# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d732b0ed-8bdc-526f-a176-0a545efcda2c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.08.2023 42.2023.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2023-25_2023-08-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2023.25

   

  CL/gm

  	
  Lugano

  14 agosto 2023 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Christiana Lepori, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 maggio 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 24 aprile 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  Con decisione del 12 dicembre 2022,
per il mese di novembre 2022 l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento
(in seguito: USSI) ha negato a RI 1 le prestazioni Las per il mese in
questione, ritenuto che “il reddito disponibile residuale della sua unità di
riferimento supera il limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e
della socialità (…)” (cfr. doc. 14-16).

 

                          1.2.  Con reclamo di data 20 dicembre
2022, RI 1 - a beneficio del quale l’amministrazione ha, poi, versato le
prestazioni assistenziali a decorrere dal mese di dicembre 2022 (cfr. doc. 318)
- ha impugnato il provvedimento emesso dall’USSI, facendo valere quanto segue: 

 

"
(…) nel mese di ottobre ’22 ho percepito ~ 900.- dal __________, nel
mese di novembre ho ricevuto gli arretrati del mese di agosto ’22 e settembre
’22 (settembre ’22 solo 12 indennità) in quanto esaurito i giorni di controllo.
Ho dovuto fare fronte a pagamenti corrente elettrica, 3 mesi di fatture
telefono e affitto. Mi ritrovo con 2 mesi di stipendio pari a 0.-, e questo mi
limita anche solo per gli spostamenti con i mezzi pubblici. Chiedo cortesemente
una rivalutazione della decisione per il mese di ottobre ’22 e novembre ’22.”
(cfr. doc. 13).

 

                          1.3.  Con decisione su reclamo del 24
aprile 2023 l’USSI ha confermato la propria precedente decisione del 12
dicembre 2022 (cfr. doc. 14) sulla base delle seguenti argomentazioni:

 

"
(…) 

M. In merito alla
contestazione del signor RI 1 circa la sua richiesta di ottenere le
prestazioni assistenziali a far tempo dal mese di ottobre 2022, si osserva
che l’assistenza è riconosciuta a copertura del fabbisogno mensile scoperto,
tenendo in considerazione la situazione del mese per il quale essa viene
richiesta. In effetti, ai sensi dell’art. 61 cpv. 1 Las il diritto al pagamento
delle prestazioni assistenziali decorre dal primo giorno del mese in cui è
depositata la domanda.

Per quanto riguarda la procedura di inoltro
della domanda di prestazioni assistenziali, l’art. 59 Las rinvia alla Laps.
Secondo l’articolo 23 Laps il diritto al pagamento delle prestazioni sociali
decorre dal primo giorno del mese in cui è depositata la domanda e se sono
adempiute le condizioni legali a cui esso è subordinato.

Nel caso in oggetto è pacifico che il
richiedente si è annunciato e gli è stata consegnata la Check-List l’8
novembre 2022, con l’espressa indicazione di completarla entro 30 giorni dalla
data della consegna e con l’avvertimento che, in caso contrario, senza
comprovati motivi, la domanda sarebbe stata considerata depositata solamente al
momento del completamento.

Dal formulario “Annuncio presso il
Comune di domicilio e appuntamento sportello Laps” si evince che la
documentazione è stata completata il 24 novembre 2022, ossia entro il termine
di 30 giorni. 

Ritenuto che la domanda di prestazione
assistenziale è stata inoltrata secondo la Check-List nel mese di novembre
2022, dal 1° novembre 2022 decorreva il suo diritto al pagamento delle
prestazioni assistenziali.

Non si giustifica quindi di riconoscere la
prestazione assistenziale anche per il mese di ottobre 2022.

Su questo punto il reclamo è respinto.

 

N. Per quanto concerne invece la
contestazione del reclamante circa la decisione di rifiuto del 12 dicembre 2022
della prestazione assistenziale del mese di novembre (…) pacifico è che il 31
ottobre 2022 al reclamante sono stati versati CHF 3'177.70 da parte della Cassa
di disoccupazione e che il medesimo ha avuto un’entrata di CHF 736.50 quale
stipendio dal __________.

Le argomentazioni del reclamante non
possono essere seguite in quanto nell’ambito dell’assistenza vige il principio
di sussidiarietà in base al quale occorre prioritariamente utilizzare ogni
propria risorsa a disposizione. Il diritto all’assistenza subentra allorquando
non si hanno più risorse disponibili. Le risorse disponibili sono quindi da
usare per coprire il fabbisogno corrente e non per pagare eventuali debiti.

Inoltre il diritto all’assistenza è
stabilito in base alle entrate e ai costi del mese in questione.

Il computo da parte dell’USSI delle
indennità di disoccupazione è corretto, in quanto rientrante tra quelli che
costituiscono il reddito computabile regolamentato dall’art. 6 Laps. È altresì
corretto che l’USSI abbia considerato per il mese di novembre 2022, in quanto
versate alla fine del mese di ottobre 2022.

È inoltre corretto che l’USSI abbia
considerato nel calcolo lo stipendio di CHF 736.50 ricevuto dal __________, in
quanto rientrante tra quelli che costituiscono il reddito computabile
regolamentato dall’art. 6 Laps. È altresì corretto che l’USSI abbia considerato
per il mese di novembre 2022, in quanto versato all’inizio di tale mese e
quindi disponibile per far fronte al sostentamento del mese di novembre 2022.

Per far fronte al sostentamento del mese di
novembre 2022, il reclamante avrebbe dovuto utilizzare le indennità di
disoccupazione versate il 31 ottobre 2022 e lo stipendio ricevuto in data 10
novembre 2020. 

A titolo abbondanziale si rileva che per
motivi di puro calcolo il reddito mensile viene fittiziamente riportato su un
valore annuale e successivamente diviso per 12 mesi. Va considerato solo
l’importo del mese interessato.” (cfr. doc. 3-9)

 

                          1.4.  Contro la decisione su reclamo, RI
1 ha presentato un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha chiesto “un
riesamino della pratica e se possibile avere un retroattivo per i mesi in cui
non ho avuto entrate (10.22/11.22/12.22)”.

                                  A sostegno delle proprie pretese,
l’assistito ha addotto:

 

"
(…) Inizia tutto nel mese di agosto ’22 che per motivi burocratici mi
viene bloccata la disoccupazione, questa situazione rimane in stallo fino al
mese di ottobre quando ricevo la decisione da parte della cassa disoccupazione __________.

A novembre ’22 con la chiusura dei conteggi
e la fine del contratto di lavoro che avevo presso il __________, mi vengono
versati i mesi arretrati dalla Cassa, ma nel mentre era tutto bloccato, i
giorni di diritto delle indennità scadevano in data 20.09.22.

Solo a quel punto (ultimo documento da
parte della cassa disoccupazione) ho potuto far partire la mia domanda di
assistenza in maniera retroattiva, la quale mi è stata rifiutata in quanto
secondo i loro calcoli a novembre ho avuto entrate (dei due mesi della cassa
mesi, ho dovuto saldare due affitti arretrati, telefono ecc.).

Ho consegnato tutto l’incarto, documenti
della Cassa, documenti di lavoro, estratti bancari che attestano le, entrate
dei versamenti, i pagamenti.” (cfr. doc. I)

 

                          1.5.  L’USSI, con risposta del 21 giugno
2023, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto, precisando, quanto alla
richiesta del ricorrente di riconoscergli “una prestazione assistenziali per
il mese di dicembre 2022 (…) che con decisione del 22 dicembre 2022 l’USS ha
riconosciuto all’interessato una prestazione assistenziale ordinaria di CHF
2'291.- per il mese di dicembre 2022. Contro tale decisione il signor RI 1 non
ha inoltrato alcun reclamo all’USSI, avendo quest’ultimo riconosciuto al
ricorrente una prestazione assistenziale per il mese in questione. Su tale
punto il ricorso appare pertanto irricevibile.” (cfr. doc. V).

 

                          1.6.  Il 22 giugno 2023 il TCA ha
assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova (cfr. doc. VI). Esse sono rimaste silenti.

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  La costante
giurisprudenza federale ha stabilito che è la decisione impugnata che
costituisce il presupposto e il contenuto della contestazione sottoposta
all'esame giudiziale (cfr. STF 9C_775/2019 del 26 maggio 2020 consid. 1.1.; STF
8C_722/2018 del 14 gennaio 2019 consid. 2.1.; STF 8C_784/2016 del 9 marzo 2017
consid. 3.1.; STF 8C_448/2016 del 6 dicembre 2016 consid. 2; STF 8C_360/2010
del 30 novembre 2010 consid. 1 e 2; DTF 131 V164; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36
consid. 2a, DTF 110 V 51 consid. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV
81, p. 294).

 

                                  Questo
Tribunale, d’altronde, può pronunciarsi su un determinato oggetto, in linea di
principio, solo in presenza di decisione su opposizione (o su reclamo)
emanata dall'organo amministrativo competente (cfr. STCA 42.2021.21del 15 marzo
2021; STCA 38.2020.68 del 14 dicembre 2020 consid. 2.5.; STCA 38.2019.21 del 27
marzo 2019; STCA 35.2018.112 del 12 novembre 2018; STCA 42.2011.14 del 13
ottobre 2011; STCA 38.2007.14 del 14 marzo 2007 consid. 2.5.);

 

                                  Nella
presente fattispecie, davanti al TCA, è stata contestata la decisione su
reclamo emessa il 24 aprile 2023 dall’USSI, la quale concerne esclusivamente la
questione a sapere se il diritto di RI 1 alle prestazioni Las decorreva da
novembre 2022 (o, come postulato dal medesimo, da ottobre) e se per tale mese
al ricorrente spettavano effettivamente delle prestazioni assistenziali, o meno
(cfr. supra consid. 1.3.).

  

                                  Ogni
altra questione sollevata nel ricorso, in particolare relativa alle prestazioni
assistenziali per il mese di dicembre 2022 - riconosciute a beneficio del qui
ricorrente dall’USSI con decisione del 22 dicembre 2022, cresciuta incontestata
in giudicato (cfr. supra consid. 1.2 e 1.5.; doc. 318) - esula dunque dalla
presente causa e le relative censure sono, quindi, irricevibili.

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  Oggetto del contendere è la
questione di sapere, in primo luogo, se l’USSI abbia a ragione, o meno,
stabilito che il diritto del ricorrente alle prestazioni Las decorreva da
novembre 2022 (in luogo che da ottobre 2022, com’egli, invece, pretende), e, in
secondo luogo, se per il mese di novembre 2022 gli erano dovute, oppure e come
stabilito dalla resistente no, delle prestazioni assistenziali.

 

                                  L’intervento della
pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las).

 

                                  Tale normativa è
stata oggetto di modifiche che sono state adottate dal Gran Consiglio il 3
dicembre 2002 (cfr. FU 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag.
8289 segg.) e sono entrate in vigore il 1° febbraio 2003.

 

                                  Questi cambiamenti
sono stati resi necessari dalla Legge sull’armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali (Laps), adottata dal Parlamento il 26 giugno 2002
(cfr. FU 53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.) ed entrata in vigore
anch’essa il 1° febbraio 2003 (cfr. BU 3/2003 del 31 gennaio 2003).

                                  

                                  Il
1° ottobre 2006 sono entrate in vigore alcune ulteriori modifiche della Las e
della Laps (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006 pag. 385-386; BU 40/2006 del
8 settembre 2006 pag. 313-317).

 

                          2.3.  L'art. 1 Las stabilisce che lo
Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per
cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

 

                                  Le prestazioni sociali hanno lo
scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv.
2).

 

                                  L'art. 2 della Legge fissa il principio
della sussidiarietà dell'assistenza e prevede al cpv. 1 che "le prestazioni
assistenziali secondo questa legge sono complementari o suppletorie a quelle
della previdenza, delle assicurazioni sociali e delle misure contro la
disoccupazione previste da altre leggi cantonali". 

 

                                  Il cpv. 2 precisa che "in
particolare le prestazioni assistenziali propriamente dette di tipo finanziario
vengono concesse solo una volta esaurite le altre prestazioni sociali previste
dalla Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali
del 5 giugno 2000 (art. 13 Laps)".

 

                                  L’art. 13 Laps, afferente
all’ordine delle prestazioni, enuncia peraltro che 

 

" Le
prestazioni sociali di complemento armonizzate vengono concesse nell’ordine in
cui figurano all’art. 2 cpv. 1, ritenuto che:

a) prima
dell’erogazione delle prestazioni sociali di complemento armonizzate vanno
erogate le riduzioni dei premi previste nell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie (art. 11 cpv. 1 lett. b) e le
prestazioni d’aiuto allo studio (art. 11 cpv. 1 lett. c) a cui i membri dell’unità di riferimento hanno diritto;

b) ogni
prestazione va erogata sino al massimo dell’importo previsto dalla legge
speciale prima di concedere una prestazione che segue nell’ordine;

c) nel calcolo
di ogni prestazione vengono computate quelle che la precedono nell’ordine,
anche se il titolare del diritto o un’altra persona dell’unità di riferimento
vi ha rinunciato."

 

                                  Inoltre
giusta l’art. 2 cpv. 1 Laps:

 

" Sono
prestazioni sociali ai sensi della legge:

a) le riduzioni
dei premi previste nell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
secondo la Legge federale sull’assicurazione malattia (LAMal) del 18 marzo 1994
e dalla relativa legge cantonale di applicazione;

b) l’aiuto
sociale speciale e l’assegno per sportivi d’élite o talenti artistici previsti
dalla Legge sugli aiuti allo studio (LASt) del 23 febbraio 2015;

c) la borsa di
studio e l’assegno di tirocinio previsti dalla Legge sugli aiuti allo studio
del 23 febbraio 2015;

d) l’assegno di
riqualificazione professionale previsto dalla Legge sugli aiuti allo studio del
23 febbraio 2015;

e) l’indennità
straordinaria ai disoccupati prevista dalla Legge sul rilancio dell’occupazione
e sul sostegno ai disoccupati del 13 ottobre 1997;

f)  l’assegno integrativo previsto dalla Legge sugli
assegni di famiglia del 18 dicembre 2008;

g) l’assegno di
prima infanzia previsto dalla Legge sugli assegni di famiglia del 18 dicembre
2008;

h) le
prestazioni assistenziali previste dalla Legge sull’assistenza sociale dell’8
marzo 1971."

 

                          2.4.  L’art. 59 Las, relativo alla domanda
di prestazioni assistenziali, prevede:

 

"
1La
domanda di prestazioni assistenziali inoltrata da una persona domiciliata nel
cantone deve essere presentata secondo la procedura coordinata di applicazione
della Laps. 

2II
Consiglio di Stato stabilisce una procedura specifica e semplice per i casi di
aiuto immediato a persone senza domicilio nel Cantone. 

3II
richiedente può farsi rappresentare da una persona di fiducia.”

 

                                  Giusta l’art. 60 Las:

 

"
1Il
Dipartimento decide sulle domande di prestazioni assistenziali. 

2Per
le domande di prestazioni di cui agli art. 18 e 20 il Dipartimento decide in
base ad un preavviso del Comune di domicilio del beneficiario che ha, di
principio, carattere vincolante. 

3La
decisione motivata in forma scritta e con l’indicazione dei rimedi giuridici è
notificata al richiedente o al suo rappresentante legale.”

 

                                  L’art. 61 cpv. 1 Las enuncia che
il diritto al pagamento delle prestazioni assistenziali decorre dal primo
giorno del mese in cui è depositata la domanda (cfr. al riguardo STCA
42.2017.46 del 14 novembre 2017 consid. 2.5.).

 

                                  Ai sensi dell’art. 19 Laps:

 

"
1Le
prestazioni sociali vengono concesse soltanto su richiesta. 

2I
beneficiari di prestazioni ai sensi di questa legge sono esentati dal
presentare l’istanza di riduzione dei premi nell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie. 

3Se
una domanda non rispetta le esigenze di forma o è trasmessa ad un servizio
incompetente, per quanto riguarda l’osservanza dei termini e gli effetti
giuridici collegati alla domanda è determinante la data in cui essa è stata
consegnata alla posta oppure è stata inoltrata a tale servizio. 

 

                                  L’art. 11 Reg.Laps stabilisce:

 

"
1Prima
di inoltrare una richiesta per l’ottenimento di una delle prestazioni sociali
di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. a), d), e), f), g) e h) il cittadino si rivolge
al suo Comune di domicilio per ottenere le relative informazioni, raccogliere
la documentazione e fissare l’appuntamento presso lo sportello competente. 

2Il
Comune assiste il richiedente ad accedere allo sportello ed a procurarsi i
documenti necessari. 

3Il
Comune trasmette allo sportello la documentazione completa almeno tre giorni
prima dell’appuntamento allo sportello.”

 

                                  L’art. 12 Reg.Laps riguarda gli
organi competenti ai quali inoltrare la richiesta.

                                  In particolare le lett. c e d
prevedono:

 

"
c)all’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento per le prestazioni
di cui all’art. 2 cpv. 1 lett. h) della legge se già beneficia di una
prestazione o se, in attesa di prendere domicilio civile, ha solo il domicilio
assistenziale nel Cantone; 

d)allo sportello competente negli altri casi (art. 19). 

 

                          2.5.  Nella presente evenienza dalla
documentazione agli atti emerge che RI 1, classe 1981, ha beneficiato delle
prestazioni Las dal giugno 2015 al novembre 2017 e dal dicembre 2022, per un
ammontare complessivo che il 6 giugno 2023 l’USSI ha quantificato in fr.
86'556.20 (cfr. doc. 50-58).

 

                                  Dagli atti emerge che il
ricorrente, tra il 2021 ed il 2022, ha percepito delle indennità di
disoccupazione e che all’apertura del suo temine quadro in data 1° settembre
2021 il diritto alle prestazioni assicurative è stato fissato in 260 indennità
(cfr., ad esempio, doc. 126). 

                                  In relazione alle ultime
prestazioni LADI percepite da RI 1, giova rilevare che in data 8 novembre 2022
la Cassa disoccupazione __________ ha comunicato all’assicurato che “siccome
al 16 settembre 2022 ha percepito il massimo delle indennità previste dalla
legge, a partire dal 17 settembre 2022 non è più indennizzabile” (cfr. doc.
112).

 

                                  Venendo, quindi, all’oggetto del
gravame, e meglio alla nuova richiesta di prestazioni Las presentata dal
ricorrente, il TCA rileva che dagli atti risulta che a RI 1 la Check-list
relativa alla documentazione richiesta ai fini dell’erogazione delle prestazioni
assistenziali è stata consegnata l’8 novembre 2022 (cfr. doc. 46). 

                                  Il ricorrente ha, poi, completato
la propria domanda tesa all’erogazione delle prestazioni Las presentando quanto
richiesto il 24 novembre 2022 ed ha sottoscritto l’“annuncio presso il
Comune di domicilio” il giorno seguente (cfr. doc. 46). 

                                  L’appuntamento presso lo
sportello Laps è stato fissato per il 30 novembre 2022 (cfr. doc. 46). 

                                  

                                  Alla luce della censura
ricorsuale secondo cui la prestazione Las del mese di novembre 2022, di cui
egli postula l’erogazione, “è stata rifiutata in quanto secondo i loro
calcoli a novembre ho avuto delle entrate (dei due mesi della Cassa (…) ho
dovuto saldare due affitti arretrati, telefono, ecc.)”, il TCA rileva,
innanzitutto, e con riferimento alle spese arretrate cui il ricorrente pretende
di avere dovuto far fronte nel periodo in questione, che RI 1 loca un
appartamento di tre locali a __________, per il quale mensilmente deve
corrispondere una pigione di fr. 1'135.- oltre acconto spese di fr. 150.- (cfr.
doc. 69-70).

 

                                  Con dichiarazione del 12 novembre
2022, il ricorrente ha indicato di “non aver potuto far fronte al pagamento
dell’affitto settembre ’22 e ottobre ’22 in quanto avevo bloccato in revisione
da __________, Ufficio del lavoro. Gli affitti sono coperti dalla caparra, ma
ugualmente dovrò saldare l’arretrato” (cfr. doc. 72).

                                  Il 16 dicembre 2022, invece, RI 1,
chiedendo il rinnovo delle prestazioni Las (cfr. doc. 322-324), ha comunicato
alla resistente quanto segue: 

 

"
(…) con la presente confermo il mancato pagamento dell’affitto in quanto
ho esaurito le indennità di disoccupazione il 22.09.2022, ed il contratto con
il __________ al 31.10.22 con stipendio lordo di ~ fr. 900.-. 

Per questo motivo non
ho potuto fare fronte al pagamento dell’affitto del mese di
novembre-dicembre-settembre. Da fine agosto ’22 a inizio novembre ’22, avevo le
indennità bloccate dall’Ufficio del lavoro per degli accertamenti in merito ad
una penalità. Tutti questi eventi hanno fatto sì che la mia richiesta di
assistenza è stata inoltrata tardi” (cfr. doc. 325)

 

                                  Dagli estratti del conto postale
in atti del ricorrente emerge che:

 

-       
il 16 agosto 2022 RI 1 ha percepito le indennità LADI per totali fr.
1'793.10 (cfr. doc. 344), il 22 agosto 2022 fr. 669.40 dal __________ di __________
e che il 18 agosto 2022 ha corrisposto la pigione, comprensiva di acconto spese
accessorie, per l’appartamento locato per totali fr. 1'285.- (cfr. doc. 345); 

-       
nel mese di settembre 2022 non gli sono stati accreditati né salari, né
prestazioni LADI e che RI 1 non ha corrisposto la pigione per l’appartamento in
cui vive (cfr. doc. 348-350);

-       
il 13 ottobre 2022 il ricorrente ha ricevuto un accredito da parte del “__________”
di fr. 892.55 (cfr. doc. 351), il 31 ottobre seguente fr. 3'177.70 a valere
quali prestazioni LADI (cfr. doc. 354) e che nel mese di ottobre 2022 RI 1 non
ha corrisposto la pigione, né l’acconto spese per l’ente che loca a __________
(cfr. doc. 351-355);

-       
il 1° novembre 2022 RI 1 ha versato al locatore la pigione comprensiva
di acconto spese per totali fr. 1'285.- (cfr. doc. 309), che il 10 novembre ha
percepito fr. 736.50 dal “__________” (cfr. doc. 311), che l’11 novembre ha
versato a __________ fr. 121.30 (cfr. doc. 311) e che dal 12 novembre 2022 ad
almeno il 19 novembre successivo è stato in __________, in particolare dalla
provincia di __________, a quelle di __________, __________ e __________ (cfr.
doc. 311-314). 

 

                                  Dagli estratti conto in atti non
risulta, quindi, che nel mese di novembre 2022 il ricorrente abbia corrisposto
al locatore pigioni arretrate ma semplicemente quanto dovuto per il mese allora
in corso, e meglio contrariamente a quanto ha fatto valere in sede ricorsuale,
laddove ha preteso che “a novembre ho avuto delle entrate (dei due mesi
della Cassa (…) ho dovuto saldare due affitti arretrati, telefono, ecc.)”
(cfr. supra consid. 1.2. e doc. I). 

 

                                  Addebiti di rilievo sul conto
postale di RI 1 nel corso del mese di novembre 2022 sono, invece, da attribuire
ad acquisti online sul sito internet __________ (fr. 296.70 il 2 novembre 2022
e fr. 471.80 il 21 novembre 2022; cfr. doc. 309 e 314).

 

                                  Il pagamento delle spese di
telefonia di data 11 novembre 2022 per fr. 121.30 (cfr. doc. 311), inoltre, non
si discosta dal pagamento mensile che il ricorrente aveva fatto, per esempio,
in giugno (fr. 113.15; cfr. doc. 336) o luglio 2022 (fr. 114.85; doc. 340) di
modo che nulla attesta quanto alla corresponsione a favore dell’operatore
telefonico di eventuali arretrati. 

                                  Dall’estratto del conto postale
di RI 1 non risulta, poi, che il medesimo nel corso del mese di novembre abbia
versato alcunché alla __________.

 

                                  Anche nel mese di dicembre,
allorquando ha fatto acquisti online – che con scritto del 17 gennaio 2023 ha
precisato essere ascrivibili al proprio “__________” (cfr. doc. 285) - dal sito
__________ per complessivi fr. 814.70 (e meglio fr. 392.70 il 5 dicembre 2022 e
fr. 422.- il 21 dicembre 2022; cfr. doc. 287 e 289), RI 1 si è limitato a
corrispondere al locatore la pigione del mese allora in corso, e meglio il 29
dicembre 2022 (cfr. doc. 290). Nulla, invece, in relazione alla corresponsione
di pigioni arretrate.

 

                                 In particolare, con scritto del
27 dicembre 2022 destinato all’USSI, il ricorrente ha, poi, comunicato che nel
mese di ottobre 2022 avrebbe “unicamente incassato lo stipendio di ~ 900.-
dal __________ (contratto di lavoro concluso il 31.10.22)” e di avere “fatto
fronte” alle proprie necessità “chiedendo piccoli prestiti ad amici, cui
si sono accumulate fatture. [ndr: È] Da ottobre che sono impossibilitato
a pagare l’affitto, energia elettrica da pagare per non restare al gelo”
(cfr. doc. 291-292).

                                  Pure per il mese di gennaio 2023
il ricorrente ha corrisposto al locatore unicamente la pigione del mese allora
in corso, e meglio il 31 gennaio 2023 (cfr. doc. 275), mentre per il mese di
febbraio 2023 la pigione, inizialmente scoperta (cfr. doc. 216-218), è stata
corrisposta il successivo 17 marzo 2023, poi il 20 marzo 2022 per il mese di
marzo (cfr. doc. 220) ed in aprile 2023 nulla è stato versato per l’alloggio
che RI 1 loca (cfr. doc. 181-183).

 

                                  Sempre in punto al preteso
pagamento delle pigioni arretrate, cui il ricorrente fa valere di avere fatto
fronte nel novembre 2022, giova, poi, rilevare che, peraltro, nella “richiesta
di rinnovo/revisione delle prestazioni assistenziali” del 31 maggio 2023 il
RI 1 ha precisato quanto segue: 

 

“(…) Affitti arretrati, il proprietario
chiede di rientrare mensilmente di qualchecosa. Ora provvederò a rientrare
100.- al mese” (cfr. doc. 178-180).

 

                          2.6.  Chiamata a pronunciarsi in merito
alla fattispecie, questa Corte ritiene, innanzitutto, utile rammentare che
l’art. 12 lett. c Reg. Laps prevede che coloro i quali sono già al beneficio di
prestazioni assistenziali devono inoltrare la richiesta di rinnovo direttamente
all’USSI e non interporre domanda tramite lo Sportello Las competente, come
invece nel caso di coloro che per la prima volta postulano la concessione
dell’assistenza sociale (cfr. supra consid. 2.4.).

 

                                  In concreto, dopo essere già
stato, anni prima, a beneficio delle prestazioni assistenziali, il ricorrente
ha postulato ex novo il proprio diritto alle prestazioni Las completando
la documentazione richiesta ed indicata nella Check-list consegnatagli l’8
novembre 2022 in data 24 novembre 2022 (cfr. supra consid. 2.5. e doc. 46).

 

                                  È, dunque, nel mese di novembre
2022 che RI 1 ha depositato la domanda di prestazioni Las e che, a norma di quanto
disposto dall’art. 61 cpv. 1 Las, decorreva il suo diritto, qualora fossero
date le altre condizioni, al riconoscimento delle prestazioni assistenziali
(cfr. al riguardo STCA 42.2017.46 del 14 novembre 2017 consid. 2.5.).

                                  Del resto, è il ricorrente
medesimo a riconoscere che la domanda di prestazioni Las “è stata inoltrata
tardi” (cfr. supra consid. 2.6.).

 

                                  Su questo punto, dunque, la
decisione su reclamo del 24 aprile 2023 deve essere confermata, non potendo
trovare accoglimento la richiesta di riconoscimento retroattivo da ottobre 2022
del diritto alle prestazioni Las postulato dal ricorrente.

 

                          2.7.  Circa la
contestazione ricorsuale per cui, in sostanza, quanto percepito dal ricorrente
tra fine ottobre ed inizio novembre 2022 dalla Cassa __________,
rispettivamente, dal __________, non sarebbe stato realmente a sua
disposizione, avendo RI 1 dovuto far fronte ad una serie di spese arretrate,
segnatamente inerenti la locazione dell’appartamento in cui risiede, questa
Corte ricorda, innanzitutto, e con riferimento al fatto che l’insorgente
avrebbe anche beneficiato anche di prestiti da parte di terzi (cfr. supra
consid. 2.5.), che nell’ambito dell’assistenza sociale vige il principio di
sussidiarietà di cui agli art. 2 Las e 13 Laps.

 

                                 
  Da tale principio risulta che l’erogazione di prestazioni assistenziali viene
riconosciuta soltanto qualora un richiedente non sia in grado di provvedere
alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure prestazioni a cui sono
tenuti dei terzi o, ancora, mediante prestazioni volontarie da parte di terzi
(cfr. STF 8C_708/2018 del 26 marzo 2019 consid. 4.2.; STF 8C_100/2017 del 14
giugno 2017 consid. 8.1.; STFA K 22/04 del 22 ottobre 2004 consid. 2.3.1.,
pubblicata in RAMI 2005 pag. 30, DTF 137 V 143 consid. 3.7.1.;
Disposizioni COSAS del 2005, aggiornate nel dicembre 2007, p.to A.4; C. Hänzi,
Die Richtlinien der schweizerischen Konferenz für Sozialhilfe",
Ed. Helbing Lichtenhahn, Basilea 2011 pag. 171-172; 114-115).

 

                               
    Con sentenza STF 8C_56/2012 dell’11 dicembre 2012 consid. 3.1. l’Alta Corte
ha stabilito che non esiste un diritto di opzione tra le fonti di aiuto
prioritario. In particolare l’aiuto sociale è sussidiario in rapporto alle
prestazioni legali di terzi come pure in rapporto alle prestazioni volontarie
da parte di terzi.

 

                               
    Nella STF 8C_42/2013 del 15 ottobre 2013 l’assistenza sociale è stata
negata poiché il richiedente ha potuto far fronte alle sue spese non coperte
dalle assicurazioni sociali e private tramite finanziamenti (prestiti) da parte
di terzi.

 

                                 
  L’assistenza sociale può, dunque, essere riconosciuta solo se una persona non
può far fronte alle proprie necessità tramite sforzo personale oppure
prestazioni a cui sono tenuti dei terzi o ancora prestazioni volontarie da
parte di terzi. L'applicazione del principio di sussidiarietà non esclude che
nel concetto di prestazioni volontarie da parte di terzi, oltre alla liberalità
concessa senza prestazione corrispondente (ossia la donazione giusta gli art.
239 e segg. CO), rientri anche il prestito di somme da restituire in seguito
(ossia il mutuo ai sensi degli art. 312 e segg. CO; cfr. STCA 42.2011.6 del 10
novembre 2011).

 

                                 
  Al contrario l'Alta Corte, nella sentenza 2P.127/2000 del 13 ottobre 2000,
pronunciandosi in merito a un caso in cui a un beneficiario dell’assistenza
sociale le relative prestazioni erano state ridotte, in quanto era stato
scoperto, in particolare, che occasionalmente la sorella gli corrispondeva
delle somme di denaro quali prestiti (Darlehen), ha stabilito che in
virtù del principio di sussidiarietà non vi era nulla da obiettare circa il
fatto che l’amministrazione, dopo essere venuta a conoscenza di tali mezzi
finanziari a disposizione dell’insorgente, avesse ricalcolato il contributo
dell’assistenza sociale spettantegli tenendo conto di questi importi.

 

                                 
  Pertanto l’assistenza sociale, qualora un richiedente, per un determinato
lasso di tempo, percepisca aiuti finanziari da terzi anche solo su base
volontaria e indipendentemente dal fatto che gli stessi siano soggetti a
restituzione, interviene conformemente al principio di sussidiarietà,
unicamente per l’eventuale scoperto, e meglio provvede a versare una
prestazione che permetta di far fronte a quelle spese computabili ai sensi
della Las e della Laps che non sono coperte dall’entrata da parte di terzi
(cfr. STCA 42.2017.51 del 20 febbraio 2018 consid.2.8.; STCA 42.2012.4 del 19
luglio 2012; STCA 42.2011.30 dell’11 luglio 2012 consid. 2.14., pubblicata in
RtiD I-2013 N. 13 pag. 65; STCA 42.2014.14 del 28 maggio 2015 consid. 2.7.
e 2.10.).

 

                                 
  Con giudizio 8C_138/2016 del 6 settembre 2016 consid. 5.2.1., pubblicato in
DTF 142 V 513, il Tribunale federale ha del resto evidenziato che il principio
di sussidiarietà è l’espressione della responsabilità individuale, secondo cui,
prima di far capo all’assistenza sociale, vanno esaurite tutte le altre
possibilità di reddito.

 

In una
sentenza 8C_344/2019 del 15 novembre 2019 consid. 6.4. l’Alta Corte ha altresì
osservato:

 

" (…) l'aiuto sociale non deve essere parificato a
qualsiasi assicurazione sociale, poiché esso ha natura sussidiaria e le
prestazioni pecuniarie servono idealmente per superare situazioni di bisogno e
non costituiscono una retribuzione minima e complementare a lungo termine. Si
può quindi pretendere un'applicazione rigorosa del principio della
sussidiarietà (in esteso si veda: HÄNZI, pag. 114 seg.) ancorato all'art. 2
Las/TI e dell'obbligo di ridurre il danno (…)”

 

                                  Al riguardo cfr. pure STCA
42.2020.1 del 27 aprile 2020 consid. 2.14.

 

                                  Giova,
inoltre, rilevare che l’art. 22 Las, per la determinazione del reddito
computabile, salvo alcune eccezione espressamente previste dalla norma stessa,
rinvia agli art. 5-9 Laps.

 

                                  L’art.
6 cpv. 1 lett. a) Laps indica quali redditi devono essere considerati facendo
riferimento ai redditi previsti agli art. 15-22 della Legge tributaria (LT). In
particolare gli art. 16 e 17 LT prevedono che sono imponibili il reddito da
attività dipendente e il reddito da attività indipendente e l’art. 22 cpv. 1
lett. a LT che è imponibile qualsiasi provento sostitutivo di provento da
attività lucrativa (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2. ediz., Zurigo 2009, n. 7 e 18 ad art. 23 LIFD, pp.
407 e 409; Noël, in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur
l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 7 ad art. 23 LIFD, p.
401; Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, Basilea/Therwil 2001, n. 16 e 22
ad art. 23 LIFD, pp. 583 e 585; sentenza CDT 80.2009.164 del 17.8.2010). 

 

                          2.8.  L’USSI,
in concreto, nel determinare se il ricorrente avesse, o meno, diritto all’erogazione
di prestazioni Las per il mese di novembre 2022, ha computato nel conteggio di
tale mese tanto le prestazioni LADI corrisposte a RI 1 il 31 ottobre 2022, quanto
i salari versatigli del __________ (cfr. supra consid. 2.5.). 

 

                               
    Questo Tribunale ha già esaminato in passato la correttezza della
prassi USSI relativa al metodo di calcolo, secondo cui un reddito percepito a
fine mese va computato nel conteggio della prestazione assistenziale del mese
seguente nella STCA 42.2007.4 del 1° ottobre 2007. In quell’occasione il TCA,
ritenuto lo scopo primo dell’assistenza sociale che è quello di sostenere una
persona nel bisogno, soddisfacendo le sue necessità essenziali e contingenti,
ha concluso che tali prassi non violi, in generale, la legislazione
in vigore e neppure la Costituzione federale, né la Costituzione cantonale.

 

                                 
  Questa Corte, al consid. 2.4. del giudizio appena citato, ha evidenziato:

 

" (…) L’USSI
ha precisato che per sua prassi le indennità percepite alla fine di un mese da
un richiedente delle prestazioni assistenziali, come ad esempio il salario
conseguito, vanno a coprire il fabbisogno del mese successivo (cfr.
doc. A). L’amministrazione ha pure indicato che di pari passo ha sempre
definito che per il primo mese di attività, percependo il relativo salario solo
a fine mese, viene riconosciuta la prestazione assistenziale precedente
evitando così di mettere in condizioni finanziarie precarie il richiedente
(cfr. doc. VI).

Al
riguardo non va dimenticato che lo scopo della pubblica assistenza enunciato
dalla Las è quello di intervenire ogni qualvolta una persona si trovi in una
situazione di bisogno concreto (cfr. art. 1 LAS; consid. 2.1.).

Il diritto fondamentale a condizioni minime di esistenza garantito
dall’art. 12 Costituzione federale e dall’art. 13 Costituzione cantonale
contempla il diritto di essere aiutati quando si è nel bisogno.

Inoltre
per determinare se un assicurato ha diritto o meno a una prestazione assistenziale,
e meglio per fissare il reddito disponibile residuale, che è pari alla
differenza tra la somma dei redditi computabili e la somma delle spese
computabili delle persone componenti l'unità di riferimento (cfr. art. 22 Las,
5 Laps), si tiene conto della situazione finanziaria dell’unità di riferimento
esistente al momento del deposito della richiesta (cfr. art. 10a Laps; STCA
42.2007.1 del 30 maggio 2007; STCA 39.2005.1 del 12 maggio 2005). (…)”

 

                                 
  Tuttavia, sempre nella sentenza citata, il TCA ha deciso che l’applicazione
della prassi in questione deve essere limitata ai casi in
cui effettivamente il reddito percepito alla fine di un mese serva a fare
fronte alle spese del mese successivo e non sia invece stato utilizzato
immediatamente per provvedere ai costi non ancora sostenuti del mese in cui è
stato versato.

                               
    Questo Tribunale ha, inoltre, precisato che, di conseguenza,
l’amministrazione è tenuta a esaminare dettagliatamente di caso in caso se
possa o meno conteggiare un’entrata relativa a un determinato mese nel calcolo
del mese successivo.

 

                                 
  Al riguardo cfr. pure, ad esempio, STCA 42.2022.28 del 12 settembre 2022
consid. 2.9. e 2.10.; STCA 42.2021.46 del 16 agosto 2021 consid. 2.5.; STCA
42.2017.30 del 27 luglio 2017 consid. 2.6.; STCA 42.2017.16-22 del 22 maggio
2017; STCA 42.2016.25 del 23 gennaio 2017 consid. 2.10.; STCA 42.2013.27 del 17
luglio 2014 consid. 2.9.; STCA 42.2011.8 del 24 agosto 2011.

 

                                 
  La prassi dell’assistenza sociale di tenere conto di un reddito corrisposto a
fine mese per il mese successivo è stata peraltro avallata anche dal
Tribunale federale in una sentenza 8C_648/2018 del 7 gennaio 2019 relativa a un
caso del Cantone Basilea Città (ordine di restituzione di prestazioni
assistenziali di febbraio e marzo 2017 a seguito del computo di un reddito da
lavoro versato alla ricorrente il 24 gennaio 2017).

 

                                 
  Con giudizio 8C_675/2019 del 26 novembre 2019 l’Alta Corte ha, poi,
confermato la sentenza 42.2019.23-24 emanata da questa Corte il 4 settembre
2019 riguardante il caso di un beneficiario di prestazioni assistenziali il cui
importo è stato determinato tenendo conto, per luglio 2018, delle indennità
giornaliere LAINF versategli dopo il 23 giugno 2018 e per agosto 2018 delle IG
LAINF corrispostegli il 31 luglio 2018.

 

                                 
  Il TF ha segnatamente indicato:

 

" 2.3.
(…) Il metodo di conteggio sviluppato
dall'amministrazione e confermato in più occasioni dalla Corte cantonale
(giudizio cantonale, consid. 2.8) è tutt'altro che insostenibile, ma è basato
su elementi che tengono anche conto della particolare situazione di ristrettezze
finanziarie di cui soffrono le persone al beneficio di prestazioni
assistenziali. Del resto, il ricorrente sembra dimenticare che l'assistenza è
fondata sul principio della sussidiarietà ed è l'ultima ancora di salvezza per
chi cade nel bisogno (da ultimo sentenza 8C_344/2019 del 15 novembre 2019
consid. 5.1).”

 

                                 
  Per completezza giova rilevare che è vero che con sentenza 8C_31/2020 del 26
marzo 2020 la nostra Massima istanza ha accolto il ricorso di una richiedente
le prestazioni assistenziali alla quale erano state negate per il mese di
maggio 2018 computando il reddito da attività lavorativa percepito il 19 aprile
2018. È altrettanto vero, tuttavia, che in quel caso, come sottolineato dal TF,
tornava applicabile l’art. 27 della Legge del Canton Ginevra sull’inserimento e
l’aiuto sociale (LIASI) secondo cui per stabilire l’ammontare delle prestazioni
sono determinanti le risorse del mese in corso.

                                    Per
quanto attiene, invece, al Cantone Ticino, la Las non prevede alcuna norma
analoga.

 

                          2.9.  Da quanto
appena esposto e ritenuti il principio di sussidiarietà nonché l’obbligo di ridurre il danno che incombe ai richiedenti
l’assistenza sociale, rispettivamente ai beneficiari della stessa (cfr. STCA
42.2019.10-11 dell’11 aprile 2019 consid. 2.9., confermata dal TF con giudizio
8C_344/2019 del 15 novembre 2019; 42.2018.36 del 12 dicembre 2018 consid. 2.8.;
STCA 42.2018.15 del 12 settembre 2018 consid. 2.9.; STCA 42.2018.1 del 17 febbraio
2018 consid. 2.7., pubblicata in RtiD II-2018 N. 23 pag. 106 segg.) discende
che a ragione l’amministrazione nel conteggio della prestazione assistenziale
relativa al mese di novembre 2022 ha tenuto conto degli importi corrisposti al
ricorrente a titolo di prestazioni LADI e di salario da attività dipendente
accreditatigli tra fine ottobre e inizio novembre 2022.

 

                                 
  Tali entrate andavano, infatti, impiegate per pagare le spese del mese di novembre
ritenuto che a novembre 2022 il preteso pagamento di fatture e pigioni
arretrate non trova, come visto (cfr. supra consid. 2.5.), riscontro agli atti.
Atti che, invece, documentano, piuttosto, acquisti in relazione ad un’attività
indipendente che il ricorrente voleva avviare ed esborsi cui ha fatto fronte
nel corso di un soggiorno all’estero, in Italia.

 

                                 
  Peraltro, il ricorrente medesimo, d’un lato, e meglio a dicembre 2022, ha
genericamente comunicato di avere beneficiato di prestiti di terzi (cfr. supra
consid. 2.5.) e, d’altro lato, nel maggio 2023, che le pigioni non corrisposte
non erano ancora state saldate (“Affitti arretrati, il proprietario
chiede di rientrare mensilmente di qualchecosa. Ora provvederò a rientrare
100.- al mese”), di modo che quanto a sua
disposizione tra fine ottobre e novembre 2022 non è servito, com’egli invece
pretende, a coprire affitti e fatture arretrate ed era quindi da destinarsi a
far fronte alle spese di quel mese.

 

                                  Alla
luce di quanto precede, la decisione su reclamo del 24 aprile 2023 con la quale
l’USSI ha confermato che al ricorrente per novembre 2022 non andavano concesse
prestazioni Las, deve essere confermata anche da questo profilo.

 

                        2.10.  In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne
la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non
disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 33
cpv. 3 Laps a cui rinvia l’art. 65 cpv. 1 Las).

 

                                  L’art. 29 Lptca enuncia:

 

"
1La procedura è gratuita per le parti.

2La
procedura di ricorso concernente le controversie relative all’assegnazione o al
rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese;
l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in
funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

3Alla
parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario,
sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.

4Negli
altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000
franchi.”

 

                                  L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva
che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita
per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia
essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In data 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.
Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA
secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è
soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola
legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che
ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

In concreto il ricorso è
del 15 maggio 2023, per cui torna applicabile il nuovo diritto. 

 

                                  Trattandosi
del settore dell’assistenza sociale per il quale è applicabile in primis la
Lptca e solo sussidiariamente la LPGA (per quanto
non disposto dalla Lptca) e considerato il tenore dell’attuale art. 29
Lptca, come pure il fatto che il legislatore cantonale non abbia previsto in
ogni caso di prelevare le spese nell’ambito dell’assistenza sociale, non si riscuotono spese giudiziarie.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti