# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 679c011d-dc71-5369-9f07-7f6524458faf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 25.01.2023 52.2022.416
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2022-416_2023-01-25.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2022.416

   

  	
  Lugano

  25
  gennaio 2023    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Matteo Cassina, vicepresidente,

  Matea Pessina, Sarah Socchi

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Barbara Maspoli

  

 

 

statuendo sul ricorso del 16 dicembre
2022 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1, 

  patrocinato
  da: avv. PA 1,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 dicembre 2022 (n. 50) del
  Presidente del Consiglio di Stato che respinge la domanda dell'insorgente di
  conferimento dell'effetto sospensivo all'impugnativa da lui interposta
  avverso la risoluzione del 22 novembre 2022 con cui la Sezione della
  circolazione, Ufficio giuridico, gli ha revocato la licenza di condurre a
  titolo preventivo e cautelativo, ordinandogli di sottoporsi a perizia
  specialistica;

  

 

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

che RI 1, nato nel 1971 e muratore di professione, è titolare
di una licenza di condurre veicoli a motore dal 1989;

che il 27 ottobre 2022, verso le ore 18.00, RI 1 stava circolando in territorio
di __________, all'uscita dell'autostrada A2 in direzione sud, alla guida
dell'autofurgone __________ (targato TI __________) quando è stato fermato
dalla Polizia cantonale poiché stava utilizzando indebitamente la corsia di
sorpasso e manipolando il telefono cellulare;

 

che, sottoposto a un test per lo screening di droghe
(Drugwipe 6 S) dopo avere ammesso di fare uso di marijuana, è risultato
positivo alla cocaina e alle anfetamine; 

 

che in seguito si è rifiutato di sottoporsi all'esame medico
e al prelievo di sangue e urina ordinato dal magistrato inquirente; 

che la licenza di condurre gli è stata immediatamente sequestrata dalle forze
dell'ordine; 

 

che, preso atto del relativo rapporto di polizia, sospettando
seriamente un'inidoneità alla guida dell'interessato, il 22 novembre 2022,
sulla base segnatamente degli art. 15d cpv. 1 della legge federale sulla
circolazione stradale del 19 dicembre 1958 (LCStr; RS 741.01) e 30 dell'ordinanza
sull'ammissione alla circolazione del 27 ottobre 1976 (OAC; RS 741.51), la
Sezione della circolazione gli ha revocato la patente a titolo preventivo e
cautelativo a tempo indeterminato e con effetto immediato, ordinandogli nel
contempo di sottoporsi a una perizia specialistica a cura di un medico del
traffico SSML; 

 

che contro quest'ultima decisione, dichiarata immediatamente
esecutiva, RI 1 si è aggravato davanti al Governo, postulandone l'annullamento
e chiedendo, in via cautelare, la concessione dell'effetto sospensivo al
ricorso; 

che, con giudizio del 12 dicembre 2022, il Presidente del Consiglio di Stato ha
respinto quest'ultima domanda; dopo aver riepilogato gli elementi agli atti
(risultato positivo del test Drugwipe, ammissioni sul consumo di marjuana,
rifiuto di sottoporsi al prelievo di sangue e urine) ed escluso la forte probabilità che non fossero date le
condizioni per adottare la decisione impugnata, la precedente istanza ha
rifiutato di concedere l'effetto sospensivo al ricorso vista l'opportunità
della revoca, ritenendo l'interesse pubblico alla sicurezza del traffico
prevalente su quello del ricorrente a rientrare immediatamente in possesso
della licenza di condurre; 

che, contro tale pronuncia, il ricorrente
insorge ora dinnanzi al Tribunale cantonale amministrativo, postulandone
l'annullamento e riproponendo la domanda formulata in via provvisionale,
rimasta inascoltata; 

che l'insorgente contesta in particolare che vi siano gli estremi per diffidare
della sua idoneità alla guida alla luce della sua ammissione di un'assunzione
isolata di canapa e in assenza di altri indizi di un suo consumo di
stupefacenti, che sarebbe al contrario smentito dall'analisi da lui prodotta
(attestante l'assenza di tracce di tali sostanze nelle sue urine), con cui il
Presidente del Consiglio di Stato non si sarebbe confrontato; contesta inoltre
il risultato - considerato non sufficientemente chiaro - del test Drugwipe; ritiene
in ogni caso il provvedimento, che comporterebbe la perdita del suo posto lavoro,
lesivo della sua libertà economica e del principio della proporzionalità; 

che il Presidente del Governo si oppone all'accoglimento del
ricorso, senza formulare particolari osservazioni; a identica conclusione
perviene la Sezione della circolazione, con argomentazioni di cui si dirà, se
necessario, in appresso; 

 

che non vi è stato un ulteriore scambio di allegati, stante
la rinuncia del ricorrente a presentare una replica; 

 

 

considerato,                   in diritto 

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dagli art. 10
cpv. 2 della legge di applicazione alla
legislazione federale sulla circolazione stradale e la tassa sul traffico
pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL 760.100) e 37 cpv. 4 della legge
sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100);

 

                                         che
certa è la legittimazione attiva del ricorrente, personalmente e direttamente
toccato dal giudizio impugnato, di cui è destinatario (art. 65 cpv. 1 LPAmm); 

 

che il ricorso, tempestivo
(art. 10 cpv. 3 LALCStr e 68 cpv. 2
LPAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli
atti richiamati, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm);

che oggetto di controversia è il giudizio con cui il Presidente del Governo si
è rifiutato di ripristinare l'effetto sospensivo alla decisione del 22 novembre
2022 della Sezione della circolazione, dichiarata immediatamente esecutiva, di
revocare all'insorgente la licenza di
condurre a titolo preventivo e cautelativo, ordinandogli nel contempo di
sottoporsi a un esame peritale, così come indicato in narrativa;

che quando vi sono dubbi sull'idoneità alla guida di una persona,
quest'ultima è sottoposta a un esame di verifica, segnatamente in caso di guida
sotto l'influsso di stupefacenti o di presenza a bordo di stupefacenti che
compromettono seriamente la capacità di condurre o che comportano un elevato
rischio di dipendenza (cfr. art. 15d cpv. 1 lett. b LCStr); per giurisprudenza,
l'ordine non presuppone necessariamente che il conducente abbia circolato sotto
l'influsso di tali sostanze (cfr. STF 1C_458/2019 del 25 marzo 2020 consid.
2.1, 1C_111/2015 del 21 maggio 2015 consid. 4.6 e 4.8); 

che, per giurisprudenza, un regolare ma controllato e moderato consumo di
canapa non porta in sé alla conclusione di inidoneità alla guida; a questo
riguardo sono pure determinanti le abitudini di consumo del conducente, i suoi
precedenti, il suo comportamento nell'ambito della circolazione stradale e la
sua personalità (cfr. DTF 128 II 335 consid. 4a; STF 1C_487/2016 del 7 aprile
2017 consid. 2.1); considerato che il consumo di droghe pesanti come la cocaina
presenta invece un potenziale di dipendenza elevato, l'ordine di una perizia
sull'idoneità alla guida può essere opportuno già in presenza di un consumo
sporadico o occasionale (vereinzeltem bzw. gelegentlichem Kokainkonsum,
cfr. STF 1C_458/2019 del 25 marzo 2020 consid. 2.1 e rimandi);

che, se sussistono seri dubbi sull'idoneità alla guida di una persona, la
licenza di condurre può essere revocata a titolo preventivo (art. 30 OAC); per
giurisprudenza, il permesso di condurre deve di regola essere revocato quando
viene ordinato un esame d'idoneità di medicina del traffico (cfr. DTF 125 II
396 consid. 3; STF 1C_184/2019 del 3 giugno 2019 consid. 2.1, 1C_339/2016 del 7
novembre 2016 consid. 3.1 e rinvii); la predetta norma istituisce una misura
cautelare destinata a proteggere gli
interessi minacciati in attesa dell'esito del procedimento principale
concernente la revoca di sicurezza; 

che per prassi costante,
avallata da dottrina e giurisprudenza, le revoche preventive (art. 30 OAC) - al
pari delle misure di sicurezza - sono
per principio dichiarate immediatamente esecutive, nel senso che l'autorità che
le adotta è solita togliere preventivamente l'effetto sospensivo a un'eventuale
impugnativa (cfr. DTF 122 II 359 consid. 3a, 106 Ib 115 consid. 2b; STF 1C_184/2019
del 3 giugno 2019 consid. 2.1, 1C_195/2013 del 20 marzo 2013 consid. 3.2; STA
52.2019.158 del 24 maggio 2019 e rimandi; Cédric
Mizel, Droit et pratique illustrée du retrait du permis de conduire,
Berna 2015, n. 25.3 pag. 192 e 97.5.2 pag. 741 e rimandi; per la procedura
ticinese, cfr. l'art. 37 cpv. 4 LPAmm, che dichiara le misure provvisionali
immediatamente esecutive per legge);

che anche l'ordine di sottoporsi a un
accertamento dell'idoneità alla guida può essere dichiarato immediatamente
esecutivo (cfr. Mizel, op. cit.,
pag. 152; cfr. nella prassi ad es. STF 1C_406/2022 del 26 settembre 2022
consid. A-B, 1C_197/2017 del 29 giugno 2017 consid. A, 1C_111/2015 citata consid.
D, 1C_7/2014 del 2 settembre 2014 consid. B); nella misura in cui la sua natura
è cautelare (cfr. STF 1C_151/2021 del 20 agosto 2021 consid. 1.2, 1C_319/2020
del 18 febbraio 2021 consid. 1.2; STA 52.2021.202 del 10 novembre 2021), tale
effetto discende di per sé direttamente dall'art. 37 cpv. 4 LPAmm; 

che in caso di ricorso contro una revoca preventiva o un ordine di
sottoporsi a un esame di verifica il destinatario può nondimeno chiedere la
sospensione della decisione al Presidente del Governo (art. 71 LPAmm), che è
competente ad adottare misure provvisionali d'ufficio o su istanza di parte
(art. 37 cpv. 1 e 2 LPAmm);

che la pronuncia sull'effetto sospensivo - fondata su un giudizio d'apparenza
(prima facie) - dipende dalla ponderazione degli interessi contrapposti
delle parti, nell'ambito della quale l'autorità adita fruisce di un ampio
margine d'apprezzamento (cfr. DTF 130 II 149
consid. 2.2, 129 II 286 consid. 3; Marco
Borghi/Guido Corti,
Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 1c ad art. 21);
nella valutazione deve evitare di anticipare il giudizio di merito e può tener
conto del probabile esito della lite solo quando non sussistono dubbi circa lo
stesso (cfr. DTF 130 II 149 consid. 2.2, 129 II 286 consid. 3; tra tante, STA
52.2019.272 del 27 agosto 2019 consid. 4.1 e rimandi); 

che, chiamato a statuire su un ricorso proposto contro una decisione
mediante la quale il Presidente del Governo respinge la domanda di concessione
dell'effetto sospensivo al gravame inoltrato contro una decisione
immediatamente esecutiva, il Tribunale cantonale amministrativo deve limitarsi
a verificare che il diniego non integri gli estremi di una violazione del
diritto, segnatamente dal profilo dell'eccesso o dell'abuso di potere (art. 69
cpv. 1 lett. a LPAmm);

che le misure fondate sugli art. 16 cpv. 1 LCStr e 30 OAC, così come le revoche
adottate in base all'art. 16d cpv. 1 LCStr, mirano come detto a prevenire possibili compromissioni della sicurezza
del traffico da parte di persone che non offrono sufficiente affidabilità
quali conducenti di veicoli a motore; 

che, considerato il potenziale pericolo ingenerato da tali conducenti,
nel caso di revoche per scopo di sicurezza (siano esse preventive o ordinarie) per giurisprudenza l'effetto sospensivo a un
ricorso va quindi accordato soltanto
quando sulla base degli atti si può ritenere che molto probabilmente non sono
date le premesse per adottare un simile provvedimento; non occorre per contro
sia provata l'inidoneità alla guida: basta la sussistenza di sufficienti indizi
per ritenere che il conducente non soddisfi più le condizioni poste per
il rilascio della licenza (cfr. DTF 122 II 359 consid. 3a, 106 Ib 115 consid.
2b; STF 1C_195/2013 citata consid. 3.2
e 3.3; STA 52.2019.158 citata); 

che l'effetto sospensivo a un ricorso contro un ordine di sottoporsi a un esame
di verifica va concesso solo quando sussistono motivi particolari (cfr. Mizel, op. cit., pag. 151 nota 691 e la giurisprudenza
ivi citata), in particolare che non fanno apparire prevalente l'interesse
pubblico a un sollecito accertamento dell'idoneità alla guida, nell'ottica
della sicurezza del traffico; 

che in concreto, il Presidente del Governo ha dapprima escluso la forte
probabilità che non sussistessero le premesse per adottare la decisione
impugnata (alla luce del risultato positivo del test Drugwipe, delle
ammissioni del ricorrente riguardo al suo consumo di marijuana e del suo
rifiuto di sottoporsi al prelievo di sangue e urine); ha quindi rifiutato di
concedere l'effetto sospensivo al ricorso pendente, ritenendo l'interesse
pubblico alla sicurezza del traffico prevalente su quello del ricorrente a
rientrare immediatamente in possesso della licenza di condurre; 

che tale conclusione, alla luce di quanto emerge dall'incarto, non appare
insostenibile; 

che dal rapporto di polizia agli atti risulta che il ricorrente, fermato alla
guida del suo veicolo, è stato sottoposto a un test Drugwipe, che è
apparentemente risultato positivo alle droghe pesanti (cocaina e anfetamine;
cfr. rapporto di costatazione per rifiuto di accertamento dell'inattitudine:
accertamenti preliminari a pag. 1 e verbale a pag. 4; cfr. pure formulario
accertamento inattitudine/

prelievo sangue, pag. 3 ad 9); 

 

che, a questo
stadio, tale elemento non appare contraddetto dal solo fatto che nell'ordine di
prelievo di sangue e urine disposto dal magistrato, l'esito del test - sempre
marcato come positivo - sia stato accompagnato dalla specificazione risultato
non chiaro, o che il ricorrente non l'abbia accettato, rifiutando di
sottoporsi agli ulteriori esami (cfr. rapporto citato: osservazioni a pag. 1 e
verbale a pag. 4; cfr. pure ricorso, pag. 7); comportamento, quest'ultimo, che
al di là del suo diritto di rifiutarsi di collaborare in un procedimento
penale, non permette a prima vista di escludere che egli abbia inteso sottrarsi
alla prova di un episodio di guida sotto l'influsso di sostanze
stupefacenti o di un consumo problematico delle stesse; 

che non può inoltre essere trascurato che, secondo il rapporto di polizia, il ricorrente avrebbe pure ammesso un
uso di canapa, indicando di averla consumata (l'ultima volta) una settimana
prima (cfr. rapporto citato, verbale a pag. 4 e 5; cfr. pure formulario accertamento
inattitudine/prelievo sangue, ad punto 3: a precisa domanda, dichiarava di
consumare regolarmente marijuana);

che, a un esame sommario, sussistono quindi indizi di un (non meglio quantificato) uso di marijuana
rispettivamente di un consumo di cocaina
associato ad anfetamine, che è stato rilevato il 27 ottobre 2022, nell'ambito
della circolazione stradale; consumo che non ha finora potuto essere meglio
chiarito e che, contrariamente a quanto pretende l'insorgente, non appare
smentito dall'unica analisi delle urine effettuata soltanto a distanza di 8
giorni dai fatti (cfr. STF 1C_519/2019 del 28 maggio 2020 consid. 3.2,
1C_328/2013 del 18 settembre 2013 consid. 4.3.2); più eloquente avrebbe semmai
potuto essere un esame del capello attestante l'assenza di uso di droghe nei
mesi precedenti (cfr. STF 1C_519/2019 citata consid. 3.2);  

che sapere se i predetti indizi fondino seri dubbi sull'idoneità alla guida del
ricorrente rispettivamente se giustifichino i provvedimenti disposti nei suoi
confronti è questione di merito, che esula dalla presente procedura; qui basta
rilevare che, allo stato attuale delle cose, non è possibile affermare che con
ogni probabilità non sussistono le premesse per la pronuncia dei provvedimenti
imposti al ricorrente; 

che, fermo quanto precede, dal profilo della ponderazione degli
interessi non si può rimproverare al Presidente del Governo di avere fatto un
uso scorretto - segnatamente abusivo (art. 69 cpv. 1 lett. a LPAmm) - del
potere di apprezzamento che la legge gli riserva, per aver attribuito un peso
accresciuto all'interesse pubblico alla sicurezza stradale piuttosto che a
quello privato del ricorrente a poter condurre fino all'esito della procedura
di merito pendente (revoca preventiva);

che l'insorgente non adduce alcun elemento a dimostrazione che il suo interesse
a non essere privato della licenza di guida sia superiore all'interesse
pubblico - per principio preponderante - volto a proteggere la sicurezza del traffico
e gli altri utenti della strada (cfr. DTF 106 Ib 115 consid. 2b; Mizel, op. cit., n. 25.3 pag. 192 e
rimandi), tale non potendo in particolare essere l'asserito rischio di perdere
il suo posto di lavoro (cfr. STF 1C_116/2010 del 17 maggio 2010 consid. 3; STA 52.2019.158
citata); 

che la misura non gli impedisce del resto di esercitare la sua professione di impiegato per gestioni
cantieri, sebbene in questo lasso di
tempo non potrà guidare e dovrà quindi organizzarsi diversamente (con i mezzi
di trasporto pubblico o facendo capo ad altre persone che l'accompagnino);
nemmeno il ricorrente sostanzia d'altra parte che quale impiegato per
gestioni cantieri avrebbe un'esigenza imperativa di condurre un veicolo,
come ad es. un'autista professionista o un tassista (cfr. STF 1C_339/2016
citata consid. 5.1);

che, seppur non particolarmente sostanziato dal Presidente del Governo,
prevalente risulta in concreto anche l'interesse pubblico a una sollecita
attuazione dell'esame di medicina del traffico disposto nei suoi confronti, e
meglio che sia accertata la sua idoneità alla guida in tempi rapidi (ciò che
appare alla fin fine anche nell'interesse dell'insorgente per tornare al più
presto in possesso della licenza di condurre); 

che il ricorrente, che si è peraltro già spontaneamente sottoposto a un'analisi
delle urine, non adduce del resto alcun particolare motivo tale da far apparire
prevalente il suo interesse privato a non sottoporsi senza indugio all'esame
medico (onere che non configura comunque una misura particolarmente incisiva
della sua libertà personale, cfr. DTF 133 II 384 consid. 5.2.2); 

che, in conclusione, il giudizio impugnato che ha respinto la domanda di
conferimento dell'effetto sospensivo alla decisione del 22 novembre 2022 della
Sezione della circolazione va confermato, in quanto immune da violazioni del
diritto;

 

che il ricorso va quindi respinto;

che, dato l'esito, la tassa di giustizia (art. 47 cpv. 1
LPAmm) è posta a carico dell'insorgente, soccombente. 

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

decide:

1.    Il ricorso è
respinto.

2.    La tassa di
giustizia di fr. 1'500.-, già anticipata dal ricorrente, rimane interamente a
suo carico.

 

 

3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS
173.110).

 

 

	
  4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
vicepresidente                                                     La
vicecancelliera