# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf62f924-ccd4-5ec8-b29b-24f3cb32d22c
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-11-11
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 11.11.2024 BB.2024.122
**Docket/Reference:** BB.2024.122
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2024-122_2024-11-11

## Full Text

Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP);;Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP);;Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP);;Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP)

Decisione dell’11 novembre 2024 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Patrick Robert-Nicoud e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

BANCA A., rappresentata dall'avv. Lorenz Erni,  

Reclamante 

 

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

  Autorità requirente 

   

  contro 

   

   

1. B. LTD,  

2. C. LTD,  

quest’ultime due società rappresentate dagli avv. 

Guillaume Tattevin e Lezgin Polater,  

Controparti 

 

TRIBUNALE PENALE FEDERALE, Corte penale,  

Istanza precedente 

 

  

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2024.122 
 

 

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Oggetto  Atti procedurali della Corte penale (art. 20 cpv. 1 lett. a in 

relazione con l'art. 393 cpv. 1 lett. b CPP) 

 
  

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 Fatti: 

A. Il 23 maggio 2016, il Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) 

ha aperto un procedimento penale (rubricato SV.16.0734) nei confronti della 

banca A. per reati di riciclaggio di denaro frutto di reati patrimoniali commessi 

all’estero, e in particolar modo in Malesia, a danno di 1MALAYSIA 

DEVELOPMENT BERHAD (in seguito: 1MDB) e di società ad essa connesse 

(v. atto 01.000-0001 e segg. incarto MPC).  

 

 

B. Con decreto d’accusa dell’11 gennaio 2024, il MPC ha condannato la banca A., 

Lugano, a una multa di fr. 4.5 milioni in virtù dell’art. 102 cpv. 2 CP (v. atto 

03.002-0001 e segg. incarto MPC), in relazione a reati di riciclaggio di denaro 

ai sensi dell’art. 305bis CP commessi all’interno della banca, per i quali il MPC 

ha pure emanato un decreto d’accusa in data 5 luglio 2023 nei confronti di D. 

consulente di riferimento per le relazioni bancarie riferibili a 1MDB e alle società 

connesse (procedimento penale rubricato SV.21.0531) (v. atto 03.001-0002 e 

segg. incarto MPC). 

 

 

C. C. Ltd e B. Ltd società connesse a 1MDB e costituitesi accusatrici private, si 

sono opposte, in data 22 gennaio 2024, al decreto d’accusa emanato nei con-

fronti della banca A. (v. atto 3.002-0018 e segg. incarto MPC).  

 

 

D. Il 7 febbraio 2024, il MPC ha trasmesso il decreto dell’11 gennaio 2024 alla 

Corte penale del Tribunale penale federale (in seguito: TPF), chiedendo, in ac-

cordo con la difesa della banca A., di limitare la procedura alla verifica della 

questione preliminare della validità dell’opposizione del 22 gennaio 2024 di C. 

Ltd e B. Ltd e di giudicare la stessa non valida (v. atto 24.100.001 e segg. incarto 

Corte penale TPF). 

 

 

E. Con decreto del 6 settembre 2024, la Corte penale del TPF ha confermato la 

validità dell’opposizione presentata da B. Ltd e C. LTd, annullando il decreto 

dell’11 gennaio 2024 e rinviando la causa al MPC “affinché proceda nei suoi 

incombenti e meglio, come ai considerandi” (act. 1.1, pag. 22). 

 

 

F. Con reclamo del 19 settembre 2024, la banca A. è insorta avverso il decreto del 

6 settembre 2024, chiedendo che “in Aufhebung der Verfügung der Strafkam-

mer (Einzelgericht) vom 6. September 2024 sei festzustellen, dass die Privat-

klägerinnen nicht legitimiert sind, gegen den Strafbefehl der Bundesanwalt-

schaft vom 11. Januar 2024 Einsprache zu erheben, und es sei auf deren 

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Einsprache nicht einzutreten, alles unter Kosten- und Entschädigungsfolgen zu 

Lasten der Privatklägerinnen” (act. 1, pag. 2). 

 

 

G. Con risposta del 10 ottobre 2024, il MPC ha postulato l’accoglimento del re-

clamo, nel senso che il decreto impugnato è annullato, l’opposizione non è va-

lida e il decreto d’accusa è cresciuto in giudicato (v. act. 8). Con scritto 

dell’11 ottobre 2024, C. Ltd e B. Ltd hanno chiesto che il gravame sia respinto 

e il decreto impugnato confermato (v. act. 9). 

 

 

H. Con replica del 4 novembre 2024, trasmessa a C. Ltd e B. Ltd per conoscenza 

(v. act. 13), la reclamante ha in sostanza ribadito le conclusioni espresse in 

sede ricorsuale (v. act. 12). 

 

 

Le argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, nei con-

siderandi di diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

 

1. 

1.1 Benché il reclamo sia legittimamente scritto in lingua tedesca, la presente deci-

sione viene redatta nella lingua del decreto impugnato, ossia l'italiano. Viste del 

resto le conoscenze linguistiche del patrocinatore della reclamante, il quale con 

il suo reclamo ha dimostrato di bene comprendere tutte le argomentazioni in 

fatto e in diritto ivi addotte, non vi è nessun motivo per scostarsi dalla giurispru-

denza costante in ambito di lingua della procedura di ricorso (v. decisioni del 

Tribunale penale federale BB.2018.136+137 del 13 novembre 2018 consid. 1; 

BB.2015.86 del 22 settembre 2015 consid. 2; BB.2015.81 del 26 gennaio 2016 

consid. 1.6; v. anche per la procedura davanti al Tribunale federale art. 54 cpv. 1 

LTF, nonché UEBERSAX, Commentario basilese, 3a ediz. 2018, n. 16 e segg. ad 

art. 54 LTF). Analogo discorso per quanto concerne gli scritti in francese delle 

accusatrici private. 

 

1.2 In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. b del Codice di diritto processuale penale sviz-

zero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale del 

19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione 

(LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

giudica i gravami contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali della 

Corte penale del TPF. 

 

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1.3 La Corte dei reclami penali esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissi-

bilità dei ricorsi che le sono sottoposti senza essere vincolata, in tale ambito, 

dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP non-

ché TPF 2021 97 consid. 1.1 e rinvii). 

 

1.4 Adita con un reclamo, la Corte dei reclami penali dispone di un libero potere 

d’esame sui fatti e sul diritto (art. 393 cpv. 2 CPP). Mediante il reclamo si pos-

sono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del potere 

di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (lett. a), l’accertamento ine-

satto o incompleto dei fatti (lett. b) e l’inadeguatezza (lett. c). 

 

1.5 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno 

un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della 

stessa (art. 382 cpv. 1 CPP). I reclami contro decisioni comunicate per scritto 

od oralmente vanno presentati e motivati per scritto entro dieci giorni presso la 

giurisdizione di reclamo (art. 396 cpv. 1 CPP). Interposto contro una decisione 

di convalida dell’opposizione formulata dalle accusatrici private relativamente al 

decreto d’accusa emesso nei confronti della reclamante, il gravame, tempe-

stivo, è ricevibile in ordine (v. sentenza del Tribunale federale 6B_271/2018 del 

20 giugno 2018 consid. 2.1 con riferimenti; GUIDON, Commentario basilese, 3a 

ediz. 2023, n. 12 ad art. 393 CPP). 

 

 

2. La reclamante contesta la legittimazione delle accusatrici private ad opporsi al 

decreto d’accusa dell’11 gennaio 2024. Essa afferma che la Corte penale del 

TPF avrebbe annullato per due motivi detto decreto: per violazione del principio 

accusatorio e per avere il MPC omesso di esprimersi sulla confisca operata 

dalla FINMA il 16 ottobre 2020 di fr. 70 milioni nell’ambito del procedimento 

amministrativo a carico della banca A. A suo parere, nessuno di questi due mo-

tivi sostanzierebbero la legittimazione ad opporsi delle accusatrici private al de-

creto d’accusa in questione. 

 

2.1 L’art. 354 CPP (nuovo testo in vigore dal 1° gennaio 2024; RU 2023 468) pre-

vede che il decreto d’accusa può essere impugnato entro dieci giorni con oppo-

sizione scritta al pubblico ministero da: l’imputato (lett. a); l’accusatore privato 

(lett. abis); altri diretti interessati (lett. b); il pubblico ministero superiore o gene-

rale della Confederazione e del Cantone nel rispettivo procedimento federale o 

cantonale (cpv. 1). L’accusatore privato non può impugnare un decreto d’ac-

cusa riguardo alla sanzione inflitta (cpv. 1bis). Ad eccezione di quella dell’impu-

tato, l’opposizione va motivata (cpv. 2). Se non vi è valida opposizione, il de-

creto d’accusa diviene sentenza passata in giudicato. Giusta l’art. 355 CPP, se 

è fatta opposizione, il pubblico ministero assume le ulteriori prove necessarie al 

giudizio sull’opposizione medesima (cpv. 1). Assunte le prove, il pubblico mini-

stero decide se: confermare il decreto d’accusa (lett. a); abbandonare il 

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procedimento (lett. b); emettere un nuovo decreto d’accusa (lett. c); promuovere 

l’accusa presso il tribunale di primo grado (lett. d) (cpv. 3). Secondo l’art. 356 

CPP, se decide di confermare il decreto d’accusa, il pubblico ministero tra-

smette senza indugio gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la pro-

cedura dibattimentale. In tal caso, il decreto d’accusa è considerato come atto 

d’accusa (cpv. 1). Il tribunale di primo grado statuisce sulla validità del decreto 

d’accusa e dell’opposizione (cpv. 2).  

 

2.2  

2.2.1 In concreto, il MPC, in accordo con la reclamante, ha chiesto alla Corte penale 

del TPF di verificare la questione preliminare della validità dell’opposizione for-

mulata dalle accusatrici private C. Ltd e B. Ltd nei confronti del decreto d’accusa 

dell’11 gennaio 2024 e di giudicare la stessa non valida (v. supra Fatti lett. D). 

In pratica, senza procedere all’eventuale assunzione di ulteriori prove necessa-

rie al giudizio sull’opposizione (v. art. 355 cpv. 1 CPP), il MPC, confermando in 

maniera implicita il proprio decreto d’accusa nei confronti della reclamante (v. 

art. 355 cpv. 3 CPP), ha trasmesso il medesimo alla suddetta Corte che ha 

proceduto conformemente all’art. 356 cpv. 2 CPP. 

 

 Con decreto del 6 settembre 2024, la Corte penale del TPF ha ammesso la 

legittimazione ad opporsi delle accusatrici private al suddetto decreto d’accusa. 

In sostanza, basandosi sul nuovo art. 354 cpv. 1 lett. abis CPP, essa ha ritenuto 

che “un rinvio all’art. 382 CPP non ha più ragione d’essere e la posizione dell’ac-

cusatore privato risulta rafforzata. Al pari dell’imputato, esso può inoltrare op-

posizione (con l’unica eccezione relativa alla sanzione inflitta, art. 354 cpv. 1bis 

CPP), senza dover dimostrare, come in precedenza accadeva, un interesse 

giuridico all’annullamento o alla modifica del decreto. In altri termini e nel caso 

concreto, la legittimazione di C. Ltd e B. Ltd risulta essere data, già solo in virtù 

del rafforzamento dei diritti che l’introduzione del nuovo articolo ha loro confe-

rito, sia per quanto attiene all’asserita descrizione lacunosa del reato, che per 

quanto attiene alla – mancata – confisca” (act. 1.1, pag. 16 e seg.). 

 

2.2.2 Orbene, se è vero che una parte della dottrina sostiene che il nuovo art. 354 

cpv. 1 lett. abis CPP abbia rafforzato in maniera significativa la posizione dell’ac-

cusatore privato, assicurandogli la legittimazione ad opporsi a un decreto d’ac-

cusa senza dovere, come in passato (v. DTF 141 IV 231 consid. 2.3 e segg.), 

dimostrare un interesse giuridico protetto ai sensi dell’art. 382 cpv. 1 CPP all’an-

nullamento o alla modifica del decreto (v. DAPHINOFF, Commentario basilese, 

3a ediz. 2023, n. 27 e 28 ad art. 354 CPP; PIUS ERNI, Strafbefehl und Teilein-

stellungsverfügung bei gleichem Sachverhalt – Übersicht über die bundesgeri-

chtliche Rechtsprechung und Erörterung möglicher Folgen für die Staatsanwal-

tschaft und die Privatklägerschaft, in forumpoenale 2020, pag. 60), vi sono altri 

autori che ritengono necessario che l’accusatore privato sia toccato nei suoi 

interessi concernenti, da una parte, la questione della colpevolezza e, dall’altra, 

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la decisione relativa alle pretese civili giusta l’art. 353 cpv. 2 CPP 

(JOSITSCH/SCHMID, Schweizerische Strafprozessordnung, Praxiskommentar, 

4a ediz. 2023, n. 3a ad art. 354 CPP). Nel suo messaggio concernente l’intro-

duzione dell’art. 354 cpv. 1 lett. abis CPP, il Consiglio federale, dal canto suo, ha 

affermato che “il disegno propone di trasporre nella legge la giurisprudenza del 

TF sulla legittimazione all’opposizione da parte dell’accusatore privato. Il TF ri-

conosce che l’accusatore privato è legittimato a proporre opposizione, se in una 

situazione analoga è legittimato a ricorrere secondo l’art. 382 capoverso 1 CPP” 

(FF 2019 5542 e segg.; v. anche THOMMEN/ESCHLE/WALSER, Revision des 

Strafbefehlsverfahren, in Geht [ed.], Die Revidierte Strafprozessordnung, 2023, 

pag. 261 e segg.; MOREILLON, La réforme du Code de procédure pénale entrée 

en vigueur au 1er janvier 2024, Atti della serata di studio del 5 marzo 2024, 

Commissione ticinese per la formazione permanente dei giuristi [CFPG], Col-

lana gialla vol. 31, 2024, pag. 14). Ora, indipendentemente dai pareri divergenti 

espressi in dottrina, la legittimazione all’opposizione delle accusatrici private nel 

caso concreto deve essere confermata, già solo per il fatto che il MPC, nel de-

creto d’accusa in questione, si è espresso sulle loro pretese civili asserendo, 

riferendosi all’art. 353 cpv. 2 CPP, di non potere statuire sulle stesse. Quanto 

precede, non da ultimo alla luce della confisca amministrativa di fr. 70 milioni 

operata dalla FINMA con decisione del 16 ottobre 2020 – corrispondente all’utile 

realizzato dalla reclamante in grave violazione delle disposizioni legali in mate-

ria di vigilanza (v. atto 18.201-0521 e segg. incarto MPC) –, di cui il decreto 

d’accusa ha semplicemente preso atto pur essendo sussidiaria alla confisca 

penale (v. art. 35 cpv. 5 della legge federale concernente l’Autorità federale di 

vigilanza sui mercati finanziari [Legge sulla vigilanza dei mercati finanziari, 

LFINMA]; RS 956.1; BÖSCH, Commentario basilese, 3a ediz. 2019, n. 30a ad 

art. 35 LFINMA), ha sicuramente toccato le accusatrici private nei loro interessi 

giuridicamente protetti; tanto più che la predetta decisione FINMA ha espressa-

mente riservato un’eventuale confisca penale (v. atto 18.201-0526 incarto 

MPC), per cui è impossibile scindere, senza cadere in un circolo vizioso (v. art. 

35 cpv. 6 LFINMA) le due procedure sotto il profilo degli interessi pecuniari delle 

accusatrici private. In altre parole, la decisione della FINMA del 16 ottobre 2020 

e il decreto d’accusa del MPC dell’11 gennaio 2024 hanno congiuntamente 

avuto, con riferimento segnatamente all’art. 73 CP, un influsso negativo diretto 

sulle pretese civili delle accusatrici private, ciò che deve permettere loro di op-

porsi al suddetto decreto d’accusa. Constatata la legittimazione all’opposizione 

delle accusatrici private, la Corte penale del TPF ha poi legittimamente statuito 

anche sulla validità del decreto d’accusa giusta l’art. 356 cpv. 2 CPP, rinvian-

dolo al MPC in seguito alla violazione del principio accusatorio (v. art. 356 cpv. 

5 CPP), atto peraltro non impugnabile nella fattispecie, vista l’assenza di un 

pregiudizio irreparabile (v. DTF 143 IV 175 consid. 2.4 con rinvii; sentenza del 

Tribunale penale federale BB.2024.80 del 24 settembre 2024 pag. 3). Le cen-

sure relative al rinvio in quanto tale sono pertanto irricevibili. 

 

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3. In conclusione, il reclamo va respinto, nella misura della sua ammissibilità, e la 

decisione impugnata confermata. 

 

 

4.  

4.1 Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese della 

procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella causa. 

La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 e 3 LOAP nonché 5 e 8 

cpv. 1 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripe-

tibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), 

ed è fissata nella fattispecie a fr. 2’000.– a carico della reclamante. 

 

4.2 La reclamante deve indennizzare adeguatamente l’accusatore privato delle 

spese necessarie da lui sostenute nel procedimento se quest’ultimo vince la 

causa (art. 433 cpv. 1 lett. a CPP, applicabile in virtù del rinvio di cui all’art. 436 

CPP). In concreto, visto l’esito del reclamo nonché le conclusioni di C. Ltd e B. 

Ltd, quest’ultime devono essere considerate vincitrici nella causa. Non avendo 

le stesse presentato una nota d’onorario, appare adeguato fissare l’indennità 

per spese ripetibili a fr. 2'000.–, importo a carico della reclamante. 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Nella misura della sua ammissibilità, il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 2’000.– è posta a carico della reclamante. 

3. La reclamante verserà a C. LTD e B. LTD un importo di fr. 2’000.– a titolo di 

ripetibili. 

 
 
Bellinzona, 12 novembre 2024  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Lorenz Erni 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Avv. Guillaume Tattevin e Lezgin Polater  

- Corte penale del Tribunale penale federale 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro la presente decisione non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.