# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0b7529d-4619-5ab1-b333-edf4bb01e770
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.05.2007 30.2006.48
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2006-48_2007-05-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2006.48

   

  cs

  	
  Lugano

  23 maggio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 novembre 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 6 ottobre
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In seguito
ad un controllo del conteggio dei salari (art. 162 segg. OAVS) relativo al
periodo 1° gennaio 2002-31 dicembre 2005 presso lo studio legale e notarile
dell’avv. RI 1, affiliato come datore di lavoro, un’ispettrice della Cassa CO 1
ha effettuato delle riprese per complessivi Fr. 48’590.--, corrispondenti
all’importo conseguito nel 2005 da __________, segretaria dello studio legale
fino al 31 dicembre 2004 (doc. 3). 

 

                               1.2.   Mediante
tassazione d'ufficio del 18 settembre 2006, l’amministrazione ha fissato i
contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti ed ha notificato all'interessata
una decisione formale con gli importi dei salari ripresi. 

 

                               1.3.   Con
decisione su opposizione del 6 ottobre 2006 la Cassa ha parzialmente accolto le
censure sollevate dall’avv. RI 1 ed ha ridotto l’importo della ripresa a fr.
45'650 (doc. 1).

 

                               1.4.   Contro la
predetta decisione l’avv. RI 1 è insorto al TCA (Doc. I). 

                                         L’interessato
fa valere che __________, sua segretaria a tempo parziale fino al 31 dicembre
2004, dal 1. gennaio 2005 ha iniziato a svolgere la sua attività quale
dipendente della neocostituita società __________, alla quale l’assicurato ha
affidato dei mandati di prestazione (tenuta della contabilità e lavori di
segretariato), eseguiti personalmente da __________. La fatturazione alla
società è avvenuta sulla base di un importo orario di fr. 50.--.

                                         L’avv. RI
1 rammenta che il conferimento di mandati esterni allo studio per l’esecuzione
di lavori di contabilità e di segretariato in genere avrebbe potuto essere dato
anche ad altre società di servizi e che, solo perché __________ è stata per
diversi anni sua segretaria, ha deciso di conferire i mandati alla __________,
di cui la sua ex segretaria è socia gerente, piuttosto che ad altri. A questo
proposito afferma che se __________ fosse considerata sua dipendente, egli
interromperebbe immediatamente la collaborazione con la società, togliendole i
mandati di segretariato e tenuta della contabilità.

                                         L’avv. RI
1RI 1, dopo aver indicato di non essere al corrente del salario percepito da __________
per il lavoro svolto a favore della __________, rileva che se quest’ultima
società gli ha fatturato fr. 45'650, significa unicamente che le ore fatturate
sono state 913. Considerato che l’orario di lavoro annuo di una segretaria a
tempo pieno nel 2005 è stato di 1'916 ore, ne deriva che __________, per conto
di __________ ha fornito prestazioni nella misura del 47,66% (913:1916).

                                         Infine
l’interessato rileva che un’ipotetica rimunerazione della sua ex-segretaria con
un salario lordo annuo di fr. 95'800 sarebbe assurdo, poiché il salario
percepito fino al 31.12.2004 era di fr. 54'600 per un’attività al 75% (6 ore al
giorno), ciò che corrisponde a fr. 72'800 per un lavoro al 100% (stipendio di fr.
38 all’ora: 72'800: 1916). Se __________ avesse lavorato ancora quale
dipendente dell’avv. RI 1, avrebbe percepito un salario lordo di fr. 34'694 (38
X 913).

 

                               1.5.   Con risposta
del 20 novembre 2006 la Cassa propone di respingere il ricorso.
L’amministrazione rammenta che __________ è stata dipendente dello studio
legale dell’avv. RI 1 fino al 31 dicembre 2004 con uno stipendio mensile lordo
di fr. 4'550. Dal 1. gennaio 2005 __________ ha fatturato all’avv. RI 1 le sue
prestazioni, per il tramite della neocostituita __________ di cui è socia
gerente, con regolari importi mensili per un totale annuo di fr. 45'650. La
Cassa rileva che dall’analisi del bilancio della società emerge che l’unico
committente è l’avv. RI 1, elemento che porta l’amministrazione a ritenere che
la soluzione giuridica messa in atto sia stata artatamente adottata all’unico
scopo di rendere possibile una relazione professionale tra enti. La realtà
economica dei fatti porta a ritenere che __________ “de facto” continua
a svolgere un’attività di segretaria contabile in nome e per conto del
ricorrente mantenendo in questo modo una continuità di relazione personale tra
le parti come avvenuto fino al dicembre 2004. Poiché __________ non si assume
alcun rischio economico e dipende dal ricorrente da un punto di vista
economico, la Cassa l’ha ritenuta dipendente (doc. III).

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha interpellato __________ (doc. V) ed __________ (doc. VI), i
quali hanno risposto con un unico atto (doc. IX). Le parti hanno potuto
esprimersi in merito (doc. X e seguenti).

 

 

in diritto

 

                               2.1.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della
LAVS.

                                         

                                         Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STF del 24
gennaio 2007 consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 160 consid.
5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 166 consid.
4b).

 

                                         Per
contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA (dal 1.
gennaio 2007: TF) ha già avuto modo di accertare l’assenza di una normativa
specifica che regola la questione intertemporale stabilendo di conseguenza la
necessità di ricorrere al principio generale secondo il quale, di regola,
siffatte disposizioni entrano immediatamente in vigore (STF del 24 gennaio 2007
consid. 6.1, H 178/05; DTF 130 V 4 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto le decisioni formale e su opposizione si riferiscono ad un controllo
del datore di lavoro per il periodo dal 1.1.2002 al 31.12.2005, mentre la
ripresa contestata concerne unicamente il 2005.

 

                                         Per cui
al caso di specie trovano applicazione sia le norme della LPGA che le modifiche
apportate alla LAVS dal 1.1.2003.

 

                               2.2.   A norma
dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività
salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.

 

Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario
determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri
per un tempo determinato o indeterminato.

 

Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia
mercede a dipendenza d'altri.

Per l'art. 10 LPGA è considerato salariato chi
per un lavoro dipendente riceve un salario determinante secondo la pertinente
legge.

E' considerato datore di lavoro chi impiega
salariati

(art. 11 LPGA).

 

L'art. 12 LPGA prevede che è considerato
lavoratore indipendente chi non consegue un reddito dall'esercizio di
un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la qualifica dell'attività
esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha
precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo
del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro
non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una
persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente (STFA
dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 21 marzo 2005, H 31/04).

In particolare, insolite costruzioni di diritto
civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non
hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                               2.3.   Di principio
si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una
delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego
del tempo o l'organizzazione del lavoro (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03;
STFA del 21 marzo 2005, H 31/04). Un altro indizio può essere dato da un
rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti
il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua
impresa e ne assume la responsabilità.

Questi principi non comportano comunque, da soli,
soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono
assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi
delle autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di
stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente.
La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi,
quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri
che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 21 marzo 2005, H 31/04,
STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03; STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA,
H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid.
3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi
citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi
predominanti nel caso concreto (STFA dell’11 marzo 2005, H 322/03, STFA del 18
settembre 2000 nella causa M., H 59/00).

 

                               2.4.   Secondo la
giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid.
2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio:
investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali
propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando,
indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono
sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid.
2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a
nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per
altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse
(RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare
dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva
di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

 

Si è in presenza di un’attività dipendente quando
le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando
l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente
dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato
nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra
attività lucrativa (Rehbinder, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione,

pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in:
Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso
l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul
lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro
(RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso,
risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC
1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività
regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto
di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che
perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993

pag. 226 consid. 3b).

 

Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che
la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice
delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli
importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono
un'eccezione a questa disposizione (Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et
survivants (LAVS),

pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina
63 il TFA ha precisato:

 

" 
(…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la
qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine
importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des
conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les
références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande
toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité
de l'appréciation fiscale. (…)"

 

                               2.5.   Il TFA ha
pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o
indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione
avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o
nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente
confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica
definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di
assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne
lo stato professionale definitivamente.

Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito
dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della
qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato
qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti
un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA;
STCA del 3 ottobre 1991 nella causa

B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

                                         Per
questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come
salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per
ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno
(Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                               2.6.   Nel caso di
specie l’amministrazione ha tassato d’ufficio il ricorrente relativamente ai
versamenti effettuati a favore della società __________ per il lavoro svolto da
__________. La Cassa ha infatti ritenuto che nel 2005 l’avv. RI 1 ha occupato
anche l’interessata quale sua dipendente.

 

                                         La Cassa
sostiene in particolare che __________, la quale è stata dipendente dell’avv. RI
1 fino al 31 dicembre 2004, ha poi continuato a fatturare prestazioni regolari per
un importo annuo complessivo simile agli anni precedenti al suo ex- datore di
lavoro attraverso la __________, iscritta a Registro di commercio il __________,
di cui oltre ad essere socia e gerente è pure l’unica salariata. 

 

                                         L’insorgente
contesta la ripresa rilevando che la __________ può lavorare anche con altri
committenti e versa regolarmente un salario ad __________, sul quale sono
pagati i contributi sociali. 

 

                               2.7.   In concreto,
__________ e la società __________, pur essendo stati interpellati separatamente
in merito alla ripresa effettuata dalla Cassa, hanno ritenuto di dover
rispondere con un unico atto (doc. IX). Essi hanno rilevato che __________ è
socia gerente della __________ __________ e, oltre alla conduzione
amministrativa della società, svolge ogni e qualsiasi attività esterna in
favore di terzi legata allo scopo sociale della ditta (“__________.”).

                                         Gli interessati
hanno affermato che nel 2005 __________ ha svolto il medesimo lavoro che prima
svolgeva da dipendente dello studio legale e notarile di cui è titolare l’avv. RI
1, che fondamentalmente consisteva e consiste nella tenuta della contabilità
completa dello studio (dalle registrazioni al bilancio, dichiarazioni IVA
comprese), la fornitura di servizi di segretariato generico in ambito legale e
notarile, nonché la conduzione del lato amministrativo dello studio legale e
notarile (pagamenti, dichiarazioni salariali, pratiche amministrative ed
assicurative del personale, fatturazione).

                                         Essi
hanno poi rilevato che “Non esiste documentazione scritta circa il rapporto
esistente tra le parti: si precisa comunque che nelle intenzioni dell’avv. RI 1
vi era il principio di conferire alla neocostituita società __________ non solo
il mandato di cui sopra, ma soprattutto ulteriori mandati in favore di terzi
che l’avv. RI 1 avrebbe delegato alla __________ e che, stato al dicembre 2004,
vi erano buone prospettive per il 2005 e buon motivo per la costituzione di una
__________ esterna di supporto allo studio legale e notarile”.

 

                                         Gli
interessati hanno confermato che la remunerazione è stata stabilita in Fr. 50 all’ora,
fatturati mensilmente allo studio legale e notarile dell’avv. RI 1, mentre lo
stipendio lordo mensile versato dalla __________ ad __________ ammonta a fr.
3'385 (su dodici mensilità), pari a fr. 40'620 annui lordi. Quest’ultima è
stata assicurata per la perdita di guadagno, la responsabilità civile, gli infortuni,
il secondo pilastro, l’AVS, ecc. Sull’importo versato ad __________ la società
ha pagato alla Cassa CO 1 gli oneri sociali.

                                         __________
è l’unica dipendente della __________ ma si avvale, per i casi di
intermediazione immobiliare, della consulenza gratuita del marito, il quale ha l’autorizzazione
cantonale di fiduciario commercialista immobiliare ed è socio della __________.

 

                                         Gli
interessati hanno rilevato che nel 2005 non sono state effettuate altre
prestazioni all’infuori di quelle in favore dello studio legale e notarile
dell’avv. RI 1.

 

                                         Essi
hanno infine affermato: “Non riusciamo a capire i motivi per i quali la
Cassa ritiene di considerare la signora __________ dipendente dello studio
legale e notarile dell’avv. RI 1, dal momento che essa non è una lavoratrice
indipendente, ma risulta regolarmente annunciata alla Cassa ed alle
Assicurazioni quale dipendente della __________. In fondo – a nostro modo di
vedere – sola preoccupazione della Cassa dovrebbe essere quella di incassare
gli importi dovutile a fronte delle dichiarazioni di salario annunciate: cosa
che è regolarmente avvenuta.”

 

                               2.8.   Secondo il
Tribunale, la natura degli importi che l’avv. RI 1 versava regolarmente alla __________
sulla base delle fatturazioni di quest’ultima corrisponde ad un vero e proprio
salario che la collaboratrice, __________, percepiva indirettamente, per il
tramite della neocostituita __________.

 

Va infatti evidenziato che __________ è
dipendente e proprietaria economica della sua società.

 

Questa circostanza non è decisiva. In tale
contesto questo Tribunale rileva che in una sentenza pubblicata in DTF 133 V
133, l'Alta Corte in materia di assicurazione contro la disoccupazione, ha
stabilito che possono beneficiare di una proroga del termine quadro per la
riscossione della prestazione secondo l’art. 71d cpv. 2 LADI, non soltanto le
persone esercitanti un’attività lucrativa indipendente, ma anche quelle
assimilabili a un datore di lavoro. 

In quell'occasione il TFA ha sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

"  (...)

2.4.3  Das Ziel der Beendigung der
Arbeitslosigkeit lässt sich auf verschiedene Weise erreichen. So kann eine
Einzelfirma gegründet werden, in welcher die versicherte Person selbstständig
erwerbstätig wird. Es kommt aber auch die Möglichkeit in Frage, eine
Kapitalgesellschaft zu gründen, in welcher die versicherte Person in
arbeitgeberähnlicher Stellung tätig wird. Die Entscheidung, ob eine Einzelfirma
oder eine Kapitalgesellschaft gewählt wird, hängt von verschiedenen
Gesichtspunkten ab, etwa von haftpflichtrechtlichen, betriebsökonomischen oder
steuerlichen Aspekten. Dies sind alles dem Arbeitslosenversicherungsrecht
sachfremde Kriterien. AHV-rechtlich betrachtet, hat die Wahl jedoch
entscheidende Auswirkungen: bei einer Kapitalgesellschaft wird die versicherte
Person in arbeitgeberähnlicher Stellung tätig und nimmt somit eine
beitragswirksame Arbeit auf, in einer Einzelfirma hingegen wird sie
selbstständig und entrichtet daher keine Beiträge an die
Arbeitslosenversicherung.

 

2.5  Indem Art. 95e Abs. 2 AVIG die Verlängerung
der Rahmenfrist für den Leistungsbezug auf vier Jahre nur bei nicht
beitragswirksamer

Erwerbstätigkeit zulässt, werden
arbeitgeberähnliche Personen, die eine Kapitalgesellschaft gegründet haben,
gegenüber den in einer Einzelfirma selbstständig Erwerbstätigen benachteiligt.
Die Selbstständigerwerbenden können, obwohl sie keinerlei Beiträge an die
Arbeitslosenversicherung mehr entrichten, im Falle des Scheiterns von der
Verlängerung der Rahmenfrist profitieren und den Maximalanspruch an Taggeldern
zum letzten, in der Regel höheren versicherten Verdienst beziehen. Demgegenüber
soll arbeitgeberähnlichen Personen, obwohl sie über ihre Kapitalgesellschaft
weiterhin Beiträge an die Arbeitslosenversicherung abliefern, keine
Verlängerung der Rahmenfrist eingeräumt werden. Auf diese Weise werden
Personen, welche Beiträge an die Arbeitslosenversicherung zahlen, schlechter
gestellt als Personen, die gar nichts (mehr) abliefern. Ein derartiges Ergebnis
widerspricht dem Sinn der gesetzlichen Grundlage, welche sowohl selbstständigerwerbende
als auch arbeitgeberähnliche Personen gleichermassen fördern und für das auf
sich genommene Risiko des Scheiterns absichern wollte.“

 

In concreto, __________, proprietaria economica
della società di cui è unica dipendente, alla luce della sopra citata
giurisprudenza, va trattata come un’indipendente. 

Di conseguenza la giurisprudenza sullo statuto
AVS di un indipendente va applicata, per analogia, anche al caso di specie.

 

                                         In
particolare la circostanza che __________, per il tramite della sua società,
lavora unicamente per l’avv. RI 1, costituisce un elemento decisivo per
qualificare di dipendente l’attività di segretariato esercitata esclusivamente
a favore dell’insorgente (cfr. STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA [H
279/00]). 

 

È vero che le prestazioni erano fatturate dalla __________
all’indirizzo del ricorrente e che i pagamenti che quest’ultimo effettuava
spettavano alla __________ e non direttamente alla sua gerente. Va tuttavia
rilevato che nel 2005 __________ era l’unica dipendente della __________ e il
ricorrente era l’unico beneficiario delle prestazioni della società (cfr. doc.
IX: “Nel 2005 non sono state effettuate altre prestazioni all’infuori di
quelle in favore dello studio legale e notarile dell’avv. RI 1, nonostante le
buone prospettive espresse dall’avv. RI 1.” e: “Oltre ad __________ non
vi sono altri dipendenti, ma essa si avvale, per i casi di intermediazione
immobiliare della consulenza gratuita del marito […]”).

Il rapporto instauratosi tra l’avv. RI 1, e
meglio il suo studio legale, e __________, sua ex segretaria, era tale da
costituire un vero e proprio legame di collaborazione dipendente. 

 

Per cui non è rilevante se la fatturazione
avveniva per il tramite della __________ e quest'ultima era creditrice formale
dell'importo verso lo studio legale. Infatti, nel periodo in discussione, la __________
non aveva collaboratori, se non __________, socia e gerente della società
medesima assieme al marito.

 

In pratica, la sovrapposizione totale delle due
identità, ossia la persona fisica __________ e la società __________ (società
di cui è socio anche __________), fa sì che già la sola regolarità dei
versamenti ogni mese nel periodo in discussione accomuna gli importi versati dall’avv.
RI 1 e percepiti dalla __________ per l'attività di __________ ad un normale
salario che un lavoratore dipendente riceve alla fine di ogni mese. Come visto
in precedenza decisiva ai fini dell’analisi del caso concreto non è solo la
natura giuridica dei rapporti contrattuali fra le parti, ma la realtà
economica, dalla quale emerge che __________ continua a lavorare per il
ricorrente, mantenendo in sostanza una continuità di relazione personale tra le
parti come avvenuto fino a dicembre 2004.

 

                                         La
circostanza secondo cui durante il 2005 la __________ avrebbe assunto altri
incarichi ricevuti da altri committenti, è invece smentita dalla stessa società.

 

                                         Non va
poi dimenticato che la socia gerente esercita l’attività di segretaria
dell’avv. RI 1, che consiste “nella tenuta della contabilità completa dello
studio (dalle registrazioni al bilancio, dichiarazioni IVA comprese), la
fornitura di servizi di segretariato generico in ambito legale e notarile,
nonché la conduzione del lato amministrativo dello studio legale e notarile
(pagamenti, dichiarazioni salariali, pratiche amministrative ed assicurative
del personale, fatturazione).” (doc. IX). Si tratta di un tipico lavoro di
segretariato che, di principio, vista la subordinazione insita nel tipo stesso
di attività, va considerato di natura dipendente. 

 

                                         Alla luce
di quanto sopra esposto, prendendo in considerazione tutte le circostanze qui
analizzate, questo Tribunale giunge alla conclusione che __________ deve
essere considerata come una dipendente dell’avv. RI 1 per il periodo in esame
nell'ottica del diritto delle assicurazioni sociali.

                                         La questione circa
l’ammontare della remunerazione versata alla segretaria non è invece decisiva
ai fini della qualifica dell’attività svolta dall’interessata. Infatti, come
già stabilito nella STCA del 25 maggio 2004 (inc. 30.2004.18), confermata dalla
STFA dell’8 agosto 2005 (H 119/04), il datore di lavoro, nei limiti dei
contratti collettivi di lavoro e delle altre norme di diritto pubblico e
privato, può fissare liberamente la rimunerazione del suo dipendente, a maggior
ragione se i salari sono superiori alla media. Del resto l’interessata lavorava
da diversi anni presso l’avv. RI 1, per cui la maggior rimunerazione, secondo
le regole del mercato, poteva essere giustificata. Certo, l’aumento rispetto
all’anno precedente è importante, tuttavia nulla avrebbe impedito le parti di
continuare la collaborazione, come in precedenza, senza passare per il tramite
di una __________. 

 

                                         Per quanto concerne invece
la circostanza che l’avv. RI 1 afferma di voler mettere fine immediatamente ad
ogni collaborazione con la __________, togliendole i mandati di segretariato e
tenuta della contabilità, e licenziando di fatto la sua segretaria che da
diversi anni svolgeva, a suo favore, questo lavoro e che l’interessato ritiene
che occorrerà, di conseguenza, stabilire se l’interessata ha diritto alle
indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione, va evidenziato che, non
essendoci al momento del ricorso alcuna decisione in merito, il TCA non può
pronunciarsi. Va tuttavia sottolineato che l’attuale soluzione non è stata
imposta da nessuno ma è stata scelta dalle parti, le quali avrebbero potuto continuare
la precedente proficua collaborazione senza la necessità di far capo ad una __________.

 

                               2.9.   Resta da
esaminare la questione del salario versato dalla __________ ad __________ (fr. 40'620),
sul quale la ditta interessata ha già versato i contributi sociali.

 

                                         Il TFA ha
stabilito che il cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i
contributi assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente
cresciuta in giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del
riesame o della revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello
statuto con effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione
dello statuto viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta,
con il dovuto riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello
statuto concerne sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati
contributi assicurativi, sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione,
deve essere esaminato, per la parte già considerata del provvedimento
formalmente cresciuto in giudicato, se sono dati i presupposti del riesame o
della revisione processuale, mentre lo statuto contributivo per le rimanenti
rimunerazioni, non ancora contemplate da decisione, è apprezzato liberamente
(DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à
16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121
seg. ad art. 5 , pag. 183 seg., in particolare n. 127 pag. 185).

 

                                         Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2
l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e
se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può
riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è
stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di
ricorso.

 

                                         Kieser,
in ATSG-Kommentar, Zurigo, Basilea, Ginevra 2003, a pag. 541 ad art. 53, nota
30, a proposito dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, precisa:

 

" 
b) Die in art. 53 Abs. 3 ATSG kodizierte
Regelung galt bereits nach der bisherigen Rechtsprechung (einlässliche
Darstellung derselben SCHLAURI, Neuverfügung lite pendente, 176 ff.), welche
ihre Gültigkeit auch unter Berücksichtigung von Art 53 Abs. 3 ATSG beibehält.
Insbesondere steht es dem Versicherungsträger frei, während des laufenden Beschwerdeverfahrens
ohne Beachtung der besonderen Wiedererwägungsvoraussetzungen (insbesondere ohne
Annahme einer zweifellosen Unrichtigkeit) auf den Entscheid zurückzukommen
(vgl. BGE 107 V 192). Hat der Versicherungsträger die Beschwerdeantwort eingereicht,
ist ihm eine Wiedererwägung untersagt (dazu HISCHIER, Wiedererwägung, 457, der
eine Wiedererwägung lite pendente auch noch zulassen will, wenn der
Versicherungsträger nach Erstattung der Beschwerdeantwort zu einer weiteren
Stellungnahme aufgefordert wird). Einer nach diesem Zeitpunkt erlassenen
Verfügung kommt immerhin der Charakter eines Antrages an das Gericht zu (vgl.
BGE 109 V 236 f.). Entspricht die Wiedererwägung nicht dem im
Beschwerdeverfahren gestellten Antrag, kommt sie ebenfalls bloss einem Antrag
an das Gericht gleich (vgl. ZAK 1992 117). Im übrigen wird bei einer
entsprechenden Wiedererwägung das Beschwerdeverfahren gegenstandlos (vgl. ATSG-Kommentar,
Art. 61 Rz. 76). Allerdings ist es nach der Rechtsprechung dem
Versicherungsträger nicht benommen, eine im Gerichtsverfahren vorgenommene Wiedererwägung
zu widerrufen (vgl. SVR 2001 IV Nr. 20)."

                                         Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

" 
wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich
ist, dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss -
derjenige auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser,
Kommentar ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesatgen
(Erw. 1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei
Verfügungserlass präsentierte." (STFA del 10
settembre 2003 nella causa U, H 97/03)."

                                      

                                         In
concreto dagli atti emerge che la Cassa nel 2005 ha trasmesso alla __________
una “chiusura conto” tramite la quale ha fissato l’ammontare dei
contributi dovuti.

 

Alla luce degli elementi sopra riportati, emerge
che la decisione della Cassa di considerare __________ dipendente della __________
fosse manifestamente errata e la rettifica, visto l’importo ripreso, rivestisse
una notevole importanza. La Cassa competente poteva pertanto riconsiderare la
decisione con effetto retroattivo e procedere alla ripresa salariale.

 

L’amministrazione, come ammesso nel suo scritto
del 10 aprile 2007 (doc. XI), dovrà tuttavia restituire alla __________ i
contributi pagati erroneamente.

 

In queste condizioni, alla luce di tutto quanto
sopra esposto, la decisione su opposizione impugnata deve essere confermata.

 

                                         Ad __________
e alla __________, quali parti cointeressate, va intimata la presente sentenza
(cfr. STF del 19 marzo 2007, H 194/05, consid. 3.4).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
é respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti