# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0116611c-030e-5219-bd34-edabab7ac7a3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-03-31
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 31.03.2014 14.2014.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2014-43_2014-03-31.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2014.43

  	
  Lugano

  31 marzo 2014

  SL/ww/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente della Camera di
  esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG) sulla
causa a procedura sommaria in materia di rigetto dell’opposizione
promossa con istanza 7/13 gennaio 2014 da

 

	
   

  	
  CO 1  

  rappresentato dall’RA 1
  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   RE 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

tendente ad ottenere il rigetto definitivo dell’opposizione interposta da RE 1 al precetto esecutivo n. __________ del
22/29 ottobre 2013 dell’UE di Lugano;

 

sulla quale istanza il Giudice di pace del circolo di
Lugano Ovest, con decisione 18 febbraio 2014 (inc. n. __________), ha così
stabilito:

 

“1.  L’istanza è accolta. L’opposizione
interposta dalla parte convenuta al Precetto esecutivo No. __________ dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Lugano
è respinta in via definitiva.   

 2.  La tassa
di giustizia da anticipare dalla parte istante di Fr. 205.00 è a carico
della parte convenuta, la quale rifonderà all’istante Fr. 100.00 di indennità.

 3./4.   omissis”.

 

Decisione impugnata da RE 1 che con reclamo 28
febbraio 2014 chiede sia annullata e che sia fatto ordine al preposto ufficio
di emanare una nuova decisione di tassazione, protestate spese, tasse e ripetibili;

 

che con decreto 6 marzo 2014 è stato negato l’effetto sospensivo contestualmente richiesto poiché il gravame non
presentava concrete probabilità di esito favorevole;

 

che sul reclamo l’istante
non è stato invitato ad esprimersi;

 

 

esaminati gli atti,

 

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

 

                                         

                                         che
avverso le sentenze di rigetto (definitivo) dell’opposizione – come nella fattispecie in esame – è dato il rimedio
giuridico del reclamo (combinati art. 309 lett. b n. 3 e 319 lett. a CPC) da
inoltrare entro il termine di dieci giorni (combinati art. 251 lett. a e 321
cpv. 2 CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG);

 

                                         che, datato
28 febbraio 2014 ma spedito il 3 marzo 2014 (timbro sulla busta d’invio in originale) avverso la decisione 18
febbraio 2014, notificata il medesimo giorno e recapitata il successivo 26 febbraio
2014 (reclamo, pag. 1 in basso lett. A), il reclamo è tempestivo e quindi, da
questo punto di vista, ammissibile;

 

                                         che,
nella procedura di reclamo non sono ammesse né nuove conclusioni, né l’allegazione di nuovi fatti o la produzione
di nuovi mezzi di prova (art. 326 cpv. 1 CPC), sicché il richiamo di tutti gli
incarti dall’“ufficio
tassazione” e dall’“UEF” (reclamo, pag. 2 in alto lett. C), richiesta presentata per la prima volta in questa sede, insieme all’avviso di pignoramento datato 25 febbraio
2014 che accompagna il ricorso in esame – e che concerne appunto l’esecuzione n. __________ – sono irricevibili;

 

                                         che
aggiungasi in effetti come l’impossibilità
per l’escusso di far valere le
proprie ragioni davanti al primo giudice vada unicamente ricondotta al mancato
ritiro da parte sua dell’ordinanza
di assegnazione del termine per formulare osservazioni all’istanza di rigetto dell’opposizione (reclamo, pag. 1 in basso lett. B; decisione impugnata, nel mezzo; copia della relativa busta d’invio munita dell’attestazione postale “Non ritirato”);  

 

                                         che
giusta l’art. 320 CPC con il
reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto (lett. a) sia l’accertamento manifestamente errato dei
fatti (lett. b);  

 

                                         che in
base all’art. 80 cpv. 1 LEF, se
il credito è fondato su una decisione giudiziaria esecutiva, il creditore può
chiedere in giudizio il rigetto definitivo dell’opposizione;

 

                                         che sono
parificate alle decisioni giudiziarie, tra l’altro, le decisioni di autorità amministrative svizzere (art. 80
cpv. 2 n. 2 LEF);

 

                                         che l’istante ha fondato la sua pretesa – oltre
che sulla copia del precetto esecutivo n. __________ – sulla decisione di
tassazione dell’imposta
cantonale (IC) 2006 emessa il 9 aprile 2008 a carico dell’escusso – e della moglie – per il periodo d’assoggettamento tra il 1° gennaio 2006 e il
31 dicembre 2006, provvista del timbro con cui la competente autorità ha
certificato “che la presente decisione amministrativa è cresciuta in giudicato
e che è stata regolarmente intimata all’interessato” (timbro in originale), stabilendo
l’onere fiscale in fr. 3'412.10; 

 

                                         che il
procedente ha altresì accluso all’istanza l’attestato
carenza beni n. __________ emesso il 14 settembre 2009 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano il quale,
nel contesto di una precedente esecuzione (n. __________) sempre a carico del
debitore, quantificava un ammontare scoperto riconducibile all’“imposta cantonale 2006 +interessi 3.0%
dal 31.05.2008” (questi ultimi aggiornati al 13
febbraio 2009 e comprensivi della tassa di diffida) in fr. 3'734.25; 

 

                                         che, di
per sé, nulla indica che la citata decisione amministrativa non sia esecutiva (condizione
introdotta e valida dal 1° gennaio 2011: Staehelin,
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed., 2010, n. 110
ad art. 80), fermo restando che in concreto risulta persino passata in
giudicato; 

 

                                         che, del
resto, il medesimo reclamante si limita a parlare di decisione di tassazione “errata”
in quanto non sarebbe fondata sui dati che egli avrebbe avuto modo di rettificare
nell’ambito di un preteso “reclamo”
che dice di avere introdotto in quel contesto (reclamo, pag. 2 in basso lett. E) – tesi che, a ben vedere, non è tuttavia confortata da alcun riscontro oggettivo
– bensì su quelli a suo tempo ipotizzati – secondo lui a torto – dal preposto
ufficio di tassazione (reclamo, pag. 3 in alto lett. F), affermando appunto che “dal 2009 a fine 2013, l’ufficio di tassazione non da notizie e la questione non si è
risolta, non inviandomi la nuova decisione di tassazione per 2006” (reclamo, pag. 3 verso l’alto lett. G); 

 

                                         che, ciò
considerato, trattandosi di mere allegazioni di parte, non v’è così motivo di dubitare riguardo al fatto
che quella in esame è l’unica
decisione esistente e attualmente determinante ai fini del carico fiscale
gravante l’escusso in relazione
all’imposta cantonale 2006;    

 

                                         che,
pertanto, trattandosi di una decisione di un’autorità amministrativa svizzera pacificamente esecutiva, il Giudice
di pace del circolo di Lugano Ovest non ha violato il diritto federale rigettando
in via definitiva l’opposizione
sollevata al precetto esecutivo n. __________ dell’UE di Lugano (decisione impugnata, in basso n. 1), ovvero per il
corrispondente importo capitale di fr. 3'734.25 (precetto esecutivo, nel mezzo) pari alla somma scoperta e accertata
dall’attestato di carenza di
beni 14 settembre 2009 (nel mezzo); 

 

                                         che in
virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF
se il credito è fondato su una decisione esecutiva di un tribunale svizzero o
di un’autorità amministrativa
svizzera, l’opposizione è rigettata
in via definitiva a meno che l’escusso
provi con documenti che dopo l’emana-zione
della decisione il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è stato
prorogato ovvero che è intervenuta la prescrizione;

 

                                         che,
nella fattispecie, il reclamante non si avvale di nessuna delle menzionate eccezioni
liberatorie, limitandosi invero a contestare le modalità di calcolo della
citata imposta cantonale sul reddito (reclamo, pag. 2 lett. B, C, D e E) e
quindi – come peraltro egli stesso rileva (reclamo, pag. 2 nel mezzo lett. B) –
ad “entrare nel merito della dichiarazione di tassazione”;

 

                                         che,
nondimeno, giova rammentare che un argomento del genere sfugge con ogni
evidenza al potere di cognizione di questa Camera, chiamata solo a verificare
se il giudice del rigetto ha avuto corretta nozione degli art. 80 e 81 LEF – come
è il caso nella fattispecie – ma senza potersi pronunciare sulla sussistenza
materiale del credito come tale (Staehelin,
op. cit., n. 2 ad art. 81);

 

                                         che più
precisamente, in quanto attinenti a problematiche di assoggettamento all’imposta cantonale 2006 sul reddito e alle basi
di calcolo che ne determinano i presupposti, sulle citate censure è – dandosi
il caso – legittimato a pronunciarsi solo l’Ufficio circondariale di tassazione di Lugano (rispettivamente le
preposte autorità di ricorso in materia di tassazione), fermo restando poi che
nemmeno compete a questa Camera ingiungere ad un’auto-rità di tassazione l’emanazione di una decisione fiscale (reclamo, pag. 3 in basso n. 2); 

 

                                         che, per
finire, basti in aggiunta ricordare che i presupposti per un’eventuale sospensione giudiziale dell’esecuzione (cfr. richiesta di informazioni
del 18 marzo 2014) esulano dalla procedura di rigetto dell’opposizione e, comunque sia, soggiacciono –
semmai – alle condizioni di cui agli art. 85 e 85a LEF;

 

                                         che ne
discende pertanto la reiezione del reclamo rivelatosi manifestamente infondato,
senza necessità di interpellare la controparte (art. 322 cpv. 1 CPC) che, sotto
questo profilo, non è quindi incorsa in costi aggiuntivi;

 

                                         che gli
oneri processuali del presente giudizio restano a carico del reclamante, risultato
soccombente (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF e 106 cpv. 1 CPC);

 

 

per questi motivi,

 

 

pronuncia:              1.   Nella
misura in cui è ricevibile, il reclamo è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia per il reclamo, di fr. 320.–, già anticipata dal reclamante,
resta a suo carico. Non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ; 

  –  . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Lugano Ovest.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il vicepresidente                                                             La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Giacché il valore litigioso della vertenza, di fr.
3'734.25, non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.–, contro la presente
decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se
la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

 

Nello stesso
termine è possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113 e segg. LTF).