# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 60e310cb-7f6d-511a-a93a-4dd1829ebce5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 13.05.2008 52.2008.127
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2008-127_2008-05-13.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2008.127

   

  	
  Lugano

  13 maggio
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli 

  

 

 

statuendo sul ricorso 1 aprile 2008 di

 

 

	
   

  	
  RI 1, __________, 

  patrocinato da: __________, __________, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 4 marzo 2008 del Consiglio di Stato (n.
  1211) che annulla la licenza edilizia 28 settembre 2007 rilasciatagli dal
  municipio di Lugano per la costruzione di un edificio ad uso pianobar-discoteca
  a __________ (part. 80);

  

 

 

viste le risposte:

-      8 aprile 2008 di CO 1:

-    16 aprile 2008 del
Consiglio di Stato; 

-    18 aprile 2008 del
municipio di Lugano; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a. Il 10
maggio 2006 l'arch. __________, qui ricorrente, ha chiesto al municipio di
Lugano il permesso di costruire uno stabile ad uso locale notturno (pianobar-discoteca)
a __________, su un terreno (part. 80), situato di fronte alla strada cantonale
che collega __________ all'autostrada A2 ed al comparto del __________.
L'edificio, dotato di 85 posti a sedere, verrebbe ad inserirsi nello spazio ancora
libero esistente tra due stabili, che sorgono sul medesimo fondo, nella zona
artigianale-commerciale con prescrizioni particolari (Ar-Com-S). 

 

b. Alla domanda, completata in un secondo
tempo con una perizia fonica, si è opposto CO 1, che abita nella casa di sua
madre, situata ad una ventina di metri da tale fondo, il quale ha contestato
l'insediamento del nuovo locale notturno dal profilo della conformità di zona,
delle immissioni foniche e dei posteggi. 

Raccolto l'avviso dei Servizi generali del
Dipartimento del territorio, il 28 settembre 2007 il municipio ha rilasciato la
licenza richiesta, subordinandola al versamento di un contributo sostitutivo di
fr. 36'420.- per 12 posteggi mancanti e ad una serie di misure volte a
contenere le immissioni foniche. 

 

 

                                  B.   Con
giudizio 4 marzo 2008, il Consiglio di Stato ha annullato la predetta licenza,
accogliendo il ricorso contro di essa interposto dall'opponente CO 1. 

Il Governo ha in sostanza ritenuto che il
locale notturno fosse da configurare alla stregua di un insediamento molesto.
Ne ha quindi dedotto che non fosse conforme alla funzione assegnata alla zona
di utilizzazione, nella quale sono ammesse soltanto attività mediamente
moleste. 

 

 

                                  C.   Contro il
predetto giudizio governativo, il soccombente si aggrava davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino
della licenza rilasciatagli dal municipio. 

In sostanza, l'insorgente nega che il locale
notturno possa essere configurato alla stregua di un insediamento molesto.
L'attività esplicata sarebbe conforme alla funzione artigianale-commercia-le
della zona di utilizzazione, peraltro particolarmente esposta al forte rumore
prodotto dal traffico sulla strada antistante, nella quale le abitazioni non
sono nemmeno ammesse. 

 

 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare osservazioni. 

Ad identica conclusione perviene
l'opponente, contestando in dettaglio le tesi dell'insorgente con argomenti che
saranno discussi qui appresso. 

Il municipio condivide invece l'impugnativa
sollecitandone l'accoglimento. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data
dall’art. 21 LE. La legittimazione attiva del ricorrente, beneficiario della
licenza annullata, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo, è dunque
ricevibile in ordine. 

 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla
base degli atti (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi emerge chiaramente
dagli atti ed è sufficientemente nota a questo tribunale per conoscenza diretta.
I fatti salienti non sono peraltro controversi. 

 

 

                                   2.   2.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, ripreso dall'art. 70 cpv. 2
LALPT, l'autorizzazione a costruire è rilasciata solo se gli edifici e gli
impianti sono conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione. Ciò
significa che nelle singole zone possono essere autorizzati soltanto
insediamenti la cui destinazione si integra convenientemente nella funzione
assegnata alla zona di situazione. Non basta che non si pongano in contrasto
con tale funzione, ossia che non ostacolino l'utilizzazione conforme alle finalità
perseguite dal piano regolatore per la zona di riferimento. Per essere autorizzate
le nuove costruzioni devono apparire collegate da un nesso adeguato alla
funzione del comparto territoriale in cui si collocano (DTF 127 I 103 consid. 6, RDAT II-1994 n. 56 pag. 105; Akexander
Ruch, Kommentar zum Raumplanungs-gesetz, ad art. 22, n. 70 seg., Adelio Scolari, Commentario, II. ed. Cadenazzo 1996, ad art. 67 LALPT n. 472). 

 

2.2. Le norme di attuazione dei PR precisano
spesso la funzione delle zone di utilizzazione facendo riferimento al grado di
molestia delle diverse attività che possono esservi insediate. Queste
specificazioni sono di natura pianificatoria e vanno
applicate indipendentemente dalle disposizioni di diritto federale sulla protezione
dell'ambiente, valutando in modo astratto e secondo criteri oggettivi, le
ripercussioni solitamente derivanti da un certo tipo d'insediamento nel
contesto territoriale in cui viene ad inserirsi (RDAT I-2002 n. 59; URP 1989,
88; Adelio Scolari, op. cit., ad
art. 28 LALPT n. 250; Erich Zimmerlin,
Baugesetz des Kt. Aargau, II. ed., Aarau 1985, §§ 130-133 n. 1 seg.,160-161 n.
7). 

 

2.3. Il grado di molestia, definito in molti
modi, più o meno simili, da numerosi ordinamenti edilizi comunali, serve in
ultima analisi a caratterizzare gli insediamenti che possono essere ammessi nelle
zone residenziali. Non moleste sono di regola le attività che, valutate in modo
astratto e secondo criteri oggettivi, non distinguendosi dall'abitare, possono
essere ammesse senza particolari riserve in quanto perfettamente compatibili
con la funzione residenziale. Poco moleste sono invece le attività che, pur generando
ripercussioni diverse, ovvero superiori a quelle che derivano dall'abitare,
appaiono comunque ancora compatibili con la destinazione residenziale. Moleste
sono infine le attività che a causa delle loro ripercussioni ambientali sono inconciliabili
con tale destinazione (STA del 22 settembre 2006 n. 52.2006.235 consid. 3.2). 

In quest'ordine di idee, l'art. 19 NAPR di __________,
entrato in vigore il 18 dicembre 1980, suddivide le varie attività in tre distinte
categorie a seconda dell'intensità e delle caratteristiche delle immissioni
prodotte. Non moleste sono le aziende (recte: attività) che per la loro natura s’inseriscono nell’abitato e non hanno ripercussioni diverse da quelle che derivano dall'abitare. Poco molesti sono invece considerati gli insediamenti le cui
attività rientrano nell'ambito delle aziende ove il lavoro si svolge solo di
giorno ed eventuali emissioni hanno carattere temporaneo. Moleste e quindi
inconciliabili con la funzione residenziale sono infine considerate le aziende con
ripercussioni più marcate. 

 

2.4. L'art. 35 bis NAPR, entrato in vigore
soltanto nel 2004, nella zona Ar-Com-S, qui in discussione, ammette soltanto
attività artigianali e commerciali mediamente moleste, compatibili con
il grado di sensibilità III ai sensi dell'OIF. Contenuti residenziali sono
ammessi solo se limitati alle esigenze del personale di sorveglianza addetto in
continuità agli impianti.

La norma in oggetto è stata imposta
d'ufficio dal Consiglio di Stato in sede di approvazione di una variante di
piano regolatore allo scopo di tenere debitamente conto della pesante
esposizione della zona al rumore del traffico in transito sulla strada che collega
Paradiso all'autostrada A2 ed al comparto del __________. Scostandosi dalla
definizione generale dei diversi gradi di molestia sancita dall'art. 19 NAPR, l'art.
35 bis NAPR introduce un livello di molestia, che si riallaccia alla classificazione
prevista dall'art. 43 OIF ai fini della determinazione del grado di sensibilità
(GS) da attribuire alle diverse zone di utilizzazione. Decisivo ai fini
dell'interpretazione dell'art. 35 bis NAPR è in particolare l'art. 43 lett. c
OIF, che riserva il GS III alle zone in cui sono ammesse aziende mediamente
moleste, segnatamente destinate all'abitazione ed alle aziende
artigianali (zone miste). 

 

 

                                   3.   3.1. Nel
caso concreto, il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, ritenendo che
il controverso locale notturno fosse un insediamento conforme alla funzione
artigianale-commerciale della zona in oggetto. Esso ha in particolare ritenuto
che la sua attività fosse da considerare mediamente molesta ai sensi dell'art.
35 bis NAPR. Di parere opposto è stato il Consiglio di Stato, che in accoglimento
del ricorso inoltrato dal vicino opponente , ha annullato il permesso,
reputando che l'attività del nuovo esercizio pubblico costituisse un'attività
molesta ai sensi dell’art. 19 NAPR. In quanto esercitata di notte, essa
comporterebbe ripercussioni più marcate di quelle derivanti dalle attività poco
moleste, che secondo la definizione data da tale norma si svolgono soltanto di
giorno. 

La tesi governativa non può essere
condivisa, poiché omette di considerare che il grado di molestia ammissibile
secondo l'art. 35 bis NAPR non è quello definito dall'art. 19 NAPR, ma quello posto
a fondamento dell'art. 43 lett. c OIF, ovvero da una prescrizione del diritto
federale, recepita in ambito pianificatorio dal diritto autonomo comunale.
Norma speciale, che, a differenza di quella generale, non differenzia il livello
delle immissioni derivanti dalle varie attività ammissibili in funzione del
momento della giornata in cui vengono svolte. 

Nei casi in cui la funzione delle zone di
utilizzazione a carattere misto (residenziale-commerciale o
residenziale-artigianale) è definita secondo criteri che si riallacciano ai
gradi di molestia sanciti dall'art. 19 NAPR o da disposizioni analoghe, che
considerano poco moleste soltanto le attività diurne e quindi, e contrario,
moleste quelle notturne, i locali notturni (night club, discoteche, pianobar,
ecc.) non sono per principio ammessi in quanto inconciliabili con la
destinazione abitativa (RDAT II-1994 n. 56 consid. 4.4). Se l'attività
(notturna) di questi stabilimenti genera ripercussioni diverse da quelle
derivanti dall'abitare, l'autorità decidente non dispone in pratica di un
margine d'apprezzamento. 

Nei casi in cui la funzione delle zone miste
ammette l'insediamento di attività mediamente moleste secondo la
classificazione prevista dall'art. 43 OIF lett. c, il municipio dispone invece di
un margine d'apprezzamento più ampio, poiché la nozione relativa a questo
livello di molestia prescinde da una distinzione tra attività diurne ed
attività notturne. 

 

3.2. Ferme queste premesse, la decisione del
municipio di qualificare come mediamente molesta l'attività del controverso
locale notturno non appare lesiva del diritto. Tenuto conto che la zona in
oggetto è riservata ad insediamenti artigianali e commerciali, ad esclusione di
quelli di carattere residenziale, non si può rimproverare all'autorità comunale
di aver abusato della latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta
nell'individuazione del contenuto normativo della nozione giuridica indeterminata
di attività mediamente molesta. La decisione appare del tutto sostenibile. A
maggior ragione si giustifica questa conclusione se si considera che le istanze
di ricorso devono imporsi un certo riserbo nel controllo del diritto comunale
autonomo, limitandosi a censurare le deduzioni sprovviste di ragioni oggettive, fondate su considerazioni estranee alla materia o
altrimenti aberranti. 

La sentenza 9 settembre 2003 (n. 52.2003.85)
di questo tribunale, alla quale il Consiglio di Stato si è ispirato, non contraddice
questa conclusione, poiché in quel caso le normative di diritto comunale
concretamente applicabili, pur mutuando al pari dell'art. 35 bis NAPR la
nozione di attività mediamente moleste dall'art. 43 lett. c OIF, disponevano
esplicitamente che i locali notturni erano da considerare insediamenti molesti.
Normative, queste, che avevano indotto il municipio a negare la licenza per
insediare un locale notturno in una zona riservata alle attività artigianali,
industriali e commerciali mediamente moleste. 

 

 

                                   4.   4.1.
Giusta l'art. 36 NAPR, le costruzioni, ricostruzioni, riattamenti ed
ampliamenti devono essere dotati di posteggi per autoveicoli dimensionati
secondo le norme VSS 641.050. Per tutti gli interventi che non siano abitazioni
fa stato il Regolamento cantonale posteggi privati
(Rcpp). Deroghe o eccezioni possono essere concesse dal
municipio solo quando la formazione dei posteggi risultasse tecnicamente impossibile.
In questo caso il municipio impone ai proprietari l'obbligo di pagare un
contributo pari al 25% del costo di costruzione del posteggio, compreso il
valore del terreno. 

Secondo l'art. 8 Rcpp, per gli edifici del
settore alberghiero e della ristorazione fanno stato le disposizioni contenute
nell'allegato della norma SN 640 290 dell'Unione dei professionisti svizzeri
della strada (VSS; edizione 1993). 

 

4.2. Nel caso concreto, il nuovo esercizio
pubblico disporrebbe di 85 posti a sedere. Secondo le norme VSS, che
prescrivono 0.3 posteggi per posto a sedere, il fabbisogno ammonta a 26 nuovi
posteggi. Il municipio, sulla base di calcoli che non mette conto di
illustrare, ha ritenuto che ne mancassero 12. Ha quindi imposto il versamento
di un corrispondente contributo sostitutivo. 

In prima istanza, il vicino qui resistente ha
sostenuto che secondo l'avviso di pubblicazione della domanda di costruzione non
erano previste deroghe. Ha inoltre obiettato che il calcolo del fabbisogno di
posteggi effettuato dal municipio ometteva di considerare che queste aree erano
già riservate agli avventori dell'esistente bar __________ e che gli stalli non
erano dimensionati in modo conforme alle prescrizioni. 

Il Consiglio di Stato ha omesso di statuire
su tali questioni. 

L'omessa indicazione della richiesta di
deroghe non ha impedito  al vicino di esercitare compiutamente i suoi diritti
difesa. L'insufficienza delle indicazioni sulla configurazione e sulle
dimensioni effettive dei posteggi impediscono tuttavia a questo Tribunale di
pronunciarsi in merito con la dovuta cognizione di causa sulla conformità del
progetto per rapporto alle norme applicabili (art. 36 NAPR e 8 Rcpp). Dai piani
allegati alla domanda di costruzione si può infatti soltanto dedurre che sono
previste due aree di posteggio: una per 2 veicoli (B) e l'altra (C) per 10.
Mancano tuttavia informazioni più concrete sulla disposizione degli stalli e
non è nemmeno dato di sapere se tali aree non siano già destinate a coprire il
fabbisogno degli esercizi pubblici (bar __________ e residenza __________) già
presenti sul fondo. Su questo punto, il ricorso non può essere accolto. 

 

 

                                   5.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso è dunque parzialmente accolto,
annullando il giudizio governativo impugnato e rinviando gli atti all'istanza
inferiore (art. 65 LPAmm), affinché, esperiti i necessari accertamenti
riguardanti i posteggi, si pronunci nuovamente sulla questione lasciata
indecisa. 

La tassa di giustizia è suddivisa fra le
parti proporzionalmente al rispettivo grado di soccombenza. Le ripetibili, ridotte,
sono poste a carico del resistente. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 43 OIF; 35 bis, 36 NAPR di __________;
3, 18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm; 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza: 

1.1.   la decisione 4 marzo
2008 del Consiglio di Stato (n. 1211) è annullata; 

1.2.   gli atti sono rinviati
al Consiglio di Stato affinché esperiti i necessari accertamenti si pronunci
con nuova decisione sulla questione relativa ai posteggi. 

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia di fr. 1'500.- è a carico del ricorrente nella misura di fr. 500.-
e del resistente per la differenza. 

 

 

                                   3.   Il
resistente rifonderà fr. 1'000.- al ricorrente a titolo di ripetibili. 

 

 

                                   4.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 segg. LTF). 

 

	
   

                                     5.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  	 

	
   

  	
   

  1. Giancarlo
  Lurà, 6915 Pambio-Noranco, 

  2. Municipio
  di Lugano, 6900 Lugano, 

  3. Dipartimento
  del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona, 

  4. Consiglio
  di Stato, 6500 Bellinzona, 

   

   

  
				

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario