# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5ef1339d-cb17-527e-aca7-9d2dbf9633e3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.10.2009 36.2009.133
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2009-133_2009-10-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2009.133

   

  ir/lb

  	
  Lugano

  5 ottobre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

 

statuendo sulla petizione del 30 giugno
2009 di

 

	
   

  	
   AT 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  Cassa malati CV 1,   

   

   

  in materia di assicurazione complementare
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

 

considerato,                   in fatto

 

                                  A.   AT
1 si è rivolta al Tribunale cantonale delle assicurazioni con petizione 30
giugno 2009 segnalando di essere stata assicurata contro le malattie presso la CV
1 dal 1979 al 2005, ed indicando di avere accumulato ritardi nei pagamenti
delle delle complementari e di avere chiesto a CV 1, nel 2000, "una
dilazione dei miei pagamenti", ciò che l'assicuratore non ha concesso.

                                         Sempre
nel 2000 AT 1 ha subito un "intervento chirurgico d'urgenza
presso la Clinica __________" e, alla luce di ritardi nei pagamenti
delle coperture complementari, CV 1 ha rifiutato di rimborsare più di quanto
non fosse a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie.

                                         AT
1 indica di non avere potuto, prima dell'intervento e vista l'urgenza, chiarire
la sua situazione e nessuno l'avrebbe informata "che potevo essere curata…in
camera comune".

                                         Terminata
la formazione professionale che aveva causato la temporanea difficoltà
economica l'assicurata ha onorato la Clinica, i curanti ed ha soluto gli
arretrati, interessi e spese compresi, dovuti a CV 1. 

 

                                         La
signora AT 1 chiede al Tribunale cantonale delle assicurazioni la condanna di CV
1 al pagamento "dell'importo dovuto a tutt'oggi".

 

                                         La
fattura 17 febbraio 2000 prodotta con il ricorso fa stato di un ricovero dal 13
al 18 gennaio 2000 con esposizione di un importo complessivo di CHF 4'973,85.
Di tale somma CV 1 ha riconosciuto (doc. A7) CHF 2'319,95 "corrispondente
alla parte per la camera comune" somma versata all'assicurata il 22
maggio 2000.

 

                                  B.   A
seguito di una richiesta del giudice delegato la signora AT 1 ha precisato che
all'importo preteso, pari a CHF 2'653,90 (ossia CHF 4'973,85 ./. 2'319,95),
"si potrebbe aggiungere la differenza delle complementari delle
prestazioni dei medici" ed ancora "eventualmente gli interessi
maturati in questo periodo".

 

                                  C.   Con
risposta 24 agosto 2009 CV 1 precisa di avere, a seguito del ricovero 13 gennaio
2000 della signora AT 1, "emesso una garanzia…(che)…precisava
<unicamente assicurazione camera comune>". CV 1 ricorda quindi
il rimborso parziale dell'importo preteso e lettera 9 marzo 2005 con cui
l'assicurata chiedeva il rimborso del saldo. Scritto cui CV 1 ha risposto il 12
aprile 2005 negando la pretesa.

                                         Solamente
il 30 giugno 2009 AT 1 si è rivolta al Tribunale. Per CV 1 le pretese dell'assicurata
sono quindi prescritte. L'assicuratore osserva infatti che, in concreto, è
applicabile la LCA il cui art. 46 prevede - fatto salvo un termine
convenzionale più lungo (art. 98) - un termine biennale di prescrizione. Tale disposizione
è ripresa nella CGA che reggono il contratto. La prescrizione sarebbe
intervenuta in assenza di atti interruttivi (art. 135 CO).

 

                                  D.   Ad
AT 1 è stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di chiedere
l'assunzione di specifiche prove. Con lettera 4 settembre 2009 l'assicurata
indica di non essere stata messa al corrente della sospensione delle
prestazioni ed osserva come la sospensione fosse momentanea. AT 1 rammenta poi
di avere più volte chiesto il rimborso senza successo.

                                         in
diritto

 

                                         in
ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                   2.   Secondo
quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal l'assicurazione sociale contro le
malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e
l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.

                                         La
LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale. Le assicurazioni
complementari offerte dalle casse malati sono rette dal diritto privato ed in
particolare, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale
sul contratto d'assicurazione (LCA).

                                         Giusta
l'art. 85 cpv. 2 della legge federale sulla sorveglianza delle imprese
d’assicurazione del 17 dicembre 2004 (LSA), per le controversie relative alle
assicurazioni complementari all’assicu-razione sociale malattie, i Cantoni
prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta
d’ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.

 

                                         In
ambito cantonale, la LCAMal all'art. 75 prevede che le contestazioni relative
alle assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate
da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal
TCA, che applicherà, per analogia, la Legge di procedura per le cause davanti
al TCA (Lptca).

 

                                         In
concreto, la causa concerne una vertenza relativa ad un contratto relativo al
rimborso di spese d'ospedalizzazione in reparto privato o semi privato retto
dalla LCA e praticato da un assicuratore sociale autorizzato all’esercizio ai
sensi della LAMal. E' quindi data la competenza in materia a questo Tribunale.

 

                                         nel
merito

 

                                   3.   Prima
di esaminare, semmai, la fondatezza delle pretese di AT 1 il Tribunale deve
analizzare se, come ritiene CV 1, le stesse non siano cadute in prescrizione.

 

                                   4.   Le
condizioni generali d'assicurazione (CGA) prodotte da CV 1 (doc. 9) regolano il
tema della prescrizione rinviando implicitamente al contenuto dell'art. 46 LCA.
In sostanza è prevista la prescrizione trascorsi due anni dal fatto che fa
nascere l'obbligo di prestazione. Dal canto suo l'art. 46 LCA prevede:

 

" 
(…)

1I crediti derivanti dal contratto di assicurazione
si prescrivono in due anni dal fatto su cui è fondata l’obbligazione.
L’articolo 41 della legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale
per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità è riservato.

2 Sono nulli i patti che assoggettano il credito
verso l’assicuratore ad una prescrizione o ad un termine più breve. Rimane
ferma la disposizione dell’articolo 39 capoverso 2 numero 2 della presente
legge."

 

                                         Questa
norma è imperativa. Carré, in Loi fédérale sur le contrat d'assurance, Losanna
2000, pag. 319, ricorda:

 

" 
Force obligatoire

 

Les prescriptions de cet art. ne peuvent pas être modifiées conventionellement
au détriment du preneur ou de l'ayant droit, selon l'art. 98 LCA. Elle est
impérative pour toutes les branches d'assurances, sous réserve de celle de
l'assurance-transport: cf. plus bas (Tciv. BS RBA V n° 209/219). Elle n'est
cependant pas d'ordre public, ni d'ailleurs contraire aux moeurs, si le droit
étranger, applicable au contrat, y déroge (CJ GE RBA X n° 50; Tciv. BS RBA V n°
209/219 all.).

 

Ainsi, les parties peuvent valablement convenir d'un délai de prescription,
ou de déchéance, plus long que le délai légal (ATF 74 II 97 all., JdT 1948 I
592, RBA X n° 49; ATF 60 II 445 all., JdT 1935 I 208, rés. SJ 1935 p. 349, RBA
VII n° 182).

 

La jurisprudence a écarté la théorie selon laquelle l'art. 46 LCA aurait
été rangé par inadvertance dans les dispositions relativement impératives de la
loi, et non dans celles, qui sont absolument impératives au sens de l'art. 97 LCA (ATF 48 II 284, JdT 1923 I 162,
RBA V n° 213; CCC FR RBA XIII n° 56).

 

Un autre délai, plus court, de prescription, ou de péremption (cf.
ci-après), peut en effet être stipulé en matière d'assurance-transport
(…)."

 

 

                                   5.   La prescrizione liberatoria (Verjährung) è sostanzialmente l'estinzione
dell'obbligo causata dall'inazione delle parti durante un certo lasso di tempo.
Il diritto in sé sussiste, secondo la dottrina (P. Engel Traité des
obligations en droit Suisse, 2. ed. Staempfli, Berna 1997 pag.
796), ma lo stesso non può più essere fatto valere nell'ottica dell'interesse
pubblico, siccome la sicurezza del diritto e la pace sociale esigono che si
possa invocare una pretesa durante un determinato lasso di tempo. L'interesse
pubblico che soggiace alla prescrizione non è però assoluto, in effetti la
prescrizione liberatoria non spegne in maniera assoluta il diritto del
creditore. Se il debitore non la invoca il giudice non può farlo al suo posto. 

                                         In
sostanza dunque il trascorrere del tempo, che rende incerto il diritto, fa sì
che la pretesa creditoria non sia più esigibile se invocata la prescrizione da
parte del debitore.

                                         Solamente
una pretesa esigibile può essere prescrittibile ed affinché la prescrizione
possa essere validamente fatta valere è necessario che il termine fissato dalla
legge sia spirato.

                                         La
legge (art. 135 e 138 CO) prevede l'interruzione del termine di prescrizione
tramite il compimento di determinati atti. Gli stessi possono emanare dal
debitore, tra questi vi è il riconoscimento del debito, ciò che può avvenire
sia esplicitamente che per atti concludenti, direttamente da parte del debitore
o da parte di terzi con il consenso del debitore stesso. D'altro lato è possibile
al creditore stesso procedere, per interrompere il termine di prescrizione,
mediante atti esecutivi, con un'azione inoltrata al Tribunale o negli altri
modi espressamente regolati dall'art. 135 cifra 2 CO.

 

                                   6.   In
concreto ciò che ha fatto nascere l'obbligazione di CV 1 - obbligo comunque contestato
dall'assicuratore - è il ricovero presso la Clinica __________ tra il 13 ed il
18 gennaio 2000.

                                         Va
qui ritenuto che il 18 gennaio 2000 ha cominciato a decorrere il termine della
prescrizione. Nulla cambierebbe comunque se si volesse ritenere il termine
della fatturazione delle prestazioni a CV 1 (17.02.2000) da parte della clinica
rispettivamente il momento del conteggio di CV 1 (maggio 2000).

                                         Agli
atti, a parte una lettera 9 marzo 2005 di AT 1 con la richiesta di "rivedere
il mio incarto e di versare la somma a me dovuta…", non vi sono atti
esecutivi o giudiziari tali da interrompere la prescrizione. Lo scritto 9 marzo
2005 non adempie i presupposti di legge per validamente interrompere la
prescrizione comunque già subentrata a quel momento.

                                         Non
si dimentichi infatti la breve durata di 2 anni delle prescrizione voluta con
l'art. 46 LCA. Non solo. Successivamente alla lettera 9 marzo 2005 (ed alla
risposta 12 aprile 2005 di CV 1) gli atti non contemplano nessun atto sino alla
petizione 30 giugno 2009. Anche in questo caso sono trascorsi oltre 4 anni. Complessivamente
dal ricovero e dall'intervento chirurgico subito sino al primo atto
interruttivo della prescrizione sono trascorsi oltre 9 anni. Questo giudice
deve constatare quindi come la prescrizione sia subentrata e la pretesa di AT 1
non possa più essere fatta valere siccome prescritta.

 

                                         La
petizione va pertanto respinta senza carico di tasse di giustizia e spese e
senza riconoscimento di ripetibili.

 

Secondo l'art. 49
cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità
di sorveglianza (FINMA dal 1° gennaio 2009) una copia di tutte le sentenze
concernenti disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione;
s'impone perciò di notificare all'autorità di sorveglianza anche la presente
sentenza in forma elettronica e senza il nominativo dell'attrice. Il valore di
causa in discussione è di CHF 2'653,90 ciò che ha influenza sulle possibilità di
ricorso così come esposto al punto 3 del dispositivo.

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La
del petizione 30 giugno 2009 di AT 1, __________,

                                         è
respinta.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse di giustizia e spese e non si allocano ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
alle parti ed alla FINMA, Berna.

Contro la presente
sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna
14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione
impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Nelle cause a
carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso ammonta a
Fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione ed
a Fr. 30'000.- negli altri casi.

Per valori inferiori
il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto
di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113 e 117 LTF).

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti