# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f346183d-54b0-5930-b08b-1f959b1a4e4e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-07-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 02.07.1998 80.1998.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1998-52_1998-07-02.html

## Full Text

Incarto n.

  80.98.00052

  	
  Lugano

  2 luglio 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Andrea
  Pedroli

  

 

statuendo
sul ricorso del 17 dicembre 1997

 

in
materia di:                 IC/IFD 97/98

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________ -__________ __________, __________ __________ __________
  __________,  

  rappr.
  __________. __________ __________, __________ __________

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                     -   che, non avendo __________ -__________
__________ inoltrato la dichiarazione
fiscale 1997/98, con decisione del 19 giugno 1997 l'Ufficio di tassazione di
Locarno gli infliggeva una multa disciplinare di fr. 225.–, avvertendolo che,
in caso di mancato adempimento dell’obbligo di collaborazione entro 10 giorni,
si sarebbe proceduto ad una tassazione d’ufficio;

 

                                     -   che il contribuente non
dava seguito alla diffida in questione, ragione per cui, con decisione del 18
agosto 1997, l'Ufficio di tassazione gli notificava la tassazione d’ufficio
IC/IFD 1997/98, nella quale il reddito del lavoro era commisurato in fr.
60’000.– in media annua, dal quale non era ammessa alcuna deduzione, sicché il
reddito imponibile ammontava a fr. 60’000.– sia per l’IC sia per l’IFD;

                                     -   che il contribuente
impugnava la suddetta decisione con reclamo del 21 agosto 1997 all’autorità
fiscale, redatto in lingua tedesca;

 

                                     -   che, con scritto del 25
agosto 1997, l'Ufficio di tassazione gli attribuiva un termine fino al 5
settembre 1997 per tradurre il gravame in italiano, avvertendolo che
l’inosservanza dell’invito avrebbe comportato l’irricevibilità del reclamo;

 

                                     -   che, non essendo pervenuta
alcuna risposta alla lettera in questione, l’autorità di tassazione dichiarava
irricevibile il gravame con decisione del 17 novembre 1997;

 

                                     -   che, con lettera del 16
dicembre 1997, indirizzata all’Ufficio di tassazione e da questo trasmessa alla
Camera di diritto tributario per ragioni di competenza, il contribuente
contesta la decisione in questione, adducendo motivi di salute che gli avrebbero
impedito di rispondere alla richiesta dell’autorità fiscale;

 

                                     -   che, con lettera del 30
marzo 1998, la Camera di diritto tributario ha assegnato al ricorrente un
termine fino al 15 aprile 1998 (poi prorogato) per produrre:

                                         •  un ricorso
motivato;

                                         •  un
certificato di salario relativo agli stipendi versatigli negli anni 1995 e
1996;

                                         •  una
dichiarazione dalla quale risulti il periodo in cui è stato ricoverato in
ospedale o in clinica dal settembre 1997 a tutt’oggi;

                                         •  un
certificato medico dal quale risulti che non era in grado di dar seguito entro
i termini indicati alle richieste dell’U.T. di Locarno rispettivamente quella
del 25.8.97 e quella del 16.12.97;

 

                                     -   che, in data 29 maggio
1998, il ricorrente ha inoltrato un ricorso motivato, con il quale chiede la
restituzione del termine per la traduzione del gravame ed allega un certificato
medico con cui si attesta la sua malattia;

 

                                     -   che, la Camera di diritto
tributario deve esaminare preliminarmente non solo se un ricorso è ricevibile,
ovvero tempestivo, sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato
da una persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell'Ufficio di
tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia
fondata;

 

                                     -   che, infatti, se l'irricevibilità
del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti devono essere retrocessi
all'autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre in caso contrario
la Camera confermerà la decisione di irricevibilità;

                                     -   che, nella fattispecie,
l’autorità fiscale si è rifiutata di entrare nel merito del gravame, non
essendo stata inviata la traduzione del ricorso in italiano;

 

                                     -   che il riconoscimento
delle lingue nazionali all’art. 116 cpv. 1 Cost. fed. pone alla libertà
linguistica anche dei limiti, poiché la stessa norma costituzionale garantisce
altresì il principio di territorialità, per il quale tutte le lingue nazionali
hanno pari diritti e, sulla base di tale norma, i cantoni hanno il potere di
prendere misure per mantenere i confini delle zone linguistiche nonché la loro
omogeneità, anche se in tal modo ne deriva una limitazione della libertà del
singolo di adoperare la propria lingua;

 

                                     -   che, pertanto,
l'osservanza della lingua italiana nei rapporti con le autorità ticinesi è
considerata una esigenza essenziale e irrinunciabile, sicché, per costante
giurisprudenza, in tutti i settori del diritto, si considera che un ricorso non
redatto in lingua italiana non soddisfa i requisiti formali (cfr. DTF
102 Ia 35; 83 III 58; Rep. 1975 p. 302; CDT n. 39 del 9 marzo
1990 in re V.M.);

 

                                     -   che, secondo il Tribunale
federale, il principio della territorialità, secondo cui i confini esistenti
delle zone e delle isole linguistiche non devono poter essere modificati, è
compatibile altresì con l’art. 8 (che tutela la vita privata e familiare) e con
l’art. 14 (che vieta fra l’altro una discriminazione fondata sulla lingua) (DTF
106 Ia 303; Haefliger, Die EMRK und die Schweiz, p. 207; cfr. pure Rep.
1987 p. 149 e RDAT II-1993 p. 215 s.).

 

                                     -   che si sottolinea, infine,
che la decisione dell’Ufficio di tassazione sarebbe senz'altro censurabile, se
l'autorità stessa si fosse limitata a pronunciare l'irricevibilità del reclamo
redatto in lingua diversa da quella ufficiale del Cantone, senza invece segnalare
prima tale vizio al reclamante ed attribuirgli contestualmente un termine  per
la traduzione; 

 

                                     -   che, in tal caso, infatti,
la decisione sarebbe stata viziata da eccesso di formalismo (DTF 106 Ia
306; 102 Ia 37; v. anche Egli, La protection de la bonne foi dans le procès
- Quelques applications dans la jurisprudence, in Rep. 1991 p. 234);

 

                                     -   che l’Ufficio di
tassazione ha invece inviato al contribuente, in data 25 agosto 1997, una
lettera nella quale lo avvertiva del difetto del suo reclamo e gli attribuiva
un termine fino al 5 settembre 1997 per sanarlo, con comminatoria di irricevibilità
in caso di mancata traduzione;

                                     -   che, tuttavia, il
ricorrente invoca gli articoli 192 cpv. 5 LT e 133 cpv. 3 LIFD, che prevedono
una restituzione in intero dei termini, quando è provato che l'inosservanza
degli stessi è da attribuire a servizio militare, malattia, assenza dal cantone
o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante;

 

                                     -   che, a tale proposito, il
ricorrente ha prodotto un certificato del dott. __________
__________ di __________, che ha il seguente tenore:

                                         «Il
paziente sopracitato soffre di un tumore al cervello operato nel 1997 con intermittenti
attacchi epilettici e un’afasia intermittente. Per questa ragione non è sempre
in grado di gestire al 100% la sua situazione. Per questa ragione il paziente
non era in grado di rispondere il 25.8.1997 rispettivamente il 16.12.1997.

                                         Il
decorso della malattia è ondulante e la situazione è tale che una responsabilità
del paziente è solamente da ammettere parzialmente dal momento
dell’operazione»;

 

                                     -   che, secondo
giurisprudenza, per giustificare una restituzione del termine, la malattia deve
essere tanto grave da rendere impossibile sia che il contribuente intraprenda
l’atto richiesto sia che egli autorizzi un rappresentante contrattuale ad
intraprenderlo (Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, 2a ediz.,
vol. III, Basilea 1992, n. 11 ad art. 85 DIFD, p. 74 e giurisprudenza citata);

 

                                     -   che, se la malattia si
protrae per un tempo lungo, si nominerà un tutore o un curatore che intraprenda
gli atti necessari, mentre, se il contribuente non è in grado di adempiere i
propri obblighi a causa di impedimenti fisici o psichici, è obbligato a nominare
un rappresentante, se ne ha la possibilità (ibidem);

 

                                     -   che, analogamente, nella
procedura civile la malattia si considera grave impedimento a condizione che il
quadro clinico sia tale da inverare gli estremi dell’incoscienza o della
immobilizzazione continuate così da impedire di agire o di dare disposizioni
per agire (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile annotato, Lugano
1993, n. 8 ad art. 137 CPCT, p. 194);

 

                                     -   che si può senz’altro
ammettere, nella fattispecie, che la malattia di cui soffre il ricorrente sia
tale da diminuirne la capacità di occuparsi di problemi contabili e fiscali, ma
ciò non basta ancora per giustificare una restituzione dei termini, se si pensa
che egli ha comunque continuato a lavorare nonostante l’intervento chirurgico;

 

                                     -   che, del resto, nulla gli
avrebbe impedito di nominare un rappresentante contrattuale, che si occupasse
della gestione della sua situazione fiscale in concomitanza con la malattia e
con l’operazione cui si è sottoposto;

 

                                     -   che, quanto al certificato
medico, oltre ad essere impreciso quanto alla data dell’intervento chirurgico e
del ricovero ospedaliero («tumore del cervello operato nel 1997»), pare anche
troppo funzionale agli interessi del ricorrente, laddove indica le date in cui
quest’ultimo sarebbe stato impedito nell’adempimento dei propri obblighi
fiscali («per questa ragione il paziente non era in grado di rispondere il
25.8.1997 rispettivamente il 16.12.1997»);

 

                                     -   che, inoltre, anche
volendo ammettere una totale incapacità nei dieci giorni durante i quali si è
protratto il termine per la traduzione del reclamo (dal 25 agosto al 5 settembre
1997), non si può trascurare il fatto che la decisione con cui il reclamo è poi
stato dichiarato irricevibile è stata emessa solo il 17 novembre 1997, cioè ben
due mesi e mezzo più tardi, e tuttavia nessun cenno di risposta alla lettera
del 25 agosto è giunto all’Ufficio di tassazione; 

 

                                     -   che non si può neppure
ignorare la circostanza che il contribuente è stato poco disponibile alla
collaborazione già in anni precedenti, essendo stato tassato d’ufficio anche
nel periodo 1995/96 e non avendo neppure inoltrato la dichiarazione 1997/98
(comunque non entro dieci giorni dalla cessazione dell’impedimento temporaneo);

 

                                     -   che non vi è quindi
ragione di annullare la decisione impugnata, con la quale il reclamo è stato
dichiarato irricevibile. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

 

 

 

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    200.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr.    280.–

                                         sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: