# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8c71cd6-5e96-534e-9c77-cea87c3c70cb
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-03-30
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 30.03.2021 U 2020 99
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2020-99_2021-03-30.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 20 99

1a Camera 

Presidenza Racioppi

Giudici Audétat e von Salis

Attuario Paganini

SENTENZA

del 30 marzo 2021

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ SA,

ricorrente

contro

Governo del Cantone dei Grigioni,

patrocinato dal Dipartimento infrastrutture, energia e

mobilità dei Grigioni,

convenuto

concernente appalto (interruzione)

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I. Ritenuto in fatto:

1. Il 23 aprile 2020 l'Ufficio tecnico dei Grigioni (UT) ha pubblicato i lavori 

"B._____, Capomastro" in pubblico concorso nel settore del mercato 

interno. L'apertura delle offerte del 27 maggio 2020 mostrava il seguente 

quadro:

A._____ SA, CHF 446'583.95 

C._____ Sagl, CHF 518'894.92 

D._____, CHF 540'647.00

E._____, CHF 547'860.40

F._____ SA, CHF 579'848.40

G._____ SA, CHF 669'901.50

2.1. Al momento dell'apertura delle offerte, presso l'UT erano ancora pendenti 

cinque ulteriori procedure di aggiudicazione (ovvero i progetti: H._____, 

I._____, J._____, K._____ e L._____). A causa di un sospetto di accordo 

sugli appalti, l'UT ha interrotto queste procedure e ha inviato gli incarti al 

Servizio specializzato in materia di appalti del Dipartimento infrastrutture, 

energia e mobilità dei Grigioni (DIEM) per ulteriori accertamenti. Gli esami 

del DIEM hanno rilevato delle anomalie, per cui esso ha ordinato, a titolo 

di verifica supplementare, un'analisi informatizzata esterna. I risultati 

dell'analisi informatizzata dell'11 maggio 2020 hanno supportato in quattro 

casi il sospetto di accordi illeciti in materia di concorrenza. 

2.2. Il 19 maggio 2020 il DIEM ha segnalato alla Commissione federale della 

concorrenza (COMCO) i propri sospetti circa i progetti summenzionati. 

Con lettera del 29 maggio 2020 la COMCO ha comunicato che gli elementi 

di sospetto riguardo ad accordi illeciti in materia di concorrenza sarebbero 

più evidenti per un'opera (quella del H._____) e meno evidenti per le altre 

quattro. In considerazione delle scarse conoscenze delle realtà locali da 

parte sua, la COMCO ha ritenuto sostenibile la procedura delineata dal 

Cantone dei Grigioni. 

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2.3. Dopo la risposta della COMCO, il DIEM ha esaminato nuovamente la 

situazione regionale coinvolgendo l'UT. A seguito di questi accertamenti, 

che hanno rafforzato il sospetto che più progetti fossero gravati da accordi 

illeciti, il 9 giugno 2020 il Governo ha deciso di interrompere i cinque 

progetti dell'UT e di indire una nuova gara. Sulla base di questa decisione, 

il 10 giugno 2020 il DIEM ha disposto, tra l'altro, l'interruzione e la nuova 

apertura delle suddette procedure di gara.

2.4. Come pubblicato nel Foglio ufficiale svizzero di commercio (FUSC), la 

COMCO ha aperto un'inchiesta su una limitazione illecita della 

concorrenza contro la M._____ SA impresa costruzioni, la N._____ SA e 

la O._____ SA nonché le loro società consociate. In data 24 e 25 giugno 

2020 la COMCO ha effettuato delle perquisizioni presso diverse aziende 

nella Regione. 

3. L'8 giugno 2020 l'UT ha preteso dalla A._____ SA una prova di 

autodichiarazione complementare circa il pagamento delle imposte e degli 

oneri sociali. Il 16 giugno 2020 la A._____ SA ha inoltrato all'UT i 

documenti a comprova della veridicità del formulario di autocertificazione 

allegato alla propria offerta. 

4. L'11 settembre 2020 il DIEM ha deciso di interrompere e ripetere la 

procedura d'appalto "B._____". 

5. Avverso questa decisione, il 24 settembre 2020 l'aggiudicataria A._____ 

SA (ricorrente) ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone 

dei Grigioni chiedendone l'annullamento e domandando, di conseguenza, 

che la procedura di aggiudicazione segua il suo corso. In via subordinata, 

essa ha chiesto la riforma della decisione impugnata, nel senso che la 

procedura continui il suo corso e vengano esclusi gli offerenti soggetti alla 

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procedura aperta dalla COMCO. Come motivazione la ricorrente ha 

addotto, in sintesi, che l'appalto in oggetto non farebbe parte dell'inchiesta 

della COMCO. Dalla comunicazione ricevuta dal DIEM apparirebbe molto 

difficile comprendere come il DIEM sia giunto alla conclusione che le 

offerte presentate per questo appalto non garantiscono un'efficace 

concorrenza tra i partecipanti. L'appalto sarebbe di fondamentale 

necessità per la sopravvivenza dell'impresa ricorrente. In data 6 agosto 

2020 l'UT le avrebbe comunicato, senza alcuna riserva sul fatto che le 

offerte non garantirebbero un'efficace concorrenza, che avrebbero 

deliberato i lavori nella seconda metà di agosto 2020. La ricorrente non 

sarebbe mai stata indagata dalla COMCO e non avrebbe subito alcuna 

perquisizione. La ricorrente non avrebbe ovviamente concluso alcun 

accordo pregiudicante la concorrenza. Anzi, quale miglior offerente 

distanzierebbe il secondo offerente di oltre CHF 70'000.00, per cui la 

concorrenza sarebbe evidentemente garantita. Escludendo dal presente 

appalto le ditte coinvolte nell'inchiesta della COMCO (D._____) non 

verrebbe pregiudicata in alcun modo la concorrenza, siccome queste 

sarebbero comunque arrivate terze con un maggior prezzo rispetto alla 

miglior offerta (quella della ricorrente) di ca. CHF 95'000.00. 

L'annullamento dell'intera procedura violerebbe il principio della 

proporzionalità e della parità di trattamento, in quanto, ripetendo la 

procedura e avendo reso pubbliche le cifre dell'offerta, verrebbe 

compromessa la possibilità della ricorrente di aggiudicarsi la commessa. 

Già negli anni scorsi con questo modo di agire le ditte concorrenti 

avrebbero potuto verificare i prezzi offerti dalla ricorrente ed avrebbero poi 

concorso la seconda volta con prezzi notevolmente inferiori ai precedenti. 

6. Nella risposta del 30 ottobre 2020 il DIEM (convenuto) ha chiesto il rigetto 

del ricorso, nella misura in cui si entri nel merito dello stesso. In via 

processuale, il convenuto ha chiesto di negare alla ricorrente il diritto di 

consultare gli allegati 7-9 (conformemente all'elenco). In sintesi, il 

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convenuto ha osservato che il fatto che la ricorrente non rientri tra i soggetti 

interessati dall'indagine della COMCO non cambierebbe nulla al sospetto 

che alla base della procedura di aggiudicazione non vi sarebbe una 

concorrenza efficace. La decisione di interruzione non sarebbe avvenuta 

soltanto in relazione al progetto in discussione, bensì nel contesto globale 

di tutti i progetti pubblicati dall'UT nel periodo di riferimento. Il fatto che la 

ricorrente abbia inoltrato l'offerta più conveniente sarebbe irrilevante dal 

punto di vista della tutela del bene giuridico di una concorrenza efficace. 

Considerati in particolare anche i sospetti già affiorati in passato 

(interruzioni nel 2018 passate in giudicato), l'interesse pubblico alla 

concorrenza efficace sarebbe sovraordinato all'interesse individuale del 

singolo offerente alla continuazione della procedura d'aggiudicazione, 

anche se questi probabilmente non è coinvolto nel cartello. 

7. Nella replica del 10 novembre 2020 la ricorrente si è riconfermata nei petiti 

ricorsuali, aggiungendo in via sub-subordinata, che la procedura di appalto 

sia interrotta e i lavori siano aggiudicati direttamente alla ricorrente 

conformemente alla sua offerta del 20 maggio 2020. In via processuale, 

essa ha chiesto che le venga messo a disposizione il rapporto interno del 

DIEM nella sua totalità in forma anonima o con l'esclusione di alcune sue 

parti ritenute delicate e valutate dal Tribunale; a mente della ricorrente 

questo documento sarebbe essenziale per poter contestare la decisione 

qui impugnata. Siccome la prima analisi della procedura in discussione 

avrebbe indicato che vi sono solo singoli elementi sospetti, che a prima 

vista non appaiono gravi, la ricorrente intende sapere se dopo lo screening 

questi sospetti siano parsi gravi. La ricorrente gradirebbe poi conoscere il 

preventivo, per poter verificare si vi è una grande discrepanza di prezzo. 

La ricorrente ha inoltre esposto i motivi per cui non ha partecipato agli altri 

appalti ritenuti sospetti, ha ribadito l'assenza di accordi cartellistici da parte 

sua e puntualizzato l'insostenibilità di un'interruzione. Oltretutto, visto che 

gli offerenti per questa commessa sono sei (di cui due consorzi), a mente 

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della ricorrente vi sarebbe un numero consistente di offerenti. In più, la 

seconda qualificata, la cui offerta ha una differenza del 16.3 % da quella 

della ricorrente, non sarebbe indagata dalla COMCO. Scartando 

l'offerente che, a conoscenza della ricorrente, è l'unico a essere sotto 

inchiesta della COMCO, e, se del caso, altre ditte coinvolte di cui essa non 

è a conoscenza, si potrebbe comunque continuare con l'aggiudicazione. 

8. Il 10 dicembre 2020 il convenuto ha inoltrato la duplica con invariati petiti. 

Riguardo alla consegna degli atti, esso ha dichiarato che la valutazione 

screening non potrebbe essere prodotta, dacché sussisterebbe un 

interesse confidenziale per quanto concerne gli strumenti interni di verifica 

utilizzati dal Cantone per individuare accordi cartellistici. Per contro, il 

convenuto ha ritenuto accessibile il Rapporto interno per la verifica di 

anomalie in materia di concorrenza per il progetto in questione, che tra 

l'altro contiene una sintesi della valutazione screening; ciò tuttavia con 

omissioni per quanto concerne le spiegazioni inerenti agli schemi di 

verifica interni dell'UT e del convenuto nonché riguardo al modo di 

procedere per l'individuazione di accordi sugli appalti. Inoltre, il convenuto 

ha in special modo ribadito che un'interruzione di una procedura d'appalto 

può rivelarsi necessaria a causa di accordi cartellistici e di conseguente 

falsamento del livello dei prezzi, anche nei casi in cui è assodato che non 

tutti gli offerenti sono stati coinvolti nell'accordo. Il convenuto non 

rimprovererebbe alla ricorrente di aver partecipato ad accordi cartellistici, 

ma sostiene che per il bando di concorso in oggetto vi sia il sospetto di 

accordi in materia di concorrenza, come verrebbe confermato attraverso 

lo screening computerizzato.

9. Con scritto del 5 marzo 2021 il convenuto ha segnalato, in essenza, che 

la procedura del progetto messo al bando dal Comune di P._____ 

concernente i "Q._____", per la quale vi sarebbero parimenti stati dei 

sospetti di accordi illeciti, è stata interrotta dal Comune di P._____ con 

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decisione del 18 giugno 2020 e ripetuta. La nuova pubblicazione della 

commessa avrebbe permesso di ottenere un'importante diminuzione del 

prezzo (l'offerta più conveniente delle tre pervenute è di CHF 898'239.45 

rispetto alla prima [e unica] offerta presentata dal consorzio delle ricorrenti 

pari a CHF 1'336'677.45).

10. Nella presa di posizione del 16 marzo 2021 la ricorrente ha sottolineato, 

in particolare, di non essere a conoscenza dell'appalto "Q._____", in cui vi 

era peraltro solo un offerente (a differenza dei sei dell'appalto in 

questione); la strategia del convenuto sarebbe poi arbitraria, se lo scopo 

fosse quello di annullare procedure e obbligare le imprese a lavorare 

sottocosto. 

II. Considerando in diritto:

1. I presupposti processuali non danno adito a osservazioni, per cui si entra 

nel merito del ricorso. 

2. Controversa è la decisione di interruzione e ripetizione della procedura 

d'appalto. Preliminarmente, va precisato che in discussione è la 

commessa n. R._____ "B._____, Capomastro, Strada S._____" 

pubblicata in aprile 2020 e non quella n. T._____ "U._____, Capomastro, 

Strada di V._____, W._____" pubblicata in gennaio 2020 e abbreviata in 

"X._____" (o "L._____"). Il convenuto ha evidentemente confuso queste 

due commesse, come si vedrà nel seguito. 

3. In via processuale, va notato che la convenuta nega l'accesso ai doc. 8 

(Lista di controllo accordi in merito ad appalti) e 9 (Valutazione dello 

screening), mentre concede l'accesso – con omissioni per quanto 

concerne le spiegazioni inerenti agli schemi di verifica interni dell'UT e del 

convenuto nonché il modo di procedere per l'individuazione di accordi sugli 

appalti – al doc. 7 (Rapporto interno per la verifica di sospetti relativi alla 

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concorrenza nel progetto "B._____"). Si noti che nell'elenco dei mezzi di 

prova del DIEM la numerazione posta sul documento "Rapporto interno 

[…]" è stata scambiata con quella posta sul documento "Valutazione 

screening" (doc. 7 invece di doc. 9 e viceversa). Riprendendo tale errore, 

la versione censurata del doc. 7 (Rapporto interno) è stata contrassegnata 

erroneamente come doc. 9. La ricorrente non eccepisce il rifiuto del 

convenuto di produrre il doc. 8; lamenta però una violazione del diritto di 

essere sentiti in forma della mancata produzione del doc. 7 e 9 nonché del 

preventivo (documento non agli atti). 

3.1. Il diritto di essere sentito, ancorato nell'art. 29 cpv. 2 della Costituzione 

federale della Confederazione Svizzera (Cost.; RS 101), comprende vari 

aspetti; tra questi, il diritto a consultare gli atti e di potersi esprimere in 

proposito, indipendentemente dalla loro rilevanza per il giudizio (cfr. DTF 

135 I 279 consid. 2.3; sentenza del Tribunale federale 2C_1170/2016, 

2D_55/2016 del 6 febbraio 2018 consid. 3.2 con rinvii). Per le procedure 

amministrative nel Cantone dei Grigioni il diritto di essere sentiti è retto 

dall'art. 16 della Legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). 

Il diritto di prendere visione degli atti è garantito dall'art. 17 LGA. Secondo 

questa norma, la presa in visione degli atti può essere negata per 

salvaguardare importanti interessi pubblici o interessi privati tutelabili. Un 

tale rifiuto deve essere motivato (cpv. 2). Se a svantaggio di una parte ci 

si basa su atti dei quali essa non può prendere visione, il contenuto a 

carico deve esserle comunicato e le deve essere dato modo di prendere 

posizione e di presentare domanda di assunzione di ulteriori prove (cpv. 

3). Il diritto di prendere visione degli atti può essere negato in merito a 

documenti amministrativi interni (quali bozze, proposte, appunti, 

corapporti, prove ausiliari ecc.; cfr. DTF 132 II 485 consid. 3.4). Attraverso 

ciò si vuole evitare che, oltre agli atti decisivi e alle decisioni emanate, 

venga diffusa al pubblico anche la formazione interna dell'opinione 

dell'amministrazione (cfr. DTF 129 IV 141 consid. 3.3.1 con riferimenti). La 

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distinzione tra atti interni e altri atti è tuttavia controversa (DTF 125 II 473 

consid. 4a; DTAF 2008/14 consid. 6.2.1). Al diritto di consultare gli atti può 

contrapporsi l'interesse al mantenimento del segreto dello Stato o di terze 

persone. Nella procedura d'appalto, il diritto di prendere visione degli atti 

è limitato dal principio di confidenzialità delle informazioni. Un limite alla 

consultazione degli atti per gli altri partecipanti alla procedura d'appalto 

può derivare, in particolare, dal carattere confidenziale di segreti 

commerciali nelle offerte (cfr. sentenza del Tribunale federale 

2P.226/2002 del 20 febbraio 2003 consid. 2.2 con riferimenti; DTF 139 II 

489 consid. 3.3). L'art. 28 dell'Ordinanza sugli appalti pubblici (Oap; CSC 

803.310) prescrive che i documenti inoltrati devono essere trattati in 

maniera confidenziale, qualora siano toccati il segreto professionale o di 

fabbricazione (cpv. 2). Tali documenti non possono essere utilizzati, 

trasmessi a terzi o resi loro accessibili, senza l’accordo dell’offerente o 

senza base legale (cpv. 3). Se la trasmissione di dati confidenziali dovesse 

impedire l’esecuzione di prescrizioni legali o contravvenire in altro modo 

ad un interesse pubblico o danneggiare interessi economici legittimi di 

determinate imprese pubbliche o private oppure pregiudicare la 

concorrenza tra gli offerenti, in casi simili il committente può decidere di 

non trasmettere tali informazioni (cpv. 4). Tra l'interesse alla consultazione 

e quello di garantire la segretezza degli atti va effettuata una 

ponderazione. Se prevale l'interesse alla segretezza, l'autorità può 

ignorare il documento in questione o deve rivelarne il contenuto essenziale 

alla persona interessata (ad es. coprendo i passaggi da tenere segreti o 

sotto forma di riassunto; cfr. HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines 

Verwaltungsrecht, 7a ed., Zurigo 2016, n. 1024 con rinvii).

3.2. Lo screening (monitoraggio informatizzato degli appalti) svolto da un 

provider esterno permette di effettuare tramite software un'analisi statistica 

delle offerte inoltrate. Lo screening rappresenta uno strumento per 

individuare accordi sugli appalti. Il Tribunale ritiene che l'interesse del 

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convenuto alla segretezza dei metodi per l'individuazione di una 

concorrenza sleale prevale su quello alla consultazione, per cui, d'accordo 

con il convenuto, la relativa valutazione (doc. 9) non doveva essere 

consegnata alla ricorrente. Inoltre, il Rapporto interno del convenuto (doc. 

7) contiene segnatamente il modo di procedere del convenuto in caso di 

sospetti di accordi illeciti. Trattandosi anche qui di uno strumento (interno) 

degno di protezione, appare opportuna la decisione del convenuto di 

produrre soltanto una versione censurata di questo documento. Infine, il 

convenuto in questa procedura non ha prodotto (nemmeno per il 

Tribunale) il preventivo, sebbene questo sia stato trasmesso (senza le 

singole posizioni di prezzo) in altre procedure. A tal proposito ci si limita 

ad osservare che il convenuto non è obbligato a render noto il preventivo 

nei dettagli. Dal momento però che esso è rilevante per la decisione di 

interruzione, dovrebbe perlomeno essere comunicato l'importo totale 

preventivato. Tuttavia, come verrà esposto qui di seguito, in questo caso 

non è (più) necessario che il convenuto produca il preventivo. Infine, la 

ricorrente ha chiesto la produzione della rispettiva risoluzione governativa 

soltanto in caso di necessità, che in questo caso non è data risp. non è più 

rilevante visto l'esito del ricorso. 

4. Giusta l'art. 24 cpv. 2 della Legge sugli appalti pubblici (Lap; CSC 803.300) 

il committente può interrompere la procedura di aggiudicazione per motivi 

importanti. La procedura può essere ripetuta in special modo se le offerte 

presentate non garantiscono un'efficace concorrenza (art. 24 cpv. 3 lett. c 

Lap). L'appaltante gode di un certo margine di apprezzamento nella 

decisione di interruzione (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo U 20 

104 del 12 gennaio 2021 consid. 2).

4.1. Il convenuto ha motivato l'interruzione della presente procedura d'appalto 

in base alla succitata disposizione, adducendo che con decisione del 9 

luglio 2020 il Cantone aveva già interrotto cinque procedure di 

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aggiudicazione dell'UT in seguito a sospetti di accordi illeciti nella Regione. 

Pertanto, il Cantone avrebbe sottoposto a verifica anche il presente 

progetto, la cui data d'inoltro d'offerta è antecedente all'apertura 

dell'inchiesta della COMCO. La verifica avrebbe dimostrato che le offerte 

inoltrare per l'appalto in discussione non garantirebbero un'efficace 

concorrenza. 

4.2. La verifica, nel caso di specie, consiste nella compilazione della Lista di 

controllo degli indizi ("Checkliste Indizien" [doc. 8 convenuto]) da parte del 

funzionario responsabile. Questa lista ha evidenziato due indizi. Il primo 

indizio è: "Offerta A._____ SA molto bassa: differenza 16.3 % rispetto al 

2°. Fra gli altri offerenti differenza minima, esclusa offerta G._____ SA che 

è elevata.". Il secondo indizio è: "Sono state inoltrare 2 offerte da consorzi 

d'imprese. Le imprese dei consorzi sono in grado di eseguire il mandato 

singolarmente". Contrariamente alle affermazioni del convenuto nel 

Rapporto interno del DIEM del 28 agosto 2020 ("Prüfung wettbewerblicher 

Auffälligkeiten/Projekt "B._____" [doc. 7 convenuto]), la lista di controllo 

per il progetto in questione non è stata completata dal direttore dei lavori 

regionale (sulla lista non vi si trova nessun contrassegno corrispondente). 

La verifica del progetto in esame termina qui, anche se il convenuto – 

apparentemente a causa del sopraccitato equivoco – sostiene 

diversamente. Stando infatti a suddetto rapporto interno, il Servizio 

specializzato in materia di appalti del DIEM avrebbe in seguito verificato – 

oltre agli altri casi sospetti – anche il caso in questione, giungendo alla 

conclusione che secondo la lista di controllo vi sarebbero delle anomalie, 

le quali tuttavia a prima vista non sarebbero molto marcate. Alla luce delle 

anomalie riscontrate ad inizio anno nelle altre procedure d'appalto nel 

Y._____ e dell'inchiesta successivamente aperta dalla COMCO, anche 

per questo caso si sarebbe comunque dovuto effettuare uno screening 

delle offerte al fine di un controllo esaustivo. Sempre secondo detto 

rapporto, l'analisi statistica dell'operatore esterno avrebbe fornito indizi di 

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accordi illeciti nell'appalto in questione; da qui verrebbe la 

raccomandazione d'interruzione e nuova pubblicazione da parte del DIEM. 

Fatto sta invece che il convenuto ha evidentemente scambiato il progetto 

qui in discussione ("B._____") con il progetto "L._____". Ciò si deduce dai 

due indizi di accordi illeciti menzionati dal convenuto nel Rapporto interno 

e contenuti nella Valutazione dello screening esterno (che per motivi di 

segretezza non vengono qui riportati) che il convenuto sembra ricollegare 

al progetto in questione, benché riguardino il progetto "L._____". Ma a 

differenza del progetto "L._____" e degli altri progetti, dagli atti non risulta 

che il progetto in esame ("B._____") abbia fatto oggetto del controllo 

computerizzato esterno (doc. 9 convenuto). 

4.3. Posto ciò, si constata che i soli indizi secondo la Lista di controllo non 

possono essere qualificati come validi motivi per l'interruzione e ripetizione 

della procedura d'appalto. A ciò va aggiunto che l'offerta della ricorrente, 

stando alla Lista di controllo, è addirittura considerevolmente più bassa del 

preventivo e che il funzionario responsabile ha considerato concorrenziali 

i migliori offerenti (cfr. nota alla quarta casella della lista di controllo [doc. 

8 convenuto]). Viste queste affermazioni, poco importa che il preventivo – 

come anticipato sopra – non si trovi agli atti. Così stando i fatti, non si può 

certo dire (né vi sono validi motivi per sospettare) che nel caso di specie 

non sia garantita un'efficace concorrenza. La decisione d'interruzione e 

ripetizione del convenuto difetta dunque di una valida motivazione e va 

pertanto annullata. 

4.4. Di conseguenza, in accoglimento del ricorso come da petito principale, 

secondo cui la procedura di aggiudicazione debba seguire il suo corso, la 

decisione dell'11 settembre 2020 di interruzione e ripetizione della 

procedura d'appalto "B._____" è cassata e l'incarto è rinviato al convenuto 

per il prosieguo della procedura d'aggiudicazione. 

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5. Visto l'esito del ricorso e l'importo dell'offerta più economica pari a ca. CHF 

450'000.00, i costi della presente procedura (composti da una tassa di 

Stato, fissata sulla base di casi analoghi a CHF 4'000.--, e dalle spese di 

cancelleria) sono posti a carico del convenuto (cfr. art. 73 cpv. 1 LGA). 

Secondo prassi di questo Tribunale la ricorrente non ha diritto a ripetibili, 

perché non si è fatta rappresentare da un professionista.

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è accolto. La decisione 11 settembre 2020 di interruzione e 

ripetizione della procedura d'appalto "B._____, Capomastro" è annullata. 

Gli atti sono rinviati all'Ufficio tecnico dei Grigioni per il proseguimento della 

procedura di aggiudicazione. 

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 4'000.00

- e le spese di cancelleria di CHF 284.00

totale CHF 4'284.00

Tali spese sono poste a carico del Governo del Cantone dei Grigioni. 

3. Non sono assegnate ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]