# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a594a072-3178-525b-b200-146c5214213c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.10.2008 14.2008.91
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2008-91_2008-10-17.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2008.91

  	
  Lugano

  17 ottobre
  2008

  B/fp/sc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Roggero-Will

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo nella causa fallimentare dipendente dall’istanza
16 luglio 2008 presentata da

 

	
   

  	
  AO 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

sulla quale istanza il Pretore del __________, con
sentenza 23 settembre 2008 ha così deciso:

 

“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________,
a far tempo 

     da mercoledì 24 settembre 2008 alle ore 10.00.

 

 2./3./4. Omissis.”

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto 

26 settembre 2008 ne postula l’annullamento;

 

preso atto delle osservazioni della parte
appellata;

 

rilevato che con ordinanza presidenziale 29
settembre 2008 all’appello è stato 

concesso effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

In fatto

 

A.  Nell’ambito dell’esecuzione n. __________
__________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1AP 1 per il mancato pagamento
di fr. 1'138.40 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

 

B.      All’udienza di contraddittorio del 17 settembre 2008 la convenuta
non è comparsa.

 

C.    Con sentenza 23 settembre 2008 il Pretore del Distretto di __________,
ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo dal 24 settembre 2008 alle ore
10.00.

 

                                  D.   Con
l’appello AP 1 asserisce di avere saldato l’esecuzione in oggetto, producendo
una ricevuta 24 settembre 2008 __________ relativa al pagamento di fr. 1'449.30
a saldo dell’esecuzione n. __________ promossa dalla creditrice (doc. H).
L’appellante rileva poi che le procedure esecutive pendenti nei suoi confronti
sono state in parte pagate, mentre in altre esecuzioni ha interposto
opposizione, in quanto non riconosce le relative pretese poste in esecuzione.
La sua solvibilità è inoltre dimostrata dall’estratto del conto postale,
dall’inventario della merce, dal bilancio 2006 e dalle fatture di merce pagata
giacente nel suo negozio (doc. da AA a FF).

 

                                         Delle
osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.

 

Considerato

 

In diritto

 

 

                               1.a)   In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                         1)     il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)     l'importo dovuto è
stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che

                                         3)     il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                         L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in
contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i
presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non
vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far
valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo
al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità
deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi
creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una
difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari,
contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono
insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler
Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF;
Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003,
§ 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung
des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in
Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95
(1999) n. 8 p. 172).

 

                                  b)   Dalla ricevuta 24 settembre 2008 __________ (doc. H) risulta che
l’appellante ha saldato l’esecuzione in oggetto n. __________ posteriormente
alla dichiarazione di fallimento, per cui 

                                         risulta
adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                         Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va rilevato che dall’estratto
delle esecuzioni __________ al 15 ottobre 2008 si evince che nei confronti
dell’appellante sono pendenti 12 esecuzioni per un importo complessivo di fr.
54'888.40. Determinante è che due esecuzioni sono state pagate, tre sono
perente e che contro le rimanenti 7 procedure è stata interposta opposizione,
per cui a questo stadio di procedura i relativi importi posti in esecuzione non
sono ancora stati accertati.                               A carico della
convenuta non risultano inoltre attestati di carenza di beni. Dall’estratto
online del suo conto postale emerge poi che al 25 settembre 2008 il saldo  a
suo favore ammontava a fr. 10'045.18 (doc. BB). L’appellante ha di conseguenza
reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, per cui ai sensi dell’art.
174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.

 

 

                                   2.
  L'appello va pertanto accolto. 

                                         La
tassa di giustizia è posta in ambo le sedi a carico dell'appellante (art. 49
OTLEF), la quale rifonderà all’appellata un’indennità d’appello (art. 62 cpv. 1
OTLEF).

                                         Le
spese dell’Ufficio fallimenti sono caricate all’appellante. 

 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l'art. 174 cpv.
2 LEF

 

 

 

pronuncia:               I.   L'appello è accolto. 

                                      

                                         “1. La dichiarazione di
fallimento 23 settembre 2008 pronunciata dal Pretore del __________, inc. EF. __________
nei confronti di AP 1AP 1, è annullata.

                                          

                                         2. La tassa di giustizia di
prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1.
Non si assegnano indennità.

 

                                          3. Le spese __________ __________,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

                                         

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1, la quale rifonderà AO 1 SA fr. 100.-- a
titolo di indennità.

 

                                  III.   Intimazione a:

                                         -
AP 1, __________, recapito: __________, __________, __________AO 1 AO 1, __________;

                                         - Ufficio __________, __________;

                                         -
Ufficio __________;

                                         -
Ufficio __________;

                                         -
Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;

 

                                         Comunicazione
alla Pretura __________

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).