# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d0f55aac-c127-5a3b-8b42-7960c738324f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.10.2003 32.2003.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-20_2003-10-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.20

   

  BS/fe

  	
  Lugano

  28 ottobre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 gennaio 2003
di

 

	
   

  	
  ____________ 

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 dicembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 5/16
aprile 1995 __________, classe 1943, di professione architetto, ha inoltrato
una prima richiesta di prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

Con decisione 25 marzo 1998 – cresciuta in giudicato - l’Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) ha respinto la domanda dell’assicurato in quanto dall’esame
della documentazione economica acquisita agli atti non aveva permesso di riscontrare
una perdita economica dovuta al danno alla salute giustificante il
riconoscimento di una rendita (doc. AI _).

All’assicurato sono stati tuttavia assegnati, quale mezzo ausiliario, un
personal computer e un tavolo da lavoro speciale (doc. AI _).

 

                               1.2.   Facendo
valere un peggioramento dei dolori cervicali, accompagnati da rumori interni e
da blocchi al movimento del collo, da mal di testa e da formicolii alle mani ed
alle gambe, il 15/18 febbraio 2002 __________ ha inoltrato una nuova domanda di
prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

Esperiti gli accertamenti economici e medici del caso, tra cui una perizia
reumatologica, con progetto di decisione 28 novembre 2002 l’amministrazione ha
nuovamente respinto la richiesta dell’assicurato, evidenziando quanto segue:

 

" 
(…)

In considerazione degli atti medici specialistici
acquisiti all'incarto risulta che il danno alla salute di cui lei è portatore
non influenza in modo determinato lo svolgimento della sua abituale attività
lavorativa.

Il grado d'incapacità al lavoro - e di
conseguenza al guadagno - è indicato in 35%, quoziente inferiore ai parametri
per un riconoscimento di una rendita AI (…)." (AI _)

 

                                         Con
osservazioni 16 dicembre 2002 __________ ha contestato il progetto di
decisione, chiedendo il riconoscimento di un grado d’invalidità dell’80% e
l’assegnazione di una rendita intera.

Facendo innanzitutto rilevare di non aver ricevuto, nonostante esplicita
richiesta, la documentazione medica acquisita durante l’istruttoria, egli ha
poi sottolineato che dalla succitata presa di posizione non si può evincere il
motivo per cui è stato riconosciuto un grado d’incapacità lavorativa
rispettivamente al guadagno del 30%, tenuto conto in particolare delle singole
mansioni componenti la sua attività lucrativa descritte nella lettera 25 marzo
2002, rimarcando infine che l’amministrazione avrebbe dovuto valutare il grado
d’invalidità secondo il metodo straordinario (doc. AI _).

Con decisione formale 19 dicembre 2002 l’UAI ha tuttavia confermato la
reiezione della domanda di prestazioni, aggiungendo che:

 

" 
(…)

Si è preso atto delle osservazioni ricevute il
18.12.2002 tuttavia le stesse non modificano la decisione in quanto, secondo la
giurisprudenza, le perizie mediche svolte nell'ambito della procedura
amministrativa hanno forza probatoria piena e accresciuta rispetto al parere
del medico di fiducia (…)."
(Doc AI _ pag. 2).

                               1.3.   Avverso la
citata decisione amministrativa, __________, rappresentato dall’avv.
__________, ha inoltrato a questo Tribunale un tempestivo atto di ricorso,
postulando il riconoscimento di una mezza rendita almeno.

                                         Ribadendo
quanto sostenuto nelle osservazioni 16 dicembre 2002, il ricorrente ha
precisato quanto segue:

 

" 
(…)

4.

Nel concreto caso, la domanda di prestazioni è
stata respinta applicando il metodo ordinario, ritenuto un grado di incapacità
al lavoro e di conseguenza al guadagno- del 35%.

 

Si è già detto che l'insorgente non ha potuto
consultare la perizia medica che fonda tale decisione.

 

La stessa è in ogni caso errata. Negli ultimi
anni l'arch. __________ ha visto
progressivamente diminuire sia le entrate, sia il reddito aziendale. Lo studio
di architettura aveva 2 dipendenti fino al settembre 1996 (rinuncia all'impiego
del signor __________, che in seguito ha collaborato saltuariamente con lo
studio). Dal giugno 2002 è cessata la collaborazione con la segretaria signora
__________. Da allora l'arch. __________ non ha più collaboratori. Gli utili
aziendali annui erano di Fr. 97'312.- nel biennio 1993-1994, di Fr. 58'000.-
nel biennio 1995-1996, di Fr. 68'000.- nel biennio 1997-1998, di Fr. 45'000.-
nel biennio 1999-2000 (l'utile aziendale del biennio 2001-2002 è ulteriormente
diminuito, ma non è ancora stata presentata la dichiarazione fiscale).

 

Analoga impressionante flessione hanno avuto gli
onorari (Fr. 138'196.- nel 1995, Fr. 105103.60 nel 1996, Fr. 129'546.- nel
1997, Fr. 147306.- nel 1998, Fr. 93'563.- nel 1999, Fr. 142'938.- nel 2000, Fr.
165'470.- nel 2001, Fr. 44'371.- nel 2002, con una probabile ulteriore
flessione nel 2003).

 

Questa evoluzione (smantellamento dello studio di
architettura, crollo del fatturato e degli utili aziendali) è una conseguenza
diretta del danno alla salute (problemi alla cervicale) di cui soffre
l'assicurato. Egli non è più in grado di svolgere adeguatamente la funzione di
titolare dello studio e nemmeno di semplice architetto.

 

5.

II diritto a una rendita Al va riconosciuto anche
in applicazione del metodo straordinario, che probabilmente nel concreto caso è
da preferire. Si chiede quindi una valutazione della capacità lavorativa (e
della perdita di guadagno) nelle singole mansioni svolte nell'arco della
giornata e della settimana lavorativa (le relative percentuali sono state
indicate dal ricorrente con scritto 25 marzo 2002).

 

Si ribadisce che l'arch. __________ non è più in
grado di svolgere tali funzioni, nemmeno quelle direttive.

 

Si osserva che un chiaro indizio in tale senso è
costituito dal fatto che il ricorrente ha rinunciato nel 2002 al mandato
relativo alla progettazione/realizzazione di uno stabile abitativo di 18
appartamenti a Locarno (doc. _, teste signor __________) (…)." (Doc. _,
9-10)

                               1.4.   Con risposta
di causa 18 febbraio 2003 l’UAI ha proposto la reiezione del ricorso.

Facendo riferimento al valore probatorio della perizia reumatologica, in cui il
dr. __________ ha concluso per una abilità lavorativa del 65% nella professione
d’architetto esercitata dall’assicurato, l’amministrazione ha osservato:

 

"  (…)

In concreto la perizia specialistica del Dr. med. __________
ossequia per completezza e precisione i parametri sviluppati dalla
giurisprudenza: la contestazione dell'assicurato verte sulla mancata
valutazione del danno alla salute da lui conosciuto in relazione alla specifica
attività di architetto da lui svolta. La perizia con una valutazione completa,
motivata e corretta, ha per contro valutato le limitazioni dovute al danno alla
salute in relazione alle distinte funzioni della sua attività lavorativa di
architetto.

 

Si osserva inoltre che da un lato la valutazione dell'incapacità
lavorativa indicata dall'assicurato in ragione dell'80% è stata integrata nella
valutazione del perito il quale ha ricondotto la valutazione su un piano di
oggettività medica e dall'altro lato, per il periodo successivo alla
valutazione peritale, l'assicurato non ha addotto alcun ulteriore fattore
medico di valutazione in contrasto con la perizia, risultando superflua
l'ulteriore, costosa, perizia richiesta. Egli contesta in sostanza il valore
della perizia, la quale come esposto risulta completa e con piena forza probatoria.

 

II ricorrente non contesta di aver continuato la medesima
attività, seppure in forma ridotta. Non s'impone quindi l'applicazione del
metodo straordinario per la determinazione del grado di invalidità, il quale
torna applicabile nei casi in cui risulta escluso un calcolo sufficientemente
sicuro dei redditi da confrontare (M. Valterio, Droit et pratique de
I'assurance-invalidité, Les prestations, Losanna 1985, pag. 199). In concreto
la valutazione dell'invalidità del ricorrente risulta aderente alla situazione
concreta, l'assicurato non 

avendo cambiato l'organizzazione della sua attività
(…)."(Doc. _)

 

                               1.5.   Il 26
febbraio 2003 il ricorrente ha notificato i mezzi di prova da assumere,
chiedendo di ricevere i referti peritali mai trasmessi dall’amministrazione,
atti che sono stati inviati dal TCA con scritto 28 febbraio 2003 (VI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,
H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita.

 

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01; DTF 127 V 467 consid. 1,
121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 19
dicembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.5.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).                                                            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         

                               2.6.   La
giurisprudenza permette, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga
eccezionalmente secondo il metodo straordinario. Capita in particolare nel caso
di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre
a confronto sia escluso (cfr. DTF 128 V 29s; Pratique VSI 1998 pag. 121; pag.
255; SVR 1996 IV Nr. 74 pag. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 pag. 36 consid. 3b e
3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss
consid. 2a; Duc, J. L., Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pag.
456).

                                         L’invalidità è allora
stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione concreta in cui
si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s,  Valterio, op. cit., pag.
199). Perciò l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni
economiche dovute alla riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove
si svolge l’attività dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal caso si procede a
paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla
salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono
attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 pag. 122 consid. 1a). La
differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che
il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del raffronto
tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si constata
l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale impedimento
sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario: DTF 128 V 28 consid. 1;
Pratique VSI 1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 pag. 213ss consid. 2b;
DTF 104 V 138; ZAK 1987 pag. 260s. consid. 2a; DTF 105 V 151). Una determinata
limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia
forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique
VSI 1998 pag.123 consid. 1a).

                                         Nella prassi il metodo
straordinario è spesso applicato alle persone con attività lucrativa
indipendente.

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato l’esecuzione di una perizia reumatologica,
affidata al dr. _______________, al fine di accertare l’effettivo stato di
salute dell’assicurato e le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.

Nel rapporto 3 settembre 2002 lo specialista in reumatologia, dopo aver
proceduto ad un’esauriente e dettagliata anamnesi, nonché alla valutazione dei
dati soggettivi ed oggettivi, ha posto la seguente diagnosi:

 

" 
4.1 DIAGNOSI CON INFLUENZA SULLA CAPACITÀ
LAVORATIVA

 

Sindrome cervino spondilogena cronica senza
evidenzia clinica per 

neurocompressione

- importanti osteocondrosi C3-C7

- importante diminuzione della mobilità cervicale

Modiche discinesie croniche della colonna
vertebrale e del cinto 

scapolare.” (cfr. rapporto pag. 5, doc. AI _).

 

4.2 DIAGNOSI SENZA RIPERCUSSIONI SULLA
CAPACITÀ DI LAVORO

Modica sindrome depressiva probabilmente reattiva.” (cfr. rapporto pag. 5 doc.
AI _).

 

                                         Dopo aver
proceduto ad una dettagliata valutazione medica, in merito alle ripercussioni
dei disturbi sull’attività attualmente esercitata dall’assicurato il dr.
__________ è giunto alle seguenti conclusioni (sottolineatura del redattore):

 

" 
(…)

 

2.1 Come si ripercuotono i disturbi
sull'attività attuale dell'assicurato?

 

Soggettivamente le cervicaglie limitano in modo
importante l'attività lavorativa che, secondo l'assicurato, si situerebbe
attualmente a un livello di rendimento attorno al 20%. Soggettivamente il
lavoro all'ordine in particolare non sarebbe possibile oltre alla mezz'ora.

 

Oggettivamente però al presenza di alterazioni
degenerative cervicali, pur importanti, con associata importante diminuzione
della mobilità cervicale, senza neurocompressione, non limita in modo cosi
importante l'attività lavorativa in un lavoro leggero, che implichi in
misura importante il disegno all'ordinatore, in una situazione ottimizzata dal
profilo ergonomico. Tenendo conto delle menomazioni fisiche descritte, il
lavoro all'ordinatore dovrebbe essere possibile durante almeno 5 h al giorno,
idealmente non consecutive ma intercalate da pause per sgranchirsi e riposare.

Dovrebbero essere possibili spostamenti in
automobile di alcune ore, con pausa idealmente ogni ora per riposare. Non
dovrebbero esserci particolari problemi per quanto riguarda visite ai clienti,
ispezioni di cantieri comprese scale e ponteggi, sopralluoghi su qualunque
terreno(…)." (cfr.
rapporto pag. 6, doc. AI _)

Escludendo infine qualsiasi provvedimento d’integrazione, il perito ha ritenuto
che:

 

" 
(…)

3. L'assicurato è in grado di svolgere altre
attività?

 

Sì, l'assicurato è in grado di svolgere qualunque
attività leggera e adatta, prevalentemente sedentaria che permetta il rispetto
delle regole di ergonomia della schiena e brevi pause al bisogno, che eviti
movimenti eccessivamente ripetitivi con la colonna cervicale cosi come
movimenti forzati in particolare in estensione e rotazione. in una attività
adatta, come in quella attuale l'assicurato è inabile al lavoro al massimo
nella misura del 35%(…). (cfr. rapporto pag. 7, doc. AI _)

Accertato che l’assicurato può continuare la sua precedente attività di
architetto nella misura del 65%, l’amministrazione ha quindi negato
l’erogazione di una rendita.

 

                               2.8.   Va
ricordato che affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,
si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono
inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in
der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329
e 332; ZAK 1986 pag. 189).      

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Per quel che riguarda il medico di
fiducia, infine, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio,
egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U.
Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, Zurigo
1997, pag. 111).

                               2.9.   Nell'evenienza
concreta, l’assicurato oppone alla perizia reumatologica il rapporto 5 marzo
2003 del medico curante, 

dr. _______________, il quale, dopo aver diagnosticato delle cervicalgie
recidivanti con peggioramento delle brachialgie e cafalee associate, ha
attestato un’incapacità lavorativa del 50% dal 16.09.1997 al 31.12.2001 e
dell’80% dal 1.01.2002, precisando tuttavia una riduzione di rendimento del 20%
- 30% per le cervicale (cfr. punto 1.3 del rapporto, doc. AI _).

Il dr. ___________, nel rapporto 4 maggio 2002, ha invece lasciato la
valutazione della capacità lavorativa al medico curante (doc. AI _).

Orbene, secondo questa Corte, la valutazione del medico curante non è idonea
per sovvertire l’esito a cui è giunto il perito, specialista delle affezioni
invalidanti di cui il ricorrente è portatore. 

                                         Il dr.
__________ ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato
dall'assicurato sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a
conclusioni logiche e motivate in merito all’abilità lavorativa del 35% nella
sua attività di architetto, facendo del resto riferimento alle singole funzioni
che contraddistinguono tale professione. 

Il perito ha sostanzialmente sottolineato come la riduzione di rendimento sia
principalmente riconducibile alla problematica cervicale, la quale,
oggettivamente, non limita in modo importante la professione esercitata dal
ricorrente, qualificata rettamente come attività leggera (cfr. punto 2.1 della
perizia riportato al consid. 2.7).

Secondo il perito l’assicurato presenta anche una modica sindrome
depressiva, di probabile origine reattiva, ritenuta senza ripercussione
sulla capacità lavorativa (cfr. cfr. punto 4.2 della perizia riportato al
consid. 2.7).  

                                         Come
rettamente osservato il 25 novembre 2002 dal Servizio regionale medico dell’AI
(doc. AI _), il medico curante non ha mai menzionato un disturbo invalidante di
origine psichiatrica, né il ricorrente lo ha mai affermato. 

Tale aspetto, quindi, non necessita ulteriori approfondimenti. 

                                         

                             2.10.   Il ricorrente
rimprovera all’amministrazione di aver applicato il metodo ordinario per la
determinazione dell’incapacità al guadagno (cfr. consid. 2.5) e non quello
straordinario (cfr. consid. 2.6), per cui quest’ultima non ha stabilito
l’esigibilità di ogni singola mansione componente la sua professione di
architetto.

Nel ricorso l’assicurato ha altresì sottolineato l’importante e progressiva
flessione degli utili aziendali e degli onorari a seguito della sopravvenienza
del danno alla salute, rilevando di aver pertanto dovuto rinunciare, oltre alla
collaborazione di due dipendenti, anche ad un mandato conferito dal signor
__________ per “i gravi problemi alla cervicale” (cfr. consid. 1.3 e doc. _).

Innanzitutto occorre rilevare che, secondo la giurisprudenza, nel caso di un
indipendente il TFA ha precisato che il raffronto tra l’utile realizzato prima
e quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per
quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In
effetti, troppi fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la
situazione congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le
oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.

                                         Di
conseguenza l’Alto Tribunale ha stabilito che i documenti contabili non sono
dei mezzi idonei a stabilire in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI
1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; DTF 104 V 137 consid. 2c). 

Se tuttavia l’interessato cessa la propria attività indipendente, chiudendo la
ditta, si può rinunciare all’applicazione del metodo straordinario di calcolo
dell’invalidità. In tal caso infatti il raffronto delle mansioni non è più
possibile (RAMI 1995 p. 106ss).

                                         Per
questi motivi, secondo la prassi la valutazione dell’invalidità di un
indipendente viene eseguita generalmente mediante l’applicazione del metodo
straordinario.

                                         Inoltre,
è opportuno ricordare che
l'invalidità nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere è un concetto di
carattere economico‑giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110
V 275 consid. 4a). Come è già stato rilevato in numerose sentenze la
valutazione dell'invalidità non va stabilita unicamente in base a fattori
medico‑teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; STFA inedita 23.3.92
in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275 consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì
rilevanti sono gli effetti del danno alla salute sulla capacità di guadagno
(RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b). 

Nel caso in esame, tuttavia, dagli atti non risulta che l’UAI abbia proceduto
ad una valutazione economica sull’esigibilità di ogni singola mansione facente
parte dell’attività di architetto indipendente, professione che il ricorrente
continua ad esercitare nonostante le affezioni invalidanti riscontrate in sede
peritale.

Inoltre, va rilevato che con scritto 25 marzo 2002
l’assicurato aveva indicato d’impiegare, prima del danno alla salute, il 40% di
una giornata lavorativa per l’espletamento delle mansioni direttive, il 10% per
il designo al computer, il 20% per la sorveglianza lavori ed il restante 30% è
stato invece dedicato ai piccoli lavori d’ufficio (doc. AI _), mentre nel
ricorso egli ha sostenuto di non essere in grado di svolgere tali funzioni,
nemmeno quelle direttive.

Quindi, a mente di questa Corte, s’impone un rinvio degli atti
all’amministrazione affinché proceda ad una approfondita valutazione
dell’invalidità conformemente al metodo straordinario (cfr. consid. 2.6),
tenendo in considerazione i risultati della perizia reumatologica, alla quale
va attribuita forza probante piena conformemente ai succitati parametri
giurisprudenziali (cfr. consid. 2.8), ma che da sola nel caso concreto non
permette di giungere ad un definitivo e chiaro giudizio circa l’incapacità al
guadagno dell’assicurato.

In esito al succitato accertamento, l’amministrazione si pronunzierà nuovamente
sul diritto alla rendita dell’assicurato.

                                        

                             2.11.   ____________
ha chiesto l’esecuzione di una perizia medica, l’audizione testimoniale del
signor __________, nella misura in cui non fosse ritenuto sufficiente lo
scambio di corrispondenza prodotto con il ricorso, e del suo fiscalista.

A tal proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

                                         Nel caso
in esame, la documentazione agli atti è sufficiente per  statuire nel merito
della vertenza. 

Non vi sono validi motivi per ritenere la perizia del dr. ___________ non
affidabile, per cui non è necessario procedere ad una perizia giudiziaria. 

Parimenti non necessaria è l’audizione del signor __________ visto che con il ricorso è stata prodotta la
corrispondenza intercorsa tra il medesimo ed il ricorrente in merito alla
rinuncia del mandato (doc. _). Ininfluente è anche la deposizione del
fiscalista, poiché il ricorrente ha versato agli atti la documentazione fiscale
ed il conteggio degli onorari relativi alla sua attività lucrativa (doc. _). 

In conclusione, sulla scorta del considerando precedente, la decisione
impugnata va quindi annullata, mentre il ricorso accolto.

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         § La
decisione impugnata è annullata.

§§ L’incarto è rinviato all’amministrazione affinché renda un nuovo
provvedimento dopo l’espletamento degli accertamenti conformemente al consid.
2.10.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L’UAI verserà a __________ fr. 1'500.—di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti