# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 17c22766-24d5-595a-9a19-7097b732c160
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-01-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 29.01.2003 52.2001.237
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-237_2003-01-29.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.237

   

  	
  Lugano

  29 gennaio
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 24 giugno 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patrocinati da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 6 giugno 2001 (n. 2653) del Consiglio
  di Stato che ha respinto il ricorso degli insorgenti contro l'imposizione
  della tassa per il servizio di raccolta e eliminazione dei rifiuti per l'anno
  2001;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 luglio 2001 del
Consiglio di Stato;

-    19 luglio 2001 del
municipio di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                                  A.   A
__________ il servizio di nettezza urbana è retto dal Regolamento per la
raccolta e l'eliminazione dei rifiuti, in vigore dal 1. gennaio 1989 (in
seguito: RRER), regolarmente pubblicato e approvato dall'allora Dipartimento
dell'Interno. La raccolta, il deposito e l'eliminazione dei rifiuti avvengono
sotto il controllo dell'autorità comunale e sono affidati al servizio
intercomunale per la raccolta dei rifiuti nella regione del __________ (art. 2
RRER). La consegna dei rifiuti è obbligatoria (art. 3 RRER). A parziale
copertura delle spese di raccolta e eliminazione dei rifiuti, il Comune preleva
anticipatamente delle tasse, stabilite in modo diversificato a dipendenza della
categoria dell'utente. La tassa è stabilita dal municipio in base alla
situazione esistente al 1. gennaio di ogni anno (art. 15 RRER).

L'assemblea comunale del 29 luglio 1996 ha
deciso una modifica delle tariffe, approvata dalla sezione enti locali, che
prevedono, tra l'altro, una tassa da fr. 35.- a fr. 55.- "per ogni casa
o appartamento sita ai monti di __________ ", ritenuto che "il
Municipio fissa ogni anno, in via d'ordinanza, la tassa da prelevare"
(art. 15 RRER).

 

 

                                  B.   Il 30
aprile 2001 il comune di __________ ha notificato a __________, proprietaria di
una residenza secondaria sui monti di __________, la tassa di fr. 55.- per il
servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti concernente lo stesso anno
per la predetta abitazione.

 

 

                                  C.   Contro la
precitata fattura 2001 __________ e __________ hanno interposto tempestivo
ricorso al Consiglio di Stato, ritenendo abusivo l'aumento della tassa da fr.
35.- a fr. 55.- perché, così facendo, il comune incasserebbe più di quanto
spende per l'eliminazione e il trasporto dei rifiuti.

 

 

                                  D.   Con
risoluzione 6 giugno 2001 il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso. Illustrati
i principi che regolano le tasse per la raccolta dei rifiuti, il Governo ha
rilevato che quelle percette dal comune di __________ sono rispettose dei
principi dell'equivalenza e della copertura dei costi.

 

 

                                  E.   Con ricorso
24 giugno 2001 __________ e __________ sono insorti innanzi a questo Tribunale
contro la predetta decisione, postulando l'annullamento della fattura 30 aprile
2001. A mente dei ricorrenti la decisione sarebbe contraria alla legge, arbitraria
e fondata su un insufficiente accertamento dei fatti. Il municipio avrebbe
sistematicamente riscosso dai fuochi dei __________ di __________ un importo
superiore a quello necessario alla copertura dei costi risultanti dal
consuntivo, e ciò in contrasto con il RRER.

 

Il Consiglio di Stato e il municipio hanno
postulato la reiezione del ricorso.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data (art. 208 cpv. 1 LOC). Il ricorso è inoltre
tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione dei ricorrenti certa (art.
43 PAmm). L'impugnativa è dunque ricevibile in ordine. La stessa può inoltre
essere decisa sulla base degli atti e della documentazione richiamata, ritenuto
che le prove notificate non sembrano atte a procurare ulteriori elementi utili
ai fini del giudizio (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. La
tassa per il servizio di raccolta ed eliminazione dei rifiuti è una tassa di
utilizzazione, ossia un compenso particolare imposto al privato per una
prestazione della pubblica amministrazione o per un servizio pubblico (DTF 111
Ia 326 = RDAT 1986 N. 38 pag. 67, consid. 7). Essa deve pertanto poggiare su di
una legge in senso formale ed ossequiare inoltre i principi della copertura dei
costi (condizione comunque controversa per talune tasse di utilizzazione) e
della proporzionalità: principio quest'ultimo che secondo la terminologia
comunemente invalsa in materia di tributi causali assume la qualifica di
equivalenza (cfr. per tutte le enunciazioni che precedono DTF 118 Ia 320,
consid. 3, 4b e 4c, inoltre DTF 111 Ia 326, consid. 7). La fissazione della
tassa in rassegna deve indi ossequiare il principio di uguaglianza ancorato
all'art. 8 Cost ed il divieto d'arbitrio sancito all'art. 9 Cost. (RDAT 1986 N.
38 pag. 66 seg., consid. 6, ancora riferito all'art. 4 Cost. 1874). In quanto
corrispettivo di una prestazione speciale ai sensi degli art. 31 cpv. 2 (31b
cpv. 1 dal 1 luglio 1997) e 48 cpv. 1 LPAmb la tassa per il servizio di
raccolta ed eliminazione dei rifiuti deve infine rispettare il principio della
causalità sancito all'art. 2 LPAmb medesima (STA inedite 1.12.1993 in re K.-T.,
consid. 4; 27 febbraio 1997 in re CE fu A. C., consid. 2.1.; URP 1994 N. 13,
pag. 90 segg.). Come ha avuto modo di affermare il Tribunale federale in due
recenti sentenze il prelievo dei costi concernenti il trattamento dei rifiuti
urbani non avviene tuttavia in applicazione diretta dei combinati art. 2 e 48
LPAmb. E' infatti necessaria una regolamentazione cantonale, per la cui promulgazione
i Cantoni, rispettivamente i comuni ai quali tale compito è delegato (com'è il
caso per il nostro Cantone) godono di un certo margine di decisione. In
quest'ambito, in particolare, il principio della causalità non può essere
interpretato nel senso che è lecita solo una ripartizione dei costi
proporzionale alla quantità dei rifiuti effettivamente prodotta.
Quest'interpretazione obbligherebbe in pratica gli enti pubblici ad introdurre
la cosiddetta tassa sul sacco, mentre che il legislatore federale non ha inteso
limitare in maniera così importante le competenze dei Cantoni in una materia
politicamente così discussa (RDAT I-1996 n. 51 e 52). Il Tribunale federale ne
ha concluso che i Cantoni, rispettivamente i comuni, godono di una notevole
libertà nello stabilire le tariffe per il servizio di raccolta e di
eliminazione dei rifiuti: le stesse dovranno comunque tendere a conseguire
quanto disposto dall'art. 2 LPAmb rispettando nello stesso tempo, com'è già
stato detto, il principio della parità di trattamento e il divieto d'arbitrio
(ibidem).

 

2.2. Con modifica 20 giugno 1997, entrata in
vigore il 1. novembre successivo, è stata introdotta nella LPAmb una nuova disposizione
regolamentante il finanziamento dello smaltimento dei rifiuti urbani, l'art.
32a, dal seguente tenore:

 

"1. I Cantoni provvedono affinché i costi di smaltimento dei
rifiuti urbani, per quanto siffatto smaltimento sia stato loro attribuito,
siano finanziati mediante emolumenti o altre tasse conformemente al principio
di causalità. L'ammontare delle tasse è fissato tenendo conto in particolare:

a.  del tipo e della quantità dei rifiuti consegnati;

b.  dei costi per la costruzione, l'esercizio e la manutenzione
degli impianti per i rifiuti;

c.  degli ammortamenti necessari a mantenere il valore degli
impianti; 

d.  degli interessi;

e.  degli investimenti pianificati per la manutenzione, il risanamento
e la sostituzione degli impianti nonché per il loro adattamento alle esigenze
legali o per l'ottimizzazione del loro esercizio. 

 

 2.  Se l'introduzione di tasse a copertura dei costi e conformi al
principio di causalità dovesse pregiudicare uno smaltimento ecologico dei
rifiuti urbani, detto smaltimento può, se necessario, essere finanziato in
altro modo.

 

 3.  I detentori degli impianti per i rifiuti devono costituire le necessarie
riserve finanziarie. 

 

 4.  Le basi di calcolo delle tasse sono a disposizione del pubblico.".

 

L'art. 32a LPAmb concretizza il principio
generale di causalità ancorato all'art. 2 LPAmb nel contesto del finanziamento
dello smaltimento dei rifiuti urbani (Messaggio del Consiglio federale 4
settembre 1996, pubbl. in FF 1996, 1041 segg., 1060). Sebbene l'art. 32a LPAmb
fissi taluni precisi criteri che i Cantoni rispettivamente i comuni devono
osservare nella determinazione delle tasse di smaltimento dei rifiuti urbani,
il margine di manovra lasciato loro per soddisfare il principio di causalità rimane
pur sempre ampio (Messaggio citato, pag. 1061; DTF 125 I 449 consid. 3 b bb e
cc). Il testo dell'art. 32a cpv. 1 lett. a LPAmb, che vincola la fissazione
della tassa al tipo ed alla quantità dei rifiuti consegnati, si pone anzi, in
una certa misura, in conflitto con le intenzioni di Consiglio federale e
Parlamento di limitare al minimo detto margine, creando semplicemente un quadro
generale entro cui Cantoni e comuni avrebbero dovuto operare (cfr. V. Huber-Wälchli,
Finanzierung der Entsorgung von Siedlungs-

abfälle durch kostendeckende und
verursachergerechte Gebühren, URP 1999, 35 segg., 42 seg.).

 

2.3. La legislazione ticinese, che affida ai
comuni la competenza di raccogliere ed eliminare i detriti solidi (art. da 68 a
70 LALIA), li autorizza nello stesso tempo a fissare le tasse per la copertura
delle relative spese. L'art. 70 LALIA dispone che i comuni devono disciplinare
mediante regolamento, da approvare dal Governo (cpv. 3), il servizio comunale
di raccolta ed eliminazione dei detriti solidi (cpv. 1): questo regolamento può
prevedere tasse che garantiscano la copertura delle spese (cpv. 2). L'art. 70
cpv. 2 LALIA lascia quindi al legislatore comunale ogni decisione circa il
principio ed i criteri di imposizione, limitandosi a fissare il limite
superiore della stessa. Ne discende che, sicuramente almeno per quanto concerne
il prelievo delle tasse, i comuni ticinesi dispongono di una notevole libertà
di decisione: godono pertanto di autonomia costituzionalmente protetta (I-1996
n. 51, consid. 7).

 

 

                                   3.   Dinanzi al
Consiglio di Stato i resistenti hanno affermato che la tassa imposta non
rispetta il principio della copertura dei costi, permettendo al comune di
conseguire un utile.

                                         

Dai conti consuntivi del comune relativi
all'anno 2001 risultano spese per protezione dell'ambiente di fr. 173'442,55 e
ricavi per fr. 122'246,80, con una maggiore uscita di fr. 51'195,75. Il servizio
di raccolta e smaltimento dei rifiuti incide per fr. 91'824,40 alle uscite, a
fronte delle quali vi sono entrate per fr. 88'946.-. Le spese per la raccolta e
lo smaltimento dei rifiuti non sono quindi integralmente coperte dalle entrate.

 

I ricorrenti prescindendo da un esame
globale, si limitano alla situazione dei __________, dove, a loro dire, il
provento delle tasse coprirebbe abbondantemente le spese. In effetti, dall'esame
dei conti consuntivi 2001 del comune risultano ricavi da tasse per fr. 3'010.-
e costi di fr. 1'956.-. Va però rilevato che i costi sono riferiti unicamente
ai mesi da aprile a ottobre, periodo durante il quale è effettuato un servizio
apposito sui Monti.  Per il resto dell'anno e sempre per lo smaltimento
diversificato (vetro, metallo, oli, carta, pile, alluminio e rifiuti da
giardino) chi abita i monti deve avvalersi del normale servizio di raccolta,
facendo capo alle strutture ubicate nel paese di __________. Questo genera ulteriori
costi che devono pure essere considerati.  

La fissazione delle tasse non può poi
prescindere da un esame della situazione globale: l'ente pubblico deve difatti
sopportare una serie di costi che non hanno una relazione diretta con la
produzione effettiva di rifiuti, in particolare (ma non solo) quelli per
l'approntamento del servizio, che esso è tenuto a mantenere efficiente, sopportandone
gli oneri, anche in assenza di utilizzazione da parte del singolo utente e che
anzi deve organizzare in modo che sia pronto in qualsiasi momento ad evacuare e
smaltire un incremento di rifiuti dipendenti proprio dall'azione di questi
(RDAF 2000 1 284 segg. consid. 4b).

Sulla scorta di quanto precede, nel fissare
le tasse per la raccolta dei rifiuti per il 2001 il municipio non ha abusato
del proprio potere di apprezzamento.

 

Vero è che il modo di procedere del
municipio da adito a qualche riflessione. Giusta l'art. 15 RRER, a parziale
copertura delle spese di raccolta e eliminazione dei rifiuti il comune ha da
prelevare anticipatamente le tasse, che vanno quindi calcolate sulla scorta del
preventivo di spesa. In quest'ambito v'è però un'evidente incongruenza nel
preventivo 2001: a fronte di una spesa preventivata in fr. 73'400.- sono
infatti prospettate entrate per tasse di raccolta rifiuti per fr. 86'000.-. Ciò
appare in contrasto sia con il principio della copertura dei costi sia con il
citato art. 15 RRER, anche se il preventivo ha comunque ottenuto il consenso
del consiglio comunale.

Considerato che al momento di fissare le
tasse già si prospettava un importante aumento delle tasse per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani, che, effettivamente intervenuto, ha portato ad
un'importante lievitazione del consuntivo, la decisione municipale appare
comunque sostenibile e ad ogni modo non contraria al diritto. 

 

 

                                   4.   Ne
discende che il ricorso dev'essere respinto. La tassa di giudizio in fr. 800.-
è posta a carico della parte soccombente (art. 28 PAmm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 8, 9 Cost., 2, 31, 31b, 48 LPAmb, da 68
a 70 LALIA, 208, 209 LOC; 18, 28, 43, 46, 65 PAmm;

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa
di giudizio di fr. 800.- è a carico dei ricorrenti in solido.

 

 

	
                                      3.   Intimazione
  a:

  	
  __________

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario