# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f1562a17-a6d1-5251-b460-4560441065b5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 21.12.2017 80.2017.184
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2017-184_2017-12-21.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2017.184

  80.2017.185

  	
  Lugano

  21 dicembre 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

  rappr.
  da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 21 luglio 2017 contro la decisione del 22 giugno 2017 in materia di IC/IFD
  2014-2015.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1 è una società il
cui scopo sociale consiste: “nell’esercizio di un’impresa per la progettazione
e costruzione di edifici di vario genere, case e tetti prefabbricati in legno e
non; l’acquisto e la vendita, l’importazione e l’esportazione e, in genere, il
commercio di beni mobili; l’effettuazione di studi e ricerche, la progettazione,
l’esecuzione e la prestazione di assistenza tecnica nel settore specifico e in
rami d’attività affini; attività di general contractor; l’acquisto, la
detenzione e l’utilizzo di marchi e brevetti e altre forme di proprietà
intellettuale. La società può aprire succursali e filiali in Svizzera e
all’estero e partecipare ad altre imprese in Svizzera e all’estero. La società
può acquisire, possedere e vendere beni immobili. La società può inoltre esercitare
tutte le attività commerciali, finanziarie o di altro genere che siano in
relazione con lo scopo della società”.

 

 

                                  B.   Periodo fiscale
2014

                                         a.

                                         Con decisione di
tassazione IC/IFD 2014 del 13.4.2017, l’autorità fiscale aggiungeva fr.
201'883.-  a quanto dichiarato dalla contribuente come utile, e meglio una
perdita di fr. 201'883.-. L’utile imponibile veniva commisurato in fr. “0.-“. In
merito all’aggiunta all’utile l’UT indicava: “spese
non documentate o eccessive”, “rettifica
utile lordo in base ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo”,
ed anche “prestazioni (valutabili in denaro) ad
azionisti o persone vicine, vantaggi vari”.

                                         Il capitale per l’IC
veniva commisurato in fr. 500'000.-.

 

                                         b.

                                         Con “reclamo
cautelativo” del 12/15.5.2017, l’insorgente, per il tramite di __________, si
aggravava contro la decisione emessa dall’UTPG. In particolare contestava
l’aggiunta all’utile di fr. 201'883.- e chiedeva che le venissero trasmessi i
dettagli relativi ai fattori presi in considerazione.

 

                                         c.

                                         Con decisione di
tassazione su reclamo del 22.6.2017 l’UTPG stabiliva che il reclamo fosse
irricevibile, proponendo la seguente motivazione:

                                         “La legittimazione ricorsuale implica l’esistenza di
un interesse degno di protezione, che può essere sia un interesse di fatto sia
un interesse di diritto, direttamente connesso con l’oggetto della
contestazione ed attuale (...). Perché sia data la legittimazione, devono
essere adempiuti i seguenti presupposti: - l’interessato deve essere toccato e
pregiudicato dalla decisione: è irrilevante che si tratti di interessi
giuridici o fattuali, ma basta che la decisione gli cagioni uno svantaggio
economico, ideale, materiale o di altra natura; - il ricorrente deve dimostrare
di avere un interesse alla modifica della decisione: si richiede pertanto che
egli sia toccato in modo particolare e diretto, in misura maggiore e con
intensità superiore rispetto a chiunque altro. Oggetto di un reclamo in materia
fiscale possono essere unicamente questioni giuridiche attuali, le cui
conseguenze gravano sul contribuente. Questioni giuridiche astratte, che non
presentano alcuna relazione con il periodo di tassazione in discussione, ma che
avranno conseguenze solo in seguito, non presentano interesse degno di tutela
giuridica (...). Nella fattispecie la ricorrente ha impugnato l’imposta
sull’utile (cantonale e federale) che ammonta però a zero, ed è quindi chiaro
che manca un interesse attuale ad impugnare le tassazioni in oggetto. Viene
pertanto riconosciuta alla contribuente la possibilità di contestare
l’ammontare delle perdite accertate relative all’esercizio 2014 quando saranno
compensate con eventuali utili degli esercizi futuri”.

 

                                         d.

                                         Con tempestivo ricorso
alla Camera di diritto tributario del 21/24.7.2017 __________ insorge contro la
decisione di tassazione su reclamo IC/IFD 2014. La stessa si ritiene
legittimata ad impugnare la decisione siccome parte alla procedura e toccata
dalla stessa. Indica che l’UTPG, aggiungendo al risultato dichiarato da __________
un importo di fr. 201'833.- azzera di fatto la perdita d’esercizio. La
correzione fiscale sarebbe dovuta a non meglio precisati fattori aggiunti
all’utile (spese non documentate o eccessive, e rettifica utile lordo in base
ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo) e prestazioni (valutabili
in denaro) ad azionisti o persone vicine. Secondo la ricorrente nella decisione
non viene illustrato né nel dettaglio, ma neppure in maniera sufficiente quali siano
le spese non documentate. La ricorrente spiega che il diritto fiscale si basa
sul principio del bilancio commerciale: nel caso in cui l’autorità fiscale si discosti
dal medesimo è necessario che venga indicato e specificato quali norme fiscali
non sarebbero state rispettate. La ricorrente ritiene pertanto violato il suo
diritto di essere sentita.

                                         In merito
all’irricevibilità del reclamo, la ricorrente la censura integralmente. __________
sostiene che le rettifiche fiscali, apportate ai conti presentati ed al risultato
d’esercizio, danneggerebbero la società e la esporrebbero ad ulteriori
conseguenze fiscali, non unicamente sulle imposte dirette della società, ma anche
sull’IVA e sull’imposta preventiva. A queste si dovrebbe poi sommare l’eventuale
responsabilità solidale degli amministratori sui medesimi debiti d’imposta
dovuti dalla società. La ricorrente indica poi che le spese non documentate,
riprese ai fini delle imposte dirette, hanno la conseguenza di essere riqualificate
come prestazioni valutabili in denaro a favore degli azionisti. Secondo
l’insorgente, rifiutandole una giustificazione alla ripresa effettuata, l’UTPG
la esporrebbe ad un rischio di prelievo ingiustificato, non avendo la società
operato alcuna distribuzione di utili né palese né dissimulata. Nel gravame RI
1 conclude postulando che la decisione su reclamo sia dichiarata nulla e che
gli atti vengano ritornati all’UTPG perché adotti una decisione motivata

 

 

                                  C.   Periodo fiscale
2015

                                         a.

                                         Con decisione di
tassazione IC/IFD 2015 del 13.4.2017, l’autorità fiscale aggiungeva fr.
320’048.-  a quanto dichiarato dalla contribuente come utile, e meglio una
perdita di fr. 320'048.-. L’utile imponibile veniva commisurato in fr. “0.-“.
In merito all’aggiunta all’utile l’UT indicava: “spese
non documentate o eccessive”, “rettifica
utile lordo in base ai coefficienti d’esperienza validi per le aziende del ramo”,
ed anche “prestazioni (valutabili in denaro) ad
azionisti o persone vicine, vantaggi vari”.

                                         Il capitale per l’IC
veniva commisurato in fr. 500'000.-.

 

                                         b.

                                         Con “reclamo
cautelativo” del 12/15.5.2017 RI 1, per il tramite di __________, si aggravava
contro la decisione emessa dall’UTPG. In particolare contestava l’aggiunta
all’utile di fr. 320'048.- e chiedeva che le venissero trasmessi i dettagli
relativi ai fattori presi in considerazione.

 

                                         c.

                                         Con decisione su
reclamo del 22.6.2017 l’UTPG dichiarava irricevibile il gravame con la medesima
motivazione esposta per il periodo fiscale precedente.

 

                                         d.

                                         Con tempestivo
ricorso 21/24.7.2017 RI 1 si aggrava contro la decisione su reclamo IC/IFD 2015
proponendo i medesimi argomenti esposti nel gravame per il precedente periodo
fiscale. Censura la violazione del suo diritto di essere sentita in relazione
alla motivazione della decisione su reclamo: in particolare la contribuente non
è in grado di comprendere su quali basi si è fondato l’UTPG per riprendere
elementi dell’utile. Ritiene inoltre necessario che l’autorità fiscale, nei
correttivi apportati al risultato dichiarato indichi e specifichi con minimo ma
sufficiente dettaglio e motivazioni le norme fiscali che ritiene non siano
state rispettate. Contesta inoltre che non sussista in casu un interesse
degno di protezione ad impugnare la decisione di tassazione: questa ha anche
ulteriori conseguenze fiscali (IVA, imposta preventiva). Inoltre le spese non
documentate potrebbero essere riqualificate in prestazioni valutabili in denaro
a favore degli azionisti. Vi sarebbero anche delle conseguenze da parte
dell’AVS e dell’imposta alla fonte per quei vantaggi che dovessero venire
qualificati come salario in natura. Nel gravame RI 1 conclude postulando che la
decisione su reclamo sia dichiarata nulla e che gli atti vengano ritornati
all’UTPG perché adotti una decisione motivata.

 

 

                                  D.   Con uniche
osservazioni 31.7/2.8.2017 per i ricorsi IC/IFD 2014/2015 l’UTPG indica che
secondo la giurisprudenza del TF in applicazione dell’art. 67 LIFD (di egual
tenore l’art. 75 LT) una tassazione in materia d’imposte dirette acquista autorità
di cosa giudicata solo per il periodo fiscale in questione: le circostanze di
fatto e di diritto possono essere valutate in modo diverso in occasione di un
ulteriore periodo fiscale. Secondo l’UTPG quando un contribuente riceve una decisione
di tassazione che stabilisce un utile nullo, con la conseguenza che non vi è
alcun debito d’imposta, l’ammontare delle perdite che hanno portato a stabilire
l’utile nullo costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione,
sicché tale importo non beneficia della forza di cosa giudicata sostanziale.
L’UTPG indica che, nella misura in cui un contribuente auspica che l’ammontare
della perdita da riportare sul periodo fiscale successivo sia oggetto di una
decisione secondo l’art. 67 LIFD, gli manca un interesse attuale degno di tutela.
Il riporto delle perdite andrà eventualmente esaminato in occasione della
tassazione dei periodi fiscali successivi.

 

 

                                  E.   Con replica
30/31.8.2017 RI 1 si è riconfermata nei suoi allegati ricorsuali, contestando
la presa di posizione dell’UTPG. In particolare la ricorrente ritiene che il modo
di procedere dell’autorità fiscale determini l’applicazione di una tassazione
provvisoria, priva di base legale.

 

 

                                  F.   Il 20.11.2017 si è
tenuta presso la Camera di diritto tributario un’udienza alla presenza dei
rappresentanti della contribuente, del Capo Ufficio dell’Ufficio giuridico
della Divisione delle contribuzioni e di due funzionari dell’UTPG. 

                                         I rappresentanti della
ricorrente hanno fatto presente il danno economico che può derivare dalla
mancata decisione di merito. I finanziatori della società, in particolare le
banche, potrebbero tener conto delle riprese che risultano dalle tassazioni
contestate. Ad avviso dell’insorgente l’UTPG non terrebbe debitamente in
considerazione la grande importanza che ha una decisione di tassazione nel
mondo economico e finanziario. La contribuente indica anche di avere interesse
a conformarsi alle disposizioni tributarie, ma a tal fine deve conoscere le
ragioni delle riprese fiscali, per evitare che nei periodi successivi si
ripresentino problemi analoghi. La ripresa effettuata sarebbe inoltre avvenuta
senza che l’autorità fiscale abbia effettuato accertamenti fiscali
contrariamente a quanto si può desumere dalla decisione. La contribuente
ritiene che, se invece un accertamento vi fosse stato, lo stesso sarebbe
avvenuto in violazione del diritto di essere sentita della ricorrente.

                                         L’UTPG ha per sua parte
richiesto la conferma delle decisioni impugnate, che si fondano su una consolidata
giurisprudenza del Tribunale federale. Ritiene inolte che ci siano altre
procedure che consentirebbero di evitare i pregiudizi paventati dalla ricorrente.
L’autorità conclude da ultimo dicendo di avere invece proceduto a delle riprese
fondate su un pur minimo accertamento.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine.

                                         Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente
motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,
ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno retrocessi
all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in caso contrario,
la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nel caso che qui ci occupa,
RI 1 contesta le decisioni dell’UTPG che hanno dichiarato irricevibile il
reclamo da lei interposto per i periodi fiscali 2014 e 2015, con la motivazione
che l’imposta sull’utile ammontava a fr. 0.-. 

                                         Di fatto la ricorrente
censura una violazione del suo diritto di essere sentita: non le sarebbe stata
data la possibilità di comprendere gli elementi alla base delle rettifiche
operate dall’UTPG, così come i motivi ed il processo di accertamento che hanno
portato alla correzione fiscale operata.

                                         I ricorrenti non hanno
contestato l’imposta sul capitale.

 

                                         2.2.

                                         2.2.1.

                                         L’art. 29 Cost. fed.
impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi sulle
allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni, riferendosi agli
argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque essere ritenuta
sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i motivi che l’hanno
spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e pone quindi
l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e
delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114
Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1).

                                         Per far ciò l’autorità giudicante
non deve pronunciarsi necessariamente su tutti gli argomenti e le eccezioni
sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione su quelli principali ed
essenziali, atti a influire sulla decisione di merito (DTF 111 Ia 1, cons. 3a;
DTF 107 Ia 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid. 2a; DTF 101 Ia 3;
decisione CDT n. 381 del 30 luglio 1981 in re St.; Imboden/ Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Basilea 1986, Vol. I, n. 85 B III a, p. 535; Känzig/Behnisch,
Direkte Bundessteuer, 2ª ediz., Vol. III, Basilea 1992, p. 249).

 

                                         2.2.2.

                                         La motivazione deve dunque
consistere nell’esposizione della fattispecie ed in una motivazione giuridica,
dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione: solo in
tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e
l’autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione stessa (Känzig/Behnisch, op. cit., p. 249;
inoltre decisione CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003, in: RtiD I-2004 n.19t).

 

                                         2.2.3.

                                         Nel caso di specie, l’UTPG
nella propria motivazione della decisione su reclamo ha spiegato le ragioni per
le quali non poteva entrare nel merito delle contestazioni sollevate dalla
ricorrente in relazione all’aggiunta di fattori imponibili all’utile: ritenendo
come RI 1 avesse impugnato l’imposta sull’utile (cantonale e federale) che
tuttavia ammontava a zero franchi, l’UTPG ha ritenuto non vi fosse un interesse
attuale ad impugnare le tassazioni. L’autorità fiscale ha peraltro indicato che
alla contribuente sarebbe stata riconosciuta la possibilità di contestare
l’ammontare delle perdite accertate relative agli esercizi 2014 e 2015, al
momento in cui queste sarebbero state compensate con eventuali utili degli
esercizi futuri.

                                         Non si ravvisa pertanto
una violazione del diritto di essere sentita della ricorrente: nella propria
decisione l’UTPG ha sostanziato per quali ragioni giuridiche non potesse
entrare nel merito delle sue doglianze.

 

                                         2.3.

                                         2.3.1.

                                         Si tratta pertanto di
verificare se sia legittima la decisione dell’autorità di tassazione di
dichiarare irricevibili i reclami interposti dalla società contribuente contro
le decisioni di tassazione IC/IFD per i periodi fiscali 2014 e 2015 o se
avrebbe dovuto entrare nel merito delle censure che le erano state sottoposte
dalla reclamante.

 

                                         2.3.2.

                                         Secondo la giurisprudenza
del Tribunale federale che concerne la deduzione delle perdite, una decisione
di tassazione ha autorità di cosa giudicata solo per il periodo fiscale in
questione; le circostanze di fatto e di diritto possono essere valutate
diversamente in occasione di un ulteriore periodo fiscale. Esse assumono
unicamente la qualifica di motivi e come tali non partecipano dell’autorità materiale
di cosa giudicata. In particolare quando un contribuente riceve una tassazione
che riporta un reddito nullo, con la conseguenza che non deve pagare alcuna
imposta, l’ammontare delle perdite che hanno condotto alla tassazione su di un
reddito nullo costituisce unicamente un motivo della decisione di tassazione,
con la conseguenza che tale importo non beneficia della forza di cosa giudicata.
Nella misura in cui il contribuente desidera che sia accertato l’ammontare
della perdita da riportare al periodo fiscale seguente, non vi è un interesse
attuale degno di protezione (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2C_911/2013
e 2C_912/2013 del 26 agosto 2014, in RDAF 2015 II p. 119 consid. 2.2, con riferimento
a: ATF 140 I 114 consid. 2.4.1 p. 119 s.; sentenze 2C_973/2012 del 4 ottobre
2013 consid. 4.2; 2C_91/2012 del 17 agosto 2012 consid. 1.3.3, in RF 68/2013 p.
158; v. anche Danon, in:
Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a
edizione, Basilea 2017, n. 17 ad art. 67 LIFD; Helbing/Felber,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 3a ed., Basilea 2016,
n. 14 ad art. 67 LIFD).

 

                                         2.3.3.

                                         Sebbene la giurisprudenza
fiscale sottolinei di solito il requisito dell’esistenza di un utile o di un
reddito imponibile nullo, è evidente che la situazione di un contribuente che
riceve una decisione, con cui il suo debito d’imposta viene fissato a zero a causa
di un utile o di un reddito imponibile estremamente ridotto, deve essere
assimilata a quella di un contribuente la cui decisione di tassazione stabilisce
un utile o un reddito nullo e, di conseguenza, un debito d’imposta nullo. Un simile
contribuente non ha un interesse attuale a contestare un debito d’imposta nullo
né a ottenere una decisione in merito all’ammontare della perdita da riportare
ai periodi fiscali successivi (sentenza 2C_973/2012 del 4 ottobre 2013 consid. 4.2).

 

                                         2.3.4.

                                         Ne consegue come l’UTPG a
ragione ha dichiarato irricevibile il reclamo presentato dalla ricorrente,
posto come il debito relativo all’imposta sull’utile fosse, sia per l’IFD che
per l’IC 2014-2015, di zero franchi.

                                         Per quanto attiene alle
preoccupazioni formulate dall’insorgente, in merito alle ulteriori conseguenze
fiscali delle decisioni litigiose, sia per la stessa società (imposta
preventiva, imposta sul valore aggiunto) sia per i suoi azionisti (responsabilità
solidale, prestazioni valutabili in denaro), non si può che ribadire che la
motivazione delle decisioni impugnate non vincola le autorità fiscali
competenti per le eventuali altre decisioni. Queste ultime saranno pertanto
impugnabili con i rimedi giuridici previsti dalle rispettive procedure (cfr.
anche la sentenza del TF 2P.345/2005 dell’11 maggio 2006 consid. 2.2 in fine).

                                         In relazione alle
paventate ripercussioni delle decisioni nei rapporti con finanziatori della
società, anch’essi potranno tener conto della particolare situazione procedurale,
che è illustrata nella decisione su reclamo. Ci si domanda d’altra parte se una
società, che necessita di finanziamenti, possa considerarsi pregiudicata da una
decisione di tassazione che riduce le perdite dichiarate.

 

 

                                   3.   Il ricorso è
irricevibile. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico di RI 1,
soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

                                      

                                   2.   Le spese processuali consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    600.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    700.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
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                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: