# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0efa7149-2950-5e95-9455-445bfb5fb037
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-09-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.09.2006 12.2005.191
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2005-191_2006-09-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2005.191

  	
  Lugano

  8 settembre
  2006/rgc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. DI.2005.729
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, promossa con istanza 7 giugno
2005 da

 

	
   

  	
   AO 1  

    RA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   AP 1  

    RA 1  

   

  

con
la quale l’istante ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr.
29'854.-

oltre
accessori -poi ridotto a fr. 13'089.90 in sede di replica- quale mancato
guadagno

dovuto
a mora del datore di lavoro nonché la restituzione dell’originale della polizza

d’assicurazione
no 340.407 della AO 1, domande che il convenuto ha ammesso 

limitatamente
all’importo di fr. 7'853.- e che il Pretore ha integralmente accolto;

 

appellante
il convenuto che, con “ricorso” 28 ottobre 2005, chiede la riforma del giudizio

impugnato
nel senso di ridurre a fr. 7'853.- l’importo riconosciuto all’istante;

 

mentre
con osservazioni 14 novembre 2005 l’istante propone di respingere l’appello; 

 

considerato

 

in
fatto e in diritto:

 

                                   1.   AO
1 collaborava sin dal 1998 con AP 1 nell’ambito del settore assicurativo.
Il 15 gennaio 2004 essi hanno stipulato un contratto di lavoro a tempo
indeterminato, mediante il quale AP 1, allora agente generale della Z__________
__________ e della GAN, ha assunto alle sue dipendenze AO 1 quale acquisitore.
Il contratto prevedeva una retribuzione composta di provvigioni di acquisizione
e di portafoglio, da stabilire all’inizio dell’anno civile sulla base del
totale del portafoglio conseguito alla fine dell’anno precedente e da erogare
in dodici mensilità, nonché di un’indennità fissa a titolo di rimborso spese. 

                                         ll
24 gennaio 2005 AP 1 ha disdetto il contratto di lavoro con effetto al 30
aprile successivo, con la motivazione che si trattava della necessaria
conseguenza di decisioni prese dalla direzione di __________ delle due
compagnie. 

 

 

                                   2.   Con
istanza 7 giugno 2005 AO 1 ha chiesto la condanna di AP 1 al pagamento di fr.
29'854.-, rilevando di essere stato impossibilitato a lavorare e quindi a
guadagnare il proprio stipendio a seguito della disdetta del rapporto di lavoro,
sicché gli sarebbe dovuto lo stipendio per 4 mesi, calcolato sulla media dei
salari percepiti durante gli ultimi 3 anni.   

 

                                         All’udienza
di discussione il convenuto ha contestato la domanda, sostenendo che
controparte già aveva ricevuto parte delle sue spettanze, sicché, calcolando le
provvigioni in base alla media degli ultimi 3 anni, riconosceva unicamente un
residuo di fr. 7'853.-. 

 

                                         In
replica l’istante, contestando il calcolo di controparte che, a suo dire, non
teneva conto di tutte le componenti salariali, essendo stato omesso di
conglobare anche la voce “rappel”, ha diminuito la propria pretesa a fr.
13'089.90, che il Pretore, con la sentenza impugnata, gli ha integralmente accordato.

 

 

                                   3.   Con
“ricorso” (recte: appello) 28 ottobre 2005, il convenuto ha chiesto la riforma
della sentenza di prima sede nel senso di diminuire l’importo riconosciuto
all’appellato a fr. 7'853.-, contestando il giudizio impugnato nella misura in
cui il Pretore ha compreso nella massa salariale determinante anche la voce
“rappel”, questa non essendo indicata nel contratto quale componente dello
stipendio e i conteggi non essendo intelligibili su tale punto.

                                         Con
osservazioni 14 novembre 2005 l’appellato chiede che il gravame sia respinto
con protesta di spese e ripetibili. 

 

                                   4.   Incontestato
il diritto del lavoratore licenziato allo stipendio per il periodo contrattuale
di disdetta, da calcolare in base alla media degli stipendi percepiti negli
ultimi 3 anni, la contestazione verte unicamente sulle componenti della mercede
da computare nel calcolo, e meglio sulla questione se sia da tener conto anche
della voce “rappel”.

                                         Il
punto 5.2 del contratto 15 gennaio 2004 (doc. A) indica che le disposizioni
dell’Agente generale o della Compagnia riguardanti la natura o il livello delle
provvigioni correlate costituiscono parte integrante del contratto, e il punto
5.3 precisa che le provvigioni di acquisizione sono stabilite negli allegati al
contratto stesso (pto 5.3). Tra questi allegati v'è quello intitolato “rappel
annuali” (doc. L) che prevede l’erogazione di provvigioni dipendenti dalla
produzione conseguita, sicché le stesse sono da considerare parte dello
stipendio e sono dovute per contratto. La sentenza del Pretore merita quindi conferma
laddove egli ha considerato il "rappel" quale componente dello
stipendio e ne ha tenuto conto nell’ambito del calcolo dello stipendio medio.

 

 

                                   5.   L’appellante
si duole poi che i conteggi non sarebbero chiari in merito alla consistenza
della voce "rappel", la stessa comprendendo anche la voce “diversi”.
Premesso che in punto alla voce "rappel" i conteggi prodotti
dall’appellato coincidono con quelli dell’appellante, sicché sull’ammontare non
v’è alcuna differenza, va rilevato che l’appellante non contesta che
l’indicazione ”diversi” accanto a “rappel” sia comunque riferita a componenti
salariali anch’esse computabili - e neppure indica a cos’altro potrebbe
riferirsi- sicché la questione non merita di essere ulteriormente approfondita.

 

                                         Ne
discende che, il calcolo del Pretore essendo per il resto rimasto incontestato,
l’appello dev’essere respinto. Non si prelevano tasse né spese (art. 417 cpv. 1
lett. e CPC), mentre le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

Per i quali motivi

 

pronuncia:

 

                                   1.   L’appello
28 ottobre 2005 di AP 1 è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse né spese. L’appellante rifonderà a controparte fr. 400.- di
ripetibili. 

 

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -     ;

  -     . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario