# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c25ae14-3b95-5c61-a471-e6fd63ae6ee6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 08.11.2001 INC.2001.39009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-39009_2001-11-08.html

## Full Text

N. 390.2001.9 M                                                        Lugano,
8 novembre 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Luca Marazzi

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata in data 29 ottobre 2001 da

__________,                                    __________(difeso
dall'avv. __________);

e trasmessa
in data 2-5 novembre 2001 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. Arturo Garzoni;

concesso
all’accusato istante, con ordinanza 5 novembre 2001, di formulare osservazioni
al preavviso negativo del magistrato inquirente, e letto l’allegato 6/7
novembre 2001;

letti ed
esaminati gli atti dell’inc. MP __________;

ritenuto 

in fatto:

A.

__________ e __________
sono stati arrestati in uscita dalla Svizzera, in data 25 luglio 2001. Sono
stati trovati in possesso di documentazione finanziaria compromettente
(segnatamente firmata da __________), a proposito della quale hanno fornito
spiegazioni poco convincenti e contraddittorie. Da una rogatoria __________ del
1999 emerge inoltre la connessione fra __________ e tale __________, persona
oggetto d’inchiesta penale in __________ per un grosso traffico di cocaina (v.,
più in esteso, decisione 9 agosto 2001 sulla prima istanza di libertà
provvisoria di __________, inc. Giar 390.2001.2 consid. B p. 2 come qui, verbatim,
decisione 30 agosto 2001, inc. Giar 390.2001.4 consid. A p. 1-2).

In data 26
luglio 2001, questo giudice ha confermato l’arresto di entrambi gli accusati,
con contestuale intimazione della promozione dell’accusa per titolo di
riciclaggio di denaro; l’accusa è stata successivamente estesa ai titoli di
estorsione (sub. coazione) con notifica a verbale 6 agosto 2001 ore 15.00 p. 1,
ed ai titoli di riciclaggio aggravato e falsità in documenti con decisione 27
agosto 2001 (v. preavviso negativo 27 agosto 2001, inc. Giar 390. 2001.4 doc. 1
p. 2).

 

B.

Una prima
istanza di libertà provvisoria di __________, datata 3 agosto 2001, è stata
respinta da questo Ufficio con decisione 9 agosto 2001 (inc. Giar 390.2001.2)
per sussistenza di necessità istruttorie e pericolo di fuga (loc. cit., consid.
3.1 e 3.2). Una seconda istanza di libertà provvisoria (inc. Giar 390.2001.4),
inoltrata in data 24 agosto 2001 e fondata essenzialmente sulla pretesa
insussistenza degli indizi di reato nonché sull’assenza di pericolo di collusione
e di fuga, è stata respinta con decisione 30 agosto 2001 in accoglimento della
contraria tesi dell’accusa (loc. cit., consid. 2-4 p. 4-7).

 

C.

La nuova,
corposa istanza di libertà provvisoria 29 ottobre 2001 (inc. Giar 390.2001.9
doc. 1) dedica ampio spazio ad un’analisi dell’ipotesi accusatoria (loc. cit.,
pto. 2 p. 2-8), giungendo alla conclusione che, mancando a tutt’oggi la prova
materiale dei reati a monte dell’accusa di riciclaggio, farebbero difetto gli
indizi di reato (loc. cit., pto. 2.21 p. 7, pto. 6 p. 12-14; per l’ipotesi di
reato di estorsione sub. coazione v. istanza, cit., pto. 5 p. 11). Tutte le
persone coinvolte nell’inchiesta sono già state sentite (o avrebbero già dovuto
essere sentite), motivo per cui l’accusato istante contesta pure l’esistenza di
ulteriori necessità istruttorie nonché ogni e qualsiasi pericolo di collusione
(loc. cit., pto. 3 p. 8-9) e di fuga (loc. cit., pto. 5 p. 12).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico, fatto il punto sullo stato d’avanzamento dell’istruttoria
(v. preavviso negativo 2-5 novembre 2001, inc. Giar 390.2001.9 doc. 2 p. 2),
evidenziato come gli elementi di giudizio già raccolti costituiscano indizi
sufficientemente seri a carico dell’accusato istante (ibid.), e ribadito che
nell’ambito della medesima deve essere acquisita ulteriore documentazione (in
specie quella proveniente dalla __________ e chiesta con rogatoria non ancora
evasa, loc. cit., p. 3), postula il mantenimento della detenzione preventiva di
__________ anche a ragione del concreto pericolo di una sua fuga, semmai
mitigabile solo con il deposito di una congrua cauzione (ibid.).

 

E.

In sede di
osservazioni 6/7 novembre 2001 al preavviso negativo del magistrato inquirente
(inc. Giar 390.2001.9 doc. 4), l’accusato istante – riconfermato in termini
inutilmente prolissi quanto già ripetutamente esposto – evidenzia l’aleatorietà
dei tempi e modi di evasione della rogatoria in __________ (loc. cit., p. 2) e
la dubbia utilità della medesima (loc. cit., p. 6-7), taccia di “illazione del
tutto inaccettabile ed arbitraria” la tesi secondo la quale egli avrebbe
incassato a nome e per conto di __________ (loc. cit., p. 4), negando infine
l’esistenza di un pericolo di fuga (loc. cit., p. 7), definendo nel contempo
poco sensata la richiesta di cauzione formulata da parte del magistrato
inquirente (loc. cit., p. 8).

Considerato

in diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al
cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà,
consente al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere
preventivo a norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di
recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3; Rep.
132 [1999] n. 116).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) –
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep.
1980 pag. 128).

 

2.

a)        Consapevole del rischio (anzi, della certezza) di ripetersi,
questo giudice non può far altro se non ribadire che con la verosimiglianza
sufficiente a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può
tranquillamente concludere per la presenza di seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________, e relativi ad un suo coinvolgimento nei
fatti inquisiti.

In
precedenza, questo giudice si era volutamente astenuto dall’esprimersi
sull’attendibilità delle tesi difensive, ricordando che le contestazioni di
natura sostanziale sollevate dall’accusato “competono notoriamente alla Corte
di merito e non a questo giudice – nell’ambito delle proprie competenze
limitate alla valutazione della legittimità della carcerazione preventiva,
unicamente autorizzato ad un esame sommario di verosimiglianza del grado di
responsabilità dell’accusato istante” (v. decisione 30 agosto 2001, cit.,
consid. 2c p. 5). L’insistenza con la quale __________ ripresenta questi
argomenti (oltretutto, sempre gli stessi) costringe il giusdicente ad
esprimersi in termini più espliciti.

b)        Può dirsi ormai accertato che i primi fondi oggetto d’inchiesta
e movimentati direttamente dall’accusato (o con il suo fattivo appoggio) sono
stati depositati in Svizzera, presso l’allora __________ di__________, a
partire dal febbraio 1994 da __________, procuratore del conto formalmente
intestato alla compagna di lui __________ (v. rapporto finale 9 ottobre 2001
dell’Equipe finanziaria, all’inc. MP in classatore separato, pto. 3.1 e
allegato 1). Nessuno meglio di __________ può sapere chi effettivamente sia __________,
per averne tutelato gli interessi in più occasioni, di fronte alle autorità
penali __________; l’accusato istante, allora, sa (e non può non sapere) quale
reputazione abbia il suo cliente __________, rispettivamente che gli introiti
di lui potrebbero anche non essere (detto in termini eufemistici) di
provenienza assolutamente cristallina (v. ad es. il verbale 11 giugno 1997 di
autorità giudiziaria __________ relativo al presunto coinvolgimento del __________
in organizzazione criminale internazionale dedita al traffico di stupefacenti,
rinvenuto nella valigetta dell’accusato al momento dell’arresto, v. verbale MP __________
del 17 ottobre 2001, ore 14.30, all’inc. MP, classatore verbali PP 2, doc. 21
p. 3). Ma c’è di più: __________, proprio per i suoi rapporti con __________, è
meglio di chiunque altro in grado di valutare la persona della coaccusata __________,
segnatamente i rapporti di lei con __________, l’attività di lei e i relativi
introiti.

c)         Cionondimeno, l’accusato istante persiste nel sostenere la
tesi difensiva secondo la quale egli non saprebbe neppure dell’esistenza della
società off-shore __________ __________ (sui conti della quale sarebbe
confluito, dopo diversi passaggi, il capitale di __________), mentre che gli
importi deviati sul proprio conto in __________ si giustificherebbero quali
onorario e spese per prestazioni legali a favore della coaccusata __________.

Questa tesi
difensiva appare già debole di per sé. A prescindere dal fatto che la natura di
quegli importi quali onorario dovuto dalla coaccusata __________ è soltanto
l’ultima delle quattro o cinque versioni fornite dall’accusato, si consideri la
ragguardevole entità del preteso onorario (circa 130 mio. ptas. [v. verbale MP __________
del 23 agosto 2001 ore 14.30, inc. MP classatore verbali PP 2, doc. 13 p. 13],
al cambio attuale pari ad almeno fr. 1,1 mio circa), in contrapposizione con la
vaghezza delle prestazioni fornite (mai dettagliatamente fatturate) e la natura
deontologicamente più che dubbia delle medesime (per sua stessa ammissione, il
legale avrebbe non solo lavorato senza anticipi, ma avrebbe addirittura
finanziato il sostentamento della coaccusata __________ [v. istanza di libertà
provvisoria 24 agosto 2001, inc. Giar 390.2001.4 doc. 2 pto. 4f p. 5] nonché
versato di tasca propria cauzioni e fornito prestazioni per terze persone [v.
verbale cit., p. 12, e istanza cit., pti. 4g e 4e, p. 6]; notasi poi che,
seppur accompagnasse la cliente fino a __________ per incontri professionali di
lei, poi evitava accuratamente di partecipare alle discussioni, v. verbale MP
di confronto __________ / __________ del 17 ottobre 2001 ore 09.00, inc. MP
classatore verbali PP 2, doc. 20 p. 6). 

Sulla bocca
di colui che tutela da anni gli interessi dei più volte menzionati __________ e
__________, poi, la medesima tesi sconfina apertamente nella temerarietà,
soprattutto se – come già detto – non confortata dal benché minimo appoggio
documentale (infatti, il coacervo di fatture allegato all’istanza qui discussa
non sembra stare in alcuna connessione con l’attività di __________ quale
legale della coaccusata __________, e da esso non si può certo dedurre una
qualsiasi legittimazione per il preteso “notevole importo” [istanza, cit., pto.
2.4 p. 3] fatturato a __________ – anzi, per la precisione neppure fatturato a__________:
lo scatolone prodotto in allegato all’istanza di libertà provvisoria 24 agosto
2001, cit., contiene sì diverse pratiche più o meno impegnative, ma un esame
puntuale delle stesse non ha permesso di rinvenire una fattura, né l’accusato
istante ne ha concretamente indicata alcuna). Chi, come l’accusato istante,
pretende di sostenere una tesi difensiva incompatibile con il normale andamento
delle cose e con la comune esperienza, deve sforzarsi di rendere la propria
versione almeno verosimile, e deve sforzarsi tanto più concretamente quanto più
inverosimile è la sua tesi: non basta – come invece fa l’accusato istante –
sollevare una cortina fumogena fatta di infiniti documenti privi di concreto
nesso con l’inchiesta, oppure censurare singoli dettagli senza fondamentale influsso
sulla credibilità della tesi accusatoria (v., ad es., la questione della sua
presenza a Lugano in data 18 novembre 1997 [v. istanza 24 agosto 2001, cit.,
pto. 4c p. 5]).

d)        La pretesa estraneità dell’accusato istante alla costituzione
della società _____ __________ ed alla gestione dei suoi fondi è un altro punto
privo di ogni e qualsiasi credibilità. Se si considera da un lato la
professione legale di __________, il quale vuole inoltre far credere che gli
ingenti importi versatigli rappresentino gli onorari dovutigli da __________, e
se si considera, d’altro canto, la figura della coaccusata __________, (forse)
stella nel firmamento europeo dell’aerobica ma per nulla credibile come
imprenditrice (tant’è che ella medesima afferma di non ricordare quanto denaro
abbia investito nelle sue varie partecipazioni, né come abbia racimolato i
fondi necessari, v. verbale MP __________ del 22 agosto 2001, inc. MP
classatore verbali PP 2, doc. 11 p. 3), l’andamento naturale delle cose e la
comune esperienza portano a ritenere come ben più probabile che sia stato
l’accusato istante a gestire la __________; a ciò si aggiungano le convergenti
dichiarazioni del coaccusato __________ (v., ad es., verbale MP __________ del
5 settembre 2001, ore 14.00, inc. MP classatore verbali PP 2, doc. 14 p. 3-4).

e)        Neppure si comprende, da ultimo, perché l’accusato istante si
dia tutta quella pena a rendere credibile la titolarità di __________ sui beni
oggetto d’inchiesta: se davvero __________ è quel personaggio rispettabile che
l’accusato istante si sforza di dipingere (v. istanza, cit., pto. 2.18-19 p. 6,
pto. 2.21 p. 7-8), mal si comprende perché __________ non ammetta che è __________
il vero avente diritto sui beni menzionati – comunque, come lui dice
risultargli, di provenienza lecita.

f)          Se ne deve concludere, come già poche settimane orsono ha
fatto la lod. Camera dei ricorsi penali chinatasi a decidere sulla legittimità
dell’estensione dell’accusa contro il qui istante per titolo di riciclaggio
aggravato e falsità in documenti (v. sentenza 12 ottobre 2001, inc. CRP __________,
consid. 7 p. 6-7), che gli indizi di colpabilità a carico di __________ erano
sin dall’inizio dell’istruttoria più che concreti, e che anzi col tempo –
complici anche le sempre più inverosimili dichiarazioni dell’accusato medesimo
(che avrebbe almeno dovuto avere il buon gusto di non sottolineare la propria
collaborazione con gli inquirenti, v. osservazioni, cit., p. 7) – hanno
acquisito ulteriore verosimiglianza. Ovviamente impregiudicato il giudizio della
competente Corte di merito, per chi scrive __________ sa perfettamente (ed ha
sempre perfettamente saputo) che i fondi in oggetto non sono di sua spettanza,
bensì del suo cliente __________; che quest’ultimo ha la reputazione di essere
un criminale di alto bordo; che i fondi in discussione, allora, sono
verosimilmente provento di reato; che tanto l’utilizzazione della off-shore __________
quanto l’idea di svuotare i conti della stessa società facendo affluire il
denaro su propria relazione bancaria a __________ rappresentano due operazioni
da lui (da solo o con altri) scientemente ideate al duplice scopo di rendere
più arduo l’accertamento dell’origine dei fondi medesimi, e di sottrarli in tal
modo ad eventuali accertamenti da parte delle autorità penali __________.

 

3.

a)        In tema di esigenze istruttorie ancora da evadere, il
Procuratore Pubblico si limita a rinviare a quanto esposto dal Giudice
dell’istruzione e dell’arresto in occasione della decisione 9 agosto 2001 (v.
preavviso negativo, cit., p. 3). Questo rinvio, tuttavia, è un po’ troppo
lapidario, e non tiene conto del tempo trascorso, nel senso che ciò che era
d’attualità tre mesi orsono può non più esserlo oggi.

Unica,
concreta necessità istruttoria indubbiamente non ancora evasa è la rogatoria rivolta
alle autorità __________ in data 12 settembre 2001 (inc. MP doc. 130 e 131). Si
tratta, a non dubitarne, di misura istruttoria indispensabile per ricostruire
quel nesso fra le operazioni di riciclaggio imputate all’accusato istante ed i
reati a monte, riconducibili a __________ – nesso sino ad oggi soltanto
presunto, e contestato con veemenza da __________. Va da sé che la
documentazione acquisita per quella strada dovrà poi essere vagliata e
sottoposta agli accusati, e che da quelle audizioni potrebbero scaturire
ulteriori quesiti bisognosi di approfondimento. Le contestazioni dell’accusato
istante, secondo il quale tutte le prove necessarie sono necessariamente già
state acquisite, rispettivamente avrebbero già dovuto esserlo (v. istanza,
cit., pto. 3 p. 8-9), sono troppo generiche per meritare attenzione, e
soprattutto sono smentite dagli atti (v. anche, sulle necessità istruttorie nei
confronti di accusato reticente, già la decisione 30 agosto 2001, cit., consid.
3a p. 5).

b)        Notoriamente, non basta che vi siano ancora passi istruttori
da esperire. Il mantenimento della carcerazione preventiva dell’accusato è
giustificato soltanto se – e nella misura in cui – la prematura rimessa in
libertà di lui possa essere di nocumento proprio nell’ottica dell’assunzione
delle prove che ancora mancano. Si è soliti parlare, in questo contesto, di
pericolo di collusione, quando è lecito temere l’intervento dell’accusato su
terze persone (siano esse correi, parti lese o semplici testi), mentre il
termine più ampio di inquinamento delle prove sta ad indicare altri
atteggiamenti suscettibili di falsare l’assetto probatorio, come la
soppressione o l’alterazione di mezzi di prova eccetera (come qui, verbatim,
v. decisione 2 agosto 2001 in re A., inc. Giar 23.2001.8 consid. 3b p. 5;
decisione 30 agosto 2001 in questo medesimo incarto, cit., consid. 3b p. 5-6).

Di principio
non si possono che confermare le considerazioni già proposte in occasione delle
precedenti decisioni sulla libertà provvisoria dell’accusato istante (v.
decisione 30 agosto 2001, cit., consid. 3b p. 6; decisione 9 agosto 2001, cit.,
consid. 3.1 p. 8-9); anzi, la pervicace sfrontatezza dimostrata dall’accusato
istante in prosieguo d’inchiesta rende, se possibile, ancora più concreto il
paventato astratto pericolo di inquinamento delle prove, finalizzato a rendere
plausibili le tesi discusse (supra, consid. 2c-2e). E se tale pericolo è
diminuito nei confronti di persone residenti in Svizzera, in considerazione
degli interrogatori e dei confronti nel frattempo effettuati, esso resta
teoricamente acuto nei confronti di quelle residenti in __________,
segnatamente il più volte menzionato __________, ma pure quell’__________ cui
vengono attribuiti ruoli di uomo di paglia gestito, appunto, dall’accusato
istante.

c)         A oltre tre mesi dall’arresto è giustificato, tuttavia,
porsi due domande: se nel frattempo le persone residenti in __________ e
potenzialmente interessanti per l’inchiesta non conoscano ormai in ogni
dettaglio il tenore delle dichiarazioni dei due accusati qui detenuti, e se
l’ulteriore mantenimento della carcerazione preventiva dei medesimi sia
giustificato nell’incerta (quo all’esito ed ai tempi) prospettiva di
evasione della commissione rogatoria. Alla prima domanda non può essere data
concreta risposta; certo, astrattamente, se è vero che a monte dell’accusato
istante sta una pericolosa organizzazione criminale, è verosimile che nel
frattempo il vertice della medesima abbia saputo acquisire le informazioni di
cui necessitava per preparare eventuali interrogatori in termini che non
contraddicessero le versioni fornite qui dai due accusati.

Per quanto è
della seconda domanda, corrisponde a costante giurisprudenza di questo Ufficio
che “eventuali eccessive lungaggini nell’evasione di una rogatoria non devono
andare di principio a detrimento dell’accusato in detenzione preventiva: seppur
con particolare attenzione ad ogni singola fattispecie, la salvaguardia del
principio di proporzionalità può al limite significare che la pubblica accusa –
raggiunta una certa durata dell’arresto – debba scegliere fra la rinuncia a
documentazione estera ed il mantenimento della misura privativa della libertà
(in tal senso era stata ad esempio ordinata la liberazione di una relazione
bancaria lungamente bloccata, v. decisione 16 agosto 2000 in re T., inc. Giar
386.99.11 consid. 5b; come qui, in germe, già decisione 19 agosto 1999 in re
L., inc. 386.99.9 consid. 4d)” (sic in decisione 18 ottobre 2001 in re
R., inc. Giar 664.2000.3 consid. 5a). Ciò vale a maggior ragione quando
precipuo interesse per un sollecito avanzamento dell’inchiesta dovrebbe averlo
proprio il Paese richiesto – essendosi i fatti topici svolti sul suo suolo, e
potendo il loro chiarimento tornare utile per altre inchieste su crimini
capitali. Secondariamente, va pure rilevato che con la rogatoria non sono stati
chiesti nuovi passi istruttori, bensì unicamente l’acquisizione di
documentazione attinente precedenti inchieste a carico dei fratelli __________,
forse già concluse (v. commissione rogatoria 12 settembre 2001, inc. MP doc.
131, pto. 3 p. 3): dunque, si tratta effettivamente di documentazione che
difficilmente potrebbe venire alterata in caso di concessione della libertà
provvisoria all’accusato istante.

d)        Se ne deve concludere che quella che rappresenta l’effettiva
esigenza istruttoria più importante, l’acquisizione della documentazione
spagnola per via rogatoriale, non sembra essere ormai più messa in pericolo da
un’eventuale liberazione provvisoria dell’accusato istante, soprattutto in
quanto trattasi di documentazione non suscettibile di essere alterata o
soppressa dall’interessato. Inoltre, il magistrato inquirente non ha menzionato
altre imprescindibili necessità d’inchiesta. Da ultimo, considerati gli oltre
tre mesi già trascorsi in detenzione preventiva da parte di __________ nonché
l’incerta prospettiva temporale per l’evasione della rogatoria, un
prolungamento dell’arresto cui è sottoposto l’accusato istante si avvererebbe
lesivo del principio di proporzionalità.

 

4.

a)        Il pericolo di fuga, per giustificare la carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire il carattere di una certa
probabilità: in altri termini si ammette siffatto pericolo quando l’accusato,
fosse posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento
penale e all’esecuzione della pena. La gravità della presumibile pena, di per
sé, non basta a motivare la carcerazione preventiva; piuttosto, l’insieme delle
circostanze, quali il carattere dell’interessato, la sua morale, i suoi legami
familiari, l’assenza di un domicilio fisso, la sua professione, la sua
situazione finanziaria e le sue risorse economiche, deve essere valutato e
vanno accertati motivi concreti che rendano la fuga non solo possibile, ma
probabile (così verbatim DTF 19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p.
7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69 consid. 4).

b)        Come
già dettagliatamente esposto dal Giudice dell’istruzione e dell’arresto in
occasione delle due precedenti decisioni (v. decisione 9 agosto 2001, cit.,
consid. 3.2, e decisione 30 agosto 2001, cit., consid. 4b), il pericolo che __________
si sottragga al prosieguo del procedimento penale svizzero è concreto, mancando
egli di ogni e qualsiasi legame con la Svizzera. L’affermazione secondo la
quale all’accusato istante non converrebbe comunque sottrarsi al procedimento
svizzero, ritenuto come nel suo Paese il reato di riciclaggio sia perseguito
ben più duramente (v. istanza, cit., pto. 6 p. 14), non è comprovata in alcun
modo (ma non è neppure contestata dalla pubblica accusa).

Tuttavia, se in precedenza
l’adozione di misure sostitutive quali la liberazione su cauzione aveva dovuto
essere esclusa per la concomitante presenza di pericolo di inquinamento delle
prove e di collusione, l’evoluzione dell’incarto nel senso indicato sopra (consid.
3d) permette di riconsiderare tale prospettiva, non da ultimo anche perché il
protrarsi dell’inattività lavorativa rappresenta per l’accusato istante –
libero professionista – causa di grave danno, e tenuto inoltre conto
dell’asserito interesse dell’accusato a tenersi a disposizione delle autorità
svizzere.

c)         L’entità della cauzione deve essere determinata soprattutto
in relazione alla gravità del reato e all’importanza del pericolo di fuga.
Occorre pure (entro certi limiti) considerare la situazione economica
dell’accusato e/o delle persone eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF
105 Ia 186; SemJud 1981 p. 389 e relative citazioni; Niklaus Schmid,
Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 719; Andreas
Donatsch/Niklaus Schmid, Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons
Zürich, Zürich 2000, note 21 a 23 ad § 73 StPO). Spetta all’accusato, e
a chi è disposto ad intervenire, fornire i necessari elementi per una corretta
e completa valutazione della situazione (SemJud 1980, p. 181 e 586).

d)        __________, che aveva offerto di prestare una (invero
modesta) cauzione in sede d’istanza di libertà provvisoria 24 agosto 2001
(cit., pto. 6 p. 9), non fa più cenno a tale possibilità nell’istanza qui
discussa. Anzi, in sede di osservazioni 6 novembre 2001 (cit., p. 8) afferma
che, se era lecito offrire una cauzione a fine agosto 2001, quando numerosi
passi istruttori erano ancora da compiersi, ciò più non si giustificherebbe
oggi, dopo 105 giorni di carcere patito, ed oltretutto per un importo troppo elevato
quale è quello richiesto dal Procuratore Pubblico. L’obiezione dell’accusato
istante perde di vista che la prestazione di una cauzione è finalizzata
unicamente a minimizzare il pericolo che egli si sottragga al procedimento
svizzero, ed è dunque non solo indipendente dall’ulteriore esistenza di
necessità istruttorie, ma addirittura improponibile quando sussistano esigenze
d’inchiesta incompatibili con la rimessa in libertà dell’accusato (supra,
consid. 4b). Inoltre, ritenuto che l’obiezione appena discussa non sembra possa
essere letta come un rifiuto a priori da parte dell’accusato istante di
prestare cauzione, va pure fatto presente che il codice di rito impone al
magistrato l’adozione di misure sostitutive dell’arresto, quando idonee per
raggiungere lo scopo della misura privativa della libertà (art. 96 CPP):
dunque, l’eventualità deve essere considerata d’ufficio.

Nel caso di
specie, richiamate le motivazioni già addotte sopra (consid. 4b) e dunque
accertata la possibilità di una liberazione dell’accusato istante su cauzione,
resta da quantificare la medesima. Dalle informazioni sulla persona di __________
risulta che egli, padre di tre figli (quasi quattro) e convivente con la loro
madre, svolge la professione di avvocato e dichiara un reddito annuo medio di
circa 30 / 40 mio ptas. (v. verbale MP 23 agosto 2001, ore 14.30, inc. MP
classatore verbali PP 2, doc. 13 p. 3; l’importo equivale a circa fr. 270'000 /
360'000), anche se dalla dichiarazione del proprio reddito 14/16 ottobre 2001
(prodotta con l’istanza qui discussa) sembrerebbe doversi dedurre un reddito
complessivo, per i primi nove mesi del corrente anno (senza dimenticare che
l’accusato non lavora più da fine luglio), superiore agli 80 mio ptas. L’alto
reddito da lui conseguito fa apparire la proposta (subordinata) del magistrato
inquirente per una cauzione pari a fr. 150'000.— (v. preavviso negativo, cit.,
p. 3) senz’altro commisurata alle capacità dell’accusato istante. L’importo
menzionato appare pure in equo rapporto con l’entità oggettiva del reato
principale imputato a __________ (riciclaggio per oltre fr. 2,2 mio): a titolo
di paragone, in altra recente decisione (26 ottobre 2001 in re A., inc. Giar
529.2001.2) una persona accusata di truffa ed altri reati patrimoniali per un
importo di circa fr. 1,4 mio è stata posta in libertà provvisoria contro
versamento di una cauzione pari a fr. 100'000.—.

La cauzione
stabilita potrà essere versata dall’accusato medesimo o da terzi (art. 111 cpv.
2, 111 cpv. 3 e contrario CPP), ovviamente senza attingere a denaro
sequestrato o comunque di illecita provenienza (in tal senso v. preavviso
negativo, ibid.).

 

5.

In conclusione, alla luce di
quanto sopra esposto si deve concludere che nei confronti di __________ sono
dati gravi indizi di colpevolezza, come all’originaria promozione d’accusa ed
alla successiva estensione. Sussiste inoltre concreto pericolo di fuga.

Quest’ultimo
può essere validamente limitato tramite prestazione di adeguata cauzione, che
viene fissata in fr. 150'000.—.

*   *   *

 

Per i quali
motivi

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 110 s. e 279 ss. CPP

d e c i d e :

1.     
L’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 29 ottobre 2001 da __________
è accolta.

§   Di conseguenza, __________
è posto in libertà provvisoria previo versamento di una cauzione dell’importo
di frs. 150'000.— (franchi svizzeri centocinquantamila) presso il Ministero
Pubblico, Lugano.

2.      Non
si prelevano tassa né spese di giustizia.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

Intimazione:

giudice Luca Marazzi