# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 76f67be3-6b1d-5b4c-b767-9dbfae5db66f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-05-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.05.2020 D-2404/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2404-2020_2020-05-18.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2404/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 8  m a g g i o  2 0 2 0  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Muriel Beck Kadima,   

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato dall'avv. Ugo Di Nisio,  

SOS Ticino Protezione giuridica della Regione Ticino e 

Svizzera centrale - Caritas Svizzera,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro Grecia) ed 

allontanamento; decisione della SEM del 27 aprile 2020 /  

N (…). 

 

 

 

D-2404/2020 

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Fatti: 

A.  

L'interessato, cittadino afghano, ha depositato domanda d'asilo in Svizzera 

il 18 febbraio 2020. 

B.  

Dalle investigazioni della Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) in particolare dalla consultazione del sistema EURODAC, è risultato 

che il richiedente aveva depositato una domanda d'asilo in Grecia il 19 set-

tembre 2019 (cfr. atto […]-7/1). Il 2 marzo 2020 la SEM ha quindi svolto un 

colloquio Dublino (cfr. atto 15/2). In tale occasione, egli ha negato di aver 

mai chiesto asilo in Grecia.  

C.  

Il medesimo giorno la SEM ha trasmesso alle competenti autorità greche 

una richiesta di informazioni sulla base dell'art. 34 del Regolamento Du-

blino III (cfr. atto 16/3). Con scritto del 30 marzo 2020 le suddette autorità 

hanno informato che all'interessato è stata riconosciuta protezione sussi-

diaria con decisione del 5 dicembre 2019 (cfr. atto 22/1).  

D.  

Il 1° aprile 2020 le autorità svizzere hanno presentato alle competenti au-

torità elleniche una richiesta di riammissione dell'interessato (cfr. atto 24/4° 

e A26/1) in applicazione della Direttiva 2008/115/CE del Parlamento euro-

peo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 recante norme e procedure co-

muni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui 

soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24.12.2008; di seguito: direttiva 

ritorno) e dell'Accordo bilaterale di riammissione tra la Grecia e la Svizzera 

per le persone a beneficio di una protezione internazionale (Accordo tra il 

Consiglio federale svizzero e il Governo della Repubblica ellenica concer-

nente la riammissione di persone in situazione irregolare [RS 

0.142.113.729]). Il medesimo giorno le competenti autorità greche hanno 

accettato la riammissione dell'interessato avendo accordato allo stesso – il 

5 dicembre 2019 – protezione sussidiaria e disponendo egli di un per-

messo di soggiorno valido dal 05.06.2019 al 04.06.2022 (cfr. atto 28/1), 

con tuttavia richiesta di rinuncia di trasferimento momentanea a causa della 

situazione dovuta al Covid-19.  

D-2404/2020 

Pagina 3 

E.  

Il 2 aprile 2020 la SEM ha quindi e concesso al richiedente il diritto di es-

sere sentito in merito ad un'eventuale non entrata nel merito della domanda 

d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo (LAsi, RS 

142.31) ed un allontanamento verso la Grecia (cfr. atto 29/2). Con scritto 

del 9 aprile 2020 (cfr. atto 32/20) l'interessato per il tramite del suo rappre-

sentante legale, ha trasmesso le proprie osservazioni ed ha richiesto alla 

SEM di trattare la domanda d'asilo in Svizzera e di rinunciare alla non en-

trata nel merito. Egli ha in particolare rilevato che in Grecia sarebbe stato 

obbligato a sostenere un colloquio contro la propria volontà, altrimenti sa-

rebbe rimasto in carcere. Dopo tale colloquio avrebbe ricevuto dei fogli 

senza ulteriori spiegazioni e sarebbe stato rilasciato. Non avrebbe tuttavia 

ricevuto alcuna informazione in merito alla possibilità di ottenere vitto e/o 

alloggio né sarebbe stato informato in merito ai suoi diritti. Avrebbe quindi 

vissuto in uno spazio verde senza alcun supporto né servizi igienici a suf-

ficienza e quando pioveva avrebbe letteralmente dormito nell'acqua. L'in-

teressato considera che il rinvio in Grecia, per quanto temporaneamente, 

sia contrario all'art. 3 CEDU date le condizioni critiche a cui i richiedenti 

l'asilo ed i rifugiati sarebbero sottoposti in tale Paese. L'OSAR sconsiglie-

rebbe qualsiasi trasferimento verso la Grecia dal momento che il sistema 

d'asilo sarebbe completamente sospeso. Inoltre, dai due documenti – alle-

gati allo scritto – redatti dall'ONG greca "Refugee Support Aegean" insieme 

alla tedesca Stiftung Pro Asyl, risulterebbe che i beneficiari di protezione 

sussidiaria beneficerebbero di un livello di assistenza e protezione inferiore 

alle già insufficienti misure previste per i beneficiari di protezione interna-

zionale. Peraltro, il cambiamento legislativo dell'11 marzo 2020 prevede 

che tutte le prestazioni materiali di accoglienza – sia in natura che finan-

ziarie – cesserebbero entro 30 giorni dalla concessione della protezione 

internazionale. Ciò implicherebbe che i beneficiari di protezione internazio-

nale che alloggiano in campi di accoglienza o in strutture di accoglienza 

dovrebbero lasciare le strutture. Per la maggior parte dei titolari di prote-

zione internazionale non vi sarebbero dunque prospettive di alloggio. In-

fine, vi sarebbe preoccupazione anche per quanto riguarda l'attuazione di 

misure di protezione connesse all'emergenza di Covid-19 per questa cate-

goria di persone e la tutela della loro salute.  

F.  

Il 24 aprile 2020 il richiedente ha inoltrato il parere circa la bozza di deci-

sione della SEM del 23 aprile 2020 (cfr. atto 38/4). Egli si è detto anzitutto 

rammaricato di non essere stato creduto circa la descrizione delle cattive 

condizioni di accoglienza descritte sia in sede di colloquio Dublino sia nel 

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diritto di essere sentito e teme fortemente un rinvio in Grecia poiché sa-

rebbe abbandonato a sé stesso, senza possibilità di procurarsi cibo o un 

alloggio né ricevere alcun tipo di supporto dalle autorità greche. Le dram-

matiche condizioni attualmente vigenti in Grecia non si riferirebbero alle 

generiche condizioni economiche della popolazione, ma bensì riguarde-

rebbero in particolare le persone destinatarie di protezione sussidiaria e 

protezione internazionale. L'interessato ha inoltre reiterato le considera-

zioni in merito al cambiamento legislativo dell'11 marzo 2020 ed in partico-

lare alla cessazione di tutte le prestazioni materiali di accoglienza. Egli 

quindi, rischierebbe di vivere come un senzatetto al più tardi dopo 30 giorni 

dal suo ritorno in Grecia, questa inevitabile conseguenza configurerebbe 

un'illiceità del rinvio in Grecia perché contraria all'art. 3 CEDU. Sarebbero 

dunque state presentate alla SEM delle fonti che mostrerebbero l'evolu-

zione in senso peggiorativo della situazione in tale Paese e pertanto, un 

rinvio in Grecia per un beneficiario di protezione sussidiaria si concretizze-

rebbe proprio nell'assoggettamento a discriminazione. A tutto ciò si aggiun-

gerebbe inoltre la mancata previsione di valide misure sanitarie rispetto alla 

pandemia di Covid-19, come ampiamente riportato recentemente dalla 

stampa internazionale.  

G.  

Con decisione del 27 aprile 2020, notificata il 30 aprile 2020 (cfr. atto 37/1), 

la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a 

cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione 

dell'allontanamento dei richiedenti verso la Grecia. 

H.  

L'autorità inferiore ha anzitutto osservato che il parere dell'interessato del 

24 aprile 2020 non conterrebbe fattispecie o mezzi di prova che giustifiche-

rebbero una modifica del punto di vista della SEM. In seguito, essa ha rile-

vato che il Consiglio federale avrebbe designato la Grecia come Stato terzo 

sicuro ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi. La Grecia avrebbe accettato 

la riammissione del richiedente. In riferimento alla volontà del richiedente 

di rimanere in Svizzera e di non voler tornare in Grecia poiché sarebbe 

stato costretto a chiedervi asilo, l'autorità inferiore ha ritenuto che sulla 

base del confronto delle sue impronte digitali e della risposta delle autorità 

elleniche non vi sarebbero dubbi in merito al fatto che egli abbia domandato 

asilo in Grecia e ottenuto la protezione sussidiaria. In seguito, per quanto 

riguarda l'asserita violazione dell'art. 3 CEDU in caso di trasferimento 

dell'interessato in Grecia, in ragione della mancata assistenza ottenuta e 

ritenuti i rapporti dell'OSAR e dell'ONG Refugee Support Aegean (RSA) la 

SEM ha rilevato che le difficili condizioni di vita in Grecia non sarebbero un 

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motivo d'inesigibilità del rinvio. In effetti, tale Paese sarebbe vincolato alla 

Direttiva Qualifiche, la quale garantirebbe, tra le altre cose, anche l'accesso 

a un'assistenza sociale alle medesime condizioni che i cittadini ellenici. Dal 

momento che le autorità greche avrebbero riconosciuto al richiedente la 

protezione sussidiaria, sarebbe loro competenza fornire il sostegno neces-

sario e sarebbe suo compito far valere i suoi diritti e richiedere aiuto alle 

autorità greche. Inoltre, accanto a strutture statali, esiterebbero anche gli 

organismi di natura caritativa presso i quali i cittadini di Paesi terzi potreb-

bero rivolgersi. Nel caso specifico, circa la situazione di indigenza e di as-

senza di alloggio in cui egli si sarebbe ritrovato, la SEM ha osservato che 

l'art. 32 della Direttiva Qualifiche garantisce l'accesso a un alloggio se-

condo modalità equivalenti a quelle previste per altri cittadini di paesi terzi 

regolarmente soggiornanti in Grecia. Malgrado il livello di vita possa essere 

effettivamente più basso, in confronto ad altri Stati europei ma gli standard 

minimi del diritto internazionale, in particolare rispetto all'art. 3 CEDU. Di 

conseguenza non vi sarebbero elementi concreti suscettibili di mettere la 

vita del richiedente in pericolo in caso di ritorno in Grecia. A titolo abbon-

danziale l'autorità inferiore ha inoltre osservato che le difficoltà di accesso 

al mercato del lavoro, conseguenza di una situazione economica proble-

matica o delle limitazioni emanate dalla legislazione nazionale, non sareb-

bero un motivo d'inesigibilità dell'esecuzione del rinvio verso la Grecia poi-

ché le difficili condizioni riguarderebbero l'insieme della popolazione. In 

conclusione, se dopo il ritorno in tale Paese l'interessato dovesse essere 

realmente costretto dalle circostanze a vivere un'esistenza caratterizzata 

da un forte disagio, o se dovesse valutare che questo Stato viola le sue 

obbligazioni di assistenza, o portare pregiudizio ai suoi diritti fondamentali, 

sarebbe su compito far valere tali diritti presso le autorità competenti gre-

che, facendo ricorso alle adeguate vie di diritto presso i tribunali greci e in 

ultima istanza alla CorteEDU.  

Per quanto concerne lo stato di salute dell'interessato, egli sarebbe stato 

sottoposto ad una sola visita medica lamentando del prurito. Gli sarebbe 

stata diagnosticata una possibile infezione da scabbia e prescritta una te-

rapia, la quale avrebbe avuto successo. Di conseguenza, egli non avrebbe 

più necessitato ulteriori visite mediche e sarebbe in buona salute, per il che 

nulla – dal punto di vista medico – impedirebbe un suo trasferimento in 

Grecia.  

Infine, per quanto riguarda la situazione dovuta al Covid-19, la SEM ha 

sottolineato che un trasferimento verso la Grecia sarà effettuato solo 

quando sarà nuovamente possibile da un punto di vista tecnico. Inoltre, la 

stessa ha rilevato che qualora fosse necessario, le autorità competenti per 

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il trasferimento prenderanno in considerazione le esigenze concernenti 

eventuali cure mediche necessarie tenendo conto anche della problema-

tica Coronavirus.  

L'esecuzione dell'allontanamento sarebbe pure da considerarsi possibile 

sia sul piano tecnico che pratico nonostante le temporanee restrizioni al 

traffico aereo e all'entrata in Grecia.  

I.  

Con ricorso del 7 maggio 2020 (cfr. timbro del plico raccomandato; data 

d'entrata: 8 maggio 2020), l'interessato è insorto dinanzi al Tribunale am-

ministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata de-

cisione della SEM ed ha concluso in via principale all'annullamento della 

decisione impugnata ed alla restituzione degli atti all'autorità inferiore per 

un nuovo esame delle allegazioni e per complemento istruttorio ed in via 

subordinata alla concessione dell'ammissione provvisoria in Svizzera. Egli 

ha altresì richiesto la concessione dell'assistenza giudiziaria nel senso 

dell'esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo con protestate tasse e spese.  

In merito alle condizioni generali di accesso alle misure di accoglienza in 

Grecia, il ricorrente ritiene che l'assunto normativo citato dalla SEM – in 

particolare circa la Direttiva Qualifiche – pur se formalmente in vigore stri-

derebbe con le sue allegazioni, nonché con le importanti difficoltà già am-

piamente documentate nel diritto di essere sentito e nel parere sul progetto 

di decisione, di effettivo accesso a qualsivoglia misura di assistenza, so-

ciale, medica e di alloggio, anche minima in Grecia.  

L'insorgente temerebbe di ritrovarsi sostanzialmente abbandonato a sé 

stesso, senza alloggio né assistenza materiale, privo di effettiva possibilità 

di accedere ad eventuali cure mediche. Secondo numerosi studi interna-

zionali, i beneficiari di protezione internazionale in Grecia riscontrerebbero 

ostacoli nell'accesso all'assistenza sociale, grave carenza nella disponibi-

lità di alloggi e nella disponibilità di pasti per i poveri, severa difficoltà di 

accesso al mercato del lavoro a causa dell'elevato tasso di disoccupa-

zione, così come numerosi problemi nell'accesso all'assistenza medica 

nonché alle misure di integrazione. La protezione internazionale ricono-

sciuta, sarebbe infatti soltanto sulla carta. Inoltre, i recenti aggiornamenti 

legislativi greci peggiorerebbero le già precarie condizioni di vita dei rifugiati 

riconosciuti in Grecia. In particolare, la modifica legislativa, pur riferendosi 

ai richiedenti l'asilo in attesa di decisione, andrebbe ad incidere notevol-

mente sulle posizioni individuali dei rifugiati riconosciuti. Infatti, sarebbe 

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noto che molti di essi vivrebbero ancora in centri di accoglienza nonostante 

non ne avrebbero titolo e quale conseguenza di questa legge, dovranno 

necessariamente lasciare il campo dove ancora risiedono al più tardi entro 

fine aprile 2020. La disponibilità di alloggi per i richiedenti riconosciuti sarà 

notevolmente ridotta in futuro, lasciando centinaia di persone anche vulne-

rabili senza nessun tipo di programma di integrazione né accesso ad al-

loggi. In merito all'assistenza sociale, un beneficiario di protezione interna-

zionale potrebbe presentare una richiesta di sostegno finanziario, tuttavia 

sarebbe estremamente difficile beneficiare effettivamente di questo diritto. 

Notorie sarebbero pure le difficili condizioni economiche in Grecia, dove i 

giovani si troverebbero confrontati ad un tasso di disoccupazione superiore 

al 33%.  

In seguito, l'insorgente cita una sentenza del Bundesverfassungsgericht 

tedesco, secondo la quale il trasferimento di beneficiari di protezione inter-

nazionale in Grecia potrebbe avvenire unicamente in presenza di adeguate 

garanzie da parte delle autorità greche, dopo attenta valutazione delle cir-

costanze individuali. Egli fa poi riferimento alla sentenza del Tribunale  

E-3841/2019 la quale avrebbe evidenziato l'obbligo della SEM di procedere 

ad un accertamento dei fatti individuali in modo accurato nei casi di riam-

missione in Grecia. Considerata la criticità delle condizioni di accoglienza 

e dell'intero sistema socioeconomico in tale Paese, sarebbe necessario un 

esame individualizzato del caso di specie il quale appare configurare profili 

di vulnerabilità e quindi di rischio. Peraltro, i beneficiari di protezione sussi-

diaria beneficerebbero di un livello di assistenza e protezione inferiore alle 

già insufficienti misure previste per i beneficiari di protezione internazio-

nale.  

Per quanto concerne la situazione individuale del ricorrente, come conse-

guenze delle problematiche insite nel sistema di accoglienza greco, il ricor-

rente si ritroverebbe a vivere come un senzatetto al più tardi dopo 30 giorni 

dal suo arrivo. Questa inevitabile conseguenza (e non mera eventualità) 

costituirebbe un'inesigibilità del rinvio in Grecia poiché contraria all0art. 3 

CEDU. L'insorgente avrebbe riferito (come riportato nel diritto di essere 

sentito) di aver vissuto in uno spazio verde senza alcun supporto, aveva 

fame e non avrebbe incontrato alcun volontario ONG. Inoltre, il ricorrente 

subirebbe la mancanza di misure sanitarie valide rispetto alla pandemia di 

Covid-19. Anche rispetto alla più recente giurisprudenza del Tribunale, la 

situazione in Grecia apparirebbe sempre più degradata e compromessa, 

specialmente negli ultimi mesi.  

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Allo stato attuale e a fronte della documentazione prodotta, il peggiora-

mento della situazione precedentemente descritta dal Tribunale sarebbe 

dimostrato e pertanto, ad oggi, un rinvio in Grecia per un beneficiario di 

protezione sussidiaria configurerebbe una violazione dell'art. 3 CEDU.  

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF 

in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 

6 LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribu-

nale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 PA rese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra 

tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi) e l'atto impugnato costituisce una deci-

sione ai sensi dell'art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi l'autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa.  

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre dunque entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2 e relativi riferimenti). 

3.  

I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che seguono, 

sono decisi dal giudice unico (art. 111a LAsi), con l'approvazione di un se-

condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si ri-

nuncia allo scambio degli scritti. 

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4.  

4.1 Giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della 

domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro 

secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-

temente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un 

effettivo rispetto del principio di "non-refoulement" ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 

LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riammissione 

del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte all'asilo. Senza 

tale garanzia, l'allontanamento verso lo Stato terzo non può infatti essere 

eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la Gre-

cia, come altri Paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea 

di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri ai sensi 

dell'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di rispetto 

del principio di "non-refoulement" (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

4.2 Nella fattispecie, dagli atti risulta che al ricorrente il 5 dicembre 2020 è 

stata riconosciuta la protezione sussidiaria in Grecia e che egli è stato 

messo al beneficio di un permesso di soggiorno valido dal 15.01.2020 al 

14.01.2021 (cfr. atto 28/1). Altresì, la Grecia, in data 1° aprile 2020, ha di-

chiarato di accettare la riammissione dell'interessato sul proprio territorio 

(cfr. ibidem). L'insorgente non ha per altro apportato indizi individuali che 

permetterebbero di ritenere che la Grecia non rispetti il principio di non-

refoulement e lo rinvierebbe nel suo Paese d'origine.  

4.3 Di conseguenza, le condizioni dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

incontestabilmente soddisfatte ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata 

nel merito delle domande d'asilo. 

5.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; tiene 

però conto del principio dell'unità della famiglia. 

L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM avrebbe 

dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 

cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa 

a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 

2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). 

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Pertanto, lo scrivente Tribunale è tenuto a confermare la pronuncia dell'al-

lontanamento. 

6.  

L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio dell'art. 44 

LAsi, all'art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 

142.20, nuovo titolo dal 1° gennaio 2019, medesimo tenore per quanto ri-

guarda l'art. 83). Giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento 

deve essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 

LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non 

adempimento d'una di queste condizioni, la SEM dispone l'ammissione 

provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI).  

7. Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprezzamento degli osta-

coli all'allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova consa-

crato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un ostacolo all'al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

8.  

A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non è am-

missibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto interna-

zionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella mas-

sima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto internazio-

nale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (CorteEDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti).   

8.1 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto 

internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk

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ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-

tura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Convenzione contro la tor-

tura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-

bre 1984 (di seguito: Conv. tortura, RS 0.105; cfr. FANNY MATTHEY, in: Ce-

sla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des migrations, LAsi, 

2015, n. 12 ad art. 6a LAsi).  

Appartiene dunque all'interessato sovvertire tale presunzione. A tal fine, 

egli deve presentare seri indizi che le autorità dello Stato in questione vio-

lino il diritto internazionale nel caso specifico, non gli concedano la neces-

saria protezione o lo espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi 

in una situazione di emergenza esistenziale nello Stato in questione a 

causa di circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria 

(cfr. tra le tante D-6742/2019 del 7 gennaio 2020 consid. 8.4). 

8.2 Passando ora alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha a 

più riprese ritenuto che per quanto riguarda l'ammissibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento verso la Grecia vengono riconosciuti degli ostacoli 

all'esecuzione dell'allontanamento unicamente a condizioni molto severe. 

In particolare, in una recente sentenza pubblicata quale sentenza di riferi-

mento inoltre il Tribunale ha ritenuto che si può infatti partire dal presuppo-

sto che essendo la Grecia firmataria della CEDU, della Conv. tortura e della 

Conv. rifugiati, in principio rispetta i suoi obblighi di diritto internazionale 

(cfr. sentenza del Tribunale D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2, 

pubblicata come sentenza di riferimento). Nonostante il rischio di vivere in 

condizioni precarie, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia 

abbia adottato una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi 

cittadini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sus-

sidiaria, nell'accesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza 

sanitaria, all'istruzione e all'alloggio (cfr. ibidem). Altresì, i beneficiari di pro-

tezione possono pure contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 

2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante 

norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di 

beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifu-

giati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, 

nonché sul contenuto della protezione riconosciuta [rifusione; GU L 337/9 

del 20.12.2011; di seguito: direttiva qualificazione]). Gli obblighi della Gre-

cia, derivanti dal diritto europeo, nei confronti dei beneficiari di protezione 

costituiscono la non discriminazione nell'accesso all'occupazione, all'istru-

zione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio 

e agli strumenti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione 

internazionale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza sopracitata).  

D-2404/2020 

Pagina 12 

Il Tribunale, in una recente sentenza, ha inoltre specificato che malgrado 

la cessazione delle prestazioni di assistenza finanziaria nonché in materia 

d'alloggio introdotte con la riforma legislativa dell'11 marzo 2020, non vi 

sono sufficienti motivi per ritenere che la Grecia violerà in futuro i suoi ob-

blighi di diritto internazionale (cfr. sentenza del Tribunale D-2160/2020 del 

6 maggio 2020 consid. 7.2).  

Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla CEDU, l'interessato potrà 

adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la Corte EDU (art. 34 CEDU).  

8.3 Nella fattispecie, il ricorrente è stato riconosciuto beneficiario di prote-

zione sussidiaria dalla Grecia in data 5 dicembre 2019, di conseguenza 

egli può rivolgersi alle competenti autorità greche per far valere i diritti che 

gli spettano. Altresì, dagli atti non vi sono elementi che permettano di rite-

nere che in caso di rinvio dell'insorgente in Grecia le sue prospettive future, 

considerate dal punto di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un 

rischio sufficientemente reale e imminente di privazioni di gravità tale da 

rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU.  

Segnatamente, il caso di specie non è comparabile alla situazione ritenuta 

dal Tribunale nella sentenza E-3841/2019 del 20 agosto 2019 consid. 2.4 

e citata dal ricorrente a diverse riprese dinnanzi all'autorità inferiore. Invero, 

in casu non può essere ritenuto che la SEM non abbia proceduto ad un 

esame concreto della situazione di fatto, poiché il ricorrente ha avuto oc-

casione di esprimersi e di descrivere dettagliatamente la situazione con 

diritto di essere sentito e con il parere sulla bozza di decisione. Tuttavia, 

pur avendo avuto a diverse riprese occasione di descrivere dettagliata-

mente la situazione in cui si è trovato in Grecia – peraltro dove ha soggior-

nato poco più di due mesi dopo l'ottenimento della protezione sussidiaria – 

ha fornito delle allegazioni vaghe e poco dettagliate. Invero, egli ha affer-

mato di aver vissuto per un po' in uno spazio verde senza alcun supporto 

e di non aver incontrato alcun volontario di ONG. Avrebbe avuto fame e 

non aveva un tetto sotto cui ripararsi. Quando pioveva era costretto a dor-

mire letteralmente nell'acqua (cfr. atto A32). Tuttavia, non risulta che l'in-

sorgente si sia rivolto alle autorità elleniche ed abbia adito le vie legali al 

fine far valere i propri diritti oppure un'eventuale violazione degli stessi. Di 

conseguenza, è compito del ricorrente rivolgersi presso le competenti au-

torità.  

Altresì, come già ritenuto dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, 

l'insorgente, oltre a rivolgersi alle strutture statali, può anche rivolgersi ai 

numerosi organismi di natura caritativa al fine di ottenere assistenza. 

D-2404/2020 

Pagina 13 

8.4 Infine, non risulta neppure che le sue condizioni di salute costituiscano 

un ostacolo all'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento. Invero, 

egli è stato sottoposto a visita medica per una probabile infezione da scab-

bia la quale è stata curata con successo dopo la terapia prescritta.  

8.5 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

9.  

Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può es-

sere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e che tale pre-

sunzione legale può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosi-

mile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto 

ragionevolmente esigibile (cfr. D-559/2020 consid. 9). 

9.1 Nella misura in cui il ricorrente fa riferimento alle precarie condizioni di 

vita dei migranti in Grecia, va effettivamente rilevato che il sistema di assi-

stenza sociale greco presenta delle criticità non soltanto per i richiedenti 

asilo, ma bensì anche per le persone con beneficiarie di protezione (cfr. 

sentenze della CorteEDU, Saidoun contro Grecia, 40083/07 e Fawsie con-

tro Grecia, 40080/07, entrambe del 28 ottobre 2010). Le irregolarità nell'ac-

cesso ad alloggi a basso costo o al mercato del lavoro nel contesto della 

crisi economica in corso, le limitate prestazioni assistenziali fornite dallo 

Stato o la discriminazione contro i cittadini greci nell'accesso ai servizi di 

sostegno statale, anche nel settore dell'assistenza sanitaria, sono citati an-

che nei rapporti Pro Asyl e RSA ripresi nel ricorso. Nonostante queste cri-

tiche, va notato che la Grecia è vincolata dalla direttiva sulle qualifiche. È 

quindi responsabilità dell'insorgente rivendicare i diritti che gli spettano di-

rettamente presso le autorità greche (cfr. consid. 8.2). Anche se le condi-

zioni di vita in Grecia non sono facili a causa della situazione economica 

prevalente, non ci sono indicazioni che l'interessato verrebbe esposto a 

un'emergenza esistenziale in caso di ritorno in Grecia. 

9.2 Di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento risulta pure ragione-

volmente esigibile. 

D-2404/2020 

Pagina 14 

10.  

Altresì, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ritenuto 

che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammissione del 

ricorrente. Infine, conformemente a quanto ritenuto dall'autorità inferiore 

nella decisione impugnata, né le restrizioni temporanee al traffico aereo né 

le restrizioni temporanee all'ingresso imposte dalle autorità greche in rela-

zione alla situazione attuale di Covid-19 rendono impossibile l'esecuzione 

dell'allontanamento.  

11.  

Di conseguenza, in materia di allontanamento e relativa esecuzione, il gra-

vame va disatteso e la querelata decisione confermata. 

12.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è inade-

guata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

14.  

Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-

vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, nel 

senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è respinta. 

Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

15.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno 

abbandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata 

D-2404/2020 

Pagina 15 

con ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 

cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-2404/2020 

Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: