# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9ec61148-6bbb-58b4-b049-5466e4aedc93
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.05.2010 C-8295/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8295-2007_2010-05-20.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8295/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  m a g g i o  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Andreas Trommer, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Stefano Peduzzi, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Divieto d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8295/2007

Fatti:

A.
Entrato in Svizzera unitamente alla famiglia in data 1° febbraio 1975, 
A._______, cittadino spagnolo nato il ..., ha ottenuto dapprima un per -
messo di dimora "B" e a decorrere dal 13 marzo 1981 un permesso di 
domicilio "C". 

B.
L'interessato ha per il seguito subito le seguenti condanne:

• con decreto di accusa del 3 febbraio 1986 del Procuratore pubblico 
(di seguito: PP) sopracenerino l'interessato è stato condannato a do-
dici giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di 
prova di due anni, per ripetuta violazione alla legge federale del 3 ot-
tobre 1951 sugli stupefacenti e sulle sostanze psicotrope (LStup, RS 
812.121). Con decisione di ammonimento del 28 maggio 1986 l'inte-
ressato è stato informato che nel caso di ulteriori reati si considera-
va la possibilità di  pronunciare nei  suoi  confronti  una decisione di 
espulsione dalla Svizzera;

• con  sentenza  del  5  febbraio  1987  delle  Assise  correzionali  di 
Locarno-Campagna egli è stato condannato per furto, appropriazio-
ne indebita e abuso di targhe alla pena di tre mesi di detenzione so-
spesi condizionalmente per un periodo di prova di due anni oltre alla 
proroga della sospensione condizionale della precedente pena;

• con  decreto  di  accusa  del  18 agosto  1987  del  PP  sopracenerino 
A._______ è stato condannato  a  quindici  giorni  di  detenzione per 
furto  e  violazione  della  LStup. La  sospensione  condizionale  delle 
pene anteriori non è stata revocata ma ne è stato prorogato il perio-
do di prova di un anno nell'ambito della pena del 5 febbraio 1987; 

• con  sentenza  del  12  novembre  1987  delle  Assise  correzionali  di 
Bellinzona l'interessato è stato condannato per ripetuto furto e con-
travvenzione alla LStup alla pena di cinque mesi di detenzione so-
spesi  condizionalmente. Detenuto dal  12 novembre 1987 all'8  feb-
braio 1988 egli è poi stato sottoposto al Patronato per un periodo di 
prova di due anni;

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• con  decreto  d'accusa  del  18  marzo  1988  del  PP  sottocenerino  è 
stato  condannato  ad  una  multa  di  fr.  210.-  per  infrazione  e  con-
travvenzione alla LStup. Con decisione del 18 maggio 1988 è stato 
ammonito per la seconda volta con la comminatoria che in caso di  
recidiva o di comportamento scorretto venivano pronunciate adegua-
te misure amministrative nei suoi confronti;

• con decreto di accusa del 23 maggio 1989 del PP di Bellinzona gli è 
stata  inflitta  una multa  di  fr. 300.-  commutata  successivamente  in 
dieci giorni di arresto (cfr. decreto n. 34/94 del 4 febbraio 1994);

• con sentenza del 9 marzo 1990 il PP sopracenerino ha condannato 
l'interessato alla pena di dieci giorni di arresto sospesi condizional-
mente per un periodo di prova di due anni per circolazione senza li-
cenza di condurre e infrazione alla legge federale del 19 dicembre 
1958 sulla circolazione stradale (LCStr, RS 741.01);

• con decreto d'accusa del 23 maggio 1990 della stessa autorità giu-
diziaria egli è stato condannato alla pena di trenta giorni di arresto 
per titolo di violazione della LStup e per circolazione malgrado la re -
voca della licenza di condurre. Il 2 aprile 1991 nei suoi confronti è 
stato pronunciato un terzo ammonimento.

C.

C.a A partire dal 31 marzo 1992 l'interessato è stato trasferito presso 
la Fondation B._______ di Losanna al fine di intraprendere una terapia 
concernente la sua tossicomania. Tuttavia, il  1° febbraio 1993, l'inte -
ressato ha deciso di interromperla ritornando in Ticino.

C.b Con  sentenza  del  20  aprile  1993  delle  Assise  correzionali  di 
Locarno  l'interessato  è  stato  dichiarato  colpevole  di  violazione  alla 
LStup, ricettazione, furto e incendio intenzionale e gli è pertanto stata 
inflitta una pena di undici mesi di detenzione, ordinata la revoca della 
sospensione condizionale concessa con la sentenza del 12 novembre 
1987 nonché il collocamento dell'interessato in un centro per tossico-
dipendenti, sospendendo a tale scopo le pene privative della libertà. Il  
1° marzo 1994 egli  è ripartito per Losanna per proseguire la terapia 
iniziata. Sulla base della prognosi positiva del rapporto del 13 gennaio 
1994 della Direzione della Fondazione B._______, con decreto del 4 
febbraio 1994, il Consiglio di vigilanza ha posto fine alla misura di col-

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locamento  a  decorrere  dal  18 febbraio 1994. Egli  ha  fatto  rientro  in 
Ticino il 17 dicembre 1995. 

C.c Nel periodo immediatamente susseguente egli è stato condanna-
to:

• con  sentenza  dell'8  giugno  1995  dall'Amtsgericht  Olten-Gösgen 
alla  pena di  18 mesi  di  detenzione  e  alla  multa  di  fr. 300.-  per 
crimine contro  la  LStup,  contravvenzione reiterata  contro  LStup, 
tentato furto, furto consumato reiterato, danneggiamento reiterato, 
violazione di domicilio reiterata, sottrazione di un velocipede o di 
un ciclomotore senza diritto, delitto contro la legge federale del 26 
marzo  1931  concernente  la  dimora  e  il  domicilio  degli  stranieri 
(LDDS, RS 142.20);

• con  sentenza  del  15  aprile  1996  dal  Tribunal  correctionnel 
Lausanne alla pena di sei mesi di detenzione per i titoli di infrazio-
ne aggravata e contravvenzione alla LStup, furto e furto d'uso e 
con scritto del 15 novembre 1996 il Servizio coordinamento e co-
municazioni  ha  segnalato  che  l'interessato  era  ricercato  dal 
Canton  Vaud per  i  suddetti  reati  e  dal  Canton  Argovia  per  una 
multa di fr. 50.- commutata in arresto;

• con  sentenza  del  7  maggio  1997  dalle  Assise  correzionali  di 
Bellinzona per ripetuta infrazione e ripetuta contravvenzione alla 
LStup alla pena di sette mesi di detenzione; nei confronti dell'inte-
ressato è stato ordinato il trattamento ambulatoriale da iniziare in 
sede di  espiazione della  pena,  egli  è  stato liberato  condizional -
mente l'11 ottobre 1997;

• con sentenza del 17 ottobre 1997 dall'autorità competente in ma-
teria del Canton Soletta, la quale ha revocato la liberazione condi-
zionale concessa il 15 dicembre 1995, egli  è stato incarcerato a 
decorrere dal 1° marzo 1998 sino al 31 agosto 1998 (cfr. ordine di 
scarcerazione  del  13  luglio  1998  della  Sezione  dell'esecuzione 
delle pene e delle misure).

D.
Con decisione del 10 dicembre 1997, l'interessato è stato ammonito 
per  la  quarta  ed ultima volta  e avvertito  che un ulteriore  comporta -
mento scorretto avrebbe comportato una decisione di espulsione e di  
rimpatrio dalla Svizzera, visti  i precedenti ammonimenti, le condanne 

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giudiziarie nonché il  fatto che dal  mese di  febbraio 1996 al  mese di 
marzo 1997 l'interessato aveva beneficiato di prestazioni assistenziali 
per un importo complessivo di fr. 26'000.-. 

Con  decreto  d'accusa  del  26  luglio  1999,  il  Ministero  pubblico  del 
cantone  Ticino  (di  seguito:  MP-TI)  ha  condannato  l'interessato  per 
ripetuto furto, furto di poca entità, ripetuto danneggiamento, infrazione 
e contravvenzione alla LStup alla pena di 75 giorni di detenzione, alla 
devoluzione allo Stato dell'importo fr. 3750.-. 

E.
Con scritto del 15 settembre 1999, la Sezione dei permessi e dell'im -
migrazione di Bellinzona (SPI) ha informato l'interessato che dal mese 
di  febbraio  1996  al  26  aprile  1999  aveva  ottenuto  prestazioni 
assistenziali  per complessivi  fr. 53'533.55 e che si valutava la possi-
bilità di emettere nei suoi confronti un'espulsione amministrativa o una 
decisione di rimpatrio, invitandolo a prendere posizione entro l'8 otto -
bre 1999. Inviata per due volte con plico raccomandato, la missiva è in  
entrambi i casi ritornata al mittente. 

In data 6 ottobre 1999 l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento  
ha segnalato alla SPI che l'interessato percepiva sussidi a decorrere 
dal 1996 e che in quel periodo era al beneficio di un sussidio mensile  
di fr. 1'740.- versato al servizio del Patronato. La somma versata fino 
ad allora ammontava a fr. 73'096.- e l'interessato non aveva ancora ef-
fettuato dei rimborsi.

In data 8 ottobre 1999, la SPI ha emesso nei confronti dell'interessato 
una decisione di rimpatrio con la quale gli veniva ordinato di abbando-
nare il territorio del Cantone Ticino entro il 31 dicembre 1999. A soste-
gno di tale provvedimento la detta autorità ha rilevato che sebbene lo  
straniero fosse stato ammonito e informato che in caso di recidiva e di 
comportamento scorretto sarebbe stato emesso un'espulsione ammi-
nistrativa, egli aveva continuato ad interessare le autorità di polizia e 
giudiziarie e ad essere a carico della pubblica assistenza. Inviata due 
volte per plico raccomandato, la decisione è ritornata al mittente con la 
menzione "Non ritirato. Sottoposto a tassa".

F.
In data 3 dicembre 1999, agendo per il tramite del suo patrocinatore 
l'interessato  ha  presentato  al  Consiglio  di  Stato  della  Repubblica  e 

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Cantone  Ticino  (CdS)  una  domanda  di  restituzione  dei  termini  per 
ricorrere contro la  precitata decisione di  rimpatrio  e al  contempo ha 
inoltrato un'istanza di revisione della decisione di  rimpatrio presso la 
SPI. In sostanza l'interessato ha postulato la restituzione dei termini di 
ricorso  siccome  era  venuto  a  conoscenza  dell'invio  della  decisione 
solo il 9 novembre 1999 ed ha poi richiesto il rinnovo del permesso di  
domicilio visto che, oltre ai  suoi genitori  e fratelli,  in Svizzera viveva 
pure la compagna dalla quale era in attesa di un figlio. 

Con sentenza del 18 gennaio 2000, il CdS ha dichiarato irricevibile il  
ricorso. L'interessato è quindi stato informato dalla SPI che l'ultimo ter -
mine  per  lasciare  il  Cantone  Ticino  era  stato  fissato  al  29  febbraio 
2000.

In  data  7  febbraio  2000  l'interessato  ha  interposto  ricorso  contro  la 
suddetta  sentenza  dinanzi  al  Tribunale  cantonale  amministrativo  del 
Cantone Ticino (TRAM), richiedendo l'assistenza giudiziaria e la resti-
tuzione dell'effetto sospensivo al ricorso. La detta autorità ha accorda-
to I'8 febbraio 2000 la restituzione dell'effetto sospensivo. 

Il 14 febbraio 2000 la SPI ha respinto la domanda di revisione. 

Il 26 aprile 2000 il TRAM ha respinto il ricorso ed ha impartito all'inte-
ressato un termine perentorio al 15 giugno 2000 per lasciare il territo-
rio del Cantone Ticino.

G.
Con decreto di accusa del 28 febbraio 2000 il  MP-TI ha condannato 
l'interessato per ripetuta infrazione alla LStup e ripetuta contravvenzio-
ne alla  LStup alla  pena di  90 giorni  di  detenzione e con decreto di  
accusa del 6 marzo 2000 l'interessato è stato nuovamente condannato 
per contravvenzione alla LStup alla pena di cinque giorni di arresto.

H.
In data 22 marzo 2000, A._______ e la compagna C._______ si sono 
uniti  in  matrimonio  a  Bellinzona. In  data  18  maggio  2000  è  nata  la 
figlia D._______.

I.
Con sentenza del 21 dicembre 2000, cresciuta in giudicato incontesta-
ta, la Corte delle Assise correzionali ha condannato l'interessato per 
ripetuta infrazione alla LStup, ripetuta contravvenzione alla LStup, fur-

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to e ripetuta violazione della legge federale del 4 ottobre 1985 sul tra -
sporto pubblico (LTP, RS 742.40) alla pena di 13 mesi di detenzione, al  
pagamento  di  fr. 320.-  più  fr. 307.20  alle  Ferrovie  federale  svizzere 
(FFS) e fr. 200.- a una terza persona a titolo di risarcimento. Inoltre è 
stato ordinato il trattamento ambulatoriale già in sede di espiazione di 
pena e la confisca di quanto posto in sequestro. 

J.
In data 21 febbraio 2001 l'allora competente Ufficio federale degli stra-
nieri (attualmente: Ufficio della migrazione [UFM]) ha emesso una de-
cisione di divieto d'entrata nei confronti dell'interessato valevole da su-
bito e di  durata illimitata,  togliendo altresì  l'effetto sospensivo ad un 
eventuale ricorso. 

K.
In data 29 ottobre 2001 la Corte delle Assise correzionali ha ordinato il 
collocamento dell'interessato in uno stabilimento per tossicomani con 
contestuale  sospensione  dell'esecuzione  del  residuo  delle  pene 
inflittegli. Egli è stato liberato condizionalmente il 3 febbraio 2003 con 
un periodo di  prova di  due anni  (cfr. ordine di  scarcerazione del  27 
gennaio 2003). 

Il  26  febbraio  2003  la  Polizia  cantonale  ticinese  ha  notificato  brevi  
manu il  divieto d'entrata  del  21 febbraio  2001 all'interessato che ha 
successivamente  lasciato  la  Svizzera  uscendo  dalla  frontiera  di 
Gandria. 

L.
In data 12 maggio 2003, agendo per il tramite del suo patrocinatore, 
l'interessato ha inoltrato un'istanza di  revoca del  divieto d'entrata,  di 
adozione di misure cautelari e di concessione dell'assistenza giudizia-
ria, la quale è stata accolta il  14 agosto 2003 dall'allora competente 
Ufficio federale dell'immigrazione, dell'integrazione e dell'emigrazione. 
Il divieto d'entrata è pertanto stato immediatamente revocato.

M.
Con decisione del 30 ottobre 2003 la SPI ha respinto la domanda volta 
ad ottenere  il  richiesto  permesso di  dimora "B"  per  motivi  di  ordine 
pubblico. 

Contro tale decisione in data 6 novembre 2003 l'impresa E._______ 
datrice di lavoro dell'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Consi -

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glio di Stato, il quale con sentenza del 13 gennaio 2004 ha dichiarato 
irricevibile il gravame siccome la suddetta impresa non era abilitata a  
rappresentarlo, osservando tuttavia che anche qualora fosse stato in 
possesso di una procura il ricorso sarebbe stato respinto a motivo dei  
precedenti penali e del carico assistenziale dell'interessato.

N.
L'interessato ha quindi subito ulteriori condanne elencate qui di segui -
to:

• con decreto d'accusa del 10 ottobre 2006 il MP-TI lo ha condannato 
per infrazione alla LStup, contravvenzione alla LStup, tentato furto 
danneggiamento, violazione di  domicilio e contravvenzione alla LF 
sul trasporto pubblico alla pena di 90 giorni  di detenzione sospesi 
condizionalmente per un periodo di prova di cinque anni;

• con decreto d'accusa del 27 luglio 2007 il MP-TI ha condannato l'in -
teressato per furto, furto tentato, danneggiamento ripetuto, violazio-
ne di domicilio ripetuta, infrazione alla LDDS nonché contravvenzio-
ne alla LStup alla pena detentiva di 60 giorni. Dal relativo verbale 
d'interrogatorio del 26 luglio 2007 è emerso che i coniugi A._______ 
e C._______ hanno sciolto il matrimonio per divorzio (cfr. verbale di 
interrogatorio del 26 luglio 2007, pag. 3);

• con decreto d'accusa del 14 settembre 2007 del MP-TI l'interessato 
è stato nuovamente condannato per infrazione alla LDDS e contrav-
venzione alla LStup alla pena di 60 giorni di detenzione (cfr. ordine 
di esecuzione del 14 novembre 2007).

O.
Il 5 novembre 2007 il Giudice dell'applicazione della pena ha pronun-
ciato la liberazione condizionale dell'interessato a decorrere dal 19 no-
vembre 2007 impartendo un periodo di prova di un anno.

Dopo  la  sua  scarcerazione  l'interessato  ha  lasciato  la  Svizzera  per 
raggiungere presumibilmente la Spagna. 

P.
Lo stesso giorno, l'UFM ha pronunciato un divieto d'entrata in Svizzera 
nei  confronti  dell'interessato  valevole  da subito  e  di  durata  illimitata 
motivandolo come segue: 

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"Straniero il cui ritorno in Svizzera è indesiderato a motivo del suo comporta-

mento (ripetuta contravvenzione alla LStup, furto; ripetuto furto tentato; dan-

neggiamento e violazione di domicilio ripetuti; infrazione alla LDDS) e per mo-

tivi di ordine e di sicurezza pubblici."

L'autorità di prime cure ha altresì tolto l'effetto sospensivo ad un even-
tuale ricorso. La decisione è stata  notificata all'interessato in  data 9 
novembre 2007 presso il Penitenziario "La Stampa".

Q.
Contro  la  decisione del  5 novembre 2007, agendo per  il  tramite del 
suo  patrocinatore,  l'interessato  ha  interposto  ricorso  il  6  dicembre 
2007  chiedendo  l'annullamento  della  decisione,  la  restituzione 
dell'effetto  sospensivo  in  via  cautelare  e  l'assistenza  giudiziaria.  In 
sostanza  l'interessato  ha  fatto  valere  che  i  reati  per  i  quali  è  stato 
pronunciato  il  divieto  d'entrata  sono  di  lieve  entità  e  che  la 
tossicodipendenza è una malattia grave la quale deve essere curata 
con  provvedimenti  adeguati.  Il  fatto  che  gli  sia  stato  rifiutato  il 
permesso  di  dimora  dopo  aver  frequentato  con  successo  una  co-
munità terapeutica contro la tossicodipendenza avrebbe poi contribuito 
a  farlo  ricascare  nel  consumo  di  stupefacenti.  Egli  ha  osservato  di 
essere stato allontanato dagli affetti familiari unico punto di riferimento 
al di fuori degli ambienti che era solito frequentare e che la decisione 
impugnata limita il suo diritto alle relazioni familiari garantito dall'art. 8  
della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti  
dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  in  modo 
sproporzionato  rispetto all'obiettivo di  tutelare l'ordine e la  sicurezza 
pubblici. Egli ha infine affermato che poter vedere i propri fami liari in 
questo momento assai  delicato della  sua vita,  motiva la  richiesta di 
revocare il divieto d'entrata in via cautelare. 

R.
Il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il TAF o il Tribunale) ha 
accolto la richiesta di assistenza giudiziaria con decisione incidentale 
del  12  dicembre  2007  e  ha  respinto  la  richiesta  di  restituzione 
dell'effetto  sospensivo  con  decisione  incidentale  del  18  dicembre 
2007.

S.
Chiamato ad esprimersi in merito al suddetto gravame, con preavviso 
del 10 marzo 2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame. Esso 

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ha in primo luogo affermato  che il  comportamento del  ricorrente  ha 
palesemente urtato contro l'interesse pubblico e che sulla base del le 
disposizioni dell'Accordo del 21 giugno 1999 sulla libera circolazione 
delle persone (ALC) delle restrizioni della libera circolazione per motivi 
di  ordine  pubblico  sono  consentite  se  la  persona  interessata 
rappresenta una minaccia attuale. In seguito alle innumerevoli infrazio-
ni commesse dal ricorrente tale requisito sarebbe dunque adempiuto. 
L'UFM ha infine affermato che l'interessato non è stato capace di adat -
tarsi all'ordinamento pubblico vigente e che da un'attenta ponderazio-
ne degli interessi in causa risulta che l'interesse pubblico all'allontana-
mento dal territorio elvetico prevale su quello privato del ricorrente a 
farvi rientro.

T.
Con  decreto  di  accusa  del  14  aprile  2008  il  MP-TI  ha  condannato 
l'interessato  per  ripetuta  infrazione  alla  LStr,  furto  di  poca  entità  e 
ripetuta contravvenzione alla LStup alla pena detentiva di 30 giorni alla 
multa di fr. 300.-.

Dopo la sua scarcerazione avvenuta in data 2 luglio 2008 l'interessato 
è stato rimpatriato lo stesso giorno con volo da Zurigo a Madrid. 

U.
Invitato a determinarsi in merito al suddetto gravame, con duplica del 7 
ottobre 2009, l'interessato ha affermato di vivere attualmente a Madrid 
dove è seguito dai servizi sociali, di non esercitare alcuna attività, ma 
che la sua situazione è molto migliorata. 

Invitato a fornire informazioni aggiornate in merito alla sua situazione 
personale e famigliare, egli ha inoltrato il 7 dicembre 2009 l'estratto del 
casellario giudiziario spagnolo e la documentazione relativa all'attuale 
soggiorno presso una comunità terapeutica di Madrid.

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro 
le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5  della  legge federale  del  20 dicembre 

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1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle 
autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le  decisioni  in 
materia  di  divieto  d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  –  il  quale 
costituisce un'unità dell'amministrazione federale come definita all'art.  
33 let. d LTAF – possono essere impugnate dinanzi al TAF che nella 
presente  fattispecie  giudica  quale  autorità  di  grade  inferiore  al 
Tribunale federale (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 11 cpv. 
1 ALC).

1.2 Salvo i casi  in cui la LTAF non disponga altrimenti,  la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta dalla  PA (art. 37 
LTAF).

1.3 A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA).

2.
L'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della legge federale sugli stra-
nieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20) ha comportato l'abroga-
zione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr in relazione con l'al-
legato 2, cifra I. Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure 
introdotte prima del 1° gennaio 2008 rimangono tuttavia applicabili le 
vecchie disposizioni di legge (cfr. DTAF 2008/1 consid. 2). In concreto 
la  decisione  impugnata  è  stata  emessa  prima  dell'entrata  in  vigore 
della  LStr;  per  l'esame  materiale  del  presente  ricorso  si  applica 
pertanto la normativa precedente, segnatamente l'art. 13 cpv. 1 LDDS, 
come pure le corrispondenti disposizioni di applicazione. Giusta l'art.  
126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente alle domande presentate prima 
dell'entrata in vigore della LStr il  1° gennaio 2008, è retta dal nuovo 
diritto.

3.
Ai sensi dell'art. 49 PA, il ricorrente può invocare la violazione del di -
ritto  federale,  compreso l'eccesso o  l'abuso del  potere  di  apprezza-
mento,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente 
rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità canto -
nale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica 
d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato 
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti 
sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del 

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giudizio  (cfr.  consid.  1.2  della  sentenza  2A.451/2002  del  28  marzo 
2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).

4.

4.1 Oggetto del contendere è un divieto d'entrata adottato in applica-
zione dell'art. 13 cpv. 1 1a frase LDDS, secondo cui l'autorità federale 
può vietare l'entrata in Svizzera di stranieri indesiderabili. Questa nor-
ma è applicabile ai cittadini degli Stati membri dell'Unione europea e ai 
loro familiari solo se l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazio -
ne Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati mem-
bri,  dall'altra,  sulla  libera  circolazione  delle  persone  (ALC,  RS 
0.142.112.681) non dispone altrimenti (cfr. art. 1 let. a LDDS). 

In  concreto  il  ricorrente  è  cittadino  spagnolo. Di  conseguenza  nella 
valutazione  della  presente  causa  è  necessario  tenere  conto  delle 
disposizioni dell'ALC.

4.2 Giusta l'art. 1 § 1 Allegato I ALC (in relazione con l'art. 3 ALC), i  
cittadini comunitari hanno il diritto di entrare in Svizzera previa sempli -
ce presentazione di una carta d'identità o di un passaporto validi e non 
può  essere  loro  imposto  alcun  visto  d'entrata  od  obbligo  analogo, 
salvo per i membri della famiglia che non possiedono la cittadinanza di 
una delle parti  contraenti. Come l'insieme delle prerogative conferite 
dall'Accordo,  questo  diritto  può  essere  limitato  soltanto  da  misure 
giustificate da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e pubblica 
sanità, ai sensi dell'art. 5 § 1 Allegato I ALC. Queste nozioni devono 
essere definite  ed interpretate alla luce della  direttiva 64/221/CEE e 
della  giurisprudenza della  Corte di  giustizia  delle  Comunità europee 
(CGCE)  anteriore  alla  firma  dell'ALC  (art.  5  §  2  allegato  I  ALC  in 
relazione con l'art. 16 § 2 ALC; DTF 131 II 352 consid. 3.1.; 130 II 1 
consid. 3.6.1.).

4.3 Conformemente alla giurisprudenza della CGCE, le limitazioni al 
principio della  libera circolazione delle persone devono essere inter-
pretate in maniera restrittiva. Ne consegue che possono essere adot-
tati provvedimenti per la tutela dell'ordine pubblico e della pubblica si -
curezza unicamente nel caso in cui si deve ammettere che l'interessa-
to costituisce per lo Stato d'accoglienza una minaccia potenziale, effet-
tiva e di gravità tale da incidere su un interesse fondamentale della so-
cietà (cfr. DTF 131 II citata consid. 3.2, 130 II 176 consid. 3.4.1., 129 II  
215 consid. 7.3.; sentenze del  Tribunale  federale  2A.39/2006 del  31 

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maggio  2006,  2A.626/2004  del  6  maggio  2005  e  le  sentenze  della 
CGCE del 27 ottobre 1977, Bouchereau, 30/77, Rac. 1977, pag. 1999, 
punti 33-35 del 19 gennaio 1999, Calfa, C-348/96, Rac. 1999, pag. 1-
11, punti 23 e 25).

4.4 I provvedimenti di ordine pubblico o di pubblica sicurezza devono 
inoltre essere adottati  esclusivamente in relazione al comportamento 
personale dell'individuo nei riguardi del quale essi sono applicati (art.  
3 par. 1 della direttiva 64/221/CEE del Consiglio del 25 febbraio 1964 
per il  coordinamento dei provvedimenti  speciali  riguardanti  il  trasferi -
mento e il soggiorno degli stranieri, giustificati da motivi di ordine pub-
blico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica [GU L 56 del 4 aprile 
1964, pagg. 850 a 857]). Ciò esclude delle valutazioni sommarie fon-
date unicamente su dei  motivi  generali  di  natura preventiva. La sola 
esistenza  di  condanne  penali  non  può  automaticamente  giustificare 
l'adozione  di  tali  provvedimenti  (art.  3  par.  2  della  direttiva 
64/221/CEE). Una tale condanna sarà quindi determinante unicamente 
se  dalle  circostanze  che  l'hanno  determinata  emerge  un  comporta-
mento personale costituente una minaccia attuale per l'ordine pubblico 
(cfr. DTF 130 II  176 consid. 3.4.1 e sentenza del  Tribunale federale 
2C_378/2007 del 14 gennaio 2008). Le autorità nazionali devono pro-
cedere ad un apprezzamento specifico, effettuato sulla base degli inte-
ressi inerenti alla salvaguardia dell'ordine pubblico, i quali non coinci -
dono necessariamente con gli apprezzamenti all'origine delle condan-
ne penali. In altre parole, quest'ultime possono essere prese in consi-
derazione unicamente se le circostanze in cui si sono verificate lascino 
trasparire l'esistenza di una minaccia attuale per l'ordine pubblico. Se-
condo le circostanze, non è comunque escluso che la sola condotta 
tenuta in passato costituisca una siffatta minaccia per l'ordine pubblico 
(DTF 130 II citato consid. 3.4.1; 129 II citato consid. 7.1. e 7.4.; senten -
za  del  Tribunale  federale  2A.626/2004  del  6 maggio  2005  consid. 
5.2.1; sentenza della CGCE del 26 febbraio 1975, Bonsignore, 67/74, 
Rac. 1975,  punti  6-7  e  le  sentenze citate  Bouchereau,  punti  27-28;  
Calfa, punto 24).

4.5 L'adozione  di  un  provvedimento  di  ordine  pubblico  non  è 
subordinata alla condizione che sia stabilito con certezza che la perso-
na soggetta ad una misura di divieto d'entrata commetta nuove infra -
zioni penali. Al contrario, sarebbe sproporzionato esigere che il rischio 
di recidiva sia nullo per rinunciare all'adozione di tale provvedimento. 
Tenuto conto dell'importanza che riveste il principio della libera circola-

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zione delle persone questo rischio non deve in realtà essere ammesso 
troppo facilmente. È necessario procedere ad un apprezzamento che 
tenga in considerazione le circostanze della fattispecie e, in particola -
re, della natura e dell'importanza del bene giuridico minacciato, così 
come della gravità della violazione che potrebbe esservi arrecata; più 
la  potenziale  infrazione  rischia  di  compromettere  un  interesse  della 
collettività particolarmente importante, meno rilevanti sono le esigenze 
quanto  alla  plausibilità  di  un'eventuale  recidiva  (cfr. DTF 130  II  493 
consid. 3.3; 130 II citato consid. 4.3.1; sentenza del Tribunale federale 
2C_375/2007 dell'8 novembre 2007 consid. 3).

Inoltre,  come  nel  caso  di  qualsiasi  altro  cittadino  straniero,  l'esame 
deve  essere  effettuato  tenendo  presente  le  garanzie  derivanti  dalla 
Convenzione  del  4  novembre  1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti 
dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) così come il  
principio della proporzionalità (DTF 131 II 352 consid. 3.3). Detto prin-
cipio esige che le misure adottate dallo Stato siano idonee a raggiun-
gere lo scopo desiderato e che, di fronte a soluzioni diverse, si scelga-
no quelle  meno pregiudizievoli  per  i  diritti  dei  privati. In  altre  parole 
deve sussistere  un rapporto  ragionevole  tra  lo  scopo perseguito  e  i  
mezzi utilizzati (DTF 131 I 91 consid. 3.3). 

5.
Nel suo atto ricorsuale l'interessato si avvale del fatto che i reati da lui 
perpetrati sono di lieve entità e che la tossicodipendenza è una malat-
tia grave la quale necessita misure idonee per affrontarla. Emettendo 
una  decisione  di  divieto  d'entrata,  tali  aspetti  non  sarebbero  stati  
considerati. 

5.1 In concreto si evince dagli atti di causa come durante il suo sog-
giorno  in  Svizzera  A._______  abbia  sviluppato  un  comportamento 
delittuoso e recidivo sull'arco temporale a decorrere dalla fine dal 1983 
sino al 12 aprile 2008. In sostanza egli si è reso colpevole a più riprese 
di reati nell'ambito degli stupefacenti ed ha commesso svariati furti, in  
parte tentati nonché altri reati quali l'appropriazione indebita, abuso di 
targhe, circolazione senza licenza di condurre, infrazione alla LCStr, ri -
cettazione, incendio intenzionale, danneggiamento ripetuto, violazione 
della LTP, ripetuta violazione di domicilio e infrazione alla LDDS. Egli  
ha dunque interessato le autorità di polizia e giudiziarie durante un pe -
riodo di  all'incirca 25 anni. A seguito di  tale condotta l'interessato è 
stato  ammonito  quattro  volte  (cfr. decisioni  di  ammonimento  del  28 

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maggio 1986, del 18 maggio 1988, del 2 aprile 1991 e del 10 dicembre 
1997). Rimasti tali ammonimenti inosservati, l'autorità cantonale com-
petente  ha  infine  pronunciato  una  decisione  di  rimpatrio  l'8  ottobre 
1999.  Le  infrazioni  commesse  dal  ricorrente  sono  indubbiamente 
legate alla sua tossicodipendenza che si  protrae ormai  da più di  20 
anni e che l'ha portato non soltanto a commettere tali atti ma anche ad 
arrecare ingenti spese assistenziali di oltre fr. 73'000.-. 

5.2 I  reati  di  droga  sono  considerati  gravi  e  tali  da  ledere  l'ordine 
pubblico nonché la sicurezza della società e giustificano pertanto l'in -
tervento fermo e deciso da parte delle autorità amministrative. Le per -
sone che ne sono coinvolte devono attendersi l'adozione di misure di  
allontanamento o di rifiuto di entrata dettate dalla legittima necessità di 
proteggere  la  collettività  dai  gravi  pericoli  legati  alla  circolazione  di 
sostanze stupefacenti. 

A  questo  titolo  giova rilevare  come secondo  la  giurisprudenza della 
CGCE, il semplice consumo di stupefacenti è già tale da costituire un 
pericolo per la società, proprio a giustificare, in un'ottica di preserva-
zione della salute e dell'ordine pubblici, delle misure speciali nei con -
fronti degli stranieri che violano la legislazione nazionale sugli stupefa-
centi (cfr. sentenze della Corte di giustizia del 10 febbraio 2000, Nazli,  
C-340/97, in Raccolta di giurisprudenza 2000, pag. I-00957, punti 57 e 
58,  Calfa,  C-348/96,  in  Raccolta  di  giurisprudenza  1999,  p. I-0011, 
punto 22, vedi inoltre l'allegato alla direttiva 64/221/CEE, let. b, ch. 1).

5.3 Per quanto attiene alla proporzionalità di tale decisione, si consta-
ta che all'interessato è stata concessa a più riprese la possibilità di ri -
vedere il suo comportamento, considerato che risiedeva in Svizzera da 
quando aveva dieci anni. Di conseguenza le autorità cantonali hanno 
emesso ben quatto decisioni di ammonimento prima di pronunciare la 
decisione di  rimpatrio  dell'8  ottobre  1999,  la  quale  è  stata  emessa, 
come si è visto, anche per l'ingente carico assistenziale cagionato. Le 
pene inflitte in sede penale sono più volte state sospese al fine di dare 
luogo a terapie di disintossicazione, che l'interessato ha frequentato e 
che hanno dato buon esito almeno in un primo tempo. Ciò nonostante 
egli  non ha saputo cambiare in meglio  il  suo atteggiamento a lungo 
termine.  Emerge  poi  dal  rapporto  redatto  nell'ambito  di  una  terapia 
come l'interessato ha dimostrato un manifesto opportunismo legato ai 
suoi  intenti  e  un comportamento all'insegna della  supponenza e del 
menefreghismo (cfr. rapporto del 23 febbraio 2003 del centro terapeu-

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tico per tossicodipendenti F._______). Con sentenza del 5 novembre 
2007  il  Giudice  dell'applicazione  della  pena  ha  sì  pronunciato  la  li-
berazione  condizionale  dell'interessato  in  ragione  della  sua  buona 
condotta accompagnata da un'evoluzione positiva in sede di espiazio-
ne della pena privativa della libertà avuta inizio il 28 agosto 2007, ma  
ha tuttavia messo in dubbio la capacità del richiedente dall'astenersi  
dal consumo di stupefacenti. In effetti, il ricorrente ha nuovamente inte-
ressato le autorità di polizia e giudiziarie nel 2008 (cfr. decreto d'accu-
sa del 14 aprile 2008). 

5.4 In queste circostanze, in ragione della natura delle infrazioni com-
messe dal ricorrente, della durata delle pene di detenzione (in totale 
più di sette anni), della reiterazione delle stesse, in particolare la reci -
diva nel 2008 immediatamente successiva alla scarcerazione, il Tribu-
nale considera che A._______ rappresenta ancora una minaccia reale 
e attuale per l'ordine e la sicurezza pubblici ai sensi delle norme e del-
la giurisprudenza comunitaria. Le condizioni per derogare al principio 
della  libera  circolazione  delle  persone  sono  dunque  chiaramente 
adempiute.

6.
Nel suo ricorso, l'interessato ha fatto poi valere l'applicazione dell'art.  
8 CEDU per poter intrattenere le relazioni con i suoi famigliari che ri -
siedono nel Canton Ticino.

6.1 A tale proposito, il  Tribunale osserva che oggetto della presente 
causa è il divieto d'entrata e non il diritto di soggiorno in Svizzera, que-
stione, quest'ultima, già esaminata a livello cantonale (cfr. decisione di  
rimpatrio dell'8 ottobre 1999, sentenza del 18 gennaio 2000 e senten-
za del 26 aprile 2000) e che un'eventuale violazione della protezione 
della vita familiare ai sensi dell'art. 8 CEDU va generalmente fatta va-
lere nel quadro della procedura cantonale volta al rilascio del permes-
so di soggiorno. 

6.2 Uno straniero può, secondo le circostanze, prevalersi del diritto al 
rispetto  della  sua  vita  privata  e  familiare  garantito  dalla  suddetta 
disposizione convenzionale per impedire la divisione della sua famiglia 
ed opporsi ad un'ingerenza delle autorità nel diritto garantitogli  (DTF 
130 II  281 consid. 3.1  e  giurisprudenza  ivi  citata). Tuttavia,  affinché 
possa  prevalersi  di  tale  norma,  egli  deve intrattenere  una  relazione 
stretta,  effettiva  ed  intatta  con  una  persona  della  sua  famiglia  a 
beneficio  di  un  diritto  di  presenza  duraturo  in  Svizzera  (cfr.  in 

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particolare DTF 129 II 193 consid. 5.3.1; 127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II  
335 consid. 2a; cfr, inoltre ALAIN WURZBURGER, La jurisprudence récente 
du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, Rivista di diritto 
Amministrativo e di Diritto fiscale [RDAF] 1997, p. 285). Inoltre si deve 
tener  conto  che  l'art.  13  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999 (Cst,  RS 101),  il  quale 
garantisce anch'esso il diritto al rispetto della vita privata e familiare, 
corrisponde, quanto al suo contenuto, all'art. 8 cpv. 1 CEDU e che nel 
quadro  della  polizia  degli  stranieri  non  conferisce  alcun  diritto  o 
protezione particolare (DTF 129 II 215 consid. 4.2).

6.3 Secondo  la  giurisprudenza,  le  relazioni  familiari  che  possono 
fondare, in virtù dell'art. 8 cpv. 1 CEDU, un diritto ad un'autorizzazione 
di  polizia  degli  stranieri  sono  innanzitutto  i  rapporti  tra  i  coniugi,  
nonché quelli  tra  genitori  e  figli  minorenni  che  vivono in  comunione 
(DTF 120 Ib 257 consid. 1d). A questo proposito, si deve prendere in  
considerazione  l'intensità  della  relazione  tra  il  genitore  ed  il  figlio, 
nonché  la  distanza  che  separerebbe  lo  straniero  dalla  Svizzera  nel 
caso in cui l'autorizzazione di soggiorno gli fosse rifiutata (DTF 120 Ib 
22 precitato e riferimenti ivi citati; cfr. inoltre le sentenze del Tribunale 
federale 2A.617/2004 dell'11 febbraio 2005, 2A.119/2004 del 5 marzo 
2004.  consid.  3.1;  ALAIN WURZBURGER,  op,  cit.,  p.  288).  Secondo  una 
costante  giurisprudenza,  la  relazione  familiare  tra  il  bambino 
minorenne ed il genitore a beneficio di un diritto di visita non necessità 
la  presenza  di  quest'ultimo  in  Svizzera,  eccezion  fatta  per  delle 
circostanze speciali. In effetti, a differenza di quanto avviene in casi di 
vita in comunione, il diritto di visita può in principio essere esercitato 
dall'estero, regolando le modalità di  questo diritto per quanto attiene 
alla sua frequenza e alla sua durata, sebbene il  suo esercizio risulti 
essere più complicato in ragione della partenza del ricorrente verso il  
suo  paese  d'origine  (cfr.  in  particolare  DTF  120  Ib  22  consid.  4a; 
confronta inoltre le decisioni del Tribunale federale 2A.614/2005 del 20 
gennaio  2006,  consid.  4.2.1  e  2A.116/2001  del  28  giugno  2001, 
consid. 3).

6.4 Si osserva inoltre che seppure uno straniero possa prevalersi del 
diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, la protezione confe-
rita della norma convenzionale in oggetto non è assoluta. Infatti, con -
formemente all'art. 8 cpv. 2 CEDU, può esservi ingerenza della pubbli -
ca autorità nell'esercizio di tale diritto quando è prevista dalla legge e 
in  quanto costituisca una misura che, in una società democratica,  è 

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necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il  benessere 
economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della sa-
lute, della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui. A que-
sto titolo, incombe alle autorità procedere alla ponderazione dei diffe -
renti interessi in presenza, vale a dire, da una parte l'interesse dello 
Stato all'allontanamento dello straniero e, dall'altra, l'interesse di que-
st'ultimo a mantenere le sue relazioni familiari (cfr. DTF 134 II 10 con-
sid. 4.1 e 4.2 e la giurisprudenza ivi citata concernente un permesso di  
soggiorno in Svizzera).

6.5 Dagli  atti  di  causa si  ravvisa che,  con decisione del  22 gennaio 
2001, la Commissione tutoria regionale .. (CTR) ha privato il ricorrente 
della custodia parentale sulla figlia, la quale era stata collocata in un 
primo tempo presso la Casa G._______ insieme alla madre. La detta 
autorità  ha  quindi  espulso  per  uso  di  stupefacenti  la  madre  ed  ha 
disciplinato  il  diritto  di  visita. Con decisione del  2 dicembre 2002 la 
CTR ha infine privato della  custodia parentale i  genitori,  decretando 
l'affidamento  famigliare  di  D._______  (cfr.  decisione  del  13  gennaio 
2004 del CdS). L'interessato ha infatti  dichiarato che la figlia non ha 
mai vissuto con lui  e che non si  era più recato a renderle visita dal 
dicembre 2006 (cfr. verbale  d'interrogatorio  del  26 luglio  2007). Alla 
luce degli atti non emerge dunque che egli intrattenga attualmente dei 
contatti  stretti  con la figlia D._______ e non può più prevalersi  della 
protezione familiare garantita dall'art. 8 cpv. 1 CEDU. 

6.6 Inoltre, come si desume da quanto esposto nei considerandi pre-
cedenti, con il suo comportamento A._______ ha violato l'ordine pub-
blico elvetico di cui le autorità amministrative sono appunto chiamate a  
garantire la protezione. Pertanto l'interesse pubblico ad un suo allonta-
namento dal territorio svizzero prevale manifestamente, in ragione del-
la natura e della gravità delle infrazioni di cui quest'ultimo si è reso col -
pevole in Svizzera, sul suo interesse privato a farvi ritorno. La misura 
emanata  nei  suoi  confronti  è  pertanto giustificata ai  sensi  dell'art. 8 
cpv. 2 CEDU. 

Egli non può pertanto prevalersi dell'art. 8 CEDU per opporsi alla se-
parazione dalla figlia risultante dalla misura di allontanamento in que-
stione.

Pagina 18

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7.

7.1 Tenuto conto di quanto esposto, la ponderazione degli interessi in 
presenza  conduce  quindi  il  Tribunale  a  considerare  che  l'interesse 
pubblico  all'allontanamento  del  ricorrente  dalla  Svizzera  prevale  su 
quello privato di quest'ultimo a poter recarvisi senza particolari control -
li. Il  Tribunale ritiene che un divieto d'entrata di  durata indeterminata 
appare proporzionato allo scopo di protezione dell'ordine e della sicu-
rezza pubblici ricercati con questa misura e che al momento la situa -
zione personale dell'interessato non si è stabilizzata in modo tale da 
consentire una riduzione della durata del provvedimento emanato nei 
suoi confronti.

7.2 Si osserva infine che, malgrado non sia stata fissato alcun limite  
temporale, il divieto d'entrata non esplica i suoi effetti per una durata il -
limitata. Questo concetto significa semplicemente che allo stato attuale 
delle cose non è possibile determinarne la durata precisa. In principio, 
lo straniero potrà in ogni momento sollecitarne il riesame, a condizione 
che tale richiesta non costituisca una manovra dilatoria. Spetterà poi 
all'autorità adita competente decidere il seguito da dare a questa do-
manda sulla base dei nuovi elementi sottopostole. Quest'ultima potrà 
entrare nel merito della richiesta a condizione che il  ricorrente abbia 
lasciato per un lasso di tempo significativo la Svizzera ed abbia con il  
suo comportamento fatto prova di una durevole reintegrazione sociale, 
la quale prende avvio con il rispetto delle decisioni delle autorità (cfr. 
DTF 130 II 493 consid. 5). A questo titolo giova rilevare che nell'ambito 
di un riesame l'autorità, qualora tutte le condizioni siano adempiute, è 
più  libera  nel  proprio  apprezzamento  rispetto  al  caso  di  un  divieto 
d'entrata  di  durata  determinata,  di  modo che un'eventuale  riduzione 
della misura adottata nei confronti dell'interessato non gli  sarebbe di 
alcun giovamento.

8.
Ne discende che l'UFM con decisione del 5 novembre 2007 non ha né 
violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

9.
Resta ora da valutare la questione dell'assistenza giudiziaria inoltrata 
dal ricorrente. 

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Conformemente  all'art.  65  cpv. 1  PA se  una  parte  non  dispone  dei 
mezzi necessari e le sue conclusioni non sembrano prive di probabilità 
di successo, l'autorità di ricorso, il suo presidente o il giudice dell'istru -
zione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal paga-
mento delle spese processuali. Il ricorrente è stato posto al beneficio 
dell'assistenza  giudiziaria  con  decisione  incidentale  il  12  dicembre 
2007 siccome la documentazione agli atti dimostrava la condizione di  
indigenza del  ricorrente  e  il  gravame non appariva  di  primo acchito 
sprovvisto di esito favorevole.

In mancanza di una nota particolareggiata delle spese di rappresen-
tanza da parte del rappresentante legale, esse vanno determinate a 
seconda dell'insieme delle circostanze della fattispecie, della sua diffi -
coltà, nonché della mole di lavoro svolto (art. 65 cpv. 5 PA in relazione 
con l'art. 14 cpv. 2 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale (TS-TAF, RS 173.320.2). Il Tribunale considera che un'indennità 
di fr. 1'400.- a titolo di spese ripetibili appaia equa. La cassa del Tribu -
nale rifonderà tale indennità al rappresentante legale (in analoga appli -
cazione dell'art. 64 cpv. 2 della legge federale del 17 giugno 2005 sul 
Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). Pertanto si richiama l'art. 65 cpv. 
4 PA, secondo il quale, ove la parte cessi d'essere nel bisogno deve 
rimborsare l'onorario e le spese d'avvocato alla cassa del Tribunale. 

Pagina 20

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Non si prelevano spese processuali. 

3.
L'Avv. Stefano Peduzzi è designato quale rappresentante legale nella 
presente procedura e visto il patrocinio gratuito accordato al ricorren-
te, la cassa del Tribunale gli verserà un'indennità per spese ripetibili di 
fr. 1'400.-.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-

zione (incarto cantonale di ritorno).

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Pagina 21

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 
contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed 
essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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