# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4dfbde33-ec9f-5508-a712-b128186e10eb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-02-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.02.1999 15.1998.4
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-4_1999-02-05.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00004

  15.98.00005

  	
  Lugano

  5 febbraio 1999 /FP/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur
  Martinelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 20
novembre 1997 di

 

                                          __________

patr.
dall’avv. __________

 

e sul ricorso 4 dicembre 1997
di

 

                                          __________

patr.
dall’avv. __________ 

contro

 

l’operato dell’UEF di
Locarno nell’esecuzione n. __________
promossa da

 

                                          __________

patr.
dall’avv. __________

 

nei confronti di

 

                                          __________

 

richiamata
l’ordinanza presidenziale 12 gennaio 1998, con la quale al ricorso 4 dicembre
1997 è stato concesso l’effetto sospensivo;

 

viste
le osservazioni 8 gennaio 1998 dell’UEF di Locarno      

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                   A.      La __________
procede nei confronti di __________ per l’incasso del proprio credito.

 

                                 B.      Il
6 maggio 1997 l’UEF di Locarno ha eseguito un primo pignoramento dei beni di
proprietà dell’escusso. Tale pignoramento si è rivelato infruttuoso, non avendo
l’Ufficio rinvenuto beni o redditi pignorabili. Su richiesta della creditrice l’UEF
di Locarno ha comunicato il 2 giugno 1997 che il debitore è indipendente, non
percepisce alcuna rendita e si mantiene con i soldi prelevati dalla cassa
pensione.

 

                                 C.      Sulla
base di tale dichiarazione la __________ ha richiesto la continuazione
dell’esecuzione, chiedendo in particolare il pignoramento della somma prelevata
dalla cassa pensione, che il debitore stesso ha dichiarato essere fonte del suo
attuale sostentamento. Il 10 novembre 1997 l’UEF di Locarno ha rilasciato un
attestato di carenza di beni sulla base delle dichiarazioni rese dall’escusso
il 28 ottobre 1997. Egli ha infatti affermato di non aver mai posseduto uno
yacht in __________ e di non possedere beni mobili o immobili o crediti da
incassare o pignorare. Per quanto concerne l’assicurazione previdenza
professionale __________ di __________, il debitore ha comunicato che l’intera
somma assicurata è stata riscattata nel 1996

 

                                 D.      Con
ricorso 20 novembre 1997 la __________ si è aggravata contro l’attestato di
carenza di beni n. __________ del 10 novembre 1997 sostenendo che l’UEF di
Locarno avrebbe omesso di indagare ulteriormente allo scopo di accertare
l’esistenza di eventuali beni di proprietà del debitore. In particolare
l’Ufficio avrebbe dovuto richiedere all’__________ di __________ e
all’assicurazione di previdenza professionale, ulteriori informazioni in merito
ad eventuali averi bancari detenuti da __________ e all’ammontare dell’importo
versato a titolo di libero passaggio ai sensi della LPP.

 

                                 E.      Con
scritto 21 novembre 1997 l’UEF di Locarno ha ordinato all’__________, sede
principale di __________ il blocco di tutti gli averi bancari di proprietà
dell’escusso, nonché il rilascio di tutti gli estratti relativi ai conti
intestati a __________ e l’ammontare della somma di libero passaggio
dell’assicurazione LPP versata al debitore.

                                 F.      Con
ricorso 4 dicembre 1997 __________ insorge contro tale provvedimento chiedendo
che ne venga accertata la nullità ed in via subordinata , postula
l’annullamento dell’atto impugnato. L’ordine impartito dall’UEF di Locarno
__________ violerebbe il principio della specialità essendo generalizzato a
tutti gli averi bancari dell’escusso. Inoltre il provvedimento sarebbe stato
emanato da un ufficio territorialmente incompetente.

 

                                 G.      Delle
osservazioni dell’UEF di Locarno si dirà, se del caso, in seguito.  

 

 

Considerando 

 

in diritto:                1.      I ricorsi 20 novembre 1997 della __________ e 4
dicembre 1997 della __________ sono entrambi diretti contro l’operato dell’UEF
di Locarno nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti di __________.
I gravami si basano sul medesimo complesso di fatti. Di conseguenza si
giustifica la congiunzione delle procedure di cui agli inc. __________ e inc.
__________. Il giudizio di congiunzione, che determina la definizione delle
vertenze con una sola sentenza, preso nell’ossequio del principio dell’economia
processuale, ha natura ordinatoria e può essere pronunciato d’ufficio: le cause
congiunte conservano comunque la loro individualità nel senso che i dispositivi
restano separati e possono essere impugnati anche singolarmente (Flavio Cometta,
Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2.1.1.a ad art. 5, p. 96 s.).

 

                                 2.      Per
l’art.91 cpv. 1 n. 2 LEF il debitore è tenuto sotto minaccia di pena ad
indicare, sino a concorrenza di quanto sia necessario per un sufficiente
pignoramento, tutti i suoi beni, compresi quelli che non sono in suo possesso,
come pure i crediti e i diritti verso terzi.

                                           L’ufficio
di esecuzione deve attenersi alle indicazioni fornite dal debitore,
avvertendolo dei suoi obblighi, come pure delle conseguenze penali
dell’inosservanza (cfr. art. 91 cpv. 6 LEF). L’ufficio non è tenuto ad
effettuare indagini allo scopo di reperire eventuali beni pignorabili se non vi
sono indizi concreti in tal senso (cfr. André E. Lebrecht, Basler Kommentar zum
SchKG, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.12 ad art. 91). Il creditore ha la
possibilità di richiedere un pignoramento complementare nel caso in cui egli
sia a conoscenza di altri beni non dichiarati dal debitore (cfr. André E. Lebrecht,
op. cit., n.12 ad art. 91).

                                 3.      Nel
caso di specie l’UEF di Locarno ha interrogato __________ il 28 ottobre 1997 e
le sue dichiarazioni sono state allegate al verbale di pignoramento/attestato
di carenza di beni 10 novembre 1997. L’Ufficio ha reso attento il debitore
delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione. L’operato dell’Ufficio è
quindi da ritenere corretto non essendo ravvisabile alcuna violazione dei
propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico di __________ ed il
gravame 20 novembre 1997 della __________ deve essere respinto. L’eventuale
occultamento di beni pignorabili da parte del debitore potrà trovare, se del
caso, tutela presso le opportune sedi penali.

 

                                 4.      Giusta l’art 89 LEF se il debitore soggetto
all’esecuzione in via di pignoramento, ufficio d’esecuzione , ricevuta la
domanda di continuazione, procede senza indugio al pignoramento o vi fa
procedere dall’ufficio del luogo dove si trovano i beni da pignorare.  Se i
beni sono situati fuori dal circondario d’esecuzione, il pignoramento può
essere eseguito unicamente dall’ufficio competente del luogo dove sono situati
i beni da pignorare, il quale verrà incaricato in via rogatoriale ex art. 4 LEF
di procedere al pignoramento (cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n. 5 e ss. ad art.
89; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna
1997, § 22 n.19, p.152/153). La violazione di tale disposizione imperativa
rende nullo il pignoramento ( cfr. André E. Lebrecht, op. cit., n. 12 ad art.
89; Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 24, p. 153). Per l’art. 91 cpv. 4 LEF i
terzi che detengono beni del debitore o verso i quali questi vanta crediti
hanno, sotto minaccia di pena, lo stesso obbligo di informare del debitore. I
terzi non possono rifiutarsi di indicare eventuali beni del debitore invocando
il segreto professionale o bancario (cfr. Amonn/Gasser, op. cit. , § 22 n. 35).

 

                                 5.      Nel
caso in esame l’UEF di Locarno ha ordinato il 21 novembre 1997, presso
__________, il blocco di tutti gli averi bancari di __________. Si tratta di
una misura conservativa urgente attuabile anche prima dell’esecuzione del
pignoramento (cfr. Amonn/Gasser, op. cit., § 22 n. 65, p. 160; DTF 109 III 13
cons. 2).

                                           Orbene,
tale modo di agire configura una violazione delle disposizioni relative alla
competenza territoriale in materia di esecuzione del pignoramento che implica
l’annullamento del provvedimento impugnato. La creditrice dovrà, se del caso,
indicare con precisione la succursale __________ a __________ dove sono
depositati eventuali averi bancari del debitore. In tal caso l’UEF di Locarno
incaricherà, in via rogatoriale, l’ufficio di esecuzione di Zurigo, competente
per il circondario del luogo di situazione dei beni da pignorare, di effettuare
le necessarie verifiche. La Banca è obbligata a dar seguito ad un eventuale
ordine impartitole dall’UEF di Zurigo in ossequio a quanto stabilito dall’art.
91 cpv. 4 LEF.

                                           Va
inoltre rilevato che se l’Ufficio rogato dovesse accertare, contrariamente alle
affermazioni dell’escusso verbalizzate il 28 ottobre 1997, beni presso una
succursale __________ di __________ __________ verrebbe segnalato al Ministero
pubblico in conformità degli art. 4 e 181 CPP.  Ne consegue l’accoglimento del
ricorso 4 dicembre 1997 __________.  

 

                                 6.      Non
si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF)
e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato
per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art. 89 e 91 LEF

 

pronuncia:            1.      Le procedure di cui agli inc. 15.98.4 e 15.98.5,
sono dichiarate congiunte.

 

                                 2.1.   Il ricorso 20 novembre 1997 della __________      2.2.     Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

                                           

                                 2.3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                 3.1.   Il
ricorso 4 dicembre 1997 di __________ __________, è accolto.

 

                                 3.2.   E’
annullato il provvedimento 21 novembre 1997 reso nell’ambito dell’esecuzione n.
__________ a carico di __________ __________

 

                                 3.3.   Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.

                                           

                                 3.5.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF

 

                                 4.      Intimazione
a:

                                         -
__________ 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria