# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95135b98-f637-5923-97c3-2f627f6d811c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-04-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 25.04.1996 12.1996.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1996-23_1996-04-25.html

## Full Text

Incarto n.

  12.96.00023

  	
  Lugano

  25 aprile 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente

  Chiesa e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.94.54 (inc. n. 2784) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud
promossa con petizione 26 novembre 1993 da

 

	
   

  	
  __________ rappr. dallo studio legale __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  dall'avv. __________

   

  

 

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr.
16’375.15 oltre interessi a titolo di mercede dell’appaltatrice;

 

Domanda
avversata dai convenuti, che hanno postulato la reiezione della petizione e che
il Pretore con sentenza 1° dicembre 1995 ha accolto nei confronti di __________
e respinto nei confronti di __________

 

Appellante
__________, che con atto di appello del 22 gennaio 1996 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere la petizione anche nei suoi
confronti;

 

Mentre
l’attrice con osservazioni del 28 febbraio 1996 postula la reiezione del
gravame con protesta di spese e ripetibili.

 

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

 

 

1.  - se
deve essere accolto l’appello

2.  - tassa
di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto

 

 

                                  A.   L’attrice
nel 1992 ha eseguito le opere di pavimentazione stradale di cui alla fattura
doc. A.

                                         Ritenendo
di essere stata incaricata dell’esecuzione da __________ a, e considerato che
il fondo interessato era di proprietà di __________, con la petizione in
rassegna l’appaltatrice ha chiesto la condanna in solido dei convenuti al
pagamento della mercede residua, ritenuti i fr. 7’565.-- già pagati da
__________, di fr. 16’375.15 oltre interessi.

 

 

                                  B.   Nella
risposta del 26 gennaio 1994 i convenuti si sono opposti alla petizione,
contestando l’esistenza di rapporto contrattuale con la ditta attrice, rapporto
che sarebbe invece venuto in essere con __________, acquirente di un fondo
vicino e impegnatosi contrattualmente nei confronti di __________ alla
realizzazione dell’opera eseguita dall’attrice.

                                         __________
avrebbe per sua parte appaltato l’esecuzione di alcune opere non riguardanti il
signor __________, opere da lui regolarmente pagate.

                                         Nulla
sarebbe perciò dovuto alla procedente.

 

 

                                  C.   Le
parti hanno in seguito mantenuto le rispettive tesi e domande, contestando nel
contempo quelle della parte avversaria.

 

 

                                  D.   Nel
giudizio qui impugnato il Pretore ha ritenuto che si sia perfezionato un
contratto di appalto tra l’attrice e __________, il quale avrebbe agito in
proprio nome e per proprio conto, e non quale rappresentante del figlio e
proprietario del fondo __________ di __________.

                                         Dal
che, in assenza di contestazioni sull’opera o sulla mercede, l’accoglimento
della petizione nei suoi confronti e la reiezione della stessa nei confronti di
__________.

 

 

                                  E.   Con
l’appello, __________ ha chiesto la riforma della sentenza pretorile nel senso
di respingere la petizione anche nei suoi confronti.

                                         Il
Pretore avrebbe male apprezzato le risultanze istruttorie, giungendo all’errata
conclusione del perfezionamento tra le parti del contratto di appalto.

                                         In
realtà l’appellante si sarebbe rivolto agli operai della ditta attrice, già
presenti per un lavoro su un vicino cantiere, per riferire, su incarico del
figlio, che la ditta, previo accordo con __________ era autorizzata ad iniziare
l’opera, che sarebbe stata pagata dal __________ stesso.  

 

 

                                  F.   Nelle
osservazioni del 28 febbraio 1996 l’attrice ha chiesto la reiezione del gravame
sulla base di argomentazioni che, per quanto necessario, verranno riprese nei
successivi considerandi.

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

 

 

                                   1.   L’appellante
nel proprio gravame (pag. 3 e 4) ammette esplicitamente di avere chiesto alla
ditta attrice l’esecuzione delle opere in questione:

 

                                         “Il
padre del signor __________, qui appellante, pensionato e presente
quotidianamente sul cantiere, sia perché abita nelle immediate vicinanze, sia
perché percorreva la strada in oggetto per recarsi sul suo podere , si è allora
rivolto agli operai della __________ presenti sul cantiere municipale e
successivamente all’amministratore __________ che pure abita nelle immediate
vicinanze, per riferirgli, su                     incarico del figlio, che la
ditta, previo accordo con __________, era autorizzata ad iniziare la
pavimentazione quando voleva, ritenuto comunque che del pagamento dell’opera si
sarebbe fatto carico il suddetto __________”.  

                                         Tale
ammissione è sostanzialmente ribadita alla pag. 8 dell’appello.

 

 

                                   2.   Premesso
che, secondo l’ordinario andamento delle cose, un’impresa non apre un cantiere
per effettuarvi delle opere se nessuno l’ha chiamata, questa ammissione lascia
spazio a due sole possibilità:

 

                                         -     __________
ha validamente agito quale rappresentante del figlio o del __________, ed in
questo caso egli nulla deve all’attrice;

 

                                         -     __________,
a prescindere dalle sue soggettive intenzioni, non ha agito quale valido
rappresentante di un terzo, e deve perciò pagare di tasca propria la mercede in
questione (art. 39 CO).

 

 

                                   3.   Le
premesse della rappresentanza diretta secondo l’art. 32 CO sono due: una
procura del rappresentato al rappresentante e l’agire del rappresentante in
nome del rappresentato (per tante: II CCA 12 febbraio 1996 in re A.
S.p.A./T. SA; Zäch, Berner Kommentar, n. 2 e segg. ad art. 32 CO; Guhl,
Das Schweizerische Obligationenrecht, 8. edizione, pag. 149 e segg.; Von Thur/Peter,
Allgemeiner Teil del Schweizerischen Obligationenrechts, 3. edizione, vol. 1,
pag. 348 e 349).

 

                                         La
procura al rappresentante può venire conferita in qualsiasi forma (DTF
99 II 159), anche solo tollerando consapevolmente che esso si comporti come
tale (DTF 85 II 22 e segg.). Essa è revocabile in qualunque momento (art.
34 cpv. 1 CO) e di regola si estingue con la morte, la scomparsa, la perdita
della capacità civile e il fallimento del rappresentante o del rappresentato (art.
35 cpv. 1 CO).

                                         Se
il rappresentante agisce senza procura, la controparte è nondimeno vincolata;
non invece il rappresentato che ha però la possibilità di ratificare il negozio
giuridico (art. 38 cpv. 1 CO; Zäch, opera citata, n. 33 ad art. 38 CO; Guhl,
opera citata, pag. 156 e 157; Von Thur/Peter, opera citata, pag. 400).

 

                                         Agire
in nome del rappresentato significa che il rappresentante deve far sì che la
controparte riconosca che egli intende far nascere nel rappresentato e non in
se stesso gli effetti del negozio giuridico in questione.

                                         Questo
può ad esempio avvenire comunicando esplicitamente al terzo la propria qualità
di rappresentante. Non si tratta di un precetto imperativo: in determinati casi
la volontà di fungere quale rappresentante, pur se non esplicitata, è
desumibile dalle circostanze o dovrebbe esserlo per un partner contrattuale in
buona fede, di modo che l’effetto di rappresentanza si verifica ugualmente.

                                         Se
questo sia il caso, si decide interpretando il comportamento del rappresentante
e della controparte contrattuale secondo il principio dell’affidamento, badando
in particolare a ciò che per la controparte era riconoscibile al momento della
stipulazione (art. 32 cpv. 2 CO, art. 18 CO; DTF 90 II 285 consid. 1b a
pag. 289; Zäch, opera citata, n. 45 ad art. 32 CO; Guhl, opera
citata, pag. 152; Von Thur/Peter, opera citata, pag. 386 e segg.).

 

                                         Rimane
ovviamente salvo il caso, in concreto non realizzato, in cui al terzo è
indifferente la persona con cui stipula (art. 32 cpv. 2 in fine CO; Rep.
1982, pag. 38 e 39; DTF 117 II 389).

 

 

                                   4.   Nella
specie, contrariamente all’opinione dell’appellante, che sopporta l’onere della
prova delle circostanze di fatto che consentirebbero di ritenerlo (art. 8 CC; II
CCA 29 febbraio 1996 in re H./E. SA), non sussiste alcun rapporto di
rappresentanza.

 

                                4.1   I
convenuti con il congiunto allegato responsivo del 26 gennaio 1994  hanno
espressamente negato la venuta in essere di un contratto tra uno di loro e
l’attrice.

                                         Questa
tesi esclude la possibilità che __________ abbia agito quale rappresentante del
figlio, ipotesi che avrebbe condotto all’esistenza del negato contratto, così
che dall’affermazione dei convenuti si deve in buona fede evincere che da una
parte il figlio non ha inteso concedere procura al padre per impegnarlo
contrattualmente, e che d’altra parte il padre non ha inteso vincolare
contrattualmente il figlio con l’attrice.

 

                                4.2   Né
può essere ammesso che __________ abbia con il suo agire validamente
rappresentato il __________.

 

                             4.2.1   Nel
proprio interrogatorio formale egli non ha sostenuto di aver avuto
un’autorizzazione del __________ ad agire quale suo rappresentante, ma ha per
contro addotto, seppure in forma dubitativa, la diversa tesi (smentita dalle
predette ammissioni contenute nell’appello) secondo cui la ditta attrice
sarebbe stata direttamente incaricata dal __________ (esplicita: risposta 4
dell’interrogatorio formale).

 

                                         L’esistenza
di una procura del __________ non risulta nemmeno dall’interrogatorio formale
di __________, il quale si è limitato ad affermare (risposta 2) che il
__________ “confermò che avrebbe preso contatto con la ditta __________ al fine
di far realizzare l’opera”, il che non deve però essere avvenuto, visto che
l’amministratore dell’attrice ha esplicitamente smentito la circostanza.

 

                                         La
prova decisiva sul tema della procura avrebbe potuto essere fornita dal preteso
rappresentato, ma nessuna delle parti ha ritenuto di doverlo citare come
testimone. Deve perciò valere per non provato il conferimento di una procura
dal __________ a uno dei convenuti.

 

                             4.2.2   Stante
l’assenza di procura, non vi è motivo di verificare se l’appellante abbia
comunicato all’attrice con la necessaria chiarezza di voler agire in nome e per
conto del rappresentato, il che non sembra tuttavia essere stato il caso
(deposizioni __________ e __________ __________, risposta 4).

 

 

                                   5.   La
tesi del conferimento diretto dell’appalto da parte del __________ è
evidentemente stata abbandonata dall’appellante, stante la sua ammissione
riportata al considerando 1.

                                         La
stessa, come rettamente stabilito dal Pretore, non era comunque confortata da
altro che non le affermazioni dei convenuti.

                                         Se
ne deve concludere, come rettamente stabilito dal Pretore, che “autorizzando”
l’attrice ad eseguire i lavori, __________ ha concluso con lei, che non poteva
o doveva capire qualcosa di diverso, un contratto di appalto, e deve perciò
pagare la relativa mercede, riservati evidentemente i suoi eventuali diritti di
regresso -inconferenti in questa sede- verso terze persone.

 

 

                                   6.   A
questa soluzione non possono ostare le altre argomentazioni dell’appellante, di
nessuna pertinenza giuridica, quali la mancanza di un accordo preventivo sulla
mercede (appello, pag. 11), la suddivisione della fattura in due parti
(ibidem), e il fatto che il committente non fosse proprietario del fondo sul
quale eseguire l’opera (cfr. II CCA 31 maggio 1995 in re V./F. e D.).

                                         Ne
consegue la reiezione del gravame, infondato in ogni suo punto.

 

                                         Tassa
di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

Per i quali motivi, richiamati gli art.
148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                    I.   L’appello
22 gennaio 1996 di __________ è respinto.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                                     fr.    580.--

                                         b) 
spese                                                      fr.      20.--

                                         T
o t a l e                                                      fr.    600.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico.

                                         __________
rifonderà all’attrice fr. 800.-- per ripetibili di appello.

 

                                  III.   Intimazione:    -    __________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura di Mendrisio-Sud.

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                   Il segretario