# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e716e676-91f8-55a1-8e91-30ceccd06397
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-05-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 24.05.2018 80.2017.249
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2017-249_2018-05-24.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2017.249

  80.2017.250

  	
  Lugano

  24 maggio 2018

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello­

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretario

  	
  Filippo
  Pfister, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1 ) 

  rappr.
  da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 13 ottobre 2017 contro la decisione del 14 settembre 2017 in materia di revisione
  IC e IFD 2008-2012.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                            A.  RI 1, attualmente domiciliato
a __________, si trasferiva nel corso dell’anno 2008 dal Canton Ticino al
Canton San Gallo per motivi professionali, con statuto di residente settimanale
(“Wochenaufenthalter”). 

                                  Con lettera del 30 luglio 2015, l’Ufficio
delle contribuzioni di __________, sostenendo di aver appurato che il centro degli
interessi di RI 1 si trovasse a __________, invitava il contribuente a
trasferire il domicilio fiscale nel comune sangallese entro la fine dell’anno
2015, avvisandolo che in caso contrario avrebbe emesso una decisione di
assoggettamento (“Feststellungsverfügung”) valevole a partire dal periodo
fiscale 2015. 

                            B.  Con scritto del 6 ottobre
2015, il contribuente contestava la conclusione a cui era giunto l’Ufficio
delle contribuzioni del comune di __________, sostenendo che il proprio centro
d’interessi si trovava ad __________, dove risiedeva peraltro la famiglia e
dove si recava regolarmente, “due-tre volte al mese”, per trascorrere il fine settimana.

                                  L’Amministrazione cantonale delle
contribuzioni del Canton San Gallo notificava, in data 4 dicembre 2015, a RI 1
(ed in copia al Municipio di __________) la decisione di assoggettamento
illimitato nel comune di __________, a partire dal periodo fiscale 2008, dunque
dal momento del suo trasferimento nel Canton San Gallo. 

                                  Quest’ultima non veniva impugnata
tempestivamente dal contribuente. 

 

 

                            C.  La precitata decisione di
assoggettamento perveniva alla Divisione delle contribuzioni del Canton Ticino solo
il 1° marzo 2016. Con lettera raccomandata del 18 marzo 2016, la Divisione
delle contribuzioni sporgeva reclamo, postulando l’assoggettamento di RI 1 nel
Canton San Gallo solamente a far tempo dal periodo fiscale 2014, fondandosi
sulla giurisprudenza del Tribunale federale secondo la quale il diritto a tassare
gli anni precedenti (2008-2013) sarebbe perento. L’autorità ticinese, oltre a
reputare carenti le motivazioni esposte dal comune di __________, poneva l’accento
sul fatto che in un regime di tassazione postnumerando annuale il termine di
perenzione del diritto di tassare il contribuente scade alla fine dell’anno che
segue il periodo di tassazione. A mente della Divisione delle contribuzioni, l’autorità
fiscale del Canton San Gallo potrebbe pertanto imporre il contribuente soltanto
a partire dal periodo fiscale 2014. 

 

 

                            D.  L’Amministrazione cantonale
delle contribuzioni del Canton San Gallo rispondeva, con scritto del 18 maggio
2017, che RI 1 si era iscritto quale residente settimanale (“Wochenaufenthalter”)
solamente il 18 giugno 2015 e solo allora, ed in seguito ad ulteriori
accertamenti, l’Ufficio delle contribuzioni di __________ aveva preso
conoscenza del fatto che il contribuente viveva nel comune già a partire dall’anno
2008. A tal proposito precisava che un Cantone perde il diritto di tassare un contribuente
quando conosce o perlomeno può conoscere i fatti determinanti ai fini dell’assoggettamento
e che, malgrado ciò, tarda esageratamente a far valere la propria pretesa
fiscale. Essendo venuta a conoscenza solamente nell’estate 2015 della presenza di
RI 1 già a partire dall’anno 2008, l’autorità sangallese riteneva che il
diritto di tassare il contribuente non fosse perento. 

 

 

                            E.  In data 23 maggio 2017, RI 1
inoltrava quindi all’Uf­ficio circondariale di tassazione di RS 1 (in seguito:
UT) un’i­stanza di revisione delle tassazioni per i periodi fiscali dal 2008 al
2014, sostenendo di essere sottoposto ad una doppia imposizione, in virtù della
decisione di assoggettamento del Canton San Gallo. Con lettera del 9 agosto
2017, l’UT accoglieva l’istanza del contribuente relativamente agli anni 2013 e
2014, annullando pertanto le decisioni di tassazione concernenti questi due
periodi fiscali, mentre la respingeva per i periodi fiscali dal 2008 al 2012, sostenendo
che – in considerazione della giurisprudenza del Tribunale federale – la
pretesa di imposizione del Canton San Gallo per gli anni dal 2008 al 2012 sarebbe
ormai perenta. 

 

 

                             F.   Il contribuente impugnava
la suddetta decisione, con reclamo del 6 settembre 2017, contestando l’imponibilità
anche per i periodi fiscali 2008-2012. 

                                  Con decisione del 14 settembre
2017, l’UT respingeva il reclamo, richiamando nuovamente la giurisprudenza del
Tribunale federale in materia di doppia imposizione intercantonale, secondo cui
la richiesta di imposizione da parte di un cantone deve avvenire nel termine di
due anni dopo la fine del periodo fiscale. Preso atto che la decisione di
assoggettamento del Canton San Gallo risaliva al mese di dicembre 2015, l’UT
riteneva di non poter accogliere la richiesta di revisione relativa ai periodi
fiscali dal 2008 al 2012. Sosteneva inoltre che per quello che concerne i periodi
fiscali 2008 e 2009, il diritto a tassare del Canton San Gallo sarebbe in ogni
caso stato prescritto essendo trascorso il termine massimo di 5 anni previsto
dal diritto armonizzato, senza che vi fosse stato nessun atto interruttivo
della prescrizione. 

 

 

                            G.  Con tempestivo ricorso alla
Camera di diritto tributario, RI 1, rappresentato dallo studio fiduciario e
fiscale RA 1, postula nuovamente la revisione delle decisioni di tassazione
relative agli anni 2008-2012. In via sussidiaria, il ricorrente chiede alla
Camera di “esprimersi sull’aspetto del domicilio fiscale del contribuente”,
siccome, al momento, non esisterebbe una “decisione formale finale cresciuta in
giudicato”, tale da permettergli di interporre un eventuale ricorso al Tribunale
federale, autorità preposta a decidere in ambito di doppia imposizione
intercantonale, in particolare quando più Cantoni rivendicano l’assoggettamento
per il medesimo periodo fiscale. 

 

 

                            H.  Vista la particolarità del
caso, l’Ufficio circondariale di tassazione di RS 1, con osservazioni del 2
novembre 2017, richiede un’udienza per illustrare meglio le motivazioni della
decisione. 

 

 

                              I.  Il 5 dicembre 2017 si è
tenuta presso la Camera di diritto tributario un’udienza alla presenza del
rappresentante del contribuente, di due funzionari dell’Ufficio giuridico della
Divisione delle contribuzioni e di un rappresentante dell’UT. Nel corso di
detta udienza le parti si sono riconfermate nelle rispettive posizioni. 

 

 

Diritto

 

 

                             1.  1.1.

                                  Con il suo ricorso, il
contribuente chiede la revisione delle decisioni relative sia all’imposta
cantonale sia all’imposta federale diretta. 

 

                                  1.2.

                                  Sono tre i motivi di revisione, a
vantaggio del contribuente, di una decisione o sentenza cresciuta in giudicato:

a)     la
scoperta di fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi; 

b)     la mancata
considerazione, da parte dell’autorità giudicante, di fatti rilevanti o di
mezzi di prova decisivi, che conosceva o doveva conoscere, oppure un’altra
violazione di principi essenziali della procedura; 

c)      il
fatto che un crimine o un delitto abbia influito sulla decisione o sulla
sentenza 

                                  (art. 232 cpv. 1 LT; art. 147
cpv. 1 LIFD). 

                                  Quale ulteriore motivo di
revisione la legge cantonale aggiunge che essa è data se, in caso di conflitti
in materia di doppia imposizione intercantonale o internazionale, l’autorità
che ha deciso giunge alla conclusione che, secondo le norme applicabili per
evitare la doppia imposizione, il Cantone deve limitare il proprio diritto di
imporre (art. 232 cpv. 1 lett. d LT).

 

                                  1.3.

                                  Il conflitto in materia di doppia
imposizione intercantonale costituisce un motivo di revisione solo per il
diritto cantonale e non anche per il diritto federale. In materia di imposta
federale diretta non è del resto ipotizzabile una doppia imposizione
intercantonale.

