# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2710907c-d5b6-5f5d-8995-6740d343b105
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 11.10.2005 52.2005.258
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-258_2005-10-11.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.258

   

  	
  Lugano

  11 ottobre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 18 agosto 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinata dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 12 luglio 2005 (n. 3512) del
  Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 6 maggio 2005 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di autorizzazione
  d'entrata e di rilascio di un permesso di soggiorno a titolo di ricongiungimento
  familiare in favore del figlio __________ A__________ (1991);

  

 

 

viste le risposte:

-    31 agosto 2005 del
Dipartimento delle istituzioni;

-      6 settembre 2005 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 29
agosto 1992 la cittadina dominicana RI 1 (1959) si è sposata nel proprio paese
d'origine con il cittadino elvetico N__________. Il 18 ottobre 1992 ella è
entrata in Svizzera per vivere insieme al marito, ottenendo per questo motivo
un permesso di dimora. Il 3 novembre 1999, ha acquisito la cittadinanza elvetica
per naturalizzazione agevolata.

RI 1 è madre di __________ A__________, nato
il 14 novembre 1991 da una relazione con il connazionale C__________ (1947). Il
figlio della ricorrente risiede a P__________ presso la nonna materna T__________
(1935). Egli ha reso visita alla madre in Svizzera nel 1995, nel 1997, nel 2001
e nel 2004.

 

 

                                  B.   a) Il 14
gennaio 2005 __________ A__________ ha chiesto alla Sezione dei permessi e
dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni, per il tramite del Consolato
generale di Svizzera a Santo Domingo, l'autorizzazione a entrare nel nostro Paese
per vivere presso la madre, allegando una dichiarazione del padre, con cui lo ha
autorizzato a espatriare.

Invitata a illustrare la sua attuale
situazione familiare all'estero, il 18 aprile 2005 __________ ha informato
l'Ufficio regionale degli stranieri di __________ che sua madre T__________ non
sarebbe più in grado di accudire e provvedere all'educazione di __________ A__________.
Ha inoltre indicato che suo figlio non avrebbe mai vissuto con il padre, il
quale risiede negli Stati Uniti e che non può quindi occuparsene.

 

b) Il 6 maggio 2005 l'autorità
dipartimentale ha deciso di non autorizzare l'entrata in Svizzera di __________
A__________ e di non rilasciargli un permesso di soggiorno.

Secondo la Sezione dei permessi e
dell'immigrazione, il ricongiungimento con la madre era stato chiesto
tardivamente e senza motivi validi ed era essenzialmente volto in realtà a
offrire a __________ A__________ condizioni di vita migliori e un'educazione
scolastica più favorevole che in Repubblica Dominicana.

La decisione è stata resa sulla base degli
art. 4, 16, 17 LDDS, 8 ODDS e 8 CEDU.

                                  C.   Con
giudizio 12 luglio 2005, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1.

L'Esecutivo cantonale ha ritenuto che non
fossero dati i presupposti per autorizzare il ricongiungimento familiare,
perché il legame tra madre e figlio non appariva intenso ed effettivamente
vissuto segnatamente a causa della lunga separazione volontaria tra gli stessi.

Il Governo ha ritenuto inoltre che non vi
fossero interessi famigliari preponderanti tali da modificare le relazioni come
erano state vissute fino a quel momento.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia governativa, RI 1 insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che suo figlio __________
A__________ sia autorizzato a entrare in Svizzera e posto al beneficio di un
permesso di soggiorno.

Dopo avere affermato che il legame con suo
figlio è intenso ed effettivamente vissuto per avere sempre mantenuto i
contatti con lo stesso durante la loro separazione dettata da motivi economici
e pratici, la ricorrente ribadisce che la sua situazione familiare sarebbe nel
frattempo sensibilmente mutata per il fatto che la nonna materna non sarebbe
più in grado di occuparsi del nipote in quanto anziana e malata, e che nessun
altro parente vivrebbe ancora nel paese d'origine.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. In ambito di polizia degli stranieri il
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile contro
il rilascio o il rifiuto di un permesso di dimora o di domicilio, salvo laddove
un diritto all'ottenimento di un simile permesso si fonda su una disposizione
particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 100 cpv.
1 lett. n. 3 OG e 4 LDDS; DTF 130 II 388 consid. 1.1., 281 consid. 2.1.).

 

1.3. Giusta l'art. 17 cpv. 2 terza frase
LDDS, i figli celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere
inclusi nel permesso di domicilio dei genitori, a condizione che essi vivano
con quest'ultimi. Il Tribunale federale ha già avuto modo di considerare che la
predetta norma relativa al ricongiungimento familiare con genitori stranieri
domiciliati si applica per analogia ai figli stranieri con padre o madre
svizzeri (DTF 118 Ib 155 consid. 1b).

Al momento, determinante, della richiesta
del permesso di soggiorno per vivere con la madre cittadina svizzera, __________
A__________ aveva 13 anni (DTF 129 II 249 consid. 1.2., 11 consid. 2). Conformemente
alla norma e alla giurisprudenza testé menzionate, di principio, essi
dispongono dunque di un diritto al permesso sollecitato. Qualora la censura di
violazione dell'art. 17 cpv. 2 LDDS fosse sollevata innanzi al Tribunale
federale attraverso un ricorso di diritto amministrativo, questa sarebbe infatti
ammissibile in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG. Il gravame è
pertanto ricevibile anche dinnanzi al Tribunale cantonale amministrativo.

 

1.4. In tali circostanze, può rimanere
indeciso sapere se il gravame sia parimenti ricevibile dal profilo dell'art. 8
CEDU, che garantisce il rispetto della vita privata e familiare (cfr. anche
art. 13 cpv. 1 Cost, di analoga portata: DTF 130 II 281 consid. 3.1.; 126 II
377 consid. 7). Non è dunque necessario verificare se la ricorrente intrattenga
con il figlio una relazione stretta, intatta ed effettivamente vissuta (DTF 129
II 193 consid. 5.3.1.; 127 II 60 consid. 1d/aa).

 

1.5. Il gravame, tempestivo (art. 10 LALPS e
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art.
18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   L'art. 17
cpv. 2 terza frase LDDS ha lo scopo di permettere ed assicurare a livello
giuridico un'effettiva convivenza familiare. Concepita essenzialmente per
consentire il ricongiungimento dell'intero nucleo, tale norma è comunque
applicabile anche nell'ambito delle famiglie monoparentali. In questi casi non
esiste però un diritto incondizionato del figlio che vive all'estero a raggiungere
il genitore stabilitosi in Svizzera. Occorre per contro ch'egli intrattenga
proprio con questo genitore le relazioni familiari più intense (DTF 130 II 137
consid. 2.2.; 129 II 249 consid. 2.1., 11 consid. 3.1.3.).

Nella valutazione di tale aspetto, si deve
tenere conto non soltanto delle circostanze passate, ma anche di eventuali
cambiamenti successivi e delle prospettive future. Pur non essendo determinante
il fatto che il figlio si sia creato all'estero il centro della propria vita,
va comunque considerato presso quale dei genitori abbia vissuto, rispettivamente
chi ne detenga l'autorità parentale (DTF 129 II 249 consid. 2.1.; 126 II 329
consid. 2b; 125 II 585 consid. 2a). Il ricongiungimento a posteriori con il
genitore residente nel nostro paese deve inoltre trovare giustificazione in ragioni
familiari particolarmente valide, come un mutamento nelle possibilità di cura
ed assistenza (DTF 130 II 137 consid. 2.2., 1 consid. 2.2.; 129 II 11 consid.
3.1.3.).

Le finalità dell'art. 17 cpv. 2 terza frase
LDDS risultano invero disattese se lo straniero domiciliato in Svizzera vive
volontariamente separato dai figli per lungo tempo e pretende di farsi raggiungere
da questi poco prima che compiano diciotto anni. In tal caso si presume in
effetti che lo scopo perseguito non sia in realtà la vita familiare in comune,
ma il miglioramento delle prospettive di formazione o professionali dei figli.
L'autorizzazione a risiedere è quindi accordata soltanto se validi motivi,
risultanti dalle circostanze del caso concreto, hanno impedito in precedenza il
ricongiungimento familiare (DTF 130 II 1 consid. 2; 129 II 249 consid. 2.1.;
125 II consid. 2a e 2d).

Valgono per analogia i principi appena
esposti anche nei casi in cui uno dei genitori vive in Svizzera e il figlio è
restato nel proprio Paese d'origine in cura presso una terza persona o un altro
famigliare che non sia né il padre né la madre (DTF 125 II 588 segg. consid.
2c).

 

 

                                   3.   3.1. In
concreto, RI 1 non è stata costretta ad allontanarsi dal proprio figlio, ma ha
scelto volontariamente la via della separazione per costruirsi una nuova vita
all'estero.

Il 29 agosto 1992, nel suo paese d'origine, ella
si è unita in matrimonio con il cittadino elvetico N__________. Dopodiché, per
vivere insieme a quest'ultimo, il 18 ottobre 1992 ella è giunta in Svizzera,
stabilendovisi definitivamente, mentre __________ A__________, che a quel
momento aveva 11 mesi, è rimasto nella Repubblica Dominicana presso i nonni materni.
Malgrado che a quel momento suo figlio avesse un'età in cui avrebbe necessitato
maggiormente della presenza della madre, l'insorgente non si è prevalsa
immediatamente del diritto al ricongiungimento familiare. Nemmeno a partire
dall'ottenimento della nazionalità svizzera nel 1999 ella si è avvalsa di tale
facoltà. E' solo nel febbraio del 2005 che è stato chiesto un permesso di
soggiorno in favore di __________ A__________ per vivere stabilmente e a titolo
definitivo presso la madre in Svizzera.

La ricorrente sostiene di avere sempre
mantenuto un legame intenso e vivo con suo figlio, segnatamente tramite
regolari visite e contatti telefonici. Dall'inserto di causa risulta effettivamente
che __________ A__________ è già stato in Svizzera per trascorrere le vacanze
presso sua madre nel 1995 soggiornandovi 6 mesi, nel 1997 (5 mesi e mezzo), nel
2001 (3 mesi) e nell'agosto 2004 (1 mese e mezzo). Bisogna comunque considerare
che questi contatti, unitamente a quelli telefonici, non possono essere
definiti come preponderanti, ritenuto che è del tutto naturale che madre e
figlio mantengano dei rapporti durante gli anni di separazione.

Non risulta peraltro che, durante i 12 anni
di separazione, la ricorrente abbia fatto tutto il possibile per ricongiungersi
definitivamente con suo figlio. Non è dato a vedere inoltre come le sue
condizioni finanziarie non le avrebbero mai permesso primo d'ora di richiedere
il ricongiungimento. Come ha pertinentemente osservato il Consiglio di Stato,
dalle precedenti domande di invito risulta che ella ha sempre avuto delle
entrate ed appare dubbio che le sue asserite difficoltà abbiano costituito un
impedimento tale da impedire finora la venuta di __________ A__________ in
Svizzera.

 

3.2. A prescindere dalla questione a sapere
se la relazione tra la ricorrente e suo figlio sia effettiva ed intensamente
vissuta, va in ogni caso rilevato che ella ricorrente motiva il
ricongiungimento invocando essenzialmente una modifica delle relazioni familiari.

Su questo aspetto, giova in primo luogo ricordare
che da tredici anni RI 1 è definitivamente assente dal proprio Paese d'origine,
mentre __________ A__________ risiede invece da sempre
nella Repubblica Dominicana ed è là che ha i suoi legami sociali e culturali
più stretti. Inoltre, da quando la madre si è separata
dal figlio, della cura e dell'educazione dello stesso si sono sempre occupati i
nonni materni.

La ricorrente sostiene che sua madre, oltre
a essere anziana, sarebbe pure malata. Per questo motivo, ella non sarebbe più
in grado di occuparsi come prima di __________ A__________. Secondo il certificato
medico del 24 maggio 2005 prodotto dinnanzi al Consiglio di Stato, risulta che
T__________ (1935) soffrirebbe di "Hipertension arteriale sistematica
II e osteoartropatia degenerativa". A prescindere del fatto che non è
dato a sapere sui disturbi accusati e sulle limitazioni che tale stato avrebbe
nella sua vita quotidiana, non è comunque dato a vedere come gli asseriti
problemi di salute della nonna materna siano tali da impedire a suo nipote di
continuare a vivere nella Repubblica Dominicana e da costringerlo a raggiungere
la madre in Svizzera dopo tutti questi anni di separazione e inserirlo in un
ambiente con un sistema socioprofessionale diverso dal suo per poi trovarsi
confrontato con rilevanti problemi di integrazione e con difficoltà dal punto
di vista scolastico e professionale.

Non va poi dimenticato
che __________ A__________ è ormai prossimo alla fine della scuola dell'obbligo.
Si può quindi ritenere che egli
non necessiti più di tutte quelle cure ed attenzioni di quando era fanciullo. Inoltre
la nonna materna è stata in grado fino ad oggi di occuparsi dello stesso e nulla
le impedisce di farsi coadiuvare per tale scopo, se del caso, da terze persone,
visti i modesti bisogni di custodia del nipote ormai in età adolescenziale (cfr.
DTF 129 II 249 consid. 2.2.; STF 2A.233/2000 del 16 gennaio 2001, riassunta in:
RDAT II-2001 n. 61, consid. 3c).

In siffatte circostanze, non porterebbe a
diversa conclusione il fatto che suo padre non potrebbe occuparsi ora di lui
anche perché risiederebbe all'estero. Su quest'ultimo punto va in ogni modo rilevato
che l'affermazione secondo cui C__________ vivrebbe negli Stati Uniti appare
smentita dalla dichiarazione giurata rilasciata dallo stesso il 6 gennaio 2005
relativa all'autorizzazione all'espatrio di __________ A__________: infatti, egli
ha indicato di risiedere a P__________, località dove abita attualmente suo
figlio.

Da quanto precede, non si vedono
oggettivamente quali possano essere i fattori che hanno spinto __________ A__________, il quale frequenta attualmente
il Colegio __________ a P__________, ad avviare una pratica di ricongiungimento
familiare se non, verosimilmente, la volontà di beneficiare di un futuro
migliore, segnatamente una formazione ed un avvenire professionale più
favorevoli di quelli ottenibili nella Repubblica Dominicana.

 

3.3. Si deve dunque concludere che i
presupposti di cui all'art. 17 cpv. 2 LDDS non sono adempiuti e che il
principio della proporzionalità non è stato violato.

 

 

                                   4.   Occorre
esaminare ora se la decisione impugnata sia contraria all'art. 8 CEDU.

 

4.1. Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha
diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e
della sua corrispondenza (n. 1). Non può esservi ingerenza della pubblica autorità
nell'esercizio di tale diritto se non in quanto tale ingerenza sia prevista
dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società democratica,
è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere
economico del Paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o
della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui (n. 2).

 

4.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la
relazione familiare tra genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona
residente in Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro Paese un suo
familiare, segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di vivere
separata da quest'ultimo per venire in Svizzera. Tale principio vale, a maggior
ragione, laddove gli interessati dimostrano con il loro comportamento che il
permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare
comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 122 II 392 consid. 4b
con rinvii; 119 Ib 91 consid. 4a; 118 Ib 153 consid. 2c). Difatti, in presenza
di un'ingerenza nella vita familiare, giustificata ai sensi dell'art. 8 n. 2
CEDU dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dalla
Svizzera - in particolare dalla salvaguardia del mercato svizzero del lavoro e
dal mantenimento di un rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e
straniera -, appare legittimo rifiutare un permesso di entrata e di soggiorno
sul nostro territorio al figlio di uno straniero quando la separazione della
famiglia risulta dalla libera scelta del genitore residente in Svizzera, non
sussistono interessi familiari preponderanti che impongono una modifica delle
relazioni esistenti rispettivamente una modifica si appalesa imperativa, ed
infine che la continuazione delle relazioni familiari non sono ostacolate
dall'autorità (ibidem).

 

4.3. In concreto, è da escludere che l'art.
8 CEDU imponga il rilascio del controverso permesso od appaia anche solo
violato. In primo luogo, madre e figlio vivono definitivamente separati dal
1992. Non vi sono inoltre interessi famigliari preponderanti che esigano una
modifica delle relazioni esistenti. In simili circostanze, poiché l'avversato
diniego del permesso trae indiscutibilmente origine dalla politica restrittiva
in materia di stranieri praticata dal nostro Paese, esso deve essere
considerato giustificato. Questa soluzione si impone a maggior ragione se si
tiene conto che, come è già stato spiegato dinanzi, sussistono più che fondati
motivi per ritenere che la venuta in Svizzera del figlio della ricorrente
risponda al soddisfacimento di obiettivi di natura essenzialmente
economico-professionale. Va infine rilevato che nulla impedisce a RI 1 di continuare
a mantenere le relazioni personali con i figli come le ha intrattenute finora.

 

 

                                   5.   Rifiutando
di rilasciare il permesso di dimora a __________ A__________, le autorità inferiori non hanno disatteso nessuna
normativa internazionale e federale. La decisione censurata non procede infatti
da un esercizio abusivo del potere di apprezzamento che la legge riserva
all'autorità di polizia degli stranieri in ordine alla valutazione
dell'adeguatezza della misura adottata.

Per il resto, si può rinviare alle
pertinenti considerazioni della risoluzione impugnata.

 

 

                                   6.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere integralmente respinto.

Tassa e spese di giustizia seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 8 CEDU; 13 Cost; 1, 4, 17 cpv. 2 LDDS;
8 ODDS; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60, 61
PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa e
le spese di giustizia, per complessivi di fr. 800.–, sono poste a carico della
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario