# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6f58fb46-cbd7-56c7-b5e5-8faedebfe735
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.11.2023 D-5031/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5031-2023_2023-11-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5031/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Chiara Piras;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Georgia,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(nessuna domanda asilo - art. 31a cpv. 3 LAsi);  

decisione della SEM dell’8 settembre 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda di asilo che A._______, cittadino georgiano, ha presentato in 

Svizzera il 15 settembre 2022 (cfr. atto della Segreteria di Stato della mi-

grazione [di seguito: SEM o autorità inferiore] n. […] -2/2),  

il verbale di rilevamento dei dati personali (RD) del 22 settembre 2022, 

il verbale di audizione sui motivi di asilo del 7 marzo 2023 (cfr. atto SEM n. 

44/7), 

la decisione del 21 marzo 2023 con la quale la SEM ha stabilito il passaggio 

del procedimento alla procedura ampliata (cfr. atto SEM n. 50/2), 

la sottoscrizione, avvenuta il medesimo giorno, della cessazione del man-

dato di rappresentanza conferito a SOS Ticino (Protezione giuridica della 

Regione Ticino e Svizzera centrale) iniziato il 21 settembre 2022 (cfr. atti 

SEM n. 19/1 e 55/1),  

la decisione del 28 marzo 2023 con la quale la SEM ha attribuito l’interes-

sato al Cantone Ticino (cfr. atto SEM n. 58/2),  

la decisione dell’8 settembre 2023, notificata in data 11 settembre 2023, 

con la quale l’autorità inferiore non è entrata nel merito della domanda 

d’asilo del richiedente ai sensi dell’art. 31a cpv. 3 della legge sull’asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), essendo motivata esclusivamente da 

ragioni mediche ed economiche, e ha pronunciato il suo allontanamento 

dalla Svizzera nonché l’esecuzione del medesimo siccome ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile,  

il ricorso datato 18 settembre 2023, depositato alla posta svizzera lo stesso 

giorno (cfr. tracciamento invio; data di entrata: 19 settembre 2023), per 

mezzo del quale l’insorgente ha impugnato la decisione succitata dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo 

l’annullamento della stessa e la concessione dell’ammissione provvisoria 

in Svizzera; l’insorgente contesta la valutazione della SEM unicamente in 

ordine all'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine; egli 

ha altresì presentato istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esen-

zione dal versamento dell’anticipo delle presumibili spese processuali, con 

protesta di spese e ripetibili,   

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e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che, nel caso in esame, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) 

contro una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; 

art. 31‒33 LTAF), il ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli 

artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e 52 cpv. 1 PA; che il ricorrente è altresì legittimato 

ad aggravarsi contro la decisione avversata, avendo egli partecipato al pro-

cedimento dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccato 

dalla decisione impugnata e vantando un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA),  

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso,  

che con il ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, 

la violazione del diritto federale (compreso l’eccesso o l’abuso del potere 

di apprezzamento) e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi); che il Tribunale non è vincolato né dai 

motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico con l'approvazione di una 

seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che si rinuncia quindi allo scambio 

degli scritti ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, 

che nella sua audizione sui motivi d’asilo, il richiedente ha dichiarato di aver 

ottenuto (dietro pagamento) una laurea in giurisprudenza; che dal 1993, 

per un periodo di dieci anni, egli avrebbe poi lavorato (…) e, contempora-

neamente, per la (…); che, una volta avvenuto il cambio del governo, gli 

sarebbe stato annullato il titolo di laurea in giurisprudenza poiché falso e 

avrebbe successivamente lavorato come tassista nella città di Tbilisi in 

Georgia, dove attualmente vivrebbe anche sua sorella; che nel 2019 

avrebbe avuto un problema oncologico alla gamba sinistra; che in Georgia 

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avrebbe svolto due interventi chirurgici, finanziati in parte dall’assistenza 

sanitaria e in parte sostenuti con i suoi mezzi finanziari; che dopo tali ope-

razioni egli avrebbe ritardato lo svolgimento di ulteriori controlli per man-

canza di disponibilità finanziarie e che, quando finalmente svolti, il medico 

gli avrebbe indicato la necessità di un intervento d’amputazione dell’arto; 

che a fronte di tale prospettiva, lo stesso medico curante gli avrebbe con-

sigliato di cercare una soluzione diversa in un altro Paese in Europa occi-

dentale; che per questo motivo ha deciso di venire in Svizzera accompa-

gnato da sua moglie e dal figlio maggiorenne; ch’egli ha quindi lasciato il 

suo Paese d’origine esclusivamente per motivi di salute (cfr. atto SEM n. 

44/7 D5-18); che in Svizzera ha avuto la possibilità di sottoporsi all’inter-

vento chirurgico volto all’amputazione della gamba affetta dalla malattia; 

che a seguito dell’operazione sono state tuttavia diagnosticate delle meta-

stasi ai polmoni (sarcoma maligno), le quali hanno imposto dei cicli di che-

mioterapia; che si è reso pure necessario un trattamento contro l’infezione 

della ferita operatoria; che in Georgia non sarebbe possibile svolgere la 

chemioterapia a causa dei suoi problemi al cuore; che, in ogni caso, nel 

suo Paese d’origine non si potrebbe comunque curare a fronte della sua 

completa indigenza (cfr. atto SEM n. 44/7 D25-29),  

che nella decisione impugnata l’autorità inferiore ha dapprima constatato 

come la volontà di cercare protezione contro delle persecuzioni non sa-

rebbe nella fattispecie soddisfatta avendo il ricorrente addotto motivi d’asilo 

esclusivamente medici ed economici, conseguendone che non sussiste-

rebbe alcuna domanda d'asilo ai sensi dell'art. 18 LAsi; che, ciò posto, la 

SEM non è quindi entrata nel merito della domanda d’asilo dell’insorgente 

in applicazione dell’art. 31a cpv. 3 LAsi, ritenendo altresì ammissibile, ra-

gionevolmente esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento del ri-

chiedente in Georgia; che per quanto concerne la condizione dell’esigibilità 

(art. 44 LAsi cum art. 83 cpv. 4 LStrI), l'autorità inferiore – che non ha con-

testato la sussistenza delle affezioni oncologiche dell’insorgente – ha os-

servato che in Svizzera l’insorgente ha potuto sottoporsi ad un intervento 

chirurgico deputato all’amputazione della gamba sinistra con la conse-

guente installazione di una protesi; che, ciò posto, egli ha effettivamente 

evitato di sostenere i costi che temeva di non riuscire ad affrontare in patria; 

che stando all’ultimo rapporto medico del maggio 2023, egli gode di una 

discreta condizione generale a seguito dei quattro cicli di chemioterapia 

volte alla cura delle metastasi polmonari; ch’egli potrebbe quindi fare ri-

torno in Georgia dove, qualora ne avesse ancora bisogno, si potrebbe ri-

volgere alle preposte strutture ospedaliere (a Tbilisi, dotate di specifici re-

parti oncologici: New Hospitals, Caucasus Medical Centre o Radiation Me-

dicine Centre) alle quali aveva già fatto ricorso in passato, per cinque anni, 

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fino al suo espatrio; che il sistema georgiano prevedrebbe inoltre un soste-

gno finanziario, del quale l’insorgente si sarebbe già avvalso in passato, 

per sostenere le spese delle eventuali cure mediche, 

che con il suo ricorso, presentato congiuntamente – in un unico atto di 

causa – a quello della moglie e del figlio, l’insorgente contesta unicamente 

la valutazione della SEM in ordine all'esecuzione dell'allontanamento verso 

il suo Paese d'origine, sostenendo che il suo stato di salute attuale non 

sarebbe tale da rendere esigibile il suo ritorno in Georgia; che, in partico-

lare, le sue affezioni sarebbero di natura progressiva e che, per evitare un 

peggioramento repentino, sarebbe necessario che le stesse siano tenute 

sotto costante controllo così da garantire la sua dignitosa sopravvivenza; 

che senza le cure appropriate il suo stato di salute si deteriorerebbe al 

punto da costituire una minaccia per la sua vita; egli mette poi in discus-

sione il buon funzionamento dell’Universal Health Care Program (UHCP) 

vigente in Georgia rinviando ad un articolo di stampa – non allegato al ri-

corso – intitolato “Georgian Universal Health Care Reform or ‘Houston – 

We Have a Problem’” (presente sul portale online www.finchannel.com), il 

quale attesterebbe che lo Stato georgiano avrebbe parzialmente modifi-

cato il proprio programma sanitario nel 2017 ponendo in capo ai cittadini 

alcuni dei costi sanitari; che, in ogni caso, la sua personale esperienza me-

dica smentirebbe “con i fatti gli obiettivi annunciati dal nuovo sistema sani-

tario” in quanto, per poter sostenere le terapie necessarie a salvargli la vita, 

egli ha dovuto attingere a tutte le sue risorse finanziarie; ch’egli non 

avrebbe neppure una casa dove andare; che la moglie e il figlio, a causa 

dei loro rispettivi problemi di salute, non sarebbero neppure in grado di 

ristabilirsi in Georgia al fine di aiutarlo dal punto di vista economico; che, 

per questi motivi, egli postula quindi al Tribunale la concessione della sua 

ammissione provvisoria in Svizzera,  

che va dunque analizzato se l’autorità inferiore ha a giusto titolo ritenuto 

ammissibile, esigibile e possibile l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-

rente dalla Svizzera (art. 44 LAsi cum art. 83 LStrI),  

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera; che le questioni di natura medica 

possono aver influssi sull’ammissibilità dell’allontanamento solo in casi 

straordinari e di estrema gravità – non realizzati nel caso in esame – iden-

tificati sulla scorta della restrittiva giurisprudenza della Corte europea dei 

diritti dell’uomo (di seguito: CorteEDU; cfr. sentenze della Corte EDU N. 

contro Regno Unito del 27 maggio 2008, n. 26565/05; Paposhvili contro 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg.; cfr. anche le DTAF 

2017 VI/7 consid. 6.2 e 2011/9 consid. 7.1); che, come rettamente stabilito 

nella decisione litigiosa, l’insorgente non può prevalersi del principio del 

divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi) difettando in concreto la qualità 

di rifugiato (qui non contestata); che in siffatte circostanze, non v’è neppure 

motivo di considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto e serio 

per l’insorgente, di essere esposto, nel suo Paese d’origine, ad un tratta-

mento proibito (art. 3 CEDU o dell’art. 3 della Convenzione contro la tortura 

ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 

1984 [Conv. tortura, RS 0.105]); che, pertanto, l’esecuzione dell’allontana-

mento del ricorrente risulta ammissibile ai sensi delle norme di diritto pub-

blico internazionale nonché della LAsi, 

che, con particolare riferimento all’esigibilità dell’esecuzione, l’art. 83 cpv. 

4 LStrI dispone che l'esecuzione non può essere ragionevolmente esigibile 

qualora, nello stato di origine o di provenienza, lo straniero venisse – se-

gnatamente – a trovarsi in concreto pericolo in seguito a situazioni quali 

guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza medica,  

che la situazione vigente in Georgia – ad eccezione delle regioni secessio-

niste dell’Abkhazia e dell’Ossezia del sud, dalle quali il ricorrente non pro-

viene – non è caratterizzata da guerra, guerra civile o violenza generaliz-

zata che coinvolga l’insieme della popolazione nell’integrità del territorio 

nazionale (cfr. la sentenza del Tribunale D-1013/2023, D-1014/2023 del 7 

marzo 2023 consid. 9.2); che lo Stato in parola è del resto stato inserito dal 

Consiglio federale nella lista dei Paesi verso i quali l’esecuzione dell’allon-

tanamento è di principio ragionevolmente esigibile (cfr. art. 18 e Allegato 2 

dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento e dell’espul-

sione di stranieri dell’11 agosto 1999 [OEAE, RS 142.281] in relazione 

all’art. 83 cpv. 5 LStrI),  

che per quanto concerne le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile nella misura in cui, nel 

caso di rientro nel loro paese d’origine o di provenienza, potrebbero non 

ricevere le cure essenziali che garantiscano loro delle condizioni minime 

d’esistenza, e quindi che lo stato di salute dell’interessato si degraderebbe 

così rapidamente al punto da condurlo in maniera certa alla messa in peri-

colo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, durevole e notevol-

mente più grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 

con riferimenti citati; cfr. pure GABRIELLE STEFFEN, Soins essentiels: un 

droit fondamental qui transcende les frontières?, 2018, punto 2.4 pag. 13 

segg. e riferimenti); che, pertanto, se le cure necessarie possono essere 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk

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assicurate nel paese d'origine del richiedente, all'occorrenza con altri trat-

tamenti rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l'esecuzione dell'allontana-

mento in tale Paese sarà ragionevolmente esigibile (cfr. DTAF 2011/50 

consid. 8.3 con riferimenti citati, sentenza del Tribunale D-1078/2023 con-

sid. 7.3.2),  

che l’invalsa giurisprudenza del Tribunale ha già stabilito che il sistema sa-

nitario georgiano ha conosciuto di recente un’importante ristrutturazione e 

che dei grandi progressi sono stati realizzati nel senso che il trattamento 

della maggior parte delle problematiche fisiche e psichiche, anche se non 

corrisponde agli standard medici svizzeri, è ora possibile; che le persone 

socialmente vulnerabili o indigenti beneficiano inoltre di un’assicurazione 

malattia gratuita (cfr. fra le tante le sentenze del Tribunale E-3753/2022 del 

25 gennaio 2023 consid. 4.5.1, D-4670/2022 del 2 novembre 2022 consid. 

8.4 con riferimenti),  

che la riforma dell’UHCP nel 2017 ha introdotto un meccanismo di soste-

gno finanziario limitato per l’acquisto di ulteriori medicamenti, che sono al-

trimenti a carico quasi interamente degli interessati, per le persone social-

mente vulnerabili o indigenti. Le stesse possono invero farsi rimborsare, in 

principio, il 90% dei costi del medicamento, se questo costa almeno 1 GEL, 

per un limitato numero di patologie (cfr. sentenze del Tribunale D-

1165/2023 del 9 marzo 2023 consid. 8.4; D-2416/2022 del 7 giugno 2022 

consid. 8.4); che se non è escluso che i pazienti debbano a volte sostenere 

il 10% dei costi dei medicamenti, in caso d’incapacità finanziaria, possono 

tuttavia indirizzarsi alla “Referral Service Commission”, che in alcuni casi 

completa le prestazioni erogate dall’UHCP, in particolare per delle famiglie 

giudicate come vulnerabili (cfr. sentenza del Tribunale D-3855/2022 del 14 

settembre 2022); che per quanto concerne i gruppi di persone vulnerabili, 

i bambini ed i pensionati, essi beneficiano di tutte le prestazioni dell’UHCP 

(cfr. sentenza del Tribunale nelle cause congiunte D-1013/2023 e D-

1014/2023 del 7 marzo 2023 consid. 9.4 con riferimenti), 

che nella fattispecie il ricorrente è arrivato in Svizzera con una diagnosi 

oncologica, già formulata in Georgia nel 2020, di sarcoma pleomorfo della 

coscia sinistra; che nel suo Paese d’origine si era già sottoposto ad alcuni 

interventi chirurgici di asportazione – con plurime recidive – e a un tratta-

mento radioterapeutico (cfr. atto SEM n. 22/4); che la visita specialistica del 

23 settembre 2022 svolta presso l’istituto Oncologico della Svizzera Ita-

liana (EOC, IOSI) ha effettivamente confermato la diagnosi succitata e con-

statato una recidiva locale fortemente sintomatica nella coscia sinistra; che, 

trattandosi di un tumore raro, gli è stato quindi consigliato un intervento 

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terapeutico in tempi rapidi da analizzare ed eseguire in un centro specia-

lizzato dopo aver esperito ulteriori analisi preliminari (cfr. atti SEM n. 24/2, 

26/2 e 27/2); che successivamente è stata formulata l’indicazione medica 

a procedere all’amputazione dell’arto inferiore sinistro (cfr. atto SEM n. 

28/5); che detto intervento chirurgico è stato quindi eseguito presso il Lu-

zerner Kantonspital in data (…), con conseguente degenza ospedaliera 

fino all’(…) (cfr. atto SEM n. 37/4); che, in seguito, sono state tuttavia dia-

gnosticate, oltre all’infezione della ferita operatoria, delle metastasi polmo-

nari che hanno imposto un trattamento di quattro cicli di chemioterapia, 

l’ultimo svolto tra il 5 e il 10 maggio 2023 (cfr. incarto SEM n. 47/4 e 61/4),  

che dagli ultimi referti medici agli atti – prodotti ancora in sede di ricorso 

quale allegati e non contestati dall’interessato – confermano la conclusione 

del quarto ciclo di chemioterapia e non indicano la necessità di provvedere 

ad ulteriori trattamenti nel prossimo futuro; che alla dimissione dell’insor-

gente dall’ospedale regionale di Bellinzona in data 10 maggio 2023 è stata 

nondimeno prescritta una precisa terapia farmacologica e confermate le 

diagnosi collaterali di anemia normo-cromica normocitica di origine mista 

DD su citostatici, stipsi ostinata necessitante di terapia lassativa, iperten-

sione arteriosa, deiscenza della coscia sinistra in esiti di infezione da corpo 

estraneo, sindrome coronarica cronica, insufficienza cardiaca a frazione 

d’eiezione conservata non maggiormente stadiata e ipercolesterolemia; 

che il suo status generale è stato tuttavia ritenuto discreto (cfr. rapporto di 

cura finale del 15 maggio 2023 e formulario F4, atto SEM n. 63/7),  

che il ricorrente vorrebbe ora restare in Svizzera per continuare a ricevere 

le cure specialistiche – a suo dire non assicurategli in Georgia a causa 

della sua indigenza – senza le quali la sua esistenza sarebbe minacciata,  

che alla luce delle considerazioni suesposte il Tribunale non ha tuttavia 

ragione di ritenere che il ricorrente non possa essere adeguatamente trat-

tato nel suo Paese d'origine, dove in passato, gli erano già state poste le 

diagnosi principali, confermate in Svizzera; che vi sono infatti diversi ospe-

dali e cliniche che effettuano trattamenti e controlli ambulatoriali e stazio-

nari, compresi gli esami radiologici e la TAC (ad esempio nei rispettivi re-

parti di oncologia dell'ospedale privato "MediClub [MCG]" medical service 

company a Tbilisi e presso il "Tbilisi Cancer Centre" a Tbilisi), e radioterapie 

oncologiche (ad esempio presso il "Research Institute of Clinical Medicine 

– Todua Clinic", a Tbilisi); che come riportato inoltre nella rivista "The Lan-

cet Oncology" (KHIZANISHVILI/HENSHALL/GABUNIA, Cancer care prioritised: 

Georgia expands access to cancer medicines, Vol. 22, del 1° gennaio 2021 

a pagg. 15-17) i fondi per i trattamenti oncologici sono stati innalzati; che, 

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peraltro, nell’agosto 2023 il governo georgiano ha ampliato il programma 

di trattamento contro il cancro includendo nella copertura sanitaria svariati 

metodi di cura (cfr. articolo su www.1tv.ge, Health Ministry amends oncolo-

gic patient state program, del 9 agosto 2023, https://1tv.ge/lang/en/news/

health-ministry-amends-oncologic-patient-state-program/, consultato il 9 

novembre 2023), 

che in Georgia, considerato quanto esposto in precedenza e come retta-

mente indicato nella decisione avversata, per le problematiche di salute del 

ricorrente esistono le cure mediche essenziali per il suo trattamento e un 

programma d'aiuto sociale per il relativo finanziamento, cosicché gli può 

essere assicurata una vita dignitosa; che pur considerando con la dovuta 

attenzione il serio stato di salute dell'insorgente, non si evince dalla docu-

mentazione medica agli atti la stretta necessità per lo stesso di rimanere in 

Svizzera; che il ricorrente non adduce peraltro valide ragioni di ordine me-

dico che ostacolerebbero attualmente il suo allontanamento, limitandosi 

unicamente a criticare il sistema sanitario del suo Paese e invocare la ne-

cessità di essere sottoposto a costanti controlli medici; che il ricorrente non 

spiega inoltre in che misura le sue attuali esigenze terapeutiche non po-

trebbero essere soddisfatte in Georgia; ch’egli non contesta altresì la sua 

attuale, anche se discreta, stabilità di salute,  

che in passato il ricorrente ha già ottenuto nel suo Paese d'origine delle 

cure, anche gratuite, o presa in carico perlomeno parziale di tali cure da 

parte dallo Stato, per diagnosticare la sua patologia oncologica (cfr. atto 

SEM n. 44/7 D17 segg.); che l’insorgente non ha nemmeno reso verosimile 

l’inadeguatezza delle analisi mediche e delle cure oncologiche in Georgia, 

alle quali egli si sarebbe potuto sottoporre; che a tale proposito egli ha fatto 

unicamente valere che il suo medico curante gli avrebbe consigliato di pro-

seguire le cure in un altro Paese europeo alfine di evitare l’amputazione 

dell’arto (cfr. atto SEM n. 44/7 D17),  

che il ricorrente potrà senz’altro sollecitare dallo Stato georgiano gli aiuti 

per la presa a carico medica ed i trattamenti a lui necessari, che non do-

vessero già essere coperti dall’UHCP; che il mero fatto che le risorse geor-

giane risultino più limitate rispetto a quelle svizzere e che in tale Paese il 

sistema sanitario non offra la stessa qualità sanitaria come sul suolo elve-

tico, non comporta l’inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (cfr. 

sentenza del Tribunale E-1232/2019 del 22 marzo 2019 consid. 6.4.3); che, 

sotto tale profilo, appartiene inoltre all’insorgente di indirizzarsi prioritaria-

mente ai programmi sociali e di salute disponibili nel suo Stato d’origine, 

prima di appellarsi alla tradizione umanitaria svizzera in materia di cure (cfr. 

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sentenza del Tribunale E-3753/2022 del 25 gennaio 2023 consid. 4.5.3 con 

riferimenti),  

che l’insorgente potrà inoltre costituirsi una riserva di medicamenti prima 

della sua partenza dalla Svizzera e, se ciò si avverasse necessario, pre-

sentare alla SEM, in esito alla presente procedura ricorsuale, una domanda 

di aiuto al ritorno ai sensi dell’art. 93 LAsi nonché un aiuto individuale al 

ritorno (cfr. art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi e art. 73 segg. dell'Ordinanza 2 sull'a-

silo relativa alle questioni finanziarie dell'11 agosto 1999 [OAsi 2, 

RS 142.312]) in vista di ottenere una presa a carico delle cure mediche 

indispensabili per un periodo di tempo adeguato; che tale aiuto dovrebbe 

lasciare il tempo al ricorrente di intraprendere i passi necessari presso i 

servizi sociali in Georgia, di ottenere il sostegno finanziario per le cure me-

diche che non fossero già coperte dall’UHCP e di attivare anche il sostegno 

sociale per l’aiuto finanziario a garanzia del suo minimo vitale (ed eventual-

mente quello della famiglia nucleare); che il Tribunale invita tuttavia la SEM, 

in accordo con le autorità cantonali preposte, a scegliere il momento più 

appropriato per eseguire l'allontanamento nell'ambito delle eventuali strette 

esigenze mediche dell’insorgente,  

che, in tali circostanze, non si può quindi ritenere che, se l'allontanamento 

verso la Georgia fosse eseguito, lo stato di salute del ricorrente si deterio-

rerebbe molto rapidamente al punto da mettere definitivamente in pericolo 

la sua vita o da compromettere in modo grave, permanente e significativo 

la sua integrità fisica o mentale, a causa della mancanza di cure mediche 

(cfr. ATAF 2011/50, par. 8.3 e riferimenti sopra citati); che a questo propo-

sito le varie argomentazioni sviluppate nel ricorso non consentono di giun-

gere a una conclusione diversa, 

che il ricorrente dispone inoltre di un appoggio famigliare in patria; che nella 

città di Tbilisi vive infatti sua sorella alla quale può rivolgersi per eventuali 

necessità (cfr. inc. SEM n. 44/ D13); che l’insorgente dispone sicuramente 

anche di una rete sociale all'infuori della famiglia grazie all'esperienza pro-

fessionale pluriennale nei servizi statali e successivamente come tassista 

in città (cfr. atto SEM 44/ 7 D7),  

che con sentenze odierne (D-5033/2023 e D-5035/2023) il Tribunale ha 

respinto pure i ricorsi presentati da B._______ e C._______ (moglie e figlio 

maggiorenne del ricorrente), sicché il presente giudizio non comporta al-

cuna separazione dell’insorgente dalla sua famiglia nucleare; che le auto-

rità competenti terranno quindi conto della situazione particolare degli inte-

ressati al momento dell’esecuzione del loro trasferimento in Georgia, 

D-5031/2023 

Pagina 11 

assicurandosi che avvenga contemporaneamente e congiuntamente; che, 

a loro volta, anche la moglie e il figlio potranno sostenere l’insorgente dal 

profilo organizzativo e finanziario,  

che, visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente 

risulta ragionevolmente esigibile,  

che non risultano inoltre impedimenti dal profilo della possibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento (art. 44 LAsi cum art. 83 cpv. 2 LStrI), 

che, pertanto, il ricorso va respinto e la sentenza avversata confermata; 

che la SEM non è infatti incorsa in una violazione il diritto federale né abu-

sato del suo potere d’apprezzamento o accertato in modo inesatto o in-

completo i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto, 

che ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

quindi poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 

del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]), 

che la presente sentenza non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF), 

che la presente sentenza è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-5031/2023 

Pagina 12 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti 

 

 

Data di spedizione: