# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3431de93-e803-5496-a4d5-3f836e476f1f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 09.03.2010 (publiziert) 60.2005.331
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2005-331_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2005.331

   

  	
  Lugano

  3 luglio 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele
  Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 30.9/3.10.2005 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere, in relazione all’esito del procedimento
  penale sfociato nel giudizio 30.9.2004 del giudice della Pretura penale Claudio
  Rotanzi (inc. __________), un’indennità a’ sensi degli art. 317 ss. CPP;

  	 

 

 

 

 

richiamato lo scritto 5/6.10.2005 del giudice della Pretura penale
Claudio Rotanzi, che comunica di non avere particolari osservazioni da
formulare;

 

richiamato lo scritto 7/10.10.2005 del procuratore pubblico Nicola
Respini, che – senza formulare particolari osservazioni – chiede che l’istanza
venga esaminata alla luce della costante giurisprudenza di questa Camera;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che
con decreto 22.9.2003 il magistrato inquirente ha posto in stato di accusa
davanti alla Pretura penale IS 1 – in detenzione preventiva il 19.7.2003 – e ha
proposto la sua condanna alla pena di due giorni di arresto, sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di due anni, ed al pagamento della
tassa di giustizia e delle spese, siccome ritenuto colpevole di furto “per
avere, a __________ in data __________, previo scasso di un congelatore,
sottratto ai danni del Ristorante __________, diversi gelati per un valore
complessivo di Fr. 15.-” e di danneggiamento “per avere (…) intenzionalmente
danneggiato con un legno il congelatore per gelati di proprietà del Ristorante __________”
(DA __________);

 

 

                                         che
con scritto 6/7.10.2003 IS 1 ha interposto opposizione al predetto decreto di
accusa;

 

 

                                         che
con decisione 30.9.2004 il giudice della Pretura penale ha assolto l’istante da
entrambi i capi di imputazione;

 

 

                                         che
con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320
cpv. 1 CPP – IS 1, che protesta le ripetibili, chiede che lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli un’indennità per
spese di patrocinio e danni materiali, da quantificare da questa Camera;

 

 

                                         che
giusta l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da
ogni accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma
della rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali
e della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; R. HAUSER / E. SCHWERI
/ K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 109
n. 1 ss.; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 4017 ss.);

 

 

                                         che
– nello stabilire l'importo delle spese di patrocinio da risarcire – questa
Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa
dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali
seguiti dal Consiglio di moderazione;

 

 

                                         che
giusta l'art. 37 TOA per tutti i procedimenti penali l'avvocato ha diritto di
esporre, per l'assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari,
l'istruttoria e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in
ogni caso eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA, ossia CHF
5'000.-- per i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali,
CHF 3'000.-- per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi
davanti alla Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti
alla Corte delle assise criminali;

 

 

                                         che,
entro tali limiti, l'onorario deve essere stabilito in base ai principi
generali dell'art. 8 TOA, cioè secondo la complessità e l'importanza, il valore
e l'estensione della pratica, la competenza professionale e la responsabilità
dell'avvocato, il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e
patrimoniale delle parti, l'esito conseguito e la sua prevedibilità;

 

 

                                         che
il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione, a dipendenza della
complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi più semplici (CHF
200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un limite massimo;

 

 

                                         che
nel riconoscimento dell'onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti
ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando
criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del
patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore;

 

 

                                         che
in questo senso si tiene conto della complessità e dell'importanza della
pratica, delle difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità,
dell'impegno, della diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità
dell'esito del procedimento;

 

 

                                         che
in altre parole l'onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un
avvocato sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole
margine di oscillazione connesso con le particolarità del caso;

 

 

                                         che
al proposito l’istante, senza quantificare la pretesa, rinvia alla nota
professionale dettagliata dello studio legale avv. __________ – da cui emerge
un dispendio orario pari a 24 ore e 5 minuti nonché spese per complessivi CHF
435.65 (doc. C) –, postulando inoltre la rifusione degli esborsi di CHF 86.--
(cfr. istanza 30.9/3.10.2005, p. 3);

 

 

                                         che
in merito alle prestazioni fornite dagli allora lic. iur. PR 1 e __________ __________,
la tariffa oraria va stabilita in CHF 110.--/ora, come da prassi di questa
Camera per difese assunte a partire dal 2002 (cfr. sentenza 23.3.2004 in re S.
A., inc. 60.2003.219);

 

 

                                         che
il dispendio orario esposto (22 ore) – pur considerato che per la retribuzione
di un praticante non valgono gli stessi criteri applicati ad avvocati
patentati, poiché non ha le loro medesime conoscenze e pertanto, ai fini della
rimunerazione, si deve tenere conto del fatto che, per inesperienza, può
dedicare all’esame della pratica ed alle ricerche un tempo mediamente più lungo
(cfr. sentenza 22.10.2002 del Consiglio di moderazione in re P. R. Z., inc.
19.2002.21) – appare oggettivamente eccessivo;

 

 

                                         che
del resto la pratica non ha comportato difficoltà di fatto o di diritto
particolari – circostanza questa ammessa dallo stesso istante (cfr. istanza
30.9/3.10.2005, p. 3) – ed ha richiesto un impegno relativamente ridotto;

 

 

                                         che
viene conseguentemente ammesso un onorario pari a 13 ore e 30 minuti a CHF
110.--/ora, per complessivi CHF 1'485.--, di cui 145 minuti inerenti le telefonate
(in media 5 minuti/telefonata), 60 minuti inerenti l’istanza ex art. 227 CPP di
data 27.10.2003 (compreso l’esame dei documenti), 120 minuti inerenti gli
ulteriori scritti (in media 10 minuti/scritto), 120 minuti inerenti i vari
colloqui con il cliente, 60 minuti inerenti le ricerche e l’esame dell’incarto
(composto unicamente dal rapporto d’arresto 19.7.2003 e di complemento
2.9.2003), 30 minuti inerenti l’esame dei vari atti (con particolare riferimento
all’ordinanza sulle prove 9.7.2004), 120 minuti inerenti la preparazione
dell’arringa (come esposto) e 125 minuti inerenti la trasferta ed il
dibattimento presso la Pretura penale di Bellinzona (come esposto), stralciate
in particolare le prestazioni di data 9.10.2003 “dato istruzioni a cbo”
(in quanto non meglio specificate) e lo scritto di data 17.10.2003 (che nemmeno
figura tra le spese);

 

 

                                         che
in merito al patrocinio concretamente prestato dall’avv. __________ __________,
la tariffa oraria va invece stabilita in CHF 250.--/ora, conformemente ai principi
suesposti;

 

 

                                         che
la supervisione sui praticanti (discussioni, esami bozze e correzioni) non può tuttavia
essere presa in considerazione;

 

 

                                         che
in effetti se un patrocinatore delega i suoi compiti a praticanti, sia pure con
finalità didattiche, ciò non riguarda lo Stato, né tanto meno il cliente (cfr.
decisione 18.2.2002 del Consiglio di moderazione in re avv. F. A., inc. 19.2001.19);

 

 

                                         che
peraltro, nel caso in cui un accusato conferisce il proprio mandato a più patrocinatori
– sia congiuntamente sia in caso di avvicendamento – vengono risarcite soltanto
quelle spese che sarebbero sorte per un unico patrocinio (R. WALLIMAN BAUR, Entschädigung
und Genugtuung durch den Staat an unschuldig Verfolgte im ordentlichen zürcherischen
Untersuchungsverfahren, Zurigo 1998, p. 106);

 

 

                                         che
per contro viene ammesso un dispendio orario pari a 40 minuti a CHF 250.--/ora,
per complessivi CHF 167.--, di cui 20 minuti inerenti le telefonate (in media 5
minuti/telefonata) e 20 minuti inerenti l’esame degli atti;

 

 

                                         che
agli oneri vanno aggiunte le spese, riconosciute in CHF 204.--, ridotte in
particolare a CHF 18.75 quelle telefoniche [125 minuti a CHF 0.15/minuto (cfr.
decisione 10.12.2004 del Consiglio di moderazione in re avv. B. C., inc. __________)],
stralciate invece quelle inerenti le pagine “per bozze o correzioni” e
le note di data 17.12.2003 e 28.5.2004 (essendo a carico del patrocinatore) nonché
quelle inerenti la “chiusura fiche” ed “ogni singola fiche”, in
quanto non meglio specificate;

 

 

                                         che
viene inoltre ammesso l’importo di CHF 86.-- a titolo di esborsi, così come
postulato;

 

 

                                         che
l’IVA non è pretesa;

 

 

                                         che
all’istante va pertanto rifuso – a titolo di spese legali – l’importo complessivo
di CHF 1'942.--;

 

 

                                         che
interessi di mora non sono pretesi;

 

 

                                         che
– con riferimento al risarcimento dei danni materiali – secondo la
giurisprudenza sviluppata da questa Camera nell'interpretazione delle norme
precedentemente in vigore, in merito al concetto dei danni pecuniari da
risarcire, era stato inizialmente affermato che “tali sono e non possono
essere altri che quelli della perdita di guadagno e di occupazione” (REP.
1925 p. 312), per poi successivamente confermare l'estensione interpretativa
del danno pecuniario al “danno patrimoniale, materiale” e cioè del
lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di causa ed effetto (REP. 1985 p.
406 e 1988 p. 422);

 

 

                                         che
l'accusato deve dimostrare che il danno subito é la conseguenza diretta
dell'accusa o della detenzione;

 

 

                                         che
per la valutazione e l'estensione del danno sono applicabili, quale diritto
suppletivo, gli art. 42 ss. CO (R. HAUSER / E. SCHWERI
/ K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7);

 

 

                                         che
l’istante afferma al proposito che “(…) per poter incontrare il suo
patrocinatore e presenziare al pubblico dibattimento ha perso in totale ca. una
giornata di lavoro, pari a ca. CHF 70.-, oltre a spese di trasporto e di
telefono non esattamente quantificabili né documentabili” (istanza
30.9/3.10.2005, p. 3);

 

 

                                         che
IS 1 non tenta neppure di dimostrare – documentando, come gli
incombeva [N. SALVIONI, Codice di procedura penale annotato, Locarno 1999, ad
art. 317 CPP, ad art. 317 CPP, p. 506: “(…) per le spese di patrocinio ed i
danni materiali si deve invece parlare di rifusione, ossia di risarcimento
pieno, stabilito in base alla documentazione prodotta dall'accusato prosciolto”]
– l’esistenza degli asseriti danni, omettendo perfino di indicare l’attività
svolta;

 

 

                                         che
invero esso avrebbe avrebbe dovuto e potuto produrre l’eventuale contratto di
lavoro, la dichiarazione fiscale e/o documenti analoghi, così come quantificare
– perlomeno approssimativamente – il numero delle trasferte (con relative
distanze) e delle telefonate effettuate;

 

 

                                         che
non può quindi esigere il risarcimento di un danno materiale solo dichiarato ma
non provato (cfr., in relazione agli elementi necessari per procedere
eventualmente alle stime previste dall’art. 42 cpv. 2 CO, decisione TF
4C.355/1997 dell’8.3.2005 in re H. N. Z.);

 

 

                                         che
– in queste circostanze, a prescindere dalla possibile esistenza di un nesso di
causalità adeguato (cfr., al proposito, decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004)
tra il procedimento penale promosso nei suoi confronti ed il sostenuto
nocumento – nulla è dovuto a questo titolo;

 

 

                                         che
l’istante protesta infine la rifusione delle ripetibili di questa sede, quantificando
in 2 ore e 30 minuti il dispendio orario per la redazione della presente
domanda di indennità ed in CHF 95.-- le relative spese;

 

 

                                         che
nella commisurazione dell’onorario relativo alla formulazione dell’istanza di
indennità questa Camera, oltre i parametri elaborati dal Consiglio di
moderazione per la determinazione dell’adeguatezza delle spese di patrocinio
legale, tiene in particolare in considerazione il grado di accoglimento del
gravame;

 

 

                                         che
la stesura dell’istanza in esame non presentava dal profilo giuridico e
fattuale difficoltà particolari;

 

 

                                         che
l’onere lavorativo dell’(ora) avv. PR 1 può del resto essere considerato
limitato dal momento che essa conosceva la fattispecie, per averla seguita sin
dall’inizio;

 

 

                                         che
va quindi riconosciuto – tenuto conto del parziale accoglimento dell’istanza –
un importo di CHF 250.--, comprendente onorario, spese e IVA;

 

 

                                         che
l’indennità complessiva ammonta a CHF 2'192.--, di cui CHF 1'942.-- per spese
di patrocinio e CHF 250.-- per ripetibili;

 

                                         che
la procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 CPP).

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza
è parzialmente accolta.

 

                                         Di
conseguenza lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino, in relazione al
giudizio 30.9.2004 del giudice della Pretura penale Claudio Rotanzi (inc. __________),
rifonderà a IS 1, __________, __________, a titolo di indennità giusta gli art.
317 ss. CPP, l’importo di CHF 2'192.--.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Intimazione:

 

 

                                         per conoscenza:

 

 

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
  PI 1 

   

  

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             Il
segretario