# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f35c36a3-be82-5fda-96a0-2b8a6efef65e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.12.2008 C-6485/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6485-2007_2008-12-11.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6485/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Stefan Mesmer e Michael Peterli, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
patrocinata dall'avvocato Giovanni Augugliaro, 
via Pretorio 20, 6901 Lugano,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
27 agosto 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6485/2007

Fatti:

A.
A._______, cittadina italiana, nata il  (...), coniugata con una figlia, ha 
lavorato  in  Svizzera  dal  1994  al  2005  (doc. 2  e  doc.  4),  solvendo 
regolari  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti  e  l'invalidità  (doc.  3).  Dal  1° luglio  2002,  è  stata  alle 
dipendenze della B._______ in qualità di  commessa venditrice (doc. 
9). Il  16  settembre 2005,  ha interrotto  il  lavoro  per  ragioni  di  salute 
(doc. 2 e doc. 9). È in malattia dal 17 settembre 2005 (doc. 2) ed è 
stata licenziata con effetto al  1° marzo 2007 (v. perizia medica della 
dott.ssa C._______ del  14 febbraio  2007). Il  20  settembre 2006,  ha 
formulato  una  richiesta  volta  all'ottenimento  di  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 2).

B.
Nel  corso  dell'istruttoria,  l'Ufficio  dell'assicurazione  invalidità  del 
Cantone Ticino (Ufficio AI) ha assunto agli atti, segnatamente:

• una  relazione  medica  del  14  ottobre  2005  concernente  il 
ricovero  dell'interessata  dal  21  settembre  al  14 ottobre  2005 
per disturbo psicotico presso l'D._______ (doc. 12.15);

• un rapporto di visita medico-fiduciaria del 27 marzo 2006 della 
dott. ssa C._______ (basato su una visita del 24 marzo 2006), 
specialista  in  psichiatria  e  psicoterapia  (incaricata 
dall'assicurazione E._______), da cui emerge che l'assicurata è 
affetta  da  disturbo  schizoaffettivo  attualmente  in  fase 
depressiva (F 25.1 secondo l'ICD 10), che la prognosi a medio-
lungo  termine  della  malattia  appare  favorevole,  che  dopo 
un'inabilità totale al lavoro dal 21 settembre 2005 al 14 maggio 
2006,  a  partire  dal  15  maggio  2006  la  paziente  è  da 
considerare  abile  al  50%  nella  precedente  attività  e  dal  1° 
giugno 2006 abile al lavoro al 100% (doc. 1.32);

• un rapporto di visita dell'ispettore della E._______ dell'11 luglio 
2006,  il  quale  ha  ritenuto  l'assicurata  incapace  al  lavoro  al 
100% dal  17  settembre  2005 ed ancora  per  tre-quattro  mesi 
(doc. 1.20);

Pagina 2

C-6485/2007

• un rapporto di visita medico-fiduciaria del 28 luglio 2006 della 
dott.ssa C._______ (basato su una visita del  27 luglio 2006), 
nel  quale  è  stata  proposta  la  diagnosi  di  disturbo  schizo-
affettivo attualmente in fase depressiva e ritenuta da subito una 
capacità  lavorativa  del  100%  in  qualsiasi  attività  lavorativa 
(doc. 1.16)

• i certificati medici del 18 agosto e del 30 ottobre 2006 del dott. 
F._______,  medico  curante  dell'assicurata,  giusta  i  quali 
quest'ultima è regolarmente seguita dal G._______ dal mese di 
ottobre  2005  con  una  diagnosi  di  sindrome  depressiva  a 
episodi  ricorrenti  dopo  un  ricovero  ospedaliero  dal  21 
settembre  al  14  ottobre  2006  (recte:  2005);  il  medico  ha  fra 
l'altro  indicato  che  "allo  stato  attuale  la  situazione  clinica 
appare in via di miglioramento", ma l'interessata presenterebbe 
un'inabilità lavorativa totale (doc. 1.14 e doc. 12.16);

• un  certificato  medico  del  22  settembre  2006  del  dott. 
H._______,  attestante  la  diagnosi  di  psicosi  schizofrenica  in 
terapia medica continua (doc. 3.8);

• un  rapporto  medico  del  17  ottobre  2006  della  dott.ssa 
C._______  da  cui  risulta  che la  paziente  è  abile  al  lavoro  al 
100% in ogni professione (doc. 1.10).

• il  questionario  del  datore  di  lavoro  del  23  novembre  2006 
(doc. 9); 

• un rapporto medico del 5 dicembre 2006 del dott. F._______, 
secondo  cui  l'assicurata  è  affetta  da  psicosi  depressiva  da 
ottobre  2005  e  giustificata  un'incapacità  lavorativa  del  100% 
(doc. 10);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale  italiana del  5  febbraio  2007,  attestante  la  diagnosi  di 
disturbo  schizoaffettivo  in  attuale  fase  depressiva  e  da  cui 
appare che l'interessata è invalida nella misura del 67% nella 
precedente attività, ma in grado di svolgere, a tempo pieno, un 
lavoro  adeguato  alle  sue  condizioni  (doc. 12.2,  in  particolare 
pag. 10);

Pagina 3

C-6485/2007

• la  perizia  medica  del  14  febbraio  2007  della  dott.ssa 
C._______,  secondo  cui  la  paziente  è  affetta  da  sindrome 
schizoaffettiva tipo depressivo in fase di  risoluzione completa, 
presenta  una  sintomatologia  che  oggettivamente  non  incide 
sulla capacità lavorativa e che è abile al lavoro al 100% nella 
precedente attività dal 27 luglio 2006 (doc. 2.2).

C.

C.a Nel suo rapporto del 10 aprile 2007, la dott.ssa I._______, medico 
del Servizio medico regionale (SMR), dopo aver ripreso la diagnosi di 
disturbo  schizo-affettivo  (F  25.1  secondo  l'ICD  10)  ed  analizzato  la 
documentazione medica assunta, ha considerato l'assicurata, a parte 
un periodo di incapacità totale al lavoro dal 17 settembre 2005 al 14 
maggio 2006 e di  incapacità al  lavoro del 50% dal 15 al  31 maggio 
2006,  di  nuovo  in  grado  di  svolgere  la  sua  precedente  attività  a 
decorrere dal 1° giugno 2006. È giunta alla conclusione che la perizia 
della dott. C._______ è da considerarsi  esauriente. Ha osservato, in 
particolare, che non sussiste alcun elemento clinico tale da modificare 
quest'ultima valutazione medica (doc. 15).

C.b Con  progetto  di  decisione  del  16  aprile  2007,  l'Ufficio  AI  ha 
comunicato all'interessata che la richiesta di prestazioni sarebbe stata 
respinta per carenza d'incapacità al lavoro media del 40% durante un 
anno (doc. 16).

D.

D.a Con scritto  del  9  maggio 2007,  l'assicurata  fa valere  che il  suo 
stato  di  salute  non  sarebbe  migliorato.  Ha  esibito  una  relazione 
psichiatrica  del  29  marzo  2007  del  dott.  F._______,  giusta  la  quale 
risulta  affetta  da  disturbo  schizoaffettivo  tipo  depressivo  (F 25.1 
secondo l'ICD 10), necessita di terapia farmacologia e che è inabile al 
lavoro al 100% da settembre 2005. Inoltre, il medico curante contesta 
il  rapporto  di  visita  medico-fiduciaria  del  luglio  2006  e  la  perizia 
medica  del  febbraio  2007  della  dott.  C._______,  segnatamente  per 
quanto  attiene  alla  valutazione  dell'incapacità  lavorativa 
dell'interessata (doc. 18.2).

D.b Con  rapporto  del  22  maggio  2007,  la  dott.  ssa  I._______,  ha 
proposto  di  assumere  agli  atti  la  perizia  medica  della  dott.  ssa 
C._______ del febbraio 2007 (doc. 20.1).

Pagina 4

C-6485/2007

E.
Con rapporto dell'11 giugno 2007, la dott. I._______ ha osservato che 
l'assicurata ha contestato la valutazione medica della dott. C._______. 
È  quindi  giunta  alla  conclusione  che  l'interessata  doveva  essere 
sottoposta ad una perizia psichiatrica (doc. 23.1).

F.
Dopo aver esaminato personalmente l'assicurata il  10 ed il  17 luglio 
2007  ed  aver  analizzato  la  documentazione  medica  assunta,  la 
dott.ssa J._______, specialista in psichiatria e psicoterapia, nella sua 
perizia  del  9  agosto  2007,  ha  evidenziato  la  diagnosi  di  sindrome 
schizoaffettiva tipo depressivo (F 25.1 secondo l'ICD 10). Considerata 
tale affezione, il  medico ha confermato che la sintomatologia insorta 
nel 2005 ha comportato un'incapacità al lavoro del 100% per qualsiasi 
attività lavorativa almeno fino al maggio 2006. In merito alle condizioni 
cliniche  dell'assicurata  a  far  tempo  dal  mese  di  giugno  2006,  ha 
ritenuto  di  basarsi  sulle  valutazioni  contenute  nel  rapporto  di  visita 
medico-fiduciaria del marzo 2006 e nella perizia medica del febbraio 
2007 della dott. ssa C._______. È quindi giunta alla conclusione che 
l'interessata presentava un'incapacità al lavoro del 50% dal 15 al 31 
maggio 2006 e che era completamente abile al lavoro al 100% dal 1° 
giugno  2006  fino  al  30  giugno  2007.  Infine,  ha  precisato  che 
l'assicurata  presentava  nuovamente  una  sintomatologia  con 
ripercussioni nell'ambito lavorativo nonché nell'attività di casalinga. Ha 
quindi fissato un tasso di incapacità al lavoro del 50% a far tempo dal 
1° luglio 2007 per qualsiasi attività lavorativa nonché come casalinga 
(doc. 25.1).

G.

G.a Con  rapporto  del  17  agosto  2007,  la  dott.ssa  I._______,  su 
richiesta  dell'Ufficio  AI,  ha  confermato  la  valutazione  peritale  della 
dott. ssa J._______ (doc. 28.1).

G.b Mediante  decisione  del  27  agosto  2007,  l'Ufficio 
dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero 
(UAIE) ha precisato che l'assicurata presentava un'incapacità al lavoro 
del 100% dal 17 settembre 2005 al 14 maggio 2006 e del 50% dal 15 
al 31 maggio 2006, era abile al lavoro al 100% dal 1° giugno 2006 al 
30 giugno 2007 e presentava nuovamente un'incapacità al lavoro del 
50% dal 1° luglio 2007 per qualsiasi attività. Ha quindi osservato che 

Pagina 5

C-6485/2007

l'incapacità  lavorativa  è  durata  per  meno  di  un  anno.  Pertanto,  ha 
respinto la richiesta di rendita d'invalidità (doc. 31.1).

H.
Con  il  ricorso  del  26  settembre  2007,  l'assicurata  ha  chiesto  il 
riconoscimento del suo diritto ad una rendita intera dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità a far tempo dal 17 settembre 2005. Da un lato, 
ha contestato la valutazione della dott. ssa C._______ in merito alla 
sua  capacità  lavorativa,  secondo  la  quale,  a  parte  un  periodo  di 
incapacità al lavoro da settembre 2005 a maggio 2006, sarebbe stata 
abile al 100% nella precedente attività dal 1° giugno 2006. Fa valere 
che,  per  contro,  gli  altri  medici  hanno  accertato  un'incapacità 
lavorativa dal 67% al 100%. Dall'altro lato, ha contestato la valutazione 
del  Servizio  medico  dell'Ufficio  AI  in  quanto  la  perizia  medica  del 
9 agosto 2007 della dott. ssa J._______ è basata su referti medici non 
concludenti  della  dott.  ssa  C._______.  Ha  esibito  una  relazione 
psichiatrica  del  20 settembre  2007  del  dott.  F._______  ed  una 
relazione psichiatrica del 21 settembre 2007 del dott. K._______ (doc. 
TAF 1).

I.
Nel suo rapporto del 16 ottobre 2007, il  dott. L._______, medico del 
Servizio  medico  regionale  (SMR),  dopo  aver  rilevato  che  i  rapporti 
specialistici  del  settembre  2007  non  apportano  nuovi  elementi 
diagnostici o clinici (lo status psichiatrico come pure il miglioramento 
della  sintomatologia  vengono  confermati),  ma  si  discostano 
unicamente nella valutazione della ripercussione del danno alla salute 
sulla  capacità  lavorativa,  è  giunto  alla  conclusione che non  vi  sono 
motivi  per  discostarsi  dalla  valutazione  peritale  della  dott.ssa 
J._______ alla base della decisione impugnata (doc. TAF 3).

Con  risposta  del  22  ottobre  2007,  l'Ufficio  AI  ha  osservato  che  i 
rapporti specialistici del settembre 2007 del dott. F._______ e del dott. 
K._______  non  portano  alcun  elemento  clinico  oggettivo  tale  da 
modificare la valutazione della capacità lavorativa dell'assicurata. Ha 
quindi ribadito che il  periodo di  incapacità al  lavoro dell'assicurata è 
durato  meno  di  un  anno.  Pertanto,  ha  proposto  la  conferma  della 
decisione dell'UAIE del 27 agosto 2007 e la reiezione del ricorso (doc. 
TAF 3).

Nella  risposta  al  ricorso  del  29  ottobre  2007,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto  la  reiezione  del  gravame,  non  avendo  alcunché  da 

Pagina 6

C-6485/2007

aggiungere alla citata presa di posizione dell'Ufficio AI del 22 ottobre 
2007.

J.
Nella replica del 3 dicembre 2007, la ricorrente si è riconfermata nelle 
proprie  argomentazioni  di  fatto  e  di  diritto  di  cui  al  ricorso  del 
26 settembre 2007 (doc. TAF 5).

K.
Il  5 dicembre 2007, questo Tribunale ha invitato la ricorrente a voler 
versare  un  anticipo  di  fr.  300.--  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali, il quale è stato corrisposto il 21 dicembre 2007 (doc. TAF 
6, doc. TAF 8).

L.
Il 24 settembre 2008, la ricorrente ha osservato di non avere ricevuto 
la  duplica  dell'autorità  inferiore,  ha  sollecitato  l'intimazione  della 
duplica  medesima  e  pure  l'evasione  del  gravame,  essendo  in  una 
situazione disperata (doc. TAF 9).

M.
Il  3  ottobre  2008,  questo  Tribunale  ha  comunicato  alla  ricorrente 
d'avere  rinunciato  a  chiedere  all'autorità  inferiore  la  presentazione 
dell'atto  di  duplica,  le  argomentazioni  di  fatto  e  di  diritto  di  cui  alla 
replica del 3 dicembre 2007 apparendo sostanzialmente simili a quelle 
del ricorso del 26 settembre 2007, le stesse essendo già state oggetto 
di  una  presa  di  posizione  dell'autorità  inferiore  e  in  replica  non 
essendo  stata  presentata  della  nuova  documentazione  medica. 
Questo Tribunale ha quindi segnalato all'insorgente che, di  principio, 
l'istruttoria doveva considerarsi conclusa e che nella misura in cui non 
fossero  state  richieste  delle  ulteriori  misure  istruttorie,  si  sarebbe 
adoperato alfine di pronunciare la sentenza con la dovuta ed auspicata 
celerità.

N.
Il  21  novembre  2008,  l'atto  di  replica  è  stato  trasmesso  per 
conoscenza all'autorità inferiore.

Pagina 7

C-6485/2007

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis della  legge  federale  del  20 dicembre 
1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), la procedura in 
materia di assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA nella misura 
in  cui  è  applicabile  la  legge  federale  del  6  ottobre  2000 sulla  parte 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali  (LPGA,  RS  830.1). 
Giusta  l'art.  1  cpv.  1  della  legge  federale  del  19 giugno  1959  su 
l’assicurazione per  l’invalidità  (LAI,  RS 831.20),  le  disposizioni  della 
LPGA sono applicabili  all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 
28-70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Riservate  le  eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF,  questo  Tribunale 
giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i  ricorsi  contro le decisioni ai  sensi 
dell'art. 5 PA pronunciate dalle autorità menzionate agli  art. 33 e 34 
LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  dell'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione  per  l'invalidità  sono  impugnabili  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale giusta l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 

Pagina 8

C-6485/2007

(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

Pagina 9

C-6485/2007

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 20 settembre 
2006. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se 
l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo l'inizio  del  diritto,  le 
prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi ad esaminare se 
la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 20 settembre 2005 (ossia 
12  mesi  precedenti  la  presentazione della  domanda),  oppure  se  un 
diritto  alla  rendita  sia  sorto tra tale data ed il  27 agosto 2007,  data 
della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali 
esamina  la  decisione  impugnata  sulla  base  della  situazione  di  fatto 
esistente  al  momento in  cui  essa è  stata  resa. Tiene conto dei  fatti 
verificatisi dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi 
d'accertamento retrospettivo della  situazione anteriore alla decisione 
stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI); 

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai 
sensi di legge.

Pagina 10

C-6485/2007

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1er LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  e  vi 
risiede (sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 
consid. 1 e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 

Pagina 11

C-6485/2007

relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 102 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini, l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). L'invalidità dell'assicurato che non esercita un'attività lucrativa, ma 
svolge le mansioni consuete e dal quale non si può ragionevolmente 
esigere che intraprenda un'attività lucrativa, è determinata, in deroga 
all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni 
consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI). L'art. 27 dell'ordinanza del 17 gennaio 
1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201) precisa che 
per  mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa 
occupata  nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori 
domestici,  l'educazione  dei  figli  nonché  le  attività  artistiche  e  di 
pubblica utilità.

Pagina 12

C-6485/2007

6.2 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2, 114 V 310 consid. 3c, RCC 1991 pag. 329 consid. 1c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 283 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, Zurigo 2003, art. 42 n. 16 pag. 424 e seg.; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 469 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n° 10 p. 28).

7.2 In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 
40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 (PCF, 
RS 273), il  tribunale accerta,  con la collaborazione delle parti,  i  fatti 
determinanti  per  la  soluzione  della  controversia,  assume  le  prove 
necessarie  e  le  valuta  liberamente.  Secondo  giurisprudenza,  se  il 
giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati può, di 
principio,  sia  rinviare  la  causa all'amministrazione che procedere  lui 
medesimo a tale istruzione complementare. Un rinvio all'amministra-
zione che ha per scopo di completare l'accertamento dei fatti non viola 
né i principi della semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. 
In particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giustificato 
se  l'amministrazione  ha  proceduto  ad  una  constatazione  dei  fatti 
sommaria nella  speranza che in caso di  ricorso sarebbe poi  stato il 
tribunale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali  (sentenza del 

Pagina 13

C-6485/2007

Tribunale federale 9C 162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi 
riferimenti).

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito  che il  giudice non si  scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il  giudice a non fondarsi  su un tale referto sono ad 
esempio affermazioni contradditorie, il contenuto di una superperizia, 
o  altri  rapporti  da  cui  emergono validi  motivi  per  farlo  e,  meglio,  se 
l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in 
discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del  Tribunale  federale  I 
166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3.).

Per  quel  che  riguarda  le  perizie  di  parte,  il  Tribunale  federale  ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i  fatti,  da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione (DTF 125 V 351).

Giova  altresì  rilevare  come  debba  essere  considerato  con  la 
necessaria  prudenza  l'avviso  dei  medici  curanti,  i  quali  possono 

Pagina 14

C-6485/2007

tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei 
particolari  legami  che  essi  hanno  con  gli  stessi  (DTF  125  V  351 
consid. 3b e relativi riferimenti).

Va  ancora  rilevato  che  il  riconoscimento  di  un  danno  alla  salute 
psichica  presuppone  in  particolare  la  diagnosi  espressa  da  uno 
specialista  psichiatrico,  poggiata  su  criteri  posti  da  un  sistema  di 
classificazione  riconosciuto  scientificamente,  il  quale  deve 
pronunciarsi  sulla  gravità  dell'affezione  (DTF  130  V  396).  Tenendo 
conto di diversi criteri,  il  perito deve valutare l'esigibilità della ripresa 
lavorativa  da  parte  dell'assicurato.  Un'eventuale  inesigibilità 
presuppone la  presenza manifesta di  una comorbidità  psichiatrica di 
notevole  gravità,  intensità  e  durata  oppure  la  presenza  costante  e 
intensa  d'altri  criteri  qualificati  quali  l'esistenza  di  concomitanti 
affezioni  organiche accompagnate da un decorso patologico plurien-
nale con sintomi stabili o in evoluzione senza remissione duratura, la 
perdita  d'integrazione  sociale  in  tutti  gli  ambiti  della  vita,  uno  stato 
psichico consolidato, senza possibilità d'evoluzione sul piano terapeu-
tico,  ad  indicare  allo  stesso  tempo l'insuccesso  e  la  liberazione  dal 
processo  risolutivo  del  conflitto  psichico  oppure  l'insuccesso  di 
trattamenti  ambulatoriali  o  stazionari  conformi  alle  regole  dell'arte 
nonché provvedimenti  riabilitativi  a  dispetto  degli  sforzi  profusi  dalla 
persona assicurata (sentenza del  Tribunale federale I  702/03 del  28 
maggio 2004 consid. 5).

Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contradditori  il  giudice  non  può  evadere  la  vertenza  senza  valutare 
l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto 
piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si 
può  pretendere  dal  giudice  che  raffronti  i  diversi  pareri  medici  e 
parimenti  esponga correttamente da un punto di  vista medico, come 
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale sia 
l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale federale I 166/03 del 
30 giugno 2004 consid. 3.3.).

9.

9.1 Dal  luglio  2002,  la  ricorrente  è  stata  alle  dipendenze  della 
B._______. Ha definitivamente cessato di lavorare dal 16 settembre 
2005  a  causa  di  malattia  (doc.  2  e  doc.  9).  Alfine  di  valutare 
l'invalidità  della  ricorrente,  si  deve quindi  esaminare  la  documenta-
zione medica agli atti. Dalla stessa – fra cui il formulario E 213 della 

Pagina 15

C-6485/2007

previdenza  sociale  italiana  del  5  febbraio  2007  (doc.  12.1),  le 
relazioni  psichiatriche del  dott. F._______ (doc. 18.2,  doc. TAF 1),  i 
rapporti/perizie della dott. ssa C._______ (doc. 1.32, doc. 1.16, doc. 
1.10,  doc. 2.2),  la  perizia  medica  del  9  agosto  2007  della  dott.ssa 
J._______ (doc. 25.1)  ed i  rapporti  dei  medici  dell'Ufficio  AI  del  10 
aprile, 17 agosto e 16 ottobre 2007 (doc. 15, doc. 28.1, doc. TAF 3) – 
si evince che la ricorrente soffre, per quanto d'interesse nel caso in 
esame, di  sindrome schizoaffettiva tipo depressivo (F 25.1 secondo 
l'ICD 10).

9.2 Si tratta quindi di un'affezione di carattere labile, ossia suscetti-
bile di  migliorare o di  peggiorare. Ne discende che, in mancanza di 
uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la 
prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in conside-
razione  solo  la  seconda  lettera  della  citata  norma  legale,  la  quale 
prevede  un  termine  di  attesa  di  un  anno.  Pertanto,  la  ricorrente 
potrebbe  pretendere  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  solo  a  partire  dal  momento  in  cui  ha  subito,  senza 
interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  del  40% 
almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  della 
menzionata affezione, il dott. F._______ attesta una totale incapacità 
lavorativa  a  far  tempo  da  settembre  2005  (doc.  1.14,  doc.  12.16, 
doc. 10, doc. 18.2, doc. TAF 1), mentre la dott.ssa C._______ ritiene 
che  l'assicurata  presenta  un'incapacità  al  lavoro  del  100%  dal  17 
settembre  2005  al  14  maggio  2006  nonché  del  50%  dal  15  al 
31 maggio  2006,  e la  giudica  abile  al  lavoro  al  100% a partire  dal 
1° giugno  2006  rispettivamente  dal  27  luglio  2006  (doc. 1.32,  doc. 
1.16, doc. 1.10, doc. 2.2).

10.2 Dalla documentazione medica agli atti, emerge che la ricorrente 
presenta una psicosi schizoaffettiva, il cui esordio viene fatto risalire 
a  più  di  dieci  anni  fa  ed  il  cui  decorso  è  stato  caratterizzato  da 
ricadute  trattate  a  livello  ambulatoriale.  Malgrado  la  patologia, 
l'interessata  avrebbe  sviluppato  un  buon  adattamento  a  livello 
famigliare  (è  sposata  e  madre  di  una  bambina)  e  lavorativo  (ha 
sempre  lavorato  con  un  buon  contatto  con  superiori  e  colleghi). 
Tuttavia, il 21 settembre 2005, a seguito di uno scompenso psicotico 
acuto, l'assicurata è  stata ricoverata presso il  reparto  di  psichiatria 

Pagina 16

C-6485/2007

dell'D._______. Ha interrotto sia la propria attività professionale che 
la conduzione domestica. La paziente è stata dimessa il  14 ottobre 
2005  e  le  sono  state  prescritte  delle  cure  ambulatoriali  presso  il 
G._______ nonché una terapia psicofarmacologica.

10.3 Nella  sua  perizia  medica  del  9  agosto  2007,  richiesta 
dall'amministrazione, la dott.ssa J._______ ha considerato che dopo 
la succitata dimissione ospedaliera l'andamento psicopatologico della 
ricorrente  è  stato  caratterizzato  da  alternanza  di  fasi  di  relativo 
benessere e di altre di nuovi peggioramenti e che permanevano dei 
sintomi  di  tendenza  al  ritiro  sociale,  appiattimento  affettivo,  calo  di 
concentazione,  attenzione  e  memoria,  apatia,  stanchezza 
generalizzata,  affaticabilità,  sentimenti  di  inutilità  e  diminuita 
autostima.  La  perita  ha  riferito  che,  dagli  atti  medici  a  sua 
disposizione  e  dall'attuale  valutazione,  il  quadro  psicopatologico 
insorto  nel 2005 è stato di  entità tale da precludere ogni  attività in 
qualsiasi  campo  limitando  in  maniera  completa  anche  l'attività 
lavorativa almeno fino al mese di maggio 2006. In effetti, l'assicurata 
non riusciva più ad occuparsi  del  lavoro, della  casa e della  figlia  e 
necessitava  della  presenza  costante  di  terzi  per  la  gestione  di  sé 
stessa. La dott.ssa J._______ ha altresì osservato che non dispone, 
tuttavia,  di  elementi  oggettivabili  che "confermino o sconfermino" le 
certificazioni  dei  colleghi  in  merito  alle  condizioni  cliniche  della 
ricorrente a decorrere dal mese di giugno del 2006. Da tale periodo 
ad  oggi,  infatti,  i  pareri  specialistici  divergono  e  se,  da  un  lato,  il 
medico curante, dott. F._______, ha ritenuto un'incapacità lavorativa 
totale  che perdura a tutt'oggi,  dall'altro  lato la  dott.ssa. C._______, 
medico  fiduciario  dell'assicurazione  E._______,  ha  considerato 
l'assicurata abile al lavoro in misura completa a partire da giugno del 
2006.  Nel  mese  di  luglio  del  2006,  l'ispettore  della  E._______  ha 
valutato  la  ricorrente  completamente  inabile  all'attività  lavorativa 
come  pure  il  dott.  M._______  nel  dicembre  del  2006  (quest'ultimo 
perlomeno  fino  alla  fine  dell'anno).  Sempre  secondo  la  perita, 
l'assicurata  ed  il  marito  hanno  ammesso  un  progressivo 
miglioramento  delle  condizioni  cliniche  dalla  fine  del  2005  fino  ad 
oggi, ma non condividono quanto attestato dalla dott.ssa C._______. 
Sulla  base  di  tali  discrepanze,  la  dott.ssa  J._______  ha  ritenuto 
difficoltoso esprimersi riguardo alla capacità lavorativa dell'insorgente 
a  decorrere  dal  giugno  2006  al  giorno  della  sua  perizia.  Ha 
nondimeno considerato di  potersi  basare  sui  rapporti  della  dott.ssa 
C._______,  che  ha  avuto  modo  di  valutare  l'assicurata  da  marzo 

Pagina 17

C-6485/2007

2006  a  febbraio  2007,  in  quanto  i  medesimi  "appaiono  coerenti, 
esaustivi  e  ben  argomentati".  Essi  esporrebbero  in  modo  chiaro  le 
condizioni  cliniche  dell'assicurata  con  una  dettagliata  descrizione 
dello status psichico. Per contro, i rapporti medici del dott. F._______ 
del  2006  sarebbero  carenti  in  merito  e  si  baserebbero  unicamente 
sulla  diagnosi  e  sulla  presa  a  carico  specialistica,  non  motivando 
clinicamente un'incapacità lavorativa. Secondo la perita, nel rapporto 
del 29 marzo 2007 il dott. F._______ avrebbe invero fornito maggiori 
informazioni,  ma  globalmente  descritto  un  quadro  di  depressione 
lieve  che  non  giustificherebbe  un'incapacità  lavorativa  completa. 
Paragonando  i  rispettivi  rapporti  e  soprattutto  la  descrizione  degli 
stati psichici non emergerebbero elementi per mettere in discussione 
i  rapporti  della  dott. C._______. La dott.ssa J._______ ha pertanto 
confermato sostanzialmente la valutazione della dott.ssa C._______ 
– nel senso di un'incapacità al lavoro dell'assicurata del 100% dal 17 
settembre  2005  al  14  maggio  2006  nonché  del  50%  dal  15  al 
31 maggio 2006 e di una capacità lavorativa del 100% a partire dal 
1° giugno 2006 (così pure i medici  dell'Ufficio AI) – ma considerato 
che l'insorgente  presentava nuovamente  un'incapacità  al  lavoro  del 
50% a decorrere  dal  1°  luglio  2007  per  qualsiasi  attività  lavorativa 
nonché come casalinga (doc. 15, doc. 28.1, doc. 25.1, doc. TAF 3). 

10.3.1 Questo  Tribunale  osserva,  preliminarmente,  che  la  dott.ssa 
C._______,  nel  rapporto  di  visita  medico-fiduciaria  del  27  marzo 
2006, ha pronosticato una capacità lavorativa completa, dunque del 
100%, per la ricorrente a partire dal 1° giugno 2006. Per contro, dopo 
avere sottoposto a visita  medica la ricorrente medesima il  27 luglio 
2006, nel rapporto del 28 luglio 2006 concernente tale visita medico-
fiduciaria,  ha  considerato  l'insorgente  abile  al  lavoro  al  100%  da 
subito, ossia dal 27 luglio 2006, in qualsiasi attività lavorativa. Ha poi 
confermato  quest'ultima  valutazione  dopo  la  visita  del  2  febbraio 
2007  (v.  perizia  medica  del  14 febbraio  2007).  Tuttavia,  in  alcun 
documento agli atti della dott. ssa C._______ risulta una qualsivoglia 
determinazione concludente sui motivi per i quali un'abilità completa 
al  lavoro debba essere ritenuta per la ricorrente a decorrere dal 1° 
giugno 2006 (sulla base di  una mera previsione del mese di  marzo 
2006) contrariamente a quanto da lei  stessa ritenuto esplicitamente 
nei  referti  del  28  luglio  2006  e  del  14  febbraio  2007.  Una  simile 
determinazione  non  è  stata  fornita  né  nella  perizia  della  dott.ssa 
J._______  né  nelle  prese  di  posizione  dei  medici  dell'Ufficio  AI,  i 
quali  si  limitano  a  scegliere,  appunto  senza  fornire  spiegazione 

Pagina 18

C-6485/2007

alcuna,  una  delle  due  varianti  indicate  nei  referti  della  dott.ssa 
C._______,  peraltro  quella  che appare  meno affidabile  in  relazione 
all'effezione psichiatrica di cui soffre la ricorrente. Ne consegue che 
la  ripresa  della  totale  capacità  lavorativa  della  ricorrente  ritenuta 
nella decisione impugnata a far tempo dal 1° giugno 2006 – fondata 
su  accertamenti  imprecisi  –  non  può  essere  ammessa 
processualmente. Sussistono inoltre  seri  dubbi  anche sulla  parziale 
capacità  lavorativa  (50%  dal  15  al  31  maggio  2006)  pronosticata 
dalla dott. C._______ nel rapporto del 27 marzo 2006, tanto più ove 
si consideri la presa di posizione dell'ispettore della E._______, che 
ha visitato la ricorrente l'11 luglio 2006.

10.3.2 Va altresì  rilevato  che  nel  rapporto  medico  del  27 dicembre 
2006  del  dott.  M._______  (che  si  baserebbe  su  una  visita  del  29 
novembre 2006) – rapporto peraltro non reperibile negli atti di causa 
e  che  né  l'UAIE  né  l'Ufficio  delle  assicurazioni  sociali  del  Cantone 
Ticino  hanno  potuto  ritrovare  e  mettere  a  disposizione  di  questo 
Tribunale – è ritenuta un'inabilità lavorativa totale per la ricorrente di 
almeno  un  mese,  come  rilevato  sia  dalla  dott.ssa  J._______  nella 
perizia  del  9  agosto  2007  sia  dalla  ricorrente  nel  gravame  del  26 
settembre 2007.

Tale  rapporto  è  certo  stato  oggetto  d'esame  e  di  valutazione  nel 
mese  di  febbraio  del  2007  da  parte  della  dott.ssa  C._______. 
Quest'ultima, da un lato, ha condiviso in gran parte quanto riportato 
nel  citato  rapporto  del  collega del  27  dicembre  2006  ma,  dall'altro 
lato, ha rilevato che, in virtù  dei  riscontri  del  momento (visita  del  2 
febbraio 2007), non sussistono elementi di una sindrome depressiva 
medio grave incidente sulla capacità lavorativa. Ha inoltre asseverato 
che il  collega non descriverebbe il  decorso rispetto alla valutazione 
inerente i due rapporti medici fiduciari da lei redatti, su cui si sarebbe 
basato,  e  non  parlerebbe  né  dell'evoluzione  né  di  un  eventuale 
ricaduta o peggioramento della paziente. Sennonché, ritenuto come il 
quadro clinico dell'insorgente è incontestabilmente caratterizzato da 
un'alternanza di fasi di relativo benessere e di altre di nuovi peggio-
ramenti,  la  dott.ssa  C._______  ha  effettuato  una  valutazione  della 
situazione esistente nell'ultima parte del 2006, a oltre due mesi dal 
momento in  cui  l'insorgente è stata visita  dal  dott. M._______ il  29 
novembre  2006.  Peraltro,  agli  atti  di  causa  non  emerge  alcun 
elemento  oggettivo  e  concludente  atto  ad  avvalorare  la  tesi  della 
dott.ssa  C._______  riguardo  alla  pretesa  capacità  lavorativa 

Pagina 19

C-6485/2007

completa della ricorrente dal 29 novembre 2006 al 2 febbraio 2007. 
La dott.ssa J._______ nella sua perizia del 9 agosto 2007 non si  è 
pronunciata  esplicitamente  sul  menzionato  rapporto  del  dott. 
M._______, senza che un rinvio implicito alla valutazione effettuata 
dalla  dott.ssa  C._______  possa  considerarsi,  per  le  ragioni 
precedentemente  indicate,  siccome  motivato  in  modo  adeguato  e 
convincente.  Peraltro,  in  considerazione  di  quanto  precede,  delle 
menzionate  importanti  imprecisioni  nei  rapporti  della  dott.ssa 
C._______ e del fatto che quest'ultima ha visitato la ricorrente in due 
sole occasioni tra il 15 maggio 2006 ed il 30 giugno 2007 – una volta 
il 27 luglio 2006 e l'altra volta il 2 febbraio 2007 – la perita non poteva 
ragionevolmente  esimersi  dall'assumere  ulteriori  informazioni,  che 
saranno indicate di  seguito, sui  fatti  giuridicamente rilevanti  inerenti 
tale periodo. Basti ancora rilevare, per sovrabbondanza, che tra il  2 
febbraio  2007  ed  il  giorno  delle  visite  della  perita  designata 
dall'amministrazione nel  luglio  del  2007,  l'insorgente appare essere 
stata  visitata  unicamente  dai  medici  curanti,  senza  che  la  perita 
abbia  assunto  le  necessarie  informazioni  complementari  su  tale 
periodo da parte di detti medici prima di pronunciarsi sulla fattispecie. 

10.3.3 Per  conseguenza,  e  nonostante  che  la  perita  incaricata 
dall'amministrazione,  la  dott.ssa  J._______,  abbia  correttamente 
rilevato  di  non  possedere  elementi  oggettivabili  che  "confermino  o 
sconfermino"  le  certificazioni  dei  colleghi  in  merito  alle  condizioni 
cliniche dell'assicurata a decorrere dal mese di  giugno del 2006, la 
medesima  ha  rinunciato  ad  effettuare  quei  necessari  e  possibili 
ulteriori accertamenti e approfondimenti che le avrebbero consentito 
di determinarsi con cognizione di causa, ossia sulla base di riscontri 
più precisi e seri, sul periodo dal 15 maggio 2006 al 30 giugno 2007. 
In particolare, la perita avrebbe perlomeno dovuto e potuto contattare 
direttamente gli  psichiatri  che hanno visitato, esaminato o curato la 
ricorrente  nel  periodo  in  esame  –  segnatamente  gli  psichiatri  dott. 
F._______,  C._______,  M._______  e,  per  quanto  emerge  dal 
gravame,  K._______  (medico  psichiatra  dell'D._______)  –  chiedere 
loro le  precisazioni  necessarie  e poi  trarre  le  dovute  conclusioni  in 
virtù  di  un  sufficiente  accertamento  dei  fatti.  Tale  esigenza  appare 
tanto più necessaria ove solo si pensi che la perita, ad oltre un anno 
e mezzo dall'importante scompenso psichico che ha necessitato un 
ricovero della ricorrente presso il reparto di psichiatria dell'D._______ 
per quasi un mese nel settembre del 2005, ritiene la ricorrente abile 
al  lavoro,  ma  solo  al  50%  dal  1°  luglio  2007  e  con  possibilità  di 

Pagina 20

C-6485/2007

ricupero della completa capacità lavorativa solo a medio termine. È 
dunque  necessario  determinare  con  la  dovuta  precisione,  ferma 
restando la nota alternanza di fasi di relativo benessere e di altre di 
nuovi peggioramenti, se la ricorrente sia mai stata, e in che misura, 
effettivamente  abile  al  lavoro  tra  maggio  2006  e  giugno  2007.  Gli 
accertamenti  eseguiti  in  merito  dalla  dott.ssa  C._______  nelle  tre 
visite del 24 marzo 2006 (quando ancora l'insorgente era inabile al 
lavoro al 100%), del 27 luglio 2006 e del 2 febbraio 2007, per i motivi 
precedentemente  indicati,  non  sono  sufficienti  al  riguardo,  tanto 
meno  per  fondare  un'ulteriore  perizia  che  adempia  i  criteri  della 
completezza,  dell'attendibilità  e  della  concludenza  secondo  la 
pertinente  giurisprudenza  del  Tribunale  federale  (v. considerando  8 
del presente giudizio). 

10.4 Da quanto esposto, consegue che la perizia  medica effettuata 
dalla  dott.ssa  J._______  su  incarico  dell'amministrazione,  e  le 
successive prese di posizione dei medici dell'Ufficio AI, si basano su 
un  accertamento  dei  fatti  ed  una  valutazione  carenti  che  non 
consentono  di  trarre  conclusioni  serie  e  definitive  sulla  capacità 
lavorativa della ricorrente tra il 15 maggio 2006 ed il 30 giugno 2007. 
In  altri  termini,  in  virtù  delle  risultanze  processuali  al  loro  stato 
attuale non è consentito concludere né ad una capacità lavorativa del 
50%  dal  15  al  31  maggio  2006  né  ad  un'ininterrotta  capacità 
lavorativa completa della ricorrente dal 1° giugno rispettivamente 27 
luglio 2006 al 30 giugno 2007. Pertanto, la decisione impugnata, che 
viola il diritto federale, incorre nell'annullamento. 

10.5 Quando  il  Tribunale  amministrativo  federale  annulla  una 
decisione,  esso  può  sostituirsi  all'autorità  inferiore  e  giudicare 
direttamente nel merito o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, 
all'autorità inferiore per nuovo giudizio (ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/ 
FELIX UHLMANN,  Allgemeines  Verwaltungsrecht,  5a ed.,  Zurigo/Basilea/
Ginevra  2006,  n.  1977  pag.  418). In  particolare,  esso  si  sostituirà 
all'autorità inferiore se gli atti sono completi e comunque sufficienti a 
statuire sull'applicazione del diritto federale (v. sentenza del Tribunale 
federale  9C  162/2007  del  3  aprile  2008  consid.  2.3  e  relativi 
riferimenti; DTF 126 II 43 e DTF 125 II 326). Tale non è il caso nella 
presente fattispecie per i  motivi  precedentemente indicati. Gli  atti  di 
causa  sono  pertanto  rinviati  all'autorità  inferiore  affinché  la  stessa 
proceda, ai  sensi dei  considerandi,  a completare l'accertamento dei 
fatti  determinanti,  relativamente allo stato di  salute ed alla capacità 

Pagina 21

C-6485/2007

lavorativa  della  ricorrente  tra  il  15  maggio  2006  ed  il  momento 
dell'emanazione  del  nuovo  provvedimento,  e  a  pronunciare  una 
nuova decisione.

11.

11.1 Visto  l'esito  della  procedura,  non  sono  prelevate  delle  spese 
processuali  (art.  63  PA).  L'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali  di fr. 300.--, versato il  21 dicembre 2007, è restituito alla 
ricorrente.

11.2 Ritenuto  che  la  ricorrente  è  assistita  in  questa  sede  da  un 
mandatario  professionale,  si  giustifica  altresì  l'attribuzione  di 
un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con 
gli  art. 7 e segg. del regolamento sulle tasse e sulle  spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008  [TS-TAF,  RS  173.320.2]).  La  stessa,  in  assenza  di  una  nota 
dettagliata,  è  fissata  d'ufficio  in  fr.  2'500.--,  tenuto  conto  del  lavoro 
effettivo ed utile svolto dal patrocinatore della ricorrente (art. 14 cpv. 2 
TS-TAF), ed è posta a carico dell'UAIE.

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 22

C-6485/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata 
del 27 agosto 2007 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE 
affinché proceda al completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di 
una nuova decisione ai sensi dei considerandi.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di fr. 300.--, versato il 
21 dicembre 2007, è restituito alla ricorrente.

3.
L'UAIE rifonderà alla ricorrente fr. 2'500.-- a titolo di spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Pagina 23

C-6485/2007

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

Pagina 24