# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b021a0a-f822-53fe-81ce-28d33b6bd098
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 1993-07-20
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Rekurskommission Eidg. Departement für Verteidigung, Bevölkerungsschutz und Sport 20.07.1993 JAAC 59.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_009_JAAC-59-6--_1993-07-20.pdf

## Full Text

JAAC 59.6

Estratto di una decisione della Commissione di ricorso
dell’Amministrazione militare federale del 20 luglio

1993

Art. 23 OM. Responsabilité de la Confédération pour les dommages
causés par la troupe.

Rupture du lien de causalité adéquat provoqué par des tiers.

Art. 23 MO. Haftung des Bundes für durch die Truppe angerichtete
Schäden.

Unterbruch des adäquaten Kausalzusammenhangs durch
Drittverschulden.

Art. 23 OM. Responsabilità della Confederazione per i danni cagionati
dai militari.

Interruzione del nesso causale adeguato per danni provocati da terzi.

Riassunto dei fatti

Un gruppo di 37 persone di Londra ha riservato un pernottamento, comprese
cena e colazione, dal 30 giugno al 1°luglio 1992 nella capanna di montagna di
proprietà, rispettivamente gestita dai ricorrenti.

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Il 30 giugno 1992 hanno avuto luogo, sulla piazza di tiro «...» esercizi di tiro.
Allorché, nel pomeriggio del 30 giugno 1992, il gruppo è giunto sul luogo,
è stato fermato da una guardia di tiro lungo il sentiero che conduce alla
capanna e in seguito è tornato indietro senza usufruire delle prestazioni
riservate. I ricorrenti chiedono della Confederazione Svizzera il risarcimento
di fr. 600.- per la cena e la colazione non consumate e di fr. 480.- per il mancato
pernottamento.

Estratti dei consideranti

2. La Confederazione, in quanto detentrice dell’autorità sull’esercito, risponde
primariamente per i danni cagionati dai militari (Robert Binswanger, Die
Haftungsverhältnisse bei Militärschäden, Diss. Zurigo 1969, pag. 4). La sua
responsabilità è disciplinata nella legge federale sull’organizzazione militare
(OM) del 12 aprile 1907 (RS 510.10) ed è sostanzialmente parte del diritto
pubblico, sebbene le norme della responsabilità civile facciano e servano
da complemento (cfr. Binswanger, o.c., pag. 29, part. N. 9). Conformemente
all’art. 23 OM, la Confederazione risponde dei danni causati in seguito a
un’esercitazione militare o a un’attività di servizio della truppa, sempreché
non riesca a provare che la causa risiede in circostanze di cui essa non è
responsabile. Secondo detta disposizione il danneggiato è unicamente tenuto a
fornire la prova del danno e della causalità da parte di un militare nell’ambito
di esercitazioni militari o di altre attività di servizio. Se questi presupposti
sono realizzati, la Confederazione non è obbligata al risarcimento solo se da
parte sua dimostra che il danno materiale è stato causato da forza maggiore o
per colpa del danneggiato.

3. I ricorrenti sostengono in primo luogo che la truppa, tirando in una zona
proibita nonché sbarrando illecitamente (per analogia) il sentiero dal quale il
gruppo inglese si stava avvicinando alla capanna, non ha osservato l’ordine di
tiro.

La convenuta contesta queste asserzioni e afferma che l’esercitazione
militare in questione è stata annunciata tempestivamente e conformemente
alle prescrizioni. I ricorrenti non contestano quest’ultima affermazione.
La convenuta afferma inoltre che le disposizioni concernenti le misure
di sicurezza speciali contenute nell’ordine della piazza di tiro sono state
osservate dalla truppa. La constatazione dei ricorrenti nel loro scritto del
21 luglio 1992 è pertinente nella misura in cui il sentiero in questione era
chiuso a causa del tiro, mentre veniva aperto durante le pause di tiro. Questa
affermazione corrisponde alle constatazioni del comandante di battaglione
competente. E’ incontestato - ed è la prassi - che durante le interruzioni del
tiro sono stati fatti transitare civili e che quel giorno sono transitati circa dieci
veicoli civili con turisti.

Le prescrizioni citate dai ricorrenti e di cui essi biasimano l’inosservanza non
dicono altro se non che i sentieri segnalati che attraversano le piazze di tiro
devono rimanere (di regola) aperti al transito; tuttavia - così si dichiara ancora
testualmente -, se a causa delle misure di sicurezza ciò non fosse possibile, essi
devono essere aperti ogni qual volta le prescrizioni di sicurezza lo consentano.

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Non è stata citata l’ultima disposizione, secondo cui le guardie di tiro devono
essere stazionate sui sentieri e sulle strade con il compito di informare i
passanti sui tempi di sbarramento e di attesa.

E’ proprio questo compito che le guardie di tiro hanno svolto nei confronti del
gruppo inglese.

I ricorrenti sostengono inoltre che le guardie di tiro non parlavano due lingue,
come prescrivono le disposizioni. E’ esatto che giusta la citata disposizione le
guardie di tiro devono potersi esprimere in almeno due lingue. Come risulta
dal rapporto del comandante di battaglione, il gruppo ha parlato non solo
con la guardia di tiro, ma anche con un tenente. Benché il comandante di
battaglione ammetta che il tenente potrebbe non aver capito correttamente
il capogruppo degli inglesi, da ciò non ne deriva un errore della truppa. Che
la comprensione non fosse impossibile è dimostrato dal fatto che il tenente
in questione ha capito che si trattava di geologi che desideravano proseguire
lungo il sentiero unicamente per scopi legati ai loro studi. Pure il fatto che il
capogruppo degli inglesi è stato in grado di indicare sulla carta il punto verso il
quale volevano proseguire, dimostra che la comprensione era sufficiente. Al
tenente non sono occorse grandi conoscenze d’inglese per spiegare agli inglesi
che la prevista attività non era possibile quel giorno, bensì il giorno seguente.
L’asserzione del ricorrente secondo cui se la guardia di tiro avesse parlato
almeno il francese non si sarebbe verificato alcun danno, è pura speculazione.
Le argomentazioni a sostegno, secondo cui la truppa avrebbe sparato in un
punto proibito, non trovano riscontro. Al contrario: dagli atti allegati risulta
che il sentiero in questione si trova nella direzione di tiro.

La truppa non può essere considerata responsabile del fatto che gli inglesi si
siano accontentati di sapere che per quel giorno non era possibile effettuare i
loro studi nel luogo previsto e che siano tornati indietro. Manifestamente gli
inglesi non hanno (per lo meno) insistito per proseguire verso la capanna né
hanno atteso una pausa del tiro.

Per tutti i motivi citati, dal comportamento della truppa non risulta un
adeguato nesso causale con i danni occasionati.

L’asserzione dei ricorrenti secondo cui nella lettera del 10 luglio 1992,
il comandante di divisione avrebbe ammesso l’errore della truppa non
ha, come si desume chiaramente dal testo, alcun fondamento. Egli ha
scritto testualmente: «Sono dispiaciuto che la truppa probabilmente a
causa di problemi di lingua abbia commesso un errore.» Egli ha dunque
parlato di «probabilità» e ha usato il congiuntivo. Inoltre il parere del
comandante di divisione, non direttamente implicato nel caso e per il quale
si trattava soprattutto di mantenere buoni rapporti, non può essere ritenuto
determinante nel caso in questione.

Anche se si ammettesse un rapporto di causalità, esso dovrebbe essere ritenuto
inesistente in quanto colpa di terzi, come appare chiaro dal comportamento
degli inglesi descritto più sopra. Inoltre, al momento del fatto erano soltanto le
ore 15.00 e senza dubbio da parte degli inglesi sarebbe stato possibile chiarire
la situazione o informare il guardiano della capanna affinché quest’ultimo
interve-

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nisse, poiché in luglio il sole tramonta verso le nove di sera e quindi
rimanevano ancora sei ore di luce. Se gli inglesi hanno ritenuto di non doverlo
fare, non se ne può attribuire la responsabilità alla truppa. Perciò è presente
anche un’interruzione del nesso causale per danni provocati da terzi.

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 59.6 - Estratto di una decisione della Commissione di ricorso dell'Amministrazione

militare federale del 20 luglio 1993

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 1995
Année

Anno

Band 59
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Ref. No 150 002 747

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv und die Bundeskanzlei konvertiert.

Le document a été digitalisé par les Archives Fédérales Suisses et la Chancellerie fédérale.

Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

	Estratto di una decisione della Commissione di ricorso dell'Amministrazione militare federale del 20 luglio 1993
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	Estratti dei consideranti