# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f17b6cae-0f43-5470-8340-0fc27f4a8dfc
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-09-11
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 11.09.2017 RR.2017.162
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_RR-2017-162_2017-09-11.pdf

## Full Text

Sentenza dell’11 settembre 2017 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Andreas Keller, presidente, 

Tito Ponti e Roy Garré,  

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   

Parti   

A. SA, rappresentata dagli avv.ti Claudio Luraschi e Ste-

fano Fornara,  

Ricorrente 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,  

Controparte 

 

   

Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

alla Russia 

 

Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2017.162 

 

 

 Fatti:  

A. Il 5 luglio 2016 il Procuratore generale di Mosca ha presentato alla Svizzera una 

domanda d’assistenza giudiziaria (ricevuta dalle autorità elvetiche il 7 ottobre 

2016), nell’ambito di un procedimento penale contro ignoti per il reato di appro-

priazione indebita (art. 160 CP/RU). In sostanza, gli ignoti indagati avrebbero 

concluso nel marzo 2007 un contratto di credito con la banca B. per 80 milioni 

di dollari, garantito dal 100% delle azioni della società “aperta” C.” per poi ap-

propriarsi, entro il maggio 2009, degli importi effettivamente erogati pari a circa 

65 milioni di dollari. Nel contempo, gli indagati avrebbero alienato ad entità giu-

ridiche riconducibili a persone a loro vicine parte degli immobili della società C. 

costituita in pegno, come pure della società “chiusa” da quest’ultima controllata 

D. – di cui azionista unica è A. SA,– per un prezzo nettamente inferiore al valore 

venale, con conseguente perdita del valore delle azioni poste in pegno e danno 

ai creditori (act. 1.1; dossier MP/TI, doc. 1, 10). Da un messaggio di Interpol 

Mosca del 10 gennaio 2017, risulta che uno degli indagati nel procedimento 

russo è E., presidente di A. SA (dossier MP/TI, doc. 10, 11). 

 

Con la commissione rogatoria in oggetto, l’autorità rogante ha chiesto, tra l’altro, 

di acquisire informazioni sull’immatricolazione e l’attività economica e finanzia-

ria di A. SA, sui suoi direttori, fondatori e beneficiari, come pure di procedere 

all’interrogatorio del direttore, fondatore e beneficiario di A. SA, nonché di otte-

nere la documentazione bancaria presso la banca F. in merito alle relazioni in-

trattenute da quest’ultima dal 1° gennaio 2016 (act. 1.1; dossier MP/TI, doc. 1). 

 

 

B. Con decisione di entrata in materia del 14 novembre 2016, il Ministero pubblico 

del Cantone Ticino (di seguito: “MP/TI”), designato dall'Ufficio federale di giusti-

zia (di seguito: “UFG”) quale Cantone direttore per la procedura rogatoriale in 

oggetto, ha accertato l’ammissibilità della commissione rogatoria (dossier 

MP/TI, doc. 1 e 2; v. act. 1.1 pag. 2). 

 

Mediante la medesima decisione di entrata in materia, il MP/TI ha ordinato, se-

gnatamente, alla banca F. l’identificazione di tutte le relazioni bancarie ricondu-

cibili a A. SA, il sequestro della documentazione relativa alle relazioni identifi-

cate e l’interrogatorio di E. e di G. 

 

C. Il 29 novembre 2016, la banca F. ha trasmesso al MP/TI la documentazione 

bancaria relativa alle relazioni intestate a A. SA (dossier MP/TI, doc. 8). 

 

 

D. Con scritti del 14 dicembre 2016 e del 24 gennaio 2017, la patrocinatrice di E. 

e di G. ha trasmesso al MP/TI un memoriale sottoscritto da E. ed uno sottoscritto 

 

 

da G., in evasione delle domande poste dall’autorità russa. Per entrambi i me-

moriali, la patrocinatrice ha confermato l’accordo dei propri assistiti alla trasmis-

sione per via semplificata all’autorità estera (dossier MP/TI, doc. 9, 10 e 13).  

 

 

E. Con decisione di chiusura del 23 maggio 2017 il MP/TI ha ordinato la trasmis-

sione alle autorità russe del memoriale sottoscritto da E. e di quello sottoscritto 

da G., come pure della documentazione bancaria relativa ai conti intestati a A. 

SA (act. 1.1).  

 

 

F. Il 23 giugno 2017 A. SA ha interposto ricorso avverso la summenzionata deci-

sione dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, postu-

lando l’annullamento del dispositivo n. 2a con cui veniva ordinata la consegna 

all’autorità rogante della documentazione bancaria relativa alle relazioni ad 

essa intestate (act. 1). 

 

 

G. Con risposta del 7 luglio 2017, il MP/TI si è rimesso al giudizio di questo Tribu-

nale (act. 6). Con osservazioni del 18 luglio seguente l’UFG ha chiesto di re-

spingere il ricorso nella misura della sua ammissibilità (act. 7). Entrambi gli scritti 

sono stati trasmessi per conoscenza alla ricorrente (act. 8). 

 

Le ulteriori argomentazioni verranno riprese, nella misura del necessario, nei 

successivi considerandi in diritto. 

 

 

Diritto: 

1. 

1.1. In virtù dell'art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale del 19 marzo 2010 sull'or-

ganizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71), la 

Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale giudica i gravami in ma-

teria di assistenza giudiziaria internazionale. 

 

1.2. I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Russia e la Confede-

razione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione europea di assistenza 

giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata in vigore il 9 marzo 2000 

per la Russia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera (CEAG; RS 0.351.1). Di rilievo 

nella fattispecie è anche la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro 

e la confisca dei proventi di reato, conclusa a Strasburgo l’8 novembre 1990, 

entrata in vigore il 1° settembre 1993 per la Svizzera ed il 1° dicembre 2001 per 

la Russia (CRic; RS. 0.311.53). Alle questioni che il prevalente diritto interna-

zionale contenuto in detti trattati non regola espressamente o implicitamente, 

 

 

come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a 

quello pattizio (cosiddetto principio di favore), si applicano la legge federale 

sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 

351.1), unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 

AIMP, DTF 142 IV 250 consid. 3; 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 

136 IV 82 consid. 3.1). Il principio di favore vale anche nell'applicazione delle 

pertinenti norme di diritto internazionale (v. art. 39 n. 3 CRic). È fatto salvo il 

rispetto dei diritti fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 con-

sid. 7c). 

 

1.3. La procedura di ricorso è retta dalla legge federale sulla procedura amministra-

tiva del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti 

atti normativi in materia di assistenza giudiziaria, di cui al precedente conside-

rando (art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP e 12 cpv. 1 AIMP).  

 

1.4. Interposto tempestivamente contro la sopraccitata decisione di chiusura, il ri-

corso è ricevibile sotto il profilo degli art. 25 cpv. 1, 80e cpv. 1 e 80k AIMP. Nella 

misura in cui la documentazione oggetto della decisione di trasmissione con-

cerne le relazioni bancarie intestate alla ricorrente, essa è legittimata a ricorrere 

ai sensi dell’art. 80h lett. b AIMP (v. DTF 137 IV 134 consid. 5.2.1 e riferimenti). 

 

1.5. Si giustifica pertanto di entrare in materia. 

 

2.  La società ricorrente sostiene che la domanda di assistenza del 5 luglio 2016 

non soddisfi le esigenze formali previste dagli art. 14 CEAG e 28 cpv. 2-3 AIMP. 

A suo dire, la descrizione delle circostanze alla base della citata domanda sa-

rebbe incomprensibile ed estremamente confusa, e sicuramente non atta a so-

stenere una commissione rogatoria. In particolare, nella domanda verrebbero 

elencate una lunga serie di società e persone fisiche senza indicare gli elementi 

atti a distinguerle una dall’altra e senza specificare quale sarebbe esattamente 

il loro ruolo in relazione ai fatti di asserita rilevanza penale. La ricorrente ver-

rebbe poi menzionata solo in tre occasioni e senza indicare quale sarebbe il 

suo legame con i fatti oggetto di inchiesta; la domanda estera si limiterebbe 

infatti a dichiarare che A. SA sarebbe azionista unica di “D.”, omettendo di de-

scrivere quale sia la connessione tra quest’ultima società ed i reati del procedi-

mento penale russo. Oltre a ciò, nella domanda difetterebbe qualsiasi ipotesi in 

merito ad un eventuale trasferimento di fondi provenienti dai reati perseguiti in 

favore dei conti intestati alla ricorrente presso la banca F., come pure in merito 

a specifici sospetti a carico di E. 

2.1  Per quanto attiene alla domanda di assistenza, gli art. 14 CEAG, 27 n. 1 CRic 

e 28 AIMP esigono in sostanza che essa sia in forma scritta, che indichi l'ufficio 

da cui emana e all'occorrenza l'autorità competente per il procedimento penale, 

 

 

il suo oggetto, il motivo, la qualificazione giuridica del reato, i dati, il più possibile 

precisi e completi, della persona contro cui è diretto il procedimento penale, 

presentando altresì un breve esposto dei fatti essenziali, al fine di permettere 

allo Stato rogato di verificare che non sussistano condizioni ostative all'assi-

stenza (DTF 129 II 97 consid. 3; 118 Ib 111 consid. 5b pag. 121, 547 consid. 

3a; 117 Ib 64 consid. 5c). In questo ambito, non si può tuttavia pretendere dallo 

Stato richiedente la presentazione di un esposto dei fatti totalmente esente da 

lacune o contraddizioni, visto che lo scopo della rogatoria è proprio quello di 

chiarire punti oscuri relativi alle fattispecie oggetto d'indagine all'estero, fermo 

restando che la verifica delle condizioni per la concessione dell'assistenza deve 

rimanere possibile (v. DTF 117 Ib 64 consid. 5c, con giurisprudenza citata). Ciò 

non implica per lo Stato richiedente l'obbligo di provare la commissione del 

reato, ma solo quello di esporre in modo sufficiente le circostanze sulle quali 

fonda i propri sospetti, per permettere allo Stato richiesto di escludere che la 

domanda costituisca un'inammissibile ricerca indiscriminata di prove (v. su que-

sto tema DTF 129 II 97 consid. 3.1; 125 II 65 consid. 6b/aa; 122 II 367 consid. 

2c). L'esame della colpevolezza è riservato al giudice straniero del merito, esu-

lando dunque dalle competenze di quello svizzero dell'assistenza (DTF 113 Ib 

276 consid. 3a; 112 Ib 576 consid. 3; sentenza del Tribunale federale 

1C_562/2011 del 22 dicembre 2011, consid. 1.5). L'autorità non si scosta dall'e-

sposto dei fatti contenuto nella domanda, fatti salvi gli errori, le lacune o altre 

contraddizioni evidenti ed immediatamente rilevati (DTF 132 II 81 consid. 2.1; 

118 Ib 111 consid. 5b pag. 121 e seg.). 

2.2  Dalla rogatoria del 5 luglio 2016 è possibile evincere quale sia il suo oggetto, 

sebbene non tutti i passaggi siano di immediata comprensione. Dalla domanda 

estera risulta infatti che, per quanto qui di rilievo, le persone indagate avrebbero 

concluso il 9 marzo 2007 un contratto di credito con la banca B. per 80 milioni 

di dollari, garantito dal 100% delle azioni della società C., per poi appropriarsi, 

entro il maggio 2009, degli importi ricevuti pari a circa 65 milioni di dollari. Nel 

contempo, gli indagati avrebbero alienato ad entità giuridiche riconducibili a per-

sone a loro vicine, parte degli immobili della società C. costituita in pegno, come 

pure della controllata D., per un prezzo nettamente inferiore al valore venale, 

con conseguente perdita del valore delle azioni poste in pegno e danno ai cre-

ditori. Per quanto attiene al ruolo della ricorrente, la domanda specifica che essa 

sarebbe l’azionista unica di D., mentre E. ne sarebbe il beneficiario finale. L’au-

torità estera precisa di necessitare, oltre che delle informazioni da ottenere me-

diante gli interrogatori di E. e G., della documentazione relativa ai conti bancari 

della ricorrente presso la banca F., così come di informazioni concernenti l’atti-

vità economica e finanziaria di A. SA (act. 1.1; dossier MP/TI, doc. 1).  

 

Tuttavia, né dalla domanda rogatoriale né dalla decisione di chiusura è possibile 

evincere quale sia il legame tra, da un lato, la ricorrente ed i suoi conti, e, dall’al-

tro, i reati oggetto di indagine in Russia. Nulla è infatti detto in proposito nel 

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http://links.weblaw.ch/DTF-118-IB-111
http://links.weblaw.ch/DTF-117-IB-64
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http://links.weblaw.ch/DTF-112-IB-576
http://links.weblaw.ch/1C_562/2011
http://links.weblaw.ch/DTF-132-II-81
http://links.weblaw.ch/DTF-118-IB-111

 

 

fascicolo agli atti: non vengono né citati, né anche solo ipotizzati, trasferimenti 

di fondi, compensazioni o altro fra la ricorrente e gli indagati. Oltre a ciò, dalla 

domanda estera non emerge quali fatti l’autorità rogante vorrebbe accertare tra-

mite la ricezione della documentazione bancaria in questione. Manca del resto 

una qualsiasi connessione logico-temporale tra i reati perseguiti in Russia e ed 

i conti bancari di A. SA: in effetti, gli atti di appropriazione indebita oggetto delle 

indagini estere sarebbero stati commessi entro il maggio 2009 (v. dossier 

MP/TI, doc. 1), mentre la società ricorrente è stata fondata circa tre anni dopo, 

ossia il 22 giugno 2012 (v. dossier MP/TI, doc. 10). Tant’è che le relazioni ban-

carie, la cui documentazione è oggetto della decisione di trasmissione, sono 

state aperte tra i mesi di giugno 2012 ed agosto 2012 (dossier MP/TI, doc. 8). 

Per quanto attiene infine a E., il suo ruolo nell’ambito del complesso delle so-

cietà C. e D. e altre, avrebbe preso avvio, secondo quanto da lui affermato 

(e non smentito dalle indicazioni presenti nel dossier), nella seconda metà del 

2011, dunque anche in questo caso ben più tardi della sospettata appropria-

zione indebita (v. dossier MP/TI, doc. 8). Che nei conti di A. SA possano essere 

confluiti soldi provenienti dai reati in questione non viene ipotizzato né nella ro-

gatoria né nella decisione impugnata. Anzi la rogatoria non spiega nemmeno 

qual è la posizione processuale di E.: che sia imputato lo si comprende soltanto 

dalle successive decisioni dell’autorità di esecuzione e da un messaggio di In-

terpol Mosca del 10 gennaio 2017 (dossier MP/TI, doc. 11), che però non ha 

dato luogo ad un formale complemento rogatoriale che permetta all’autorità ro-

gata di esaminare seriamente gli sviluppi processuali della vicenda e di pren-

dere conoscenza degli accertamenti che hanno portato a questi stessi sviluppi. 

Per sua natura la segnalazione di polizia è infatti molto scarna e non adempie 

in alcun modo i tipici requisiti di un complemento rogatoriale. Non si comprende 

del resto perché nella decisione di entrata in materia del 14 novembre 2016 

l’inchiesta venga definita nel rubrum “contro ignoti”, mentre nel dispositivo E. 

viene già definito “imputato”, quando agli atti non figurava ancora nessuna se-

gnalazione ufficiale in tal senso da parte delle autorità russe (v. verbale del pro-

cedimento, 7 luglio 2017). Ciò non toglie che la documentazione rogatoriale agli 

atti  non adempie i requisiti legali di cui agli art. 14 CEAG, 27 n. 1 CRic e 

28 AIMP. Già solo per questo motivo la commissione rogatoria non può essere 

accolta. 

3. La ricorrente invoca pure una violazione del principio della proporzionalità, ne-

gando che la documentazione bancaria oggetto della decisione di trasmissione 

sia in relazione oggettiva con i fatti perseguiti dalle autorità russe. La domanda 

estera costituirebbe dunque in questa misura, a suo parere, una fishing expe-

dition.  

3.1  La questione di sapere se le informazioni richieste nell'ambito di una domanda 

di assistenza siano necessarie o utili per il procedimento estero deve essere 

 

 

lasciata, di massima, all'apprezzamento delle autorità richiedenti. Lo Stato ri-

chiesto non dispone infatti dei mezzi per pronunciarsi sull'opportunità di assu-

mere determinate prove e non può sostituirsi in questo compito all'autorità 

estera che conduce le indagini (DTF 132 II 81 consid. 2.1 e rinvii). La richiesta 

di assunzione di prove può essere rifiutata solo se il principio della proporzio-

nalità è manifestamente disatteso (DTF 120 Ib 251 consid. 5c; sentenze del 

Tribunale penale federale RR.2008.154-157 dell'11 settembre 2008, consid. 

3.1; RR.2007.18 del 21 maggio 2007, consid. 6.3) o se la domanda appare 

abusiva, le informazioni richieste essendo del tutto inidonee a far progredire le 

indagini (DTF 122 II 134 consid. 7b; 121 II 241 consid. 3a). Inoltre, da consoli-

data prassi, quando le autorità estere chiedono informazioni per ricostruire flussi 

patrimoniali di natura criminale si ritiene che necessitino di regola l'integralità 

della relativa documentazione, in modo tale da scoprire tutte le persone o entità 

giuridiche coinvolte (v. DTF 129 II 462 consid. 5.5; 124 II 180 consid. 3c inedito; 

121 II 241 consid. 3b e c; sentenze del Tribunale federale 1A.177/2006 del 

10 dicembre 2007, consid. 5.5; 1A.227/2006 del 22 febbraio 2007, consid. 3.2; 

1A.195/2005 del 1° settembre 2005 in fine). La trasmissione dell'intera docu-

mentazione potrà evitare altresì l'inoltro di eventuali domande complementari 

(DTF 136 IV 82 consid. 4.1; 121 II 241 consid. 3; sentenza del Tribunale fede-

rale 1C_486/2008 dell'11 novembre 2008, consid. 2.4; sentenza del Tribunale 

penale federale RR.2011.113 del 28 luglio 2011, consid. 4.2). In base alla giu-

risprudenza l'esame da parte delle autorità di esecuzione e del giudice dell'as-

sistenza va limitato alla cosiddetta utilità potenziale, secondo cui la consegna 

giusta l'art. 74 AIMP è esclusa soltanto per quei mezzi di prova certamente privi 

di rilevanza per il procedimento penale all'estero (DTF 126 II 258 consid. 9c; 

122 II 367 consid. 2c; 121 II 241 consid. 3a e b). Vietata in particolare è la 

cosiddetta fishing expedition, la quale è definita dalla giurisprudenza come una 

ricerca generale ed indeterminata di mezzi di prova volta a fondare un sospetto 

senza che esistano pregressi elementi concreti a sostegno dello stesso 

(DTF 125 II 65 consid. 6b/aa pag. 73 e rinvii). Questo modo di procedere non è 

consentito in ambito di assistenza internazionale sia alla luce del principio della 

specialità che di quello della proporzionalità. Tale divieto si fonda semplice-

mente sul fatto che è inammissibile procedere a casaccio nella raccolta delle 

prove (DTF 113 Ib 257 consid. 5c). 

3.2  In concreto, visto quanto esposto in precedenza (v. supra consid. 2.2), consi-

derando altresì la scarsità delle informazioni fornite dalle autorità russe sull’ef-

fettivo coinvolgimento della ricorrente, rispettivamente di E., nei fatti oggetto di 

indagine, per il giudice dell’assistenza è impossibile valutare l'utilità potenziale 

della documentazione sequestrata. Anche sotto questo profilo il ricorso va per-

tanto accolto. 

http://links.weblaw.ch/DTF-132-II-81
http://links.weblaw.ch/DTF-120-IB-251
http://links.weblaw.ch/BSTGER-RR.2008.154
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http://links.weblaw.ch/DTF-121-II-241
http://links.weblaw.ch/DTF-125-II-65
http://links.weblaw.ch/DTF-113-IB-257

 

 

4. L’accoglimento del ricorso comporta l’annullamento della decisione impugnata, 

ferma restando la possibilità delle autorità russe di fornire informazioni comple-

mentari seguendo la procedura prevista all’art. 80o cpv. 1 AIMP. Secondo 

quest’ultima disposizione, se sono necessarie informazioni complementari, l’Uf-

ficio federale di giustizia le chiede allo Stato richiedente su richiesta dell’autorità 

d’esecuzione o dell’autorità di ricorso (v. anche ZIMMERMANN, op. cit., n. 252 

pag. 256 e seg.). A questo scopo è opportuno mantenere provvisoriamente 

sotto sequestro la documentazione bancaria agli atti, dando un termine di 

60 giorni all’autorità rogante per inoltrare eventuali complementi di informa-

zione.   

 

5. Visto l'esito della procedura, non si riscuote tassa di giustizia (art. 63 cpv. 2 PA 

richiamato l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La cassa del Tribunale penale federale 

restituirà alla ricorrente l'anticipo delle spese già pervenuto pari a fr. 5'000.--. 

 

6. Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso tutto o in 

parte, può, d'ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un'indennità per le 

spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Il regolamento 

del Tribunale penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le inden-

nità della procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162) concretizza 

queste disposizione agli art. 10 e segg. In base all'art. 12 cpv. 2 RSPPF, se 

l'avvocato, come in casu, non presenta alcuna nota delle spese, l'onorario è 

fissato secondo il libero appezzamento della Corte dei reclami penali. Nella fat-

tispecie, appare adeguato un onorario di fr. 2’500.--. L'indennità è messa a ca-

rico del Ministero pubblico ticinese in quanto autorità inferiore giusta l'art. 64 

cpv. 2 PA. 

 

 

 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata viene annullata. 

2. Il sequestro della documentazione agli atti è provvisoriamente mantenuto per 

dare modo all’Ufficio federale di giustizia di domandare informazioni comple-

mentari all’autorità rogante come definito al consid. 4. 

3. Non vengono prelevate spese. La cassa del Tribunale penale federale resti-

tuirà alla ricorrente l'anticipo delle spese già pervenuto pari a fr. 5'000.--. 

4. Il Ministero pubblico del Cantone Ticino verserà alla ricorrente un importo di 

fr. 2'500.-- a titolo di ripetibili. 

 
 
Bellinzona, 12 settembre 2017 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv.ti Claudio Luraschi e Stefano Fornara  

- Ministero pubblico del Cantone Ticino 

- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un 
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta 
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente 
importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi 
procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).