# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 28a2b199-93d2-5df0-a590-8586e8be631f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 10.06.2016 11.2014.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2014-85_2016-06-10.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2014.85

  	
  Lugano

  10 giugno 2016/jh

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola

  

 

 

sedente
per statuire nella causa DM.2012.315 (divorzio
su azione di un coniuge, poi su richiesta comune con accordo totale) della Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa con petizione del 12 ottobre 2012
da

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata
  dall'avv. PA 2),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sull'appello del 25 settembre 2014 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa
dal Pretore il 2 settembre 2014;

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  AP 1
(1966) e AO 1 (1971) si sono sposati a __________ il 26 aprile 1991. Dal
matrimonio sono nate S__________, il 29 gennaio 1994, e St__________, il 21
ottobre 1997. AP 1 è __________ nell'__________. AO 1 è assistente __________ a
tempo parziale per l'associazione __________, servizio di cura a domicilio. I
coniugi si sono separati nell'agosto del 2010, quando il marito ha lasciato l'abitazione
coniugale (particella n. 255 RFD di __________, comproprietà per un mezzo di AP
1, per un sesto di AO 1 per un sesto di __________ e per un altro sesto di __________),
trasferendosi in un appartamento a __________. 

 

                            B.  In
esito a un'istanza di misure a protezione dell'unione coniugale presentata il
14 ottobre 2010 da AP 1, con sentenza del 29 aprile 2011 il Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 6, ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha affidato
le figlie alla madre, cui ha attribuito l'abitazione coniugale, ha disciplinato
il diritto di vista paterno e ha obbligato AO 1 a versare
dall'agosto del 2010 un contributo alimentare per ogni figlia di fr. 935.–
mensili, assegni familiari non compresi (inc. DI.2010.1563). Statuendo su appello
di AO 1, con sentenza dell'8 febbraio 2013 questa Camera ha aumentato i contributi
alimentari a fr. 950.– mensili per S__________ e a fr. 984.– mensili per St__________,
assegni famigliari non compresi (inc. 11.2011.58).

 

                            C.  Il
12 ottobre 2012 AP 1 ha promosso azione di divorzio davanti al medesimo Pretore,
proponendo – previa concessione del gratuito patrocinio – l'attribuzione dell'abitazione
coniugale alla moglie, la suddivisione a metà degli averi di previdenza
professionale maturati durante il matrimonio, l'affidamento di St__________
alla madre (riservato il diritto di visita paterno) e un contributo alimentare per
lei di fr. 935.– mensili fino alla maggiore età. Inoltre egli ha preteso
dalla moglie il pagamento di fr. 10 500.– in
liquidazione del regime dei beni. All'udienza del 10 dicembre 2012, indetta per
la conciliazione, i coniugi si sono intesi sul principio del divorzio, sull'affidamento
di St__________ alla madre e sulla divisione a metà dei rispettivi averi
previdenziali, ma non sul resto.

 

                            D.  Delegato
l'ascolto della figlia St__________ allo psicologo __________, l'8 luglio 2013 il
Pretore ha invitato il marito a motivare la petizione. L'8 agosto 2013 AP 1 ha ribadito
le sue richieste, salvo aumentare a fr. 984.– mensili il contributo offerto per
St__________ e adeguare a fr. 7563.70 quanto sollecitato dalla moglie in
liquidazione del regime dei beni. Con decisione del 16 ottobre 2013, confermata
il 2 dicembre 2013 dalla terza Camera civile del Tribunale d'appello in esito a
un reclamo dell'interessato, l'attore è stato ammesso parzialmente al beneficio
del gratuito patrocinio. Con risposta del 24 febbraio 2014 AO 1 ha aderito al
principio del divorzio, come pure all'attribuzione dell'alloggio coniugale e
all'affidamento delle figlie a sé medesima (con esercizio esclusivo dell'autorità
parentale), ma si è opposta alla liquidazione del regime dei beni prospettata
dal marito e ha rivendicato contributi alimentari di fr. 984.– mensili per St__________
e di fr. 950.– mensili per S__________ fino al termine degli studi
(assegni familiari non compresi), instando altresì per il beneficio del
gratuito patrocinio.

 

                            E.  All'udienza
del 28 maggio 2014, indetta per il dibattimento sugli effetti ancora litigiosi
del divorzio, i coniugi sono pervenuti a un accordo che il Pretore ha
registrato a verbale. Con successivo decreto del 1° luglio 2014 il Pretore
aggiunto ha poi riassunto nel seguente modo l'insieme delle questioni su cui le
parti convergevano:

                                  1.  Il
matrimonio contratto il 26 aprile 1991 a __________ da AP 1 (13 maggio 1966) e AO
1 (24 giugno 1971) è sciolto per divorzio.

                                         2.  La
figlia St__________ (21 ottobre 1997) è affidata per cura ed educazione alla madre,
alla quale viene attribuita l’autorità parentale.

                                         3.  Non
si definisce un assetto delle relazioni personali. Il padre vedrà la figlia
qualora St__________ lo vorrà.

                                         4.  Non
si stabiliscono alimenti tra i coniugi.

                                         5.  Il
regime dei beni è sciolto e liquidato come segue:

–  ciascun coniuge rimane proprietario
dei beni in suo possesso;

–  il marito cede alla moglie, senza
contropartita alcuna, le quote di comproprietà di 1/6 dei fondi particellari 255 e 256 RFD di __________.
La TUI è differita. La sentenza di divorzio cresciuta in giudicato vale quale
titolo per l’iscrizione del trapasso a RF che verrà ordinato direttamente dal
Giudice. La moglie si assume i costi di trapasso;

–  ciascun coniuge rimane debitore dei
debiti da lui contratti;

–  la moglie ritira l’esecuzione
promossa contro il marito (PE n. __________), con comunicazione separata e
diretta all’UE.

                                         6.  La
previdenza professionale è divisa a metà come di legge (art. 122 CC). Cresciuta in giudicato la sentenza di divorzio
l’istituto di previdenza del marito (__________) verserà l’importo di
fr. 18 673.20 a favore dell’istituto di previdenza di AO 1 (__________).

                                         7.  A
titolo di contributo di mantenimento per la figlia St__________, il padre versa
fr. 984.– oltre AF. L’assegno per i figli potrà essere incassato direttamente
dalla madre. L’alimento è dovuto anche oltre alla maggiore età e fino al
termine della formazione __________ oggi prevista per giugno 2021.

                                  

                                  Ciò
premesso, il Pretore aggiunto ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per
confermare l'intesa che precede in vista dell'omologazione e consentire
all'emanazione del giudizio senza ulteriori formalità. AP 1 ha approvato il 18
agosto 2014, AO 1 il 20 agosto successivo.

 

                             F.  Con
sentenza del 2 settembre 2014 il Pretore non ha omologato l'accordo, ma ha statuito
autoritativamente pronunciando il divorzio e regolando gli effetti accessori in
modo testualmente identico all'accordo raggiunto dai coniugi. Le spese
processuali di complessivi fr. 2000.– sono state poste a carico delle parti in
ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili. AP 1 è stato ammesso
parzialmente al beneficio del gratuito patrocinio, AO 1 interamente.

 

                            G.  Contro
la sentenza appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 25
settembre 2014 per ottenere che la sentenza impugnata sia riformata nel senso
di limitare la durata del contributo di mantenimento per St__________ fino al
termine della prima formazione di tirocinio, prevista per l'agosto del 2017, e
di obbligare la figlia “ad aggiornare regolarmente il padre circa i risultati e
gli sviluppi della propria formazione”. Nelle sue osservazioni del 13 novembre
2014 AO 1 ha proposto di respingere l'appello. Constatato che il 21 ottobre
2015 St__________ è divenuta maggiorenne, il giudice delegato della Camera ha
impartito alla medesima il 17 maggio 2016 un termine di 15 giorni per comunicare
se ratificasse l'operato della madre. St__________ ha confermato il 20 maggio
2016 di approvarlo.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  Le
sentenze in materia di divorzio sono appellabili entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che – ove rimangano in discussione
mere controversie patrimoniali – il valore litigioso raggiungesse almeno fr. 10 000.– secondo l'ultima conclusione riconosciuta
nella decisione impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Qualora l'appello verta su un
punto regolato da una convenzione sugli effetti del divorzio omologata dal
giudice, fa stato il valore dell'oggetto contestato (Fankhauser in: Sutter-Somm/Ha­senböhler/Leuenberger
[curatori], Kommentar zur Schweizerischen ZPO, 2ª edizione, n. 7 in fine ad
art. 289; Tappy in: CPC commenté, Basilea 2011, n. 16
lett. c ad art. 289). Nella fattispecie il Pretore ha ripreso testualmente nel
dispositivo della sentenza l'accordo approvato dalle parti, sicché non è dato
di capire perché non l'abbia omologato, ma abbia statuito autoritativamente
negli stessi termini. Comunque sia, davanti al primo giudice la durata del
contributo alimentare per la figlia non era litigiosa. Fissandone la scadenza
al giugno del 2021, il Pretore ha dunque – di fatto – approvato l'intesa
raggiunta dai coniugi. E la contestazione mossa dall'appellante vale ben più di
fr. 10 000.–, ove si consideri l'ammontare
del contributo alimentare (fr. 984.– mensili, assegni familiari non compresi)
per quasi quattro anni.

                                  Circa
la tempestività dell'appello, la sentenza impugnata è pervenuta al patrocinatore
di AP 1 il 3 settembre 2014. Introdotto il 25 settembre 2014, il ricorso in
esame è pertanto tempestivo.

 

                             2.  AP 1
acclude all'appello un'attestazione 3 settembre 2014 della __________ di __________
relativa alla frequenza, da parte della figlia St__________, del primo anno di
formazione quale assistente di __________ (doc. C). Dal canto suo, AO 1 allega
al suo memoriale due schede informative dell'Ufficio dell'orientamento
scolastico e professionale che descrivono i requisiti per l'accesso e il
perfezionamento nelle professioni di infermiera e di assistente di studio
medico (doc. A). Si tratta in entrambi i casi di documenti proponibili (art.
317 cpv. 1 CPC). L'appellante chiede altresì l'edizione dalla controparte del
contratto di tirocinio che St__________ avrebbe sottoscritto nell'agosto del
2014. In linea di principio una parte ha diritto all'assunzione delle prove
offerte, ma l'autorità può rinunciare a esperire mezzi istruttori il cui presumibile
risultato non porterebbe con ogni verosimiglianza elementi di rilievo
(“apprezzamento anticipato delle prove”: DTF 134 I 148 consid. 5.3 con richiami).
Come si vedrà oltre (consid. 7c), il richiamo del contratto di tirocinio nulla
modificherebbe ai fini del giudizio. Conviene dunque passare senza indugio all'esame
dell'appello. 

 

                             3.  In
tutte le questioni di carattere pecuniario il detentore dell'autorità parentale
è legittimato a esercitare in proprio nome i diritti dei figli minorenni,
facendoli valere personalmente in giudizio o in via esecutiva (DTF 136 III
365). Non può esercitare invece i diritti dei figli divenuti maggiorenni in
pendenza di causa, a meno che costoro acconsentano (DTF 129 III 55). Divenuta
maggiorenne in pendenza dell'appello, nella fattispecie St__________ ha ratificato
l'operato della madre a tutela del suo contributo di mantenimento. Nulla osta quindi
– anche sotto questo profilo – alla trattazione del ricorso.

 

                             4.  Litigiosa
è unicamente – come detto – la durata del contributo alimentare per St__________.
Al tal fine il Pretore, verificata la situazione economica delle parti, ha constatato
che la figlia prevedeva di seguire una formazione di __________ alla __________,
formazione che sarebbe dovuta terminare nel 2021. Ciò posto, preso atto che le
parti riconoscevano “la necessità di fissare l'alimento di St__________,
verosimilmente ancora agli studi anche oltre il 18° anno di età, senza
limitazioni se non quella temporale della fine prevista per gli studi”, il primo
giudice ha statuito in tal senso, obbligando la figlia a informare regolarmente
il padre sugli eventuali cambiamenti del percorso di studio e sulla relativa durata
(sentenza impugnata, pag. 3).

 

                             5.  L'appellante
si duole di non essere mai stato informato compiutamente dalla moglie in merito
alla formazione professionale che la figlia (allora) minorenne avrebbe
intrapreso al termine della scuo­la obbligatoria, nell'estate del 2014. Solo su
esplicita domanda del Pretore sarebbe emersa l'intenzione di St__________ di diventare
__________ diplomandosi alla __________. E l'appellante fa valere di avere aderito
a tale prospettiva siccome quel momento non aveva motivo per dubitare che il
percorso for­mativo sarebbe terminato nel 2021. Iniziato il nuovo anno
scolastico, AP 1 lamenta di avere cercato invano di ottenere informazioni sull'effettiva
formazione della figlia. Solo grazie ad alcune ricerche personali egli sostiene
di avere scoperto che nell'agosto del 2014 St__________ aveva firmato un contratto
di tirocinio come assistente di studio __________ e che in realtà essa frequenta
la Scuola __________ di __________. Tale formazione professionale di base dovrebbe
concludersi nell'agosto del 2017 con il conseguimento dell'attestato di
capacità e, quindi, con l'accesso al mercato del lavoro. Essa non comprende invece
– a suo dire – l'ottenimento di una maturità integrata e non garantisce l'accesso
a una scuola universitaria professionale. In simili condizioni l'appellante reputa
prematuro fissare un contributo di mantenimento oltre la fine della prima formazione
di base (agosto del 2017), pur dicendosi disponibile al mantenimento di St__________
anche oltre tale data ove la figlia presentasse un progetto formativo preciso.

 

                             6.  Secondo
la più recente giurisprudenza del Tribunale federale, i contributi ali­mentari
per i figli vanno fissati non solo fino alla mag­giore età, ma fino al termine
di un eventuale percorso scolastico o professionale (DTF 139 III 404 in alto). Tale percorso non si esaurisce con il conseguimento di un primo ciclo di formazione, anche
se questo permette di conseguire un attestato professionale di base, ma
comprende l'intero curriculum necessario al figlio per rendersi autonomo, mettendo
pienamente a frutto le sue capacità (cfr. I CCA, sentenza inc. 11.2013.14 del
31 agosto 2015, consid. 6b con riferimenti; v. anche Meier/Stettler, Droit de la filiation, 5ª edizio­ne,
pag. 788 nota 1197). Nella fattispecie neppure l'appellante asserisce che l'orientamento
professionale intrapreso da St__________ non sia consono alle attitudini e alle
inclinazioni di lei. Deplora di non esserne mai stato debitamente informato e
di avere creduto sulla scorta di quanto gli era stato lasciato presumere che la
scelta professionale della figlia si concludesse solo nel giugno del 2021. Tale
recriminazione può anche apparire comprensibile. Sta di fatto che nemmeno la
formazione effettivamente intrapresa da St__________ risulta doversi concludere
prima di allora.

 

                                  Come
si evince dalle schede informative dell'orientamento scolastico e professionale
prodotte da AO 1, la formazione di assistente di __________ frequentata da St__________
permette, fra i suoi perfezionamenti, di conseguire dopo tre anni di apprendistato,
un ulteriore anno preparatorio e altri tre anni di formazione un bachelor of
science in __________ presso la __________. La data prevista per il termine
della formazione (2021) corrisponde dunque al ciclo ordinario di studi per assolvere
il tirocinio (tre anni), ottenere la maturità professionale (un anno) e conseguire
il bachelor. A torto l'appellante sostiene così che dopo i tre anni di
apprendistato la formazione della figlia non sarebbe delineata perché il curriculum
da lei scelto non comprenderebbe l'ottenimento di una maturità integrata (memoriale,
pag. 6). Certo, a suo avviso l'attestato di assistente di studio medico
permetterà in ogni modo alla figlia di accedere al mercato del lavoro e di rendersi
finanziariamente autonoma. Se non che, come si è accennato, il conseguimento di
un attestato di capacità professionale di base non coincide necessariamente con
il termine di un percorso scolastico o professionale, men che meno nel caso in
esame, le parti essendosi intese fin dall'inizio che la figlia seguisse una
formazione alla __________. Nulla induce quindi, in definitiva, a riformare il
dispositivo n. 6 della sentenza impugnata, che si limita a fissare l'obbligo di
mantenimento dopo la maggiore età di St__________ “fino al termine della for­mazione
__________ (…) prevista per giugno 2021”.

 

                             7.  L'appellante
chiede altresì che la figlia St__________ sia tenuta ad aggiornarlo
regolarmente “circa i risultati e gli sviluppi della propria formazione”
(memoriale, pag. 2 in alto). La richiesta in sé è legittima, ma tale obbligo di
informazione rientra già nei doveri del figlio previsti dalla legge (Schwenzer/Cottier in: Basler Kommentar,
ZGB I, 5ª edizione, n. 2 e n. 5 ad art. 272). Ove St__________ non dovesse attenervisi,
toccherà all'appellante sollecitare dalla figlia i necessari ragguagli. Non
dovesse ottenerli, si rivolgerà al giudice, così come potrà adirlo nell'ipotesi
in cui la figlia non seguisse i corsi previsti o non li seguisse con il necessario
impegno (Breitschmid, op. cit., n.
18 e n. 20 ad art. 277 CC). Al giudice l'appellante potrà anche chiedere di
ridurre temporaneamente il contributo di mantenimento ove in determinati
periodi St__________ conseguisse un reddito proprio, un figlio potendo essere
tenuto in circostanze del genere – secondo la prassi di questa Camera – a
devolvere un terzo del suo guadagno al proprio sostentamento (analogamente a
quanto prescrivono le istruzioni della Camera di esecuzioni e fallimenti del Tribunale
di appello per il calcolo del minimo di esistenza: FU 68/2009 pag. 6294 in
alto; RtiD II-2004 pag. 604 consid. 6; da ultimo: I CCA, sentenza inc.
11.2008.169 del 7 agosto 2012, consid. 4).

 

                             8.  Se
ne conclude che, privo di consistenza, l'appello è destinato all'insuccesso. Le
spese processuali seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). La convenuta,
che ha formulato osservazioni al­l'ap­pello tramite un legale, ha diritto a un'equa
indennità per ripetibili.

 

                             9.  Quanto
ai rimedi giuridici esperibili contro la presente sentenza sul piano federale
(art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso raggiunge la soglia di fr.
30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett.
b LTF (sopra, consid. 1). In conformità
all'art. 301 lett. b CPC un estratto dell'attuale decisione è comunicato
anche alla figlia St__________, maggiorenne.

 

Per questi motivi,

 

decide:                 1.  L'appello è respinto e la sentenza impugnata è
confermata.

 

                             2.  Le
spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico dell'appellante, che
rifonderà alla controparte fr. 1500.– per ripetibili.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –
  avv.;

  –
  avv..

  

                                  Comunicazione
a:

                                  –
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6;

                                  –(senza
i consid. 8 e 9).

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 Il vicecancelliere

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).