# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6293b6c1-e836-5091-a0cc-2246a579898a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-05-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.05.2007 D-812/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-812-2007_2007-05-01.pdf

## Full Text

Corte IV
D-812/2007
vav/mum
{T 0/2}

Sentenza del 1° maggio 2007

Composizione: Giudici Vito Valenti, Fulvio Haefeli e Robert Galliker
Cancelliera Marisa Murray

A._______, Nigeria, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  25  gennaio  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il 13 dicembre 2006, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera. 
Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione 
del 27 dicembre 2006 e del 19 gennaio 2007), d'essere membro del B._______ dal 
2002  o  2004  (secondo  le  versioni)  e  d'essere  espatriato  perché  ricercato  dalla 
polizia.  Il  16 maggio 2006,  avrebbe partecipato  ad una riunione del  B._______, 
durante la quale sarebbe intervenuta la polizia e vi sarebbe stato uno scontro con 
gli agenti. Egli sarebbe stato arrestato e trattenuto in una cella presso il posto di 
polizia di C._______ per un mese e un giorno. Sarebbe quindi riuscito ad evadere 
dopo che un numero imprecisato di membri  del B._______ avrebbero distrutto il 
predetto  posto di  polizia.  Successivamente,  si  sarebbe rifugiato in una chiesa a 
D._______ per cinque mesi. Sarebbe espatriato nel mese di novembre del 2006.

B. Il 25 gennaio 2007, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  Detto Ufficio ha pure pronunciato l’allontanamento  dell’interessato dalla 
Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento verso la Nigeria siccome lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  31  gennaio  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  citata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda d’assistenza giudiziaria, nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali  e  del  relativo 
anticipo.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente in merito ai ricorsi contro le decisioni dell'UFM (art. 
31 e 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
[LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale 
federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2. Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della LAsi riguardanti la modifica 
del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento dell’entrata in vigore 
della citata modifica, il 1° gennaio 2007, è applicabile il nuovo diritto.

3. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi. 

4. Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il ricorrente non ha allegato 
motivi che possano giustificare la mancata tempestiva esibizione di documenti di 
viaggio  o  d'identità.  In  particolare,  egli  non  avrebbe  intrapreso  nulla  alfine  di 
procurarsi un siffatto documento, limitandosi peraltro ad affermare di non averne 
mai avuti, all'infuori delle richiamate licenza di condurre e tessera d'appartenenza 

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al  B._______.  L'autorità  inferiore  ha  altresì  ritenuto  siccome  manifestamente 
inconsistenti le allegazioni decisive in materia d'asilo presentate dall'interessato, in 
particolare quelle relative al suo coinvolgimento con il B._______ (avrebbe fornito 
versioni discordanti sul momento in cui ne sarebbe divenuto membro, nel 2002 o 
nel  2004),  all'indicata  detenzione  (non  sarebbe  neppure  stato  in  grado  di 
descrivere il carcere in cui sarebbe stato trattenuto nonché una giornata tipo),  e 
alla  sua  fuga  (non  avrebbe  saputo  presentare  elementi  concreti  sull'evocato 
assalto e distruzione della stazione di polizia in cui sarebbe stato detenuto). Anche 
le dichiarazioni rese in merito all'evocato rapimento della madre e all'uccisione del 
padre si esaurirebbero in mere affermazioni di parte, del tutto prive di consistenza. 
Secondo l'autorità inferiore non sarebbero inoltre necessari ulteriori chiarimenti né 
ai  fini  dell'accertamento  della  qualità  di  rifugiato  né  dell'esistenza  di  un 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento.

5. Nel  ricorso,  l'insorgente  ammette  di  non  aver  fatto  nulla  per  procurarsi 
tempestivamente dei documenti d'identificazione, ma allega di non aver potuto fare 
altrimenti, ritenuto che non avrebbe mai posseduto un passaporto e non saprebbe 
come  farsi  spedire  la  carta  d'identità.  Fa  valere,  altresì,  che  dal  suo  racconto 
emergono  degli  indizi  di  persecuzione  non manifestamente  infondati  e  sostiene 
d'aver raccontato i suoi problemi con esattezza e chiarezza. Allega, infine, che a 
causa della situazione vigente in Nigeria, unitamente a quanto gli  è accaduto,  il 
suo rimpatrio è da ritenersi illecito ed inesigibile perché l'esporrebbe a trattamenti 
inumani e degradanti nonché a pericoli concreti.

6. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontana-
mento (lett. c). 

6.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal  13 dicembre 2006.  Bisogna altresì  convenire con l’autorità  inferiore che egli 
non  ha  fornito  valide  giustificazioni  per  la  mancata  esibizione  di  un  siffatto 
documento.  Non  v'è,  infatti,  ragione  di  ritenere  che  se  l'insorgente  avesse 
effettuato  dei  seri  e  concreti  tentativi  per  procurarsi  tempestivamente  un  simile 
documento,  questi  tentativi  non  avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  Basti 
ancora rilevare che l'insorgente ha affermato in procedura di prima istanza d'avere 
posseduto  unicamente  una  carta  d'identità  del  B._______  che  sarebbe  stata 
confiscata dalla polizia (cfr. verbale d'audizione 19 gennaio 2007 pag. 2), per poi 
allegare nel gravame di  non avere portato con sé la carta d'identità  perché non 
avrebbe saputo che sarebbe giunto in Svizzera (cfr. gravame pag. 2). Inoltre, se 
un  richiedente  non  aveva  motivi  validi  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di 
documenti  di  viaggio o d'identità  in procedura  di  prima istanza,  non vi  è motivo 
d’annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito  quand’anche  avesse  a 

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presentare un siffatto documento in sede di ricorso (v. GICRA 1999 n. 16).

6.2 Il  TAF  rileva,  altresì,  che  il  ricorrente  non  ha  addotto  a  sostegno  della  sua 
domanda d'asilo o del suo ricorso argomenti o prove suscettibili di giustificare una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all’impugnata  decisione,  delle 
allegazioni  decisive  presentate.  Giova  rilevare  che quest'ultime  s'esauriscono  in 
mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché 
minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso 
cui  può  essere,  per  quanto  riassunte  nel  presente  giudizio,  rimandato  (art.  109 
cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art.  6  LAsi,  all'art.  37  LTAF  ed  all'art.  4  PA).  Basti 
ancora rilevare che dalle carte processuali risulta che nonostante l'evocata ricerca 
nei suoi confronti da parte delle forze di polizia, ed il timore che la sua vita fosse in 
pericolo,  l'insorgente avrebbe atteso cinque mesi prima d'espatriare,  senza però 
che  abbia  saputo  fornire  una  spiegazione  convincente  sul  motivo  di  una  simile 
attesa. Il ricorrente si limita altresì a congetture senza alcun fondamento oggettivo 
sulla  volontà  dello  zio  d'ucciderlo  per  ottenere  l'eredità  del  padre,  considerato 
altresì che detto pericolo è stato allegato per la prima volta solo verso la fine della 
seconda audizione. Inoltre, non v'è motivo di presumere che le autorità statali non 
gli  accorderebbero  un'appropriata  protezione  contro  l'eventuale  agire  illegittimo 
dello  zio.  Di  conseguenza,  e  allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa,  l'UFM  ha 
rettamente considerato come del tutto inconsistenti le allegazioni del ricorrente con 
riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi.

6.3 Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive  presentate  dal 
ricorrente  (v.  considerando  6.2  del  presente  giudizio),  non  v'è  la  necessità 
d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c Lasi). 

6.3.1 Per gli stessi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui desumere che 
l’esecuzione  dell’allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa  violare  l'art.  25 
cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 
luglio 1951 (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 LAsi  (divieto di  respingimento)  nonché 
l'art.  14a cpv.  3  della  legge  federale  concernente  la  dimora  e  il  domicilio  degli 
stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al 
rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

6.3.2 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art.  32 cpv.  3 lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  6.3.1).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari e in quale ambito.

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6.3.3 Quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento  riconducibili  all'art.  14a 
cpv. 4 LDDS, il TAF osserva nondimeno che in Nigeria non vige attualmente una 
situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Da  questo  profilo,  gli 
accadimenti di cui al recente fine settimana elettorale non giustificano un diverso 
apprezzamento. Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe, ha una certa formazione ed 
esperienza professionale e non emerge altresì dagli atti di causa che egli soffra di 
problemi  di  salute  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia  dell’esecuzione 
dell’allontanamento  (v.  sulla  problematica  GICRA  2003  n.  24).  In  siffatte 
circostanze,  l’autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità per l’insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Nigeria. 

6.3.4 Non  risultano  altresì  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art.  14a cpv. 2 LDDS). Usando della dovuta 
diligenza,  il  ricorrente  potrà  procurarsi  ogni  documento  necessario  al  rimpatrio. 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

7. Da quanto esposto,  discende che in materia  di non entrata nel merito il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata. 

8. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate  al  consid.  6.3.  Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed 
esecuzione dell’allontanamento  il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

11. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. Peraltro, e ritenuto che il ricorso sembrava pure privo di probabilità 
d’esito favorevole, la domanda d’assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 
dal versamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).

12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto.

3. La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento 
delle spese processuali, è respinta.

4. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 

5. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N 493 437)

- all'E._______ (in copia)

Il Giudice: La Cancelliera:

Vito Valenti Marisa Murray

Data di spedizione: