# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f3139069-3756-56ce-9536-5b29c5422362
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-04-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.04.2001 35.1999.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-15_2001-04-17.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.1999.00015 + 59

   

   

  mm

  	
  Lugano

  17 aprile 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 2 febbraio 1999 e
del 20 maggio 1999 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 6 novembre 1998 e 13
  aprile 1999 emanate da

  
	
   

  	
  __________
  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 6
febbraio 1997, __________ __________ - dipendente dell'Impresa di costruzioni __________
__________ di __________ -__________ in qualità di carpentiere - è stato
colpito agli arti inferiori da un pannello per la casseratura, riportando una
frattura diafisaria tibiale a destra nonché una frattura ischio-iliaco obliqua
dell'emibacino a sinistra.

                                         L'infortunato
è stato sottoposto ad un intervento chirurgico di riduzione chiusa della tibia
destra ed osteosintesi con chiodo endomidollare universale per la tibia,
eseguito presso l'Ospedale __________ di __________ il giorno stesso dell'evento
traumatico (cfr. doc. __________). 

 

                                         Il caso è
stato assunto __________, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni
assicurative.

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso - sentito il parere del proprio medico di circondario (cfr.
doc. __________) - l'Istituto assicuratore, con scritto 23 aprile 1998, ha
dichiarato estinto il diritto alle prestazioni di corta durata a far tempo dal
1° giugno 1998, data in cui __________ __________ è stato considerato abile al
lavoro nella misura massima possibile (cfr. doc. __________). 

 

                                         A fronte
delle obiezioni sollevate dall'assicurato (cfr. doc. __________), __________,
in data 8 maggio 1998, ha parzialmente modificato la propria posizione, nel
senso che si è dichiarato disposto a posticipare la definizione del caso per
permettere all'assicurato di cercarsi un'attività adeguata al suo stato di
salute, corrispondendo, quindi, delle indennità giornaliere corrispondenti ad
un'incapacità lavorativa completa durante il periodo 2 marzo-31 agosto 1998
(doc. __________). 

 

                               1.3.   Il 29 maggio
1998, __________ __________ è rimasto vittima di un secondo evento traumatico
interessante, questa volta, la spalla, il bacino ed il gomito sinistri (cfr.
doc. __________- inc. __________). 

                                         Anche per
questo secondo caso, l'assicuratore LAINF ha riconosciuto la propria
responsabilità.

 

                               1.4.   Con
decisione formale 15 settembre 1998, __________ ha confermato l'estinzione del
diritto alle prestazioni di corta durata a decorrere dal 1° settembre 1998,
giacché, da un lato, le conseguenze dell'infortunio del maggio 1998 non
avrebbero impedito a __________ __________ di procedere alle ricerche di un
posto di lavoro confacente e, dall'altro, ulteriori cure mediche sono state
ritenute come non più necessarie (cfr. doc. __________). 

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dal __________ __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. __________), l'Istituto assicuratore, in data 6 novembre 1998, ha
sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc.
__________). 

 

                               1.5.   L'assicuratore
LAINF, con decisione formale datata 5 gennaio 1999, ha posto __________
__________ al beneficio di una rendita d'invalidità del 15% a contare dal 1°
settembre 1998 e di un'indennità per menomazione dell'integrità del 5% (cfr.
doc. __________). 

 

                               1.6.   La
summenzionata decisione su opposizione 6 novembre 1998 é stata impugnata
dall’assicurato con atto di ricorso 2 febbraio 1999, mediante il quale egli ha
chiesto che l'Istituto assicuratore convenuto venga condannato a versargli
prestazioni di corta durata anche dopo il 31 agosto 1998 e sino alla
conclusione della cura medica (cfr. I, p. 4 - inc. __________).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno della
propria pretesa ricorsuale:

 

" 
(…).

Il caso in esame rappresenta una fattispecie
assai particolare e singolare: secondo la SUVA il signor __________ sarebbe
abile al lavoro nella misura massima possibile dal 1. settembre 1998.

A giudizio del ricorrente, invece, la cura medica
attualmente è tutt'altro che conclusa, tanto è vero che, a causa dei forti
dolori, il signor __________ è ancora inabile in misura completa e non si può
certo sostenere che sia esaurita ogni possibilità terapeutica per migliorare la
capacità al guadagno (del resto quantificata con separata decisione - peraltro
impugnata - addirittura dell'85%).

 

Ci si rimette al già citata esaustivo rapporto
medico per tutte le questioni relative alle precarie condizioni di salute e
alla conseguente inabilità lavorativa.

 

… Va anche evidenziata un'ulteriore particolarità.
A fine maggio 1998 il signor __________ ha subito un nuovo infortunio, assunto
dalla SUVA.

Contemporaneamente, con scritto 8 maggio 1998, la
convenuta aveva comunicato la propria disponibilità a riconoscere, dal lato
amministrativo, un periodo di tempo adeguato per permettere al ricorrente di
"cercarsi un'attività confacente con il suo stato
post-infortunistico", conformemente alla giurisprudenza del Tribunale
federale (DTF 111 V 239; RAMI 1997 pag. __________).

 

Va precisato, di transenna, che nella fattispecie
in re V., nota effettivamente al patrocinatore del ricorrente, come è indicato
nella decisione su opposizione, il TCA non si è pronunciato riguardo la
determinazione di queste prestazioni come facoltative o meno.

 

In definitiva, dal mese di maggio 1998 in poi il
signor __________ avrebbe avuto la possibilità di impegnarsi per la ricerca di
un nuovo posto di lavoro, pur percependo l'indennità giornaliera completa e
godendo, quindi, di una relativa tranquillità economica.

 

Ma, proprio a causa dell'infortunio 29 maggio
1998, il ricorrente, nemmeno dal profilo teorico (vista l'inabilità perdurante,
derivante anche dal primo infortunio), si sarebbe trovato, evidentemente, nelle
condizioni per reperire un'attività lavorativa adeguata.

La presente decisione su opposizione sarebbe,
quindi, contestata anche nell'ipotesi in cui all'inizio del mese di maggio 1998
si potesse considerare conclusa la cura medica, relativa all'infortunio 1997.

 

Infatti, si contesterebbe la mancata
erogazione dell'indennità giornaliera, per l'infortunio 29 maggio 1998,
ritenendo inesatta ed impropria la tesi SUVA, secondo la quale l'indennità
giornaliera veniva già corrisposta, per decisione amministrativa, onde reperire
un'attività più leggera.

 

Correttamente, l'indennità giornaliera,
relativa all'infortunio 29 maggio 1998, sarebbe spettata al ricorrente fino
alla conclusione di questo ulteriore caso e dal 1. settembre avrebbe dovuto
decorrere, per la durata di almeno tre mesi, il nuovo periodo amministrativo,
per la ricerca di un'occupazione adeguata, in relazione all'infortunio del 6
febbraio 1997, già concesso, ma non usufruito a causa dell'ultimo evento.

 

 

… La problematica sopraindicata va valutata in
forma subordinata, rispetto a quella principale. È prioritario, infatti,
stabilire se a tutt'oggi la cura medica, relativa alle conseguenze degli
infortuni 6 febbraio 1997 e 29 maggio 1998, possa ritenersi conclusa" (I, p. 2s. - inc. __________).

 

                               1.7.   __________I,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III - inc.
__________).

 

                               1.8.   In replica,
__________ __________ ha, in particolare, chiesto la sospensione della
procedura dipendente dal ricorso 2 febbraio 1999,
nell'attesa che anche l'aspetto riguardante la rendita d'invalidità e l'IMI
divenisse processuale (cfr. V - inc. __________).

 

                                         In data
25 marzo 1999, il TCA ha provveduto a sospendere informalmente la causa (cfr.
VIII - inc. 35.1999.00015).

 

                               1.9.   A seguito
dell’opposizione presentata sempre __________ (cfr. doc. __________ e
__________), l’assicuratore infortuni, in data 13 aprile 1999, ha portato la
rendita d'invalidità al 40%, calcolata su un guadagno annuo assicurato di fr.
61'958.25, mentre ha confermato l'IMI del 5% già accordato all'assicurato con
la decisione formale 5 gennaio 1999 (cfr. doc. __________). 

 

                             1.10.   Con
tempestivo ricorso 20 maggio 1999, __________ __________ ha impugnato anche la
succitata decisione 13 aprile 1999, chiedendo, in via principale, il versamento
d'ulteriori indennità giornaliere e, in via subordinata, qualora fosse
accertata una stabilizzazione del suo stato di salute, il riconoscimento di una
rendita d'invalidità corrispondente ad un'incapacità lucrativa dell'80/100% ed
un'IMI del 50%. 

                                         L'insorgente
ha inoltre preteso il rimborso delle spese mediche affrontate (cfr. I, p. 8 -
inc. __________). 

 

                                         L'insorgente
ha segnatamente sostenuto quanto segue:

 

" 
A far capo dal 1. settembre 1998, al signor
__________ è stata assegnata una rendita d'invalidità del 15%, poi adeguata al
40%, mediante la decisione su opposizione qui impugnata.

 

Si contesta assolutamente la valutazione della
SUVA, poiché il signor __________ conferma che, a giudizio suo e dei suoi
medici curanti, non può essere addirittura conclusa la cura medica (cfr.
ricorso 2 febbraio 1999 - incarto __________).

 

Il ricorrente non sarebbe assolutamente in grado,
nelle condizioni di salute in cui versa, di conseguire un reddito annuo di fr.
37'087.75, come indicato al punto 3) della decisione su opposizione qui
impugnata.

 

Si tratta, comunque, di un reddito
inspiegabilmente superiore, rispetto all'importo determinato dalla costante
giurisprudenza cantonale per un'attività  ausiliaria leggera, esercitata in
misura completa (sentenza TCA in re B. 13 luglio 1995, più volte confermata). 

 

Si sottolinea che il ricorrente sarebbe, invece,
limitato in misura consistente anche nello svolgimento di una siffatta
attività.

 

… Nelle condizioni di salute in cui versa il
signor __________, si ritiene che il reddito conseguibile possa essere
pressoché nullo e, quindi, il grado d'invalidità sarebbe da quantificare in una
misura attualmente vicina al 100%.

 

Alla conclusione della cura medica, sarà il caso
di procedere con le valutazioni di carattere economico e giuridico, in funzione
della capacità lavorativa residua, per determinare correttamente l'incapacità
al guadagno e, quindi, la rendita d'invalidità spettante.

 

Ad ogni buon conto, si chiede di poter
disporre delle indagini amministrative di dettaglio effettuate dalla SUVA, per
la determinazione del reddito conseguibile dal ricorrente, onde presentare
puntuali osservazioni.

 

… Il tasso di IMI, limitato dalla SUVA al 5%,
appare oltremodo esiguo. Le menomazioni durevoli e importanti accusate dal
signor __________ sono esaustivamente indicate nella perizia del Dr. __________
__________.

 

Si segnalano, in particolare, le perduranti
"difficoltà al protratto mantenimento della stazione eretta e anche
assisa, limitazioni importanti nella possibilità di deambulare, dovendo
peraltro sempre ricorrere ad appoggio a canadese per gli spostamenti
all'esterno del domicilio, importanti difetti di articolarità e di forza a
carico dell'arto sinistro, ove non è consentito il sollevamento di carichi
eccedenti i 2/3 kg".

Inoltre, "Anca sinistra: articolarità
in scarico globalmente limitata nei gradi estremi, con riferite vivaci algie
forzando oltre. Accosciamento attuato con notevole difficoltà e limitato del
40% per accusate insorgenze di vivaci algie, oltre che all'anca sinistra, anche
al ginocchio destro. Deambulazione extra-domestica attuata ancora oggi con
appoggio a canadese. Presenza di cicatrici chirurgiche al comparto anteriore
della gamba destra, segmento superiore.

Articolarità delle ginocchia in scarico,
completa; deambulazione, all'interno dello studio, attuata con prevalenza di
carico a sinistra".

 

Non va peraltro dimenticato l'ulteriore
infortunio del 29 maggio 1998, in seguito al quale: "Arto superiore
sinistro: elevazione e abduzione difettosa di 30°; pronosupinazione
difettosa di 1/3; evidente globale difetto di forza con impossibilità al
sollevamento di carichi eccedenti i 3 kg ca., a fronte di conservazione di
pinza e prensione".

 

Ai sensi dell'art. 36 cpv. 3 OAINF, se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale sono concomitanti, l'indennità è
calcolata in base al pregiudizio complessivo, ponderando le diverse
menomazioni.

 

Ad esempio, ai sensi della tabella 1.2 del volume
"Indennità per la menomazione all'integrità della SUVA", ed. 1990:
"periartrosi omero-scapolare di media entità: 10%".

Per quel che concerne l'anca, l'indennità per
menomazione può raggiungere anche l'80% nell'ipotesi estrema (Tab. 2.1).

Prudenzialmente si chiede il riconoscimento di un
tasso del 50%.

 

… Il signor __________, a fronte di valutazioni
mediche assolutamente contrastanti, chiede di essere sottoposto ad una perizia
decisiva, disposta da questo lodevole Tribunale delle Assicurazioni" (I - inc. __________). 

 

                             1.11.   __________,
in risposta, ha postulato la reiezione del gravame (cfr. III - inc.
__________).

 

                             1.12.   Con ordinanza
21 giugno 1999, il TCA ha congiunto le due cause (IV - inc. __________).

 

                             1.13.   Con scritto
14 ottobre 1999 (XIX), __________ __________ ha chiesto la riattivazione delle
cause ed ha, inoltre, versato agli atti dell'ulteriore documentazione medica,
in particolare la perizia di parte 29 settembre 1999 allestita dal dottor
__________ (doc. D). 

 

                             1.14.   Il 15
novembre 1999, l'Istituto assicuratore convenuto - consultato il dottor
__________ della Divisione medica di __________, al quale si è provveduto a
sottoporre gli atti medici ulteriormente prodotti dall'assicurato - si è in
sostanza confermato nelle proprie conclusioni (cfr. XXVI). 

 

 

                             1.15.   In data 8
marzo 2000, il ricorrente ha nuovamente prodotto un referto del dottor
__________, datato 2 marzo 2000, mediante il quale il suddetto sanitario ha,
fra l'altro, criticamente commentato l'apprezzamento enunciato dal dottor
__________ (cfr. XXXIII e doc. W). 

 

                                         All'assicuratore
LAINF convenuto, rispettivamente al proprio medico di fiducia, è stata concessa
la facoltà d'esprimersi al riguardo (cfr. XXXV + doc. 4). 

 

                             1.16.   Il 17 aprile
2000, __________ __________ ha ridadito la necessità che questa Corte abbia ad
ordinare una perizia medica giudiziaria ed ha, altresì, trasmesso un nuovo
rapporto stilato dal dottor __________ __________ (cfr. XXXVIII e doc. X).

 

                                         L'Istituto assicuratore, anche in questo caso, ha
avuto occasione di formulare le proprie osservazioni (cfr. XL). 

 

                             1.17.   Con ordinanza
10 maggio 2000, il TCA ha ordinato una perizia medica a cura della Clinica di
__________ __________ __________ di __________ (XLIII). 

 

                             1.18.   In data 4
gennaio 2001, il dottor __________, __________ __________ presso il
summenzionato ospedale universitario, ha consegnato al TCA il proprio referto
peritale (L), il quale è stato immediatamente intimato alle parti per
osservazioni (LI).

 

                             1.19.   L'assicuratore
LAINF convenuto ha preso posizione il 17 gennaio 2001 (cfr. LIII), mentre, da
parte sua, __________ __________ lo ha fatto in data 23 gennaio 2001 (cfr.
LIV). 

 

                                         Alle
parti è stato chiesto d'esprimersi sulle reciproche osservazioni (cfr. LVII),
ciò che ha avuto luogo il 30, rispettivamente, il 31 gennaio 2001 (cfr. LVIII e
LIX). 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto
della lite é, in primo luogo, la questione di sapere se __________ ha
correttamente posto termine alle prestazioni di corta durata a far tempo dal 30
agosto 1998. 

                                         In
secondo luogo - nell'affermativa - si tratterà di determinare il grado
d’invalidità presentato dall’assicurato, così come quello della menomazione
dell’integrità.

 

                               2.2.   Prestazioni
di corta durata

 

                            2.2.1.   Giusta l'art.
10 LAINF l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio
(cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16
LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito
d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegna­zione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro conti­nuazione non sia da
attendersi un sensi­bile migliora­mento della salute dell'assicurato: nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del
trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello
stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, pag. 41ss.).

 

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie. In altri termini, lo scapito finanziario derivante ad un
assicurato dai postumi ormai stabilizzati di un infortunio va indennizzato con
l’attribuzione di una rendita d’invalidità ai sensi dell’art. 18ss. LAINF e non
più con la concessione di indennità giornaliere. 

 

                            2.2.2.   In concreto,
__________ - sentita l’opinione del Prof. dott. __________ (cfr. doc.
__________) nonché del proprio medico di circondario, il dottor __________
__________ (cfr. doc. __________) - ha chiuso il caso d’infortunio a far tempo
dal 1° giugno 1998, allorquando __________ __________ é stato
riconosciuto abile al lavoro nella misura massima possibile. Dallo scritto 23
aprile 1998 emerge, in particolare, che all’assicurato sono state riconosciute
indennità giornaliere corrispondenti ad un’inabilità lavorativa del 50%, per il
periodo 2 marzo-31 maggio 1998 (doc. __________).

                                         A seguito
delle obiezioni sollevate dall'assicurato - il quale, da un lato, ha fatto
valere che le sue condizioni di salute erano da considerare tutt'altro che
stabilizzate e, dall'altro, ha preteso la concessione di un adeguato periodo
d'adattamento onde poter trovare un'attività confacente al suo stato di salute
(cfr. doc. __________) - l'Istituto assicuratore convenuto ha riconsiderato la
propria posizione, nel senso che __________ __________ è stato posto al
beneficio d'indennità giornaliere corrispondenti ad un'incapacità lavorativa
totale per il periodo 2 marzo-31 agosto 1998, e ciò allo scopo di facilitare un
suo reinserimento professionale (cfr. doc. __________). 

                                         In data
29 maggio 1998, l'assicurato è rimasto vittima di un secondo infortunio,
interessante la parte sinistra del corpo (cfr. doc. 1 - inc. __________),
relativamente al quale __________ ha riconosciuto il proprio obbligo
contributivo. 

                                         Con
decisione formale 15 settembre 1998 - successivamente confermata in sede
d'opposizione (cfr. doc. __________) - l'assicuratore infortuni ha ribadito
l'estinzione del diritto alle prestazioni di corta durata a contare dal 1°
settembre 1998, ritenendo, da un canto, che l'assicurato non necessitava più
d'ulteriori provvedimenti terapeutici e, dall'altro, che i soli postumi
dell'evento infortunistico del maggio 1998 non lo hanno certo ostacolato nella
ricerca di un'attività confacente (cfr. doc. 91). 

                                         Tanto in
sede d'opposizione 8 ottobre 1998 (cfr. doc. 93), quanto con il proprio gravame
2 febbraio 1999 (cfr. I - inc. 35.1999.00015), __________ __________ ha
fermamente contestato la chiusura del caso decisa __________. 

                                         In primo
luogo, a detta dell'insorgente, non è lecito affermare che ogni possibilità
terapeutica per migliorare la sua capacità al guadagno sarebbe da ritenere ormai esaurita. In secondo luogo, l'assicurato ha
sostenuto che il danno alla salute riportato in occasione dell'infortunio 29
maggio 1998, gli avrebbe impedito di usufruire del periodo d'adattamento di 3
mesi concessogli __________ per cercare un'occupazione alternativa. Egli ha,
quindi, postulato che gli venga assegnato un nuovo periodo della durata minima
di 3 mesi, con versamento d'indennità giornaliere complete, a decorrere dal 1°
settembre 1998, data in cui il caso del maggio 1998 è reputato essersi concluso
(cfr. I, p. 3: "… l'indennità giornaliera, relativa all'infortunio 29
maggio 1998, sarebbe spettata al ricorrente fino alla conclusione di questo
ulteriore caso e dal 1. settembre avrebbe dovuto decorrere, per la durata
di almeno tre mesi, il nuovo periodo amministrativo, per la ricerca di un'occupazione
adeguata, in relazione all'infortunio del 6 febbraio 1997, già concesso, ma non
usufruito a causa dell'ultimo evento" - la sottolineatura è del
redattore). 

 

                            2.2.3.   Questa Corte
deve, avantutto, rispondere alla questione di sapere se, nel giugno 1998 (o, al
più tardi, nel settembre 1998), le condizioni di salute di __________
__________ potevano essere considerate stabilizzate oppure se da ulteriori
provvedimenti terapeutici ci si poteva ancora attendere un notevole
miglioramento del suo stato di salute.

                                         Dalle
tavole processuali emerge che su questa specifica problematica, i sanitari che si sono interessati a __________
__________ hanno espresso pareri piuttosto contrastanti, soprattutto per quel
che concerne l'indicazione medica all'impianto di una protesi dell'anca
sinistra: in particolare, si vedano, da un lato, i rapporti medici 29 settembre
1999 (doc. D), 2 marzo 2000 (doc. W) e 13 aprile 2000 (doc. X) del dottor
__________ nonché il certificato 16 febbraio 2000 dell'Istituto ortopedico __________
__________ di __________, Centro di chirurgia dell'anca displasica (doc. S) e,
dall'altro, il referto 5 febbraio 1998 del Prof. dott. __________, __________
della Clinica __________ dell'Ospedale cantonale di __________ (doc. 58) nonché
quelli datati 10 novembre 1999 (XXVbis) e 14 marzo 2000 (XXXV, doc. 4) del
dottor __________, attivo presso la Divisione medica __________ di __________. 

 

                                         Allo
scopo di chiarire, segnatamente, l'aspetto terapeutico, lo scrivente TCA -
dando seguito ad un'esplicita richiesta di parte ricorrente - ha ordinato una
perizia giudiziaria, affindandone l'allestimento alla Clinica di chirurgia
__________ __________ di __________ (cfr. XLIII). 

 

                                         Dopo aver
ricostruito, in maniera minuziosa, l'anamnesi dell'insorgente ed averne
altrettanto puntualmente descritto lo status, clinico e radiologico, a livello
dell'arto inferiore sinistro, il perito giudiziario, il dottor __________,
__________ presso il suddetto ospedale universitario, ha posto la diagnosi di:

 

" 
1. Verdacht auf Osteoporose

2. Konventionell radiologisch mässig ausgeprägte posttraumatische
Coxarthrose links

3. Status nach Marknagelung einer Tibiaschaftfraktur
rechts

4. Rotatorenmanschetten-Ruptur links" (cfr. L, p. 4).

 

                                         Il dottor __________ ha poi affermato che lo status osservato
all'esame clinico è compatibile con i reperti radiologici e permettono di
concludere all'esistenza di una moderata coxartrosi a sinistra, accompagnata da
una problematica d'impingement:

 

" 
Die klinischen Befunde passen zu dem
radiologischen Befund und sprechen für eine Coxarthrose links. Die
Medialisierung (Protusio) des Femurkopfes ist ein ungünstiges Zeichen, das es
zum einen auf einen Knorpelverlust zentral im Gelenk hinweist und zum anderen
für eine Fehlstellung des Kopfes nach medial, ausgeprägter jedoch nach vorne
spricht. Bei Herrn __________ liegen zudem ungünstige Voraussetzungen vor, da
bereits die Formvariante eine Coxa profunda beidseits vorgelegen hat. Diese
Formvarianten haben ein erhöhtes Risiko für ein Impingement am Pfannenrand. Mit
der zusätzlichen Medialisierung des Femurkopfes nach dem Unfall ist damit mit
überwiegender Wahrscheinlichkeit eine Impingementproblematik ausgelöst worden,
wozu die klinischen Befunde mit Leisten- und Gesässschmerz in typischen
Positionen klar sprechen. Das konventionelle Röntgenbild zeigt dabei häufig
weniger eindrückliche Veränderungen als sie bei einer gezielten Arthro-MRI-Untersuchung
zur Darstellung kommen"
(L, p. 4). 

 

                                         Rispondendo al quesito n. 3 di parte ricorrente, l'esperto designato
dallo scrivente TCA si è scostato dalla tesi difesa dai medici interpellati
dall'Istituto assicuratore convenuto, nel senso che egli ha esplicitamente
riconosciuto un sostrato organico di natura traumatica (cfr. L, risposta al
quesito n. 1 di parte ricorrente: "Er leidet unter belastungs- und positionsabhängigen
Gesäss- und Leistenschmerzen links. Dies mit überwiegender Wahrscheinlichkeit
als Folge einer Acetabulufraktur links") ai disturbi lamentati dal
ricorrente:

 

" 
Die Beschwerden passen gut zu einer Knorpeldestruktion
im Gelenk, welche ein weit grösseres Ausmass erreicht haben dürfte, als das
konventionelle Uebersichtsbild vermuten lässt. Die angegebenen Beschwerden sind
jedoch geradezu typisch für eine eingetretene Impingementproblematik. Diese
entsteht aus dem Zusammenspiel einer tiefen Hüftpfanne (Coxa Profunda) und der
nach dem Unfall resultierenden Verschiebung des Hüftkopfes nach innen und
vorne. Die Beschwerden entsprechen einer zunehmenden Destruktion des Knorpels
bis hin zum Vollbild einer Arthrose"
(L, p. 5). 

 

                                         Lo specialista __________ ha avuto modo di discutere le ulteriori
opzioni terapeutiche e, in particolare, l'opportunità di sottoporre __________
__________ ad un intervento di protesi dell'anca, così come suggerito, più
volte, dai suoi medici curanti:

 

" 
Grundsätzlich kann eine Impingementproblematik
mit dieser Form durch eine chirurgische Luxation und Trimmung des Pfannenrandes
angegangen werden. Dies ist jedoch in erster Linie bei sehr jungen Patienten
angezeigt mit wenig fortgeschrittener Knorpeldestruktion. Im vorliegenden Fall
(48 Jahre) dürfte zudem nach der langen Laufzeit (über 3 Jahre) diese Massnahme
wenig Erfolg versprechen. Grundsätzlich kann zum damaligen wie heutigen
Zeitpunkt die Implantation einer Hüft-Totalprothese die Beschwerden mit
überwiegender Wahrscheinlichkeit bessern. Es ist jedoch klar zu betonen, dass
weder im September 1998 noch zum heutigen Zeitpunkt dies eine ideale Lösung
darstellt, da die "Folgekosten" einer Hüft-Totalprothese bei jungen
Patienten in den nächsten Lebensjahrzehnten mit immer schwierigeren
Revisionseingriffen und Risiken verbunden ist. Ein wichtiger Punkt dabei ist
auch, dass nach Implantation einer Hüft-Totalprothese der Beruf als Schreiner
aus medizinischer Sicht wegen obengenannten Gründen nicht vertretbar ist" (L, p. 4).

 

 

                                         Il dottor __________ è stato, al proposito, ancora più esplicito,
affermando che, allo stato attuale delle cose, possono entrare in linea di
conto soltanto delle cure conservative, specificatamente una terapia
medicamentosa antinfiammatoria e analgesica: 

 

" 
La porosi, unitamente alla diastasi della cavità
acetabolare (pseudoartrosi) giustificano e comprovano l'esistenza della
sintomatologia dolorosa del paziente?

In caso di risposta affermativa, quali sono, a
detta del perito, gli eventuali trattamenti terapeutici o chirurgici atti a
migliorare le condizioni di salute del signor __________?

 

Klar muss man wieder Osteoporose- von
Coxarthroseschmerzen trennen. Die Osteoporose verursacht für sich allein keine
Schmerzen und hat keinen relevanten Einfluss auf die Frakturheilung.
Diesbezüglich klare Indikation zur Abklärung und gegebenenfalls medikamentösen
Therapie. Von einer Pseudoarthrose darf ebenfalls nicht gesprochen werden, da
die Fraktur mir Sicherheit verheilt ist. Festzuhalten bleibt jedoch eine
Medialisierung (Verschiebung) des Femurkopfes, welche zum einen auf einen
wahrscheinlichen Knorpelverlust, zum anderen auf eine Fehlstellung des vorderen
Pfeilers im Berich von wenigen Millimetern zurückzuführen ist. Da der
Patient momentan keine Schmerzmedikamente einnimmt, sollte meiner Meinung nach
die Indikation für eine Hüfttotalprothese noch hinausgezögert werden.
Grundsätzlich vermag nur die Reduktion von körperlichen Belastungen (vermeiden
schwerer körperlicher Tätigkeit) sowie eine vom Hausarzt regelmässig
kontrollierte medikamentöse, entzündungshemmende und schmerzstillende Therapie
durchgeführt werden. Physikalische Manipulationen des Gelenkes (Durchbewegen,
Wassertraining, Kraft) sind nicht angezeigt und beschleunigen höchstens das
Fortschreiten der Arthrose"
(L, p. 5s. - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Questo TCA, non ha ragioni per non fare proprie le conclusioni -
motivate e convincenti - a cui é giunto il dottor __________. 

                                         Occorre,
pertanto, ritenere che non é stato dimostrato, con un sufficiente grado di
verosimiglianza (cfr. A. __________, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht,
Berna 1985, p. 274: “Angemessen sind die mittel schliesslich
nur dann, wenn sie (...) mit ausreichender Wahrscheinlichkeit eine nahmhafte
Besserung erwarten lassen”), che da una ulteriore cura
medica vi sia da attendere un sensibile miglioramento delle condizioni
di salute di __________ __________. 

                                         In
particolare, il perito giudiziario ha sconsigliato, al momento, l'impianto di
una protesi dell'anca (cfr. L, risposta al quesito n. 5 di parte ricorrente:
"Da der Patient momentan keine Schmerzmedikamente einnimmt, sollte meiner Meinung
nach die Indikation für eine Hüfttotalprothese noch hinausgezögert werden"),
condividendo, in questo senso, l'opinione difesa dal dottor __________ (cfr.,
ad esempio, XXVbis). 

                                         Vero è
che il dottor __________ ha raccomandato l'instaurazione di una terapia
medicamentosa (antinfiammatori e analgesici - cfr. L, risposta al quesito n. 5
di parte ricorrente). Nondimeno, trattasi, di tutta evidenza, di provvedimenti
aventi un carattere meramente conservativo, che non possono certo
condurre ad un notevole miglioramento dei disturbi tutt'ora lamentati
dall'assicurato e, quindi, a considerare che le sue condizioni di salute non
fossero, al momento della definizione del caso, stabilizzate. 

                                         Va, per
il resto, osservato come l'assicuratore infortuni convenuto si sia già
dichiarato disposto ad esaminare il diritto ad ulteriori cure mediche giusta
l'art. 21 LAINF (cfr. LIX). 

 

                                         Certo, il
perito giudiziario ha risposto negativamente alla questione di sapere se
la cura medica poteva ritenersi conclusa il 31 agosto 1998 (cfr. quesito n. 2
di parte ricorrente), fornendo la seguente motivazione:

 

" 
…, die Entwicklung einer posttraumatischen
Coxarthrose ist gründsätzlich eine Langzeitproblematik über viele Jahre mit zu
erwartender allmählicher Verschlechterung, bis hin zur Gelenkdestruktion" (L, p. 5). 

 

Comunque
si è avuto modo d'accertare che - attualmente, così come al momento della
chiusura del caso - lo stato di salute di __________ __________ è (era)
tale da rendere necessarie unicamente delle misure terapeutiche di tipo
conservativo. Se, in futuro, dovesse effettivamente subentrare un sostanziale
peggioramento a livello dell'articolazione dell'anca sinistra, all'assicurato è
sempre riservato il diritto d'annunciare __________ una ricaduta ex artt. 11
OAINF e 21 LAINF. 

 

                            2.2.4.   L'istruttoria
di causa ha, dunque, permesso di stabilire che, al più tardi a partire
dall'inizio di giugno 1998, avrebbe dovuto cessare l'erogazione d'indennità
giornaliere. 

                                         Ciò
nonostante, __________ si è dichiarato disposto a corrispondere indennità
giornaliere corrispondenti ad un'inabilità lavorativa completa, sino al 31
agosto 1998. Sempre, però, precisando che esse non erano giustificate dal punto
di vista medico e che venivano concesse unicamente per agevolare il
reinserimento dell'assicurato nel mondo del lavoro (cfr. doc. __________:
"… per tener conto di tutte le possibilità e per permettere al sig.
__________ di cercarsi un'attività confacente con il suo stato postinfortunistico,
siamo disposti, dal lato amministrativo e a modifica delle nostre
precedenti disposizioni, a versare la completa indennità giornaliera anche dopo
il 2.3.98 fino e compreso il 31.8.1998" - la sottolineatura è del
redattore). 

                                         Nel
frattempo, per la precisione il 29 maggio 1998, __________ __________ è rimasto
vittima di un nuovo evento traumatico. L'Istituto assicuratore convenuto ha dichiarato chiuso questo secondo caso a contare dal 1°
settembre 1998 (cfr. doc__________- inc. __________ I), aspetto quest'ultimo
che non è stato, del resto, censurato (cfr. consid. 2.2.2. in fine). 

 

                                         L'insorgente
vorrebbe ora che __________ venisse condannato a posticipare la definizione
della pratica sino alla fine del mese di dicembre 1998, siccome le indennità
giornaliere originariamente concessegli per trovare un'attività confacente al
suo stato di salute (durante il periodo 1° giugno-31 agosto 1998), sono
servite, in realtà, ad indennizzare l'incapacità lavorativa conseguente
all'infortunio del 29 maggio 1998. 

 

                                         Simile
pretesa non può essere condivisa da questo TCA.

                                         Va, in
effetti, osservato che è nell'esclusivo interesse dell'assicurato e senza
obbligo legale alcuno, che __________ ha fatto decorrere la rendita
d'invalidità - non già dalla fine di giugno 1998, come gli avrebbe consentito
l'art. 19 cpv. 1 LAINF - ma bensì dal 1° settembre 1998. 

                                         Da simile
situazione - di cui egli ben conosceva gli estremi - __________ __________ non
può dedurre alcun diritto (cfr. STCA 5.3.1993 in re V., confermata dal TFA con
giudizio del 30.7.1993; STCA 12.11.1998 in re G. B.). 

 

                            2.2.5.   Alla luce di
quanto precede - considerato come la decisione __________ di porre termine alle
prestazioni di corta durata, si sia rivelata senz'altro fondata - si tratta ora
di valutare l'entità della rendita d'invalidità e dell'indennità per
menomazione dell'integrità spettanti all'assicurato.

 

                               2.3.   Rendita
d'invalidità

 

                            2.3.1.   L'invalidità
è la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio.

                                         Così
l'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità nella versione in vigore dal
1.1.1988, ma il medesimo concetto vale negli altri settori delle assicurazioni
sociali. 

                                         In questo
senso va letto l'art. 18 cpv. 1 LAINF: "E' considerato invalido chi è
presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o per
un periodo rilevante". 

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico). 

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso
causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli
infortuni deve esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il danno alla
salute e l'infortunio.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti. 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF).

                                         Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.

 

                                         Tuttavia,
se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di professione, di
regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà valori superiori
all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché si suppone che
esplicando tutto l’impegno professionale che la restante capacità lavorativa medico-teorica
ancora permette di sviluppare, l’assicurato esprime una capacità di guadagno
della medesima proporzione (RAMI 1993 U168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b).

 

                            2.3.2.   Nel caso di
specie, l'assicuratore LAINF convenuto, con l'impugnata decisione su
opposizione 13 aprile 1999, ha assegnato a __________ __________ una rendita
d'invalidità del 40% a far tempo dal 1° settembre 1998. 

                                         __________
- facendo proprio l'apprezzamento enunciato dal dottor __________ in data 9
marzo 1999 (cfr. doc. 122, p. 2) - ha considerato l'assicurato, da un lato,
impedito nello svolgimento della sua originaria professione di carpentiere ma,
dall'altro, in grado d'esercitare, a tempo pieno e con un rendimento completo,
attività leggere, in posizione alternata, che non comportino il sollevamento,
rispettivamente il trasporto, di pesi rilevanti e l'esecuzione di movimenti
sopra l'orizzontale con il braccio sinistro (cfr. doc. __________.).

 

                                         L'assicurato,
da parte sua, ha categoricamente contestato di poter esercitare un'attività
alternativa, nella misura indicata dall'Istituto assicuratore convenuto (cfr.
I, p. 4 - inc.______. "Si sottolinea che il ricorrente sarebbe, invece, limitato
in misura consistente anche nello svolgimento di una siffatta
attività" - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Al perito
giudiziario è stato pure chiesto di esprimersi in merito all'esigibilità
lavorativa. 

                                         Rispondendo
al quesito n. 6 di parte ricorrente, il dottor __________. __________ ha
dichiarato che __________ __________ va considerato completamente impedito
nell'esercizio di quelle attività che comportano il sollevamento,
rispettivamente, il trasporto di pesi di una certa entità (> 5 kg) oppure
ancora il mantenimento della posizione eretta così
come il deambulare. 

                                         Per
contro, vi è una completa capacità lavorativa per un'attività da svolgere in
posizione prevalentemente seduta, con possibilità di cambiare frequentemente
posizione:

 

" 
Ja, Tätigkeiten, die das Heben und Tragen von schweren
Lasten (> 5kg) beinhalten oder überwiegend mit Stehen und Gehen verbunden sind,
sind nicht ausführbar (AUF 100%). Die Arbeitsfähigkeit für leichtere körperliche
Tätigkeiten mit überwiegender sitzender Position (hoher Stuhl erforderlich) unter
Gelegenheit zu häufigem Positionswechsel (z.B. Beruf als Pförtner) ist zu 100% ausführbar
(AUF 0%)" (cfr. L, p. 6).

 

                                         La
perizia giudiziaria allestita dalla Clinica di chirurgia ortopedica __________
di __________ ha, dunque, permesso d'accertare che se, da un canto, la
professione di carpentiere non può più entrare in linea di conto - aspetto,
d'altronde, sul quale le parti apparivano concordi - dall'altro, __________
__________ è perfettamente in grado di mettere a frutto la sua restante
capacità lavorativa in un'attività sostitutiva fisicamente leggera, che
rispetti le limitazioni indicate dal dottor __________ (da esercitarsi prevalentemente
seduto, con possibilità di cambiare posizione). 

                                         Va ancora
ricordato che, per un principio generale del diritto delle assicurazioni
sociali, l'assicurato ha l'obbligo d'intraprendere tutto quanto può da lui
essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle
conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 113 V28 consid. 4a e
riferimento; cfr. anche DTF 115 V 52 consid. 3d e 114 V 285 consid. 3). 

 

                            2.3.3.   __________ -
fondandosi sulle proprie DPL - ha concluso che, con l'esercizio a tempo pieno
di un'attività alternativa, l'insorgente potrebbe conseguire un reddito annuo
lordo pari a fr. 37'087.75 (cfr. doc. __________). In realtà - per il gioco
dell'arrotondamento - il guadagno da invalido considerato dall'assicuratore
LAINF convenuto, si eleva soltanto a fr. 35'162.-- (cfr. LIII). Ritenuto un
reddito da non invalido di fr. 58'603.-- (cfr. doc. __________), a __________
__________ è stata assegnata una rendita d'invalidità del 40%. 

 

                                         Con le
proprie osservazioni 23 gennaio 2001, l'assicurato ha postulato, invece, il
riconoscimento di una rendita d'invalidità del 66.66% (cfr. LIV). 

                                         Egli ha
fatto valere che, qualora avesse potuto continuare ad esercitare la professione
di carpentiere, nel 2001, avrebbe conseguito un reddito annuo lordo non
inferiore a fr. 66'000.--, mentre che, in un'attività sedentaria, tenuto conto
delle limitazioni indicate dal perito, il suo guadagno annuo si aggirerebbe
attorno a fr. 20'000.--. 

 

                                         Preliminarmente,
il TCA ritiene necessario ricordare al patrocinatore di __________ __________
che il reddito da non invalido non va confuso con il guadagno annuo assicurato
di cui all'art. 15 cpv. 2 LAINF. 

                                         In
secondo luogo - conformemente alla giurisprudenza di questa Corte (cfr. STCA
17.4.2000 in re R. K., 28.1.2000 in re B. C. e 14.7.1998 in re P. N.) -
determinanti sono i redditi realizzabili al momento in cui è stata emanata
l'impugnata decisione. 

                                         In
concreto, l'impugnata decisione su opposizione è stata emanata __________ in
data 20 maggio 1999, ragione per cui rilevanti, allo scopo di stabilire
l'entità della rendita d'invalidità spettante a __________ __________i, sono i
redditi da invalido, rispettivamente da non invalido, conseguibili nel 1999
(e, pertanto, né nel 1998 [cfr. LIX] né nel 2001 [cfr. LIV]). 

 

                            2.3.4.   Posto come
non vi siano ragioni per dubitare che __________ __________ possa esercitare -
a tempo pieno e con pieno rendimento - un'attività leggera di tipo ausiliario,
si tratta ora di stabilire l'entità del reddito senza infortunio.

 

                                         Quale
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto il
danno alla salute, l'assicuratore convenuto ha considerato l'importo di fr.
58'603.--, riferito all'anno 1998.

                                         Così come
indicato al considerando 2.3.3., decisivo è, per contro, il reddito senza
infortunio percepito nel 1999. 

                                         Nel
frattempo l'Impresa di costruzioni __________ __________ è fallita, per cui non
ci si può fondare sul salario che l'assicurato avrebbe percepito nel 1999 in quell'azienda.
Comunque, dalle condizioni salariali contrattuali vigenti nel 1999, riassunte
nell'opuscolo "EDILIZIA 1999", edito dal Sindacato OCST, si evince,
segnatamente, che, nel 1999, ai lavoratori è stato concesso un aumento di 15 cts.
all'ora.

                                         Considerato
che, nel 1998, il salario orario percepito da __________ __________ sarebbe
stato di fr. 25.-- (cfr. doc. __________), nel 1999, avremmo avuto un salario
orario di fr. 25.15. 

                                         Adeguando
semplicemente il conteggio del reddito presumibile per l'anno 1998 elaborato
dall'ex datore di lavoro del ricorrente (cfr. doc. __________) - fatto proprio
dall'Istituto assicuratore convenuto - si ottiene un reddito da valido per
l'anno 1999 di fr. 58'954.--.

 

 

                            2.3.5.   Per quel che
concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da
manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate,
svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro
equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha
stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 pag.
183, che il reddito annuo ammonta:

 

                                         per il
1992 fr. 34'000.--

                                         per il
1993 fr. 34'500.--

                                         per il
1994 fr. 35'000.--

                                         per il
1995 fr. 35'000.--

 

                                         Lo
scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto,
anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.
M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in
re Y. O. c. H.), per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M. c. H.) e per il 1999 (cfr.
STCA 28 gennaio 2000 in re B. C. c. ______).

 

Nel passato,
questi parametri sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella
sentenza pubblicata in RAMI 1998 U292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.). 

 

                                         In una
sentenza del 27 ottobre 1999 nella causa T. S., pubblicata in SVR 2000 IV N°
21, il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza; dopo avere constatato che
i salari di riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i
risultati dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio
federale di statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.; Pratique
VSI 2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto stabilito
dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag. 55-56; Pratique
VSI 2000 pag. 85-86).

 

                                         La
giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è
stata, nel recente passato, oggetto di una completa verifica da parte del
Tribunale federale delle assicurazioni.

                                         In una
sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V. B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il
24 luglio 2000 - l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle
conclusioni del suo esame:

 

 

 

"   3.-

(…)

b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale
ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda,
in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla
propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.

 

4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti
dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare -
percentuale che è stimata e deve essere succintamente motivata
dall'amministrazione -, il giudice delle assicurazioni sociali non può senza
valido motivo sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell'amministrazione. (n.d.r., in quella sentenza il TFA ha operato una
riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai giudici cantonali).

 

5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

 

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai
provvedimenti professionali in lite" (STFA
succitata). 

 

                                         In una
sentenza del 26 luglio 2000 nella causa L. N. (inc. 32.1998.00072), il TCA ha,
quindi, rinviato gli atti all'UAI e ordinato all'amministrazione di stabilire
il reddito da invalido sulla base dei criteri da esso posti.

 

                                         In una
sentenza del 4 settembre 2000 nella causa N. R. (inc. __________) questa Corte
ha fornito le seguenti ulteriori precisazioni:

 

" 
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha
inviato al dottor __________ __________, __________ dell'Ufficio federale di
statistica, uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale
delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di
fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare
il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con
problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere
adeguate.

Al riguardo vengono
in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr.
4294.-- nel 1996, cfr. "L'enquête suisse sur la
structure des salaires 1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique
VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare
la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato
che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è
sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato
prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr.
4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di risposta negativa:

  Perché
no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per
adattarlo alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. Vbis)

 

Il dottor __________ ha così risposto in data 14
agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo
mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era
di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori
dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi.
Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la
stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14)

 

A titolo di confronto
Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera
(settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (…)" (cfr.
doc. Vbis).

 

Al fine di non discriminare gli assicurati attivi
in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla media
nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe
effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno
alla salute, questo Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati statistici
occorre utilizzare la tabella che riflette i salari versati nella nostra
regione.

Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per
ipotesi che siccome la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico
dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel
1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si
finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere
ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V
36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I
76).

Del resto il TFA, nella sua giurisprudenza, ha
per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel
Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton
concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996
UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".

Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21
il TCA ha al riguardo precisato:

 

"  La
necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino
risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28
settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. __________ del 14 agosto 1999
«Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati
disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle
condizioni  sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati
aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:

 

«(…)

Su scala federale la statistica
ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione e la
struttura dei salari in Svizzera.

 

A livello regionale, le
informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la
struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al
lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e
per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni
supplementari.

 

Il calcolo dei dati
regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione
dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche
importanti rispetto al Ticino.

Non si è certi tuttavia
in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati pubblicati.

 

Per i prossimi anni è
inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione,
riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato di
informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati
lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale.»"

 

Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre
prendere in considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se
si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr. Pratique
VSI 2000 pag. 84-85):

 

"  Dans ce
cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes révélées par les
statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux salaires des femmes et,
pour les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser sur
une valeur moyenne entre le salaires des femmes et des hommes".

 

Ora, dalle citate tabelle figura che nel Canton
Ticino per il 1998 il salario mediano di una donna esercitante attività
semplici e ripetitive era di fr. 2683.-- al mese nel settore pubblico e privato
(TA13), mentre invece nel settore privato il salario ammontava a fr. 2672.--
mensili (TA14). (A livello nazionale esso era invece di fr. 3505.--, TA1).

 

Infine, va ancora ricordato che i salari risultanti
dalle statistiche devono essere elevati per tenere conto di una durata media
del lavoro di 41,9 ore e non di 40 ore (cfr. Pratique VSI 2000 pag. 85:
"Il convient cependant de relever que ce salaire standardisé se base généralement
sur une durée de travail de 40 heures par semaine, ce qui est inférieur à l'horaire
habituel moyen de travail de 41,9 heures dans les entreprises en 1996
(L'économie publique, 1999 n° 8, annexe p. 27, Tableau B 9.2). Pour un horaire de travail hebdomadaire de 41,9 heures, le salaire se
monte ainsi à 4498 francs par mois ou à 53976 francs par année (Fr. 4498.-- x
12") e, se del caso, adattati al rincaro (cfr. STFA del 9 maggio 2000 nella
causa I. consid. 7a).

Questo porterebbe, nel 1998, il salario ipotetico
conseguibile in attività leggera adeguata esercitata a tempo pieno e prima di
eventuali riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al
25% (cfr. DTF 124 V 323: Pratique VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, sentenza del
9 maggio 2000 nella causa A. (I 482/99), in fr. 45'390.--
(rispettivamente fr. 47'929.--) per gli uomini e in fr. 33'587.--
(rispettivamente: fr. 33'725.--) per le donne" 

(STCA succitata). 

 

                            2.3.6.   Ritornando al
caso di specie, __________ __________ è inattivo ormai da parecchi anni. Va da
sé, pertanto, che non è affatto possibile fondarsi sulla situazione salariale
concreta. 

 

                                         Conformemente
alla più recente giurisprudenza federale in materia di reddito da invalido,
occorre, dunque, basarsi sui dati statistici e, concretamente, sull'inchiesta
svizzera sulla struttura dei salari 1998 (l'ultima edizione disponibile), edita
dall'Ufficio federale di statistica. 

                                         Secondo
questo studio, un uomo, esercitando nel 1998 un'attività semplice e ripetitiva
in Ticino, avrebbe potuto realizzare, mediamente, un salario mensile lordo pari
a 

                                         fr.
3'611.--, quindi, riportandolo su 41.9 ore, fr. 3'783.--. 

                                         Quest'ultimo
importo si riferisce, come detto, all'anno 1998. Determinante, in concreto, è
invece l'anno 1999 (cfr., ad esempio, DTF 121 V 366, in cui il TFA ha
ricordato che decisiva è la situazione fattuale esistente al momento in cui è
stata emanata l'impugnata decisione). 

                                         Secondo
quanto la Corte federale ha indicato nella sentenza 9 maggio 2000 in re A., consid.
7a - pubblicata in DTF 126 V 75 - il suddetto valore va, quindi, adeguato
all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex") dal 1998
al 1999, con un aumento di fr. 6.-- (fr. 3'789.--/mese - cfr. Die Volkswirtschaft,
1/2001, p. 28, tabella B10.3 - cfr., inoltre, STCA 20.2.2001 in re G. R.). 

                                         Su base
annua, si raggiunge, pertanto, un reddito di fr. 45'468.--.

 

                                         Il TFA
raccomanda, in seguito, di esaminare le circostanze specifiche del caso
concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado d'occupazione, cfr. STFA
30.6.2000 succitata) e, se del caso, procedere ad una riduzione percentuale del
salario statistico medio. La riduzione massima consentita dalla giurisprudenza
ammonta al 25%, percentuale che consente "… di tener conto delle varie
particolarità che possono influire sul reddito del lavoro" (cfr. STFA
30.6.2000 e STFA 9.5.2000 succitate).

 

                                         In casu,
__________ ha determinato il reddito post-infortunistico basandosi sulle
proprie DPL, presenti all'inserto sub doc. 125. Trattasi, nondimeno, d'attività
che, alla luce delle limitazioni funzionali messe in evidenza dal perito
giudiziario, non appaiono esigibili, vuoi perché comportano il sollevamento,
rispettivamente il trasporto, di pesi superiori ai 5 kg, vuoi perché implicano
un frequente mantenimento della posizione eretta.

                                         In
siffatte condizioni, il TCA non può che annullare la querelata decisione e
rinviare gli atti all'assicuratore LAINF affinché - alla luce delle circostanze
specifiche del caso concreto - stabilisca in quale misura il guadagno da
invalido di fr. 45'468.-- debba venire ridotto e, successivamente, grazie ad un
nuovo raffronto dei redditi, determini il tasso d'invalidità di __________
__________i. 

 

                               2.4.   Indennità
per menomazione dell'integrità

 

                            2.4.1.   Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'in­fortunio, accusa una menomazione importante e dure­vole all'in­tegrità
fisica o mentale.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

                            2.4.2.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i pre­supposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se vero­similmente
sussisterà tutta la vita al­meno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza, infatti,
la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di accertamenti
medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto morale secondo il
diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato (DTF 113 V 218 consid.
4; RAMI 1987 pag. 438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium
doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., pag. 121).

 

                            2.4.3.   Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nel­l'Allegato
3 dell'OAINF. 

 

                                         Una
tabella elenca una serie di le­sioni indicando per cia­scuna il tasso normale
di indenni­z­zazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicu­rato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U48 pag. 235 consid. 2a e
sentenze ivi cita­te). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate se­condo i tas­si previsti tabellarmente
per menoma­zioni di ana­loga gra­vità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nes­suna indennità verrà versata se la menomazione dell'inte­­­­­­gri­tà
risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si terrà
adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È esclusa la revisione.

 

                            2.4.4.   __________ ha
allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che integrano
quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. DTFA 7.12.1988 in re A. P.; RAMI 1989, U71, pag.
221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987, U21, pag. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                            2.4.5.   In concreto,
l'assicuratore LAINF convenuto ha assegnato all'assicurato un'indennità per
menomazione dell'integrità del 5%, facendo
riferimento, in primo luogo, all'apprezzamento enunciato dal medico di
circondario, il dottor __________, in occasione della visita medica di chiusura
16 aprile 1998:

 

" 
REFERTO

 

L'assicurato è portatore dei seguenti postumi
infortunistici importanti e durevoli: stato dopo frattura ischio-iliaca dell'emibacino
sin. con interessamento acetabolare, frattura praticamente composta,
consolidata interamente.

Stato dopo osteosintesi di una frattura diafisaria
tibiale a des., senza alcun postumo invalidante.

Organicamente un netto danno, anche cartilagineo,
non può essere verificato; in base all'esame TAC, MRI e radiograficamente
trattasi al massimo di una preartrosi a livello coxo-femorale a sin..

 

VALUTAZIONE

 

Netto 5%, lordo 10%.

 

ARGOMENTAZIONE

 

Tabella 5.2 del volume indennità alla menomazione
dell'integrità della Suva, edizione 1990: coxartrosi unilaterale di media
entità: 10-30%.

Una preartrosi permette un tasso di al massimo il
5%, mentre un 10% è ammissibile unicamente considerando anche un possibile
netto peggioramento in futuro"
(doc. 69).

 

                                         La
valutazione dell'IMI enunciata dal dottor
__________ è, successivamente, stata avallata dal dottor __________ della
Divisione medica __________, il quale ha pure discusso dell'importanza dei
postumi infortunistici residuali a livello della spalla sinistra: 

 

" 
Die Folgen des Unfalles vom 06.02.97 sind
objektiv sehr günstig. Der Gebrauch von Gehstöcken ist medizinisch unnötig und
unzweckmässig. Die Tibia-Fraktur rechts ist in anatomischer Stellung folgenlos
geheilt. Auch die Acetabulum-Fraktur links hat nur geringe Residuen
hinterlassen im Sinne einer potentiellen Prä-Arthrose der Hüfte (konkret
radiologisch noch nicht nachweisbar). Im MRI vom 29.12.97 ergaben sich keine
 Anhaltspunkte für eine Femurkopfnekrose, was auch der Orthopäde Prof. Ochsner
am 16.01.98 bestätigt hat. Klinisch fand der Kreisarzt eine freie,
seitengleiche Hüft-Beweglichkeit ohne muskuläre Schonungszeichen am linken
Bein. Der Grad der Erheblichkeit bezüglich Integritätsschaden an der Hüfte
links ist höchstens knapp erfüllt (also 5%). Eine zukünftige
Verschlimmerung im Sinne einer zunehmenden Coxartrose ist zwar theoretisch
möglich, im Einzelfall jedoch nicht zuverlässig vorhersehbar. Das
Rückfallmelderecht mit der Möglichkeit, allenfalls später die
Integritätsentschädigung an konkret nachgewiesene, neue Befunde anzupassen,
bleibt ausdrücklich gewährleistet.

 

(…).

 

Den geringen Befund kann man höchstens als
leichte Periarthropathia humero-scapularis qualifizieren, wofür es gemäss
Tabelle 1 keine Entschädigung gibt (weil nicht erheblich). Zudem müsste
wegen des degenerativen Vorzustandes der Brutto-Wert nach dem
Kausalitätsprinzip noch deutlich gekürzt werden. Eine spätere, vollständige
Ruptur der Rotatorenmanschette wäre nicht mehr Folge der einfachen Prellung,
sondern viel wahrscheinlicher schicksalhafter Ausdruck einer rein degenerativen
Sehnen-Abnützung" (doc.
122). 

 

                                         In sede di ricorso, l'assicurato ha postulato, prudenzialmente, il
riconoscimento di un'indennità per menomazione dell'integrità del 50% (cfr. I,
p. 4s. - inc. __________). 

                                         Preso
atto delle conclusioni peritali, __________ __________ ha chiesto che
l'indennità assegnatagli a suo tempo __________, venisse aumentata al 15% (cfr.
LIV, p. 2). 

                                         Infine,
in data 30 gennaio 2001, l'insorgente è tornato a richiedere la concessione di
un'IMI del 50%, facendo preciso riferimento alla Tabella 5.2 (cfr. LVIII).

 

                                         Il perito
giudiziario ha quantificato nel 15% la menomazione dell'integrità di cui
__________ __________ è portatore (cfr. L, risposta al quesito n. 7 di parte
ricorrente).

 

                                         Il dottor
__________ - contrariamente ai medici di fiducia __________, i quali avevano
messo in evidenza soltanto una preartrosi a livello coxo-femorale - ha
diagnosticato una pronunciata moderata coxartrosi a sinistra,
conseguenza naturale dell'infortunio del febbraio 1997 (cfr. L, p. 4: "mässig
ausgeprägte posttraumatische Coxarthrose links"). 

                                         Ora, la
Tabella 5.2 edita dalla Divisione medica __________ prevede, in caso di coxatrosi
di moderata entità, il riconoscimento di un'indennità variante dal 10 al 30%.

 

                                         Lo
scrivente Tribunale, da parte sua, non dispone d'elementi per dubitare della
correttezza della valutazione enunciata dal perito giudiziario, ponendo mente
al fatto che egli, riconoscendo un'IMI del 15%, è rimasto chiaramente entro i
limiti fissati dalle tabelle __________I. 

 

                                         Vero è
che il dottor __________ ha affermato che la coxartrosi post-traumatica
costituisce, di principio, un fenomeno degenerativo destinato
a progredire, che può persino portare ad una distruzione dell'articolazione (cfr.
L, risposta al quesito n. 2 di parte ricorrente). Malgrado ciò, egli ha
quantificato nel 15% la menomazione dell'integrità di cui è portatore
__________ __________, ciò che corrisponde, secondo le tabelle __________, ad
una coxartrosi di moderata entità, lasciando così intendere che un
peggioramento non ha potuto essere con verosimiglianza pronosticato. 

                                         In
siffatte condizioni - qualora dovesse effettivamente insorgere un aggravamento
a livello dell’articolazione coxofemorale - l’assicurato sarebbe senz’altro
legittimato a chiedere all'Istituto assicuratore convenuto una revisione
dell’indennità per menomazione dell’integrità assegnatagli, e ciò dal momento
in cui il possibile peggioramento non ha potuto essere debitamente considerato
(cfr. RAMI 1991 U132 p. 308s. consid. 4b e dottrina ivi menzionata).

 

                                         Concludendo,
la querelata decisione 13 aprile 1999 emanata dell'Istituto assicuratore
convenuto deve venire riformata, nel senso che a __________ __________ va
riconosciuta un'IMI del 15%. 

 

                               2.5.   Il
ricorrente ha postulato, infine, il rimborso dei costi che
egli ha dovuto sopportare per fare allestire le perizie, rispettivamente
stilare i rapporti e certificati, versati agli atti, così come dei costi di
quelle misure diagnostiche prescritte dagli specialisti privatamente consultati
(cfr., in particolare, XIX e LIV, nonché la documentazione ivi acclusa). 

 

                                         Nella
sentenza pubblicata in RAMI 1994 U182, p. 47s., il TFA ha stabilito che, se
i fatti medici possono essere accertati in modo convincente soltanto sulla base
delle risultanze di un referto prodotto dall’assicurato, é lecito
assimilare l’esame ordinato dall’assicurato ad una perizia ordinata
dall’assicuratore e, quindi, addossare a quest’ultimo i relativi costi ai sensi
dell’art. 57 OAINF. 

 

                                         In casu,
é oltremodo evidente come non sia certo stato grazie ai referti allestiti dai
diversi specialisti italiani interpellati direttamente da __________
__________i, che la fattispecie ha potuto venire compiutamente delucidata da un
profilo medico. 

                                         Se ne
deduce, pertanto, che l’art. 57 OAINF non può qui trovare applicazione.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
2 febbraio 1999 è respinto. 

 

                                 2.-   Il ricorso
20 maggio 1999 è parzialmente accolto.

                                         §      La
decisione su opposizione 13 aprile 1999 è annullata.

                                         §§    __________
è condannato a versare un'IMI del 15%.

                                         §§§ Gli
atti di causa sono retrocessi __________ affinché proceda a nuovi accertamenti
e ricalcoli il tasso d'invalidità di __________ __________. 

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         __________
verserà all'assicurato l'importo di fr. 1'200.-- a titolo di ripetibili.

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti