# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 954c5ccb-d780-559e-a58e-a86d0b34b779
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.07.2010 32.2010.35
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-35_2010-07-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.35

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  21 luglio
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 2 febbraio 2010
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 dicembre 2009 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
nel 1961, da ultimo attivo in qualità di cameriere/gerente, in data 16 ottobre 2006 ha presentato una domanda volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti a seguito di “cistectomia
radicale con confezione di neovescica ileale ortotopica il 13.04.2006 per
estesissima neoplasia vescicale pT1 pN0 M0 G2” (doc. AI 1-1/13-1).

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI, con decisione del 9 dicembre
2009 (doc. AI 37-1), preavvisata con progetto del 5 agosto 2009 (doc. AI 27-1),
ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurato essendo il grado
d’invalidità dello 0%.

 

                               1.3.   Con ricorso
spedito il 2 febbraio 2010 e pervenuto al TCA il 3 febbraio 2010 l’assicurato
ha contestato la decisione menzionata, asserendo, in buona sostanza, che la
valutazione medica dell’Ufficio AI non sarebbe corretta (doc. I).

 

                               1.4.   Con decreto
del 10 febbraio 2010 il TCA ha assegnato al ricorrente un termine di 15 giorni
per completare il proprio ricorso non adempiendo, lo stesso, ai requisiti di
cui all’art. 3 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
cantonale delle assicurazioni (Lptca) (doc. IV).

 

                               1.5.   RI 1 ha
completato il ricorso il 16 febbraio 2010 (doc. V).

 

                               1.6.   L’UAI, in
risposta, sulla base della valutazione medica del Dr. __________ del SMR, si è
riconfermato nella propria decisione e ha postulato la reiezione integrale del
gravame (doc. VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                               2.2.   Questa Corte
deve verificare la tempestività del ricorso inoltrato da RI 1.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 60 cpv. 1 LPGA, il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione è
esclusa.

                                         Secondo
il capoverso 2, gli articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

                                      

                                         Giusta
l'art. 40 cpv. 1 LPGA il termine legale non può essere prorogato.

 

                                         Secondo
l'art. 39 cpv. 1 LPGA le richieste scritte devono essere consegnate
all'assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo
giorno del termine.

                                         Se la
parte si rivolge a un assicuratore incompetente, si considera che il termine è
stato rispettato (cpv. 2).

 

                                         L'art. 38
cpv. 1 LPGA prevede che se il termine è computato in giorni o in mesi e deve
essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione. 

                                         Una
comunicazione consegnata soltanto contro firma del destinatario o di un’altra
persona autorizzata a ritirarla è considerata avvenuta il più tardi il settimo
giorno dopo il primo infruttuoso tentativo di recapito (cpv. 2bis).

                                         Se
l'ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo
riconosciuto dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno
feriale seguente. È determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o
sede la parte o il suo rappresentante (cpv. 3).

                                         I termini
stabiliti dalla legge o dall'autorità in giorni o in mesi non decorrono dal
settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno successivo alla Pasqua
incluso, dal 15 luglio al 15 agosto incluso, dal 18 dicembre al 2 gennaio
incluso (cpv. 4).

 

                                         Dopo
l'entrata in vigore della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in
relazione all’art. 20 PA, il termine di ricorso in caso di notifica della
decisione durante la sospensione dei termini comincia a decorrere il primo
giorno dopo la scadenza della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STFA 2 novembre
2006 nella causa B. [I 643/06]; Pratique VSI 1998 p. 217, Mosimann, in:
Praktische Anwendungsfragen des ATSG, 2003, pp. 130s).

 

                                         Se
il termine di ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso
tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (cfr. DTF 110
V 37 consid. 2; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr.
9, p. 479).

 

                               2.4.   Un invio
raccomandato è reputato notificato al momento in cui il destinatario l’ha
ricevuto. Nel caso in cui il destinatario non è reperibile e perciò un invito
di ritiro è stato depositato nella sua buca delle lettere o nella sua casella
postale, l’invio raccomandato è considerato notificato al momento in cui
avviene il ritiro; se ciò non avviene entro la scadenza del termine di ritiro,
che è di sette giorni, l’invio si considera notificato allo scadere di questo
periodo (cfr. STFA del 13 settembre 2000 nella causa S., K 125/00; DTF 119 V 94
consid. 4b/aa con riferimenti; Condizioni generali della Posta "Servizi
postali", cifra 2.3.7. dell'edizione dell’aprile 2008). 

 

                                         Generalmente
un secondo invio e la susseguente ricezione non modificano tale risultato. Essi
sono giuridicamente irrilevanti, riservati i casi in cui vada tutelata la buona
fede di un assicurato, come nell’ipotesi in cui la seconda notificazione abbia
luogo prima che sia scaduto il termine originario senza riserve e con
l’indicazione dei rimedi giuridici (cfr. STF C 189/05 del 5 gennaio 2006; I
366/04 del 27 aprile 2005).

 

                                         Con
sentenza 9C_481/2007 del 7 gennaio 2008, pubblicata in DTF 134 V 49, l’Alta
Corte ha, poi, stabilito che la finzione riconosciuta in passato, in
applicazione analogica della giurisprudenza in materia di spedizioni a una
cassetta per le lettere o presso una casella postale, pure in presenza di un
ordine di trattenuta della corrispondenza e secondo la quale un invio
raccomandato si considera notificato al più tardi l’ultimo giorno di un termine
di sette giorni dal suo arrivo all’ufficio postale del destinatario mantiene la
sua validità anche sotto l’imperio del nuovo diritto – ora in analogia all’art.
38 cpv. 2bis LPGA.

 

                                         La
finzione di notifica vale, tuttavia, nell'ipotesi in cui il soggetto di diritto
debba ragionevolmente attendersi, secondo il principio della buona fede,
l'intimazione di un atto.

                                         Pertanto
chi si assenta, pendente una procedura, dal proprio domicilio deve fare in modo
che gli atti connessi possano essergli agevolmente notificati, comunicando
correttamente e tempestivamente il suo nuovo recapito (cfr. DTF 127 I 31
consid. 2; DTF 119 V 94 consid. 4b/aa; DTF 117 V 132
consid. 4a; DTF 116 Ia 92 consid. 2a; STFA del 9 agosto
2001 nella causa G., H 61/00; STFA del 13 febbraio 2001 nella causa S., H
338/00).

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza federale, affinché un atto possa essere ritenuto
notificato, non è necessario che il diretto interessato lo ritiri, a tal fine è
sufficiente che l’atto entri nella sua sfera d’azione (cfr. DTF 122 I 139
consid. 1, pag. 142-144).

 

                                         La
giurisprudenza prevede che chi, pendente una procedura, potendo prevedere con
una certa probabilità la notificazione di un atto dell'autorità, si assenta per
una durata prolungata dal suo indirizzo abituale conosciuto da quest'ultima,
senza preoccuparsi di far inoltrare la posta al nuovo recapito o di informare
l'autorità del nuovo indirizzo o di designare un rappresentante abilitato ad
agire a suo nome durante la sua assenza, deve considerare come valida la
notificazione tentata all'indirizzo abituale (cfr. DTF 107 V189 consid. 2; RCC
1991 pag. 476 consid. 2b; STFA 1° settembre 2003 nella causa R., U 95/03; STFA
del 13 settembre 2000 nella causa S., K 125/00). 

 

                                         Nel caso
di assenza di breve durata - di qualche settimana - è usuale avvertire
l'autorità dinanzi alla quale è pendente una procedura e pregarla di attendere
il proprio rientro prima di emanare una decisione o una sentenza. Questa
comunicazione, formulata tempestivamente, deve essere tenuta in considerazione
dall'autorità secondo il principio della buona fede, a meno che l'assicurato
non tenti tramite tale avviso di arrogarsi un vantaggio che non gli spetta. 

                                         Questa
prassi non è incompatibile con la massima ufficiale e l'obbligo dell'autorità
di condurre la procedura diligentemente. 

                                         Se
l'assicurato, che sta aspettando l'assegnazione di una prestazione, si
allontana dal suo domicilio, mentre è pendente una procedura, informandone
l'amministrazione, cosicché quest'ultima differisce l'emissione della
decisione, egli è comunque responsabile del ritardo della procedura. In simili
circostanze, è indicato che l'amministrazione venga informata anche di
un'assenza di lunga durata, per esempio di qualche mese (cfr. STFA del 14
settembre 2001 nella causa S., K 128/00, consid. 2a; RCC 1991 pag. 476 consid.
2b; RCC 1987 pag. 574 consid. 3b).

 

                                         Al
riguardo cfr. pure RtiD I-2005 N. 45 pag. 172 segg.

 

                               2.5.   Nell'evenienza
concreta occorre, innanzitutto, osservare che RI 1 doveva attendersi
l’emanazione di una decisione da parte dell’UAI, avendo lo stesso, il 31 agosto
2009, inoltrato le proprie osservazioni al progetto di decisione del 5 agosto
2009 con cui l’UAI ha respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurato non
essendo il grado d’invalidità pensionabile (doc. 27-1, 28-1).

 

                                         Il
ricorrente, pertanto, era tenuto a provvedere affinché la decisione potesse
essergli agevolmente notificata (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         In simili
condizioni, questo Tribunale deve concludere che, nel caso in esame, la
decisione dell’UAI del 9 dicembre 2009 è stata correttamente notificata
all’assicurato.

                                         In
effetti il provvedimento menzionato è stato spedito per plico raccomandato l’11
dicembre 2009 (cfr. doc. AI 36-1 e estratto Track & Trace) e non il 7
gennaio 2010 come indica invece RI 1 nel proprio ricorso del 2 febbraio 2010
(doc. I). 

 

                                         Il 14
dicembre 2009 nella buca delle lettere dell’assicurato è stato depositato il
relativo invito di ritiro. La decisione contestata non è, tuttavia, mai stata
ritirata dall’interessato. L’ufficio postale di destinazione, decorso il
periodo di giacenza di sette giorni (cfr. consid. 2.4.), l’ha quindi rinviata
al mittente il 22 dicembre 2009 (doc. AI 36-2 e estratto Track & Trace). La
decisione del 9 dicembre 2009 è poi stata rispedita all’insorgente per posta B
(doc. III).

 

                                         L’ultimo
giorno del termine di giacenza di sette giorni, che definisce il giorno in cui
ha luogo la notifica di una decisione, spedita per raccomandata ma non
ritirata, corrisponde in casu al 21 dicembre 2009.

 

                                         La circostanza
che la decisione del 9 dicembre 2009 sia stata nuovamente spedita
all’assicurato mediante posta semplice si rivela, nel caso in esame,
ininfluente.

 

                                         Risulta,
di conseguenza, che il termine di trenta giorni per ricorrere, in
considerazione dell’interruzione per le ferie giudiziarie dal 18 dicembre al 2
gennaio incluso (art. 11 lett.c Lptca), ha iniziato a decorrere il 3 gennaio
2010 ed è scaduto lunedì 1° febbraio 2010.

 

                                         Entro
questa data, dunque, l'assicurato avrebbe dovuto consegnare l’impugnativa a
questo Tribunale o a un ufficio postale svizzero.

 

                                         Consegnato
alla Posta, per contro, solo martedì 2 febbraio 2010 2010 (cfr. il timbro
postale apposto sulla busta di invio raccomandato, doc. I), il ricorso
dell’insorgente si rivela tardivo.

 

                                         L’impugnativa
dell’assicurato è, perciò, irricevibile.

 

                               2.6.   Va peraltro
sottolineato, a titolo abbondanziale, che anche qualora fosse stato ricevibile
il ricorso avrebbe dovuto essere respinto nel merito. In effetti, il perito del
SMR, Dr. __________, si è espresso chiaramente sia per quanto riguarda la
diagnosi delle patologie di cui soffre il ricorrente sia in merito alla
capacità lavorativa residua, e la sua valutazione non è stata contestata
validamente da altri specialisti. Il ricorrente infatti non ha prodotto la
benché minima documentazione medica che potesse contrastare la valutazione
dell’amministrazione.

 

                               2.7.   L’assicurato
nell’intestazione del proprio allegato ricorsuale ha indicato “domanda di
assistenza giudiziaria” senza tuttavia sviluppare, né tantomeno documentare
tale richiesta.

 

                                         Questa
Corte rileva al riguardo che la presente vertenza doveva apparire, dopo un
esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al momento della
presentazione del ricorso, in quanto le prospettive di esito favorevole erano
considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa. 

 

                                         Non
essendo soddisfatto il requisito della probabilità di esito favorevole la
domanda di assistenza giudiziaria va in ogni caso respinta (cfr. anche art. 14
cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con riferimenti).

 

                               2.8.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

                                   2.   Le spese di
procedura per fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente   

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni
dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti