# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e7432e73-2740-5752-a54b-d261645a5ca1
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-07
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 07.04.2014 SK2 2013 58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_SK2-2013-58_2014-04-07.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 7 aprile 2014 Comunicata per scritto il:
SK2 13 58 9 aprile 2014

Ordinanza 
Seconda Camera penale

Presidenza Pritzi
Giudici Hubert e Schlenker
Attuaria ad hoc Vecellio

Nel reclamo penale

di X._____, reclamante, e Y._____, reclamante, entrambi patrocinati dall'avv. dott. 
Alberto Alessandro Pasciuti, Casella postale 6318, Via Zurigo 38A, 6901 Lugano, 

contro

il decreto della Procura pubblica dei Grigioni del 27 novembre 2013, comunicato il 
29 novembre 2013, in re della P r o c u r a  p u b b l i c a  d e i  G r i g i o n i , Senn-
hofstrasse 17, 7001 Coira, resistente, contro i reclamanti e Z._____, patrocinato 
dall'avv. dott. Alberto Alessandro Pasciuti, Casella postale 6318, Via Zurigo 38A, 
6901 Lugano,

concernente truffa, appropriazione indebita e riciclaggio di denaro (cessione e so-
spensione),

è risultato:

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I. Fattispecie

A. In data 18 febbraio 2013 la Procura pubblica dei Grigioni apriva un proce-
dimento penale contro X._____ e Z._____ per sospetto di truffa secondo l'art. 146 
CP ed eventualmente appropriazione indebita secondo l'art. 138 CP (act. PP.1.1.1 
e act. PP.1.1.2). Il 4 aprile 2013 questo procedimento penale veniva esteso anche 
nei confronti di Y._____ per i reati ipotizzati di truffa secondo l'art. 146 CP ed 
eventualmente riciclaggio di denaro secondo l'art. 305bis CP (act. PP.1.1.3). 

B. Il 29 ottobre 2013 la Procura pubblica dei Grigioni inoltrava alla Procura 
della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Torino una richiesta di assunzio-
ne del procedimento penale pendente in Svizzera nei confronti di X._____, 
Z._____ e Y._____ (act. PP.1.1.6). Quale sintesi della fattispecie veniva addotto 
che il 18 ottobre 2012 una cliente della società A._____SA – società con sede a 
O.1_____ (inizialmente a O.2_____) e operativa a O.2_____ – avrebbe inoltrato 
alla Procura pubblica dei Grigioni una denuncia penale contro Y._____, X._____ e 
Z._____ per i reati ipotizzati di truffa e appropriazione indebita. La denunciante in 
sostanza avrebbe fatto valere che nel maggio del 2012 si sarebbe accordata con 
A._____SA al fine di ottenere una fideiussione rispettivamente una garanzia ban-
caria di EUR 1'000'000.– da trasmettere alla Banca._____ a fronte dell'apertura di 
una linea di credito. In seguito la denunciante avrebbe versato ad A._____SA l'im-
porto di EUR 10'000.– quale acconto della commissione pattuita (tassa d'opzione). 
Contrariamente agli accordi, A._____SA avrebbe però omesso di emettere la ga-
ranzia a favore della Banca._____.

Dalla successiva inchiesta si delineerebbe il seguente modus operandi: 
A._____SA – in qualità di investitore e per il tramite dei qui indagati o di operatori 
all'estero – avrebbe verosimilmente tratto in inganno i propri clienti (in prevalenza 
italiani), facendo credere di poter fornire loro una linea di credito garantita da titolo 
di credito (prevalentemente titoli di stato finlandesi) depositati presso la propria 
banca. In verità A._____SA sembrerebbe non aver mai acquistato tali titoli di cre-
dito. In seguito A._____SA avrebbe fatto credere ai clienti – tramite degli Electro-
nic Trade Ticket – di aver acquistato e depositato i titoli su di un sottoconto banca-
rio intestato a loro nome. I clienti, per questo servizio avrebbero dovuto pagare 
tramite versamento bancario o assegno una tassa d'opzione ad A._____SA. In 
seguito la banca depositaria dei titoli – tramite messaggio SWIFT _____ – avrebbe 
informato la banca del cliente del deposito dei titoli di credito quali pegno, al fine 
che questa liberasse una linea di credito, cosa che però non sarebbe avvenuta.

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Nell'ambito della perquisizione domiciliare ordinata dalla Procura pubblica dei Gri-
gioni sarebbero stati sequestrati 68 contratti – firmati presso un notaio a O.2_____ 
– che corrisponderebbero allo stesso numero di clienti. Da una lista sequestrata 
risulterebbero altri 7 clienti, per un totale di 75 persone (giuridiche o fisiche), quasi 
tutti italiani, per un totale in garanzie bancarie di ca. CHF 696.3 Mio, per le quali i 
clienti avrebbero verosimilmente pagato ad A._____SA tasse di opzione per ca. 
CHF 6.9 Mio.

A seguito della denuncia di B._____, la Procura pubblica dei Grigioni, in data 2 
novembre 2012 avrebbe chiesto preliminarmente delle informazioni all'Autorità 
federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA, in quanto A._____SA risultereb-
be essere in possesso di un'autorizzazione da parte di tale autorità federale. Il 27 
novembre 2012 la FINMA avrebbe risposto che la società in parola non sarebbe 
stata in possesso di un'autorizzazione da parte di essa, ma che sarebbe stata affi-
liata all'organismo di autodisciplina OAD dell'Association Romande des Intermé-
diares Financiers (ARIF). Quest'associazione avrebbe informato la Procura pub-
blica il 12 febbraio 2013 di aver deciso di escludere da essa l'A._____SA.

Quale motivazione per la richiesta di assunzione del procedimento, la Procura 
pubblica dei Grigioni asseriva che nella fattispecie tutti e tre gli imputati sarebbero 
cittadini italiani e che dal 30 aprile 2013 risulterebbero essere partenti per l'estero. 
Inoltre quasi tutti i clienti della società A._____SA sarebbero italiani. In questo 
contesto non si escluderebbe che altri clienti abbiano sporto eventuali altre denun-
ce in Italia, poiché i contatti con i clienti sarebbero verosimilmente avvenuti in Ita-
lia. I pagamenti tramite assegni o i versamenti delle tasse di opzione da parte dei 
clienti sarebbero avvenuti in Italia, per essere accreditati, perlomeno in parte, su 
conti bancari svizzeri. Eventuali accertamenti al riguardo dovrebbero però essere 
eseguiti dall'Italia su richiesta di assistenza giudiziaria internazionale da parte della 
Svizzera, per cui apparirebbe opportuno che il presente procedimento sia assunto 
dalle Autorità inquirenti italiane, segnatamente dalla Procura della Repubblica di 
Torino, la quale avrebbe già a sua volta chiesto assistenza alle autorità svizzere. 
La stessa Procura della Repubblica di Torino si sarebbe dichiarata interessata 
all'assunzione del presente caso, essendo gran parte dei fatti oggetto di accerta-
mento avvenuti in Italia o comunque posta in essere in danno di cittadini italiani. 
Infine la Procura pubblica dei Grigioni esponeva nella richiesta di assunzione del 
procedimento una lista dei valori sequestrati presso diversi istituti bancari e chie-
deva se tali sequestri avrebbero dovuto essere mantenuti, chiedendo alla Procura 

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della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Torino di assumere il procedi-
mento penale. 

C. L'8 novembre 2013 la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordina-
rio di Torino dichiarava di voler assumere il procedimento penale, trattandosi fra 
l'altro di fatti connessi ad ipotesi in corso di accertamento presso tale ufficio e di-
chiarava altresì l'interesse al mantenimento dei sequestri menzionati, al quanto tali 
somme avrebbero potuto essere oggetto di sequestro preventivo, al fine di desti-
nare le stesse al risarcimento delle persone offese dai reati in corso di accerta-
mento (act. PP.1.1.7).

D. Con decreto di cessione e sospensione del 27 novembre 2013 (act. 
PP.1.1.8) la Procura pubblica dei Grigioni decretava:

"1. Il procedimento penale esperito contro X._____, Z._____ e Y._____ 
per truffa, ecc. è ceduto alla Procura della Repubblica presso il Tribu-
nale Ordinario di Torino per ulteriore trattamento. 

2. Il procedimento penale esperito dalla Procura pubblica dei Grigioni 
contro X._____, Z._____ e Y._____ per truffa, ecc. è sospeso fino alla 
conclusione del procedimento condotto dalla Procura della Repubblica 
presso il Tribunale Ordinario di Torino. 

3. I sequestri degli averi bancari ordinati dalla Procura pubblica dei Gri-
gioni rimangono in vigore fino all'esito rispettivamente fino a specifiche 
comunicazioni o richieste da parte dalla Procura della Repubblica 
presso il Tribunale Ordinario di Torino.

4. Ai sensi dell'art. 93 cpv. 3 AIMP le spese procedurali, composte da

- disborsi in contanti CHF 1'075.60

- tassa d'istruttoria CHF 2'450.00

Totale CHF 3'525.60

sono portate a conoscenza dell'autorità che assume il proseguimento."

Quale motivazione del decreto veniva addotto che la Procura pubblica dei Grigioni 
in data 29 ottobre 2013 avrebbe inoltrato alla Procura della Repubblica presso il 
Tribunale Ordinario di Torino una richiesta di assunzione del procedimento penale 
e con scritto dell'8 novembre 2013 detta autorità avrebbe dichiarato di volersi as-
sumere il menzionato procedimento. Di conseguenza il procedimento penale in 
corso contro gli imputati sarebbe stato ceduto alla Procura della Repubblica pres-
so il Tribunale Ordinario di Torino e fino alla conclusione del procedimento da par-
te di questa autorità, il presente procedimento sarebbe stato sospeso. I sequestri 
dei valori patrimoniali ordinati dalla Procura pubblica dei Grigioni sarebbero rimasti 
in vigore fino all'esito del procedimento penale condotto dalla Procura della Re-

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pubblica presso il Tribunale Ordinario di Torino rispettivamente fino a specifiche 
richieste o comunicazioni da parte di questa autorità. 

E. Il 10 dicembre 2013 il patrocinatore di X._____ e Y._____ inoltrava reclamo 
(act. A.1) contro il decreto della Procura pubblica dei Grigioni. Quale motivazione 
faceva valere che la delega all'estero porrebbe dei requisiti necessari al fine di 
poter legittimamente esercitare la possibilità di cedere un procedimento aperto in 
Svizzera verso uno Stato estero ricevente. In casu il requisito necessario sarebbe 
la dimora in questo Stato e che la sua estradizione alla Svizzera sarebbe inappro-
priata o inammissibile. I reclamanti sarebbero effettivamente dimoranti in Svizzera, 
essendo fra l'altro al beneficio di un permesso stranieri di tipo B. Il requisito non 
potrebbe trovare una solida base legale, poiché sarebbe facilmente verificabile 
l'effettiva presenza dei reclamanti sul suolo elvetico e non su quello italiano. Nella 
richiesta di assunzione del procedimento del 29 ottobre 2013 il Procuratore pub-
blico sosterrebbe che tutti e tre gli imputati siano cittadini italiani, i quali fino al 30 
aprile 2013 sarebbero stati domiciliati con permesso B a O.2_____, all'indirizzo 
della società A._____SA in F._____, residenza O.4_____. Ciononostante sarebbe 
lo stesso Municipio di O.2_____ a smentire quanto il Procuratore pubblico affermi 
con tanta sicurezza. Infatti, l'Ufficio controllo abitanti presso il Comune di 
O.2_____ certificherebbe la partenza dallo stesso comune in data 18 novembre 
2013. Il requisito di cui all'art. 88 cpv. 1 lett. a AIMP non sarebbe quindi dato. Inol-
tre sarebbe facilmente verificabile presso il Comune di O.2_____ che i reclamanti 
abbiano pagato il canone di locazione dell'appartamento a O.2_____ fino al 18 
novembre 2013, data della partenza dal comune. Pertanto il contratto di locazione 
sarebbe stato sicuramente in essere fino a quel momento escludendo le afferma-
zioni sicure del Procuratore pubblico che indicherebbe nelle motivazioni della ri-
chiesta di assunzione del 29 ottobre 2013 una fantomatica disdetta del contratto 
con effetto immediato a partire dal 30 aprile 2013 da parte della A._____SA. Sa-
rebbe altresì curioso che nelle motivazioni il Procuratore specifichi come “i contatti 
con i clienti, prevalentemente cittadini o società italiane, sono verosimilmente av-
venuti in Italia”. Non risulterebbe né in dottrina né in giurisprudenza che prendere 
contatto con possibili clienti in uno Stato estero sia configurabile come reato ovve-
ro che possa cagionare agli stessi un danno. Inoltre non sarebbe certamente suffi-
ciente un mero giudizio ipotetico espresso dal Procuratore pubblico attraverso una 
semplice verosimiglianza. Oltre a ciò tutti i contratti sarebbero stati stipulati in 
O.2_____, con l'ausilio e la certificazione dell'apposizione delle firme ad opera di 
pubblici notai di O.2_____. Inoltre molti clienti della A._____SA avrebbero versato 
il dovuto per contratto direttamente da conti correnti a loro intestati e facenti capo 

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ad istituti bancari elvetici. Il patrocinatore dei reclamanti ribadiva che come da giu-
risprudenza la domanda di assunzione del procedimento penale ad uno Stato 
estero dovrebbe essere necessariamente introdotta mediante una decisione dell'-
Ufficio federale di giustizia e polizia impugnabile con ricorso di diritto amministrati-
vo al Tribunale federale. Inoltre apparirebbe la violazione del diritto di essere senti-
ti come elemento essenziale del diritto alla difesa. Certamente si figurerebbe una 
lesione grave del diritto di essere sottoposti al primo interrogatorio da parte dell'au-
torità di perseguimento penale ex art. 12 CPP. Giusta l'art. 107 lett. d CPP le parti 
avrebbero diritto di essere sentite e di esprimersi sulla causa e sulla procedura. I 
reclamanti avrebbero chiesto molte volte per tramite dello scrivente legale di poter 
essere interrogati al fine di chiarire la propria posizione in merito alla procedura 
posta in essere e che li vedrebbe tutt'ora come indagati. Come da anomala prassi 
che avrebbe permeato tutta la fase istruttoria, l'interrogatorio degli indagati non 
sarebbe mai stato svolto, nonostante le numerose richieste dello scrivente legale, 
alle quali la Procura pubblica non avrebbe mai dato riscontro. Come ultima moti-
vazione addotta in diritto, andrebbe posto l'accento sulla lesione del principio di 
proporzionalità riflesso dalla delegazione nell'azione penale. Infatti l'assunzione da 
parte dell'autorità requirente italiana di fascicoli, conti correnti e nominativi di sog-
getti che avrebbe verosimilmente utilizzato la società A._____SA al fine di ottene-
re fondi per il finanziamento di propri progetti in Italia e che verosimilmente avreb-
be conferito capitali frutto di evasione fiscale, comporterebbe una sproporzione 
immane anche a danno di coloro che potrebbero essere eventualmente considera-
ti come danneggiati in questa fase del procedimento. Sarebbe infatti ipotizzabile 
attraverso un mero giudizio prognostico che la Procura della Repubblica presso il 
Tribunale di Torino, se a conoscenza di indizi di reato a carico di quei clienti che 
avrebbero stipulato contratti con la A._____SA, precederebbe d'ufficio all'iscrizio-
ne di questi ultimi nel registro degli indagati. Ciò rappresenterebbe una palese ed 
ingiusta violazione del summenzionato principio di proporzionalità. Infine i recla-
manti chiedevano di accogliere il reclamo e di annullare il decreto di cessione e 
sospensione emesso dalla Procura pubblica dei Grigioni il 29 novembre 2013.

F. Invitata a presentare osservazioni circa il reclamo con decreto del 13 di-
cembre 2013 (act. D.1), la Procura pubblica dei Grigioni postulava in data 27 di-
cembre 2013 (act. A.2) di respingere il reclamo e formulava varie osservazioni. 
Nella misura in cui i reclamanti farebbero valere una violazione della legge federa-
le sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP), un loro esame materiale 
spetterebbe al Tribunale penale federale. Al Tribunale cantonale non sarebbe dato 
valutare se le condizioni per una cessione ai sensi dell'art. 88 e 89 siano date. La 

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cognizione del Tribunale cantonale si limiterebbe ad esaminare se la decisione 
impugnata sia avvenuta nel rispetto delle norme procedurali determinanti tenor 
decisione del Tribunale cantonale del 22 ottobre 2008 (BK 08 38). I reclamanti 
inoltre sosterrebbero che la richiesta di assunzione all'Autorità italiana avrebbe 
dovuto essere introdotta dall'Ufficio federale di giustizia e non dalla Procura pub-
blica dei Grigioni. Conformemente all'Accordo tra la Svizzera e l'Italia che comple-
terebbe la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, le 
denunce potrebbero essere indirizzate direttamente all'autorità giudiziaria compe-
tente dello Stato richiesto. Da ciò ne discenderebbe che la Procura pubblica sa-
rebbe stata legittimata ad inoltrare direttamente la sua richiesta di assunzione, 
senza far capo all'Ufficio federale di giustizia. Questo modo di procedere trovereb-
be conferma nel fatto che l'Ufficio federale di giustizia sarebbe stato informato dal-
la richiesta diretta di assunzione e che questo non sarebbe né intervenuto, né 
avrebbe segnalato vizi procedurali al riguardo. La Procura pubblica dei Grigioni 
avrebbe informato i reclamanti tramite scritto del 19 agosto 2013 dell'intenzione di 
chiedere l'assunzione del procedimento alle autorità italiane, adducendo che i fatti 
oggetto della presente richiesta sarebbero stati prevalentemente commessi in Ita-
lia e che gli imputati dimorerebbero in Italia. Inoltre ai reclamanti sarebbe stato 
concesso il diritto di esprimersi a riguardo. Infatti tramite lettera del 23 agosto 2013 
i reclamanti avrebbero chiesto al Procuratore pubblico di comunicare per iscritto la 
decisione che avrebbe assunto. In data 29 ottobre 2013 la richiesta di assunzione 
all'autorità italiana sarebbe stata comunicata anche ai reclamanti. Questo modo di 
procedere corrisponderebbe a quanto indicato dal Tribunale cantonale nella sua 
decisione del 22 ottobre 2008 (BK 08 38) ed un eventuale ricorso andrebbe formu-
lato all'attenzione del Tribunale penale federale, ciò che fino ad oggi non sarebbe 
avvenuto. Poiché i reclamanti sarebbero patrocinati da un avvocato con studio 
legale in Svizzera, questi avrebbe potuto interporre questo rimedio legale. 

La procura pubblica sosteneva anche che se i reclamanti avessero interposto ri-
corso al Tribunale penale federale non sarebbero stati legittimati ai sensi dell'art. 
25 cpv. 2 AIMP, poiché unicamente la persona perseguita che avrebbe dimora 
abituale sarebbe legittimata a ricorrere. I reclamanti risulterebbero essere partenti 
dal Comune di O.2_____ per l'estero con effetto dal 30 aprile 2013. Da ulteriori 
accertamenti presso il Comune di O.2_____ risulterebbe che la partenza dei re-
clamanti sarebbe stata notificata all'Ufficio federale della migrazione per l'annulla-
mento del permesso di dimora B con validità al 1° maggio 2013. Nel mese di luglio 
2013 il proprietario dello stabile in cui essi avrebbero dimorato a O.2_____ avreb-
be poi comunicato al Comune di O.2_____ che un altro appartamento dello stesso 

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stabile sarebbe stato affittato ai reclamanti. Questi, nonostante l'invito del munici-
pio, non si sarebbero però presentati per avviare la domanda di rilascio di un nuo-
vo permesso. Nel mese di novembre 2013 il Comune di O.2_____ sarebbe stato 
informato della partenza degli imputati per Lugano, all'indirizzo dello studio legale 
Pasciuti e Partners dal 31 ottobre 2013. Tale studio legale avrebbe chiesto al Co-
mune di O.2_____ di voler annullare la partenza del 30 aprile 2013, tramutandola 
in un cambio di cantone dal 31 ottobre 2013. Apparirebbe palese che i reclamanti, 
dopo aver appreso le motivazioni addotte, tenterebbero di dimostrare di dimorare 
in Svizzera, al fine di sottrarsi da un procedimento in Italia. Fino ad oggi non 
avrebbero mai comunicato dove essi di fatto dimorerebbero in Svizzera. La copia 
del permesso B allegata al reclamo indicherebbe ancora l'indirizzo di O.2_____.

La Procura pubblica ribadiva pure che una violazione del diritto di essere sentiti 
non sarebbe ravvisabile. Al momento della perquisizione domiciliare a O.2_____ 
sarebbe stato previsto di interrogare Z._____ e X._____ come persone imputate. 
Siccome non sarebbero state in loco, non avrebbero potuto essere interrogati su-
bito. Dopo i contatti con la Procura federale la possibilità di delega del procedi-
mento alle autorità italiane sarebbe stata esaminata ed un formale interrogatorio si 
sarebbe reso superfluo, essendosi le autorità italiane dichiarate disposte ad as-
sumere il procedimento penale. La Procura pubblica menzionava che l'Italia sa-
rebbe segnataria della Convenzione europea sui diritto dell'uomo ed il diritto di 
essere sentiti dai reclamanti non verrebbe quindi pregiudicato, considerando che 
la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Torino condurrebbe 
tutt'ora un procedimento penale contro Z._____ e X._____ per attività connesse 
con la società A._____SA di cui al procedimento in Svizzera.

G. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1. Nella presente procedura di reclamo vi sono da esaminare le seguenti que-
stioni giuridiche: in primo luogo va analizzata la procedura rispettivamente la do-
manda di delega del procedimento penale ad uno Stato estero. Poi vanno verificati 
i presupposti materiali della cessione di un procedimento penale ad uno Stato 
estero. Infine i reclamanti invocano una violazione del principio di proporzionalità 
ed una lesione del diritto di essere sentiti. 

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2.a) Prima di entrare in merito alle questioni giuridiche menzionate vanno esa-
minati gli estremi per il presente reclamo. Ai sensi dell'art. 393 cpv. 1 lett. a CPP 
(RS 312.0) in unione all'art. 22 della legge d'applicazione del Codice di diritto pro-
cessuale penale svizzero del 16 giugno 2010 (LACPP; CSC 350.100), contro le 
decisioni e gli atti procedurali della polizia, del pubblico ministero e delle autorità 
penali delle contravvenzioni può essere interposto reclamo. Nel Cantone dei Gri-
gioni la giurisdizione di reclamo è la seconda Camera penale del Tribunale canto-
nale (art. 22 LACPP in unione con l'art. 10 cpv. 1 dell'ordinanza sull'organizzazio-
ne del Tribunale cantonale del 14 dicembre 2010 [OOTC; CSC 173.100]).

b) La decisione della Procura pubblica dei Grigioni data del 27 novembre 
2013, è stata comunicata il 29 novembre 2013 e consegnata in data 2 dicembre 
2013. Giusta l'art. 396 cpv. 1 CPP il termine di reclamo è di 10 giorni. In data 10 
dicembre 2013 (timbro postale dell'11 dicembre 2013) il patrocinatore dei recla-
manti inoltrava al Tribunale cantonale dei Grigioni il reclamo (act. A.1). Il reclamo è 
quindi tempestivo. 

c) Giusta l'art. 397 cpv. 1 CPP il reclamo è esaminato nell'ambito di una pro-
cedura scritta sotto riserva dell'art. 390 cpv. 5 CPP. La procedura non è pubblica 
ed è disciplinata dagli artt. 69 cpv. 3 lett. c e 390 segg. CPP. Mediante reclamo si 
possono censurare le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere 
di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lett. a CPP), 
l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lett. b CPP) e l'inade-
guatezza (art. 393 cpv. 2 lett. c CPP). Il reclamo deve essere presentato per iscrit-
to e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all'art. 390 CPP 
per la forma scritta ed all'art. 385 CPP per la motivazione. Esso deve indicare – in 
particolare – i punti della decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di 
una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 CPP)

Nel presente caso le esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

3.a) Innanzitutto i reclamanti criticano la procedura inerente alla richiesta di as-
sunzione del perseguimento penale ad uno Stato estero. In particolar modo con 
riferimento alle decisioni del Tribunale federale DTF 112 Ib 137 e DTF 118 Ib 269, 
i reclamanti contestano a cifra 8 del loro reclamo che la decisione impugnata a 
torto sia stata rilasciata dalla Procura pubblica dei Grigioni e non dall'Ufficio fede-
rale competente. A detta dei reclamanti la domanda di assunzione del procedi-
mento penale ad uno Stato estero dovrebbe necessariamente essere introdotta 

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mediante decisione dell'Ufficio federale di giustizia impugnabile con ricorso di dirit-
to amministrativo.

b) L'art. 15 della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia pe-
nale del 20 aprile 1959 (RS 0.351.1) stabilisce:

"1. Le commissioni rogatorie previste negli articoli 3, 4 e 5 e le domande 
previste nell'articolo 11 saranno trasmesse dal Ministero di Giustizia 
della Parte richiedente al Ministero di Giustizia della Parte richiesta e 
rispedite per la stessa via.

2. Nel caso di urgenza, le dette commissioni rogatorie potranno essere 
trasmesse direttamente dalle autorità giudiziarie della Parte richieden-
te alle autorità giudiziarie della Parte richiesta. Esse saranno rispedite 
corredate degli atti relativi all'esecuzione per la via prevista nel para-
grafo 1 del presente articolo.

3. […]

4. Le domande d'assistenza giudiziaria, oltre quelle previste nei paragrafi 
1 e 3 del presente articolo e segnatamente le domande d'inchiesta 
preliminare al perseguimento, potranno essere oggetto di trasmissione 
diretta fra le autorità giudiziarie.

5. […]

6. Qualsiasi Parte Contraente potrà, al momento della firma della presen-
te Convenzione o del deposito del suo strumento di ratificazione o di 
adesione, far sapere, mediante dichiarazione trasmessa al Segretario 
Generale del Consiglio d'Europa, che tutte le domande d'assistenza 
giudiziaria o talune di esse devono essere trasmesse per una via altra 
che quella prevista nel presente articolo o domandare che, nel caso 
previsto al paragrafo 2 del presente articolo, una copia della commis-
sione rogatoria sia trasmessa contemporaneamente al suo Ministero di 
Giustizia.

7. Il presente articolo non nuocerà alle disposizioni degli accordi o con-
venzioni bilaterali in vigore fra Parti Contraenti, che prevedano la tra-
smissione diretta della domanda d'assistenza giudiziaria fra le autorità 
delle Parti."

L'art. 21 paragrafo 1 della menzionata Convenzione prevede anche che qualsiasi 
denuncia trasmessa da una Parte Contraente in vista di perseguimenti davanti ai 
tribunali di un'altra Parte sarà oggetto di comunicazioni fra i Ministeri di Giustizia. 
Tuttavia, le Parti Contraenti potranno usare della facoltà prevista nel paragrafo 6 
dell'articolo 15. 

L'Accordo del 10 settembre 1998 tra la Svizzera e l'Italia che completa la Conven-
zione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 e ne 
agevola l'applicazione (RS 0.351.945.41) disciplina all'art. XVII paragrafo 2 le vie 
di trasmissione e concretizza l'art. 15 della Convenzione, stabilendo che le denun-

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ce di cui all'articolo 21 della Convenzione possono essere indirizzate direttamente 
all'autorità giudiziaria competente dello Stato richiesto.

c) Innanzitutto i reclamanti trascurano che le decisioni citate del Tribunale fe-
derale non hanno come oggetto d'impugnazione i decreti di cessione e di sospen-
sione ma la richiesta di assunzione del procedimento penale nei confronti di un'au-
torità estera. Al contrario di ciò che affermano i reclamanti e in accordo con le os-
servazioni della Procura pubblica dei Grigioni, secondo l'Accordo menzionato tra 
la Svizzera e l'Italia, la Procura pubblica cantonale ha la facoltà di contattare diret-
tamente le autorità di perseguimento penale competenti in Italia e di indirizzare 
direttamente a queste autorità la richiesta per l'assunzione del procedimento pena-
le.

In questo contesto si rimanda alla decisione del Tribunale cantonale del 22 ottobre 
2008 (BK 08 38) che si riferisce ad un caso analogo fra la Svizzera e l'Austria per 
una cessione di un procedimento penale. Il Tribunale cantonale ha stabilito in 
quest'ordinanza che le autorità competenti per il perseguimento penale avevano la 
possibilità di inoltrare una richiesta diretta di assunzione di un procedimento pena-
le, senza percorrere la strada ministeriale tramite l'Ufficio federale. Il Tribunale 
cantonale ha deciso che le disposizioni di un contratto internazionale derogante 
alla legge federale sull'assistenza internazionale in materia penale del 20 marzo 
1981 (AIMP; RS 351.1) andavano applicate prima della legge interna. Di conse-
guenza nella decisione menzionata la Procura pubblica dei Grigioni era autorizza-
ta a contattare direttamente le autorità di perseguimento austriache, senza inoltra-
re una relativa richiesta all'Ufficio federale (consid. 2b della citata decisione).

Anche nel caso presente la Procura pubblica dei Grigioni nel rispetto dell'accordo 
indicato era autorizzata a contattare direttamente la Procura della Repubblica 
presso il Tribunale Ordinario di Torino, chiedendo l'assunzione del procedimento 
penale a carico degli imputati. Infine va anche menzionato che l'Ufficio federale di 
giustizia è stato debitamente informato della domanda diretta di assunzione (act. 
PP.1.1.6) e non ha segnalato vizi di alcun genere.

La presente procedura di reclamo non ha come oggetto la richiesta di assunzione 
del procedimento penale, ma il decreto di cessione e sospensione della Procura 
pubblica dei Grigioni quale ultima misura provvisoria dopo la decisione positiva e 
l'effettiva assunzione del perseguimento penale da parte delle autorità italiane. Di 
conseguenza non vanno accolte le obiezioni dei reclamanti, secondo le quali la 

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Procura pubblica dei Grigioni avrebbe rilasciato a torto il decreto impugnato di 
cessione e di sospensione.

4.a) Inoltre i reclamanti in questo caso contestano che non siano adempiuti i 
requisiti materiali dell'art. 88 AIMP per la delega ad uno Stato estero. Secondo i 
reclamanti i due requisiti necessari sarebbero che la persona perseguita dimori in 
questo Stato e che la sua estradizione alla Svizzera sia inappropriata o inammis-
sibile. I reclamanti affermano di essere effettivamente dimoranti in Svizzera, es-
sendo al beneficio di un permesso stranieri di tipo B. Di conseguenza la delega 
della competenza del procedimento penale non potrebbe trovare una solida base 
legale.

b) La delega del perseguimento penale ad uno Stato estero è disciplinata dagli 
art. 88 e 89 AIMP. Tenor art. 88 AIMP si può chiedere a uno Stato estero di assu-
mere il perseguimento penale per un reato soggetto alla giurisdizione svizzera se 
la sua legislazione ne ammette il perseguimento e la repressione giudiziaria e la 
persona perseguita: dimora in questo Stato e la sua estradizione alla Svizzera è 
inappropriata o inammissibile (lett. a), o è estradata a questo Stato e la delega del 
perseguimento penale ne consentirà verosimilmente un migliore reinserimento 
sociale (lett. b). Ai sensi dell'art. 89 cpv. 1 AIMP se uno Stato estero assume il 
perseguimento penale, le autorità svizzere non possono prendere altri provvedi-
menti per lo stesso reato contro la persona perseguita: fintanto che lo Stato richie-
sto non abbia comunicato di non essere in grado di portare a termine il procedi-
mento (lett. a), o se, in base a una decisione presa in questo Stato, sono adempiu-
te le condizioni di cui all'art. 5 lett. a o b (lett. b). La prescrizione secondo il diritto 
svizzero è sospesa per tutta la durata del procedimento nello Stato richiesto, in-
clusa l'esecuzione penale (cpv. 2). Se la persona perseguita gli è stata estradata 
per altri fatti, lo Stato richiesto, nella misura in cui dà seguito alla domanda di per-
seguimento penale, non è tenuto ad osservare le condizioni d'estradizione giusta 
l'art. 38 (cpv. 3).

c) In questo ambito va menzionato che in particolar modo le disposizioni della 
prima parte dell'AIMP e quindi anche l'art. 25, appartenente alle disposizioni gene-
rali, che regola il ricorso è applicabile anche agli artt. 88 e 89 AIMP. Secondo l'art. 
25 AIMP, salvo che la legge disponga altrimenti, le decisioni di prima istanza delle 
autorità cantonali e delle autorità federali possono essere impugnate direttamente 
con ricorso alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (cpv. 1). Il 
ricorso contro una domanda svizzera a uno Stato estero è ammissibile soltanto se 

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questo è richiesto di assumere il perseguimento o l'esecuzione penali. In tale ca-
so, è legittimata a ricorrere unicamente la persona perseguita che ha dimora abi-
tuale in Svizzera (cpv. 2). Ne consegue che un'analisi materiale della domanda ad 
uno Stato estero non spetta ad un'autorità di ricorso cantonale, ma esclusivamen-
te al Tribunale penale federale. Con altre parole, la Camera dei reclami del Tribu-
nale cantonale non è autorizzata ad esaminare le premesse materiali della delega 
ai sensi dell'art. 88 e 89 AIMP. La cognizione del Tribunale cantonale è limitata ad 
esaminare se la decisione impugnata è avvenuta nel rispetto delle norme procedu-
rali applicabili (decisione del Tribunale cantonale dei Grigioni del 22 ottobre 2008, 
BK 08 38 consid. 3a). 

Quindi il Tribunale cantonale non può entrare nel merito della cifra 6 del reclamo e 
delle relative censure dei reclamanti. Di conseguenza anche nel presente caso la 
seconda Camera penale del Tribunale cantonale deve verificare esclusivamente 
se il decreto di cessione e sospensione impugnato è stato emanato rispettando le 
corrispondenti disposizioni procedurali.

5.a) In seguito saranno esaminate le disposizioni della procedura in merito all'-
emanazione del decreto di cessione e sospensione della Procura pubblica.

Come menzionato, ai sensi dell'art. 25 cpv. 1 e 2 AIMP le decisioni cantonali di 
prima istanza contro una domanda di delega ad uno Stato estero sottostanno di-
rettamente al ricorso alla Corte dei reclami del Tribunale penale federale. Questa 
possibilità del ricorso premette necessariamente che una tale domanda abbia por-
tato ad un decreto, poiché senza oggetto di impugnazione il ricorso non è ammis-
sibile. Di conseguenza dal testo della disposizione menzionata ne consegue in 
modo imperativo che una domanda di assunzione di un procedimento penale ad 
uno Stato estero con un decreto dell'Ufficio federale oppure - come nel presente 
caso se vi è un'autorizzazione per un contatto diretto con le autorità estero – un 
decreto di un'autorità penale cantonale, possono essere impugnati tramite ricorso 
alla Corte dei reclami del Tribunale penale federale. Da questo decreto deve 
emergere in base a quale fattispecie i presupposti di una delega ad uno Stato 
estero ai sensi degli artt. 88 seg. AIMP sono adempiuti e per quale motivo può 
essere richiesta alle autorità estere l'assunzione del procedimento penale. Ciò de-
riva indirettamente anche dall'art. 25 cpv. 3 AIMP, secondo il quale l'Ufficio federa-
le può ricorrere contro le decisioni delle autorità cantonali e contro le decisioni del 
Tribunale penale federale (decisione del Tribunale cantonale dei Grigioni del 22 
ottobre 2008, BK 08 38 consid. 3b).

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Nell'ordinanza menzionata del Tribunale cantonale del 22 ottobre 2008 (BK 08 38) 
la Procura pubblica dei Grigioni aveva omesso di rilasciare un tale decreto impu-
gnabile. Inoltre la Procura pubblica dei Grigioni allora aveva chiesto alle autorità 
penali austriache di assumersi il caso – senza concedere all'imputato la possibilità 
di essere sentito in merito – e solamente dopo la ricezione della conferma di as-
sunzione del procedimento penale da parte dell'autorità estera aveva informato 
l'imputato di tale cessione tramite decreto di abbandono e di cessione. Tale decre-
to di abbandono e di cessione non conteneva però nessuna motivazione. Nel caso 
menzionato, dal decreto di abbandono e di cessione della Procura pubblica dei 
Grigioni non si poteva dedurre se i requisiti per una delega ai sensi degli artt. 88 
seg. AIMP erano adempiuti o meno. Il decreto impugnato di abbandono e cessio-
ne non poteva nemmeno sostituire la necessaria decisione preliminare nell'ambito 
della domanda alle autorità estere, altrimenti all'imputato così come all'Ufficio fe-
derale sarebbe stato sottratto ogni opportunità di ricorso ai sensi dell'art. 25 cpv. 2 
e 3 AIMP. Per non bloccare tale possibilità di ricorso, la Procura pubblica dei Gri-
gioni avrebbe dovuto esaminare le premesse di cui all'art. 88 e 89 AIMP prima di 
cedere il procedimento penale e avrebbe dovuto decidere formalmente che era 
stato chiesto alle autorità austriache di assumersi il procedimento penale. Tale 
decisione avrebbe dovuto essere comunicata sia al reclamante che all'Ufficio fede-
rale. Poiché la Procura pubblica dei Grigioni aveva tralasciato di emanare tale de-
cisione, ha infranto le disposizioni procedurali dell'AIMP ed il Tribunale cantonale 
ha annullato la decisione di abbandono e di cessione (decisione del Tribunale can-
tonale dei Grigioni del 22 ottobre 2008, BK 08 38 consid. 3b).

b) Al contrario dell'ordinanza menzionata, nel presente caso la Procura pubbli-
ca tramite lettera del 19 agosto 2013 (act. PP.1.5.13) ha informato il patrocinatore 
di X._____, Z._____ e Y._____ che prevedeva di sottoporre alle autorità italiane 
una richiesta di assunzione del procedimento penale VV.2013.385/PF in corso. 
Eventuali osservazioni al riguardo andavano inoltrate entro il termine di dieci gior-
ni. Infatti tramite lettera del 23 agosto 2013 (act. PP.1.5.14) il patrocinatore degli 
imputati ha evidenziato che il Codice di procedura penale al termine della proce-
dura preliminare avrebbe attribuito al Procuratore pubblico la scelta fra diversi atti. 
L'ipotesi della delega del fascicolo istruttorio alle autorità italiane sarebbe stata 
contestata, poiché la base legale risulterebbe essere inesistente ed omessa. In 
seguito la Procura pubblica dei Grigioni in data 29 ottobre 2013 (act. PP.1.1.6) ha 
rilasciato una richiesta formale di assunzione del procedimento penale in Svizzera 
nei confronti di X._____, Z._____ e Y._____ indirizzata alla Procura della Repub-
blica presso il Tribunale Ordinario di Torino. In questa richiesta venivano esplici-

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tamente menzionate le base legali applicabili, la fattispecie, la motivazione, i valori 
sequestrati e la richiesta formale di assunzione del procedimento penale. Tale ri-
chiesta veniva comunicata in quattro esemplari al rappresentante legale degli im-
putati, all'Ufficio federale di giustizia e al Ministero pubblico della Confederazione.

Tale richiesta di assunzione avrebbe potuto essere impugnata tramite ricorso alla 
Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, così da sottoporre la richie-
sta di assunzione del procedimento penale ad un esame materiale sulla sua con-
formità con gli artt. 88 seg. AIMP. Tuttavia sembra che i reclamanti abbiano omes-
so di interporre ricorso contro tale richiesta.

Dopo che le autorità italiane competenti in data 8 novembre 2013 si sono dichiara-
te disposte ad assumersi il procedimento penale (act. PP.1.1.7), la Procura pub-
blica dei Grigioni ha emesso il 27 novembre 2013 il decreto di cessione e sospen-
sione (act. PP.1.1.8), che è poi stato impugnato dai reclamanti.

Di conseguenza la Procura pubblica dei Grigioni tramite l'emanazione della do-
manda di assunzione del procedimento penale contro i reclamanti ha rispettato le 
decisive disposizioni e ha seguito in particolar modo le decisioni del Tribunale fe-
derale citate dai reclamanti così come la decisione del Tribunale cantonale dei 
Grigioni del 22 ottobre 2008, BK 08 38.

Pertanto il reclamo in questo punto va interamente respinto.

6. Come ulteriore motivazione i reclamanti fanno valere a cifra 10 del loro re-
clamo una lesione del principio di proporzionalità riflesso dalla delegazione nell'-
azione penale. Secondo i reclamanti l'assunzione da parte dell'autorità requirente 
italiana di documenti e di nominativi di soggetti che avrebbero utilizzato la società 
A._____SA al fine di ottenere fondi per il finanziamento di propri progetti in Italia e 
che verosimilmente avrebbero conferito capitali frutto di evasione fiscale, compor-
terebbe una sproporzione immane a danno di coloro che potrebbero essere con-
siderati come danneggiati in questo procedimento.

Anche nei confronti di quest'argomentazione non si può entrare in merito, poiché 
si tratta di una censura riguardante l'esame materiale della richiesta di delega e 
che di conseguenza non rientra nella competenza della seconda Camera penale 
del Tribunale cantonale.

7. Infine i reclamanti invocano alla cifra 9 del loro reclamo una violazione del 
diritto di essere sentiti come elemento essenziale del diritto alla difesa. I reclaman-

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ti avrebbero chiesto molte volte di poter essere interrogati al fine di chiarire la pro-
pria posizione in merito alla procedura. Sarebbe evidente una violazione del diritto 
di essere sentiti che non potrebbe essere sanato né in sede di reclamo né in sede 
di perseguimento penale da parte dell'autorità requirente italiana.

Anche se la Procura pubblica dei Grigioni non ha ancora interrogato gli imputati 
finora, ciò non rappresenta una violazione del diritto di essere sentiti nel procedi-
mento penale in corso, poiché saranno le autorità italiane del perseguimento pe-
nale a provvedere all'interrogatorio degli imputati. L'argomento dei reclamanti va 
perciò respinto.

Per quanto concerne l'affermazione dei reclamanti in merito alla richiesta di as-
sunzione del procedimento penale, si rimanda alla considerazione 5b, secondo la 
quale ai reclamanti è stata concessa la possibilità di esprimersi in merito all'inten-
zione di cedere il procedimento alle autorità italiane. In seguito i reclamanti vero-
similmente si sono astenuti dall'inoltrare ricorso contro la richiesta di assunzione 
del 29 ottobre 2013 (act. PP.1.1.6) presso la Corte dei reclami del Tribunale pena-
le federale. Pertanto anche questa affermazione dei reclamanti è priva di rilievo e 
va respinta.

8. In conclusione la censura dei reclamanti concernente la domanda di delega 
del procedimento penale ad uno Stato estero va respinta, poiché la Procura pub-
blica ha rispettato le disposizioni applicabili degli accordi con l'Italia. A causa della 
mancata competenza il Tribunale cantonale non può entrare in merito alle censure 
materiali riguardanti gli artt. 88 e 89 AIMP, mentre vanno respinte le censure in 
merito alle disposizioni procedurali della richiesta di assunzione. Infine non si entra 
in merito alla critica relativa al principio di proporzionalità e la censura riguardante 
la violazione del diritto di essere sentiti va interamente respinta. Da quanto espo-
sto, le pretese dei reclamanti si rivelano completamente infondate e il decreto im-
pugnato merita di essere confermato. Di conseguenza il reclamo, nella misura in 
cui è ammissibile, va respinto.

9. Le spese procedurali comprendono gli emolumenti a copertura delle spese 
e i disborsi nel caso concreto (art. 422 cpv. 1 CPP). Tenor l'art. 424 CPP i cantoni 
disciplinano il calcolo delle spese procedurali e fissano gli emolumenti (cpv. 1) che 
in casi semplici possono essere di natura forfetaria a copertura anche dei disborsi 
(cpv. 2). Nel Cantone dei Grigioni giusta l'art. 37 cpv. 4 lett. b LACPP per procedu-
re giudiziarie l'ammontare della tariffa viene disciplinato con ordinanza del Tribu-
nale cantonale. L'ordinanza sugli emolumenti in cause penali del 14 dicembre 

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2010 (OECP; CSC 350.210) prevede, all'art. 8, che per decisioni in procedure di 
reclamo l'emolumento è compreso tra i CHF 1'000.– e i CHF 5'000.–. Nella pre-
sente procedura di reclamo un emolumento di CHF 1'500.– pare proporzionato in 
considerazione di tutti gli aspetti del caso. In casu i reclamanti soccombono total-
mente con i loro petiti. Di conseguenza i costi della procedura di reclamo vanno 
interamente a carico dei reclamanti ai sensi dell'art. 428 cpv. 1 CPP.

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III. La seconda Camera penale decreta:

1. Nella misura in cui è ammissibile, il reclamo è respinto.

2. Le spese della procedura di reclamo di CHF 1'500.– vanno a carico dei recla-
manti.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia penale ai 
sensi dell'art. 78 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il 
testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il 
diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 
segg., 78 segg. e 90 segg. LTF.

4. Comunicazione a: