# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27f12d7d-e067-5b34-ba98-74f4c8e2f9ae
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 28.08.2003 52.2003.156
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-156_2003-08-28.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.156

   

  	
  Lugano

  28 agosto 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 12 maggio 2003 di

 

 

	
   

  	
  ____________________ 

  tutti patrocinati da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 16 aprile 2003, n. 1662, del Consiglio
  di Stato, che respinge l’impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la decisione
  29/30 dicembre 2002 dell’assemblea patriziale di __________ con cui sono
  stati approvati i conti preventivi 2003 del Patriziato di __________;

  

 

 

viste le risposte:

-     27 maggio 2003 del
Consiglio di Stato

-        
28 maggio 2003
dell’ufficio patriziale di __________

-        
10 giugno 2003 del
presidente dell’assemblea patriziale di __________

 

 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.      Con avviso del 10 dicembre 2002 è stata convocata in seduta
ordinaria per il giorno di domenica 29 dicembre 2002 l’assemblea patriziale di
__________. Tra le varie trattande previste dall’ordine del giorno figurava
anche quella concernente l’esame e l’approvazione del preventivo 2003.

 

Alla presenza di 21 cittadini patrizi, il 29
dicembre 2002 l’assemblea ha approvato il preventivo con 13 voti favorevoli, 6
contrari e 2 astenuti. La risoluzione è quindi stata oggetto di pubblicazione
all’albo patriziale a decorrere dal 30 dicembre 2002.

 

 

B.      Con giudizio 16 aprile 2003 il Consiglio di Stato ha confermato
detta risoluzione, respingendo i gravami contro di essa presentati da alcuni
patrizi, tra cui i qui ricorrenti __________ e __________. L’Esecutivo
cantonale ha in sostanza respinto le censure sollevate in merito alle modalità
di convocazione dell’assemblea ed ha tutelato l’agire dell’Ufficio patriziale
per quanto attiene al modo con il quale aveva allestito il preventivo ed aveva
posto i cittadini patrizi nella posizione di potersi pronunciare in votazione
sul medesimo con la dovuta cognizione di causa.

 

 

C.     Avverso la predetta decisione governativa __________ e __________
insorgono ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo. Chiedono che la
stessa sia annullata e riformata nel senso che è accertata la nullità delle
delibere assembleari del Patriziato di __________ del 30 dicembre 2002 e,
segnatamente, della delibera di approvazione dei conti preventivi per il 2003.

 

 

                                  D.   All’accoglimento
del ricorso si oppongono, con argomenti di cui si dirà per quanto necessario in
seguito, sia il Consiglio di Stato, che l’ufficio patriziale di __________, che
il presidente dell’assemblea patriziale.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale è data (art. 146 cpv. 1 LOP), il ricorso
è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione dei ricorrenti certa
(art. 147 lett. a LOP). Il ricorso è dunque ricevibile in ordine ed il giudizio
può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). Non è
compito precipuo di questo Tribunale porre rimedio alle carenze istruttorie
poste in essere dall’istanza inferiore (art. 65 cpv. 2 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. I
ricorrenti contestano nuovamente la regolarità della convocazione all’assemblea
patriziale ordinaria del 29 dicembre 2002. Ribadiscono di non essere stati
convocati personalmente all’assemblea, motivo per il quale tutte le risoluzioni
da essa adottate sono da annullare. Affermano che, visto l’esiguo numero di
partecipanti all’assemblea, è verosimile che molti altri patrizi non siano
stati personalmente informati della data in cui si sarebbe tenuta la medesima,
fatto questo che rende il vizio in questione influente sulle deliberazioni
litigiose.

 

2.2. Giusta l’art. 72 LOP l’ufficio
patriziale convoca l’assemblea mediante avviso all’albo e contemporaneamente al
domicilio dei patrizi aventi diritto di voto domiciliati nel comune del
patriziato e, per i domiciliati fuori comune, al recapito prescritto dall’art.
51 LOP, almeno dieci giorni prima della riunione, indicando il giorno, l’ora,
il luogo e gli oggetti da trattare.

A norma dell’art. 149 lett. a LOP, tutte le decisioni degli organi patriziali
sono annullabili quando fossero state violate le norme di legge per la
convocazione e in quanto tale violazione fosse stata influente sulle
deliberazioni.

La comunicazione personale dell’avviso di convocazione dell’assemblea
patriziale costituisce dunque una formalità essenziale, la cui disattenzione
può, in determinate circostanze, ripercuotersi sulla validità degli atti
adottati da quest’ultimo organo.

Nella misura in cui sia la LOP, sia il regolamento patriziale non contemplano
alcunché in merito al modo con il quale dev’essere eseguita tale convocazione,
l’ufficio patriziale è di principio libero di procedere come meglio crede,
ritenuto comunque che, qualora dovessero sorgere delle contestazioni, spetta di
principio a quest’ultimo dimostrare di aver agito nel rispetto della procedura
sancita dall’art. 72 LOP.

 

                                   3.   3.1. La
ricorrente __________ è domiciliata a __________, vale a dire al di fuori del
comune del patriziato. Dagli atti di causa non risulta che, per le convocazioni
alle assemblee patriziali, ella abbia mai eletto un recapito presso un patrizio
domiciliato nel comune o abbia fatto esplicita richiesta all’ufficio patriziale
di essere convocata personalmente presso il suo recapito, così come disposto
dall’art. 51 cpv. 2 LOP; né l’insorgente ha mai sostenuto di avere adempiuto
queste formalità. Per il che, ella non può lamentarsi della mancata ricezione
della convocazione personale all’assemblea del 29 dicembre 2002.

Nella misura in cui concerne la ricorrente __________, la censura riferita alla
pretesa violazione dell’art. 72 LOP risulta dunque infondata.

 

3.2. Diversa appare invece la situazione di
__________, il quale, essendo residente a __________, doveva essere convocato
personalmente alla riunione.

 

Davanti al Consiglio di Stato, l’ufficio
patriziale ha affermato di avere recapitato a mezzo del segretario patriziale
l’avviso di convocazione nella bucalettere dei cittadini patrizi domiciliati a
__________ nei giorni 15 e 16 dicembre 2002.

Nel suo giudizio, il Governo ha indirettamente dedotto l’avvenuto rispetto
della predetta formalità di convocazione dalla presenza all’assemblea della
moglie del ricorrente e dall’assenza nel verbale assembleare di qualsiasi
intervento da parte di quest’ultima o di altri partecipanti inteso a contestare
la regolarità della convocazione.

Sennonché, nulla impediva all’Esecutivo cantonale di verificare la versione dei
fatti addotta dall’ufficio patriziale, assumendo la testimonianza del suo
segretario. D’altronde soltanto in questa maniera il Governo avrebbe potuto
valutare in che misura l’eventuale esistenza di un vizio nella procedura di
convocazione dei patrizi aveva influito sulle deliberazioni assembleari. Per contro,
il semplice fatto che la moglie del ricorrente fosse presente alla citata
riunione non permette ancora di trarre alcuna deduzione concludente in merito
alla questione qui dibattuta; né tanto meno è dato a vedere in che modo il
comportamento tenuto all’assemblea dai partecipanti possa costituire la prova
dell’avvenuto recapito della convocazione personale ai patrizi domiciliati nel
comune, dal momento che, come giustamente rilevato nel gravame, non erano certo
i presenti, quanto semmai gli assenti, a non aver saputo della medesima.

 

 

                                   4.   Stante
quanto precede, il ricorso va quindi parzialmente accolto, senza che si renda
necessario entrare nel merito delle restanti censure. Di conseguenza, il
giudizio impugnato è annullato e gli atti sono rinviati al Consiglio di Stato,
affinché, esperiti i necessari accertamenti, renda una nuova decisione.

Dato l’esito della causa, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia.
Le ripetibili, a favore del solo __________, sono invece a carico del patriziato,
secondo la soccombenza.

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 51, 72 e 149 LOP, 18, 43, 46, 60, 61 e
65 PAmm

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.          
la decisione 16 aprile 2003 (n. 1662) del
Consiglio di Stato è annullata;

1.2.          
gli atti sono rinviati al Consiglio di Stato per
nuovo giudizio previa istruttoria.

 

 

2.Non si preleva tassa di giustizia.

3.Il __________ __________ rifonderà al ricorrente __________ fr.
500.- a titolo di ripetibili.

 

 

	
                                      4.   Intimazione
  a:

  	
  __________ 

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario