# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47ab2910-1a57-5b6e-989e-d644f67a33f1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-05-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.05.2007 36.2007.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2007-54_2007-05-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2007.54

   

  CI/td

  	
  Lugano

  14 maggio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 23 marzo 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26
  febbraio 2007 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia,

  6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, 1935, pensionato, coniugato con __________ e domiciliato ad __________, ha postulato
la riduzione del premio dell'assicurazione obbligatoria contro le malattie per
l'anno 2007.

                                         Il
formulario è stato recuperato dal signor RI 1 alla Cancel­leria Comunale di __________
ed è pervenuto il 18 ottobre 2006.

 

                                         La
domanda è stata respinta ed il successivo reclamo non ha avuto miglior sorte
siccome rigettato con decisione su reclamo del 26 febbraio 2007.

 

                                  B.   Con
ricorso 23 marzo 2007 RI 1 indica difficoltà finanziaria per fronteggiare un
premio di assicurazione obbligato­ria contro le malattie di CHF 811.-- mensili.
Dal 2006 RI 1 non possiede più sostanza. Per il ricorrente si do­vrebbe fare
astrazione dalla tassazione 2004.

 

                                         L'amministrazione
si oppone al ricorso con motivazioni che sa­ranno riprese, dove necessario, in
corso di motivazione.

 

                                         Al
ricorrente è stata offerta la possibilità di ulteriormente espri­mersi e di
chiedere l'assunzione di specifiche prove.

 

                                         Il
giudice delegato ha acquisito gli elementi cui sarà cenno in corso di
motivazione.                                                                                 

 

 

                                         in
diritto

 

                                   1.   Il
ricorso, tempestivo siccome inoltrato nei 30 giorni dall'intima­zione della
decisione emessa su reclamo, è ricevibile siccome sufficientemente motivato e
le conclusioni appaiono chiaramente desumibili.

 

                                   2.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dun­que decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi dell'art. 49 cpv. 2 della
Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

                                      

                                         nel
merito

                                      

                                   3.   Conformemente
a quanto disposto dall'art. 23 LCAMal, il Can­tone ed i Comuni partecipano al
pagamento delle quote a carico degli assicurati di condizioni economiche
modeste per le presta­zioni minime previste dalla legge. Gli assicurati
di condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta
delle famiglie il cui reddito determinante non supera i CHF 32'000.-- e delle
persone sole il cui reddito non supera i CHF 20'000.--. A norma dell’art. 49
LCAMal il Consiglio di Stato deter­mina annualmente – nei limiti della legge
(su questo tema si ve­dano le sentenze 23 ottobre 2006 inc. 36.2006.71/72/120 e
124) – le basi di calcolo del sussidio, in particolare:

 

"  a)   il periodo fiscale determinante per
l’accertamento del reddito e 

      della sostanza imponibili;

b)    i premi riconosciuti per il
calcolo dei sussidi nei confronti di ogni singolo assicuratore;

c)   la quota media cantonale ponderata;

d)   i limiti di reddito che danno diritto al sussidio, nei casi di:

      - persone sole,

      - famiglie,

      - reddito di riferimento;

e)   la quota minima a carico degli assicurati;

f)   gli importi di sostanza imponibile
non considerati nel calcolo del reddito determinante;

g)   l’importo minimo annuo di sussidio;

h)  il limite di reddito massimo per
l’esonero dei figli di famiglie altri­menti non sussidiate dal pagamento dei
premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie;

i)    l’aumento dei limiti di reddito
previsti dall’Ordinanza speciale sulle prestazioni complementari AVS/AI a
seguito dell’entrata in vigore della LAMal."

 

                                         Di
regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma
arrotondata al mille franchi superiore:

 

"  a)   del reddito imponibile desunto dalla
tassazione ordinaria o 

      intermedia del biennio stabilito dal Consiglio di Stato;

 

b)   di un quindicesimo della sostanza imponibile desunta dalla 

tassazione ordinaria o intermedia del
biennio stabilito dal Con­siglio di Stato, per la parte eccedente l'importo di CHF
150'000.- per le persone sole e CHF 200'000.- per le famiglie."

 

L’espressione “di
regola” tende a volere salvaguardare la possi­bilità per l’amministrazione designata
(l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il reddito
dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art. 31
LCAMal.

 

                                         Per
l'anno 2007 il Consiglio di Stato ha definito le basi di calcolo per il
sussidio con il DE 14 novembre 2006 - che annulla e so­stituisce il DE 17
ottobre 2006 a seguito delle sentenze emanate da questo Tribunale nel corso
dello scorso anno (STCA 36.2006.71, 72, 120, e 124). Il periodo fiscale per
l'accertamento del reddito determinante è quello delle classificazioni dell'impo­sta
cantonale per l'anno 2004. Il limite di reddito che conferisce diritto al
sussidio per le persone sole è stato fissato a CHF 20'000.--, per i membri
maggiorenni delle famiglie e 1° figlio a CHF 32'000.-- mentre il reddito di
riferimento è stato fissato a CHF 50'000.--. Il limite di reddito massimo per
il riconoscimento della riduzione di premio a figli di famiglie altrimenti non
oggetto di riduzione di premio è stato fissato a CHF 60'000.-- (reddito della
famiglia).

 

                                   4.   Come
indicato con l’art. 31 LCAMal il legislatore ticinese ha riser­vato
l’accertamento del reddito determinante in maniera autonoma da parte
dell’amministrazione (con successiva com­mutazione del reddito lordo accertato
mediante l’utilizzo di ta­belle appositamente allestite il cui uso è
obbligatorio) in casi par­ticolari caratterizzati dalla diminuzione delle
entrate e non dall’aumento delle uscite, casi elencati dalla legge e precisati
dal regolamento d’applicazione (qui sotto riportati). In altri termini, se date
le condizioni di legge precisate nel regolamento l’amministrazione (e meglio
l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia) si scosta dai dati fiscali determinati
in virtù della tassazione di ri­ferimento (ossia quella del periodo voluto
dall’esecutivo canto­nale nel DE emesso annualmente) e procede a calcolare auto­nomamente
il reddito lordo da ultimo acquisito dalla persona in­teressata, trasformandolo
successivamente in reddito imponibile ipotetico mediante tabelle – attualizzate
di anno in anno – appo­sitamente allestite dall’Istituto delle Assicurazioni
Sociali d’intesa con la Direzione Cantonale delle Contribuzioni, verificando il
sussistere dei limiti per la concessione del sussidio. La legge prevede il
calcolo autonomo del reddito nei casi:

 

"a) delle persone soggette all'imposta cantonale solo per una
parte del loro reddito o della loro sostanza;

b) delle persone
soggette all'imposta alla fonte;

c)  delle persone sole
con reddito imponibile nullo o reddito lordo an­nuo inferiore a fr. 6'000.- secondo
il biennio fiscale determinante, che esercitano un'attività lucrativa;

d) in altri casi
particolari."

 

In virtù dell’art. 67
del Regolamento della Legge cantonale sull’assicurazione obbligatoria contro le
malattie emanato il 18 maggio 1994 (RLCAMal) e modificato dal Consiglio di
Stato con decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza dal 1° gennaio
2000, il reddito determinante va accertato dall’Istituto delle assicurazioni
sociali in maniera autonoma, “in particolare nei seguenti casi”:

 

"a) persone soggette all'imposta alla
fonte;

b) decesso del
coniuge;

c)  matrimonio,
divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza
di tassazione applicabile;

d) persone sole che
esercitano un'attività lucrativa o conducono esi­stenza autonoma, con reddito
imponibile nullo o reddito lordo an­nuo inferiore a fr. 6'000.- secondo il
biennio fiscale determinante;

 e) persone
domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione
fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo
fiscale determinante;

 f) persone al
beneficio di misure ai sensi della legge sull'assicura­zione contro la
disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

 g)                                  persone
al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull'assi­stenza sociale;
d'intesa con il competente Ufficio;

 h)                                  cessazione
definitiva dell'attività lucrativa a causa di pensiona­mento o di invalidità;

 i) cessazione
temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento professionale;

 l) cessazione
dell'attività lucrativa a seguito di maternità;

 m)diminuzione
importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri
fiscali applicabili."

 

Da rilevare come, con modifica
pubblicata sul BU del 16 marzo scorso no. 14/2007 a pagina 100, il RLCAMal ha
subito alcune modifiche vigenti – retroattivamente – dal 1 gennaio 2007. In
particolare l’art. 67 alle lettere d) ed m) è stato così modificato:

 

"d) persone sole che esercitano
un'attività lucrativa o conducono esi­stenza autonoma, con reddito imponibile
nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile inferiore a
fr. 6'000.--, se­condo il periodo determinante;

 

(…)

 

m)                                  diminuzione
importante del reddito netto da attività dipendente o in­dipendente, oppure del
reddito da pensioni, rendite e assegni, ri­spetto al medesimo dato desumibile
dai parametri fiscali applica­bili."

 

Va rammentato che, a tenore dell’art.
48 RLCAMal, è data la possibilità alla persona interessata di ottenere la
revisione di una decisione in materia di sussidio in caso si verifichino, nel
corso dell'anno, le condizioni dell’art. 67 RLCAMal. In merito a quest'ultima
norma va rammentato come la giurisprudenza di questo TCA (cfr. STCA 24 giugno
2005, 36.2004.132 in re M-F; 36.2004.92 in re M. del 3 settembre 2004
36.2003.99/112 in re S. a pag. 9/10; 36.2003.116 in re T. entrambe del 26
gennaio 2004) ha ritenuto:

 

"  … come la delega del legislativo al Consiglio di
Stato sia decisamente ampia e, soprattutto, priva di contorni specificatamente
indicati nella legge stessa. La norma in questione prevede infatti unicamente e
genericamente l’accertamento autonomo del reddito al di fuori della decisione
di tassazione di riferimento, in “altri casi particolari". Per
l'accertamento autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione Malattia deve
partire dal reddito lordo conseguito dall’assicurato nel corso del periodo più
prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto. Infatti il reddito lordo cui ci si deve riferire è
possibilmente quello più recente e percepito nel corso dell'anno per il quale
il sussi­dio viene richiesto. In questo senso anche il Messaggio 3 gennaio 1996
del Consiglio di Stato al Gran Consiglio concernente l'adozione della nuova
LCAMal (M 4474 DOS) a pag. 53 secondo cui:

 

      "Trattandosi di una
sovvenzione di carattere eminentemente sociale, il sussidio nell'assicurazione
contro le malattie, pur basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque
tenere conto della situazione economica più vicina al momento in cui
l'assicurato richiede il sussidio soggettivo."

 

Nell'ottica
di tale volontà del legislatore i dati da considerare per la verifica del
reddito sono, se possibile, i dati dell'anno per il quale il sussidio è
chiesto, che vanno – come indicato in precedenza in caso di diminuzione
importante del reddito secondo la lettera m dell'art. 67 RLCAMal - posti a
raffronto con i dati ritenuti nella tassazione di riferimento dove necessario.

… quando
sia accertato un reddito inferiore a quello del periodo di riferimento
rispettivamente quando l’amministrazione debba de­terminare un reddito, essa
deve procedere alla sua esatta fissazione e quindi raffrontarlo con i parametri
fissati dal Consiglio di Stato per la determinazione del diritto al sussidio,
per ciò fare è necessario procedere alla commutazione del nuovo reddito
accertato in reddito imponibile mediante l’utilizzo di tabelle appositamente
allestite. In­fatti il reddito lordo accertato va obbligatoriamente (art. 52
cpv. 2 RLCAMal) convertito in reddito imponibile mediante apposite ta­belle
come rammenta l'art. 72 del medesimo regolamento. Le tabelle di conversione
considerano le normali deduzioni dal reddito lordo per la fissazione del
reddito (ipotetico) imponibile, pur non potendo essere, per la loro stessa natura,
attanagliati al caso concreto in cui vengono applicate."

 

La
giurisprudenza di questo Tribunale ammette la possibilità di dedurre dal
reddito lordo da convertire unicamente interessi pas­sivi debitamente
comprovati ed alimenti versati in virtù di preciso obbligo.

 

                                         Quindi,
come rammentato nella sentenza 26 gennaio 2004 (36.2003.116 nella causa T.),
quando sia accertata l’esistenza di uno dei motivi di cui all’art. 67 RLCAMal,
in particolare ciò av­viene più frequentemente in caso di accertamento di un
nuovo reddito inferiore a quello del periodo di riferimento, l’UAM deve procedere
alla esatta fissazione del nuovo reddito conseguito, e deve trattarsi del
reddito lordo, che va poi raffrontato con i para­metri fissati dal Consiglio di
Stato per la determinazione del di­ritto al sussidio. Per ciò fare è necessario
procedere alla com­mutazione del nuovo reddito lordo accertato in reddito
imponibile ipotetico mediante l’utilizzo di tabelle appositamente allestite.
Infatti il reddito lordo accertato va obbligatoriamente (art. 52 cpv. 2 RLCAMal)
convertito in reddito imponibile ipotetico mediante apposite tabelle, come
rammenta l'art. 72 del medesimo regola­mento, allestite dall’amministrazione
competente in materia di sussidi (UAM) ed in materia fiscale. Le tabelle di
conversione considerano le normali deduzioni dal reddito lordo per la fissa­zione
del reddito (ipotetico) imponibile, pur non potendo essere, per la loro stessa
natura, attagliati al caso concreto in cui ven­gono applicate.

                                         Per
quanto attiene alle possibili deduzioni dal reddito lordo accer­tato - come
anticipato - questo Tribunale ha sviluppato una prassi piuttosto restrittiva
negando la possibilità di deduzione al­tra che non siano alimenti versati ed
interessi su debiti ipotecari. In particolare nelle sentenze 36.2003.99/112
nella causa S. e 36.2003.116 nella causa T. tutte del 26 gennaio 2004 è stata
negata la possibilità di dedurre spese di doppia economia dome­stica e di
trasporto, anche se normalmente riconosciute a livello fiscale. Nella sentenza
36.2004.33 nella causa S. il TCA ha am­messo, come d’altra parte aveva fatto
l’amministrazione, la de­duzione per gli alimenti che l’assicurato era
costretto a versare negando altre deduzioni. Per uno studente che effettuava
paral­lelamente all’esercizio di attività remunerata un dottorato di ri­cerca
presso un’università svizzera, non è stato ritenuto il rim­borso del debito per
i prestiti di studio contratto con il Cantone e neppure le spese per la
residenza secondaria e quelle di tra­sporto. Il concetto è stato ribadito
ulteriormente nella sentenza 36.2004.93 nella causa D. del 3 settembre 2004 in
cui era ricor­rente un divorziato cui l’amministrazione aveva calcolato il red­dito
lordo per la successiva conversione. Nella sentenza 19 otto­bre 2004 nella
causa M. 36.2004.129 questo Tribunale non ha ritenuto invece possibile la
deduzione dell’affitto e del premio dell’assicurazione obbligatoria contro le
malattie ed ha confer­mato la sua prassi di non ammettere deduzioni per spese
di tra­sporto e di doppia economia domestica. La prassi è stata ulte­riormente
ribadita nelle sentenze 36.2005.70 nella causa D. del 14 settembre 2005,
36.2005.94-95 del 21 settembre 2005 nella causa D., 36.2005.99 del 27 settembre
2005 nella causa N., 36.2005.117 nella causa S. del 24 ottobre 2005 e nella
sentenza a composizione completa del Tribunale 36.2005.66-67 nella causa F. del
30 novembre 2005.

 

                                   5.   In merito all'art. 67 RLCAMal, e delle ulteriori norme del RLCAMal
modificate il 13 marzo 2007 con pubblicazione sul Bollettino Ufficiale delle
leggi il 16 marzo scorso, va evidenziato il fatto che il Governo cantonale ne
abbia previsto l’applicazione retroattivamente al 1. gennaio di quest’anno.
Tale esplicita effica­cia retroattiva pone più di un dubbio relativo alla sua
vali­dità ed ammissibilità.

                                         Secondo
il principio di non retroattività delle leggi un atto norma­tivo non può
esplicare i suoi effetti anteriormente alla sua entrata in vigore. Per la
dottrina (cfr. Auer/Malinverni/Hottellier, Droit Constitutionnel Suisse
- Vol. I: L'État, 2a ed., Berna 2006, n. 1410) la non retroattività
delle leggi è legata alla prevedibilità del diritto, ed ha trovato in primis il
suo fondamento nel diritto pe­nale. Al principio della non retroattività delle
norme è comunque riconosciuta valenza più ampia rispetto al diritto penale
perché lo stesso ha attinenza alla garanzia della parità di trattamento ed è
diritto che assurge a rango di Costituzione federale siccome de­dotto dal
vecchio art. 4 Cost. In questo senso quindi la non re­troattività governa pure
altri dominii del diritto tra i quali, oltre al diritto fiscale (in questo
senso DTF 123 II 385 in re X. AG, in particolare pag. 197) o quello relativo
agli stranieri (DTF 122 II 113 in re A.), anche quello delle assicurazioni
sociali. In effetti nella sentenza del 19 dicembre 1996 concernente la Cassa Ma­lati
U., pubblicata in DTF 122 V 405 (in particolare nelle conside­razioni al punto
3) il Tribunale Federale ha rammentato come:

 

"  «Dégagé de l'art. 4 al. 1 Cst., le principe de la non-rétroactivité
fait obstacle à l'application d'une norme à des faits entièrement révolus avant
son entrée en vigueur (ATF 122 II 124 consid. 3b/dd, 119 Ia 257 consid. 3a;
GEORG MÜLLER, in Commentaire de la Constitution fé­dérale, art. 4, no 74). Il
est lié au principe de la prévisibilité, qui inter­dit à l'administration de prendre
des mesures défavorables aux ad­ministrés en vertu de règles dont ils ne pouvaient
attendre l'adoption (GRISEL, Traité de droit administratif, p. 148; MÜLLER,
ibidem; ATF 119 Ia 258 consid. 3b, 119 V 4 consid. 2a, 102 Ia 74). Sous certaines
conditions, il est cependant possible de déroger au principe de la non-rétroactivité:
il faut que la rétroactivité soit expressément prévue par la loi, qu'elle soit raisonnablement
limitée dans le temps, qu'elle ne conduise pas à des inégalités choquantes, qu'elle
se justifie par des motifs pertinents, c'est-à-dire qu'elle réponde à un intérêt
public plus digne d'être protégé que les intérêts privés en jeu et, enfin, qu'elle
res­pecte les droits acquis (ATF 120 V 329 consid. 8b, 119 Ia 258 consid. 3b).
En revanche, il n'y a pas de rétroactivité proprement dite si la nouvelle règle
s'applique à un état de choses durable, non entièrement révolu dans le temps;
il s'agit d'une rétroactivité impropre, qui est en principe admise si elle ne
porte pas atteinte à des droits acquis (ATF 122 V 8 consid. 3a, 121 V 100
consid. 1a et les références
citées)»

 

                                         La
Costituzione federale del 18 aprile 1999 non fa esplicito cenno al divieto di
retroattività ma lo stesso, come ricorda Etienne Grisel (in “Égalité.
Les garanties de la Constitution fédé­rale du 18 avril 1999",
Berna 2000, n. 111 e segg.), sarà appli­cabile come in vigenza della precedente
Costituzione siccome questo principio appare inerente allo Stato di diritto. Lo Stato:

 

"  … ne saurait modifier les règles du jeu au milieu
de la partie et soumet­tre des faits anciens à des normes nouvelles; la
sécurité, la prévisibilité de l’ordre juridique en pâtiraient, et la bonne foi
des justiciables serait surprise."

 

                                         Sempre
per rimanere al testo del prof. Grisel (n. 113) va ricor­dato come per il
Tribunale Federale retroattiva in senso stretto è ogni legge
nuova che si applichi a fatti che “étaient entièrement révolus avant son
entrée en vigueur” (DTF 124 II 453). Al contra­rio invece va qualificata di
retroattività impropria la norma che esplica i suoi effetti per l’avvenire ma
sulla scorta di uno stato di fatto esistente nel passato e che continui oltre
la data d’entrata in vigore della nuova legge. Grisel evoca, a titolo
d’esempio, l’Ordinanza sulla limitazione degli stranieri (OLS) operanti in
Svizzera che fissava nuove condizioni per la trasformazione del permesso di
stagionale al 31 dicembre 1994 e che si riferiva a persone che si trovavano già
nella condizione di stagionale (il tema è stato affrontato in DTF 122 II 113 c.
3). La distinzione at­tiene ad un criterio temporale e concreto. Occorre
verificare se lo stato di fatto cui si applica la norma sia compiuto (“abgeschlos­sen”) o se si estende su una durata anteriore e posteriore all’adozione
della disposizione controversa.

                                         Più
precisamente, come rammenta André Grisel nel suo Traité de droit administratif,
ed. Ides et calendes, 1984, pag. 147 e segg., si può parlare di retroazione
propriamente detta di una norma quando la regola di diritto si applichi a fatti
intieramente svoltisi prima della sua entrata in vigore. L’autore rammenta come
il principio della non retroattività sia enunciato dall’art. 1 del Tit.Fin.
CCS. Come indicato il concetto fa riferimento alla prevedibilità del diritto
che impedisce all’amministrazione di prendere delle misure sfavorevoli agli
amministrati in applica­zione di regole la cui applicazione non poteva essere
attesa. Il principio di non retroattività é di natura costituzionale ma non è
assoluto, non può essere invocato se le norme di nuova ado­zione sono maggiormente
favorevoli agli amministrati, rispetti­vamente può essere ammessa una
retroattività quando, come evocato nella giurisprudenza riportata per esteso,
siano realiz­zate le seguenti condizioni:

 

·    
la retroattività è espressamente prevista dalla
legge;

·    
è limitata nel tempo in modo ragionevole;

·    
è giustificata da motivi pertinenti d'interesse
pubblico;

·    
non dà luogo ad evidenti disparità di
trattamento;

·    
non arreca pregiudizio ai diritti acquisiti.

 

                                         In
questo senso André Grisel (op. cit. pag. 149 in inizio) si veda anche Adelio
Scolari, Diritto amministrativo - parte generale, 2a ed., n. 276.

                                         Dottrina
e la giurisprudenza concordano che la base legale che prevede la retroattività
non debba essere espressa (esplicita) per ammettere la retroattività
propriamente detta. È sufficiente che il legislatore manifesti in maniera
chiara la volontà di fare retroa­gire le regole di diritto che edita. Deve poi
trattarsi di norme so­stanziali e non formali (e qui il riferimento della
dottrina è più specificatamente fatto alle norme penali, v. A. Grisel, op.
cit., loc. cit.). Per quanto attiene alla durata un anno sembra ancora es­sere
ammissibile (DTF 102 Ia 73). Per essere pertinenti i motivi d’interesse
pubblico debbono prevalere, in una pesata degli inte­ressi in gioco, su quelli
privati. La giurisprudenza ha negato tale interesse pubblico prevalente
all’interesse dello Stato ad au­mentare le proprie risorse finanziarie o ad
evitare futuri carichi fi­nanziari (A. Grisel, op. cit., loc. cit., e
giurisprudenza ivi citata).

                                         Per
quanto rileva dalla retroattività impropria la stessa sussiste quando la nuova
norma esplichi i suoi effetti ex nunc e pro futuro ma su fatti che sono nati,
come evidenziato, nel passato e si protraggono o ripetono ulteriormente dopo la
modifica dell’ordine giuridico. In questo caso la
retroattività è ammissibile. “Les fait survenus sous l’empire de l’ancien
droit, mais non encore révo­lus lors du changement de législation sont
assimilés à ceux qui se produisent ultérieurement» (A. Grisel, op. cit.,
pag. 150). An­che in questo caso però giurisprudenza e
dottrina indicano la possibilità di eccezioni (v. DTF 103 V 41).

 

D’avviso di questo Tribunale non tutte le norme della modifica
adottata il 13 marzo 2007 del RLCAMal sembrano essere ri­spettose delle
condizioni per ritenere possibile l’eccezione al principio di non retroattività
delle leggi (termine qui usato nella sua accezione più ampia). In particolare
laddove queste norme sembrano aggravare le condizioni necessarie per
l’ottenimento del sussidio e possono creare disparità di trattamento con altri
assicurati che hanno beneficiato dell’ordine giuridico previgente per sussidi
riferiti allo stesso periodo. La questione non va co­munque approfondita in
questa sede alla luce dell’esito del gra­vame in discussione. In particolare,
come si vedrà, nel caso con­creto non cambia la situazione della ricorrente sia
che la norma dell’art. 67 litt. m RLCAMal sia quella precedente la modifica sia
quella della sua nuova formulazione.

 

                                   6.   Per
costante prassi di questo Tribunale le decisioni di tassazione cresciute in
giudicato vincolano l'amministrazione ed il giudice non può scostarsene se non
in caso particolare. Come ram­menta la sentenza 36.2005.104-105 del 19
settembre 2005 per costante giurisprudenza, ogni tassazione
fiscale è presunta conforme alla realtà: l'amministrazione è vincolata dalle
comuni­cazioni delle autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni
sociali esamina di principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della
legalità. 

                                         L'autorità
di giudizio non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato
a meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente
emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo
fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'e­sattezza
di una tassazione fiscale non bastano; infatti la deter­minazione del reddito
spetta alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione. L'assicurato
deve anzitutto difen­dere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per
quanto con­cerne i contributi delle assicurazioni sociali (Pratique VSI 1993
pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321
consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371
consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a).

 

                                   7.   In
concreto RI 1, per l'anno 2004 dispone di una tassazione che prevede un
imponibile superiore ai limiti fissati dal DE sopra ricordato. Come detto il
giudice non si scosta dalla tassazione se non, come indicato, in casi
eccezionali i cui estremi qui non ricorrono palesemente.

 

                                   8.   Nella
presente procedura il ricorrente chiede che si proceda all’accertamento del
reddito da parte dell’amministrazione, alla luce dell'applicazione del predetto
art. 67 lett. m. RLCAMal con­siderando l’alienazione di sostanza volontaria ed
avvenuta senza controprestazione sostanziale, salvo la costituzione di servitù
prediale di sporgenza (art. 674 CCS) sulla particella 2837 RFD __________ (doc.
B1) e la costituzione di un diritto d'abitazione sulla particella 864 RFD di __________
dopo frazionamento. Il reddito da pensione non risulta diminuito tra il 2004 e
il 2007. Il ricorrente non sostiene tale tesi. In altri termini dun­que il
signor RI 1 postula la concessione del sussidio per il pagamento del premio
dell’assicurazione malattia e ciò dopo avere alienato senza so­stanziale
controprestazione immobili per la non indifferente cifra di circa CHF 341'000.--,
in buona so­stanza egli vuole porre a ca­rico della collettività premi
dell’assicurazione di base dopo avere donato le sue proprietà ai figli. Secondo
il ricorrente, questi eventi avrebbero infatti inciso nel reddito del signor RI
1 in maniera determi­nante.

                                         

                                   9.   Val
qui la pena di rammentare come, in diritto, per l'accerta­mento autonomo del
reddito l'UAM deve partire dal reddito lordo conseguito dall’assicurato nel
corso del periodo più prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto.
Infatti il reddito lordo cui ci si deve riferire è possibil­mente quello
più recente e percepito nel corso dell'anno per il quale il sussidio viene
richiesto. Nell'ottica di tale volontà del le­gislatore i dati da considerare
per la verifica del reddito sono, se possibile, i dati dell'anno per il quale
il sussidio è chiesto, che vanno – come indicato in precedenza in caso di
diminuzione im­portante del reddito secondo l'art. 67 lett. m RLCAMal – posti a
raffronto con i dati ritenuti nella tassazione di riferimento dove necessario.

                                         Va
rammentato che, quando sia accertato un reddito inferiore a quello del periodo
di riferimento rispettivamente quando l’amministrazione debba determinare un
reddito, essa deve pro­cedere alla sua esatta fissazione e quindi raffrontarlo
con i pa­rametri fissati dal Consiglio di Stato per la determinazione del di­ritto
al sussidio, per ciò fare è necessario procedere alla com­mutazione del nuovo
reddito accertato in reddito imponibile me­diante l’utilizzo di tabelle
appositamente allestite. Infatti il reddito lordo accertato va
obbligatoriamente (art. 52 cpv. 2 RLCAMal) convertito in reddito imponibile
mediante apposite tabelle come rammenta l'art. 72 del medesimo regolamento. Le
tabelle di con­versione considerano le normali deduzioni dal reddito lordo per
la fissazione del reddito (ipotetico) imponibile, pur non potendo essere, per
la loro stessa natura, attagliati al caso concreto in cui vengono applicate.

                                         La
LCAMal ed il relativo regolamento d'applicazione non fanno stato invece di una
diminuzione della sostanza e tantomeno di una diminuzione volontaria della
sostanza al fine di porsi a carico della società per il sussidio richiesto.

 

                                10.   Nel
concreto caso occorre fare riferimento alla decisione di tassa­zione agli atti
che non permette la concessione del sussidio Non si può ritenere invece una
riduzione della sostanza nell'am­bito dell'art. 67 lett. m RLCAMal anche se, con
la donazione, RI 1 potrebbe avere rinunciato a diritti locativi sui fabbricati
B e C di cui al mappale 2837 RFD __________ (circostanza comunque neppure
sostenuta in sede di ricorso ed osservazioni). Quand'anche dovesse essere
ritenuta una diminuzione delle entrate il  procedere del ricorrente non può es­sere
protetto. La diminuzione del reddito è avvenuta infatti per atto volontario di
alienazione senza sostanziale contropartita. Non si può, in altri termini,
indebolire la propria posizione economica, arricchendo quella di terzi (ancor
meno se non bisognosi come in casu, la circostanza non è infatti stata
sostenuta dal ricor­rente), senza obbligo giuridico, per far sborsare alla
collettività parte del proprio premio di cassa malati. Si rinvia qui a quanto
già ritenuto nella sentenza 3 settembre 2004 in re F. (36.2004.40.)

                                         A
fronte di tale volontaria spoliazione dei beni senza obbligo e contropartita la
richiesta di ottenimento del sussidio si palesa quale manifesto abuso di
diritto (cfr. STCA del 16 maggio 2006, nr. 36.2006.77 in re P.; STCA del 3
settembre 2004, nr. 36.2004.40 in re F.).

 

                                         In
questo senso André Grisel, Traité de droit administratif, op. cit., pag. 397 e DTF 108 V 88 che estende esplicitamente il
principio del divieto di abuso di di­ritto anche nelle assicurazioni sociali, e
meglio:

 

"  Das Prinzip von Treu und Glauben prägt die
Beziehungen zwischen Verwaltung und Bürger (BGE 107 V 160 E. 2 a.A.); es gilt
insbeson­dere auch im Sozialversicherungsrecht (vgl. z.B. BGE 106 V 33 E. 4
a.A.). Der Grundsatz ist Richtschnur einerseits für die Behörde, ande­rerseits
für den einzelnen (IMBODEN/RHINOW, Schweizeri-sche Verwaltungsrechtsprechung,
5. Aufl., Bd. I, S. 458), somit auch für den Leistungsansprecher in der
Sozialversicherung. Aus dem Grundsatz von Treu und Glauben fliessen u.a. das
Verbot widerspruchsvollen oder rechtsmissbräuchlichen Handelns und das
Vertrauensschutzprinzip (IMBODEN/RHINOW, a.a.O., S. 458 und 462). Daraus folgt,
dass das Verhalten (Willenserklärungen, faktische Handlungsweisen,
Stillschweigen) desjenigen, welcher von einem Sozialversicherer Leistungen
beansprucht, so aufzufassen ist, wie sie dieser in guten Treuen verstehen
durfte und verstehen musste (GUHL/MERZ/KUMMER, OR, 7. Aufl., S. 91 mit
Hinweisen auf die Rechtsprechung)."

 

                                         Va
rammentato, ad esempio, come l'alienazione senza contropar­tita, come quella in
discussione, in sede di prestazioni complementari com­porti l'obbligo di
considerare la sostanza alienata partendo dal suo valore intero e scalandolo di
CHF 10'000.-- annui.

                                         Nell'ambito
della giurisprudenza sviluppata in applicazione della LPC si è ritenuto:

 

"  … come lo scopo della PC sia quello di garantire un reddito minimo
(Pratique VSI 1994 pag. 225).

 

Si
osserva in proposito che per il calcolo della prestazione comple­mentare
vengono presi in considerazione, di principio, solo quegli at­tivi che
l’assicurato ha effettivamente ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni
(AHI Praxis 1995 pag. 166 consid. 2a; RDAT I-1992 pag. 154; RCC 1984 pag. 189;
WERLEN, Der Anspruch auf Ergän­zungsleistungen, Baden 1995, pagg. 156/166; ZAK
1989 pag. 238). È infatti
rilevante la circostanza che l’interessato non dispone dei mezzi necessari per
far fronte ai suoi bisogni esistenziali, non il motivo che ha condotto a questa
situazione (DTF 115 V 355 consid. 5d).

 

Tale
principio è tuttavia sottoposto a dei limiti. Segnatamente non è richiamabile
nell’ipotesi in cui l’assicurato ha rinunciato a dei beni senza esserne
giuridicamente obbligato e senza controprestazione adeguata, dispone di un
diritto a determinate entrate o a una deter­minata sostanza, non ne fa tuttavia
uso o non fa valere le sue pretese (RCC 1989 pag. 350 consid. 3b; 1988 pag. 275
consid. 2b) oppure, per motivi di cui è responsabile, non esercita, per lo meno
a tempo parziale, un’attività lucrativa ammissibile (AHI Praxis 1995 pag. 166
consid. 2a; Pratique VSI 1994 pag. 225 consid. 3a; RCC 1992 pag. 348; DTF 115 V
353 consid. 5c; DTF 122 V 397 consid. 2).

In
tal caso la giurisprudenza considera che vi è una rinuncia di so­stanza ai
sensi dell’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC (RDAT I-1994 pag. 189 consid. 3a; RCC
1989 pag. 350 consid. 3b).

(…)

In
conclusione, quindi, lo scopo dell’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC consiste avantutto
nell’evitare che un assicurato si spogli di tutto o di una parte dei suoi beni
a favore di terzi, senza obbligo giuridico ed in modo da diminuire il reddito
che determina il diritto alle prestazioni."

 

                                         Non
occorre qui, poiché non è tema di discussione, sapere se anche per il futuro la
donazione immobiliare del ricorrente potrà impedire allo stesso di farsi pagare
dalla collettività chiamata a contribuire fiscalmente, i premi (in parte
almeno) di Cassa Malati. Si evidenzia comunque come il ricorrente abbia
alienato a titolo gratuito beni immobiliari non solo alle figlie __________ e __________
ma - come appare dall'atto notarile - anche al figlio __________ ("Questo
atto viene pure firmato dal signor __________ che attesta formalmente, a futura
memoria, che le prestazioni a favore delle sorelle __________ e __________ ...
sono perfettamente equivalenti con quelle già effettuate, in passato da RI 1 a
favore di __________ ") 

 

                                11.   Va
rammentato al ricorrente che i diritti previsti dalla legislazione sociale non
sono concepiti per il comodo di alcuno, ma servono a sopperire i reali bisogni reali
di chi si trova in difficoltà, ne va altri­menti della solidarietà.

                                         In
casu basta rilevare che RI 1 è stato tassato per l'anno di riferimento, i
limiti sono superati e la volontaria rinuncia, senza obbligo di legge e senza
contropartita, di consistenti beni (anche a favore del figlio) non permette
l'applicazione dell'art. 67 lett. m RLCAMal siccome costitutiva di abuso di
diritto.

                                         Il
ricorso, che appare temerario, va respinto. Si giustifica il carico di adeguata
tassa di giustizia al ricorrente.

 

                                 12.   Con il 1. gennaio 2007 è
entrata in vigore la Legge federale sul Tri­bunale federale del 17
giugno 2005 (LTF), applicabile in con­creto poiché, per l’art.
132 cpv. 1 LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al
Tribunale federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si
applica sol­tanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua
entrata in vigore.

A proposito della materia qui in causa (cause di diritto pubblico), la nuova legge prevede la via del
ricorso in materia di diritto pub­blico (art. 82 lett. a LTF; cfr. anche l’art.
83 LTF che elenca i casi di inammissibilità del ricorso in materia di diritto
pubblico). Per l’art. 86 cpv. 1 lett. d LTF il
ricorso è ammissibile contro le deci­sioni delle autorità cantonali di ultima
istanza, sempreché non sia ammissibile il ricorso al Tribunale amministrativo
federale. L’art. 95 LTF prevede che il
ricorrente può far valere la violazione del diritto federale (lett. a), del
diritto internazionale (lett. b), dei diritti costituzionali cantonali (lett.
c), delle disposizioni cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e
di elezioni e votazioni po­polari (lett. d), del diritto intercantonale (lett.
e). A norma dell’art. 97 cpv. 1 LTF il
ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in
modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’articolo
95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del
procedimento.

Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova sol­tanto
se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono ammissibili
nuove conclusioni (art. 99 LTF). Il ricorso contro una decisione
deve essere depositato presso il Tribunale fede­rale entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia di diritto pubblico, è aperta la via del ricorso in materia
costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF con il ri­corso
in materia costituzionale può essere censurata la viola­zione di diritti
costituzionali. A proposito di quest’ultimo ricorso, va evidenziato come,
affinché sia ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o
perché il valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un
catalogo di eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità
cantonale di ultima istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di
diritto costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard
Corboz, intro­duction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag. 351 segg.).

 

                                         

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   La
tassa di giustizia cifrata in CHF 200.-- e le spese fissate in CHF 50.--
vengono poste a carico del ricorrente.                               

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il pre­sente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribu­nale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motiva­zione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la bu­sta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Gianluca
Menghetti