# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c901ab88-99b3-5749-9843-28ea29044386
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.10.2014 15.2014.102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2014-102_2014-10-07.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2014.102

  	
  Lugano

  7 ottobre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo quale giudice unico (art. 48b LOG)
sul ricorso 1° ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio esecuzione (UE) di Lugano,
o meglio contro la comminatoria di fallimento emessa il 24 settembre 2014 nell’esecuzione
n. __________ promossa nei confronti della ricorrente da

 

	
   

  	
  PI 1 

  (rappr. dall’RA 1, __________)

   

  

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nell’esecuzione
n. __________ promossa il 23 dicembre 2013 da PI 1 contro RI 1 per l’incasso di
fr. 50’413.25 oltre interessi del 5% dal 23 dicembre 2013 e accessori, il
24 settembre 2014 l’Ufficio esecuzione di Lugano, appurato che l’escussa non aveva
interposto opposizione, le ha notificato la comminatoria di fallimento.

 

                            B.  Con
ricorso 1° ottobre 2014, RI 1 chiede l’annullamen­to della comminatoria di
fallimento.

 

                            C.  Visto
l’esito dell’odierno giudizio, il ricorso non è stato comunicato né all’Ufficio
né alla controparte.

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  Giusta
l’art. 17 LEF, salvo nei casi in cui la legge prescriva la via giudiziaria, il
ricorso all’autorità di vigilanza è ammesso contro ogni provvedimento di un
ufficio di esecuzione o dei fallimenti per violazione di una norma di diritto o
un errore di apprezzamento. Contro la notifica della comminatoria di fallimento
può quindi essere formulato un ricorso, ma unicamente per ragioni formali (Ottomann/Markus in: Basler
Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 6 ad art. 160
LEF), quali ad esempio l’incompetenza territoriale dell’ufficio d’esecuzione
(DTF 118 III 6), il mancato assoggettamento dell’escusso all’esecuzione
ordinaria in via di fallimento (art. 39 e 40 LEF), l’assenza di una decisione
esecutiva che rigetti l’opposizione o l’inoltro di un’azione di disconoscimento
di debito (art. 88 cpv. 1 LEF). La via del ricorso è invece preclusa per
questioni di merito (relative alla validità materiale del credito posto in
esecuzione), la cui cognizione spetta esclusivamente all’autorità giudiziaria o
amministrativa competente, in particolare nell’ambito della procedura di
rigetto dell’opposizione (art. 80 segg. LEF).

 

                             2.  Nel
caso specifico, RI 1 si oppone alla comminatoria di fallimento, facendo valere
di vantare nei confronti dell’escutente un credito di fr. 37’000.–, di
averla denunciata penalmente per appropriazione indebita e amministrazione
infedele e di voler salvaguardare gli impieghi dei suoi 25 dipendenti di età
superiore ai 45 anni. Allega anche che l’escutente ha sottoscritto un contratto
di acquisto di tutte le quote sociali di RI 1.

 

                                  Orbene,
tutte le censure riguardano i rapporti tra escutente ed escussa e non l’operato
dell’Ufficio. La contestazione dell’esistenza o dell’importo del credito posto
in esecuzione sarebbe dovuta essere formulata nella procedura di rigetto dell’opposizione
(art. 80 segg. LEF) o di disconoscimento di debito (art. 83 cpv. 2 LEF). Quanto
all’inoltro di una denuncia penale, non ha alcun effetto diretto sull’esecuzione
in corso. E quantunque la volontà di salvaguardare impieghi sia lodevole, la legge
non consente all’autorità di vigilanza di annullare e nemmeno di sospendere un’esecuzione
per un motivo del genere. Il ricorso si rivela dunque irricevibile.

 

                             3.  Non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:            1.  Il ricorso
è inammissibile.

 

                             2.  Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             3.  Notificazione
a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione di Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile
presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro cinque giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito
di un’esecuzione cambiaria.