# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 74377f87-aeb9-50fc-b042-e40a75276212
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-12-01
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 01.12.1998 15.1998.190
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-190_1998-12-01.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00190

  	
  Lugano

  1 dicembre 1998

  FP/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

 

 

statuendo
sul ricorso 2 novembre 1998 di

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’UE di Lugano e meglio contro il
verbale di pignoramento 7 settembre 1998 nelle esecuzioni n. __________,
__________ e __________ promosse nei confronti del ricorrente da

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dall'avv. __________

   

  

 

e da 

 

                                         __________                 

 

 

 

richiamata
l’ordinanza presidenziale 4 novembre 1998, con la quale al ricorso non è stato
concesso l’effetto sospensivo;

 

 

viste le osservazioni   

- 18 novembre 1998 di __________

- 19 novembre 1998 dell’UE di Lugano

 

 

esaminati atti e documenti;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                    A.   __________
e il dott. __________ procedono nei confronti di __________ per l’incasso dei loro
crediti.

 

                                  B.   Il
7 settembre 1998 l’UE di Lugano ha pignorato la part. __________ RFD di
__________ di proprietà dell’escusso.

 

                                  C.   Con
ricorso 2 novembre 1998 __________ si è aggravato contro il pignoramento
dell’immobile asseverando che l’UE di Lugano avrebbe dovuto pignorare i beni
mobili prima di procedere al pignoramento dell’immobile, così come previsto dall’art.
95 LEF. Inoltre l’immobile pignorato costituirebbe la sua unica fonte di
reddito, derivante dalla gestione dell’albergo edificato su tale mappale. Il
ricorrente chiede quindi che il pignoramento della part, __________ RFD di
__________ venga annullato e in sostituzione venga dato seguito al pignoramento
dei beni mobili di cui alla lista già sottoposta all’Ufficio. Subordinatamente,
qualora tale provvedimento non possa venir attuato o si riveli insufficiente
per la copertura del credito escusso, il debitore postula il pignoramento della
quota di comproprietà di un mezzo del mappale __________ del Comune di
__________ cointestato a __________.

 

                                  D.   Nelle
sue osservazioni 18 novembre 1998 __________ chiede che il ricorso venga
respinto contestando l’asserzione secondo cui il ricorrente vivrebbe unicamente
del reddito della gestione dell’albergo “ __________ ”. La sua fonte di reddito
sarebbe invece costituita dalle entrate derivanti dall’esercizio della
professione di architetto. 

 

 

 

 

 

 

                                  E.   Delle
osservazioni dell’UE di Lugano si dirà, se del caso, in seguito.

 

Considerando 

 

 

in diritto:                  1.   L’art.
95 cpv. 1 LEF stabilisce che, si devono pignorare, in primo luogo i beni
mobili, compresi i crediti e le pretese limitatamente pignorabili ex art. 93
LEF. Sono pignorati anzitutto gli oggetti di commercio quotidiano, ma i meno
necessari prima degli indispensabili. I beni immobili possono essere pignorati
soltanto in quanto quelli mobili non bastino a coprire il credito (art. 95 cpv.
2 LEF).Tali indicazioni non sono in alcun modo vincolanti. L’ufficiale può
scostarsi da quest’ordine qualora le circostanze lo giustifichino o se il
creditore o il debitore di comune accordo lo richiedono (art. 95 cpv. 4bis LEF;
Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997,,§
22 n. 41, p. 157). L’Ufficio può inoltre derogare a tale regola nel caso in cui
la richiesta di una parte appaia giustificata ( cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
SchKG, Zurigo 1997, n. 23 ad art. 95). La soluzione prospettata dall’ufficio di
esecuzione deve permettere di tutelare sufficientemente gli interessi dei
creditori (cfr. art. 95 cpv. 5 LEF). Infatti nel caso in cui gli interessi del
debitore e del creditore collidano, prevalgono questi ultimi (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
op. cit., n. 24 ad art. 95).

 

 

                                   2.   Nel
caso di specie il ricorrente chiede che vengano pignorati i beni mobili di cui
alla lista 24 settembre 1998. Tali beni oltre ad essere in parte rivendicati
dalla moglie dell’escusso, non sono in  grado di coprire il credito posto in
esecuzione, essendo stati stimati dal debitore in fr. 22’100.-- ed essendo il
credito posto in esecuzione pari a fr. 30’136.-- oltre le spese esecutive. Di
conseguenza il pignoramento della part. __________ RFD di __________ appare
ineluttabile per garantire la copertura del credito, così come sancito dall’art.
97 cpv. 2 LEF. La richiesta di pignoramento della quota di  comproprietà di un
mezzo della part. __________ del Comune di __________, in luogo del
pignoramento della part. n. __________ RFD di __________, non può essere
accolta, in quanto ragioni di opportunità impongono di pignorare in primo luogo
i beni di esclusiva proprietà del debitore e siti nel circondario di
esecuzione, ed in seguito quelli in comproprietà e fuori circondario.

                                         Anche
l’asserzione secondo cui il ricorrente vivrebbe unicamente del reddito
derivante dalla locazione del complesso alberghiero oggetto del pignoramento,
non può essere condivisa. Infatti il debitore, per sua stessa ammissione (cfr.
doc. 1), risulta esercitare la professione di architetto, la quale costituisce
la sua fonte di reddito principale. Il pignoramento della part. __________ RFD
di __________ deve quindi essere mantenuto, avendo l’UE di Lugano agito
correttamente   

 

                                   3.   Ne
discende la reiezione del gravame.

                                         Non
si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF)
e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato
per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art. 17 e 95 LEF

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso 2 novembre 1998 di __________, è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

                                         

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria