# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b19381b1-5e39-5c41-ba27-d693a2c0782c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.08.2001 32.2001.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-28_2001-08-21.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00028

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  21 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 8 marzo 2001 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 febbraio 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurato,
classe 1937, di professione carrozziere, in data 5 novembre 1999 ha presentato
un'istanza tendente all'assegnazione di una rendita AI, in quanto affetto da
dorso-lombosciatalgia, gonalgia bilaterale e depressione nervosa.

 

                               1.2.   Esperita
l'istruttoria, segnatamente una perizia medica a cura del dott. __________, per
decisione 27 febbraio 2001, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI), ha
respinto la richiesta di prestazioni motivando:

 

" 
(…)

Giusta l'articolo 28 della legge federale
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI), l'assicurato ha diritto a una
rendita se è invalido al 40 per cento almeno. La rendita è scaglionata come
segue, secondo il grado d'invalidità.

 

	
  Grado d'invalidità

  	
  Diritto alla rendita in frazioni di una rendita intera 

  
	
  40
  per cento almeno

  	
  un
  quarto

  
	
  50
  per cento almeno

  	
  una
  mezza

  
	
  66
  2/3 per cento almeno

  	
  rendita
  intera

  

 

Nei casi rigorosi, un'invalidità del 40 per cento
almeno apre il diritto ad una mezza rendita.

 

Le rendite corrispondenti ad un grado
d'invalidità inferiore al 50 per cento sono versate solo agli assicurati che
hanno il loro domicilio e la loro residenza abituale in Svizzera. Questa
condizione deve pure essere assolta per i parenti prossimi per i quali una prestazione
è richiesta.

 

Per la valutazione dell'invalidità, il reddito
del lavoro che l'invalido potrebbe ottenere esercitando l'attività che si può
ragionevolmente attendere da lui, dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
di integrazione e tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del
lavoro, è comparato al reddito che avrebbe potuto ottenere se non fosse stato
invalido.

 

La perdita di guadagno che ne deriva determina il
grado d'invalidità in per cento.

 

Tuttavia, è senza influenza, per la valutazione
del grado di invalidità, che un'attività ragionevolmente esigibile sia
effettivamente esercitata o meno.

 

Dalla documentazione raccolta agli atti ed in
particolare dal rapporto peritale stilato dal Dr. __________ risulta che potete
ancora svolgere la precedente attività di carrozziere in misura di almeno il
75%." (Doc. _)

 

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato censurando in
sostanza le risultanze peritali su cui l'amministrazione ha fondato il proprio
giudizio.

 

                               1.4.   Nella
risposta di causa l'UAI propone di respingere l'impugnativa evidenziando
l'affidabilità della perizia medica posta alla base del diniego di prestazioni.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   In lite è
l'attribuzione a __________ di una rendita d'invalidità. Sulla base della
perizia medica l'UAI ha infatti negato il diritto ad una rendita AI,
l'incapacità di guadagno dell'assicurato non attingendo il minimo pensionabile.

 

                                         Giusta
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, è definita come
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi:

 

- un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità 

 
congenita, malattia o infortunio, e

 

- la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                               2.3.   La misura
dell'incapacità lucrativa è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla
perdita che l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato
del lavoro, ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può
ragionevolmente pretendere, la residua forza di lavoro.

 

                                         Infatti
l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che: 

 

" 
l'invalidità è determinata stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la
manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
di integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del
lavoro ch'egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido" 

                                         (metodo
ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 e
giurisprudenza citata).

 

                                         Ne
consegue che l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di
guadagno effettiva. Infatti, bisogna tener conto, nel calcolo dell'incapacità
di guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura
minore di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche
della circostanza opposta.

 

                               2.4.   La
giurisprudenza permette, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell’invalidità avvenga
eccezionalmente secondo il metodo straordinario. Capita in particolare nel caso
di indipendenti, che un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da porre a
confronto sia escluso (cfr. AHI praxis 1998 p. 120; SVR 1996 IV Nr. 74 p.
213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137 consid. 2c;
DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, J. L., Les
assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p. 456).                                        

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (AHI praxis 1998 p. 120; Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Losanna 1985, p. 199). Perciò
l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla
riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l’attività
dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151). 

                                         

                                         L’invalidità
degli indipendenti è quindi valutata determinando in che misura l’assicurato
può ancora assumere certe funzioni e l’importanza di queste in relazione al
prodotto globale della ditta. Inoltre è necessario esaminare in che modo si
potrebbe ridurre l’incapacità di guadagno, sostituendo dei compiti con altri,
più adatti all’invalidità (DTF 104 V 35). 

 

                                         Se
tuttavia l’interessato cessa la propria attività indipendente, chiudendo la
ditta, si può rinunciare all’applicazione del metodo straordinario di calcolo
dell’invalidità. In tal caso infatti il raffronto delle mansioni non è più possibile
(RAMI 1995 p. 106ss).

 

                               2.5.   In casu
dalle tavole processuali emerge che l'assicurato ha cessato la propria attività
di carrozziere nel marzo 1997 (cfr. lettera 31.12.1996 Carrozzeria __________,
cfr. formulario agenzia AVS 6.12.1999, in inc. amm.). Ne consegue che,
indipendentemente dalla questione a sapere se egli ha svolto tale attività a
titolo indipendente (cfr. istanza, cfr. lettera UAI 19.11.1999 in inc. amm.)
oppure quale impiegato alle dipendenze della Carrozzeria __________ di cui comunque
deteneva l'intero pacchetto azionario (cfr. doc. lettera 31.12.1999 __________,
cfr. estratto AVS, in inc.amm.), posta l'impossibilità di procedere ad un
raffronto delle mansioni, l'invalidità deve essere in ogni caso stabilita in
applicazione del metodo generale del raffronto dei redditi (cfr. consid. 2.4,
2.5).

 

                               2.6.   Ai fini di
accertare lo stato di salute e l'eventuale sua incidenza sulla capacità
lavorativa dell'assicurato, l'amministrazione ha sottoposto quest'ultimo a
perizia medica da parte del dott. __________, reumatologo, il quale con referto
13 novembre 2000 ha diagnosticato:

 

" 
(…)

4.‑  DIAGNOSI

 

‑   Anamnesticamente sindrome lombovertebrale recidivante
con/da

    turbe statiche lievi ed alterazioni degenerative moderate    (osteocondrosi
L4/5 con spondilartrosi bilaterale)

‑   Spondilosi iperostotica Forestier (DISH) in sede
toracale

‑   Iniziale
contrattura di Dupuytren III bilateralmente senza deficit funzionale

‑   Stato da artroscopia del ginocchio sinistro per sinovite
      aspecifica senza residui funzionali o morfologici

    (17.07.1997)"

 

                                         attestando
inoltre che

 

" 
(…)

Il paziente riferisce di dolori lombari presenti da decenni,
curati con cicli intermittenti di fisioterapia, rispettiva­mente di cure
balneari. Nell'ambito di un'esacerbazione della sofferenza nel 1996 vennero
effettuati ulteriori accertamenti clinici (presso l'ortopedico Dr. __________,
vedi suo rapporto del 29.09.1996, cit.) e neuroradiologici; una TAC di febbraio
1996 (vedi punto 3.4.) mise in evidenza una "modesta protru­sione discale
al livello L3/4. Non ernie discali. Segni di artrosi interapofisaria al livello
L3/4, L4/5 ed L5/S1".

Su base delle constatazioni di allora il medico fiduciario della
Cassa Malati __________ Dr. __________ ritenne il paziente abile al lavoro in
maniera normale.

Da una patologia intercorrente al ginocchio sinistro (che si era
rivelata di natura aspecifica senza lesione strutturale evidente
all'artroscopia effettuata in luglio del 1997) il paziente si è ripreso
apparentemente bene al punto che l'orto­pedico Dr. __________ che effettuò
l'intervento escluse un danno invalidante (sua cartella clinica, visita del
22.03.2000).

 

Il paziente continua comunque a lamentarsi di dolori sia al
livello lombare che alle ginocchia; i primi sono presenti sotto sforzo, da
limitarlo nell'alzare pesi o nell'effettuare movimenti ripetitivi con il
tronco; i secondi sarebbero presenti specialmente a destra, unicamente
camminando, senza limitarlo nell'effettuare lunghe passeggiate (stando alle sue
dichiarazioni di diverse ore quando porta a spasso il caso della figlia).

Clinicamente noto discrete alterazioni statiche del rachide che si
presenta con un appiattimento della cifosi toracale ma senza deviazioni
scoliotiche. Vi è un certo limite funzionale del tratto lombare in particolare
in estensione (‑2/3), movimento che provoca dolori. Non riscontro invece
una significativa sindrome vertebrale. Mancano pure segni in favore di
un'instabilità segmentale o di una compressione radicolare. Il referto alle
ginocchia è addirittura normale, senza elementi di una patologia strutturale
e/o funzionale qualsiasi. Quali referti minori (senza influsso sulla valuta­zione
della capacità lavorativa) trovo un'incipiente contrat­tura di Dupuytren nel
raggio III di entrambi le mani ed un lieve deficit dell'estensione
dell'articolazione intermedia del mignolo destro.

La documentazione radiologica mette in evidenza alterazioni
degenerative al livello lombare che coinvolgono lo spazio intersomatico di L4/5
(moderata osteocondrosi) e le articola­zioni vertebrali posteriori (tra L3 ed
S1). Il paragone delle radiografie attuali con quelle del 1995 mostra una
discreta progressione della degenerazione del segmento L4/5. La spon­dilosi
iperostotica Forestier riscontrata su una radiografia della colonna toracale
nel 1995 non ha ripercussioni funzionali od algiche (paziente senza dolori
toracali).

In considerazione del referto artroscopico del 1997 (senza
patologie strutturali maggiori) e del referto clinico attuale del tutto blando
ho soprasseduto a fare effettuare delle radiografie anche delle ginocchia.

Su base delle mie constatazioni cliniche concordo con l'ortopedico
Dr. __________ che già nel 1996 ritenne le patologie riscontrate "del
tutto compatibili con l'età del paziente".

Un certo limite della caricabilità fisica del paziente è data
unicamente dalla patologia della colonna lombare. Il dolore lombosacrale che
appare prontamente nel movimento di estensione del tronco combacia con la
presenza radiologica di alterazioni artrosiche nelle articolazioni vertebrali
poste­riori (spondilartrosi) e può comportare delle difficoltà per il paziente
nell'effettuare lavori manuali sopra la testa, posizione che esige
un'estensione lombare. Tenendo infine conto dei dolori riferiti anche nei
movimenti di flessione (senza che questo movimento sia particolarmente
limitato) si può ammettere un limite della capacità lavorativa quale
carrozziere al massimo del 25%, anche se l'assenza di una sindrome
lombovertebrale tangibile sembra deporre per un'irritabilità meccanica
trascurabile della cerniera lombosacrale.

Il limite proposto concerne il rendimento del paziente senza che
vi siano particolari impedimenti nello svolgere la sua professione che vadino
oltre a quanto imposto dall'età. In assenza di un'importante progressione delle
alterazioni strutturali negli ultimi 5 anni (vedi punto 3.4.) questa
valutazione è per intanto definitiva, senza che ci si debba aspettare ad un
impatto maggiore della patologia lombare sulla capacità di lavoro nei prossimi
2 anni.

 

6.‑  POSSIBILITA' DI MIGLIORARE LA CAPACITA' DI LAVORO

 

Non vi sono delle proposte terapeutiche che poterebbero modi­ficare
le condizioni fisiche del paziente in maniera da ridur­re il limite della sua
capacità lavorativa sotto il punto S. In considerazione dell'età del paziente
non entrano in consi­derazione provvedimenti di ordine professionale. Il
paziente non necessita di mezzi ausiliari." 

 

                                         Sulla
base delle risultanze peritali l'UAI ha quindi stabilito un grado d'incapacità
al guadagno del 25% negando di conseguenza il diritto ad una rendita
d'invalidità. Col gravame l'assicurato censura l'errata valutazione da parte
del perito del suo grado d'incapacità lavorativa asseverando di non essere in
grado di svolgere qualsivoglia attività lavorativa.

 

 

 

                               2.7.   Va anzitutto
rilevato che, per quanto riguarda la valenza probatoria da attribuire ad un
certificato medico, è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31;
Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

 

                                         Inoltre,
secondo costante giurisprudenza, le perizie mediche eseguite nell'ambito della
procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti hanno forza probatoria
piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e
332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, p. 332 ).

                                         Lo stesso
vale per quel che riguarda perizie dell'amministrazione fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio
interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).

 

 

                               2.8.   Nella
concreta evenienza la perizia del dott. __________ risulta infatti fondata su
esami approfonditi, eseguiti tenendo conto di tutti i disturbi lamentati
dall'assicurato ed in piena conoscenza dei dati anamnestici. Il perito é
inoltre giunto a conclusioni logiche e motivate quo alla capacità lavorativa,
valutata alla luce delle effettive limitazioni e delle controindicazioni dovute
alle affezioni di cui soffre __________.

 

                                         Infatti,
dopo aver proceduto ad un approfondito e completo esame anamnestico, il perito,
tenuto conto dell'insieme dei disturbi lamentati dall'assicurato e sulla base
dei reperti reumatologico, neurologico periferico e radiologogico, ha anzitutto
posto in rilevo la compatibilità delle patologie riscontrate con l'età del
paziente (1937), concordando in tale senso con quanto certificato dal dott.
__________ con rapporto 29 luglio 1996 (cfr. inc. amm.). Egli ha in seguito
evidenziato "un certo limite ella caricabilità fisica…data unicamente
dalla patologia della colonna lombare" e osservato come "il
dolore lombosacrale che appare prontamente  nel movimento di estensione del
tronco combacia con la presenza radiologica di alterazioni artrosiche nelle
articolazioni vertebrali posteriori  (spondilartrosi e può comportare delle
difficoltà … nell'effettuare lavori manuali sopra la testa, posizione che esige
un'estensione lombare".

                                         Tenuto
conto altresì dei dolori riferiti a movimenti di flessione, movimenti ritenuti
tuttavia non particolarmente limitati, lo specialista ha quindi concluso per
un'incapacità lavorativa massima del 25% quale carrozziere, pur rilevando che
"l'assenza di una sindrome  lombovertebrale tangibile sembra deporre
per un'irritabilità meccanica trascurabile della cerniera lombosacrale"
ed evidenziando l'assenza di "particolari impedimenti nello svolgere la
sua professione che vadano oltre a quanto imposto dall'età". Egli ha
infine escluso un "impatto maggiore della patologia lombare sulla
capacità di lavoro nei prossimi due anni",  attribuendo carattere
definitivo alla valutazione da esso effettuata.

 

                                         In simili
circostanze alla perizia del dott. __________, concludente per un'incapacità
lavorativa del 25% nell'attività di carrozziere - attività che é per altro
verosimile ritenere, anche in virtù della generale esperienza della vita,
comporti solo in minima parte l'esecuzione di lavori ritenuti siccome
controindicati dal profilo medico (effettuazione di lavori sopra la testa) -
deve qui essere attribuita forza probatoria piena ai sensi della citata
giurisprudenza (cfr. consid. 2.7). 

 

                                         Agli atti
vi sono alcune certificazioni del medico di fiducia, dott. __________, facenti
stato di un'incapacità lavorativa del 100% dal 1.4.1997 (attestata nel novembre
1999) rispettivamente (almeno) del 50% (certificata nel gennaio 2001),
riconducibile alla sintomatologia dolorosa alla colonna
dorsolombare-lombosacrale (cfr. certificato medico 3.1.2001 e rapporto medico
29 .11.1999, in inc. amm.). Tali certificazioni si limitano tuttavia a
descrivere lo stato di salute dell'assicurato, senza precisare quali sono le
controindicazioni e gli specifici impedimenti che giustificherebbero una
limitazione della capacità lavorativa nella misura sopra descritta. La diversa
valutazione, espressa dal dott. __________, del grado d'incapacità lavorativa
procedente dalle medesime affezioni non può di conseguenza essere ritenuta
sufficiente per negare forza probatoria piena alla valutazione peritale.

                                         Dal
fascicolo non emergono per il resto elementi o concreti indizi idonei a
contraddire l'atto peritale o che potrebbero indurre a ritenerlo inaffidabile.

 

                                         Stante
quanto sopra, è pertanto da ritenere siccome dimostrato con la certezza
richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. STFA 22 agosto 2000 in re
K.B, C 116/00, consid. 2b; SVR 1996 KV N° 85 pag. 269; DTF 121 V 208 consid.
6a) che l'assicurato presenta un'incapacità lavorativa e, di riflesso,
un'incapacità al guadagno pari al 25%.

 

                                         Visto
quanto precede il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata
confermata.

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti