# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2a01a65f-5d6d-5284-9ced-2b9625010c1a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2000.00030
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00030_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00030

  	
  Lugano

  25 maggio
  2000/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 17
marzo 2000 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  (patr. dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

la sentenza 28 febbraio 2000 del Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 3 nella causa a procedura inappellabile promossa
con istanza 10 settembre 1998 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  (patr. dall'avv. __________)

   

  

 

 

con la quale l’istante ha chiesto il
disconoscimento del debito di fr. 7'183.– di cui alla decisione di rigetto
provvisorio dell'opposizione 20 agosto 1998 del Segretario assessore della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, domanda accolta dal primo giudice limitatamente
a fr. 6'000.–;

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                1.     Con
sentenza 20 agosto 1998 il Segretario assessore della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 5 ha rigettato in via provvisoria, limitatamente all'importo di
fr. 7'183.–, l’opposizione interposta da __________ al PE no. __________ dell’UE
di Lugano fattole notificare ____________________per l’incasso di fr. 10'500.–
oltre accessori, importo corrispondente al saldo dovuto dall'escussa su un
mutuo di fr. 15'000.– ottenuto il 13 dicembre 1996.

 

                                2.     Con
istanza 10 settembre 1998 __________ ha chiesto il disconoscimento del debito
di fr. 7'183.– sostenendo di aver interamente restituito la somma di fr.
15'000.– oggetto del mutuo.

                                        L'estinzione
del debito sarebbe avvenuta a diverse riprese e secondo diverse modalità, e
meglio: mediante due versamenti brevi manu di fr. 3'000.– cadauno effettuati in
presenza di __________, con il pagamento di complessivi fr. 3'317.– da parte di
__________ sulla base di un accordo intervenuto tra le parti (doc. D e F), con
il pagamento di fr. 4'500.– mediante tre bonifici bancari di fr. 1'500.– ognuno
versati direttamente da __________ al creditore (doc. 1–3), mentre il saldo di
fr. 1'183.– sarebbe stato soluto mediante compensazione con quanto dovuto
all'istante per la pubblicazione di due comunicati stampa. Il convenuto si è opposto
all’istanza contestando l’avvenuta estinzione del debito, salvo per gli importi
–di complessivi fr. 4'500.– restituitigli tramite banca da __________ r. 

                                    

                                3.     Con
il querelato giudizio il primo giudice, preso atto che controversa è unicamente
l'avvenuta estinzione del mutuo e in particolare il versamento del saldo di fr.
7'183.–, ha accolto l'istanza limitatamente a fr. 6'000.–, ovvero a quanto
l'istante sostiene di aver versato in contanti al convenuto e che il teste
__________, ha confermato. Per la differenza di fr. 1'183.– il pretore ha
invece respinto l'istanza, non avendo l'istante provato di vantare simile
credito nei confronti del convenuto.

 

                                4.     Con
il presente tempestivo gravame, al quale è stato concesso effetto sospensivo
con decreto 21 marzo 2000, __________ è insorto contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art.
327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo giudice di aver
arbitrariamente valutato le prove, in particolare per aver ritenuto provato il
pagamento di fr. 6'000.– sulla sola base della testimonianza __________, senza
considerare le contraddizioni e le discordanze contenute nella stessa e quelle
risultanti dal raffronto con l'interrogatorio formale dell'istante: ciò che
renderebbe la prova inattendibile al punto da poter configurare come arbitraria
la valutazione della fattispecie operata dal pretore. Rileva inoltre come
alcuni aspetti della fattispecie non abbiano trovato riscontro in altre
possibili prove che non sono state offerte dall'istante a liberazione del
proprio impegno di restituzione del mutuo.

                                        

                                        Con
osservazioni 3 maggio 2000 la controparte postula la reiezione del gravame,
chiedendo nel contempo di essere posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria
e del gratuito patrocinio. 

 

                                5.     Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del giudice di pace può essere
annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e
riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere
ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o
persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile
soluzione appare come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione
reale, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF
125 I 168 consid. 2a).

 

                                6.     L’art.
8 CC impone a chi intende dedurre un proprio diritto da una circostanza di
fatto l’obbligo di provarla. Questa norma generale che stabilisce la
ripartizione dell'onere probatorio, vale anche nell'ambito dell'azione di
disconoscimento del debito. In quest'azione, basata sul diritto materiale (D.
Staehelin, in Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs,
1998, n. 14 ad art. 83 LEF), nonostante la diversa ripartizione dei ruoli processuali,
spetta al creditore–convenuto dimostrare il fondamento della sua pretesa, e al
debitore / istante sostanziare le eccezioni liberatorie delle quali si prevale
per dimostrare l'inesistenza del debito. 

                                        L’art.
90 CPC stabilisce d'altra parte che il giudice valuta secondo il suo libero convincimento
quale sia la forza probatoria degli elementi offerti dalle parti e, di conseguenza,
se un certo fatto debba o meno ritenersi provato (Rep. 1989 p. 440; II
CCA 31 luglio 1995 in re F./T. SA; Kummer, Berner Kommentar, n. 64
ad art. 8 CC).         

 

                                7.     Nel
caso concreto, al dilà dell'esistenza del mutuo (pacifica nella fattispecie),
incombeva all'istante provare la sua restituzione, ossia l'estinzione del
credito litigioso: per quanto concerne la sede ricorsuale, la verifica concerne
l'importo di fr. 6'000.– pari a quanto l'istante sostiene di aver restituito al
mutuante in due versamenti in contanti da fr. 3'000.–. Su queste circostanze la
testimonianza __________ è chiara e diretta poiché il teste ha affermato di
essere stato presente in entrambe le occasioni alla consegna del denaro. È vero
che il teste, convivente dell'istante, non può essere considerato del tutto
indifferente all'esito della causa, tant'è che afferma di aver effettuato egli
stesso i successivi tre versamenti al creditore e che l'istante –in sede di
interrogatorio formale– ha narrato che, non bastando i soldi suoi per far
fronte al debito, poteva far conto su quelli dell'amico; tuttavia, la narrazione
del teste –sui punti fondamentali– è pur stata confermata dall'interrogatorio
formale dell'istante e non è stata contrastata da nessun'altra prova. Pur con
le cautele nell'apprezzare la prova, esplicitamente riconosciute dal primo
giudice, questi non ha avuto motivo per scostarsi da quelle risultanze. È vero
ciò che afferma il ricorrente, lamentando che l'istante non ha prodotto gli
estratti del suo conto bancario a comprova di aver disposto del denaro da
restituire a __________, né alcun'altra prova documentaria a proposito –secondo
le affermazioni dell'istante– dei conteggi di accrediti in suo favore da parte
delle PTT. È tuttavia competenza del giudice del merito –nell'ambito del potere
riservatogli dall'art. 90 CPC– di stabilire se il fatto così come provato e
senza ulteriori conferme sia stato sufficientemente accertato. Competenza del
giudice della cassazione è invece di constatare se la decisione impugnata
corrisponde alle risultanze dell'istruttoria e se le prove assunte, nel loro
complesso, corrispondono al complesso fattuale considerato dal primo giudice.
Ciò che è il caso; pertanto, non è possibile concludere che la sentenza
impugnata è arbitraria. Conclusione da cui non è dato scostarsi nemmeno se
appaiono pertinenti le puntuali osservazioni del ricorrente a proposito di determinate
contraddizioni fra le dichiarazioni del teste __________ e quelle dell'istante,
così come formulate in sede di interrogatorio formale. Sennonché parte di tali
osservazioni concernono particolari irrilevanti della fattispecie come il
taglio delle banconote consegnate in pagamento al mutuante, oppure le
pattuizioni sulla restituzione del mutuo (il ricorrente fa riferimento alla
versione sostenuta dall'istante in sede di procedura sommaria), questione sulla
quale egli stesso non si lamenta di come il denaro gli sia stato restituito,
attenendosi alla sostanza delle cose e accettando diverse modalità di
accredito. Infine, può invero stupire la versione dell'istante sulle giustificazioni
offerte a suo dire dalla controparte per negarle il rilascio delle ricevute
relative ai due versamenti in contanti, ma non si può rimproverare al pretore
di aver abusato del suo potere di apprezzamento delle prove per non aver
considerato questo aspetto dell'istruttoria e ciò già perché egli –motivando la
sua decisione– non ha fatto alcun riferimento all'interrogatorio formale
dell'istante; al limite questo, assieme ad altri elementi dell'incarto qui
ricordati potrebbero indurre a considerare il giudizio impugnato come
opinabile, ma ciò non basterebbe per accertare arbitrio a carico del pretore.

 

                                8.     Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso dev'essere respinto; tassa di
giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

                                9.     La
domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria formulata da __________ può
essere accolta in considerazione della fondatezza della sua opposizione al gravame
(art. 157 CPC), della necessità oggettiva di patrocinio, nonché della documentazione
prodotta in questa sede (cfr. in particolare il certificato municipale 2 maggio
2000. 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l’art. 148 CPC e la LTG

 

pronuncia:           1.     Il
ricorso per cassazione 17 marzo 2000 di __________ è respinto.

                                        

                                2.     Le
spese del presente giudizio e la tassa di giustizia, per complessivi fr. 400.–,
già anticipati dal ricorrente, restano a suo carico. Egli verserà a __________
l’importo di fr. 450.– a titolo di ripetibili di questa sede.

 

                                3.     __________
è posta al beneficio dell’assistenza giudiziaria per la sede ricorsuale, con il
gratuito patrocinio dell'avv. __________ o.

 

                                4.     Intimazione
a:

                                        __________

 

 

Per la Camera
di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                               
La segretaria