# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 93d01dec-c5f8-56b4-8b38-4847759a3f99
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2015 C-6484/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6484-2013_2015-07-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte III 

C-6484/2013 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 1 5  

Composizione 

 
Giudici: Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Madeleine Hirsig-Vouilloz, Daniel Stufetti, 

Cancelliere: Dario Croci Torti. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE),  

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100,  

1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità, diritto alla rendita   

(decisione del 22 ottobre 2013). 

 

 

 

C-6484/2013 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A._______, cittadino italiano, nato in Svizzera il , ha lavorato in Svizzera 

dal 1989 al 2000, solvendo regolari contributi all'assicurazione per la vec-

chiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI; doc. TAF13). Dopo il rimpatrio, ha 

lavorato sia come operaio che come addetto alla reception (doc. 56). Dal 

giugno 2011 era alle dipendenze di una ditta del settore turistico come ad-

detto al ricevimento, attività che ha terminato il 3 settembre successivo per 

fine contratto (doc. 56/6). 

B.  

Il nominato ha formulato il 25 novembre 2011 all'UAIE una domanda volta 

al conseguimento di una prestazione dell'assicurazione svizzera per l'inva-

lidità (doc. 107, 118, 19). 

Dagli atti emerge che A._______ soffre di un'infezione da HIV in tratta-

mento antiretrovirale, sindrome lipodistrofica, sifilide latente, depressione 

endoreattiva (cfr. E 213, perizia medica particolareggiata del 17 gennaio 

2012, doc. 26). Questo stato di cose provocherebbe in Italia (secondo il 

medico dell'INPS) un'invalidità del 60% (doc. 26, cfr. anche attestato di ri-

conoscimento dell'invalidità civile, doc. 16). Sia l'INPS che l'interessato 

hanno prodotto diversa documentazione clinica che documenta la patolo-

gia in corso e dalla quale si evince che l'assicurato soffre anche di lichen 

planus del glande (doc. 25, 29-49, 59). Dal certificato medico psichiatrico 

del 18 settembre 2010 (Dott. B._______, doc. 58) emerge che il paziente 

soffre di depressione endoreattiva; da un altro certificato neurologico del 

10 gennaio 2012 si attesta una sindrome ansiosa reattiva con spunti de-

pressivi, somatizzazioni cardiache, attacchi di panico ed insonnia (referto 

del neurologo curante Dott. C._______, doc. 60). 

Il medico dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati resi-

denti all'estero (UAIE), Dott. D._______, ha ritenuto utile sottoporre il caso 

allo psichiatra dell'UAIE, Dott. E._______, il quale, ha chiesto un'indagine 

approfondita in psichiatria (doc. 67-69). Nel frattempo l'assicurato ha esi-

bito un certificato del neurologo Dott. C._______ del 13 settembre 2012 

(doc. 81) attestante una sindrome ansiosa reattiva con spunti depressivi, 

somatizzazioni cardiache, attacchi di panico ed insonnia (doc. 76). L'INPS 

di Foggia, su richiesta dell'UAIE del 27 luglio 2012 (doc. 72), ha fatto per-

venire anche un nuovo E213 aggiornato al 20 settembre 2012, con dia-

gnosi e grado d'invalidità immutati (doc. 80). 

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Pagina 3 

C.  

C.a  Non ritenendo sufficienti i documenti inviati dall'INPS a completazione 

dell'istruttoria, che ricalcavano il rapporto precedente, il Dott. E._______, 

in data 16 dicembre 2012, ha affermato che andrebbe presa in considera-

zione l'esecuzione di una perizia in medicina interna e psichiatria in Sviz-

zera (doc. 83).  

L'interessato è stato reso edotto di questa intenzione con scritto raccoman-

dato del 26 febbraio 2013, in cui è stato, tra l'altro, precisato che "se per 

ragioni mediche non dovesse esserle possibile spostarsi per questa perizia 

deve inviarci un certificato medico dettagliato…" (doc. 89).  

Con comunicazione telefonica del 6 marzo successivo A._______ ha infor-

mato di non poter intraprendere lunghi viaggi in quanto soggetto a crisi di 

panico (doc. 90). Su invito dell'amministrazione l'assicurato ha inviato a tal 

uopo un referto datato 28 marzo 2013 del Centro di salute mentale di 

T.__________ (doc. 92) ove si conferma lo stato ansioso-depressivo e gli 

attacchi di panico. In base ad un test di personalità eseguito dal Dott. 

F._______, psichiatra, emergono anche elementi psichiatricamente signifi-

cativi, quali disforia, fobia, diminuzione del tono dell'umore, turbe ideative 

ed emotive, ecc.; vengono prodotti i risultati di detto test ("MMPI-2") del 27 

marzo 2013 (doc. 93 in toto). 

C.b  Con nota del 20 aprile 2013, il Dott. E._______ ha affermato che le 

diagnosi di AIDS e depressione reattiva non possono limitare in modo tale 

l'assicurato da impedirgli di intraprendere il viaggio fino in Svizzera (doc. 

97).  

D.  

D.a  Con una prima diffida del 24 maggio 2013 A._______ è stato invitato 

a comunicare la sua disponibilità a sottoporsi a perizia in Svizzera e sono 

state menzionate le conseguenze in caso di mancato riscontro (doc. 103).  

Con scritto del 13 giugno 2013, l'interpellato ha ribadito l'impossibilità di 

intraprendere lunghi viaggi per motivi di salute e ciò sulla scorta di precise 

direttive sanitarie (doc. 104). Al riguardo ha prodotto un nuovo certificato 

del neurologo Dott. C._______ del 5 giugno 2013 attestante l'impossibilità 

di intraprendere lunghi viaggi in seguito alle condizioni cliniche ivi descritte 

(doc. 105) ed un certificato dello psichiatra Dott. F._______ in tal senso 

(doc. 106) dell'11 giugno 2013.  

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Pagina 4 

L'incarto è stato trasmesso alla Dott.ssa G._______, psichiatra di fiducia 

dell'UAIE, la quale, nella relazione del 1° luglio 2013, ha precisato che i 

nuovi documenti medici non motiverebbero l'impossibilità di effettuare lun-

ghi tragitti, aggiungendo che le diagnosi "non dovrebbero" impedirgli di 

spostarsi (doc. 113).  

D.b  Con nuova diffida dell'11 giugno 2013, l'assicurato è stato invitato a 

manifestare la sua disponibilità a sottoporsi alla perizia medica bidiscipli-

nare prevista (doc. 114).  

Con scritto del 19 agosto 2013, il nominato ha ribadito la sua non disponi-

bilità facendo oltretutto presente che in quel momento era in corso una 

bronchite acuta (doc. 116).  

D.c Con ulteriore diffida del 10 settembre 2013, l'UAIE ha ribadito il conte-

nuto di quella precedente, riassegnando un termine di risposta di 15 giorni 

(doc. 118). Con lettera del 24 settembre 2013, l'interessato, ha ribadito l'im-

possibilità di spostarsi per lunghi tragitti (doc. 119). 

E.  

Mediante decisione del 18 ottobre 2013 l'UAIE ha respinto la domanda di 

prestazioni AI per carenza dell'obbligo di collaborare (doc. 121), segnata-

mente per il rifiuto di sottoporsi a perizia specialistica in Svizzera.  

F.  

Con il ricorso depositato il 18 novembre 2013, A._______, implicitamente 

chiede l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo 

e, di conseguenza, il riconoscimento del suo diritto a prestazioni assicura-

tive. Chiede di essere esonerato dalle spese di ricorso essendo disoccu-

pato (dal 2011) e del tutto a carico dei genitori (doc. TAF 1).  

G.  

Nelle sue osservazioni ricorsuali del 21 gennaio 2014, l'UAIE propone la 

reiezione dell'impugnativa con i medesimi argomenti indicati nella deci-

sione impugnata (doc. TAF 3). 

H.  

Dopo aver preso atto della risposta dell'UAIE e di altra documentazione di 

rilievo (doc. TAF 5), A._______, con scritto del 12 febbraio 2014, ha ribadito 

la sua intenzione di mantenere il ricorso. Produce documentazione già ad 

atti salvo un nuovo certificato del Dott. C._______ del 10 febbraio 2014 

attestante le note patologie e l'impossibilità di viaggiare (doc. TAF 6). 

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Pagina 5 

I.  

Con duplica del 3 aprile 2014, l'UAIE ha rinunciato a sottoporre quanto in-

viato dal ricorrente al proprio servizio medico ed ha riproposto la reiezione 

del ricorso (doc. TAF 8). 

Con scritto del 16 giugno 2014, dopo aver preso atto della duplica dell'am-

ministrazione, A._______ ha ribadito la sua richiesta ricorsuale (doc. TAF 

11). Questo scritto è stato inviato per conoscenza all'autorità inferire il 25 

giugno 2014 (doc. TAF 12). 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. della legge del 17 giugno 2005 

sul Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32]), rispettivamente 

l'ammissibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 con-

sid. 2 e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 19 

giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 

1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), rese dall'Ufficio AI 

per le persone residenti all'estero. 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge 

federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle assicura-

zioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni 

della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 

28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 

ammissibile nella misura in cui chiede l'annullamento della decisione impu-

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gnata (di non entrata nel merito della domanda di rendita d'invalidità sviz-

zera del 31 gennaio 2011). La causa verte, in effetti, sulla questione di sa-

pere se l'UAIE abbia a ragione, o a torto, rifiutato di esaminare nel merito 

la domanda di rendita d'invalidità presentata dalla ricorrente. Per contro, 

non compete a questo Tribunale di statuire anche sul merito della domanda 

di rendita. Nella misura in cui è chiesto più o altro che la semplice entrata 

nel merito, nel caso concreto il riesame della richiesta di una prestazione 

d'invalidità svizzera, il ricorso è pertanto inammissibile (cfr. DTF 117 V 121 

consid. 1 e DTF 116 V 265 consid. 2a). 

2.  

Il Tribunale amministrativo federale esamina liberamente il diritto federale, 

l'accertamento dei fatti e l'inadeguatezza senza essere vincolato dai con-

siderandi della decisione impugnata o dai motivi invocati dalle parti. In altri 

termini, il ricorso potrebbe essere accolto per ragioni diverse da quelle ad-

dotte dalla ricorrente (art. 62 cpv. 4 PA) o respinto in virtù d'argomenti che 

la decisione impugnata non ha preso in considerazione (cfr. DTF 134 III 

102 consid. 1.1 e DTF 133 V 515 consid. 1.3 e relativo riferimento). 

3.  

3.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'Accordo sulla libera circolazione delle 

persone, del 21 giugno 1999, fra la Confederazione svizzera, da una parte, 

e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra, entrato in vigore il 

1° giugno 2002 (ALC, RS 0142.112.681), in particolare il suo allegato II 

relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Secondo l'art. 20 

ALC, salvo disposizione contraria contenuta nell'allegato II, gli accordi bi-

laterali fra la Svizzera e gli Stati membri della Comunità europea in materia 

di sicurezza sociale sono sospesi con l'entrata in vigore dell'Accordo, qua-

lora il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo.  

3.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto, del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede che le parti contraenti applicano tra di loro, 

nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, gli atti giuri-

dici riferiti nella sezione A dello stesso allegato, comprese eventuali loro 

modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1), assimila la Sviz-

zera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione europea (UE; art. 

1 ch. 2), e stabilisce, ai fini dell’applicazione delle disposizioni dello stesso 

allegato, la necessità di tenere in debita considerazione gli atti giuridici 

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dell’UE riferiti nella sezione B (art. 2 ch. 1) e di prendere atto di quelli men-

zionati alla sezione C (art. 2 ch. 2). 

3.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio, del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1), relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 

2009 (RS 0.831.109.268.11), che stabilisce le modalità di applicazione del 

regolamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 

del Consiglio, del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 

4237, 2009 4831), relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale 

ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spo-

stano all’interno della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento 

(CEE) n. 574/72 del Consiglio, del   21 marzo 1972 

(RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 4845), che stabilisce le modalità di 

applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71, con le relative modifiche, 

entrambi applicabili tra la Svizzera e gli Stati membri fino al 31 marzo 2012 

e quando vi si fa riferimento nel regolamento (CE) n. 883/2004 o nel rego-

lamento (CE) n. 987/2009 oppure quando si tratta di casi verificatisi in pas-

sato.  

Gli atti giuridici elencati nella sezione B dell'allegato II rappresentano di-

verse decisioni della Commissione amministrativa per il coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, mentre quelli esposti nella sezione C corri-

spondono a due raccomandazioni della stessa commissione. 

L'allegato II è peraltro completato da un protocollo, che ne costituisce parte 

integrante (art. 3 ch.2), in cui sono stipulate regole speciali riguardo all'as-

sicurazione contro la disoccupazione, agli assegni per grandi invalidi e alla 

previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.   

3.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò detto, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo allegato II, 

non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della procedura, come 

pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'invalidità sviz-

zera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4). 

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4.  

Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili 

alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per 

quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. 

5.  

5.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3 e DTF 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 

consid. 1.2). Se è intervenuto un cambiamento delle norme legislative nel 

corso del periodo sottoposto ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle 

prestazioni si determina tuttavia secondo le vecchie disposizioni per il pe-

riodo anteriore e secondo le nuove a partire dalla loro entrata in vigore 

(applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445). 

5.2 In concreto oggetto del contendere è la questione a sapere se l'ammi-

nistrazione era autorizzata a respingere il diritto a prestazioni dell'assicu-

rato, in quanto quest'ultimo avrebbe violato il proprio obbligo di collaborare. 

Al riguardo va rilevato che la domanda di rendita è stata introdotta il 25 

novembre 2011, il diritto alla rendita sorgerebbe quindi il 1° giugno 2012, 

segnatamente sei mesi dopo la presentazione dell'istanza (art. 29 cpv. 1 

LAI). In concreto si applicano quindi sia le disposizioni nel tenore in vigore 

dal 1° gennaio 2012 (6a revisione della LAI) sia quelle in vigore preceden-

temente. 

6.   

6.1 Nell'ambito delle assicurazioni sociali, la procedura è retta dal principio 

inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accer-

tati d'ufficio dall'amministrazione. Questo principio non è però assoluto, at-

teso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'i-

struzione della causa. Il dovere processuale di collaborazione comprende 

in particolare l'obbligo delle parti di apportare, nella misura in cui ciò fosse 

ragionevolmente esigibile, le prove necessarie, avuto riguardo alla natura 

del litigio e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sop-

portare le conseguenze della carenza di prove (cfr. sentenza del Tribunale 

federale I 906/05 del 23 gennaio 2007 consid. 5.1; DTF 125 V 195 consid. 

2).  

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In conformità al principio inquisitorio, spetta all'amministrazione determi-

nare, a seconda dello stato di fatto da accertare, quali misure d'istruzione 

dovrebbero essere attuate nel caso in esame, fermo restando che la stessa 

dispone di un ampio potere d'apprezzamento (cfr. sentenza del Tribunale 

federale I 906/05 del 23 gennaio 2007 consid. 6; DTF 111 V 219 consid. 2). 

6.2  

6.2.1 In virtù dell'art. 28 cpv. 2 LPGA, colui che rivendica prestazioni assi-

curative deve fornire gratuitamente tutte le informazioni necessarie per ac-

certare i suoi diritti e per stabilire le prestazioni assicurative.  

Secondo l'art. 43 cpv. 1 LPGA (prima frase), l'assicuratore esamina le do-

mande, intraprende d'ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le infor-

mazioni di cui ha bisogno. Se sono necessari o ragionevolmente esigibili 

esami medici o specialistici per la valutazione del caso, l'assicurato deve 

sottoporvisi (art. 43 cpv. 2 LPGA).  

Se l'assicurato o altre persone che pretendono prestazioni, nonostante 

un'ingiunzione, rifiutano in modo ingiustificato di compiere il loro dovere di 

informare o di collaborare, l'Ufficio AI può, dopo diffida scritta e avverti-

mento delle conseguenze giuridiche e dopo aver impartito un adeguato 

termine di riflessione, decidere in base agli atti o chiudere l'inchiesta e de-

cidere di non entrare in materia (art. 43 cpv. 3 LPGA). 

Alla seconda soluzione prevista dalla norma l'amministrazione può tuttavia 

far capo solo con prudenza, segnatamente quando sulla base degli atti un 

esame di merito non è possibile (cfr. VALTERIO, op. cit. n° 2883 e seg.; sen-

tenza del TF 9C_961/2008 del 30 novembre 2009 consid. 3.1 e DTF 108 

V 229 consid. 2; sentenza del TF I 906/05 del 23 gennaio 2007 consid. 

5.4).  

6.3  L'art. 7b cpv. 1 LAI (nella versione in vigore dal 1 gennaio 2008, 5a 

revisione dell'AI) prevede inoltre che le prestazioni possono essere ridotte 

o rifiutate conformemente all'articolo 21 capoverso 4 LPGA se l'assicurato 

non ha adempiuto gli obblighi di cui all'articolo 7 della presente legge o 

all'articolo 43 capoverso 2 LPGA.  

Al riguardo va rilevato che nel caso di specie, non si è in presenza della 

problematica elencata all'art. 7 LAI, ossia l'obbligo per l'assicurato di fare 

tutto quanto si può ragionevolmente esigere da lui per ridurre la durata e 

l'entità dell'incapacità al lavoro, o di partecipare attivamente all'esecuzione 

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di tutti i provvedimenti ragionevolmente esigibili che possano contribuire 

sia a mantenerlo nel suo attuale posto di lavoro, sia a favorire la sua inte-

grazione nella vita professionale (…).  

L'art. 7b, nella presente specie, è pertanto applicabile solo nella misura in 

cui si riferisce al menzionato art. 43 cpv. 2 LPGA (cfr. MICHEL VALTERIO, 

Droit de l'assurance-viellesse et survivants (AVS) et de l'assurance-invali-

dité (AI), Genève, Zürich, Bâle, 2011, n°1266 in fine). In questo senso, in 

relazione all'art. 21 cpv. 4 LPGA, la sanzione prevista all'art. 7b LAI, per il 

caso in esame, si limita al solo fatto di opporsi a delle misure istruttorie. 

Ora, in queste evenienze specifiche, l'art. 7b LAI o 43 cpv. 3 LPGA si com-

pletano nella misura in cui, ambedue, regolano la procedura e le conse-

guenze in caso di rifiuto di collaborazione nelle misure istruttorie. Del resto 

prima dell'entrata in vigore dell'art. 7b LAI (1° gennaio 2008) e pure della 

LPGA (1° gennaio 2003), queste situazioni erano regolate dall'art. 13 PA, 

secondo cui (cpv. 1), le parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei 

fatti: a) in un procedimento da esse proposto (…); il cpv. 2 stabilisce che 

l'autorità può dichiarare inammissibili le domande formulate nei provvedi-

menti menzionati alle lettere a (…), qualora le parti neghino la coopera-

zione necessaria e ragionevolmente esigibile. 

7.  

Per il resto, può essere osservato che l'art. 57 LAI pone in obbligo agli uffici 

AI, in relazione anche all'art. 59 LAI di valutare l'invalidità sulla scorta di 

esami sanitari professionali ed efficienti, nel rispetto delle prescrizioni legali 

e delle istruzioni della Confederazione. Segnatamente, gli Ufficio AI (art. 59 

cpv. 3 LAI) possono far capo a specialisti, esperti, a centri di osservazione 

medica e professionale, nonché a servizi di altre istituzioni preposte alle 

assicurazioni sociali. Lo stesso è previsto dall'art. 69 cpv. 2 OAI, il quale 

stabilisce che una volta accertato l'adempimento delle condizioni assicura-

tive, l'Ufficio AI procura gli atti necessari, in particolare circa lo stato di sa-

lute, l'attività, la capacità di lavoro e l'idoneità all'integrazione. A tale scopo 

possono essere domandati rapporti e informazioni, ordinate perizie, con-

sultati specialisti dell'aiuto pubblico o privato agli invalidi. Parimenti, l'art. 

44 LPGA stabilisce che se per chiarire i fatti, l'assicuratore deve far ricorso 

ai servizi di un perito indipendente, ne comunica il nome alla parte. Essa 

può ricusare il perito per motivi fondati e presentare controproposte.  

8.  

Nel caso in esame litigiosa è la questione se l'assicuratore invalidità era 

autorizzato a respingere la domanda di prestazioni di A._______ a motivo 

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Pagina 11 

del fatto che, rifiutando di dar seguito alla convocazione relativa all'esecu-

zione di una perizia bidisciplinare in Svizzera, l'assicurato aveva violato in-

giustificatamente il proprio obbligo di collaborare. 

A motivazione del proprio rifiuto l'interessato invoca in particolare il fatto di 

non essere in grado di sopportare un così lungo tragitto dal suo luogo di 

residenza, H._________, Comune sito nella provincia di Foggia, sino in 

Svizzera. Egli giustifica tale impossibilità con le sue precarie condizioni di 

salute, aggiungendo che non può essere accompagnato dai genitori in 

quanto troppo anziani e che non è possibile far capo a terze persone, non 

volendo informarle dei problemi di salute di cui soffre (doc. TAF. 1). 

9.  

9.1  Ora, in primo luogo va evidenziato che il ricorrente, in tutta la fase 

istruttoria e di ricorso non ha mai contestato la necessità di approfondire la 

sua situazione valetudinaria tramite un esame specialistico in più materie. 

Prova ne è che in data 21 settembre 2012 ha addirittura dichiarato all'at-

tenzione dell'UAIE, di chiedere all'INPS, in caso di necessità, di redigere 

una perizia psichiatrica (doc. 75). A._______ non si è pertanto mai opposto 

all'esperimento di una perizia specialistica, bensì unicamente alla lunga 

trasferta dal luogo di domicilio fino in Svizzera.  

9.2 Anche questo collegio giudicante, alla luce della refertazione esibita 

prima della data dell'impugnata decisione, è del parere che un approfondi-

mento medico è necessario. Infatti, A._______ è portatore di una patologia 

somatica, che in Italia, almeno fino ai dati aggiornati al 2012, gli causa 

un'invalidità del 60% (doc. 26, 16). Inoltre è ben documentato che il nomi-

nato soffre anche di turbe psichiche di una certa rilevanza (si confronti in 

particolare il rapporto dettagliato MMPI-2 redatto dal Dott. F._______, psi-

chiatra, in seguito all'esecuzione di diversi test di personalità, doc. 96, doc. 

26, 93, 93, 105, 106 ed altri). Ora, ambedue queste situazioni, in base alla 

documentazione fin qui esibita, non sono state chiarite in modo completo 

e convincente. In altre parole, i rapporti medici ad atti non adempiono le 

esigenze materiali e formali richieste per le perizie mediche sottoposte 

all'autorità chiamata a decidere in merito ad una prestazione d'invalidità 

(DTF 137 V 314, 125 V 352 consid. 3; 122 V 160 consid. 1c). 

9.3 Va quindi esaminato se, nelle circostanze concrete, il rifiuto di sotto-

porsi a perizia in Svizzera, è giustificato o meno. 

10.  

C-6484/2013 

Pagina 12 

10.1  In via preliminare si ossserva che il diritto di essere sentito, sancito 

esplicitamente dall'art. 29 cpv. 2 Cost. è una garanzia costituzionale di na-

tura formale, la cui violazione implica l'annullamento della decisione impu-

gnata, indipendentemente dalle possibilità di successo nel merito (DTF 135 

I 187 consid. 2.2). Tale garanzia comprende il diritto per l'interessato di 

consultare l'incarto, di offrire e di esigere l'assunzione di mezzi probatori 

purché pertinenti e riguardino punti rilevanti per il giudizio, di partecipare 

alla stessa e di potersi esprimere sulle relative risultanze nella misura in 

cui possano influire sulla decisione. In sostanza, il diritto ad essere sentito, 

quale diritto di partecipazione al procedimento, comprende tutte quelle fa-

coltà che devono essere riconosciute a una parte affinché possa efficace-

mente far valere la sua posizione nella procedura (DTF 135 II 286 consid. 

5.1). Il diritto di essere sentito comprende anche l'obbligo per l'autorità di 

motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato di porre 

la persona interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fonda-

mento delle decisione, di rendersi conto della portata del provvedimento e 

di poterlo impugnare con cognizione di causa e, dall'altro, di permettere 

all'autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione medesima. 

Ciò non significa tuttavia che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo 

esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occu-

parsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio atte ad influire sulla de-

cisione (DTF 134 I 83 condid. 4.1). 

10.2 Al riguardo va rilevato che l'UAIE non ha mai spiegato in modo chiaro 

all'assicurato i motivi – e meglio l'incompletezza degli atti medici, in parti-

colare dei due rapporti redatti dall'INPS (doc. 83) - per cui era necessario 

esperire una perizia in Svizzera. In questo senso va evidenziato che, già la 

prima comunicazione del 26 febbraio 2013 (doc. 89), con la quale si invi-

tava l'assicurato a presentarsi in Svizzera, era lacunosa. L'UAIE non ha 

infatti accluso a detto scritto il parere del Dott. E._______ del 16 dicembre 

2012 (doc. 83), all'origine di questo primo avviso.  

L'interpellato ha inoltre reagito, dapprima telefonicamente, poi fornendo la 

documentazione richiesta alla precisazione dell'UAIE di trasmettere un cer-

tificato medico in caso di impossibilità di spostarsi (cfr. consid. C.a; doc. 92, 

93). A fronte di atti medici approfonditi e motivati (doc. 96/97), redatti dai 

medici curanti dell'assicurato, che quindi ben conoscono la situazione, il 

Dott. E._______, si è invece limitato ad affermare del tutto genericamente 

che né l'infezione da HIV, né le patologie psichiatriche, possono essere 

limitanti al punto da impedire il viaggio in Svizzera.  

C-6484/2013 

Pagina 13 

10.3 Ora, nemmeno nella diffida del 24 maggio 2013 (doc. 103) l'ammini-

strazione spiega i motivi della necessità di presentarsi in Svizzera e nem-

meno questa volta invia copia del parere del Dott. E._______. Dopo oppo-

sizione dell'interessato con produzione di ulteriori certificati, la Dott.ssa 

G._______, psichiatra di fiducia dell'UAIE (doc. 113), ha aderito al parere 

del Dott. E._______. Ancora una volta, nella diffida dell'11 giugno 2013 

(doc. 114), come pure infine nella decisione, vengono tralasciate sia la mo-

tivazione a sapere per quali ragioni il richiedente deve presentarsi in Sviz-

zera, sia la questione di fondo (necessità della perizia). 

10.4  Il ricorso dovrebbe quindi essere accolto già solo per questi motivi, le 

diffide dell'UAIE non essendo motivate in modo adeguato e l'autorità 

avendo omesso di trasmettere – in violazione del diritto di essere sentito - 

le prese di posizione dei medici interpellati su cui ha fondato le proprie dif-

fide ed in seguito la propria decisione di diniego delle prestazioni.  

Per questioni di economia procedurale, comunque, si esaminerà anche il 

merito della lite, un semplice rinvio per l'inadempimento di una questione 

formale non risolverebbe la domanda principale, ossia la fondatezza o 

meno del rifiuto di spostarsi in Svizzera ai fini peritali. 

11.  

11.1 Dagli atti emerge che l'interessato, in base al formulario E 213 del 17 

dicembre 2012 (doc. 26 e 110), che è sovrapponibile a quello del del 20 

settembre 2012 (doc. 80), soffre di infezione da HIV in trattamento anti-

retrovirale, sindrome lipodistrofica, sifilide latente, lichen planus del glande, 

e depressione endoreattiva.  

Dalla certificazione specialistica risulta che A._______ nel 2010 presen-

tava una depressione endoreattiva, mentre nel 2012 tale diagnosi è stata 

aggiornata in sindrome ansioso-reattiva con spunti depressivi, somatizza-

zioni cardiache, attacchi di panico, insonnia (cfr. referto del Dott. 

B._______, psichiatra, del 18 settembre 2010, doc. 78 e referto del Dott. 

C._______ del 13 settembre 2012, doc. 81). Inoltre, lo psichiatra Dott. 

F._______ ha approfondito l'aspetto della turba psichica sulla scorta di un 

esame denominato "MMPI-2" "Panda", eseguito il 26 marzo 2013, i cui ri-

sultati sono minuziosamente descritti al doc. 93 pag. 2-6. Al riguardo si 

rileva che il paziente presenta una marcata depressione, disforia del tono 

e dell'umore con fasi di rallentamento psicomotorio alternate a fasi di irre-

quietezza motoria; psicoastenia; problemi di inserimento in gruppo; auto-

stima molto bassa; ansia centrata su polarizzazione sui disturbi somatici 

C-6484/2013 

Pagina 14 

(peraltro attivi e presenti); sintomi e segnali di paranoia; accentuata ten-

denza al distacco autistico; carenza di capacità critica. Inoltre l'esperto se-

gnala che i disturbi emotivo-comportamentali appaiono particolarmente ri-

levanti con deboli capacità di controllo e di difesa e sfera pulsionale virtual-

mente incontrollabile. Nel referto del 28 marzo 2013 (doc. 95/1), il Dott. 

F._______ insiste anche sugli attacchi di panico e gli spunti fobici presenti.  

11.2  Proprio a causa delle crisi di panico di cui soffre, attestate ripetuta-

mente dai curanti, l'assicurato ha comunicato, alla luce della precisazione 

dell'UAI (consid. C.a), di non poter effettuare lunghi tragitti, circostanza 

confermata da entrambi i medici curanti, il Dott. C._______ ed il Dott. 

F._______, i quali attestano a chiare lettere che il loro paziente nelle con-

dizioni di salute sopra descritte, senza peraltro entrare nel merito delle pa-

tologie somatiche, non è in grado di affrontare lunghi tragitti (cfr. referto del 

Dott. C._______ del 5 giugno 2013, doc. 105, e referto del Dott. F._______ 

dell'11 giugno 2013, doc. 106).  

Con nota del 20 aprile 2013, il Dott. E._______ afferma per contro, senza 

peraltro addurre alcuna motivazione, che le diagnosi di AIDS e depressione 

reattiva non possono essere talmente limitanti da impedire all'assicurato di 

intraprendere il viaggio fino in Svizzera (doc. 97).  

La Dott.ssa G._______, psichiatra di fiducia dell'UAIE, afferma inoltre, nella 

relazione del 1° luglio 2013, che i nuovi documenti medici non motivereb-

bero l'impossibilità di effettuare lunghi tragitti, aggiungendo che le diagnosi 

"non dovrebbero" impedirgli di spostarsi (doc. 113).  

11.3 Questo collegio giudicante è del parere che l'opinione espressa dal 

Dott. E._______ – in quanto come detto, del tutto generica e manifesta-

mente non motivata - non è atta a mettere in discussione il rifiuto – per 

motivi di salute - manifestato dal ricorrente, confermato da due medici cu-

ranti, specialisti in materia, che ben conoscono il paziente, di compiere un 

viaggio fino in Svizzera.  

Neppure le conclusioni della Dott.ssa G._______, seppur meglio motivate, 

sono convincenti. Anch'esse non possono quindi mettere in discussione i 

certificati medici trasmessi dall'assicurato a giustificazione dell'impossibilità 

di intraprendere lunghi viaggi. In primo luogo, contrariamente a quanto in-

dicato dal medico dell'UAIE, i certificati appaiono motivati e redatti da spe-

cialisti che ben conoscono l'assicurato. Altri atti medici inoltre confermano 

in modo approfondito la problematica psichica di cui soffre l'assicurato. La 

C-6484/2013 

Pagina 15 

Dott.ssa G._______ poi, sull'esigibilità del viaggio, si esprime al condizio-

nale ("les diagnostiques ne devraient pas empêcher"), insinuando così il 

dubbio che potrebbe anche essa potrebbe anche non essere data. La spe-

cialista conferma altresì implicitamente la difficoltà di spostamento indi-

cando sia la necessità di sottoporsi a trattamento ansiolitico che quella di 

essere accompagnato. A proposito del trattamento farmacologico va tutta-

via rilevato che l'assicurato è già normalmente sottoposto a trattamento 

psichiatrico medicamentoso (doc 105) e malgrado ciò non può, secondo i 

propri medici, viaggiare. Contrariamente a quanto affermato dal medico 

dell'UAIE i medicamenti non sembrano quindi venire in alcun modo in soc-

corso ad eventuali attacchi di panico che potrebbero manifestarsi durante 

il viaggio.  

11.4 Come già accennato, infine, oltre alla patologia di natura psichiatrica, 

A._______ soffre delle conseguenze della sindrome da immunodeficienza 

acquisita. Anche in questo caso, non è chi non veda, secondo la generale 

esperienza della vita, come la patologia in corso si manifesti a fasi alterne 

con le note malattie opportunistiche che colpiscono le persone con difese 

immunitarie ridotte, non da ultimo un periodo di bronchite che l'interessato 

ha segnalato nell'agosto 2013 (doc. 116). Nell'anamnesi vengono inoltre 

segnalati episodi di polmonite ed altre infezioni virali o batteriche (doc. 26).  

Nessun medico si è tuttavia pronunciato sul tema della patologia somatica 

e del rischio, oggettivamente presente, nel tipo di malattia acclarato, di con-

trarre infezioni di ogni sorta, possibilità accresciuta, secondo la generale 

esperienza della vita, in caso di viaggi in contatto con persone ed ambienti 

diversi ed in situazioni di stress. 

A maggior ragione il rifiuto dell'assicurato va considerato giustificato. 

11.5 Alla luce di quanto sopra esposto questo collegio giudicante non può 

che concludere che il rifiuto di collaborare dell'assicurato, ovverosia di sot-

toporsi a perizia specialistica in Svizzera è suffragato da motivi sufficienti e 

pertanto è giustificato.  

 

12.  

12.1 Una visita medica eseguita in Svizzera potrebbe sortire risultati più 

soddisfacenti in materia di accertamento peritale, in quanto i medici ope-

C-6484/2013 

Pagina 16 

ranti in questo Paese sono abituati ad effettuare indagini sanitarie per or-

dine di differenti istituti assicuratori e/o tribunali. Ciò non significa tuttavia 

assolutamente che gli specialisti operanti in questo Paese sono più esperti 

di quelli che lavorano all'estero. Essi sono semplicemente più avvezzi a 

strutturare i loro rapporti secondo le esigenze peritali dettate e consolidate 

dalla prassi e dalla giurisprudenza in materia (cfr. consid. 9.2). 

Tuttavia, vi sono casi in cui, come per gli assicurati residenti in altro conti-

nente e, come nella specie, assicurati che presentano patologie per cui non 

è esigibile che effettuino un lungo viaggio, l'UAIE è in grado, qualora non 

ritenga sufficienti i dati raccolti in istruttoria, di organizzare all'estero, tra-

mite il servizio medico dell'Ambasciata di Svizzera, un accertamento spe-

cialistico. Con un catalogo di domande ben preciso, come per esempio 

quello già sottoposto al ricorrente (alla lettera del 26 febbraio 2013 l'UAIE 

aveva allegato copia di una serie di domande peritali, non ad atti, doc. 89 

pag. 2), con la richiesta di eseguire test, esami e prove di ogni genere in 

relazione alle patologie denunciate, l'UAIE può ottenere da uno specialista 

operante all'estero, con l'aiuto organizzativo del medico di fiducia dell'Am-

basciata, un soddisfacente rapporto sanitario nelle discipline interessate. 

Altre soluzioni sono proponibili, come quella di chiedere all'INPS corrispon-

dente un rapporto peritale più dettagliato. Tale ultimo provvedimento, forse 

perché non sufficientemente chiaro, non ha purtroppo funzionato. 

In sostanza quindi, l'esigenza di sottoporsi a esame peritale in Svizzera 

non è assoluta, essendo proponibile in casi eccezionali, una soluzione più 

adeguata. 

In simili condizioni l'amministrazione non era autorizzata a sospendere la 

procedura di accertamento e respingere la domanda di prestazioni. Il ri-

corso, in quanto fondato, dev'essere pertanto accolto e la decisione impu-

gnata, pronunciata in violazione del diritto federale, annullata. L'incarto va 

pertanto rinviato all'amministrazione affinché statuisca sul diritto a presta-

zioni d'invalidità dell'assicurato, facendo eseguire una perizia specialistica 

all'estero nel rispetto della più recente giurisprudenza in materia di perizie 

(cfr. DTF 137 V 210 e 314).  

13.  

13.1 Visto l'esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 

63 cpv. 2 PA ed art. 37 LTAF). La domanda di assistenza giudiziaria formu-

lata dall'interessato in calce al suo ricorso è pertanto divenuta priva di og-

getto. 

C-6484/2013 

Pagina 17 

13.2  Non si assegnano indennità per spese ripetibili, l'interessato non es-

sendo peraltro rappresentato da professionista legale (art. 64 PA in combi-

nazione con l'art. 7 e seg. TS-TAF). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

C-6484/2013 

Pagina 18 

1.  

Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata. Gli atti sono rinviati 

all'UAIE affinché esegua gli accertamenti specialistici indicati nei conside-

randi e si pronunci nuovamente sul diritto di A._______ di percepire pre-

stazioni d'invalidità. 

2.  

Non si prelevano spese processuali.  

3.  

La domanda di assistenza giudiziaria è priva di oggetto. 

4.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

5.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento) 

– autorità inferiore (n. di rif. ; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna (Raccomandata) 

 

I rimedi di diritto sono menzionati alla pagina seguente 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Dario Croci Torti 

 

  

C-6484/2013 

Pagina 19 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione nella misura in cui sono 

soddisfatte le condizioni di cui all'art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Gli 

atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: