# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6a41c8a5-af8d-57dc-bdcd-8f4e343d5470
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.05.2010 D-3152/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3152-2010_2010-05-11.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3152/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 1 1  m a g g i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione di Bendicht Tellenbach, giudice;
cancelliere Carlo Monti;

A._______, nato il (...),
B._______, nata il (...),
C._______, nato il (...),
D._______, nata il (...),
Macedonia,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 28 aprile 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3152/2010

Visti:

la domanda d'asilo che gli interessati hanno presentato in data (...) in 
Svizzera;

i verbali d'audizione di A._______ del 26 marzo e del 22 aprile 2010;

i verbali d'audizione di B._______ del 26 marzo e del 22 aprile 2010;

i verbali d'audizione di C._______ del 12 e del 23 aprile 2010;

i verbali d'audizione di D.________ del 12 e del 23 aprile 2010;

le segnalazioni di casi medici del 25 marzo 2010 e del 29 marzo 2010, 
nonché  i  rapporti  medici,  rispettivamente  del  25 marzo 2010  del  Dr. 
med.  E._______;  del  29 marzo 2010  della  Dr.essa  F._______;  del 
6 aprile 2010, come pure le fotocopie delle radiografie;

la decisione dell'UFM del 28 aprile 2010, notificata ai richiedenti il me-
desimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del 3 maggio 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 4 maggio 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo federale (TAF) in 
data 5 maggio 2010;

lo scritto dei ricorrenti del 10 maggio 2010 con relativi allegati;

gli ulteriori fatti che, se del caso, verranno ripresi nei considerandi che 
seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

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che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 
inferiore,  sono  particolarmente  toccati  dalla  decisione  impugnata  e 
vantano un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modi-
ficazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che sono pertanto 
legittimati ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che con il gravame, il ricorrente può far valere la violazione del diritto 
federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento; 
l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti e 
l'inadeguatezza (art. 106 cpv. 1 LAsi);

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi d'asilo, gli interessati hanno 
dichiarato di essere d'etnia rom e cittadini della Macedonia con ultimo 
domicilio  a  G._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del  26 marzo 2010, 
pagg. 1 e 2 [A._______]) e di essere espatriati per maltrattamenti per-
petrati  dagli  albanesi  a  causa  della  loro  etnia  rom;  che  la  signora 
B._______ ha dichiarato di essere stata costretta da cinque uomini al-
banesi a salire su di un'automobile, i quali l'avrebbero portata in un ri-
postiglio in un villaggio vicino e avrebbero abusato di lei sessualmente 
(cfr. verbale d'audizione del 26 marzo 2010, pagg. 5 e 6  [B._______]); 
che ella ha inoltre affermato di essere stata violentata in una seconda 
occasione, pochi giorni prima dell'espatrio, da tre uomini albanesi che 
avrebbero fatto irruzione nel suo domicilio (cfr. verbale d'audizione del 
26 marzo 2010, pag. 7  [B._______]); che il signor A._______ ha alle-
gato di avere subito persecuzioni e minacce dovute alla propria appar-
tenenza e a quella del proprio padre al partito politico H._______(cfr. 
verbale d'audizione del 26 marzo 2010, pag. 5  [A._______]); che egli 
avrebbe accompagnato la moglie al comando di polizia per sporgere 
denuncia contro gli stupratori, e di essere stato prelevato da alcuni po-
liziotti la notte seguente alla denuncia e condotto alla centrale di poli-
zia,  venendo  poi  detenuto  e  picchiato  fino  alle  cinque  del  mattino 

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(cfr. ibidem,  pag. 6);  che  D._______,  la  figlia  dei  ricorrenti,  sarebbe 
stata percossa di sovente da bambini albanesi più grandi di lei, ed in 
particolare in un'occasione essi l'avrebbero legata ad un rubinetto ap-
plicandole  del  nastro  adesivo  sulla  bocca  abbandonandola  così  per 
ore  (cfr. verbale  d'audizione del  12 aprile 2010,  pag. 4  [D._______]); 
che anche C._______ ha dichiarato di essere stato più volte picchiato 
da  alcuni  bambini  albanesi,  venendo  ferito  una  volta  al  ginocchio, 
come attesterebbe la copia della radiografia depositata; che detti bam-
bini avrebbero inoltre soventemente rubato a D._______ e C._______ i 
soldi del pranzo e sputato nei loro panini obbligandoli poi a mangiarli 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  12 aprile 2010,  pag. 5  [D._______]  e 
pagg. 4 e 5 [C._______]);  che,  infine, la  famiglia  A._______ sarebbe 
espatriata ad inizio marzo 2010, recandosi a I._______ e ripartendovi 
in data (...), viaggiando su di un furgone e giungendo in Svizzera il (...) 
(cfr. verbale d'audizione del 26 marzo 2010, pag. 7 [A._______]);

che, nella decisione impugnata l'UFM ha constatato, da un lato, che il 
Consiglio  federale  in  data  25 giugno 2003  ha  inserito  la  Macedonia 
nell'elenco dei Paesi sicuri e, dall'altro ha ritenuto che le allegazioni in 
materia d'asilo presentate dai richiedenti sarebbero contraddittorie ed 
illogiche, di modo che non emergerebbero dalle carte processuali degli 
indizi d'esposizione degli interessati a persecuzioni in caso di rientro in 
patria; che, infatti, il signor A._______ si sarebbe contraddetto sul nu-
mero di agenti di polizia che l'avrebbero percosso e su come egli si sa-
rebbe in seguito recato all'ospedale, ed inoltre egli avrebbe fornito due 
versioni discordanti riguardanti chi l'avrebbe contattato per avvertirlo di 
ciò che sarebbe accaduto alla figlia e non avrebbe accennato durante 
la prima audizione alla distruzione della propria abitazione; che la si-
gnora B._______ si sarebbe contraddetta per ciò che concerne gli stu-
pri subiti; che, inoltre, l'autorità inferiore ritiene che non vi sarebbero 
albanesi a G._______, poiché vicina al confine con la Bulgaria; che, 
infine, l'UFM ha ritenuto che non risulterebbero dagli atti problemi me-
dici che non possano essere curati in patria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure 
pronunciato l'allontanamento degli interessati dalla Svizzera e l'esecu-
zione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile;

che,  nel  ricorso,  gli  insorgenti  hanno  ribadito  la  verosimiglianza  dei 
propri motivi d'asilo, ed hanno allegato che la traduzione dei loro moti-

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vi d'asilo sarebbe stata lacunosa, poiché le loro dichiarazioni sarebbe-
ro state essenzialmente riassunte, e dunque vi  mancherebbero parti 
importanti del racconto; che, a riguardo delle contraddizioni sollevate 
dall'UFM, essi dichiarano che si dovrebbe innanzitutto considerare la 
difficoltà di esporre i fatti drammatici a loro accaduti e contestano che 
vi  siano effettivamente state delle incongruenze nelle versioni  fornite 
nei rispettivi verbali, ed in particolare essi ribadiscono che G._______ 
sarebbe  effettivamente  abitata  anche  da  albanesi;  che,  infine,  con-
siderando che la casa dei ricorrenti sarebbe stata distrutta ed essi con 
la partenza avrebbero inoltre perso i propri posti di lavoro, e visti i pro-
blemi di salute dei figli  e della signora B._______, un rinvio sarebbe 
impossibile, non ragionevolmente esigibile né ammissibile;

che, in conclusione, i ricorrenti hanno chiesto, in via principale, l'annul-
lamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa 
all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito della domanda 
d'asilo; in subordine la concessione dell'ammissione provvisoria, con-
giuntamente  hanno presentato  una domanda di  dispensa dal  versa-
mento dell'anticipo equivalente alle presumibili spese processuali;

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una doman-
da d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio fe-
derale ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a 
meno che non risultino indizi di persecuzione;

che, da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale in-
serisce un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione d’assenza di persecuzioni in detto Paese;

che incombe al richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per 
quanto attiene alla sua situazione personale;

che la nozione d’indizi di persecuzione ai sensi dell’art. 34 cpv. 1 LAsi 
va intesa in  senso lato, comprendendo non soltanto i  seri  pregiudizi 
previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione dell’allonta-
namento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili all'agire umano (Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18);

che peraltro, per ammettere l'esistenza di  indizi  di  persecuzione che 
implicano l'entrata nel merito di una domanda d'asilo, vale un grado di 
verosimiglianza ridotto (GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3, pag. 247);

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che,  visto  l'inserimento  della  Macedonia  con  decisione  del  25 giu-
gno 2003 a partire dal 1° agosto 2003 da parte del Consiglio federale 
nel novero dei Paesi esenti da persecuzioni, sussiste una presunzione 
d'assenza di persecuzioni in detto Paese;

che, nella fattispecie, i ricorrenti non sono riusciti ad invalidare la pre-
sunzione d'assenza di persecuzioni, posto che le allegazioni agli atti di 
causa non sono tali ai sensi dell'asilo; 

che i ricorrenti non hanno presentato, all'infuori di generiche censure, 
argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione; 

che le allegazioni decisive in materia di asilo si esauriscono in mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedi-
mento litigioso pur tenendo conto di un grado di verosimiglianza ridot-
to;

che, in particolare, il signor A._______ ha dichiarato durante la prima 
audizione che alla centrale di polizia sarebbe stato percosso da cinque 
o sei agenti con il volto coperto, di essere quindi stato rilasciato verso 
le cinque del mattino e di essersi recato in taxi da un medico (cfr. ver-
bale d'audizione del  26 marzo 2010,  pag. 6  [A._______]),  tuttavia,  in 
seguito,  egli  ha  allegato  di  non  sapere  quantificare  il  numero  degli 
agenti  che  l'avrebbero  picchiato,  e  di  essersi  recato,  una  volta  ri-
lasciato, a casa in taxi, e dopodiché la moglie l'avrebbe accompagnato 
in ospedale, ove gli sarebbe stata fatta la radiografia toracica da lui al-
legata (cfr. verbale d'audizione del 22 aprile 2010, pag. 6 [A._______]); 
che oltre alle  dichiarazioni  inverosimili  appena citate, vi  è  da sottoli-
neare che la radiografia toracica è sprovvista di nome così come an-
che quella che, secondo il ricorrente, sarebbe di C._______;

che egli ha asserito di essere membro del partito politico H._______ 
come suo padre, ma, quando interrogato sul significato di H._______ il 
ricorrente  si  è  limitato  dapprima  a  dichiarare:  "H._______  vuol  dire 
partito"  ed  in  seguito  "il  partito  socialdemocratico  è  H._______ 
(cfr. verbale d'audizione del 22 aprile 2010, pagg. 7 e 8  [A._______]); 
che egli durante la prima audizione non ha accennato a quanto fatto 
valere durante la seconda, ossia che in seguito ad un attacco perpe-
trato da persone non precisate, l'abitazione in cui egli risiedeva con la 
propria  famiglia  sarebbe  stata  distrutta  (cfr. verbale  d'audizione  del 

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22 aprile 2010, pag. 3  [A._______]); che la signora B._______ ha di-
chiarato in un primo tempo di essere stata prelevata dai suoi stupratori 
"tre mesi fa. Ignoro il mese in cui è successo" (cfr. verbale d'audizione 
del 26 marzo 2010, pag. 6 [B._______]), ma, durante la seconda audi-
zione, ella ha asserito di essere stata rapita durante l'estate (cfr. ver-
bale d'audizione del 22 aprile 2010, pag. 4  [B._______]); che, inoltre, 
durante l'audizione sulle generalità ella ha allegato di essere stata stu-
prata una seconda volta, infatti tre uomini si sarebbero introdotti nella 
sua abitazione e, mentre due la tenevano ferma, il terzo avrebbe abu-
sato di lei sessualmente per circa un'ora (cfr. verbale d'audizione del 
26 marzo 2010, pag. 7  [B._______]); che, invece, nella seconda audi-
zione l'insorgente non ha neppure accennato a tale evento, e, quando 
interrogata a proposito, ella ha semplicemente asserito di essere con-
fusa ed ha ribadito "è giusto. Questo era giusto, erano in tre e mi han-
no stuprata"; si osserva inoltre che, oltre alla spiegazione vaga ed illo-
gica, se davvero la ricorrente avesse subito un'esperienza così trau-
matica, a maggior ragione avrebbe dovuto accennarne anche durante 
l'audizione sui motivi d'asilo; che la signora B._______ ha dapprima di-
chiarato di essersi recata alla polizia insieme alla figlia per denunciare 
anche il  secondo stupro  (cfr. verbale d'audizione del  26 marzo 2010, 
pag. 7  [B._______]), ciò nonostante ella ha in seguito allegato di non 
aver  sporto  denuncia  (cfr. verbale  d'audizione  del  22 aprile 2010, 
pag. 6 [B._______]); 

che, inoltre, i  ricorrenti non hanno prodotto alcun documento atto ad 
attestare la denuncia sporta dalla ricorrente per entrambi gli stupri su-
biti; 

che gli interessati non hanno saputo controbattere a quanto contenuto 
nella decisione predetta, se non limitandosi a confermare le proprie al-
legazioni e comunque senza fornire alcuna spiegazione attendibile; 

che nemmeno i documenti allegati con scritto del 10 maggio 2010 pen-
dente istanza dinanzi a questo Tribunale costituiscono elementi decisi-
vi per giungere a diversa conclusione rispetto a quella a cui è giunta 
l'autorità inferiore circa i motivi di asilo invocati;

che, in conclusione, le allegazioni  dei  ricorrenti  non sono state rese 
verosimili;

che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere 
seri pregiudizi ai sensi degli art. 3 e 18 LAsi;

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che non emergono dalle carte processuali neppure elementi da cui de-
sumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli insorgenti in Mace-
donia  possa  violare  l'art.  25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli  stranieri (LStr, 
RS 142.20) o esporre i ricorrenti in patria al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, premesso ciò,  quanto agli  ostacoli  all'esecuzione dell'allontana-
mento riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Ma-
cedonia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o 
violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella 
totalità del territorio nazionale;

che, nel caso di specie, non risultano manifestamente esservi indizi di 
persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi;

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

che i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 e 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'ordinanza 1 sull'a-
silo  relativa  a  questioni  pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi 1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21);

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dei 
ricorrenti; vista la giovane età e l'esperienza lavorativa quale operaio 
del signor A._______ e di donna delle pulizie della signora B._______, 
e ritenuta l'inverosimiglianza dei motivi d'asilo, si può partire dal pre-
supposto che gli insorgenti dispongano in patria di una rete sociale;

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che gli insorgenti non hanno tanto meno preteso nel gravame di soffri-
re di gravi problemi di salute che possano giustificare la loro ammissio-
ne provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici; 

che, infatti, quo ai problemi di salute dei figli dei signori A._______, vi 
è  da  evidenziare  che  C._______  presenta  un'angina streptococcica, 
definita come bagatella  (cfr. atto A10/1)  con una terapia prescritta  a 
base di dafalgan e di sciroppo Amoxicillina; D._______ presenta una 
linfoadenite  infettiva,  pure  definita  come  bagatella  (cfr.  atto  A9/1)  e 
deve seguire una cura di antibiotici per la durata di dieci giorni; quanto 
alla signora B._______, si rileva che essa ha lamentato un dolore tora-
cico ma che non è stata in grado, neppure nel ricorso, di chiarire quale 
sia stata la diagnosi medica di tali sintomi;

che dai certificati medici allegati pendente causa dinanzi a questo Tri-
bunale non si  evincono elementi  per giungere a diversa conclusione 
alla quale è giunta l'autorità inferiore;

che non vi è dunque ragione di ritenere che i ricorrenti non possano ri-
cevere le cure necessarie in patria;

che, se date le  condizioni,  in relazione ai  mezzi  finanziari  necessari 
per accedere alle cure mediche, il TAF segnala che i ricorrenti hanno 
la  facoltà  di  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  del-
l'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi;

che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente rite-
nuto  siccome  ammissibile  e  ragionevolmente  esigibile  l'esecuzione 
dell'allontanamento;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr); che i ricorrenti, usando la necessaria diligenza, potranno 
procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art.  8 
cpv. 4 LAsi); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure pos-
sibile;

che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il  gravame va disatteso e la querelata decisione confer-
mata;

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che, il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori-
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti 
giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 
106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in 
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art. 83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del TAF, entro un termi-
ne di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Centro di registrazione e di procedura di Chiasso (via fax e 

per  corriere interno con allegato l'incarto  N (...),  con preghiera di 
notificare la sentenza al  ricorrente e di  ritornare l'avviso di  ricevi-
mento allegato al Tribunale amministrativo federale)

- J._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione: 

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