# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 63f14ba8-2cd8-536d-8fc7-57bf1846d7c3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-06-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 27.06.2024 13.2024.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2024-5_2024-06-27.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2024.5

  13.2024.6

  	
  Lugano

  27 giugno 2024 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

   

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Locatelli

  

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. SO.2023.1262 (misure a protezione dell’unione coniugale) della Pretura del
Distretto di Bellinzona promossa con istanza 10 ottobre 2023 da

 

	
   

  	
   RE
  1  

  patrocinato dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

   

  	 

	
   

  	
   CO
  1  

  patrocinata dall’  PA 2  

   

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

e ora sul reclamo 26
gennaio 2024 di RE 1 contro la decisione 16 gennaio 2024 con cui il Pretore
aggiunto ha respinto la sua istanza 10 ottobre 2023 di gratuito patrocinio;

 

ritenuto

in fatto:                   A.   RE 1, cittadino italiano
naturalizzato svizzero, e CO 1  cittadina rumena, si sono uniti in matrimonio
il 4 dicembre 2009 ad __________. Le parti sono i genitori di __________, cittadino
italiano naturalizzato svizzero.

 

                                  B.   CO 1 ha lasciato
l’abitazione coniugale il 2 settembre 2023. Con istanza 10 ottobre 2023 RE 1 ha
convenuto la moglie innanzi la Pretura del Distretto di Bellinzona chiedendo,
già in via supercautelare e cautelare, la pronuncia a suo carico di divieti di
avvicinamento alla casa e al figlio e di disturbo verso il figlio. A titolo di
misure a protezione dell’unione coniugale ha inoltre chiesto l’autorizzazione a
vivere separati dal 2 settembre 2023, l’affidamento a sé del figlio, un assetto
minimo - in caso di litigio - del diritto di visita della madre con il figlio, la
partecipazione della madre al mantenimento del figlio da quantificare in base
alle risultanze istruttorie e la separazione dei beni fra coniugi dal 10
ottobre 2023. L’istante ha infine postulato il gratuito patrocinio nella forma
più integrale, inclusi i costi di assistenza legale dell’avv. PA 1 in tutte le
procedure per le quali formulava delle domande di giudizio, ritenuto che non vi
era margine per esigere dalla controparte una provvigione ad litem.

 

                                  C.   Il 30 ottobre 2023 RE
1 ha trasmesso alla Pretura il certificato municipale per l’ammissione
all’assistenza giudiziaria, corredato della relativa documentazione.

 

                                         Problematiche di varia
natura sorte nei rapporti con la convenuta hanno comportato segnalazioni e
interventi della polizia cantonale (supporto di coordinamento servizio di
violenza domestica) e comunale, dei servizi sociali comunali e un ricovero psichiatrico
della medesima.

 

                                         Su richiesta del marito la
procedura è stata sospesa il 15 novembre 2023 per trattative bonali. Una
convenzione di misure a protezione dell’unione coniugale è stata sottoscritta
dalle parti il 24 novembre 2023, e trasmessa poi alla Pretura e all’avv. PA 2,
a cui CO 1 si era nel frattempo rivolta.

 

                                  D.   Riattivata la
procedura, all’udienza 15 gennaio 2024 le parti hanno raggiunto una transazione
giudiziaria parziale che il Pretore aggiunto ha omologato. Essendo rimasto litigioso
il contributo alimentare rivendicato dalla moglie, il primo giudice ha dettato
i passi procedurali da seguire. Inoltre la convenuta ha anch’essa chiesto il
beneficio del gratuito patrocinio.

 

                                  E.   Con decisione 16
gennaio 2024 il Pretore aggiunto ha respinto la domanda di gratuito patrocinio
di RE 1.

 

                                  F.   Con reclamo 26
gennaio 2024, previa concessione dell’effetto sospensivo, RE 1 chiede di
riformare la decisione 16 gennaio 2024 sicché la sua domanda 10 ottobre 2023 di
gratuito patrocinio sia accolta. In via subordinata ne postula l’accoglimento condizionato
ad un obbligo di versamento di una rata di al massimo fr. 150.– mensili a
partire dal mese successivo al passaggio in giudicato della sentenza finale
sulle misure a protezione dell’unione coniugale. Il reclamante, oltre a protestare
spese processuali e fr. 1'800.– di spese ripetibili, postula il gratuito
patrocinio pure per questa sede di giudizio.

 

                                         Non sono state raccolte
osservazioni.

 

                                  G.   Con risposta 8
febbraio 2024 la convenuta ha postulato per sé un contributo alimentare di fr.
1'590.–, rinnovando la domanda di gratuito patrocinio comprensiva pure dei
costi legali dell’avv. __________. Con replica 26 febbraio 2024 il marito si è
opposto al contributo alimentare per la convenuta e ha confermato la sua
istanza di gratuito patrocinio come richiesto il 10 ottobre 2023. Con duplica 8
aprile 2024 la moglie ha chiesto un contributo alimentare mensile di fr. 1'550.–
e ha confermato la sua domanda di gratuito patrocinio.

 

                                         Con ordinanza 10 aprile
2024 il Pretore aggiunto ha ammesso tutte le prove notificate dalle parti. E il
successivo 17 maggio 2024 altri documenti prodotti dal marito.

 

Considerando

in diritto:                 1.   Giusta l’art. 121 CPC, le
decisioni che rifiutano o revocano totalmente o parzialmente il gratuito
patrocinio sono impugnabili mediante reclamo. La domanda di gratuito patrocinio
è trattata con la procedura sommaria (art. 248 lett. a CPC e art. 119 cpv. 3
prima frase CPC), sicché il termine di impugnazione giusta l’art. 321 cpv. 2
CPC è di 10 giorni.

 

                                1.1   Il giudizio impugnato è stato
notificato al reclamante il 18 gennaio 2024. Consegnato alla posta sabato 26
gennaio 2024 il gravame è tempestivo e, da questo punto di vista, ammissibile.

 

                                1.2   Il reclamo, trattato in
procedura sommaria, viene evaso da questa Camera nella composizione a giudice
unico (art. 48b cpv. 1 lett. b cifra 2 LOG).

 

                                   2.   L’art. 326 cpv. 1
CPC sancisce il divieto di nova in sede di reclamo, principio che resta
applicabile anche nell’ambito della procedura di diniego del gratuito
patrocinio (Bastons Bulletti, in:
Petit Commentaire, CPC, 2020, n. 3 ad art. 326; Jeandin,
in: Commentaire Romand, CPC, 2a ed., 2019, n. 5 ad art. 326; Rüegg/Rüegg, in Basler Kommentar, ZPO, 3a
ed., 2017, n. 1a ad art. 121; Emmel,
in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur ZPO, 3a ed.,
2016, n. 5 ad art. 121; Huber, in:
DIKE – ZPO Kommentar, 2a ed., 2016, n. 10 ad art. 121).

                                         Il
reclamante allega al suo gravame i doc. B a E, che sono stati prodotti innanzi
al Pretore per la prima volta in data 25 gennaio 2024, vale a dire dopo
l’emanazione della decisione qui impugnata. Per effetto dell’art. 326 cpv. 1 CPC
gli stessi sono nuovi e quindi ammissibili limitatamente alla domanda di
gratuito patrocinio per la procedura di reclamo.

 

                                   3.   Conformemente
all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati l’applicazione errata
del diritto (lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett.
b).

 

                                3.1   Il
Pretore aggiunto ha stabilito in fr. 5'100.– mensili (oltre l’assegno per il figlio)
il reddito imputabile al reclamante. Ha poi calcolato il fabbisogno a questi più
favorevole in fr. 3'815.– (fr. 3'686.– quello peggiore), tenuto conto di fr.
1'350.– di minimo vitale, fr. 642.– di alloggio compresa la quota parte del
figlio, fr. 503.– di assicurazione malattia (quand’anche a ottobre 2023 risultassero
fr. 425.25), fr. 50.30 di costi medici non coperti (quand’anche non ne fosse
dimostrato il pagamento regolare negli anni), fr. 37.20 di assicurazione RC
domestica, fr. 98.– di assicurazione RC auto, fr. 60.– di imposta di
circolazione, fr. 432.– di leasing auto, fr. 422.– di costi di trasferta per
lavoro e fr. 220.– per pasti fuori casa, stralciando gli oneri per imposte e assicurazioni
private di 3. pilastro A e B oltre a quelli per telefonia, internet e Serafe,
questi ultimi già coperti dal minimo vitale. Ha poi fissato quello del figlio in
fr. 590.25, posti fr. 600.– di minimo vitale, fr. 171.25 di assicurazione
malattia e fr. 19.– di spese mediche, da cui ha dedotto l’assegno per figlio di
fr. 200.–, le poste per l’alloggio essendo incluse nel fabbisogno del padre e
non essendo ammissibile la spesa per la scuola di musica.

 

                                         A
fronte del reddito di fr. 5'100.– e del fabbisogno complessivo di padre e
figlio di fr. 4'276.–, rispettivamente fr. 4'405.– nell’ipotesi più favorevole,
il Pretore aggiunto ha accertato un agio mensile di fr. 830.–, rispettivamente
di almeno fr. 700.–. Il richiedente poteva quindi pagare i costi di patrocinio
in forma rateale, e meglio in 8 o 9 rate ipotizzando un costo di causa di fr. 6'000.–.
A prescindere da tutto il primo giudice ha in ogni caso soggiunto che
l’interessato era comproprietario dell’immobile in cui viveva, che per coprire
le spese legali e di patrocinio era anzitutto da attingere alla propria sostanza
e che, nel caso concreto, per sovvenire a queste spese non era per nulla
esclusa la possibilità di porre in vendita l’immobile o aumentarne leggermente
l’onere ipotecario. Da cui il diniego del gratuito patrocinio.

 

                                3.2   Il reclamante rileva di avere
calcolato il suo fabbisogno mensile in fr. 4'693.90 e quello del figlio in fr.
857.80 e rimprovera al Pretore aggiunto di non avere considerato fatti
pertinenti. In particolare, all’udienza del 15 gennaio 2024 aveva spiegato che
le assicurazioni di 3.pilastro A e B erano state costituite in pegno a garanzia
del mutuo ipotecario dell’appartamento familiare in comproprietà ai due
coniugi. E dei documenti nel frattempo prodotti - annessi pure al reclamo - era
da tener conto in forza del principio inquisitorio valido nelle questioni
attinenti i figli minorenni (art. 296 CPC). Pertanto il suo fabbisogno era di
fr. 5'041.30 dovendosi aggiungere a quanto ritenuto dal primo giudice, gli
oneri previdenziali (fr. 636.–), la cassa malattia LaMal (fr. 452.25) e LCA
(fr. 49.35), le spese di elettricità (fr. 18.60: doc. D al reclamo), la quota
TCS (fr. 12.75: doc. C al reclamo), le imposte (fr. 110.60), il telefono (fr.
79.40), le spese di comunicazione (fr. 139.80) e il rimborso del debito __________
(fr. 230.–). Quello del figlio assommava invece a fr. 927.70, considerato il
telefono (fr. 69.90) e la retta della scuola di musica del figlio (fr. 67.50).
Da cui l’accertamento manifestamente errato e incompleto dei fatti, in
violazione dell’art. 296 CPC.

 

                                         L’interessato precisa di provvedere
al totale mantenimento del figlio affidatogli, che una contenuta disponibilità
finanziaria quantificabile tra fr. 20'000.– e fr. 40'000.– vale quale “riserva
di soccorso”, che rispettivamente va garantito un margine di almeno fr. 400.–
mensili per almeno due anni onde poter far fronte a emergenze di spesa non
prevedibili, e che determinante è il fabbisogno secondo il diritto di famiglia.
Inoltre la moglie chiedeva un contributo alimentare per sé, sicché un’eventuale
eccedenza era da destinare anzitutto al mantenimento del figlio minorenne e in
secondo luogo a quello della moglie, piuttosto che al finanziamento delle spese
di causa. Nell’immediato il reclamante contesta un’ipotesi di vendita
dell’immobile e di maggior aggravio ipotecario del medesimo, ritenuta la
comproprietà e le ristrettezze economiche in cui versava la famiglia.

 

                                   4.   Per l’art. 117 CPC -
che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all’art. 29 Cost.
(sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3 con
rinvii) - ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei mezzi
necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva di
probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l’esenzione dagli anticipi,
dalle cauzioni e dalle spese processuali, la designazione di un patrocinatore
d’ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC), può essere concesso integralmente o in parte
(cpv. 2), e non esenta dal pagamento delle ripetibili alla controparte (cpv.
3).

 

                                         È considerato indigente
chi non è in grado di far fronte con mezzi propri - reddito e sostanza - alle
spese giudiziarie e legali senza intaccare il fabbisogno suo e quello della
famiglia (sentenza del Tribunale federale 4A_54/2020 del 25 marzo 2020 consid.
7.1; DTF 128 I 232 consid. 2.5.1; RtiD I-2004 pag. 33 consid. 2.2; Trezzini, in: Trezzini e al.,
Commentario pratico al CPC, IIa ed.,
2017, n. 14 seg. ad art. 117). L’esistenza di uno stato d’indigenza non va
posta in astratto, ma con riferimento alla situazione finanziaria effettiva e
alle particolarità del caso, dovendosi quindi esaminare la situazione del
richiedente al momento della richiesta di esser posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria (sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26
agosto 2014 consid. 3 con rinvii). Pur vigendo il principio inquisitorio
limitato (Trezzini, op. cit., n.
15 segg. ad art. 119 e nota 2839 [versione e-book #8 al 1° febbraio
2020, n. 16 segg. ad art. 119]) spetta anzitutto al richiedente presentare -
spontaneamente - in modo chiaro la propria situazione finanziaria attuale,
sostanziando e dimostrando, pena la reiezione della sua domanda, che egli non è
in grado di affrontare le spese connesse alla causa senza pregiudicare il
proprio sostentamento e quello della propria famiglia (DTF 135 I 221 consid. 5
con rinvii).

 

                                   5.   Il reclamante
lamenta un manifestamente errato accertamento dei fatti, e una conseguente
applicazione errata del diritto, e meglio del principio inquisitorio in virtù
dell’art. 296 CPC, poiché in generale il Pretore aggiunto non ha considerato i
documenti prodotti all’udienza del 15 gennaio 2024 e anche dopo tale data.
Tuttavia, il relativo verbale non dà riscontro del fatto che le assicurazioni
di previdenza 3.pilastro del reclamante erano state date in pegno per garantire
il mutuo ipotecario gravante l’abitazione coniugale. Si è poi detto che i
documenti che l’interessato annette al reclamo (doc. B a E) - a comprova della
costituzione in pegno a favore di __________ SA dei diritti da previdenza
privata 3.pilastro, della quota TCS, delle spese di elettricità, e del rimborso
debiti __________ - sono pervenuti al Pretore aggiunto dopo che questi aveva
già emesso la decisione impugnata (sopra, consid. 2). Pertanto, rimproverare al
primo giudice un accertamento manifestamente incompleto di fatti dedotti da
documenti di cui il giudice nemmeno disponeva, non è solo inammissibile ma
finanche pretestuoso, a prescindere dal principio inquisitorio.

 

                                   6.   Il reclamante
obietta poi al Pretore aggiunto di non avere considerato il premio della sua cassa
malati facoltativa, documentato ma che per inavvertenza e svista non era stato
incluso nel conteggio di cui alla tabella a pag. 5 dell’istanza 10 ottobre
2023, sicché il fabbisogno andava aumentato della spesa di fr. 49.35. In
realtà, nell’ipotesi più favorevole al reclamante il Pretore aggiunto ha
computato un onere per cassa malati di fr. 503.–, importo che ben include la
copertura LaMal di fr. 452.25 (__________) e quella LCA (__________) di fr.
49.35 (doc. G). Certo all’udienza 15 gennaio 2024 l’interessato ha poi documentato
un aumento di spesa per il 2024 della copertura LaMal a fr. 519.35 (doc. O) che
andrebbe ad aggiungersi a quella LCA di fr. 49.35. Quel doc. O attesta però
anche una diminuzione nel 2024 dell’onere per cassa malati del figlio (base e
integrativa) da fr. 171.25 a fr. 116.40. Da cui una differenza complessiva di
fr. 12.25 che non configura gli estremi di un accertamento manifestamente
errato dei fatti. Del resto, nello scenario più favorevole al reclamante, il
primo giudice ha pur sempre conteggiato una quota di fr. 50.30 per costi medici
non coperti anche se la regolarità di tale spesa non era stata puntualmente
provata. Pertanto la censura è priva di ogni fondamento.

 

                                   7.   Il reclamante
rimprovera al Pretore aggiunto di avere trascurato la possibilità di un obbligo
contributivo a suo carico per il mantenimento della moglie, da costei rivendicato
e che restava litigioso tra le parti. Ammesso e non concesso che egli avesse un
margine finanziario, questi era comunque e anzitutto da destinare al mantenimento
del figlio minorenne e poi a quello della moglie, ritenuto che il Pretore
aggiunto non aveva escluso un diritto in tal senso a favore di quest’ultima.

 

                                7.1   Di
per sé, i contributi di mantenimento per figli minorenni e l’ex coniuge
rientrano in quello che è il fabbisogno minimo del debitore e devono essere
inclusi quando effettivamente versati e se è da ritenere che lo saranno anche
in futuro (Bühler, in: Berner
Kommentar, ZPO, 2012, n. 164 segg. ad art. 117). Ora, la convenzione
inizialmente sottoscritta dai coniugi il 24 novembre 2023, che già delineava la
situazione finanziaria delle parti in punto a redditi e fabbisogni, stabiliva
invero la rinuncia a contributi alimentari fra coniugi. È pur vero che il tema
del contributo di mantenimento a favore della convenuta, che nel frattempo si
era rivolta ad un legale, è diventato attuale in occasione dell’udienza del 15
gennaio 2024 allorquando, dopo aver omologato la transazione giudiziaria
parziale raggiunta in quella sede dalle parti, il Pretore aggiunto ha indicato
che “la questione del contributo richiesto dalla moglie […] dovrà essere
sottoposta alla decisione del giudice” ed ha quindi proseguito con la
“discussione sulla questione del contributo alimentare da eventualmente
riconoscersi a favore della moglie” (verbale, pag. 2), assegnando a
quest’ultima un termine fissato al 31 gennaio 2024 per determinarsi.

 

                                7.2   Il
Pretore aggiunto si è pronunciato sulla domanda di gratuito patrocinio in esame
il 16 gennaio 2024, l’indomani della citata udienza, ed ha accertato un’eccedenza
mensile in capo al reclamante di fr. 830.– nello scenario peggiore e di fr.
700.– in quello più favorevole. A mente del primo giudice tali importi gli
consentivano di finanziare i costi della causa fino a concorrenza di fr.
6'000.– con pagamenti dilazionati in 8 o 9 rate mensili. Se non che, al lato
pratico, tale eventualità escluderebbe a priori una qualsiasi ipotesi di
contributo alimentare a favore della moglie fino a settembre/ottobre 2024,
posto che nel fabbisogno del reclamante sarebbe allora da conteggiare la
relativa cifra che ridurrebbe proporzionalmente i margini di quell’eccedenza.
Tutto questo a scapito dell’esplicita richiesta formulata dalla convenuta e
senza che il primo giudice abbia speso una parola per rapporto alla di lei
situazione finanziaria. Nelle citate circostanze, se è vero che sulla domanda
di gratuito patrocinio il giudice ha da determinarsi senza indugio, essendo
senz’altro di interesse della parte richiedente di avere ben chiaro i rischi
finanziari in cui incorre, nella misura in cui la decisione impugnata fa
completa astrazione di questo aspetto, l’accertamento dei fatti da parte del
Pretore aggiunto può senz’altro dirsi manifestamente errato. In merito, la
critica va quindi accolta.

 

                                   8.   Il
reclamante contesta il mancato computo da parte del Pretore aggiunto della voce
di costo per imposte (stimate) in fr. 110.60 (doc. J). L’argomento è invero
pertinente. Giova in effetti rilevare che la stessa transazione giudiziaria
parziale conclusa dai coniugi e omologata dal primo giudice in occasione
dell’udienza del 15 gennaio 2024, stabilisce quanto segue: “Per quanto
concerne le imposte 2022 il marito completerà il pagamento delle stesse come da
accordi da lui già presi con l’autorità fiscale. Per le imposte 2023 il marito
si farà carico di allestire la dichiarazione dei redditi […]. Gli acconti e i
saldi/conguagli relativi alle imposte 2023 vengono assunti dal marito.” (verbale
d’udienza, pag. 2 punto 8). Nelle citate circostanze mal si vede quindi come il
fabbisogno mensile del reclamante possa fare astrazione del corrispondente e
relativo onere. Il reclamo, da questo punto di vista, è quindi fondato.

 

                                   9.   Il reclamante
obietta al Pretore aggiunto il mancato inserimento nel suo fabbisogno della
spesa mensile complessiva di fr. 636.– per le assicurazioni di previdenza
private 3.pilastro. Questo costo era stato sostenuto in costanza di matrimonio
e con il consenso della moglie non allo scopo di ottenere il gratuito
patrocinio bensì di garantire un alloggio normale. E quelle assicurazioni erano
state costituite in pegno a favore di __________ SA, la quale - appunto - aveva
concesso il mutuo ipotecario per l’acquisto dell’abitazione familiare ora in
uso a lui e al figlio convivente. Tenuto altresì conto degli oneri ipotecari,
la spesa complessiva non raggiungeva nemmeno fr. 1'300.– mensili, importo
senz’altro accettabile per due persone anche rispetto ad una pigione che, per
un appartamento di 3.5 locali nella stessa regione, era da stimare in almeno
fr. 1'500.–.

 

                                9.1   Ma il ragionamento non
soccorre il reclamante. Già si è detto che fatti e documenti riferiti alla
costituzione in pegno delle polizze assicurative di previdenza privata 3.pilastro
a garanzia del mutuo ipotecario sono inammissibili (sopra, consid. 5), motivi
sui quali non occorre quindi ripetersi.

 

                                9.2   Inoltre. Nel fabbisogno del
reclamante il Pretore aggiunto ha tenuto conto di una spesa complessiva per
l’alloggio (inclusa la quota parte per il figlio convivente) di fr. 642.–,
corrispondente agli interessi ipotecari effettivi versati. Il carico ipotecario
gravante l’abitazione familiare, iscritta a registro fondiario quale PPP n. __________
fondo base n. __________ RFD di __________, assomma poi a fr. 484'000.–
incorporato da due cartelle ipotecarie al portatore (fr. 420'000.– e fr.
30'000.–: fino al 31 dicembre 2022) e una cartella ipotecaria registrale
nominale (fr. 34'000.–: costituita ad aprile 2023) (cfr. annessi al certificato
municipale). Tuttavia, con riferimento a questo specifico debito, gli attestati
di __________ SA datati 27 febbraio 2023 accertano che non concorrono obblighi
di ammortamento, tanto per l’importo di fr. 450'000.– pattuito nel forma di
ipoteca a tasso fisso e per la durata dal 29 gennaio 2021 fino al 29 gennaio
2031, quanto per il restante importo di fr. 34'000.– pattuito nella forma di
ipoteca a tasso variabile dal 28 febbraio 2023 (doc. F). Diventa così inutile
ogni raffronto e analogia con i parametri delle pigioni in uso nella zona e
validi per un alloggio adeguato di due persone. Per quanto non già inammissibile,
la censura risulta così infondata.

 

                                10.   Il reclamante contesta
il mancato computo nel suo fabbisogno - delle voci di costo per telefonia,
Serafe e internet. Trattasi nondimeno di oneri che, come puntualmente indicato
dal Pretore aggiunto, sono già inclusi nel suo minimo esistenziale (Colombini, in: Petit Commentaire, CPC,
2020, n. 45 ad art. 117). Analogo discorso vale per i costi di telefonia che il
reclamante chiede di conteggiare nel fabbisogno del figlio. Su questo punto il
reclamo è così infondato.

 

                                11.   Il reclamante contesta
pure il mancato computo della retta mensile dovuta per la frequentazione della
scuola di musica da parte del figlio (doc. M: fr. 67.50). Ora, le spese per
istruzione dei figli minorenni, giustificano un supplemento dell’importo di
base mensile LEF (cfr. Tabella del 1° settembre 2009 per il calcolo del minimo
di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF); Bühler, op. cit., n. 190 ad art. 117).
Ragione per cui, a fronte di una transazione parziale omologata dal primo
giudice e che poneva a carico del solo reclamante il mantenimento del figlio
(verbale d’udienza 15 gennaio 2024, pag. 2 punto 9), in assenza di una puntuale
motivazione lo stralcio da parte del Pretore aggiunto della relativa voce di
costo costituisce un accertamento manifestamente errato dei fatti. Al riguardo
la censura è fondata.

