# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** de5fb152-4f70-565d-9751-cc4481cdbeaf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-10-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.10.2015 35.2015.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2015-5_2015-10-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2015.5

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  5 ottobre 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 gennaio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 novembre 2014 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 3 maggio 2008, mentre
si trovava in barca per un giro sul __________, a causa di una forte onda RI 1,
nata nel 1977, ha perso l'equilibrio, è caduta e ha picchiato la schiena,
riportando la frattura del corpo vertebrale TH 11 (doc. 7/31). 

 

                                         CO 1 (in seguito: CO 1) ha
assunto il caso e il 18 marzo 2011 ha emesso una decisione formale, con la
quale ha attribuito all’assicurata – in attesa di una presa di posizione da
parte dell’assicurazione invalidità – una rendita d’invalidità transitoria del
39% dal 1° aprile 2011, nonché un’indennità per menomazione dell’integrità del
10% (doc. 7/59).

 

                               1.2.   In data 8 luglio 2014 l’assicurata,
rappresentata dall’avv. RA 1, ha inoltrato un ricorso al TCA per denegata
giustizia chiedendo che all’assicuratore convenuto venga fatto ordine di
emanare al più presto la decisione formale definitiva sulla rendita LAINF, più
volte sollecitata (inc. 35.2014.63).

 

                                         Pendente causa, la CO 1 ha
emanato la decisione formale dell’11 agosto 2014 con la quale ha assegnato a RI
1 una rendita d’invalidità del 16% dal 1° novembre 2012 (doc. 5/1).

 

                                         Il TCA, con decreto del 6
ottobre 2014 (inc. 35.2014.63), ha stralciato la causa dai ruoli.

 

                               1.3.   A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato, in data 19 novembre 2014
la CO 1 ha confermato il contenuto della sua decisione dell’11 agosto 2014
(doc. I).

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 5
gennaio 2015, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha postulato in via
principale l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento per
l’assicurata di una rendita d’invalidità almeno del 29,30% (riservati ulteriori
aumenti) a far tempo dal 1° novembre 2012. In via subordinata egli ha postulato il rinvio degli atti alla CO 1 per nuovi accertamenti economici (doc. I).

 

                                         L’insorgente ha contestato
l’accertamento economico svolto dall’amministrazione, in particolare il reddito
da invalido considerato, l’anno di riferimento per il calcolo del guadagno
assicurato, l’assenza di fattori di riduzione e il grado d’invalidità (doc. I).

 

                                         Secondo la ricorrente
l’amministrazione ha erroneamente stimato il reddito da invalida in fr.
73'644.-- affermando che si tratterebbe del reddito indicato dall’assicurazione
invalidità. Ciò che, secondo la rappresentante dell’assicurata non è vera e “ad
ogni modo, sia il reddito considerato dall’AI che quello considerato dalla
convenuta sono eccessivamente alti e non corrispondono al caso dell’assicurata,
che ha terminato da poco (31.10.2012) la formazione di disegnatrice tecnica
industriale e che non dispone certo dell’esperienza professionale tale da poter
ambire ad un salario di CHF 73’644” (doc. I, pag. 7).

 

                                         A mente della ricorrente,
per il calcolo del reddito da invalido l’amministrazione avrebbe dovuto fare
capo ai dati statistici delle tabelle RSS oppure ai dati salariali relativi ai
posti di lavoro DPL. Inoltre, ai dati statistici vanno applicate le adeguate
riduzioni, ovvero il 10% per le limitazioni dovute all’handicap (doc. I, pag. 8
e 13).

 

                                         La ricorrente ha quindi
contestato il guadagno assicurato calcolato dalla CO 1. A suo dire il guadagno
assicurato andava adeguato all’evoluzione del salario nominale che la
ricorrente avrebbe percepito nel 2013, in applicazione dell’art. 24 cpv. 2 OAINF (doc. I, pag. 10).

 

                               1.5.   L’assicuratore convenuto,
rappresentato dall’avv. RA 2, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga
respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.6.   Il 16 febbraio 2015 la
rappresentante di RI 1 si è riconfermata nelle proprie argomentazioni, sia
riguardo al reddito da invalido che al guadagno assicurato (doc. V).

 

                                         Il doc. V è stato inviato
all’avv. RA 2 per osservazioni (doc. VI).

 

                               1.7.   La rappresentante della CO 1
– in data 24 febbraio 2015 – si è riconfermata nella risposta di causa (doc.
VII).

 

                                         Il doc. VII è stato
inviato alla ricorrente per conoscenza (doc. VIII).

 

                               1.8.   Con scritto dell’8 luglio
2015 il TCA ha interpellato la rappresentante della CO 1 sulle modalità di
calcolo del reddito da valido effettuato dall’Istituto assicuratore (doc. IX).

 

                               1.9.   L’avv. RA 2 ha risposto in
data 13 luglio 2015 (doc. X).

 

                                         I doc. IX e X sono stati
trasmessi all’avv. RA 1 per osservazioni (doc. XI).

                             1.10.   L’avv. RA 1 ha preso posizione
in data 25 agosto 2015 (doc. XII).

 

                                         Il doc. XII è stato
trasmesso all’avv. RA 2 per conoscenza (doc. XIII).

 

                             1.11.   Il 31 agosto 2015 il TCA ha
nuovamente interpellato l’avv. RA 2 sul calcolo economico (reddito da invalido)
(doc. XIV).

 

                             1.12.   L’avv. RA 2 – per conto della CO
1 – ha risposto il 1° settembre 2015 (doc. XVI+1).

 

                                         I doc. XIV e XV sono stati
inviati all’avv. RA 1 per osservazioni (doc. XVI).

 

                             1.13.   L’avv. RA 1 ha presentato le
proprie osservazioni il 23 settembre 2015 contestando le conclusioni della CO 1
(doc. XVII).

 

                                         Il doc. XVII è stato
trasmesso all’avv. RA 1 per conoscenza (doc. XVIII).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto della lite sono l’entità
della rendita d’invalidità spettante a RI 1, come pure
l’entità del guadagno assicurato su cui calcolare la rendita stessa. 

                                         Non
è invece oggetto di contestazione ed esula quindi dalla presente vertenza il
riconoscimento di un’IMI del 10%.

 

                                         Giusta l'art. 18 cpv. 1
LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                         Il TFA, in
una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p.
572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA;
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2
prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati
cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

                                         L'Alta
Corte, nella sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha
rilevato che anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di
invalidità dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18
cpv. 2 seconda frase LAINF.

                                         Nella stessa
pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la
giurisprudenza relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al
guadagno e invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                         Su questi
aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il danno
alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso
causale adeguato (fattore causale). 

                                         Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

 

                               2.2.   L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

 

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

 

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA I
871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA
 I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I
due redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il
TFA ha avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un
rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se
l'assicurato può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo
lavora tutta la sua residua capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno
1994).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria
residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I. Termine: reddito
da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'età, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo la
giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate
circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali
formazione professionale o conoscenze linguistiche carenti hanno, in
quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In
tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da
porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid.
5a, b).

 

                                         Nel valutare
la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in
capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato
del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella
situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino
(cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994
succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:

 

" Se a causa della sua età l'assicurato non riprende più un'attività
lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della capacità di guadagno è
essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono determinanti per valutare il
grado d'invalidità i redditi che potrebbe eseguire un assicurato di mezza età
vittima di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II. Termine:
reddito conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazione si
sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992 nella
causa G.I.M.). Ci si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per
modifiche di qualche rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se
particolari circostanze ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr.
RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il grado
di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                               2.3.   Nella concreta evenienza, con
la decisione su opposizione impugnata, l’assicuratore LAINF convenuto ha accordato
all’insorgente una rendita d’invalidità del 16% fondandosi – dal profilo medico
– sulla valutazione del Dr. __________ del 18 dicembre 2009 che ha posto la
diagnosi principale di “Toracolombalgia cronica su base di un corpo
vertebrale Th 11 con prolasso. St. dopo cifoplastica Th 11 in data 08.05.2008. St. dopo contusione alla schiena il 03.05.2008 con frattura Th11” (doc.
7/37). Secondo il perito, l’assicurata non può più svolgere l’attività di
massaggiatrice medica, ma è ancora abile tutta la giornata, in modo completo,
in un lavoro adatto, con una posizione alternante seduta / in piedi (doc.
7/37). 

 

                                         Essendo il
quadro clinico dell’assicurato incontestato, è quindi superfluo dilungarsi su
questo punto, non essendovi contestazione tra le parti (cfr. doc. I).

 

                               2.4.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico. 

 

                            2.4.1.   Per quanto concerne il reddito
da valido, secondo la CO 1 l’insorgente avrebbe guadagnato nel 2012 –
qualora non fosse rimasta vittima dell’infortunio assicurato – un importo annuo
di fr. 87'585.40 calcolato considerando il salario percepito
dall’assicurata nel 2009 di fr. 67'594.-- (occupazione al 78.57%), pari a fr.
86'030.-- (occupazione al 100%) e aggiornato al 2012 (doc. 1).

 

                                         Questo importo è stato calcolato
nella decisione di rendita transitoria della CO 1 del 18 marzo 2011, cresciuta
incontestata in giudicato (cfr. doc. 2). 

 

                                         Da parte sua, l’insorgente
non ha contestato di per sé il reddito da valido, sebbene abbia utilizzato un
importo leggermente superiore di fr. 87'759.20 (doc. I, pag. 13).

 

                                         Con scritto dell’8 luglio
2015 il TCA ha interpellato l’Istituto assicuratore sui motivi che hanno spinto
la CO 1 ad adottare il reddito da valido di fr. 87'585.40, ignorando l’importo
calcolato dall’Ufficio AI e oggetto della sentenza di questa Corte 32.2012.37
del 19 luglio 2012 (doc. IX).

                                         La CO 1 ha motivato la
propria scelta con il fatto che l’assicuratore LAINF non è vincolato alle
decisioni AI e con la circostanza che la decisione di rendita è precedente alla
ricezione del dossier AI. L’avv. RA 2 ha inoltre evidenziato che il reddito da
valido non è oggetto di contestazione tra le parti (doc. X).

 

                                         Da parte sua, il
rappresentante di RI 1 ha in buona sostanza difeso la scelta operata dalla CO 1
(doc. XII).

 

                                         Alla luce delle
considerazioni di cui sopra, il TCA non ha ragioni per scostarsi, dunque, dall’importo
di fr. 87'585.40 calcolato dalla CO 1, peraltro più favorevole alla
ricorrente (cfr. sentenza 32.2013.37).

 

                            2.4.2.   Per quanto riguarda invece il reddito
da invalido, va ricordato
che lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa
e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante
dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario
sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di invalidità,
può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi dall'Ufficio
federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali
regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332
consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

 

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione
ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno
in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il
livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale
sul salario teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come
una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di
tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede
da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non
può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

 

                                         L’Alta Corte ha stabilito
che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche
concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5
settembre 2006 nella causa P., I 222/04). 

 

                            2.4.3.   Nella decisione
impugnata la CO 1 ha applicato, quale reddito da invalido, l’importo di fr.
73'644.-- (anno 2012) indicando che questo importo emerge dagli atti
dell’assicurazione invalidità, in particolare da quanto calcolato dal
consulente in integrazione professionale (doc. 1).

 

                                         Da
parte sua, la ricorrente ha invece postulato l’applicazione dei dati statistici
tabelle RSS (Tabella TA1_b del 2012), oppure dei dati salariali relativi ai
posti di lavoro DPL (cfr. doc. I, pag. 7/8).

 

                                         Questa
Corte, in data 31 agosto 2015, ha interpellato la rappresentante della CO 1 per
chiarire come l’Istituto assicuratore fosse giunto all’importo di fr. 73'644.--
(doc. XIV). 

 

                                         Nello
scritto del 23 settembre 2015 dell’avv. RA 2, e in particolare nel calcolo
allegato, viene indicato un importo di fr. 74'392.-- quale reddito da invalido
nel 2012, anziché fr. 73'644.-- (cfr. doc. XV/1).

 

                                         L’incongruenza
tra i due importi è stata evidenziata anche dall’avv. RA 1 (cfr. scritto del 23
settembre 2015, doc. XVII).

 

                                         Il TCA rileva che dalla
comunicazione dell’11 aprile 2013 dell’Ufficio AI, emerge quanto segue:

 

                                         “(…)

con comunicazione del 7 ottobre 2011 abbiamo riconosciuto alla
Signora RI 1 il diritto ad una riqualifica professionale.

 

Dal rapporto stilato I'8 marzo 2013 dalla consulente in
integrazione professionale Al, risulta che la Signora RI 1 ha positivamente
terminato la riformazione quale "technical industrial designer".

 

Dopo la formazione teorica ha svolto un periodo di stage di tre
mesi presso la ditta __________ di __________ superando gli esami e ottenendo
il diploma.

 

In riferimento alle tabelle RSS (valori federali), categoria 71
(attività degli studi di architettura e d'ingegneria), livello 3 (conoscenze professionali
e specializzate), potrebbe percepire un reddito annuo di Fr. 70'356 (anno di riferimento
2011).

 

Confrontando tale reddito con quanto avrebbe potuto guadagnare,
sempre nel 2011, se non fosse insorto il danno alla salute, ovvero Fr. 75'725
(reddito del 2009 confermato dal Tribunale Cantonale delle assicurazioni con
Sentenza del 19.07.2012, aggiornato al 2011), si determina un grado
d'invalidità del 7%.

 

Dopo la riqualifica professionale l'assicurata ha potuto aumentare
ulteriormente la propria capacità di guadagno residua ed è pertanto reintegrata
nel mondo lavorativo” (doc. G).

 

                                         Alla luce di quanto sopra,
secondo questa Corte è corretto applicare i dati statistici nazionali di cui
alla Tabella TA1, riferita all’anno 2010, categoria 3, conoscenze
professionali e specializzate p.to 71 “Architettura e ingegneria; analisi
tecniche”, poi aggiornati al 2012, in quanto l’insorgente ha terminato una
riformazione professionale quale disegnatrice tecnico industriale (Technical
Industrial Design della __________) presso la __________ (__________) di __________
dal 1° settembre 2010 al 31 ottobre 2012 (doc. F). 

                                         Dopo la formazione teorica
ha quindi svolto un periodo di stage di tre mesi presso la __________ di __________
superando gli esami e ottenendo il diploma (doc. G).

 

                                         In applicazione dei dati
indicati si ottiene un importo mensile di fr. 5’571.-- che riportato su 41.7
ore corrisponde a fr. 5'807.76 al mese, pari a fr. 69'693.20 all’anno che
aggiornati al 2012 (+1,0% per il 2011; + 0,8% per il 2012) sono pari a fr. 70'953.25.

 

                            2.4.4.   In ossequio alla
giurisprudenza federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche
del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr.
DTF 126 V 80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione
percentuale del salario statistico medio. La riduzione massima consentita
ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto delle varie
particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V
80 consid. 5b/cc).

 

                                         In una sentenza I 147/05 del
25 luglio 2005, consid. 2, il TFA ha proceduto ad una riduzione del 15% sul
reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato straniero, nato
nel 1953 e al beneficio di un permesso di domicilio, che, a causa del danno
alla salute, era stato giudicato in grado di svolgere un’attività adeguata in
misura del 60%.

 

                                         La nostra Corte federale ha ritenuto suscettibili di incidere sul livello di reddito ancora
conseguibile dall’assicurato, gli impedimenti funzionali derivanti dal danno
alla salute (10%), così come il fatto di poter lavorare soltanto a tempo
parziale (5%).

 

                                         In
un’altra pronunzia U 420/04 del 25 luglio 2005, consid. 2 - riguardante un
assicurato straniero, nato nel 1961 e al beneficio di un permesso di domicilio,
totalmente abile in attività lavorative leggere da un profilo dell’impegno
fisico - lo stesso TFA ha nuovamente applicato una decurtazione del 15%. 

 

                                         In
una sentenza 35.2004.104 del 25 aprile 2005, il TCA ha fornito alcune
indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere applicata la
riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido, argomentando:

 

" Su
quest’ultimo punto, il TCA ha attentamente esaminato alcune recenti sentenze
federali e ne ha ricavato l’impressione di una prassi non sempre coerente.

A titolo di esempio, in una sentenza del 14 febbraio 2005 nella
causa T., I 594/04, consid. 2.3, il TFA ha indicato che l’età dell’assicurato
(47 anni al momento del rilascio della decisione impugnata) non rappresentava
un fattore di riduzione, stabilendo inoltre che i lavoratori ausiliari, su un
mercato equilibrato del lavoro, vengono richiesti a prescindere dalla loro età
e quindi che, in queste attività, l’età di per sé non influisce sul livello
retributivo. 

Per conto, in una pronunzia del 20 gennaio 2005 nella causa R., I
138/04, consid. 4.3., la stessa Alta Corte federale ha applicato una riduzione
sul reddito statistico da invalido, trattandosi di un assicurato di 35 anni,
dichiarato completamente abile in attività semplici e ripetitive nel settore
dei servizi, “en regard de l’âge de l’assuré et des limitations
résultant de l’atteinte à sa santé” (la sottolineatura è del redattore). 

 

In un’altra sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., B 67/04,
consid. 3.3.2 - concernente un assicurato di 54 anni al beneficio di un
permesso di domicilio - l’Alta Corte non ha ritenuto che l’età costituisse un
fattore di riduzione. 

Del resto, con riferimento all’art. 28 cpv. 4 OAINF (cfr. consid.
2.4.), la giurisprudenza federale ha stabilito che questa disposizione torna
applicabile agli assicurati che, alla data di inizio della rendita di
invalidità, hanno un’età attorno ai 60 anni (cfr. DTF 123 V 419 consid. 1b; SVR
1995 UV 35, p. 105 consid. 2b). 

 

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra assicurati
(circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo di evitare
disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V 138ss.
consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa S., U
80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune
circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad
esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto
che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle
assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla giurisprudenza
federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale
legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un
caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere
limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può
comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in
questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid.
2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio 2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata
una riduzione del 15% per ragioni di salute). 

La presenza cumulativa di più fattori legittima l’applicazione
della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3). 

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella causa M., il
TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli impedimenti
legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di riduzione
(anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione)." (STCA succitata, consid. 2.11.)

                                      

Questa indicazione, posta sulla base dello studio della
giurisprudenza federale, di accordare ad ognuno dei fattori di rilievo una
decurtazione del 5%, è stata poi ribadita da questo Tribunale nella STCA
32.2012.36 del 31 gennaio 2013, nella quale il TCA - distanziandosi dalla
prassi adottata autonomamente dall’Ufficio AI del Canton Ticino sulla base di
una direttiva interna che prevede, tra l’altro, delle deduzioni percentuali
varianti dall’1% al 10% in funzione delle limitazioni nel portare i pesi - ha
evidenziato che l’applicazione della riduzione percentuale deve avvenire
utilizzando esclusivamente dei multipli di 5. 

 

Con sentenza
9C_179/2013 del 26 agosto 2013, il Tribunale federale ha interamente confermato
quanto stabilito da questo Tribunale, sviluppando le seguenti considerazioni:

 

" (…)

5.5. La decisione del Tribunale cantonale di
distanziarsi dalla deduzione operata dall'UAI a titolo di circostanze
particolari non viola il diritto federale né configura altrimenti un abuso o un
eccesso nell'esercizio del potere di apprezzamento poiché poggia su un valido
motivo. Come fanno giustamente notare i giudici di prime cure, nella sua prassi
il Tribunale federale applica infatti abitualmente a questo genere di deduzioni
dei multipli di 5 quando non si limita semplicemente ad avallare - a causa
dell'ininfluenza del calcolo per l'esito della valutazione - il giudizio
dell'istanza precedente. 

 

L'applicazione di tassi più frazionati si
rivelerebbe invece problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero
difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede
giudiziaria (cfr. Ulrich Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung
[IVG], in: Murer/Stauffer [ed.], Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, 2a ed. 2010, pag. 314). In tali condizioni,
rappresentando questo argomento già valido motivo per scostarsi dalla
valutazione dell'amministrazione, non occorre verificare oltre l'altro motivo
posto a fondamento della pronuncia impugnata e contestato in sede federale,
ovvero quello dell' (in) applicabilità di una direttiva amministrativa interna
che regoli autonomamente per il proprio Cantone le riduzioni sul reddito
statistico da invalido. 

 

5.6. L'UAI si
richiama del resto a torto alle sentenze 9C_390/2011 del 2 marzo 2012 e 9C_299/2011
del 21 novembre 2011 per invocare l'esistenza di prassi parallele in altri
cantoni. In realtà dalle citate sentenze non emerge nulla di tutto ciò. La
"feuille de calcul" menzionata in dette sentenze null'altro è se non
il calcolo interno dell'invalidità che precede l'emanazione della decisione
amministrativa. Per il resto, è sufficiente il rilievo che anche in quelle
vertenze, laddove applicata, la riduzione effettuata dall'ufficio AI
interessato corrispondeva a un multiplo di 5.” 

 

                            2.4.5.   In una sentenza pubblicata in
DTF 137 V 71, il Tribunale federale ha esaminato la questione del potere d'esame
del Tribunale federale e dei tribunali cantonali delle assicurazioni qualora si
tratti di verificare, in materia di assicurazione per l'invalidità, l'estensione
della riduzione operata sul reddito da invalido accertato sulla base dei dati
statistici conformemente alla DTF 126 V 75.

                                      

                                         L'Alta Corte al consid.
5.2 si è così espressa:

 

" Contrairement au pouvoir d'examen du Tribunal fédéral, celui de
l'autorité judiciaire de première instance n'est en revanche pas limité dans ce
contexte à la violation du droit (y compris l'excès ou l'abus du pouvoir
d'appréciation), mais s'étend également à l'opportunité de la décision
administrative ("Angemessenheitskontrolle"). En ce qui concerne
l'opportunité de la décision en cause, l'examen porte sur le point de savoir si
une autre solution que celle que l'autorité, dans un cas concret, a adoptée
dans le cadre de son pouvoir d'appréciation et en respectant les principes généraux
du droit, n'aurait pas été plus judicieuse quant à son résultat. A cet égard,
le juge des assurances sociales ne peut, sans motif pertinent, substituer sa
propre appréciation à celle de l'administration; il doit s'appuyer sur des
circonstances de nature à faire apparaître sa propre appréciation comme la
mieux appropriée (ATF 126 V 75 consid. 6 p. 81).»

                                         Nella concreta evenienza,
l’Istituto assicuratore non ha operato decurtazioni sul reddito statistico da
invalido (doc. 1). 

                                         

                                         Questa Corte ha interpellato
la CO 1 sui motivi per cui non è stata applicata una riduzione di questo tipo
(doc. XIV). 

 

                                         L’Istituto assicuratore si
è espresso in data 1° settembre 2015 senza tuttavia fornire una risposta
esauriente, ma indicando unicamente che un’ulteriore riduzione non è
giustificata, in quanto attività semplici e ripetitive considerano già una
riduzione di questo tipo (cfr. doc. XV+1).

                                         

                                         L’insorgente, da parte
sua, ha postulato una riduzione del 10% per le limitazioni dovute all’handicap,
in quanto – a suo dire –

                                         “i dolori come le
limitazioni funzionali si ripercuotono anche nella nuova professione di
disegnatrice tecnica industriale” (cfr. doc. I, pag. 13).

 

                                         Il TCA
segnala che in una sentenza 8C_604/2007 del 7 aprile 2008, il Tribunale
federale, contrariamente ai primi giudici, ha ritenuto corretta la riduzione
percentuale del 10% del reddito statistico stabilita dall’amministrazione, per
tener conto unicamente delle limitazioni funzionali derivanti dal danno alla
salute di un assicurato, che da un punto di vista medico era risultato
pienamente abile al lavoro in attività adatte al suo stato di salute. L’Alta
Corte ha sottolineato che nella fattispecie in esame, l’attribuzione di una
riduzione del 15%, stabilita dai primi giudici, senza motivazione, anziché del
10%, come operato dall’amministrazione, non era giustificata, dato che l’età,
la nazionalità, gli anni di servizio presso il precedente datore di lavoro e il
tasso di occupazione esigibile (del 100%) dall’assicurato non costituivano
degli elementi capaci di influire sul reddito da invalido dell’interessato sul
mercato del lavoro.

 

                                         Il TCA rileva poi che in
una sentenza 9C_963/2008 del 27 maggio 2009, il Tribunale federale ha
considerato corretta la riduzione percentuale del 10% stabilita dall’amministrazione
e confermata dai primi giudici, nel caso di un assicurato, nato nel 1964,
ritenuto ancora abile al lavoro all’85% in attività adatte.

                                         Parimenti, in una sentenza
8C_334/2008 del 26 novembre 2008, il TF ha confermato la riduzione percentuale
del 10% stabilita dall’amministrazione e confermata dal TCA con sentenza
35.2007.108 del 5 marzo 2008, nel caso di un assicurato, nato nel 1962,
ritenuto ancora abile al lavoro al 100% in attività adatte.

                                         Infine, il TCA evidenzia
che, in una sentenza 9C_235/2008 del 12 febbraio 2009, pubblicata in SVR
10/2009 IV Nr. 43, il Tribunale federale ha giudicato che nel caso di un
assicurato, abile al lavoro al 70% in attività adatte, la riduzione percentuale
del 10% accordata dai primi giudici, dopo una valutazione globale della
situazione dell’assicurato nel quadro di una ripresa dell’attività lavorativa
su un mercato del lavoro in equilibrio, fosse meglio appropriata alla
situazione (cfr. I 174/05 del 25 luglio 2005 c. 2.2-2.8.) rispetto alla
valutazione dell’amministrazione (la quale non aveva accordato riduzione
percentuale alcuna).

 

                                         Nel caso concreto, i
medici hanno indicato che “La paziente non può più lavorare come
massaggiatrice medica. Potrebbe però, con un lavoro adatto, con una posizione
alternante seduta / in piedi, lavorare tutta la giornata in modo completo”,
(cfr. valutazione Dr. __________, doc. 7/38).

 

                                         Inoltre, quale reddito
statistico da invalido sono stati applicati i dati di cui alla Tabella TA1,
categoria 3, conoscenze professionali e specializzate p.to 71 “Architettura
e ingegneria; analisi tecniche” e non, come sostiene la CO 1, attività
semplici e ripetitive (cfr. doc. XV+1).

 

                                         Visto quanto sopra e alla
luce della giurisprudenza sopra citata, considerata la possibilità di svolgere
attività adeguate nei limiti imposti dal danno alla salute, si giustifica una
riduzione del 10% .

 

                            2.4.6.   Procedendo quindi al raffronto
dei redditi, partendo da un salario da invalido di fr. 70’953.25 e ammettendo
la riduzione del 10%, il reddito ipotetico dell’insorgente ammonta, quindi, a
fr. 63'857.92 confrontando ora questo dato con l’ammontare del reddito da
valido nel medesimo anno di fr. 87'585.40 (consid. 2.4.1.) il grado d’invalidità
dell'insorgente risulta essere del 27%.

 

                                         La decisione su
opposizione impugnata deve essere pertanto modificata nel senso che
l’assicurata ha diritto a una rendita d’invalidità del 27%, a decorrere dal 1°
novembre 2012. 

 

                               2.5.   Entità del guadagno
annuo assicurato. 

 

                            2.5.1.   A
norma dell’art. 15 cpv. 1 LAINF, le indennità giornaliere e le rendite sono
calcolate in base al guadagno assicurato. 

                                         Il
cpv. 2 recita, da parte sua, che per il calcolo delle indennità giornaliere é
considerato guadagno assicurato l’ultimo salario riscosso prima
dell’infortunio; per il calcolo delle rendite, quello riscosso durante l’anno
precedente l’infortunio. 

                                         Il
medesimo art. 15 al cpv. 3 permette, peraltro, al Consiglio federale di emanare
disposizioni particolari.

 

                                         Per
guadagno assicurato si deve intendere, in genere, tutte le somme versate
all’assicurato dal suo datore di lavoro, e ciò allo scopo di rimunerare un
lavoro dipendente, prestato per un tempo determinato o indeterminato. Tali
somme fanno parte del guadagno assicurato soltanto se si trovano in una
relazione economica con il rapporto di lavoro. Si considera, pertanto, reddito
derivante da un’attività salariata, non solo la retribuzione versata per il
lavoro effettuato ma, di principio, anche le indennità o prestazioni che si
trovano in una qualsiasi relazione con il rapporto di lavoro, nella misura in
cui queste prestazioni non siano esenti da premio in virtù di disposizioni
legali espresse (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 83 e giurisprudenza
ivi menzionata).

 

                                         Di
regola, è considerato guadagno assicurato il salario determinante ai sensi
degli artt. 5 cpv. 2 LAVS e 6ss. OAVS (cfr. art. 22 cpv. 2 OAINF).

 

                                         L'art.
22 cpv. 4 OAINF prevede, nuovamente, che le rendite sono calcolate in base al
salario pagato all'assicurato da uno o più datori di lavoro nel corso
dell'anno precedente l'infortunio, inclusi gli elementi del salario non
ancora versati che gli sono dovuti. Se il rapporto non è durato un anno intero,
il salario ottenuto durante questo periodo è convertito in pieno salario annuo.
Nel caso di un’attività temporanea la conversione è limitata alla durata
prevista.

 

                                         Derogando
al principio posto dagli artt. 15 cpv. 2 in fine LAINF e 22 OAINF, l'art. 24 OAINF definisce il salario determinante in alcuni casi speciali. 

 

                                         A mente del cpv. 2
dell’art. 24 OAINF, se il diritto alla rendita nasce più di cinque anni dopo
l'infortunio o l'insorgenza della malattia professionale, determinante è il
salario che l'assicurato avrebbe ottenuto nell'anno precedente l'inizio del
diritto alla rendita se non si fossero verificati detti eventi, per quanto
questo salario sia più elevato dell'ultimo riscosso prima dell'infortunio o
dell'insorgenza della malattia professionale. 

                                         

 

 

                            2.5.2.   Nel caso di specie, nella
decisione su opposizione impugnata, la CO 1 ha quantificato in fr. 54'674.50 il
guadagno su cui calcolare la rendita d’invalidità corrispondente al salario
riscosso da RI 1 durante l’anno precedente l’infortunio (cfr. doc. 1, pag. 5).

 

                                         La ricorrente, da parte
sua, sostiene che l’evento infortunistico si è prodotto il 3 maggio 2008 ,
mentre il diritto alla rendita è nato solo con la decisione dell’11 agosto
2014, quindi più di 5 anni dall’infortunio (cfr. doc. I, pag., 10).  

 

                                         A torto, in quanto nella
fattispecie non torna applicabile l’art. 24 cpv. 2 OAINF.

 

                                         Se infatti è
corretto indicare al 3 maggio 2008 la data dell’infortunio (cfr. doc. 7/31), il
diritto alla rendita nasce però il 1° novembre 2012 e non l’11 agosto 2014 che
corrisponde invece alla data della decisione formale della CO 1 (doc. 5).

 

                                         Di
conseguenza, il TCA non può che confermare la decisione impugnata su questo
punto.

 

                               2.6.   Parzialmente vincente in
causa, la ricorrente, rappresentata da un avvocato, ha diritto all’importo di
fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili parziali da mettere a carico della CO 1
(cfr. art. 61 lett. g LPGA; 22 LPTCA).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

                                         § La decisione su opposizione impugnata è modificata nel senso che l’assicurata ha
diritto a una rendita d’invalidità del 27% a decorrere dal 1° novembre 2012. 

 

2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. 

La CO 1 verserà all’assicurata l’importo
di fr. 1’000.-- a titolo di ripetibili parziali (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti