# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6cad7dcb-1984-52fa-8d78-4714f019e69c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.05.2010 D-3569/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3569-2010_2010-05-28.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3569/2010/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 8  m a g g i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con approvazione della giudice Nina Spälti Giannakitsas,
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...),
Georgia rispettivamente Russia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione del UFM del 7 maggio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3569/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro  
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 22 gennaio 2010 e del 16 febbraio 2010;

la  decisione  dell'UFM  del  7 maggio 2010,  notificata  al  ricorrente 
l'11 maggio  2010,  che  annulla  e  sostituisce  la  decisione  del 
30 marzo 2010;

il ricorso del 18 maggio 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 19 maggio 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 21 maggio 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino georgiano, nato a B._______, 
e  cresciuto  a  C._______  ove  avrebbe  vissuto  fino  al  1992;  che  in 
seguito si è trasferito in Russia, a D._______, per circa due anni, poi  
nella città  di  E._______ per un anno; che successivamente avrebbe 
girato diverse città, tra le quali  F._______, G._______, H._______ e 
I._______;  che,  nel  1999,  sarebbe  rientrato  temporaneamente  in 
Georgia per  poi  ritornare in  Russia  dove avrebbe sostato in  diverse 
città  per  alcuni  anni;  che  nel  2008  sarebbe  nuovamente  tornato  in 
Patria  fino  al  giorno  dell'espatrio  definitivo  sempre  verso  la  Russia,  
dove  è  rimasto,  dapprima  ad  I._______  e  poi  a  L._______,  fino  al 
mese di (...); (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 1, 2 
e  3);  che  egli  avrebbe  lasciato  la  Georgia  poiché,  essendo  di  etnia 
russa, è spesso confrontato con problemi in Patria; che ovunque vada 
nascono sempre delle  discussioni legate alla guerra e non verrebbe 
mai  lasciato  in  pace;  che  nel  (...)  a  B._______,  durante  un  alterco 
sarebbe stato accoltellato; che il suo Paese di origine non è sicuro per 
potervisi stabilire con la compagna; che ha tentato più volte di ottenere 
la cittadinanza russa ma non ha mai prodotto i  documenti  necessari  
perché  non  li  aveva  e  non  sapeva  come  procurarseli  (cfr.  verbale 
d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 6, 7 e 8);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-

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durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Georgia siccome ammissibile, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, dichiarato di aver sempre detto la verità 
non sapendo dove si trova in questo momento il suo passaporto, posto 
che diversi anni fa l'avrebbe consegnato al consiglio del villaggio e da 
quel momento non ne avrebbe più avuto notizia; che pertanto non è 
corretto sostenere che egli abbia reso delle dichiarazioni contradditto-
rie  e  che,  anzi,  nel  suo  caso esistono motivi  validi  a  conforto  della 
mancata consegna di documenti;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto,  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che ha, altresì,  presentato una domanda di  assistenza giudi-
ziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia 
e del relativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono necess-
ari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza 
di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 

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cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na -
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi  (cfr.  DTAF 
 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il  ricorrente, a distanza di  oltre quattro mesi 
dalla presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun docu-
mento che adempia i citati criteri;

che, per di  più, egli  si  è semplicemente limitato a dichiarare di  aver 
consegnato  il  proprio  passaporto  al  Consiglio  del  villaggio  a 
B._______ diversi anni prima, durante la guerra, poiché le autorità lo 
avevano richiesto; che egli non sa perché non gli è stato rilasciato un 
altro  passaporto  e  che comunque egli  non ne ha più  fatto  richiesta 
perché non avrebbe avuto i soldi per pagarlo; che, inoltre, egli non ha 
mai posseduto una carta di identità in quanto non avrebbe mai avuto 
né il  tempo ne i soldi per richiederla; che infine egli  ha dichiarato di  
non poter fare nulla per procurarsi un documento non possedendo più 
alcuno e perché non saprebbe a chi rivolgersi (cfr. verbale d'audizione 
del  22 gennaio 2010,  pagg.  5  e  6,  verbale  d'audizione  del 
16 febbraio 2010, pag. 2);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, ha riferito di essere partito, 
all'inizio  del  mese  di  (...),  da  M._______  giungendo  in  Russia, 
dapprima  ad  I._______  e  in  seguito  fino  a  N._______;  che  di  qui 
avrebbe preso il traghetto fino a L._______, dove è rimasto fino al (...);  
che avrebbe quindi lasciato la Russia a bordo di un auto passando per  
la  Polonia,  Austria  e Slovacchia; che da qui,  dopo aver soggiornato 
una decina di giorni in località ignote, avrebbe attraversato l'Italia o la  
Germania fino a giungere a Chiasso il 16 gennaio 2010; che avrebbe 
affrontato il viaggio senza documenti di identità; che tuttavia, durante 
tutto il tragitto citato egli  non avrebbe mai subito alcun controllo (cfr. 
verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 8 e 9);

che il  ricorrente,  malgrado abbia fatto delle  soste durante il  viaggio, 
non ha saputo dettagliare minimamente il lungo tragitto, salvo elencare 
gli Stati che avrebbe attraversato; che, secondo la cronologia esposta, 
mal si capisce come abbia fatto il ricorrente ad arrivare dalla Polonia 
direttamente in Austria così come dalla Slovacchia direttamente in Ita-
lia o in Germania, non essendo questi degli Stati confinanti; che ancor 

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meno si comprende l'incertezza mostrata dall'insorgente circa il luogo 
della sua entrata in Svizzera;

che, a prescindere dalle allegazioni palesemente inverosimili di cui so-
pra, vale già sottolineare che varcare il confine Schengen senza subire 
alcun controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, risulta, al  
momento attuale, quanto mai difficoltoso;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risul -
tare  sia dalla  manifesta inconsistenza sia dalla  manifesta irrilevanza 
dei motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Georgia per il  fatto  di  non vedere un futuro per sé nel proprio 

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Paese d'origine (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pagg. 6 
e 7, verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 5);

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  basti  rilevare  che  il  ricorrente  si  è  espresso  in  modo 
contraddittorio ed inverosimile sugli eventi che lo avrebbero indotto a 
lasciare  il  proprio  Paese;  che,  tra  l'altro,  non  ha  lamentato  eventi 
particolari e recenti vissuti in prima persona a giustificazione della sua 
richiesta, quanto piuttosto l'assenza di prospettive ed i contrasti etnici 
che caratterizzano il suo paese d'origine nonché il timore di non avere 
alcun  futuro  in  Patria;  che  a  titolo  di  esempio  egli  ha  inizialmente 
dichiarato di aver vissuto a C._______ dalla nascita fino agli inizi degli  
novanta (cfr. verbale  d'audizione del  22 gennaio 2010,  pagg. 1 e  2), 
cambiando in un secondo tempo versione e affermando di aver vissuto 
fino al (...) a B._______, dove tra l'altro avrebbe frequentato le scuole 
(cfr. verbale d'audizione del  16 febbraio 2010, pag. 4); che nel  corso 
della  prima  audizione  il  ricorrente  ha  allegato  di  aver  lasciato  la 
Georgia,  nel  (...)  o nel  (...)  dopo essere stato coinvolto in una rissa 
nella quale, tra l'altro è stato ferito con un coltello (cfr. verbale d'audi-
zione  del  22 gennaio 2010,  pag.  7),  mentre  in  sede  di  seconda 
audizione egli ha dichiarato di essere andato in Russia già nel (...) (cfr. 
verbale  d'audizione  del  16 febbraio 2010,  pag.  4);  che  in  aggiunta, 
interrogato sulla mancata produzione dei propri documenti, il ricorrente 
ha dichiarato di possedere un passaporto, ma di non poterlo consegnare 
poiché, a seconda delle versioni, l'avrebbe consegnato al Consiglio del 
villaggio per ordine delle autorità durante la guerra e non ne avrebbe più 
avuto notizia (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pag. 5), ma 
pure che sarebbe andato distrutto insieme alla sua abitazione nel 2008 
(cfr. verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 5); che, inoltre, a titolo 
abbondanziale, egli ha dapprima dichiarato di avere ancora sua madre in 
Patria (cfr. verbale d'audizione del 22 gennaio 2010, pag. 4),  mentre in 
sede di seconda audizione ha riferito di non avere più nessun parente in 
in Georgia (cfr. verbale d'audizione del 16 febbraio 2010, pag. 4);

che, oltretutto, in virtù del principio della sussidiarietà della protezione 
internazionale  per  rapporto  alla  protezione  nazionale,  si  deve  poter 
esigere  da  un  richiedente  d'asilo  che  abbia  esaurito,  nel  proprio 

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Paese, le possibilità di protezione contro eventuali persecuzioni prima 
di  sollecitare  quella  di  uno  Stato  terzo;  che  infatti,  tali  situazioni, 
ancorché spiacevoli, non sono determinanti per il riconoscimento dello 
statuto di  rifugiato se la  persona che ne è vittima beneficia nel  suo 
luogo  d'origine  di  un  accesso  concreto  a  delle  strutture  efficaci  di  
protezione e che può essere ragionevolmente richiesto che egli faccia 
appello a questo sistema di protezione interna (cfr. decisione del TAF 
D-7847/2006 del 18 agosto 2009; Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2006 n. 18 
pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 n. 15 pagg. 107 e segg.);

che stando alle dichiarazioni addotte dal richiedente, egli non si è mai 
rivolto  alle  autorità  locali  per  denunciare  le  asserite  risse  rispettiva-
mente discussioni accese nel quale è stato coinvolto (cfr. verbale d'au-
dizione del 22 gennaio 2010, pag. 7); che pertanto non si può ritenere 
che, nel caso in rassegna, le forze dell'ordine abbiano rinunciato a pro -
teggerlo o siano state impossibilitate a farlo;

che quindi si deve ritenere che il ricorrente non ha intrapreso tutte le 
procedure che ci si poteva attendere da lui al fine di far valere i propri  
diritti presso le autorità competenti;

che non vi è ragione di ritenere che egli non possa ottenere dalle com-
petenti autorità in patria, se opportunamente sollecitate, un'appropria-
ta protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo da parte di terzi  
nei suoi confronti;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente ritenuti inverosimili dall'autorità inferiore, giusta l'art. 32 cpv. 3 
lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribunale, le allegazio-
ni prodotte circa i timori di non avere un futuro in Patria sarebbero sta-
te, in casu, di natura tale da poter essere considerate nella concreta 
fattispecie decisive ai sensi dell'asilo;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 

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dell'ammissibilità  (cfr.  sentenza  del  TAF  E-423/2009 
dell'8 dicembre 2009, consid. 8, destinata alla pubblicazione);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti 
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che,  pertanto,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e  art. 83 cpv. 3 
LStr);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44 cpv. 2 LAsi  e  art. 83 cpv. 3 
LStr);

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che,  la  situazione  vigente  in  Georgia  non  appare  caratterizzata  da 
guerra,  guerra civile  o violenza generalizzata  o emergenza sanitaria 
che coinvolga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio 
nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
ricevuto una buona istruzione avendo egli studiato fino all'età di 16/17 
anni  ed  ha  un  altrettanto  buona  esperienza  lavorativa  quale 
commerciante, visto che, per esempio, a G._______ si arrangiava con 
un  commercio  di  birra,  pesce  e  vestiti  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
22 gennaio 2010, pag. 4); che inoltre, stando a quanto riferito, essendo 
tornato  a  più  riprese  in  Georgia  nel  corso  degli  anni,  il  ricorrente 
dispone ancora di una discreta rete sociale in Patria, dove ha lasciato la 
madre  (cfr.  verbale  d'audizione  del  22 gennaio 2010,  pag.  4);  che 
l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di  
salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr. 
sulla  problematica  GICRA 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame 
d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art. 8  cpv. 4 LAsi);  che 
l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 

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i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di  diritto pubblico dinanzi al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva;

(dispositivo sulla pagina seguente)

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D-3569/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 
succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro il 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM, Divisione soggiorno (allegati: incarto N (...) e copia del ricorso 

del 18 maggio 2010, per corriere interno; in copia)
- O._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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