 

                                12.   Il reclamante
rimprovera al Pretore aggiunto di avere individuato la vendita dell’abitazione
coniugale o il leggero aumento del relativo onere ipotecario, quale strumento proponibile
per finanziare le spese di causa e patrocinio legale. Quell’immobile era
detenuto in comproprietà da cui la necessità di un consenso anche della moglie,
consenso che a fronte della causa che li opponeva e della contestata richiesta
di contributo alimentare quest’ultima non avrebbe mai dato. La vendita poi non
era nemmeno proponibile nell’immediato e, ancora, imponeva un’intesa dei
coniugi sul prezzo di vendita. Era d’altra parte altamente verosimile che la
creditrice ipotecaria __________ SA non avrebbe autorizzato un’estensione
dell’onere ipotecario, considerate le spese mensili di oltre fr. 4'800.– del
reclamante, le spese mensili del figlio minorenne completamente a suo carico e
la situazione finanziaria della moglie condebitrice, la quale non poteva
offrire garanzia di sorta lavorando a tempo parziale con entrate per fr.
2'200.– netti mensili e senza serie possibilità di estendere il grado di
occupazione.

 

                              12.1   Considerato che l’abitazione
coniugale, di cui alla PPP n. __________ del fondo base n. __________ RFD di __________,
appartiene ai due coniugi in ragione di 1/2 ciascuno, risulta pacifica la
necessità di un consenso della moglie tanto rispetto ad un’ipotesi di vendita quanto
ad estensione dell’aggravio ipotecario (art. 169 CC). Da rilevare vi è poi che,
in forza della transazione parziale omologata dal primo giudice, allo stato
attuale il relativo immobile è assegnato in uso al reclamante e al figlio
(verbale d’udienza 15 gennaio 2024, pag. 1 punto 2).

 

                              12.2   Ma è anche da considerare che
a registro fondiario è pure menzionata una restrizione del diritto di
alienazione a norma della LPP gravante la quota di comproprietà di 1/2
appartenente al reclamante, e che l’attestato 7 dicembre 2022 della previdenza
professionale 2.pilastro del reclamante rileva un totale di prelievi per
l’acquisto di proprietà di fr. 105'920.90 (ultimo prelievo il 19 novembre 2019
e già considerati eventuali rimborsi) (cfr. annessi al certificato municipale).
Ora il prelievo anticipato dalla previdenza professionale destinato
all’acquisto dell’alloggio primario comporta una riduzione proporzionale della
prestazione dovuta al verificarsi di un evento assicurato di libero passaggio o
di previdenza (cfr. anche gli art. 30c cpv. 4 LPP [Legge federale sulla
previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità del 25
giugno 1982] e art. 331e cpv. 4 CO), motivo per cui la proprietà
dell’alloggio così acquisita rappresenta una parte di quella prestazione (FF
1992 VI 209 220). Sicché in caso di vendita prima che si verifichi un caso di
previdenza sussiste un obbligo di rimborso del prelievo anticipato limitato al ricavato
inteso quale prezzo di vendita da cui sono stati detratti i debiti ipotecari e
i tributi legali cui è soggetto il venditore (art. 30d cpv. 5 LPP).

 

                                         In concreto pertanto un’ipotesi
di vendita della PPP per finanziare gli oneri della causa giudiziaria imporrebbe
di prima coprire il debito ipotecario di fr. 484'000.– (in assenza di
ammortamenti: sopra, consid. 9.2), oltre i tributi legali cui è soggetto il
venditore e infine il prelievo LPP. Mentre che un’ipotesi di maggior aggravio
ipotecario andrebbe comunque ponderata rispetto al debito di fr. 484'000.–
incorporato dalle cartelle ipotecarie che gravano la PPP (sopra, consid. 9.2).

 

                              12.3   In definitiva, prospettando il
finanziamento dei costi di procedura e di patrocinio tramite una vendita
dell’abitazione coniugale o di un ulteriore aggravio della medesima, il Pretore
aggiunto non poteva esimersi da un confronto con tali risultanze. In difetto
della necessaria e contestuale spiegazione, il reclamo si rivela una volta di
più fondato.

 

                                13.   In conclusione, le
censure del reclamante si rivelano fondate in punto al mancato riconoscimento
dell’onere d’imposta a carico del reclamante (sopra, consid. 8) e della retta
della scuola di musica del figlio (sopra, consid. 11). Inoltre il Pretore
aggiunto non ha tenuto minimamente conto dell’aspetto legato alla pretesa di
mantenimento avanzata all’udienza 15 gennaio 2024 e del quadro economico in cui
versava la convenuta (sopra, consid. 7), rispettivamente non ha spiegato perché
ha ritenuto plausibile il prospettato finanziamento dei costi processuali e di
patrocinio tramite vendita o ulteriore aggravio dell’abitazione coniugale
(sopra, consid. 12). Ritenuto come non sia compito dell’autorità di reclamo
sostituirsi al giudice di prime cure, la decisione impugnata va annullata e
l’incarto rinviato al Pretore aggiunto affinché, in applicazione dell’art. 327
cpv. 3 lett. a CPC, si determini nuovamente sulla domanda di gratuito
patrocinio 10 ottobre 2023 ai sensi dei considerandi. Dandosi il caso andrà
pure valutata la documentazione relativa alla costituzione in pegno delle
polizze di previdenza 3.pilastro - qui inammissibile per effetto dell’art. 326
cpv. 1 CPC (sopra, consid. 2, 5 e 9) - prodotta al Pretore aggiunto il 25
gennaio 2024, ovvero dopo l’emissione della decisione qui impugnata.

 

                                14.   La procedura di reclamo contro il diniego di
gratuito patrocinio oppone il richiedente allo Stato e, diversamente dall’art. 119
cpv. 6 CPC, non è gratuita (DTF 137 Ill 470 consid. 6). Le spese processuali, fissate
in fr. 300.– giusta l’art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura e complessità della
causa) e 14 LTG (tassa di giustizia per le decisioni su reclamo tra fr. 100.– e
fr. 10'000.–), vanno poste a carico dello Stato, risultato soccombente in
questa sede (art. 106 CPC; DTF 140 Ill 501 consid. 4.1.2).

 

                                         Allo Stato incombe pure l’obbligo di remunerare le prestazioni svolte dal
patrocinatore legale di colui che, con successo, impugna una decisione che
rifiuta il gratuito patrocinio (DTF 140 Ill 501 consid. 4.3.2). Al reclamante,
che esce vittorioso davanti a questa Camera, va pertanto corrisposta
un’adeguata indennità secondo il Regolamento per la fissazione delle ripetibili
del 19 dicembre 2007 (Rtar). In concreto appare congrua un’indennità di fr. 800.–
(incluse spese per fr. 100.– e l’IVA), pari ad un dispendio di tempo di poco
più di 2 ore di lavoro alla tariffa oraria di fr. 280.– (art. 12 e 14 Rtar)
senz’altro adeguate per redigere il reclamo proposto su argomenti, per quanto
non già inammissibili, comunque attinenti i fabbisogni delle parti e ben noti al
patrocinatore legale del reclamante.

 

                                         Questo rende priva d’oggetto la domanda di gratuito patrocinio
contestuale al reclamo.

 

 

Per i quali motivi,

 

pronuncia:              1.   Per quanto ammissibile il
reclamo 26 gennaio 2024 di RE 1 è parzialmente accolto. Di conseguenza la
decisione 16 gennaio 2024 (inc. n. SO.2023.1262) della Pretura del Distretto di
Bellinzona è annullata e la causa è rinviata al Pretore aggiunto per nuova
decisione, ai sensi dei considerandi.

 

                                   2.   La domanda di
gratuito patrocinio 26 gennaio 2024 per il reclamo di RE 1 è priva d’oggetto.

 

                                   3.   Le spese processuali
del presente giudizio, fissate in fr. 300.–, sono poste a carico dello Stato
del Cantone Ticino, il quale rifonderà a RE 1 fr. 800.– di ripetibili.

 

                                   4.   Notificazione
(unitamente al reclamo 26 gennaio 2024 alla controparte):

	
   

  	
  -      ;

  -     .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
cancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione con i limiti dell’art. 93 LTF. Nelle cause a carattere pecuniario il
ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle
vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli
altri casi. Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge
federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non
sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).