# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba22cd4d-fe25-5396-84d5-775054f00b20
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.05.2017 36.2016.140
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2016-140_2017-05-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2016.140

  36.2017.22

  36.2017.26-28

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  23 maggio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 dicembre 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni su reclamo emesse dalla

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle
  prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

  in data 2 dicembre 2016 (decisioni riferite alla riduzione
  dei premi per gli anni 2015 e 2016) e 7 marzo 2017 (decisioni riferite alla
  riduzione dei premi degli anni 2012, 2013 e 2014)

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

considerato                    in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata il __________
1973, madre di __________ nata il __________ 2003, domiciliata a __________,
nubile, al beneficio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
presso __________, ha chiesto, il 16 luglio 2011, la riduzione del premio
assicurativo LAMal riferito all’anno 2012 (doc. 1 inc. 36.2017.26) indicandosi
come non coniugata e non convivente. Unitamente alla polizza assicurativa
l’assicurata ha prodotto alla Cassa una copia della sua tassazione 2009 da cui
emerge un reddito da attività dipendente di CHF 27'069 cui si aggiungono
alimenti percepiti per la figlia (CHF 12'000) e una sostanza netta di CHF
5'000.-- (doc. 1 inc. 36.2017.26)

 

                                         Con decisione 16 gennaio
2012 l’amministrazione ha accolto la domanda e ridotto il premio
dell’assicurata di CHF 2'785,20 mentre per __________ il premio è stato ridotto
di CHF 658,80 (doc. 2 inc. 36.2017.26).

 

                               1.2.   Il 20 febbraio 2013 RI 1 ha
postulato il rinnovo della riduzione del premio sempre indicandosi quale nubile
non convivente con terzi se non con la figlia minorenne. La sua domanda è stata
accolta il 31 marzo 2013. La Cassa ha riconosciuto in favore di RI 1, per i
mesi da marzo sino a dicembre 2013, alla luce della tardività della richiesta,
una riduzione del premio di CHF 2'225.-- mentre per __________ la riduzione,
riferita agli stessi mesi dell’anno, è stata cifrata in CHF 517.-- (doc. 1 e 2 inc.
36.2017.27).

 

                               1.3.   Anche per il 2014, sempre
mediante l’utilizzo del modulo previsto, RI 1 ha chiesto la riduzione del
premio. La domanda è stata tempestivamente inoltrata il 13 maggio 2013 ed è
stata accolta dall’amministrazione il 30 novembre 2013. In favore di RI 1 il
premio è stato ridotto di CHF 2'689,20 mentre in favore della figlia __________
la riduzione è stata di CHF 615,60 (doc. 1 e 2 inc. 36.2017.28). Con successiva
comunicazione dell'11 giugno 2014 la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI
IPG Ufficio prestazioni ha informato l’assicurata che, a seguito dell’esito
della votazione del 18 maggio 2014 relativo alle norme della LCAMal, l’importo
della riduzione era aumentato a CHF 2'846,40 per Ilaria e a CHF 662,40 per __________
(doc. 3 inc. 36.2017.28).

 

                               1.4.   Analogamente agli anni
precedenti RI 1 ha domandato la RIPAM anche per l’anno 2015, e ciò il 19 maggio
2014, sempre indicandosi quale persona sola convivente unicamente con la figlia
minorenne (doc. 1 inc. 36.2017.22). La sua domanda è stata accolta il
successivo 20 novembre 2014 (doc. 2 inc. 36.2017.22) ed in suo favore la
riduzione riconosciuta è stata calcolata in CHF 2'906,40 mentre in favore della
figlia in CHF 636.-- (doc. 2 inc. 36.2017.22).

 

                               1.5.   Per l’anno 2016 la domanda
del 18 maggio 2015 (doc. 1 inc. 36.2016.140), sempre indicante RI 1 quale madre
single senza convivente se non la figlia minorenne, è stata accolta
dall’amministrazione e la RIPAM in favore dell’istante è stata determinata in
CHF 2'974,80 mentre per la figlia è stata cifrata in CHF 636.-- (decisione del
20 novembre 2015; doc. 2 inc. 36.2016.140).

 

                               1.6.   Il 20 maggio 2016 RI 1,
sempre indicandosi quale persona non convivente con terzi ad esclusione della
propria figlia minorenne, ha domandato la riduzione del premio
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie per l’anno 2017
(doc. 3 inc. 36.2016.140). Nelle more dell’istruzione della procedura la Cassa
ha accertato la convivenza dell’assicurata non solo con __________ ma anche con
__________. Contattata telefonicamente il 6 luglio 2016 da una funzionaria
della Cassa (doc. 4 inc. 36.2016.140), l’assicurata ha confermato l’esistenza
di una convivenza con __________ in essere da 6 anni. La Cassa ha verificato
quindi le precedenti decisioni di concessione della RIPAM rivedendole tutte da
quella del 2012 sino e compreso quella del 2016 e ciò con decisioni del 31
luglio 2016. In particolare, considerando l’unità di riferimento composta dalla
signora RI 1, dalla figlia __________ e dal compagno __________, la Cassa ha
negato, per il 2016 e per il 2015 il diritto alla riduzione dei premi (doc. 5
inc. 36.2016.140; doc. 4 inc. 36.2017.22), mentre ha accolto la richiesta
riferita all’UR nel suo insieme per gli anni 2012, 2013 e 2014 ma riconoscendo
importi inferiori a quelli inizialmente ammessi. Per l’anno 2014 l’importo della
RIPAM in favore di RI 1 assomma a CHF 1'423,20, di importo identico a quello
del compagno __________, e per __________ a CHF 578,60 (doc. 7 inc.
36.2017.28), per il 2013 invece gli importi riconosciuti sono stati di CHF
722.-- a testa per RI 1 e __________ mentre in favore di __________ l’importo è
stato determinato in CHF 475.--. Infine per il 2012 gli importi per ciascun
adulto sono stati fissati in  CHF 1'172,20 mentre per __________ in CHF 572,40.

 

                               1.7.   Con scritto datato 16 agosto
2016 RI 1 ha contestato i provvedimenti dell’amministrazione. Nel suo reclamo
l’assicurata fa riferimento, nell’intestazione, alle richieste di “riduzione
del premio LAMal per l’anno 2015 – 2016” specificando i numeri di
riferimento delle due specifiche procedure. Nel corpo della sua contestazione
l’assicurata specifica di “avere ricevuto … due vostre comunicazioni
riguardanti la richiesta di sussidio per gli anni 2015 – 2016 le quali venivano
respinte. In merito vi informo che sono madre single e che il mio stipendio è
di 2'000 mensili dunque mi è impossibile la restituzione dei premi arretrati”
(copia di tale scritto è stato inserito dall’amministrazione nei 5 incarti
relativi alle RIPAM 2012 a 2016; per tutte le procedure si veda il doc. 7 inc.
36.2016.140).

 

                                         Dopo avere svolto
specifiche verifiche di calcolo, la Cassa ha trasmesso a RI 1, il 12 settembre
2016, due scritti (di analogo tenore) relativi alle riduzioni dei premi 2015 e
2016 con cui all’assicurata è stato spiegato il calcolo che ha condotto alla
negazione del diritto alla riduzione. Analogo scritto riferito alle precedenti
domande di riduzione oggetto di riesame da parte della Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG, non è stato intimato all’assicurata siccome, come si
indicherà più in dettaglio nel corso della motivazione, la Cassa non ha
considerato il reclamo 16/18 agosto 2016 di RI 1 riferito alle RIPAM 2012 a 2014.

 

                                         Alla luce della lettera 12
settembre 2016 dell’amministrazione (doc. 9 inc. 36.2016.140 e doc. 7 inc.
36.2017.22) l’assicurata ha reagito il successivo 6 ottobre 2016 con uno
scritto (che nell’intestazione fa riferimento esclusivamente alla RIPAM 2015)
di cui, per completezza di argomentazione, occorre riportare taluni stralci:

 

" (…)

Significo in primo luogo che la circostanza stante la quale
risulto convivente con il mio attuale compagno nella stessa abitazione vi è
già nota da tempo, e non certo dal 2016. Senz’altro da quando ho richiesto
i sussidi di cassa malati per far fronte al pagamento dei premi. Le decisioni
di tassazione vengono peraltro sempre inoltrate al mio compagno __________ allo
stesso indirizzo postale, di modo che un semplice controllo incrociato da parte
vostra avrebbe permesso di verificare la circostanza.

(…)

… tutte le spese mie e di mia figlia sono a carico esclusivamente
mio. Il mio compagno non si occupa di coprire eventuali spese della
sottoscritta, e nemmeno interviene per coprire quelle di mia figlia. Ne
discende che la sua persona non può essere considerata nell’arco della
procedura di restituzione cui mi sottoponete. A tal proposito segnalo che
l’affitto non viene pagato dalla sottoscritta RI 1, bensì soltanto le spese
(acqua, fognatura, assicurazione, luce) derivanti dall’abitazione congiunta.

(…)

Sollevo in seconda battuta l’eccezione di prescrizione per
gli importi che mi chiedete. Ritenuto come foste già a conoscenza del fatto che
ho sempre convissuto con il mio attuale compagno – lo ribadisco, circostanza
mai nascosta – s’impone che l’anno di prescrizione ex art. 25 cpv. 2 LPGA sia
già venuto a scadere al momento in cui mi avete chiesto la restituzione dei
sussidi di cassa malati.

(…)

In via subordinata significo in ogni caso di essere stata in buona
fede. Il formulario per la richiesta del sussidio di cassa malati è
alquanto impreciso e di difficile comprensione.

(…)

In aggiunta alla buona fede, l’onere di ca. Fr. 12'000.-- che
mi tocca restituire sarebbe senz’altro un fardello che mi costringerebbe a gravi
difficoltà finanziarie. Risulta infatti, come si evince dalle decisioni di tassazione
in vostro possesso, attiva professionalmente a titolo parziale, e non ritengo
corretto che il mio attuale compagno debba sopperirsi l’onere dell’importo da
restituire. Uno stipendio netto di fr. 2'050. mensili (grado occupazionale al
50%) non mi permetterebbe di far fronte all’esorbitante richiesta di
restituzione dei sussidi di cassa malati.

(…)

In via ancor più subordinata chiedo il condono della
richiesta di restituzione. (…)” (doc. 10 inc. RIPAM 2016 – 36.2016.140)

 

                                         La Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG, dopo un nuovo contatto telefonico con l’assicurata
(doc. 11 inc. 36.2016.140), ha emanato, il 2 dicembre 2016, due decisioni su
reclamo, riferite alle RIPAM 2015 e 2016 (doc. 12 inc. 36.2016.140 e doc. 11
inc. 36.2017.22) respingendo le lamentele dell’assicurata e confermando il
rifiuto della riduzione dei premi per i due anni in discussione e,
conseguentemente, la restituzione degli importi in precedenza riconosciuti alla
signora RI 1 e alla figlia __________.

 

                               1.8.   Con il patrocinio dell’avv. RA
1 di __________, RI 1 ha contestato la “Decisione su reclamo del 02 dicembre
2016 … in materia di riduzione dei premi … per l’anno 2016” (doc. I inc.
36.2016.140) salvo poi, nel corpo della contestazione, fare riferimento anche
alla decisione relativa alla RIPAM 2015 rispettivamente alle riduzioni dei
premi degli anni 2012 – 2014 (pagina 2). Nel suo gravame RI 1 fa riferimento
alle osservazioni del 6 ottobre 2016 trasmesse alla Cassa, lamenta la
violazione dell’art. 5 LPAmm e precisa che “… va tenuto conto – anche in questa
sede – l’eccezione di prescrizione sollevata dalla Ricorrente. Come, infatti,
si evince dalla decisone di tassazione per l’anno 2012 e 2014 di RI 1 (Doc.
H), la stessa era stata notificata alla Ricorrente con l’indicazione «Pr.
__________, __________ ». (…) Tenendo ora in considerazione che per la
richiesta di riduzione dei premi di cassa malati è necessario inoltrare alla
Cassa la propria decisione di tassazione – alfine di comprovare che i
presupposti per i sussidi siano effettivamente adempiuti – è innegabile e
incontrovertibile che la Cassa era a conoscenza della convivenza tra la qui
Ricorrente e __________ già a partire dal 2012. (…) … la Cassa avrebbe
perlomeno dovuto attivarsi per segnalare alla qui Ricorrente la modifica
legislativa intercorsa con l’adozione dell’art. 26 cpv. 4 LCAMal accorso nel
2010 e in vigore a partire dal 1° gennaio 2012. (…) … il formulario per la
richiesta di riduzione dei premi di cassa malati viene spedito in formato
precompilato alla richiedente: (…) Ad ogni buon conto: la Ricorrente, lo si
ribadisce, non ha mai negato la propria convivenza con __________. Ciò non è
affatto contestato, come invece sembra ritenere la Cassa. Il punto in questione
è un altro: la Cassa, alla quale era nota la decisione di tassazione 2012 che
le era stata notificata in concomitanza con la richiesta di sussidi dei premi
di cassa malati, era pertanto perfettamente a conoscenza della convivenza con __________.
O perlomeno: avrebbe – in virtù del principio della buona fede – potuto (e
dovuto) attivarsi una volta accortasi che la decisone di tassazione 2012
indicava come indirizzo di corrispondenza «Pr. __________ », per verificare
l’effettiva e reale UR necessaria per il calcolo dei sussidi RIPAM. (…) … tale
circostanza appena esposta dev’essere considerata in concomitanza con l’art. 25
cpv. 2 della legge federale sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000. (…) Va infine considerato che nel
presente caso, la richiesta di restituzione dei sussidi di cassa malati rappresenterebbe
per la Ricorrente un onere non indifferente, di conseguenza, imporrebbe gravi
difficoltà finanziarie alle quali la stessa non potrebbe far fronte. (…)” (doc.
I inc. 36.2016.140)

 

                                         L’atto è stato notificato
alla Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG il 28 dicembre 2016 (doc. II
inc. 36.2016.140) con l’assegnazione del termine per formulare la sua risposta
di causa e presentare l’intero incarto. Parallelamente il giudice delegato ha
comunicato al patrocinatore (doc. III del 28 dicembre 2016) di avere ricevuto
l’atto, di averlo registrato quale gravame contro la decisione in tema di RIPAM
2016 “… ciò nonostante il fatto che l’impugnativa faccia riferimento alla
restituzione di riduzione di anni precedenti e alla RIPAM 2015. Unica decisione
emessa su reclamo prodotta agli atti risulta infatti quella relativa al
sussidio 2016 … successivamente alla produzione dell’incarto e alla risposta di
causa, le parti saranno convocate all’udienza di discussione ..”. Il 18
gennaio 2017 (doc. IV inc. 36.2016.140) la Cassa Cantonale di Compensazione AVS
AI IPG ha prodotto al sua risposta di causa riferita ala RIPAM 2016. Alla
ricorrente sono stati notificati i diritti processuali della procedura
applicabile il 19 gennaio 2017 (doc. V inc. 36.2016.140) e il medesimo giorno
le parti sono state convocate per un’udienza di discussione per il 14 febbraio
2017 (doc. VI inc. 36.2016.140). Una verifica eseguita presso l’amministrazione
da parte del Tribunale cantonale delle Assicurazioni e tesa a sapere se in data
2 dicembre 2016 fossero state trasmesse all’assicurata RI 1 più decisioni
emanate su reclamo ha permesso di accertare (doc. VII inc. 36.2016.140) la
notifica anche della decisione emanata su reclamo il 2 dicembre 2016 relativa
alla RIPAM 2015. L’amministrazione, così richiesta dal Giudice delegato, ha
trasmesso al Tribunale anche il dossier relativo a tale anno di riduzione dei
premi (doc. VIII inc. 36.2016.140).

 

                               1.9.   A complemento del materiale
probatorio l’avv. RA 1 ha trasmesso al Tribunale cantonale delle Assicurazioni
le tassazioni 2009, 2010 e 2011 indicanti la loro notifica all’assicurata qui
ricorrente presso __________ (doc. IX 1/10 inc. 36.2016.140), atti che sono
stati trasmessi all’amministrazione per eventuali osservazioni il 30 gennaio
2017 (doc. X inc. 36.2016.140), parallelamente il giudice delegato ha informato
il patrocinatore della ricorrente di avere richiesto alla Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG la trasmissione del fascicolo “RIPAM 2015”,
atti che sono stati messi a disposizione della signora RI 1 per esprimersi in
merito in occasione dell’udienza del successivo 14 febbraio 2017 (doc. XI inc.
36.2016.140).

 

                             1.10.   Il 14 febbraio 2017 ha avuto
luogo l’udienza di discussione nel corso della quale le parti si sono espresse
sulle loro specifiche posizioni con argomenti che saranno ripresi, laddove
necessario, in corso di motivazione. Per quanto attiene gli aspetti formali è
stato verbalizzato quanto, per precisione e completezza è riportato qui di
seguito:

 

" … la
Cassa mette in evidenzia come le decisioni formali di nuovo calcolo della RIPAM
2012-2013-2014 a seguito dell’emergenza della convivenza con __________ sono
state tutte intimate il 31.7.2016 e sono state intimate tutte in buste
separate. La qui ricorrente dichiara di effettivamente avere ricevute queste
decisioni rilevandone i termini di accoglimento delle sue richieste e di avere
ricevuto anche le nuove decisioni RIPAM 2015-2016 che respingevano la domanda
di sussidio. A tutte queste decisioni formali del 31.7.2016 l’assicurata, in
quel momento non patrocinata, ha reagito con lettera pervenuta
all’amministrazione il 18.8.2016 datata 16.8.2016 con cui ha contestato in
particolare il respingimento delle sue richieste di sussidio per gli anni
2015-2016. Più generalmente l’assicurata ha notificato all’amministrazione di
essere una madre nubile con stipendio ridotto contestando la possibilità di
restituire i “premi arretrati”.

 

L’avv. RA 1 evidenzia come tale scritto debba essere inquadrato
quale reclamo complessivo per tutte le decisioni di riesame RIPAM 2012-2016 e
quindi ritiene che la Cassa cantonale dovrebbe emanare una decisione su reclamo
relativa alle decisioni RIPAM 2012-2014 mentre ha provveduto unicamente
all’emanazione delle decisioni su reclamo RIPAM 2015-2016.

 

I rappresentanti della Cassa evidenziano come il testo dello
scritto 16.8.2016 faccia riferimento unicamente alla RIPAM 2015-2016. Senza
anticipare una loro valutazione emaneranno comunque una decisione su reclamo
relativa ai 3 anni in discussione (2012-2013-2014) soggetta ad impugnativa al
TCA e valuteranno in quella sede la ricevibilità del reclamo o meno e il suo
fondamento nel merito qualora fosse dichiarato ricevibile. Questa analisi
riterrà anche eventuali comunicazioni contenute negli incarti specifici. 

 

L’avv. RA 1 evidenzia di avere ricevuto la sig.ra RI 1
unicamente la decisione su reclamo RIPAM 2016 per tale motivo in fondo alla
prima pagina del suo ricorso egli ha fatto riferimento a tale decisione. Nella
busta con cui la decisione su reclamo RIPAM 2016 è stata notificata, come
evidenzia l’assicurata, non conteneva la decisione RIPAM 2015 su reclamo. La
Cassa precisa che le decisioni emanate su reclamo riferiti ad anni diversi
vengono generalmente intimate con un unico invio non trasmesso per raccomandata
alla rappresentante dell’UR. La Cassa prende atto delle dichiarazioni della
sig.ra RI 1 e non si oppone al fatto di considerare il ricorso formulato anche
contro la decisione RIPAM 2015 emanata su reclamo il 2.12.2016 siccome fondata
sugli stessi argomenti sostanziali che sono poi stati puntualmente contestati
con il ricorso. Dal canto suo l’avv. RA 1 concorda nel ritenere il suo gravame
esteso anche alla RIPAM 2015 per le medesime ragioni. Il TCA provvederà quindi
alla registrazioni di un nuovo incarto, tra le medesime parti avente per
oggetto la RIPAM 2015 e quale decisione contestata la decisione 2.12.2016 della
Cassa relativa a tale RIPAM. L’avv. RA 1 dà atto che la Cancelleria del TCA gli
ha già trasmesso tutti gli atti RIPAM 2015 e che non ha ulteriori argomenti da
evidenziare. (…)” (doc. XII inc. 36.2016.140)

 

                                         A seguito di tali evidenze
il Tribunale cantonale delle Assicurazioni ha registrato un incarto riferito
alla contestazione della decisione emanata su reclamo avente per oggetto la
RIPAM 2015 (inc. 36.2017.22).

 

                                         La Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG ha poi esaminato il reclamo 16/18 agosto 2016 anche
nell’ottica di una sua possibile valenza quale contestazione delle decisioni
riferite alle RIPAM 2012 a 2014. Il 7 marzo 2017 la Cassa ha quindi emanato 3
distinte decisioni su reclamo riferite alle RIPAM 2012, 2013 e 2014 che sono
state tutte impugnate il successivo 23 marzo 2017 con tre distinti ricorsi
formulati dalla signora RI 1 con il patrocinio dell’avv. RA 1 ( il ricorso
contro la decisione emanata su reclamo riferita alla RIPAM 2012 è stato
registrato con il numero d’incarto 36.2017.26; il ricorso in tema di RIPAM 2013
è registrato con il numero 36.2017.27 e quello della RIPAM 2014 con il numero
36.2017.28). Nel merito i ricorsi ripetono le argomentazioni sollevate in
precedenza, e meglio quella di perenzione del diritto della Cassa di emanare
nuove decisioni tese a ridurre le RIPAM, e ciò per la conoscenza della
convivenza da parte dell’amministrazione (stante la notifica delle tassazioni
della ricorrente “Pr. __________”) e la tardiva reazione, la mancata
informazione individuale all’assicurata da parte dell’amministrazione del
cambiamento di sistema di computo (nuovo concetto dell’UR), l’invio di
formulari prestampati e le difficoltà in economiche della ricorrente.

 

                                         L’amministrazione ha
postulato il rigetto dei gravami con argomenti che, laddove necessario, saranno
ripresi in corso di motivazione.

 

                             1.11.   Alla luce dell’istruttoria
condotta nell’ambito dell’incarto 36.2016.140 e dell’udienza indetta in quella
sede non sono stati acquisiti ulteriori mezzi di prova salvo la formale
acquisizione delle decisioni fiscali dei membri adulti ritenuti comporre
l’unità di riferimento in discussione, postulata all’Ufficio di Tassazione di __________
il 21 aprile 2017 (doc. XVI, inc. 36.2016.140) documenti sui quali l’assicurata
ricorrente, per il tramite del patrocinatore, si è potuta esprimere (doc. XVII
del 26 aprile 2017). La ricorrente, invitata a offrire l’acquisizione di prove
nel termine di 10 giorni dall’intimazione della risposta di causa
dell’amministrazione (doc. IV degli incarti 36.2017.26/27 e 28), è rimasta
silente.

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   A norma dell’art. 76 cpv. 1 e
2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),
contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima
legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,
ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono
impugnabili al Tribunale cantonale delle assicurazioni le decisioni emanate su
reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale
delle assicurazioni è quindi competente a esaminare i ricorsi in materia.

 

                            2.1.1.   In concreto i ricorsi di RI 1
formulati contro le decisioni rese su reclamo il 2 dicembre 2016 (RIPAM 2015 e
2016) sono tempestivi siccome inoltrati nel termine di legge. La volontà di
impugnare in particolare la decisione resa su reclamo in tema di RIPAM 2015 emerge
chiaramente alla lettura del ricorso 22 dicembre 2016, come poi precisato in
sede di udienza di discussione.

 

                            2.1.2.   Non diversamente sono
ricevibili in ordine i tre ricorsi 23 marzo 2017 della signora RI 1 formulati
contro le decisioni rese su reclamo il 7 marzo 2017 da parte della Cassa Cantonale
di Compensazione AVS AI IPG concernenti il riesame delle decisioni in materia
di RIPAM 2012, 2013 e 2014.

 

                                         In
queste tre decisioni la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG è entrata
nel merito delle contestazioni della signora RI 1 e non ha rigettato
formalmente il reclamo alla luce della sua specificità (lo scritto 16/18 agosto
2016 richiama esplicitamente solo le decisioni di riesame della RIPAM 2015 e
2016 e non invece le coeve decisioni relative agli anni 2012 – 2014). In
sostanza la Cassa ha considerato lo scritto 16/18 agosto 2016 della signora RI
1 quale valido e tempestivo reclamo anche riferito alle decisioni in tema di riesame
delle RIPAM 2012 a 2014.

 

                                         La
questione merita approfondimento alla luce anche delle emergenze del verbale d’udienza
14 febbraio 2017 (ripreso testualmente nel precedente consid. 1.10). La Cassa
Cantonale di Compensazione AVS AI IPG ha ritenuto inizialmente, circostanza
riferita nel corso dell’udienza, come il reclamo 16/18 agosto 2016 si riferisse
esclusivamente, come indicato nell’intestazione di quell’atto e dal corpo della
motivazione dello stesso, alle decisioni di riesame della RIPAM 2015 e 2016.
Solo durante l’udienza, e solo marginalmente nel corpo del ricorso 22 dicembre
2016, RI 1 ha contestato (anche) le decisioni di riesame della RIPAM 2012 –
2014 evidenziando che il suo reclamo 16/18 agosto 2016 fosse da intendere esteso
a tutte e 5 le decisioni del precedente 31 luglio 2016 che essa ha ricevuto
intimate.

 

                                         La
Cassa, nelle decisioni 7 marzo 2017, ha considerato ricevibile il reclamo anche
in quanto riferito alle decisioni 31 luglio 2016 relative alla RIPAM 2012 –
2014, e questo per le ragioni seguenti (per completezza si riportano in questa
sede le motivazioni dell’amministrazione):

 

                                         “Con reclamo … avente quale oggetto la <Richiesta
di riduzione del premio LAMal per l’anno 2015-2016> la signora RI 1
contestava <le due … comunicazioni … per gli anni 2015-2016 …>. Con
messaggio e-mail 29 agosto 2016 … ribadiva il proprio disaccordo … informando
inoltre: <anche se per gli anni 2012/2013/2014 avete accolto la richiesta di
riduzione, la cassa malati (…) mi ha comunque richiesto la differenza di
premi.”

 

                                         La
Cassa ha così considerato il reclamo come complessivamente formulato contro
tutte le 5 le decisioni di riesame della RIPAM 31 luglio 2016.

 

                                         In
merito occorre evidenziare come, per costante giurisprudenza federale riferita
all’applicazione della LPGA (e quindi specificatamente all’art. 52 LPGA e
all’art. 10 OPGA) qui non applicabile direttamente poiché in tema di reclamo
contro decisioni di RIPAM è applicabile la Legge cantonale di procedura
amministrativa (LPAmm) per il rinvio dell’art. 76 cpv. 1 LCAMal, un’opposizione
presentata per “e-mail” (ossia posta elettronica) contro una decisione di un
assicuratore non è valida, difettando la possibilità di apporre la firma
autografa, come previsto dalla forma scritta stabilita dall’art. 10 cpv. 4
prima frase OPGA. Nella DTF 142 V 152 (si vedano in particolare i consid. 2.4 e
4.6) la questione era riferita all’assicurazione contro gli infortuni. In quel
caso l’Alta Corte aveva ritenuto come non sussistesse alcun diritto a un
termine suppletorio (consid. 4.5 e 4.6) per inoltrare l’opposizione alla
decisione. Come ritenuto anche nella STCA 30.2016.41 del 7 febbraio 2017, la correzione
del vizio di forma può essere eseguita entro il termine di ricorso, facoltà di
cui la persona assicurata deve essere eventualmente resa attenta (DTF 142 V 152
consid. 4.6). Il TF ha stabilito che, nella misura in cui un’opposizione è
inoltrata tramite un messaggio di posta elettronica prima dello scadere del
termine, di regola, e tranne eccezioni descritte nella sentenza,
l’amministrazione è tenuta a rendere attento l’assicurato del vizio di forma e
della possibilità di sanarlo entro lo scadere del termine (consid. 4.6:“ […] Möglich bleibt eine Verbesserung des Formfehlers vor
Ablauf der Einsprache Frist, worauf die zuständige Behörde den Einsprecher
gegeben falls aufmerksam machen muss”). L’Alta Corte ha citato a
questo proposito la sentenza 1P.254/2005 del 30 agosto 2005 in cui
l’opposizione a un decreto d’accusa era stata inoltrata tramite e-mail. L’Alta
Corte, ritenuto che l’autorità penale non aveva reso attenta la persona
interessata del vizio di forma, sanabile entro la fine del termine di
opposizione, in applicazione dell’art. 29 cpv. 1 Cost. fed., per il quale in
procedimenti innanzi ad autorità giudiziarie o amministrative, ognuno ha
diritto alla parità ed equità di trattamento, nonché ad essere giudicato entro
un termine ragionevole, ha ripristinato il termine di opposizione ancora
rimanente al fine di sanare il vizio procedurale (sentenza 1P.254/2005, consid.
4.7 in fine: “[…] Das
Interesse des Beschwerdeführers an einem fairen Verfahren (Art. 29 Abs. 1 BV)
überwiegt unter den vorliegenden Umständen das öffentliche Interesse an der
strikten Einhaltung der gesetzlichen Formvorschriften. Dies rechtfertigt es,
die Rechtslage so zu beurteilen, wie wenn erwiesen wäre, dass das Verhöramt die
elektronische Eingabe erhielt. Die Obergerichtskommission wird aus diesem Grund
die Beschwerde gutzuheissen und in sinngemässer Wiederherstellung der damaligen
noch laufenden Einsprachefrist dafür zu sorgen haben, dass der Beschwerde-führer
eine dem gesetzlichen Formerfordernis genügende Einsprache nachreichen kann”).

 

                                         Nelle considerazioni
del punto. 4.7 della DTF 142 V 152 l’Alta Corte ha precisato i motivi per cui,
nel caso giudicato, non era necessario avvertire l’interessato del vizio di
forma, benché il termine di opposizione non fosse spirato, e meglio la
circostanza che il medesimo ricorrente aveva affermato che l’originale era
stato trasmesso via Posta (“[…] “das Original auf dem
Postweg unterwegs”, sei”; consid. 4.7). Alla luce delle parole utilizzate
dalla persona interessata, l’amministrazione poteva ritenere che l’assenza
della firma sull’opposizione trasmessa via e-mail sarebbe stata sanata tramite
la documenta-zione inviata con la posta.

 

                                         Come riportato anche nella
STCA 30.2016.41 del 7 febbraio 2017, con sentenza 8C_346/2016 del 13
luglio 2016 l’Alta Corte ha ripetuto che “in ogni caso atti di causa
(reclami, ricorsi, ecc.) inviati per fax (come per semplice e-mail) […] non
esplicano alcun effetto giuridico sotto il profilo della decorrenza dei termini
e non salvaguardano la tempestività ad agire […]” e in una sentenza
8C_386/2016 del 10 novembre 2016 il TF, con riferimento alla citata DTF 142 V
152, ha in sostanza rammentato, al consid. 4.1, che invii per fax, posta
elettronica o servizi di messaggeria elettronica (per esempio SMS, MMS,
WhatsApp, ecc.) non soddisfano i requisiti della forma scritta. Nel medesimo
giudizio l’Alta Corte ha però considerato che “dalla
combinazione dei messaggi elettronici del 10 luglio 2015 e il 27 luglio 2015, inviati
posteriormente l'emanazione della decisione amministrativa, emerge chiaramente
che l'opponente si riferisse alla procedura su opposizione … Nel comportamento
dell'opponente non si può nemmeno ravvisare un manifesto abuso di diritto”.

 

                                         In sostanza può essere qui
ritenuto come messaggi di posta elettronica successivi a un reclamo e formulati
ancora nel termine dell’impugnativa, possano precisare il contesto in
caso di dubbio. Se del caso l’autorità di reclamo deve interpellare
l’assicurato al fine di fargli precisare o contestualizzare l’esposto, nelle
dovute forme.

 

                                         Nel
caso in esame se è vero che l’intestazione del reclamo 16/18 agosto 2016 e,
nella sostanza, le motivazioni addotte, si riferiscono alle due decisioni più
severe nelle loro conseguenze (RIPAM 2015 e 2016), non vi è dubbio che
l’assicurata ha mosso alle decisioni 31 luglio 2016 una critica generale
riferita alle conseguenze, estremamente gravi per lei dal profilo economico,
che una restituzione (anche parziale) dei sussidi imporrebbe. Prima ancora che
il termine di reclamo scadesse (stanti anche le ferie giudiziarie)
l’assicurata, come correttamente evidenziato dalla Cassa, ha precisato, con messaggio
di posta elettronica del 29 agosto 2016, che le decisioni concernenti gli anni
2012 fino al 2014 non erano condivise. Vero è che tale comunicazione è avvenuta
mediante un messaggio di posta elettronica e non è personalmente firmata dalla
signora RI 1, la stessa non va comunque letta distintamente dal reclamo 16/18
agosto 2016, ma ne completa l’espressione. Correttamente la Cassa non ha
dichiarato irricevibile il reclamo 16/18 agosto 2016, nella misura in cui è
riferito alle decisioni 31 luglio 2016 relative alle RIPAM 2012 – 2014, ma l’ha
formalmente ammesso. In effetti, nel caso avesse inteso dichiararlo
irricevibile (poiché tardivo o non specificatamente formulato contro le
decisioni RIPAM 2012 - 2014), essa avrebbe dovuto interpellare l’assicurata,
visto il messaggio di posta elettronica del 29 agosto 2016, indicandole la
necessità di emendare il suo testo iniziale.

 

                                         Correttamente
quindi la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG ha formalmente dichiarato
ricevibile il reclamo.

 

                               2.2.   Tutti i ricorsi sono
adeguatamente argomentati nelle loro contestazioni, precisi nelle loro motivazioni
e nella formulazione delle richieste di giudizio. Le impugnative sono pertanto
ricevibili anche per quanto attiene alle motivazioni, contestazioni e
conclusioni.

 

                               2.3.   I ricorsi del 22 dicembre
riferiti alle RIPAM 2015 e 2016 hanno il medesimo tenore letterale, si
aggravano contro 2 distinte decisioni rese su reclamo aventi per oggetto la
riduzione di premio per gli anni 2015 e 2016 con cui l’amministrazione ha
considerato il sussistere di un’unità di riferimento composta da RI 1, da sua
figlia __________ e dal signor __________. Pure le contestazioni del 23 marzo
2017 contro le decisioni su reclamo in materia di RIPAM 2012, 2013 e 2014 hanno
il medesimo tenore letterale e richiamano pienamente il contenuto dei ricorsi
22 dicembre 2016. Tutte le decisioni toccano interessi legittimi della
ricorrente che appare così pienamente legittimata a impugnare i provvedimenti
non condivisi.

 

                                         Le
decisioni, contro le quali si aggrava RI 1, come indicato nelle considerazioni
precedenti, attengono alla riduzione dei premi sul periodo di cinque anni (2012
– 2016). Esse hanno, quale comune motivazione, l’esistenza di un’UR composta da
RI 1, dalla figlia __________ e dal compagno signor __________, convivenza
nella sostanza ammessa dalla ricorrente, da un lato, e la tempestività delle
decisioni dell’amministrazione, circostanza che l’assicurata contesta. Le
contestazioni mosse da RI 1 sono, come indicato, sostanzialmente identiche in
tutte le procedure in esame. Nonostante i cinque diversi anni di sussidio
oggetto delle decisioni e malgrado la formulazione di più impugnative, si
giustifica la congiunzione delle procedure, poiché, nonostante le specificità
delle norme applicabili a quegli anni di RIPAM (su aspetti comunque, per queste
procedure, non fondamentali), le argomentazioni dell’amministrazione da un lato
e le motivazioni alla base dei gravami, uguali per tutti gli anni di sussidio,
sono qui prevalenti. Questi aspetti prevalgono marcatamente e impongono, di
conseguenza, la congiunzione delle procedure che sono evase con il presente
giudizio così come questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni ha già fatto
in altre simili procedure (per tutte si veda la STCA 36.2016.102 del 14
novembre 2016).

 

                               2.4.   RI 1, per il tramite del
proprio patrocinatore, lamenta, nelle sue argomentazioni, la violazione del suo
diritto di essere sentita alla luce della motivazione ritenuta nelle decisioni
impugnate e del fatto che la Cassa non si sia pronunciata sulle sue precise
contestazioni. Per tale motivo, secondo l’assicurata, il suo ricorso “merita
di trovare accoglimento”. Il tema della pretesa violazione del diritto di
essere sentito dell’assicurato in situazioni quali quella in esame è già stato
affrontato da questo Tribunale cantonale delle assicurazioni nella STCA
36.2016.54 in re R. del 6 luglio 2016 e nella più recente STCA 36.2016.102 del
14 novembre 2016.

 

                                         Per
l’art. 29 cpv. 2 Cost. le parti in una procedura hanno diritto d'essere
sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in
particolare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima
della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire
prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter
prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle
prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (sentenza del 29
giugno 2006 nella causa H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid.
2b, 127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente
art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF
126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi
citate). Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di
motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre
la persona interessata nelle condizioni di comprendere le ragioni poste a
fondamento del provvedimento impugnato e di poterlo impugnare con cognizione di
causa, e dall’altro, di permettere all’autorità di ricorso di esaminare la
fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l’autorità sia
tenuta a pronunciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni
addotte; essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio,
atte ad influire sulla decisione (STF del 24 gennaio 2007, U 397/05, con
riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto la motivazione contenuta nelle decisioni emanate dalla Cassa cantonale
di compensazione è adeguata e comprensibile, specifica i motivi che stanno alla
base del ricalcolo del diritto al sussidio per gli anni in questione, e pone
alla base dello stesso la convivenza di cui non era a conoscenza. In sostanza
nelle sue cinque decisioni l’amministrazione ha ritenuto il sussistere di una
convivenza tra la ricorrente e __________ ciò che impone il cumulo dei redditi
siccome occorre ritenere una unica unità di riferimento tra i due che comprende
pure la figlia minorenne dell’assicurata ricorrente. Questo aspetto è più che
manifestamente espresso dall’amministrazione che, a sostegno delle sue
conclusioni, richiama espressa giurisprudenza cantonale in materia.

 

                                         La
Cassa ha inoltre considerato, in maniera sufficientemente chiara ed esplicita,
il rispetto del termine di legge per procedere alla modifica delle sue decisioni
iniziali ritenuto come la stessa abbia avuto notizia della convivenza, così
essa ritiene, unicamente a seguito della presentazione della domanda di
riduzione dei premi riferita al 2017.

 

                                         L’amministrazione
si è quindi sufficientemente e adeguatamente espressa su tutte le contestazioni
mosse dall’assicurata nel suo reclamo e una violazione del suo diritto di
essere sentita va quindi esclusa. Va ancora evidenziato che, prima
dell’emanazione delle decisioni formali, la Cassa ha avuto contatto telefonico
con l’assicurata per accertare i dettagli della convivenza, contatto nel corso
del quale l’assicurata è stata informata dei passi procedurali che
l’amministrazione avrebbe intrapreso. La signora RI 1 ha potuto dunque
esprimersi compiutamente e specificatamente sia nelle fasi che hanno preceduto
il ricorso che con i suoi ricorsi e nel corso della successiva procedura
davanti al Tribunale cantonale delle Assicurazioni in particolare nel corso
dell’udienza.

 

                                         Le
motivazioni delle decisioni hanno permesso all'insorgente di comprendere
pienamente i motivi posti alla base del rifiuto dei sussidi, e di potere
reclamare con cognizione di causa, rispettivamente le decisioni emanate su
reclamo hanno consentito all’assicurata di impugnare compiutamente i
provvedimenti al Tribunale cantonale delle assicurazioni.

 

                                         Secondo
giurisprudenza una violazione del diritto di essere sentito è sanabile se
l'interessato riceve la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di
ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 135 I
279 consid. 2.6.1 pag. 285; 124 V 180 consid. 4a pag. 183). In concreto, il TCA
dispone di un pieno potere di esame in tal senso (cfr. anche sentenza
8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3). D’altro canto l’accoglimento di
un ricorso per denegata giustizia, nelle costellazioni come quelle in esame,
avrebbe quale conseguenza il rinvio delle procedure all’amministrazione per
sanare il diritto di essere sentito (se ne fosse ammessa la violazione). Ora il
TF ha già avuto modo di stabilire che è possibile prescindere da un rinvio
della causa all'amministrazione se, come in concreto, una simile operazione si
esaurirebbe in uno sterile esercizio procedurale e procrastinerebbe inutilmente
il processo in contrasto con l'interesse - di pari rango del diritto di essere
sentito - della parte ad essere giudicata celermente (DTF 132 V 387 consid. 5.1
pag. 390 con riferimenti, cfr. anche sentenza 9C_937/2011 del 9 luglio 2012,
consid. 2.3). Ne segue che il TCA deve entrare nel merito dei ricorsi.

 

                                         Nel merito

 

                               2.5.   In
concreto le decisioni contestate, tutte emanate a seguito dei reclami contro le
decisioni formali del 16 agosto 2016, hanno per oggetto il riesame, da parte
della Cassa cantonale di compensazione, dei provvedimenti con cui, come
descritto nelle considerazioni precedenti, in favore di RI 1 e __________ sono
stati concessi i sussidi fondati sull’art. 65 LAMal. Preliminarmente va
esaminato (come questo Tribunale cantonale delle assicurazioni ha fatto con le
decisioni STCA 36.2014.78 del 2 febbraio 2015; STCA 36.2015.29 del 13 agosto
2015 tra le prime e STCA 36.2016.102-105 del 14 novembre 2016; 36.2016.122 del
21 febbraio 2017 nonché 36.2016.130 - 131 del 15 marzo 2017 da ultimo) se
l’amministrazione poteva procedere al riesame del diritto alla RIPAM per gli
anni in discussione e eventualmente se tale riesame sia avvenuto tempestivamente,
tema quest’ultimo sul quale la ricorrente ha posto l’accento nei suoi ricorsi e
in sede d’udienza.

 

                            2.5.1.
  Come evidenziato in precedenti giudizi di questo Tribunale (per tutte si veda
la STCA 36.2016.102-105 del 14 novembre 2016 consid. 2.6.), in base all’art. 49
cpv. 1 LCAMal, nel testo vigente dal 1° gennaio 2012 (simile all’art. 59 cpv. 1
LCAMal nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2011), le riduzioni dei premi
indebitamente percepite devono essere restituite dal beneficiario
all’assicuratore presso il quale egli è affiliato, oppure all’amministrazione
cantonale nel caso di pagamenti diretti all’assicurato, o nei casi di perdita
della PC AVS/AI. L’art. 49 cpv. 2 LCAMal (il cui tenore è simile all’art. 59
cpv. 2 LCAMal in vigore in precedenza), prevede che alla restituzione e al
condono dell’obbligo di restituzione è applicabile per analogia la legge sulla
parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), del 6 ottobre
2000.

 

                            2.5.2.   Per
l’art. 25 LPGA le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite.
La restituzione non deve essere chiesta se l’interessato era in buona fede e verrebbe
a trovarsi in gravi difficoltà (cpv. 1; cfr. art. 4 OPGA).

 

                                         In
virtù dell’art. 25 cpv. 2 LPGA il diritto di esigere la restituzione si
estingue dopo un anno a decorrere dal momento in cui l’istituto d’assicurazione
ha avuto conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento
della prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per il quale il
diritto penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest’ultimo è
decisivo. I principi applicabili alla restituzione secondo la LPGA sono dedotti
dalla legislazione e dalla giurisprudenza anteriore che conserva pertanto la
sua validità (DTF 130 V 318).

 

                                         La
restituzione delle prestazioni presuppone, di regola, che siano adempiute le
condizioni di una riconsiderazione o di una revisione processuale della
decisione con la quale le prestazioni litigiose sono state versate (DTF 129 V
110, 126 V 42 consid. 2b; STF 9C_429/2012 del 19 settembre 2012, 9C_795/2009
del 21 giugno 2010 pubblicata in SVR 11/2010 EL Nr. 12; STF U 408/06 del 25
giugno 2007, K 147/03 del 12 marzo 2004). Ciò non è il caso – e la restituzione
non presuppone un motivo e quindi una decisione di riconsiderazione – quando
l’assicurato ha beneficiato di una prestazione alla quale, da un profilo
oggettivo, non aveva diritto (STF 9_C/233/2007 del 28 giugno 2007, consid.
2.3.2 con riferimenti; STCA 32.2011.285 del 14 giugno 2012).

 

                                         Analogamente
alla revisione delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione
deve procedere alla revisione processuale di una decisione cresciuta in
giudicato quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad
indurre ad una conclusione giuridica differente (art. 53 cpv. 1 LPGA; cfr. STF
U 409/06 del 25 giugno 2007, C 128/06 del 10 maggio 2007; SVR 2004 ALV N° 14;
DTF 127 V 466 consid. 2c pag. 469 e riferimenti).

 

                                         L’amministrazione
può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato formale, che non è stata
oggetto di un controllo giudiziario, se essa è senza dubbio errata e la
correzione ha un’importanza rilevante (art. 53 cpv. 2 LPGA; cfr. anche la STF U
409/06 del 25 giugno 2007). Questi principi si applicano anche quando delle
prestazioni siano state accordate senza una decisione formale e che il loro
versamento ha comunque acquisito forza di cosa giudicata (STF C 128/06 del 10
maggio 2007; DTF 129 V 110 consid. 1.1.

 

                                         Con
le STCA 36.2013.21 del 26 luglio 2013 e 36.2014.92 del 24 dicembre 2014, come
pure nelle STCA 36.2014.78 del 2 febbraio 2015 e 36.2015.29 del 13 agosto 2015
e negli altri giudizi citati sub. 2.5, questo Tribunale ha, alla presenza di un
fatto nuovo non segnalato dagli assicurati nella loro iniziale richiesta di
prestazioni, e meglio nel primo caso una donazione avvenuta pochi mesi prima
della domanda di RIPAM, nel secondo la caducità di prestazioni PC, mentre negli
altri la sussistenza di una convivenza duratura non comunicata
all’amministrazione, proceduto alla revisione delle decisioni (formali ed
informali) con le quali l’amministrazione, nel corso degli anni, ha
riconosciuto il sussidio per il pagamento dei premi dell’assicurazione delle
cure medico-sanitarie ed ha chiesto la restituzione degli importi indebitamente
percepiti. In quelle occasioni la Cassa aveva correttamente agito nel termine
di un anno (art. 25 cpv. 2 LPGA).

 

                            2.5.3.   In
concreto la Cassa cantonale di compensazione, e il suo servizio prestazioni in
particolare, indicano di non essere stati a conoscenza della convivenza fra RI
1 e __________, convivenza che l’amministrazione ritiene stabile e tale da
adempiere le condizioni degli art. 26 cpv. 4 LCAMal e 4 Lasp, circostanza che
gli assicurati qui ricorrenti non contestano in quanto tale in questa sede. Ciò
ha condotto l’amministrazione a erogare, in maniera che essa ha poi ritenuto
errata, la riduzione del premio dell’assicurazione malattia per gli anni 2012 a
2016.

 

                                         La
Cassa sostiene di avere avuto notizia della convivenza della ricorrente con __________
solo a seguito della formulazione della domanda di riduzione dei premi 2017
inoltrata il 20 maggio 2016, accertando, mediante contatto personale con RI 1
riportato in una nota contenuta agli atti (doc. 4, inc. 36.2016.140), che la
convivenza sussiste da molti anni (“convivono da 6 anni” indica la nota
del 6 luglio 2016) ed è precedente l’inoltro della domanda di riduzione dei
premi 2012 quando era già in essere da oltre 6 mesi (su questi aspetti si veda
la STCA 36.2016.130 – 131 del 15 marzo 2017). L'amministrazione ritiene che non
fosse possibile risalire, in base ai dati fiscali (cui ha diretto accesso per
evadere le sue procedure) o ad altri elementi concreti che le fossero noti, alla
convivenza tra la signora RI 1 e il signor __________, in particolare in
assenza di qualsiasi indicazione in questo senso da parte della ricorrente.
Questi aspetti saranno esaminati più oltre.

 

                                         Come evidenziato nelle
considerazioni di fatto la signora RI 1 ha indicato sempre, sui formulari di
richiesta della RIPAM per gli anni in discussione, di essere persona sola, nubile
e madre di una figlia minorenne, e non ha invece inserito la convivenza con __________
specificatamente richiesta in ogni formulario da lei sottoposto per la domanda
della riduzione del premio. Essa reputa sufficiente che il recapito ritenuto
dalla stessa Cassa con il formulario a lei trasmesso per la domanda di RIPAM
2012 (doc. 1, inc. 36.2017.26) fosse “Pr. __________”, ossia presso __________,
così come d’altra parte indica la decisione di tassazione del 18 agosto 2010
(per il 2009), che la signora RI 1 ha trasmesso alla Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG in uno con la domanda di riduzione dei premi. In sede
d’udienza del 14 febbraio 2017 (doc. XII inc. 36.2016.140) l’assicurata ha
inoltre precisato come essa risieda (unitamente alla figlia) con il compagno in
una casa di proprietà dello stesso a __________, con la conseguenza di
notorietà della convivenza.

 

                                         Questa
Corte si è già espressa su una simile contestazione nella STCA 36.2016.102 in
re G. del 14 novembre 2016. In quel caso la signora G., ricorrente, aveva
indicato come tutta la corrispondenza, in specie quella fiscale, le fosse
trasmessa all’indirizzo “presso” il signor T., suo convivente. Secondo
la ricorrente questa circostanza rendeva consapevole la Cassa della convivenza
e tardivo il riesame della decisione di RIPAM. Questa Corte ha scartato le
argomentazioni dell’assicurata con le seguenti argomentazioni:

 

" La
Cassa accede agli atti fiscali con riferimento agli importi ritenuti dalle
autorità fiscali e alla loro natura (redditi/spese, sostanza/debiti), ma non
alle causali di versamenti ed introiti e comunque in concreto l'emergenza della
convivenza non era ravvisabile in assenza di precisa e specifica comunicazione
(come d’altra parte non è stata ritenuta in analoga situazione risolta nella
STCA 36.2016.54 in re R. del 6 luglio 2016). Proprio per tale motivo i
formulari di riduzione dei premi chiedono esplicitamente di indicare i
"Dati personali dell'unità di riferimento" e di specificare se la
richiesta sia formulata da "Persone sole / Coniugi / Conviventi / Partner
registrati / Figli minorenni conviventi". Come questa Corte ha già
evidenziato …  è fuori dubbio che i formulari usati nel 2012 erano di migliore
leggibilità e chiarezza rispetto ai moduli più recenti. Nonostante ciò anche i
moduli in uso dal 2013 sono specifici quo alla richiesta del sussistere di una
convivenza. Questa specifica richiesta non può essere elusa semplicemente
perché l’assicurato ritiene che l’amministrazione possa accedere a dati
generali dell’amministrazione cantonale o siccome sussiste un recapito postale
di una persona presso un’altra. Questa lettura della realtà misconosce che la
RIPAM costituisce un’amministrazione di massa che non può e non deve imporre ai
preposti funzionari, confrontati con decine di migliaia di richieste, di andare
autonomamente a verificare in dettaglio se un recapito postale presso una terza
persona costituisca una convivenza, come pretende l’assicurata. La signora G.
non ha precisato, alla specifica richiesta che compariva per la prima volta nel
modulo della RIPAM 2012, l’esistenza della sua convivenza con T. Essa poteva
contattare l’amministrazione in caso di dubbio sulla risposta da dare alla
domanda, rispettivamente poteva rispondere alla richiesta anche se considerava
la domanda ridondante e inutile siccome il dato presunto noto. Non rispondere ha
indotto in errore l’amministrazione come si vedrà ancora nelle considerazioni
seguenti.

 

La ricorrente quindi non ha mai specificato la circostanza
della convivenza nelle sue richieste di RIPAM per gli anni in discussione, pur
professando la sua buona fede in considerazione del fatto che l’amministrazione
avrebbe dovuto essere a conoscenza di tale circostanza. Sulla buona fede
dell’assicurata non occorre decidere in questa sede. Si ribadisce che i
funzionari interessati, in un’amministrazione di massa quale la RIPAM,
provvedono alle verifiche relative ai redditi deducendo le informazioni dai
dati fiscali cui hanno accesso e debbono contare sulla correttezza e la
completezza delle risposte fornite dall’assicurato” (consid. 2.6.3.)

 

                                         Più
oltre nelle motivazioni di quel giudizio (consid. 2.21) il Tribunale è tornato
sulle argomentazioni della ricorrente evidenziando ancora che:

 

" Già è
stato esposto … che il formulario relativo alla domanda di RIPAM chiede
esplicitamente agli assicurati di indicare se sussista una convivenza.
Manifestamente, come specificato, la riduzione dei premi è un’amministrazione
che coinvolge decine di migliaia di persone, ciò che non permette di imporre ai
funzionari di eseguire verifiche autonome, accertare d’ufficio i fatti, operare
indagini specifiche. La formulazione della domanda esplicita sul modulo
relativa al sussistere di una convivenza doveva fare ritenere all’assicurata
che tale aspetto era rilevante e andava chiaramente specificato alla Cassa.
L’esistenza di un recapito presso terze persone non necessariamente è poi
indizio di una convivenza che adempia i requisiti esposti nelle considerazioni
precedenti. Condivisione di spazi tra studenti universitari, praticità per il
recapito della corrispondenza (a seguito ad esempio di assenze frequenti)
possono indurre le persone a fare recapitare la propria corrispondenza presso
un famigliare, un amico o presso una persona disponibile. Far risalire, dal
semplice recapito della posta presso il signor T., la consapevolezza del
sussistere di una convivenza stabile che impone di considerare un’unica UR è
eccessivo. La Cassa cantonale di compensazione AVS AI IPG ha avuto i suoi primi
dubbi a fronte della presentazione della richiesta di sussidio 2016, ha
contattato la ricorrente e successivamente il convivente, apprendendo in
maniera chiara la natura della convivenza solo a partire dall’ottobre 2015. Da
quel momento è iniziato a decorrere il termine perentorio per l’amministrazione
per domandare la restituzione dell’aiuto sociale ritenuto indebitamente
percepito dalla signora G.. La Cassa lo ha rispettato siccome ha emanato le sue
decisioni, sia quella formale che quella su reclamo, ancor prima del decorrere
di tale termine.”

 

                                         Sugli
aspetti concernenti l’amministrazione di massa si faccia riferimento a Ivano Ranzanici, La riduzione dei premi
dell’assicurazione malattia; tesi pubblicata nella collana AISUF [n. 364],
edita da Schulthess Verlag Zurigo, 2016, n. 621 a p. 322, n. 683 a p. 360 e n.
1078 a p. 542).

 

                                         Anche
nel caso in esame quindi il semplice recapito della posta “Pr. __________”
indicato sul formulario per la richiesta di riduzione di premio 2012
rispettivamente sulla decisione di tassazione 2009 che è stata prodotta in
quell’occasione, non sono sufficienti per ritenere una conoscenza da parte
della Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG della convivenza tra la
ricorrente e il suo compagno, oltre alla figlia, e non permettono di ritenere
la perenzione del diritto in applicazione dell’art. 25 cpv. 2 LPGA.

 

                            2.5.4.   Nel
corso dell’udienza del 14 febbraio 2017 (doc. XII inc. 36.2016.140)
l’assicurata ha anche sostenuto che la consapevolezza della Cassa della sua
convivenza con __________ derivi:

 

" dal
doc. 6 e meglio dai documenti allegati. Per la RIPAM 2015 l’allegato al doc. 6
è una stampata dall’applicativo RIPAM dell’amministrazione cantonale da cui
emerge la lettura dei dati finanziari della sig.ra RI 1, della figlia e di __________
avvenuto il 12.9.16. Questo documento attesta l’accesso ai dati fiscali,
specifica con una sigla in basso piccola a sinistra l’identificativo del
collaboratore che ha eseguito l’accesso. Dalla schermata stampata il 12.9.16
emerge che il 3.7.14 l’operatore “__________” ha interrogato il sistema con
richiamo atti relativi alla qui ricorrente. La pagina successiva è costituita
dalla medesima interpellazione del sistema con riferimento a __________. Da
questo la parte ricorrente deduce che già al momento dell’interpellazione del
sistema il 3.7.14 la Cassa fosse a conoscenza dell’esistenza di una convivenza
tra RI 1 e __________ … .

 

                                         Su
questi aspetti tecnici la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG ha
precisato, nel corso della medesima udienza, che:

 

" il doc.
6 RIPAM 2015 ed il doc. 8 RIPAM 2016 sono stati stampati al momento della
consultazione e sono completati dall’indicazione che proviene dall’autorità
fiscale i dati fiscali relativi al periodo d’interesse per la RIPAM. Questi
dati fiscali sono richiamati sulla base della composizione dell’UR definita
dall’operatore. Per tale motivo in alto al doc. 8 (si prende per il
ragionamento … la RIPAM 2016) si rileva l’UR composta da __________ dalla
ricorrente e dalla figlia __________. Al momento della presentazione della
domanda di riduzione l’operatore ha verificato i dati fiscali e la loro
correttezza come appare dal foglio 2 del doc. 8 del 24.7. 2015. Al momento
della consultazione l’UR era indicata come composta unicamente da RI 1 e __________.
La consultazione degli atti di __________ è invece avvenuta soltanto il 7.7.16.
In sostanza l’operatore riceve l’istanza, definisce l’UR (rispettivamente
richiama la composizione dell’UR in precedenza inserita a video) e richiama i
dati per la verifica necessaria. La composizione dell’UR è quella indicata
dall’assicurato stesso. Nel caso della ricorrente l’esistenza della convivenza
con __________ è successiva ed è conseguenza dell’esame della RIPAM 2017.”

 

                                         In
sostanza la ricorrente, dall’esame degli atti, ritiene che l’accesso agli atti
fiscali di __________ sia avvenuta in tempo precedente (luglio 2014) rispetto a
quello sostenuto dalla Cassa (2016), ciò che dimostrerebbe perlomeno una
conoscenza nel luglio 2014 della convivenza e quindi perenzione del diritto di
riesaminare le decisioni di RIPAM da parte dell’amministrazione. Va precisato
come ogni accesso ai dati fiscali sensibili sia tracciato (su questi aspetti: Ranzanici, op. cit., n. 1112 p. 556 in
particolare). In effetti, come sostenuto dalla Cassa, in concreto i dati
riferiti alle tassazioni d’interesse sono stati consultati dai funzionari
preposti della Cassa alla luce della composizione dell’UR indicata dalla parte
istante.

 

                                         Come
evidenziano gli atti prodotti, l’esame dei dati fiscali di __________ è
avvenuto dopo la scoperta della convivenza con la ricorrente, e solo in seguito
a tale fatto i collaboratori della Cassa hanno rielaborato la composizione
dell’UR interessata. La spiegazione fornita dalla Cassa trova riscontro nei
documenti acquisiti e, dal tracciamento dell’accesso ai dati fiscali del signor
__________ (quale membro che compone l’UR interessata), non può essere dedotta
consapevolezza della convivenza tra lo stesso signor __________ e la signora RI
1 antecedente al luglio 2016.

 

                            2.5.5.   Dagli
atti nulla emerge quindi circa una precedente conoscenza, da parte
dell’amministrazione, della convivenza. Come ritenuto nella STCA 36.2016.102 -105
del 14 novembre 2016 e ribadito anche nella STCA 36.2016.130 – 131 del 15 marzo
2017, alla Cassa qui resistente non può essere rimproverato, in
un’amministrazione di massa quale la RIPAM, di non essere stata a conoscenza di
una convivenza in essere da anni. Unicamente nel corso dell’esame della domanda
di riduzione dei premi riferita al 2017, l’amministrazione ha avuto la
percezione della convivenza, ha proceduto alle verifiche necessarie ed ha
prontamente agito mediante l’emanazione delle decisioni di sua competenza.

 

                            2.5.6.   La
Cassa ritiene di avere erroneamente erogato la RIPAM a RI 1 per gli anni 2012,
2013, 2014, 2015 e 2016, quando essa non ne avrebbe avuto diritto (2015 e 2016)
rispettivamente ne avrebbe avuto diritto in misura minore (2012 - 2014) in
ragione della sua convivenza stabile con __________, situazione che impone il
computo (nell’ambito dell’unità di riferimento) dei redditi dei conviventi. Gli
importi che la Cassa cantonale di compensazione pretende di avere riconosciuto
a torto, dettagliatamente esposti nelle considerazioni di fatto, sono di tutto
rilievo.

 

                                         Ne
segue che la procedura adottata dall’amministrazione è, da un lato, tempestiva
e, dall'altro, sorretta da sufficiente motivazione. Il Tribunale cantonale
delle assicurazioni deve ora verificare la correttezza dell’agire
dell’amministrazione quo alla nuova determinazione del diritto alla RIPAM per i
medesimi anni in discussione.

 

                               2.6.   Dal
2012 le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di
seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori
preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una
modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a
seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale
2010, 297). Il legislatore ha previsto un nuovo sistema di attribuzione dei
sussidi, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di
rendere più efficace l’aiuto sociale, la precedente normativa aveva mostrato
talune lacune e, soprattutto, per ottemperare gli obiettivi di politica sociale
cantonale valuti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio 15 settembre 2009 del
Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a
pagina 7, ed il relativo Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina
1, per maggiori dettagli e specifiche si veda: Ranzanici,
op.cit., capitolo 14, p. 357 e ss.). In particolare il Consiglio di Stato, con
il disegno di legge, e il Parlamento, promulgando le norme, hanno voluto
rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Lasp e quindi
distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione
del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile,
maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto
l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il
contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione
riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva,
si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel
nuovo art. 26 LCAMal.

 

                                         Le
nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di
concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare
maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i
premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende
però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente ma anche
a “tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa …
nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di
riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata
precedentemente ritenuta.

 

                                         Il
Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM prevede la
LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento (Ranzanici, op. cit., capitoli 6.1.2.4.
[p. 156] e 8 [p. 195 e ss.], in particolare capitolo 8.4.5. [p. 207 e ss.]) ed
è vincolato in particolare da quanto impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo
cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i
premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre
all’obbligo d’informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere
la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori).
Spetta, infatti, ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della
RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto
cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua
costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al
Cantone non solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per
pervenire alla riduzione dei premi.

 

                               2.7.   Con
le recenti norme uno degli intenti del legislatore è stato quello di conseguire
“una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei
premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie,
in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di
eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i
cosiddetti effetti soglia) e da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente
alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio
medio di riferimento … (con) … miglioramento anche nella trasparenza del
sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che
dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.).

 

                                         Importante
è qui rilevare che, nel suo Messaggio di accompagnamento del disegno di legge,
l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte
la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale
per certe fasce di assicurati.

 

                               2.8.   Il
Cantone accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle
cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di
un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25
LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di
prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42
e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere
di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale
il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti
l’aiuto sociale è versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza
delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se
la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che
precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in
via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della
presentazione della richiesta.

 

                                         Per
la determinazione della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo
della riduzione del premio, la legge fissa il concetto di unità di riferimento.
L'unità di riferimento è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a
livello fiscale (art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli
minorenni conviventi sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi,
se data una convivenza stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR
qui di seguito). Per l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone
maggiorenni, purché senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale
dei redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti
del fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.

 

                                         Il
premio medio di riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla
RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena
descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo
assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2
LAMal). Il Consiglio di Stato determina annualmente il premio medio di
rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal.

                                         Alla
base del diritto alla riduzione del premio è stato posto il reddito di
riferimento che è dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di
tassazione determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato
(art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione
dei casi e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori
od in assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente
al reddito la sostanza viene fissata sulla base della tassazione indicata dal
Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va
reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata
nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare
riferimento alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la
donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge
(RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la
cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo
del reddito di riferimento vengano considerati i valori di sostanza antecedenti
la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o
della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi
e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

 

                                         L’art.
31 LCAMal definisce il reddito disponibile. Lo stesso è determinato dalla somma
di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un
quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione dalla quale,
contrariamente al diritto previgente, non viene più dedotta alcuna franchigia.
Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.

 

                                         Il
sistema da ultimo in vigore (che non coinvolge qui i ricorrenti che contestano
le RIPAM 2012 e 2013) prevede invece la determinazione di limiti di reddito al
di sotto dei quali è accordato l’importo (normativo) massimo della prestazione
sociale (art. 34 LCAMal), limiti che dipendono dall’UR ciò che “garantisce
l’equità di trattamento orizzontale, perché tiene conto della reale situazione
di reddito della famiglia, che dipende in primo luogo dal numero dei suoi
componenti” (Rapporto DSS pag. 31; su questi aspetti si veda: Ranzanici, op.cit., capitolo 15, p. 476
e ss.). Questo contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole
tipologie di differenziazione per l’importo massimo della prestazione.

 

                                         Secondo
le norme della LCAMal in vigore sino a fine 2014 la parte del reddito che supera
i limiti superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale
deve, per volontà esplicita del legislatore, essere messa a contribuzione del
pagamento dei premi (Ranzanici,
op. cit., capitolo 14.9.4. ,p. 442 e ss.),. In questa costellazione (superamento
del limite di reddito per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale)
l’importo della RIPAM diminuisce in maniera graduale e proporzionata a
dipendenza dell’incremento del reddito da computare. In altri termini la
riduzione del premio si contrae man mano che il surplus di reddito aumenta. Le
norme in vigore dal 2012 al 2014 compreso prevedevano percentuali di riduzione
che variavano a seconda della tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a
LCAMal fissava le seguenti percentuali: 8% (persone sole con figli), 13%
(persone coniugate con figli), 20% (persone sole senza figli) e 22% persone
coniugate con figli.

 

                                         Con
le modifiche a partire dalla RIPAM 2015 il legislatore ha introdotto il nuovo
concetto di reddito disponibile massimo (Ranzanici,
op. cit., capitolo 15.2. p. 474 e ss., in particolare 15.2.2. p. 476). Per tale
norma la riduzione dei premi è accordata sino al raggiungimento di un reddito
disponibile massimo che, per le UR senza figli, è definito con la formula di
calcolo (ermetica) seguente:

 

                                         RDM
= costante del 3,4 x 50% del limite di fabbisogno Laps senza computo della
pigione

 

                                         Se
dell'UR fanno parte dei figli la formula diviene ancor più complessa per cui:

 

                                         RDM = [costante del 3,9 + 1 – (n° dei figli) / 10] x
50 % del limite di fabbisogno Laps senza computo della pigione.

 

                                         Le
due formule adottate dal legislatore appaiono ermetiche. Esse fanno riferimento
ai valori ritenuti all’art. 10 Laps (considerato per il suo 50%), e ritengono
due valori costanti del 3.4 e del 3,9.

 

Nel corso dei lavori
preparatori (Messaggio 6982 del 10
settembre 2014 relativo alla modifica della Legge cantonale di applicazione
della LAMal del 26 giugno 1997), l’esecutivo cantonale ha voluto inserire nella
legge un “limite esplicito … (che) non dipende dai PMR … L’introduzione di
questo nuovo parametro consente … di non far aumentare o quantomeno contenere
l’aumento del numero dei beneficiari, nei redditi alti, a dipendenza
dell’aumento dei premi di cassa malati. Il RDM interessa ovviamente le fasce
alte di reddito, di modo che la sua introduzione equivale a prevedere dei
criteri di esclusione … per queste situazioni reddituali” (Messaggio
citato, p. 13).

 

Posto il principio di fissare
un reddito disponibile massimo il Messaggio ha indicato la volontà di sostenere
maggiormente le persone con figli a carico: “Dopo vari approfondimenti
d’impatto sulle differenti tipologie di UR, si ritiene di dover considerare
maggiormente le UR con figli a carico, perciò le famiglie monoparentali e
biparentali, piuttosto che le persone sole o le coppie senza figli” (Messaggio
citato, p. 13).

 

                                         Da
queste considerazioni è nata la scelta di proporre due formule di calcolo
diverse e due diversi parametri per determinare il RDM, a dipendenza della
presenza di figli. Sono quindi state proposte una costante del 3.4 per le
persone sole e le coppie senza figli computabili, e del 3.9 in caso di presenza
di figli. Sempre nel suo messaggio (p. 13) il Consiglio di Stato ha considerato
che la riduzione dei premi: “è una prestazione coordinata ai sensi della
Laps …, il RDM è calcolato come un multiplo del 50% del limite di RDLaps; per
le UR con figli il multiplo aumenta in funzione del numero di figli”.

 

                                         Per
la determinazione della costante l’esecutivo ha presentato nel Messaggio (p.14
e 15) specifiche tabelle di verifica dell’impatto del calcolo ed ha considerato
come il “valore delle costanti … influenza l’importo del RDM: tanto minore è
il valore della costante, (quanto) minore è … l’importo del RDM e, di
conseguenza, diminuisce  anche il numero dei beneficiari con redditi alti”.
La Tabella 2 (fonte IAS) illustra i limiti di reddito massimo disponibile per
tipologia di unità di riferimento secondo la modifica di legge proposta (e poi
accettata il 3 novembre 2014) e il sistema precedente, con una chiara
diminuzione dei redditi massimi, più elevata per le coppie e le famiglie
monoparentali.

 

                                         In
sostanza le costanti scelte dal Parlamento, e che il Consiglio di Stato è
abilitato a determinare per ogni anno di sussidio a norma dell’art. 40 lett. c
LCAMal, sono il frutto di una valutazione operata dal legislatore e che ha
considerato redditi e composizione dell’UR, per determinare importi massimi al
di sopra dei quali la riduzione del premio è esclusa, compatibili (anche se
inferiori) rispetto al passato e conformi al dettato dell’art. 65 LAMal che
vuole un aiuto sociale non solo a chi è nel bisogno ma anche alle fasce medie.

 

                               2.9.   Come
anticipato per determinare il parametro da porre alla base del calcolo della
RIPAM dell’UR si deve stabilire il RDS (Reddito disponibile fissato in maniera
semplificata partendo dai dati fiscali) che si determina partendo dal reddito
lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del
periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, aumentato della quota
parte della sostanza computabile, dedotti i valori che la legge ammette in
deduzione. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da
qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati
fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che
sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire altre informazioni
dall’assicurato medesimo o tramite terzi (v. Ranzanici,
op. cit., capitolo 14.8. p. 387 e ss.) 

 

                                         Il
RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in
ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili che per quel che
riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una
semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei
beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce
dunque un “reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale
capacità economica degli assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni
reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata
dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza
(1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).

 

                                         L’amministrazione
è tenuta a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente
accessoria, che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della
sostanza (mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,
dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di
tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la
Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle
indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI
rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i
versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte
considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del
reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,
redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:
assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni
complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande
invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta
infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente
prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla
riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che
non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione
della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico
sanitarie (Messaggio, op. cit.,
pag. 16 in initio).

 

                                         Dai
lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima
ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo
determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS
(si veda Ranzanici, op. cit., n.
826, p. 433, capitolo 14.8.6). Va sin d’ora osservato che, come rammentato
nelle STCA 36.2016.130-131 del 15 marzo 2017; 36.2015.78 del 2 febbraio 2015;
36.2011.31 del 9 settembre 2011, 36.2011.32 del 14 luglio 2011, 36.2011.19 del
16 giugno 2011, 36.2008.163 del 4 febbraio 2009; 36.2008.94 del 10 settembre
2008, fra le ultime in ordine di tempo e STCA 36.1999.28 del 2 giugno 1999 e
36.2003.91 del 29 marzo 2004 fra le prime come: "per costante
giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla
realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di
tassazione. E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato
solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. …
l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento
fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni
sociali". Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento
riservano (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel
previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove viene
eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione,
sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono
attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai
valori in questa contenuti.

 

                             2.10.   Dall’importo
del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese
specificatamente riconosciute dall’art. 31 LCAMal. La legge ha fissato in
maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo
abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della
Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che
riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Il criterio discriminante sembra
essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge
annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro
le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PMR qui di seguito,
in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia:
AVS, AI, IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese
professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le
spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un
importo massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi
(ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e
tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della
LAMal) o ancora per l’invalidità (per una critica si veda Ranzanici, op. cit., p. 423 nota 803 e
p. 437 e ss. note 833 e ss.), rispettivamente spese di gestione e manutenzione
immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per
doppia economia non possono essere considerate.

 

                                         Secondo
le nuove norme la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se
effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF
3'000.00. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per
l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti
ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire
una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di
penalizzare i proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria”
(pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da
ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli
inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai
sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18
ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre
– ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri
ipotecari (si veda anche: Ranzanici,
op. cit., n. 790 e 800 e 801, p. 388 e 421 e seguente, nota a piè pagina 1211).

 

                                         La
deduzione, così come espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai
debiti ipotecari. Per evitare ai funzionari che applicano la LCAMal difficoltà
amministrative per accertare la natura degli interessi passivi versati
(remunerazione di debiti ipotecari o di debiti privati rispettivamente
aziendali, od ancora di prestiti al consumo) il legislatore ammette in
deduzione, sino al limite citato, gli interessi passivi che sono riconosciuti a
livello fiscale. Una differenziazione non è infatti precisata e deducibile dai
dati cui la Cassa cantonale ha accesso all’interno dei dati fiscali (art. 25 a
LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto
di approfondimento da parte della Commissione della gestione e delle finanze
nel suo Rapporto con implicita condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di
rilievo per ammettere la deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il
riconoscimento degli interessi in deduzione a livello fiscale, su quest’aspetto
la volontà del legislatore appare chiara.

 

                             2.11.   Come
in parte già indicato nelle considerazioni del punto 2.9. (in medio), per le
norme vigenti dal 2012 al 2014, determinato il RDS riferito all’UR istante, e
quindi dopo avere dedotto dal reddito lordo le spese vincolate riconosciute,
l’importo va raffrontato ad un limite determinato dalla legge mediante richiamo
dei principi contenuti nella Laps, cifra variabile a dipendenza della
dimensione dell’UR. Se il RDS sarà inferiore al valore limite l’UR beneficerà
dell’importo massimo del sussidio. Se invece è superiore a questo limite (come
rammenta il Rapporto 6264 dell’8 giugno 2010 pag. 4) “una percentuale fissa
del reddito che eccede tale soglia dovrà essere destinata al finanziamento dei
premi, mentre il resto costituirà la prestazione del Cantone. Man mano che il
reddito aumenta la prestazione cantonale si riduce, fino ad arrivare a zero. Il
limite di reddito fino al quale è riconosciuto il diritto ad una prestazione
massima è stato definito nella legge alla metà del fabbisogno minimo in base
alla Laps, ciò senza il computo della pigione”.

 

                                         Il
valore limite per il riconoscimento della massima RIPAM era pari al fabbisogno
determinato secondo l’art. 10 Laps. Dal 2013 è invece unicamente del 50% di
detto valore. Per l’anno 2013 il Consiglio di Stato aveva introdotto la novità
a livello del regolamento (art. 48 RLCAMal) senza però averne le competenze in
assenza di una valida delega legislativa (art. 84 LCAMal, che l’art. 48 RLCAMal
cita espressamente, rispettivamente all’art. 40 LCAMal). Il valore è stato
finalmente modificato con un ritocco dell’art. 35 cpv. 2 LCAMal previgente (su
questi aspetti si veda la STCA 36.2013.28 in re M.V. del 5 dicembre 2013). Il
limite di reddito disponibile di riferimento, valido a partire dal 1 gennaio
2013, per la determinazione dell'importo normativo massimo di riduzione dei
premi LAMal si estende quindi fino al limite di fabbisogno, senza computo della
pigione. Nelle decisioni di questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni
riferite ai sussidi precedenti la RIPAM 2015 (STCA 36.2014.8 del 16 aprile
2014; 36.2012.71 del 21 gennaio 2013; 36.2012.20 del 13 agosto 2012 nonché
36.2012.14 del 3 settembre 2012. pubblicata in RtiD 2013 - I pag. 44 e segg.
No. 11) questa Corte ha evidenziato che l’art. 10 Laps fissa nel seguente modo
la soglia di intervento:

 

	
  a) per il titolare
  del diritto:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per la persona sola

  
	
   

  b)
  per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente alla metà del limite minimo previsto dalla legislazione sulle
  prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

  
	
  c)
  per la seconda e la terza persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il primo figlio

  
	
  d)
  per la quarta e quinta persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il terzo figlio

  
	
  e)
  per la sesta e ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di
  riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il quinto figlio.

  

 

2Per
limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari
all’AVS/AI si intende:

a)    fr. 16’540.-- con riferimento
all’art. 10 cpv. 1 lett. a);

b)    fr.   8’270.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);

c)    fr.   8’680.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);

d)    fr.   5’787.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);

e)    fr.   2’893.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

 

3I
limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati contemporaneamente ai limiti della
legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura
dell’incremento deciso dall’autorità federale per le prestazioni complementari
all’AVS/AI.

 

                                         Il
legislatore ha – tramite la Laps – accostato i valori di calcolo della LCAMal a
quelli della legislazione in materia di prestazioni complementari, non senza
dimenticare infatti che una fetta importante dei beneficiari della riduzione
del premio dell’assicurazione obbligatoria delle cure è parallelamente
beneficiario di PC (e gode di trattamento di favore per le modalità di
ottenimento della riduzione). Su questi aspetti si faccia riferimento a Ranzanici, op. cit. n. 847 e 848, p. 442
e 443.

 

                                         Dall’anno
2012 il superamento del valore pieno del fabbisogno costituiva il limite oltre
il quale il reddito doveva iniziare ad essere messo a contribuzione per il
pagamento del premio, per gli anni 2013 e 2014 vi sono state le modifiche
citate per cui un RDS inferiore o uguale al 50% della somma desunta dall’art.
10 Laps comporta il versamento della riduzione massima possibile. In altri
termini il limite di reddito oltre il quale l’assicurato o la UR debbono
iniziare a contribuire per il pagamento del premio è stato diminuito. Come
vedremo in corso di motivazione questo aspetto non ha incidenza comunque sui
calcoli relativi al diritto dei ricorrenti per gli anni in causa, per il
manifesto superamento dei limiti di reddito disponibile che consentono il
versamento di un sussidio.

 

                                         Con
le modifiche della legge apportate il 3 novembre 2014 dal Parlamento ed entrate
in vigore il 1° gennaio 2015 il calcolo dell'importo normativo della RIPAM 2015
(oggetto delle contestazioni formanti l'inc. 36.2015.31) è determinato mediante
una nuova formula che considera il reddito disponibile massimo dell’art. 32a
LCAMal (si veda quanto esposto nelle considerazioni sub. 2.9. in fine).

 

                             2.12.   Per completezza va
rammentato ancora che, per fissare l’importo della riduzione del premio da
riconoscere agli assicurati “di condizione economica modesta” (art. 65
cpv. 1 LAMal), l’importo normativo della RIPAM va ulteriormente moltiplicato
per il coefficiente cantonale di finanziamento (Ranzanici,
op. cit., capitolo 14.10. p. 448 e ss.). L’art. 37 LCAMal prevede che il
coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve
finanziare dell’importo normativo del premio, determina di converso la quota,
basata sul premio medio di riferimento, che rimane a carico dell’assicurato o
dell’UR interessata.

 

                                         Il
coefficiente unico per il 2012 del 73,5% è stato cambiato con effetto al 1
gennaio 2013. Con la modifica il coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile
per “le unità di riferimento con un reddito disponibile
inferiore o uguale alla metà del limite di fabbisogno, senza computo della
pigione, ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali (Laps) del 5 giugno 2000” mentre
un coefficiente del 70% è stato previsto negli altri casi.

 

                                         A contare dal 2015 il legislatore,
in uno con le modifiche cui si è accennato, ha voluto portare un'ulteriore
modifica all’art. 37 LCAMal fissando il coefficiente cantonale di finanziamento
definitivamente al 73,5% dell'importo normativo della RIPAM.

 

                                         La
somma che risulta quindi dall’applicazione di questa percentuale di
partecipazione finanziaria del cantone al premio normativo calcolato alla luce
della situazione dell’assicurato o meglio dell’UR interessata, costituisce
l’importo della RIPAM che viene comunicata dall’amministrazione direttamente
agli istanti, contrariamente a quanto avveniva in precedenza dove l’importo del
sussidio veniva comunicato all’assicuratore malattia e da questi, mediante la
nuova polizza, alla parte richiedente l’aiuto sociale.

 

                             2.13.   Vanno
ora indicati i parametri applicabili alla determinazione della riduzione dei
premi negli anni qui in esame.

 

                          2.13.1.   Con
il Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle
riduzioni di premio LAMal per l’anno 2012 (del 15 novembre 2011),
le stesse sono state definite come segue: 

 

"
a) periodo fiscale per
l’accertamento del reddito disponibile di 

    riferimento: classificazioni dell’imposta
cantonale per l’anno 2009.

b) premio medio di riferimento:

    - adulti: CHF     
4850.--

    - giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF     
4421.--

    - minorenni: CHF     
1146.--

c) percentuali relative alla parte di
reddito supplementare da destinare al finanziamento dei premi: come da art. 36
LCAMal nella versione di cui alla modifica del 24 giugno 2010 (BU 45/2010 del
20.08.2010), valido per le riduzioni di premio LAMal per l’anno 2012."

 

                          2.13.2.   Per
l’anno 2013, le stesse sono state fissate come segue:

 

"
a) periodo fiscale per
l’accertamento del reddito disponibile di            riferimento:
classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2010. 

b) premio medio di riferimento: 

    - adulti: CHF 4’908.--

    - giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF
4’526.--

    - minorenni: CHF 1’141.--

c) percentuali relative alla parte di
reddito supplementare da destinare al finanziamento dei premi: come da art. 36
LCAMal."

 

                          2.13.3.   Con
Decreto esecutivo 21 maggio 2014 (entrato in vigore retroattivamente)
concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio
LAMal per l’anno 2014 il Consiglio di Stato ha fissato i seguenti
parametri:

 

"
a) periodo fiscale per
l’accertamento del reddito disponibile di     riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale
per l’anno 2011. 

 

b)   premio medio di riferimento: 

      -    adulti: CHF 4’965.00 

      -    giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF
4’594.00 

      -    minorenni: CHF 1’156.00 

c)   percentuali relative alla parte
di reddito supplementare da destinare al finanziamento dei premi: come da art.
36 LCAMal.”

 

                          2.13.4.   Per
l'anno 2015 l'esecutivo cantonale ha fissato i parametri della RIPAM
mediante DE dell'11 febbraio 2015, nel seguente modo:

 

"
a)   periodo fiscale per
l’accertamento del reddito disponibile di 

      riferimento: classificazioni dell’imposta
cantonale per l’anno 2012. 

b)   premio medio di riferimento: 

      - adulti: CHF 4’875.-- 

      - giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF
4’504.-- 

      - minorenni: CHF 1’066.-- 

c)   costante per il calcolo del reddito disponibile
massimo: 

      - unità di riferimento senza figli: 3.4 

      - unità di riferimento con figli: 3.9”

 

                         2.13.5.    Con
il Decreto esecutivo concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle
riduzioni di premio LAMal per l’anno 2016, del 18 novembre 2015, il
Consiglio di Stato ha ritenuto le seguenti basi di calcolo: il periodo fiscale
per l’accertamento del reddito disponibile di riferimento è dato dalle
classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2013, il premio medio di
riferimento assomma a CHF 4’981.00 per gli adulti e la costante per il calcolo
del reddito disponibile massimo per l’unità di riferimento senza figli: 3.4.,
mentre per le UR con figli è di 3.9.

 

                             2.14.   Prima
di controllare i calcoli eseguiti dall’amministrazione, al fine di accertarne o
smentirne l’esattezza, è rilevante verificare la correttezza del presupposto
dal quale la Cassa è partita, comunque non contestato dai ricorrenti, secondo
cui i loro redditi vanno accumulati (in merito si veda: Ranzanici, op. cit., n. 719 e ss., p. 379 e ss.).

 

                             2.15.   Come
ricordato dalla prassi di questa Corte (si vedano le STCA 36.2014.78 del 2
febbraio 2015, e 36.2015.29 del 13 agosto 2015 tra le prime e da ultimo le STCA
36.2016.102-105 del 14 novembre 2016 e STCA 36.2016. 130 – 131 del 15 marzo
2017, ed ancora come rileva la dottrina: Ranzanici,
op. cit., capitolo 14.6.2.4., p. 378 e ss.), l’art. 26 cpv. 4 LCAMal prevede
che i partner conviventi, in caso di convivenza stabile, compongano un’UR. La
ricorrente non contesta la possibilità stessa, conferita al legislatore. Su
quest’aspetto con la STCA 36.2015.29 del 13 agosto 2015 questo Tribunale
cantonale delle assicurazioni ha ritenuto che l’equiparazione dei conviventi
alla situazione dei coniugi non è contraria al principio di uguaglianza
giuridica dell’art. 8 cpv. 2 Cost. fed. Regolamentare il tema della convivenza
in maniera diversa negli ambiti del diritto fiscale ed in quello della RIPAM
appare lecito ed ammissibile e non viola, come detto, l’art. 8 Cost. fed.

 

                                         Da
notare che, prima ancora della vigenza della nuova legge ticinese sulla RIPAM e
della norma del suo regolamento per cui in caso di convivenza stabile i redditi
dei conviventi sono cumulati siccome i conviventi compongono un’UR (art. 26
cpv. 4 LCAMal e 10a RLCAMal), la giurisprudenza federale si era già occupata,
in una fattispecie relativa alla riduzione dei premi nel Canton Vaud, di un
caso di convivenza tra due persone in cui un giovane, stagista avvocato, aveva
chiesto la riduzione dei premi dell’assicurazione malattie obbligatorie
invocando gli scarsi redditi conseguiti. Il TF ha indicato, nel suo giudizio
pubblicato nelle DTF 134