                                  In ogni caso, per quanto riguarda
l’IFD, l’art. 108 cpv. 1 LIFD prevede che, se il luogo della tassazione è
controverso o incerto, esso venga fissato dall’amministrazione cantonale
dell’imposta federale diretta ove entrino in linea di conto più autorità di
tassazione dello stesso Cantone e dall’Amministrazione federale delle
contribuzioni ove entrino in linea di conto più Cantoni (cfr. anche la sentenza
del TF 2C_116/2013 del 2.09.2013 consid. 4.5 con riferimenti).

                                  Nella fattispecie quindi il
giudizio in merito alla questione quale cantone sia competente per la
tassazione dell’imposta federale diretta non rientra nelle attribuzioni di
questa Camera, bensì dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, la cui
decisione potrà poi essere impugnata secondo le disposizioni generali
sull’amministrazione della giustizia federale. 

 

 

                             2.  2.1.

                                  Per quanto attiene all’imposta
cantonale, come anticipato, l’art. 232 cpv. 1 lett. d LT prevede che una decisione
o sentenza cresciuta in giudicato possa essere riveduta a vantaggio del contribuente,
se, in caso di conflitti in materia di doppia imposizione intercantonale o
internazionale, l’autorità che ha deciso giunge alla conclusione che, secondo
le norme applicabili per evitare la doppia imposizione, il Cantone deve
limitare il proprio diritto di imporre.

                                  La revisione è tuttavia esclusa
se l’istante, ove avesse usato la diligenza che da lui poteva essere ragionevolmente
pretesa, avrebbe potuto far valere già nel corso della procedura ordinaria il
motivo di revisione invocato (art. 232 cpv. 2 LT). 

                                  L’istituto della revisione non è
dato, cioè, per addurre fatti che si sarebbero potuti invocare già nella
procedura di reclamo o di ricorso. Decidere altrimenti, ed ammettere
automaticamente la revisione in caso di violazione di norme essenziali di
procedura, significherebbe abolire ogni distinzione tra mezzi d’impugnazione
ordinari e il rimedio straordinario della revisione, che non può supplire a un’omissione
imputabile allo stesso contribuente, che ha diritto di avvalersi dei rimedi
ordinari.

                                  Di conseguenza, la revisione è
esclusa, per esempio, nel caso dell’errore di dichiarazione, cioè quando, per
trascuratezza del contribuente o del suo rappresentante, si è omesso di far
valere nella procedura di tassazione o con i rimedi giuridici ordinari elementi
di fatto essenziali, oppure nel caso in cui il contribuente avrebbe potuto
scoprire subito l’errore di fatto o di diritto dell’au­torità, controllando la
tassazione notificatagli (Casanova,
Änderungen rechtskräftiger Verfügungen und Entscheide, in ASA 61 p. 450-451). 

 

                                  2.2.

                                  Come
avevano già fatto in precedenza altri cantoni (in particolare San Gallo), anche
il Canton Ticino, nel 2000, ha introdotto un motivo di revisione specifico per
i casi in cui si vuole evitare una doppia imposizione internazionale o
intercantonale. Nel messaggio del Consiglio di Stato, che accompagnava il relativo
disegno di legge, si evoca il caso di un contribuente domiciliato in un altro
cantone, che, quando ormai la tassazione ticinese è passata in giudicato,
vorrebbe contestarla dopo aver ricevuto la decisione di tassazione del suo
cantone di domicilio, insieme al relativo riparto intercantonale. In tal caso,
non potrebbe più impugnare la tassazione ticinese con un reclamo, ma potrebbe
tutt’al più interporre ricorso per doppia imposizione al Tribunale federale. In
considerazione dei requisiti di forma di un simile ricorso e del conseguente rischio
di incorrere in una decisione con cui l’Alta Corte lo dichiara inammissibile,
il governo cantonale concludeva di voler “porre rimedio e semplificare una
procedura poco soddisfacente e consentire agli Uffici di tassazione di rivedere
le proprie decisioni in modo semplice e razionale, a tutto vantaggio anche del
singolo contribuente interessato” (cfr. Messaggio del Consiglio di Stato
n. 5016 del 27 giugno 2000, in Raccolta Verbali del Gran Consiglio, p. 2926; v.
anche Soldini, Revisione in caso
di doppia imposizione? Nota in margine a una sentenza, in RDAT I-2000 p. 679
ss.).

                                  Lo scopo del motivo di revisione
è dunque proprio quello di evitare che il contribuente debba promuovere
inutilmente dei procedimenti cantonali fino al Tribunale federale (Zigerlig/Oertli/Hofmann, Das
St.Gallische Steuerrecht, 7a ediz., Berna 2014, p. 418).

 

                                  2.3.

                                  Dopo l’entrata in vigore della
nuova Legge sul Tribunale federale, la necessità di una revisione nei casi di
doppia imposizione intercantonale si è ulteriormente accentuata.

                                  Mentre, infatti, secondo il
diritto previgente, il contribuente che subiva una doppia imposizione poteva
scegliere se esaurire prima le istanze cantonali o adire direttamente il
Tribunale federale, dal 2007, con l’entrata in vigore della Legge del 17 giugno
2005 sul Tribunale federale (LTF; RS 173.110), il contribuente non ha più la
possibilità di invocare la violazione dell’art. 127 cpv. 3 prima frase Cost.
direttamente con un ricorso all’Alta Corte entro trenta giorni dalla
notificazione di una decisione di tassazione che secondo lui costituisce una
doppia imposizione. Infatti, l’art. 86 cpv. 1 lett. d LTF presuppone che la
decisione impugnata sia stata in ogni caso adottata da un’autorità cantonale di
ultima istanza.

                                  Questa esigenza legale non pone
alcun problema quando il contribuente non è d’accordo con la decisione dell’ultimo
cantone che si è pronunciato, respingendo il suo ricorso al termine della
procedura giudiziaria. Diversa è la situazione che si presenta, invece, se il
contribuente vuole accettare la decisione di tassazione del secondo cantone;
mentre non aveva motivo per contestare la decisione del primo cantone, perché
non comportava (ancora) una doppia imposizione, solo dopo la decisione del secondo
cantone desidera l’annullamento di quella del primo cantone. La dottrina, per
poter risolvere questo problema, propone diverse soluzioni (cfr. de Vries Reilingh, La double imposition
intercantonale, 2a ed., Berna 2013, p. 360, n. 1239 ss. e riferimenti ivi citati;
Locher, Introduzione al diritto
fiscale intercantonale, 3a ediz., Berna, p. 140; v. anche la
sentenza CDT n. 80.2015.44 del 16 ottobre 2015 consid. 4.3).

                                  Il rimedio che viene preferito
consiste proprio nell’ammettere una revisione della decisione passata in
giudicato. Addirittura, si ritiene che il diritto alla revisione possa essere
dedotto direttamente dall’art. 127 cpv. 3 Cost. (in particolare, Locher, loc. cit.). Il Tribunale
federale ha tuttavia finora lasciato aperta la questione (cfr. la sentenza
del 1° maggio 2013, in DTF 139 II 373 consid. 1.5; inoltre la sentenza del 4
dicembre 2014, n. 2C_431/2014, consid. 1.4).

 

 

                             3.  3.1.

                                  Tornando alla fattispecie in
esame, giova ricordare che le decisioni di tassazione per i periodi fiscali
oggetto dell’istanza di revisione, sono ormai da tempo passate in giudicato. 

                                  Come ricordato anche dall’UT
nella decisione impugnata (considerando 2), la revisione è esclusa se l’istante,
ove avesse usato la diligenza che da lui poteva essere ragionevolmente pretesa,
avrebbe potuto far valere già nel corso della procedura ordinaria il motivo di
revisione invocato (art. 232 cpv. 2 LT). Si ritiene pertanto che la revisione
dovrebbe essere negata, se si sarebbe potuto pretendere dal contribuente che
lamentasse la pretesa fiscale concorrente di un altro cantone già nella
procedura di tassazione ordinaria (cfr. Casanova,
in: Zweifel/Beusch/ Mäusli-Allenspach [a cura di], Interkantonales Steuerrecht,
Basilea 2011, § 45, n. 13, p. 523; v. anche la sentenza del Tribunale
amministrativo del Canton San Gallo del 7 giugno 2001, in StE 2001 B 97.11 n.
19), ciò che, nel caso concreto, significherebbe che il ricorso andrebbe respinto,
non avendo RI 1 impugnato le decisioni di tassazione del Canton Ticino, fino ad
una decisione sulle prevedibili pretese fiscali del Canton San Gallo.

                                  Non va però trascurato il fatto
che il diritto della doppia imposizione intercantonale è alquanto complesso e
non si giustifica pertanto di porre requisiti troppo restrittivi nell’esame
della diligenza che può essere pretesa (cfr. Margraf, Ausgewählte Aspekte des Revisionsverfahrens gemäss
Art. 147–149 DBG, in RF 69/2014, p. 82). Non si può infatti pretendere da ogni
contribuente, che conosca tutte le regole vigenti nel diritto della doppia
imposizione intercantonale, che peraltro è un ordinamento costituito esclusivamente
da sentenze del Tribunale federale. 

                                  La negligenza del contribuente,
che potrebbe precludergli la revisione della decisione di tassazione passata in
giudicato, va piuttosto circoscritta ai casi in cui lo stesso Tribunale
federale ritiene che un contribuente sia decaduto dal diritto di contestare la
doppia imposizione. Si tratta cioè delle ipotesi in cui, pur conoscendo la
pretesa fiscale di un altro cantone, il contribuente riconosce senza riserve l’assoggettamento,
p. es. accettando esplicitamente o tacitamente la tassazione; oppure del caso
in cui il contribuente paga senza riserve l’imposta richiestagli da un cantone,
pur conoscendo la pretesa concorrente di un altro cantone; infine, il
contribuente perde il diritto ad una decisione pregiudiziale se non adempie l’obbligo
di collaborare nella procedura di tassazione ed obbliga in tal modo l’autorità
fiscale a procedere ad una tassazione d’ufficio (cfr. p. es. de Vries Reilingh, op. cit., p. 397 ss.,
n. 1382 ss. e giurisprudenza citata).

                                  Nel caso concreto la revisione non
può quindi essere negata al ricorrente per il solo fatto che non aveva
interposto reclamo contro le decisioni di tassazione del Canton Ticino. 

 

                                  3.2.

                                  Come poc’anzi rilevato, la legge
tributaria ticinese conosce un motivo di revisione che è stato concepito
proprio per i casi in cui un contribuente, assoggettato alle imposte in diversi
cantoni, lamenta una doppia imposizione in seguito alla notificazione di una
decisione di tassazione di un altro cantone, quando tuttavia la decisione del
Canton Ticino è ormai passata in giudicato. Tale possibilità permetterebbe
quindi di riaprire la tassazione ticinese qualora il Canton San Gallo fosse a
sua volta legittimato a tassare RI 1. 

                                  Come si è visto, con la propria
decisione del 9 agosto 2017, l’UT ha accolto l’istanza di revisione
limitatamente ai periodi fiscali 2013 e 2014, mentre l’ha stata respinta per i
periodi fiscali dal 2008 al 2012. Si tratta pertanto di sapere se sussiste una
possibilità di rivedere le tassazioni per i periodi fiscali dal 2008 al 2012,
per tener conto della pretesa fiscale fatta valere per gli stessi periodi
fiscali dalle autorità del Canton San Gallo. 

 

                                  3.3.

                                  In materia di doppia imposizione
intercantonale, il Tribunale federale ha già avuto modo di sancire che un
cantone perde il suo diritto di tassare un contribuente quando, pur conoscendo
o potendo conoscere i fatti determinanti per l’imposizione, tarda oltre misura
a fare valere la sua pretesa fiscale e quando, se questa fosse ammessa, un
altro cantone sarebbe tenuto a restituire i tributi percepiti nelle dovute
forme, in buona fede e ignorando la pretesa fiscale concorrente (DTF 139 I 64
consid. 3.2 pag. 67; 137 I 273 consid. 3.3.4 pag. 279 seg.; 132 I 29 consid.
3.2 pag. 32 seg.; sentenze 2C_216/2014 del 15 dicembre 2016 consid. 3.2 e
2C_604/2013 del 10 febbraio 2014 consid. 4.2, pubblicata in: StE 2014 A 24.21
n. 28).

                                  In merito a tale aspetto
temporale, l’Alta Corte ha giudicato che, tornando applicabile il sistema
postnumerando annuale, il termine di perenzione scade in generale alla fine
dell’anno che segue il periodo di tassazione (in relazione al periodo fiscale
"n" e al periodo di tassazione "n+1", la perenzione
interviene pertanto alla fine dell’anno "n + 2"; DTF 139 I 64 consid.
3.3 pag. 67 seg.). Nel contempo, citando una giurisprudenza meno recente, ha aggiunto
che il fatto che la procedura di tassazione non arrivasse a termine non
importava, bastando che la stessa seguisse il suo corso e che l’altro cantone
conoscesse le pretese del cantone che desiderava parimenti imporre il
contribuente (DTF 139 I 64 consid. 3.3 pag. 67 seg.; sentenze 2C_505/2015 dell’8
dicembre 2016 e 2C_431/2014 del 4 dicembre 2014 consid. 3.2 seg., in Locher/Locher, Die Praxis der Bundessteuern,
III. Teil: Das interkantonale Doppelbesteuerungsrecht, § 2 IV D n° 49). Nella sua
decisione DTF 139 I 64, il Tribunale federale ha inoltre specificato che gli
atti interruttivi della prescrizione (ai sensi dell’art. 47 cpv. 1 LAID e dell’art.
120 LIFD) valgono anche come atti che salvaguardano il diritto di imporre e, in
questo contesto, ha quindi escluso la necessità di rendere una decisione di
tassazione di carattere definitivo, suscettibile di essere impugnata (DTF 139 I
64 consid. 3.4 pag. 68 segg; De Vries
Reilingh, op. cit., n. 1415).

 

                                  3.4.

                                  Nel caso in esame, l’autorità
fiscale del Canton San Gallo ha avanzato la propria rivendicazione nei
confronti del contribuente il 4 dicembre 2015, data alla quale risale la
decisione di assoggettamento emessa in relazione ai periodi fiscali dal 2008 al
2015.

                                  Così stando le cose, questa
Camera, come del resto già rettamente deciso dall’UT, non può che concludere
che le pretese avanzate dal Canton San Gallo in relazione ai periodi fiscali
dal 2008 al 2012 sono in realtà perente. La decisione di assoggettamento del 4
dicembre 2015 è stata infatti emanata successivamente alla data “n+2” prevista
dalla giurisprudenza, che in casu coincideva:

·   
con il 31 dicembre 2014 per il periodo fiscale 2012;

·   
con il 31 dicembre 2013 per il periodo fiscale 2011;

·   
con il 31 dicembre 2012 per il periodo fiscale 2010;

·   
con il 31 dicembre 2011 per il periodo fiscale 2009; 

·   
con il 31 dicembre 2010 per il periodo fiscale 2008. 

                                  Non conducono ad una diversa
conclusione le argomentazioni dell’autorità fiscale sangallese, secondo cui il
diritto non sarebbe perento in quanto essa sarebbe venuta a conoscenza del
trasferimento di RI 1 a __________ solo nel 2015. A parte il fatto che non si
comprende come le autorità del Canton San Gallo potessero non essere a
conoscenza della presenza sul territorio cantonale di una persona che, fin dal
2008, vi esercitava un’attività lucrativa dipendente e vi dimorava in un
appartamento preso in locazione, la tesi del Canton San Gallo si fonda sul presupposto
che il ricorrente abbia omesso di adempiere i propri obblighi fiscali e, in
particolare, di presentare la dichiarazione d’imposta cui era tenuto. In queste
condizioni, ci si domanda perché il fisco sangallese non abbia avviato dei
procedimenti per ricupero d’imposta e per contravvenzione. È vero che, per le imposte
cantonali, il diritto di tassare si prescrive in cinque anni dalla fine del
periodo fiscale (art. 47 cpv. 1 della Legge federale del 14 dicembre 1990
sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni [LAID; RS 642.14])
e che pertanto le autorità del Canton San Gallo avrebbero potuto notificare
delle decisioni di tassazione, senza cioè procedere al ricupero d’imposta,
almeno per i periodi fiscali 2010, 2011 e 2012. Nondimeno, avrebbero
coerentemente dovuto sanzionare il contribuente per violazione degli obblighi
procedurali, se non per tentativo di sottrazione (cfr. Locher, Kommentar zum DBG, vol. III, Basilea 2015, n. 25 ad
art. 175 LIFD, p. 1128). In ogni caso, non potevano non aprire un procedimento
di ricupero d’imposta per i periodi fiscali 2008 e 2009.

                                  La questione non merita tuttavia
di essere ulteriormente approfondita. Sulla base degli atti a disposizione si
deve riconoscere che il Canton San Gallo ha perso il suo diritto di tassare il
contribuente per i periodi fiscali precedenti al 2013, dovendosi ammettere che
il Canton Ticino abbia legittimamente riscosso le imposte, in buona fede e
ignorando la pretesa fiscale concorrente.

                                  Resta chiaramente impregiudicato
il diritto del contribuente di interporre ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale, lamentando una doppia imposizione. Sarà in tal
caso la Suprema Corte a stabilire se il Canton San Gallo debba restituirgli le
imposte riscosse. 

 

 

                              4.  4.1.

                                  Quanto alla richiesta di una
pronuncia in merito alla questione del domicilio fiscale postulata in via sussidiaria
dal ricorrente, ciò non può evidentemente avvenire nell’ambito di una procedura
di revisione della tassazione.

 

                                  4.2.

                                  L’esistenza del domicilio o della
dimora fiscale nel Cantone costituisce il presupposto per l’assoggettamento
illimitato alle imposte dirette cantonali e viene pertanto accertato
nell’ambito della procedura di tassazione. In determinati casi, la prassi e la
giurisprudenza ammettono che possa essere adottata una decisione pregiudiziale
o incidentale sull’assoggettamento fiscale, la quale non è null’altro che una
parte della decisione di tassazione, che per ragioni pratiche viene scorporata
e fatta oggetto di una impugnativa separata. Lo scopo di tale modo di procedere
è di evitare che debba essere avviata e conclusa una procedura di accertamento
del debito d’imposta nei confronti di una persona che potrebbe poi risultare
che non è neppure soggetta all’imposta nel cantone che procede. È di solito il
contribuente, che ha ricevuto il formulario per la dichiarazione fiscale, a chiedere
una decisione pregiudiziale sull’assoggettamento, proprio per evitare di dover
adempiere obblighi di collaborazione cui ritiene di non essere soggetto. Quale
parte integrante della decisione di tassazione, la decisione incidentale
sull’assoggettamento compete all’autorità cui spetta anche l’avvio e la
conduzione della procedura di tassazione (cfr., al proposito, p. es. la
sentenza CDT n. 80.2011.59 del 22.12.2011 consid. 3.2).

 

                                  4.3.

                                  Per il fatto che le decisioni di
tassazione dell’imposta cantonale ticinese per i periodi fiscali dal 2008 al
2012 sono passate in giudicato, si deve concludere che l’assoggettamento del
contribuente alle stesse è stato a sua volta accertato mediante decisioni
definitive. Non è pertanto ipotizzabile una nuova pronuncia su una questione
che è già stata oggetto di una decisione passata in giudicato e che rappresenta
la premessa per la stessa imposizione del contribuente. 

 

                             5.  La
questione della violazione del divieto di doppia imposizione dovrà semmai
essere sottoposta al Tribunale federale.

                                  Per
quanto concerne quest’ultimo aspetto, è proponibile il ricorso in materia di
diritto pubblico per violazione del divieto di doppia imposizione garantito
dall’art. 127 cpv. 3 Cost.

                                  A tale
riguardo, il ricorso per doppia imposizione è ammesso solo contro decisioni
emesse da un’autorità cantonale di ultima istanza, ma, allo stesso tempo è
possibile impugnare una decisione di un altro cantone – anche già cresciuta in
giudicato – sebbene non sia stata adottata da un’autorità di ultima istanza (Locher, Introduzione al diritto fiscale
intercantonale, Berna 2015, p. 138). L’atto di ricorso va diretto
esplicitamente contro tutti i cantoni coinvolti. All’atto di ricorso deve
essere allegata la decisione impugnata (art. 42 cpv. 3 LTF) ed a riguardo della
formulazione di una richiesta di restituzione delle imposte, essa deve essere
richiesta con sufficiente chiarezza, pure allegando una ricevuta degli importi
pagati (Locher, op. cit., p. 157).

 

 

                             6.  Per le ragioni che
precedono il ricorso è conseguentemente respinto.

                                  Tassa di giustizia e spese
processuali sono a carico del ricorrente, soccombente. 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  1.1. Nella
misura in cui concerne l’imposta federale diretta, il ricorso è irricevibile.

                                  1.2. Nella
misura in cui concerne l’imposta cantonale, il ricorso è respinto.

 

                             2.  Le spese processuali consistenti:

                                  a. nella tassa di giustizia di                           fr.   500.–

                                  b. nelle spese di cancelleria di
complessivi     fr.     80.–

                                  per un totale di                                             fr.   580.–

                                  sono a carico del ricorrente.

 

                             3.  Contro il presen          

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il
presidente:                                                Il segretario: