# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba836998-ff61-5c84-ada2-1e32f52203ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 22.10.2009 14.2009.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2009-83_2009-10-22.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2009.83

  	
  Lugano

  22 ottobre
  2009

  B/fp/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Roggero-Will

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo nella causa fallimentare dipendente
dall’istanza 16 luglio 2009 presentata da

 

	
   

  	
  AO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

sulla quale istanza il Pretore del Distretto di __________,
con sentenza 6 ottobre 2009 ha così deciso:

 

“1.  È pronunciato il
fallimento della AP 1, __________, a far tempo da mercoledì 7 ottobre 2009 alle
ore 10.00. 

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello dalla AP
1 che con atto 

7 ottobre 2009 ne postula l’annullamento;

 

premesso che con decreto presidenziale del 12
ottobre 2009 all’appello non 

è stato concesso effetto sospensivo;

 

ritenuto che in seguito, con decreto presidenziale
del 16 ottobre 2009, vista 

la documentazione esibita, all’appello è stato
invece accordato l’effetto 

sospensivo richiesto;

ritenuto

 

 

In fatto

 

A.Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
dell’UE __________ la AO 1 ha chiesto il fallimento della AP 1 per il mancato
pagamento di fr. 1'060.40 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

 

B.    All’udienza di contraddittorio del 30 settembre 2009 nessuno è
comparso.

 

C.    Con sentenza 6 ottobre 2009 il Pretore del Distretto di __________,
ha dichiarato il fallimento della AP 1 a far tempo da mercoledÌ 7 ottobre alle ore 10.00.

 

D.    Con l’appello la AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in
oggetto, producendo una ricevuta del 7 ottobre 2009 dell’UE di __________
relativa al pagamento di fr. 1'383.30 a saldo dell’esecuzione n. __________. Il
16 ottobre 2009 l’appellante ha consegnato brevi manu una ricevuta emessa quello
stesso giorno dell’UE di __________ relativa al versamento di fr. 19'714.15 a saldo delle esecuzioni n. __________, __________,__________, __________, __________, __________,
__________ e __________ e uno scritto, sempre del 16 ottobre 2009, di Ok__________
P__________i inviato all’UE di __________, con cui è stata ritirata
l’esecuzione n. __________ promossa nei confronti della AP 1 

 

Considerato

 

 

In diritto:

                               1.a)   In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:

                                         1)  il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                         3)  il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                         L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in
contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i
presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non
vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far
valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,
§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung
des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172)-.

 

                                  b)   L’appellante ha prodotto una ricevuta del 7 ottobre 2009
relativa al pagamento di fr. 1'383.30 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________.
Dalla copia della predetta ricevuta, rilasciata dall’UE di __________, si
evince che il pagamento è stato effettuato alle ore 14.45, e pertanto posteriormente
agli effetti del fallimento pronunciato per il 7 ottobre 2009 alle ore 10.00,
per cui trattasi di un fatto avveratosi successivamente al fallimento (echtes
Novum) che adempie il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF (estinzione
del debito compressi gli interessi e le spese), ritenuto che l’appellante deve
altresì rendere verosimile la sua solvibilità. A questo proposito la debitrice
ha prodotto, entro il termine d’appello, uno scritto del 16 ottobre 2009 inviato
all’UE di __________, con cui O__________ P__________ ha ritirato l’esecuzione
n. __________ promossa nei confronti della AP 1. L’appellante ha pure
presentato una ricevuta sempre del 16 ottobre 2009 dell’UE di __________
relativa al versamento di fr. 19'714.15 a saldo di tutte le ulteriori esecuzioni pendenti nei suoi confronti, il che dimostra che AP 1 dispone della
liquidità necessaria per far fronte ai suoi impegni. Di conseguenza il
requisito della solvibilità può essere ritenuto reso sufficientemente
verosimile. Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento della AP 1 va
annullato. 

 

                                   2.   L'appello
va pertanto accolto. 

                                         La tassa
di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF). 

                                         Le spese
dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante. 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 cpv.
2 LEF

 

 

pronuncia:

 

 

                                    I.   L'appello
è accolto. 

                                      

                                         “1. La
dichiarazione di fallimento 6 ottobre 2009 pronunciata dal Pretore del __________,
inc. EF. __________, nei confronti della AP 1, __________, è annullata.

                                          

                                         2. La tassa di
giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a
carico della AP 1. 

 

                                          3. Le spese
dell’Ufficio fallimenti __________, da anticipare come di rito, sono poste a
carico della AP 1.”

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico della AP 1. 

 

 

 

 

 

 

                                  III.   Intimazione a:

                                         -
AP 1, __________;

                                         - 
AO 1, __________

                                         -
Ufficio __________, __________;

                                         -
Ufficio __________;

                                         -
Ufficio __________;

                                         -
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;

                                         Comunicazione
alla Pretura __________ 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il
presidente                                                                    La
segretaria

 

 

 

 

 

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).