# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5fc432dd-a6ac-5051-b3ed-6b1eec9aa4ac
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.11.2004 32.2004.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2004-65_2004-11-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2004.65

   

  BS/ss

  	
  Lugano

  17 novembre 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 settembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 2 agosto 2004 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
1968, a seguito di un’allergia alle mani derivante dal contatto con la
formaldeide e con il nichelio, ha dovuto cessare l’attività di cuoco. 

Nel mese di febbraio 1998 egli ha presentato una domanda di prestazioni AI per
adulti (doc. AI 1).

Dopo aver proceduto ad un’osservazione professionale, con decisione 6 giugno
2000, cresciuta in giudicato, l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha
negato il diritto alla rendita, nonché ad una riformazione professionale,
dichiarandosi tuttavia disponibile a finanziare un eventuale periodo
d’introduzione in un nuovo lavoro (doc. AI 38).

Mediante decisione 22 agosto 2001 l’amministrazione ha quindi finanziariamente
garantito un periodo di tre mesi (dal 18 giugno al 17 settembre 2001) al fine
di integrare professionalmente l’assicurato quale commesso/venditore in un
negozio di generi alimentari (doc. AI 46). 

 

                               1.2.   In data 11
giugno 2003 l’assicurato ha inoltrato un’altra domanda di prestazioni dell’AI,
chiedendo in particolare l’ottenimento di misure d’orientamento e di
riqualifica professionale, nonché l’assegnazione di una rendita (doc. AI 52).

Allegato a tale richiesta, egli ha prodotto il certificato 7 maggio 2003 del
dr. __________, dermatologo, attestante che “le lesioni eczematoidi
ipercheeratotiche e essudative delle mani, attualmente non permettono un lavoro
manuale ed il paziente è totalmente inabile al lavoro. La durata dell’inabilità
lavorativa non è prevedibile” (sub doc. AI 53).

Con decisione 25 agosto 2003 l’Ufficio AI ha dichiarato di non entrare nel
merito della domanda di prestazioni, non avendo l’assicurato credibilmente
dimostrato una modifica delle condizioni oggettive di salute (doc. AI 58).

                                         Avverso
la succitata decisione, l’assicurato ha presentato una tempestiva opposizione,
rimarcando in particolare come il cambiamento del suo stato di salute sia
rappresentato dalla circostanza di non poter più esercitare altre attività lucrative,
allegando nel contempo un certificato del dermatologo curante (doc. AI 59).

                               1.3.   Con
decisione su opposizione del 2 agosto 2004 l’amministrazione ha confermato la
non entrata in materia della domanda di prestazioni, osservando quanto segue:

" 
Nella fattispecie, come già descritto, l'atto
d'opposizione é stato sostenuto dall'invio di un rapporto medico stilato dal
Dr. __________. Tale referto é stato naturalmente sottoposto per competenza
d'esame al Servizio medico regionale AI (SMR), il quale ha potuto constatarne i
contenuti che depongono per uno stato valetudinario già a conoscenza dell'UAI e
sostanzialmente analogo a quello riscontrato in epoca precedente. Occorre
rilevare che il danno alla salute lamentato ora dall'assicurato ha le medesime
caratteristiche diagnosticate nell'anno 1998.

D'altronde, l'attività nel campo della vendita è
compatibile con il danno alla salute in questione, naturalmente tenendo conto
dei limiti di esigibilità per certi settori. Si può dunque concludere che nel
settore della vendita dei cosiddetti prodotti asciutti, esente dalla necessità
di dover lavarsi le mani dopo ogni singola manipolazione, o dopo il contatto
con prodotti pesanti, l'assicurato conserva una capacità di lavoro del tutto
normale. Bisogna sottolineare che la disciplina nell'applicazione delle terapie
e nella protezione delle mani (guanti allorché è possibile e per singole
funzioni a rischio elevato) riveste un'importanza particolarmente
significativa, in quanto diminuisce le manifestazioni cliniche delle lesioni e
di molto il rischio che queste appaiano.

 

In conclusione pertanto, non risulta documentato
in modo oggettivo un peggioramento sostanziale e duraturo dello stato
valetudinario, motivo per cui non sono dati i presupposti legali per l'entrata
in materia di esame della richiesta datata 01 luglio 2003." (Doc. AI 58).

 

 

                                1.4   RI 1, per il
tramite dell’avv. RA 1, in data 7 settembre 2004 ha interposto al TCA un
tempestivo atto di ricorso.

Postulando l’annullamento della decisione su opposizione ed il conseguente
rinvio all’UAI per l’espletamento degli accertamenti del caso, il ricorrente ha
ribadito di essere inabile al 100% nella attività di commesso/venditore, ciò
che costituisce, rispetto alla precedente domanda di prestazioni, un mutamento
delle circostanze oggettive. Egli ha poi osservato:

" 
5. Visto quanto sopra enunciato si ritiene siano
adempiuti i presupposti di richiesta di revisione del proprio caso,
convenientemente motivati, nel senso che si è esposto il peggioramento delle
condizioni di salute nelle sue conseguenze.

 

Infatti i motivi addotti
dall'assicurato, e cioè che il proprio stato di salute gli impedisce non solo
l'attività di cuoco, ma anche quella di commesso-venditore, ritenuta idonea,
con oltre tutto un'attestazione da parte del medico curante di un'inabilità
lavorativa continua al 100%, sono più che plausibili e concreti, per cui non
giustifica la decisione di non entrare in materia.

 

Si ribadisce che
l'assicurato si trova in una situazione disperata, essendo egli impossibilitato
- a seguito delle proprie affezioni, a tutt'oggi nemmeno guarite benché egli si
astenga da attività lavorative che possano aggravare il suo stato allergico
dermatologico - sia a ricercare un'occupazione che ad iscriversi all'Ufficio di
collocamento e ad agenzie private.

 

Ragione per cui il
presente ricorso va accolto e la decisione su opposizione dell'Ufficio AI
annullata.

Gli atti vanno ritornati
all'Ufficio AI affinché esperisca una nuova e completa indagine relativa allo
stato di capacità al guadagno dell'assicurato e alle sue possibilità di
reintegrazione professionale.”

 

                               1.5.   Con risposta
di causa 30 settembre 2004 l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso,
confermando quanto sostenuto nella decisione contestata.

                               1.6.   Il 15
ottobre 2004 il ricorrente ha dichiarato di non aver ulteriori mezzi di prova
da indicare (V).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

                                      

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

                                         A partire
dal 1° gennaio 2004 sono inoltre applicabili le nuove norme di legge introdotte
a seguito della 4a revisione della LAI.

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                               2.3.   Nell’evenienza
concreta, oggetto del contendere è sapere se l’amministrazione rettamente non è
entrata nel merito della nuova domanda di prestazioni.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli artt. 7 e 8 LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70 %, a tre quarti di rendita
se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI: metodo generale
del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b;
Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

                               2.5.   Ove la
rendita è stata negata perché il grado di invalidità era insufficiente, una
nuova richiesta è riesaminata soltanto quando il grado d'invalidità risulti
modificato in misura rilevante (art. 87 cpv. 3 e 4 OAI).

                                         Questa
regolamentazione deve essere applicata anche quando, in precedenza, la rendita
era stata rifiutata per assenza d'invalidità (RCC 1983 pag. 492 consid. 1c).

                                         La ratio
dell'art. 87 cpv. 4 OAI è quella di impedire che l'amministrazione debba
costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la
prestazione in causa è già stata rifiutata da una decisione cresciuta in
giudicato (DTF 130 V 68 consid. 5.2.3, 117 V 198 consid. 4b con riferimenti).

                                         Se
l'assicurato non rende attendibile che la sua invalidità si è modificata in
modo tale da influire sul diritto alla rendita, la nuova domanda è dichiarata
irricevibile, nel senso che la Cassa (ora l’Ufficio invalidità) emana una
decisione di non entrata in materia (SVR 2002 IV Nr. 26; RCC 1991 pag. 270
consid. 1a; DTF 109 V 119 consid. 2b; Valterio, op. cit., pag. 270).

                                         In una
recente sentenza, pubblicata in DTF 130 V 67, il TFA ha precisato che nel caso
in cui l’assicurato non ha reso verosimile un rilevante cambiamento, il
principio inquisitorio, secondo
cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio dal
giudice, non risulta essere applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita
(rispettivamente domanda di revisione) l’assicurato non rende verosimile la
rilevante mutazione, facendo tuttavia riferimento a mezzi di prova,
segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti o da richiedere
dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire all’interessato un termine
per produrre il mezzo di prova in questione con l’avvertenza che in caso
contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF 130 V 69 consid. 5.2.5). 

                                         Se infine l'assicurato interpone ricorso alla decisione di non entrata
in materia, il giudice esamina solo se l'amministrazione ha rifiutato di
entrare in materia a buon diritto. Se invece essa ha accettato di esaminare la
nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in
materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa
attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (RCC 1991 pag. 270
consid. 1a, 1983 pag. 389 consid. 2b).

 

                               2.6.   Qualora
l'assicurato renda attendibile la modifica l'amministrazione deve entrare nel merito
della nuova richiesta ed esaminare materialmente se la modifica è
effettivamente intervenuta (RCC 1984 pag. 366 consid. 3, 1983 pag. 389 consid.
2b; Valterio, op.cit., pag. 270; Fonjallaz, Invalidité et révision des rentes
d'invalidité, pag. 114).

                                         In
quest'evenienza la Cassa deve procedere in modo analogo alla procedura
applicabile in caso di revisione secondo l'art. 41 LAI (ora art. 17 LPGA) (RCC
1992 pag. 98 consid. 3a).

                                         Se
l'amministrazione constata che il grado di invalidità non si è modificato dalla
precedente decisione cresciuta in giudicato, essa rigetta la nuova domanda.
Nella circostanza opposta l'amministrazione esamina se la modifica intervenuta
è tale da ammettere questa volta un'invalidità pensionabile ai sensi dell'art.
28 cpv. 1 LAI (RCC 1992 pag. 98 consid. 3a, 1983 pag. 492 consid. 1c, 1983 pag.
389 consid. 2b).

 

                               2.7.   Analogicamente
alla procedura di revisione, per esaminare materialmente una nuova richiesta di
rendita AI è dunque necessario che le condizioni cliniche e/o economiche
dell'assicurato abbiano subito una notevole modificazione, tale da
influire in modo diverso sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto vista in astratto, ma
piuttosto in rapporto all'art. 28 cpv. 1 LAI.

                                         Comunque
una revisione della rendita è possibile unicamente se, da quando è stata resa
la decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invariata, sia
giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile 1991
in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

In particolare si devono paragonare i fatti esistenti al momento della
decisione precedente a quelli relativi all’istante della nuova decisione. Un
provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è
dunque sufficiente (DTF 109 V 265 consid. 4a, 105 V 30; Valterio, op. cit., p.
268; cfr. anche DTF 130 V 71).

Tutto quanto riportato sopra riguardo alla nuova domanda nell’ambito delle
rendite, come pure la procedura di revisione ex art. 41 LAI (ora art. 17 LPGA),
vale anche, in via analogica, per quel che concerne le misure integrative (art.
8ss LAI) a patto che si tratti di prestazioni ricorrenti (Dauerleistungen) (DTF
105 V 73, 109 V 119, 113 V 22 consid. 3b; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 268).

                               2.8.   Nel caso in esame, avendo l'UAI emanato una decisione di non
entrata in materia, unico punto di giudizio è quello di sapere se l'amministrazione
ha rifiutato a buon diritto di esaminare il merito della richiesta.

                                         L’assicurato
è affetto da eczema cronico con probabile atopia cutanea, allergia da contatto
anamnestica al nichelio ed alla formaldeide. Egli è stato ritenuto inabile
nella sua professione di cuoco ma pienamente abile in professioni nell’ambito
della sorveglianza, del segretariato ed in qualsiasi attività, anche manuale,
in cui non è a contatto con il nichelio e la formaldeide (cfr. attestato 25
maggio 1998 del medico curante, dr. __________, sub doc. AI 6).

Nella decisione di diniego di prestazioni del 6 giugno 2000, cresciuta in
giudicato, l’amministrazione aveva rilevato che l’assicurato è pienamente abile
in attività generiche rispecchianti le indicazioni mediche e che non richiedono
qualifiche professionali specifiche, elencando a titolo d’esempio, la
professione di operaio di fabbrica in aziende provviste di climatizzatore e/o
operanti in ambiente asettico, di fattorino patente B, di operaio addetto al
confezionamento ed alla spedizione.

Essa ha poi proceduto al raffronto dei redditi giungendo ad un’invalidità del
31%, inferiore al minimo pensionabile. 

Dalla stessa decisione si evince inoltre che non sono stati riconosciuti
provvedimenti professionali a causa della scarsa scolarizzazione
dell'interessato, mentre è stato fatto presente che “qualora l’assicurato
trovasse un datore di lavoro disposto ad assumerlo l’AI si tiene a disposizione
per finanziare un eventuale periodo d’introduzione” (doc. AI 38). 

Con decisione 22 agosto 2001 l’Ufficio AI ha quindi finanziato un periodo di
tre mesi volto ad introdurre professionalmente l’assicurato presso un negozio
di generi alimentari (doc. AI 46). 

                               2.9.   Con la
decisione contestata l’Ufficio AI non è entrata nel merito della nuova domanda
di prestazioni del 1° luglio 2003, non avendo l’assicurato reso verosimile una
modifica delle condizioni invalidanti.

Il ricorrente è invece del parere che a causa del peggioramento dell’eczema
alle mani non può nemmeno esercitare un’attività compatibile al suo stato di
salute, tra cui quella precedentemente svolta di venditore presso un negozio di
alimentari di __________.

A sostegno della propria tesi, con l’opposizione egli ha in particolare
prodotto lo scritto 17 settembre 2003 del dermatologo curante, dr. __________,
dal seguente tenore:

" 
Posso dichiarare quanto segue:

conosco il paziente dal 1993 per i suoi disturbi
di pelle (eczema recidivante). Per via di lesioni lichenoidi e simultaneamente
di lesioni disidrosiformi, la mia diagnosi è quella di una sindrome oid
(Sulzgerber-Garbe), in paziente con una allergia al nichel.

Il decorso dell'eczema è recidivante, ultimamente
ho potuto costatare un peggioramento delle recidive (vedi fotografia del
25.7.2003).

Al controllo del 16.9., l'affezione era di nuovo
migliorata, però le mani non sono completamente guarite.

 

Per questo paziente sfortunato, penso che si
dovrebbe tentare di poter ottenere una copertura assicurativa per una perizia
indipendente, per es. nel reparto di dermatologia della Clinica universitaria
di __________." (Doc. AI 59).

 

                                         L’assicurato
ha poi fatto riferimento alla lettera di disdetta 30 aprile 2003 del suo datore
di lavoro:

" 
..come già discusso in precedenza, purtroppo io
ho atteso che Lei potesse guarire dall'allergia che la tormenta da tempo ma
invano perché Lei continua a non guarire e come ben sa nel mio Negozio bisogna
manipolare con le mani la carne e tutti gli altri alimenti in generale. Questo
ho potuto notare dava molto fastidio alla mia clientela e non era di buona immagine.
Ciò non toglie che lei è stato un valido e gradito collaboratore.

L'altro motivo per cui sono giunto alla decisione
di darle la disdetta è per il fatto che la clientela è calata e non mi posso
più permettere di assumere un collaboratore a tempo pieno e quindi dovrò
arrangiarmi da solo al 50%.

La disdetta Le viene data con due mesi di
anticipo e il nostro rapporto di lavoro termina in data: 01.07.2003." (Sub
doc. AI 53).

                                         Con nota
26 luglio 2004 il dr. __________, medico dell’AI, ha preso posizione in merito
a quanto prodotto dal ricorrente:

" 
Il paziente è portatore di patologia della pelle
(atopia) con eczema microbiotico. Ha sviluppato un'allergia alla formaldeide e
(si diceva anamnesteticamente al nichelio). La patologia insorge più facilmente
ed è più resistente alle terapie se vi è

-  esposizione all'allergene

-  se si lavora in ambiente umido

-  se la sollecitazione della pelle (lavoro
manuale) è fortemente

   sollecitata.

 

Una prima domanda di prestazioni era sfociata in
un rifiuto di rendita per un grado AI di tipo non pensionabile.

Alla seconda domanda non si è dato seguito poiché
il danno alla salute non si è modificato.

 

Si considera:

 

  1. il danno alla
salute ha le stesse caratteristiche diagnostiche del

      1998.

  2. si attesta un peggioramento,
ma questo è condizionato anche

      dal tipo di
attività svolta.

  3. l'attività nel
campo della vendita con o senza gerenza è

      compatibile con
il danno alla salute, naturalmente con dei limiti

      di esigibilità
per certi settori (es.: vendita pesce, carni, prodotti

      dell'edilizia);
si può concludere che nel settore della vendita per

      i cosiddetti
prodotti asciutti che non richiedano di lavare le mani

      dopo ogni
singola manipolazione o di lavoro con prodotti

      pesanti vi è
una normale CL. Nel caso (raro) che l'allergia al

      nichelio
diventi manifesta con la manipolazione di monete,

      questa può
essere fatta con gli appositi guanti (ci sono).

  4. i prodotti che
provocano le lesioni cutanee sono molto diffusi,

      quasi
ubiquitariamente. Si sa che essi non agiscono se non in

      condizioni
particolari (es.: umidità, volatilizzazione delle

      sostanze).
Anche per una vita privata e inattiva il contatto con

      tali sostanze è
presente (vestiti, monete, saponi, detersivi,

      legno, ecc.),
ma non provocano alterazioni.

  5. la disciplina
nell'applicazione delle terapie e nella protezione

      delle mani
(guanti quando è possibile e per singole funzioni a

      rischio
elevato), diminuiscono le manifestazioni cliniche delle

      lesioni e
diminuiscono di molto il rischio che queste appaiano.

 

In conclusione: siamo
confrontati con un problema che ha più risvolti "professionali" che
clinici. Le indicazioni che si trovano nel documento inviatoci dal dr. __________
il 15.06.98 (seconda pagina) trovano ancora oggi pieno valore." (Doc. AI
65).

 

                             2.10.   Dall’esame
degli atti non risulta essere stata resa verosimile una rilevante modifica
delle condizioni di salute, rispettivamente della capacità al guadagno dell’assicurato.

Dal punto di vista del danno alla salute la situazione è rimasta
sostanzialmente la medesima: l’assicurato continua a soffrire di un eczema alla
pelle a seguito della nota allergia al nichel ed alla formaldeide.

                                         Il dr. __________
ha sì attestato un peggioramento, ma, come rettamente rilevato dal dr. __________
nella succitata nota 26 luglio 2004, tale circostanza è la conseguenza
dell’attività lavorativa svolta dal ricorrente presso un negozio di alimentari
di __________, attività che non può essere ritenuta idonea al suo stato di
salute.

In effetti, dalla lettera di disdetta 30 marzo 2003 del datore di lavoro
risulta come il ricorrente abbia dovuto manipolare anche la carne ed
altri generi alimentari, ciò che ha portato alle manifestazioni allergiche alle
mani (cfr. consid. 2.9).

Queste mansioni non sono quelle elencate nella domanda 6 agosto 2001 per
ottenere da parte dell’AI il finanziamento del periodo d’introduzione al lavoro
quale commesso di negozio di generi alimentari, in cui è stato evidenziato che
l’assicurato avrebbe svolto principalmente l’attività di gerente del negozio
stesso (doc. AI 44).

Nella nota 26 luglio 2004 il dr. __________ ha poi ben spiegato come l’attività
nel campo della vendita con o senza gerenza sia compatibile con il danno alla
salute se l’assicurato rimane in contatto con prodotti asciutti, senza la
necessità di lavarsi le mani dopo ogni manipolazione, escludendo quindi, a
titolo d’esempio, i settori della vendita del pesce e delle carni.

Va anche fatto presente che durante il controllo del 16 settembre 2003, quindi
due mesi dopo il licenziamento dell’assicurato, lo stesso dr. __________ ha
potuto accertare il miglioramento dell’affezione allergica, anche se non la
completa guarigione delle mani (rapporto 16 settembre 2003 citato al consid.
2.9).

L’esperienza lavorativa presso il citato negozio d’alimentari non è quindi
idonea per ritenere l’assicurato totalmente inabile nel settore della vendita. 

Non vi sono del resto elementi che permettono di ritenere inesigibili tutte
quelle altre attività lucrative, rispettose delle limitazioni mediche, elencate
nella decisione del 6 giugno 2000. Sono infatti professioni che non necessitano
un contatto con il nichel e la formaldeide.

Pertanto, anche dal punto di vista economico la situazione è rimasta
inalterata.

In conclusione, non avendo l'insorgente reso verosimile alcuna modifica
rilevante della sua capacità di guadagno né delle proprie condizioni cliniche
e/o economiche rispetto alla decisione di diniego di prestazioni resa il 6
giugno 2000, la decisione di non entrata in materia non può che essere
confermata, l'UAI avendo fatto buon uso della facoltà concessagli dall'art. 87
cpv. 4 OAI.

 

                              2.11   L'assicurato, per il tramite del suo
rappresentante, oltre ad aver chiesto l’edizione della documentazione medica
già contenuta nel dossier trasmesso dall’UAI al TCA con la risposta di causa,
ha postulato l’audizione di testi ed un interrogatorio formale.

Al proposito si osserva che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione
o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata
delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, Zurigo 1998, p. 47 n. 63; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2°
ed., p. 274; si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223
consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non
lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V
94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         A
prescindere dal fatto che il ricorrente non ha indicato i nominativi di
eventuali testi da assumere e tantomeno specificato su che cosa gli stessi
dovrebbero deporre, alla luce degli atti di causa, questo Tribunale ritiene la documentazione agli atti sufficiente per statuire nel
merito della vertenza. 

Riguardo alla richiesta di essere sentito formulata dal ricorrente, la stessa
può essere rifiutata senza per
questo ledere il diritto d'essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e
dall'art. 6 n. 1 CEDU.

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l'obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (STFA dell'8 novembre 1999 nella causa H., H 74/99, consid. 5b, pag. 6;
DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF
prima citata).

Secondo questo TCA, ai fini della presente causa l’audizione personale del
ricorrente, quale mezzo di prova, non è da ritenere rilevante, motivo per cui
non è necessario sentirlo.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti