# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 608b3040-8300-5738-8bbd-9679a996f94e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 17.09.2008 72.2008.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2008-96_2008-09-17.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2008.96

  	
  Lugano,

  17 settembre 2008/nk

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

   

   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Ermani
  (Presidente)

  GI 1 

  GI 2 

   

  

 

	
  e dagli assessori giurati:

  	
  AS 2 

  AS 3 

  AS 4 

  AS 6 

  AS 7 

   

  

 

	
  con la segretaria:

  	
  Barbara Maspoli, vicecancelliera

  

 

 

Conviene oggi, martedì 16 settembre 2008, nell’aula
penale di questo palazzo di giustizia

 

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

   

  
	
   

  	
  detenuto dal 4
  gennaio 2008;

  

 

 

prevenuto colpevole di:

 

                                   1.   incendio
intenzionale aggravato

per avere, cagionando intenzionalmente un
incendio, scientemente messo in pericolo la vita o l’integrità delle persone e
causato danno alla cosa altrui,

in particolare per avere,

 

a __________, il 04.01.2008, verso le ore 02.40,
al piano cantina dello stabile di via __________ 16, che lui sapeva abitato da
numerose persone, dato fuoco a un divano ricoperto con della plastica
depositato in un box e a degli oggetti posti su di un ripiano di un secondo
box, abbandonando quindi il luogo non appena accertatosi che il fuoco aveva
attecchito, e ciò sapendo che l’incendio da lui appiccato costituiva un
pericolo per l’integrità degli occupanti del palazzo, circostanza puntualmente
verificatasi, in quanto l’incendio, propagandosi ad altri box del locale
cantina, portò allo sviluppo di molto fumo, fuliggine, gas e calore, che
invasero completamente la tromba delle scale del palazzo, rendendola inagibile,
e penetrarono in numerosi appartamenti, cogliendo diversi inquilini nel sonno
ed esponendoli ad una situazione di concreto ed immediato pericolo per la loro
integrità fisica, quantomeno nella forma di un’intossicazione da fumo e
monossido di carbonio, pericolo che poté venire scongiurato solo grazie alla
rapida ed efficace reazione di alcuni inquilini e al pronto intervento dei
soccorritori, che dopo i primi interventi e previo areazione del vano scale,
evacuarono tutti gli occupanti dell’immobile e domarono l’incendio, che ha
comunque causato il danneggiamento del contenuto dei box cantina, di muri, pavimenti,
soffitti, finestre, del vano scala, di una facciata esterna, delle
canalizzazioni nonché dell’impianto elettrico, sanitario e di riscaldamento del
palazzo, con un danno complessivo quantificato in almeno Fr. 139'312,30 così
suddiviso:

 

--   PC
1: Fr. 90'073,50 per danneggiamenti al piano cantina, al vano scala, a una
facciata esterna, alle canalizzazioni, all’impianto elettrico, sanitario e di
riscaldamento nonché per spese di pulizia e di sgombero,

--   PC
24: Fr. 2'000.- per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina,

--   __________
e __________: Fr. 2'567,10 per il danneggiamento degli oggetti depositati in
cantina e per spese di sgombero,

--   __________:
Fr. 1'610,70 per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina e per
spese di sgombero,

--   PC
9: Fr. 12'463,80 per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina e
per spese di pulizia nell’appartamento,

--   PC
7: Fr. 2'775,20 per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina, 

--   PC
10 e PC 11: Fr. 13'440.- per il danneggiamento degli oggetti depositati in
cantina,

--   PC
12 e PC 13: Fr. 14'382.- per il danneggiamento degli oggetti depositati in
cantina,

 

fatti avvenuti nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto dall’art. 221 cpv. 2 CPS;

 

 

                                   2.   ripetuto
incendio intenzionale, consumato e tentato

per avere ripetutamente cagionato
intenzionalmente un incendio con danno alla cosa altrui o pericolo per
l’incolumità pubblica, rispettivamente, nella circostanza di cui al punto 2.4
del presente atto d’accusa, per aver compiuto senza risultato tutti gli atti
necessari alla consumazione del reato,

in particolare per avere:

 

                               2.1.      a __________,
l’11.04.2006, verso le ore 05.40, al piano cantina dello stabile di Via __________
16, dato fuoco con un accendino ad una sacca sportiva depositata in un box, causando
un incendio che, propagandosi ad altri box, occasionò, per il calore, la
fuliggine e il fumo, il danneggiamento degli stessi e di quanto ivi contenuto, dei muri, del pavimento, del soffitto e dei locali comuni del piano
seminterrato, del vano scala, dell’impianto elettrico e sanitario, dei
serramenti e di una facciata esterna del palazzo nonché degli interni di alcuni
appartamenti, con un danno complessivo quantificato in almeno Fr. 180'618,25
così suddiviso:

 

--   PC
1: Fr. 127'732,65 per danneggiamenti al piano cantina, ai locali comuni del
piano seminterrato, al vano scala, all’impianto elettrico e sanitario, ai
serramenti, ai muri interni, al pavimento, al soffitto e ad una facciata
esterna nonché per spese di pulizia, di demolizione e di sgombero,

--   PC
7: Fr. 7'844,40 per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina e sul
terrazzo nonché per spese di pulizia e di lavanderia,

--   PC
15: Fr. 644,10 per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina nonché
per spese di sgombero e di lavanderia,

--   PC
21: Fr. 2'500.- per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina,

--   __________:
Fr. 1'820.- per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina e per
spese di pulizia,

--   PC
17 e PC 24: Fr. 5'000.- per il danneggiamento degli oggetti depositati in
cantina nonché per spese di pulizia e di lavanderia,

--   __________:
Fr. 667,10 per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina,

--   PC
18: Fr. 1'910.- per il danneggiamento degli oggetti depositati in cantina
nonché per spese di pulizia e di lavanderia,

--   PC
22: Fr. 26'500.- stimati per il danneggiamento degli oggetti depositati in
cantina,

--   PC
16, __________: Fr. 6'000.- stimati per il danneggiamento degli oggetti
depositati in cantina,

 

                               2.2.      a __________, il 09.12.2006, verso le ore 01.30, nel garage dello
stabile di Via __________ 20, dato fuoco, utilizzando un cuscino ed un
accendino, alle autovetture Cadillac Eldorado, targata __________ e Opel Corsa,
targata __________ della PC 20, causando un incendio che, propagandosi ad altre
macchine, occasionò, per il calore, la fuliggine e il fumo, il danno totale o
parziale di almeno altre cinque autovetture e di un motoveicolo, il
danneggiamento dei muri, del soffitto e del portone d’entrata dell’autorimessa,
dell’impianto elettrico, idrosanitario e di riscaldamento del palazzo, degli
interni di alcuni appartamenti, di uno studio medico e di due negozi, con un
danno complessivo quantificato in almeno Fr. 465'878,05 così suddiviso:

 

--   PC
19: Fr. 350'506.- per danneggiamenti ai muri, al soffitto ed al portone
d’entrata dell’autorimessa, all’impianto elettrico, idrosanitario e di
riscaldamento nonché per spese di pulizia e di sgombero,

--   PC
20: Fr. 41'105.- per il danno totale delle autovetture Cadillac Eldorado,
targata __________ e Opel Corsa, targata __________ nonché per le spese di
nuova immatricolazione, autonoleggio, trasporto ed altri costi,

--   __________:
Fr. 28'372,10 per il danneggiamento degli oggetti contenuti in un armadietto
del garage ed all’interno dell’autovettura Opel Corsa, targata __________, per
il danno totale all’autovettura Subaru Forester, targata __________, per la
mancata locazione del parcheggio nonché per le spese di nuova immatricolazione,

--   __________:
Fr. 973,70 per spese di riparazione, pulizia e trasporto dell’autovettura
Mercedes 270, targata __________,

--   __________:
Fr. 1'847,50 per il danneggiamento di indumenti da lavoro in un armadietto del
garage, per spese di riparazione, pulizia dell’autovettura Subaru Outback,
targata __________ e per le spese di autonoleggio,

--   PL
10: Fr. 5'352.- per il danneggiamento dell’autovettura Land Rover Freelander e
di una borsa in pelle,

--   __________:
Fr. 21'387,25 per il danno totale dell’autovettura Renault Laguna, targata __________
nonché per le spese di autonoleggio e di trasporto,

--   __________:
Fr. 800.- dichiarati per spese di pulizia al motoveicolo Aprilia Pegaso 650, targato
__________,

--   __________,
__________ e __________: Fr. 3'500.- per spese di pulizia degli uffici,

--   __________:
Fr. 387.- per spese di lavanderia,

--   __________:
Fr. 2'903,50 per perdita di guadagno e spese di pulizia,

--   __________:
Fr. 5'144.- per il danneggiamento di generi alimentari, perdita di guadagno
e spese di pulizia,

--   __________:
Fr. 3'600.-- dichiarati per quattro mesi di inagibilità di sei posteggi
interni,

--   __________:
con un danno non meglio quantificato per le spese di pulizia dell’ufficio sito al piano terreno,

--   __________:
con un danno non meglio quantificato per le spese di pulizia dell’appartamento
sito al secondo piano,

--   Dr.
__________ e Dr. __________: con un danno non meglio quantificato per le spese
di pulizia dello studio medico sito al piano terreno,

--   __________:
con un danno non meglio quantificato per spese di pulizia dell’ufficio sito al piano terreno,

 

                               2.3.      a __________, il 09.12.2007, verso le ore 02.30, in Vicolo __________
dato fuoco con un accendino all’autovettura Opel Astra Caravan, targata __________
di B__________, occasionando un danno totale non meglio quantificato, così come
la distruzione di alcuni documenti di legittimazione, di una sedia in ferro
battuto e di un servizio di bicchieri del valore di circa Fr. 200.-, ritenuto
come a seguito del propagarsi delle fiamme è stata danneggiata sia la facciata
esterna che l’interno dell’immobile sito al numero civico 6 di Vicolo __________,
di proprietà di __________, con un danno preventivato di almeno Fr. 19'124.-,

 

                               2.4.   a __________, il 28/29.12.2007, tra
le ore 20.00 e le ore 08.00, in Via __________, in un parcheggio pubblico, dato
fuoco con un accendino a degli stracci precedentemente sistemati sotto il
pneumatico posteriore destro dell’autovettura Ford Mondeo, targata __________,
di C__________, occasionando un danneggiamento al copertone ed al parafango di Fr.
1'261,15,

 

                               2.5.      a __________, il 04.01.2008, verso le ore 02.15, in Via __________,
dato fuoco con un accendino ad un rotolo di carta da cucina precedentemente
sistemato sotto la ruota sinistra del rimorchio Gamo VKS 400, targato __________,
accessoriato per la vendita al dettaglio di generi alimentari, di proprietà di PC
2, occasionando  un danno totale alla struttura del mezzo, ai relativi
interni, agli elettrodomestici, alle bibite e alle derrate alimentari ivi
contenute, stimato dalla parte civile in almeno Fr. 20’000.-,

 

fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto
dall’art. 221 cpv. 1 CPS;

 

 

                                   3.      truffa

per avere, agendo in correità con F__________,
contro la quale si procede separatamente, a __________, nel periodo ottobre
2005 / luglio 2006, alfine di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
affermando cose false o dissimulando cose vere, ingannato con astuzia i
funzionari dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, Bellinzona, in
particolare e benché in quel periodo già convivesse con la sopraccitata e le
sue due figlie nel di lei appartamento di Via __________ 16 a __________, per essersi accordato con F__________ affinché quest’ultima omettesse di notificarlo
presso l’indicato ufficio quale suo convivente, per permetterle di beneficiare
di maggior sussidi cantonali rispetto a quelli cui avrebbe avuto diritto,
riuscendo così a farle indebitamente incassare l’importo non dovuto di Fr.
3'150.-, pari a Fr. 315.- al mese per 10 mesi,

 

fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto
dall’art. 146 cpv. 1 CPS;

 

                                   4.      denuncia mendace

per avere, a __________, il 04.01.2008, in due
verbali d’interrogatorio presso gli uffici del Commissariato della Polizia Cantonale, per provocare contro di loro un procedimento penale, denunciato all’autorità benché li
sapesse innocenti:

 

                               4.1.      A__________, quale autore
dell’incendio di cui al punto 2.4 del presente atto d’accusa,

 

                               4.2.      A__________ e J__________, quali autori degli incendi di cui ai
punti 1, 2.1 e 2.2 del presente atto d’accusa,

 

fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto
dall’art. 303 cfr. 1 CPS;

 

 

                                   5.      guida in stato di inattitudine

per avere, a __________, il 03/04.01.2008,
circolato al volante dell’autovettura BMW 318, targata __________, in stato di
ebrietà (alcoolemia minima 1,93 / massima 2,49 grammi per mille)

 

fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto
dall’art. 91 cpv. 1 LCStr.;

 

 

                                   6.      danneggiamento

per avere, a __________, all’interno dello
stabile di Via __________ 16, nei giorni 10/12.11.2007, alfine di commettere il
furto di lieve entità di cui al punto 7 del presente atto d’accusa,
intenzionalmente tagliato la rete metallica che ricopriva la porta della
cantina, causando un danno non meglio quantificato a PC 7,

 

fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto
dall’art. 144 cpv. 1 CPS;

 

 

                                   7.      furto di lieve entità

per avere, a __________, all’interno dello
stabile di Via __________ 16, nei giorni 10/12.11.2007, per procacciarsi un
indebito profitto ed alfine di appropriarsene, dopo aver forzato la porta di
una cantina tagliandone la rete metallica, sottratto a danno di PC 7 due
bottiglie di vino, per un valore complessivo di circa Fr. 20.-,

 

fatti avvenuti nelle
indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto art.
139 cfr. 1 CPS in relazione con l’art. 172ter cfr. 1 CPS;

 

 

                                   8.      infrazione alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, ad __________,
in alcune occasioni nel periodo marzo 2005 / dicembre 2007, complessivamente offerto
gratuitamente a __________ circa due grammi di cocaina,

 

fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto
dall’art. 19 cfr. 1 LStup;

 

 

                                   9.      contravvenzione alla LF sugli stupefacenti

per avere, senza essere autorizzato, a __________
ed in altre imprecisate località, nel periodo settembre 2005 / 04.01.2008, consumato
personalmente un imprecisato quantitativo di cocaina (ma almeno 3 grammi) e di marijuana (ma almeno 5 grammi),

 

fatti avvenuti
nelle indicate circostanze di tempo e luogo;

reato previsto
dall’art. 19a cfr. 1 LStup;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 92/2008 del 25.07.2008, emanato dal Procuratore
pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  § Il procuratore
  pubblico.

  § L'accusato AC 1
  assistito dal difensore d'ufficio (GP) avv. DUF 1.

   

  

Espleti i pubblici dibattimenti 

                                     -   martedì 16 settembre 2008 dalle ore 09:30 alle ore 16:30

                                     -   mercoledì 17 settembre 2008 dalle ore 09:30 alle ore 17:50

 

Sono pervenuti
alla Corte: 

·   
lo scritto 17 settembre PL 10 (doc. dib. 3);

·   
lo scritto 16.9.2008 dell’avv. RC 2 (doc. dib. 1).

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il
quale constata come l’accusato sia sostanzialmente reo confesso. Ritiene
pacifiche le infrazioni alla LStup di cui ai punti 5., 6., 7., 8. e 9. dell’AA.
Evidenzia che AC 1 ha pure ammesso di avere commesso il reato di truffa,
l’inganno astuto stando nell’ottenimento delle dichiarazioni del vicino di casa
PC 18 e della PC 1, conoscendo l’impossibilità pratica per lo Stato di
verificarne la veridicità. Per quanto attiene all’imputazione di denuncia
mendace, sottolinea come l’accusato abbia ammesso che era consapevole di
causare con le sue affermazioni un procedimento penale a carico delle parti
lese da questo reato. Ritiene che, al momento in cui ha reso la sua versione,
non fosse ubriaco in misura tale da non capire cosa stesse facendo. Sottolinea
l’astuzia, le macchinazioni e la lucidità dimostrate in questo caso e osserva
come agli atti dell’accusato siano effettivamente seguiti provvedimenti degli
inquirenti. 

                                         Quanto al reato di
incendio intenzionale sottolinea come la legge punisca la creazione di un
pericolo e come questo reato sia uno tra i più pericolosi previsti dal CP.
Distingue la creazione del pericolo con la sua realizzazione (che non è un
elemento costitutivo del reato), spiegando che occorre un pericolo imminente
che si realizzi una lesione, ad esempio un’intossicazione, non occorrendo
invece che questo rischio si realizzi. Osserva si tratta di un reato
intenzionale e che il dolo eventuale non basta. Ritiene che se l’autore sa che
appiccando il fuoco creerà un pericolo, allora egli vuole il pericolo. 

                                         Osserva come i fatti del
punto 2. dell’AA siano ammessi. 

In relazione al punto 2.4. dell’AA
considera che sussiste un dubbio sulla realizzazione degli elementi oggettivi
del reato e quindi prospetta solo il tentativo.

Quo al punto
2.3. dell’AA, ritiene che oltre al danno vi sia stato anche il pericolo per
l’incolumità pubblica. 

In merito ai
punti 2.1. e 2.2. dell’AA, considera data la componente oggettiva del reato
aggravato, ma ritiene che non vi siano sufficienti elementi per affermare che
l’accusato abbia causato scientemente il pericolo. 

Quanto
all’imputazione di incendio aggravato di cui al punto 1. dell’AA osserva come
oggettivamente non vi sia alcun dubbio che l’incendio abbia creato un pericolo
imminente per l’integrità delle persone (almeno nella forma dell’intossicazione
da fumo e gas), indipendentemente dalla realizzazione di tale pericolo. Ritiene
dato anche l’elemento soggettivo (l’incendio essendo stato appiccato nelle
stesse circostanze di quello dell’11.4.2006; avendo ormai maturato esperienza
negli incendi ad immobili; Testoni essendosene andato dal luogo dell’incendio;
avendo egli ammesso di aver avuto la consapevolezza di aver creato una
situazione di pericolo per le persone). 

Sulla
scemata imputabilità osserva come AC 1 distingua il bene dal male, ma abbia
difficoltà ad agire di conseguenza. Non si scosta dalla valutazione data dal
perito, ossia il 30%. 

In merito
alla commisurazione della colpa, ritiene grave la colpa dell’accusato per aver
appiccato gli incendi, per i meschini ed egoistici motivi alla base del suo
agire, l’esposizione al pericolo di numerose persone (tra cui anziani e
bambini), la ripetitività dei suoi atti e l’escalation dimostrata nell’ultimo
episodio, il lungo arco di tempo sul quale ha delinquito (rifiutando peraltro
la possibilità di farsi aiutare da Ingrado per evitare la recidiva), l’abuso di
bevande alcoliche che lo ha spinto ad agire, l’entità dei danni causati (che
non sarà mai in grado di risarcire), la lucidità dimostrata nel incolpare terzi
dei suoi atti, il disagio causato all’intera comunità. Considera grave la colpa
anche per gli altri reati imputatigli. A fronte anche dei suoi precedenti
penali in Italia ed in Svizzera, chiede la condanna dell’accusato ad una pena
detentiva di 5 anni e 6 mesi, da intendersi quale pena unica rispetto a quella
di 25 giorni di detenzione di cui al DA 11.5.2005. 

Auspica che
le misure vengano eseguite durante l’espiazione della pena. 

Chiede
l’accoglimento delle pretese delle PC, la confisca del saldo del conto
intestato all’accusato, il dissequestro nelle mani dell’avv. RC 1 delle chiavi
del palazzo di via __________ 16 e il dissequestro del cellulare dell’accusato.

 

                                    §   Il Difensore, per la sua arringa, il quale pone in
evidenza la personalità dell’accusato che non è un piromane, ma una persona di scarsa istruzione e cultura, molto disturbata, che
reagisce in modo sproporzionato alle offese subite. Evidenzia
la profonda debolezza caratteriale di AC 1 e i suoi problemi di alcool,
sottolineando come al momento degli incendi fosse gravemente ubriaco e
osservando come anche gli stupefacenti ne abbiano alterato la coscienza, al di
là del grado di scemata imputabilità indicato dal perito. 

Non contesta i fatti, salvo per
la qualifica di incendio aggravato e di denuncia mendace.

Osserva come
il punto centrale della commisurazione della pena sia la colpa e la persona
dell’autore. Spiega come AC 1 abbia due personalità completamente scisse, una
tranquilla (come dimostrato anche dal suo comportamento in carcere) e l’altra condannabile.
Sottolinea come l’accusato abbia già il 4.1.2008 ammesso le sue responsabilità
pur dopo che, fuori di sé, aveva quasi incolpato terzi dei suoi atti. 

Ritiene che
neppure l’incendio di cui al punto 1. dell’AA, mancando l’intenzione di creare
un pericolo, costituisca un incendio aggravato. Osserva che l’accusa imputa a AC
1 che avrebbe potuto prevedere la creazione del pericolo, ma ritiene che ciò
esuli dalle sue capacità cognitive. Pur ammettendo che si tratta di un reato di
messa in pericolo, nega che il pericolo si sia realizzato. Nega quindi che si
possa considerare una messa in pericolo aggravata. Rileva inoltre che, per
tutta l’istruttoria predibattimentale, l’incendio di cui al punto 1. dell’AA è
stato considerato un incendio semplice, salvo poi nell’AA. Chiede quindi che il
reato venga derubricato in incendio semplice. 

Quanto alla
denuncia mendace osserva che i fatti non costituiscono il reato o, se sì, solo
ad uno stadio molto precoce. Sottolinea il diritto dell’accusato di mentire,
rilevando che la Polizia non gli ha peraltro creduto. Osserva poi che AC 1 ha confessato le sue responsabilità sempre nello stesso verbale, che era sì stato interrotto per il
pranzo, ma che va valutato nel suo insieme. Evidenzia inoltre come abbia solo
detto di aver visto le persone sul luogo, non di averle viste appiccare
l’incendio. 

Rileva la poca
gravità dei reati di furto, danneggiamento e dell’infrazione alla LCStr.

Quanto ai
reati LStup rileva come i quantitativi siano minimi e manchi completamente lo
scopo di lucro. 

Quo alla
commisurazione della pena, pone in evidenza la collaborazione e il corretto
comportamento processuale dell’accusato. Chiede pure che si consideri, oltre al
grado di scemata imputabilità valutato dal perito nel 30%, che in due casi ha
agito da ubriaco. Auspica che la pena venga notevolmente contenuta rispetto
alla richiesta del PP e che venga pronunciata una pena non superiore a tre
anni, valutando quindi la possibilità di porla al beneficio della condizionale
parziale. 

Accetta le due
(recte: tre) richieste di risarcimento agli atti e non contesta il
quantum dei danni.

Rileva infine come
il problema legato all’alcool sia molto migliorato durante la carcerazione
preventiva ed è persuaso che la terapia prospettata avrà esiti positivi, a differenza
di una pena lunga quanto quella proposta dal PP. 

 

 

Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti,
i seguenti

 

quesiti:                          AC 1

 

                                   1.   è
autore colpevole di:

 

                               1.1.   ripetuto
incendio intenzionale, consumato e tentato

per avere, a __________, nel periodo 11 aprile
2006 - 4 gennaio 2008, ripetutamente cagionato intenzionalmente un incendio con
danno alla cosa altrui o pericolo per l’incolumità pubblica, rispettivamente,
nella circostanza di cui al punto 2.4 dell’atto di accusa, per aver compiuto
senza risultato tutti gli atti necessari alla consumazione del reato, e meglio
per avere:

 

                            1.1.1.   a
__________, l’11 aprile 2006, appiccato un incendio nel piano cantina dello
stabile di Via __________ 16, occasionando un danno complessivo quantificato in
almeno fr. 180'618.25; 

 

                            1.1.2.   a
__________o, il 9 dicembre 2006, appiccato un incendio nel garage dello stabile
di Via __________ 20, occasionando un danno complessivo quantificato in almeno
fr. 465'878.05; 

 

                            1.1.3.   a
__________, in Vicolo __________, il 9 dicembre 2007, appiccato un incendio
alla vettura di proprietà di __________, occasionando un danno totale non
meglio quantificato alla vettura e la distruzione di alcuni oggetti contenuti
in essa per un valore di circa fr. 200.-, così come danni all’immobile sito al
numero civico 6 di Vicolo __________, di proprietà di __________, preventivati
in almeno fr. 19'124.-; 

 

                            1.1.4.   a
__________, il 28/29 dicembre 2007, in un parcheggio pubblico in Via __________,
dato fuoco con un accendino a degli stracci sistemati sotto uno pneumatico
della vettura di proprietà di __________, occasionando un danno al copertone ed
al parafango di fr. 1'261.15; 

 

                            1.1.5.   a
__________, il 4 gennaio 2008, appiccato un incendio al rimorchio, accessoriato
per la vendita al dettaglio di generi alimentari, di proprietà di PC 2,
occasionando un danno totale alla struttura del mezzo e ai relativi interni,
stimato dalla parte civile in almeno fr. 20’000.-; 

 

                            1.1.6.   a
__________, il 4 gennaio 2008, appiccato un incendio al piano cantina dello
stabile di Via __________ 16, occasionando un danno complessivo quantificato in
almeno fr. 139'312.30; 

 

                         1.1.6.1.   trattasi di
reato aggravato, essendo stata scientemente messa in pericolo la vita o l’integrità delle persone; 

 

 

                               1.2.   truffa

                                         per
avere, a __________, nel periodo ottobre 2005 / luglio 2006, agendo in correità
con F__________, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
affermando cose false o dissimulando cose vere, in particolare essendosi
accordato con la stessa affinché omettesse, contrariamente al vero, di
notificarlo presso l’indicato ufficio quale suo convivente, ingannato con
astuzia i funzionari dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento,
Bellinzona, per permetterle di beneficiare di maggior sussidi cantonali rispetto a quelli cui avrebbe avuto diritto, riuscendo così a farle indebitamente
incassare l’importo non dovuto di fr. 3'150.-; 

 

 

                               1.3.   denuncia
mendace

                                         per
avere, a __________, il 4 gennaio 2008, in due verbali d’interrogatorio presso gli uffici del Commissariato della Polizia Cantonale, per provocare contro di
loro un procedimento penale, denunciato all’autorità benché li sapesse
innocenti:

 

                            1.3.1.   A__________,
quale autore dell’incendio di cui al punto 2.4 dell’atto di accusa; 

 

                            1.3.2.   A__________
e J__________, quali autori degli incendi di cui ai punti 1, 2.1 e 2.2
dell’atto di accusa; 

 

 

                               1.4.   guida
in stato di inattitudine

                                         per
avere, a __________, il 3/4 gennaio 2008, circolato al volante dell’autovettura
BMW 318, targata __________, in stato di ebrietà (alcolemia minima 1,93 /
massima 2,49 grammi per mille); 

 

 

                               1.5.   furto
di lieve entità

                                         per
avere, a __________, all’interno dello stabile di Via __________ 16, nei giorni
10/12 novembre 2007, per procacciarsi un indebito profitto ed alfine di
appropriarsene, dopo aver forzato la porta di una cantina tagliandone la rete
metallica, sottratto a danno di PC 7 due bottiglie di vino, per un valore
complessivo di circa fr. 20.-;

 

 

                               1.6.   danneggiamento

                                         per
avere, a __________, all’interno dello stabile di Via __________ 16, nei giorni
10/12 novembre 2007, alfine di commettere il furto di lieve entità di cui al
quesito 1.5., intenzionalmente tagliato la rete metallica che ricopriva la
porta della cantina, causando un danno non meglio quantificato a PC 7; 

 

 

                               1.7.   infrazione
alla LF sugli stupefacenti

                                         per
avere, senza essere autorizzato, ad __________, nel periodo marzo 2005 /
dicembre 2007, in alcune occasioni, offerto gratuitamente a __________
complessivamente circa due grammi di cocaina;

 

 

                               1.8.   contravvenzione
alla LF sugli stupefacenti

                                         per
avere, senza essere autorizzato, a __________ ed in altre imprecisate località,
nel periodo settembre 2005 / 4 gennaio 2008, consumato personalmente un
imprecisato quantitativo di cocaina (almeno 3 grammi) e di marijuana (almeno 5 grammi);

 

                                         e
meglio come descritto nell'atto d'accusa?

 

 

                                   2.   Deve
essere revocata la sospensione condizionale della pena di 25 giorni di detenzione di cui al DA
11.5.2005 del Ministero pubblico di Lugano? 

 

 

                                   3.   Ha agito
in stato di scemata imputabilità?

 

 

                                   4.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena, e se sì, in quale misura?

 

 

                                   5.   Deve
essere ordinata una misura terapeutica stazionaria? 

 

 

                                   6.   Deve
essere ordinato un trattamento ambulatoriale? 

 

 

                                   7.   Dev'essere
condannato al pagamento di un'indennità alle parti civili, e se sì, in quale
misura?

 

 

                                   8.   Deve
essere ordinata la confisca, rispettivamente il sequestro conservativo:

 

                               8.1.   del
conto no __________ presso la UBS SA, sede di Manno, intestato a AC 1, con un saldo attivo, valuta al 4 gennaio 2008, di fr. 752.50;

 

                               8.2.   del
telefono cellulare Nokia no. IMEI 355539011168307 con scheda SIM Orange __________;

 

                               8.3.   del
portachiavi a forma di tartaruga con un chiave d’accesso allo stabile di Via __________
 16 a Lugano?

 

Considerato,                  in fatto
ed in diritto

 

                                    I.   La
Vita

 

                                   1.   AC
1, oggi trentatreenne, è nato a __________, nota località balneare delle Marche.
Il padre, deceduto nel '94, aveva tre figli nati da un precedente matrimonio.
Di professione faceva il cuoco sulle navi. La madre, tuttora vivente, ha fatto
per anni l'inserviente presso vari alberghi ed in seguito la badante in una
famiglia, sempre a __________.

AC 1 ha un fratello minore, nato dal matrimonio
dei genitori, che attualmente studia all'università.

Riferisce di aver buoni contatti con la madre ed
il fratello che studia, mentre con i fratellastri ha sempre mantenuto contatti
piuttosto "blandi".

Essendo i genitori spesso assenti per ragioni di
lavoro, l'imputato ha raccontato di essere praticamente cresciuto presso la
nonna materna, almeno fino a quando la madre, assunta quale baby sitter in una
famiglia della zona, ebbe la possibilità di tenerlo con sé presso la famiglia
dove lavorava.

 

Frequentò con successo le scuole elementari ed in
seguito bocciò la seconda media. Successivamente si iscrisse alle scuole
regionali professionali da dove venne espulso a causa dell'abuso di bevande
alcoliche. Infatti, già a tredici anni avrebbe iniziato a bere in maniera
smodata e, poco più tardi, a fumare stupefacenti. Ma è soprattutto l'abuso di
alcol ad averlo accompagnato sin da piccolo per tutta la sua esistenza, tant’è
che nel 2002 tentò pure una cura disintossicante in una clinica di __________.

Professionalmente è stato attivo quale aiuto
panettiere presso la ditta di uno zio fin verso i 17 anni allorquando, per
dissapori con lo stesso titolare legati al consumo di alcol, lasciò l'azienda
per andare a fare lo scaricatore di porto fino alla chiamata alle armi.

Durante il servizio militare il padre si ammalò
gravemente e dopo qualche mese morì di ictus cerebrale. Terminati gli obblighi
di leva, tornò a lavorare per lo zio per circa un anno e mezzo. Successivamente
aprì una piccola ditta edile assieme ad un conoscente, ma gli affari non
andarono bene. In seguito conobbe l'ex marito di F__________, la sua compagna
degli ultimi anni, presso il quale venne assunto quale pittore. Nel 2001 si
scoprì che tale ditta fungeva in realtà da copertura per traffici di
stupefacenti. Fatto sta che il titolare venne arrestato e AC 1 rimase senza
lavoro. Già prima dell'arresto del suo principale, AC 1 era diventato l'amante
della di lui moglie, F__________, cittadina svizzera, madre di due figlie, che
a metà del 2004 fece ritorno nel nostro paese per svolgere l'attività di
cameriera in un bar di __________. Verso settembre 2004 AC 1 decise di raggiungerla. Fu così che si trasferì presso di lei in un appartamento sito in
via __________ 16 a __________ di proprietà della PC 1.

 

                                   2.   Nel
nostro paese AC 1 ha dapprima fatto l'aiuto panettiere presso il panificio __________
ed in seguito, in alternanza con varie attività saltuarie svolte per il tramite
della Job Contact, è stato assunto quale aiuto cuoco presso il ristorante “__________”
con uno stipendio mensile di ca. fr. 3'150.- al mese. Alle spese della casa
provvedeva prevalentemente la compagna. A carico di AC 1 non risultano debiti.
Al momento dell'arresto era al beneficio di un permesso B valido fino al 9
settembre 2012.

 

                                   3.   La
relazione con la compagna è andata via via deteriorandosi tanto che i due vivevano ormai da diversi mesi da separati in casa. Le relazioni intime erano
ormai inesistenti tanto che l'accusato ha spesso frequentato bordelli e saloni
di massaggio:

 

“ 
Devo dire che la mia vita sentimentale è stata
inizialmente "normale", in seguito, nell'ultimo periodo, intendo
nell'ultimo anno, ho avuto numerose esperienze sessuali. 

Ho, infatti, iniziato a girovagare per i vari
locali notturni del Cantone, avendo rapporti sessuali con prostitute e
transessuali. Questo in quanto con F__________ era praticamente tutto finito,
almeno a livello sessuale. 

lo allora ho cominciato a cercare altrove gli
stimoli sessuali, trovandone nelle prostitute e anche nei transessuali e nel
rapporto con coppie (orge di gruppo). Facendo sesso sia con uomini che con
donne. 

Posso dire che frequentavo queste persone tre,
quattro volte al mese. 

Per contro mi sentivo spesso con queste persone
telefonicamente, facendo capo ai vari annunci erotici pubblicati sui vari
quotidiani ticinesi. 

Comunque solo nel corso dell'ultimo anno ho fatto
queste esperienze e solo dopo aver bevuto in quanto altrimenti non avrei mai
avuto il coraggio. 

Devo anche dire che ho avuto queste esperienze
solo ed esclusivamente con persone provenienti da questi locali, nel senso che
non ho mai avuto relazioni con uomini o donne, al di fuori di queste
frequentazioni. Quindi in pratica sono andato solo con prostitute o ho
partecipato ad orge nei locali dove ciò accade…”

(PS AC 1 13.2.2008)

 

Con scritto 1. febbraio 2008 F__________ ha
sottolineato come la relazione con il AC 1 debba essere considerata
definitivamente chiusa ("tutto è finito"), decisione peraltro
condivisa pure dall'accusato, che ha comunque ricevuto qualche visita in
carcere da parte della ex compagna.

 

                                   4.   AC
1 non ha mai smesso il vizio di eccedere nel bere. Ha raccontato che sovente,
dopo il lavoro, si recava al bar e si ubriacava prima di far rientro a casa. A
volte ha fumato spinelli e sniffato pure cocaina.

Con decreto d'accusa 11 maggio 2005 è stato
condannato alla pena di 25 giorni di detenzione con la condizionale per tre
anni ad al pagamento di una multa di fr. 1'000.- per circolazione in stato di
ebrietà, infrazione e contravvenzione alla LStup.

La Sezione della circolazione gli ha quindi fatto
ordine di non circolare in Svizzera a tempo indeterminato imponendogli di
sottoporsi a regolari controlli presso il centro Ingrado. Il 12 agosto dello
stesso anno la Sezione degli stranieri gli ha pure notificato una formale
diffida a comportarsi in modo socialmente corretto, pena l'adozione di
provvedimenti quali l'allontanamento.

 

Tornando ai controlli medici tramite il centro
Ingrado, essi avrebbero dovuto essere effettuati a sorpresa onde consentire una
corretta valutazione. E' per contro emerso che l'accusato si è accordato con la
segretaria del dott. __________ presentandosi sempre di mercoledì mattina. Da
qui la diagnosi dello stesso dott. __________: "L'idoneità alla guida è
da ritenere sicura, la prognosi eccellente". Fatto sta che, nonostante
le perplessità già allora espresse dai responsabili del centro Ingrado, AC 1 è
per finire stato riammesso alla guida a far tempo dal 25 settembre 2005.

 

                                   5.   AC 1 ha pure precedenti in
Italia. Dall'estratto del casellario italiano risultano infatti 5 condanne e
meglio:

-   10
giugno 1996: al pagamento di una multa di Lit. 50'000.- per molestie;

-   26
novembre 1999: a un anno e sei mesi di reclusione con la condizionale ed al
pagamento di una multa di Lit. 300 mila per estorsione;

-   20
settembre 2001: a 10 mesi e 20 giorni di reclusione con la condizionale per
calunnia;

-   28
settembre 2001: a 5 giorni di arresto sostituiti con una multa di Lit. 300 mila
per ebrietà al volante;

-   4
giugno 2004: a 5 giorni di arresto sostituito con Euro 190 di multa per ebrietà
al volante.

 

AC 1, sia che sia, prima del suo arresto per i
fatti di cui in rassegna, non è mai stato in carcere.

 

                                   6.   Quanto al suo futuro ha ribadito in aula di accettare l'allontanamento dal nostro paese che le
autorità amministrative pronunceranno una volta cresciuto in giudicato il presente
giudizio e di avere l'intenzione di rientrare dalla madre e di sottoporsi ad
una cura disintossicante che gli consenta di star definitivamente lontano
dall'alcol e, quindi, di trovarsi un lavoro e vivere una vita normale.

 

 

                                   II.   Le
circostanze dell'arresto

 

                                   1.   Dal
rapporto di arresto 4 gennaio 2008 si apprende:

 

“ 
In data odierna, verso le ore 02.40, veniva
chiesto l’intervento dei reparti mobili della Polizia cantonale poiché a __________
- Via __________ 16, era stato segnalato un incendio in un immobile abitativo.
L’origine dell’incendio veniva stabilito essere nei locali adibiti a cantina.

Il sopralluogo effettuato dalla Polizia
scientifica nel corso della mattinata, poteva accertare che le cause scatenanti
erano dovute al dolo e con più punti di propagazione delle fiamme.

In concomitanza con i primi accertamenti inerenti
le cause dell’incendio, i colleghi della Polizia Comunale di __________,
durante un normale controllo della circolazione stradale, avevano modo di
fermare e controllare il rubricato.

Questi era in un evidente stato alterato a causa
dei fumi dell’alcool e di conseguenza veniva accompagnato negli uffici dei
reparti mobili a Noranco per la prassi circa la constatazione di guida in stato
di inattitudine. Dal controllo del nominativo emergeva che AC 1 era già stato
oggetto di inchiesta in relazione ad un incendio avvenuto in data 09.12.2006 a __________
su Via __________ 20. Oltre a ciò, gli agenti notavano che AC 1 aveva le mani
sporche, come se fosse entrato in contatto con del materiale bruciato
(fuliggine).

Si procedeva quindi ad un ulteriore e più
approfondito interrogatorio, dove inizialmente l’accusato negava
categoricamente il suo coinvolgimento. Di seguito modificava la sua versione,
indicando quali probabili autori due suoi conoscenti i quali sarebbero stati da
lui visti nel garage dello stabile in Via __________ 20, il 09.12.2006, poco
prima che divampasse l’incendio. Dando seguito alle sue dichiarazioni, si
procedeva ad identificare le due persone, una delle quali veniva rintracciata
ed assunta a verbale.

Nel contempo, notando che la versione di AC 1 era
poco credibile, si approfondivano ulteriormente le sue dichiarazioni. AC 1
continuava ad accusare dei fatti A__________ (suo conoscente ed ex vicino di
casa) nonché J__________ (persona che gli ha tinteggiato l’appartamento al
momento del trasloco). Da parte nostra, dopo aver effettuati i controlli che le
circostanze richiedevano, si raggiungeva il convincimento che la versione resa
da AC 1 era inveritiera.

Si procedeva così alla perquisizione domiciliare
del AC 1 dalla quale però nulla emergeva. Durante la successiva audizione,
dietro precise contestazioni, AC 1, finalmente non poteva far altro che
ammettere le proprie responsabilità inerenti l’incendio constatato questa notte
in Via __________ 16. A fronte di ulteriori contestazioni, ammetteva pure di
essere l’autore dell’incendio scoppiato nello stabile di Via __________ 20 a __________ in data 09 dicembre 2006.

A precisa richiesta, sui motivi che lo hanno
indotto a compiere gli incendi, AC 1 ha motivato il tutto con dei rancori
personali nei confronti del custode dello stabile in Via __________ 16 (H__________)
il quale, a suo dire, gli avrebbe mancato di rispetto in più occasioni. Per quanto concerne l’incendio di Via __________ 20, la sua rabbia era dovuta ad una disdetta di un
contratto per un posteggio coperto, intimatagli dall’amministrazione e a suo
dire ingiustificata.”

 

                                   2.   In
realtà AC 1 venne fermato al volante della vettura BMW __________, intestata
alla F__________, da una pattuglia della Polizia comunale di __________ che lo
aveva notato ripartire a forte velocità. Il tasso di alcolemia riscontrato a
quel momento è risultato essere variante tra l'1,93 ed il 2,49 per mille. 

 

 

                                  III.   I
fatti dell'atto di accusa

 

L'imputato è reo confesso. In ordine cronologico,
i fatti possono così essere riassunti, rinviando per maggiori dettagli alla
documentazione in atti.

 

                                   1.   L'accusato
ha ammesso che sin dal suo trasferimento nel nostro paese ha saltuariamente
fatto uso di droghe quali la cocaina e la marijuana. In qualche occasione ha
pure offerto cocaina ad una sua amica, tale __________:

 

“ 
… per quel che concerne gli stupefacenti preciso
che, dal marzo 2005 sino al giorno del mio arresto, avrò consumato al massimo
cinque grammi di marijuana, sostanza che non ho mai comperato ma che mi è stata
offerta da conoscenti occasionali sia al __________ che nel Luganese in
situazioni simili a quella descritta per i fatti del 04.01.2008. Queste offerte
gratuite da parte di terzi saranno avvenute un 10/15 volte. Per quel che
concerne invece la cocaina e sempre nello stesso periodo, dichiaro che l’ho
comperata per il tramite di certa __________ che abita ad __________ a cui
anticipavo i soldi. Tramite lei, sempre ad __________, avrò comperato un 5 grammi di cocaina, che ho consumato ad __________ offrendone in minima parte a __________. Stimo
queste offerte in circa 2 grammi di cocaina.”

(MP 08.02.2008).

 

I reati di cui a n. 8 e 9 dell'atto d'accusa,
ammessi, meritano piena conferma.

 

                                   2.   Nel
 2005 AC 1, benchè abitasse presso la sua compagna, ha dichiarato di vivere presso
il vicino PC 18, affinché l'amica continuasse a percepire maggiori sussidi:

 

“ 
…per precisare che giunto in Svizzera io ho
abitato in Via __________. Dopo sono andato in Via __________ 16 e benchè
abitassi stabilmente da F__________, formalmente ero inquilino di PC 18. Ciò
sarà durato per un sei o sette mesi cioè fino a quando è stato fatto un nuovo
contratto di locazione intestato sia a me che a F__________. Ciò è stato anche
fatto poiché così facendo, cioè non figurando come conduttore con un’entrata in
famiglia, F__________ poteva continuare a beneficiare degli assegni famigliari
dell’ufficio statale competente di Bellinzona e ciò per un importo di circa fr.
500.-mensili. Era un assegno di assistenza che gli dava l’ufficio di Bellinzona e non aveva niente a che vedere con le figlie. Dichiaro che sono io che ho
avuto questa idea e ne ho parlato con F__________ che si è dichiarata
d’accordo. Preciso rispondendo al PP che la decisione di poi fare un contratto
intestato ad entrambi è avvenuta poiché eravamo stati “scoperti” nel senso che
erano arrivate delle lettere in questo senso dalla diocesi o dall’ufficio statale. Se non le avessimo ricevute forse avremmo continuato.”

(MP 08.02.2008).

 

Da qui l'accusa di truffa esposta al n. 3 dell'AA.
Il reato, peraltro incontestato, merita conferma senza ulteriori considerazioni,
tali false indicazioni avendo consentito alla donna di percepire sussidi non
dovuti per complessivi fr. 3'150.-.

 

                                   3.   AC
1 si è reso protagonista di diversi incendi intenzionali, commessi tutti per
futili motivi e, a suo dire, in preda all'alcol. Verranno qui di seguito
riassunti i fatti essenziali, rinviando per il resto il lettore agli atti
d'inchiesta.

 

                                  a)   Martedì
11 aprile 2006 andò a fuoco il palazzo di via __________ 16 dove abitava
l'accusato. Nel rapporto di Polizia si legge:

 

“ 
La mattina di martedì 11 aprile 2006, verso le
ore 05.40, a __________ - Via __________ 16 - ci fu il primo incendio commesso
da AC 1, ai danni dello stabile abitativo conosciuto con il nome di “__________”.
Verso le ore 05.40/05.45 l'inquilina PC 7, residente al piano terra
dell'immobile indicato, fu svegliata da rumori, descritti dalla medesima come “un
oggetto pesante trascinato al suolo”, provenienti dall'esterno
dell'appartamento. In un primo momento la donna pensò a dei ladri introdottisi
nel palazzo, mentre successivamente, percependo odore di bruciato, ebbe modo di
capire che si trattava di un incendio. In queste circostanze notò che dallo
spiraglio sotto la porta principale, del fumo si stava sprigionando all'interno
dell'appartamento. 

Dopo aver svegliato la figlia, le riferiva di
chiamare i pompieri, riuscendo nel frattempo a sigillare la porta ed evitare
così che altro fumo entrasse nei locali. Alle ore 05.50, __________, compose il
117. Per il tramite degli agenti di polizia venivano allertati i pompieri che,
tempestivamente, raggiungevano il luogo dell'incendio. Al loro arrivo l'origine
delle fiamme venivano localizzate nel seminterrato adibito a cantine, dove
erano stati costruiti dei box, con pareti divisorie composte da una struttura
in legno. Le fiamme venivano estinte alle 06.35. 

Oltre ai pompieri, intervenivano i reparti mobili
della Polizia Cantonale, la polizia città di __________, e precauzionalmente i
militi di Ticino Soccorso. In quelle circostanze, considerando la forte
presenza di fumo, i pompieri, coadiuvati dalla polizia comunale, decidevano di
procedere ad un’evacuazione totale delle persone presenti. Nella mattinata
interveniva pure la polizia scientifica che procedeva alla fissazione dello
stato dei luoghi mediante documentazione fotografica, nonché alla stesura di un
rapporto tecnico. 

Gli accertamenti effettuati sul posto, hanno
permesso di stabilire che la porta d'accesso della cantina oggetto dell'incendio,
presentava segni di scasso.

(…)

Alfine di assumere informazioni utili
all'inchiesta, gli inquirenti ebbero modo di interrogare tutti gli inquilini
dello stabile. La quasi totalità degli affittuari riferirono di aver notato
persone estranee aggirarsi all'interno del palazzo, ed in particolare nel piano
seminterrato. A loro gIudizio, era proprio il custode dell'immobile abitativo,
signor H__________, che permetteva l'accesso a queste persone, con l'intento di
mettere a loro disposizione un alloggio, facendoli pernottare nelle cantine o
nella lavanderia condominiale. 

Il custode, interrogato in merito, ammetteva di
aver permesso a delle persone estranee di accedere al piano seminterrato,
precisando come una di queste persone era di origine straniera e priva di un
permesso (n.d.r.: per
l’ospitalità offerta a questa persona priva di permesso H__________ è stato
denunciato per aiuto al soggiorno illegale). Questo suo
agire, era da ricondurre, in buona sostanza, a motivi umanitari. 

Fu proprio questo fattore, ovvero l'impossibilità
di stabilire chi e quante persone avessero accesso al palazzo, nonché la
mancanza di un movente preciso in rapporto al box 

incendiato, che non permise all'epoca, di
avanzare sospetti nei confronti di una persona precisa. 

In effetti, dalla deposizione di PC 16,
usufruttuaria del box, emergeva come ella non aveva avuto problemi con nessuno,
sia nei confronti di persone che risiedevano 

nell'immobile, che con persone estranee al
condominio. Per completezza, veniva interrogato pure il figlio __________,
residente nell'appartamento della madre, ma nulla emerse. 

(…)

Solo l'arresto di AC 1, e le successive
ammissioni e descrizioni dei fatti, permettevano di far piena luce sulla
dinamica dell'incendio e sui motivi che lo avevano portato a compiere tale
atto. 

La ragione del gesto è da ricondurre in buona
sostanza al rapporto di amicizia e confidenza tra l'ex convivente di AC 1, F__________,
e PC 16, affittuaria del box andato in fiamme. A dire dell'accusato,
quest'ultima era troppo invadente e s'intrometteva nella loro vita
sentimentale. Una sera, decideva così, usando la terminologia dell'accusato, di
fargliela pagare…”

 

Così AC 1:

 

“ 
Di fatto, le frustrazioni che avevo emergevano
in maniera esasperata ed i torti che normalmente riuscivo a gestire. Quindi,
una sera di inizio aprile, dopo aver terminato di lavorare, mi sono fermato al __________
in Via __________ ed ho bevuto molto. Penso di essere rientrato a casa
direttamente, senza passare per altri locali, ed ero ubriaco.

Ho parcheggiato la mia vettura all’esterno del
mio domicilio e mi sono incamminato verso casa; ad un certo punto ho iniziato a
fumare e mi sono attardato all’esterno rimuginando sui motivi per cui avevo
litigato con la mia compagna. Ero quindi arrivato alla conclusione, che il
nostro litigio era da imputare ad una nostra vicina che continuava a
presentarsi a casa nostra, parlare di gatti, facendo i tarocchi alla mia
compagna e quindi in sostanza a rompere le scatole.

Questo mio pensiero mi ha portato a decidere di
fargliela pagare e di conseguenza ho pensato di scendere in cantina e dare
fuoco ai suoi oggetti. Ho quindi attuato quanto avevo in mente e dopo essere
sceso nei sotterranei, mi sono diretto verso il suo box - cantina, e con l’accendino
ho dato le fiamme ad alcuni sacchi di vestiti presenti. Ho visto che una
fiammella iniziava ad ardere e a quel momento sono risalito in casa. Io pensavo
che il fuoco si sarebbe limitato al sacco dei vestiti da me incendiato.

(….)

Dopo essere risalito in casa, e trascorse alcune
ore in sala, ho udito le sirene dei pompieri ed ho capito che avevo fatto una
cazzata; questi intervenivano per spegnere l’incendio che avevo appiccato io.
Ho cominciato ad avere paura che mi scoprissero visto il “casino” che avevo
creato, ma non ho detto nulla anche per paura della figura che avrei fatto.”

(PS 08.01.2007, recte: 2008). 

 

La vittima designata è tale PC 16, che abitava
nello stesso palazzo: si tratta di una signora di ca. 70 anni che per la verità
ha dichiarato di aver incontrato qualche volta F__________ e di averla
ascoltata, senza darle particolari consigli, precisando che, semmai, aveva
avuto delle discussioni con un’altra locataria che l’aveva accusata di essere
responsabile di un precedente incendio, avvenuto nel 2004, di origine colposa.
Che dire: alla PC 1 converrebbe aumentare la frequenza delle benedizioni dello
stabile che appare, da questo profilo, alla luce dei fatti, piuttosto
maledetto.

Quanto ai danni si rinvia al testo stesso
dell'atto di accusa (n. 2.1.) che fa stato delle cifre notificate dalle parti
danneggiate.

 

                                  b)   Il 9
dicembre 2006 AC 1 mandò in fiamme il palazzo di via __________ 20, nel
seminterrato del quale aveva preso in locazione un posteggio. Anche in tal caso
per motivi del tutto irrisori.

Dal rapporto di Polizia si apprende:

 

“ 
La mattina di sabato 9 dicembre 2006, verso le
ore 01.30, a __________ - Via __________ 20 - ci fu il secondo incendio
commesso da AC 1, ai danni dello stabile abitativo conosciuto con il nome di
"__________". Verso le ore 01.30, l'allora testimone AC 1, compose il
117, segnalando di aver udito un odore acre, di bruciato, provenire
dall'interno dell'autorimessa; nella stessa usufruiva di un parcheggio. 

A seguito della segnalazione, gli agenti di
polizia allertavano i pompieri che, tempestivamente, raggiungevano il luogo
dell'incendio. Al loro arrivo l'origine delle fiamme venivano localizzate
nell'autorimessa della residenza. 

Sul posto intervenivano i pompieri, i reparti
mobili della Polizia Cantonale, la polizia città di __________, e
precauzionalmente i militi di Ticino Soccorso. In quelle circostanze,
considerando la forte presenza di fumo, le forze dell'ordine procedevano
all'evacuazione completa delle persone presenti. 

Solo nella mattinata, quando l'incendio era stato
spento completamente ed il calore all'interno della struttura si era attenuato,
interveniva la polizia scientifica che procedeva alla fissazione dello stato
dei luoghi mediante rilievi fotografici, nonché alla stesura di un rapporto
tecnico.”

 

In quell'occasione fu proprio AC 1 a chiamare la Polizia. Venne sentito quale testimone e negò ogni responsabilità affermando:

 

“ 
Finito il lavoro ho preso la vettura BMW targata
__________, di proprietà di F__________, ed ho raggiunto il posteggio sotterraneo
numero 1c sito nello stabile di Via __________ 20. 

Quando sono entrato nel garage la porta di
accesso al garage era aperto. Intendo dire che non ho dovuto utilizzare il
telecomando per poter aprire il portone. Questi era come detto aperto. 

Entrato nel sotterraneo, mi sono diretto al
posteggio 1c sito di fronte al portone di accesso al garage. Appena posteggiata
l'auto, ho spento il motore ed ho aperto la portiera per poter scendere dal
veicolo. 

A quel momento udivo dei rumori come di qualcosa
che veniva spostato. Io istintivamente mi voltavo verso questi rumori, che
provenivano dal fondo del garage, nella zona dove si trova un armadietto,
dietro ad una colonna. Alla sinistra rispetto al mio posteggio. Guardando verso
l'armadietto notavo dei movimenti, o meglio delle ombre, non so indicare se
fosse stata una o più ombre, che si spostavano davanti all'armadietto. In
pratica vedevo queste ombre davanti all'armadietto ma non saprei dire se fosse
una o più persone. Io non mi sono preoccupato più di quel tanto, ma comunque ho preferito accelerare il passo e sono uscito dal garage passando dal portone
di accesso per le auto. Mi sono cosi recato al mio domicilio dove mi accorgevo
subito che avevo lasciato il telecomando nell'auto. Ovviamente a corsa ritornavo
al garage, questo in quanto se il portone si fosse nel frattempo chiuso, il
mattino seguente non avrei potuto scendere nel garage per prendere l'auto.
Infatti non ho la chiave del portone dello stabile per poi scendere in garage.
Giunto al portone, ovviamente questo si era già richiuso. Io allora stavo
ritornando sui miei passi per tornare a casa quando dai finestroni laterali del
garage notavo del fumo denso colore bianco uscire. Subito mi preoccupavo di
andare all'entrata dello stabile e di suonare i campanelli degli appartamenti
dicendo a chi rispondeva che c'era una puzza strana e del fumo.

Se non sbaglio una inquilina di nome __________
mi apriva la porta ed io entravo nello stabile e scendevo verso il garage. Qui
mi accorgevo che vi era un fumo densissimo colore bianco e che era impossibile
proseguire. Ritornavo quindi indietro e telefonavo alla Polizia segnalando un
probabile incendio. Subito dopo aver telefonato ritornavo ai campanelli e
citofonavo nuovamente a tutti gli inquilini dicendo loro di che c'era qualcosa
di strano in garage. Poco dopo giungeva la Polizia ed i Pompieri.

A precisa domanda rispondo che non ho visto
persone entrare o uscire dal garage mentre mi trovavo davanti allo stabile e
nemmeno ho visto chiaramente persone mentre stavo posteggiando l'auto.”

(PS 09.12.2006).

 

Tale versione la ribadì pure in un'intervista che
rilasciò lo stesso giorno alla TSI in occasione di un servizio andato in onda
durante “Il Quotidiano”, noto programma di cronaca locale: disse di aver
visto tutto ed effettivamente aveva proprio visto tutto.

 

Come riferito, le versioni rilasciate “all'epoca”
da AC 1 lasciavano alcune perplessità. Le ombre intraviste, l'impossibilità di
riferire agli inquirenti il numero delle supposte persone, il completo disinteresse
alle possibili persone all'interno dell'autorimessa, ecc., creavano negli
inquirenti il sospetto che la realtà dei fatti potesse essere diversa. Ci fu
quindi un secondo interrogatorio, nel quale si volevano approfondire con dei
dettagli la sua situazione professionale nonché cosa aveva fatto quella sera.

 

Successivamente venne interrogata la datrice di
lavoro di AC 1, la quale escluse che la sera dei fatti l'allora testimone avesse
lavorato nel suo ristorante. La donna riferì che AC 1, da metà stagione 2006, era
divenuto inaffidabile e ingestibile, a causa delle svariate assenze dal lavoro,
dei continui ritardi e a volte, del suo stato psico-fisico alterato. Venne
nuovamente verbalizzato AC 1, questa volta nella veste di indiziato, ma negò
categoricamente il suo coinvolgimento nell'incendio. Ribadì insistentemente che
la sera dei fatti aveva svolto normalmente la sua attività professionale sino
alle ore 00:30. 

 

Vennero quindi effettuati ulteriori e
approfonditi controlli circa la sua presenza, la sera dei fatti, al ristorante “__________”,
a seguito dei quali emerse che la datrice di lavoro si era sbagliata; AC 1 era
stato presente al ristorante nel quale aveva lavorato, sino alle 00:30 del 12
dicembre 2006. 

 

Nonostante i numerosi sospetti emersi, ovvero
l'incendio avvenuto pochi mesi prima nell'immobile in cui AC 1 risiedeva, un
secondo incendio dove egli aveva in affitto un parcheggio e la dinamica dei
fatti che lasciava delle perplessità, non si riuscì a provare, con elementi
concreti, il coinvolgimento dell'indiziato negli atti criminosi. 

 

Anche in questa circostanza, come avvenne per il
primo incendio, la mancanza di un movente preciso in relazione ai veicoli
incendiati, non permise all'epoca di progredire nelle indagini. 

 

AC 1 ha ammesso le sue responsabilità solo dopo
il suo arresto:

 

“ 
Da parte mia non ce la faccio più a tenermi
dentro queste cose e confesso che sono io l'autore dell'incendio avvenuto la
notte del 09.12.2006 in cui avevo appiccato il fuoco ad alcune macchine nei
garage sotterranei dello stabile dì Via __________ 20. Uscito mi ero però
preoccupato di chiamare gli inquilini per farli uscire. 

In quel caso avevo dato fuoco al garage perché ci
avevano dato la disdetta per il posteggio ed io reputavo ingiusta questa cosa
e, preso dalla rabbia, e dall'alcool, ho agito in quel modo.”

(PS 04.01.08).

 

Quanto a movente e modalità, sempre AC 1:

 

“ 
All'interno del garage, appena sceso dall'auto, ho
visto il veicolo di un membro dell'amministrazione con il quale avevo avuto
verbalmente dei diverbi a causa di rimproveri che mi muoveva circa il mio
rientro a tarda notte e dai conseguenti rumori che causavo aprendo il garage,
la rabbia ha cominciato a montare e divenire incontrollabile. Ho visto che
sopra l'armadietto posizionato di fronte della macchina vi era un piccolo
cuscino che ho preso con l'intenzione di usarlo per incendiare l'auto di questa
persona. L'ho quindi posizionato sotto le ruote anteriore di una macchina
rossa, che sapevo essere di questa persona, ed ho acceso il fuoco al cuscino
usando l'accendino che ho sempre con me.

Sono subito uscito dal garage, dirigendomi verso
casa e fumandomi una sigaretta. In queste circostanze ho sentito un forte"
botto" e sono ritornato sui miei passi per vedere attraverso le finestre
del garage. Ho subito notato che vi erano delle fiamme ed ho capito che avevo
fatto l'ennesima cazzata. 

ADR: che
ho chiamato i pompieri per farli intervenire in quanto le fiamme si stavano
propagando. 

Dopo aver allertato i pompieri, ho suonato i
campanelli degli inquilini alfine di avvertirli e farli evacuare in quanto avevo percepito che il fumo si stava diffondendo. 

Poi visto il trambusto, non ho più avuto il
coraggio di fare nulla e così ho inscenato la mia personale verità,
dichiarandomi teste e di aver visto due sconosciuti quando ero rientrato nei
garage poco prima dell'incendio. 

Il mattino dopo, sono stato contattato dalla
polizia e sono stato interrogato come testimone. Ho pure rilasciato una piccola
intervista alla televisione in cui dicevo che avevo sentito dei rumori e, dopo
aver notato le fiamme, ho allertato i pompieri ed i vicini. Cercavo di
"coprire il fatto" che ero stato io a provocare intenzionalmente
l'incendio. 

ADR: che
mentre stavo mettendo il cuscino sotto la ruota della vettura e appiccavo il
fuoco, pensavo che gliela avrei fatta pagare a quello persona.

ADR: che
non so perché uso il fuoco per dar sfogo alle mie frustrazioni, ma devo dire
che non ho mai pensato a qualche altro metodo. Il fuoco è veloce e più
distruttivo. Comunque tengo a precisare che non ho nessuna "passione"
per il fuoco e questo non provoca alcuna sensazione particolare; in effetti,
dopo aver dato alle fiamme qualcosa, di solito mi allontano e non sto a
guardare.

(…)

ADR: che
mentre effettuavo gli incendi, non portavo dei guanti in quanto gli atti non erano premeditati. Erano frutto unicamente di raptus di rabbia.

D1:    Per
quale motivo, per l'incendio avvenuto il 09.12.2006 a __________ in Via __________
20, sentito quale indiziato, aveva acconsentito nel sottoporsi al test DNA
sapendo di essere l'autore? 

R1:    Perché
ho pensato che gli inquirenti non avrebbero trovato nessun tipo di DNA in quanto il fuoco è distruttivo e non avrebbe permesso dei rilievi del genere. Sicuro che tracce di
DNA suoi luoghi dove io avevo appiccato l'incendio non ve n'erano, ho deciso di
pure acconsentire a questa pratica sapendo che non mi avrebbero scoperto.”

(PS AC 1 08.01.2007, recte: 2008).

 

Per quel che è dei danni si rinvia, anche in
questo caso, al testo dell'atto d'accusa (n. 2.2.).

 

                                  c)   Non pago
delle citate performance, fors'anche per variare un po' il genere di reato, tra
il 10 ed il 12 novembre 2007, AC 1 rubò pure, dalla cantina di PC 7, inquilina
di un appartamento del medesimo palazzo, due bottiglie di vino (del valore di
ca. fr. 20) che si scolò in poco tempo. Per compiere tale atto tagliò pure la
rete metallica che delimita la cantina. Da qui le accuse di furto e di
danneggiamento esposte ai n. 4 e 5 dell'AA.

 

                                  d)   Il 9
dicembre 2007, ossia a un anno esatto dall'incendio del palazzo di via __________
 20, AC 1 ricominciò ad appiccare il fuoco. Questa volta lo fece a danno della
vettura di tale B__________ per vendicarsi di una reazione di gelosia che il
suo compagno avrebbe avuto nei di lui confronti dopo che la donna gli si
sarebbe strusciata contro durante un momento passato al bar a bere alcol.

 

Così AC 1:

 

“ 
Con il passare del tempo in carcere, e
continuando a riflettere, sono emersi nella mia testa dei flash, in cui ricordo
di aver perpetrato, in almeno un caso, di aver incendiato un veicolo, o di aver
tentato di farlo. Rammento che era nel fine settimana dell'8/9 dicembre 2007. In quel fine settimana avevo operato il trasloco e la settimana prima avevo noleggiato un
furgone all'lKEA, telefonando a questa ditta. Ricordo che il sabato pomeriggio,
08.12.2007, ho riportato il furgone all'lKEA, penso fossero le 15.00, e dopo
aver riportato il veicolo a casa al nuovo indirizzo di Via __________ sono
uscito a piedi da solo. 

Mi sono recato al chiosco, il quale è ubicato in
Via __________, vicino al ristorante __________ per bere birra. Sono rimasto in
quel luogo un paio d'ore, penso fino alle 20.00, e successivamente rammento che
ho avuto un diverbio con una donna in quanto lei mi stava troppo vicino e per
intenderei si “strusciava” contro di me. Ad un certo punto, nel locale è
entrato il marito di questa signora che, geloso, mi ha detto delle frasi in quanto non gli piaceva il comportamento della consorte. 

Sono quindi uscito, verso le 20.00/20.15 e sono
rientrato al mio domicilio nuovo. Ricordo di essere rimasto nell'appartamento
una mezzoretta circa, ed essendo F__________ al vecchio indirizzo, sono
nuovamente uscito con l'intenzione di recarmi all'abitazione di Via __________
da F__________. 

Durante il tragitto ho chiamato F__________,
chiedendole se voleva mangiare una pizza. Lei rispondeva di aver già cenato con
le figlie. Ho allora deciso di fermarmi al ristorante __________ di Via __________
a __________ per mangiare qualcosa. 

Sono rimasto in questo luogo per circa un'oretta,
forse anche di più, mangiando qualcosa e bevendo una bottiglia di vino bianco.
Finita la cena, penso di essere andato direttamente al ristorante __________ a __________
e qui ho continuato a bere vino. Sono rimasto nel locale sino alla chiusura,
che è avvenuta circa alla 01.30, ed in seguito sono uscito girovagando nei
pressi della Banca finendo ad un certo punto in un viottolo a __________. 

Da quel momento ho dei flash, e mi vedo mentre
cerco di incendiare un'auto. Non ho peraltro ricordi di che auto fosse, se ha
preso o no fuoco. 

ADR: che
mentre mi trovavo al __________, mentre ne uscivo alla chiusura, ho incrociato
il marito della signora menzionata in precedenza (quella che si strusciava), e
con lui ho avuto ancora una discussione verbale. Lui era arrabbiato con la
moglie e se l'era presa nuovamente con me per il comportamento di sua moglie.
Penso che dopo il diverbio avuto con quella persona, di cui non conosco il
nome, e il molto alcool bevuto, sono stato colto dalla solita rabbia che non
riesco a controllare. 

          Infatti,
quando stavo rientrando a casa, dopo aver girovagato senza una meta fissa, mi
sono recato in questo vicolo e qui ricordo di aver dato alle fiamme una
vettura. 

ADR: non
ricordo l'auto in questione e se questa fosse il veicolo della persona con cui
ho litigato o sia in relazione con queste persone. 

Facendo mente locale, mi ricordo che l'auto a cui
ho dato fuoco era il veicolo della persona con cui ho litigato. Infatti, mentre
stavo uscendo dal ristorante __________, l'ho visto scendere dall'auto e
venirmi in contro. Abbiamo discusso e terminato il diverbio, me ne sono andato
girovagando nei pressi della banca a __________. Penso verso le 03.00, mentre
rientravo al nuovo domicilio, ho notato la vettura e con l'accendino dato alle
fiamme il veicolo. Non so spiegare nel dettaglio in che parte dell'auto ho
appiccato le fiamme, ma so ricordo di averlo fatto. 

ADR:
che effettivamente, parlandone con gli inquirenti, narrando la storia e i
flash, posso dire che sono sicuro di aver appiccato le fiamme a questa auto. 

ADR: la
mia intenzione, in quelle circostanze era fargliela pagare e volevo dargli
fuoco alla sua vettura per distruggergliela. Non volevo far male a nessuno ma
unicamente prendermela con quella persona in quella maniera. 

ADR: In
questa circostanza, come in tutte le altre occasioni in cui ho incendiato
qualcosa, la mia intenzione era quella di creare il maggior danno possibile
senza far male a nessuno. Quando incendiavo i veicoli, la mia intenzione era
quella di arrecare il maggior danno possibile, se bruciava completamente ero
contento. Questo relativo allo stato d'animo che avevo al momento in cui
appiccavo gli incendi. Infatti, ricordo la mattina dopo aver incendiato il
veicolo di C__________, vedendo che la macchina non era bruciata completamente,
ho avuto come una sensazione di sollievo. Con questo voglio dire che, dopo aver
accesso il fuoco volevo che tutto il veicolo bruciasse mentre la mattina dopo,
vedendo che non era così, ed essendo sobrio, ero felice che non fosse accaduto
quanto volevo la sera.”

(PS 13.02.2008).

 

L'incendio provocò solo danni materiali (in
particolare al veicolo, del valore di poco inferiore a fr. 20'000.-, che è
andato distrutto), ma ha pure causato un grosso spavento per il boato che ha ingenerato.
Pure il compagno della vittima che, convinto di poter risolvere l'incendio da
solo, dovette per finire essere addirittura bloccato con la forza riportando la
frattura di un dito e la di lui compagna che, complice forse uno stato di non
particolare sobrietà, dichiarò la sua intenzione, visto l'incendio, di gettarsi
dal balcone con la figlia piccola, hanno per finire uno shock. 

 

Nel rapporto d'intervento si legge:

 

“ 
Durante lo stesso controllo, appunto, verso le
ore 0230,udivamo un forte boato, simile ad una deflagrazione. Volto così lo
sguardo in direzione della presunta provenienza del rumore, avevamo modo di
notare delle fiamme. Immediatamente richiedevamo, tramite la nostra centra
operativa RM2, l’intervento dei Pompieri. Raggiungevamo così Via __________
dove avevamo modo di notare una vettura in fiamme su Vicolo __________. Dopo
gli accertamenti si è potuto stabilire che trattavasi di una Opel Astra,
targata __________. L’abitacolo di detta vettura era già avvolto dalle fiamme.
Il collega gend __________, sceso dalla vettura si avvicinava alla vettura
passando sotto ad un sottopasso ivi presente. Da parte mia restavo presso la
vettura dove collocavo i dovuti cartelli di segnalazione Polizia e prendevo
contatto con la nostra centrale al fine di far accelerare l’intervento dei
Pompieri e spiegare nei dettagli quanto stava accadendo. In un attimo le fiamme
aumentavano di volume non permettendomi così di raggiungere il collega
usufruendo del sottopasso di Vicolo Vecchio. Dopo alcuni istanti avevo modo di
udire le grida di un uomo che a gran voce chiedeva quanto ci sarebbe voluto
all’arrivo dei Pompieri. La stessa persona urlava pure che nella vettura vi era
una bombola di gas. Prontamente da parte mia avvisavo la centrale operativa
della Polizia Città di __________ al fine di velocizzare l’intervento dei
Pompieri e richiedevano l’intervento di una loro pattuglia. Durante l’attesa,
attraverso le fiamme, avevo modo di notare qualcuno che si avvicinava alla
vettura o per lo meno tentava di avvicinarvisi. In tale frangente avevo modo di
udire una persona, che non era il collega, che urlava in maniera aggressiva,
purtroppo non comprendendo cosa dicesse. Dopo un attimo udivo il collega gend __________
che via radio chiedeva il mio aiuto. Mentre mi avvicinavo alla vettura di
servizio notavo, attraverso la parte meno intensa delle fiamme, una sagoma blu
di fianco ad una sagoma chiara più bassa. Appena salito nella vettura, pronto a
raggiungere il collega passando da Via __________ e di seguito Via __________,
mi veniva comunicato, appunto dal collega gend Lucchini, che era giunta sul
posto pure una pattuglia Polizia Città di __________ che gli aveva prestato
collaborazione. Giungevano così anche i Pompieri che senza problemi domavano le
fiamme. Rilevata la mia postazione da una pattuglia Polizia Città di __________,
raggiungevo il collega gend __________ che mi rendeva partecipe di quanto accaduto. Spiegandomi che la persona, da me udita, identificata nel noto G__________,
voleva avvicinarsi alla vettura in fiamme e lui, per evitare il peggio, tentava
di impedirglielo. L’uomo però reagiva in malo modo costringendo il collega ad
ammanettarlo.

G__________ veniva poi tradotto dalla pattuglia,
composta dall’app __________ e dalla gend __________, al PS dell’OCL per il
prelievo del sangue, poiché sospettando che l’individuo aveva condotto il
veicolo, nonostante privo di licenza di condurre perché in revoca a tempo
indeterminato.

Presso detto nosocomio egli si rifiutava di
sottoporsi agli accertamenti atti ad accertare l’incapacità alla guida.

Veniva comunque sottoposto a visita medica ove
gli venivano riscontrate alcune escoriazioni e più precisamente alle spalle,
allo zigomo sinistro ed al polso destro ed inoltre la frattura di un dito alla
mano destra."

 

Dal canto suo B__________:

 

“ 
…mi svegliavo verso le ore 02.15. In quel
frangente notavo che G__________ aveva fatto rientro a casa e si era appisolato
sul divano in salotto. …lo svegliavo... In quel momento egli mi spiegava di
sentire un odore di bruciato... G__________ uscendo sul balcone notava che
l'incendio interessava la mia auto. Sapendo che vi era una bombola di gas vuota
all'interno del baule egli cercava disperatamente le chiavi per poterla aprire.
Non trovandole gli davo immediatamente le chiavi che avevo in mio possesso.
Egli allora si infilava solo un paio di pantaloni e scendeva sul piazzale dove
aveva modo di aprire il baule e di togliere la bombola. 

Nel frattempo io ero preoccupata che l’incendio
raggiungesse il nostro appartamento. … controllavo dalla finestra... vedendo
che vi era parcheggiata una vettura della Polizia inizialmente intendevo
gettarmi con mia figlia tra le braccia, sul cofano dell’auto. L'agente però mi
tranquillizzava e così rientravo in salotto, tenendo la bambina con me. 

In un paio di occasioni andavo sul balcone in quanto sentivo G__________ urlare e controllavo cosa stesse succedendo. All’esterno notavo che G__________
era impegnato in una colluttazione con un agente di Polizia"

(PS 17.12.2007)

 

                                  e)   Passato
il Natale, AC 1, già la notte tra il 28 ed il 29 dicembre 2007, si rimise ad incendiare.
Questa volta gli andò, per così dire, meno bene, il fuoco non essendosi
propagato e, a mente della pubblica accusa, i fatti non essendo costitutivi di
reato consumato, ma solo tentato.

Quanto al movente, l'accusato ha raccontato che
il marito della vittima si sarebbe preso gioco di lui schernendolo al bar,
tacciandolo di ubriacone.

 

Questa la versione dell'accusato:

 

“ 
Per continuare il mio racconto, devo dire che il
venerdì prima di Natale, credo che fosse il 23 dicembre 2007 o 24 dicembre
2007, dopo aver terminato il lavoro sono rientrato al mio domicilio e mi sono
fatto una doccia. Verso le ore 18.15 sono uscito nuovamente per andare in
centro __________. La mia intenzione era quella di andare dalla mia ragazza per
accompagnarla dal lavoro a casa, ma come spesso succedeva, mi sono fermato in
vari locali a bere. Mi sono ubriacato come al solito e verso le ore 00.30 -
01.00 decidevo di andare a casa.

Se ben ricordo, in quella giornata, non avevo
avuto particolari problemi ed ero tranquillo. Sta di fatto che nel tornare a
casa a piedi, nel camminare, scendendo su Via __________, dopo il cantiere ivi
presente, vi era la macchina di C__________. Questa persona, al bar __________,
esercizio pubblico che si trova vicino al mio ex domicilio, continuava a prendermi
in giro, mi sfotteva ed alcune volte mi umiliava. Percorrendo quindi la via, e
sentendo vivi questi ricordi, è aumentata la mia rabbia.

All’esterno del cantiere citato ho rinvenuto
degli stracci che erano a terra, li presi e li ho messi sotto la ruota
posteriore destra del veicolo e ho dato fuoco. Ricordo che si trattava di una
vettura verde.

Mi sono allontanato e camminando ho raggiunto il
mio domicilio; non preoccupato di come evolvesse l’incendio in quanto ho pensato che le fiamme non si sarebbero propagate e si sarebbero limitate a bruciare il
pneumatico.

A questo punto, avendo attuato la mia vendetta,
la mia rabbia si è placata e sono divenuto calmo. Dopo aver raggiunto la mia
abitazione, sono andato a dormire, forse un po’ agitato, ma comunque ho
dormito.

La mattina seguente, mi sono recato al bar __________,
e ho visto che la vettura in questione non era andata distrutta ma vi era
unicamente bruciato un pneumatico. Sinceramente ho provato un po’ di sollievo e
mi sono detto che per fortuna non avevo causato un altro grande “casino”.”

(PS 08.01.2008).

 

 

                                   4.   La
notte sul 4 gennaio 2008 AC 1 ha raggiunto l'apice con gli incendi di cui ai
punti 1 e 2.5 dell'atto d'accusa.

 

                                  a)   Dapprima,
verso le 02:15, ha incendiato il rimorchio accessoriato per la vendita di
generi alimentari di PC 2, che ha visto posteggiato in un parcheggio a __________
dove,ubriaco, a bordo della vettura della compagna, si era fermato ad urinare.
Durante la minzione, alla vista del mezzo si è ricordato che PC 2 aveva in
passato riferito della sua abitudine di bere in modo smodato al suo datore di
lavoro. Cosicchè, preso da una rabbia irrefrenabile, ha incendiato la roulotte
che egli utilizzava per la sua attività di venditore ambulante di generi
alimentari. 

Quella sera AC 1, dopo aver litigato con la F__________,
era uscito di casa e si era recato a bere al Bar di __________:

 

“ 
In questo esercizio pubblico ho bevuto diversi
alcolici e ed il mio stato psico - fisco e degenerato ancora di più. 

Dopo un paio d'ore, ubriaco fradicio, ho lasciato
questo esercizio pubblico e alla guida della vettura BMW avevo l'intenzione di
ritornare al domicilio. Durante il tragitto, mentre arrivavo alla rotonda a
lato del liceo di __________, ho percepito che dovevo urinare e mi sono
arrestato alla fermata del bus. Ho notato una roulotte, che sapevo essere di
una persona che aveva lavorato con me al ristorante la __________, e con cui
avevo avuto degli screzi. 

In sostanza questa persona faceva il ruffiano con
lo chef di cucina e diceva a quest'ultimo che mi presentavo al lavoro ubriaco. 

Queste circostanze sono affiorate nella mia
memoria proprio mentre stavo urinando e quindi ne è nato una rabbia
incontrollabile verso questa persona. Ho quindi perso la testa e, sapendo che
in macchina avevo un rotolo di carta scottex, l'ho presa (tutto il rotolo) e
posizionata sotto la gomma dal lato opposto alla strada. Volevo fargliela
pagare per tutte le ruffianate che aveva detto questa persona al mio ex datore
di lavoro. 

Ho pensato a tutto questo e ho acceso la carta.
La mia intenzione era di fare un piccolo danno visto che lui aveva trattato
male me. 

Dopo aver acceso la carta, mi sono subito
allontanato e con la vettura ho percorso la strada cantonale, in direzione
della __________. Ai semafori, mi sono diretto verso __________ e giunto alla
rotatoria sono tornato indietro per vedere se il fuoco aveva
"attaccato". In queste circostanze potevo notare che usciva
unicamente un po' di fumo e quindi, non preoccupato, mi sono allontanato.”

(PS 08.01.2007, recte: 2008).

 

Quanto al danno è da rilevare che la roulotte,
del valore di ca. fr. 20'000.-, è andata completamente distrutta.

 

                                  b)   Non appagato
di aver dato fuoco al rimorchio del PC 2, l'accusato ha, verso le 02:40, dato nuovamente fuoco al palazzo dove aveva abitato. Da notare che nel frattempo
l'appartamento occupato in via __________ 16 era stato liberato e nel contratto
gli era subentrata tale PC 9. A mente dell'accusato quella sera avrebbe dovuto
riconsegnare una chiave di detto appartamento depositandola nella bucalettere
della ragazza. Quest'ultima ha invece escluso tale circostanza poiché, sia che
sia, cosa peraltro nota al AC 1, aveva preteso la sostituzione del cilindro e,
quindi, quella chiave più non le sarebbe servita. In seguito è andato "a
divertirsi" alla __________, dove ha sorbito di nuovo alcune birre. Che
dire: in questa occasione AC 1 nemmeno è rimasto in loco, ma se n'è bellamente
andato dopo aver appiccato il fuoco. 

Ancora una volta l'accusato ha agito con un
movente del tutto inconsistente e meglio perché il custode del palazzo, tale __________,
gli aveva più volte ricordato la data del trasloco. Al riguardo non è nemmeno
escluso che, in realtà, abbia inteso vendicarsi della PC 9 per il fatto che la
donna non aveva ceduto alle sue avance, come la stessa ha riferito in aula. Ma
tant'è. La circostanza non ha da essere ulteriormente vagliata, il movente
essendo in entrambi i casi del tutto inconsistente.

 

L'allarme è stato dato dalla coppia PC 7/PC 8
abitante al piano terreno dello stabile in questione, i quali, ancora svegli a
quell'ora e intenti a guardare la tv, hanno percepito un calore anormale e hanno
notato che i loro gatti erano stranamente agitati. Così PC 8:

 

“ 
Non comprendendo cosa stesse succedendo, mi
munivo di una torcia elettrica e mi portavo sul balcone posto sul retro
dell'abitazione e dopo una breve ispezione sul giardino non notavo nulla di
anomalo. In quei frangenti, la mia compagna apriva la finestra della camera da
letto e percepiva odore di fumo provenire dall'esterno. In quegli attimi capiva
subito che era del fumo che proveniva dalle cantine, in quanto sotto la finestra della camera da letto era ubicata l'uscita della ventilazione
sotterranea. PC 7, avendo vissuto altre due volte l'incendio nello stabile, ha
capito istantaneamente che stava bruciando una terza volta. Proprio mentre la
mia convivente mi allarmava, io avevo modo di aprire la porta principale
dell'appartamento, dalla quale entrava un fumo molto denso. Decidevo di
chiuderla istantaneamente e isolarla con del nastro adesivo alfine di evitare
che il fumo invadesse l'appartamento. 

A questo punto, per rendermi conto di cosa stesse
succedendo, ed il pericolo che vi era, uscivo dal retro, tramite la porta
finestra del balcone che si trova al piano terra. Mi recavo quindi nelle
immediate vicinanze della porta d'entrata del palazzo ed aprivo il serramento
per fare uscire il fumo che stava invadendo tutto il palazzo. Nel compiere
questo tragitto, ovvero il percorso tra il mio appartamento e l'entrata
principale, non avevo modo di incrociare nessuna persona. Ho aperto la porta
con una canna di bambù in quanto il fumo che si era creato all'interno della
tromba della scale era talmente intenso che quando ho cercato di aprire l'anta,
questo mi è “arrivato” addosso ed ho fatto fatica a respirare. Per questo
motivo, alfine di restare distante, con l'ausilio della canna di bambù ho
cercato di tenere aperta la porta. 

Tengo a precisare che prima di lasciare il mio
appartamento, avendo capito chiaramente che si trattava di un incendio, ho allertato
la polizia. Pochi minuti dopo che mi trovavo vicino alla porta d'entrata dello
stabile, intento a tenere la porta aperta, sono giunti due agenti i quali hanno
avvisato immediatamente i pompieri. Io, all'arrivo della polizia e
successivamente dei pompieri, sono rimasto all’esterno dello stabile cercando
di dare tutte le informazioni necessarie agli addetti che prestavano soccorso.
(…) Mentre ero all'esterno, tutto il palazzo veniva evacuato in quanto vi era concreto pericolo di essere intossicati dal fumo. Mentre mi trovavo ad osservare i
pompieri e la polizia nel suo agire, avevo modo di vedere che gli inquilini ai
piani alti erano sui balconi in quanto presumo che all'interno degli
appartamenti era impossibile stare a causa del fumo. Vi era un panico generale.
Dopo breve tempo, tutti gli inquilini sono stati evacuati e condotti al bar __________.”

(PS 07.02.2008).

 

Sulla dinamica dei fatti, così ha riferito AC 1:

 

“ 
Mi sono diretto a __________ in Via __________,
al numero 16, in quanto volevo mettere le chiavi nella buca lettere della nuova
inquilina in quanto io avevo lasciato l'appartamento il 18 dicembre 2007. Ci
eravamo accordati che quando avrei trovato queste la chiave d'entrata
dell'immobile, gliel'avrei data personalmente o messa nella buca lettere. Di
fatto, come appunto detto, con l'intenzione di recapitare la chiave, ho
parcheggiato la mia vettura in Via __________ 20 e mi sono diretto all'entrata
dello immobile di Via __________ 16. Mentre a piedi stavo arrivando vicino alle
caselle per la posta, ho ripensato a come mi aveva trattato il custode, ed ho
aperto la porta principale d'entrata, sono sceso nelle cantine, e dopo aver
notato un divano di mia proprietà riposto nella cantina del custode ho deciso
di bruciarlo. 

Questo divano era stato da me regalato al
figliastro del custode in quanto a me non necessitava. 

Come detto, una volta trovatomi nella cantina e
pensando a quanto mi aveva "rotto" il custode, ed in particolare
dell'imposizione della data del trasloco ed altri piccoli particolari, ho
deciso di fargliela pagare ed incendiargli la cantina. Dopo aver dato fuoco,
sono andato subito via e mi sono diretto verso la __________.”

(PS 08.01.2007 recte: 2008)

 

Dal rapporto di servizio della Polizia di __________
si apprende:

 

“ 
La terza richiesta giungeva alle 02:39, in uno
scantinato presso uno stabile sito in Via __________ 16 a __________, dove si erano sviluppate nuovamente delle fiamme. Il capoturno N, sgt __________,
interveniva immediatamente sul posto con tutti gli agenti a sua disposizione.

Vista la situazione assai critica, denso fumo che
aveva avvolto tutto il palazzo, una volta giunti i pompieri, decideva di ecacuare
l’intero stabile. Accertato l’identità e la buona salute di tutti gli
inquilini, gli stessi sono stati ospitati presso il vicino Bar __________, in
via San __________. Operazione, quest’ultima, resa possibile grazie alla
disponibilità della gerente.

Sul posto, si faceva intervenire un equipaggio
della locale Croce Verde a titolo precauzionale. Si precisa che fortunatamente
nessun abitante come pure nessun soccorritore ha lamentato ferite o
intossicazioni varie. Sul posto sono giunti i colleghi RM2 e PG per
l’inchiesta. Nel contesto dell’intervento, le pattuglie del turno “N”, hanno
controllato 4 persone nelle adiacenze dell’evento, ma con esito negativo.”

(Rapporto 04.01.2008).

 

Fatto sta che quella notte l'intero palazzo ha
dovuto essere evacuato e gli inquilini hanno concretamente rischiato
un'intossicazione da fumo. Così i vari inquilini: 

 

“ 
… la tromba delle scale era invasa dal fumo e
non riusciva a portarsi all’esterno in quanto gli mancava l’aria” (n.d.r.: riferito al fratello, presente
nell’appartamento al momento dell’incendio).

(PS __________ 25.03.2008)

 

“ 
Appena percepito il fumo, abbiamo aperto la
porta per uscire ma il fumo era troppo intenso, fatto per cui ci siamo chiusi
in casa e recati sul terrazzo alfine di poter respirare. L’aria all’interno
dell’appartamento era infatti divenuta irrespirabile. Solo in un secondo tempo,
con l’arrivo dei pompieri, i quali hanno spento le fiamme e di conseguenza il
fumo si è affievolito, è stato possibile lasciare lo stabile.”

(PS PC 14 19.02.2008)

 

“ 
Nella tromba delle scale vi era tanto fumo e facevo fatica a respirare tanto che ho dovuto proteggermi la bocca con una sciarpa.”

(PS PC 9 20.02.2008

 

“ 
… ho subito notato che nella tromba delle scale
vi era un intenso fumo.”

(PS PC 15 19.02.2008)

 

“ 
Fabio apriva la porta e però doveva subito
richiuderla a causa del denso fumo presente sulla tromba delle scale.”

(PS PC 7 19.02.2008)

 

“ 
Improvvisamente mi sono svegliata di soprassalto
in quanto avevo percepito un forte odore di fumo e avevo un bruciore alla gola.
(…) Appena sono uscita sul pianerottolo ho visto molto fumo sulle scale e io
sono scesa con le scale uscendo poi dallo stabile. Devo precisare che mentre
scendevo le scale, a causa del fitto fumo, facevo molta fatica a respirare.”

(PS __________ 19.02.2008)

 

“ 
… mentre stavo dormendo ho percepito del fumo e
un forte dolore alla gola. Ho aperto gli occhi e ho notato del fumo che era
nella camera da letto come pure in tutto l'appartamento. (…) Devo dire che ho
tentato di lasciare l'appartamento ma la tromba delle scale era invasa dal fumo
e non si riusciva a vedere e respirare. Sono quindi rientrata, e sono andata
vicino alla finestra della camera da letto per poter di respirare. Sul balcone
non si poteva stare in quanto il fumo proveniva proprio da quella parte.”

(PS PC 17 19.02.2008)

 

“ 
… uscivo sul pianerottolo vedendo molto fumo.
(…) Da sola sono poi uscita di strada, malgrado le scale fossero invase dal
fumo.”

(PS __________ 20.02.2008)

 

“ 
Mi sono svegliato in quanto ad un dato momento
non riuscivo più a respirare per il molto fumo che vi era nell’appartamento.
Subito mi sono alzato cercando di uscire, ma in scala vi era moltissimo fumo e
non sono quindi riuscito a lasciare l’appartamento, dovendo fuggire sul
terrazzo per riuscire a respirare.”

(PS PC 18 20.02.2008)

“ 
Quando siamo scesi noi (n.d.r.: dal 5. piano), c’era
ancora diverso fumo ma siamo riusciti a lasciare lo stabile da soli.”

(PS PC 12 20.02.2008)

 

“ 
… aprivo la porta e notavo che vi era del fumo
nella tromba delle scale. Venivo in seguito avvisata da un’agente della polizia
la quale mi chiedeva di uscire sul terrazzo in quanto l’aria nell’appartamento
era diventata irrespirabile.”

(PS __________ 20.02.2008)

 

Anche J__________, ospite di A__________ il
quale, a sua volta, era ospite di H__________, ha parlato dell’intenso fumo
sprigionatosi all’interno dell’immobile: 

 

“ 
Penso verso le 02.00, mi sono svegliato
nuovamente e ho percepito un forte fumo che veniva da sotto il letto. (…) Il
fumo all’inizio era poco intenso e si sentiva un po’ di puzza. Quando sono
andato in bagno e ho acceso la luce, ho visto che il locale era invaso dal
fumo. Sono andato quindi in cucina ed ho assistito alla medesima scena. Sono
quindi tornato in camera ed ho udito delle persone che gridavano. Ho aperto la
finestra e guardando verso il basso ho notato che dall’appartamento sotto il
mio usciva del fumo. Col passare del tempo il fumo si intensificava, fatto per
cui ho preso un asciugamano e sono uscito sul balcone per riuscire a
respirare.”

(PS J__________ 4.01.2007, recte: 2008)

 

Pure in questo caso l'incendio ha causato
ingentissimi danni così come esposto nell'atto di accusa (n.1) cui si rinvia
per economia redazionale.

 

                                  c)   Non
ancora interamente soddisfatto delle sue performance, AC 1, interrogato dalla
polizia lo stesso 4 gennaio 2008, memore di aver detto agli inquirenti,
allorquando fu sentito in occasione dell'incendio del palazzo sito al n. civico
20 di via Massagno, di aver visto delle ombre, ha pure falsamente denunciato A__________
e J__________ di essere gli autori degli incendi di cui ai n. 1., 2.1. e 2.2.
dell’AA e A__________ singolarmente di quello di cui al n. 2.4. dell'AA e di
aver sottaciuto il fatto alla polizia poiché minacciato da questi ultimi. Tant’è
che il PP ha dovuto procedere al fermo di queste due persone, risultate poi del
tutto estranee ai fatti. 

Per dovere di precisione va osservato che H__________,
per motivi umanitari, aveva ospitato nel palazzo proprio l'A__________ che non
avrebbe altrimenti avuto dimora. Questi, a sua volta, ospitava saltuariamente
anche il J__________, cittadino straniero senza dimora e sprovvisto di regolare
permesso. Queste due persone erano state incaricate proprio dal AC 1 di
eseguire alcuni lavoretti nell’appartamento in cui era subentrata la PC 9. Egli
non sarebbe stato contento di come i due avevano lavorato di guisa che, per
vendicarsi, invece di incendiar loro l'auto o l'appartamento, questa volta decise
di accusarli proprio degli incendi da lui commessi.

 

Così AC 1 in Polizia:

 

“ 
…ogni volta che capita qualcosa di anomalo e per
il quale io vengo sentito, ci sono sempre presenti anche altre persone. In
particolare il figliastro o comunque la persona che vive con la custode del
numero civico 16 di Via __________ a __________, A__________ e una seconda
persona che conosco come il pittore.

Questo anche in relazione a ieri sera, infatti
ieri serata al Bar di __________ vi era anche A__________ ed era con me a __________
quando abbiamo fumato la Marijuana….. da questi fatti.

(….)

L'inquirente mi indica che non crede alla mia
versione dei fatti e mi esorta a raccontare effettivamente cosa so e se sono io
l’autore degli incendi o di parte di essi, questo in quanto risulta poco
credibile quanto sin qui da me dichiarato circa l’eventuale coinvolgimento di
terze persone che io avrei visto.

Da parte mia confermo che non sono io l’autore
degli incendi, che in data 09.12.2006, quando ero entrato nel garage dello
stabile di Via __________ 20, ho notato A__________ e la persona che conosco
come il Pittore e che poco dopo è scoppiato l’incendio. Confermo pure che sono
stato avvicinato dai due alcuni giorni dopo i fatti e minacciato circa il fatto
che se avessi parlato me l’avrebbero fatta pagare.

Vorrei precisare che avevo riconosciuto solo A__________
mentre il secondo personaggio non lo avevo visto bene, ho pensato comunque
fosse lui in quanto quando sono stato minacciato erano A__________ e “il
Pittore”.

L’inquirente mi ricorda che io ho dichiarato, nel
precedente verbale che ero stato minacciato il giorno seguenti fatti, quindi
l’inquirente mi chiede di smetterla di raccontare ogni volta una storia diversa
e di raccontare una volta per tutte la verità.

Questa è la verità, mi sono confuso ma mi hanno
realmente minacciato qualche giorno dopo i fatti.”

 

Per finire l'accusato ha ammesso di aver
falsamente accusato i due:

 

“ 
al momento del mio fermo avevo indicato che gli
autori erano A__________ e il suo amico pittore, in quanto mi avevano
ossessionato, anche la sera prima del mio arresto, con la richiesta di soldi
per i lavori che avevano fatto per me e volevo in qualche modo fargliela pagare.
Quindi ho pensato di "usarli per pararmi" il fondo schiena e anche
per paura.”

(MP 6.5.2008).

                                 IV.   I
reati imputati e le contestazioni della difesa

 

                                   1.   A
mente della difesa non sarebbero dati gli estremi oggettivi e soggettivi
dell'aggravante dell'art. 221 cpv. 2 CP che commina una pena detentiva minima
di tre anni.

Secondo dottrina e giurisprudenza la nozione di
pericolo per l’incolumità pubblica comporta una messa in pericolo in senso
lato, quantunque relativamente indeterminata al momento dell’atto criminale, di
qualsiasi bene giuridico protetto e non in senso specifico dell’essere umano (DTF
23.8.2001, in re 6S.309/2001; DTF 117 IV 285). Va per
contro applicata l’aggravante di cui all’art. 221 cpv. 2 CP se l’autore ha
voluto ed accettato di mettere in pericolo la vita e l’integrità corporale di
diverse persone per esempio di coloro che occupano l’immobile dove appicca il
fuoco (Corboz, Les infractions principales II, ad 221, n. 26). L’incendio
qualificato presuppone che la vita e l’integrità delle persone siano state
effettivamente messe in pericolo in modo concreto in virtù della maniera in cui
l’incendio si è sviluppato e che l’agente, nel senso di un dolo diretto, abbia
avuto coscienza di tale messa in pericolo concreta e l’abbia voluta (DTF 123 IV
130). L’intenzione deve portare sulla creazione del pericolo, non sulla
realizzazione del rischio (Corboz, Les infractions principales II, ad
221, n. 40).

 

La Corte ha ritenuto nella fattispecie dati i
presupposti della citata aggravante della messa in pericolo giusta l'art. 221
cpv. 2 CP per il caso dell'ultimo incendio all'immobile di via __________ 16.
Premesso che la questione, sia che sia, ha avuto portata del tutto formale, la
colpa dell'accusato essendo di eguale gravità a prescindere dalla qualifica
giuridica del suo agire, la Corte ha accertato che effettivamente quella notte
gli inquilini dello stabile sono stati messi concretamente in pericolo
d'intossicazione dallo sprigionarsi del fumo, così come riportato dagli stessi
nelle loro citate audizioni. Poco importa se, per finire, nessuno ha
fortunatamente dovuto ricorrere a cure mediche, determinante non essendo il
realizzarsi del pericolo come tale, ma l'insorgere di una situazione di
concreto pericolo per le persone.

Né AC 1 può seriamente sostenere di non aver
voluto il realizzarsi del pericolo. Egli era perfettamente al corrente di quanto era successo in occasione delle precedenti esperienze e, quindi, di ciò che capita
appiccando un incendio nei sotterranei di un palazzo, tant'è che nel caso di
quello di via __________ 20 fu proprio lui ad allertare le forze dell'ordine e
ad avvisare gli inquilini dello stabile del pericolo e della conseguente
necessità di lasciare i rispettivi appartamenti. Nel caso dell'incendio del 4
gennaio 2008 all'immobile di via __________ 16 non solo sapeva quanto sarebbe capitato, ma ha addirittura lasciato i luoghi sapendo che, non abitando più lì,
sarebbe stato difficile far credere -ancora una volta- agli inquirenti di
essere estraneo all’incendio. 

Con il che l'aggravante del cpv. 2 dell'art. 221
CP va ammessa senza tuttavia che, lo si ripete, ciò abbia avuto influenza
alcuna nella commisurazione della pena.

 

                                   2.   Per
quel che è della denuncia mendace, la Corte ha accertato che le accuse mosse
dal AC 1 ai due ospiti del H__________ avevano un duplice scopo: da un lato
sviare i sospetti su altre persone potenzialmente responsabili degli incendi e,
dall'altro, vendicarsi nei loro confronti in punto a non meglio precisate
contestazioni relative a dei lavori da loro eseguiti dietro sua richiesta. Con
il che anche questa imputazione merita piena conferma.

 

 

                                  V.   La
commisurazione della pena

 

                                   1.   Quanto ai criteri per commisurare la pena, come ancora recentemente ribadito dalla CCRP (sentenza
3 agosto 2007 in re D.) la gravità della colpa individuale è essenziale, come
lo era sotto l'egida del vecchio art. 63 CP. L'art. 47 CP determina la colpa
secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene giuridico offeso,
secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli obiettivi perseguiti,
nonché tenuto conto delle circostanze interne ed esterne, secondo la possibilità
che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o la lesione. La norma
riprende, mutatis mutandis, la giurisprudenza relativa all’art. 63 vCP (Stratenwerth/Wohlers, Strafgesetzbuch, op.
cit., n. 4 ad art. 47 CP) a mente della quale per valutare la gravità della
colpa entrano in considerazione svariati fattori: le circostanze che hanno
indotto il soggetto ad agire, il movente, l’intensità del proposito
(determinazione) o la gravità della 

negligenza, il risultato ottenuto, l’eventuale
assenza di scrupoli, il modo di esecuzione del reato, l’entità del pregiudizio
arrecato volontariamente, la durata o la reiterazione dell’illecito, il ruolo
avuto in seno a una banda, la recidiva, le difficoltà personali o psicologiche,
il comportamento tenuto dopo il reato (collaborazione, pentimento, volontà di
emendamento; DTF 129 IV 6 consid. 6.1 pag. 20, 124 IV 44 consid. 2d pag. 47 con
rinvio a DTF 117 IV 112 consid. 1 pag. 113 e 116 IV 288 consid. 2 pag. 289). 

 

Vanno inoltre considerati – sempre secondo la
citata giurisprudenza – la situazione familiare e professionale dell’autore,
l’educazione da lui ricevuta e la formazione seguita, l’integrazione sociale,
gli eventuali precedenti penali e la reputazione in genere (DTF 124 IV 44
consid. 2d pag. 47 con rin