# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 047ee27d-b3c3-5d11-b0db-c0e8277201f4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.01.2002 32.2001.84
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-84_2002-01-29.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00084

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  29 gennaio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 ottobre 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 settembre 2001
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con istanza
2 marzo 2000 __________, classe 1972, ha chiesto all'Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) l'erogazione di prestazioni AI per adulti.

Dopo aver proceduto agli accertamenti medici del caso, con decisione 13
settembre 2001 l’amministrazione ha riconosciuto una rendita intera
d’invalidità a partire dal 1° marzo 1999 con la seguente motivazione:

" 
Dalla documentazione agli atti risulta che lei
presenta una totale incapacità lavorativa e di guadagno a partire dal 1995
(interruzione degli studi universitari).

Dal 1.1.1996 (dopo un anno di attesa) sorge pertanto il diritto ad una rendita
intera AI.

La prestazione viene però versata unicamente a partire dal 1.3.1999 in quanto
la domanda è tardiva (retroattività massima di un anno dalla richiesta).“ (Doc.
_)

                                      

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso l’assicurata, per il tramite di suo padre, chiede che la
rendita intera le sia assegnata dal 1° gennaio 1996 poiché:

 

" 
(…)

A sostegno di quanto asserisce il cpv. 2 riga 3
dell'art. 48 della LAI è possibile affermare che i disturbi, per i quali mia
figlia __________ si era sottoposta nel 1995 alle cure presso la dott.a
__________, neanche lontanamente potevano lasciare presagire che sarebbero
divenuti la causa scatenante la successiva "totale incapacità lavorativa e
di guadagno" accertata dall'AI con la sua decisione del 13 settembre 2001.

Infatti la dott.a __________ non aveva nemmeno
minimamente accennato ad un possibile futuro peggioramento dei disturbi
accusati dalla paziente, bensì ritenne che gli stessi, rimanendo a __________,
sarebbero rientrati in tempo ragionevole al punto da consentire la ripresa
degli studi.

Queste considerazioni vennero espresse dal medico
nei colloqui ai quali partecipammo noi genitori unitamente a __________a.

Il fatto di essere rimasta a __________, con
costi non indifferenti, è una dimostrazione del fatto che nessuno poteva
minimamente supporre che i disturbi, per i quali __________ veniva seguita,
sarebbero sfociati successivamente in una incapacità lavorativa totale.

 

Gli elementi di fatto che hanno messo in evidenza
la possibile incapacità lavorativa sono sorti nei primi mesi dell'anno 2000
quando, per la prima volta, si è parlato espressamente di patologia
invalidante, chiara motivazione al diritto di chiedere la prestazione AI.

Quel periodo infatti coincide con il primo
ricovero coatto presso la Clinica __________ di __________. (…)" (Doc. _)

 

                               1.3.   Con risposta
di causa 23 ottobre 2001 l'UAI ha proposto di respingere il gravame.

Dopo aver esposto la giurisprudenza e la dottrina in merito all’art. 48 cpv. 2
LAI, l’amministrazione ha rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

In concreto, è vero che i problemi psichici sono
presenti da anni, ma è altresì vero che l'assicurata era cosciente sia della
loro esistenza, sia della loro intensità, tant'è che già nel 1995 ha fatto
ricorso al sostegno di una specialista, presso la quale è rimasta in cura per
due anni.

Il fatto che l'interessata non si sia resa conto
che il suo stato poteva essere tanto grave da fondare un diritto a prestazioni
assicurative non può essere validamente invocato. E' infatti perfettamente
ammissibile che la maggior parte degli assicurati che inoltra una richiesta di
prestazioni all'assicurazione invalidità non sappia di principio se e quali
diritti potranno esser accordati, e se del caso in quale misura. Del resto,
anche gli addetti ai lavori devono spesso procedere a lunghe istruttorie prima
di potersi pronunciare con cognizione di causa. (…)" (Doc. _)

                               1.4.   Con
osservazioni 7 novembre 2001 il padre dell’assicurata ha aggiunto:

 

" 
(…)

È altrettanto vero che la preoccupazione più
importante di ________ era sicuramente quella di uscire quanto prima dalla
malattia per poter riprendere gli studi e non certo quella, in auge purtroppo
nei furbi, di pensare ad un futuro stato di invalidità tanto da farne richiesta
in anticipo, senza che i medici ne avessero avvertite scientificamente le
condizioni (cfr. citazione Valterio pag. 2 cpv. 4).

Lo provano del resto i vari tentativi di uscire
dalla malattia, come ad esempio l'iscrizione nel 1997 alla Scuola cantonale in
cure infermieristiche, successivamente interrotta alla fine del secondo anno di
studi per il riacutizzarsi della malattia, sfociata poi con il lungo ricovero
presso la clinica __________. (…)" (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C.,    I 623/98).

 

                                         Nel
merito

                                         

                               2.2.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

                                         -     un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a    infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

                                         -     la
conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è la decorrenza della rendita d’invalidità. 

L’UAI ha riconosciuto un grado d’invalidità dell’80% a partire dal 1995.
L’assicurata ha presentato la richiesta di prestazioni unicamente il 2 marzo
2000. Trattandosi dunque di una domanda tardiva ex art. 48 cpv. 2 LAI,
l’amministrazione ha fissato il diritto alla rendita dal 1° marzo 1999 (un anno
prima della richiesta).

La ricorrente sostiene che non poteva prevedere che il suo stato di salute
sarebbe stato così grave da fondare un diritto a delle prestazioni da parte
dell’AI. Pertanto sostiene che la rendita dovrebbe decorrere almeno dal 1°
gennaio 1996.

                               2.4.   Ai sensi
dell'art. 46 cpv. 1 LAI chi pretende le prestazioni assicurative, deve
annunciarsi al competente ufficio dell'assicurazione per l'invalidità (ufficio
AI).

L'art. 48 cpv. 1 LAI prevede che “il diritto al pagamento di prestazioni non
riscosse si estingue in cinque anni dalla fine del mese per il quale la
prestazione era dovuta."

                                         Secondo
la citata disposizione quindi le prestazioni possono essere percepite con
effetto retroattivo limitato a cinque anni.

 

                                         L'art. 48
cpv. 2 LAI precisa tuttavia che:

 

" 
se l'assicurato si annuncia più di dodici mesi
dopo l'inizio del diritto, le prestazioni sono assegnate soltanto per i dodici
mesi precedenti la richiesta.

Esse sono assegnate per un tempo anteriore, se
l'assicurato non poteva conoscere i fatti motivanti il diritto e presenta la
richiesta entro dodici mesi da quando ne ha avuto conoscenza."

                                      

Occorre comunque precisare che, secondo la giurisprudenza del TFA, con “ i
fatti motivanti il diritto” si fa riferimento al danno alla salute fisica o
mentale che causa un’incapacità di guadagno permanente o di lunga durata o che
provoca, in assicurati senza attività lucrativa, un impedimento nelle proprie
mansioni abituali.

Pertanto la “conoscenza” di tali fatti non si riferisce alla facoltà soggettiva
dell’assicurato di rendersi conto del proprio stato di salute, ma piuttosto
alla possibilità oggettiva di stabilire che tale stato è suscettibile di aprire
il diritto alle prestazioni da parte dell’assicurazione invalidità (cfr. DTF
100 V 120; RCC 1984 pag. 420).

Dunque il versamento secondo l’art. 48 cpv. 2 seconda frase LAI è dato nel caso
in cui, per motivi di forza maggiore, come la malattia, l’assicurato
oggettivamente non poteva provvedere ad inoltrare la domanda di prestazioni
assicurative e vi ha rimediato in un termine ragionevole dopo la cessazione
dell’impedimento (cfr. DTF 102 V 112; RCC 1984 pag. 420). 

Lo stesso vale se l’assicurato, a causa del suo stato di salute, non è in grado
di conoscere i fatti motivanti il diritto alle prestazioni, allorquando già ne
ricorrevano gli estremi ( cfr. DTF 108 V 228 consid. 4 ove si trattava di grave
schizofrenia di tipo processuale con manifestazioni paranoidi; cfr. anche STFA
16 marzo 2000 inedita nella causa U.V e LL; I 149/99). 

Pertanto, secondo la dottrina, i casi di restituzione del termine ai sensi
dell’art. 48 cpv. 2 seconda frase LAI sono accordati in rare occasioni (“La
restitution du délai, au sens de la 2e phrase de l’alinéa 2 de l’art. 48 LAI,
ne peut donc être accordée que dans des cas très rares, c’est-à-dire dans ceux
où l’atteinte à la santé du recourant ne pouvait être objectivement constatée
en l’état de la science médicale. ”, cfr. Valterio, Droit et pratique de
l'AI, Les prestations, Losanna 1985, pag. 306).

                               2.5.   Nella
fattispecie in esame, a motivazione della domanda ricorsuale, l’assicurata
sostiene che allorquando nel 1995 si trovava in cura presso la dott.sa
__________ non vi erano dei motivi che lasciassero presagire che i disturbi
potessero peggiorare e divenire la causa della successiva inabilità lavorativa.

Dagli atti medici contenuti nell’incarto risulta che l’assicurata dal 1995 al
1997, corrispondente al periodo degli studi universitari, ha seguito una
terapia presso la succitata dottoressa a __________.

Il danno alla salute è insorto precedentemente, durante l’adolescenza, ma non è
stato mai diagnosticato (cfr. rapporto 27 marzo 2000 della dr.ssa __________ in
doc. AI _).

Abbandonati gli studi, la ragazza è rientrata in Ticino per seguire la Scuola
infermieri. A seguito di uno stage iniziato nei primi mesi del 1999,
l’assicurata ha accusato un peggioramento con successivo ricovero (cfr.
rapporto 20 settembre 2000 dr. __________, doc. AI _).

Orbene, senza voler relativizzare il grave danno alla salute di cui
l’assicurata è portatrice, vista la giurisprudenza particolarmente severa
riportata al considerando precedente, secondo questo TCA, non sono dati gli
estremi per accogliere quanto postulato con il gravame.

Come visto, generalmente la deroga dell’art. 48 cpv. 2 seconda frase LAI è
concessa quando si tratta di soggetti in cui vi è un’incapacità di
discernimento ai sensi dell’art. 16 CC (“ Der anspruschsbegründete
Sachverhalt ist namentlich für urteilsunfähige Versicherte nicht feststellbar”
in STFA 16 marzo 2000 inedita nella causa U.V e LL; I 149/99; cfr. anche DTF
108 V 228 ove si tratta di una grave forma di schizofrenia di tipo
processuale).

È vero, ed è anche comprensibile, che la principale preoccupazione
dell’assicurata era quella di poter uscire dalla malattia piuttosto che di
pensare ad inoltrare una domanda AI.

Ma è altrettanto vero che all’epoca del primo trattamento, avvenuto nel 1995,
l’assicurata, o il suo rappresentate ai sensi dell’art. 66 OAI, avrebbe potuto
informarsi sull’eventualità di una richiesta di rendita. Del resto, sempre
secondo la dottrina, spetta all’assicurato, nella misura del possibile,
informarsi sui propri diritti ( “ … l’assuré est obligé d’utiliser toutes les
sources de renseignement qui se trouvent directement à sa portée “,  Blanc,
La procédure administrative en assurance invalidité, Friborgo 1999, pag. 78). 

Inoltre, non vi sono né motivi né indizi che permettono di concludere che
l’assicurata non fosse al corrente della sua affezione e tantomeno impedita a
presentare una domanda AI. 

                                         Infine,
il fatto che lei ignorasse le conseguenze giuridiche derivanti dal suo stato di
salute non è determinante, poiché l’ignoranza del diritto non può portare alla
motivazione di eccezioni giuridiche (cfr. “ Que l’assuré connaisse ou ignore
les conséquences juridiques de l’état de fait ne revêt aucune importance;
l’ignorance du droit ne saurait motiver des exceptions juridiques en droit des
assurances sociales”, Blanc, op. cit., pag. 77; sul principio generale che nessuno può prevalersi
dell'ignoranza della legge cfr. DTF 124 V 220 consid.2b/aa, DTF 113 V 88
consid. 4c).

In conclusione, ricordata la giurisprudenza federale di cui al considerando
precedente, nella fattispecie in esame non sussistono i motivi per restituire
il termine di perenzione di cui all’art. 48 cpv. 2 seconda frase LAI.

La decisione amministrativa merita pertanto di essere tutelata. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é
respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti