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**Case Identifier:** 301c9621-bef9-5662-9165-8c526f1ac935
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-06-16
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 16.06.2015 A 2014 44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2014-44_2015-06-16.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 14 44

4a Camera  

presidenza Racioppi
giudici Stecher, Meisser 
attuario ad hoc Paganini

SENTENZA
del 16 giugno 2015

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____ SA,

rappresentata dll'Avvocato Dr. iur. Andri Mengiardi, 

ricorrente

contro 

Comune di X._____,

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Andrea Toschini, 

convenuto

concernente imposta sul trapasso di proprietà

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1. Con contratto del 19 dicembre 2003 B._____, C._____, D._____ e 

E._____ formavano una società semplice denominata "F._____", con lo 

scopo di acquistare la particella n. 209 nel Comune di X._____ per 

erigervi un immobile abitativo, i cui appartamenti sarebbero stati venduti 

risp. proposti in affitto. Ogni socio doveva apportare ¼ del capitale proprio 

necessario, vale a dire fr. 167'500.-- ciascuno. Portata a termine la 

costruzione di dodici appartamenti e sei parcheggi, la società vendeva 

cinque appartamenti e tre parcheggi, restando perciò ancora proprietaria 

di sette appartamenti e tre parcheggi.  

2. Con contratto di conferimento in natura dell'11 giugno 2014 la società 

semplice "F._____" conferiva il suo patrimonio con l'attivo e il passivo 

giusta l'art. 181 CO alla A._____ SA (società anonima costituita dai 

sopraccitati soci). Il valore di assunzione corrispondeva a fr. 798'592.20, il 

quale veniva assunto per l'importo di fr. 400'000.-- come capitale 

azionario e per l'importo restante di fr. 398'592.20 come debito nei 

confronti dei soci della società semplice, ora azionisti della A._____ SA. 

Tra gli attivi rilevati figuravano i sette appartamenti e i tre parcheggi 

dell'immobile n. 209 di X._____. Come già era il caso per la società 

semplice, i soci partecipano in parti uguali alla società anonima (100 

azioni ognuno al valore nominale per azione di fr. 1'000.--). 

3. Con lettera del 3 luglio 2014 l'avv. Cristina Keller scriveva al Municipio di 

X._____ affermando che la trasformazione della società semplice in una 

anonima per mezzo di trasferimento di attivo e passivo ai sensi dell'art. 

181 OR non sottostarebbe all'imposta sul trasferimento di proprietà, 

essenzialmente poiché essendo i soci della società semplice rilevata ora 

azionisti della società anonima con la stessa partecipazione, la proprietà 

dell'immobile sarebbe, dal punto di vista economico, rimasta nelle 

identiche mani. 

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4. Con decisione del 1° ottobre 2014 il Comune di X._____ decideva che nel 

caso della A._____ SA dovrebbe essere percepita l'imposta sul trapasso 

di proprietà dell'1% sul valore venale dei fondi trasferiti. Come 

argomentazione, il Comune sosteneva sostanzialmente che l'apporto in 

una società anonima non costituirebbe un cambiamento del potere di 

disporre economicamente del fondo, unicamente se chi procede 

all'apporto mantiene in seno alla società una partecipazione finanziaria di 

maggioranza assoluta (oltre il 50 % delle azioni). Visto che, nel presente 

caso, nessuno dei soci avrebbe posseduto una quota superiore a un ½, 

per la quale ora possiederebbe oltre il 50 % dei diritti di voto e delle 

azioni, la facoltà di disporre economicamente del fondo non 

apparterrebbe ad un socio di maggioranza bensì alla società anonima, 

quale persona giuridica indipendente. 

5. Contro questa decisione il 30 ottobre 2014 la A._____ SA (ricorrente) 

presentava ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni 

chiedendone l'annullamento. La ricorrente asseriva fondamentalmente 

che le norme in questione andrebbero interpretate in base alla loro ratio, 

per cui si guarderebbe al risultato pratico della norma, che varierebbe a 

seconda del contesto. Così, nel caso concreto, ci sarebbe una perfetta 

identità tra i soci della precedente proprietaria e i soci della società 

rilevatrice, indipendentemente dalla percentuale di partecipazione nella 

nuova società anonima. Non si sarebbe perciò verificata alcuna modifica 

del potere economico di disporre delle proprietà trasferite dalla società 

semplice alla società anonima. 

6. Con presa di posizione del 14 novembre 2014 il Comune di X._____ 

(convenuto) chiedeva il rigetto del ricorso. Il convenuto adduceva 

fondamentalmente gli argomenti espressi nella decisione impugnata, 

sostenendo, in breve, che l'apporto di un fondo da una persona fisica (o 

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giuridica) a una società anonima costituirebbe in principio un trapasso di 

proprietà di tipo sia civile che economico soggetto a tassazione. 

L'immobile passerebbe infatti dalla facoltà di disposizione della persona 

fisica a quella della società anonima. Un'eccezione esente imposta 

sarebbe data soltanto se chi procede all'apporto mantiene una 

partecipazione finanziaria di maggioranza assoluta.

7. Con replica dell'8 dicembre 2014 la ricorrente (ora patrocinata) 

manteneva invariati i petiti n. 1 e 2, modificava il petito n. 3 nel senso che 

le spese procedurali e ripetibili oltre all'8 % di IVA siano a carico del 

convenuto, e avanzava la richiesta procedurale di concessione dell'effetto 

sospensivo al ricorso. Nel merito, la ricorrente censurava a complemento 

delle sue allegazioni la nullità della decisione impugnata. La decisione, 

difatti, non sarebbe esecutiva siccome sia la motivazione che il dispositivo 

non permetterebbero di desumere l'ammontare dell'imposta. Di 

conseguenza, alla ricorrente non sarebbe possibile impugnare in modo 

adeguato la decisione. La decisione sarebbe quindi affetta da un vizio 

grave per cui ne converrebbe la sua nullità. In relazione al potere 

economico di disporre, la ricorrente affermava che il trapasso di proprietà 

unicamente civile dalla società semplice alla ricorrente non 

modificherebbe il potere economico di disporre degli ex-soci (e nuovi 

azionisti). Infatti, nella società semplice i soci avrebbero detenuto identici 

diritti, sia in termini economici che per quanto riguarda il peso del voto e 

quindi al potere di disporre del fondo n. 209. Con il trapasso della parcella 

alla ricorrente, il potere di disporre di fatto su questo fondo non sarebbe 

cambiato. Nessuno dei soci avrebbe disposto allora di una posizione 

dominante in merito al fondo n. 209; ne conseguirebbe che tramite il 

trasferimento di proprietà del fondo n. 209, nessuno dei soci alienerebbe il 

proprio potere di disporre. Il trapasso di proprietà civile sarebbe soltanto 

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la conseguenza dell'obiettivo di optare per una forma giuridica più 

consona a un'apparizione commerciale.

8. Duplicando, in data 27 gennaio 2015, il convenuto affermava che la 

decisione qui impugnata si limiterebbe ad accertare l'obbligo contributivo 

e l'aliquota. Non sarebbe pertanto una decisione esecutiva ma 

semplicemente una decisione preliminare che presupporrebbe per il 

seguito l'emanazione di un'ulteriore formale decisione di tassazione. Per 

questo non potrebbe essere promossa alcuna esecuzione né tantomeno 

richiesto il pagamento, per cui la richiesta di concedere l'effetto 

sospensivo sarebbe priva di oggetto. Il Comune non avrebbe comunque 

nessuna intenzione di procedere all'incasso prima dell'evasione del 

ricorso (in base a queste considerazioni, con scritto del 28 gennaio 2015 il 

giudice istruttore non riteneva necessario conferire l'effetto sospensivo al 

ricorso). In merito alla critica di nullità della decisione impugnata, il 

convenuto ribatteva che detta decisione sarebbe una decisione 

preliminare e come tale ammessa da costante giurisprudenza e emanata 

in seguito alla presa di posizione della precedente patrocinatrice della 

ricorrente, anziché attendere l'esito dell'intero procedimento. Il convenuto 

ribadiva che al centro della sua tesi vi sarebbe la circostanza che nel 

sistema giuridico e fiscale svizzero la società anonima sarebbe un 

soggetto fiscale a tutti gli effetti. Eccetto il caso in cui l'alienante è anche 

azionista di maggioranza assoluta in seno alla società anonima, quando 

una società anonima acquisisce un immobile essa – e non i suoi singoli 

azionisti – sarebbe dunque tenuta a pagare le imposte sul trapasso di 

mano. L'unico caso in cui più azionisti di minoranza potrebbero essere 

considerati assieme – analogamente alla figura dell'azionista di 

maggioranza assoluta – sarebbe quello dei coniugi risp. dei coniugi 

insieme ai figli minorenni. Il trapasso del fondo dai soci alla società 

anonima avrebbe comportato il trapasso effettivo ed economico del fondo 

dalle mani di quattro persone fisiche in quelle di una società anonima. 

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Considerando in diritto:

1. Oggetto del presente litigio è la decisione del convenuto del 1° ottobre 

2014.  La controversia verte sul tema a sapere se il trapasso di un fondo 

(nel caso concreto la particella n. 209) per mano di più persone fisiche 

detentori in proprietà comune del fondo ad una società anonima a cui 

partecipano quali azionisti in parti uguali le stesse persone fisiche, 

sottostia o meno all'imposta sul trapasso di proprietà. La tempestività e la 

forma del presente ricorso, nonché la legittimazione ad esso della 

ricorrente sono qui pacificamente date, per cui si può entrarne nel merito. 

2. Innanzitutto – vista anche la censura sollevata dal ricorrente – va vagliato 

se sussistono vizi cagionanti la nullità della decisione impugnata.

a) La nullità di un atto amministrativo può essere invocata in ogni momento 

e può essere constatata d'ufficio da qualsiasi autorità dello Stato (DTF 

139 II 243 cons. 11.2, 137 I 273 cons. 3.1, 122 I 97 cons. 3a, 115 Ia 1 

cons. 3, 101 II 149 cons. 3). Per costante prassi, una decisione 

amministrativa viziata è di regola annullabile, ma non nulla (DTF 104 Ia 

172 cons. 2c con riferimenti). Affinché una decisione sia nulla occorre che 

il vizio di cui questa è affetta sia particolarmente grave, evidente o 

perlomeno facilmente riconoscibile e, infine, che l'accertamento della 

nullità non metta in pericolo in modo serio la sicurezza del diritto (DTF 

132 II 21 cons. 3.1, 116 Ia 215 cons. 2c con riferimento a 104 Ia 172 

cons. 2c; PTA 1993 no. 84). Di norma, vengono considerati quali vizi 

particolarmente gravi l'incompetenza dell'autorità adita (PTA 1990 nn. 1 e 

35) o la notificazione difettosa di una sentenza cagionante un pregiudizio 

alla parte interessata risp. l'assenza di notificazione (DTF 122 I 97 cons. 

3a/aa e bb). Per contro, altri difetti e in particolare gli errori riguardanti il 

merito della decisione ne provocano solo raramente la nullità (DTF 132 II 

http://links.weblaw.ch/it/BGE-139-II-243
http://links.weblaw.ch/it/BGE-122-I-97
http://links.weblaw.ch/it/BGE-115-IA-1
http://links.weblaw.ch/it/BGE-101-II-149
http://links.weblaw.ch/it/BGE-104-IA-172
http://links.weblaw.ch/it/BGE-104-IA-172
http://links.weblaw.ch/it/BGE-132-II-21
http://links.weblaw.ch/it/BGE-116-IA-215
http://links.weblaw.ch/it/BGE-104-IA-172
http://links.weblaw.ch/it/BGE-122-I-97
http://links.weblaw.ch/it/BGE-132-II-21

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21 cons. 3.1, 122 I 97 cons. 3a/aa, 104 Ia 176 cons. 2c e riferimenti; PTA 

1993 no. 84). 

Questo vale p.es. persino in merito a una decisione di tassazione di un 

credito fiscale, la quale, sebbene sia intervenuta la prescrizione, non è da 

considerarsi nulla (anche se si tratta di un termine di perenzione), bensì 

soltanto impugnabile (DTF 133 II 366 cons. 3.4 con riferimento a BINDER, 

Die Verjährung im schweizerischen Steuerrecht, diss. Zurigo 1985, p. 

312).

b) Nel caso di specie, dopo che la ex patrocinatrice della ricorrente si era 

rivolta proattivamente al convenuto, facendo valere che la fondazione 

della società anonima per mezzo di conferimento in natura da parte dei 

soci della società semplice non potrebbe dare origine a un'imposta sul 

trapasso di proprietà, il convenuto aveva fondamentalmente due 

possibilità per reagire. Da una parte, esso avrebbe potuto portare avanti 

la procedura di tassazione, chiarendo sia la questione 

dell'assoggettamento all'imposta che quella dell'ammontare dell'imposta; 

oppure, dall'altra – come infine è stato deciso –, stabilire preliminarmente 

la questione sollevata dell'assoggettamento all'imposta nel senso di una 

decisione pregiudiziale. Nel seguito occorre decidere sulla liceità di tale 

decisione. 

c) La decisione di accertamento impugnata è da intendersi come un 

preavviso, il quale a sua volta può essere classificato secondo i termini: 

decisione preliminare, intermedia o incidentale. Decisioni statuenti 

anticipatamente su una questione materiale (Vorentscheide) – nel caso 

concreto sull'assoggettamento all'imposta – sono generalmente 

ammesse. Il Tribunale federale si è già dovuto esprimere in merito al 

quesito di sapere se nell'ambito del diritto fiscale esiste un diritto 

all'emanazione di una decisione di accertamento. In una causa 

http://links.weblaw.ch/it/BGE-132-II-21
http://links.weblaw.ch/it/BGE-122-I-97
http://links.weblaw.ch/it/DTF-104-IA-172

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concernente il Cantone dei Grigioni riguardante le ripercussioni di una 

fattispecie non ancora terminata nel quadro delle imposte federali, esso 

affermava che il preavviso si distingue dalla mera informazione in quanto 

esso, secondo il suo contenuto nonché la sua natura, corrisponde ad una 

decisione di accertamento alla cui emanazione – ove vi siano le 

condizioni – sussiste un diritto (imponibile) anche al di fuori di una 

procedura pendente (cfr. DTF 126 II 514 cons. 3b con rinvii). Il Tribunale 

federale nega tuttavia la necessità dell'emanazione di un preavviso, 

qualora la questione possa essere decisa nell'ordinaria procedura di 

tassazione. Sempre nel caso specifico menzionato, il tribunale adito 

aggiungeva che l'autorità avrebbe dovuto accontentarsi della consueta 

informazione, invece di emettere una decisione di accertamento. Dal 

momento che sarebbe stata ingiustamente emanata una decisione, essa 

veniva dunque annullata (cfr. DTF 126 II 514 cons. 3f). 

d) Nel caso summenzionato, il Tribunale federale ha dunque annullato il 

preavviso risp. la decisione di accertamento in seguito al ricorso 

dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), tuttavia essa non 

è stata dichiarata nulla. Ne consegue che, nel caso in esame, la decisione 

di accertamento 1° ottobre 2014 (accertamento secondo cui sarebbe 

avvenuto un trapasso economico di proprietà, fatto che comporterebbe 

un'imposta sul trapasso di proprietà) è tuttalpiù impugnabile, ma non può 

essere considerata nulla. A ciò si aggiunge il fatto che lo scritto della ex 

patrocinatrice del ricorrente si poteva evidentemente intendere come 

richiesta di emanazione di una decisione di accertamento, a cui il 

convenuto ha poi dato seguito. Non si può spiegare altrimenti come mai 

ella inoltri una presa di posizione dettagliata prima ancora dell'apertura 

della procedura di tassazione, secondo la quale il negozio giuridico in 

questione non comporterebbe un'imposta sul trapasso di proprietà. 

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e) Alla luce di tutto ciò, può rimanere aperta la questione se il convenuto era 

tenuto a pronunciare una decisione di accertamento giusta l'art. 26 cpv. 1 

lett. b LGA o se invece avrebbe dovuto eseguire direttamente la 

procedura di tassazione. Ad ogni modo, nel caso concreto non sussiste 

alcuna nullità. 

3. a) Occorre dunque accertare se sussiste un motivo di impugnazione. 

L'art. 49 cpv. 4 LGA sancisce che le disposizioni determinanti il corso 

della procedura e le misure provvisionali, nonché altre decisioni 

intermedie sono impugnabili solo se causano alla parte interessata uno 

svantaggio probabilmente irreparabile (lett. a), oppure se vengono 

espressamente emanate quali decisioni impugnabili singolarmente, se in 

tal modo è probabilmente possibile semplificare la procedura (lett. b). 

b) La decisione di accertamento 1° ottobre 2014 è indubbiamente una 

decisione intermedia ai sensi dell'art. 49 cpv. 4 LGA. A questo punto si 

pone la domanda se contro di essa il ricorrente non doveva innanzitutto 

sollevare opposizione scritta all'autorità di tassazione del convenuto 

giusta l'art. 29 cpv. 1 della legge cantonale sulle imposte comunali e di 

culto (LImpCC; CSC 720.200). Se il rimedio dell'opposizione di cui all'art. 

29 cpv. 1 LImpCC è dato anche contro decisioni intermedie oppure 

soltanto contro decisioni di tassazione definitive è una questione che qui 

può essere lasciata aperta. Il convenuto, nell'indicazione del rimedio 

giuridico, ha esplicitamente designato quale istanza di ricorso il Tribunale 

amministrativo, per cui – anche per evitare un rinvio puramente 

formalistico – è ammessa la separata impugnabilità in questa sede della 

decisione 1°ottobre 2014 quale decisione intermedia (art. 49 cpv. 4 lett. b 

LGA). Qui di seguito si entrerà dunque nel merito delle censure materiali 

sollevate dalla ricorrente. 

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4. a) Con l'entrata in vigore della LImpCC al 1° gennaio 2009, la riscossione 

delle imposte di passaggi di proprietà comunali è regolata in modo 

esaustivo dal diritto cantonale. Competenze comunali esistono soltanto 

ancora per la determinazione della rispettiva aliquota d'imposta fino a 

un'aliquota massima del 2 % (art. 12 cpv. 1 LImpCC) nonché nel quadro 

delle disposizione cantonali sull'organizzazione delle autorità (art. 27 

LImpCC). Tenendo conto delle disposizioni comunali riguardo all'aliquota 

d'imposta e dell'organizzazione autoritativa, decisivi per la questione qui 

discussa dei presupposti per la riscossione di un'imposta sul trapasso di 

proprietà sono quindi esclusivamente gli artt. 7 segg. LImpCC. Il Tribunale 

amministrativo adotta, secondo costante giurisprudenza, una visuale 

economica ampia in merito alla tassazione dei passaggi di proprietà. 

Pertanto, un mero passaggio di proprietà civile, attraverso il quale non 

cambia il potere di disposizione sul fondo, non costituisce una fattispecie 

legata al trapasso di proprietà fiscale (vgl. Sentenze del Tribunale 
amministrativo del Cantone dei Grigioni A 11 25 del 5 luglio 2011, A 11 9 

del 28 giugno 2011, A 01 49 del 23 ottobre 2001, A 01 19 del 10 luglio 

2001, PTA 1998 n. 43). Tale prassi è stata fissata legalmente a livello 

cantonale con l'emanazione della legge sulle imposte comunali e di culto. 

Secondo questa, l'imposta sul trapasso di proprietà viene riscossa in caso 

di trapasso di proprietà di un fondo o di una parte di un fondo situato nel 

comune (art. 7 cpv. 2 LImpCC). Giusta l'art. 8 cpv. 1 LImpCC per trapasso 

di proprietà si intende ogni trasferimento del potere di disporre 

effettivamente ed economicamente di un fondo. Al cpv. 2 della stessa 

norma vengono elencati, a titolo di esempio, alcune fattispecie che 

vengono tipicamente sottoposte ad una visione economica. Visto che 

l'imposta sul trapasso di proprietà è un'imposta sulle transazioni 

giuridiche, essa non può essere estesa a piacimento a qualsiasi 

fattispecie di carattere economico. Solamente laddove l'acquisizione del 

potere di disporre economicamente su un fondo sta al centro del negozio 

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giuridico, deve essere riscossa un'imposta sul trapasso di proprietà 

(messaggio del Governo del Cantone dei Grigioni sulla LImpCC, foglio n. 

3/2006-2007, p. 217). L'art. 8 cpv. 3 LImpCC prevede un'esenzione 

dall'imposta sul trapasso di proprietà per l'apporto di un fondo in una 

società di persone, nella misura in cui non ne viene modificato il diritto 

economico. Integralmente esenti dall'imposta sul trapasso di proprietà 

sono poi le fattispecie di cui all'art. 9 LImpCC (cfr. per il tutto STA A 13 55 

del 18 febbraio 2014 cons. 2).

b) Quale trapasso di proprietà giuridico-civile conta il passaggio di proprietà 

civile (di diritto reale) su un fondo (o una parte di esso) dall'attuale 

soggetto giuridico ad un altro. In più, occorre un valido titolo giuridico e, di 

regola, l'iscrizione al registro fondiario (cfr. art. 656 cpv. 1 del Codice civile 

svizzero [CC; RS 210]). Un trapasso economico di proprietà sussiste 

invece ogni qualvolta che delle componenti significative del potere 

economico di disporre su un fondo passano dall'attuale persona 

autorizzata a disporre (cioè il proprietario economico) ad un terzo, senza 

che i rapporti civili di proprietà subiscano necessariamente dei 

cambiamenti (RICHNER/FREI/KAUFMANN/MEUTER, Kommentar zum Zürcher 

Steuergesetz, 3a ed., Zurigo 2013, § 216 n. 60 segg.). Di conseguenza, il 

trasferimento di un fondo da un azionista unico alla sua società  non 

comporta un'imposta sul trapasso di proprietà – sebbene esso rappresenti 

un passaggio di proprietà giuridico-civile –, poiché l'azionista può 

continuare a disporre del fondo immesso attraverso la sua società 

anonima. Se, tuttavia, il proprietario del fondo da conferire possiede 

soltanto una partecipazione minoritaria della società anonima rilevatrice, 

allora va riscossa un'imposta sul trapasso di proprietà, ossia su tutto il 

valore commerciale del fondo (cfr. VON RECHENBERG, Handkommentar 

zum Bündner Gemeinde- und Kirchensteuergesetz, Coira 2009, p. 47; 

messaggio del Governo [op. cit.] p. 216). Determinante affinché si possa 

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assumere che si tratti di un trapasso di proprietà economico è perciò il 

fatto che componenti significative del potere di disporre inerenti alla 

proprietà fondiaria vengano trasferite (per il tutto cfr. STA A 13 55 del 18 

febbraio 2014 cons. 2). Siccome la disposizione sull'imposta in questione 

non può ripercuotersi solo negativamente nei confronti del contribuente, 

un trasferimento di proprietà di carattere civile non può essere 

assoggettato ad un'imposta sul trapasso di proprietà, qualora attraverso il 

rispettivo negozio giuridico non cambi il potere economico di disporre 

(STA A 05 32 del 12 luglio 2005 cons. 2b con riferimento a ZGRG 3/1993, 

p. 52 segg). 

c) La società anonima qui ricorrente costituisce una società immobiliare ai 

sensi dell'art. 8 cpv. 2 lett. b LImpCC. Tale società e caratterizzata dal 

fatto di avere esclusivamente, oppure in prevalenza, come scopo lo 

sfruttamento della valorizzazione della sua proprietà terriera o il suo 

utilizzo quale capitale d'investimento, mentre il tutto può verificarsi 

attraverso alienazione, locazione, affitto oppure costruzione della stessa 

(ZGRG 4/06, p. 130; messaggio [op. cit.] p. 216; SSK [ed.], 

Steuerinformationen, Die Besteuerung der Grundstückgewinne, AFC, 

Berna, ottobre 2012). Se un acquirente raggiunge la maggioranza delle 

azioni di una società immobiliare, l'imposta sul trapasso di proprietà viene 

riscossa sul valore complessivo dell'immobile. Attraverso l'acquisto della 

maggioranza delle azioni muta il potere economico di disporre su tutto il 

rispettivo immobile, per cui – in tal caso – deve essere assoggettata 

all'imposta sul trapasso di proprietà l'intera proprietà immobiliare. Il potere 

di disporre sugli immobili di una società rappresenta un'unità inscindibile 

(messaggio [op. cit.] p. 216, ZGRG 4/06 p. 130). 

d) Il convenuto sostiene che l'apporto di uno o più fondi in una società 

anonima non comporti un'imposta sul trapasso di proprietà soltanto 

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qualora il conferente sia azionista di maggioranza assoluta (risp. azionista 

unico) e detenga oltre il 50 % dei diritti di voto nella società anonima. Il 

convenuto misconosce, tuttavia, che tale costellazione rappresenta 

solamente un esempio di un trapasso giuridico-civile di proprietà senza 

trapasso economico di proprietà (così nelle decisioni del Tribunale 

amministrativo sopraccitate e anche nel messaggio [op. cit.] p. 216 e in 

ZGRG 4/06 p. 129).

Nel caso in giudizio, sussiste un passaggio di proprietà di carattere 

giuridico-civile. Prima del negozio giuridico, ogni socio della società 

semplice detentore del fondo in proprietà comune partecipava sia 

finanziariamente che decisionalmente (con diritto di voto) in parti uguali a 

tale fondo. Dopo il conferimento in natura, sebbene ogni socio ora 

partecipi nuovamente in parti uguali, ossia per 1/4 delle azioni alla società 

anonima, il fondo è a tutti gli effetti divenuto proprietà della società 

anonima qui ricorrente. Se però si valuta il negozio giuridico del trapasso 

di proprietà secondo il principio di cui all'art. 7 LImpCC, il potere di 

disporre economico è rimasto invariato. Dal profilo economico, difatti, così 

come prima del negozio tre dei soci unitamente potevano disporre sul 

fondo (cfr. punto V.3 del contratto costitutivo della società semplice, dove 

si stabilisce che le delibere necessitano della maggioranza assoluta e che 

ogni socio dispone di un voto – allegato 3 della ricorrente) anche dopo, 

parimenti, tre degli azionisti ne dispongono unitamente siccome ognuno di 

essi possiede un pacchetto d'azioni corrispondente al 25 % del capitale 

azionario. Inoltre, per disporre del fondo è necessaria l'approvazione da 

parte di tre azionisti. Da un approccio puramente economico emerge 

quindi che attraverso il passaggio di proprietà giuridico-civile il potere di 

disporre non è cambiato. Di conseguenza, non è dovuta un'imposta sul 

trapasso di proprietà. 

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e) Nel caso di specie, come appena esposto, si tratta dunque di un ulteriore 

esempio di un trapasso di carattere giuridico-civile di proprietà senza 

trapasso economico di proprietà. Il potere di disporre prima e dopo del 

negozio giuridico non è mutato. Tuttavia, appena uno degli attuali azionisti 

(oppure un terzo) dovesse acquisire la maggioranza delle azioni della 

società anonima immobiliare, giusta l'art. 8 cpv. 2 lett. b LImpCC sarebbe 

poi dovuta l'imposta sul trapasso di proprietà sul valore complessivo 

dell'immobile (messaggio [op. cit.] p. 216, STA A 99 37; ZGRG 4/99 p. 

138 segg.). Per questi motivi, nel caso concreto va sostenuto un 

approccio economico a favore della ricorrente: In questo momento non 

insorge nessuna imposta sul trapasso di proprietà, mentre che nel caso di 

un cambiamento determinante (p.es. per mezzo dell'acquisizione di più 

del 50 % delle azioni) verranno riscosse delle imposte sul trapasso di 

proprietà sull'intero valore dell'immobile risp. nel caso della vendita di una 

singola unità per piano, sul valore di quest'ultima. Il ricorso si rileva 

dunque fondato e va accolto. 

5. In considerazione dell'esito della vertenza il comune convenuto perde la 

causa e deve quindi in applicazione dell’art. 73 cpv. 1 della legge sulla 

giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100) assumersi le spese della 

presente procedura pari a fr. 1'500.--  nonché, in applicazione dell'art. 78 

cpv. 1 LGA, rimborsare alla parte vincente le spese ripetibili. Secondo la 

inoltrata nota d'onorario del 6 febbraio 2015, l'avvocato della ricorrente – il 

quale ha solamente redatto la replica – ha fatturato complessivamente 9 

ore a fr. 250.--. Per la redazione della replica, le 7 ore rimostrate dal 

patrocinatore appaiono esagerate, per cui è opportuno ridurre l'indennizzo 

all'importo di fr. 1'500.--. La ricorrente è una società anonima, la quale – 

stando alla dichiarazione del suo legale – non è assoggettata all'imposta 

sul valore aggiunto (IVA) e perciò non autorizzata alla deduzione 

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dell'imposta precedente. L'indennizzo di fr. 1'500.-- a titolo di ripetibili 

deve perciò includere l'IVA.

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Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione d'accertamento del Comune di X._____ 

del 1° ottobre 2014 è annullata. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 302.--

totale fr. 1'802.--

il cui importo sarà versato dal Comune di X._____ entro trenta giorni dalla 

notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune di X._____ è tenuto a versare alla A._____ SA fr. 1'500.--(IVA 

inclusa) a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]

In data 2 settembre 2015 il ricorso interposto al Tribunale federale à stato 

dichiarato inammissibile (2C_709/2015).