# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f82ee8b-ef23-54bc-87c3-f68d7cb2bb57
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-09-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.09.2011 32.2011.189
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-189_2011-09-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.189

   

  FS/sc

  	
  Lugano

  15 settembre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 giugno 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 23 maggio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1951, di professione terapeuta indipendente, con decisioni 12 luglio
2001, cresciute incontestate in giudicato – sulla base del rapporto
medico 15 dicembre 1999 del dr. __________ (doc. AI 8/1-3) e della perizia 26
luglio 2000 del SAM (doc. AI 18/1-16) –, è stata posta al
benefico di una rendita intera dal 1. novembre 1998 al 30 giugno 1999 ed ad una
mezza rendita dal 1. luglio 1999 (doc. AI 25/1-2, 26/1-2 e 27/1-2)

 

                               1.2.   L’Ufficio
AI, nell’ambito della revisione d’ufficio intrapresa nel marzo 2006 (doc. AI
31/1) – ritenuto un miglioramento concreto delle condizioni economiche (reddito
da attività salariale oltre che da indipendente) –, con decisione 21 marzo
2007 aveva soppresso il diritto alla mezza rendita con effetto dal 1. giugno
2007 (doc. AI 56/1-5).

 

                                         Con
sentenza 29 agosto 2008 questo Tribunale ha annullato la decisione del 21 marzo
2007 e rinviato gli atti all’Ufficio AI affinché – stabiliti conformemente
ai considerandi i redditi da valido e da invalido (in particolare per il
reddito da valido bisognava prendere in considerazione quanto l’assicurata avrebbe
potuto guadagnare, senza il danno alla salute, quale terapeuta indipendente) – si pronunciasse
nuovamente sulla revisione intrapresa (doc. AI 71/1-18).

 

                               1.3.   Con
decisione 23 maggio 2011 – viste le risultanze delle annotazioni 4 maggio 2010 del medico SMR
dr. __________ (doc. AI 87/1) e sulla base del rapporto 2 febbraio e della nota
18 maggio 2011 dell’incaricata dell’inchiesta economica per gli indipendenti
(doc. AI 92/1-10 e 102/1-2) –, preavvisata con progetto 23 marzo 2011 (doc. AI 93/1-3), l’Ufficio
AI ha soppresso il diritto alla mezza rendita con effetto dalla fine del mese
che segue l’intimazione della decisione e tolto l’effetto sospensivo ad un
eventuale ricorso (doc. AI 103/1-4).

 

                               1.4.   Contro
questa decisione, tramite l’avv. RA 1, l’assicurata ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA con il quale – contestati, con argomentazioni di cui si dirà se necessario in seguito,
i redditi da valido e invalido stabiliti dall’amministrazione –, oltre al
ripristino dell’effetto sospensivo, ha chiesto, in via principale la conferma
del diritto alla mezza rendita, in via subordinata il diritto ad un quarto di
rendita e in via ulteriormente subordinata il rinvio degli atti all’Ufficio AI.

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI si è opposto al ripristino dell’effetto sospensivo
e – con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese nei considerandi
successivi – ha chiesto di respingere il ricorso.

 

                               1.6.   Con
osservazioni 16 agosto 2011 – con argomentazioni di cui si dirà, se necessario,
in seguito – l’assicurata ha confermato quanto postulato con il ricorso.

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la modifica del 6 ottobre 2006 della legge
federale sull’assicurazione invalidità (LAI), di altre leggi federali nonché
della legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni
sociali (5a revisione dell’AI; RU 2007 5129 e segg.). Per la disanima del
diritto a una rendita di invalidità eventualmente già insorto in precedenza
occorre rifarsi alle regole generali del diritto intertemporale, secondo cui
sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello
stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce
conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1 pag. 446 seg. con riferimento a
DTF V 329). Ne discende che nel caso in esame si applicano le norme sostanziali
in vigore fino al 31 dicembre 2007 per quanto attiene allo stato di fatto
realizzatosi fino a tale data, mentre per il periodo dal 1° gennaio 2008 al 14
febbraio 2011 seguente, data della decisione impugnata, che delimita
temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF
132 V 215 consid. 3.1.1 pag. 220 con riferimenti), trovano applicazione le
nuove norme (STF 9C_443/2009 del 19 agosto 2009).

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è sapere se la decisione 23 maggio 2011 – con la quale
l’Ufficio AI ha soppresso il diritto alla mezza rendita con effetto dal 1.
luglio 2011 – é conforme o meno alla legislazione federale.

                                         L’insorgente
contesta unicamente l’aspetto economico del provvedimento impugnato, postulando
in via principale la conferma del diritto alla mezza rendita, in via
subordinata il diritto ad un quarto di rendita e in via ulteriormente subordinata
il rinvio degli atti all’Ufficio AI.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2007, pag. 1411, n. 46).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido).

 

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), per il
raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale)
inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono
però essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere
conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa
della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione)
e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STFA I
600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno 2003, consid.
4.1).

 

 

                               2.5.   Va poi ricordato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, la graduazione dell’invalidità può avvenire
ispirandosi al metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti
un’atti-vità lucrativa (art. 27 OAI), eccezionalmente secondo il metodo
straordinario.

                                         Capita
in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente
preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (STF 9C_236/2009 del 7 ottobre
2009 consid. 3; DTF 128 V 29; Pratique VSI 1998 pag. 121 e 255; SVR 1996 IV Nr.
74, pag. 213-214 consid. 2b; RAMI 1996 pag. 36 consid. 3b e 3c; DTF 105 V 151 e
104 V 135, consid. 2c pag. 137-138 con riferimenti; Duc, Les assurances
sociales en Suisse, Losanna 1995, pag. 456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1998 pag. 121; Valterio, op. cit., pag. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata
considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento
sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto
invalido (DTF 128 V 31).

                                         In tal caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo
la sopravvenienza del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico
applicato a coloro i quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI;
Pratique VSI 1998 pag. 122 consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con
quest’ultimo metodo consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene
stabilito direttamente sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima,
infatti, sulla base di tale raffronto, si constata l’impedi-mento dovuto al
danno, e solo successivamente si accertano le ripercussioni di tale impedimento
sulla capacità di guadagno (metodo straordinario; Pratique VSI 1998 pag. 123 consid.
1a; SVR 1996 IV Nr. 74 pag. 213-214 consid. 2b; DTF 105 V 151, 104 V
138). Una determinata limitazione della capacità produttiva
funzionale può, non deve tuttavia forzatamente, produrre una perdita di
guadagno della medesima entità (Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a).

                                         Se
si volesse, nel caso di persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato
ottenuto dal confronto delle attività, si violerebbe il principio legale
secondo cui per questa categoria di assicurati l'invalidità deve essere
stabilita in base all'incapacità di guadagno (DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136
consid. 2; Pratique VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b; cfr. in
particolare STFA I 790/04 del 18 ottobre 2006; STFA I 782/03 del 24 maggio 2006;
STFA I 543/03 del 27 agosto 2004 e STFA I 540/02 del 12 maggio 2004).

                                         Secondo
giurisprudenza tuttavia, il metodo straordinario è applicabile solo eccezionalmente
(RCC 1969 pag. 699) e anche se solo uno dei redditi determinanti per il
raffronto non può essere accertato o stimato in maniera affidabile (STFA I
543/03 del 27 agosto 2004, consid. 4.2 e STFA I 224/01 del 22 ottobre
2001, consid. 2b; Meyer, op. cit., ad art. 28a, pag. 299-300).

                                         Nel
caso di un indipendente, il TFA ha precisato che il raffronto tra l’utile
realizzato prima e quello conseguito dopo l’inci-dente, non conduce a
conclusioni affidabili per quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende
dall’invalidità. In effetti, troppi fattori influenzano gli utili di
un’azienda, come ad esempio la situazione congiunturale e la situazione concorrenziale,
di conseguenza le oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei
all’invalidità.

                                         Di
conseguenza il TFA ha stabilito che i documenti contabili non sono dei mezzi
idonei a stabilire in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 pag.
34, pag. 36 consid. 3b; DTF 104 V 137 consid. 2c).

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita
subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibili di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta
l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito
una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a;
vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente
invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA
(DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Per
sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la
situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della
rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351
consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare
una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Meyer, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht,
2010, ad art. 30/31 (art. 17 LPGA), pag. 379-380).

 

                                         Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare (art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in
caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo
(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che
la riduzione o la soppressione della rendita (o dell’assegno per grandi
invalidi) è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che
segue la notifica della decisione.

 

                               2.7.   Nella
fattispecie in esame, per chiarire la situazione dal profilo medico l’Ufficio
AI ha chiesto un parere al dr. __________, medico SMR (doc. AI 86/1), il quale,
nelle annotazioni 4 maggio 2010 – richiamata la perizia 26 luglio 2000 del
SAM (doc. AI 18/1-16) (“(…) vedi SAM 8.2000 con valutazione endocrinologica
e psichiatrica ed esigibilità residuale del 50% per ogni tipo di attività (…))
e osservato che “(…) ricordo che in effetti dal lato medico si tratta nel
dettaglio di disturbo della personalità ed esiti di M. Basebow nel 1995: il
tutto quindi compatibile con stato clinico globalmente in maniera duratura
compromesso e stabilizzato (…)” (doc. AI 87/1) –, ha concluso: “(…) considerando
la cronicità ed il decorso ad oggi miglioramenti clinici tali da permettere il
ripristino di evt. abilità lavorative ulteriori non sono a mio giudizio
da aspettarsi per il futuro. Ed essendo lo stato clinico globalmente invariato
negli ultimi anni in base alla documentazione medica, senza necessità di ulteriori
accertamenti medici assicurativi si può convalidare le limitazioni presenti
fino ad ora a livello medico assicurativo. (…)” (doc. AI 87/1).

 

                                         Viste
le risultanze mediche suesposte ed essendo il quadro clinico dell’assicurata
incontestato – nella decisione impugnata l’Ufficio AI ha evidenziato che “(…)
dalla documentazione medica acquisita agli atti, risulta uno stato di salute
invariato rispetto a quanto valutato a livello pluridisciplinare da parte del
Servizio Accertamento Medico (SAM – 26.07.2000) ovvero un’incapacità lavorativa
medico teorica del 50%. (…)” (doc. AI 103/2) e con il ricorso e nelle osservazioni
16 agosto 2011 l’assicurata ha sostenuto che “(…) quanto all’incapacità
al lavoro, nella decisione non vengono, a ragione, contestate le
conclusioni mediche – attitudinali che confermano di nuovo una capacità residua
del 50% per postumi di Basedow. La ricorrente accetta tale conclusione, anche
se nello svolgere le attività professionali spesso si muove sull’orlo
dell’esaurimen-to fisico e psichico, riducendo la qualità di vita ad un minimo
appena accettabile. (…)” (doc. AI 104/5) e che “(…) sarebbe certamente
possibile risolvere entro pochi mesi la questione del grado d’invalidità, non
essendo oggetto di discussioni il grado di inabilità lavorativa (che spesso
richiede tanto tempo per essere chiarito). (…)” (VI) – il TCA non
può che fare proprie le conclusioni del medico SMR su questo punto, non essendovi
contestazioni tra le parti.

 

                               2.8.   L’amministrazione
ha valutato il grado di invalidità dell’assicu-rata applicando il metodo
ordinario del confronto dei redditi.

                                         Ricordato
che l'invalidità
nell'ambito delle assicurazioni sociali svizzere è un concetto di carattere
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid.
4a) e considerati determinanti i dati del 2011 visto
che è con effetto da quell’anno che la rendita viene soppressa (l’Ufficio AI ha
eseguito il raffronto dei redditi con riferimento all’anno 2009, motivo per il
quale i redditi da valido e da invalido sono da aggiornare al 2011), valgono le
seguenti considerazioni.

 

                            2.8.1.   Quanto
al reddito da valido – che conformemente alla STCA del 29 agosto 2008 è stato stabilito in
base a quanto l’insorgente avrebbe potuto guadagnare, senza il danno alla
salute, quale terapeuta indipendente (cfr. consid. 1.2) –, nel rapporto
2 febbraio 2011 (doc. AI 92/1-10), l’incaricata dell’inchiesta economica per
gli indipendenti ha evidenziato:

 

" 
(…)

Reddito da valido:

 

L'assicurata è iscritta nella lista delle
guaritrici/guaritori notificata al Dipartimento della Sanità e della Socialità
– Ufficio Sanità (cfr. ultima lista aggiornata al 12.10.2010).

Da una ricerca presso operatori del territorio attivi
come "Guaritori-guaritrici" e iscritti nella lista del Dipartimento
della sanità e socialità (elenco degli operatori nel settore notificato
dall'autorità), è stato possibile estrapolare i seguenti dati:

 

	
  Reddito tassato (netto

  	
  2009

  	
  2008

  	
  2007

  	
  2006

  	
  2005

  	
  2004

  	
  2003

  
	
  Agno

  	
  22'543

  	
  29'205

  	
  26'797

  	
  29'997

  	
  19'979

  	
  16'000

  	
    5'130

  
	
  Lugano

  	
  -

  	
  44'000

  	
  30'000

  	
  47'000

  	
  57'000

  	
  58'000

  	
  61'000

  
	
  Lugano

  	
  -

  	
  26'083

  	
  32'025

  	
  13'937

  	
    7'062

  	
   

  	
   

  
	
  Torricella

  	
  -

  	
  34'000

  	
  45'000

  	
  45'000

  	
  42'000

  	
  47'881

  	
  48'610

  
	
  Malvaglia

  	
  -

  	
  53'000

  	
  *

  	
  *

  	
  *

  	
  *

  	
  *

  
	
  Giubiasco

  	
  -

  	
  38'000

  	
  73'000

  	
  43'000

  	
  50'000

  	
    8'050

  	
   

  
	
  Solduno

  	
  -

  	
  37'000

  	
  40'000

  	
  33'000

  	
  41'000

  	
  34'000

  	
  35'000

  
	
  Mendrisio

  	
  -

  	
  -

  	
  42'838

  	
  -

  	
  -

  	
  -

  	
  -

  
	
  Media per

  	
   

  	
  38'333

  	
  38'333

  	
  41'666

  	
  46'666

  	
  46'627

  	
  48'203

  

 

	
  anno netta

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Media per anno lorda

  	
   

  	
  40'900

  	
  40'900

  	
  44'660

  	
  50'360

  	
  50'318

  	
  52'195

  

 

* reddito da attività dipendente.

 

Sono solo tre gli operatori (indicati in grassetto)
che, nel corso degli anni hanno ottenuto un guadagno senza variazioni
sensibili; essi si presentano pertanto, come un termine di raffronto adeguato
nel definire il guadagno che l'assicurata avrebbe conseguito, senza danno,
nell'esercizio della professione. Casi pertanto, in cui il salario è
particolarmente elevato rispetto ad altri colleghi del settore.

 

La media complessiva del reddito percepito da un operatore/operatrice
nel settore dal 2003 al 2008 risulta essere di fr. 43'304.-- netti, fr.
46'555.-- lordi, cifra che attualizzata al 2009, si attesta sui fr. 47'537.--.
(…)" (doc. AI 92/6-7)

 

                                         Nella
nota 18 maggio 2011 (doc. AI 102/1-2) – avuto riguardo alle osservazioni
9 maggio 2011 dell’assicurata (doc. AI 101/1-7) – l’incaricata
dell’inchiesta ha, in particolare, osservato:

 

" 
(…)

REDDITO DA VALIDA

 

Punti 1a) – 1d)

[…]

Vorrei sottolineare come la determinazione del reddito
da valida debba prendere a riferimento il guadagno di persone che lavorano
nello stesso settore, anche se di fatto, come nel caso in questione, offrono
prestazioni simili ma non identiche. A questo riguardo ritengo esemplificativa
la descrizione che ne fornisce l’Associazione svizzera naturopati: “Sono
considerati “guaritori”, infatti tutte le persone che, senza disporre di
un’autorizzazione per l’esercizio di una qualsiasi professione prevista da questa
legge, distribuiscono e/o attuano, occasionalmente o con regolarità,
prestazioni di tipo sanitario o terapia a pazienti che lo richiedono” –
Estratto da un documento del 30.12.2009, che si riporta in allegato,
dell’Associazione Svizzera di Naturopatia.

In questa accezione non si tratta di “oboli” come
indica l’assicurata, bensì di trattamenti estetici e/o terapeutici a fronte di
un compenso.

 

[…]

 

Punto 1f) – 1h)

L’assicurata non ha portato elementi a sostegno di
quello che definisce “raddoppio dell’efficienza affettiva”. Anche lo scorporo
del guadagno tra vendita dei prodotti da un lato e terapie dall’altro, la porta
ad ipotesi di redditività che non trovano fondamento nella realtà.

È noto infatti, come sia perlopiù nell’ambito della
prestazione, di carattere estetico o terapeutico, che il cliente trova
l’occasione di apprezzare il prodotto e acquistarlo. Anche se l’acquisizione
del cliente avvenisse durante un evento dimostrativo, tuttavia, sarebbe
annoverabile tra i “ricavi da vendita” piuttosto che “da trattamenti”, senza
che ciò porti a modificare il reddito complessivo. Vi sono professionisti
infatti che scorporano, all’interno del conto economico, gli uni dagli altri,
ma ciò non influisce sul risultato d’esercizio.

 

Punto 1k) – 1m)

Le precisazioni dell’assicurata in merito a quanto
ipoteticamente avrebbe potuto guadagnare non possono essere tenute in
considerazione. Per la determinazione del reddito da valido e la conseguente
valutazione della perdita di guadagno non si può infatti far riferimento alle
variazioni della cifra d’affari, bensì, almeno nel caso di una ditta
individuale come quella dell’assicurata, all’utile aziendale, ovvero al
risultato di esercizio derivante dalla differenza tra costi e ricavi (art. 16
LPGA).

(…)" (doc. AI 102/1-2)

 

                                         Questo
Tribunale non ha motivo per mettere in discussione le risultanze dell’inchiesta
2 febbraio 2011 effettuata sul posto e confermata con la nota 9 maggio 2011
(sul valore probante di tali inchieste vedi la STF 9C_35/2007 del 4 aprile
2008; DTF 130 V 61; STCA 32.2005.197 del 6 settembre 2006).

 

                                         Innanzitutto
va rilevato che – proprio perché prima del danno alla salute, che risale al 1995, “(…)
era controvoglia costretta, per vari motivi, a lavorare a tempo parziale
(…)” (doc. AI 104/5). Al punto 2.8 del ricorso è evidenziato inoltre che “(…)
è stato accertato che quando la ricorrente si era ammalata nell’estate 1995
(inabilità lavorativa completa accertata dal 11.10.1995 fino al 31.07.1999),
essa ha sempre lavorato come indipendente. Risulta inoltre che essa ha lavorato
a tempo parziale, (cfr. art. 27bis OAI), non per ragioni economiche o per sua
libera scelta, bensì contrariamente a quanto desiderava, per motivi impellenti
di madre sola con un bimbo nato nel 1987, nonché parzialmente a causa di
un vago stato di ansia dovuto da un lato alle prime conseguenze del
morbo di Basedow (non ancora diagnosticato) ed ad un cumulo di eventi avversi
(matrimonio fallito, incidente stradale, disavventura con un naturopata, ecc.),
in circostanze tutto sommato, che non le permettevano in nessun caso un impegno
professionale completo (cfr. sentenza TCA pag. 15 e 16). (…)” (doc. AI
104/6) – i dati del conto economico dal quale risulta un reddito annuo da
attività indipendente di fr. 5'930.-- per gli anni dal 1987 al 1989, di fr.
6'334.-- per il 1990 e 1991 e di fr. 7'038.-- per gli anni dal 1992 al 1995
(doc. AI 1/4), non potevano essere considerati rilevanti per il calcolo del
reddito da valido poiché il tempo parziale nella propria attività indipendente,
oltre a non essere precisato nel suo quantum, nemmeno era riconducibile al
danno alla salute.

 

                                         Di
conseguenza, ritenuto che il reddito da valida non poteva essere stabilito tenendo
conto dei valori riguardanti l’attività indipendente negli anni precedenti al
danno alla salute, l’amministrazione poteva fondarsi sui dati relativi agli
operatori del territorio attivi come “Guaritori-guaritrici” iscritti nella
lista del Dipartimento della sanità e socialità essendo tale attività simile a
quella esercitata dall’insorgente (vedi a contrario la STF 8C_360/2010 del 30
novembre 2010).

                                         Va
qui ricordato che per la determinazione del reddito di un indipendente, si deve
tener conto in particolare delle attitudini professionali e personali e del
genere di attività della persona assicurata, come pure della situazione
economica e dell'andamento della sua azienda prima dell'insorgere
dell'invalidità. In mancanza di dati affidabili, il reddito medio o il
risultato d'esercizio di aziende simili possono fungere da base per valutare il
reddito ipotetico (STF I 790/04 del 18 ottobre 2006 e riferimenti).

 

                                         Quanto
alle argomentazioni sviluppate dall’assicurata nelle osservazioni 9 maggio 2011
(doc. AI 101/1-7), riprese e sviluppate con il ricorso e/o a cui si rinvia, va
osservato quanto segue.

 

                                         Circa
la possibilità di migliorare costantemente la propria situazione economica – l’insorgente
ha sostenuto che “(…) determinante sarebbe quindi il reddito che la
ricorrente avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze professionali
come pure delle circostanze personali per un prospettato avanzamento professionale
(quali la frequentazione di corsi, diploma per terapie JSD, cfr. pag 12 TCA).
(…)” (doc. AI 104/6 punto 2.10) e che “(…) non esistono indizi che non avrei
– se non mi fossi ammalata nel 1995 con la relativa incapacità lavorativa –
continuato a perfezionare la formazione iniziata nel 1981 (a 30 anni)
quale estetista presso la scuola “__________” di __________. Anzi, dal
mio curriculum professionale risulta che già nel periodo dal 1981 al 1994 (cioè
prima di ammalarmi) ho sviluppato vieppiù le mie capacità di terapeuta indipendente,
il che mi avrebbe senza dubbio permesso di migliorare costantemente la mia
situazione economica. (…)” (doc. AI 101/2) – il TCA rileva che per
giurisprudenza il reddito ipotetico da valido viene fissato tenendo conto del
salario nonché degli aumenti di salario e delle reali possibilità di promozione
che l’invalidità ha compromesso, ignorando tuttavia le semplici possibilità
teoriche di avanzamento (vedi in questo senso anche la STF 9C_791/2010 del 14
febbraio 2011 e la giurisprudenza ivi citata). Del resto (come si evince dallo
specchietto del rapporto 2 febbraio 2011 sub. doc. AI 92/6-7 sopra riprodotto)
l’ammi-nistrazione ha considerato la media del reddito conseguito durante gli
anni dal 2003 al 2008 da tre operatori attivi come “Guaritori-guaritrici” il
cui guadagno era particolarmente alto rispetto ad altri colleghi e che non ha
subito negli anni variazioni sensibili.

 

                                         Riguardo
invece alle precisazioni in merito a quanto avrebbe potuto guadagnare (vedi i
punti da 1f a 1m delle osservazioni 9 maggio 2011 sub doc. AI 101/3-6) – in sintonia
con le conclusioni a cui è giunta l’incaricata dell’inchiesta nella nota 18
maggio 2011 sopra riprodotta – le stesse non possone essere considerate in quanto mere ipotesi e
ritenuto che, nel caso di una ditta individuale come quella dell’assicurata,
per il calcolo del reddito da valido sarebbe giustificato fondarsi sull’utile
dell’azienda negli anni precedenti al danno alla salute (dati questi, lo si
ribadisce ancora una volta, in casu, non attendibili). Pertanto, non disponendo
di dati contabili attendibili per il periodo precedente al danno alla salute
riferibili ad un’attività quale terapeuta indipendente a tempo pieno, nulla
ostava ad un accertamento del reddito da valido sulla base di un esame
comparativo dei redditi conseguiti da aziende simili nella regione (vedi in
questo senso anche la STF I 782/03 del 24 maggio 2006).

 

 

                                         Quanto,
infine, all’osservazione in merito ad “(…) un presunto raddoppio della sua
efficienza (…)” (doc. AI 104/5 punto 2.7) – al punto 2.7 del ricorso
la ricorrente sostiene che “(…) nessuno contesta che, primo, la ricorrente è
da considerare “malata” con una capacità lavorativa ridotta al 50% […], e che,
secondo, la ricorrente svolge da invalida praticamente il medesimo tipo di
attività che svolgerebbe senza il danno alla salute. Orbene, l’unica logica
spiegazione del fenomeno che una persona, che lavora da invalida nelle
condizioni sopra descritte, infine riesce a guadagnare addirittura di più di
quanto guadagnerebbe da sana, è che detta persona invalida riesce a “vendere”
il proprio lavoro ad un prezzo più che radoppiato in confronto a quello che
potrebbe fatturare da sana. (…)” (doc. AI 104/5) – il TCA si
limita ad osservare che (come si vedrà al prossimo considerando) quale reddito
da invalido è stato ritenuto il reddito effettivo (ottenuto dall’attività
salariata e indipendente) su cui l’insorgente è stata tassata nel 2009. Del
resto la ricorrente non ha addotto che l’esercizio di dette attività metterebbero
in pericolo la sua salute – nella STF 9C_648/2010 del 10 agosto 2011 il
TF ha evidenziato che “(…) invalidenversicherungsrechtlich geht es nichr an,
für das Invalideneinkommen den Lohn heranzuziehen, welcher durch eine für di
Gesundheit offensichtlich schädliche Arbeit erzielt wird. (…)” – e anche
volendo ritenere i redditi da invalido da lei indicati il grado d’invalidità
non sarebbe pensionabile.

 

                                         In
conclusione il reddito da valido per il 2011 ammonta a fr. 48'683.97 (fr. 47'537.-- per
il 2009 (stabiliti nell’inchiesta 2 febbraio 2011 che per quanto detto sopra
vanno confermati) aggiornati al 2011 aumentandoli dello 0.8% per il 2010
e del 1.6% per il 2011 (cfr. la tab. relativa all’evoluzione
dei salari nominali pubblicata sul sito dell’Ufficio federale di statistica)).

 

                            2.8.2.   Quanto
al reddito da invalido l’Ufficio AI ha considerato l’importo complessivo
di fr. 51'230.-- che risulta dalla tassazione per l’anno 2009 (fr. 27'472.--
per l’attività dipendente presso la ditta __________ e fr. 20'000.-- per
l’attività indipendente della ditta individuale (vedi il rapporto 2 febbraio
2011 e il progetto di decisione 23 marzo 2011 sub doc. AI 92/7-8 e 93/2)).

                                         L’assicurata
ha contestato questa valutazione adducendo che il contratto di lavoro con la
ditta __________ è stato disdetto e che dal 1. luglio 2009 la sua attività è da
indipendente (vedi le osservazioni 9 maggio 2011 e la disdetta 24 marzo 2009
sub doc. AI 89/40 e 101/4), che nella decisione fiscale 2009, cresciuta in
giudicato, sono state considerate delle voci che in realtà non andavano considerate
interamente come reddito (vedi le osservazioni 9 maggio 2011 sub doc. AI 101/6
e il riferimento alla cessione dell’automobile e del computer) e che il “(…)
il reddito da invalida che fa stato per risolvere il problema della
revisione ammonta a mio avviso a ca. fr. 32'000.- / 35'000.- all’anno (…)”
(doc. AI 101/7). In particolare nella tabella sub doc. AI 101/9 l’assicurata ha
concluso per un reddito da invalida per il 2010 di fr. 31'367.00

 

                                         In
concreto il TCA si può esimere dall’analizzare puntualmente e singolarmente le
censure sopra enunciate visto che – anche volendo applicare per il 2010 la
cifra di fr. 31'367.00 (come preteso e quale ipotesi questa a lei più
favorevole) – nel 2011 il reddito da invalida ammonterebbe a fr. 31'868.87 (fr.
31'367.00 per il 2010 aggiornati al 2011 aumentandoli dello del 1.6% in base alla tabella relativa all’evoluzione dei salari nominali
pubblicata sul sito dell’Ufficio federale di statistica) e il grado
d’invalidità sarebbe del 35% ([48'683.97 - 31'868.87] x 100 : 48'683.97 = 34.53%
arrotondato al 35% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121 consid.
3.2) che non dà diritto ad alcuna rendita d’invalidità (cfr. consid. 2.4).

 

                               2.9.   In
simili circostanze, visto tutto quanto precede e considerato che la capacità di
guadagno – anche se lo stato di salute è rimasto invariato – ha subito un cambiamento
importante, è dunque a ragione che l’Ufficio AI ha soppresso il diritto alla
mezza rendita in via di revisione con effetto dal 1. luglio 2011 (cfr. consid.
2.6).

 

                             2.10.   Con
la resa del presente giudizio la domanda di ripristino dell’effetto sospensivo,
formulata nel gravame, diventa priva di oggetto.

 

                             2.11.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza le spese per fr. 500.-- sono poste a carico della ricorrente.

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico della ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti