# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 619e0180-61c0-57b3-a172-9203e3bc7e96
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.10.2004 38.2004.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-41_2004-10-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.41

   

  FS/td

  	
  Lugano

  18 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 maggio 2004 di

 

	
   

  	
  RI1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 aprile 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa Dis. CO1 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 26 febbraio 2004 la Cassa Disoccupazione CO1 (di seguito la
Cassa) ha respinto la domanda d'indennità di disoccupazione presentata
dall'assicurato il 18 febbraio 2004 (cfr. doc. 7/G), argomentando:

 

" 
(…)

L'assicurato deve aver compiuto un periodo di
contribuzione di almeno 12 mesi, ma ha solo 7 mesi di periodo contributivo
(dall'1.11.02-31.05.03). Egli ha ricevuto tutti i mesi le indennità di
disoccupazione nel PQ scaduto il 10.01.04.

Negli ultimi due anni precedenti l'annuncio in
disoccupazione non può comprovare un periodo di contribuzione quale dipendente
della durata complessiva di almeno 12 mesi. Non può nemmeno essere esonerato
dall'adempimento dello stesso.

(…)." (cfr. doc. 20/T)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurato il 23 marzo 2004 (cfr. doc. 21/U),
la Cassa, in data 29 aprile 2004, ha emanato una decisione su opposizione con
la quale ha confermato la sua decisione.

                                         La Cassa
ha così motivato la propria decisione su opposizione:

 

" 
(…)

II Sig. RI1 si è annunciato in disoccupazione in data 11 gennaio
2002 ed ha usufruito di un termine quadro di 2 anni scadente il 10 gennaio
2004.

Durante questo periodo di due anni, l'Assicurato ha beneficiato
delle indennità di disoccupazione piene da gennaio a ottobre 2002 e da giugno
2003 a gennaio 2004 mentre ha percepito le indennità di guadagno intermedio da
novembre 2002 a maggio 2003.

II suo diritto ammontava a 520 giorni e l'Assicurato ha
beneficiato, alla scadenza del termine quadro, di 427,3 indennità giornaliere.
Alla scadenza del termine quadro sopra indicato, secondo le disposizioni di
legge, è possibile aprire un nuovo diritto alle indennità se si riesce a
giustificare, nel corso dei due anni precedenti (11.1.2002/10.01.2004) un
periodo di lavoro di almeno 12 mesi o in seguito ad una esenzione stabilita
dall'art. 14 cpv. 1 della LADI (formazione scolastica, malattia, infortunio
ecc.)

L'assicurato ha rivendicato le prestazioni a partire da gennaio
2004 ma purtroppo è in grado di giustificare un periodo di lavoro unicamente di
7 mesi (negli ultimi 2 anni) e non può giustificare un motivo di esonero
dall'adempimento del periodo di contribuzione. La nostra Sezione di __________
ha pertanto deciso di non più indennizzare l'assicurato, a partire dal 11
gennaio 2004, con la decisione emanata.

L'Assicurato, nell'atto di opposizione, rivendica nuovamente le
prestazioni, in particolare evidenziando che non ha percepito completamente le
520 indennità che le erano state accordate a partire dal 1. luglio 2003 con una
richiesta di rettifica del termine quadro per lo spazio di tempo che ha
lavorato. Inoltre evidenzia che ha effettuato un periodo di riqualifica
professionale di 1368 ore di frequenza che rapportato in mesi corrisponde a
7,52 mesi di esonero.

Purtroppo questa richiesta non può essere evasa favorevolmente in
quanto per la riscossione delle prestazioni vigono termini quadro biennali, che
non possono essere modificati e che decorrono dal primo giorno nel quale sono
adempiuti i presupposti del diritto alla prestazione. Considerato che il Sig. RI1
ha usufruito dell'apertura di un termine quadro l'11 gennaio 2002, lo stesso si
è chiuso in data 10 gennaio 2004 anche se non ha beneficato di tutte le 520
indennità di disoccupazione che aveva diritto.

Anche per l'esonero purtroppo occorrono complessivamente almeno 12
mesi di formazione, riqualifica o perfezionamento 

professionale che non possono però essere cumulati con il periodo
di attività lavorativa.

Unicamente se l'assicurato fosse stato in grado di documentare un
nuovo periodo lavorativo di almeno 12 mesi o un motivo di esonero, poteva
ottenere il diritto alla riapertura di un nuovo termine quadro a partire dal 11
gennaio 2004 (…)." (cfr. doc. A1)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel
quale ha osservato che:

 

" 
(…)

Mi riferisco alla decisione del 29.04.04. Dovuto alla disposizione
sopramenzionata sono forzato e obbligato di presentare nuovamente ricorso alla
decisione in questione. I motivi sono seguenti:

 

1. Decurtazione del diritto indennità.

2. Interpretazione non equilibrata di una legge (calendario/numero

    giorni di diritto)

3. Rimangono valevoli i motivi indicati nel ricorso del 23 marzo
2004

 

Motivazione

 

Ritengo un trattamento iniquo prendendo in considerazione solo il
termine quadro (come Dato) mentre i giorni di diritto vengono gestiti tramite
un formulario mensile (attestato su guadagno intermedio) e poi alla fine si
decurta l'indennità giornaliera, per essere più preciso i 520 giorni di
diritto.

E' la mia aspirazione di prestare l'attenzione su una legge non
bilanciata. Soprattutto quando l'interessato ha un certo numero di anni (56)
sulle spalle, si é impegnato in un aggiornamento professionale, (frequentato un
corso in __________ alla __________, terminato con successo alla fine dell'anno
scorso) ha sempre rispettato le prescrizioni dell'ufficio di collocamento
(oltre 240 candidature per trovare una nuova attività professionale) e ha una
gran voglia di lavorare, ma nessuno (datore di lavoro) vuole riconoscere
l'impegno del sottoscritto.

 

E' in ultimo come onesto cittadino subisce penalizzazioni dovute
per l'età da parte di tante istituzioni dello stato e le rispettive leggi.

 

Conclusione

 

Non chiedo nient' altro di riconoscere la
rimanenza di diritto per l'indennità, e parallelamente l'aggiornamento del
calendario del termine quadro.

 

Per quanto concerne il mio ricorso del 23 marzo 2004, esso fa
parte integrativa del presente ricorso. Per evitare una ripetizione degli
argomenti in questione allego una copia del ricorso scritto all'CO1 inclusivo
allegati (…)." (cfr. doc. I)

 

                                         Nel suo
precedente scritto del 23 marzo 2004 alla Cassa (trattasi dell'opposizione
contro la decisione della Cassa del 26 febbraio 2004), a cui rinvia,
l'assicurato ha rilevato che:

 

" 
(…)

Mi riferisco alla vostra decisione del 26.2.04. Dovuto alla vostra
disposizione sono costretto e obbligato di presentare ricorso alla decisione in
questione. I motivi sono seguenti:

1.   Fraintendimento
del funzionario CO1 per quanto concerne una 

      nuova
apertura di un termine quadro.

2.   Non raggiungimento del diritto massimo di 520 giorni
d'indennità.

3.   Non riconoscimento del diritto rimanente di 92.7 gironi
d'indennità

4.   Gestione non equa tramite il modulo "Attestato su
guadagno 

      intermedio". Gestito solo il numero di giorni del
diritto, mentre il 

      calendario del termine quadro è stato totalmente ignorato.

5.   Mancato riconoscimento del corso "Master in business 

      administration" in generale.

6.   Mancato riconoscimento della durata del corso. 1386 ore di
lavoro 

      equivalente a 7.52 mesi.

 

Motivazione

 

Il sottoscritto ha fatto la richiesta di una rettifica del
periodo di quadro (basato sul calendario del termine di quadro) per lo spazio
di tempo di cui esso ha lavorato, esattamente per sette (7) mesi. II conteggio
indica il diritto massimo di 520 giorni, di cui ho utilizzato 427,3 resta il diritto
rimanente di 92.7 giorni che corrispondano ai sette mesi di lavoro. Ogni
mese l'ufficio personale della __________ ha inviato il modulo "Attestato
su guadagno intermedio" (modulo 716.1051110.2001) alla cassa CO1, per la
gestione del pagamento, l'indennità. (Vedi certificati salari). Si può notare
sul conteggio CO1, che i numeri di giorni di diritto sono stati gestiti, mentre
il calendario No. Per ogni giorno lavorato si doveva prevedere l'accredito
della giornata lavorata sul calendario. Questo non fu fatto, e per questa causa
è scaduto il termine quadro, data della maturazione 10.01.2004. Per ogni giorno
lavorato, il termine quadro (data del calendario) doveva aumentare di un
giorno.

La legge prevede una dichiarazione intermedia del guadagno, deve
anche prendere in considerazione la variazione del calendario di quadro,
altrimenti la legge é non equa.

 

Ho 56 anni e sono consapevole che la mia data di nascita mi causa
una certa difficoltà nella ricerca di un'occupazione, però con il conseguimento
del diploma (lettera di conferma dell'ottenimento del titolo, vedi allegato) in
__________ il sottoscritto ha dimostrato d'essere abile e flessibile.

 

La revisione della legge sull'assicurazione contro la
disoccupazione (LADI), ultima attualizzazione del 8.5.2003 dice: Indennità
di disoccupazione: il periodo minimo di contribuzione che dà diritto
all'indennità è portato da sei a dodici mesi, e la durata massima dell'indennità
è ridotta da 520 a 400 giorni per i disoccupati di età inferiore ai 55 giorni.

 

In quel momento la mia età, non era inferiore di 55 anni. Per un
eventuale nuovo periodo di quadro sono sufficiente sei (6) mesi di
contribuzione. Durante la mia permanenza presso la __________ ho pagato durante
sette mesi i premi d'assicurazione AD.

Non richiedo di riaprire un nuovo periodo di quadro, ma bensì di
ottenere i 92,7 giorni di diritto rimanente, mentre il funzionario dell'CO1 è
del parere che si tratta di una nuova apertura del termine quadro.

 

Conclusione

 

Nel corso dello studio di __________ alla __________, un collega
di classe, mi ha offerto un impiego inizialmente terminante il 31 marzo 2003,
poi in seguito prolungato fino al 31 maggio 2003. Ho accolto con entusiasmo
quest'occasione, poiché è sempre meglio di niente, e nello stesso momento ho
contribuito ad un alleggerimento del 58,74% della Cassa disoccupazione per
quanto concerne il pagamento dell'indennità. In altre parole l'CO1 mi ha
risarcito solo la rimanenza il 41,26% di conseguenza, si tratta di sette
pagamenti d'indennità ridotti.

 

Nel modulo (Domanda d'indennità di disoccupazione) 716.1011
7.2003, pagina quattro (4) è scritta: Dichiarazione: prendo atto
che sono tenuto a partecipare o provvedimenti del mercato del lavoro.
Ho eseguito testualmente quanto mi è stato ordinato nella prescrizione
sopra menzionata. Contrariamente, subisco delle sanzioni sociali, o in altre
parole il sottoscritto non doveva accettare l'offerta di lavoro della __________
o ancora peggio, lavorare in nero. Trovo inconcepibile un gesto del genere, è
non credo, che la legge appoggia una condotta di questa natura. In più, mi sono
impegnato al massimo per la ricerca di un impiego, (per esempio ho partecipato
a 13 concorsi dell'amministrazione cantonale) ho superato sempre il numero
delle ricerche richiesta dall'ufficio di collocamento.

 

Un'altra contraddizione è, di non riconoscere il mio impegno per
la riqualificazione professionale. II sottoscritto ha frequentato 37 moduli un
periodo di 27 mesi, (esattamente 1368 ore di frequenza, compreso il tempo per
il lavoro di diploma) e ho terminato con un buon risultato il corso, con uno
nota media di 5,0.

 

Possibilità alternativa per l'interpretazione della legge.

 

Prendendo in considerazione il periodo totale di lavoro presso la __________
che ha durato sette (7) complessivi (copie di contratto nel vostro possesso),
aggiungendo le ore di lavoro del Corso __________, trasformandoli in mesi si
ottiene il totale che è equivalente a 7.52 mesi. Sommando i sette (7) mesi di
lavoro e i 7,52 mesi di scuola si ottiene un risultato di 14,52 mesi, più che
sufficiente (minimo richiesto 12 mesi di età inferiore di 55 anni), per aprire
un nuovo termine di quadro.

 

Sono fiducioso di trovare una nuova occupazione professionale, ma ho
bisogno del tempo e precisamente l'intervallo, che risponde al
"Diritto rimanente" (92.7 giorni) indicato nel conteggio allegato.

(…)." (cfr. doc. A2)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta dell'8 giugno 2004 la Cassa ha ribadito le proprie argomentazioni e ha
chiesto la conferma della sua decisione su opposizione del 29 aprile 2004 (cfr.
doc. III).

 

                               1.5.   Con
ulteriore scritto del 14 giugno 2004 l'assicurato ha ancora puntualizzato che:

 

" 
(…)

Mi riferisco alla vostra lettera del 9.6.2004 e alla
risposta dell'CO1 del 8.6.2004. Ho preso atto del contenuto nella
lettera scritta dall'CO1, e mi sembra essa ha fornito tutti i documenti utili.
Tuttavia l'CO1 menziona, per la prima volta, i giustificativi di guadagno
intermedio come vengono utilizzati (in modo parziale) per il calcolo delle
indennità.

 

Motivazione

 

Sì come già detto, per la prima volta sono indicati i
giustificativi di guadagno intermedio. In realtà, l'attività lavorativa presso
la __________ ha ridotto l'indennità da ricompensare dall'assicurazione della
disoccupazione del 58.74 %. Tramite il formulario "Guadagno
intermedio" si teneva una gestione dei giorni di diritto, mentre il
termine di quadro resta inosservato, in altre parole si tratta di una gestione
non equilibrata. (equity)

 

Conclusione

 

E' la mia aspirazione di prestare l'attenzione su una legge (LADI)
non equilibrata. Questa legge è stata modificata circa un anno fa. (28.05.2003.)
Probabilmente in tutta fretta, perché modificava anche i premi
d'assicurativi verso il basso. Inoltre le modifiche prendevano in
considerazione l'età. (a partire di 55 anni) Invece la legge non
prescrive come amministrare il termine quadro. Tuttavia la gestione deve essere
più palese e gestire il periodo di quadro e i giorni di diritto.

 

Vedi: Revisione della legge sull'assicurazione contro la
disoccupazione (LADI). Numero dell'oggetto: 01.019. Ultima attualizzazione 28.5.2003.
hhtp://www.parlament.ch/I/homepage/do-archiv/do-aebeitslosenversicherungsgesetz.htm#inkuerze

 

II mercato del lavoro penalizza in maniera notevole i lavoratori
che hanno superato un certo numero di anni. (ho scritto oltre 250 domande
d'impiego, in data odierna) Soprattutto dovuto per i premi alti dei secondo
pilastro (LPP) per i collaboratori a partire di 45 anni. Purtroppo la fonte
della giovinezza non esiste, e gli anni non si lasciano diminuire.

 

Per ultimo, non intendo criticare l'operato dell'CO1 come attività
operativa nel campo sociale e non ho sentimenti ostili. Qui, si tratta di un
mal interpretazione della

legislazione, o di lacune di
leggi che si devono correggere, non solo per
me, ma per tutti che si trovano in condizioni
simili.

 

II fatto di non trovare un'occupazione a causa della mia età mi
preoccupa assai. Ho sempre lavorato con piacere ed entusiasmo. Mi sono sforzato
di aggiornare le mie conoscenze professionali, infatti, sono riuscito a
superare con abilità il Corso __________ alla __________ ed ora sono
dispiaciuto che il mio impegno non porti i meritati frutti.

All'infuori alla mia formazione professionale, ho notevolmente più
esperienza, quella che i più giovani non possono ancora avere, e in più mi
sento ancora in forma e sono flessibile per affrontare nuove sfide (…)." (cfr. doc. VI)

 

                               1.6.   Il doc. VI è
stato notificato alla Cassa (cfr. doc. VII) la quale, con lettera del 12 agosto
2004 al TCA, ha sottolineato che:

 

" 
(…)

-   La legge sull'assicurazione disoccupazione e insolvenza (LADI)
fissa dei termini quadri biennali che non possono essere modificati.

-   Non è stato possibile aprire un nuovo termine quadro in quanto
il signor RI1 non ha potuto documentare, all'interno del termine quadro durato
dall'11 gennaio 2002 al 10 gennaio 2004, né un periodo lavorativo di almeno 12
mesi né un motivo di esonero di almeno 12 mesi (formazione, riqualifica o
perfezionamento professionale).

 

Pur comprendendo le motivazioni e le osservazioni
portate dall'assicurato, la Cassa non può far altro che applicare la Legge e
versare le indennità previste.

(…)." (cfr. doc. VIII)

 

                                         I doc.
VII e VIII sono stati notificati all'assicurato per conoscenza (cfr. doc. IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002
pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26
ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il
24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del
24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Poiché
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie giuridicamente
rilevante (cfr. DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV
Nr. 3; DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70,
consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36
con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio
2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa
L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a un periodo
posteriore all'entrata in vigore delle nuove disposizioni (decisione impugnata
del 29 aprile 2004 che conferma il rifiuto della domanda d'indennità presentata
dall'assicurato il 18 febbraio 2004), si applicano le norme valide dal 1°
luglio 2003.

 

                               2.3.   L’art. 9
cpv. 1 LADI stabilisce che per la riscossione della prestazione e per il
periodo di contribuzione vigono i termini quadro biennali, sempre che la
presente legge non disponga altrimenti.

                                         In virtù
del cpv. 2 il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel
quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione.

                                         Il
termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale
giorno (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI).

                                         Secondo
il cpv. 4 se il termine quadro per la riscossione è scaduto e l'assicurato
pretende di nuovo l'indennità di disoccupazione, termini quadri biennali sono
nuovamente applicabili alla riscossione e al periodo di contribuzione sono
nuovamente applicabili termini quadri biennali sempre che la legge non disponga
altrimenti.

 

                               2.4.   In una
decisione pubblicata in DTF 126 V 368 = DLA 2001 pag. 220, il Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA) ha stabilito che se un assicurato percepisce
l'indennità di disoccupazione sulla base dell'art. 29 cpv. 1 LADI, la successiva
realizzazione, completa o parziale, delle pretese di salario o di risarcimento,
la cui esistenza o il cui soddisfacimento erano dubbi, non comporta mai un
differimento dell'inizio del termine quadro.

                                         Sul
carattere definitivo dei termini quadro una volta stabiliti la nostra Massima
Istanza ha, in particolare, osservato che:

 

" 
(…)

b) (…) Die Rahmenfrist für den Leistungsbezug
begrenzt die Anspruchberechtigung in zeitlicher Hinsicht und legt die für die
Dauer und Höhe der Leistungen massgebende Zeitspanne ein für alle Mal fest
(Nussbaumer, a.a.O., Rz 89; vgl auch Gerhards, a.a.O., N. 6 und 19 zu Art. 9).
Vorbehalten bleiben Sachverhalte, wo sich die Zusprechung und Ausrichtung von
Arbeitslosenentschädigung nachträglich zufolge Fehlens einer oder mehrerer Anspruchs-voraussetzungen
als unrichtigt im wiedererwägungsrechtlichtlichen oder prozessual
revisionsrechtlichen Sinne erweist (vgl 122 V 21 Erw. 3a und 368 f Erw. 3 mit
Hinweis sowie Art. 95 Abs. 1 AVIG)."

 

                                         In un'altra decisione pubblicata in DTF 127 V 475, il TFA ha
confermato la propria giurisprudenza ed ha precisato che l'inizio del termine
quadro per la riscossione della prestazione inizialmente fissato fa stato salvo
laddove risulti in seguito, dal profilo del riesame o della revisione
processuale, che le indennità di disoccupazione erano state riconosciute e
versate indebitamente in quanto uno o più presupposti del diritto non erano
adempiuti. Ciò vale ad esempio per l'idoneità al collocamento (pure in
applicazione dell'art. 15 cpv. 3 OADI), ma
non, invece, per quanto attiene al riconoscimento di indennità di
disoccupazione giusta l'art. 29 cpv. 1 LADI
(cfr. DTF 123 V 368).

 

                                         In tale
contesto l'Alta Corte ha, tra l'altro, osservato che:

 

" 
(…)

a) Die Rahmenfrist für den Leistungsbezug
begrenzt die Anspruchsberechtigung in zeitlicher Hinsicht und legt die für die
Dauer und Höhe der Leistungen massgebende Zeitspanne fest (THOMAS NUSSBAUMER,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, Rz 89; vgl. auch GERHARDS, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N 6 zu Art. 9).
Nach der gesetzlichen Konzeption bleibt eine einmal
laufende Rahmenfrist grundsätzlich bestehen und kann eine neue frühestens nach
deren Ablauf eröffnet werden. Weder eine die Arbeitslosenentschädigung
ausschliessende Tätigkeit noch der Wegfall der Anspruchsberechtigung als solche
(beispielsweise bei nicht mehr gegebener Vermittlungsfähigkeit) beendigen die
Rahmenfrist (NUSSBAUMER, a.a.O., Rz 96, sowie GERHARDS, a.a.O., N 19 zu Art. 9;
vgl. auch Art. 37 Abs. 4 AVIV). Ebenfalls kann
die Rahmenfrist nicht durch den Verzicht auf Leistungen verkürzt werden (Urteil
S. vom 24. Juli 2000 [C 151/99]). 

(…)." (cfr. DTF 127 V 475, consid. 2a, pag.
477)

 

                                         In
particolare, riguardo alla validità della direttiva ML/AD 98/4 foglio 4 secondo
la quale dopo il primo pagamento di indennità giornaliere i termini quadro non
possono, salvo eccezioni, essere spostati, la nostra Massima Istanza ha
puntualizzato che:

 

" 
(…)

dd) AM/ALV-Praxis 98/4, Blatt 4, schliesst das
Verschieben der Rahmenfristen nach der erstmaligen Auszahlung von Taggeldern in
allen Fällen (auch jenen nach Art. 29 AVIG)
schlechterdings aus, ohne die Fälle des wiedererwägungsweisen Zurückkommens und
der prozessualen Revision vorzubehalten. Insofern wäre die Weisung, allein von
ihrem Wortlaut her betrachtet, gesetzwidrig. Richtig, d.h. in gesetzeskonformer
Auslegung (vgl. - zu den Rechtsverordnungen - statt vieler BGE 125 V 4 Erw. 3b)
verstanden, kann sie allerdings nur dahin gehend ausgelegt werden, dass im
Falle des Zurückkommens kraft Wiedererwägung oder prozessualer Revision eine
Verschiebung der Rahmenfristen möglich sein muss.

(…)." (cfr. DTF 127 V 475, consid. 2b)dd),
pag. 478)

 

                                         In una sentenza del 16 ottobre 2003 nella causa S. (C 147/03) la
nostra Massima Istanza è stata chiamata a decidere nel caso in cui ad un
assicurato è stata chiesta la restituzione della differenza tra le indennità
versategli durante il periodo dal 4 marzo 1998 fino al 31 agosto 1999 rispetto
a quelle dovutegli nel termine quadro per la riscossione dall'11 febbraio 1997
al 10 febbraio 1999, dopo che il Tribunale cantonale, con decisione del 25
giugno 1999, lo aveva ritenuto idoneo al collocamento a contare dall'11
febbraio 1997.

                                         Il TFA
ha, in particolare, sviluppato le seguenti osservazioni:

 

" 
(…)

3.1 Es ist im Grundsatz unbestritten, dass die
Arbeitslosenkasse auf die Eröffnung einer Bezugsrahmenfrist am 4. März 1998 und
die Ausrichtung von Taggeldern ab diesem Zeitpunkt zurückkommen durfte. Welcher
Rückkommenstitel (Wiedererwägung, prozessuale Revision) gegeben ist, braucht
nicht abschliessend geprüft zu werden. Insbesondere kann offen bleiben, ob der
Entscheid vom 25. Juni 1999, mit welchem die Vorinstanz in Aufhebung der
Verfügung des Kantonalen Amtes für Industrie, Gewerbe und Arbeit (KIGA) vom 2.
Dezember 1997 die Vermittlungsfähigkeit ab 11. Februar bis 18. Juli 1997
bejahte, einen prozessualen Revisionsgrund darstellt. Wesentlich ist, dass
aufgrund dieses Erkenntnisses am 11. Februar 1997 sämtliche Anspruchsvoraussetzungen
erfüllt waren. In jenem Zeitpunkt begann somit von Gesetzes wegen eine
Rahmenfrist für den Leistungsbezug zu laufen (Art. 9 Abs. 2 AVIG). Vor deren
Ablauf am 10. Februar 1999 konnte nach der gesetzlichen Konzeption keine (neue)
Frist eröffnet werden (BGE 127 V 477 Erw. 2a).

 

Entgegen den Vorbringen in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde bedurfte es nicht einer separaten Verfügung, um
die Eröffnung einer Bezugsrahmenfrist am 4. März 1998 und die formlose
Zusprechung und Ausrichtung von Arbeitslosenentschädigung ab diesem Zeitpunkt
aufzuheben. Die Unrichtigkeit dieser Anordnungen unter wiedererwägungs- oder
prozessual revisionsrechtlichem Gesichtswinkel stellt einen Teilaspekt des mit
der Rückforderungsverfügung festgelegten Rechtsverhältnisses dar (vgl. BGE 125
V 415 f. Erw. 2a und b).

 

Die Höhe der Rückforderung von Fr. 8294.65,
bemessen nach dem Entschädigungsanspruch für die Bezugsrahmenfrist vom 11.
Februar 1997 bis 10. Februar 1999, wird nicht beanstandet. Es besteht kein
Anlass zu einer näheren Prüfung der Berechnung dieses Betrages (BGE 125 V 415
Erw. 1b und 417 oben).

(…)." (cfr. STFA del 16 ottobre 2003 nella
causa S., C 147/03)

 

                                         In
un'altra sentenza del 26 maggio 2003 nella causa F., C 265/02 - trattandosi di
un assicurato al quale è stata rifiutata l'indennità per insolvenza per i mesi
da giugno a agosto 2001 e aperto un termine quadro per la riscossione dal 6
luglio 2001 - l'Alta Corte ha rilevato:

 

" 
(…)

2. Streitig ist der Beginn der Rahmenfrist für
den Leistungsbezug. Nicht Streitgegenstand ist dagegen der Anspruch auf
Insolvenzentschädigung; dieser ist mit Entscheid des Versicherungsgerichts des
Kantons St. Gallen vom 5. Februar 2002 rechtskräftig verneint worden.

 

2.1 Die Vorinstanz geht davon aus, dass die
Rahmenfrist ab dem Tag der Anmeldung - dem 6. Juli 2001 - zu laufen beginne,
während der Beschwerdeführer demgegenüber der Ansicht ist, dass er während der
hier interessierenden Zeitspanne vom 1. Juni bis zum 5. Juli 2001 versichert
gewesen sei und deshalb entweder Insolvenz- oder Arbeitslosenentschädigung
zugute habe. Im Weiteren habe er durch die selbst vorgenommene Arbeitssuche
seit seiner Freistellung alles Sinnvolle zur Schadensvermeidung vorgenommen;
die Erfüllung der Kontrollpflichten habe in dieser Hinsicht keinerlei Bedeutung,
da ihm das Regionale Arbeitsvermittlungszentrum bis jetzt keine Arbeit habe
verschaffen können. Schliesslich weist der Versicherte darauf hin, dass er sich
einzig aus gesundem Menschenverstand nicht früher bei der
Arbeitslosenversicherung gemeldet habe, da er - vor dem Konkurs der
Arbeitgeberfirma - ja noch einen durchsetzbaren Lohnanspruch gehabt habe.

 

2.2 Die Rahmenfrist für den Leistungsbezug
beginnt nach Art. 9 Abs. 2 AVIG am Tag, an dem alle Anspruchsvoraussetzungen
gemäss Art. 8 AVIG erfüllt sind, wozu auch die formelle Voraussetzung der
Anmeldung gehört (Art. 17 Abs. 2 AVIG). Entgegen der Auffassung des kantonalen
Gerichts hat sich der Versicherte nicht erst am 6. Juli 2001, sondern bereits
am 3. Juli 2001 zur Arbeitsvermittlung angemeldet, sodass die Rahmenfrist
(frühestens) an diesem Tag zu laufen beginnt. Bei erfüllten restlichen
Voraussetzungen führt dies wiederum - trotz des damals noch vorliegenden
Arbeitsvertrages (vgl. Art. 10 AVIG) - zu einem Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung, weil durch die Nichtleistung von
Insolvenzentschädigung während der Zeit der Freistellung (Urteil A. vom 28.
Januar 2002, C 164/01) andernfalls eine Lücke im Versicherungsschutz vorläge
und der Versicherte zwischen Tisch und Bank fiele, indem ihm die Insolvenzentschädigung
wegen der Vermittelbarkeit während der Dauer der Freistellung verwehrt ist und
die Arbeitslosenentschädigung infolge Vorliegens eines Arbeitsvertrages und
somit fehlender Arbeitslosigkeit abgelehnt wird; aus diesem Grund ist bei der
Beendigung des Arbeitsverhältnisses denn auch eine faktische Betrachtungsweise
vorzunehmen (vgl. ARV 1989 Nr. 4 und 5 S. 82 f. Erw. 4). Vorliegend kann im
Übrigen offen bleiben, ob die Anmeldung zum Bezug von (schliesslich wegen der
erfolgten Freistellung verneinten) Insolvenzentschädigung in eine Anmeldung zur
Arbeitsvermittlung umzudeuten ist, da dieser Antrag erst am 4. Juli 2001 - und
demnach später als die am 3. Juli 2001 erfolgte Anmeldung zur
Arbeitsvermittlung - gestellt worden ist.

 

Für die Zeit vor der am 3. Juli 2001 erfolgten
Anmeldung kann der Mangel eines früher erfolgten Antrages nicht dadurch geheilt
werden, dass eine frühere Anmeldung bei der Arbeitslosenversicherung - wegen
des nach wie vor bestehenden Lohnanspruchs gegenüber der zu diesem Zeitpunkt
vermeintlich noch liquiden Arbeitgeberfirma - nicht naheliegend gewesen ist,
denn das Verfahren auf Ausrichtung von Arbeitslosenentschädigung wird nur auf
Antrag hin eröffnet (vgl. Art. 20 AVIG). Es bleibt dem Versicherten allein der
Lohnanspruch gegen die in Konkurs gefallene Arbeitgeberfirma (vgl. immerhin
Art. 219 Abs. 4 SchKG); das die Gerichte bindende Gesetz (Art. 191 BV) sieht
keinerlei Spielraum für eine andere Lösung vor.

 

2.3 Damit beginnt die Rahmenfrist am 3. Juli 2001
zu laufen; die Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie GBI wird
abzuklären haben, ob die restlichen Anspruchsvoraussetzungen gemäss Art. 8 AVIG
vorliegen und ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung bereits ab diesem
Datum gegeben ist.

(…)." (cfr. STFA del 26 maggio 2003 nella
causa F., C 265/02)

 

                                         In una
sentenza del 1° marzo 2004 nella causa C. (C 224/03) l'Alta Corte è stata
chiamata ad esaminare il caso di un assicurato che nel luglio del 2002 si è
iscritto per il collocamento a partire dal 1° agosto 2002 e che ha conseguito
un guadagno intermedio, esercitando un'attività temporanea nel periodo dal 22
luglio al 27 settembre 2002. L'assicurato durante il mese di settembre 2002 si
è disiscritto dalla disoccupazione e si è nuovamente annunciato alla fine di
quel mese.

                                         Il TFA ha
stabilito che il termine quadro per il periodo di riscossione andava aperto il
1° agosto 2003 e che di conseguenza il guadagno assicurato ammontava a fr.
5'047.-- come preteso dall'assicurato, e non a fr. 4'715.-- come stabilito
dall'amministrazione.

                                         Al
riguardo l'Alta Corte ha precisato:

 

" 
(…)

2.

Streitig ist die Höhe der Taggelder und in diesem
Zusammenhang die Höhe des versicherten Verdienstes.

 

Die Vorinstanz geht davon aus, dass sich der
Beginn der Rahmenfrist für den Leistungsbezug vom 1. August auf den 1. Oktober
2002 verschoben habe, da der Beschwerdegegner wegen des Zwischenverdienstes im
August 2002 keinen Anspruch auf Taggelder gehabt und sich per 1. September 2002
von der Arbeitsvermittlung abgemeldet habe. Weiter ist das kantonale Gericht
der Auffassung, die von Juli bis September 2002 ausgeübte Tätigkeit als
Temporärmitarbeiter sei als im Rahmen der Schadenminderungspflicht aufgenommene
Ersatzarbeit anzusehen, da damit gegenüber einer Festanstellung deutlich
ungünstigere Konditionen (Lohnhöhe, Kündigungsfrist, Risiko fehlender
Arbeitseinsätze) verbunden gewesen seien; in Anwendung der Rechtsprechung
gemäss BGE 127 V 348 und 122 V 226 Erw. 2c sei deshalb auf den letzten
ordentlichen Verdienst abzustellen, der innerhalb der Rahmenfrist für die
Beitragszeit während mindestens eines Monats erzielt worden sei.

 

Auch die Beschwerde führende Arbeitslosenkasse
geht davon aus, dass sich die Rahmenfrist für den Leistungsbezug verschoben
habe. In Anwendung des Art. 37 AVIV habe sie in der Folge die Löhne der Monate
August und September 2002 berücksichtigen müssen, da sie in die Zeitspanne der
Rahmenfrist für die Beitragszeit gefallen seien. Nicht zu folgen sei der
Auffassung im kantonalen Entscheid, wonach der Beschwerdegegner mit der Temporärarbeit
die Arbeitslosigkeit bis zu einer Festanstellung habe überbrücken wollen, sei
dieser doch auch heute noch arbeitslos.

 

3.

Gestützt auf die Anmeldung des Beschwerdegegners
vom 4. Juli 2002 hat die Arbeitslosenkasse den Beginn der Rahmenfrist für den Leistungsbezug
zu Recht auf den 1. August 2002 festgesetzt, da der Versicherte zu diesem
Zeitpunkt sämtliche Anspruchsvoraussetzungen gemäss Art. 8 AVIG erfüllt hat. In
dieser Hinsicht ist zu beachten, dass die Tätigkeit des Beschwerdegegners als
Temporärarbeiter als Zwischenverdienst im Sinne des Art. 24 AVIG zu
qualifizieren ist, da eine bloss zweitägige Kündigungsfrist bestanden hat und
somit keine zumutbare Arbeit im Sinne des Art. 16 Abs. 2 lit. a AVIG vorlag,
auch wenn der bezogene Lohn höher als die Arbeitslosenentschädigung gewesen ist
(vgl. SVR 1995 ALV Nr. 47 S. 139 Erw. 3b sowie Thomas Faesi,
Arbeitslosenentschädigung und Zwischenverdienst - Ursachen und Wirkungen der
zweiten Teilrevision des AVIG, Dissertation Zürich 1999, S. 244 und S. 363 f. N
274 f.). Damit ist der Beschwerdegegner aber immer noch arbeitslos gewesen
(vgl. Faesi, a.a.O., S. 277 oben, S. 278 oben sowie S. 369) und hat die
Voraussetzung des Art. 10 AVIG erfüllt. Im Weiteren hat der Versicherte auch
einen Verdienstausfall nach Art. 11 AVIG erlitten, da der erzielte Bruttolohn
niedriger als die während der Umschulung erzielten Bruttotaggelder der
Invalidenversicherung (aber höher als die Taggelder der
Arbeitslosenversicherung) gewesen sind. Damit hat der Beschwerdegegner die
Anspruchsvoraussetzungen für den Bezug von Taggeldern bereits im August 2002
erfüllt, auch wenn infolge des die Taggeldhöhe übersteigenden Lohnes aus dem
Zwischenverdienst keine Geldleistungen der Arbeitslosenversicherung ausbezahlt
worden sind (vgl. auch Art. 24 Abs. 5 AVIG e contrario). Entgegen Vorinstanz
und Arbeitslosenkasse hat sich der Beginn der Rahmenfrist deshalb nicht auf den
1. Oktober 2002 verschoben.

Eine einmal - hier auf den 1. August 2002 -
eröffnete Rahmenfrist bleibt jedoch bestehen (Thomas Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, Rz 96 mit Hinweis), d.h. sie läuft weiter. Daran ändert
nichts, dass sich der Versicherte per September 2002 von der Arbeitsvermittlung
abgemeldet und sich am Ende dieses Monates wieder angemeldet hat; denn die
Rahmenfrist wird durch die Abmeldung und die damit verbundene Auflösung des
Rechtsverhältnisses mit der Arbeitslosenversicherung nicht beendet, sie läuft
auch bei mehrmaliger Arbeitslosigkeit innerhalb der Rahmenfrist weiter (so
explizit Nussbaumer, a.a.O.). Diese Auffassung wird durch die Regelung des Art.
6a Abs. 1 AVIV bestätigt, wonach die allgemeine Wartezeit gemäss Art. 18 Abs. 1
AVIG in der Rahmenfrist für den Leistungsbezug nur einmal zu bestehen ist.
Würde die Rahmenfrist bereits mit der Abmeldung eines Versicherten beendet,
stünde dies im Weiteren mit der Vorschrift des Art. 13 Abs. 1 AVIG in der bis
30. Juni 2003 geltenden Fassung in Widerspruch, wonach zur Erfüllung der
Beitragszeit innert der Rahmenfrist mindestens sechs Monate einer
beitragspflichtigen Beschäftigung notwendig sind, während bei einer erneuten
Arbeitslosigkeit innert dreier Jahre nach Ablauf der Rahmenfrist eine
Mindestbeitragszeit von zwölf Monaten verlangt ist. Wäre die Rahmenfrist
tatsächlich mit der Abmeldung beendet, würde dies hier bedeuten, dass der
Beschwerdegegner infolge seiner einen Monat dauernden Abmeldung im Monat
September 2002 nach nur einem Monat Arbeitslosigkeit im August 2002 plötzlich
zwölf statt nur sechs Monate Mindestbeitragszeit aufweisen müsste.

 

Da die Rahmenfrist für den Leistungsbezug am 1.
August 2002 begonnen hat, endet die Rahmenfrist für die Beitragszeit gemäss
Art. 9 Abs. 3 AVIG am 31. Juli 2002, so dass der Verdienst der Monate August
und September 2002 für die Berechnung des versicherten Verdienstes nicht zu
berücksichtigen ist. Damit ist der Standpunkt der Vorinstanz im Ergebnis
begründet, was zur Abweisung der Verwaltungsgerichtsbeschwerde führt.

(…)." (cfr. STFA del 1° marzo 2004 nella causa
C., C 224/03)

 

                               2.5.   L'assicurato
ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è
liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv.
1 lett. e LADI).

                                         Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,
entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi
un'occupazione soggetta a contribuzione.

                                         L'art. 2
cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che é tenuto a pagare i contributi
all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art.
10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per
il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre
1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

                                         L'obbligo
di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando
l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine
quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante
almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS
(cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                               2.6.   L'art. 14
LADI, che regola l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione,
prevede, tra l'altro, che sono esonerate dall’adempimento del periodo di
contribuzione le persone che, entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante
oltre dodici mesi complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di
lavoro a seguito di una formazione scolastica, a condizione che durante almeno
10 anni siano state domiciliate in Svizzera, e non hanno quindi potuto
soddisfare i relativi obblighi (cfr. art. 14 cpv. 1 lett. a LADI).

 

                                         Chiamato
a pronunciarsi circa l'esonero dall'adempimento del periodo di contribuzione ai
sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI nel caso di un assicurato che, dopo aver
interrotto alla fine del primo anno scolastico una formazione in
"Betriebsökonomie", si è sottoposto a dei test dai quali è emersa la
sua idoneità ad una formazione quale insegnante, il TFA ha, in particolare,
sviluppato le seguenti considerazioni.

 

" 
(…)

2.2 Nach Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG ist von der
Erfüllung der Beitragszeit befreit, wer innerhalb der Rahmenfrist (Art. 9 Abs.
3 AVIG) während insgesamt mehr als zwölf Monaten wegen Schulausbildung,
Umschulung oder Weiterbildung nicht in einem Arbeitsverhältnis stand und
deshalb die Beitragszeit nicht erfüllen konnte. Nach der Rechtsprechung gilt
als Ausbildung im Sinne von Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG jede systematische, auf
der Grundlage eines ordnungsgemässen, rechtlich oder zumindest faktisch
anerkannten (üblichen) Lehrganges beruhende Vorbereitung auf eine künftige
erwerbliche Tätigkeit (SVR 1995 ALV Nr. 46 S. 135 Erw. 2a; ARV 1991 Nr. 8 S. 85
Erw. 3a mit Hinweis). Als Abschluss der Ausbildung gilt jener Zeitpunkt, in
welchem der Student oder die Studentin davon Kenntnis erhält, dass er die
Schlussprüfung mit Erfolg bestanden hat (SVR 1995 ALV Nr. 46 S. 135 Erw. 3b;
ARV 1977 Nr. 5 S. 26). Nachbesserungen von Diplomarbeiten oder Wiederholungen
von Prüfungen zählen grundsätzlich ebenfalls zur Ausbildungsdauer.
Vorausgesetzt ist, dass die entsprechenden Vorbereitungen und Arbeiten zeitlich
intensiv sind und die versicherte Person von der Erfüllung der Kontrollvorschriften
abhalten sowie dass diese zusätzliche Zeit - wie die Ausbildung selbst -
genügend überprüfbar ist (ARV 2000 Nr. 28 S. 147 mit Hinweisen).

Es ist davon auszugehen, dass der Lehrgang an der
Schule A.________ die erwähnten Anforderungen erfüllt, wobei offen bleiben
kann, ob es sich dabei um eine Aus- oder einer Weiterbildung handelt. Das
Schuljahr, welches vom 22. Oktober 2001 bis Ende September 2002 dauerte,
hinderte jedoch für sich allein genommen den Beschwerdeführer nicht, wie es
Art. 14 Abs. 1 lit. a AVIG verlangt, während mehr als zwölf Monaten daran, ein
Arbeitsverhältnis einzugehen und die Beitragszeit zu erfüllen. Ob die
anschliessende Phase der Information über berufliche Möglichkeiten allenfalls
unter bestimmten Voraussetzungen einer Aus- oder Weiterbildung gleichzusetzen
oder als Bestandteil einer solchen anzusehen wäre, muss vorliegend nicht
geprüft werden. Vorauszusetzen wäre in jedem Fall - entsprechend der zitierten
Praxis zu Nachbesserungen von Arbeiten und Wiederholungen von Prüfungen - eine
hinreichend überprüfbare zeitliche Beanspruchung, deren Ausmass einer Erfüllung
der Kontrollvorschriften (Art. 17 AVIG) entgegen steht. Der mit der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde aufgelegten Karte des aufgesuchten Berufs- und
Laufbahnberaters ist aber lediglich zu entnehmen, dass am 29. Oktober 2002 von
14.00 bis ca. 17.30 Uhr Tests durchgeführt wurden und am 5. November 2002 ab
15.30 Uhr deren Auswertung (wohl im Rahmen einer Besprechung) stattfand. Eine
zeitlich intensive Tätigkeit, welche den Beschwerdeführer von der Erfüllung der
Kontrollvorschriften abgehalten hätte, liegt unter diesen Umständen nicht vor.
Verwaltung und Vorinstanz sind daher mit Recht zum Ergebnis gelangt, die
Voraussetzungen einer Befreiung von der Erfüllung der Beitragszeit seien nicht
erfüllt, und haben deshalb einen Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung
verneint.

(…)." (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella
causa K., C 157/03)

 

                                         Per
quanto attiene alla nozione di formazione ai sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a
LADI, in particolare nell'ambito di uno stage, in una sentenza dell'8 luglio
2004 nella causa SECO contro Service de l'emploi du canton de Vaud (C 311/02),
il TFA ha osservato che:

 

" 
(…)

Est réputée formation au sens de l'art. 14 al. 1
let. a LACI toute préparation à une activité lucrative future fondée sur un
cycle de formation (usuel) réglementaire, reconnu juridiquement ou, à tout le
moins, de fait (ATF 122 V 44 consid. 3c/aa; DTA 2000 no
28 p. 146 consid. 1b; SVR 1995 ALV no 46 p. 135 consid. 3b). Cette définition
correspond à celle de la formation en tant que condition de la prolongation,
au-delà de l'accomplissement du 18ème anniversaire, du droit à la rente
d'orphelin de l'AVS, au sens de l'art. 25 al. 5 LAVS, en vigueur depuis le 1er
janvier 1997 et qui reprend en substance la teneur de l'art. 25 al. 2 aLAVS
(arrêts non publiés J. du 29 octobre 1996, H 211/96, et F. du 14 avril 1986, C
148/85).

 

(…).

 

3. 

3.1 La juridiction cantonale a jugé que le stage
de six mois accompli au à l'étranger constituait une période de formation au
sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI. Elle a considéré que ce stage effectué
dans le domaine de l'éducation sanitaire et environnementale, supervisé par une
psychologue, ne constituait pas un premier emploi, dès lors que l'intéressée,
bien que nourrie et logée, n'avait pas perçu de rémunération. Selon les
premiers juges, cette activité avait permis de compléter les connaissances
théoriques acquises à l'université par une expérience pratique en rapport avec
la matière apprise, effectuée dans le cadre d'une institution soutenue par
diverses organisations internationales et de nature à valoriser directement un
titre universitaire. Aussi, cette activité était-elle comparable à un stage
dans un institut de recherche aux Etats-Unis, financé par le Fonds national de
la recherche scientifique, dont le Tribunal administratif du canton de Vaud
avait reconnu le caractère de formation complémentaire, voire de
perfectionnement professionnel au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI 

 

3.2 En l'occurrence, il y a lieu de se ranger à
l'avis des premiers juges selon lequel le stage accompli au à l'étranger a
permis à l'intéressée de compléter les connaissances théoriques acquises à
l'université par une expérience pratique en rapport avec la matière apprise.
Dans la mesure où la notion de formation au sens de l'art. 14 al. 1 let. a LACI
correspond à celle de l'art. 25 al. 5 LAVS, il ne paraît pas indiqué de poser
une exigence supplémentaire en ce sens que le stage doit constituer un
complément nécessaire à la formation acquise, comme le soutient le recourant.
Un tel critère est certes déterminant en ce qui concerne le droit à des
prestations au titre des mesures destinées à prévenir et à combattre le chômage
au sens des art. 59 ss LACI (cf. ATF 111 V 276; DTA 1991 n° 13 p. 111 consid.
1b/bb). En ce qui concerne la libération des conditions relatives à la période
de cotisation, en revanche, la loi n'a pas pour but d'en faire bénéficier
seulement les assurés qui accomplissent une formation minimale. Au contraire,
l'assurance-chômage a intérêt à ce que soient libérés temporairement des
conditions relatives à la période de cotisation les assurés désireux d'accéder
au marché de l'emploi qui suivent une formation au-delà du niveau minimum
requis actuellement.

(…)." 

 

                                         Nella medesima
sentenza l'Alta Corte ha inoltre sviluppato le seguenti considerazioni riguardo
al momento in cui si era conclusa la precedente formazione universitaria
dell'assicurata:

 

" 
Par sa décision du 2 mars 2001, la caisse a
dénié à l'assurée le droit de se prévaloir d'un motif de libération des
conditions relatives à la période de cotisation, motif pris qu'elle avait suivi
une formation universitaire durant 9 mois et 22 jours seulement pendant le
délai-cadre applicable (du 10 janvier 1999 au 9 janvier 2001). Elle a considéré
que l'intéressée avait terminé sa formation universitaire le 1er novembre 1999.
Toutefois, sur le vu de l'attestation d'obtention de la licence en psychologie
délivrée par l'Université X.________ le 1er novembre 1999, l'assurée ne s'est pas
présentée à l'examen de techniques projectives. C'est seulement le 21 février
2000 qu'elle a réussi l'examen dans cette branche, après avoir suivi les cours
correspondants durant le semestre d'hiver 1999-2000. Du moment que cet examen
fait partie intégrante de la licence, force est de considérer que la formation
universitaire n'a pris fin que le 21 février 2000, conformément à la
jurisprudence selon laquelle la correction de travaux de diplôme ou la
répétition d'examen est assimilée à la période de formation (DTA 2000 n°28 p.
144). Vu ce qui précède, l'assurée a suivi une formation universitaire pendant
plus de 12 mois durant le délai-cadre applicable, de sorte qu'elle était
libérée des conditions relatives à la période de cotisation (cf. art. 14 al. 1
LACI). Le recours se révèle ainsi mal fondé."

 

                                         Infine
l'Alta Corte ha pure rilevato che:

 

" 
(…)

Selon la jurisprudence constante, il doit exister
un lien de causalité entre les motifs de libération énumérés à l'art. 14 al. 1
LACI et l'absence d'une durée minimale de cotisation (ATF 121 V 342 consid. 5b
et la référence; SVR 1999 ALV no 7 p. 19 consid. 2a; DTA 1998 no 19 p. 96 s.
consid. 3). La preuve stricte de la causalité, dans une acception scientifique,
ne doit pas être exigée; l'existence d'un lien de causalité doit déjà être
admise lorsqu'il apparaît crédible et concevable que l'une des circonstances
énumérées à l'art. 14 al. 1 LACI a empêché l'intéressé d'exercer une activité
soumise à cotisation (cf. ATF 121 V 344 consid. 5c/bb, 119 V 55 consid. 3b).

(…)." (cfr. STFA dell'8 luglio 2004 nella
causa SECO contro Service de l'emploi du canton de Vaud, C 311/02)

 

                                         Circa la
necessità di un nesso causale tra l'inadempimento del periodo di contribuzione
e il motivo d'esonero, in un'altra decisione del 17 novembre 2003 nelle causa
E. e G., C 234/02 e 235/02, nel caso di due assicurati che, visti gli impegni
di studio ("medizinische-therapeutische Grundausbildung" presso una
ditta e "zusätzlichen Weiterbildungen"), chiedevano di essere
esonerati dal periodo di contribuzione, la nostra Massima Istanza ha, tra
l'altro, sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

4.3 Aus den Stundenplänen der Beschwerdeführer
geht hervor, dass sie morgens am Montag und Samstag jeweils um 09.00 Uhr und an
den übrigen Tagen jeweils um 10.00 Uhr zu lernen begannen. Am Nachmittag
lernten sie nach einer zweistündigen Mittagspause (12.00 bis 14.00 Uhr) jeweils
bis 17.00 Uhr (Ausnahmen: Schulbesuch montags von 13.00 bis 22.30 Uhr und
jeweils dienstags von 11.30 bis 13.30 Uhr und 17.00 bis 19.00 Uhr). Der Sonntag
war ihr freier Tag. Aus diesen Stundenplänen ergibt sich, dass sie im ersten
Semester im Durchschnitt je ca. 36,5 Wochenstunden für den Schulbesuch, den
Sprachkurs und das Lernen aufwendeten. Im zweiten Semester (Beginn am 27.
August 2001) kam die Vorlesung mit zwei Wochenstunden hinzu, was einen
Wochenaufwand von 38,5 Stunden ergibt.

 

Im Vergleich mit der betriebsüblichen
wöchentlichen Arbeitszeit von 41,7 Stunden im Jahre 2001 (Die Volkswirtschaft,
Heft 10/2003, S. 98 Tabelle B9.2) hatten die Beschwerdeführer mithin pro Woche
eine disponible Zeit von fünf Stunden im ersten und von drei Stunden im zweiten
Semester, um einer beitragspflichtigen Arbeit nachzugehen. Zudem hätten sie die
Möglichkeit gehabt, anstatt der Kurse, die sie regelmässig zwei bis drei
Stunden pro Woche offenbar als Selbstständigerwerbende erteilten (ansonsten
wären sie als Beitragszeit anzurechnen), eine beitragspflichtige Beschäftigung
auszuüben. Um nötigenfalls einen zusammenhängenden mehrstündigen Freiraum für
eine solche Arbeit zu schaffen, wäre es den Beschwerdeführern angesichts der
relativ kurzen und überblickbaren Dauer der Ausbildung möglich und zumutbar
gewesen, die Lernzeiten auch auf die Abende und den Sonntag zu verschieben. Nach
dem Gesagten fehlt es an der erforderlichen Kausalität zwischen der
Nichterfüllung der Beitragszeit und der Ausbildung, da eine Arbeit von wenigen
Stunden pro Woche eine genügende Beitragszeit bildet (SVR 1999 ALV Nr. 7 S.
20 Erw. 2c).

(…)." (cfr. STFA del 17 novembre 2003 nelle
cause E. e C., C 234/02 e C 235/02; la sottolineatura è del redattore)

 

                               2.7.   In merito al
rapporto tra l'art. 13 e l'art. 14 LADI, in una sentenza del 13 aprile 2004
nella causa G., C 106/03, il TFA ha ribadito la sussidiarietà delle regole
circa l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione secondo l'art.
14 LADI rispetto al periodo minimo di contribuzione secondo l'art. 13 LADI.

                                         L'Alta
Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

3.2 Der Gesetzgeber geht deswegen von einem
überjährigen Befreiungstatbestand nach Art. 14 AVIG - im Extremfall: von 12
Monaten und 1 Tag - aus, weil der Versicherte bei kürzerer (12monatiger oder
unterjähriger) Dauer des Befreiungstatbestandes die Möglichkeit hat, sich durch
bezahlte unselbstständige Erwerbstätigkeit das Mindestbeitragsjahr nach Art. 13
Abs. 1 AVIG zu sichern. Entgegen der Auffassung des kantonalen Gerichts hat
diese Überlegung nach wie vor Gültigkeit, weil bei unterjährigen
Befreiungstatbeständen auch unter der Herrschaft des seit 1. Januar 1998
geltenden zweiten Satzes von Art. 13 Abs. 1 AVIG in der zweijährigen
Rahmenfrist Raum für den geforderten Beitragsnachweis verbleibt. Wie das seco
in seiner Vernehmlassung zutreffend bemerkt, hat der Gesetzgeber anlässlich der
Neufassung von Art. 13 Abs. 1 AVIG auf den 1. Juli 2003 am bisherigen Konzept
(Trennung von Art. 13 und Art. 14 AVIG) festgehalten, und dies obgleich er die
12monatige Mindestbeitragszeit nun zum allgemeinen (nicht erst bei einer
zweiten Rahmenfrist) zu beachtenden Anspruchserfordernis gemacht hat. Wenn aber
der Gesetzgeber im Rahmen einer Revision, in Kenntnis einer zur alten Regelung
ergangenen Rechtsprechung, an einer bestimmten Konzeption festhält - hier der
Subsidiarität der Befreiungstatbestandsregelung nach Art. 14 AVIG im Vergleich
zur Mindestbeitragszeit nach Art. 13 AVIG -, geht es nicht an, unter dem alten
Recht (hier die bis 30. Juni 2003 gültig gewesenen Normen) eine neue Praxis zu
begründen, welche der bestätigten legislatorischen Regelungsabsicht
zuwiderliefe (vgl. BGE 126 V 466 f. Erw. 3a-c zum erneuten Bestehen der
Karenzzeit als Voraussetzung für den Anspruch auf Ergänzungsleistungen). Die
Verfügung der Arbeitslosenkasse vom 3. Dezember 2002 ist nach dem Gesagten
rechtens.

(…)." (cfr. STFA del 13 aprile 2004 nella causa
G., C 106/03)

 

                                         Contestualmente
il TFA ha pure confermato che non è possibile cumulare periodi di contribuzione
con periodi di esonero:

 

" 
(…)

Ebenfalls zutreffend ist, dass eine Kumulation
von Beitragszeiten mit Befreiungszeiten nicht zulässig ist (BGE 121 V 342 unten
f.; ARV 1995 Nr. 29 S. 167 Erw. 3b/aa).

(…)." (cfr. STFA del 13 aprile 2004 nella
causa G., C 106/03)

 

                               2.8.   Nell'evenienza
concreta dagli atti di causa risulta che l'assicurato si è iscritto al
collocamento l'11 gennaio 2002 rivendicando il diritto alle indennità di
disoccupazione (cfr. doc. 1/A e 2/B).

 

                                         All'assicurato
è quindi stato aperto un termine quadro per la riscossione dall'11 gennaio 2002
al 10 gennaio 2004 e lo stesso ha controllato la disoccupazione durante tutto
quel periodo (cfr. doc. 5/E e 6/F1-6/F25 formulari "Indicazioni della
persona assicurata per il mese di" FAUT da gennaio 2002 a gennaio 2004).

 

                                         Con
lettera del 10 febbraio 2004 la Cassa ha scritto all'assicurato quanto segue:

 

" 
(…)

Con la presente le comunichiamo che lei non ha
più diritto alle indennità disoccupazione perché il suo periodo quadro è
terminato il 10 gennaio 2004.

 

Risulta che lei ha lavorato dall'1.11.02 fino al
31.5.03 (quindi per 7 mesi) e quindi per poter riaprire un nuovo periodo quadro
mancano ancora 5 mesi.

(…)." (cfr. doc. 17/Q)

 

                                         Riferendosi
allo scritto appena riprodotto, con lettera del 12 febbraio 2004, l'assicurato
ha, in particolare, comunicato alla Cassa che:

 

" 
(…)

Con la mia presentazione nel vostro ufficio
pretendevo di ottenere un riconoscimento, rispettivamente un prolungamento per
sette mesi nei quali ho lavorato per la __________. Il conteggio indica il
diritto massimo di 520 giorni, di cui ho utilizzato 427,3 resta il diritto
rimanente di 92,7 giorni che corrispondono ai sette mesi di lavoro. In parole
più semplici:

10.1.2004 + 7 mesi = 10.8.2004

(…)." (cfr. doc. 18/R)

 

                                         Chiamato
ora a pronunciarsi il TCA ricorda innanzitutto che la LADI prevede dei termini
quadro biennali per la riscossione della prestazione e per il periodo di contribuzione
(cfr. art. 9 LADI e consid. 2.3).

 

                                         Di regola
i termini quadro una volta stabiliti sono definitivi e non possono essere
modificati (cfr. consid. 2.4).

 

                                         L'art. 27
cpv. 3 LADI prevede tuttavia che il Consiglio federale può aumentare di 120
unità al massimo il numero di indennità giornaliere e prolungare di due anni al
massimo il termine quadro per la riscossione per gli assicurati divenuti
disoccupati durante gli ultimi quattro anni precedenti il raggiungimento
dell’età che dà diritto alla rendita AVS e il cui collocamento risulta
generalmente impossibile o molto difficile per motivi inerenti al mercato del
lavoro.

                                         La LADI
non prevede invece la possibilità di prolungare il termine quadro per la
riscossione anche per il motivo che, durante lo stesso, un assicurato non ha
esaurito il numero massimo di indennità giornaliere cui egli avrebbe diritto.

 

                                         Alla luce
delle disposizioni legali appena citate questo Tribunale deve dunque
innanzitutto concludere che, nel caso concreto, il termine quadro per la
riscossione non può essere prolungato per il motivo che durante lo stesso
l'assicurato non ha percepito tutte le 520 indennità che gli sarebbero spettate
(cfr. il conteggio del mese di gennaio 2004 prodotto sub doc. A8 dal quale
risulta un "Diritto massimo" di 520 indennità e un "Diritto
rimanente" di 92,7 indennità).

                                         Si tratta
dunque di stabilire se egli adempie le condizioni per beneficiare del diritto
alle prestazioni nel nuovo termine quadro.

 

                               2.9.   La Cassa ha
respinto la domanda di indennità di disoccupazione inoltrata dall'assicurato il
18 febbraio 2002 in quanto ha ritenuto che egli non ha adempiuto e nemmeno
poteva essere esonerato dall'obbligo del periodo di contribuzione (cfr. doc.
7/G e 20/T).

 

                                         Il TCA
deve confermare le conclusioni a cui è giunta la Cassa per le seguenti ragioni.

 

                                         Ritenuto
che, come appena visto (cfr. consid. 2.8), non è possibile prolungare il
termine quadro per la riscossione dopo il 10 gennaio 2004, per poter aprire un
nuovo termine quadro per la riscossione dopo questa data l'assicurato deve, tra
l'altro, aver adempiuto o essere esonerato dall'obbligo dell'adempimento del
periodo di contribuzione (cfr. consid. 2.5).

 

                                         Ora, nel
termine quadro per il periodo di contribuzione (che va dall'11 gennaio 2002 al
10 gennaio 2004), l'assicurato ha lavorato per la __________ - __________ nella
misura del 50% in base a un contratto di durata determinata dal 1° novembre
2002 al 31 maggio 2003 (cfr. doc. 12/L, 13/M e 14/N).

                                         Egli non
ha dunque svolto durante almeno 12 mesi (il contratto di lavoro è durato 7
mesi) un'occupazione soggetta a contribuzione e non ha pertanto adempiuto al
presupposto di cui all'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.

 

                                         L'assicurato
non può poi neppure essere esonerato dall'obbligo dell'adempimento del periodo
di contribuzione in base all'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI.

                                         Infatti,
i corsi frequentati durante gli anni scolastici 2001/2002 e 2002/2003, che lo
hanno portato al conseguimento del titolo "__________" (__________)
(cfr. doc. 9/I, 11/K, 15/O e 16/P), non hanno impedito all'assicurato di
svolgere un'attività lucrativa.

                                         Come
appena visto egli, durante gli studi, ha infatti lavorato a tempo parziale
(50%) dal 1° novembre 2002 al 31 maggio 2003 per la __________.

                                         Del
resto, come si legge nella lettera del 20 settembre 2001 della __________ con
la quale all'assicurato è stato comunicato che la sua domanda di iscrizione al
Corso __________ è stata accettata, "(…) Le lezioni si svolgeranno lunedì,
mercoledì e giovedì dalle 18.00 alle 21.15, venerdì pomeriggio dalle 14.00 alle
17.15 e sabato mattino dalle 8.45 alle 12.00. (…)." (cfr. doc. 9/I).

                                         Dunque,
anche ammettendo che lo studio postdiploma presso la __________ configura una
formazione ai sensi dell'art. 14 cpv. 1 lett. a LADI, l'assicurato avrebbe
potuto e dovuto adempiere al periodo di contribuzione lavorando a tempo
parziale.

                                         Pertanto,
non essendoci un nesso causale tra l'inadempimento del periodo di contribuzione
e la formazione, l'assicurato non può fare valere un motivo d'esonero a questo
titolo (cfr. consid. 2.6).

 

                                         In simili
circostanze, visto che l'assicurato non ha adempiuto e neppure poteva essere
esonerato dall'adempimento del periodo di contribuzione, a ragione la Cassa gli
ha negato il diritto alle indennità di disoccupazione in quanto non è dato il
presupposto di cui all'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI.

                                         Questa
soluzione si impone vista anche la giurisprudenza federale secondo la quale non
è possibile cumulare periodi di contribuzione con periodi di esonero (cfr.
consid. 2.7).

 

                                         La
decisione impugnata va dunque confermata.

 

                                         Circa le
osservazioni dell'assicurato sulla LADI (cfr. ad esempio consid. 1.3: "La
legge prevede una dichiarazione intermedia del guadagno, deve anche prendere in
considerazione la variazione del calendario di quadro, altrimenti la legge è
non equa.") il TCA ricorda che il giudice è vincolato alla volontà del
legislatore e deve applicare la legge.

                                         Infatti,
secondo l'art. 191 Cost. fed., le leggi federali e il diritto internazionale
sono determinanti per il Tribunale federale e per le altre autorità incaricate
dell'applicazione del diritto (cfr. STFA del 24 aprile 2003 nella causa G., C
29/02, consid. 3.6; STFA del 9 maggio 2001 nella causa Z., P 36/00; Pratique
VSI 2003 pag. 82, consid. 7, pag. 96 e DTF 128 V 199, consid. 7 pag. 215).

 

                                         Nel caso
concreto vanno dunque applicati segnatamente gli art. 8, 9, 13 e 14 LADI che
regolano chiaramente i presupposti del diritto alle indennità di
disoccupazione, i termini quadro, il periodo di contribuzione e l'esonero dal
suo adempimento.

                                         In
assenza dei presupposti legali, pur interpretati alla luce della Costituzione
federale (cfr. DTF 130 V 235), il diritto alle indennità di disoccupazione nel
presente caso non è dunque dato.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale
delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,
entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti