# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ef5d92e7-dc79-50fb-8aac-f6ccfba6c9a7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.02.2007 32.2006.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-62_2007-02-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.62

   

  BS/ll

  	
  Lugano

  26 febbraio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 marzo 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7
  febbraio 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1948, di professione venditrice/ausiliaria di pulizie, nel maggio
2003 ha presentato una domanda di prestazioni AI allo scopo di poter
beneficiare di provvedimenti integrativi professionali (doc. AI 18).

 

                                         A
termine di un periodo di osservazione professionale e dopo aver esperito gli
accertamenti medici del caso (perizia 18 giugno 2003 del reumatologo dr. __________
e perizia 17 marzo 2004 dello psichiatra dr. __________), con decisione 25 luglio
2005 l’Ufficio AI ha riconosciuto il diritto ad un quarto di rendita (grado
d’invalidità del 42%) dal 1° febbraio 2005, motivando come segue il provvedimento
preso:

 

 

" 
Esito degli accertamenti:

 

Dal 09 gennaio 2003 (inizio dell'anno di attesa) la sua
capacità lavorativa è limitata in modo rilevante.

 

Nel caso specifico, dagli atti medici-specialistici
acquisiti all'incarto si evince che dal lato medico-teorico è inabile nella
misura del 40% in qualsivoglia attività.

 

Per quanto riguarda il lato economico-professionale
abbiamo sottoposto il caso al nostro Orientatore Professionale, secondo un suo
parere l'esperienza pratica compiuta presso il Laboratorio __________
effettuato per verificare sul campo le sue attitudini manuali, pratiche,
ripetitive e relazionali ha annullato la progettualità di effettuare una
riformazione professionale. Abbiamo rilevato che è esigibile che lei svolga
attività semplici, leggere, ripetitive nella misura del 60%. Oltre alle
attività tipiche del Secondario, è esigibile che lei svolga nel Terziario
l'attività di venditrice nella misura del 60%. In queste attività potrebbe
ancora conseguire un reddito annuo presumibile di Fr. 22'110.00.

 

Facendo un confronto dei redditi risulta il seguente
grado d'invalidità:

 

Reddito annuale esigibile:

senza invalidità                      CHF 38'090.00

con invalidità                           CHF 22'110.00      

Perdita di guadagno             CHF 15'980.00                           =
Grado d'invalidità 42 %

 

Decidiamo pertanto:

 

A decorrere dal 01.01.2004 (dopo un anno di attesa -
art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) lei ha diritto ad un quarto di rendita con grado AI
del 42 %."(doc. AI 57-2)

 

                               1.2.   Con
decisione 7 febbraio 2006 l’amministrazione ha parzialmente accolto
l’opposizione dell’assicurata nel senso di erogare il quarto di rendita dal 1°
luglio 2003 anziché dal 1° febbraio 2005, osservando fra l’altro quanto segue:

 

"  Considerato come l'assicurata abbia tuttavia prodotto
ulteriore documentazione medica dopo la data delle due perizie indicate sopra
al punto 3 (cfr. in modo particolare il certificato medico 27.7.2005 del Dr. __________),
per un'adeguata valutazione l'incarto ivi comprese le obiezioni sollevate è
stato nuovamente sottoposto al vaglio del SMR dell'AI (cfr. anche a tal
proposito la proposta/domande giurista del 6.10.2005).

 

In
data 14 ottobre 2005, il Dr. __________ del SMR dell'AI ha precisato in primo luogo
che vi è stato un errore di valutazione per quanto riguarda l'inizio
dell'inabilità lavorativa inerente la Signora RI 1. In effetti, è a partire dal
mese di luglio 2002 (e non a partire dal mese di gennaio 2003 come indicato
nelle precedenti valutazioni) che ha avuto inizio la malattia di lunga durata
concernente l'assicurata in oggetto (cfr. in tal senso le prestazioni versate
della __________). Secondariamente, il medico SMR ha stabilito che durante il periodo
di osservazioni effettuato presso il Laboratorio __________ di __________ (vedi
punto 4 qui sotto) si è potuto constatare (dal lato prettamente pratico) un
rendimento minore per le attività cosiddette leggere rispetto a quanto ritenuto
dal punto di vista medico-teorico. Di conseguenza, l'assicurata (sempre a far
tempo dal mese di luglio 2002) è da considerarsi inabile al lavoro nella misura
del 40 % sia nella precedente professione di venditrice/ausiliaria di pulizia
sia in altre attività leggere adeguate." (doc. AI 85-5)

                                         

                               1.3.   Contro
la decisione amministrativa l’assicurata ha inoltrato il presente tempestivo
ricorso, successivamente completato dal suo legale, avv. RA 1.

                                         Postulando
in via principale il riconoscimento di tre quarti di rendita, essa contesta la
valutazione medica del SMR (Servizio medico regionale dell’AI) e la determinazione
dei redditi di riferimento per il calcolo dell’incapacità al guadagno. In via
subordinata la ricorrente chiede la retrocessione degli atti all’Ufficio AI per
nuova valutazione reumatologica ed ortopedica. Delle singole motivazioni verrà
detto, per quanto occorre, nei considerandi di diritto. 

 

                               1.4.   Mediante
risposta di causa, l’amministrazione, confermando quanto esposto nella decisione
contestata, ha proposto di respingere il ricorso.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

2.1.  La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio
e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria
o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA.

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se la ricorrente ha diritto ad una prestazione AI maggiore
del quarto di rendita assegnato dall’Ufficio AI con la decisione contestata. 

 

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

         Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv.
1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

 

         Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito
ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che
avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC
1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité,
Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

                                         Infine,
va ricordato che, secondo la giurisprudenza del TFA,
per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al
momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido
e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute
fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione
su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V
222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.3.   Nel
caso in esame, con rapporto 18 giugno 2003 il dr. __________, incaricato dalla __________
assicurazione malattia di eseguire una perizia reumatologica, ha diagnosticato
una sindrome lombospondilogena cronica a destra in disturbi statici del rachide
(ipercifosi della dorsale alta con protrazione del capo, iper lordosi lombare),
decondizionamento della muscolatura, tendenza a fibromialgia, sospetta tendenza
a somatizzazione, alterazioni degenerative lombari (protrusioni discali plurisegmentali
con spondilartrosi associate) e esito da intervento da decompressione al canale
carpale bilaterale nel febbraio/marzo 2003. In merito alla capacità lavorativa egli
ha concluso:

 

" 
Considero come
lavoro ergonomicamente idoneo alle patologie sopramenzionate,
un'attività con carichi variabili (carico massimo: 15 kg), che permette di
cambiare spesso la posizione del rachide senza movimenti ripetitivi di
rotazione o flessione della colonna vertebrale, rispettivamente senza
estensione prolungata del rachide.

 

In
un lavoro adatto allo stato di salute, che rispecchia le condizioni ergonomiche
appena menzionate, considero l'assicurata dal lato strettamente reumatologico,
abile al lavoro nella misura del 100 % ad un rendimento massimo del 100 %.

 

Nell'ultima
professionale di aiuto macelleria come pure nell'attività di ausiliaria di pulizie,
sussiste, premettendo una giornata lavorativa intera normale, una diminuzione
del rendimento del 40 %, in quanto si tratta di impieghi statici, spesso con la
schiena mantenuta in posizione curva, necessitanti delle pause che permettono
di cambiare posizione.

 

Come
casalinga, giudico l'assicurata inabile al lavoro nella misura del 30 %. 

(doc.
AI 3.4)

 

                                         Ritenuta
la necessità di indagare anche l’aspetto psichiatrico e le relative ripercussioni
sulla capacità lavorativa, l’Ufficio AI ha conferito mandato al dr. __________
di allestire una perizia. Nel rapporto 17 marzo 2004 il succitato specialista
in psichiatria e psicoterapia ha diagnosticato, quale danno alla salute
determinante ai fini dell’AI, una sindrome mista ansioso-depressiva (ICD-10:F41.2).
Egli ha di conseguenza valutato un’incapacità lavorativa del 20-25% in
qualsiasi attività, non cumulabile con quella accertata dal perito reumatologo (doc.
AI 29).

 

                                         L’assicurata
ha poi frequentato, a titolo di accertamento professionale, uno stage presso il
Laboratorio __________ di __________ con una breve esperienza lavorativa
(mattino) presso la lavanderia __________ di __________, quale aiuto nello
stiro di biancheria ed indumenti semplici (doc. AI 38, 47-49 e 52).

                                         Basandosi
sulle summenzionate esperienze lavorative, dalle quali è risultato un effettivo
rendimento minore di quello medicalmente attestato, e dopo aver consultato il
consulente in integrazione professionale, il dr. __________ del SMR ha ritenuto
l’assicurata abile al 60% anche in attività leggere (cfr. note 25 marzo 2005 e
14 ottobre 2005; doc. AI 54-1 rispettivamente doc. AI 76-1).

 

                                         La
ricorrente contesta tale valutazione facendo presente quanto segue:

 

"12.    Si contestano recisamente le
valutazioni, espresse dal Dr. med. __________, in
quanto sono superate e non tengono debito conto dell'effettiva situazione di
salute dell'assicurata, esistente il 7.02.2006, ossia al momento della resa
della decisione su opposizione. In effetti, non può sfuggire come il Dr. med. __________
avesse indicato nel certificato del 18.03.2005 presentare la paziente negli
ultimi 6 mesi un progressivo peggioramento dello stato di salute. Egli ha
aggiunto che detta situazione provoca delle difficoltà
"ingravescenti" sul lavoro, constatate in particolare in occasione
dell'accertamento professionale svolto presso il Laboratorio __________, __________.

 

13.    Inoltre deve essere rilevato che il
Dr. med. __________ aveva riscontrato "durante le regolari consultazioni
un aumento della fatigabilità della paziente, dei sui dolori in particolare
alle braccia e alle gambe e, per conseguenza, della depressione da circa un
anno". Egli ha quindi ritenuto che, a causa dei problemi di salute e della
difficoltà di gestire il dolore, il grado d'invalidità sia realmente attorno al
60 % (cfr. rapporto del 27.07.2005 del Dr. med. __________)." (doc. III
12.13)

                                      

                                         Orbene,
non vi è dubbio che durante l’esperienza lavorativa presso il Laboratorio __________
l’assicurata abbia accusato momenti di sofferenza e di affaticamento (cfr. rapporto
di stage 16 dicembre 2004; doc. AI 47-2), in particolare durante la breve
esperienza in lavanderia, dove “necessitava di diverse pause, alternando la
posizione da eretta a seduta (con appoggio alto, perché fin dal primo giorno ha
accusato forti dolori, prima al braccio poi in tutto il corpo” (cfr.
rapporto della responsabile dello stage; doc. AI 52-2). A prescindere da eventuali
dubbi sull’idoneità della scelta di un tirocinio presso una lavanderia (secondo
il dr. __________, l’assicurata doveva infatti evitare movimenti ripetitivi di
rotazione o flessione della colonna vertebrale, senza estensione prolungata del
rachide), non va dimenticato che nel rapporto 1° aprile 2005 il consulente in
integrazione professionale, preso atto dell’esito dell’accertamento
professionale, ha potuto rilevare un miglior rendimento in attività manuali,
pratiche e ripetitive rispetto a quelle amministrative (nel rapporto intermedio
26 luglio 2004, quindi prima dell’esperienze lavorativa, il consulente aveva invece
individuato un percorso formativo di segretaria, ricezionista e centralinista; cfr.
doc. AI 36-1), ritenendo esigibile al 60% attività semplici, leggere e
ripetitive, come pure quella di venditrice. Siccome l’assicurata aveva già
svolto simili attività, il consulente non ha di conseguenza intravisto alcuna
proposta formativa (doc. AI 56-2).

                                         Del
resto, una volta terminato l’accertamento professionale, nelle note 25 marzo e
14 ottobre 2005 (doc. AI 54-1, 76-1), il dr. __________ del SMR ha tenuto conto
di un certo peggioramento, ritenendo l’assicurata abile al 60% anche in
attività leggere (il dr. __________ aveva accertato una piena abilità
lavorativa in professioni confacenti allo stato di salute dell’assicurata). 

                                         Infine,
le surriferite certificazioni del medico curante non permettono di giungere ad
un diverso risultato, coincidendo il giudizio del consulente con quello del SMR
in merito alla residua capacità lavorativa in attività adeguate.

 

                                         Per
quel che riguarda la questione legata ai problemi d’ordine psichico, non vi
sono motivi per discostarsi dalla valutazione del dr. __________. Anche se la
perizia è datata 17 marzo 2004 gli atti non contengono elementi concludenti per
ritenere dato un rilevante peggioramento delle condizioni psichiche. Vero che
con certificato 26 luglio 2005 il dr. __________, specialista in psichiatria e
psicoterapia, ha attestato che “ la summenzionata, in nostra cura dal
12.07.05, presenta a partire da tale data inabilità lavorativa del 50%” (doc.
AI 62-1) senza tuttavia specificare la diagnosi né i motivi della sua valutazione.
Sta di fatto che durante l’accertamento professionale (18 ottobre 2004 – 28
febbraio 2005) l’assicurata non ha manifestato alcuna problematica
extra-somatica. Anzi, come si evince dal rapporto 11 marzo 2005 del Laboratorio
__________ FD, risulta che “l’esperienza presso la lavanderia (l’assicurata;
n.d.r.) ha confermato diversi aspetti quali impegno e puntualità affidabilità.
Ha pure mostrato una certa facilità nei contatti con i clienti “(doc. AI
52-1). 

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurata
di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip
im schweizerischen Sozialversi- cherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF
113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere siccome dimostrato con
il grado della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi
citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32
consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b), che al momento dell'emanazione
del querelato provvedimento (il giudice
delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in
base alla situazione di fatto e di diritto esistente sino al momento in cui
essa è state resa; cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V
93 consid. 3, 99 V 102), la ricorrente presentava un’abilità al lavoro
del 60% in attività adeguate. 

                                      

                               2.4.   Al fine di
determinare l'incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario di cui
all’art. 16 LPGA, occorre porre in confronto il reddito che l'assicurato
avrebbe conseguito senza il danno (reddito da valido) con quello risultante
dalle attività esigibili nonostante il danno alla salute (reddito da invalido).
Determinante per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio
dell’eventuale diritto alla rendita, tenuto conto che l'amministrazione deve
considerare inoltre eventuali rilevanti modifiche dei redditi di riferimento
intervenute sino all'emanazione della decisione contestata (cfr. consid. 2.2).

                                         Nel
caso in esame, considerata un’incapacità al 100% dal luglio 2003 (cfr. nota 14
ottobre 2005 del SMR; doc. AI 76-1), tenuto conto dell’anno di carenza ex art.
29 cpv. 1 lett.b LAI - che stabilisce l’inizio della rendita dopo un periodo di
un anno, senza notevoli interruzioni, d’incapacità al lavoro per almeno il 40%
in media -, la rendita decorrerebbe dal mese di luglio 2003.

 

                            2.4.1.   Per accertare il reddito senza l'invalidità è decisivo
stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, quanto
l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita,
se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio
2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con
riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato
il più concretamente possibile.

                                         Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr.
U 168 pag. 100s. consid. 3b).

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto
che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare
la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali
adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b, ZAK
1990 pag. 519 consid. 3c).

                                         Se
nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che
l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, allora si può
ricorrere a dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique
VSI 1999 pag. 248 consid. 3b;cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella
causa B., I 56/02).

Nel caso in esame, l’Ufficio AI ha determinato il reddito da valido in fr. 38'337,
importo che corrisponde a quanto l’assicurata avrebbe conseguito nel 2003 ,
senza il danno salute, quale venditrice di salumeria presso la __________, addetta
alle pulizie presso la __________ e lo __________ (vedi annotazioni 10 gennaio
2006 della segretaria ispettrice; doc. AI 82-1).

                                         Nel
ricorso l’assicurata ha contestato tale dato economico, facendo presente:

 

"19.       Si contestano i dati
economici, indicati il 10.01.2006 in un'annotazione per ore lavorative per
settimana. Appare evidente che se non fosse insorto il danno alla salute, la
Signora RI 1 avrebbe comodamente esteso la sua attività professionale sull'arco
di 6 giorni settimanali e avrebbe così svolto dalle 46 al 49 ore settimanali di
lavoro, tenendo conto pure degli straordinari. Ne discende che il suo reddito
annuo senza invalidità sarebbe ammontato a CHF 45'902.-, corrispondente a CHF
38'876.- : 41 ½ ore x 49 ore." 

              (doc. III 19.)

 

                                         Orbene,
il calcolo dell’amministrazione tiene conto dell’effettiva realtà lavorativa
presente prima del danno alla salute e questo sulla base dei questionari dei succitati
tre ex datori di lavoro (doc. AI 14- 16; cfr. anche nota 15 settembre 2003 del
segretario ispettore AI; doc. AI 20-1), motivo per cui ad esso  va prestata adesione.

 

                            2.4.2.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio
dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del
25% (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 p. 64).

                                         

                                         In
concreto, l’Ufficio AI ha proceduto come segue:

 

" 
Nel caso
concreto, per determinare il reddito da invalido dell'assicurata per l'anno 2003, è stata ritenuta quale base di calcolo un
reddito annuo statistico per attività leggere, semplici e ripetitive pari a Fr.
40'945.-- (cfr. il rapporto 1.4.2005 del consulente agli atti; settore privato,
categoria 4, Canton Ticino, femminile, valore mediano).

 

Considerata
una capacità lavorativa in suddette attività adeguate pari al 60% ed applicando
un'ulteriore riduzione del 10% stabilita dal consulente in integrazione professionale,
ciò che comporta la determinazione di un salario da invalido di Fr. 22'110.--,
dal raffronto di tale reddito da invalido con quello da valido di Fr.
38'337.--, risulta un'incapacità al guadagno del 42% [ (38'337 - 22'110) x 100
: 38'337].

 

Visti
i risultati al qual i si è appena giunti, l'assicurata ha pertanto diritto ad
un quarto di rendita d'invalidità a partire dal 1° luglio 2003 (e non a far
tempo dal 1° gennaio 2004 come erroneamente stabilito dall'amministrazione
nella decisione 13.7.2005/25.7.2005)." (doc. AI 85-7)

 

                                         Tale
modo di procedere è stato contestato dall’assicurata:

"20.       Inoltre
si contesta il reddito ipotetico annuo d'invalido di CHF 

22'110.- poiché significa uno stipendio ipotetico annuo di CHF
40'945.- prima d'applicare la riduzione del 40% corrispondente al tasso
d'incapacità lavorativa presentato dall'assicurata e prima di applicare
l'ulteriore riduzione del 10% per lavori leggeri, poiché ella non presenta un
rendimento completo nemmeno nel compiere lavori leggeri, a tempo parziale.

 

 21.       Non c'è
chi non veda come non sussista in generale nel Cantone Ticino un mercato del
lavoro sufficientemente ampio e variegato, suscettibile di permettere a una
donna d'ottenere nell'esercizio d'attività semplici, ripetitive e leggere un
reddito annuo di CHF 40'945.-. Dette constatazioni valgono a maggior ragione
per la Signora RI 1, la quale, non avendo la benché minima predisposizione per
i lavori d'ufficio e in particolare per quelli che richiedono l'uso del
computer, può al massimo svolgere quei lavori manuali, pratici e ripetitivi che
di regola sono mal pagati se non persino sottopagati. Un reddito annuo di CHF
40'945.- per dei lavori manuale semplici, ripetitivi e leggeri costituisce
quindi un reddito del tutto utopico e in ogni caso irrealizzabile sul mercato
del lavoro ticinese.

 

22.       Orbene,
per svolgere delle attività manuali, semplici e leggere una donna può
realisticamente percepire in Ticino al massimo uno stipendio mensile di CHF
2'700.- pari a uno stipendio annuo di CHF 35'100.- (CHF 2'700.- x 13 mensilità).

 

      Tenuto conto
di un'incapacità lavorativa del 40% della Signora Yvonne RI 1 e di un fattore
di riduzione del 25%, non essendo ella, a causa dell'età (58.enne) come pure
della carente formazione e ricettività, in grado di presentare un rendimento
completo in un'attività manuale semplice, ripetitiva e leggera, risulta che la
ricorrente potrebbe conseguire un reddito annuo d'invalido di CHF 15'795.-
pari a CHF 35'100.- x 60% (capacità lavorativa residua) x 75% (fattore di
riduzione del 25%) = CHF 21'060.- x 75% = CHF 15'795.-.

Sulla base di un
reddito annuo senza invalidità di CHF 45'902.- e di un reddito annuo d'invalido
di CHF 15'795.-, risulta quindi un tasso d'invalidità del 65.6% e più
precisamente: [(CHF 45'902.- - CHF 15'795.-) x 100] : CHF 45'902.- =
65.6%." (doc. III 20-22)

 

                                         Occorre far presente che, conformemente ad una recente
giurisprudenza, il TFA ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in
difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali
risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei
salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili
dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni
(STFA 12 ottobre 2006 nella causa S., U 75/03, e del 5 settembre 2006 nella
causa P., I 222/04).

                                         Pertanto,
nella determinazione del reddito da invalido occorre d’ora in poi applicare i
valori nazionali (Tabella TA1) e non più quelli regionali (Tabella TA13) come
sin’ora confermato dal TCA, rispettivamente dall’Ufficio AI.

 

                                         Orbene
- utilizzando i dati forniti dalla succitata tabella elaborata dall'Ufficio federale
di statistica – la ricorrente, svolgendo nel 2002 una professione che presuppone
qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della rilevanza
delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p.
347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un
salario mensile lordo pari a fr. 3'820.--. 

                                         Riportando
questo dato su 41.7 ore (cfr. tabella B 9.2, pubblicata
in La Vie économique, 1/2-2006, pag. 94), esso ammonta a fr. 3982
mensili oppure a fr. 47’784.-- per l'intero anno (fr. 3982 x 12, ritenuto che
la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA del 18 febbraio 1999 nella
causa B., U 274/98, p. 5 consid. 3a).

                                         Dopo
adeguamento all’indice dei salari nominali (“Nominal-lohnindex” – cfr.
DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA del 20 febbraio 2001 nella causa R.; cfr. tab.
10.2, pubblicata in La Vie économique, 7/8-2006 pag. 91) – si ottiene, per il 2003,
un reddito annuo di fr. 48’575.--.

 

                                         Partendo quindi da
un reddito ipotetico di fr. 48’575,
calcolato sulla base delle statistiche RSS e tenuto conto di una capacità di
lavoro residua del 60%, si giunge ad un importo di 

fr. 29’145. Nel rapporto 1° aprile 2005 il consulente in integrazione
professionale ha riconosciuto una riduzione del 10% del salario teorico
giustificato dal fatto che l’assicurata può svolgere solo lavori leggeri. 

                                         Tale deduzione non è automatica, ma deve essere valutata tenendo
conto di tutte le circostanze del singolo caso. È in ogni caso compito
dell'amministrazione e, in caso di ricorso, del giudice del merito motivare
l'entità della deduzione. Quest'ultimo non può scostarsi, dal canto suo, dalla
valutazione dell'amministrazione senza fondati motivi (DTF 126 V 80 consid. 5
b/dd e 6).

                                         Ora,
tenuto conto dell’età dell’assicurata (58 anni al momento dell’emissione della
decisione contestata), nonché della scarsa istruzione, la deduzione effettuata
dal consulente appare non adeguata alle circostanze concrete. 

                                         Volendo
applicare la riduzione massima del 25%, il reddito da invalida ammonta a fr. 21'859.

                                         Dal confronto tra
il reddito da valida di fr. 38’337 e il reddito da invalida secondo le statistiche
RSS di fr. 21’859 si ottiene un grado d'invalidità del 42,98%, arrotondato a 43%, percentuale che apre in ogni caso il diritto ad un quarto rendita
d’invalidità, così come stabilito dall’Ufficio AI.

                                         Queste circostanze non permettono tuttavia di
assegnare una rendita d’invalidità maggiore e ciò, con ogni verosimiglianza, anche
volendo considerare l’evoluzione di entrambi i redditi di riferimento sino al
2006, momento dell’emanazione della decisione contestata. 

                                      

 

                               2.5.   II
legale dell'assicurata ha chiesto che venga esperita una perizia volta ad accertare
la problematica reumatologica ed ortopedica.

 

                                         Ora,
se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,
si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
KöIz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungs­rechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
SVR 2003 IV Nr. 1; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib
229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti
contiene elementi chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno
dell'assicurata sino all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si
renda quindi necessario l’espletamento di ulteriori accertamenti richiesti
dalla ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti