# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 24fd5d3f-d705-5595-b2fe-f24deb3c6b01
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.03.2010 C-4183/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4183-2008_2010-03-08.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4183/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  m a r z o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Elena Avenati-Carpani; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, 
rappresentato dal Patronato INAS, via della Posta, 
6600 Locarno,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 20 maggio 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4183/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1989 
solvendo regolari contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, 
i  superstiti  e  l'invalidità.  Dal  1995  era  alle  dipendenze  quale  aiuto 
meccanico di una ditta di apparecchi elettrici di Croglio (TI) in ragione 
di 40 ore settimanali; è rimasto assente dal lavoro dal 13 giugno 2005 
al 31 marzo 2006 ed è stato licenziato con effetto a quest'ultima data. 
Il  31  maggio  2006,  A._______  ha  formulato  una  domanda  volta  al 
conseguimento  di  prestazioni  AI  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.

L'assicurato ha segnatamente prodotto: un certificato medico del  18 
maggio 2006 (Dott.ssa Rossinelli) attestante un diabete mellito I noto 
dal 1988 in scarso compenso, artrite reumatoide seronegativa esordita 
nel  2005 con spondilite,  sindrome fibromialgica,  disturbo depressivo 
reattivo ossessivo con fobie multiple; un attestato psichiatrico del 26 
aprile  2006; una perizia  medico-legale  del  22  marzo 1997 del  Dott. 
Enrico; un breve rapporto d'esame oftalmologico dell'8 maggio 2006; 
un attestato dell'Ospedale di Como (reumatologia) del 26 aprile 2006 
ove  si  conferma  l'artrite  reumatoide  seronegativa  in  fase  attiva, 
fibromialgia con 13 tender-points, problemi epatici da intolleranza ad 
alimenti; rapporti del servizio di diabetologia del 2006.

È stato esibito l'incarto dell'Istituto nazionale svizzero di assicurazione 
contro  gli  infortuni  (INSAI/SUVA)  relativo  ad  un  incidente  della 
circolazione subito il  6 luglio 1996, nel quale il  nominato riportò una 
frattura  della  clavicola  sinistra,  che  ha  comportato  una  residua 
cervicobrachialgia bilaterale a sinistra ed esiti di contusione alla spalla 
destra  nel  maggio  2000. Non  sono state  erogate  rendite  d'invalidità 
dall'assicuratore infortuni.

B.
Il medico curante, Dott.ssa Rossinelli nei suoi rapporti del 18 maggio 
2006  conferma  l'artrite  reumatoide  accompagnata  da  uno  stato  di 
netta depressione ansio-reattiva di tipo fobico-ossessivo e l'incidenza 
debilitante  della  scarsa  risposta  alle  cure  del  diabete  tipo  I. Il  Dott. 
Camboni,  psichiatra,  attesta  nel  suo  rapporto  del  29  giugno  2006 
l'assoluta incidenza invalidante della patologia psichica (100%).

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Nel questionario per il datore di lavoro, la Minimotor SA conferma che 
il  dipendente aveva il compito di modificare dei pezzi in officina, con 
tornitura,  fresatura,  brocciatura  da  svolgere  in  posizione  alternata 
seduta/in piedi; il lavoro non era da considerarsi pesante.

È stato esibito l'incarto della Cassa malati dal quale emergono, oltre ai 
certificati  delle  assenze  da  imputare  a  malattia,  una  perizia  del 
Dott. Pianezzi  all'Allianz  assicurazioni  (24  settembre  2006),  il  quale 
giustifica  una  piena  incapacità  al  lavoro  per  poliartrite  reumatoide 
sero-negativa, diabete e disturbo ansio-depressivo.

L'amministrazione  ha  disposto  una  visita  polispecialistica  presso  il 
Servizio di accertamento medico di Bellinzona (SAM), ove l'interessato 
è stato visitato l'11, 12, 17, 20 e 30 luglio 2007 con approfondimenti in 
psichiatria,  reumatologia,  endocrinologia.  I  periti  hanno  rilevato  la 
diagnosi  sostanziale  (dettaglio  nella  parte  in  diritto)  di  sindrome  da 
disadattamento mista ansio-depressiva, diabete mellito I con sporadici 
microaneurismi  al  polo  posteriore  dell'occhio  sinistro,  polineuropatia 
periferica agli arti inferiori, sindrome algica generalizzata, sovrappeso 
(BMI 30), ritenendo il paziente inabile al lavoro in misura del 30%. 

L'incarto è stato esaminato dal Servizio medico regionale Ticino (SMR; 
Dott. Evangelisti) che, con nota del 14 novembre 2007, ha condiviso le 
conclusioni del SAM, riferendo che l'assicurato sarebbe abile nel suo 
lavoro in misura del 70% (presenza tutto il giorno, ma con rendimento 
ridotto).  L'indagine  comparativa  dei  redditi,  comunque  svolta 
dall'amministrazione, ha posto in luce che il nominato, tenuto conto di 
un salario precedente l'invalidità di Fr. 39'910.- nel 2006 e di un salario 
dopo l'invalidità di Fr. 35'222.- (svolto al 70%) subirebbe una perdita di 
guadagno  dell'11,75%. L'interessato  non  avrebbe  pertanto  diritto  né 
alla  rendita  né  al  reinserimento  professionale.  Il  Consulente  in 
integrazione  professionale  (CIP),  nella  relazione  del  20  dicembre 
2007, ha confermato tale valutazione.

Con progetto di decisione del 19 febbraio 2008, l'Ufficio AI cantonale 
ha disposto la reiezione della domanda di prestazioni. Con la risposta 
del 12 marzo successivo, A._______, regolarmente rappresentato dal 
Patronato INAS di Locarno, contesta il progetto di cui sopra e produce 
un certificato  medico  del  Dott. Malavicini  nel  quale si  fa stato  di  un 
aggravamento delle sue condizioni di salute. Successivamente è stato 
esibito  l'attestato  di  riconoscimento  dell'invalidità  civile  del  18 
settembre  2006,  nonché  il  certificato  26 marzo 2008 del  servizio  di 

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diabetologia di Arcisate ed una nuova relazione del Dott. Camboni del 
10 aprile 2008, il quale attesta un peggioramento della sintomatologia 
psichica tale da motivare un'invalidità minima del 35% dal solo profilo 
psichico; gli esami ematochimici del 18 marzo 2008 ed un certificato 
medico del 14 aprile 2008 del Dott. Malavicini nel quale si menziona la 
nota diagnosi.

Nel frattempo, in esito a richiesta dell'interessato, l'amministrazione ha 
dato avvio ad un programma di aiuto al collocamento (consulenza e 
sostegno alla ricerca di un impiego).

I referti medici prodotti dall'assicurato sono stati sottoposti in esame al 
sanitario del SMR, il quale (rapporto del 6 maggio 2008) ha affermato 
che la  documentazione in  parola non apporterebbe novità rispetto a 
quanto già accertato al SAM.

Con  decisione  del  20  maggio  2008,  l'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  ha respinto la 
richiesta di rendita AI e di provvedimenti professionali.

C.
Con il ricorso depositato il 20 giugno 2008, A._______, rappresentato 
dal  Patronato INAS di Locarno, ha chiesto il  riconoscimento del suo 
diritto  ad  almeno  mezza  rendita  AI  e  la  prosecuzione  dell'aiuto  al 
collocamento. Nulla chiede in merito ad un eventuale riqualificazione 
professionale. Produce documentazione già ad atti.

Nella  sua  risposta  di  causa  del  19  settembre  2008,  l'Ufficio  AI 
cantonale propone la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, 
per  quanto  necessario,  si  riferirà  nei  considerandi  in  diritto  del 
presente giudizio. A tale conclusione si  è associato l'UAIE nelle sue 
osservazioni del 29 settembre successivo.

In merito al programma di aiuto al collocamento, va rilevato che questo 
è  stato  sospeso  fino  a  definizione  della  presente  vertenza  (cfr. 
comunicazione interna del CIP del 1° luglio 2008). 

D.
Dopo aver preso atto delle rispettive osservazioni, il  Patronato INAS, 
con  scritto  del  15  ottobre  2008,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio 
assistito  di  mantenere  il  ricorso.  Produce,  a  suffragio  delle  sue 
conclusioni, una relazione medica allestita il 25 giugno 2008 dal Dott. 

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Enrico, il quale, nella sostanza, riprende la diagnosi esposta dai periti 
del  SAM  senza  aggiungere  novità  patologiche,  ma  ritenendo 
l'interessato invalido nella misura di almeno il 65-70%.

Ricevuta  la  replica,  l'amministrazione AI  cantonale  ha sottoposto  gli 
atti al Dott. Erba, del proprio servizio medico, il quale, nel suo rapporto 
del  14  novembre  2008,  constata  l'assenza  di  nuovi  elementi  che 
depongano in favore dell'assicurato.

Duplicando in data 17 novembre 2008, l'Ufficio AI del Cantone Ticino 
ripropone  la  reiezione  del  ricorso.  A  questa  conclusione  si  allinea 
anche l'UAIE nella sua duplica del 24 novembre successivo.

Nella sua presa di posizione del 3 dicembre 2008 la parte ricorrente 
ha confermato le conclusioni del  ricorso, censurando in particolare il 
calcolo comparativo dei redditi.

E.
Invitato con ordinanza dell'11 dicembre del TAF a fornire un anticipo di 
Fr. 300.-, corrispondente alle presunte spese processuali, l'interessato 
ne  ha  chiesto  l'esenzione.  Ha  compilato  l'apposito  formulario  di 
assistenza  giudiziaria  dal  quale  si  desume che  egli  non  percepisce 
alcun reddito e dipende finanziariamente dalla madre.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

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2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente  legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il gravame è dunque ammissibile, nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 

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l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (5a revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 31 maggio 2006. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se il  ricorrente avesse diritto ad una rendita il  31 maggio 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 30 maggio 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

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• essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

• aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre  2007).  A  partire  dal  1° 
gennaio 2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante 
almeno 3 anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A 
tal  fine  è  possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi 
versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato membro 
dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero 
scambio (AELS), a condizione che almeno un anno di contributi sia 
registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del 
regolamento 1408/71).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessato  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 

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permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.

8.1 Dal 1995 A._______, frontaliere, era alle dipendenze di una ditta 
di produzione di apparecchi elettrici, in ragione di 40 ore settimanali e 
per  un  salario  adeguato  alla  sua  qualifica  di  aiuto  meccanico  (non 
qualificato). Non si è più presentato al lavoro, per ragioni di malattia, 
dopo il 9 giugno 2005 ed è stato licenziato con effetto 31 marzo 2006. 
Per il seguito non ha più ripreso alcun lavoro. 

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8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
VSI 2000 p. 84). 

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

9.

9.1 Nel  caso  in  esame,  alla  luce  delle  diverse  patologie  presenti, 
l'Ufficio  AI  cantonale  ha  ritenuto  opportuno sottoporre  l'assicurato  a 
visita polispecialistica presso il Servizio di accertamento dell'invalidità 
di  Bellinzona  (SAM).  Il  nominato  è  stato  sottoposto  a  consulti  in 
endocrinologia  (Dott.  Chanda),  reumatologia  (Dott.  Christen), 
psichiatria (Dott. Bazeghy). Nella relazione finale del 21 agosto 2007, i 
medici del SAM hanno rilevato:

Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa:

Sindrome da disadattamento con reazione mista ansio-depressiva.

Diabete mellito tipo I con/su:

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diagnosi posta nel 1988, sporadico microaneurisma al polo posteriore  
dell'occhio sinistro, polineuropatia periferica agli arti inferiori.

Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:

sindrome algica generalizzata.

adiposità (BMI 30) con dislipidemia.

La documentazione esibita posteriormente alla perizia del SAM non ha 
evidenziato, nella sostanza, altre malattie in atto.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.
Nel corso dell'istruttoria è sorto il problema di sapere se la patologia 
reumatica  sia  da  iscriversi  nell'ambito  di  una  fibromialgia  vera  e 
propria (medici curanti dell'interessata), oppure di una sindrome algica 
generalizzata (Dott. Christen del SAM). Non è dato inoltre a sapere se 
si possa parlare di artrite reumatoide o se le doglianze in esame siano 
semplicemente  da  iscriversi  in  un'artrite  sero-negativa,  senza 
caratteristiche  reumatiche  infiammatorie. Trattasi  di  meri  problemi  di 
dottrina medica che l'assicurazione per  l'invalidità  non è chiamata a 
dirimere. Piuttosto, sono le conseguenze di una determinata malattia, 
nella specie di tipo reumatico, ad essere determinanti. Determinante è 
quindi il parere del perito circa le influenze debilitanti (forma e misura) 
di  una  patologia  del  campo reumatologico,  seppur  non  ben  definite 
(fibromialgia o sindrome algica generalizzata; artrite reumatoide vera e 
propria o artrite reumatoide sero-negativa senza segni infiammatori). 

In  merito  alla  fibromialgia  o  sindrome  da  dolore  somatoforme  va 
comunque rilevato che tra i  danni alla salute psichica, i quali  come i 

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danni fisici possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 
LAI,  devono  essere  annoverati  -  oltre  alle  malattie  mentali 
propriamente  dette  -  le  anomalie  psichiche  parificabili  a  malattia 
(MEYER-BLASER,  Der  Rechtsbegriff  der  Arbeitsunfähigkeit  und  seine 
Bedeutung  in  der  Sozialversicherung,  namentlich  für  den 
Einkommensvergleich  in  der  Invaliditätsbemessung,  in 
SCHAFFAUSER/SCHLAURI, Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, 
p. 64 n. 93). Non sono considerati effetti di uno stato psichico morboso, 
e dunque non costituiscono turbe a carico  dell'AI  le  limitazioni  della 
capacità di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di 
buona volontà; la misura di  quanto è ragionevolmente esigibile deve 
essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile (DTF 102 V 166; 
VSI  2001  pag. 224  consid.  2b;  DTF 127  V  298  consid.  4c  in  fine). 
Dunque, nel quadro di un esame del diritto a prestazioni (o in caso di 
revisione)  le  manifestazioni  soggettive  di  dolori  devono  essere 
confermate  da osservazioni  mediche concludenti,  a  difetto  di  ciò  un 
apprezzamento di questo diritto a prestazioni non può essere garantito 
in modo conforme al principio di parità di trattamento fra gli assicurati. 

Il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l'inesigibilità della 
ripresa lavorativa presuppone in  ogni  caso la  presenza manifesta di 
una  comorbidità  psichiatrica  di  notevole  gravità,  intensità  e  durata 
oppure la presenza costante e intensa di altri criteri qualificati quali (1) 
l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate 
da  un  decorso  patologico  pluriennale  son  sintomi  stabili  o  in 
evoluzione  senza  remissione  duratura,  (2)  la  perdita  d'integrazione 
sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, 
senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, ad indicare allo 
stesso tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del 
conflitto  psichico  (profitto  primario  tratto  dalla  malattia;  "primärer 
Krankheitsgewinn") oppure (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali 
o  stazionari  conformi  alle  regole  dell'arte  nonché  di  provvedimenti 
riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 
130 V 352 consid. 2.2.2 ).

11.

11.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni,  vi è, da una parte, la valutazione dei periti  del 
SAM che ritengono il nominato ancora in grado di svolgere un lavoro 
simile  al  precedente  in  misura  del  70%  (con  presenza  per  tutto  il 

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giorno  ma rendimento  ridotto  del  30%),  dall'altra,  alcuni  medici  che 
pongono  un  tasso  d'invalidità  oscillante  fra  il  35  ed  il  50%  (Dott. 
Camboni,  psichiatra  ed  altri  sanitari  a  firma  illeggibile)  in  attività 
d'ufficio.  Infine,  il  Dott.  Enrico  (specialista  in  ortopedia),  autore,  fra 
l'altro, della certificazione esibita in sede di replica (25 giugno 2008), si 
associa al parere del Dott. Camboni considerando il paziente invalido 
in  misura  del  35%  almeno  (solo  per  la  patologia  psichiatrica)  e, 
complessivamente, in misura del 65-70%. 

11.2 Va ricordato che una perizia richiesta dall'UAI cantonale (in casu 
un  servizio  di  accertamento  medico  specifico  dell'assicurazione  per 
l'invalidità)  non  può  essere  scartata  adducendo  che  si  tratta  di  un 
referto  di  parte.  Infatti,  la  legge  attribuisce  all'amministrazione  il 
compito  di  istruire  le  domande  di  rendita,  procurandosi  gli  atti 
necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'attività, la capacità di 
lavoro e l'idoneità all'integrazione dei richiedenti. A tale scopo possono 
essere  domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti 
sopralluoghi  e  consultati  specialisti  dell'aiuto  pubblico  o  privato  agli 
invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'Ufficio AI agisce quale 
organo  amministrativo  preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le 
perizie  ordinate  in  adempimento  di  questo  compito  non  possono 
essere considerate di  parte o non conclusive alla luce di  altri  referti 
(DTF 123 V 175 e 122 V 157). Il Tribunale federale ha inoltre precisato 
che  deve  essere  considerata  rilevante  una  perizia  affidata  al  SAM, 
negando che tale servizio medico possa essere considerato parte in 
causa  per  sussistenza  di  un  vincolo  per  cui  l’istituto  medesimo 
sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli  interessi 
specifici dell’assicurazione per l’invalidità.

Determinante è invece la circostanza che la perizia del SAM rispetti 
tutti  i  principi  concernenti  la valutazione medica dell'invalidità. Infatti, 
per quanto concerne il  valore probatorio  d'un rapporto medico va in 
particolare accertato se il  rapporto è completo per quanto riguarda i 
temi sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle 
censure  del  paziente,  se  è  stato  redatto  con  conoscenza  della 
pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella 
presentazione del  contesto medico e,  infine,  se  le  conclusioni  a  cui 
giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non 
è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione 
del  materiale  probatorio  quale  rapporto  o  di  perizia,  bensì  il  suo 
contenuto (DTF 125 V 352, consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c).

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11.3 Ora,  il  collegio  giudicante  non  ha  motivo  di  scostarsi  dal 
convincente parere dei  sanitari  del  SAM. La parte ricorrente non ha 
esibito documentazione sanitaria che possa porre in dubbio in modo 
convincente l'analisi operata dai sanitari di tale servizio.

La  patologia  che  sembra  avere  il  rilievo  più  importante  è  di  tipo 
endocrinologico. A._______ è portatore dal 1988 di un diabete di tipo I 
mal  curato.  L'interessato  non  è  in  grado  di  gestire  l'autocontrollo 
glicemico e, perciò, subisce le conseguenze di tale disordine igienico-
profilattico.  Oltretutto,  secondo  il  perito  (Dott.  Chanda),  il  paziente 
sarebbe mal informato sulle questioni dell'effetto glicemico dell'insulina 
e non riesce a dosare gli interventi di iniezione ed a programmarli in 
modo  adeguato.  Da  ciò  ne  deriva,  soprattutto,  una  polineuropatia 
periferica che, nei momenti critici,  è senz'altro debilitante. Compito è 
dunque dell'assicurato di ovviare a tale situazione da imputare, più che 
altro,  ad  una  sua  negligenza  e/o  non  informazione. Verosimilmente, 
questa situazione è dovuta ad un certo atteggiamento depressivo e, 
pertanto, la  patologia in  parola si  dovrebbe esaminare anche da un 
punto  di  vista  psichico. Per  quel  che  si  riferisce alle  influenze della 
turba diabetica sul visus, per ora, non vi sono problemi di debilitazione: 
il visus corretto permane di 10/10 in 00. 

Dal lato reumatologico è irrilevante sapere se il paziente presenti una 
fibromialgia con 11, 15 o 18 tender points tipici di tale turba, come lo 
attestano  alcuni  medici  specialisti  curanti,  o  semplicemente  una 
sindrome  algica  generalizzata,  come  ritenuto  dal  Dott.  Christen 
(reumatologo)  del  SAM.  Peraltro  non  sembra  esistere  una  vera  e 
propria  artrite  reumatoide,  in  quanto  gli  esami  effettuati  non  hanno 
posto  in  evidenza  alterazioni  infiammatorie  ed  i  parametri  specifici 
sono  tutti  negativi  senza  eccezioni.  La  MRI  delle  articolazioni 
sacroilliache  del  30  luglio  2007 non evidenzia  processi  infiammatori 
attivi  o  manifeste  alterazioni  attribuibili  a  pregressa  sacroileite.  Dal 
punto  di  vista  reumatologico/ortopedico  non  esiste  dunque  alcuna 
invalidità.

Il  problema  psichiatrico  (Dott.  Bazeghy)  è  invece  più  meritevole 
d'attenzione.  L'assicurato  ha  un'espressione  rallentata  e  tesa, 
emotivamente  è  labile,  il  tono  della  voce è  diminuito  e  la  mimica  è 
povera.  Egli  appare  angosciato  e  preoccupato  in  modo  eccessivo. 
Socialmente è isolato e la cura antidepressiva seguita non riesce a far 
apparire i risultati sperati. Secondo il medico curante la tendenza del 

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paziente è quella di lasciarsi andare e di non reagire agli eventi della 
vita  sociolavorativa  ed  affettiva.  Per  lo  psichiatra  del  SAM  il  tasso 
d'invalidità  si  aggira  attorno  al  10-20%  per  qualsiasi  lavoro.  Il  suo 
medico curante (Dott. Camboni) è del parere che il grado d'invalidità è 
situabile al 35%. Ora, lo stesso medico di parte non pone un'abilità al 
lavoro attingente un livello di almeno il 40%.

11.4 Il  Tribunale  federale  ha  già  avuto  modo  di  osservare  come  la 
determinazione  del  grado  d'incapacità  lavorativa  globale  di  un 
assicurato  affetto  da diverse patologie  debba avvenire  sulla  base di 
una valutazione complessiva e che non possa essere frutto della mera 
addizione matematica delle singole inabilità parziali  (SVR 2008 IV n. 
15 consid. 2.1; DTF 123 V 50 consid. 3b).

I  periti  del  SAM  hanno  ritenuto  che  l'interessato  potrebbe  ancora 
svolgere in misura del 30% attività non eccessivamente pesanti, come 
ad  esempio  il  suo  precedente  lavoro  di  aiuto  meccanico-montatore. 
Ponendo  questo  tasso  d'invalidità  essi  hanno  ampiamente  tenuto 
conto  di  tutte  le  affezioni  menzionate  e  delle  limitazioni  presenti.  I 
sanitari  incaricati  hanno  in  particolare  precisato  che  questa 
valutazione è da intendersi come una presenza al lavoro durante tutto 
il  giorno, ma con rendimento ridotto. L'incapacità lavorativa dovrebbe 
essere fatta risalire al giugno 2005 (interruzione della sua attività). Da 
quanto riferito dall'ex datore di lavoro, i compiti assegnati a A._______ 
erano, fra gli  altri,  quello di  modificare dei  pezzi  standard in  officina 
tramite tornitura,  fresatura e  "brocciatura";  questo  lavoro si  svolgeva 
per circa il  50% in posizione seduta e per il  resto eretta. Non erano 
previsti  sollevamenti  di  pesi  superiori  a  5-6  kg. L'attività  in  parola  è 
dunque di  tipo semileggero e corrisponde alle  indicazioni  fornite  dai 
periti. L'insorgente, date soprattutto le sue affezioni endocrinologiche e 
le  doglianze  (soggettive)  reumatologiche,  necessita  di  pause  per 
curare il diabete, deve evitare turni notturni e stress, come pure aree 
pericolose, ponteggi, scale a pioli, ecc. Il suo era un lavoro semplice, 
piuttosto  ripetitivo,  non  necessitante  una  particolare  formazione, 
quanto piuttosto un'esperienza.

Visto  quanto  precede,  si  deve  ritenere  che  A._______,  da  giugno 
2005, ha presentato un grado d'incapacità nel suo lavoro del 30% al 
massimo. Ossia, egli avrebbe potuto continuare il suo lavoro, ma con 
un rendimento del 70%, ciò che avrebbe comportato una diminuzione 
di guadagno del 30%, tasso insufficiente per aver diritto ad una rendita 

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dell'assicurazione svizzera per l'invalidità.

In  queste  circostanze,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

12.1 La presente procedura è di  principio soggetta al  pagamento di 
spese processuali (art. 69 cpv. 1bis e 2 LAI).

Nel ricorso del 20 giugno 2008 il Patronato INAS di Locarno, agendo 
in nome e per il conto di A._______, ha sostanzialmente formulato una 
domanda di assistenza giudiziaria per quanto attiene al pagamento di 
queste spese.

Giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA  se  una  parte  non  dispone  dei  mezzi 
necessari  e  le  sue conclusioni  non  sembrano prive  di  probabilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 
dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal 
pagamento  delle  spese  processuali.  Secondo  la  giurisprudenza 
consolidata,  i  presupposti  per  la  concessione  dell'assistenza 
giudiziaria  sono  di  massima adempiuti  se  il  richiedente  si  trova nel 
bisogno  e  se  le  sue  conclusioni  non  sembrano  dover  avere  esito 
sfavorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti, 
sentenza  della  II  Corte  di  diritto  pubblico  del  Tribunale  federale  I 
134/06 del 7 maggio 2007). 

Da  quanto  sottoscritto  dal  Patronato  INAS  e  comprovato  dalle 
fotocopie  dei  certificati  esibiti  si  evince  che  il  ricorrente  non  ha 
praticamente  alcun  introito  dovendo  tuttavia  fare  fronte  alle  usuali 
spese per vivere,  motivo per cui  si  giustifica concedergli  il  beneficio 
dell'assistenza  giudiziaria.  Pertanto,  non  vengono  prelevate  spese 
processuali.

12.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria  è  accolta  e  non  si  prelevano 
spese processuali. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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