# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bffbf596-0085-5205-8217-0b69a89198fc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-07-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.07.2001 15.2001.64
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2001-64_2001-07-06.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2001.00064

  	
  Lugano

  6 luglio 2001

  /CJ/fc/kc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Jaques, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso 8 marzo 2001 di

 

	
   

  	
  __________

  (rappr. dalla __________,

  patr. dall'avv. __________)

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di Blenio,
__________, e meglio contro la decisione 23 febbraio 2001 di rigetto della
domanda di prosecuzione dell'esecuzione n. __________ promossa dalla ricorrente
contro

 

	
   

  	
  __________

  

 

viste
le osservazioni 26 marzo 2001 dell'UE di Blenio;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                 A.      __________,
rappresentata da __________, procede con precetto esecutivo n. __________ del
14 luglio 2000 dell'UE di Blenio contro __________, per il pagamento di fr.
414,90 oltre accessori per "le fatture del 09.04.1999 al 12.01.2000",
e di fr. 80.–– per spese d'incasso. L'escusso ha interposto tempestiva opposizione
al precetto.

 

                                B.      Il
20 febbraio 2001 l'Ufficio svizzero di riscossione dei canoni radiotelevisivi,
Incasso legale, __________, ha chiesto in qualità di rappresentante della
precettante la prosecuzione dell'esecuzione della __________ contro __________
sulla base della "decisione" 23 novembre 2000, prodotta con
dichiarazione di crescita in giudicato 16 gennaio 2001 da parte dell’Ufficio
federale delle comunicazioni, Divisione radio e televisione.

 

                                C.      Con
decisione 23 febbraio 2001, l’UEF di Blenio ha respinto la domanda di prosecuzione
dell’esecuzione, insieme a quattro altre della stessa creditrice, con l’invito
alla procedente a presentare le istanze di rigetto dell’opposizione al Giudice
di pace del circolo del domicilio del debitore.

 

                                D.      La
Confederazione svizzera, rappresentata da __________ ricorre contro tale decisione,
facendo valere che __________ deve essere considerata quale autorità
amministrativa federale ai sensi dell’art. 1 cpv. 2 lett. e PA ed i suoi provvedimenti
di condanna al pagamento dei canoni radiotelevisivi quali decisioni giusta
l’art. 5 cpv. 1 lett. a PA, competenza che avrebbe per base legale gli art. 55
cpv. 3 LRTV (Legge federale sulla radiotelevisione, RS 784.40) e 48 cpv. 2
lett. c e d ORTV (Ordinanza sulla radiotelevisione, RS 784.401). Le decisioni
di __________ dovrebbero quindi essere parificate a sentenze esecutive ai sensi
dell’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
(citati i DTF 121 V 110; 107 III 65–66; e contrario: DTF 115 III
96), Billag sarebbe inoltre competente per rigettare le opposizioni interposte
alle proprie decisioni, alla stregua delle casse malati per la riscossione dei
premi dell’assicurazione malattia obbligatoria, anche senza base legale
esplicita su questo punto.

 

                                E.      Con
osservazioni 26 marzo 2000 l'UE di Blenio ha chiesto la reiezione del gravame,
con riferimento alla sentenza 17 agosto 2000 di questa Camera.

 

                                F.      L’escusso
non ha presentato osservazioni.

 

 

Considerato

 

in diritto:               1.      Ove
al precetto esecutivo sia stata interposta tempestiva opposizione, la domanda
di prosecuzione presuppone che l'opposizione sia stata rigettata. Il giudizio
di rigetto deve in tal caso essere allegato alla domanda di prosecuzione
dell'esecuzione (Kurt Amonn/Dominik
Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs– und Konkursrechts, 6. ed., Berna 1997, § 22 n.
14, p. 151 s.).

 

                                          a)  L'organo
d'esecuzione non è legittimato a sindacare dal profilo materiale la "decisione"
23 novembre 2000 di __________, ma deve limitarsi all'esame – che gli compete –
degli aspetti formali dell'atto che la precettante reputa decisione amministrativa
di un'autorità legittimante il rigetto definitivo dell'opposizione. L'Ufficio
d'esecuzione deve in particolare respingere la domanda di prosecuzione
nell'ipotesi che si dia nullità della decisione di rigetto dell'opposizione (Daniel
Staehelin, Basler Kommentar
zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. I, n. 35 ad art. 79 LEF), ad
esempio quando l'autorità amministrativa che ha preso la decisione sia
assolutamente incompetente o d'acchito risulti che non v'è sentenza ma solo una
semplice sollecitatoria (Ernst Brand,
Zur Frage der Zulässigkeit der Fortsetzung einer Betreibung für öffentlichrechtliche
Forderungen, gestützt auf Verwaltungsentscheide von Bundesorganen, in: BlSchK
1960, p. 133) o quando la sentenza sia priva di firma.

 

                                          b)  Nel caso di
specie, contrariamente alla fattispecie esaminata nella sentenza di questa
Camera citata dalla ricorrente e dall’UEF di Blenio (CEF [__________]__________),
la “decisione” 23 novembre 2000 di __________ è debitamente firmata e munita di
un’attestazione di crescita in giudicato siglata che non è stata oggetto
d’intervento correttivo. Dal profilo formale, ci si potrebbe certo chiedere se
la sigla (“sim”) apposta sulla dichiarazione di crescita in giudicato possa sostituire
la firma e se l’indicazione, nella parte relativa ai rimedi giuridici,
dell’importo dei costi della procedura di ricorso presso l’UFCOM (tra fr. 500.–
e fr. 1'000.–) corrisponda al vero, nel caso di una procedura concernente un
credito complessivo di fr. 567,15 (ritenuto che giusta l’art. 2 dell’ordinanza
sulle tasse e spese nella procedura amministrativa [__________], la tassa di
decisione è stabilita, di norma nei limiti tra fr. 100.– e fr. 5'000.–, non
solo in funzione del lavoro necessario a trattarlo ma pure in funzione
dell’importanza del litigio), e non sia quindi illecitamente dissuasiva. Queste
questioni possono essere lasciate aperte, dato che il ricorso deve essere respinto
per un altro motivo.

 

                                2.      Infatti,
__________., come d’altronde già lo ha deciso questa Camera in altri due casi
(cfr. CEF [__________] __________; [__________] __________), non appare
competente per emanare decisioni di condanna al pagamento della tassa di ricezione
dei programmi di radio e di televisione. È quindi anche ovviamente escluso che
essa possa rigettare l’opposizione alle esecuzioni da essa promosse in base a
non decisioni.

 

                             2.1.      La
competenza per emanare decisioni nel senso giuridico del termine, ossia di poter
definire concretamente un regime giuridico concernente i diritti ed obblighi di
terzi in modo unilaterale, è una prerogativa – e un monopolio – del potere
pubblico. Perché soggetti di diritto diversi dallo Stato vi siano abilitati, è
necessaria una base legale formale: soltanto il legislatore può procedere a
tale delegazione (Pierre Moor, Droit administratif, vol. III, Berne 1992, p. 105 ad 3.1.2.6; cfr. pure Blaise Knapp, L’exécution de tâches
publiques fédérales par des tiers, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, ed.
Koller/Müller/ Rhinow/Zimmerli, Basilea/Francoforte sul
Meno 1996, n. 13 p. 5.).

 

                             2.2.      In
casu, la ricorrente pretende fondare il suo asserito potere di emanare
decisioni amministrative sull’art. 55 cpv. 3 LRTV. Orbene, contrariamente a
quanto da essa sostenuto, il testo di tale norma non è (“troppo”) chiaro, in
quanto non autorizza in modo esplicito ad un’organizzazione indipendente la
delega del potere di emettere decisioni di fissazione delle tasse di ricezione.
Oltre all’esazione di tipo fiscale, che comprende sì – pure – la decisione
sull’importo del contributo da prelevare, la parola “riscossione” (“perception”,
“Erhebung”) può infatti anche designare un semplice incasso, ossia la messa in
opera degli atti materiali (fatturazione, richiami, esecuzione forzata, ecc.)
necessari alla riscossione di tributi peraltro fissati da un organo statale (in
casu il Dipartimento federale
dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni oppure
l’Ufficio delle comunicazioni). In base ai lavori preparatori, tale incertezza
terminologica deve essere sciolta a favore del secondo dei significati
possibili della norma. Infatti, la seconda proposizione dell’art. 55 cpv. 3
LRTV (“[il Consiglio federale] può delegare la
riscossione delle tasse di ricezione a un'organizzazione indipendente”) è stata
aggiunta su proposta della minoranza della Commissione del Consiglio degli
Stati (cfr. Boll. uff. CS 6 marzo 1997, p. 106–107, intervento di __________),
che intendeva dare una base legale ad una possibile delega evocata dal
Consiglio federale nel suo messaggio concernente la revisione della legge sulle
telecomunicazioni (“La competenza relativa a compiti di notevole importanza,
come il procedimento penale contro ascoltatori e telespettatori abusivi, sarà
affidata all’UFCOM. Non è tuttavia escluso che altre organizzazioni private o
pubbliche svolgano alcune funzioni legate all’incasso”, FF 1996 III
1358–1359 ad art. 55). Come il Consiglio federale, la minoranza della Commissione
del Consiglio degli Stati sembrava limitare la delega al semplice incasso della
tassa di ricezione (“encaissement des redevances”, Boll. uff. CS 6 marzo
1997, p. 107, intervento di __________), e così è stata compresa (cfr. gli
interventi di Maximilian Reimann, Hans Danioth e Carlo Schmid, in Boll. uff.
CS 6 marzo 1997, p. 107, che tutti hanno parlato di “Inkasso”).
Determinante pare poi essere stato l’intervento del Consigliere federale Moritz
Leuenberger, che ha aderito alla proposta minoritaria nei seguenti termini: “Im
Sinn und Geist der Botschaft muss ich eigentlich den Minderheitsantrag __________
unterstützen, gleichzeitig aber betonen, dass es nur um die Auslagerung der administrativen
Arbeiten, die Anmeldeformalitäten und das Inkasso geht. Die hoheitlichen Aufgaben
jedoch – z.B. die Bestrafung von Schwarzseherinnen und Schwarzsehern – bleiben Sache
der Bundesverwaltung. Das kann nicht ausgelagert werden, wohl jedoch der administrative
Inkassoteil” (Boll. uff. CS 6 marzo 1997, p. 107). Tra le mansioni
sovrane dello Stato vi è indubbiamente quella di emettere decisioni
amministrative, nel senso sopra richiamato (cfr. cons. 2.1). Contrariamente alle
casse malati in materia di assicurazione obbligatoria (cfr. art. 80 ss. LAMal)
o al fisco in tema di IVA (cfr. art. 63 ss. LIVA), non risulta che il
legislatore abbia conferito al Consiglio federale l’autorizzazione di delegare
ad organizzazioni private il potere di emanare decisioni amministrative.
Pertanto, la ricorrente può sì fatturare la tassa di ricezione, ricevere gli
annunci degli utenti ai sensi dell’art. 55 cpv. 1 LRTV e, se del caso,
perseguire l’incasso della tassa per via esecutiva, ma non statuire
sull’obbligo di pagamento della tassa. Va d’altronde osservato che la
fatturazione e l’incasso non necessitano obbligatoriamente di una decisione
formale, poiché il credito dello Stato esiste per legge indipendentemente da
qualsiasi decisione, non appena l’utente ha annunciato di voler ricevere programmi
radiotelevisivi (cfr. art. 55 cpv. 1 LRTV), nello stesso modo che il credito
IVA nasce con le operazioni dell’assoggettato (fatturazione, incasso, ecc.)
previste dalla legge (cfr. art. 43 LIVA) oppure il credito per i premi
dell’assicurazione malattia obbligatoria con il decorso della scadenza contrattuale.

 

                             2.3.      In
assenza di una valida delega al Consiglio federale, l’art. 48 cpv. 2 lett. c
ORTV, nonché il contratto 12 dicembre 2000 tra il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti,
dell’energia e delle comunicazioni e __________ (doc.
C), sono quindi privi della necessaria base legale e non possono giustificare
il potere decisionale vantato dalla ricorrente (cfr. cons. 2.1). L’ORTV è in
tutta evidenza un’ordinanza dipendente di esecuzione (il suo preambolo si
riferisce all’art. 74 cpv. 1 LRTV e non direttamente alla Costituzione, la
quale, al suo articolo 93 cpv. 1, non contempla una delega diretta al Consiglio
federale bensì conferisce la competenza legislativa alla Confederazione) e non
di sostituzione; l’ORTV deve pertanto rimanere nel quadro tracciato dalla LRTV
(sul tema, cfr. Andreas Auer/Giorgio
Malinverni/Michel Hottelier, Droit constitutionnel
suisse, vol. I, Berna 2000, n. 1502 ss. e n. 1507 ss.).

 

                             2.4.      Anche
volendo considerare che l’interpretazione storica non permette di togliere ogni
ambiguità alla norma dell’art. 55 cpv. 3 LRTV, si dovrebbe comunque ritenere
insufficiente la delega in esame, sotto il profilo del principio della
specialità (cfr. Knapp,
op. cit., n. 17 ss., p. 8 ss.): ogni compito non chiaramente delegato ad un
terzo rimane infatti di competenza dello Stato.

 

                             2.5.      In
assenza di competenza decisionale, __________ non è legittimata a rigettare le
opposizioni alle procedure esecutive da essa promosse. L’UEF di Blenio ha
quindi rettamente respinto la domanda di continuazione dell’esecuzione.

 

                                3.      Si
rivela pertanto superfluo esaminare se il potere decisionale di un’autorità amministrativa
o di un delegatario del potere pubblico comprenda sempre il potere di rigettare
l’opposizione alle esecuzioni fondate su crediti per l’accertamento dei quali
l’autorità o il delegatario sia competente, oppure se il rigetto debba poggiare
su una disposizione legale esplicita (del tipo di quella prevista all’art. 69
cpv. 3 LIVA nel suo tenore in francese e tedesco). Va pure lasciata aperta la
questione di sapere se l’art. 79 cpv. 2 LEF giustifichi il riconoscimento ad
ogni autorità amministrativa del potere di rigettare l’opposizione “per la via
amministrativa”, sulla base del rinvio nei lavori preparatori relativi alla
revisione della LEF alla giurisprudenza in materia di assicurazione malattia
(cfr. FF 1991 III 47, ad n. 202.74, che rinvia a DTF 107 III 60),
o se tale potere debba essere ammesso solo per le autorità amministrative
giudiziarie in virtù di un’interpretazione conforma alla Costituzione ed alla
LEF, in particolare alla garanzia del giudice imparziale (e il conseguente
divieto di giudicare in causa propria). 

                                          Si
può parimenti prescindere dal prendere posizione sugli altri argomenti della dottrina,
oggi verosimilmente maggioritaria (cfr. Dominik Gasser, Besondere Fragen der Rechtsöffnung, in: Esecuzione,
fallimento e concordato: temi scelti, documentazione per la giornata di studio
dello Schweizerisches Institut für Verwaltungskurse an der Universität St.
Gallen, tenutasi il 29 settembre 2000 a Lugano, p. 2 ss.; Markus Roth, Die Krankenkasse als Rechtsöffnungsrichterin in eigener Sache,
in: Schuldbetreibung und Konkurs im Wandel, Basilea/Ginevra/ Monaco 2000, p.
233 ss., in particolare 245 ss.; Charles Jaques,
Le “rang” des créances dans l’exécution forcée, le cas des subordinations de
créance (postpositions), tesi Losanna 1999, n. 1276; Pierre–Robert Gilliéron, Commentaire de la LP,
vol. I, Losanna 1999, n. 40 ss. ad art. 69–87, con rif., e
n. 28 ss. ad art. 79; Gilliéron,
Le point sur le droit des poursuites et des faillites, in: SJZ 1996 p. 295; Damien
Vallat, Mainlevée de
l’opposition en matière de taxe sur la valeur ajoutée, in JdT 1996 III 1 ss.; Tibère
Adler, La mainlevée de
l'opposition par une caisse–maladie dans une poursuite pour dettes, in: Droit
privé et assurances sociales, Enseignement de 3e cycle de droit
1989, Friborgo 1990, p. 241–260; Jacques Reymond,
Mainlevée et continuation de la poursuite, in: SJZ 1982, p. 306–309; Gilliéron, nota a DTF 109 V
46, in: JdT 1985 II 95; contra: Christophe Misteli,
La mainlevée administrative de l’art. 57 al. 3 OTVA, in RDAF 1997 I 127 ss.),
contraria alla più recente giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. DTF
121 V 110 cons. 2; 119 V 331 cons. 2b; 109 V 49 cons.
3b; 107 III 64 cons. 3; in DTF 115 III 95 ss., il TF ha tuttavia negato
alle istituzioni suppletive di previdenza professionale, benché considerate
quali autorità ai sensi dell’art. 1 PA, il diritto di rigettare esse stesse le
opposizioni LEF) nonché dal riesaminare se il diritto dello Stato di
disciplinare con efficacia – privilegiando gli aspetti pratici a quelli
dogmatici – un coacervo di dispute che trae origine, nella massima parte dei
casi, da mancanza di liquidità degli assicurati, prevalga sempre sul diritto
effettivo di essere sentito in una procedura equa, alla luce delle numerose
aritmie procedurali legate probabilmente all’assenza di un controllo
(giudiziario) formale esterno (ad es. decisione di rigetto anteriore
all’opposizione – OGer. OW, AB 1994/95, 19–20, citata da Staehelin, op. cit., n. 16 ad art. 79 –, “decisione” incomprensibile
emessa da una cassa malati – citata da Jaques,
op. cit., nota 8 ad p. 540 –, domanda di prosecuzione dell’esecuzione da parte
di una cassa malati fondata su una propria decisione di rigetto datata dello
stesso giorno dell’attestazione di crescita in giudicato e della domanda di continuazione
– CEF [__________] 21 febbraio 2001).

 

                                4.      Ne
consegue la revisione del gravame.

                                          Sulle
spese occorre ricordare che – benché la gratuità della procedura sia contraria
al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean–François Poudret/Suzette
Sandoz–Monod, Commentaire de
la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II,
Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato
codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo
LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a). Per lo stesso
motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

Richiamati gli art. 93 cpv. 1 Cost.; 88 LEF; 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF; 1 PA; 55 e 74 cpv. 1 LRTV; 48 ORTV;

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso 8 marzo 2001 della __________, rappresentata da __________, è respinto.

 

                                2.      Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                3.      Contro
questa sentenza è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, Lugano, in
conformità dell'art. 19 LEF.

 

                                4.      Intimazione:

                                          –    __________.

                                          Comunicazione all'Ufficio
di esecuzione e fallimenti del Distretto di Blenio.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                           
Il segretario