# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8d8a2f90-aa89-571f-83a0-59fe2ff85e93
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.07.2003 32.2002.104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-104_2003-07-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.104

   

  BS/cd

  	
  Lugano

  22 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 agosto 2002 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 giugno 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1  

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1948, è affetta da cataratta bilaterale (con visus a destra di 0,1 e a
sinistra di 0,125 a destra, cfr. doc. AI _).

In data 27 luglio 2001 essa ha inoltrato all’Ufficio assicurazione invalidità
(UAI) una richiesta di prestazioni assicurative, volta in particolare ad
ottenere la copertura dei costi per un intervento di cataratta bilaterale (doc.
AI _).

Durante l’istruttoria amministrativa l’assicurata ha comunicato di essersi
sottoposta al previsto intervento in Italia, eseguito ad entrambi gli occhi
nell’ottobre 2001 presso l’Ospedale __________ (doc. AI _), chiedendo pertanto
l’assunzione dei relativi costi (doc. AI _).

Dopo aver raccolto il parere del Servizio medico regionale (SMR) su tale
questione, con proposta di decisione 3 giugno 2002  l'UAI ha respinto la
richiesta.

Esposti gli articoli di legge applicabili, l’amministrazione ha osservato
quanto segue: 

" 
(…)

Considerato che l'operazione di cataratta è un'operazione di
routine che può essere eseguita sia ambulatoriamente sia in degenza presso
diverse cliniche e ospedali in Svizzera e che dal punto di vista medico tale
provvedimento sanitario non è considerato un caso d'urgenza (poiché si tratta
di un'affezione da tempo presente e a lei nota e che non ha presentato
complicazioni avute in occasione del soggiorno all'estero), il riconoscimento
di provvedimenti sanitari non può essere accolto essendo stato eseguito
all'estero e non essendo assolte le condizioni di cui sopra. Da notare che
interventi secondo art. 12 LAI non sono mai trattamenti urgenti dato che si
tratta di curare uno stato terminale e stabilizzato (vedi cifra marginale 1238
della circolare concernente provvedimenti sanitari AI).

Sono di conseguenza rifiutate le sue obiezioni contro un
intervento da eseguirsi in Svizzera, considerate di natura soggettiva e non
permettono di aprire un diritto a farsi operare all'estero a carico
dell'AI." (cfr. doc. AI _)

Con lettera 13 giugno 2002 l’assicurata ha contestato quanto riportato nella
proposta decisionale (doc. AI _). 

Il 20 giugno 2002 l’UAI ha preso posizione in merito alle censure sollevate
dall’assicurata (doc. AI _).

Infine, con decisione formale 26 giugno 2002 l’amministrazione ha confermato la
reiezione della domanda di prestazioni assicurative (doc. AI _).

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso 20 agosto 2002 __________ ha postulato l'annullamento del
provvedimento contestato e il conseguente riconoscimento dell’intervento di
cataratta eseguito all’estero.

Sostanzialmente essa è dell’opinione che l’intervento in oggetto doveva essere
eseguito fuori dalla Svizzera. 

                               1.3.   Con risposta
di causa 3 settembre 2002 l’UAI ha proposto di respingere il gravame.  

Richiamate le disposizioni di legge applicabili alla fattispecie in esame,
l’amministrazione ha invece sostenuto che l’intervento di cataratta non
presenta delle difficoltà tali da escluderne l’esecuzione in uno dei numerosi
centri specializzati in Svizzera e che non vi sono validi motivi che
giustifichino l’effettuazione dell’operazione all’estero.

                               1.4.   Con
osservazioni 22 settembre 2002 l'insorgente ha ribadito la propria richiesta
ricorsuale.

 

                               1.5.   Il TCA ha
acquisito la documentazione medica contenuta in un’analoga controversia
giudiziaria che ha opposto la ricorrente alla Cassa malati __________ (inc.
36.2002.110/ 36.2003.37, cfr. la relativa STCA 11 giugno 2003), assegnando alle
parti un termine di 10 giorni per presentare delle osservazioni scritte (VII).

Il 23 giugno 2003 l’UAI ha prodotto le proprie considerazioni (VIII).

                                         in
diritto

 

                                2.1   Oggetto del
contendere è l’assunzione da parte dell’AI, quale provvedimento sanitario, dei
costi relativi all’intervento di cataratta eseguito all’estero.

                               2.2.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 26 giugno
2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al
tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 8 cpv. 1 LAI, gli assicurati invalidi hanno diritto ai provvedimenti
d'integrazione necessari e atti a ripristinare, migliorare, conservare o
avvalorare la capa­cità di guadagno.

 

                                         Il
diritto alle prestazioni previste negli articoli 13, 19, 20 e 21 esiste
indipendentemente dalla possibilità d’integrazione nella vita attiva (cpv. 2).

 

                                         I
provvedimenti di integrazione sono (cpv. 3):

 

a)   i provvedimenti sanitari;

 

b)   i provvedimenti professionali (orientamento professiona­le, prima
formazione e riformazione professionale, collocamento);

 

c)   l'istruzione scolastica speciale e l'assistenza ai mino­renni grandi
invalidi;

 

d)   la somministrazione di mezzi ausiliari;

 

e)   il pagamento di indennità giornaliere.

                                         In
particolare gli assicurati minorenni hanno diritto ai provvedimenti  sanitari
necessari per la cura delle infermità congenite.

                                         Il
Consiglio federale designa le infermità per le quali sono concessi tali
provvedimenti. (Art. 13 cpv. 1 e 2 LAI).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 9 LAI i provvedimenti d’integrazione sono applicati in Svizzera e solo
eccezionalmente anche all’estero.

 

                                         L’art.
23bis cpv. 1 OAI stabilisce che

 

"  se
l’esecuzione di provvedimenti d’integrazione si rivela praticamente impossibile
in Svizzera, in modo speciale per difetto di istituzioni adeguate o di
personale specializzato oppure se un provvedimento sanitario deve essere
eseguito in caso di assoluta necessità all’estero, l’assicurazione ne assume le
spese  per l’esecuzione semplice e razionale all’estero”.

 

                                         Secondo dottrina e giurisprudenza questa disposizione si applica se,
in Svizzera, a causa del carattere particolare e insolito della  misura, non
esiste (o non esiste ancora) un istituto corrispondente né personale
specializzato in grado di effettuare l’intervento (SVR 1997 IV Nr. 105 consid.
4 parzialmente pubblicata in DTF 122 V 377; RCC 1984 p. 287; RCC 1967 p. 69;
STFA non pubbl. del 23 giugno 1995 in re B), se, inoltre, durante un soggiorno
all’estero, si rivelano necessarie delle misure mediche d’urgenza oppure
nell’ipotesi in cui dei motivi straordinari fanno concludere a favore
dell’assunzione della misura all’estero (ad esempio perché il medico opera solo
all’estero; cfr. Valterio, op. cit., p. 86).

L’art. 23 bis cpv. 2 OAI statuisce che l’AI assume le spese per l’esecuzione
semplice e razionale dei provvedimenti sanitari eseguiti in caso di emergenza
all’estero.

 

                                2.5   Il capoverso
3 dell’art. 23bis OAI (nel tenore valido dal 1° gennaio 2001 che corrisponde
letteralmente al previgente art. 23bis cpv. 2 OAI) prevede che

 

"  se
un provvedimento è eseguito all’estero per altri motivi ritenuti validi,
l’assicurazione ne risarcisce le spese al massimo fino al limite richiesto da
tale provvedimento se fosse stato eseguito in Svizzera.”

 

                                         La
nozione di “altri motivi ritenuti validi” non può essere interpretata in
maniera troppo rigorosa. In effetti con questa disposizione il Consiglio
federale intendeva introdurre una nuova possibilità di ottenere prestazioni, di
conseguenza la disposizione non può restare lettera morta (cfr. STFA non pubbl.
del 26 gennaio 1996 nella causa P, consid. 3a). Del resto questa norma non crea
spese superiori a quelle che l’AI dovrebbe sopportare nel caso in cui l’intervento
venisse effettuato in Svizzera. Di conseguenza l’applicazione di questa
disposizione non si giustifica solo in casi specialmente qualificati (DTF 110 V
101 = RCC 1984 p. 288 e 289; vedi D. Cattaneo, “Les mésures préventives et de
réadaptation de l’assurance-chômage, Basilea e Francoforte 1992, p. 1165 no.
776). Inoltre il fatto che il provvedimento applicato ha avuto il successo
sperato, non è comunque rilevante, in quanto la situazione va valutata da un
punto di vista della prognosi (RCC 1984 p. 289 consid. 2; DTF 98 V 35).

 

                                         Va tuttavia segnalato che in una sentenza pubblicata in Pratique VSI
1997 p. 311ss. il TFA ha precisato il significato del concetto di “altri motivi
ritenuti validi”. Il testo italiano della massima della citata sentenza recita:

 

"  possono
essere considerati come motivi ritenuti validi ai sensi dell’art. 23bis cpv. 2
OAI solo quelli d’importanza considerevole poiché altrimenti non solo il
capoverso 1 dell’art. 23bis OAI sarebbe insignificante, ma anche l’art. 9 cpv.
1 LAI, secondo cui i provvedimenti d’integrazione sono applicati solo
eccezionalmente all’estero, non avrebbe un significato chiaro”.

                                         

                                         Nelle
motivazioni della sentenza il TFA ha in particolare sottolineato (Pratique VSI
1997 p. 312):

 

"  Par
“autres raisons méritant d’être prises en consideration”, on ne peut entendre
au demeurant que celles qui sont extrêmement importantes, faute de quoi non
seulement le 1er al. de l’art. 23bis RAI perdrait toute sa giustification, mais
l’art. 9 al. 1 LAI, selon lequel des mesures de réadaptation ne peuvent être
accordées qu’exceptionellement à l’étranger, n’aurait plus sa raison d’être
(arrêt non publié B. du 23 juin 1996 I 33/95 et les références citées). Ainsi
par exemple le fait qu’une clinique spécialisée à l’entrager justifie d’une
plus grande expérience dans un domaine donné ne conduit-il pas encore à lui
seul à l’application de l’art. 23bis cpv. 2 LAI, s’agissant d’une opération
compliquée (arrêt non publié P. du 26 janvier 1996, I 155/95 et le références
citées)”. 

                                         

                                         Il TFA ha inoltre ricordato che l’AI non deve assumere i costi del
provvedimento migliore, ma rimborsare le spese di una misura necessaria e
sufficiente (cfr. STFA del 26 gennaio 1996 in re P consid. 3a).

 

                               2.6.   Nel gravame
la ricorrente ha elencato i diversi medici consultati in Svizzera, giungendo
alla conclusione di non ritenere esigibile l’esecuzione dell’intervento di
cataratta nel nostro paese.

__________ essa sostiene di aver consultato il prof. __________ e il dr.
__________, entrambi dell’Ospedale oftalmologico universitario: il primo
sarebbe stato disposto ad operarla all’occhio, lasciando comunque una miopia di
– 4 diottrie, tuttavia tale operazione non è stata eseguita per motivi di
salute; il secondo, invece, a seguito degli effetti di una biometria (occhio
grosso) avrebbe rinunciato all’intervento. 

In Ticino la ricorrente avrebbe interpellato il dr. __________ (__________), il quale, a mente
dell’insorgente, non possedeva la necessaria esperienza, ed il dr. __________
(__________) che avrebbe potuto operarla, ma con tempi d’attesa lunghi. Per
quel che concerne il secondo medico, la ricorrente è inoltre del parere che le
trasferte da __________ a __________ per l’intervento e per il trattamento
post-operatorio non sarebbero state esigibili (cfr. ricorso pag. 3c). 

__________ l’assicurata si sarebbe rivolta ai medici dr. __________ e dr.
__________ i quali usavano cristallini rigidi, con rischio maggiore, a sua
detta, di cataratta secondaria. Il dr. __________, invece, dopo aver fissato la
data dell’operazione, a seguito di un ulteriore controllo all’occhio destro
avrebbe comunicato di non eseguire interventi chirurgici (cfr. ricorso pag.
3d).

                                         Precisando
di essere allergica al cortisone, la ricorrente è dell’opinione che
l’intervento di cataratta doveva essere eseguito solo presso un “grosso
ospedale”.

Secondo l’assicurata l’Ospedale __________ non è indicato poiché anni fa, un
trattamento della congiuntivite con corticosteroidi le aveva causato l’aumento
della pressione all’occhio e la formazione di cataratta. La Clinica
universitaria di __________ non sarebbe parimenti indicata in quanto una sua
amica sarebbe stata messa in pericolo di morte con gravi conseguenze a causa di
un errato intervento ad un occhio (cfr. ricorso pag. 9a).

Orbene, a prescindere dal fatto che, ad eccezione del rapporto del dr.
__________, l’assicurata non ha prodotto alcuna documentazione a sostegno delle
allegazioni riportate sopra, secondo questo TCA, a ragione nella nota 28 maggio
2002 il dr. __________, operante presso il Servizio medico regionale dell’AI
(SMR), ritiene non validi i motivi addotti dall’assicurata per sostenere che
l’intervento non si poteva eseguire in Svizzera.

Non si vede innanzitutto per quale motivo oggettivo all’Ospedale __________,
che tra l’altro possiede una clinica in oftalmologia, non sarebbero stati in
grado di procedere ad un intervento di cataratta, tenendo conto dell’allergia
al cortisone di cui l’assicurata soffrirebbe.

Lo stesso vale per la Clinica __________. L’episodio descritto, anche volendo
ammetterne la veridicità, non è sufficiente per mettere in dubbio
l’affidabilità di un simile istituto di fama internazionale. 

È vero che il dr. __________ ha rinunciato ad operare la ricorrente (cfr.
rapporto 15 marzo 2001, doc. AI _). Ciò non significa però che non vi era stato
un altro sanitario che lo potesse fare.

Del resto, nella causa che ha opposto la ricorrente alla Cassa malati __________,
di cui il TCA ha richiamato la documentazione medica (cfr. consid. 2.5.), lo
stesso medico capo all'ospedale universitario di __________ ha ribadito come
l’assicurata fosse operabile in Svizzera e di aver rinunciato ad operarla a
seguito dei difficili rapporti con la paziente ( “ Je vous confirme ici que
Madame __________ était tout à fait opérable en Suisse et que si j'ai
finalement renoncé à l'opérer moi-même, c'est simplement parce que mes rapports
avec la patiente ont été par trop difficiles" (cfr. doc. _ inc.
36.2002.110/36.2003.37).

                                         Inoltre,
l’affermazione della ricorrente secondo cui l’intervento di cataratta non era
eseguibile ambulatoriamente, tantomeno in cliniche specializzate svizzere, non
è suffragata da alcun documento medico (dalla fattura dell’Ospedale __________
risulta fra l’altro che l’intervento del 29 ottobre 2001 è stato eseguito
ambulatoriamente, cfr. doc. AI _).

Nondimeno occorre rilevare che con sentenza inedita del 18 ottobre 2002 nella
causa R.N. (inc. 36.2002.31-31) questo TCA ha ritenuto che l'operazione alla
cataratta in un assicurato ultraottantenne può essere eseguita ambulatoriamente
(cfr. anche STFA 3 gennaio 2001; K 103/00).

                                         In tale
contesto, dunque, pertinentemente il SMR nella succitata nota ha ritenuto che
l’operazione di cataratta è un intervento di routine che può essere eseguito
sia ambulatoriamente sia in degenza presso diverse cliniche e ospedali in
Svizzera e che i fattori di rischio elencati dalla ricorrente (allergia al
cortisone, occhio molto lungo, cfr. ricorso pag. 3bis) permettono comunque un
intervento in un centro specializzato svizzero (doc. AI _). 

Né del resto vi sono validi motivi per ritenere che durante il soggiorno
all’estero la ricorrente necessitasse di provvedimenti medici urgenti. 

Essa ha sostenuto come, in occasione delle abituali vacanze sul lago di
__________, si sarebbe sottoposta ad una visita di controllo in quanto non
poteva vedere bene e che lo specialista avrebbe ritenuto di effettuare
immediatamente l’operazione di cataratta (cfr. ricorso pag. 3d). 

Va innanzitutto precisato che da lungo tempo __________ è affetta da cataratta
e che per sua natura tale affezione si sviluppa progressivamente, non
repentinamente (cfr. VSI 2000 pag. 300 s.). 

Inoltre, tra la prima e la seconda operazione sono trascorsi ben 14 giorni (15
ottobre 2001 e 29 ottobre 2001, doc. AI _), ciò che esclude l’asserita urgenza.

Del resto, nell’ambito della citata procedura LAMAL, questo TCA ha sottolineato
come dalle fatture emesse dal medico italiano non si possa dedurre il carattere
impellente degli interventi prospettati. Anzi, la visita oculistica definita
urgente è stata eseguita 8 giorni dopo la prima operazione e 6 giorni prima
della seconda (cfr. STCA 11 giugno 2003 pag. 34, inc.36.2002.110/

                                         36.2003.37).

Infine, non vi sono indizi che permettono di ritenere che nel lasso di tempo
tra le due operazioni la ricorrente sarebbe stata impossibilitata a tornare
presso il proprio domicilio di __________, notoriamente distante pochi
chilometri da __________, per la seconda operazione.

In queste circostanze, dunque, l’operazione di cataratta non può essere posta a
carico dell’AI secondo l’art. 23bis cpv.1 OAI.

 

                               2.7.   Occorre
tuttavia esaminare se sono dati “altri motivi ritenuti validi” di cui all’art.
23bis cpv. 3 OAI per giustificare la richiesta ricorsuale.

Come riportato al consid. 2.5, da una parte le condizioni per applicare l’art.
23 bis cpv. 3 OAI non devono essere interpretate con troppo rigore, dall’altra,
tali motivi devono comunque rivestire un’importanza considerevole, altrimenti
non solo il capoverso 1 dell’art. 23bis OAI risulterebbe insignificante, ma
anche l’art. 9 cpv. 1 LAI, secondo cui i provvedimenti d’integrazione sono
applicati solo eccezionalmente all’estero, non avrebbe un significato chiaro.

                                         Ad
esempio, una maggiore esperienza medica all’estero non è di per sé sufficiente
per costituire un motivo rilevante ex art. 23 cpv. 3 OAI, nemmeno se si tratta
di un intervento complicato (cfr. Pratique VSI 1997 pag. 312 consid. 1; RDAT
1998 II  pag. 213 consid. 2.6.1). Costituisce invece un valido motivo se si è
dinnanzi ad una malattia particolarmente rara, con la quale nessun specialista
in Svizzera si è mai confrontato e il cui trattamento necessita di una diagnosi
precisa ( STFA non pubblicata del 21 luglio 2000 nella causa A (I 740/99) e
STFA non pubblicata del 20 settembre 1999 (I 106/99). In entrambi i casi si
trattava di una forma complessa d’epilessia infantile.

La ricorrente ha dunque rilevato che l’operazione in Italia è costata sei
milioni di lire per i due occhi (inclusa la prestazione del medico anestesista
e la retta ospedaliera, cfr. doc. AI _ e _). A fronte degli oltre undicimila
franchi preventivati dalla Clinica __________ (cfr. doc. AI _),
l’amministrazione ne avrebbe tratto un notevole risparmio. 

Innanzitutto va rilevato che tale raffronto non è pertinente poiché l’AI si
assume le spese in camera comune (cfr. art. 14 cpv. 2 LAI), mentre il
preventivo della Clinica __________ si riferisce al reparto privato (doc. AI
_). 

Inoltre, la ricorrente, di professione docente ed affetta da cataratta
bilaterale, avrebbe avuto diritto, quale provvedimento sanitario ex art. 12
LAI, all’operazione in discussione ad un solo occhio. Infatti, secondo
una recente sentenza il TFA ha ritenuto che un assistente di storia antica,
attività pacificabile a quella della ricorrente, non necessiti di una visione
binoculare per esercitare la sua professione o adempiere ai lavori abituali,
per cui l’intervento di cheratoplastica al solo occhio affetto da cataratta non
è stato riconosciuto quale provvedimento sanitario (STFA inedita 4 novembre
2002 nella causa C; I 412/02). 

Pertanto il paragone dei costi effettuato dalla ricorrente non è pertinente.

Del resto, nella STCA inedita 18 ottobre 2002 nella causa R.N (inc.
36.2002.30-31) questo Tribunale ha quantificato il costo di un’operazione
ambulatoriale di cataratta in fr. 2'873,30.

Ora, tenendo conto di un cambio di 0,0787 franchi per 100 vecchie lire (cfr.
Tassi di conversione delle valute estere determinati dalla Cassa svizzera di
compensazione, stato 1.01.2001), i 3'100'000 di lire per occhio rappresentano
un risparmio assai modesto. 

Il vantaggio economico nel caso concreto non costituisce dunque un valido
motivo ai sensi dell’art. 23bis cpv. 3 OAI. 

Inoltre, nella nota 23 giugno 2003 il medico dell’AI, dopo la consultazione
degli atti medici prodotti nella causa LAMal, ha ritenuto come dal lato medio
non vi siano motivi per richiamare l’applicazione dell’art. 23 bis cpv. 2 OAI,
precisando, ad esempio, che “ la necessità di prevenire complicazioni per la
presenza di allergie, l’uveite -  patologia che può recidivare la forma o le
dimensioni del globo oculare e quindi anche la miopia – sono tutti elementi
clinici che vengono affrontati dagli specialisti in oftalmologia” (VII
bis).

Inoltre, non va dimenticato che, analogamente alla presa a carico di
provvedimenti sanitari AI eseguiti all’estero, anche nell’assicurazione contro
le malattie (LAMaL) vige il principio della territorialità per cui sono
riconosciuti trattamenti all’estero solo in caso di urgenza o se i medesimi non
possono essere prodigati in Svizzera (cfr. art. 36 cpv. 2 OAMal; DTF 128 V 75
s; STFA inedita 8 ottobre 2002 nella causa S, K 44/00; salvo le diverse
disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni
di cui all’art. 36 cpv. 5 OAMal, in vigore dal 1° giugno 2002).

Infine, la DTF 119 V  250 ss. citata dall’assicurata per giustificare la
domanda ricorsuale (cfr. ricorso pag. 8 s) si riferisce ai provvedimenti ex
art. 11 LAI e non è applicabile alla fattispecie. Tale articolo prevede infatti
che l’assicurato ha diritto al risarcimento delle spese di cura in caso di
malattia o infortunio durante l’esecuzione di provvedimenti
d’integrazione. Si tratta in particolare del caso in cui l’assicurato si ammala
nel corso di un provvedimento d’integrazione o d’accertamento, eseguito in un ospedale
o in un centro professionale (cfr. art. 23 OAI). Tali misure eseguite
all’estero sono rimborsabili dall’AI nella misura in cui sono adeguate e
proporzionali (DTF 119 V 253 conisd. 3a).

Nel caso in esame, invece, si tratta dell’esecuzione di provvedimenti sanitari
ex art. 12 LAI, i cui presupposti per l’assunzione dei costi all’estero non
sono dati.

La ricorrente ha inoltre chiesto che “venga deciso – considerato che le
cataratte sono avvenute prima dell’età AVS – che quindi l’AI è obbligata ad assumere
tutte le spese di cura che potrebbero essere necessarie in futuro”.

A prescindere dal fatto che l'art. 12 LAI conferisce agli assicurati un diritto
ai provvedimenti sanitari destinati non alla cura vera e propria del male,
ma direttamente all'integrazione professionale e atti a migliorare in modo
duraturo e sostanziale la capacità di guadagno o a evitare una diminuzione
sostanziale di tale capacità (cfr. SVR 1995 IV Nr. 47 p. 132), sicuramente non
spetta al TCA di determinarsi su future pretese.

Sarà invece compito dell’UAI di pronunciarsi su eventuali prestazioni
assicurative solo dopo che l’assicurata si sarà annunciata per una nuova e
motivata richiesta di prestazioni (art. 46 LAI) e dopo aver esperito gli
accertamenti del caso.

Visto quanto sopra, a ragione l’amministrazione ha respinto la domanda di
prestazioni di __________ per cui la decisione impugnata va confermata.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti