# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca838af3-fe7f-5ba6-8c8b-0d8fa1767aea
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-21
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 21.02.2024 BE.2023.23
**Docket/Reference:** BE.2023.23
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BE-2023-23_2024-02-21

## Full Text

Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA);;Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA)

Decisione del 21 febbraio 2024 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Daniel Kipfer Fasciati e Patrick Robert-Nicoud,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 

CONTRIBUZIONI,  

 

Richiedente 

 

   

  contro 

   

A.,  

 

rappresentato dagli avv. Peter A. Jäggi e Federica Nico-

losi, Studio Legale Tributario, 

 

Opponente 

 

   

Oggetto  Levata dei sigilli (art. 50 cpv. 3 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BE.2023.23 
 

 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Con decisione del 6 novembre 2023, l’Amministrazione federale delle contri-

buzioni (AFC), Divisione principale imposta federale diretta, imposta preven-

tiva, tasse di bollo, dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte del Capo del 

Dipartimento federale delle finanze DFF (v. act. 1.1), ha aperto nei confronti 

di B. Sagl in liquidazione, C. Ltd, D. e A. un’inchiesta fiscale speciale giusta 

gli articoli 190 e seguenti della legge federale sull’imposta federale diretta 

(LIFD; RS 642.11) per sottrazione di importanti somme d’imposta e frode 

fiscale, reati che sarebbero stati commessi tra il 2016 e il 2021 (v. act. 1.1 e 

1.2).  

 

In sostanza, l’autorità fiscale sospetta che il fondo lussemburghese E. costi-

tuito il 21 giugno 2010 da D., sia stato gestito dalla Svizzera, in particolar 

modo dal Canton Ticino tramite B. Sagl in liquidazione o C. Ltd, Malta. Que-

sto perché le commissioni corrisposte dal summenzionato fondo per la ge-

stione degli asset sarebbero state versate alla F. SA, Lussemburgo, la quale 

non impiegando personale le avrebbe riversate verosimilmente a C. Ltd, 

anch’essa senza attività e personale, commissioni a loro volta riversate nella 

holding del gruppo, G. Ltd, Malta, società detenuta da D. e A. In questo 

modo, le commissioni di gestione non sarebbero state tassate nella giurisdi-

zione nella quale avrebbero lavorato i principali amministratori e dove vero-

similmente il fondo sarebbe stato gestito (v. act. 1, pag. 2 e seg.). 

 

 

B. Nell’ambito del procedimento di cui sopra, l’AFC, in data 9 novembre 2023, 

ha effettuato una perquisizione presso il domicilio privato di A., a Paradiso, 

la quale ha permesso alle autorità inquirenti di trovare un telefono cellulare 

in uso al predetto. Opponendosi quest’ultimo alla perquisizione, il telefono 

cellulare in questione è stato posto sotto sigillo (v. act. 1.3 e 1.4). 

 

 

C. Con istanza del 28 novembre 2023, presentata alla Corte dei reclami penali 

del Tribunale penale federale, l’AFC ha postulato l’autorizzazione a proce-

dere alla levata dei sigilli apposti al telefono cellulare di cui sopra e alla cer-

nita dei dati ivi contenuti (v. act. 1). 

 

 

D. Con risposta dell’11 dicembre 2023, trasmessa all’AFC per conoscenza (v. 

act. 5), l’opponente ha postulato, in via principale, la reiezione dell’istanza e 

la restituzione del telefono cellulare; in via subordinata, che sia fatto ordine 

all’AFC “di effettuare una copia forense dei documenti informatici contenuti 

nel cellulare iPhone 13 della società H. SA e procedere alla cernita dei soli 

documenti informatici rilevanti per l’inchiesta. Fatta la copia forense dei 

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documenti informatici rilevanti per l’inchiesta, è ordinata la restituzione del 

cellulare alla società H. SA” (act. 1, pag. 25).  

 

 

E. Con scritto del 23 gennaio 2024, questa Corte ha dato l’incarico all’Ufficio 

federale di polizia fedpol (in seguito: fedpol) di creare delle copie forensi dei 

dati contenuti nel telefono cellulare oggetto dell’istanza di levata dei sigilli in 

questione (v. act. 6). 

 

 

F. Con scritto del 30 gennaio 2024, trasmesso alle parti per conoscenza (v. act. 

9), fedpol ha trasmesso a questa Corte quanto richiesto (v. act. 8). 

 

 

Le argomentazioni delle parti saranno riprese, nella misura del necessario, 

nei considerandi in diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

1.  

1.1 Giusta gli art. 25 cpv. 1 e 50 cpv. 3 DPA, nonché l’art. 37 cpv. 2 lett. b della 

legge federale sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione 

(LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

è competente a decidere sulla perquisizione di carte nell’ambito di procedure 

d’inchiesta di diritto penale amministrativo. 

 

1.2 Giusta l’art. 190 cpv. 1 LIFD, il capo del DFF può autorizzare l’AFC a svol-

gere un’inchiesta in collaborazione con le amministrazioni cantonali delle 

contribuzioni, se esistono sospetti giustificati di gravi infrazioni fiscali, d’assi-

stenza o d’istigazione a tali atti. Secondo il cpv. 2 di tale disposizione, sono 

considerate gravi infrazioni fiscali in particolare la sottrazione continuata di 

importanti somme d’imposta (art. 175 e 176) e i delitti fiscali (art. 186 e 187). 

In base all’art. 191 cpv. 1 LIFD, la procedura contro gli autori, i complici e gli 

istigatori è retta dagli articoli 19-50 DPA.  

 

Nell’ambito della presentazione della domanda di dissigillamento l'autorità 

amministrativa competente dell'inchiesta deve tenere sufficientemente conto 

del principio di celerità del diritto processuale penale (art. 29 cpv. 1 Cost. e 

art. 5 cpv. 1 CPP; DTF 139 IV 246 consid. 3.2). 

 

1.3 L’AFC è legittimata a sottoporre la richiesta di levata dei sigilli alla Corte dei 

reclami penali del Tribunale penale federale. Premessa l’inesistenza di un 

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termine per presentare una simile richiesta, l’istanza presentata dall’AFC il 

28 novembre 2023 è ricevibile in ordine e rispetta in ogni caso il principio di 

celerità. 

 

 

2. L’opponente sostiene che “non essendo stata effettuata nessuna copia fo-

rense, secondo la giurisprudenza (cfr. BE.2017.21-23) la richiesta di levata 

di sigilli per questo supporto è irricevibile e lo stesso va restituito all’oppo-

nente” (act. 4, pag. 25). 

 

2.1 Nella DTF 148 IV 221, il Tribunale federale ha affermato che scopo del sigil-

lamento è di escludere qualsiasi possibilità per l'autorità inquirente di pren-

dere conoscenza dei dati sequestrati prima che un tribunale decida sull'am-

missibilità dell'accesso agli stessi. Nella procedura di dissigillamento non 

spetta quindi all'autorità inquirente, ma semmai con l'ausilio di una persona 

esperta, al Giudice dei provvedimenti coercitivi esaminare se sussistano im-

pedimenti al dissigillamento, che si oppongano alla perquisizione. Qualora 

appaia opportuno allestire una copia dei dati per tutelarne la perdita o per un 

altro motivo, non si può ritardare l'apposizione dei sigilli sugli apparecchi; la 

copia dei dati dev'essere ordinata immediatamente, pure da parte del Giu-

dice dei provvedimenti coercitivi, dopo l'apposizione dei sigilli, semmai a ri-

chiesta dell'autorità inquirente. Quest'ultima non può essere coinvolta in al-

cun modo negli atti reali dello sblocco degli apparecchi e del mirroring dei 

dati (consid. 2 e 3). L'esecuzione dello sblocco degli apparecchi e del mirro-

ring prima dell'apposizione dei sigilli da parte di un'autorità incaricata da 

quella inquirente costituisce un vizio procedurale considerevole, che com-

porta l'inutilizzabilità dei dati e la loro distruzione, come pure la restituzione 

degli apparecchi all'avente diritto (consid. 4). 

 

2.2 In concreto, premesso che il contenuto della sentenza del Tribunale penale 

federale BE.2017.21-23 del 4 ottobre 2019, sul punto in questione, risulta 

ormai superato dalla DTF 148 IV 221, si rileva che questa Corte, conforme-

mente a quanto prescritto dal Tribunale federale, e constatato che l’AFC non 

ha proceduto ad effettuare essa stessa copia forense dei dati presenti nel 

telefono cellulare in uso all’opponente (v. act. 1, pag. 2), ha dato mandato 

alla fedpol di procedervi (v. DTF 148 IV 221 consid. 2.5 e 2.6; supra Fatti lett. 

E). Visto quanto precede, la censura in questo ambito va disattesa. 

 

 

3.  

3.1 Tra le misure coercitive previste in ambito di DPA vi è la perquisizione di 

carte (art. 50 DPA). Altri supporti d’informazioni (ad esempio pellicole, nastri 

magnetici per registrazioni, ecc.) sono assimilabili alle "carte" ai sensi dell'art. 

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50 DPA (DTF 108 IV 76). Ne segue che anche la perquisizione di telefoni 

cellulari sottostà alla suddetta normativa. 

 

3.2 Nell’ambito di un’istanza di levata dei sigilli ai sensi dell’art. 50 cpv. 3 DPA, 

la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale non deve pronun-

ciarsi sull’esistenza delle infrazioni contestate all’imputato; essa si limita a 

determinare se la perquisizione è ammissibile (DTF 106 IV 413 consid. 3) 

alla luce dei criteri di cui al consid. 4.1.  

 

 La perquisizione di carte dev’essere fatta col maggior riguardo possibile dei 

segreti privati e in modo da tutelare il segreto professionale e d'ufficio (art. 

50 cpv. 1 e 2 DPA; cfr. TPF 2007 96 consid. 2; decisioni del Tribunale penale 

federale BE.2019.5 del 20 agosto 2019 consid. 3.1; BE.2018.19 del 16 aprile 

2019 consid. 3). 

 

 

4.  

4.1 L’autorità chiamata a statuire sulla richiesta di levata dei sigilli deve innanzi-

tutto esaminare se sussistono sufficienti indizi di reato atti a giustificare una 

perquisizione (DTF 106 IV 413 consid. 4). All’uopo, occorre soddisfare due 

condizioni. Da una parte, i fatti devono essere descritti in maniera sufficien-

temente dettagliata, affinché si possa procedere alla sussunzione ad uno o 

più reati penali. D’altra parte, devono essere presentati sufficienti mezzi di 

prova o indizi a sostegno dell’adempimento della fattispecie. Differentemente 

dai gravi indizi di reato, i sufficienti indizi di reato non necessitano la presenza 

di prove o indizi prospettanti già una considerevole o forte probabilità di con-

danna (v. decisione del Tribunale penale federale BE.2019.4 del 17 settem-

bre 2019 consid. 4.1 e rinvii). 

 

La perquisizione di documenti presuppone inoltre che questi contengano 

scritti importanti per l’inchiesta (art. 50 cpv. 1 DPA). L’autorità inquirente non 

deve tuttavia ancora dimostrare l’esistenza di un rapporto di connessione 

concreto tra le indagini e ogni singolo documento posto sotto sigilli. È suffi-

ciente che essa indichi, in linea di massima, in che misura i documenti sigillati 

sono rilevanti per la procedura (cfr. sentenza del Tribunale federale 

1B_322/2013 del 20 dicembre 2013 consid. 3.1 con rinvii). I detentori di re-

gistrazioni od oggetti che richiedono la messa sotto sigilli e che contestano 

la perquisizione, dal canto loro, hanno l’incombenza processuale di indicare 

ogni oggetto che a loro avviso non presenta manifestamente nessuna con-

nessione con l’inchiesta penale. Ciò vale in particolare allorquando essi po-

stulano la messa sotto sigilli di documenti o file voluminosi o complessi (v. 

sentenza del Tribunale federale 1B_637/2012 dell’8 maggio 2013 consid. 

3.8.1 in fine, non pubblicato in DTF 139 IV 246). 

 

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A questo stadio, l’autorità chiamata a giudicare sulla richiesta di levata dei 

sigilli deve riferirsi al cosiddetto principio dell'utilità potenziale, verificando 

quindi se sussiste un nesso plausibile tra i reati perseguiti e i documenti posti 

sotto sigillo (sentenze del Tribunale federale 1B_602/2020 del 23 febbraio 

2021 consid. 5.2; 1B_487/2020 del 2 novembre 2020 consid. 3.2; 

1B_167/2015 del 30 giugno 2015 consid. 2.1; 1B_671/2012 dell’8 maggio 

2013 consid. 3.7.1 con riferimenti). 

 

Oltre al fondato sospetto e all'utilità potenziale per l’inchiesta dei documenti 

posti sotto sigillo, la perquisizione è ammissibile solo se rispetta il principio 

di proporzionalità. Essa deve, in altre parole, apparire come la misura meno 

incisiva in grado di raggiungere l’obiettivo perseguito (decisione del Tribu-

nale penale federale BE.2014.17 del 27 marzo 2015 consid. 2.6). 

 

4.2  

4.2.1 Nel caso concreto, l’AFC ha aperto un’inchiesta fiscale speciale giusta gli art. 

190 e segg. LIFD nei confronti dell’opponente, D., B. Sagl in liquidazione e 

C. Ltd a seguito delle seguenti ipotesi di reato, menzionate nello scritto 

dell’AFC del 6 novembre 2023: “B. Sagl in liquidazione, rispettivamente C. 

Ltd nei periodi fiscali 2016-2021 avrebbero commesso una sottrazione d’im-

posta (art. 175, art. 176 LIFD) di importanti somme d’imposta, in quanto B. 

Sagl in liquidazione non avrebbe contabilizzato i ricavi derivanti dalla ge-

stione del fondo d’investimento E., rispettivamente C. Ltd, Valletta, Malta non 

avrebbe intrattenuto sede effettiva in Ticino. Di conseguenza, le attività di 

gestione del fondo d’investimento non sarebbero state tassate dove esse 

venivano eseguite”. Inoltre, “B. Sagl in liquidazione non avrebbe contabiliz-

zato una parte dei ricavi a lei spettanti, inoltrando documenti falsi all’autorità 

fiscale, in ragione di quanto precede sarebbe dato il reato di frode fiscale 

(art. 186 LIFD)”. “D., oltre ad aver commesso personalmente una sottrazione 

d’imposta, avrebbe attuato la frode fiscale a nome di B. Sagl e sarebbe com-

plice dei presunti reati indicati al punto 1 (art. 177 LIFD)”. Mentre “A., oltre 

ad aver commesso personalmente una sottrazione d’imposta, sarebbe com-

plice dei reati indicati al punto 1 (art. 177 LIFD)” (act. 1.2, pag. 1 e seg.). In 

altre parole, l’AFC sospetta che il fondo d’investimento di diritto lussembur-

ghese E. venga in realtà gestito nel Canton Ticino ad opera di D. e A. In tale 

caso, i ricavi derivanti dalla gestione – specificatamente le management fees 

e, quando conseguite, le performance fees – dovrebbero essere contabiliz-

zate e tassate in Ticino e non all’estero (v. act. 1.1). I sospetti dell’autorità 

fiscale si basano sulla struttura nella quale sono inglobate le società indagate 

e su quanto ha potuto essere ricostruito in merito alle posizioni di D. e A. (v. 

ibidem). Secondo l’autorità fiscale, “le commissioni corrisposte dal fondo ci-

tato per la gestione degli asset (Allegato 9), venivano versate alla F. SA, 

Lussemburgo (Allegato 10, pag. 1 e 13), la quale non impiegando personale 

(Allegato 11, pag. 2) le riversava verosimilmente alla società maltese C. Ltd., 

- 7 - 
 
 

anch’essa senza attività e personale (Allegato 12, pag. 1, 5 e 17), e quindi 

venivano riversate nella società holding del gruppo, la G. LTD., Malta, la 

quale era detenuta da D. e A. (Allegato 13, pag. 1,5 e 10; Allegato 14). In 

questo modo le commissioni di gestione non venivano tassate nella giurisdi-

zione nella quale lavoravano i principali amministratori (D. e A.) e dove vero-

similmente il fondo veniva gestito (Allegato 15, parzialmente con omissis). 

Per quanto riguarda l’attività svolta da A., divenuto coazionista di G. LTD. tra 

gennaio e giugno 2017 e direttore operativo a partire da fine 2016, occorrerà 

verificare in quali giurisdizioni egli ha svolto la propria attività professionale 

negli anni 2017-2018 (cfr. Allegato 14). Da notare che secondo il suo profilo 

Linkedin, A. sarebbe divenuto Member of the Board of directors and of the 

lnvestment Committee di I. Real Estate solamente nel dicembre 2017 (Alle-

gato 16). Vi è poi il sospetto che anche le subscription e redemption fees 

corrisposte a seguito della vendita di parti del fondo non siano state tassate 

in Svizzera, ma sono verosimilmente transitate dalla società di intermedia-

zione mobiliare J. Ltd., Londra (Inghilterra), della quale D. e A. erano soci 

(cfr. Allegato 14), per poi essere suddivise con i gestori patrimoniali che ac-

quistavano le parti del fondo per i propri clienti. Anche in questo caso l’AFC 

ipotizza che una parte dell’attività di distribuzione venisse svolta dal Cantone 

Ticino, senza essere tassata […]. L’imposta totale presumibilmente sottratta 

ammonta a CHF 2,4 mio” (act. 1, pag. 2 e seg.). L’AFC aggiunge che “D. e 

A. sono le persone che, nel periodo oggetto d’inchiesta, hanno agito per 

conto di G. LTD. (Allegato 17, pag. 1-3) e delle sue partecipate, occorrerà 

quindi chiarire essi se hanno commesso atti di partecipazione alle presunte 

sottrazioni sopra descritte” (ibidem, pag. 3). Inoltre, “dal profilo delle sottra-

zioni personali dell’imputato il sospetto fondato riguarda la dichiarazione del 

dividendo di CHF 500’000 avvenuta il 31 dicembre 2019, allorquando egli 

avrebbe preso domicilio in Svizzera il 2 gennaio 2020. Tuttavia, come si 

evince chiaramente dall’Allegato 18, egli in data 23 dicembre 2019 si trovava 

già in Svizzera” (ibidem). 

 

4.2.2 Con l’intento di raccogliere elementi utili all’inchiesta, l’AFC ha proceduto alla 

perquisizione dell’abitazione di A. (v. act. 1.3), operazione che ha permesso 

di rinvenire un telefono cellulare iPhone 13 mini in uso al predetto, suggellato 

su richiesta di quest’ultimo sulla base dell’art. 50 cpv. 3 DPA (v. act. 1.4 e 

1.5). A sostegno della richiesta di levata dei sigilli, l’autorità fiscale afferma 

che, pur appartenendo formalmente alla H. SA, il telefono cellulare posto 

sotto sigillo sarebbe in uso esclusivo di A. Essa sostiene che “non è escluso 

– anzi è estremamente verosimile – che su tale telefono vi siano dei dati 

privati del signor A. potenzialmente rilevanti per verificare la questione del 

suo domicilio nel 2019 (cfr. art. 50 cpv. 1 DPA). Occorre rilevare che il tele-

fono cellulare sugellato al momento della perquisizione domiciliare è l’unico 

oggetto informatico rinvenuto nell’abitazione dell’imputato. Anche sotto que-

sto profilo appare chiaro che l’analisi dei dati contenuti all’interno del cellulare 

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sia necessaria al fine di poter confermare (o smentire) il sospetto fondato nei 

suoi confronti. E inoltre d’uopo sottolineare che l’interesse dell’inchiesta pre-

vale sugli interessi di H. SA al mantenimento del segreto, segreto tra l’altro 

non protetto dall’articolo 50 capoverso 2 DPA. È pacifico che dati apparte-

nenti a H. SA – se effettivamente irrilevanti per l’inchiesta – non verranno 

sequestrati dall’AFC” (act. 1, pag. 5). L’AFC aggiunge che “altri segreti pro-

tetti ai sensi dell’articolo 50 capoverso 2 DPA non sono stati invocati” e che, 

riassumendo, “risulta chiaro che tra i dati informatici del telefono cellulare 

dell’opponente vi siano mezzi di prova rilevanti che permettono di chiarire la 

fattispecie. La perquisizione di carte è inoltre proporzionale. Pertanto 

l’istanza è fondata” (ibidem). 

 

4.2.3 L’opponente, dal canto suo, afferma che l’AFC, nella sua istanza, “non forni-

sce una descrizione dei fatti sufficientemente chiara e precisa, né tantomeno 

adduce prove sufficienti, per poter fondare un preteso assoggettamento alla 

fiscalità svizzera delle varie entità giuridiche o persone menzionate nella ri-

chiesta di levata dei sigilli e, di conseguenza, non allega fatti che possano 

essere ricondotti ad una fattispecie penale per quanto concerne la pretesa 

gestione dalla Svizzera del fondo lussemburghese E. (act. 4, pag. 3). Inoltre, 

“anche per quanto attiene alle pretese sottrazioni personali del sig. D. e del 

sig. A. l’autorità inquirente non adduce sospetti precisi e sufficientemente 

fondati circa la commissione di un reato. Peraltro, le infrazioni contestate al 

sig. D., che riguarderebbe un’asserita trasposizione […], o al sig. A., che 

concernerebbe una pretesa mancata dichiarazione di un dividendo […] ri-

guarderebbero singole fattispecie di sottrazione d’imposte per cui non sa-

rebbe realizzata la condizione della continuata sottrazione d’imposta posta 

come condizione dall’art. 190 cpv. 2 LIFD” (ibidem). Per quanto riguarda il 

telefono cellulare sotto sigillo, l’opponente afferma che lo stesso sarebbe in 

suo uso, ma apparterrebbe alla H. SA, aggiungendo che quest’ultima “non 

ha nulla a che fare con le attività del fondo E. e non ha alcun legame di 

partecipazione con G. Ltd. Infatti, è una società costituita il 24 giugno 2020 

di cui solo il sig. A. è azionista nonché amministratore, che si occupa di atti-

vità immobiliari. I dati immagazzinati nel cellulare non hanno pertanto alcuna 

rilevanza né per la determinazione del domicilio fiscale del sig. A. nel 2019 

né per quanto riguarda la pretesa gestione dalla Svizzera del fondo E. Il te-

lefono messo sotto sigilli è un iPhone 13 mini, un modello che è stato pre-

sentato per la prima volta il 14 settembre 2021 all’evento California strea-

ming presso l’Apple Park e che è disponibile all’acquisto dal 24 settembre 

2021. Dal momento che l’inchiesta riguarda gli anni 2016 a 2021 è chiaro 

che il cellulare in questione non contiene dati informatici importanti per l’in-

chiesta. In ogni caso, non essendo stata effettuata nessuna copia forense, 

secondo la giurisprudenza (cfr. BE.2017.21-23) la richiesta di levata di sigilli 

per questo supporto è irricevibile e lo stesso va restituito all’Opponente” (ibi-

dem, pag. 24 e seg.). 

- 9 - 
 
 

4.3 Alla luce degli elementi presentati dall’AFC nella sua istanza e dei vari docu-

menti indicati, nonché dei necessari chiarimenti ancora da effettuarsi, questa 

Corte ritiene che, nell’ottica di una richiesta di levata dei sigilli, l’AFC di-

sponga di sufficienti indizi di reato per fondare i propri sospetti circa le infra-

zioni descritte e che i dati contenuti nel cellulare dell’opponente posto sotto 

sigillo presentino un’utilità potenziale per il prosieguo dell’inchiesta. Non es-

sendo ipotizzabile una misura meno invasiva, ma altrettanto adeguata a per-

mettere alle autorità di accedere alle informazioni utili all’inchiesta, la misura 

richiesta risulta altresì proporzionata. L’opponente ha dichiarato che la so-

cietà H. SA non avrebbe nulla a che vedere con il fondo E. e con G. Ltd e 

che i dati presenti nel cellulare non avrebbero nessuna utilità per l’inchiesta. 

Si tratta un’affermazione che va verificata, anche perché l’AFC ha dichiarato 

che, in base alle sue conoscenze attuali, “non si può escludere che altre 

società non ancora note all’AFC appartengano al gruppo. Pertanto, sono ri-

levanti anche i documenti di società precedentemente sconosciute che pre-

sumibilmente avevano legami commerciali con una delle società note del 

gruppo nella sfera d’influenza delle persone imputate” (act. 1, pag. 4). Ma ciò 

che risulta ancora più significativo è che il cellulare in questione era in uso 

all’opponente nonché imputato, e i dati in esso contenuti possono riguardare 

anche le attività del predetto oggetto dell’inchiesta fiscale. Il fatto che il cel-

lulare sia stato acquistato dopo il 24 settembre 2021 non ha ovviamente al-

cuna rilevanza, visto che i dati in esso contenuti sono notoriamente salva-

guardati in un sistema cloud e possono risalire ad una data precedente all’ac-

quisto dell’hardware, ciò che è del resto la regola quando si acquista un 

nuovo cellulare. Quanto precede basta per permettere la levata dei sigilli dal 

telefono cellulare dell’opponente, per cui le dettagliate argomentazioni pre-

sentate in sede di risposta, con cui in sostanza si anticipano valutazioni che 

riguardano il merito della causa e non certo il limitato orizzonte di esame del 

giudice del dissigillamento (v. supra consid. 4.1), vanno a questo stadio di-

sattese. Egli non ha del resto invocato segreti tutelati dall’art. 50 cpv. 2 DPA. 

La richiedente ha già in ogni caso dichiarato che i dati della società H. SA, 

se effettivamente irrilevanti per l’inchiesta, non verranno sequestrati dall’au-

torità (v. act. 1, pag. 5). Ad ogni modo, la perquisizione del cellulare dovrà 

essere effettuata col maggior riguardo possibile dei segreti privati (e di quelli 

di terzi eventualmente non coinvolti nel presente procedimento), conforme-

mente ai disposti dell’art. 50 cpv. 1 DPA, e le informazioni protette, rapida-

mente individuabili e comunque tutelate dal segreto d’ufficio, dovranno es-

sere scartate ai fini dell’inchiesta.  

 

 

5. In definitiva, la richiesta di levata dei sigilli presentata dall’AFC deve essere 

accolta. Non essendo i dati contenuti nel cellulare oggetto della richiesta toc-

cata da un segreto ai sensi dell’art. 50 cpv. 2 DPA, l’AFC è autorizzata a 

- 10 - 
 
 

procedere essa stessa al dissigillamento e alla cernita dei dati contenuti nel 

cellulare. 

 

 

6. Conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura 

davanti alla Corte dei reclami penali si determina secondo l’art. 73 LOAP, 

disposizione che rinvia al regolamento del Tribunale penale federale sulle 

spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale fe-

derale (RSPPF; RS 173.713.162). Tale regolamento non contiene tuttavia 

indicazioni in merito all’attribuzione delle spese giudiziarie, trovando pertanto 

applicazione per prassi costante le disposizioni della LTF in analogia  

(TPF 2011 25 consid. 3). Giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, all’opponente, parte 

soccombente, viene addossata la tassa di giustizia di fr. 2’000.–. Non ven-

gono per contro assegnate ripetibili all’AFC (v. art. 68 cpv. 3 LTF). 

 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. La richiesta di levata dei sigilli è accolta. 

2. L’Amministrazione federale delle contribuzioni è autorizzata a procedere alla 

levata dei sigilli ed alla cernita dei dati contenuti nel telefono cellulare Apple 

IPhone 13 mini dell’opponente. 

3. La tassa di giustizia di fr. 2’000.– è posta a carico dell’opponente. 

 
 
Bellinzona, 21 febbraio 2024 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Amministrazione federale delle contribuzioni 

- Avv. Peter A. Jäggi e Federica Nicolosi, Studio Legale Tributario 

 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 giugno 
2005 sul Tribunale federale; LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure, 
all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 
tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il rispetto 
di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito 
tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 

La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).