# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f6f8d439-564a-5eef-ade7-82c9a437181c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 25.04.2014 80.2013.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2013-94_2014-04-25.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2013.94

  80.2013.95

  	
  Lugano

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  RI 2 

  entrambi rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 4 aprile 2013 contro la decisione del 6
  marzo 2013 in materia di IC e IFD 2010.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   I
coniugi RI 1 e RI 2 sono illimitatamente imponibili nel Canton Ticino dal 1°
dicembre 2010, quando hanno trasferito il domicilio da __________ (GL) a __________.
Entrambi lavoravano a __________, presso la __________, il marito a tempo pieno
quale falegname e la moglie a tempo parziale quale infermiera. 

                                         

 

                                  B.   Nella
dichiarazione d’imposta 2010, i contribuenti chiedevano fra l’altro le seguenti
deduzioni:

                                         spese
professionali del marito                                         fr.   27'779.–

                                         spese
professionali della moglie                                     fr.     2'333.–

                                         deduzione
dal reddito dell’attività dei coniugi                 fr.     7'600.–

 

 

                                  C.   Notificando
ai contribuenti la tassazione IC/IFD 2010, con decisione del 6 febbraio 2013,
l’RS 1 commisurava il reddito imponibile in fr. 172'500.– per l’IC (fr.
90'400.– reddito determinante per l’aliquota) ed in fr. 181'200.– per l’IFD
(fr. 95'800.– reddito determinante per l’aliquota). 

                                         Rispetto
alla dichiarazione presentata, l’autorità fiscale aveva in particolar modo aggiunto
ai redditi imponibili un’indennità per perdita di guadagno di fr. 100'000.–, versata
alla moglie dalla __________; tenuto conto del fatto che “la stessa è stata percepita
per un periodo di 10 anni”, per l’aliquota si considerava solo l’importo di fr.
10'000.–. Un ulteriore importo di fr. 15'000.–, erogato dalla stessa
assicurazione, era stato aggiunto ai redditi della sostanza, trattandosi di
“interessi”. Le spese professionali erano state ammesse solo nella misura di
fr. 6'420.– (fr. 6'581.– per l’IFD) per il marito e di fr. 1'500.– (fr. 2'250.–
per l’IFD) per la moglie. A tale proposito, l’Ufficio di tassazione rilevava
che i contribuenti erano stati domiciliati nel Canton __________ per i primi undici
mesi del periodo fiscale, sicché il marito aveva diritto solo alla deduzione
dello spostamento quotidiano con il mezzo pubblico (fr. 720.–) e del pasto di
mezzogiorno (fr. 3'200.–). La deduzione dal reddito dell’attività lucrativa dei
coniugi, poi, era ammessa limitatamente all’importo di fr. 367.–.

 

 

                                  D.   I
contribuenti impugnavano la suddetta decisione, con reclamo del 15 febbraio 2013. In primo luogo, chiedevano che l’indennità dell’assicurazione fosse suddivisa fra i dieci
periodi fiscali ai quali si riferiva, in modo tale che l’aliquota dell’imposta
del 2010 non fosse “artificialmente gonfiata”. In secondo luogo, contestavano
il mancato riconoscimento delle spese per il trasporto dal domicilio al luogo
di lavoro con il veicolo privato, argomentando che ciò era richiesto dal datore
di lavoro e dallo stato di salute della moglie. Infine, postulavano la
deduzione delle spese per l’alloggio nel Canton __________, avendo acquistato
la casa solo per ragioni di lavoro. 

 

 

                                  E.   L’autorità
di tassazione accoglieva parzialmente il reclamo, riducendo il reddito imponibile
a fr. 172’200.– per l’IC (fr. 90’100.– reddito determinante per l’aliquota) ed
in fr. 181'000.– per l’IFD (fr. 95'500.– reddito determinante per l’aliquota).

                                         In
relazione all’imposizione della rendita per perdita di guadagno, argomentava
che si era già tenuto conto del fatto che la prestazione si riferiva a dieci
anni, applicando gli articoli 37 LIFD e 37 LT, che prevedono il calcolo
dell’imposta con l’aliquota “che sarebbe applicabile se al posto della
prestazione unica fosse corrisposta una prestazione annua corrispondente”.

                                         Quanto
alle spese di trasporto, ribadiva che si doveva considerare che per undici mesi
i reclamanti erano stati domiciliati nel cantone in cui lavoravano, sicché non
si potevano ammettere in deduzione spese di alloggio e vitto. Per il solo mese
di dicembre, l’autorità fiscale riteneva adeguato il mezzo pubblico, sicché aveva
ammesso una deduzione di fr. 300.–.

                                         Per
quanto attiene infine alle spese di alloggio, anch’esse potevano essere ammesse
solo per il mese di dicembre. Sapendo che il valore locativo ammontava a fr.
7'200.–, l’Ufficio riteneva che per l’uso di una camera si potesse accordare una
deduzione di ulteriori 250 franchi al mese (fr. 200.– quota del valore locativo
e fr. 50.– per spese di gestione).

 

 

                                  F.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 contestano
nuovamente la mancata deduzione delle spese professionali. In primo luogo,
sostengono che l’uso del veicolo privato è imposto dal datore di lavoro, per
prestazioni di picchetto. Per quanto concerne il calcolo delle spese professionali
della moglie, come pure della deduzione per l’attività lucrativa dei coniugi,
argomentano che si dovrebbe considerare anche l’importo di fr. 10'000.– versato
dall’assicurazione. Gli insorgenti postulano quindi la deduzione di un importo
di fr. 18'000.– per l’alloggio nel Canton __________, argomentando che
l’abitazione di __________ è sempre stata considerata “il fulcro della
famiglia” e che l’altra casa è abitata solo durante i giorni lavorativi della
settimana. Infine, contestano che l’importo di 15'000 franchi aggiunto al
reddito della sostanza sia costituito da interessi, trattandosi invece di un
indennizzo per torto morale, come tale esente dall’imposta, e chiedono che dal
valore locativo della casa in Italia siano dedotte le spese di manutenzione
forfetarie.

 

 

                                  G.   L’Ufficio
di tassazione ha preso posizione sul ricorso, con osservazioni del 9 aprile
2013, proponendo di accoglierlo limitatamente alla deduzione dal reddito
dell’attività lucrativa dei coniugi ed alle spese di manutenzione della casa di
vacanza. 

Diritto

 

 

                                   1.   Spese
di trasporto del marito

 

                                         1.1.

                                         Sia
secondo l’art. 25 cpv. 1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD, le spese professionali deducibili sono:

                                         a)  le
spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

                                         b)  le
spese supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a
turni;

                                         c)   le
altre spese necessarie per l’esercizio della professione;

                                         d)  le
spese inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l’esercizio
dell’attività professionale.

 

                                         1.2.

                                         Sono
considerate spese di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi
dal luogo di domicilio a quello in cui lavora. Le relative deduzioni sono così
stabilite:

                                         a)     per l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva;

                                         b)     […] 

                                         c)     per l’uso di una motocicletta o di un’automobile privata: le spese
del mezzo pubblico disponibile.

                                         Eccezionalmente,
se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può
servirsene (es. infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario
sfavorevole, ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le
motociclette con targa di controllo su fondo bianco e 70 cts. il km per le
automobili (art. 4 cpv. 2 del Decreto
esecutivo del 9 dicembre 2009 concernente le persone fisiche valido per il
periodo fiscale 2010).

                                         Anche per
l’IFD è deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal
luogo di domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 dell’Ordinanza del 10
febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato (art. 5
cpv. 2 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile un
mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il contribuente
ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese effettive secondo
l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente aggiornata (nel 2010: fr.
700.– all’anno per la bicicletta e il motorino, fr. 0,40 al km per la
motocicletta e fr. 0,70 al km per l’automobile).

 

                                         1.3.

                                         La
questione di sapere se accordare la deduzione per l’uso dell’automobile o
quella per l’uso dei mezzi pubblici va in definitiva risolta secondo il
criterio dell’idoneità: l’uso del veicolo non deve apparire come una
decisione di comodo ma risultare la soluzione più adatta e ragionevole, quella
basata sul buon senso. Così se si può pretendere che il contribuente si serva
dei mezzi pubblici anche se non c’è diretta comunicazione fra i medesimi (ASA
41 p. 586) non si può tuttavia obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di
trasporto (ASA 33 p. 276; cfr. Känzig,
Direkte Bundessteuer, 2ª ediz.,
Vol. I, p. 682/83).

 

                                         1.4.

                                         Il
riconoscimento della deduzione delle spese causate dall’uso privato del mezzo
di trasporto deve dunque costituire l’eccezione e venire ammessa, di regola,
unicamente in relazione al tempo di percorrenza quotidiano per recarsi al
lavoro. Per il rientro settimanale è invece lecito esigere che il contribuente
sopporti qualche “disagio” supplementare e, meglio, anche una sensibile
dilatazione del tempo di percorrenza del tragitto da e per il luogo di
domicilio, senza considerare che l’uso del mezzo pubblico comporta di regola,
sulle lunghe tratte, minor fatica fisica ed è privo di quelle insidie e di
quegli imprevisti, che di regola si riscontrano nella circolazione stradale,
quali ad es. gli ormai inevitabili ingorghi dovuti a cantieri stradali e autostradali,
ai flussi turistici di stagione, alle intemperie e alle prolungate condizioni invernali
del fondo stradale.

                                         In altre
parole, il riconoscimento della deduzione delle spese causate dall’uso privato
del mezzo di trasporto, nel caso del pendolare settimanale (“Wochenaufenthalter”),
rappresenta l’eccezione (CDT n. 80.96.00193 del 12 novembre 1996 in re A. P.; CDT n. 80.95. 00217 del 21 marzo 1996 in re I. L.R.; CDT n. 80.2004.41 del 19
maggio 2004 in re R. e L. L.-T.).

 

                                         1.5.

                                         Nel caso
in esame, l’Ufficio di tassazione ha ritenuto che per i primi undici mesi del
periodo fiscale litigioso si giustificasse il riconoscimento delle spese per
recarsi dal domicilio di __________ (__________) al luogo di lavoro a __________
utilizzando i mezzi pubblici. Sono stati gli stessi contribuenti d’altronde a
chiedere la deduzione dell’importo di fr. 420.– per tale trasferta giornaliera,
nella dichiarazione d’imposta inoltrata. Sebbene gli insorgenti affermino che
la casa di __________ è sempre stata il centro della loro vita familiare,
quindi anche prima del 1° dicembre 2010, è in ogni caso determinante la
circostanza che fino alla fine di novembre il domicilio sia stato nel Canton __________.
La decisione, su questo aspetto, è pertanto ineccepibile. 

                                         Resta
tutt’al più la questione delle trasferte nel mese di dicembre. Secondo
l’Ufficio di tassazione, non vi è ragione di ritenere che non siano adeguati i
mezzi pubblici, per lo spostamento settimanale dal nuovo domicilio (__________)
al luogo di lavoro. Secondo gli insorgenti, il datore di lavoro esigerebbe da
loro l’uso dell’automobile privata per servizi di picchetto e per altre
trasferte di lavoro. A tale riguardo, con il ricorso hanno prodotto una
dichiarazione del datore di lavoro, che conferma tale situazione. Dal
certificato di salario del ricorrente non risulta tuttavia alcun rimborso di
spese di trasferta. Inoltre, come già ricordato, nella loro dichiarazione (in
particolare, nel modulo 4, “Spese professionali del contribuente”), i contribuenti
stessi hanno indicato quale mezzo di trasporto dal domicilio di __________ al
luogo di lavoro il mezzo pubblico; una simile situazione pare difficilmente
conciliabile con la necessità di disporre del proprio autoveicolo privato per
trasferte di lavoro. In queste circostanze, tenuto conto anche del fatto che
l’onere della prova delle spese professionali sostenute è a carico del
contribuente, la decisione impugnata, che ha ritenuto giustificata la deduzione
delle spese di trasporto con i mezzi pubblici, deve essere confermata.

 

 

                                   2.   Spese
professionali della moglie

 

                                         2.1.

                                         Per
quanto attiene alle spese professionali di RI 2, l’Ufficio di tassazione non le
ha considerate, nella decisione impugnata, sottolineando che il suo reddito del
lavoro è in ogni caso azzerato per effetto delle deduzioni professionali, dei
contributi al 3° Pilastro e della deduzione per doppio reddito. In effetti,
sono stati ammessi in deduzione costi per fr. 1'500.– per l’IC e fr. 2'250.–
per l’IFD. Precisamente, le spese di trasporto ammontano a fr. 250.– ed il
resto è costituito dal forfait per le altre spese professionali. La tesi
dell’autorità fiscale, in sostanza è che, se si elevassero tali spese, il
reddito imponibile non sarebbe modificato, perché ciò comporterebbe semplicemente
una corrispondente riduzione della deduzione dal reddito dell’attività
lucrativa dei coniugi. 

                                         Secondo
gli insorgenti, si dovrebbe tuttavia tener conto del fatto che ella ha percepito
anche l’indennità per perdita di guadagno di 10'000 franchi all’anno. 

 

                                         2.2.

                                         Ora,
contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, il reddito proveniente
dall’assicurazione non può essere considerato reddito dell’attività lucrativa
dipendente. L’indennità per perdita di guadagno, erogata dalla __________ al
termine di un lungo contenzioso, seguito ad un infortunio occorso a RI 2,
costituisce infatti un provento sostitutivo di provento da attività lucrativa,
imponibile secondo gli articoli 23 lett. a LIFD e 22 lett. a LT.

                                         Ne
consegue che le spese professionali, deducibili dal reddito imponibile secondo
gli articoli 26 cpv. 1 LIFD e 25 cpv. 1 LT, non possono essere dedotte
dall’indennità in questione. 

 

 

                                   3.   Deduzione
per attività lucrativa dei coniugi

 

                                         3.1.

                                         Per la
prima volta, con il ricorso i contribuenti chiedono pure che la deduzione per
attività lucrativa dei coniugi sia elevata, considerando nel calcolo del
reddito della moglie anche l’indennità assicurativa già menzionata. 

 

                                         3.2.

                                         Secondo l’art. 212 cpv. 2
LIFD, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2008, se i coniugi vivono in
comunione domestica e ambedue esercitano un’attività lucrativa, dal reddito
lavorativo più basso è dedotto il 50 per cento, ma almeno 7600 e al massimo 12
500 franchi. Sono considerati reddito lavorativo i proventi imponibili da attività
lucrativa dipendente o indipendente, dopo le deduzioni di cui agli articoli
26–31 e le deduzioni generali di cui all’articolo 33 capoverso 1 lettere d–f. 

                                         Se uno dei coniugi
collabora in modo determinante alla professione, al commercio o all’impresa
dell’altro o in caso di attività lucrativa indipendente comune, a ogni coniuge
viene attribuita la metà del reddito lavorativo comune. Una diversa ripartizione
deve essere dimostrata dai coniugi.

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 32 cpv. 2 LT dispone che, se i coniugi vivono in comunione
domestica, è concessa una deduzione di fr. 7’600.– dal reddito lavorativo che
uno dei coniugi consegue indipendentemente dalla professione, dal commercio o
dall'impresa dell'altro; una deduzione analoga è concessa quando uno dei
coniugi collabora in modo determinante alla professione , al commercio o all'
impresa dell' altro.

 

                                         3.3.

                                         Secondo
le indicazioni dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), nella
sua circolare n. 13 del 28 luglio 1994, entrambi i coniugi devono esercitare
un'attività lucrativa (circolare cit., p. 1). 

                                         La stessa
circolare precisa poi ulteriormente i requisiti per la deduzione, nel caso in
cui i coniugi esercitano attività separata. Afferma dunque che per reddito del
lavoro si deve intendere la totalità del reddito del contribuente derivante da
un'attività lucrativa dipendente e indipendente, principale e accessoria
conformemente alla dichiarazione d'imposta (circolare cit., p. 2). 

                                         Le
indennità per perdita di guadagno a seguito di un'interruzione temporanea
dell'attività lucrativa (servizio militare o nella protezione civile; indennità
giornaliere dell'assicurazione contro la disoccupazione, dell'assicurazione
malattie e dell'assicurazione contro gli infortuni) sono equiparate al reddito
del lavoro (circolare cit., p. 2; cfr. anche Zigerlig/Jud,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht,
vol. I/2a, 2a ediz., Basilea, 2008, n. 37a ad art. 33 LIFD, p. 551).

                                         La
giurisprudenza del Tribunale federale esclude la deduzione quando uno dei due
coniugi non consegue un reddito da un’attività lucrativa, ma per esempio un
reddito della sostanza (cfr. p. es. il caso della locazione di appartamenti
arredati, considerato semplice amministrazione della sostanza privata, in ASA
63 p. 657 = RDAF 1995 p. 326). 

                                         In
occasione dell’adozione della nuova versione dell’art. 212 cpv. 2 LIFD, il
legislatore federale ha previsto le stesse condizioni per la deduzione per
coniugi con doppio reddito, riprendendo espressamente i criteri definiti dalla
citata circolare n. 13 dell’AFC (cfr. Messaggio del Consiglio federale sulle
misure immediate nell’ambito dell’imposizione dei coniugi, n. 06.037 del 17
maggio 2006, in FF 2006 p. 4108).

 

                                         3.4.

                                         Si
potrebbe discutere sulla natura “temporanea” dell’interruzione dell’attività
lucrativa della moglie, come pure sulla qualifica della prestazione erogata
dall’assicurazione quale indennità giornaliera. In effetti, l’importo di
100'000 franchi versato per “Erwerbsausfall” è stato definito in via
transattiva al termine di una lunga vertenza in seguito ad un infortunio
occorso a RI 2 all’inizio del 2000.

                                         Per
economia di giudizio, seguendo anche la proposta dell’Ufficio di tassazione nelle
osservazioni al ricorso, si può acconsentire a considerare l’importo di fr.
10'000.– corrispondente a un decimo dell’indennità complessiva, quale indennità
giornaliera per perdita di guadagno, assimilabile al reddito dell’attività
lucrativa.  

                                         Ai
ricorrenti è pertanto riconosciuta la deduzione di fr. 7'600.– per l’IC e per
l’IFD.

                                         

 

                                   4.   Deduzione
per doppia economia domestica

                                      

 

                                         4.1.

                                         Gli
insorgenti chiedono anche la deduzione di un importo di fr. 18'000.– per
l’alloggio nel Canton Glarona,
argomentando che l’abitazione di Locarno
è sempre stata considerata “il fulcro della famiglia” e che l’altra casa è
abitata solo durante i giorni lavorativi della settimana.

 

                                         4.2.

                                         Sono
considerate spese supplementari di alloggio quelle causate dal pernottamento al
luogo di lavoro quando il contribuente vi soggiorna durante i giorni lavorativi
ma rientra regolarmente al proprio domicilio fiscale il fine settimana (cfr.
art. 6 cpv. 1 del DE 2007).

                                         È ammessa
la deduzione dell'affitto usuale di una camera (e non di un appartamento) e, a
titolo di spese di trasporto, le spese per il rientro regolare al domicilio
fiscale oltre a quelle stabilite dall'articolo 4 per il trasporto dalla propria
abitazione al luogo di lavoro (cfr. art. 6 cpv. 2 del Decreto esecutivo del 9
dicembre 2009). 

                                         Analoga
normativa è prevista dal diritto federale, segnatamente dall'Ordinanza sulla
deduzione delle spese professionali delle persone esercitanti un'attività
lucrativa dipendente ai fini dell'imposta federale diretta, del 10 febbraio 1993. L'art. 9 cpv. 3 prevede che per le spese supplementari causate dall'alloggio possono essere dedotte
le spese per una camera, conformemente alle pigioni usuali nel luogo di soggiorno.

 

                                         4.3.

                                         Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, la nozione di “camera” secondo l’art.
9 cpv. 3 dell’Ordinanza federale citata deve essere interpretata tenendo conto
delle esigenze della vita di oggi. Ha pertanto ritenuto che non si possa
pretendere che un adulto attivo professionalmente, che deve trascorrere la
settimana fuori domicilio per ragioni di lavoro, si accontenti di vivere in
comunità con altre persone, condividendo l’uso del bagno e della cucina. La
nozione di “camera” va quindi intesa nel senso che si riferisce ad
un’abitazione di un locale con bagno ed una piccola cucina o un angolo cucina. Si
può per contro pretendere che rinunci ad ulteriori spese, determinate dalla
locazione di un appartamento più grande o particolarmente lussuoso. Se fa una
simile scelta, il costo eccedente non si può più qualificare spesa professionale
bensì spesa per il mantenimento personale, la cui deduzione è esclusa dall’art. 34 lett.a LIFD (cfr. la sentenza del 25 marzo 2011 n.
2C_728/2010, consid. 2.1). Sulla base di questi principi, l’Alta Corte ha
ritenuto legittima la decisione dell’autorità fiscale del Canton Lucerna, la
quale, nei confronti di un contribuente che aveva preso in locazione un
appartamento di 2.5 locali nel luogo di lavoro, aveva diviso la pigione per
2.5. 

 

                                         4.4.

In una sentenza del 1° luglio 2009 (n. 80.2009.55, pubblicata in RtiD I-2010 n.
5t), questa Camera ha deciso che, per determinare la
misura della deduzione per spese supplementari di alloggio (doppia economia
domestica), nel caso di un proprietario che abita nel proprio appartamento, si
devono sommare il relativo valore locativo di una camera con uso cucina e le
relative spese di gestione. Nella motivazione, ha ricordato, per
analogia, che per l'uso di una camera privata per scopi professionali, pure
ammessa come spesa professionale del lavoratore dipendente, secondo la
circolare n. 26 del 22 settembre 1995 dell’Amministrazione federale delle
contribuzioni, si considerano le spese per l'affitto, il riscaldamento,
l'illuminazione e la pulizia (cfr. circolare cit., par. 4). Nel caso in cui il
contribuente sia proprietario della casa in cui abita, al posto della pigione
si considera il valore locativo (Locher,
Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea, 2001, n. 39 ad art. 26 LIFD, p.
658).

                                         Dal punto
di vista economico, dunque, il costo effettivo sopportato dal proprietario che
alloggia nel proprio appartamento è rappresentato dalla somma del valore locativo
di una camera con uso cucina e delle relative spese di gestione.

 

                                         4.5.

                                         Anche le
spese per l’alloggio al luogo di lavoro, come già quelle di trasporto, sono
deducibili solo per il mese di dicembre, cioè da quando è stato trasferito il
domicilio. È considerata necessaria, e quindi deducibile a titolo di spesa
professionale, solo la spesa per raggiungere il luogo di lavoro dal proprio
domicilio e non da un altro luogo più discosto, p. es. da una dimora secondaria
(cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.99.00177 dell’8 ottobre 1999). 

                                         Per
quanto concerne il calcolo, l’Ufficio di tassazione, in mancanza di indicazioni
più precise in merito al numero di locali dell’appartamento, lo ha stimato in
tre locali. Ha quindi diviso il valore locativo (fr. 7'200.–) per tre. Se è
risultato un costo di fr. 200.– al mese, cui ha aggiunto spese di gestione di
50 franchi. Da qui la deduzione di fr. 250.–.

                                         Nel
ricorso, i contribuenti non contestano il calcolo in sé né forniscono ragguagli
in merito alle dimensioni dell’appartamento, ma si limitano a richiedere che
venga riconosciuta una deduzione di fr. 18'000.–, “ritenuto che l’importo così
complessivamente dedotto risulterebbe comunque sempre di gran lunga inferiore
ai costi reali sopportati dai contribuenti, pur se rapportati alla limitata
attività lavorativa della moglie, e ancor più se comparati agli affitti di
mercato”. A tale proposito, basti ricordare che secondo il Tribunale federale i
costi per l’alloggio al luogo di lavoro devono essere calcolati sulla base
delle spese effettive e non di termini di paragone ipotetici (cfr. la già
citata sentenza del 25 marzo 2011 n. 2C_728/2010, consid. 2.3 e giurisprudenza
citata).

                                         Anche a questo proposito
la decisione impugnata merita conferma. 

 

 

                                   5.   Esenzione
dell’indennità per torto morale

 

                                         5.1.

                                         Un’ulteriore
contestazione, proposta per la prima volta con il ricorso, concerne
l’assoggettamento all’imposta sul reddito dell’importo di 15'000 franchi, che
nella decisione impugnata è stato aggiunto al reddito della sostanza, in quanto
considerato interessi. Secondo i ricorrenti, si tratterebbe invece di un indennizzo
per torto morale, come tale esente dall’imposta.

 

                                         5.2.

                                         Secondo
gli articoli 15 cpv. 1 LT e 16 cpv. 1 LIFD, sottostà all’imposta sul reddito la
totalità dei proventi, periodici e unici. Analoga formulazione è prevista
dall’art. 7 cpv. 1 della legge federale sull’armonizzazione delle imposte
dirette dei cantoni e dei comuni (LAID).

                                         Fra gli
altri redditi imponibili, la legge menziona espressamente “qualsiasi provento
sostitutivo di provento da attività lucrativa” (articoli 22 lett. a LT e
23 lett. a LIFD), come pure “le somme uniche o periodiche versate in
seguito a decesso, danno corporale permanente o pregiudizio durevole della
salute” (articoli 22 lett. b LT e 23 lett. b LIFD). Rientrano
invece fra i redditi esenti dall’imposta “i versamenti a titolo di riparazione
morale” (articoli 23 lett. g LT e 24 lett. g LIFD).  

 

                                         5.3.

                                         Ancora
una volta, la qualifica della prestazione litigiosa è resa difficile dalla
formulazione dell’accordo transattivo intervenuto con la __________ al termine
della vertenza nata con l’infortunio. È tuttavia verosimile che l’importo di
fr. 15'000.–, indicato nella convenzione come “Genugtuung (inkl. Genugtuungszins)”,
costituisca una “riparazione” secondo l’art. 47 CO.  

                                         Il
ricorso su questo punto può pertanto essere accolto. Si rinuncia, per economia
di giudizio, a dedurre dall’importo in questione gli interessi, che sono stati
inclusi nell’importo definito con la transazione.

 

                                   6.   Deduzione
delle spese di manutenzione dell’immobile all’estero

 

                                         6.1.

                                         Infine,
per la prima volta con il ricorso, i ricorrenti chiedono che dal valore
locativo della casa di vacanza, di cui sono proprietari in Italia, siano
dedotte le spese di manutenzione forfetarie.

 

                                         6.2.

                                         Secondo
l’art. 32 cpv. 2 LIFD, come pure secondo l’art. 31 cpv. 2 LT, di identico tenore,
il contribuente che possiede immobili privati può dedurre le spese di manutenzione,
i premi d’assicurazione e le altre spese d’amministrazione da parte di terzi.
Sono considerate spese di manutenzione quelle che, senza aumentare il valore
dell’immobile, ne preservano lo stato, ne conservano l’uso e ne mantengono la
redditività (cfr. Agner/Jung/ Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 5 ad art.
32 LIFD, p. 219 s.; Känzig, Direkte
Bundessteuer, 2a ediz., vol. I, Basilea 1982, p. 649; Bottoli, Lineamenti di diritto
tributario ticinese, Lugano 1977, p. 66; CDT n. 262 del 28 agosto 1986 in re R.T.; CDT n. 52 del 22 febbraio 1983 in re A.D.R.).

 

                                         6.3.

                                         Per
facilitare il lavoro sia dell’amministrazione fiscale che dei contribuenti,
invece della somma effettiva delle spese e dei premi concernenti i beni
immobili privati, il contribuente può avvalersi di una deduzione complessiva,
stabilita dal Consiglio federale per l’IFD e dal Consiglio di Stato per l’IC
(art. 32 cpv. 4 LIFD e 31 cpv. 4 LT; art. 2 cpv. 1 Regolamento della legge
tributaria del 18 ottobre 1994; art. 2 Ordinanza concernente la deduzione dei costi
di immobili del patrimonio privato in materia di imposta federale diretta del
24 agosto 1992). La deduzione complessiva ammonta:

·       
al 15% per l’IC ed al 10% per l’IFD del reddito
lordo delle pigioni o del valore locativo, se, alla fine del periodo fiscale,
l'immobile risale al massimo a 10 anni prima; 

·       
al 25% per l’IC ed al 20% per l’IFD del reddito
lordo delle pigioni o del valore locativo se, alla fine del periodo fiscale,
l’immobile ha più di 10 anni 

                                         (cfr.
art. 2 cpv. 1 Regolamento della legge tributaria del 18 ottobre 1994; art. 2
Ordinanza concernente la deduzione dei costi di immobili del patrimonio privato
in materia di imposta federale diretta del 24 agosto 1992).

 

 

                                         6.4.

                                         Dalla dichiarazione
d’imposta ed in particolar modo dall’allegato modulo 7 (“Immobili,
determinazione della sostanza e del reddito immobiliare”) si apprende che i contribuenti
sono comproprietari di una casa di vacanza a __________. All’immobile avevano attribuito
un valore di fr. 130'000.–, mentre avevano stabilito il valore locativo in fr.
2'500.–, chiedendo poi la deduzione delle spese di manutenzione forfetarie del
25% per l’IC (fr. 625.–) e del 20% per l’IFD (fr. 500.–).

                                         Nella decisione di
tassazione, l’Ufficio di tassazione aveva ripreso dalla dichiarazione il valore
indicato per l’imposta sulla sostanza, mentre aveva commisurato in fr. 6'000.–
netti il relativo reddito. Da una nota manoscritta sul modulo 7 si apprende che
l’autorità fiscale ha aumentato il valore locativo, rispetto alla dichiarazione,
in quanto nei periodi fiscali precedenti lo stesso era definito in fr. 8'490.–,
importo da cui poi venivano dedotte le spese di manutenzione forfetarie. 

                                         Nelle osservazioni al
ricorso l’Ufficio di tassazione propone di accogliere il ricorso. Dai documenti
agli atti non è tuttavia possibile ricavare alcun elemento utile per calcolare
il valore locativo della casa di vacanza dei ricorrenti. Non se ne conoscono il
valore catastale né quello venale e neppure la superficie, la volumetria, lo
stato di conservazione ecc. 

                                         In queste circostanze, si
giustificano l’annullamento della decisione impugnata ed il rinvio degli atti
all’Ufficio di tassazione, per una nuova decisione sul valore locativo e sulle
spese di manutenzione. 

 

 

                                   7.   Tassa
di giustizia e spese processuali

 

                                         Il
ricorso è parzialmente accolto, in relazione alla deduzione dal reddito
dell’attività lucrativa dei coniugi ed all’esenzione dell’indennità di fr.
15'000.– erogata dalla __________. 

                                         Nonostante
l’esito parzialmente favorevole ai ricorrenti, la tassa di giustizia e le spese
processuali sono poste integralmente a loro carico, per il fatto che su tali
aspetti non avevano sollevato alcuna contestazione prima di interporre ricorso.
L’art. 231 cpv. 3 LT prevede infatti che le spese siano poste totalmente o parzialmente
a carico del ricorrente vincente in particolar modo se questi, conformandosi
agli obblighi che gli incombevano, avrebbe potuto ottenere soddisfazione già
nella procedura di tassazione o di reclamo.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 6 marzo 2013 è riformata nel senso che
è riconosciuta la deduzione di fr. 7'600.– dal reddito dell’attività lucrativa
dei coniugi ed è esentato dall’imposta sul reddito l’importo di fr. 15'000.–
versato ai ricorrenti dalla __________ a titolo di “Genugtuung”.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’Ufficio di tassazione, per una nuova decisione
sul valore locativo e sulle spese di manutenzione della casa di vacanza di __________.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.  1’600.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale
di                                                       fr. 1’680.–

                                         sono a
carico dei ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -; 

  -; 

  -;

  . 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di.

 

 

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: