# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c2e7e83-b4be-5f2c-9d7b-ba03a1c437df
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.07.2008 D-3058/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3058-2008_2008-07-29.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3058/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  l u g l i o  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch, 
cancelliera Marcella Lurà.

A.______, Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 5 maggio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3058/2008

Fatti:

A.
Il 7 luglio 2003, l'interessato ha presentato una prima domanda d'asilo 
in  Svizzera,  fornendo le  seguenti  generalità: B._______,  nato  il  [...], 
cittadino georgiano originario della località di C._______ (Shida Kartli). 
Il 2 settembre 2003, l'allora Ufficio federale dei rifugiati (UFR), attuale 
UFM,  ha  respinto  detta  domanda  e  pronunciato  l'allontanamento 
dell'interessato  dalla  Svizzera,  nonché  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  la  Georgia.  Tale  decisione  è  cresciuta 
incontestata in giudicato.

B.
Il  14 aprile  2008,  l'interessato ha presentato una seconda domanda 
d'asilo in Svizzera con le seguenti generalità: A._______, nato il  [...], 
Georgia. Nella prima audizione del 28 aprile 2008, ha dichiarato, nella 
sostanza,  d'essere  cittadino  georgiano  d'etnia  georgiana,  d'avere 
vissuto  sin  dalla  nascita  a  D._______  (Ossezia  del  Sud)  e  d'avere 
lasciato il suo Paese nell'[...] del 2008 per il timore d'essere ucciso da 
parte di sconosciuti. Quest'ultimi avrebbero ucciso suo padre nell'[...] 
del 1999 ed avrebbero incendiato la sua autofficina e la sua abitazione 
nel  2005  rispettivamente  nel  [...] del  2006.  Si  sarebbe  rivolto  alle 
autorità statali senza esito positivo. Si sarebbe dapprima nascosto in 
montagna, per poi raggiungere la Svizzera.

C.
Nell'ambito  della  seconda  audizione  del  28  aprile  2008,  relativa  al 
diritto di essere sentito in merito all'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. 
b  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31), 
l'interessato  è  stato  confrontato  con  le  risultanze  dell'esame 
dattiloscopico, in particolare con il raffronto delle impronte digitali, da 
cui  è  emerso che aveva chiesto asilo  in  Svizzera il  7  luglio  2003. Il 
richiedente ha quindi ammesso, per quanto qui di rilevo (cfr. appunto il 
secondo verbale d'audizione del 28 aprile 2008), d'avere già chiesto 
asilo in Svizzera ed ha dichiarato d'essere rientrato in patria nel [...] e 
d'essere  rimasto  nascosto  a D._______ sino all'espatrio. Nell'ambito 
della prima procedura d'asilo, avrebbe quindi fornito false indicazioni 
sulla sua identità.

D.
Il 5 maggio 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 

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ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi  per  inganno  sull'identità. 
L'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
la Georgia siccome ammissibile, esigibile e possibile.

E.
Il  9  maggio  2008,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  TAF 
contro  la  citata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese processuali e del relativo anticipo.

Diritto:

1.
Il  TAF  si  pronuncia  definitivamente  sui  ricorsi  contro  le  decisioni 
dell'UFM in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul 
Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS 
173.32], art. 105 LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale 
del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

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4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM,  sulla  base  di  un  esame 
dattiloscopico e, in seguito, anche per ammissione del ricorrente, ha 
rilevato  che  lo  stesso  aveva  già  presentato  precedentemente  una 
domanda d'asilo  in Svizzera utilizzando un'identità diversa da quella 
dichiarata nella presente procedura d'asilo. In particolare, nell'ambito 
della  prima  procedura  l'interessato  avrebbe  declinato  una  falsa 
identità,  poiché  avrebbe  temuto  per  la  propria  vita.  Egli  sarebbe 
comunque rientrato in patria  dopo la conclusione di  detta procedura 
d'asilo e sarebbe rimasto nascosto a D._______. L'autorità inferiore ha 
pure  qualificato  di  non  degne  di  fede  le  spiegazioni  presentate 
dall'insorgente siccome non corroborate da alcun elemento concreto. Il 
ricorrente avrebbe pertanto ingannato le autorità  svizzere in materia 
d'asilo sulla propria identità ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi. Nulla 
s'opporrebbe infine alla pronuncia dell'allontanamento del richiedente 
dalla Svizzera e all'esecuzione dell'allontanamento verso la Georgia.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ammette d'avere fornito alle autorità svizzere 
in materia d'asilo una falsa identità nell'ambito della prima procedura 
d'asilo  poiché  avrebbe  avuto  paura.  Inoltre,  sostiene  di  avere  pure 
avuto timore di rivelare tale comportamento nel corso della procedura 
d'asilo  in  esame.  Ribadisce  d'essere  fuggito  dal  suo  Paese  per  il 
timore  d'essere  ucciso  dagli  assassini  del  padre.  Fa  valere  che, 
indipendentemente  dal  suo  comportamento,  la  sua  vita  in  Georgia 
sarebbe  realmente  in  pericolo,  ragione  per  cui  la  Svizzera  avrebbe 
dovuto  accordargli  protezione.  Aggiunge  infine  di  avere  problemi 
preoccupanti  ai  polmoni,  che  gli  causerebbero  problemi  di 
respirazione, e di avere bisogno di cure.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  inganna  le  autorità  sulla  propria 
identità e tale fatto è stabilito dai risultati  dell'esame dattiloscopico o 
da altri mezzi di prova.

6.1 Questo Tribunale osserva che dagli  atti  di  causa emerge che, in 
virtù  delle  risultanze  dell'esame  dattiloscopico,  in  particolare  dal 
confronto delle impronte digitali, il ricorrente ha inoltrato due domande 
d'asilo, fornendo due identità diverse. Lo stesso ha peraltro ammesso 
di  avere  fornito  alle  autorità  elvetiche  un'identità  non  veritiera  (cfr. 

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secondo verbale d'audizione del 28 aprile 2008 pag. 1). Inoltre, il TAF 
rileva che anche in sede di ricorso l'insorgente ha fornito dati differenti, 
in  particolare  circa la  sua identità,  indicando la  Russia quale Paese 
d'origine (cfr. gravame pag. 1).

6.2 Per sovrabbondanza,  le  allegazioni  presentate  dall'insorgente  in 
materia  d'asilo  s'esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non 
corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza. Basti 
rilevare che il ricorrente ha dichiarato di avere deciso di lasciare il suo 
Paese nell'[...] del 2008 a seguito dell'uccisione del padre da parte di 
sconosciuti, avvenuta nel 1999, e dell'incendio alla sua autofficina ed 
alla sua abitazione verificatisi nel 2005 rispettivamente nel 2006 (cfr. 
primo  verbale  di  audizione  del  28  aprile  2008  pag.  2,  4  e  5). 
Nonostante il timore d'essere ucciso, l'insorgente ha altresì asserito di 
essere  rientrato  in  patria  nel  [...],  al  termine  della  prima  procedura 
d'asilo,  e  di  avere  soggiornato  in  Georgia  sino  all'[...] del  2008  (cfr. 
secondo verbale d'audizione del 28 aprile 2008 pag. 1). Infine, non v'è 
alcun  motivo  di  ritenere  che  le  autorità  statali,  se  opportunamente 
sollecitate, non accorderebbero al ricorrente un'appropriata protezione 
contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti.

6.3 Da quanto esposto, discende che a giusta ragione, in virtù delle 
emergenze  processuali,  l’UFM  ha  considerato  siccome  adempiti  i 
presupposti per la pronuncia di una decisione di non entrata nel merito 
ai sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi per inganno sull'identità.

7.
Non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui 
desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Georgia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20).

7.1 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr  non si  esaurisce, altresì,  nella 
massima  del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
dell'allontanamento,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 
novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro 

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la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 
10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105).  L'applicazione  di  tali 
disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e  concrete 
ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese 
verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; 
spetta  al  richiedente  di  dimostrare,  nel  senso  della  probabilità 
preponderante, l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni. Nel caso 
concreto, e pure per i  motivi  indicati  al  considerando 6 del presente 
giudizio, alcun elemento di cui  agli  atti  di causa consente di ritenere 
che il  ricorrente sia esposto, in caso di  rimpatrio, al  rischio reale ed 
immediato di un trattamento contrario all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. 
tortura. In altri  termini,  egli  non ha saputo fornire un insieme d'indizi 
sufficientemente gravi,  precisi e concordanti, riguardo ad un pericolo 
d'esposizione  personale  in  Georgia  ad  atti  o  fatti  che  si  ritengono 
contrari a tali disposizioni. Peraltro, giova precisare che ai sensi della 
giurisprudenza della Corte europea dei diritti  dell'uomo, la situazione 
generale  che  regna  in  un  Paese  non  comporta,  ad  essa  sola, 
l'inammissibilità del  rimpatrio secondo le disposizioni  della  CEDU (v. 
sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-6913/2007  dell'8 
novembre 2007 consid. 11. 1 e relativo riferimento).

7.2 Pertanto,  e  come rettamente  rilevato  nella  decisione impugnata, 
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente è ammissibile.

8.
Occorre quindi esaminare se per l'insorgente vi siano pericoli concreti 
in  caso  di  rimpatrio,  tali  da  rendere  inesigibile  l'esecuzione  del  suo 
allontanamento (art. 83 cpv. 4 Lstr).

8.1 Il TAF osserva che, al momento attuale, in Georgia non vige una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, neanche nell'Ossezia del Sud - regione da cui il ricorrente 
ha dichiarato,  nell'ambito della  seconda procedura d'asilo,  di  essere 
originario  e  d'avere  vissuto  sino  all'espatrio  (cfr.  primo  verbale 
d'audizione del 28 aprile 2008 pag. 1) ed in cui  sono situate località 
poste  sotto  il  controllo  delle  autorità  georgiane  -  ove  la  situazione 
appare certo tesa e volatile.

8.2 Quanto alla situazione personale del ricorrente, questo Tribunale 
constata  che  lo  stesso  è  giovane  ed  ha  una  certa  esperienza 
professionale. Non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di  gravi 

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problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione svizzera  di  ricorso in  materia  d'asilo  [GICRA]  2003 n. 
24),  senza che ad  un esame d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la 
necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi 
medici. In particolare, non v'è alcun motivo di ritenere che non meglio 
precisati “problemi preoccupanti” ai polmoni non possano essere curati 
in Georgia. Il ricorrente non ha altresì fornito in sede di ricorso della 
documentazione  medica  che  dimostri  l'esistenza  di  seri  problemi  di 
salute,  senza che siffatta  documentazione sia  reperibile  negli  atti  di 
causa  dell'autorità  inferiore  trasmessi  a  questo  Tribunale.  In  tali 
circostanze,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con 
riferimento  alle  effettive  possibilità  per  il  ricorrente  di  un  adeguato 
reinserimento  sociale  in  Georgia.  Per  sovrabbondanza,  può  essere 
rilevato  che secondo le  dichiarazioni  del  ricorrente,  in  patria  risiede 
ancora sua madre (cfr. primo verbale d'audizione del  28 aprile 2008 
pag. 3).

8.3 Ritenuto  che  neppure  ad  un  esame  d'ufficio  delle  carte 
processuali  emergono circostanze, sussumibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, 
che  ostano  alla  pronuncia  dell'esecuzione  dell'allontanamento  del 
ricorrente,  il  gravame  non  merita  tutela  nemmeno  su  tale  punto  di 
questione.

9.
Infine, non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). L'insorgente, 
usando  la  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento 
indispensabile al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque 
pure possibile.

10.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

11.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 

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dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

12.
In  considerazione  di  quanto  indicato  ai  considerandi  7,  8  e  9, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile. 
Per conseguenza, anche in materia di allontanamento ed esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

13.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

14.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto. Inoltre, la domanda d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali, è respinta, ritenuto che il ricorso era privo di probabilità di 
successo.

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

4.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

5.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Marcella Lurà

Data di spedizione:

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