# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d3b2dc03-4229-53ea-a561-0ceecd5e0539
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.08.2010 D-5566/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5566-2010_2010-08-12.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5566/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Walter Lang, 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, 
B._______, 
C._______ e 
D._______, Serbia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 29 luglio 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5566/2010

Visti:

le  domande  d'asilo  che  gli  interessati  hanno  presentato  il  28 giu-
gno 2010 in Svizzera;

i verbali d'audizione del 5 luglio 2010 e del 21 luglio 2010;

la decisione dell'UFM del 29 luglio 2010, notificata ai richiedenti il me-
desimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 4 agosto 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 5 agosto 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
in data 5 agosto 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 
inferiore,  sono  particolarmente  toccati  dalla  decisione  impugnata  e 
vantano un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modi -
ficazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a–c PA) e che sono pertanto 
legittimati ad aggravarsi contro di essa;

Pagina 2

D-5566/2010

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, i ricorsi manifestamente fondati o infondati, ai sensi dei conside-
randi  che  seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art.  111a 
LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice 
(art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamen-
te (art. 111a cpv. 2 LAsi);

che, ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scrit -
ti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, gli in-
teressati  (concubini)  d'etnia  rom  [B._______]  e  serba  [A._______] 
hanno dichiarato di essere originari della Serbia, con ultimo domicilio a 
E._______ e di essere espatriati il 27 giugno 2010 (cfr. verbali d'audi-
zione  dei  ricorrenti  del  5  luglio  2010,  pagg.  1  [B._______  e 
A._______], 7 [B._______] e 8 [A._______]);

che A._______ ha asserito di essere stato vittima di minacce e violen -
ze da parte di persone mentre B._______ ha allegato di essere espa-
triata per i problemi del suo concubino (cfr. verbali d'audizione del 5 lu-
glio 2010, pagg. 5-6 [B._______] e 5-8 [A._______]);

che, in particolare, il richiedente, che negli ultimi quattro o cinque anni 
vendeva automobili, sarebbe stato avvicinato nell'ottobre 2009 da alcu-
ne persone con la pretesa di comprargli una macchina; che in tale oc-
casione  esse  gli  avrebbero  riferito  che  avrebbe  un  debito  di 
EUR 12000.– nei  loro confronti,  ciò che, in realtà non sarebbe vero; 
che le stesse persone avrebbero ripreso contatto con l'interessato nel 
novembre 2009 chiedendo un incontro; che il richiedente arrivato sul 
posto, sarebbe stato portato in un auto in un bosco, dove sarebbe sta-
to picchiato e minacciato di  conseguenze sia per  lui  che per la sua 
concubina nel caso in cui fosse andato a riferire tutto alla polizia o in 
un ospedale; che dieci giorni dopo, le persone in questione avrebbero 
chiamato  l'interessato  sollecitandolo  di  pagare  la  somma  entro  tre 
giorni; che quest'ultimo si sarebbe messo d'accordo con loro di pagare 
a rate di EUR 1500.– al mese; che alla fine del mese di febbraio 2010, 
al richiedente sarebbe stato chiesto di pagare il resto del denaro, ossia 
EUR 6000.–, in una volta e entro dieci giorni, altrimenti avrebbe dovu -

Pagina 3

D-5566/2010

to pagare anche degli interessi del 20%; che da quel momento avreb-
be lasciato casa sua e si sarebbe nascosto in diversi posti in Serbia;  
che fino al mese di giugno, le suddette persone si sarebbero presenta-
te una volta ogni mese presso la richiedente, rimasta a casa con i figli,  
chiedendo del  marito; che alla  loro ultima visita  nel  mese di  giugno 
2010, essi avrebbero minacciato di sequestrare il  loro figlio se il suo 
compagno non si fosse presentato; che, messo al corrente di ciò, il ri-
chiedente avrebbe deciso di espatriare con la sua famiglia;

che, nella decisione impugnata l'UFM ha constatato, da un lato, che il 
Consiglio federale con decreto del 6 marzo 2009 ha inserito la Serbia 
nell'elenco dei Paesi sicuri e, dall'altro lato, ha ritenuto che le allega-
zioni in materia d'asilo presentate dai richiedenti non sarebbero verosi-
mili, di modo che non emergerebbero dalle carte processuali degli in -
dizi d'esposizione degli interessati a persecuzioni in caso di rientro in  
patria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, gli insorgenti hanno allegato che la Serbia non potreb-
be essere considerata un Paese sicuro,  in  quanto sarebbero rimasti 
vittime di gravi minacce e violenze; che per i rom della Serbia la situa-
zione in loco non sarebbe affatto sicura e lo stato serbo non garanti -
rebbe loro alcuna protezione effettiva dalle persecuzioni; che le incon-
gruenze sollevate dall'UFM si risolverebbero in elementi di dettaglio o 
in equivoci di traduzione; che, nella peggiore delle ipotesi, si dovrebbe 
comunque riconoscere l'esistenza di indizi di persecuzioni di rilievo, al -
meno secondo un'accezione ampia ed utilizzando un criterio di prova 
basso, tale che dovrebbe indurre l'UFM ad entrare nel merito della do-
manda d'asilo; che, inoltre, sua figlia avrebbe una forma acuta di asma 
e la ricorrente soffrirebbe di gravi problemi di salute per i quali non sa -
rebbe possibile ottenere cure adeguate in Serbia; che pertanto non sa-
rebbe esigibile l'esecuzione dell'allontanamento in Serbia;

che, in conclusione, i ricorrenti hanno chiesto, in via principale, l'annul -
lamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della domanda 
d'asilo  e,  in  subordine,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria; 

Pagina 4

D-5566/2010

che hanno altresì presentato una domanda d'esenzione dal versamen-
to dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe -
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale in-
serisce un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese;

che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per 
quanto attiene alla sua situazione personale;

che,  dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi  del-
l’art. 34 cpv. 1 LAsi va intesa in senso lato: comprende non soltanto i 
seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzio -
ne dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire 
umano (Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 
ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  2004  n.  5  consid.  4c  aa; 
GICRA 2003 n. 18);

che peraltro, per ammettere l'esistenza di  indizi  di  persecuzione che 
implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di 
verosimiglianza ridotto (cfr. GICRA 2005 n. 2 consid. 4.3; GICRA 2004 
n. 35 consid. 4.3);

che,  siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente  inserito,  in  data 
6 marzo 2009, la Serbia nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, 
sussiste  di  massima  una  presunzione  d'assenza  di  persecuzioni  in 
detto Paese,

che, nella fattispecie, i ricorrenti non sono riusciti ad invalidare la pre -
sunzione d'assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli 
atti di causa non emergono indizi di persecuzione;

che,  in  particolare,  gli  insorgenti  non hanno presentato  argomenti  o 
prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quel-
la di cui all'impugnata decisione; che le allegazioni decisive in materia 
di asilo si esauriscono, infatti, in mere affermazioni di par te non corro-
borate da elementi della benché minima consistenza, in sostanza per 

Pagina 5

D-5566/2010

le ragioni indicate nel provvedimento litigioso pur tenendo conto di un 
grado di verosimiglianza ridotto;

che, segnatamente, nel ricorso gli insorgenti si sono limitati a dichiara-
re in modo generico che in Serbia non vi sarebbe alcuna protezione 
per i rom senza avere neanche sporto denuncia per quanto da loro su-
bito; che, inoltre, A._______ ha dichiarato in sede d'audizione di esse-
re di  etnia serba (cfr. verbale d'audizione del 5 luglio 2010, pag. 2 e 
atto A 3/2); che le persecuzioni fatte valere si riferiscono in primo luo-
go al ricorrente; che, pertanto, detta allegazione non può essere presa 
in considerazione anche perché non denunciando i fatti accaduti han-
no  messo  nell'impossibilità  di  agire  le  autorità  serbe; che,  inoltre,  – 
dopo che le persone che lo avrebbero picchiato nel bosco e lo avreb -
bero minacciato di  ulteriori  pestaggi  sia contro di  lui  che contro sua 
moglie nel caso in cui avesse contattato la polizia o dei medici – egli si 
è nascosto per ben quattro mesi in vari luoghi della Serbia senza pren-
dere alcuna misura per proteggere la sua famiglia (cfr. verbali d'audi -
zione  del  5  luglio  2010,  pag.  6  [A._______]  e  del  21 luglio 2010, 
pagg. 5  e  7  [A._______]);  che  tale  comportamento  va  palesemente 
contro ogni logica dell'agire, in quanto doveva partire dal presupposto 
che le suddette persone avrebbero messo in pericolo la sua famiglia; 
che anche l'atteggiamento di cogliere l'invito delle suddette persone di 
salire in macchina con loro essendo egli già al corrente del finto debito  
dovuto a quest'ultimi non è logicamente concepibile (cfr. verbale d'au-
dizione del  21 luglio  2010, pagg. 4-5); che,  in aggiunta,  l'autrice del  
gravame non solo non ha saputo indicare il numero preciso delle per-
sone che si sarebbero presentate a casa sua, ma si è pure contraddet-
ta tra la prima e la seconda audizione dichiarando dapprima che "era-
no due o tre o quattro persone" per poi asserire che sarebbero venute 
"due  o  tre  persone" e  non  di  più (cfr.  verbali  d'audizione  del  5  lu-
glio 2010, pag. 6 e del 21 luglio 2010, pagg. 3-4 [B._______]); che, pe-
raltro, i ricorrenti non sono stati in grado di fornire date precise in meri -
to ai vari eventi del loro racconto, eccetto la data d'espatrio; che la ri-
corrente ha allegato di non ricordarsi se il suo compagno le avesse ri-
ferito  che in  occasione del  sequestro dello  stesso avrebbero minac-
ciato di picchiarla se si sarebbe rivolto alla polizia; che tale affermazio-
ne non risulta essere credibile, in quanto si tratta di un fatto impor tante 
che riguarda la sua incolumità fisica (cfr. verbale d'audizione del 21 lu -
glio 2010, pag. 6); che, infine, gli insorgenti non sono riusciti a fornire 
alcun dettaglio concreto o spiegazione credibile riguardo il loro raccon-
to, oppure chiarire le contraddizioni sollevate dall'UFM;

Pagina 6

D-5566/2010

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 LAsi;

che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti in Serbia 
possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confede-
razione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) o esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento  riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi  e  all'art. 83 cpv. 4 LStr,  in 
Serbia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o 
violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nel la 
totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va confer-
mata;

che i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a -
silo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dei 
ricorrenti; che, infatti, i ricorrenti sono ancora giovani, hanno una for-
mazione ed il  ricorrente avrebbe pure un'esperienza pluriennale pro-
fessionale quale commerciante di automobili, metalli e vestiti (cfr. ver -

Pagina 7

D-5566/2010

bali  d'audizione  del  5  luglio  2010,  pagg.  2  [B._______]  e  2-3 
[A._______]);  che  essi  dispongono  inoltre  di  un'importante  rete  fa-
migliare in patria,  dove vivono i  genitori  del  ricorrente ed un fratello 
come pure il padre, una sorella, un cugino nonché dei zii e delle zie  
materni (cfr. ibidem, pag. 3 [B._______ e A._______]);

che, quo ai problemi di salute della ricorrente e di sua figlia, a mente di  
questo Tribunale non v'è ragione di credere che essa non possa otte-
nere le cure mediche e necessarie in patria;

che, infatti,  B._______ sarebbe già stata seguita nel suo Paese, men-
tre la figlia avrebbe ottenuto un trattamento a base di Ventolin e Flexo-
tile (cfr. verbale d'audizione del 21 luglio 2010, pagg. 6-8 [B._______]); 
che, per conseguenza, l'asserito stato di salute, alla luce della giuri -
sprudenza vigente al riguardo, non potrebbe giustificare un'eventuale 
ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica GICRA 2003 n. 24);

che, gli autori del gravame hanno nondimeno la possibilità di richiede-
re un sostegno finanziario per assicurare l'assistenza medica per un 
periodo limitato nel Paese d'origine (art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi),

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite-
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr);

che  i  ricorrenti,  usando  la  necessaria  diligenza,  potranno  procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato  
il diritto federale, né abusato de suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

Pagina 8

D-5566/2010

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini -
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 9

D-5566/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini -
strativo federale, entro un termine di 30 giorni  dalla spedizione della 
presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrenti,  tramite  il  F._______ (Raccomandata; allegato: bollettino 
di versamento)

- UFM, F._______ (via fax, per l'incarto N [...] con preghiera di notifi-
care ai  ricorrenti  e  di  ritornare l'avviso di  ricevimento al  Tribunale 
amministrativo federale)

- G._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

Pagina 10