# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5109c0f-a03b-5844-8b27-f3b86f06fbd6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-09-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 15.09.2023 9.2022.191
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2022-191_2023-09-15.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2022.191

  	
  Lugano

  15 settembre 2023 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Damiano
  Bozzini

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Baggi
  Fiala

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

   

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda la richiesta di sostituzione del curatore;

  

 

 

 

giudicando
sul reclamo del 23 dicembre 2022 presentato da RE 1 contro la decisione emessa
il 25 novembre 2022 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

 

in fatto

                                  A.   __________ (2010) e __________
(2008) sono figli di RE 1 e di CO 2. I genitori sono divorziati.

 

                                  B.   L’Autorità regionale
di protezione __________ (in seguito Autorità di protezione) si occupa da tempo
della situazione famigliare. Con decisione 19 febbraio 2019 ha istituito in
favore dei minori una curatela educativa e nominato quale curatrice __________.

 

                                  C.   Dopo vicissitudini
che non occorre qui rievocare, con decisione 14 dicembre 2021 l’Autorità di
protezione ha accolto l’istanza di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio
inoltrata da RE 1, nell’ambito delle procedure riguardanti i figli.

 

                                  D.   Con istanza 18 agosto
2022 RE 1, rappresentata dall’avv. PI 1 ha chiesto l’ammissione al beneficio
dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio nell’ambito della
procedura pendente dinanzi all’Autorità di protezione.

 

                                  E.   Mediante decisione 4
ottobre 2022 l’Autorità di prime cure ha accolto l’istanza e posto RE 1 al
beneficio del gratuito patrocinio e dell’assistenza giudiziaria, quale
patrocinatrice è stata designata l’avv. PI 1. La decisione è cresciuta in
giudicato incontestata.

 

                                         Durante l’udienza del 25
ottobre 2022 dinanzi all’Autorità di protezione, alla presenza dell’avv. PI 1
quale patrocinatrice di RE 1, è stata discussa la decisione supercautelare 19
agosto 2022 (privazione del diritto di determinare il luogo di dimora dei
figli).

 

                                  F.   Con scritto 26
ottobre 2022 indirizzato all’avv. PI 1 (trasmesso da questa all’Autorità di
protezione) RE 1 ha rescisso il contratto di mandato con effetto immediato,
lamentando un disinteresse della legale e “la totale assenza nel rappresentare
noi suoi clienti”.

 

                                  G.   Mediante lettera 27
ottobre 2022 l’avv. PI 1 ha allegato lo scritto di RE 1, contestando che il
rapporto di fiducia sia venuto meno e negando di aver incassato anticipi nelle
pratiche coperte da assistenza giudiziaria.

 

                                  H.   Con scritto 8
novembre 2022 l’Autorità di protezione ha informato la legale sui principi che
reggono il cambio di legale in regime di assistenza giudiziaria, chiedendo se RE
1 intendeva ottenere una decisione formale in merito.

 

                                    I.   Mediante lettera 10
novembre 2022 l’avv. PI 1 ha informato l’Autorità di prime cure che intendeva
mantenere il mandato conferitole, invitando la propria assistita a voler
comunicare all’Autorità quali fossero le sue intenzioni.

 

                                  L.   Con scritto 11
novembre 2022 RE 1 ha chiesto la revoca di tutti i mandati conferiti all’avv. PI
1, lamentando che la legale ha avuto “collaborazioni con ARP
nell’acquisizione di mandati su richiesta dell’autorità. Dettaglio di cui non
si è preoccupata di informarmi quando si è proposta per l’assunzione dei
mandati”.

 

                                         Con scritto ulteriore
scritto 16 novembre 2022 RE 1 ha chiesto all’Autorità di protezione di tenere
in considerazione la revoca del mandato all’avv. PI 1 “che ufficialmente del
26 ottobre 2022 non rappresenta più me e mio figlio __________”.

 

                                  M.   Con istanza di revoca
di mandato 17 novembre 2022 RE 1 ha chiesto che il mandato dell’avv. PI 1 sia considerato
revocato dal 26 ottobre 2022.

 

                                  N.   Mediante decisione 25
novembre 2022 l’Autorità di protezione ha respinto l’istanza di RE 1 e
confermato l’avv. PI 1 quale patrocinatrice nell’ambito delle procedure
riguardanti i figli __________ e __________. Ha in particolare osservato che,
in virtù del compito pubblico che svolge il patrocinatore d’ufficio, non vi è
diritto alla libera scelta e neppure un diritto alla sostituzione del
patrocinatore d’ufficio.

 

                                  O.   Con reclamo 28
febbraio 2023 RE 1 si è aggravata avverso la predetta decisione chiedendo che
la richiesta di cambio di patrocinatore venga accolta. Ribadisce che per lei è determinante
che l’avvocato non riceva altri mandati direttamente dall’ARP, rimproverando all’avvocato
di non aver dato seguito alle sue richieste d’incontro e che non si è sentita
tutelata in sede d’udienza. Lamenta che sarebbe stato violato il diritto di
essere sentita per non aver tenuto conto l’Autorità della “preclusione di
comunicazione”. Conclude che il rapporto di fiducia sarebbe venuto meno.

 

                                  P.   Con osservazioni 4
gennaio 2023 l’Autorità di protezione ha chiesto che il reclamo venga respinto,
precisando che sarebbe stata la stessa RE 1 ad aver proposto il legale in
questione. Osserva che le critiche sviluppate dalla reclamante sono prive di
consistenza, generiche e non permettono di giungere alla conclusione che il
rapporto di fiducia sia venuto meno, avendo la reclamante esposto allegazioni
tali da non poter ritenere l’esistenza di motivi oggettivi, che potrebbero
giustificare la sostituzione.

 

                                         Mediante osservazioni 5
gennaio 2023 l’avv. PI 1 ha chiesto che il reclamo venga respinto, ribadendo di
non aver mai incassato importi per le pratiche cui la reclamante è stata posta
al beneficio dell’assistenza giudiziaria. Contestando che a RE 1 sia stata
preclusa la possibilità di contattarla, la patrocinatrice ha precisato di aver
bloccato l’indirizzo di posta elettronica in quanto il signor __________,
estraneo alla procedura, inviava continue email e richieste, ritenuto comunque
che l’email del segretariato era sempre operativo. Le allegazioni della
reclamante non avrebbero pertanto alcun fondamento e non sarebbero comprovate.

 

                                         RE 1 ha rinunciato a
presentare l’allegato di replica.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

                                   1.   Le decisioni delle
Autorità regionali di protezione concernenti minorenni sono impugnabili
mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di appello, nella
composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli art. 314 cpv. 1
e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione e la procedura
in materia di protezione del minore e dell’adulto [LPMA]; art. 48 letto. f n. 7
LOG). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli
art. 450 segg. CC occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla
procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni
connesse con il diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art.
99 LPAmm; cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012
concernente la modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria,
alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

 

                                   2.   Giusta l’art. 117
CPC – che corrisponde alla garanzia costituzionale minima di cui all’art. 29
Cost. (sentenza del Tribunale federale 4D_72/2013 del 26 agosto 2014 consid. 3
con rinvii) – ha diritto al gratuito patrocinio chiunque sia sprovvisto dei
mezzi necessari (lett. a) e, cumulativamente, la cui domanda non appaia priva
di probabilità di successo (lett. b). Esso comprende l’esenzione dagli
anticipi, dalle cauzioni e dalle spese processuali e la designazione di un
patrocinatore d’ufficio (art. 118 cpv. 1 CPC). Esso può essere concesso
integralmente o in parte (cpv. 2) e non esenta dal pagamento delle ripetibili
alla controparte (cpv. 3).

 

                               2.1.   In virtù del compito
pubblico che egli svolge, il patrocinatore d’ufficio instaura con lo Stato un
rapporto giuridico retto dal diritto pubblico che lo legittima a essere
retribuito in base alla pertinente regolamentazione cantonale e federale (DTF
141 III 560 consid. 3.2.2; DTF 122 I 1 consid. 3a; TREZZINI, in: Trezzini e
al., Commentario pratico al CPC, vol. 1, IIa ed., 2017, n. 32 seg. ad art. 118;
RÜEGG/RÜEGG, in: Basler Kommentar, ZPO, 3a ed., 2017, n. 15 seg. ad art. 118;
HUBER, in: Brunner/Gasser/ Schwander, ZPO Kommentar (DIKE), 2a ed., 2016, n. 12
ad art. 118; EMMEL, in: Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur ZPO,
3a ed., 2016, n. 11 seg. ad art. 119; Sentenza III CC TA 13.2020.97/98 dell’11
febbraio 2021).

 

                               2.2.   Non vi è un diritto
alla libera scelta del patrocinatore d’ufficio, incombenza questa che spetta al
giudice e non già alla parte, che può indicare una preferenza da cui, invero,
nella prassi ci si può scostare solo per fondati motivi (art. 119 cpv. 2 ultima
frase CPC; DTF 141 I 70 consid. 6.2; COLOMBINI, in:
Chabloz/Dietschy-Martenet/Heizmann, Petit Commentaire, CPC, 2020, n. 12 ad art.
119; TAPPY, in: Commentaire Romand, CPC, 2a ed., 2019, n. 9 ad art. 119;
WUFFLI/FUHRER, in: Handbuch unentgeltliche Rechtspflege im Zivilprozess (DIKE),
2019, n. 530 segg.; TREZZINI, op. cit., n. 26 ad art. 118).

 

                               2.3.   Non esiste neppure un
diritto alla sostituzione del patrocinatore d’ufficio (DTF 141 I 70 consid.
6.2) e tale ipotesi non soggiace nemmeno all’art. 398 cpv. 3 CO: il
patrocinatore d’ufficio in carica può in effetti farsi sostituire da un altro
avvocato solo previo consenso del giudice e con effetto per il futuro, e non ha
diritto a essere remunerato se la sostituzione difetta di questo consenso
(BÜHLER, in: Berner Kommentar, ZPO, 2012, n. 76 ad art. 118). In difetto della
preventiva autorizzazione del giudice nemmeno l’ipotesi di una revoca
unilaterale o d’intesa con il proprio assistito (giusta l’art. 404 CO) entra in
considerazione (DTF 131 I 217 consid. 2.4; BÜHLER, op. cit., n. 72 ad art.
118). Alla stessa stregua del patrocinatore d’ufficio già designato (BÜHLER,
op. cit., n. 72 ad art. 118), in virtù del compito pubblico che mira ad
assolvere, anche la revoca unilaterale o d’intesa con il proprio assistito dell’incarico
di rappresentanza conferito ad un aspirante gratuito patrocinatore sottostà
alla preventiva autorizzazione del giudice.

 

                               2.4.   Il patrocinatore che
opera in regime di gratuito patrocinio è di principio tenuto a portare a
termine il compito di rappresentanza affidatogli, e il giudice ne autorizza la
sostituzione se sono dati motivi oggettivi su cui, previa istanza, si pronuncia
con decisione impugnabile (DTF 141 I 70 consid. 6.2; TREZZINI, op. cit., n. 28
ad art. 118; RÜEGG/RÜEGG, op. cit., n. 15 ad art. 118; HUBER, op. cit., n. 12 e
15 ad art. 118; EMMEL, op. cit., n. 11 ad art. 119; BÜHLER, op. cit., n. 72 e
76 ad art. 118). Una perdita soggettiva di fiducia nel patrocinatore non
giustifica ancora una sostituzione, anche se nel diritto di famiglia è
ipotizzabile un minor rigore, e maggiori restrizioni s’impongono se quel motivo
ha già giustificato una precedente sostituzione o se la procedura si trova già
ad uno stadio avanzato (COLOMBINI, op. cit., n. 14 ad art. 119).

 

                               2.5.   L’esigenza di sottoporre
al giudice la richiesta di interruzione anticipata della rappresentanza e la
sostituzione del legale non è un capriccio formale. Essa è dettata dal fatto
che il subingresso di un nuovo avvocato comporta in genere un aumento di costi
che, in regime di gratuito patrocinio, andrebbero a carico dello Stato (RÜEGG/
RÜEGG, op. cit., n. 15 ad art. 118) e quindi della collettività.

 

                                   3.   Come a giusto titolo
rilevato dall’Autorità di prime cure, in regime di gratuito patrocinio non v’è
base legale che conferisce un diritto alla libera scelta del patrocinatore
d’ufficio, rispettivamente alla libera sostituzione del medesimo, facoltà che
compete al giudice.

 

                               3.1.   La critica della
reclamante secondo cui un patrocinatore d’ufficio non dovrebbe assumere più di
un mandato all’interno della stessa Autorità risulta infondata.

                                         Come a giusto titolo
rilevato dalla stessa Autorità, a cui incombe l’obbligo di discrezione di cui
all’art. 451 CC, l’Autorità di prime cure non era tenuta ad informare la
reclamante di eventuali altrui mandati ricevuti dall’avv. PI 1. L’Autorità ha
inoltre giustamente rilevato che se un legale riceve un mandato da un’autorità
ciò ancora non permette di affermare che via sia un conflitto di interessi.

                                         RE 1 nel proprio gravame
non si confronta con tali motivazioni.

 

                               3.2.   Quanto alla critica
secondo cui l’avv. PI 1 avrebbe chiesto degli anticipi a RE 1, malgrado la
concessione del gratuito patrocinio, va rilevato che l’avvocato ha precisato e
documentato di aver chiesto degli anticipi in relazione a diversi altri mandati
non coperti da assistenza giudiziaria ed estranei alla presente procedura (cfr.
osservazioni 5 gennaio 2023 e documentazione agli atti). Nelle varie richieste
d’acconto la legale rendeva peraltro attenta RE 1 che gli stessi non erano
riferiti “a incarti coperti da assistenza giudiziaria”. Quanto agli
acconti chiesti prima della concessione del gratuito patrocinio, l’avvocato ha
dimostrato di aver rinunciato alla pretesa (cfr. email 31 agosto 2022).

 

                               3.3.   Anche le critiche
della reclamante secondo cui l’avvocato non sarebbe stato reperibile e le
sarebbe stata preclusa la possibilità di contattarla risultano infondate e
inconsistenti. L’avv. PI 1 ha precisato di aver a più riprese informato RE 1 di
non voler più essere contattata da terze persone (in particolare dal signor __________)
siccome estranee alla procedura. L’avvocato ha dimostrato di aver più volte
informato la reclamante sui modi e le forme adeguate per prendere contatto con
lo Studio legale (cfr. lettera 15 novembre 2022 agli atti). La censura è
pertanto da ritenere infondata.

 

                                   4.   L’Autorità di
protezione ha ritenuto che le generiche critiche della reclamante non
permettono di giungere alla conclusione che il rapporto di fiducia sia venuto
meno, avendo la stessa esposto allegazioni tali da non potersi ritenere
l’esistenza di motivi oggettivi, che potrebbero giustificare la sostituzione.

 

                                         Pur ammettendo una perdita
di fiducia di RE 1 nei confronti della legale, va rilevato, come indicato
dall’Autorità di prime cure, che RE 1 ha già chiesto in passato la sostituzione
del patrocinatore d’ufficio, proponendo appunto l’avv. PI 1 (solo dieci mesi
dopo la nomina della precedente patrocinatrice).

 

                                         Va altresì considerato che
RE 1 nella propria istanza postula la sostituzione del legale di rappresentanza
ma non indica il nominativo del legale che intende proporre e si limita ad
indicare di essere alla ricerca di un legale che subentri nei mandati dell’avv.
PI 1.

 

                                         Tutto quanto considerato, la
decisione dell’Autorità di prime cure, debitamente motivata e sostanziata,
resiste alle generiche critiche della reclamante e va pertanto confermata.

 

                                   5.   A titolo abbonziale
va rilevato che indipendentemente dall’esito della presente decisione, non è
preclusa la facoltà ad RE 1, in un’eventuale futura procedura dinanzi
all’Autorità di protezione, qualora ne saranno adempiute le condizioni ed in
base all’oggetto e alla portata della vertenza, di riproporre la richiesta di
sostituzione del patrocinatore d’ufficio.

 

                                   6.   Gli oneri
processuali seguirebbero la soccombenza (art. 47 e 49 LPAmm), ma viste le
circostanze si prescinde, eccezionalmente dal loro prelievo. Non si assegnano
ripetibili.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

                                   2.   Non
si prelevano né spese né tasse di giustizia.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  

 

                                         Comunicazione:

- 

                                         -

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72
segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore litigioso
ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale importo, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.