frattempo pubblicato
in DTF 126 V 101 consid. 5 in fine - citata da Vetter-Schreiber, op. cit., nota
29 alla pagina 146). 

 

                                         Al
reddito ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli
assegni familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto
invalido (STFA del 31 luglio 1997 in re N.; cfr. STFA del 31 luglio 1997 non
pubbl. consid. 3 citato in I. Vetter/Schreiber, Kinderzulagen als
Lohnbestandteil, SPV 1998 p. 381, che critica la decisione del TFA; cfr. STFA
non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99 per la quale nel guadagno
presumibilmente perso sono inclusi, oltre al salario base, anche le eventuali
indennità concesse al lavoratore - "Zulagen und Nebenbezüge" -; STCA
del 31 luglio 2000 in re F.C. non pubbl. consid. 2.10, 34.1998.51; del 24
luglio 2000 in re E.I. non pubbl. consid. 2.13, 34.1999.20;  del 21 agosto 1998
in re L.M non pubbl. consid. 2.13, 34.1997.45; del 30 settembre 1998 in re F.I.
non pubbl. consid. 2.7, 34.1997.58).

 

                                         Occorre
qui rilevare che la regolamentazione di cui all’art. 24 cpv.2 OPP2 non è
applicabile in regime di prestazioni sovraobbligatorie.

                                         Al
riguardo va ricordato che la LPP prevede delle disposizioni minime (art. 6
LPP), a cui non si può derogare a sfavore dell'assicurato, per cui il fondo di
previdenza può prevedere una diversa modalità di calcolo, nel rispetto di
queste disposizioni imperative. Va altresì ricordato che l'art. 49 cpv. 1
LPP(rimasto invariato dalla revisione) dispone che “nell'ambito della
presente legge, gli istituti di previdenza possono strutturare liberamente le
prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione”.

                               2.4.   Nella
fattispecie concreta non è contestato che l’attrice ha diritto ad una rendita
vedovile. 

 

                                         La
Cassa pensioni convenuta sottolinea che riconosce prestazioni superiori al
minimo LPP, motivo per cui essa è libera di disciplinare, per quel che riguarda
l’oggetto controverso, quale reddito faccia stato per determinare l’esistenza o
meno di una di sovrassicurazione. Essa lo ha fatto scegliendo il concetto di “guadagno
effettivamente percepito”.  Del resto, non va dimenticato che nel caso in esame
non si tratta di determinare il salario ipotetico che
l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità nell’istante in cui
si pone la questione del sovrindennizzo, ma del reddito percepito dal
defunto marito dell’attrice al momento della decorrenza del diritto alla
rendita vedovile (cfr. consid. 2.1).

 

                                         In
primo luogo occorre esaminare se la riduzione della prestazione vedovile è
giustificata secondo le norme di regolamento applicabili. In caso affermativo, si
deve poi verificare se la rendita ridotta non intacchi le prestazioni minime secondo
la LPP (cfr. in merito: STFA inedita 13 luglio 2006, B 30/06, consid. 3 e SVR
2000 BVG Nr. 6). 

 

                               2.5.   Nel caso in esame, l’art. 2.1 del Regolamento della Fondazione, nel
tenore in vigore dal 1° gennaio al 31 gennaio 2005, applicabile alla
fattispecie in esame, disciplina la sovrassicurazione.

Ai fini del giudizio è rilevante tenere conto che, diversamente da quanto
disciplinato dall’art. 24 cpv. 1 OPP 2, la Fondazione prevede una
sovrassicurazione nel caso di superamento del 90% dell’ultimo salario effettivo
(art. 2.1 cpv. 2: “Uebersteigen im Einzelfall die Gasamtleistungen 90% des letzten
effektiven Lohns, so werden die Leistungen gemäss diesem Reglement
entsprechend herabgesetzt”; sottolineatura del redattore). 

                                         A
sua volta l’art. 1.7 del regolamento definisce la nozione di reddito
effettivamente percepito (effektiver Lohn), definendo al primo capoverso che
con reddito effettivamente percepito s’intende il salario mensile moltiplicato
per 13 che l’assicurato aveva diritto al momento dell’inizio dell’assicurazione
rispettivamente a seguito di ogni aumento salariale (“Der 13-fache Betrag
des Monatslohnes, auf welchen bei der Aufnahme in die Versicherung bzw. jeweils
im Zeitpunkt einer Lohnänderung Anspruch besteht“). All’art. 1.7 cpv. 3 il
regolamento precisa che non sono computati proventi accessori e temporanei -
quali assegni familiari, gratificazioni, supplementi per lavoro straordinario-
e che non è considerata la perdita salariale per motivi di servizio militare,
malattia, infortunio ecc. (“Nebenbezüge und
vorübergehende Zulagen [Familien- und Kinderzulagen, Gratifikationen,
Vergütungen für Ueberstunden usw.] werden nicht einbezogen und Lohnausfälle bei
Militärdienst, Krankheit, Unfall usw. werden nicht abgezogen“). 

 

                               2.6.   Il TCA deve innanzitutto esaminare se, ai fini del calcolo
della sovrassicurazione, la Cassa pensioni convenuta deve prendere in
considerazione, oltre all’ultimo reddito conseguito da dal marito dell’attrice
quando era alle dipendenze della __________, anche quello relativo all’attività
accessoria di custode della residenza __________.

 

                                         L’attrice
sostiene che la Cassa pensioni avrebbe dovuto tenere conto dell’integrale
stipendio pari a fr. 88'430, incluse quindi anche le gratifiche (in casu i cosiddetti
“fringe benefits”) percepite dalla __________.

Ricordato che la base di riferimento per l’accertamento di un’eventuale
sovrassicurazione è il “salario effettivamente percepito”, la convenuta, conformemente
all’art. 1.7 del regolamento, ha lecitamente escluso le indennità salariali
accessorie, quali sono le gratifiche in questione. Infatti, va ricordato che
gli istituti di previdenza possono escludere, ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 lett.
a OPP2, dalla determinazione del salario assicurato AVS gli elementi
occasionali del salario (cfr. in merito Stauffer, Berufliche Vorsorge, Basilea
2005, n. 458 pag. 176 per quel che riguarda le gratifiche). 

 

                                         Vanno
pure esclusi i proventi percepiti dall’assicurato a seguito dell’attività
secondaria di giardiniere poiché non rientrano nel concetto di guadagno
effettivamente percepito. Come esposto al consid. 2.4, l’art. 1.7 del
regolamento definisce quale reddito effettivamente percepito
il salario mensile moltiplicato per 13 cui l’assicurato aveva diritto al
momento dell’inizio dell’assicurazione presso la Cassa pensione rispettivamente
a seguito di ogni aumento salariale (“Der 13-fache Betrag des
Monatslohnes, auf welchen bei der Aufnahme in die Versicherung bzw. jeweils im
Zeitpunkt einer Lohnänderung Anspruch besteht“), motivo per cui s’intende
il salario percepito dalla __________ ed assicurato all’istituto previdenziale
convenuto. Pacifico è inoltre il fatto che il salario versato dalla __________
per l’attività accessoria in questione non è stato assicurato presso la Cassa
qui convenuta e quindi non va considerato ai fini della sovrassicurazione. 

L’attrice non può inoltre fare riferimento al guadagno assicurato fissato
dall’assicuratore contro gli infortuni alla base della rendita vedovile (fr.
102'210: fr. 88'430 di salario percepito dalla __________ + 13’780 dalla __________;
doc. G). Nel guadagno assicurato LAINF è incluso il salario “pagato all’assicurato da uno o più datori di lavoro nel corso
dell’anno precedente l’infortunio, inclusi gli elementi del salario non ancora
versati che gli sono dovuti” (art. 22 cpv. 4 OANF),
mentre nel caso in esame fa stato il salario percepito dal datore di lavoro
affiliato alla Fondazione convenuta e non anche quello relativo all’attività
secondaria di giardiniere (art. 1.7 e 2.1 del regolamento). Nel guadagno
assicurato LAINF sono altrettanto incluse le indennità salariali accessorie e
le gratifiche essendo parte del salario determinante AVS (art. 5 cpv. 2 LAVS/art.
7 OAVS in relazione con l’art. 22 cpv. 2 OAINF), principio cui, come visto, la
convenuta poteva derogare nel senso di escluderle.

                                         Incontestato
è che l’ultimo salario percepito dal marito dell’attrice era di fr. 82'485 (
cfr. anche certificato di assicurazione al 1° gennaio 2005
alla voce “effektiver Lohn”, doc. C) ed il 90% di tale importo funge da limite
di reddito ai fini del calcolo della sovrassicurazione.

                                         Ne
consegue dunque che la rendita di vedovanza ridotta ammonta a fr. 12'712,80 all’anno, rispettivamente fr. 1'059,40 al mese.

 

                               2.7.   Occorre
ora determinare se l’attrice, conformemente alle norme della LPP, percepisce
almeno la rendita di vedovanza della previdenza obbligatoria e se la stessa è
soggetta a riduzione ai sensi dell’art. 34a LPP (cfr. consid. 2.3 e 2.4).

                                                                                

                            2.7.1.   L’art.
21 cpv. 1 LPP prevede che alla morte dell’assicurato, la rendita vedovile
ammonta al 60 per cento della rendita d’invalidità che l’assicurato avrebbe
avuto diritto.

                                         A
sua volta, l’art. 24 cpv. 2 LPP stabilisce che la rendita d’invalidità è
calcolata secondo l’aliquota di conversione valida per la rendita di vecchiaia
all’età di 65 anni e
che agli assicurati della generazione di transizione si applica l’aliquota di
conversione stabilita dal Consiglio federale secondo la lettera b delle
disposizioni transitorie della modifica della presente legge del 3 ottobre
2003. Infine, il capoverso 3 definisce che l’avere di vecchiaia determinante
per il calcolo consta: dell’avere di vecchiaia acquisito dall’assicurato sino
alla nascita del diritto alla rendita d’invalidità (lett. a) e della somma
degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento
dell’età ordinaria di pensionamento, senza gli interessi (lett. b).

 

                                         Il
TCA ha chiesto alla Cassa pensione, per il tramite del suo legale, di allestire
il conteggio della rendita di vedovanza LPP e il calcolo della
sovrassicurazione, tenendo conto sia delle indennità ricevute dal defunto
marito da parte del datore di lavoro ed il guadagno accessorio.

                                                                                

                                         Questo
è il calcolo della rendita vedovile (Witwerente), erroneamente denominata
rendita per coniugi (Ehegatterente):

 

"  Personaldaten:

 

Stichdatum:                                    
    01.01.2005

Geburtsdatum:                                 
   16.02.1942

Alterguthaben
BVG:                              176'784.65

Versicherter
Jahreslohn: CHF                82'485.00

Versicherter
BVG Lohn:  CHF                54'825.00

 

Projektion:

 

Pensionierungsdatum                         
28.02.2007

Projeziertes
Altersguthaben CHF         198'166.40                  

 

Berechnung BVG
Ehegattenrente:

 

BVG
Invalidenrente

Projeziertes
Alterguthaben x Umwandlungssatz

198'166.40 x
7.2%                CHF           14'267.95

 

Jährliche
BVG-Ehegattenrente

 

60% der BVG
Invalidenrente CHF            8'560.75

 

Für allfällige
Fragen stehen wir Ihnen gerne zur Verfügung." (Doc. XVII)

 

                                         Partendo
quindi da una salario coordinato LPP di fr. 54'825 e da un tasso d’interesse
minimo di legge, l’avere di vecchiaia LPP al 1° gennaio 2005 di fr. 176'784,20
è stato proiettato, conformemente all’art. 24 LPP, all’età ordinaria di
pensionamento del defunto marito dell’attrice, senza interessi (cfr. in merito:
Stauffer, op. cit., n. 668 pag. 250), da cui risulta un avere di vecchiaia di
fr. 198'166,40. Applicando il tasso di conversione del 7,2%, la rendita
d’invalidità ammonta a fr. 14'267,95. Siccome ai sensi dell’art. 21 LPP l’importo
della rendita vedovile corrisponde al 60% della rendita d’invalidità, l’attrice
ha diritto ad una prestazione obbligatoria di fr. 8'560,75 all’anno.

 

                                         Con
scritto 27 novembre 2006 l’attrice ha prodotto le proprie osservazioni in
merito al succitato conteggio:

 

"  -   come già rilevato con la richiesta di proroga, in caso di
decesso o 

d'invalidità il salario coordinato durante l'ultimo anno
d'assicurazione corrisponde all'ultimo salario coordinato annuo, fissato per il
calcolo degli accrediti di vecchiaia (art. 3 cpv. 1 OPP 2). Ora dal doc. C
emerge che tale salario è di CHF 57'165 e non 54'825 come indicato nel calcolo
della Cassa pensioni.

 

-   ai sensi dell'art. 15 LPP "l'avere di
vecchiaia consta degli accrediti di vecchiaia, interessi compresi, inerenti al
periodo in cui l'assicurato apparteneva all'istituto di previdenza, ma al più
tardi sino al momento in cui raggiunge l'età ordinaria di pensionamento".
Nel caso concreto il Signor __________ aveva versato in conto "Altersguthaben"
l'importo di ben CHF 85'000.-- (doc. O). L'importo dell'accredito prima di tale
versamento ammontava a CHF 59'796.-- (doc. P).

 

-   ne consegue che, se il calcolo della cassa
pensione fosse corretto, in ben sei anni sarebbero stati accreditati al Signor __________
soltanto CHF 31'988.-- (CHF 176'784.-- :/. 85'000.-- :/. 59'796.--), ossia CHF
5330.-- per anno. Tali tesi è insostenibile, in effetti il tasso applicabile
per il signor __________ era, ex art. 16 LPP, quello massimo del 18% del
salario coordinato (CHF 57'165.--). Alla luce di tali dati l'accredito minimo
era di CHF 10'300.-- annui.

 

Per potere
fare delle osservazioni con piena cognizione di causa si chiede pertanto a
codesto lodevole Tribunale di chiedere come sia stato esattamente determinato
l'"Altersguthaben BVG" di presunti CHF 178'764.50 e se esso consideri
il versamento di cui al doc. O. Si domanda altresì che tutti i calcoli siano
effettuati sulla base del salario coordinato corretto.

 

Tali
correzioni permetteranno di determinare anche la correttezza dell'importo di
tutte le prestazioni (obbligatorie e facoltative) erogate dalla __________
Lehni." (Doc. XXIII)

 

                                         Interpellato
dal TCA, il 22 gennaio 2007 la Cassa pensioni ha preso posizione sulle succitate
censure:

 

" 
Infatti, il salario computabile è previsto dall'art. 1.8 del
Regolamento: esso non corrisponde al salario coordinato secondo l'art. 8 LPP.
Per eruire le prestazioni ­minime di legge non ci si basa però sul Regolamento,
bensì sulla legge. Secondo l'art. 8 LPP - contrariamente a quanto avviene per
la regolamentazione prevista nel regolamento concernente il salario computabile
- è previsto un limite di legge per il salario coordinato.

Rinvio per i dettagli
all'allegato estratto che illustra il tema.

 

E' vero che la controparte ha
versato in conto CHF 85'000.00. Dal doc. P questo accredito non si evince
ancora. Ma ciò non significa ancora che l’avere di vecchiaia del signor__________
sia secondo legge di CHF 59'796.00, perché non bisogna confondere due concetti
ben distinti: l'importo di CHF 59'796.00 costituisce il capitale di vecchiaia
regolamentare assicurato dal signor +__________ al 1 ° marzo 2007 (accanto alla
rendita annua di CHF 22'809.00). L'avere di vecchiaia secondo la LPP è indicato
sul doc. P alla voce "Freizügigkeitsanspruch gemäss Gesetz" e
corrispondeva, al 1 ° giugno 1999, a CHF 102'584.00. Quest'ultimo corrisponde
all'avere di vecchiaia accumulato con gli interessi secondo la legge (e non
secondo il Regolamento).

 

Confrontando ora i dati secondo
l'art. 16 al 1 ° luglio 1999 con quelli di cui al Doc. C del 1°
gennaio 2005 ci si avvede che l'avere di CHF 206'224.00 è aumentato a CHF 471'376.25
ed è quindi più che raddoppiato! L'avere minimo secondo LPP, per lo stesso
periodo, è aumentato da CHF 102'584.00 a CHF 176'784.65, con un incremento
quindi di CHF 74'200.65. Stante quanto calcolato dalla controparte,

l'avere minimo di vecchiaia
secondo legge avrebbe dovuto aumentare annualmente almeno di CHF 10'300.00: in
cinque anni e mezzo quindi di CHF 56'650.00. Siccome l'avere è esso invece
aumentato di CHF 74'200.65, quanto rilevato dalla ricorrente cade nel vuoto.

 

Ne scende che, a mente della
convenuta, il calcolo della rendita vedovile minima secondo LPP è avvenuto del
tutto correttamente: per il calcolo è stato preso quale base l'importo di CHF 54'825.00
del salario coordinato come pure l'interesse minimo di legge.

L'avere di vecchiaia LPP di CHF
176'784.20 al 1 ° gennaio 2005 (v. Doc. C) è stato proiettato secondo l'art. 24
LPP (computo dell'accredito di vecchiaia per gli anni mancanti fino all'età
ordinaria di pensionamento senza interessi), dal che risulta l'avere di
vecchiaia in proiezione ammontante a CHF 198'166.40. Applicando il tasso di
conversione del 7.2%, è stato convertito in una rendita d'invalidità dalla
quale è quindi scaturita, applicando l'art. 19 in abbinamento con l'art. 21
LPP, la rendita per il coniuge." (Doc. XXVIII)

 

                                         Infine,
con riferimento alla presa di posizione della Cassa pensioni convenuta, in data
15 febbraio 2007 l’attrice ha ribadito:

                                         

" 
Ricapitolando è in discussione inter alia la somma dell'avere di
vecchiaia rilevante ai sensi della LPP, in base al quale dunque si calcola la
rendita minime di legge. A tale riguardo si osserva che:

 

-   nella propria lettera la controparte medesima osserva che "è
vero che la controparte ha versato in conto CHF 85'000. Dal doc.
P questo accredito non si evince ancora". "L'avere di vecchiaia
secondo la LPP è indicato sul doc. P alla voce Freizügigkeitsanspruch
gemäss Gesetz" e corrispondeva al 1° giugno 1999 a CHF 102'584";

 

-   da quel momento al decesso dell'assicurato (cfr. doc. P e doc. C)
a dire della stessa assicurazione l'avere di vecchiaia secondo la LPP sarebbe
passato a CHF 176784.65, ossia avrebbe subito un incremento di CHF 74'200.65.
Tale aumento sarebbe addirittura inferiore a quanto versato in conto
dall'assicurato nel 1999 ossia CHF 85'000, importo che - repetita juvant - la
stessa convenuta rileva non essere ancora considerato nel doc. P.

 

-   non va poi dimenticato che l'avere di vecchiaia secondo la LPP va
incrementato - oltre che del versamento globale di CHF 85'000.-effettuato espressamente
come "Altersguthaben gemäss BVG Teileinkauf mit eigenen Mitteln" -
pure dei contributi versati annualmente dall'assicurato e dal suo datore di
lavoro stimati prudenzialmente in circa CHF 10'300 annui (CHF 56'500 su cinque
anni e mezzo);

 

-   in conclusione l'avere di vecchiaia secondo LPP potrebbe essere
stimato - senza ancora considerare la proiezione ex 24 LPP - in circa CHF
244'184.- (CHF102'584 + CHF 85'000 + CHF 56'500).

Stante le
incongruenze riscontrate, la complessità tecnica della materia e per maggiore
tranquillità dell'assicurata, la cui rendita si estenderà - si spera - per un
lungo periodo, ci si associa alla richiesta che i calcoli siano rivisti da un
perito assicurativo.

 

(…)." (Doc. XXXII)

 

                                         Orbene,
occorre rilevare che al 1° gennaio 2005 dev’essere assicurata la parte di
salario da fr. 22’575 a 77'400. Tale importo costituisce il "salario
coordinato" (art. 8 cpv. 1 LPP con riferimento all’art. 5 OPP2), tenuto
conto che l’obbligo assicurativo scatta con un salario di fr. 19'350 (art. 2
cpv. 1 LPP e art. 5 OPP2). 

                                         Ne
consegue che, ai fini del regime previdenziale obbligatorio, il salario coordinato
massimo ammonta a fr. 54'825 (fr. 77'400 - fr. 22’575). 

                                         Di
conseguenza, rettamente la Cassa ha indicato un salario coordinato LPP di fr.
54'825. Questa somma non va confusa con i fr. 57'165 di salario coordinato risultante
dal certificato previdenziale 17 febbraio 2005 concernente la situazione al 1°
gennaio 2005 e determinato secondo il regolamento (doc. C). L’art. 1.8 del
regolamento stabilisce che dal salario annunciato (lo stesso regolamento non
prevede un salario annuo massimo assicurabile) è da dedurre la rendita massima
AVS e quindi il salario coordinato sovraobbligatorio corrisponde a fr. 57'165 (fr.
82'485 – fr. 25'320).

 

                                         Per quel che concerne l’avere di vecchiaia, altro punto di
contestazione, l’art. 15 cpv.1 LPP dispone che lo stesso è composto da: degli
accrediti di vecchiaia, interessi compresi, inerenti al periodo in cui
l’assicurato apparteneva all’istituto di previdenza, ma al più tardi sino al
momento in cui raggiunge l’età ordinaria di pensionamento (lett. a) e
dell’avere di vecchiaia, interessi compresi, versato dagli istituti precedenti e
accreditato all’assicurato (lett. b).

                                         A
sua volta, ai sensi dell’art. 16 LPP, l’avere di vecchiaia è calcolato
annualmente in per cento del salario coordinato secondo le aliquote indicate
nell’articolo di legge stesso.

                                         Nel
caso in esame, l’avere di vecchiaia LPP di fr. 176'784 è indicato nel citato
attestato previdenziale alla voce “Freizügigkeitsanspruch gemäss Gesetz”
e corrisponde alla prestazione di libero passaggio garantita dalla LPP (art. 18
LFLP), che a sua volta rinvia all’avere di vecchiaia ex art. 15 cpv. 1 LPP. Giustamente
la convenuta fa presente che non occorre confondere l’avere di vecchiaia (Altersguthaben)
ex art. 15 LPP con il capitale di vecchiaia (Alterskapital), quest’ultima prestazione
(sovraobbligatoria) prevista dal regolamento (art. 4.1.1). Con la lettera 27
novembre 2006 l’attrice non può quindi sostenere che in sei anni, ossia dopo l’apporto
di fr. 85'000 nel luglio 1999, l’avere di vecchiaia è aumentato di soli fr.
31'988 (fr. 176'784 di avere di vecchiaia meno i citati fr. 85'000 e fr. 59'796
di capitale di vecchiaia, indicati nel certificato previdenziale al 1° gennaio
2005, doc C). Come spiegato nello scritto 22 gennaio 2007 dal rappresentante
della Cassa pensione, l’avere di vecchiaia minimo LPP è aumentato rispetto al
luglio 1999 di fr. 74'200,65 (da fr. 102'584 a fr. 176'784,65), quello
sovrabbligatorio (art. 16 LFLP) è invece passato da fr. 202'664 del luglio 1999
a fr. 471'376,25 del gennaio 2005. 

                                         Il
15 febbraio 2007 l’attrice sottolinea che l’aumento di fr. 74'200,65 dell’avere
di vecchiaia LPP è inferiore al versamento di fr. 85'000 effettuato il 1°
luglio 1999 quale “Altersguthaben gemäss BVG Teileinkauf mit eigenen
Mitteln” (doc. XIII/O). 

Occorre qui evidenziare che secondo il certificato previdenziale del 20 luglio
1999 l’avere di vecchiaia LPP era di fr. 102'584 (doc. XIII/P). In quella sede
le prestazioni per la copertura dei rischi (capitale di decesso, rendite per
superstiti, rendita d’invalidità e rendita per figli) sono state di conseguenza
aggiornate al 1° luglio 1999. Siccome il citato versamento di 

                                         fr.
85'000 è avvenuto con valuta 1° luglio 1999, verosimilmente lo stesso è stato
inglobato nell’avere di vecchiaia risultante dal citato attestato previdenziale
del 20 luglio 1999. 

                                         Volendo
comunque ammettere, per ipotesi di lavoro, che i citati fr. 85'000 non sono
stati inglobati nell’avere di vecchiaia LPP, come verrà esposto in seguito, l’esito
non cambia.

                                         Sommando
ai fr. 176'784,65 di avere di vecchiaia (1° gennaio 2005) i citati fr. 85'000,
ai quali vanno aggiunti fr. 21'381,75 (198'166,40 – 176'784,65; vedi il calcolo
della Cassa pensioni) di accrediti di vecchiaia maturati sino al 28 febbraio
2007 (data dell’ipotetico pensionamento del marito dell’attrice), ne risulta
una rendita vedovile LPP di fr. 12'232,85 (7,2% di fr. 283'166,40 [176'784,65 +
85'000 + 21'381,75] = fr. 20’388 di rendita d’invalidità LPP; 60% di fr. 20’388
= 12'232,85 di rendita vedovile LPP) inferiore a quella sovraobbligatoria
ridotta di fr. 12'712. 

                                         Allo
stesso risultato si giunge se si vuole seguire la determinazione dell’avere di
vecchiaia eseguita dall’attrice (a suo sfavore poiché, come detto, l’avere di
vecchiaia LPP maturato tra il luglio 1999 ed il gennaio 2005 è stato di fr.
74'200,65 e non di fr. 56'500) nello scritto 15 febbraio 2007. Partendo,
appunto, da un avere di vecchiaia al 1° gennaio 2005 di fr. 244'184 (fr.
102'584 di avere di vecchiaia al 1° gennaio 1999 + fr. 85'000 di avere di
vecchiaia apportati nel luglio 1999 + fr. 56'500 di avere di vecchiaia maturato
nel periodo luglio 1999-gennaio 2005), ai quali sono da sommare fr. 21'381,75 (accrediti
di vecchiaia proiettati al 28 febbraio 2007), la rendita vedovile LPP
corrisponderebbe a fr. 11’472,45 (7,2% di fr. 265'565,75 [244'184 + 21'381,75]
= fr. 19'120,75 di rendita d’invalidità LPP; 60% di fr. 19'120,75  = 11’472,45 di
rendita vedovile LPP). Erogando in casu la Cassa pensioni convenuta prestazioni
sovrabbligatorie, quelle minime LPP sono di conseguenza garantite.

                                         In
queste circostanze non è necessario esperire la chiesta perizia volta a
determinare l’ammontare della rendita vedovile LPP. Al riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare
d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II
consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b;
riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). 

 

                             2.7.2   Occorre
ora verificare se sussistono i presupposti per un’eventuale riduzione della
prestazione assicurativa conformemente all’art. 34a cpv. 1 LPP
in relazione con l’art. 24 OPP 2 (cfr. consid. 2.2), partendo quindi da un reddito
presumibilmente perso comprensivo anche del guadagno accessorio.

                                         

                                         Si
ha quindi la seguente situazione (cfr. anche conteggio della Cassa pensioni:
doc. XVII):                                                                       

                                         

Salario
effettivo nel 2005 (come da LAINF)           fr.         102'210.00

di cui 90%                                                              fr.           91'989.00

dedotte

la rendita di
vedovanza AVS                                  fr.           20'640.00

la rendita
di vedovanza LAINF                               fr.           40'884.00

totale                                                                      fr.          
30'465.00

 

                                         Ne
consegue dunque che la rendita vedovile LPP di fr. 8'560,75, rispettivamente di
fr. 12'232,85 non dev’essere ridotta, essendo sotto il
limite dei fr. 30'465,00 che corrisponde alla soglia della sovrassicurazione.

                                         

                                         Come
visto, l’attrice ha diritto ad una rendita vedovile sovrabbligatoria ridotta di
fr. 12'712,80 (cfr. consid. 2.6). Il suo diritto ad un rendita di vedovanza
minima di fr. 8'560,75 (12'232,85) è quindi garantito.

                                         Ne
consegue che il calcolo della sovrassicurazione operato dalla Cassa pensione è
corretto, rispettando lo stesso le disposizioni legali e regolamentari.

 

                               2.8.   L’attrice
sostiene infine che il capitale di decesso, a cui essa ha diritto (art. 4.3 del
regolamento), deve esserle attribuito in quanto, essendo una prestazione della
LCA, non ricade nel principio di coordinamento ex art. 69 cpv. 1 LPGA (“Il
concorso di prestazioni delle varie assicurazioni sociali non deve provocare un
sovraindennizzo dell’avente diritto. Per il calcolo del sovraindennizzo sono
considerate soltanto le prestazioni di medesima natura e destinazione
fornite all’avente diritto in base all’evento dannoso”; sottolineatura del
redattore).

A prescindere dal fatto che l’art. 69 LPGA non è applicabile alla LPP (DTF 130
V 78 consid. 1.2), l’art. 24 cpv. 2 OPP 2 prevede che soggette a riduzione sono,
oltre alle prestazioni previdenziali per i superstiti o quelle per
l’invalidità, anche le “rendite e capitali al loro valore di trasformazione”.
Quest’ultimo principio è stato recepito dalla Fondazione convenuta nel suo regolamento
riguardante la sovrassicurazione (“Einmalige Kapitalabfindungen werden in
verisicherungstechnisch gleichwertige Renten umgerechnet”; art. 2.1 cpv. 6)
che appunto prevede una capitalizzazione del capitale di decesso.

Del resto va fatto presente che in casu le rendite vedovili e il capitale di
decesso conteggiate derivano dallo stesso “evento danneggiante “ ex art. 24 OPP
2 (decesso della persona assicurata) ed hanno lo stesso scopo di compensare il
mancato guadagno subito dall’attrice a seguito del decesso di suo marito (sul
principio della congruenza tra i redditi conteggiabili vedi Vetter, op. cit.,
ad art. 24 BVV” pag. 353, con particolare riferimento a DTF 124 V 282 consid.
2a e DTF 126 V 475 consid. 6c).                                                 

 

                                         In
conclusione, essendovi un caso di sovrassicurazione secondo le norme
regolamentarie, il calcolo effettuato dalla Cassa pensioni va confermato e
quindi AT 1 ha unicamente diritto ad una rendita vedovile annua ridotta di fr.
12'712,80, rispettivamente fr. 1'059,94 mensili (12'712,80 : 12). 

                                         Se
invece l’attrice dovesse confermare la richiesta fatta il 1° settembre 2005
(doc. I), nel senso di ripartire la riduzione in misura uguale tra rendita
vedovile e capitale di decesso capitalizzato, così come prescrive l’art. 2.1
cpv. 8 del regolamento (“Falls die Leistungen gekürzt werden, werden alle
Leistungen im gleichen Verhältnis gekürzt”), essa avrebbe invece diritto ad
una rendita vedovile annua ridotta di 

fr. 10'108,70 (fr. 842,40 al mese) ed ad un capitale di decesso ridotto di fr.
43'410,20 (vedi il calcolo allegato alla lettera 14 settembre 2005 del legale
della Cassa pensioni, il quale ha acconsentito a tale ripartizione; cfr. doc.
2). 

 

                               2.9.   Nessuna
indennità per ripetibili è di regola assegnata dalle autorità vincenti o agli
organismi con compiti di diritto pubblico. Ciò vale anche per gli istituto di
previdenza (DTF 126 V 149 consid. 4, 118 V 169 consid. 7).

 

                                         Ne
consegue che alla Cassa pensioni convenuta, benché vincente, non sono assegnate
ripetibili.

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   La
petizione é respinta.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non sono assegnate ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti