# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d568c7aa-8571-5392-b397-c586868ee3cc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.08.2009 C-991/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-991-2008_2009-08-25.pdf

## Full Text

Corte II I
C-991/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  a g o s t o  2 0 0 9

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Franziska Schneider, Elena Avenati-Carpani; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A.________, 
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione del 15 gennaio 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-991/2008

Fatti:

A.
A.________,  cittadino  italiano,  nato  il  ,  ha  lavorato  in  Svizzera  dal 
1970  al  2003,  solvendo  regolari  contributi  all'assicurazione  svizzera 
per la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI). Dal  1971 era alle 
dipendenze  della  ditta  B.________  AG  di  St.  Moritz  in  qualità  di 
muratore/gessino in ragione di 40,5 ore settimanali. In data 18 ottobre 
2003 ha subito un infortunio con ferita complicata al ginocchio destro 
e,  per  questo,  è  stato  assistito  dall'Istituto  nazionale  svizzero  di 
assicurazione contro gli infortuni (INSAI/SUVA). Dopo le cure del caso, 
ha soggiornato nell'aprile e maggio 2004 alla Clinica di riabilitazione di 
Bellikon. In  data  10  marzo 2005  ha  avuto  luogo  la  visita  medica  di 
chiusura e,  mediante decisione dell'8  giugno 2005,  l'INSAI/SUVA ha 
erogato in favore del nominato una rendita mensile pari ad un grado 
d'invalidità del 27% dal 1° maggio 2005. Va rilevato che l'assicurato, 
prima dell'infortunio,  già era portatore degli  esiti  di  altri  infortuni  e/o 
processi  patologici,  segnatamente: frattura del  femore bilateralmente 
nel 1969, ernia discale cervicale (operata) nel 1986, trauma distorsivo 
al  ginocchio  sinistro  nel  1994,  contusione  dorsale  nel  1995,  ernia 
lombare operata nel 1999.

B.
In data 19 maggio 2004, A.________ ha formulato una richiesta volta 
al  conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità.  L'Ufficio  AI  del  Cantone  dei  Grigioni,  competente  per 
esaminare nel merito la richiesta, ha ordinato una perizia al Servizio di 
accertamento  medico  dell'assicurazione  per  l'invalidità  di  Bellinzona 
(SAM).  La  visita  è  avvenuta  dal  2  al  4  ottobre  2006  con  consulti 
specialistici in ortopedia/reumatologia (Dott. Mariotti), neurologia (Dott. 
Bonetti),  psichiatria (Dott. Mari). Nella relazione del 26 ottobre 2006, 
gli  esperti  incaricati  hanno  sostanzialmente  rilevato  una  sindrome 
cervicovertebrale  dopo  spondilesi  e  discectomia  (1986),  alterazioni 
degenerative  cervicali,  sindrome lombovertebrale  a  destra in  esiti  di 
discectomia L5/S1 nel 1999, discopatia residuale, gonalgia a destra in 
esiti  di  tre  interventi  chirurgici,  periartropatia  scapolo-omerale  a 
destra,  tratti  ossessivi  di  personalità  con  spunti  somatoformi 
indifferenziati, tabagismo, e ipertensione. I periti ritengono il paziente 
totalmente  invalido  come  muratore/gessino.  In  un  lavoro  medio-
leggero,  egli  deve  evitare  diverse  posture,  la  posizione  sedentaria 
continua, il porto di pesi ed altre indicazioni, di modo che i medici lo 

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ritengono inabile al  50%. Altri  documenti  sono stati  esibiti,  quali  una 
relazione  4  settembre  2006  del  Dott.  Eisig  al  Dott.  De  Vecchi,  un 
rapporto del neurochirurgo Dott. Kaech del 12 luglio 2006 al Dott. De 
Vecchi, una relazione del Dott. Biasca, traumatologo, del 21 novembre 
2006  al  Dott. De Vecchi,  un  nuovo rapporto  del  Dott. Kaech  del  20 
dicembre 2006 al  Dott. De Vecchi,  una relazione neurochirurgica del 
Dott.  Renella,  neurologo  all'EOC,  Lugano,  interpellato  circa  le  varie 
possibilità terapeutiche da proporre per risolvere la notevole sindrome 
algica lamentata dal paziente. 

C.
Il  12  giugno  2007,  l'Ufficio  AI  cantonale  ha  emanato  un  "decreto 
provvisorio" di riconoscimento del diritto a tre quarti di rendita AI dal 1° 
ottobre  2004  con  un  grado  d'invalidità  del  65,46%. Questo  tasso  di 
perdita di guadagno è stato calcolato ponendo a confronto un reddito 
senza  invalidità  (2006)  di  Fr.  76'477.-  ed  un  introito  teorico  dopo 
l'insorgenza dell'invalidità di Fr. 26'414.- (tenuto conto di un'incapacità 
di lavoro del 50% e di una riduzione del 10% per ragioni personali).

Regolarmente rappresentato dal Patronato INCA di Basilea, con scritto 
dell'11 luglio 2007, l'assicurato ha chiesto il riconoscimento del diritto 
alla  rendita  intera  AI,  poiché  la  sua  situazione  non  gli  permette  di 
svolgere la benché minima attività lucrativa.

Mediante  decisione  del  15  gennaio  2008,  l'Ufficio  dell'assicurazione 
per l'invalidità per gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha erogato in 
favore di  A.________ tre quarti  di rendita dell'assicurazione svizzera 
per l'invalidità a decorrere dal 1° ottobre 2004.

D.
Con  il  ricorso  del  15  febbraio  2008,  A.________,  sempre 
rappresentato  dal  Patronato  INCA,  chiede  il  riconoscimento  del  suo 
diritto alla rendita intera AI. Egli contesta la possibilità di poter lavorare 
al  50% in attività  di  ripiego e fa leva, soprattutto, sugli  accertamenti 
avvenuti  dopo  la  visita  al  SAM,  segnatamente  la  perizia  del  Dott. 
Renella,  nella  quale,  oltre  tutto,  si  consigliano  ulteriori  esami 
specialistici  e  strumentali  data  la  gravità  della  sindrome  algica  del 
paziente.

Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  27  marzo  2008,  l'Ufficio  AI 
cantonale propone la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, 
per quanto occorra, si  riferirà nei considerandi in diritto del presente 

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giudizio. Alla stessa proposta è giunto l'UAIE nella sua risposta del 31 
marzo 2008.

E.
Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  delle  rispettive 
amministrazioni e di altra documentazione di rilievo, il Patronato INCA, 
con  scritto  del  22  aprile  2008,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio 
assistito  di  mantenere  il  gravame. Produce  uno  scritto  17  dicembre 
2007  del  Dott.  Renella  al  Dott.  De  Vecchi,  nel  quale  si  insiste,  a 
prescindere  da  qualsiasi  valutazione,  nella  necessità  di  compiere 
diversi accertamenti clinici/strumentali.

F.
Con  decisione  incidentale  del  24  aprile  2008,  la  parte  ricorrente  è 
stata invitata a voler  versare un anticipo di  Fr. 300.-,  corrispondente 
alle  presunte  spese processuali.  Detta  somma è stata regolarmente 
versata il 15 maggio 2008.

G.
Successivamente, la parte ricorrente ha inviato ulteriore certificazione 
medica,  segnatamente:  un  rapporto  del  Dott.  Valenti  del  6  maggio 
2008, il quale constata che l'attuale dosaggio di farmaci (elevato) non 
risolve  i  gravi  problemi  algici  del  paziente,  per  cui  consiglia 
l'istallazione  corporale  di  una  pompa  a  morfina;  una  relazione  di 
dimissione ospedaliera per  il  ricovero dal  23  al  27  giugno 2008 per 
dolore  cronico  in  patologia  degenerativa  della  colonna;  questa 
relazione è accompagnata da un rapporto di consulto psicologico del 
27 giugno 2008.

H.
L'autorità  inferiore  è  stata  invitata  ad  esprimersi  in  merito  a  questi 
documenti e, con risposta del 12 settembre 2008, l'Ufficio AI cantonale 
si è riconfermato nelle sue precedenti considerazioni, come lo ha fatto 
l'UAIE con nota del 19 settembre successivo.

I.
Con  scritto  dell'11  dicembre  2008,  il  Patronato  INCA ha  ribadito  la 
richiesta di  una rendita  intera AI  ed ha esibito  una relazione clinica 
riguardante il ricovero dal 10 al 28 novembre 2008 per lombosciatalgia 
resistente alla terapia medica.

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Altra documentazione è stata inviata il 18 agosto 2009, segnatamente 
un rapporto del 29 maggio 2009 del Dott.Biasca, chirurgo ortopedico, 
al Dott. De Vecchi per dolori recidivanti soprattutto al ginocchio destro 
ed  un  rapporto  d'esame  generale,  con  elettrocardiogramma,  dell'11 
marzo 2009 (day hospital Gravedona).

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli 
assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti  l'assicurazione  per 
l'invalidità  possono  essere  portate  innanzi  al  TAF  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  del  19  giugno  1959 
sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge  (art.  60  LPGA  e  52  PA).  L'interessato  ha  versato  l'anticipo 
corrispondente  alle  presunte  spese  processuali,  entro  il  termine 
impartito. Il  gravame è dunque ricevibile, nulla ostando all'esame del 
merito dello stesso.

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3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 

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vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 19 maggio 2004. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se il  ricorrente avesse diritto ad una rendita il  19 maggio 
2003  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 15 gennaio 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno, 
rispettivamente 3 anni dal 1° gennaio 2008 (art. 36 cpv. 1 LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di tre 
anni  interi  in  totale  e,  pertanto,  adempie  la  condizione  della  durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

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7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

(art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008) LAI, secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 

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considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.

8.1 A.________  ha  normalmente  svolto  la  sua  attività  di 
muratore/gessino fino alla data dell'infortunio al  ginocchio destro del 
18 ottobre 2003. Per il  seguito, non ha più ripreso l'attività  lucrativa, 
poiché oltre ai danni infortunistici, si sono sommati più severi problemi 
a carico del rachide cervicolombosacrale.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), 
per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo 
la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione 
equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce 
soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 
o  psichica  dovuto  a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la 
conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del raffronto dei 
redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il  tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314, 
105  V  158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni 
mediche possono costituire importanti  elementi  d'apprezzamento del 
danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità 
lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in  un'attività  da  lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 
3c).

8.4 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 

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litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Nel  caso  in  esame,  l'Ufficio  AI  cantonale  ha  ritenuto  utile 
sottoporre l'assicurato a visita polispecialistica al  SAM di  Bellinzona. 
Infatti, pur avendo cessato la sua attività nell'ottobre 2003 a causa di 
un importante infortunio al ginocchio, la patologia che affligge oggi il 
nominato è specialmente di  tipo ortopedico/neurologico ed interessa 
soprattutto il  dolore risentito  alle colonne cervico-dorso-lombare ed i 
ricorrenti fenomeni sciatalgici. 

I periti del SAM hanno evidenziato:

Diagnosi  con  influsso  sulla  capacità  lavorativa:  "sindrome  cervico-
vertebrale con componente cervicocefale in  stato  dopo spondilodesi 
C6/C7  e  discectomia  nel  1986  per  ernia  discale,  nonché  importanti  
alterazioni degenerative plurisegmentali a carattere osteocondrotico e 
spondilosico  da  C3  fino  a  C6  ed  in  parte  da  C7/Th1;  sindrome 
lombovertebrale cronica con componente spondilogena a livello della 
gamba destra  e  stato  dopo  possibile  compressione  di  tipo  irritativo  
radicolare in stato dopo intervento di discectomia microchirurgica nel  
1999 a livello di L5/S1, presenza di una discopatia residuale con ernia  
discale  mediolaterale  destra  recidiva;  gonalgia  a  destra  più  che  a  
sinistra  in  stato  dopo  plurimi  traumi  e  tre  interventi  chirurgici  di  
meniscectomia  artroscopica  nonché  presenza  di  una  lesione 
cartilaginea  importante  a  livello  del  condilo  femorale  mediale,  peri-
artropatia omero-scapolare tendinopatica a livello della spalla destra;  
tratti  ossessivi  della  personalità,  sindrome  somatoforme 
indifferenziata, incremento della quota ansiosa."

Diagnosi  senza influsso sulla  capacità  lavorativa:  "nota  ipertensione 
arteriosa in trattamento, tabagismo cronico" .

La documentazione esibita  dopo la  perizia  al  SAM e quella  in sede 
ricorsuale e di replica non apporta, in sostanza, novità diagnostiche di 

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rilievo. Questa  refertazione  si  occupa,  più  che  altro,  di  trovare  una 
soluzione adeguata ai problemi algici patiti dal paziente. 

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate  affezioni,  ci  si  trova  in  presenza,  per  l'essenziale,  del 
parere del  SAM. La parte  ricorrente  non ha esibito  documentazione 
sanitaria  che  si  pronunci,  in  modo  diretto,  sulla  residua  capacità  al 
lavoro  del  nominato.  L'insorgente  insiste  sulla  circostanza  che  la 
sintomatologia  dolorosa  è  sempre  presente  e  prova  ne  sono  i  vari 
reperti  clinici  e  specialistici,  egli  cerca  sempre  una  soluzione  per 
risolvere tale situazione.

10.2 Vero  è  che  la  perizia  del  SAM  è  stata  ordinata 
dall'amministrazione.  Va  ricordato  tuttavia  che  una  perizia  richiesta 
dall'Ufficio  AI  (in  casu un servizio  di  accertamento  medico specifico 
dell'assicurazione per l'invalidità) non può essere scartata adducendo 
che  si  tratta  di  un  referto  di  parte.  Infatti,  la  legge  attribuisce 
all'amministrazione  il  compito  di  istruire  le  domande  di  rendita, 
procurandosi  gli  atti  necessari,  in particolare circa lo stato di  salute, 
l'attività,  la  capacità  di  lavoro  e  l'idoneità  all'integrazione  dei 
richiedenti.  A  tale  scopo  possono  essere  domandati  rapporti  e 
informazioni,  ordinate  perizie,  eseguiti  sopralluoghi  e  consultati 
specialisti dell'aiuto pubblico o privato agli invalidi (art. 69 cpv. 2 OAI). 
In  questo  contesto  l'Ufficio  AI  agisce  quale  organo  amministrativo 

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preposto  all'attuazione  della  legge,  sicché  le  perizie  ordinate  in 
adempimento  di  questo compito  non possono essere  considerate di 
parte o non conclusive alla luce di altri referti (DTF 123 V 175 e 122 V 
157).  Il  Tribunale  federale  ha  inoltre  precisato  che  deve  essere 
considerata  rilevante  una perizia  affidata  al  SAM,  negando che  tale 
servizio  medico  possa  essere  considerato  parte  in  causa  per 
sussistenza di un vincolo per cui l’istituto medesimo sarebbe obbligato 
a  tenere  in  particolare  considerazione  gli  interessi  specifici 
dell’assicurazione per l’invalidità.

Determinante è invece la circostanza che la perizia del SAM rispetti 
tutti  i  principi  concernenti  la valutazione medica dell'invalidità. Infatti, 
per quanto concerne il  valore probatorio  d'un rapporto medico va in 
particolare accertato se il  rapporto è completo per quanto riguarda i 
temi sollevati, se si riferisce ad esami approfonditi, se tiene conto delle 
censure  del  paziente,  se  è  stato  redatto  con  conoscenza  della 
pregressa  vicenda  valetudinaria  (anamnesi),  se  è  chiaro  nella 
presentazione del  contesto medico e,  infine,  se  le  conclusioni  a  cui 
giunge sono fondate. Elemento determinante dal profilo probatorio non 
è in linea di principio l'origine del mezzo di prova né la designazione 
del  materiale  probatorio  quale  rapporto  o  di  perizia,  bensì  il  suo 
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c).

10.3 Per  quanto  riguarda  le  valutazioni  dell'assicuratore  infortuni  e 
dell'assicuratore  invalidità,  va  ricordato  che,  per  diverso  tempo,  la 
prassi  dell'assicurazione  per  l'invalidità,  confermata  dal  Tribunale 
federale,  prevedeva  che,  quando  le  conseguenze  invalidanti  erano 
prettamente legate ad un infortunio, l'AI doveva, in linea di massima, 
rispettare la valutazione dell'invalidità passata in giudicato nell'ambito 
dell'assicurazione  contro  gli  infortuni.  Una  determinazione  differente 
del  grado  d'invalidità  nell'ambito  dell'assicurazione  per  l'invalidità 
poteva  essere  ammessa  a  condizione  che  esistessero  motivi 
pertinenti;  non  bastava  invece  un  apprezzamento  divergente  ma 
sostenibile,  neppure  se  esso  fosse  di  valore  equivalente. Gli  organi 
dell'AI  sono  vincolati  solo  se  la  decisione  dell'altro  assicuratore  è 
cresciuta in giudicato (DTF 126 V 288). In una recente più sentenza 
(DTF 133 V 549 confermata in 9C_214/2007 consid. 3.2), il Tribunale 
federale ha tuttavia modificato questa giurisprudenza e ritenuto che la 
valutazione  dell'invalidità  da  parte  dell'assicurazione  infortuni  non 
vincola l'assicurazione invalidità.

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Nella  specie,  l'interessato  è  al  beneficio  di  una rendita  INSAI/SUVA 
pari  al  27%  d'invalidità  dal  1°  maggio  2005.  Questa  prestazione, 
tuttavia,  corrisponde  al  danno  invalidante  in  esito,  per  l'essenziale, 
all'incidente al ginocchio destro del 18 ottobre 2003. Di conseguenza, 
l'analisi  dell'incidenza  debilitante  di  tutte  le  affezioni  che  colpiscono 
A.________  deve  essere  effettuata  in  base  ad  un  esame  medico 
generale e completo, come quella del SAM.

10.4 I  periti  incaricati  non  hanno  certo  sottovalutato  le  doglianze 
personali del paziente. A.________, osservano i periti, presenta delle 
pluripatologie  dell'apparato  muscolo-scheletrico  di  tipo  sia 
degenerativo  che  post-traumatico,  descritte  nella  diagnosi.  Queste 
patologie  causano,  oltre  ai  dolori,  non  contestati,  delle  limitazioni 
rilevanti  per  quanto  riguarda  il  sollevamento  ed  il  trasporto  di  pesi 
superiori  ai  7,5-10 kg, nel  mantenimento della  posizione statica (sia 
eretta  che  seduta),  alla  mobilità  dell'intera  colonna  vertebrale,  nei 
movimenti di inginocchiamento e alla deambulazione, sia in pianura, in 
salita/discesa che sulle scale.

Sia l'esame ortopedico che neurologico hanno posto in evidenza una 
sintomatologia  algica  presente  in  più  punti  e  movimenti. 
Particolarmente  in  merito  a  quest'ultima  problematica,  il  neurologo 
rileva  che  il  paziente,  che  cammina  con  l'ausilio  di  un  bastone, 
presenta  un  disequilibrio  a  livello  del  bacino  e  del  rachide,  con 
riapparizione  dei  dolori  spondilogeni  sia  a  livello  lombosacrale  che 
cervicale  con  presenza  di  reazioni  tendomialgiche  soprattutto 
paravertebrali a sinistra a livello cervicale e dolori pseudoradicolari e 
tendomialgici  a  livello  dell'anca destra,  dell'emibacino destro  e della 
gamba  destra.  Le  investigazioni  neuroradiologiche  funzionali  del 
rachide sia cervicale che lombosacrale hanno confermato la presenza 
di una possibile sofferenza radicolare L5/S1 a destra, clinicamente non 
evocabile.  Nel  complesso,  tuttavia,  dal  punto  di  vista  strettamente 
neurologico  il  paziente  non  presenta  deficit,  né  sindromi  radicolari 
irritative evidenti.

Infine,  sotto  il  profilo  psichiatrico,  non  sussiste  che  una  patologia 
scarsamente  invalidante,  caratterizzata  da  un  marcato  incremento 
dell'ansia ed una sindrome somatoforme comunque indifferenziata.

10.5 L'interessato  ha  esibito,  dopo  la  perizia  al  SAM,  ulteriore 
documentazione. Questi rapporti, diretti soprattutto al medico curante 
Dott. De Vecchi, si occupano del problema del dolore. Segnatamente, il 

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Dott. Kaech,  nella  relazione del  20  ottobre  2006,  non è  in  grado di 
suggerire  sicuri  rimedi  al  paziente  e  consiglia  un  secondo  parere 
(dopo quello del Dott. Bonetti  del  SAM) dal Dott. Renella di Lugano. 
Questi, nella relazione del 20 dicembre 2006, constata la complessità 
del problema algico e propone espressamente nuovi accertamenti  in 
vista  di  un  miglioramento  del  quadro  generale  (pag.  2  ultimi  tre 
paragrafi). Ora, queste soluzioni sono di natura terapeutico/scientifica 
e concernono il futuro. Il Dott. Renella non si pronuncia sulla residua 
capacità  di  lavoro  del  periziando  e,  interpellato  in  proposito,  non  si 
pronuncia nemmeno in tal  senso nella sua lettera completiva del  17 
settembre  2007  (al  Dott.  De  Vecchi),  rimandando  il  problema  agli 
organi competenti dell'UAI ed alla valutazione peritale del SAM. 

Ora, non è per il fatto che il Dott. Renella abbia consigliato ulteriori ed 
approfonditi accertamenti che bisogna ritenere l'istruttoria insufficiente 
e  rinviare  per  questo  gli  atti  all'amministrazione.  Gli  interventi  dei 
Dott.ri  Kaech,  Eisig,  Renella,  Biasca  interessano  il  "procedere" 
terapeutico atto a risolvere nel migliore dei modi i problemi patologici 
del  paziente. In particolare il  Dott. Renella afferma, in sostanza, che 
per  trovare  la  soluzione  giusta,  occorre  procedere  a  maggiori 
accertamenti. Queste questioni non influenzano la valutazione attuale 
ed interessano il paziente ma non l'assicurazione AI.

In sede ricorsuale vengono inoltre prodotti documenti che confermano 
il  problema  delle  plurialgie  diffuse,  l'eventuale  possibilità,  poi  non 
realizzata,  di  ricorrere  a  terapia  a  base  di  morfina  con  pompa 
intratecale,  brevi  soggiorni  in  cliniche  specializzate  in  terapia  del 
dolore,  ma  anche  in  questi  casi,  si  tratta  di  referti  propriamente 
sanitari, che non si esprimono in merito alla residua capacità di lavoro 
dell'assicurato, pur confermando il problema principale.

10.6 Ora, il collegio giudicante, non ha motivo di scostarsi dal parere 
dei periti del SAM, quando affermano che il paziente, nonostante tutto, 
sarebbe  ancora  in  grado  di  svolgere  un'attività  consona  al  50%. 
L'assicurato  deve  evitare  di  svolgere  un'attività  prettamente  di  tipo 
sedentario  o  fermo  in  piedi  o  camminando  (continuamente). 
Importante è che egli possa alternare le varie posizioni durante la sua 
attività  lavorativa. Egli  deve evitare  piegamenti  ripetuti  della  colonna 
vertebrale, posizioni non ergonomiche, movimenti di rotazione sia con 
la  colonna  lombare  che  con  la  colonna  cervicale. Egli  deve  evitare 
delle posizioni statiche mantenute per un tempo superiore a 15 minuti 

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alle due colonne. Egli deve inoltre evitare la posizione seduta per più 
di 30 minuti. Deve evitare di salire o scendere le scale ripetutamente e 
di  camminare  il  salita  ed  in  discesa.  La  deambulazione  in  terreno 
pianeggiante  è  possibile  per  30  minuti.  È  da  evitare  pure  un'attività 
professionale  in  cui  debba  inginocchiarsi.  Non  deve  sollevare  pesi 
superiori  a  7,5-10  kg.  Entrano  in  considerazione  attività 
semisedentarie di controllo o di operaio, di produzione, di riparazione 
di piccoli oggetti, lavori del settore terziario come fattorino in azienda, 
commesso alternante posizioni seduta ed eretta. 

Questo  tasso  d'invalidità  per  attività  sostitutive  tiene  ampiamente 
conto della situazione valetudinaria dell'assicurato, in considerazione 
soprattutto delle fenomenologia algica pur sempre presente.

10.7 Vero è che la ricerca di  un posto di  lavoro adatto alle capacità 
dell'interessato  appare  difficoltosa,  vista  la  sua  età  e  la  situazione 
congiunturale; tuttavia, se il mercato del lavoro locale non gli offre di 
sfruttare  la  sua residua capacità  lavorativa  e  di  guadagno, non può 
essere compito dell'assicurazione svizzera per l'invalidità di sopperire 
con  il  versamento  di  prestazioni  assicurative  a  quello  che  sarebbe 
dovuto, semmai,  dall'assicurazione italiana contro la  disoccupazione. 
Secondo  una  costante  giurisprudenza,  la  persona  che  richiede 
prestazioni  d'invalidità  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  da  lei 
esigibile per ovviare alle conseguenze della sua incapacità, mettendo 
soprattutto a profitto le superstiti  energie lavorative e cambiando, se 
del caso, anche il lavoro e il domicilio (DTF 123 V 88 consid. 4c, 113 V 
28 consid. 4).

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, 
l'insorgente presenti un'incapacità di guadagno di rilievo.

11.

11.1 L'invalidità è determinata stabilendo il  rapporto fra il reddito del 
lavoro  che  l'assicurato  conseguirebbe,  dopo  la  manifestazione 
dell'invalidità  e  dopo  l'esecuzione  d'eventuali  provvedimenti 
d'integrazione,  nell'esercizio  di  un'attività  lucrativa,  ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che  potrebbe  conseguire  se  non  fosse  diventato  invalido  (art.  16 
LPGA). 

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11.2 L'amministrazione ha considerato quale salario privo d'invalidità, 
quello conseguibile (aggiornato) nel 2006 presso la ditta per la quale 
lavorava, ossia Fr. 76'477.20 per un'attività al 100%.

Quale reddito da invalido l'UAIE ha ritenuto quello ottenibile in attività 
di  tipo  leggero  non  qualificate,  ripetitive,  semisedentarie.  Queste 
attività  comportano  un  salario  medio  di  Fr.  57'370.85  (2004),  già 
adeguato  secondo  un  orario  settimanale  di  41,7  medio  svizzero  di 
categoria,  le statistiche essendo formulate su di  una base di  40 ore 
settimanali.  Nel  2006  questo  introito  ammonta  a  Fr.  58'697.85,  per 
tenere  conto  dell'indicizzazione  dei  salari  del  2005  e  2006.  Questo 
guadagno  teorico  può  essere  ridotto  per  tenere  conto  dei  fattori 
personali dell'assicurato (DTF 126 V 75), quali età, handicap. L'Ufficio 
AI cantonale ha operato una deduzione complessiva del 10%, il  che 
può  essere  considerato  un  po'  restrittivo,  atteso  che  la  riduzione 
massima consentita si situa al 25%, e che l'interessato aveva 54 anni 
nel  2006  (anno  di  riferimento).  Tuttavia,  può  essere  osservato  che 
l'amministrazione,  in  questo  ambito,  gode  di  un'ampia  possibilità  di 
valutazione  che  il  giudice  può  rivedere  solo  per  giustificati  motivi. 
Svolta  al  50%,  questa  attività  di  sostituzione  comporta  un  introito 
annuo di Fr. 26'414,05 (tutte le riduzioni comprese). Il confronto fra un 
reddito  privo  d'invalidità  di  Fr. 76'477,20  ed  un  introito  teorico  dopo 
l'insorgenza  dell'invalidità  di  Fr.  26'414,05,  causa  una  perdita  di 
guadagno del 65%, tasso che comporta il riconoscimento del diritto ad 
tre quarti di rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. 

Va  rilevato,  a  titolo  abbondanziale,  che  il  tasso  d'invalidità  non 
attingerebbe  comunque il  livello  del  70% (diritto  alla  rendita  intera), 
nemmeno se si  dovesse considerare una riduzione del reddito dopo 
l'insorgenza dell'invalidità per fattori personali fino 20%.

In  queste  circostanze,  il  ricorso  deve  essere  respinto  e  l'impugnata 
decisione confermata.

12.

12.1 Le  spese  processuali,  ammontanti  a  Fr.  300.-,  sono  poste  a 
carico del ricorrente e vengono compensate con l'anticipo già versato. 

12.2 Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili.

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Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 del regolamento del 21 
febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di Fr. 300.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.-. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. AI )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna
- SUVA, Via Plazzet 16, 7503 Samedan
- Pensionskasse PK-SVB 8001, Baumeisterverband, Sumatrastrasse 

15, 8001 Zürich
- Nationalversicherungs-Gesellschaft,  Steingraben  41,  4003  Basel 

(rif. )

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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