# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** faf7c192-5f6b-5c28-af89-efe516ba1ff5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-02-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 07.02.1997 16.1996.89
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1996-89_1997-02-07.html

## Full Text

Incarto n.

  16.96.00089

  	
  Lugano

  7 febbraio 1997/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per giudicare il ricorso per cassazione 24 luglio 1996 presentato da

 

	
   

  	
  __________ patr. dall’avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la
sentenza 15 luglio 1996 del Pretore della giurisdizione di Locarno-Campagna
nella causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti promossa
con istanza 22 aprile 1996 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. dall’avv. __________ 

   

  

 

con
la quale l’istante ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione
interposta dal convenuto al PE no. __________dell’UEF di Locarno, domanda
respinta dal primo giudice,

 

 

 

letti
ed esaminati gli atti,

 

 

 

considerato

 

 

In
fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Con istanza 22
aprile 1996 __________, ditta che ha eseguito opere da pittore nello stabile di
proprietà di __________ ad __________ ha chiesto il rigetto in via provvisoria
dell’opposizione interposta da quest’ultimo al PE sopra menzionato
notificatogli per il recupero di fr. 4’904.60 oltre accessori, a saldo delle
sue prestazioni professionali. A valere quale titolo di rigetto
dell’opposizione l’istante ha prodotto diversi scritti, in particolare i doc.
A, B, C e D, dai quali risulterebbe il riconoscimento da parte del convenuto di
un importo complessivo di fr. 19’107.45 a favore di diversi suoi creditori, tra
i quali l’istante, importo sul quale egli ha pagato solo fr. 6’425.95
risultando quindi debitore per una parte della differenza.

                                         L’escusso si è opposto
alla pretesa avversaria contestando che dalla documentazione agli atti si possa
dedurre un valido riconoscimento di debito nei confronti dell’istante. Trattasi
infatti di scritti da lui indirizzati alla __________amministratrice del suo
stabile e committente dei lavori eseguiti dall’istante, con i quali sostiene di
aver pagato i lavori in discussione mediante versamento alla stessa __________
dell’importo di fr. 6’425.95, contestate tutte le ulteriori pretese di
quest’ultima.

 

                                   2.   Con sentenza 15
luglio 1996 il pretore ha respinto l’istanza non individuando nella
documentazione agli atti un valido riconoscimento di debito per l’importo posto
in esecuzione. 

 

                                   3.   Con  il presente
tempestivo gravame __________ è insorta contro questo giudizio chiedendone
l’annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all’art. 327 lett. g
CPC. La  ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente
valutato le prove documentali, in particolare di non aver dedotto dalla stesse,
considerate nel loro complesso, l’esistenza di un valido riconoscimento di
debito.

 

                                         Con osservazioni 5
settembre 1996 la controparte postula la reiezione del gravame.

 

                                   4.   Giusta l’art. 327
lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di
prove.

                                         Per costante
giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è arbitraria quando viola
gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed indiscusso o quando
contrasta in modo intollerabile con il sentimento della giustizia e
dell’equità; arbitrio e violazione della legge non vanno confusi; per essere
definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta (o
riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione effettiva, non sorretta
da ragione oggettiva e lesiva di un diritto certo (DTF 121 I 114 consid.
3a; 119 Ia 32 consid. 3, 119 Ia 117 consid. a).

 

                                   5.   Secondo l’art. 82
LEF il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione se il
credito si fonda su di un riconoscimento di debito constatato mediante atto
pubblico o scrittura privata, dal quale risulti la volontà del debitore di
pagare una determinata somma di denaro. In quest’ultima ipotesi il
riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un insieme di documenti a
condizione che da essi risultino gli elementi necessari, ossia la dichiarazione
di volontà chiara, esplicita, non equivoca e non soggetta ad interpretazione
del debitore con la quale egli si obbliga a pagare una determinata somma di
denaro ad una determinata persona; essenziale è in ogni caso che dal raffronto
dei singoli documenti e dalla loro connessione risulti in modo chiaro la
professione del debito, e che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente
determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza e sottratti a
possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti (Rep
1972 345, 1979 394, 1989 338; DTF 106 III 99; Favre, Droit des poursuites,
154; Panchaud/Caprez, La mainlevée de l’opposition, 1980, § 6; Gilliéron,
Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 1993, pag. 150-151).

 

                                   6.   Nella procedura di
rigetto dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio ed in ogni stadio di
causa se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito
(Rep 1972 344, 1975 101, 1989 331; CCC 31.8.1988 in re C./T.,
13.4.1989 in re M./D.SA).

                                         Nel caso concreto
l’istante fonda il riconoscimento di debito nei doc. B, C e D, considerati complessivamente.Sennonchè
la censura è manifestamente sprovvista di buon diritto. E’ vero che l’escusso
non ha contestato il credito dell’istante, ma egli ha esplicitamente negato di
voler pagare la somma richiesta a dipendenza dei complessi rapporti di dare-avere
fra di lui e  __________ (che, dalla documentazione prodotta, potrebbe apparire
persino nella veste di rappresentante della società  procedente). Ciò che
corrisponde esattamente al contrario di un riconoscimento di debito, in tanto
in quanto espressione univoca di pagare una somma di denaro.

 

                                         Per queste ragioni i presupposti
dell’art. 327 lett. g CPC non sono adempiuti.

 

 

Per
i quali motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la vigente TarLEF

 

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso per
cassazione  24 luglio 1996 di __________ è respinto.

 

                                   2.   Le spese del
presente giudizio, per complessivi fr. 200.- già anticipate dalla ricorrente,
rimangono a suo carico con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 200.- a
titolo di ripetibili di questa sede.

 

                                   3.   Intimazione a: 

                                         - __________

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di 

                                         Locarno-Campagna.

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria