# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2efe80a5-2cf2-5447-8cca-65fab1257414
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.06.2006 30.2005.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2005-44_2006-06-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2005.44

   

  cs

  	
  Lugano

  19 giugno
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano
  Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 16 agosto
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nel
corso del mese di gennaio 2004 la società RI 1 è stata oggetto di una revisione
dei conti da parte del fisco per gli anni dal 2000 al 2002. L’autorità fiscale
ha effettuato delle riprese per un importo complessivo di fr. 224'000, composto
da fr. 24'000 di vantaggi diversi goduti da azionisti, fr. 80'000 per stipendio
eccessivo di __________ nel 2001 e nel 2002 e fr. 120'000 per gratifiche
straordinarie versate a __________ (doc. F). Per quanto concerne in particolare
le ultime due riprese, l’autorità fiscale ha precisato che “sono da trattare
alla stessa stregua di redditi di carattere straordinario (distribuzione
dissimulata di utili e risp. gratifiche di carattere straordinario). In
considerazione del fatto che gli stessi sono maturati durante gli anni
2001/2002 (vuoto di tassazione), dovranno pertanto venir imposti per mezzo di
un’aliquota speciale annua separata, con aliquota riferita unicamente ai
redditi stessi (art. 321d e 321e LT).” (doc. F)

 

                                  B.   Il
13 luglio 2004 la Cassa CO 1 ha eseguito il controllo del conteggio dei salari
(ex art. 162 segg. OAVS) della società, per il periodo 1.1.2000 – 31.12.2003 ed
ha ripreso l’importo complessivo di fr. 109'541, pari ai salari non dichiarati
versati a __________ e __________ nel 2002 e 2003 (doc. C). 

 

                                  C.   Il
13 luglio 2005 la Cassa di compensazione ha annullato e sostituito il
precedente rapporto di revisione, aumentando le riprese degli anni 2002 e 2003
ed effettuando riprese anche per gli anni 2000 e 2001, sempre per salari
versati, ma non notificati, a __________ e __________ (doc. E).

 

                                         Il
15 luglio 2005 la Cassa ha emanato la decisione di tassazione d’ufficio tramite
la quale chiede alla società il pagamento di complessivi fr. 44'352.30 (doc.
D).

 

                                  D.   Contro
la predetta decisione la società ha presentato tempestiva opposizione,
contestando gli importi ripresi.

 

                                  E.   Con
decisione su opposizione del 16 agosto 2005 CO 1 ha respinto le censure
dell’opponente. Dopo aver rammentato di aver proceduto ad una riconsiderazione
ai sensi dell’art. 53 cpv. 2 LPGA in seguito alle comunicazioni della __________
e della __________ dalle quali risultavano le indennità assicurative
effettivamente versate ai due dipendenti della società da dedurre dal salario
determinante, l’amministrazione ha affermato che i redditi straordinari
conseguiti da __________ e __________ negli anni 2001 e 2002 (vuoto di
tassazione) ed imponibili tramite un’imposta speciale annua separata, vanno
considerati salario determinante.

                                         Il
reddito di __________ è infatti costituito da gratifiche straordinarie, mentre
i contributi pagati sugli importi conseguiti da __________, considerati
dall’autorità fiscale quali distribuzione dissimulata di utili, non sono stati
chiesti in restituzione entro il termine di un anno dal momento in cui la
tassazione relativa alla suddetta imposta è passata in giudicato (art. 16 cpv.
3 LAVS).

 

                                  F.   Con
ricorso del 21 settembre 2005 la società, rappresentata dagli avv. RA 1, è
tempestivamente insorta contro la predetta decisione contestando in via
principale la qualifica effettuata dalla Cassa ed in via subordinata il calcolo
degli interessi (doc. I).

                                      

                                  G.   Con
risposta del 14 ottobre 2005 la Cassa propone la reiezione del ricorso riprendendo
le motivazioni della decisione su opposizione (doc. III).

 

                                  H.   Pendente
causa il TCA ha effettuato numerosi accertamenti di cui si dirà in seguito
(doc. da VI a XXIX).

 

 

                                         in
diritto

 

                                   1. 
 La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                   2.   Va
innanzitutto rilevato che il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAVS.

 

                                         Da
un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22
luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF
130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF
126 V 166 consid. 4b).

                                         Per
contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già
avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la
questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al
principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano
immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF
130 V 4 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto le riprese si riferiscono a importi versati dal 2000 al 2003, mentre
le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2005.

                                         Per
cui, mentre per l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme della LPGA
e le relative modifiche apportate alla LAVS, vanno applicate le vecchie norme
per le riprese del periodo 1.1.2000 - 31.12.2002 e le nuove disposizioni per le
riprese relative al 2003, ritenuto tuttavia che non vi sono stati, di
principio, nell’ambito che ci concerne, cambiamenti di rilievo.

 

3.Nel caso di specie il TCA deve
innanzitutto esaminare se la Cassa poteva riesaminare la precedente decisione
del luglio 2004 e sostituirla con una nuova nel luglio 2005.

In secondo luogo occorre accertare se l’amministrazione ha
correttamente dedotto gli importi versati a __________ e __________ a titolo di
indennità per malattia e/o infortunio. 

                                        Questo Tribunale dovrà poi
stabilire se la Cassa ha calcolato correttamente l’ammontare del salario
determinante di __________ e __________ nel 2001 e nel 2002 da assoggettare ai
contributi AVS.

                                         Infine
va esaminato se gli interessi sono stati calcolati correttamente.

                                      

                                   4.   Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza. Per il cpv. 2
l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione
formalmente passate in giudicato se è provato che erano manifestamente errate e
se la loro rettifica ha una notevole importanza. L'assicuratore può
riconsiderare una decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è
stato inoltrato ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.

 

                                         Va qui rammentato che una decisione è manifestamente errata,

 

"  wenn kein vernünftiger Zweifel daran möglich ist,
dass die Verfügung unrichtig war. Es ist nur ein einziger Schluss - derjenige
auf die Unrichtigkeit - möglich (vgl. BGE 125 V 393 oben; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, 2. Auflage, Bern 1997, S. 362; Kieser, Kommentar
ATSG, Ziffer 20 zu Art. 53). Dabei ist nach dem eingangs Gesagten (Erw.
1.2.hievor) vom Rechtszustand auszugehen, wie er sich bei Verfügungserlass
präsentierte." (STFA del 10 settembre 2003 nella causa U, H 97/03)."

 

                                   5.   In concreto, interpellata in merito, l’amministrazione, ha affermato
di aver proceduto ad un riesame poiché “soltanto in seguito alle
comunicazioni della __________ e della __________, abbiamo preso atto che le
indennità assicurative riconosciute in sede di revisione, sulla base di un
conteggio effettuato dal signor __________ (in assenza di giustificativi delle
indennità assicurative) non erano corrette. Ribadiamo che i giustificativi
inerenti le indennità assicurative non erano presenti in sede di revisione, ma
sono improvvisamente apparsi solo in sede di ricorso.” (doc. VII)

 

                                         La
Cassa ha poi aggiunto che “le differenze di salario determinante tra i due
rapporti sono da imputare soltanto alle diverse deduzioni delle indennità
assicurative. Nella prima revisione queste deduzioni sono state fatte sulla
base di conteggi stilati a mano dal signor __________, ritenuto che i
giustificativi assicurativi non erano a disposizione. In seguito i salari
determinanti dei signori __________ sono stati rettificati sulla base delle
comunicazioni della __________ e della __________.” (doc. VII)

                                         In
particolare la Cassa di compensazione, dopo aver effettuato un’ispezione in
data 12 luglio 2004, ha ripreso un importo complessivo di fr. 109'541 di
contributi AVS/AI/IPG, corrispondente alle differenze tra il salario dichiarato
e il salario effettivamente versato a __________ e __________ nel 2002 (fr.
42'479, rispettivamente fr. 28'950) e nel 2003 (fr. 23'988, rispettivamente fr.
14'124), dopo le deduzioni delle indennità per perdita di guadagno versate
dagli assicuratori malattia e infortuni, sulla base di quanto dichiarato dal
titolare della società (doc. C).

 

                                         In
seguito ad ulteriori scritti della __________ è emerso che le indennità perdita
di guadagno dichiarate dal titolare della società in realtà non corrispondevano
con quanto realmente versato dagli assicuratori. La Cassa ha pertanto emesso un
nuovo rapporto di revisione, in data 13 luglio 2005, sfociato nella decisione
su opposizione impugnata. L’amministrazione ha ripreso un importo complessivo
di fr. 376'386 (per __________: fr. 24'569 nel 2000, fr. 37'617 nel 2001, fr.
133'600 nel 2002, fr. 33'200 nel 2003; per __________: fr. 48'950 nel 2001, fr.
78'950 nel 2002, fr. 19'500 nel 2003; cfr. doc. E).

 

                                         Dagli
atti e dagli ulteriori accertamenti esperiti dal Tribunale emerge che la
decisione iniziale era manifestamente errata, poiché la Cassa non aveva a suo
tempo effettuato una ripresa di tutti i salari effettivamente conseguiti da __________
e __________ e non aveva a disposizione la documentazione atta a stabilire
l’ammontare esatto delle indennità di malattia e infortunio versate ai due
dipendenti.

 

                                         In
presenza di un errore manifesto e della notevole differenza tra le due riprese,
la Cassa era legittimata a riesaminare la sua precedente decisione.

 

                                   6.   Va
ora esaminato se l’ammontare delle riprese è corretto.

 

                                         Viste
le discrepanze tra i calcoli effettuati dall’amministrazione e le dichiarazioni
della ricorrente in sede di ricorso, il TCA ha interpellato la __________, la __________
e la __________ al fine di conoscere l’ammontare delle indennità per malattia
ed infortunio versate a __________ e __________, da dedurre dal salario
soggetto a contribuzione (doc. da XVII a XIX).

 

                                         La
__________, ora rilevata dalla __________, ha affermato di aver versato a __________,
per la perdita di guadagno, fr. 2'363.90 nel 2000 e fr. 351.60 nel 2002 (doc.
XXIV). Tuttavia dagli atti allegati risulta una differenza di fr. 76.60 (cfr.
doc. XXIV/6), inerente un sinistro accaduto nel 1996 ma i cui postumi si sono
ancora fatti sentire nel periodo dal 14.09.2000 al 15.09.2000. Tale importo va  pertanto
calcolato nell’anno 2000, per complessivi fr. 2'440.50.

 

                                         Per
cui, dal reddito soggetto a contribuzione, nel 2000 vanno dedotti fr. 2'440.50,
nel 2002 fr. 351.60.

                                         

                                         La
__________ da parte sua afferma che l’indennità giornaliera effettiva per il
2000 ammonta a fr. 8'502.30. L’indennità di fr. 9'448.35 versata nel 2000 era stata
calcolata sulla base di un guadagno annuale massimo assicurato superiore, poi
corretto nel corso del 2005. In data 23 giugno 2005 l’assicuratore ha chiesto
alla società il rimborso della differenza di fr. 955.50 (doc. XXV). Nel 2002 la
__________ ha versato fr. 1'404 (doc. 5).

                                         

                                         Infine,
per quanto concerne gli importi versati dalla __________, dalla dichiarazione
rilasciata in data 31 maggio 2005 emerge che nel 2000 ha versato fr. 2'563 a __________
e fr. 3'822 a __________, nel 2001 fr. 40'812 a __________, nel 2002 fr. 2'280
a __________ e nel 2003 fr. 16'512 a __________ e fr. 27'132 a __________ (doc.
9). Interpellata in merito la Cassa ha affermato che l’attestato comporta delle
imprecisioni. In particolare, per il 2003 a __________ è stato versato un
importo supplementare di fr. 9'401, mentre a __________ di fr. 5'510.40 (doc.
XXVI). Per quanto concerne il 2002 l’assicuratore ha affermato, in data 15
maggio 2006, che “provvederemo, nei prossimi giorni, a versare Fr. 1'340
concernenti la differenza di prestazioni tenendo in considerazione il salario
accertato di Fr. 165'000.” (doc. XXVI)

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, il salario soggetto a contribuzione è il
seguente:

                                         

                                         nel
2003 __________ ha conseguito un salario lordo di fr. 140'000 (doc. 18), mentre
__________ ha percepito un reddito lordo di fr. 78'000 (doc. 19).

 

                                         Da
questi importi vanno dedotti innanzitutto i redditi già dichiarati in
precedenza e sui quali la società ha già versato i contributi di legge nel
corso dell’anno, ossia fr. 79’668 per __________ e fr. 41'988 per __________
(cfr. doc. 5: rapporto di revisione del 13 luglio 2004, dati non contestati).

                                         Per
quanto concerne le indennità per perdita di guadagno derivanti da malattia,
dall’importo soggetto a contribuzione vanno dedotti fr. 27'132 per __________ e
fr. 16'512 per __________, come risulta dall’attestazione della __________ del
31 maggio 2005 (doc. 1), nonché fr. 9'401, rispettivamente 5'510.40, come
ammesso in sede di accertamento dall’assicuratore (doc. XXVI).

 

                                         Per
cui, per il 2003, il reddito da riprendere va rettificato in fr. 23'799
(140'000 – 79'668 – 27'132 – 9’401) in luogo di fr. 33’2000 (doc. 5) per __________
e in fr. 13'989.60 (78'000 – 41'988 – 16'512 – 5'510.40) in luogo di fr.
19'500 (doc. 5) per __________ (cfr. anche doc. G/1).

 

                                         Per
il 2002 dall’importo di fr. 235'000 conseguito da __________ (cfr. doc. 15,
certificato di salario della tassazione 2003A) vanno dedotti fr. 99'996 di
redditi già dichiarati in precedenza, nonché fr. 2'280 di indennità della __________
(cfr. doc. III/2, dichiarazione del 31 maggio 2005), fr. 1'340 di indennità
dovute dall’assicuratore, seppur non ancora pagate (doc. XXVI), fr. 1'404 di
indennità della __________ (doc. 5) e fr. 351.60 di indennità della __________ (doc.
XXIV).

 

                                         Per
quanto concerne invece __________, la Cassa dai fr. 137'450 indicati nel
certificato di salario del 2003 (doc. 14) ha dedotto fr. 58'500 già dichiarati
in precedenza (doc. 5).

                                         

                                         In
queste condizioni per il 2002 la ripresa ammonta a fr. 129'628.40
(235'000 – 99'996 – 2'280 – 1'340 – 1'404 – 351.60) per __________, in luogo di
fr. 133'600 (doc. 5), mentre per __________ l’importo della ripresa è di fr. 78’950
(137’450 – 58'500).

 

                                         Nel
2001 __________ ha conseguito un reddito lordo di fr. 141'617.60 (doc.
15 e 16), da cui vanno dedotti fr. 63'188 dichiarati in precedenza (doc. 5) e
fr. 40'812 di indennità della __________ (doc. G/1), per una ripresa, da
confermare, di fr. 37'617. Per __________, dal reddito di fr. 107'450
(doc. 14 e 16), va dedotto unicamente l’ammontare di fr. 58'500 già dichiarato
precedentemente (doc. 5), per una ripresa di fr. 48'950.

 

                                         Infine,
per quanto concerne l’anno 2000, come emerge anche dal doc. G1,
allestito dalla stessa ricorrente, dall’importo di fr. 56'670 conseguito da __________,
vanno dedotti fr. 2'563 di indennità della __________ (doc. III/2), nonché fr.
54'116 già dichiarati, per un importo a suo favore di fr. 9 (doc. 5).

                                         Per
__________ dal salario di fr. 96'081 (doc. G/1), vanno dedotti fr. 8'502.30 di
indennità __________ (doc. XXV), fr. 3'822 di indennità della __________ (doc.
G1 e 5), fr. 2'440.50 (doc. XIX e allegati) di indennità della __________,
nonché fr. 59'190 già dichiarati in precedenza per una ripresa di fr. 22'126.20,
in luogo dei fr. 24'569 calcolati dalla Cassa.

                                         

7.L’insorgente sostiene che nel 2001 e nel
2002 nel reddito lordo figurante sui certificati di salario sono compresi degli
importi che a livello fiscale sarebbero stati qualificati come distribuzione
dissimulata di utile e non dovrebbero essere considerati salario determinante. Egli
fa inoltre valere delle riprese di bonus che non dovrebbero essere effettuate.

 

Per quanto concerne quest’ultimo aspetto va evidenziato come la
Cassa si è limitata a riprendere i salari figuranti sui certificati di salario
compilati dalla società. Da questo punto di vista non può esserle mosso alcun
rimprovero. Non risulta inoltre una ripresa a titolo di bonus o di altri
vantaggi particolari se non per il 2001 e il 2002.

 

                                         A
questo proposito, per quanto concerne __________, la Cassa rileva correttamente
che in realtà l’autorità di tassazione ha qualificato i fr. 50'000 conseguiti
nel 2001 e i fr. 70'000 percepiti nel 2002 (periodo durante il quale vi era un vuoto
di tassazione) come gratifiche straordinarie. In quanto tali, in virtù
dell’art. 7 lett. c OAVS, esse sono soggette a contribuzione (cfr. doc. F). 

 

                                         Gli
importi di fr. 30'000, rispettivamente fr. 50'000 versati a __________ nel 2001
e 2002 (vuoto di tassazione), sono invece stati ritenuti dall’autorità fiscale
quale stipendio eccessivo e tassati nella società quale distribuzione
dissimulata di utili (doc. F). 

 

                                         La
Cassa non entra nel merito della qualifica dell’importo contestato, poiché la
società non avrebbe richiesto, nei termini (un anno dalla crescita in giudicato
della tassazione fiscale della società) e nei modi (utilizzando l’apposito
formulario) previsti, la restituzione dei contributi. 

 

                                         In
virtù dell’art. 16 cpv. 3 LAVS il diritto alla restituzione dei contributi
indebitamente pagati si prescrive in un anno a contare dal momento in cui la
persona tenuta a pagare i contributi ha avuto conoscenza dell’indebito
pagamento e in ogni caso in cinque anni a contare dalla fine dell’anno civile
in cui ha avuto luogo il pagamento indebito. Se sono stati pagati dei
contributi paritetici su prestazioni sottoposte all’imposta federale diretta
sul reddito netto delle persone giuridiche, in deroga all’art. 25 capoverso 3
LPGA (che recita: “può essere chiesto il rimborso di contributi pagati in
eccesso. Il diritto si estingue un anno dopo che il contribuente ha avuto
conoscenza dei pagamenti troppo elevati, al più tardi cinque anni dopo la fine
dell’anno civile nel corso del quale i contributi sono stati pagati”), il
diritto alla restituzione si prescrive in un anno a contare dal momento in cui
la tassazione relativa all’imposta predetta è passata in giudicato.

                                         

                                         Conformemente
al marg. 4071 delle direttive sulla riscossione dei contributi (DRC), il
diritto di reclamare la restituzione dei contributi indebitamente pagati si
estingue entro un anno a contare dal momento in cui la tassazione relativa
all’imposta federale diretta, che attribuisce le prestazioni all’utile netto
della persona giuridica, è passata in giudicato (DTF 103 V 1). Non è rilevante
il momento in cui sono stati versati i contributi paritari alla cassa di
compensazione. Il termine di prescrizione di cinque anni per la restituzione
dei contributi non è applicabile.

                                         In DTF 103 V 1 l’Alta Corte ha precisato, a proposito dell’art. 16
cpv. 3 LAVS, che “die Bestimmung sei im Hinblick auf das
Wehrsteuerveranlagungsverfahren ergänzt worden, damit nicht eine Verjährung der
Rückerstattungsforderung eintrete, wenn die Wehrsteuerveranlagung erst nach
Ablauf der fünfjährigen Verjährungsfrist für die Rückforderung von
Beiträgen vorgenommen werde.” e che „Vielmehr geht es beim neuen
Rechtssatz um eine reine Verjährungs- bzw. Verwirkungsbestimmung (Urteil Gasser
vom 30. Novembre 1976 mit Hinweisen (BGE 102 V 206), die gegebenenfalls
anwendbar ist, falls die Ausgleichskasse auf Grund einer nachträglichen
Wehrsteuertaxation im Wiedererwägungsverfahren auf eine frühere
Beitragsverfügung zurückkommt oder falls sie anlässlich einer
Arbeitgeberkontrolle unter Berücksichtigung der Wehrsteuertaxation festellt,
dass vom Arbeitgeber (ohne vorgängige Kassenverügung) zu hohe paritätische
Beiträge bezahlt worden sind.“ 

                                         Ciò
significa che l’assicurato deve chiedere la restituzione entro un anno dalla
crescita in giudicato dell’imposta determinante solo laddove ha già pagato i
contributi.

 

                                         L’Alta
Corte, ha poi precisato:

 

"  3.- Im vorliegenden Fall gehen Verwaltung und
Vorinstanz von der Voraussetzung aus, dass es sich um die Rückerstattung von
sogenannten geldwerten Leistungen im Sinne von Rz. 230a-k der Wegleitung über
den Bezug der Beiträge handle. Dies trifft indessen nicht zu. Denn die
Beschwerdeführerin hat bisher keine Beiträge bezahlt, die nachträglich laut Rz.
11 der Wegleitung über den massgebenden Lohn zurückgefordert werden könnten.
Sie wehrt sich vielmehr dagegen, dass gewisse ihrem Arbeitnehmer und Aktionär
R. ausgerichtete und als Zusatzgratifikationen verbuchte Leistungen
nachträglich der Beitragspflicht unterstellt werden. Es handelt sich somit
um den normalen Fall einer auf Grund einer Arbeitgeberkontrolle erlassenen
Nachzahlungsverfügung, bei der es darum geht, gewisse im Grenzbereich zwischen
Erwerbs- und Kapitaleinkommen liegende Einkünfte unter weitgehender
Koordination mit der wehrsteuerrechtlichen Beurteilung
sozialversicherungsrechtlich richtig zu qualifizieren. Dieser nach
Massgabe der Untersuchungsmaxime von Amtes wegen zu erfüllenden Aufgabe ist die
Ausgleichskasse insofern nicht nachgekommen, als sie die Nachzahlung unter
Ausklammerung des Problems der sogenannten geldwerten Leistungen verfügt und
die Beschwerdeführerin auf den Weg der Rückerstattung verwiesen hat.

Die Vorinstanz bejahte die Beitragspflicht mit der Begründung, es sei AHV-rechtlich
gleichgültig, ob es sich bei den an R. ausgerichteten Entgelten um Tantiemen
oder Zusatzgratifikationen handle, weil ohnehin massgebender Lohn gemäss Art. 7 lit. c oder h AHVV
vorliege und weil der Beweis, dass diese Leistungen schon durch die Wehrsteuer
erfasst worden seien, nicht erbracht Worden sei. Damit setzt der kantonale
Richter stillschweigend voraus, dass jene Entgelte einzig im Sinne von lit. c
oder h des Art. 7 AHVV
qualifiziert werden könnten. Die Möglichkeit, dass es sich um eine verdeckte
Gewinnausschüttung bzw. um Kapitalertrag handeln könnte, lässt er insoweit
ausser Betracht, als er sich mit der Behauptung begnügt, der Beweis für die
Nichterfassung durch die Wehrsteuer sei nicht erbracht. In dieser Hinsicht geht
die Vorinstanz also - wie auch Ausgleichskasse und Bundesamt für
Sozialversicherung - von der unzutreffenden Rechtsauffassung aus, dass die
Wehrsteuerveranlagung auch für die sozialversicherungsrechtliche Beurteilung
bindend sei.” (sottolineature del redattore)

 

 

                                         Anche
nel caso di specie l’insorgente non ha ancora pagato i contributi sull’importo
di fr. 30'000, rispettivamente fr. 50'000 tassati dall’autorità fiscale quale
distribuzione dissimulata di utili e ripresi dalla Cassa, nel luglio 2005, a
titolo di salario determinante. Per cui l’art. 16 cpv. 3 LAVS non si applica.

 

                                         Infatti,
dal rapporto di revisione del 13 luglio 2004 (doc. C) emerge che la Cassa aveva
dedotto dal salario determinante di fr. 137'450 percepito nel 2002 da __________
fr. 50'000 (corrispondenti all’importo qualificato dall’autorità fiscale quale
distribuzione dissimulata di utile) a titolo di indennità per perdita di
guadagno e infortunio. Nel nuovo rapporto di revisione del 13 luglio 2005 (doc.
5), questa deduzione non è stata effettuata.

                                         Per
cui sull’importo di fr. 50'000 non sono stati pagati contributi. 

 

                                         Per
quanto concerne il 2001 l’amministrazione in precedenza non aveva effettuato
alcuna ripresa (doc. C). I salari notificati di fr. 428'193 corrispondevano ai
salari accertati. Con il nuovo rapporto di revisione la Cassa ha ripreso un
importo di fr. 48'950, deducendo dal salario lordo di fr. 107'450 l’importo già
dichiarato di fr. 58'500 (doc. 28). Per cui anche in questo caso i fr. 30'000
qualificati dall’autorità fiscale di distribuzione dissimulata di utili non
erano stati presi in considerazione. Nessun contributo doveva pertanto essere
chiesto in restituzione.

 

                                         In
queste condizioni la circostanza che la tassazione
determinante sia cresciuta in giudicato nel corso della seconda metà del mese
di aprile 2004 (cfr. doc. XXIII) non è decisivo. Va invece stabilito se
l’importo versato a __________ nel 2001 e nel 2002 va qualificato di reddito
determinante oppure se va esonerato dal pagamento dei contributi sociali. 

 

                                         Come
nel caso giudicato dal TFA e pubblicato in DTF 103 V 1, anche in concreto, su
questo punto, la decisione deve essere annullata e l’incarto rinviato alla
Cassa affinché, dopo i necessari accertamenti, stabilisca se l’ammontare
complessivo di fr. 80'000 è soggetto a contribuzione. 

                                         La
qualifica dell’autorità fiscale (distribuzione dissimulata degli utili) non è
vincolante per la Cassa di compensazione  (cfr. anche DTF 103 V 1). 

Infatti, la comunicazione
fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni
sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni
relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa
disposizione (Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.).

 

                                   8.   In
conclusione, mentre per quanto concerne __________ le uniche modifiche da
apportare sono quelle descritte al consid. 6, le riprese dei salari versati a __________
devono essere ulteriormente verificate per gli anni 2001 e 2002.

 

                                   9.   La
società sostiene inoltre che per prassi costante, in caso di modifica degli
stipendi considerati eccessivi da parte dell’autorità fiscale, la Cassa provvedeva
al rimborso dei contributi versati in eccedenza sulla scorta delle riduzioni
imposte dal fisco.

                                         La
ricorrente fa implicitamente valere la violazione del principio della buona
fede.

 

                                         Il
diritto alla protezione della buona fede di cui all’art. 9 Cost., consente al
cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa
eviti di contraddirsi, è garantito e impone all'autorità di discostarsi dal
principio della legalità, allorché i seguenti presupposti, precisati da una
lunga e consolidata giurisprudenza, sono adempiuti

 

1.   l'autorità deve essere intervenuta in una situazione concreta nei
riguardi di persone determinate;

 

2.   l'autorità ha agito o creduto di agire nei limiti delle proprie
competenze;

 

3.   l'assicurato non deve essersi reso conto immediatamente
dell'inesattezza dell'informazione ricevuta;

 

4.   l'informazione errata ha indotto l'assicurato ad adottare un
comportamento o un'omissione che gli è pregiudizievole;

 

5.   la legge non è stata modificata dal momento in cui l'informazione è
stata data.

 

                                         (cfr.
STFA del 25 ottobre 2005 nella causa B. e B., K 107/05 consid. 3.1.; STFA del 4
luglio 2005 nella causa M., C 270/04, consid. 3.3.1.; STFA del 28
gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau & Industrie
GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella
causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; DTF 121 V 65, consid. 2a pag.
66-67 e la giurisprudenza ivi citata; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993
pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982
pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLA 1992 p.
106, DTF 118 V 76 consid. 7, RDAT I-1992 n° 63; Grisel, Traité de droit administratif,
vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif,
4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer
sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss).

 

                                         In concreto da quanto affermato dalla Cassa, ed in particolare dagli
atti prodotti, non risulta che in passato l’amministrazione, per la società
ricorrente, abbia adottato una prassi contraria alla legge. Dai rapporti di
revisione degli anni passati emerge unicamente che la Cassa è stata più volte
costretta a procedere a delle riprese per le mancate notifiche dei bonus. Non
vi è invece traccia di richieste di restituzione.

 

                                         Giova
qui ricordare che la procedura in materia di assicurazioni sociali è retta dal
principio inquisitorio (STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA
del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA del 13 marzo 2001 nella causa P.,
U 429/00; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI
Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). E’ dunque
compito del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti
giuridicamente rilevanti.

Questo principio non è
tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di
collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti;
RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; MEYER, “Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen
(BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et
la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984
pag. 16; KURMANN, “Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster
Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII,
pagg. 5 segg.).

Questo obbligo
comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si
avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente
richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti
invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze
dell’assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg.
158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113;
BEATI in: "Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali",
Lugano 1993, pag. 1 seg.).

 

Su questi aspetti, si
veda in particolare: DUC, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995,
pagg. 827-828 e LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997,
pagg. 339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die
Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen
Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

 

                                         L'obbligo
di accertamento d'ufficio dei fatti, correlato dal dovere di collaborazione
delle parti, non rende comunque privo d'efficacia il principio secondo cui
l'onere della prova incombe alla parte che da un fatto deriva un suo diritto e
del conseguente fardello in caso di mancata prova. 

                                         Secondo
il TFA (sentenza 18 settembre 2001 nella causa B., K 202/00, cons. 3b):

 

"  (…) Celui-ci comprend en particulier l'obligation
de ces dernières d'apporter, dans la mesure où cela peut être raisonnablement
exigé d'elles, les preuves commandées par la nature du litige et des faits
invoqués, faute de quoi elles risquent de devoir supporter les conséquences de
l'absence de preuves (ATF 125 V 195 consid. 2; VSI 1994, p. 220 consid. 4;
comp. ATF 125 III 238 consid. 4a à propos de l'art. 274d al. 3 CO). Car si le
principe inquisitoire dispense les parties de l'obligation de prouver, il ne
les libère pas du fardeau de la preuve: en cas d'absence de preuve, c'est à la
partie qui voulait en déduire un droit d'en supporter les conséquences (ATF 117
V 264 consid. 3), sauf si l'impossibilité de prouver un fait peut être imputée
à l'adverse partie (ATF 124 V 375 consid. 3; RAMA 1999 n° U 344, p. 418 consid.
3). Au demeurant, il n'existe pas, en droit des assurances sociales, un
principe selon lequel l'administration ou le juge devrait statuer, dans le
doute, en faveur de l'assuré (RAMA 1999 n° U 349, p. 478 consid. 2b; DTA 1998 n° 48, p. 284). (…)."

 

                                         In
concreto l’insorgente non ha apportato prove di una prassi contraria adottata
dalla Cassa.

                                         La
censura di violazione del principio della buona fede va respinta.        

 

                                10.
  Da ultimo la ricorrente contesta il metodo di calcolo degli interessi
di mora sui contributi AVS/AI/IPG/AD/AF calcolati dalla Cassa.

 

L'art. 14 cpv. 1 LAVS
prevede che i contributi del reddito proveniente da un'attività lucrativa
dipendente sono dedotti da ogni paga, e devono essere versati periodicamente
dal datore di lavoro insieme al suo contributo.

I contributi del
reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente, i contributi degli
assicurati che non esercitano un'attività lucrativa e quelli degli assicurati i
cui datori di lavoro non sono soggetti all'obbligo di pagare i contributi
devono essere stabiliti e versati periodicamente. Il Consiglio federale fissa i
periodi di calcolo e di contribuzione (art. 14 cpv. 2 LAVS).

Se, nonostante
diffida, una persona tenuta al pagamento dei contributi non dà le indicazioni
necessarie per il calcolo di essi, questi sono stabiliti mediante tassazione
d'ufficio (art. 14 cpv. 3 LAVS).

Per l'art. 14 cpv. 4
LAVS il Consiglio federale emana prescrizioni sui termini di pagamento dei
contributi (lett. a), sulla procedura di diffida e di tassazione d'ufficio
(lett. b), sul pagamento dei contributi arretrati e la restituzione di quelli
pagati in troppo (lett. c), sul condono del pagamento di contributi arretrati
(lett. d) e sulla riscossione di interessi di mora e il pagamento di interessi
rimunerativi (lett. e).

 

A norma dell'art. 36
cpv. 1 OAVS i conteggi dei datori di lavoro contengono le indicazioni
necessarie per la registrazione dei contributi e la loro iscrizione nel conto
individuale.

L'art. 36 cpv. 2 OAVS
prevede che i datori di lavoro devono conteggiare i salari entro 30 giorni dal
termine del periodo di conteggio. Il periodo di conteggio comprende l'anno
civile. Qualora i contributi siano pagati conformemente all'articolo 35
capoverso 3, il periodo di conteggio corrisponde al periodo di pagamento (art.
36 cpv. 3 OAVS).

La Cassa di
compensazione, basandosi sul conteggio, procede alla compensazione fra i
contributi d'acconto pagati e i contributi effettivamente dovuti. I contributi
scoperti vanno pagati entro 30 giorni a contare dalla fatturazione. I
contributi eccedenti vengono restituiti o compensati dalla Cassa di
compensazione (art. 36 cpv. 4 OAVS).

 

Giusta l'art. 41bis
cpv. 1 OAVS devono pagare gli interessi di mora:

 

                                         a.   di regola, le persone
tenute a pagare i contributi, sui contributi che non pagano entro 30 giorni dal
termine del periodo di pagamento, a partire da tale termine;

 

                                         b.   le persone tenute a
pagare i contributi, sui contributi reclamati per gli anni civili passati, a
partire dal 1° gennaio dopo il termine dell'anno civile per il quale i
contributi sono dovuti;

 

                                         c.   i datori di lavoro,
sui contributi salariali da compensare che non pagano entro 30 giorni dalla
fatturazione da parte della cassa di compensazione, a partire da tale
fatturazione;

 

                                         d.   i datori di lavoro,
sui contributi da compensare per i quali non presentano un regolare conteggio
entro 30 giorni dal termine del periodo di contribuzione, a partire dal 1°
gennaio dopo tale termine;

 

                                         e.   le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi personali da compensare che non pagano
entro 30 giorni dalla fatturazione da parte della cassa di compensazione, a
partire da tale fatturazione;

                                         f.    le persone che
esercitano un'attività lucrativa indipendente, le persone che non esercitano
un'attività lucrativa e i salariati i cui datori di lavoro non sono obbligati a
pagare i contributi, sui contributi da compensare, qualora i contributi
d'acconto siano almeno il 25 per cento inferiori ai contributi effettivamente
dovuti e non vengano versati fino al 1° gennaio dopo il termine dell'anno
civile seguente l'anno di contribuzione, a partire dal 1° gennaio dopo tale
termine.

 

Gli interessi cessano
di decorrere con il pagamento completo dei contributi, con la presentazione del
regolare conteggio o, in mancanza di esso, con la fatturazione. In caso di
reclamo di contributi arretrati, gli interessi cessano di decorrere con la
fatturazione, sempreché i contributi siano pagati entro il termine fissato
(art. 41 bis cpv. 2 OAVS).

 

Per l'art. 42 cpv. 1
OAVS i contributi sono considerati pagati con la ricezione del pagamento da
parte della Cassa di compensazione.

Il tasso per gli
interessi di mora e per gli interessi compensativi è del 5 per cento all'anno
(art. 42 cpv. 2 OAVS). Gli interessi sono calcolati in giorni. I mesi interi
sono calcolati come 30 giorni (art. 42 cpv. 3 OAVS).

 

Infine, le
summenzionate disposizioni sono pure applicabili agli altri contributi paritetici
sulla base di specifiche normative che rinviano espressamente, in materia di
calcolo rispettivamente riscossione dei relativi contributi, alla LAVS. Ciò è
previsto per l'assicurazione per l'invalidità (artt. 3 LAI e 1 OAI), per
l'indennità di perdita di guadagno (art. 27 cpv. 2 IPG), per l'assicurazione
contro la disoccupazione (art. 6 LADI) e per gli assegni di famiglia del
diritto cantonale ticinese (art. 20 LAF).

 

                                11.   Sono
considerati contributi arretrati reclamati per un anno civile passato quelli
che non possono essere richiesti fino alla fine dell'anno civile per il quale
sono dovuti (N. 2009 della Circolare sugli interessi di mora (CIM)). Rientrano
nella regolamentazione concernente il reclamo di contributi arretrati in
particolare i contributi salariali arretrati reclamati per gli anni civili
passati in base ad un controllo del datore di lavoro (N. 2013 CIM).

 

Gli interessi
decorrono dal 1° gennaio successivo alla fine dell'anno civile per i quali i
contributi sono dovuti fino alla fatturazione, a condizione che i contributi
vengano versati entro 30 giorni dalla fatturazione (art. 39 cpv. 2 in relazione
con l'art. 41bis cpv. 1 lett. a e cpv. 2 OAVS).

 

La predetta Circolare
sugli interessi, edita dall'UFAS, al N. 6002 prevede che la riscossione, la
concessione e il calcolo degli interessi per tutti i contributi non pagati o da
restituire al 1° gennaio 2001 vanno effettuati secondo le nuove disposizioni.
Queste ultime non si applicano retroattivamente, ma solo dalla loro entrata in
vigore. Il N. 6006 CIM prevede che se l'esecuzione viene avviata prima del 1°
gennaio 2001, alla riscossione degli interessi di mora viene applicato il
diritto previgente, vale a dire che il tasso d'interesse ammonta al 6 per cento
l'anno.

 

                                12.   Va
innanzitutto rilevato che, come chiede la ricorrente, gli interessi dovranno
essere calcolati sulla base dell’importo soggetto a contribuzione defalcato
dalle somme che questo TCA ha ritenuto non poter essere riprese (cfr. consid. 6
e 7). Per contro, non può essere accolta la richiesta di poter pagare gli
interessi di mora solo a far tempo dal trentesimo giorno seguente la definitiva
pronuncia relativa alla fattispecie. Infatti, gli interessi cessano di
decorrere soltanto con il pagamento completo dei contributi (art. 41bis
cpv. 2 OAVS). Questo significa che fintanto che tutti i contributi non sono
stati versati alla Cassa di compensazione, non è possibile non conteggiare gli
interessi di ritardo. Ciò indipendentemente da quando questi contributi
personali siano stati definitivamente fissati dalla Cassa (cfr. STCA del 23
febbraio 2006, inc. 30.2006.2).

                                         In
concreto la Cassa ha dovuto effettuare delle riprese per salari non notificati
dal 2000 al 2003. Ciò significa che non tutti i contributi paritetici erano già
stati pagati dalla società. Gli interessi di ritardo sono pertanto dovuti
sull’intero importo rimasto scoperto.

 

In merito a questi
disposti di legge, il TCA
osserva infine che con sentenza del 21 agosto 2003 (H 268/02), il Tribunale
Federale delle Assicurazioni di Lucerna ha considerato che promulgando gli
artt. 41bis e 42 cpv. 1 OAVS, il Consiglio federale ha introdotto delle
disposizioni più severe in materia di riscossione degli interessi moratori in
ambito AVS e che l'AVS medesima si deve mostrare intransigente, anche di fronte
ad un interesse di modesto importo e di un ritardo minimo, e ciò qualsiasi sia
il motivo del ritardo. L'unica eccezione a questo principio concerne la
riscossione di interessi moratori inferiori a Fr. 30.- (STFA del 30 gennaio
2004, H 328/02, consid. 5). Il TFA ha inoltre confermato la conformità
dell'art. 42 cpv. 1 OAVS alla Costituzione federale ed alla legge (cfr. STFA
del 30 gennaio 2004, H 328/02, consid. 3.2., cfr. anche Pratique VSI 2000 pag.
129 seguenti).

 

                                         In
queste condizioni, una volta che la Cassa avrà defalcato gli importi delle
indennità per malattie e/o infortunio ed avrà accertato se lo stipendio
eccessivo versato nel 2001 e nel 2002 a __________ è soggetto a contribuzione,
fisserà gli interessi dovuti in virtù delle norme sopra esposte.

                                         

                                13.   L’insorgente
postula il richiamo dalla Cassa, dalla __________, dalla __________, dalla __________
e dall’amministrazione __________ degli incarti relativi ai salari erogati
dalla società dal 2000 al 2004 e fa valere, genericamente, richiamo/edizione
doc., testi, int. formale delle parti e perizia (doc. I).

 

                                         Per
quanto concerne il richiamo degli incarti, questo Tribunale ha interpellato le
autorità indicate con precise domande, alle quali gli assicuratori,
l’amministrazione fiscale e la Cassa hanno risposto esaurientemente, fornendo
tutte le informazioni necessarie alla risoluzione delle problematiche poste. Un
richiamo di tutti gli incarti si rivela superfluo.

 

                                         Ulteriori
accertamenti, da parte di questo Tribunale, non sono necessari, sia perché la
documentazione agli atti è già esauriente, sia perché, laddove necessario, il
TCA ha rinviato l’incarto alla Cassa affinché proceda autonomamente agli
accertamenti ancora necessari.

                                         

                                         Va qui ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza,
qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450,
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid.
2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce
una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2
Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all’assunzione di ulteriori
prove.

 

                                14.   Nella
misura in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal
diritto federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale federale delle
assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

 

                                         Per
quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di
contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi
è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni
mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e
riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

                                         Alla
luce dell'esito dell'impugnativa alla ricorrente vanno riconosciute ripetibili
parziali.

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso é parzialmente accolto.

                                         La
decisione impugnata è annullata e l’incarto rinviato alla Cassa affinché
proceda come ai considerandi.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. La Cassa verserà fr. 800.-- (IVA inclusa) alla RI 1 a titolo di
ripetibili.

 

                                 3.-   Nella
misura in cui la lite ha per oggetto la richiesta di contributi per assegni
familiari, la presente decisione è definitiva.

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti