# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 78cfe1ed-d38d-55dd-8b16-1940a8ae20a9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.08.2010 D-5563/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5563-2010_2010-08-11.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5563/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Walter Lang,
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Iran,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 2 agosto 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5563/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il (...) in Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno e 
mediante il  quale l'ha reso attento circa la necessità di  consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio  con la  comminatoria  che,  in  caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione dell'8 luglio 2010 e del 22 luglio 2010;

la  decisione  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (UFM)  del  2 ago-
sto 2010,  notificata  al  richiedente  il  medesimo  giorno  (cfr. risultanze 
processuali);

il  ricorso del 4 agosto 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 5 agosto 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 5 agosto 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza; 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i ricorsi manifestamente fondati o infondati, ai sensi dei motivi che 
seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art.  111a  LAsi)  dal 
giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo  giudice 
(art. 111 lett. e LAsi)  e  la  decisione  è  motivata  solo  sommariamente 
(art. 111a cpv. 2 LAsi);

che, ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scrit -
ti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino iraniano, d'etnia curda, di es-
sere nato e cresciuto a C._______ ed averci vissuto fino al giorno del 
suo  espatrio,  nel  mese  di  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  dell'8  luglio  
2010, pag. 1); che egli avrebbe lasciato il suo Paese per il timore di es -
sere arrestato a causa della sua attività quale installatore di antenne 
paraboliche  e  della  sua  etnia  (cfr.  verbale  d'audizione  dell'8 lu-
glio 2010, pag. 4);

che il richiedente, munito di un passaporto falso, si sarebbe recato in 
aereo ad D._______ da C._______, rimanendo in Turchia una decina 
di giorni da dove sarebbe ripartito, a bordo di una barca, in direzione 
dell'Italia,  senza  saper  precisare  il  luogo  preciso  dello  sbarco, 
arrivando  successivamente  in  Svizzera,  viaggiando  in  auto,  treno  e 
rispettivamente in taxi; che egli  sarebbe entrato in  territorio  elvetico, 
illegalmente, scavalcando la rete metallica nella regione di E._______ 
(cfr. verbale d'audizione dell'8 luglio 2010, pagg. 5 e 6);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà che soddisfa le esigenze legali;

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che nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il  
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'a-
silo  alcun  documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai  sensi  del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e-
secuzione dell'allontanamento verso il suo paese d'origine siccome le-
cita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità,  rimandato a quanto già affermato nei 
verbali di audizione, precisando che per poter procurarsi la carta d'i -
dentità, suo zio si sarebbe dovuto recare a F._______ e avrebbe poi 
dovuto trovare un modo sicuro per inviarla in Svizzera, ragion per cui 
detto  documento  non  gli  sarebbe  ancora  pervenuto;  che  egli  ha 
sostenuto di aver fornito motivi scusabili che spiegano le ragioni per la 
mancata  consegna  dei  documenti  richiesti  e  che  comunque 
sussisterebbe,  nel  suo  caso,  la  necessità  di  ulteriori  chiarimenti  in 
relazione  alla  sua  domanda  d'asilo;  che,  inoltre,  ha  contestato 
l'allontanamento verso l'Iran, in quanto illecito e inesigibile;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che egli ha chiesto di essere ammesso provvisoriamente qua-
lora non gli venisse accordato asilo politico; che, infine, ha presentato 
una  domanda  di  dispensa  dal  versamento  dell'anticipo  delle  spese 
processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 

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dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'esi -
stenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (DTAF 2007/7, consid. 5); 

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2 
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il  ricorrente, a distanza di un mese e mezzo 
dalla presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun docu-
mento che adempia i citati criteri;

che, per di più, egli si è limitato a dichiarare di aver posseduto unica -
mente la carta d'identità - senza riuscire peraltro ad indicare né l'anno 
di rilascio né quello di un eventuale rinnovo - ma di averla consegnata 
ai passatori durante il viaggio e che questi non gliela avrebbero più re-
stituita  (cfr. verbale  d'audizione dell'8 luglio 2010,  pagg. 3  e  4);  che, 
anche in sede d'audizione federale, egli avrebbe precisato di averla ot-
tenuta quand'era bambino ma di non averla mai rinnovata, nonostante 
egli  abbia  attualmente  24  anni  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
22 luglio 2010, pag. 3); 

che, inoltre, alla domanda su cosa avrebbe fatto per ottenere i docu-
menti d'identità dopo aver firmato, in data (...), il formulario relativo al-
l'incombenza di presentarli  entro 48 ore dopo l'inoltro della domanda 
d'asilo, l'interessato ha dichiarato che non avrebbe fatto nul la poiché 
non avrebbe avuto soldi a sufficienza per fare una telefonata; che tut-
tavia, confrontato al fatto che aveva sicuramente ricevuto il contributo 
settimanale durante il suo soggiorno al centro di registrazione, egli ha 
ribadito di averlo ricevuto soltanto il giorno stesso dell'audizione canto-
nale e che, in ogni modo, avendo il numero di telefono del passatore, 
aveva l'intenzione di chiamarlo al fine di ottenere la sua carta d'identità 
(cfr. verbale d'audizione dell'8 luglio 2010, pag.4);

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che, successivamente, l'insorgente si è invece contraddetto dichiaran-
do di aver chiamato suo zio affinché si occupasse di rintracciare il pas-
satore; che, per di più, a dire del ricorrente, lo zio avrebbe cercato di  
chiamare il passatore senza però riuscire a rintracciarlo; che, tuttavia e 
allo stesso tempo, egli ha dichiarato di aver chiamato una sola volta lo 
zio; che, a riguardo di questa incoerenza, egli  non ha saputo fornire 
una spiegazione plausibile (cfr. verbale d'audizione del 22 luglio 2010, 
pagg. 2 e 3);

che, inoltre, in sede ricorsuale, l'interessato si è limitato a ripetere le 
dichiarazioni emesse in precedenza e non ha saputo spiegare le in-
congruenze sollevate dall'autorità inferiore (cfr. ricorso, pag. 2);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo viaggio, il ricorrente ha dichiarato, 
in un primo tempo, di essere espatriato il mese di (...) e, in un secondo 
tempo, il (...) (cfr. verbale d'audizione dell'8 luglio 2010, pagg. 1 e 5); 
che, quanto all'itinerario, egli sostiene di aver viaggiato in aereo, con 
una passaporto falso, da C._______ a D._______ e di essere rimasto 
in Turchia una decina di giorni, imbarcando poi con una trentina di per -
sone in direzione dell'Italia, senza ricordare né se il luogo di imbarco 
fosse D._______ o  G._______ né  il  luogo preciso  dello  sbarco (cfr. 
verbale d'audizione dell'8 luglio 2010, pag. 5); che il  ricorrente si  sa-
rebbe in  seguito  contraddetto  affermando, in  sede d'audizione  fede-
rale, di essere partito con la barca da D._______ o, secondo una suc-
cessiva  dichiarazione,  da  un'isola  e  più  precisamente  l'"isola 
G._______"  (cfr.  verbale  d'audizione  del  22 luglio 2010,  pagg.  12  e 
14); che, confrontato al fatto che né D._______ né G._______ fossero 
delle isole, egli ha semplicemente risposto che era la prima volta che 
si  recava  in  Turchia  (cfr.  verbale  d'audizione  del  22  luglio  2010, 
pag. 14);

che  altre  contraddizioni  risultano  in  merito  al  seguito  del  viaggio 
dall'Italia;  che,  infatti,  l'insorgente  avrebbe  inizialmente  affermato  di  
essere  giunto  in  taxi  sino  alla  frontiera  svizzera  e  invece 
successivamente, in sede della medesima audizione, di aver preso il 
treno da H._______ - ove era arrivato in  auto con un passatore - a 
I._______  ed  in  seguito  il  taxi  fino  alla  frontiera;  che,  sempre  in  
occasione della  predetta  audizione,  il  ricorrente  avrebbe  fornito  una 
terza versione di viaggio, asserendo di essere andato dal luogo dello 
sbarco  fino  a  J._______  in  taxi  e  poi  da  J._______  in  treno  fino  a 
H._______  e,  sempre  in  treno,  fino  a  I._______;  che,  in  occasione 

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della  seconda  audizione,  ha  mantenuto  l'ultima  dichiarazione  senza 
poter  più  garantire  che  si  trattasse  di  J._______  ed  ha  altresì  
confermato di non avere subito alcun controllo né in territorio turco, né 
greco, né italiano (cfr. verbale d'audizione del 22 luglio 2010, pag. 14);

che, il ricorrente non è stato in grado di specificare null'altro o fornire 
dettagli e spiegazioni che possano donare credibilità al proprio raccon-
to, che appare quindi impreciso e contraddittorio;

che, in aggiunta, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazio-
ne circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità 
del suo viaggio;

che,  a  prescindere  dalle  allegazioni  inverosimili  di  cui  sopra,  giova 
pure sottolineare che varcare il confine Schengen senza subire alcun 
controllo, come il ricorrente dichiara di aver fatto, risulta, al momento, 
alquanto difficoltoso;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze e secondo le modalità descritte;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

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che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei 
motivi d'asilo addotti;  che la manifesta irrilevanza può altresì risultare 
dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'i -
nattualità degli stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa 
di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata 
protezione statale contro l'agire illegittimo di terzi  (DTAF 2007/8, con-
sid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Iran per il timore di essere arrestato dalla polizia, dato il suo lavoro 
illegale di installatore di antenne e a causa della sua etnia, come pure 
del fatto che fosse espatriato illegalmente dal suo paese, l'Iran essen-
do un paese in cui non vi è rispetto alcuno dei diritti umani e delle li -
bertà fondamentali;

che il  ricorrente  non ha presentato  argomenti  o  prove suscettibili  di 
giustificare una diversa valutazione,  rispetto a quella  di  cui  all'impu-
gnata decisione (di non entrata nel merito della domanda d'asilo giusta 
l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato dall'au-
torità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della 
sua domanda d'asilo non presenta elementi di verosimiglianza;

che,  basti  rilevare  che  l'insorgente  non  è  riuscito  a  specificare  il  
periodo esatto durante il quale abbia esercitato l'attività di installatore 
di antenne paraboliche, dichiarando, in un primo tempo, dal (…) al (...)  
e, in un secondo tempo, dal (...) al (...), o addirittura il (...) (cfr. verbale  
d'audizione  dell'8 luglio 2010,  pag.  2  e  verbale  d'audizione  del 
22 luglio 2010, pagg. 4, 5 e 8); che, inoltre, in merito al suo percorso 
scolastico  e  professionale,  il  ricorrente  avrebbe  semplicemente 
raccontato di aver lavorato per tre anni "con le gomme", precisando in 
seguito unicamente "mettevamo la gomma nelle forma, sotto c'era il 
calore  e  si  dava  forma  alla  gomma"  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
22 luglio 2010,  pag.  4)  e,  dopo  questo  lavoro,  di  aver  cominciato  a 
installare antenne (cfr. verbale d'audizione del 22 luglio 2010, pag. 5); 
che,  confrontato  al  fatto  che  le  date  relative  all'inizio  dell'attività  di 
installatore  dichiarate  in  precedenza  non  combaciavano,  egli  ha 
semplicemente  asserito  che,  tra  le  due  attività  lavorative  precitate, 

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avrebbe svolto dei lavori saltuari, nelle costruzioni e dove capitava (cfr. 
verbale d'audizione del 22 luglio 2010, pag. 5); 

che, circa il rischio di essere arrestato a causa della sua attività, egli  
ha dichiarato, in sede della prima audizione, che non vi erano elementi  
concreti che gli facevano pensare che presto sarebbe stato denunciato 
alle  autorità,  ma  che  egli  nutriva  dei  semplici  sospetti;  che,  inoltre,  
avendo lo stesso interrotto la sua attività sei mesi prima dell'espatrio, 
egli ha confermato che durante quei sei mesi non gli era successo nul -
la e che aveva giusto sentito dire che vi erano stati problemi per perso-
ne che avevano svolto o svolgevano la sua stessa professione (cfr. ver-
bale d'audizione del 22 luglio 2010, pag. 5); che, invece e unicamente 
in occasione della seconda audizione, egli ha raccontato di aver avuto 
un amico,  senza riuscire  neppure  a  fornirne l'identità  completa,  che 
sarebbe stato arrestato e detenuto a causa della stessa attività di in-
stallatore di antenne (cfr. verbale d'audizione del 22 luglio 2010, pag. 
5); che, al riguardo, egli ha avuto dichiarazioni piuttosto discordanti in  
relazione al periodo e alla durata dell'arresto e della detenzione, come 
pure sul fatto se avesse rivisto o meno detto amico (cfr. verbale d'audi-
zione del 22 luglio 2010, pagg. 9 segg.);

che, di conseguenza, alla luce delle dichiarazioni lacunose e contrad-
dittorie del ricorrente quanto ai fatti v'è ragion di concludere alla mani -
festa inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti; 

che per quanto il ricorrente sostenga di aver spiegato la sua attività di 
installatore, egli non è comunque riuscito a fornire né il numero di an-
tenne installate durante la sua attività né dove i suoi clienti si procu-
rassero le antenne (cfr. verbale d'audizione del 22 luglio 2010, pagg. 6 
e 8);

che,  pertanto,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  rettamente  ritenuti 
come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta  l'art.  32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 

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all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente dal punto di vista del -
l'ammissibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Iran possa viola-
re  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che,  per  inciso,  quanto  al  rischio  sollevato  dal  ricorrente  in  caso  di 
rientro in patria dovuto al suo espatrio illegale, giova ricordare che gli  
iraniani che hanno inoltrato domanda d'asilo all'estero – ammettendo 
che questa informazione venga a conoscenza delle autorità iraniane, 
elemento che in casu non è dimostrato – non devono temere di subire 
al  loro  rientro  delle  persecuzioni  ai  sensi  dell'art.  3  LAsi  (cfr. DTAF 
2009/28, consid. 7.4.4);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il  quale l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile 
(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmen-
te esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che la questione del carattere possibi -
le, ammissibile e esigibile dev'essere esaminata d'ufficio; che tuttavia 

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questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato di collaborare al -
l'accertamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (cfr. sentenza del TAF 
D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; Walter Kälin, Grundriss 
des  Asylverfahrens,  Basel  und  Frankfurt  am Main,  1990,  pag. 262); 
che si tratta di  un caso tipico d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c  
PA;

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che  la  situazione  in  Iran  non  appare  caratterizzata  da  una  guerra, 
guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della po-
polazione nell'integralità del territorio nazionale che permetterebbe di 
dedurre, per tutti i richiedenti provenienti da detto paese e indipenden-
temente dalle circostanze di ogni caso particolare, l'esistenza di un pe-
ricolo concreto ai sensi degli art. 44 cpv. 2 LAsi e 83 cpv. 4 LStr;

che,  quanto  alla  situazione personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane, 
idoneo al  lavoro  e  dispone ancora di  una rete sociale e famigliare in 
patria,  ove  vivono  il  padre  e  due  fratelli  (cfr.  verbale  di  audizione 
dell'8 luglio 2010, pag. 3); che, per di  più, l'insorgente non ha preteso 
nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustifi -
care la sua ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica Giurispru-
denza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in mate-
ria d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli 
atti emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi me-
dici; 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

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che, per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
E._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di E._______ (via fax, 
per l'incarto N [...] con preghiera di notificare al ricorrente e di ritor-
nare l'avviso di ricevimento al Tribunale amministrativo federale)

- K._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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