# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc6de760-8668-5f97-9c04-74a152933a8c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.07.2010 D-4932/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4932-2010_2010-07-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4932/2010/pen
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Martin Zoller, giudice;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4932/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

l'esame  radiologico  della  mano  al  quale  il  richiedente  è  stato 
sottoposto in data (...) e il relativo rapporto,

i verbali d'audizione del 4 giugno 2010 (di seguito: verbale 1) – durante 
il  quale  gli  è  stato  concesso  il  diritto  di  essere  sentito  in  merito  al 
risultato  dell'esame  osseo  e  al  giudizio  secondo  cui  esso  è 
maggiorenne – e del 5 luglio 2010 (di seguito: verbale 2),

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  5  luglio  2010,  notificata 
oralmente  all'interessato  il  medesimo  giorno  (cfr.  risultanze 
processuali),

il  ricorso inoltrato dall'insorgente il  7 luglio 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  in  copia  dell'UFM,  pervenuto  via  fax  al  Tribunale 
amministrativo federale (TAF) in data 8 luglio 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale del  
20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 
dalla legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale amministrativo federale 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  del  17 giugno 2005  sul  Tribunale 

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federale  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26 giugno  1998 
sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d cpv. 1 LTF),

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  nato  il  (...),  rispettivamente  di 
avere  (...)  anni,  e  di  essere  originario  di  B._______,  nell'C._______ 
(Nigeria)  e  di  aver  avuto  domicilio  a  D._______  dall'età  di  (...)  anni 
circa sino al suo espatrio nel mese di (...) del 2008,

che,  nel  mese  di  (…)  o  (…)  2007  rispettivamente  nel  2008,  i  suoi  
genitori adottivi sarebbero deceduti in un incidente d'auto; che i suoi zii 
adottivi,  di  nome  E._______  e  F._______,  sarebbero  andati  a  casa 
dell'interessato  dicendogli  che  era  figlio  adottivo  e  che,  di 
conseguenza,  doveva  lasciare  la  casa  in  cui  viveva,  cosa  che 
l'interessato  avrebbe  rifiutato;  che,  circa  nel  mese  di  (…)  2007,  i  
suddetti  parenti sarebbero tornati da lui per intimargli  nuovamente di 
lasciare la casa – mostrandogli, inoltre, un documento secondo cui era 
figlio  adottivo – e avrebbero minacciato di  ucciderlo se non l'avesse 
fatto;  che,  un  giorno,  tornando  da  scuola,  circa  due  mesi 
rispettivamente  quattro  mesi  dopo  il  decesso  dei  suoi  genitori,  una 
macchina  nera,  con  a  bordo  due  persone,  l'avrebbe  investito 
procurandogli  una frattura alla (...),  ciò  che avrebbe reso necessario 
un suo ricovero in ospedale, dove sarebbe rimasto due mesi; che, in 
seguito, il  medico che l'avrebbe curato e a cui avrebbe raccontato il 
suo problema, l'avrebbe ospitato per due settimane e l'avrebbe aiutato 
–  tramite  un suo amico –  ad espatriare  in  Europa; che l'interessato 
sarebbe stato condotto a G._______, da dove – dopo tre settimane – 
avrebbe preso una nave e viaggiato per sei o sette mesi; che sarebbe 
arrivato in  Francia,  in  un luogo a lui  sconosciuto, dal  quale avrebbe 
preso,  in  seguito,  un  treno  per  H._______  (Spagna),  dove  sarebbe 
rimasto  tre  mesi;  che  da  H._______  avrebbe  preso  un  treno  per 
I._______  (Francia),  avrebbe  cambiato  treno  a  J._______  (Italia), 
sarebbe  arrivato  a  K._______  (Svizzera)  e  dopo  essere  stato 

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controllato dalle guardie di confine al valico "L._______ - stazione" si 
sarebbe infine recato a L._______,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che, nella decisione del 5 luglio 2010, l'UFM ha in primis ritenuto che,  
in  forza  dell'obbligo  di  collaborare  all'accertamento  dei  fatti  sancito 
dall'art.  8  LAsi,  il  richiedente  non  sarebbe  riuscito  a  convincere 
l'autorità della sua allegata minore età, non avendo presentato alcuna 
prova o documento d'identità valido a sostegno della stessa, avendo 
fornito  dichiarazioni  incoerenti  relative  all'età  allegata,  non  avendo 
saputo indicare l'età dei propri genitori al momento del loro decesso, 
oltre  ad  essere  risultato  maggiorenne  dall'esame  osseo  come  pure 
ritenute le circostanze del viaggio, l'assenza di un motivo giustificativo 
per la  mancata presentazione di  documenti  e l'infondatezza dei suoi 
motivi  d'asilo; che,  di  conseguenza,  esso sarebbe stato  considerato 
maggiorenne  e  l'audizione  sui  fatti  si  sarebbe  svolta  senza  una 
persona di fiducia; che, inoltre, l'autorità inferiore ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo nessun documento d'identità o di viaggio valevole entro 
le  48  ore;  che,  dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna 
delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di 
specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che, nel ricorso, in primis l'insorgente contesta la decisione dell'UFM, 
sostenendo  che  vi  sarebbero  nel  suo  caso  dei  motivi  scusabili  che 
giustificano  la  mancata  presentazione  dei  documenti  d'identità;  che, 
innanzitutto, egli ribadisce di non aver mai posseduto né il passaporto 
né la carta d'identità, in quanto in Nigeria non vi sarebbe l'esigenza di  
avere  siffatti  documenti,  nonché  sarebbe  stato  troppo  giovane  per 
poterli ottenere e non gli sarebbe possibile ottenerli ora che si trova in  
Svizzera a causa di un'ordinanza che gli precluderebbe la possibilità di 
rivolgersi ad un'Ambasciata, vietando ai richiedenti d'asilo di prendere 
contatto con le autorità del proprio Paese; che, peraltro, il  ricorrente 
conferma le modalità nelle quali si sarebbe svolto il suo viaggio; che, 

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in secondo luogo, sarebbe arbitraria la decisione dell'UFM di ritenerlo 
maggiorenne;  che,  in  particolare,  conferma  di  avere  (...)  anni  ed 
eventuali incongruenze nelle sue allegazioni relative alla sua età, non 
condurrebbero  a  ritenere  che  quest'ultima  sia  diversa  da  quella 
dichiarata; che, inoltre, potrebbe essersi confuso su alcune date; che, 
peraltro,  sostiene che nell'esame osseo siano stati  commessi  errori, 
perché  lui  avrebbe  veramente  (...)  anni,  come  dimostrerebbe  il  suo 
aspetto  fisico;  che,  peraltro, sarebbero  necessari  ulteriori 
approfondimenti in relazione al suo statuto di rifugiato o all'esecuzione 
del  suo  allontanamento,  ragione  per  cui,  l'autorità  inferiore  avrebbe 
dovuto entrare nel merito della sua domanda d'asilo e la decisione qui 
impugnata dovrebbe essere annullata; che, infatti, egli fa valere di aver 
esposto  in  modo  dettagliato,  sostanziato  e  coerente  i  suoi  motivi 
d'asilo;  che,  infine,  il  suo  allontanamento  in  Nigeria  non  sarebbe 
ragionevolmente esigibile, visto che la sua vita sarebbe in pericolo e la 
situazione in detto Paese non sarebbe sicura,

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  come  pure 
l'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle presumibili  
spese processuali,

che, giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo 
relativa  a  questioni  pregiudiziali  [OAsi  1,  RS  142.311],  per  il  
richiedente  l'asilo  minorenne,  che  non  è  accompagnato,  viene 
nominata una persona di fiducia per la durata della procedura d'asilo o 
d'allontanamento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di 
un  tutore,  oppure fino  al  raggiungimento  della  maggiore  età;  che la 
designazione  di  una  persona  di  fiducia  presuppone  tuttavia  la 
dimostrazione  da  parte  del  richiedente  l'asilo,  perlomeno  nel  senso 
della  probabilità  preponderante,  dell'allegata  minorità 
(v. Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso in  materia d'asilo  [GICRA]  2001 n. 22 e relativo riferimento); 
che, nell'ambito dell'accertamento dei fatti, è altresì possibile ricorrere 
all'ausilio di metodi scientifici (art. 7 cpv. 1 OAsi 1),

che,  nella  fattispecie, l'insorgente  non  ha  saputo  fornire  indicazioni 
suscettibili  di rendere altrimenti plausibile la dichiarata minore età ed 
egli non ha fornito valide giustificazioni per la mancata produzione di 
documenti d'identità o di viaggio; che, infatti, il ricorrente ha affermato 

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di  aver iniziato  la  scuola  nel  (...),  adducendo di  avere avuto  in  quel 
momento (...) anni, ciò che – secondo un semplice calcolo – porta a 
credere che sia nato nel (...) e non nel (...) – (cfr. verbale 1, pag. 2);  
che l'insorgente ha affermato di avere avuto (...) o (...) anni quando i 
suoi genitori adottivi sarebbero deceduti, ovvero nel (…) 2007, per poi 
smentirsi ed allegare di averne avuti (...) o (...) (cfr. ibidem), allorché, 
se  la  data  di  nascita  da  lui  avanzata  corrispondesse  al  vero,  esso 
avrebbe dovuto averne (...); che, in aggiunta, il ricorrente non è stato 
in grado nemmeno di  indicare l'età dei suoi genitori  al  momento del 
loro decesso (cfr. verbale 1, pag. 3); che, alla luce di tali dichiarazioni 
lacunose e contraddittorie – su punti essenziali della vita del ricorrente 
e  dei  suoi  genitori  –  risulta  assolutamente  impossibile  credere  che 
l'unica data,  di  cui  conosce giorno e mese, è proprio la sua data di  
nascita  e  che,  pertanto,  quest'ultima  sia  verosimile;  che,  d'altronde, 
egli ha affermato di aver appreso tale data alla lettura del certificato di 
adozione (cfr. verbale 2, pag. 3, D9), senza tuttavia fornire allegazioni 
lineari riguardo alle circostanze in cui ne avrebbe preso conoscenza; 
che, infatti,  ha affermato dapprima in modo vago che l'avrebbe visto 
sul  tavolo (cfr. verbale 1,  pag. 4)  e, in seguito, che i  suoi  zii  adottivi 
glielo  avrebbero  mostrato  (cfr.  verbale  1,  pag.  5);  che,  alla  luce  di 
queste considerazioni,  v'è  ragione di  concludere che l'età  dichiarata 
dal  ricorrente  è  inverosimile;  che,  peraltro,  il  ricorrente  non  ha 
apportato alcun documento d'identità a comprova della sua minor età, 
limitandosi a mere affermazioni stereotipate, non corroborate da alcun 
elemento concreto; che, in siffatte condizioni, l'esame osseo, a cui è 
stato  sottoposto  il  ricorrente,  e  le  risultanze  dello  stesso  sono 
superflue  e  irrilevanti  nella  fattispecie,  in  particolare  essendo  già 
appurata la palese inverosimiglianza delle dichiarazioni del ricorrente 
circa la sua minor età,

che, pertanto, conto tenuto dell'evocate circostanze del caso di specie, 
unitamente  all'inconsistenza  delle  argomentazioni  ricorsuali 
(cfr. ricorso pagg. 2-3), nonché alla mancata produzione di qualsivoglia 
mezzo di prova, non v'è ragione di censurare la mancata designazione 
al ricorrente di una persona di fiducia ai sensi dell'art. 17 cpv. 3 LAsi, 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 

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per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che, in relazione alla mancata presentazione dei documenti d'identità 
da  parte  del  ricorrente,  non  soccorre  il  ricorrente  l'allegazione 
ricorsuale secondo cui egli non avrebbe mai posseduto un documento 
d'identità;  che  tale  ragione  non  rappresenta  un  motivo  scusabile  ai  
sensi della legge; che, inoltre, non vi è alcun'indicazione che egli abbia 
effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che  avrebbero  potuto  avere  esito 
favorevole per  l'ottenimento di  documenti, in  quanto  esso afferma di 
non aver preso contatto con nessuno da quando ha lasciato la Nigeria 
(cfr. verbale 1, pag. 5), ciò che costituisce un'ulteriore conferma della 
dissimulazione dei documenti, considerato che, di regola, chi è già in 
possesso  di  un  documento  d'identità  e  si  limita  a  dissimularlo,  non 
intraprende alcunché per procurarsene di nuovi,

che,  peraltro,  il  ricorrente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte; che, infatti, non può corrispondere alla realtà dei fatti che il  
ricorrente, da un lato, abbia viaggiato per sei o sette mesi a bordo di  
una nave, (cfr. verbale 1, pagg. 7-8) e, dall'altro, abbia vissuto per tre  
mesi  a  H._______,  senza  essere  in  grado  di  fornire  alcuna 
informazione  precisa  sulle  circostanze  del  suo  viaggio  d'espatrio, 
segnatamente, per esempio, la durata precisa del tragitto in nave, gli 

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Stati  dove  la  nave  avrebbe  fatto  tappa  e  la  località  in  cui  sarebbe 
sbarcato  oppure  l'indirizzo  dove  avrebbe  soggiornato  a  H._______ 
(cfr. verbale 1, pag. 7),

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i  
bisogni della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di essere ucciso dai parenti (suoi zii) dei suoi 
defunti  genitori  adottivi,  dopo essere stato intenzionalmente investito 
da un'automobile,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

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che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che l'insorgente non ha apportato alcun chiarimento in merito alle sue 
allegazioni  incongruenti  e  vaghe  vertenti  proprio  su  punti  essenziali  
della sua vicenda a fondamento della sua domanda d'asilo, tra i quali  
ad esempio le date precise in  cui  i  fatti  invocati  sarebbero avvenuti,  
segnatamente, il decesso dei suoi genitori adottivi (cfr. verbale 1, pag.  
6  a  confronto  con  verbale  2,  pagg.  2-3,  D9,  D11  a  D14),  le  visite 
minacciose dei suoi zii adottivi (cfr. verbale 1, pag. 6 a confronto con 
verbale 2,  pag. 3,  D22 e D26) e l'invocato tentato omicidio nei  suoi  
confronti  su  commissione  degli  stessi  (cfr.  verbale  1,  pag.  6  a 
confronto con verbale 2, pag. 5, D28 a 31); che, inoltre, l'insorgente si 
è  contraddetto  sulla  data  del  suo  espatrio  (cfr.  verbale  1,  pag.  1  a 
confronto  con  verbale  1,  pag.  6);  che,  peraltro,  il  ricorrente,  nella 
maggior parte dei casi, non è stato in grado di collocare nel tempo gli  
avvenimenti  resi  dando  delle  indicazioni  temporali  lacunose;  che, 
trattandosi di fatti risalenti agli anni 2007 - 2008, non si giustificano tali  
lacune,

che, in considerazione di quanto precede, v'è ragion di concludere alla 
manifesta  inverosimiglianza dei  motivi  d'asilo  addotti,  senza  che  sia 
necessario evocare altri elementi inconsistenti del suo racconto,

che,  ritenuta  l'inverosimiglianza  dei  fatti  evocati, non  v'è  motivo  di 
ritenere che il ricorrente non possa ottenere dalle autorità in Nigeria, 
se  opportunamente  sollecitata,  un'appropriata  protezione  statale 
contro  l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  di  terzi  nei  suoi  confronti , 
tanto più che l'insorgente ha dichiarato di non aver mai avuto problemi 
con le autorità del suo Paese (cfr. verbale 1, pag. 7),

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le dichiarazioni rese dal 
ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

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che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto di  vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5, 6, 5-5.7 
pag. 90 e segg. e DTAF 2009/50 consid. 5-8 pagg. 725-733),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della convenzione 
del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti  contrari  all'art. 3  della  convenzione del  4 novembre 1950 
per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della convenzione del 10 dicembre 1984 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti (Conv. tortura, RS 0.105); che, peraltro, il ricorrente non ha 
fatto valere alcunché in tal senso,

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1; GICRA 2001 n. 21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art. 
83 cpv. 3 LStr),

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che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria non appare, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
gode di una certa formazione scolastica, avendo frequentato la scuola 
primaria  e  secondaria  (cfr.  verbale  1,  pag.  2);  che,  inoltre,  non  v'è 
ragione di non ritenere che egli disponga in patria di una rete familiare 
e sociale,  vista l'inverosimiglianza del  suo intero  racconto  e  ritenuto 
che  ha  vissuto  in  questo  Paese  sin  dalla  nascita;  che,  infine, 
l'insorgente è in buona salute; che, infatti, non ha preteso nel gravame 
di soffrire di  gravi problemi di  salute che possano giustificare la sua 
ammissione  provvisoria  (cfr. GICRA 2003  n. 24),  senza  che  ad  un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

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che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Il succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
L._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di L._______ (via fax,  
per  l'incarto  N  (...),  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- M._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione:

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