# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 319cf8c0-05ef-52a3-98ff-f24f077ff541
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 14.12.2004 10.2004.307
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2004-307_2004-12-14.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2004.307

  DA
  2608/2004

  	
  Bellinzona

  14
  dicembre 2004

   

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Damiano Stefani

  
	
   

  
						

sedente con Marco
Agustoni in qualità di segretario, per giudicare

 

	
   

  	
  ACCU 1  ,

  difesa da: DI 1 

  

 

prevenuta colpevole di         1.  infrazione alla Legge federale
concernente la dimora ed il domicilio degli stranieri (soggiorno illegale),

                                             per
avere, a Brusino Arsizio, nel periodo 16 febbraio 2004 - 26 luglio 2004,
soggiornato illegalmente sul territorio svizzero, pernottando presso la dimora
di __________, priva del necessario permesso;

 

                                        2.  contravvenzione alla
Legge federale concernente la dimora ed il domicilio degli stranieri,

                                             per
avere, a Brusino Arsizio, nel periodo 1. ottobre 2002 - 26 luglio 2004, svolto
attività lucrativa, senza essere in possesso del necessario permesso di polizia
degli stranieri;

 

                                             fatti avvenuti nelle
riferite circostanze di tempo e di luogo;

 

                                             reato previsto dall'art.
23 cpv. 1 e 6 LDDS, richiamato l'art. 41 cifra 1 CPS;

 

perseguita                         con decreto d'accusa n. DA 2608/2004
di data 16 agosto 2004 del AINQ 1 che
propone la condanna dell'accusato:

1.      
Alla pena di 10 (dieci) giorni di detenzione sospesa condizionalmente
per un periodo di prova di 2 (due) anni.

2.      
Alla multa di fr. 7'000.-- (settemila), con l'avvertenza che la stessa
deve essere pagata entro 3 mesi ritenuto che in caso di mancato pagamento, sarà
commutata in arresto (art. 49 cifra 3 CPS).

3.      
Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.-- e delle spese
giudiziarie di fr. 50.--.

4.      
La condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata
trascorso il periodo fissato dall'art. 80 CPS, rispettivamente dall'art. 41
cifra 4 CPS;

 

vista                                  l'opposizione interposta
tempestivamente in data 24 agosto 2004 dal difensore;

 

indetto                               il dibattimento 14 dicembre 2004,
al quale hanno partecipato l'imputata, assistita dal proprio difensore, mentre
il Procuratore pubblico ha rinunciato a presenziare postulando la conferma del
decreto d'accusa;

 

accertate                           le generalità dell'accusata, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusata;

 

sentito                               il difensore, il quale
innanzitutto rileva come il decreto d'accusa sia in parte impreciso, in quanto
non indica quale infrazione in ambito lavorativo abbia commesso la sua cliente.
Per quanto attiene l'accusa di soggiorno illegale, egli ritiene che il reato
non sia adempito né dal profilo oggettivo né da quello soggettivo. In effetti,
l'accusata non ha mai soggiornato stabilmente in Svizzera, né lo ha mai voluto,
ma rientrava quasi quotidianamente al suo domicilio in Italia, distante ca. 4
Km dall'abitazione dei suoi datori di lavoro. Per quanto riguarda l'accusa di
esercizio illecito di un'attività lavorativa egli sottolinea come la sua
assistita abbia sempre chiesto ai datori di lavoro di regolarizzare la sua
posizione. A questo proposito, egli invoca anche l'errore sui fatti,
evidenziando i numerosi elementi che permettono di affermare che l'imputata
potesse ritenere che la sua situazione fosse stata sanata. La difesa chiede
pertanto, in via principale, in proscioglimento da entrambi i capi di
imputazione, e, in via subordinata, la condanna della sua cliente alla sola
sanzione pecuniaria, massicciamente ridotta rispetto al decreto d'accusa, in
considerazione della situazione finanziaria e dell'attenuante dei motivi
onorevoli. In conclusione egli protesta tasse, spese e ripetibili;

 

sentita                               da ultima l'accusata;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

 

                                        1.    E'
l'imputata autrice colpevole di:

                                        1.1.  Infrazione
alla Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri
(soggiorno illegale);

                                        1.2.  Contravvenzione
alla Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri;

                                               per
i fatti commessi nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa
n. DA 2608/2004 del 16 agosto 2004?

                                        2.    In
caso affermativo deve, e se sì in che misura, essere modificata la pena
proposta?

                                        3.    L'imputata
può beneficiare della sospensione condizionale dell'eventuale pena privativa
della libertà e, se sì, a quali condizioni?

                                        4.    L'eventuale
condanna deve essere iscritta a casellario giudiziale e a quali condizioni
potrà avvenire la cancellazione?

                                        5.    A chi vanno caricate la
tassa e le spese di giudizio e assegnate ripetibili?

 

letti ed esaminati                gli atti;

preso atto                          che nessuna parte ha chiesto nel
termine di cui all'art. 276 cpv. 2 CPP la motivazione scritta della sentenza,
né ha formulato dichiarazione di ricorso;

 

visti                                   gli art. 23 cpv.1 e 6 LDDS; 9 e
segg., 273 e segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       ai quesiti posti, prendendo atto dei
principi sanciti dalla sentenza DTF 128 IV 117, nonché del fatto che il periodo
di soggiorno imputato all'accusata non supera complessivamente i 6 mesi ed è
stato interrotto quasi quotidianamente dai rientri in Italia della stessa;

 

 

dichiara                           ACCU 1

 

                                        autrice colpevole
di:

                                        contravvenzione
alla Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, art.
23 cpv. 6 LDDS,

                                        per
i fatti compiuti a Brusino Arsizio nel periodo dal 1. ottobre 2002 - 26 luglio
2004 nelle circostanze descritte al punto n. 2 del decreto di accusa
n. DA 2608/2004 del 16 agosto 2004;

 

e la proscioglie                dall'accusa di infrazione alla
Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (soggiorno
illegale), art. 23 cpv. 1 LDDS,

                                        per i fatti descritti al punto
n. 1 del decreto di accusa di cui sopra;

 

 

condanna                         ACCU 1

 

                                        1.  alla multa di fr. 1'000.--;

 

                                        2.  al pagamento delle tasse e
spese giudiziarie di complessivi fr. 400.--;

 

 

ordina                              l'iscrizione della condanna
a casellario giudiziale, che sarà cancellata entro un anno se la condannata
avrà pagato la multa e tenuto buona condotta (art. 49 cifra 4 CPS);

 

 

assegna                           alla condannata il termine di
tre mesi per il pagamento della multa e la avverte che in caso di mancato
pagamento entro il termine la pena sarà commutata in arresto (art. 49 cifra 3
CPS);

 

 

respinge                           la richiesta di
riconoscimento di ripetibili;

 

 

le parti                               sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

   

   

  Ministero pubblico della
  Confederazione, Berna,

   

  

e a:                                   Comando della Polizia cantonale,
Bellinzona,

                                        Sezione esecuzione pene e
misure, Torricella,

                                        Servizio di coordinamento
cantonale in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

                                        Sezione dei permessi e
dell'immigrazione, ufficio giuridico, Bellinzona,

                                        Ufficio dei Giudici
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

 

 

La sentenza è definitiva.

 

 

Il giudice:                                                                                 Il
segretario:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese                    a carico di ACCU 1

 

 

                                        fr.                     1'000.00       multa

                                        fr.                       300.00       tassa
di giustizia

                                        fr.                       100.00       spese
giudiziarie

                                        fr.                     -
200.00       spese di inchiesta

                                        fr.                    1'200.00       totale