# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1bbcae5a-5e1f-52d0-aeb4-364934b62352
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.03.2010 (publiziert) 36.2004.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2004-23_2010-03-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2004.23

   

  cs

  	
  Lugano

  26 gennaio 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  

 

	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 febbraio 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 26 gennaio
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Istituto assicurazioni sociali Ufficio
  assicurazione malattia, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione contro le
  malattie

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 13 novembre 2003 l'Istituto delle assicurazioni sociali (di
seguito: IAS), esperito un controllo relativo al rapporto assicurativo
stipulato da RI 1 con la Cassa malati __________, "richiamato che
l'Autorità cantonale non è competente a emettere decisioni in fatto di
supplemento di premio per affiliazione tardiva, la stessa raccomanda tuttavia
all'assicuratore di applicare il supplemento di premio per ritardo non
giustificabile (artt. 5 cpv. 2 e 8 OAMal)", ha deciso che "nella
fattispecie si tratta di situazione giuridica assimilabile al concetto di affiliazione
tardiva (art. 5 cpv. 2 LAMal)", che "il rapporto
assicurativo con l'assicuratore malattie __________ inizia a far stato del __________"
e che "l'inizio teorico dell'obbligo d'assicurazione è stabilito in
data 1° gennaio 1996 (inizio LAMal)".

 

                               1.2.   Con
decisione su reclamo del 26 gennaio 2004 l'IAS ha respinto le contestazioni dell'interessato.

 

                                         L'assicurato
è tempestivamente insorto contro la predetta decisione facendo in particolare
riferimento all'art. 2 OAMal che enumera le condizioni per chiedere l'esonero
dall'obbligo assicurativo in Svizzera. L'insorgente afferma inoltre:

 

" 
(…)

 

Il sito http://www.ti.ch/DSS/IAS/temi/info_periodiche/ass_malattia.htm
dice che:

 

La legge federale sull'assicurazione malattie (LAMal)
prevede anche la possibilità di ottenere un'esenzione dall'obbligo
d'assicurazione per taluni cittadini che ai sensi di legge vi sarebbero
astretti.

 

Sono esonerati dall'obbligo d'assicurazione:

 

f)  i
cittadini già obbligatoriamente assicurati all'estero in virtù del diritto di
uno Stato con il quale non sussiste alcuna normativa concernente la
delimitazione dell'obbligo di assicurazione, qualora l'assoggettamento
all'assicurazione malattie svizzera costituirebbe un doppio onere e se essi
beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera
[art. 2 cpv. 2 dell'ordinanza federale sull'assicurazione malattie (OAMAl)].

    Le tre condizioni devono essere adempiute
cumulativamente;

 

g) i
cittadini che soggiornano in Svizzera nell'ambito di una formazione o di un
perfezionamento, quali studenti, allievi, praticanti e stagisti così come i
docenti e i ricercatori che soggiornano in Svizzera nell'ambito di un incarico
d'insegnamento o di una ricerca, purché durante l'intera validità
dell'esenzione beneficino di una copertura assicurativa equivalente per le cure
in Svizzera [art. 2 cpv. 4 e art. 2 cpv. 4 bis dell'ordinanza federale
sull'assicurazione malattie (OAMal)];

 

1. Durante tutto il mio soggiorno all'estero sono sempre stato
assicurato, la copertura era per lo meno equivalente a quella offerta dalle
assicurazioni svizzere, l'assicurazione valeva in tutto il mondo, inclusa la
Svizzera, e l'assoggettamento all'assicurazione malattie svizzera avrebbe
costituito un doppio onere. Quindi, secondo il punto f) non avrei dovuto
assicurarmi anche in Svizzera.

 

2. Dal
__________ al __________ studiavo a tempo pieno in __________ (vedi fotocopia
allegata della lettera __________ del __________. Ho consegnato il mio
dottorato il __________, e quindi ho smesso di studiare quella data). Mi
domando se il punto g) non vale anche per gli studenti che soggiornano
all'estero (anche se domiciliati in Svizzera) e che pagano l'assicurazione
malattia all'estero (pagavo l'assicurazione malattia obbligatoria
dell'università).

 

    Sullo stesso sito c'è anche scritto che:

 

L'assicuratore
stabilisce il supplemento di premio secondo la situazione finanziaria
dell'assicurato. L'importo viene fissato tra il 30% e il 50% del premio per una
durata pari al doppio di quella del ritardo di affiliazione.

Questo tasso può venir
ridotto (al di sotto del 30%) se l'onere risulta oltremodo gravoso per
l'assicurato [art. 8 cpv. 1 dell'ordinanza federale sull'assicurazione malattie
(OAMal)].

 

3. Dal __________ al __________ ho ricevuto uno stipendio di S$
1'400 lordi al mese (meno di Fr. 1'100, cioè Fr. 13'200 annuali, al cambio
attuale) (vedi foglio allegato). Dal __________ al __________ (data in cui ho
consegnato il mio dottorato e quindi ho smesso di studiare) non ho ricevuto
nessun stipendio e non avevo nessun altra entrata, quindi dal __________ al __________
ho guadagnato Fr. 46'200,--, o Fr. 825,- lordi al mese al mese. D'una parte
avevo un reddito che mi avrebbe dato diritto al sussidio, d'altra parte il
pagamento dell'assicurazione malattia sarebbe certamente stato un onere
estremamente gravoso. Mi sono sposato il __________, e ora guadagno Fr. 4'500,-
lordi al mese. Il pagamento del supplemento di premio sarebbe tutt'ora un onere
gravoso. Penso quindi che il premio assicurativo durante il mio soggiorno
all'estero dovrebbe essere stato preso a carico da un'Autorità di assistenza
sociale (art. 8 cpv. 2 OAMal). A mio giudizio anche il pagamento del
supplemento di premio dovrebbe essere preso a carico da un'Autorità di
assistenza sociale." (doc. I)

 

                               1.3.   Con risposta
del 30 aprile 2004 l'amministrazione chiede la reiezione dell'impugnativa e
rammenta in particolare:

 

" 
E' incontestato il fatto che il ricorrente,
cittadino germanico, è domiciliato nel Cantone Ticino.

Il permesso di domicilio (C) ha validità dal __________
al __________.

In sede di reclamo contro la decisione UAM 13
novembre 2003 - qui impugnata davanti al TCA in ragione della reiezione del
predetto reclamo - l'interessato fa valere il fatto di essere stato assente
all'estero (addirittura dal __________!) fino al __________.

Durante questo soggiorno all'estero egli ha
tuttavia sempre mantenuto il permesso di domicilio (C) in Svizzera, senza
peraltro richiedere alla competente Autorità cantonale il regolare permesso di
assenza.

Questa mancanza, di per sé senz'ombra di dubbio
sanzionabile in quanto tale, non rientra però nella sfera del presente
giudizio.

Resta incontestato il fatto che i diritti
domiciliari in Svizzera sono in ogni caso sempre sussistiti; e questo,
indubitabilmente, a far tempo dal 1° gennaio 1996.

E' del resto, questa, una ragione evidente della
temporaneità del soggiorno all'estero: mantenendo il domicilio in Svizzera,
poco importa se in modo completamente regolare dal profilo della legge in
materia di soggiorno di persone straniere, l'interessato ha chiaramente dato a
vedere il fatto che il legame principale e fondamentale restava la Svizzera.

Come più volte ha avuto modo di confermare
codesto TCA, in caso di cittadini beneficiari di permessi B o C che ottengono
l'autorizzazione ufficiale di assenza dalla Svizzera, di principio l'obbligo
d'assicurazione contro le malattie giusta la LAMal permane.

E ciò, a non averne dubbio, deve valere anche per
il caso di specie, con l'aggravante - però ininfluente ai fini del presente
giudizio- che nemmeno è stato dato seguito alla prassi ordinaria prevista per
le assenze prolungate all'estero.

Il ritorno definitivo in Svizzera - Paese di
domicilio del ricorrente - costituisce una prova ulteriore, di carattere in
ogni caso sostanziale, del fatto che il centro primario degli interessi del
ricorrente è sempre rimasto legato al nostro Paese, dove - e lo si ribadisce -
egli ha pur sempre continuato a godere dei privilegi domiciliari.

Legato al concetto di domicilio vi è anche il
principio dell'assoggettamento all'assicurazione sociale delle cure medico-sanitarie,
di carattere obbligatorio, sul piano federale, a far tempo del 1° gennaio 1996.

Già per queste ragioni il ricorso deve dunque
essere rigettato.

 

Miglior sorte non possono trovare nemmeno le
considerazioni esposte dall'interessato nell'atto ricorsuale.

Nessuna prova è infatti fornita circa un obbligo
d'assicurazione contro le malattie a __________, che a nostra conoscenza non è
assolutamente dato.

 

Né una prova in questo senso può essere costituita
dall'attestazione della __________, allegata all'atto ricorsuale.

Giova ricordare, al proposito, che per costante
giurisprudenza l'applicazione dell'esenzione ex art. 2 cpv. 1 OAMal presuppone
l'esistenza di un obbligo assicurativo in virtù di un diritto pubblico
estero, e non già di un'eventuale imposizione di protezione assicurativa
contro le malattie decretata per - e con - regole proprie all'interno di un
determinato contesto di persone (per esempio un Campus universitario).

Da escludere infine ogni riferimento all'art. 2
cpv. 4 OAMal, che chiaramente sottende il soggiorno in Svizzera e non
all'estero.

Ergo, per quanto attiene al principio
dell'obbligatorietà d'assicurazione in Svizzera a partire dal 1° gennaio 1996,
il ricorso deve essere respinto.

 

La parte ricorrente solleva poi la questione
legata al supplemento di premio in caso di affiliazione tardiva.

Questo oggetto non è contemplato nel dispositivo
della decisione del 13 novembre 2003 qui impugnata, ragione per la quale, in
virtù del principio di diritto secondo cui un'impugnativa, per essere ammessa,
deve presupporre una formale decisione in initio, non è dato di entrare
nel merito della questione di specie." (doc. III)

 

                               1.4.   Con scritto
14 maggio 2004 l'interessato ha prodotto nuove prove affermando:

 

" 
L'Istituto delle Assicurazioni Sociali (ICA)
mantiene che la mia assenza dalla Svizzera è stata temporanea e che ora sono
ritornato definitivamente in Svizzera. Non capisco quali informazioni gli hanno
permesso di raggiungere queste conclusioni. In primo luogo sono stato assente
dalla Svizzera per oltre 10 anni, che probabilmente renderebbe questa assenza
un po' troppo lunga per essere considerata "temporanea". In secondo
luogo, dall'__________ ripartirò a vivere e a lavorare all'estero, questa volta
in __________, per un periodo indeterminato. E' piuttosto il mio ritorno in
Svizzera che dovrebbe essere considerato "temporaneo", dato che è
solo di circa due anni.

 

Un'assenza di oltre 10 anni rende assai ridicole
le affermazioni ripetute diverse volte nella pagina Nr 2 della lettera
dell'ICA, secondo cui l'"interessato ha chiaramente dato a vedere il fatto
che il legame principale e fondamentale di vita restava la Svizzera" o che
il "centro primario degli interessi del ricorrente è sempre rimasto legato
al nostro Paese". Non è ripetendole diverse volte che queste affermazioni
gratuite, inoltrate senza prova alcuna o giustificativo di nessuna sorte, e a
conoscenza del fatto che sono stato assente per oltre 10 anni, diventano
realtà.

 

Il fatto che io non abbia richiesto all'Autorità
competente il regolare permesso di assenza è senza dubbio sanzionabile, ma come
scrive lo stesso ICA, non rientra nella sfera del presente giudizio (mi domando
quindi perché l'ICA si è vista costretta a ripeterlo per ben tre volte). In
occasione della mia prossima partenza per il __________ non dimenticherò
certamente d'informare l'Autorità competente cantonale della mia partenza
definitiva dalla Svizzera, o di richiedere il regolare permesso d'assenza.

 

L'art. 2 cpv. 2 dell'ordinanza federale
sull'assicurazione malattie (OAMal) è abbastanza chiaro: "Sono esonerati
dall'obbligo d'assicurazione i cittadini già obbligatoriamente assicurati
all'estero in virtù del diritto di uno Stato con il quale non sussiste alcuna
normativa concernente la delimitazione dell'obbligo di assicurazione, qualora
l'assoggettamento all'assicurazione malattie svizzera costituirebbe un doppio
onere e se essi beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le
cure in Svizzera."

 

L'ICA contesta il fatto che ho soddisfatto queste
tre condizioni. In questa lettera allego i documenti necessari per comprovare
che durante il mio soggiorno in __________ e in __________ soddisfavo queste
condizioni.

 

1. Allego una lettera dell'__________ che mostra che la copertura di
cui beneficiavo era simile a quella cui beneficiano gli assicurati della LAMal.
Vogliate gentilmente farmi sapere se avete bisogno di una copia firmata
dall'università.

 

2. Allego una lettera dell'__________ che conferma che ero
assicurato con il "__________" dal __________ al __________. Questa
lettera mi è stata mandata per E-mail, con una copia firmata da seguire per
posta nei prossimi giorni. Vi manderò l'originale appena lo ricevo.

 

3. L'ICA contesta il fatto che l'obbligo di assicurazione a cui ero
soggetto era in virtù del diritto di uno Stato. Normalmente le leggi in un
paese (e questo è anche il caso del __________) sono fatte dagli Stati, non da
organizzazioni private o pubbliche, o da università. Continuo nel mio sforzo
per ottenere una lettera dal governo __________ che confermi che l'assicurazione
era obbligatoria in virtù delle leggi __________.

 

E' più difficile ottenere i documenti dalla __________,
dove lavoravo prima di studiare in __________, siccome in quel paese le cose
sono organizzate piuttosto male, ma continuerò nei miei sforzi.

 

Vorrei inoltre attirare la vostra attenzione sul
fatto che durante i miei studi universitari in __________ mi sono informato
presso il municipio di __________ (signora __________) che mi aveva confermato
che dato che ero già assicurato in __________, non dovevo più assicurarmi in
Svizzera. Questa informazione apparentemente era sbagliata, ma come posso
essere tenuto responsabile per le informazioni erronee che mi sono state
fornite da un funzionario incaricato?

 

Come prova supplementare della mia assicurazione
malattia durante il mio soggiorno in __________, nel __________ ho subito
un'operazione all'ospedale e l'assicurazione __________ (l'assicuratore del
"__________") ha pagato tutti i costi dell'operazione (sarei
sicuramente in grado di ottenere la conferma scritta dall'assicurazione o
dall'ospedale se lo desiderate)." (doc. X)

 

                               1.5.   Chiamata a
presentare osservazioni scritte in merito, l'IAS ha affermato tra l'altro:

 

" 
né può essere ritenuta ragione valida per
accogliere il petitum del ricorrente la lamentata carenza informativa da parte
del Comune, del resto non suffragata da elementi probatori. La consolidata
giurisprudenza di questo TCA ha già avuto modo più volte di confermare che il
dovere di ossequiare un disposto di legge - qui, del resto, di carattere
consolidato - non può dipendere da una più o meno estesa informazione ad personam
dall'esterno. Ma semmai questa fattispecie potrebbe essere invocata in sede di
liceità o meno dell'applicazione del supplemento di premio per affiliazione
tardiva. Ciò esula però dal presente gravame, che si incentra unicamente sul
principio dell'inizio dell'obbligatorietà assicurativa." (doc. XII)

 

                               1.6.   Interpellato
dal TCA a proposito della questione a sapere chi era la "signora __________
" e per fornire l'ulteriore documentazione prospettata (in particolare
l'affiliazione in __________), l'insorgente ha affermato che:

 

" 
Con riferimento alla vostra lettera del 21 luglio
2004 circa l'identità della "signora __________ " che ho menzionato
nel mio scritto del 14 maggio 2004, vorrei informarvi che mi riferivo alla
signora __________, che lavora ora al municipio di __________, ma era in quel
momento impiegata alla cancelleria comunale di __________.

 

Non ho osservazioni a proposito della lettera del
25 maggio 2004 dell'IAS, in quanto la lettera non offre informazioni nuove.
Sono sicuro che il problema della mancanza di elementi probatori circa le mie
affermazioni, lamentata nella lettera dell'IAS, sarà risolto dalla signora __________.

 

Non sono riuscito ad ottenere i documenti dalla __________,
dove purtroppo le cose non funzionano con le celerità con cui funzionano in
Svizzera o in __________. Siccome ho lavorato in __________ diversi anni fa,
purtroppo i funzionari __________ non sembrano disposti a fare lo sforzo
necessario di trovare le informazioni richieste." (doc. XV)

 

                               1.7.   In data 10
agosto 2004 il TCA ha interpellato __________, chiedendo:

 

" 
(...)

1. In quale periodo ha lavorato per il Comune di __________ e che
lavoro ha esercitato?

 

2. E' stata contattata da RI 1 quando lavorava per il Comune di __________
per ottenere informazioni circa l'obbligo assicurativo presso una Cassa malati
svizzera in caso di trasferimento all'estero per motivi di studi? 

 

3. In caso di risposta affermativa alla seconda domanda, quando
(data esatta) è stata contattata e quali sono state le Sue risposte?

 

In particolare corrisponde al vero la circostanza
secondo la quale Lei avrebbe confermato che se RI 1 era già assicurato in __________
o in altro Paese all'estero, non doveva assicurarsi anche in Svizzera (per
favore voglia essere il più precisa possibile)?" (doc. XVI)

 

                               1.8.   Con risposta
del 18 agosto 2004 la funzionaria ha affermato:

 

" 
1)

Sono stata assunta dal Comune di __________ con
effetto dall'__________ in qualità di impiegata presso l'Ufficio controllo
abitanti. Sono tuttora alle dipendenze del Comune di __________, che nel
frattempo ha __________ con __________ ed __________, divenendo il Comune di __________.

 

2/3)

Il giorno __________ (tale data è quella che
figura riportata sul formulario sottoscritto), il signor RI 1 si è presentato
presso la Cancelleria Comunale di __________ per annunciare il suo arrivo nel
Comune con effetto al __________.

A quanto posso ricordare, il signor RI 1 non mi
ha richiesto specifiche informazioni circa l'obbligo assicurativo presso una
cassa malati svizzera in caso di trasferimento all'estero per motivi di studio,
ma mi ha semplicemente comunicato di essere già assicurato in __________
tramite la scuola che egli frequentava o che avrebbe frequentato, non ricordo
esattamente.

Da parte mia ho preso atto della situazione così
espostami, informando il signor RI 1 che tale copertura assicurativa sarebbe
stata sufficiente.

 

Tengo a precisare e ciò per scrupolo
professionale, che l'informazione da me fornita al riguardo, lo è stata in
perfetta buona fede, evidentemente tenendo conto delle conoscenze e
dell'esperienza da me potute acquisire in quel momento a due mesi dalla mia
assunzione e di attività nel Comune." (doc. XVII)

                               1.9.   Chiamato a
presentare osservazioni scritte in merito ed in particolare a comprovare
l'avvenuta affiliazione in __________, l'interessato ha affermato:

 

" 
(…)

Ho trovato le informazioni seguenti su internet. Nel sito di __________:

 

"                                     __________
__________?

 

If you are on a
course lasting 6 months or more you can get treatement from the __________ from
the beginning of your stay. You will not have to pay for hospital treatment,
but you may have to pay for some dental treatment and a standard charge for
medicines prescribed by a doctor, depending on your income."

 

Questo servizio è più generoso di quello in
Svizzera. Mi faccia sapere se avete bisogno di ulteriori chiarimenti, o
ulteriori prove del fatto che ero assicurato." (doc. XXI)

 

                             1.10.   Chiamato
nuovamente a comprovare che nel periodo in cui si trovava in __________ era
colà assicurato, l'insorgente ha affermato:

 

" 
(…)

 

1. Non mi ricordo esattamente le parole della signora __________ il __________,
ma solo la sostanza: dato che ero già assicurato in __________, non avevo
bisogno di assicurarmi anche in Svizzera.

 

2. Potete per favore farmi sapere come posso comprovare che ero
effettivamente assicurato contro le malattie in __________? __________ c'è scritto:

 

    " __________
__________?

 

If you are on a
course lasting 6 months or more you can get treatement from the __________ from
the beginning of your stay. You will not have to pay for hospital treatment,
but you may have to pay for some dental treatment and a standard charge for
medicines prescribed by a doctor, depending on your income."

 

Come ho già scritto,
questo servizio è più generoso di quello in Svizzera. Se avete bisogno di una
lettera dell'Università di __________ o di quella di __________, che confermi
che ero studente presso quelle università per più di 6 mesi, non penso di avere
difficoltà ad ottenerle. Se avete bisogno di una lettera dal governo __________
che anche io ero soggetto alle leggi __________, probabilmente sarà un po' più
difficile, ma posso provare." (doc. XXIII)

 

                             1.11.   L'8 ottobre
2004 l'IAS ha affermato:

 

" 
Con la presente specifichiamo anzitutto che la
decisione querelata viene confermata.

Al ricorrente può certamente essere riconosciuto
il principio della buona fede, in quanto una fonte autorevole -
l'amministrazione comunale di __________ - ha fornito un'informazione imprecisa
quanto all'obbligo d'assicurazione in Svizzera.

Ciò risulta ininfluente ai fini dei presupposti
che reggono la querelata decisione; incentrata sulla constatazione che nella
situazione di specie trattasi di affiliazione tardiva.

Potrà per contro, quello qui rilevato, risultare
elemento certamente importante e significativo ai fini del decidere in merito
al supplemento di premio ex art. 5 cpv. 2 LAMal.

Ma ciò non fa parte della decisione impugnata, in
quanto ambito di stretta competenza dell'assicuratore malattie.

Questa parte convenuta ritiene comunque di poter
esprimere - o sottoscrivere - una raccomandazione all'assicuratore malattie,
considerati i motivi e le circostanze suesposti, nel senso di ritenere
giustificato, in casu, il ritardo nell'iscrizione al sistema
assicurativo svizzero (assicurazione sociale malattie)." (doc. XXV)

 

                             1.12.   Infine
l'assicurato ha rilevato:

 

" 
(...)

1. La legge svizzera è chiara, e secondo l'art. 2 cpv. 2
dell'Ordinanza Federale sull'Assicurazione Malattie (OAMal) io ero esonerato
dall'obbligo di assicurazione durante tutto il mio soggiorno all'estero, dato
che ero "già obbligatoriamente assicurato all'estero in virtù del diritto
di uno Stato con il quale non sussiste alcuna normativa concernente la
delimitazione dell'obbligo di assicurazione, qualora l'assoggettamento
all'assicurazione malattie svizzera costituirebbe un doppio onere e se essi
beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le cure in
Svizzera."

 

2. Se avessi saputo che dovevo assicurarmi in Svizzera avrei
rinunciato al domicilio in Svizzera. Purtroppo ero stato informato (giustamente
secondo l'art. 2 cpv. 2 dell'OAMal) che dato che ero già assicurato all'estero
non dovevo più assicurarmi in Svizzera.

 

3. Sono stato assente dalla Svizzera per oltre 10 anni, prima di
ritornare in Svizzera per meno di due anni. In __________ ho lasciato
definitivamente la Svizzera (vi avevo informato della mia prossima partenza il __________,
cfr. doc. X]). La mia assenza dalla Svizzera durante questi 10 anni non può
quindi essere considerata "temporanea", come ha dichiarato l'Istituto
delle Assicurazioni Sociali. Penso che sarebbe ingiusto adesso farmi pagare
l'assicurazione malattia per tutti questi anni in cui studiavo e lavoravo (ed
ero assicurato!) all'estero, e durante i quali avevo chiaramente tagliato tutti
i legami con la Svizzera." (doc. XXXVII)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione a sapere se a ragione l'IAS nel dispositivo della
propria decisione ha stabilito che "l'inizio teorico dell'obbligo
d'assicurazione resta pure confermato al 1° gennaio 1996." 

 

                                         Non è
oggetto del contendere, invece, l'eventuale supplemento del premio previsto
dall'art. 8 OAMal. Infatti, competente a decidere in merito è l'assicuratore e
non l'IAS (cfr. STFA del 18 febbraio 2003 nella causa H, K 151/01, pubblicata
in DTF 129 V 159):

 

" 
1.

Oggetto del contendere è, in ordine, la
competenza del Cantone a statuire sull'affiliazione d'ufficio così come
sull'obbligo di versare un supplemento di premio in seguito ad affiliazione
tardiva. Nel merito il ricorrente  contesta da un lato la mancata esenzione,
con effetto dal 1° gennaio 1996, dall'obbligo assicurativo previsto dalla LAMal,
dall'altro il mancato riconoscimento della carenza di colpa in relazione con
un'eventuale affiliazione tardiva.

 

Poiché la lite non verte sull'assegnazione o il
rifiuto di prestazioni

assicurative, il Tribunale federale delle assicurazioni
deve limitarsi ad

esaminare se il giudizio di primo grado abbia
violato il diritto federale,

compreso l'eccesso o l'abuso del potere
d'apprezzamento, oppure se l'accertamento dei fatti sia manifestamente
inesatto, incompleto od avvenuto violando norme essenziali di procedura (art.
132 OG in relazione con gli art. 104 lett. a e b e 105 cpv. 2 OG).

 

2.

2.1 A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAMal ogni persona
domiciliata in Svizzera deve assicurarsi per le cure medico sanitarie entro tre
mesi dall'acquisizione del domicilio. Secondo l'art. 6 cpv. 1 LAMal i Cantoni
provvedono all'osservanza dell'obbligo d'assicurazione. Per il capoverso 2
l'autorità designata dal Cantone affilia a un assicuratore le persone tenute ad
assicurarsi che non abbiano assolto questo obbligo tempestivamente. L'art. 10 OAMal
prevede inoltre che i Cantoni informano periodicamente la popolazione circa
l'obbligo

d'assicurazione. Provvedono segnatamente affinché
le persone provenienti dall'estero siano informate e i genitori di neonati
siano informati tempestivamente (cpv. 1). L'autorità cantonale competente
decide delle domande di cui all'art. 2 cpv. 3-5 (recte 2-5, si confronti la
versione in vigore dal 1° gennaio 1997 in lingua tedesca e francese) e all'art.
6 cpv. 3 (cpv. 2).

 

2.2 In concreto dal chiaro tenore dell'art. 6
cpv. 2 LAMal emerge che il Cantone è competente ad affiliare d'ufficio quelle
persone che non hanno assolto il loro obbligo di assicurarsi o non lo hanno
assolto

tempestivamente. L'assenza di copertura della
persona tenuta ad affiliarsi è quindi condizione indispensabile affinché
l'organo di controllo cantonale possa intervenire e la sola che giustifichi
un'affiliazione d'ufficio (sentenza del 15 luglio 2002 in re CM F. consid. 3b,
K 130/01, non ancora pubblicata nella Raccolta Ufficiale). Di conseguenza nel
caso in cui l'affiliazione sia già avvenuta non vi è più spazio per procedervi.

 

2.3 Alla luce della prassi succitata l'UAM non
poteva quindi statuire

sull'affiliazione d'ufficio dell'interessato alla
Cassa malati X con

effetto dal 1° gennaio 2000, essendosi egli
affiliato spontaneamente, come neppure su un'affiliazione retroattiva, non
essendo essa ammissibile in caso di adesione tardiva. In tale ipotesi infatti,
secondo il chiaro tenore dell'art. 5 cpv. 2 LAMal, gli effetti
dell'assicurazione entrano in vigore solo dall'annuncio all'assicurazione.

Su questo punto quindi le allegazioni ricorsuali
risultano fondate.

 

2.4 L'insorgente contesta pure la competenza del
Cantone a statuire in materia di principio e ammontare del supplemento di
premio secondo l'art. 5 cpv. 2 LAMal. Come detto, secondo questa disposizione
in caso di affiliazione tardiva l'assicurazione inizia dal giorno
dell'affiliazione. L'assicurato deve tuttavia pagare un supplemento di premio
se il ritardo non è giustificabile. Il Consiglio federale ne stabilisce i tassi
indicativi, tenendo conto del livello dei premi nel luogo di residenza
dell'assicurato e della durata del ritardo. Se il pagamento del premio risulta
oltremodo gravoso per l'assicurato, l'assicuratore lo riduce, considerate
equamente la situazione dell'assicurato e le circostanze del ritardo. Per
l'art. 8 OAMal il supplemento di premio è riscosso per una durata pari al
doppio di quella del ritardo d'affiliazione. L'assicuratore stabilisce il supplemento
secondo la situazione finanziaria dell'assicurato.

 

2.5 Dal tenore delle disposizioni citate emerge
chiaramente che

l'assicuratore è senz'altro competente per stabilire
sia l'ammontare del premio che l'eventuale riduzione. Il fatto non è del resto
contestato.

 

Né la legge né la relativa ordinanza federale si
esprimono per contro espressamente sulla competenza a statuire sull'obbligo del
pagamento di detto supplemento in caso di affiliazione tardiva non scusabile.
Dal messaggio del Consiglio federale emerge in proposito che in caso di
affiliazione tardiva non si possono esigere premi arretrati, "ma
l'assicuratore imporrà all'assicurato che si è affiliato tardivamente un premio
più elevato rispetto a quello degli altri suoi assicurati" (FF 1992 I
114). Dal tenore chiaro del messaggio si può e si deve quindi dedurre che il
legislatore intendeva conferire all'assicuratore non solo la competenza di
fissare l'ammontare e l'eventuale riduzione del supplemento di premio, ma anche
di statuire sull'obbligo stesso (v. sentenza 23 dicembre 2002 in re J., K
97/00; si confronti in tal senso anche Maurer, Das neue Krankenversicherungsrecht,
pag. 39).

 

Alla luce di quanto sopra esposto né l'autorità
amministrativa cantonale né il Tribunale cantonale erano quindi competenti a
statuire sull'obbligo dell'assicurato di versare un supplemento di premio. Su
questo punto il ricorso di diritto amministrativo essendo fondato, dev'essere
accolto, mentre la decisione amministrativa ed il giudizio impugnato vanno
annullati.

 

3.  In considerazione delle succitate conclusioni
questa Corte può quindi unicamente pronunciarsi sull'eventuale esenzione
dall'obbligo assicurativo dell'assicurato dal 1° gennaio 1996 al 31 dicembre
1999.”

 

                                         A
proposito del supplemento del premio va rilevato che il TFA, con sentenza del
25 febbraio 2003, pubblicata in DTF 129 V 267 = SVR 2003, KV nr. 24, pag. 91 segg.,
ha stabilito che la legge non permette la percezione di premi arretrati, ma
impone la fissazione, da parte dell'assicuratore, di un premio superiore a
quello degli altri assicurati. Si tratta di un supplemento al premio mensile,
che può essere richiesto al massimo per 5 anni. Competente a decidere in merito
è l'assicuratore presso cui l'interessato si è affiliato tardivamente e non
l'autorità cantonale. 

 

                                         Il TFA ha
affermato:

 

" 
(…)

3.3  L'art. 5 al. 2 LAMal ne permet pas la
perception de primes arriérées, mais impose la fixation par l'assureur à
l'assuré qui s'est affilié tardivement d'une prime supérieure à celle de ses
autres assurés (Message du Conseil fédéral, loc. cit.). Aussi la sanction 

n'a-t-elle, d'emblée, pas été conçue sous la forme
d'une prime unique exigible à l'affiliation, mais comme un supplément aux
primes mensuelles (EUGSTER, Krankenversicherung, in Schweizerische Bundesverwaltungsrecht,
note 49, p. 13), dont la durée de perception (Erhebungsdauer dans le texte
allemand de l'art. 8 al. 1 OAMal) correspond au double de la durée du retard
d'affiliation mais à un taux n'excédant pas 50%.

 

(…)

 

La délégation de compétence au Conseil fédéral
prévue par l'art. 5 al. 2 LAMal portant sur la fixation de taux indicatifs
tenant compte, notamment, de la durée du retard, il faut admettre que le
législateur a délégué le soin de régler la question du rapport entre la durée
du retard et celle de la sanction au Conseil fédéral. Aussi n'est-il pas
nécessaire d'examiner si le non-plafonnement de la durée de la sanction
constitue une lacune, proprement dite ou non, de la loi (cf. ATF 122 I 255 consid.
6a, 121 III 225 ss) et si les conditions auxquelles le juge peut combler une
lacune de la loi sont réunies (cfr. ATF 127 V 41 consid. 4b/cc, 123 V 130 consid. 2, 121 III 226, 121 V 176 consid. 4d, 119 V
254 ss consid. 3b et le références citées). Il suffit, en
effet, de constater que l'application de la norme réglementaire peut aboutir au
prononcé de sanctions dont la durée n'est plus dans un rapport raisonnable avec
l'omission fautive qui les justifie - elles violent, partant, l'exigence
constitutionnelle de proportionnalité (art. 36 al. 3 Cst.) - et que la règle de
l'art. 8 al. 1 OAMal ne peut, partant, être appliquée dans tous les cas sans
correctif.

Le cas d'espèce, dans lequel l'obligation
d'assurance a été violée soixante-dix mois durant et où, partant, la sanction
devrait être infligée pendant 132 mois, soit onze ans, est, à cet égard,
exemplaire.

  4.3  La perception de (sur)primes d'assurance à
tire de sanction administrative en cas de violation d'une obligation
d'assurance est également prévue dans le domaine de l'assurance-accidents
obligatoire (v. MAURER, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berne 1985,
p. 580).

Conformément à l'art. 95 al. 1 LAA (Primes
spéciales) si l'employeur n'a pas assuré ses travailleurs, n'a pas annoncé à la
CNA l'ouverture de son entreprise ou, de toute autre manière, s'est dérobé à
son obligation de payer les primes, la CNA ou la caisse supplétive perçoit
auprès de lui, pour la durée de son omission, mais pour cinq ans au plus, des
primes spéciales s'élevant au montant des primes dues. Ce montant est doublé lorsque
d'une manière inexcusable l'employeur s'est dérobé à l'obligation d'assurer ses
travailleurs ou de payer les primes. En cas de récidive de la part de
l'employeur, les primes spéciales peuvent être d'un montant de trois à dix fois
celui des primes dues. Lorsque le montant des primes spéciales s'élève au
montant simple des primes dues, des intérêts moratoires sont perçus.
L'employeur ne peut déduire les primes spéciales du salaire des travailleurs.

La similitude des problématiques réglées (la
sanction en cas de retard d'affiliation) et des solutions données
respectivement par les art. 5 al. 2 LAMal et 95 LAA (une surprime) justifie que
l'on applique par analogie au supplément de prime de la LAMal le délai maximal
de cinq ans applicable à la prime spéciale de l'art. 95 LAA. Ce délai
correspond, du reste, quant à sa durée, à celui de l'art. 94 al. 1 LAA (sur
l'application par analogie de cette disposition dans le domaine de la LAMal, v.
MAURER Krankenversicherungsrecht, pp. 145 s. relatif au paiement des arriérés
de primes dans l'assurance-accidents obligatoire). (…)"

 

                                         Alla luce
della giurisprudenza sopra riportata, rilevato che spetta all'assicuratore
esigere il supplemento di premio, nel caso di specie va unicamente stabilito se
l'inizio teorico dell'obbligo assicurativo va fatto risalire al 1.1.1996.

 

                               2.2.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche della LAMal.

 

                                         Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003, IV nr.
25 pag. 76 consid. 1.2; cfr. DTF 127 V 467 consid. 1, 126 V 136 consid. 4b; STFA
del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04; STFA del 9 gennaio 2003 nella
causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C.,
U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid.
2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).

                                         Per
contro, le norme procedurali, in assenza di disposizioni transitorie,
trovano immediata applicazione (SVR 2003, IV nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; cfr.
DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a).

 

                                         In
concreto la decisione si riferisce al periodo 1.1.1996 – 01.05.2003, mentre le
decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate nel corso del 2003 e
del 2004. 

 

                                         Per cui,
mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme
della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAMal, per quanto riguarda l’inizio
teorico d’affiliazione vanno applicate le vecchie norme per il periodo 1.1.1996
- 31.12.2002 e le nuove disposizioni per i primi 5 mesi del 2003, ritenuto
tuttavia che per quanto concerne l’affiliazione obbligatoria, non vi sono
stati, di principio, con l’entrata in vigore della LPGA, cambiamenti di rilievo
(DTF 130 V 445).

 

                                          

                               2.3.   Nel caso
concreto l'assicurato, studente con permesso di domicilio di tipo
"C", contesta di doversi affiliare obbligatoriamente in Svizzera in
quanto non sarebbe stato domiciliato nel nostro Paese.

 

                                         Egli sostiene
inoltre che, comunque, in virtù dell'art. 2 OAMal dovrebbe essere esonerato
dall'obbligo assicurativo. 

 

                                         Infine fa
valere la buona fede, avendo ottenuto informazioni secondo le quali non sarebbe
stato obbligato ad assicurarsi in Svizzera essendo già affiliato all'estero.

 

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 3 LAMal

 

" 
1 Ogni
persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio
rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi
dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.

2 Il Consiglio
federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per
i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri.

3 Può
estendere l’obbligo d’assicurazione a persone non aventi il domicilio in
Svizzera, in particolare a quelle che:

a. esercitano un’attività in Svizzera o vi risiedono per un periodo
prolungato;

b. lavorano all’estero per conto di un datore di lavoro con sede in
Svizzera".

                                         

                                         L'art. 1 OAMal
precisa in proposito che

 

" 
1 Le persone
domiciliate in Svizzera ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile
svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’articolo 3 della
legge." 

 

                                         Giusta
l’art. 23 cpv. 1 CCS, il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa
risiede con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente e dove si trova il centro
delle sue relazioni e dei suoi interessi (cfr., per la nozione di domicilio in
ambito AVS: DTF 130 V 404; DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata;
DTF 123 III 100).

 

                                         Perché
possa crearsi domicilio ai sensi di questa disposizione, occorre, di principio,
che siano realizzate cumulativamente due condizioni: la prima, oggettiva, di
residenza effettiva in un determinato luogo e, la seconda, soggettiva,
dell’intenzione di stabilirvisi durevolmente (cfr. DTF 127 V 237 consid. 1 pag.
238-239; DTF 125 V 76 consid. 2a pag. 77-78 e la giurisprudenza e dottrina ivi
citata).

 

                                         Vi è
residenza ai sensi dell’art. 23 CCS quando una persona soggiorna per un certo
periodo in un determinato luogo, costituendo ed intrattenendo con esso rapporti
di intensità tale da fare apparire detto luogo come il centro delle sue
relazioni interpersonali.

                                         La
continuità della residenza non è un elemento costitutivo della nozione di
domicilio. Il domicilio in un luogo può perdurare anche quando la dimora in
tale luogo è interrotta per qualche tempo, a patto che la volontà di conservare
il luogo di residenza attuale quale centro della sua esistenza risulti da certi
rapporti con esso (DTF 41 II 51).

 

                                         L’intenzione
di stabilirsi nel luogo di residenza deve emergere dall’insieme delle
circostanze - rapporti familiari e interpersonali, situazione abitativa - e dev’essere
riconoscibile per i terzi (cfr. DTF 127 V 237, consid. 1 pag. 238-239; DTF 125
V 76 consid. 2a pag. 77-78 e la giurisprudenza e dottrina ivi citata).

                                         Secondo
il TF, di regola, il centro dell’esistenza di una persona si trova là dove sono
i suoi interessi personali e familiari, vale a dire dove vive la sua famiglia
(DTF 88 III 135).

                                         Per
contro, il luogo in cui sono depositati i documenti di identità, dove vengono
pagate le tasse e dove vengono esercitati i diritti politici (DTF 97 II 1, consid.
4, pag. 6, DTF 102 IV 162, consid. 2b, pag.164, DTF 90 I 28) possono unicamente
avere valore di indizio: tali circostanze non sono, di per sé, determinanti.

                                         Va,
peraltro, rilevato che non è necessario che la persona abbia l’intenzione di
rimanere per sempre o per un tempo indeterminato in quel luogo: è sufficiente
che egli si proponga di fare di questo luogo il centro della sua esistenza,
delle sue relazioni personali e professionali, in modo da dare al soggiorno una
certa stabilità (cfr. DTF 85 II 318, consid. 3, pag. 322, DTF 41 II 51).

 

                                         Infine, per
l’art. 26 CCS la dimora in un luogo allo scopo di frequentarvi le scuole e il
collocamento in un istituto di educazione, in un ospizio od asilo, in una casa
di salute, di pena o correzione, non costituiscono domicilio.

 

                               2.5.   Nell'evenienza
concreta risulta dalla documentazione agli atti che l'assicurato si è sposato
nel __________ (cfr. ricorso) e che dal __________ al __________ ha studiato a __________,
dove, verosimilmente, vista la grande distanza dalla Svizzera, soggiornava per
la maggior parte del tempo. 

                                         Come
emerge dal ricorso egli dopo il __________ non ha conseguito alcun reddito fino
a quando è stato assunto presso il __________.

 

                                         Lo scopo
della sua permanenza all'estero era pertanto limitata a motivi di studio. Egli
del resto, una volta terminati gli studi è tornato, dopo pochi mesi, in
Svizzera, dove ha iniziato un lavoro.

                                         Inoltre,
come da lui stesso ammesso e come emerge dall'accertamento effettuato dall'IAS
(doc. 10), dal __________ beneficia di un permesso di domicilio di tipo C, per
il quale non ha mai chiesto una sospensione od una revoca. Inoltre, con scritto
del 17 dicembre 2003 all’IAS ha affermato di aver voluto mantenere il suddetto
permesso “per poter continuare a pagare l’AVS in Svizzera.” (doc. 5).
Ora, per poter contribuire all’AVS, tranne eccezioni qui non ravvisabili,
occorre avere il domicilio in Svizzera o esercitarvi un’attività lucrativa (cfr.
art. 1a LAVS).

                                         L’assicurato
non può scegliere di essere domiciliato in Svizzera quando ne trae benefici
(AVS/AI) e non esserlo quando deve contribuire solidalmente come tutti gli
altri assicurati (LAMal).

 

                                         Di regola
gli studenti che si trasferiscono in un altro Cantone per studiare non
costituiscono un nuovo domicilio civile. Tuttavia questa regola non vale per
gli studenti sposati o comunque con famiglia. Infatti il centro dei loro
interessi si trova, in questo caso, nel luogo dove risiedono con i figli e con
l'altro genitore.

 

                                         In
concreto, come visto, l’assicurato beneficiava di un permesso “C” in Ticino,
dove, dopo aver conseguito il dottorato all’__________, è ritornato, si è
sposato ed ha iniziato un’attività lavorativa. Egli non ha invece prodotto
alcuna documentazione che attesti un lavoro all’estero. La circostanza che il
centro dei suoi interessi rimaneva la Svizzera emerge proprio dal fatto che
l'interessato, al termine dei propri studi vi è ritornato, si è sposato ed ha
iniziato un'attività lavorativa. 

                                         In simili
condizioni e applicando l'abituale principio della verosimiglianza
preponderante (cfr. RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145;
STFA del 18 settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28 novembre 2000
nella causa S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re F., C 341/98, consid. 3, pag., 6; DTF 125 V
195; STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC
1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a,
DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer,
"Die Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Metteilungen
(BJM) 1989 pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63) occorre concludere
che l’interessato era domiciliato in Ticino, dove era di conseguenza tenuto ad
assicurarsi obbligatoriamente contro le malattie.

 

                                         L’interessato
fa tuttavia valere sia le norme sull’esonero dall’obbligo assicurativo (art. 2 OAMal),
che il principio della buona fede.

 

 

                               2.6.   L'art. 3
cpv. 2 e 3 della legge da facoltà al Consiglio federale di prevedere eccezioni
all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono godere
dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di
organizzazioni internazionali e di stati esteri.

 

                                         Facendo
uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha
emanato l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di
assicurazione. Tale disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in
vigore, il 1° giugno 2002, degli "Accordi bilaterali tra la Comunità
europea ed i suoi Stati membri da una parte e la Confederazione svizzera
dall'altra" (RS 0.142.112.681).

 

                                         L'art. 2 OAMal
attualmente prevede:

 

"  Art.
2       Eccezioni all'obbligo d'assicurazione

 

1 Non sono soggetti all'obbligo d'assicurazione:

 

a.      gli agenti
della Confederazione, in attività o in pensione, sottoposti all'assi­curazione
militare ai sensi dell'articolo 1 a capoverso 1 lettera b numeri 1 a 7 e
dell'articolo 2 della legge federale del 19 giugno 1992 sull'assicurazione
militare (LAM);

 

b.      le persone
che soggiornano in Svizzera al solo scopo di seguire un tratta­mento medico o
una cura;

 

c.    le persone che, in virtù dell'Accordo
sulla libera circolazione delle persone e del relativo allegato II,
dell'Accordo AELS e del relativo allegato K e dell'appendice 2 dell'allegato K
o di una convenzione di sicurezza sociale, sottostanno alla normativa di un
altro Stato a causa della loro attività lucrati­va in tale Stato;

 

d.      le persone
che, in virtù dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone e del
relativo allegato II o dell'Accordo AELS, del relativo allegato K e
dell'appendice 2 dell'allegato K, sottostanno alla normativa di un altro Stato
poiché percepiscono una prestazione di un'assicurazione estera contro la
disoccupazione;

 

e.      le
persone che non hanno diritto a una rendita svizzera ma hanno diritto a una
rendita di uno Stato membro della Comunità europea in virtù dell'Ac­cordo sulla
libera circolazione delle persone e del relativo allegato II o a una rendita
islandese o norvegese in virtù dell'Accordo AELS, del relativo alle­gato K e
dell'appendice 2 dell'allegato K;

 

f.         le persone che sono incluse
nell'assicurazione malattie estera di una delle persone di cui alle lettere c,
d o e quali suoi familiari e hanno diritto all'aiuto reciproco.

 

2 A domanda, sono esentate dall'obbligo
d'assicurazione le persone obbligatoria­mente assicurate contro le malattie in
virtù del diritto di uno Stato con il quale non sussiste alcuna normativa
concernente la delimitazione dell'obbligo di assicurazio­ne, se
l'assoggettamento all'assicurazione svizzera costituirebbe un doppio onere e se
esse beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le cure in
Svizzera. Alla domanda va accluso un attestato scritto dell'organo estero
competente che dia tutte le informazioni necessarie.

 

3 …

 

4 A domanda, sono esentate dall'obbligo
d'assicurazione le persone che soggiornano in Svizzera nell'ambito d'una
formazione o d'un perfezionamento, quali studenti, allievi, praticanti e stagisti,
purché durante l'intera durata di validità dell'esenzione beneficino di una
copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La domanda dev'essere
corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte
le informazioni necessarie. L'autorità cantonale competente può esone­rare
queste persone dall'obbligo di assicurarsi per al massimo tre anni. A domanda,
l'esenzione può essere prolungata di altri tre anni al massimo. L'interessato
non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo
particolare.

 

4bis A domanda, sono esentati dall'obbligo
d'assicurazione i docenti e i ricercatori che soggiornano in Svizzera
nell'ambito di un incarico d'insegnamento o di una ricerca, purché durante
l'intera durata di validità dell'esenzione beneficino di una copertura
assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La richiesta dev'essere
corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte
le infor­mazioni necessarie. L'autorità cantonale competente può esentare
queste persone dall'obbligo di assicurarsi per tre anni al massimo. A domanda,
l'esenzione può essere prolungata di altri tre anni al massimo. L'interessato
non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo
particolare.

 

5 Su domanda, sono esentati dall'obbligo
d'assicurazione i lavoratori distaccati in Svizzera non tenuti a pagare i
contributi dell'assicurazione per la vecchiaia, i super­stiti e l'invalidità
(AVS/AI) in virtù di una convenzione internazionale di sicurezza sociale come
pure i loro familiari ai sensi dell'articolo 3 capoverso 2, se il datore di
lavoro provvede affinché durante l'intera durata di validità dell'esenzione
siano al­meno coperte le prestazioni secondo la LAMal per le cure in Svizzera.
Questa norma si applica per analogia ad altre persone non tenute a pagare
contributi dell'AVS/AI in caso di soggiorno temporaneo in Svizzera in virtù di
un'autorizzazione prevista da una convenzione internazionale. L'interessato e
il suo datore di lavoro non può revocare l'esenzione o la rinuncia
all'esenzione.

 

6 A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione
le persone residenti in uno Stato membro della Comunità europea, purché possano
esservi esentate conforme­mente all'Accordo sulla libera circolazione delle
persone e al relativo allegato II e dimostrino di essere coperte in caso di
malattia sia nello Stato di residenza e che durante un soggiorno in un altro
Stato membro della Comunità europea o in Sviz­zera.

 

7 A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione
le persone che dispongono di un permesso di dimora per persone senza attività
lucrativa secondo l'Accordo sulla libera circolazione delle persone o l'Accordo
AELS, purché durante l'intera validità dell'esenzione beneficino di una
copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La domanda dev'essere
corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte
le informazioni necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la
rinuncia all'esenzione senza un motivo particolare.

 

8 A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione
le persone a cui l'assogget­tamento all'assicurazione svizzera provoca un netto
peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi e che a
causa della loro età e/o del loro stato di salute non possono stipulare
un'assicurazione complementare equiparabile o lo possono fare solo a condizioni
difficilmente sostenibili. La domanda dev'essere cor­redata di un attestato
scritto dell'organo estero competente che dia tutte le informa­zioni
necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esen­zione
senza un motivo particolare."

                                         In
precedenza il disposto all’art. 2 cpv. 2 OAMal, prevedeva che a domanda sono
esentate dall’obbligo d’assicurazione le persone obbligatoriamente assicurate
contro le malattie in virtù del diritto estero, se l’assoggettamento
all’assicurazione svizzera costituirebbe un doppio onere e se esse beneficiano
di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. Alla domanda
va accluso un attestato scritto dell’organo estero competente che dia tutte le
informazioni necessarie.

 

                                         Le
condizioni cumulative per l'esonero poste da questo articolo erano le seguenti:

                                         -
assoggettamento obbligatorio ad un'assicurazione estera;

                                         -
protezione estera equivalente a quella offerta dalla LAMal;

                                         - doppio
onere finanziario.

 

                                         Con tale
disposto si voleva evitare un doppio assoggettamento nei casi in cui la persona
tenuta ad assicurarsi ai sensi dell'art 3 cpv. 1 LAMal era parimenti obbligata
a farlo in virtù del diritto pubblico estero, senza possibilità di svincolo e
con obbligo del pagamento dei premi a condizione che l'assicurazione estera
offra una copertura equivalente a quella offerta dalla LAMal.

                                         A questo
proposito, nella sentenza emanata il 20.5.1999 nella causa A. (inc. 33/999), il
TFA ha osservato quanto segue:

 

" 
... une dispense de l'obligation d'assurance ne
peut être envisagée que si le ressortissant étranger est obligatoirement assuré
contre la maladie en vertu du droit étranger (art 2 al 2 OAMal, Eugster, Krankenversicherung
in SBVR , 1998, n. 15)..." (STFA cit. consid 3b).

 

                               2.7.   L’insorgente
invoca innanzitutto le norme relative all’esonero dall’obbligo assicurativo in
Svizzera delle persone che soggiornano nel nostro Paese nell’ambito di una
formazione. Questi disposti andrebbero applicati per analogia anche al suo
caso.

 

                                         A
torto.

 

                                         Infatti
la norma che permette agli studenti residenti in Svizzera, a determinate
condizioni, di poter ottenere l’esonero dall’obbligo assicurativo non concerne,
come emerge chiaramente dalla lettera della legge, gli studenti domiciliati in
Svizzera e che studiano all’estero, ma solo il caso contrario. 

 

                                         L’assicurato
fa poi valere l’art. 2 cpv. 2 OAMal. Questo disposto verrà esaminato, nella
misura del necessario, successivamente.

 

                                         L’interessato
fa infatti valere la sua buona fede, sostenendo di aver ottenuto, dal Comune
dove era domiciliato, un'informazione errata, secondo la quale se assicurato
all'estero contro le malattie, non avrebbe dovuto assicurarsi anche in
Svizzera.

 

                               2.8.   A proposito
del principio della buona fede, secondo la giurisprudenza (cfr. SZS 1998 pag.
41; DTF 121 V 66; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC
1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3,
RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155,
DLAD 1992 p. 106; DTF 119 V 307 consid. 3a;  DTF 118 Ia 254 consid. 4b; DTF 118
V 76 consid. 7; DTF  117 Ia 287 consid. 2b, 418 consid. 3b e sentenze ivi
citate; RDAT I-1992 n° 63, DTF 116 V 298ss) e la dottrina  (Grisel, Traité de
droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis
de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer
sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss) affinché la buona fede di un
assicurato possa essere tutelata, nei casi in cui l'amministrazione formula una
promessa o crea un'aspettativa in modo contrario alla legge, devono essere
adempiute cumulati­vamente le seguenti condizioni:

 

1.-    l'informazione deve riferirsi ad una situazione individuale e
concreta;

 

2.-    essa deve emanare da un organo competente o che possa essere
ritenuto tale compatibilmente con l'attenzione esigibile dalle circostanze.

 

3.-    la promessa dev'essere propria a ispirare fiducia.

       Ciò
significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere
l'erroneità della disposi­zione. La comunicazione dell'amministrazione deve infatti
essere interpretata come il destinatario può e deve capirla usando tutta
l'attenzione da lui esigibile (protezione della buona fede dell'assicurato).

       Una
mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della cassa non può trarre
seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (cfr. DTF 106 V 33, consid. 4;
104 V 18 consid. 4; RAMI 1991, p. 68).

       Inoltre
l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che
fornisce la comu­nicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza -
che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non
può far valere la propria buona fede (cfr. Imboden-Rhinow, Schweiz. Vewaltungsrechtsprechung,
5a. edizione, n. 75 B III b 3);

 

4.-    l'informazione deve aver indotto il destinatario ad adottare un
comportamento che gli è pregiudizievole.

 

5.-    la legge non deve essere cambiata dal momento in cui l'informazione
è stata data (RAMI 1991 p. 68ss; DTF 113 V 87 consid. 4c; 112 V 199 consid. 3a;
111 V 71; 110 V 155 consid. 4b; 109 V 55).

 

                                         La
giurisprudenza applicabile in materia, in relazione con l'art. 4 v. Cost. (DTF
121 V 66 consid. 2) è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost. (RAMI
2000 p. 223).

 

                               2.9.   L’assicurato
afferma di aver ottenuto un’informazione errata da parte dei funzionari del
Comune ai quali si era rivolto per annunciare il suo arrivo. In particolare gli
sarebbe stato detto che se fosse stato assicurato all'estero contro le
malattie, non avrebbe dovuto assicurarsi anche in Svizzera.

 

                                         Come
visto, il TCA ha interpellato la funzionaria che si era occupata della
fattispecie in esame (cfr. consid 1.8). 

 

                                         L'interessata
ha affermato che

 

" 
Il giorno __________ (tale data è quella che
figura riportata sul formulario sottoscritto), il signor RI 1 si è presentato
presso la Cancelleria Comunale di __________ per annunciare il suo arrivo nel
Comune con effetto al __________.

A quanto posso ricordare, il signor RI 1 non mi
ha richiesto specifiche informazioni circa l'obbligo assicurativo presso una
cassa malati svizzera in caso di trasferimento all'estero per motivi di studio,
ma mi ha semplicemente comunicato di essere già assicurato in __________
tramite la scuola che egli frequentava o che avrebbe frequentato, non ricordo
esattamente.

Da parte mia ho preso atto della situazione così
espostami, informando il signor RI 1 che tale copertura assicurativa sarebbe
stata sufficiente." (doc. XVII)

 

                                         L'impiegata
ha pertanto confermato di aver detto che la copertura assicurativa di cui
beneficiava l'assicurato in __________ sarebbe stata sufficiente.

 

                                         Va ora esaminato
se le informazioni della funzionaria comunale emanano da un organo competente o
comunque possa essere ritenuto tale compatibilmente con l'attenzione esigibile
dalle circostanze (cfr. la seconda condizione per la tutela della buona fede).

 

                             2.10.   Per l'art. 11
cpv. 1 LCAMal il Consiglio di Stato definisce le procedure di vigilanza
sull'adempimento dell'obbligo d'assicurazione.

 

                                         L'art. 13
cpv. 1 LCAMal prevede che il Comune è responsabile del controllo e
dell'applicazione dell'obbligo d'assicurazione. Esso segnala immediatamente in
forma scritta all'istanza designata dal Consiglio di Stato le persone che non
hanno costituito il rapporto assicurativo ai sensi di legge o che lo hanno
fatto tardivamente (art. 13 cpv. 2).

 

                                         Giusta
l'art. 14 cpv. 1 LCAMal in caso di mancata segnalazione immediata all'autorità
cantonale competente, il Comune è solidalmente responsabile con la persona
interessata, delle spese medico-sanitarie per quanto riguarda i cittadini
sottoposti all'obbligo d'assicurazione che vi hanno eletto la loro residenza
dopo l'entrata in vigore della LAMal, per il periodo in cui quest'ultimi non
risultano iscritti presso un assicuratore riconosciuto.

                                         Ogni pretesa
di cui al cpv. 1 è soggetta a perenzione dopo cinque anni (art. 14 cpv. 2). E'
riservato l'art. 17 cpv. 2 (art. 14 cpv. 3).

 

                                         Per
l'art. 19 cpv. 1 LCAMal il Consiglio di Stato fa iscrivere d'ufficio, previa
diffida scritta, le persone soggette all'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
che rifiutano di aderire ad un assicuratore riconosciuto e autorizzato
all'esercizio ai sensi della LAMal e della relativa Ordinanza (OAMal). Per il
cpv. 2 l'iscrizione è ordinata retroattivamente per un periodo massimo di
cinque anni a decorrere dal momento dell'intimazione.

 

                                         Ora, a
prescindere dal fatto che l'art. 19 cpv. 2 LCAMal appare contrario alla
giurisprudenza del TFA (cfr. STFA del 18 febbraio 2003 nella causa H, K 151/01,
cfr. DTF 129 V 159), poiché l'affiliazione può essere effettuata solo per il
futuro, dai citati articoli emerge che il Comune funge da intermediario tra
l'istituto delle assicurazioni sociali e l'assicurato per quanto concerne il
controllo dell'obbligo assicurativo delle persone domiciliate in Ticino.

 

                                         Ciò è
confermato anche dall'art. 2 Reg. LCAMal giusta il quale l'Istituto delle
assicurazioni sociali vigila sull'assoggettamento all'obbligo assicurativo
(cpv. 1) e si avvale della collaborazione delle Cancellerie comunali e,
trattandosi di lavoratori stagionali, dell'Ufficio del lavoro (cpv. 2).

 

                                         A questo
proposito l'art. 4 Reg. LCAMal prevede che la cancelleria comunale accerta
l'avvenuta iscrizione ad una Cassa malati convenzionata in caso di:

                                         a)
nascita

                                         b) arrivo
di persona sola o famiglia, soggette all'obbligo assicurativo, provenienti da
un altro Comune svizzero o dall'estero (cpv. 1).

                                         A tale
scopo essa esige un documento della Cassa malati convenzionata che attesti
l'iscrizione (cpv. 2).

                                         La
cancelleria comunale segnala immediatamente all'Istituto delle assicurazioni
sociali il nominativo delle persone non iscritte ad una Cassa malati
convenzionata per la loro iscrizione d'ufficio (cpv. 3).

 

                                         L'art. 7 Reg.
LCAMal prevede inoltre che l'Istituto delle assicurazioni sociali emana,
all'attenzione delle Cancellerie comunali, le direttive per il controllo
dell'obbligo assicurativo (cpv. 1). Esso allestisce un modulo ufficiale per le
segnalazioni delle persone non iscritte ad una Cassa malati convenzionata da
parte delle Cancellerie comunali e per le notifiche di iscrizione o di
dimissione degli assicurati soggetti all'obbligo assicurativo da parte delle
Casse malati convenzionate (cpv. 2).

 

                                         Infine,
per l'art. 12 Reg. LCAMal l'iscrizione d'ufficio delle persone o delle famiglie
non iscritte ad una Cassa malati convenzionata è ordinata dall'Istituto delle
assicurazioni sociali, previa diffida scritta (cpv. 1).

                                         L'iscrizione
è ordinata retroattivamente per un periodo massimo di cinque anni a decorrere
dal giorno dell'intimazione (cpv. 2 ). La ripartizione tra le singole Casse
malati convenzionate considera l'effettivo dei rischi assicurati (cpv. 3).

 

                             2.11.   Dai citati
disposti di legge, ed in particolare dall'art. 4 Reg. LCAMal emerge che compito
della Cancelleria comunale è quello di accertare l'iscrizione presso una Cassa
malati convenzionata. In caso di mancata affiliazione, l'autorità comunale
segnala immediatamente all'IAS il nominativo della persona non iscritta.

 

                                         Il Comune
ha pertanto un ruolo importante nell'ambito dell'affiliazione delle persone
domiciliate nel nostro Cantone. Esso infatti deve vigilare affinché i propri
residenti siano coperti contro le malattie tramite gli assicuratori esercitanti
sul territorio.

                                         L'autorità
comunale funge pertanto da intermediario tra l'IAS e il cittadino per la
verifica dell'obbligo assicurativo. Esso segnala al Cantone la presenza di
persone non assicurate e dispensa informazioni ai domiciliati circa
l'assoggettamento obbligatorio all'assicurazione contro le malattie.

 

                                         Vista la
particolare funzione dell'autorità comunale nell'ambito del controllo
dell'obbligo assicurativo, il cittadino deve poter fare affidamento sulle
informazioni dei funzionari preposti alla vigilanza dell'assoggettamento
all'obbligo assicurativo.

 

                                         Vi è infatti
una delega di competenze al Comune, affinché verifichi e segnali eventuali
anomalie nell'ambito assicurativo.

 

                                         Per cui
le informazioni date dal funzionario comunale preposto alla verifica
dell'obbligo assicurativo sono da assimilare alle informazioni fornite
dall'autorità cantonale.

 

                                         Nel caso
di specie, dalle affermazioni dell'impiegata __________ presso il quale era
domiciliato l'insorgente, emerge che il __________ l'assicurato si è presentato
presso la Cancelleria comunale per annunciare il suo arrivo dal __________. La
funzionaria, preso atto che l'interessato era assicurato in __________, gli ha
comunicato che "tale copertura assicurativa sarebbe stata sufficiente."
(doc. XVII).

 

                                         In virtù
delle affermazioni della funzionaria, a mente del TCA, come del resto ammesso
anche dall'IAS, i requisiti per riconoscere la buona fede, nel caso di specie,
sono dati.

 

                                         L'interessato
ha infatti ottenuto un'informazione errata (non risulta infatti che la
funzionaria abbia esaminato se i requisiti per l'esonero, previsti dall'art. 2 OAMal,
fossero dati) da parte di un'autorità competente a rilasciarla (cfr. art. 2 e 4
Reg. LCAMal). Egli, in virtù di questa informazione, non si è preoccupato di
assicurarsi in Svizzera nemmeno quando si è trasferito in un altro Stato (in
particolare __________).

                                         A causa
di questa informazione errata e dell'assenza di un'assicurazione in Svizzera
egli, in virtù dell'art. 8 OAMal, potrebbe essere chiamato a pagare un
supplemento di premio.

 

                                         Poiché la
legge, da quando l’insorgente ha chiesto informazioni a quando ha omesso di
assicurarsi, su questo punto (esonero assicurativo) non è stata modificata
(certo, l'1.1.1996 è entrata in vigore la LAMal, ma le informazioni date il __________
concernevano questa legge visto che l'assicurato aveva intenzione di prendere
domicilio a __________ dal __________), tutte le condizioni della buona fede
sono adempiute.

 

                                         L'IAS
sostiene tuttavia che questa circostanza esula dall'oggetto del contendere
poiché l’amministrazione ha statuito solo sull'obbligo teorico di assicurarsi e
questo fatto sarebbe da esaminare piuttosto nell'ambito dell'eventuale
decisione della Cassa in materia di supplemento di premio in caso di
affiliazione tardiva. A torto.

 

                                         Infatti,
da una parte va rilevato come la stessa amministrazione nella propria decisione
su opposizione aveva indicato che  "l'Autorità cantonale non è
competente a emettere decisioni in fatto di supplemento di premio per
affiliazione tardiva, la stessa raccomanda tuttavia all'assicuratore di applicare
il supplemento di premio per ritardo non giustificabile (artt. 5 cpv. 2 e 8 OAMal)"
e che "E' data la possibilità all'assicuratore malattie, se così
avesse a ritenere, di richiedere a questa Autorità un parere dettagliato
relativo alla fattispecie", ritenendo pertanto perlomeno parzialmente
vincolante la propria decisione.

                                         D'altra
parte, comunque, la buona fede vale anche in questo contesto, laddove
l'amministrazione cantonale fissa un inizio teorico dell'obbligo assicurativo.
Altrimenti, seguendo il ragionamento dell'IAS, il TCA in questo ambito non
potrebbe nemmeno esaminare se le condizioni di esonero ex art. 2 OAMal sono
adempiute, trattandosi unicamente di stabilire un inizio teorico ed essendo in
realtà determinante, per il pagamento del supplemento del premio, unicamente la
decisione della Cassa.

 

 

                             2.12.   Resta da
esaminare fino a quando può valere il principio della buona fede.

 

                                         L'insorgente
ha prodotto un certificato assicurativo della "__________” di __________
da cui emerge quanto segue:

 

" 
This is to confirm that Mr __________ was
covered under the __________." (doc. B1)

                                          

 

                                         Il
ricorrente ha allegato il citato certificato d'assicurazione valido dal __________
al __________, nonché il "__________", dal quale emerge in
particolare che si tratta di un'assicurazione tipica per gli studenti ("__________,"
doc. B1 e B2).

 

                                         Agli atti
vi è inoltre un certificato dell'__________ da cui emerge che l'assicurato era
registrato presso l'__________ dal __________ al __________. Viene
inoltre indicato che "candidate was a recipient of the __________."
(doc. A2)

 

                                         Non vi
sono per contro ulteriori attestati di assicurazione, né certificati di lavoro
all'estero. Chiamato a produrre, in data 16 novembre 2004, un certificato
d’assicurazione anche per il periodo __________, l’insorgente è rimasto silente
(doc. XXXVIII). L’interessato non ha neppure precisato se ha lavorato, dove ha
lavorato e per chi ha lavorato in quel periodo.

 

                                         Giova qui
ricordare che la procedura in materia di assicurazioni sociali è retta dal
principio inquisitorio (STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA
del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA del 13 marzo 2001 nella causa
P., U 429/00; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a;
AHI Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). E’ dunque
compito del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti
giuridicamente rilevanti.

 

Questo principio non è tuttavia incondizionato,
ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V
195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212; DLA
1992 pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische
Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux des assurances sociales
fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise
(RJN) 1984 pag. 16; KURMANN, 

“Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht,
Referat XII, pagg. 5 segg.).

Questo obbligo comprende in particolare quello di
motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella
misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate
dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse
rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (SVR 1995
AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V
264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; BEATI in: "Relazioni tra
diritto civile e assicurazioni sociali", Lugano 1993, pag. 1 seg.).

 

                                         Su questi
aspetti, si veda in particolare: DUC, Les assurances sociales en Suisse, Losanna
1995, pagg. 827-828 e LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna
1997, pagg. 339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat
die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der
betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.

 

                                         Alla luce di quanto sopra esposto emerge che l'interessato non ha
provato di essere stato assicurato all'estero dal __________ al __________. La
buona fede può pertanto essere tutelata unicamente sino al __________.

 

                                         L’art. 2
cpv. 2 OAMal, proprio perché l’insorgente non ha prodotto alcun attestato
assicurativo, non trova, per contro, applicazione. Inoltre l’insorgente,
interpellato dal TCA non ha prodotto alcun certificato di lavoro, né ha
precisato se ha svolto un’attività lucrativa prima di ritornare in Ticino.

                                         Egli nei
suoi scritti ha del resto affermato che “dal __________ al __________
studiavo a tempo pieno in __________ (vedi fotocopia allegata della lettera
dell’__________. Ho consegnato il mio dottorato il __________, e quindi ho
smesso di studiare quella data)” (doc. I)

 

                                         Alla luce
delle considerazioni suesposte il dispositivo n. 3 della decisione su
opposizione ("3. L'inizio teorico dell'obbligo d'assicurazione resta
pure confermato al 1° gennaio 1996") va modificato nel senso che l’inizio
teorico dell’obbligo d’assicurazione è situato al __________. 

 

                                         Copia
della presente va intimata all'assicuratore __________, quale cointeressato.

                                      

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é parzialmente accolto.

                                         Il
dispositivo n. 3 della decisione impugnata è modificato nel senso che “l’inizio
teorico dell’obbligo d’assicurazione è stabilito al __________.”

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti