# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 285d05e9-c98e-5e12-bf8a-3f2ed777ea13
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.11.2010 D-3484/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3484-2008_2010-11-05.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3484/2008/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Muriel Beck Kadima, Daniel Schmid, 
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Repubblica della Serbia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 28 aprile 2008 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3484/2008

Fatti:

A.
L'(...),  l'interessato,  cittadino  serbo,  di  etnia  rom,  originario  di 
B._______, nella provincia di  C._______ (Repubblica della Serbia) – 
unitamente alla sua attuale ex-moglie ed ai loro figli  – ha presentato 
una domanda d'asilo in Svizzera.

B.
Nel  corso  dell'audizione  sulle  generalità  del  21 agosto 2006, 
l'interessato e la sua attuale ex-moglie, hanno dichiarato, in sostanza 
e per quanto è qui di rilievo, di aver vissuto in D._______ dal 1996 al 
2002 e di essere in seguito rientrati in Patria, dove, a partire dal 2005,  
ogni mese sarebbero stati vittima di estorsioni da parte di sconosciuti,  
rispettivamente da parte della E._______. L'ultima volta, nel mese di 
(...) 2006, detti  individui avrebbero chiesto all'interessato una somma 
di  EUR (...).-,  gli  avrebbero  sequestrato  i  passaporti  e  li  avrebbero 
minacciati  di  prendere una delle loro figlie,  se non avessero pagato. 
Confrontati a tale minaccia e non potendo versare la somma di denaro 
a loro richiesta, l'interessato e l'attuale ex-moglie avrebbero deciso di 
espatriare in Svizzera. A tale motivazione, hanno peraltro aggiunto di 
aver lasciato il loro Paese d'origine, in quanto una delle loro figlie, già  
operata  al  cuore  a  F._______  nel  1997,  soffrirebbe  tuttora  di  un 
problema cardiaco e necessiterebbe di  essere operata una seconda 
volta, ciò che desidererebbero potesse avvenire in Svizzera.

C.
Il  (...),  le  autorità  (...),  su  richiesta  dell'UFM,  hanno  informato  detto  
Ufficio  che  una  domanda d'asilo  dell'interessato  e  della  sua  attuale 
ex- moglie  sarebbe  stata  respinta  in  D._______,  il  (...),  e  che  gli  
interessati si sarebbero resi irreperibili in data (…) (cfr. atto A 8/3). 

D.
Confrontato  alle  suddette  informazioni  raccolte  dall'UFM,  in  data 
25 agosto 2006,  l'interessato  ha  confermato  di  essere  stato  in 
D._______ tra il 1996 e il 2002 e di aver lasciato volontariamente detto 
Paese. Ha inoltre specificato di essere partito dalla D._______ il (...) e 
di  non  essersi  recato  direttamente  in  Svizzera  (cfr. atto  A  10/3). 
Nel quadro  del  complemento  d'audizione  al  diritto  di  essere  sentito, 
interrogato sulle affermazioni scostanti della sua allora moglie circa il  
fatto di essere rientrati o meno in Serbia, l'interessato ha mantenuto la 

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sua versione, allegando che la sua allora moglie si sarebbe confusa, in 
quanto preoccupata e avente paura per la situazione della figlia malata 
(cfr. atto A 11/1).

E.
Nel corso dell'audizione cantonale del 21 settembre 2006, l'interessato 
e la sua attuale ex-moglie hanno affermato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, che gli atti di estorsione da loro subiti in Patria sarebbero 
avvenuti  tra  il  2002  e  il  2004  e  che,  a  causa  di  questi,  sarebbero 
ripartiti  alla  volta  della  D._______. Dopo  essere  ritornati  nel  Paese 
d'origine nel (...) 2006, l'interessato e la sua famiglia avrebbero deciso  
dopo appena (…) giorni di  espatriare nuovamente verso la Svizzera, 
per  poter  dare  alla  figlia  malata  la  possibilità  di  ricevere  le  cure 
appropriate.

F.
Il  (...),  sul  territorio  del  Canton  G._______,  l'interessato  è  stato 
arrestato  per  furto  e  posto  in  detenzione  preventiva  nel  carcere  di  
H._______.  Tale  misura  è  stata  confermata  il  (...)  dal  Giudice 
competente (cfr. atto A 22/3). 

G.
Con  decisione  del  (…)  (trasmessa  all'UFM  il  [...]),  l'I._______ha 
emesso nei confronti dell'interessato un divieto di accedere al territorio 
del  Canton G._______ giusta l'art. 13e  della  nel  frattempo abrogata 
legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il  domicilio 
degli stranieri ([vLDDS]; cfr. atto A 23/6). 

H.
Il  (...),  l'J._______  ha  tramesso  all'UFM  copia  del  rapporto  di 
segnalazione  del  (...)  inerente  l'interessato,  con  allegato  il  verbale 
d'interrogatorio  dell'interessato  del  (...),  nonché  la  documentazione 
circa  il  furto  commesso  dal  medesimo  sul  territorio  del  Canton 
G._______ (cfr. atto A 24/17).

I.
Con  scritto  del  3  marzo  2008,  l'UFM  ha  invitato  gli  interessati  a 
produrre, entro il 17 marzo 2008, un rapporto medico dello specialista 
presso cui  la  loro figlia  è in  cura (cfr. all'atto  A 25/3). Gli  interessati  
hanno  tempestivamente  prodotto  un  rapporto  medico  del  (...)  del 
Dr. med. K._______ (cfr. all'atto A 26/3).

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J.
Con decisione del  28 aprile 2008, notificata all'interessato e alla sua 
allora moglie il giorno seguente (cfr. risultanze processuali), l’UFM ha 
respinto la succitata domanda d’asilo ed ha pronunciato nello stesso 
tempo  l’allontanamento  dei  richiedenti  dalla  Svizzera,  nonché 
l’esecuzione dell’allontanamento, siccome lecita, esigibile e possibile.

K.
Il 28 maggio 2008, l'interessato e la sua allora moglie hanno inoltrato 
ricorso  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (di seguito: 
il Tribunale) contro la summenzionata decisione. Hanno chiesto, in via 
principale,  l'annullamento  della  decisione impugnata  e  il  rinvio  degli  
atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  nuove  indagini  e,  in  via 
sussidiaria, la concessione dell'ammissione provvisoria. Hanno altresì 
presentato una domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a 
copertura delle presumibili spese processuali. 

L.
Il 26 giugno 2008, con decisione incidentale, il Tribunale ha rinunciato, 
ritenuta la sussistenza di motivi particolari  (art. 63 cpv. 4 della legge 
federale  sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  [PA, 
RS 172.021]),  a  chiedere ai  ricorrenti  il  versamento di  un anticipo a 
copertura  delle  presumibili  spese  processuali  e  li  ha  autorizzati  a 
soggiornare  in  Svizzera  fino  alla  conclusione  della  procedura. 
Nel contempo, ha invitato l'autorità inferiore a presentare una risposta 
al ricorso.

M.
Il 24 luglio 2008 l' UFM ha presentato le proprie osservazioni, in cui ha 
proposto la reiezione del gravame.

N.
Il 18 agosto 2008 i ricorrenti hanno presentato l'atto di replica.

O.
Con  scritto  del  20  novembre  2008,  i  ricorrenti  hanno  comunicato 
all'UFM di aver sciolto la loro unione coniugale, in data (...), presso il  
Tribunale  comunale  di  B._______. Nel  contempo,  i  medesimi  hanno 
chiesto la disgiunzione delle loro procedure d'asilo. 

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P.
L'(...), la J._______ ha tramesso al Tribunale copia della sentenza di 
divorzio e della relativa traduzione in lingua italiana.

Q.
In  data  9  settembre  2009,  il  Tribunale  ha  disgiunto  le  cause  dei 
ricorrenti, a seguito del loro divorzio, ed il ricorso inerente la ex-moglie  
del ricorrente e i loro figli è stato trattato in un procedimento distinto. 

R.
Con  decisione  del  (...)  del  L._______,  il  ricorrente  è  stato  ritenuto 
colpevole  di  furto  semplice  ai  sensi  dell'art.  139  cpv.  1  del  codice 
penale  svizzero  del  21 dicembre 1937  (CP,  RS  311.0),  nonché 
condannato ad una pena pecuniaria e ad una multa.

S.
Con  scritto  del  (...),  il  servizio  M._______  della  Polizia  federale  ha 
trasmesso  all'UFM  le  informazioni  raccolte  inerenti  il  soggiorno  del 
ricorrente in D._______.  

T.
Il (...), la J._______ ha fatto pervenire al Tribunale l'originale dell'atto di 
matrimonio del ricorrente da cui emerge che si è unito in matrimonio in 
data (...) con una cittadina (...). 

Diritto:

1.
Il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
(art. 31 e art. 33 lett. d  della legge del  17 giugno 2005 sul  Tribunale 
amministrativo  federale  [LTAF, RS 173.32],  art.  105  della  legge  del 
26 giugno 1998 sull'asilo [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d della legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d’entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  agli  art.  48  e  52  PA,  nonché  all'art. 
108 cpv. 1 LAsi. 

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3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale, 
l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai 
motivi invocati dalle parti  (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi della 
decisione  impugnata  (v. sentenza  del  Tribunale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3).

5.

5.1 Nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  considerato  inverosimili  le 
allegazioni del richiedente e della moglie su punti essenziali della loro  
domanda d'asilo, siccome contraddittorie. In particolare, i richiedenti si 
sarebbero contraddetti  circa la  collocazione temporale delle  asserite 
estorsioni,  nonché  circa  il  motivo  alla  base  dell'assenza  del 
passaporto.  I  richiedenti  d'altronde  avrebbero  reso  versioni 
contrastanti  riguardo  alla  presentazione  o  meno della  denuncia  alle 
autorità serbe per le persecuzioni di cui sarebbero stati vittime. Detto 
Ufficio  ha,  inoltre,  considerato  che  le  persecuzioni  allegate  dalla 
richiedente  nei  confronti  dei  loro  figli,  in  considerazione  della  loro 
appartenenza all'etnia rom in Serbia, e nei confronti  del richiedente, 
per  quanto  attiene alla  mancanza di  lavoro,  non costituirebbero una 
persecuzione  ai  sensi  dell'art.  3  cpv. 1  LAsi.  Inoltre,  l'UFM  ha 
considerato  che  non  vi  sarebbero  motivi  atti  a  rendere 
l'allontanamento  dei  richiedenti  verso  la  Repubblica  della  Serbia 
inammissibile e che detto allontanamento sarebbe pure esigibile, data 
la possibilità per la loro figlia di ricevere cure mediche appropriate in  
Patria, come pure la loro buona situazione professionale e finanziaria, 
nonché  l'esistenza  di  una  rete  familiare.  Da  ultimo,  il  loro 
allontanamento sarebbe pure possibile.

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5.2 Nel  gravame,  il  ricorrente  ha  contestato  la  decisione  dell'UFM, 
facendo  valere  che  l'aver  taciuto  la  verità  e  le  conseguenti  
contraddizioni  rilevate da detto Ufficio  sarebbero dovute  al  timore di 
essere rimandato in D._______. L'insorgente ha inoltre invocato che – 
in  ragione  dell'appartenenza  all'etnia  rom  –  subirebbe  delle  vere  e 
proprie discriminazioni con violazioni importanti dei diritti umani e non 
avrebbe  alcun  senso  rivolgersi  alla  Polizia.  Di  conseguenza,  le 
discriminazioni  subite  sarebbero  rilevanti  in  materia  d'asilo.  Infine, 
circa l'esecuzione dell'allontanamento, il ricorrente sostiene che esso 
sarebbe  inesigibile,  a  causa  dell'assenza  di  un'efficace  assistenza 
medica per far fronte alle condizioni di salute della figlia. 

5.3 Nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM ha osservato  che  lo  stesso non 
conterrebbe alcun nuovo elemento atto a confutare le argomentazioni 
sviluppate nella decisione impugnata.

5.4 Nella  replica,  i  ricorrenti  hanno  confermato  le  allegazioni  e 
conclusioni presentate con l'atto ricorsuale.

6.

6.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

6.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  d'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima  risulti  secondaria  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  1993 
n. 21). In altri  termini,  le dichiarazioni devono essere attendibili,  cioè 
resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non  generiche  e  non 
suscettibili  di  diversa interpretazione (altrettanto  o  più  verosimile),  e 

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concordanti,  o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri  
dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza 
dev'essere  il  frutto  di  una  valutazione  complessiva,  e  non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili  
postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità 
giudicante (GICRA 1995 n. 23).

7.

7.1 Le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente in corso di procedura 
si  esauriscono  in  mere  ed  imprecise  allegazioni  di  parte,  non 
corroborate dal benché minimo elemento di seria consistenza. Inoltre, 
l'insorgente  si  è  limitato  a  pure  congetture,  non  fondate  su  alcun 
indizio  oggettivo,  con  riferimento  agli  evocati  fatti.  Innanzitutto,  il 
ricorrente ha cambiato, nel corso della procedura, la sua versione dei 
fatti  circa la collocazione temporale delle persecuzioni subite, ovvero 
delle  estorsioni  di  cui  sarebbe stato  vittima  da parte  di  sconosciuti,  
rispettivamente dalla E._______. Segnatamente, egli ha asserito in un 
primo tempo che le estorsioni subite avrebbero avuto luogo nel 2005 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  21 agosto 2006  [di  seguito:  verbale  1] 
pag. 5),  per  affermare,  in  seguito,  di  fronte  alle  prove  del  suo 
soggiorno  in  D._______  in  detto  periodo,  fornite  dalle  autorità  (...) 
nonché  confermate  dalle  ricerche  effettuate  dai  competenti  servizi 
della Polizia federale, di aver mentito, in quanto le estorsioni avrebbero 
avuto luogo tra il 2002 e il 2004 (cfr. verbale del diritto di essere sentito 
del  25 agosto  2006  [di  seguito:  verbale  2]  pag. 2  e  verbale 
d'interrogatorio del 21 settembre 2006 [di  seguito: verbale 3] pag. 5). 
In siffatte  circostanze,  ne  discende  che  le  persecuzioni  allegate,  a 
prescindere  da  qualsivoglia  esame  sulla  loro  verosimiglianza,  non 
sono attuali, e meglio non hanno alcun nesso causale temporale con 
l'espatrio  del  ricorrente  nell'(...)  2006,  all'origine  della  presente 
procedura.  Infatti,  secondo  la  giurisprudenza  più  recente,  il  nesso 
temporale tra i pregiudizi subiti  e la fuga dal Paese d'origine è rotto,  
quando un tempo relativamente lungo, ovvero dai sei mesi ad un anno, 
è  trascorso  tra  l'ultima  persecuzione  subita  e  la  partenza  all'estero 
(cfr. Decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero 
[DTAF] 2009/51  consid. 4.2.5  pagg.  744-745;  GICRA  1998  n.  20 
consid. 7 pag. 179 e segg.; 1997 n. 14 consid. 2a pag. 106 e segg.;  
1996  n. 42  consid. 4a  et  7d  pag. 367  et  370  e  segg. ; 1996  n. 30 

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consid. 4a pag. 288 e segg. ; Walter Stöckli, Asyl, in: Ausländerrecht, 
Handbücher  für  die  Anwaltspraxis,  vol.  VIII,  2e  ed.  Basilea  2009, 
n. 11.17  pag.  531  ;  Minh  Son  Nguyen,  Droit  public  des  étrangers, 
Berna  2003,  pag.  444).  D'altronde,  se  da  un  lato,  il  ricorrente  è 
espatriato  a  suo  dire  la  prima  volta  nel  2004  alla  volta  della 
D._______, a seguito delle  suddette persecuzioni,  dall'altro lato, egli 
ha dichiarato di essere ritornato nel suo Paese d'origine nel (...)  2006 
di sua spontanea volontà, senza menzionare alcun altro motivo per cui  
sarebbe stato indotto a farlo (cfr. verbale 2 pag. 1 e verbale 3 pag. 5). 
Pertanto, il comportamento del ricorrente, rientrato in Patria in siffatte 
condizioni, sommato al fatto che, come da lui stesso dichiarato, non gli 
sarebbe  più  accaduto  nulla  in  quel  periodo,  ovvero  durante  le  due 
settimane in cui  ha soggiornato a B._______ (cfr. verbale 3 pag. 6), 
dimostra  senza  equivoci  che  l'insorgente  non  aveva  alcun  timore 
oggettivo  fondato  di  essere  esposto  in  caso  di  rientro  in  patria  alle 
estorsioni allegate o a persecuzioni in ragione della sua etnia. Infatti – 
contrariamente  a  quanto  pretenderebbe  far  credere  il  ricorrente  in 
sede di ricorso – la sola appartenenza del medesimo all'etnia rom non 
giustifica il riconoscimento in suo favore di un timore fondato di essere 
esposto  a  persecuzione  o  pregiudizi.  Peraltro,  sebbene  si  siano 
verificate negli scorsi anni delle azioni contro questa minoranza non si 
può considerare che i rom in Serbia siano vittime di atti di violenza o di  
gravi discriminazioni o che rischino d'esserlo in maniera sistematica e 
generalizzata. Parimenti, non si può nemmeno ritenere che le autorità 
serbe rinuncino in maniera generale a perseguire i responsabili di tali  
azioni  o  tollerino  tali  comportamenti  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale 
D- 4666/2006 del 27 marzo 2009 consid. 2.2). A ciò aggiungasi che – 
come  risulta  dalle  sue  dichiarazioni  –  il  ricorrente  non  è  espatriato 
nell'(...)  2006  per  le  persecuzioni  evocate,  bensì  ha  deciso  di 
raggiungere la Svizzera a causa della situazione di salute della figlia  
malata, e meglio per poter far eseguire nel nostro Paese l'intervento 
chirurgico  a  lei  necessario  (cfr.  ibidem).  Alla  luce  delle  suesposte 
considerazioni, pertanto, da un lato, le persecuzioni asserite risalenti  
al  periodo  tra  il  2002  e  il  2004  sono  irrilevanti  per  la  presente 
procedura  e,  dall'altro,  il  motivo  d'asilo  realmente  fatto  valere  dal 
ricorrente  in  questa  procedura – secondo cui  sarebbe espatriato  per 
poter  offrire  le  cure  alla  figlia – è  come  facilmente  riconoscibile 
palesemente irrilevante ai sensi dell'art. 3 LAsi. 

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7.2 In  considerazione  di  quanto  esposto,  il  ricorso  sul  punto  di 
questione  dell'asilo,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

8.

8.1 Il  ricorrente  non adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1  e  cpv.  2  ed  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21).

8.2 In particolare, il  diritto di soggiorno in base al principio dell'unità 
della famiglia espresso all'art. 8 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) presuppone un legame familiare vissuto ed intatto 
con un membro della  famiglia  presente in  Svizzera,  il  quale,  inoltre,  
dev'essere  titolare  di  un  diritto  di  residenza  certo  in  Svizzera 
(ein "gefestigtes  Anwesenheitsrecht"),  ovvero  in  caso di  cittadinanza 
svizzera  o  di  un  permesso  di  domicilio.  (v. Sentenza  del  Tribunale 
federale  2C_758/2007  consid.  5.1  del  10 marzo  2008,  2C_80/2007 
consid.  2.2  del  25  luglio  2007,  2A.421/2006  consid.  1.2  del 
13 febbraio 2007,  2A.621/2006  consid. 4.1  del  3  gennaio  2007; 
Decisioni del Tribunale federale svizzero [DTF] 130 II 281 consid. 3.1 
pag. 261,  DTF 126 II  335 consid. 2a pag. 339 e pag. 382 e  segg.,  
DTF 125  II  633  consid.  2e  pag.  639,  DTF  124  II  361  consid.  1b 
pag. 364 e relativi riferimenti; DTF 122 II 1 consid. 1e pag. 5; GICRA 
2005  n. 23 consid. 3.1-3.3; GICRA 2002  n. 7  consid. 5b/bb,  GICRA 
2001 n. 21 consid. 8c/aa-bb; sentenza del Tribunale D-6582/2006 del 
27  aprile  2009  consid.  5.3).  Alla protezione  giusta  l'art.  8  CEDU 
possono appellarsi i  membri  del nucleo familiare, il  coniuge ed i figli  
minorenni. Secondo la giurisprudenza, anche il  concubino che forma 
con  il  rifugiato  una  comunità  durevole  analoga  al  matrimonio  può 
beneficiare di  tale  protezione (cfr. GICRA 1993 n. 24; inoltre art. 1a 
lett. e  OAsi  1,  secondo  la  quale  sono  equiparati  ai  coniugi  anche  i 
partner registrati). Inoltre, vengono compresi dall'art. 8 CEDU anche i 
rapporti tra tutti i familiari prossimi, i quali potrebbero rivestire un ruolo  
importante in seno alla famiglia. Come vita familiare estesa, gli organi 
di Strasburgo hanno altresì riconosciuto il rapporto tra nonni e abiatici,  
zii  e  nipoti  nonché tra fratelli. Nei  rapporti  dei  familiari  all'infuori  del  
nucleo  familiare,  l'appello  al  principio  dell'unità  della  famiglia 

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presuppone  –  oltre  ad  un  rapporto  prossimo,  vero  e  vissuto  –  un 
rapporto  di  dipendenza  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale  federale 
2A.145/2002  del  24  ottobre  2002  consid.  3.2-3.5,  DTF  129  II  11 
consid. 2 pag. 14, DTF 120 Ib 257 consid. 1d-f pag. 26 segg.). 

8.3 Nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  può  far  valere  un  diritto  di 
soggiorno  in  Svizzera,  in  base  al  principio  dell'unità  della  famiglia. 
Infatti, le figlie del ricorrente, nonché la sua ex-moglie, non dispongono 
di  un  diritto  di  residenza  certo  ai  sensi  della  giurisprudenza 
sopraevocata, in considerazione del permesso di  dimora di  tipo B di 
cui  sono  in  possesso. Orbene,  essendo  inadempiuta  una  delle  due 
condizioni cumulative poste all'applicazione dell'art. 8 CEDU, non v'è 
ragione di  analizzare se tra il  ricorrente e i  suoi  suddetti  familiari  in 
Svizzera  esiste  un  legame  familiare  vissuto  ed  intatto.  A  titolo 
abbondanziale, tuttavia, il Tribunale osserva che dagli atti si evince che 
già dal  (…),  quando è  stato  pronunciato  il  divorzio, l'insorgente non 
viveva più con la moglie e le figlie. Inoltre, egli beneficia di un diritto di  
visita illimitato (cfr. sentenza di  divorzio agli  atti),  di  modo che potrà 
esercitare tale diritto segnatamente attraverso dei soggiorni turistici in 
Svizzera (v. Sentenza del Tribunale federale 2C_80/2007). 

8.4 Peraltro,  il  ricorrente  non può nemmeno rivendicare  un diritto  di 
soggiorno in Svizzera in considerazione del suo matrimonio con una 
cittadina  (...),  la  quale  è  in  possesso  di  un  semplice  permesso  di 
dimora B, come risulta dall'apposito registro. Come sopra (consid. 8.3), 
essendo  inadempiuta  una  delle  due  condizioni  cumulative  poste 
all'applicazione dell'art. 8 CEDU, non v'è ragione di analizzare se tra il 
ricorrente e la sua nuova moglie esiste in Svizzera un legame familiare 
vissuto ed intatto. 

8.5 In siffatte circostanze, il ricorrente non ha alcun diritto di prevalersi  
dell'art. 8 CEDU e, di conseguenza, di dedurne un diritto al rilascio di  
di  un  permesso  di  dimora  nei  confronti  dell'autorità  di  polizia  degli  
stranieri  che  ne  sarebbe  competente  (cfr.  art.  14  cpv.  1  LAsi,  
RASELLI/HAUSAMMANN/MÖCKLI/URWYLER,  Ausländische Kinder sowie andere 
angehörige, in: UEBERSAX/RUDIN/HUGI/YAR/GEISER [Hrsg.], Ausländerrecht, 
2° Ed., Basilea 2009, n. 16.62).

8.6 Visto  quanto  precede,  la  pronuncia  dell'allontanamento  nei 
confronti  dell'insorgente  non lede  il  principio  dell'unità  della  famiglia 
espresso all'art. 44 cpv. 1 LAsi. 

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9.

9.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 
Giusta  l'art.  83  cpv.  1  LStr,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e  
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). 

9.2
9.2.1 Per  gli  stessi  motivi  citati  al  considerando  7  del  presente 
giudizio, non emergono dalle  carte  processuali  neppure elementi  da 
cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente 
nella  Repubblica  della  Serbia possa  violare  l'art. 25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del 
18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  convenzione  del 
28 luglio 1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 
5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr.

La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella 
massima  del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
del rimpatrio, in particolare l'art. 3  CEDU  o l'art. 3 della convenzione 
del  10  dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione 
di tali disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete 
ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese 
verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli;  
spetta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e 
concrete ragioni.

Nel caso concreto non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui il  
ricorrente possa essere esposto in caso di rimpatrio al rischio reale ed 
immediato  di  un  trattamento  contrario  a  siffatte  disposizioni.  In  altri 
termini, quest'ultimo non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure 
presunzioni  non  contraddette,  sufficientemente  gravi,  precisi  e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti  
che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate.

9.2.2 Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme 
del diritto pubblico internazionale nonché della LAsi.

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9.3
9.3.1 Inoltre,  nella Repubblica della Serbia non vige attualmente una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale. 

9.3.2 Quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  ancora 
giovane e gode di un'esperienza professionale quale (...) (cfr. verbale 
1  pag.  2  e  verbale  3  pag.  5).  Inoltre,  l'insorgente  dispone  di 
un'importante rete sociale in Patria, ritenuto che i suoi genitori e suo 
fratello  si  trovano  ancora  in  loco  (cfr.  verbale  1  pag.  2).  Infine,  il 
ricorrente  non  ha,  altresì,  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 
problemi di salute tali da giustificare una sua ammissione provvisoria 
(GICRA  2003  n.  24),  senza  che  da  un  esame d'ufficio  degli  atti  di 
causa emerga la  necessità  di  una  sua permanenza in  Svizzera per 
motivi medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente 
ritenuto  siccome  adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi 
favorevole con riferimento alle effettive possibilità per il  medesimo di 
un adeguato reinserimento sociale nel suo Paese d'origine, tanto più 
che l'insorgente potrà,  se necessario, richiedere altresì  un adeguato 
aiuto al ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi.

9.3.3 Per  conseguenza,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  anche 
ragionevolmente esigibile. 

9.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv.  2  LStr).  
Il ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art.  8  cpv.  4  LAsi; 
DTAF 2008/34  consid.  12  pag.  513-515).  L'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile. 

10.
In  considerazione  di  quanto  precede,  anche  in  materia 
d'allontanamento e relativa esecuzione,  il  gravame va disatteso e la 
querelata decisione confermata. 

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dell'insorgente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 

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tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 

interno; in copia)
- J._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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