# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 868bc27c-9784-59b3-9b45-be90e3c63953
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.07.2014 35.2013.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-52_2014-07-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2013.52

   

  mm

  	
  Lugano

  28 luglio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 agosto 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 giugno 2013 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 8 settembre 1993, RI
1, all’epoca dipendente della ditta __________ di __________ in qualità di
meccanico d’automobili e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l’CO 1, é rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale a
causa del quale ha riportato una commotio cerebri, una frattura
lacero-contusa al cuoio capelluto, nonché la frattura dell’acetabolo a destra.

 

                                         Per tenere conto delle
ripercussioni delle sequele del sinistro appena citato, l’Istituto assicuratore
ha riconosciuto all’assicurato un’indennità per menomazione all’integrità del
35% (doc. 56/fasc. 1), nonché una rendita d’invalidità del 15% a decorrere dal
1° giugno 1996 (doc. 74/fasc. 1). 

 

                               1.2.   Nel corso del mese di luglio
2003, RI 1 é rimasto vittima di un secondo incidente stradale, con frattura a
tre livelli del femore destro, relativamente al quale l’CO 1 ha riconosciuto la
propria responsabilità. 

 

                               1.3.   Con decisione formale dell’11
ottobre 2012, l’amministrazione ha posto l’assicurato al beneficio di un’IMI
del 10% (doc. 570). 

 

                                         RI 1 ha interposto
opposizione contro la decisione appena menzionata (doc. 582).

 

                               1.4.   Il 22 gennaio 2013,
l’assicuratore infortuni ha emanato un’ulteriore decisione formale, mediante la
quale - tenuto conto dei postumi residuali dei due infortuni assicurati -, ha
accordato una rendita d’invalidità del 45% a far tempo dal 1° agosto 2012, come
pure un’IMI del 20% per il danno psichico conseguente al secondo sinistro (cfr.
doc. 600). 

 

                                         Anche questa decisione é
stata oggetto d’opposizione da parte dell’assicurato (cfr. doc. 605 e doc.
611). 

 

                               1.5.   Con decisione su opposizione
del 19 giugno 2013, l’ICO 1 ha confermato il contenuto della sue prime due decisioni
formali (cfr. doc. 615). 

 

                               1.6.   Con tempestivo ricorso del 21
agosto 2013 - completato in data 2 settembre 2013 - RI 1, rappresentato
dall’avv. RA 1, ha chiesto che l’amministrazione venga condannata a
riconoscergli una rendita d’invalidità dell’80% da calcolare su un guadagno
assicurato di fr. 74'648, nonché un’IMI di entità imprecisata a dipendenza
dell’infortunio occorsogli nel mese di luglio 2003. 

                                         A sostegno delle proprie
pretese ricorsuali, per quanto riguarda la valutazione dell’esigibilità
lavorativa alla base della decisione di rendita contestata, l’insorgente
contesta che al relativo rapporto del medico __________ possa essere attribuito
pieno valore probatorio, e ciò in particolare alla luce degli esiti
dell’accertamento professionale svoltosi a __________ durante il periodo
agosto-settembre 2011. Ne deduce quindi che il reddito statistico da invalido
(fr. 62'543.87), che come tale non viene contestato, andrebbe ridotto almeno
del 50% per tenere conto della limitata capacità lavorativa (dovuta ai postumi
infortunistici fisici) anche in attività sostitutive adeguate. 

                                         Trattandosi dell’entità
della menomazione all’integrità, l’assicurato afferma di ritenere “… quantomeno
poco probabile che le conseguenze valetudinarie di cui al secondo sinistro,
abbia una conseguenza funzionale tanto limitata sulla parte del corpo lesa.”
(doc. III). 

 

                               1.7.   L’assicuratore convenuto, in
risposta, ha chiesto che il ricorso venga respinto con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. V).

 

                               1.8.   In data 7 ottobre 2013, il
ricorrente si é riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (doc.
VII). 

 

                                         L’amministrazione si é
pronunciata in proposito il 17 ottobre 2013 (doc. IX). 

 

                               1.9.   In corso di causa, il TCA ha
richiamato l’incarto dell’assicurato dall’Ufficio AI (allegato al doc. XII). 

 

                                         Alle parti é stato
concesso di presentare delle osservazioni (doc. XIII), facoltà alla quale ha
dato seguito soltanto l’CO 1 (doc. XIV). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della lite é innanzitutto
la questione di sapere in quale misura deve essere aumentata, a fronte dei
postumi residuali dell’infortunio del 2003, la rendita di invalidità del 15%,
assegnata ad RI 1 a seguito dell’evento traumatico dell’8 settembre 1993.

                                         In secondo luogo, il TCA
dovrà valutare l’entità della menomazione all’integrità derivante dal sinistro
del luglio 2003.

 

                               2.3.   Entità della rendità
d’invalidità.

 

                            2.3.1.   Secondo l'art. 17 cpv. 1 LPGA,
se il grado di invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole
modificazione, per il futuro la rendita é aumentata o ridotta
proporzionalmente, oppure soppressa, d'ufficio o su richiesta.

                                         Questa norma è stata
ripresa dall'art. 22 cpv. 1 prima frase vLAINF, il quale prevedeva che se il
grado d'invalidità muta notevolmente, la rendita sarà corrispondentemente
aumentata, ridotta oppure soppressa. 

 

                                         L'art. 22 LAINF -
analogamente all'art. 22 cpv. 1 seconda frase vLAINF - recita che, in deroga
all'articolo 17 cpv. 1 LPGA, la rendita non può più essere riveduta dal mese in
cui gli uomini compiono 65 anni e le donne 62. 

                                         L'istituto della revisione
ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle mutate circostanze e
non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di cui sia stata
viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (Ghélew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p.
114).

 

                                         La revisione presuppone,
dunque, che l'invalidità abbia subito sostanziali mutamenti dopo la
costituzione della rendita o una sua successiva revisione (DTF 113 V 275
consid. 1a e riferimenti ivi menzionati).

 

                                         Per costante
giurisprudenza, il TFA considera che i principi dedotti dall'art. 41 LAI si
applicano per analogia pure nell'ambito della revisione delle rendite di
invalidità assegnate dall'CO 1, indipendentemente dal fatto che essa sia
disciplinata dall'art. 80 LAMI oppure dall'art. 22 LAINF (RAMI 1987 U 32 p.
446s.).

 

                            2.3.2.   L'invalidità può modificarsi
essenzialmente per due ordini di motivi: sia perché cambia lo stato di salute,
sia perché il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si ripercuote
diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla sua capacità
di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (cfr. DTF
130 V 343 consid. 3.5, 126 V 75 consid. 1b, 113 V 275 consid. 1a, 109 V
116 consid. 3b). 

 

                                         L'assicurato può, infatti,
migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini professionali,
acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in attività meglio
rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo stato di salute
ed alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto una situazione
non prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da invalido.

                                         Oppure le sue capacità di
guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.

 

                            2.3.3.   Il mutamento deve, inoltre,
essere notevole.

                                         Secondo la giurisprudenza
resa prima dell'entrata in vigore della LAINF, la modifica doveva essere
apprezzata relativamente al grado di invalidità precedentemente accertato: così,
un mutamento del 5% è stato considerato notevole per rapporto ad un'invalidità
del 15% ma poco importante per rapporto ad un'invalidità iniziale del 75%
(Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 115 e dottrina ivi citata).

 

                            2.3.4.   Per rivedere una rendita di
invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le circostanze di base
devono mutare presumibilmente a lungo termine.

                                         In particolare, non é
motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno dell'assicurato (cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

 

                            2.3.5.   La questione di sapere se si é
prodotto un simile cambiamento deve essere vagliata comparando le circostanze
esistenti al momento dell’ultima decisione cresciuta in giudicato, fondata su
un esame materiale del diritto alla rendita con un accertamento dei fatti
pertinenti, un apprezzamento delle prove e un raffronto dei redditi conforme al
diritto, e le condizioni esistenti all’epoca in cui é stata rilasciata la
decisione litigiosa (cfr. DTF 133 V 108
consid. 5; STF 9C_985/2008 del 20 luglio 2009 consid. 4, 9C_148/2007 del 21
gennaio 2008 consid. 3.2).

 

                                         Tanto
nel fissare inizialmente la rendita di invalidità quanto nel rivederla
successivamente si deve ipotizzare un mercato del lavoro in condizioni di
normalità, cioè essenzialmente equilibrato.

                                         I mutamenti congiunturali,
il passaggio, ad esempio, da una fase di recessione a una di crescita
economica, non sono motivo di revisione.

 

                                         Non si tiene parimenti
conto, né prima né dopo, di fattori estranei al danno della salute. 

                                         Ad esempio, le scarse
conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti attitudini
professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della commisurazione
dell'invalidità.

                                         Ciò che importa é la
diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente ad
infortunio Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità,
l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua
volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, deve essere in
relazione causale con l'infortunio).

 

                            2.3.6.   A seguito dell’infortunio del
mese di settembre 1993, l’assicurato é stato posto al beneficio, segnatamente,
di una rendita di invalidità del 15% a contare dal 1° gennaio 1996 (doc. 74/fasc.
1). 

 

                                         Dalle tavole processuali
risulta che il 2 agosto 1995 l’insorgente è stato sottoposto alla visita medica
di chiusura a cura del dott. __________ Caranzano, spec. FMH in chirurgia
ortopedica.

                                         In quell’occasione, il
medico __________ appena citato ha diagnosticato - quali postumi infortunistici
- una sindrome algica con deficit funzionale dell’anca destra, nonché
un’anosmia e una disguesia.

                                         Egli ha quindi dichiarato RI
1 in grado di svolgere, sull’arco dell’intera giornata, un’attività lavorativa
leggera con corti spostamenti e la possibilità di potersi riposare da seduto
con regolarità (cfr. doc. 54, p. 4s./fasc. 1). 

 

                                         L'Istituto assicuratore ha
stabilito il grado d'invalidità in funzione del discapito salariale patito
dall’insorgente nell’esercizio della professione di magazziniere presso il
Garage __________ di __________ (cfr. doc. 74, p. 2 e doc. 67: “Negli atti si
parla di un salario di fr. 4000.--/mese x 13 per un operaio valido al 100%. Un
meccanico abile al 100% equiparabile a RI 1 potrebbe prendere nel 1995 fr.
4000.-- al mese x 13. E infatti c’é un meccanico giovane che prende fr.
4024.--/mese x 13. In base al rendimento attuale dell’assicurato - che può
essere considerato definitivo - il signor __________ si sente di versare un
salario mensile 1995 di fr. 3400/3500.-- x 13 mesi.”). 

 

                                         Con decisione formale del
22 febbraio 1996 - cresciuta incontestata in giudicato -, all’assicurato é
quindi stata riconosciuta una rendita d’invalidità del 15% (cfr. doc. 74/fasc.
1).

 

                                         Nel prosieguo, la rendita
d’invalidità in questione é stata più volte confermata in sede di revisione
(cfr. doc. 93 e doc. 110/fasc. 1). 

 

                            2.3.7.   Al precedente considerando
sono state esposte le circostanze che giustificarono, all'epoca, l'assegnazione
di una rendita di invalidità del 15%. 

                                         Si tratta ora di esaminare
la situazione esistente fino al mese di giugno 2013 (momento in cui è stata
emanata la decisione su opposizione impugnata).

 

                                         Il 25 luglio 2003, RI 1 é
stato investito da un’autovettura mentre stata viaggiando sul suo scooter,
riportando, secondo il rapporto d’uscita 13 agosto 2003 dell’Ospedale regionale
di __________, la frattura del femore destro a livello della diafisi,
pertrocanterica e sopracondilare (cfr. doc. 8). 

                                         Le fratture sono state
trattate mediante osteosintesi (doc. 7). 

                                         Successivamente, si sono
resi necessari degli ulteriori interventi chirurgici (asportazione DHS e placca
laterale con riosteosintesi con placca lunga e trapianto osseo della cresta
iliaca sinistra il 9 gennaio 2004, asportazione materiale di osteosintesi e
riosteosintesi con chiodo alesato e placca il 1° luglio 2004, nonché AMO e
protesi totale dell’anca destra il 10 ottobre 2008). 

 

                                         Il 16 agosto 2010
l’assicurato é stato periziato dal dott. __________, spec. FMH in psichiatria e
psicoterapia. 

                                         Secondo questo
specialista, l’insorgente presentava una sindrome ansiosa-depressiva ricorrente
di lieve-media entità (ICD10: F33.1), imputabile all’infortunio del 25 luglio
2003. 

                                         Sempre a suo avviso, la
problematica psichica giustificava “…, di per sé, una riduzione del rendimento
lavorativo (a causa della diminuita efficienza legata ai dolori, per i disturbi
di concentrazione e per la spinta vitale ridotta associato allo stato di
stanchezza) nella misura del 20%, ...” (doc. 432, p. 3). 

 

                                         Nel mese di dicembre 2010, ha avuto luogo la visita medica di chiusura a cura del dott. __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica. 

                                         Il medico __________
appena menzionato ha innanzitutto negato l’eziologia infortunistica ai disturbi
localizzati alla colonna cervicale, dorsale e lombare, come pure alla spalla
destra, considerata l’assenza di reperti oggettivabili (doc. 458, p. 6). 

                                         Quindi, tenuto conto dei
soli disturbi a livello dell’emibacino destro, dell’anca destra, della coscia e
del ginocchio destro, egli ha dichiarato esigibile in misura completa sull’arco
dell’intera giornata un’attività lavorativa confacente alla sintomatologia di
natura infortunistica. 

                                         Il dott. __________ ha
così descritto le limitazioni funzionali dipendenti dai postumi residuali dei due
sinistri assicurati:

 

" (…). 

L’assicurato può sollevare e portare fino all’altezza dei fianchi pesi
molto leggeri fino a 5 kg molto spesso, pesi leggeri da 5-10 kg spesso, pesi medi da 10 a 25 kg di rado e mai pesi oltre i 25 kg.

L’assicurato può sollevare oltre l’altezza del petto pesi fino a 5 kg e anche oltre i 5 kg spesso.

Il maneggio di attrezzi leggeri, risp. lavori di precisione
possibili senza limitazione, attrezzi medi possibile molto spesso, attrezzi
pesanti rispettivamente lavoro manuale rozzo possibili di rado e attrezzi molto
pesanti mai.

Rotazione della mano senza limitazione, lavori sopra la testa
senza limitazione.

Rotazione del tronco possibile senza limitazione.

L’assicurato può assumere la posizione seduta/inclinata in avanti
molto spesso, la posizione in piedi e inclinata in avanti talvolta.

L’assicurato può assumere la posizione inginocchiata di rado.

Flessione delle gambe senza limitazione. Posizione seduta di lunga
durata possibile spesso, posizione in piedi di lunga durata solo di rado.
Posizione a libera scelta possibile molto spesso.

L’assicurato può camminare fino a 50 metri spesso, camminare oltre i 50 metri di rado, camminare per lunghi tratti mai.

L’assicurato non può più camminare su terreno accidentato.

Salire le scale solo di rado, salire su scale a pioli mai.

Uso delle due mani possibile senza limitazione. Equilibrio/stare
in equilibrio possibile solo a condizione.”

                                         (doc. 458, p. 6)

 

                                         La definizione del grado
d’invalidità é stata posticipata nell’attesa di conoscere l’esito degli
accertamenti professionali disposti dall’AI (cfr. doc. 488: “A partire dal
momento della chiusura del caso (articolo 19 capoverso 1 LAINF) il signor RI 1
potrebbe ricevere una rendita d’invalidità per le conseguenze dell’infortunio.
Dovremo tuttavia attendere l’esito dell’accertamento dell’AI, nonché la
conclusione di eventuali ed ulteriori provvedimenti d’integrazione dell’AI
prima di poter valutare se una perdita di guadagno si verificherà
effettivamente considerato il mercato generale del lavoro.”), rispettivamente
l’ulteriore procedere terapeutico, alla luce del contenuto del referto 13
dicembre 2011 del dott. __________ della __________ di __________ (cfr. doc.
507). 

 

                                         Visto il lungo tempo
trascorso, in data 22 maggio 2012, il chirurgo ortopedico dott. __________ ha
proceduto a una seconda visita di chiusura.

                                         Dal relativo rapporto si
evince che il medico __________ ha ribadito l’assenza di un nesso di causalità
naturale tra, da una parte, i disturbi lombari, cervicali e alla spalla destra
e, dall’altra, gli infortuni assicurati (cfr. doc. 541, p. 11). 

                                         Egli ha quindi adattato
l’esigibilità lavorativa alle risultanze dei test funzionali compiuti durante
l’accertamento professionale eseguito presso il CAP di __________ (“In base ai
tests funzionali, durante la valutazione tramite l’assicurazione AI,
l’esigibilità del lavoro é da adattare, sia per i postumi infortunistici sia
per l’esigibilità del lavoro globale.”), formulando la seguente valutazione:

 

" (…). 

L’assicurato può sollevare e portare fino all’altezza dei fianchi
pesi molto leggeri fino a 5 kg molto spesso, pesi leggeri da 5-10 kg talvolta, pesi medi da 10 a 25 kg di rado e pesi oltre i 25 kg mai.

L’assicurato può sollevare oltre l’altezza del petto pesi fino a 5 kg e anche oltre i 5 kg spesso.

Il maneggio di attrezzi leggeri, rispettivamente lavori di precisione
sono possibili senza limitazioni, il maneggio di attrezzi medi possibile
spesso, il maneggio di attrezzi pesanti, rispettivamente lavoro manuale rozzo
possibile di rado e il maneggio di attrezzi molto pesanti non più possibile.

Nessuna limitazione per la rotazione della mano.

L’assicurato può eseguire lavori sopra la testa senza limitazione.

Nessuna limitazione per la rotazione del tronco.

L’assicurato può assumere la posizione seduta e inclinata in
avanti talvolta. 

L’assicurato può assumere la posizione in piedi e inclinata in
avanti talvolta.

L’assicurato può assumere la posizione inginocchiata solo di rado.
Flessione delle gambe possibile talvolta. L’assicurato può assumere la posizione
seduta di lunga durata talvolta. L’assicurato può assumere la posizione in
piedi di lunga durata solo di rado. 

Posizione a libera scelta possibile molto spesso.

L’assicurato può camminare fino a 50 metri spesso, camminare oltre i 50 metri di rado e non può più camminare per lunghi tratti.

L’assicurato non può più camminare su terreno accidentato. Salire
le scale possibile solo di rado.

Salire su scale a pioli non più possibile.

Uso delle due mani é possibile senza limitazione.”

                                         (doc. 541, p. 11s.)

 

                                         Il 23 maggio 2012, RI 1 é
stato sottoposto a un’artro-RMN della spalla destra, la quale ha evidenziato
una focale interruzione delle fibre del tendine del sovraspinato, in sede
inserzionale, del solo contingente superficiale senza coinvolgimento della
porzione intra-articolare (doc. 543).

 

                                         Con apprezzamento del 21 giugno
2013, il dott. __________ ha definito semplicemente possibile
l’esistenza di un nesso di causalità naturale, diretto o indiretto, tra la
patologia interessante la spalla destra e il sinistro del mese di luglio 2003
(doc. 545, p. 8: “Invece assenza dei segni tipici di una lesione traumatica
della cuffia rotatoria con lesione transmurale o lesione parziale articolare
che ci si aspetta in un quadro traumatico sul lato opposto intrarticolare del
tendine sovraspinato. Considerando inoltre il decorso clinico con insorgenza di
disturbi algici e funzionali alla spalla dominante destra progressivamente solo
durante gli ultimi mesi e anni, la dinamica del trauma, il fatto che
l’assicurato camminava per diverso tempo con stampelle scaricando l’arto
inferiore senza rilevanti disturbi alle spalle in passato, l’età
dell’assicurato, un’origine traumatica della lesione a livello della cuffia
rotatoria alla spalla destra é piuttosto improbabile e non si può ammettere un
nesso causale almeno probabile con l’infortunio del 25.07.2003. Si tratta molto
probabilmente di una lesione degenerativa lentamente progrediente della cuffia
rotatoria in associazione ad un impingement sottoacromiale provocato
dall’artrosi ipertrofica della acromioclavicolare, ben compatibile con il referto
dell’artro RM, il decorso clinico, l’età dell’assicurato. In base ai dati
anamnestici e medici-oggettivabili non abbiamo elementi che parlano per uno
sviluppo di una tendinopatia della cuffia rotatoria alla spalla destra dovuta
alla deambulazione prolungata con stampelle per scaricare l’arto inferiore.”). 

 

                                         Prima di procedere
all’emissione della decisione di rendita, l’assicuratore resistente ha disposto
una nuova valutazione psichiatrica a cura del dott. __________. 

                                         Per quanto qui
d’interesse, lo psichiatra di fiducia dell’CO 1 ha sostenuto che, dal suo punto
di vista, l’insorgente sarebbe in grado di esercitare un’attività esigibile dal
profilo ortopedico con tutt’al più una riduzione di rendimento del 20% a causa
della sintomatologia algica, del soggettivo senso di stanchezza e della
riduzione dello slancio vitale. Egli ha pure sottolineato che “… la ripresa di
un’attività lavorativa confacente potrebbe ripercuotersi positivamente sulle
sue condizioni psichiche e sulla sua qualità di vita (e potrebbe quindi avere
anche una valenza terapeutica), senza rischi aggiuntivi per le condizioni di
salute dell’interessato.” (doc. 581, p. 6). 

 

                            2.3.8.   Chiamato a pronunciarsi nella
concreta evenienza, questo Tribunale constata che, secondo il parere del chirurgo
ortopedico dott. __________, RI 1 soffre di patologie extra-infortunistiche,
interessanti il rachide e la spalla destra (cfr. doc. doc. 458, doc. 541 e doc.
545). 

 

                                         Tutto ben considerato -
vista anche l’assenza di valutazioni specialistiche divergenti agli atti -, il
TCA non vede alcuna valida ragione per discostarsi dalla valutazione del medico
__________. 

 

                                         Fatta questa premessa,
attentamente vagliata la documentazione medica riassunta al precedente
considerando, prendendo in considerazione unicamente le sequele infortunistiche
interessanti l’arto inferiore destro (emibacino, anca, coscia e ginocchio
destro), occorre ritenere accertato, con un sufficiente grado di
verosimiglianza, che__________ il ricorrente sarebbe in grado di svolgere
un’attività lavorativa adeguata sull’arco dell’intera giornata, con un
rendimento ridotto (del 20%) a causa della patologia psichiatrica diagnosticata
dal dott. __________. 

 

                                         Questa Corte non ignora
che, a margine dell’accertamento professionale svoltosi dal 29 agosto al 23
settembre 2011 presso il CAP di __________, é stata ammessa una capacità lavorativa
limitata (del 50% al massimo) anche in attività professionali adeguate (cfr.
rapporto del 7 ottobre 2011 presente nell’incarto AI, p. 6: “Egli riferisce
l’accentuazione di dolori sia a livello del bacino e della colonna lombare come
pure l’apparizione di dolori a livello delle spalle e a livello del collo,
irradianti alla nuca (apparsi in seguito ad attività svolte con le braccia al
di sopra dell’orizzontale). Si ritiene che la natura di tali sintomi sia da
attribuire da una parte alla postura assunta durante queste attività e d’altra
parte all’impossibilità di mantenere in modo prolungato una postura statica,
soprattutto in posizione seduta con conseguente necessità di frequentemente
cambiare posizione. In base a quanto osservato si ritiene quindi che anche
in un’attività lavorativa adeguata e dopo un necessario riallenamento al
lavoro, l’assicurato difficilmente potrà raggiungere una capacità lavorativa
superiore al 50%.” - il corsivo é del redattore).

 

                                         Tale circostanza non
appare tuttavia suscettibile di scalfire il valore probatorio attribuito ai
rapporti del dott. __________. 

                                         In primo luogo, nella
valutazione del CAP sono stati presi in considerazione anche disturbi non di
competenza dell’Istituto assicuratore convenuto (così come si evince dallo
stralcio appena riportato del rapporto 7 ottobre 2011). 

                                         D’altro canto, e con
riferimento all’affermazione ricorsuale secondo la quale l’ICO 1 avrebbe omesso
di tener conto degli esiti del periodo d’osservazione professionale disposto
dall’AI (cfr. doc. III, p. 3), il TCA osserva che il documento in questione é in
realtà stato richiamato dall’assicuratore infortuni (cfr. doc. 504, 510 e 515),
prova ne sia il fatto che il medico __________ ha modificato l’esigibilità
lavorativa proprio in funzione di quanto scaturito dal succitato accertamento
(cfr. doc. 541, p. 11: “In base ai tests funzionali durante la valutazione
tramite l’assicurazione AI, l’esigibilità é da adattare, …” - il corsivo é
del redattore). 

                                         Infine, secondo
un’affermata giurisprudenza federale, i dati medici permettono generalmente un
apprezzamento oggettivo del caso, di modo che essi prevalgono sulle
constatazioni compiute in occasione di uno stage d’osservazione professionale,
le quali sono suscettibili di essere state influenzate da fattori soggettivi
legati al comportamento della persona assicurata nel corso dello stage (cfr.
STF 9C_891/2012 del 5 aprile 2013 consid. 3, 9C_426/2011 del 14 dicembre 2011
consid. 4.3 e 8C_776/2009 del 19 luglio 2010 consid. 52 e riferimenti ivi
menzionati). 

 

                                         L’insorgente sostiene che
“… ritenere una persona che deambula con una stampella capace al lavoro in
misura completa in un’attività semplice e ripetitiva, significa voler
risuscitare i morti.” (cfr. doc. III, p. 5).

                                         Al riguardo, questa Corte
si limita a rilevare che, ad esempio nelle sentenze 8C_33/2010 del 17 dicembre
2010 consid. 5.2 e 8C_510/2008 del 24 aprile 2009 consid. 4.3, il Tribunale
federale ha riconosciuto l’esistenza di una completa capacità lavorativa in
attività adeguate, trattandosi di assicurati costretti a camminare con
l’ausilio di una stampella a causa di un danno agli arti inferiori. 

 

                                         In esito a tutto quanto
precede, RI 1 deve dunque essere ritenuto in grado di svolgere, sull’arco
dell’intera giornata ma con un rendimento ridotto del 20% (in ragione della
problematica psichica), un’attività lavorativa leggera dal profilo del
sollevamento/trasporto di pesi e del maneggio di attrezzi, nel cui esercizio
sia possibile alternare a piacimento la posizione seduta a quella eretta,
evitando spostamenti su distanze superiori ai 50 metri e su terreno accidentato. 

 

                                         Ora, posto che la rendita
d’invalidità dipendente dal primo infortunio era stata stabilita in funzione
della perdita di guadagno effettivamente patita dall’insorgente nell’esercizio
della professione di magazziniere presso un garage, divenuta inesigibile dopo
il secondo evento traumatico, nel quadro della revisione della rendita ex art.
17 LPGA, occorre far capo al mercato generale del lavoro e procedere ad un
raffronto dei redditi.

 

                            2.3.9.   Dalle carte processuali
risulta che, a titolo di reddito da valido, l’CO 1 ha ritenuto
l’importo di fr. 72'970, scegliendo la variante più favorevole all’assicurato
(cfr. doc. 592, p. 2)

 

                                         L’insorgente non solleva
alcuna specifica obiezione al proposito ma afferma, verosimilmente per un malinteso,
che il reddito da valido ammonterebbe a fr. 74'648, importo corrispondente in
realtà al guadagno assicurato su cui é stata calcolata la rendita d’invalidità (cfr.
doc. III, p. 5: “Da cui un’invalidità ritenuto un salario da valido di fr.
74'648.- …” e doc. 592, p. 2).

 

                                         Visto quanto precede, il
TCA ritiene di poter fare proprio il dato considerato dall’amministrazione (fr.
72'970).

 

                          2.3.10.   Per quanto riguarda il reddito
da invalido, la giurisprudenza federale si fonda sui criteri fissati
nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima
sentenza di principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione
del reddito da invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e
salariale concreta dell'interessato, a
condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la
capacità lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività
effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

 

                                         Nella seconda sentenza di
principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché il reddito da
invalido possa essere validamente determinato sulla base dei salari DPL. 

                                         In quella sede, la nostra
Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque DPL,
l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale dei
posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

                                         L’Alta Corte,
relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04).

 

                                         In una sentenza del 7 aprile
2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla sentenza U 8/7 del 20
febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario da valido conseguito
in Ticino in una determinata professione è inferiore al salario medio nazionale
in quella stessa professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella
medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in RtiD II-2006
pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

                                         Con sentenza 8C_399/2007
del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta la questione di
sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il valore fosse
chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è di regola
stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45 consid. 6.2;
dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella sentenza pubblicata
in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha ritenuto rilevante un
gap salariale del 4%).

 

                                         La questione è stata
definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui la nostra Massima
Istanza ha stabilito che se il guadagno effettivamente conseguito
diverge di almeno il 5% dal salario statistico usuale nel settore, esso
è considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid. 4
p. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni -, un parallelismo
dei redditi da raffrontare. Questo parallelismo si effettua però soltanto per
la parte percentuale eccedente la soglia del 5%. Inoltre, le condizioni per una
deduzione a titolo di parallelismo e per circostanze personali e professionali
sono interdipendenti, nel senso che i medesimi fattori che incidono sul reddito
non possono giustificare contemporaneamente una deduzione a titolo di
parallelismo e una deduzione per circostanze personali e professionali.

 

                          2.3.11.   Dalle decisione
su opposizione impugnata risulta che l’amministrazione ha quantificato in fr.
40'028 il reddito da invalido, applicando la tabella TA 1, livello di qualifica
4 (fr. 62'543.87), e operando successivamente una decurtazione del 20% per
tenere conto della riduzione della capacità lavorativa e del 20%
a titolo di deduzione sociale (doc. 615, p. 5). 

 

                                         Conformemente
alla giurisprudenza federale di cui si è detto al precedente considerando, per
la determinazione del reddito ipotetico da invalido tornano applicabili i dati
statistici nazionali contenuti nella tabella TA 1.

 

                                         Utilizzando i dati forniti
da questa tabella, l’assicurato, svolgendo nel 2010 una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un
salario mensile lordo pari a fr. 4’901.

                                         Riportando questo dato su
41.6 ore (cfr. tabella pubblicata sul sito web dell’Ufficio
federale di statistica), esso ammonta a fr. 5'097.04 mensili oppure a fr.
61'164.48 per l'intero anno (fr. 5'097.04 x 12).

                                         Dopo
adeguamento all'indice dei salari nominali, si ottiene, per il 2012 (cfr. la
relativa tabella pubblicata sul sito web dell’UFS), un reddito annuo di fr. 62'265.44.

 

                                         L’assicurato, avesse
continuato a lavorare nel ramo dell’automobile, avrebbe guadagnato, nel 2012, fr.
72'970/anno per un’occupazione a tempo pieno. 

                                         Tale reddito si situa sopra
la media dei salari per un'attività equivalente (tabella TA 1 2010, p.to 45
“Commercio e riparazioni di autoveicoli”, livello di qualifica 3: fr. 5’210
riportato su 42.3 ore/settimana = fr. 5’509.57 x 12 mesi = fr. 66'114.84 + adeguamento
all'indice dei salari nominali = fr. 67’304.90), motivo per cui non
entra in linea di conto una decurtazione del reddito statistico da invalido a
titolo di gap salariale. 

 

                                         Posto che la capacità
lavorativa in attività alternative adeguate é limitata all’80% (cfr. consid.
2.3.8.), il reddito statistico deve essere ridotto del 20% ed é quindi pari a
fr. 49'812.35 (risultato intermedio). 

 

                          2.3.12.   In ossequio alla giurisprudenza
federale, occorre, in seguito, esaminare le circostanze specifiche del caso
concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. DTF 126 V
80 consid. 5b/bb) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del
salario statistico medio. La riduzione massima consentita ammonta al 25%,
percentuale che consente "… di tener conto delle varie particolarità che
possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. DTF 126 V 80 consid.
5b/cc).

 

                                         Nella concreta evenienza,
l’assicuratore resistente ha operato una decurtazione del 20% sul reddito
statistico da invalido, per tenere conto del danno alla salute (doc. 615, p.
5).

 

                                         Tenuto conto del riserbo
di cui deve dare prova il giudice delle assicurazioni sociali nel sostituire il
proprio apprezzamento a quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V
393 consid. 3.3), questo Tribunale ritiene che, operando una decurtazione del 20%,
l’CO 1 non abbia abusato del proprio potere di apprezzamento. Del resto,
l’entità della riduzione percentuale non é stata nemmeno censurata dal
ricorrente (cfr. doc. III, p. 5). 

 

                                         Il reddito da invalido,
tenuto conto di una decurtazione del 20%, ammonta quindi a fr. 39'849.88
(80% di fr. 49'812.35).

 

                          2.3.13.   In conclusione, il (nuovo) grado
di invalidità dell'insorgente - determinato confrontando i fr. 39'849.88 al
reddito che egli avrebbe potuto conseguire senza il danno alla salute, e cioè
fr. 72'970 -, risulta essere del 45.38%, arrotondato al 45% secondo la
giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid. 3.2. (= SVR 2004 UV Nr. 11 p.
41).

 

                                         Visto che con la decisione
su opposizione impugnata all’assicurato é stata accordata proprio una rendita
d’invalidità del 45%, il suo ricorso, almeno su questo punto, non può essere
accolto. 

 

                               2.4.   Entità della menomazione
all’integrità derivante dall’infortunio del 25 luglio 2003.

 

                            2.4.1.   Secondo l'art. 24 cpv. 1
LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in seguito
all'infortunio, accusa una menomazione importante e durevole all'integrità
fisica o mentale.

                                         Tale indennità è assegnata
in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non deve superare
l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca dell'infortunio ed
è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il Consiglio federale
emana disposizioni particolareggiate sul calcolo dell'indennità (art. 25 cpv. 1
e 2 LAINF).

 

                            2.4.2.   L'art. 36 cpv. 1 OAINF
definisce i presupposti per la concessione dell'indennità giusta l'art. 24
LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se verosimilmente
sussisterà tutta la vita almeno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa valutazione
dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche dalle
circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti, la
gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti medici
senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il diritto
privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (cfr. RAMI 2000 U 362, p.
42-43; DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 U 31, p. 438).

                                         La parte della riparazione
del torto morale contemplata dagli

artt. 24ss. LAINF è, dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del
danno (segnatamente il pretium doloris e il pregiudizio estetico) ne
sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 121).

 

                            2.4.3.   Giusta l'art. 36 cpv. 2 OAINF,
l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nell'Allegato 3
dell'OAINF. 

                                         Una tabella elenca una
serie di lesioni indicando per ciascuna il tasso normale di indennizzo,
corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo del guadagno assicurato.

 

                                         Questa tabella -
riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco esaustivo (cfr.
RAMI 2000 U 362, p. 43; DTF 124 V 32; DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U 48

p. 235 consid. 2a e sentenze ivi citate). Deve essere intesa come una norma
valida "nel caso normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

 

                                         Le menomazioni
extra-tabellari sono indennizzate secondo i tassi previsti tabellarmente per
menomazioni di analoga gravità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).

                                         La perdita totale dell'uso
di un organo è equiparata alla perdita dell'organo stesso. In caso di perdita
parziale l'indennità sarà corrispondentemente ridotta; tuttavia nessuna
indennità verrà versata se la menomazione dell'integrità risulta inferiore al
5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più menomazioni
all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si prende in
considerazione in modo adeguato un peggioramento prevedibile della menomazione
dell'integrità. E' possibile effettuare revisioni solo in casi eccezionali,
ovvero se il peggioramento è importante e non era prevedibile (art. 36 cpv. 4
OAINF).

                                         Peggioramenti non
prevedibili non possono, naturalmente, essere anticipatamente considerati.

                                         Nel caso in cui un
pregiudizio alla salute si sviluppi nel quadro della prognosi originaria, la
revisione dell'indennità per 

                                         menomazione è, di
principio, esclusa. Per contro, l'indennità dev'essere di nuovo valutata,
quando il danno è peggiorato in una misura maggiore rispetto a quanto pronosticato
(cfr. RAMI 1991 U 132, p. 308ss. consid. 4b e dottrina ivi menzionata).

 

                            2.4.4.   L’INSAI ha allestito una serie
di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano quella
dell'ordinanza.

                                         Semplici direttive di
natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non vincolano il
giudice (cfr. STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377 consid. 1c; STFA
del 7 dicembre 1988 nella causa P.; RAMI 1989 U 71, p. 221ss.).

                                         Tuttavia, nella misura in
cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire la parità di
trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con l'annesso 3
all'OAINF (RAMI 1987 U 21, p. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF 116 V 157,
consid. 3a).

 

                            2.4.5.   Dalla documentazione agli atti
si evince che, per i postumi dell’infortunio dell’8 settembre 1993,
all’assicurato era stata assegnata un’indennità per menomazione all’integrità
del 35%, per tener conto dell’anosmia (15%) e della coxartrosi (20%) (cfr. doc.
55/fasc. 1). 

 

                                         La relativa decisione
formale, datata 21 agosto 1995 (doc. 56/fasc. 1), era cresciuta incontestata in
giudicato.

 

                                         A seguito del secondo evento
traumatico, la menomazione all’integrità é stata valutata dal dott. __________,
per quanto riguarda l’aspetto psichiatrico, rispettivamente dal dott. __________,
per quanto concerne quello ortopedico.

 

                                         Con rapporto del 26
ottobre 2012, il dott. __________ ha dichiarato che, in applicazione della
tabella n. 19 edita dalla Divisione di medicina assicurativa dell’CO 1,
l’assicurato ha diritto a un’IMI del 20% “… considerato che si tratta di
sintomi che superano i tratti preesistenti (evitanti-dipendenti) di personalità
e considerato il disturbo algico e le sue ripercussioni sulla psiche. L’entità
del disturbo va tuttavia collocato al limite inferiore in base all’esame
clinico-oggettivo, al decorso e allo studio degli atti.” (doc. 581, p. 6). 

 

                                         Con la decisione formale
del 22 gennaio 2013, l’Istituto assicuratore ha concesso un’indennità per la
menomazione psichica del 20% (cfr. doc. 600, p. 3). 

                                         In sede di opposizione,
l’assicurato ha contestato la decisione formale appena citata limitatamente
all’entità del grado dell’invalidità (cfr. doc. 602, 605 e 611), ragione per la
quale la stessa é da ritenere cresciuta in giudicato per quanto riguarda l’IMI
accordata per la menomazione psichica. 

 

                                         La menomazione
all’integrità fisica é stata valutata, come detto, dal chirurgo ortopedico
dott. __________, a margine della visita medica di chiusura del 9 dicembre
2010. Questo il suo apprezzamento:

 

" (…).

REFERTO

 

Persistente sintomatologia algica all’emibacino destro con dolori
in zona gluteale e inguinale in seguito a posa di una protesi totale dell’anca
destra per coxartrosi post-traumatica.

Bacino stabile con consolidazione ossea. Mobilità dell’anca destra
limitata fino ad una flessione di 90° e rotazione interna di 10°. Insufficienza
muscolare degli abduttori dell’anca destra. Sintomatologia algica solo
parzialmente oggettivabile. Una componente spondilogena é probabile.

 

VALUTAZIONE

 

LORDO: 30%

NETTO: 10%

(20% già concesso)

 

GIUSTIFICAZIONE

 

Sintomatologia compatibile con coxartrosi da moderata a grave
entità che corrisponde, secondo la tabella 5.2, ad un valore del 30%.

Malgrado la persistente insufficienza muscolare degli abduttori e
considerando la funzionalità dell’impianto protesico, siamo confrontati con una
situazione ancora migliore rispetto ad una artrodesi o ad una resezione della
testa femorale, che secondo la tabella 5.2, corrisponde ad un valore da 20 a 40%. Visto che nel passato per la problematica dell’anca destra é già stata concessa una IMI del
20%, rimane un valore netto di 10% per i postumi oggettivabili.”

                                         (doc. 457)

 

                                         In occasione della visita
del 22 maggio 2012, il medico __________ ha precisato che “… la valutazione del
danno dell’integrità per le conseguenze infortunistiche rimane sempre valida
come stabilito in occasione della visita di chiusura.” (doc. 541, p. 11). 

 

                                         Chiamato a pronunciarsi su
una questione squisitamente medica - ricordato che l’amministrazione ha
correttamente negato l’eziologia infortunistica ai disturbi localizzati al
rachide e alla spalla destra (cfr. consid. 2.3.8.) e posto che, secondo la
giurisprudenza federale, l'indennità per menomazione dell'integrità si valuta
sulla base di constatazioni mediche, ciò che significa che l'ammontare dell'IMI
non dipende dalle circostanze particolari del caso concreto, ma bensì da un
apprezzamento medico-teorico della menomazione fisica o psichica, a
prescindere da fattori soggettivi (DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121 consid.
4b e riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure, STCA
35.2001.71 del 12 dicembre 2001, confermata dal TFA con pronunzia U 14/02 del
28 giugno 2002; cfr., altresì, Th. Frei, Die
Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die
Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.) -, questo Tribunale
ritiene di poter validamente fondare il proprio giudizio sulla valutazione
enunciata dal dott. __________, specialista proprio nella materia che qui
interessa. 

                                         D’altro canto,
l’insorgente non ha saputo sollevare alcun argomento suscettibile di creare dei
dubbi circa la fondatezza dell’apprezzamento del medico __________ (cfr. doc.
III, p. 5). 

 

                                         Sulla
scorta di quanto precede, questa Corte deve confermare la decisione su
opposizione impugnata, anche nella misura in cui l’assicuratore ha posto
l’insorgente al beneficio di un’IMI del 10%. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti