# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c8e717f6-3508-5733-9b18-51ce88680cda
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.09.2009 32.2008.180
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2008-180_2009-09-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2008.180

   

  cs/DC/sc

  	
  Lugano

  17 settembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 1° ottobre (recte:
2 ottobre) 2008 di

 

	
   

  	
  RI 1

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 2 settembre 2008 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nel 1995 a RI
1, nato nel 1956, di professione muratore, è stata assegnata una mezza rendita d’invalidità
con effetto dal 1° giugno 1993, a causa di un esito da infarto cardiaco con
necrosi in sede inferiore, asma bronchiale, erniazione e protrusione discale,
dislipidemia e gastroduodenite (doc. AI 2-5 e 19-1).

 

                               1.2.   Il
29 novembre 1996 l’UAI ha avviato una procedura di revisione d’ufficio che ha
permesso di confermare il diritto alla mezza rendita d’invalidità (doc. AI
29-1). La successiva revisione, iniziata il 9 luglio 1999 (doc. AI 32-1), ha
invece portato, tramite decisione del 7 aprile 2000 (cfr. doc. AI 48-1,
preceduta dalle motivazioni del 15 dicembre 1999 circa il nuovo calcolo
eseguito, cfr. doc. AI 40-2), alla riduzione del grado d’invalidità al 40% a
causa del miglioramento della capacità di guadagno (doc. AI 37-1).

 

                                         Il
diritto al ¼ di rendita è stato confermato il 12 giugno 2003 (doc. AI 63-1) dopo
un’ulteriore procedura di revisione (doc. AI 51-1).

 

                                         Il 7
giugno 2005 è stata avviata una nuova procedura di revisione della rendita AI
(doc. AI 66-1). Con perizia pluridisciplinare del SAM del 27 giugno 2006, i
medici specialisti hanno posto la diagnosi con influsso sulla capacità
lavorativa di pregresso infarto miocardico in sede post. (giugno 1992),
pregresso triplice by-pass aortocoronarico (18.06.2001; LIMA sul RIVA arteria
radiale su circonflessa e coronaria ds.) e FRCV (dislipidemia, tabagismo),
nonché la diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa di sindrome
lombospondilogena recidivante con/su bloccaggi, irradiazione a carattere
pseudoradicolare nell’arto inf. ds. (tre-quattro volte all’anno, durata dieci
giorni), sospetta sindrome di Raynaud alle mani, epicondilopatia radiale a ds.
e broncopatia cronico-ostruttiva. I periti hanno concluso per una capacità
lavorativa del 60% (presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento
ridotto) come piastrellista – parchettista. A proposito delle conseguenze sulla
capacità lavorativa, i periti hanno concluso:

 

" 
Tenendo conto di tutte le patologie l’A.
presenta una capacità lavorativa del 60% (presenza durante tutto il giorno, ma
con rendimento ridotto) come piastrellista – parchettista dal 18.11.1999
(deliberazione UAI) e continua.

 

Non possiamo codificare alcun peggioramento. La
limitazione della capacità lavorativa è dovuta alle crisi di cefalea ed ai
bloccaggi a livello lombare. Facendo una media delle assenze durante l’anno non
superiamo l’incapacità lavorativa del 40%.

 

Nel passato vi è stata un’incapacità lavorativa
di ca. due – tre mesi a causa del problema cardiovascolare e della
riabilitazione (a partire da metà giugno 2001).

 

In futuro non è da prevedere un peggioramento
della capacità lavorativa. Anzi è possibile che il problema neurologico
(cefalee) migliori e che questo permetta un miglioramento della capacità
lavorativa (l’A., però, non raggiungerà mai una capacità lavorativa completa).

 

(…)

 

Anche in attività leggere medie l’A. raggiunge
una capacità lavorativa del 60% (presenza durante tutto il giorno, ma con
rendimento ridotto) dal 18.11.1999 e continua.

Per la breve incapacità lavorativa dopo metà
giugno 2001 e per la prognosi neurologica facciamo riferimento al nostro
precedente punto.” (doc. AI 87-12)

 

                                         Con
comunicazione del 13 luglio 2006 l’UAI ha informato l’interessato che il
diritto alla rendita è rimasto immutato (doc. AI 90-1).

 

                               1.3.   Il 10
dicembre 2007 l’UAI ha iniziato una nuova procedura di revisione della rendita
(doc. AI 91-1), al termine della quale l’amministrazione, con decisione del 2
settembre 2008, preavvisata tramite progetto del 25 giugno 2008, ha soppresso
il diritto alla rendita poiché, malgrado lo stato di salute sia rimasto
invariato, l’interessato nel 2007 ha conseguito un reddito annuo, da invalido,
di fr. 44'200 che, dopo l’abituale raffronto dei redditi con il reddito da
valido di fr. 67’918, non gli dà più diritto ad alcuna prestazione (grado del
35%; doc. AI 97-2).

 

                               1.4.   RI 1 ha
interposto tempestivo ricorso contro la predetta decisione facendo valere che
la sua situazione lavorativa è particolare poiché la datrice di lavoro è anche
la sua convivente. Egli afferma di non aver avuto nessun miglioramento nella
capacità di guadagno reale poiché il suo salario è stato aumentato solo
virtualmente, permettendo versamenti più cospicui alle assicurazioni sociali
che gli daranno in futuro una pensione più dignitosa e gli eviteranno di finire
in assistenza.

                                         L’interessato
sostiene inoltre che il suo stato di salute non è invariato, che con gli anni “non
si è sicuramente evoluto in senso migliorativo” e che la sua resa
lavorativa è sicuramente inferiore al 50%. Egli sottolinea come la sua
situazione economica sia critica e di non poter sottoscrivere un’assicurazione
perdita di guadagno in caso di malattia, non avendo trovato nessuno che lo
assicurasse a causa del suo stato valetudinario. Infine rammenta di non aver
mai chiesto aiuti statali (come il sussidio per il pagamento della Cassa malati
o l’indennità dell’assicurazione contro la disoccupazione, doc. I).

 

                               1.5.   Tramite
risposta del 27 ottobre 2008 l’UAI propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. IV).

 

                               1.6.   Il 20 maggio
2009 il Presidente del TCA ha interpellato l’UAI, invitando l'amministrazione a
motivare dettagliatamente il passaggio della  risposta di causa, secondo cui
"neppure l’applicazione del nuovo art. 31 LAI permette di confermare la
rendita d’invalidità" (doc. VI).

                               1.7.   Con scritto
del 12 giugno 2009 l’amministrazione ha esposto il calcolo del grado
d’invalidità applicando il nuovo art. 31 LAI. L’UAI ha dapprima aggiornato al
rincaro il salario conseguito dal ricorrente nel 1999 ottenendo un reddito, nel
2008, di fr. 41'677. In seguito ha rammentato che il ricorrente percepisce uno
stipendio annuo di fr. 44'200. La parte di miglioramento non dipendente dal
rincaro è di fr. 2'523 (44'200 – 41'677), di cui solo fr. 682 vanno presi in
considerazione (2'523 – 1'500 X 2/3). Il salario da invalido è pertanto di fr.
42'359 (41'677 + 682). Per quanto concerne il salario da valido l’UAI rammenta
che andrebbe preso in considerazione l’importo di fr. 66'963 indicato dal
datore di lavoro quale salario annuo se non fosse intervenuto il danno alla
salute, mentre la consulente in integrazione ha preso in considerazione un dato
più favorevole di fr. 67'918. Ora, pur raffrontando l’importo di fr. 67'918 con
il reddito di fr. 42'359 si ottiene un grado d’invalidità del 38% che impone la
soppressione della rendita (doc. IX).

 

                               1.8.   Il 17 giugno
2009 il Presidente del TCA ha interpellato l’UFAS e si è così espresso:

 

" 
Il TCA è confrontato con un caso di applicazione
del nuovo articolo 31 LAI.

 

Si tratta di un assicurato, ex muratore, posto al
beneficio di una rendita di invalidità dal 1993 e di un quarto di rendita di
invalidità dal 2000 (reddito da valido CHF 59'800.-; reddito da invalido CHF
36'400.-).

 

Dal 1997 egli lavora come operaio edile al 50%.
Fino al 2006 egli ha percepito un reddito annuo di CHF 40'300.- (CHF 3'100.- x
13). Nel 2007 il reddito è aumentato a CHF 44'200.- (CHF 3'400.- x 13).

 

Il 2 settembre 2008 l'UAI ha soppresso la rendita
di invalidità sulla base del seguente confronto dei redditi:

 

■    reddito da valido: CHF 67'918.- (CHF 59'800 del 1990 adeguato al
rincaro)

■    reddito da
invalido: CHF 44'200.-

■    grado
d'invalidità del 35%.

 

Interpellato da chi scrive a proposito
dell'applicazione dell'art. 31 LAI, l'UAI il 12 giugno 2009 ha sottolineato
che, al momento dell'attribuzione di un quarto di rendita di invalidità, il
reddito del lavoro era di CHF 36'400.-. L'amministrazione ha poi adattato
questo reddito al rincaro (cfr. art. 86 ter OAI) e l'ha fissato per il 2008 a
CHF 41'677.-. L'UAI ha poi considerato che "la parte del miglioramento del
reddito che corrisponde al rincaro corrisponde pertanto a CHF 2'523.- (CHF
44'200.- ./. CHF 41'677.-)". In applicazione dell'art. 31 LAI, l'UAI ha
poi aggiunto CHF 682.- al reddito di CHF 41'677.- (CHF 2'523.- ./. 1'500.- x 2/3) ed ha fissato
il reddito da invalido in CHF 42'359.-.

 

 

Il grado di invalidità è stato in definitiva
fissato al 38% (CHF 67'918.- reddito da valido e CHF 42'359.- reddito da
invalido).

 

Al fine di evadere il ricorso citato mi occorre sapere:

 

1)   Ritiene
l'art. 31 LAI applicabile ogni volta che si è in presenza di un aumento di
salario o soltanto se vi è un aumento di reddito perché l'assicurato riprende o
estende un'attività lucrativa?

 

2)   Visto
che l'art. 31 LAI usa i termini "soltanto se il miglioramento del reddito
supera i CHF 1'500.- all'anno", ritiene che si deve verificare ogni anno
se il miglioramento supera o no i CHF 1'500.- annui oppure è sufficiente
confrontare il reddito considerato al momento dell'attribuzione della rendita
con quello ottenuto al momento della revisione? (ad esempio: 2008 CHF 31'000.-,
2009 CHF 32'000, 2010 CHF 33'000.-. Ogni anno l'aumento è inferiore a CHF
1'500.- e quindi non si considera)

 

3)   Ritiene
l'art. 31 LAI applicabile solo per gli aumenti di reddito intervenuti dopo il
1° gennaio 2008 o anche per quelli realizzatisi negli anni precedenti?

 

4)   Nel
caso concreto ritiene corretto oppure no il calcolo effettuato dall'UAI?
Vogliate motivare la vostra risposta." (Doc. X)

 

 

                               1.9.   Il 30 luglio
2009 l'avv. __________ del Servizio giuridico dell'UFAS ha così risposto:

 

" 
 L'art. 31 LAI, entrato
in vigore il 1° gennaio 2008, ha come scopo di non penalizzare i beneficiari di
rendite che sfruttano nel miglior modo possibile la rimanente capacità al
guadagno da perdite spro­porzionate di prestazioni. Per questa ragione i
miglioramenti del reddito, che influiscono sul grado d'invalidità, continuano
sì a determinare una riduzione o la soppressione della rendita Al, ma non a­vranno
effetto immediato. L'art. 31 LAI è ispirato al regime delle prestazioni
complementari (FF 2005 pag. 4098), in particolare
all'art. 11 cpv. 1 lett. a della legge federale sulle
prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l'invalidità (LPC, corrispondente all'art. 3c cpv. 1 lett. a in vigore fino al
31.12.2007):

 

      Art. 11 Redditi
computabili 

            1 Sono computati come reddito:

      a.  due terzi dei proventi in denaro
o in natura dall'esercizio di un'attività lucrativa per quanto superino
annualmente 1000 franchi per le persone sole e 1500 franchi per i coniugi e le
persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno
diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI; per gli invalidi aventi
diritto a un'indennità giornaliera dell'AI, il reddito dell'attività lucrativa
è com­putato interamente;

      

      (...)

 

Il Messaggio dell'8 ottobre 1964 sul progetto di
legge sulle prestazioni complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i
superstiti e l'invalidità spiega l'esistenza della norma nella maniera seguente
(FF 1964 Il 718):

 

On
ne voulait pas, en effet, que l'octroi de prestations complémentaires ôtât tout
intérêt à l'acquisition d'une rente ou d'une pension, même minime, ou paralysât
l'exercice d'une modeste activité lucrative.

Pour
donner suite aux voeux et requêtes, le présent projet de loi prévoit une
déduction sur le revenu de l'activité lucrative et sur les rentes et pensions
(à l'exception des rentes AVS/AI) d'un montant global fixe de 240 francs pour
les personnes seules et de 400 francs pour les personnes mariées; en outre, le
solde n'est pris en compte que pour les deux tiers. Cette combinaison favorise particulièrement les
personnes se trouvant dans une situation économique précaire, tout en les
incitant à conserver une certaine activité lucrative ou à économiser en vue de
l'octroi d'une rente ou d'une pension, étant donné que le revenu excédant le
montant sujet à déduction ne conduit pas à une réduction proportionnelle de la
prestation complémentaire.

 

Le due norme di legge vogliono raggiungere lo
stesso scopo, vale a dire incoraggiare le persone assi­curate a cominciare ad
esercitare o ad ampliare l'esercizio di un'attività lucrativa limitando
l'influsso di quest'ultima sul diritto alle prestazioni.

 

Se per le prestazioni complementari l'applicazione
di questa regola non pone particolari problemi, dato che è sufficiente
aggiungere al reddito computabile per il calcolo delle PC (reddito che si
riferisce all'anno civile precedente il calcolo) solo i due terzi del reddito
da attività lucrativa che supera i 1'000 rispettivamente 1'500 franchi, non si
può affermare lo stesso per l'art. 31 LAI. La disposizione è stata oggetto di
numerose discussioni prima dell'entrata in vigore della 5a revisione LAI e,
ancora oggigior­no, l'estensione della sua applicazione è in parte criticata.

 

Per quel che concerne le domande concrete che ci
ha sottoposto con la sua lettera del 17 giugno 2009, possiamo precisarle quanto
segue:

 

1. MOTIVI DI REVISIONE

 

Per poter procedere ad un aumento o a una
diminuzione della frazione della rendita o alla sua sop­pressione le condizioni
dell'art. 17 LPGA devono essere adempiute. L'art. 31 LAI non ha introdotto
nuovi motivi di revisione. Pertanto le norme e la giurisprudenza valevoli
finora sono tuttora applicabili (KIESER, ATSG-Kommentar, 14 ss ad art. 17).

 

2. NOZIONE DI 1'500 FRANCHI L'ANNO

 

Con la regola prevista all'art. 31 cpv. 1 LAI il
legislatore intendeva introdurre una franchigia sull'aumento del reddito
annuale non cumulabile di anno in anno. Non aveva per contro l'intenzione di
permettere un aumento annuale del reddito pari o inferiore a 1'500 franchi
senza che il diritto alla ren­dita potesse essere modificato per decenni, tale
applicazione porterebbe a risultati incoerenti. Ad esempio una persona
assicurata con una capacità residua al lavoro del 50% in attività ripetitive e
leg­gere potrebbe aumentare il proprio reddito ogni anno di 1'500 franchi e
ottenere così, dopo 10 anni, un aumento del reddito annuo di 15'000 franchi
senza che il suo diritto alla rendita abbia subito modi­fiche: ciò non è
accettabile.

 

L'aumento del reddito ai sensi dell'art. 31 LAI
corrisponde alla differenza tra il reddito effettivo prove­niente dall'attività
esercitata al momento della revisione e il reddito determinato (anche
ipotetico) al momento della precedente valutazione dell'invalidità. Come detto,
la franchigia di 1'500 franchi non può dunque cumularsi di anno in anno, ma può
essere rinnovata solo dopo una decisione formale che stabilisce un nuovo
diritto alla rendita.

 

Qui di seguito un esempio (per ora disponibile
unicamente in francese e tedesco) che dovrebbe esse­re inserito nella prossima
modifica della CIIAI:

 

	
   

  	
    Revenu

  de valide

  	
  Revenu

  d'invalide

  	
                         Taux d'invalidité

  
	
  Année
  de la décision

  	
   

  80'000

  	
   

  40'000

  	
   

         
                                      50%

  
	
  1re
  année

  	
  80'000

  	
  40'600

  	
  Pas de révision,
  taux d'invalidi-té inchangé, puisque l'améliora- tion du revenu est
  inférieure à 1'500 francs

  
	
  2e
  année

  	
  80'000

  	
  41'200

  	
  Pas de révision,
  taux d'invalidi-té inchangé, puisque l'amélioration du revenu est inférieure
  à 1'500 francs.

  
	
  3e
  année

  	
  80'000

  	
  42'100

  	
  Révision,
  puisque l'amélioration du revenu est supérieure à 1500 francs. Nouveau taux
  d'invalidité: 42'100 fr. - 1'500 fr. = 40'600 francs, seuls 2/3 de
  l'améliora- tion sont pris en compte, soit un revenu de 40'400 francs.

  Le
  taux d'invalidité est de 49,5% arrondi à 50%: la ½ rente demeure.

  
	
  4e
  

  	
  80'000

  	
  43'000

  	
  Révision, puisque
  l'amélioration du revenu est supérieure à 1500 francs. Nouveau taux
  d'invalidité: 43'000 fr. - 1'500 fr. = 41'500: seuls 2/3 de l'amélioration
  sont pris en compte, soit un revenu de 41'000 francs. Le taux d'invalidité
  est de 48,75%, arrondi à 49%: la ½ rente passe au ¼ de rente.

  
	
  On
  pourra à nouveau procéder à une révision lorsque le revenu d'invalide adapté
  à l'évolution générale des salaires aura augmenté de plus de 1500 francs par
  rapport à celui de 43 000 francs.

  

 

 

3. DIRITTO TRANSITORIO

 

Per l'applicazione dell'art. 31 LAI non è stata prevista alcuna
disposizione transitoria particolare. Se­condo i principi
generali di diritto una disposizione non può di regola retroagire. In questo
senso la lettera circolare AI n° 253 del 12 dicembre 2007 stabilisce che il
diritto applicabile è quello in vigore al . momento dell'insorgenza del caso
assicurativo. Seguendo questa logica gli aumenti di reddito verifica­tisi prima
del 1° gennaio 2008 non dovrebbero essere conteggiati.

Tuttavia, visto che il nuovo diritto è più
favorevole alle persone assicurate non ci opponiamo, per moti­vi di praticità,
a che vengano computati anche gli aumenti intervenuti prima del 1° gennaio 2008
(l'amministrazione non dovrà così determinare in maniera precisa il momento in
cui l'aumento del reddito è intervenuto), purché la revisione del diritto alla
rendita sia intervenuta dopo questa data.

 

 

4. CALCOLO

 

Per avere una visione completa del calcolo
abbiamo illustrato nella presente tabella i singoli passaggi:

 

	
   

  	
  Importi

  (decisione del

  12.01.2000)

  	
  Importi adeguati (decisione del 2.09.2008)

  
	
  Reddito
  da valido

  	
              
  59'800

  	
               
    *67'918

  
	
  Reddito
  da invalido (effettivamente conseguito)

  	
   

              
  36'400

  	
   

                 
  *41'677

  
	
  Grado di invalidità arrotondato (frazione di rendita)

  	
   

           
  40% (¼)

  	
   

                
         (¼)

  
	
  Nuovo
  reddito

  	
   

  	
                  
  44'200

  
	
  Aumento
  del reddito

  	
   

  	
                    
  2'523

  
	
  Importo
  esente (art. 31 cpv. 1)

  	
      
  

  	
                    
  1'500

  
	
  Reddito
  eccedente l'importo esente

  	
   

  	
                    
  1'023

  
	
  2/3
  del reddito eccedente (art. 31 cpv. 2)

  	
   

  	
   

                       
  682

  
	
  Nuovo
  reddito da invalido

  	
   

  	
                  
  42'359

  
	
  Grado di invalidità arrotondato (frazione di rendita)

  	
   

  	
   

                
  38% (--)

  

 

   *adeguamento al
rincaro ex art. 86ter OAI

 

Sulla base dei dati messi a nostra disposizione,
riteniamo che l'ufficio Al abbia proceduto correttamen­te al calcolo del grado
d'invalidità. In effetti, l'ufficio Al ha ripreso gli importi (reddito da
valido e reddito da invalido) fissati nell'ultima decisione di rendita
adeguandoli al rincaro (art. 86ter OA , in seguito ha proceduto alle
deduzioni previste all'art. 31 LAI per infine calcolare il grado di invalidità." (Doc. XII)

 

                             1.10.   Le parti sono
state invitate ad esprimersi sugli accertamenti compiuti del TCA (cfr. Doc.
XIV), l'UAI ha chiesto di respingere il ricorso (cfr. Doc. XV), mentre l'assicurato
è rimasto silente.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il
TCA è chiamato a stabilire se l’Ufficio AI ha legittimamente oppure no soppresso,
in via di revisione, il quarto di rendita AI.

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2008 è entrata in vigore la modifica del 6 ottobre 2006 della legge
federale sull’assicurazione invalidità (LAI), di altre leggi federali nonché
della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (5a revisione dell’AI; RU 2007 5129 e segg.). Per la disanima del
diritto a una rendita di invalidità eventualmente già insorto in precedenza
occorre rifarsi alle regole generali del diritto intertemporale, secondo cui
sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce
conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1 pag. 446 seg. con riferimento a
DTF V 329). Ne discende che nel caso in esame si applicano le norme sostanziali
in vigore fino al 31 dicembre 2007 per quanto attiene allo stato di fatto
realizzatosi fino a tale data, mentre per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 2 settembre
2008 seguente, data della decisione impugnata, che delimita temporalmente il
potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid.
3.1.1 pag. 220 con riferimenti), trovano applicazione le nuove norme (sentenza
9C_443/2009 del 19 agosto 2009).

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI (cpv. 2 dal 1°
gennaio 2008) prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido (reddito da valido).

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI
2000 p. 84 consid. 1b). 

 

                                         Nella
DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che
l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora
l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a
causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare concretamente
un'occupazione (giurisprudenza confermata dal TFA con una sentenza del 14 luglio 2006 nella causa A., U
156/05, consid. 5).

                                         La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno.

 

                                         Secondo
il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale)
i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF,
per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione).

                                         L’Alta
Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo
successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una
modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

                                         Tale
principio è poi stato esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno
2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R.,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003
nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita
subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o
ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano
subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid.
1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Per
sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la
situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della
rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351
consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a
confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30;
Valterio, op. cit., pag. 268; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, 1997, ad art. 41, pag. 258).

 

                                         Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione
allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente
continuerà a durare (art. 88 a
cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2
OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della
rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione
limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI
stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno
del secondo mese che segue la notifica della decisione.

                                         L’art.
88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente
dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione
illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato
o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente
dall’articolo 77 OAI.

 

                               2.5.   Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid.
3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22
maggio 1995 in re A. C; cfr.
anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto
esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF
125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
pag. 230).

 

                                         Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può
evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per
cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

                               2.6.   Nel
caso concreto, dopo la richiesta di prestazioni AI, sfociata, viste le
risultanze mediche, nella decisione del 1995 tramite la quale all’assicurato
era stata assegnata una rendita del 50%, poi ridotta al 40% in sede di
revisione nel corso del 2000, l’Ufficio AI, nell’ambito dell’ultima revisione
intrapresa, vista la stabilità dello stato di salute del ricorrente e l’aumento
del guadagno conseguito, dopo un nuovo raffronto dei redditi, ha soppresso il
diritto alla rendita.

 

                                         L’insorgente
contesta la predetta decisione affermando innanzitutto che “il mio stato di
salute non è invariato. Con gli anni purtroppo non si è sicuramente evoluto in
senso migliorativo. La mia resa lavorativa è sicuramente inferiore al 50%
rispetto ai tempi precedenti d’insorgenza dei miei problemi di salute.”
(doc. I).

 

                                         Occorre
qui rilevare che, secondo la giurisprudenza (cfr. sentenza I 465/05 del 6
novembre 2006, pubblicata in DTF 133 V 108), il punto di riferimento temporale
per valutare se si è in presenza di una modifica rilevante del grado di invalidità
suscettivo di incidere notevolmente sul diritto alla prestazione è costituito,
come nel caso di nuova domanda, dall’ultima decisione cresciuta in giudicato
che si fonda su un esame materiale del diritto alla rendita. Da questo punto di
vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di
rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid. 2 con
riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Valterio, op. cit., pag. 268; Meyer-Blaser,
Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 1997, ad art. 41, pag. 258).

 

                                         Nel caso concreto si tratta quindi della decisione 15 dicembre 1999/7
aprile 2000 (doc. AI 40-2 e 48-1) con la quale all’assicurato è stato ridotto
al 40% il grado d’invalidità. Successivamente l’UAI si è limitato a comunicare
all’insorgente che il suo diritto non ha subito modifiche (comunicazione del 12
giugno 2003, doc. AI 63-1 e comunicazione del 13 luglio 2006, doc. AI 90-1).

                                         

                                         Come
rileva giustamente l’amministrazione in sede di risposta, il ricorrente non ha
apportato alcun elemento probatorio a sostegno del preteso peggioramento del
suo stato di salute.

                                         Anzi,
dagli atti emerge che lo stato valetudinario dell’assicurato non ha subito modifiche
di rilievo e nel corso degli anni è rimasto stabile.

                                         Nel “questionario
per la revisione della rendita” compilato e sottoscritto dal medesimo
insorgente il 18 dicembre 2007, alla domanda se il suo stato di salute è
migliorato, peggiorato o rimasto invariato, l’interessato ha del resto scelto
l’ultima possibilità e alla richiesta di indicare l’orario di lavoro attuale,
l’insorgente ha indicato “invariato con resa al 50%” (doc. AI 92-1/2), scrivendo
la stessa frase del 25 luglio 1999 (doc. AI 33-2: “8 ore 40 con resa al 50%”).

 

                                         L’allora
medico curante, dr. med. __________ aveva indicato una incapacità lavorativa
del 50%, sia il 9 aprile 1993, che il 24 giugno 1997, che il 12 novembre 1999 (cfr.
doc. AI 8-1, AI 28-1 e doc. AI 36-1).

 

                                         I periti
del SAM il 27 giugno 2006, nell’ambito della precedente revisione, posta la
diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di malattia coronarica
travasale con/su pregresso infarto miocardico in sede post. (giugno 1992),
pregresso triplice by-pass aortocoronarico (18.06.2001; LIMA sul RIVA arteria
radiale su circonflessa e coronaria ds.), FRCV (dislipidemia, tabagismo) e la
diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa di sindrome lombospondilogena
recidivante con/su bloccaggi, irradiazione a carattere pseudoradicolare
nell’arto inf. ds. (tre-quattro volte all’anno, durata dieci giorni), sospetta
sindrome di Raynaud alle mani, epicondilopatia radiale a ds., broncopatia
cronico-ostruttiva, hanno concluso per una capacità lavorativa del 60% come piastrellista-parchettista
e in attività leggere dal 18 novembre 1999 e continua (doc. AI 87-12). 

                                         Queste
valutazioni sono state confermate, nel corso dell’ultima revisione, dal dr.
med. __________, medicina generale FMH e medico curante dell’insorgente, il 7
gennaio 2008, che ha posto la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa
di lombalgia acuta-cronica, crisi di cefalea, epicondolopatia dx cronica,
sindrome del tunnel carpale laterale dal 1999 e la diagnosi senza influsso
sulla capacità lavorativa di cardiopatia ischemica con stato dopo bypass AOC,
BPCO, tabagismo, dal 1999 ed ha attestato un’incapacità del 40% dal 18 novembre
1999 (ossia da prima dell’ultima decisione formale del 15 dicembre 1999/7
aprile 2000) “continua” nell’ultima attività lavorativa esercitata di
piastrellista-parchettista (doc. AI 93-2). 

                                         Il
curante ha inoltre precisato, a proposito dell’anamnesi medica e dei dati
biografici rilevanti: “dal giugno 2006 situazione invariata con accertamenti
x dolori epigastrici”, a proposito dei disturbi lamentati “dal giugno
2006 invariati”, circa le constatazioni “dal giugno 2006 invariati” (doc.
AI 93-3). Nel certificato figura inoltre che lo stato di salute del ricorrente
è stazionario (doc. AI 93-4). 

 

                                         L’insorgente
non ha apportato alcun certificato medico atto a smentire la stabilità del suo
stato di salute, né agli atti vi sono attestati medici che potrebbero far
ritenere una valutazione non corretta da parte degli specialisti chiamati ad
esprimersi circa il suo stato valetudinario.

 

                                         Questo
Tribunale deve di conseguenza concludere che lo stato di salute dell’assicurato,
nel corso del tempo, non ha subito alcun peggioramento.

 

                               2.7.   Resta da
esaminare se la capacità di guadagno dell’interessato è migliorata.

 

                                         Infatti, come rammenta Urs Müller, in Die materiellen
Voraussetzungen der Renterevision in der Invalidenversicherung, Friborgo 2003,
pag. 134, "grundsätzlich gibt somit jede wesentliche Aenderung in den
tatsächlichen Verhältnissen, die geeignet ist, den Invaliditätsgrad und damit den
Rentenanspruch zu beeinflussen, Anlass zu Rentenrevision." (cfr. anche
pag. 147). 

                                         Circa
la modifica del reddito da invalido, Müller afferma, a pag. 146, che “mit
anderen Worten genügt für die Rentenrevision, dass seitens des
Invalideneinkommens eine Aenderung eintritt, die nunmehr den für den Umfang des
Rentenanspruchs nach art. 28 Abs. 1 IVA massgeblichen Invaliditätsgrad
verändert.“.

                               2.8.   Per accertare il reddito senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo
il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato
guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano
(STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella
causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti,
cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più
concretamente possibile.

                                         Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr.
U 168 pag. 100s. consid. 3b).

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto
che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare
la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali
adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b,
ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c).

                                         Se
nel caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che
l’assicurato avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, allora si può
ricorrere a dati ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique
VSI 1999 pag. 248 consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002
nella causa B., I 56/02).

Chiamata a procedere al raffronto dei redditi la consulente in integrazione ha
affermato:

 

" 
Il signor RI 1 è a beneficio di una rendita AI
del 50% dal 1 giugno 1993 e del 40% dal 12 gennaio 2000. L’assicurato ha sempre
lavorato sull’arco di un’intera giornata come operaio edile con un rendimento
ridotto presso la ditta __________. Il datore di lavoro afferma infatti che il
suo stato di salute non gli permette ritmi di lavoro e resa al 100%. Segnala
inoltre che l’A. non riesce a mantenere per periodi prolungati alcune posizioni
di lavoro o effettuare sforzi.

 

Dal punto di vista medico lo stato di salute
risulta essere stazionario (IL del 40% nella sua attività abituale come anche
in altre attività adeguate).

 

Dal profilo economico, sulla base dell’estratto
dei contributi AVS e del questionario per il datore di lavoro, l’assicurato nel
2007 ha percepito un salario annuo di fr. 44'200.-

 

Per quanto riguarda la determinazione del reddito
da valido, senza danno alla salute come muratore nel 1999 l’assicurato avrebbe
potuto percepire un salario annuo di fr. 59'800.” (doc. AI 96-1).

 

                                         La
consulente in integrazione, dopo aver aggiornato questo dato sulla base
dell’aumento del salario previsto dal contratto collettivo dell’edilizia, è
giunta ad un reddito da valido di fr. 67'918 nel 2007 (il dato del 2008, al
momento dell’emanazione della decisione impugnata, non era ancora disponibile).

 

                                         L’interessato
non contesta questo dato. Per contro, nello scritto del 12 giugno 2009 l’UAI
ritiene che sarebbe stato più corretto utilizzare l’importo di fr. 66'963 che
figura nel questionario compilato dal datore di lavoro il 14 gennaio 2008 (doc.
AI 94-2). Tuttavia, come si vedrà meglio in seguito, e come del resto ammesso
anche dall’amministrazione, anche utilizzando il dato più favorevole
all’assicurato, ossia fr. 67'918, la rendita va ugualmente soppressa.

 

                               2.9.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, il cui ammontare è contestato
dall’insorgente, va ricordato che lo
stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         

                                         In
concreto l’UAI ha chiesto all’attuale datore di lavoro dell’insorgente, la
ditta “__________ __________, convivente dell’assicurato, di compilare il
formulario relativo ai dati del ricorrente nell’ambito dell’attività lavorativa
da lui svolta per la società.

 

                                         Dalla
documentazione si evince che il rapporto lavorativo è iniziato il 1° aprile
1997. L’interessato svolge l’attività di operaio edile al 50% per un salario,
che, nel 2007, ammontava a fr. 3'400 al mese per tredici mensilità (fr. 44'200
all’anno), contro i fr. 3'100 (fr. 40'300) conseguiti nei due anni precedenti
(doc. AI 94-3).

 

                                         L’insorgente
contesta questo dato affermando che “la mia situazione di lavoro è
particolare in quanto la mia datrice di lavoro è anche la mia convivente da
alcuni anni. Il mio domicilio è lo stesso. Sono separato legalmente dalla
moglie da quasi due anni, mensilmente devo versare un assegno di € 358,00”
e che “non ho avuto nessun miglioramento nella capacità di guadagno reale.
Il mio salario è stato aumentato solo virtualmente, permettendo versamenti più
cospicui alle assicurazioni sociali, che mi daranno in futuro una pensione più
dignitosa, senza dover finire a carico dell’assistenza sociale.” (doc. I).

 

                                         Questo
Tribunale constata che il datore di lavoro ha attestato, dal 2007, un aumento
del salario da invalido del ricorrente, il quale ammette che questa
maggiorazione permette “versamenti” di oneri sociali “più cospicui
alle assicurazioni sociali.”

 

                                         Sulla
base delle attestazioni del datore di lavoro, che questo Tribunale non ha
motivo di mettere in dubbio, e delle affermazioni dello stesso ricorrente,
emerge che l’aumento del salario è effettivamente avvenuto. Del resto per
l’art. 25 cpv. 1 OAI prima frase, sono considerati redditi del lavoro secondo
l’art. 16 LPGA i redditi annui presumibili sui quali sarebbero riscossi i
contributi disposti dalla LAVS. Ora, lo stesso ricorrente ammette che l’aumento
è avvenuto per permettere versamenti maggiori alle assicurazioni sociali e la
consulente in integrazione ha verificato che “sulla base dell’estratto dei
contributi AVS e del questionario per il datore di lavoro, l’assicurato nel
2007 ha percepito un salario annuo di fr. 44'200” (doc. AI 96-1).

 

                                         Questo
importo è pertanto quello che l’interessato consegue sfruttando la sua capacità
lavorativa attuale.

 

                                         Raffrontando
il reddito da invalido di fr. 44'200 con quello da valido di fr. 67'918, si
ottiene un grado d’invalidità, nel 2007, del 35% che non dà più diritto al
versamento di una rendita a causa dell’aumento della capacità di guadagno del
ricorrente.

 

                                         Va qui
rilevato che anche volendo aggiornare i dati al 2008 (la decisione impugnata è
del 2 settembre 2008), il risultato finale (ossia la soppressione della
rendita) non sarebbe modificato giacché il reddito da invalido di fr. 44'200 rimarrebbe
immutato (cfr. doc. 94-2, dati aziendali del 14 gennaio 2008, punto 2.10: “stipendio
attuale della persona assicurata soggetto a contribuzione AVS”: fr. 44'200),
mentre il salario da valido raggiungerebbe fr. 69'276 (+ 2%; cfr. la vie
économique, n. 7/8 2009, pag. 91, tabella B10/2) per un grado d’invalidità del
36%. Prendendo il salario indicato dal datore di lavoro che il
ricorrente potrebbe conseguire nel 2008 senza il danno alla salute, ossia fr. 66'963 (doc. AI 94-2, punto 2.11), il grado d’invalidità
sarebbe ancora inferiore (34%).

 

                                         A giusta
ragione l’UAI ha proceduto alla revisione della rendita ed alla sua
soppressione.

 

                             2.10.   In sede di
risposta l’UAI ha accennato all’art. 31 LAI, affermando che una sua eventuale
applicazione non porterebbe comunque alla conferma del diritto alla rendita.

 

                                         Per
l’art. 31 cpv. 1 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, se un assicurato che ha
diritto ad una rendita consegue un nuovo reddito lavorativo o se il suo reddito
lavorativo attuale aumenta, la sua rendita è riveduta conformemente
all’articolo 17 capoverso 1 LPGA soltanto se il miglioramento del reddito
supera i 1500 franchi all’anno 

                                         A norma
dell’art. 31 cpv. 2 LAI solo i due terzi dell’importo che supera questo limite
di 1500 franchi sono presi in considerazione per la revisione della rendita. 

 

                                         A tal proposito va
evidenziato che nel Messaggio concernente la modifica della legge federale
sull’assicurazione per l’invalidità (5a revisione
dell’AI, FF 2005, pag. 3989 e seguenti), a pag. 4098 il Consiglio federale ha
affermato:

 

"  Art.
31 (nuovo) Riduzione
o soppressione della rendita

 

Con la presente disposizione, i beneficiari di rendite che
sfruttano nel miglior modo possibile la rimanente capacità al guadagno non
saranno più penalizzati da perdite sproporzionate di prestazioni. I
miglioramenti del reddito, che influiscono sul grado d’invalidità,
continueranno a determinare una riduzione o la soppressione della rendita AI,
ma non avranno effetto immediato. A tal fine ci si è ispirati al regime delle
prestazioni complementari.

 

Capoverso 1: il
miglioramento del reddito si ripercuote sul grado d’invalidità solo se supera
una franchigia di reddito di 1500 franchi all’anno. Solo in questo caso la rendita
viene riveduta conformemente all’articolo 17 capoverso 1 LPGA.

 

Capoverso 2: solo
i due terzi dell’importo che supera il limite di 1500 franchi sono presi in
considerazione per la revisione della rendita.”

 

                                         Va ancora
rilevato che per l’art. 86ter OAI la revisione tiene conto unicamente della
parte di miglioramento del reddito che non dipende dal rincaro.

 

                                         La
dottrina (cf. U.Kieser, "Praktikabilitätsüberlegungen aus der Sicht der
Praxis) in SZS/RJAJ 2009 pag. 219 seg.) ha già sottolineato i problemi di
applicazione posti dall'art. 31 LAI.

 

                                         Nel rapporto esplicativo
del 17 giugno 2009 relativo al primo pacchetto di misure relativo alla 6a
revisione dell'AI il Consiglio federale propone di sopprimere l'art. 31 cpv. 2
LAI e rileva:

 

" 
Capoverso 2: il
nuovo articolo 31 è stato introdotto nel quadro della 5a revisione AI affinché
i beneficiari di rendita il cui reddito lavorativo aumenta non siano più
penalizzati da riduzioni sproporzionate delle prestazioni. Analogamente a
quanto previsto nell’ambito delle prestazioni complementari, l'articolo 31
stabilisce un meccanismo di calcolo secondo cui gli aumenti di reddito non
causano una revisione della rendita o, perlomeno, non immediatamente. Ciò è
dovuto alla disposizione del capoverso 2, secondo cui solo i due terzi dell’importo
che supera 1500 franchi sono presi in considerazione per la revisione della
rendita.

 

In questo modo i beneficiari di rendita hanno
effettivamente un certo incentivo finanziario, poiché per la determinazione
dell’invalidità è presa in considerazione soltanto una parte del guadagno
supplementare, cosicché gli assicurati possono spesso continuare a ricevere la
loro rendita nonostante l’aumento del reddito lavorativo. Di fatto, tuttavia,
l’effetto disincentivante dell’eventuale riduzione del reddito complessivo non
è eliminato, ma soltanto ritardato. Inoltre, nella pratica l’attuazione di
questa disposizione si rivela molto difficile e causa disparità di trattamento,
dal momento che il grado di invalidità calcolato secondo l’articolo 31 non
corrisponde a quello effettivo (incapacità al guadagno ai sensi dell’art. 7
LPGA).

 

L’articolo 31 capoverso 2 dovrebbe quindi essere
semplicemente abrogato, poiché contrasta con l’obiettivo primario della
revisione della rendita finalizzata all’integrazione ed è praticamente
inattuabile nella sua forma odierna. Il capoverso 1 va invece mantenuto, in
quanto non pone problemi di attuazione e offre soprattutto ai bassi redditi un
seppur minimo incentivo finanziario."

 

                             2.11.   Può qui
rimanere aperta la questione di sapere se l’art. 31 LAI, più favorevole per il
ricorrente, può trovare applicazione al caso di specie per l’aumento salariale
intervenuto prima dell’entrata in vigore di questa norma. 

                                         Infatti
anche applicando l’art. 31 LAI la rendita va comunque soppressa.

 

                                         Nel 2008
l’interessato ha conseguito un salario annuo di fr. 44'200 (cfr. il formulario
compilato dal datore di lavoro il 14 gennaio 2008, doc. AI 94.2, punto 2.10: “stipendio
attuale della persona assicurata soggetto a contribuzione AVS”: 44'200
all’anno, fr. 3'400 al mese).

 

                                         Aggiornando
il reddito da invalido di fr. 36'400 conseguito nel 1999 (cfr. decisione del 12
gennaio 2000 e doc. 34-3), al 2008, si ottiene un importo di fr. 41'677 (+
1,2581% nel 2000; + 2,4757% nel 2001; + 1,7927% nel 2002; + 1,3996% nel 2003; +
0,9317% nel 2004; + 0.9548% nel 2005; + 1,1876% nel 2006; + 1,6094% nel 2007; +
2.0423% nel 2008, cfr. doc. IX/1).

 

                                         La parte
del miglioramento del reddito che non dipende dal rincaro ammonta a fr. 2’523 (44'200
– 41’677). In applicazione dell’art. 31 LAI vanno presi in considerazione
unicamente i 2/3 dell’importo che supera i fr. 1'500, ossia fr. 682 (1'023 [2’523
-1'500] X 2 : 3). Ne segue che il salario da invalido ammonta a fr. 42’359 (41'677
+ 682).

 

                                         Raffrontando l’importo di
fr. 42'359 con il salario da valido di fr. 66'963 indicato dal datore di lavoro
quale salario che potrebbe conseguire senza il danno alla salute (doc. AI 94-2,
punto 2.11), il grado d’invalidità sarebbe del 37%.

 

                                         Utilizzando invece il
reddito preso in considerazione dalla consulente in integrazione per il 2007 di
fr. 67'918 e aggiornandolo del 2.0423% come il reddito da invalido, si
raggiunge un importo di fr. 69'305.

 

                                         Raffrontando il salario da
invalido di fr. 42'359 con il salario da valido di fr. 69'305 il grado
d’invalidità sarebbe del 39%, comunque inferiore al grado del 40% che darebbe
diritto ad un quarto di rendita.

 

                                         L’aumento della capacità
di guadagno ha pertanto quale conseguenza la soppressione della rendita d’invalidità
in applicazione delle norme sulla revisione.

 

                                         In
queste condizioni il ricorso va respinto mentre la decisione deve essere
confermata.

 

                             2.12.   Secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

                                         L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza le spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico
del ricorrente.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
di CHF 200.-- sono poste a carico del ricorrente.          

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti