# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 088294ab-55a3-5015-a79f-d9be470a74a2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 25.10.2017 12.2015.176
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2015-176_2017-10-25.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2015.176

  	
  Lugano

  25 ottobre 2017/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Bozzini,
  vicepresidente,

  Balerna
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. SE.2014.25 della
Pretura della giurisdizione di Locarno-Città promossa con petizione 19 giugno
2014 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. dall' RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

con cui l'attore ha chiesto
la condanna della convenuta al pagamento di fr. 21'954.25 oltre interessi al 5%
dal 3 agosto 2013;

 

domanda avversata dalla
convenuta, la quale ha postulato la reiezione integrale della petizione, e che
il Pretore, con sentenza 28 agosto 2015, ha parzialmente accolto, condannando
la convenuta a pagare all'attore fr. 10'938.25 oltre interessi al 5% dall'8 ottobre
2013;

 

appellante la convenuta con
atto d'appello 30 settembre 2015, con cui chiede, in via principale, di
annullare il giudizio impugnato e di respingere integralmente la petizione, in
via subordinata, di riformarlo nel senso di accogliere la petizione
limitatamente a 

fr. 2'480.- e di modificare la ripartizione delle spese giudiziarie di prima
istanza; l'appellante protesta inoltre spese e ripetibili di questa sede;

 

mentre l'attore, con
risposta 28 ottobre 2015, postula la reiezione del gravame, con protesta di
spese e ripetibili di secondo grado;

 

letti ed esaminati gli atti
e i documenti di causa;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:                    A.   Con sentenza 6
maggio 2013 il Pretore della giurisdizione di Locarno-Città ha condannato R__________
Sagl, con sede a __________ (in seguito fallita), e la qui convenuta AP 1, con
sede a __________ (VS), a versare in solido a __________ K__________ e __________
Q__________ l'importo di fr. 230'050.- oltre interessi (inc. richiamato
OR.2012.5 della citata Pretura). Le convenute erano patrocinate entrambe dal
qui attore, avv. AO 1.

 

 

                                  B.   Il 3 luglio 2013
l'avv. AO 1 ha quindi emesso a carico di R__________ Sagl e della qui convenuta
AP 1 la propria nota professionale relativa alle prestazioni fornite nella
causa citata, per complessivi 

fr. 27'354.25, IVA compresa (doc. E nell'incarto richiamato della conciliazione
CM.2014.28 della citata Pretura). A ciascuna parte è stato chiesto il versamento
della metà dell'importo, quindi 

fr. 13'677.10 (cfr. i richiami di pagamento doc. F, G nell'inc. di
conciliazione). Il 18 luglio successivo AP 1 ha messo in discussione la facoltà
del legale di aver condotto il processo a suo nome senza che essa avesse
ricevuto gli atti od anche solo delle informazioni in merito (doc. I nell'inc. di
conciliazione). Ne è seguita una corrispondenza tra le parti rispettivamente
tra l'attore e il legale vallesano della convenuta (doc. J, K, N, O, P, Q
nell'inc. della conciliazione); quest'ultimo ha pure messo in discussione l'esposizione,
senza spiegazioni e dettagli, dell'onorario di fr. 24'000.-, oltre che il suo
ammontare, giudicato eccessivo (cfr. doc. N nell'inc. della conciliazione).

 

 

                                  C.   a. Con petizione 19 giugno
2014 l'avv. AO 1 ha quindi convenuto in giudizio AP 1 dinanzi alla Pretura della
giurisdizione di Locarno-Città, alla quale ha chiesto di condannare
quest'ultima al versamento in suo favore di fr. 21'954.25 oltre interessi al 5%
dal 3 agosto 2013 a titolo di pagamento dell'intera nota professionale 3 luglio
2013, di 

fr. 27'354.25, dedotti fr. 5'400.- a titolo di acconto già versati da R__________
Sagl (doc. E nell'inc. della conciliazione).

 

                                         Con risposta 18 agosto 2014
AP 1 ha sollecitato la reiezione integrale della petizione, perché l'attore non
l'aveva informata sull'avvio della procedura giudiziaria, sul suo prosieguo e
sul suo esito, ed inoltre perché non aveva provato l'onorario preteso.

 

                                         b. Esperita l’istruttoria,
con sentenza 28 agosto 2015 il Pretore ha accolto la petizione limitatamente
all'importo di fr. 10'938.25, oltre interessi al 5% dall’8 ottobre 2013.

 

                                         Il giudice di prima
istanza ha accertato, in primo luogo, che tra le parti in causa era sorto un
contratto di mandato (consid. 1-3 del giudizio impugnato) e che l'attore non
aveva violato i suoi obblighi di informazione della mandante (consid. 4-7). Il
Pretore ha in seguito determinato l'onorario a favore del legale, riducendolo a
fr. 13'800.-. Le altre posizioni della nota professionale, per complessivi fr.
1'328.-, non erano invece contestate. La remunerazione totale assommava pertanto
a 

fr. 16'338.25 così composti:

                                         - fr. 13'800.- onorario;

                                         - fr. 1'328.- spese;

                                         - fr. 1'210.25 IVA.

                                         Dedotto l'acconto di fr.
5'400.- , il residuo dovuto, in veste di debitrice solidale, dalla convenuta
ammontava a fr. 10'938.25 (consid. 8-12).

 

                                         Le spese processuali sono state
ripartite in ragione di metà per parte, mentre le ripetibili sono state
compensate (consid. 13).

 

                                         La convenuta è inoltre
stata tenuta a rifondere all'attore la metà delle spese processuali della
procedura di conciliazione, ovvero fr. 300.-, e a corrispondergli fr. 985.- per
ripetibili sempre riferite a quest'ultima procedura (consid. 13).

 

 

                                  D.   a. Con atto di
appello 30 settembre 2015 AP 1 impugna il giudizio pretorile. Sostiene che
l'attore non ha dimostrato la congruità della sua pretesa d'onorario e che il
Pretore, in buona sostanza, gli è indebitamente corso in aiuto, ricercando e
valutando le prestazioni svolte dal professionista. Per questo motivo l'appellante
chiede, in via principale, che tutte le pretese dell'avv. AO 1 vengano rigettate.
In subordine l'appellante riconosce a favore di quest'ultimo un onorario di fr.
7'880.- (20 ore lavorative a fr. 498.-/ora), per cui - dedotto l'acconto già versato
- essa gli dovrebbe ancora 

fr. 2'480.-. AP 1 domanda pertanto, in via subordinata, di accogliere la
petizione limtatamente a quest'ultimo importo, fermo restando che le spese processuali
di prima istanza e quelle della conciliazione siano poste a carico della controparte.

 

                                         Protesta inoltre spese e
ripetibili di questa sede.

 

                                         b. Con risposta 28 ottobre
2015 l'attore, qui appellato, chiede che l’impugnativa venga respinta. Protesta
a sua volta spese e ripetibili.

 

 

Considerato

 

in diritto:                  1.   Giusta l’art. 8 CC,
l’avvocato che procede in causa per ottenere la remunerazione delle sue
prestazioni è gravato dell’onere di dimostrare l’esistenza dell’asserito
mandato, il suo corretto adempimento - requisiti in concreto assodati - nonché
la congruità della sua pretesa (RtiD I-2014 n. 24c consid. 5 con rinvii). Per
poter provare un fatto egli deve inoltre imprescindibilmente, preventivamente allegarlo
e specificarlo (art. 55 cpv. 1 CPC).

 

 

                                   2.   2.1. In concreto,
attraverso la petizione 19 giugno 2014 l'attore ha richiamato la nota
professionale 3 luglio 2013, versata agli atti nella procedura di conciliazione
(doc. E di quest'ultima), che esponeva un onorario di fr. 24'000.-, senz'altra
spiegazione. A fronte della contestazione dello stesso sollevata dalla
convenuta in risposta, l'attore non ha replicato (quantomeno all'udienza di
prime arringhe, la causa essendo trattata secondo la procedura semplificata),
mentre che l'istruttoria è stata incentrata sulla sussistenza di un rapporto di
mandato e sulla sua corretta esecuzione. In sede di conclusioni l'attore ha comunque
affermato che "l'onorario fatturato è commisurato al valore di causa (fr.
230'050.-) e alla complessità della vertenza, degli allegati e
dell'istruttoria" (cfr. conclusioni 29 maggio 2015, cifra 5.5, pag. 5).

 

                                         Non sussistendo un accordo
tra le parti in merito all'ammontare dell'onorario od ai parametri per il suo
calcolo, non essendo inoltre stato invocato o dimostrato un uso che potesse
prestarsi a tale scopo, il Pretore ha ritenuto di dover procedere alla sua
determinazione in base a tutte le circostanze, ovvero al tempo impiegato, alla
difficoltà della fattispecie trattata, ai rischi di causa, a tariffe per
analoghe prestazioni, all'esigenza di copertura dei costi generali effettivi
(consid. 9 in initio, pag. 13 del giudizio impugnato).

 

                                         Dopo aver rilevato che
l'attore non aveva prodotto una specifica delle sue prestazioni né aveva
spiegato come fosse stato calcolato l'onorario (ad esempio quantificando le ore
prestate), il Pretore ha ritenuto di comunque disporre di sufficienti elementi
per procedere ad una determinazione del suo ammontare (cfr. consid. 10, pag. 14
del giudizio impugnato). Consultando l'incarto della causa in cui l'attore
aveva patrocinato la convenuta (inc. OR.2012.5), che era stato trattato dallo
stesso Pretore e che era stato richiamato agli atti durante l'istruttoria, il
giudice di prima istanza ha proceduto ad una minuziosa verifica delle
prestazioni del legale, stimando in 35 ore il dispendio orario complessivo. Egli
ha altresì ritenuto di dover tener conto degli art. 11 segg. Rtar, concernenti l'assegnazione
delle ripetibili nelle cause giudiziarie, e delle ripetibili assegnate alla
controparte 

(fr. 13'900.-), interamente vittoriosa nella citata vertenza, per stabilire in
fr. 13'800.- l'onorario a favore dell'avv. AO 1. Importo che corrispondeva al
6% del valore litigioso, rispettivamente a fr. 394.-/ora (cfr. consid. 10, pag.
14 seg. dell'impugnato giudizio).

 

                                         Ora, né il modo di
procedere né la motivazione addotta dal primo giudice possono essere condivise
da questa Corte.

 

                                         2.2. Intanto, in sede di
petizione l'attore si è semplicemente limitato a richiamare la propria nota
professionale, in cui esponeva laconicamente l'onorario di fr. 24'000.-. A
fronte della contestazione dello stesso da parte della convenuta (cfr. risposta
18 agosto 2014, ad 16, pag. 4), l'attore non ha intrapreso alcunché; in
particolare egli non ha fornito spiegazione alcuna e tantomeno ha presentato il
dettaglio delle prestazioni eseguite, del tempo impiegato e delle modalità con
cui ha conteggiato la sua retribuzione (tariffa oraria, percentuale sul valore
di causa, combinazione di tali fattori ecc.). Egli ha invero reagito in sede di
conclusioni, ovvero tardivamente ed oltretutto mediante affermazioni affatto
generiche (cfr. supra consid. 2.1.). È quindi certo che l'attore non ha
provato, e prima ancora allegato e specificato, i fatti che gli avrebbero
permesso di giustificare l'onorario vantato nei confronti della cliente. Ferma
questa premessa il primo giudice avrebbe dovuto limitarsi a rigettare - su
questo oggetto - la pretesa attorea. Il Pretore ha invece ritenuto di dover
correre in soccorso del legale, sostituendosi indebitamente ai suoi doveri
processuali e andando ad accertare, di sua (esclusiva) iniziativa, il dispendio
orario complessivo e determinare la possibile tariffa oraria e l'altrettanto
plausibile percentuale rispetto al valore di causa per definire - in modo peraltro
piuttosto poco convincente - il compenso a favore dell'attore. Ciò facendo egli
ha tuttavia violato il principio attitatorio, che regge di norma il processo
civile (art. 55 cpv. 1 CPC, il cui titolo marginale lo definisce, a causa di
un'erronea traduzione, principio dispositivo; cfr. Angelo Olgiati, Il Codice di diritto processuale civile
svizzero, Lugano 2010, pag. 40 segg., 41), per sostituirlo con quello
inquisitorio, tuttavia inapplicabile in concreto (art. 55 cpv. 2 CPC; inoltre,
nella procedura semplificata, art. 247 cpv. 2 CPC). Procedendo in questo modo il
Pretore ha, nello stesso tempo, violato palesemente il diritto di essere sentita
dalla convenuta (art. 29 cpv. 2 Cost.), la quale è stata messa a conoscenza
degli accertamenti, dei criteri e degli importi decisivi per la fissazione
dell'onorario di controparte solo al momento in cui ha ricevuto il giudizio
pretorile, mentre che questi elementi avrebbero dovuto essere presentati
dall'attore all'inizio della procedura di prima istanza, per darle modo di
contestarli o comunque di discuterli durante il suo svolgimento.

Ferme queste premesse, nessun onorario (oltre all'IVA) è dovuto da AP 1 a
favore dell'avv. AO 1. L'appello, su questo punto dev'essere dunque accolto.

 

 

                                   3.   In prima istanza l'appellante
non aveva contestato il riconoscimento, a favore dell'avv. AO 1, delle spese (e
relativa IVA). Del pari, in questa sede essa non motiva l'appello su questo
oggetto, per cui il gravame dev'essere dichiarato irricevibile (art. 311 cpv. 1
CPC) e la sentenza del Pretore confermata per complessivi fr. 1'434.20 (spese +
quotaparte IVA).

L'appello, motivato, va invece accolto per quanto riguarda la condanna della
convenuta a rifondere all'attore la metà delle spese processuali della
procedura di conciliazione, ovvero 

fr. 300.-, e a corrispondergli fr. 985.- per ripetibili sempre riferite a
quest'ultima procedura (art. 207 cpv. 2 CPC).

 

 

                                   4.   4.1. Sulla scorta di
quanto precede, l'appello, in quanto ricevibile, dev'essere parzialmente accolto
già per quanto attiene alla domanda principale.

 

                                         4.2. Gli oneri processuali
e le ripetibili di prima sede devono essere modificati di conseguenza (art. 106
CPC). Al riguardo, va rilevato che l'attore aveva sollecitato la condanna della
convenuta al pagamento di fr. 21'954.25 oltre al rimborso della tassa di giudizio
della procedura conciliativa, di fr. 600.-, in totale fr. 22'554.25, mentre che
ottiene complessivamente fr. 1'434.20, per cui è soccombente nella misura del
94.5 %.

 

                                         4.3. La tassa di giustizia
e le ripetibili dell'appello seguono la rispettiva soccombenza (art. 106 CPC), tenendo
presente che, a fronte della condanna in prima istanza al versamento di 

fr. 10'938.25 e di fr. 300.- a titolo di rimborso di metà della tassa di
giudizio nella procedura di conciliazione (oltre alle ripetibili nella detta
procedura), in questa sede l'appellante ha spuntato una riduzione dei suoi
obblighi al pagamento di soli fr. 1'434.20; essa è dunque soccombente nella
misura del 13%.

 

 

Per questi motivi,

richiamati
per le norme suddette, la LTG e il Regolamento per la fissazione delle
ripetibili,

 

 

decide:                      I.   L'appello
30 settembre 2015 di AP 1, in quanto ricevibile, è parzialmente accolto.
Di conseguenza la sentenza 28 agosto 2015 del Pretore della giurisdizione di
Locarno-Città è così riformata:

 

 

                                         1.     La petizione è parzialmente accolta.

                                                 §. AP 1, __________, è tenuta a versare all'avv.
AO 1, __________, l'importo di fr. 1'434.20 oltre interessi al 5% dall'8 ottobre 2013.

                                         2.     Le
spese processuali, di complessivi fr. 1'500.-, già anticipate dall'attore, sono
poste a carico dell'attore per fr. 1'400.- e della convenuta per fr. 100.-. L'attore
è tenuto a rifondere alla convenuta fr. 1'500.- per ripetibili.

 

 

                                   II.   Le spese
processuali dell'appello, di fr. 1'500.-, sono poste a carico dell'appellante, AP
1, per 

fr. 200.- e dell'appellato, avv. AO 1, per fr. 1'300.-; quest'ultimo è inoltre
tenuto a rifondere a AP 1 fr. 500.- a titolo di ripetibili d'appello.

 

 

                                 IV.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno-Città

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
vicepresidente                                                   Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso
è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in
materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi
(art. 74 cpv. 1 LTF). Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se
una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF).  La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).