# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b66cee14-5afe-5a30-bb5d-5e759cae3f44
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-02-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 07.02.2023 12.2022.141
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2022-141_2023-02-07.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2022.140/141

  	
  Lugano

  7 febbraio 2023/jh    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Stefani
  e Grisanti

  	 

									

 

	
   vicecancelliera:

  	
  Bellotti

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SE.2021.77 della Pretura del Distretto di
Bellinzona - promossa con petizione 20 dicembre 2021 da

 

 

	
   

  	
  AP
  1  

  patrocinata dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1  

  patrocinato dall’  PA 2  

   

  AO 2  

  rappresentato dal RA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui l’attrice ha chiesto in via
principale di dichiarare nulla, rispettivamente annullare,

la disdetta trasmessale il 30 settembre 2020 dall’AO 1

, e in via subordinata di accertare che la disdetta ha
effetto per il 31

dicembre 2022 e di concederle una protrazione
del contratto di locazione sino al 31

dicembre 2028;

 

richieste contestate dalle parti
convenute;

 

vista la decisione 2 settembre 2022 con
cui il Pretore aggiunto ha accertato l’assente

legittimazione passiva del AO 2,
estromettendolo dalla causa;

 

vista altresì la decisione 12 settembre
2022 con cui il Pretore aggiunto ha accertato la

propria competenza;

appellante l’attrice con appello 30 settembre 2022 avverso entrambi i
giudizi 

summenzionati, con cui ne ha chiesto
l’annullamento e il rinvio dell’incarto al primo

giudice per un nuovo giudizio,
rispettivamente l’annullamento della decisione 2

settembre 2022 per incompetenza del
primo giudice o subordinatamente la sua riforma

nel senso di accertare la legittimazione
passiva del AO 2, come pure

l’annullamento della decisione 12
settembre 2022 con accertamento dell’incompetenza

del primo giudice o perlomeno
(subordinatamente) della necessità di sospendere la

causa in attesa del giudizio arbitrale
nel frattempo sollecitato;

 

mentre il AO 2, con risposta 7 dicembre
2022, e l’AO 1

 con risposta 9 dicembre 2022, hanno
postulato la

reiezione del gravame;

 

letti ed esaminati gli atti e i
documenti prodotti; 

 

ritenuto 

 

in fatto: 

 

A.       
A partire dal
1998 il AO 2, tramite un mandato di prestazioni, ha affidato alla C__________
(C__________) SA l’amministrazione e la gestione del Centro __________ (quale
parte integrante delle strutture del ____________________), autorizzandola a
conferire direttamente, mediante contratto di locazione, la gestione del relativo
ristorante/bar (“Bar __________”) a soggetti terzi (doc. II/VII/VIII).

 

B.       
Con contratto
del 15 marzo 2007 (doc. A), la C__________ SA (locatrice) ha concesso in
locazione il suddetto bar alla AP 1 (conduttrice) per una pigione ammontante,
per il primo anno, a 

fr. 500.- mensili. Il relativo punto 20 (clausola compromissoria) recitava: “Eventuali
vertenze sull’interpretazione e l’applicazione del presente contratto saranno
demandate ad un tribunale arbitrale di tre persone: le parti designeranno, su
istanza della parte più diligente, un loro rappresentante; i due membri così
risultanti eleggeranno il terzo membro che avrà funzione di presidente. In
difetto d’intesa assumerà tale funzione il Pretore del Distretto di Bellinzona,
rispettivamente una persona da esso designata. In ogni caso le parti
riconoscono la competenza delle autorità giudiziarie del foro di Bellinzona”.

 

C.       
Successivamente,
fra il 2012 e il 2013 il Comune ha trasferito la gestione delle sue
infrastrutture __________, fra cui il __________ (v. doc. III e doc. IX, art. 4),
al “Servizio__________” (S__________), quale ente autonomo di diritto comunale
con personalità giuridica propria (ai sensi dell’art. 193c LOC, v. anche doc.
X/2).

Successivamente il suddetto ente autonomo, ora denominato “AO
1”, ha sottoscritto con AP 1 il contratto 17 dicembre 2014 (doc. V) relativo
alla gerenza (provvisoria) anche del Bar/Ristorante __________, prospettando la
futura stesura di un unico contratto riguardante la gestione dei due esercizi
pubblici situati presso le strutture del __________.

 

D.       
Il AO 2 ha
regolarmente rinnovato il mandato conferito al proprio ente autonomo
(denominato, a dipendenza delle circostanze “Servizio__________”, “AO 1” o “S__________”),
ritenuto che i mandati più recenti prodotti agli atti (doc. S e T, riferiti al
2018 e 2021), ancora una volta, affidavano al medesimo la gestione delle
infrastrutture __________, e in particolare quelle elencate al relativo art. 4
(ove non figurava più esplicitamente il Centro__________).

 

E.       
Mediante
modulo ufficiale del 30 settembre 2020, AO 1 ha notificato a AP 1 la disdetta
del contratto di locazione relativo al Bar __________ per il 31 marzo 2022
(doc. D). Con separato scritto di pari data AO 1 ha notificato a AP 1
un’analoga disdetta anche in relazione al Bar/Ristorante __________, che
tuttavia non interessa la presente procedura bensì un separato incarto (inc.
SE.2021.76 della Pretura del Distretto di Bellinzona).

 

F.       
Mediante
istanza di arbitrato del 16 novembre 2020 (doc. G), AP 1 si è opposta alla
disdetta, notificando alla controparte l’arbitro da lei designato e le sue
domande di merito, tendenti a far dichiarare nulla o annullare la disdetta, e
subordinatamente ad accertare che la stessa esplicava i suoi effetti solo per
il 31 dicembre 2022, con contestuale richiesta di protrazione del contratto sino
al 31 dicembre 2028.

Il medesimo giorno, la conduttrice ha trasmesso un’istanza di
conciliazione presso l’Ufficio di conciliazione in materia di locazione di
Bellinzona con identiche domande, segnalando il parallelo inoltro dell’istanza
di arbitrato e la necessità di definire quale fosse la procedura da seguire. 

 

 

G.      
Con scritto
23 dicembre 2020 (doc. H), il AO 2 ha chiesto al predetto Ufficio di rinviare
l’udienza di conciliazione onde valutare e definire i passi procedurali da
intraprendere alla luce della clausola compromissoria contenuta nel contratto
di locazione. Il 4 gennaio 2020, l’Ufficio di conciliazione ha decretato la sospensione
della procedura.

Con scritto 24 marzo 2021 (doc. I) AO 1 ha comunicato alla
controparte il nominativo dell’arbitro da lei scelto, per poi tuttavia chiedere
all’Ufficio di conciliazione, in data 29 luglio 2021, la riattivazione della procedura,
riconoscendogli piena competenza a dirimere la controversia.

In occasione della relativa udienza del 28 ottobre 2021, AP 1
ha contestato la competenza del suddetto ufficio, mentre la controparte ha
espresso considerazioni di segno opposto, sostenendo che la procedura arbitrale
non fosse più di attualità.

L’ufficio di conciliazione ha rilasciato l’autorizzazione ad
agire in data 18 novembre 2021.

 

H.       
Con petizione
20 dicembre 2021 AP 1 ha presentato le proprie (invariate) domande di causa
innanzi alla Pretura del Distretto di Bellinzona, chiedendo tuttavia al giudice,
in via preliminare e vista la pendenza del processo arbitrale, di sospendere la
procedura (ex art. 372 CPC) o sussidiariamente di dichiararsi incompetente.

 

I.         
Con scritto
25 gennaio 2022 il AO 2 ha sottolineato di non disporre della legittimazione
passiva, non essendo parte al contratto di locazione. 

Con risposta 25 gennaio 2022 AO 1 ha pure sollevato
l’eccezione di carente legittimazione passiva del Comune e sottolineato la
competenza della Pretura, per poi contestare nel merito le pretese della
controparte.

Con scritto 22 febbraio 2022 il Comune ha ribadito la propria
posizione, postulando l’emanazione di una decisione sulla sua assente legittimazione
passiva e la sua conseguente estromissione dalla causa.

 

J.        
All’udienza del
16 marzo 2022, ove l’attrice ha prodotto una propria replica e il dibattimento è
stato limitato ai temi della legittimazione passiva e della competenza, le
parti si sono riconfermate nelle proprie antitetiche posizioni.

 

K.       
Con decisione
2 settembre 2022 il Pretore aggiunto ha accolto l’eccezione di carente
legittimazione passiva del AO 2, estromettendolo dalla causa e condannando AP 1
a versargli fr. 300.- a titolo di indennità, come pure a sostenere le relative
spese processuali di fr. 100.-.

 

L.       
Con
successiva decisione 12 settembre 2022 il Pretore aggiunto ha accertato la
propria competenza, rinviando la quantificazione e ripartizione delle spese
alla sentenza di merito.

 

M.      
Con un unico
atto del 30 settembre 2022 AP 1 si è aggravata contro entrambi i giudizi, postulandone
l’annullamento e il rinvio dell’incarto al primo giudice per un nuovo giudizio,
rispettivamente l’annullamento della decisione 2 settembre 2022 per
incompetenza del giudice statale o subordinatamente la sua riforma nel senso di
respingere l’eccezione di carente legittimazione passiva (petitum n.
1.1), come pure l’annullamento della sentenza 12 settembre 2022 a causa
dell’incompetenza del giudice statale oppure, in via subordinata, della
necessità di sospendere la procedura in attesa del giudizio arbitrale (petitum
n. 1.2). L’appellante ha altresì chiesto a questa Camera (nella composizione a
giudice unico) di nominare, a sua discrezione, il terzo arbitro quale presidente
del collegio arbitrale (petitum n. 1.2.1), con protesta delle spese
giudiziarie di prima sede (ovvero di quelle menzionate nella decisione 2
settembre 2022) e di quelle di seconda sede (petitum n. 2 e 3).

 

N.       
Con rispettive
risposte 7 e 9 dicembre 2022 il AO 2 e AO 1 hanno postulato la reiezione
integrale dell’appello, pure con protesta delle spese giudiziarie di secondo
grado.

 

E considerato

 

in diritto:

 

1.        
L’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC
prevede che sono impugnabili mediante appello le decisioni finali e incidentali
di prima istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore
litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di
almeno fr. 10'000.- (cpv. 2). 

Giusta
l’art. 311 cpv. 1 CPC l’appello deve essere proposto all’autorità giudiziaria
superiore entro 30 giorni dalla notificazione della decisione impugnata. Il
termine per la risposta è pure di 30 giorni (art. 312 cpv. 2 CPC).

L’atto
di appello deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed
essere motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare non
perché le sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o
censurabili le motivazioni del Pretore. Non può dunque limitarsi a proporre una
propria tesi e una propria lettura dei fatti, bensì deve offrire critiche
puntuali, esplicite e circostanziate al giudizio pretorile, pena
l’irricevibilità delle medesime.

 

2.        
Nel caso concreto, malgrado AP
1 abbia presentato un unico atto ricorsuale, esso racchiude in realtà due
separati appelli: il primo avverso la decisione finale (parziale) 2 settembre
2022, che ha posto definitivamente fine alla lite per quanto riferita al AO 2
(cfr. art. 236 CPC), rubricato all’inc. 12.2022.141; il secondo contro la
decisione incidentale 12 settembre 2022 (cfr. art. 237 CPC), che ha accertato
l’esistenza di un presupposto processuale (competenza materiale della Pretura
del Distretto di Bellinzona), rubricato all’inc. 12.2022.140. Pur venendo i due
gravami qui trattati ed evasi congiuntamente alla luce della loro correlazione,
la presente sentenza pure contiene concettualmente due decisioni, con
dispositivi separati.

Posto
che la controversia ha per oggetto delle domande dal valore superiore a fr.
10'000.- (quantificabile in almeno fr. 18'000.-, tenuto conto di una pigione
mensile di fr. 500.- per un periodo di tre anni, conformemente alla
giurisprudenza del Tribunale federale; cfr. DTF 144 III 346 consid. 1) e che le
due decisioni erano pertanto appellabili, nel caso concreto entrambi gli
appelli di AP 1 sono senz’altro tempestivi, così come sono tempestive le rispettive
risposte di AO 1 e del AO 2.

 

 

Sulla competenza

 

 

3.        
In merito alla propria
competenza, il primo giudice ha innanzitutto osservato che non è possibile
determinare se l’attrice abbia inoltrato per prima l’istanza di conciliazione o
quella di arbitrato. Nel seguito, premesso che lo stato della procedura
arbitrale era ignoto, che comunque il terzo arbitro non era ancora stato
designato e che pertanto una pronuncia del collegio arbitrale non era in quel
momento possibile, il Pretore aggiunto ha rimarcato che è nell’interesse delle
parti di ottenere un celere giudizio sulla competenza. Tenuto conto di ciò,
come pure del fatto che la clausola compromissoria contenuta al punto 20 del
contratto di locazione è poco chiara e ambigua (stabilendo pure la competenza
dei tribunali ordinari), che è stata la medesima attrice ad adire la Pretura e
che la parte convenuta non solo si è costituita in giudizio esprimendosi nel
merito (art. 61 lett. a CPC), ma ha riconosciuto esplicitamente la competenza
del giudice statale, il Pretore aggiunto ha pertanto ritenuto di non dover
sospendere la propria procedura sulla base dell’art. 372 cpv. 2 CPC e ha
accertato la propria competenza.

 

4.        
Con il suo gravame,
l’appellante sostiene dapprima che la clausola compromissoria non riconosce la
competenza della Pretura, bensì si limita a designare la competenza
territoriale del Tribunale arbitrale, ovvero a fissare a Bellinzona la sua sede.
Essa osserva poi che la sua istanza arbitrale ha generato litispendenza ai
sensi dell’art. 372 cpv. 1 CPC e che le medesime controparti all’inizio della
procedura di conciliazione avevano evidenziato la prospettiva dell’arbitrato,
ritenuto che AO 1 aveva addirittura designato il proprio arbitro. Così facendo,
esse avrebbero aderito senza riserve e incondizionatamente alla richiesta di
arbitrato, ovvero avrebbero scelto la procedura arbitrale (con valida
costituzione del relativo collegio) e rinunciato alla competenza statale. Il
successivo cambio di atteggiamento delle controparti sarebbe pertanto tardivo,
contraddittorio e in contrasto con la buona fede (art. 52 CPC). Inoltre,
l’appellante rileva di avere già all’udienza di conciliazione e in seguito con
la propria petizione evidenziato la competenza prioritaria del Tribunale
arbitrale (rispettivamente l’incompetenza della Pretura), come pure che l’azione
giudiziaria era giustificata da un mero scrupolo procedurale, al fine di
evitare il rischio di qualsivoglia eventuale futuro rimprovero relativo
all’intempestiva contestazione della disdetta. Essa non avrebbe pertanto mai
riconosciuto la competenza della Pretura né rinunciato alla via arbitrale. L’art.
61 lett. a (o c) CPC non potrebbe pertanto trovare applicazione. Infine,
l’appellante chiede che questa Camera, a sua discrezione, valuti se nominare il
terzo arbitro sulla base dell’art. 362 CPC. 

 

5.        
Il gravame risulta di primo
acchito irricevibile per assenza di un valido interesse degno di protezione
(art. 59 cpv. 2 lett. a CPC): non si vede difatti quale interesse avrebbe
l’appellante nell’annullare la decisione 12 settembre 2022 né essa lo spiega,
rispettivamente quale pregiudizio trarrebbe dalla decisione del primo giudice di
ritenersi competente e di pronunciarsi su richieste di giudizio da lei medesima
avanzate (e identiche a quelle proposte in sede arbitrale). Ciò tenuto conto
oltretutto che il tribunale arbitrale, contrariamente a quanto preteso
nell’impugnativa, non risulta affatto costituito (per mancanza, dalla fine di
marzo del 2021, del presidente) e non può per il momento intraprendere alcun
passo concreto onde dirimere la vertenza. In ogni caso, si possono fare le
seguenti considerazioni.

 

6.        
La clausola compromissoria in
esame è certamente ambigua, dal momento che stabilisce (anche) la competenza “delle
autorità giudiziarie del foro di Bellinzona” (ovvero non solo di quella
arbitrale, contrariamente a quanto pretende l’appellante). Sulla litispendenza
e sui conflitti di competenza fra tribunali statali e arbitrali si è già
espresso il Pretore aggiunto. Nondimeno, si può ricordare quanto segue.

 

7.        
Giusta quanto previsto
dall’art. 62 cpv. 1 CPC, in ambito giudiziario il deposito dell’istanza di
conciliazione determina la pendenza della causa. Secondo l’art. 372 cpv. 1
lett. b CPC, se il patto d’arbitrato non ha già designato a priori il tribunale
arbitrale, il procedimento arbitrale è pendente non appena una parte avvia la
procedura di costituzione del tribunale arbitrale oppure la preventiva
procedura di conciliazione pattuita dalle parti. Di principio, determinante è
il giorno della consegna dell’atto introduttivo direttamente alla competente
autorità oppure alla posta svizzera (art. 143 cpv. 1 CPC), ritenuto che in caso
di trasmissione contemporanea di più atti lo stesso giorno, l’orario esatto di
consegna può essere determinante (Droese,
in: KuKo, Schweizerische Zivilprozessordnung, 3a ed., n. 3 ad art.
62; Bohnet, in: Commentaire
romand, CPC, 2a ed., n. 2-3 ad art. 62; Infanger,
in: Basler Kommentar, CPC, 3a ed., n. 8 ad art. 62). 

Secondo
l’art. 372 cpv. 2 CPC, se davanti a un tribunale statale e a un tribunale
arbitrale sono pendenti, tra le medesime parti, cause concernenti il medesimo
oggetto litigioso, il tribunale successivamente adito sospende la procedura
finché il tribunale preventivamente adito abbia deciso sulla sua competenza. Se
il primo tribunale si dichiara competente, il secondo dovrà emettere una
decisione di non entrata in materia (Habegger,
in: Basler Kommentar, CPC, 3a ed., n. 3b e 29-30; Dasser, in: KuKo, Schweizerische Zivilprozessordnung, 3a
ed., n. 15 ad art. 372). Qualora il giudice statale sia stato adito per primo,
esso applicherà l’art. 61 CPC ovvero, nel caso in cui dovesse costatare che le
parti hanno pattuito di sottoporre ad arbitrato una controversia
compromettibile, declinerà la propria competenza a meno che il convenuto si sia
incondizionatamente costituito in giudizio (lett. a), il giudice statale
accerti la manifesta nullità o inadempibilità del patto d’arbitrato (lett. b)
oppure il tribunale arbitrale non possa essere costituito per motivi
manifestamente imputabili al convenuto nel procedimento arbitrale (lett. c).

La
costituzione in giudizio è regolata dall’art. 18 CPC, secondo cui il giudice
adito è competente dal momento in cui il convenuto si esprime nel merito senza
sollevare l’eccezione d’incompetenza. Il momento a partire dal quale il
convenuto può costituirsi in giudizio è discutibile; si può sostenere che ciò
sia possibile solo dopo l’inoltro della petizione, dal momento che il
conciliatore, in assenza di competenza decisionale o casi eccezionali, non
esamina l’adempimento dei presupposti processuali e di merito di un’azione (DTF
87 I 53 consid. 4; Infanger in:
Basler Kommentar, CPC, 3a ed., n. 7 ad art. 18). In una più recente decisione,
il Tribunale federale ha lasciato aperta la questione, limitandosi a osservare
che se la parte convenuta prende parte alla procedura di conciliazione senza
esprimere la minima riserva in relazione all’incompetenza (territoriale) del
conciliatore, essa non può più invocare tale vizio innanzi al Pretore (STF
4A_400/2019 del 17 marzo 2020 consid. 5.5.3).

 

8.        
Nel caso concreto,
l’appellante non pretende né tantomeno dimostra che il Tribunale arbitrale sia
stato adito per primo, né offre elementi per poter determinare l’esatto momento
di consegna dei suoi scritti del 16 novembre 2020 alla posta (e segnatamente i
relativi tracciamenti, neppure più visionabili online tramite il servizio “track
& trace”). L’unica informazione utile agli atti è costituita dal numero
di raccomandata indicato sulla busta di trasmissione, che è inferiore nell’istanza
di conciliazione (98.__________) rispetto all’istanza di arbitrato (98.__________).
Si può pertanto presumere che l’istanza di conciliazione sia stata inviata per
prima, ovvero che il primo tribunale adito sia stato quello statale. In ogni
caso, la decisione del giudice di prima sede di non sospendere la procedura e
di esaminare piuttosto la propria competenza non risulta errata.

 

9.        
Quanto al comportamento delle
parti convenute e alla loro costituzione in giudizio, è pur vero che AO 1 ha
designato il proprio arbitro. Tuttavia, il relativo scritto 24 marzo 2021 è
stato trasmesso privatamente alla controparte e non all’autorità di
conciliazione, nei confronti della quale le parti convenute non hanno mai
sollevato l’eccezione di incompetenza o rinunciato alla procedura giudiziaria
in favore di quella arbitrale, limitandosi a chiedere del tempo onde chiarire i
passi da seguire, per poi più volte, innanzi alla medesima e al Pretore
aggiunto, riconoscere espressamente la competenza di queste autorità ed
esprimersi su questioni di merito. Ne deriva che il loro agire non può
ritenersi contrario alla buona fede, e che la decisione pretorile di concludere
per la loro costituzione in giudizio dev’essere confermata.

10.     
Per tutti questi motivi,
l’appello non può sovvertire la decisione di prima sede del 12 settembre 2022,
e la competenza della Pretura di Bellinzona deve ritenersi acclarata. La
richiesta rivolta a questa Camera di nominare il terzo arbitro, visto l’esito
del gravame, non è più attuale ed è in ogni caso da dichiarare irricevibile,
siccome sarebbe stata da proporre mediante una debita istanza sufficientemente
motivata. 

 

11.     
Le spese giudiziarie
dell’appello di cui all’inc. 12.2022.140 seguono la soccombenza di AP 1 (art.
106 cpv. 1 CPC). Le spese processuali, calcolate in base agli art. 2, 8 cpv. 2
e 13 LTG, ammontano a fr. 200.-. Le ripetibili in favore dell’AO 1, tenuto
conto dell’art. 11 cpv. 1, 2 e 5 RTar, delle spese e dell’IVA, sono
quantificate in fr. 1’000.-. Al AO 2, che al momento dell’emanazione della
decisione 12 settembre 2022 era stato estromesso dalla procedura e non
risultava dunque più parte alla medesima (né parte appellata con riferimento
all’inc. 12.2022.140), non vengono assegnate ripetibili, considerato oltretutto
che non ha motivato il suo diritto a percepire un’indennità d’inconvenienza (v.
anche sotto consid. 16).

 

 

Sulla
legittimazione passiva

 

 

12.     
Con la decisione 2 settembre
2022 il giudice di primo grado, dopo avere
osservato che il locatore non dev’essere per forza il proprietario dell’ente
locato ma anche una terza persona, ha evidenziato che il mandato
originariamente affidato dal Comune a C__________ SA è stato nel seguito
trasferito all’ente autonomo (Servizio __________/AO 1), e che malgrado tale mandato
sia stato formulato, con il passare del tempo, in maniera più generica (v.
anche sopra, consid. A e C-D), esso ha sempre incluso anche la gestione del Bar
__________ (intesa nel suo senso più ampio, contratti compresi), tant’è che
l’attrice ha sempre pagato il canone di locazione a AO 1 ed era pertanto consapevole
su chi fosse il proprio partner contrattuale. Il primo giudice ha pertanto
concluso che AO 1 era legittimato a riprendere e condurre in proprio nome il
contratto di locazione, e che in ogni caso egli avrebbe assunto gli obblighi
della parte locatrice a titolo personale anche volendo applicare le norme sulla
rappresentanza indiretta (art. 32 cpv. 3 CO), mentre il AO 2 non vi è mai stato
parte. Di qui la legittimazione passiva del solo ente autonomo.

 

 

13.     
L’appellante sostiene
innanzitutto che la decisione 2 settembre 2022 andrebbe annullata già per
incompetenza del primo giudice. Sul tema, basta però rinviare a quanto appena
detto nell’ambito dell’inc. 12.2022.140, le cui considerazioni devono valere come
qui integralmente riprodotte. Sul tema, l’impugnativa è conseguentemente destinata
all’insuccesso.

 

14.     
Nel seguito del gravame,
l’appellante osserva che i mandati conferiti dal Comune all’ente autonomo nel
2018/2021, a differenza di quelli anteriori agli atti, non menzionano più il
centro __________ (v. doc. S, art. 4); ciò dimostrerebbe a suo modo di vedere
che il relativo mandato è stato soppresso, ritenuto che un suo nuovo
conferimento o la sua estensione avrebbero dovuto essere approvati dal
Consiglio comunale, ciò che non è mai avvenuto. Ne deriverebbe che AO 1 non
poteva dare la disdetta in nome proprio, e in realtà neppure quale
rappresentante, vista l’assenza di relativi poteri. Ma anche qualora si volesse
ammettere una delega a tal riguardo, oppure una ratifica a posteriori della
disdetta da parte del Comune, quest’ultimo si ritroverebbe in tal modo
vincolato proprio per effetto del rapporto di rappresentanza (art. 32 CO),
sicché la sua legittimazione passiva dovrebbe essere confermata.

 

15.     
L’appellante non contesta che AO
1 sia un ente autonomo con personalità giuridica propria, capace di assumere
personalmente diritti e obblighi e di stare in lite, né che esso sia stato
creato proprio per potergli trasferire la gestione delle infrastrutture __________
comunali. I primi mandati includevano esplicitamente anche il centro __________
(v. ad esempio doc. IX). Il contratto parallelo di cui al doc. V (v. sopra,
consid. C) pure chiariva che il suddetto ente, anche in prospettiva futura,
avrebbe dovuto occuparsi direttamente e
in nome proprio del rapporto di locazione. Il fatto che i mandati più recenti (doc. S e T) non ne facciano più
una menzione esplicita non basta a sovvertire quanto sopra, dal momento che
essi, comunque sia, incaricavano l’ente autonomo della gestione delle
infrastrutture __________ (v. anche statuto di cui al doc. 2) e che l’art. 4 di
entrambi i mandati, mediante l’uso del termine “in particolare”, lascia
comprendere che l’elenco sottostante non sia esaustivo. D’altronde, non si vede
perché il centro __________ avrebbe dovuto essere escluso dalla sfera di
competenza di AO 1, dal momento che ciò cozza con tutto quanto appena detto,
con l’incasso delle pigioni e con la pronuncia della disdetta in proprio nome
quale locatore. L’appellante non propone elementi che facciano intuire il
coinvolgimento diretto del Comune o di soggetti terzi nel ruolo della parte
locatrice, un rapporto di rappresentanza in favore del Comune oppure ancora la
volontà per l’ente autonomo di vincolare direttamente quest’ultimo. Il primo
giudice d’altronde si è riferito esclusivamente all’ipotesi di una
rappresentanza indiretta ai sensi dell’art. 32 cpv. 3 CO: in virtù di tale
norma, quand’anche l’ente autonomo fosse stato un mero rappresentante del
Comune, il fatto di riprendere il contratto in nome proprio, senza nemmeno far
intuire il rapporto di rappresentanza e in assenza di cessioni di
credito/assunzioni di debito, avrebbe escluso l’esistenza di un vincolo
giuridico del Comune, che non potrebbe dunque in ogni caso essere considerato
quale parte del contratto. Di conseguenza, la decisione di primo grado
dev’essere confermata.

 

16.     
In conclusione, l’appello di AP
1 contro la decisione 2 settembre 2022 (inc. 12.2022.141) dev’essere respinto. Non
è pertanto necessario pronunciarsi sull’ammissibilità e sulla pertinenza del
documento annesso dal AO 2 alla propria risposta all’appello.

 

17.     
Le relative spese
giudiziarie sono a carico dell’appellante (art. 106 cpv. 1 CPC). Le spese processuali ammontano a fr. 200.- (art. 2, 8
cpv. 2 e 13 LTG). Non si attribuiscono ripetibili al AO 2, che non ha fatto
capo a un rappresentante professionale bensì al proprio servizio giuridico e
non ha motivato la sua richiesta di ottenere un’indennità d’inconvenienza (art.
95 cpv. 3 lett. b e c CPC; STF 5A_741/2018 del 18 gennaio 2019 consid. 9.3).
Per quanto concerne l’AO 1, tenuto conto della brevità della sua risposta sul
tema della legittimazione, si giustifica di contenere le ripetibili in fr.
200.- (art. 11 cpv. 5 e 13 cpv. 1 RTar).

 

Per questi motivi,

decide:

1.      L’appello
30 settembre 2022 di AP 1 contro la decisione 12 settembre 2022 del Pretore
aggiunto del Distretto di Bellinzona (inc. 12.2022.140) è respinto nella
misura della sua ricevibilità.

 

2.      Le
spese processuali della procedura d’appello di cui all’inc. 12.2022.140,
fissate in fr. 200.-, sono a carico di AP 1, che rifonderà all’AO 1 fr. 1'000.-
a titolo di ripetibili.

3.      L’appello
30 settembre 2022 di AP 1 contro la decisione 2 settembre 2022 del Pretore
aggiunto del Distretto di Bellinzona (inc. 12.2022.141) è respinto.

4.      Le
spese processuali della procedura d’appello di cui all’inc. 12.2022.141,
fissate in fr. 200.-, sono a carico di AP 1, che rifonderà all’AO 1 fr. 200.- a
titolo di ripetibili. Non si assegnano ripetibili al AO 2. 

5.      L’istanza
di nomina arbitro contenuta nell’appello 30 settembre 2022 è irricevibile.
Sul tema, si prescinde dal prelievo di spese.

6.      Notificazione:

	
   

  	
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                                     Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

 

Nelle
cause a carattere pecuniario in materia di locazione con un valore litigioso
superiore a fr. 15'000.- è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per valori inferiori il ricorso è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2
LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).