# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** be96a7b9-f206-5ffd-9efd-a222d3fe1cf8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-07-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.07.2017 39.2017.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2017-8_2017-07-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  39.2017.8

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  4 luglio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso dell’11 aprile 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 16 marzo 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiari,
  6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assegni di famiglia

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 7 novembre
2016 la Cassa cantonale di compensazione per gli assegni familiare (in seguito:
la Cassa) ha attribuito a RI 1 un assegno familiare integrativo (AFI) di fr.
782.-- mensili per il periodo 1° novembre 2016 – 30 ottobre 2017 (cfr. doc. 4;
doc. 4C-4F per il calcolo) e gli ha negato l’assegno di prima infanzia (cfr.
doc. 4G, doc. 4H-4M per il calcolo).

 

                               1.2.   Nel mese di gennaio 2017 la
Cassa ha inviato all’assicurato una comunicazione con la quale ha adeguato
l’assegno integrativo di fr. 782.-- a fr. 804.-- dal 1° gennaio 2017, mentre la
scadenza rimaneva invariata (cfr. doc. 7).

 

                               1.3.   Nel mese di febbraio 2017 la
Cassa ha comunicato all’assicurato che l’assegno integrativo passava da fr.
804.-- a fr. 6.-- mensili a partire dal 1° marzo 2017 a seguito
dell’applicazione delle nuove soglie d’accesso agli AFI, mentre la scadenza
restava invariata (cfr. doc. 8) e non veniva chiesta la restituzione delle
prestazioni eccessive versate in gennaio e febbraio.

 

                               1.4.   Il 16 marzo 2017 la Cassa ha
respinto il reclamo inoltrato dall’assicurato contro la citata decisione.

                                         Dopo avere sottolineato
che l’importo di fr. 34'882.-- computato a titolo di reddito aziendale risulta
corretto, l’amministrazione ha rilevato: 

 

" (…)

Per quanto concerne le nuove soglie di accesso alle prestazioni,
con messaggio del 20 aprile 2016 n. 7184 il Consiglio di Stato ha proposto un
adeguamento dell'art. 10 cpv. 1 Laps a contare dal 10 gennaio 2017. Le
motivazioni della proposta sono dettagliatamente descritte al capitolo 5.1.5.
di detto messaggio. 

La modifica dell'art. 10 cpv. 1 Laps è stata approvata dal Gran
Consiglio il 20 settembre 2016 e, successivamente, il 12 febbraio 2017 dal
popolo ed è quindi in vigore. 

 

L'art. 10 cpv. 1 Laps dispone che: 

La soglia d'intervento corrisponde alla somma di: 

a)   per il titolare del diritto: fr. 17'441.-; 

b)   per la
prima persona supplementare dell'unità di riferimento: 

      fr.
8'591.-; 

c)   per la
seconda persona supplementare dell'unità di riferimento: 

      fr.
6'402.-; 

d)   per la
terza persona supplementare dell'unità di riferimento: 

      fr.
4'896.-; 

e)   per la
quarta e ogni ulteriore persona supplementare dell'unità di riferimento: fr.
4'879.- 

 

Nel caso concreto, la soglia di accesso annua per un'unità di
riferimento composta da 6 persone è di CHF 47'088.-, e meglio conformemente al
seguente calcolo: CHF 17'441.- + CHF 8591.- + CHF 6402.- + CHF 4'896.- + CHF
4879.- + CHF 4879.-. Con ciò, e come da tabella di calcolo allegata, l'importo
della prestazione AFI risulta essere di CHF 6.- al mese. 

 

Infine, la Cassa comunica che le spese elencate dal reclamante e
meglio mensa delle due bambine, asilo nido della terza bimba, cure
pediatriche, restituzione degli assegni e importo restante cassa malati non
possono essere considerate ai fini del calcolo, in quanto le stesse non sono
contemplate dall'art. 8 Laps. 

Anche ad una seconda analisi, il calcolo operato e il nuovo
importo di diritto a titolo di AFI si rivelano quindi essere corretti.
Conseguentemente, pur comprendendo la situazione esplicitata nel reclamo,
l'adeguamento dell'AFI a decorrere dal 10 marzo 2017 deve essere confermato.
(Doc. A1)

 

                               1.5.   Contro la decisione su
reclamo l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale, dopo
avere riconosciuto che alla luce delle nuove disposizioni legali “il calcolo è
corretto”, si è così espresso:

 

" (…)

1. Il fisso di Fr. 47'000 per una famiglia di sei persone è
decisamente basso, calcolando l'età dei figli da 14 mesi ad 8 anni. 

I costi sono alti ed inoltre in base alla legge non sono
riconosciuti nonostante sono fissi ed obbligatori (vedi pagina 2 punto 2 della
decisione). 

 

2. Reddito dato dalla mia attività d'indipendente non raggiunge
la soglia fissata causando un fattore negativo complessivo, questo art di legge
sarebbe da rivedere per poter bilanciare le finanze della famiglia. 

 

3. I figli a carico al momento sono ancora due che non
vanno a scuola, inoltre la gestione domestica della casa che esegue mia moglie,
la stessa se dovrebbe lavorare questi dovrebbero essere presi a carico da una
terza persona che con un stipendio non riconosciuto dallo stato creandomi un
ulteriore problema finanziario.

 

Le motivazioni scritte sono le più importanti ed inoltre ho
cercato di essere chiaro calcolando la mia attività lucrativa (non sono una
persona di "legge” chiedo gentilmente di rivedere la decisione tenendo
conto la realtà e non i testi di legge. A oggi sono riuscito ad non fare debiti
ma se la situazione lavorativa continua sulla care a generale calcolando che ho
cercato di risparmiare dove potevo sui costi fissi.” (Doc. I)

 

                               1.6.   Nella sua risposta del 14
aprile 2017 la Cassa sottolinea di avere già affrontato nella decisione su
reclamo le questioni sollevate con il ricorso (cfr. doc. III).

 

                                         Il 19 aprile 2017 il TCA
ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per inoltrare eventuali altri
mezzi di prova (cfr. doc. IV).

                                         Le parti sono rimaste
silenti.

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Gli assegni integrativi e di
prima infanzia sono degli strumenti di politica familiare e non rientrano nel
concetto di aiuto sociale ai sensi dell’art. 62 lett. e LStr. (cfr. DTF 141 II
401 e RtiD I-2016 Nr. 21 pag. 109 seg.).

                                         Essi costituiscono degli
elementi essenziali di quello che è noto come “il modello ticinese” di sostegno
alla famiglia (cfr. D. Cattaneo, “Sentenze recenti del Tribunale cantonale
delle assicurazioni” in Temi scelti del diritto delle assicurazioni sociale
pag. 135 seg. (179). Vedi pure D. Cattaneo, “La legge sugli assegni di
famiglia: caratteristiche, sentenze e problemi aperti”, in Il diritto pubblico
ticinese nel terzo millennio, RDAT I-2000 pag. 121 e segg.).

 

                                         L’art. 47 Laf, relativo
all’assegno integrativo, nella versione in vigore fino al 31 dicembre 2015,
stabiliva che:

 

" 1Richiamata
la Laps, il genitore ha diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente:

a) è domiciliato nel Cantone al momento della richiesta; 

b) coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio; 

c) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni. 

2Se entrambi i genitori coabitano con il figlio, il
diritto all’assegno spetta alla madre o al padre.”

 

                                         Il 16 dicembre 2015 il
Gran Consiglio ha modificato alcune disposizioni dalla Laf, tra cui la norma
appena citata.

 

                                         Il
nuovo art. 47 Laf stabilisce che:

 

" 1Richiamata la Laps, il genitore ha
diritto all’assegno, per il figlio, se cumulativamente: 

a) è domiciliato nel Cantone al momento della richiesta; 

b) coabita, anche soltanto in forma parziale, con il figlio; 

c) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni. 

2Se entrambi i
genitori coabitano con il figlio, il diritto all’assegno spetta alla madre o al
padre. 

3Se almeno uno dei
membri dell’unità di riferimento esercita un’attività lucrativa indipendente, è
computato al minimo un reddito aziendale netto pari ad almeno il doppio della
soglia d’intervento per il titolare del diritto ai sensi della Laps. In ogni
caso, il reddito aziendale netto computato non può essere inferiore a quello
che figura sulla più recente notifica di tassazione cresciuta in giudicato. 

4Per i cittadini
stranieri, il domicilio secondo il cpv. 1 lett. c) è da intendersi quale il
possesso del permesso di domicilio (permesso C) ai sensi della legge federale
sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (in seguito: LStr).”

 

                                         La modifica dell’art. 47
Laf è una delle misure contenute nel Messaggio n. 7121 del 29 settembre 2015
del Consiglio di Stato sul Preventivo 2016. L’esecutivo ha così illustrato le
ragioni della riforma:

 

" 8. AFI
e API: lavoratori indipendenti 

 

Mediante la presente misura si propone di computare per i
lavoratori indipendenti un reddito aziendale minimo. La misura interesserà i
casi nuovi e i casi di rinnovo del diritto. 

 

I lavoratori indipendenti hanno attualmente diritto agli assegni
integrativi e di prima infanzia (AFI-API), ai sensi della Laf (RL 6.4.1.1.) se
il reddito disponibile residuale dell’unità di riferimento (UR) alla quale
appartengono è al di sotto dei limiti sanciti dalla Laps (RL 6.4.1.2.), e
meglio secondo quanto previsto dallo specifico Decreto esecutivo del Consiglio
di Stato che dettaglia i limiti di reddito annui a dipendenza del numero dei
componenti dell’UR (per il 2015 e 2016, si veda il DE del 26 novembre 2014; RL
6.4.1.2.1.). 

 

Questa categoria di beneficiari pone, in particolare, due ordini
di problemi. Messaggio Preventivo 2016 27 

 

In prima linea, l’Amministrazione competente, dovendo determinare
il diritto alle succitate prestazioni pro futuro, effettua i propri calcoli
sulla scorta di un reddito da indipendente stimato in via provvisoria; per
prassi consolidata, già oggi non si considera in ogni caso un reddito da
indipendente di importo inferiore a quello fissato nell’ultima notifica fiscale
di tassazione cresciuta in giudicato. Ciò consente di contenere, perlomeno,
l’importo delle inevitabili decisioni di restituzione che la citata
Amministrazione è chiamata ad intimare a questi beneficiari per prestazioni
indebitamente riscosse in considerazione del reale reddito così come stabilito
a livello fiscale. Importo che poi difficilmente può essere recuperato. 

 

In secondo luogo, è possibile osservare come in molti casi, gli
AFI-API siano divenuti un’integrazione finanziaria in situazioni nelle quali
l’indipendente ha un reddito aziendale alquanto esiguo, talvolta dell’ordine di
poche migliaia di franchi all’anno. La situazione descritta genera delle
distorsioni del sistema: non si reputa, in effetti, che gli AFI-API debbano
essere erogati, per anni, allo scopo di garantire l’esistenza di agonizzanti attività
aziendali nelle quali l’indipendente nemmeno riesce a coprire le sue spese
d’esercizio. E ciò per il solo fatto dell’esistenza di un figlio nell’UR che
conferisce il diritto a tali prestazioni sociali di complemento. 

 

Si ritiene che le descritte situazioni, che generano delle
storture e delle distorsioni del sistema, debbano essere sanate. 

 

Si propone di consolidare la sopra descritta prassi tramite una
specifica base legale, rispettivamente introdurre un limite finanziario di
reddito aziendale netto minimo da computare nel calcolo degli AFI-API per il
membro dell’UR che esercita la sua attività lucrativa quale indipendente;
analogamente a quanto previsto dall’attuale art. 52 cpv. 3 Laf, il reddito
aziendale minimo è fissato al doppio della soglia d’intervento per il titolare
del diritto ai sensi della Laps: ai valori attuali (2015) l’importo
corrispondente è di 34'882.- franchi annui. 

 

Le misure descritte interessano i nuovi casi (cioè le nuove
domande di AFI-API) e i casi di revisione periodica della prestazione o di
revisione straordinaria, cioè riesame del diritto (art. 27 Laps). Qualora la
prestazione così calcolata non dovesse essere sufficiente a coprire il
fabbisogno esistenziale della sua UR, l’indipendente potrà richiedere la
prestazione assistenziale di modo che il caso potrà essere preso a carico
dall’Amministrazione competente la quale potrà così anche assumerne la gestione
secondo quanto previsto dalle specifiche normative edite dalla Conferenza
svizzera dell’azione sociale COSAS15 (vedi
H.7 in http://cosas.ch/uploads/media/2015_SKOS-Richtlinien-komplett-i.pdf).

 

Si propone quindi di introdurre nella Laf i nuovi artt. 47 cpv. 3
(valido per l’AFI) e 52 cpv. 4 (valido per l’API se famiglia bi-parentale). 

 

Attualmente vi sono 157 UR nelle quali almeno un genitore esercita
attività lucrativa quale indipendente, rispettivamente 76 UR nelle quali un
genitore è indipendente e l’altro è salariato. 

 

Il risparmio lordo per il Cantone è così valutato a 0.5 milioni di
franchi, di cui 0.3 milioni per AFI e 0.2 milioni per API (voci di costo
36370005 “Contributi cant. per assegno familiare integrativo” e 36370006
“Contributi cant. per assegno familiare di prima infanzia”). Il
trasferimento di spesa sulla prestazione assistenziale è limitato e valutato a
0.1 milioni. L’impatto netto della misura può essere stimato a 0.4 milioni di
franchi.”

 

                                         Il Direttore del
Dipartimento della sanità e della socialità Paolo Beltraminelli al riguardo si
è così espresso:

 

" (…)

Quanto agli altri correttivi proposti riguardanti gli indipendenti
e i genitori che non lavorano vanno fatte alcune precisazioni.

Le misure non riguardano le famiglie monoparentali. Le misure AFI
e API sono state concepite quale aiuto alla contabilità familiare per
permettere di accudire il proprio figlio in mancanza delle risorse necessarie e
anche per consentire ai redditi medio bassi di scegliere liberamente tra il
lavoro e l’accudimento, analogamente ai redditi più alti.

Non sono tuttavia state pensate per famiglie in cui nessuno dei
due genitori lavora. Invece questi casi sono numerosi: grazie agli aiuto AFI e
API in molte famiglie nessuno dei due genitori lavora. Sono tuttavia situazioni
pericolose in quanto una volta cresciuti i figli queste famiglie sono destinate
a rientrare verosimilmente nell’assistenza pubblica per un periodo che potrebbe
anche protrarsi per lungo tempo. (…)” (Verbale citato pag. 3460-3461)

 

                                         Nel corso della Seduta di
mercoledì 16 dicembre 2015, nella quale è stata trattata dal Parlamento anche
la revisione della legge sugli assegni di famiglia, i deputati Giorgio Fonio e
Pelin Kandemir Bordoli hanno proposto di stralciare il nuovo art. 47 cpv. 3
Laf.

                                      

                                         Questo emendamento è stato
respinto dal Gran Consiglio con 19 voti favorevoli, 48 contrari e 4 astensioni.

 

                                         Il complesso del disegno
di legge sugli assegni di famiglia annesso al rapporto della maggioranza
commissionale è invece stato accolto dal Parlamento con 37 voti favorevoli, 30
contrari e 3 astenuti (cfr. verbale citato pag. 3461).

 

                               2.2.   Nella presente fattispecie il
reddito annuo da attività indipendente principale del contribuente, che risulta
dalle tassazioni cresciute in giudicato relative al 2015, ammonta a fr.
22'500.-- (cfr. doc. 1F).

                                         In virtù del nuovo art. 47
cpv. 3 Laf occorre perciò considerare un reddito ipotetico di fr. 34'882.--
(fr. 17'441 x 2), come correttamente fatto dalla Cassa che è chiamata a
rispettare il principio di legalità (cfr. STF 9C_840/2015 del 28 giugno 2016).

 

                                         In questo contesto il TCA
ricorda peraltro che secondo la giurisprudenza federale, trattandosi di
prestazioni di carattere sociale introdotte a livello cantonale (diritto
cantonale autonomo), i Cantoni sono liberi di adottare le normative che ritengono
più opportune, a condizione di rispettare i diritti fondamentali (ad esempio
quelli derivanti dagli art. 8 e 9 della Cost. fed., cfr. DTF 141 I 1 consid.
5.2 pag. 5-7; vedi pure, in un altro contesto RtiD I-2016 Nr. 7 pag. 53 seg.,
consid. 5.2 pag. 55 e 8.2 pag. 57).

 

                                         Sul tema del reddito
ipotetico da applicare, per il calcolo dell’assegno di prima infanzia, in caso
di famiglie biparentali cfr. STCA 39.2016.8 del 3 ottobre 2016 in RtiD I-2017 Nr.
9 pag. 63 seg. e STCA 39.2016.9 dell’11 ottobre 2016.

 

                                         Sta semmai al legislatore,
se lo riterrà opportuno, “rivedere” (cfr. consid. 1.5) questa disposizione
legale. 

 

                               2.3.   Per quel che riguarda la
soglia d’intervento Laps, nel Messaggio n. 7184 del 20 aprile 2016 il Consiglio
di Stato ha proposto la seguente modifica:

 

" Adeguamento
delle soglie d’intervento Laps con modifica della scala di equivalenza e
estensione limite di età del figlio per l’assegno di prima infanzia

 

L’adeguamento delle soglie d’intervento Laps attraverso la
modifica delle scale di equivalenza

Le scale di equivalenza sono uno strumento importante per
l’erogazione delle prestazioni di complemento, a garanzia del fabbisogno
familiare o di una determinata spesa, contemplate dal nostro sistema di
sicurezza sociale. Con l'aumentare del numero dei membri, una famiglia
necessita di maggiori risorse per avere lo stesso tenore di vita. Nelle
prestazioni sociali per determinare il fabbisogno suppletivo per ogni membro
supplementare, ci si basa sulle cosiddette «scale di equivalenza». L'importo per
la prima persona è calcolato come valore di riferimento, i coefficienti per la
determinazione degli importi per le persone aggiuntive sono ridotti e variano a
dipendenza della prestazione sociale o legge di riferimento. 

Il reddito non deve infatti aumentare in modo lineare, perché una
famiglia con più persone realizza dei risparmi rispetto a una persona singola,
segnatamente perché condivide alloggio e beni di consumo (economie di scala).
Così, una famiglia di quattro persone non ha bisogno di spendere quattro volte
di più di una persona che vive da sola per raggiungere lo stesso tenore di
vita.

La soglia d’intervento Laps, che richiama le disposizioni previste
dalla legislazione federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI, è
applicata per la determinazione delle prestazioni armonizzate: indennità
straordinarie di disoccupazione per ex-indipendenti, assegno integrativo e
assegno di prima infanzia. Inoltre, è utilizzata per determinare il reddito
disponibile massimo (RDM) nella riduzione individuale dei premi (RIPAM). 

Si precisa che l’assistenza ha e manterrà una soglia d’intervento
differente, più bassa rispetto alle altre prestazioni sociali di complemento,
in linea con le disposizioni previste dalla Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS). In termini finanziari, la differenza
attuale tra la soglia d’intervento Laps e quella dell’assistenza sociale è
rilevante, superiore al 40% a partire dalle 4 persone.

L’attuale riferimento nella Laps alle disposizioni valevoli per le
PC AVS/AI pone alcuni problemi, poiché la tipologia dei beneficiari è
differente. Il Consiglio di Stato ritiene che una differenza nella soglia di
intervento tra le prestazioni Laps, segnatamente per gli assegni integrativi e
di prima infanzia, e l’assistenza sociale debba essere confermata, in quanto
quest’ultima prevede anche prestazioni speciali aggiuntive al fabbisogno di
base. Tuttavia il divario attuale e la progressione prevista dalla Laps a
partire dalla seconda e successiva persona devono essere riviste al fine di
mantenere sia una coerenza interna tra le prestazioni sociali cantonali, sia
per tenere conto degli studi recenti elaborati a livello nazionale sul costo
dei figli.

Le nuove soglie d’intervento sono esplicitate nel nuovo art. 10
cpv. 1 Laps. Tale adeguamento rende superfluo l’attuale art. 10 cpv. 2 Laps. 

La tabella sottostante presenta le nuove soglie di intervento
determinate dalla modifica della scala di equivalenza. La modifica prevista
mantiene invariato il valore per la persona sola e va a ridurre gli importi a
partire dalle unità di riferimento di due persone (-129 fr./anno), in modo più
marcato per unità di riferimento più grandi, a causa della progressione
inferiore del costo dei membri supplementari rispetto alla scala di equivalenza
attuale. 

Le nuove soglie d’intervento Laps rimangono sensibilmente
superiori, di circa il 30%, rispetto a quelle previste per l’assistenza
sociale. Questa modifica non comporta quindi trasferimenti di costi
all’assistenza sociale poiché si limita a ridurre la soglia di intervento Laps.

 

	
  DIMENSIONE

  UR

  	
  Attuali
  soglie di intervento 2016 (fr./anno)

  	
  Attuale
  scala di equivalenza

  	
  Nuove
  soglie di intervento 2017 (fr./anno)

  	
  Nuova
  scala di equivalenza

  	
  Differenza
  2016-2017 (fr./anno) 

  
	
  1

  	
  17 441

  	
  1,00

  	
  17 441

  	
  1,00

  	
  0

  
	
  2

  	
  26 161

  	
  1,50

  	
  26 032

  	
  1,49

  	
  -129

  
	
  3

  	
  35 312

  	
  2,03

  	
  32 434

  	
  1,86

  	
  -2 878

  
	
  4

  	
  44 462

  	
  2,55

  	
  37 330

  	
  2,14

  	
  -7 132

  
	
  5

  	
  50 561

  	
  2,90

  	
  42 209

  	
  2,42

  	
  -8 352

  
	
  6

  	
  56 661

  	
  3,25

  	
  47 087

  	
  2,70

  	
  -9 574

  
	
  7

  	
  59 711

  	
  3,42

  	
  51 966

  	
  2,98

  	
  -7 745

  
	
  Per ogni
  membro supple-mentare

  	
   

  3 050

  	
   

  0,17

  	
   

  4 879

  	
   

  0,28

  	
   

  1 829

  

 

L’attuale art. 10 cpv. 3 Laps esplicita il principio in virtù del
quale i limiti Laps sono adeguati contemporaneamente (cioè nello stesso
momento) a quelli della legislazione federale sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI e nella misura (cioè in percentuale) dell’incremento deciso
dall’autorità federale per queste prestazioni federali. In virtù di tale
normativa, per evitare che i limiti Laps fossero adeguati a quelli delle
prestazioni complementari, è finora stato necessario prevederlo esplicitamente
nella Laps stessa, e meglio con l’art. 37 Laps.

Si ritiene che il principio di tale automatismo debba essere
rivisto e che la competenza di determinare se i limiti Laps devono o meno
essere adeguati debba essere conferita al Consiglio di Stato, ciò che
consentirebbe all’Esecutivo di disporre di un maggior margine di manovra in
termini finanziari. È così abrogato l’attuale art. 10 cpv. 3 Laps,
rispettivamente nel nuovo art. 10 cpv. 2 Laps si esplicita la delega al
Consiglio di Stato.

Il nuovo art. 10 cpv. 1 Laps comporta un adeguamento dell’attuale
art. 49 cpv. 1 Laf che determina l’importo massimo erogabile a titolo di
assegno integrativo. Ritenuto come tale (attuale) normativa rinvia alle soglie
d’intervento per i figli definite dalla Laps, modificando le soglie Laps (con
il nuovo art. 10 cpv. 1 Laps) ma volendo lasciare invariati i massimali di
assegno integrativo – allo scopo di evitare un trasferimento di costi sulle
prestazioni assistenziali – occorre così modificare l’art. 49 cpv. 1 Laf,
prevedendo esplicitamente in tale normativa le soglie d’intervento per i figli,
e meglio:

 

	
  Numero di figli

  	
  Massimale per figlio

  in fr. (all’anno)

  
	
  1 figlio

  	
  9’150

  
	
  2 figlio

  	
  9’150

  
	
  3 figlio

  	
  6’100

  
	
  4 figlio

  	
  6’100

  
	
  Ogni ulteriore figlio

  	
  3’050

  

 

Nel contempo, allo scopo di consentire al Consiglio di Stato di
disporre di un maggior margine di manovra in termini finanziari, anche per gli
importi massimi di assegno integrativo si introduce la delega al Consiglio di
Stato tramite il (nuovo) art. 49 cpv. 3 Laf.

 

Questa modifica consente un risparmio lordo di 6.3 milioni per il
Cantone, segnatamente con la riduzione della spesa per assegni integrativi e di
prima infanzia.”

 

                                         Il 20 settembre 2016 il
Gran Consiglio ha accettato la modifica proposta ed ha così riformulato l’art.
10 Laps:

 

" 1.

La legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni
sociali (Laps) del 5 giugno 2000 è modificata come segue:

 

Art. 10  1La soglia d’intervento corrisponde
alla somma di

a)    per il titolare
del diritto: fr. 17?441.--;

b)    per la prima
persona supplementare dell’unità di riferimento: 

      fr. 8'591.--;

c)    per la seconda
persona supplementare dell’unità di riferimento: 

      fr. 6'402.--;

d)    per la terza
persona supplementare dell’unità di riferimento: 

      fr. 4'896.--;

e)    per la quarta e
ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di riferimento: fr. 4'879.--.

 

2Il Consiglio di Stato determina se ed in che misura le
soglie di cui al cpv. 1 vengono adeguate.

 

3Abrogato.”

 

                                         L’entrata in vigore è
stata fissata al 1° gennaio 2017.

                                         La modifica legislativa è
stata accettata in votazione popolare il 12 febbraio 2017 (cfr. Foglio Ufficiale
n. 16 del 24 febbraio 2017 pag. 1626 da cui risultano una partecipazione al
voto del 44,82%, 50’001 voti favorevoli e 45'309 contrari).

 

                               2.4.   Nel caso concreto la
riduzione della soglia d’intervento per una famiglia composta da 6 persone da
fr. 56'661.-- per il 2016 a fr. 47'087.-- per il 2017 è dovuta ad una decisione
del Gran Consiglio, approvata pure in votazione popolare.

 

                                         Starà semmai al Parlamento
valutare nei prossimi anni, alla luce dei dati a disposizione, se come sostiene
il ricorrente “il fisso di fr. 47'000.-- per una famiglia di sei persone è
decisamente troppo basso” (cfr. consid. 1.5).

 

                                         L’importo considerato
dalla Cassa è comunque corretto.

 

                                         Per quel che riguarda
l’entrata in vigore retroattiva delle norme, al 1° gennaio 2017, va rilevato
che la Cassa ha effettuato la revisione a partire dal 1° marzo 2017, senza chiedere
la restituzione degli AFI in eccesso versati in gennaio e febbraio 2017. Inoltre,
se è vero che la modifica di legge è stata approvata soltanto il 12 febbraio
2017 è altrettanto vero che il Messaggio governativo risale al mese di aprile
2016.

 

                                         Infine, come sottolineato
a ragione dalla Cassa (cfr. consid. 1.4), le altre spese indicate
dall’assicurato non possono essere considerate in quanto non figurano all’art.
8 Laps.

 

                                         Alla luce di quanto appena
esposto, la decisione su reclamo del 16 marzo 2017 deve essere confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti