# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 03b9e2d6-fb0a-5d7f-abf7-3ae6019e1f1a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.02.2012 32.2011.167
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-167_2012-02-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.167

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  2 febbraio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 giugno 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 10 maggio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1952, professionalmente attiva nella misura dell’80% quale educatrice
presso un centro di prima infanzia, nel dicembre 2009 ha inoltrato una domanda di prestazioni (doc. AI 1).

 

                               1.2.   Esperiti
gli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia bidisciplinare a cura
del SMR (Servizio medico regionale dell’A), con decisione 10 maggio 2011
(preavvisata il 17 marzo 2010) l’Ufficio AI ha respinto la domanda di
prestazioni non presentando l’assicurata un grado d’invalidità pensionabile
(doc. AI 42).

 

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dalla RA 1ano, ha inoltrato
il presente ricorso, postulando il riconoscimento di una mezza rendita per un
grado d’invalidità del 50%. Contestando la valutazione medico-teorica del SMR,
chiede che venga esaminato l’operato dell’amministrazione come pure
l’esecuzione di una perizia multidisciplinare giudiziaria.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha postulato la reiezione del ricorso, confermando
la valutazione medica operata. 

 

                               1.5.   Il
5 luglio 2011 l’insorgente ha inoltrato delle osservazioni alla risposta di
causa (VI), seguite, su richiesta del TCA, da una presa di posizione
dell’Ufficio AI (VIII).

 

                                         Il
28 febbraio 2011 il rappresentante dell’assicurata ha prodotto ulteriore documentazione
medica (VII), in merito alla quale l’amministrazione ha inoltrato le proprie
osservazioni in data 20 luglio 2011 (IX). 

 

                               1.6.   In
data 7 dicembre 2011 questo TCA ha svolto un accertamento presso l’Ufficio AI
(XI), ricevendo risposta il 14 dicembre 2011 (XII). Le risultanze sono state intimate
alla ricorrente per osservazioni (XIII).

 

                                         L’11
gennaio 2012 il rappresentante dell’assicurata ha inviato a questo Tribunale un
rapporto dello psichiatra curante (XVI) ed il 19 gennaio 2012 l’Ufficio AI ha
preso posizioni al riguardo (XVIII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e
giurisprudenza ivi citata).                                       

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurata ha diritto ad una rendita.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,
op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n.
264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire
se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare,
benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

                               2.4.   Nel
caso in esame, l'Ufficio AI ha fatto eseguire al SMR una perizia bidisciplinare
(somatica e psichiatrica). 

                                         Dal
rapporto 14 marzo 2011 risulta che i dr. __________ (FMH medicina interna) e __________
(FMH psichiatrica e psicoterapia), sulla base dei referti presenti nel dossier,
dei disturbi oggettivi e soggettivi, hanno posto le seguenti diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa: diabete mellito tipo 2 scompensato e
dislipidemia. Quale diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa sono
state elencate: obesità, sindrome fibromialgica, onicomicosi, iniziale tunnel
carpale bilaterale, esiti interventi di meniscetomia e ricostruzioni legamenti
crociati ginocchio destro (1989-1991), lombalgia ricorrente. Non è stata infine
riscontrata una psicopatologia maggiore. 

 

                                         In
merito alle valutazione della sintomatologia e della residua capacità
lavorativa, i medici SMR hanno rilevato:

 

" 
(…)

Valutazione / conclusione:

Assicurata di 58 anni in buone condizioni generali.

Prevale sindrome fibromialgica, diagnosi rispettosa di
tutti i criteri ACR.

Cefalea tensiva d'accompagnamento.

Disturbi del sonno.

Si documenta un episodio di lombalgia nel maggio 2010
attualmente non oggettivato.

Mobilità complessiva conservata. Deambulazione senza
limiti. Svolge attività sportiva (sci).

Prognosi favorevole.

Opportuno migliorare il profilo glicemico.

Il confronto con l'obiettività clinica descritta dal
Dr. __________ in data 18.05.2010 permette di oggettivare una mobilità del
rachide migliorata, nessuna limitazione significativa.

La valutazione clinica odierna permette di definire i
limiti funzionali descritti nell'esame della funzionalità fisica in allegato.

La valutazione clinica odierna permette di evidenziare
un'IL O% nell'attuale attività lavorativa, attività rispettosa dell'ergonomia.

Si allega modulo per la misurazione dell'escursione
articolare.

Si allega modulo per esame della funzionalità fisica.

IL da adattare al contratto di lavoro.

Le conclusioni cliniche del rapporto medico SMR sono
definite sulla base della piena conoscenza dell'incarto e degli accertamenti
approfonditi a disposizione.

 

Dal lato psichiatrico, non sono evidenti, all'osservazione
odierna segni o sintomi di una psicopatologia maggiore con influenza sulla
capacità lavorativa. Appare assente una deflessione patologica del tono
dell'umore.

In conclusione, sono assenti limiti aggiuntivi di
origine esclusivamente psicogena.

 

Essendo posta diagnosi di fibromialgia, sono stati valutati
i principi di Föerster:

Assente comorbidità con patologia somatica severa;

Assente comorbidità con patologia psichica maggiore;

Assente fallimento di ogni terapia al di là ragionevoli
attese; l'A.a rifiuta i medicamenti per scelta personale;

Assente ritiro sociale." (Doc. AI 37/7-8)

                                         Essi hanno
pertanto concluso per una piena abilità lavorativa sia nell’abituale
professione di nurse/educatrice che in attività adeguate. Per quel che concerne
il periodo precedente, i medici SMR hanno riassunto le seguenti inabilità
lavorative: 100% dal 1° agosto 2009, 50% dal 1° settembre 2009, 100% dal 23
novembre 2009, 50% dal 6 dicembre 2009 e dello 0% dal 14 marzo 2011
nell’abituale attività; 0% in attività adeguate dal 1° agosto 2009. 

 

                                         Con il presente
ricorso l’assicurata contesta la succitata valutazione medico-teorica della
residua capacità lavorativa, sostenendo, sulla base della refertazione dei
medici curanti, un’inabilità lavorativa del 50%.

 

                               2.5.   Quanto alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è
che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito,
che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007, U 329/01 e U 330/01 del 25
febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160
consid. 1c; Meyer Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997 p.. 123), bensì il suo
contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p.. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Va poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di
trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di regola
fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF
9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid.
5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico
curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008) e che il solo fatto che uno o più medici
curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a rimettere in
discussione una perizia ordinata dal giudice o dall’ammini-strazione e a
imporre nuovi accertamenti (STF 9C_9/2010 del 29 settembre 2010, consid. 3.4 e
i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/
2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile
2007).

 

                               2.6.   Nella
fattispecie concreta questo TCA non ha motivi per mettere in
dubbio la dettagliata e convincente valutazione bidisciplinare operata dal SMR.
In essa è stato debitamente tenuto conto delle affezioni dell’assicurata, con
conclusioni logiche e prive di contraddizioni circa la capacità lavorativa del 100%
nella sua attuale professione dal 14 marzo 2011 (data della valutazione SMR) e
del 100% in attività adeguate dal 1° agosto 2009. Né del resto l’insorgente ha
prodotto in sede di ricorso documentazione medica atta a validamente mettere in
dubbio la fedefacenza delle succitate conclusioni mediche.

 

                             2.6.1   Per
quel che concerne l’aspetto somatico, nel ricorso l’assicurata sostiene di non
poter garantire lo svolgimento dei suoi compiti quale educatrice di prima infanzia,
sostenendo che la sua capacità di sollevare pesi tra gli 11 e 25 chili (nella
cui fascia di peso rientrano i bambini di cui si occupava; n.d.r.) è molto
ridotta. Invece, il dr. __________ nella lista relativa alle limitazioni
fisiche ha indicato come normale la capacità di sollevamento e/o di trasporto
di carichi di tali entità. A ragione, visto che comunque non vi è alcun atto
medico che smentisca tale valutazione.

 

                                         Occorre
poi rilevare come il citato sanitario del SMR, dopo aver proceduto al consueto
esame dello status somatico, ha riscontrato che “il confronto con
l’obiettività clinica descritta dal dr. __________ in data 18 maggio 2010 [cfr.
atti Cassa malati in doc. AI 16/1] permette di oggettivare una mobilità del
rachide migliorata, nessuna limitazione significativa” (doc. AI 37/7). Anche
su questo punto la valutazione non è stata contraddetta da documentazione
medica. 

                                         Del
resto, nel certificato medico 4 luglio 2011 del dr. __________, di cui si parlerà
più diffusamente nel prosieguo, ha fra l’altro rilevato che l’evoluzione della
capacità lavorativa “non è legata direttamente con problemi fisici ma
da mettere in relazione con alterazione progressiva dello stato psichico…” (sottolineatura
del redattore; doc. B).

 

                            2.6.2.   Dal
punto di vista psichiatrico, nel citato rapporto 14 marzo 2011 il dr. __________,
dopo aver visitato l’assicurata, ha esposto il seguente status psichico:

 

" 
(…)

Status psichico odierno:

L'A.a appare lucida, orientata nei quattro domini e
collaborante.

La mimica e la gesticolazione sono senza particolarità.

È ben curata nell'aspetto e nell'igiene.

L'eloquio è fluido, spontaneo, non logorroico, ben
comprensibile nella terminologia usata.

I nessi logici appaiono conservati.

Non emergono disturbi della forma e del contenuto del
pensiero.

Nega pensieri auto e/o etero lesivi.

L'umore è in asse, si nota un grado lieve di labilità
emotiva, legato alla situazione metabolica di diabete scompensato, non note di
ansia particolari, non irrequietezza, non tensione endopsichica.

Non si evidenziano dispercezioni.

Non si evincono disturbi grossolani della memoria.

Non si evidenziano difficoltà importanti di
concentrazione nè di attenzione.

Le funzioni cognitive fondamentali sono conservate.
(…)" (Doc. AI 37/7)

 

                                         Egli
non ha riscontrato una psicopatologia invalidante.

 

                                         L’insorgente
sostiene invece un rilevante peggioramento, facendo riferimento alla seguente
documentazione medica:

 

·       
rapporto 13 novembre 2011 dello psicologo __________,
prodotto in sede istruttoria; dopo aver precisato di seguire la paziente
dall’aprile 2010, egli ha attestato la presenza di una sindrome da
somatizzazione (ICD 10-F40.0), evidenziando:

 

" 
(…)

Il decorso di tale sindrome è cronico e fluttuale, ed è
associato ad una progressiva, nel caso, compromissione a lungo termine del
comportamento sociale, interpersonale e famigliare.

 

Tipicamente è un esordio precoce nell'età adulta che
compromette verosimilmente le attività professionali attualmente in essere (non
è assolutamente in grado di riprendere l'attività lavorativa oltre un metà
tempo)." (Doc. AI 43/2)

 

·       
rapporto 3 giugno 2011, allegato al ricorso, nel quale lo
psichiatra curante, dr. __________, ha rilevato che l’assicurata è in sua cura
dal 19 maggio 2011 e che:

 

" 
Essa presenta i sintomi
di un episodio depressivo che comporta secondo la mia valutazione una inabilità
lavorativa al 50%.

 

È stata iniziata una terapia antidepressiva con
Tryptizol che verrà progressivamente aumentata e dovrebbe incidere
positivamente sia sulla sintomatologia depressiva, sia parzialmente sulla sintomatologia
dolorosa di cui la paziente soffre." (Doc. A3)

 

·       
certificato 4 luglio 2011 del medico curante, dr. __________, il
quale ha osservato:

 

" 
Con la presente
certifico che seguo la paziente a margine da più di dieci anni e ho potuto costatare
con il tempo un evoluzione della sua capacità lavorativa non legata
direttamente con problemi fisici ma da mettere in relazione con un alterazione
progressiva dello stato psichico tanto da richiedere (per evitare un scompenso
psico fisico completo) più interruzioni dell'attività che non ha mai potuto
essere ripresa in un grado superiore al 50%.

 

Questa decisione è stata presa dopo vari colloqui con
lo psicologo (dottor __________) ed il psichiatra (dottor __________) come pure
il datore di lavoro. La riduzione del ritmo di lavoro è dunque dovuta
unicamente ad un degrado delle condizioni psichiche con una alterazione secondaria
del benessere fisico. La paziente risponde chiaramente ai requisiti per godere
di una rendita AI che dovrebbe se concessa evitare un'incapacità lavorativa totale
con conseguenze negative sia per la paziente stessa, il datore di lavoro e le
assicurazioni sociali." (Doc. B)

 

                                         In
data 7 dicembre 2011 questa Corte ha sottoposto i succitati rapporti al dr. __________
per una presa di posizione. Nelle annotazioni 13 dicembre 2011 lo psichiatra
del SMR ha fra l’altro evidenziato: 

 

"  (…)

Essendo la fibromialgia classificabile fra le sindromi
da somatizzazione secondo ICD 10 alla cifra F45, lo scritto del dott. __________,
psicologo, datato 13.04.2011, non apportava nuove informazioni, giacché
l'aspetto da lui considerato era stato oggetto del rapporto sopra citato.

 

Prendo ora visione di uno scritto dello psichiatra, dr.
__________, datato 03.06.2011, in cui lo specialista afferma di avere in cura
l'A.ta dal 19.05.2011, dunque circa due mesi dopo l'osservazione SMR, e
introduce la diagnosi di episodio depressivo trattato con Tryptizol; vi sarebbe
un'inabilità lavorativa del 50% a causa della patologia psichica.

Si tratta, in effetti, di una nuova diagnosi e di un
nuovo trattamento farmacologico, entrambi non presenti al momento
dell'osservazione SMR.

Lo psicologo, dott. __________, nel suo scritto sopra
citato esprime, infatti, solo la diagnosi di sindrome da somatizzazione e non
cita alcun episodio depressivo in atto o precedente.

 

Prendo anche visione dello scritto del dr. __________,
FMH medicina interna, diabetologia e endocrinologia, datato 04.07.2011. Non
sono specificate diagnosi di tipo psichiatrico rispettivamente segni oggettivi
di psicopatologia: è enunciata una "alterazione progressiva dello stato
psichico" senza ulteriori precisazioni.

 

In conclusione, dal lato psichiatrico, solo il
certificato del dr. __________, pur in assenza di una descrizione oggettiva di
status, riporta una diagnosi psichiatrica in precedenza non nota
rispettivamente non diagnosticata durante l'osservazione diretta dell'A.ta il
14 marzo 2011.

Si tratta pertanto di una nuova patologia
psichica che andrebbe valutata e che potrebbe influenzare la capacità lavorativa
in genere dell'A.ta."
(Sottolineatura del redattore; doc. XII/1)

 

                                         In
merito all’evoluzione psichiatrica, l’assicurata ha infine prodotto un altro
atto medico. Con certificato 4 gennaio 2012 il dr. __________ ha indicato:

 

" 
Nel corso di questo
periodo è stata impostata una terapia con Tryptizol 25 mg la sera.

 

Tale trattamento ha avuto un influsso positivo sui
disturbi del sonno della paziente, che ora dorme generalmente con maggiore
continuità.

 

Anche sul piano dell'umore essa ha avvertito un
parziale miglioramento con una riduzione dell'abulia e della difficoltà a
concentrarsi, precedentemente presenti.

 

Sentendosi meglio la Sig.ra RI 1 ha preferito evitare
per il momento un ulteriore incremento della posologia nel timore che questa
potesse influire negativamente sulla sua efficienza quotidiana.

 

Rispetto alla sua capacità di sostenere le attuali
mansioni lavorative, vi è stato un miglioramento nel senso che ora vi è un buon
equilibrio fra le risorse richieste quotidianamente – svolgendo un'attività al
50% - e quelle veramente a disposizione della paziente. Questo evita un
progressivo peggioramento del suo stato di salute.

 

Per il momento la sig.ra RI 1 non mi sembra ancora in
grado di affrontare una quantità di lavoro superiore alla mezza giornata."
(sottolineatura del redattore; doc. C)

 

                                         Va
qui ricordato che per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni
sociali esamina la legalità delle decisioni in base alla situazione di fatto
esistente al momento in cui la decisione impugnata, quando si ritenga che fatti
verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa. I fatti accaduti
posteriormente e che hanno modificato questa situazione devono di regola
formare oggetto di un nuovo atto amministrativo (cfr. DTF 130 V 138 (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti). 

                                         

                                         Premesso
quanto sopra, come giustamente osservato dall’Ufficio AI il 14 dicembre 2011
(cfr. consid. 1.6), l’episodio depressivo è stato riportato la prima volta
dallo psichiatra curante nel rapporto 3 giugno 2011 (tra l’altro non contenente
alcuna descrizione dello status psichico), quindi – seppur per pochi giorni - successivo
alla decisione contestata del 10 maggio 2011. Successivo alla pronunzia impugnata
è pure l’inizio della cura (il 19 maggio 2011) presso il dr. __________. Inoltre,
secondo questa Corte, non vi sono elementi che giustificano di procedere ad un
accertamento retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa. Nella
valutazione 14 marzo 2011 il SMR non ha riscontrato alcun elemento depressivo
(cfr. status psichico) e nel citato rapporto 3 giugno 2011 lo psichiatra
curante, come detto, non ha oggettivato la nuova diagnosi. Pertanto, la nuova
patologia psichiatrica andrà semmai esaminata nell’ambito di una nuova domanda
di prestazioni, accompagnata dalla pertinente documentazione medica. Va infine
rilevato che, contrariamente a quanto sostenuto dall’assicurata nello scritto
11 gennaio 2012 (XVI), dall’ultimo certificato 4 gennaio 2012 dello psichiatra
curante si desume un (parziale) miglioramento anziché un peggioramento della
componente psichiatrica. 

 

                                         Alla luce di quanto sopra esposto, sulla base delle affidabili e
concludenti risultanze della valutazione SMR, che ha permesso di vagliare accuratamente
lo stato di salute dell’interessata e richiamato inoltre l'obbligo che incombe
all'assicurata di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze
del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c,
117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die
Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pp. 57, 551 e 572), è da ritenere
dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito
delle assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti
ivi citati), che l'assicurata è abile al 100% in attività
adeguate.

 

                                         Questo
Tribunale ritiene inoltre che la refertazione medica agli atti contiene elementi
chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurata sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario
l'esperimento di ulteriori accertamenti richiesti dalla ricorrente.

                                         Al riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. DTF 130 II 425 consid. 2.1 con rinvii). Un tale modo di procedere non lede il diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 p.
28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d).

 

                               2.7.   Per quel che concerne
l’aspetto economico, il TCA ha richiamato dall’Ufficio AI le tabelle di calcolo
del grado d’invalidità e riduzioni applicate al reddito da invalido datate 14
marzo 2011, che non erano presenti nel dossier.

 

                                         Quale reddito
da valido la consulente in integrazione professionale, fondandosi sui dati
forniti dall’ex datore di lavoro il 25 gennaio 2010, ha considerato un importo di fr. 64'140,25, dato aggiornato al 2009 e non contestato, per un
impiego all’80%. 

 

                                         Per
quel che concerne il reddito da invalido, secondo la giurisprudenza, lo stesso è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti). Se invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare
perché l'assicurato non ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile,
il reddito da invalido, da contrapporre a quello da valido nella determinazione
del grado di invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76
consid. 3b/bb; RCC 1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b). Inoltre, va
rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello
medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario
teorico statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo,
come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse
di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito
del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).                  

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17; STFA I 222/04 del
5 settembre 2006).

                                         Se
una persona assicurata, per motivi estranei all'invalidità, ha realizzato un reddito
considerevolmente inferiore alla media senza che vi si sia spontaneamente
accontentata, si procede in primo luogo a un parallelismo dei due redditi di paragone.
In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito da valido
aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito oppure facendo
capo ai valori statistici oppure ancora a livello di reddito da invalido mediante
una riduzione adeguata del valore statistico. In una seconda fase, occorre
esaminare la questione di una deduzione dal reddito da invalido ottenuto sulla
base dei valori medi statistici. A questo riguardo, va tenuto presente che i
fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse già aver tenuto conto con il
parallelismo dei redditi di raffronto non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze
personali e professionali (DTF 134 V 322).

                                         Quando il reddito da valido differisce considerevolmente dal salario
statistico riconosciuto nello specifico settore economico, il TF ha nel
frattempo stabilito, anche in casi ticinesi (cfr. ad esempio sentenza
8C_44/2009 del 3 giugno 2009 consid. 4), che se il guadagno effettivamente
conseguito diverge di almeno il 5 % dal salario statistico usuale nel settore,
esso è considerevolmente inferiore alla media ai sensi della DTF 134 V 322 consid.
4 p. 325 e può giustificare - soddisfatte le ulteriori condizioni - un
parallelismo dei redditi di paragone, fermo restando però che questo parallelismo
si effettua soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5% (STF
9C_1033/2008 e 9C_1038/2008 del 15 gennaio 2010 consid. 5.5).

 

                                         Nel
caso di specie, la consulente, conformemente alla citata giurisprudenza, ha
utilizzato i dati salariali forniti dalla tabella TA1
elaborata dall'Ufficio federale di statistica e relativa ad una professione che
presuppone qualifiche inferiori (categoria 4) nel settore privato svizzero (a
proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr.
RAMI 2001 U 439, pp. 347ss. e SVR 2002 UV 15, pp. 47ss.), per un grado di
occupazione dell’80%, riconoscendo una riduzione del 13% (3% per attività e 10%
per altri fattori), giungendo ad un salario da invalida di fr. 42'626.--, così
come si desume dalle spiegazioni relative alla decisione impugnata e dalla
citate tabelle di calcolo. Dal raffronto dei redditi il grado d’invalidità è
risultato essere del 33,54% (64’140 -  42'626 x 100 : 64'140). 

                                         Tale
modo di procedere è stato vagliato dal TCA e risulta essere corretto.

 

                               2.8.   Per
quel che concerne l'attività di casalinga, va rammentato che
l'invalidità delle persone che si occupano (esclusivamente o parzialmente)
dell'economia domestica, come si é visto (cfr. consid. 2.5), è stabilita
confrontando le singole attività ancora accessibili alla richiedente la rendita
AI con i lavori che può eseguire una persona sana.

 

                                         Nel
caso in esame, l’amministrazione non ha proceduto alla consueta inchiesta
economica. Dal momento che sino alla decisione contestata non è stata riscontrata
alcuna patologia invalidante, tenuto inoltre conto che in sede di perizia SMR l’assicurata
aveva dichiarato di abitare da sola in un appartamento di 2 ½ locali al 4°
piano con lift, che la lavanderia è al pian terreno, che gestisce il bucato da sola
come pure lo stiro e tutte le faccende domestiche quali pulizia, spese, pagamenti
ecc., rettamente l’Ufficio AI ha ritenuto non esservi alcun impedimento nell’espletamento
delle mansioni casalinghe. D’altronde la ricorrente non ha contestato tale conclusione.

 

                               2.9.
  Visto quanto sopra, ritenuta una incontestata ripartizione dell’80% quale
salariata e del 20% quale casalinga, nel 2009 l’assicurata
presentava un’invalidità globale del 27%, percentuale che non dà diritto ad una
rendita, così come esposto nel seguente specchietto riportato nella decisione impugnata:

 

                                                      Attività
             Quota parte    Limitazione               Grado d’inv. parziale

                                                      Salariata
                 80%                33,54%                                           
27%

                                                      Casalinga                
20%               0%                                                       0%

                                                      Grado
d’invalidità globale                                                                       27%

 

                                         Allo
stesso risultato (nessun diritto ad una rendita) si giunge anche aggiornando i
dati al 2011, momento della decisione contestata che
delimita dal punto di vista temporale il potere cognitivo del giudice delle
assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti).
Infatti, è certo che l’aggiornamento dei redditi non permette di coprire la
differenza che intercorre tra il grado d’invalidità del 27% e quello
pensionabile del 40%. Non va poi dimenticato che dal
marzo 2011, almeno sino alla decisione contestata, l’assicurata è stata ritenuta
pienamente abile anche nella sua abituale attività.

 

                                         Ne
consegue che la decisione impugnata deve essere confermata ed il ricorso respinto. 

 

                             2.10.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

                                         

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti