# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3f8836f-79d3-5fe1-96a8-2a06b698d900
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-12-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.12.2005 52.2005.275
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2005-275_2005-12-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2005.275

   

  	
  Lugano

  12 dicembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretaria:

  	
  Micol Morganti, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 1° settembre 2005 della

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinata dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 16 agosto 2005 (n. 002/2005) della
  Commissione di vigilanza per l'applicazione della legge sull'esercizio della
  professione di impresario costruttore (CV-LEPIC) che ha cancellato la ricorrente
  dall'albo delle imprese;

  

 

 

vista la risposta 19
settembre 2005 della __________

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.     La RI 1, qui ricorrente, è stata fondata nel 1980 da __________,
titolare di un certificato di capacità di disegnatore del genio civile di cemento
armato e già amministratore unico della medesima. L'insorgente è stata iscritta
all'albo delle imprese a partire dal 17 ottobre 1990 in virtù dalla sanatoria
prevista dall'art. 14 vLEPIC, essendo indicato quale titolare responsabile proprio
__________. A seguito dell'assunzione di un responsabile tecnico avente i
necessari requisiti di legge, essa è stata poi iscritta al succitato albo a
pieno titolo.

 

 

B.     Venuto a mancare il responsabile tecnico nel corso del 2003, la
ricorrente è stata diretta da __________. Non possedendo quest'ultimo un
diploma di studio riconosciuto idoneo dalla LEPIC, la CV-LEPIC, in data 20
luglio 2004, ha concesso alla ricorrente 6 mesi per conformarsi alla legge,
ovvero dotarsi di un responsabile tecnico con i necessari requisiti professionali.

 

 

C.    La ricorrente, al fine di evitare la cancellazione dall'albo, ha
quindi chiesto di potere essere nuovamente iscritta in sanatoria ex art. 14 vLEPIC,
non avendo nel frattempo trovato un nuovo responsabile tecnico qualificato.
Dopo un incontro tra le parti, 

il 23 giugno 2005 la CV-LEPIC ha respinto
suddetta richiesta impartendo all'insorgente un ultimo termine per presentare
un responsabile tecnico idoneo, pena l'immediata cancellazione dall'albo delle
imprese.

 

 

D.    Non avendo la RI 1 dato seguito a suddetta imposizione, con decisione
16 agosto 200RI 1 dall'albo atteso che un'impresa, una volta iscritta nella
parte "con titolo" non può più essere trasferita nella parte "in
sanatoria" a seguito del cambiamento del responsabile tecnico.

 

 

E.    
Contro tale decisione la RI 1 si aggrava ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando
che la ricorrente venga iscritta all'albo delle imprese "in
sanatoria" e che al ricorso venga concesso l'effetto sospensivo. A mente
della ricorrente, __________ sarebbe sempre stato il responsabile tecnico
dell'azienda nonostante per un certo periodo fosse stato indicato un responsabile
tecnico qualificato che ha permesso di iscrivere l'impresa all'albo "con
titolo". Non esisterebbe inoltre alcun intento del legislatore a far
perdere il diritto acquisito ad una ditta iscritta precedentemente in sanatoria,
tenuto conto del legame imprescindibile dell'attività dell'impresa con la
persona del titolare.

RI 1 sostiene
pure che l'interpretazione data alla LEPIC sarebbe contraria alla libertà di
commercio ed industria oltre che non sorretta da una base legale chiara e non
conforme ai principi di interesse pubblico, proporzionalità e uguaglianza di
trattamento.

 

 

F.    
La CV-LEPIC chiede la conferma della propria
decisione considerato sostanzialmente che lo spostamento di un'impresa dal relativo
albo dalla parte con titolo a quella in sanatoria sarebbe inammissibile.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende
dall'art. 15 cpv. 1 LEPIC. La legittimazione attiva della ricorrente è certa
(art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è pertanto ricevibile in
ordine.

Esso può essere evaso sulla base degli atti,
senza istruttoria (art. 18 PAmm).

 

 

2.Giusta l'art. 3 cpv. 1 LEPIC è istituito un albo delle imprese di
costruzioni a garanzia del corretto esercizio della loro attività.

Secondo il cpv. 2 di detto articolo hanno
diritto di essere iscritte all'albo le imprese di costruzioni:

a) nelle quali almeno un titolare o membro
dirigente effettivo dispone dei requisiti professionali richiesti dalla
presente legge ed è in possesso dell'autorizzazione all'esercizio della professione
di impresario costruttore;

 

b) il cui titolare o membro dirigente
effettivo, pur non essendo in possesso dei requisiti richiesti, sono in
esercizio all'entrata in vigore della presente legge, ritenuto comunque
l'obbligo di conformarsi in caso di sostituzione del titolare o membro dirigente
effettivo.

L'impostazione
del cpv. 2 dell'art. 3 LEPIC è stata concepita tenuto conto del mantenimento
del concetto di sanatoria di cui all'art. 14 vLEPIC. Sotto la lett. b rientrano
tutte le imprese ancora iscritte all'albo in base all'art. 14 vLEPIC
all'entrata in vigore dell'attuale LEPIC. Va rilevato come simili imprese sono
tenute a conformarsi, così come previsto dallo stesso paragrafo, qualora il
titolare o membro dirigente effettivo dovesse essere sostituito (Rapporto 12
settembre 1997 n. 4361 della Commissione di legislazione sul messaggio 7
febbraio 1995 concernente la modifica della legge sull'esercizio della
professione di impresario costruttore, in seguito Rapporto 12.9.1997, pag.
444).

L'art. 5 LEPIC elenca invece al suo cpv. 1 i
diplomi riconosciuti conformi ai requisiti legali mentre il cpv. 2 prevede che
dispongono pure dei requisiti professionali gli impresari già iscritti, i cui
titoli erano riconosciuti in base alla legge sull'esercizio della professione
di impresario costruttore del 19 aprile 1989.

Le imprese che non adempiono più i requisiti
della legge o che non esercitano alcuna attività per un periodo di tre anni
sono 

cancellate dall'albo da parte della CV-LEPIC, dopo avere sentito le parti interessate
(art. 13 e 9 LEPIC).

Lo scopo della
LEPIC è di garantire un corretto esercizio della professione di impresario
costruttore tramite l'istituzione di requisiti (professionali) minimi (RDAT
I-1993, N. 25). Si vuole infatti disciplinare l'esercizio dell'attività delle
imprese di costruzione per tutelare la collettività e questo in considerazione
della sua importanza, ma anche e soprattutto per il fatto che il suo esercizio
richiede sempre più l'uso di tecniche nuove, spesso anche complesse, richiedenti
sufficienti conoscenze per una gestione sicura (Rapporto 12.9.1997, pag. 431).

 

 

3.3.1. Occorre innanzitutto rilevare che la ricorrente non nega che __________,
attuale titolare responsabile, sia sprovvisto dei requisiti professionali
necessari richiesti dalla LEPIC per poter iscrivere l'impresa all'albo. Contestata
è l'interpretazione data alla legge, in particolare per quanto attiene alla
possibilità di iscrivere un'impresa in sanatoria dopo che questa è passata
all'iscrizione "con titolo". 

La ricorrente sostiene che __________
sarebbe sempre stato il responsabile tecnico dell'impresa e come tale non
sarebbe mai stato sostituito, nemmeno al momento dell'assunzione di un responsabile
con i requisiti richiesti dalla legge.

Essa ritiene inoltre che il legislatore
abbia voluto favorire le imprese dando loro la possibilità di tornare al regime
in sanatoria. 

 

3.2 Dagli atti
emerge chiaramente che __________ è stato il titolare responsabile della
ricorrente solo inizialmente e proprio per questo motivo essa ha potuto beneficiare
del regime di sanatoria ex art. 14 vLEPIC. In un secondo tempo, è stato assunto
un responsabile tecnico avente i necessari requisiti legali e, di conseguenza, la
RI 1 ha potuto essere iscritta all'albo a pieno titolo. Da allora e fino __________
non risultava più quale titolare responsabile della ditta. Che quest'ultimo
continuasse ad occuparsi della stessa, del resto egli ha continuato ad esserne
presidente, rispettivamente amministratore unico, non muta la situazione. Infatti
lo scopo della LEPIC, ovverosia garantire dei requisiti professionali minimi, è
valido attualmente come era valido pure nel 1990, data dell'iscrizione in sanatoria.
Già allora __________ non adempiva ai dettami legali e proprio per questo non aveva
potuto beneficiare dell'iscrizione all'albo a pieno titolo. 

Ora, è vero che la modifica apportata dal
legislatore alla LEPIC ha voluto mantenere il regime della sanatoria ma
l'interpretazione data alle legge dalla ricorrente non può essere qui
condivisa. Infatti, pur mantenendo la possibilità per le ditte già iscritte in sanatoria
al momento dell'entrata in vigore del testo di legge di restare tali, il legislatore
cantonale ha comunque voluto adeguarsi agli scopi della legge stessa obbligando
le imprese a conformarsi ai requisiti legali in caso di mutamento del responsabile
tecnico. Ciò con il chiaro scopo di, a poco a poco, rendere tutte le ditte idonee
a far fronte ai bisogni sempre più tecnici nell'ambito delle costruzioni.

Ne consegue che un'impresa, come nel caso di
specie, che ha l'opportunità di adeguarsi alle condizioni legali è tenuta a
farlo. Essendo mutato il responsabile tecnico, la RI 1 è pertanto obbligata ad
assumere una persona che risponda ai requisiti della LEPIC, pena la sua
cancellazione dall'albo. L'art. 3 cpv. 2 lett. b LEPIC non lascia spazio a
nessun'altra interpretazione.

Del resto, al caso concreto non può nemmeno
trovare applicazione l'art. 5 cpv. 2 LEPIC, in quanto, come detto poc'anzi, __________
non risulta attualmente più iscritto all'albo quale titolare responsabile.

 

 

                                   4.   4.1. La
ricorrente invoca inoltre una violazione del principio della legalità. A torto.
Infatti, la LEPIC, valida base legale formale, prevede espressamente la
cancellazione della ditta dall'albo qualora questa non adempia più i requisiti
di legge. È, per altro, piuttosto la soluzione prospettata dalla ricorrente che
non trova riscontro nel testo di legge. Essa non contiene infatti nessun
articolo che dia la possibilità ad un' impresa di tornare ad essere iscritta in
sanatoria dopo esserlo stata a pieno titolo.

Per il resto, va rilevato che l'art. 36
Cost. stabilisce che le restrizioni ai diritti fondamentali, come la libertà
economica, per essere ammissibili, oltre che ad avere una base legale, devono
anche essere giustificate da un interesse pubblico, essere proporzionate allo
scopo e rispettare l'essenza del diritto fondamentale in questione. La
giurisprudenza ha invece escluso la possibilità di apportare delle limitazioni,
basate su ragioni di politica economica, ossia di adottare delle misure che
intervengono nel gioco della libera concorrenza per favorire certi rami di
attività lucrativa e per dirigere l'attività economica secondo un piano
prestabilito (DTF 125 I 431 consid 4b; 121 I 129 consid 3b).

 

4.2. L'albo delle imprese è stato istituito
a garanzia del corretto esercizio dell'attività di impresario costruttore, al
fine di tutelare i beni giuridici importanti inerenti alla sicurezza ed agli
interessi del cittadino e della società (cfr. art. 3 cpv. 1 LEPIC e Rapporto
12.9.1997, pag. 431). L'esercizio della professione di impresario costruttore
richiede infatti specifiche conoscenze tecniche e amministrative, la cui
ignoranza può essere pregiudizievole alla collettività (Rapporto 12.9.1997,
pag. 437; DTF 104 Ia 475, 93 I 519).

Si tratta dunque di una misura volta da un
lato a promuovere la professionalità degli impresari, in quanto persone
responsabili del buon andamento della ditta, e dall'altro a garantire la sicurezza
della collettività. In questo senso la normativa in esame risulta senz'altro
sorretta da interessi che meritano di essere tutelati.

La cancellazione dall'albo delle imprese
costituisce uno strumento idoneo al perseguimento di suddetti scopi. Le
condizioni imposte dalla legge si pongono inoltre in un rapporto ragionevole
con l'interesse pubblico che si vuol salvaguardare e non vanno oltre lo scopo
prefissato. Del resto non sono immaginabili misure meno incisive, quali quella
dell'iscrizione in sanatoria, che permettano di tutelare adeguatamente i
suddetti interessi. Accettare una simile eventualità sarebbe anzi contrario al
principio dell'uguaglianza di trattamento, di cui la ricorrente lamenta la
violazione, giacché permetterebbe ad aziende non conformi di essere iscritte
all'albo unicamente perché già attive prima dell'entrata in vigore della
presente legge. Ciò creerebbe una disparità di trattamento inammissibile.

Da questo profilo, ne consegue che la
decisione impugnata, che si fonda su di una valida base legale ed è volta al
perseguimento di preponderanti interessi pubblici, appare proporzionata e rispettosa
della libertà economica ancorata all'art. 27 Cost..

 

 

                                   5.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata
confermata. L'emanazione del presente giudizio rende priva d'oggetto l'evasione
della domanda di concessione dell'effetto sospensivo al gravame.

La tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 27 e 36 Cost; 3, 5, 9, 13 e 15 LEPIC;
1, 2, 18, 28, 43, 46, 60 e 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese per complessivi fr. 800.- sono poste a carico della
ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  ; 

  . 

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  CO 1 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria