# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1bf174a6-2aee-5a53-989b-72c66130ec3a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.05.2003 33.2003.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2003-10_2003-05-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2003.10

   

  TB

  	
  Lugano

  23 maggio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 gennaio 2003
di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

  rappr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione dell'11 dicembre 2002
  emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione dell'11 dicembre 2002 (doc. _) la Cassa cantonale di compensazione di
Bellinzona ha respinto con effetto dal 1° gennaio 2002 la richiesta del 24
luglio 2002 di __________ tesa all'ottenimento di una prestazione
complementare. Il rifiuto della rendita PC è riconducibile ai redditi
dell'assicurata che sarebbero superiori alle spese riconosciute.

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso del 13 gennaio 2003 (doc. _) l'assicurata, rappresentata dal
tutore __________ e per esso dall'avv. __________ si è aggravata contro il
predetto rifiuto della PC, evidenziando quanto segue:

 

" 
(…)

1.   La decisione impugnata viene censurata poiché si fonda su dei
dati e delle cifre che non corrispondono purtroppo alla realtà.

 

      In questo contesto si contesta in primo luogo la stima della
casa di proprietà della ricorrente, ritenuto che tale edificio – anche agli
occhi di un profano – non vale né può valere fr. 280'000.— come ritenuto
dall'IAS, bensì al massimo la metà.

 

      Trattasi infatti di un immobile vetusto, privo di ogni e
qualsiasi comfort (basti pensare che non dispone neppure di un riscaldamento) e
situato in zona poco appetibile.

 

      Tale immobile, almeno in teoria, è locato all'ex-convivente
della signora __________, il signor __________, per la somma di fr. 300.— al
mese. Trattasi però di pura teoria, ritenuto che lo stesso signor __________–
come risulta dal rendiconto presentato quale doc. _ – a partire dal mese di
maggio 2001 non ha più versato neppure un centesimo per la locazione!!!

 

      La questione dell'incasso della pigione mensile è assai
delicata, poiché – da un lato – una procedura esecutiva nei confronti del
signor __________ non avrebbe nessun senso ritenuto che lo stesso è
nullatenente. D'altro lato, lo sfratto del compagno della ricorrente – oltre
che poco simpatico dal profilo umano – risulterebbe anche poco interessante,
dal momento che difficilmente si riuscirebbe a trovare un subentrante per una
casa di questo tipo, priva – come detto – di ogni e qualsiasi tipo di comfort.

 

Prove: perizia sul valore commerciale
della casa, testi e ogni altra

           ammessa.

 

2.   Un altro elemento della decisione impugnata che non trova
conferma nei fatti, riguarda l'ammontare dei "depositi a risparmio e
contanti", che l'IAS ha erroneamente valutato in fr. 67'416.--.

 

      Purtroppo, anche qui, la realtà dei fatti è ben diversa,
tant'è che – come emerge dai doc. _ e _ – il saldo dei due conti della Banca
__________ intestati alla ricorrente in data 16 rispettivamente 18 dicembre
scorso ammontava globalmente a fr. 4'982.23. Degli altri libretti di risparmio
(quelli depositati presso la __________ e sui quali sono depositati poche
centinaia di franchi) si produrrà davanti a questo Tribunale un estratto conto
non appena possibile.

 

Prove: documenti e ogni altra ammessa.

 

3.   Da ultimo la decisione impugnata non ha tenuto in
considerazione l'esatto ammontare della retta pagata dalla signora __________
nella casa per anziani, retta che secondo l'IAS ammonta a fr. 75.— al giorno,
mentre in realtà ammonta a fr. 85.— al giorno.

 

Prove: documento _" (…)

 

                               1.3.   Con risposta
del 20 febbraio 2003 (doc. _) la Cassa cantonale di compensazione ha proposto
di respingere il ricorso. In specie la resistente ha riesaminato tutti gli
elementi precedentemente presi in considerazione, rettificando l'ammontare dei
depositi a risparmio (da Fr. 67'416.- a Fr. 31'942.-) e conseguentemente pure
il reddito di detta sostanza (da Fr. 235.- a Fr. 206.-). Infine,
l'Amministrazione ha mutato l'importo degli interessi ipotecari ascritti nelle
spese riconosciute (fabbisogno). Nonostante la diminuzione della sostanza, v'è
ugualmente un'eccedenza di redditi di Fr. 1'503.- che non permette quindi alla
ricorrente di poter beneficiare di una PC.

 

                               1.4.   Con scritto
del 12 marzo 2003 (doc. _) il patrocinatore dell'insorgente ha nuovamente
contestato il valore venale dell'immobile così come ritenuto dalla Cassa (Fr.
280'000.-), chiedendo che venga esperita una perizia.

 

                               1.5.   Il 25 marzo
2003 (doc. _) l'Amministrazione si è riconfermata nella propria risposta di
causa, producendo contestualmente la perizia del 2 dicembre 2002 (doc. _)
allestita dall'arch. __________ dell'Ufficio cantonale di stima.

 

                               1.6.   Invitata ad
esprimersi in merito, la ricorrente è rimasta silente.

 

 

                                         in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6
ottobre 2000, che tuttavia non è applicabile al caso di specie considerato che
il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative
e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del
provvedimento amministrativo (STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G. G., H
305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3,
pag. 3; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C.A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4;
STFA del 9 gennaio 2003 nella causa M.C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del
9 gennaio 2003 nella causa J.P.-R., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V
467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b). Per cui ogni riferimento alle norme
applicabili in concreto va inteso nel loro tenore in vigore fino al 31 dicembre
2002.

 

                               2.2.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

Nel merito

 

                               2.3.   Va avantutto
rilevato come la LPC persegue lo scopo di garantire un "reddito
minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art.
112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992
pag. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale"
disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge federale sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) contiene dunque la garanzia di un
reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr. DTF
113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143;
CATTANEO, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza
sociale" in: RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag.
460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992
pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge
federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.4.   Per l’art.
2c lett. c LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2
LPC gli invalidi che hanno diritto ad un assegno per grandi invalidi dell'AI.

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 3a cpv. 1 LPC,

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti."

 

 

                               2.6.   Circa le
spese riconosciute l’art. 3b cpv. 2 e 3 LPC prevede che:

 

" 
Per le persone che vivono durevolmente o per un
lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono in un
istituto), le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a.   tassa giornaliera;

b.   importo per le spese personali (cpv. 2).

 

Per le persone che vivono a casa e per le persone
che vivono in un istituto sono inoltre riconosciute le spese seguenti:

 

a.  spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del reddito lordo
dell'attività lucrativa;

b.  spese
di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

c.  premi
versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata
l'assicurazione malattie;

d.  importo
forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
L'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura
infortuni);

e.  pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                               2.7.   Ancora,
giusta l’art. 3c LPC i redditi determinanti comprendono:

 

"a.  le entrate in denaro o in natura provenienti
dall'esercizio di un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le
persone sole e di 1500 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o
danno diritto a una rendita è dedotto dal reddito annuo proveniente
dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo è computato in ragione di due
terzi. Per gli invalidi ai sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito
dell'attività lucrativa è interamente computato;

b.  il reddito proveniente da sostanza mobile e immobile;

c.  un quindicesimo della sostanza netta oppure un decimo per i
beneficiari di rendite di vecchiaia, nella misura in cui superi per persone
sole 25000 franchi, per coniugi 40000 franchi e per orfani e figli che danno
diritto a rendite per figli dell'AVS o dell'AI 15000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona
compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione
ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente
75000 franchi é preso in considerazione quale sostanza;

d.  le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;

e.  le prestazioni derivanti da un contratto di vitalizio o da
un'altra convenzione analoga;

f.   gli assegni familiari

g.  le entrate e le parti di sostanza a cui l'assicurato ha
rinunciato;

h.  le pensioni alimentari del diritto di famiglia. (cpv. 1)

 

Non sono computati come redditi determinanti:

a. le
prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328 e seguenti del Codice civile;

b. le
prestazioni d'aiuto sociale;

c. le
prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;

d. gli
assegni per grandi invalidi dell'AVS o dell'AI;

e. le
borse di studio e altri aiuti finanziari all'istruzione. (cpv. 2)"

 

                               2.8.   In concreto,
a far tempo dal 10 maggio 1999 la ricorrente è degente in modo definitivo presso
la Casa di riposo __________ (cfr. formulario di richiesta di una prestazione
complementare alla rendita AVS o AI, agli atti dell'Amministrazione).

 

A norma dell’art. 5 cpv. 3 lett. a LPC, i Cantoni
possono limitare le spese prese in considerazione a causa del soggiorno in un
istituto o in un ospedale.

In ossequio a questa delega legislativa, il
Cantone Ticino ha stabilito che la retta giornaliera massima computabile per il
calcolo della prestazione complementare degli assicurati che sono ospiti permanenti
o per periodi di lunga durata in case per anziani o case di cura è di 75
franchi (art. 2 del Decreto esecutivo concernente la Legge federale sulle
prestazioni complementari all’AVS e all’AI (LPC) del 6 dicembre 2000, in vigore
dal 1° gennaio 2001).

Pertanto, per il calcolo delle spese riconosciute
ai sensi delle prestazioni complementari, la Cassa ha computato alla ricorrente
a giusta ragione per l'anno 2002 l’importo totale di Fr. 27'375.- (Fr. 75.- x
365 giorni). A tale ammontare sono stati aggiunti Fr. 3'600.- (Fr. 300.-
mensili x 12 mesi) a titolo di spese personali per gli assicurati, come pure il
contributo fisso per l'assicurazione malattia di Fr. 3'372.- (cfr. Ordinanza
sui premi medi cantonali 2002 dell'assicurazione delle cure medico sanitarie
per il calcolo delle prestazioni complementari del 25 ottobre 2001 del DFI).

 

                               2.9.   Con il suo
gravame la ricorrente censura la valutazione della particella n. __________ di
__________ esperita dall'Ufficio stima. L'assicurata lamenta infatti che il
citato referto peritale del 2 dicembre 2002 (doc. _) giunga ad un valore venale
eccessivo (Fr. 280'000.-), poiché, a suo dire, al massimo ne varrebbe la metà.

 

Per quanto attiene alla modalità di calcolo della
sostanza, si rileva che ai sensi dell’art. 3a cpv. 7 lett. b LPC, il Consiglio
federale disciplina la valutazione dei redditi determinanti, delle spese
riconosciute, nonché della sostanza.

 

Giusta l’art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, la sostanza
immobiliare che non serve da abitazione al richiedente o a una persona compresa
nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente.

Secondo tali termini, nella misura in cui la
sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa
nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che
venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul
mercato.

Non sarebbe infatti corretto che agli assicurati
fosse consentito di mantenere la sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle
prestazioni complementari. I titolari di carte valori e libretti di risparmio
non devono essere trattati peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI
1994 pag. 195; RCC 1991 pag. 424).

In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 1994
pag. 290, il TFA ha specificato che tale disposizione è applicabile solo se il
richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo delle prestazioni
complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua proprietà.

 

Le Direttive sulle prestazioni complementari
all’AVS e AI (DPC), edite dall'UFAS, prevedono al N. 4010 che:

 

" 
Il soggiorno in un istituto deve essere
considerato permanente quando il beneficiario della PC ha disdetto il suo
alloggio oppure se un ritorno a casa è molto improbabile.”

 

Nel caso di specie, poiché l’assicurata è degente
in modo definitivo presso la Casa di riposo __________ dal 10 maggio 1999 (cfr.
consid. 2.8.), l'immobile n. __________RFD di __________ non le serve più da
abitazione primaria.

Conformandosi al citato art. 17 cpv. 4
OPC-AVS/AI, la Cassa di compensazione ha quindi computato correttamente alla
ricorrente il relativo valore venale.

 

Ora, per stabilire il valore venale di detto
fondo, a buon diritto l'Amministrazione ha fatto esperire una perizia
dall'Ufficio cantonale di stima.

 

                             2.10.   In proposito
va rilevato che secondo la prassi del TFA, per determinare il valore
commerciale l’Amministrazione deve far esperire una perizia da un ufficio
competente. Il TCA ha infatti dichiarato illegale la precedente prassi della
Cassa, che consisteva nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di
stima ufficiale. Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime poteva
risultare un valore superiore a quello corrente (RDAT II-1995 pagg. 203 segg.).

Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, per la
determinazione del valore corrente degli immobili l’ufficio cantonale deve
sempre far capo allo stesso servizio (SVR 1998 LPC N. 5). A mente dell’Alta
Corte federale sarebbe infatti inammissibile calcolare l’importo delle
prestazioni complementari in base a stime elaborate da autorità differenti
(Pratique VSI 1993 pag. 137).

In concreto, nel Canton Ticino la Cassa affida
detto compito all’Ufficio stima.

 

In merito a ciò si osserva ancora che il TFA, in
un caso riguardante il Canton Ticino in cui il ricorrente aveva contestato la
valutazione immobiliare operata dall’Ufficio cantonale di stima, ha confermato
l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S.).

 

                             2.11.   In specie,
con perizia immobiliare del 2 dicembre 2002 l'Ufficio stima (arch. __________)
ha stabilito, come già evidenziato, in

Fr. 280'000.- il valore venale del fondo
dell'assicurata sito a __________ (doc. _).

 

Nel proprio ricorso l'insorgente sostiene che la
proprietà in questione sia stata sopravvalutata in modo tanto evidente quanto
inammissibile. Di primo acchito e come unica lamentela, a proposito della
particella n. __________l'interessata osserva che detto immobile è "vetusto,
privo di ogni e qualsiasi comfort (basti pensare che non dispone neppure di un
riscaldamento) e situato in zona poco appetibile." (doc. _).

 

Va rilevato che, secondo costante giurisprudenza
federale, le perizie mediche eseguite nell’ambito della procedura
amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria
piena, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi (ZAK 1986 pag. 189; RAMI U 167 pag. 96; DTF 104 V
212; SZS 1987 pagg. 237-239; SZS 1988 pagg. 329 e 332; DTF non pubblicato del
24.12.1993 in re S.H.; LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

Lo stesso vale per quel che riguarda perizie
dell’Amministrazione presso medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 pag. 188;
RAMI 1993 pag. 95).

 

Per quanto concerne il valore probatorio d'un
rapporto si deve accertare se è completo per quanto riguarda i temi sollevati,
se si riferisce a esami approfonditi, se tiene conto delle censure sollevate,
se è chiaro nella presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate.
Elemento determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio
l'origine del mezzo di prova né la designazione del materiale probatorio
richiesto sotto qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF
122 V 160 consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S.F.).

Il giudice non si scosta, senza motivi
imperativi, dalle risultanze di una perizia, compito del perito essendo infatti
proprio quello di mettere a disposizione della giustizia le sue specifiche
conoscenze, allo scopo di chiarire gli aspetti specialistici di una determinata
fattispecie (DTF 122 V 161).

 

La citata giurisprudenza del TFA deve valere per
tutte le perizie (cfr. ad esempio per la previdenza professionale SVR 1998 LPP
n. 16), e quindi deve essere applicata anche per quelle esperite in ambito
immobiliare (STCA del 24 febbraio 1997 in re. L.M.).

 

Nel caso in esame l'assicurata non ha
concretamente contestato la valutazione tecnica oggetto della perizia
immobiliare. Agli atti non figurano dunque argomenti contrastanti i dati forniti
dall'Ufficio stima. Ritenuto inoltre come nella sua valutazione il perito ha
considerato l'immobile al suo stato attuale tenendo conto di tutte le
peculiarità rilevanti quali le condizioni di manutenzione, gli elementi
costruttivi, le diverse installazioni e gli arredamenti, occorre quindi
concludere che non vi sono elementi tali da mettere in discussione la
correttezza della citata perizia.

Del resto, questa si fonda su accertamenti
approfonditi, esperiti da specialista del ramo che si è basato su criteri
generalmente applicabili in questo ambito, ponderando inoltre tutti gli usuali
parametri. Il referto peritale giunge inoltre a conclusioni logiche,
conformemente a quanto stabilito dai succitati criteri giurisprudenziali.

 

Per queste
ragioni il TCA non ha quindi motivo di scostarsi dalla conclusione peritale che
risulta pienamente affidabile (STFA del 27 febbraio 1998 in re S.S. consid.
2b).

 

                             2.12.   La ricorrente
censura infine che l'importo considerato nella tabella di calcolo PC quale
deposito a risparmio (Fr. 67'416.-) non corrisponda all'effettiva sostanza da
essa detenuta al momento in cui è stata resa la decisione impugnata. A comprova
della sua lamentela produce gli estratti del conto corrente n. __________
presentante, al 13 dicembre 2002, un saldo di Fr. 1'718,05 (doc. _) e del
libretto di Cassa Risparmio n. __________ aggiornato al 17 dicembre 2002 con un
saldo di 3'264,48 (doc. _), entrambi aperti presso la Banca __________.

Agli atti della Cassa vi sono inoltre la
dichiarazione del 22 gennaio 2003 attestante gli interessi rispettivamente il
saldo del predetto libretto al 1° gennaio 2002 (Fr. 73,05; Fr 3'264,48) ed al
1° gennaio 2003 (Fr. 62,56; Fr. 3'305,14), e l'estratto conto annuo con tutti i
movimenti intercorsi nel 2002 sul citato conto n. __________, presentante al 31
dicembre 2002 un saldo di Fr. 1'691.-.

 

In merito alle contestazioni della ricorrente va
rammentato che, a mente della giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni
sociali valuta la legittimità delle decisioni impugnate in base allo stato di
fatto esistente al momento in cui la decisione litigiosa è stata presa (DTF 109
V 179, DTF 107 V 5, DTF 107 V 141 e 154, DTF 104 V 143), quindi questo
Tribunale si deve porre nel periodo antecedente dicembre 2002.

 

Inoltre, a norma dell'art. 23 cpv. 1 OPC-AVS/AI,
di regola, per il calcolo della prestazione complementare annua sono
considerati i redditi determinanti ottenuti nel corso dell'anno civile
precedente e lo stato della sostanza al 1° gennaio dell'anno in cui è
assegnata la prestazione.

Stante quanto precede, la Cassa di compensazione
ha agito correttamente richiedendo ad __________ le dichiarazioni bancarie
attestanti la sua sostanza al 1° gennaio 2002, anno in cui e per il quale la
stessa ha postulato la prestazione complementare.

L'ammontare a tale data di sostanza mobile
posseduta dalla ricorrente ammonta quindi a Fr. 32'018.- (Fr. 3'264,48 sul
conto Anziani n. __________presso la __________ (doc. _ della Cassa) + Fr.
2'879,70 sul Libretto di risparmio Anziani n. __________ presso la Banca
__________ (doc. _ della Cassa) + Fr. 75.- del conto privato n.
__________presso la medesima Banca __________ (doc. _ della Cassa) + Fr.
25'799.- del conto corrente n. __________ presso la __________ (doc. _ della
Cassa)).

 

Al suddetto importo va sommato il valore venale
della sostanza immobiliare precedentemente determinato (Fr. 280'000.-) e
detratto l'ammontare del debito ipotecario gravante l'assicurata, stato al 1°
gennaio 2002 (Fr. 113'500.-, doc. _ della Cassa), per cui si ottiene una sostanza
netta complessiva di Fr. 198'518.-.

Nella tabella di calcolo PC per il 2002 dovrà
essere poi dedotta la parte di sostanza non computabile di Fr. 25'000.- (art.
3c cpv. 1 lett. c LPC), per cui alla ricorrente bisogna calcolare una sostanza
computabile totale pari a Fr. 173'518.-. Ciò comporta conseguentemente
un importo di Fr. 17'351.- a titolo di sostanza computabile nel reddito
non privilegiato.

 

                             2.13.   Questo
Tribunale deve ora verificare se gli altri parametri ritenuti dalla Cassa
nell'impugnata decisione siano da confermare.

 

Nella sua risposta del 20 febbraio 2003
l'Amministrazione ha proposto di rettificare alcuni valori da essa ritenuti
nella tabella di calcolo in esame ed ha esposto un altro calcolo per la
determinazione delle PC, non ammettendo tuttavia anche in questa evenienza la
possibilità di concedere alla ricorrente una prestazione complementare (cfr.
consid. 1.3.).

Gli importi fatti propri dalla Cassa non possono
tuttavia essere qui integralmente confermati.

 

Giusta il predetto art. 3c cpv. 1 lett. b LPC
(cfr. consid. 2.7.), i redditi determinanti del richiedente di una prestazione
complementare comprendono, fra gli altri elementi, il reddito proveniente da
sostanza mobile ed immobile.

 

Nel caso concreto, il reddito della sostanza mobile
assomma a Fr. 207.- (Fr. 73,05 (doc. _) + Fr. 58,60 (doc. _) + Fr. 0,70
(doc. _) + Fr. 74,95 (doc. _ dell'Amministrazione)), anziché a Fr. 235.-.

 

Per quanto concerne il reddito della sostanza
immobiliare, ai sensi dell'art. 3c cpv. 1 lett. b LPC esso comprende pigioni e
canoni d'affitto, usufrutto, diritti d'abitazione nonché il valore locativo
della propria abitazione (cfr. Direttive sulle prestazioni complementari
all'AVS e AI (DPC), edite dall'UFAS, al N. 2092; CARIGIET/KOCH,
Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Supplemento, Zurigo 2000, pag. 99).

Secondo l'art. 12 cpv. 1 OPC-AVS/AI, il valore
locativo dell'abitazione occupata dal proprietario o dall'usufruttuario come
pure il reddito proveniente dal subaffitto sono valutati secondo i criteri
validi in materia d'imposta cantonale diretta del cantone di domicilio
(CARIGIET/KOCH, op. cit., pag. 100).

Per gli assicurati la cui sostanza ed i cui
redditi da considerare ai sensi della legge federale possono essere stabiliti
servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono
autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima
tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della
situazione economica dell'assicurato (art. 23 cpv. 2 OPC-AVS/AI).

 

Nel caso concreto, agli atti dell'Amministrazione
(doc. _) v'è la dichiarazione fiscale del biennio 2001/2002 di __________, da
cui risulta che la posta "reddito della sostanza" è pari a
complessivi Fr. 3'773.-. Tale ammontare è costituito, come accertato dalla
Cassa, del valore locativo della part. n. __________RFD di __________ pari a
Fr. 3'600.- e della restante parte relativa agli interessi fruttati alla
ricorrente sui suoi risparmi (Fr. 173.-).

Nei redditi non privilegiati di quest'ultima va
dunque inserito alla posizione 28.01 della tabella di calcolo l'importo di Fr.
3'600.-, indipendentemente dal fatto a sapere se l'ex convivente
dell'insorgente paghi effettivamente o meno alla proprietaria un canone di
locazione: infatti, anche se l'assicurata non locasse la sua casa a terze
persone, come visto sopra bisogna ugualmente computarle il valore locativo di
detto immobile.

 

Inoltre, per quanto attiene al valore massimo
delle spese per la manutenzione di fabbricati previste dall'art. 3b cpv. 3
lett. b LPC, le stesse sono strettamente legate al valore locativo. Infatti, la
circolare n. 33/1 ACC del 15 gennaio 1985, recepita dalla giurisprudenza della
Camera di Diritto Tributario, evidenzia che la deduzione forfettaria è del 15%
del valore locativo se l'immobile è stato costruito fino a dieci anni prima
dell'inizio del periodo fiscale, mentre è del 25% se la costruzione risale a
oltre dieci anni il periodo fiscale di computo.

Ne consegue che l'importo computabile a questo
titolo è in specie pari a Fr. 900.- (25% di Fr. 3'600.-) e come tale va incluso
nelle spese riconosciute, quindi nel fabbisogno della richiedente.

 

Infine, l'importo degli interessi ipotecari e
altri interessi passivi ascrivibili nelle spese riconosciute di __________ è da
modificare in Fr. 2'700.-, come proposto dall'Amministrazione nella
risposta di causa. Tale ammontare corrisponde in effetti alla differenza fra il
valore locativo dell'immobile (Fr. 3'600.-) e le spese di manutenzione
riconosciute su di esso (Fr. 900.-).

Infatti, il N. 3005 DPC prevede espressamente
che:

 

" 
Le spese di manutenzione di fabbricati e gli
interessi ipotecari possono essere riconosciuti quali spese fino a concorrenza
del ricavo lordo dell'immobile."

 

                             2.14.   Alla luce di
quanto analizzato sopra, nonostante i nuovi importi ritenuti nelle motivazioni
che precedono, i redditi della ricorrente, pari a Fr. 39'458.- (Fr. 17'351.-
quale decimo della sostanza computabile + Fr. 18'300.- di rendita AVS + Fr.
3'600.- di valore locativo + Fr. 207.- per gli interessi da deposito), superano
ancora le spese riconosciute assommanti a Fr. 37'947.- (Fr. 2'700.- di
interessi ipotecari + Fr. 900.- di spese di manutenzione + Fr. 27'375.- per la
retta dell'istituto + Fr. 3'600.- quali spese personali + Fr. 3'372.- di
contributo per la cassa malati), per cui non v'è spazio per concederle una
prestazione complementare per l'anno 2002.

 

Conseguentemente, il ricorso presentato il 13
gennaio 2003 da __________ deve essere respinto.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso è
respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti