# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5f76cf5-8ee7-55a6-8a60-ee04c60d4ae3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.09.2010 D-3548/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3548-2006_2010-09-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3548/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Walter Stöckli, Walter Lang; 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 29 settembre 2004 / N [...],

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3548/2006

Fatti:

A.
L'interessato,  d'etnia  curda,  è  nato  a  B._______  nel  distretto  di 
C._______,  nella  provincia di  D._______, in  Turchia,  ove avrebbe ri-
sieduto  dalla  nascita fino  al  1997. In  seguito  avrebbe soggiornato  a 
E._______, nella provincia di F._______ fino al 20 oppure 22 genna-
io 2003. Sarebbe poi espatriato in data 23 gennaio 2003 raggiungendo 
la Svizzera in data 4 marzo 2003 ove ha presentato domanda d'asilo il 
medesimo giorno (cfr. verbali d'audizione del 15 marzo 2003, pagg. 1, 
6 e 7 come pure del 4 aprile 2003, pagg. 3-4).

Sentito sui suoi motivi d'asilo, ha dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di subire ulteriori pres -
sioni da parte delle autorità turche per il fatto di essere stato membro 
del partito  Halk n Demokrasi Partisi  (ı HADEP) nel quale faceva parte 
dell'ala dei giovani. Egli avrebbe partecipato a diverse manifestazioni  
per il che sarebbe stato arrestato varie volte per alcuni giorni.

A sostegno della sua domanda d'asilo, il richiedente ha prodotto una 
tessera membro del partito HADEP, una tessera controllare alle elezio-
ni ed una richiesta d'adesione al partito HADEP del 3 settembre 1999.

B.
Con  decisione  del  29  settembre  2004,  l'Ufficio  federale  dei  rifugiati 
(UFR, oggi Ufficio federale della migrazione, UFM) ha respinto la suc-
citata domanda d'asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontana-
mento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamen-
to medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
In data 28 ottobre 2004, il richiedente ha inoltrato ricorso dinnanzi alla 
già Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) contro la 
decisione  dell'UFR. Ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impu-
gnata e l'invio degli  atti  all'autorità inferiore per un nuovo esame, la 
concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammis-
sione provvisoria congiuntamente ad una domanda d'assistenza giudi-
ziaria, nel senso della dispensa dalle spese processuali e del relativo 
anticipo.

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A sostegno del gravame ha allegato una copia e la relativa traduzione 
in lingua italiana di una decisione del Tribunale di sicurezza dello Stato 
di Izmir del 19 novembre 2002.

D.
Con risposta del 14 gennaio 2008, l'UFM, ha proposto la reiezione del 
gravame.

E.
La CRA, con ordinanza del 18 gennaio 2005, ha comunicato al ricor-
rente la possibilità di soggiornare in Svizzera fino al termine della pro-
cedura. Ha inoltre rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi particola-
ri,  a chiedere all'insorgente il  versamento di  un anticipo a copertura 
delle presumibili spese processuali. Nel contempo, ha invitato l'insor-
gente a presentare una replica entro il 2 febbraio 2005.

F.
Con scritto del 31 gennaio 2005, il ricorrente ha inoltrato l'atto di repli -
ca.

G.
A partire dal  1° gennaio 2007, il  Tribunale amministrativo federale è 
subentrato alla CRA.

H.
Con scritto del 30 dicembre 2008, il nuovo rappresentante del ricorren-
te ha inoltrato la procura.

I.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

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Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale am-
ministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le 
decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 
33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

Gli atti impugnati costituiscono delle decisioni ai sensi dell'art. 5 PA.

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio -
re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un in -
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a–c PA); è pertanto legittimato ad aggravarsi 
contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 105 vLAsi del 1979, RU 1980 
1718), alla forma e al contenuto degli atti di ricorso (art. 50 e 52 PA) 
sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
2.1 Il  Tribunale  amministrativo  federale osserva,  altresì,  che  dal 
1° gennaio 2007 giudica, in quanto sia competente, i ricorsi pendenti 
al 31 dicembre 2006 presso le commissioni federali di ricorso o d'arbi-
trato o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge 
secondo il nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

2.2 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

3.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e 
art. 49 PA). Il  Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai 
motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche del -
la decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti  (cfr. sen-
tenza  del  Tribunale  amministrativo  federale D-4917/2006  del  12 lu-
glio 2007,  consid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2ª ed., 
Berna 2002, n. 2.2.6.5).

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4.
Giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai ri -
fugiati. L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a perso-
ne in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso comprende 
il diritto di risiedere in Svizzera.

Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel paese d'o-
rigine o di  ultima residenza,  sono esposte a seri  pregiudizi  a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segna-
tamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della 
libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in -
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi -
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi -
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 
essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di  
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di  
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 
giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 
n. 23).

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5.
5.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni cir -
ca i motivi  d'asilo dell'interessato come contraddittorie, inverosimili  e 
non determinanti per la concessione dell'asilo. In particolare, il richie-
dente  sarebbe  stato  incoerente  circa  la  frequenza  e  le  date  in  cui 
avrebbe  subito  i  fermi.  Inoltre,  avrebbe  affermato  solo  in  occasione 
dell'audizione complementare che sarebbe stato rapito. Peraltro, nella 
prima audizione non ha menzionato di essere stato fermato per aver 
appeso  dei  manifesti.  In  merito  al  timore  dell'interessato  di  dover 
subire  persecuzioni  a  causa  della  sua  appartenenza  al  partito 
dell'HADEP l'autorità inferiore ha concluso che, qualora le dichiarazio-
ni dello stesso riguardo alla sua adesione risultassero avverate, la sola  
qualità di simpatizzante o di membro non costituirebbe di per sé un in -
dizio  concreto  per  stabilire  l'esistenza  di  un  timore,  obbiettivamente 
fondato, di  persecuzioni. Difatti,  le misure di  persecuzione sarebbero 
indirizzate particolarmente contro i membri dell'HADEP che si sareb-
bero distinti per le responsabilità e le attività speciali o che esercite -
rebbero funzioni dirigenti all'interno del partito o si porterebbero candi-
dati  alle  elezioni.  In  tale  ambito  ha  rilevato  che  il  richiedente  non 
avrebbe svolto una funzione importante e di responsabilità all'interno 
del partito. Egli avrebbe soltanto partecipato a delle attività culturali e  
di propaganda senza svolgere un ruolo di responsabile. Anche dai do-
cumenti  presentati  a sostegno della sua domanda d'asilo non si  po-
trebbe concludere  che l'interessato  abbia  svolto  una funzione di  re-
sponsabilità e di rilievo all'interno del partito per essere esposto a del-
le persecuzioni da parte delle autorità turche. Pertanto, il timore invo-
cato dal richiedente legato alle sue attività politiche non sarebbe quin-
di determinante per la concessione dell'asilo. Infine, l'UFM ha ritenuto 
l'esecuzione dell'allontanamento ammissibile, esigibile e possibile.

5.2 Nel gravame, l'insorgente ha affermato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, che il  suo racconto sarebbe consistente, coerente, ben 
strutturato e corroborato da diversi documenti che avrebbe depositato. 
Inoltre, avrebbe risposto alle domande postegli in modo circostanziato. 
Il fatto che si sia confuso circa il numero esatto degli arresti sarebbe 
dovuto dalla grande pressione che avrebbe sentito durante le audizio-
ni,  in  quanto  avrebbe avuto  l'impressione che il  funzionario  volesse 
piuttosto trarlo in inganno invece di aiutarlo a descrivere l'accaduto in 
modo  chiaro  e  preciso.  Peraltro,  ha  contestato  l'apprezzamento 
dell'UFM in merito al suo timore di persecuzioni future allegando che il 
fatto che appartenga ad un gruppo sociale determinato il quale sareb-

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be perseguitato in Turchia, che sia stato più volte fermato, interrogato 
e maltrattato, che sia stato condannato a tre anni e nove mesi di car -
cere, rappresenterebbero sicuramente degli indizi di persecuzione fu-
ture a cui potrebbe essere esposto in caso di allontanamento verso la 
Turchia. Per di più, la situazione attuale nel suo Paese d'origine sareb-
be tale da comportare l'esposizione a pericoli gravi e seri per chi ap-
partiene all'etnia curda, ha partecipato alle attività del HADEP ed è ri -
cercato dalla polizia turca. Infine, ha allegato che a causa di ciò, non 
sarebbe esigibile il suo allontanamento verso la Turchia.

5.3 Nella risposta al ricorso, l'UFM ha affermato in sostanza che il do-
cumento depositato dal  ricorrente  – copia e la  relativa traduzione in 
lingua italiana di una sentenza del Tribunale di sicurezza dello Stato di  
Izmir del 19 novembre 2002 – per quanto riguarda l'aspetto formale, il 
numero di riferimento solleverebbe dei dubbi sull'autenticità del docu-
mento. Inoltre, l'insorgente non avrebbe spiegato il motivo per cui non 
abbia depositato tale documento già prima, in quanto daterebbe del 
2002 e sarebbe quindi anteriore al suo espatrio. Peraltro, detto docu-
mento si riferirebbe ad un verdetto pronunciato nel 1998, mentre i mo-
tivi  invocati  dal  ricorrente  si  riferirebbero  a  persecuzioni  risalenti  al 
2001-2002. Per il resto, ha rinviato ai considerandi della sua decisione 
ed ha proposto la reiezione del ricorso.

5.4 Nella replica il ricorrente ha, in sostanza, contestato quanto rileva-
to dall'UFM nella sua risposta in merito alla suddetta decisione. In par -
ticolare, non comprenderebbe a quale numero di  riferimento si riferi-
rebbe l'autorità inferiore ed ha allegato che il documento consegnato 
sarebbe una copia fedele dell'originale. Inoltre, non gli  sarebbe stato 
possibile consegnarlo anteriormente. Infine, ha dichiarato che i numeri 
di ruolo 98/172 o 98/247 riportati sul documento sarebbero semplice-
mente dei numeri che non farebbero riferimento all'anno 1998.

6.
Questo  Tribunale osserva che,  come rettamente rilevato dall'autorità 
inferiore  nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  determinanti  in 
materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in mere, generiche 
ed imprecise affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso.

Va avantutto rilevato che, quo ai fermi subiti, il ricorrente ha dichiarato 
nella prima audizione di  essere stato fermato per quattro volte dalle 

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autorità statali unicamente per il fatto di aver partecipato a delle mani-
festazioni, per poi, in occasione della seconda audizione, affermare di 
essere  pure  stato  arrestato  mentre  affiggeva  manifesti  (cfr.  verbali 
d'audizione del 5 marzo 2003, pag. 5 e del 4 aprile 2003, pagg. 8 e 
11). Confrontato con tale incongruenza, egli si è limitato ad asserire di  
non avere ritenuto come un fermo la circostanza legata all'affissione 
dei manifesti (cfr. verbale d'audizione del 4 aprile 2003, pag. 11). Non 
di meno tale allegazione è inconferente, in quanto nella prima audizio-
ne gli era stata posta esplicitamente la domanda su quante volte sa-
rebbe stato fermato e portato via dalla polizia o dai militari (cfr. verbale 
d'audizione del 5 marzo 2003, pag. 5). Inoltre, l'insorgente non è stato 
in grado di collocare con una certa precisione nel tempo i vari fermi,  
restando sempre sul generico. Infatti, nella prima audizione ha dichia-
rato di essere stato fermato nell'anno 2001 a G._______ e tre volte ad 
H._______ nell'anno 2002. Sempre ad H._______ l'avrebbero arresta-
to dapprima in data  1° maggio 2002, poi  due mesi  dopo ed infine a 
settembre 2002 (cfr. ibidem, pag. 5). Invece, nella seconda audizione 
ha precisato di essere stato fermato nell'estate 2001 a G._______, ha 
menzionato i suddetti tre arresti ad H._______ aggiungendone uno av-
venuto allorquando avrebbe appeso dei manifesti (cfr. verbale d'audi-
zione del 4 aprile 2003, pag. 11). Infine, nell'audizione complementare 
si è soffermato a menzionare soltanto tre fermi, ossia quello del 2001 
a G._______ e due ad H._______ – il 1° maggio 2002 ed un secondo 
avvenuto il nono o decimo mese del 2002 – (cfr. verbale d'audizione 
del  20  settembre  2004,  pag. 10).  In  seguito,  sempre  nell'audizione 
complementare, ripostogli la questione sul numero dei fermi subiti ad 
H._______, egli  ha affermato di essere stato arrestato quattro o cin-
que volte e di aver menzionato solo tre arresti, ma di non aver voluto 
dare  una  risposta  precisa  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20 settem-
bre 2004, pag. 11). Ora visto il  fatto che i  suddetti  fermi si  sono tutti 
svolti negli anni 2001-2002, tra cui l'ultimo a settembre oppure ottobre 
2002, ossia poco prima del suo espatrio in data 23 gennaio 2003, ap-
pare alquanto improbabile che l'insorgente non sappia datarli più pre-
cisamente e non possa essere coerente nel numero dei fermi subiti. In 
tale ambito non soccorre il ricorrente l'affermazione ricorsuale secon-
do  cui  l'imprecisione circa  il  numero  dei  fermi  sarebbe  dovuta  dalla 
grande pressione che avrebbe sentito durante le audizioni e dal fatto  
che avrebbe avuto l'impressione che l'uditore volesse ingannarlo inve-
ce  di  aiutarlo  a  descrivere  l'accaduto  in  modo  chiaro  e  preciso,  in 
quanto egli ha avuto la possibilità di contestare o correggere le sue af -

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fermazioni al termine di ogni singola audizione quando gli è stata tra -
dotta nella sua lingua materna prima di confermarla con la sua firma.

