# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71446c99-8c1c-5f56-b2b4-fe2de5e0bba3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 08.11.2004 16.2004.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2004-95_2004-11-08.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2004.95

  	
  Lugano

  8 novembre
  2004/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 15
ottobre 2004 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 6 ottobre 2004 del Giudice di pace
supplente del circolo di Vezia, nella causa civile inappellabile (inc. n.
506-71/2004) promossa con istanza 27 luglio 2004 da

 

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  

 

 

 

con la
quale l'istante ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di 

fr.
2'000.-, domanda accolta dal giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

 

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                                 che
con istanza 27 luglio 2004 ha convenuto in giudizio RI 1 postulandone la
condanna alla restituzione di fr. 2'000.- da lei versati sulla base del
contratto concluso l'8 gennaio 2004 in virtù del quale la convenuta si sarebbe
impegnata a trovare un subentrante per il negozio di artigianato di cui
l'istante è titolare, impegno al quale la convenuta non avrebbe però fatto
fronte; 

 

 

                                                 che
dal verbale di udienza 30 agosto 2004, alla quale solo l'istante ha partecipato,
si evince che quello stesso giorno il Giudice di pace supplente avrebbe ricevuto
la richiesta di rinvio dell'udienza formulata dalla convenuta il 21 agosto 2004
e spedita per posta A il successivo 23 agosto;

 

                                                 che
con sentenza 6 ottobre 2004 il Giudice di pace supplente del circolo di Vezia,
preso atto dell'assenza della convenuta all'udienza e della produzione tardiva
dei documenti a sostegno della sua opposizione alla richiesta di pagamento
avversaria, ha accolto integralmente le pretese dell’istante;

 

                                                 che
con il presente tempestivo gravame RI 1 è insorta contro il predetto giudizio
postulandone l'annullamento; essa si duole della lesione del suo diritto di essere
sentita per la mancata presa in considerazione da parte del primo giudice del
suo scritto 30 agosto 2004, nonostante le assicurazioni ricevute in tal senso
da quest'ultimo;

 

                                                 che
a prescindere dalle censure ricorsuali e dalla tempestività della richiesta di
rinvio dell'udienza, che imponeva al giudice la sua evasione prima del 30 agosto
2004, la sentenza dedotta in cassazione, che sembra accogliere l’istanza solo a
dipendenza della contumacia della convenuta, risulta priva di motivazione;

 

                                                 che
l'art. 285 cpv. 2 lett. e CPC (applicabile in base al rinvio dell'art. 299 CPC)
prevede infatti la nullità delle sentenze che non contengono i motivi di fatto
e di diritto che hanno indotto il giudice a determinarsi nel senso che risulta
dal dispositivo della decisione;

 

                                                 che
per non incorrere in questa sanzione, il giudice deve spiegare, ancorché
succintamente, perché si risolve a dar torto, totalmente o parzialmente, a una
parte piuttosto che all'altra, essendo sufficiente ma necessario, per quanto riguarda
i motivi di diritto, che il giudice indichi sommariamente le ragioni della sua
decisione, riferendosi a disposizioni legali, regole professionali o usi commerciali
(Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 285, m. 2); 

 

                                                 che
quest'obbligo di motivazione sussiste anche di fronte a un convenuto assente
dalla causa, trattandosi del solo mezzo atto a  permettere a quest'ultimo di eventualmente
impugnare la sentenza con riferimento al merito della causa (Cocchi/Trezzini,
op. cit., ad art. 285, m. 14; ad art. 169, m. 7), rispettivamente a fornire
all'autorità di ricorso gli elementi per un'eventuale censura dell'operato del
primo giudice circa l'applicazione del diritto e/o la valutazione delle prove
(Frank/Sträuli/Messmer, Kommentar zur zürcherischen Zivilprozessordung, 3. ed.,
§ 281 n. 40b);

 

                                                 che
alla luce di quanto sopra esposto la sentenza impugnata deve quindi essere
dichiarata nulla e gli atti ritornati al giudice di pace supplente affinché
proceda a un nuovo giudizio previa riconvocazione delle parti (ciò che permette
di sanare la mancata tempestiva evasione della richiesta di rinvio dell'udienza
presentata dalla convenuta);

 

                                                 che
in virtù dell'art. 142 CPC, la nullità della sentenza (in concreto espressamente
comminata dalla legge) dev'essere rilevata d'ufficio;

 

                                                 che
alla luce di quanto sopra esposto, la notifica del ricorso alla controparte per
eventuali osservazioni perde significato e il ricorso può essere accolto senz'altro
ai sensi dell'art. 313bis CPC (Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 313bis, m.
1); 

 

                                                 che
visto l'esito del gravame e le particolarità della fattispecie, non si
prelevano spese né tassa di giustizia e non si assegnano ripetibili.

 

 

 

 

Per
questi motivi,

richiamati
gli art. 327 segg. CPC

 

 

pronuncia:              1.
  La sentenza 6 ottobre 2004 del Giudice di pace supplente del circolo di Vezia
è nulla.

                                         

                                   2.   Non
si prelevano spese, né tassa di giustizia. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -.

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Vezia.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                        La
segretaria