# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d342ecf8-4a84-5bd7-a6d7-7f61ddcd03ee
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 31.10.2006 S 2006 94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_S-2006-94_2006-10-31.pdf

## Full Text

S 06 94

1a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 31 ottobre 2006

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente diritto all'indennità LADI

1. …, economista aziendale, era da ultimo alle dipendenze della … SA, la quale 

disdiceva il rapporto di lavoro per il 31 marzo 2005. Dal 5 aprile 2005, 

l’assicurato rivendicava il diritto all’indennità di disoccupazione in ragione del 

100%, pur asserendo nella propria domanda di prestazioni di percepire un 

reddito da attività lucrativa indipendente per un lavoro saltuario e su chiamata. 

Sugli attestati riguardanti il guadagno intermedio per i mesi da aprile a 

settembre 2005, l’assicurato indicava di aver eseguito dei lavori per le società 

… e ... Il programma occupazionale dal 23 agosto al 31 dicembre 2005 veniva 

dall’assicurato seguito in ragione del 50%. Dalle ricerche svolte presso la 

cassa cantonale di compensazione AVS, l’assicurato risultava essere inscritto 

come persona esercitante attività lucrativa indipendente a titolo principale. 

Sentito in merito all’idoneità al collocamento, l’interessato ribadiva la propria 

completa disponibilità ad assumere un’occupazione a tempo pieno. 

2. Con decisione 16 dicembre 2005, l’Ufficio per l’industria, arti e mestieri e 

lavoro dei Grigioni (UCIAML) stabiliva che l’assicurato fosse abile al 

collocamento nella misura del 50%. La tempestiva opposizione interposta 

dall’interessato veniva respinta con decisione 28 giugno 2006. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 28 agosto 

2006, … chiedeva l’annullamento della decisione impugnata e il 

riconoscimento dell’idoneità al collocamento in ragione del 100% dal 1. aprile 

al 30 novembre 2005 e del 50% per il mese di dicembre 2005. 

Sostanzialmente, l’istante considera di aver svolto dei lavori di consulenza e 

su chiamata unicamente per ridurre il pregiudizio causato dalla perdita del 

lavoro e di essere quindi sempre stato disposto e capace di assumere 

un’occupazione a tempo pieno. Fino al mese di settembre 2005 l’interessato 

avrebbe pertanto conseguito solo un guadagno intermedio in ragione delle 

consulenze prestate. Avrebbe, infatti, in ogni momento potuto interrompere la 

propria attività per iniziare un lavoro a tempo pieno. Ma anche per il periodo a 

partire da settembre 2005, l’assicurato avrebbe diritto all’indennità di 

disoccupazione completa, avendo anche per questo periodo cercato un lavoro 

al 100% e non solo al 50%. Per il mese di dicembre non sarebbero stati 

introdotti i formulari necessari per pura svista, quindi anche per detto mese 

l’assicurato avrebbe diritto all’indennità di disoccupazione. Nella misura in cui 

la consulenza svolta dal ricorrente verrebbe considerata come un’attività 

indipendente e non come la semplice realizzazione di un guadagno 

intermedio, l’ufficio convenuto penalizzerebbe colui che darebbe prova di 

iniziativa e che sfrutterebbe concretamente l’unica possibilità e prospettiva 

concreta di trovare un posto di lavoro. 

4. Nella risposta di causa del 19 settembre 2006, l’UCIAML chiedeva la reiezione 

del ricorso. Dopo il suo licenziamento, l’assicurato avrebbe iniziato un’attività 

in proprio a tempo parziale che avrebbe ridotto la sua disponibilità ad 

assumere un’occupazione in ragione del 50%, come del resto dimostrerebbe 

incontestabilmente il fatto che l’interessato avrebbe acconsentito a seguire il 

programma occupazionale solo a metà tempo. 

Considerando in diritto:

1. Il 21 aprile 2005, l’assicurato faceva domanda di prestazioni a partire dal 5 

aprile 2005, per cui la successiva richiesta di un diritto a partire dal 1. aprile 

2005 costituisce un inammissibile ampliamento del petito di ricorso. 

Concretamente è controversa l’entità dell’idoneità al collocamento del 

ricorrente per il periodo dal 5 aprile al 30 novembre 2005. Il 12 aprile 2006, il 

ricorrente ha, infatti, comunicato alla propria collocatrice di rinunciare 

retroattivamente a pretese da parte dell’assicurazione contro la 

disoccupazione a partire dal mese di dicembre 2005. Contrariamente a 

quanto preteso per la prima volta in sede di ricorso, la mancata introduzione 

dei relativi formulari per il mese di dicembre non era pertanto da imputare ad 

una svista, ma concretizzava la chiara volontà espressa dal ricorrente il 12 

aprile 2006 di rinunciare a pretese da parte dell’assicurazione contro la 

disoccupazione per detto mese. 

2. a) Tra i presupposti del diritto all’indennità di disoccupazione, l’art. 8 cpv. 1 lett. 

f della legge federale su l’assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione 

e l’indennità per insolvenza (LADI) annovera l’idoneità al collocamento. Il 

disoccupato è idoneo al collocamento se è disposto, capace ed autorizzato 

ad accettare un’occupazione adeguata (art. 15 cpv. 1 LADI). Questa 

definizione dell’idoneità al collocamento presuppone due elementi: la capacità 

al lavoro, da un lato, intesa come la facoltà di fornire un lavoro (più 

precisamente di esercitare un’attività lucrativa salariata) senza che 

l’assicurato ne sia impedito per motivi inerenti alla propria persona e, d’altra 

parte, la disponibilità ad accettare un lavoro confacente ai sensi dell’art. 16 

LADI. Questo secondo elemento non implica soltanto la volontà di assumere 

un determinato lavoro, qualora se ne presentasse l’occasione, ma anche la 

disponibilità sufficiente quanto al tempo che l’assicurato può consacrare ad 

un impiego e quanto al numero dei potenziali datori di lavoro. L’idoneità al 

collocamento può essere rifiutata se gli sforzi nella ricerca di un lavoro sono 

insufficienti, se l’assicurato continua a rifiutare un’occupazione adeguata o se 

questi limita le proprie ricerche di lavoro ad un settore nel quale non ha 

concretamente che delle deboli possibilità d’impiego (DTF 123 V 216 cons. 3 

e 120 V 394 cons. 1 e riferimenti). In particolare, un disoccupato deve essere 

considerato non idoneo al collocamento, se una limitazione troppo importante 

nella scelta di un posto di lavoro rende notevolmente incerta la possibilità di 

trovare un impiego (DTF 123 V 216 cons. 3 e riferimenti).

b) Come tale il fatto di esercitare un’attività lucrativa indipendente non esclude il 

diritto all’indennità di disoccupazione per mancanza d’idoneità al 

collocamento. Se una persona sarà condizionata a tal punto da vedersi 

ostacolata nella scelta di un lavoro occorrerà concludere all’inidoneità al 

collocamento, indipendentemente dal motivo che ha causato la riduzione della 

disponibilità al lavoro (DTF 120 V 388). Nell’evenienza occorre pertanto 

valutare se l’assicurato era idoneo al collocamento completamente o solo in 

ragione di un’occupazione a metà tempo, come ritenuto dall’ufficio convenuto. 

3. a) Non è contestato che dopo essere stato licenziato, l’assicurato abbia iniziato 

un’attività di consulenza in proprio e che si sia iscritto presso la cassa 

cantonale di compensazione dal 1. aprile 2005 in qualità di indipendente a 

titolo principale. A tale scopo, l’istante ha senza indugio costituito una ditta 

individuale di consulenza aziendale e poi, in vista dell’attività da indipendente 

a partire dal gennaio 2006, una società in nome collettivo, con lo scopo di 

offrire dei corsi d’insegnamento serali o il sabato. Alla luce di tali circostanze, 

l’ufficio convenuto ha considerato che l’istante avesse iniziata un’attività 

indipendente subito dopo la disoccupazione e lo ha eccezionalmente 

considerato idoneo al collocamento in ragione del 50%, solo poiché aveva 

frequentato un programma occupazionale a metà tempo dalla fine di agosto 

al 31 dicembre 2005. Per il ricorrente invece, l’attività di consulenza svolta 

dopo la perdita del posto di lavoro durante il 2005 era intesa semplicemente 

come un tentativo di minimizzare il danno. Per questo, il guadagno realizzato 

con tali consulenze andrebbe considerato un guadagno intermedio, da 

computare sul diritto all’indennità di disoccupazione e non come l’introito di 

un’attività indipendente. A mente del ricorrente, la soluzione scelta dall’ufficio 

convenuto, che lo ha ritenuto idoneo solo in ragione del 50%, penalizzerebbe 

sostanzialmente tutte quelle persone che darebbero prova di una certa 

iniziativa e si impegnerebbero per restare a contatto col mondo del lavoro, 

anziché aspettare passivamente di trovare un impiego. 

b) La tesi sostenuta dal ricorrente non merita protezione per i motivi già 

dettagliatamente esposti nella decisione su opposizione. Va in primo luogo 

ricordato che con la creazione agli inizi di aprile 2005 di una ditta individuale 

di consulenza aziendale e con la sua iscrizione presso la cassa cantonale di 

compensazione in qualità di indipendente a titolo principale, l’assicurato ha 

chiaramente dimostrato la propria intenzione di assumere un’attività a 

carattere indipendente, come del resto ha poi anche fatto a partire dal 2006. I 

lavoratori indipendenti non hanno però diritto a prestazioni da parte 

dell’assicurazione contro da disoccupazione, non essendo delle persone 

assicurate. Per contro è ammessa un’idoneità al collocamento anche per 

quegli assicurati che svolgono un’attività indipendente a tempo parziale e che 

però cercano un’occupazione a tempo pieno. L’istante ha durante il 2005 

curato parte della clientela acquisita in precedenza e ha svolto continue 

consulenze per poi mettersi in proprio. Il fatto che tali consulenze non gli 

abbiano permesso di conseguire dei sostanziosi guadagni non riveste in 

quest’ottica una grande importanza, giacché si tratta di stabilire se il ricorrente 

era disponibile per un altro impiego o se invece le consulenze lo 

impegnassero in modo tale da renderlo idoneo al collocamento solo a metà 

tempo. A mente dell’istante, sarebbe stato possibile interrompere le 

consulenze e assumere un lavoro a tempo pieno in qualsiasi momento. 

Questa tesi è però inficiata dai resoconti delle consulenze agli atti. Da queste 

distinte risulta chiaramente che la consulenza per alcune delle clienti si era 

protratta per più giorni o era stata prestata sull’arco di diverse giornate. Inoltre, 

tutte le giornate lavorative dei mesi di settembre e ottobre - a parte quelle 

dedicate alla ricerca di un lavoro e le ore di durata del programma 

occupazionale - erano state dedicate alla consulenza, che era stata prestata 

anche a più ditte nello stesso giorno. Si trattava pertanto di un’attività esplicata 

a pieno titolo e non di consulenze casuali o saltuarie, come verrebbe preteso 

nel ricorso. Non è pertanto credibile l’affermazione che l’istante sarebbe stato 

disponibile per un lavoro a tempo pieno in qualsiasi momento. 

c) La prova comunque evidente che l’idoneità al collocamento era solo parziale 

l’ha fornita l’assicurato stesso, dichiarandosi disposto – malgrado l’invito al 

100% – a seguire il programma occupazionale solo al 50%. Se invece, come 

preteso, l’istante avesse potuto in qualsiasi momento interrompere la 

consulenza per assumere un impiego a tempo pieno, non si capisce il motivo 

per cui ciò non sia stato fatto. Come invece addotto dal ricorrente stesso, il 

lavoro era stato considerato prioritario. Questo conferma però la stabilità della 

scelta operata, la ferma intenzione del ricorrente di iniziare un’attività 

indipendente a pieno titolo e l’evidente interesse a non voler perdere la 

clientela già acquisita. Concludere in queste condizioni all’idoneità al 

collocamento dell’assicurato in ragione del 100% non è proponibile. Anche 

per il periodo prima dell’inizio del programma occupazionale, la situazione del 

ricorrente non può essere considerata diversamente. Se l’istante non ha 

potuto seguire il programma a tempo pieno era perché era impegnato presso 

la propria clientela con la consulenza. Non è contestato che già dal mese di 

aprile del 2005 l’istante avesse effettuato delle consulenze. Non vi sono allora 

motivi per ritenere che l’idoneità al collocamento avrebbe dovuto essere 

diversa prima dell’inizio del programma occupazionale. 

4. In conclusione, la decisione di ritenere l’assicurato idoneo al collocamento in 

ragione del 50% merita in questa sede piena conferma e il ricorso deve essere 

respinto.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto. 

2. La procedura è gratuita.