Per quanto riguarda il timore del ricorrente di dover subire delle perse-
cuzioni per la sua appartenenza al partito HADEP, va rilevato che egli  
ricopriva una semplice funzione di membro e non aveva la qualità di 
esponente  (cfr.  verbali  d'audizione  del  5  marzo  2003,  pag.  5,  del 
4 aprile 2003, pag. 7 e del 20 settembre 2004, pag. 4). Infatti, il mero 
fatto di essere un membro semplice del suddetto partito non costitui-
sce ancora di per sé un timore fondato d'esposizione a pregiudizi futuri  
da parte delle autorità statali (cfr. GICRA 1993 n. 11 consid. 4c; sen-
tenze  del  Tribunale  amministrativo  federale  E-4651/2006  del  13 lu-
glio 2010 consid. 5.8 e contrario; D-4333/2006 del 7 luglio 2010 con-
sid.  5.1;  D-4577/2006  e  D-4420/2009  del  18 febbraio 2010  con-
sid. 4.2.3  pag. 15; D-3689/2006 del  15 dicembre 2009 consid. 3.3.2 
pag. 19).

Quo alla copia e la relativa traduzione in lingua italiana di una senten-
za del Tribunale di sicurezza dello Stato di F._______ del 19 novem-
bre 2002 presentata a sostegno della domanda d'asilo del ricorrente, 
va osservato che tale documento si riferisce ad una precedente sen-
tenza numero 98/247 emessa dallo stesso Tribunale, mentre i  motivi 
d'asilo  presentati  dall'insorgente  si  riferiscono  agli  anni  2001-2002. 
Inoltre, in sede d'audizione non ha mai menzionato di esser stato og-
getto di un procedimento penale in patria e di essere stato condannato 
a tre anni e nove mesi di carcere o di avere scontato una parte della 
pena – ciò che doveva essere il caso, in quanto l'oggetto della suddet-
ta decisione era quello di ridurre la pena da scontare. Anche in seguito 
egli non ha spiegato la correlazione tra tale provvedimento penale e la 
sua domanda d'asilo. Infatti, nella replica egli si è semplicemente limi-
tato a dichiarare che i numeri di ruolo 98/172 e 98/247 non farebbero 
riferimento all'anno 1998 (cfr. replica, pag. 1), ciò che comunque non 
può essere ritenuto, in quanto il modo in cui avviene la numerazione 
delle sentenze turche è un fatto noto a codesto Tribunale. Per il resto,  
la legge sull'amnistia n. 4616 è stata erroneamente citata con data 22 
dicembre 2000 anziché 21 dicembre 2000.

Visti nel suo insieme tutti gli elementi che precedono, codesto Tribuna-
le ritiene che l'UFM ha rettamente considerato i motivi presentati dal ri-
corrente come inverosimili e non realizzanti le condizioni  della qualità 
di rifugiato previste dall'art. 3 LAsi.

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Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

7.
Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento (art. 14 cpv. 1 e 
2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo 
relativa  a questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999  [OAsi 1, 
RS 142.311]).

8.
8.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art.  83 
della  legge  federale  del  16 dicembre 2005  sugli  stranieri  (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione  provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr. decisione del  Tribunale amministrativo federale D-3975/2007 del 
15 giugno 2007  consid. 3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss  des  Asylverfah-
rens, Basilea e Francoforte sul Meno, 1990, pag. 262).

8.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr  non si  esaurisce, altresì,  nella 
massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto in -
ternazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 
rimpatrio, in particolare l'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di  tali  disposizioni 
presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritene-
re che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il quale sarà 
allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. Spetta all'interes-
sato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni 
(cfr. GICRA 1995 n. 23).

Nel caso concreto, non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui 
egli  potrebbe  essere esposto in caso di  rimpatrio  al  rischio reale ed 
immediato ("real risk") di un trattamento contrario a siffatte disposizioni 
(cfr. GICRA 2001 n. 16 consid. 6a con relativi riferimenti). In altri termi -
ni, egli non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure presunzioni, 

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sufficientemente gravi,  precisi  e concordanti  quo ad un pericolo d'e-
sposizione personale ad atti o fatti che si ritengono contrari alle norme 
legali precitate. Peraltro, la situazione generale che regna in un Paese 
non comporta, ad essa sola, l'illiceità del rimpatrio secondo le disposi -
zioni  della  Convenzione (cfr. ibidem consid. 6a e GICRA 1995 n. 12 
consid. 10a pagg. 110 e segg. nonché relativi riferimenti): in altre paro-
le, la difficile situazione generale dei diritti umani in Turchia, come la 
denuncia il ricorrente nel gravame, in ogni caso non lascia apparire l'e-
secuzione dell'allontanamento in tale Paese come di per sé inammissi-
bile.

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

8.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica.

La disposizione citata si applica principalmente ai "réfugiés de la vio-
lence",  ovvero  agli  stranieri  che  non  adempiono  le  condizioni  del la 
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che 
fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generaliz-
zata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'allonta -
namento  comporterebbe  un  pericolo  concreto,  in  particolare  perché 
esse non potrebbero più ricevere le cure di cui esse hanno bisogno o 
che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere dure-
volmente  e  irrimediabilmente  in  stato  di  totale  indigenza  e  pertanto 
esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di salu te, 
all'invalidità  o persino la  morte. Per contro,  le  difficoltà  socio-econo-
miche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in parti-
colare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di formazio-
ne, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposizione al 
pericolo. L'autorità  alla  quale  incombe la  decisione  deve dunque,  in 
ogni singolo caso, confrontare gli aspetti umanitari legati alla situazio-
ne nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese 
dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico militan-
te a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 n. 24 

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consid. 10.1 pag. 215; Decisioni del Tribunale amministrativo federale 
[DTAF] 2007/10 e relativi riferimenti).

Inoltre, in Turchia non vige attualmente una situazione di guerra, guer -
ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popola-
zione nella totalità del territorio nazionale.

Quanto alla situazione personale dell'insorgente, il medesimo è giova-
ne, ha una certa formazione scolastica ed ha compiuto un'esperienza 
professionale quale commerciante di frutta ed ortaggi. Inoltre, dispone 
di un'importante rete sociale in patria, segnatamente i genitori, quattro 
sorelle a E._______ ed un fratello a I._______ (cfr. verbali d'audizione 
del 5 marzo 2003, pag. 2 e del 4 aprile 2003, pagg. 4-5).

Inoltre non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salu-
te  che  possano  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (cfr.  GICRA 
2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emer-
ga la necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera 
per motivi medici.

Premesso  ciò,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferi-
mento alle effettive possibilità per lo stesso di  un adeguato reinseri -
mento sociale nel suo Paese d'origine.

Infine, nonostante il ricorrente abbia presentato la sua domanda d'asi -
lo più di sette anni fa, non si giustifica di esaminare se il medesimo si 
trovi in una grave situazione personale ai sensi dell'art.  14a cpv. 4bis 
della, nel frattempo abrogata, legge federale concernente la dimora e il  
domicilio  degli  stranieri  del  26 marzo 1931 (LDDS)  e  degli  abrogati  
art. 44 cpv. 3-5 LAsi come pure l'art. 33 OAsi 1, ritenuto che un tale 
esame non è di competenza di questo Tribunale. Infatti, secondo l'art. 
14 cpv. 2 LAsi, spetta al Cantone rilasciare un eventuale permesso di 
dimora  ad una  persona  soggiornante  in  Svizzera  da  almeno cinque 
anni dalla presentazione della domanda d'asilo, di cui è sempre stato 
noto alle autorità il  luogo di soggiorno e che ha dimostrato un certo 
grado d'integrazione. Per conseguenza, l'eventuale concessione di tale 
permesso all'insorgente esula dall'ambito procedurale del caso di spe-
cie.

In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

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8.4 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi ogni documento necessa-
rio al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi).

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

8.5 Visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissi-
bile, ragionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione confermata.

9.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

10.
Ritenuto che il  ricorso era privo di probabilità d'esito favorevole, la do-
manda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento 
delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

12.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali restanti, di CHF 600.-, sono poste a carico del ri-
corrente. Il succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, 
entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegato:  incarto  N [...], per  corriere 
interno; in copia)

- J._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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