# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b0fdeee7-5e30-5eb9-a7d1-4929f7f9c3a8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 06.10.2003 INC.2003.12005
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-12005_2003-10-06.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.12005

  	
  Lugano

  6 ottobre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 24/25
  settembre 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________, attualmente c/o PCT

  (patrocinato dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 18 settembre 2003 del Procuratore pubblico
  __________, con la quale vengono respinte le richieste di complemento
  istruttorio presentate nell'ambito dell'inc. MP __________/2003;

  

 

 

viste le osservazioni del
magistrato inquirente 24 settembre 2003 e ritenuta l'inutilità di richiederne
al coaccusato __________, sia perché già espresse nelle osservazioni alla
richiesta di proroga del carcere preventivo (inc. GIAR __________, doc. _), sia
perché comunque ha partecipato all'udienza del 29.09.2003 in cui,
prevalentemente, si è discusso di questa questione (inc. GIAR citato, doc. _);

 

espletata un'udienza il 29
settembre 2003;

 

 

visto l'inc. MP __________/2003;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

che

 

 

-       
sui fatti oggetto d'indagine e sulla situazione processuale del
reclamante si può, per economia di giudizio, far riferimento a precedente
decisione:

 

"__________ è stato arrestato in Romania il 12.12.2002, in
esecuzione di un ordine d'arresto internazionale del 9.12.2002, per i reati di
cui agli artt. 260 bis CP (in relazione con 112 CP) e 260 ter CP (AI 11, 17,
18, 19 e 36). L'estradizione alla Svizzera, meglio l'arrivo in Ticino, è
avvenuta il 27 febbraio 2003, in base all'ordine 369/C del Ministero di
Giustizia rumeno (AI _, doc. _ inc. GIAR __________).

Questo giudice ha confermato l'arresto il 28 febbraio
2003, ritenuti presenti gravi indizi per il reato di cui all'art. 260bis CP,
necessità istruttorie e pericolo di fuga (doc. _, inc. GIAR citato).

Per completezza si precisa che analogo ordine, così
come tutta la procedura che ne è derivata, ha colpito __________ (padre di
__________), i due avendo agito (secondo l'accusa) di concerto in (e per) ogni
fase dei fatti imputati.

B.

Le accuse mosse a __________ sono in relazione a fatti
in vario modo (ritenuti) connessi all'uccisione violenta di __________,
avvenuta a __________ il 3 dicembre 2002 ad opera di __________ e di tale
__________.

__________ è accusato di aver preso parte, unitamente
ad altri, ad un disegno criminoso finalizzato all'omicidio di tre guardie di
confine elvetiche, verso le quali __________ nutriva sentimenti di vendetta,
disegno poi concretizzatosi nei confronti di __________, moglie di una delle
guardie; il tutto conformemente ad un piano, dietro compenso e quale membro di
un'organizzazione criminale (cfr. AI _).

Nei fatti, l'accusato, dopo aver avuto conoscenza delle
intenzioni vendicative di __________ (inizio estate 2002), avrebbe accettato di
collaborare con lui alla realizzazione della vendetta contattando e concorrendo
al reclutamento, a tale scopo, di altri quattro cittadini moldavi (__________),
organizzato un incontro a __________ (Romania) durante il quale si sarebbero
anche pattuito il compenso, mantenuto i contatti con __________ nel periodo
successivo a tale incontro, fornito (sempre ad __________) le generalità dei
quattro moldavi (oltre alle sue e quelle del padre) per permettere la
compilazione di "inviti" verso la Germania, ricevuto la documentazione
e trasmesso quella necessaria ai quattro moldavi allo scopo di ottenere il
visto (per la Germania). Fattori indipendenti dalla volontà dell'accusato (e
degli altri moldavi) avrebbero ostacolato l'ottenimento dei visti in questione,
rispettivamente la trasferta in Germania (cfr. Rapporto d'arresto 28 febbraio
2003, pagine da 2 a 3 e relativi riferimenti, in inc. GIAR __________, doc. _;
riassunto di tali fatti, siccome emersi dall'istruttoria, in Verbale PP V.
__________, 25 luglio 2003, p. 2; Istanza di proroga 12 agosto 2003, p. 23/24).
Inoltre, la persona che ha poi effettivamente accompagnato __________ in
Ticino, e risulta essere l'autore materiale dell'uccisione di __________,
sarebbe stata segnalata e inviata in Germania da __________ e __________ (Rapporto
d'arresto, p. 3 e 4). 

Per completezza e correttezza di esposizione, si
precisa che __________ non nega di aver in qualche modo organizzato, e
partecipato, all'incontro di __________, di aver mantenuto (in concreto tramite
il padre, prevalentemente) dei contatti con __________, rispettivamente di aver
fatto da tramite per la trasmissione delle generalità, la ricezione degli
inviti e la loro consegna agli altri quattro presenti a __________ (cfr.
Verbale GIAR 28.02.2003 p. 6/7, doc. _ inc. GIAR __________). Afferma però che
il tutto era finalizzato al recarsi in Germania per un'attività di guardia del
corpo e che mai si è parlato di vendette contro doganieri svizzeri (cfr., per
tutti, verbale GIAR 28 febbraio 2003, p. 7 e seguenti)."

(sentenza 26 agosto 2003)

 

 

-       
con decisioni 26 agosto 2003 e 29 settembre 2003, il carcere
preventivo cui è astretto __________ è stato prorogato dapprima sino al 30
settembre 2003, per permettere l'espletamento delle formalità di chiusura
dell'istruttoria, poi sino al 15 novembre 2003, per permettere conclusione
della procedura relativa ai complementi istruttori richiesti ed oggetto della
presente decisione (cfr. inc. GIAR __________);

 

 

-       
analoghe decisioni di proroga, per motivi di connessione, hanno
colpito il coaccusato __________ (inc. GIAR __________);

 

 

-       
in sede d'udienza, __________ ha formalmente ritirato due delle
tre richieste di complemento istruttorio formulate nell'istanza del 15
settembre 2003 (doc. _, inc. GIAR __________), mantenendo unicamente quella di
poter procedere "ad un interrogatorio di __________ al fine di
permettere il contraddittorio" (doc. _ inc. GIAR citato), se del caso
nelle forme previste (o permesse) dalla legislazione rumena (doc. _, inc. GIAR
citato);

 

 

-       
da decidere in questa sede rimane quindi la richiesta di
procedere ad un interrogatorio di __________, ancora in sede d'istruttoria
predibattimentale, se del caso per rogatoria e nelle forme ammesse dal diritto
dello stato rumeno (dove __________ è attualmente detenuto e sottoposto a
giudizio);

 

 

-       
questa richiesta è stata respinta dal magistrato inquirente in
quanto tardiva e in tutti i casi riproponibile davanti al giudice del merito,
con la precisazione che è comunque già intenzione del magistrato inquirente
presentare tale richiesta al giudice del merito in quanto "…il
confronto è mezzo di prova che per eccellenza esige l'immediatezza ed è
certamente più utile se esperito innanzi alla Corte di marito" (cfr.
decisione 18 settembre 2003, doc. _ inc. GIAR);

 

 

-       
in sede di osservazioni, il magistrato inquirente ribadisce
tardività della richiesta in quanto la stessa "poteva tranquillamente
essere dedotta dalla partecipazione agli interrogatori" e per il fatto
che un'audizione "personale" da parte del difensore non sarebbe
possibile, rimettendosi (sic!) alla decisione di questo giudice qualora la
difesa accettasse che l'audizione avvenga nelle modalità ammesse dall'autorità
rumena (Osservazioni p.2);

 

 

-       
a richiesta di questo giudice, il Procuratore pubblico ha
confermato (come peraltro affermato non solo nella decisione qui impugnata ma
anche nell'istanza di proroga e in udienza) con scritto 1 ottobre 2003, la sua
intenzione di chiedere l'interrogatorio di __________ al giudice del merito
(cfr. doc. _ inc. GIAR);

 

 

-       
per meritare di venire assunte, le prove proposte dalle parti
contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP) o in altro momento
dell’istruttoria (artt. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP) devono rispettare tre
concorrenti ordini di considerazione: esse devono essere motivate per quanto
attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la
fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i requisiti della
novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive conclusioni di
competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se promuovere
l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi eventualmente - dopo
definitiva conclusione dell’istruzione formale - se decretare messa in stato di
accusa o abbandono, sino se del caso a quelle del giudice di merito; per
quest’ultima evenienza, le stesse prove devono essere di difficile produzione
al dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto
tra l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio
1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR
135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in
re F.M., inc. GIAR 1093.93.5).

 

 

-       
la questione del diritto per l'accusato di poter interrogare,
rispettivamente essere posto a confronto, con chi lo accusa o, rispettivamente,
adduce elementi a suo carico, sia esso teste o coaccusato (L. Marazzi, Il GIAR
L'arbitro nel processo penale, 2001, pp. 32 e 33), é trattata ampiamente dalla
giurisprudenza (DTF 125 I 127, 124 I 49, 121 I 306, 118 Ia 327, 118 Ia 457,116
Ia 289; REP 1999 n. 129) quale elemento dell'equo processo, ai sensi degli
artt. 6 della CEDU e 29 CF, e può essere così riassunta:

 

"D'après la
jurisprudence de la Cour, les éléments de preuve doivent en principe être
produits devant l'accusé en audience publique, en vue d'un débat
contradictoire. Ce principe ne va pas sans exception, mais on ne saurait les
accepter que sous réserve des droits de la défense; en régle générale, les
paragraphes 3d e 1 de l'art. 6 commandent d'accorder à l'accusé une occasion
adéquate et suffisante de contester un témoignage à harge et d'en interroger
l'auteur, au moment de la déposition ou plus tard."

(Cour eur. D.H., arrêt Lüdi c. Suisse del 15
giugno 1992, serie A no. 238, p. 21) 

 

 

-       
le eccezioni sono sostanzialmente relative alla
forma e alle modalità dell'audizione (cfr., in relazione a questa problematica,
B. Corboz, L'agent infiltré, in ZStrR 1993, p. 307 ed in particolare pp. 329 a
334 e giurisprudenza citata; L. Marazzi, op. cit, p.34), dato che pressupposto
sostanziale per il diritto a interrogare o ad essere posto a confronto con un
teste o coaccusato è che vi sia un interesse reale a tale audizione, nel senso
che le dichiarazioni in questione siano utilizzate quale mezzo di prova e poste
a fondamento della condanna:

 

"Es soll
ausgeschlossen werden, dass ein Strafurteil auf Aussagen von zeugen abgestützt
wird, ohne dass dem Beschuldigten wenigstens einmal angemessene und
hinreichende Gelegenheit gegeben wird, das Zeugnis in Zweifel zu ziehen und Fragen
an den Zeugen zu stellen."

(DTF 125 I 127)

 

 

-       
in relazione all'audizione di persone che si
trovano all'estero (quindi da effettuarsi tramite rogatoria), la giurisprudenza
ha già avuto modo di precisare che se da un lato occorre fare il possibile per
garantire che questa avvenga nella modalità che meglio garantiscono i principi
sopra esposti e l'immediatezza della prova, dall'altro il principio della buona
fede processuale vieta che si rinunci a priori a procedere quando tali modalità
sono meno aderenti a tali principi, per esempio quando sono richieste domande
scritte e/o non è ammessa la presenza dell'accusato o, addirittura, del
difensore (DTF 118 Ia 462; Assise criminali di Lugano, 16 ottobre 1992 in re
A.);

 

 

-       
la fase in cui si colloca la
presente discussione del complemento probatorio è quella predibattimentale,
finalizzata in primo luogo a permettere alla pubblica accusa di determinarsi
sulle questioni se promuovere l’accusa o meno, indi se deferire l’accusato alla
Corte competente oppure se pronunciare l’abbandono del procedimento (art. 184
cpv. 1 CPP, rispettivamente artt. 196 cpv. 1 e 198 cpv. 1 CPP combinati); per
costante dottrina e giurisprudenza, invece, l’eventuale utilità o opportunità
della prova proposta nell’ottica del giudice del merito è elemento a favore
della sua assunzione già nella fase predibattimentale unicamente qualora
l’amministrazione di tale prova in sede dibattimentale sia impossibile, o vi
sia concreto rischio che lo diventi (sentenza 13 febbraio 2003, GIAR
428.1997.2);

 

 

-       
nel caso specifico, quindi, non è tanto il diritto
all'interrogatorio/contraddittorio, in quanto tale, ad essere determinante per
la decisione, bensì l'utilità della prova proposta per le successive decisioni
di competenza del Procuratore pubblico, ritenuto che lo scopo dell'istruttoria
è quello di sottoporre l'accusa ad un preventivo (quindi non definitivo esame),
al fine di pronunciare abbandono o rinvio a giudizio (art. 189 CPP),
rispettivamente per garantirne ininterrotta assunzione e ritenuto che proprio i
confronti sono mezzi di prova, di regola, da esperirsi al dibattimento (L.
Marazzi, Le prove nell'istruttoria penale predibattimentale, in REP 2000, p. 39
ss, p.54);

 

 

-       
sia in sede di istanza di complemento che in sede di reclamo, la
difesa si limita a richiedere la prova per il motivo che "deve essere
assicurato alla difesa il diritto al contraddittorio", senza nulla
argomentare circa la necessità di un suo espletamento in sede predibattimentale
ed in funzione delle decisioni che il Procuratore pubblico sarà chiamato a
prendere (cfr. doc. _ inc. GIAR __________ e doc. _ inc. GIAR __________);

 

 

-       
per sua parte, e conseguentemente, neppure il magistrato
inquirente si esprime sull'utilità (o inutilità) dell'assunzione della prova in
questione già in sede istruttoria; in base a quanto emerge dagli atti, si deve
comunque desumere che egli non la ritenga utile per le proprie successive
decisioni; infatti, non solo ha respinto la richiesta di complemento in tal
senso e non ha proceduto ad assumere tale mezzo di prova durante il corso
dell'istruttoria, ma allorquando ha presentato alle autorità rumene una
ulteriore richiesta di audizione __________ (il 26 maggio 2003, AI _),
contenente anche domande relative al ruolo di __________ e __________, non ha
ritenuto di farvi partecipare la difesa (ancorché nelle forme e nelle modalità
possibili);

 

 

-       
l'intenzione del magistrato inquirente, reiteratamente
manifestata, di chiedere l'assunzione del mezzo di prova in questione al
giudice del merito, è ulteriore argomento per non ammetterla in sede
predibattimentale, sia per motivi di economia processuale [ rischio di
ulteriore (e in tal caso poco utile) prolungamento della detenzione
preventiva], sia perché tale intenzione (manifestata da chi ha gestito sin qui
l'incarto ed i rapporti con l'autorità rumena) è indice di non impossibilità,
rispettivamente di non particolari difficoltà, dell'assunzione in tale sede;

 

-       
visto quanto sopra, ed il conseguente esito del reclamo, si può
prescindere dal determinarsi sulla pretesa tardività della richiesta di prova,
ricordando comunque che il tema della tardività delle prove richieste in sede
di complementi istruttori è tema delicato in quanto mette in gioco diritto,
doveri ed interessi giuridici e pratici non necessariamente convergenti; di fatto,
la tardività deve costituire una lesione del principio della buona fede
processuale e del divieto dell'abuso di diritto (cfr. sentenza 6 agosto 1999 in
re B., GIAR 205.1999.4) che, nel caso in esame, prima facie non sembrano
manifestarsi già per i limiti posti all'accesso agli atti da parte della difesa
e l'esclusione della stessa dall'interrogatorio di __________ richiesto con
rogatoria del 26 maggio 2003;

 

 

P.Q.M.

 

 

viste le norme applicabili ed in
particolare gli artt. 260 bis (in relazione con l'art. 112 CP) e 260 ter CP,
artt. 111, 112, 122, 183, 184, in relazione con 25, rispettivamente 21 e 22 
CP, nonché 134 CP e 260 bis (in relazione con 111, 183, 122 CP), artt. 47 ss.,
58, 60, 196, 279 ss., 280, 284 (e contrario) CPP,

 

 

decide

 

 

 

1.     
Il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia, fissata in FRS 300.00, e le spese, FRS 50.00,
sono a carico del reclamante.

 

 

3.     
Intimazione:

-       
PP __________ (con copia dello scritto 1. ottobre 2003 della
difesa e con l'inc. MP __________/2003 di ritorno);

-       
avv. __________, per sé e per __________ (con copia delle
osservazioni 30 settembre 2003 del PP);

-       
avv. __________ (con copia del ricorso 24 settembre 2003; delle
osservazioni 30 settembre 2003 del PP e dello scritto 1. ottobre 2003 dell'avv.
__________);

-       
Direzione PCT, 6904 Lugano-Cadro (per conoscenza);

-       
SEPEM, 6808 Taverne-Torricella (per conoscenza).

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________