# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bd873f96-2b95-5616-ac43-ba6fd03f968d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-05-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 06.05.2008 52.2007.282
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2007-282_2008-05-06.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2007.282

   

  	
  Lugano

  6 maggio 2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 22 agosto 2007 di

 

 

	
   

  	
  RI 1, ,

  patrocinata da:, , 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 31 luglio 2007 del CO 1, che approva la
  costruzione della strada comunale di urbanizzazione in località __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    27 settembre 2007 della
Divisione delle costruzioni; 

-    28 novembre 2007 del CO
1;

-      5 dicembre 2007 della
Divisione delle costruzioni

vista la risposta;

 

preso atto: 

-    delle osservazioni 12
dicembre 2007 della ricorrente; 

-    della domanda di misure
cautelari 17 gennaio 2008 della ricorrente; 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a. Il 12
aprile 2006 il Consiglio di Stato ha approvato alcune varianti del piano regolatore
di __________ che aveva approvato il 16 ottobre 1996. In quest'ambito, è stata fra l'altro ridefinita la zona di edificazione di interesse comunale (ZEIC),
prevista in località __________, a valle della strada cantonale che conduce ad
Iseo, circoscrivendone l'estensione alle part. 217, 220 e 907 e fissando in
modo vincolante il tracciato della strada di servizio necessaria per urbanizzare
il comparto. 

 

b. Il 22 giugno 2006, il consiglio comunale ha
stanziato per la realizzazione della zona EIC un credito quadro di fr.
2'440'000.-. In questo credito era incluso un importo di fr. 1'615'000.- per le
spese di urbanizzazione (opere stradali, canalizzazioni, condotte, collegamento
ed infrastrutture dell’acqua potabile, illuminazione e servizi urbani). 

 

c. Il 4 aprile 2007, il comune ha chiesto al
locale municipio il permesso di costruire la strada d'accesso alla ZEIC e le
relative opere di urbanizzazione. 

Alla domanda, inoltrata secondo la procedura
semplificata prevista dalla legge sulle strade (art. 30 Lstr), si è opposta RI
1, proprietaria di un fondo (part. 227), confinante verso ovest con la ZEIC.
L'opponente ha sollevato una serie di eccezioni, riferite sia alla forma della
domanda, sia al merito dell'intervento. 

 

 

                                  B.   Ottenuto il
preavviso favorevole della Divisione delle costruzioni, il 31 luglio 2007 il
municipio ha respinto l’opposizione ed approvato il progetto di strada.

Contro tale
decisione RI 1 insorge davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
domandandone l’annullamento. L'insorgente contesta in particolare la procedura
adottata, lo stanziamento dei crediti di costruzione, la completezza dei piani,
la conformità dell'opera con gli scopi della ZEIC, l'inserimento 

estetico,
l'altezza dei muri di sostegno, nonché le distanze dai confini e dal bosco.

 

 

                                  C.   All’accoglimento
del ricorso si è opposto il municipio, contestandone le tesi dell'insorgente con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, nei seguenti considerandi. 

La Divisione delle costruzioni ha da parte
sua confermato il preavviso favorevole al progetto. 

 

 

                                  D.   In corso di
procedura, l’insorgente ha chiesto che fosse ordinata la sospensione dei
lavori, a suo dire, già in corso e la rimozione di inerti depositati
abusivamente sui fondi da edificare.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo risulta dall’art. 35 cpv. 1 Lstr.
La legittimazione attiva dell'insorgente, già opponente e proprietaria di un terreno
(part. 227) confinante con quello dedotto in edificazione, è certa (art. 43 PAmm).
Il ricorso, tempestivo (art. 35 cpv. 1 Lstr), è pertanto ricevibile in ordine.

 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla
base degli atti (art. 18 cpv. 1 LPAmm). La situazione dei luoghi emerge
chiaramente dai piani allegati alla domanda di costruzione. Le prove richieste
dalla ricorrente, in particolare il sopralluogo e la perizia sul deflusso delle
acque, non appaiono atte a procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti
per il giudizio. 

 

 

2.   Secondo la ricorrente, istante in licenza non sarebbe il
municipio, come risulta dall'avviso di pubblicazione della domanda di costruzione,
ma il comune. Il municipio sarebbe solo un organo sprovvisto di personalità
giuridica. La censura è talmente infondata ed oziosa da non meritare altra
confutazione all'infuori di un rinvio all'art. 30 Lstr, che demanda al
municipio il compito di dare avvio alla procedura d'approvazione dei progetti
stradali comunali (cfr. anche art. 106 lett. b LOC). 

 

 

                                   3.   A norma
dell'art. 30 cpv. 1 Lstr, l'avvio della procedura d'approvazione dei progetti
di strade comunali presuppone lo stanziamento dei crediti necessari e dei
relativi piani di finanziamento. 

L'insorgente contesta l'adempimento di
questo presupposto. 

A torto, poiché il 22 giugno 2006 il
legislativo comunale ha stanziato per la realizzazione della zona qui in esame un
credito quadro di fr. 2'440'000.-, che comprende un importo di fr. 1'615'000.- per
le spese di urbanizzazione (opere stradali, canalizzazioni, condotte,
collegamento ed infrastrutture dell’acqua potabile, illuminazione e servizi
urbani). 

 

 

                                   4.   Da
respingere siccome infondate sono pure le censure riferite all'applicabilità
della procedura d'approvazione semplificata prevista dall'art. 24 Lstr. In
forza del rinvio contenuto nell'art. 31 cpv. 1 Lstr, questa disciplina è
applicabile anche alla procedura d'approvazione delle strade comunali. 

La procedura adottata non ha peraltro
minimamente menomato l'insorgente nell'esercizio dei suoi diritti di difesa. 

 

 

5.   L’insorgente non è stata
nemmeno pregiudicata dalla mancata indicazione nel progetto delle linee di
costruzione richieste dall'art. 10 cpv. 2 lett. b Lstr. Il municipio ha in
effetti posto rimedio al difetto inviando alla Divisione delle costruzioni il
piano mancante. Non è del resto dato di vedere per qual motivo la lacuna non
poteva essere colmata in corso di procedura. Le linee di costruzione non
toccano peraltro fondi della ricorrente. 

 

 

                                   6.   6.1. Secondo
l’art. 33 cpv. 1 Lstr, nell'ambito della procedura di approvazione di strade
comunali, non sono ammesse opposizioni su oggetti già decisi con l'approvazione
dei piani regolatori. 

La norma riflette il principio generale,
consacrato dalla giurisprudenza, che esclude per principio la possibilità di
rimettere in discussione la legittimità del piano regolatore in sede di applicazione
concreta, ammettendo eccezioni soltanto in caso di successivo, notevole
cambiamento delle circostanze o di menomazione dei diritti di difesa dei
proprietari interessati (Adelio
Scola-ri, Commentario, II. ed. Cadenazzo 1996, ad art. 21 LE, n. 929). 

 

6.2. Nel caso concreto, vanno respinte,
siccome improponibili, le censure che l'insorgente solleva con riferimento alla
legittimità della stessa ZEIC e dell'art. 50 NAPR, che ne disciplina le
finalità e l'utilizzazione. La situazione di fatto che ne ha giustificato l'adozione
è rimasta sostanzialmente immutata. La ricorrente non è inoltre stata impedita
nell'esercizio dei suoi diritti di difesa in sede di adozione del piano. Non
trattandosi di disposizioni di carattere generale ed astratto, non sono quindi
dati i presupposti per rimetterne in discussione la legittimità. 

 

 

                                   7.   7.1.
L’art. 33 NAPR, disciplinante l'utilizzazione delle zone di protezione del
paesaggio emergente, vieta modifiche dell’aspetto fisico
attuale, in particolare qualsiasi tipo di costruzione o installazione che sia
in contrasto con l’obiettivo di salvaguardia dell’a-spetto di località del
comune di __________, compresi terrazzamenti, cinte, piantagioni inconsuete e
interventi contrastanti con lo spirito del piano regolatore. 

La ZEIC si sovrappone ad una zona di
protezione del paesaggio emergente. 

 

7.2. Contrariamente a quanto assume la
ricorrente, la controversa strada di servizio prevista per urbanizzare la ZEIC
non si pone in contrasto con l’art. 33 NAPR. Definendone il tracciato, il piano
regolatore ha implicitamente riconosciuto la compatibilità di quest'opera e
degli insediamenti previsti con gli obbiettivi di protezione del paesaggio
perseguiti da tale norma. La necessità di realizzare un muro di sostegno in
corrispondenza del ciglio a valle della curva era evidente già a quel momento.
Tant'è vero che nelle rappresentazioni grafiche della ZEIC il manufatto risulta
evidenziato da una doppia linea. 

 

 

                                   8.   8.1.
L’art. 50 cpv. 4 NAPR definisce i parametri edificatori degli edifici ammessi
nella ZEIC. Il capoverso seguente (cpv. 5) completa il quadro delle
prescrizioni, definendo gli aspetti architettonici delle costruzioni
(orientamento, tetti, colori, serramenti ecc.) e limitando a m 1.50 l'altezza
dei muri di cinta o di sostegno di eventuali balze. 

 

8.2. Il muro destinato a sostenere la curva della
strada, alto sino a più di 5 m, non soggiace ai limiti d'altezza fissati
dall'art. 50 cpv. 5 NAPR. A questi vincoli soggiacciono infatti soltanto gli edifici.
L'esenzione dal vincolo scaturisce peraltro dal fatto stesso che il manufatto è
indispensabile per realizzare l'opera secondo il tracciato definito in modo
vincolante dal piano regolatore. Una diversa conclusione, che assoggettasse a
questo limita anche i muri di sostegno e di controripa delle opere viarie,
oltre a non essere confortata dal testo della norma, finirebbe per disattendere
il divieto di rimettere in discussione la legittimità delle infrastrutture
previste dal piano della ZEIC in sede di approvazione dei progetti esecutivi. 

 

 

9.9.1. L’art. 9 NAPR stabilisce che le costruzioni e gli impianti devono
essere integrati in modo opportuno nel paesaggio, in ossequio ai principi
pianificatori prescritti dall’art. 3 LPT. 

Questa particolare norma, di carattere
generico e comune a numerosi ordinamenti edilizi, riserva al municipio
un'ampissima latitudine di giudizio in ordine alla valutazione
dell'integrazione delle opere edilizie nel quadro del paesaggio. Considerati i
vincoli posti dall'autonomia al potere di cognizione delle autorità di ricorso,
censurabili da questo profilo appaiono soltanto le valutazioni palesemente
insostenibili. 

 

9.2. Nella misura in cui la pianificazione
vigente lascia ancora spazio all'insorgente per contestare il progetto concreto
della strada dal profilo del suo inserimento nel quadro del paesaggio, la
valutazione espressa in proposito dal municipio non appare per nulla
insostenibile. Non viola dunque il diritto. 

 

 

                                10.   10.1. L'art.
6 LCFo, ripreso dall'art. 25 NAPR, fissa a m 10.00 la distanza minima delle
costruzioni dal bosco. Deroghe alla distanza minima sono ammesse sino a m 6.00.

10.2. In concreto, la piazza di giro
verrebbe realizzata direttamente a contatto con il limite del bosco definito in
sede di adozione della ZEIC. 

Il tracciato della strada è perfettamente
conforme alle indicazioni del piano regolatore, che la ricorrente, pur avendone
l'opportunità, ha omesso di impugnare al momento della sua adozione. L'opera
viaria va dunque autorizzata anche se la pianificazione non è conforme alle distanze
prescritte dalla legislazione forestale. Non essendo subentrate nuove
circostanze e non avendo la ricorrente subito alcuna menomazione dei suoi
diritti di difesa in sede di approvazione del piano, la legittimità delle scelte
previste da tale strumento non può essere rimessa in discussione in sede di
approvazione del progetto destinato a concretizzarle. 

 

 

                                11.   11.1. L’art.
24 NAPR impone inoltre alle nuove costruzioni di rispettare gli alberi pregiati
e di alto fusto, protetti dall'inventario allestito dal municipio secondo le disposizioni
dell'art. 29 cpv. 2 lett. d LALPT, il cui taglio è soggetto a licenza. 

 

11.2. Il permesso in contestazione non viola
l’art. 24 NAPR, poiché il progetto in discussione non prevede di abbattere
alberi protetti in quanto annoverati in un inventario allestito dal municipio
secondo l’art. 29 cpv. 2 lett. d LALPT. Del resto, anche se lo prevedesse,
l’art. 24 NAPR non risulterebbe comunque disatteso, poiché il taglio degli
alberi protetti non è vietato, ma soltanto assoggettato a licenza, che in
questo caso apparirebbe giustificata in considerazione della prevalenza
dell'interesse pubblico alla realizzazione dell'opera prevista dal piano
regolatore sull'interesse alla protezione della vegetazione d'alto fusto. 

 

 

                                12.   12.1. Secondo l’art. 7 cpv. 2 LPAc, le acque di scarico non inquinate devono
essere eliminate mediante infiltrazione giusta le prescrizioni dell’autorità
cantonale. Se le condizioni locali non lo permettono, possono essere immesse,
con il permesso dell’autorità cantonale, in un’acqua superficiale. In tal caso
occorre prevedere quanto possibile, con misure di ritenuta, affinché, in caso
di grande afflusso, l’acqua defluisca in modo regolare.

Per l’art. 28 NAPR, inoltre, tutte le opere
e i lavori che abbiano un influsso diretto o indiretto sulla situazione
idrologica devono tener conto degli obbiettivi del piano, delle disposizioni
dell'Ufficio dei corsi d'acqua del Dipartimento del territorio e in particolare
della salvaguardia dei contenuti naturalistici. 

 

12.2. In concreto, il progetto prevede di
immettere le acque meteoriche della strada nel ruscello che scorre lungo il
confine della ZEIC. La Sezione per la protezione dell'aria, dell'acqua e del
suolo (SPAAS) ha approvato il piano di smaltimento previsto dal progetto. Il
fatto che l'approvazione sia intervenuta durante il periodo di pubblicazione
della domanda di approvazione del progetto stradale non ha impedito alla ricorrente
di contestarla. Infondate sono dunque le censure che solleva con riferimento al
suo diritto di essere sentita. 

Nel merito, va invece rilevato che il
progetto prevede un pozzetto di rottura, destinato a ridurre l’energia cinetica
del deflusso. Contempla inoltre un consolidamento del fondo in sassi
all’altezza del punto di immissione. Sono dunque previste misure di ritenuta
destinate a permettere un deflusso regolare che salvaguardi l'alveo del torrente.
A torto, la ricorrente le considera insufficienti in quanto dimensionate in
funzione della quantità di precipitazioni registrata a __________ invece che a __________.
Essa non dimostra né che a __________ piove più che a __________, né che i
provvedimenti costruttivi sono insufficienti. Ma anche se lo dimostrasse, il
difetto non sarebbe comunque tale da giustificare l'annullamento della licenza,
poiché potrebbe essere facilmente corretto imponendo un rafforzamento delle
misure di ritenuta. 

Infondate sono pure le censure riguardanti
la qualità delle acque da smaltire. Per evitare di compromettere il buon
funzionamento degli impianti di depurazione le acque provenienti da simili impianti
stradali non possono nemmeno essere immesse nelle canalizzazioni. Anche da
questo profilo, se il difetto denunciato dalla ricorrente sussistesse
effettivamente, non sarebbero comunque date le premesse per annullare la
licenza, poiché potrebbe essere facilmente corretto, collegando la
canalizzazione delle acque meteoriche alla parallela canalizzazione di quelle
luride. 

Nemmeno le contestazioni che la ricorrente
solleva in merito alla conformità del progetto per rapporto alla legislazione
sulla protezione delle acque possono dunque essere accolte. 

                                13.   Fondate sono
soltanto le censure che la ricorrente solleva con riferimento all'area per il
deposito dei container, prevista in corrispondenza dell'intersezione della strada
di servizio con la strada cantonale. L'opera, di per sé estranea alla strada,
non risulta infatti convenientemente raffigurata dai piani prodotti dal comune.
In particolare, mancano indicazioni sufficientemente precise sulle dimensioni
dei due muri di sostegno previsti lungo il confine verso il fondo della ricorrente
e verso valle. 

Il difetto, al quale il comune potrà porre
rimedio inoltrando un'ulteriore domanda di costruzione da trattare secondo la
LE, non è comunque tale da trarre seco l'annullamento dell'intero progetto
stradale. 

 

 

                                14.   In esito alle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque parzialmente
accolto, escludendo l'area per il deposito dei container dalla decisione di
approvazione del progetto stradale. 

Con l’emanazione del presente giudizio, la
richiesta di misure provvisionali formulata dalla ricorrente diventa priva di
oggetto. La tassa di giustizia è posta a carico della ricorrente proporzionalmente
al suo grado di soccombenza, al pari delle ripetibili nella misura in cui non
sono compensate. 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 3, 22 LPT; 7 LPac; 2-3, 10, 20, 24,
30-31, 33, 35 Lstr; 106 LOC; 6 LCFo; 9, 24-25, 33, 50 NAPR di __________; 3,
18, 28, 31 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto. 

§   Di conseguenza, la decisione 31 luglio 2007 del
municipio di __________ è riformata nel senso che l'area per il deposito dei
container è esclusa dall'approvazione del progetto della strada. 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'500.- è a carico di RI 1, la quale rifonderà al comune di __________
fr. 2'000.- a titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 segg. LTF)

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  .

   

  

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario