# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99a99762-3fae-530a-80f9-87513227f469
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-10-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.10.2021 38.2021.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2021-46_2021-10-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  38.2021.46

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  25 ottobre 2021                  

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 giugno 2021 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27 maggio 2021 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   La RI 1 (in seguito: RI 1) è
stata iscritta al Registro di commercio il 26 febbraio 2020.

                                         La società ha il seguente
scopo:

 

" La
gestione e la compravendita di esercizi pubblici (bar, tea rooms, ristoranti).
L'acquisto, la vendita, l'import-export, il transito, il commercio, la
mediazione, la consulenza e la rappresentanza di merci e prodotti di qualsiasi
tipo, nonché di materie prime preziose, lavorati e semi-lavorati; l'esercizio
di un ufficio cambio di monete preziose e non, banconote ed assegni;
l'esecuzione di operazioni in commissione. La società può compiere tutte le
operazioni commerciali e finanziarie ritenute necessarie ed utili
funzionalmente connesse con lo scopo societario ed assumere interessenze e
partecipazioni in altre società o imprese commerciali, aprire filiali e/o
succursali in Svizzera ed all'estero.” (Doc. 1/1)

 

                                         Il 28 luglio 2020 la RI 1 ha
inoltrato un preannuncio di lavoro ridotto al 100% per 3 dei suoi 4 dipendenti
(di cui uno su chiamata), per il periodo dal 1° aprile al 24 settembre 2020,
precisando che:

 

" La società
RI 1 ha acquistato ad inizio marzo 2020 l’esercizio pubblico __________. In
data 17 marzo per ordine governativo sono stati chiusi gli esercizi pubblici.
Presentiamo domanda di IRL da aprile 2020 e mesi successivi.” (Doc. 1)

 

                               1.2.   Il 10 agosto 2020 la Sezione
del lavoro ha chiesto alla società di trasmettere della documentazione e di
indicare “in modo dettagliato per quali motivi viene chiesto il lavoro ridotto
in considerazione della ripresa dell’attività dall’11 maggio 2020” (cfr. doc.
2).

 

                                         L’8 settembre 2020 la RI 1
ha trasmesso la documentazione (cfr. doc. 3.1-3.7 e 3.9) ed ha così risposto
alle domande:

 

" Dal
01.04.2020 al 10 05 2020 la richiesta di lavoro ridotto viene effettuata a
seguito chiusura forzata del bar causa pandemia Covid 19. Dal 11.05.2020 la
richiesta di lavoro ridotto viene effettuata per i seguenti motivi. La
richiesta del cambio di datore di lavoro per due dipendenti frontaliere ha
comportato la consegna dei due permessi G all'ufficio della migrazione causa
pandemia Covid 19 l'ufficio della migrazione ha restituito uno dei permessi
sopraindicati con grave ritardo fatto che ha comportato per la dipendente
l’impossibilità di attraversare la dogana. La pandemia e la paura del contagio
hanno modificato sostanzialmente le abitudini delle persone, molti degli
abituali clienti del bar hanno infatti abbandonato del tutto o quasi la
consuetudine di frequentare bar/ristoranti e altri luoghi pubblici con
conseguente riduzione della clientela. Lo smart working svolto dalla maggior
parte dei lavoratori, sia frontalieri che non, ha comportato una notevole
riduzione della nostra clientela soprattutto durante la pausa pranzo e
nell'orario degli aperitivi. l lavori stradali effettuati sulla via __________
hanno fatto si che i frontalieri di passaggio scegliessero strade alternative.”
(Doc. 3/8)

 

                                         Il 16 agosto 2020 __________
ha inviato alla Sezione del lavoro uno scritto nel quale ha precisato che:

 

" (…) la nostra
società, __________, ha cessato l'attività il 13.3.2020. Il bar da noi
affittato che si chiama __________ è da tale data gestito da un'altra società
che si chiama RI 1 ed il Sig. __________ ne è il gestore.

Il Bar __________ ha probabilmente chiesto il lavoro ridotto e vi chiediamo
quindi di spedire al loro indirizzo la vostra richiesta del 10.8.2020 che
alleghiamo

RI 1

__________

.” (Doc. 17)

 

                                         Il 18 settembre 2020 la
Sezione del lavoro ha chiesto a __________ dalla RI 1 quanto segue:

 

" (…)

-       l’Autorizzazione
alla gerenza per esercizio senza alloggio è stata rilasciata il 10.06.2020
tramite quale autorizzazione avete svolto l’attività dall’11.05.2020 al
09.06.2020 (p.f. inviare la relativa autorizzazione). (…)” (Doc. 4)

 

                                         __________ ha così
risposto il 25 settembre 2020:

 

" (…) in merito
alla sua richiesta di informazioni relativa all’autorizzazione alla gerenza per
esercizio senza alloggio dal 11.05.2020 al 09 06 2020 alleghiamo alla presente
la precedente autorizzazione rilasciata allo __________.

Tale autorizzazione differisce da quella in vs possesso solo per
il datore di lavoro.

Il cambio di quest’ultimo è stato richiesto dalla RI 1 durante la
chiusura dell’esercizio per covid-19 ma notevolmente rallentato sia dalla
situazione di emergenza sanitaria sia da un disguido dell’ufficio della
migrazione in merito al permesso

G della sig.ra __________.

Quest’ultimo infatti era stato bloccato in quanto considerato erroneamente
un nuovo rilascio invece che un normale cambio datore di lavoro. A differenza
di quanto fatto invece per l’altra dipendente il cui permesso, a seguito della
medesima modifica è stato invece trattato celermente. Alfine di sbloccare tale
situazione abbiamo dovuto richiedere l’intervento del ns legale.

Quanto sopra indicato ha comportato dei forti ritardi nel rilascio
dell’autorizzazione alla gerenza per l’esercizio senza alloggio con indicazione
del nuovo datore di lavoro.

Rilascio avvenuto solo in data 10 06 2020 e che comunque come
indicato non è stato a tutti gli effetti un nuovo rilascio ma praticamente una
mera prosecuzione del precedente.” (Doc. 5)

 

                                         Al riguardo il Servizio
autorizzazioni, commercio e giochi, in data 28 aprile 2021 ha fornito alla
Sezione del lavoro le seguenti precisazioni:

 

" Il nostro
Servizio ha rilasciato un’autorizzazione provvisoria alla gerenza per esercizio
pubblico senz’alloggio in data 20 maggio 2020 in quanto entro il 30 giugno 2020
la gerente __________ doveva trasmetterci il casellario svizzero e il
casellario italiano.

I documenti sono pervenuti in data 29 maggio 2020 e in data 10
giugno 2020 abbiamo rilasciato l’autorizzazione alla gerenza definitiva a
favore di __________ e Datore di lavoro RI 1.

 

Il Servizio Autorizzazioni normalmente concede un termine
ragionevole per l’inoltro di una nuova istanza. Fermo restando che senza una
nostra autorizzazione l’esercizio non può essere aperto.” (Doc. 6 e doc. 6.1).

 

                               1.3.   Il 29 settembre 2020 la
Sezione del lavoro si è opposta al versamento di indennità per lavoro ridotto
dal 1° aprile al 31 agosto 2020 (cfr. doc. 7).

 

                                         Il 26 ottobre 2020 la RI 1
ha fatto inoltrare una tempestiva opposizione (cfr. doc. 8).

 

                                         Il 20 gennaio 2021 il
patrocinatore ha sollecitato l’evasione dell’opposizione (cfr. doc. 10), ciò
che ha pure fatto __________ il 15 aprile 2021 (cfr. doc. 11).

 

                                         Il 30 aprile 2021, il 6
maggio 2021 e il 7 maggio 2021 la Sezione del lavoro ha chiesto al
patrocinatore della RI 1 di fornire ulteriore documentazione (cfr. doc. 12, 13
e 14).

 

                                         Il 20 gennaio, il 5 maggio
e il 20 maggio 2021 il patrocinatore della RI 1 ha inviato quanto richiesto
(cfr. doc. 10, 15 e 16).

 

                               1.4.   Il 27 maggio 2021 la Sezione
del lavoro ha respinto l’opposizione.

                                         L’amministrazione ha
innanzitutto ricordato che l’Ordinanza COVID-19 assicurazione contro la
disoccupazione ha soppresso il termine di preannuncio ma non il preannuncio
stesso, ragione per la quale, visto che la richiesta è stata formulata soltanto
il 31 luglio 2020, il diritto alle indennità per lavoro ridotto è comunque
escluso dal 1° aprile al 30 luglio 2020 (cfr. doc. A pag. 3-4).

 

                                         La Sezione del lavoro ha
negato il diritto alle indennità anche per il periodo successivo (31 luglio -
31 agosto 2020), in quanto si tratta di un’azienda di nuova costituzione
(iscrittasi a Registro di commercio il 26 febbraio 2020), che ha iniziato la
propria attività solo dopo che è scoppiata la pandemia (che ha portato alle chiusure
decise dal Consiglio federale il 16 marzo 2020) e precisamente dall’11 maggio
2020.

                                         Al riguardo
l’amministrazione ha sottolineato quanto segue:

 

" (…) Benché
la perdita di lavoro possa essere ritenuta computabile - soddisfatte, tutte le
altre condizioni legali - per una nuova attività imprenditoriale colpita dai
provvedimenti delle autorità, si nota che durante i mesi di luglio e agosto
2020 nel Cantone Ticino non vigevano particolari disposizioni che colpissero in
modo rilevante le imprese del settore (cfr. RG del 15.07.2020 e successive modificazioni).
Per di più, la ditta non riconduce nemmeno a tale circostanza il calo della
propria cifra d'affari, bensì ad altri fattori quali "la pandemia e la
paura del contagio", lo "smart working" degli
abituali clienti ed i lavori stradali in via __________. La relativa perdita di
lavoro non può pertanto ritenersi computabile senza costituire altrimenti un
abuso imputando le ore di lavoro perse a ragioni economiche. Si ricorda infatti
che lo scopo del lavoro ridotto è di fornire degli aiuti alle imprese per
salvaguardare i posti di lavoro, e non quello di fornire alle stesse un mero
aiuto economico. (…)” (cfr. doc. A pag. 5)

 

                                         La Sezione del lavoro
ritiene inoltre che il diritto alle indennità per lavoro ridotto debba essere
negato in quanto la RI 1 ha, da una parte, annunciato un periodo di lavoro
ridotto a partire dal 1° aprile 2020 ed ha nel contempo assunto nuovi
dipendenti, in violazione dell’obbligo di ridurre il danno derivante dall’art.
32 LADI. A questo proposito l’amministrazione si è così espressa:

 

" (…) Infatti,
con l'esclusione del signor __________ (assunto dal 1° aprile 2020 con
contratto del 10 marzo 2020), dalla documentazione agli atti è emerso che la
ditta ha proceduto a delle nuove assunzioni a far tempo dall'11 maggio 2020 (__________
e __________) e dal 1° luglio 2020 (__________). Nonostante il datore di lavoro
asserisca che la signora __________ non abbia mai lavorato, la dichiarazione
dei salari destinata alla Cassa di compensazione AVS conferma invece che il
rapporto di lavoro con tale lavoratrice ha avuto inizio il 1° luglio 2020,
benché dalla copia dei bonifici a favore della dipendente risulta che la stessa
abbia ricevuto lo stipendio (almeno) a partire dal mese di settembre 2020.

Inoltre, dal medesimo conteggio AVS risulta essere stata alle
dipendenze della ditta dal 1° al 18 dicembre 2020 la signora __________, a
definitiva dimostrazione che non solo la perdita dì ore di

lavoro non può essere attribuita a fattori straordinari ed
inevitabili, ma che è stata cagionata dall'azienda con la continua assunzione
di nuovo personale. (…)” (cfr. doc. A pag. 5)

 

                                         Infine la Sezione del
lavoro ritiene che, vista la perdita d’esercizio registrata, i posti di lavoro
non potevano essere mantenuti:

 

" (…) Si
aggiunga peraltro che le sopracitate assunzioni sono avvenute nonostante una
perdita d'esercizio di CHF 115'184.28 per il 2020, a fronte della quale,
rispetto alle limitate entrate della ditta,
risulta difficilmente comprensibile come sarebbe stato possibile - a mente
dell'opponente - conservare nel breve periodo il posto di lavoro dei
dipendenti attraverso una diminuzione delle rispettive
ore di lavoro. (…)” (cfr. doc. A pag. 5)

 

                                         La Sezione del lavoro
ritiene quindi che la RI 1 non ha diritto alle indennità per lavoro ridotto nel
periodo dal 30 luglio al 31 agosto 2020, in quanto la perdita di lavoro è stata
“causata da una ditta che ha avviato la propria attività solo a seguito del
sorgere della pandemia e che ciononostante ha assunto del nuovo personale, in
violazione del proprio obbligo di diminuire il danno (art. 32 LADI)” (cfr. doc.
A pag.6).

 

                               1.5.   Contro la decisione su
opposizione del 27 maggio 2021 la RI 1 ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso
al TCA.

                                         Il suo patrocinatore “non
intende contestare la parte inerente all’effetto retroattivo” (cfr. doc. I pag.
2), ma chiede che il diritto all’indennità per lavoro ridotto venga riconosciuto
a partire dal 31 luglio 2020.

 

                                         Egli contesta invece che
la perdita di lavoro subita dalla ricorrente faccia parte del normale rischio
aziendale in quanto l’azienda è stata costituita dopo il 16 marzo 2020 e
sottolinea che “la ricorrente ha ripreso la società __________, continuando
pertanto il rapporto lavorativo del personale già presente ai sensi
dell’articolo 333 CO” (doc. I pag. 2).

                                         Dal profilo procedurale il
patrocinatore della ricorrente sostiene che la Sezione del lavoro ha effettuato
degli atti istruttori durante la procedura di opposizione senza accordargli il
diritto di essere sentito ed è incorsa di conseguenza in un grave erroneo
accertamento dei fatti a proposito delle circostanze che hanno portato al
cambio di gerente.

                                         A questo proposito il
patrocinatore della ricorrente precisa che:

 

" (…) Il
cambio di gerente è stato effettuato semplicemente a seguito di un
licenziamento da parte della gerente precedente, rendendo così necessario –
come impone la LEAR – la ricerca e assunzione di una nuova gerente. In ragione
dell'articolo 333 CO, su cui si ritorna al punto seguente, la precedente
gerente - assunta presso la società __________ - aveva continuato la propria
attività

lavorativa presso la qui ricorrente, decidendosi poi per un altro
posto di lavoro. È quindi errato ritenere che l'assunzione di una nuova gerente
fosse correlato con l'attività ritirata dalla ricorrente: l'assunzione della
nuova gerenza non era neppure un atto volontario bensì obbligatorio, in quanto
determinato e preteso dalla LEAR: senza gerenza l'autorizzazione di apertura
del locale sarebbe stata revocata. Inoltre, la nuova gerenza si sostituiva a
quella precedente in quanto la precedente gerente aveva consegnato una regolare
disdetta del posto di lavoro. All'autorità di prime cure è chiaramente
l'interpretazione corretta dei fatti. (…)” (cfr. doc. I pag. 3-4)

 

                                         Il rappresentante della
ricorrente sottolinea poi che tutti i lavoratori attivi presso la società
precedente sono stati ripresi dalla nuova società (in applicazione dell’art.
333 cpv. 1 CO):

 

" (…)

6. Giusta
l'articolo 333 cpv. 1 CO il trasferimento di un'azienda ad un terzo impone il passaggio
di "tutti i diritti e gli obblighi all'acquirente" nell'ambito del
rapporto di lavoro. Il capoverso Ibis CO precisa che, laddove sia applicabile
un contratto collettivo, l'acquirente è tenuto ad osservarlo "per un anno,
sempreché non cessi prima per scadenza o disdetta".

Pacifico che ci troviamo di fronte ad
un esercizio pubblico assoggettato al contratto collettivo nazionale (CCNL). Il
concetto di trasferimento di impresa ai sensi dell'articolo 333 CO è ancorato
ad un proseguimento effettivo attraverso un nuovo titolare (RU 137 III 487 e RU
132 III 32, con rimandi). Il trasferimento di diritti sancito dall'articolo 333
CO comprende tutti i diritti, anche quelli assicurativi e previdenziali (RU 137
V 463), al pari di vacanze e ore rimaste impagate (Basler Kommentar, OR-1,
ad art. 333 CO, marg. 15).

Ne scaturisce che i lavoratori
possiedono (peraltro per un anno) tutti i diritti assicurativi, cui fanno parte
le ILR. Non a caso il Basler Kommentar parla di "Schutzzweck" a
favore dei diritti dei dipendenti (Basler Kommentar, OR-1, ad art. 333 CO,
marg. 9).

Contrariamente a quanto indicato
dall'autorità di prime cure, non esiste pertanto un nuovo rischio di impresa da
parte di una nuova impresa, bensì un trasferimento situazionale dall'impresa
precedente a quella attuale: se la società gestrice fosse stata ancora la ___________
quegli stessi diritti scaturenti dalle ILR non avrebbero comportato alcun problema
nella concessione a quei medesimi lavoratori.

Pacifico che i lavoratori siano stati
tutti ripresi e che il CCNL per la ristorazione imponeva la durata di un anno
di tale situazione (art. 330 cpv. Ibis CO). Questo permette di concludere che i
dipendenti hanno diritto di ricevere le ILR, conseguentemente senza rischiare
di perdere il posto di lavoro per un licenziamento proprio perché le autorità
si rifiutando di concedergliele e per il quale hanno atteso mesi e mesi prima
di decidere. Se poi consideriamo la durata di un anno sancito dall'articolo 330
cpv. Ibis CO, bene comprendiamo che i vincoli si sarebbero protratti fino al
2021.

Bene si evidenzia come l'autorità di
prime cure (violando, come visto, il diritto di essere sentito) si sia limitata
a verificare la questione della nuova gerente, senza volere considerare il
rapporto di impiego intercorso con quella precedente, al pari dell'intero personale.
(…)” (cfr. doc. I pag. 4)

 

                                         Il patrocinatore della
ricorrente ha inoltre ricordato che lo scopo delle indennità per lavoro ridotto
è quello di salvaguardare i posti di lavoro e che, nell’interpretazione della
legge, “occorre tenere conto soprattutto dello spirito e dello scopo delle
normative Covid, prima dell’eventuale tenore letterale poco chiaro” ed ha
contestato il ritardo decisionale visto che tra la domanda e la decisione su
opposizione sono trascorsi “ben sette mesi” (cfr. doc. I, pag. 4-5).

 

                               1.6.   Nella sua risposta del 16
agosto 2021 la Sezione del lavoro propone di respingere il ricorso.

                                         A proposito
dell’assunzione del personale l’amministrazione ha innanzitutto ricordato che:

 

" (…) Dai
contratti allegati è inoltre emerso che i dipendenti del bar sono stati assunti
dal datore di l lavoro rispettivamente con contratti del 10 marzo 2020 (gerente
__________, doc. 3.4), del 5 maggio 2020 (gerente/cameriera __________ e cuoca __________)
(docc. 3.5-3.6) e del 25 giugno 2020 per la signora __________ (barista) (doc.
3.7), a tempo indeterminato e con un grado di occupazione del 100%. Quest'ultima,
secondo quanto asserito dalla ditta, non sarebbe mai entrata in servizio benché
assunta (cfr. sub doc. 3.1), ma dalla documentazione prodotta è emerso invece
che la stessa ha prestato la propria attività almeno da settembre a dicembre
2020 (sub doc. 16.2). Inoltre, risulta essere stata alle dipendenze della ditta
dal 1° al 18 dicembre 2020 la signora ___________, la cui assunzione non è mai
stata comunicata al servizio cantonale e sulla cui assunzione la ditta non si è
mai pronunciata (sub doc. 16.3). (…)” (Doc. III pag. 3)

 

                                         La Sezione del lavoro
ritiene poi che, contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, siamo in
presenza di una nuova attività iniziata dopo lo scoppio della pandemia e non
della ripresa di un’attività precedente:

 

" (…) Si
tratta quindi senza alcun dubbio di una ditta nuova che ha avviato un'attività
nuova, la quale non era più colpita da alcun ordine di chiusura delle autorità
dall'11 maggio 2020. Il fatto che l'attività sia stata rilevata dalla
precedente gestione della società __________ - alla luce degli elementi
prodotti dalla ditta - non cambia tale assunto sotto il profilo dei presupposti
per il riconoscimento del diritto all'indennità per lavoro ridotto.

Infatti, per essere considerata una mera prosecuzione della
precedente attività, il bar della ricorrente avrebbe dovuto rilevare dalla
precedente gestione ogni rapporto di dare e avere, segnatamente riportando
dalla stessa i rispettivi attivi ed i passivi. Nel caso di specie, dagli
accertamenti esperiti non è stato possibile verificare che tale continuità vi
sia stata, essendo se del caso vero in contrario. Per l'appunto, non è
possibile concludere, dal conto economico e dal bilancio prodotti, che vi sia
stata una ripresa degli attivi e dei passivi dalla gestione precedente, non
essendovi alcun riporto degli anni precedenti al 2020 (cfr. sub doc. 16.1).
Inoltre, benché così richiesta, non è stata trasmessa all'UG alcuna
informazione relativa alla cifra d'affari della gestione precedente ("...
in quanto la società RI 1 è stata costituita a febbraio 2020. Pertanto tale
documento non è a suo disposizione", cfr. scritto 07.05.2021, sub doc.
14.1).

A tal proposito si evidenzia peraltro come la ditta dimostri di
essere in possesso dell'autorizzazione alla gerenza rilasciata a __________ ma
non della cifra d'affari della gestione precedente, mal comprendendosi come sia
stata rilevata in toto un'attività - che si vuole ritenere un mero
proseguimento della precedente - senza prima averne verificato la contabilità e
il potenziale rendimento, una cui indicazione è data appunto dalla cifra
d'affari.

Di conseguenza, ai fini del riconoscimento del diritto
all'indennità per lavoro ridotto, la ditta va considerata di nuova costituzione
e la relativa perdita di lavoro non può pertanto essere ritenuta computabile ai
sensi delle direttive amministrative in casu applicabili, non essendo
l'interessata più colpita da alcun ordine di chiusura a partire dall'11 maggio
2020 (cfr. Direttiva SECO 2021/07, punto 2.2.c). (…)” (Doc. III pag. 6)

 

                                         La Sezione del lavoro nega
inoltre di avere violato il diritto di essere sentito rispetto
all’autorizzazione provvisoria del 20 maggio 2020 in quanto è stato acquisito
un documento già in possesso della ricorrente e comunque non determinante per
respingere l’opposizione. In ogni caso un’eventuale violazione del diritto di
essere sentito sarebbe stata sanata vista la possibilità per il ricorrente di
esprimersi davanti al TCA, che è dotato di piena cognizione sui fatti e sul
diritto (cfr. doc. III pag. 7).

 

                                         L’amministrazione
ribadisce che il diritto all’indennità per lavoro ridotto è stato negato in
quanto la RI 1 ha violato il dovere di diminuire il danno secondo l’art. 32
cpv. 1 lett. a LADI, avendo effettuato nuove assunzioni “non solo a maggio
2020, ma anche a luglio e persino a dicembre 2020” (Doc. III pag. 7).

 

                                         La Sezione del lavoro
ritiene non applicabile l’art. 333 CO sotto il profilo del diritto
all’indennità per lavoro ridotto e al riguardo sottolinea quanto segue:

 

" (…) Anzitutto
si ribadisce come la RI 1 non abbia dimostrato di aver ripreso l'attività dal
precedente datore di lavoro nei termini di un'assunzione dei relativi debiti e crediti.
Inoltre, non è stata fornita la prova che tutti i dipendenti (i.e.: __________,
__________, __________, __________ e __________i, cfr. doc. 3.10) siano stati
alle dipendenze de __________ (salvo - senza alcun riconoscimento di merito -
la signora __________, la quale risultava la gerente del bar
nell'autorizzazione del 2018, sub doc. 5.1). Si deve pertanto concludere che,
alla luce delle risultanze agli atti, si tratta di una ditta di nuova costituzione
che ha avviato un'attività nuova, sottoscrivendo dei nuovi contratti con i
dipendenti in qualità di nuovo datore di lavoro. Non trova pertanto
applicazione il citato art. 333 CO sotto il profilo del diritto all'indennità
per lavoro ridotto.

Anche se ciò non fosse, l'art. 333 cpv. Ibis CO - relativo al CCNL
- non troverebbe in ogni caso applicazione rispetto ai nuovi dipendenti.
Infatti, l'art. 333 cpv. Ibis CO non è applicabile in caso di lavoratori
assunti dopo la cessione dell'attività (Portmann/Rudolph, Basler Kommentar
1-OR, p. 2023 N. 23), la quale dovrebbe essere avvenuta almeno il 13 marzo 2020
(cfr. sub doc. 17). Il riferimento è in particolare alle signore __________ e __________,
assunte in data 25 giugno 2020 e 1° dicembre 2020 (docc. 3.7, 16.3), oltre che
per gli altri dipendenti di cui non è stata dimostrata la continuità aziendale
(e, con essa, la ripresa dei rispettivi rapporti di lavoro).

In tale costellazione infatti, esclusa l'applicazione dell'art.
333 CO, rispetto al periodo di lavoro richiesto non si può che ribadire come la
perdita di lavoro annunciata dalla ditta sia stata causata dalla stessa
attraverso l'assunzione di nuovo personale, in violazione dell'obbligo di
diminuzione del danno derivante dall'art. 32 cpv. 1 lett. a LADI, il quale deve
essere osservato anche a fronte dei provvedimenti delle autorità (cfr. Gerhard
Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Berna-Stoccarda, 1987,
ad Art. 32-33 N. 52). Il diritto all'indennità per lavoro ridotto non può
pertanto essere riconosciuta per questo motivo, non potendo essere la relativa
perdita di lavoro ritenuta inevitabile. (…)” (Doc. III pag. 7-8)

                                         Infine la Sezione del
lavoro ha precisato che il ritardo nell’evasione della pratica è dovuto al
“particolare momento che ha reso necessario trattare allo stesso tempo migliaia
di domande di lavoro ridotto ed evadere centinaia di opposizioni” (doc. III
pag. 8) e ha negato di avere creato un danno: “È semmai vero esattamente il
contrario: oltre al fatto che vi è stato un licenziamento nel mese di dicembre
2020 a seguito dell'arrivo di una nuova dipendente (cfr. sub doc. 16.3),
proprio in ragione delle nuove assunzioni è stato creato dal datore di lavoro
il danno che ora si vuole porre a carico dell'assicuratore sociale, in crassa
violazione dell'art. 32 cpv.1 lett. a LADI” (doc. III pag. 8).

 

                               1.7.   Il 17 agosto 2021 il TCA ha
assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova. (cfr. doc. IV).

 

                                         Il 27 agosto 2021 il
patrocinatore della RI 1 ha inoltrato al TCA una replica con la conferma di
richiesta probatoria.

                                         Egli sottolinea
innanzitutto che la società è stata fondata nel febbraio 2020, prima dello
scoppio della pandemia, e che l’inizio della sua attività non può pertanto essere
fatto combaciare con il momento della riapertura degli esercizi pubblici,
avvenuta l’11 maggio 2020:

 

" (…) Nella
sua risposta a codesto lodevole Tribunale l'autorità di prime cure ammette -
visto che non poteva affermare il contrario rispetto a quanto indicato nel
registro di commercio - che la società sia stata fondata nel febbraio 2020,
quindi prima dei vari ordini di chiusura e limitazioni di ordine epidemico.

Intanto, l'Autorità amministrativa dimentica all'evidenza che una
società non si crea dal nulla e neppure da un minuto all'altro inizia
un'attività: dietro vi stanno approfondimenti di ogni genere: dal
finanziamento, alla localizzazione per l'attività, alle contrattazioni di ogni
genere che possano essere doverosi per un locale.

l preventivi e quant'altro vengono fissati prima della
costituzione della società e, una volta costituita, si potrà poi concludere le
altre contrattazioni.

In febbraio del 2020 vi era quindi la piena ed inconsapevole voluntas
ad iniziare quanto prima:

gli atti primordiali antecedenti la chiusura e la riapertura dei
locali costituiscono pertanto parte integrante dell'attività stessa. È dunque
inverosimile - e peraltro neppure ricadente sotto lo scopo delle ILR pandemiche
- fare credere che l'attività sia iniziata solo con la riapertura.

E invece ragionevolmente assodato che la volontà contrattuale
degli organi societari a ritirare il locale fosse già antecedente la costituzione
della società (febbraio 2020), in ogni caso antecedente il fatidico 16 marzo
2020. Prima di tale data vennero giocoforza già impegnate le prime tipiche
contrattazioni per la ripresa del locale.

È inammissibile, dunque, fare combaciare l'inizio dell'attività di
un'azienda con la riapertura degli esercizi pubblici: oltremodo, gli stessi
esercizi pubblici potevano rimanere aperti in modalità take-away (segnatamente
laddove fosse possibile e sostenibile farlo), dacché a maggior ragione il
tentativo di equiparare la data di riapertura dei locali decretata
dall'autorità con ('inizio dell'attività aziendale costituisce
un'interpretazione arbitraria.

Aggiungiamo, a titolo marginale, che pure le autorità fiscali
fanno risalire alla creazione della società (ed anche prima per quanto concerne
i costi di costituzione societaria e i costi necessari) la data di riferimento.

Anche la questione legata agli obblighi derivanti dalla ripresa
aziendale e sanciti dagli articoli 333 CO bene evidenzia quanto debole sia il
castello di giustificativi dell'autorità amministrativa.

Intanto, essa non spiega l'obiezione ricorsuale, ovvero perché
avrebbe dimenticato di indicare qualsivoglia accenno circa l'obbligo della
ricorrente alla continuazione dei rapporti lavorativi con il personale della __________.

Nella risposta si cerca di dare un senso alle proprie tesi,
tentando di aggirare (in barba al principio officiale!) l'onere istruttorio,
ovvero che stando agli "accertamenti esperiti non è stato possibile
concludere ... che vi sia stata una ripresa degli attivi e dei passivi”
(pag. 6 della

risposta). Ma, alla luce dei fatti, quali dichiarati
accertamenti sono stati effettuati? Accertamenti che, si deve ritenere,
proprio perché sottaciuti nella decisione, sono stati effettuati a posteriori e
in maniera incognita (al pari di quelle censurate al punto 4, sotto).

Ma non solo: la Sezione del lavoro misconosce pure che gli
articoli 333 CO concernono – a tutela dei lavoratori – un diritto privato
imperativo legato al contratto di lavoro e non ad attivi e/o passivi della __________.
In questo contesto male si comprende come possa la ricorrente compiegare i
conti della ditta precedente, non avendone la legittimazione e/o il diritto a
farlo, mentre questa informazione era reperibile tramite le autorità (anche
fiscali) direttamente nell'ambito della massima officiale.

Ricordiamo a questo proposito che la stessa autorità si è
impegnata a ricercare altre informazioni che, a suo stesso dire, non erano
neppure importanti (v. punto seguente), dacché a maggior ragione poteva
assumere quelle inerenti all'__________ se fossero state davvero

pertinenti.

Ad ogni buon conto, al fine di comprovare che l’attività è
iniziata ben prima di quanto sostiene la Sezione del lavoro e comprende tutti i
lavori preparatori al cambiamento di gestione, si allegano i seguenti
documenti:

 

C)  dichiarazione 24 agosto 2021 di __________;

D)  contratto di locazione con inventario 4 marzo 2020;

E)  iscrizione
della ricorrente nel ruolo dei contribuenti dal 26 febbraio 2020;

F)   deposito cauzione affitto CHF 15'000.00 di data 5 marzo 2020;

G)  lettera 5
marzo 2020 del Comune di __________ alla ricorrente quale benvenuto nel Comune;

H)  contratto a
tempo indeterminato della ricorrente con __________ del 10 marzo 2020;

l)    procure
bancarie della ricorrente a favore di __________ e __________ 5 marzo 2020.
(…)” (Doc. V pag. 2-4)

 

                                         Il patrocinatore della
ricorrente ha poi così illustrato lo scopo dell’assunzione dell’incartamento
presso la Sezione amministrativa della Polizia cantonale:

 

" (…) Se ne
evincerà come si sia dovuto cercare un altro gerente perché quella precedente
rescindeva sua sponte il contratto. Al pari si potrà evincere che i ritardi non
erano stati causati dalla ricorrente.

La società aveva dovuto assumere un nuovo gerente, poiché
altrimenti non poteva neppure operare! E questo lo dice la LEAR, benché la
Sezione del lavoro parrebbe non volerlo considerare, dimostrando così di avere
apprezzato i fatti in maniera assolutamente erronea. (…)” (Doc. V pag. 4)

 

                                         Il rappresentante della
ricorrente ha poi ribadito il contenuto degli art. 333 ss. CO:

 

" (…) Ancora
una volta la Sezione del lavoro confonde i disposti delle successioni dei contratti
di lavoro di cui agli articoli 333ss CO con l'assunzione generale di debiti e
crediti societari. Ora, benché si cerchi di sminuirlo, gli articoli 333ss CO
comprendono tutti i diritti lavorativi, ergo anche quelli assicurativi - fra
cui sono annoverate le assicurazioni sociali e la LADI – e previdenziali (RU
137 V 463), oltre che le vacanze e ore impagate (Basler Kommentar, OR-1, ad 333
CO, marg. 15). Detto altrimenti, il concetto di trasferimento di impresa ai
sensi dell'articolo 333 CO è ancorato ad un proseguimento effettivo attraverso
un nuovo titolare (RU 137 III 487 e RU 132 III 32, con rimandi) e non anche a
tutti gli altri obblighi (attivi/passivi) dell'azienda partente. La stessa
autorità amministrativa, nella sua lunga risposta, non nega le conclusioni
dell'Alta Corte.

L'articolo 333 CO ha |o scopo di tutelare il dipendente per
ottenere un salario: al pari vale per il suo surrogato.

Non è quindi vero che per il personale vi sia un nuovo rischio di
impresa, visto che - qualora il personale fosse stato ancora dell'__________,
le ILR sarebbero state versate senza nessun problema. (…)” (doc. V pag. 4-5)

 

                                         In conclusione il
patrocinatore della ricorrente si è così espresso:

 

" (…) Si
ribadisce che le argomentazioni sollevate per negare le indennità sono
scorrette e arbitrarie.

Non vi è stato nessun danno accertato e/o spiegato (visto che la
Cassa avrebbe dovuto comunque pagare i dipendenti per altre vie, ma sempre
sotto il cappello della LADI), tantomeno vi è stato un corretto apprezzamento
dei fatti quo al telos degli articoli 333ss CO o del decantato rischio di
impresa. In particolare, è scorretto puntare il dito contro la assunzione della
nuova gerente, visto che ciò costituisce per legge (LEAR) il fondamento per
potere gestire un locale pubblico.

Tra le richieste probatorie, si ribadisce l'edizione completa
degli atti dell'esercizio pubblico __________ presso il Servizio
autorizzazioni, __________, comprendente la gerenza e gestione del locale e il
loro trasferimento.

A questo punto, alla luce del tentativo di misconoscere le
decisioni del 14 e 29 settembre 2020, si chiede l'audizione del funzionario
preposto perdette decisioni, in modo che abbia a spiegare perchè in un primo
tempo la richiesta veniva riconosciuta. (…)” (Doc. V pag. 5-6)

 

                               1.8.   Invitata dal TCA a formulare
osservazioni scritte, il 1° settembre 2021 la Sezione del lavoro ha rilevato:

 

" (…) Il
motivo principale per cui non è stato riconosciuto il diritto all'indennità per
lavoro ridotto sono state le assunzioni di nuovi dipendenti nel periodo in cui
la ditta beneficiava dell'indennità per lavoro ridotto, in violazione
dell'obbligo generale di riduzione del danno (Schadenminderungspflicht) che
incombe al datore di lavoro ex art. 32 cpv. 1 lett. a LADI. Ciò vale per lo
meno con riferimento alle signore __________ e __________ (alle quali
certamente, come già ribadito, non si applica il citato art. 333 CO poiché
assunte successivamente alla cessione dell'attività). Tale questione, del
resto, non risulta essere stata contestata dalla ricorrente.

La documentazione prodotta in sede di osservazioni/replica dalla
ricorrente non apporta infatti nulla rispetto al fatto che siano stati assunti
nuovi dipendenti, rilevando solamente come la costituzione della società sia
avvenuta prima dell'insorgere della pandemia. Infatti la ricorrente, quanto al
rischio aziendale, non comprende che l'elemento rilevante ai fini della
computabilità del diritto all'indennità per lavoro ridotto, secondo le nuove
direttive della SECO in concreto applicabili, non è tanto il fatto che la ditta
sia stata iscritta a RC in febbraio 2020, prima della pandemia, ma quello che
essa abbia avviato una nuova attività solo dopo il sorgere della stessa (a
maggio 2020), assumendosi pertanto il rischio di vedersi confrontata con una
possibile (e prevedibile) diminuzione della mole lavoro dovuta alla particolare
situazione sanitaria. Non si ravvede pertanto alcun arbitrio in tal senso nella
ricostruzione fattuale operata dall'UG, che si riconferma in questa sede nella
sua interezza.

Non è poi condivisibile l'assunto della ricorrente, secondo cui il
servizio cantonale avrebbe tentato di "aggirare (...) l'onere
istruttorio", dal momento che la fattispecie a cui fa riferimento è
stata sottoposta dalla ditta stessa ed è agli atti sub doc. 16.1. Non vi è
pertanto alcuna violazione delle norme di procedura giacché le risultanze di
causa sono state direttamente fornite dalla ditta. Del resto la ricorrente non
si preoccupa nemmeno di smentire tale assunto, dovendosi pertanto concludere
che non sia stata comprovata alcuna ripresa di attivi e di passivi tale da permettere
di ritenere l'attività quale un semplice proseguimento della precedente.

Per quanto riguarda l'audizione personale del funzionario titolare
della pratica, si osserva in primo luogo che la ricorrente non motiva tale
richiesta ed in secondo luogo essa non appare né utile né necessaria. Per gli
stessi motivi, essendo la ragione principale di respingimento dell'opposizione
il fatto che la ditta abbia proceduto a nuove assunzioni durante la pandemia e
mentre era già a beneficio del lavoro ridotto, il richiamo all'incarto presso
il Servizio autorizzazioni e giochi della Polizia cantonale risulterebbe ininfluente
ai fini di causa.” (Doc. VII)

 

                               1.9.   Il 23 settembre 2021 il TCA
ha chiesto al patrocinatore della ricorrente “la lista degli assicurati
precedentemente attivi presso __________, poi assunti dalla RI 1.” (Doc. IX).

 

                                         Il rappresentante della RI
1 ha così risposto il 30 settembre 2021:

" Ho
accusato ricezione della sua lettera 23 settembre 2021 da me ritirata il 27
settembre 2021 e nel termine di 5 giorni le faccio avere la lista degli
assicurati precedentemente attivi presso __________.

Allego anche la dichiarazione salari primo trimestre 2020 dell'__________,
precedente società che gestiva l'omonimo esercizio pubblico.

Si rende attento questo lodevole Tribunale che le signore __________
e __________ sono state poi assunte anche dalla RI 1.

La signora __________, gerente con certificato di gerenza, è stata
alle dipendenze della RI 1 sino al 31 dicembre 2020 mentre la signora __________,
cuoca, è tutt'ora dipendente della RI 1.

Le altre due dipendenti indicate erano precedentemente assunte a
chiamata presso la precedente società.” (Doc. X)

 

                                         La Sezione del lavoro al
riguardo ha formulato le seguenti osservazioni:

 

" (…) A
prescindere da ogni riconoscimento di merito, si prende atto che unicamente
le signore __________ e __________ erano alle dipendenze de __________ da
gennaio a marzo 2020.

Si prende anche atto del fatto che la ditta è riuscita a produrre
un documento dalla precedente gestione (la dichiarazione salari 2020), a
differenza della cifra d'affari conseguita da __________ a partire dal 2019
(precedentemente richiesta dall'UG, cfr. sub doc. 16.1) e questo "(...)
in quanto la società RI 1 è stata costituita a febbraio 2020. Pertanto tale
documento non è a sua disposizione" (cfr. sub doc. 14.1).

Ora, a fronte della presentazione di tale documento, si pongono
legittimi dubbi sul fatto che la RI 1 non disponesse anche dei documenti
contabili della gestione

precedente e che, di conseguenza, non abbia potuto produrre all'UG
gli elementi necessari a verificare la continuità aziendale (ovvero la
ripresa dei rispettivi attivi e passivi), la quale in concreto non può
pertanto dirsi dimostrata.” (Doc. XII)

 

                             1.10.   L’11 ottobre 2021 il
patrocinatore della ricorrente ha inviato al TCA uno scritto del seguente
tenore:

 

" (…)
formulo le seguenti brevi osservazioni ritenendo che tra le parti vi sia già
stato uno scambio di allegati sufficiente anche se pare che la sezione del
lavoro ad ogni scritto paia voler sollevare ad arte delle obiezioni o dubbi che
non solo lasciano il tempo che trovano ma denotano che non si è compreso o non
si voglia comprendere l'operazione a monte dal profilo commerciale.

Ora, premesso quanto già scritto negli allegati, si ribadisce che
la gerente e la cuoca della precedente società sono stato assunte dalla
ricorrente in quanto nelle loro rispettive funzioni erano coloro che potevano
al meglio garantire la continuità della attività per la clientela al di là del
cambio di società. La ricorrente ha tenuto la gerente sino al 31.12.2020
sostituendola solo in seguito mentre la cuoca è a tutt'oggi alle dipendenze.

Le altre due persone che la precedente società pagava su chiamata
non sono state assunte dalla ricorrente perché visto il lockdown di marzo 2020
non era il caso di fare assunzioni. Solo in seguito (dopo riapertura degli
esercizi pubblici) e al bisogno, la ricorrente ha fatto uso di personale
(diverso dalle due di cui sopra) su chiamata. Quindi nulla di strano, anzi!

Si precisa nuovamente che i proprietari della società __________
sono anche i proprietari delle mura e dell'inventario del locale.

Pertanto la ricorrente quando ha ripreso l'attività di gestione
del locale, ha ripreso solo quella e non anche la proprietà dei muri e men che
meno dell'inventario.

La ricorrente non ha inteso mai acquistare la precedente società,
le quote della medesima o altro, ragion per cui nemmeno aveva necessità di
visionare cifre d'affari o altro atteso come non era prioritario.

Ad ogni modo, la cifra d'affari della __________ è sicuramente
reperibile anche dalla sezione del lavoro presso l'autorità fiscale.

La ricorrente ne aveva preso visione ma senza necessità di
trattenerne copia. (…)” (Doc. XIV)

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto
del contendere è la questione di sapere se a ragione o meno la Sezione del
lavoro non abbia riconosciuto alla RI 1 il diritto a indennità per lavoro
ridotto per tre dipendenti, per il periodo dal 31 luglio al 31 agosto 2020.

                                         

                                         I
presupposti del diritto all'indennità per lavoro ridotto sono regolati all'art.
31 LADI.

                                         Questa
disposizione prevede esaustivamente (cfr. DTF 119 V 36) quattro condizioni
materiali, espresse positivamente, e tre condizioni personali, espresse
negativamente, per potere beneficiare dell'indennità per lavoro ridotto.

 

                                         Le
condizioni positive sono enumerate al cpv. 1 dell'art. 31 LADI secondo cui i
lavoratori, il cui tempo normale di lavoro è ridotto o il cui lavoro è
integralmente sospeso, hanno diritto a una indennità per lavoro ridotto se:

 

"
a.   sono soggetti
all'obbligo di contribuzione all'assicurazione contro            la
disoccupazione e non hanno ancora raggiunto l'età minima   per l'obbligo di
contribuzione nell'AVS;

b.   la perdita di lavoro è computabile (art. 32);

  c.   il rapporto di lavoro non è stato
disdetto;

  d.   la perdita di lavoro è
probabilmente temporanea ed è presumibile           che con la diminuzione del
lavoro potranno essere conservati i    loro posti di lavoro."

 

                                         Secondo
il cpv. 1bis in vigore dal 1° luglio 2003 per verificare i
presupposti del diritto di cui al cpv. 1 lett. d, in casi eccezionali può
essere effettuata un'analisi aziendale a carico del fondo di compensazione.

                                         I
requisiti appena esposti devono essere adempiuti nella loro totalità.

 

                                         L’art.
32 cpv. 1 LADI prevede che:

 

"
Una perdita di lavoro è
computabile se:

a. è dovuta a
motivi economici ed è inevitabile e

b. per
ogni periodo di conteggio è di almeno il 10 per cento delle ore di lavoro
normalmente fornite in complesso dai lavoratori dell’azienda.”

 

                                         Il
cpv. 3 dell’art. 32 LADI stabilisce che:

 

"
Il Consiglio
federale disciplina per i casi di rigore la computabilità di perdite di lavoro
riconducibili a provvedimenti delle autorità, a perdite di clienti dovute alle
condizioni meteorologiche o ad altre circostanze non imputabili al datore di
lavoro. Esso può, per questi casi, prevedere termini di attesa più lunghi di
quelli di cui al capoverso 2 e stabilire che la perdita di lavoro è computabile
soltanto in caso di completa cessazione o considerevole limitazione
dell’esercizio.”

 

                                         Al
riguardo, l’art. 51 OADI precisa quanto segue:

 

"
1 Le perdite di lavoro dovute a provvedimenti delle
autorità o ad altre circostanze non imputabili al datore di lavoro sono
computabili se il datore di lavoro non può evitarle mediante provvedimenti
adeguati ed economicamente sopportabili o rende­re un terzo responsabile del
danno.

2 La
perdita di lavoro è segnatamente computabile se è stata cagionata da:

a. il divieto di
importare o di esportare materie prime o merci;

b. il
contingentamento delle materie prime o dei materiali d’esercizio, compresi i
combustibili;

c. restrizioni
di trasporto o chiusura delle vie d’accesso;

d. interruzioni
di lunga durata o restrizioni notevoli dell’approvvigionamento energetico;

e. danni causati
da forze naturali.

3 La
perdita di lavoro non è computabile se i provvedimenti delle autorità sono
dovuti a circostanze delle quali il datore di lavoro è responsabile.

4 La
perdita di lavoro dovuta a un danno non è computata nella misura in cui sia
coperta da un’assicurazione privata. Se il datore di lavoro non è assicurato
contro una tale perdita, ancorché l’assicurazione sia possibile, la perdita di
lavoro è com­putata il più presto dopo la fine del periodo di disdetta
applicabile al contratto di lavoro in­dividuale.”

 

                                         L’art.
33 LADI enuncia:

 

1 Una perdita di lavoro non è computabile:

a. se è dovuta a misure d’organizzazione
aziendale, come lavori di pulizia, di ripa­razione o di manutenzione, nonché ad
altre interruzioni dell’esercizio, usuali e ricorrenti, oppure a circostanze
rientranti nella sfera normale del rischio azien­dale del datore di lavoro;

b. se è usuale nel ramo, nella
professione o nell’azienda oppure se è causata da oscillazioni stagionali del
grado d’occupazione;

c. in quanto cada in giorni festivi, sia
cagionata da vacanze aziendali o sia fatta valere soltanto per singoli giorni
immediatamente prima o dopo giorni festivi o vacanze aziendali;

d. se il lavoratore non accetta il
lavoro ridotto e dev’essere pertanto rimunerato secondo il contratto di lavoro;

e. in quanto concerna persone vincolate
da un rapporto di lavoro di durata deter­minata o da un rapporto di tirocinio o
al servizio di un’organizzazione per la­voro temporaneo oppure;

f.  se è la conseguenza di un conflitto
collettivo di lavoro nell’azienda in cui lavo­ra l’assicurato.

2 Il
Consiglio federale, per evitare abusi, può prevedere altri casi in cui la
perdita di lavoro non è computabile.

 

3 Il
Consiglio federale definisce il concetto di oscillazioni stagionali del grado
d’occupazione.”

 

                                         Le
condizioni negative sono stabilite all'art. 31 cpv. 3 LADI, secondo cui non
hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto:

 

" a.   i lavoratori, la cui perdita di lavoro non è determinabile o il
cui     tempo di lavoro non è sufficientemente controllabile;

b.   il coniuge del datore di lavoro occupato
nell'azienda di     quest'ultimo;

  c.   le persone che, come soci,
compartecipi finanziari o membri di   un organo decisionale supremo
dell'azienda, determinano o       possono influenzare risolutamente le
decisioni del datore di                lavoro, come anche i loro coniugi
occupati nell'azienda."

 

                               2.2.   Nella
Prassi LADI ILR, la Segretaria di Stato dell’economia (in seguito: SECO) ha
stabilito che:

 

"
(…)

C3    La
perdita di lavoro dovuta a motivi economici deve essere inevitabile. Questo
presupposto è la conseguenza dell’obbligo di diminuire il danno che impone al datore
di lavoro di prendere tutte le misure ragionevolmente esigibili per evitare la
perdita di lavoro.

 

C4    La
cassa nega il diritto all’indennità soltanto se può dimostrare, in base a
sufficienti motivi concreti, che la perdita di lavoro avrebbe potuto essere
evitata e se vi sono misure che il datore di lavoro ha omesso di adottare. 

 

C5    Il
lavoro ridotto non deve essere considerato a priori come una misura evitabile
perché il datore di lavoro avrebbe potuto evitarlo licenziando parte del
personale o perché i lavoratori avrebbero potuto trovare un'occupazione presso
un altro datore di lavoro. 

 

C6    Se
però il datore di lavoro è consapevole da tempo che la sua azienda necessita di
una ristrutturazione, si può esigere che quest’ultimo adotti per tempo i necessari
provvedimenti (p. es. adeguamento della sua gamma di prodotti alle nuove
esigenze del mercato).

(…)

 

C9    Le
perdite di lavoro dovute a provvedimenti delle autorità o ad altre circostanze
non imputabili al datore di lavoro sono computabili se il datore di lavoro non
può evitarle mediante provvedimenti adeguati ed economicamente sopportabili o
non può rendere un terzo responsabile del danno.

(…)

 

D1    Una
perdita di lavoro non è computabile se: 

         · è dovuta ad
altre interruzioni dell’esercizio, usuali e ricorrenti, oppure a circostanze
rientranti nella sfera normale del rischio aziendale del datore di lavoro; 

· è usuale nel ramo, nella professione o nell’azienda; 

· è causata da oscillazioni stagionali del grado di occupazione; 

         · cade in
giorni festivi, è cagionata da vacanze aziendali o è fatta valere soltanto per
singoli giorni immediatamente prima o dopo giorni festivi o vacanze aziendali; 

· il lavoratore non accetta il lavoro ridotto; 

         · concerne
persone vincolate da un rapporto di lavoro di durata determinata; 

· concerne persone vincolate da un rapporto di tirocinio; 

         · concerne
persone al servizio di un’organizzazione per lavoro temporaneo; 

         · è la
conseguenza di un conflitto collettivo di lavoro nell’azienda in cui lavora
l’assicurato. 

La perdita di lavoro non è computabile in nessuno di
questi casi anche se è dovuta a provvedimenti delle autorità o ad altre
circostanze non imputabili al datore di lavoro (C7 segg.) 

 

ð Giurisprudenza 

DLA 1996/1997 pag. 54 (Un istituto che si occupa
essenzialmente di test di screening della tubercolosi presso i ragazzi in età
scolastica subisce una perdita di lavoro in seguito a una decisione
dell'autorità cantonale della sanità pubblica che ordina la soppressione di
questi test. Una simile perdita di lavoro è legata ai progressi compiuti nella
lotta contro la tubercolosi e rientra nei rischi normali di questo tipo di
istituto) 

 

DTF 121 V 371 (Una perdita di lavoro dovuta a una
diminuzione dei sussidi rientra nella sfera normale del rischio aziendale di
un'impresa di trasporto ferroviario, è usuale nel ramo e, con molta
probabilità, considerata la situazione finanziaria della Confederazione, non è
solo temporanea) 

DTF 119 V 498 (Per un’impresa specializzata nella
costruzione di gallerie, l’afflusso imprevedibile di acqua ad alto tenore
solforico e cloridrico malgrado le indagini preliminari non rientra nella sfera
normale del rischio aziendale) 

 

Sfera normale del rischio aziendale 

 

D2    Una perdita di lavoro non è computabile se è dovuta a misure
d’organizzazione aziendale, come lavori di pulizia, di riparazione o di
manutenzione, nonché ad altre interruzioni dell’esercizio, usuali e ricorrenti,
oppure a circostanze rientranti nella sfera normale del rischio aziendale.
Rientrano nella sfera normale del rischio aziendale le perdite di lavoro usuali
che si verificano regolarmente e che, pertanto, sono prevedibili e possono
essere calcolate in anticipo. 

 

 

D3    I rischi aziendali «normali» non possono, secondo la
giurisprudenza, essere determinati in base a un criterio applicabile a tutte le
aziende. Vanno invece determinati nei singoli casi in base all'attività
specifica dell'azienda e alla situazione che la caratterizza. Le perdite di
lavoro che possono intervenire in ogni azienda rientrano nella sfera normale
del rischio aziendale. Soltanto le perdite di lavoro straordinarie per
l'azienda sono computabili. 

 

D4    Per quanto riguarda le nuove aziende, una mancanza di

         ordinazioni
durante la fase di avvio, ossia per un periodo di 2 anni circa, è ritenuta
usuale e le conseguenti perdite di lavoro rientrano nella sfera normale del
rischio aziendale. Non rientrano invece tra questi rischi le perdite di lavoro
subite, ad esempio, da un’azienda esistente che è stata ripresa da un altro
datore di lavoro con un semplice cambiamento di nome oppure le perdite di
lavoro dovute a provvedimenti delle autorità.

 

D5    Il fatto che il datore di lavoro si concentri su un grande cliente
o su un cliente principale non è di per sé un motivo sufficiente per negargli
il diritto all’ILR adducendo che la diminuzione delle ordinazioni rientra nella
sfera normale del rischio aziendale. Il servizio cantonale si oppone al
versamento dell’indennità se l'azienda non dimostra in modo credibile che il
cliente effettuerà in tempi brevi nuove ordinazioni che le permetteranno di
ritornare a lavorare a pieno regime o che troverà nuovi sbocchi sul mercato.

 

D6    Rientrano nella sfera normale del rischio aziendale in particolare:
le fluttuazioni regolari delle ordinazioni e le perdite di lavoro dovute a
lavori di rinnovo o di revisione; le oscillazioni del grado di occupazione
causate da un aumento della concorrenza; le perdite di lavoro nel settore della
costruzione derivanti dal rinvio dei lavori per insolvibilità del committente o
dal ritardo di un progetto in seguito a una procedura di opposizione pendente;
le perdite di lavoro dovute a malattia, infortunio o ad altre assenze del
datore di lavoro o di un dirigente. (…)”

 

                                         Nella
“Direttiva 2020/15: Aggiornamento «Disposizioni speciali a causa della pandemia»”
del 30 ottobre 2020, che sostituisce la Direttiva 2020/12 del 27 agosto 2020,
la SECO ha precisato che:

 

"
(…)

2.1    Perdita di lavoro temporanea 

Anche ammesso che la pandemia si verifichi in varie
ondate, va notato che sia la pandemia stessa sia la perdita di lavoro ad essa
associata devono essere considerate temporanee. 

 

2.2    Perdite di lavoro per motivi economici 

A causa dell’insorgenza improvvisa, dell’entità e
della gravità, una pandemia non può essere considerata un normale rischio
aziendale a carico del datore di lavoro ai sensi dell’articolo 33 capoverso 1
lettera a LADI, anche se è probabile che colpisca qualsiasi datore di lavoro.
Pertanto, le perdite di lavoro dovute al calo della domanda di beni e servizi
per questo motivo sono computabili in applicazione dell’articolo 32 capoverso 1
lettera a LADI. Il datore di lavoro deve tuttavia comprovare in modo verosimile
che le perdite di lavoro suscettibili di verificarsi nella sua impresa sono
riconducibili allo scoppio della pandemia. Un semplice richiamo alla pandemia è
una giustificazione insufficiente.

(…)

 

2.3    Perdite di lavoro dovute a
provvedimenti delle autorità o ad altre circostanze non imputabili al datore di
lavoro 

Anche i provvedimenti adottati dalle autorità in
relazione alla pandemia sono da considerarsi circostanze eccezionali, pertanto
le perdite di lavoro dovute a tali provvedimenti rientrano nella
regolamentazione speciale ai sensi dell’articolo 32 capoverso 3 LADI e
dell’articolo 51 OADI. Ciò vale anche per le misure che interessano solo
singoli settori o rami economici e per le misure disposte dalle autorità
cantonali o comunali. 

Sono computabili le perdite di lavoro non imputabili
al datore di lavoro, come quelle dovute all’impossibilità per i lavoratori di
raggiungere il luogo di lavoro.

Al contrario, non sono computabili le perdite di
lavoro riconducibili a una condotta scorretta del datore di lavoro (art. 51
cpv. 3 OADI). (…)”

                                      

                                         I p.ti 2.1, 2.2. e 2.3 sono
rimasti invariati nella Direttiva 2021/01 Aggiornamento «Disposizioni speciali
a causa della pandemia»” del 20 gennaio 2021 che ha sostituito la Direttiva del
30 ottobre 2020.

 

                                         Nella
Direttiva 2021/06 del 19 marzo 2021 che ha sostituito la Direttiva del 20
gennaio 2021 è stato introdotto il nuovo p.to 2.2.c relativo alle aziende di
nuova costituzione:

 

" 2.2 c
Aziende di nuova costituzione 

A causa dell’insorgenza improvvisa, dell’entità e della gravità,
una pandemia non può essere considerata un normale rischio aziendale a carico
del datore di lavoro ai sensi dell’articolo 33 capoverso 1 lettera a LADI,
anche se è probabile che colpisca qualsiasi datore di lavoro. Pertanto, le
perdite di lavoro dovute al calo della domanda di beni e servizi per questo motivo
sono computabili in applicazione dell’articolo 32 capoverso 1 lettera a LADI,
anche se l’azienda è in fase di avvio. 

Si applica l’eccezione già prevista nella Prassi LADI ILR D4 a
seguito di provvedimenti delle autorità. Poiché non è prevista l’applicazione
della regola dei due anni, nel modulo di preannuncio semplificato non si deve
indicare la data di costituzione. 

La situazione sarebbe diversa per un’azienda costituita durante la
pandemia (dal 16 marzo 2020) che, senza aver mai svolto in precedenza
un’attività commerciale, commetterebbe un abuso del diritto imputando
direttamente le ore perse a ragioni economiche. Se questi fatti vengono
accertati in occasione di un controllo del datore di lavoro da parte della SECO
o sulla base di una segnalazione agli organi esecutivi, l’azienda deve
aspettarsi un rifiuto o un riesame dell’autorizzazione.”

 

                                         Né
la Direttiva 2021/07 del 20 aprile 2021 che ha sostituito quella del 19 marzo
2021, né la Direttiva 2021/13 del 30 giugno 2021 che sostituisce la Direttiva
del 20 aprile 2021 (cfr. https://www.arbeit.swiss/secoalv/it/home/service/publikationen/kreisschreiben---avig-praxis.html)
hanno apportato modifiche ai p.ti 2.1, 2.2, 2.2c e 2.3.

 

                               2.3.   Le
direttive amministrative - come la Prassi LADI emanata
dalla SECO - non costituiscono norme giuridiche e non sono
vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 9C_458/2020 del
27 settembre 2021 consid. 4.1.; DTF 147 V 79 consid. 7.3.2.; STF 8C_721/2020
del 15 giugno 2021 consid. 5.5.2.2.; STF 9C_631/2019 del 19 giugno 2020
consid. 2.3.; STF 8C_331/2019 del 18 settembre 2019 consid. 4.3.;
STF 8C_902/2017 del 12 giugno 2018 consid. 4.2., pubblicata in DTF 144 V 195;
STF 8C_688/2011 del 13 febbraio 2012 consid. 3.2.1; DTF
138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2 pag. 438; DTF 133 V 169
consid. 10.1 pag. 181).

 

                                         Quest’ultimo deve tenerne
conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. STF 8C_721/2020 del 15 giugno 2021
consid. 5.5.2.2.; STF 8C_214/2020 del 18 febbraio 2021 consid. 3.2; DTF 146 V
224; DTF 146 V 104; STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1; DTF 142 V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314
consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V 50 consid. 4.1; DTF 133 V 587 consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag.
258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 132 V 203
consid. 5.1.2; DTF 131 V 286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229 consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA I 102/00
del 22 agosto 2000; DTF 125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997
ALV Nr. 83 consid. 3d, pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88
consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98
consid. 4a, pag. 300).

 

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.;
STF H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379 consid.
1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262, SVR 1997
ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127,
SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b, DTF 119 V
65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992 pag. 220
consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233
consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois,
"Procédures applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag.
77ss; Duc-Greber: "La portée
de l'art. 4 de la Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale"
in RDS 1992 II pag. 527; Cattaneo,
"Les mesures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage",
Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul
Meno 1992, pag. 296-297).

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                               2.4.   In una sentenza 38.2021.32
del 13 settembre 2021 il TCA ha constatato che la Sezione del lavoro aveva
riconosciuto il diritto alle indennità per lavoro ridotto ai dipendenti di una
società costituita dopo lo scoppio della pandemia (nel mese di luglio 2020, con
inizio il 17 ottobre 2020) e che ha dovuto limitare gli orari di apertura dal
12 dicembre 2020, rispettivamente cessare l’attività il 22 dicembre 2020, a
seguito dei provvedimenti restrittivi adottati dalle autorità per combattere il
coronavirus.

                                         Contrariamente alla
Sezione del lavoro, il TCA ha accordato, per principio, il diritto alle
prestazioni anche a due assicurate - una che svolgeva funzioni dirigenziali e
un’altra addetta alle pulizie delle camere (in sostituzione di altro personale)
- che avrebbero dovuto iniziare a lavorare dal 1° gennaio 2021 ma che non hanno
potuto farlo.

 

                                         In una vertenza
38.2021.28, stralciata dai ruoli il 14 giugno 2021, la Sezione del lavoro,
prima della risposta di causa, ha modificato la decisione su opposizione
impugnata ed ha riconosciuto ad una ditta che aveva iniziato la sua attività
lavorativa il 13 marzo 2020 (e dunque pochi giorni prima delle chiusure
ordinate dalle autorità il 16 marzo 2020) il diritto ad indennità per lavoro
ridotto anche per il periodo dal 1° settembre al 30 novembre 2020 e non
soltanto fino al 31 agosto 2020.

 

                               2.5.   Nella presente fattispecie,
dagli atti dell’incarto emerge che la RI 1 è stata costituita il 26 febbraio
2020 ed ha rilevato l’esercizio pubblico denominato “__________” della società __________,
la quale ha definitivamente cessato la propria attività il 13 marzo 2020 (cfr.
consid. 1.1. e 1.2).

                                         La nuova società ha potuto
iniziare la sua attività soltanto l’11 maggio 2020 a causa delle chiusure
imposte dalla mezzanotte del 16 marzo 2020 (cfr. il Comunicato stampa
Coronavirus; il Consiglio federale proclama la “situazione straordinaria e
inasprisce ulteriori provvedimenti” dal quale risulta, in particolare che “fino
al 19 aprile tutti i negozi, ristoranti, i bar e tutte le strutture per il
tempo libero dovranno restare chiuse”, ultima modifica il 17 marzo 2020, www.admin.ch/gov). 

 

                                         Il 20 maggio 2020 è stata
rilasciata un’Autorizzazione provvisoria alla gerenza per l’esercizio senza
alloggio a __________ (cfr. doc. 6/1; la gerenza definitiva è del 10 giugno
2020, cfr. doc. 6/2), la quale aveva già ottenuto il 7 giugno 2018
l’Autorizzazione alla gerenza per l’esercizio senza alloggio (cfr. doc. 5/1).

                                         Chiamato ora a
pronunciarsi, questo Tribunale ritiene che - a torto - la Sezione del lavoro ha
negato alla ricorrente il diritto alle indennità per lavoro ridotto,
ritenendola un’azienda di nuova costituzione che non ha mai esercitato la
propria attività prima dello scoppio della pandemia.

 

                                         Innanzitutto perché la
società è stata costituita alla fine del mese di febbraio 2020 ed aveva
pianificato di iniziare la propria attività nel mese di aprile 2020 (cfr. ad
esempio il contratto di locazione del 4 marzo 2020 a partire dal 1° aprile
2020, doc. D, oppure la Presentazione del Comune di __________ del 5 marzo
2020, doc. G; l’iscrizione della RI 1 nel ruolo dei contribuenti comunali del
26 febbraio 2020, doc. E; la dichiarazione di __________, Socia e presidente
della gerenza di __________ del 24 agosto, doc. C; il contratto di __________
del 10 marzo 2020 che prevede l’inizio dell’attività lavorativa proprio il 1°
aprile 2020, cfr. doc. 3/4) e non ci troviamo dunque di fronte alla situazione
di “abuso di diritto” prospettata al punto 2.2c della Direttiva della SECO 2021/06
del 19 marzo 2021 (confermata anche nelle successive direttive; cfr. in questo
senso le sentenze del TCA riprodotte al consid. 2.4, in particolare la
motivazione per lo stralcio della causa 38.2021.28 del 14 giugno 2021).

 

                                         Inoltre e soprattutto perchè
la RI 1 ha acquistato da un’altra società (__________) un esercizio pubblico (__________)
già esistente ed operativo almeno dal 2018. 

                                         D’altra parte i motivi
indicati per la riduzione della clientela (modifica delle abitudini delle
persone; smart woking) sono legati alla pandemia per cui la perdita di lavoro è
computabile (a proposito dei lavori stradali, cfr. la STCA 38.2018.76 del 25
febbraio 2019 e i relativi riferimenti di giurisprudenza).

 

                                         Di conseguenza, ricordato
che nella presente fattispecie la richiesta per lavoro ridotto concerne
esclusivamente il periodo dal 31 luglio al 30 agosto 2020, il diritto all’indennità
per lavoro ridotto deve essere riconosciuto agli assicurati già attivi presso __________,
che sono stati assunti dalla RI 1. 

                                         Al riguardo il TCA ricorda
che, secondo l’art. 333 cpv. 1 CO; “se il datore di lavoro trasferisce
l’azienda o una parte di essa a un terzo, il rapporto di lavoro passa con tutti
i diritti e gli obblighi all’acquirente al momento del trasferimento dell’azienda,
in quanto il lavoratore non vi si opponga”. 

 

                                         Il cpv. 1bis dell’art.
333 CO precisa inoltre che: 

 

"
Se al rapporto di lavoro oggetto del trasferimento è applicabile
un contratto collettivo, l’acquirente è tenuto ad osservarlo per un anno,
sempreché non cessi prima per scadenza o disdetta.”

 

                                         Dagli atti dell’incarto
risulta che i dipendenti della RI 1, nel periodo in questione, erano:

 

                                         -     __________,
impiegato/responsabile gestione bar, a tempo pieno, contratto del 10 marzo
2020, inizio dell’attività il 1° aprile 2020 (cfr. doc. 3/4 e doc. 3/10);

                                         -     __________,
gerente e cameriera, a tempo pieno, contratto del 5 maggio 2020, inizio
dell’attività l’11 maggio 2020 (cfr. doc. 3.5);

                                         -     __________,
cuoca, all’80%, contratto del 3 maggio 2020, inizio attività l’11 maggio 2020
(cfr. doc. 3.6);

                                         -
   __________, barista, collaboratrice a tempo parziale (con regolare orario di
lavoro fisso), salario lordo orario di fr. 23.32, contratto del 25 giugno 2020,
inizio il 1° luglio 2020.

 

                                         Dagli accertamenti
compiuti dal TCA è emerso che le lavoratrici precedentemente attive presso __________
erano __________ e __________ (cfr. consid. 1.9).

 

                                         Queste assicurate hanno
dunque diritto alle indennità per lavoro ridotto.

 

                                         La medesima conclusione si
impone pure per __________, il quale pur non essendo già attivo presso __________
è stato assunto con un ruolo di responsabilità (Direttore, cfr. doc. 3/10)
della RI 1 (cfr. al riguardo STCA 38.2021.32 del 13 settembre 2021 consid. 2.8
a proposito di una nuova dipendente che svolgeva mansioni dirigenziali).

 

                                         A proposito di questo
assicurato va comunque sottolineato - per quanto l’esame dell’art. 31
cpv. 3 lett. c LADI (“Non hanno diritto all’indennità per lavoro ridotto le
persone che, come soci, compartepici finanziari o membri di un organo
decisionale supremo dell’azienda, determinano o possono influenzare
risolutivamente le decisione del datore di lavoro, come anche i loro coniugi
occupati nell’azienda”) sia di competenza della Cassa di disoccupazione e
non della Sezione del lavoro (cfr. art. 36 cpv. 3 e 4 LADI; art. 39 cpv. 1
LADI; art. 81 cpv. 1 lett. a LADI; art. 85 cpv. 1 lett. b LADI) - che
dall’estratto del Registro di commercio del Canton Ticino risulta che dal 29
luglio 2020 al 21 giugno 2021 egli è stato gerente con diritto di firma
individuale. Dal 21 giugno 2021 Giovanni Cesare Catelli è l’unico socio che
detiene l’intero capitale sociale (fr. 20'000.--) e da tale data è pure socio e
gerente con diritto di firma individuale (cfr. doc. 3/10, doc. 1.1 e doc I
allegato al doc. V).

                                         Ora, come appena visto, i
gerenti di una Sagl (cfr. art. 809 ss CO) sono esclusi dal diritto
all’indennità per lavoro ridotto (cfr. STCA 38.2021.32 del 13 settembre 2021;
STF 8C_220/2021 del 12 maggio 2021; STF 8C_811/2019 del 12 novembre 2020; STF
8C_664/2020 del 16 dicembre 2020; STF 8C_550/2020 del 21 dicembre 2020; DTF 145
V 200, nella quale l’Alta Corte ha stabilito che non ha diritto alle indennità
il socio di una Sagl).

 

                                         Dai Formulari inviati alla
Cassa di disoccupazione (cfr. doc. 15/2) emerge del resto che, nel mese di aprile,
colpito dal lavoro ridotto era un dipendente (__________), in maggio e in
giugno erano tre (__________, __________ e __________) e in agosto due (__________
e __________; quest’ultima era peraltro l’unica a registrare una perdita di
lavoro in settembre e ottobre).

 

                                         Anche la domanda di
prestazioni è stata inoltrata solo per 3 dei 4 dipendenti (cfr. doc. 1).

 

                               2.6.   Da ultimo va qui ricordato
che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o
il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla
convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata
predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare
il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere
altre prove (cfr. Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2°
ed., pag. 274, si veda pure STF 9C_778/2020 del 27 agosto 2021 consid. 4.2; STF
8C_611/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 5.2.; STF 8C_139/2019 del 18 giugno
2019 consid. 3.3.; STF 9C_847/2017 del 31 maggio 2018 consid. 5.1.; STF
9C_35/2018 del 29 marzo 2018 consid. 6; STF 9C_588/2017 del 21 novembre 2017
consid. 7.2.; STF 9C_775/2016 del 2 giugno 2017 consid. 6.4.; STF 8C_794/2016
del 28 aprile 2017 consid. 4.2.; STF 9C_737/2012 del 19 marzo 2013; STF
9C_632/2012 del 10 gennaio 2013; STF 9C_231/2012 del 24 agosto 2012; STF
8C_556/2010 del 24 gennaio 2011). 

                                         Un tale modo di procedere
non lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost.
(DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         Il TCA, ritenendo
sufficientemente chiarite le circostanze rilevanti, rinuncia all'assunzione delle
ulteriori prove chieste dal patrocinatore della ricorrente (cfr. consid. 1.7 in
fine).

 

                               2.7.   L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020,
prevedeva che la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita
per le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia
essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

In data 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.
Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA
secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è
soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola
legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che
ha un comportamento temerario o sconsiderato. 

 

Secondo l’art. 82a
LPGA (Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai
ricorsi pendenti dinanzi al tribunale di primo grado al momento dell’entrata in
vigore della modifica del 21 giugno 2019 si applica il diritto anteriore.

 

In concreto, il ricorso è
del 23 giugno 2021, per cui torna applicabile la nuova disposizione
legale. Trattandosi di prestazioni LADI, il legislatore non ha previsto di
prelevare le spese (cfr. STCA 38.2021.11 del 7 giugno 2021 consid. 2.7.; STCA
38.2021.9 del 18 maggio 2021 consid. 2.14.; STCA 38.2021.8 dell’8 marzo 2021
consid. 2.8.). 

Sul tema cfr. anche la
sentenza 8C_265/2021 del 21 luglio 2021.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.    Il ricorso è accolto

                                         § La
decisione su opposizione del 27 maggio 2021 è annullata. La RI 1 ha diritto
all’indennità per lavoro ridotto nel periodo dal 31 luglio al 31 agosto 2020.

 

2.    Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         La Sezione del lavoro
verserà a RI 1 fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti