# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ac09a166-dad7-5ac8-8926-9826e54403ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-01-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 08.01.1997 15.1996.129
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1996-129_1997-01-08.html

## Full Text

Incarto n.

  15.96.00129

  15.96.00130

  	
  Lugano

  8 gennaio 1997/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sui reclami 25 giugno 1996 di

 

	
   

  	
  __________ (inc. n. 15.96.129)

  patr.
  dall'avv. __________ 

   

  e

  __________ (inc. n. 15.96.130)

  patr.
  dall'avv. __________

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’UEF di Bellinzona nelle esecuzioni n. __________ e __________ promosse
contro i reclamanti da

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

in materia di
emissione di precetto esecutivo;

 

viste le
osservazioni 25 maggio (recte: luglio) 1996 e 7 agosto 1996 dell'UEF di
Bellinzona;

 

richiamati
i decreti presidenziali 30 luglio 1996 di non concessione dell'effetto
sospensivo;

 

 

 

RITENUTO IN
FATTO E CONSIDERANDO IN DIRITTO

 

                                         che
__________ procede in via solidale contro __________ (PE n. __________) e
__________ (PE n. __________) per l'incasso di Fr. 130'000.-- per "Faktura
Nr. __________ vom 30.11.1995, Reklamation wegen 12'400 Jacken Zivilschutz, gemäss
unserem Schreiben vom 30.11.1995";

 

                                         che
__________ e __________ hanno interposto tempestive opposizioni;

 

                                         che
con reclami 25 giugno 1996, sostanzialmente identici, __________ e __________
hanno chiesto la declaratoria di nullità dei due precetti esecutivi n.
__________ e __________, con protesta di spese e ripetibili, ritenuto -
limitatamente a quanto è di rilievo in sede di reclamo - che:

                                         -     l'asserito
credito non riguarda gli escussi a titolo personale poiché "qualsivoglia
contatto risp. contratto ha avuto luogo risp. fu stipulato fra la __________
" con sede in __________, di cui gli escussi sono (stati) dipendenti, e la
creditrice procedente";

                                         -     non
è invece mai stato stipulato alcun contratto fra __________ e/o __________ e la
ditta __________ ";

                                         -     dai
doc. 3-9 si evince che la corrispondenza intercorsa si riferisce alla ditta
"__________", che "esiste evidentemente non quale ditta
individuale né della signora __________, né del di lei marito, bensì quale
società anonima costituita a __________ ";

                                         -     "l'esecuzione
non è proponibile, poiché il vero debitore è persona diversa dai reclamanti";

 

                                         che
i due reclami hanno per oggetto due precetti esecutivi riferiti allo stesso
credito fatto valere contro i coniugi __________ quali condebitori solidali e
sono fondati in sostanza su argomentazioni del medesimo tenore;

 

                                         che
le vertenze inc. 15.96.129 e 15.96.130 possono quindi essere congiunte per
ragioni di economia processuale ed evase con una sola sentenza, pur mantenendo
la loro autonomia nel senso che i dispositivi restano separati e possono essere
impugnati anche singolarmente;

 

                                         che,
secondo la giurisprudenza e la dottrina, la legittimazione a presentare reclamo
è un presupposto processuale che deve essere riconosciuto ad ogni parte lesa
nei suoi interessi giuridicamente protetti da una misura dell'organo
d’esecuzione, costitutiva almeno di pregiudizio di fatto attuale [cfr. Flavio Cometta,
Brevi cenni sulla Legge sulla procedura di reclamo in materia di esecuzione e
fallimento, in: RDAT I-1996, p.285-286, n. 3.1.6.a) e rif. ivi];

 

                                         che
il reclamante deve spiegare, a meno che già risulti evidente, in che misura la
decisione impugnata violi i suoi interessi meritevoli di tutela giuridica;

 

                                         che
vi è carenza di legittimazione processuale, ad esempio, quando il reclamante è
persona completamente estranea all'esecuzione, quando non pretende di
rappresentare l'escusso e nemmeno vanta diritto alcuno sui beni oggetto della
realizzazione in corso (DTF 112 III 3 cons.1b), come pure quando non è toccato
nei suoi interessi specifici (DTF 112 III 6 cons.4).

 

                                         che,
a differenza di come argomentano i reclamanti, vanno tenute distinte le nozioni
di legitimatio ad processum e legitimatio ad causam;

 

                                         che
la legittimazione processuale coincide con la capacità esecutiva di escutere e
di essere escusso, la quale presuppone la capacità di essere parte;

 

                                         che
è principio fondamentale del diritto esecutivo che la legittimazione materiale,
fondata sulla titolarità del diritto materiale dedotto in giudizio, è sottratta
al potere di cognizione dell'organo d’esecuzione e fallimento, come pure
dell’Autorità cantonale di vigilanza, rientrando nella giurisdizione esclusiva
del giudice del rigetto dell’opposizione o del merito [cfr. Cometta, op. cit.,
p.286, n. 3.1.6. b) e rif. ivi];

 

                                         che
__________ e __________ sono legittimati al reclamo in quanto parte escussa;

 

                                         che
sulla titolarità del contestato diritto dedotto in giudizio sarà chiamato a
determinarsi il giudice del rigetto, rispettivamente quello del merito;

 

                                         che
in procedura di reclamo ex art. 17 LEF è in linea di principio esclusa la
possibilità di ottenere l'annullamento dell'esecuzione fondato sulla violazione
dell'art. 2 CC, atteso che la decisione sull'abuso di diritto è riservata al
giudice ordinario, benchè il principio della buona fede trovi applicazione
anche nel diritto esecutivo (DTF 113 III 3 cons.2a e rif. ivi);

                                         che
la pretesa di diritto materiale sottesa all'esecuzione non può essere in linea
di principio oggetto d'esame davanti alle autorità di esecuzione e di
vigilanza, avuto riguardo al loro limitato potere di cognizione;

 

                                         che
è una peculiarità del diritto esecutivo svizzero permettere a chi reputa di
essere creditore di iniziare un'esecuzione senza dover previamente provare il
fondamento materiale della sua pretesa (DTF 113 III 3 cons.2b);

 

                                         che
nell'esecuzione ex art. 38 cpv.1 LEF volta ad ottenere il pagamento di denaro
costituisce titolo esecutivo unicamente il precetto esecutivo cresciuto in
giudicato e non la pretesa creditoria fatta valere e nemmeno l'eventuale titolo
che ne costituisce il fondamento;

 

                                         che
per il fatto che il precetto esecutivo viene emesso senza esame della pretesa
dedotta in esecuzione, l'abuso di diritto è praticamente escluso (DTF 113 III 4
e 102 III 5) a meno che il creditore persegua altri fini che non l'incasso di
un credito, ad esempio quando porti offesa al credito dell'escusso per mezzo di
ripetute esecuzioni vessatorie;

 

                                         che
nel caso in esame i due precetti esecutivi si riferiscono a pretesa creditoria
dedotta in esecuzione per la prima volta contro i due escussi indicati quali
condebitori solidali;

 

                                         che,
nella misura in cui le due esecuzioni fossero di pregiudizio agli escussi, il
nuovo art. 85a LEF, in vigore dal 1° gennaio 1997, consentirà a __________ e
__________ di domandare in ogni tempo al tribunale del luogo dell'esecuzione
l'accertamento dell'inesistenza del debito e di conseguenza la declaratoria di
annullamento dell'esecuzione;

 

                                         che
i due reclami vanno quindi respinti;

 

                                         che
non si prelevano spese (art. 67 cpv.2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art.
68 cpv.2 OTLEF);

 

 

 

 

 

 

 

richiamati gli art. 17, 67 cpv.1 n.2 e
69 cpv.2 n.1 LEF; 2 CC

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                   1.   Le
procedure inc. 15.96.129 e 15.96.130 sono dichiarate congiunte.

 

                                   2.   Il
reclamo 25 giugno 1996 di __________, inc. n. 15.96.129, è respinto.

                               2.1.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

                               2.2.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle
esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna 14, in conformità dell'art.
19 LEF.

 

                                   3.   Il
reclamo 25 giugno 1996 di __________, inc. n. 15.96.130, è respinto.

                               3.1.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

                               3.2.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle
esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna 14, in conformità dell'art.
19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione:    -    __________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                           La
segretaria