# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 88d7993b-1b72-55c5-856f-4df943fed050
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-11-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 25.11.1998 15.1998.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-19_1998-11-25.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00019

  	
  Lugano

  25 novembre 1998 /FP/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 9 febbraio 1998 di

 

                                         __________

                                         patr. dall’ avv.
__________

 

 

                                         contro

 

l’operato dell’UEF di
Bellinzona nell’esecuzione n. __________ promossa nei confronti del ricorrente
da

 

                                         __________

 

 

richiamata l’ordinanza
presidenziale 13 febbraio 1998, con la quale al ricorso è stato concesso
l’effetto sospensivo;

 

viste le osservazioni 12 marzo 1998 dell’UEF
di Bellinzona                     

 

esaminati atti e documenti;

 

 

 

 

 

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                     A.   La
__________ ( in seguito __________) procede nei confronti di __________ per
l’incasso del proprio credito.

 

                                  B.   Il 15 settembre 1995 l’UEF
di Bellinzona ha pignorato l’autovettura Toyota Corolla Wagon 4 WD di proprietà
dell’escusso.

 

                                  C.   Il 2 febbraio 1998,
avendo fissato la vendita per il 12 marzo 1998, l’Ufficio ha diffidato il
debitore ad essere presente il 9 febbraio 1998 per la visione dei beni
pignorati.

 

                                  D.   Contro tale avviso si
è aggravato con ricorso 9 febbraio 1998 __________ sostenendo di non essere
debitore nei confronti della __________. Infatti il debito sarebbe stato
contratto dalla ex moglie, la quale in sede di divorzio si sarebbe riconosciuta
debitrice nei confronti del marito per l’importo di fr. 30’000.--. Il
ricorrente chiede quindi che la procedura esecutiva venga annullata, in quanto
la __________, pur essendo a conoscenza di tali fatti, si rifiuta di ritirare
il precetto esecutivo fatto spiccare nei confronti di __________.

 

                                  E.   Delle osservazioni dell’UEF
di Bellinzona si dirà, se del caso, in seguito. 

 

Considerando 

 

in diritto:                  1.   Per l’art. 116 cpv. 1 LEF
il creditore può domandare la realizzazione dei beni mobili, crediti e altri
diritti pignorati non prima di un mese né più tardi di un anno dal pignoramento
e, quando si tratti di fondi, non prima di sei mesi né più tardi di due anni
dal pignoramento. La domanda di realizzazione può anche essere formulata
oralmente ( cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, SchKG, Zurigo 1997, n. 15 ad art.
116). Il termine per domandare la realizzazione comincia a decorrere dal
momento del pignoramento e non dalla sua comunicazione al creditore (DTF 115
III 109). L’esecuzione è perenta se la domanda di realizzazione non é stata
fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più rinnovata (art. 121 LEF).
Sulla domanda del debitore la realizzazione si può fare anche prima che il
creditore sia autorizzato a richiederla (art. 124 cpv. 1 LEF).

 

                                   2.   Nel caso di specie
la __________ ha domandato la vendita dei beni pignorati il 20 luglio 1996, quindi
entro un anno dal pignoramento eseguito il 19 settembre 1995. L’avviso di
ricezione della domanda di vendita è stato notificato al debitore il 2 agosto
1996, mentre l’avviso d’incanto gli è stato trasmesso il 21 gennaio 1998.

                                         Orbene a prescindere dal
fatto che tali atti esecutivi sono cresciuti in giudicato, non essendo stati
impugnati dal debitore, l’operato dell’UEF di Bellinzona deve essere ritenuto
corretto. Le allegazioni del ricorrente concernono questioni di merito che
sfuggono al potere di cognizione di questa Camera. Abbondanzialmente va
rilevato che la volontà della creditrice __________ di proseguire l’esecuzione
nei confronti del ricorrente emerge chiaramente dalla lettera 12 gennaio 1998
indirizzata all’UEF di Bellinzona, nella quale si chiedono informazioni sullo
stadio di avanzamento della procedura. 

 

                                   3.   Ne consegue la
reiezione del ricorso.

                                         Non si prelevano spese (art.
20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano
indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di
diritto federale.

 

 

Richiamati gli art. 116, 121 e124 LEF

 

pronuncia:              1.   Il ricorso  9 febbraio 1998 di
__________, è respinto

 

                                   2.   Non si prelevano
spese, né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Contro questa
decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei
fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art.
19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione a:

                                         - __________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria