# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f9eaee3e-f103-503a-bc23-5872aa0eb65a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2014-07-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.07.2014 D-7234/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7234-2013_2014-07-02.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-7234/2013, D-7233/2013 

 

 

 

 S e n t e n z a  d e l  2  l u g l i o  2 0 1 4  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 

Muriel Beck Kadima, Robert Galliker, 

cancelliera Zoe Cometti. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), 

C._______, nata il (…), alias 

D._______, nata il (…), ed i figli 

E._______, nato il (…), 

F._______, nata il (…), 

G._______, nato il (…), Siria, 

patrocinati dall'avv. Daniele Iuliucci, 

ricorrenti, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale della migrazione (UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Asilo (senza allontanamento); 

decisioni dell'UFM del 28 novembre 2013 / N (…). 

 

D-7234/2013, D-7233/2013 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino siriano di etnia curda e di religione sunnita, è 

nato a H._______ nel governatorato di Hasakah, dove ha vissuto fino al 

1984, per poi trasferirsi a I._______ fino all'espatrio avvenuto nel 2009. 

Egli ha presentato domanda d'asilo in data 16 gennaio 2010 dopo aver 

raggiunto la Svizzera il medesimo giorno in compagnia della propria fa-

miglia, varcando dapprima illegalmente il territorio turco a piedi per poi 

proseguire per mezzo di un TIR fino in Italia, ignaro degli Stati attraverso i 

quali sarebbe transitato, giungendo infine in territorio elvetico con il treno 

(cfr. verbale d'audizione del 1° febbraio 2010 di A._______ [di seguito: 

verbale 1/A._______], pagg. 1-3 e 7 seg.). 

Sentito sui motivi d'asilo, il richiedente ha dichiarato in sostanza e per 

quanto è qui di rilievo, di essere espatriato in quanto la sua famiglia sa-

rebbe vittima di discriminazioni a causa della loro appartenenza etnica. 

Inoltre, a causa di problemi con la ex-moglie, vi sarebbe una decisione di 

divieto d'uscita dalla Siria emanata nei suoi confronti. Pertanto, a causa di 

tale provvedimento, l'interessato avrebbe lasciato il territorio siriano ille-

galmente, dopo essere stato liberato dall'arresto di 27 giorni avvenuto in 

occasione del primo tentativo d'espatrio. Altresì, visto l'espatrio illegale, 

l'interessato temerebbe che qualora tornasse in Siria sarebbe nuovamen-

te arrestato (cfr. verbale 1/A._______, pagg. 2 e 6 seg. e verbale di audi-

zione del 27 aprile 2010 di A._______ [di seguito: verbale 2/A._______], 

pagg. 4 e 8 seg.). 

A.b La moglie C._______, apolide Ajnabi di etnia curda e di religione 

sunnita, originaria di H._______ con ultimo domicilio a I._______, sentita 

separatamente a fondamento della sua domanda d'asilo ha fatto valere 

gli stessi motivi di discriminazione verso i curdi enunciati dal marito. Inol-

tre ha indicato di non avere dei motivi d'asilo personali, indicando che sa-

rebbe espatriata per garantire un futuro ai suoi figli. Altresì, visto l'espatrio 

illegale, anche l'interessata temerebbe che qualora tornasse in Siria sa-

rebbe nuovamente arrestata (cfr. verbale d'audizione del 1° febbraio 2010 

di C._______ [di seguito: verbale 1/C._______], pagg. 1 seg. e 5 seg. e 

verbale d'audizione del 27 aprile 2010 C._______ [di seguito: verba-

le 2/C._______], pagg. 8 seg.). 

Circa il viaggio d'espatrio, anch'essa, come il marito, ha indicato di aver 

subito un fermo in quanto non avrebbe potuto lasciare il territorio siriano 

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legalmente a causa della sua condizione di Ajnabi (cfr. verba-

le 1/C._______, pagg. 2 e 6 e verbale 2/C._______, pagg. 5 seg.). 

A.c Il figlio E._______, cittadino siriano di etnia curda e di religione sunni-

ta, sarebbe espatriato separatamente dai genitori in compagnia dei suoi 

fratelli (F._______, G._______ e L._______ [N (…)]: cfr. A.e). Avrebbero 

raggiunto i genitori in Turchia, viaggiando legalmente, muniti di passaporti 

con i visti per la Turchia (cfr. verbale d'audizione del 2 febbraio 2010 di 

E._______ [di seguito: verbale 1/E._______, pagg. 1 e 5 seg.). 

Sentito separatamente sui motivi d'asilo, egli ha indicato, come i propri 

genitori, d'essere espatriato per le discriminazioni subite a causa della lo-

ro appartenenza etnica. Inoltre, anch'egli ha indicato che qualora dovesse 

rientrare in Siria sarebbe sicuramente arrestato, in quanto al momento 

dell'uscita avrebbe avuto un visto per la Turchia che sarebbe oramai sca-

duto ed il passaporto gli sarebbe stato ritirato (cfr. verbale 1/E._______, 

pag. 5 e verbale d'audizione del 27 aprile 2010 di E._______ [di seguito: 

verbale 2/E._______], pagg. 5 seg.). 

A.d In allegato alla loro domanda d'asilo, gli interessati hanno depositato 

il libretto di famiglia, il documento d'identità di C._______ (cosiddetto Red 

Cards, sul quale è indicato che l'interessata non è cittadina siriana ed ha 

il divieto d'uscita dalla Siria), il certificato militare di A._______, una copia 

della carta d'identità di A._______, una copia della patente di guida di 

A._______ e copia del registro familiare. 

A.e La domanda d'asilo della figlia L._______, dopo aver contratto matri-

monio con un richiedente l'asilo siriano, è stata trattata non più con il 

gruppo familiare A._______/C._______ (N […]), bensì congiuntamente al-

la domanda di suo marito (N […]). La sua procedura è terminata positi-

vamente ottenendo l'asilo, in quanto coniuge di una persona alla quale è 

stata riconosciuta la qualità di rifugiato. 

B.  

L'11 febbraio 2010 sono state trasmesse due richieste d'informazione 

all'Ambasciata svizzera a Damasco circa A._______ e C._______. In da-

ta 7 giugno 2010 rispettivamente 6 settembre 2010 la rappresentanza 

svizzera ha allestito due rapporti informativi destinati all'Ufficio federale 

della migrazione (di seguito: UFM). 

C.  

Con decisioni separate del 28 novembre 2013 (una concernente i genitori 

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Pagina 4 

ed i figli minorenni e l'altra concernente E._______, ormai divenuto mag-

giorenne), notificate agli interessati in data 29 novembre 2013 (cfr. at-

to A52/2), l'UFM ha respinto la succitata domanda d'asilo pronunciando 

contestualmente l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera, mentre 

ha ritenuto attualmente non ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'al-

lontanamento verso la Siria concedendogli l'ammissione provvisoria. 

D.  

In data 23 dicembre 2013 (cfr. timbro dei plichi raccomandati; data d'en-

trata: 24 dicembre 2013), i richiedenti sono insorti con atti separati contro 

dette decisioni con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di 

seguito: il Tribunale) chiedendo l'annullamento dei punti 1, 2 e 3 del di-

spositivo delle decisioni impugnate ed il riconoscimento della qualità di ri-

fugiato. Hanno altresì presentato istanza di concessione dell'assistenza 

giudiziaria nonché domanda di accordo del gratuito patrocinio a favore 

del loro rappresentante, con protestate spese, tasse di giustizia e ripetibi-

li. 

E.  

Con ordinanza del 16 aprile 2014, il Tribunale ha trasmesso all'UFM un 

esemplare del ricorso concernente i genitori ed i figli minorenni ed ha invi-

tato detto Ufficio a presentare una risposta a suddetto ricorso entro il 

1° maggio 2014. Ha altresì esentato gli stessi dal versamento di un anti-

cipo delle presunte spese processuali e si è riservato di decidere sull'as-

sistenza giudiziaria come pure sul gratuito patrocinio in prosieguo di cau-

sa. 

F.  

Con risposta del 22 aprile 2014, trasmessa agli interessati per conoscen-

za, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi 

nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi). 

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Pagina 5 

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in vir-

tù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). 

Gli atti impugnati costituiscono delle decisioni ai sensi dell'art. 5 PA. 

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

sono particolarmente toccati dalle decisioni impugnate e vantano un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione delle 

stesse (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi 

contro di esse. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto degli atti di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito dei ricorsi. 

2.  

I ricorsi in atti separati inoltrati dai ricorrenti e le due decisioni avversate 

concernono fatti di uguale o simile natura e pongono gli stessi o simili 

termini di diritto, di modo che si giustifica la congiunzione delle cause e la 

pronuncia di una sola sentenza per un motivo di economia processuale 

(MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltun-

gsgericht, 2
a
 ed. 2013, n. 3.17, pagg. 144 seg.). 

3.  

Preliminarmente, il Tribunale rammenta che il 1° febbraio 2014 è entrata 

in vigore la modifica del 14 dicembre 2012 decretata dall'Assemblea fede-

rale della Confederazione Svizzera (RU 2013 4375) della legge sull'asilo. 

Giusta il cpv. 1 delle disposizioni transitorie della modifica del 

14 dicembre 2012 della LAsi, le procedure pendenti al momento dell'en-

trata in vigore della modifica del 14 dicembre 2012 della LAsi sono rette 

dal nuovo diritto, fatti salvi i cpv. 2-4 di tali disposizioni transitorie. 

In casu, non essendo applicabili alla fattispecie i cpv. 2-4 delle disposizio-

ni transitorie e la presente procedura d'asilo trovandosi pendente al mo-

mento dell'entrata in vigore della modifica della LAsi, codesto Tribunale 

applica il nuovo diritto vigente, tenendo conto, qualora fosse il caso, del 

principio della retroattività della legge (cfr. tra le altre, DTF 122 V 405 

consid. 3b.aa. e DTAF 2009/3 consid. 3.2-3.4). 

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Pagina 6 

4.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente ri-

levanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi ad-

dotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57  

consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit administratif, vol. II, 3ª ed. 2011, 

n. 2.2.6.5, pagg. 300 seg.). 

5.  

La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizio-

ni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto ac-

cordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Es-

so include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono 

rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza, sono 

esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, 

appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni poli-

tiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi. So-

no pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'in-

tegrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pres-

sione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

6.  

6.1 Nelle querelate decisioni, l'UFM ha considerato che i motivi a fonda-

mento della domanda d'asilo degli interessati non sarebbero pertinenti 

giusta l'art. 3 LAsi. 

In particolare, i pregiudizi subiti a causa della loro appartenenza etnica 

non sarebbero rilevanti ai fini dell'asilo. I curdi "privilegiati" di nazionalità 

siriana, sebbene vittime di pregiudizi economici e di angherie da parte 

delle autorità, non sarebbero esposti a una persecuzione collettiva. Per 

quanto concerne i curdi apolidi, essi sarebbero effettivamente esposti a 

forti discriminazioni: non possederebbero la cittadinanza siriana, non 

avrebbero il diritto di voto e non sarebbero autorizzati a possedere o 

acquisire terreni, immobili o ad esercitare un commercio. Tuttavia 

conformemente alla vigente giurisprudenza delle autorità in materia di 

asilo (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di 

ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2002 n. 23 e sentenza del TAF  

D-7624/2009 del 3 marzo 2011 consid. 6.4), gli Ajanib non sarebbero 

esposti ad una persecuzione collettiva, infatti per questa categoria di 

persone non si potrebbe parlare di repressioni da parte dello Stato che 

rendano impossibile condurre un'esistenza degna di un essere umano in 

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Siria. Inoltre, conformemente al decreto 49 del 7 aprile 2011, gli Ajanib 

registrati nel distretto di Hasakah avrebbero la possibilità di ottenere la 

nazionalità siriana. Pertanto, visto che le discriminazioni riportate dagli 

insorgenti si limiterebbero al fatto che le figlie non avrebbero potuto 

trovare lavoro e che C._______ non avrebbe potuto lasciare il Paese, tali 

pregiudizi non costituirebbero una persecuzione giusta l'art. 3 LAsi. 

Inoltre, non vi sarebbe alcun motivo di persecuzione rilevante ai fini 

dell'asilo quando la persecuzione stessa sarebbe esercitata nel perse-

guimento di obiettivi legittimi per uno Stato di diritto. Pertanto, circa il di-

vieto d'uscita imposto a A._______, il timore di essere arrestati per aver 

lasciato illegalmente la Siria come pure di incorrere dunque in una san-

zione penale in patria per abbandono illecito del territorio siriano, l'UFM 

ha ritenuto che le sanzioni penali a seguito della violazione del diritto in-

terno di uno Stato non sarebbero di per sé considerate misure persecuto-

rie ai sensi della LAsi. Di conseguenza anche tali motivi non sarebbero 

pertinenti. 

6.2 Con ricorsi separati gli insorgenti hanno contestato l'irrilevanza ritenu-

ta dall'UFM circa i loro motivi d'asilo. 

Per quanto concerne il marito A._______, a causa della denuncia della 

sua seconda moglie alle autorità, la quale avrebbe rivelato che lo stesso 

avrebbe lavorato all'estero, sarebbe stata emanata contro di lui una deci-

sione di divieto d'espatrio. Tale decisione avrebbe poi comportato la sua 

carcerazione di 27 giorni durante la quale sarebbe stato detenuto in con-

dizioni disumane e degradanti in una cella sotterranea, senza finestre e 

senza possibilità di uscire e tenuto a pane e acqua tranne un giorno alla 

settimana nel quale gli sarebbero state servite delle patate. Sarebbe inol-

tre stato interrogato più volte e preso a schiaffi e insultato durante gli in-

terrogatori. I ricorrenti hanno indicato che l'UFM si sarebbe fondata su 

una giurisprudenza ormai desueta, visto soprattutto la guerra civile in atto 

in Siria. I curdi sarebbero sempre più vittime di incarcerazioni abusive, 

come lo testimonia l'incarcerazione di A._______, incarcerato unicamente 

a causa di un divieto d'uscita per il solo motivo d'aver esercitato una pro-

fessione all'estero. Una carcerazione determinata da una legge discrimi-

natoria e contraria ai diritti fondamentali sarebbe a sua volta altrettanto 

discriminatoria e contraria ai diritti umani. Non sarebbe sufficiente legitti-

mare tali misure, a loro dire inique, per il solo fatto d'essere state codifica-

te in un testo di legge. Pertanto la carcerazione di 27 gironi sarebbe illeci-

ta e determinata per il solo fatto d'appartenere all'etnia curda. Inoltre, rile-

vate le condizioni di carcerazioni anteriormente indicate e la possibilità 

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d'essere nuovamente incarcerato a causa del suo espatrio illegale, l'in-

sieme della fattispecie costituirebbe un motivo d'accoglimento della do-

manda d'asilo giusta l'art. 3 LAsi. 

Circa la situazione della moglie, C._______, anch'ella vittima di una 

carcerazione di 27 giorni per il semplice fatto di essere Ajnabi, varrebbe 

quanto già indicato circa il marito. Infatti seppur non malmenata durante 

gli interrogatori, sarebbe stata incarcerata nelle stesse condizioni del 

marito. Altresì, quo alla possibilità d'ottenere la cittadinanza siriana, gli 

insorgenti hanno indicato che il decreto 49 del 7 aprile 2011, al quale 

l'UFM ha fatto riferimento, non ha come obiettivo principale di riconoscere 

la cittadinanza agli apolidi Ajanib. Tale decreto sarebbe stato emanato dal 

governo siriano con il solo e unico scopo di tenere calma la minoranza 

siriana per evitare di aprire un nuovo fronte di conflitto. Inoltre nella realtà 

dei fatti, il numero effettivo di curdi che avrebbero potuto ottenere un 

documento nazionale sarebbero meno di 6000, ciò che lascerebbe i 

restanti 300'000 curdi ancora privi di riconoscimento. Allo stesso modo, 

chi avrebbe già ottenuto il documento dovrebbe ancora essere 

interrogato da non meglio precisati organismi statali prima che il suo 

documento possa venir utilizzato, ciò getterebbe ombre profonde sulla 

reale volontà che vi sarebbe dietro all'emanazione di un simile 

provvedimento. 

Pertanto, in caso in cui i ricorrenti dovessero rientrare in Siria, a causa 

della legge siriana, a loro dire iniqua, e del loro espatrio illegale, sarebbe-

ro nuovamente imprigionati e detenuti in condizioni che violano l'art. 3 

CEDU. La loro specifica situazione personale che li avrebbe visti incarce-

rati per motivi intrinsecamente connessi alla loro appartenenza ad una 

minoranza etnica e dunque contrari agli art. 3 e 5 CEDU e soprattutto a 

rischio di una nuova analoga carcerazione in caso di rientro nel proprio 

Paese, potrebbe andare a configurare gli estremi dell'art. 3 LAsi. 

Di conseguenza gli insorgenti hanno chiesto a codesto Tribunale di rive-

dere la propria giurisprudenza in merito alla situazione dei cittadini curdi 

in Siria, giurisprudenza ritenuta desueta e non più atta alle mutate circo-

stanze della Siria. Altresì, hanno chiesto di riconoscere che i siriani di et-

nia curda sarebbero esposti al pericolo di carcerazioni ingiustificate che si 

porrebbero in contrasto con gli art. 3 e 5 CEDU, con la conseguenza che 

ai medesimi, in quanto collettività, venga riconosciuta la qualità di rifugia-

to ai sensi dell'art. 3 LAsi. 

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Pagina 9 

A A._______, la moglie C._______, e di riflesso ai figli, tra cui E._______, 

dovrebbe dunque essere riconosciuta la qualità di rifugiato. 

7.  

7.1 Il diritto di essere sentito, disciplinato dall'art 29 cpv. 2 Cost., ed anco-

rato, per quanto concerne la procedura amministrativa agli art. 29 e segg. 

PA, prevede, in particolare, il diritto per il destinatario della decisione 

d'essere informato e d'esprimersi circa gli elementi pertinenti, prima 

dell'emanazione della decisione concernente la sua situazione giuridica, 

come pure il diritto di consultare gli atti, il diritto di fornire delle prove circa 

i fatti che possano influenzare le sorti della decisione, il diritto di parteci-

pare all'amministrazione delle prove e di prenderne conoscenza nonché 

d'esprimersi a proposito (cfr. DTF 137 II 266 consid. 3.2; DTAF 2013/23 

consid. 6.1.1 e giurisprudenza ivi citata). 

Il diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale, la cui vio-

lazione implica, di principio, l'annullamento della decisione impugnata, a 

prescindere delle possibilità di successo nel merito. Una violazione del di-

ritto di essere sentito può essere sanata nell'ambito di una procedura di 

ricorso qualora l'autorità di ricorso disponga dello stesso potere di esame 

dell'autorità decidente. Una riparazione entra inoltre in linea di considera-

zione solo se la persona interessata non abbia a subire pregiudizio dalla 

concessione successiva del diritto di essere sentito, rispettivamente dalla 

sanatoria. In nessun caso, comunque, può essere ammesso che l'autorità 

pervenga attraverso una violazione del diritto di essere sentito ad un risul-

tato che non avrebbe mai ottenuto procedendo in modo corretto (cfr. DTF 

135 I 279 consid. 2.6.1 e riferimenti ivi citati). 

7.2 Giusta l'art. 12 PA, l'autorità accerta d'ufficio i fatti. Quest'ultima deve 

procedere all'accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rile-

vanti. D'un lato, v'è un accertamento inesatto dei fatti quando la decisione 

si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall'altro lato, v'è un 

accertamento incompleto dei fatti quando non è tenuto conto di tutte le 

circostanze di fatto giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2012/21 con-

sid. 5.1; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungs-

rechtspflege des Bundes, 3
a 
ed. 2013, n. 1043, pagg. 369 seg.). Tuttavia, 

il principio inquisitorio è limitato dall'obbligo di collaborare delle parti 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. CHRISTOPH AUER, in: Auer/Müller/Schindler 

[ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren 

VwVG, 2008, ad art. 12 PA, n. 8, pagg. 192 seg.). 

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7.3 Ai sensi dell'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità decide la causa o eccezional-

mente la rinvia, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore. Il rinvio 

all'autorità inferiore è particolarmente indicato, allorquando è necessario 

procedere all'accertamento di ulteriori circostanze di fatto o effettuare una 

dettagliata amministrazione delle prove (cfr. KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, op. 

cit., n. 1155, pagg. 403 seg.). Tuttavia, è possibile che secondo il caso, in 

principio, tali lacune possano essere sanate in procedura di ricorso per 

motivi di economia processuale (cfr. DTAF 2009/53 consid. 7.3). 

8.  

Il Tribunale ritiene giudizioso, per i motivi che seguono, rinviare la presen-

te causa all'UFM con istruzioni vincolanti per l'emanazione di una nuova 

decisione. 

8.1 Durante la fase istruttoria, l'UFM, come ha enunciato nei fatti della 

sua decisione, ha sottomesso due richieste d'informazione all'Ambasciata 

svizzera a Damasco circa A._______ e C._______. La rappresentanza 

svizzera ha, in seguito, allestito due relativi rapporti informativi. Ebbene, 

tali rapporti non sono stati sottoposti agli interessati (cfr. atti A54/2), pre-

sumibilmente per il motivo che tali rapporti avrebbero confermato le loro 

dichiarazioni (cfr. decisione dell'UFM concernente A._______ e 

C._______, pag. 2). 

Secondo prassi costante, le risultanze di un rapporto d'Ambasciata, non-

ché il relativo questionario delle domande, non costituiscono dei docu-

menti interni e soggiacciono al diritto di consultazione (cfr. GICRA 1994 

n. 26 consid. 2d.bb). Con richiesta del 16 dicembre 2013, il rappresentan-

te degli insorgenti ha chiesto all'UFM la consultazione degli atti. L'UFM, il 

19 dicembre 2013, ha dato seguito a tale richiesta (cfr. atti A54/2), omet-

tendo di trasmettere tuttavia i rapporti d'Ambasciata (cfr. atti A43/7 e 

A44/9). 

Il Tribunale ritiene che tali rapporti d'Ambasciata avrebbero dovuto essere 

inviati ai ricorrenti per conoscenza con possibilità d'esprimersi, essendo 

tali documenti molto importanti per la qualità e la correttezza della fase 

istruttoria. Nella fattispecie, infatti, i ricorrenti, affidandosi da quanto 

asserito dall'UFM nella decisione impugnata riguardante A._______ e 

C._______, ovvero che i rapporti d'Ambasciata avrebbero confermato le 

dichiarazioni degli stessi, sono partiti dal principio che il motivo del divieto 

d'uscita di A._______ sarebbe stato da ricondurre, come asserito dallo 

stesso durante le audizioni, a una denuncia effettuata dalla sua ex-

moglie, che lo accusava d'aver svolto delle attività lavorative all'estero, 

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attività che, quale curdo, secondo la legge siriana non sarebbe stato in 

diritto di svolgere (cfr. verbale 1/A._______, pag. 3 e 

verbale 2/A._______, pagg. 4 e 7 seg.). Orbene, il Tribunale constata che 

nel rapporto d'Ambasciata riguardante A._______, il motivo della 

decisione di divieto d'espatrio non si fonda su tale questione. Pertanto, i 

ricorrenti si sono basati su un accertamento dei fatti incorretto per 

redigere il ricorso, infatti l'argomentazione principale del gravame si fonda 

anche su tale fatto, incorrettamente accertato, per argomentare la 

discriminazione della quale sarebbero vittime i curdi in Siria e nello 

specifico la famiglia qui ricorrente. Pertanto, prima di poter decidere sulle 

presenti cause pendenti, è giudizioso concedere il diritto di essere sentito 

al ricorrente su tale questione, omesso d'accordare dall'UFM nella fase 

istruttoria e successivamente in occasione della richiesta di consultazione 

degli atti. Per una questione di trasparenza sarà opportuno altresì, 

trasmettere il rapporto informativo d'Ambasciata riguardante C._______. 

Vista tale violazione del diritto di essere sentito, il Tribunale potrebbe sa-

nare la constatata violazione trasmettendo i relativi rapporti con facoltà di 

presa di posizione. Tuttavia, ritenuti i seguenti considerandi, il Tribunale 

ritiene giudizioso, rinviare la causa all'autorità inferiore e richiedere 

all'UFM di procedere nel senso. 

8.2 Nella decisione impugnata riguardante A._______ e C._______, 

l'UFM ha richiamato nei fatti, conformemente alle dichiarazioni dei 

ricorrenti, il fermo di 27 giorni subito dagli stessi a causa di un primo 

tentativo d'espatrio illegale. Tuttavia, in occasione dell'analisi della 

rilevanza dei loro motivi d'asilo, l'UFM non si è soffermato ad analizzare 

tale episodio, di per sé giuridicamente rilevante. L'autorità inferiore si è 

limitata ad indicare che le discriminazioni addotte si limiterebbero al fatto 

che le figlie non avrebbero potuto trovare lavoro e che C._______ non 

avrebbe potuto lasciare il Paese e che pertanto tali pregiudizi non 

sarebbero di un'intensità tale da costituire una persecuzione ai sensi 

dell'art. 3 LAsi (cfr. decisione dell'UFM concernente A._______ e 

C._______, pag. 4). Ebbene, già a questo stadio dell'analisi dei loro 

motivi d'asilo, l'UFM pur ammettendo la poca intensità delle 

discriminazioni subite dalla famiglia, omette di esaminare in maniera 

specifica l'intensità del fermo di 27 giorni di C._______ per aver cercato di 

espatriare quale Ajnabi. Parimenti, circa il fermo di 27 giorni subito dal 

marito, sebbene non sia stata analizzata la sua intensità, è stato indicato 

che il rischio di incorrere in una sanzione penale nel Paese d'origine per 

abbandono illecito del territorio a causa di problemi avuti con la seconda 

moglie, non è considerato come una misura persecutoria ai sensi della 

D-7234/2013, D-7233/2013 

Pagina 12 

LAsi, giacché si tratta di sanzioni penali a seguito della violazione del 

diritto interno di uno Stato. Il Tribunale non può che condividere tale 

conclusione generale, tuttavia, visti i fatti giuridicamente rilevanti della 

fattispecie, un esame dell'intensità del fermo di 27 giorni subito dal marito, 

deve essere debitamente analizzato, qualora potesse rappresentare una 

misura legittima ma spropositatamente severa dello Stato in questione. 

Pertanto, non analizzando l'intensità del fermo di 27 giorni subito da 

A._______ e C._______, l'UFM è incorso in un accertamento incompleto 

dei fatti giuridicamente rilevanti come pure una violazione dell'obbligo di 

motivare. All'UFM è quindi richiesto d'esprimersi su tali fatti giuridicamen-

te rilevanti. 

8.3 Infine, nelle decisioni impugnate, l'UFM, ha indicato conformemente 

alla GICRA 2002 n. 23 come pure alla sentenza del TAF D-7624/2009 del 

3 marzo 2011 consid. 6.4, che gli Ajanib come pure i curdi "privilegiati" 

con nazionalità siriana non sarebbero vittime di una persecuzione colletti-

va. 

Il Tribunale tiene conto della situazione nel Paese d'origine degli insor-

genti e degli elementi che si presentano al momento della sentenza, 

prendendo quindi in considerazione l'evoluzione della situazione avvenu-

ta dopo il deposito della domanda d'asilo (cfr. DTAF 2010/44 consid. 3.6). 

La situazione in Siria negli ultimi anni è considerevolmente cambiata sia 

dal punto di vista politico che della sicurezza come pure del rispetto dei 

diritti umani. A causa della guerra civile in atto, la situazione attuale in 

Siria soggiace a cambiamenti repentini e continui. I ricorrenti, espatriati 

nel 2009, hanno indicato nell'atto di ricorso che successivamente 

all'esplosione del conflitto attuale in Siria, la situazione dei curdi si 

sarebbe ulteriormente aggravata. L'argomentazione generale dell'UFM 

nelle decisioni impugnate, circa la situazione dei curdi "privilegiati" e gli 

apolidi Ajnabi in Siria non può essere ritenuta attuale vista l'incertezza 

sulle sorti della Siria. Pertanto, s'imporrebbero ulteriori chiarimenti circa 

l'attuale eventuale situazione di sicurezza. Nella presente fattispecie, è di 

interesse particolarmente l'attuale situazione dei curdi con cittadinanza 

siriana e quella dei curdi apolidi Ajanib. V'è dunque da stabilire se e in 

che modo i curdi, secondo il loro status al Paese d'origine, abbiano 

attualmente a temere un pericolo d'una persecuzione mirata nei loro 

confronti come collettività, qualora dovessero eventualmente fare rientro 

in Siria. 

D-7234/2013, D-7233/2013 

Pagina 13 

Visto quanto sopra, l'UFM è incorso in un accertamento incompleto dei 

fatti giuridicamente rilevanti. Pertanto, come già annunciato, v'è da rinvia-

re la causa all'autorità inferiore in modo che proceda agli accertamenti 

necessari dei fatti giuridicamente rilevanti. 

9.  

Pertanto, i ricorsi sono accolti e le decisioni impugnate del 

28 novembre 2013 sono annullate. Gli atti di causa sono trasmessi 

all'UFM (art. 61 cpv. 1 PA), il quale si pronuncerà nuovamente sulle do-

mande d'asilo dopo aver trasmesso a A._______ ed C._______ i relativi 

rapporti informativi d'Ambasciata con facoltà d'esprimersi  

(cfr. consid. 8.1), analizzato il fermo di 27 giorni subito da A._______ ed 

C._______ (cfr. consid. 8.2) e verificato l'attuale situazione dei curdi in Si-

ria (cfr. consid. 8.3). 

10.  

10.1 Visto l'esito della procedura non si prelevano spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 seg. PA). Pertanto la domanda d'assistenza giudiziaria 

(art. 65 cpv. 1 PA) nonché la domanda d'accordo del gratuito patrocinio 

(art. 65 cpv. 2 PA) sono divenute prive d'oggetto. 

10.2 Giusta l'art. 64 PA, l'autorità di ricorso se ammette il ricorso in tutto o 

in parte, può, d'ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un'indennità 

per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La 

parte vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti 

dalla causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripeti-

bili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nonostante i ricorrenti rappre-

sentati abbiano protestato le ripetibili nelle conclusioni ricorsuali, non 

hanno presentato al Tribunale una nota particolareggiata delle spese 

(art. 14 cpv. 1 TS-TAF). Di conseguenza, l'indennità per spese ripetibili è 

fissata d'ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa in CHF 1'200.– 

(art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

11.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

D-7234/2013, D-7233/2013 

Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

I procedimenti D-7234/2013 e D-7233/2013 sono congiunti. 

2.  

I ricorsi sono accolti. Le decisioni dell'UFM del 28 novembre 2013 sono 

annullate e gli atti di causa sono trasmessi all'UFM per la pronuncia di 

due nuove decisioni ai sensi dei considerandi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

L'UFM rifonderà ai ricorrenti CHF 1'200.– a titolo di spese ripetibili. 

5.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, all'UFM e all'autorità canto-

nale competente. 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

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