# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cd5e9c8b-fe15-58a9-b401-9e7ebcb8fb3b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-06-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.06.2020 D-3078/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3078-2020_2020-06-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3078/2020 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 3  g i u g n o  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 

Grégory Sauder, Gérald Bovier, 

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,  

rappresentato dalla MLaw Cinzia Chirayil,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro [Grecia]) ed 

allontanamento;  

decisione della SEM del 4 giugno 2020 / N (…). 

 

 

 

D-3078/2020 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

L’interessato, cittadino afghano, ha depositato una domanda d’asilo in 

Svizzera il (…) febbraio 2020 (cfr. atto della Segreteria di Stato della mi-

grazione [di seguito: SEM] n. […]-1/2). 

B.  

Dalle investigazioni intraprese dall’autorità inferiore, segnatamente dai ri-

scontri dattiloscopici nella banca dati «EURODAC», è risultato che il  

richiedente aveva presentato una domanda d’asilo a B._______, in Grecia, 

il (…) e che il (…), il medesimo Stato, gli aveva concesso protezione (cfr. 

atti SEM n. […]-7/1 e n. […]-11/1). 

C.  

Il (…) febbraio 2020, l’interessato è stato sentito segnatamente in merito 

alle sue generalità, alle sue relazioni ed al viaggio intrapreso dall’Afghani-

stan (cfr. atto SEM n. […]-10/9; di seguito: verbale 1).  

D.  

Nel corso del colloquio personale ai sensi dell’art. 5 del regolamento UE 

n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato membro 

competente per l’esame di una domanda di protezione internazionale pre-

sentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un 

apolide (rifusione) (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 

del 29.06.2013; di seguito: Regolamento Dublino III), tenutosi il  

(…) febbraio 2020, malgrado l’interessato abbia confermato di aver chiesto 

asilo in Grecia a (…) del (…), ha tuttavia riferito di aver ottenuto una rispo-

sta negativa circa la sua domanda d’asilo e che avrebbe ricorso contro la 

stessa, non avendo ricevuto alcuna risposta in merito all’esito della proce-

dura ricorsuale (cfr. atto SEM n. […]-14/2; di seguito: verbale 2). Ha per il 

resto negato di aver ottenuto protezione internazionale da parte della Gre-

cia. Questionato in merito al suo stato di salute, egli ha riferito di soffrire di 

depressione, di dimenticare tutto e di avere delle problematiche renali. Egli 

sarebbe stato seguito da uno psichiatra in Grecia a partire dal (…), ma 

dopo il raggiungimento della maggiore età, avrebbe cessato di ricevere le 

cure necessarie. In tale contesto, la rappresentante legale dell’interessato 

ha versato agli atti un documento datato (…) in greco, relativo alla proce-

dura d’asilo in Grecia del richiedente (cfr. atto SEM n. […]-16/1); la docu-

mentazione medica datata rispettivamente (…) (in lingua greca) con tradu-

zione in inglese del (…), (…) e (…) (entrambi i certificati medici in lingua 

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greca) (cfr. atto SEM n. […]-17/5); varie attestazioni e dichiarazioni inerenti 

i corsi seguiti dall’interessato in Grecia e le lettere di raccomandazione di 

organizzazioni (C._______, D._______ e E._______) per le quali il richie-

dente avrebbe prestato attività lavorative su base volontaria (cfr. atto SEM 

n. […]-18/6), nonché copia della sua taskara (cfr. atto SEM n. […]-19/2). In 

merito al diritto di essere sentito circa un eventuale allontanamento verso 

la Grecia, la SEM lo ha informato che tale diritto sarebbe stato concesso 

per iscritto. Ciò che è effettivamente avvenuto con scritto del (…) feb-

braio 2020 dell’autorità inferiore, dove è stato comunicato all’interessato 

che, a fronte dei riscontri EURODAC, la medesima autorità aveva inten-

zione di non entrare nel merito della domanda d’asilo dell’interessato ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) ed 

alla pronuncia di un allontanamento verso la Grecia (cfr. atto SEM n. […]-

20/1). 

E.  

Nel frattempo, in data (…), le autorità svizzere preposte, hanno presentato 

alle competenti autorità elleniche, una richiesta di riammissione dell’inte-

ressato, in applicazione dell’Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il 

Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone 

in situazione irregolare del 28 agosto 2006 (RS 0.142.113.729), la Direttiva 

n. 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16.12.2008 re-

cante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio 

di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 

24.12.2008; di seguito: direttiva rimpatrio) e dell’Accordo europeo sul tra-

sferimento della responsabilità relativa ai rifugiati del 16 ottobre 1980 

(RS 0.142.305) (cfr. atti SEM n. […]-21/2 e n. […]-22/2). 

F.  

Il (…) marzo 2020, per il tramite della sua rappresentante legale, il richie-

dente asilo ha inoltrato le proprie osservazioni al diritto di essere sentito 

concessogli dalla SEM il (…) febbraio 2020, ed ha richiesto alla SEM di 

trattare la sua domanda d’asilo in Svizzera (cfr. atto SEM n. […]-27/6).  

G.  

Il (…), le autorità elleniche hanno risposto positivamente alla richiesta di 

riammissione formulata dalla Svizzera, in quanto il richiedente avrebbe ot-

tenuto la protezione sussidiaria il (…) e di un permesso di soggiorno valido 

dal (…) sino al (…) (cfr. atti SEM n. […]-31/1 e n. […]-32/1). 

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Pagina 4 

H.  

Con atto del 28 aprile 2020, l’interessato ha inoltrato alla SEM delle osser-

vazioni complementari al diritto di essere sentito del (…) marzo 2020 (cfr. 

atto SEM n. […]-37/21). In tale contesto, ha aggiornato la documentazione 

inerente il suo stato di salute, producendo l’F2 del (…) (cfr. atto SEM n. […]-

38/3).  

I.  

Con scritto del 4 giugno 2020, l’interessato ha inoltrato il suo parere circa 

il progetto di decisione della SEM reso il (…) maggio 2020 (cfr. atti SEM 

n. […]-45/17 e n. […]-47/5). Al parere, è stato allegato il documento F2 del 

(…), relativo un aggiornamento dello stato psichiatrico e psicologico del 

richiedente. 

J.  

Con decisione del 4 giugno 2020, l’autorità inferiore non è entrata nel me-

rito della domanda d’asilo dell’interessato ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. a 

LAsi ed ha pronunciato l’allontanamento del medesimo, nonché l’esecu-

zione del predetto provvedimento, verso la Grecia.  

La SEM ha anzitutto osservato, che il Consiglio federale avrebbe designato 

la Grecia quale Stato terzo sicuro ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. A 

differenza di quanto sostenuto nel colloquio Dublino e nella risposta al di-

ritto di essere sentito dall’interessato, di fatto, la Grecia gli avrebbe con-

cesso lo statuto di protezione sussidiaria il (…), nonché un permesso di 

soggiorno valido dal (…) sino al (…). In tal senso sussisterebbero degli 

elementi indicativi dell’adempimento dei criteri per un’ammissione provvi-

soria del richiedente ai sensi dell’art. 83 della legge federale sugli stranieri 

e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Tuttavia per 

un’eventuale domanda di riconsiderazione della sua domanda d’asilo, sa-

rebbe competente la Grecia e non la Svizzera, ed inoltre egli potrebbe rien-

trare nel predetto Stato senza temere un allontanamento in violazione del 

principio di non-respingimento, e non avrebbe pertanto un interesse degno 

di protezione ai sensi dell’art. 25 cpv. 2 PA. Proseguendo nell’analisi, il pa-

rere dell’interessato del 4 giugno 2020 non conterrebbe fattispecie o mezzi 

di prova che giustificherebbero una modifica dal punto di vista della SEM 

della sua valutazione. In particolare, riguardo al sollevato accertamento in-

completo dei fatti medici rilevanti, le sue diagnosi e terapia sarebbero 

chiare e pertanto un ulteriore accertamento medico non risulterebbe ne-

cessario in specie. Inoltre, qualora insorgessero degli adattamenti della 

sua terapia, le autorità elleniche verrebbero tempestivamente informate 

prima del suo rinvio. In seguito la SEM ha osservato che il suo rinvio verso 

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la Grecia sarebbe ammissibile, dato che avendo egli ottenuto lo statuto di 

protezione sussidiaria, non sussisterebbe alcun timore che egli subisca 

una detenzione o un respingimento nel Paese d’origine. Non vi sarebbero 

inoltre motivi né dal profilo della situazione politica greca, né ostacoli per-

sonali ostativi all’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento del richie-

dente verso la Grecia. Difatti, tenuto conto delle allegazioni dell’interessato 

e della documentazione da lui prodotta a supporto delle sue asserzioni, 

non emergerebbero degli elementi concreti suscettibili di mettere la sua 

vita in pericolo in caso di un suo ritorno nel succitato Stato. Invero, le con-

dizioni di vita difficili in Grecia esposte dall’interessato non sarebbero un 

motivo d’inesigibilità del suo rinvio, in quanto questo Paese è vincolato 

dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 

13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi 

o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno 

status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta (rifusione) (GU L 337/9 del 20.12.2011; di seguito: direttiva qualifica). 

La stessa, in particolare, garantirebbe ai beneficiari di protezione interna-

zionale l’accesso al sistema di formazione professionale per gli adulti ed ai 

servizi di consulenza forniti dagli uffici di collocamento nonché li autorizze-

rebbe ad esercitare un’attività indipendente ed autonoma, come pure il di-

ritto ad un’assistenza sociale con le stesse condizioni d’accesso che i cit-

tadini di uno Stato membro, ed il diritto all’accesso ad un alloggio ed agli 

strumenti d’integrazione. Poiché le autorità elleniche gli avrebbero ricono-

sciuto la protezione sussidiaria, sarebbe loro competenza fornire all’inte-

ressato il sostegno necessario, ed a quest’ultimo far valere i suoi diritti e 

richiedere l’aiuto alle prime. Su tale punto, la SEM ha aggiunto che il livello 

di vita in Grecia, malgrado possa essere effettivamente inferiore in rapporto 

con altri Stati europei, tuttavia gli standard minimi del diritto internazionale, 

in particolare per quanto predisposto dall’art. 3 CEDU, sarebbero rispettati. 

Le difficoltà di accesso al mercato del lavoro, non rappresenterebbero nep-

pure un motivo d’inesigibilità dell’esecuzione del rinvio verso la Grecia, in 

quanto la situazione economica difficile vigente in tale Stato, riguarderebbe 

l’insieme della popolazione. Inoltre la Grecia disporrebbe di un’infrastrut-

tura sanitaria sufficiente in grado di curare tutte le affezioni, siano esse fi-

siche o psichiche, alla quale egli avrebbe accesso quale beneficiario della 

protezione sussidiaria ed ai sensi in particolare dell’art. 30 direttiva quali-

fica. Sarebbe pertanto obbligo delle autorità greche di assicurargli una 

presa in carico medica – come sarebbe stato il caso dell’insorgente vista 

la documentazione medica greca da lui presentata – nonché responsabilità 

dell’interessato di far valere i suoi diritti presso le medesime. Per il resto, le 

sue allegazioni in relazione al fatto di non aver ricevuto in Grecia alcun 

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sostegno da parte delle autorità per poter accedere alle cure medico-psi-

chiatriche di cui egli necessitava, non sarebbero sufficientemente circo-

stanziate per confutare il rispetto della direttiva qualifica da parte della Gre-

cia. Tenuto conto di tali elementi, le sue condizioni di salute non risultereb-

bero essere di una gravità tale da costituire una violazione dell’art. 3 CEDU 

in caso di un suo allontanamento verso la Grecia o ostative al suo trasferi-

mento in applicazione di tale disposizione.  Infine, né il Coronavirus – es-

sendo di durata temporanea e non mettendo pertanto in discussione la 

presunzione secondo la quale l’assistenza sanitaria in Grecia sia sostan-

zialmente garantita – né le attuali restrizioni di viaggio dovute alla pande-

mia, non rappresenterebbero degli ostacoli all’ammissibilità o all’esigibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento del richiedente.  Infine, il suo allonta-

namento sarebbe possibile sia dal profilo tecnico che pratico. 

K.  

Con ricorso del 15 giugno 2020 (cfr. risultanze processuali), l’interessato è 

insorto dinanzi al Tribunale amministrativo federale, contro la summenzio-

nata decisione della SEM ed ha concluso in via principale all’annullamento 

della decisione impugnata ed alla restituzione degli atti di causa alla SEM 

per complemento istruttorio; ed in via subordinata ha postulato la conces-

sione dell’ammissione provvisoria in Svizzera. Egli ha altresì richiesto la 

concessione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal ver-

samento delle spese processuali e dal relativo anticipo, con protestate 

tasse e spese. 

In primo luogo, in merito alle condizioni generali di accesso alle misure di 

accoglienza in Grecia dei beneficiari di protezione internazionale – in par-

ticolare per quanto attinente l’assenza di un alloggio a mente del ricorrente 

– egli ritiene che la SEM abbia effettuato un accertamento inesatto ed in-

completo dei fatti rilevanti, ed abbia violato gli art. 3 CEDU e 83 cpv. 3 LStrI. 

In particolare, il procedere della SEM sarebbe lesivo del principio inquisi-

torio, nonché dell’obbligo di motivare in maniera circostanziata la decisione 

rispetto al cambiamento che sarebbe intervenuto per i titolari di protezione 

internazionale in relazione al nuovo art. 114 par. 1 dell’International Protec-

tion Act (IPA) così come emendato dall’art. 111 della Legge greca 

4674/2020. Dapprima la SEM, nella sussunzione compiuta nella sua deci-

sione, presupporrebbe sia il rispetto da parte della Grecia della direttiva 

qualifica che dell’art. 3 CEDU, in quanto vincolata a strumenti di diritto co-

munitario ed internazionale e quindi che le autorità elleniche garantiscano 

i diritti connessi ad uno statuto di protezione internazionale. Tuttavia, a 

fronte della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea ci-

tata nel gravame dal ricorrente (sentenze Jawo c. Bundesrepublik  

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Deutschland C-163/17 del 19 marzo 2019, Bundesrepublik Deutschland c.  

Hamed e Omar, cause riunite C-540/17 e C-541/2017 del  

13 novembre 2019, Haqbin c. Belgio, sentenza C-233/18 del  

12 novembre 2019), come pure delle sue allegazioni esposte in corso di 

procedura e della documentazione da lui depositata, si evincerebbe che 

pure i beneficiari di protezione internazionale in Grecia sarebbero privati 

dell’accesso ad un alloggio. Si troverebbero pertanto esposti ad analoghe 

e degradanti condizioni di vita come quelle che vivrebbero i richiedenti 

asilo. In particolare, il richiedente sarebbe stato personalmente espulso 

nella prima metà del (…) dall’alloggio che occupava, ritrovandosi a dover 

vivere all’aperto, privo di qualsiasi alloggio, accesso ai servizi igienici, 

all’assistenza sociale e sanitaria ed esposto alla precarietà della condi-

zione di senzatetto. Tali circostanze degradanti e disumane non sorpren-

derebbero e sarebbero note alla SEM, avendo la medesima sospeso i tra-

sferimenti di richiedenti l’asilo verso tale Stato membro. La decisione av-

versata, ometterebbe inoltre di considerare o apprezzare, la portata della 

modifica legislativa in merito all’accesso all’alloggio intervenuta in Grecia. 

In considerazione di tale situazione, l’insorgente non potrebbe pertanto 

avere accesso né ai programmi quali ESTIA o HELIOS su territorio ellenico, 

né ad una struttura dedicata all’alloggio di persone senza fissa dimora ad 

F._______. Sarebbero inoltre da considerare gli ostacoli amministrativi e 

burocratici per l’ottenimento dell’assistenza sociale e d’accesso al mercato 

del lavoro. Pertanto, egli si ritroverebbe a vivere quale senzatetto ad 

F._______ nel caso di un suo rinvio in Grecia, in condizioni di affollamento 

e di insalubrità, senza accesso al riscaldamento ed ai servizi sanitari, come 

pure esposto ai pericoli connessi a tale situazione, in condizioni di vita de-

gradanti e/o disumane, incompatibili con l’art. 3 CEDU.  

In merito a tale contesto, il ricorrente ha prodotto con il gravame: il docu-

mento di G._______ intitolato “(…)” del (…) ed in inglese; e la presa di 

posizione quale parte terza intervenente di G._______/H._______ nella 

causa aperta dinnanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CorteEDU)  

“(…)” del (…) (in lingua inglese). 

Per quanto concerne la situazione di salute del richiedente, l’autorità infe-

riore avrebbe pure proceduto ad un accertamento incompleto dei fatti de-

terminanti in specie. Invero, visti segnatamente i vari traumi vissuti dall’in-

teressato sia in Afghanistan che in Grecia, nonché la sua necessità già in 

Afghanistan, come pure su suolo ellenico ed elvetico, di cure psichiatriche, 

che non avrebbe però più ricevuto in Grecia dopo il raggiungimento della 

maggiore età; non sarebbero stati riuniti dalla SEM tutti gli elementi neces-

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sitanti per una valutazione medica esaustiva dello stato di salute del richie-

dente. La documentazione medica agli atti, non indagherebbe inoltre quali 

possano essere le conseguenze di un’interruzione terapeutica nel caso di 

specie, visto il particolare profilo del ricorrente. Pertanto, ed a fronte anche 

del peggioramento delle condizioni di salute dell’interessato durante il suo 

soggiorno in Svizzera e del fatto che egli possa non avere accesso alle 

cure mediche necessarie in Grecia, la SEM avrebbe dovuto richiedere a 

titolo prudenziale una perizia medica completa. 

A titolo sussidiario, il richiedente sostiene che, se si ritenesse che la SEM 

abbia stabilito in modo corretto i fatti determinanti per la causa, le circo-

stanze sopra esposte, ed in particolare l’estrema sua vulnerabilità, dovreb-

bero condurre al riconoscimento dell’ammissione provvisoria, in quanto un 

suo rinvio in Grecia risulterebbe inesigibile. 

L.  

Con scritto del 17 giugno 2020 (cfr. risultanze processuali), il ricorrente ha 

inviato al Tribunale un nuovo referto medico datato (…). 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti saranno ripresi nei 

considerandi successivi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Fatta eccezione per 

le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù dell’art. 31 LTAF, 

giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA rese dalle autorità 

menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) 

e l’atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi l’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a–c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del gravame. 

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2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). Altresì, si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad 

esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4  

consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

3.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi 

il Tribunale può rinunciare allo scambio di scritti, come è il caso nella pre-

sente disamina. 

4.  

L’insorgente, nel suo atto ricorsuale, si prevale a titolo principale di un ac-

certamento incompleto ed inesatto dei fatti da parte della SEM sia inerenti 

il suo stato di salute che relativi alla situazione dei beneficiari di protezione 

internazionale in Grecia, ove in più avrebbe pure violato il principio inquisi-

torio nonché il suo obbligo di motivare in modo puntuale la sua decisione 

in particolare non tenendo conto del cambiamento delle circostanze per i 

beneficiari di cui sopra, a fronte del nuovo assetto legale per l’alloggio degli 

stessi su suolo greco. Tali censure formali vanno trattate preliminarmente, 

dal momento che potrebbero condurre alla cassazione della decisione im-

pugnata. 

4.1 Nella presente disamina, le censure formali non sono atte a condurre 

alla cassazione della decisione avversata (per la violazione del principio 

inquisitorio si veda la sentenza D-6598/2019 del 4 febbraio 2020 [prevista 

per la pubblicazione come DTAF] consid. 5.1 con ulteriori riferimenti citati; 

e per la violazione del diritto di essere sentito cfr. DTF 129 I 323  

consid. 3.2; DTF 126 I 15 consid. 2a; Giurisprudenza ed informazioni della 

Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo [GICRA] 2006 n°4  

consid. 5; cfr. anche sull’argomento tra le tante le sentenze del Tribunale 

D-1079/2018 del 17 dicembre 2019 consid. 5 e D-2645/2019 del  

20 giugno 2019 consid. 7.2 e 7.3 con ulteriori riferimenti ivi citati). 

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Pagina 10 

4.2 Invero, a differenza delle allegazioni del ricorrente inerenti un accerta-

mento inesatto ed incompleto del suo stato di salute da parte dell’autorità 

inferiore, v’è innanzitutto da rimarcare che nella decisione impugnata la 

SEM ha descritto in modo dettagliato tutti gli elementi e la documentazione 

medica che ha preso in esame per giungere alla sua valutazione. Nella 

decisione avversata, l’autorità inferiore ha altresì dettagliato la sua analisi 

in modo pertinente, nonché spiegato in particolare gli elementi che avrebbe 

utilizzato per giungere ad un giudizio conclusivo riguardo allo stato di salute 

dell’insorgente. Come ritenuto dalla SEM, anche il Tribunale, sulla base 

degli atti di causa, ed a differenza di quanto sostenuto nel gravame dal 

ricorrente, ritiene che la situazione di salute dell’interessato risulti nella fat-

tispecie chiara, con delle diagnosi acclarate e delle terapie già impostate. 

Invero, dalla copiosa documentazione medica agli atti, risulta che lo stesso 

soffra di uno stato da colica renale (…), di nefrolitiasi asintomatica (calcolo 

caliceale del gruppo inferiore del rene (…), spot perecogeno di circa 3 mm 

al gruppo medio del rene (…) suggestivo per microlitiasi e lieve pielectasia 

a (…); cfr. atti SEM n. 35/1 e n. 36/2), nonché di una sindrome da stress 

post-traumatico (ICD 10: F 43.1). Quest’ultima seppure persistente, sino al 

(…) ha avuto un’evoluzione positiva, stabilizzandosi, ed il medico psichia-

tra curante ha ritenuto vi fosse un buon compenso psicopatologico, senza 

acuzie in atto, mantenendo una terapia a base di Sertralina 50mg e di Va-

lium 5mg (oltreché in riserva ulteriori 5mg in caso di insonnia; cfr. in parti-

colare atti SEM n. 41/3 e n. 47/5), sospendendo per il resto il trattamento 

con Olanzapina, essendo che con la diminuzione del dosaggio di tale me-

dicamento, l’interessato non avrebbe più presentato insonnia (cfr. atto SEM 

n. 41/3). Il ricorrente per tale patologia, ha seguito dei regolari controlli psi-

chiatrici e consulti psicologici, sino al (…), ove con accordo del paziente, e 

visto il suo quadro stabile e buono dal profilo psicopatologico, il medico 

curante ha stabilito che lo stesso avrebbe continuato a beneficiare di con-

sulti psicologici, mentre che per quanto concerne colloqui psichiatrici, egli 

rimaneva disponibile nel caso l’interessato “lo ritenesse necessario o nel 

caso volesse modificare la terapia farmacologica in atto” (cfr. atto SEM 

n. 47/5). Soltanto dopo l’emanazione della decisione negativa da parte 

della SEM e dopo l’interposizione del ricorso, il quadro clinico del ricorrente 

dal profilo psichiatrico parrebbe essersi nuovamente aggravato, presen-

tando tuttavia la medesima diagnosi e rimanendo invariata la terapia (col-

loqui di sostegno psicologico e prescrizione farmacologica). Invero, nel cer-

tificato medico del (…) – prodotto a seguito del ricorso con scritto del  

17 giugno 2020 dall’interessato – viene riportato che il disturbo post-trau-

matico da stress (PTSD) che il ricorrente presenta, sarebbe la conse-

guenza del suo vissuto e degli avvenimenti che sarebbero occorsi in Gre-

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Pagina 11 

cia. Tale diagnosi, avrebbe dato luogo alla presenza di flashback, impor-

tante ansia generalizzata, immagini intrusive e sintomatologia depressiva 

con pensieri anticonservativi (senza ideazione al momento del consulto 

medico). Il medico curante psichiatra e la psicologa dell’interessato, osser-

vano inoltre nello stesso rapporto, l’importanza per l’interessato “di avere 

più tempo per approfondire, prima di un potenziale rinvio verso la Grecia, 

la capacità di fronteggiare la riesposizione al medesimo contesto, i rischi di 

una riattivazione del trauma e del peggioramento dello stato psichico e di 

salute del paziente”, rimarcando inoltre la necessità per il ricorrente di una 

presa in carico psichiatrica e psicoterapeutica a lungo termine “per permet-

tere un andamento clinico in miglioramento”. Pur considerando con atten-

zione la situazione di salute dell’interessato, come pure non volendo in 

questa sede sminuirne la portata, anche a fronte dell’ultimo referto medico 

prodotto dall’insorgente con lo scritto del 17 giugno 2020, il Tribunale ri-

tiene che la stessa sia limpida, con delle diagnosi chiare ed invariate e delle 

terapie già impostate. Anche se il richiedente svolge tutt’ora dei consulti 

psicologici ed anche per il futuro viene segnalata dai medici curanti anche 

la necessità di una presa in carico psichiatrica e psicoterapeutica a lungo 

termine, tali evenienze non sono atte a mutare l’apprezzamento del Tribu-

nale, in quanto risultano essere dei controlli o colloqui di continuità o in 

vista di mantenere un andamento clinico dell’interessato in miglioramento. 

In tal senso, un ulteriore accertamento medico proposto anche con il gra-

vame dal ricorrente, non risulta essere in specie necessario. 

Alla luce degli elementi sopra evidenziati, alla SEM non può essere impu-

tato né un accertamento incompleto né inesatto dei fatti rilevanti in merito 

allo stato di salute del ricorrente e non si ravvisa pertanto alcuna violazione 

del principio inquisitorio da parte dell’autorità inferiore. La censura ricor-

suale va pertanto in tal senso respinta. Per quanto attiene invece quanto 

sollevato dal ricorrente in merito alla possibile violazione dell’art. 3 CEDU, 

a causa del suo stato di salute, nel caso di un suo ritorno in Grecia, tale 

censura verrà trattata d’appresso, riguardando l’ammissibilità e l’esigibilità 

della misura di allontanamento (cfr. infra consid. 9.3–9.5 e consid. 10.1). 

4.3 Per il resto, non si individua nel provvedimento impugnato alcun accer-

tamento incompleto ed inesatto dei fatti determinanti da parte della SEM in 

relazione con la situazione dei beneficiari di protezione internazionale in 

Grecia, ed una conseguente violazione del principio inquisitorio; come nep-

pure una carente motivazione della decisione in merito a tale punto in que-

stione. Invero, nel caso di specie l’autorità di prime cure ha tenuto conto 

ampiamente nelle sue considerazioni dei fatti allegati dall’interessato e 

della documentazione da egli prodotta in merito (cfr. decisione impugnata 

D-3078/2020 

Pagina 12 

p.to II, pag. 5 seg. e p.to III, pag. 6 segg.). L’autorità inferiore, nella deci-

sione avversata, si è inoltre chinata concretamente sulla situazione del ri-

corrente e su quanto da egli allegato in merito ai suoi trascorsi in Grecia. 

Se tuttavia la SEM – conoscendo ed avendo pure motivato in tal senso la 

decisione avversata in ordine alla vigente situazione in Grecia – è giunta 

ad una valutazione giuridica differente sulla possibilità per il ricorrente di 

fare ritorno su suolo ellenico rispetto a quest’ultimo, ciò non è costitutivo di 

una violazione dell’obbligo di motivazione da parte dell’autorità inferiore 

(art. 35 PA), derivante dal diritto di essere sentito, ma della sua latitudine 

in merito all’apprezzamento dei fatti determinanti. In modo particolare, 

l’evenienza per la SEM di non aver motivato la sua decisione tenendo 

conto del cambiamento legislativo recentemente avvenuto in Grecia dal 

profilo dell’alloggio per i beneficiari di protezione internazionale, ciò che 

viene censurato dal ricorrente nel memoriale ricorsuale (cfr. p.to 18 del ri-

corso), non è lesiva dell’obbligo di motivazione da parte dell’autorità infe-

riore (quale ulteriore corollario del diritto di essere sentito del ricorrente). In 

tal senso, l’insorgente misconosce la portata di tale obbligo da parte 

dell’autorità, in quanto quest’ultima non è tenuta a pronunciarsi in modo 

esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; potendosi infatti 

occupare delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla 

decisione. In altri termini, è necessario che l’autorità menzioni le proprie 

riflessioni sugli elementi di fatto e di diritto essenziali, ossia che si confronti 

con le circostanze fattuali da giudicare in concreto (cfr. DTF 136 I 184  

consid. 2.2.1, DTF 136 I 229, DTF 129 I 232 consid. 3.2; GICRA 2006 n°4 

consid. 5, GICRA 2004 n°38), ciò che in specie è stato ampiamente adem-

piuto dalla SEM.  

Le censure ricorsuali riferite all’accertamento incompleto e/o inesatto dei 

fatti rilevanti per la causa da parte dell’autorità inferiore, come pure una 

violazione dell’obbligo di motivazione della decisione da parte della SEM 

derivante dal diritto di essere sentito della parte in causa (art. 35 PA), vanno 

pertanto in tal senso respinte. Per quanto concerne invece più specifica-

mente la possibile violazione dell’art. 3 CEDU da parte della Svizzera, in 

caso di un rinvio del ricorrente in Grecia, a causa della situazione fattuale 

e legislativa in vigore in tale Stato, tale censura verrà trattata pure nei con-

siderandi seguenti, riguardando l’ammissibilità e l’esigibilità della misura di 

allontanamento (cfr. infra consid. 9.2, 9.3, 9.5 e consid. 10.1). 

5.  

5.1  

Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della 

domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro 

D-3078/2020 

Pagina 13 

secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-

temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un 

effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 

LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riammissione 

del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all’asilo. Senza 

tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere 

eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). Il Consiglio federale 

ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la Grecia, come anche altri 

Paesi dell’Unione europea (UE) e dall’Associazione europea di libero 

scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 

lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di rispetto del principio di 

“non-refoulement” (art. 5 cpv. 1 LAsi).  

5.2 Nella fattispecie, dagli atti risulta che al ricorrente, il (…) è stata ricono-

sciuta la protezione sussidiaria in Grecia e che egli è stato posto al benefi-

cio di un permesso di soggiorno valido dal (…) sino al (…) (cfr. atti SEM 

n. 7/1e n. 31/1). Altresì, le autorità elleniche, in data (…), hanno dichiarato 

di accettare la riammissione dell’interessato sul proprio territorio (cfr. atto 

SEM n. 31/1). Sulla base delle precitate considerazioni, non può essere 

dato seguito all’asserita mancata conoscenza da parte dell’interessato di 

avere ottenuto la protezione internazionale in Grecia. Invero, sulla base 

delle risultanze processuali e delle evidenze sopra citate, la stessa è stata 

incontestabilmente ottenuta, e le dichiarazioni e la documentazione pro-

dotta dal richiedente durante il corso della procedura, non sono atte a scal-

fire tale dato di fatto. Egli non ha inoltre né allegato né è stato in misura di 

fornire elementi concreti atti a ritenere che la Grecia rischierebbe di allon-

tanarlo verso l’Afghanistan disattendendo il principio di non respingimento. 

5.3 Di conseguenza, le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

incontestabilmente soddisfatte ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata 

nel merito della domanda d’asilo. 

6.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia. 

L’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l’autorità inferiore 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo 

relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). 

D-3078/2020 

Pagina 14 

Pertanto, lo scrivente Tribunale è tenuto a confermare la pronuncia dell’al-

lontanamento. 

7.  

L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44 

LAsi, dall’art. 83 LStrI. Giusta suddetta norma, l’esecuzione dell’allontana-

mento deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 

cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di 

non adempimento d’una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammis-

sione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

8.  

Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli osta-

coli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova consa-

crato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

9.  

9.1 A norma dell’art. 83 cpv. 3 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all’esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l’art. 3 CEDU o l’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La CorteEDU ha più volte ribadito che la sola possibilità di 

subire dei maltrattamenti dovuti a una situazione di insicurezza generale o 

di violenza generalizzata nel Paese di destinazione non è sufficiente per 

ritenere una violazione dell’art. 3 CEDU. Spetta infatti all’interessato pro-

vare o rendere verosimile l’esistenza di seri motivi che permettano di rite-

nere che egli correrà un reale rischio (“real risk”) di essere sottoposto, nel 

Paese verso il quale sarà allontanato, a trattamenti contrari a detti articoli 

(cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi riferimenti). 

Inoltre, giusta l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno Stato 

terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia uno 

Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto del principio di non respin-

gimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto 

della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 Conv. tortura (cfr. FANNY 

MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des 

migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). 

D-3078/2020 

Pagina 15 

Appartiene quindi all’interessato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli 

deve presentare seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il 

diritto internazionale nel caso specifico, non gli concedano la necessaria 

protezione o lo espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in 

una situazione di emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa 

di circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le 

tante: sentenze del Tribunale D-2404/2020 del 18 maggio 2020  

consid. 8.1; D-561/2020 del 18 febbraio 2020 consid. 8.1 e D-6742/2019 

del 7 gennaio 2020 consid. 8.4). 

9.2 Passando ora alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha già 

a più riprese ritenuto che per quanto riguarda l’ammissione dell’esecuzione 

dell’allontanamento verso la Grecia vengono riconosciuti degli ostacoli 

all’esecuzione dell’allontanamento unicamente a condizioni molto severe. 

Si può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia firmataria della 

CEDU, della Conv. tortura e della Convenzione sullo statuto dei rifugiati 

(RS 0.142.30, di seguito: Conv. rifugiati), in principio rispetta i suoi obblighi 

di diritto internazionale (cfr. la sentenza del Tribunale D-559/2020 del  

13 febbraio 2020 consid. 8.2, pubblicata come sentenza di riferimento). Il 

Tribunale non ignora le informazioni risultanti dai rapporti di numerose or-

ganizzazioni ai quali il ricorrente si riferisce sia nel gravame che preceden-

temente e che ha prodotto in corso di procedura, per quanto concerne la 

situazione di accoglimento dei richiedenti l’asilo, così come dei rifugiati e 

più specificatamente dei beneficiari di protezione sussidiaria in Grecia. In-

vero, dalle informazioni a disposizione di questo Tribunale, risulta che i be-

neficiari della protezione sussidiaria, così come i rifugiati, corrono un rischio 

di vivere in condizioni precarie, a seconda dei casi, comparabili alle situa-

zioni dei richiedenti. Tuttavia, nonostante il rischio di vivere in condizioni 

precarie, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia adot-

tato una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi cittadini – 

verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o della protezione sussidiaria, 

nell’accesso all’occupazione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanita-

ria, all’istruzione o all’alloggio (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale  

D-559/2020 consid. 8.2). Altresì, i beneficiari di protezione possono pure 

contare sulle garanzie derivanti dalla direttiva qualifica. Gli obblighi della 

Grecia, derivanti dal diritto europeo, nei confronti dei beneficiari di prote-

zione costituiscono la non discriminazione nell’accesso all’occupazione, 

all’istruzione, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’accesso 

all’alloggio e agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della 

protezione internazionale] della direttiva qualifica).  

D-3078/2020 

Pagina 16 

Il Tribunale, in una recente sentenza, ha inoltre specificato che malgrado 

la cessazione delle prestazioni di assistenza finanziaria nonché in materia 

d’alloggio introdotte con la riforma legislativa dell’11 marzo 2020, non vi 

sono sufficienti motivi per ritenere che la Grecia violerà in futuro i suoi ob-

blighi di diritto internazionale (cfr. sentenza del Tribunale D-2160/2020 del 

6 maggio 2020 consid. 7.2; cfr. anche nello stesso senso la sentenza del 

Tribunale D-2404/2020 del 18 maggio 2020 consid. 8.2).  

Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, l’interessato potrà 

adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la CorteEDU (art. 34 CEDU). 

9.3 Nel caso in esame, l’insorgente è stato riconosciuto beneficiario di pro-

tezione sussidiaria dalla Grecia in data (…), di conseguenza egli può rivol-

gersi alle competenti autorità greche per far valere i diritti che gli spettano. 

Invero, per quanto concerne l’asserito stato di deprivazione di mezzi di sus-

sistenza – in particolare per procacciarsi il cibo necessario – come pure di 

un alloggio e di cure mediche necessarie al suo stato di salute dopo il rag-

giungimento della maggiore età da parte delle autorità greche fatto valere 

dal ricorrente, le stesse allegazioni non sono state sufficientemente detta-

gliate e circostanziate, tanto da dover ritenere che anche in caso di un suo 

rinvio, egli si troverebbe a dover fronteggiare (nuovamente) tali asserite 

circostanze. Dapprima non risulta che l’insorgente si sia rivolto alle autorità 

elleniche ed abbia adito le vie legali al fine di far valere i propri diritti oppure 

un’eventuale violazione degli stessi, malgrado fosse e sia compito suo ri-

volgersi alle predette per eventuali omissioni e/o presunte violazioni. Inol-

tre, per quanto attiene la mancanza di un alloggio e di sufficienti mezzi per 

procacciarsi a volte il vitto, egli ha affermato di aver vissuto a partire dalla 

sua maggiore età, all’aperto ad F._______, nel I._______ o nei suoi din-

torni, e di aver dovuto ricorrere all’aiuto di uomini sconosciuti che in cambio 

di sue prestazioni sessuali, gli avrebbero offerto cibo o promesse di lavoro, 

questo malgrado lavorasse a titolo volontario presso delle organizzazioni 

non governative o si rivolgesse a mense per poveri. Tuttavia, non è riuscito 

a fornire alcuna data precisa in merito a quando egli avrebbe lasciato l’ap-

partamento gestito dall’J._______, riferendo unicamente essersi trattato 

del periodo successivo al raggiungimento della maggiore età (cfr. atto SEM 

n. 27/6). Come pure risulta quanto meno singolare che egli lavorasse an-

che dopo tale periodo per delle organizzazioni non governative, segnata-

mente quale (…), (…) e di (…), o come (…) (in alcuni casi anche dietro 

compenso, cfr. atto SEM n. […]-27/6, pag. 2), o seguendo quale studente 

un corso di (…) a partire dal (…) del (…) (cfr. atto SEM n. […]-18/6), ma 

non abbia neppure allegato di essersi rivolto alle stesse organizzazioni per 

D-3078/2020 

Pagina 17 

ottenere il supporto materiale necessario a procacciarsi il minimo vitale (ali-

mentazione ed alloggio).  

Per quanto poi concerne le sue condizioni medico-psichiatriche ed il man-

cato accesso alle stesse in Grecia dopo il raggiungimento della maggiore 

età da parte dell’insorgente come da lui sollevato, anche in tale contesto 

ha reso delle allegazioni vaghe e poco dettagliate. Invero, benché il richie-

dente abbia affermato che non avrebbe più ricevuto le cure a lui necessarie 

dopo il raggiungimento della maggiore età da parte delle autorità greche, 

tuttavia non risulta neppure in tale frangente che egli si sia rivolto alle 

stesse od abbia adito le vie legali alfine di far valere i propri diritti circa 

l’accesso alle cure mediche. Risulta invece dagli atti di causa, e diversa-

mente da quanto da egli sostenuto, che anche dopo il raggiungimento della 

maggiore età, egli sia stato visitato da un medico, anche dal profilo psichia-

trico (cfr. certificato medico ellenico del […], atto SEM n. 17/5), ed abbia 

potuto, seppure occasionalmente come da egli asserito, procurarsi dei far-

maci, tramite una ricetta medica scaduta ed il compenso ottenuto per la 

sua collaborazione quale (…) per E._______ (cfr. atto SEM n. 27/6, 

pag. 2).  

9.4 Infine, non risulta neppure che alla luce anche di quanto già sopra rile-

vato (cfr. consid. 4.2), le condizioni di salute del ricorrente, siano di una 

gravità tale da comportare una violazione dell’art. 3 CEDU ai sensi della 

giurisprudenza della CorteEDU (cfr. sentenze della CorteEDU N. contro 

Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7 e re-

lativi riferimenti; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, 

§§180-193). Segnatamente, d’un canto le sue patologie, seppure non se 

ne voglia in nessun modo in tale sede sminuirne la portata, non risultano 

essere ad uno stadio a tal punto avanzato o terminale da far apparire la 

morte quale prospettiva prossima in caso di trasferimento. D’altro canto, 

non risultano esserci neppure dei seri motivi di considerare che egli sarà 

confrontato con un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggio-

ramento delle sue condizioni di salute. Invero, e malgrado vi siano effetti-

vamente dei problemi dovuti alla crisi economica, la quale causa una man-

canza di risorse e di mediatori culturali nel sistema sanitario, si può partire 

dal presupposto che la Grecia disponga di infrastrutture mediche sufficienti 

e che dunque in tale Paese l’insorgente potrà ottenere i trattamenti medici 

e le terapie a lui necessari (cfr. sentenza del Tribunale D-1189/2020 del 

17 marzo 2020 consid. 8.5.3.2 con ulteriore riferimento ivi citato). Tale as-

serto è sostenuto maggiormente dalle evenienze mediche greche all’in-

carto, le quali sono dimostrative del fatto che il ricorrente ha avuto accesso 

più volte ad un medico, ed ha ricevuto le cure ed i trattamenti del caso. 

D-3078/2020 

Pagina 18 

9.5 In conclusione, il Tribunale ritiene quindi che, pur tenendo conto della 

situazione particolare dell’interessato – in particolare delle difficili condi-

zioni di vita in Grecia e delle problematiche di salute di cui egli è affetto – 

gli elementi presenti agli atti non lasciano presagire dei motivi umanitari 

estremamente convincenti contro il trasferimento tali da ritenere che lo 

stesso costituirebbe un trattamento contrario all’art. 3 CEDU o all’art. 4 

CartaUE – anche rispetto alla giurisprudenza della Corte di Giustizia citata 

nel memoriale ricorsuale dal ricorrente – o che lo stesso sia confrontato 

con una situazione di emergenza di carattere esistenziale. Pertanto, l’ese-

cuzione dell’allontanamento in Grecia dell’interessato è ammissibile ai 

sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione con l’art. 44 LAsi). 

10.  

10.1 Giusta l’art. 83 cpv. 4 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d’origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell’art. 83 cpv. 5 LStrI, l’esecuzione dell’allontanamento 

verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e che tale pre-

sunzione legale può essere sovvertita solo se l’interessato rende verosi-

mile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto 

ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale  

D-559/2020 consid. 9). 

Nel caso in disamina, l’insorgente non è però riuscito in tale intento. Le 

difficili condizioni di esistenza così come le sue problematiche valetudina-

rie, peraltro questioni già trattate sotto l’aspetto dell’ammissibilità, non sono 

in specie sufficienti per ritenere inesigibile l’esecuzione dell’allontana-

mento. Segnatamente, nella misura in cui il ricorrente fa riferimento alle 

precarie condizioni di vita dei migranti in Grecia, ed in particolare ai bene-

ficiari dello statuto di protezione internazionale, questo Tribunale ha anche 

recentemente ribadito nella sua sentenza di riferimento D-559/2020 (cfr. 

consid. 9.1), che il sistema di assistenza sociale greco presenta delle criti-

cità non soltanto per i richiedenti asilo, ma bensì anche per le persone be-

neficiarie di protezione (cfr. sentenze della Corte EDU, Saidoun contro  

Grecia, 40083/07 e Fawsie contro Grecia, 40080/07, entrambe del  

28 ottobre 2010). Le irregolarità nell’accesso ad alloggi a basso costo o al 

mercato del lavoro nel contesto della crisi economica in corso, le limitate 

prestazioni assistenziali fornite dallo Stato o la discriminazione contro i cit-

tadini greci nell’accesso ai servizi di sostegno statale, anche nel settore 

dell’assistenza sanitaria, sono citati anche nei rapporti H._______ e 

D-3078/2020 

Pagina 19 

G._______ ripresi nel ricorso ed allegati allo stesso. Nonostante queste 

critiche, va notato che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualifica. È quindi 

responsabilità dell’insorgente rivendicare i diritti che gli spettano diretta-

mente presso le autorità greche (cfr. anche supra consid. 9.2, 9.3 e 9.5). 

Anche se le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa della situa-

zione economica prevalente, non ci sono indicazioni che l’interessato ver-

rebbe esposto ad un’emergenza esistenziale in caso di ritorno in Grecia. 

Tali criticità del sistema sociale ed economico greci, non risultano difatti 

ostative, di per sé sole, all’esigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento. 

Per quanto poi attiene i problemi di salute, gli stessi risultano rilevanti in 

ambito di esigibilità, solo se le cure, reputate essenziali per un’esistenza 

conforme alla dignità umana, non sarebbero ottenibili a seguito dell’allon-

tanamento (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; DTAF 2009/2 consid. 9.3.2;  

GICRA 2003 n. 24 consid. 5b). Ciò non risulta essere il caso di specie (cfr. 

supra consid. 9.3–9.5).  

10.2 In ultima analisi, nemmeno risultano impedimenti sotto l’aspetto della 

possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI in rela-

zione con l’art. 44 LAsi), ritenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro 

benestare alla riammissione del ricorrente. Inoltre, a causa della pandemia 

di Coronavirus attuale, non risulta che, a parte un’eventuale maggiore dif-

ficoltà tecnica ed amministrativa di organizzazione del viaggio di rimpatrio, 

lo stesso sia impossibile. In tale contesto si rileva come, soltanto una po-

sticipazione momentanea dell’esecuzione dell’allontanamento, non con-

duce all’impossibilità della stessa (cfr. nello stesso senso a titolo esempli-

ficativo la sentenza D-2160/2020 del 6 maggio 2020 consid. 9). 

11.  

Di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecuzione, 

il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 

12.  

Ne discende che la SEM, con la decisione impugnata, non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

D-3078/2020 

Pagina 20 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

14.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricor-

suali al momento dell’inoltro del gravame d’acchito sprovviste di possibilità 

di esito favorevole e considerato che, sulla base delle circostanze del caso 

di specie si può concludere allo stato d’indigenza dell’insorgente senza ul-

teriori accertamenti, v’è luogo di accogliere l’istanza di assistenza giudizia-

ria nel senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 

cpv. 1 PA). 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abbon-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-3078/2020 

Pagina 21 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. Non si prelevano spese proces-

suali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

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