# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ea2db0e2-3eaf-55d6-b2c2-6a80662b8bd8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 27.06.2006 30.2004.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_30-2004-59_2006-06-27.html

## Full Text

Incarto n.

  30.2004.59

  LCM 30/02

   

  	
  Lugano

  27 giugno 2006

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  
	
  e
  dai membri

  	
  arch.
  Claudio Morandi

  ing. Eraldo Pianetti

  
	
  segretario
  giudiziario

  	
  Enzo
  Barenco

  

 

 

statuendo
sul ricorso presentato in data 8 aprile 2002 da

 

	
   

  	
  RI
  1 

  rappr.
  dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  
	
   

  	
  la
  decisione su reclamo emessa il 21 febbraio 2002 dal Municipio di __________,
  ora L__________, nell'ambito della procedura di imposizione di contributi di
  miglioria per la realizzazione di un posteggio comunale al mapp. no. 262 in
  via a__________,

  

  relativamente al mapp. no. 261 RFD di L__________

   

  

 

letti
ed esaminati gli atti, sentite le parti ed assunte le necessarie prove,

 

considerato                     in
fatto e in diritto

 

1.          
1.1. Il Comune di __________ –
ora, per aggregazione, Comune di L__________ – ha eseguito un intervento di
sistemazione stradale in Via a__________ realizzando inoltre un posteggio
pubblico al mapp. no. 262 confinante con la strada stessa.

Il Consiglio Comunale, ha stanziato il credito ed ha ratificato il prelievo di
contributi di miglioria nell’ordine del 50% della spesa per le opere stradali e
del 30% per il posteggio con risoluzione del 5.10.1998 (MM 1296 del 25.8.1998).

Le relative procedure di approvazione dei progetti definitivi e di espropriazione
avviate dal Comune di __________ sono state risolte nel corso degli anni
1999/2000 (TE inc. no. 49/98 173-179).

1.2. Per le suddette opere il Municipio di __________ ha quindi impostato due
distinte procedure di prelievo di contributi di miglioria entrambe impugnate da
RI 1.

Il ricorso contro il prospetto inerente il contributo per le opere stradali è
stato ritirato e la pratica stralciata con decreto del 23.5.2006 (TE inc. no.
30.2004.106).

In questa sede restano dunque oggetto d’esame solo i contributi per la
formazione del posteggio pubblico al mapp. no. 262 il cui prospetto è stato
pubblicato dal 4.9 al 3.10.2001 (FU 69/2001 del 28.8.2001) previo invio di un avviso
personale ai soggetti imposti.

La ricorrente quale proprietaria del mapp. no. 261, è stata assoggettata al
pagamento di un contributo di miglioria di fr. 4'085.85.

Il reclamo tempestivamente interposto contro il prospetto è stato respinto
dall’esecutivo comunale con risoluzione del 21.2.2002.

Da ciò il ricorso in esame nel quale sono enunciati vari motivi che
giustificherebbero l’annullamento o tutt’al più la riduzione del contributo e che
saranno ripresi, per quanto necessario, nei prossimi considerandi.

Il Comune, con risposta 23.5.2002, postula la reiezione del gravame.

Le parti sono comparse all’udienza di conciliazione del 9.3.2006 ed al
sopralluogo esperito il 5.4.2006. Con ulteriore scritto del 22.5.2006 la
ricorrente ha confermato il gravame.

2.          
2.1. La ricorrente rileva che il
Comune ha acquistato il mapp. no. 262 nel 1995 per realizzare un parcheggio e
che il sedime era di fatto già utilizzato come tale prima della sua
sistemazione. Perciò al momento dell’inoltro del Messaggio Municipale il termine
di perenzione era ampiamente scaduto.

2.2. A norma dell’art. 16 LCM entrato in vigore il 1°.6.1998, il diritto
d’imposizione è perento se il prospetto dei contributi non è pubblicato entro 2
anni dalla messa in esercizio dell’opera.

Il concetto di messa in esercizio non è di immediata comprensione ed ha
sollevato non pochi interrogativi nella sua applicazione pratica tanto da formare
oggetto nella giurisprudenza di studi esegetici e pragmatici. Attenendosi al
principio della sicurezza del diritto e con il proposito di cogliere un punto
di riferimento che possa assurgere a base oggettivamente precisa e paritaria
per la decorrenza del termine di perenzione, la prassi ha infine stabilito che
un’opera stradale è da ritenersi messa in esercizio ai sensi dell’art. 16 LCM
quando è agibile e liberamente aperta al pubblico.

Seguendo questo ragionamento la messa in esercizio non può quindi che
identificarsi con il compimento dei lavori principali ossia, normalmente, con
la posa del primo manto d’asfalto o pavimentazione portante poiché quest’ultima
determina di fatto l’agibilità dell’opera viaria rendendola effettivamente
percorribile. Di contro non sono decisive né la data del collaudo né quella di
esecuzione di eventuali interventi accessori o di finitura – ad esempio la posa
dello strato d’usura e dell’illuminazione o eventuali opere di giardinaggio –
poiché questi non influiscono, dal profilo tecnico/costruttivo, sull’uso
dell’opera che già possiede, al termine dei lavori principali, i requisiti per
essere transitabile a tutti gli effetti (RDAT II-1996 no. 52 c. 5e; TF
16.2.1999 2P.381/1998, 17.6.1999 2P.80/1999; Bernasconi, il Termine di
perenzione nel diritto di prelevare contributi di miglioria secondo la nuova
LCM, CFPG 1997, p. 73 ss).

Considerazioni analoghe possono valere per la realizzazione di un posteggio pubblico
ritenuto che nell’ottica dell’agibilità è assimilabile ad un’opera stradale in
senso lato. Normalmente, infatti, un posteggio viene aperto al pubblico dopo la
posa della pavimentazione o, al più tardi, dopo la posa della segnaletica
orizzontale che serve a delimitare i singoli stalli (cfr. TE sott.
13.2.1998 in re S./Comune di C.).

2.3. Stando alla normativa ed ai principi giurisprudenziali applicabili, le
circostanze evocate nel ricorso in appoggio all’eccezione non sono pertinenti.
Non lo è, in particolare, la data di inoltro del Messaggio Municipale poiché la
perenzione dev’essere verificata alla luce delle date di messa in esercizio
dell’opera e di pubblicazione del prospetto: così si esprime testualmente
l’art. 16 LCM. Non lo è nemmeno la possibilità di utilizzo antecedente l’opera poiché,
se si ammettesse il contrario, la sistemazione di un impianto esistente, ad
esempio di una strada già aperta al pubblico, rischierebbe di sfuggire all’imposizione
in manifesta violazione del principio secondo cui non solo un’opera nuova ma
anche il miglioramento e l’ampliamento di un’opera esistente sono imponibili (art.
3 cpv. 4 LCM).

Ma non solo.

Nello scritto del 22.5.2006 (pto. 13) la ricorrente sostiene che:

omissis

“Ai fini del decorso dei termini si osserva che “non è concludente la data di
esecuzione dell’ultima finitura” ma “la decorrenza del termine di perenzione
coincide con la data di ultimazione dell’intervento principale” (decisione 8
marzo 2001 inc. N. LCM 214/1999); e quindi dal concreto utilizzo del posteggio
indipendentemente dalle successive opere di sistemazione”

omissis

Ora, la deduzione finale è paradossale se
soltanto si considera che il contributo
di miglioria, obbligatoriamente prelevato dall’ente pubblico, è determinato dall’esecuzione
di un’opera (art. 1 cpv. 1, 3 LCM) e che quindi la decorrenza del termine di
perenzione di certo non può prescindere (essere indipendente) dall’opera stessa
ma deve esserne il corollario giuridicamente razionale. Tanto è vero che la
correlazione tra l’opera ed il termine di perenzione – e non l’indipendenza
dell’una rispetto all’altra – è esplicitamente sancita dalla legge là dove pone
la messa in esercizio quale base per la decorrenza del termine (art. 16 LCM).

Detto questo occorre accertare la data in cui è stato eseguito l’intervento di
sistemazione che ha convertito il terreno da semplice superficie prativa
incolta in un vero e proprio posteggio.

Come da progetto il posteggio è stato asfaltato solo lungo la fascia centrale di
accesso mentre per il resto è stato pavimentato con lastre grigliate erbose ed
i singoli stalli delimitati mediante mattoncini rossi. I bollettini di cantiere
richiamati ed assunti agli atti attestano che i lavori sono stati eseguiti a
fine gennaio/inizio febbraio del 2000 (cfr. rapporti giornalieri 31.1/4.2.2000
e verbale riunione di cantiere del 3.2.2000). Anche volendo essere generosi, la
messa in esercizio risale quindi al più tardi a fine febbraio 2000.

Perciò, vista la data di pubblicazione del prospetto (settembre 2001), il
diritto di imporre contributi manifestamente non è perento.

3.          
3.1. Affinché sia imponibile
l’opera deve procurare al singolo un vantaggio particolare (art. 1 cpv. 1 ed
art. 5 cpv. 1 LCM) inteso quale reale ed oggettivo beneficio a carattere
economico che, nel rapporto causa-effetto si ripercuota sul valore del fondo
traducendosi in una plusvalenza realizzabile (Messaggio concernente la
nuova LCM del 13.6.1984, p. 21; Brenni/Sciarini, Contributi di miglioria
applicazione secondo la nuova legge del 24.4.1990 in RDAT II-1993 p. 319; Crespi,
Il contributo di miglioria e la sua imposizione nel comune ticinese, 1963, p.
66; Marantelli-Sonanini, Erschliessung von Bauland, Diss. 1997, p. 98; Ruch,
Die Bedeutung des Sondervorteils im Recht der Erschliessungsbeiträge in Zbl
1996 p. 529 ss; Zaugg, Steuer, Gebühr, Vorzugslast in Zbl 1973 p. 217,
221; Otzenberger, Die Grundeigentümerbeiträge im Kanton Luzern, Diss.
1976, p. 3-5; Rhinow/Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Ergänzungsband, 1990, Nr. 111 B Ib; Reitter, Les contributions
d’équipement plus particulièrement en droit neuchâtelois, th. 1986, p. 58; DTF
99 Ia 594 c. 3a, 122 I 305 c. 4b; RDAT I-1991 no. 64, II-1998 no. 29).

Il vantaggio particolare è presunto quando l’opera è finalizzata ad urbanizzare
i fondi o a migliorarne l’urbanizzazione secondo uno standard minimo, oppure
quando migliora in modo evidente la redditività, la sicurezza, l’accessibilità,
la salubrità e la tranquillità dei fondi tenuto conto della loro destinazione,
oppure ancora quando elimina o riduce inconvenienti ed oneri (art. 4 LCM; Messaggio
cit., p. 16-17).

In quest’ottica gli autori e la giurisprudenza reputano che la costruzione e la
sistemazione di strade, marciapiedi e posteggi siano opere che creano indubbi
vantaggi particolari per le proprietà immobiliari servite giustificando quindi
il prelievo di contributi di miglioria (Reitter, op. cit., p. 64 ss; Blumer,
Abgaben für Erschliessungsanlagen nach dem Thurgauer Baugestez, Diss. 1989, p.
38 ss; Marantelli-Sonanini, op. cit., p. 93; Crespi, op. cit., p.
66 e 70; Scolari, Diritto amministrativo, parte speciale, 1993, no. 467
e 487; RDAT II-1998 no. 29 c. 6b9.

3.2. Scopo dichiarato dell’opera era quello di ovviare alla carenza di posteggi
nel quartiere ed alla conseguente situazione di disagio e pericolo provocata
dallo stazionamento disordinato delle vetture lungo i bordi di Via a__________.

Offrendo un’infrastruttura pubblica con una capienza di una ventina di posti
auto lo scopo è senz’altro stato raggiunto e si rivela pagante per i fondi
serviti che possono usufruire di nuovi spazi di sosta tecnicamente ed
esteticamente consoni oltre che adeguati alla destinazione ed alle necessità di
un quartiere densamente edificato ed abitato.

Il beneficio si riflette anche sulla part. 261 poiché questa si trova posta a
diretto confine con il posteggio e vi ha un accesso veicolare già dato da un
diritto di passo sulla confinante part. no. 250 ed oggi dalla strada comunale
al mapp. no. 1730 entrambi con sbocco su Via a__________ (cfr. verbale di
sopralluogo 5.4.2006; estratto RF; piano di mutazione no. 5600 del 30.11.2000).

La ricorrente nega il vantaggio particolare rilevando che, secondo la relazione
tecnica annessa al prospetto, il Comune intenderebbe sopprimere l’attuale posteggio
al mapp. no. 288 in Via C__________ per il quale sono stati già percepiti contributi
di miglioria. Di conseguenza, benché successivamente il Comune abbia smentito
tale proposito, di fatto la formazione del posteggio al mapp. no. 262 si
tradurrebbe semplicemente nella sostituzione di quello preesistente.

In realtà, però, la questione se il posteggio al mapp. no. 288 sarà o meno eliminato
è di secondaria importanza poiché non influisce sul giudizio riguardante il vantaggio
particolare. Infatti la prima ipotesi, ossia quella della soppressione, a
maggior ragione giustifica il vantaggio particolare derivante dalla nuova
opera. La seconda ipotesi, ossia quella del mantenimento, di per sé stessa non
vanifica né sminuisce il beneficio concreto derivante dalla formazione del
nuovo posteggio poiché questo – a differenza del mapp. no. 288 che serve anche
un altro comprensorio – è situato nel cuore del quartiere di Via a__________ al
cui servizio è precipuamente destinato e poiché è a diretto confine con la
part. no. 261. 

In quest’ottica il contributo versato per il posteggio al mapp. no. 288 non
costituisce una pregiudiziale sia perché risale alla fine degli anni ’80, sia
perché, in genere, il contributo di miglioria è prelevato per finanziare un
opera al momento della sua costruzione e non quando, eventualmente, viene
soppressa; il fatto che la sua ragione d’essere cessi – ad esempio per un
qualsiasi mutamento delle esigenze – certamente non è motivo di retrocessione o
compensazione del contributo già soluto.

Il rimando ai contributi versati per altre opere, che il Comune non nega di
aver prelevato (cfr. verbale di udienza del 9.3.2006), non è pertinente poiché questi
esulano completamente dal presente procedimento.

Di conseguenza il principio dell’imposizione dev’essere confermato.

4.          
La ricorrente contesta la messa in
conto, nella spesa determinante per il calcolo dei contributi, dell’importo di
fr. 415'240.- sborsato dal Comune per l’acquisto del mapp. no. 262.

L’argomento è del tutto inconsistente poiché l’art. 6 cpv. 1 LCM sancisce
espressamente che le spese di acquisto dei terreni necessari per l’esecuzione
dell’opera sono una componente della spesa determinante.

Ma la censura è pure tardiva. Infatti questa spesa è parte integrante del piano
di finanziamento (cfr. MM no. 1296 del 25.8.1998) votato dal Consiglio Comunale
(art. 13 cpv. 1 let. g LOC). Ora, il piano finanziario e la quota prelevabile
si annoverano tra le competenze esclusive del legislativo e dunque sfuggono al
sindacato del Tribunale di espropriazione; per prassi acquisita eventuali
contestazioni in merito vanno sollevate dinanzi al Consiglio di Stato nelle
forme e nei termini sanciti dagli art. 208 ss LOC (RDAT II-1995 no. 46
c. 3b, II-1998 no. 29 c. 4b, I-1999 no. 41 c. 4).

5.          
Rilevato che il contributo non può
essere inferiore al 30%, è opinione della ricorrente che, tenuto conto del
costo effettivo, il contributo non soddisfi i requisiti legali.

A prescindere dal fatto che è stato sollevato solo nello scritto del 22.5.2006
(pto. 15), l’appunto è tanto laconico quanto enigmatico. Il commento che segue
è quindi dettato da puro scrupolo di motivazione.

Per quanto concerne la quota a carico dei proprietari vale quanto detto al
considerando precedente: la questione esula dalle competenze del Tribunale.

La percentuale è stata calcolata sulla base della spesa determinante per il
calcolo dei contributi pari a fr. 530'427.-, importo questo sensibilmente
inferiore – e quindi favorevole ai contribuenti – rispetto a quello indicato
nel MM no. 1296 (fr. 170'000.- + 415'240.- = 585'240.-) votato dal Consiglio
Comunale. A sua volta la cifra risultante di fr. 159'128.10 è stata applicata
al conteggio dei singoli contributi (cfr. prospetto).

Mal si comprende quindi dove risieda l’asserita violazione dei requisiti
legali.

6.          
6.1. Giusta l’art. 8 LCM la quota a
carico degli interessati è ripartita in funzione del vantaggio particolare
(cpv. 1), tenuto conto della superficie dei fondi e, per i terreni edificabili,
del diverso indice di sfruttamento (cpv. 2), con la facoltà di applicare
fattori di correzione qualora speciali circostanze lo giustificassero (cpv. 3).
I beni imponibili sono individuati mediante un piano del perimetro con
l’eventuale suddivisione in classi di vantaggio (art. 9 LCM).

Essendo finalizzata ad individuare l’entità dell’utile patrimoniale indotto
dall’opera, la ripartizione implica un apprezzamento tecnico ed oggettivo di
molteplici circostanze ed interessi rivelandosi di complessa attuazione
specialmente quando l’opera serve una zona edificabile ed un territorio di
dimensioni generose (Otzenberger, op. cit., p. 46-47). Perciò nella
prassi si ammettono criteri di calcolo schematici fondati su elementi
consacrati dall’esperienza e di facile applicazione e comprensione che
consistono nell’adoperare percentuali di incremento teoriche o predeterminate,
ferma restando, in sede ricorsuale, la verifica in relazione al singolo caso
concreto (Messaggio cit., p. 21; Marantelli-Sonanini, op. cit.,
p. 98; Rhinow/Krähenmann, op. cit., no. 111 B IIIa; Zbl 1980 179;
DTF 98 Ia 169 c. 4b, 109 Ia 325 c. 5).

In quest’ottica, poiché l’ente pubblico gode di un ampio margine di
apprezzamento nella scelta del metodo di ripartizione (Reitter, op.
cit., p. 95; Otzenberger, op. cit., p. 47), il Tribunale di
espropriazione si impone moderazione e riserbo nell’ambito del riesame dei
singoli contributi limitandosi a verificare che i criteri adottati rispettino i
fondamentali principi della proporzionalità e dell’equivalenza (Messaggio
cit., p. 20-21; DTF 110 Ia 205, 107 Ib 289 c. 8a; RDAT I-1991 no.
64, II-1995 no. 46 c. 5c, I-1997 no. 43 c. 4, II-1998 no. 29 c. 7c).

6.2. A fronte della spesa determinante totale di fr. 530'427.- la quota
imponibile del 30% corrisponde a fr. 159'128.10. La ripartizione del
prelevabile è avvenuta sulla base della superficie dei fondi, dell’indice di
sfruttamento e di un fattore interesse, quest’ultimo fissato principalmente in
funzione della distanza del fondo dal nuovo posteggio e dell’accessibilità
(cfr. relazione tecnica annessa al prospetto).

Nel complesso il metodo di calcolo giunge a risultati ragionevoli poiché è
fondato su parametri di riparto realistici e comunemente ammessi grazie ai
quali è stata attuata una corretta ed equa distinzione, in rapporto alla
funzionalità dell’opera, tra i fondi inclusi nel perimetro in modo tale da
assicurare condizioni di parità a tutti i contribuenti.

Lo schema è completato con una finca “contributo posto auto mancante” che
traduce il rapporto tra le normative specifiche di PR inerenti l’obbligo di un
numero minimo di posteggi e la disponibilità effettiva di parcheggi di ciascun
fondo. Ciò è quantomeno sorprendente poiché nell’ambito di una fattispecie
analoga il Tribunale già ha avuto modo di commentare criticamente l’applicazione
di un tale criterio poiché questo evoca il concetto di contributo sostitutivo (cfr.
TE 23.4.2004 in re G.).

Occorre dunque rammentare che il contributo sostitutivo è percepito quale
surrogato della prestazione reale quando la formazione di posteggi
conformemente alle normative pianificatorie non può essere ragionevolmente
pretesa ed è finalizzato ad assicurare parità di trattamento fra i proprietari
che sono in grado di adempiere l’obbligo primario e quelli che, per situazione,
non possono farvi fronte (RDAT II-1996 no. 22; Scolari,
Commentario, 1996, no. 277; Scolari, Tasse e contributi di miglioria,
CFPG 2005, no. 150).

Il contributo di miglioria, invece, è prelevato in funzione del vantaggio
particolare derivante, oltre che dall’uso effettivo, già dalla sola possibilità
d’uso di un posteggio comunale ma, soprattutto, non è inteso a sopperire a
carenze private; in quest’ottica la disponibilità di una numero sufficiente di
posteggi appare dunque del tutto ininfluente (RDAT I-1999 no. 42 c. 3.2;
Scolari, Tasse e contributi di miglioria, no. 268; Scolari,
Diritto amministrativo, parte speciale, no. 486). D'altronde, se un determinato
fondo disponesse dei posteggi privati richiesti dal PR o addirittura ne avesse
in eccedenza bisognerebbe arrivare all’aberrante conclusione che quel fondo non
trae alcun vantaggio, con l’effetto perverso di esonerarlo dal contributo
quando è risaputo che un parcheggio pubblico comporta benefici tangibili per le
proprietà site nelle immediate vicinanze (Blumer, op. cit., p. 38; Reitter,
op. cit., p. 67).

Perciò il contributo sostitutivo ed il contributo di miglioria non possono né
devono essere confusi e, più particolarmente, il secondo non è né deve essere
lo strumento per procurarsi il primo.

Ciò premesso, dalla verifica di dettaglio del prospetto risulta che l’aggravio
riferito al fabbisogno di posteggi, per complessivi fr. 20'000.-, in realtà è
stato dedotto dalla quota imponibile e poi riaddebitato solo alle proprietà
carenti di posteggi privati, mentre a tutti le altre, tra le quali vi è anche quella
della ricorrente, è stato applicato un coefficiente 0 (cfr. relazione tecnica
annessa al prospetto).

Benché, per le considerazioni di cui sopra, l’operazione sia discutibile, non è
trascurabile che per effetto della deduzione il calcolo ha avvantaggiato tutti
i fondi imposti in proporzione ai rispettivi pesi.

Di conseguenza, trattandosi di soluzione favorevole tanto per la ricorrente
quanto per gli altri contribuenti e considerato che il risultato finale non viola
i principi della proporzionalità e dell’equivalenza, il contributo può essere
confermato anche nel suo ammontare.

7.          
Tutto ciò considerato il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 23 LCM
e 31 LPamm.).

 

 

per
questi motivi

richiamata                       la
Legge sui contributi di miglioria del 24.4.1990

 

 

dichiara

e pronuncia:          1.     Il ricorso è respinto.

                                        

                                2.     La tassa di giustizia e le spese in fr. 500.-
sono a carico della ricorrente. Non si assegnano ripetibili.

                                        

                                3.     La presente decisione e definitiva.

                                        

                                4.     Intimazione a:

	
   

  	
  -
  

  -
  

   

  

 

 

per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                                                  Il
segretario giudiziario

 

 

Margherita
De Morpurgo                                                                Enzo
Barenco