# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 44e96b84-0f22-5802-a400-adc98f491dce
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-02-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.02.2024 42.2023.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2023-36_2024-02-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  42.2023.36

   

  rs

  	
  Lugano

  21 febbraio 2024   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 settembre 2023 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 29 agosto 2023 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di assistenza sociale

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI
1 (__________1974) ha beneficiato di prestazioni assistenziali dal mese di settembre
2004 al mese di luglio 2010, dal mese di aprile 2017 al mese di febbraio 2022 e
nei mesi di aprile e maggio 2023 per complessivi fr. 363'952.60 (cfr. STF 8C_736/2022
del 15 giugno 2023 consid. A.a.; doc. B pag. 2; 47; 43).

 

                          1.2.  L’Ufficio del sostegno sociale e
dell'inserimento (USSI), il 19 maggio 2023, accogliendo la domanda di rinnovo formulata
nella medesima data da RI 1 (cfr. doc. 36), le ha assegnato una prestazione
assistenziale ordinaria di fr. 2'361.-- mensili per i mesi di giugno e luglio
2023 (cfr. doc. 32).

 

                          1.3.  Il 9 giugno 2023 l’USSI ha sospeso
l’erogazione della prestazione assistenziale al 31 maggio 2023, in quanto “dai
dati in nostro possesso ci risulta che lei convive ai sensi della Laps con il
signor __________”.

                                  L’amministrazione ha precisato
che allo scopo di ridefinire il diritto alla prestazione, la sua unità di
riferimento avrebbe dovuto essere completata con i dati anagrafici e finanziari
del partner e ha pertanto invitato l’interessata a recarsi tempestivamente
presso il suo Comune di domicilio, unitamente a __________, per inoltrare una
richiesta di revisione congiunta della prestazione assistenziale (cfr. doc. 30).

 

                          1.4.  A seguito del reclamo di RI 1,
rappresentata dall’avv. __________ (cfr. doc. 16), l’USSI, il 29 agosto 2023, ha
emanato una decisione su reclamo con la quale ha confermato il proprio
provvedimento del 9 giugno 2023.

 

                                  Nella decisione su reclamo
l’amministrazione ha esposto le seguenti argomentazioni:

 

" (…)

N.

Nel caso di specie, sulla base degli
accertamenti svolti dall’Ispettorato Sociale e dall’USSI, si ritiene che tra la
signora RI 1 e il signor __________ sussiste una convivenza stabile ai sensi
della Laps.

La documentazione prodotta dalla
reclamante, con la quale ella, a torto, sostiene di aver risieduto ad __________
e a __________ e di non convivere con il signor __________, non le viene in
soccorso.

A comprova dell’effettiva convivenza tra i
due ex coniugi vi sono i numerosi controlli esperiti dalla Polizia __________
che nel periodo dal 18 febbraio 2022 al 3 giugno 2022 hanno rilevato che
l'abitazione ad __________ della signora RI 1 si presentava sempre con le inferriate
chiuse, senza che la stessa sia mai stata vista nei pressi del domicilio né
tantomeno, indica la polizia "non è mai stata notata alcuna luce accesa
o altri elementi che possano far presumere che l'appartamento fosse
effettivamente occupato da una persona.".

AI contrario la signora RI 1, il 4 maggio 2022, è stata vista
salire sull'autoveicolo intestato a __________, parcheggiato a __________ in __________.

Con ulteriori controlli avvenuti dall'11 luglio 2022 al 31 agosto
2022 per un totale di 17 controlli, presso l'abitazione di __________, la
signora RI 1 non è mai stata vista al suo domicilio, il quale risultava essere
ad ogni passaggio "tutto chiuso", mentre per il periodo dal 6 luglio
2022 al 31 agosto 2022, a __________, è sempre stata constatata la presenza
dell'autoveicolo intestato al signor __________.

I controlli sono stati prolungati dal 23 settembre 2022 al 2 marzo
2023 sia al nuovo domicilio della signora RI 1 in __________ sia nei pressi del
domicilio del reclamante, in __________.

Dal rapporto d'esecuzione dell'8 marzo 2023 della Polizia __________
è emerso in particolare che "il veicolo marca __________ di colore
rosso targato __________ intestato a RI 1 dal 26.08.2022 è stato visto 44 volte
parcheggiato nello stallo privato dell'abitazione in __________. Facciamo
altresì rimarcare un fatto degno di considerazione, l'autoveicolo·intestato a RI
1 è stato messo in circolazione, come scritto precedentemente nel presente
rapporto, in data 26.08.2022. __________ aveva intestato a suo nome fino
aIl'08.11.2022 un'autovettura di marca __________ di colore blu targata __________,
pertanto potrebbe essere verosimile, visto che l'unica vettura avvistata nello
stallo privato in __________ a partire dal 10.11.2022 era l'autoveicolo in
usufrutto a RI 1, che i due citati potrebbero utilizzare lo stesso
veicolo". 

Mentre dal Rapporto di Servizio della Polizia di __________ è
emerso che nel periodo dal 10 ottobre 2022 al 2 giugno 2023 "si
conferma di non aver mai notato la donna o il veicolo a suo nome presso il
domicilio di __________. I nostri accertamenti consistevano nel suonare
regolarmente il campanello esterno e quando possibile il campanello alla porta
d'ingresso, sempre quando possibile, all'interno dell'autorimessa. La RI 1 non
risulta comunque avere uno stallo secondo contratto di locazione. Particolare
come in data 16.05.2023, siano stati contattati alcuni vicini e gli stessi hanno
dichiarato di non conoscere la RI 1. Inoltre la Signora __________ (inquilina
da lunga data e conoscente degli altri occupanti degli appartamenti, dalla
partenza dell'ultimo occupante dell'appartamento __________ (ora affittato
dalla RI 1), nell'agosto 2022, non le risultava fosse stato nuovamente
affittato in quanto non ha mai notato la presenza di qualcuno. (...) è pertanto
verosimile che RI 1 di fatto non abbia mai abitato in __________ presso
l'appartamento __________."

Dai rapporti di cui sopra emerge pertanto che la signora RI 1 non
risieda presso il suo domicilio in __________ a __________ ma bensì a __________
con il signor __________.

Da quanto sopra, quindi, gli stessi non solo convivono nel
medesimo appartamento di __________ ma utilizzano un unico autoveicolo con il
quale si spostano.

A maggior comprova che la stessa risiede dal signor __________
emerge dal controllo effettuato il 4 ottobre 2022 presso l’abitazione della
signora RI 1 a __________ nel quale la Polizia __________ ha indicato “Contatto
con servizio custode per verifica contatore elettrico. Apparecchio non rilevato
presente”.

Infine, dal rapporto di esecuzione del 19 giugno 2023 della
Polizia __________ si rileva che dai controlli eseguiti dal 31 marzo 2023 al 6
giugno 2023 "l’autoveicolo __________ di colore __________ targato __________
intestato a RI 1 è stato visto 28 occasioni, sempre parcheggiato nello stallo
privato dell'appartamento __________ (allegato DOC 2) a __________, ovvero
l'appartamento in usufrutto a __________."

Nel suo rapporto del 7 giugno 2023 l'Ispettorato sociale ha
rilevato che "gli ex coniugi __________ convivono sia ai sensi della
Laps che di fatto, almeno a far tempo dal 18.02.2022 secondo i controlli di
Polizia. Oltre ai controlli di Polizia è necessario fare una valutazione
complessiva utilizzando anche gli atti presenti nell'incarto OSA e accumulati
negli anni, infatti dagli stessi risulta che in applicazione del principio di
verosimiglianza preponderante, come il primo momento in cui nasce la convivenza
ai sensi della Laps risale al 07.12.2017. Dalla documentazione bancaria si vede
come i due, negli anni, si sono recati insieme ad eseguire pagamenti e a
estrarre la cronologia del conto per allegarla alle domande di rinnovo, infatti
ce ne sono di inoltrate in stessa data. Dagli atti dell'incarto OSA risulta
anche un identico cambio dell'assicuratore malattia e una domanda di AI per
entrambi. Inoltre i __________ sono in cura dallo stesso medico, sempre come
risulta dall'incarto. In più, hanno avuto anche lo stesso avvocato. Di
conseguenza, in considerazione delle massime applicabili alla procedura in
ambito di assistenza sociale, i signori __________ sono da considerare quale
un'unica unità di riferimento (UR 2) già da dicembre 2017.".

In base agli atti e alle circostanze del caso concreto, si deve
ritenere che la loro convivenza debba essere definita stabile ai sensi della Laps.

L'USSI ha pertanto concluso che le prestazioni assistenziali
precedentemente calcolate in base ad unica unità di riferimento non potevano
più essere riconosciute ed ha pertanto, correttamente, invitato la reclamante “a
recarsi tempestivamente presso il suo Comune di domicilio, unitamente a __________,
per inoltrare una richiesta di revisione congiunta della prestazione assistenziale”.

Ritenuto che la convivenza stabile ai sensi
della Laps comporta di considerare i conviventi quali componenti di una medesima
unità di riferimento, a ragione l’USSI il 9 giugno 2023 ha sospeso l’erogazione
elle prestazioni assistenziali.

Ella si è rifiutata di inoltrare la domanda
congiuntamente al suo compagno convivente e quindi di fornire tutti i dati
necessari per poter determinare il suo fabbisogno.” (Doc. B pag. 9-11)

 

                          1.5.  Contro
la decisione su reclamo del 29 agosto 2023 RI 1, patrocinata dall’avv. __________,
ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo l’annullamento della
stessa e il ripristino delle prestazioni assistenziali (cfr. doc. I pag. 7).

 

                                  A sostegno delle proprie
richieste l’insorgente ha in particolare addotto che gli accertamenti svolti dall’USSI
riguardano, in sostanza, appostamenti effettuati da agenti di Polizia non
meglio identificabili, di cui si conoscono solo le iniziali e che nei rapporti
vi sono indicati unicamente la data e l’orario senza la precisazione della
durata delle verifiche.

                                  

                                  A mente della parte ricorrente è
verosimile che il controllo sia avvenuto tramite la vettura di pattuglia,
passando velocemente e inserendo nella tabella l’“accertamento”, pertanto
ritiene che le tabelle “controllo presenza persone” non solo non siano
sufficientemente dettagliate, ma pure non servano a nulla.

                                  È stato, altresì, indicato che nemmeno
__________ è mai stato praticamente visto al suo domicilio, ciò che fa
comprendere che le visite della Polizia sono durate pochi secondi mentre
passava con l’auto di servizio.

                                  Per quanto riguarda l’autovettura
che utilizzavano l’insorgente e __________, è stato precisato, da un lato, che,
seppure divorziati, essi si vedono e si sentono ancora, ritenuto che entrambi
dal mese di febbraio 2022, a seguito della sospensione delle prestazioni
assistenziali, si sono ritrovati senza alcuna entrata. Dall’altro, che tuttavia
non hanno mai convissuto, considerato del resto che entrambi hanno sempre avuto
il proprio appartamento, come si evince dai contratti di locazione agli atti.

                                  L’avv. __________, per conto
della ricorrente, ha, poi, affermato, da un lato, che quest’ultima ha sempre
ricevuto e pagato le fatture relative all’elettricità sia nel vecchio
appartamento di __________, sia nell’attuale di __________. Dall’altro, che
agli atti vi sono diverse dichiarazioni da parte di persone, in particolare dei
precedenti locatori che abitavano nel medesimo stabile di RI 1, che confermano
che ella viveva effettivamente e da sola negli appartamenti per i quali aveva
sottoscritto un contratto di locazione.

                                  È stato, inoltre, fatto rimarcare
che, nonostante la richiesta esplicita dell’USSI di esperire un sopralluogo,
rispettivamente una visita nell’appartamento dell’insorgente, la Polizia non ha
proceduto in tal senso, limitandosi a controlli visivi e molto superficiali.

                                  In conclusione è stato affermato
che l’USSI non ha comprovato senza dubbi e con prove oggettive la convivenza
tra la ricorrente e __________ (cfr. doc. I).

 

                                  L’insorgente ha, inoltre, chiesto
di essere posta al beneficio del gratuito patrocinio nella sua forma più
completa con il patrocinio dell'avv. Vinh __________, sia per la presente
procedura ricorsuale, sia per la precedente procedura di reclamo (cfr. doc. I
pag. 8).

                                  Al ricorso è stato allegato, con
la relativa documentazione, il Certificato per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria vidimato dal Comune di __________ (cfr. doc. D).

 

                          1.6.  Con risposta del 23 ottobre 2023
l’USSI ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                          1.7.  Il 6 novembre 2023 l’avv. __________
ha trasmesso uno scritto allestito direttamente dall’insorgente e un messaggio
di posta elettronica del 13 settembre 2023 inviato da __________, proprietario
dell’appartamento in __________, alla sua assistita (cfr. doc. V +1/2).

 

                          1.8.  L’amministrazione si è pronunciata
al riguardo il 17 novembre 2023 (cfr. doc. VII).

 

                          1.9.  Il 22 novembre 2023 la ricorrente
ha personalmente presentato ulteriori osservazioni riguardanti la fattispecie
(cfr. doc. IX +1-4), inviate nuovamente dal suo patrocinatore il 30 novembre
2023 (cfr. doc. XII + 1/2).

 

                        1.10.  L’USSI ha preso posizione il 14
dicembre 2023 (cfr. doc. XIV).

 

                        1.11.  L’USSI, il 4 gennaio 2024, ha
trasmesso il rapporto della Polizia __________ del 3 gennaio 2024, da cui
risulta essenzialmente che RI 1, da metà di dicembre 2023, alloggia presso l’ex
marito, in attesa di trovare un appartamento e che il proprietario del rustico
di __________, il cui contratto di locazione è stato stipulato il 30 novembre
2023, dopo averle chiesto l’estratto dell’Ufficio esecuzioni, avrebbe cambiato
idea e non le avrebbe più affittato l’abitazione (cfr. doc. XVI; XVI1).

 

                        1.12.  L’avv. __________, il 17 gennaio
2024, ha osservato, in particolare, che il rapporto di Polizia del 3 gennaio
2024, concernendo un periodo che esula dal lasso di tempo riguardante la
decisione impugnata e il ricorso della sua assistita, non è pertinente. 

                                  Sono, inoltre, stati annessi uno
scritto di RI 1 del 12 gennaio 2024 e il contratto di locazione relativo
all’appartamento di __________ con la precisazione che il locatore avrebbe
sostituito i cilindri della porta per impedire all’insorgente di entrare (cfr.
doc. XVIII + 1/3).

 

                        1.13.  Il 24 gennaio 2024 il patrocinatore della
ricorrente ha comunicato che quest’ultima gli ha revocato il mandato.

 

                                  Il legale ha, comunque, postulato
il riconoscimento del gratuito patrocinio per le prestazioni già svolte (cfr.
doc. XX).

 

                        1.14.  La parte resistente, il 29 gennaio
2024, ha rilevato che “se è pur vero che “il rapporto di Polizia indica un
rilevamento/sopralluogo effettuato il 3 gennaio 2024, ossia un periodo che
esula dal periodo di cui alla decisone querelata e di cui il ricorso del signor
__________”, tale circostanza non fa che comprovare ulteriormente che la
signora RI 1 ha sempre risieduto presso il domicilio del suo ex marito. Non va
dimenticato che la signora RI 1 non è mai stata trovata dalla Polizia presso i
domicili da lei indicati come tali”.

                                  L’USSI ha, altresì, puntualizzato
che non vi è alcun documento da cui emerga che il locatore dell’abitazione di __________
abbia cambiato i cilindri della porta, evidenziando che nel suo scritto del 12
gennaio 2024 la ricorrente ha indicato “di comune accordo abbiamo rescisso
il contratto di locazione” (cfr. doc. XXII; XVIII1).

 

                        1.15.  RI 1, il 27 gennaio 2024, ha
prodotto il “Verbale di riconsegna e fine locazione” del 2 dicembre 2023 (cfr.
doc. XXIV+1) e il 1° febbraio 2024 ha formulato alcune osservazioni (cfr. doc.
XXVI).

                                

                        1.16.  l doc. XXIV + 1 e XXVI sono stati
inviati per conoscenza all’USSI (cfr. doc. XXVII).

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  Con decisione formale del 19 maggio
2023 l’USSI ha assegnato a RI 1 una prestazione assistenziale ordinaria di fr.
2'361.-- mensili per i mesi di giugno e luglio 2023 (cfr. doc. 32; consid.
1.2.).           

 

                                  Il 9 giugno 2023
l’amministrazione, con decisione informale, ha sospeso l’erogazione della
prestazione assistenziale al 31 maggio 2023, in quanto dai dati in suo possesso
è emerso che convivesse ai sensi della Laps con __________, per cui andava
presentata una richiesta di revisione congiunta (cfr. doc. 30; consid. 1.3.).

 

                                  Il modo di agire dell’USSI non
presta il fianco a critiche, poiché l’amministrazione, nel termine contemplato
per la relativa impugnazione, può riesaminare le decisioni non contestate senza
che debbano essere adempiute le condizioni per procedere alla riconsiderazione
o alla revisione processuale, da ossequiare invece in caso di decisione
cresciuta in giudicato (cfr. STFA I 458/2006 del 30 ottobre 2006 consid. 2.1.;
DTF 129 V 110 consid. 1.2.1; DTF 124 V 247 consid. 2; STCA 38.2021.52 del 25 ottobre 2011 consid. 2.1.).

 

                                  Il TCA entrerà, dunque, nel
merito della decisione su reclamo del 29 agosto 2023 (cfr. doc. B; consid.
1.4.) che ha confermato il provvedimento del 9 giugno 2023.

 

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  Oggetto del contendere è la
questione di sapere se a ragione o meno l’USSI abbia interrotto dal 31 maggio 2023
l’erogazione di prestazioni assistenziali nei confronti della ricorrente,
ritenendo che la stessa convivesse in modo stabile con __________, per cui
occorreva presentare una richiesta congiunta.

 

                          2.3.  L’intervento
della pubblica assistenza è regolato nel Cantone Ticino dalla Legge
sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 (Las). 

                                  Tale
normativa è stata oggetto di modifiche, valide segnatamente dal 1° febbraio
2003 (cfr. fu 99/2002 del 10 dicembre 2002 pag. 8289 segg.) e dal 1° ottobre
2006 (cfr. BU 44/2006 del 29 settembre 2006
pag. 385-386; BU 40/2006 del 8 settembre 2006 pag. 313-317), resesi necessarie in particolare a seguito
dell’adozione, il 26 giugno 2002, della Legge sull’armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali (Laps) in vigore dal 1° febbraio 2003 (cfr. FU
53/2002 del 2 luglio 2002 pag. 4752 segg.; BU 3/2003 del 31 gennaio 2003). 

 

                                  L'art. 1 Las stabilisce che lo
Stato provvede, nel rispetto della dignità e dei diritti della persona,
all'attribuzione delle prestazioni sociali stabilite dalla legislazione
federale o cantonale e, in particolare, all'assistenza di quanti stanno per
cadere o siano caduti nel bisogno (cpv. 1).

                                  Le prestazioni sociali hanno lo
scopo di favorire l'inserimento sociale e professionale dei beneficiari (cpv.
2).

 

                          2.4.  Ai
sensi dell’art. 4 Laps, applicabile anche nell’ambito dell’assistenza sociale
(cfr. art. 2 Laps; 21 Las):

 

"
1L’unità
di riferimento è costituita:

a)   dal titolare del diritto;

b)   dal coniuge o dal partner registrato;

c)   dal partner convivente, se la convivenza
è considerata stabile;

d)   dai figli minorenni di cui essi hanno
l’autorità parentale;

e)   dai figli maggiorenni, se
questi non sono economicamente indipendenti.

2-7…"

 

                                  L’art. 2a Reg.Laps enuncia poi che:

 

"
La convivenza è
considerata stabile se, alternativamente:

a) vi sono figli in comune;

b) la convivenza procura gli stessi vantaggi
di un matrimonio;

c) la convivenza è durata almeno 6 mesi.”

 

                                  L'unità
economica di riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde
alla cerchia di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr.
Messaggio n. 4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova
legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5).

 

                                  Come appena visto, per gli art. 4
cpv. 1 lett. c Laps e 2a Reg.Laps, validi dal 1° ottobre 2006, l’unità di
riferimento del titolare del diritto alla prestazione è costituita dal partner convivente
se la convivenza è considerata stabile, ossia se vi sono figli in comune o se,
indipendentemente da figli in comune, la convivenza è durata almeno 6 mesi
oppure procura gli stessi vantaggi di un matrimonio, a differenza di quanto contemplato dall’art. 4 lett. c) Laps
in vigore fino al 30 settembre 2006, e meglio che l’unità di riferimento era
costituita dal partner convivente soltanto se vi erano figli in comune.

 

                                  Riguardo
al cambiamento del tenore dell’art. 4 lett. c) Laps dal Messaggio n. 5723 del
25 ottobre 2005 relativo alla Modifica della legge sull’armonizzazione e il
coordinamento delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps) p.to 2.2. si
evince quanto segue:

 

"
2.2     
Unità di riferimento (art. 4 Laps)

2.2.1    Partner convivente

L’attuale art. 4 cpv 1 lett. c) Laps prevede
che fa parte dell'unità di riferimento il partner convivente, se vi sono figli
in comune.

Questa regola era stata definita per garantire
la parità di trattamento, considerando alla stessa stregua delle coppie sposate
anche le unioni libere, a condizione che queste siano obiettivamente fondate da
una convivenza e dall’esistenza di figli in comune; solo in questo caso, il
partner è perciò assimilato a un ‘coniuge’, indipendentemente dallo stato
civile dei membri della coppia.

Non appartengono invece alla medesima unità
economica di riferimento i partner senza figli in comune: i partner senza
obblighi di mantenimento reciproci (coppie non sposate senza figli in comune)
sono considerati unità economiche indipendenti a tutti gli effetti. 

Dall’entrata in vigore della Laps la
giurisprudenza in materia di conviventi ha subito un’evoluzione significativa.
Ad esempio la sentenza del TF (DTF 1P.184/2003) in materia di anticipo alimenti
(ma applicabile a tutte le prestazioni sociali), conferma e precisa la DTF 129
I 1, affermando che non è di per sé contrario al principio di uguaglianza tener
conto per il calcolo di prestazioni sociali anche del reddito di un convivente
se la convivenza ha una certa stabilità (per non creare disparità con i nuovi
coniugi).

Viola però tale principio il tener conto della
convivenza sin dal primo giorno della stessa e l'imporre alla richiedente la
prova che la convivenza non ha una stabilità simile ad un matrimonio.

Nella sentenza del 12.01.2004, causa
2P.218/2003, il TF precisa che occorre prendere in considerazione i redditi e
la fortuna dei due partner se la loro convivenza può essere definita
"stabile". Tale sarà in particolare il caso quando i partner fanno
famiglia comune da molti mesi o quando educano insieme un bambino comune. Se la
convivenza può essere definita "stabile" tenuto conto di tutte le
circostanze del caso particolare, occorrerà dunque stabilire un bilancio unico
per i due concubini.

Per definire se la convivenza può essere definita
stabile, relativamente alla durata minima dell’unione, il TF lascia un certo
margine di apprezzamento ai Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF prevedeva
un minimo di 5 anni di convivenza, attualmente la prassi prevede un concetto di
molti mesi. 

Visto quanto sopra, si propone di modificare
l’art. 4 cpv. 1 lett. c) Laps, prevedendo che l’unità di riferimento è
costituita dal titolare del diritto e dal partner convivente se la convivenza è
stabile. Il regolamento di applicazione dovrà quindi definire a quali
condizioni la convivenza è stabile, sia se vi sono figli in comune oppure
no."

 

                                  Inoltre dal Rapporto parziale 2 del
28 marzo 2006 sul Messaggio n. 5723 della Commissione della gestione e delle
finanze emerge che:

 

"
(…) Con l’adozione della revisione, l’unità di riferimento
sarà quindi costituita dal titolare del diritto e dal suo partner convivente,
se la convivenza è stabile.

Il regolamento di applicazione, che come i
relatori hanno avuto modo di verificare, correttamente è già stato elaborato,
provvede a definire a quali condizioni la convivenza è stabile.

Tale potrà d’ora in poi essere, anche se non
vi sono figli comuni, nel caso in cui la convivenza denoti appunto stabilità
definita ad esempio nel caso vi sia coabitazione da sei mesi.

L’accertamento della coabitazione avverrà
concretamente tramite i Comuni, con i quali la collaborazione si è andata
positivamente consolidando nel corso di questi anni."

 

                                  Dal Commento alle modifiche
del Reg.Laps valide dal 1° ottobre 2006 elaborato il 20 settembre 2006 dal
Gruppo di coordinamento Laps e approvato dal Consiglio di Stato il 26 settembre
2006 (cfr. STCA 42.2014.13 del 21 maggio 2015 consid. 2.3.), in relazione
all’art. 2a Reg.Laps risulta:

 

"
Articolo 2a; partner conviventi

Con riferimento a quanto contenuto nel Messaggio del
25 ottobre 2005; ad 2.2.1, pag. 3-4, si specifica che la convivenza è
considerata stabile se i genitori hanno figli in comune, oppure se essa
conferisce vantaggi analoghi al matrimonio o dura da almeno 6 mesi, nel caso in
cui non vi siano figli in comune.

Possono essere considerati indizi del fatto che la
convivenza conferisce vantaggi analoghi al matrimonio: il reciproco sostegno
dei partners nell’esercizio delle attività quotidiane, l’esistenza di
un’assicurazione sulla vita o di un atto successorio in favore dei partner, la
sottoscrizione congiunta di contratti (locazione
dell'abitazione "coniugale", leasing dell'autovettura o di altri
apparecchi, compra-vendita di mobilio, ecc.), l'esistenza di una procura su
conti bancari o postali o ancora la dichiarazione congiunta dei partners
dell'esistenza della convivenza medesima (vedi DTF 5C
90/2001, 5C 155/2004, 5P 70/2005, 1P 184/2003, 2P 218/2003 e DTF 129 I 1). 

Il richiamo ad una convivenza di almeno 6 mesi
costituisce una presunzione, alla quale i partners hanno la possibilità di
contrapporsi, dimostrando che la convivenza non è assimilabile ad un
matrimonio: si pensa, in particolare, al caso degli studenti che condividono un
appartamento, "senza avere una comunità di vita durevole o di carattere
esclusivo che presenta elementi di comunione spirituale, materiale e
economica" (vedi STCA citata in RDAT 11-2001 N. 22 pag. 89 e segg.; vedi
anche STCA 25 gennaio 2006 in re S.M., N. 39.2005.12). Il parametro dei
6 mesi si allinea alla giurisprudenza del Tribunale federale, che richiede una
convivenza di "molti mesi" e alla necessità di rigore finanziario nel
settore delle prestazioni sociali. 

Va infine sottolineato che questa nuova normativa si
applica sia in caso di partners eterosessuali che omosessuali.”

 

                          2.5.  Secondo
la giurisprudenza federale in materia di assistenza sociale quando si è
confrontati con un concubinato stabile è ammissibile e non arbitrario tenere conto
nel calcolo della prestazione assistenziale del richiedente anche dei redditi e
delle spese della persona convivente, benché non sussista un obbligo di
mantenimento reciproco ex lege fra i due partner. A tal fine va, infatti,
piuttosto considerata la disponibilità di fatto a sostenersi reciprocamente
(cfr. DTF 141 I 153; STF 8C_356/2011 del 17 agosto 2011 consid. 2.2.).

 

                                  La
giurisprudenza federale ha stabilito che, ai fini della determinazione di una
convivenza rispetto a una semplice economia domestica comune, è irrilevante la
forma della vita in comune. È, invece, determinante che i partner siano pronti
a prestarsi assistenza e sostegno reciproci. Ad esempio, trattandosi di persone
di medesimo sesso (che avevano due abitazioni distinte e un appartamento di
vacanza di una delle due, ma che con verosimiglianza preponderante in caso di
necessità erano sempre disposte ad aiutarsi), l'Alta Corte ha stabilito che una
comunione domestica durevole e indivisa non costituisce un elemento
(costitutivo) essenziale per ammettere una convivenza ai sensi del diritto
della previdenza professionale (cfr. DTF 134 V 369 consid. 7.1.; DTF 137 V 82
consid. 5.5. = RtiD II-2011 N. 56 pag. 272 segg.; STF 8C_356/2011 del 17 agosto
2011 consid. 2.2.).

 

                                  Con
giudizio 8C_232/2015 del 17 settembre 2015, pubblicato in DTF 141 I 153, l’Alta
Corte ha poi confermato quanto deciso dall’amministrazione, ossia che la
convivenza di una beneficiaria dell’assistenza sociale che durava da sette anni
e dalla quale era nato un figlio era stabile.

                                  L’asserzione
della ricorrente secondo cui il concubinato dal profilo economico non sarebbe
stato così stabile non ha permesso un esito differente, mancando qualsiasi
indicazione in proposito. 

                                  Inoltre,
non è necessario sapere se il convivente si sia espressamente dichiarato
disposto a corrispondere realmente un importo a sostegno dell’economia
domestica. In caso contrario vi sarebbe il rischio che per approfittare
dell’assistenza sociale un convivente contribuisca in misura minore rispetto a
quanto corrisponderebbe senza il possibile intervento dell’assistenza sociale e
ciò contravvenendo al principio di sussidiarietà.

                                  Infine
il TF ha evidenziato che il conteggio di tale importo nemmeno risultava
arbitrario in considerazione del fatto che i concubini avevano fondato
un’economia domestica comprensiva anche dei loro rispettivi figli nati da
precedenti relazioni.

 

                                  In
una sentenza 8C_645/2015 del 10 dicembre 2015 il TF si è chinato sul caso di un
beneficiario dell’assistenza sociale che, siccome la pigione del suo
appartamento superava i canoni di locazione previsti dalle direttive del Comune
in questione, il 1° ottobre 2014 ha traslocato in una nuova abitazione dove si
è pure trasferita la sua compagna, la quale da quel momento è stata computata nel
calcolo della prestazione assistenziale. La nostra Massima Istanza ha avallato
l’operato dell’amministrazione, ritenendo che il fatto di considerare la coppia
come dei concubini e non semplicemente come due persone che decidono di
condividere l’abitazione per ridurre le spese non è arbitrario. La circostanza
di avere delle camere da letto separate e di consumare i pasti ad orari diversi
nemmeno è inusuale, del resto, per dei nuclei familiari.

 

                                  Con
giudizio 8C_138/2016 del 6 settembre 2016, pubblicato in DTF 142 V 513, l’Alta
Corte ha confermato la decisione del Tribunale amministrativo del Cantone
Zurigo che nell’agosto 2014 nel calcolo dell’assistenza sociale di una
beneficiaria ha conteggiato un importo a titolo di contributo di concubinato da
parte del suo compagno con il quale conviveva dal 2010.

                                  Il
TF ha precisato che, se il concubinato è stabile, il computo di un contributo
di concubinato si giustifica indipendentemente dall’origine dei redditi del
convivente (reddito da attività lavorativa, rendite delle assicurazioni
sociali, indennità giornaliere da parte di assicurazioni).

                                  Secondo
l’Alta Corte il budget COSAS (dal
2021 CSIAS) ampliato del concubino non assistito deve considerare tutte
le fonti di entrata (salario da attività lavorativa o salario sostitutivo
comprensivo di prestazioni complementari). In caso di concubinato stabile, la
maggiore entrata che ne dovesse risultare deve essere computata integralmente
come introito (contributo al concubinato) nel budget della persona richiedente.
Ciò non viola - per confronto alle coppie sposate - né il precetto
all'uguaglianza giuridica né il divieto dell'arbitro né tantomeno lede il diritto
al minimo esistenziale (consid. 5).

 

                                  Il
Tribunale federale, con giudizio 8C_744/2018 dell’8 gennaio 2019, ha confermato
quanto stabilito da questa Corte (STCA 39.2018.7 del 24 settembre 2018), ossia
il diniego a un’assicurata degli assegni integrativi e di prima infanzia da
ottobre 2017, in quanto, sulla base di controlli effettuati dalla Polizia
cantonale su richiesta della Cassa, nella sua unità di riferimento è stato
considerato anche il padre di sua figlia, nata nell’ottobre 2017, nonostante disponessero
di due abitazioni differenti.

                                  La
nostra Massima Istanza ha evidenziato che due persone vanno considerate
conviventi ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps quando, indipendentemente
dalla loro situazione sentimentale, sono pronte a prestarsi assistenza e
sostegno reciproci, al di là di una semplice amicizia.

 

                                  In una sentenza 8C_307/2022 del 4
settembre 2023, destinata alla pubblicazione (cfr. Comunicato stampa del
Tribunale federale del 3 ottobre 2023), relativa a un uomo al quale l’amministrazione
ha dapprima sospeso informalmente i pagamenti dell’assistenza sociale e in
seguito con delle decisioni formali ha soppresso con effetto retroattivo il
diritto all’aiuto sociale (secondo il TF il modo di operare
dell’amministrazione che ha interrotto in modo informale versamenti con effetto
immediato diversi mesi prima di decidere formalmente è inammissibile), non
avendo inviato la documentazione relativa alla sua partner convivente incinta,
l’Alta Corte ha ricordato che non è arbitrario tenere conto di una relazione di
concubinato stabile nel contesto della concessione delle prestazioni dell’aiuto
sociale in presenza di risorse economiche, benché non esista un dovere legale e
reciproco di mantenimento tra i partner. In quest’ottica è concepibile considerare
il fatto che questi siano pronti ad assicurarsi mutualmente assistenza.

                                  Di principio è ammissibile
computare un contributo di concubinato nel calcolo dell’aiuto sociale
riguardante una persona assistita quando vive in relazione di concubinato stabile
con una persona non beneficiaria dell’assistenza.

 

                          2.6.  Questo Tribunale, dal canto suo, con
giudizio 42.2010.13 del 19 agosto 2010 questa Corte ha altresì stabilito che è
possibile ammettere una convivenza non solo in assenza di figli in comune, ma
anche in assenza di una comunione domestica durevole e indivisa laddove i
componenti sono legati da un rapporto di relazione.

 

                                  In
una sentenza 42.2012.2 del 24 aprile 2013, pubblicata in RtiD II – 2013 N. 13
pag. 66 seg., ha stabilito che l'USSI, a giusta ragione, aveva chiesto la
restituzione di prestazioni assistenziali a un beneficiario dell'assistenza
sociale in quanto per un certo periodo la sua unità di riferimento doveva
essere considerata costituita anche da sua figlia e dalla madre di quest'ultima,
con la quale intratteneva una relazione sentimentale da molti anni.

                                  In
quel caso, malgrado nell'arco di tempo in discussione il ricorrente e la
compagna, diversamente da periodi precedenti e dal lasso di tempo successivo
(dicembre 2010 – agosto 2012), non abitassero (sempre) nel medesimo
appartamento, quest'ultima aveva continuato a recarsi presso l'abitazione
dell'insorgente con la figlia molto spesso (due-tre volte alla settimana,
passandovi, per stessa ammissione della signora, a volte anche la notte),
occupandosi anche delle faccende domestiche del suddetto.

                                  Inoltre
la Polizia Comunale aveva effettuato controlli in modo assiduo e durante
differenti orari sia di giorno che di notte, attestando che l'autovettura della
signora si trovava in modo predominante posteggiata nell'autorimessa privata
dello stabile dove risiedeva quest'ultimo.

                                

                                  Con
sentenza 42.2014.13 del 21 maggio 2015, pubblicata nella RtiD I-2016 N. 5 pag.
39 segg., questa Corte ha accolto il ricorso di un insorgente, già beneficiario
di prestazioni assistenziali, la cui nuova domanda del maggio 2014 era stata
respinta, in quanto il reddito della sua unità di riferimento, nella quale era
stata computata anche la compagna con cui abitava dall’aprile 2014, superava il
limite annuo fissato dal Dipartimento della sanità e della socialità.

                                  Il
TCA, contrariamente a quanto deciso dall’USSI, ha stabilito che,
indipendentemente dalla questione di sapere se l’art. 2a lett. b Reg.Laps sia
conforme o meno all’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e al diritto federale, non
risultavano date le condizioni per considerare che la convivenza del ricorrente
procurasse gli stessi vantaggi di un matrimonio ai sensi dell’art. 2a lett. b
Reg.Laps e fosse quindi stabile giusta l’art. 4 cpv. 1 lett. c Laps anche nel periodo
precedente la fine del lasso di tempo di almeno sei mesi.

                                  In
effetti quando l’USSI ha negato il diritto a una prestazione assistenziale la
convivenza tra l’insorgente e la compagna, conosciutisi nemmeno un anno prima,
non comportava l’elemento della durata, essendo iniziata solo nell’aprile 2014.

                                  Inoltre
gli indizi indicati dall’amministrazione (dichiarazione di convivenza e comune
sottoscrizione del contratto di locazione), da un lato, non erano sufficienti
per concludere che si era confrontati con una convivenza stabile già nei primi
mesi della loro coabitazione. Dall’altro, non erano sorretti da altri indizi
convergenti suscettibili di comprovare una convivenza con vantaggi analoghi al
matrimonio.

                                  Questo
Tribunale ha, pertanto, concluso che nei primi sei mesi a far tempo dall’aprile
2014 l’unità di riferimento del ricorrente era costituita unicamente dal
medesimo e da sua figlia.

 

                                  Questa
Corte, con sentenza 36.2015.29-31 del 13 agosto 2015, pubblicata in RtiD I-2016
N. 6 pag. 48 segg., ha negato la riduzione del premio dell’assicurazione
obbligatoria delle cure medico-sanitarie, stabilendo che tra la ricorrente e il
compagno che convivevano da anni senza figli in comune ma condividendo
l’alloggio con il figlio di primo letto dell’insorgente e che non hanno negato
di aiutarsi reciprocamente, di sostenersi e di collaborare esisteva una
convivenza duratura e intensa, profonda e radicata che andava considerata
stabile.

 

                                  Con
giudizio 42.2016.11 del 12 settembre 2016 il TCA ha giudicato una fattispecie
concernente una ricorrente che stava sostenendo il suo convivente da oltre tre
anni ritenendo che la loro convivenza era da considerare stabile ai sensi degli
art. 4 cpv. 1 lett. a Laps e 2a Reg.Laps, siccome i partner erano pronti a
prestarsi assistenza e sostegno reciproci e la convivenza durava da almeno tre
anni.

 

                                  In una sentenza 39.2021.5-6 del 7
marzo 2022 questo Tribunale ha stabilito che a ragione la Cassa aveva negato a
un’assicurata il diritto agli AFI e agli API richiesti nell’aprile 2021. In
effetti nell’unità di riferimento andava considerato anche il padre dei suoi
due figli nati nel 2013 e nel 2021, in quanto tra loro sussisteva una
convivenza stabile ex art. 4 cpv. 1 lett. a Laps nonostante ognuno avesse una
propria abitazione in due paesi distinti, si frequentassero soltanto nei fine
settimana e la relazione fosse altalenante.

 

                                  Con giudizio 42.2022.19 del 20
giugno 2022 il TCA ha confermato il diniego del rinnovo delle prestazioni assistenziali,
poiché la richiesta era stata presentata soltanto dal ricorrente invece che
unitamente alla compagna. L’insorgente, prima di essere avvertito circa
possibili conseguenze in relazione al suo diritto all’assistenza sociale, aveva
asserito di intrattenere una relazione sentimentale da diversi anni e di
convivere stabilmente con la compagna.

                                  Gli atti sono, comunque, stati
trasmessi all’USSI, affinché verificasse per il lasso di tempo successivo allo
sfratto l’eventuale diritto del ricorrente a prestazioni assistenziali,
rispettivamente a un aiuto d’emergenza.

 

                                  In una sentenza 39.2022.3 del 24
gennaio 2023 questo Tribunale ha deciso che a torto la Cassa aveva chiesto la restituzione
di AFI e API, stabilendo che il padre dell’ultimo dei suoi tre figli, benché
non legalmente riconosciuto, era parte della sua unità di riferimento sulla
sola base della segnalazione al Ministero pubblico, quando però il procedimento
penale non era concluso. Gli atti sono stati rinviati per complemento
istruttorio ed emissione di un nuovo ordine di restituzione. È stato ad ogni
modo precisato che in caso di dubbio, la Cassa aveva comunque la possibilità di
attendere l’esito della vertenza penale prima di pronunciarsi nuovamente in
merito alla restituzione.

 

                                  Con sentenza 39.2023.6 del 24
gennaio 2023 il TCA ha, poi, confermato il modo di procedere
dell’amministrazione che non era entrata nel merito
di una domanda di AFI e API, mancando la documentazione relativa alla persona
che, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, andava
considerata convivente stabile della richiedente, e perciò doveva essere
computata nell’unità di riferimento di quest’ultima. 

                                  Il ricorso contro la STCA
39.2023.6 è stato ritenuto inammissibile dal Tribunale federale con pronunzia
8C_61/2023 del 22 marzo 2023.

 

                                  Con giudizio 39.2023.5 del 21
agosto 2023 questa Corte ha stabilito che rettamente la Cassa aveva negato il
diritto agli AFI e agli API dal mese di novembre 2022 a un’assicurata, madre di
due figlie, nate nel 2008, rispettivamente nel 2022, in quanto nella sua unità
di riferimento andava computato anche il padre della secondogenita. In effetti,
da un lato, dal Rapporto di Polizia era emerso che quest’ultimo trascorreva
molto tempo presso l’abitazione dell’assicurata. Dall’altro, dagli atti
risultava che il medesimo e l’insorgente si aiutavano reciprocamente. In
particolare il padre della piccola si recava dall’assicurata al mattino per
tenere la bambina e lasciarla quindi riposare e le prestava del denaro. La
ricorrente, dal canto suo, gli permetteva di utilizzare la sua autovettura.

                                  Gli atti sono stati, invece,
rinviati, per verificare se nell’unità di riferimento
dell’assicurata dovesse essere compresa pure la prima figlia di lui, nata nel
2001 da un precedente matrimonio e in prima formazione.

 

                                  Al
riguardo cfr. pure STCA 42.2022.90 del 3 aprile 2023; STCA 39.2018.5 del 13
agosto 2018; STCA 39.2018.3-4 del 22 maggio 2018; 39.2016.6 del 7 novembre
2016; STCA 42.2016.11 del 12 settembre 2016; STCA 42.2016.6-7 del 2 agosto
2016; STCA 42.2016.1 del 27 giugno 2016; STCA 36.2016.17-20 del 23 maggio 2016;
STCA 39.2015.3 del 12 novembre 2015.

 

                          2.7.  Nella presente evenienza dalle
carte processuali si evince che RI 1 ha beneficiato dell’assistenza sociale
fino al mese di maggio 2023 (cfr. consid. 1.1.).

 

                                  L’USSI, il 9 giugno 2023, ha
stabilito che non avrebbe più versato prestazioni assistenziali alla ricorrente
dal mese di giugno 2023, in quanto dai dati in suo possesso è emerso che tra la
medesima e __________, suo ex marito (divorziati dal maggio 2015; cfr. doc. 49
inc. 42.2023.35), sussiste una convivenza stabile, per cui deve essere
presentata una richiesta congiunta (cfr. doc. 30; consid. 1.2.).

 

                                  In effetti nel “Rapporto
Ispettorato - chiusura caso” del 7 giugno 2023 è stato indicato che “il
signor __________ è domiciliato a __________ dal 01.08.2015 mentre la sua ex
moglie, RI 1, è stata domiciliata a __________ dal 01.10.2020 al 31.08.2022 e
dal 01.09.2022 risulta domiciliata a __________. Nonostante ciò i due
continuano a formare un’unica unità di riferimento e rientrano in una
convivenza ai sensi Laps” (cfr. doc. 100).

 

                                  L’Ispettorato, a comprova della
convivenza, ha fatto riferimento ai controlli effettuati dalla Polizia __________
e dalla Polizia __________ (cfr. doc. 100-101).

 

                                  Dal “Rapporto di esecuzione”
dell’8 marzo 2023 redatto all’attenzione dell’Ispettorato sociale dalla Polizia
__________ si evince:

 

" A seguito
del cambiamento di domicilio di RI 1 da __________ a __________, si è
provveduto, come da vostra richiesta, a effettuare delle verifiche casuali,
coprendo tutte le fasce orarie giornaliere (mattino, mezzogiorno e sera) come
pure nei weekend.

  Riassumendo, sono stati eseguiti, a partire dal 23.09.2022
al 02.03.2023 un totale di 102 controlli e dai dati raccolti si
fa rimarcare quanto ne segue:

  Le persone fisicamente sono state viste solo in sporadiche
occasioni, ma il veicolo marca __________ di colore rosso targato __________
intestato a RI 1 dal 26.08.2022 è stato visto 44 volte parcheggiato
nello stallo privato dell'abitazione in __________. 

  Facciamo altresì rimarcare un fatto degno di considerazione,
l'autoveicolo·intestato a RI 1 è stato messo in circolazione, come scritto
precedentemente nel presente rapporto, in data 26.08.2022. 

  __________ aveva intestato a suo nome fino aIl'08.11.2022
un'autovettura di marca __________ di colore __________ targata __________,
pertanto potrebbe essere verosimile, visto che l'unica vettura avvistata nello
stallo privato in via Lugano a partire dal 10.11.2022 era l'autoveicolo in
usufrutto a RI 1, che i due citati potrebbero utilizzare lo stesso
veicolo". 

(Doc. 219-220 inc. 42.2023.35)

 

                                  Il 19 giugno 2023 la Polizia __________
ha, peraltro, allestito un nuovo “Rapporto di esecuzione” in relazione alle 36
verifiche eseguite dal 31 marzo al 6 giugno 2023 in tutte le fasce orarie
(mattino, mezzogiorno e sera) e nei fine settimana su richiesta
dell’Ispettorato sociale, precisando segnatamente che “durante tutto l’arco
di tempo in cui i controlli sono stati effettuati, l’autoveicolo __________ di
colore __________ targato __________ intestato a RI 1 è stato visto 28
occasioni, sempre parcheggiato nello stallo privato dell'appartamento __________
(allegato DOC 2) a __________, ovvero l'appartamento in usufrutto a __________."
(cfr. doc. 103-104).

 

                                  La Polizia __________, dal canto
suo, il 1° marzo 2023 ha attestato che dai controlli esperiti dal 3 ottobre
2022 al 28 febbraio 2023, sul territorio ad orari alterni, su richiesta
dell’Ispettorato sociale, è emerso, in particolare, da un lato, che RI 1 non è
mai stata notata, né ha potuto essere contattata presso l’appartamento da lei
locato in __________.

                                  Dall’altro, che “il flusso di
corrispondenza recapitata è risultato abbastanza regolare, ma molto discontinuo
nella vuotatura della cassetta postale da parte della persona interessata.
Rilevando in più occasioni giacenze ed accumuli di corrispondenza su più
giorni”.

                                  È stato, altresì, indicato che “in
data 28.02.2023, recandoci presso la sede di Polizia __________ dall’area di
parcheggio del veicolo __________ targato __________ a __________, RI 1 veniva
notata entrare nella proprietà a piedi con il proprio cane” (cfr. doc.
253-254).

 

                                  In un messaggio di posta
elettronica del 7 ottobre 2022 a un’Ispettrice della Sezione del Sostegno
sociale il Sgtm __________ della Divisione Polizia __________ aveva,
d’altronde, già evidenziato che le verifiche svolte presso il domicilio di RI 1
a __________ a partire dal 30 settembre 2022 non avevano dato un riscontro
positivo, che nemmeno la vettura __________, a lei intestata, era stata notata,
che la buca delle lettere è sempre risultata vuota, che un condomino aveva
informato di avere visto una sola volta l’interessata, come pure che il suo
appartamento non veniva usato e infine che neppure il cane labrador, registrato
in __________, era stato visto o sentito (cfr. doc. 274). 

 

                                  Il 7 giugno 2023 la Polizia __________
ha completato il proprio rapporto del marzo 2023, evidenziando che anche
durante le verifiche esperite dal 24 marzo al 2 giugno 2023, in orari alterni, RI
1 mai è stata notata in __________, come nemmeno il suo veicolo.

                                  È stato puntualizzato che “i
nostri accertamenti consistevano nel suonare regolarmente il campanello esterno
e quando possibile il campanello alla porta d’ingresso, oltre sempre quando
possibile, all’interno dell’autorimessa. La RI 1 non risulta comunque avere uno
stallo secondo contratto di locazione”.

                                  È stato, inoltre, aggiunto che “in
data 16.05.2023, siano stati contattati alcuni vicini e gli stessi hanno
dichiarato di non conoscere la RI 1. Inoltre la Signora __________ (inquilina
da lunga data e conoscente degli altri occupanti degli appartamenti), dalla
partenza dell'ultimo occupante dell'appartamento __________ (ora affittato
dalla RI 1), nell'agosto 2022, non le risultava fosse stato nuovamente
affittato in quanto non ha mai notato la presenza di qualcuno” (cfr. doc.
215-216).

 

                                  Il provvedimento del 9 giugno
2023 è stato confermato con decisione su reclamo del 29 agosto 2023 (cfr. doc.
B).

 

                                  Dal “Verbale d’ispezione
nell’abitazione” del 14 settembre 2023, firmato da __________, emerge, poi, che
questi “rifiuta il sopralluogo, come gli è stato indicato dal suo avvocato
di cui non ricorda il nome”, da parte del Capo Servizio dell’Ispettorato
Sociale e di alcuni agenti della Polizia Comunale (cfr. doc. 122 inc.
42.2023.35).

 

                                  In quell’occasione il Capo
Servizio dell’Ispettorato Sociale e gli agenti della Polizia Comunale hanno
trovato la ricorrente seduta dietro a una siepe nel giardino comune dello
stabile di __________ con il suo cane (cfr. doc. 86-88; doc. 121 inc.
42.2023.35: foto). Durante il colloquio avuto con i medesimi ella ha dichiarato
di avere portato tutti i suoi effetti personali dall’ex marito e di risiedere
da lui, poiché il giorno seguente avrebbe dovuto riconsegnare il proprio
appartamento di __________.

                                  RI 1 non ha, però, voluto
rileggere e firmare il verbale, giustificando il suo agire con il fatto che il
suo avvocato le avrebbe detto di essere contattato. La stessa, invitata a
chiamare il legale, non ha comunque dato seguito alla richiesta (cfr. doc.
86-89).

 

                                  Nel “Rapporto d’esecuzione” del 3
gennaio 2024 la Polizia __________ ha, infine, riferito all’Ispettorato
sociale:

 

" (…) Il
sopralluogo è stato eseguito il 3 gennaio 2024 alle ore 10:53. Sul posto si
portavano l'aiuto __________, il sgtc __________ e l'app __________.

Si poteva constatare la presenza di RI 1 e __________, presso
l'abitazione di quest'ultimo e più precisamente nel giardino. I due erano
insieme intenti a prendere il sole.

Si prendeva contatto con RI 1 la quale in modo collaborativo ci
spiegava il motivo della sua presenza presso il domicilio di __________. Di
seguito viene esposto quanto comunicatoci dalla stessa:

A suo dire in data 30 novembre 2023 stipulava un contratto di
locazione per un rustico che era in affitto a __________, di proprietà di tale __________.
Il giorno 1 dicembre 2023 lasciava l'appartamento di __________. In base a
quanto asserito dalla RI 1, una volta stipulato il contratto di locazione, il __________
le avrebbe chiesto l'estratto dell'Ufficio esecuzioni. A seguito di ciò (sempre
a suo dire) __________ cambiava idea non più affittando l'edificio alla RI 1.

In seguito, sempre in base a quanto riferitoci, Cristina andava in
vacanza in __________ durante le prime due settimane del mese di dicembre 2023
a trovare il di lei padre. Non avendo un alloggio

da allora (inizio dicembre 2023) si faceva ospitare presso
l'abitazione dall'ex marito __________ in __________, dove tutt'ora alloggia.

RI 1 ci ha comunicato che dalla metà di dicembre 2023 alloggia
presso l'ex marito __________ a __________ in attesa di trovare un
appartamento.

RI 1 ci comunicava di trovarsi in una situazione non semplice e di
essere alla ricerca di un appartamento, ma fino a quando lo troverà ci ha
dichiarato che rimarrà ad abitare dove si trova adesso. (…)” (Doc. XVI1)

 

                          2.8.  Chiamata
a pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte, attentamente vagliata
la documentazione agli atti e tutto ben ponderato, ritiene che l’operato
dell’USSI, per quanto attiene al all’interruzione del versamento delle
prestazioni assistenziali nei confronti dell’insorgente dal mese di giugno
2023, debba essere confermato.

 

                                  In effetti in concreto, in primo
luogo, dagli accertamenti esperiti dalla Polizia __________, ad orari alterni,
in particolare nel periodo dagli ultimi mesi del 2022 al mese di giugno 2023
(cfr. consid. 2.7.), emerge che RI 1, mai è stata vista presso l’appartamento
di 1,5 locali in __________, da lei preso in locazione a far tempo dal 1°
settembre 2022 fino al 1° dicembre 2023 (pigione annua di fr. 12'000.--, oltre
a spese accessorie di fr 3'960.--; nel contratto di locazione è stato indicato
che l’ente locale è adibito a uso personale; cfr. doc. VII1; doc. 18), salvo
una volta, né è stato visto o sentito il suo cane.

                                  Al riguardo va osservato che gli
agenti della Polizia di __________, durante i controlli, hanno anche suonato il
campanello della sua porta senza esito.

                                  Alcuni vicini, contattati il 16
maggio 2023, hanno d’altronde dichiarato di non conoscere RI 1. In particolare
all’inquilina di lunga data e conoscente degli altri occupanti degli
appartamenti, signora __________i, non risultava che l’appartamento preso in
locazione dalla stessa fosse stato affittato, in quanto non ha mai notato la
presenza di qualcuno (cfr. consid. 2.7.).

                                  Nemmeno la buca delle lettere di RI
1 veniva svuotata con regolarità (cfr. consid. 2.7.).

 

                                  In secondo luogo, dalle verifiche
della Polizia __________ si evince che, nei medesimi periodi in cui sono
avvenuti i controlli da parte degli agenti di __________, RI 1 è stata, per
contro, vista a __________ presso il domicilio dell’ex marito (cfr. doc.
219-220 inc. 42.2023.35), il quale dispone di un appartamento di 3 locali
(pigione di fr. 16'200.-- annui oltre a spese accessorie di fr. 1'800.--
annui). L’auto della ricorrente, una __________ di colore rosso, risultava
d’altronde presso __________ per la maggior parte delle verifiche (cfr. doc.
219-220 inc. 42.2023.35; 253-254;103-104; consid. 2.7.). 

                                

                                  Si rileva, peraltro, che il
contratto di locazione relativo all’abitazione di __________ concluso il 1°
agosto 2015, ossia successivamente al divorzio del maggio 2015 (cfr. doc. 49
inc. 42.2023.35), inizialmente riportava quali conduttori sia __________ che __________,
nominativo questo poi stralciato. Non è, per contro, stata modificata l’indicazione
secondo cui l’ente locale è adibito ad abitazione familiare per 2 persone (cfr.
doc. 322).

                                  La censura ricorsuale secondo cui
le tabelle degli accertamenti riportano solo le iniziali degli agenti e i
controlli sarebbero avvenuti velocemente passando con l’auto di pattuglia (cfr.
doc. I pag. 4) è ininfluente.

                                  I Poliziotti che hanno effettuato
i controlli e le cui iniziali appaiono nelle tabelle sono, infatti, agenti che
erano in servizio nei turni in cui hanno avuto luogo le verifiche e sono, quindi,
facilmente individuabili. A prescindere dalla circostanza che la parte
ricorrente non ha chiesto delucidazioni al riguardo, facendosi segnatamente
fornire i piani dei turni di lavoro, resta il fatto che la stessa non ha
comunque sollevato dubbi circa una prevenzione da parte di un/una qualche
agente.

                                  I controlli, poi, eventualmente
effettuati passando con l’auto di servizio sono in ogni caso validi, poiché,
brevi o meno, hanno consentito di effettuare i rilievi del caso, ad esempio
riscontrando la presenza dell’auto __________ di RI 1 e di allestire i relativi
rapporti.

 

                                  Riguardo all’obiezione dell’insorgente
secondo cui la Polizia, contrariamente a quanto richiesto dall’USSI, non
avrebbe esperito alcun sopralluogo nel suo appartamento, senza così poter
constatare che ella viveva in quell’abitazione da sola (cfr. doc. I pag. 6), il
TCA si limita a sottolineare che gli agenti, quando hanno tentato di
contattarla al suo domicilio, suonando il campanello esterno e se possibile
quello alla porta d’ingresso, mai hanno ricevuto risposta (cfr. doc. 215-216;
consid. 2.7.).

                                  RI 1 ha asserito che, se una
persona non risponde, non significa che non è al proprio domicilio, facendo
riferimento alla propria malattia (cfr. doc. XXVI).

                                  Al riguardo va, tuttavia,
osservato che la Polizia di __________ ha suonato regolarmente il suo
campanello, sempre senza esito. 

                                  Inoltre nemmeno i vicini hanno
mai visto o sentito lei, ad eccezione di un’occasione, o il suo cane (cfr.
consid. 2.7.).

 

                                  Contrariamente, poi, a quanto
fatto valere nell’impugnativa (cfr. doc. I pag. 6), il 14 settembre 2023 non è
stata esperita alcuna ispezione nell’abitazione di __________ dalla quale non
sarebbero emerse prove concrete che l’appartamento fungesse da abitazione di
due persone conviventi.

                                  L’ex coniuge della ricorrente non
ha, infatti, acconsentito al sopralluogo (cfr. doc. 122 inc. 42.2023.35).

 

                                  In applicazione dell’abituale
criterio della probabilità preponderante valido nel settore delle assicurazioni
sociali e dell’assistenza sociale (cfr. STF 8C_631/2022 del 24 marzo 2023 consid. 5.5.; STF 8C_440/2022 del 23 febbraio 2023 consid. 4.5.; STF 8C_545/2021 del 4 maggio 2022 consid.
3.1.STF 8C_600/2021 del 3 marzo 2022 consid. 3; STF 8C_404/2020 dell’11 giugno
2021 consid. 6.2.1.; STF 8C_520/2020 del 3 maggio 2021 consid. 6.1.2.; STF
8C_742/2019 dell’8 maggio 2020 consid. 7.3.; STF 8C_651/2018 del 1° febbraio
2019; STF 8C_794/2016 del 28 aprile 2017 consid. 4.1.; STF 8C_738/2016 del 28
marzo 2017 consid. 2;
DTF 142 V 435 consid. 1; DTF 129 V 177 consid. 3 pag. 181; DTF 126 V 353
consid. 5b pag. 360; DTF 125
V 193 consid. 2 pag. 195) deve, dunque, essere concluso che nel mese di
giugno 2023, quando l’USSI ha sospeso l’erogazione delle prestazioni
assistenziali, l’insorgente e __________ convivevano in modo stabile giusta gli
art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e 2a lett. b e c Reg.Laps.

 

                                  Del resto ai fini della
determinazione di una convivenza rispetto a una semplice economia domestica
comune è irrilevante la forma della vita in comune, come pure l’esistenza o
meno di una relazione sentimentale, mentre risulta determinante che i partner
siano pronti a prestarsi assistenza e sostegno reciproci (cfr. STF 8C_744/2018
dell’8 gennaio 2019; DTF 134 V 369 consid. 7.1; vedi pure qui sopra: consid. 2.5.
e consid. 2.6.), come nel presente caso. 

                                

                                  Al riguardo va precisato che nel
ricorso stesso è stato affermato che l’auto __________ (cfr. doc. B p.to N pag.
9; 220 inc. 42.2023.35) era usata sia da RI 1 che dall’ex marito (cfr. doc I
pag. 5). 

                                  Essi, perciò, per le loro
necessità avevano un unico veicolo che comunque risulta essere intestato all’ex
moglie ed è stato messo in circolazione nell’agosto 2022 (cfr. doc. B pag. 9;
220 inc.42.2023.35). __________, invece, non dispone più di un’auto propria dal
novembre 2022 (cfr. doc. B pag. 9; 220 inc. 42.2023.35).

 

                                  RI 1, d’altra parte, il 14
settembre 2023 ha dichiarato di avere portato tutti i suoi effetti personali
dall’ex marito e di risiedere da lui, in quanto il giorno seguente avrebbe
dovuto riconsegnare il proprio appartamento di __________ (cfr. doc. 87;
consid. 2.7.).

                                  Anche il 3 gennaio 2024 la
medesima, che si trovava a __________ nel giardino dello stabile dove è sito
l’appartamento di __________, ha comunicato alla Polizia __________ di
alloggiare da metà dicembre 2023 presso l’ex marito in attesa di trovare un
appartamento, siccome il proprietario del rustico che aveva reperito a __________,
dopo aver lasciato l’appartamento di __________, non ha più voluto darle in
locazione l’immobile a causa del suo estratto dell’Ufficio esecuzioni (cfr.
doc. XVI1; consid. 2.7.).

                                  Tra la ricorrente e l’ex marito
vige, dunque, un rapporto di aiuto e collaborazione reciproci.

                                  Si rileva, peraltro, che essi
sono in cura dallo stesso medico e hanno ricorso all’assistenza del medesimo
avvocato, il cui mandato è stato revocato da entrambi nella stessa data (cfr.
doc. 125-126 e XI inc. 42.2023.35; XX).

 

                          2.9.  Per quanto attiene al verbale del
14 settembre 2023 e al Rapporto d’esecuzione del 3 gennaio 2024 (cfr. doc. 122;
inc. 42.2023.35; 86-87; XVI1), i quali sono successivi alla decisione su
reclamo impugnata del 29 agosto 2023, è vero che per costante giurisprudenza il
giudice delle assicurazioni sociali esamina la legalità delle decisioni in base
alla situazione di fatto esistente al momento in cui la decisione contestata è
stata resa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa
situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo atto amministrativo
(cfr. STF 8C_687/2022 del 17 aprile 2023 consid. 4.4.; STF 9C_663/2021 del 6
novembre 2022 consid. 5, parzialmente pubblicata in DTF 149 V 2; DTF 148 V 21 consid. 5.3.; DTF 130 V 138 consid. 2). 

 

                                  È altrettanto, vero, tuttavia,
che eccezionalmente il giudice, al momento in cui decide, può anche tener
conto, per motivi d'economia procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente
alla decisione impugnata, a condizione che questi ultimi siano strettamente
connessi all’oggetto della lite, siano stabiliti in modo sufficientemente
preciso e siano suscettibili di influenzare il giudizio, e meglio
l’apprezzamento della situazione al momento in cui la decisione impugnata è
stata emessa. I diritti procedurali delle parti, in particolare il diritto di
essere sentito, devono parimenti essere ossequiati (cfr. STF 9C_47/2022 del 22
novembre 2022 consid. 5.1.2.; 8C_224/2021 del 24 marzo 2022 consid. 6.2.1.; DTF
130 V 138 consid. 2.1.).

 

                                  Nel caso di specie i documenti
del settembre 2023 e del gennaio 2024 confermano la disponibilità della
ricorrente e del suo ex marito ad aiutarsi vicendevolmente, per cui possono
essere presi in considerazione.

 

                        2.10.  Le dichiarazioni dei locatori di RI
1 secondo le quali ella avrebbe vissuto da sola nelle abitazioni prese in
locazione non consentono, del resto, di giungere a una soluzione differente
della presente controversia.

 

                                  Le attestazioni prodotte il 22
novembre 2023 da RI 1 (cfr. doc. IX2-IX4; IX), alcune già presenti nelle carte
processuali (cfr. doc. 15), concernono più che altro periodi (da gennaio 2017 a
settembre 2020; da ottobre 2020 ad agosto 2022) non attinenti al lasso di tempo
rilevante nella fattispecie, ultimi mesi del 2022 – giugno 2023.

 

                                  Sorprende, comunque, come fatto
notare dall’USSI (cfr. doc. VII), che tutte le dichiarazioni siano state
scritte di proprio pugno da RI 1 e soltanto firmate da terzi.

 

                                  Unicamente l’attestazione di __________,
proprietario dell’abitazione in __________ data in locazione all’ex moglie del
ricorrente dal 1° settembre 2022 (cfr. doc. 18), già pervenuta all’USSI il 31
luglio 2023 (cfr. doc. 15), si riferisce al periodo a decorrere dal mese di
settembre 2022. Egli ha affermato che __________ ha abitato regolarmente come
persona singola e che ha lasciato uno scoperto di fr. 2'660.-- per i mesi di
giugno e luglio 2023 (cfr. doc. IX4 e 18 inc. 42.2023.36).

                                  È vero, inoltre, che __________,
in un messaggio di posta elettronica del 13 settembre 2023 all’insorgente, ha
asserito di aver parlato con l’avv. __________ dell’effetto che una sua
dichiarazione circa la presenza della stessa nell’appartamento avrebbe potuto
avere sullo sblocco delle prestazioni e di essere contento di collaborare nel
caso in cui un documento in tal senso si rivelasse utile, specificando, ad ogni
modo, “fatto salvo che eventuali pendenze nei miei confronti dovranno esser
saldate” (cfr. doc. V2). 

 

                                  È altrettanto vero, però, che __________,
il 14 settembre 2023, ha indicato all’amministrazione che “(…) purtroppo do
solo ora peso al fatto che, oltre all’attestazione del debito maturato, nel
testo vi fosse anche indicato “abitandolo regolarmente come persona singola”.
Molto probabile che in tempi non sospetti questa espressione sia passata in
secondo piano e mi abbia indotto in inganno il fatto che, formalmente, vero è
che il contratto prevede un pagamento regolare di un affitto ed è destinato a
uso individuale.

                                  Ma ovviamente, alla luce di quello
che mi avete illustrato oggi, lo scenario cambia radicalmente e dell’effettiva
presenza della signora nell’appartamento non posso dare conferma dato che le 3
volte che l’ho incontrata è sempre stato presso il ristorante di __________ (…)”
(cfr. doc. VII e 82-83).

                                  Tale spiegazione, contestata da RI
1 (cfr. doc. V1; IX), risulta convincente, a maggior ragione se si pone mente
al fatto che la presenza regolare di RI 1 nell’abitazione di Lugano è stata
smentita dai molteplici controlli svolti tra ottobre 2022 e giugno 2023 dalla
Polizia, la quale mai ha trovato al domicilio in __________ la medesima, né la
sua auto. Nemmeno gli inquilini dello stabile, del resto, hanno visto o sentito
l’insorgente, se non in un’occasione, o il suo cane (cfr. doc. 253-254; 274;
215-216; consid. 2.6.; 2.7.).

 

                                  Neppure sono di ausilio alcuno
alla ricorrente le fatture per fornitura di energia elettrica di ottobre 2022,
aprile e luglio 2023 allegate al ricorso (cfr. doc. C). Le stesse sono fatture
riguardanti soltanto acconti parziali e non sono indicative del reale consumo
di elettricità. 

                                  In ogni caso non è escluso che
l’insorgente talvolta abbia usufruito dell’appartamento di __________. 

                                  Del resto per la definizione di
convivenza stabile è irrilevante la forma di vita in comune (cfr. consid. 2.5.;
2.6.; 2.8.).

 

                                  Va, infine, sottolineato, in
merito a quanto asserito dalla ricorrente circa il fatto che è facilmente
comprensibile che la medesima e __________ si sentano e si vedano, avendo dei
figli in comune (cfr. doc. I), che è poco verosimile che essi si frequentino
esclusivamente per tale motivo. In effetti gli stessi, nel 2006, sono stati
privati della custodia delle figlie __________, nata il __________ 1998, e __________,
nata il __________ 2001, le quali sono state collocate e cresciute in internato.
Dal 2009 ai coniugi __________ è pure stata tolta l’autorità parentale sulle
figlie, privazione confermata nella sentenza di divorzio dell’8 maggio 2015
(cfr. STCA 42.2021.24 del 16 agosto 2021 consid. 2.10.).

 

                        2.11.  La ricorrente ha chiesto l’audizione
delle persone che hanno sottoscritto le dichiarazioni secondo cui lei viveva da
sola, come pure del comandante della Polizia __________ (cfr. doc. XII; XXVI).

 

                                  Questa Corte, considerato che i documenti
già presenti all’incarto consentono al TCA di emanare il proprio giudizio,
ritiene che l’assunzione di ulteriori prove non potrebbe mettere in luce nuovi
elementi concreti ai fini della risoluzione della vertenza. 

 

                                  Di conseguenza in casu si prescinde
dall’audizione dei testi proposti dall’insorgente (cfr. STF 8C_172/2022 del 28
novembre 2022 consid. 4.2.1., già citata sopra).

                                

                                  A tale proposito va rammentato che conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduca l'amministrazione o il giudice, in base a un apprezzamento coscienzioso
delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve
essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non
potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si
rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STF 9C_357/2023 del 17 agosto 2023
consid. 4.2.1.; STF 8C_146/2022 del 23 gennaio 2023 consid. 6.1.; STF
9C_399/2021 del 20 luglio 2022 consid. 4.2.; STF 9C_689/2020 del 1° marzo 2022
consid. 4.2.; STF 9C_779/2020 del 7 maggio 2021 consid. 5.2.; STF 8C_611/2019
dell’11 maggio 2020 consid. 5.2.; STF 8C_139/2019 del 18 giugno 2019 consid.
3.3.; STF 9C_35/2018 del 29 marzo 2018 consid. 6; STF 9C_588/2017 del 21 novembre
2017 consid. 7.2.; STF 9C_775/2016 del 2 giugno 2017 consid. 6.4.; STF
8C_794/2016 del 28 aprile 2017 consid. 4.2.; STF 9C_737/2012 del 19 marzo 2013;
STF 8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9), senza che ciò costituisca una
lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (cfr.
DTF 124 V 94 consid. 4b; 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                  Circa la richiesta di richiamare
i video delle telecamere che i Poliziotti indosserebbero durante gli interventi
(cfr. doc. XXVI), si segnala che i corpi di Polizia non sono dotati di
principio di body cam (al riguardo cfr. la proposta formulata ad aprile/maggio
2023 dall’attuale Consigliere nazionale Giorgio Fonio; https://www.tio.ch/ticino/cronaca/1671869/bodycam-sanzionato-venga-sbaglia-fonio;
https://www.ocst.ch/funzionari-di-polizia).

 

                        2.12.  Alla
luce di tutto quanto esposto sopra, la decisione su reclamo emessa dall’USSI il
29 agosto 2023 deve essere confermata.

 

                        2.13.  In ambito di assistenza sociale, per quanto concerne
la procedura dinanzi al TCA, si applica la legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) e, per quanto non
disposto da questa legge, si applica la legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; cfr. art. 31
Lptca; art. 33 cpv. 3 Laps a cui rinvia l’art. 65 cpv. 1 Las).

                                  L’art.
29 Lptca enuncia:

 

"
1La procedura è gratuita per le parti.

2La
procedura di ricorso concernente le controversie relative all’assegnazione o al
rifiuto di prestazioni dell’assicurazione per l’invalidità è soggetta a spese;
l’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

3Alla
parte che provoca la causa per leggerezza o per un comportamento temerario,
sono imposte la tassa di giustizia e le spese di procedura.

4Negli
altri casi la tassa di giustizia, quando è dovuta, è fissata tra 200 e 1’000
franchi.”

 

                                  L’art. 61 lett. a LPGA, valido fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che
la procedura deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per
le parti; la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia
essere imposte alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il 1° gennaio 2021 è
entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA enuncia ora
unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.
Dalla medesima data è in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato. 

 

                                  In
concreto, trattandosi del settore dell’assistenza sociale per il quale è
applicabile in primis la Lptca e solo sussidiariamente la LPGA (per quanto non disposto dalla Lptca) e
considerato il tenore dell’attuale art. 29 Lptca, come pure il fatto che il
legislatore cantonale non abbia previsto in ogni caso di prelevare le spese
nell’ambito dell’assistenza sociale, non si
riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 42.2023.30 del 29 settembre 2023
consid. 2.14.; STCA 42.2022.99 del 2 maggio 2023 consid. 2.10. e STCA
42.2022.100 del 2 maggio 2023 consid. 2.12., i cui ricorsi al TF, congiunti,
sono stati ritenuti inammissibili con giudizio 8C_382/2023, 8C_383/2023 del 3
luglio 2023; STCA 42.2022.44 del 29 agosto 2022 consid. 2.14., il cui ricorso
al TF è stato ritenuto inammissibile con giudizio 8C_570/2022 del 9 novembre
2022; STCA 42.2022.7 del 23 maggio 2022; STCA 42.2022.14 dell’11 maggio 2022;
STCA 42.2022.3+9 del 30 marzo 2022).

 

                        2.14.  L’insorgente
ha postulato la concessione del gratuito patrocinio in favore dell’avv. __________
(cfr. doc. I; XX; consid. 1.5.; 1.13.).

                                  Secondo
l’art. 28 cpv. 2 Lptca la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria.

 

                                  L'art.
2 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio (LAG) -
del 15 marzo 2011, in vigore dal 1° gennaio 2011 (cfr. BU n. 22/2011 del 13
maggio 2011 pag. 263-264) - prevede:

 

" L’assistenza
giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri
della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi
diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.”

 

                                         L’altra
condizione per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciata dalla LAG è
definita negativamente all'art. 3 cpv. 3: 

 

"
Essa è esclusa se la procedura non
presenta possibilità di esito 

favorevole per l’istante.”

 

                                  Inoltre
giusta l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione
dagli anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali;
all’ammissione al gratuito patrocinio.

 

                                  I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. STF 8C_8/2022 del 12 maggio 2022 consid. 3.2.; STF
9C_686/2020 dell’11 gennaio 2021 consid. 1; STF 8C_512/2017 del 12 ottobre 2017
consid. 3.1.; STF 9C_844/2012 del 5 dicembre 2012 consid. 2; DTF 125 V 202
consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

 

                                  L’istante va considerato
indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei
suoi interessi, senza intaccare i mezzi necessari al sostentamento suo
personale e della famiglia (cfr. STF 9C_566/2020 del 16 giugno 2021 consid.
6.2.; STF 8C_925/2014 del 18 dicembre 2015 consid. 6; STF 9C_673/2009 del 14
aprile 2010 consid. 7.2; DTF 135 I 221 consid. 5.1). 

 

                                  Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la
giurisprudenza federale, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al
di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR
1998 IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c).

                                  Al
minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%
(cfr. STF 9C_673/2009 del 14 aprile 2010 consid. 7.3.; STFA U 102/04 del 20
settembre 2004). 

 

                                  Generalmente
dal punto di vista temporale lo stato di bisogno dell’istante va determinato
secondo la situazione esistente al momento della decisione (cfr. STF 8C_529/2011
del 4 luglio 2012 consid. 6.1.; SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a). 

 

                        2.15.  Nel
caso di specie risulta dagli atti di causa che la ricorrente attualmente non percepisce
alcuna entrata. La medesima ha postulato domanda di una rendita AI (cfr. doc. D).

 

                                  In
tali circostanze l'indigenza deve essere ammessa.

 

                                  Va
poi considerato, da un lato, che l’insorgente non dispone delle necessarie
conoscenze giuridiche, per cui l'intervento di un rappresentante legale, in
casu l'avv. __________, fino, al più tardi, al 24 gennaio 2024 quando egli ha
comunicato che gli è stato revocato il mandato (cfr. doc. XX), appare
giustificato.

                                  Dall’altro,
che le argomentazioni ricorsuali non erano palesemente destituite di esito
favorevole.

 

                                  A
quest’ultimo proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito
favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti
sufficiente che, di primo acchito, da un esame sommario al momento dell’inoltro
del ricorso, quest’ultimo non presenti notevolmente meno possibilità di essere
accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (cfr. STF
8C_538/2021 del 25 aprile 2022 consid. 5.1. e 5.4.; STF 8C_520/2021 del 31
gennaio 2022 consid. 3.3.; STF 8C_26/2010 del 27 maggio 2010; 8C_253/2007 del
23 gennaio 2008; STF K 75/05 del 9 agosto 2005; STF I 173/04 del 10 agosto
2005; STF I 422/04 del 29 agosto 2005; STF non pubbl. del 29 giugno 1994 in re
A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).

 

                                  Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si
eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. STF
8C_674/2020 del 19 gennaio 2021 consid. 4.1.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304
consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b).

                                  Il TCA ritiene, dunque, che in
concreto siano soddisfatti i requisiti cumulativi per la concessione del gratuito
patrocinio a favore della ricorrente (cfr. STCA
42.2022.19 del 20 giugno 2022) per le prestazioni effettuate dall’avv. __________
fino alla revoca del mandato.

 

                        2.16.  Per quanto riguarda la richiesta di
gratuito patrocinio nella procedura di reclamo (cfr. doc. I; consid. 1.5.),
questo Tribunale rileva che tale domanda non era stata formulata con il reclamo
(cfr. doc. 16).

                                  Pertanto l’USSI nella decisione
su reclamo non si è pronunciata al riguardo (cfr. doc. B).

 

                                  Nella procedura di ricorso in
materia amministrativa sono di massima esaminabili e giudicabili solo i
rapporti giuridici sui quali la competente autorità amministrativa si è
precedentemente, e in maniera vincolante, determinata con una decisione. Di
conseguenza, se non è (ancora) stata emessa una decisione (oppure una decisione
su opposizione o su reclamo), manca l'oggetto impugnato e quindi un presupposto
processuale (cfr. STF 8C_16/2010 del 3 maggio 2010 consid. 1.1.; DTF 131 V 164 consid.
2.1 pag. 164 e seg.; DTF 125 V 413 consid. 1a
pag. 414 con riferimenti; cfr. pure sentenza 8C_549/2007 del 30 maggio 2008
consid. 4). 

 

                                  In una sentenza 8C_301/2018 del
22 agosto 2019 consid. 3.1. il Tribunale federale ha ribadito che di principio
possono essere esaminati e giudicati soltanto i rapporti giuridici in relazione
ai quali l’autorità amministrativa competente si è previamente pronunciata
tramite l’emanazione di una decisione. 

 

                                  Il ricorso, per tale aspetto,
ricordato peraltro che con il reclamo non era stato chiesto il gratuito
patrocinio, è, perciò irricevibile.

                                  A titolo abbondanziale va,
ad ogni modo, osservato che il presupposto della necessità di un legale nella procedura di reclamo si ammette soltanto
eccezionalmente (cfr. STF 9C_90/2022 del 3 febbraio 2023 consid. 5.2.; STF
9C_577/2019 del 21 gennaio 2020 consid. 7).

                                  Nella
procedura amministrativa la condizione della necessità di un avvocato deve
essere esaminata in base a criteri più severi rispetto all’esame del medesimo
presupposto nella procedura dinanzi a un Tribunale (cfr. STF 8C_48/2015 del 10
aprile 2015 consid. 2.2., pubblicata in DLA 2015 N. 7 pag. 161; STF I 127/07
del 7 gennaio 2008 consid. 4.2.-4.3.; DTF 103 V 46).

 

                                  Nel caso di specie nel reclamo il
patrocinatore della ricorrente si è limitato ad affermare che “la mia
mandante vive da sola nel suo appartamento a __________, come ha sempre
dichiarato e dimostrato, e come si evince dal contratto di locazione e le
conferme di pagamento delle pigioni qui allegati sub. doc. C. Contestato,
dunque, che conviva con altre persone, in particolare con il suo ex marito __________”
(cfr. doc. 16).

 

                                  In simili condizioni, considerato
d’altronde che la presente causa - relativa alla sospensione delle prestazioni
assistenziali, poiché l’unita di riferimento dell’interessata non risultava
costituita soltanto dalla medesima, per cui occorreva presentare una domanda
congiunta - non concerne un tema giuridico particolarmente complesso e che la
ricorrente poteva comunque farsi rappresentare da un terzo, ad esempio un assistente
sociale o altra persona nel settore sociale (cfr. DTF 132 V 201 consid. 4.1 STF
9C_786/2017 del 21 febbraio 2018), l’adempimento del
requisito della necessità di patrocinio da parte di un legale appare,
quindi, perlomeno dubbio.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso è, in quanto
ricevibile, è respinto.

 

                             2.  L'istanza
tendente alla concessione del gratuito patrocinio è accolta
limitatamente al periodo di validità del mandato conferito all’avv. __________.

 

                             3.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                             4.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

 

                                  Al ricorso dovrà essere allegata
la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti