# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67a6f0d5-2cc4-5267-b8e5-9514137abfa4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-05-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 13.05.2022 80.2022.98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2022-98_2022-05-13.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2022.98

  80.2022.99

  	
  Lugano

  13 maggio 2022   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Mara
  Regazzoni

  

 

 

	
  parti

  	
    RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  dell’11 aprile 2022 contro la decisione del 9 marzo 2022 in materia di IC e IFD
  2020.

  

 

 

	
  Fatti

  	
   

  

 

 

                                  A.   RI 1, avvocato, è
stato domiciliato a __________ fino al 31.12.2021, quando si è trasferito a __________.

                                         Nella dichiarazione
d’imposta IC/IFD 2020, il contribuente ha dichiarato un reddito imponibile
complessivo di fr. 62'760.-, e una sostanza imponibile complessiva di fr.
49'458.-. In particolare il contribuente ha indicato di aver beneficiato
d’indennità per disoccupazione per un totale di fr. 40'603.-.

 

 

                                  B.   Con decisione del 2
febbraio 2022, l’Ufficio circondariale di tassazione di Biasca (nel seguito UT)
ha notificato al contribuente la tassazione IC/IFD 2020, commisurando il
reddito imponibile per l’IC in fr. 69'100.- e per l’IFD in fr. 73'100.-. Rispetto
alla dichiarazione d’imposta presentata, l’autorità di tassazione aveva
stabilito l’indennità per disoccupazione in fr. 46'970.-, e motivato di essersi
riferito all’attestato della Cassa di disoccupazione allegato dal contribuente.

 

 

                                  C.   Con reclamo del 17
febbraio 2022, il contribuente ha chiesto di ridurre l’importo delle indennità
di disoccupazione a fr. 40'420.-, argomentando che l’importo di fr. 6'550.-,
risultante dall’attestazione fiscale rilasciatagli dalla cassa di
disoccupazione riguardava prestazioni percepite nel 2019.

                                         Con decisione del 9 marzo
2020, l’UT ha respinto il reclamo, confermando l’importo di fr. 46'970.- a
titolo di indennità di disoccupazione con la motivazione che “le prestazioni
dell’assicurazione contro la disoccupazione del dicembre 2019 non erano state
indicate nell’attestato della Cassa di disoccupazione 2019 in quanto sono state
versate nell’anno 2020”.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 insorge avverso la decisione di
tassazione dopo reclamo dell’UT chiedendo la riduzione dell’importo delle
indennità per perdita di guadagno in fr. 40'420.-, con protesta di tasse, spese
e ripetibili. A suo avviso, il fatto che, per un ritardo a lui non imputabile, l’indennità
di disoccupazione del dicembre 2019 gli sia stata versata unicamente nel 2020
ed indicata nel certificato prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione
del 2020, non legittimerebbe l’UT ad includere in maniera arbitraria dette
prestazioni nel reddito imponibile per l’anno fiscale 2020.

 

                                         Con osservazioni del 20
aprile 2022, l’UT postula la reiezione del ricorso.

 

 

	
  Diritto

  	
   

  

 

 

                                   1.   Per gli articoli 51
cpv. 1 LT e 41 cpv. 1 LIFD, il reddito imponibile è determinato in base ai
proventi conseguiti durante il periodo fiscale. 

                                         Secondo la giurisprudenza,
un reddito è imponibile solo quando è realizzato. Questa condizione essenziale
costituisce il fatto generatore dell’imposizione. Un reddito è realizzato
quando il contribuente beneficia di una prestazione o acquisisce una pretesa
alla stessa, su cui ha un effettivo potere di disporre. Di regola, l’acquisizione
di un credito è già considerata come reddito quando l’adempimento non appare
incerto. Il momento dell’adempimento effettivo della prestazione è preso in
considerazione solo quando lo stesso appare poco probabile (sentenza
2C_372/2015 e 2C_373/2015 del 20 luglio 2016 consid. 4.2 e giurisprudenza citata).

                                         Per quanto concerne le
prestazioni pecuniarie, tuttavia, ci si fonda di solito sul momento del
pagamento (sentenza 2C_144/2008 del 12 novembre 2008 consid. 2.1 e
giurisprudenza citata).

                                         La
giurisprudenza del Tribunale federale ha anche stabilito che i versamenti di
rendite d’invalidità arretrate del primo e del secondo pilastro sono imponibili
quando vengono pagati (sentenza 2C_267/2007 del 5 ottobre 2007 consid. 2.3 e
giurisprudenza citata).

 

 

                                   2.   Dall’attestazione
fiscale, rilasciata il 7 gennaio 2021 al ricorrente dalla Cassa di
disoccupazione UNIA per il periodo fiscale 2020, risulta che nel corso
dell’anno in questione gli sono state versate indennità giornaliere per
complessivi fr. 46'970.-, al netto dei contributi sociali. Oltre alle indennità
per sette mesi del 2020 sono state versate anche indennità giornaliere per il
mese di dicembre del 2019. 

                                         Coerentemente con le
regole ricavate dalla giurisprudenza precedentemente citata, l’autorità di
tassazione ha legittimamente ritenuto che anche le indennità giornaliere
dell’ultimo mese del 2019, versate nel 2020, rientrassero fra i “proventi
conseguiti durante il periodo fiscale” e fossero pertanto incluse nella base
imponibile per il calcolo dell’imposta sul reddito 2020. Il fatto che il
versamento dell’importo litigioso sia dipeso da “un ritardo non imputabile”
all’insorgente non giustifica una deroga ai principi vigenti nel diritto
dell’imposta sul reddito. 

 

 

                                   3.   Visto l’esito del
ricorso, tassa di giustizia e spese processuali sono poste a carico del
ricorrente, soccombente. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    300.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.     380.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di .

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: