# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 16e2dc8c-61ea-591b-a05a-88988048468b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 09.03.2010 (publiziert) 60.2005.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2005-80_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2005.80

   

  	
  Lugano

  4 aprile 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 24.3.2005
presentata dal

 

 

	
   

  	
  IS 1, ,

   

  
	
   

  	
  tendente ad
  ottenere la proroga del carcere preventivo cui sono astretti PI 2, __________
  (patr. da: lic. iur. PR 1, __________), e PI 3, __________ (patr. da: avv. PR
  2, __________), in vista del pubblico dibattimento;

  	 

 

	
   

  	
   

  

visto il
preavviso favorevole 29/30.3.2005 del procuratore
pubblico Marco Villa (in sostituzione

 di
Rosa Item);

 

 

preso atto che PI
2 non si oppone alla proroga della sua carcerazione, come comunicato con lettera
1/4.4.2005;

 

 

preso atto che PI
3 non si oppone alla proroga della sua carcerazione, come comunicato con lettera
29/31.3.2005;

 

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

in fatto ed
in diritto

 

 

                                   1.   Nei
confronti di PI 2 e di PI 3 , entrambi in detenzione
preventiva dal 12.7.2004, il procuratore pubblico ha emanato il 28.2.2005 l’atto d’accusa (ACC __________), accusandoli congiuntamente di infrazione aggravata alla LStup e
riciclaggio; singolarmente PI 3 di infrazione alla LStup, circolazione senza
licenza di condurre, violazione del bando, falsità in certificati,
contravvenzione alla LStup; singolarmente PI 2 di infrazione alla LDDS, circolazione
senza licenza di condurre e contravvenzione alla LStup.

 

                                         Il
pubblico dibattimento é stato aggiornato a martedì, 7.6.2005, con continuazione fino a venerdì 10.6.2005.

 

 

                                   2.   Con
la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise criminali
di __________ chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui
sono astretti gli imputati fino al 10.6.2005, data
della presumibile conclusione del pubblico dibattimento.

 

 

                                   3.   L'art.
230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta
giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della
Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è
prolungato sino a sessanta giorni.

                                         Entro
questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato é
prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora,
eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di
legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata
dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della
Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lit. b CPP).

 

                                         Le
istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv.
2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto
d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive
che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore
requisito é che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva
già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che
verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva
implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di
proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della
proroga.

 

                                         Queste
due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti
di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di
recidiva o di collusione), visto che la carcerazione é già in atto al momento
dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché,
quando vi é contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di
regola ben prima dell’atto d’accusa ed é di conseguenza già stata risolta dal
giudice dell’istruzione e dell’arresto o dalla CRP. Per prassi, autorizzando
una proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la
proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi
di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto é eventualmente
avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del
nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito
della proporzionalità.

 

 

                                   4.   Nel caso in esame, sono anzitutto dati i motivi per la
richiesta di proroga del carcere preventivo. Occorre considerare come un
presidente del Tribunale penale cantonale sarà occupato con un dibattimento
alle criminali per tre mesi, mentre un altro sta motivando una sentenza delle
criminali e ha già aggiornato altri dibattimenti. Il presidente istante e
l’altro presidente devono far fronte ai diversi atti d’accusa con detenuti (37
dall’inizio dell’anno, con 21 detenuti), aggiornando quindi tutti i diversi
dibattimenti.

 

 

                                   5.   Nel
presente caso è pacifica l’esistenza di seri indizi di colpevolezza ai sensi
dell’art. 95 CPP: PI 2 ha ammesso sostanzialmente almeno parte degli addebiti
(verbale del 30.7.2004, verbale 21.9.2004, verbale 2.11.2004, 20.12.2004); PI 3
ha pure ammesso almeno parzialmente gli addebiti nei suoi confronti (verbale
27.7.2004, verbale 16.9.2004, 1.10.2004 e 2.12.2004).

                                         Inoltre,
in presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato
vanno ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell’istruzione
e dell’arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. __________; cfr. anche M. RUSCA
/ E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,
Lugano 1997, n. 13 ad art. 103 CPP).

 

 

                                   6.   Il
mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre la presenza di
preminenti motivi di interesse pubblico.

                                         Nel presente
caso è dato certamente un pericolo di fuga (cfr. al proposito, decisione TF
1P.62/2005 del 17.2.2005), ritenuto che uno degli scopi principali della
carcerazione preventiva è quello di assicurare la presenza dell’imputato per
impedirgli di sottrarsi al procedimento o all’esecuzione della pena che potrà
essergli inflitta. 

                                         Gli accusati
non hanno legami significativi con il nostro territorio. Per il che, non hanno evidentemente
alcun interesse a rimanere a disposizione delle autorità, nella prospettiva –
in caso di condanna – di una sanzione penale eventualmente da scontare. Va
inoltre considerata l’imminenza del giudizio di merito (M. RUSCA / E. SALMINA /
C. VERDA, op. cit., n. 13 ad art. 95 CPP), che accresce il rischio che gli accusati
in detenzione preventiva si sottraggano al procedimento. La tentazione di
riparare all’estero per sottrarsi al procedimento o all’esecuzione della pena è
quindi sorretta da sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga – che non
esiste solo astrattamente, bensì appare probabile in modo concreto – non può
neppure essere evitato con misure meno incisive. 

 

 

                                   7.   La
carcerazione preventiva cui sono astretti PI 2 e PI 3 è pertanto giustificata
da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi di interesse pubblico. 

 

 

                                   8.   Nella
valutazione del rispetto del principio della proporzionalità occorre
considerare che la durata della proroga è di poco superiore ad un mese.
Ritenuti i reati oggetto dell’atto d’accusa, la domanda di proroga rispetta il
principio della proporzionalità, in quanto la detenzione preventiva e quella in
attesa del processo sono certamente inferiori alla possibile pena.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati
articoli di legge,

 

 

pronuncia

 

 

1.L'istanza è accolta.

 

                                    §   Di
conseguenza il carcere preventivo cui sono astretti PI 2 e PI 3 è prorogato fino al 10.6.2005,
rispettivamente fino alla conclusione del processo.

 

 

 

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  2 patr. da: PR 1 

  3. PI 3 

  patr. da: PR 2 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria