# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f10c1f7-b79d-5da1-9baf-da418ebb3336
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.04.2010 C-7112/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7112-2008_2010-04-16.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7112/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  a p r i l e  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Johannes Frölicher; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentata dal Patronato INAS, via G. Lanz 25, 
6850 Mendrisio,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 7 ottobre 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7112/2008

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana,  nata  nel  1964,  ha lavorato in  Svizzera 
dal  1990  come  frontaliera,  operaia  di  produzione  (controllo  finale  e 
conteggio) presso una ditta di cerniere a lampo nel Cantone Ticino, in 
ragione  di  41  ore  settimanali.  Dal  10  aprile  2000,  per  ragioni  di 
malattia, ha ridotto la sua attività al 50% ed in data 18 ottobre 2000 ha  
inoltrato  all'Ufficio  AI  del  Cantone  Ticino  una  domanda  volta  al 
conseguimento  di  una  prestazione  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità. Era rimasta assente dal lavoro a diverse riprese da luglio 
1999. L'indagine  medica  relativa  a  questa  domanda  aveva posto  in 
evidenza  che  l'assicurata  era  portatrice  di  un'artrite  reumatoide 
sieronegativa,  disturbi  statici  del  rachide,  decondizionamento 
muscolare, alterazioni degenerative lombari (cfr. perizia reumatologica 
del Dott. D.______, per l'Ufficio AI cantonale, del 6 marzo 2002), ciò 
che  non  le  avrebbe  impedito  di  lavorare  a  tempo pieno,  secondo  il  
perito; ipermetropia; stato dopo emorragia retinica in OD (cfr. rapporto 
del Dott. B._______ del 23 settembre 2003), coliche renali, patologie 
giudicate pure non invalidanti. Con una decisione del 10 ottobre 2003, 
poi annullata per vizio di forma, veniva disposto il rifiuto di prestazioni 
per carenza d'invalidità di livello pensionabile. L'interessata ha esibito 
una perizia  del  Dott.  C._______ del  20  novembre  2003,  ove veniva 
evocata,  fra  l'altro,  una  fibromialgia.  L'accertamento  sanitario  venne 
perfezionato nel novembre 2004 con nuova visita dal Dott. D.______ 
(15  novembre),  il  quale  attestò  una  sindrome  fibromialgica 
generalizzata,  artrite  reumatoide  sieronegativa,  disturbi  statici  del 
rachide ed alterazioni degenerative della colonna lombare e ritenne la 
paziente abile al 100% nella sua abituale attività. Mediante decisione 
del  17  marzo  2005,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAI;  ora  Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero, UAIE) ha respinto la domanda di  rendita. Questo 
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 
23  febbraio  2006.  Nel  frattempo  è  pervenuta  una  perizia  medica 
particolareggiata  (E213)  eseguita  presso  l'Istituto  nazionale  della 
previdenza sociale di Como (INPS), ove in base alla diagnosi nota è 
stato posto un tasso d'invalidità del 50%.

B.
A._______ ha presentato ricorso contro la decisione su opposizione 
innanzi alla Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI per 

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le persone residenti all'estero (CFR AVS/AI). Ha prodotto, fra l'altro, a 
sostegno del suo gravame, una nuova perizia del Dott. C._______ del 
15  marzo  2006,  il  quale,  nella  sostanza  ricorda  che  dopo  un 
trattamento con diversi  medicamenti  ed una necessaria sospensione 
di  questo  (2005),  la  paziente  ha  accusato  un  fenomeno  di 
esacerbazione  delle  artralgie  (articolazioni  periferiche,  spalle, 
affaticamento cronico) per cui l'attività di 4 ore al giorno costituirebbe il  
massimo che si potrebbe esigere dalla paziente. 

Nel suo rapporto del 26 aprile 2006, ai fini della risposta di causa, il  
Dott. E._______, dell'Ufficio AI cantonale, ha affermato che la perizia 
del  Dott.  C._______,  non  dimostrerebbe  alcun  peggioramento  del 
quadro patologico rispetto a quanto già constatato dal Dott. D.______. 
Nel  preavviso  dell'8  maggio  2006,  l'Ufficio  AI  ticinese  ha  dunque 
proposto la reiezione dell'impugnativa.

