# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a0458ef6-dcfa-5359-95de-8e24dc753219
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-07-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.07.2005 42.2005.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2005-1_2005-07-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  42.2005.1

   

  rs/DC/td

  	
  Lugano

  11 luglio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 1 marzo 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 1 febbraio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e
  dell'inserimento, 6501 Bellinzona

   

  in materia di armonizzazione e
  coordinamento delle prestazioni sociali

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 23 settembre 2004 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento
(USSI) ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale ordinaria di fr. 2'000.--
mensili a far tempo dal 1° ottobre 2004  (cfr. doc. 15).

 

                               1.2.   Contro tale
provvedimento, il 22 ottobre 2004, l’assicurato ha interposto reclamo (cfr.
doc. 30).

 

                                         Con decisione
su reclamo del 1° febbraio 2005 l’USSI ha ribadito il contenuto della sua prima
decisione, precisando:

 

" 
Con decisione del 23 settembre 2004 l'Ufficio
del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) ha accolto la richiesta di
rinnovo delle prestazioni assistenziali da lei indirizzata il 15 settembre
2004.

 

La tabella di calcolo, allegata alla citata
decisione, indica i fattori di reddito e di sostanza considerati ai fini della
valutazione della prestazione assistenziale.

 

Il 29 settembre 2004, su sua richiesta esplicita
inviataci via fax e su sollecitazione telefonica, lo scrivente Ufficio le
rispondeva dando specifiche indicazioni in merito all'avvenuta definizione
dell'importo mensile di Fr. 2'000.- riconosciuto a suo favore dal 1° ottobre
2004.

 

Riteniamo opportuno, con questa decisione
formale, ribadire i fattori di reddito e di sostanza considerati:

 

➣  A) REDDITO computabile USSI

      

      Nessun reddito computato

 

➣  B) SOSTANZA computabile

 

      Nessun importo computato

 

➣  C) SPESE computabili

 

      Premio cassa malati                                       Fr.    3'398.--
annui

      Spesa per l'alloggio                                         Fr.    9'600.--
annui

 

                                                        Totale            Fr.  12'998.--
annui

 

Determinazione della lacuna di reddito
dell'unità di riferimento:

 

fabbisogno mensile
secondo i limiti della

Conferenza svizzera
dell'azione sociale (COSAS)

adottati dal
Dipartimento della sanità e

della socialità per
una persona sola                            Fr.    1'076.--

+ totale spese
computabili Fr. 12'998.-- : 12               Fr.    1'083.--

 

./. partecipazione al
premio dell'assicurazione

contro le malattie                                                      Fr.       159.--

 

Lacuna di reddito COSAS                                  Fr.    2'000.--                      

L'art. 18 della Legge sull'assistenza sociale
(LAS) dell'8 marzo 1971 recita che le prestazioni assistenziali ordinarie
coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia
d'intervento ai sensi dell'art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni
sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps (Legge
sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali).

L'art. 19 della LAS indica che "La soglia
d'intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all'art. 10 Laps, è
definita ogni anno tenuto conto delle direttive emanate dalla Conferenza
svizzera delle istituzioni dell'azione sociale (COSAS)."

 

L'importo assegnato con la nostra decisione del
23 settembre 2004, oggetto del suo reclamo, corrisponde ai limiti assistenziali
in vigore definiti dalla COSAS e adottati dal Dipartimento della sanità e della
socialità nell'ambito assistenziale.

 

Pertanto lo scrivente ufficio non può procedere
alla modifica del calcolo assistenziale." (Doc. A1)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, in cui
si è così espresso:

 

" 
… Sono in assistenza dal 20 maggio 2004, da
allora sono sempre più in difficoltà, ma non capisco una cosa. L'unità di
riferimento (recte: la soglia di intervento) è sempre diversa la Laps
indica un mensile di fr. 1308.- la COSAS 1076.- l'USSI è = a COSAS. Io ho
chiesto un leggero aumento diciamo ca 100.-- ma la matematica non lo consente.
E' chiaro che il Cantone spende già molto per il sociale. È indubbio, io sono
vicino al pensionamento essendo nato il 09.01.1943 e sto vagliando la
possibilità di andare già al compimento del *63° anno vale a dire il prossimo
gennaio 2006. In poche parole se decido sul prepensionamento l'assistenza mi
dovrebbe versare ca 1200.-- in più per questo anno se è il caso che il mio
ricorso venga accolto in retroattivo a maggio 2004 ci sarebbe da aggiungere ca
800.--. Non dubito che ci siano persone ancora in condizioni peggiori della
mia, sicuramente non è facile amministrarsi e dover rinunciare a molte cose,
come pure non molti paesi ti offrono queste possibilità, e non è poco e
pertanto non posso al momento che accettare quello che mi versa l'assistenza.
Da più quotidiani da tempo ci sono degli articoli concernenti la povertà ecc.
ecc. che preoccupa non poco il nostro paese, ma purtroppo siamo sempre noi a
sopportare il peggio, vedi annesso __________ del 20.02.05 ci sono ca 358
persone o meglio giovani sotto i 30 anni in assistenza? Come è mai possibile,
compresi nel totale cantonale di 2230. Sarei curioso di conoscere quante di
queste persone sono cittadini svizzeri o meno?

E se tra di loro sicuramente ci sono degli
stranieri che potrebbero benissimo essere rimpatriati, come tutti e quelle
persone nei centri rifugiati - asilanti ecc. ecc. che spacciano droga-rubano e chi
più ne ha più ne metta e lo Stato li mantiene. Ripeto è giusto aiutarli non c'è
dubbio, ma penso che qualcosa in più noi svizzeri è giusto che ce lo diano. Ho
fatto per molti anni il rappresentante ma non ho mai pensato male sugli
stranieri, ma che lavorano.

Egr.i sig.i giudici aspetto delle informazioni
che al momento non ho ancora ricevuto, pertanto appena ne sarò in possesso ve
le invierò come complemento al mio ricorso, penso che sia possibile e grazie
per la vostra comprensione. Ripeto chiedo 100.-- in più retroattivi non di più.

 

*devo ancora decidere in
merito

 

Annesso diversi:

altri documenti a seguire spero entro breve
tempo." (Doc. I)

 

                               1.4.   Il 15 marzo
2005 l’assicurato, a completazione del ricorso, ha trasmesso della
documentazione e ha indicato:

 

" 
(…)

In allegato documenti che
ho appena ricevuto. Questi dati sono ufficiali. Ho chiesto al porta parola sig.
__________ la cifra che la Confederazione ha versato al Cantone Ticino, è di
CHF 31500000.- ca. Il __________ della divisione sociale del cantone il sig. __________
da me interpellato per tel. di oggi lu. 14.03.05 al pomeriggio mi ha riferito
che questa cifra era a disposizione per diciamo il mantenimento da parte direttamente
dal cantone per ca 1035 persone tra asilanti e richiedenti d'asilo, ci sono ancora
alcune centinaia di persone che sono altre organizzazione ad occuparsene
esempio la __________ ecc. ecc. da un mio calcolo veloce ognuna di queste 1035
persone costa al canton Ticino ca 23.333.33 annui tra queste persone come pure
le altre è risaputo da tempo che ci sono le famose mele marce, rubano spacciano
e via così ma non c'è dubbio e voglio credere che le autorità competenti
facciano il possibile per rimpatriarli. Non voglio più ripetermi per quanto
concerne la stampa, vedi il __________ di __________. 13.03.05 sugli abusi ma
ripeto queste cose le sanno tutti ma purtroppo in molti non ci credono. Sono
parole troppo facili rispondere non abbiamo agenti a sufficienza ci vorrebbe
più personale e via così.

Ripeto quanto scritto in
data del mio ricorso ma. 01.03.05 chiedo CHF 100.- in più mensili che se
deciderò di anticipare il pensionamento al compimento del 63° il 09.01.2006
farebbero per l'anno in corso il 2005 CHF 1200.-- (retroattivo all'entrata in
assistenza nel maggio 2004 farebbero CHF 800.- per il 2004) se vado in pensione
al 65° nel gennaio 2008 farebbero ancora CHF 1200.- per il 2006 e altri CHF
1200.- per l'anno 2007.

Che farebbe una cifra
totale di CHF 4400.- nel computo maggio 2004-31.12.2007.

Ripeto nutro tutto il
rispetto per le persone asilanti-rifugiati,  ma come cittadino svizzero penso
che non chiedo molto. Invito il sig. __________ a far i calcoli matematici di
quelle 358 persone tra i 15 e i 29 anni già in assistenza se dovessero arrivare
al compimento dei 65 anni (esclusi ev. decessi, che il computo non calcola) a
CHF 2000.-- mensili fanno 24000 annui ad una media di età facciamo 25 ad
arrivare al 65° fanno 24000.-- x 40 x 358 = CHF 38400000.- le altre
calcolazioni le lascio fare a voi. Dimenticavo adesso con ogni probabilità
arriverà anche il Metadone di Stato, non credo che questo medicamento costi
come l'argent de poche, ma ben oltre il famoso 3.95 CHF della __________."
(Doc. III)

 

                               1.5.   L’autorità
amministrativa, nella sua risposta del 15 marzo 2004, ha postulato l’integrale
reiezione dell’impugnativa e ha osservato:

 

" 
(…)

 

1. Con decisione del 1°
giugno 2004 (doc. 1), il sottoscritto Ufficio ha 

accolto
la domanda di prestazione assistenziale presentata dal signor RI 1 in data 7/20
maggio 2004 allo sportello regionale Laps (Legge sull'armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali) - (doc. 2).

 

Si sono assegnate le
seguenti prestazioni:

 

➣                                  Fr.
566.-- prestazione ordinaria per giugno 2004 tenuto conto delle indennità di
disoccupazione

➣                                  Fr. 2'119.- il mese prestazione
ordinaria per il periodo 

      1.7.04/30.09.04.

 

La tabella di calcolo, ai
fini della valutazione della prestazione assistenziale, indicava i seguenti
fattori:

 

➣    Premio
Cassa malati                                  Fr. 3'398.- annui:12=Fr.        283.-      

➣    Spesa
per l'alloggio                                    Fr. 9'600.- annui:12=Fr.        800.-      

➣    Fabbisogno
secondo i limiti COSAS                                         =Fr.      1'076.-

 

➣    ./.
partecipazione al premio dell'assicurazione                          Fr.           40.-

contro
le malattie

 

lacuna
di reddito                                                                                    
Fr.     2'119.-       

 

Prove: vedi incarto.

 

2. Con
decisione del 10 settembre 2004 l'USSI riconosceva una nota dentistica del dr. __________
di Fr. 480.- (doc. 3).

 

Prove: vedi incarto.

 

3. Il
15 settembre 2004 il sig. RI 1 chiedeva il rinnovo della prestazione
assistenziale (doc. 4)

 

Prove: vedi incarto

 

4. Il
23 settembre 2004 l'USSI emanava una nuova decisione per il periodo 1° ottobre
2004/31 dicembre 2004 di Fr. 2'000.- il mese (doc. 5).

 

Questi i fattori che hanno
determinato il calcolo:

 

➣                                  spese come in precedenza                Fr.
2'159.-

➣                                  ./. partecipazione al premio
dell'assicurazione

    malattia                                                                     Fr.   
159.-

lacuna di reddito                                                        Fr.
2'159.-

 

Prove: vedi incarto

 

5. Il
4 novembre 2004 (doc. 6) l'USSI assumeva il pagamento di un'ulteriore cura
dentaria (dr. __________) per l'importo di Fr. 2'430.40.

 

Prove: vedi incarto

 

6. Il
28 dicembre 2004, su esplicita richiesta dell'interessato datata 20 dicembre
2004 e pervenuta via Fax, l'USSI rinnovava la prestazione assistenziale di Fr.
2'000.- il mese per il periodo 1° gennaio 2005 / 30 aprile 2005 (doc. 7).

 

Questa
decisione è poi stata modificata il 31 gennaio 2005 (doc. 8), con effetto a
decorrere dal 1° febbraio 2005, in Fr. 1'914.- in quanto il premio assicurativo
calcolato ai fini assistenziali e la partecipazione cantonale a detto premio,
avevano subito cambiamenti con l'inizio del nuovo anno e meglio:

 

➣ premio
Cassa malati annuo da Fr. 3'398.- a Fr. 3'551 = Fr. 153.- : 12 = Fr. 12.-

➣ partecipazione
al premio mensile             da Fr. 159.- a Fr. 257.-        = Fr. 98.-

 

Totale miglioramento
situazione economica                    
     Fr. 86 

 

Di conseguenza questo è il
nuovo calcolo assistenziale:

 

➣                                  fabbisogno mensile         Fr.
1'076.-

➣                                  premio Cassa malati       Fr.   
295.-

➣                                  spesa per l'alloggio          Fr.   
800.-

                                      Fr.
2'171.-

 

./. partecipazione al 

premio assicurativo      Fr.   
257.-

 

lacuna di reddito        Fr.
1'914.-

 

Prove: vedi incarto

 

7. L'unità
di riferimento, cui fa accenno il ricorrente nel suo atto del 1° marzo 2005,
conformemente all'art. 4 Laps è costituita:

a)     dal titolare del
diritto

…..

…..

 

Nella
fattispecie si tratta, in altre parole, dell'avente o degli aventi diritto alla
prestazione che può variare a dipendenza della "grandezza dell'economia familiare".

La
soglia d'intervento per le prestazioni assistenziali, in deroga all'art. 10
Laps, è definita ogni anno tenuto conto delle direttive emanate dalla
Conferenza svizzera delle istituzioni d'azione sociale (cfr. decisioni del
Dipartimento della sanità e della socialità del 14 gennaio 2004 e 12 gennaio
2005).

 

8. Tenuto
conto di quanto precedentemente enunciato un adeguamento di Fr. 100.- il mese,
come così proposto dal sig. RI 1, non può giustificarsi in quanto il calcolo
assistenziale è oggettivo (considera i fattori di reddito e di spesa dichiarati
e documentati computabili) e non soggettivo a dipendenza delle effettive
richieste dell'utente.

 

9. Si
fa notare che la prestazione assistenziale di Fr. 1'914.- riconosciuta
dall'USSI sino alla scadenza della decisione (30 aprile 2005) subirà un
ridimensionamento in quanto il forfait globale per il mantenimento e il
supplemento d'integrazione sono passati da Fr. 1'076.- a Fr. 1'060.- il
mese." (Doc. IV)

 

                               1.6.   Il 29 marzo
2005 l’USSI, in relazione allo scritto dell’assicurato del 15 marzo 2005 (cfr.
consid. 1.4.), ha rilevato:

 

" 
(…)

Le argomentazioni enunciate
dal ricorrente con quest'ultimo atto, a nostro giudizio, non sono pertinenti
alla tematica sollevata in sede ricorsuale il 1° marzo 2005; di conseguenza non
riteniamo opportuno esprimerci in merito.

 

A titolo abbondanziale
precisiamo che l'aiuto sociale ai richiedenti l'asilo ed ai rifugiati è retto
dai disposti legali seguenti: "Legge sull'asilo del 26 giugno 1998 e
Ordinanza 2 sull'asilo relativa alle questioni finanziarie dell'11 agosto
1999".

 

Ai rifugiati spettano le
prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull'assistenza sociale dell'8
marzo 1971 mentre che il sostegno a favore dei richiedenti l'asilo deve
consistere, per quanto possibile almeno inizialmente, in prestazioni in natura.
Per questo motivo dal momento della loro ripartizione al Cantone (al Ticino
sono attribuite il 3.9% delle domande di asilo presentate a livello nazionale)
essi sono assegnati ad un alloggio collettivo gestito dalla Croce Rossa
Svizzera Regionale del Luganese (sul territorio sono operativi attualmente 9
centri di accoglienza).

 

Solo successivamente, ed a
determinate condizioni, possono essere ospitati in alloggi individuali; da quel
momento ricevono personalmente la prestazione necessaria per il sostentamento
mentre che le spese per l'alloggio e per gli oneri assicurativi sono versati
direttamente ai creditori." (Doc. VII)

 

 

                               1.7.   L’assicurato,
il 4 aprile 2005, ha inviato un articolo del quotidiano __________ del medesimo
giorno intitolato “Stranieri e prestazioni sociali” (cfr. doc. IX+ bis).

 

                               1.8.   I doc. IX +
bis sono stati sottoposti all’USSI per conoscenza (cfr. doc. X).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
della lite è la questione di sapere se l’importo della prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 2'000.-- al mese assegnata all’assicurato, a
decorrere dal 1° ottobre 2004, può essere aumentato di fr. 100.--, come
richiesto dal ricorrente (cfr. doc. I e III, consid. 1.3.; 1.4.), oppure no.

 

                               2.2.   Il diritto
fondamentale a condizioni minime di esistenza è garantito dall’art. 12 Cost.
fed., il quale prevede che:

 

" 
Chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere
a sé stesso ha diritto d’essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi
indispensabili per un’esistenza dignitosa."

 

                                         Al
riguardo in una sentenza del 5 agosto 2004 nella causa B., 1P.294/2004,
pubblicata parzialmente in DTF 130 I 366 e in Cahiers genevois et romands de
securité sociale N° 33-2004, il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

 

"  (…)

4.-  L’art.
12 Cst. concerne le droit d’obtenir de l’aide dans des situations de détresse.
Cette disposition n’a pas pour objet de garantir un revenu minimum à chacun,
elle porte seulment sur les moyens indispensables à la survie dans une
situation de dénuement, tels que la nourriture, les vêtements, le gîte et les
soins medicaux (ATF 130 I 71 consid. 4.1 p. 75).
Aux termes de l'art. 1 LRMCAS, le revenu minimum cantonal d'aide
sociale a pour but d'éviter aux bénéficiaires le recours à l'assistance
publique. Celle-ci est prévue, à Genève, par la loi sur l'assistance publique
du 19 septembre 1980. Destinée aux personnes dépourvues des moyens nécessaires
à la satisfaction de leurs besoins vitaux et personnels indispensables, elle
est subsidiaire aux autres prestations sociales fédérales, cantonales et
communales (art. 1 al. 2 et 3 de cette loi). De toute évidence, elle constitue
précisément l'aide qui est garantie par l'art. 12 Cst. L'arrêt attaqué dénie au
recourant le droit de percevoir le revenu minimum cantonal d'aide sociale mais
il ne porte aucune atteinte à ses perspectives d'obtenir, au besoin,
l'assistance publique. Le moyen tiré de l'art. 12 Cst. est donc, lui
aussi, mal fondé."

 

                                         In un'altra sentenza del
18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, il TF ha precisato che:

 

"  (...)

3.1. Nach Art. 12 BV hat,
wer in Not gerät und nicht in der Lage ist, für sich zu sorgen, Anspruch auf
Hilfe und Betreuung und auf die Mittel, die für ein menschenwürdiges Dasein
unerlässlich sind. Dieses Grundrecht garantiert nicht ein Mindesteinkommen;
verfassungsrechtlich geboten ist nur, was für ein menschenwürdiges Dasein
unabdingbar ist und vor einer unwürdigen Bettelexistenz zu bewahren vermag (BGE
130 I 71 E. 4.1 S. 74 f.; 121 I 367 E. 2c S. 373; Urteil 2P.148/2002 vom 4.
März 2003, E. 2.3). Der Anspruch umfasst einzig die in einer Notlage im Sinne
einer Überbrückungshilfe unerlässlichen Mittel (in Form von Nahrung, Kleidung,
Obdach und medizinischer Grundversorgung), um überleben zu können (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweisen). Diese Beschränkung des verfassungsrechtlichen
Anspruches auf ein Minimum im Sinne einer "Überlebenshilfe" (AB 1998
S 39) bedeutet, dass Schutzbereich und Kerngehalt zusammenfallen (BGE 130 I 71
E. 4.1 S. 75 mit Hinweis auf Jörg Paul Müller, Grundrechte in der Schweiz, 3.
Aufl., Bern 1999, S. 178). Die Formulierung "wer in Not gerät und nicht in
der Lage ist, für sich zu sorgen" soll klarstellen, dass für das Recht auf
Hilfe in Notlagen der Grundsatz der Subsidiarität gilt (BGE 130 I 71 E. 4.1 S.
75 mit Hinweisen).

 Art. 12 BV stellt ein leistungsrechtliches
Auffanggrundrecht dar (Markus Schefer, Die Kerngehalte von Grundrechten, Bern
2001, S. 338 f.). Dieses steht in engem Zusammenhang mit dem Schutz der
Menschenwürde nach Art. 7 BV und gilt wegen seines menschenrechtlichen Gehalts
nicht nur für schweizerische Staatsangehörige, sondern auch für Ausländer, und
zwar unabhängig von deren aufenthaltsrechtlichem Status. Auch illegal Anwesende
wie der Beschwerdeführer können sich auf Art. 12 BV berufen (BGE 121 I 367 E.
2d S. 374; vgl. auch BGE 130 I 1 und 82; 122 II 193; Kathrin Amstutz,
Anspruchsvoraussetzungen und -inhalt, in: Carlo Tschudi [Hrsg.], Das Grundrecht
auf Hilfe in Notlagen, Bern/Stuttgart/Wien 2005, S. 17; Dies., 2003, a.a.O., S.
29; Dies., Das Grundrecht auf Existenzsicherung, Bern 2002, S. 157;
Malinverni/Hottelier, a.a.O., S. 1351; Müller, a.a.O., S. 169; Uebersax,
a.a.O., S. 39 f.; Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal
fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 53/1997 I, S. 343).“ (STF
del 18 marzo 2005 nella causa X., 2P.318/2004, consid. 3.1.)

 

                                         Il TFA,
dal canto suo, in una sentenza del 21 ottobre 2003, ha sottolineato che:

 

"  (…)

                                        4.2.3 Le recourant ne peut
pas non plus se prévaloir de l'art. 12 Cst. aux termes duquel quiconque est
dans une situation de détresse et n'est pas en mesure de subvenir à son
entretien a le droit d'être aidé et assisté et de recevoir les moyens
indispensables pour mener une existence conforme à la dignité humaine. Certes,
cette disposition pose le principe du droit à des conditions minimales
d'existence pour toute personne qui n'est pas en mesure de subvenir à ses
besoins et fonde une prétention justiciable à des prestations positives de la
part de l'Etat (ATF 122 II 193 consid. 2/dd p. 198; Auer/Malinverni/Hottelier,
Droit constitutionnel suisse, vol. II : Les droits fondamentaux, p. 685 et
689). Le contenu du droit à des conditions minimales d'existence est défini par
le législateur, auquel il incombe d'adopter des règles en matière de sécurité
sociale. Toutefois, si le droit à des conditions minimales
d'existence est un droit de l'homme qui appartient à toute personne physique
dans le besoin, quelle que soit sa nationalité et indépendamment de son statut
au regard de la police des étrangers (Auer/Malinverni/Hottelier, op. cit. p.
688), il suppose un lien de rattachement avec la Suisse, telle la résidence
dans ce pays, condition qui n'est pas réalisée en l'occurrence." (SVR
2004 IV N. 23 pag. 71)

 

                                         In merito
alla differenza tra aiuto sociale in senso lato e aiuto urgente in applicazione
dell’art. 12 Cost. vedi pure la sentenza del Tribunale federale del 9 febbraio
2005 nella causa X., 2A.692/2004.

 

                                         Anche
l’art. 13 della Costituzione cantonale ticinese riconosce quale diritto sociale
- a cui, quindi, ci si può appellare direttamente in giudizio - il diritto ai
mezzi necessari per condurre un’esistenza conforme alle esigenze della dignità
umana e alle cure mediche essenziali.

 

                                         La
garanzia costituzionale del diritto al minimo vitale costituisce la base del
sostegno sociale regolamentato nelle leggi cantonali in materia di assistenza
sociale (in proposito cfr. art. 3 legge federale sulla competenza ad assistere
le persone nel bisogno).

                                         Va
comunque precisato che oltre ad assicurare la sopravvivenza, il sostegno
sociale promuove anche la partecipazione attiva alla vita economica e sociale
della comunità. Il sostegno sociale persegue, dunque, obiettivi che vanno oltre
il semplice raggiungimento del minimo vitale assoluto (cfr. Direttive “Concetto
e indicazioni per il calcolo dell’aiuto sociale” emanate dalla COSAS ediz.
2000, p.to A1 ed ediz. 2005 p.to A1). Esso rappresenta, infatti, un minimo
sociale e non solo un minimo di quanto assolutamente necessario per la
sopravvivenza (cfr. Consiglio di Stato Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull'assistenza sociale, pag. 5). 

 

                                         Infine,
in una sentenza pubblicata in RAMI 2005 pag. 25 segg. il TFA ha rilevato che:

 

" 
(…) Im Bereich der Fürsorgeleistungen gilt der
Grundsatz der Subsidiarität. Danach besteht ein Anspruch auf Fürsorgeleistungen
erst dann, wenn eine betroffene Person die notwendigen Mittel nicht durch
Selbsthilfe, Leistungsverpflichtungen Dritter oder freiwillige Mittel Drittter
erhält (Wolffers, a.a. O., S. 71). Zu den Leistungsverpflichtungen Dritter
gehören auch die Leistungen der Sozialversicherung (Wolffers, a.a.O., S. 72).

Die fürsorgerische Unterstützung von Flüchtligen
richtet sich grundsätzlich nach den Normen der allgemeinen Sozialhilfe, sofern
die Asylgesetzgebung keine Sondernormen kennt (Wolffers, a.a. O., S. 184 f. und
191)." (RAMI 2005 pag. 30)

 

                               2.3.   L’intervento della pubblica
assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (LAS). 

                                         Preliminarmente
va segnalato che tale normativa è stata oggetto di modifiche che sono state
adottate dal Gran Consiglio il 3 dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre
2002 pag. 8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

                                         Tali
modifiche sono state rese necessarie dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26
giugno 2002 (cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in
vigore anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

 

                                         Nel
diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento legale in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr.
3;SVR 2003 IV Nr. 25; STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01; STFA
20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01; DTF 122 V 35 consid. 1; DTF
118 V 110 consid. 3; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2).

                                         Nel caso
in esame la fattispecie verte sull’ammontare della prestazione assistenziale
attribuita all’assicurato dall’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento a
far tempo dal mese di ottobre 2004. In quel periodo sia la modifica della LAS,
che la nuova Laps erano già in vigore. Si applicano quindi le nuove
disposizioni legali.

 

                               2.4.   L’art. 1 LAS
stabilisce quanto segue:

 

" 
Lo Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei
diritti della persona, all’attribuzione delle prestazioni sociali stabilite
dalla legislazione federale o cantonale e, in particolare, all’assistenza di
quanti stanno per cadere o siano caduti nel bisogno. (cpv. 1)

Esse hanno lo scopo di favorire l’ inserimento
sociale e professionale dei beneficiari." (cpv. 2)

 

                                         Principio
basilare della LAS è il diritto per il cittadino di beneficiare dell’assistenza
dello Stato qualora egli stia per cadere o sia caduto nel disagio. L’esistenza
del diritto è affermata a prescindere dagli obblighi assistenziali di natura
civile a favore dell’assistito (cfr. Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970
riguardante la legge sull’assistenza sociale, pag. 4).

 

                                         Come già
risulta dal consid. 2.2. in fine, nell’ambito dell’assistenza sociale vige il
principio della sussidiarietà.

                                         Al
riguardo l’art. 2 LAS prevede:

 

" 
Le prestazioni assistenziali secondo questa
legge sono complementari o suppletorie a quelle della previdenza, delle
assicurazioni sociali e delle misure contro la disoccupazione previste da altre
leggi cantonali. (cpv. 1)

In particolare le prestazioni assistenziali
propriamente dette di tipo finanziario vengono concesse solo una volta esaurite
le altre prestazioni sociali previste dalla Legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)."  (cpv. 2)

 

                                         L’art. 13
Laps, attinente all’ordine delle prestazioni, enuncia:

 

" 
Le prestazioni sociali di complemento armonizzate
vengono concesse nell’ordine in cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che: 

a) prima dell’erogazione delle prestazioni
sociali di complemento vanno erogate le partecipazioni
al premio dell’assicurazione contro le malattie a cui i membri dell’unità
di riferimento hanno diritto; 

b) ogni prestazione va erogata sino al massimo
dell’importo previsto dalla legge speciale prima di concedere una prestazione
che segue nell’ordine; 

c) nel calcolo di ogni prestazione vengono
computate quelle che la precedono nell’ordine, anche se il titolare del diritto
o un’altra persona dell’unità di riferimento vi ha rinunciato."

 

                                         Le prestazioni
assicurative e previdenziali sono, dunque, prioritarie rispetto alle
prestazioni assistenziali che hanno carattere complementare e suppletivo.
Inoltre, in base al principio di coordinamento delle prestazioni previsto dalla
Laps, le prestazioni assistenziali si situano all’ultimo posto nell’ordine di
priorità e vengono concesse unicamente quando il diritto a quelle precedenti è
esaurito (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002
relativo alla modifica della legge sull’assistenza sociale, pag. 2-3).

                                         Secondo l’art. 3 LAS:

 

"  Le
prestazioni assistenziali devono essere adeguate ai bisogni e alle attitudini
della persona, in modo da prevenirne lo scadimento morale e materiale o da
consentirne un conveniente inserimento nella società."

 

Come evidenziato al
consid. 2.2., l’assistenza non deve soltanto procurare alla persona quei beni
materiali che le sono essenziali per la sussistenza, ma deve anche permetterle
di provvedere a una sua vita più degna nel contesto sociale, assicurandole
prestazioni adeguate alle sue attitudini e bisogni soggettivi, per far sì che
la persona stessa sia in grado di reinserirsi nella società (cfr. Consiglio di
Stato, Messaggio n. 1651 del 5 giugno 1970, pag. 5).

 

                               2.5.   Per quanto concerne il
titolare del diritto l’art. 5 LAS prevede:

 

" 
Hanno diritto ai provvedimenti e alle
prestazioni della presente legge le persone con domicilio o dimora
assistenziale nel Cantone. (cpv. 1)

Le persone con sola dimora assistenziale hanno
per principio diritto unicamente a prestazioni o aiuti immediati. (cpv. 2)

Sono riservate le disposizioni del diritto
federale e dei trattati internazionali." (cpv. 3)

 

                                         Delle
eccezioni sono contemplate all’art. 6 LAS:

 

" 
Il Consiglio di Stato disciplina la
determinazione, la concessione, la limitazione e la procedura delle prestazioni
assistenziali concesse a 

a) richiedenti l’asilo e 

b) persone bisognose di protezione non titolari
di un permesso di dimora. (cpv. 1)

Nello stabilire tali criteri il Consiglio di
Stato fa riferimento alle disposizioni federali sul rimborso ai Cantoni delle
spese cagionate da queste persone. (cpv. 2)

II Consiglio di Stato può affidare, mediante la
stipulazione di contratti di prestazione, la gestione di queste prestazioni ad
enti assistenziali pubblici o privati. (cpv. 3)."

 

                               2.6.   Secondo l’art. 11 LAS i
provvedimenti assistenziali consistono in provvedimenti preventivi (art. 12
LAS) e in prestazioni assistenziali propriamente dette (art. 17).

                                         Sono
queste ultime a essere coinvolte nel coordinamento e, parzialmente,
nell’armonizzazione delle prestazioni sociali previste dalla Laps (cfr.
Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

 

                                         Al
riguardo va rilevato che la Laps ha previsto per la LAS la possibilità di
derogare alla legge quadro. Questo principio è sancito esplicitamente dall’art.
2 cpv. 2 Laps, che autorizza la LAS a derogare alle disposizioni degli art. 4,
6, 8, 9, 10, 23 e 33 Laps (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 2).

 

                                         La
natura, l’ampiezza e la durata delle prestazioni assistenziali
propriamente dette sono commisurate agli scopi di questa
legge, alle condizioni personali e alle situazioni locali (art. 17 cpv. 1 LAS).

                                         Esse si
suddividono in due categorie: ordinarie e speciali (art. 17 cpv. 2 LAS). 

                                         Questa distinzione si basa
su criteri qualitativi inerenti alle prestazioni, in relazione al tipo di
bisogno cui sono destinate (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8
maggio 2002, pag. 3).

                                         Inoltre
le prestazioni assistenziali possono essere ricorrenti o puntuali (art. 17 cpv.
3 LAS).

 

                                         Relativamente
alle prestazioni ordinarie l’art. 18 LAS enuncia:

 

" 
Le prestazioni assistenziali ordinarie coprono
la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia d’intervento ai
sensi dell’art. 19, da cui vengono dedotte le prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps. (cpv. 1)

Le prestazioni ordinarie hanno di regola
carattere ricorrente. (cpv. 2)."

 

                                         Ex art.
19 LAS, concernente la soglia di intervento, poi:

 

" 
La soglia d’intervento per le prestazioni
assistenziali, in deroga all’art. 10 Laps, è definita ogni anno, tenuto conto
delle direttive emanate dalla Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione
sociale."

 

                                         L’art. 19
LAS definisce la soglia di intervento per le prestazioni assistenziali in
deroga a quella stabilita dalla Laps (art. 10 Laps) che fa riferimento ai limiti
minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         La LAS
rinvia, in effetti, alle disposizioni della Conferenza svizzera delle
istituzioni dell’azione sociale (COSAS), a cui peraltro il Ticino si adegua da
molti anni, come altri Cantoni.

                                         L’ammontare
della soglia LAS viene deciso annualmente tenuto conto delle direttive della
COSAS (cfr. Consiglio di Stato, Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 3).

                                         Nel
Rapporto del 5 novembre 2002 sul messaggio n. 5250, pag. 4-5 la Commissione
della gestione ha indicato che tale soglia è inferiore al minimo delle PC e può
configurarsi con il concetto di minimo vitale garantito dalla Costituzione
federale e dalla Costituzione cantonale. La soglia definita a livello svizzero
si basa sui dati statistici svizzeri inerenti ai consumi delle famiglie e dei
singoli ed è considerata come scientificamente attendibile e appropriata (al
riguardo cfr. pure il consid. 2.2).

 

                                         Il
Dipartimento della sanità e della socialità – DSS (ai sensi degli art. 48 Las e
1 Reg.LAS esso è, infatti, competente per l’esecuzione e l’applicazione della
LAS e del suo regolamento; esso si avvale dell’Ufficio del sostegno sociale e
dell’inserimento), il 27 gennaio 2003, ha deciso, sentito il parere dell’USSI e
della Divisione dell’azione sociale, che a decorrere dal 1° febbraio 2003 il
fabbisogno secondo gli art. 3 e 19 LAS è stabilito come segue:

 

" 
A. Forfait I e II (capitoli B. 2.2 e B. 2.4
delle Direttive COSAS)

 

	
  Persone
  dell'unità 

  di
  riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  I 

  per
  il mantenimento 

  (fr./mese)

  	
  Forfait
  II 

  per
  il mantenimento (fr./mese)

  	
  Totale

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
  1030.--

  	
    
  46.--

  	
  1076.--

  
	
  2
  persone

  	
  1576.--

  	
    
  71.--

  	
  1647.--

  
	
  3
  persone

  	
  1916.--

  	
    
  86.--

  	
  2002.--

  
	
  4
  persone

  	
  2205.--

  	
   100.--

  	
  2305.--

  
	
  5
  persone

  	
  2493.--

  	
   100.--

  	
  2593.--

  
	
  6
  persone

  	
  2781.--

  	
   100.--

  	
  2881.--

  
	
  7
  persone

  	
  3070.--

  	
   100.--

  	
  3170.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +285.--

  	
  -

  	
   

  

 

 

B. Supplemento al forfait I (capitolo B. 2.3
delle Direttive COSAS):

 

Per unità di riferimento con più di due persone
di 16 anni compiuti o più, gli importi di cui sopra, sono integrati da un
supplemento mensile assegnato per la terza persona di 16 o più anni di età e
per le successive: l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per
ognuna di queste persone." (BU /2003 del 7 febbraio 2003 pag. 63)

 

                                         A titolo
abbondanziale va osservato che il DSS il 12 gennaio 2005, sentito il
parere dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento e della Divisione dell’azione
sociale, ha deciso, considerato, da un lato, che la COSAS
ha adottato il 3 dicembre 2004 una nuova versione delle «direttive per il
calcolo del sostegno sociale» che la Conferenza dei direttori cantonali delle
opere sociali invita ad applicare, dall’altro, che il coordinamento con le
altre prestazioni sociali, l’organizzazione del sostegno sociale in Ticino,
come pure ragioni attinenti alla politica di bilancio del Cantone rendono
problematico un adeguamento integrale alle nuove direttive della COSAS - peraltro
non richiesto dall’art. 19 della LAS -, che a far tempo dal 1° febbraio 2005 la
soglia di intervento corrisponde:

 

" 
A. Forfait globale e Supplemento d'integrazione

 

	
  Persona
  dell'unità di riferimento (economia domestica ai sensi del sostegno sociale)

  	
  Forfait
  globale per il mantenimento (raccomandato dalla COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Supplemento
  d'integrazione (adattamento delle raccomandazioni minime della COSAS) 

  (fr./mese)

  	
  Totale

   

   

   

  (fr./mese)

  
	
  1
  persona

  	
   
  960.--

  	
  100.--

  	
  1060.--

  
	
  2
  persone

  	
  1469.--

  	
  100.--

  	
  1569.--

  
	
  3
  persone

  	
  1786.--

  	
  100.--

  	
  1886.--

  
	
  4
  persone

  	
  2054.--

  	
  100.--

  	
  2154.--

  
	
  5
  persone

  	
  2323.--

  	
  100.--

  	
  2423.--

  
	
  6
  persone

  	
  2592.--

  	
  100.--

  	
  2692.--

  
	
  7
  persone

  	
  2861.--

  	
  100.--

  	
  2961.--

  
	
  Per
  ogni persona supplementare

  	
  +
  269.--

  	
  -

  	
  +
  269.--

  

 

B. Supplemento per unità di riferimento di 3 o
più persone di 16 anni o più (ripreso dalle precedenti raccomandazioni della
COSAS):

 

per unità di riferimento con più di due persone
di almeno 16 anni compiuti, gli importi di cui sopra sono integrati da un
supplemento mensile assegnato alla terza e alle successive persone di 16 o più
anni di età; l'importo di tale supplemento è di 206.-- fr./mese per ognuna di
queste persone." 

(FU 4/2005 del 14 gennaio 2005 pag. 246)

 

                                         L'art. 20
LAS definisce, invece, le prestazioni speciali:

 

" 
Le prestazioni speciali sono destinate a coprire
dei bisogni particolari, quali ad esempio: 

a) spese di formazione; 

b) franchigie, partecipazioni, spese dentarie e
spese straordinarie dovute a malattia o handicap; 

c) determinate assicurazioni; 

d) misure che favoriscono l’ integrazione sociale
e l’ inserimento professionale; 

e) spese di collocamento diurno di figli
minorenni; 

f) spese di collocamento in istituto; 

g) spese di sepoltura. (cpv. 1)

 

Possono inoltre essere concesse prestazioni
speciali per fare fronte per un periodo limitato a spese vincolate o per l’alloggio
superiori ai limiti previsti dall’ art. 22. (cpv. 2)

Le prestazioni speciali possono essere cumulate
alle prestazioni ordinarie, o essere indipendenti quando le risorse del
beneficiario raggiungono o superano la soglia d’intervento ma non coprono il
bisogno specifico cui esse sono destinate. (cpv. 3)."

 

 

                                         Le
prestazioni speciali si distinguono da quelle ordinarie, poiché rispondono a
bisogni particolari, non considerati per la definizione del fabbisogno in
termini di lacuna di reddito rispetto alla soglia di intervento. Proprio per il
loro carattere puntuale e per il fatto che sono destinate alla copertura di
bisogni specifici, le prestazioni speciali possono essere concesse, come già
attualmente, anche quando il reddito disponibile supera di poco la soglia
d’intervento (cfr. Messaggio n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 4).

 

                               2.7.   Per quanto
attiene alle norme comuni della LAS, l’art. 4 LAS, che si riferisce all’unità
di riferimento, prevede:

 

" 
In deroga all’art. 4 Laps, se il titolare del
diritto è un figlio maggiorenne non economicamente indipendente e il reddito
disponibile residuale della sua unità di riferimento supera la soglia di
intervento delle prestazioni assistenziali, dall’unità di riferimento vengono
esclusi i genitori che non ottemperano al loro obbligo di mantenimento ai sensi
dell’art. 277 CCS. (cpv. 1)

In caso di rigore, l’autorità competente può pure
escludere dall’unità di riferimento altri membri che non ottemperano ai loro
obblighi di mantenimento o di assistenza nei confronti del titolare del
diritto, ai sensi degli art. 159, 163, 276, 328 e 329 CCS. (cpv. 2)."

 

                                         Secondo
l'art. 4 Laps:

 

" 
L’unità di riferimento è costituita: 

a) dal titolare del diritto; 

b) dal coniuge; 

c) dal partner convivente, se vi sono figli in
comune; 

d) dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale; 

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono economicamente
indipendenti. (cpv. 1)

 

Se il titolare del diritto non è economicamente
indipendente, dell’unità di riferimento fanno pure parte i suoi genitori e
fratelli minorenni o non economicamente indipendenti. (cpv. 2)

Se entrambi i genitori sono privati dell’autorità
parentale, il minorenne fa parte dell’unità di riferimento della madre. (cpv.
3)

I figli e i titolari del diritto maggiorenni
economicamente dipendenti fanno parte dell’unità di riferimento del genitore
con cui condividono il domicilio; se hanno domicilio per conto proprio fanno
parte dell’unità di riferimento del genitore da loro indicato. (cpv. 4)

Se non vi sono figli in comune, dell’unità di
riferimento fa parte il partner convivente allorquando questi ricava
dall’unione vantaggi simili a quelli che scaturiscono da un matrimonio e
l’Amministrazione dispone di elementi sufficienti per presumere che non si
sposa per poter accedere alle prestazioni della presente legge. (cpv. 5)

Non fanno parte dell’unità di riferimento le
persone domiciliate all’estero. (cpv. 6)."

 

                                         L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                         L’art. 22
LAS, concernente il reddito disponibile residuale, enuncia:

 

" 
Il reddito disponibile residuale è quello
definito dagli art. da 5 a 9 Laps, tenuto conto delle deroghe seguenti: 

 

a) Reddito computabile: 

    1.
vengono computate le prestazioni ricevute in adempimento di un obbligo fondato
sul diritto di famiglia se vengono corrisposte da una persona non facente parte
dell’ unità di riferimento e dichiarate dal richiedente; 

    2.
la sostanza netta viene computata
interamente nella misura in cui supera 100’000 fr. per l’abitazione primaria e,
per le altre forme di sostanza, 10’000 fr. per una persona sola, 20’000 per una
coppia (coniugi o conviventi con figli in comune) e 2’000 fr. per ogni figlio
minorenne o maggiorenne non economicamente indipendente; eccezioni transitorie
a questo computo possono essere concesse in casi di rigore, segnatamente se la
sostanza computabile nel reddito fosse difficilmente liquidabile; 

    3.
vengono interamente computati i redditi dei minorenni facenti parte dell’unità
di riferimento. 

b) Spesa vincolata: 

    1.
non vengono computati rendite e oneri permanenti (art. 8 cpv. 1 lett. c) Laps);

    2.
non vengono computati gli alimenti di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. d) Laps; 

    3.
non vengono computate le imposte di cui all’ art. 8 cpv. 1 lett. j) Laps; 

    4.
le spese e gli interessi passivi sui debiti privati vengono riconosciuti solo
fino all’ importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art.
19 e 20 della LT (deroga all’ art. 8, cpv. 2, lett. a) Laps). 

 

                                         Il
reddito disponibile residuale, fatta eccezione per le deroghe di cui
all’art. 22 LAS appena menzionato, corrisponde quindi a quello definito agli
art. 5-9 Laps. Esso è conseguentemente pari alla differenza tra la somma dei
redditi computabili e la somma delle spese computabili delle persone componenti
l’unità di riferimento (art. 5 Laps).

                                                      

                                         L'art. 6
Laps regolamenta così il reddito computabile:

 

" 
Il reddito computabile è costituito dai seguenti
redditi: 

a) i redditi ai sensi degli art. 15-22 della Legge tributaria del 21
giugno 1994 (LT), ad esclusione dei redditi imposti separatamente in virtù
degli art. 36 cpv. 1, 38 cpv. 1 e 57 cpv. 1 LT; 

b) ... 

c) ... 

d) i proventi ricevuti in virtù della legislazione federale sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità; 

e) tutte le rendite riconosciute ai sensi della Legge federale 

    sull’assicurazione militare federale del 19 giugno 1992; 

f)  1/15 della sostanza imponibile dell’unità di riferimento
superiore a fr. 50’000.--, rispettivamente a fr. 100’000.-- per l’abitazione
primaria. (cpv. 1)

 

Le entrate di cui al capoverso precedente alle
quali un membro 

dell’unità di riferimento ha rinunciato a favore
di persone che non fanno parte dell’unità di riferimento possono essere computate
se la rinuncia costituisce un manifesto abuso di diritto. (cpv. 2)

Non sono considerati redditi le prestazioni
sociali ai sensi della presente legge. (cpv. 3)

Il Consiglio di Stato determina in quale misura
vanno computati i redditi dei minorenni. (cpv. 4)"

 

                                         La spesa
computabile è, invece, costituita dalla somma delle spese vincolate
e dalla spesa per l’alloggio (art. 7 Laps).

 

 

                                         Ai sensi
dell'art. 8 Laps:

 

" 
La spesa vincolata è costituita dalle seguenti
spese: 

a) le spese ai sensi degli art. 25-31 LT; 

b) gli interessi maturati su debiti ammessi in deduzione di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. a) LT; 

c) le rendite e gli oneri permanenti di cui
all’art. 32 cpv. 1 lett. b) LT; 

d) gli alimenti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett.
c) LT; 

e) i versamenti, premi e contributi legali, statutari o
regolamentari per acquisire diritti di cui all’art. 32 cpv. 1 lett. d) e f) LT;

f)  i versamenti, premi e contributi per acquisire diritti
contrattuali in forme riconosciute della previdenza individuale vincolata di
cui 

    all’art. 32 cpv. 1 lett. e) LT versati da persone che esercitano

    un’attività lucrativa indipendente o dipendente, se queste
ultime non sono affiliate obbligatoriamente al secondo pilastro; 

g) i premi ordinari per l’assicurazione obbligatoria contro le malattie
vigenti al momento della richiesta, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo della quota cantonale media ponderata; 

h) i premi per l’assicurazione della perdita di guadagno in caso di
infortunio delle persone non obbligatoriamente assicurate; 

i)  ... 

l)  le imposte ordinarie federali, cantonali e comunali sul reddito
e sulla sostanza. (cpv. 1) 

Le spese di cui all’art. 31 LT e gli interessi
maturati sui debiti di cui al cpv. 1 lett. b) vengono riconosciuti sino ai
seguenti importi: 

a) per le spese e gli interessi passivi sui debiti privati fino
all’importo complessivo dei redditi della sostanza contemplati dagli art. 19 e
20 LT, maggiorato di 3000 fr.; 

b) per i debiti derivanti dall’esercizio dell’attività
professionale, l’importo effettivo degli interessi. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 9
Laps riguarda la spesa per l'alloggio:

 

" 
La spesa per l’alloggio è computata fino ad un
massimo di: 

 

a) per le persone unità               importo
riconosciuto dalla legislazione

    di riferimento composte         sulle
prestazioni complementari

    da una persona:                     all'AVS/AI
per la persona sola

 

      b) per le unità di                      importo
riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte            sulle prestazioni complementari

                                                     da
due persone: all'AVS/AI per i coniugi

 

      c)                                            per
le unità di      importo riconosciuto dalla legislazione

                                                     riferimento
composte da       sulle prestazioni complementari

                                                     più
di due persone:    all'AVS/AI per i coniugi maggiorato 

                                                   del
20%

(cpv. 1)

 

Se una persona che non fa parte dell’unità di
riferimento convive con uno dei suoi membri, dalla spesa per l’alloggio viene
dedotta la quota-parte imputabile al convivente. (cpv. 2)"

 

                                         L'art. 5
cpv. 1 lett. b cifra 2 LPC, prevede che, i cantoni stabiliscono l'importo delle
spese per pigione fino a concorrenza di un importo annuo, fino al 31 dicembre
2000, di fr. 12'000.-- per le persone sole e di fr. 13'800.-- per coniugi e le
persone con figli.

                                         Secondo
l'art. 2 della legge cantonale di applicazione a titolo di pigione si applica
l'importo massimo.

                                         Dal 1°
gennaio 2001 tali importi sono stati aumentati a fr. 13'200.--, rispettivamente
fr. 15'000.-- (cfr. Ordinanza 01 sull'adeguamento delle prestazioni
complementari all'AVS/AI del 18 settembre 2000 e Decreto esecutivo concernente
la legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI del 6
dicembre 2000).

 

                                         Le
deroghe ad alcune delle diverse componenti del reddito computabile e della
spesa vincolata di cui agli art. 6 e 8 Laps, contemplate dall’art. 22 LAS e
autorizzate dall’art. 2 cpv. 2 Laps (cfr. consid. 2.6.), hanno carattere
restrittivo e sono volte a determinare un reddito disponibile che misuri ancora
meglio la reale situazione di bisogno del richiedente.

                                         Alcune
entrate non considerate dalla Laps (che fa riferimento essenzialmente ai
redditi contemplati dalla Legge tributaria) sono, poi, incluse fra i redditi
della LAS (per esempio i redditi dei minorenni e le prestazioni ricevute in
adempimento di un obbligo fondato sul diritto di famiglia).

                                         I limiti
di esenzione della sostanza (ad esclusione dell’abitazione primaria) indicati
all’art. 22 lett. a cfr. 2 LAS sono, inoltre, inferiori a quelli della Laps.

                                         Dal
calcolo delle spese ai sensi della LAS sono, invece, escluse alcune voci, quali
le rendite e gli oneri permanenti, gli alimenti e le imposte: le risorse delle
prestazioni assistenziali non possono essere destinate a pagare questi oneri.
La persona priva del minimo vitale cessa i pagamenti e il creditore ha
eventualmente a disposizione altri mezzi (per esempio, il ricorso all’anticipo
degli alimenti). 

                                         Infine il
limite per il riconoscimento delle spese e degli interessi sui debiti è
inferiore a quello della Laps (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c, d, j Laps; Messaggio
n. 5250 dell’8 maggio 2002, pag. 5).

 

                               2.8.   L’assicurato
in sede ricorsuale ha contestato l’ammontare della prestazione assistenziale
ordinaria accordatagli dall’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento a
far tempo dal mese di ottobre 2004 di fr. 2'000.-- al mese, postulandone l’aumento
di  fr. 100.-- mensili (cfr. doc. I, III; consid. 1.3.; 1.4.).

 

                                         L’USSI,
dal canto suo, ha precisato che un adeguamento di fr. 100.-- mensili, come proposto
dall’insorgente, non può giustificarsi, in quanto il calcolo assistenziale è
oggettivo, ossia considera i fattori di reddito e di spesa dichiarati e
documentati computabili, e non soggettivo a dipendenza delle effettive
richieste dell'utente (cfr. doc. IV; consid. 1.5.).

 

                                         Il TCA
chiamato a pronunciarsi in merito rileva che, come già dettagliatamente esposto
in precedenza (cfr. consid. 2.6.), le prestazioni assistenziali ordinarie
coprono la differenza fra il reddito disponibile residuale e la soglia
d’intervento ai sensi dell’ art. 19 LAS, da cui vengono dedotte le prestazioni
sociali di complemento effettivamente percepite sulla base della Laps (cfr. art.
18 LAS). 

 

                                         La soglia
di intervento, determinata nel regime della LAS facendo riferimento alle
disposizioni della COSAS, nel presente caso ammonta a fr. 1'076.-- mensili
(cfr. consid. 2.6.).

 

                                         In
proposito l'assicurato, nel ricorso, ha affermato di non comprendere perché la
soglia di intervento Laps è differente da quella applicata dall’USSI, che
corrisponde a quella della COSAS (cfr. doc. I, consid. 1.3.).

                                         Le soglie
di intervento citate divergono, poiché, come esposto precedentemente (cfr.
consid. 2.6.), l’art. 19 LAS prevede che per le prestazioni assistenziali la
soglia di intervento viene definita in deroga a quella stabilita dalla Laps
(art. 10 Laps).

                                         Quest’ultima
fa riferimento ai limiti minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI, mentre la soglia di intervento per le prestazioni
assistenziali si fonda sulle disposizioni emesse dalla Conferenza svizzera
delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS).

                                         Giusta
l’art. 22 LAS il reddito disponibile residuale è, per contro, quello definito
dagli art. 5 a 9 Laps, tenuto conto di determinate deroghe previste dall’art.
22 LAS stesso (cfr. consid. 2.7.).

                                         Pertanto,
in virtù dell’art. 5 Laps (cfr. consid. 2.7.), il reddito disponibile residuale
è pari alla differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle
spese computabili delle persone componenti l’unità di riferimento (cfr. art. 5
Laps; consid. 2.7.).

 

                                         I redditi
computabili e le spese computabili - queste ultime costituite dalla spesa
vincolata e dalla spesa per l’alloggio - agli art. 6, 8 e 9 Laps e all’art. 22
LAS, che contempla delle deroghe ai disposti appena citati della Laps (cfr.
consid. 2.7.), sono elencati in modo esaustivo. 

                                         Di
conseguenza, una volta conteggiate tali voci nel calcolo della prestazione assistenziale
ordinaria di un assicurato, non è possibile computarne altre non previste dalla
Laps, né dalla LAS.

                                         A
eventuali ulteriori costi che esulano sia dalla spesa per l’alloggio, che dalla
lista esaustiva delle spese vincolate si deve, perciò, sopperire tramite
l’importo della soglia di intervento.

 

                                         In simili
condizioni, nel rispetto del principio della legalità, secondo cui in virtù di
un principio fondamentale del diritto, ogni attività amministrativa deve essere
riconducibile a una norma legale che ne delinei ampiezza e limiti delle
funzioni (principio della legalità: cfr. Häfelin/Müller, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 4a ed., cifra marg. 368 segg.; STFA del 20
agosto 2003 nella causa X., H 231/02, consid. 5), nel caso in cui l’entità di
una prestazione assistenziale ordinaria risulti da un conteggio effettuato
secondo i parametri indicati dalla legge, ovvero tenendo conto di tutti quei
redditi e quelle spese riguardanti l’assicurato che sono previsti dalla Laps e
dalla LAS, l’USSI non può aumentarne l’importo a seconda delle richieste di un
assicurato.

 

                               2.9.   Nel caso di
specie l’assicurato non ha formulato particolari censure in merito al calcolo
delle singole voci di reddito e delle spese computabili indicate dall’USSI nel
conteggio del 23 settembre 2004, postulando in modo del tutto generico unicamente
l’aumento di fr. 100.-- della prestazione assistenziale erogatagli (cfr. doc.
I; III; consid. 1.3., 1.4.).

 

                                         Ora, il
giudice delle assicurazioni sociali, è tenuto sulla base del principio
inquisitorio, ad accertare i fatti rilevanti per il giudizio (cfr. SVR 2001 KV
N. 50 pag. 145; per le assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione
federale cfr. art. 61 lett. c LPGA).

                                         Il
Tribunale federale delle assicurazioni ha, tuttavia, più volte ricordato come
questo principio non sia assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal
dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DLA 2001 N.
12 pag. 145; STFA del 9 maggio 2003 nella causa A., C 271/02; STFA del 9 maggio
2001 nella causa W.Z., P 36/00; STFA del 13 marzo 2001 nella causa M.P., U
429/00; STFA del 5 giugno 2000 nella causa V.P., I 76/00; DTF 125 V 195;
Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI praxis
1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282; per le assicurazioni sociali
disciplinate dalla legislazione federale cfr. art. 61 lett. c LPGA). 

 

                                         Il dovere
processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle parti di
portare - ove ciò fosse ragionevolmente possibile - le prove necessarie, avuto
riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
esse rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove (cfr.
DLA 2002 pag. 178 (179); STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01; STFA
del 9 maggio 2001 nella causa G.L., P 52/00; STFA del 9 maggio 2001 nella causa
W.Z., P 36/00; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). 

                                         

                                         In
concreto l'assicurato, non ha portato alcun elemento tale da dimostrare
l'inesattezza di perlomeno alcune voci del calcolo allestito dall’USSI il 23
settembre 2004, per il periodo dal 1° ottobre al 31 dicembre 2004. Egli ha
chiesto del resto semplicemente un adeguamento delle prestazioni senza
contestare il calcolo in quanto tale. A mente del TCA non sussiste peraltro
alcun motivo per ritenere che tale conteggio non sia stato elaborato in
ossequio dei parametri contemplati dalla LAS e dalla Laps.

                                         Esso
merita, quindi, di essere tutelato.

 

                                         I redditi
computabili del ricorrente sono, di conseguenza, nulli e le sue spese
computabili sono costituite dalla quota media della cassa malati __________ del
ricorrente di fr. 3'398.--(doc. 15, 16) e dalla spesa per l’alloggio di fr.
9'600.-- (cfr. doc. 15; doc. 1), che corrispondono a complessivi fr. 12'998.--
(cfr. doc. 15).

 

                                         Per
completezza va osservato che ai sensi dell’art. 8 cpv. 1 lett. g Laps, al quale
l’art. 22 LAS non deroga, vanno computati i premi dell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie ordinari, ma al massimo fino al raggiungimento
dell’importo della quota cantonale media ponderata (cfr. consid. 2.7.). 

                                         Quale
premio ordinario non va inteso il premio effettivo a carico dell’assicurato,
bensì il premio medio ponderato relativo alla casa malati presso la quale lo
stesso è affiliato (cfr. STCA del 27 aprile 2005 nella causa R., 39.2004.11,
consid. 2.12.). 

                                         Per il
2004 la quota cantonale media ponderata per una persona adulta ammontava a fr.
3'600.-- (cfr. art. 1 Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per
l’applicazione dei sussidi nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2004).
Tale importo è più elevato del premio medio ponderato della __________ di fr.
3'398.--, per cui a ragione l’USSI, nel calcolo della prestazione assistenziale
dell’insorgente ha tenuto conto di quest’ultimo ammontare.

 

                                         L'assicurato
non ha nessun reddito disponibile residuale (cfr. art. 5 Laps; consid. 2.7) e
può fare valere spese computabili di 

                                         fr.
1'083.- mensili (12'998 annui).

 

                                         La soglia
di intervento per il 2004 del ricorrente, è pari a            fr. 1’076.-- (cfr.
consid. 2.8.).

 

                                         Gli
assicurati, come visto, hanno diritto alla prestazione assistenziale ordinaria
allorché il reddito disponibile residuale, sommato alle prestazioni sociali di
complemento effettivamente percepite sulla base della Laps, non raggiunge la
soglia di intervento (cfr. art. 18 LAS; consid. 2.6.).

 

                                         In casu,
il sussidio della cassa malati mensile ammonta a          fr. 159.-- (cfr. doc.
15; 16).

                                         Pertanto
la lacuna di reddito LAS mensile è pari a fr. 2’000.--   (fr. 1’076 + fr. 1'083
- fr. 159.--).

 

                                         Per il
lasso di tempo dal mese di ottobre al mese di dicembre 2004 la prestazione
assistenziale a cui l’assicurato ha diritto è pari a fr. 2’000.-- al mese, come
risulta dalla decisione formale del 23 settembre 2004 e dalla decisione su
reclamo del 1° febbraio 2005 impugnata (cfr. doc. 15; I).

 

 

                                         In simili
condizioni, visto che il conteggio è stato allestito dall’USSI in rispetto di
quanto previsto esaustivamente dalla LAS e dalla Laps, non vi è spazio per
aumentare di fr. 100.-- l’importo della prestazione assistenziale assegnata
all’insorgente.

 

                                         La
decisione su reclamo del 1° febbraio 2005 deve conseguentemente essere
confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti