# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** db51b4e1-bb5d-5391-a4a7-840c54660109
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-12-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 14.12.1995 12.1995.322
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1995-322_1995-12-14.html

## Full Text

Incarto n.

  12.95.00322

  	
  Lugano

  14 dicembre 1995

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

sedente
per statuire nella causa inc. no. LA.95.00138 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 4, promossa con istanza
(“ricorso”) 23/25 ottobre 1995 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  __________ __________ 

   

  

 

in
materia di contratto di locazione (azione di risarcimento del danno) che il
Pretore con decreto 17 novembre 1995 ha stralciato dai ruoli in applicazione dell’art.
39 CPC.

 

Appellante
la parte istante che con scritto 4/7 dicembre 1995 indirizzato alla Pretura ed
in copia al Ministero Pubblico ha dichiarato di opporsi alla decisione di
stralcio e di riconfermarsi in tutto e per tutto nella domanda di revisione
introdotta il 9 novembre 1995 presso la Procura Pubblica Sottocenerina.

 

 

Letti ed esaminati
gli atti ed i documenti prodotti.

 

 

 

 

Considerato

in fatto ed in diritto

 

 

                                         che
con istanza (“ricorso”) 23 ottobre 1995, successiva ad una procedura davanti
all’Ufficio di conciliazione in materia di locazione, la dott. __________ ha
chiesto la condanna della __________ al pagamento di tutta una serie di importi
a titolo di risarcimento del danno;

 

                                         che
il Pretore con ordinanza 3 novembre 1995, preso atto che la parte istante non
era in grado di proporre e di discutere con la necessaria chiarezza la propria
causa, l’ha diffidata a munirsi di un patrocinatore e nel contempo le ha
assegnato un termine di 15 giorni per comunicare alla Pretura quel nominativo,
con la comminatoria di stralcio della causa in caso di mancato ossequio del
termine (art. 39 cpv. 2 CPC);

 

                                         che
la parte istante non ha dato seguito all’ordinanza ed ha lasciato scadere
infruttuosamente il termine assegnato;

 

                                         che
di conseguenza, senza ulteriori formalità, il Pretore con il querelato giudizio
ha stralciato la causa dai ruoli;

 

                                         che
l’istante con scritto 4/7 dicembre 1995, indirizzato alla Pretura ed in copia
al Ministero Pubblico, ha dichiarato di opporsi alla decisione di stralcio e di
riconfermarsi in tutto e per tutto nella domanda di revisione introdotta il 9
novembre 1995 alla Procura Pubblica Sottocenerina;

 

                                         che
anche se indirizzato ad un’autorità di ricorso non competente (il Pretore ed in
copia al Ministero Pubblico) l’atto in questione può essere esaminato da questa
Camera d’appello, competente a decidere sugli appelli nei confronti delle
sentenze emanate dai Pretori in materia civile e quindi anche in materia di
locazione (art. 22 LOG e art. 411 CPC) in virtù del rinvio d’ufficio stabilito dall’art.
126 CPC;

 

                                         che
la lettera della ricorrente non adempie tuttavia i requisiti di forma e di
sostanza voluti dall’art. 309 CPC - in particolare al cpv. 2 litt. d), e), f) -
dal momento che non indica i punti della decisione appellata che si intendono
dedurre dinanzi alla seconda istanza, le domande ed i motivi di fatto e di
diritto sui quali si fonda (IICCA 16 maggio 1995 in re C./N., 27 aprile
1995 in re B./Q. AG; Rep. 1978 p. 369; Cocchi/Trezzini, CPC, N.
3, 17 e 19 ad art. 309);

 

                                         che
infatti la ricorrente si è limitata ad opporsi alla decisione di stralcio (“col
presente atto faccio manifesto che mi oppongo alla decisione di stralcio”),
senza però minimamente motivare né in fatto né in diritto le sue critiche nei
confronti del decreto pretorile;

 

                                         che,
per questi motivi, l’atto di appello deve essere respinto siccome irricevibile
(art. 309 cpv. 5 CPC);

 

                                         che
il gravame si rivela così infondato già al preventivo esame dell’art. 313bis
CPC e come tale va sanzionato senza necessità, per economia di giudizio, di
intimarlo alla controparte per le osservazioni;

 

                                         che,
per la particolarità della fattispecie, non si prelevano tasse o spese di
giustizia (IICCA 27 aprile 1995 in re B./Q. AG).

 

 

Per i quali motivi, 

richiamati gli art. 309, 313bis CPC

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
4/7 dicembre 1995 __________ é respinto siccome irricevibile.

 

                                   II.   Non
si prelevano tasse o spese.

 

                                  III.   Intimazione
a:   - __________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura di Lugano, Sezione 4

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                   Il segretario