# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 759dad73-93f8-5ce4-8817-e246a436565d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-11-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.11.2006 14.2006.78
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2006-78_2006-11-07.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2006.78

  	
  Lugano

  7 novembre
  2006

  B/sc/lw

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
19 giugno 2006 presentata da

 

	
   

  	
     AO 1 

     AO 2 
  

     AO 3 
  

     AO 4 
  

  tutti rappr. dallo  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1  

  rappr. dall’  RA 2  

   

  

 

sulla quale istanza la Pretore del __________, con
sentenza 5 settembre 2006 ha così deciso:

 

“1. È pronunciato il fallimento della AP 1, __________
a far tempo da martedì 

     5 settembre 2006 alle ore 14.00.

 

 2./3./4./ Omissis.”

 

Sentenza dedotta
tempestivamente in appello  da AP 1 che con atto 

18 settembre 2006 ne
postula l’annullamento;

 

lette le osservazioni
18 ottobre 2006 della parte appellata;

 

rilevato che con
ordinanza presidenziale 20 settembre 2006 all’appello è stato 

concesso effetto
sospensivo parziale;

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                                  A.   Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ __________ gli avvocati AO 2, AO 3, AO 4 e AO 1
hanno chiesto il fallimento di AP 1 per fr. 982.50 oltre accessori e dedotti
eventuali acconti.

 

                                  B.   All’udienza
di contraddittorio del 23 agosto 2006 la debitrice non è comparsa.

 

                                  C.   Con
sentenza 5 settembre 2006 la Pretore del __________, ha dichiarato il
fallimento di AP 1 a far tempo da martedì 5 settembre 2006 alle ore 14.00.

 

 

                                  D.   Con
atto d’appello 18 settembre 2006 AP 1 asserisce di avere saldato il suo debito
nei confronti degli appellati, producendo una ricevuta 18 settembre 2006 __________
relativa al pagamento di fr. 1'425.30 a saldo dell’esecuzione in oggetto n. __________
(doc. 3). L’appellante rileva poi che dall’estratto delle sue esecuzioni 14
settembre 2006 (doc. 4) emerge che nei suoi confronti sono pendenti, oltre a
quella in oggetto, due ulteriori procedure la n. __________ rispettivamente la      n.
__________, entrambe promosse dalla __________, contro le quale aveva interposto
opposizione l’8 novembre 1999 rispettivamente il 21 settembre 2000. Le due relative
cause creditorie si sono concluse con due decreti di stralcio, il primo
riferito all’azione principale e datato 2 aprile 2004 è stato pronunciato per
intervenuta perenzione processuale (doc. 8 e 9), mentre il secondo stralcio,
riferito all’azione riconvenzionale promossa dall’appellante (doc. 12) e datato
22 aprile 2004, è stato pronunciato in seguito al raggiungimento tra le parti
di un accordo transattivo sulle reciproche pretese (doc. 10 e 11). D’altro
canto, rileva AP 1, la __________ ha chiesto la cancellazione delle due
esecuzioni con scritto 14 settembre 2006 (doc. 15 e 16). 

 

                               
E.  Con le sue osservazioni la parte appellata conferma il pagamento dell’esecuzione
in oggetto da parte dell’appellante. 

 Considerato

 

in diritto:

                                   1.                                           

                                  a)   In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria
superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore,
impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo
di documenti che nel frattempo:

                                         1)
 il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo dovuto è
stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a disposizione del
creditore; o che

                                         3)
 il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                         L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova” o fatti nuovi
impropri), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv.
2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il
debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre
che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in
senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di
evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può
tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità,
concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro
crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore
deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un
indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni
pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute
posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere
in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve
essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi
concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre
semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al
debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere
troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più
verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già
con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione
della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione
dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des
Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder,
Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                  b)   Dalla ricevuta __________ (doc. 3)
emerge che l’esecuzione in oggetto n. __________ è stata saldata da Giopier Sagl
il 18 settembre 2006, e quindi posteriormente alla dichiarazione di fallimento,
per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                         Per
quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto
delle esecuzioni __________ al 30 ottobre 2006 si evince che a carico di Giopier
Sagl è ancora pendente  un’unica esecuzione, ossia quella in oggetto, che però
risulta essere stata pagata. Le due ulteriori procedure indicate sull’estratto
al 14 settembre 2006, prodotto dall’appellante quale doc. 4, non vi appaiono
più essendone stata richiesta la cancellazione da parte della Sun Box SA con
scritto 14 settembre 2006 (doc. 15). Pertanto il fatto che la debitrice sia
stata in grado di saldare l’unica esecuzione ancora pendente nei suoi confronti
dimostra che dispone dei mezzi finanziari per far fronte ai suoi impegni.  

                                         Avendo
pertanto AP 1 reso sufficientemente verosimile la sua solvibilità, ai sensi
dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento può essere annullato.

 

 

                                   2.   L'appello
18 settembre 2006 di AP 1 va pertanto accolto. 

                                         La
tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49
OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendone
presentato richiesta (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

                                         Le
spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante. 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174
LEF

 

 

pronuncia:                 

 

                                    I.   L'appello
18 settembre 2006 di AP 1 è accolto. Di conseguenza:

                                      

                                         “1. La dichiarazione di
fallimento 5 settembre 2006 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. ____________________
nei confronti di AP 1, Gentilino, è annullata.

 

                                          2.  La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, resta a carico di AP
1AP 1 Non si assegnano indennità.

 

                                          3.  Le spese dell’Ufficio __________,
da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

 

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata
dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

 

 

                                  III.   Intimazione a:

RA 1

                                         -
__________;                                                       

                                         -
Ufficio __________;

                                         -
Ufficio __________;

                                         -
Ufficio __________;

	
                                            Comunicazione
  alla Pretura __________terzi implicati

  	
   

   

   

  

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                        
La segretaria

	
  terzi implicati

  	
   

  
	
   

  	
   

  
	
  erzi implicati