# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e33d69da-69cd-55e4-8325-5d042dadb1b9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-02-18
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 18.02.2005 S 2004 172
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2004-172_2005-02-18.pdf

## Full Text

S 04 172

1a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

SENTENZA
del 18 febbraio 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente assegni di formazione

1. …, 1970, fino al 30 settembre 2003 impiegata quale assistente d’esercizio 

presso l’Azienda svizzera delle PTT, faceva valere il diritto all’indennità di 

disoccupazione a partire del 1. ottobre 2003. Il 29 giugno 2004, la disoccupata 

introduceva formale domanda per assegni, avendo intenzione di iniziare una 

formazione di un anno come assistente di cura presso la … di ... 

2. Con decisione 20 luglio 2004 la richiesta veniva respinta, poiché l’assicurata 

non era reputata priva di una formazione di base. Presso l’Azienda svizzera 

delle PTT, la petente avrebbe infatti assolto il tirocinio di assistente 

d’esercizio. La tempestiva opposizione, nella quale veniva comprovata la 

qualifica puramente interna della formazione di cui beneficerebbe l’assicurata, 

veniva respinta con decisione 12 novembre 2004. A motivo della conferma 

della decisione di rifiuto, l’Ufficio per l’industria, arti e mestieri e lavoro dei 

Grigioni (UCIAML) adduceva la mancata richiesta sul mercato del lavoro di 

posti in qualità di aiuto infermiera e il prevalente interesse personale della 

petente a seguire la formazione di assistente di cura. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 23 

novembre 2004, l’assicurata postulava il riconoscimento degli assegni per 

formazione. Contrariamente al parere dell’ufficio convenuto, a … si sarebbero 

recentemente resi disponibili almeno tre nuovi posti di lavoro. La formazione 

di aiuto infermiera sarebbe poi comunque un buon punto di partenza anche 

per andare a lavorare nel vicino Cantone Ticino, poiché attualmente tale 

formazione di base sarebbe il presupposto minimo per l’assunzione in 

qualsiasi nosocomio. Del tutto infondate sarebbero poi le allusioni al puro 

interesse personale alla formazione anche solo in considerazione del fatto che 

presso il precedente datore di lavoro l’assicurata avrebbe mensilmente 

guadagnato fr. 5'500.-- mentre, anche dopo la formazione in atto, lo stipendio 

di una aiuto infermiera non sarebbe che di fr. 3'500.--. 

4. Nella presa di posizione sul ricorso, l’UCIAML chiedeva la reiezione del 

ricorso per i motivi già esposti nella decisione su opposizione. In particolare, 

l’ufficio non considerava che la formazione alla quale si stava sottoponendo 

l’assicurata potesse accrescerne l’idoneità al collocamento.

5. Il 4 gennaio 2005, la … certificava, su richiesta del Tribunale, la possibilità di 

un’eventuale assunzione futura della ricorrente. Dal canto suo, l’ufficio 

convenuto rinunciava a duplicare. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l’art. 1a cpv. 2 della legge federale su l’assicurazione contro la 

disoccupazione e l’indennità per insolvenza (LADI), la legge si prefigge di 

prevenire la disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e di 

favorire la reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro. A questo 

fine la LADI ha previsto agli art. 59 ss i provvedimenti inerenti al mercato del 

lavoro (PML). Gli stessi sono volti a promuovere la reintegrazione di 

assicurate il cui collocamento è reso difficile da motivi inerenti al mercato del 

lavoro. Tali provvedimenti devono in particolare migliorare l’idoneità al 

collocamento delle persone assicurate in modo da permettere loro una rapida 

e durevole reintegrazione (art. 59 cpv. 2 lett. a LADI). Tra le prestazioni che 

la legge prevede in caso di partecipazione a PML l’art. 59b cpv. 3 lett. a 

annovera gli assegni di formazione. Giusta l’art. 60a LADI, l’assicurazione può 

concedere assegni per una formazione di una durata massima di tre anni alle 

persone disoccupate che hanno almeno 30 anni e non dispongono di una 

formazione professionale completa o hanno notevoli difficoltà nel trovare un 

impiego nell’ambito della loro professione (cpv. 1). Gli assegni di formazione 

sono accordati unicamente qualora vi sia un contratto di formazione che 

prevede un programma di formazione e un corrispondente attestato al termine 

della formazione (cpv. 4). 

2. Anche se non più apertamente, all’istante viene in primo luogo opposta 

l’esistenza di una formazione professionale completa. La tesi non merita 

protezione. Come l’assicurata ha saputo debitamente dimostrare, tra il 1993 

e il 1994 essa svolgeva una riqualifica interna presso l’Azienda svizzera delle 

PTT. Al termine di tale formazione, l’assicurata otteneva l’attestato 

d’assistente d’esercizio che però è riconosciuto solo all’interno dell’azienda e 

non a livello federale come un regolare tirocinio di lavoro. In queste condizioni 

non è dato considerare che la formazione di cui dispone l’istante sia una 

formazione professionale completa. Con gli assegni di formazione si vuole 

accrescere le possibilità di inserimento sul mercato del lavoro di quelle 

persone che, non disponendo di alcuna formazione professionale specifica, 

sono difficilmente collocabili. Propriamente dal punto di vista dalla 

collocabilità, non è oggettivamente sostenibile che una semplice formazione 

interna ad una ditta - formazione che per definizione stessa è settoriale e 

soddisfa quindi in primo luogo le peculiarità proprie di un determinato datore 

di lavoro - possa offrire all’assicurata le stesse possibilità di inserimento nel 

mondo del lavoro come un normale tirocinio o comunque una formazione 

riconosciuta a livello cantonale o federale. Del resto, già la durata stessa della 

formazione non permette confronti del genere. Per questo non è nella 

fattispecie ammissibile ritenere la petente già in possesso di una formazione 

professionale completa per negarle il diritto agli assegni di formazione.

3. Per l’ufficio convenuto, la nuova formazione non sarebbe comunque atta a 

migliorare l’idoneità al collocamento dell’assicurata, non essendo disponibile 

attualmente alcun posto come aiuto infermiera. Anche questa allegazione non 

merita protezione. Per chi conosce la realtà locale del luogo di domicilio e di 

quello di lavoro dell’assicurata è fuori discussione che i tre istituti di cura della 

regione (due case per anziani e una clinica) siano da anni degli apprezzati 

datori di lavoro, soprattutto per manodopera femminile. Il fatto che 

recentemente siano state assunte tre nuove aiuto infermiere nei due istituti di 

cura del comune sul territorio del quale opera pure l’istante non permette certo 

di concludere che non esistano delle buone possibilità per la ricorrente di 

trovare un’occupazione al termine della formazione. Tali ottime possibilità 

vengono del resto pure confermate dall’attuale datrice di lavoro che ventila la 

possibilità di un’assunzione della dipendente a formazione ultimata. 

Pretendere, come sembra fare l’ufficio convenuto, che l’istante debba già aver 

in mano un contratto di lavoro non trova alcun riscontro nelle condizioni poste 

dalla normativa federale per l’attribuzione degli assegni di formazione e va 

decisamente oltre quanto si possa ragionevolmente esigere dalla petente. Per 

il resto, la parte convenuta non fa altro che fondarsi su delle supposizioni 

proprie, non comprovate da alcun elemento oggettivo, mentre l’istante è dal 

canto suo riuscita a dimostrare che i posti ai quali ambisce sono soggetti a 

sensibili fluttuazioni di manodopera che possono pertanto favorire comunque 

la sua assunzione. Infine, l’istante non è neppure intenzionata a limitare le 

proprie ricerche (qualora fosse necessario) a livello locale, ma considera la 

formazione indispensabile anche per occupare un posto nel vicino Cantone 

Ticino. Essendo poi tale formazione divenuta recentemente elemento 

essenziale per l’assunzione quale aiuto infermiera in tutti gli istituti di cura, le 

possibilità di impiego vanno effettivamente considerate indubbiamente in 

un’ottica migliore di quanto sostenga l’ufficio convenuto. 

 

4. Anche il presunto prevalente interesse privato dell’istante alla formazione va 

recisamente contestato. Sostenere che una formazione mediante la quale 

l’assicurata verrebbe a conseguire un salario mensile inferiore a quello 

precedente di oltre un terzo debba necessariamente essere portata a termine 

per puro interesse personale è assolutamente fuori luogo. Simili osservazioni, 

oltre che offendere la destinataria, non sono certo proprie a sollecitare le 

persone disoccupate a darsi da fare in tutto e per tutto, prendendo quindi 

anche in considerazione degli importanti scapiti economici, per ridurre la 

disoccupazione, come sarebbe invece loro compito. Ne consegue che il 

ricorso deve essere accolto e all’assicurata va riconosciuto il diritto agli 

assegni di formazione per diventare assistente di cura, non essendo gli altri 

presupposti per il diritto all’assegno controversi. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e a … viene riconosciuto il diritto all’assegno di formazione 

di un anno per assistente di cura.

2. La procedura è gratuita.