# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1908b361-82eb-579f-ac99-8f08e6fe5816
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 14.04.2014 80.2013.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2013-65_2014-04-14.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2013.65

  80.2013.66

  	
  Lugano

  14 aprile
  2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  RI 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 25 febbraio 2013 contro la decisione del
  13 febbraio 2013 in materia di IC e IFD 2011.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   L’Assicurazione
invalidità (AI) ha assunto i costi per una riformazione professionale di RI 1
quale informatico presso la __________ Sagl di __________, dal 1° agosto 2010
al 31 agosto 2013. 

                                         Nel corso
del 2011, al contribuente l’Assicurazione ha versato indennità giornaliere per
complessivi fr. 58'642.40. Al netto dei contributi, l’importo ricevuto
dall’assicurato ammontava a fr. 54'987.10.

 

 

                                  B.   Nella
dichiarazione d’imposta 2011, il contribuente chiedeva in deduzione dal reddito
imponibile le seguenti spese professionali:

·       
trasporto dal domicilio al luogo di lavoro 

(veicolo privato)                                                 fr.   7'238.–

·       
altre spese professionali (forfait)                     fr.   2'500.–

·       
totale                                                                   fr.   9'738.–

                                         Sul
modulo 4 (Spese professionali del contribuente), ha indicato, quali motivazioni
per l’uso del veicolo privato la mancanza di un mezzo pubblico, la notevole
distanza dalla più vicina fermata del mezzo pubblico o orari di lavoro
sfavorevoli, l’uso costante del veicolo privato su richiesta e con indennizzo
del datore di lavoro e poi la necessità dell’automobile per le attività
all’esterno dai clienti, “malgrado AI versa fr. 1'980.– annui come rimborso mezzo
pubblico”. 

 

 

                                  C.   Notificando
al contribuente ed alla moglie RI 2 la tassazione IC/IFD 2011, con decisione
del 12 dicembre 2012, l’RS 1 ammetteva in deduzione unicamente le “altre spese
professionali”, per un ammontare di fr. 2'500.– per l’IC e di fr. 2'000.– per
l’IFD. Nella motivazione della decisione, l’autorità fiscale indicava di non
aver ammesso la deduzione delle spese di trasporto, “in quanto viene dedotto
solo il trasporto dal domicilio al luogo di lavoro”, e aggiungeva che le spese
per la riqualifica erano assunte dall’AI.

 

 

                                  D.   I
contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 15 dicembre
2012, nel quale ribadivano che l’attività di informatico del marito gli
imponeva l’uso della sua vettura privata per recarsi dai clienti, come
richiesto dal datore di lavoro. L’importo delle spese di trasporto chiesto in
deduzione era stato calcolato deducendo già quanto rimborsato dall’AI (fr.
1'980.–).

                                         L’Ufficio
di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 13 febbraio 2013, così
motivata:  

                                         Considerato
il reclamo presentato avverso le decisioni di tassazione imposta cantonale e
imposta federale diretta 2011 a motivo del mancato riconoscimento quale
deduzione per spese professionali del contribuente dei costi di trasporto con
veicolo privato in considerazione dell'asserita necessità di uso dello stesso
per ragioni professionali, esaminata la documentazione prodotta come da
richiesta del 17 gennaio 2013 si osserva che in applicazione degli art. 25 1.
tributaria ticinese, art. 4 D.E. concernente l'imposizione delle persone
fisiche valido per il periodo fiscale 2011, art. 26 1. federale sull'imposta federale
diretta e art. 5 O. DFF sulle spese professionali (RS 642.118.1), le spese di
trasporto con veicolo privato sono deducibili eccezionalmente nei casi in cui
non vi è una possibilità oggettiva all'utilizzo del mezzo pubblico, inoltre si
osserva che in caso di utilizzo per scopi professionali il datore di lavoro è
tenuto secondo la legislazione in materia a rifondere le spese causate; nel
caso il contribuente al beneficio di indennità giornaliere AI nell'ambito di un
reniserimento professionale, è impiegato in qualità di tirocinante informatico
presso il datore di lavoro, l'assicurazione invalidità in questo ambito si assume
spese per vitto e trasporto in applicazione della normativa vigente, ossia
spese del mezzo pubblico non essendo adempiuti i requisiti per il mezzo
privato; il datore di lavoro attesta un utilizzo occasionale per scopi professionali
riconoscendo la copertura dei costi; a fronte dell'accertamento esperito non
risultano comprovate le condizioni per la necessità di utilizzo del mezzo
privato e considerata la copertura dei costi da parte dell'assicurazione
invalidità si riconferma la decisione impugnata non riconoscendo la richiesta
deduzione in parola.

 

 

                                  E.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2
chiedono nuovamente la deduzione delle spese di trasporto dal domicilio al
luogo di lavoro per il marito. Facendo riferimento ad una sentenza del
Tribunale federale (NStP 49/1995, p. 81), che ammetterebbe l’uso del mezzo
privato quando constente un risparmio di tempo giornaliero superiore all’ora, i
ricorrenti sottolineano che nella fattispecie la durata della trasferta con il
mezzo pubblico è di 2 ore e 46 minuti al giorno, mentre con la macchina
basterebbe un’ora e dieci minuti. Ribadiscono poi che il datore di lavoro gli
impone l’utilizzazione del veicolo privato per recarsi dai clienti.

 

 

                                  F.   Nelle
sue osservazioni del 28 febbraio 2013, l’Ufficio di tassazione propone di respingere
il ricorso. Premesso che le spese con il mezzo pubblico sono indennizzate
dall’AI (fr. 161.– al mese) e che ciò fa ritenere che tale mezzo sia
considerato idoneo, l’autorità fiscale mette poi in dubbio la stima della
durata della trasferta con il mezzo privato fatta dal ricorrente. Sottolinea
quindi che le trasferte indennizzate dal datore di lavoro sono state 23 in tutto l’anno.  

                                         

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Il ricorrente
non ha conseguito un reddito dell’attività lucrativa dipendente bensì delle
indennità giornaliere erogate dall’AI secondo l’art. 22 della Legge federale
del 19 giugno 1959 su l’assicurazione per l’invalidità (LAI; RS 831.20). 

Tali indennità sono qualificabili come proventi sostitutivi di provento da
attività lucrativa secondo gli articoli 23 cpv. 1 lett. a LIFD e 21 cpv.
1 lett. a LT (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 2. ediz., Zurigo 2009, n. 7 e 18 ad art. 23 LIFD, pp.
407 e 409; Noël, in: Yersin/Noël
[a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n.
7 ad art. 23 LIFD, p. 401; Locher,
Kommentar zum DBG, vol. I, Basilea/Therwil 2001, n. 16 e 22 ad art. 23 LIFD,
pp. 583 e 585).

 

                                         1.2.

                                         Sebbene l’art. 25 LIFD
definisca deducibili dal reddito solo “le spese di acquisizione e le deduzioni
generali di cui agli articoli 26-33”, con la conseguenza che non potrebbero
essere ammesse in deduzione le spese per l’acquisizione dei redditi sostitutivi
del reddito da attività lucrativa, la dottrina dominante è tuttavia sempre
stata dell’avviso che l’art. 25 LIFD debba essere considerato come una clausola
generale, con la conseguenza che tutti i costi necessari all’acquisizione di un
qualsiasi reddito debbano essere di principio considerati deducibili (Locher, op. cit., n. 2 ad art. 25 LIFD,
p. 628; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
op. cit., n. 4 ad art. 25 LIFD, p. 443). 

                                         In una sentenza del 12
dicembre 2008, riguardante le spese affrontate da un disoccupato per la ricerca
di un nuovo impiego, anche il Tribunale federale è giunto alla conclusione che
tutti i costi necessari al conseguimento di un reddito sostitutivo, seppure non
espressamente menzionati dagli art. 26 ss. LIFD, sono detraibili, chiedendosi
persino se non sia il caso di applicare direttamente, e non solo per analogia,
le disposizioni degli art. 26 ss. LIFD (decisione TF n. 2C_681/2008, in: StR
2009 p. 380; cfr. anche la sentenza CDT n. 80.2009.164 del 17 agosto 2010, consid.
1).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Sia
secondo l'art. 25 cpv. 1 LT sia secondo l'art. 26 cpv. 1 LIFD le spese professionali deducibili sono: 

                                         a)  le
spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro; 

                                         b)  le
spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a
turni; 

                                         c)   le
altre spese necessarie per l'esercizio della professione; 

                                         d)  le
spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l'esercizio dell'attività professionale.

                                         Tra gli
altri costi e spese che non possono essere dedotti rientrano in particolare le
spese di formazione professionale (art. 33 lett. b LT; art. 34 lett. b
LIFD).

Per le spese professionali secondo il cpv. 1 lettere a-c dell'art. 25 LT
sono stabilite deduzioni complessive entro i limiti fissati dal Consiglio di Stato.

                                        

                                         2.2.

                                         Secondo
l'art. 4 cpv. 1 del decreto esecutivo del 21
dicembre 2010 concernente l'imposizione delle persone fisiche, valido per il
periodo fiscale 2011, sono considerate spese di trasporto quelle
causate al contribuente per trasferirsi dal
luogo di domicilio a quello in cui lavora.

                                         Le
relative deduzioni sono stabilite come segue: 

                                         a)  per l’ uso di mezzi di
trasporto pubblici: la spesa effettiva; 

                                         b) 
[…] 

                                         c)   per l’ uso di una
motocicletta o di un’ automobile privata: le spese del mezzo pubblico
disponibile. 

                                         Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene
(es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con targa
di controllo su fondo bianco e 70 cts. il km per le automobili (limitatamente a
percorrenze fino a 15'000 km) rispettivamente 65 cts. il km (per la parte di
percorrenza che eccede i 15'000 km; cfr. art. 4 cpv. 2 del Decreto esecutivo citato).

                                         Anche per
l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal
luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente, del
10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso d’uso di un veicolo privato (art. 5
cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile un mezzo
di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il contribuente ne
faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo
l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente aggiornata. La deduzione chilometrica per il viaggio di andata e ritorno a mezzogiorno è limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3 2a frase Ordinanza del
10 febbraio 1993).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso
in esame, l’autorità fiscale ha negato la deduzione delle spese di trasporto
del ricorrente, argomentando che, da un lato, le spese sono assunte dall’Assicurazione
invalidità e, dall’altro, che non si giustifica un’ulteriore considerazione di
tali costi, non essendo adempiuti i presupposti per riconoscere la necessità
dell’uso del veicolo privato. 

 

 

                                         3.2.

                                         Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le
spese di trasporto con un veicolo privato sono considerate necessarie per
l’acquisizione del reddito solo se non si può ragionevolmente pretendere dal
contribuente che si serva di un mezzo pubblico. Ciò si verifica in
particolare se l’interessato è infermo o cagionevole, se la fermata del mezzo
pubblico è molto distante dal domicilio o dal luogo di lavoro oppure se
l’attività lucrativa inizia o termina ad orari incompatibili con l’orario dei
mezzi di trasporto pubblici o ancora se il contribuente dipende da un veicolo
per l’esercizio della professione (cfr. p. es. la sentenza del 9 luglio 2012 n.
2C_807/2011,
consid. 2.3.1 e
giurisprudenza citata). A queste condizioni, l’uso del mezzo privato
appare necessario e i relativi costi sono pertanto deducibili. Se per contro
non sono adempiuti tali criteri, i costi che eccedono quelli per l’uso del
mezzo pubblico costituiscono spese per il mantenimento personale,
non deducibili (Koller, Die Verfassungsmässigkeit einer
Beschränkung des Fahrkostenabzuges bei der direkten Bundessteuer, in ASA 80 p.
761 ss., in particolare p. 782 s., con riferimento alla sentenza del Tribunale
federale del 12 maggio 2003 n. 2P.254/2002, consid. 4.2).

 

                                         3.3.

                                         Per
quanto non sia il più comodo, è innegabile che vi sia un collegamento
efficiente mediante i mezzi pubblici fra il domicilio e il luogo di lavoro del
ricorrente. Dalla via __________ di __________ alla stazione ferroviaria di __________
vi è un tratto che si percorre in 14 minuti a piedi; in dieci minuti di treno
si arriva a __________; qui si sale sul treno, dopo una decina di minuti, e si
giunge a __________ in 23 minuti. Dalla stazione al luogo di lavoro ci sono
circa 10 minuti di strada, a piedi. In totale, la tratta richiede pertanto
un’ora e otto minuti (cfr. le indicazioni del sito www.ffs.ch).
Fra andata e ritorno, il contribuente impiega circa due ore e un quarto per le
trasferte da casa al lavoro. 

                                         È molto
probabile che con il mezzo di trasporto privato vi sarebbe un risparmio di
tempo, peraltro difficile da stimare a causa dello stato della viabilità, in
particolar modo sulla strada cantonale fra __________ e __________.

                                         Come
risulta dalla giurisprudenza del Tribunale federale, il criterio per
riconoscere la deduzione delle spese per l’uso del veicolo privato non è
tuttavia quello della comodità. La stessa affermazione è contenuta anche nella
sentenza citata dai ricorrenti (sentenza del 25 aprile 1995, in NStP 49/1995 p. 81 ss.). Il ricorrente abitava e lavorava sul territorio della città di
Berna, ma sosteneva che con l’automobile avrebbe risparmiato da 40 a 50 minuti al giorno; l’Alta Corte ha ribadito che il criterio per ammettere la deduzione delle
spese con il veicolo privato è unicamente rappresentato dal fatto che non si
possa pretendere dal contribuente che si serva dei mezzi pubblici. In ogni
caso, il Tribunale federale non ha enunciato il principio esposto dai ricorrenti,
cioè non ha fatto dipendere la deduzione per l’uso del veicolo privato dalla
possibilità di risparmiare almeno un’ora al giorno. È vero che la prassi di
alcuni cantoni ammette o ammetteva una simile soluzione, ma, come dimostra il
caso in esame, non è tanto facile stabilire i termini di paragone, soprattutto
la durata della trasferta con l’automobile.  

                                          

                                         3.4.

                                         Come già
accennato, una delle eccezioni previste dalla giurisprudenza del Tribunale
federale per ammettere la necessità per il lavoratore dipendente di servirsi
del veicolo privato è costiuita dal caso in cui è obbligato ad utilizzare il
suo veicolo per delle trasferte professionali, per esempio dalla sede
principale del suo datore di lavoro ad una delle succursali. Il fatto che il
datore di lavoro gli debba versare dei rimborsi secondo l’art. 327b CO è
irrilevante (sentenze del Tribunale federale n. 2P.254/2002 del 12 maggio 2003, in StE 2003 B 22.3 n. 76 consid. 3.3; 2A.502/1995 del 21 maggio 1997 consid. 2a/cc; NStP
49/1995 p. 81 consid. 2; inoltre: Eckert,
in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct,
Basilea, 2008, n. 30 ad art. 26 LIFD, p. 445; Agner/Digeronimo/Neuhaus/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer – Ergänzungsband, Zurigo,
2000, n. 2a ad art. 26 LIFD, p. 109).

                                         Nella
dichiarazione rilasciata dal datore di lavoro, quest’ultimo attesta che il
ricorrente “utilizza occasionalmente la sua vettura privata per scopi
professionali”. Richiesto di documentare le trasferte effettuate per conto del
datore di lavoro, nel corso della procedura di reclamo, il contribuente si è
limitato a produrre un foglio con l’elenco di ventitre trasferte che avrebbe
fatto nel corso del 2011.

                                         Si può
pertanto ammettere la deduzione per l’uso del mezzo privato per 23 giorni, in
base al calcolo seguente:

                                         54 km (27 km x 2) x 23 giorni x fr. 0.70 = fr. 869.40.

 

                                                                                                                          

                                   4.   Il
ricorso è parzialmente accolto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a
carico dei ricorrenti in misura proporzionale alla loro soccombenza.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 13 febbraio 2013 è riformata nel senso
che le spese di trasporto del contribuente sono aumentate nella misura di fr.
869.–.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    700.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.    100.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    800.–

                                         sono a
carico dei ricorrenti nella misura di sei ottavi (fr. 600.–).

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di.

 

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: