# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9986cf56-d19e-53b6-bcba-bc193d60f8a6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-07-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.07.2017 C-2706/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2706-2017_2017-07-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Il TF non è entrato nel merito del 

ricorso con decisione del 30.10.2017 

(9C_540/2017) 

 
 
 
 

  

  

 

 Corte III 

C-2706/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 0  l u g l i o  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudice Vito Valenti, giudice unico, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

istante, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2, 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Domanda di restituzione del termine per il pagamento 

dell’anticipo spese (sentenza del Tribunale amministrativo fe-

derale del 31 marzo 2017). 

 

 

 

C-2706/2017 

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Ritenuto in fatto e considerato in diritto: 

1.  

1.1 Con decisione del 28 settembre 2016, l’Ufficio dell’assicurazione per 

l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero ha respinto la domanda di 

prestazioni dell’assicurazione svizzera per l’invalidità presentata dall’inte-

ressato il 10 luglio 2015. 

1.2 L’11 novembre 2016, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tri-

bunale amministrativo federale contro la decisione dell’UAIE del 28 settem-

bre 2016 mediante il quale ha chiesto di (accertare e poi) dichiarare il suo 

diritto a percepire una rendita d’invalidità svizzera dal momento che le pa-

tologie di cui soffre comportano una completa incapacità al lavoro in una 

qualsiasi attività lucrativa (doc. TAF 1 nella causa C-7245/2016). 

1.3 Con decisione incidentale del 14 febbraio 2017 (notificata all’interes-

sato il 20 febbraio 2017; doc. TAF 10 e 11 nella causa C-7245/2016), il 

Tribunale amministrativo federale ha invitato l’interessato a versare, entro 

il termine di 30 giorni a decorrere da quello successivo alla notificazione 

del provvedimento medesimo, un anticipo di fr. 800.- a copertura delle pre-

sumibili spese processuali, con comminatoria di inammissibilità del ricorso 

in caso di decorso infruttuoso del termine. 

1.4 Con sentenza del 31 marzo 2017, il Tribunale amministrativo federale 

ha dichiarato inammissibile il ricorso dell’11 novembre 2016 a causa del 

mancato versamento, entro il termine impartito, dell’anticipo sulle presumi-

bili spese processuali (doc. TAF 14 nella causa C-7245/2016). 

1.5 Il 4 aprile 2017, è poi pervenuto a PostFinance in Svizzera in favore del 

Tribunale amministrativo federale l’importo di fr. 800.- versato per l’interes-

sato, importo che il Servizio Finanze di questo Tribunale ha ritornato al me-

desimo il 24 aprile 2017 (“Informazione finanze” nella causa C-7245/2016). 

2.  

Con scritto datato 19 aprile 2017, ma inoltrato il 3 maggio 2017, l’interes-

sato ha segnalato che il pagamento tardivo dell’anticipo spese è dovuto ad 

un’incomprensione con la nipote – a cui ha chiesto a causa della sua pre-

caria situazione finanziaria di pagare siffatto anticipo – sulla scadenza del 

termine per eseguire il versamento, questo a causa del suo stato psichico. 

Confida nella comprensione di questo Tribunale. 

 

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3.  

3.1 Il 13 maggio 2017, l’interessato ha interposto ricorso al Tribunale fede-

rale contro la sentenza del Tribunale amministrativo federale del 31 marzo 

2017 mediante il quale ha chiesto di dichiarare ammissibile il ricorso for-

mulato a suo tempo (dinanzi a questo Tribunale) e di accertare (e poi di-

chiarare) un’incapacità permanente assoluta con diritto a percepire la pre-

stazione economica corrispondente. Ha fatto valere di aver versato l’anti-

cipo spese richiesto da questo Tribunale non appena la sua situazione me-

dica e finanziaria, che lo ha costretto a ricorrere all’aiuto di un famigliare, 

glielo ha consentito (doc. TAF 18 nella causa C-7245/2016). 

3.2 Con sentenza del 14 giugno 2017, il Tribunale federale ha dichiarato 

inammissibile il ricorso del 13 maggio 2017 contro la sentenza del Tribu-

nale amministrativo federale del 31 marzo 2017. Il Tribunale federale ha 

indicato che l’interessato sembra domandare una restituzione del termine 

omesso per i motivi addotti a giustificazione del pagamento tardivo, do-

manda che deve essere presentata al Tribunale amministrativo federale, 

motivo per cui il ricorso è inammissibile. Il Tribunale federale ha altresì ri-

levato che un gravame contenente censure di merito avverso un giudizio 

d’inammissibilità non soddisfa le esigenze di una motivazione riferita allo 

specifico oggetto del litigio, di modo che la conclusione dell’interessato ten-

dente al riconoscimento del diritto a prestazioni economiche non è ammis-

sibile (sentenza del TF 9C_369/2017 del 14 giugno 2017). 

4.  

4.1 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero. 

4.2 La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 

PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). In virtù dell'art. 

3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali non è discipli-

nata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 830.1). Secondo 

l'art. 2 LPGA, le disposizioni della legge stessa sono applicabili alle assi-

curazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per quanto le 

singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Giusta l'art. 1 cpv. 1 

LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'inva-

lidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. 

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4.3 Secondo giurisprudenza, il Tribunale amministrativo federale è compe-

tente a trattare, in virtù dell'art. 24 PA rispettivamente dell'art. 41 LPGA, 

una domanda di restituzione del termine presentata a seguito della pronun-

cia da parte di questo Tribunale di una sentenza di inammissibilità del ri-

corso a causa dell'inosservanza di un termine. Nella sentenza 9C_75/2008 

del 20 agosto 2008, il Tribunale federale ha in effetti considerato che, seb-

bene non sussista alcuna disposizione in merito alla facoltà del Tribunale 

amministrativo federale di riconsiderare una propria decisione nella misura 

in cui i presupposti per una restituzione del termine siano adempiuti, tale 

competenza essendo peraltro espressamente prevista per il Tribunale fe-

derale per quanto riguarda le sue sentenze all'art. 50 cpv. 2 LTF, le dispo-

sizioni che si applicano dinanzi al Tribunale federale sono applicabili anche 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale in applicazione, per il rinvio di 

cui all'art. 37 LTAF, dell'art. 24 cpv. 1 PA rispettivamente 41 LPGA (sentenza 

del TF 1C_491/2008 del 10 marzo 2009 consid. 1.2). Peraltro, l'esigenza 

dell'esaurimento delle istanze – che sottende all'art. 86 LTF – impone alla 

parte di formulare dapprima la sua richiesta di restituzione del termine allo 

stesso Tribunale amministrativo federale per poi eventualmente rivolgersi 

al Tribunale federale, nel caso la restituzione in intero le fosse stata negata 

(sentenza del TF 2C_845/2011 del 17 ottobre 2011 consid. 2). 

4.4 Per conseguenza, questo Tribunale è competente a trattare la do-

manda di restituzione del termine che ha assegnato all'interessato il 14 

febbraio 2017 per il pagamento dell'anticipo spese e che è scaduto infrut-

tuoso il 22 marzo 2017. 

5.  

5.1 Benché non abbia richiamato né l'art. 41 LPGA né l'art. 24 cpv. 1 PA, si 

può ritenere che l'interessato abbia, perlomeno implicitamente, voluto chie-

dere la restituzione del termine per effettuare il versamento del richiesto 

anticipo sulle presumibili spese processuali. 

5.2 Sia in applicazione dell'art. 41 LPGA sia in applicazione dell'art. 24 cpv. 

1 PA, la restituzione per l'inosservanza di un termine può essere accordata 

allorquando il richiedente o il suo rappresentante siano stati impediti, senza 

loro colpa, di agire entro il termine stabilito, sempre che l'interessato lo do-

mandi adducendone i motivi e compia l'atto omesso entro 30 giorni dalla 

cessazione dell'impedimento (sentenza del TF 9C_137/2008 del 22 gen-

naio 2009). 

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5.3 Secondo giurisprudenza, per impedimento senza colpa bisogna inten-

dere non solo l'impossibilità di agire oggettiva nel senso della forza mag-

giore, bensì anche l'impossibilità soggettiva dovuta a circostanze personali 

o all'errore scusabile (cfr. sentenze del TF 8C_666/2014 del 7 gennaio 

2015 consid. 4.2 e 9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3 nonché 

relativi riferimenti). Tali circostanze devono essere apprezzate in modo og-

gettivo; in particolare, costituisce impedimento senza colpa qualsiasi circo-

stanza che avrebbe impedito ad un richiedente – rispettivamente ad un 

rappresentante – diligente di agire entro il termine. Non basta però che 

l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine stabilito, 

lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure stato impossibilitato ad incaricare 

un terzo di compiere gli atti di procedura necessari; non appena sia ogget-

tivamente e soggettivamente esigibile che la persona in oggetto agisca 

personalmente o che affidi a un terzo la salvaguardia dei suoi interessi, 

cessa l'impedimento senza sua colpa (sentenze del TF I 854/06 del 5 di-

cembre 2006 e K 34/03 del 2 luglio 2003). Occorre altresì rilevare che, per 

un principio generale, il rappresentato è tenuto a sopportare le conse-

guenze di eventuali omissioni e negligenze commesse dal suo rappresen-

tante (sentenza del TF H 321/02 del 28 aprile 2003). 

5.4 Incombe peraltro al richiedente dimostrare la tempestività della do-

manda di restituzione, motivare la domanda medesima e compiere l'atto 

omesso nel termine di 30 giorni dalla cessazione dell'impedimento. Se non 

è dimostrata la tempestività dell'inoltro della domanda di restituzione o la 

domanda stessa non è motivata o non è stato compiuto l'atto omesso nel 

termine previsto dalla legge, la domanda stessa è inammissibile (YVES 

DONZALLAZ, Loi sur le Tribunal fédéral, Commentaire, 2008, art. 50 n. 1359 

e 1370; sentenza del TF 1F_20/2008 del 2 ottobre 2008 e relativo riferi-

mento). 

5.5  

5.5.1 Il fatto che l’anticipo a copertura delle spese processuali non sia stato 

versato entro il termine impartito a causa di un’incomprensione fra l’istante 

e la nipote – che è stata incaricata di pagare siffatto anticipo – sulla sca-

denza del termine per effettuare il versamento non costituisce manifesta-

mente un motivo di restituzione dei termini. La nipote dell’istante neppure 

ha motivato, nell’allegato scritto del 24 aprile 2017, per quale motivo rite-

neva che il versamento dovesse essere effettuato entro il 18 aprile 2017. 

D’altra parte, se l’istante non fosse stato in grado di pagare l’importo richie-

sto a causa della sua precaria situazione finanziaria, sia il medesimo che 

la nipote avrebbero potuto e dovuto, usando della necessaria diligenza, 

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vuoi inoltrare un’istanza di proroga del termine accordato per il pagamento 

dell’anticipo spese, istanza che avrebbe potuto essere inoltrata fino al 22 

marzo 2017 a mezzanotte, vuoi presentare una domanda di dispensa dal 

versamento delle spese processuali. 

5.5.2 Per il resto, può essere rilevato che l’istante, nell’atto del 19 aprile 

2017, ha preteso d’essere stato impossibilitato, per malattia, d’incaricare 

correttamente la nipote di versare siffatto anticipo, in particolare le avrebbe 

fornito delle indicazioni errate sulla scadenza del termine per il versamento. 

Secondo giurisprudenza, una grave malattia contratta improvvisamente 

può costituire un impedimento non colposo e può di conseguenza giustifi-

care una domanda di restituzione dei termini se l’interessato medesimo è 

stato impedito di agire entro il termine stabilito e se inoltre egli non è stato 

in grado d’incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura necessari 

(sentenza del TF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2). L’istante 

non ha però fornito spiegazione alcuna sulla ragione per cui il suo stato di 

salute psicofisico non gli avrebbe consentito né di versare tempestiva-

mente l’anticipo spese né di incaricare la nipote di effettuare tempestiva-

mente il richiesto versamento, anche tenuto conto della crisi d’ansia mani-

festatasi il 10 aprile 2017 (momento in cui il termine per versare l’anticipo 

spese era peraltro già scaduto infruttuoso; v. certificato medico del 10 aprile 

2017). Per sovrabbondanza, può essere osservato che i documenti medici 

agli atti diagnosticano certo una sindrome ansioso-depressiva in tratta-

mento con un antidepressivo ed un ansiolitico e precisano che il ricorrente 

è in cura presso un centro di salute mentale (v. certificato medico del 10 

aprile 2017 e rapporto psichiatrico). Non appare comunque emergere una 

malattia grave e improvvisa dell’istante che gli avrebbe potuto impedire in 

particolare di incaricare la nipote di pagare l’anticipo spese o che possa 

giustificare un errore nell’indicazione del termine per il pagamento. 

5.5.3 D’altra parte, la nozione di “senza sua colpa” di cui agli art. 41 LPGA 

e 24 cpv. 1 PA comprende qualsivoglia inosservanza all’ordine giuridico, 

sia essa intenzionale o il frutto di negligenza grave o anche solo leggera 

(sentenza del TF 1P.380/2005 dell’8 settembre 2005 consid. 3). Occorre 

precisare che la nozione d’impedimento non colpevole non comprende un 

qualsivoglia problema d’organizzazione tra l’istante e il suo rappresentante 

(sentenza del TF 1B_226/2008 del 29 settembre 2008 consid. 7), tanto 

meno semplici dimenticanze dell’uno o dell’altro, fermo restando che il 

comportamento del rappresentante o di una persona che ha agito in qualità 

di ausiliario va comunque ascritto al rappresentato (sentenza del TF 

1C_249/2008 del 9 giugno 2008 consid. 1.2; cfr. YVES DONZALLAZ, op. cit., 

art. 50 n. 1342 a 1344 con riferimenti). Peraltro, il fatto di dimenticarsi di 

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verificare che il pagamento sia stato effettuato a tempo non costituisce un 

motivo di restituzione del termine per effettuare il versamento del richiesto 

anticipo spese (YVES DONZALLAZ, op. cit., art. 50 n. 1340 e 1341). 

5.6 Ne discende che chiaramente non è stato fatto valere un impedimento 

non colpevole ai sensi di legge dell’istante rispettivamente della nipote. 

5.7 Da quanto esposto, la domanda del 19 aprile 2017 di restituzione del 

termine per effettuare il versamento del richiesto anticipo sulle presumibili 

spese processuali va respinta in quanto manifestamente infondata. 

6.  

Il giudice dell'istruzione decide quale giudice unico la non entrata nel merito 

d'impugnazioni manifestamente inammissibili (art. 23 cpv. 1 lett. b LTAF) 

rispettivamente il respingimento di domande di restituzione dei termini che 

come nella presente fattispecie risultano manifestamente infondate (v. in 

particolare l'art. 85bis cpv. 3 LAVS in combinazione con l'art. 69 cpv. 2 LAI e 

l'art. 23 cpv. 2 LTAF; sentenze del TAF C-264/2014 del 27 gennaio 2014 e 

C-2330/2011 del 18 luglio 2011 consid. 9). 

7.  

Per eccezione, non si prelevano spese processuali (art. 63 cpv. 1 PA non-

ché art. 6 lett. b del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Visto l'esito della procedura, non si giustifica l'at-

tribuzione all’istante di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli 

art. 7 e segg. TS-TAF). 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

La domanda dell'istante del 19 aprile 2017, intesa quale domanda di resti-

tuzione del termine per il versamento dell’anticipo a copertura delle presu-

mibili spese processuali, è respinta. 

2.  

Non si prelevano spese processuali né si attribuiscono ripetibili. 

3.  

Comunicazione a: 

– istante (Raccomandata con avviso di ricevimento) 

– autorità inferiore (n. di rif. ; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: