# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba465093-5e13-539d-b56d-442a2b3bd6e1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.03.2024 D-583/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-583-2022_2024-03-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-583/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  6  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio), 

Daniela Brüschweiler, Jeannine Scherrer-Bänziger, 

cancelliere Kevin Togni. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

Afghanistan, 

patrocinato da Patrizia Testori, 

Caritas Schweiz, 

(…), 

ricorrente,  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento); 

decisione della SEM del 5 gennaio 2022 / N (…). 

 

 

 

D-583/2022 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino afgano, è espatriato tra il 2019 e il 2021, prima di 

giungere in Svizzera e depositarvi, il 7 agosto 2021, il giorno del suo arrivo, 

una domanda d’asilo (cfr. atti della Segreteria di Stato della migrazione di 

seguito: SEM o autorità inferiore n. […]-1/1, 2/2, 3/2, 18/11, 7.01). 

B.  

Dal riscontro della banca dati Eurodac dell’11 agosto 2021 è risultato che 

il 28 giugno 2021 l’interessato ha depositato una prima domanda d’asilo in 

Bulgaria e il 25 luglio 2021 una seconda in Austria (cfr. atti SEM n. 10/1, 

12/2). 

C.  

Il 31 agosto 2021, la SEM ha svolto l’audizione per richiedenti d’asilo mi-

norenni non accompagnati (RMNA) avendo il ricorrente dichiarato, in corso 

di procedura, di essere minorenne, e meglio nato il (…). Dal verbale redatto 

(cfr. atto SEM n. 18/11, 7.01) si evince che egli riconduce il proprio espatrio 

ad un singolo evento accaduto nel 2017 o 2018. Un giorno, egli, una volta 

rientrato dalla scuola, si sarebbe recato nei campi per aiutare il padre. In 

quell’occasione, un gruppo di sette o otto talebani avrebbero tentato di ar-

ruolarlo e, non riuscendoci, provato a costringerlo a consegnare loro il pro-

prio figlio. Rifiutatosi, i talebani lo avrebbero ucciso. Il figlio, che sarebbe 

stato ferito con un’arma da taglio, sarebbe invece sopravvissuto all’aggres-

sione. In seguito alla convalescenza, egli sarebbe stato nuovamente mi-

nacciato dai talebani riuscendo ad evitarli nascondendosi presso i propri 

vicini. Il suo corpo mostrerebbe ancora oggi i segni di tale ferita. Non sen-

tendosi al sicuro, egli avrebbe lasciato il proprio Paese d’origine. 

Contestualmente, l’interessato ha trasmesso all’autorità inferiore una copia 

della propria tazkira afgana, emessa nel 2017, tradotta in lingua italiana 

dall’interprete presente, che permetterebbe, secondo quanto da lui asse-

rito, di confermare l’età da lui indicata. Tale documento menziona che dato 

il suo aspetto fisico, egli avrebbe (…) anni (cfr. atto SEM n. 16/2). 

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D.  

Il 2 settembre 2021, una volta sentito in merito alla sua età, nutrendo seri 

dubbi in merito alla verosimiglianza delle sue dichiarazioni (cfr. atto SEM 

n 18/11, 9.02), l’autorità inferiore ha incaricato il Centre universitaire ro-

mand de médecine légale (CURML) di effettuare una perizia medico-legale 

al fine di determinare l’effettiva età (cfr. atto SEM n. 22/2). 

E.  

Il 5 ottobre 2021, la SEM ha trasmesso alle autorità austriache una richie-

sta di ripresa in carico concernente l’interessato (cfr. atti SEM n. 34/5, 35/1, 

36/1), avendo quest’ultimo presentato in precedenza una domanda d’asilo 

in tale Paese. Essa menziona i dubbi relativi alla minore età allegata dall’in-

teressato come pure l’espletamento di esami medici in corso, per determi-

narne l’età. La domanda contiene inoltre le diverse date di nascita con le 

quali il ricorrente era conosciuto in Svizzera, in particolare il “(…)” e il “(…)” 

(cfr. atto SEM n. 34/5, pag. 1, cifra 3). Le autorità svizzere hanno infine 

indicato di aver ritenuto, quale data di nascita, il (…) e considerato dunque 

il ricorrente maggiorenne (cfr. atto SEM n. 34/5, pag. 1, cifra 4). Alla do-

manda è stato allegato l’estratto della banca dati Eurodac. 

Il medesimo giorno, una richiesta del medesimo contenuto è stata tra-

smessa alle autorità bulgare (cfr. atti SEM n. 34/5, 35/1, 36/1). 

F.  

Il giorno stesso, le autorità austriache hanno espressamente rifiutato la 

summenzionata domanda sostenendo che l’interessato avesse dichiarato 

loro di essere minorenne, e meglio nato il (…), precisando che il tratta-

mento della sua domanda d’asilo competerebbe dunque alle autorità sviz-

zere. In Austria, l’interessato è conosciuto principalmente con il nome 

B._______, nato il (…), il (…), il (…) o il (…) (cfr. atto SEM n. 37/3). 

G.  

Il 18 ottobre 2021, le autorità bulgare hanno espressamente rifiutato la sue-

sposta domanda sostenendo di aver già rifiutato una tale richiesta alle au-

torità austriache, ritenute competenti per il trattamento della domanda 

d’asilo dell’interessato. In Bulgaria, quest’ultimo è stato identificato con il 

nome C._______, nato il (…) (cfr. atto SEM n. 39/1). 

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Pagina 4 

H.  

Il 1° novembre 2021, il CURML ha trasmesso alla SEM le conclusioni della 

propria perizia medico-legale la quale ammetterebbe che l’età media 

dell’interessato sarebbe situata tra (…) e (…) anni e la sua età minima sa-

rebbe di (…) anni. Di conseguenza, non sarebbe possibile che egli abbia 

meno di 18 anni. La data di nascita da lui dichiarata potrebbe dunque es-

sere esclusa (cfr. atto SEM n. 44/12). 

I.  

L’8 novembre 2021, l’autorità inferiore ha ribadito la richiesta di ripresa in 

carico nei confronti delle autorità bulgare, trasmettendo loro le risultanze 

della perizia medico-legale (cfr. atti SEM n. 47/2, 48/1, 49/1); scritto al quale 

le autorità bulgare non hanno inizialmente dato alcuna risposta (cfr. atti 

SEM n. 55/1, 58/1, 59/1), per poi comunicare, il 27 novembre 2021, il loro 

rifiuto ribadendo che le autorità austriache sarebbero competenti per il trat-

tamento della domanda d’asilo dell’interessato (cfr. atto SEM n. 62/2). 

J.  

Il 10 novembre 2021, l’autorità inferiore ha nel frattempo assegnato all’in-

teressato un termine per esprimersi in merito a alle risultanze peritali 

(cfr. atto SEM n. 50/2); ciò che egli ha fatto con scritto del 15 novem-

bre 2021 (cfr. atto SEM n. 54/3). 

K.  

Con decisione del 24 novembre 2021, la SEM ha dunque concluso la pro-

cedura Dublino e iniziato il trattamento della domanda d’asilo dell’interes-

sato in procedura nazionale (cfr. atto SEM n. 61/1). 

L.  

Con decisione del 7 dicembre 2021, l’autorità inferiore ha modificato la data 

di nascita dell’interessato in “(…)”, considerandolo dunque maggiorenne 

(cfr. atti SEM n. 66/2, 67/1). 

M.  

Il 20 dicembre 2021, la SEM ha provveduto all’audizione sui motivi d’asilo 

(cfr. atto SEM n. 72/10). Dal verbale redatto si evince sostanzialmente che 

l’interessato ribadisce ricondurre il proprio espatrio ad un evento accadu-

togli nel 2017 o 2018. Un giorno, dopo essere rientrato da scuola, egli si 

sarebbe recato nei campi al fine di aiutare il padre nella coltivazione di 

campi di canna da zucchero. Una volta raggiunti il padre e il nonno, 

anch’egli presente, avrebbero avuto una discussione con un gruppo di sei 

o sette talebani, giunti nel campo con le loro motociclette. Questi ultimi 

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avrebbero sostenuto che il padre lavorasse per il governo afgano e che, 

per questo motivo, avrebbe dovuto consegnare loro il proprio figlio al fine 

di integrarlo nelle le loro fila, minacciandolo di morte se non avesse ottem-

perato a tale richiesta. Rifiutatosi di consegnare il proprio figlio, i talebani 

lo avrebbero inizialmente colpito con un’arma da taglio, per poi infliggere 

una tale ferita anche al nonno e, per finire, al figlio, in particolare nella parte 

posteriore del torace. Svenuto per le ferite inflittagli, quest’ultimo si sarebbe 

risvegliato solamente in ospedale, venendo a conoscenza della morte del 

padre e del nonno. In seguito a tale evento, i talebani si sarebbero recati 

sei o sette volte presso la sua abitazione al fine di scovarlo. Egli sarebbe 

riuscito ad evitare di essere catturato nascondendosi presso i propri vicini. 

In seguito al suo espatrio, essi avrebbero picchiato sua madre, la quale gli 

avrebbe successivamente comunicato di non fare mai più ritorno in Afgha-

nistan. 

N.  

Con decisione del 21 dicembre 2021, la SEM ha assegnato il caso alla 

procedura ampliata ritenendo che la domanda d’asilo necessitasse di ulte-

riori accertamenti riguardanti la plausibilità delle dichiarazioni dell’interes-

sato (cfr. atto SEM n. 76/2, 77/1). Quest’ultimo è stato contestualmente 

attribuito al Cantone D._______ (cfr. atto SEM n. 79/2). 

O.  

Con decisione del 5 gennaio 2022 (cfr. atto SEM n. 86/9), notificata all’in-

teressato il 7 gennaio 2022 (cfr. atto SEM n. 87/1), la SEM non ha ricono-

sciuto al medesimo lo statuto di rifugiato (cfr. dispositivo, punto 1), ha re-

spinto la sua domanda d’asilo (cfr. dispositivo, punto 2), pronunciato il suo 

allontanamento dalla Svizzera (cfr. dispositivo, punto 3) ma ritenuto tale 

misura non ragionevolmente esigibile, ammettendolo provvisoriamente in 

tale Paese (cfr. dispositivo, punti 4-7). 

P.  

Il 4 febbraio 2022, l’interessato ha inoltrato un ricorso (cfr. tracciamento 

dell’invio; data di entrata: 7 febbraio 2022), dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: Tribunale), concludendo, principalmente, 

all’annullamento dei punti 1, 2 e 3 del dispositivo, al riconoscimento dello 

statuto di rifugiato e alla concessione dell’asilo in Svizzera; in via subordi-

nata, egli postula la restituzione degli atti alla SEM per un complemento 

istruttorio. Egli ha inoltre presentato una domanda di assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali e del re-

lativo anticipo, con richiesta di nomina di Patrizia Testori quale difensore 

d’ufficio. 

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In sede di ricorso, l’interessato ha prodotto la procura conferita a Patrizia 

Tesori del 28 gennaio 2022, una copia della decisione impugnata, una nota 

parziale d’onorario e l’attestazione d’insolvenza rilasciata dal (…) del 1° 

febbraio 2022. 

Q.  

Con lettera del 1° febbraio 2023 il ricorrente ha chiesto al Tribunale infor-

mazioni in merito allo stato della propria procedura; richiesta alla quale è 

stato dato seguito mediante scritto del 9 febbraio 2023. 

R.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi che seguono qualora dovessero risultare decisivi per l’esito della pro-

cedura. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia di asilo sono rette dalla legge federale sulla pro-

cedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla legge 

sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (cfr. art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce quindi una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA e il Tribunale è dunque competente per statuire 

in merito allo stesso. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all’annullamento o alla modifica della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Il medesimo è pertanto legittimato ad aggravarsi 

contro quest’ultima. 

Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma 

(art. 52 cpv. 1 PA) ed entro il termine (art. 108 cpv. 2 LAsi) previsti dalla 

legge. Occorre pertanto entrare nel merito dello stesso. 

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2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dalle argomen-

tazioni delle parti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche 

della decisione impugnata (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici 

(art. 21 cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in 

questi casi può rinunciare allo scambio degli scritti. 

4.  

4.1 Nel merito, il ricorrente censura innanzitutto una violazione del diritto 

federale (art. 106 cpv. 1 lett. a LAsi) nell’esame della verosimiglianza della 

minore età da lui allegata. Contrariamente alla decisione dell’autorità infe-

riore, egli avrebbe reso verosimile di essere minorenne. 

4.2  

4.2.1 Nel caso in cui la questione della minore età dell’interessato sia con-

testata, è necessario dirimere preliminarmente tale aspetto formale 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3; DTAF 2014/30; cfr. ex pluris le sentenze 

del Tribunale D-6216/2018 del 10 luglio 2020 consid. 3.1 e D-6765/2019 

del 17 gennaio 2020 consid. 4). 

4.2.2 Nelle procedure d’asilo così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi in relazione con l’art. 12 PA, 

art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi). Essa deve concretamente procurarsi la docu-

mentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giu-

ridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo 

(cfr. DTAF 2012/21 consid. 5). Per accertare i fatti, l’autorità si serve, se 

necessario, di documenti, di informazioni delle parti, di informazioni e testi-

monianze di terzi, di sopralluoghi e di perizie (art. 12 lett. a-e PA). Da un 

lato, vi è un accertamento inesatto dei fatti quando la decisione si fonda su 

fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall’altro, vi è un accertamento in-

completo dei fatti quando non è tenuto conto di tutte le circostanze di fatto 

giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2015/10 consid. 3; KÖLZ/HÄNER/BERT-

SCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 

3a ed. 2013, n. 1043, pag. 369 e seg.). Il principio inquisitorio non è tuttavia 

illimitato, in particolare visto il nesso con l’obbligo di collaborazione delle 

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parti (artt. 13 PA e 8 LAsi; cfr. anche CHRISTOPH AUER/ANJA MARTINA BIN-

DER, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über 

das Verwaltungsverfahren VwVG, 2a ed. 2019, ad art. 12 PA, n. 9). 

4.2.3 Quando un fatto rimane non comprovato nonostante un accerta-

mento completo dei fatti giuridicamente rilevanti, occorre fare riferimento 

alle regole sulla ripartizione dell’onere della prova derivanti dall’applica-

zione analogica dell’art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 

(CC, RS 210). L’onere della prova della minore età incombe al richiedente 

asilo. In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la 

valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’inte-

ressato l’abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le con-

seguenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.1-5.4). 

4.2.4 È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano 

sufficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso 

dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all’esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell’art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, né introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l’asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l’autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev’essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1). 

4.2.5 Per quanto concerne la minore età, al richiedente l’asilo incombe 

l’onere della prova al riguardo (cfr. GICRA 2004 n. 30 consid. 5.1, 2001 

n. 22 consid. 3, 2000 n. 19 consid. 8b; DTAF 2021 VI/3 consid. 5.2; MAT-

THIEU CORBAZ, La détermination de l’âge du requérant d’asile, in: Actualité 

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du droit des étrangers, Jurisprudence et analyses, vol. II, 2015, pag. 31 e 

seg.). In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la 

valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’inte-

ressato l’abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le con-

seguenze, venendo conseguentemente considerato maggiorenne 

(cfr. DTAF 2019 I/VI consid. 5.4). 

4.2.6 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pre-

giudiziale sulla questione dell’età di un richiedente asilo. Per giungere ad 

una determinazione al riguardo, l’autorità deve basarsi sui documenti 

d’identità autentici depositati agli atti, così come sui risultati delle audizioni 

in relazione al quadro personale dell’interessato nel Paese d’origine, alla 

sua cerchia famigliare e alla sua formazione scolastica. Se necessario or-

dina una perizia medica volta alla determinazione dell’età (cfr. artt. 17 

cpv. 3 LAsi, 26 cpv. 2 LAsi e art. 7 cpv. 1 dell’Ordinanza 1 sull’asilo relativa 

a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 OAsi 1, RS 142.311). Una 

volta esperita l’istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale 

degli elementi in presenza in ossequio ai principi sopra citati 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.5). Se la SEM è convinta dell’inverosimi-

glianza della minore età dell’interessato e lo considera maggiorenne, essa 

deve motivare la propria decisione (cfr. GICRA 2002 n. 15, consid. 6b). 

4.3  

4.3.1 Nel caso di specie, il Tribunale rileva preliminarmente che, contraria-

mente a quanto fatto dinnanzi all’autorità inferiore (cfr. atto SEM n. 54/3), il 

ricorrente non mette in dubbio le risultanze della perizia medico-legale. Egli 

riconosce che esse costituiscono, in virtù della giurisprudenza dello scri-

vente Tribunale (cfr. DTAF 2018 VI/3), un forte indizio riguardante la mag-

giore età dello stesso (cfr. ricorso del 4 febbraio 2022, pag. 11 in fine). Egli 

considera tuttavia che le dichiarazioni da lui rese permetterebbero di ren-

dere verosimile la propria minore età (cfr. ricorso del 4 febbraio 2022, 

pag. 12 ab initio). È dunque necessario esaminare la fondatezza dell’ap-

prezzamento effettuato dall’autorità inferiore. 

4.3.2 In primo luogo, in sede di audizione RMNA, il ricorrente ha dichiarato 

di essere nato nel (…) secondo il calendario solare, corrispondente al (…) 

o (…) nel calendario gregoriano. L’anno del suo espatrio, rispettivamente 

del suo arrivo in Svizzera, avrebbe dunque dovuto avere circa (…) anni 

(cfr. atto SEM n. 3/2, 18/11). Egli non riesce tuttavia a fornire delle informa-

zioni relative al giorno e al mese di nascita, limitandosi ad indicare di avere, 

in quel momento, (…) anni. Egli sarebbe venuto a conoscenza della sua 

data di nascita perché comunicategli dal padre. Sentito in merito al fatto 

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che aveva invece dichiarato, una volta arrivato in Svizzera, di essere nato 

il (…), egli ha affermato che un altro ragazzo, il quale l’avrebbe aiutato a 

compilare il foglio d’entrata, avrebbe inventato il giorno ed il mese (cfr. atto 

SEM n. 18/11). Tale giustificazione non appare tuttavia essere plausibile e 

ciò anche alla luce delle risultanze dell’istruttoria. Le dichiarazioni si tro-

vano infatti in contraddizione con le informazioni rilasciate dal medesimo 

dinnanzi alle autorità austriache e bulgare. Tali informazioni non permet-

tono dunque di rendere verosimili le sue allegazioni.  

4.3.3 A tali elementi dissonanti, si aggiunga, in secondo luogo, che il ricor-

rente non è riuscito a produrre alcun documento di legittimazione o d’iden-

tità in originale. Alla copia da lui prodotta può inoltre unicamente essere 

attribuito un valore probatorio ridotto (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2). Ciò 

a maggior ragione dal momento che essa non indica alcuna data di nascita 

completa, limitandosi a riportare che al momento dell’emissione l’insor-

gente avrebbe avuto l’aspetto di una persona di (…) anni (cfr. atto SEM n. 

16/2). 

4.4 Nel complesso, il Tribunale ritiene dunque fondata la valutazione di cui 

all’avversata decisione e ciò tenuto conto del valore probatorio delle risul-

tanze peritali. Pertanto, in presenza di una fattispecie sufficientemente ac-

clarata, è al ricorrente che va imputata l’assenza di prova – da intendersi 

al grado della verosimiglianza – quanto all’asserita minore età, come già 

sopra esposto. In definitiva, è dunque possibile partire dall’assunto che il 

ricorrente non sia riuscito a rendere verosimile la propria supposta minore 

età, e che la conclusione circa la maggiore età dello stesso, sia da confer-

mare. Ne consegue che l’autorità inferiore non ha violato il diritto federale 

e ha accertato i fatti giuridicamente determinanti in modo esatto e completo 

(art. 106 cpv. 1 lett. a e b LAsi). 

A titolo abbondanziale si rileva che, nel caso di specie, non risulta inoltre 

esserci stata una violazione delle disposizioni applicabili ai minorenni non 

accompagnati, in particolare degli artt. 17 LAsi e 7 OAsi 1, siccome gli in-

teressi del ricorrente sono stati opportunatamente difesi dal rappresentante 

legale assegnato, in qualità di persona di fiducia. 

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5.  

5.1 Proseguendo nel merito, l’autorità inferiore ha ritenuto, nella propria 

decisione, che il ricorrente non fosse riuscito né a provare né a rendere 

verosimile di adempiere i requisiti necessari al riconoscimento dello statuto 

di rifugiato (artt. 3 e 7 LAsi). Per questo motivo, egli non avrebbe diritto alla 

concessione dell’asilo (art. 2 LAsi). Il ricorrente sostiene invece il contrario. 

5.2 Premesso che, essendo il ricorrente stato posto al beneficio dell’am-

missione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontanamento e 

ritenute le sue conclusioni ricorsuali, oggetto del litigio in questa sede risul-

tano esclusivamente essere il rifiuto del riconoscimento della qualità di ri-

fugiato (cfr. dispositivo, punto n. 1), il respingimento della sua domanda 

d’asilo (cfr. dispositivo, punto n. 2) e la pronuncia del proprio allontana-

mento verso l’Afghanistan (cfr. dispositivo, punto n. 3). 

5.3  

5.3.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le dispo-

sizioni della LAsi (art. 2 LAsi). L’asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera. 

Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d’ori-

gine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro 

razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo so-

ciale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d’essere 

esposte a tali pregiudizi. 

5.3.2 Chiunque domanda asilo deve provare o per lo meno rendere vero-

simile la sua qualità di rifugiato (art. 7 cpv. 1 LAsi). La qualità di rifugiato è 

resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità preponde-

rante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le allegazioni che 

su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, non corri-

spondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di prova falsi 

o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

La dottrina più autorevole riconosce quattro elementi costitutivi della “vero-

simiglianza”: le indicazioni del ricorrente devono essere, in primo luogo suf-

ficientemente fondate, in secondo luogo concludenti e, in terzo luogo plau-

sibili. Il richiedente dev’essere, inoltre, credibile. La credibilità delle affer-

mazioni del ricorrente viene, segnatamente, messa in dubbio se egli na-

sconde degli elementi importanti o se rifiuta di collaborare con l’autorità 

all’accertamento dei fatti (cfr. FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh 

Son Nguyen, Code annoté de droit des migrations, LAsi, 2015, n. 15 ad 

D-583/2022 

Pagina 12 

art. 7 LAsi). Il giudizio sulla verosimiglianza non deve ridursi a una mera 

verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev’essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa; decisivo sarà dunque determinare, da un punto di vista 

oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie 

(cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1). 

5.4  

5.4.1 Nel caso di specie, il ricorrente, sentito in merito ai propri motivi 

d’asilo, ha, in primo luogo, omesso di indicare degli elementi essenziali del 

proprio racconto nella prima audizione sui motivi d’asilo (cfr. atto SEM 

n. 18/11), per poi evocare l’esistenza di tali fatti in occasione della seconda 

audizione (cfr. atto SEM n. 72/10). Pur tenendo conto delle motivazioni da 

lui allegate, permangono diverse contraddizioni in merito all’evento cen-

trale che lo avrebbe condotto all’espatrio. In particolare, il ricorrente ha ini-

zialmente dichiarato che i talebani avrebbero ucciso il di lui padre prima di 

colpirlo (cfr. atto SEM n. 18/11, 7.01). In seguito, egli avrebbe tuttavia indi-

cato che i talebani avrebbero ucciso anche il nonno in quell’occasione 

(cfr. atto SEM n. 72/10, R23). Sentito in merito a tale incongruenza, egli 

non è riuscito a fornire una spiegazione logica (cfr. atto SEM n. 72/10, R36 

e R37). Nonostante egli sostenga di avere menzionato al proprio psicologo 

che il nonno fosse presente (cfr. ricorso del 4 febbraio 2022, pag. 6), du-

rante la prima audizione, a domanda se avesse fatto valere l’insieme dei 

propri motivi d’asilo, ha risposto che in seguito al suo espatrio la madre 

avrebbe subito un’aggressione da parte dei talebani, non menzionando la 

presenza del medesimo (cfr. atti SEM n. 18/11, 7.03). Anche se il denun-

ciante avesse menzionato la presenza del nonno alle persone citate, ciò 

non cambia il fatto che non lo abbia menzionato nel contesto dell’audizione, 

ciò che avrebbe dovuto fare in virtù del proprio obbligo di collaborazione 

(art. 8 cpv. 1 lett. c LAsi). 

5.4.2 In secondo luogo, il ricorrente ha fornito delle dichiarazioni parzial-

mente contradditorie in merito al motivo della presenza dei talebani sul 

campo in cui lavorava il padre: in un primo momento, egli ha evidenziato la 

volontà di questi ultimi a che suo padre si unisse a loro (cfr. atto SEM 

n. 18/11, 7.01); in seguito, egli ha dichiarato che essi avrebbero avuto un 

diverbio con il padre perché sostenevano lavorasse per il governo (cfr. atto 

SEM n. 72/10, R23). Seppure egli non abbia indicato esattamente il mede-

simo numero di talebani presenti durante l’aggressione nella prima (“sette 

o otto”, cfr. atto SEM n. 18/11, 7.02) e nella seconda audizione (“sei o 

sette”, cfr. atto SEM n. 72/10, R32), il Tribunale ritiene, contrariamente a 

quanto sostenuto dall’autorità inferiore, che non sia invece possibile 

D-583/2022 

Pagina 13 

considerare che tale minima divergenza contribuisca a rendere inverosimili 

le dichiarazioni del ricorrente. Il Tribunale rileva nondimeno, a titolo abbon-

danziale, che il ricorrente ha fornito delle versioni discordanti in merito alle 

ferite subite: in un primo momento dichiara di aver subito una sola ferita 

alla schiena (cfr. atti SEM n. 18/11, 7.01 e 7.02; n. 72/10, R45) per poi so-

stenere di aver subito delle ferite allo stomaco, alla schiena e al collo (cfr. ri-

corso del 4 febbraio 2022, pag. 9 ab initio). Il Tribunale rileva, a tal propo-

sito, che la giovane età del ricorrente all’epoca dei fatti e il tempo trascorso 

tra tali avvenimenti e l’audizione sui motivi d’asilo (cfr. ricorso del 4 febbraio 

2022, pag. 8) potrebbero giustificare l’assenza di precisazioni e dettagli ma 

non sono circostanze atte a giustificare tali incongruenze. 

5.4.3 In terzo luogo, il ricorrente non è riuscito a fornire delle dichiarazioni 

sufficientemente fondate in merito al tempo effettivamente passato in ospe-

dale e alle ferite subite (cfr. atti SEM n. 72/10, R43 e R44). Le sue dichia-

razioni sono molto succinte e prive di dettagli tali da renderle credibili 

(cfr. atto SEM n. 72/10, R43 e seg.). Contrariamente a quanto sostenuto 

dal ricorrente, non è tuttavia possibile attribuire la mancanza di precisione 

al fatto che il medesimo non avrebbe capito l’importanza di tale elemento 

fattuale. Egli ha dimostrato d’altronde una notevole indipendenza e matu-

rità sia nella decisione di lasciare il Paese, sia nell’organizzazione del viag-

gio di espatrio che durante quest’ultimo, avendo, secondo quanto da lui 

asserito, transitato in ben dodici Paesi prima di arrivare in Svizzera. 

5.5 Da una valutazione complessiva delle allegazioni risulta pertanto che 

la persecuzione subita ad opera dei talebani non possa essere ritenuta ve-

rosimile ai sensi dell’art. 7 LAsi. Le dichiarazioni del ricorrente sono infatti 

parzialmente contraddittorie e in parte insufficientemente fondate. Ne con-

segue che non si è rilevato necessario un esame della rilevanza dei motivi 

d’asilo da lui invocati ai sensi dell’art. 3 LAsi. La SEM ha dunque corretta-

mente rinunciato di riconoscere al ricorrente lo statuto di rifugiato e di con-

cedergli l’asilo. 

6.  

6.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione 

(art. 44 LAsi). Sono riservati i casi in cui essa deve astenersi dal pronun-

ciare tale misura (art. 32 OAsi 1; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 

consid. 10.1). 

6.2  L’insorgente, nel suo ricorso, ha impugnato implicitamente anche il 

punto 3 del dispositivo della decisione avversata concernente la pronuncia 

D-583/2022 

Pagina 14 

del proprio allontanamento in Afghanistan, senza tuttavia fornire alcuna ar-

gomentazione specifica in merito. 

6.3 Ora, visto quanto precede e non adempiendo il ricorrente le condizioni 

in virtù delle quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allon-

tanamento dalla Svizzera, il Tribunale è tenuto a confermare la pronuncia 

dell’allontanamento. 

7.  

Alla luce di quanto sopra, la decisione della SEM dev’essere confermata e 

le censure sollevate respinte. L’autorità inferiore non ha dunque violato il 

diritto federale e ha accertato in maniera esatta e completa i fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. a e b LAsi). 

8.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

9.  

9.1 Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soc-

combenza, andrebbero poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricor-

suali d’acchito sprovviste di possibilità di esito favorevole e vista l’indigenza 

del ricorrente, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal pagamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA). La domanda di gratuito patrocinio, con nomina di Patri-

zia Testori quale difensore d’ufficio, è accolta per i medesimi motivi 

(art. 65 cpv. 1 PA per rinvio dell’art. 102m cpv. 1 lett. a e cpv. 3 LAsi). 

9.2  

9.2.1 Per quanto riguarda l’indennità di patrocinio, per prassi del Tribunale, 

nei casi in cui è stato nominato un patrocinatore d’ufficio, la tariffa oraria 

per oscilla tra i CHF 100.− ed i CHF 150.− per i rappresentanti professionali 

che non sono avvocati (art. 12 in relazione con l’art. 10 cpv. 2 TS-TAF); 

solo le spese necessarie vengono indennizzate (art. 8 cpv. 2 TS-TAF). Poi-

ché nel caso in narrativa la legale del ricorrente ha presentato un conteggio 

delle ore dedicate allo svolgimento delle proprie attività, l’indennità è fissata 

tenendo conto di tale nota parziale e degli atti di causa (art. 14 cpv. 1 e 2 

TS-TAF). 

D-583/2022 

Pagina 15 

9.2.2 Con parziale nota d’onorario, allegata al ricorso del 4 febbraio 2022, 

Patrizia Testori ha postulato il riconoscimento di tredici ore d’attività. Nel 

ricorso essa precisa che si tratterebbe di 14 ore di attività ad una tariffa 

oraria di CHF 193.86 (IVA inclusa) più un forfait di CHF 54.− per un importo 

complessivo di CHF 2'768.04. 

9.2.3 Innanzitutto, la tariffa oraria applicata dalla patrocinatrice non rientra 

nei limiti considerati per i mandatari professionali che non beneficiano di 

un brevetto d'avvocato, ed è quindi da ricondurre a CHF 150.– all'ora. In 

secondo luogo, il tempo indicato per lo svolgimento del mandato appare 

giustificato anche tenendo conto della lettera di informazioni sullo stato 

della procedura del 1° febbraio 2023. In terzo luogo, il forfait di CHF 54.− è 

respinto poiché non giustificato. 

9.2.4 L’onorario per patrocinio d’ufficio può quindi essere complessiva-

mente fissato sulla base della predetta nota e degli atti di causa in 

CHF 2’100.−, oltre a CHF 161.70 d’IVA, per complessivi CHF 2’261.70. 

10. La presente decisione non può essere impugnata mediante ricorso in 

materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF); essa è pertanto definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 16 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

La domanda di gratuito patrocinio, con nomina di Patrizia Testori quale di-

fensore d’ufficio, è accolta. 

4.  

Non si prelevano spese processuali. 

5.  

Alla patrocinatrice d’ufficio, Patrizia Testori, è accordato un onorario com-

plessivo di CHF 2'261.70 a carico della cassa del Tribunale. 

6.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Kevin Togni 

 

 

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