# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5b92e39c-9437-5801-b882-c18159974f9a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-06-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 30.06.2010 16.2010.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2010-42_2010-06-30.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2010.42

  	
  Lugano

  30 giugno
  2010/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione 16
aprile 2010 presentato da

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 9 aprile 2010 dal
  Giudice di pace del circolo del Ceresio, nella causa n. 86/2009 (rigetto dell'opposizione)
  promossa con istanza 30 ottobre 2009 da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                          che
con istanza 30 ottobre 2009 CO 1 ha chiesto il rigetto provvisorio dell'opposizione
interposta da RI 1 al PE n. __________ dell'UEF di Mendrisio notificatole per l'incasso
di fr. 1307.71;

 

                                          che
a valere quale riconoscimento di debito l'istante ha prodotto l'attestato
carenza beni in seguito a fallimento rilasciatole dall'UEF di Viganello il 19
febbraio 2004 per il menzionato importo; 

 

                                          che
all'udienza del 29 gennaio 2010, indetta per il contraddittorio, la convenuta non
è comparsa e si è lasciata precludere;

 

                                          che
statuendo il 9 aprile 2010 il Giudice di pace, accertata la presenza agli atti
di un valido titolo di rigetto dell'opposizione nella documentazione prodotta dall'istante
alla quale l'escussa non ha opposto nessuna eccezione, ha accolto l'istanza;

 

                                          che
il 16 aprile 2010 RI 1 è insorta contro il predetto giudizio;

 

                                          che
l'atto non è stato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che la documentazione
prodotta con il ricorso (e non davanti al primo giudice) è irricevibile, l'art.
321 cpv. 1 lett. b CPC vietando alle parti di addurre in questa sede nuovi
fatti, prove o eccezioni;

 

                                         che secondo l'art. 329 cpv. 2 CPC il ricorso per cassazione deve
contenere le domande di ricorso come pure i motivi di fatto e di diritto sui
quali lo stesso si fonda precisando (o almeno illustrando) il motivo di
cassazione invocato, caso contrario l'atto è nullo (cpv. 3);

 

                                         che
in concreto il contenuto dello scritto 16 aprile 2010 della ricorrente non
supera la soglia imposta dalla procedura per essere trattato come ricorso per
cassazione;

 

                                         che,
infatti, invece di indicare a questa Camera le sue critiche alla decisione del Giudice
di pace sugli accertamenti istruttori (risultanti dalle prove) o sull'applicazione
di norme di diritto, la ricorrente si limita a sostanziare la propria
opposizione al precetto esecutivo notificatole da controparte, ovvero perché l'importo
posto in esecuzione non sarebbe dovuto;

 

                                         che
simile argomentazione, proposta per la prima volta in questa sede e quindi irricevibile
(art. 321 cpv. 1 lett. b CPC), è comunque sia ininfluente
ai fini dell'esito della procedura esecutiva promossa dall'istante;

                                      

                                         che
a fronte di un valido riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 LEF, come
in concreto l'attestato carenza beni sul quale l'istante basa la propria
domanda di rigetto (cfr. art. 149 cpv. 2 LEF), il giudice pronuncia il rigetto
provvisorio dell'opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi
immediatamente delle eccezioni atte a invalidare il riconoscimento di debito;

 

                                         che,
nella fattispecie, la convenuta, assente al contraddittorio, non ha sollevato
alcuna eccezione sicché il giudice di pace senza incorrere nell'arbitrio poteva
pronunciare il rigetto dell'opposizione;

 

                                         che gli oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148
cpv. 1 CPC), ma si giustifica, per questa volta, di rinunciare ad ogni
prelievo, la ricorrente essendo sprovvista di cognizioni giuridiche e avendo
agito senza l'ausilio di un patrocinatore;

 

                                         che non
si pone problema di ripetibili alla controparte, l'atto non essendo stato intimato
per osservazioni.

 

 

Per
questi motivi

 

in
applicazione analogica dell'art. 313bis CPC

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso per cassazione è inammissibile.

                                                                                                                           

                                   2.   Non si prelevano tasse o spese, né si assegnano
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
    ; 

   

   

  

                                         Comunicazione alla Giudicatura di pace del circolo del Ceresio.

 

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                                  La
segretaria

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario
in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.