# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b1546745-1564-5067-949e-eac215dad290
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 17.07.2003 12.2002.148
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2002-148_2003-07-17.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2002.148

  	
  Lugano

  17 luglio
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente

  Chiesa e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.2000.00098
(già 19/2000) della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1- promossa con
petizione 11 febbraio 2000 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dallo studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________, Succursale di __________ 

  rappr. dall'avv. __________

   

  

con cui
l’attore ha chiesto che la convenuta fosse condannata al pagamento di fr.
1'035'964.- più interessi e che le fosse fatto ordine di presentare il
rendiconto dettagliato riguardo alla gestione e alle perdite patrimoniali
subite sui conti n. __________ e n. __________; 

 

ed ora
sulle domande di edizione di documenti 10 ottobre 2000 presentate dall'attore,
avversate dalla convenuta, e che il Pretore, con decreto 3 settembre 2001, ha
parzialmente accolto ai sensi dei considerandi;

 

appellante
l'attore con atto di appello 25 settembre 2001, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di accogliere integralmente le domande di
edizione, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la
convenuta con osservazioni 24 settembre 2002 postula la reiezione del gravame
con protesta di spese e ripetibili;

 

richiamato
il decreto 26 agosto 2002 con cui il Pretore ha concesso all'appello l'effetto
sospensivo; 

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Con
petizione 11 febbraio 2000 __________ ha chiesto la condanna della succursale
luganese di __________, istituto bancario presso cui egli nel 1992 aveva aperto
i conti n. __________ e n. __________, a rifondergli il danno di fr.
1'035'964.- oltre interessi, da lui patito in conseguenza della violazione da
parte della convenuta delle istruzioni impartite il 5 maggio 1994 e a seguito
dell'effettuazione di operazioni non autorizzate, in specie la vendita di
titoli ad alto reddito e la chiusura di contratti swap. La petizione era pure
corredata di una domanda di rendiconto dettagliato relativa alla gestione dei
conti in questione, in particolare volta a chiarire, previa la messa a
disposizione dei necessari documenti, come si fosse prodotta la perdita
patrimoniale riscontrata.

 

 

                                   2.   Con
il giudizio qui impugnato, reso il 3 settembre 2001, il Pretore si è
pronunciato su 4 istanze di edizione di documenti presentate dall'attore in
occasione dell'udienza preliminare, il 10 ottobre 2000, ammettendo ai sensi dei
considerandi quella nei confronti della convenuta, evadendo pure ai sensi dei
considerandi quella all'indirizzo della succursale zurighese della __________,
e respingendo quelle formulate nei confronti della loro compagnia di
assicurazione e della __________. La tassa di giustizia di fr. 700.- e le spese
di fr. 65.- sono state caricate all'attore in ragione di 4/5 e per il resto
alla convenuta, cui sono stati riconosciuti fr. 600.- a titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Con
l'appello che qui ci occupa, avversato dalla convenuta, l'attore chiede di
riformare il giudizio di prime cure nel senso di ammettere integralmente tutte
le domande di edizione.

 

 

                                   4.   Delle
motivazioni della decisione pretorile, dell'appello e delle osservazioni al
gravame si dirà, per quanto necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

                                   5.   L'attore
rimprovera innanzitutto al Pretore di non aver applicato nella fattispecie la
versione dell'art. 206 CPC entrata in vigore il 1° aprile 2001, bensì quella
previgente. La censura è infondata. La parte stessa ammette in effetti che
l'art. 515 CPC in vigore a quel momento stabiliva che le disposizioni
introdotte con la revisione del 20 dicembre 2000, tra cui proprio l'art. 206
CPC, si applicavano unicamente alle cause proposte a partire dalla loro entrata
in vigore. È vero che quest'ultima norma, verosimilmente dovuta a un errore del
legislatore cantonale, è stata in seguito modificata -salvo alcune eccezioni
che qui non interessano- nel senso che le disposizioni introdotte con quella
revisione andavano applicate a tutti i processi pendenti al momento della loro
entrata in vigore: sennonché tale modifica legislativa è pacificamente entrata
in vigore solo a far tempo dal 1° ottobre 2001, ovvero dopo che il giudice di
prime cure si era ormai già pronunciato sulle domande di edizione in questione,
per cui la decisione pretorile appare, da questo punto di vista, ineccepibile.

                                         L'appellante
non può d'altro canto neppure pretendere che questa Camera applichi comunque il
nuovo art. 206 CPC. L'appello, datato 25 settembre 2001, è stato in effetti
inoltrato prima che la nuova disposizione fosse in vigore, per cui la sua
applicazione è esclusa già dal chiaro tenore dell'art. 514 cpv. 1 CPC, tanto
più che, secondo il Tribunale federale, la legalità degli atti processuali va
esaminata, in linea di principio, secondo le norme in vigore al momento della
prolazione del giudizio contestato (cfr. DTF 120 Ia 157 consid. 2b con
rinvii; ICCTF 4 maggio 1998 in re R./R.). Non trattandosi di una
disposizione vantaggiosa per entrambe le parti, è in ogni caso escluso che la
nuova versione dell'art. 206 CPC possa essere applicata retroattivamente (cfr. DTF
115 II 30 consid. 5).

 

 

                                   6.   Nel
seguito del suo esposto il Pretore, dopo aver citato il tenore dell'art. 206
CPC -senza invero distinguere tra edizione di documenti dalla controparte da
quella dai terzi- ha rammentato i principi che disciplinavano la procedura di
edizione, evidenziando dapprima che non erano consentite domande di edizione
formulate in modo generico o aventi finalità investigative, rilevando inoltre
che era inammissibile far capo all'edizione di documenti quando il richiedente
stesso già li possedeva e infine osservando che la domanda di edizione era
ammissibile unicamente per richiamare documenti esistenti, ma non poteva
implicare l'ordine alla parte richiesta di allestire un documento. In questa
sede l'attore non contesta la correttezza dei principi esposti dal giudice di
prime cure, ma ne censura la concreta applicazione con riferimento ai vari
documenti di cui egli aveva chiesto l'edizione alla convenuta e a terze
persone.

 

 

                                         domande
d'edizione nei confronti della convenuta

 

                                  a)   La domanda
con cui l'attore aveva chiesto l'edizione di tutti i documenti, dall'apertura
del conto a tutt'oggi (ovvero fino alla data d'introduzione della domanda di
edizione), riguardanti direttamente o indirettamente i conti n. __________ e n.
__________ (richiesta N. 1) è stata respinta dal Pretore siccome generica e a
carattere inquisitorio. Il giudizio pretorile può essere confermato, sia pure
per altri motivi. In effetti, dalla formulazione della domanda di edizione (che
a quel momento si concludeva con i termini "in particolare:"), si
evince chiaramente che quella, oltretutto palesemente generica, non andava
considerata come una richiesta d'edizione a sé stante, ma serviva unicamente
per inquadrare l'ambito entro il quale si muovevano le richieste formulate ai
punti successivi (N. 1a-1m).

 

 

                                  b)   Il Pretore
ha ammesso la richiesta dell'attore volta ad ottenere le situazioni
patrimoniali riguardanti il portafoglio titoli (N. 1b) limitatamente a quelle
al 1.2.1994 e al 5.5.1999, precisando inoltre che l'edizione era possibile solo
nella misura in cui tali documenti non fossero già agli atti, rilevato che la
convenuta non poteva essere tenuta ad allestire documenti inesistenti. L'attore
in questa sede si limita a chiedere che la data 5.5.1999 sia corretta in
5.5.1994, ciò che, stante l'esplicito accordo della controparte (osservazioni
p. 5), può senz'altro essere ammesso.

 

 

                                   c)   Il giudice
di prime cure ha respinto la richiesta attorea volta ad ottenere i
giustificativi riguardanti tutte le operazioni effettuate sui 2 conti (N. 1c)
perché generica e a carattere investigativo, segnatamente in quanto l'attore
aveva asserito in causa di voler verificare se le operazioni corrispondevano a
quelle ordinate, senza però neppure aver specificato quali fossero le
operazioni contestate. L'edizione dev'essere in realtà ammessa. L'attore ha in
effetti addotto in causa di non essere in grado di comprendere o comunque di
ricostruire, sulla base della documentazione messagli a disposizione della
controparte, come si sia prodotta la perdita patrimoniale oggetto della domanda
di risarcimento, ipotizzando che vi fossero state delle operazioni non
autorizzate. La sua richiesta di ottenere in via di edizione i giustificativi
di tutte le operazioni effettuate sui suoi conti, e non solo degli ordini di
acquisto e di vendita di titoli (N. 1e) e degli ordini riguardanti swaps e
prodotti derivati (N. 1f), ammessi dal Pretore, risulta pertanto puntuale e
legittima. Anche in questo caso l'edizione dovrà però essere limitata ai
documenti che non sono già stati versati agli atti.

 

 

                                  d)   La domanda di
edizione relativa alla corrispondenza con il cliente e con altre persone (N.
1d) è stata respinta dal primo giudice perché in parte tendente ad ottenere
documentazione già in possesso dell'attore, la prima, e generica, la seconda.
Questa Camera ritiene per contro che l'edizione della corrispondenza con il
cliente, segnatamente le comunicazioni che questi ha trasmesso alla banca
-quelle da lui ricevute si presumono in effetti essere ancora in suo possesso-,
sia senz'altro utile per verificare il suo eventuale accordo all'effettuazione
delle varie operazioni e possa dunque essere ammessa, nella misura che non sia
già agli atti. Non così la corrispondenza con terzi, per la quale difetta il
requisito della comunanza del documento di cui all'art. 206 CPC.

 

 

                                  e)   Il Pretore
ha respinto la richiesta di edizione della valutazione del valore di mercato
riferita a tutti i contratti IRS di cui al doc. 4 prodotto dalla convenuta alle
date 21.3.1994, 5.5.1994, 28.7.1994, 12.8.1994 e alle rispettive scadenze (N.
1g), rilevando che non era possibile far ordine a una parte di allestire un
documento non esistente. Il giudizio di primo grado può essere confermato. È in
effetti soltanto in questa sede, e dunque in maniera irricevibile (art. 321
cpv. 1 lett. b CPC), che l'attore ha precisato che queste valutazioni, a suo
dire allestite sulla base dei dati contenuti nel sistema informatico della
convenuta, sarebbero state riportate su supporto cartaceo, tanto che i
consulenti della banca le avrebbero utilizzate proprio in occasione dei
contatti avuti con il cliente. 

 

 

                                    f)   La
richiesta di edizione relativa al documento denominato "__________"
del novembre 1996 corredato del nominativo e dell'indirizzo del suo autore (N.
1l), respinta dal Pretore in quanto a suo giudizio difetterebbero i presupposti
legali per la sua assunzione, dev'essere ammessa, sia pure limitatamente alla
produzione del documento in questione, che consiste in sostanza in un rapporto
allestito dai controllori interni della banca in merito all'attività del gruppo
__________ e che attesterebbe, così almeno secondo quanto riportato dal doc.
S/2, che la filiale svizzera del gruppo avrebbe agito in modo gravemente
carente, favorendo con ciò indirettamente il danno subito dall'attore.
Trattandosi di un documento che -secondo la tesi attorea- costituisce una fonte
o una prova di diritti comuni (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, m.
18 e 20 ad art. 206), nel senso che contribuisce all'accertamento dei reciproci
diritti e doveri delle parti (IICCA 23 settembre 1996 in re A. SA/M. SA,
18 marzo 1998 in re R./G. SA), ben si può ritenere dato il requisito della
"comunanza" di cui all'art. 206 CPC.

 

 

                                  g)   Senz'altro
corretta è per contro la decisione del Pretore di respingere la richiesta di
edizione avente per oggetto il  nominativo e l'indirizzo della compagnia
d'assicurazioni della sede zurighese e della succursale luganese della
convenuta (N. 1m). Quanto richiesto non costituisce in effetti un documento.

 

 

                                   h)   Devono per
contro essere respinte, come giustamente stabilito dal Pretore, siccome
palesemente di natura investigativa, le richieste volte ad ottenere tutti i
rapporti della direzione, dell'ispettorato interno e del servizio giuridico
della succursale luganese della convenuta, i rapporti dell'ufficio di revisione
del gruppo __________, con sede a __________ (N. 2), i rapporti di revisione
interna ed esterna del gruppo __________, succursale di __________ (N. 3), i
rapporti di revisione interna ed esterna del gruppo __________ (N. 4), nella
misura in cui riguardavano i conti intestati all'attore, nonché
l'organizzazione, il servizio contabilità, il servizio clientela, il servizio
dei prodotti derivati, il servizio portafoglio relativamente a disfunzioni
nonché irregolarità.

 

 

                                         domande
d'edizione nei confronti di terzi 

 

                                         L'attore
ha in seguito chiesto l'edizione di tutta una serie di documenti dalla
succursale zurighese della __________, dalla compagnia di assicurazione della
convenuta e di quest'ultima nonché dalla __________. Ritenuto che le domande di
edizione formulate all'indirizzo della succursale zurighese della __________,
corrispondevano esattamente a quelle indirizzate alla succursale luganese della
convenuta, il Pretore ha di fatto considerato evasa la relativa richiesta con
la decisione da lui presa in precedenza. Le altre domande di edizione nei
confronti di terzi, aventi per oggetto segnatamente le polizze di assicurazione
concluse dalla succursale luganese della convenuta e le pratiche legate a
domande di risarcimento fondate sulle stesse rispettivamente i rapporti di
revisione interna e esterna riguardanti il gruppo __________ sono per contro
state respinte in quanto facevano difetto i requisiti di legge per ottenerne
l'edizione.

                                         Queste
decisioni devono essere annullate d'ufficio. Nonostante il testo di legge
imponga di assegnare al terzo un termine non superiore a 20 giorni per
presentare le proprie osservazioni alla domanda di edizione formulata al suo
indirizzo (art. 211 cpv. 3 CPC), non risulta in effetti che il Pretore abbia
provveduto ad intimare le 3 istanze ai terzi interessati, ovvero alla
succursale zurighese della __________, alla compagnia di assicurazione della
convenuta e di quest'ultima -la cui identità è per altro sconosciuta- e infine
alla __________. Atteso che le relative domande di edizione erano state a suo
tempo contestate dalla convenuta, ne discende, per giurisprudenza invalsa, che
l'eventuale decreto di edizione che ne sarebbe eventualmente seguito avrebbe
dovuto essere dichiarato nullo per violazione del diritto di essere sentito del
terzo (Cocchi/Trezzini, op. cit., m. 2 e 3 e n. 704 ad art. 211). In
merito a queste domande di edizione l'incarto deve pertanto essere ritornato al
giudice di prime cure affinché provveda, dopo le necessarie intimazioni ai
terzi, a un nuovo giudizio. 

 

 

                                   7.   Da
quanto precede si ha che, in parziale accoglimento dell'appello, la decisione
pretorile dev'essere annullata e parzialmente riformata ai sensi dei
considerandi, ritenuto che l'esito della procedura giustifica, in applicazione
dell'art. 148 cpv. 2 CPC, di ridurre a fr. 350.- la tassa di giustizia di primo
grado, di caricare i relativi oneri processuali alle parti in ragione di metà
ciascuna e di compensare le ripetibili.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili di questa sede seguono la soccombenza
(art. 148 CPC). 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
25 settembre 2001 di __________ è parzialmente accolto e di conseguenza
il decreto 3 settembre 2001 della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1, è
così modificato:

 

                                    §   In
parziale riforma del dispositivo N. 2, la domanda di edizione nei confronti
della convenuta è parzialmente accolta nel senso che, oltre all'edizione dei
documenti già ammessi dal Pretore, è pure ammessa ai sensi dei considerandi
l'edizione:

                                         -
della situazione patrimoniale riguardante il portafoglio titoli alla data del
5.5.1994;

                              -
dei giustificativi riguardanti tutte le operazioni effettuate sui 2 conti;

                              -
della corrispondenza con il cliente;

                              -
del documento denominato "Swiss Front Office Audit" del novembre
1996.

                       §§   I
dispositivi N. 1 e 3 sono annullati.

                    §§§   Il
dispositivo N. 4 è riformato nel senso che la tassa di giustizia di fr. 350.- e
le spese in fr. 65.-, da anticipare dall'attore, sono caricate alle parti in
ragione di metà ciascuna, compensate le ripetibili.                    

 

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a)  tassa
di giustizia                          fr.            450.--

                                         b)  spese                                            fr.             
50.--

                                         T o t a l
e                                            fr.            500.--

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, sono caricate alle parti in ragione di metà
ciascuna, compensate le ripetibili di appello.

 

 

                                  III.   Intimazione a:      - __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1.

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario