# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 780d6cf7-89c7-555d-bd49-cf7e637d4345
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-06-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 06.06.2000 80.2000.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2000-73_2000-06-06.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2000.00073

  	
  Lugano

  6 giugno 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di diritto tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  
	
  segretario:

  	
  Fiorenzo Gianinazzi

  
						

 

statuendo sul ricorso del 15 dicembre 1999

 

in materia di:                   IC 95/96

 

	
  presentato da:

  	
  __________ e __________ __________ -__________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Il
21 dicembre 1998 l’Ufficio di tassazione di __________ notificava ai coniugi
__________ e __________ __________ la tassazione IC 1995-96, in cui veniva
esposto loro un reddito aziendale di fr. 44'181.- derivante da commercio
professionale d’immobili del 1994, segnatamente dalla vendita di due
appartamenti di una palazzina edificata dal contribuente medesimo, che svolge
la professione di __________. Le deduzioni venivano fissate in fr. 1'038.-.

 

                                         1.2.

                                         I
contribuenti presentavano reclamo contro la tassazione suddetta il 15 gennaio
1999.

                                         Con
decisione del 22 novembre 1999, l'Ufficio tassazione di __________ evadeva il reclamo
a’sensi dei considerandi, confermando, da un lato, il reddito imponibile e aumentando,
dall’altro, le deduzioni a fr. 2'097.-.

 

                                         1.3.

                                         Il
15 dicembre 1999 i coniugi __________ si rivolgevano (in lingua tedesca)
all’Ufficio contribuzioni / Cassa comunale del Comune di __________, dal quale
avevano nel frattempo ricevuto le bollette d’imposta comunali per gli anni 1995
e 1996 con termine di pagamento il 25 dicembre 1999. Contestavano in sostanza
d’aver conseguito redditi imponibili in Ticino da commercio professionale
d’immobili negli anni di computo 1993 e 1994.

                                         Il
21 dicembre 1999 la Cassa comunale di __________ rispondeva ai coniugi __________
che l’imposta comunale era stata emessa in base alla notifica cantonale
(N.d.R.: in realtà in base alla decisione su reclamo, come risulta
dall’ammontare dell’imposta cantonale sul reddito, sulla quale è stata
calcolata l’imposta comunale) e che una revisione dell’imposta comunque sarebbe
stata allestita unicamente a seguito della modifica della notifica cantonale.

 

                                         1.4.

                                         Il
18 febbraio 2000 i coniugi __________ si rivolgevano all’Ufficio esazione e
condoni in __________ riproponendo le contestazioni già sollevate in sede di
reclamo il 15 gennaio 1999 e nuovamente il 15 dicembre 1999 all’Ufficio
contribuzioni / Cassa comunale del Comune di __________. Questo scritto veniva
trasmesso il 2 febbraio 2000 dall’Ufficio esazione e condoni all’Ufficio di tassazione
di __________ per competenza.

                                         Il
14 marzo 2000 l’Ufficio di tassazione rispondeva che la decisione su reclamo
era stata intimata il 22 novembre 1999 per lettera raccomandata e che doveva
essere contestata con ricorso alla Camera di diritto tributario entro trenta
giorni.

                                         Il
10 aprile 2000 i coniugi __________ si rivolgevano nuovamente all’Ufficio di
tassazione di __________, chiedendo di considerare lo scritto del 15 dicembre
1999 all'Ufficio contribuzioni del Comune di __________ come un reclamo
tempestivo.

                                         L’intero
incarto veniva quindi trasmesso a questa Camera il 3 maggio successivo.

                                         Invitati
dalla Cancelleria di questa Camera a tradurre in italiano il loro ricorso, i
contribuenti vi provvedevano entro il termine assegnato.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Secondo
gli articoli 140 cpv. 1 LIFD e 227 cpv. 1 LT, il contribuente può impugnare con
ricorso scritto la decisione su reclamo dell'autorità di tassazione, entro
trenta giorni dalla notificazione, davanti alla Camera di diritto tributario.

                                         Va
inoltre ricordato che, secondo l’art. 192 cpv. 2 LT, un atto presentato a un
ufficio incompetente deve essere trasmesso senza indugio  all’autorità fiscale
competente. Il termine di presentazione dell’atto è reputato osservato se
quest’ultimo è giunto all’ufficio incompetente o è consegnato a un ufficio
postale svizzero il giorno della scadenza.

 

                                         2.2.

                                         Nel
caso in esame, i coniugi __________ hanno sostanzialmente manifestato in modo
irrito la loro volontà di ricorrere contro la decisone su reclamo dell'Ufficio
di tassazione con la lettera, inviata al Comune di __________, Ufficio
contribuzioni, il 15 dicembre 1999, dopo aver ricevuto le bollette comunali
d'imposta emesse a seguito della decisione su reclamo dell'Ufficio di tassazione.

                                         Il
Comune di __________ non avrebbe solo dovuto rispondere ai contribuenti,
segnalando loro genericamente che, tra l'altro, una revisione dell’imposta
comunale sarebbe stata allestita unicamente a seguito della modifica della
notifica cantonale, ma avrebbe dovuto anche trasmettere lo scritto in questione
a questa Camera, in ossequio all'art. 192 cpv. 2 LT, per ragioni di competenza,
segnatamente perché lo trattasse, se del caso, come ricorso, a maggior ragione
se si considera che le bollette d'imposta contestate erano state emesse dal
Comune a seguito della decisione su reclamo dell'Ufficio di tassazione.

                                         Certo
i ricorrenti avrebbero potuto reagire, dopo aver ricevuto la lettera del
Comune, inviando copia della lettera a questa Camera, dal momento che avevano
ricevuto la decisione su reclamo. Ciò non toglie tuttavia che il loro scritto
del 15 dicembre 1999 al Comune configurava materialmente un ricorso tempestivo
ad un'autorità incompetente. Va per giunta rilevato che la mancata reazione può
essere stata ingenerata dalla risposta stessa del Comune di __________,
verosimilmente una risposta standardizzata, che non fa minimamente riferimento
alla decisione su reclamo su cui poggiavano le bollette comunali d'imposta, ma
addirittura lascia intendere che sarebbero state rivedute, qualora l'autorità
fiscale cantonale avesse modificato la notifica di tassazione.

                                         Questa
Camera ritiene pertanto di poter e dover entrare nel merito della
contestazione.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         In
deroga all’ articolo 17 capoverso 3, i guadagni derivanti dal commercio di immobili
esercitato a titolo professionale di cui all’ articolo 18 capoverso 2 lettera
a) della Legge tributaria del 28 settembre 1976, conseguiti nei due anni
precedenti l’ entrata in vigore della presente legge, sono imponibili nel primo
periodo fiscale dell’ entrata in vigore della legge (art. 307 cpv. 1 LT 1994). 

                                         Quando
i guadagni di cui al capoverso 1 non possono essere imposti per l’ intero
periodo fiscale è applicata un’ imposta annua intera secondo l’ articolo 57
(art. 307 cpv. 2 LT 1994). 

                                         Oltre
al prodotto di un commercio, di un'arte o mestiere, dell'agricoltura e
selvicoltura, di una professione liberale e di ogni altra attività indipendente
(cfr. art. 18 cpv. 1 LT 1976) sono pure imponibili, secondo l'art. 18 cpv. 1
lett. a LT 1976, il reddito derivante dal commercio d'immobili esercitato a
titolo professionale, indipendentemente dalla loro tassazione attraverso la
legge concernente l'imposta sul maggior valore immobiliare.

 

                                         3.2.

                                         Secondo
l'art. 18 cpv. 1 lett. a LT 1976 costituisce reddito imponibile
qualsiasi provento proveniente da attività lucrativa, anche se accessoria, a
prescindere dalla sua regolarità o dalla sua frequenza. Ne consegue che anche
il guadagno realizzato attraverso la compravendita di un immobile è imponibile
nel senso delle citate norme se è frutto di attività lucrativa.

                                         In
base ad una pluridecennale prassi del Tribunale federale, vi è commercio
professionale di immobili non appena il contribuente svolge un'attività che
eccede la mera amministrazione del patrimonio e sfrutta il mercato immobiliare
alla stregua di un commerciante professionale, nell'intento di realizzare un
profitto (DTF 112 Ib 81 consid. 2a e rif.; ASA 59, pag. 480
consid. c; cfr. pure Schmidt, La recente giurisprudenza del Tribunale
federale in materia di tassazione di negozi immobiliari e di commercio di
immobili a titolo professionale, in: Fiscalità - Atti della giornata di
studio del 25 ottobre 1989 organizzata dalla Commissione ticinese per la
formazione permanente dei giuristi, Lugano 1989, p. 14; Soldini, Il
commercio professionale di immobili alla luce della giurisprudenza federale e
cantonale e nella prospettiva della nuova Legge tributaria, in RDAT
I-1994 p. 385 ss.). In particolare, sono considerati indizi di un'attività
lucrativa, un'elevata frequenza di operazioni, l'esistenza di legami tra tali
operazioni e l'attività professionale del contribuente, l'uso di notevoli
crediti, il fatto che l'interessato si serva di conoscenze professionali
proprie o di terzi, la breve durata del possesso dei fondi e il reinvestimento
dei profitti in ulteriori operazioni immobiliari (cfr. STF 24 luglio
1992 in re La., p. 6).

                                         Sapere
se una vendita isolata sia da considerare commercio professionale di immobili,
amministrazione patrimoniale o occasione fortuita di transazione immobiliare
dipende, in ultima analisi, dalle circostanze del caso particolare. Decisiva
per il giudizio non è la situazione esistente inizialmente, al momento
dell'acquisto, ma quella che risulta al momento della vendita (STF 26
marzo 1976 in re Ri., p. 9). Così, una operazione iniziata e fatta con intenti
speculativi può perdere tale caratteristica per le particolari condizioni che
si verificano al momento, determinante, della vendita: e viceversa (cfr. CDT
274/88 cit. in RTT 1990, p. 358 ss.).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Nel
presente caso i ricorrenti non contestano  - per altro a giusta ragione -  la
qualifica professionale dell'operazione, ma si limitano in sostanza a obiettare
che negli anni di computo 1993 e 1994 non hanno conseguito alcun reddito immobiliare
in Ticino.

                                         In
effetti, come ricordato nella decisione su reclamo dell'Ufficio di tassazione
del 22 novembre 1999, __________ __________ esercitava la professione di
architetto e in questa sua veste ha edificato sulla part. n. 1537 di __________
un immobile del costo complessivo di quasi sette milioni e mezzo di franchi,
che ha poi costituito in proprietà per piani (PPP). Pacifico quindi che, in
simili condizioni, la vendita di due quote di PPP, la n. __________ di 46
millesimi e la n. __________ di 82 millesimi, il 1° giugno 1994 siano imponibili
come commercio professionale d'immobili, a condizione che dalle vendite sia scaturito
un utile.

 

                                         4.2.

                                         L'Ufficio
di tassazione di __________ ha stabilito l'utile scaturito dalle due vendite,
deducendo dal prezzo di vendita di ciascuna delle due quote di PPP, fr.
369'000.- per la prima e fr. 633'000.- per la seconda, il costo millesimale
accertato in sede di imposizione degli utili immobiliari (cfr. art. 123 ss. LT
1994, in vigore per i trasferimenti di proprietà immobiliare a decorrere dal 1°
gennaio 1995) sulla scorta della liquidazione (Bauabrechnung) presentata
dagli interessati. Da notare che in sede di imposizione degli utili immobiliari
la liquidazione è stata rettificata da fr. 7'487'398.- a fr. 7'316'535.- e che
tale rettifica è stata accettata dagli interessati, che non l'hanno contestata.

 

                                         4.3.

                                         Questa
Camera non ha motivo, in simili condizioni, di rettificare l'utile imponibile
determinato dall'Ufficio di tassazione, che poggia su dati accettati dai
contribuenti in occasione delle successive imposizioni degli utili immobiliari
conseguiti con le alienazioni successive al 1° gennaio 1995.

                                         Non
si può fare infine a meno di rilevare che queste modalità di calcolo,
segnatamente la determinazione del valore d'investimento da parte dell'Ufficio
di tassazione, oltre a essere note ai contribuenti che le hanno accettate in
altro contesto, sono state nuovamente ricordate loro, seppur succintamente,
nella motivazione della decisione su reclamo del 22 novembre 1999. Nemmeno in
questa sede i ricorrenti si sono premurati di spiegare per quali ragioni il
valore d'investimento determinato dall'Ufficio di tassazione nell'ambito dell'imposizione
degli utili immobiliari, e da loro accettato, non abbia a valere anche per la
determinazione del reddito conseguito nell'ambito del commercio professionale
d'immobili effettuato nel 1994. La loro generica affermazione di non aver
conseguito guadagni da commercio professionale d'immobili negli anni 1993-94
non è minimamente suffragata e contrasta con i dati ricavati dalla documentazione
da loro stessi fornita.

 

                                         4.4.

                                         Va
infine rilevato che la contestazione relativa al reddito conseguito fuori
Cantone negli anni di computo 1993-94, determinante unicamente per stabilire
l'aliquota applicabile, già è stata evasa dall'Ufficio di tassazione in sede di
reclamo, aderendo sostanzialmente alla richiesta dei contribuenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli
art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara
e pronuncia

 

 

                                   1.   In
quanto ricevibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese processuali consistenti:

                                         a.
nella tassa di giustizia di                                     fr.     500.–

                                         b.
nelle spese di cancelleria di complessivi            fr.       80.–

                                         per
un totale di                                                         fr.     580.–

                                         sono
a carico dei ricorrenti.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Per
l'IC il presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

                                         Per
l'IFD è ammesso il ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna
(art. 146 LIFD).

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                      Il
segretario: