# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a6294ec9-32c2-50b1-9f32-49c0309c1ffa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.05.2003 32.2002.109
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-109_2003-05-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.109

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  20 maggio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 25 giugno 2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 19 giugno 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

ritenuto,                           

                                         in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nata nel 1943, in data 1° maggio 2002 ha presentato all’Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) una richiesta volta al rimborso dei costi per la fornitura di
una protesi mammaria, nonché di un busto di protezione (doc. AI _).

Con comunicazione 31 maggio 2002 l’amministrazione ha reso noto all’assicurata
di prendersi a carico la protesi e le ulteriori spese connesse (doc. AI _).

Per quel che concerne il busto protettivo prescritto dal dr. __________ a
seguito dell’esportazione di gran parte delle costole e dello sterno (doc. AI
_), con decisione formale 19 giugno 2002 , preavvisata il 31 maggio 2002 (doc.
AI _), l’UAI ha per contro rifiutato il rimborso poiché:

" 
Giusta l'articolo 21 della legge federale per
l'assicurazione invalidità, l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari (OMAI) o
a quelli che possono essere assimilati ad una delle categorie menzionate in
questa lista. Inoltre, l'assicurazione prende a carico solo i mezzi ausiliari
di un modello semplice e adeguato.

 

Il busto per la protezione delle costole non è
menzionato in questa lista e non può essere assimilato a nessuna categoria che
vi figura.

L’assicurazione invalidità non lo può prendere a carico in qualità di
apparecchio di cura, poiché non costituisce un complemento importante ad un
provvedimento d’integrazione assegnato dall’AI”. (Doc. AI _).

 

                               1.2.   In data 25
giugno 2002 il dr. __________, primario di chirurgia all’Ospedale Regionale di
__________, ha chiesto all’UAI per conto dell’assicurata di riesaminare la
decisione in quanto:

" 
(…)

La sig.ra __________, con questo busto, non deve
proteggere le costole ma deve proteggere il torace sinistro, privo di costole
(è stato necessario, in diverse sedute, asportare quasi il 90% delle costole e
lo sterno, a causa di una radionecrosi infetta applicata ai tempi dopo
l'operazione di un carcinoma al seno).

Si tratta di un caso unico, quindi è logico che
non esista ancora nella vostra lista un mezzo ausiliario di questo genere. Al
momento la paziente riesce a convivere in modo abbastanza indipendente con la
sua malattia, grazie anche all'aiuto dei familiari.

Senza questo mezzo è estremamente vulnerabile per
traumi ottusi e acuti." (cfr. doc. AI _)

 

                                         Dopo aver
sottoposto telefonicamente il caso all’UFAS, con scritto 24 luglio 2002
l’amministrazione ha comunicato al dr. __________:

" 
(…)

Data la particolarità ed unicità del caso, abbiamo voluto rivedere
completamente la pratica e sottoposto la problematica all'Ufficio federale
delle assicurazioni sociali.

 

Possiamo quindi, nostro malgrado, esporle le seguenti
considerazioni.

 

1.    non
dubitiamo minimamente della necessità per la Sig.ra __________ di dover
applicare questo tipo di "busto".

 

2.    II
"busto" in questione non assolve le regole per il diritto, richieste
dall'art. 21 LAI, infatti, non è stato applicato prevalentemente per esercitare
attività lucrativa o adempiere le mansioni consuete, o ancora a scopo
d'assuefazione funzionale (questi scopi sono eventualmente raggiunti per
effetto secondario, anche se diretto) ma bensì per evitare traumi ottusi o
acuti e quindi a scopo preventivo.

 

3.    La cifra
marginale 2.03 dell'Ordinanza sui mezzi ausiliari nell'AI (OMAI) contempla le
ortesi del tronco, se esiste un'insufficienza funzionale della colonna
vertebrale con rilevanti dolori dorsali, come pure alterazioni della colonna
vertebrale dimostrabili mediante esami clinici e radiologici, le quali non
possono essere influenzate da altri provvedimenti medici o solo in modo
insufficiente. Ciò non si avvera nell'evenienza concreta.

 

4.    II
"busto" non rientra nell'elenco dei busti contemplati ed accettati
dall'UFAS quali mezzi ausiliari AI, in accordo con le associazioni interessate
(tariffario SVOT/ASTO - cifra marg. 1067 della circolare sui mezzi ausiliari
nell'AI).

 

 

Per questi motivi ci vediamo costretti a confermare la correttezza
della nostra decisione.

 

 

Le precisiamo tuttavia che, se desiderato, potremo considerare la
sua lettera del 25.06.2002 quale ricorso contro la nostra decisione. In caso
affermativo, favorisca comunicarcelo per iscritto entro 10 giorni. La stessa
facoltà è naturalmente data anche alla Sig.ra __________ che ci legge in copia." (cfr. doc. AI _)

 

                                         Il 31
luglio 2002 il succitato sanitario ha tuttavia rimarcato che :

" 
(…)

posso solamente ripetere che si tratta di un caso unico (per
fortuna), 

assolutamente paragonabile o addirittura peggio di quanto
contemplato nell'Ordinanza sui mezzi ausiliari nell'AI per problemi della colonna
vertebrale, anzi la qualità di vita della sig.ra __________ è molto più
compromessa per la mancanza dello sterno e della gabbia toracica, in
specialmodo per la funzione cardio-polmonare.

Purtroppo un regolamento non può mai essere completo, per cui
dobbiamo essere pronti ad integrare casi non ancora descritti." 

(cfr. doc. AI _)

 

                                         comunicando
di considerare la sua precedente lettera alla stregua di ricorso contro la
decisione 19 giugno 2002 (doc. AI _).

 

                               1.3.   Mediante
risposta di causa del 9 settembre  2002 l’amministrazione ha proposto la
reiezione del gravame, osservando:

" 
(…)

In concreto, al punto 2.03 dell'OMAI sono sì citate le ortesi del
tronco, con la precisazione però che le stesse vengono assegnate solo in
presenza di un'insufficienza funzionale o alterazioni della colonna vertebrale.

Il caso è comunque stato sottoposto all'UFAS, il quale ha ribadito
come il corsetto in oggetto non possa essere riconosciuto quale mezzo
ausiliario secondo l'art. 21 LAI (cf. doc. n. _ inc. AI).

 

II mezzo in questione non può inoltre nemmeno essere considerato
quale complemento necessario ad un provvedimento sanitario di cui all'art. 12
LAI.

In base a tale disposto, l'assicurato ha diritto ai provvedimenti
sanitari destinati non alla cura vera e propria del male, ma direttamente
all'integrazione professionale, ed atti a migliorare in modo duraturo e
sostanziale la capacità al guadagno.

Se in tal contesto si rende necessario il ricorso ad apparecchi di
cura, l'UAI ne assume i costi (cf. Direttiva concernente le misure mediche
reintegrative, marg. 1215).

Una delle premesse essenziali affinché un intervento possa essere
assunto dall'Al conformemente all'art. 12 LAI, è la presenza di uno stato
patologico stabile. Il trattamento della malattia come tale è quindi escluso.

La cura dei tumori rientra sempre nel concetto di trattamento
della malattia in quanto tale (cf. idem, marg. 611), e quindi non può essere
considerata quale trattamento ai sensi dell'art. 12 LAI.

Ne discende che anche gli apparecchi di cura prescritti in tal
contesto non possono venir riconosciuti." (cfr. doc. _)

 

                               1.4.   Pendente
causa il TCA ha interpellato l’UFAS ( VII), ricevendo risposta  il 15 aprile
2003 (VIII). 

Gli atti sono stati trasmessi alle parti, le quali hanno preso posizione in
merito (X e XI). 

Delle risultanze istruttorie si parlerà, per quanto utile ai fini della
vertenza, nei considerandi in diritto.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).               

 

 

Nel merito

 

                               2.2.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 19 giugno
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è l’eventuale assunzione da parte dell’UAI delle spese relative al
busto protettivo prescritto dal dr. __________, risultante dal preventivo 11
marzo 2002 del laboratorio  di ortopedia “__________ ” di __________ (doc. AI
_).

 

                               2.4.   Gli
assicurati invalidi o direttamente minacciati di inva­lidità hanno diritto ai
provvedimenti di integrazione neces­sari e atti a ripristinare, migliorare,
conservare o avva­lorare la capacità al guadagno. Per stabilire tale diritto
deve essere considerata tutta la durata del lavoro prevedi­bile (art. 8 cpv. 1
LAI).

                                         Fra i
provvedimenti di integrazione concessi in virtù della LAI sono pure previsti i mezzi
ausiliari (art. 8 cpv. 2 lett. d LAI).

                                         Questi
provvedimenti sono molto importanti in quanto eliminano rispettivamente
riducono le conseguenze del danno alla salute e sostituiscono, nell’ambito
dell’attività svolta o dell’integrazione sociale, la perdita di alcune parti o
funzioni del corpo (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2a
edizione, Berna 1997, § 32 N.1, pag. 190).

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 21 cpv. 1 LAI l’assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari compresi in un
elenco allestito dal Consiglio federale, dei quali ha bisogno per esercitare
un’attività lucrativa o adempiere le sue mansioni concrete, per studiare, per
imparare una professione o a scopo di assuefazione personale. Il cpv. 2 della
medesima disposizione precisa che l’assicurato, il quale a causa della sua
invalidità ha bisogno di apparecchi costosi per spostarsi, stabilire contatti
nel proprio ambiente o attendere alla propria persona, ha diritto,
indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali mezzi ausiliari
compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale. In virtù di tale delega
il Consiglio federale ha emanato l'art. 14 OAI secondo cui l'elenco dei mezzi
ausiliari da consegnare nei limiti dell'art. 21 LAI é oggetto di un'ordinanza
del Dipartimento federale dell'Interno (Ordinanza sulla consegna di mezzi
ausiliari da parte dell'assicurazione per l'invalidità, OMAI, RS 831.232.51)
che, tra l’altro, regolamenta Ia consegna di mezzi ausiliari (lett. a).

Giusta l'art. 2 cpv. 1 OMAI il diritto alla consegna di mezzi ausiliari é
stabilito nei limiti tracciati dall'elenco allegato all'ordinanza. In
particolare l'assicurato ha diritto ai mezzi ausiliari designati nel citato
elenco da un asterisco (*) solo se gli sono indispensabili per esercitare
un'atti­vità lucrativa o adempiere le mansioni consuete, per studiare, per
imparare una professione, a scopo di assuefazione funzionale o per svolgere
l'attività esplicitamente citata nel numero corrispondente dell'allegato (art.
2 cpv. 2 OMAI; RCC 1992 pag. 224 consid. 1a, RCC 1990 pag. 211 consid. 2a, RCC
1989 pag. 44 consid. 2a, RCC 1985 pag. 171 consid. 2a; STCA 6 novembre 1992 in
re I.Di S., STFA 26 luglio 1993 in re M.V.).

 

                                         La lista
contenuta nell'allegato all'OMAI è esaustiva nella misura in cui enumera le
categorie dei mezzi che entrano in linea di conto. Al contrario, si deve
esaminare per ogni categoria se l'enumerazione dei diversi mezzi ausiliari è
esaustiva o semplicemente indicativa (DTF 121 V 260 consid. 2b; 117 V 181
consid. 3b con riferimenti, 115 V 193 consid. 2b; STFA 26 luglio 1993 in re
M.V.).

Se il mezzo richiesto non adempie ai requisiti dell’art. 21 LAI, occorre
esaminare se esso deve essere assunto dall’AI nell’ambito di provvedimenti
sanitari ex art. 12 o 13 LAI (cfr. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundegerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 158).

                                      

                               2.6.   Nel caso in
esame, oggetto di contestazione è l’assunzione da parte dell’UAI delle spese
legate alla consegna di un busto protettivo.

Secondo quanto riportato il 25 giugno 2002 dal dr. __________, tale busto si è
reso necessario dopo che alla paziente sono state asportate buona parte delle
costole e lo sterno a seguito di una radionecrosi infetta applicata dopo
un’operazione di un carcinoma al seno (doc. AI _).

Nel successivo scritto 31 luglio 2002 il sanitario ha del resto rilevato che la
qualità di vita della signora __________ è molto compromessa per la mancanza
dello sterno e parte della gabbia toracica (doc. AI _).

Secondo l’amministrazione, invece, il busto protettivo non può essere
riconosciuto come mezzo ausiliario essendo stato prescritto a titolo di
prevenzione, per cui non assolve gli scopi dell’art. 21 LAI e quindi non è
contenuto nell’allegato OMAI.

 

                               2.7.   Secondo la
cifra 2.03 OMAI, l’ortesi al tronco è assunta dall’AI solo se esiste
un’insufficienza funzionale della colonna vertebrale con rilevanti dolori
dorsali come pure alterazioni della colonna vertebrale dimostrabili mediante
esami clinici e radiologici, la quale non può essere influenzata da
provvedimenti medici o solo in modo insufficiente.

Pendente causa il TCA ha interpellato l’UFAS sui motivi di tale restrizione.

Con scritto 15 aprile 2003, cui va data piena adesione, il citato ufficio ha
precisato come l’ortesi del tronco rientri nella categoria dei mezzi ausiliari
che rispecchiano l’art. 21 cpv. 2 LAI, il quale prevede che “l’assicurato,
che, a causa della sua invalidità, ha bisogno di apparecchi costosi per
spostarsi, stabilire contatti nel proprio ambiente o attendere alla propria
persona, ha diritto, indipendentemente dalla sua capacità al guadagno, a tali
mezzi ausiliari, compresi in un elenco allestito dal Consiglio federale”, e
che il corsetto protettivo non adempie tale requisito in quanto si tratta
piuttosto di un mezzo di prevenzione, rispettivamente di cura (VIII).

Inoltre, secondo prassi e giurisprudenza, con mezzo ausiliario s’intende un
oggetto il cui utilizzo sostituisce alcune parti o funzioni del corpo umano
(DTF 112 V 15 consid. 1b con riferimenti). Quindi il corsetto protettivo in
questione non rientra nella succitata definizione, essendo stato prescritto per
evitare “traumi ottusi o acuti” e quindi a scopo preventivo (cfr. doc. AI _).

Da ultimo, non può essere condiviso quanto osservato il 30 aprile 2003 dal dr.
__________, ossia che la patologia di cui soffre la signora __________ “ è
sicuramente paragonabile a quello di un paziente che ha un grave danno alla
colonna vertebrale e che per spostarsi e stabilire un contatto con l’ambiente,
ha bisogno di un apparecchio ortopedico” (XI). Infatti, come già rilevato,
nella ricetta 17 dicembre 2001 il citato medico ha indicato un busto toracico
per proteggere la parte sinistra, dopo amputazione dello sterno e delle costole
(doc. AI _) e non per sostenere la colonna vertebrale.

                               2.8.   Nel caso in
cui il mezzo richiesto non adempie ai requisiti dell’art. 21 LAI, occorre
esaminare se esso deve essere assunto dall’AI nell’ambito di provvedimenti
sanitari ex art. 12 o 13 LAI (cfr. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundegerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 158).

L'art. 12 LAI conferisce tuttavia agli assicurati un diritto ai provvedimenti
sanitari destinati non alla cura vera e propria del male, ma
direttamente all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo
duraturo e sostanziale la capacità di guadagno o a evitare una diminuzione
sostanziale di tale capacità (SVR 1995 IV Nr. 47 p. 132).

Fintanto che sussiste uno stato patologico labile, che può essere trattato con
provvedimenti sanitari volti alla cura causale o sintomatica dell'affezione di
base o delle sue conseguenze, quindi i provvedimenti sono considerati, dal
profilo del diritto delle assicurazioni sociali, come cura vera e propria del
male (Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, 2a edizione, Berna 1997,
pag. 173, cfr. anche DTF 120 V 279 consid. 3a). 

La giurisprudenza ha sempre parificato lo stato patologico labile a un danno
alla salute, avente carattere di malattia, non ancora stabilizzato (Greber,
Droit suisse de la sécurité sociale, pag. 217). 

Correttamente l’amministrazione ha evidenziato come i provvedimenti sanitari in
caso di tumori (l’asportazione della costole e dello sterno è stata la
conseguenza di una radionecrosi eseguita a causa di un carcinoma al seno, cfr.
doc. AI _) costituiscono un vera e propria cura del male e quindi non possono
essere assunti dall’AI ai sensi dell’art. 12 LAI (cfr. Circolare sui
provvedimenti sanitari d’integrazione dell’assicurazione per l’invalidità
(CPSI), edita dell’UFAS, nella versione in vigore dal 1° novembre 2001).
Pertanto, anche gli apparecchi di cura prescritti in tale contesto non possono
essere riconosciuti.

In queste circostanze, dunque, rettamente l’UAI ha respinto la richiesta
dell’assicurata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti