# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b9c27b06-aef0-5a2a-a0cd-a92343c31c91
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-09-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 08.09.1998 80.1998.175
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1998-175_1998-09-08.html

## Full Text

Incarto n.

  80.98.00175

  	
  Lugano

  8 settembre 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente della
  Camera di diritto tributario 

  del Tribunale d'appello

  
	
  Giudice
  Alessandro Soldini

  
	
   

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Andrea
  Pedroli

  

 

statuendo
sul ricorso del 20 luglio 1998

 

in
materia di:                 diffida e multa disciplinare

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________ __________ __________,
  __________ __________,

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                     -   che, non avendo la
__________ __________ __________ __________ inoltrato la dichiarazione fiscale
1996 nel termine prorogato dall’autorità fiscale, l'Ufficio di tassazione delle
persone giuridiche (UTPG) la richiamava in data 8 gennaio 1998 e, dopo
un’ulteriore proroga del termine fino al 30 aprile, la diffidava con decisione
del 14 maggio 1998, avvertendola che, in caso di inosservanza degli obblighi di
collaborazione entro 10 giorni, le avrebbe inflitto una multa;

 

                                     -   che, in seguito al mancato
inoltro della dichiarazione fiscale, con decisione del 4 giugno 1998 l’autorità
di tassazione infliggeva alla contribuente una multa disciplinare di fr. 100.–,
rinnovando la diffida a presentare la documentazione richiesta entro 10 giorni;

 

                                     -   che la società
contribuente impugnava la decisione citata nonché quella relativa alla tassa di
diffida di fr. 30.– con reclamo del 10 giugno 1998, attribuendo la responsabilità
dell’inadempienza al proprio ufficio di revisione;

 

                                     -   che l’UTPG respingeva i
gravami con decisione del 22 giugno 1998, nella quale rilevava che la
contribuente aveva lasciato scadere il termine prorogato ben 5 volte e che essa
non poteva certo sottrarsi alla responsabilità invocando una negligenza
dell’ufficio di revisione;

 

                                     -   che, con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, postula nuovamente l’annullamento
della tassa di diffida e della multa disciplinare, ribadendo che la responsabilità
è da ascrivere esclusivamente al precedente ufficio di revisione, che avrebbe
ostacolato l’adempimento degli obblighi di collaborazione già nel periodo
fiscale precedente, ed al nuovo ufficio incaricato della revisione dei conti
dell’esercizio 1996; 

 

                                     -   che, conformemente all’art.
26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e penale del 24 novembre
1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto tributario decide
nella composizione di un Giudice unico la presente causa, che non pone
questioni di principio e non è di rilevante importanza;

 

                                     -   che chiunque, nonostante
diffida, viola intenzionalmente o per negligenza un obbligo che gli incombe
giusta la LT e la LIFD oppure una disposizione presa in applicazione di queste
ultime, in particolare non consegna la dichiarazione d'imposta o gli allegati,
non adempie all'obbligo di fornire attestazioni, informazioni o comunicazioni,
viola gli obblighi che gli incombono come erede o terzo nella procedura di
inventario, è punito con la multa di fr. 1'000.– al massimo e, in casi gravi o
di recidiva, di fr. 10'000.– al massimo (artt. 257 LT 1994 e 174 LIFD);

 

                                     -   che, perché l'autorità
fiscale possa infliggere una multa, devono quindi essere realizzate due
distinte condizioni:

                                         •  l'una
soggettiva, che consiste nella colpa del contribuente, vale a dire in
una sua azione o omissione intenzionale o per semplice negligenza:

                                         •  e
l'altra oggettiva, vale a dire la diffida che l'autorità fiscale deve
rivolgere al contribuente invitandolo a collaborare (cfr. Pedroli, Le
norme penali della nuova legge svizzera sull'im-posta federale diretta, in Rivista
trimestrale di diritto penale dell'economia, n. 2/3 - 1995, p. 766; Idem,
Le norme penali delle nuove leggi sulle imposte dirette, in RDAT II-1996
p. 483; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer,
Zurigo 1995, p. 472);

 

                                     -   che il Tribunale federale
ha recentemente precisato che la multa per violazione di obblighi di procedura
da parte del contribuente non rappresenta un mero mezzo coercitivo
dell'amministrazione ma presenta anche carattere penale, sicché il contribuente
può essere punito anche se compie l'atto ordinato dall'autorità solo dopo la
scadenza del termine impartitogli (RF 51/1996 p. 481 = StE 1997 B
101.1 n. 9);

 

                                     -   che, nel caso in esame,
non può esservi dubbio sul fatto che la ricorrente abbia commesso una
violazione delle disposizioni citate, non avendo ottemperato all’obbligo di collaborare,
neppure dopo la diffida del 14 maggio 1998;

 

                                     -   che neppure l’affermazione
secondo cui la ricorrente aveva chiesto all’autorità fiscale una proroga fino
al 30 maggio mentre l’UTPG gliene ha concessa una limitata al 30 aprile 1998,
porta ad una diversa conclusione, tanto più che ella aveva già ricevuto ben
quattro proroghe del termine ed i contribuenti non hanno alcuna pretesa ad ottenere
tante proroghe quante ne desiderano (Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer,
2a ediz., vol. III, Basilea 1992, p. 70); 

 

                                     -   che, infatti, un’istanza
di proroga in sé non produce alcun effetto sulla decorrenza di un termine
stabilito dalla legge né l’autorità fiscale ha l’obbligo di prolungare i
termini conformemente ai desideri o ai bisogni dei contribuenti; 

 

                                     -   che, del resto, la
dichiarazione fiscale è infine stata inoltrata solo il 16 luglio 1998, quindi
ben oltre la scadenza del termine di proroga proposto dalla ricorrente stessa;

 

                                     -   che ancor meno pertinenti
sono gli argomenti relativi alla responsabilità dei revisori, che avrebbero
ostacolato la ricorrente nell’adempimento tempestivo dei propri obblighi di
collaborazione, per il semplice fatto che si tratta di una questione che interessa
solo i rapporti fra contribuente e suoi mandatari;

 

                                     -   che, del resto, anche in
caso di rappresentanza contrattuale, né la LIFD né la nuova LT, entrate in
vigore il 1° gennaio 1995, consentono più al contribuente, a differenza delle
precedenti normative federale e cantonale (cfr. art. 130 cpv. 3 DIFD, applicabile
in virtù del rimando di cui all'art.  131 cpv. 3; art. 208 cpv. 2 LT 1976), di
evitare la sanzione, provando che egli non poteva impedire l'infrazione
d'ordine o impedirne gli effetti (cfr. Stähli, Die Rechtsstellung des Steuervertreters,
Berna/Stoccarda/Vienna 1994, p. 184; Circolare della Divisione cantonale
delle contribuzioni n. 12/1995, del 1° dicembre 1994, n. 4.3);

 

                                     -   che il ricorso deve
pertanto essere respinto e la decisione impugnata confermata;

 

                                     -   che la presente decisione
non entra nel merito del ricorso per quanto concerne invece la tassa di
diffida, per il fatto che la decisione su reclamo impugnata si riferisce
esclusivamente alla multa disciplinare, ragione per cui si deve ritenere che
l’autorità fiscale debba ancora pronunciarsi sul reclamo concernente la tassa
di diffida;

 

                                     -   che, visto l’esito del
ricorso, la tassa di giustizia e le spese sono a carico della ricorrente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    100.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr.    180.–

                                         sono a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

per
la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il
presidente:                                                          Il
Segretario: