# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 14b4b917-5c7c-5b32-8ea2-2cbb615cf571
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-08-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.08.2023 D-4233/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4233-2023_2023-08-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4233/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  a g o s t o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Daniela Brüschweiler;  

cancelliere Kevin Togni.  
 

 
 

Parti 
 A._______, (…), 

Repubblica della Guinea equatoriale,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM),  

Quellenweg 6, 3003 Berna,  

autorità inferiore.  
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 27 luglio 2023 / N (…). 

 

 

D-4233/2023 

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Visto: 

la domanda d’asilo che A._______, cittadino della Repubblica della Guinea 

equatoriale, ha presentato in Svizzera il giorno successivo al suo arrivo in 

tale Paese, avvenuto il 12 maggio 2023 (cfr. atto Segreteria di Stato della 

migrazione di seguito: SEM n. […]-4/2), 

il riscontro del sistema di informazione visti (VIS) del 16 maggio 2023 dal 

quale si evince che il (…) le autorità spagnole hanno rilasciato all’interes-

sato un visto turistico per gli Stati Schengen valido dal (…) (cfr. atto SEM 

n. 11/1), 

il formulario Europa del 1° giugno 2023 dal quale risulta che l’interessato 

ha dichiarato di essere partito dal proprio Paese d’origine l’8 maggio 2023 

e di aver raggiunto la Svizzera il 12 maggio 2023 (cfr. atto SEM n. 5/2), 

il verbale del colloquio Dublino del medesimo giorno (cfr. atto SEM n. 17/3) 

dal quale traspare la volontà dell’interessato di rimanere in Svizzera, 

la domanda di presa in carico della stessa data della SEM fondata 

sull’art. 12 par. 2 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento euro-

peo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccani-

smi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una 

domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) GU L 24/1 del 

27.1.1983 (di seguito: RD III; cfr. atto SEM n. 18/11), inoltrata alle compe-

tenti autorità spagnole (cfr. atti SEM n. 19/1, 20/1, 21/1), 

la risposta del 13 giugno 2023 con la quale le competenti autorità spagnole 

hanno espressamente accettato tale domanda, fondata 

sull’art. 12 par. 2 RD III, nelle modalità stabilite dall’art. 22 par. 1 RD III 

(cfr. atto SEM n. 23/1), 

la decisione della SEM del 27 luglio 2023 (cfr. atto SEM n. 28/16), notificata 

all’interessato il giorno successivo (cfr. atto SEM n. 29/1), mediante la 

quale essa non è entrata nel merito della sua domanda d’asilo ritenendo 

che l’interessato potesse partire alla volta di uno Stato terzo cui compete, 

in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della procedura d’asilo e 

d’allontanamento, e ha pronunciato il suo allontanamento (recte: trasferi-

mento) verso la Spagna, 

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il ricorso del 3 agosto 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; data di en-

trata: 4 agosto 2023) inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

(di seguito: Tribunale), con il quale l’interessato ha concluso, preliminar-

mente, alla concessione dell’effetto sospensivo e, nel merito, all’annulla-

mento della precitata decisione; egli ha altresì presentato una domanda di 

assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 

spese di giustizia e del relativo anticipo, protestando tasse e spese, 

le misure supercautelari del 4 agosto 2023 con cui il Tribunale ha sospeso 

provvisoriamente l’esecuzione del trasferimento dell’interessato, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a‒

c e art. 52 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito dello stesso, 

che con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-

ritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, il Tribunale si limita 

ad esaminare la fondatezza di tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-

sid. 3.1), 

che siccome il ricorso è manifestamente infondato, la decisione è pronun-

ciata dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice, e moti-

vata soltanto sommariamente (art. 111 lett. e e 111a cpv. 1 e 2 LAsi); il 

Tribunale rinuncia, inoltre, a uno scambio di scritti (art. 111a cpv. 1 LAsi), 

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che, nel merito, occorre chiedersi se la SEM poteva fare applicazione 

dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, disposizione che prevede che di norma non 

si entra nel merito di una domanda di asilo se il richiedente può partire alla 

volta di uno Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, 

l’esecuzione della procedura d’asilo e d’allontanamento,  

che, nella procedura Dublino, la SEM non entra nel merito del ricorso ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando conclude, in virtù 

dell’art. 3 par. 1 RD III, dopo aver passato in rassegna gli art. 7 - 15 RD III 

(criteri per determinare lo Stato membro competente), che un altro Stato è 

competente per l’esecuzione della procedura d’asilo e allontanamento, 

che, se il richiedente è titolare di un visto in corso di validità, lo Stato mem-

bro competente per l’esame della domanda di protezione internazionale è 

quello che ha rilasciato il visto, a meno che il visto non sia stato rilasciato 

per conto di un altro Stato membro nel quadro di un accordo di rappresen-

tanza ai sensi dell’art. 8 del regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento 

europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comu-

nitario dei visti; in tal caso, l’esame della domanda di protezione interna-

zionale compete allo Stato membro rappresentato (art. 12 par. 2 RD III),  

che ciascuno Stato membro può decidere, in deroga all’art. 3 par. 1 RD III, 

di esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un 

cittadino di un Paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli 

compete (“clausola di sovranità” – art. 17 par. 1 RD III), 

che lo Stato membro competente in forza del suddetto regolamento è te-

nuto a prendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 21, 22 

e 29 RD III – il richiedente, 

che, nel caso di specie, il ricorrente è titolare di un visto Schengen in corso 

di validità rilasciato dalle competenti autorità spagnole; che, pertanto, 

l’esame della domanda di protezione internazionale compete alla Spagna 

(art. 12 par. 2 RD III), 

che la competenza della Spagna è dunque di principio data avendo le com-

petenti autorità di tale Paese rilasciato il titolo di soggiorno che ha per-

messo al ricorrente di recarsi sul territorio degli Stati membri, poco importa 

il Paese di ingresso, 

che il ricorrente si oppone tuttavia al suo trasferimento verso tale Paese 

invocando l’art. 3 par. 2 2a frase RD III e l’art. 17 par. 1 RD III, concretizzato 

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in diritto interno dall’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a que-

stioni procedurali dell’11 agosto 1999 (RS 142.311, OAsi 1), 

che, in concreto, il ricorrente sostiene innanzitutto che “la direttiva di Acco-

glienza da voi ovvero dall’autorità inferiore citata nella decisione di rinvio 

non viene applicata correttamente in Spagna” (cfr. ricorso del 3 agosto 

2023, pag. 2), 

che giusta l’art. 3 par. 2 2a frase RD III, qualora sia impossibile trasferire un 

richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come compe-

tente in quanto vi siano fondati motivi di ritenere che sussistono carenze 

sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza dei 

richiedenti in tale Stato membro che implichino il rischio di un trattamento 

inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 CEDU, lo Stato membro che ha 

avviato la procedura di determinazione dello Stato membro competente 

prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Sta-

to membro possa essere designato come competente, 

che a questo proposito è opportuno ricordare che la Spagna è vincolata 

dalla CartaUE, dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU, RS 

0.101), dalla Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti cru-

deli, inumani o degradanti (Conv. contro la tortura, RS 0.105), come pure 

dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30) 

con il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 0.142.301), e che ne applica le 

disposizioni, 

che, pertanto, si deve presumere che tale Paese rispetti la sicurezza dei 

richiedenti l'asilo, in particolare il diritto alla trattazione delle loro domande 

d’asilo secondo una procedura giusta ed equa, che garantisce una prote-

zione conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. la direttiva 

2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello 

status di protezione internazionale [direttiva procedura], nonché la direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione internazio-

nale [direttiva accoglienza]; cfr. anche la sentenza del Tribunale 

F-3914/2022 del 22 settembre 2022 consid. 5); che la Spagna è tenuta, tra 

l’altro, a provvedere affinché i richiedenti l’asilo ricevano la necessaria as-

sistenza sanitaria che comprende quanto meno le prestazioni di pronto 

soccorso e il trattamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali 

(art. 19 par. 1 direttiva accoglienza), 

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che, nondimeno, questa presunzione non è irrefragabile e non va d’ufficio 

ammessa se, nello Stato del trasferimento, è prassi comune violare siste-

maticamente le norme minime dell’Unione europea, o se vi sono seri indizi 

che, nel caso concreto, le autorità dello Stato in questione non rispettino il 

diritto internazionale, 

che secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo 

(CorteEDU), il trasferimento forzato di una persona con problemi di salute 

può contravvenire all'art. 3 CEDU, dal contenuto identico all’art. 4 CartaUE, 

se esistono seri motivi di credere che la medesima, in assenza di tratta-

menti medici adeguati nello Stato di destinazione, in concreto la Spagna, 

sarà confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peg-

gioramento delle sue condizioni di salute, comportante delle intense soffe-

renze o una riduzione importante della speranza di vita (cfr. la sentenza 

CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, n. 41738/10, §§ 

180 a 193; cfr. anche, a questo proposito, la sentenza di principio del Tri-

bunale D-4235/2021 del 19 aprile 2022 con gli innumerevoli riferimenti),  

che le argomentazioni generiche del ricorrente non contengono sufficienti 

elementi concreti tali da mettere in discussione la predetta giurisprudenza; 

che, inoltre, il ricorrente non ha apportato indizi concreti atti a dimostrare 

che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del divieto di re-

spingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi internazionali, rin-

viandolo in un Paese dove la sua vita, la sua integrità corporale o la sua 

libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di essere 

respinta in un tale Paese; che lo stesso non ha, infine, dimostrato che lo 

Stato di destinazione non sia intenzionato a prenderlo in carico e a portare 

a termine la procedura relativa alla sua domanda di asilo, 

che, di conseguenza, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie, 

che, in concreto, per opporsi al suo trasferimento in Spagna, il ricorrente 

sostiene inoltre di essere “venuto direttamente in Svizzera per chiedere 

asilo” siccome si tratterebbe di un Paese neutrale dove si sentirebbe al 

sicuro; che egli afferma, ulteriormente, di necessitare di cure mediche alle 

quali non avrebbe accesso in Spagna; che, per questi motivi, l’autorità in-

feriore avrebbe dovuto applicare la clausola discrezionale di cui 

all’art. 17 par. 1 RD III e ritenersi competente per l’esame della sua do-

manda d’asilo, 

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che, secondo l’art. 17 par. 1 RD III, ciascuno Stato membro può decidere 

di esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un 

cittadino di un paese terzo, anche se tale esame non gli compete in base 

ai criteri stabiliti nel presente regolamento; che, come previsto dalla giuri-

sprudenza, la SEM è obbligata ad applicare la clausola di sovranità ed en-

trare nel merito della domanda d’asilo se il trasferimento del richiedente nel 

Paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto in-

ternazionale; che può, inoltre, ammettere tale responsabilità per dei motivi 

umanitari ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza 

in diritto interno svizzero la suddetta clausola di sovranità 

(cfr. DTAF 2015/9 consid. 8), 

che il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici co-

stituisce soltanto eccezionalmente una violazione dell’art. 3 CEDU; che ciò 

risulta essere il caso, segnatamente, quando la grave malattia (fisica o 

mentale) dell’interessato si trova ad uno stadio a tal punto avanzato o ter-

minale da lasciar presupporre che a seguito del trasferimento la sua morte 

appaia come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU 

N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 con-

sid. 7.1 e relativi riferimenti; sentenza del Tribunale F-4097/2021 del 21 set-

tembre 2021 consid. 5.2), 

che dai referti medici presenti nell’incarto risulta che al ricorrente sia stato 

diagnosticato il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) in terapia con Ar-

tiptega e Bactrim forte (cfr. atti SEM n. 10/1, 15/2), con successiva aggiunta 

di Cotrimoxazolo (cfr. atto SEM n. 22/2) e sospensione di Bactrim forte 

(cfr. atto SEM n. 24/2), oltre che la sindrome da disadattamento con di-

sturbo prevalente di altri aspetti emozionali, trattata con Relaxane (cfr. atti 

SEM n. 25/1, 26/2); che tali problematiche mediche, nonostante la loro gra-

vità, non possono essere considerate, alla luce dell’attuale stato di salute 

del ricorrente di un’importanza tale da lasciar presupporre, nel caso di un 

suo trasferimento in Spagna, che la sua morte appaia come una prospet-

tiva prossima; che nel predetto Paese risulta peraltro notorio che vi siano 

delle strutture mediche sufficienti e comparabili a quelle presenti su suolo 

svizzero, e che dunque l’insorgente vi potrà ottenere – una volta depositata 

regolare domanda d’asilo – i trattamenti medici adeguati che ancora do-

vesse necessitare (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale D-4235/2021 

del 19 aprile 2022 consid. 10.5; sentenza del Tribunale F-4811/2022 del 10 

novembre 2022 pag. 7), 

che è peraltro utile ricordare che il RD III non conferisce ai richiedenti l’asilo 

il diritto di scegliere lo Stato membro che offre, ai loro occhi, le migliori 

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condizioni d’accoglienza per l’esame della loro domanda d’asilo (cfr. 

DTAF 201/45 consid. 8.3; sentenza del Tribunale F-3561/2020 del 17 luglio 

2020 pag. 10), 

che non traspaiono quindi elementi per ritenere che l’autorità inferiore ab-

bia esercitato in maniera contraria al diritto il suo potere di apprezzamento 

(cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che non risulta pertanto alcun motivo per 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III, rispetti-

vamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, 

che è dunque a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della sua 

domanda d’asilo in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, 

che la SEM non ha dunque violato il diritto federale e non ha accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); che, altresì, la decisione dell’autorità inferiore non ri-

sulta essere inadeguata (art. 49 PA); che, per questi motivi, il ricorso va 

respinto, 

che le misure supercautelari e cautelari statuite dal Tribunale il 4 ago-

sto 2023 decadono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, 

in: WALDMANN/WEISSENBERGER [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 

2016, n. 54 ad art. 56 PA), 

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal pagamento dell’anticipo delle spese processuali risulta essere 

priva d’oggetto, 

che, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta, 

che le spese processuali di CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono 

quindi poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 

del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]), 

che la presente decisione non può essere impugnata con ricorso in materia 

di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); 

la pronuncia è pertanto definitiva, 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. L’im-

porto deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo federale 

entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

Data di spedizione: