# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1d35f228-0dcb-5861-adfa-189ed75b4d78
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.11.2023 F-6024/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-6024-2023_2023-11-10.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-6024/2023 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 0  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Roswitha Petry;  

cancelliere Dario Quirici.  

   

Parti 

 
A._______, nato il … 2000, 

Repubblica islamica dell’Afghanistan,   

rappresentato da SOS Ticino - Caritas Svizzera,  

Via 1° Agosto, casella postale 1328,  

6830 Chiasso,  

ricorrente,  

  

  
contro 

  
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

Quellenweg 6,  

3003 Berna, 

autorità inferiore. 

   

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 25 ottobre 2023 / N ... 

 

 

 

F-6024/2023 

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Visto che: 

il 7 agosto 2023, A._______ (il ricorrente), cittadino della Repubblica 

islamica dell’Afghanistan nato il … 2000, ha presentato una prima 

domanda d’asilo in Croazia (incarto SEM, doc. 1272261 – 7/1 [in seguito: 

incarto SEM, doc.]),   

il 13 agosto 2023, una volta giunto in Svizzera, il ricorrente ha depositato 

una seconda domanda d’asilo (incarto SEM, doc. 2 e 3),  

il 18 agosto 2023, il ricorrente ha dato mandato a SOS Ticino – Caritas 

Svizzera di rappresentarlo nella procedura d’asilo (incarto SEM, doc. 10),  

il 24 agosto 2023, il medico incaricato del Centro federale d’asilo (CFA) di 

Chiasso ha diagnosticato al ricorrente uno “stato da TBC [tubercolosi] […], 

asintomatico ma alterazioni specifiche apicali sinistra alla rx torace”, e una 

“paresi distale arto inferiore destro dopo ferita coscia sinistra (remota) e 

lesione nervo sciatico”, proponendo una valutazione pneumologica e un 

confezionamento di una nuova ortesi (incarto SEM, doc. 14 [Foglio di 

trasmissione di informazioni mediche/F2),  

il 28 agosto 2023, la SEM ha svolto un colloquio personale con il ricorrente, 

che ha dichiarato, in sostanza, di “non voler tornare in Croazia”, dove “non 

ha ricevuto nulla di buono”, gli “sono state rilevate le impronte digitali con 

la forza” ed “è stato picchiato dai soldati”, aggiungendo di “voler rimanere 

in Svizzera, perché la sua intenzione è sempre stata quella di chiedere 

asilo qui” (incarto SEM, doc. 13),  

il 28 agosto 2023, avendo concluso che la Croazia fosse competente in 

materia di protezione internazionale del ricorrente, la SEM le ha chiesto di 

riprenderlo in carico (incarto SEM, doc. 15 e 16),  

il 9 settembre 2023, la Croazia ha acconsentito a riprendere in carico il 

ricorrente (incarto SEM, doc. 19), 

il 13 settembre 2023, il medico incaricato del CFA di Glaubenberg, nuovo 

luogo di residenza del ricorrente, ha constatato, in seguito ad un test rapido 

streptococcico, uno “starker Befall ganzer Unterkörper, Gesäss, Penis, 

Beine und Füsse” (incarto SEM, doc. 20 [F2]), 

il 20 settembre 2023, il medico incaricato ha diagnosticato al ricorrente un 

aumento dei dolori alla gamba destra, un’atrofia muscolare al piede destro 

e dei dolori muscolari al piede sinistro (incarto SEM, doc. 21 [F2]),  

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il 25 settembre 2023, il medico incaricato ha posto la diagnosi di pioderma 

delle estremità superiori (“Pyodermie der oberen Extremitäten” (incarto 

SEM, doc. 22 [F2]),  

il 16 ottobre 2023, il medico incaricato ha diagnosticato al ricorrente una 

scabbia persistente con superinfezione (“Skabies Persistenz mit 

Superinfektion”; incarto SEM, doc. 23 [F2]),  

il 18 ottobre 2023, lo studio medico “…” (…) di … ha diagnosticato al 

ricorrente una “schwere, inkomplette, peronealbetonte Ischiadiscusläsion 

links”, concludendo in sostanza che “aus medizinischer Sicht ist eine 

Evaluation bez. eines operativen Muskel-/Sehnentransfers um die 

Fusshebung und entsprechend die Gehfähigkeit des Patienten zu 

verbessern, vorgeschlagen”; come procedura consigliata (“empfohlenes 

Prozedere”), il NaL ha indicato “allenfalls Zuweisungen in ein 

spezialisiertes Zentrum zur Beurteilung der Möglichkeit durch eine 

Muskel/Sehnentransferoperation die Fusshebung und damit die 

Gehfähigkeit zu verbessern” (incarto SEM, doc. 24 e 25 [F2]),       

il 25 ottobre 2023, la SEM non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

del ricorrente (cfr. l'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo [LAsi, RS 

142.31]), pronunciandone il trasferimento in Croazia (incarto SEM, doc. 

31), 

il 26 ottobre 2023, la SEM ha consegnato la decisione al ricorrente (incarto 

SEM, doc. 32),    

il 2 novembre 2023, tramite il suo rappresentante, il ricorrente ha adito il 

Tribunale amministrativo federale (TAF), chiedendo, previa esenzione dal 

versamento delle spese processuali e del corrispondente anticipo, che 

l’esecuzione della decisione sia sospesa in via supercautelare e che sia 

concesso l’effetto sospensivo al ricorso; sul piano sostanziale, egli chiede 

che la decisione impugnata sia annullata con restituzione degli atti alla 

SEM per nuova valutazione oppure che sia costatata la competenza della 

Svizzera e la domanda d’asilo sia esaminata nel merito; al ricorso egli ha 

pure allegato, oltre ai documenti usuali, il rapporto “Dublin Regulation and 

Its Application in Croatia” del “Centre For Peace Studies” (CPS), del 22 

settembre 2023 (doc. 4),      

il 3 novembre 2023, questo Tribunale ha ottenuto l’incarto della SEM e 

ordinato la sospensione provvisoria dell’esecuzione del trasferimento del 

ricorrente verso la Croazia, 

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il 3 novembre 2023, con scritto accompagnatorio, il ricorrente ha inoltrato 

a questo Tribunale un F2 di un ortopedico, del 27/31 ottobre 2023, in cui si 

legge la diagnosi, redatta a mano, “Fussheberschwäche Li [links]” e 

“Fussheberorthese Li [links]”,  

 

e considerato che: 

le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla legge sul Tribunale 

amministrativo federale (LTAF, RS 173.110) e dalla legge sul Tribunale 

federale (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi),  

presentato tempestivamente contro una decisione in materia d’asilo della 

SEM (artt. 6, 105 e 108 cpv. 3 LAsi nonché gli artt. 31 a 33 LTAF), il ricorso 

è ammissibile (artt. 5, 48 cpv. 1 e 52 PA);  

i ricorsi manifestamente infondati, come in concreto per i motivi esposti di 

seguito, sono decisi in procedura semplificata dal giudice unico, con 

l'approvazione di un secondo giudice, e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (artt. 111 lett. e nonché 111a LAsi);  

la SEM non entra nel merito di una domanda d’asilo, di norma, se il 

richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo a cui compete, in virtù 

di un trattato internazionale, l'esecuzione della procedura d’asilo e 

dell’allontanamento (art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi), 

in questo senso, la SEM esamina la competenza relativa al trattamento di 

una domanda d’asilo secondo il regolamento dell’Unione europea (UE) 

604/2013 (Regolamento Dublino/RD III), che stabilisce i criteri e i 

meccanismi di determinazione dello Stato membro competente per 

l'esame di una domanda di protezione internazionale presentata in uno 

degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide 

(rifusione; Gazzetta ufficiale [GU] dell’UE L 180/31 del 29.6.2013),    

se, in base a questa analisi, è individuato un altro Stato responsabile per 

l'esame della domanda d’asilo, la SEM pronuncia la non entrata nel merito 

previa accettazione, espressa o tacita, di presa o ripresa in carico del 

richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 6.2), 

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l'art. 3 par. 1 RD III prevede che la domanda di protezione internazionale è 

esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai 

criteri enunciati al capo III (artt. 7 a 15 RD III), riservati i casi descritti all’art. 

3 par. 2 RD III,  

la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della 

situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato la 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III), 

nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge), ogni 

criterio per la determinazione dello Stato membro competente, enumerato 

al capo III, è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7 

par. 1, quello precedente previsto dal RD III non trova applicazione nella 

fattispecie (principio della gerarchia dei criteri),  

nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), come 

nella fattispecie, non viene invece effettuato, in linea di massima, un nuovo 

esame relativo alla determinazione dello Stato membro competente 

secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1), 

ciascuno Stato membro può decidere, in deroga all’art. 3 par. 1 RD III, di 

esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un 

cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli 

compete (“clausola di sovranità” – art. 17 par. 1 RD III),  

in accordo con l’art. 18 par. 1 lett. b RD III, lo Stato membro competente è 

tenuto a riprendere in carico, in ossequio alle condizioni poste agli artt. 23, 

24, 25 e 29 RD III, il richiedente la cui domanda è in corso di esame e che 

ha presentato domanda in un altro Stato membro oppure si trova sul 

territorio di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno,     

in concreto, dall’incarto si evince che il ricorrente ha depositato una 

domanda d’asilo in Croazia il 7 agosto 2023, presentandone poi un’altra in 

Svizzera il 13 agosto successivo, 

il 9 settembre 2023, rispondendo alla richiesta della Svizzera del 28 agosto 

antecedente, la Croazia ha dato il suo consenso a riprendere in carico il 

ricorrente, e ciò, in applicazione dell’art. 20 par. 5 RD III, come “Stato 

membro nel quale è stata presentata per la prima volta la domanda di 

protezione internazionale”,  

di conseguenza, la competenza della Croazia a riprendere in carico il 

ricorrente, in particolare per stabilire in modo definitivo lo Stato membro 

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competente ad evadere la sua domanda di protezione internazionale, è 

accertata;  

per contestare l’esigibilità del suo trasferimento in Croazia il ricorrente si 

riferisce al suo stato di salute, essenzialmente alla sua “Einschränkung der 

Bewegungsfreiheit”, affermando di avere “erhebliche Zweifel an der 

vollständigen Erhebung des medizinischen Sachverhalts” (ricorso, §§ 14 e 

21), e alle condizioni d’accoglienza del sistema d’asilo croato, asserendo 

che esse sono “unzureichend und die medizinische Versorgung defizitär”, 

che la procedura non può dirsi “fair” e che sussistono “erhebliche Zweifel 

am Zugang zu medizinischer Grundversorgung” (ricorso, § §17 e 18),   

è così necessario verificare, in seguito, se possono esserci fondati motivi 

di credere che esistano, in Croazia, carenze sistemiche nella procedura 

d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti l’asilo, implicanti il 

rischio di un trattamento inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della 

Carta dei diritti fondamentali dell’UE/CartaUE, le quali renderebbero 

pertanto impossibile il trasferimento (art. 3 par. 2 2a frase RD III),   

a questo proposito va ricordato che la Croazia, in quanto membro dell’UE, 

è vincolata innanzitutto dalla CartaUE, ma anche dalla Convenzione 

europea dei diritti dell’uomo (CEDU, RS 0.101), dalla Convenzione contro 

la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. 

tortura, RS 0.105), come pure dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati 

(Conv. rifugiati, RS 0.142.30) con il relativo Protocollo aggiuntivo (RS 

0.142.301),   

pertanto, si deve presumere che la Croazia rispetti la sicurezza dei 

richiedenti l'asilo, in particolare il diritto alla trattazione delle loro domande 

secondo una procedura giusta ed equa, e che garantisca una protezione 

conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. le direttive 2013/32/UE 

[direttiva procedura] e 2013/33/UE [direttiva accoglienza]; cfr. anche la 

sentenza del TAF F-3914/2022 del 22 settembre 2022 consid. 5),  

nondimeno, questa presunzione non è irrefragabile e non va ammessa se, 

nello Stato del trasferimento, è prassi comune violare sistematicamente le 

norme minime dell’UE, o se vi sono seri indizi che, nel caso concreto, le 

autorità dello Stato in questione non rispetterebbero il diritto internazionale 

(cfr. le DTAF 2011/19 consid. 6 e 2010/45 consid. 7.4 e 7.5),    

in particolare, secondo la giurisprudenza della Corte europea dei diritti 

dell’uomo (CorteEDU), il trasferimento forzato di una persona con problemi 

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di salute può contravvenire all'art. 3 CEDU, dal contenuto identico all’art. 4 

CartaUE, se esistono seri motivi di credere che la medesima, in assenza 

di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata 

ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle 

sue condizioni di salute, comportante delle intense sofferenze o una 

riduzione importante della speranza di vita (cfr. la sentenza della CorteEDU 

Paposhvili c. Belgio del 13 dicembre 2016, n. 41738/10, §§ 180 a 193; cfr. 

anche, a questo proposito, la sentenza di riferimento del TAF D-4235/2021 

del 19 aprile 2022 con gli innumerevoli rinvii),     

a proposito dello stato del sistema d’asilo croato, questo Tribunale ha già 

avuto modo di evidenziare a più riprese che esso, benché sia oggetto di 

diverse critiche da parte di svariati organismi, tra i quali quelli citati anche 

nel ricorso, non è contraddistinto da carenze sistemiche e che non 

sussistono comprovati rischi di respingimenti ("push-backs") alla frontiera 

con la Bosnia e Erzegovina in caso di trasferimenti di richiedenti che hanno 

già avuto la possibilità di depositare una domanda d'asilo in Croazia ("take 

back"; cfr., fra le tante, la sentenza del TAF E-1854/2022 del 1° settembre 

2022 consid. 6.4 con i riferimenti), 

in una recente sentenza di riferimento questo Tribunale ha puntualizzato 

che “Gesuchstellende, welche gestützt auf die Dublin-III-VO nach Kroatien 

überstellt werden, Zugang zum dortigen Asylverfahren erhalten. 

Angesichts des Vorstehenden kann die Überstellung unabhängig davon, 

ob die gesuchstellende Person im Rahmen eines "Take-Charge" 

(Aufnahme) oder "Take-Back" (Wiederaufnahme) Verfahrens überstellt 

wird, erfolgen. Insbesondere besteht in solchen Fällen keine beachtliche 

Wahrscheinlichkeit, die Überstellten würden der Gefahr einer Verletzung 

ihrer aus dem Refoulement-Verbot fliessenden Rechte ausgesetzt werden. 

Es ist nach dem gesagten nicht davon auszugehen, das Asylverfahren und 

die Aufnahmebedingungen in Kroatien wiesen systemische 

Schwachstellen im Sinne von Art. 3 Abs. 2 Sätze 2 und 3 Dublin-III-VO auf, 

die eine Überstellung von Gesuchstellenden generell als unzulässig 

erscheinen lassen würden. Die seit dem Referenzurteil D-1611/2016 vom 

22. März 2016 bestehende Praxis der grundsätzlichen Zulässigkeit von 

Dublin-Überstellungen nach Kroatien ist zu bestätigen. Von einer 

Überstellung ist bei dieser Ausgangslage nur in Ausnahmefällen 

abzusehen, in welchen die Gesuchstellenden durch substantiiertes 

Vorbringen darlegen können, dass die generelle Annahme in ihrem Fall 

nicht zutrifft” (sentenza del TAF E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 8, 

9.3, 9.4.4 e 9.5), 

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in concreto, il ricorrente, che non manca di rammentare la sentenza  

E-1488/2020 (cfr. ricorso, § 17), non apporta e, a maggior ragione, non 

analizza in sé, alcun elemento specifico rilevante, relativo alla sua persona 

(nazionalità, età, religione o altro), suscettibile di mostrare, con un grado 

sufficiente di attendibilità, che, una volta trasferito in Croazia, le autorità 

competenti di questo paese, se del caso, non procederanno, in violazione 

del diritto internazionale umanitario, all’esame della sua domanda d’asilo, 

ma che invece lo respingeranno fuori dai confini dell’UE o che lo 

sottoporranno a dei trattamenti contrari agli artt. 4 CartaUE e 3 CEDU; in 

relazione allo stato di salute del ricorrente, soprattutto e essenzialmente il 

fatto che egli abbia un problema di deambulazione (“Einschränkung der 

Bewegungsfreiheit”), esso non è tale, sul piano diagnostico, da far credere 

fondatamente, pur tenendo conto delle criticità dell’assistenza medica ai 

richiedenti l’asilo in Croazia, che sia un ostacolo al suo trasferimento in 

questo paese; a questo proposito, si noti che lo studio medico …, 

contrariamente a quello che asserisce il ricorrente (cfr. ricorso, § 15), si è 

limitato a proporre (“vorgeschlagen”; “empfohlenes Prozedere”), semmai 

(“allenfalls”, traducibile anche con: al massimo [cfr. www.pons.de]), un 

nuovo esame o un’operazione per migliorare la capacità di movimento 

(“Gehfähigkeit”) del ricorrente, ma non ha indicato che si tratta di una 

necessità terapeutica; quanto agli altri elementi diagnostici esposti nella 

parte introduttiva della presente sentenza, essi sono manifestamente, dal 

punto di vista della loro gravità, ancora meno rilevanti per giudicare la 

questione dell’esigibilità del trasferimento in Croazia; si aggiunga che, 

diversamente da quello che sostiene il ricorrente, non vi sono indizi 

all’incarto, ed egli non ne avanza del resto alcuno (cfr. ricorso, § 14), per 

ritenere che, sotto il profilo medico, la fattispecie non sia stata istruita 

compiutamente dalla SEM; in questa maniera, malgrado la pertinenza 

complessiva dei suoi argomenti sullo stato del sistema d’asilo croato (cfr. 

ricorso, doc. 4), il ricorrente non riesce a capovolgere, per il suo caso, 

l’assunto generale (“generelle Annahme”), posto da questo Tribunale nella 

sentenza E-1488/2020, dell’esigibilità dei trasferimenti verso la Croazia in 

applicazione del RD III,    

stando così le cose, questo Tribunale non intravede motivi sufficienti per 

credere che lo stato di salute del ricorrente possa costituire un ostacolo al 

suo trasferimento in Croazia, tenuto conto che egli potrà esigere, se 

necessario, almeno prestazioni di pronto soccorso e il trattamento 

essenziale dei suoi disturbi in funzione della loro gravità (cfr. art. 19 par. 1 

direttiva accoglienza, già menzionato; cfr., mutatis mutandis, la sentenza 

TAF F-3389/2022 del 15 agosto 2022 consid. 7.3.4),     

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ne discende che l'art. 3 par. 2 2a frase RD III (trasferimento impossibile per 

carenze sistemiche del sistema d’asilo) non è applicabile alla fattispecie 

(cfr. anche la sentenza del TAF D-4399/2023 del 28 agosto 2023 consid. 7 

e 8.1 a 8.3);   

l’analisi dei fatti di causa e il loro apprezzamento giuridico appena effettuati 

non permettono di ravvisare, come del resto sottolineato pertinentemente 

dalla SEM (cfr. decisione impugnata, pag. 7), eventuali motivi umanitari 

giustificanti l’applicazione della clausola di sovranità ai sensi dell’art. 17 

par. 1 RD III in combinato disposto con l’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 

sull’asilo (OAsi 1, RS 142.311);  

è peraltro utile ricordare che il RD III non conferisce ai richiedenti l’asilo il 

diritto di scegliere lo Stato membro che offre, ai loro occhi, le migliori 

condizioni d’accoglienza per l’esame della loro domanda d’asilo (cfr., per 

analogia, la sentenza della CGUE del 10 dicembre 2013 C-394/12 Shamso 

Abdullahi c. Austria, §§ 59 e 62; cfr. anche la DTAF 2010/45 consid. 8.3),  

alla luce dell’insieme delle considerazioni che precedono, non si può quindi 

rimproverare alla SEM di aver accertato in modo inesatto o incompleto i 

fatti per determinare la competenza della Croazia oppure di aver ecceduto 

il proprio potere d’apprezzamento o di averne abusato nel qualificarli 

giuridicamente (cfr. artt. 106 cpv. 1 LAsi e 22 RD III), dimodoché anche la 

richiesta sussidiaria di procedere ad un complemento istruttorio finalizzato, 

in definitiva, a rinunciare al trasferimento in Croazia per motivi inerenti al 

funzionamento del sistema d’asilo di questo paese, per motivi medici o per 

motivi umanitari ai sensi dell’art. 17 RD III, si palesa infondata e va perciò 

respinta (cfr. art. 29a cpv. 3 OAsi 1; DTAF 2015/9 consid. 7),     

in conclusione, è a ragion veduta che la SEM non è entrata nel merito della 

domanda d’asilo del ricorrente, pronunciando il suo trasferimento in 

Croazia (cfr. artt. 31a cpv. 1 lett. b e 44 LAsi), da cui il respingimento del 

ricorso e la conferma della decisione impugnata, 

essendo manifestamente infondato, il ricorso è privo di probabilità di esito 

favorevole, dimodoché la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese processuali, va respinta, 

visto l'esito della procedura, le spese processuali di fr. 750.–, che seguono 

la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché l’art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

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nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]), 

con l’emanazione di questa sentenza la domanda di concessione al ricorso 

dell’effetto sospensivo è divenuta priva d’oggetto,    

la sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in materia 

di diritto pubblico davanti al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto  

2.  

Le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. Questo 

importo deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza.  

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’Ufficio della 

migrazione del Canton Lucerna. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

Daniele Cattaneo Dario Quirici 

  

 

 

Data di spedizione: 

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Comunicazione: 

– al rappresentante del ricorrente (per raccomandata; allegato: bollettino 

di versamento); 

– alla SEM, ad N …;  

– all’Ufficio della migrazione (Amt für Migration), Fruttstrasse 15, 6002 

Lucerna (in copia).