# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7cd8606c-a4b0-529a-af83-d3dd3181cd7f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-02-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 04.02.1997 12.1996.239
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1996-239_1997-02-04.html

## Full Text

Incarto n.

  12.96.00239

  	
  Lugano

  4 febbraio 1997/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente, 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente per giudicare nella causa ordinaria
appellabile OA.96.65 della Pretura del
distretto di Bellinzona, promossa con petizione 19 febbraio 1996 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr.
  dallo studio legale __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   

  

 

con cui
l’attore ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 38’661.40
oltre interessi a titolo di mercede dell’appaltatore; 

 

Domanda avversata
dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione;

 

E ora
sull’eccezione di prescrizione sollevata dalla convenuta e respinta dal Pretore
con la sentenza 28 novembre 1996;

 

Appellante
la convenuta, che con atto di appello del 5 dicembre 1996 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di accogliere l’eccezione;

 

Mentre
l’attore nelle osservazioni del 27 gennaio 1997 chiede la reiezione del gravame
con protesta di spese e ripetibili.

 

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

1.  - se
deve essere accolto l’appello

2.   -
tassa di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                  A.   L’attore
procede per ottenere dalla convenuta il pagamento dei seguenti importi:

 

                                         -     fr. 
1’747.50   di cui alla fattura dell’8 febbraio 1989 (doc. G);

-     fr.     492.--     di cui alla fattura del 27 dicembre 1989 (doc. I);

                                         -     fr.
36’421.90 di cui alla fattura del 12 dicembre 1995 (doc. E);

 

                                         Le
fatture riguardano opere di capomastro (doc. E, G) e la fornitura di alcuni
vasi (doc. I), prestazioni avvenute tra il 1988 e il 1991.

 

 

                                  B.   Nella
risposta del 1° aprile 1996 la convenuta si è opposta alla petizione, eccependo
preliminarmente l’intervenuta prescrizione delle pretese attoree ai sensi dell’art.
128 cifra 3 CO.

                                         Si
tratterebbe infatti di prestazione d’artigiano soggette al termine quinquennale
di prescrizione, che si sarebbe in concreto compiuto, essendo i lavori
terminati già nel 1990.

 

 

                                  C.   L’attore
ha per sua parte escluso l’applicabilità del termine di prescrizione di 5 anni
di cui all’art. 128 CO, ed ha comunque precisato che parte dei lavori sarebbe
stata eseguita nell’aprile e nel giugno del 1991.

 

 

                                  D.   Nel
giudizio qui impugnato il Pretore ha in primo luogo osservato che la pretesa
relativa alla fornitura dei vasi (fattura doc. I) dipenderebbe da un contratto
di compravendita, e sarebbe perciò soggetta al termine ordinario di
prescrizione.

                                         Le
opere d’appaltatore dovrebbero invece essere considerate come una prestazione
unica, volta alla manutenzione e al ammodernamento del  fondo della convenuta,
e di complessità ed importanza tali da escludere l’applicazione del termine
abbreviato di prescrizione.

                                         Al
medesimo risultato si giungerebbe anche considerando le prestazioni
singolarmente, dovendosi comunque ammettere che esse hanno superato la soglia
di semplici riparazioni e visto che l’art. 128 CO costituisce norma eccezionale
da applicare in maniera restrittiva.

                                         Dal
che la reiezione dell’eccezione.

 

 

                                  E.   Con
tempestivo gravame datato 5 dicembre 1996 la convenuta ha chiesto la riforma
del pronunciato pretorile nel senso di accogliere l’eccezione di prescrizione,
ribadendo in sintesi la tesi secondo cui le prestazioni fornite dall’attore non
costituirebbero un tutt’uno, e si limiterebbero in definitiva a semplici lavori
di muratura per un’abitazione unifamiliare, rientranti come tali nella nozione
di prestazione d’artigiano di cui all’art. 128 cifra 3 CO.

 

 

                                  F.   Delle
osservazioni 27 gennaio 1997 dell’attore, che postula la reiezione del gravame
con protesta di spese e ripetibili, si dirà, se necessario, nei successivi considerandi.

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto:

 

 

 

                                   1.   L’art.
128 cifra 3 CO invocato dalla convenuta prevede un termine di prescrizione
abbreviato di 5 anni “per lavori d’artigiani”.

                                         La
norma deroga al termine ordinario di 10 anni (art. 127 CO) e riveste pertanto
carattere di eccezione. Ne consegue che dovrà essere esaminato con rigore se
ricorrano le premesse per la sua applicazione (DTF 109 II 115, 109 II
431; II CCA 5 novembre 1993 in re V. SA/R.).

                                         Secondo
il Tribunale federale, l’unico criterio determinante in proposito è la natura
dell’opera che l’appaltatore si è impegnato ad allestire nell’ambito del
contratto di appalto in questione.

                                         In
questo senso, il lavoro d’artigiano è caratterizzato dall’attività manuale,
assistita da semplici attrezzi o apparecchi e nella quale vi è poco spazio per
l’utilizzazione di macchinari, attività che si contrappone alla produzione
meccanica in serie (II CCA 6 dicembre 1991 in re G./I. SA).

                                         Siffatto
lavoro deve perciò in concreto essere prevalente o almeno equivalente alle
altre prestazioni dell’appaltatore, in particolare agli aspetti intellettuali e
scientifici, organizzativi ed amministrativi del suo adempimento (DTF
116 II 428 e segg., 109 II 115 e 116; II CCA 18 maggio 1994 in re F.R.
SA/Z., 3 settembre 1991 in re R. SA/S. SA; Gauch, Der Werkvertrag, 4.
edizione, n. 1285 e segg.).

 

                                1.1   L’onere
della prova circa l’esistenza delle premesse per l’applicabilità del termine di
prescrizione abbreviato incombe alla parte che se ne prevale (II CCA 17
dicembre 1993 in re B. e llcc./B. e llcc.; Kummer, Berner Kommentar, n.
165 ad art. 8 CC), in questo caso alla convenuta.

 

                                1.2   Per
quanto concerne l’attività dell’impresario costruttore, questa Camera nella
sentenza pubblicata in Rep. 1984, pag. 145 e segg., ha già avuto modo di
stabilire, dopo approfondito studio di dottrina e giurisprudenza che può essere
qui integralmente richiamato, che il credito relativo all’esecuzione di
importanti opere da capomastro soggiace al periodo ordinario di prescrizione.

                                         Tale
indirizzo giurisprudenziale è in seguito stato costantemente confermato da
questa Camera (negli ultimi anni: II CCA 15 maggio 1996 in re P./W., 24
febbraio 1995 in re B. SA/I., 18 maggio 1994 in re F. SA/Z.; cfr. anche Gauch,
opera citata, n. 1292). 

 

 

                                   2.   Stanti
questi principi, l’eccezione sollevata dalla convenuta può trovare solo
parziale protezione.

 

                                2.1   L’affermazione
pretorile secondo cui il credito di cui alla fattura per la fornitura dei vasi
soggiacerebbe al termine ordinario di prescrizione in quanto derivante da
compravendita è rimasta all’atto pratico inimpugnata -il gravame è silente sul tema-,
e merita perciò già integrale conferma già solo per questo motivo.

 

                                2.2   Il
giudizio pretorile non può per contro essere del tutto condiviso laddove
afferma che tutte le opere compiute dall’attore dovrebbero essere considerate
un tutt’uno, ma se anche così non fosse esse sarebbero di importanza tale da
non poter essere considerate prestazioni d’artigiano ai sensi dell’art. 128
cifra 3 CO.

                                         L’esame
degli atti, ed in particolare delle fatture e dei bollettini di lavoro, dimostra
infatti che le prime opere eseguite dall’attore, quelle del dicembre
1988/gennaio 1989, fatturate l’8 febbraio 1989, non risultano essere in
relazione con quelle successive volte al rinnovamento della casa della
convenuta, e per la loro natura ed importanza (prevalenza di lavoro manuale,
portata limitata del lavori, relativa semplicità dell’opera eseguita, cfr. doc.
G) possono ancora rientrare nella nozione di prestazioni d’artigiano.

                                         Limitatamente
all’importo di fr. 1’747.50 di cui alla fattura doc. G l’eccezione di
prescrizione può pertanto essere accolta.

 

                                1.3   Diversa
è invece la situazione per la richiesta principale dell’attore di fr. 36’421.90
di cui alla fattura 12 dicembre 1995 (doc. E).

                                         Si
tratta in questo caso della richiesta relativa ad opere di ben altra portata,
realizzate sulla base di un preventivo (doc. A) e di successive richieste
supplementari della convenuta.

                                         Tali
opere erano manifestamente tutte finalizzate all’idea globale del parziale
rinnovo e miglioria dell’abitazione della convenuta (esecuzione di scavi,
erezione di muri, rifacimento intonaci e condutture, sostituzione di porte e
infissi), di modo che si deve ritenere che l’opera nella sua totalità sia stata
completata solo nella primavera del 1991.

                                         Esaminata
l’opera nella sua globalità (cfr. doc. E), non vi è dubbio che ai sensi della
predetta giurisprudenza il relativo credito d’appaltatore non può che essere
soggetto al termine ordinario di prescrizione.

                                         Ma
anche se così non fosse, dovendosi ammettere che la consegna dell’opera è
avvenuta solo nel giugno o nel luglio del 1991 si dovrebbe ritenere che a
fronte della petizione del 19 febbraio 1996 nemmeno il termine abbreviato ha
avuto modo di compiersi.

                                         Ne
segue perciò in ogni caso la reiezione dell’eccezione per questa parte del
credito dedotto in causa.

 

                                         Nel
complesso il gravame è parzialmente accolto, ma in misura così limitata da
giustificare di non modificare il riparto di spese e ripetibili di prima sede
adottato dal Pretore. 

 

                                         Tassa
di giustizia, spese e ripetibili della procedura di appello seguono la
preponderante soccombenza della convenuta (art. 148 CPC).

 

 

Per i quali motivi, richiamati gli art.
148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                    I.   L’appello
5 dicembre 1996 __________ è parzialmente accolto.

 

                                         Di
conseguenza la sentenza 28 novembre 1996 della Pretura del distretto di
Bellinzona è riformata nel modo seguente:

 

                                         1.     L’eccezione di prescrizione è
parzialmente accolta, e pertanto la petizione è respinta limitatamente ai fr.
1’747.50 oltre interessi di cui alla fattura dell’attore dell’8 febbraio 1989.

 

                                         2.     Invariato.

 

                                         e
l'incarto è ritornato al pretore per il giudizio di merito relativo all'importo
restante.

 

                                   II.   Le
spese della procedura di appello, consistenti in

 

                                         a)
tassa di giustizia                                               fr.       780.--

                                         b)
spese                                                                 fr.        
20.--

                                         T
o t a l e                                                                 fr.      
800.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico per 19/20 e per 1/20 sono a
carico dell’attore, al quale la convenuta rifonderà fr. 700.-- per parte di
ripetibili d’appello.

 

                                  III.   Intimazione:    -    __________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Bellinzona.

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario