# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 285801f7-e5c5-5c76-8465-5f5417752a9e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.04.2010 D-1659/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1659-2007_2010-04-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1659/2007/dei
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi
Cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato il (...)
Angola,
rappresentato dal lic. iur. B._______
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 1° febbraio 2007 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1659/2007

Fatti:

A.
L'interessato,  cittadino  angolano  con  ultimo  domicilio  a  C._______, 
Angola, ha deposto domanda d'asilo in Svizzera il (…).

Egli  ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di  rilievo, che una 
sera  nell'(...),  dopo  aver  officiato  nella  Chiesa  pentecostale  di  cui 
sarebbe  stato  pastore,  l'interessato  sarebbe  stato  testimone  di  una 
sparatoria,  che avrebbe portato  al  ferimento  di  un  certo  D._______, 
presidente del partito politico E._______, in cui avrebbe militato anche 
il  fratello del  richiedente. D._______ avrebbe consegnato un dossier 
all'interessato,  il  quale  gli  avrebbe  nel  frattempo  prestato  soccorso, 
raccomandandogli  di  non  consegnare  a  nessuno  tale  incarto,  e  di 
nasconderlo in attesa che egli guarisse per poter tornare a recuperare 
detto  dossier.  Tuttavia,  dopo  la  morte  di  D._______,  il  richiedente 
avrebbe consegnato l'intero dossier, senza averlo mai letto, al fratello, 
il  quale  gli  avrebbe  spiegato  che  il  dossier  conteneva  documenti 
segreti e con il quale l'interessato avrebbe perso i contatti nel (…). La 
sera del (...) il  richiedente sarebbe stato prelevato da due jeep della 
polizia  per  poi  essere  trasportato  alla  prigione  di  F._______,  in  cui 
sarebbe stato trattenuto per la durata di tre mesi. Durante questi mesi,  
l'interessato sarebbe stato due volte interrogato e percosso. Il  (...)  il  
richiedente  sarebbe  riuscito  a  fuggire,  rifugiandosi  per  un  mese  e 
mezzo nella provincia di G._______, dalla famiglia del padre, per poi 
recarsi  nella Repubblica Democratica del Congo, da cui sarebbe poi 
partito per recarsi in Italia in data (...).

B.
Con decisione del 1° febbraio 2007, l'Ufficio Federale della Migrazione 
(UFM) ha respinto la succitata domanda d'asilo; pronunciato l'allonta-
namento del richiedente dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allon-
tanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il  6 marzo 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi  al  Tribunale 
Amministrativo  Federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell' UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata, la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, l'ammissione 
provvisoria. Ha altresì presentato una domanda d'esenzione dal versa-
mento di un anticipo a copertura delle presunte spese processuali.

Pagina 2

D-1659/2007

D.
Con decisione incidentale del 8 giugno 2007, il TAF ha rinunciato, rite-
nuta la sussistenza di motivi particolari, a chiedere all'insorgente il ver-
samento di un anticipo.

E.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in  materia d'asilo sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù  
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5  
PA prese dalla autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 
degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 
(art.  48  lett. a  PA) ed è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi  contro  di 
essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA e 108 LAsi), alla forma 
e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e pure gli  
altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Giusta  l'art. 33a  cpv. 2  PA, applicabile  per  rimando dell'art. 37 LTAF, 

Pagina 3

D-1659/2007

nei  procedimenti  su ricorso è determinante la  lingua del la  decisione 
impugnata. Se le  parti  utilizzano un'altra lingua,  il  procedimento può 
svolgersi in tale lingua.

Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, il ri -
corso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente sen-
tenza va redatta in italiano.

3.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di  fatti  giuridicamente rilevanti  e l'inadeguatezza (art. 49 PA). Il 
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. decisione del Tribu-
nale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12  luglio  2007,  con-
sid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2. ed.,  Bern  2002, 
no. 2.2.6.5). 

4.
La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifugiate le 
persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a 
seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, apparte -
nenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politi-
che, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali  pregiudizi. 
Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità 
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  deter-
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi -

Pagina 4

D-1659/2007

lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi -
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de-
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di  
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di  
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr. 
GICRA 1995 n. 23).

5.
5.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha ritenuto le allegazioni del ri -
corrente inverosimili nonché sbrigative e generiche, in particolare per -
ché egli non sarebbe stato in grado di fornire informazioni precise sul 
periodo  trascorso  in  prigione,  quali  il  contenuto  dell'interrogatorio,  il 
numero di persone che l'interrogavano, e alcuni dettagli sui compagni 
di  cella. Inoltre,  non risulterebbe  credibile  l'affermazione  secondo la 
quale l'insorgente sarebbe stato in possesso di un dossier per alcuni 
mesi senza aver mai avuto la curiosità di perlomeno sfogliarlo. 

L'autorità inferiore ha poi ritenuto che, in caso di un rientro in patria, il 
richiedente non rischierebbe di essere esposto concretamente ad una 
pena o ad un trattamento contrario all'art. 3 della Convenzione per la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
del 4 novembre 1950  (CEDU,  RS 0.101).  Pertanto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento sarebbe ammissibile, esigibile e possibile.

5.2 Nel gravame, l'insorgente ha ritenuto che le domande dell'audizio-
ne sarebbero state troppo generiche, motivo per il quale le sue descri-
zioni  dei compagni  di  cella sarebbero risultate troppo circostanziate. 
Egli ribadisce di aver subito dei maltrattamenti nei mesi trascorsi in pri -
gione  e  in  particolare  dichiara  ingiustificate  tutte  le  allegazioni 
dell'UFM.  Egli  afferma  inoltre  che  il  rimpatrio  lo  esporrebbe  ad  un 
trattamento inumano e degradante, ragion per cui l'allontanamento non 
sarebbe  ammissibile  né  ragionevolmente  esigibile.  Il  ricorrente 
conclude  affermando  di  aver  ritrovato  in  Svizzera  sua  moglie, 

Pagina 5

D-1659/2007

H._______,  e  i  loro  figli  comuni,  ed  esprimendo  la  sua  volontà  di 
ricreare un nucleo famigliare con essi.

6.
Questo Tribunale osserva in maniera generale che, come rettamente 
rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazio-
ni determinanti in materia d'asilo rese dal ricorrente s'esauriscono in 
mere, generiche ed imprecise affermazioni di  parte, non corroborate 
dal benché minimo elemento di seria consistenza, in sostanza per le  
ragioni indicate nel provvedimento litigioso. 

In particolare questo tribunale tiene a sottolineare che la prima e più 
significativa  incongruenza  la  si  evince nel  racconto  sull'incontro  con 
D._______. Da fonti facilmente reperibili, e contrariamente da quanto 
dichiarato  dal  ricorrente,  la  data  della  morte  di  detta  persona 
risalirebbe al (...). Stabilito ciò, l'intero racconto del ricor rente perde di 
credibilità: se D._______morì nel (...), ne deriva che il  ricorrente non 
possa  averlo  soccorso  e  ricevuto  da  costui  un  dossier  il (...)  (cfr. 
verbale  audizione  18 gennaio 2007,  pag.  9).  Ciò  potrebbe  spiegare 
anche le descrizioni sommarie del periodo trascorso in prigione, non 
essendo dunque avvenuto,  quali  le  descrizioni  dell'interrogatorio,  dei 
compagni di cella, delle presunte torture. Segnatamente, il  ricorrente 
non  è  stato  in  grado  di  definire  a  quale  autorità  appartenessero  le 
persone  che  l'interrogarono  (cfr. verbale  audizione  18 gennaio 2007, 
pag. 5), ed ha dichiarato che durante l'interrogatorio gli  furono poste 
unicamente  due domande. Inoltre,  stando alle  sue affermazioni,  egli 
avrebbe  coabitato  con  altre  16 persone  per  tre  mesi  in  una  cella, 
limitandosi a dire che vi "erano dei ladri,  dei banditi,  perché nel mio 
Paese le armi sono un po' alla portata di tutti" (cfr. verbale audizione 
18 gennaio 2007,  pag.  5)  ma,  quando  sollecitato  a  raccontare 
qualcosa  in  più  su  dette  persone,  egli  rispose  che  non  conosceva 
nessuno di loro. Ora, secondo la comune esperienza, durante tre mesi 
di  reclusione è  impossibile  non aver  fatto  la  conoscenza  di  qualche 
compagno di  cella,  nonché non riuscire  a fornire  nessun particolare 
riguardo una qualunque di  queste 16 persone. Riguardo alle  torture, 
egli  si  è  nuovamente  contraddetto,  segnatamente  sul  luogo,  di-
chiarando in un primo tempo di essere stato "un po' torturato" in pri -
gione (cfr. verbale audizione 18 gennaio 2007, pag. 2), ed in seguito, 
quando esortato a descrivere dette torture, ha dichiarato di essere sta-
to gettato a terra e preso a calci non appena uscito di casa (cfr. verba-
le  audizione  18 gennaio 2007,  pag. 8),  senza  profferir  parola  alcuna 

Pagina 6

D-1659/2007

sulle  presunte percosse avvenute in  prigione.  Visto  quanto precede, 
questo  Tribunale  ritiene  che  l'UFM  ha  rettamente  considerato  le 
dichiarazioni  del  ricorrente  come  non  realizzanti  le  condizioni  di 
verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi,  ovvero che i  fatti  addotti  dal 
ricorrente nella presente procedura d'asilo, non sono propri a motivare 
la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della 
protezione provvisoria.

7.
In considerazione di quanto esposto, il ricorso sul punto di questione 
dell'asilo,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

8.

8.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio fe-
derale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordi -
na l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi).

8.2 Il  ricorrente  ha affermato di  aver ritrovato in  Svizzera la  signora 
H._______ (N ...) attualmente al beneficio dell'ammissione provvisoria 
e con la quale avrebbe due figli e con i quali vorrebbe ricongiungersi.  
Non disponendo la signora di un soggiorno certo (un "gefestigtes An-
wesenheitsrecht"), il ricorrente non può dedurre alcun diritto a suo pro 
dal di lei statuto di ammessa provvisoriamente. Nemmeno l'appello al -
l'unità della famiglia soccorre al ricorrente visti i motivi di cui al consi -
derando 9.5 seguente.

8.3 Premesso ciò, il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle 
quali l'UFM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento 
(art. 14  cpv.  1  e  2  ed  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.   32 
dell'Ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

9.
9.1 Se l'esecuzione dell'allontanamento è impossibile, inammissibile o 
non ragionevolmente esigibile, l'Ufficio federale disciplina le condizioni  
di  soggiorno  conformemente alle  disposizioni  relative all'ammissione 
provvisoria (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 Legge federale del 16 dicem-
bre 2005 sugli stranieri [LStr, RS 142.20]). In caso di non adempimen-
to di una di queste condizioni, l'Ufficio federale dispone l'ammissione 

Pagina 7

D-1659/2007

provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr). La questione dell'ammissibilità, dell'e-
sigibilità e della possibilità dell'allontanamento deve essere esaminata 
d'ufficio  (cfr. sentenza del TAF D-3975/2007 del 15 giugno 2007, con-
sid. 3.4; WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, Basel und Frank-
furt am Main, 1990, pag. 262).

9.2 Quo alla pronuncia dell'allontanamento ed all'esecuzione del me-
desimo, nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisio-
ne dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo 
non  può  prevalersi  del  principio  del  divieto  di  respingimento  (art.  5 
cpv. 1 LAsi), generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto interna-
zionale pubblico ed espressamente enunciato all'art. 33 della Conven-
zione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

In casu, non è dato rilevare alcun indizio secondo cui vi sarebbe un ri-
schio personale, concreto e serio per il ricorrente di essere esposto, in 
caso  di  allontanamento  nel  suo  Paese  d'origine,  ad  un  trattamento 
proibito,  in  relazione all'art. 3  della  Convenzione per  la  salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al -
tre pene o trattamenti crudeli,  inumani o degradanti del 10 dicembre 
1984 (Conv. tortura,  RS 0.105; Giurisprudenza ed informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  1996 
n. 18). In altri  termini,  il  ricorrente non ha saputo fornire un insieme 
d'indizi,  oppure presunzioni  non contraddette,  sufficientemente gravi, 
precisi  e concordanti  quo ad un pericolo d'esposizione personale ad 
atti o fatti che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate.

9.3 Il ricorrente fa valere di aver ritrovato la signora H._______ (N  ...) 
a beneficio dell'ammissione provvisoria e residente a I._______ e con 
la  quale  il  ricorrente  allega  di  essere  il  genitore  dei  due  gemelli  
J._______  ed  K._______,  nati  il  (...)  e  con  la  quale  manifesta 
l'intenzione di ricreare un nucleo famigliare (ricorso del 5 marzo 2007, 
pagg. 2 e 5).

9.4 Il  diritto di  soggiorno in base al  principio dell'unità  della famiglia  
espresso all'art. 8 CEDU presuppone un legame familiare vissuto ed 
intatto con un membro della famiglia presente in Svizzera, il  quale - 
inoltre - dev'essere titolare di un diritto di soggiorno certo in Svizzera 
(ein  "gefestigtes  Anwesenheitsrecht")  ovvero  in  caso  di  cittadinanza 
svizzera, ma anche di possesso di un permesso di dimora o di  sog -
giorno basato su una pretesa giuridica (v. sentenza del Tribunale fede-

Pagina 8

D-1659/2007

rale  2C_758/2007  consid. 5.1  del  10 marzo 2008,  2C_80/2007  con-
sid. 2.2  del  25 luglio 2007,  2A.421/2006  consid. 1.2  del 
13 febbraio 2007,  2A.621/2006  consid. 4.1  del  3 gennaio 2007; Deci-
sioni  del  Tribunale  federale  [DTF]  130 II 281  consid. 3.1,  DTF 
126 II 335  consid. 2a,  DTF 125 II 633  consid. 2e,  DTF  124 II 361 
consid. 1b e relativi  riferimenti; Giurisprudenza ed informazioni  della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2005 n. 3 
consid. 3.1-3.3;  GICRA  2002 n. 7  consid.  5b/bb,  GICRA  2001 n. 21 
consid. 8c/bb;  sentenza  del  TAF  D-6582/2006  del  27 aprile 2009 
consid. 5.3). Alla protezione giusta l'art. 8 CEDU possono appellarsi i 
membri del nucleo familiare, il coniuge ed i figli minorenni. Secondo la 
giurisprudenza di codesto Tribunale, anche il concubino che forma con 
il  rifugiato  una  comunità  durevole  analoga  al  matrimonio  può 
beneficiare di tale protezione (GICRA 1993 n. 24; inoltre art. 1a lett. e 
dell'Ordinanza 1 sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  del 
11 agosto 1999  [OAsi 1,  RS 142.311],  secondo  la  quale  sono 
equiparati  ai  coniugi  anche  i  partner  registrati).  Inoltre,  vengono 
compresi dall'art. 8 CEDU anche i rapporti tra tutti i familiari prossimi, i 
quali  potrebbero  rivestire  un  ruolo  importante  in  seno  alla  famiglia. 
Come  vita  familiare  estesa,  gli  organi  di  Strasburgo  hanno  altresì 
riconosciuto  il  rapporto  tra  nonni  e  abiatici,  zii  e  nipoti  nonché  tra 
fratelli. Nei rapporti dei familiari all'infuori del nucleo familiare, l'appello 
al principio dell'unità della famiglia presuppone - oltre ad un rapporto 
prossimo, vero e vissuto - un rapporto di dipendenza (cfr. la sentenza 
del  Tribunale  federale  2A.145/2002  del  24 ottobre 2002  con-
sid. 3.2-3.5, DTF 129 II 11 consid. 2, DTF 120 Ib 257 consid. 1d-f).

Secondo la giurisprudenza contenuta nella GICRA 1995 n.24 riferita 
all'allora art.17 cpv.1 LA (ora art. 44 cpv.1 LAsi), la portata di tale arti-
colo "non è limitata ai soli casi per i quali secondo la giurisprudenza 
del  Tribunale  federale  è  dato  un  diritto  alla  residenza.  Giusta 
l'art.17 cpv. 1 LA l'ammissione provvisoria di un membro della famiglia 
conduce di regola all'ammissione provvisoria di tutti i membri della fa-
miglia".

9.5 Nel caso in esame, indipendentemente dallo statuto che permette 
ad H._______ di soggiornare nel nostro Paese, dagli atti di causa ri -
sulta  che  l'insorgente  non  abbia  avuto  contatti  con  costei  dal  (...)  
(cfr. verbale d'audizione del 18 gennaio 2007, pag.7), e che non fosse 
neppure al corrente della nascita dei due gemelli, dei quali detta signo-
ra era incinta al momento della sua partenza dall'Angola. Essendo egli  

Pagina 9

D-1659/2007

giunto in Svizzera il (...), si può chiaramente constatare che nei cinque 
anni di separazione non vi sia stato un legame familiare vissuto tra la 
signora H._______ e il ricorrente. È lecito anche ritenere che tra loro 
non vi fossero contatti di alcun tipo, si spiegherebbe quindi la sua com-
pleta ignoranza riguardo all'esistenza dei suoi presunti figli. Rilevante è 
anche la dichiarazione del ricorrente secondo la quale già prima della 
fuga della signora H._______ essi avrebbero condotto vite separate: la 
signora avrebbe infatti lasciato l'insorgente dopo la nascita del figlio ri -
masto in patria, poiché egli non l'avrebbe sposata in chiesa (cfr. verba-
le d'audizione del 18 gennaio 2007, pagg. 6 e 7). Non solo quindi i pre-
sunti coniugi avrebbero interrotto i contatti dopo la fuga della signora 
H._______, ma addirittura essi si sarebbero separati ancora prima di 
detta fuga. Egli ha affermato nel suo ricorso di essere il padre dei sud-
detti gemelli, senza però corroborare detta allegazione con documenti, 
quali il riconoscimento della paternità, o con qualsiasi altro tipo di pro-
ve. Non spetta  a questo  Tribunale  indagare per  conto  del  ricorrente 
sulla sua presunta paternità, in particolar modo poiché egli ha avuto 
tre anni di tempo per riconoscere i suoi figli e per darne conoscenza a 
codesta istanza. Il  ricorrente  non può dunque avvalersi  del  principio 
dell'unità della famiglia ai sensi dell'art. 8 CEDU e art. 44 cpv. 1 LAsi.

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è ammissibi-
le.

9.6 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, l'esecuzione non può essere ragione-
volmente esigibile  qualora,  nello  Stato d'origine o di  provenienza,  lo 
straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a si -
tuazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergen-
za medica. 

Inoltre, il TAF osserva nondimeno che in Angola non vige attualmente 
una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  na-
zionale. Secondo  la  prassi  della  CRA riferita  all'Angola,  dalla  quale 
questo  Tribunale  non  motivo  per  scostarsene,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  l'Angola  non  è  ragionevolmente  esigibile 
nelle  provincie  di  Cabinda,  Uige,  Melanje,  Lunda  Norte,  Lunda  Sul,  
Bié,  Moxico  e  Cuando  Cubango.  In  assenza  di  specifici  rischi,  le 
garanzie  per  un  ritorno  sicuro  sono  sufficienti  per  quanto  riguarda 
Luanda e le città facilmente accessibili nelle provincie di Cunen, Huila,  
Namibe,  Benguela,  Huambo,  Cuanza  Sul,  Cuanza  Norte,  Bengo, 

Pagina 10

D-1659/2007

Zaïre. Infatti, le condizioni di vita in questi agglomerati non sono tali da 
escludere l'esecuzione dell'allontanamento della ricorrente per motivi 
umanitari. Ciò  vale  soprattutto  per  le  persone giovani  (uomini  soli  o 
coppie), senza bambini e non affetti da gravi problemi di salute. Per i 
ricorrenti che non appartengo a dette categorie, si deve verificare che 
essi  dispongano  di  una  rete  familiare  o  sociale  sul  luogo,  o  che  la 
situazione  finanziaria  personale  permetterà  di  benificiare  di  un 
reinserimento che convenga loro (cfr. GICRA 2004 n. 32 consid. 7.2. in 
fine  et  7.3  pag.  230  segg.  e  sentenza  del  Tribunale  amministrativo 
federale D-5989/2006 del 12 novembre 2009).

Quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  proviene  da 
C._______, luogo definito sicuro dalla prassi di questo tribunale. Inol -
tre egli è giovane, ha una certa esperienza professionale quale pasto -
re pentecostale, artista plastico e commerciante (cfr. verbale audizione 
del 2 gennaio 2007, pagg. 2 e 5; verbale audizione 18 gennaio 2007, 
pagg. 2, 3, e 9). L'insorgente ha vissuto tutta la sua vita a C._______ 
(cfr. verbale audizione del 2 gennaio 2007, pag. 1), è stato pastore di 
chiesa, ruolo solitamente di un certo rilievo sociale: è quindi ritenuto 
probabile che egli abbia una solida rete sociale in patria che gli possa 
permettere un facile reinserimento sociale. Egli non ha tantomeno pre-
teso nel  gravame di  soffrire  di  gravi  problemi di  salute che possano 
giustificare un'ammissione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che 
da un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di  una 
permanenza dell'autore del gravame in Svizzera per motivi medici. In 
siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto siccome 
adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferi-
mento alle effettive possibilità per la stessa di  un adeguato reinseri -
mento sociale nel suo Paese d'origine.

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo Pae-
se d'origine deve essere considerata ragionevolmente esigibile.

9.7 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità del -
l'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv. 2  LStr). Infatti,  il  ricor-
rente, usando della dovuta diligenza potrà procurarsi ogni documento 
necessario al rimpatrio.

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

9.8 Ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in ma-

Pagina 11

D-1659/2007

teria d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e 
la querelata decisione confermata.

10.
In  considerazione  di  quanto  precede,  anche  in  materia  d'allontana-
mento ed esecuzione dell'allontanamento, il gravame va disatteso e la 
querelata decisione confermata.

11.
Il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura a giudice 
unico con l'approvazione del secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità d'esito favore-
vole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).

13.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dell'insorgente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

14.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate -
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 12

D-1659/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'assistenza giudiziaria è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare  dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- patrocinatore  del  ricorrente  (Raccomandata;  allegato: bollettino  di 
versamento)

- UFM, Divisione soggiorno (allegati: incarto  N (...)  e copia del ricor-
so del 5 marzo 2007, per corriere interno; in copia);

- I._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

Pagina 13