# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba57c15a-5325-5019-a14b-863aebc65c2a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.04.2010 D-2481/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2481-2010_2010-04-20.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2481/2010/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Christa Luterbacher, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______, nato il (...),
Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 8 aprile 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2481/2010

Visti: 

la domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato in data 
(...);

i verbali d'audizione del 24 marzo e dell'8 aprile 2010;

il  verbale  della  decisione  dell'8 aprile 2010  dell'Ufficio  federale  della 
migrazione (UFM, autorità inferiore), notificata al richiedente il medesi-
mo giorno (cfr. risultanze processuali);

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 12 aprile 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato, data d'entrata 14 aprile 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi pex fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 14 aprile 2010;

gli ulteriori fatti che, se del caso, verranno ripresi nei considerandi che 
seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore,  è particolarmente toccato dalla  decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

Pagina 2

D-2481/2010

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che con il gravame, il ricorrente può far valere la violazione del diritto 
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di  apprezzamento; 
l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti e 
l'inadeguatezza (art. 106 cpv. 1 LAsi);

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino georgiano con ultimo domici-
lio a B._______ fino al (...) (cfr. verbale d'audizione del 24 marzo 2010, 
pagg. 1 e 7); che egli avrebbe lasciato il suo Paese d'origine dopo aver 
scontato una pena della durata di cinque mesi o di un anno e cinque 
mesi, a seconda delle versioni, per trasporto illegale di materiale edile 
e  poiché,  portando  un  cognome di  origine  ossetina,  avrebbe  subito 
delle pressioni fisiche e psichiche (cfr. ibidem, pagg. 5 e 6); che egli 
sarebbe espatriato con i propri documenti, ritirati però mai restituiti da 
un passatore, il quale gli avrebbe poi fornito un passaporto falso con 
visto d'entrata per l'Italia (cfr. ibidem, pagg. 5, 7 e 8); che egli avrebbe 
viaggiato su di un TIR seduto accanto al guidatore, senza venire mai 
controllato  tranne  che  in  Turchia,  giungendo  senza  problemi  fino  a 
C._______, ove avrebbe restituito il passaporto falso al passatore e da 
cui sarebbe poi giunto in treno in data (...) a Chiasso, depositando la 
domanda d'asilo il giorno seguente (cfr. ibidem);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11  agosto  1999  (OAsi  1,  RS 142.311); che  dall'altro  lato, 
detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al l'art. 32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie nonché le allegazioni del ri -
corrente come inverosimili ai sensi dell'art. 3 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché ha pronunciato 

Pagina 3

D-2481/2010

l'allontanamento dell'interessato dalla  Svizzera e l'esecuzione dell'al-
lontanamento verso la Georgia siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di documenti d'identità, ribadito di essere stato in possesso del  
passaporto, ma di averlo dovuto consegnare al passatore, il quale non 
lo avrebbe più restituito, considerando dunque come scusabili e vero-
simili i motivi della mancata presentazione di documenti;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito; nella misura in cui  
non gli venga concesso l'asilo, ha chiesto di essere ammesso provvi -
soriamente; congiuntamente ha presentato una domanda di dispensa 
dal  versamento dell'anticipo equivalente alle  presunte spese proces-
suali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda; 

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi,  
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na -
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi 
(cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

Pagina 4

D-2481/2010

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che egli ha avantutto dichiarato di avere consegnato il proprio passa-
porto e la propria carta d'identità al passatore in cambio di un passa-
porto falso e di non sapere perché questi si sarebbe impossessato dei 
propri documenti (cfr. verbale d'audizione del 24 marzo 2010, pag. 7); 

che risulta incomprensibile il motivo per il  quale il  ricorrente avrebbe 
dato in custodia l'unico documento di cui disponesse ed avrebbe ac-
cettato che questo venisse ritirato da uno sconosciuto, senza preoccu-
parsi come riaverlo;

che non risulta pertanto convincente l'allegazione circa il luogo in cui  
si troverebbe realmente il suo passaporto; 

che nemmeno egli  ha  effettuato  seri  e  concreti  sforzi  per  l'invio  dei  
suoi documenti;

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, il ricorrente ha dichiara-
to di essere espatriato da D._______ su di un TIR seduto al posto del  
passeggero, passando dalla Turchia, ove avrebbe subito un controllo, 
dalla Grecia, e dall'Italia, giungendo poi a C._______ e ripartendo lo 
stesso  giorno  per  recarsi  a  Chiasso  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
24 marzo 2010, pag. 7); che il ricorrente non è stato in grado di specifi -
care null'altro o fornire dettagli che possano dare credibilità al proprio 
racconto, apparendo quindi vago ed impreciso, ed inoltre egli non ha 
portato elementi che spieghino come sia giunto dalla Grecia all'Italia; 
che non è neppure verosimile  che egli  sia  giunto in  Svizzera senza 
controlli, se non quelli effettuati ed elusi in Turchia;

che, a prescindere dalle allegazioni palesemente inverosimili di cui so-
pra, vale pure osservare che varcare il confine Schengen senza subire 
alcun controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, risulta, ad 
oggi, pressoché impossibile;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
non avendo potuto egli,  con grande probabilità, viaggiare nelle circo-
stanze  testé  descritte,  nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle 
suddette dichiarazioni  del  ricorrente circa  il  possesso dei  documenti  

Pagina 5

D-2481/2010

d'identità, v'è ragione di concludere che l'autore del gravame dissimuli 
i suoi documenti d'identità per bisogni di causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla tore ha 
introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una procedura 
sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o meno 
della qualità di rifugiato, nonostante che la stessa termini con una de-
cisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non  adempia  manifestamente  la  qualità  di  rifugiato;  che  ciò  può 
risultare sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevan-
za dei motivi d'asilo addotti; che la manifesta irri levanza può risultare, 
fra l'altro, dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudi-
zi,  dall'inattualità degli stessi  nonché dall'evidente esistenza di un'al -
ternativa di  rifugio interna dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'ap-
propriata  protezione  statale  contro  l'agire  illegittimo  di  terzi  (DTAF 
2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Georgia poiché avrebbe avuto molti problemi legati alla sua origi -
ne ossetina, quali ripetute percosse ed insulti fin da bambino (cfr. ver -
bale d'audizione dell'8 aprile 2010, pag. 3); che egli sarebbe stato in-
carcerato per aver trasportato illegalmente del materiale edile dall'Os-
sezia  a  D._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del  24 marzo 2010, 
pag. 5), dichiarando dapprima che ciò sarebbe avvenuto il (...), e riba-
dendo, durante la stessa audizione, di essere "stato condannato a fine 
luglio a servire 5 mesi di carcere", ripetendolo nuovamente poco dopo: 
"dopo  aver  scontato  i  5 mesi  di  condanna  sono  stato  scarcerato" 
(cfr. ibidem),  per poi  allegare, durante l'audizione federale, di  essere 
stato in realtà imprigionato dal (...) (cfr. verbale d'audizione dell'8  apri-

Pagina 6

D-2481/2010

le 2010, pag. 3); che non soccorre l'insorgente l'argomentazione avan-
zata nel ricorso secondo la quale vi sarebbe stato un errore di verba-
lizzazione durante la prima audizione e che la versione corret ta sareb-
be quella fornita durante l'audizione federale; che egli non è riuscito a  
fornire alcun dettaglio od impressione personale per ciò che concerne 
i propri compagni di cella, e nemmeno per quanto riguarda il proprio 
processo; che,  infatti,  egli  ha  dichiarato  di  non ricordare chi  fosse il 
giudice,  né ha saputo indicare la  data  di  suddetto processo (cfr.  ibi-
dem, pag. 5); che egli non ha neppure presentato alcun mezzo di pro-
va attestante tale processo, e tanto meno la propria scarcerazione, di-
chiarando a tal proposito di avere posseduto "il foglio della mia scarce -
razione,  però l'ho buttato"  (cfr. ibidem); che,  infine,  egli  non avrebbe 
mai denunciato alle autorità le presunte percosse, da lui subite, a suo 
dire, fin da piccolo (cfr. ibidem, pag. 3);

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che basti rilevare che gli atti denunciati, segnatamente le percosse da 
parte di terzi, non costituiscono manifestamente un'azione suscettibile 
di giustificare una protezione internazionale ai sensi del diritto d'asilo, 
tanto  più che non vi è ragione di ritenere che l'insorgente non possa 
ottenere  dalle  autorità  in  Georgia,  se  opportunamente  sollecitate, 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi nei suoi confronti;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo circa l'allegato vissuto in carcere  
evocati sono stati esaminati e rettamente ritenuti come inverosimili dal-
l'autorità  inferiore,  giusta  l'art. 32  cpv. 3  lett. b LAsi;  che  in  casu,  a 
mente di questo Tribunale, da un esame prima facie, sommario, le alle-
gazioni prodotte circa gli importuni legati alla sua origine ossetina non 
risultano essere state di un'intensità tale ai  sensi dell'asilo né che si 
evincono elementi  da cui  dedurre che al  ricorrente gli  sarebbe stata 
preclusa un'appropriata protezione contro le persecuzioni di terzi (cfr. 
GICRA 2006 no 18);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

Pagina 7

D-2481/2010

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del -
l'ammissibilità  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale 
E-423/2009 dell'8 dicembre 2009 consid. 8, destinata alla pubblicazio-
ne);

che, quo alla liceità, dalle carte processuali, non emergono elementi 
da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in 
Georgia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost.,  RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al -
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

Pagina 8

D-2481/2010

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che quo alla  situazione in  Georgia,  il  TAF ritiene in  particolare  che, 
dopo l'armistizio del 12 agosto 2008, negoziato, tramite l'Unione Euro-
pea (UE), da Russia e Georgia, in quest'ultimo Paese non vige attual-
mente una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata 
che coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane, ha 
frequentato  dieci  anni  di  scuola  dell'obbligo  a  B._______  ed  ha 
acquisito esperienza come commerciante di  articoli  per l'edilizia (cfr. 
verbale d'audizione del 24 marzo 2010, pag. 2); che egli ha vissuto a 
B._______ per gran parte della sua vita, ove si può dunque supporre 
che  possieda  una  rete  sociale;  che  l'insorgente  non  ha  nemmeno 
preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr.  sulla  problematica 
GICRA 2003 no 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  

Pagina 9

D-2481/2010

giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese pro-
cessuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di  diritto  pubblico dinanzi  al  Tribunale federale (art. 83 litt. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 10

D-2481/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente, tramite il Centro di registrazione e di procedura di Chias-
so (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax, per 
l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricorrente e 
di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale amministrati -
vo federale)

- E._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

 

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

Pagina 11