# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a97a6f6d-12fb-53cd-935f-cc30086f7f91
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.06.2003 INC.2003.23702
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-23702_2003-06-20.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.23702

  .

  	
  Lugano

  20 giugno 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria
  presentata il 13 giugno 2003 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto al PCT,
  6904 Lugano-Cadro

  (rappr. dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa con preavviso negativo del 16/17 giugno
  2003 dal

  

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico avv. __________

  
	
   

  	
   

  

 

viste le osservazioni, al
preavviso negativo, presentate dalla difesa il 18 giugno 2003;

 

 

visto l'incarto MP __________;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto

 

 

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato il
16 aprile 2003, con contestuale promozione dell'accusa per le ipotesi di reato
di appropriazione indebita qualificata, subordinatamente semplice,
amministrazione infedele qualificata, subordinatamente semplice, mancato
assassinio, subordinatamente mancato omicidio (doc._ inc. GIAR __________).

L'arresto è stato confermato, da
questo giudice lo stesso giorno, ritenuta la presenza di gravi indizi di
colpevolezza (in modo evidente, date le ammissioni, per i reati finanziari) e
necessità istruttorie (doc. _ inc. GIAR __________).

 

 

 

B.

 

Due sono le fattispecie oggetto
d'inchiesta. In sintesi: da un lato __________ è accusato di essersi
appropriato, rispettivamente di aver amministrato infedelmente, di denaro di
proprietà di __________ che era stato depositato su relazioni bancarie delle
quali egli __________ era procuratore, e ciò per ca. 3 milioni di FRS. D'altro,
ed in relazione al ferimento al volto di __________ avvenuto a __________ il 24
febbraio 2003 in circostanze poco chiare, egli è accusato di aver agito
intenzionalmente e con l'intenzione di uccidere.

 

 

C.   

 

Con l'istanza qui in discussione,
__________ chiede di essere posto in libertà provvisoria.

Nei due mesi dall'arresto
l'istruttoria si è, a suo dire, concentrata sugli ipotizzati reati contro la
persona. In relazione ai reati finanziari, ammessi nel principio, è stata
prospettata l'assunzione di nuovi atti (sostanzialmente interrogatori) a breve
termine (Istanza 13 giugno 2003, p. 2 terzo paragrafo).

L'accusato esclude che, allo
stadio attuale, vi siano concreti rischi di compromissione delle risultanze
istruttorie finora assunte (ibidem, p. 2 quarto paragrafo) e si dichiara
disponibile a sottostare a determinate misure a salvaguardia dell'inchiesta
(deposito documenti, presenza giornaliera in polizia, impegno a non contattare
chichessia).

A giudizio dell'istante, gli
accertamenti concernenti i reati finanziari (ammessi e riscontrabili tramite
documenti bancari) non possono essere compromessi neppure volendo, quelli
relativi all'ipotesi di reato contro la persona, nella misura in cui già
acquisiti, non possono subire modifiche di sorta a seguito di qualsivoglia sua
attività.

 

 

D.

 

Con il preavviso negativo (16
giugno 2003) il Procuratore pubblico si oppone alla messa in libertà
provvisoria dell'istante.

 

Con prolisse argomentazioni (che
spesso travalicano quanto necessario per il presente giudizio ed interessano,
se del caso, il giudice del merito), il magistrato inquirente indica nelle
ammissioni dell'accusato i gravi indizi di reato per quanto concerne le ipotesi
accusatorie relative ai reati finanziari e nel movente egoistico, in uno con le
differenti versioni sulla dinamica dei fatti fornite da accusato e vittima,
quelli relativi alle ipotesi di reato contro la persona.

Non vi sono dubbi, sempre secondo
il magistrato inquirente, sullo "svuotamento" da parte dell'accusato
del conto intestato a __________ (ca. 3 mio FRS), come peraltro ammesso dallo
stesso accusato. Rimane da accertare il destino dato alle somme prelevate. Su
questo punto __________ ha fornito, inizialmente, una versione poi dichiarata
fasulla e sostituita da altra a sostegno della quale avrebbe, però, fornito
documentazione incompleta (Preavviso 16 giugno 2003, p. 2).

Quanto al ferimento di
__________, la versione dell'incidente fornita dall'accusato si scontra sia con
le contraddizioni e la poca credibilità della  dinamica dei fatti così come
ricostruita dallo stesso __________ (dimenticanza casuale sulla scrivania dello
studio, per tre giorni, di una SIG 210 con colpo in canna e cane armato;
assenza di spiegazioni in relazione alla "preparazione" dell'arma
pronta al fuoco; assenza di credibilità sugli effetti - presenza dell'arma
carica - delle minacce ricevute; percorso illogico per raggiungere lo
__________ e mostrargli l'arma in questione - Preavviso, punti 2 c., d., e.,),
sia con la diversa ricostruzione dei fatti fornita dallo __________
(nessun'arma sulla scrivania; indicazioni diverse sul percorso effettuato da
__________ per raggiungerlo prima dell'"incidente"- Preavviso, punti
2 b., g., h.). A ciò si aggiunge, sempre a dire del Procuratore pubblico, la
presenza di un movente (in relazione allo svuotamento del conto bancario -
Preavviso punto 2 a.) e la relativa inusualità dell'invito ad entrare in casa
(Preavviso, punti  2 i. e j.).

 

Dovendosi ancora determinare (o
ricostruire) il destino effettivo delle somme sottratte e completare gli
accertamenti relativi alla ricostruzione della dinamica del ferimento (oltre
che eseguire una perizia psichiatrica), il magistrato inquirente ritiene che
questi ulteriori accertamenti, ed il consolidamento di quelli già acquisiti, 
debbano avvenire senza rischio che l'accusato possa in qualche modo
intralciarli. Concreti indizi in tal senso vengono individuati
nell'atteggiamento di __________ in relazione al destino delle somme prelevate
indebitamente e nel tentativo già posto in atto di influenzare possibili
testimoni (Preavviso, p. 3 e p. 7/8).

 

Quasi abbondanzialmente, il
magistrato inquirente segnala che la pena, in caso di condanna per tutti i
reati ascritti, sarebbe importante. Ciò fa sì che un pericolo di fuga non può
essere escluso (Preavviso, p.8).

 

 

E.

 

Con le osservazioni del 18 giugno
2003, la difesa riprende e contesta i singoli punti del preavviso negativo.

In merito ai reati finanziari e
relativi accertamenti ancora da esperire, afferma che la versione fornita
inizialmente circa la destinazione delle somme prelevate era conseguente alla
necessità di concordare con il patrocinatore la linea difensiva. Quanto alla
documentazione, relativa alle spese per la casa, la difesa afferma che della
sua incompletezza era stato informato (a voce) l'agente di polizia presente
alla perquisizione. Da ultimo, gli accertamenti ancora da esperire (verifiche
delle fatture presso gli artigiani) non paiono in alcun modo influenzabili
dall'accusato (Osservazioni 18 giugno 2003, p. da 3 a 7).

In merito alle ipotesi di reato
contro la persona, secondo la difesa, la questione del movente non tiene (la
eventuale morte di __________ avrebbe fatto emergere il conto a lui intestato -
Osservazioni p.8) e il fatto che __________ non abbia visto la SIG 210 sulla
scrivania è irrilevante, visto il suo percorso per avvicinarsi a questa e la
posizione della pistola (Osservazioni, p. 9). La credibilità dell'istante nulla
ha a che vedere con l'inquinabilità delle prove (Osservazioni, p. 10) e la
versione di __________ sul percorso effettuato da __________ per avvicinarlo è
un'ipotesi, non una dichiarazione su quanto constatato (Osservazioni, p. 11).

Le osservazioni ribadiscono,
inoltre, la non inquinabilità delle prove già raccolte (come di quelle ancora
da assumere) e ribadisce volontà di accettare misure sostitutive a salvaguardia
dell'inchiesta. 

L'episodio del contatto con la
moglie (con inviti vari) è, sempre secondo la difesa, poco indicativo di un
concreto pericolo di collusione; trattasi di un episodio legato a rapporti
personali tra i coniugi, ora compromessi (Osservazioni, p. 13).

 

Da ultimo, ed in merito al
paventato pericolo di fuga, la difesa afferma che la motivazione addotta
(rischio di pena elevata) è manifestamente insufficiente a giustificare il
perdurare della detenzione. 

 

 

 

Delle altre osservazioni e/o
argomentazioni delle parti si dirà, se del caso, nei considerandi che seguono.

 

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

 

 

 

1.

 

__________, accusato e detenuto,
è certamente legittimato alla presentazione dell'istanza di libertà
provvisoria, che è stata trasmessa a questo ufficio nei termini di legge. Il
termine per decidere scade il 19 giugno 2003 e, essendo (quest'ultimo) giorno
festivo, è protratto al 20 giugno 2003 (art.20 cpv. 3 CPP).

 

 

2.

 

I principi che reggono la materia, pur se noti alle
parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico
del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge,
sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5) 

 

 

3.

 

a)

Gravi e concreti indizi di reato
sono presenti nel caso in esame, sia per i reati di carattere patrimoniale, sia
quelli contro la persona.

b)

Non occorre qui spendere molte
parole in relazione alle ipotesi di reati patrimoniali. Gli elementi in tal
senso, già emersi nei contatti tra le due parti prima dell'avvio del
procedimento penale, sono stati ammessi dall'accusato fin dal suo primo verbale
davanti al Procuratore pubblico:

 

"Io voglio qui precisare
che lunedì mattina, 14.4.2003, ho avuto un incontro presso gli uffici della
__________ con il mio avvocato, __________ e l'Avv. __________. In tale
incontro, l'avv. __________ mi ha rimproverato di aver effettuato dei
prelevamenti sul conto di __________ per complessivi 3 milioni di frs. Io in quella
sede ho detto, e lo riconfermo, che ho indebitamente prelevato dei fondi dal
conto __________ di pertinenza di __________. Per semplicità quando nel
presente parlo del conto __________ di pertinenza di __________ mi riferisco
alla relazione bancaria aperta a suo tempo presso __________, ricordo a memoria
il numero di base cioé __________." (Verbale PP 16 aprile 2003 p.3) 

 

La sostanza di queste ammissioni,
peraltro conformi con quanto risulta dalla documentazione già acquisita (cfr.
Verbale PP __________ 14 aprile 2003 e relativi allegati), è stata recentemente
ribadita dall'accusato (Verbale PP 3 giugno 2003, p. 1). 

 

Quanto sopra basta a configurare
gravi indizi di reato, anche a prescindere da questioni relative all'ammontare
preciso dei prelievi, all'entità di eventuali "riversamenti", alla
tipologia della gestione concordata e alle informazioni fornite a __________
circa lo scopo e le caratteristiche della procura (Verbale PP 3 giugno 2003, p.
1; Verbale PP 16 aprile 2003, pp. 3 e 4).

 

c)  

Per ciò che attiene le ipotesi di
reato contro la persona, numerosi sono gli aspetti non chiari (o non ancora
chiariti) in merito alla dinamica dei fatti, dinamica non priva d'importanza
(per non dire determinante) per l'accertamento dell'esistenza o meno dei reati indicati
nella promozione d'accusa.

Innanzitutto, non sono chiari i
motivi per i quali __________ è stato invitato ad entrare in casa ed in studio.
L'accusato, quando era ancora indiziato per lesioni colpose, fa riferimento al
fatto che __________ poteva mostrargli come si fa a smontare una
"parabellum" (Verbale PP __________ 25 febbraio 2003 p. 3).
__________, che ha si riferito della richiesta relativa allo smontaggio della
"parabellum" (Verbale PP 27 febbraio 2003, p. 2), ha poi precisato
che il motivo principale stava nel fatto che __________ doveva mostrargli i
conti (Verbali PP __________ 14 aprile 2003, p. 8 e 22 aprile 2003, p. 5) ed ha
parlato di un disinteresse dell'accusato per l'operazione di smontaggio
dell'arma (ibidem).

Pure non chiara è la situazione
(localizzazione) dell'arma, che ha ferito __________, al momento in cui i due
sono entrati in casa, rispettivamente nello studio. Per __________ si trovava
sulla scrivania, carica, disassicurata e con il cane alzato, e ciò da tre
giorni (Verbali PP __________ 25 febbraio 2003, p. 4 e 9 maggio 2003 p. 10),
mentre __________, che alla scrivania si è seduto per smontare la
"parabellum", non l'ha vista (Verbale PP __________ 27 febbraio 2003,
p.2, 14 aprile 2003 p.8, 22 aprile p.5). Inoltre, __________ si dice sicuro che
prima dello sparo __________, che era uscito dallo studio per orinare, è
rientrato dirigendosi direttamente verso di lui (Verbale PP __________ 22
aprile 2003, p. 5), quindi senza "passare" dalla scrivania come
afferma, invece, l'accusato (Verbale PP __________ 10 maggio 2003, p. 5). Da
qui l'incertezza sulla posizione dell'arma, con conseguenze sul momento ed il
motivo per cui l'accusato l'ha presa in mano. Ora, se è vero che __________ non
stava guardando __________, al momento in cui questi rientrava nello studio, è
altrettanto vero che in un locale relativamente piccolo lo spostamento di una
persona, e la sua voce, possono fornire indicazioni circa la sua posizione e/o
il suo spostarsi.

D'altro canto l'accusato non ha
spiegato come e perché l'arma carica e pronta al tiro si trovasse da qualche
giorno in quel locale (praticamente incustodita), perché era stata preparata al
tiro (con cane alzato), quale fosse lo scopo di mostrarla a __________ senza
nulla accennargli in merito prima che partisse il colpo (cfr. Verbali PP
__________ 25 febbraio 2003, p. 4/5, 9 maggio 2003, p. 3 e 9, __________ 22
aprile 2003, p. 4). Soprattutto, l'accusato non fornisce spiegazione alcune sul
perché egli, collezionista ed appassionato d'armi, dopo aver preso in mano la
SIG 210, per avvicinarsi all'amico e mostrargliela, non si sia accorto dello
stato dell'arma e non abbia provveduto  renderla inoffensiva (Verbale PP
__________ 25 febbraio 2003, p. 5, 9 maggio 2003 p. 3, 10 maggio 2003, p. 4/5).

Non da ultimo (eufemisticamente
parlando), la posizione delle due persone al momento in cui il proiettile è
partito (entrambi si trovavano in piedi, __________ dietro __________) e le
modalità d'impugnazione dell'arma da parte dell'accusato (all'altezza delle
spalle e puntata verso __________ -Verbale __________ 25 febbraio 2003, p. 5)
con __________ che viene colpito al volto, destano ulteriori perplessità (che
si aggiungono a quanto si è appena detto) sulla dinamica dei fatti così come
indicata dall'accusato. 

Quanto al movente, a prescindere
dal fatto che ancora recentemente lo svuotamento di un conto bancario è stato
ritenuto quale movente di un mancato omicidio (Assise criminali Lugano 17
maggio 2002), la sua esistenza (così come indicato dal magistrato inquirente) non
può essere esclusa nel caso in esame (e non lo sarebbe neppure se fosse
accertato che l'esistenza del conto depauperato sarebbe comunque venuto a
galla, anche solo per il fatto che le eventuali spiegazioni che l'accusato
poteva fornire non avrebbero potuto essere contraddette da __________).

Alla luce di tutto quanto
esposto, anche per le ipotesi di reato contro la persona sono dati (a questo
stadio dell'inchiesta e senza voler minimamente anticipare giudizi di merito
che non sono nella competenza di questo giudice) sufficienti indizi di reato.

 

 

4.

 

a)

In relazione alle necessità
istruttorie atte a giustificare la misura cautelare di privazione della
libertà, non è inutile ricordare i seguenti principi: 

 

 

"

-        
In relazione ai bisogni istruttori,
atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre
ricordare che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori
in quanto tali, o con gli accertamenti            (ancora) da effettuare, bensì
con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente)
espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G.
Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid,
Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il
fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in
quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw.
die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op.
cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa
pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente,
l'esito.

 

-        
E', inoltre, necessario che questa
possibilità di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su
elementi concreti: "Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des
Bundesgerichtes die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in
Freheit kolludieren könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder               die
Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen
vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117
Ia 257, cons. 4 c.).

 

-        
Gli elementi di concretezza del
pericolo vanno individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova
da assumere e nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo
di prova. Ad esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di
collusione non può essere invocato in modo astratto a giustificazione del
mantenimento della misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato
nei confronti del teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una
possibile convergenza d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della
deposizione (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice
atteggiamento di diniego dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal
senso (DTF 90 IV 66; Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS
1999, § 68 no 13).

      (GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

Va da sé che i criteri
sopra esposti richiedono applicazione  più restrittiva allorquando l'inchiesta
(e la detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

b)

Si ha allora che
la parte dell'inchiesta inerente i reati patrimoniali non è ancora conclusa, in
particolare resta da determinare l'effettivo destino delle somme prelevate. 

Su questa
questione l'accusato ha dato, di fatto, versioni divergenti. In un primo tempo
ha indicato, con dovizia di particolari, la consegna a terzi (per
esportazione/compensazione) per successivo deposito, sul conto di una SIM, in
banca estera con filiale in Svizzera (Verbale PP __________ 16 aprile 2003,
p.7), rifiutandosi di fornire indicazioni atte ad identificare il corriere e la
banca. Successivamente ha indicato il nome della SIM, poi risultata inesistente
o comunque non situata dove indicato (Verbale GIAR __________ 16 aprile 2003,
p. 3). Nei successivi verbali ha, invece, indicato, quale destinazione delle
somme, la costruenda casa di __________. Poco importa che ciò sia dovuto alla
volontà di discutere una linea di difesa, come egli sostiene. Non è privo di
significato il fatto che tale necessità (che non si è esplicata con il semplice
silenzio) sia sorta solo in relazione alla destinazione delle somme. 

L'accertamento
del destino di queste ultime non è importante solo per la qualifica giuridica
del reato (appropriazione indebita o amministrazione infedele, fine di lucro) e
per la determinazione dell'eventuale pena (ex art. 63, motivi a delinquere -
cfr. DTF 116 IV  288) ma anche per l'eventuale recupero delle stesse e la
conseguente applicazione dell'art.59 CP. Trattasi di uno specifico elemento
probatorio (provento di reato).

Vi è pertanto la
necessità di accertare se non vi siano somme ancora nella disponibilità
dell'accusato (non necessariamente solo in Ticino o in Svizzera) prima che egli
possa (se del caso ulteriormente) sottrarle al (eventuale) recupero da parte
degli inquirenti. Le versioni diverse fornite dall'accusato costituiscono, di
fatto, serio indizio di un concreto pericolo di inquinamento (nella forma di un
ulteriore spostamento delle somme in questione, rispettivamente, laddove
possibile, nella forma della cancellazione di "tracce") delle prove
(GIAR 9 agosto 2001 in re G.C.; REP 1980 p.45) quo alla reale destinazione dei
fondi. La necessità di portare a termine la ricostruzione di tale destino,
anche sulla base delle recenti indicazioni fornite dall'accusato, senza che
quest'ultimo possa in qualche modo intervenire a modificare la situazione di
fatto, è esigenza che deve essere salvaguardata.

Non si dimentichi
che, secondo le dichiarazioni di __________ stesso, la casa è costata ca. 2
milioni (di cui solo una parte in nero), mentre gli importi sottratti sono
stimati globalmente attorno ai 3 milioni di franchi (Verbali PP __________ 16
aprile 2003 e 3 giugno 2003; verbale PP __________ 14 aprile 2003).

Meno concreto,
ancorché non totalmente assente, appare il pericolo di collusione con gli
artigiani che, qualora avessero ricevuto pagamenti in nero, potrebbero avere
interessi divergenti ad una corretta ricostruzione da quelli dell'accusato e,
quindi, essere poco influenzabili da quest'ultimo.

 

c)

Anche la parte
d'inchiesta relativa alle ipotesi di reato contro la persona, non è ancora
conclusa, accertamenti di tipo tecnico sono ancora in corso e le versioni
dell'accusato e di __________ debbono (ancora) essere approfondite, se del caso
consolidate, e poste a confronto. Lo stesso dicasi di altre circostanze, di
carattere più circostanziale (motivazioni circa la presenza dell'arma carica in
casa, le minacce ricevute, le paure della o per la moglie, ecc. - cfr. Verbale
PP __________ 9 maggio 2003, p. da 4 a 9) sulle quali la moglie dell'accusato è
teste non di marginale importanza.

Anche queste
necessità istruttorie debbono essere salvaguardate da possibili interventi
dell'accusato.

La gravità del
reato ipotizzato, ed il carattere indiziario dell'inchiesta, rendono di
particolare importanza anche la raccolta di indizi minimi, rispettivamente di
elementi circostanziali; i particolari rapporti con la vittima (nonché con
testimoni come la moglie) inducono a maggior rigore nella protezione della
raccolta degli elementi, quindi nell'approfondimento e nella verifica delle
versioni della vittima e dei testi.

Ne consegue che i
contatti che __________ ha cercato di avere (passando un biglietto al fratello
durante una visita) con la moglie, fornendogli anche indicazioni sul come
comportarsi in caso di interrogatorio (cfr. verbale PP __________ 28 maggio
2003, p.2), non possono assolutamente essere sottovalutati, come sembra fare la
difesa (Osservazioni 18 giugno 2003, p. 12  ).Anzi, debbono essere letti in uno
con altri atteggiamenti, per certi versi analoghi, che __________ ha assunto
nei confronti di __________, dopo i fatti e prima dell'arresto, cercando di
incontrarlo nonostante questi non lo desiderasse (Verbale PP __________ 15
aprile 2003 ed allegati).

Queste
circostanze non sono semplici atteggiamenti di diniego da parte dell'accusato
(in sé non sufficiente a fondare pericolo di collusione e/o d'inquinamento
delle prove - SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257), bensì elementi concreti
(oggettivi e soggettivi) che permettono di ritenere che egli, se posto in
libertà, potrebbe cercare di indurre vittima e testi a modificare (edulcorare o
rendere dubitative) le dichiarazioni già rese. Si ricorda che si tratta di
testi con i quali l'accusato intrattiene (o, perlomeno ha intrattenuto)
relazioni personali e che in simili casi determinati atteggiamenti di un
accusato nei confronti dell'inchiesta possono anche giungere a giustificare
persistenza del pericolo di collusione fino al dibattimento (sul principio: DTF
95 I 242).

 

d)

Da tutto quanto
sopra (punto c.), si desume un concreto pericolo di collusione in merito agli
accertamenti necessari al chiarimento di aspetti non secondari della
fattispecie (per analogia: Rep 1980 p.45, SJ 1981 p. 379/380). L’istruttoria è
in corso da circa due mesi e si è proceduto agli accertamenti immediatamente
possibili in modo celere. E’ vero che è stata data priorità ad alcuni atti
d'inchiesta per rapporto ad altri, tuttavia non si può pretendere che tutto
venga fatto in contemporanea dal primo giorno e occorre considerare che  vi
sono prove la cui assunzione, con il trascorrere del tempo, diviene
maggiormente a rischio.

Va da sé, invece,
che non è sugli esiti delle perizie psichiatriche che si concretizza pericolo
di collusione o inquinamento delle prove ( GIAR 28 febbraio 2002 in re P., inc.
492.2001.3).

Quanto alle
misure sostitutive indicate dalla difesa, si deve considerare che le stesse
sono atte a limitare il pericolo di fuga ma poco idonee a scongiurare quello di
collusione e/o inquinamento (ciò vale anche per  il "divieto di contattare
terzi"). Pacifico che a poco valgono, a questo proposito, le semplici
dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso.

 

 

5.

 

Il pericolo di fuga, per
giustificare carcerazione preventiva, deve essere concreto e rivestire di una
certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto
in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento
penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena
presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre valutare
l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale,
i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e
tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF
19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH
1997, no. 701). Il preavviso negativo, su questo punto, si limita a parlare
della pena presumibile. Ne consegue che non sono indicati (né immediatamente
deducibili dall'incarto) sufficienti elementi atti a fondare concreto pericolo
di fuga.

 

 

 

 

 

 

6.

 

Il carcere preventivo sin qui
sofferto, e quello ancora ragionevolmente prevedibile, da __________ è, alla
luce della complessità dei fatti, della gravità oggettiva dei reati ascritti e
delle pene ipotizzabili in caso di condanna, ancora rispettoso del principio di
proporzionalità.

Non si pone, nel caso in esame (e
come visto più sopra al considerando 3) il problema della proporzionalità della
misura cautelare non tanto in termini generali e per rapporto al comminatoria
di pena, bensì nell'ambito del rapporto tra durata del carcere e gravità degli
indizi (cfr. anche G. Piquerez, op. cit., no. 2333; REP 1988 416).

 

Il presente giudizio, relativo a
libertà personale, è esente da tasse e spese.

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

Visti gli artt. 95 ss. CPP, 9,
10, 31 CF,  138, 158, 111, 112 CPS;

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      L’istanza di
libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.

 

 

2.      Non si prelevano
tasse e spese.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera
dei Ricorsi Penali, Lugano, entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione a:

          -    avv. __________ per sé e per l'accusato;

          -    Procuratore pubblico avv. __________;

             (con copia delle
osservazioni e con l'incarto MP __________ di ritorno);

         -    Direzione PCT, 6904
Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
__________