In  fase  di  replica,  l'assicurata  ha  prodotto  una  serie  di  esami 
cardiologici  (eco  ed  elettrocardiogramma,  esame  specialistico  del 
febbraio/marzo  2007)  attestanti  una  marcata  ipertensione  arteriosa 
instabile  con lieve insufficienza tricuspidalica,  pressioni  polmonari  ai 
limiti superiori della norma; un verbale di pronto soccorso (con esami) 
del  19  novembre  2006  per  dolori  toracici  in  ipertesa;  un  rapporto 
d'esame  della  pressione  su  24  ore  del  23/24  novembre  2006;  un 
referto  RMN  lombosacrale  del  18  novembre  2006.  Interpellato  in 
proposito, il Dott. E._______, nella sua relazione del 2 maggio 2007, 
ha  proposto  di  procedere  ad  una  perizia  pluridisciplinare  presso  il  
Servizio  di  accertamento  medico  dell'assicurazione  per  l'invalidità 
(SAM) di  Bellinzona. Con la  risposta  di  causa del  21 maggio  2007, 
l'Ufficio AI cantonale ha proposto il parziale accoglimento del gravame 
ed il rinvio degli atti per nuovi accertamenti sanitari. Con sentenza del  
14 agosto 2007, il Tribunale amministrativo federale (TAF), subentrato 
per competenza alla CFR AVS/AI in esito ad una riforma del sistema 
giudiziario  federale  dal  1°  gennaio  2007,  ha  parzialmente  accolto 
l'impugnativa  ed  ha  rinviato  gli  atti  all'amministrazione  perché 
procedesse agli approfondimenti sanitari previsti.

C.
L'assicurata  è  stata  visitata  il  7,  9,  23  e  29  aprile  2008  ed  è  stata 
sottoposta  a  visite  specialistiche  in  psichiatria  (Dott.  F._______), 
reumatologia  (Dott.  G._______),  cardiologia  (Dott.  H._______), 
oftalmologia  (Dott.  B._______).  Nella  relazione  finale  del  19  giugno 

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2008, gli esperti incaricati hanno sostanzialmente (dettaglio nella parte 
in diritto) indicato la diagnosi (senza influenza reale sulla capacità di  
lavoro)  di  fibromialgia,  sindrome  panvertebrale  con  alterazioni 
degenerative minime L5-S1, insufficienza muscolare e turbe statiche; 
ipertensione arteriosa con altre lievi turbe cardiache accompagnate da 
toracalgie  di  origine  non  chiara,  episodio  di  sincope  nel  2008,  lievi 
difetti  dell'acuità  visiva  in  esiti  di  emorragia  retinica  OD  nel  2002,  
xeroftalmia  e  psoriasi.  I  sanitari  incaricati  giudicano  l'interessata  in 
grado  di  svolgere  il  lavoro  in  atto  (effettuato  al  computer,  con 
preparazione dei compiti delle maestranze, sollevamenti di pesi di 900 
grammi)  esigibile  al  cento  per  cento  e  non  solo  al  50%  come 
attualmente. Il Dott. I._______, nel rapporto 8 luglio 2008, ha condiviso 
diagnosi e valutazione espresse dal SAM.

Il caso è stato sottoposto al Consulente in integrazione professionale 
(CIP). Nella relazione del 16 luglio 2008, detto servizio ha confermato 
l'esigibilità  dell'attuale  lavoro  in  misura  completa  e, 
abbondanzialmente,  ha  indicato  che  in  attività  di  sostituzione  che 
tengano conto dei limiti illustrati dal SAM (sollevamento di pesi inferiori 
a 10 Kg, evitare movimenti ripetuti di rotazione dei polsi, rinunciare ad 
un'attività di autista professionale e professioni a rischio), l'interessata 
non subirebbe alcuna incapacità di guadagno.

Con progetto di decisione dell'11 agosto 2008, l'Ufficio AI cantonale ha 
disposto  la  reiezione  della  domanda  di  rendita.  L'interpellata, 
rappresentata  dal  Patronato  INAS  di  Mendrisio,  si  è  opposta  con 
scritto del 16 settembre successivo, senza apportare novità dal punto 
di  vista  medico.  In  data  7  ottobre  2008,  l'UAIE  ha  emanato  una 
decisione conformemente al progetto.

D.
Con  il  ricorso  depositato  il  7  novembre  2008,  A._______,  sempre 
rappresentata dal Patronato INAS, chiede l'accoglimento del gravame, 
il  riconoscimento  del  diritto  alla  mezza  rendita  AI.  Produce 
documentazione  generale  riguardante  l'incidenza  invalidante  della 
fibromialgia.

Nella sua risposta di causa del 5 gennaio 2009, l'Ufficio AI cantonale 
propone  la  reiezione  del  ricorso  con  argomenti  di  cui,  per  quanto 
necessario, si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio. 
Anche l'UAIE, nella sua risposta del 14 gennaio successivo, propone 
la reiezione dell'impugnativa.

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E.
Dopo aver preso atto di  queste osservazioni,  il  Patronato INAS, con 
scritto  del  20  febbraio  2009,  ha  ribadito  l'intenzione  della  propria 
assistita di mantenere il ricorso. Come nel gravame, la parte ricorrente 
sottolinea che l'amministrazione ed i sanitari del SAM non avrebbero 
tenuto  in  debito  conto  la  perizia  del  Dott.C._______ del  2006 e  del 
fatto  che l'interessata incontra già  notevoli  difficoltà  nello  svolgere  il 
lavoro a metà tempo. Contesta inoltre il  calcolo economico effettuato 
dal CIP.

Nella  duplica  del  17  marzo  2009,  l'Ufficio  AI  ticinese  riconferma  le 
proprie  conclusioni.  Anche  l'UAIE,  duplicando  in  data  25  marzo 
successivo, si associa alle conclusioni dell'Ufficio cantonale.

F.
Con  decisione  incidentale  del  31  marzo  2009,  il  TAF ha  invitato  la 
parte ricorrente a voler versare un anticipo di Fr. 300.-, corrispondente 
alle presunte spese processuali. Detto anticipo è stato regolarmente 
versato il 28 aprile successivo.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi  
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 

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LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla  
legge  (art.  60  LPGA  e  52  PA).  L'interessata  ha  versato  l'anticipo 
corrispondente  alle  presunte  spese  processuali  di  Fr. 300.-,  entro  il 
termine  impartito.  Il  gravame  è  dunque  ammissibile,  nulla  ostando 
all'esame del merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 

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contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
La ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 18 ottobre 2000. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più  
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 18 ottobre 
1999  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 7 ottobre 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

• essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

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• aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre  2007).  A  partire  dal  1° 
gennaio 2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante 
almeno 3 anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A 
tal  fine  è  possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  
versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato membro 
dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero 
scambio (AELS), a condizione che almeno un anno di contributi sia  
registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del 
regolamento 1408/71).

Per  completezza  va  ricordato  che  fino  al  31  dicembre  2000,  la 
richiedente  doveva  adempiere  la  cosiddetta  clausola  assicurativa, 
ossia  essere  assicurata,  al  momento  dell'insorgere  dell'invalidità,  o 
presso  l'AVS/AI  svizzera  o  presso  le  assicurazioni  sociali  italiane  ai 
sensi dell'art. 8 lett. b della Convenzione italo-svizzera del 14 dicembre 
1962 relativa alla sicurezza sociale (art. 6 cpv. 1 LAI nel tenore vigente  
fino al 31 dicembre 2000).

Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessata  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalida  ai  sensi  di  legge. Se del  caso,  si  esaminerà  l'adempimento 
della  clausola  assicurativa  in  regime particolare  nella  sua qualità  di 
frontaliera.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter 

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LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

Va precisato che fino al 31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il diritto al  
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno e la rendita intera con 
un tasso d'invalidità dei due terzi (66,67%). Non era previsto il diritto ai  
tre quarti di rendita.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita  
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 

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considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.

8.1 Secondo  il  questionario  del  datore  di  lavoro  l'interessata  ha 
normalmente svolto la sua mansione fino a giugno 1999. Da luglio di 
quell'anno  ha  cominciato  a  far  registrare  una  serie  di  assenze  dal 
lavoro per malattia, esattamente dal 7 luglio al 8 novembre (100%) e 
dal 19 novembre al 5 dicembre (50%), dal 6 dicembre 1999 al 9 aprile 
2000 (100%), dal 10 aprile al 5 settembre 50%, dal 6 all'11 settembre 
(100%) e per il  seguito ha ricominciato a lavorare al  50% senza più 
prolungate  assenze.  Per  quel  che  risulta  dagli  atti,  la  nominata  è 
tutt'ora  in  forza  presso  quella  ditta  di  chiusure  a  lampo  addetta  al  
controllo di produzione ed altre mansioni non pesanti.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del  raffronto dei  redditi;  DTF 128 V 30, 
VSI 2000 p. 84).

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità lavorativa e di  guadagno 

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dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

9.

9.1 Il  periodo di  cognizione giudiziaria in esame è molto ampio (cfr.  
consid.  5).  Si  può  osservare  che  le  doglianze  dell'assicurata  si 
riferiscono  soprattutto  a  livello  reumatologico/ortopedico  (anni 
1999/2004),  un  episodio  di  emorragia  retinica  nel  2003,  ora  senza 
conseguenze  valetudinarie,  un  accertamento  successivo  che  ha 
inquadrato parte delle turbe ortopediche in una sindrome fibromialgica 
(fine 2004/2005), problemi cardiocircolatori ed ipertensivi nel 2006 (già 
comunque presenti in forma blanda in precedenza) e, sporadicamente, 
qualche  problema  dermatologico  (psoriasi).  Per  questo, 
l'amministrazione  ha  ritenuto  utile  nella  fase  ricorsuale  precedente 
(giudizio  del  TFA  del  14  agosto  2007)  di  proporre  una  visita 
pluridisciplinare presso il SAM di Bellinzona. 

I  sanitari  incaricati  hanno  avuto  modo  di  esaminare  il  quadro  della 
malattia  su  di  un  lungo  tempo  e  valutare  la  capacità  al  lavoro 
dell'interessata in base alle diverse perizie e certificazioni ad atti e al  
momento della perizia. I medici del SAM, dopo le visite specialistiche e 
gli  esami  oggettivi  che  il  caso  ha  richiesto,  hanno  evidenziato  il  
seguente quadro diagnostico:

Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa: nessuna.

Diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:

Fibromialgia  (DD:  primaria,  secondaria  su  artrite).  Poliartrite  
anamnestica (DD: artrite psoriasica). Sindrome panvertebrale cronica  
su/con: nell'ambito della fibromialgia; minime alterazioni degenerative  
con  degenerazione  discale  L5-S1;  insufficienza  muscolare;  turbe  
statiche.  Ipertensione  arteriosa,  minima  insufficienza  aortica,  
extrasistolia ventricolare (documentata nel 2002). Toracalgie di origine  
indeterminata. Sincope di origine probabilmente vasovagale nel 2008.  
Minima  alterazione  dell'acuità  visiva  e  difetto  campimetrico  
paracentrale  superiore  verosimilmente  irreversibile  in  stato  dopo  
emorragia retinica occhio destro nel 2002, xeroftalmia, psoriasi. 

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 

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versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per  
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, possono essere menzionate: la perizia del Dott. 
D.______,  reumatologo,  del  6  marzo  2002  (per  l'Ufficio  AI)  che 
considerava la paziente abile nel suo attuale lavoro in misura totale. La 
(prima)  perizia  di  parte  del  Dott. C._______,  specialista in  medicina 
interna,  Chiasso,  del  20  novembre  2003,  che  riteneva  la  paziente 
inabile al 50%. La (seconda) perizia del Dott. D.______ (per l'Ufficio AI 
cantonale)  che  confermava  il  giudizio  precedente,  nel  senso  che 
l'interessata  sarebbe stata  in  grado di  svolgere  il  lavoro  in  corso in 
misura completa, invece del 50% e ciò dalla primavera del 2000. La 
perizia  medica  particolareggiata  dell'INPS  del  18  maggio  2005  che 
pone  un  grado  d'invalidità  del  50%.  La  (seconda)  perizia  del  Dott.  
C._______  del  15  marzo  2006,  nella  quale  l'esperto  ribadiva 
l'inesigibilità  del  suo  lavoro  oltre  al  50%.  Infine,  la  perizia 
pluridisciplinare del SAM, nella quale si reputa la paziente in grado di  
svolgere il lavoro in atto al cento per cento.

10.2 Va ricordato che una perizia richiesta dall'UAI cantonale (in casu 
un  servizio  di  accertamento  medico  specifico  dell'assicurazione  per 
l'invalidità, SAM) non può essere scartata adducendo che si tratta di 
un  referto  di  parte.  Infatti,  la  legge  attribuisce  all'amministrazione  il  
compito  di  istruire  le  domande  di  rendita,  procurandosi  gli  atti 
necessari, in particolare circa lo stato di salute, l'attività, la capacità di 
lavoro e l'idoneità all'integrazione dei richiedenti. A tale scopo possono 
essere  domandati  rapporti  e  informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti 
sopralluoghi  e  consultati  specialisti  dell'aiuto  pubblico  o  privato  agli  

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invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). In questo contesto l'Ufficio AI agisce quale 
organo  amministrativo  preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le 
perizie  ordinate  in  adempimento  di  questo  compito  non  possono 
essere considerate di  parte o non conclusive alla luce di  altri  referti  
(DTF 123 V 175 e 122 V 157). Il Tribunale federale ha inoltre precisato 
che  deve  essere  considerata  rilevante  una  perizia  affidata  al  SAM, 
negando che tale servizio medico possa essere considerato parte in 
causa  per  sussistenza  di  un  vincolo  per  cui  l’istituto  medesimo 
sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli  interessi 
specifici dell’assicurazione per l’invalidità.

Determinante è invece la circostanza che la perizia del SAM rispetti  
tutti  i  principi  concernenti  la valutazione medica dell'invalidità. Infatti,  
per quanto concerne il  valore probatorio d'un rapporto medico va in 
particolare accertato se il  rapporto è completo per quanto riguarda i  
temi sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle 
censure  del  paziente,  se  è  stato  redatto  con  conoscenza  della 
pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella 
presentazione del  contesto medico e,  infine,  se  le  conclusioni  a  cui  
giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non 
è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione 
del  materiale  probatorio  quale  rapporto  o  di  perizia,  bensì  il  suo 
contenuto (DTF 125 V 352, consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c).

In  questo  contesto  quindi,  al  dettagliato  rapporto  del  SAM,  che  ha 
avuto modo di esaminare anche le valutazioni ed i dubbi sollevati dal 
Dott. C._______ ed il giudizio del medico dell'INPS, può essere data 
ampia adesione.

10.3  L'assicurata  è  portatrice  di  una  patologia  reumatologica/ 
ortopedica  di  scarsa  rilevanza  invalidante  perlomeno  in  attività 
confacenti.  L'esame  obbiettivo  svolto  dallo  specialista  (Dott. 
G._______)  rileva  unicamente  e  sostanzialmente  che  la  paziente 
presenta i segni tipici della fibromialgia che spiega i dolori accusati, la 
stanchezza generale ed altri disturbi neurovegetativi. 

Tra i  danni  alla  salute  psichica,  i  quali  come  i  danni  fisici  possono 
determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere 
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie 
psichiche parificabili  a  malattia  (MEYER-BLASER,  Der  Rechtsbegriff  der 
Arbeitsunfähigkeit  und  seine  Bedeutung  in  der  Sozialversicherung, 
namentlich  für  den  Einkommensvergleich  in  der 

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Invaliditätsbemessung,  in  SCHAFFAUSER/SCHLAURI,  Schmerz  und 
Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, p. 64 n. 93). Non sono considerati 
effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe 
a carico dell'AI le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato 
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è 
ragionevolmente  esigibile  deve  essere  apprezzata  nel  modo  più 
oggettivo  possibile  (DTF 102 V  166; VSI  2001 pag. 224 consid.  2b; 
DTF 127 V 298 consid.  4c in fine). Dunque, nel quadro di esame del 
diritto a prestazioni (o in caso di revisione) le manifestazioni soggettive 
di  dolori  devono  essere  confermate  da  osservazioni  mediche 
concludenti,  a  difetto  di  ciò  un  apprezzamento  di  questo  diritto  a 
prestazioni non può garantito in modo conforme al principio di parità di 
trattamento fra gli assicurati. 

Il Tribunale federale ha avuto modo di precisare che l'inesigibilità della 
ripresa lavorativa presuppone in ogni  caso la  presenza manifesta di 
una  comorbidità  psichiatrica  di  notevole  gravità,  intensità  e  durata 
oppure la presenza costante e intensa di altri criteri qualificati quali (1) 
l'esistenza di concomitanti affezioni organiche croniche accompagnate 
da  un  decorso  patologico  pluriennale  son  sintomi  stabili  o  in 
evoluzione  senza  remissione  duratura,  (2)  la  perdita  d'integrazione 
sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato, 
senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, ad indicare allo 
stesso tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del 
conflitto  psichico  (profitto  primario  tratto  dalla  malattia;  "primärer 
Krankheitsgewinn") oppure (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali 
o  stazionari  conformi  alle  regole  dell'arte  nonché  di  provvedimenti 
riabilitativi a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (DTF 
130 V 352 consid. 2.2.2 ).

Per quanto concerne l'artrite sieronegativa (eventualmente psoriasica), 
questa non è mai sta confermata con chiarezza e può peraltro essere 
smentita  dal  momento  che,  da  10  anni  dalla  sua  evocazione,  la 
paziente  non  ha  presentato  quel  tipico  processo  erosivo  che  la 
caratterizza. La nominata presenta gonfiore alle ginocchia, dove non 
sono presenti versamenti; la sonografia delle spalle non mostra lesioni 
reumatologiche; le estremità degli arti superiori (mani e polsi), sono a 
tratti  doloranti  ma,  nel  complesso,  libere  da  impedimenti  di  rilievo. I 
dolori  lombari  sono  da  ascrivere  nell'ambito  della  sindrome 
fibromialgica  sopra  detta  e  non  hanno  riscontro  strumentale,  come 
neppure  sussistono  segni  di  una  sindrome  lombovertebrale  sicura. 

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Pertanto, né la fibromialgia, né la presunta artrite reumatoide (peraltro 
solo  anamnestica)  causano  un'incapacità  di  lavoro  nell'ambito  di 
attività leggere. Il Dott. G._______ contesta pertanto la valutazione del 
Dott.  C._______  non  suffragata  da  riscontri  oggettivi.  In  generale, 
conclude il Dott. G._______, l'assicurata è in grado di svolgere tutte le 
attività  leggere dove possa cambiare postura ogni  2 ore circa,  dove 
può stare seduta e dove non debba sollevare pesi superiori ai 10 kg e 
dove  non  debba  effettuare  movimenti  ripetuti  del  polso.  L'esperto 
incaricato conferma quindi le valutazioni del Dott. D.______ del 2002 e 
2004.

10.4 Dal  lato  cardiologico  (Dott.  H._______)  esiste  soprattutto  una 
marcata  tendenza  all'ipertensione,  non  sempre  ben  controllata. 
Peraltro  lo  specialista  consiglia  una  modifica  della  terapia  in  atto  e 
maggiore frequenza dei controlli. Comunque, la paziente non presenta 
cardiopatie strutturali e, di per sé, il segno di extrasistolia notato è di  
carattere  benigno  non  bisognoso  di  cure.  Le  toracalgie  denunciate 
dalla paziente non sono di carattere cardiaco, ma piuttosto di origine 
muscoloscheletrica. L'episodio sincopale del gennaio 2008 è unico e 
non ha dato seguito a maggiori accertamenti; potrebbe essere ascritto 
ad un momento di panico/iperventilazione e immediatamente seguito 
da fenomeno vasovagale. Il cardiologo, comunque, consiglia maggiori 
accertamenti (esame Holter ed eventualmente anche una scintigrafia 
miocardica)  se  delle  sintomatologie cardiache od un nuovo episodio 
sincopale  dovessero  ripresentarsi  con  costanza  o  se  dovesse 
assumere compiti fisicamente più onerosi di quelli in atto. Attualmente, 
la  paziente  è  in  grado  di  svolgere  in  misura  completa  il  lavoro  di 
operaia  addetta  al  controllo  di  produzione  (posizione  seduta  od 
alternata; lavoro davanti ad uno schermo, sollevamento di pesi di circa 
900 grammi) nella fabbrica di cerniere lampo.

10.5 Sotto  il  profilo  psichiatrico  (Dott.  F._______),  indagine  resasi 
necessaria  a  causa  della  diagnosi  di  fibromialgia,  la  paziente  è 
perfettamente  sana.  Si  tratta  di  un  soggetto  caratterizzato  da  una 
personalità  pronta  e  vivace,  in  completa  assenza  di  turbe  d'umore, 
d'ansia  e/o  o  tendenza  alla  depressione.  La  paziente  è  del  tutto 
asintomatica da quel lato specialistico.

10.6 Dal lato oftalmologico, l'indagine si è resa necessaria a seguito di  
episodio di emorragia retinica del 2003. Il Dott. B._______ rileva che 
l'acuità visiva è peggiorata rispetto allora, tuttavia permane un visus 

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(corretto)  completo  (leggermente  alterata  in  OS).  Vi  è  un  difetto 
campimetrico paracentrale superiore. I fondi oculari con poli posteriori 
sono perfettamente nella norma senza emorragie. Dal punto di  vista 
oftalmico non vi è alcuna incapacità di lavoro.

10.7 A  conclusione  della  perizia,  i  sanitari  del  SAM  ritengono 
l'assicurata del tutto in grado di compiere l'attuale lavoro in misura del 
100%, invece che del 50%. Alcune precauzioni, che pare non debbano 
essere  peraltro  assunte  nell'ambito  dell'attività  lavorativa  in  corso, 
consistono nel fatto che la ricorrente non deve sollevare pesi superiori  
a  10kg,  deve  avere  la  possibilità  di  cambiare  postura  ogni  tanto 
(ameno ogni 2 ore),  non deve effettuare movimenti  ripetuti  dei polsi,  
non  deve  assumere  lavori  che  implicano  la  guida  d'auto  a  titolo 
professionale e questo perlomeno per il momento, poiché deve essere 
chiarito se l'episodio sincopale del 2008 è destinato a ripetersi.

I  medici  dell'UAI  cantonale  (segnatamente  i  Dott.ri  E._______  e 
I._______) hanno ripreso e condiviso queste valutazioni. 

10.8 Il  collegio  giudicante  non  può  far  altro  che  prendere  atto  e 
condividere  queste  valutazioni.  Considerando  l'assicurata  abile  al 
cento per cento (con rendimento pari al 100%) nella attuale attività, i  
periti  incaricati  hanno hanno espresso,  è  vero,  un  giudizio  piuttosto 
restrittivo.  L'anamnesi  e  l'attuale  stato  di  salute,  i  vari  e  numerosi  
eventi patologici (in particolare reumatologici e ortopedici) che si sono 
succeduti  nel  corso  del  tempo  portano  piuttosto  a  ritenere  che 
l'interessata  non è abile  nel  suo lavoro in  misura completa  come lo 
pretendono  i  medici  del  SAM.  Tuttavia,  il  collegio  giudicante  è  del  
parere  che  A._______  potrebbe  svolgere  il  suo  lavoro  in  misura 
certamente superiore al 60% di modo che non entrerebbe in linea di 
conto  un  riconoscimento  d'invalidità  ai  sensi  di  legge.  Un'altra 
possibilità sarebbe quella di una presenza al lavoro sull'arco dell'intera 
intera giornata, ma con un rendimento ridotto del 10-20%, circostanza 
anche  questa  che  escluderebbe  il  riconoscimento  del  diritto  alla 
rendita.  Visto  quanto  precede,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e 
l'impugnata decisione confermata. 

11.

11.1 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico  della  ricorrente  e  vengono  compensate  con  l'anticipo  già 
versato di Fr. 300.-.

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11.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico della ricorrente.  
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.-.

3.
Non sono riconosciute indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. AI IT/xxx.xxxx.xxxx.xx/JU)
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS 173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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