# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f88accfa-b7ad-59cf-ae01-42fcfde27a16
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.09.2000 INC.2000.17605
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-17605_2000-09-20.html

## Full Text

N. 176.2000.5 L                                                         Lugano,
20 settembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 15 settembre 2000 da

 

 

__________

(patrocinata
dalla lic. iur. __________)

 

 

e qui prodotta con preavviso
negativo il 18 settembre 2000 dalla Procuratrice pubblica dott.
__________;

 

 

 

viste le osservazioni 20
settembre 2000 dell'accusata, che si conferma in contenuti e conclusioni
dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

Questo giudice ha già affrontato
una prima istanza di libertà provvisoria di __________, respingendola con
decisione 24 maggio 2000 (inc. GIAR 176.2000.4), non impugnata in seconda sede
ed alla quale sostanzialmente si può ancora oggi fare riferimento, il primo
luogo sulla fattispecie inquisita:

 

 

 

 

 

 

"__________ è stata arrestata il 17 marzo 2000,
con contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di violazione
della legge federale sugli stupefacenti, con precisazione ed estensione - a
verbale 18 aprile 2000 dinnanzi alla Procuratrice pubblica (pag. 4) - ai reati
di ripetuta infrazione e ripetuta contravvenzione alla stessa legge.

L'arresto dell'accusata istante è avvenuto nel
contesto di un'inchiesta, che aveva evidenziato compromissione di __________ in
traffici di cocaina. Nei primi interrogatori l'interessata ha fatto riduttive
ammissioni "solo quando è stata confrontata con evidenti elementi a suo
carico" (v. rapporto di arresto, pag. 2). E ciò si è poi confermato,
via via passando dalla riconosciuta minimalista vendita di "6 o 7 g. a
__________ e qualche altro grammetto ad altre persone" (verbale 18
marzo 2000 di conferma dell'arresto da parte del sottoscritto giudice), al
riassunto nel verbale 18 aprile 2000 dinnanzi alla Procuratrice pubblica
segnatamente con vendite di complessivi 120 g. di cocaina, offerta di altri 40
g., trasporti per terzi di complessivi 20 g e pari intermediazione, e successivamente
all'ammissione di maggiori quantitativi (in particolare vendite di circa 265 g.
di cocaina e trasporti per un totale di 400 g., come riferito nel verbale di
polizia del 21 aprile 2000, ed altri episodi di traffico illustrati nel verbale
di polizia dell'8 maggio 2000). Del pari si sono modificati i periodi del
traffico: fermamente solo a partire dal dicembre 1999 (verbale citato del 18
aprile 2000), poi anche in precedenza (verbale citato dell'8 maggio 2000).

Si ricorda, in quanto conferente al presente discorso,
che __________ venne condannata con decreto 8 novembre 1999 alla pena di tre
mesi di detenzione sospesi condizionalmente per violazioni alla legge federale
sugli stupefacenti, segnatamente la vendita al dettaglio di una ventina di
grammi di cocaina tra agosto e ottobre 1999 e consumo di questo stupefacente e
di ecstasy nel corso di quell'anno: già in quel procedimento l'accusata si
manifestò reticente, non certo smemorata, avendo sottaciuto traffici solo ora
da ultimo venuti alla luce (e vale la pena di ricordare che, interrogata dal
sottoscritto il 18 marzo 2000, l'accusata ebbe unicamente a dire sui suoi
precedenti: "Già nel gennaio scorso venni interrogata per consumo e
spaccio di droga", rispettivamente: "Ho iniziato a consumare
cocaina per aspirazione nel gennaio di quest'anno …", senza necessità
qui di commenti)."

 

Con decreto 12 luglio 2000 (doc.
_ inc. MP 1819/2000), l'accusa è stata estesa al reato di infrazione aggravata
alla legge federale sugli stupefacenti: infatti i traffici di __________ si
sono rivelati di maggior ampiezza, con vendite di quasi 800 g. di cocaina,
oltre a cessioni gratuite, trasporti e quant'altro, tra luglio 1999 e marzo
2000, come via via emerso da puntuali contestazioni in sede di inchiesta di
polizia (v. verbale 15 giugno 2000 di conferma dinnanzi alla Procuratrice
pubblica).

 

 

2.

 

La nuova istanza di libertà
provvisoria fa sostanzialmente appello al principio di proporzionalità nel
contesto di un'istruttoria ormai conclusa, in grazia anche alla partecipazione
attiva e collaborante dell'accusata, per cui d'altro canto non vi è più
pericolo di collusione, mentre sono da escludere pericolo di fuga (avendo
__________ qui il "centro assoluto dei suoi affetti") e di
recidiva (in carcere la stessa avendo "avuto modo di riflettere sulle
conseguenze sia penali che personali di un tale agire, prendendo coscienza
della gravità dei reati commessi". Né va dimenticata la possibilità di
un reinserimento "sia nell'ambito lavorativo che in quello
sociale-famigliare".

 

 

 

 

La Procuratrice pubblica
evidenzia l'importanza del complessivo coinvolgimento dell'accusata, accertato
in corso di istruzione formale, quindi con "chiaro ed indiscutibile"
pericolo di recidiva per l' "estrema disponibilità a delinquere"
di __________, anche al cospetto della sopra riferita condanna dell'8 novembre
1999. Il complesso degli addebiti ed il fatto della prossima emanazione
dell'atto di accusa dimostrano peraltro rispetto del principio di
proporzionalità.

 

Le osservazioni di __________ al
preavviso negativo in pratica corrispondono agli assunti dell'istanza, senza
particolari concreti riscontri con la realtà processuale e personale
dell'accusata, come ai rilievi che seguono.

 

 

3.

 

Anche per il diritto si richiama
il primo ricordato giudizio:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del
carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello
stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un
delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico,
quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell'istruzione, particolarmente
intesi quale tema di collusione, e il pericolo di recidiva.

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

 

 

4.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono tuttora
presenti nella situazione personale e processuale di __________ a legittimare e
giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4.1

 

Non consente dubbio l'esistenza
di importanti indizi di colpevolezza per le anche sofferte ammissioni
dell'accusata, con il riscontro di chiamate in correità con fornitori e
acquirenti. Né si tratta di fattispecie banale, per la continuità ed i
contenuti di traffici consapevolmente illeciti.

 

 

4.2

 

In punto al pericolo di
collusione nella precedente analoga decisione è stato rilevato e viene qui sia
pure abbondanzialmente ripreso quanto segue:

 

"E' sufficiente in proposito scorrere il
dipanarsi dei numerosi verbali, per aver contezza di reticenza dell'accusata
istante, dai primi riduttivi cenni a modeste vendite di cocaina alle pur sempre
frammentarie ammissioni, conseguenti ad indagini nei confronti di terzi e
puntuali contestazioni (come nel corso dell'interrogatorio del 18 aprile 2000,
condotto dalla Procuratrice pubblica: "I quantitativi di cocaina da me
modificati [n.d.r.: in tale sede e previo riferimento ad altre emergenze
istruttorie] … sono complessivamente … 16 g. di cocaina. Questi ulteriori 16
g. [n.d.r.: venduti] non sono ulteriori miei acquisti, bensì devono essere
detratti dai miei consumi che non sono più di 50 grammi ma di 34 grammi.").
In proposito peraltro già si sono date indicazioni in precedenza, il tutto a
conferma di persistente reticenza, alla quale non serve appello né a preteso
panico per l'arresto né a scarsa memoria sin dall'inizio avanzato ed anche
evidenziato quale premessa nella lettera 20 aprile 2000 dell'accusata alla
magistrata inquirente ("… non vorrei che lei pensasse male per la mia
mancanza di memoria …"), quando ad esempio le vendite di cocaina sono
lievitate da pochi miserelli grammetti a ben circa 265 g. pieni."

 

Questi assunti hanno - se ancora
necessario - trovato conferma nel seguito dell'inchiesta, con l'emergere del
cennato maggior coinvolgimento. Ora l'istruzione formale è conclusa, ma non per
questo viene meno la tema di un inquinamento delle prove, in quanto non si deve
dimenticare che essa può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento
(sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo
2000 in re S.B., consid. 4a), in una situazione di possibili ritrattazioni e
contestazioni nei confronti di eventuali testimoni da sentire o risentire in
aula.

 

 

4.3

 

Ricordato che del pericolo di
fuga mai è stato verbo, per cui inutilmente l'istanza ne trae motivo per le sue
conclusioni, permane quello di recidiva di cui nel precedente giudizio si
disse:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Per quanto concerne l'evocato pericolo di
recidiva, si ricorda - in concordanza con quanto esposto nell'istanza in
oggetto - come lo stesso debba essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da
una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti
dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità,
la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le modalità di commissione
dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione appaia assai
verosimile (Mario LUVINI, in REP 1989, pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Précis de
procédure pénale suisse, Lausanne 1987, n. 1186/7).

La sola ipotetica (auspicata ed auspicabile)
eventualità di un posto di lavoro non è assolutamente sufficiente ad eliminare
verosimiglianza di ricaduta, al cospetto di altri dati certi che concorrono a
dare concretezza a quest'ultimo pericolo. Oltre alla situazione di
disoccupazione e di contatti con ambienti legati al consumo di stupefacenti, la
propensione di __________ ad esperienze con cocaina anche per trafficarne trova
probante riscontro negli specifici precedenti confluiti nel decreto del accusa
dell'8 novembre 1999, di talmente nullo effetto positivo da neppure essere
stato ricordato al momento del presente arresto (v. il citato verbale 18 marzo
2000 dinnanzi a questo giudice), a meno di ancora voler trovare giustificazione
in pretesa vacillante capacità di memoria e di confusione dovuta all'arresto,
solo con le osservazioni al preavviso negativo evocata. In questa prospettiva
un'indebita concessione della libertà provvisoria potrebbe favorire
un'illusione banalizzante i reati ripetutamente commessi, anche così
concorrendo a concretizzare ricaduta."

 

L'istanza in discussione (come
poi le osservazioni al preavviso negativo) parla ancora di ravvedimento per
l'esperienza della carcerazione e di volontà di reinserimento lavorativo e
famigliare. Mentre quest'ultimo (di per sé lodevole) intento non è assistito da
veruna concreta circostanza, la prima affermazione sembrerebbe corrispondere a
quanto scritto nella missiva dell'accusata, giunta il 29 maggio 2000 alla
Procuratrice pubblica ("… sono contenta perché la prigione mi [h]a
insegnato tantissimo …": doc. _ dell'inc. MP), ma non rispecchia
assolutamente il comportamento incivile di __________ descritto nella decisione
disciplinare 9 agosto 2000 presa dal Direttore del PCT (doc. _ dell'inc. MP).
Si trova conseguentemente rafforzato il pregio delle precedenti considerazioni.

 

 

5.

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
prevedibile sino al dibattimento (ormai prossimo per l'imminente emanazione
dell'atto di accusa), in un procedimento che risulta essere stato condotto con
coerente sollecitudine nonostante il comportamento processuale dell’accusata, è
pienamente rispettoso del principio di proporzionalità, tenuto anche conto del
complesso dei fatti che hanno dovuto essere accertati e delle persone
coinvolte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6.

 

 

L’istanza - peraltro come la precedente
poco corrispondente alla realtà processuale - è così respinta con la presente
decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario)
e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1
lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      
Intimazione:

-    lic. iur. __________, per sé e per l’istante;

       -    Procuratrice pubblica dott. __________, sede (con copia
delle osservazioni dell’istante e con gli atti dell’incarto MP 1819/2000 di
ritorno).

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________