# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 787ec5d0-b2cc-5cd1-a262-b69325da8c27
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-05
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 05.05.2020 U 2019 113
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2019-113_2020-05-05.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 19 113

1a Camera  

Presidenza Racioppi
Giudici Audétat, von Salis 
Attuario Paganini

SENTENZA 

del 5 maggio 2020

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____ SA,
rappresentata dall'avv. lic. iur. Fabrizio Keller,

attrice
contro 

B._____ Sagl,
rappresentata dall'avv. lic. iur. Roberto A. Keller,

convenuta

concernente tributo per l'uso speciale del suolo pubblico

- 2 -

1. Il 23 gennaio 2019 la A._____ SA (A._____) ha staccato una fattura per la 

fornitura di energia elettrica relativa al periodo dal 10 marzo 2018 al 31 

dicembre 2018 nei confronti della B._____ Sagl, X._____. La fattura 

conteneva tutte le prestazioni fornite da parte della A._____ all'utente, 

ovvero: il costo per l'utilizzazione della rete, il costo per la fornitura di 

energia, le prestazioni ad enti pubblici e le tasse. L'importo complessivo 

ammontava a CHF 6'924.52 (senza IVA). Quale rimedio legale si indicava 

la possibilità di reclamo scritto alla A._____ entro 10 giorni, contro la cui 

decisione sarebbe stato possibile ricorrere al Consiglio di Stato entro 30 

giorni. 

2. La B._____ Sagl ha saldato la fattura ad eccezione dell'importo per 

prestazioni ad enti pubblici (tassa per l'utilizzo del suolo pubblico) di 

CHF 335.83. 

3. Il 30 gennaio 2019 la B._____ Sagl ha presentato formale reclamo contro 

suddetta fattura, limitatamente all'importo di CHF 335.83. Essa sosteneva 

che il principio di equivalenza delle prestazioni e della copertura dei costi 

non sarebbe rispettato.

4. Con scritto del 7 febbraio 2019 la A._____ ha risposto che le prestazioni ad 

enti pubblici sono fatturate e riscosse da essa stessa per conto del Comune 

che è il beneficiario finale di questi importi. Pertanto riferiva di non poter 

entrare nel merito del reclamo e invitava la B._____ Sagl a rivolgersi alle 

competenti autorità comunali. 

5. L'8 febbraio 2019 la B._____ Sagl ha scritto nuovamente alla A._____, 

ricordando che nella fattura era indicata la facoltà di reclamo entro 10 giorni 

e che pertanto lo stesso doveva essere evaso da parte della A._____. 

- 3 -

6. L'11 febbraio 2019 la B._____ Sagl ha invitato il Comune di X._____ a voler 

evadere il reclamo qualora si fosse ritenuto competente. 

7. Il 27 maggio 2019 la A._____ ha risposto nuovamente alla B._____ Sagl, 

riferendo di essere stata sollecitata dal Municipio a voler procedere con 

l'incasso dei tributi. Poggiando sul disposto comunale per il prelievo essa 

ha confermato la fattura e rigettato il ricorso. Quale rimedio legale veniva 

indicata la possibilità di impugnazione presso la competente istanza 

cantonale. 

8. Il 28 maggio 2019 la B._____ Sagl ha comunicato alla A._____ che la sua 

decisione 27 maggio 2019 sarebbe nulla per incompetenza materiale e 

territoriale. 

9. Con scritto del 19 giugno 2019 la A._____ ha constatato che, in quanto 

gestore di rete e debitore della tassa d'utilizzo del suolo pubblico 

autorizzato ad accollarla ai consumatori finali, le spetterebbe farsi parte 

attiva nei confronti dei consumatori finali che si rifiutano di versare la tassa. 

Inoltre, essa riferiva che l'indicazione dei rimedi giuridici sulle sue fatture 

sarebbe incompleta poiché riferita unicamente al Canton Ticino. Essa 

annullava per questi motivi la decisione 27 maggio 2019. Tuttavia, essa 

respingeva comunque il reclamo del 30 gennaio 2019 e impartiva alla 

B._____ Sagl un nuovo termine di 30 giorni per il versamento del tributo, 

avvertendo che, se questo termine fosse scaduto infruttuoso, sarebbe stata 

costretta ad adire le vie legali per l'incasso. 

10. Il 27 giugno 2019 la B._____ Sagl si rivolgeva alla A._____ chiedendo di 

rispondere se fosse competente o meno per decidere in merito al suo 

reclamo. Qualora la A._____ si ritenesse competente, essa chiedeva di 

motivare come mai la decisione su reclamo 27 maggio 2019 è stata 

annullata. Infine, visto che con scritto del 19 giugno 2019 la A._____, pur 

- 4 -

annullando la decisione su reclamo 27 maggio 2019, ha comunque respinto 

il reclamo, essa chiedeva se detto scritto si dovesse ritenere una decisione 

formale e, in caso affermativo, quali fossero i rimedi legali contro di essa. 

11. Il 3 luglio 2019 la A._____ si è chinata sul quadro legale. Essa ha concluso 

in primo luogo che si sarebbe in presenza di una prestazione a un ente 

pubblico da conteggiare separatamente nella fattura e non soggetta a un 

controllo da parte di ElCom. In secondo luogo, essa affermava che, 

secondo la relativa legge comunale, debitore del rispettivo tributo (tassa 

per l'utilizzo del suolo pubblico) sarebbe la A._____ e non l'utente finale. 

Pertanto, solo la A._____ potrebbe presentare ricorso contro un'eventuale 

decisione del Comune, mentre l'utente finale non lo sarebbe non essendo 

debitore della tassa. Nell'ambito di un'opposizione contro il contributo a enti 

pubblici la A._____ potrebbe dunque occuparsi unicamente del corretto 

calcolo dello stesso, mentre la A._____ o l'utente potrebbero chiedere di 

verificare la fondatezza del contributo (al Comune) rifatturato all'utente in 

un'azione di diritto pubblico al Tribunale amministrativo.

12. Con lettera del 20 agosto 2019 la B._____ Sagl chiedeva al Comune di 

X._____ di poter accedere alla documentazione che ha portato al varo della 

Legge comunale sull'energia. Il 29 agosto 2019 il Municipio le rispondeva, 

in sintesi, di non ritenere necessario l'esame della documentazione 

richiesta.  

13. Siccome, dopo un incontro, le parti non si sono accordate, il 24 ottobre 

2019 la A._____ (qui di seguito: attrice) ha presentato un'azione al 

Tribunale amministrativo nei confronti della B._____ Sagl chiedendo che 

essa venga condannata a versarle CHF 335.83 oltre a interessi del 5 % a 

decorrere dal 23 febbraio 2019; protestate spese, tasse e ripetibili. Essa 

riprendeva e precisava la propria argomentazione secondo lo scritto del 3 

luglio 2019. Per le tasse e prestazioni a enti pubblici, come per il tributo in 

- 5 -

discussione, non sarebbe possibile una decisione nel contesto della 

procedura di verifica della LAEl, per cui la competenza sarebbe regolata 

sul piano cantonale. L'attrice sarebbe intenzionata a incassare un costo 

che deve anticipare per l'utente finale. L'attrice e l'utente finale si 

troverebbero in un rapporto contrattuale di fatto e di diritto pubblico. Da qui 

discenderebbe la sola possibilità d'azione giudiziaria (amministrativa). Nel 

merito, l'attrice osservava che la tassa si fonderebbe su una legge 

comunale per cui non spetterebbe ad essa il compito di giustificare il 

rispetto del principio dell'equivalenza, evocato da controparte. In via 

abbondanziale, essa esponeva come la tassa sia a suo avviso ad ogni 

modo consone al principio dell'equivalenza.

14. Il 9 dicembre 2019 la B._____ Sagl (qui di seguito: convenuta) postulava 

l'irricevibilità dell'istanza, in via eventuale, il suo rigetto, con protesta di 

spese, tasse e ripetibili. Essa sosteneva che la tassa prelevata per l'utilizzo 

del suolo pubblico non rispetterebbe le prerogative dell'art. 14 cpv. 1 e 2 

(recte: 3) LAEl. Essa asseriva inoltre che, essendo in presenza di una tassa 

e non di una prestazione, sarebbe possibile un controllo da parte della 

ElCom circa la base legale e, in base ad essa, al calcolo della tassa. Stando 

alla convenuta, se, come sosterrebbe l'attrice, il rapporto tra questa e il 

Comune è di natura pubblica, nel medesimo si ravviserebbe una specifica 

delega all'attrice ad agire quale ente pubblico surrogato. Oltre a garantire 

l'approvvigionamento elettrico, la stessa verrebbe pure autorizzata a 

prelevare tributi pubblici dal consumatore privato. Se così è, nei confronti 

di quest'ultimo l'attrice dovrebbe agire attraverso atti d'imperio formali. La 

via del ricorso sarebbe quindi aperta e la presente azione irricevibile. 

L'azione sarebbe parimenti irricevibile, se si assumesse che i rapporti sono 

sì di diritto pubblico, ma l'attrice non agisce quale ente pubblico surrogato, 

perché in tale circostanza un'aziona giusta la LGA non sarebbe possibile. 

Nel merito, la convenuta asseriva in special modo che l'attrice non avrebbe 

contestualizzato la relazione tra la tassa richiesta di 1 cts./kWh per il 

- 6 -

quantitativo di energia complessivo fornito e l'uso del suolo pubblico, ciò 

che sarebbe indispensabile per stabilire il rispetto o meno del principio 

dell'equivalenza. Anche materialmente l'istanza sarebbe quindi infondata. 

15. In sede di replica, il 13 gennaio 2020 l'attrice confermava il proprio petito 

dell'azione e approfondiva le sue argomentazioni. In particolare, 

aggiungeva che l'art. 14 LAEl non sarebbe applicabile in quanto si 

riferirebbe al (qui incontestato) costo di utilizzo della rete. Essa sottolineava 

che la convenuta sarebbe un utente finale fisso, vincolato per legge a un 

distributore di energia che agisce sul territorio comunale e che sarebbe 

tenuto, dietro pagamento, a fornire l'energia necessaria. La convenuta 

avrebbe dunque un rapporto contrattuale di diritto pubblico secondo il quale 

sarebbe tenuta ad acquistare l'energia da un unico fornitore, ovvero 

dall'attrice. 

16. Anche la convenuta confermava i suoi petiti della risposta e completava i 

propri argomenti con duplica del 17 febbraio 2020. Essa illustrava come 

non siano adempiti i requisiti per ammettere un rapporto contrattuale di 

diritto pubblico. Ribadiva poi che non si saprebbe nulla sul meccanismo 

che ha portato a fissare il fattore di moltiplica a 1 cts./kWh.

Considerando in diritto:

1. Contestata è innanzitutto la ricevibilità dell'azione. 

Sebbene il valore litigioso sia di soli CHF 335.83 e competente sarebbe il 

Giudice unico (cfr. art. 43 cpv. 3 lett. a della Legge sulla giustizia 

amministrativa [LGA; CSC 370.100]), si tratta di dirimere una questione che 

potrebbe riproporsi in futuro, per cui, su disposizione del Giudice unico, il 

Tribunale decide in composizione di tre giudici (art. 43 cpv. 4 LGA). 

- 7 -

2. Preliminarmente, occorre precisare la natura del tributo in discussione. 

Giusta l'art. 2 della Legge sui tributi per l'energia elettrica del Comune di 

X._____ (qui di seguito: Legge comunale sui tributi per l'energia elettrica) il 

gestore di rete versa al Comune un tributo per l'uso speciale del suolo 

pubblico per la costruzione e l'esercizio della rete di distribuzione elettrica 

(cpv. 1). Si tratta dunque di una tassa causale (controprestazione per 

l'utilizzo del suo suolo pubblico), per la cui introduzione e riscossione è data 

la competenza materiale del Comune (cfr. CRAMERI, Gemeinden im Kanton 

Graubünden – Aufgaben und Autonomie, Diss., 2019, pag. 272 con 

riferimenti). 

3. Come giustamente osservato dall'attrice, in base alla summenzionata 

disposizione comunale il soggetto fiscale e debitore della rispettiva tassa 

(contribuente) è il gestore di rete. D'altronde non può essere diversa-

mente: il Tribunale federale ha infatti stabilito che una diretta percezione 

presso i consumatori finali, invece che presso i gestori di rete, è inam-

missibile (BGE 138 II 70). Il gestore di rete è tuttavia autorizzato ad 

accollare questo tributo ai consumatori finali. In tal caso, sulla fattura ai 

consumatori finali esso deve esporre separatamente il tributo, 

conformemente alle disposizioni del diritto federale (art. 2 cpv. 3 Legge 

comunale sui tributi per l'energia elettrica). Il diritto federale, a cui si rinvia 

in detta Legge comunale, prescrive segnatamente che i gestori di rete 

fatturano l’utilizzazione della rete in modo trasparente e comparabile. I 

tributi e le prestazioni agli enti pubblici e i supplementi sui costi di trasporto 

della rete ad alta tensione vanno specificati in quanto tali (cfr. art. 12 cpv. 

2 della Legge sull’approvvigionamento elettrico [LAEl; RS 734.7]). 

L'attrice possiede quindi l'opzione di addossare a terzi la rispettiva tassa; 

restando tuttavia soggetto fiscale della stessa. Qui di seguito va quindi 

esaminato come si deve procedere legalmente in caso di lite su questa 

tassa. 

- 8 -

4. Mentre l'attrice sostiene che è data soltanto la via dell'azione giudiziaria, la 

convenuta afferma che un'azione è improponibile. L'attrice disquisisce sul 

rapporto tra le parti: l'attrice non agirebbe quale ente pubblico surrogato. 

Essa agirebbe sulla scorta di una concessione. Si sarebbe pertanto in 

presenza di una società privata che sarebbe delegata dal Comune a 

svolgere un compito pubblico. Non vi sarebbe dunque alcuna surrogazione. 

L'utente finale non sarebbe soggetto fiscale della rispettiva tassa, bensì il 

gestore di rete. Non essendo debitore del tributo, l'utente finale non 

potrebbe presentare ricorso. La convenuta sarebbe un utente finale 

vincolato per legge a un distributore di energia che agisce sul territorio 

comunale. Avrebbe dunque un rapporto contrattuale di diritto pubblico 

secondo il quale sarebbe tenuta ad acquistare l'energia da un unico 

fornitore, ovvero dall'attrice. Quest'ultima sarebbe tenuta, dietro 

pagamento, a fornire l'energia necessaria a tutti gli utenti finali fissi 

(vincolati).

La convenuta ribatte che l'attrice opererebbe per delega conferitale dal 

Comune. In base a questa surrogazione l'attrice sarebbe autorizzata e 

tenuta a emettere una decisione impugnabile per la via di ricorso. Ciò 

varrebbe a maggior ragione, poiché in virtù della Legge comunale 

sull'energia, l'attrice verrebbe addirittura autorizzata ad accollare all'utente 

finale la tassa comunale per l'utilizzo del suolo pubblico. Questa sarebbe la 

dimostrazione di un trasferimento di poteri pubblici a un ente privato in 

adempimento di un compito d'interesse della collettività. Il che dovrebbe 

però anche comportare la possibilità per l'utente di una verifica giuridica 

tramite ricorso. Nella fattispecie vi sarebbero le tipiche caratteristiche di un 

rapporto di subordinazione che, per definizione, escluderebbero un 

contratto. Oltretutto, mancherebbero le parti essenziali di un contratto 

(nessun accordo da parte della convenuta, imposizione di pagare una tassa 

invece di equivalenza di diritti e doveri, nessuna forma scritta sebbene 

richiesta). 

- 9 -

5. La legislazione federale sull'approvvigionamento energetico regola sia il 

corrispettivo per l'utilizzazione della rete sia il prezzo dell'energia. Sono 

fatte salve disposizioni contrattuali sui prezzi della fornitura dell'energia per 

consumatori finali con accesso alla rete e quindi con possibilità di scelta del 

fornitore. Nel quadro del servizio universale, l'unica componente che non 

sottostà al controllo dell'ElCom è, come già visto sopra, quella delle tasse 

e delle prestazioni all'ente pubblico. Queste sono definite dal pertinente 

diritto del rispettivo ente pubblico competente (cfr. 22 cpv. 2 lett. a LAEl; 

DTF 143 II 283 consid. 1.2.4; STF 4A_582/2014 del 17 aprile 2015 consid. 

2.2 con rinvii). Un controllo da parte dell'ElCom non può dunque essere 

richiesto per la tassa in discussione. 

6. Nel caso di specie si tratta dunque solamente di analizzare l'atto di 

raccoglimento e di contestazione di questa tassa (risp. prestazione all'ente 

pubblico per l'utilizzo del suolo pubblico) disciplinata a livello comunale. 

6.1. Giusta l'art. 3 cpv. 2 della Legge sull'approvvigionamento elettrico del 

Cantone dei Grigioni (LAEl GR; CSC 812.100) per l'adempimento dei loro 

compiti nell'ambito dell'approvvigionamento elettrico, i comuni possono 

costituire imprese di approvvigionamento elettrico (IAE) proprie, regionali o 

sovraregionali oppure delegare a terzi l'adempimento di questo compito.

Secondo l'art. 6 LAEl i comuni, i proprietari della rete e i gestori di rete 

disciplinano contrattualmente diritti e doveri, per quanto questi vadano oltre 

quanto previsto dal diritto federale (cpv.1). Vanno disciplinati 

contrattualmente in particolare: a) la delega di compiti a terzi 

conformemente all'art. 3 cpv. 2; b) l'utilizzo del suolo e del terreno pubblico; 

c) il rapporto tra proprietario della rete e gestore di rete; d) i rapporti di 

proprietà degli impianti di distribuzione; e) eventuali altre prestazioni del 

gestore di rete (cpv. 2). 

- 10 -

6.2. Per mezzo di delega secondo contratto di concessione (v. Convenzione del 

15 marzo 2017 [doc. 10 attrice]), l'attrice è il gestore di rete. Giusta la cifra 

10 di detta Convenzione, all'attrice è delegata la competenza di riscuotere 

per conto del Comune tutti i tributi aventi una base legale. Come già visto 

sopra poi, il gestore di rete è autorizzato ad accollare il tributo per l'utilizzo 

del suolo pubblico ai consumatori finali (cfr. art. 2 cpv. 3 Legge comunale 

sui tributi per l'energia elettrica). 

6.3. Nell'ambito del servizio universale, il rapporto giuridico tra il gestore di rete 

e il consumatore finale fisso secondo giurisprudenza è a tutti gli effetti di 

diritto pubblico (cfr. DTF 144 III 111 consid. 5; STF 4A_582/2014 del 17 

aprile 2015 consid. 2.1). In questa sede, tuttavia, non interessa tanto la 

questione se è stato costituito un eventuale contratto di diritto pubblico tra 

le parti in base alle disposizioni generali che spesso il gestore di rete privato 

prevede per i consumatori finali fissi (i quali non hanno diritto d’accesso alla 

rete [art. 6 cpv. 6 LAEl] e quindi non possono scegliere il fornitore di 

elettricità), quanto invece chiarire il quesito controverso tra le parti se la 

fattura del 23 gennaio 2019 (doc. 1 attrice) relativamente all'obbligo per la 

convenuta di pagare la rispettiva tassa per l'utilizzo del suolo pubblico è da 

ritenersi una decisione formale, o piuttosto una pretesa fondata su un 

contratto di diritto pubblico tra l'attrice e la convenuta.

6.4. Secondo la dottrina dominante e la giurisprudenza un contratto di diritto 

pubblico tacito o di fatto non è ammesso, dacché un contratto di diritto 

pubblico richiede la forma scritta (cfr. STF 1C_61/2010 del 2 novembre 

2010 consid. 4.1 con riferimenti). Nel caso di specie non vi è né un contratto 

di diritto pubblico scritto con i consumatori finali fissi né un'eventuale 

clausola di traslazione di detta tassa in eventuali condizioni generali 

dell'attrice vincolanti per i consumatori finali fissi. Già per questi motivi, si 

potrebbe dunque negare un rapporto contrattuale di diritto pubblico in 

relazione a detta tassa. Tuttalpiù si potrebbe ammettere un rapporto 

- 11 -

contrattuale tacito di diritto privato, le cui pretese però andrebbero 

promosse sulla via civile. Ma le considerazioni esposte qui di seguito 

lasciano piuttosto presumere che circa la tassa in esame l'attrice agisca per 

atto sovrano. Innanzitutto, l'attrice ha per legge un diritto di traslazione sul 

consumatore finale. Inoltre, nell'ambito dell'approvvigionamento energetico 

essa agisce su delega per conto del Comune, anche per il raccoglimento 

dei tributi ad esso collegati. Sebbene la convenuta non sia debitrice della 

tassa in questione, va dunque presunto che in merito al raccoglimento di 

detta tassa l'attrice operi d'imperio, per cui la sua fattura in tal senso è da 

ritenersi una decisione formale. Va notato che non si tratta di una 

riscossione vera e propria, la quale tecnicamente dovrebbe avvenire 

presso l'attrice, ma solo di una decisione concernente l'obbligo del suo 

versamento, su cui l'azienda delegata (l'attrice) non ha alcun margine di 

apprezzamento. Oltre a ciò, l'ammissione di una decisione formale con 

possibilità di ricorso è preferibile anche dal punto di vista del consumatore 

finale. Infatti, dacché il gestore di rete ha esercitato l'opzione di traslazione 

sul consumatore finale concessagli per legge, è in fin dei conti il 

consumatore finale il pagatore di detta tassa (contribuente di fatto). Se 

dunque vi fosse un elemento contestabile nella tassa fatturata, non sarebbe 

tanto il gestore di rete ad avere un interesse a censurarlo, quanto piuttosto 

il consumatore finale. Dal momento che si tratta di un tributo pubblico, 

appare di conseguenza più corretto che per la sua contestazione si segua 

la via ricorsuale e non quella dell'azione. Questa è peraltro la prassi p.es. 

nel Canton Ticino, dove per legge cantonale è prevista la possibilità di 

ricorso (cfr. art. 14a e 17 della Legge cantonale di applicazione della legge 

federale sull’approvvigionamento elettrico [LA-LAEl-TI]). Nei Grigioni per 

contro, il diritto cantonale non regola la via d'impugnazione di questa 

fattispecie. A livello comunale si può tuttavia citare l'esempio della Città di 

Coira, in cui il gestore di rete è un istituto di diritto pubblico (IBC) e nella 

legge comunale (cfr. art. 37 IBC-Gesetz) è previsto che contro le decisioni 

(formali) dell'IBC è possibile ricorrere dinanzi al Consiglio cittadino, contro 

- 12 -

la cui decisione è data la via di ricorso ordinaria. Analoga è la situazione 

nel Canton Basilea (cfr. DTF 143 II 283). Se dunque, da un lato, il Comune 

non ha regolato i rimedi giuridici contro l'atto di raccoglimento della tassa in 

questione, dall'altro, non si intravede ragione per trattare diversamente 

questo caso, in cui il gestore di rete delegato è una società di diritto privato, 

da quello in cui il gestore di rete delegato è un istituto di diritto pubblico e 

le vie ricorsuali sono disciplinate per legge, siccome in entrambi i casi si 

tratta di un'azione d'imperio. Ne discende che, in assenza di un'istanza di 

ricorso a livello comunale (la cui introduzione sarebbe tuttavia auspicabile), 

in seguito al reclamo (la cui possibilità è stata indicata sulla fattura), l'attrice 

doveva o emanare una decisione impugnabile per via ricorsuale al 

Tribunale amministrativo – e non, come erroneamente indicato sulla fattura 

in riferimento al Canton Ticino, al Consiglio di Stato – (decisione che, per 

delega, varrebbe come una decisione comunale ai sensi dell'art 49 cpv. 1 

lett. a LGA), cosa che peraltro l'attrice aveva già fatto con la decisione poi 

annullata del 27 maggio 2019, o inoltrare il reclamo contro la fattura per 

competenza al Tribunale amministrativo, visto che la possibilità di reclamo, 

indicata nei rimedi giuridici sulla rispettiva fattura (da ritenersi una 

decisione), non è prevista dalla legge. Ad ogni modo, per i motivi sopra 

esposti l'azione è inammissibile.

7. Visto che la qui attrice ha già rigettato il reclamo della convenuta contro la 

fattura del 23 gennaio 2019 – prima con decisione 27 maggio 2019 in 

seguito annullata, e poi negli scritti del 19 giugno 2019 e del 3 luglio 2019 

– e visto che non è prevista un'istanza di ricorso a livello comunale, per cui 

allo stato di oggi una decisione risp. una fattura della qui attrice sarebbe 

impugnabile per mezzo di ricorso al Tribunale amministrativo, il Tribunale 

ritiene opportuno pronunciarsi già in questa sentenza nel merito di questa 

tassa nel senso di un obiter dictum, posto anche che le parti si sono già 

espresse dal profilo materiale.

- 13 -

7.1. Materialmente, la convenuta sostiene che l'attrice non ha saputo 

dimostrare in che modo i principi dell'equivalenza e della copertura dei costi 

sarebbero stati rispettati. Essa non avrebbe contestualizzato la relazione 

tra la tassa richiesta di 1 cts./kWh per il quantitativo di energia complessivo 

fornito e l'uso del suolo pubblico, ciò che sarebbe indispensabile per 

stabilire il rispetto o meno del principio dell'equivalenza. Non si saprebbe 

quale livello della rete di distribuzione sia inteso, di quale energia 

complessiva si parli e quali sono i parametri temporali valevoli per il calcolo 

del volume. Non si saprebbe perciò nulla in termini qualitativi e quantitativi 

sul suolo pubblico messo a disposizione dal Comune e l'effettivo uso che 

ne fa l'attrice. Per di più, nulla si saprebbe sui criteri di valutazione, risp. sul 

valore attribuito dal Comune a questi fondi pubblici messi a disposizione e, 

quindi, nulla si saprebbe dei costi che ridonderebbero all'ente pubblico per 

la messa a disposizione del suolo e in quale misura questi costi verrebbero 

coperti dalla contestata tassa. Di riflesso, nulla si saprebbe sul meccanismo 

che ha portato a fissare il fattore di moltiplica a 1 cts./kWh. 

L'attrice obietta che nel caso di specie il principio dell'equivalenza, 

applicabile all'uso accresciuto del suolo pubblico, sarebbe rispettato. Essa 

afferma che nella presente fattispecie vi sarebbe una tassazione sulla base 

di valori medi conforme alla giurisprudenza. Il tributo sarebbe inoltre 

stabilito sulla scorta di criteri oggettivi e non creerebbe differenze non 

giustificate da motivi pertinenti. Rispetterebbe anche il principio 

dell'uguaglianza di trattamento. Le linee si snoderebbero per buona parte 

attraverso strade pubbliche, sia per via area sia interrate, ed 

occuperebbero principalmente terreno pubblico sito all'interno della zona 

edificabile. Tenendo conto del costo al m2 del terreno in zona edificabile 

oggi a X._____ (ca. CHF 400.00/m2) ne discenderebbe che, per l'intero 

territorio del Comune, una tassa quale quella prelevata sarebbe 

proporzionale. L'attrice fa poi un'analogia con quella che è la tassa di 

stazionamento nei parcheggi per la quale ritiene che il prezzo dei parcheggi 

privati possa costituire un riferimento. Essa aggiunge poi che sul principio 

- 14 -

di calcolo di una prestazione per una superficie occupata durevolmente con 

un impianto il Tribunale federale si sarebbe già espresso, ritenendo 

consona l'utilizzazione del valore del terreno edificabile. 

7.2.1. Il principio della legalità, che in ambito tributario è un diritto costituzionale 

indipendente ancorato nell'art. 127 cpv. 1 della Costituzione federale della 

Confederazione Svizzera [Cost.; RS 101]), trova applicazione a tutti i 

contributi pubblici, quindi pure alle tasse causali. L'art. 127 cpv. 1 Cost. 

prescrive che il regime fiscale, in particolare la cerchia dei contribuenti, 

l'imponibile e il suo calcolo, dev'essere, nelle linee essenziali, disciplinato 

dalla legge medesima. Quando la percezione di un tributo è limitata da 

principi costituzionali specifici, quali quello della copertura dei costi e quello 

dell'equivalenza, la giurisprudenza riconosce però che la fissazione 

dell'ammontare può essere delegata più facilmente anche all'esecutivo. 

Sempre secondo giurisprudenza, la portata del principio della legalità 

dipende in definitiva dalla natura del tributo in discussione. Se non deve 

essere svuotato della sua sostanza, questo principio non può nemmeno 

essere applicato in maniera troppo stretta, tale da entrare in contrasto 

irriducibile con la realtà giuridica e le esigenze della pratica (cfr. DTF 135 I 

130 consid. 7.2, 143 II 283 consid. 3.5; STF 2C_116/2014 del 16 agosto 

2016 consid. 5.3).

7.2.2. Il summenzionato art. 2 della Legge comunale sui tributi per l'energia 

elettrica, approvata dall'Assemblea comunale, stabilisce che il gestore di 

rete è il contribuente che deve la tassa per l'utilizzo del suolo pubblico. 

Inoltre, il tributo in oggetto viene calcolato in base al quantitativo di energia 

complessivo fornito attraverso la rete di distribuzione moltiplicato per un 

indennizzo di 1.0 cts./kWh (art. 2 cpv. 2 Legge comunale sui tributi per 

l'energia elettrica). Per la tassa in oggetto esiste pertanto una chiara base 

legale formale in termini sia di livello sia di densità normativa, soprattutto il 

calcolo della tassa è esaustivo. Di conseguenza, i principi di copertura dei 

- 15 -

costi e di equivalenza hanno un ruolo marginale, i quali per l'appunto sono 

invece rilevanti quando la commisurazione della tassa è delegata 

all'autorità emanante le ordinanze (cfr. WIEDERKEHR, Das Legalitätsprinzip 

im Kausalabgaberecht, in: recht 2018, Heft 1, pag. 40 segg., 47). 

7.3. Al pari di altri tributi causali, una tassa per l'uso speciale del suolo pubblico 

deve rispettare il principio dell'equivalenza, in base al quale il singolo 

montante richiesto deve essere in rapporto con il valore della prestazione 

fornita e restare nei limiti del ragionevole (DTF 135 I 130 consid. 2, 131 I 

313 consid. 3.3). Considerato che il principio dell'equivalenza costituisce 

una concretizzazione del divieto d'arbitrio (DTF 130 III 225 consid. 2.3, 128 

I 46 consid. 4a), essa deve nel contempo essere stabilita sulla base di criteri 

idonei ed oggettivi e non può creare differenze che non siano sorrette da 

motivi pertinenti (DTF 138 II 70 consid. 7.2, 132 II 371 consid. 2.1, 130 III 

225 consid. 2.3, 128 I 46 consid. 4a, 126 I 180 consid. 3.a.bb). Siccome la 

collettività non sopporta o sopporta solo in parte i costi legati alla messa a 

disposizione del suolo pubblico, un tributo di questo genere non è invece 

sottoposto al principio della copertura dei costi, che esige una correlazione 

fra gettito globale e ammontare complessivo dei costi generati. Una tassa 

percepita quale controprestazione per l'uso speciale del suolo pubblico può 

dunque procurare anche delle eccedenze e si avvicina, almeno su questo 

punto, ad un'imposta (cfr. per il tutto STF 2C_116/2014 del 16 agosto 2016 

consid. 5.2 con rinvii in particolare anche a WYSS, Kausalabgaben, 2009, 

pag. 72 segg.). Quale concretizzazione del divieto d'arbitrio, il principio 

dell'equivalenza non esige che il tributo corrisponda esattamente al valore 

della prestazione fornita o al suo costo per la collettività; in particolare, nulla 

si oppone al fatto che l'ammontare della stessa venga calcolato facendo 

capo a schematismi, a criteri che si basano sulla probabilità o su valori 

medi. Una normale tassa sull'uso del suolo pubblico è forzatamente 

oggetto di schematizzazioni (cfr. DTF 139 III 334 consid. 3.2.4; STF 

- 16 -

2C_329/2008 del 15 ottobre 2008 consid. 4.2, 2C_116/2014 del 16 agosto 

2016 consid. 9.1).

7.4. Nella sentenza 2C_116/2014 del 16 agosto 2016 il Tribunale federale ha 

tutelato il calcolo di una tassa per il suolo pubblico (concessione dell'uso 

speciale delle strade pubbliche cantonali e comunali) a carico del gestore 

di rete secondo la modalità di moltiplicazione della superficie stradale per 

una tassa annuale metrica fra 0.8 e 1.1 CHF/mq e dove l'addossamento ai 

consumatori finali si svolgeva in modo uniforme. A garanzia dell'equità di 

trattamento, il computo avveniva in base a un fattore di addossamento 

uguale per tutti i consumatori finali del rispettivo Cantone, che veniva 

calcolato dividendo l'importo totale della tassa (ovvero, il totale di quanto 

dovuto dai gestori di rete a Cantone e Comuni a titolo di tributo per l'uso del 

suolo pubblico) per il quantitativo di energia elettrica fatturata dai gestori di 

rete ai consumatori. Nella decisione 138 II 70 il Tribunale federale ha invece 

reputato arbitraria una norma che prescriveva il calcolo del tributo in base 

a una tariffa che divideva in categorie i consumatori finali e li tassava in 

modo differenziato e degressivo a seconda della quantità di energia che 

utilizzano. Oltre che a disapprovare tale norma a causa della diretta 

percezione del tributo presso i consumatori finali, il Tribunale federale l'ha 

biasimata ritenendo che così facendo si determina l'importo dovuto 

fondandosi su un criterio che non risulta affatto in relazione con l'effettivo 

transito di energia elettrica attraverso la rete, e quindi con il motivo che sta 

alla base dell'uso particolare del suolo pubblico per cui viene percepito il 

tributo. Il Tribunale federale ha in seguito indicato che prospettabile 

sarebbe stata la percezione di un tributo in base a una tariffa che si rifà alla 

quantità di energia trasportata. Nella sentenza 2C_116/2014 esso ha però 

specificato che proprio un simile sistema – che risulta diffusamente 

applicato nella pratica – ha una connessione diretta con l'effettivo uso del 

suolo pubblico che risulta più labile di quello in questione in quel caso 

- 17 -

(superficie e prezzo al mq; cfr. STF 2C_116/2014 del 16 agosto 2016 

consid. 9.4.2 con riferimenti). 

7.5. La tariffa per il rispettivo tributo per l'utilizzo del suolo pubblico nel caso di 

specie viene calcolata, come visto sopra, in base al quantitativo di energia 

complessivo fornito attraverso la rete di distribuzione moltiplicato per un 

indennizzo di 1.0 cts./kWh. Questo calcolo si rifà perciò all'energia 

trasportata ed è uguale per tutti gli utenti. Non serve dunque procedere a 

un paragone con altri sistemi di calcolo schematici, segnatamente a un 

calcolo fondato sulla superficie di dominio pubblico occupata dalle linee 

elettriche e il prezzo terriero o a uno che faccia riferimento al prezzo dei 

parcheggi privati, per concludere che questo calcolo schematico, peraltro 

applicato anche in altri comuni, è conforme al principio d'equivalenza in 

base alla giurisprudenza. Si noti infine che detto tasso di 1 cts./kWh appare 

moderato in rapporto a quello adottato da altri comuni (cfr. p.es. per la Città 

di Coira art. 34 cpv. 2 IBC-Gesetz: 1.5 fino a 4 cts./kWh). 

8. Vista l'irricevibilità dell'azione, l'attrice soccombe in toto, per cui è tenuta a 

pagare le spese processuali e a rifondere alla convenuta le spese ripetibili 

(art. 65 LGA in combinato disposto con l'art. 73 e 78 LGA). La tassa di Stato 

è fissata a CHF 1'000.--, a cui si aggiungono le spese di cancelleria. La 

nota d'onorario del patrocinatore della convenuta di CHF 4'539.45 va 

tuttavia decurtata, siccome per prassi questo Tribunale non riconosce 

l'importo superiore alla tariffa oraria di CHF 270.-- (in questo caso di 

CHF 300.--). Inoltre, le 12.5 ore fatturate appaiono elevate, siccome a 

monte dell'inoltro dell'azione è stata scambiata diversa corrispondenza. Il 

Tribunale reputa perciò adeguata una prestazione di patrocinio 

corrispondente a 8 ore. A queste 8 ore (à CHF 270.--) vanno aggiunte le 

spese rivendicate di CHF 26.90. Siccome la convenuta è soggetta all'IVA 

e quindi autorizzata a sottrarre l'imposta precedente, secondo prassi essa 

non ha diritto all'IVA sulle ripetibili. Ne consegue un diritto di indennizzo a 

- 18 -

titolo di ripetibili pari all'importo di CHF 2'186.90 (8 h x CHF 270.-- + CHF 

26.90).

Il Tribunale decide:

1. L'azione è inammissibile.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di CHF 1'000.00

- e le spese di cancelleria di CHF 374.00

totale CHF 1'374.00

il cui importo sarà versato dalla A._____ SA entro trenta giorni dalla notifica 

della presente decisione all'Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira.

3. La A._____ SA versa alla B._____ Sagl CHF 2'186.90 a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]