# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a308d0a0-5435-5ebe-842b-351ddaf9c5be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 14.10.2009 17.2008.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2008-80_2009-10-14.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2008.80

  	
  Lugano

  14 ottobre 2009

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  Roggero-Will, presidente,

  Lardelli e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per
cassazione presentato il 9 dicembre 2008 dal

 

	
   

  	
  PP

   

  
	
   

  	
  contro la
  sentenza emanata il 4 novembre 2008 dal giudice della Pretura penale nei
  confronti di

  

 

	
   

  	
  RI 1

  patrocinato
  dall’avv. PA 1

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti;

 

posti i seguenti

 

punti in questione:

 

                                   1.   Se
dev'essere accolto il ricorso per cassazione.

 

                                   2.   Il
giudizio sulle spese e sulle ripetibili.

 

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con decreto d’accusa 18.2.2008, il procuratore pubblico ha ritenuto RI
1 – all’epoca infermiere presso il reparto di geriatria della clinica di __________
– autore colpevole di lesioni colpose per avere, in spregio dei doveri che gli
incombevano, omesso di posizionare sui vari lati del corpo a intervalli
regolari di due ore durante le ore notturne il paziente fu __________ che
sviluppò su entrambi i talloni due forme di decubito necrotizzanti. 

In applicazione della pena, ne ha proposto la
condanna a 70 aliquote giornaliere da fr. 70.- cadauna (per un importo
complessivo di fr. 1’750.-), sospesa condizionalmente per un periodo di prova
di due anni e al pagamento di una multa di fr. 1’000.- sostituita, in caso di
mancato pagamento, da una pena detentiva di 10 giorni.

Per le sue pretese, la parte civile è stata
rinviata al foro civile.

 

                                  B.   RI 1 ha interposto opposizione al decreto d’accusa.

 

                                  C.   Con sentenza 4 novembre 2008, il giudice della pretura penale ha
prosciolto RI 1 dal reato imputatogli ritenendo non provato che egli abbia
effettivamente omesso di spostare regolarmente __________  nelle notti dal 22
al 24 novembre 2005. Inoltre, il primo giudice ha ritenuto non provato che le
lesioni siano peggiorate a causa di una pretesa mancata mobilizzazione del
paziente.

 

                                  D.   Il procuratore pubblico ha impugnato la sentenza di assoluzione con
ricorso 9 dicembre 2008 in cui invoca quali titoli di cassazione sia un
arbitrario accertamento dei fatti che un’errata applicazione del diritto
sostanziale ai fatti accertati.

 

                                  E.   Con osservazioni 15.1.2009, RI 1 ha chiesto la conferma della sentenza impugnata.

 

Considerato

 

in diritto:                  1.   Il
ricorso per cassazione è un rimedio di mero diritto (art. 288 

                                         lett. a e
b CPP). Esso può essere presentato per errata applicazione del diritto
sostanziale ai fatti posti a base della sentenza (lett. a), per vizi essenziali
di procedura, purché il ricorrente abbia eccepito l’irregolarità non appena
possibile (lett. b) e per arbitrio nell’accertamento dei fatti (lett. c).
L’accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sono censurabili
unicamente per arbitrio (art. 288 lett. c e 295 cpv. 1 CPP). Arbitrario non
significa manchevole, discutibile o finanche inesatto, bensì manifestamente
insostenibile, destituito di fondamento serio e oggettivo, in aperto contrasto
con gli atti (DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153, 132 I 13 consid. 5.1 pag. 17,
131 I 217 consid. 2.1 pag. 219, 129 I 173 consid. 3.1 pag. 178 con richiami) o
basato unilateralmente su talune prove a esclusione di tutte le altre (DTF 118
Ia 28 consid. 2b pag. 30, 112 Ia consid. 3 pag. 371). Per motivare una censura
di arbitrio non basta dunque criticare la sentenza impugnata, né contrapporle
una propria versione dell’accaduto, per quanto preferibile essa appaia, ma
occorre spiegare perché un determinato accertamento dei fatti o una determinata
valutazione delle prove siano viziati di errore qualificato. Secondo
giurisprudenza, inoltre, per essere annullata una sentenza dev’essere
arbitraria anche nel risultato, non solo nella motivazione (DTF 133 I 149
consid. 3.1 pag. 153, 132 I 13 consid. 5.1 pag. 17, 131 I 217 consid. 2.1 pag.
219, 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9, 173 consid. 3.1 pag. 178).

 

                                   2.   Nel
suo ricorso, la pubblica accusa pretende che il primo giudice abbia commesso
arbitrio ritenendo non provato che l’accusato, nelle notti del 22/23/24 non ha
proceduto alla mobilizzazione del paziente.

 

                               2.1.   Nella sua sentenza, il giudice di prime cure ha, dapprima, accertato
che __________  – nato il 16.9.1919 e deceduto, per cause indipendenti dai
fatti ritenuti dal DA, il 17.12.2006 – è stato ricoverato presso la clinica __________
il 24.10.2005, proveniente dal suo domicilio dove viveva con la moglie. Il
ricovero è avvenuto su richiesta del medico curante che aveva postulato
un’ospedalizzazione “per sgravare la donna e, nel contempo, per effettuare
una valutazione dello stato psico-fisico del paziente” in attesa di trovare
una casa per anziani in cui ricoverarlo.

All’epoca, __________  soffriva del morbo di
Alzheimer che lo rendeva completamente dipendente da terzi “ed aveva
influssi negativi sul suo comportamento” (sentenza consid. 2 pag. 3).

Il pretore ha, poi, accertato che, il 14.11.2005,
il paziente è stato trasferito alla clinica __________  e, quindi, il
1.12.2005, è stato trasferito alla casa per anziani __________  dove è rimasto
per circa un anno, sino al suo decesso.

Il primo giudice ha, poi, rilevato che l’inchiesta
penale – avviata a seguito della querela formulata genericamente contro ignoti
sanitari attivi presso la __________  – ha permesso di accertare che, al
momento del suo trasferimento alla casa per anziani, __________  presentava “due
importanti piaghe da decubito ai talloni, due, più piccole, agli alluci e
qualcosa di analogo anche al livello del ginocchio” ed ha rilevato che il
rischio che le difficoltà motorie del paziente dessero origine ad ulcere era
già stato considerato dai sanitari il 19 novembre 2005 che avevano ritenuto
necessario di cercare di prevenire i decubiti (sentenza consid. 4 pag. 4).

Continuando, il pretore ha accertato che i
flitteni si sono sviluppati durante i primi giorni di permanenza del querelante
alla clinica __________  ed hanno avuto “una inspiegabile accelerazione e
degenerazione dal 22 al 24 novembre 2005” mentre ha
ritenuto “non chiara poiché non sufficientemente monitorata”
l’evoluzione avuta dalle piaghe dal 22 novembre al 1 dicembre 2005 (sentenza consid.
4 pag. 5).

Il pretore ha, poi, citato per esteso le
dichiarazioni rilasciate dal dott. __________ , responsabile delle cure mediche
alla casa per anziani, che confermava, in particolare, che il paziente, al suo
arrivo al __________ , presentava “uno sviluppo di decubito sia a livello
del tallone che al ginocchio” e dichiarava che, per quel che egli
ricordava, il decubito non aveva raggiunto un livello necrotico. 

Il primo giudice ha, anche, citato per esteso le
dichiarazioni del dott. __________ della clinica __________  che ha, fra
l’altro, dichiarato di avere saputo, il 24 novembre 2005, da un infermiere
(forse __________ ) che RI 1 gli aveva confidato “che durante le notti non
aveva provveduto – per suoi motivi – a cambiare posizione al paziente”.
Proseguendo, il primo giudice ha ancora citato le dichiarazioni di __________ che
ha confermato che “le sere in questione, penso la notte del 22 al cambio
turno quando io ho reso attento RI 1 che vista l’insorgenza dei primi segni di
decubito il dott. __________ aveva ordinato che le cure di prevenzione
venissero accentuate, RI 1, senza mezzi termini, mi ha detto che lui il
paziente non l’avrebbe girato anche perché voleva evitare di venire colpito dal
medesimo” .

In seguito, il pretore ha osservato come RI 1 –
interrogato il 24.10.2007, quindi 2 anni dopo i fatti – abbia detto di non
ricordare, se non vagamente, __________ , di non poter dire cosa aveva fatto
nelle notti in cui aveva dovuto occuparsi di lui e di poter dire, in merito,
soltanto che in quel periodo, “egli era piuttosto stressato e stanco”
dovendosi occupare la notte, da solo, di 30 pazienti, di non ricordare di avere
detto al collega __________  quanto da lui riferito ma di poter assicurare “di
avere sempre agito in maniera professionale” e di non “intravvedere
alcun motivo per il quale avrebbe dovuto contravvenire ai suoi obblighi e
omettere di mobilizzare la vittima” (sentenza consid. 8 pag. 10 e 11).

Passando, poi, a valutare il materiale probatorio
sottopostogli, il pretore ha, dapprima, rilevato che, quand’anche si volesse
ritenere fedefacenti le dichiarazioni di __________ , esse potrebbero “unicamente
attestare che l’imputato ha pronunciato la frase controversa, ma nulla più”
(sentenza consid. 11 pag. 13). Sempre se considerata fedefacente – continua il
primo giudice –  alla testimonianza indiretta di __________  andrebbe
attribuito valore di mero indizio “che necessita di ulteriori supporti per
poter fungere da base per una sentenza di condanna”.

Ciò detto, il primo giudice ha ritenuto di non “poter
fare completo affidamento sulle rivelazioni del testimone” ritenuto che
questi, durante la sua prima audizione, non ha riferito agli inquirenti la
frase che egli, nel suo secondo interrogatorio, ha attribuito a RI 1 e ritenuto
che, chiamato ad indicare le ragioni di tale sua omissione, egli ha fornito
ragioni poco plausibili (“non mi era stato chiesto nello specifico e forse
sbagliando non l’ho detto perché non l’ho ritenuto sufficientemente importante”).
Secondo il primo giudice, “a fronte di un simile comportamento vi sono solo
due ipotesi: o __________  ha voluto proteggere il collega fintanto che è stato
possibile oppure egli ha concordato una versione con il medico responsabile per
tutelare la posizione di quest’ultimo”. Non sussistendo elementi “per
sgomberare il campo da ogni perplessità e propendere a favore di una delle due
supposizioni”, il giudice di prime cure ha ritenuto insopprimibili i dubbi
sorti sull’affidabilità del teste. Pertanto – ha concluso il giudice di prime
cure – non è stato dimostrato che RI 1 ha effettivamente omesso di mobilizzare __________  nelle notti considerate dal DA (sentenza consid. 11 pag. 13).

 

                               2.2.   Il procuratore pubblico sostiene che in questa conclusione il primo
giudice è caduto in arbitrio poiché le dichiarazioni di __________  “non
sono da considerare un indizio isolato” (ricorso pag. 2) ma sono supportate
dall’immediato licenziamento di RI 1 da parte della clinica __________ ,
licenziamento che lo stesso RI 1 ha messo in relazione “alla questione delle
mancate cure al signor __________  e per il fatto che avevo somministrato ad un
paziente una pastiglia sbagliata seppure ero prontamente intervenuto avvisando
il dott. __________ ” (verbale SPP 21.9.2007). Inoltre – sempre secondo il
ricorrente – le  dichiarazioni di __________  sono supportate dall’ “inusuale
peggioramento dei flitteni nelle ore successive alla loro comparsa”, e
meglio nei giorni in cui RI 1 era di turno (ricorso pag. 2 e 3)

 

                               2.3.   Le argomentazioni ricorsuali dimostrano come il procuratore pubblico
non abbia compreso le argomentazioni sulla cui base il primo giudice ha
ritenuto non provata l’omissione che veniva addebitata a RI 1. 

La questione che ha determinato il primo giudice
a concludere per un’assenza di prove non era il carattere isolato dell’indizio
(cioè, della frase che RI 1 avrebbe detto a __________ ) quanto – e la cosa si
situa ad un livello precedente – l’inconsistenza dell’indizio dovuta all’inattendibilità
della testimonianza di __________ . 

Concludendo – dopo avere valutato le sue
dichiarazioni, le loro modifiche e le ragioni portate a supporto dei
cambiamenti ad esse apportati in corso di procedura – per l’inattendibilità di
quanto detto da __________  (“malauguratamente non sussistono elementi a
sufficienza per sgomberare il campo da ogni perplessità e propendere a favore
di una delle due supposizioni, così da poter fare completo affidamento sulle
rivelazioni del testimone”), il giudice di prime cure ha – con evidenza –
concluso per l’assenza di prove a sostegno della tesi accusatoria secondo cui RI
 1 ha detto al collega la frase da questi riferita. 

Dunque, il giudice di prime cure ha concluso, per
l’assenza di prove a sostegno dell’esistenza del fatto – e, cioè, che RI 1
disse al collega che non intendeva procedere alla mobilizzazione del paziente –
indiziante, secondo la pubblica accusa, del fatto che RI 1, effettivamente, non
procedette alla mobilizzazione.

Non dovrebbe essere necessario precisare che le
considerazioni del primo giudice sul “valore probatorio di portata molto
limitata” della testimonianza di __________  (in quanto questi riferiva
soltanto di una frase attribuita a RI 1 e non di quanto effettivamente successo
o non successo quelle notti) sono state svolte a puro titolo abbondanziale:
infatti, nella sentenza si legge che “le dichiarazioni di quest’ultimo, se
ritenute fede facenti, potrebbero (sott. del red.) unicamente
attestare…”.

Pertanto, così come proposto, l’atto ricorsuale
non raggiunge la soglia dell’ammissibilità: non confrontandosi con quella che è
la decisiva argomentazione del primo giudice (cioè, la valutazione di
inattendibilità del teste sulla cui dichiarazione la pubblica accusa fondava
l’esistenza dell’indizio), il gravame sbaglia il bersaglio rivelando natura
appellatoria.

Resiste, pertanto, la valutazione di
inattendibilità del teste __________ . 

In queste condizioni, non può certamente essere
preteso – ma lo si dice a titolo puramente abbondanziale ritenuto che questa
tesi non è stata proposta nel ricorso – che la mancata presa in considerazione
da parte del primo giudice degli elementi indicati dalla pubblica accusa nel
suo gravame ne renda arbitraria la conclusione secondo cui l’istruttoria non ha
dimostrato che RI 1 non abbia proceduto, in quelle notti, a mobilizzare il
paziente. 

 

Venendo a mancare l’accertamento dei presupposti
di fatto (mancato accertamento dell’omissione di cure da parte di RI 1), è
superfluo entrare nel merito delle censure proposte contro le considerazioni e
le conclusioni del primo giudice sull’esistenza di un nesso causale fra le
pretese ma non accertate omissioni di mobilizzazione e l’aggravamento delle
piaghe presentate da __________ .

 

                                   3.   Le tasse e spese di giustizia seguono la soccombenza (art. 15 cpv. 1 in combinazione con l’art. 9 cpv. 1 CPP).

A RI 1, che ha presentato osservazioni per il
tramite di un avvocato, lo Stato verserà fr. 800.- a titolo di ripetibili.

 

Per questi motivi,

 

richiamata per le spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è inammissibile.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

 

a) tassa di
giustizia                    fr.         1'000.-

b) spese
complessive               fr.            200.-

                                                     fr.         1'200.-

 

sono posti a carico dello
Stato che verserà a RI 1 

fr. 800.- per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  	 

				

     

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente                                              Il
segretario

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni
parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione
e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
(art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.