# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c3323ef8-27f9-5de8-a263-3520dc5db4a6
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-01
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 01.06.2005 U 2005 44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2005-44_2005-06-01.pdf

## Full Text

U 05 44

1a Camera 

SENTENZA
del 1. giugno 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente domicilio

1. Il 31 marzo 2005, … e … si presentavano presso gli uffici del Comune di … e 

chiedevano di poter prendere domicilio sul territorio comunale. Con lettera del 

6 aprile 2005, i coniugi venivano invitati ad introdurre all’autorità comunale il 

certificato di affiliazione ad una cassa malati, la prova dei pagamenti dei premi 

della cassa malati, il contratto di locazione e gli estratti dell’ufficio esecuzioni 

del comune del precedente domicilio e quello del casellario giudiziale. I due 

richiedenti allegavano allora il contratto d’affitto, la polizza assicurativa e due 

decisioni in merito al riconoscimento di una rendita d’invalidità per il marito e 

di una rendita suppletiva per la moglie (fr. 1'799.--) nonché delle prestazioni 

complementari (fr. 1'093.--). Poiché il comune prevedeva di rifiutare la 

richiesta, tra le parti veniva concordato un colloquio, il quale non aveva però 

luogo. Con decisione 28 aprile 2005, il comune respingeva la domanda di 

domicilio, considerando insufficienti i documenti allegati per decidere 

dell’esistenza di un domicilio sul territorio comunale. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 4 maggio 

2005, … chiedeva che venisse accertata l’esistenza del domicilio a … a partire 

dal 1. aprile 2005. In sostanza, il ricorrente si sente discriminato per la sua 

situazione di persona malata e considera che l’autorità comunale abbia violato 

i suoi diritti fondamentali, quali quello di risiedere dove vorrebbe sul suolo 

svizzero. 

3. Nella propria presa di posizione, il comune convenuto chiedeva la reiezione 

del ricorso. Il ricorrente avrebbe la propria residenza sul territorio comunale, 

ma non avrebbe alcuna intenzione di risiederci, dopo che si sarebbe già 

lamentato delle insufficienti strutture sanitarie a disposizione e sulle quali 

invece egli dovrebbe poter fare affidamento, in considerazione del suo 

precario stato di salute. Pure l’accesso all’appartamento affittato non sarebbe 

adatto ad una persona malata.

Considerando in diritto:

1. a) L’art. 24 cpv. 1 della Costituzione federale (CF), sancisce il principio della 

libertà di domicilio. Giusta questo disposto ogni persona di cittadinanza 

svizzera può stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese. Questo diritto 

fondamentale include la libertà di prendere domicilio in qualsiasi luogo del 

Paese ai sensi delle disposizioni del Codice civile (CC) o di soggiornare 

semplicemente in un determinato luogo. La libertà è quella di poter creare, 

conservare o lasciare un determinato domicilio o un luogo di soggiorno (Jean-

Baptiste Zufferey, La liberté d’établissement, in: Thürer/Aubert/ Müller, Droit 

constitutionnel Suisse, § 47 marginale 5). In principio pertanto, ogni comune 

è tenuto ad accordare il domicilio a qualsiasi persona svizzera ne faccia 

richiesta. Questa libertà di domicilio permette comunque sempre ancora 

all’autorità comunale di rifiutare l’edizione o di chiedere il deposito dell’atto 

d’origine (cfr. DTF 110 Ia 69 cons. 3a) mediante una decisione che constati 

l’esistenza o l’assenza di un domicilio sul suolo comunale. Per contro non 

rientra nelle competenze dell’autorità comunale imporre a dei cittadini svizzeri 

di prendere domicilio in un altro comune. 

b) Il cittadino che intende prendere domicilio non è pertanto tenuto a farne 

richiesta, ma esso deve semplicemente annunciarsi quale domiciliato. In 

seguito se sussistono dei dubbi sull’effettiva esistenza di un domicilio, 

l’autorità può esperire gli accertamenti necessari allo scopo di chiarire questa 

questione. In quest’ottica, l’agire dell’autorità comunale non è stato 

formalmente corretto. Giustamente, il comune non avrebbe potuto emanare 

una decisione di rifiuto, ma sarebbe stato tenuto a constatare l’assenza di un 

domicilio sul territorio comunale. Evidentemente simili provvedimenti in 

constatazione dell’esistenza o dell’assenza di un domicilio sono deferibili a 

questo Giudice. Dal profilo formale è comunque ancora utile ricordare che la 

richiesta di domicilio e la decisione impugnata concernevano ambedue i 

coniugi, per cui con un esito favorevole del ricorso anche la moglie del 

ricorrente verrebbe a godere dello stesso statuto di quello del marito, anche 

in considerazione del fatto che i coniugi vivevano assieme e assieme si sono 

dichiarati partenti dal precedente domicilio e che di nuovo assieme hanno 

affittato il nuovo appartamento sul territorio del comune convenuto.

2. a) Tenor l’art. 23 CC, il domicilio di una persona è nel luogo dove essa dimora 

con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente. Nessuno può avere 

contemporaneamente il suo domicilio in più luoghi. Il concetto di domicilio ai 

sensi dell’art. 23 CC presuppone l’adempimento di due condizioni cumulative: 

quella oggettiva della residenza effettiva in un determinato luogo, anche se la 

durata del soggiorno non riveste importanza decisiva, e quella soggettiva 

dell’intenzione concretamente manifestata dalla persona interessata di 

stabilirsi durevolmente nel luogo prescelto. Il concetto che sta alla base 

dell’art. 23 CC è che il cittadino abbia il proprio domicilio dove mantiene il 

centro delle proprie relazioni personali. 

b) Per chiarire queste condizioni, il comune ha richiesto ai due petenti una serie 

di documenti, di cui sostanzialmente solo il contratto d’affitto può essere 

considerato pertinente. Tale documento è infatti atto a comprovare che la 

persona dispone di una concreta possibilità di alloggio sul territorio comunale 

e che quindi, fatta salva la prova del contrario, vi sia residenza effettiva. Per il 

resto la libertà di cui sopra non può essere fatta dipendere dalle personali 

condizioni economiche, dal fatto di aver sempre onorato i propri debiti o 

dall’esistenza di una fedina penale pulita, mentre è legittimo per esempio 

pretendere il deposito dell’atto di origine. Se la libertà di domicilio è stata 

iscritta nella CF era propriamente anche per ovviare a simili selezioni. Infatti, 

prima che la libertà di domicilio venisse garantita per la prima volta nella CF 

nel 1975, motivi religiosi, dipendenza economica e condanne penali 

rappresentavano dei validi motivi per rifiutare, a coloro che volevano 

insediarsi, il domicilio sul territorio comunale (cfr. sulla questione 

Häfelin/Haller, Schweizerisches Bundesstaatsrecht, § 20 marginale 573ss.). 

c) Il comune contesta che vi sia l’intenzione effettiva di risiedere sul territorio 

comunale. Questa pretesa è infondata. I due ricorrenti hanno abbandonato il 

precedente domicilio e sono venuti a stabilirsi sul suolo comunale, prendendo 

in affitto - per una durata indeterminata con possibilità di disdetta al più presto 

per la fine di marzo 2006 - un appartamento di 5 locali. L’intenzione di stabilirsi 

in un determinato luogo, nella misura in cui gli istanti vivono regolarmente nei 

locali presi in affitto è con questo ampiamente comprovata (Hans Michael 

Riemer, Personenrecht des ZGB, 2a edizione, § 10 marginale 184). Per il 

resto, la maggior parte delle persone che va ad abitare in un posto nuovo non 

ha evidentemente inizialmente alcun legame particolare con il nuovo luogo di 

domicilio, ma questo legame si stabilisce necessariamente a partire dal 

momento che vi è la residenza. Seguendo la tesi comunale, nessuno potrebbe 

concretamente cambiare domicilio. Il fatto poi che il marito abbisogni di cure 

e che queste non possano essergli offerte a livello comunale non ha alcuna 

rilevanza. In moltissimi piccoli comuni risiede gente bisognosa di cure, senza 

che il comune disponga di una struttura sanitaria propria. Come giustamente 

adduce l’istante, l’argomentazione addotta dal comune viola palesemente il 

principio della non discriminazione sancito all’art. 8 CF, nella misura in cui si 

vorrebbe far dipendere la possibilità di prendere domicilio sul suolo comunale 

da delle condizioni, come quelle di salute, che non sono assolutamente 

pertinenti. Ne consegue che i motivi addotti dal comune nella decisione 

impugnata non possono in questa sede essere protetti. 

3. L’istante pretende di essere domiciliato presso il comune resistente a partire 

dal 1. aprile 2005. Giusta quanto accertato dal controllo abitanti del 

precedente comune di origine, i coniugi si sono dichiarati partenti con effetto 

dal 30 aprile 2005. Giacché nessuno può avere contemporaneamente due 

domicili, sul territorio del comune convenuto l’esistenza di un domicilio viene 

accertata a partire dal 1. maggio 2005. 

4. In conclusione, il ricorso è accolto con effetto a partire del 1. maggio 2005 e il 

provvedimento impugnato annullato. L’esito della controversia giustifica 

l’accollamento dei costi occasionati dal presente procedimento alla parte 

soccombente. Il ricorrente, che non è ricorso alla collaborazione di 

patrocinatore legale, non ha diritto alle ripetibili (art. 75 LTA). 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto, la decisione impugnata annullata e giudizialmente 

constatato che … e … hanno il loro domicilio a … a partire del 1. maggio 2005. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 119.--

totale fr. 1'119.--

il cui importo sarà versato dal Comune di … entro trenta giorni dalla notifica 

della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira.