# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df6e2d24-94b0-532b-8cc3-3711943dda67
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.07.2008 D-8780/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8780-2007_2008-07-23.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8780/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  l u g l i o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Emilia Antonioni, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______, cittadino libico, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 27 dicembre 2007 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8780/2007

Fatti:

A.
Il 29 ottobre 2007, l'interessato ha presentato una domanda d’asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbale  d'audizione  del  15  novembre  2007),  d'essere  nato  in  Libia, 
d'avere soggiornato per [...] anni in Gambia, dove avrebbe frequentato 
la scuola, e d'avere vissuto in Libia, nella città di B._______, dall'età di 
[...] anni fino al mese di  [...] del 2007, allorquando avrebbe deciso di 
lasciare il suo Paese, per il timore d'essere ucciso, come il padre, da 
sconosciuti  sudanesi. Quest'ultimi l'avrebbero cercato per “portarlo in 
Sudan  e  farlo  entrare  nelle  forze  dei  ribelli”.  Un  amico  del  padre 
l'avrebbe  dapprima  nascosto  in  una  località  imprecisata  in  Ciad 
durante tre mesi. Avrebbe quindi deciso d'espatriare.

B.
Il  20  novembre  2007,  è  stata  effettuata  un'analisi  Lingua.  I  due 
esaminatori  (cogniti,  in  particolare,  della  lingua  inglese  parlata 
nell'Africa occidentale rispettivamente della lingua araba e dei dialetti 
arabi), nei rispettivi rapporti  del 25 novembre 2007 e del 6 dicembre 
2007,  hanno  indicato  che  dall'analisi  emerge  che  l'interessato 
possiede soltanto qualche nozione di arabo e non in modo sufficiente 
per potere affermare di avere vissuto 20 anni in Libia. Inoltre, conosce 
molto poco la Libia in generale e la città di B._______ in particolare. In 
più,  nonostante  abbiano  riscontrato  che  verosimilmente  quest'ultimo 
ha soggiornato per qualche tempo in Libia, hanno escluso che il luogo 
di socializzazione primaria dell'interessato sia la Libia rispettivamente 
che l'arabo sia la sua lingua materna. Infine, per quanto concerne le 
sue  conoscenze  di  inglese,  gli  esaminatori  ritengono  che  la  sua 
parlata  è  assimilabile  alla  variante  inglese  dell'Africa  occidentale,  in 
uso in Nigeria.

C.
Il 14 dicembre 2007, l'UFM ha conferito al ricorrente il diritto di essere 
sentito  sulle risultanze dei  citati  rapporti,  più  precisamente in merito 
all'inganno sulla sua identità.

D.
Il  27  dicembre  2007,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. b della legge sull'asilo del 26 
giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). L'autorità inferiore ha pure pronunciato 

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l’allontanamento  dell’interessato  dalla  Svizzera  e  l’esecuzione 
dell’allontanamento verso il  suo vero Paese d'origine siccome lecita, 
esigibile e possibile.

E.
Il  28  dicembre  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto  l’annullamento  della  decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo. Ha altresì 
presentato  un'istanza  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a 
copertura delle presumibili spese processuali.

Diritto:

1.
Il  TAF  si  pronuncia  definitivamente  sui  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul 
Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS 
173.32], art. 105 LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale 
del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato  che,  in  virtù  delle 
risultanze dei rapporti sull'esame Lingua, il ricorrente ha ingannato le 

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autorità  svizzere  in  materia  d'asilo  sulla  propria  identità  ai  sensi 
dell'art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi.  Dai  rapporti  sull'esame  Lingua 
emergerebbe con certezza, da un lato, che il luogo di socializzazione 
primario dell'interessato sarebbe l'Africa occidentale, più precisamente 
la  Nigeria,  e  dall'altro  lato,  che  il  luogo  di  socializzazione  primario 
dell'interessato non sarebbe la Libia. In effetti, nonostante quest'ultimo 
abbia  sostenuto  d'avere  sempre  vissuto  a  B._______  (Libia),  non 
sarebbe stato in  grado di  situare la  località  all'interno del  Paese,  di 
descrivere il centro della città e di menzionare le principali moschee e 
le località vicine. Non conoscerebbe in modo completo e dettagliato i 
tagli  delle  banconote  e  non  avrebbe  saputo  menzionare  in  modo 
corretto dei piatti tipici della Libia. Non sarebbe stato neppure in grado 
di esprimersi in lingua araba, di cui conoscerebbe unicamente poche 
parole  e  la  cui  pronuncia  non  sarebbe  corretta.  Inoltre,  l'insorgente 
parlerebbe un inglese tipico della Nigeria. L'autorità inferiore ha altresì 
rilevato che nell'ambito dell'audizione concernente il  diritto di  essere 
sentito  sulle  risultanze  dei  citati  rapporti,  l'interessato  si  sarebbe 
limitato a ribadire la sua provenienza libica, senza dimostrarla. Infine, 
l'UFM  ha  considerato  lecita,  esigibile  e  possibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento dell'interessato verso il vero Paese d'origine.

5.
Nel  gravame,  il  ricorrente  sostiene  d'essere  originario  del  Sudan, 
come il padre, e d'essere nato e d'avere vissuto in Libia. Nel verbale 
d'audizione  del  15  novembre  2007  sarebbe  stata  indicata  una 
cittadinanza errata e sarebbe stato considerato a torto cittadino libico. 
Fa  valere  che  la  prima  audizione  si  sarebbe  svolta  inizialmente  in 
lingua araba ed in seguito, su richiesta della collaboratrice dell'autorità 
inferiore,  sarebbe stata  condotta  in  lingua inglese. Peraltro,  avrebbe 
risposto  in  arabo  e  sarebbe  in  grado  di  sostenere  un'audizione  in 
lingua araba. Nel verbale d'audizione non sarebbe stato menzionato il 
cambiamento  della  lingua  d'audizione.  Egli  relativizza  l'idoneità  dei 
criteri  su  cui  si  sarebbe  basato  l'UFM,  quali  la  conoscenza  delle 
principali  moschee,  dei  piatti  tipici,  dei  tagli  delle  banconote  e  la 
descrizione del centro della località di  B._______. Inoltre, entrambi  i 
suoi genitori non sarebbero originari della Libia e lui stesso, durante 
l'infanzia,  avrebbe  soggiornato  durante  [...] anni  in  Gambia  con  la 
madre. Peraltro, la somiglianza fra la  sua parlata in lingua inglese e 
l'inglese in uso nell'Africa occidentale sarebbe dovuta ai suoi soggiorni 
in  Gambia  ed  in  Libia.  Infine,  non  avrebbe  ingannato  le  autorità 
svizzere in materia d'asilo sulla propria identità e non avrebbe neppure 

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violato  il  proprio  obbligo  di  collaborare.  Peraltro,  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso la Nigeria sarebbe inesigibile ritenuto come 
non sarebbe originario di tale Paese, in cui non avrebbe mai vissuto.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  inganna  le  autorità  sulla  propria 
identità e tale fatto è stabilito dai risultati  dell'esame dattiloscopico o 
da altri mezzi di prova.

6.1 Questo  Tribunale  osserva  che  l’esame  Lingua  va  sussunto  al 
mezzo  di  prova  dell’informazione  giusta  l’art.  12  lett.  c  PA  (v. 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso 
in  materia  d'asilo  [GICRA]  2003  n.  14,  tuttora  applicabile).  Esso 
soggiace al libero apprezzamento delle prove e costituisce peraltro un 
mezzo idoneo a dimostrare l’inganno sull’identità ai sensi dell’art. 32 
cpv. 2 lett. b LAsi (GICRA 1999 n. 19 e n. 20 e GICRA 1998 n. 34) e, 
dunque, a giustificare la pronuncia di una decisione di non entrata nel 
merito  di  una  domanda d’asilo.  E’  tuttavia  consentito  ammettere  un 
inganno  sull’identità  solo  allorquando  l’esame  Lingua  consenta 
d’escludere inequivocabilmente che il richiedente l’asilo provenga dal 
Paese di cui sostiene di possedere la cittadinanza (GICRA 2004 n. 4).

6.2 ll  TAF osserva,  inoltre,  che il  ricorrente  non ha sollevato alcuna 
censura in merito  allo svolgimento dell’esame Lingua, segnatamente 
alla prospettazione del contenuto essenziale dell’esame ed alla facoltà 
d’esprimersi  al  riguardo,  senza  che  vi  sia  motivo  di  un  intervento 
d'ufficio da parte del TAF medesimo a causa dell'esistenza di un vizio 
grave  non  suscettibile  di  sanatoria  in  sede  di  ricorso.  Peraltro,  non 
soccorre  l'insorgente  la  censura  secondo  cui  l'analisi  Lingua  qui  in 
esame si fonderebbe su criteri quali la conoscenza delle moschee, dei 
tagli  delle  banconote  nonché  delle  specialità  culinarie,  ritenuto  che 
quest'ultimi rappresentano elementi senz'altro idonei, insieme ad altri, 
ad accertare le conoscenze dell'esaminando con riferimento al Paese 
da  cui  pretende  di  provenire.  Giova  altresì  rilevare  che  i  due 
esaminatori  Lingua  hanno  fondato  la  loro  valutazione  complessiva 
anche  su  altri  elementi,  fra  cui  le  poche  conoscenze  della  Libia  in 
generale, della località di B._______ e dei suoi dintorni in particolare e 
la pronuncia in lingua araba, tipica di una persona la cui lingua madre 
non  sia  l'arabo.  Inoltre,  secondo  l'esaminatore,  la  parlata  in  lingua 
inglese dell'interessato presenta le caratteristiche dell'inglese parlato 

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in Africa occidentale e, segnatamente, in Nigeria. In tale ambito, non 
soccorre  l'insorgente  la  generica  argomentazione  secondo  la  quale 
avrebbe imparato la lingua inglese dalle persone frequentate durante i 
suoi  soggiorni  in  Libia  ed  in  Gambia.  Peraltro,  né  in  occasione  del 
diritto d'essere sentito né nel gravame il  ricorrente ha fornito alcuna 
spiegazione verosimile in relazione alle sue scarse conoscenze della 
Libia, in particolare della città di B._______, e della lingua araba, così 
come  evidenziate  nella  decisione  impugnata.  Infine,  dai  rapporti 
sull'analisi  Lingua  emerge  con  certezza  che,  malgrado  l'insorgente 
abbia  verosimilmente  soggiornato  per  qualche  tempo  in  Libia,  dove 
avrebbe acquisito delle conoscenze della lingua araba, il suo luogo di 
socializzazione  primaria  è  l'Africa  occidentale,  più  precisamente  la 
Nigeria.

6.3 Per sovrabbondanza,  le  allegazioni  in  materia  d'asilo  presentate 
dal  ricorrente  sono  totalmente  inconsistenti,  poiché  s'esauriscono  in 
mere e generiche affermazioni di parte. Peraltro, il  ricorrente non ha 
neppure  indicato  nel  gravame le  persecuzioni  personali  da  parte  di 
terzi. Inoltre, in merito ad un eventuale rinvio nel suo Paese d'origine, il 
ricorrente ha unicamente sostenuto di non potere andare in un Paese 
che non è la sua patria (cfr. verbale d'audizione del 14 dicembre 2007 
pag.  2).  Quest'ultima  affermazione  permette  di  rilevare  l'inesistenza 
per l'insorgente di pericoli seri d'esposizione a seri pregiudizi in patria. 
Inoltre,  non  v'è  alcun  motivo  di  ritenere  che  le  autorità  statali,  se 
opportunamente  sollecitate,  non  accorderebbero  all'insorgente 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi nei suoi confronti. 

6.4 Da quanto esposto, discende che a giusta ragione, in virtù delle 
emergenze  processuali,  l’UFM  ha  considerato  siccome  adempiti  i 
presupposti per la pronuncia di una decisione di non entrata nel merito 
ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi per inganno sull'identità.

7.
Non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui 
desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso il 
suo  effettivo  Paese  d'origine  possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile 
1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei 
rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di 

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respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge  federale  del  16 
dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20).

7.1 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr  non si  esaurisce, altresì,  nella 
massima del  “divieto di  respingimento”. Anche altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
dell'allontanamento,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 
novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro 
la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 
10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105).  L'applicazione  di  tali 
disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e  concrete 
ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese 
verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; 
spetta  al  richiedente  di  dimostrare,  nel  senso  della  probabilità 
preponderante, l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni. Nel caso 
concreto, alcun elemento di cui agli atti di causa consente di ritenere 
che il ricorrente sarebbe esposto, in caso di rimpatrio, al rischio reale 
ed immediato  di  un  trattamento  contrario  all'art. 3  CEDU o all'art. 3 
Conv. tortura. 

7.2 Pertanto,  e  come rettamente  rilevato  nella  decisione impugnata, 
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è ammissibile.

8.
Occorre quindi esaminare se per l'insorgente vi siano pericoli concreti 
in  caso  di  rimpatrio,  tali  da  rendere  inesigibile  l'esecuzione  del  suo 
allontanamento (art. 83 cpv. 4 LStr).

8.1 ll  TAF  osserva  che  v'è  ragione  di  presumere,  in  assenza  di 
puntuale e motivata censura ricorsuale, che in Nigeria, Paese ritenuto 
dagli esaminatori Lingua come quello d'origine del ricorrente, non vige 
attualmente  una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale. 

8.2 Quanto alla situazione personale del ricorrente, questo Tribunale 
constata che lo stesso è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di  gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione svizzera  di  ricorso in  materia  d'asilo  [GICRA]  2003 n. 

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24),  senza che ad  un esame d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la 
necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi 
medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per il ricorrente di un adeguato 
reinserimento sociale in patria.

8.3 Ritenuto  che  neppure  ad  un  esame  d'ufficio  delle  carte 
processuali  emergono circostanze, sussumibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, 
che  ostano  alla  pronuncia  dell'esecuzione  dell'allontanamento  del 
ricorrente,  il  ricorso  non  merita  tutela  nemmeno  su  tale  punto  di 
questione.

9.
Infine, non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). L'insorgente, 
usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento 
indispensabile al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque 
pure possibile.

10.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

11.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

12.
In  considerazione  di  quanto  indicato  ai  considerandi  7,  8  e  9, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile. 
Per conseguenza, anche in materia di allontanamento ed esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

13.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 

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semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

14.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- autorità inferiore (in copia; n. di rif. N )
- C._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Marcella Lurà

Data di spedizione:

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