# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 03f0bdd8-810e-5f45-9788-a22a2a2c95c8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-08-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 19.08.2019 13.2019.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2019-54_2019-08-19.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2019.54/60

  	
  Lugano

  19 agosto 2019/rn

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

   

  	 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  	 

									

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nelle cause inc.
n. UC 18/18, UC 30/18 e UC 66/18 dell’Ufficio di conciliazione in materia di locazione
di Mendrisio promosse con istanze di conciliazione 30 marzo 2018, 30 maggio
2018 e 5 dicembre 2018 da

 

 

	
   

  	
   RE
  1  

   

   

  
	
   

  	
  contro

   

   , 

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

e ora
su reclamo 18 maggio 2019 di RE 1 contro la decisione 8 maggio 2019 con cui
l’Ufficio di conciliazione ha tassato la parcella legale dell’avv. CO 1;

 

 

ritenuto 

in fatto:                   A.   L’avv. CO 1 ha assistito RE
1 nelle procedure di conciliazione in tema di locazione che la vedeva opposta a
P__________ __________, di cui agli incarti. UC 18/18 (dipendente dall’istanza inoltrata
personalmente il 30 marzo 2018 da RE 1 personalmente, incarto che risulta
sospeso), UC 30/18 (dipendente dall’istanza inoltrata personalmente il 30
maggio 2018 di RE 1, incarto stralciato dai ruoli all’udienza 9 luglio 2018 per
ritiro dell’istanza) e UC 66/18 (dipendente dall’istanza 5 dicembre 2018 presentata
da RE 1 tramite il proprio legale, terminato con il rilascio
dell’autorizzazione ad agire rilasciata il 28 gennaio 2019). 

 

                                         Con decisione 27 agosto
2018 RE 1 è stata posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria per le
procedure di cui agli incarti UC 18/18 e UC 30/18, beneficio esteso all’incarto
UC 66/18 con decisione 12 febbraio 2019.

 

 

                                  B.   L’avv. CO 1 ha emesso
la parcella legale 7 maggio 2019 per le proprie prestazioni, per un totale di
fr. 3'148.09, di cui fr. 2'556.- per onorari, fr. 255.60 per spese, fr. 216.49
per IVA e fr 120.- per trasferte. 

 

 

                                  C.   Con decisione 8
maggio 2019 l’Ufficio di conciliazione in materia di locazione di Mendrisio ha
tassato la nota professionale, riconoscendola integralmente.

 

 

                                  D.   Con reclamo 18 maggio
2019 RE 1 insorge contro tale tassazione e chiede che “venga respinta la nota
d’onorario e spese del 7 maggio dell’avv. CO 1, a cui non deve essere
riconosciuto alcunché”. Postula poi che gli oneri processuali delle procedure
CA.2018.63 e SE 2019.13 per un totale di fr. 3'200.- siano poste a carico
dell’avv. CO 1. Essa chiede altresì di essere posta al beneficio dell’assistenza
giudiziaria per la procedura di reclamo.

 

                                         Le parti in causa non sono
state chiamate a esprimersi.

 

 

Considerato

in diritto:                 1.   La legge non indica il
rimedio di diritto proponibile contro la decisione che fissa l’indennità dovuta
all’avvocato di un cliente posto al beneficio del gratuito patrocinio.
Trattandosi nondimeno di spese giudiziarie (art. 111 e 122 cpv. 1 lett. a CPC),
a titolo indipendente la relativa decisione deve poter essere impugnata con
reclamo giusta l’art. 110 e 319 lett. b cifra 1 CPC (Trezzini, in: Commentario pratico al CPC, 2a ed.,
2017, n. 23 ad art. 122 con rinvio alla sentenza del TF 5A_120/2016 del 26
maggio 2016 consid. 2.1 che non ha ritenuto insostenibile la via dell’art. 110
CPC; Rüegg/Rüegg, in: Basler
Kommentar, 3a ed., 2017, n. 8 ad art. 122; Huber, in: Brunner/Gasser/Schwander,
ZPO Kommentar, 2a ed., 2016, n. 27 ad art. 122). In quanto reclamo
in materia di spese, lo stesso non rientra nelle competenze della terza Camera
civile del Tribunale d’appello.

 

                                1.1   In virtù del compito che è
chiamato a svolgere, il patrocinatore d’ufficio instaura con lo Stato un
rapporto giuridico retto dal diritto pubblico che lo legittima a essere
retribuito in base alla pertinente regolamentazione cantonale e federale (DTF
122 I 1 consid. 3a). La decisione sulla sua remunerazione non rappresenta però
un punto accessorio della controversia di merito, poiché il giudice non
statuisce su una domanda delle parti, bensì su una pretesa indipendente e a sé
stante del patrocinatore medesimo, evadendo una questione di carattere
puramente processuale e conseguente l’ammissione al gratuito patrocinio di una
parte in causa (sentenza TF 30 gennaio 2017 5D_149/2016 consid. 1.1, 26 maggio
2016 5A_120/2016, 26 febbraio 2016 5D_4/2016 consid. 1.1, 4 gennaio 2016
4A_382/2015 consid. 2.1). In tal senso, essa non può definirsi una decisione
finale o parte della decisione finale. Sicché, diversamente da quanto
disposto dall’art. 48 lett. b cifra 8a LOG, del reclamo se ne occupa la terza
Camera civile del Tribunale d’appello in applicazione dell’art. 48 lett. c
cifra 2 LOG.

 

                                1.2   Per applicazione analogica
dell’art. 119 cpv. 3 CPC (Trezzini, op.
cit., n. 23 ad art. 122; sentenza del TF 5A_120/2016 del 26 maggio 2016 consid.
2.2), il termine per proporre reclamo contro la decisione di tassazione della
nota professionale dell’avvocato giusta l’art. 110 CPC è quello di dieci giorni
previsto per la procedura sommaria (art. 321 cpv. 2 CPC), ovvero quella valida
in regime di gratuito patrocinio. La decisione impugnata, notificata il giorno 8
maggio 2019, è pervenuta l’indomani alla reclamante. Rimesso alla posta il 18
maggio 2019 il gravame è tempestivo e, da questo punto di vista è ammissibile.

 

 

                                   2.   Conformemente all’art.
320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del
diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).

 

 

                                   3.   Va qui anzitutto
ricordato che la terza Camera civile del Tribunale d’appello giudica in seconda
istanza i reclami contro le decisioni e le disposizioni ordinatorie processuali di prima istanza (art. 319 lett. b
CPC), indipendentemente dal valore e dal genere della controversia. Di
conseguenza, nel caso concreto questa Camera esamina unicamente le censure
validamente formulate nei confronti della decisione 8 maggio 2019 dell’Ufficio
di conciliazione in materia di locazione di Mendrisio. Nella misura in cui la
reclamante formula richieste diverse dall’annullamento o dalla modifica della
decisione impugnata, la sua domanda è quindi inammissibile. Ciò vale
segnatamente in relazione alla richiesta di porre a carico dell’avv. CO 1 le
spese giudiziarie relative ad altri procedimenti, che neppure sono oggetto
della decisione impugnata ed esulano dal contesto della medesima. Gli argomenti
sviluppati in relazione a quei procedimenti sono quindi inconferenti.

 

 

                                   4.   La reclamante
postula che all’avv. CO 1 non sia corrisposta alcuna mercede per l’attività da
lui svolta in suo favore. Nel reclamo essa censura la decisione dell’Ufficio di
conciliazione, sostenendo in sostanza che l’avv. CO 1 non l’avrebbe assistita
con la necessaria diligenza nell’ambito delle procedure di merito, rinunciando poi
al mandato di patrocinio in corso di causa, costringendola a procedere
personalmente agli atti processuali. Il lavoro svolto dal patrocinatore sarebbe
quindi divenuto inutile.

 

                                4.1   Diversamente da quanto
sostiene RE 1, la rinuncia del patrocinatore a proseguire nel mandato non è
motivo sufficiente per ritenere che il lavoro da lui svolto sia stato inutile. In
concreto si rileva che le due prime procedure di conciliazione (incarti UC
18/18 e UC 30/18) sono state introdotte personalmente dalla reclamante. Il patrocinatore
è intervenuto sono successivamente ad assisterla nelle medesime. L’incarto UC
18/18 risulta tutt’ora in essere, seppure sospeso, mentre l’incarto UC 30/18 è
stato stralciato dai ruoli a seguito del ritiro dell’istanza il 9 luglio 2018,
sicché non poteva seguirvi alcun contenzioso. Non è dato di comprendere per
quale motivo egli non dovrebbe avere diritto alla remunerazione delle
prestazioni svolte in queste due procedure. L’incarto UC 66/18 è terminato con
il rilascio dell’autorizzazione ad agire, rilasciata il 28 gennaio 2019. Ne è
seguita la procedura presso la Pretura di Mendrisio Nord, tutt’ora in corso. Perché
il lavoro di assistenza svolto dal patrocinatore sia diventato inutile a
seguito della sua rinuncia al mandato non è dato di comprendere, ciò non da
ultimo considerato che la procedura di conciliazione era necessaria, il
rilascio dell’autorizzazione ad agire essendo un presupposto processuale per
poter introdurre la causa di merito.

 

                                4.2   La reclamante illustra le
varie iniziative processuali da essa intraprese e, per quanto dato di
comprendere, rimprovera al patrocinatore di non averla convenientemente
assistita, tanto che essa si è occupata personalmente di varie questioni. Essa
si diffonde poi lungamente su quanto accaduto nell’ambito delle procedure
giudiziarie pendenti in Pretura, che tuttavia esulano manifestamente dal
contesto della decisione impugnata, che è limitata alla verifica della nota
d’onorario relativa ai procedimenti che si sono svolti davanti all’Ufficio di
conciliazione, dov’è stato considerato solo il lavoro svolto nell’ambito delle
procedure di conciliazione fino al 14 febbraio 2019.

 

                                         Gioverà qui comunque ricordare
che, in regime di gratuito patrocinio, il patrocinatore deve limitarsi a quanto
è necessario per una diligente conduzione della causa, e non è in particolare tenuto
a dar seguito a tutte le istruzioni del cliente, in particolare allorquando queste
trascendono tale limite. Neppure egli deve prestarsi a sostenere iniziative
processuali inutili, di dubbia efficacia o, ancora, errate. Dal reclamo non si
evince comunque l’esistenza di errori che abbiano compromesso la posizione
della reclamante. Per il resto, rilevato che essa non contesta la correttezza
della nota né la sua entità, il reclamo, infondato, va respinto.

 

 

                                   5.   La reclamante
postula di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria in sede di
reclamo. La domanda diventa priva d’oggetto, non procedendosi al prelievo di
spese giudiziarie.

 

 

                                   6.   La controversia non riguarda
una questione di principio o di importanza rilevante, sicché il reclamo viene
evaso dalla Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. b
cifra 2 e 3 LOG).

 

 

Per i quali motivi,

 

 

pronuncia:              1.   Il reclamo 18 maggio 2019 di RE
1 è respinto nella misura in cui è ammissibile.

                                      

                                   2.   Non si prelevano spese
processuali.

 

                                   3.   L’istanza di
assistenza giudiziaria di RE 1 è priva d’oggetto.

 

                                   4.   Notificazione
(unitamente al reclamo 18 maggio 2019 all’avv. CO 1):

	
   

  	
  -    ;

  -      .

   

  

                                         Comunicazione all’Ufficio di
conciliazione in materia di locazione di Mendrisio.

 

 

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Poiché il valore di causa è di
fr. 3'148.09, contro la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione, solo se la controversia concerne una questione
di diritto d’importanza fondamentale. Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile, è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario
in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare
una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).