# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0e49b85b-d9f9-52d8-b3b1-da2ca3df072a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-10-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.10.2023 D-4660/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4660-2023_2023-10-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4660/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 2  o t t o b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Daniele Cattaneo, Yanick Felley,  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato dalla MLaw Elisabetta Luda,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Ritardata giustizia/Denegata giustizia;  

N (…). 

 

 

 

D-4660/2023 

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Visto: 

la domanda d'asilo che A._______ ha presentato in Svizzera il 

(…) marzo 2022, 

il confronto con la banca dati dattiloscopica EURODAC del 29 marzo 2022, 

dal quale è risultato che l’interessato era titolare di un visto C (CS-VIS) 

valido dal (…) novembre al (…) dicembre 2021 per gli Stati Schengen rila-

sciato dalle autorità greche,  

il verbale del 22 aprile 2022 del colloquio personale conformemente 

all'art. 5 Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di de-

terminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda 

di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cit-

tadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'U-

nione europea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III), 

lo scritto della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) del 

12 maggio 2022 che dichiarava la fine procedura Dublino, 

i mezzi di prova versati agli atti con scritti del 22 giugno e dell’11 lu-

glio 2022,  

il verbale d’audizione secondo l’art. 29 della legge sull’asilo del 26 giugno 

1998 (LAsi, RS 142.31) del 19 agosto 2022,  

le decisioni della SEM del 26 agosto 2022 di assegnazione alla procedura 

ampliata e del 30 agosto 2022 di ripartizione al Cantone B._______, 

la procura sottoscritta dal richiedente in data 12 ottobre 2022,  

la raccomandata dell’interessato alla SEM del 20 dicembre 2022, con la 

richiesta di informazioni sullo stato del procedimento, 

il successivo scritto dell’interessato alla SEM, del 1° marzo 2023, con alle-

gato un nuovo mezzo di prova in lingua turca, con contestuale richiesta di 

traduzione,  

la trasmissione della traduzione del documento precitato in data 

16 marzo 2023 al richiedente, 

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l’ulteriore raccomandata dell’interessato alla SEM dell’11 luglio 2023, tesa 

a chiedere l’adozione di una decisione entro 30 giorni,  

il ricorso per ritardata/denegata giustizia del 30 agosto 2023 (cfr. timbro del 

plico raccomandato; data d’entrata: 31 agosto 2023) al Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: Tribunale o TAF), per mezzo del quale l’inte-

ressato ha chiesto di constatare il ritardo ingiustificato e/o la denegata giu-

stizia da parte della SEM e di invitare la autorità a pronunciarsi in tempi 

ragionevoli sul riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione 

dell’asilo; con contestuale richiesta di rinuncia ad un anticipo sulle spese e 

di concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio nella per-

sona della MLaw Elisabetta Luda, con protestate tasse, spese e ripetibili,  

la decisione incidentale del 12 settembre 2023, con la quale il giudice 

dell’istruzione ha esentato il ricorrente dal versamento di un anticipo a co-

pertura delle presunte spese processuali, riservandosi di decidere in pro-

sieguo di procedura sulle domande di assistenza giudiziaria e di gratuito 

patrocinio e ha trasmesso all’autorità inferiore una copia del gravame invi-

tandola ad inoltrare una risposta al ricorso entro il 27 settembre 2023, 

lo scritto della SEM denominato “diritto di essere sentito” trasmesso il 

26 settembre 2023, all’insorgente e in copia al TAF,  

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi), 

che nel caso di specie, il ricorrente non sta contestando una decisione, ma 

il ritardo - a suo avviso ingiustificato - della SEM nel decidere in merito alla 

propria domanda di asilo depositata il 28 marzo 2022, 

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che il ricorso per denegata o ritardata giustizia, previsto dall'art. 46a PA, è 

di competenza dell'autorità che sarebbe chiamata a pronunciarsi sul ri-

corso contro la decisione attesa (cfr. DTAF 2008/15, consid. 3.1.1), 

che pertanto il Tribunale è competente a statuire sul presente ricorso, 

che ai sensi dell'art. 46a PA, un ricorso è ammissibile se, senza averne il 

diritto, l'autorità adita si astiene dall'emettere una decisione soggetta a 

ricorso o ritarda nel farlo (cfr. DTAF 2009/1, consid. 3),  

che, secondo la giurisprudenza, la presentazione di un ricorso per 

denegata o ritardata giustizia presuppone che la persona interessata non 

solo abbia chiesto all'autorità competente di emettere una decisione (DTAF 

2010/53 consid. 1.2.3), ma abbia anche il diritto alla notifica di tale 

decisione,  

che tale diritto sussiste quando un'autorità è obbligata dal diritto vigente ad 

agire emettendo una decisione e la persona che se ne avvale ha la qualità 

di parte, ai sensi dell'art. 6 PA in combinato disposto con l'art. 48 par. 1 PA 

(cfr. DTAF 2010/29 consid. 1.2.2; 2008/15 consid. 3.2), 

che nella fattispecie tali condizioni sono soddisfatte, 

che in virtù dell’art. 50 cpv. 2 PA, il ricorso per denegata o ritardata giustizia 

può essere interposto in ogni tempo; che tale rimedio non è vincolato al 

rispetto di alcun termine (cfr. sentenza del TAF C-283/2022 del 1° giugno 

2022 consid. 1.5),  

che infine, il ricorso del 30 agosto 2023 rispetta i requisiti previsti dalla 

legge (art. 52 cpv. 1 PA) ed è pertanto ammissibile,  

che l’interessato fa valere una violazione dell'art. 29 cpv. 1 della 

Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 

(Cost., RS 101), secondo il quale nei procedimenti dinanzi ad autorità 

giudiziarie o amministrative, ognuno ha diritto alla parità di trattamento 

nonché ad essere giudicato entro un termine ragionevole,  

che questa disposizione sancisce il principio di celerità o, in altre parole, 

vieta ritardi ingiustificati nel giudizio, 

che l'autorità viola questa garanzia costituzionale quando rifiuta di 

pronunciarsi sebbene sia tenuta a farlo o si pronuncia solo parzialmente, 

nonché quando non adotta una decisione che è tenuta a prendere entro il 

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termine previsto dalla legge o entro il termine che la natura del litigio e le 

circostanze dimostrano essere ragionevole (cfr. DTF 130 I 312, consid. 5.1 

con riferimenti citati), 

che il carattere ragionevole della durata della procedura è valutato in base 

alle circostanze concrete del caso, sulla base di fattori oggettivi quali il 

grado di complessità del caso, il tempo necessario per l'istruzione della 

procedura, l'importanza della controversia per la persona interessata o il 

comportamento di quest'ultima e delle autorità competenti (cfr. DTF 130 I 

312 consid. 5.2; cfr. CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BINDER, in: 

Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 46a PA, n. 2 e n. 16; cfr. 

JÉRÔME CANDRIAN, Introduction à la procédure administrative fédérale, 

2013, pag. 74), 

che determinante è sapere se i motivi che hanno condotto a ritardare la 

procedura o a negare il giudizio di merito sono obiettivamente fondati,  

che poco importa che la mora sia cagionata da una negligenza dell’autorità 

o da altri fattori (cfr. tra le tante, la sentenza di riferimento del TF 

1P.677/2000 consid. 2), 

che appartiene al ricorrente d’intraprendere certi passi per invitare l’autorità 

a procedere con diligenza, segnatamente incitandola a accelerare la 

procedura oppure presentando ricorso per ritardata giustizia, 

che all’autorità non può essere rimproverato qualche “tempo morto”, poi-

ché essi sono inevitabili in un procedimento; tuttavia essa non può preva-

lersi, a giustificazione della lentezza del procedimento, di una propria or-

ganizzazione carente o un sovraccarico strutturale (cfr. DTF 130 I 312 con-

sid. 5.2 con riferimenti citati), 

che pertanto, a meno che un periodo di inattività sia palesemente 

eccessivo, è necessario effettuare una valutazione complessiva, in quanto 

i periodi di sovraccarico possono far sì che il dossier venga 

momentaneamente accantonato in favore di altre pendenze (cfr. DTF 130 

IV 54 consid. 3.3.3; 130 I 312 consid. 5.2), 

che, ai sensi dell'art. 37 cpv. 4 LAsi, in una procedura ampliata (art. 26d 

LAsi), la decisione deve essere presa entro due mesi dalla conclusione 

della fase preparatoria, precisando che si tratti di un termine ordinatorio, 

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che questo termine ordinatorio può essere superato se le misure 

d’istruzione necessarie per l'accertamento dei fatti richiedono più tempo 

(cfr. messaggio del Consiglio federale del 3 settembre 2014 concernente 

la modifica della legge sull'asilo, FF 2014 6917, pag. 6999 e segg.),  

che ai sensi dell'art. 37b LAsi, la SEM stabilisce una strategia per il 

trattamento delle domande d’asilo in cui determina un ordine di priorità, 

tenendo conto, in particolare, dei termini legali di trattamento, della 

situazione negli Stati di provenienza, della fondatezza o della non 

fondatezza manifesta delle domande, nonché del comportamento del 

richiedente, 

che nel caso di specie, il ricorrente ha depositato una domanda d’asilo in 

data (…) marzo 2022 (cfr. atto SEM 4/2),  

che in data 22 aprile 2022 la SEM ha svolto un colloquio Dublino con 

l’interessato (cfr. atto SEM 14/2) e successivamente il 12 maggio 2022 ha 

dichiarato conclusa la procedura Dublino ed ha annunciato il passaggio 

alla procedura nazionale d’asilo e di allontanamento (cfr. atto SEM 27/1),  

che di seguito, la SEM ha tenuto con lo stesso un’audizione sui motivi 

d’asilo il 19 agosto 2022 (cfr. atto SEM 36/11), 

che in data 26 agosto 2022 l’autorità inferiore ha deciso di trattare la 

domanda d’asilo in procedura ampliata (cfr. art. 26d LAsi) ed ha attribuito 

l’interessato al Canton B._______ (cfr. atti SEM 38/1 e 42/2), 

che dall’audizione del 19 agosto 2022 all’inoltro del ricorso per 

ritardata/denegata giustizia del 30 agosto 2023, il ricorrente non ha 

mancato di sollecitare l’autorità di prima istanza a due riprese (cfr. atti SEM 

47/2 e 50/15),  

che tuttavia, alcuni mesi dopo il primo sollecito il ricorrente ha trasmesso 

con scritto del 1° marzo 2023 un nuovo mezzo di prova in lingua turca 

(cfr. atto SEM 48/4),  

che la SEM come da richiesta della rappresentante legale, ha proceduto a 

tradurre il summenzionato documento, trasmettendoglielo in data 

16 marzo 2023 (cfr. atto SEM 49/1),  

che pertanto, al contrario di quanto fatto valere con il gravame, l’autorità di 

prima istanza ha proceduto con l’istruzione e non è quindi rimasta inattiva 

a far tempo dalla comunicazione di passaggio alla procedura ampliata,  

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che sebbene, il sollecito dell’11 luglio 2023 è rimasto inevaso, l’autorità 

inferiore ha reagito in modo tempestivo alla decisione incidentale del TAF 

12 settembre 2023, concedendo in data 26 settembre 2023 il diritto di 

essere sentito all’insorgente, in particolare chiedendo a quest’ultimo di 

esprimersi in merito ai numerosi indizi di falsificazione dei documenti 

versati agli atti (cfr. risultanze processuali), 

che, in virtù di quanto appena esposto, la lunghezza della procedura, non 

appare nel caso di specie irragionevole, malgrado vi sia stato un periodo 

di inattività di circa sei mesi,  

che, in ogni caso, quando la procedura presenta caratteristiche particolari 

e richiede misure investigative aggiuntive, come nel caso in questione, pos-

sono verificarsi dei tempi morti nel trattamento della domanda d’asilo (cfr. le 

sentenze del TAF D-2579/2022 del 1° dicembre 2022, E-2561/2022 del 

13 settembre 2022),  

che, in ultima analisi, tenendo conto di tutte le circostanze del caso in 

esame, non si può constatare un ritardo ingiustificato da parte della SEM 

nel prendere una decisione ai sensi dell'articolo 46a PA, 

che pertanto, il ricorso deve essere respinto, 

che il Tribunale parte non di meno dal presupposto che la SEM – terminate 

le necessarie misure istruttorie – deciderà in tempi ragionevoli,  

che visto l'esito della procedura, le spese processuali che seguono la soc-

combenza, sarebbero da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b TS-TAF); che tuttavia, non essendo state le con-

clusioni ricorsuali al momento dell'inoltro del gravame d'acchito sprovviste 

di possibilità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l'in-

sorgente sia indigente, v'è luogo di accogliere in questa sede la domanda 

di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal pagamento delle 

spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 PA), 

che, in considerazione dell’assenza nella fattispecie di questioni giuridiche 

complesse, la richiesta di gratuito patrocinio dev’essere respinta 

(art. 65 cpv. 2 PA), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF),  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso per ritardata giustizia è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: