# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 70146016-b546-54f4-9263-d1bbfb21e9be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-11-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.11.2018 32.2017.220
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2017-220_2018-11-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2017.220

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  26 novembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 dicembre 2017 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 23 novembre e 13 dicembre 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe 1966, già operatrice
ecologica presso la __________, nel luglio 2014 ha inoltrato una domanda di
prestazioni AI (doc. 1 incarto AI).

 

                                         Dopo avere raccolto la necessaria
documentazione medica, l’Ufficio AI ha proceduto ad una perizia pluridisciplinare
a cura del __________ (__________; cfr. rapporto del 2 gennaio 2017, doc. 66
inc. AI), confermata con rapporto finale 9 gennaio 2017 dal SMR (Servizio
medico regionale dell’AI) (doc. 69 inc. AI).

                                         L’amministrazione ha poi
effettuato un’inchiesta per le persone che si occupano dell’economia domestica
(cfr. rapporto 30 marzo 2017, doc. 72 incarto AI). Tenuto inoltre conto del
rapporto 2 maggio 2017 del consulente in integrazione professionale (doc. 77 e
49 incarto AI), con preavviso del 6 giugno 2017, considerata l’assicurata quale
persona con attività lucrativa svolta a tempo parziale (31% quale salariata e
69% quale casalinga), in applicazione del metodo misto ha riconosciuto un
quarto di rendita dal 1° agosto 2015 al 31 agosto 2016 (doc. 82 incarto AI). 

 

                                         A seguito delle
osservazioni al progetto di decisione (doc. 93 incarto AI), considerata ora l’assicurata
quale salariata a tempo pieno e tenuto conto di una precedente incapacità
lavorativa del 30% dal 2007, il 29 settembre 2017 l’Ufficio AI ha emesso un
nuovo progetto di decisione riconoscendo un quarto di rendita dal 1°settembre
2014, aumentato a rendita intera dal 1° dicembre 2014 e ridotto ad un quarto dal
1° settembre 2016 (tre mesi dopo il miglioramento fatto decorrere dal maggio
2016), con versamento della prestazioni dal 1° agosto 2015 trattandosi di una
domanda tardiva (doc. 100 inc. AI).

 

                                         Con osservazioni 24
ottobre 2017 l’assicurata ha contestato il miglioramento delle condizioni di
salute fatte risalire al 1° settembre 2016, sostenendo invece il perdurare di
una totale inabilità lavorativa ed allegando documentazione del reumatologo e
psichiatra curanti (doc. 104 inc. AI).

 

                                         Con decisioni del 23
novembre 2017 e 13 dicembre 2017 l’amministrazione, ritenendo come la nuova
documentazione medica non apporti alcuna modifica alla perizia del __________,
ha confermato il quarto di rendita dal 1° settembre 2014, la rendita intera dal
1° dicembre 2014 e nuovamente il quarto di rendita dal 1° settembre 2016 in
avanti (doc. 110 e 111; cfr. le motivazioni in doc. 108 inc. AI). 

 

                               1.2.   Contro la succitata decisione
l’assicurata ha interposto ricorso. Contestando il miglioramento della sua
condizione clinica, postula il riconoscimento di una rendita intera anche dopo
il 1° settembre 2016. Contestualmente chiede di essere esonerata dal pagamento
delle spese di giustizia. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto occorra,
nel prosieguo.

 

                                         In data 9 gennaio 2018 la
ricorrente ha prodotto atti medici come pure il certificato di ammissione
all’assistenza giudiziaria correlato dalla relativa documentazione (VI).

 

                               1.3.   Con la risposta di causa,
l’Ufficio AI, confermando la decisione contestata, ha chiesto la reiezione del
ricorso. L’amministrazione ribadisce la validità della perizia __________,
sostenendo che i rapporti dei medici curanti prodotti non apportano elementi
determinanti per una diversa valutazione del caso.

 

                               1.4.   In data 28 e 29 maggio 2018
la ricorrente ha prodotto due nuovi certificati del reumatologo e dello psichiatra
curanti (XV e XVI).

                                         Con osservazioni 15 giugno
2017 l’amministrazione ha sostenuto che i nuovi atti medici non modificano la valutazione
medico-teorica operata in sede amministrativa (XVIII).

 

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del contendere è
sapere se l’assicurata ha diritto ad un quarto di rendita successivamente al 1°
settembre 2016 oppure, come da richiesta ricorsuale, ad una rendita intera. 

 

                               2.2.   Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI
in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n.
46). 

Per
incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese
in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo
d'attività (art. 6 LPGA).

 

L'incapacità al guadagno è
definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o parziale, della
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in
considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica e
che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure
d'integrazione ragionevolmente esigibili.

Secondo l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è
considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

La nozione d'invalidità di cui
all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di carattere giuridico economico, non
medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

 

L'art. 28 cpv. 1
LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua capacità
al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere
ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione
ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA)
almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al
termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

L'art. 28 cpv. 2 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che
egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit.,
p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).       

 

                                         Secondo la
giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze
esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i
redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di
incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).

 

                               2.3.   Per costante
giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione attribuisce una
rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o la sopprime per
un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le regole sulla
revisione ex art. 17 LPGA (fra le tante cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF
125 V 143). 

 

                                         Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv.
1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La rendita
può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile
dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità
di guadagno, pur essendo tale stato di salute rimasto immutato, abbiano subito
una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a;
vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Una semplice
valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF
133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare
una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V
30).

 

                                         A sua
volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che “se il
grado d’invalidità del beneficiario della rendita subisce una notevole
modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente
o soppressa, d’ufficio o su richiesta."

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole
(art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di
revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di
una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC
1984 p. 137).

 

                                         Circa gli
effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad un
assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che la
riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi è
messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione.

 

                                         L’art. 88bis
cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla data in
cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è causa
dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se quest’ultimo
ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo 77
OAI.

 

                               2.4.   Nella presente fattispecie, a
seguito della domanda di prestazioni, raccolta la documentazione dei medici specialisti
curanti, l’Ufficio AI ha incaricato il __________ di eseguire una perizia
pluridisciplinare. 

                                         Dal rapporto datato 2 gennaio
2017 (doc. 66 incarto AI) risulta che i periti hanno fatto capo a consultazioni
specialistiche esterne: psichiatrica (dr. med. __________), reumatologica (dr.
med. __________) e neurologica (dr. med. __________). Sulla base delle
risultanze dei singoli consulti e degli accertamenti eseguiti presso il citato
centro d’accertamento, i periti del __________ hanno posto le seguenti
diagnosi:

 

" (…)

5.      DIAGNOSI

 

5.1    Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa

 

Disturbo somatoforme da dolore persistente (ICD10 F45.4).

 

Episodio depressivo di media gravità (ICD10 F32.1).

 

Note alterazioni degenerative del rachide cervicale e lombare.

 

Osteopenia (desintometria ossea DEXA del 26.8.2015).

 

Minima poliartrosi delle dita.

 

Esiti da poliartrite indifferenziata:

 

-     terapia di
fondo in atto con 10 mg di Metotressato i.m. alla settimana.

 

5.2    Disturbo senza influenza sulla capacità lavorativa

 

Disturbo istrionico di personalità (ICD10 F60.4).

 

Sindrome fibromialgica generalizzata.

 

Decondizionamento e sbilancio muscolare.

 

Disturbi statici del rachide (ipercifosi della colonna dorsale con
protrazione del capo, iperlordosi lombare, scoliosi sinistro-convessa dorsale,
destro-convessa lombare).

 

Ipercolesterolemia.

 

Leggera BPCO su tabagismo attivo.

 

Diverse allergie alimentari.

 

Rinite a carattere perenne nel quadro di un’ipersensibilità alle
muffe del genere Aspergillus. (…)” (incarto AI pag. 358-359)

 

                                         Riportate le singole
conclusioni dei diversi specialisti esterni (cfr. perizia punto no. 6 della
perizia), dopo una dettagliata ed esaustiva discussione globale, ritenute
invalidanti le affezioni psichiatriche e reumatologiche, per quel che concerne
l’abituale attività di ausiliaria di pulizie, riportate le limitazioni
funzionali (cfr. punto no. 8.1.1), i periti hanno valutato come segue le
singole capacità lavorative:

 

" (…) Dal
punto di vista psichiatrico l’A. presenta una capacità lavorativa del 60%,
intesa come limitazione di rendimento e di tempo di lavoro, valida dalla presa
in carico psichiatrica, cioè dal 3.5.2016.

Dal lato reumatologico giudichiamo l’A., come addetta alle
pulizie, abile al lavoro sull’arco di una giornata lavorativa di 8-9 ore, ma
con una diminuzione del rendimento del 25%, applicabile anche in un lavoro a
tempo parziale, valida dal 22.4.2016, ossia da quando la MRI della mano ds. non
aveva più mostrato un’attività articolare infiammatoria residua. È giustificata
un’inabilità lavorativa del 100% dall’8.7.2015 (quando era stata documentata
all’esame ecografico articolare una poliartrite con sinovite, rispettivamente
tenosinovite) fino al 21.4.2016. Precedentemente alla visita reumatologica
specialistica presso il Policlinico Universitario di reumatologia di __________
dell’8.7.2015 vanno riconosciuti i periodi di inabilità lavorativa per le
patologie reumatologiche, attestati dal reumatologo curante. Qualora l’A.
dovesse rimanifestare segni (dimostrabili) di recidiva della malattia
articolare infiammatoria, comprovabili tramite un esame di MRI articolare con
mezzo di contrasto delle articolazioni coinvolte, potrà subentrare un periodo
di inabilità lavorativa totale, passeggero, fino alla remissione dell’attività
infiammatoria alle cure farmacologiche avviate.

Dal punto di vista neurologico l’A. presenta una capacità
lavorativa del 100%. (…)” (incarto AI pag. 364-365)

 

                                         Globalmente l’assicurata è
stata ritenuta abile al 50% nell’abituale professione, i periti avendo sommato
parzialmente le incapacità lavorative per motivi psichiatrici e reumatologici “in
quanto le limitazioni funzionali si sovrappongono solo parzialmente” (cfr.
punto no. 8.1.2 pag. 365).

                                         

                                         La succitata incapacità
lavorativa è stata fatta decorrere dal 3 maggio 2015 (inizio della presa in
carico psichiatrica presso il dr. med. __________). Per i periodi precedenti, i
periti del __________ hanno fatto riferimento alle certificazioni del
reumatologo curante dr. med. __________, ossia:

 

" (…)

-   dal mese di
agosto 2014 al 7.7.2015 capacità lavorativa dello 0%, come attestata dal
reumatologo curante Dr. med. __________

 

-   dall’8.7.2015
(visita reumatologia specialistica presso il Policlinico Universitario di
reumatologia di __________, con esame ecografico articolare con evidenza di una
poliartrite con sinovite, rispettivamente tenosinovite) fino al 21.4.2016
ulteriore capacità lavorativa dello 0% per motivi reumatologici,

 

-   dal 22.4.2016
(quando la MRI della mano ds. nativa e con mezzo di contrasto, effettuata su
richiesta del Policlinico di reumatologia dell’Ospedale Universitario di __________,
non aveva più mostrato un’attività articolare infiammatoria residua) al
2.5.2016 capacità lavorativa del 75% per motivi reumatologici.

 

Qualora l’A. dovesse rimanifestare segni (dimostrabili) di
recidiva della malattia articolare infiammatoria, comprovabili tramite un esame
di MRI articolare con mezzo di contrasto delle articolazioni coinvolte, potrà
subentrare un periodo di inabilità lavorativa totale, passeggero, fino alla
remissione dell’attività infiammatoria alle cure farmacologiche avviate, come
già ritenuto al momento della valutazione reumatologica presso l’Ospedale
Universitario di __________ l’8.7.2015. (…)” (incarto AI pag. 365-366)

 

                                         Riassumendo, nell’abituale
attività l’inabilità è stata valutata al 100% dal 4 agosto 2014, al 25% dal 22
aprile 2016 e al 50% dal 3 maggio 2016 (cfr. in tal senso anche rapporto finale
9 gennaio 2017 del SMR, pag. 449 inc. AI).

 

                                         In attività adeguate,
rispettose delle limitazioni sia fisiche che psichiche (cfr. punto no. 9.1. ), la
capacità lavorativa è stata definita come segue:

 

" (…) Dal
punto di vista psichiatrico l’A. può svolgere un’attività adeguata nella misura
del 60%, intesa come limitazione di rendimento e di tempo di lavoro, valida dal
3.5.2016.

Dal lato reumatologico, in un lavoro adatto allo stato di salute
attuale, giudichiamo l’A. abile al lavoro sull’arco di una giornata lavorativa
normale di 8-9 ore, con un rendimento massimo del 100%, a partire dal
22.4.2016. È giustificata un’inabilità lavorativa del 100% per qualsiasi tipo
di attività dall’8.7.2015 fino al 21.4.2016. Precedentemente alla visita presso
il Policlinico Universitario dei reumatologia di __________ dell’8.7.2015 vanno
riconosciuti i periodi d’inabilità lavorativa per le patologie reumatologiche,
attestati dal reumatologo curante.

Ricordiamo che l’A. presenta una capacità lavorativa completa dal
lato neurologico in qualsiasi attività lavorativa.

Complessivamente l’A. presenta al momento attuale una capacità
lavorativa globale del 60% in un’attività adeguata. (…)” 

(incarto AI pag. 367)

 

                                         Quindi, in attività
adeguate l’assicurata è stata ritenuta inabile al 100% dal 4 agosto 2014, allo
0% dal 22 aprile 2016 e al 40% dal 3 maggio 2016.

                                         I periti hanno precisato
che l’incapacità lavorativa del 40% in attività adeguate “va intesa come
combinazione di limitazione di rendimento e di tempo di lavoro” (cfr. punto
no. 9.1.2.1), rilevando che “eventuali pause supplementari sono già state
conteggiate nella quantificazione della capacità lavorativa residua” (cfr.
punto no. 9.1.2.3). 

 

                                         In attività domestiche,
infine, i periti del SAM hanno valutato un’abilità del 100% dal 4 agosto 2014,
del 10% dal 22 aprile 2016 e del 15% dal 3 maggio 2016 (cfr. punto no. 9.1.4).

 

                                         Con scritto 14 giugno 2017
il reumatologo curante, dr. med. __________, riportata l’intenzione della sua
paziente ad interporre ricorso contro il progetto di decisione 6 giugno 2017 (in
cui l’assicurata è stata considerata salariata al 31% quale salariata e
casalinga al 69% cfr. consid. 1.1; con la decisione contestata essa è stata
rettamente ritenuta quale persona salariata), ha fatto presente:

 

" (…) Inoltre
nel corso degli ultimi mesi non vi è sicuramente stato alcun miglioramento
delle sue condizioni di salute, né sotto l'aspetto psicologico né tanto meno
sotto quello reumatologico. Ricordo come per la problematica psichiatrica la
paziente venga regolarmente seguita dal dr. __________, che prenderà
personalmente posizione a riguardo della decisione Al. 

Per quanto concerne la valutazione della sua residua capacità
lavorativa, in considerazione delle note patologie, è impensabile che
l'assicurata possa riprendere a svolgere la sua professione di ausiliaria di
pulizia, unica professione che sarebbe in grado di svolgere in assenza di una
qualsiasi formazione professionale ed adeguata formazione scolastica. In
considerazione delle sue patologie, della lunga assenza dal mondo del lavoro e
dell'assenza di un'adeguata formazione professionale/scolastica risulta essere
estremamente difficile, se non impossibile, poter prevedere il reinserimento di
questa assicurata nell'attuale difficile mercato del lavoro.” (incarto AI pag.
485)

 

                                         In data 22 giugno 2017 il
dr. med. __________, psichiatra curante, ha scritto all’Ufficio AI quanto
segue:

 

" Vi rendo
noto che la paziente risulta in cura specialistica presso il mio studio dal
03.05.2016 facendo seguito ad una segnalazione fattami dal suo reumatologo
curante Dr. __________ di __________ presso il quale era in cura da tempo per
una complessa sintomatologia algica e funzionale a carico dell'apparato
locomotore di difficile interpretazione dove tra le ipotesi diagnostiche prese
in considerazione venne anche posta da parte della Clinica Reumatologica
dell'Ospedale Universitario di __________ quella di una poliartrite
indifferenziata motivo per cui è stata in seguito sottoposta per un lungo
periodo ad una terapia farmacologica a base di methotrexate, antiinfiammatori
(adalimumab) e corticosteroidi sistemici. A seguito delle constatazioni fatte
nell'ambito della presa a carico specialistica sono giunto a mettere in luce
una importante sindrome depressiva reattiva alle problematiche legate allo
stato di salute gravemente compromesso a cui si aggiungevano altrettante
gravose difficoltà famigliari, sociali e finanziarie. Tengo ora a mettere in
luce come a seguito delle conclusioni della perizia multidisciplinare
effettuata presso il __________ di __________ la paziente sia stata valutata
con una incapacità medica teorica del 40% a partire dal 03.05.2016 in avanti.
Dalla valutazione della perizia si evince però che la paziente sia stata
considerata al 60% casalinga mentre è proprio a causa della malattia
reumatologica di cui è affetta da ben tre anni che essa è stata di fatto
costretta ad interrompere totalmente il suo lavoro e ad annunciarsi all'Al non
essendo assolutamente in grado di sostenere il carico lavorativo come
ausiliaria di pulizie, attività che come sostenuto anche dal reumatologo
curante nella sua lettera del 14.06.2017 è impensabile che la paziente possa
ancora riprendere a svolgere in considerazione delle sue note patologie che
d'altronde la limitano pesantemente anche rispetto all'assolvimento della
mansione di casalinga che di fatto viene eseguita dall'aiuto domiciliare.”
(incarto AI pag. 490-491)

 

                                         Esaminati i succitati due
rapporti, con annotazioni del 7 settembre 2017 il dr. __________ del SMR
(Servizio medico regionale dell’AI), preso atto della perizia del dr. med. __________
del 17 settembre 2007 (allegata alla perizia pluridisciplinare) ha riconosciuto
una precedente inabilità del 30% quale ausiliaria di pulizie dal 2007 (doc. 94
inc. AI). 

 

                                         In data 12 ottobre 2017
l’assicurata ha prodotto il rapporto 12 ottobre 2017 dello psichiatra curante,
dr. med. __________. Negando un miglioramento, egli ha precisato:

 

" (…) Si è
per contro costatato un incremento della sintomatologia ansioso depressiva e
algica generalizzata che unitamente al notevole carico medicamentoso ha reso
ancora meno efficace la funzionalità operativa della paziente diminuendo
ulteriormente la sua capacità di tenuta e di resistenza così da non essere in
grado di svolgere nemmeno le attività della vita quotidiana e da rendere
necessario il ricorso al servizio dell'aiuto domiciliare su richiesta del
reumatologo curante. Nelle condizioni attuali non avendo potuto constatare un
effettivo miglioramento della condizione clinica permane una inabilità
lavorativa totale per cui rimane preclusa per la paziente qualsiasi possibilità
di un suo rientro nel circuito lavorativo.” (incarto AI pag. 522)

 

                                         Il 23 ottobre 2017 il dr.
med. __________ ha prodotto un ulteriore rapporto, ove in particolare ha
rilevato:

 

" (…) Purtroppo
lo stato clinico della signora RI 1 è da considerare stabile, negli ultimi mesi
non vi è stato nessun miglioramento delle sue condizioni di salute, nè sotto
l'aspetto fisico nè tanto meno sotto quello psichico (per questa patologia è in
cura dal dr. __________, che ha già provveduto ad inviarvi le sue
considerazioni). Le patologie reumatologiche lamentate dalla paziente, in modo
particolare i cronici importanti dolori alle mani, le impediscono di svolgere
le attività fisicamente più pesanti. Sicuramente quale donna delle pulizie è da
considerare in misura definitiva non più idonea. Al momento è comunque pure
limitata nello svolgimento di un'attività fisicamente leggera. Da quanto
riferisce è molto limitata pure nello svolgimento delle sue normali mansioni
domestiche ed a volte anche nella cura del corpo. Purtroppo tutte le terapie
eseguite nel corso degli anni, sia farmacologiche che fisioterapiche ed
ergoterapiche non hanno potuto influenzare in modo significativo questi dolori,
ormai cronicizzati.” (incarto AI pag. 526)

 

                                         Con annotazioni 8 novembre
2017 il SMR ha valutato come segue la succitata documentazione:

 

" (…)

Valutazione:

-    Dall’attuale
documentazione non risulta un peggioramento dello stato di salute
dell’assicurata.

-     Da parte
del SAM il “miglioramento” del 2016 è giustificata dall’assenza di sinovite
documenta in precedenza, miglioramento soggettivamente non condiviso in
assicurata con componente funzionale.” (incarto AI pag. 527)

 

                                         Con il presente ricorso in
sostanza l’assicurata, considerata con la decisione contestata quale salariata
a tempo pieno, contesta l’aumento della capacità lavorativa a far da tempo da maggio
2016 con conseguente riduzione della rendita da settembre 2016. Con riferimento
alle refertazioni degli specialisti reumatologi e psichiatrici, rileva come
dall’agosto 2014 il suo stato di salute non si sia modificato.

                                         

                               2.5.   Per costante giurisprudenza
(cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare
l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è
necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o
eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre
un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali
attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante
elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente
esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività
professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389).

 

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). 

                                         Nella DTF 137 V 210 il TF
ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche per poter emettere una
decisione attraverso perizie effettuate da istituti esterni come i SAM
nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro utilizzo nelle
procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e alla
Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

                                         Va
poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a
scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di
regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF
9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid.
5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il
medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc) e che il solo fatto che uno o
più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è sufficiente a
rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                               2.6.   Ritornando
al caso in esame, come visto, l’assicurata è stata peritata dal __________ che
ha ritenuto invalidanti le patologie psichiatriche e reumatologiche, non quelle
neurologiche. 

 

                            2.6.1.   Dal punto di
vista psichiatrico, come visto, l’assicurata è stata visitata dalla dr.ssa med.
__________, la quale – dopo un’accurata e dettagliata anamnesi, nonché
un’esaustiva valutazione – ha posto le seguenti diagnosi: disturbo
istrionico di personalità (ICD10 F60.4), disturbo somatoforme da dolore
persistente (ICD10 F45.4) ed episodio depressivo di media gravità (ICD10
F32.1). La perita ha poi rilevato le seguenti limitazioni sulla capacità
lavorativa, motivando come segue:

 

" (…) La
diminuzione della capacità lavorativa è determinata dalla presenza di un umore 
depresso con pessimismo verso l’eventuale evoluzione positiva del
futuro della sua condizione sia somatica ma in particolare delle preoccupazioni
economiche e del timore che sfocia in angoscia al pensiero della perdita
della casa, con presenza di ruminazioni mentali non ossessive. Vi è un’inibizione
della carica vitale e dell’energia, e tendenze suicidarie senza però
passaggio all’atto, a questo si aggiunge i disturbi del sonno con
insonnia da risvegli notturni multipli e riduzione della durata del sonno,
oltre che anche ad una insonnia da addormento ritardato. A questo si aggiunge
il disturbo da sintomi somatici da dolore persistente. (…)” (incarto AI pag.
442)

 

                                         In altre attività essa ha
individuato un’abilità del 60%, da intendere come riduzione di rendimento,
descrivendo i limiti in attività adeguate:

 

" (…) Può
svolgere altre attività nella misura del 60%, lavori che tengano
presente il grado intellettivo, con lieve deficit di concentrazione,
astrazione, attenzione e concettualizzazione, la scarsa energia, secondaria ai
problemi di insonnia, l’emotività labile e le difficolta relazionali. Potrebbe
avere una ripresa lavorativa in misura maggiore rispetto all’attuale dopo
almeno sei mesi dall’aggiustamento psicofarmacologico, da me suggerito e il
potenziamento del sostegno psicologico. (…)” (incarto AI pag. 443)

 

                                         La perita ha fatto
decorrere la sua valutazione dal 3 maggio 2016, inizio del trattamento a cura
del suo psichiatra curante. Rispetto alla certificazione di un’inabilità al
100% dello psichiatra curate (cfr. rapporto 8 maggio 2016 in doc. 43 inc. AI)
quanto ora attestato dalla perita psichiatrica non costituisce di per se un
miglioramento ma una differente valutazione della stessa situazione (le
diagnosi sono sostanzialmente le stesse) alla quale va data adesione trattandosi
di una dettagliata ed esaustiva perizia.

                                                                                

                            2.6.2.   Dal lato reumatologico, il
perito dr. med. __________, poste le diagnosi somatiche di cui al consid. 2.4, ha proceduto ad una dettagliata valutazione (cfr. punto no. 5). In
particolare, egli ha evidenziato i seguenti limiti funzionali in un’attività
adatta:

 

" (…) Giudico
come lavoro adatto allo stato di salute attuale un'attività che tiene
pienamente conto dei limiti funzionali e di carico seguenti: l'assicurata può
talvolta sollevare e portare pesi fino a 5 kg fino all'altezza dei fianchi, di
rado oltre 5 kg fino all'altezza dei fianchi; l'assicurata può di rado
sollevare pesi fino a 5 kg sopra l'altezza del petto, mai pesi oltrepassanti i
5 kg sopra l'altezza del petto. 

L'assicurata può di rado maneggiare attrezzi di precisione, spesso
maneggiare attrezzi di media entità, di rado attrezzi pesanti, mai maneggiare
attrezzi molto pesanti. La rotazione manuale è normale. L'assicurata può di
rado effettuare lavori al di sopra della testa, spesso effettuare la rotazione
del tronco, spesso assumere la posizione seduta ed inclinata in avanti, spesso
la posizione in piedi ed inclinata in avanti, può talvolta assumere la
posizione inginocchiata, molto spesso effettuare la flessione delle ginocchia,
talvolta assumere la posizione accovacciata. L'assicurata può assumere talvolta
la posizione seduta di lunga durata, talvolta la posizione in piedi di lunga
durata, dovendo aver la possibilità di alternare le posizioni al bisogno.
L'assicurata può molto spesso camminare fino a 50 metri, molto spesso oltre 50
metri, talvolta camminare per lunghi tragitti, come pure talvolta camminare su
terreno accidentato, pub talvolta salire le scale, mai salire su scale a pioli.
(…)” (incarto AI pag. 420)

 

                                         Il perito ha ritenuto l’assicurata
abile al 100% in un lavoro adeguato rispettoso delle limitazioni decorrente dal
22 aprile 2016 “ossia da quando la risonanza magnetica della mano destra
nativa e con mezzo di contrasto effettuata su richiesta del policlinico di
reumatologia dell’ospedale universitario di Zurigo, non aveva più mostrato
un’attività articolare infiammatoria residua” (pag. 420). Il reumatologo
curante, che – come visto al consid. 2.4. – ha attestato dei precedenti periodi
d’inabilità lavorativa, sostiene che non vi sia stato un miglioramento. Anche
in questo caso piuttosto di “miglioramento”, quanto accertato dal perito
rappresenta una diversa valutazione della stessa situazione alla quale va
prestata adesione. 

 

                            2.6.3.   Visti
i succitati referti degli specialisti curanti (cfr. consid. 2.4),
come pure quelli prodotti durante la procedura giudiziaria, questo Tribunale
rileva tuttavia la necessità di un approfondimento della situazione
medico-teorica sino al 23 novembre 2017, momento dell’emissione della prima
decisione amministrativa (la seguente decisione del 13 dicembre 2017 riguardava
la definizione degli importi di rendita retroattivi). A tal riguardo occorre
ricordare che, per costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali, ai fini
dell’esame della vertenza, si basa di regola sui fatti che si sono realizzati
fino al momento della resa della decisione contestata (DTF 136 V 24
consid. 4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii).

 

                                         In primo
luogo, dal punto di vista psichiatrico, nel già menzionato rapporto 22
giugno 2017 il dr. med. __________, negando un miglioramento delle condizioni
di salute, aveva segnatamente costatato “un incremento della
sintomatologia ansioso depressiva e algica generalizzata che unitamente al
notevole carico medicamentoso ha reso ancora meno efficace la funzionalità
operativa della paziente diminuendo ulteriormente la sua capacità di tenuta e
di resistenza così da non essere in grado di svolgere nemmeno le attività della
vita quotidiana e da rendere necessario il ricorso al servizio dell'aiuto
domiciliare su richiesta del reumatologo curante” (sottolineatura del
redattore). Tale concetto è stato del resto ribadito nel certificato del 16
aprile 2018:

 

" Con il
presente certifico che sia dal lato della sintomatologia psichica accusata sia
dal lato della funzionalità dell’apparato locomotore così come è dimostrato dal
carico di terapia medicamentosa a base di antiinfiammatori non steroidei che
viene prescritta dal reumatologo curante Dr. __________ di __________ non si
è constatato un effettivo miglioramento della condizione clinica sofferta dalla
paziente per cui ella permane a mio avviso inabile al lavoro nella misura del
100%.

Stante il quadro clinico tendente alla cronicizzazione dei
disturbi accusati dalla paziente appare preclusa qualsiasi possibilità di
reinserimento nel circuito lavorativo.” (sottolineatura del redattore; doc.
XVI/1)

 

                                         Certo che rispetto alla
perizia psichiatrica del 14 novembre 2016 da quanto è stato attestato il 22
giugno 2017 sono trascorsi sei mesi (va comunque rilevato che l’ultima visita
peritale risale al 20 ottobre 2016). Tuttavia, se si tiene conto della prognosi
positiva a medio-lungo termine espressa dalla perita, l’intervenuto incremento
della sintomatologia depressiva con conseguente limitazione nelle attività
quotidiane, legato anche alla problematica reumatologica, secondo questo TCA, merita
un approfondimento. Contrariamente a quanto sostenuto dal SMR un peggioramento
non è da escludere.

 

                                         Anche il dr. __________, nel
citato rapporto del 23 ottobre 2017, ha precisato che:

 

" Le
patologie reumatologiche lamentate dalla paziente, in modo particolare i
cronici importanti dolori alle mani, le impediscono di svolgere le attività
fisicamente più pesanti. Sicuramente quale donna delle pulizie è da considerare
in misura definitiva non più idonea. Al momento è comunque pure limitata
nello svolgimento di un'attività fisicamente leggera. Da quanto
riferisce è molto limitata pure nello svolgimento delle sue normali mansioni
domestiche ed a volte anche nella cura del corpo. Purtroppo tutte le
terapie eseguite nel corso degli anni, sia farmacologiche che fisioterapiche ed
ergoterapiche non hanno potuto influenzare in modo significativo questi dolori,
ormai cronicizzati.” (sottolineature del redattore, pag. 526 inc. AI)

 

                                         Ritenuto che il dr. med. __________
ha visitato l’assicurata il 27 settembre 2016, anche in questo contesto un
peggioramento non è da escludere. 

 

                                         Con scritto 21 dicembre
2017 il reumatologo curante, ribadendo di non aver mai purtroppo potuto “confermare
alcun miglioramento né clinico né soggettivo della sintomatologia algica, al
contrario di quanto viene attestato dall'Al”, ha rimarcato che “vi è
tuttora un'importante compromissione della sua capacità lavorativa sia sotto
l'aspetto ortopedico-reumatologico sia sotto quello psicologico, come
attestato dal dr. D. Mari”, concludendo che “Nelle attuali condizioni di
salute risulta perciò estremamente improbabile un suo reinserimento in un'attività
lavorativa, anche se fisicamente leggera” (sottolineatura del redattore, doc.
A6).

 

                                         In queste circostanze un
approfondito accertamento medico pluridisciplinare di decorso (per lo meno di
natura reumatologica e psichiatrica) appare necessario, fermo restando che,
sulla base delle nuove risultanze mediche spetterà al consulente IP valutare le
possibilità d’inserimento professionale dell’assicurata. 

 

                                         Quanto al rinvio degli
atti all’amministrazione va rilevato che nella STF 9C_243/2010 del 28 giugno
2011 (DTF 137 V 210) il Tribunale federale ha precisato in quali casi il
Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in
quali può invece rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento
istruttorio. Lo scrivente Tribunale in precedenti vertenze ha già avuto modo di
rinviare l’incarto all’Ufficio AI o perché ha ritenuto che vi erano
accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che necessitavano di un
complemento (“Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen”; cfr STCA
32.2011.107 del 27 ottobre 2011), o perché vi erano delle carenze negli
accertamenti svolti dall’amministrazione (“Eine Rückweisung an die IV-Stelle
bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer
bisher vollstän-dig ungeklärten Frage begründet ist. Ausserdem
bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensga-rantien)
unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine Klarstellung,
Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen erforderlich ist”; cfr. STCA 32.2011.115 del 27 ottobre 2011).

 

                                         In queste condizioni, la
decisione impugnata va annullata e gli atti rinviati all’amministrazione
affinché proceda conformemente ai considerandi e si pronunci sul decorso, fermo
restando il diritto dell’assicurata ad almeno un quarto di rendita dal 1°
settembre 2014, una rendita intera dal 1° dicembre 2014 sino al 31 agosto 2016,
considerato come tale diritto non sia contestato (cfr. la sentenza 9C_205/2011
del 10 novembre 2011, consid. 8.4, penultimo paragrafo). 

                                         Va a questo
proposito rammentato che in DTF 137 V 314 il TF ha modificato la propria
giurisprudenza ed ha stabilito che alla parte ricorrente deve essere concessa
la possibilità di ritirare il ricorso anche nel caso in cui la decisione che le
riconosce una rendita (ad esempio un quarto di rendita) viene annullata e la
causa rinviata all'ufficio AI per ulteriori accertamenti (consid. 3.2). 

                                         In concreto,
con la conferma del diritto (non contestato) ad almeno una mezza rendita nel
dispositivo della presente sentenza (cfr. anche la ST 9C_205/2011 del 10
novembre 2011, consid. 8.4, penultimo paragrafo) su questo specifico punto non
vi è spazio per una reformatio in peius (cfr. STCA 32.2014.70 del 30 marzo
2015).

 

                                         Ne
consegue che il ricorso è accolto.

 

                               2.7.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis
LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è
determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura
e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto l’esito della
vertenza le spese per fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         § Le
decisioni 23 novembre 2017 e 13 dicembre 2017 sono annullate e
gli atti rinviati all’amministrazione affinché proceda conformemente ai
considerandi e si pronunci nuovamente sul diritto di RI 1 alla rendita dopo il
1° settembre 2016, fermo restando il diritto di quest’ultima ad almeno un
quarto di rendita dal 1° settembre 2014, una rendita intera dal 1° dicembre
2014 sino al 31 agosto 2016, considerato come tale diritto non sia contestato.

 

                                   2.   Le
spese di fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti