# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bd0922b6-2ce9-5a1f-9f9a-8678e504b4c3
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-07-12
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 12.07.2005 R 2005 23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2005-23_2005-07-12.pdf

## Full Text

R 05 23

2a Camera 

SENTENZA
del 12 luglio 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente nuova assegnazione e epurazione diritti reali RT

1. Tramite decisione del 12 maggio 1998 (DTA 567, 568, 569/97), il Tribunale 

amministrativo, accogliendo i ricorsi presentati dagli Eredi …, da …, ha 

annullato le decisioni della Commissione di stima del Consorzio 

Raggruppamento Terreni di … (in seguito: Commissione di stima) e, 

conseguentemente, la nuova assegnazione in località … oggetto di 

contestazione, rinviando gli atti al Consorzio Raggruppamento Terreni di … 

(in seguito: Consorzio) affinché, dopo l'entrata in vigore della nuova 

pianificazione locale, fissati i confini della zona edilizia e il piano viario, 

procedesse ad una nuova assegnazione nel rispetto dei principi vigenti nelle 

rispettive zone.

2. Terminata la procedura di revisione della pianificazione locale, il Consorzio, 

in data 15 novembre 2002, ha emanato una nuova decisione in merito alla 

nuova assegnazione delle particelle no. 413, 371, 742, 330, 320, 324 e 996 

NA, in località …, tramite notifica scritta della disposizione ai singoli 

proprietari.

Rinviando alla precedente esposizione dei piani, avvenuta nel 1994, e a 

quanto sancito dal Tribunale amministrativo tramite la citata decisione del 12 

maggio 1998, l'autorità consortile ha, di fatto, riconfermato la nuova 

assegnazione in base ai piani esposti dal 5 al 25 aprile 1994 prevedendo così, 

fra l'altro, la realizzazione della particella stradale no. 996 NA che aveva dato 

adito al precedente ricorso davanti alla Corte amministrativa cantonale.

3. In seguito all’impugnazione del decreto di nuova assegnazione da parte di 

taluni consorziati, la Commissione di stima ha accolto parzialmente le 

opposizioni annullando la disposizione impugnata per vizio procedurale e 

rinviando gli atti al Consorzio con l’invito a dar seguito ad una ulteriore, 

formale, procedura di nuova assegnazione per quanto concerne le particelle 

no. 413, 371, 742, 330, 329, 324 e 996 NA, e a una procedura di epurazione 

dei diritti reali limitati per le particelle no. 744 e 745 NA.

Tramite sentenza del 7 ottobre 2003 (STA R 03 72), il Tribunale 

amministrativo ha respinto un ricorso intentato da …, proprietari della 

particella 745 NA, contro la citata decisione della Commissione di stima.

4. In data 22 marzo 2004, la Sovrastanza del Consorzio ha esposto 

pubblicamente la nuova assegnazione dei fondi e dei diritti reali limitati in zona 

…, avente per oggetto le particelle no. 324, 329, 330, 371, 413, 742, 473, 745, 

746  e 996 NA.

Tramite tempestiva opposizione presentata in data 8 aprile 2004 alla 

Commissione di stima, gli Eredi … e gli Eredi …, proprietari delle particelle 

no. 329 e 330 NA, hanno postulato la modifica della nuova assegnazione 

tramite la soppressione della particella stradale no. 996 NA e la conseguente 

incorporazione di parte del sedime di detto fondo nella loro particella no. 329 

NA. Gli opponenti hanno, inoltre, perorato l'istituzione di un diritto di passaggio 

carreggiabile a carico delle particelle no. 744 e 745 NA e a favore dei loro 

fondi no. 329 e 330 NA.

5. Tramite decisione del 20 gennaio 2005, la Commissione di stima ha respinto 

l'opposizione degli Eredi … e degli Eredi …, a prescindere dall'aggiornamento 

dei valori di nuova assegnazione precedentemente effettuato.

6. In data 14 febbraio 2005, gli Eredi … e gli Eredi … hanno impugnato 

tempestivamente la decisione della Commissione di stima davanti al Tribunale 

amministrativo chiedendone la riforma in virtù della soppressione della 

particella stradale no. 996 NA e della conseguente incorporazione di parte del 

sedime della stessa nei terreni di loro proprietà, per quanto confinante con 

detti fondi, identificabili nelle particelle no. 329 e 330 NA.

I ricorrenti chiedono inoltre l'istituzione di una servitù di passaggio 

carreggiabile a favore delle particelle no. 329 e 330 NA e a carico dei fondi 

no. 744 e 745 NA.

La decisione impugnata violerebbe il principio del coordinamento tra enti 

pubblici coinvolti in una procedura di bonifica fondiaria richiamato nella 

decisione emanata dal Tribunale amministrativo il 12 maggio 1998. 

Rifacendosi a quanto statuito da questa Corte nella decisione citata, i 

ricorrenti concludono come, non inserendo la strada in oggetto nel piano 

viario, il Comune di … avrebbe, di fatto, precluso al Consorzio la possibilità di 

riservare il terreno per l’opera in oggetto. Le particelle interessate dalla nuova 

assegnazione si troverebbero in zona residenziale 2, 2a tappa di utilizzazione, 

e non godrebbero perciò della qualifica di zona edilizia. Nell’ottica 

pianificatoria, detti fondi non potrebbero che essere considerati quali aree dal 

carattere non edificabile alla stregua del rimanente territorio comunale. Alla 

luce di tale situazione, la nuova assegnazione decretata dal Consorzio non 

sarebbe supportata dalle necessarie premesse della necessità 

dell’urbanizzazione di una zona edificabile.

La nuova assegnazione e la conseguente decisione della Commissione di 

stima sarebbero altresì da ritenere viziate in quanto non avrebbero previsto la 

possibilità, in forma di diritto di passaggio, onde permettere l'accesso alle 

particelle no. 329 e 330 NA di proprietà dei ricorrenti stessi. A maggior 

ragione, la garanzia di un accesso si imporrebbe tenendo conto della casa 

ubicata sulla particella no. 329 NA che non sarebbe altrimenti allacciata alla 

strada comunale. Non essendo ipotizzabile alcun diverso allacciamento 

stradale per le particelle no. 329 e 330 NA, sarebbe indispensabile l'istituzione 

del diritto di passaggio postulato. 

A prescindere dalla contestazione volta a chiedere la soppressione della 

particella stradale no. 996 NA, gli interessati ribadiscono come il compito del 

Consorzio si estingua con l'assegnazione al comune della superficie in 

oggetto, sulla quale il comune stesso, in un futuro non meglio concretizzato, 

potrebbe realizzare la struttura viaria vera e propria. Alla luce di detta 

situazione, durante un lasso di tempo indefinito, le particelle no. 329 e 330 NA 

non godrebbero di una concreta possibilità di accesso. Inoltre, la realizzazione 

della struttura stradale sul sedime della particella no. 996 NA permetterebbe 

l'accesso alla particella no. 329 NA dei ricorrenti unicamente a costo di un 

ingente investimento, dovuto alla costruzione di una confacente struttura su 

detto fondo, i cui costi globali vengono quantificati in fr. 192’000.--.

Inoltre, una strada di accesso che urbanizza delle aree edificabili, quali il 

settore del fondo su cui sorge la casa dei ricorrenti, non potrebbe essere 

realizzata attraverso dei fondi ubicati pianificatoriamente fuori dalla zona 

edificabile stessa, che costituiscono, in casu, una zona residenziale in 2a 

tappa di utilizzazione. A maggior ragione, si renderebbe quindi necessaria 

l'istituzione della servitù di passaggio richiesta, per altro goduta, di fatto, fin 

dagli anni 60.

7. Tramite presa di posizione dell’8 aprile 2005, la Commissione di stima ha 

proposto di respingere integralmente il ricorso, mentre, in via eventuale, ha 

postulato di accogliere parzialmente il gravame, limitatamente alla 

costituzione di una servitù di passo carrozzabile, di durata limitata, gravante 

sulle particelle no. 744 e 745 NA e a favore della particella no. 329 NA.  

Secondo la convenuta, al momento dell’entrata in vigore dei nuovi piani delle 

zone e viario nel giugno del 2002, la ricomposizione particellare in località … 

non sarebbe ancora stata effettuata, per cui la particella stradale no. 996 NA 

non sarebbe ancora stata creata. Detta particella sarebbe stata, in seguito, 

prevista dal Consorzio, non tanto per adempiere ad un'esigenza attuale ma 

soprattutto in funzione degli sviluppi pianificatori futuri risultanti dalla stessa 

nuova pianificazione. Mentre il comune, attribuendo gran parte della zona in 

località … alla zona di riserva, avrebbe potuto omettere di prevedere una 

strada nel piano viario, il Consorzio, in ottemperanza ai propri compiti, 

sarebbe stato tenuto a considerare le particelle in zona di riserva alla stregua 

delle particelle in zona edificabile e quindi a eseguire una nuova assegnazione 

nell’ottica dell’urbanizzazione futura. In effetti, le aree di riserva, pur 

costituendo formalmente dei terreni fuori dalla zona edificabile, dovrebbero 

essere considerate quali superfici a vocazione edilizia futura e quindi, nel 

contesto dell’opera di raggruppamento, andrebbero trattate applicando i 

principi della ricomposizione particellare in zona edificabile. In caso contrario, 

la procedura di raggruppamento pregiudicherebbe il futuro azzonamento dei 

fondi in questione. Inoltre, il comprensorio della nuova assegnazione in 

località … non comprenderebbe unicamente le particelle in giudizio ubicate in 

zona residenziale, 2a tappa di utilizzazione, bensì  pure altri fondi siti in zona 

edificabile ordinaria. A maggior ragione, la strada contestata sarebbe 

necessaria sia per urbanizzare i fondi attualmente già in zona edificabile che 

per garantire alle particelle soggette alla seconda tappa di utilizzazione, 

attualmente utilizzate per scopi agricoli, la possibilità di un accesso stradale 

conforme all'uso agricolo attuale, nonché per non pregiudicare la possibilità di 

uno sviluppo urbanistico futuro. Conseguentemente, le disposizioni 

impugnate sarebbero conformi ai disposti degli art. 12 e 30 LBF. 

La Commissione di stima convenuta precisa infine come il comune, 

nell'ambito della procedura di revisione della pianificazione locale, avrebbe 

volutamente omesso di procedere ad una ricomposizione particellare ai sensi 

degli art. 36 e 41 e seg. della legge sulla pianificazione territoriale del Cantone 

dei Grigioni (LPTC), lasciando detta incombenza al Consorzio nel contesto 

dell'opera di raggruppamento. Essendosi limitato ad inserire gran parte della 

località … in una zona destinata all'utilizzazione edilizia futura, in un'ottica 

pianificatoria concreta, il comune non sarebbe stato tenuto ad inserire la 

particella stradale no. 996 NA nel piano generale di urbanizzazione. Inoltre, la 

predisposizione concreta di tale strada non sarebbe stata fattibile in quanto, 

durante la procedura di revisione della pianificazione, i confini dei singoli fondi 

interessati non sarebbero ancora stati stabiliti. D'altro canto, il comune 

avrebbe potuto confidare che, in virtù del principio del coordinamento fra 

pianificazione locale e bonifica fondiaria, il Consorzio, nell'ambito della nuova 

assegnazione, riservasse in località … un sedime da adibire a strada.

Per quanto concerne la richiesta d’istituzione della servitù di passaggio, la 

Commissione di stima rinvia alla motivazione della decisione impugnata, 

precisando come, in ogni caso, tale servitù dovrebbe essere limitata nel 

tempo, cioè fino a quando l'accesso carrozzabile alle particelle no. 329 e 330 

NA non potrà essere garantito in altro modo, quindi fino all'effettiva 

costruzione della strada sulla particella no. 996 NA.

8. In data 7 aprile 2005, il Municipio di … ha inoltrato la propria presa di posizione 

proponendo di respingere il ricorso per quanto diretto contro la creazione della 

particella stradale e la conseguente assegnazione al comune del sedime della 

strada.

La località … sarebbe, in effetti, già parzialmente ubicata in zona edilizia. 

Conseguentemente, la strada prevista contribuirebbe pure a completare 

l'urbanizzazione dei fondi edificabili. D'altro canto, la soppressione della 

strada prevista comprometterebbe la futura urbanizzazione delle altre 

particelle.

Il comune sostiene, infine, come, ai sensi dell'art. 42 cpv. 3 della nuova LPTC 

(non ancora entrata in vigore), la ricomposizione particellare in una zona 

destinata all'utilizzazione edilizia futura dovrebbe essere effettuata applicando 

i principi che reggono le ricomposizioni particellari nelle zone edificabili. Il 

Consorzio, optando per la predisposizione di un sedime stradale da 

assegnare al comune per la realizzazione di un futuro allacciamento, avrebbe 

correttamente tenuto in considerazione la circostanza per la quale le particelle 

site in località …, pur se non ancora ubicate in zona edilizia ordinaria, 

godrebbero comunque delle premesse di edificabilità futura, per cui, nel 

contesto della procedura di raggruppamento, dovrebbero essere trattate alla 

stregua dei terreni edificabili ordinari, indipendentemente dalla loro qualifica 

giuridica.

Per quanto concerne la problematica delle servitù di passaggio, il convenuto 

non si esprime, considerando come tali diritti reali limitati non riguardino il 

comune politico.

9. Tramite presa di posizione dell'8 aprile 2005, il Comune patriziale di …, 

proprietario della particella no. 744 NA, e …, proprietari della particella no. 

745 NA, hanno proposto di respingere il ricorso, eventualmente di accogliere 

lo stesso limitatamente alla servitù di passaggio carreggiabile che, in ogni 

caso, dovrebbe essere limitata nel tempo fino alla costruzione della strada, 

nonché riconosciuta dietro equo indennizzo.

Secondo i convenuti, la struttura viaria in giudizio costituirebbe la soluzione 

ottimale per l'urbanizzazione della località …. La qualifica pianificatoria di 

seconda tappa di utilizzazione, attribuita alle particelle interessate 

dall'allacciamento, illustrerebbe la destinazione futura dei fondi che quindi non 

potrebbero essere trattati alla stregua dei terreni agricoli. Tale conclusione 

sarebbe confortata dallo stesso testo dell'art. 42 del progetto di nuova LPTC. 

Inoltre, nel caso della mancata realizzazione della strada in giudizio, le 

particelle no. 371, 742, 330 e 324 NA, come pure parte del fondo no. 329 NA, 

non disporrebbero di un accesso carreggiabile. Preso atto della scontata 

destinazione d'uso della zona in questione, qualora, nel contesto dell'opera di 

raggruppamento, non si riservasse il sedime stradale, al momento della 

sovraedificazione risulterebbe oltremodo difficile e oneroso urbanizzare 

confacentemente l'intera area.

L'istituzione della servitù di passaggio in giudizio non contribuirebbe a 

risolvere la problematica dell'urbanizzazione in modo confacente in quanto, in 

effetti, verrebbe allacciata unicamente la parte inferiore della particella no. 329 

NA, mentre la particella no. 330 NA non potrebbe, in ogni caso, essere 

raggiunta tramite il percorso previsto sulle particelle no. 744 e 745 NA. L'unica 

possibilità di allacciamento della particella no. 330 NA sarebbe garantita dalla 

prevista strada di quartiere.

Alla luce di tale situazione, l'istituzione del diritto di passaggio, così come 

richiesto dai ricorrenti, lederebbe palesemente il principio della proporzionalità 

in quanto il risultato perseguito, nell'ottica del vaglio degli interessi, 

soccomberebbe di fronte alla incisiva limitazione dell'esercizio del diritto di 

proprietà sulle particelle no. 744 e 745 NA.

In ogni caso, i convenuti confermano la loro disponibilità a tollerare il 

passaggio dei ricorrenti sui loro fondi fino alla realizzazione della strada di 

quartiere, opponendosi però all'iscrizione di tale diritto nel Registro fondiario. 

Nell'evenienza di una formale istituzione della servitù di passaggio, la stessa 

dovrebbe beneficiare unicamente la particella no. 329 NA, essere limitata nel 

tempo nonché essere equamente indennizzata.

10. a) Tramite presa di posizione del 16 marzo 2005, …, proprietaria della particella 

no. 742 NA, ha proposto di accogliere il ricorso per quanto concerne la 

soppressione della particella stradale no. 996 NA. Tale struttura viaria non 

sarebbe, infatti, contemplata dal piano generale di urbanizzazione. Inoltre, la 

particella no. 742 NA sarebbe già sufficientemente allacciata tramite la strada 

comunale soprastante. L'interessata chiede, infine, che, nel caso della 

soppressione della particella stradale no. 996 NA, il sedime della stessa le 

venga assegnato, limitatamente al tratto che confina con il suo fondo.

b) In data 18 marzo 2005, …, proprietari della particella no. 743 NA, hanno 

comunicato la loro rinuncia a prendere posizione nel merito del ricorso.

11. Il 19 maggio 2005, una delegazione del Tribunale amministrativo ha esperito 

un sopralluogo a …, in località …, in occasione del quale, dopo aver preso 

atto, in seguito all’esplicita domanda, della mancanza di obiezioni sulla 

composizione della Corte, ha preso visione della situazione di fatto, 

concedendo a tutte le parti interessate la  possibilità di esprimersi verbalmente 

in merito al contenzioso. Gli argomenti presentati e protocollati in sede di 

sopralluogo saranno ripresi, per quanto utili ai fini del giudizio, nell'ambito dei 

considerandi in diritto.

In seguito al sopralluogo, il Municipio ha inoltrato la documentazione richiesta 

in quell’occasione, i proprietari delle particelle ni. 744 e 745 NA precisavano il 

proprio punto di vista per iscritto e il presidente del Consorzio inoltrava pure 

sue osservazioni. Le parti avevano l’occasione di esprimersi in merito.

Considerando in diritto:

1. Il Tribunale amministrativo ha già avuto modo di occuparsi in maniera 

approfondita della stessa problematica in giudizio nel contesto di una 

procedura che ha avuto inizio nel 1994 ed è sfociata nella decisione del 12 

maggio 1998 (DTA 567, 568, 569/97). Nell'ambito di tale procedura, questa 

Corte ha preso atto della decisione del Municipio del 23 febbraio 1998, tramite 

la quale era stata sancita la rinuncia definitiva ad inserire la strada, particella 

no. 996 NA, nell'ambito della revisione della pianificazione in atto, nel piano 

generale d'urbanizzazione. L'autorità comunale aveva pure ventilato la 

necessità di provvedere al dezzonamento delle particelle edilizie in località … 

che, senza la prevista strada in questione, non avrebbero potuto essere 

considerate allacciate. Nel contesto della decisione citata, il Tribunale 

amministrativo ha considerato come, viste le premesse legali che reggono 

l'opera di raggruppamento integrale comprendente la zona agricola e quella 

edilizia, in applicazione degli art. 12 e 13 cpv. 1 LBF, si sarebbe resa 

necessaria una stretta collaborazione fra gli organi del Consorzio e l'autorità 

comunale al fine di coordinare la riparcellazione con le necessità 

pianificatorie. Nel caso concreto, tale collaborazione appariva però smentita 

dai fatti, in particolare dalla decisione del Municipio del 23 febbraio 1998. 

Mentre, da un canto, il Consorzio aveva riservato il sedime per la strada di 

quartiere in questione, d'altro canto, l'autorità comunale, preposta alla 

pianificazione locale e quindi responsabile primaria dell'urbanizzazione della 

zona edilizia, aveva confermato ripetutamente di voler rinunciare alla 

realizzazione della struttura stradale, contestata da diversi proprietari che 

avrebbero dovuto essere interessati alla stessa. Alla luce di una simile 

situazione in contrasto con l'obbligo di coordinamento fra la procedura di 

raggruppamento e quella di pianificazione, il Tribunale amministrativo ha 

accertato, in maniera vincolante, come, al momento dell'emanazione della 

sentenza, cioè nel 1998, la particella no. 996 NA non potesse essere 

considerata né quale strada di quartiere, in quanto esclusa dal piano viario 

comunale, né quale allacciamento agricolo, in quanto non prevista per tale 

scopo. In preludio a tale conclusione, il Tribunale aveva, infatti, accertato 

come la strada in questione, così come prevista, non costituisse, in alcun 

modo, un'esigenza essenziale per lo sfruttamento agricolo delle particelle 

adiacenti. Alla luce di tale fattispecie, questa Corte ha quindi considerato 

impossibile valutare l'attribuzione nell'ambito della nuova assegnazione senza 

conoscere sia la delimitazione esatta della zona edilizia che il rispettivo piano 

viario, quale parte del piano generale delle strutture. Di conseguenza, 

considerato che nel comune interessato era in atto la procedura di revisione 

della pianificazione locale, il Tribunale amministrativo ha statuito, in modo 

vincolante, che la nuova assegnazione in oggetto avrebbe potuto essere 

effettuata unicamente in seguito alla conclusione della procedura 

pianificatoria. Di conseguenza, le decisioni su opposizione e la nuova 

attribuzione contestate sono state annullate e le pratiche rinviate al Consorzio 

convenuto al fine di nuova assegnazione sulla base dei confini della zona 

edilizia e del rispettivo piano viario, stabiliti dalla nuova pianificazione locale. 

Tramite il dispositivo della sentenza in oggetto i considerandi che hanno 

condotto al giudizio sono stati resi vincolanti per le autorità consortili.

2. Come risulta dagli atti in giudizio, al momento dell'emanazione della sentenza 

del 12 maggio 1998 era in vigore la pianificazione locale risalente al 1975, 

modificata nel 1987, in base alla quale le particelle oggetto del presente 

contenzioso erano ubicate in zona residenziale R2, 2a tappa di utilizzazione, 

mentre il piano generale di urbanizzazione non prevedeva alcuna strada 

d'allacciamento o di quartiere identificabile con la particella no. 996 NA.

Il 27 marzo 2001, l'assemblea comunale ha approvato la revisione della 

pianificazione locale, che è stata ratificata dal Governo cantonale con decreto 

costitutivo del 4 giugno 2002.

Secondo la nuova pianificazione, le particelle in giudizio sono ubicate in zona 

residenziale 2, 2a tappa di utilizzazione, mentre la particella no. 996 NA non 

è contemplata dal piano generale di urbanizzazione né quale strada di 

quartiere né, tantomeno, quale strada collettrice. Tenor tale piano, 

l'urbanizzazione della zona residenziale sovrastante è garantito da una strada 

di quartiere esistente, mentre i fondi sottostanti sono allacciati tramite una 

strada collettrice.

Nell'ambito della procedura di revisione della pianificazione locale, conclusasi 

il 4 giugno 2002, la situazione pianificatoria delle particelle in località …, 

oggetto del contenzioso, non ha perciò subito alcun mutamento nei confronti 

di quella precedente. L'autorità comunale, infatti, non solo ha evitato di 

azzonare i fondi che sono rimasti in 2a tappa di utilizzazione, bensì  ha pure 

omesso di inserire la prevista particella stradale no. 996 NA nel piano generale 

di urbanizzazione. A maggior ragione, appare contraddittorio l'atteggiamento 

del comune che, pur conoscendo le considerazioni e ingiunzioni del Tribunale 

amministrativo tramite la propria decisione del 12 maggio 1998, ha rinunciato 

ad azzonare i fondi e ad inserire la particella stradale no. 996 NA nel piano 

generale di urbanizzazione per poi appellarsi, in sede di gravame, al compito 

del Consorzio di procedere ad una ricomposizione particellare in virtù dei 

parametri applicabili per le zone edificabili.

Alla luce di tale situazione, questa Corte non può che rimandare agli 

accertamenti vincolanti oggetto della decisione del 12 maggio 1998, ai sensi 

dei quali la particella no. 996 NA non può essere considerata né quale strada 

di quartiere, in quanto non contemplata dal piano generale di urbanizzazione, 

né quale allacciamento agricolo, in quanto dichiaratamente non prevista per 

tale scopo. Inoltre, le particelle che dovrebbero essere urbanizzate tramite la 

strada contestata si trovano, secondo la pianificazione, in zona residenziale, 

2a tappa di utilizzazione, per cui, allo stato attuale, non possono essere 

considerate quali terreni edificabili, bensì, giuridicamente, appaiono quali 

fondi siti fuori dalla zona edificabile, soggetti alle disposizioni che regolano lo 

sfruttamento del rimanente territorio comunale. Come giustamente 

considerato dai ricorrenti, al fine di poter inserire le particelle in questione in 

zona edilizia, si renderebbe necessaria una, pur se parziale, revisione della 

pianificazione locale nel rispetto dell'iter previsto dall'art. 37 LPTC.

De iure, quindi, omettendo di azzonare le particelle e di inserire il fondo no. 

996 NA nel piano generale di urbanizzazione, il comune ha consolidato lo 

status quo ante che vedeva e vede i fondi oggetto del contenzioso ubicati fuori 

dalla zona edilizia. Nei confronti di dette particelle, perciò, la procedura di 

bonifica fondiaria è retta meramente dal fine indicato dall'art. 1 LBF, 

consistente nel conservare o accrescere il rendimento del suolo, nel facilitarne 

la coltivazione e nel proteggerlo dalle devastazioni o distruzioni causate da 

fenomeni naturali. Come precedentemente accertato, ai fini dello sfruttamento 

agricolo dei fondi in questione la strada prevista dal Consorzio non è 

assolutamente necessaria in quanto la possibilità di coltivazione di dette 

superfici è già sufficientemente garantita dagli accessi esistenti. D'altro canto, 

qualora, in futuro, l'autorità comunale intendesse rendere la zona edificabile, 

non potrà omettere di eseguire una revisione parziale della pianificazione 

prevedendo, tramite l'aggiornamento del piano generale delle strutture, pure 

una strada di quartiere confacente e disponendo così degli strumenti legali 

per procedere all'acquisizione del sedime necessario.

3. Come risulta dall'istruttoria, i ricorrenti, proprietari della particella 

sovraedificata no. 329 NA e del fondo no. 330 NA, attualmente destinato allo 

sfruttamento agricolo, da lungo tempo godono della possibilità di accesso alle 

loro proprietà transitando sulle particelle no. 774 e 775 NA. Tale transito, 

esercitato con il consenso dei proprietari di detti fondi, è sempre avvenuto 

senza che al riguardo sia stata costituita una base giuridica a titolo di servitù.

Nell'ambito dell'opera di bonifica fondiaria, in applicazione dell'art. 32 LBF, 

ricade fra i compiti del pianificatore di provvedere affinché ogni particella, sia 

agricola che edificabile, sia confacentemente allacciata alle pubbliche vie di 

comunicazione. Per tale motivo vengono esaminati ex novo tutti gli 

allacciamenti con conseguente soppressione degli oneri di passaggio dove 

questi sono divenuti superflui in seguito alla costruzione di strade. In effetti, i  

principi pianificatori impongono, per quanto possibile e proporzionale, la 

creazione di allacciamenti indipendenti al fine di garantire dei chiari rapporti di 

proprietà e dei fondi liberi da ogni aggravio. Dove, però, per motivi tecnico-

finanziari, la creazione di simili allacciamenti indipendenti è sconsigliabile, 

oppure oltremodo onerosa, al pianificatore non resta altro che sancire il 

mantenimento o la creazione di una servitù di passaggio. In base ai principi 

enunciati, la servitù non può venire istituita quando il fondo da allacciare può 

venir raggiunto, senza uno sproporzionato allungamento del percorso, 

attraverso le vie pubbliche o la proprietà dell'interessato.

Nel caso in giudizio, premesso che la prevista particella stradale no. 996 NA, 

ai sensi delle precedenti conclusioni, deve essere soppressa, appare 

necessario considerare come, mentre tutte le altre particelle in località … 

risultano confacentemente o almeno sufficientemente allacciate alla strada di 

quartiere e alla strada collettrice esistente, riprese nel piano generale di 

urbanizzazione, i fondi no. 329 e 330 NA di proprietà dei ricorrenti non sono 

collegati direttamente alla rete viaria pubblica. Detti fondi si trovano in zona 

residenziale 2, 2a tappa di utilizzazione. Questo significa che, attualmente, 

previo una revisione parziale della pianificazione locale, i fondi in questione 

devono essere considerati quali siti fuori dalla zona edificabile nonché adibiti 

ad uno sfruttamento agricolo. Nel merito occorre precisare che un limitato 

settore posto a valle della particella no. 329 NA, dove sorge la casa dei 

ricorrenti, è sito in zona ampliamento del nucleo 2. Nell'ottica dei principi 

enunciati, l'allacciamento dei fondi in giudizio deve quindi avvenire tenendo 

conto delle necessità attuali degli stessi. Premesso che visto lo sfruttamento 

agricolo della zona, la realizzazione dell'allacciamento stradale tramite la 

particella no. 996 NA è stato negato e che la costruzione di un'altra strada 

onde allacciare le particelle no. 329 e 330 NA, alla stregua di quella 

soppressa, colliderebbe con il principio della proporzionalità, in ottemperanza 

alla prassi descritta appare ineluttabile che l'allacciamento dei due fondi in 

oggetto debba avvenire gravando le particelle no. 774 e 775 NA con una 

servitù di passaggio. In considerazione delle necessità dei fondi aventi diritto 

di passaggio, le particelle no. 774 e 775 NA devono essere gravate con un 

diritto di passaggio carreggiabile illimitato a favore della particella no. 329 NA 

e con un diritto di passaggio carreggiabile agricolo a favore della particella no. 

330 NA. Per ovvi motivi, le servitù in questione non potranno né essere 

condizionate né essere limitate nel tempo. Nel merito, giova però considerare 

che, nel caso dell'azzonamento delle particelle in 2a tappa di utilizzazione, il 

comune non potrà omettere di procedere ad una confacente urbanizzazione 

nell'ottica viaria, prevedendo l'allacciamento stradale pure per il settore della 

particella no. 329 NA, attualmente sito fuori dalla zona edificabile, e per la 

particella no. 330 NA alla quale, attualmente, viene unicamente garantito un 

diritto di passaggio agricolo.

I proprietari delle particelle no. 744 e 745 NA, che si vedono gravate da una 

servitù, dovranno altresì essere indennizzati per la perdita di valore dei loro 

fondi in base ai parametri applicati dal Consorzio in materia di indennizzo per 

l'istituzione di servitù.

Giova infine considerare come, nel caso di una futura urbanizzazione della 

zona e della conseguente realizzazione di un nuovo allacciamento stradale 

per le particelle no. 329 e 330 NA, i proprietari dei fondi gravati dall'attuale 

servitù di passaggio, che diverrebbe obsoleta, potranno chiedere la 

cancellazione della stessa in applicazione dell'art. 736 CC.

4. Alla luce delle conclusioni giudiziali, il ricorso deve essere accolto annullando 

conseguentemente la decisione impugnata.

La particella stradale no. 996 NA viene soppressa e gli atti sono rinviati al 

Consorzio affinché provveda ad assegnare, rispettivamente a ripartire il 

sedime della stessa attenendosi strettamente ai principi che reggono la 

procedura di bonifica fondiaria, quali la compensazione reale nonché il 

modellamento e l'unione delle particelle in singoli appezzamenti in modo di 

facilitarne uno sfruttamento razionale e di evitare una situazione di proprietà 

fondiaria frastagliata.

Il Consorzio dovrà altresì provvedere all'istituzione di una servitù di passaggio 

carreggiabile illimitato a favore della particella no. 329 NA ed a carico delle 

particelle no. 744 e 745 NA, nonché di un'ulteriore servitù di passaggio 

carreggiabile agricolo a favore della particella no. 330 NA ed a carico delle 

particelle no. 329, 744 e 745 NA. I proprietari dei fondi gravati dalle servitù di 

passaggio dovranno essere indennizzati applicando i parametri di indennizzo 

vigenti nel contesto della procedura di raggruppamento condotta dal 

Consorzio convenuto.

5. Visto l'esito del ricorso, le spese di procedura vengono accollate al Consorzio 

convenuto, che dovrà altresì rifondere ai ricorrenti, patrocinati da un avvocato, 

un'equa somma a titolo di ripetibili (art. 75 LTA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto nel senso dei considerandi, di conseguenza la particella 

stradale no. 996 NA viene soppressa e gli atti sono trasmessi al Consorzio 

convenuto affinché provveda ad assegnare, rispettivamente a ripartire, il 

sedime della particella.

Il Consorzio è tenuto ad istituire una servitù di passaggio carreggiabile 

illimitato a favore della particella no. 329 NA ed a carico delle particelle no. 

774 e 775 NA, nonché una servitù di passaggio carreggiabile agricolo a favore 

della particella no. 330 NA ed a carico delle particelle no. 329, 744 e 745 NA, 

stabilendo il relativo compenso.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 418.--

totale fr. 1'918.--

il cui importo sarà versato dal Consorzio Raggruppamento Terreni di … entro 

trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle 

finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Consorzio Raggruppamento Terreni di … è tenuto al versamento, a titolo di 

ripetibili, dell'importo globale di fr. 1’500.-- (IVA compresa) agli Eredi … e agli 

Eredi ...