# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 33882267-38c1-5ef6-ae17-b84c4c93005f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-04-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 03.04.2006 11.2004.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2004-54_2006-04-03.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2004.54

  	
  Lugano

  3 aprile 2006/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Verda, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa DI.2003.232 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura della giurisdizione di
Locarno Città promossa con istanza del 14 ottobre 2003 da

 

	
   

  	
  AO 1 nata,
  

  (patrocinata dall' PA
  2)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato dall' PA
  1);

  

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che, statuendo su un'istanza di misure a protezione dell'unione
coniugale promossa il 14 ottobre 2003 da AO 1 (1964) nei confronti del marito AP
1 (1963), con sentenza del 7 aprile 2004 il Pretore della giurisdizione di Locarno
Città ha posto a carico del convenuto, dal 1°ottobre 2003, un contributo
alimentare di fr. 1000.¿ mensili per la figlia A__________ (1995) e uno di fr.
800.¿ mensili per la figlia E__________ (1999), assegni familiari non compresi;

 

                                         che con
la sentenza medesima il Pretore ha rifiutato a AP 1 la concessione dell'assistenza
giudiziaria;

 

                                         che
contro la citata sentenza AP 1 è insorto con un appello del 26 aprile 2004 per
ottenere la riduzione dei due contributi alimentari a fr. 200.¿ mensili ognuno (non
compreso l'assegno familiare) e il beneficio dell'assistenza giudiziaria,
formulando richiesta di analogo beneficio in appello;

 

                                         che nelle
sue osservazioni del 13 maggio 2004 AO 1 ha proposto di respingere l'appello;

                                         

                                         che con
lettera del 16 febbraio 2006 il giudice delegato della Ca­mera ha reso attento
l'appellante come, nelle circostanze concrete, la sentenza si sarebbe potuta
risolvere in una reformatio in peius, nel senso che il contributo per le
figlie ¿ di cui l'appel­lante chiedeva la riduzione ¿ si sarebbe potuto
rivelare, in virtù del principio inquisitorio illimitato, più alto di quello
fissato dal Pretore;

 

                                         che il 28
marzo 2006 l'interessato ha dichiarato di ritirare l'appello;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
il ritiro dell'appello rende la procedura caduca e comporta lo stralcio della
causa dai ruoli (art. 352 cpv. 1 e 2 CPC);

 

                                         che ai
fini del giudizio sugli oneri processuali e le ripetibili chi recede dalla lite
è reputato soccombente (Rep. 1978 pag. 375);

 

                                         che nella
fattispecie non v'è motivo per scostarsi da tale regola, fermo restando che la
tassa di giustizia va adeguatamente ridotta poiché la causa non termina con un
giudizio di merito (art. 21 LTG), non senza dimenticare tuttavia che
l'avvertimento previo all'appellante ha reso necessario un esame particolareggiato
dell'intero carteggio;

 

                                         che in
concreto non si ravvisano ¿giusti motivi¿ (a norma dell'art. 148 cpv. 2 CPC) o
ragioni di equità (a norma dell'art. 77 cpv. 3 CPC) che legittimino una
soluzione diversa;

 

                                         che per
quanto riguarda la richiesta di assistenza giudiziaria in appello, tale diritto
è di natura altamente personale: decade quindi ove il richiedente venga meno
come parte al processo, poco importa per quale motivo (sentenza del Tribunale
federale 5P.164/2005 del 29 luglio 2005, consid. 1.3, citata in: Anwalts­revue/Revue
de l'avocat 11-12/2005 pag. 456 con richia­mo alla sentenza 5P.220/2003 del 23
dicembre 2003, consid. 3.1 e 3.2; sentenza 4P.314/2004 del 24 febbraio 2005,
consid. 3.1, citata in: Anwalts­revue/Revue de l'avocat 6-7/2005 pag. 275 in
alto e commentata da Arroyo in:
Jusletter del 25 aprile 2005);

 

                                         che nella
fattispecie l'appellante, desistendo dal processo, ha perduto la qualità di
parte, di modo che la richiesta va dichiarata senza interesse;

 

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

decreta:                   1.   Si
prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata dai ruoli per
desistenza. 

                                   2.   Gli
oneri dell'appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 150.¿

                                         b) spese                         fr.   50.¿

                                                                                fr.
200.¿

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 800.¿ per
ripetibili.

 

                                   3.   La
richiesta di assistenza giudiziaria è dichiarata priva d'interesse.

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  ¿;

  ¿.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria