# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8d525a9-a832-5606-8172-b947ab8874d0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-11-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.11.2003 34.2002.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2002-43_2003-11-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2002.43

   

  IP/cd

  	
  Lugano

  19 novembre 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  	 

							

 

	
  redattrice:

  	
  Irène Pavone,
  vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 22 agosto
2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  Cassa malati __________ 

  rappr. da: avv. __________ 

   

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
contratto di assunzione datato 26 ottobre 1994, in vigore dal 1° novembre 1994,
la cassa malati __________ ha ingaggiato il signor __________ in qualità di
agente a tempo parziale per la sua agenzia di __________ (doc. _).

                                         Al
contratto erano allegati una serie di documenti da sottoscrivere, tra cui
segnatamente il Protocollo degli obblighi e la clausola di divieto di
concorrenza (doc. _).

 

                               1.2.   In data 2
luglio 2002 (doc. _), __________ ha sollecitato quanto segue alla cassa malati
__________: 

 

" 
con la presente vi comunico che in base alla
disposizione della legge LPP, mi dovete versare i contributi arretrati.

 

In quanto sono stato vostro dipendente dal 1
novembre 1994 sino al 31 dicembre 1999, e mi sono stati versati tutti i
contributi di legge tranne il secondo pilastro (contributo obbligatorio)
quindi vi sarei grato se entro il 31 luglio 2002 mi versaste quanto dovuto,
altrimenti inoltrerò una petizione al tribunale federale delle
assicurazioni."

 

                                         La
compagnia assicurativa ha risposto in questi termini (doc. _):

 

" 
(…)

Le dobbiamo purtroppo comunicare che non possiamo
dare un seguito positivo alla sua richiesta e ciò per le seguenti ragioni:

 

La sua assunzione presso la __________ Cassa
malati è stata concretizzata con un contratto a tempo parziale. In modo quanto
mai evidente, si trattava la sua di un'attività accessoria, in quanto
esercitavate un'altra attività a titolo principale.

Dunque, conformemente all'art. 1 cap. 1 lett. c
OPP2, "i salariati che esercitano un'attività accessoria, se sono già
obbligatoriamente assicurati per l'attività lucrativa principale oppure se
esercitano un'attività lucrativa indipendente a titolo principale", non
sottostanno all'assicurazione obbligatoria. Ragione per la quale nessun
contributo è stato prelevato dal suo salario. Se desiderava assicurarsi
facoltativamente, avrebbe dovuto inoltrarci la relativa domanda, conformemente
all'art. 46 LPP."

 

                               1.3.   Con
petizione 22 agosto 2002 al TCA nei confronti della cassa malati __________,
__________ ha chiesto:

 

" 
1.        L'istanza è accolta.

 

1.1      Di conseguenza la Cassa Malati __________ è tenuta ad
assicurare il signor __________ nella LPP "Fondazione LPP __________
" versando i contributi dovuti dal datore di lavoro e di richiedere la
parte del lavoratore al signor __________.

 

2.        Protestate spese e ripetibili."
(cfr. doc. _)

 

                                          A
motivazione della propria pretesa ha fatto valere:

                                         

" 
1.      In data 26 ottobre 1994 istante e convenuto
hanno sottoscritto

         un
contratto d'assunzione, dove veniva indicato il protocollo degli obblighi (Doc.
_) + (Doc. _).

 

2.
     Inoltre in data 26 ottobre 1994, mi veniva chiesto se possedevo uno
statuto d'indipendente, in assenza dello stesso, mi richiedevano la tessera (Doc.
_).

 

3.
     Di conseguenza la __________ ha provveduto alla affiliazione AVS, AINP,
AI, Lainf, dimenticando di dedurre la LPP (Doc. _).

 

4.
     Ho pure chiesto che mi venissero corrisposti gli assegni famigliari, cosa
effettuata dalla __________ nel 1998 (Doc. _).

 

5.
     In data 2 luglio 2002, ho nuovamente scritto alla direzione della Cassa
Malati __________, chiedendo che mi venissero versati i contributi LPP, per gli
anni 95/96/97/98 (Doc. _). In data 16 luglio la __________ prende posizione
comunicandomi che non ho il diritto, in base all'art. 1 cap. 1 lett. C OPP2, i
salariati che esercitano un'attività accessoria, non sottostanno all'obbligo (Doc.
_).

 

6.
     In riferimento al loro scritto mi viene spontanea la domanda, se un datore
di lavoro obbliga in base al contratto d'assunzione a tenere l'Agenzia per 4
ore al giorno, e il restante tempo al servizio esterno, e fissandogli degli
obbiettivi di vendita, quando avrebbe mai potuto far un'altra attività? Quindi
si capisce che l'assunzione era a tempo pieno, la stessa fissava degli
obbiettivi di vendita annui che in media erano di 700 nuovi contatti, (media
giornaliera 700 : 231 giorni lavorativi = 3 contratti) inoltre gli obbiettivi
dovevano possibilmente essere raggiunti, altrimenti il responsabile
dell'organizza-zione vendite ci convocava (Doc. _)." (cfr. doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
6 dicembre 2002 la cassa malati __________, rappresentata dall’avv. __________
(doc. _), ha postulato la reiezione della petizione evidenziando, tra l’altro,
quanto segue:

 

" 
(…)

B           AI FATTI DI PETIZIONE

 

Ad.1      Ad
acta

 

__________ ritiene,
tuttavia, di precisare che il contratto sottoscritto con il signor __________
in data 26.10.1994 raffigura gli estremi di un contratto di lavoro a tempo
parziale, a titolo accessorio. Tale evenienza si desume chiaramente, sia dal
tenore del contratto stesso, sia da quanto esposto nel protocollo degli
obblighi (cfr. doc.  e _ prodotti dal sig. __________).

 

__________ ritiene,
inoltre, di dover aggiungere che tale accordo contrattuale era in vigore solo
fino al 31.12.1998.

 

Infatti, con effetto al
1.01.1999, mediante conclusione di un nuovo contratto, la direzione
dell’agenzia di __________ è stata affidata alla società __________, con sede
ad __________ e di cui amministratore unico era, al quel momento, il signor __________.
Il rapporto di dipendente a tempo parziale e a titolo accessorio con __________
deve quindi essere considerato unicamente dal 26.10.1994 al 31.12.1998.

 

(…)

C           NEL MERITO

 

b)                   
(…)

Innanzitutto,
__________ rileva che, con la firma sia del contratto di assunzione che del
protocollo degli obblighi relativi all'agenzia di __________, il signor
__________ ha sottoscritto, e quindi implicitamente accettato, tutte le
condizioni ivi contenute, ossia:

 

      ·   assunzione quale agente a tempo parziale

      ·   apertura e
presenza allo sportello a tempo parziale, ossia per quattro ore al giorno

 

Di conseguenza non vi è
chi non veda come il rapporto contrattuale esistente tra __________ e
__________, nel periodo intercorrente fra il 26.10.1994 e il 31.12.1998 deve
essere considerato quale contratto di lavoro a tempo parziale, a titolo
accessorio.

 

A questo proposito va
pure aggiunto che nel corso dei predetti anni, l'attore non ha mai chiesto
alcuna modifica delle proprie condizioni di lavoro, né avanzato alcuna pretesa di
natura previdenziale nei confronti di __________, pretesa che avrebbe potuto
far credere a __________ che quest'ultima cassa malati fosse l'unico datore di
lavoro. Di conseguenza, non vi è dubbio che il signor __________, oltre che
dipendente a tempo parziale di __________ Cassa Malati, esercitasse un'altra
attività lucrativa.

 

A comprova di tale
argomento, vi è lo scritto inviato dal signor __________ alla __________ in
data 20.09.1994 mediante il quale egli, oltre che annunciare il suo interesse
per subentrare quale capo agenzia per la struttura di __________, precisava di
essere, dal mese di giugno 1994, collaboratore ufficiale della compagnia di
assicurazione __________, con agenzia generale a __________.

 

             (…)

 

Di conseguenza, alla
presente fattispecie deve essere applicato l'art. 1 cpv. 1 lett. c
dell'Ordinanza sulla previdenza professionale per la vecchiaia, e superstiti e
l'invalidità.

 

             (…)

 

d)          Infine,
non va dimenticato che __________ avrebbe potuto richiedere, a norma dell'art.
46 LPP, l'iscrizione facoltativa presso l'istituto di previdenza della
__________, ciò che non è mai stato fatto." (cfr. doc. _)

 

                               1.5.   Entro il
termine fissato dal TCA per produrre eventuali altri mezzi di prova (X),
l’attore ha prodotto una copia del contratto quale agente presso l’agenzia
generale di __________ di __________ (di seguito la __________, doc. _). 

                                         La
convenuta si è riconfermata nelle proprie posizioni con lettera del 16 gennaio
2003 (XIV), così come l’attore con scritto datato 28 gennaio 2003 (XVI).

                                         Con
duplica del 20 febbraio 2003 (XX), la convenuta ha sollevato l’eccezione di
prescrizione, confermata con scritto 1° aprile 2003 (XXVI), in questi termini:

 

" 
C           IN DIRITTO

(…)

 

Tuttavia, nella denegata ipotesi che codesto
Tribunale dovesse ritenere fondata la richiesta dell'attore, la convenuta
invoca l'applicazione dell'art. 41 cpv. 1 LPP (…).

 

(…)

 

Di conseguenza, nella denegata ipotesi che
l'iscrizione del signor __________ nella Fondazione LPP __________ sia ritenuta
fondata, la parte convenuta ritiene che egli possa richiedere il versamento dei
contributi unicamente fino al 1997 e non oltre, sempre tenuto conto che
il rapporto __________ / __________ si è concluso con effetto al 31.12.1998,
dato che dall'01.01.1999 la direzione dell'agenzia __________ di __________ è
stata affidata alla società __________.

 

Comunque tale evenienza dovrà essere esaminata
d'ufficio da codesto Tribunale poiché la procedura avanti il Tribunale
Cantonale delle Assicurazioni è retta dal principio dell'ufficialità (conf.
art. 9 della legge di procedura per le cause al tribunale cantonale delle
assicurazioni, vedi inoltre art. di A. Trisconi-Rossetti pag. 359 e segg. RDAT
II - 1995; art. di G. Beati RDAT I - 1993 pag. 519 e segg.)."

(cfr. doc. _)

 

                                         Con
lettera del 10 marzo 2003 (XXII), __________ ha contestato l’avvenuta
prescrizione, indicando che:

 

" 
6.

(…)

I signori sanno che ho richiesto verbalmente più
volte che mi venisse dedotto il contributo LPP, inoltre parliamo di contributi
di risparmio per la mia vecchiaia, e loro erano obbligati ad affiliarmi
previdenza professionale. Inoltre tendo a precisare che la prescrizione non si
estende con i contributi LPP, in quanto una deduzione obbligatoria di legge dal
1 gennaio 1985.”

 

                               1.6.   Successivamente,
questo Tribunale ha effettuato ulteriori accertamenti, chiedendo segnatamente
all’attore precisazioni sul suo rapporto di lavoro con la convenuta (doc. _;
risposta, doc. _), e alla convenuta il nominativo dell’istituto previdenziale
al quale era affiliata (doc. _; risposta, doc. _).

                                         All'istituto
previdenziale è stato chiesto di allestire il conteggio dei contributi che il
datore di lavoro avrebbe dovuto versare a favore di __________ (docc. _;
risposte, docc. _).

                                         La cassa
di compensazione AVS alla quale è affiliata la convenuta è stata inoltre
invitata a comunicare l’importo degli stipendi annunciati dalla __________
concernente __________ (doc. _; risposta, doc. _).

                                         Le
risultanze istruttorie sono state comunicate alle parti per presa di posizione
(doc. _).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Giusta
l'art. 73 cpv. 1 LPP le controversie tra istituti di previdenza, datori di
lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza
cantonale. Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle
assicurazioni quale istanza unica (art. 8 LALPP).

                                         Per
quanto riguarda la natura del litigio, la competenza ex art. 73 LPP è data
nella misura in cui trattasi di contestazioni aventi per oggetto questioni
specifiche della previdenza professionale in senso stretto o in senso largo.
Rientrano pertanto principalmente nella sfera d'applicazione dell'art. 73 LPP
le controversie afferenti alle prestazioni assicurative, alle prestazioni di
libero passaggio (attualmente prestazioni di entrata e di uscita) e ai
contributi previdenziali. Per contro le vie di diritto dell'art. 73 LPP non
sono aperte qualora la controversia non trova fondamento giuridico nella
previdenza professionale, anche se essa dovesse avere degli effetti rientranti
nel campo di detta previdenza (DTF 125 V 168 consid. 2; DTF 122 V 323 consid.
2b e riferimenti ivi citati).

 

                                         L'art. 11
cpv. 1 e 3 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare
obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previdenza regolarmente
registrato. Tale affiliazione ha effetto retroattivo e comporta, per il datore
di lavoro, l'obbligo del pagamento dei contributi (art. 66 LPP).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA le pretese del lavoratore aventi per oggetto
l'obbligo del datore di lavoro di assicurare i propri dipendenti così come il
versamento, da parte del medesimo, dei contributi all'istituto di previdenza si
fondano sull'art. 66 cpv. 2 e 3 LPP e costituiscono questioni specifiche della
previdenza professionale in senso largo. Vertenze che oppongono il lavoratore
al datore di lavoro, oppure all'ex datore di lavoro, quanto all’obbligo di
assicurazione, alla fissazione e al pagamento dei contributi LPP costituiscono
pertanto controversie ai sensi dell'art. 73 LPP (DTF 129 V 320; STFA del 6
dicembre 1999 nella causa P. pubblicata in SZS 2002 p. 499segg.; Meyer-Blaser,
Die Rechtsprechung von Eidgenössischem Versicherungsgericht und Bundesgericht
zum BVG, 1995-1999 in SZS 2000 p. 291segg., in particolare p. 316; STFA del 18
giugno 1999 pubblicata in SZS 2000 p. 145segg.; STFA non pubblicate del 25
gennaio 2000 nella causa F. e Z., B 37/99 e nella causa  M. e Hockey-Club X, B
34/99 e del 15 marzo 2000 nella causa X., B 36/99; DTF 122 III 59 consid. 2;
Meyer-Blaser; Die Rechtswege nach dem Bundesgesetz über die berufliche
Alters-,Hinterlassenen-und Invalidenvorsorge (BVG), in: ZSR 1987, pag. 601ss,
614; SZS 1990 p. 201; Bollettino della previdenza professionale edito
dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali n. 53, N. 318).

                                      

                                         La
presente vertenza oppone un lavoratore, __________, alla Cassa malati
__________, già suo ex datore di lavoro ed ha per oggetto il mancato ossequio,
contestato da parte di quest’ultimo, dell’obbligo di assicurare il proprio
dipendente e, quindi, il mancato versamento dei contributi previdenziali a far
tempo dall’inizio del rapporto d’impiego.

 

                                         Di
conseguenza, questo TCA, quale istanza giudicante istituita giusta l'art. 73
LPP, è competente a statuire nel merito della presente vertenza.

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L’oggetto
del contendere è l’obbligo, da parte della cassa malati __________, in qualità
di ex datore di lavoro, di assicurare __________ e di versare i contributi
previdenziali per la durata complessiva del rapporto d’impiego.

 

                                         Ai sensi
dell’art. 2 cpv. 1 e 3 LPP:

 

" 
I lavoratori che hanno compiuto i diciassette anni
e riscuotono da un datore di lavoro un salario annuo maggiore di 25'320 franchi
(nel 2003) (art. 7: per i rischi morte e invalidità dal 1° gennaio dopo che
hanno compiuto il 17esimo anno di età e per la vecchiaia dal 1° gennaio dopo che
hanno compiuto il 24° anno di età) sottostanno all’assicurazione
obbligatoria."

 

" 
Il Consiglio federale determina quali categorie di
salariati non sottostanno, per particolari motivi, all’assicurazione
obbligatoria."

 

                                         Giusta
l’art. 1 cpv. 1 OPP2:

 

" 
I seguenti salariati non sottostanno
all’assicurazione obbligatoria:

 

a.   i salariati il cui datore di lavoro non é sottoposto
all’obbligo di versare contributi all’AVS;

b.   i salariati assunti per un periodo limitato
non superiore ai tre mesi;

      se il rapporto di lavoro é prolungato oltre i tre mesi, il
salariato é assicurato dal momento in cui é stato convenuto il prolungamento;

c.   i salariati che esercitano un’attività accessoria, se sono già
obbligatoriamente assicurati per l’attività lucrativa principale oppure se
esercitano un’attività lucrativa indipendente a titolo principale;

d.   le persone che sono invalide almeno in misura dei due terzi, ai
sensi dell’AI;

e.   i
seguenti membri della famiglia del conduttore di un’azienda agricola, che vi
lavorano:

1.  i
parenti del conduttore in linea ascendente e discendente e i loro congiunti;

2.
 i generi del conduttore che con ogni probabilità rileveranno l’azienda per
gestirla personalmente."

 

                                         Per
l’anno 1994 il salario minimo comportante l’obbligo assicurativo ammontava a
fr. 22'560, negli anni 1995 e 1996 a 

fr. 23'280 e nel 1997 e 1998 a fr. 23'880 (cfr. art. 5 OPP2 e le relative
modifiche).

 

                                         Conformemente
all’art. 7 cpv. 2 LPP:

 

" 
È tenuto conto del salario determinante giusta la
legge federale del 20 dicembre 1946 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i
superstiti. Il Consiglio federale può consentire deroghe."

 

                                         L'art. 3
cpv. 1 OPP2 prevede a questo proposito che:

 

" 
Nel suo regolamento l’istituto di previdenza può
derogare al salario determinante nell’AVS:

a.      facendo astrazione di elementi occasionali del salario;

b.      fissando anticipatamente il salario coordinato annuo in base all’ultimo
salario annuo noto; si deve tuttavia tener conto dei cambiamenti già convenuti
per l’anno in corso;

c.      determinando il salario coordinato in modo forfetario, in quelle
professioni in cui le condizioni d’occupazione e di retribuzione sono
irregolari, in base al salario medio di ogni categoria professionale."

 

 

                               2.3.   Nel caso
concreto, emerge dagli atti di causa che un rapporto di lavoro legava l’attore
alla cassa malati __________ dal 1° novembre 1994 (doc. _) al 31 dicembre 1998.

                                         In
effetti, a far tempo dal 1° gennaio 1999 (doc. _), la Direzione generale della
Cassa malati __________ ha conferito alla __________ la direzione dell’agenzia
di __________: il rapporto di lavoro fra l’attore e la qui convenuta ha dunque
preso fine il 31 dicembre 1998.

 

                                         Queste
date sono anche confermate dai certificati di salario per la dichiarazione
d’imposta allestiti dall’ex datore di lavoro (docc. _), nonché dall’estratto
del conto individuale AVS relativo all’attore, datato 12 agosto 2002 (doc. _).
Da quest’ultimo documento risulta che il datore di lavoro dell’attore era, dal
1° gennaio 1999, la __________.

 

                                         __________
era inoltre considerato come un salariato dalla cassa malati __________, ciò
che non è contestato dalla convenuta, la quale parla nella risposta di causa di
contratto di lavoro a tempo parziale (vedi fatti della risposta ad 1 e
ad 3) e qualifica l’attore di dipendente (vedi merito della risposta
p.ti a e b). Questa circostanza emerge inoltre chiaramente dai documenti
versati agli atti.

                                         Si
osserva in particolare che l’ex datore di lavoro ha dedotto regolarmente dallo
stipendio lordo dell’attore i contributi AVS/AI/APG/AC (docc. _) e ha versato,
insieme al suo contributo, i contributi AVS dedotti alla Cassa di compensazione
competente conformemente a quanto disposto dall’art. 14 cpv. 1 LAVS (doc. _).

 

                                         Poiché lo
statuto di salariato, rispettivamente d’indipendente, ai sensi dell’AVS è
determinante anche per la previdenza professionale (RCC 1985 p. 369; Stauffer,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht – Die berufliche
Vorsorge, Zürich 1996, ad art. 2 cpv. 1, p.to 1, p. 2), si deve ammettere che
__________ era un salariato anche per quanto concerne la LPP.

 

 

                               2.4.   Per quanto
riguarda lo stipendio determinante, il regolamento del “Fonds de prévoyance en
faveur du personnel __________ (in seguito: “Fonds de prévoyance”), al quale la
convenuta è affiliata ai fini dell’attuazione della previdenza professionale
dei suoi dipendenti, non prevede alcuna particolare deroga alla nozione di
salario determinante secondo la LAVS. 

                                         In
effetti, l’art. 12 del regolamento dispone semplicemente che il salario annuale
è determinante per il calcolo del salario assicurato (doc. _).

                                         In queste
condizioni deve essere ammesso che il salario determinante dal punto di vista
della previdenza professionale è quello determinante ai sensi dell’AVS,
conformemente all’art. 7 cpv. 2 LPP. 

                                         Nel caso
di specie, gli stipendi annuali AVS annunciati dal datore di lavoro alla cassa
di compensazione per gli anni 1994 a 1998 sono stati confermati dall’Agence
communale d’assurances sociales – caisse AVS __________, in qualità di cassa di
compensazione competente (docc. _), e corrispondono alle cifre elencate
nell’estratto del conto individuale AVS prodotto dall’attore quale doc. _.
Detti importi sono anche riconosciuti come corretti dalla convenuta stessa
(doc. _ e allegati), la quale sottolinea che le discrepanze fra il salario
lordo e il salario sottoposto all’AVS sono dovute al fatto che 25% delle
commissioni percepite quale agente non sono considerate come salario
determinante ai fini dell’AVS. 

                                         Questa
deduzione di 25% è effettivamente autorizzata dalle Direttive sul salario
determinante nell’AVS/AI e nell’IPG dell’UFAS, N. 4023. Tuttavia, non si
tratta, come allegato dalla convenuta (vedi doc. _, p.to 3a), di una procedura
che “viene applicata nei casi di persone che svolgono un’attività
accessoria”, bensì della possibilità di dedurre in modo forfettario le
spese generali dei rappresentanti di commercio esercitanti un’attività
lucrativa dipendente, la quale si applica anche agli agenti assicurativi (vedi
Direttive sul salario determinante nell’AVS/AI e nell’IPG dell’UFAS, N. 4023).

 

                                         Dall’esame
dell’insieme di questi documenti risulta chiaramente che __________, negli anni
1995 a 1998, ha percepito dalla convenuta un salario annuo sempre superiore al
limite fissato dalla legge (vedi consid. 2.2.). 

                                         Durante il
1994 invece, non è stato raggiunto il salario minimo determinante (salario
determinante di CHF 627), considerato che l’attività per conto della cassa
malati __________ è iniziata solo a far tempo del 1° novembre 1994.

 

 

                               2.5.   In tali
circostanze, __________ adempiva alle condizioni di salario e di età (aveva già
compiuto i suoi 24 anni il 28 gennaio 1993) per
essere obbligatoriamente assicurato ai sensi
della LPP dal 1995 per i rischi morte, invalidità e vecchiaia (art. 7 cpv. 1
LPP), a meno che l’attore appartenesse ad una delle categorie di salariati
definite all’art. 1 cpv. 1 OPP2.

 

                                         A tale
proposito, la convenuta fa valere che __________ non era sottoposto
all’assicurazione obbligatoria in quanto era impiegato a tempo parziale e solo a
titolo accessorio (art. 1 cpv. 1 lit. c) OPP2), riferendosi al testo stesso
del contratto di assunzione (doc. _, art. 1) nonché all’annesso protocollo
degli obblighi (doc. _, p.ti 1.2. e 1.3.). 

Inoltre, l'ex datrice di
lavoro asserisce che l’attore svolgeva parallelamente altre attività lavorative
a titolo principale e segnatamente in qualità di agente presso l’Agenzia
generale di __________ della __________ (doc. _). 

 

                                         L'attore
sostiene invece di essere stato occupato a titolo principale presso
l’Agenzia di __________ della Cassa malati __________, in quanto, oltre
all’obbligo di assicurare la permanenza allo sportello quattro ore al giorno
(doc. _, p.to 1.3.), doveva raggiungere degli obiettivi annuali di nuove
vendite molto elevati (1'000 nuovi affari per l’anno 1995, doc. _), ciò che
implicava un notevole impegno di tempo.

 

                               2.6.   Giusta
l’art. 1 cpv. 1 lit. c OPP2, non sottostanno all’assicurazione obbligatoria i
salariati che esercitano un’attività accessoria, se sono già obbligatoriamente
assicurati per l’attività lucrativa principale oppure se esercitano un’attività
lucrativa indipendente a titolo principale.

                                         Questa
disposizione è stata ripresa tale quale all’art. 4 cpv. 1 lit. c del
regolamento del “Fonds de prévoyance” (doc. _).

 

                                         La
nozione di attività accessoria non è definita nell’OPP2 e non sono nemmeno
state allestite direttive in merito, allo scopo di affidare la soluzione del
problema all’esperienza pratica: la distinzione fra attività principale ed
accessoria è pertanto spesso difficile e deve essere fatta tenendo conto delle
circostanze specifiche (Ufficio Federale delle Assicurazioni sociali, Problemi
di assoggettamento alla LPP, RCC 1985 p. 377 segg.).

                                         Il
Tribunale federale delle assicurazioni sottolinea a tale  proposito (SZS 1998
p. 381 consid. 3b) che il senso di questa disposizione è di evitare, per quanto
possibile, che un lavoratore, che esercita contemporaneamente diverse attività
presso vari datori di lavoro, sia per ogni una di esse assicurato
obbligatoriamente. L’art. 1 cpv. 1 lit. c OPP2 pone pertanto il principio che
il lavoratore che è al servizio (contemporaneamente) di vari datori di lavoro,
è sottoposto all’assicurazione obbligatoria solo per la sua attività
principale; egli ha tuttavia la possibilità di farsi assicurare, a titolo facoltativo,
per i redditi provenienti dalle sue attività accessorie (art. 46 LPP, art. 1
cpv. 4 OPP2; vedi anche RCC 1985 p. 377 segg.; Brühwiler, Die betriebliche
Personalvorsorge in der Schweiz, Bern 1989, §14, N. 29, p. 277; STFA 120 V 15).

 

                                         Anche in
assenza di una definizione legale dell’attività accessoria, si può tuttavia
logicamente parlare di una tale attività solo nel caso in cui il lavoratore
interessato esercita, accanto ad un determinato lavoro, un’altra attività
lucrativa.

                                         L’espressione
“accessoria” implica inoltre che l’altra attività lucrativa esercitata
parallelamente rappresenti l’attività principale. Ciò significa che
quest’ultima deve comparativamente assorbire la capacità lavorativa
dell’interessato “in modo per lo meno preponderante”. Il criterio di confronto
è l’elemento temporale della prestazione lavorativa. È dunque determinante per
un contratto di lavoro relativo ad un’attività accessoria che il tempo
convenuto per la prestazione da svolgere sia più limitato di quello impiegato
per eseguire le altre mansioni principali (vedi Brühwiler, op. cit., § 22, N.
22, p. 481).

 

                                         La misura
temporale dell’occupazione dovrebbe di regola corrispondere, considerato un
lasso di tempo di una certa durata, alle capacità lavorative investite. Nel
caso in cui le attività da paragonare impegnano il lavoratore per un lasso di
tempo simile, devono essere considerati in modo sussidiario altri criteri come:

                                         -  l’ammontare
dello stipendio,

                                         -  la
natura dell’attività,

                                         -  la
stabilità dell’occupazione e

                                         -  il
punto di vista dell’interessato stesso. 

 

                                         Riassumendo
si può parlare di attività accessoria solo nel caso in cui il lavoratore
esercita, a lato del suo normale tempo di lavoro giornaliero, settimanale o
mensile, solo attività di minor entità. Il lavoratore deve inoltre, come
ulteriore condizione, essere già assicurato o almeno assicurabile ai sensi
della LPP per la sua attività principale: altrimenti rimane sottoposto
all’assicurazione obbligatoria per la sua attività accessoria (art. 1 cpv. 1
lit. c in fine OPP2; vedi Brühwiler, op. cit., § 22, N. 22 e 23, p. 480-481 e
riferimenti; RCC 1985 p. 377 segg.). 

 

                                         Nella
giurisprudenza relativa all’assicurazione per la vecchiaia ed i superstiti, che
può essere applicata per analogia alla LPP (per la questione della definizione
di salariato e indipendente, Stauffer, op. cit., ad art. 2 cpv. 1, p.to 1, p.
2), il Tribunale federale delle assicurazioni ha ammesso che l’attività
esercitata ha un carattere accessorio nei seguenti casi:

 

                                          -     una
donna che percepisce le indennità di disoccupazione dal 15 agosto 1993, dà
inoltre corsi di cucito dal 1° novembre 1993 per un reddito inferiore a CHF
2'000.— all’anno (STFA del 22 giugno 1995 nella causa I.M., Pratique VSI 1996
p. 135). Il TFA ha ammesso che le indennità di disoccupazione percepite
rappresentano la principale fonte di reddito dell’assicurata e che pertanto i
corsi di cucito devono essere considerati come un’attività accessoria;

 

                                          -     una
persona esercita un’attività salariata e, parallelamente, procede al commercio
di immobili occasionalmente nel 1979, 1980 e 1982, realizzando guadagni solo
nel 1979 e 1980 (RCC 1987 p. 452 c. 3b). Il reddito proveniente dal commercio
di immobili è considerato come proveniente da attività accessoria.

 

                                         L’Ufficio
federale delle assicurazioni sociali menziona inoltre alcuni esempi teorici che
possono fornire criteri di distinzione (RCC 1985 p. 378 e 379):

 

                                         -     quando
un maestro insegna in due scuole diverse, la durata di ogni mandato può essere
determinante per distinguere quale delle due attività deve essere considerata
come accessoria o principale. Si potrebbe dunque ammettere che la scuola alla
quale egli dedica meno tempo durante l’anno lo consideri come non assoggettato
obbligatoriamente alla LPP, essendo l’attività accessoria. La scuola nella
quale il maestro è assunto per una durata più lunga dovrebbe annunciarlo al suo
istituto di previdenza, in quanto vi esercita la sua attività principale;

 

                                         -     nel
caso di uno psicologo che, accanto alla sua attività indipendente presso il suo
studio, è assunto come salariato in un stabilimento ospedaliero; il reddito
conseguito può costituire un criterio determinante per distinguere l’attività
principale da quella accessoria.

 

                                         La
nozione di attività accessoria, si incontra pure all’art. 23 cpv. 3 della Legge
federale sull’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione e l’indennità
per insolvenza (LADI).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 23 cpv. 3 LADI, è considerato guadagno accessorio ogni guadagno che
un assicurato trae da un’attività dipendente esercitata fuori del tempo normale
di lavoro o da un’attività esercitata fuori del quadro ordinario di un’attività
lucrativa indipendente. 

 

                                         Il TFA ha
precisato questa definizione in diverse sentenze. In una decisione del 16
settembre 1997, pubblicata in DTF 123 V 230, confermandosi nella propria
giurisprudenza di cui alla DTF 120 V 515, ha in particolare rilevato che:

 

“(...)

 

3.- (…) La notion de gain accessoire ne figure pas
dans la loi fédérale sur l’assurance-chômage du 22 juin 1951 (RO 1951 1167), ni
dans le règlement d’exécution du 17 décembre 1951 (RO 1951 1191).

Elle a été introduite dans le règlement par l’arrêté
du Conseil fédéral du 23 juin 1969 (RO 1969 457), dont l’art. 4bis - sous la
note marginale “gain assurable et fixation des cotisations”- a la teneur
suivante:

 

“Un gain accessoire ne peut être assuré; est réputé
tel tout revenu que l’assuré obtient en exerçant une activité indépendante ou
salariée en dehors de son horaire normal de travail.” (al. 2)

 

La ratio legis de cette disposition, qui n’a pas
fait l’objet de commentaires, est en réalité de déterminer le gain assurable en
matière de chômage et par conséquent de fixer, lorsque le cas se présente,
l’indemnité de chômage. La disposition ne vise pas principalement à régler un
problème de cotisation mais une question d’indemnisation, dont le calcul est
déterminé sur la base de ce règlement.

Le message concernant une nouvelle loi fédérale sur
l’assurance-chômage obligatoire et l’indemnité en cas d’insolvabilité (FF 1980
III 485) mentionne simplement que la disposition sur le gain accessoire est
reprise de l’ancien droit (exclusion des gains accessoires du calcul de
l’indemnité de chômage). Le texte de l’art. 22 al. 3 du projet a été repris
dans la LACI à l’art. 23 al. 3.

b) Les juges fribourgeois ont refusé d’appliquer les
prescriptions contenues au ch. m. 195 de la circulaire de l’OFIAMT relative à
l’indemnité de chômage, dont la teneur est la suivante:

 

"                                                                             On
considérera comme gain accessoire un revenu que l’assuré obtenait déjà avant le
chômage en dehors de son horaire de travail normal. Durant le chômage, chaque
revenu que l’assuré n’obtenait pas déjà auparavant ne devra pas être considéré
comme un gain accessoire, mais comme un gain intermédiaire. Lorsqu’un assuré
étend son activité lui procurant un gain accessoire, le revenu supplémentaire
qui en résulte doit être considéré comme gain intermédiaire."

 

Les premiers juges ont considéré que ces
prescriptions ne correspondaient pas au texte de la loi. Leur interprétation se
fonde en particulier sur la doctrine (GERHARDS, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), vol. I, n. 53 ss ad art. 23, p. 303, et
n° 51 ad art. 24-25, p. 318). Le critère permettant d’établir une différence
entre gain intermédiaire et accessoire réside dans le fait que l’activité
intermédiaire n’est effectuée que durant le temps normal de travail ou durant
une période d’occupation (en cas d’activité comme indépendant), alors que
l’activité accessoire l’est en dehors de l’horaire normal de travail (le soir ou
en fin de semaine), respectivement en dehors des heures normales d’occupation.
Par ailleurs, le gain accessoire qui a un caractère extraordinaire pourrait
permettre d’obtenir un revenu supérieur à celui découlant de l’activité
ordinaire. Selon cette interprétation, toute activité menée en dehors d’un
horaire normal du travailleur, quelle que soit son importance, demeure
accessoire.

c) L’interprétation des premiers juges repose sur
des critères trop schématiques et rigides. Elle ne tient pas suffisamment compte
de ce que l’horaire de travail peut être variable dans beaucoup d’activités.
Surtout, elle perd partiellement de vue la notion d’accessoire de ce
gain par rapport à celui provenant d’une activité principale. Comme tel et
parce qu’il n’est pas soumis à cotisation et qu’il n’entre pas dans le calcul
des indemnités de chômage, ce gain ne peut demeurer que dans un rapport de
proportion faible avec le revenu de l’activité principale. A défaut de quoi, si
ce gain venait régulièrement à se rapprocher ou dépasser le gain principal,
l’activité ne pourrait plus être accessoire et le gain ne le serait d’avantage.
(…)”

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in DTF 125 V 475, l’Alta Corte ha considerato come attività
accessoria l’occupazione di una persona che, accanto ad un’attività settimanale
di 42 ore presso la parrocchia, lavorava 16,8 ore alla settimana presso
un’organizzazione in favore di asilanti. Trattandosi, la seconda, di
un’attività esercitata fuori dal tempo normale di lavoro, è stata giudicata
“accessoria”. 

 

 

                               2.7.   Nel caso
concreto, occorre, al fine di stabilire se la Cassa malati __________ aveva
l’obbligo di assicurare il signor __________ per la parte obbligatoria LPP: 

 

                                         -     determinare
se l’attività svolta per conto dalla convenuta aveva un carattere accessorio e;

-     se
è il caso, accertare se l’attore era già obbligatoriamente assicurato per la
sua attività principale.

 

Per quanto
riguarda il primo aspetto, risulta dagli atti, e non è nemmeno contestato da
__________, che egli esercitava l’attività di agente per conto della __________
dal 1° giugno 1994 (doc. _) e ciò anche durante tutto l’anno 1995 e fino ad
agosto 1996 (doc. _).

                                         Di tale
circostanza la convenuta era senz’altro al corrente in quanto __________ lo ha
chiaramente indicato nella sua lettera di candidatura al posto di capo agenzia
della struttura di __________ della cassa malati __________ (doc. _).

 

                                         Si evince
inoltre dall’estratto del conto individuale AVS di __________ (doc. _), che
quest’ultimo, accanto alle due occupazioni descritte in precedenza, ha
lavorato, durante il periodo compreso tra il 1° novembre 1994 e il 31 dicembre
1998, presso i seguenti datori di lavoro:

 

-        
__________ durante gli anni 1995, 1996 e 1997;

-        
__________ da luglio a dicembre 1996;

-        
__________ da giugno 1997 a dicembre 1998 (docc.
_).

 

                                         Sono
stati versati agli atti unicamente i contratti di lavoro conclusi con la Cassa
malati __________ (docc. _) e La __________ (doc. _). 

                                         Da un
attento esame di questi documenti si evince che, nonostante quanto asserito
dalla convenuta, il testo del contratto non indica che l’attività del signor
__________ è di carattere accessorio, mentre il contratto allestito dalla
__________ lo precisa testualmente (doc. _, p.to 2.1.). 

                                         Inoltre,
il contratto con la __________ non prevede alcuna percentuale di occupazione,
mentre il protocollo degli obblighi (doc. _) della cassa malati __________
indica:

 

" 
1.2.   PERCENTUALE DI OCCUPAZIONE

         

         Tempo parziale

         Principalmente al servizio esterno

 

 

1.3.     SPORTELLO

         

         Tempo parziale: quattro ore al giorno”.

 

 

                                         A dire dell’attore, le quattro ore di
sportello erano assicurate da lui stesso e, di conseguenza, poteva dedicarsi al
servizio esterno principalmente fuori dall’orario di apertura dell’agenzia, per
un orario medio di 5/6 ore giornaliere (doc. _). Queste affermazioni sono
contestate in modo generico dalla convenuta, la quale si limita però a
sottolineare che l’attore non fornisce alcuna prova delle sue allegazioni (doc.
_). 

                                         Tuttavia,
la Cassa malati __________ non afferma nemmeno che un altro impiegato assicurava
il servizio allo sportello (doc. _, consid. 3, ad. 1). Inoltre, risulta dalla
documentazione fornita da __________ che, durante gli anni oggetto di
contestazione, ha realizzato il seguente numero di nuovi affari:

 

                                         -  1995:
595 affari individuali (obiettivo: 600) (cfr. doc. _);

                                         -  1996:
1138 affari individuali (obiettivo: 500) (cfr. doc. _);

                                         -  1997:
300 affari individuali (obiettivo: 900) (cfr. doc. _).

 

                                         Per
l’anno 1998, non è stato prodotto, come invece per gli altri anni, il conteggio
degli affari realizzati allestito dal datore di lavoro. Tuttavia, dal conteggio
di stipendio datato 21.01.1999 risulta che un indennizzo di richiamo (“prime de
rappel”) ammontante a fr. 9'048.70 è stato accreditato al lavoratore: ciò
implica che egli ha superato l’obiettivo annuale fissato dal datore di lavoro
(doc. _, cfr. art. 10 del contratto di assunzione e doc. _ per l’anno 1995 e
doc. _ per l’anno 1996).

 

                                         Anche la
descrizione della funzione di __________ presso ogni datore di lavoro è molto
esplicita. I compiti da svolgere per conto della __________ erano i seguenti:

 

" 
2.      Compiti

2.1.    
L’agente esercita un’attività accessoria presso
la __________. Egli conclude contratti d’assicurazione. L’assistenza alla
clientela spetta all’Agenzia generale.

 

2.2.    
L’agente lavora in collaborazione con l’Agenzia
generale sopramenzionata.

 

2.3.    
La __________ può, per la medesima regione
d’attività, affidare mandati analoghi, anche ad altre persone. Parimente
all’Agenzia generale è fatto salvo il diritto di conchiudere essa stessa
contratti nella regione d’attività dell’agente. Non sorge alcun diritto alla
provvigione per contratti non conchiusi personalmente dall’agente.”

 

                                         mentre
quelli da svolgere per conto della convenuta erano i seguenti:

 

" 
(…)

Articolo 5

 

L'agente si impegna a perfezionare personalmente
e continuamente le sue conoscenze professionali, partecipando a tutte le
riunioni formative e informative organizzate da __________ e __________. Lo
stesso vale per i collaboratori esterni dei quali si serve, ai quali è tenuto a
trasmettere tutte le informazioni utili a questo scopo.

 

Articolo 6

 

I compiti amministrativi e di rappresentanza
dell'agente sono precisati in un apposito protocollo degli obblighi allegato al
presente contratto.

Articolo 7

 

L'agente è responsabile del funzionamento
dell'agenzia che gli viene affidata e prende, d'intesa con la Direzione
generale, tutte le misure appropriate allo svolgimento dei compiti che gli sono
assegnati.

L'agente ricerca a questo scopo dei collaboratori
esterni, dei quali controlla l'attività in collaborazione con il
capo-organizzazione vendite.

 

(…)

 

Articolo 9

 

L'agente è responsabile dello sviluppo
dell'assicurazione individuale e collettiva delle casse malati __________ e
__________ nel raggio della sua agenzia.

 

L'agente che non ha l'esclusività
dell'acquisizione nel raggio della sua agenzia può reclutare nuovi assicuratori
su tutto il territorio della Confederazione." (cfr. doc. _)

 

                                         e più
dettagliatamente ancora (cfr. doc. _, protocollo degli obblighi):

 

" 
(…)

             2. DESCRIZIONE DELLA FUNZIONE

 

2.1.       IN GENERALE

 

             -      Sviluppo del raggio
dell'agenzia 

             -      Incremento quantitativo e
qualitativo

-
     Rappresentanza delle casse malati __________ e __________ alla domanda
della Direzione generale

             -      Servizio alla clientela

 

2.2.       IN PARTICOLARE

 

             -      Analizzare le reti di vendita
e rafforzarle

             -      Creare nuove reti

-
     Raggiungere gli obiettivi di produzione stabiliti dal capo-organizzazione
vendite

             -      Avanzare proposte per
sviluppare l'agenzia

             -      Segnalare i bisogni della
clientela

-
     Redigere un rapporto mensile sul lavoro effettuato ai fini delle vendite e
trasmetterlo al capo-organizzazione o all'ispettore dell'organizzazione

             -      Formare e informare i
collaboratori

             -      Organizzare azioni
pubblicitarie

 

 

2.3.       SUL PIANO AMMINISTRATIVO

 

-
     Trasmettere tutte le domande d'ammissione o di modifica alla Sede sociale

-
     Adattare i contratti esistenti alle necessità, tenendo conto della
situazione economica dell'assicurato, dei suoi desideri, dei suoi bisogni e
delle sue possibilità

             -      Informare gli assicurati

             -      Evitare le dimissioni

             -      Rilasciare i fogli malattia

             -      Trasmettere i documenti
destinati alla Sede sociale." 

(cfr. doc. _)

 

                                         Si può
inoltre osservare che nessuno stipendio fisso è stato concordato nel contratto
sottoscritto con la __________ (doc. _). Le modalità di rimunerazione erano le
seguenti:

 

" 
3.   Entrate

 

L’agente
riceve una provvigione ordinaria e una provvigione straordinaria. Per il
calcolo delle provvigioni è determinante la somma calcolata di produzione il
vigente regolamento per provvigioni della __________.

 

3.1.    Provvigione ordinaria

 

  L’agente riceve una
provvigione ordinaria sulle assicurazioni concluse attraverso la sua mediazione
e per cui è firmata la proposta. La provvigione ordinaria è calcolata in per
mille dell’ammontare della produzione realizzata.

 

                                        L’aliquota
della provvigione ammonta al 30 o/oo.”

 

                                         Invece,
il contratto di assunzione della cassa malati __________ prevedeva una
rimunerazione sotto due forme (doc. _):

 

" 
Articolo 10

L'agente riceve una rimunerazione in forma di
commissioni e un indennizzo di richiamo stabilite dai Regolamenti per
l'indennizzo dei collaboratori emanati dalla Direzione generale.

 

Articolo 12

L'agente riceve inoltre un'indennità mensile
forfettaria, pari a Fr. 1,02 per ogni assicurato domiciliato nel raggio
dell'agenzia, ma al minimo Fr. 615.- al mese a titolo di partecipazione alle
altre spese di gestione dell'agenzia." (cfr. doc. _)

 

                                         La cassa
malati __________ assicurava dunque al signor __________ un’entrata mensile
minima sotto forma di “partecipazione alle altre spese di gestione
dell’agenzia”.

 

                                         Considerato
quanto sopra, questo Tribunale ritiene che, al fine di svolgere le mansioni a
lui assegnate dalla Cassa malati __________, __________ doveva consacrare il
suo tempo e il suo impegno “in modo per lo meno preponderante” alla sua
attività per il conto della convenuta. 

                                         In
effetti, anche in assenza di dati precisi sulle attività svolte per conto di
__________, __________ e __________ durante il periodo in questione, deve
essere considerato come provato con un grado di verosimiglianza preponderante,
valido nel settore della sicurezza sociale (STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS
1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468
consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V
323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer,
"Die Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler Juristische
Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag.
63), che una parte significativa della giornata lavorativa dell’attore era
dedicata alla sua attività per la cassa malati __________, in quanto doveva,
oltre ad assicurare la presenza allo sportello 4 ore al giorno, badare al
funzionamento dell’agenzia, raggiungere degli obbiettivi di vendita (doc. _,
p.to 2.2. doc. _), nonché formare e informare i collaboratori e la clientela
(vedi anche doc. _).

 

                                         Un
attento esame dei redditi conseguiti da __________ nell’ambito delle sue
diverse attività, sulla base di quanto figura sul suo estratto del conto
individuale AVS (doc. _; doc. _), conferma questa conclusione. In effetti, il
reddito realizzato annualmente nell’ambito dell’attività rimunerata dalla cassa
malati __________ è estremamente più elevato rispetto agli altri stipendi
dichiarati, come risulta dalla tabella seguente (ad eccezione dell’anno 1994,
considerato che l’attore ha iniziato la sua attività presso la convenuta solo a
far tempo dal 1° novembre 1994):

 

	
  Anno di contribuzione

  	
  Datori di lavoro

  	
  Mesi di contribuzione

  (inizio/fine)

  	
  Reddito

  
	
  1994

  	
  -  Cassa disoccup.

  -  __________

  -  __________ caisse-maladie

  	
  01 – 10

   

  01 – 12 

   

  11 – 12

  	
  CHF    29’925

   

  CHF       6’665

   

  CHF          627

  
	
  1995

  	
  -  __________
  caisse-maladie

  -  __________

  -  __________

  	
  01 – 12

   

  01 – 12

   

  01 – 12

  	
  CHF    45'613

   

  CHF       9'165

   

  CHF          415

  
	
  1996

  	
  -  __________
  caisse-maladie

  -  __________

  -  __________

  -  __________

  	
  01 – 12

   

  01 – 08

  01 – 12

   

  07 – 12

  	
  CHF  141'033

   

  CHF       4'599

  CHF       2'648

   

  CHF       1’636

  

 

	

  

  
  1997

  	
  -  __________
  caisse-maladie

  -  __________

  -  __________

  	
  01 – 12

   

  01 – 12

   

  06 – 12

   

  	
  CHF  197'841

   

  CHF          828

   

  CHF       3’000

  
	
  1998

   

  	
  -  __________
  caisse-maladie

  -  __________

  	
  01 – 12

   

  01 – 12

   

  	
  CHF    91'107

   

  CHF       3’000

  

 

                                         Sulla
base degli accertamenti suesposti si deve di conseguenza ammettere che
l’attività svolta da __________ per conto della Cassa malati __________ dal 1°
novembre 1994 al 31 dicembre 1998 non presenta un carattere accessorio ai sensi
della dottrina e della giurisprudenza menzionata. 

Mancando
la premessa per l’applicazione dell’art. 1 cpv. 1 lit. c OPP2 non occorre
esaminare se __________ era già obbligatoriamente assicurato per un’attività
principale (art. 1 cpv. 1 lit. c OPP2 in fine).

 

                                         Questo
Tribunale deve dunque concludere che, l’attore doveva obbligatoriamente essere
annunciato ai sensi della LPP dal 1° gennaio 1995 per i rischi morte,
invalidità e vecchiaia (art. 7 cpv. 1 LPP). 

                                         Il datore
di lavoro convenuto non avendo notificato __________ all’istituto previdenziale
competente, ha violato gli obblighi legali e regolamentari (art. 5 del
regolamento) che gli incombevano. 

 

                               2.8.   La Cassa
malati __________, con duplica del 20 febbraio 2003 (XX) e confermata con
scritto 1° aprile 2003 (XXVI) ha sollevato l'eccezione di prescrizione.

 

                                         In primo
luogo deve essere sottolineato che, contrariamente a quanto asserito dalla
convenuta, e nonostante il principio dell’ufficialità che regge la procedura in
materia di assicurazioni sociali, la prescrizione non deve esser esaminata
d’ufficio dal giudice competente, ma deve al contrario essere espressamente
eccepita dalla parte che se ne prevale (SZS 1994 p. 388; STFA del 1° maggio
2000 nella causa Fondazione istituto collettore LPP, B 54/99).

                                         Conformemente
all’art. 5 della legge di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale
delle assicurazioni, applicabile in virtù dell’art. 8 cpv. 2 della legge di
applicazione della legge federale sulla previdenza professionale per la
vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LALPP):

 

" 
L’Autorità amministrativa deve formulare nell’atto
di risposta tutte le sue eccezioni di ordine e di merito”.

 

                                         Applicata
per analogia nell’ambito della previdenza professionale, questa disposizione
s’impone all’istituto previdenziale e chiaramente non
all’autorità amministrativa.

 

                                         Nel caso
di specie, l’eccezione di prescrizione è stata sollevata dalla convenuta la
prima volta con la duplica del 20 febbraio 2003 (XX).

                                         Eccepita
di conseguenza tardivamente, la prescrizione non deve essere esaminata da
questo Tribunale, il quale può senz’altro entrare nel merito della vertenza.

 

                               2.9.   Per quanto
riguarda il versamento dei contributi, il datore di lavoro, tranne nei casi in
cui assume interamente a suo carico l’onere contributivo, preleva i contributi
dei lavoratori e li versa unitamente ai suoi all’istituto di previdenza, nella
misura stabilita dal relativo regolamento (art. 66 LPP); egli è infatti l’unico
debitore dei contributi (T. Lüthy, Das Rechtsverhältnis zwischen Arbeitgeber
und Personalvorsorgestiftung, Zurigo 1989, p. 32). Sui contributi non pagati
alla scadenza l’istituto può pretendere interessi di mora (art. 66 cpv. 2 LPP).

 

                                         Nel caso
di specie, ai sensi dei combinati articoli 21 cpv. 3 e 22 cpv. 4 del
regolamento del “Fonds de prévoyance” (doc. _), il contributo dell’assicurato è
prelevato sul suo stipendio ed è trasferito ogni mese al fondo di previdenza
unitamente al contributo di __________.

                                         Di
conseguenza l’obbligo contributivo del convenuto concernente la previdenza
professionale del suo dipendente __________ deve essere ammesso, poiché
previsto sia dalla legge sia dal regolamento applicabile.

 

                             2.10.   Per quanto
concerne l’ammontare dei contributi, la LPP prevede che:

 

" 
l’istituto di previdenza stabilisce nelle
disposizioni regolamentari l’importo dei contributi del datore di lavoro e dei
lavoratori” (art. 66 cpv. 1 prima frase LPP; cfr. anche art. 50 LPP).”

 

                                         Nell’ambito
della LPP gli istituti di previdenza possono strutturare liberamente le
prestazioni, il finanziamento di queste e l’organizzazione (art. 49 cpv. 1
LPP). I contributi non devono dunque necessariamente corrispondere agli
accrediti di vecchiaia di cui all’art. 16 LPP (Messaggio del Consiglio federale
sulla LPP p. 98; STFA non pubbl. del 30 luglio 1996 in re L.T.): i primi
servono infatti a finanziare la previdenza, mentre i secondi a stabilire le
prestazioni minime secondo la LPP.

 

                                         Nel caso
di specie, il regolamento del fondo di previdenza prevede che (art. 21 cpv. 2):

 

" 
Le montant annuel de la cotisation de l’assuré est
égal à:

 

a)      pour l’assurance risque, aussi longtemps que la
cotisation est due en application de l’alinéa 1:

 

1.5% du salaire assuré;

 

b)      pour l’assurance retraite, mais au plus tôt le
1er janvier suivant le 24ème anniversaire:

 

6.5% du salaire
assuré."

 

                                         Ai sensi
dell’art. 22 del Regolamento:

 

"  1.   Aussi
longtemps que l’assuré est tenu au paiement d’une 

cotisation,
__________ est également tenue au paiement d’une cotisation. 

 

2.   Le
montant annuel de la cotisation de __________ est égal au montant annuel de la
cotisation versée par chaque assuré en application de l’article 21 alinéa 2
lit. a et b.

 

3.   __________
verse en outre au Fonds une cotisation annuelle complémentaire égale à 8% de la
somme des salaires assurés de tous les assurés, affectée notamment au
financement solidaire des rentes assurées, ainsi qu’à l’indexation des rentes
en cours de service."

 

                                         Inoltre,
giusta l’art. 13 cpv. 1 del regolamento:

 

" 
Le salaire assuré est égal au salaire annuel tel
qu’il est défini à l’article 12, réduit d’un montant de coordination AVS/AI
égal au montant annuel de la rente de vieillesse simple complète minimum de
l’AVS".

 

                                         Per
quanto riguarda la presente lite, in data 19 settembre 2003 il fondo di
previdenza, interpellato dal TCA in merito al conteggio dettagliato dei
contributi dovuti dall’ex datore di lavoro convenuto a favore di __________, ha
precisato:

 

" 
Mesdames, Messieurs,

 

Nous nous référons à votre lettre du 9 septembre
2003 qui a retenu toute notre attention.

 

Dans la mesure où cet agent a effectué lui-même la
garde d’agence prévue dans les documents que vous nous avez remis, son taux
d’activité pour notre Fonds de prévoyance aurait été de 4,00 h divisé par 8.25
h, soit 48,485%.

 

C’est donc sur cette base que nous avons établi le
décompte ci-joint qui montre que les cotisations de l’employeur __________
Caisse-maladie auraient été de CHF 30'401.00. Ce calcul a été effectué à partir
des relevés AVS que votre Tribunal nous a remis le 8 août dernier.

(doc. _).

 

 

                                         Il
conteggio allestito è il seguente:

 

 

" 
Taux d'activité supposé:   4       
=   48,485%

                                          8,25 

 

a) Salaires assurés (article 13 du règlement)

 

 

1994:       pas assuré (salaire inférieur au minimum
LPP, article 4/1b)

1995:                 45'613 - (48,485% x 11'640)    =        39'969

1996:               141'033 - (48,485% x 11'640)    =      135'389

1997:               197'841 - (48,485% x 11'940)    =      192'052

1998:                 91'107 - (48,485% x 11'940)    =        85'318

 

 

b) Cotisations (article 21/2b du règlement)

 

 

1995:        39'969          x 6.5%     =   2'598.00

1996:      135'389          x 6.5%     =   8'800.30

1997:      192'052          x 6.5%     = 12'483.40

1998:        85'318          x 6.5%     =   5'545.65

 

 

c) Compte de l'assuré (article 15/2a du règlement),
avec intérêts 

    (article 16 du règlement), à payer par l'assuré

 

 

fin 1995:     2'598.00                     =   2'598.00

fin 1996:     8'800.30 + (4%x 2'598.00)           =            8'904.20

fin 1997:   12'483.40 + (4%x 8'904.20)           =          12'839.55

fin 1998:     5'545.65 + (4%x 12’839.55)          =            6'059.25

                                                                              30'401.00

 

 

d) Compte de l'assuré (article 15/2b du
règlement) à payer par 

    __________

 

 

fin 1998:                                                                30'401.00."

 

 

                                         Su
richiesta di questo TCA (doc. _), il fondo di previdenza, con scritto 4
novembre 2003 (doc. _ e allegati) ha ulteriormente precisato il conteggio dei
contributi che la convenuta avrebbe dovuto versare a favore di __________:

 

" 
Parts employé

 

1994:    aucune cotisation

 

1995:    retraite     6.5% x 39'969      =             2'598.00

             risque       1.5% x 39'969      =               599.55

 

1996:    retraite     6.5% x 135’389    =             8'800.30

             risque       1.5% x 135’389    =             2'030.55

 

1997:    retraite     6.5% x 192’052    =           12'483.40

             risque       1.5% x 192’052    =             2'880.80

 

1998:    retraite     6.5% x 85’318      =             5'545.65

             risque       1.5% x 85’318      =             1'279.75

 

Total 1:                                                           36'218.00

 

 

Parts employeur

 

1994:    aucune cotisation

 

1995:    retraite     6.5% x 39'969      =             2'598.00

             risque       1.5% x 39'969      =               599.55

 

1996:    retraite     6.5% x 135’389    =             8'800.30

             risque       1.5% x 135’389    =             2'030.55

 

1997:    retraite     6.5% x 192’052    =           12'483.40

             risque       1.5% x 192’052    =             2'880.80

 

1998:    retraite     6.5% x 85’318      =             5'545.65

             risque       1.5% x 85’318      =             1'279.75

 

Total 2:                                                           36'218.00

 

Total général:                                              72'436.00

 

 

NB: L’employeur était responsable de verser la
totalité des cotisations.”

 

                                         Visto che
i salari considerati dal “Fonds de prévoyance” corrispondono agli stipendi
determinanti ai sensi dell’AVS (docc. _, vedi anche consid. 2.4.), confermati
dall’Agence communale d’assurances sociales – caisse AVS __________, nonché
dalla convenuta stessa (doc. _), in virtù di quanto precedentemente esposto si
deve concludere che la fondazione ha calcolato correttamente, vale a dire nel
rispetto delle suesposte disposizioni legali e regolamentari, i contributi
dovuti da datore di lavoro e assicurato.

 

                                         In
effetti, il contributo dell’8% previsto all’art. 22 cpv. 3 del regolamento non
è destinato ad accrescere il conto individuale di ogni singolo assicurato (art.
15 del regolamento) e non dà dunque alcun diritto specifico a __________.

 

                             2.11.   Di
conseguenza, la petizione di __________ deve essere parzialmente accolta e la
Cassa malati __________ condannata al pagamento dei contributi previdenziali
dovuti per il suo ex dipendente relativamente al periodo dal 1° gennaio 1995 al
31 dicembre 1998 e meglio come al conteggio allestito dall’istituto di
previdenza interessato, per complessivi fr. 72'436.00.

 

                          2.12.1.   Per quanto
concerne la rifusione delle ripetibili, il tema non è regolato dalla LPP (DTF
118 V 238). L’entrata in vigore, il 1° gennaio 2003, della Legge federale sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1) non
cambia nulla a questa situazione. In effetti, la LPP non è di principio
sottoposta alla LPGA (Bulletin de la prévoyance professionelle N° 66, N. 397),
eccetto in materia di coordinamento e prestazione anticipata (n.art. 34a LPP).

 

                                         L'art. 73
cpv. 2 LPP si limita a delegare ai Cantoni l'istituzione di una procedura di
ricorso semplice, spedita e di regola gratuita, in cui il giudice accerta
d'ufficio i fatti.

                                         Per
costante giurisprudenza (DTF 114 V 228ss, 112 V 111 con riferimenti), il
diritto a ripetibili non può essere dedotto né dall'art. 4 CF né è deducibile
dall'art. 6 CEDU. Spetta ai cantoni prevederlo.

 

                                         Vi ha
provveduto, nel Ticino, la Legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni, applicabili anche alle vertenze in materia LPP
in virtù dell’articolo 8 cpv. 2 della Legge cantonale d'applicazione alla LPP
del 4 ottobre 1999, che all'art. 22 cpv. 1 prevede che "il ricorrente che
vince la causa ha il diritto nella misura stabilita dal giudice al rimborso
delle spese processuali, dei disborsi e delle spese di patrocinio".

                                         Il
diritto è dunque riservato, analogamente alle norme di diritto federale sopra
citate, al solo ricorrente rispettivamente attore vittorioso e patrocinato in
causa (art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS e art. 22 Legge di procedura per i ricorsi
al TCA; vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid. 4, DTF 110 V
81 consid. 7, DTF 105 V 89 consid. 4, DTF 105 Ia 122, DTF 99 Ia 580 consid. 4;
Leuzinger-Naef, "Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend
Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltliche Rechtsbeistand im
Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991 pag. 180 ss).

 

                                         L'Alta
corte federale riconosce eccezionalmente ad una parte vittoriosa non
rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per ripetibili per l'attività
da lei svolta solo se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono
importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale
o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono
ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF 113 Ib 356 consid. 6b,
DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a; Poudret, Commentaire de la
loi fédérale d'organisation judiciaire, no. 1 ad art. 159; Locher, Grundniss
des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, p. 394).

 

                                         A mente
del TCA non sono dati in concreto gli estremi per riconoscere all’attore, non
patrocinato, un’indennità per ripetibili (in casu parziali) ai sensi della
giurisprudenza federale sopra citata. Nulla agli atti permette infatti di
ritenere che il lavoro svolto da __________ nell'ambito della presente vertenza
abbia notevolmente pregiudicato la sua attività professionale e comportato una
perdita di guadagno.

 

                          2.12.2.   Per quel che
riguarda invece l’addebito di tasse e spese relative alla presente procedura,
si osserva che secondo la legge di procedura per i ricorsi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni in materia di assicurazioni sociali (art. 20 cpv.
1), applicabile in virtù dell’art. 8 cpv. 2 LALPP, la procedura è di principio
gratuita.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   La
petizione é parzialmente accolta.

                                         §    Di
conseguenza, la cassa malati __________ è condannata a versare al “Fonds de
prévoyance __________ ”, l’importo di fr. 72'436.00 a titolo di contributi
della previdenza professionale dovuti a favore di __________, conformemente ai
considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti