# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 05ae5e41-06ac-5ad1-8080-ebc8a50314c1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 30.04.2002 90.2001.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2001-59_2002-04-30.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2001.00059

  	
  Lugano

  30 aprile
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta,
  presidente, 

  Lorenzo Anastasi, Raffaello Balerna

   

  

 

	
  vicecancelliera

  	
  Matea Pessina

  

 

statuendo sul ricorso del 3 ottobre 2001 di

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione __________ settembre 2001 (n°
  __________) del Consiglio di Stato che approva alcune varianti del PR
  intercomunale della Valle __________, Comune di __________, Sezione
  __________ 

  

 

                                         viste le
osservazioni 30 ottobre 2001 della Divisione della pianificazione territoriale
e 6 novembre 2001 del Municipio di __________;

 

                                         letti ed
esaminati gli atti;

 

                                         esperiti
i necessari accertamenti;

 

r i t e n u t o,

 

in fatto:

 

                                   a.   In
data 30 marzo 2000 l'Assemblea comunale di __________ (ora __________) ha
adottato una variante di PR, che istituisce i necessari vincoli per la
realizzazione della nuova funivia __________ -__________. 

 

                                  b.   Avverso
tale ordinamento - sui contenuti del quale la popolazione del comune non
sarebbe stata debitamente informata -, __________ __________, proprietario del
mapp. n° __________RF di __________, si è aggravato davanti al Consiglio di
Stato, censurandolo dal profilo dell'interesse pubblico, della proporzionalità
e dell'impatto sul paesaggio.

                                         II sede
di risposta il Municipio ha chiesto la reiezione del gravame.

 

                                   c.   Con
ris. gov. 11 settembre 2001, n° __________, il Consiglio di Stato ha approvato
detta variante, respingendo il ricorso in parola.

 

                                  d.   Avverso
tale decisione __________ __________ insorge ora al TPT, riproponendo solo le
censure relative all'assenza di interesse pubblico ed alla violazione del
principio della proporzionalità.

                                         Nelle
loro osservazioni il Municipio e il Governo hanno chiesto la conferma della
decisione impugnata.

  

                                   e.   In
data 28 febbraio 2002 si è tenuta l'udienza in contraddittorio, durante le
quali le parti si sono riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande,
rinunciando al dibattimento finale.

 

c o n s i d e r a t o,

 

in diritto:

 

                                   1.   A norma dell’art. 38 LALPT contro le decisioni del Consiglio di
Stato è dato ricorso al Tribunale della pianificazione del territorio (TPT),
entro 30 giorni dalla notificazione. La LALPT legittima a ricorrere il comune
(art. 38 cpv. 4 lett. a) LALTP), i già ricorrenti, per gli stessi motivi (art.
38 cpv. 4 lett. b) LALPT), e ogni altra persona o ente che dimostri un
interesse degno di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio
di Stato (nuovo art. 38 cpv. 4 lett. c) LALPT, in vigore dal 15 marzo 1995).

                                         In
concreto, la legittimazione attiva del signor __________, giusta l'art. 38 cpv.
4 lett. b) LALPT, è pacifica.

                                         Presentato
nei termini di legge, e quindi tempestivo, il ricorso è ricevibile in ordine.

 

                                   2.   L'art. 50 cpv. 1 della nuova Costituzione federale (Cost.) sancisce
l'autonomia del comune in quelle materie che il diritto cantonale o federale
non regola esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione
del comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44).
A livello cantonale questo principio è ancorato all'art. 16 della nuova
Costituzione ticinese. Il comune ticinese usufruisce di questa autonomia in
materia di pianificazione del territorio (Rep. 1989, pag. 422, consid. 2 e
riferimenti).

                                         L’autonomia
non è però assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale
deve garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel
Cantone Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il
Consiglio di Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere
cognitivo. Ciò significa controllo non solo della legittimità ma pure
dell’opportunità delle scelte pianificatorie comunali. A contemperare
l’estensione di tale controllo con l’autonomia riconosciuta al comune
interviene il principio dell’art. 2 cpv. 3 LPT: “Le autorità incaricate di
compiti pianificatori badano di lasciare alle autorità loro subordinate il
margine d’apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti”. Il
Consiglio di Stato non può, dunque, semplicemente sostituire il proprio
apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettarne il diritto di scegliere
tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più opportuna. Il Consiglio di Stato
non può però limitarsi a intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale
non poggi su alcun criterio oggettivo, sia manifestamente insostenibile. Deve
al contrario rifiutare l’approvazione di quelle soluzioni che disattendono i
principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non
danno loro sufficiente attuazione. Se l’autorità di approvazione esige dal
comune, per motivi oggettivi, di porre il PR in consonanza con l’ordinamento giuridico,
il comune invocherà invano la lesione della sua autonomia (DTF 116 Ia 226 ss.
consid. 2a; Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie in der neueren
bundesgerichtlichen Rechtsprechung, Rep. 1991, pag. 45 ss., in part. 55).

                                      

                                   3.   

                                3.1   Giusta
l'art. 75 Cost. i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento per
assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e una razionale abitabilità
del territorio. A livello legislativo l'obbligo di pianificare è codificato
all'art. 2 LPT.

                                         Secondo
quest'ultima legge la pianificazione deve avere luogo in diverse tappe:
pianificazione direttrice, pianificazione dell'utilizzazione e procedura del
permesso di costruzione. Esse stanno in reciproco rapporto e formano un tutto
coerente, di cui ogni parte adempie una specifica funzione. Il piano di
utilizzazione - in Ticino detto PR - viene adottato, secondo le indicazioni del
piano direttore (art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia
coordinazione e valutazione (art. 1 cpv. 1 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e
nell'ambito di una procedura ove è garantita protezione giuridica (art. 33 e
seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4 LPT). Il PR disciplina l'uso
ammissibile del suolo (art. 14 e segg. LPT) e attua il contenuto del PD,
rendendolo vincolante verso i privati (art. 21 cpv. 1 LPT).

                                3.2   Prima
di entrare nel merito delle critiche occorre inoltre ricordare che per prassi
costante del Tribunale federale una restrizione di diritto pubblico della
proprietà è compatibile con la garanzia della proprietà sancita dall'art. 26
Cost. solo se si fonda su di una base legale (che deve essere chiara ed
esplicita quando la limitazione è particolarmente grave, cfr. art. 36 Cost.,
DTF 114 Ia 117, consid. 3), è giustificata da un interesse pubblico
preponderante, rispetta il principio della proporzionalità, non viola la
garanzia della proprietà quale istituto e dà luogo a piena indennità ove
equivalga ad una espropriazione (DTF 115 Ia 29 consid. 4; 114 Ia 249 consid.
5a; 114 Ia 337 consid. 2; 113 Ia 364 consid. 2). In linea generale è pubblico
l'interesse che coinvolge la generalità dei cittadini o una sua frazione
significativa che compete al potere pubblico promuovere nell’esercizio delle
sue funzioni. V’è interesse pubblico a un provvedimento di pianificazione del
territorio quando la sua adozione corrisponde a un bisogno importante,
chiaramente avvertito dalla collettività (G. Müller, Commentaire de la Cost.
féd., art. 22 ter n° 34). Tale interesse deve prevalere sui contrapposti
interessi pubblici e privati in giuoco.

Nella fattispecie il problema della violazione della garanzia della proprietà
quale istituto non si pone. I problemi espropriativi esulano invece da questa
procedura.

 

                                   4.

                                4.1   Ai
sensi dell’art. 26 LALPT il PR si compone di un rapporto di pianificazione, di
rappresentazioni grafiche, di norme di attuazione e di un programma di
realizzazione. 

                                         Le
rappresentazioni grafiche comprendono (art. 28 LALPT) i piani del paesaggio,
delle zone, del traffico, delle attrezzature e costruzioni di interesse
pubblico e il piano indicativo dei servizi pubblici. In particolare esse
fissano i fondi destinati a zone per i servizi e le attrezzature di
interesse pubblico locale, sovracomunale e cantonale (art. 28 cpv. 2 lett.
d) LALPT), nonché la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto
pubblici e privati con la precisazione delle linee di arretramento, le vie
ciclabili e pedonali, i sentieri e i posteggi pubblici (art. 28 cpv. 2 lett. p)
LALPT). I vincoli in contestazione dispongono pertanto di una base legale chiara
ed esplicita.

                                         Assodata
la sussistenza di una sufficiente base legale ed entrando nel merito delle
censure, occorre quindi analizzare se la contestata variante è sorretta da un
eminente interesse pubblico e, in caso di risposta affermativa, se la restrizione
della proprietà è proporzionata al fine perseguito. 

                                      

                                4.2   Per
rispondere al quesito posto dal ricorrente va anzitutto rilevato che, tramite
la variante in esame, il comune ha inteso porre le basi pianificatorie per
eseguire il progetto di completo rifacimento e potenziamento della teleferica
esistente, di proprietà del Patriziato di __________, che collega il villaggio
(zona Chiesa) al monte __________. Tale impianto, lungo quasi due chilometri e costruito nel 1963 da privati per
esigenze agricole, è formato da una fune portante, sorretta da 10 cavalletti,
sulla quale, trainato da un'altra fune, scorre un piccolo carrello, capace di
trasportare alcuni quintali di materiale. Poiché, secondo il comune, l'impianto attuale necessiterebbe di un radicale rinnovo per motivi
legati alla sua vetustà ed alla sicurezza d'esercizio, la variante riserva a
questo fine, salvo lievi modifiche, il tracciato attuale dell'opera, gravando
le aree necessarie per la formazione dei sei piloni di sostegno delle funi portanti
e traenti e per la realizzazione delle nuove stazioni di partenza e d'arrivo,
la cui posizione risulta leggermente modificata rispetto all'attuale: in
particolare, visto lo spostamento della stazione di partenza su un'area più
prossima alla strada cantonale, il nuovo tracciato viene allungato di 6 ml nel
tratto iniziale, segue poi quello esistente e risulta lievemente modificato nel
punto d'arrivo, posto più a est (ca. 85 ml in linea d'aria) rispetto a quello
attuale. Dal profilo dell'esercizio, la teleferica viene potenziata,
permettendo, oltre al trasporto della merce, anche il trasporto di persone
(max. 4, per un totale di 12/h) con un sistema di funzionamento automatizzato.
A disposizione degli utenti della funivia il PR prevede la realizzazione di un
posteggio di 27 stalli, di cui 10 situati in prossimità della stazione di
partenza.

 

                                4.3   Circa
l'interesse pubblico dell'opera, il Rapporto di pianificazione febbraio 2000,
p. 2, adduce: "Il progetto, conformemente agli obiettivi generali del
Piano Regolatore Intercomunale (PRI.VO), promuove il consolidamento e lo
sviluppo delle attività economiche locali, favorendo il mantenimento sia
dell'intera sostanza fondiaria della zona servita, sia le attività umane
agricole e di svago". In particolare, la realizzazione dell'impianto
permetterebbe di: "(…) mantenere vive tre aziende agricole a tempo
pieno, agevolando i movimenti di persone e i trasporti di merci e prodotti
agricoli; garantire nel futuro una presenza che permetta la conservazione, la
cura e il risanamento del paesaggio agricolo tradizionale dei monti attraverso
lo sfalcio e il pascolo del bestiame; favorire l'accesso tutto l'anno a circa
70 proprietari di stabili nel comprensorio dei monti, favorendo la
conservazione ed il risanamento del patrimonio edilizio rurale; agevolare il
mantenimento e la cura del patrimonio boschivo". 

                                         E' quanto
il ricorrente contesta, asserendo che: "Questa nuova teleferica non
porterà di certo beneficio ai proprietari di rustici sui monti, che dovranno
pagare parecchie migliaia di frs. e dovranno poi adoperare altri mezzi di
trasporto più comodi (elicottero). Su tutto il territorio dei monti c'è una
sola azienda agricola che dovrebbe a mio avviso essere aiutata con altri mezzi,
non di certo con questa teleferica. Da tanti anni la teleferica esistente ha
sempre servito alle necessità degli abitanti dei monti e quindi basterebbe
migliorare detta teleferica con meno spese rispetto ad una nuova. In ogni caso
chiedo che se questa nuova teleferica verrà costruita essa passi effettivamente
sul vecchio tracciato, con il pilone costruito sul terreno già di proprietà del
patriziato e che quindi non necessiterebbe di alcuna espropriazione". 

 

                                4.4   In
base a quanto finora esposto e alle motivazioni addotte nel Rapporto di
pianificazione, l'interesse pubblico alla base della variante non può che venir
confermato: anzitutto il rifacimento della rudimentale teleferica, ormai in
funzione da quasi quarant'anni, permette di continuare ad assicurare, anche dal
profilo della sicurezza d'esercizio, il soddisfacimento delle esigenze della
settantina di proprietari residenti nella zona del monte Cortaccio, ed in
particolare di agevolare l'attività delle aziende agricole presenti. L'opera
rappresenta infatti per la zona l'unico collegamento garantito sull'arco di
tutto l'anno per il trasporto di fieno, di animali e dei prodotti caseari e
contribuisce in modo determinante - contrariamente a quanto sostiene il
ricorrente - a ridurre i voli in elicottero per il trasporto di materiale.
Sempre dal profilo funzionale, il previsto trasporto di persone, limitato,
secondo le caratteristiche tecniche dell'impianto, ad un massimo di 12 unità
all'ora, oltre a facilitare ai proprietari l'accesso alla zona del monte
__________, soddisfa  la necessità di garantirlo tutto l'anno. Per questi
motivi, l'adozione della variante, atta a permettere la sostituzione della
vecchia teleferica con un mezzo di trasporto sicuro, corrisponde ad un bisogno
importante, chiaramente avvertito dalla collettività, che non può essere soddisfatto
con la semplice ristrutturazione dell'impianto attuale, così come vorrebbe il
ricorrente. 

                                         Occorre
poi rilevare come la nuova posizione della stazione di partenza e di arrivo
della teleferica, nonché le correzioni apportate al suo tracciato, rappresentino
delle scelte di carattere tecnico, elaborate da specialisti nel ramo e legate
all'ottimizzazione dell'infrastruttura, scelte che questo Tribunale è tenuto a
valutare con il dovuto riserbo. Tutto considerato, il pregiudizio che ne deriva
al ricorrente, il quale lamenta l'eccessiva vicinanza della fune traente al suo
rustico, non appare sproporzionato rispetto agli intendimenti perseguiti
dall’autorità con la definizione della citata variante. In concreto non può
quindi che essere ammessa la proporzionalità in senso stretto, ossia la
sussistenza di un rapporto ragionevole tra l’interesse pubblico a conseguire lo
scopo e il sacrificio che ne deriva al privato. In base a quanto sinora esposto
la contestata variante, sorretta da un sufficiente interesse pubblico e
rispettosa del principio della proporzionalità, merita di essere tutelata.

 

                                   5.   Per
tutti questi motivi il ricorso è respinto. Le spese e la tassa di giudizio
seguono la soccombenza. 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Il
ricorrente è condannato al pagamento delle tasse di giudizio e 

delle spese per complessivi fr. 400.- (quattrocento).

                                   3.   Intimazione:                   -
__________ __________, __________,  

                                                                                -
Municipio di __________ 

                                        - Consiglio di Stato, Bellinzona

                                        - Sezione pianificazione urbanistica,                        Bellinzona

 

Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                           Il
segretario