# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b143aa7-4ec2-5cf9-b40f-43a1d69afa21
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 28.10.2004 60.2004.353
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-353_2004-10-28.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.353

   

  	
  Lugano

  28 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Rüegg, vicecancelliera

  

 

 

sedente per
statuire sul ricorso 21/22.10.2004 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI1 ,

  patr. da: PA1
  ,

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione
  11.10.2004 del procuratore pubblico Giuseppe Muschietti che ha promosso
  l’accusa nei suoi confronti per titolo di falsità in documenti, truffa, sub. mancata
  truffa ed esercizio abusivo della professione di fiduciario;

  

 

 

premesso che:

 

-    la parte ricorrente ha formulato delle richieste di
effetto sospensivo e di misure cautelari;

-    nel caso concreto, questa Camera può prolare la
propria decisione sulla base degli atti istruttori richiamati;

-    di conseguenza, visto l’esito della decisione,
non deve esprimersi sulle richieste cautelari e di effetto sospensivo;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

in fatto

 

                                   a.   Il
Ministero pubblico del Canton Ticino ha aperto un procedimento penale (inc. MP __________)
per esercizio abusivo della professione fiduciaria (art. 19 cpv. 5 LFid) a carico
di diverse persone in relazione all’attività della società __________ (in seguito
__________).

                                         Dopo
l’audizione di un teste, il procuratore pubblico responsabile dell’inchiesta ha
disposto delle perquisizioni, dei sequestri, nonché ha proceduto all’audizione
di alcune delle persone coinvolte. Nei confronti del qui ricorrente ha promosso
l’accusa per falsità in documenti, per truffa, sub. mancata truffa, e per
esercizio abusivo della professione fiduciaria (verbale di interrogatorio
11.10.2004__________ RI1, p. 6).

 

 

                                   b.   Nel
termine legale il ricorrente ha presentato ricorso giusta l’art. 191 CPP
unicamente contro la promozione dell’accusa per esercizio abusivo della
professione di fiduciario. Il ricorrente contesta preventivamente la necessità di
autorizzazione ai sensi della LFid per l’attività della __________, con
riferimento ad uno scritto della Commissione federale delle Banche (in seguito
CFB) del 15.12.2000. Il ricorrente sostiene che essendo sottoposto alla
sorveglianza della CFB, in applicazione tra l’altro della Legge federale sui
fondi d’investimento (LFI), e ritenuto che la LFid (art. 4 cpv. 1 lett. c)
prevede per questi casi un’eccezione all’assoggettamento, non ci sarebbe
esercizio abusivo. Il ricorrente contesta inoltre che ci sia l’esercizio
dell’attività fiduciaria a titolo professionale, in considerazione del fatto che
la società  ha avuto non più di 12-13 clienti.

                                         Il
ricorrente chiede la concessione dell’effetto sospensivo in relazione agli
ordini di perquisizione e sequestro disposti dal procuratore pubblico presso
vari istituti bancari: chiede al contempo che questa Camera abbia da impartire
un ordine ai vari istituti di credito affinché non trasmettano la
documentazione richiesta dal procuratore pubblico con l’ordine di perquisizione
e sequestro.

 

 

                                   c.   In
considerazione delle richieste in via supercautelare e cautelare, per economia
di procedura e per evitare inutili decisioni incidentali, questa Camera ritiene
di poter già decidere sulla scorta degli atti istruttori richiamati, senza
disporre scambio di allegati, ed in considerazione dell’esito della decisione.

 

 

 

 

in diritto

 

                                   1.   Preliminarmente
occorre considerare che questa Camera, nel quadro di un ricorso contro la
promozione dell’accusa in virtù dell’art. 191 CPP, non ha certo la competenza
di decidere un effetto  sospensivo relativo a degli ordini di perquisizione e
di sequestro disposti dal procuratore pubblico. Eventuali richieste di questo
genere possono semmai essere formulate al giudice dell’istruzione e
dell’arresto, mediante reclamo ai sensi dell’art. 280 CPP: questa Camera è
competente unicamente in seconda istanza, in virtù dell’art. 284 cpv. 1 lett. a
CPP. Medesimo discorso vale quindi per la richiesta di ordinare ai vari
istituti bancari, di non inviare la documentazione al procuratore pubblico. Al
proposito si osserva che il CPP prevede casomai la procedura dell’art. 164 CPP.
Si tratta di richieste pertinenti gli ordini di sequestro e di perquisizione,
non certo relative alla promozione dell’accusa.

 

 

                                   2.   L’art.
191 CPP consente all'accusato di presentare ricorso alla Camera dei ricorsi
penali (in seguito CRP) contro la promozione dell'accusa per opporre le
eccezioni che sospendono od escludono la persecuzione del reato, oppure che
escludono il carattere di reato nell'azione od omissione incriminata. Le
censure sollevate contro la promozione dell’accusa devono consistere in
eccezioni di natura processuale che impediscono l’esercizio dell’azione penale,
quali ad esempio la competenza territoriale o l’inesistenza di una valida
querela; oppure in eccezioni di diritto sostanziale che escludono il carattere di
reato dell’azione incriminata. Condizione irrinunciabile é in ogni caso che il
fondamento fattuale dell’eccezione appaia già di primo acchito certo e liquido,
così da far ritenere inutile l’istruzione formale. Per contro, se la situazione
di fatto alla base dell’eccezione é controversa, il relativo giudizio sfugge
alla cognizione della Camera dei ricorsi penali e dovrà essere sottoposto ad un
esame più approfondito, mediante istruzione formale.

 

 

                                   3.   Nel
presente caso le argomentazioni esposte dal ricorrente riguardano unicamente
l’applicabilità o meno della Legge cantonale sull’esercizio delle professioni
di fiduciario (LFid, RS TI 11.1.34.1) alla __________. Due sono gli argomenti
addotti per escludere l’applicazione della LFid: per un verso lo scritto della
CFB del 15.12.2000 in relazione all’art. 4 cpv. 1 lett. c LFid; per l’altro
verso, a titolo subordinato, l’esercizio dell’attività fiduciaria non sarebbe
fatto a titolo professionale. Entrambe le argomentazioni vanno respinte.

 

 

                                   4.   Il
primo argomento si fonda su di un errore in fatto ed uno in diritto. Sui fatti,
il ricorrente ritiene che la __________ sia sottoposta alla sorveglianza della
CFB, e quindi sfugga alla LFid, il tutto con riferimento allo scritto
15.12.2000 della CFB. 

                                         Questo
scritto non dice quanto sostenuto dal ricorrente. Anzitutto lo scritto della
CFB fa riferimento alla Legge federale sulla borsa e sui valori mobiliari (di
seguito LBVM), ed esclude l’applicazione della stessa, in quanto la __________
non raggiunge la soglia minima di 20 clienti perché sia ammessa un'attività a
titolo professionale, con riferimento all’art. 3a cpv. 2 OBCR ed alla Circolare
98/2 della CFB del 1.7.1998. Di conseguenza l’attività della __________ non è
soggetta ad autorizzazione in base alla LBVM: il che comporta che la __________
non sia sottoposta né a vigilanza, né a sorveglianza della CFB. E ciò fintanto
che non supera la soglia dei 20 clienti. In nessun modo lo scritto della CFB fa
riferimento alla LFI. 

                                         L’errore
in diritto riguarda l’art. 4 LFid. Questa norma istituisce invero delle
eccezioni rispetto all’obbligo di autorizzazione dell’art. 1 LFid. Tra le
eccezioni non sono previsti i commercianti di valori mobiliari autorizzati in
base alla LBVM. Si tratta evidentemente di una lacuna, ritenuto che la LBVM è
temporalmente di molto successiva alla LFid, e le autorità cantonali non hanno
aggiornato l’elenco delle eccezioni all’autorizzazione dell’art. 4 LFid,
introducendovi i commercianti di valori mobiliari autorizzati in virtù della
LBVM (cfr. M. MINI, La legge sull’esercizio delle professioni fiduciarie,
Lugano 2002, p. 285/286). Le eccezioni all’autorizzazione sono state introdotte
ed hanno la ragione d’essere per il fatto che le categorie professionali
menzionate all’art. 4 LFid, pur svolgendo anche attività fiduciarie, sono già
sottoposte ad autorizzazione ed alla vigilanza di altre autorità, in base a
degli specifici testi legali, federali o cantonali che siano. Questo è il caso
degli impiegati di banca, con riferimento alla LBCR; questo è il caso degli organi
dei fondi d’investimento, con riferimento alla LFI; questo è il caso degli
avvocati, con riferimento alla Legge cantonale sull’avvocatura. Questo deve
valere anche per i commercianti di valori mobiliari, in relazione alla LBVM,
soggetti ad autorizzazione dal parte della CFB e soggetti alla sua sorveglianza.

                                         L’art.
4 LFid esenta dall’autorizzazione queste categorie professionali per evitare
una doppia autorizzazione, in virtù di due legislazioni che perseguono scopi
analoghi ed istituiscono obblighi e doveri simili. 

                                         

                                         Di
conseguenza, ed a contrario, chi non è sottoposto ad autorizzazione ed a
sorveglianza in base ad una di queste legislazioni (LBCR, LFI, LAvv, alle quali
possiamo aggiungere la LBVM), ricade nel campo d’applicazione della LFid, e
deve richiedere l’autorizzazione in base a questa legge cantonale. 

                                         Venendo
al caso concreto della società __________ e del ricorrente, fintanto che il numero
dei clienti è inferiore a 20, si applica la LFid: dal momento che il numero
supererà la soglia minima dei 20 clienti, scatta l’obbligo di autorizzazione in
base alla LBVM, e contemporaneamente l’eccezione in virtù dell’art. 4 LFid.

 

 

                                   5.   Il
secondo argomento sollevato dal ricorrente si riferisce all’esercizio a titolo
professionale o meno delle attività fiduciarie. 

                                         Diversamente
da altre normative (la LBCR, la LBVM, come visto, la LRD, con riferimento
all’ordinanza dell’AdC del 20.8.2002, RS 955.20), la LFid non ha fissato delle
soglie precise o quantitative per determinare quando l’esercizio delle attività
fiduciarie sia fatto a titolo professionale o meno. 

                                         Il
messaggio del CdS del 4.3.1998 (n. 4727) precisa che l’attività a titolo
professionale designa un’attività remunerata, svolta in modo continuo e
regolare, indipendentemente che lo sia a tempo pieno o parziale. Il messaggio
originario del CdS dell’8.3.1983 (n. 2697) precisava che il requisito
dell’esercizio a titolo professionale non è adempiuto per le persone che
svolgono prestazioni occasionali nell’uno o nell’altro campo d’applicazione
della LFid, come ad esempio chi compila dichiarazioni d’imposte a titolo
accessorio e quasi di benevolenza. 

                                         La
giurisprudenza del Tribunale cantonale amministrativo e del Tribunale federale
ha ammesso che il requisito dell’esercizio a titolo professionale è adempiuto
per la persona che dà consigli ed assume il mandato di amministrare dei conti,
anche per un solo cliente (decisione 20.12.1990, pubblicata in RDAT II-1991 n.
61 p. 481). 

 

                                         Visto
quanto sopra, sulla scorta delle dichiarazioni del ricorrente, appare pacifico
che il requisito dell’esercizio a titolo professionale sia adempiuto nel caso
della __________.

                                         

 

                                   6.   Il
ricorso è pertanto respinto. Tassa di giustizia e spese seguono la soccombenza.

 

 

 

 

 

 

Per questi
motivi, 

richiamati gli
art. 191 CPP, 1 ss. LFid, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 750.-- e le spese di CHF 250.--, per complessivi CHF
1'000.-- (mille), sono poste a carico di __________ RI1, 

                                         __________.

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                          

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria