# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b31f5606-6398-51db-b833-804f4ecff8dd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 20.09.2006 30.2005.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_30-2005-1_2006-09-20.html

## Full Text

Incarto n.

  30.2005.1

   

   

  	
  Lugano

  20 settembre 2006

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  	 

	
  e
  dai membri

  	
  ing.
  Eraldo Pianetti

  arch. Ferruccio Robbiani

  	 

	
  segretario
  giudiziario

  	
  Enzo
  Barenco

  	 

						

 

 

statuendo
sul ricorso presentato in data 7 febbraio 2005 da

 

	
   

  	
  1.
  RI 1 

  2.
  RI 2 

   

  
	
   

  	
  contro 

  
	
   

  	
  la
  decisione su reclamo emessa il 10 gennaio 2005 dal Municipio di M__________ nell'ambito
  della procedura di imposizione di contributi provvisori di costruzione per
  opere di canalizzazione e depurazione delle acque,

  

  relativamente al mapp. no. 534 RFD M__________

   

  

 

letti
ed esaminati gli atti 

 

considerato                     in
fatto e in diritto

 

1.          
1.1 Nella primavera del 1981 il
Municipio di M__________, in applicazione degli art. 96 ss della Legge di
applicazione della legge federale contro l’inquinamento delle acque (LALIA),
avviò una procedura di prelievo di contributi provvisori per la realizzazione
delle opere di evacuazione e depurazione delle acque previste dal Piano
generale delle canalizzazioni (PGC); questo era stato adottato dal Consiglio
Comunale il 27.2.1980.

Nell’ambito di quella procedura quattro proprietari interposero ricorso dinanzi
al Tribunale di espropriazione sottocenerino il quale, appurato che al PGC
mancava la necessaria approvazione dipartimentale, con sentenze del 21.11.1990
accolse i gravami ed annullò i contributi contestati (cfr. inc. no. 14/1986,
1/1988, 35/1988, 1/1990).

A quel punto l’esecutivo sospese ogni attività tendente all’incasso di tutti i
rimanenti credito contributivi.

1.2. Con risoluzione no. 1570 del 16.9.1996 il Consiglio Comunale di M__________
adottò il Piano generale di smaltimento (PGS), approvando contestualmente il
progetto di massima, il piano di manutenzione delle canalizzazioni, la
relazione tecnica, il piano finanziario ed il piano di attuazione nonché il
prelievo di contributi di costruzione nell’ordine del 70% della spesa,
quest’ultima indicata in fr. 14'537'632.- dedotti i sussidi. Il tutto come
proposto dal Municipio con MM no. 12/96 del 17.4.1996. Il PGS ottenne
l’approvazione della competente Sezione della protezione dell’aria e dell’acqua
del Dipartimento del territorio in data 11.2.1997.

Il Municipio impostò quindi una seconda procedura di prelievo di contributi
provvisori pubblicando il prospetto dal 5.1 al 3.2.1998. I ricorsi approdati
dinanzi al Tribunale di espropriazione furono tutti accolti con sentenze del
28.8.2002 dichiarative di nullità della procedura stessa poiché i contributi rimasti
incontestati nella procedura di riscossione del 1981 avevano mantenuto tutta la
loro validità e l’art. 99 cpv. 1 LALIA, in vigore nel 1998 al momento della
pubblicazione del secondo prospetto, non costituiva una base legale sufficiente
per il prelievo reiterato del contributo di costruzione provvisorio. In epilogo
il Tribunale rammentò comunque la facoltà di avviare uno o più nuovi
procedimenti di imposizione conformemente al nuovo art. 99 cpv. 2 LALIA entrato
in vigore il 24.8.2001 (cfr. inc. no. 78-179/98).

1.3. In esito a quanto sopra ed in vista di una nuova emissione di contributi,
con scritto del 22.1.2003, il Municipio comunicò a tutti i contribuenti
interessati che gli importi già versati negli anni ’80 sarebbero valsi quali
acconti e che i proprietari che avevano pagato parzialmente o totalmente i
contributi emessi nel 1998 potevano chiederne la restituzione oppure
considerarli anch’essi come acconti nel qual caso sarebbe stato riconosciuto un
interesse annuo del 3%.

L’esecutivo diede poi avvio alla procedura in esame pubblicando un nuovo
prospetto dal 1° al 30.9.2003 (FU 69/2003 del 29.8.2003) previo invio di un
avviso personale.

1.4. RI 1 ed RI 2 sono comproprietarie del mapp. no. 534 in ragione di ½
ciascuna ed in tale veste sono state assoggettate al pagamento di un contributo
complessivo di fr. 5'234.20.

Il reclamo interposto contro il prospetto è stato respinto dal Municipio con
risoluzione del 10.1.2005.

Da ciò il ricorso in esame che rinvia ai contenuti del reclamo e chiede
l’annullamento dei contributi.

Con risposta del 23.2.2005 il Municipio ha postulato la reiezione del gravame.

2.          
2.1. La competenza del Tribunale
di espropriazione a statuire sui ricorsi in materia di contributi per opere di
canalizzazione e depurazione delle acque è data dall’art. 104 cpv. 1 LALIA.

Il gravame, interposto tempestivamente (art. 104 cpv. 1 LALIA) da soggetti
legittimati a ricorrere (art. 104 cpv. 1 LALIA e 43 LPamm.), è ricevibile in
ordine.

2.1. Nel procedimento in oggetto il Municipio si è pronunciato sui reclami
improntando le decisioni su considerazioni analoghe – all’occorrenza adeguate
al caso concreto – ma comunque sufficienti così da consentire ai destinatari di
esercitare il diritto di essere sentiti e quindi di deferire la causa
all’istanza superiore.

I contribuenti ed il Comune hanno ampiamente avuto modo di esprimersi,
rispettivamente, nelle memorie ricorsuali e nelle conseguenti risposte.

Il Tribunale di espropriazione ha completato l’incarto richiamando d’ufficio
alcuni documenti, tutti atti ufficiali pubblici o comunque consultabili presso
la cancelleria comunale. La risoluzione della vertenza, peraltro, non richiede
sopralluoghi.

Ciò premesso, considerato che il Tribunale giudica con pieno potere cognitivo
applicando d’ufficio il diritto (art. 104 LALIA e art. 18 cpv. 1 Lpamm.), per
motivi di economia processuale in questa sede si prescinde dall’istruzione
formale della causa ritenuto che gli atti formanti l’incarto consentono di
pronunciarsi con piena ed adeguata cognizione di causa.

3.          
3.1. Nel ricorso le ricorrenti sostengono
che il Municipio non avrebbe tenuto conto delle contestazioni esposte nel
reclamo e, implicitamente, rinviano ai suoi contenuti senza maggiori dettagli
né motivazioni, salvo affermare che l’esecutivo avrebbe dovuto dimostrare la
legalità del suo operato.

Nel reclamo del 7.2.2005 è rammentato che secondo la giurisprudenza
amministrativa ticinese il contributo di miglioria è prelevato per un’opera di
interesse pubblico dalla quale i privati traggono un vantaggio particolare e
che quest’ultimo si traduce in un utile di carattere patrimoniale di natura
durevole e non aleatoria.

Da ciò, sic et sempliciter, l’opposizione al contributo e la richiesta di
annullamento.

3.2. A prescindere dal fatto che la contestazione – sottintesa – del vantaggio
particolare è del tutto generica e priva di spunti qualificanti riferibili al
mapp. no. 534, occorre rilevare che i concetti evocati in estremo sunto dalle
ricorrenti sono quelli sanciti dalla Legge sui contributi di miglioria (LCM) ed
in questa sede non sono applicabili.

In effetti il procedimento in esame è fondato non sulla LCM bensì sugli art. 96
ss della LALIA. Quest’ultima è stata oggetto di un adeguamento parziale in
funzione delle nuove normative federali istituite con la Legge federale sulla
protezione delle acque (LPAc) entrata in vigore il 1°.11.1992. Le modifiche
alla legge cantonale hanno coinvolto i capitoli riguardanti i sussidi federali
ed il piano cantonale di risanamento e perciò sono irrilevanti ai fini del
presente giudizio (cfr. Messaggi del Consiglio di Stato no. 4127 e 4127°
del 2.7.1993 e del 16.3.1994 concernenti la modifica della LALIA nonché il
successivo Rapporto del 15.4.1994).

Conta invece che per quanto concerne il tema del finanziamento delle
canalizzazioni pubbliche, da eseguirsi conformemente alle disposizioni
imperative fissate in materia di protezione delle acque (art. 10 LPAc, art. 4
ss OPAc), e quello dei relativi contributi la Confederazione ha rinunciato a
legiferare limitandosi a sancire agli art. 3a e 60a LPAc i concetti base della
partecipazione ai costi obbligatoria per gli utenti e del principio di
causalità, peraltro già contemplato dall’art. 2 LPAmb. e secondo il quale i
costi dei provvedimenti adottati in applicazione della legge devono essere
sostenuti da chi ne è causa.

Ne consegue che i Comuni godono di una certa autonomia nel disciplinare la
materia del finanziamento delle installazioni per l’evacuazione delle acque (DTF
128 I 46 c. 1b/bb; Karlen, Die Erhebung von Abwasserabgaben aus rechtlicher
Sicht, in URP/DEP 1999/6 p. 540 ss).

In particolare, poiché le nuove normative federali non comportano alcuna
riforma né dell’obbligo contributivo né delle modalità di computo e di prelievo
dei contributi di costruzione, in punto alla metodologia la LALIA costituisce
ad oggi la base legale autonoma (cfr. RDAT I-1995 no. 16) che
cristallizza criteri esaustivi e vincolanti sulle diverse tipologie di tributi
e sul loro conteggio (RDAT I-2000 no. 45).

Ciò considerato i principi sanciti dalla LCM non sono pertinenti; a giusta
ragione il Municipio ha rilevato che la stessa LALIA all’art. 96 cpv. 6
testualmente dichiara come inapplicabile la LCM alla procedura di prelievo di
contributi di costruzione per opere di canalizzazione, inapplicabilità si
estende tanto alla LCM dell’8.3.1971 quanto alla LCM del 24.4.1990 (TF
10.1.2005 N. 2P.71/2004 parz. pubbl. in RtiD I-2005 no. 33; Rapporto
del 13.3.1975 per la nuova legge di applicazione della legge federale sulla
protezione delle acque, p. 1168 pto. 14; Messaggio del 13.6.1984
concernente la nuova LCM, pto. 1.1).

4.          
4.1. Il Comune deve imporre
contributi di costruzione per l’esecuzione degli impianti comunali e per la
partecipazione a quella degli impianti consortili di evacuazione delle acque
(art. 55 let. c, 96 cpv. 1 LALIA). Il prelievo è d’obbligo indipendentemente
dalla situazione finanziaria del Comune che può essere esonerato solo in casi
eccezionali e qualora il costo dell’opera fosse già coperto (art. 96 cpv. 5
LALIA; Rapporto del 13.3.1975 cit. p. 1170 pto. 14.4.1).

La legge conosce tre tipi di contributo di costruzione: quello provvisorio
(art. 99 LALIA), quello definitivo (art. 99a LALIA) e quello supplementare
(art. 100 LALIA). Il contributo provvisorio, calcolato sulla base del
preventivo, ed il contributo definitivo, fondato invece sul consuntivo, non
possono superare il 3% del valore di stima.

L’ammontare complessivo dei contributi a carico dei privati non può essere
inferiore al 60% né superiore all’80% del costo effettivo per il Comune. La
percentuale è decisa dal legislativo comunale (art. 96 cpv. 2 LALIA) mentre
all’esecutivo compete la delimitazione del comprensorio d’imposizione (art. 98
LALIA).

Sono soggetti imponibili tutti i proprietari di fondi serviti o che possono
essere serviti dall’opera come pure i titolari di diritti reali limitati che
ritraggono un incremento di valore del loro diritto (art. 97 LALIA).

4.2. Nella fattispecie concreta la procedura è finalizzata al prelievo di
contributi provvisori. Come attesta la tabella riassuntiva questi sono stati
conteggiati sulla base di un preventivo di fr. 14'537'632 ottenuto deducendo
dalla spesa globale per opere eseguite e da eseguirsi (fr. 17'919’714.-) i
sussidi (fr. 3'382'082.-); il preventivo non comprende i costi di manutenzione
che l’esecutivo ha espressamente dichiarato come recuperabili attraverso la
tasse d’uso (MM 12/96 cit. p. 8). Considerata la partecipazione privata del
70%, che ammonta a fr. 10'176'342.60, ed accertato un valore di stima
complessivo di fr. 551'339'408.97, calcolato applicando la riduzione lineare
del 30% disposta dal Consiglio di Stato ed entrata in vigore il 1°.1.1999, la
quota individuale risultante è pari all’1.845749% del valore di stima dei fondi
(cfr. tabella riassuntiva; estratti individuali del prospetto).

Il contributo non si aggiunge a quello prelevato negli anni ’80 – poiché i
tributi allora soluti oggi sono dedotti quali acconti (cfr. scheda individuale
mapp. no. 534; inoltre si veda ad es. schede individuali mapp. no. 1079, 53
ecc.) – bensì ne è complemento: un’operazione, questa, espressamente consentita
dal nuovo art. 99 cpv. 2 LALIA entrato in vigore il 24.8.2001 che ha creato la
base legale per il prelievo reiterato di contributi provvisori (cfr. Messaggio
del Consiglio di Stato no. 5090 del 20.2.2001 per la modifica degli art. 99 e
100 LALIA e successivo Rapporto del 23.5.2001). 

4.3. Come detto sopra, il preventivo include, oltre alle opere già eseguite,
anche quelle da eseguire. La distinzione è attestata dalla tabella riassuntiva
allestita ai fini del prelievo e dal MM 12/96 del 17.4.1996.

L’imponibilità di opere già eseguite è espressamente ammessa dall’art. 133 cpv.
4 LALIA stando al quale il Comune può imporre retroattivamente contributi per
opere o parte di opere eseguite dopo il 31.12.1968 sempreché non siano già
state imposte. Il principio è riconosciuto dalla giurisprudenza cantonale e
federale secondo cui l’operazione non costituisce una limitazione della
sicurezza del diritto e l’eccezione di prescrizione non è opponibile ai costi
che, nel preventivo globale, sono esposti come consuntivi (TF 10.1.2005
N. 2P.71/2004 parz. pubbl. in RtiD I-2005 no. 33).

Ora, è noto che i contributi esatti negli anni ’80 sono dedotti quali acconti
(cfr. scheda individuale mapp. no. 534) e non risulta che il Comune abbia
compensato i costi con la riscossione di altri tributi. Perciò le spese per le
opere già eseguite sono computabili.

L’imponibilità di opere future è uno dei principi fondamentali della LALIA in
base alla quale i contributi provvisori sono percepiti prima delle conclusione
delle opere per consentirne il finanziamento e sono calcolati sulla base del
preventivo globale ed in proporzione al valore di stima. Il prelievo non è
condizionato né all’avvenuto compimento dell’opera stessa, né all’appartenenza
del fondo ad uno specifico bacino imbrifero e nemmeno all’allacciamento
effettivo alla canalizzazione.

4.4. I contributi provvisori sono finalizzati a compensare il vantaggio
derivante dalla costruzione a nuovo o dal risanamento degli impianti comunali di
evacuazione e depurazione delle acque. Essi non sono percepiti in rapporto ad
un particolare intervento, ossia per la realizzazione di un singolo tratto di
canalizzazione, bensì indistintamente per tutte le opere incluse nel PGS poiché
solo nel loro complesso esse avvantaggiano il contribuente (cfr. Rapporto
del 13.3.1975 cit. p. 1168; RDAT II-1998 no. 33 c. 2bb; TF
10.1.2005 cit.).

Infatti, da un canto, l’utilità della canalizzazione non si esaurisce con la
costruzione del ramo più vicino ad un certo fondo ed inteso ad urbanizzarlo, ma
si estende ovviamente anche alle condotte di trasporto cui quel fondo è
allacciato, ai collettori principali ed all’impianto di depurazione dove sono
convogliate le acque di rifiuto senza i quali il singolo tratto di fognatura
non potrebbe funzionare. D’altro canto, per una canalizzazione nuova,
ripristinata o potenziata il vantaggio non solo è riconducibile alla
possibilità di sfruttare l’impianto, ma risiede anche nel fatto che, per i
fondi inclusi nel PGS, esso è fonte di urbanizzazione e quindi di edificabilità
(rispettivamente miglioramento dell’urbanizzazione), mentre per le proprietà
escluse ma edificate è indispensabile ai fini del mantenimento della loro
destinazione.

Due sono le conseguenze.

Innanzitutto al momento del prelievo dei contributi il beneficio non può
validamente essere messo in discussione poiché ai fini dell’assoggettamento
occorre, ma è anche sufficiente, che l’opera sia prevista dal PGS ed il fondo
imposto sia incluso nel comprensorio imponibile delimitato dal PGS. Ora, il
mapp. no. 534 è un fondo edificato ubicato in località S__________, una zona
residenziale edificabile inclusa nel PGS, ciò che ne giustifica
l’assoggettamento.

D’altra parte le opere imposte, eseguite e da eseguire, sono contemplate dal
PGS che, come già rilevato, è stato adottato insieme a tutte le sue componenti,
compreso il piano finanziario, dal Consiglio Comunale durante la seduta del
16.9.1996 ottenendo in seguito la necessaria ratifica dipartimentale. Gli atti
del PGS sono pubblici e consultabili presso la cancelleria comunale (art. 42
cpv. 2 55 cpv. 1, 74, 105 cpv. 4 e 5 LOC). In questa sede il PGS non è più
sindacabile poiché la sua adozione è di competenza esclusiva del legislativo
comunale la cui risoluzione è impugnabile soltanto dinanzi al Consiglio di
Stato nelle forme ed entro i termini sanciti dagli art. 208 ss LOC (art. 124
let. a LALIA; cfr. TF 5.10.1998 N. 2P. 421/1997).

5.          
La tassa di giustizia e le spese
sono a carico delle ricorrenti in solido in quanto parte soccombente (art. 104
cpv. 2 LALIA, art. 31 LPamm.).

 

 

 

per
questi motivi

richiamati                        gli
art. 96 ss LALIA

 

 

 

 

 

 

dichiara

e pronuncia:          1.     Il ricorso è respinto.

                                        

                                2.     La tassa di giustizia e le spese in fr. 200.-
sono a carico delle ricorrenti in solido.

                                        

                                3.     La presente decisione e definitiva.

                                        

                                4.     Intimazione a:

	
   

  	
  -
  

  -
  

  -
  

   

  

 

 

per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                                        Il
segretario giudiziario

 

 

Margherita
De Morpurgo                                                       Enzo Barenco