# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a09cd7be-beb8-517b-bef0-2c87a1d664a6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 13.10.2005 INC.2005.15506
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2005-15506_2005-10-13.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2005.15506

  	
  Lugano

  18 ottobre 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 28 settembre 2005 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  trasmessa direttamente a questo giudice ai sensi dell’art.
  108 cpv. 3 CPP,

  

 

 

visto lo scritto 30 settembre
2005 con il quale la cancelleria del Tribunale penale cantonale trasmette
l’incarto n° __________ e le osservazioni 3 ottobre 2005 del Procuratore
pubblico;

 

 

visto l’incarto TPC n° __________
di cui all’atto d’accusa __________;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato il
20 marzo 2005 dalla Polizia cantonale su ordine d’arresto di stessa data della
Procuratrice pubblica Rosa Item. Con la richiesta di conferma dell’arresto 20
marzo 2005 il magistrato inquirente ha promosso a __________ l’accusa per
titolo di incendio intenzionale, danneggiamento e infrazione alla Legge
federale sulle armi (Inc. GIAR 155.2005.1, doc. 1), mentre che questo giudice
ha confermato l’arresto dell’accusato, considerata la presenza di gravi e
concreti indizi di colpevolezza, per i bisogni dell’istruzione e per il
pericolo di recidiva (Inc. GIAR 256.2005.1, doc. 5).

Già a verbale di conferma
dell’arresto, così come già davanti alla Polizia giudiziaria, __________, ha
ammesso di avere appiccato gli incendi alla __________, al __________ ed alla
porta d’entrata dell’appartamento di __________.

 

 

B.

 

Il 31 maggio 2005 __________, che
non ha mai negato la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza a suo
carico, ha chiesto di essere posto in libertà provvisoria condizionatamente al
suo immediato e spontaneo ricovero presso la __________ di __________ al fine
di sottoporsi alle cure ritenute necessarie dai medici potendo lasciare la
clinica soltanto al momento e secondo le modalità indicate dal personale di
cura e ciò sotto comminatoria dell’art. 109 cpv. 1 in caso avesse contravvenuto
a tali disposizioni. A mente dell’istante non sarebbero più stati presenti i
motivi di interesse pubblico per giustificare un suo mantenimento in carcere
preventivo.

Per quanto riguarda in
particolare il pericolo di recidiva non sarebbe più stato presente con
riferimento alle conclusioni del perito psichiatrico.

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 2 giugno 2005 (Inc. GIAR 155.2005.3, doc. 2), ribadendo
l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza, ha sollevato la
presenza di motivi di interesse pubblico quali i bisogni istruttori ed il
pericolo di recidiva, visto che lo stesso perito psichiatrico aveva subordinato
l’esclusione di un pericolo di recidiva non solo alla condizione di adeguate
misure terapeutiche ma soprattutto al miglioramento dell’attuale (all’epoca del
verbale di delucidazione del 30 maggio 2005) florida patologia dell’accusato.

 

Con decisione 6 giugno 2005 (inc.
GIAR 155.2005.3, doc. 4) questo giudice – dopo avere constatato la pur non
contestata presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e avere negato
la presenza di pericolo di collusione in relazione agli avanzati bisogni
istruttori – ha respinto l’istanza di libertà provvisoria constatata
l’esistenza di un concreto pericolo di recidiva che peraltro emergeva
inequivocabilmente dalla perizia psichiatrica del dottor __________ e dal
verbale di delucidazione dello stesso del 2 giugno 2005. La decisione non è
stata impugnata alla CRP.

 

Il 10 giugno 2005 __________ è
stato trasferito dalla __________, dove era stato ricoverato in stato di
detenzione per alcuni giorni, al __________ dopo che ne aveva fatto richiesta,
trasferimento avvallato dal personale medico della __________ (AI 69) e
avvenuto senza obiezioni da parte del perito psichiatrico (AI 73).

 

 

C.

 

Il 14 giugno 2005 la difesa di __________
ha formulato istanza di chiarimento, completazione e attualizzazione della
perizia psichiatrica (AI 75) che si è visto respingere dalla PP con decisione
17 giugno 2005 (Inc. GIAR 155.2005.4, doc. 2), decisione che è stata impugnata
davanti a questo giudice con reclamo 27/28 giugno 2005 (Inc. GIAR 155.2005.4,
doc. 1).

 

Il reclamo è stato parzialmente
accolto con decisione 25 agosto 2005 di questo giudice (Inc. GIAR 155.2005.4,
doc. 7) che ha sostanzialmente concluso che:

 

“È chiaro che il semplice trasferimento dell’accusato
dalla __________ al __________ non solleva il magistrato inquirente
dall’obbligo di costante verifica medica del suo stato, ciò proprio ai fini di
una continua valutazione del pericolo di recidiva che gli è stata riconosciuta
e che, a mente del perito psichiatrico, discende direttamente dal grado di
gravità della sua psicopatologia.

 

Appare quindi necessario procedere con l’allestimento
di un complemento/attualizzazione della perizia psichiatrica agli atti che
consideri, tra le altre cose, i rapporti dei medici che hanno in cura __________
almeno dal 30 maggio scorso che il magistrato inquirente è nuovamente invitato
ad acquisire agli atti senza ulteriori ritardi, ciò al fine di stabilire: quale
sia attualmente il grado di psicopatologia di __________ con riferimento alla
sua pericolosità (e di conseguenza al pericolo di recidiva) e se le cure
prestate nell’ambito di un eventuale ricovero presso la __________, in regime
di libertà provvisoria, possano tenere sotto controllo la patologia di __________
(anche in caso in cui fosse ancora ritenuta florida) in modo da limitare il
rischio di messa in pericolo della sicurezza pubblica e se sì con che grado
ragionevolmente prevedibile.”

 

 

D.

 

In data 26 agosto 2005 il
magistrato inquirente ha provveduto a richiedere al dottor __________ (del __________)
– che verosimilmente dovrebbe seguire l’accusato presso il __________ – (AI
104), e al dottor __________ (capo servizio presso la __________) (AI 105) un
“rapporto medico sulle cure somministrate al detenuto __________ e sulla
terapia seguita fino ad oggi”, ciò “prima di procedere alla richiesta al perito
giudiziario del complemento peritale”.

 

In data 29
agosto 2005, approssimandosi il termine di scadenza della detenzione ex art.
102 cpv. 2 CPP, il magistrato inquirente, considerata la gravità dei reati
ascritti a __________ e la sussistenza del pericolo di recidiva, ha inoltrato
richiesta per una proroga di 2 (due) mesi, allo scopo di potere evadere bisogni
istruttori quali il complemento/attualizzazione di perizia ordinato da questo
giudice (Istanza, pag. 2).

La difesa, con
osservazioni 30/31 agosto 2005, ribadendo l’assenza di un pericolo di recidiva
e di bisogni istruttori, si è opposta alla richiesta di proroga.

 

Il 2 settembre
2005 questo giudice ha concesso una proroga di 10 giorni del carcere preventivo
cui è astretto __________ che di conseguenza sarebbe scaduto il 30 settembre
2005 (inc. GIAR 155.2005.5, doc. 4).

 

Il 2 settembre
2005 il PP, ricevuti i rapporti del dottor __________ (AI 115) e __________ (AI
116), ha provveduto a richiedere al perito, dottor __________, un complemento
di perizia (da consegnarsi entro il 16 settembre 2005) sullo stato attuale
della psicopatologia dell’accusato e sulla sussistenza o meno di un pericolo di
recidiva in caso di messa in libertà condizionata dell’accusato con ricovero
presso la __________ (AI 117).

 

Il 7 settembre
2005 il PP ha inviato alle parti la chiusura dell’istruzione formale (AI 120)
ed il 15 settembre 2005, con atto d’accusa n° __________, ha rinviato a
giudizio davanti alla Corte delle Assise correzionali di Lugano __________ per
titolo di ripetuto incendio intenzionale e lesioni colpose (Inc. GIAR
155.2005.1, doc. 6).

 

Con lettera
19/21 settembre 2005 il PP ha inviato al Presidente del __________ ed alle
parti copia del rapporto 16/19 settembre 2005 del perito dottor __________, di
cui si dirà in seguito per quanto di interesse per la presente decisione.

 

 

E.

 

con istanza di
libertà provvisoria 28/29 settembre 2005 (Inc. GIAR 155.2005.6, doc. 1),
indirizzata direttamente a questo ufficio ai sensi dell’art. 108 cpv. 3 CPP, __________,
invocando le conclusioni del perito psichiatrico, desumibili dal rapporto
peritale di complemento del 16 settembre 2005, chiede di essere posto in
libertà provvisoria. A mente dell’istante “l’unico motivo che finora ha
giustificato il mantenimento del carcere preventivo di __________ è costituito
dal pericolo di recidiva. ...Alla domanda a sapere quale sia lo stato
psicopatologico di __________ con riferimento alla sua pericolosità, il dottor __________
ha risposto che il peritando non è da ritenere pericoloso per la sicurezza
pubblica e non presenta un rischio di recidiva (pag. 3. in fine).
Parallelamente il perito mette chiaramente in dubbio l’utilità di un ricovero
al __________. ...Questa seconda conclusione si comprende perfettamente alla
luce delle constatazioni fatte dal perito stesso circa il miglioramento del __________,
la cui patologia non deve più essere considerata florida. Ne consegue che non
si giustifica più una libertà provvisoria condizionata al collocamento presso
il __________... .”

 

 

F.

 

Con
osservazioni 3 ottobre 2005 (Inc. GIAR 155.2005.6, doc. 6) il magistrato
inquirente si oppone a tale istanza asserendo che “benché il perito abbia
concluso nella risposta sul primo quesito (ad a) che in queste condizioni
(mantenendo regolari controlli psichiatrici e osservando le prescrizioni
farmacologiche), il peritando non è da ritenere pericoloso per la sicurezza
pubblica e non presenta un rischio di recidiva, nella risposta al secondo
quesito (ad b) il perito stesso precisa che il rischio di messa in pericolo
della sicurezza pubblica è attualmente minimo. Ne discende che il rischio
di messa in pericolo della sicurezza pubblica anche se attualmente minimo,
è ancora esistente nella situazione personale e psicologica di __________ ciò
che milita per il mantenimento del suo stato detentivo a garanzia della tutela
della sicurezza pubblica”.

 

 

G.

 

Con lettera 4
ottobre 2005 (Inc. GIAR 155.2005.6, doc. 7) il patrocinatore dell’istante ha
comunicato il formale impegno del suo assistito, “qualora venisse posto in
libertà provvisoria, di rimanere in cura regolarmente presso lo psichiatra
dott. __________ che già lo seguiva prima dell’arresto, e di continuare sotto
il suo controllo la terapia farmacologica attuale, che ha portato a così buoni
risultati”.

 

 

H.

 

Con lettera
7/10 ottobre 2005 la Presidente della Corte delle assise correzionali di
Lugano, Giudice Agnese Balestra-Bianchi, ha comunicato di avere fissato il pubblico
dibattimento contro __________ per il giorno di lunedì 28 novembre 2005 con
continuazione il 29 ed eventualmente il 30 novembre e di avere spiccato la
relativa citazione (Inc. GIAR 155.2005.6, doc. 8) presentando, la stessa data,
istanza di proroga del carcere preventivo alla Camera dei ricorsi penali ai
sensi dell’art. 103 CPP (Inc. GIAR 155.2005.6, doc. 10).

 

 

E considerato

 

 

in diritto:

 

 

 

 

1.

 

L'istanza, presentata
dall'accusato detenuto dopo l’emanazione dell’atto d’accusa direttamente a
questo giudice (ex art. 108 cpv. 3 CPP), è ricevibile.

 

 

2.

 

Ricordato che dopo l'emanazione
dell'atto di accusa il codice di rito non impone termini specifici per
l'evasione di istanze di libertà provvisoria, in concreto (con la procedura
prevista dall'art. 280 CPP: Rusca/Verda/Salmina, Commento del Codice di
Procedura Penale ticinese, n. 9 ad art. 108) si verificherà se ai fini del
dibattimento siano ancora dati i presupposti per il mantenimento della
detenzione preventiva (gravi indizi di reato, bisogni dell'istruzione intesi
come pericolo di collusione o inquinamento delle prove, pericolo di fuga,
pericolo di recidiva e proporzionalità).

 

 

3.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

L’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 ,
pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela
dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR
21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

4.

 

Per quanto riguarda l’esistenza
di gravi e concreti indizi di colpevolezza basti ricordare quanto già esaminato
con la decisione 6 giugno 2005 con la quale è stata respinta l’istanza di
libertà provvisoria 31 maggio 2005 (Inc. GIAR 155.2005.3, doc. 4) e con la
decisione 2 settembre 2005 con la quale è stata parzialmente accolta l’istanza
di proroga del carcere preventivo presentata dal magistrato inquirente (Inc.
GIAR 155.2005.5, doc. 4).

Anche qualora non contestata, l’esistenza di gravi e
concreti indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio nei limiti di
competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente, a questo stadio del
procedimento ed in questa sede, si può concludere per la presenza di seri e di
concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ relativi ad un suo coinvolgimento
nei fatti inquisiti.

Non solo __________ ha ammesso di avere commesso gli
incendi alla __________, al __________ ed alla porta d’entrata
dell’appartamento di __________, ma indizi oggettivi – quali le tracce del suo
DNA che sono state rinvenute sul luogo del reato e il ritrovamento nella sua
automobile delle bottiglie con le quali ha trasportato il liquindi infiammabile
che ha utilizzato per appiccare gli incendi summenzionati – concorrono a
sostenere la tesi che si sia reso colpevole di simili gesta.

 

 

5.

 

Per quanto riguarda i preminenti
motivi di interesse pubblico già si è detto nelle precedenti decisioni di
questo giudice, una a proposito dell’istanza di libertà provvisoria (Inc. GIAR
155.2005.3, doc. 4) e l’altra a proposito della proroga del carcere preventivo
(Inc. GIAR 155.2005.5, doc. 4), che l’unico motivo tuttora presente è il
pericolo di recidiva così come desunto dalla perizia psichiatrica del dottor __________
(AI 55).

 

Per quanto riguarda il pericolo
di recidiva già si è detto che lo stesso deve essere concreto (DTF 105 Ia 31) e
risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i
precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua
personalità, le modalità di commissione dei reati (Luvini, I presupposti
materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, Rep. 1989, p.
294; G. Piquerez, Manuel de procédure pénale suisse, Zürich 2001, n°
1479/1483).

 

Giova qui ricordare le
conclusioni a cui era giunto questo giudice nella decisione di proroga del
carcere preventivo del 2 settembre 2005 (Inc. GIAR 155.2005.5, doc. 4) che
facevano riferimento a quanto espresso nella sentenza 6 giugno 2005 con la
quale aveva respinto la prima istanza di libertà provvisoria (Inc. GIAR
155.2005.3, doc. 4).

 

“Se a prima vista potrebbe sembrare scongiurata la
sussistenza del pericolo di recidiva, a questo stadio del procedimento e con il
ricovero volontario dell’accusato presso la __________, ciò non appare il caso
ad una attenta e completa lettura delle conclusioni della perizia psichiatrica
e del verbale di delucidazione del perito del 2 giugno 2005.

Alla domanda n° 3 della perizia psichiatrica 23 maggio
2005, quella volta ad indagare sul pericolo che il periziando metta in pericolo
la sicurezza pubblica, il perito ha risposto che “la messa in grave
pericolo della sicurezza pubblica da parte del peritando dipende dalla gravità
della sua psicopatologia. Questa necessita di cure adeguate e prolungate in
ambitente protetto. Con queste misure ritengo che la pericolosità del peritando
possa essere sensibilmente ridimensionata e contenuta. ...Con adeguate cure
farmacologiche e di sostengo pscio- e socioterapeutico, ritengo che la sua
pericolosità, ancorché non del tutto annullata, non sarà più tale da
costituire un grave pericolo per la sicurezza pubblica”. (Inc. MP __________,
AI 55, Perizia psichiatrica 23 maggio 2005, p. 26, ad 3). E la valutazione
sull’attuale stato patologico dell’accusato è stata ribadita dal perito proprio
all’inizio della sua risposta alla domanda n° 6 del verbale di delucidazione
orale della perizia del 30 maggio 2005. Richiesto di confermare il contenuto
della valutazione quo al pericolo di recidiva espressa nella perizia, il dottor
__________ ha risposto che “migliorata la sua attuale e florita patologia
è praticamente escluso che __________ giunga ad agiti pericolosi come applicare
incendi come fatto il 13 marzo 2005.

 

Ora a questo giudice non può sfuggire che il perito,
dopo avere concluso in perizia che la messa in grave pericolo della sicurezza
pubblica da parte di __________ dipende dalla gravità della sua psicopatologia,
ha dichiarato a verbale 30 maggio 2005 che la sua patologia al momento attuale
è florida (!). Ma florida la sua patologia lo era pure al momento dei fatti del
13/14 marzo 2005 (Inc. MP__________, AI 55, Perizia psichiatrica 23 maggio
2005, p. 26, ad 2.e): “Il peritando non era totalmente irresponsabile. I
suoi disturbi, per quanto gravi, non l’hanno infatti dominato completamente e, pur
nella florida psicolatologia che presentava al momento dei fatti, egli è
stato in grado di mantenere l’orientamento spazio-temporale e situativo, di
pianificare l’azione andando a procurarsi la benzina, di muoversi senza farsi
notare da un posto all’altro, di mantenere il segreto, non rivelando a nessuno
le sue intenzioi prima dei fatti e quanto comesso dopo averli commessi).

 

È ben vero che a mente del perito il  trasferimento di __________
alla __________ “è finalizzato a togliere il peritando dal suo ruolo
delirante di perseguitato per inserirlo in quello, più adeguato, di paziente
psichiatrico” e che il mantenimento dello stato detentivo nella struttura
psichiatrica, attraverso un piantonamento, potrebbe essere di ostacolo alla
terapia (verbale 30 maggio 2005 del perito psichiatrico, p. 2, risposta alla
domanda n° 3 e p, 3 risposta alla domanda °7), come è vero che sempre il perito
intravvede una diminuzione del pericolo di recidiva soltanto in futuro non
escludendolo espressamente per quanto riguarda il presente. `V’è poi da dire
che nulla si sà della terapia seguita da __________ presso il __________ prima
del suo trasferimento alla __________ se non per la ricetta medica del dottor __________
del 20 marzo 2005 (Inc. MP __________, allegato all’AI 5). Né infatti la
perizia psichiatrica, né il verbale del dottor __________ che avrebbe seguito __________
anche in carcere (Inc. MP __________, AI 34, lettera avv. __________ al
Procuratore pubblico) menzionano il tipo di terapia seguito dall’accusato dal
momento del suo arresto al trasferimento presso la __________. Non si conosce
ad esempio se la terapia farmacologica in corso prima dell’arresto su
prescrizione del dottor __________ sia continuata con gli stessi medicamenti e
la stessa posologia o sia stata modificata e se sì che risultati siano stati
ottenuti, rispettivamente perché non vi sarebbe stato miglioramento al di là
dell’elemento “di disturbo” terapeutico del mantenimento della carcerazione
preventiva.

Non vi sono neppure agli atti, e l’istante non ne
fornisce con l’istanza, elementi che possano far concludere che con il ricovero
presso la __________ la patologia di __________, attualmente florida, possa se
non migliorare a breve quantomeno essere tenuta sotto controllo per limitare il
rischio di messa in pericolo della sicurezza pubblica.

In queste circostanze è impossibile per questo giudice
discostarsi dalle conclusioni del perito psichiatrico e negare l’esistenza allo
stadio attuale di un serio pericolo di recidiva e di messa in pericolo della
sicurezza pubblica che permetterebbe di concedere a __________ la libertà
provvisoria”

 

A verbale di delucidazione 30
maggio 2005 il perito psichiatrico ha dichiarato che “A parer mio il
prolungato soggiorno al __________ è destinato a confermare il peritando nella
sua già radicata convinzione di essere un perseguitato. In teoria, ciò potrebbe
determinare un aumento della sua pericolosità, che ovviamente in __________
verrebbe adeguatamente contenuta. Il trasferimento alla __________ è
finalizzato a togliere il peritando dal suo ruolo delirante di perseguitato per
inserirlo in quello, più adeguato, di paziente psichiatrico. Esso costituisce
di per se stesso una misura terapeutica. Inoltre la patologia del peritando
richiede una presa a carico di lunga durata, È importante che vengano
stabilite relazioni valide con il personale curante di riferimento. Per
questo motivo ritengo che il trasferimento alla __________ non debba tardare
troppo”. Sempre nello stesso verbale il perito ha anche risposto
affermativamente alla domanda del PP volta a sapere se un prolungato soggiorno
al __________ avrebbe potuto comportare nel peritando un accrescimento ed un
aggravamento dello stato depressivo tale da comportare potenzialmente anche una
pericolosità per se medesimo e/o una incarcerabilità.

Sennonché, con complemento 16
settembre 2005, il perito, rispondendo alle domande della PP, ha affermato che
“il peritando presenta attualmente un disturbo di personalità paranoide i
cui tratti, grazie alla terapia ora in atto (antidepressivi, stabilizzatori
dell’umore e neurolettici), sono sensibilmente smorzati, in particolare per ciò
che riguarda la tensione endopsichica e l’aggressività che ne deriva. Sono
ancora percettibili una certa diffidenza e sospettosità, che non potranno,
nemmeno in futuro, essere eliminate completamente. Praticamente in remissione
completa è invece l’episodio depressivo grave senza sintomi psicotici. In
queste condizioni (mantenendo regolari controlli psichiatrici e osservando le
prescrizioni farmacologiche), il peritando non è da ritenere pericoloso per la
sicurezza pubblica e non presenta un rischio di recidiva. .... La patologia
del peritando è già ampiamente contenuta dalla terapia posta in atto al __________
e non può, attualmente, essere considerata florida. Il rischio di messa in
pericolo della sicurezza pubblica è attualmente minimo. Ci si deve chiedere,
allo stadio attuale delle cose, se un ricovero alla __________ sia necessario e
opportuno” (Inc. GIAR 155.2005.6, doc. 3, p. 3 in basso e 4).
(sottolineature della redattrice).

 

Ora, non si può non osservare
come l’istante non comunichi e non proponga a questo giudice, malgrado il
chiaro impegno a sottoporsi a visite presso il dottor __________ ed a
continuare con la terapia farmacologia in corso, un piano terapeutico proposto
dal medico da lui scelto in collaborazione con lo psichiatra del __________
dottor __________.

V’è da dire che la scarcerazione
dell’accusato, che presenta una chiara patologia psichiatrica, andrebbe, se del
caso, preparata con cura soprattutto per quanto riguarda l’assistenza
psicologica e farmacologica. È impensabile che, dopo avere letto il contenuto
della perizia psichiatrica (AI 55) e del verbale di delucidazione del 30 maggio
2005 (Inc. GIAR 155.2005.6, doc. 3) – dove il perito si è espresso per la
necessità di un collocamento e del ricovero dell’accusato in una struttura
psichiatrica per potere seguire una cura a lungo termine, sottolineando la
concreta possibilità di peggioramento della sua psicopatologia e delle sue
condizioni in caso di permanenza presso il __________ – , questo giudice possa
ritenere sufficiente per accogliere la presente istanza la laconica conclusione
espressa nel complemento di perizia del 16.09.2005 (“ci si deve chiedere, allo
stato attuale delle cose, se un ricovero alla __________ sia necessario e
opportuno”) soprattutto dopo che il perito stesso ha comunque subordinato
l’assenza di pericolosità del periziato a regolari controlli psichiatrici e al
mantenimento delle prescrizioni farmacologiche attuali, all’esistenza quindi di
un ambiente protetto di cui però non sono attualmente presenti le condizioni e
non sono dati gli estremi.

In questa situazione, con un
complemento di perizia che muta sostanzialmente e apparentemente
affrettatamente – e comunque in modo troppo vago per potere essere qui di aiuto
–, le valutazioni espresse in perizia sulle misure terapeutiche da adottare, e
nell’imminenza del processo, questo giudice non può di certo sostituirsi alla
Corte di merito che dopo avere sentito tutte le parti dovrà valutare e
decidere, in caso di condanna, essendo l’accusato reo confesso, non solo la
pena da infliggere all’accusato ma anche e soprattutto l’eventuale misura
accompagnatoria o l’eventuale sospensione della pena per permettere un
collocamento, che il perito aveva dato come ineluttabile nella perizia
psichiatrica (AI 55), o altro.

Decidere ora e in siffatte
circostanze – con il processo ormai fissato ed una proroga del carcere
preventivo già inoltrata dal Presidente della Corte alla competente Camera dei
ricorsi penali – per una messa in libertà provvisoria significherebbe
sostituirsi alla Corte di merito senza le necessarie basi fattuali,
scientifiche e legali per poterlo fare.

A chi verrebbe lasciata la
facoltà di decidere un piano terapeutico ed il suo rispetto in mancanza di
chiare indicazioni che questo giudice non è in grado di dare dal momento che
non solo non gli sono stati forniti gli elementi ma che neppure tale decisione
rientra nei suoi compiti? Chi mai avviserebbe le Autorità di un peggioramento
di __________ o di un suo mancato ossequio della terapia psichiatrica o
farmacologica? Allo stadio attuale non è infatti né detto né sicuro che
l’appoggio farmacologico e psichiatrico richiesto possa essere garantito in
libertà con la necessaria continuità e tempestività prevista dal perito ed
esercitata al __________; il miglioramento della psicopatologia di __________
essendo soltanto una delle condizioni cumulative (l’altra appunto è costituita
da controlli psichiatrici e dalla continuazione della terapia farmacologica)
indicate dal perito per potere concludere a favore di una riduzione della sua
pericolosità e di conseguenza del rischio di recidiva. Va poi aggiunto che
un’eventuale scarcerazione, già foriera in sé di importanti cambiamenti nella
situazione personale e psicologica di ogni detenuto, nel caso di specie in
mancanza di cure adeguate (ritenute necessarie dal perito ma non definite) e di
un ambiente protetto, potrebbe compromettere la cura attualmente in atto presso
il __________, ciò a maggior ragione se si considera anche che la recente
richiesta di separazione a tempo indeterminato formulata dalla moglie di __________
(cfr. a questo proposito sia l’istanza di libertà provvisoria 28 settembre 2005
che il complemento di perizia 16 settembre 2005), sulla cui legittimità e opportunità
questo giudice non intende naturalmente esprimersi in alcun modo, avrebbe in
ogni caso la conseguenza pratica di lasciare a se stesso l’accusato e la sua
patologia nell’imminenza del processo. Nulla si sa sul luogo di residenza
scelto da __________ in caso di scarcerazione, ovvero se occuperebbe
l’appartamento coniugale o un altro domicilio e se sì con quali mezzi, come
passerebbe le sue giornate e soprattutto come dovrebbero venire organizzati i
regolari controlli psichiatrici e chi si occuperebbe di controllare il rispetto
dei termini della terapia farmacologica; a tal proposito non solo l’istanza di
libertà provvisoria è totalmente silente, ma tali elementi non si evincono
neppure dalla lettura del complemento di perizia.

Queste sono domande a cui solo la
Corte di merito potrà ormai dare risposta dopo l’audizione del perito
psichiatrico che sarà sicuramente chiamato a meglio spiegare, tra l’altro, le
motivazioni a monte del suo cambiamento di rotta in merito al tipo di cure ed
alle misure da applicare all’accusato.

 

Visto quanto detto sopra questo
giudice non può che propendere per la sussistenza di un concreto pericolo di
recidiva non limitabile, in assenza di un progetto e di un aggancio terapeutico
concreto (che non è nelle competenze di questo ufficio organizzare,
rispettivamente imporre ed effettuare) ed immediatamente attuabile al momento
dell’eventuale scarcerazione, con le sole misure sostitutive di cui all’art. 96
CPP. (cfr. anche sentenza GIAR 15 settembre 2005 in re A.R., Inc. 2005.35504).

 

 

6.

 

La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della
presenza di concreti indizi di colpevolezza, e della messa in pericolo della
sicurezza pubblica e con la data del processo già fissata è sicuramente data.

 

Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati 

a __________.

 

L’accusato è stato arrestato il
20 marzo 2005 e ad oggi è in detenzione preventiva da quasi 7 mesi ed il
processo è stato fissato per il 28 novembre. Sarà compito della CRP vagliare tale
rispetto, nonché quello del principio di celerità, per la proroga richiesta
sino alla data del processo.

Per quanto riguarda l’esame di
competenza di questo giudice va osservato che i reati imputati a __________
sono di sicura gravità (a prescindere dal fatto che si tratta di crimini) e in
caso di condanna, anche considerando la scemata responsabilità riconosciuta dal
perito psichiatrico, il rischio di pena è certamente superiore alla detenzione
preventiva sin qui sofferta e a quella presumibilmente da soffrire, senza
dimenticare che è e deve rimanere compito specifico del momento processuale
valutare quale condanna infliggere all’accusato e, nel caso in esame, stabilire
le eventuali misure accompagnatorie o sostitutive ai sensi dell’art. 43 CP in
base alle risultanze che scaturiranno al processo, e ciò in pieno rispetto del
principio della proporzionalità.

 

 

7.

 

In conclusione sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________
a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua
libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve
essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie
(art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera
dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.               
Intimazione:

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
Claudia Solcà