# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 30b2bf93-3273-546b-b3dc-5452ecd0df77
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 09.06.2008 R 2008 29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_R-2008-29_2008-06-09.pdf

## Full Text

R 08 7 e 29
4a Camera 

SENTENZA
del 9 giugno 2008

nelle vertenze di diritto amministrativo

concernente domanda di costruzione (retroattiva)

1. …, proprietaria sul territorio del Comune di … - in località … nella frazione … 

- della particella no. 1102, introduceva formale domanda di costruzione per 

tre case di vacanza “…” con autorimessa sotterranea su quella che sarebbe 

poi divenuta la particella a se stante no. 1376. L’esecuzione dell’opera veniva 

dalla proprietaria assegnata all’architetto ... Il 4 settembre 2000, durante il 

controllo della domanda di costruzione, l’architetto … rendeva attenta la 

Commissione edilizia che la rampa d’accesso al parcheggio sotterraneo, con 

una pendenza di 16° e quindi di circa il 30% non era accessibile e consigliava 

al progettista di non sorpassare in nessun modo una pendenza del 12%, al 

massimo 15%. Il 9 settembre 2000, la Commissione edilizia del Comune di … 

comunicava ad … gli adeguamenti del progetto che si ritenevano necessari. 

Per la rampa d’accesso al garage veniva precisato che la stessa “doveva 

essere corretta anche se è un problema del richiedente”. In seguito venivano 

introdotti nuovi piani, giusta i quali la pendenza della rampa era di 16.61°. In 

data 19 dicembre 2000 e 9 gennaio 2001 il Consiglio comunale di … statuiva 

sul rilascio della licenza di costruzione e il 18 gennaio 2001 i nuovi piani 

venivano approvati e alla richiedente veniva concessa la licenza edilizia. Il 

complesso edilizio veniva portato a termine verso la fine del 2003 e le case 

suddivise in unità per piani e poi vendute a … (qui di seguito detta 

semplicemente comunione di proprietari per piani). In occasione dei controlli 

del 13 febbraio e 4 agosto 2005, l’autorità edilizia comunale constatava che 

diversi locali negli scantinati delle tre case di vacanza erano stati resi 

illegalmente abitabili. 

2. Nel maggio 2006, su intervento della comunione di proprietari per piani, 

l’autorità comunale incaricava l’ingegnere … di verificare la rampa d’accesso 

al garage e di eventualmente proporre delle misure correttive. La relativa 

perizia veniva redatta il 18 settembre 2006 (qui di seguito detta 

semplicemente perizia …). Incaricato di calcolare lo sfruttamento delle 

costruzioni sulla base delle nuove disposizioni comunali in materia edilizia, 

pure l’architetto … della ditta …, architettura SA, contro la cui nomina nessuna 

delle parti interessate avanzava obiezioni, constatava in data 29 giugno 2006 

che la costruzione si rivelava problematica anche per quanto riguardava la 

pendenza della rampa d’accesso ai garage e per il numero di posti macchina 

realizzati (qui di seguito detta semplicemente perizia …). Il 19 dicembre 2006, 

il Comune di … rilasciava una decisione di ripartizione delle spese 

occasionate dalla perizia assegnata all’architetto … per un ammontare di fr. 

7'301.80. L’interposto ricorso proposto al Tribunale amministrativo da … 

contro tale ripartizione veniva in parte accolto, nel senso che veniva 

confermata la chiave di riparto dei costi tra … (2/3) e la comunione di 

proprietari per piani (1/3), ma non l’importo accollato all’allora ricorrente, 

ritenuto da questo Giudice comprensivo di posizioni estranee a quanto era 

stato oggetto di decisione (STA A 07 2). 

3. Della pendenza della rampa d’accesso al garage si occupava in seguito anche 

la polizia cantonale, chiamata a determinarsi sulla fattibilità di accorgimenti 

alternativi per garantire la sicurezza del traffico sulla tratta in oggetto. Nel 

dicembre del 2007, sulla base di una decisione della maggioranza, la 

comunione di proprietari per piani introduceva domanda di costruzione per la 

creazione di una nuova rampa d’accesso al garage a lato della strada di 

quartiere e non più perpendicolare ad essa, in sostituzione dell’attuale. La 

decisione di rifare diversamente l’accesso era stata favorita dal fatto che … 

patecipava sostanzialmente ai costi di questo intervento. Per procedere al 

rifacimento della rampa d’accesso al garage si rendeva necessario spostare i 

tre posteggi esterni dalla particella no. 1376 sulla particella no. 1102 di …, la 

quale aderiva alla richiesta. Poiché gli istanti ritenevano che l’intervento 

previsto superasse la linea di allineamento del piano di quartiere, chiedevano 

al proposito la sua revisione. … invece si opponeva al progetto di costruzione, 

sostenendo la soddisfacente situazione attuale - comprovata anche dalla 

perizia fatta allestire il 5 ottobre 2007 dallo studio … (qui di seguito detta 

semplicemente perizia …) - in ogni caso migliorabile con il semplice ausilio di 

segnali luminosi o di specchi. Il 15 gennaio e il 12/19 marzo 2008, il Comune 

di … respingeva sia l’interposta opposizione di … sia la richiesta di revisione 

del piano di quartiere e rilasciava la licenza di costruzione per il rifacimento 

della rampa d’accesso al garage.

4. a) In data 13 aprile 2008, … interponeva ricorso (R 08 29) contro il rilascio della 

licenza di costruzione, chiedendo che venisse constata la liceità della 

costruzione, vagliata la possibilità di adottare delle misure sostitutive giusta il 

preventivo fatto allestire dall’interessato e meglio considerata la questione dei 

posteggi esterni. Era stato propriamente in seguito all’opposizione presentata 

nel 2000 da un vicino che il comune aveva acconsentito all’abbassamento del 

pavimento del garage, e quindi eccezionalmente concesso il permesso per un 

incremento della pendenza della rampa d’accesso. Essendo l’intervento 

edilizio conforme ai piani presentati e approvati la necessità di una modifica 

della rampa sarebbe esclusa. Anche la soluzione attuale con i cinque posteggi 

esterni sarebbe ideale per la sicurezza del traffico, utilizzando frequentemente 

i proprietari questa possibilità di sosta per dei brevi e ripetuti spostamenti, ed 

essendo poi in tal modo garantito lo spazio sufficiente per lo sgombero 

invernale della neve. In ogni caso la sicurezza del traffico per la poco 

frequentata strada di quartiere potrebbe essere garantita con dei semplici 

accorgimenti tecnici e non certo mediante il completo rifacimento 

dell’accesso. 

b) Il Comune di … chiedeva la reiezione del ricorso giacché il progetto di 

costruzione si conformerebbe all’ordinamento edilizio comunale e nulla si 

opporrebbe pertanto alla sua approvazione. 

c) … e la maggioranza della comunione di proprietari per piani concludevano 

alla reiezione del ricorso, ritenendo comprovata la pericolosità dell’attuale 

rampa d’accesso e reputando sotto questo punto di vista l’intervento 

progettato come una misura necessaria. I posteggi esterni verrebbero poi 

mantenuti anche se con una diversa ubicazione. 

5. a) Parallelamente all’esame della nuova domanda di costruzione per la rampa 

d’accesso, il Comune di … emanava la decisione 10/11 dicembre 2007 

nell’ambito della quale veniva costatata la destinazione illegale di alcuni locali 

della costruzione e richiesto ai nuovi proprietari il ripristino dello stato legale. 

Nello stesso provvedimento al punto 2 del dispositivo veniva constato che “ la 

rampa attuale di accesso all’autorimessa sotterranea lede il permesso di 

costruzione e la legge edilizia, costituendo in pari tempo un grave pericolo per 

la circolazione sulla strada comunale. Questa rampa deve pertanto essere 

sostituita con delle misure costruttive. Non è permessa la soluzione con 

specchi e/o segnali acustici. Visto la domanda di costruzione pendente, si 

rinuncia temporaneamente ad imporre termini di ripristino dello stato legale ai 

condomini.” Poiché della violazione di cui al punto 2 era ritenuto responsabile 

anche l’architetto incaricato dell’esecuzione dell’opera, a … venivano accollati 

al punto 4 del dispositivo della decisione impugnata, in via solidale con …, i 

costi delle perizie … ad eccezione dei costi richiesti per la verifica della 

superficie utile lorda (perizia …), che andavano per 1/3 a carico della 

comunione di proprietari per piani. Anche la tassa di trattamento della pratica, 

oggetto del punto 5 del dispositivo, veniva ripartita in ragione di 2/3 a carico 

di … ed … e per 1/3 alla comunione di proprietari per piani. 

b) Nel tempestivo ricorso (R 08 7) proposto al Tribunale amministrativo in data 

28 gennaio 2008, … chiedeva l’annullamento dei punti 2, 4 e 5 del 

provvedimento impugnato. La pendenza della rampa in questione 

corrisponderebbe a quella indicata sui piani presentati e approvati dall’autorità 

edilizia per cui non vi sarebbe alcuna violazione formale o materiale 

dell’ordinamento comunale. Per i costi già oggetto del precedente giudizio poi, 

un accollamento all’istante sarebbe escluso. I restanti costi di perizie e di 

trattamento della pratica andrebbero accollati a coloro che li avrebbero 

causati. 

c) Nella propria presa di posizione sul ricorso, il Comune di … riteneva indicato 

accertare l’illegalità della rampa d’accesso al garage dopo che l’architetto - 

che aveva esaminato la conformità del progetto presentato – avrebbe a suo 

tempo richiesto un ridimensionamento della sua pendenza già prima del 

rilascio della licenza edilizia. In ogni caso, anche se la rampa fosse stata 

eseguita secondo i piani approvati, l’impianto costituirebbe un pericolo per la 

sicurezza della strada e dei suoi utenti di cui l’esecutore dovrebbe rispondere.

d) Mentre … e la maggioranza della comunione di proprietari per piani 

rinunciavano a prendere posizione sul ricorso, … condivideva la tesi di ricorso. 

La rampa in oggetto sarebbe stata edificata conformemente ai piani presentati 

e una demolizione della costruzione non potrebbe entrare in considerazione. 

L’accesso in uso già da anni non avrebbe dato adito a grossi problemi e alla 

ridotta visibilità in caso di uscita dal garage sarebbe possibile ovviare 

mediante degli accorgimenti tecnici decisamente meno incisivi che il completo 

rifacimento del tracciato della rampa. 

6. In data 9 giugno 2008, il Tribunale amministrativo esperiva un sopralluogo a 

... In detta sede le parti presenti e coinvolte nei due procedimenti avevano 

ancora una volta la possibilità di esprimere il loro punto di vista. Su quanto 

visto e sentito in sede di sopralluogo si dirà, per quanto utile ai fini del giudizio, 

nelle considerazioni di merito che fanno seguito. 

Considerando in diritto:

1. a) Il 16 aprile 2008, in applicazione all’art. 6 lett. a della legge sulla giustizia 

amministrativa (LGA), i due ricorsi R 08 7 e 29 erano stati riuniti. Per questo 

si giustifica l’evasione del presente contenzioso mediante un’unica sentenza. 

b) Non è giustamente contestato che, in linea di principio, l’architetto incaricato 

dell’esecuzione dei lavori sia parimenti responsabile per la violazione di 

prescrizioni di polizia edilizia come la committente e antecedente proprietaria 

dell’immobile. La legittimazione del ricorrente 1 per il procedimento R 08 7 è 

pertanto data, poiché tramite la decisione impugnata gli è stato riconosciuto 

un atteggiamento contrario alla legislazione edilizia comunale e gli sono state 

imposte - solidalmente con la committente - delle spese. Per contro, egli non 

ha qualità di vicino e non è pertanto legittimato a contestare il rilascio della 

licenza di costruzione oggetto del parallelo ricorso R 08 29, non vantando 

nell’ambito del procedimento di diritto amministrativo alcun interesse 

particolare all’annullamento di detto provvedimento. 

2. a) La procedura di ricorso R 08 7 e più precisamente quanto è oggetto del punto 

2 del dispositivo della decisione impugnata concerne in via principale 

l’accertamento di una presunta illiceità formale e materiale della rampa 

d’accesso al garage eseguita. Nell’ambito del diritto pubblico la violazione 

della normativa edilizia comunale viene solitamente stabilita per esigere il 

ripristino dello stato di legalità, per accollare ai renitenti una multa edilizia o 

per vagliare a posteriori la possibilità di una licenza in sanatoria. Avendo 

l’autorità approvato un nuovo progetto di costruzione (vedi cons. 4 che segue) 

per il rifacimento della rampa in oggetto, l’accertamento operato non può porsi 

in questi termini. Generalmente, non rientra però nei compiti dell’autorità 

edilizia procedere a degli accertamenti privi d’interesse per il diritto pubblico, 

ma che possono avere importanza per delle terze persone. È nell’ottica delle 

considerazioni che precedono che si inserisce il giudizio che segue. 

b) Contrariamente alle diverse pretese espresse dai convenuti al procedimento 

R 08 7, la questione principale oggetto di detto ricorso è quella di sapere se 

la rampa d’accesso ai garage è stata edificata, per quanto riguarda la 

pendenza, conformemente ai piani presentati. Questa questione va risolta 

affermativamente. Non sono per contro oggetto di contestazione le irrilevanti 

modifiche apportate alla rampa per la captazione dell’acqua piovana in 

prossimità della porta scorrevole, la leggera curva assunta dal tracciato 

d’uscita e l’innalzamento dell’ultima tratta della pavimentazione - in prossimità 

dell’immissione sulla strada di quartiere - operato su ordine dell’autorità 

comunale per salvaguardare la condotta elettrica. Per quanto riguarda invece 

l’aspetto qui contestato, come risulta dal piano riveduto e approvato in data 

18 gennaio 2001 dall’autorità edilizia comunale, la rampa era prevista con una 

pendenza di 16.61°. Per il resto la sezione A-A del piano dell’entrata e uscita 

dal garage non recava alcuna altra misura riconducibile alla pendenza. Giusta 

la misurazione eseguita il 5 ottobre 2007 dallo studio …, la pendenza della 

rampa in gradi è di 13.2° e di 15.7°, ciò che corrisponde a percentuali del 

23.5% e del 28.1%. Tali dati tecnici non vengono contestati, ma l’autorità 

edilizia comunale ritiene che vi sia stata una probabile svista nella lettura del 

piano allora presentato, nel senso che sia stata ritenuta una pendenza del 

16% e non di 16°. In questa svista incorre del resto anche il tecnico comunale 

quando si esprime in termini percentuali per comprovare l’irregolarità della 

pendenza, mentre la pendenza era stata approvata in gradi. Giusta l’art. 95 

del regolamento edilizio (vLE) in vigore all’epoca della decisione di rilasciare 

la licenza di costruzione del dicembre 2000/gennaio 2001, le domande di 

costruzione sono da controllare dall’autorità edilizia che è pure tenuta al 

rilascio del permesso di costruzione. L’autorità edilizia controlla poi anche la 

costruzione greggia appena terminata (art. 99 vLE). La licenza edilizia è 

definita come un atto amministrativo, mediante il quale l’autorità accerta che 

nessun impedimento si opponga all’esecuzione dei lavori previsti dalla 

domanda di costruzione. Essa abilita il richiedente a realizzare l’opera edilizia 

prevista dal progetto approvato e ad utilizzarla conformemente alla 

destinazione indicata (Adelio Scolari, Commentario, IIa ed., ad art. 1 n. 627). 

All’epoca dell’approvazione dei nuovi piani presentati, l’autorità comunale 

sapeva esattamente quali erano le pretese che il tecnico … consultato in via 

preliminare aveva posto per una confacente edificazione della rampa. Se i 

piani allora presentati non corrispondevano alle richieste, il progetto non 

avrebbe potuto essere approvato oppure nella licenza di costruzione 

andavano poste le dovute condizioni. Il fatto che essa non abbia controllato 

che i piani corrispondessero a queste richieste o che sia incorsa in una svista 

non può essere opposto al ricorrente 1 come una violazione dei piani 

approvati. Vada al proposito ricordato che è l’autorità edilizia a dover rilasciare 

la licenza di costruzione. Se i piani non recano le modifiche pretese e non 

vengono corretti nel senso e nella misura richiesti, la rispettiva licenza va 

negata. La polizia delle costruzioni spetta all’autorità comunale. Questa non 

può omettere un accurato esame della licenza di costruzione per poi opporre 

alla committenza una violazione dell’ordinamento edilizio comunale anche se 

l’esecuzione è avvenuta secondo i piani presentati. Ammettere una simile tesi 

equivarrebbe a rendere del tutto superfluo l’esame della domanda da parte 

dell’autorità. In casu, corrispondendo la pendenza della rampa a quella 

indicata sul piano approvato, anzi essendo la stessa leggermente inferiore, 

non è dato concludere ad alcuna violazione formale dell’ordinamento edilizio 

comunale nel senso preteso dal comune convenuto. E’ pertanto in queste 

condizioni del tutto inutile speculare sul fatto che la committenza avrebbe 

dovuto sapere quali fossero le condizioni poste dal consulente, giacché i piani 

in questione sono stati approvati dopo che l’autorità stessa pure sapeva quali 

fossero le condizioni che il tecnico aveva posto al rilascio della licenza. A 

prescindere dal fatto che l’autorità edilizia non ha mai chiaramente indicato ai 

richiedenti quali erano concretamente le correzioni da apportare alla 

pendenza, essa non ha neppure imposto nella licenza di costruzione 

l’ossequio di una pendenza del 12% o del 15%, come richiesto dal suo 

consulente …. 

c) Gli edifici e gli impianti vanno costruiti a regola d’arte e devono offrire garanzie 

di sicurezza e di solidità. Essi devono essere mantenuti in buono stato (art. 

35 cpv. 1 vLE). L’accesso stradale non deve arrecare disturbo e creare pericoli 

per la circolazione (art. 45 cpv. 1 prima frase vLE). Appellandosi a questi 

disposti, l’autorità edilizia pretende di poter accertare mediante decisione 

l’illiceità della costruzione. Come è già stato esposto in precedenza, l’autorità 

sapeva quali erano le misure che dovevano essere pretese dal proprietario 

per l’erezione di un impianto inoppugnabile. Avendo approvato un impianto 

dalla pendenza di quella effettivamente eseguita non è dato concludere 

senz’altro a posteriori all’esecuzione di una costruzione contraria agli art. 35 

e 45 vLE. Diversamente da altre normative comunali, la legislazione del 

comune in questione non dichiara applicabili le norme per la costruzione di 

accessi alle strade emanate dall’Associazione svizzera dei professionisti della 

strada e dei trasporti (VSS). Non è conseguentemente dato concludere ad 

una difettosa esecuzione dell’opera nel senso della vLE solo per il mancato 

ossequio di tali direttive. Per il resto accessi che non rispettano le direttive 

VSS in zona edilizia e su strade di quartiere non sono certo l’eccezione. Va 

poi ricordato che per le strade di quartiere la vLE non conteneva alcuna 

disposizione sulla pendenza massima delle rampe d’accesso. Come si è visto 

in sede di sopralluogo, l’impianto ha una pendenza molto marcata, anche se 

l’accesso sulla strada di quartiere è possibile procedendo con estrema 

prudenza. La pavimentazione della rampa è stata eseguita con un impianto 

termico che impedisce la formazione di ghiaccio ed è munita di scanalature in 

cemento antiscivolamento. Delle tre perizie fatte eseguire, due accertano la 

pericolosità della rampa (perizie … e …), mentre la terza ritiene che l’impianto 

possa essere utilizzato conformemente alla sua destinazione senza problemi 

(perizia …). Pretendere che la costruzione come tale sia assolutamente 

inadeguata e impraticabile è eccessivo, anche in considerazione 

dell’utilizzazione fatta durante gli ultimi quattro anni. Indubbio è comunque che 

la soluzione non sia soddisfacente né per i proprietari né per gli utenti della 

strada. In ogni caso, quanto è stato eseguito in base ai piani approvati non 

può in quest’ottica essere considerato manifestamente contrario al diritto 

materiale allora applicabile. Tale constatazione non implica evidentemente 

alcuna valutazione in termini di “difetti dell’opera” del diritto civile. Ne 

consegue che la decisione di constatazione di una violazione del diritto 

formale e materiale fatta dall’autorità comunale non può in questa sede essere 

protetta. Diviene pertanto priva di oggetto anche la richiesta del ricorrente 1 

tendente all’eventuale successiva approvazione del progetto così come è 

stato eseguito.

d) Nella decisione impugnata l’autorità edilizia pretende che la rampa vada 

sostituita e che altre misure a salvaguardia della sicurezza del traffico non 

entrino in considerazione. Per quanto esposto nei considerandi che 

precedono la constatazione è priva di fondamento. La questione di sapere se 

un simile accertamento costituisca una revoca del precedente permesso di 

costruzione o se con ciò si voglia constatare semplicemente il difetto 

dell’opera e la necessità di misure sostitutive è ai fini del giudizio comunque 

ininfluente. Con il rilascio di una nuova licenza di costruzione in data 15 

gennaio/12 marzo 2008 per la sostituzione del presente impianto con una 

diversa rampa d’accesso, l’autorità edilizia ha certamente ritenuto che il 

progetto attualmente presentato soddisfacesse l’ordinamento edilizio 

comunale. In tali condizioni non è più dato alcun interesse alla constatazione 

della necessità di rifare la rampa per motivi di polizia edilizia a parte l’interesse 

della comunione di proprietari per piani a veder convalidata la tesi stando alla 

quale la costruzione sarebbe stata illegale. Non è però compito dell’autorità 

comunale accertare questioni che non sono pertinenti al diritto amministrativo. 

Ne consegue che la richiesta del ricorrente 1 volta ad ottenere l’annullamento 

del punto 2 del dispositivo della decisione del 10 dicembre 2007 può essere 

accolta per quanto la stessa non sia divenuta priva di oggetto in seguito 

all’approvazione del progetto di modifica della rampa. 

3. Nel ricorso R 08 7 viene contestato l’accollamento dei costi operato. Per 

quanto esposto nel considerando che precede, in merito alla pendenza della 

rampa d’accesso al garage al ricorrente 1 non è opponibile una violazione 

formale e materiale dell’ordinamento edilizio comunale, per cui i costi del 

trattamento della pratica non possono andare a suo carico. I costi della perizia 

…, il cui scopo era essenzialmente quello di stabilire la pericolosità della 

rampa e le misure che potevano entrare in considerazione per una modifica 

della stessa, non possono essere accollati al ricorrente 1. La questione della 

pericolosità della rampa interessava principalmente i proprietari per piani onde 

stabilire l’eventuale responsabilità dell’architetto per una difettosa esecuzione 

dell’opera. Come veniva del resto inizialmente anche apertamente 

riconosciuto dai diretti interessati (vedi comunicazione del 10 marzo 2006 

all’indirizzo del comune convenuto), questi erano intenzionati ad assumersi i 

costi dell’indagine e a rifarsi poi eventualmente sul responsabile del difetto 

dell’opera. Anziché lasciare alla giurisdizione civile il compito di 

eventualmente stabilire le responsabilità interne reciproche, il comune ha su 

questo punto a torto preteso di accollare i costi della perizia richiesta al 

presunto responsabile del difetto dell’opera. Come poi giustamente addotto 

dal ricorrente 1, la parte dei costi della perizia … oggetto del ricorso A 07 2 

non può in questa sede venire accollata ad altri che alle parti allora coinvolte 

in detto procedimento, giacché il Tribunale amministrativo aveva confermato 

non l’importo ma la chiave di riparto delle spese tra le parti coinvolte. Questi 

costi non possono pertanto andare a carico del ricorrente 1. Per quanto 

riguarda la rimanenza dei costi della perizia … la situazione non cambia. Su 

richiesta della comunione di proprietari per piani era stata operata una 

consulenza in vista di un’altra sistemazione dei 16 posteggi sotterranei, 

essendo la soluzione adottata dal progettista legata a difficoltà di manovra. I 

costi di questa valutazione non possono essere imposti al ricorrente 1, ma la 

responsabilità di quest’ultimo va stabilita semmai dal giudice civile. Per il diritto 

amministrativo è determinante solo il fatto che erano stati i proprietari per piani 

a volere una consulenza al riguardo, per cui era a questi che andavano 

accollati i relativi costi. Nell’evenienza, non avendo l’iniziale proprietaria del 

fondo, responsabile in solido con il ricorrente 1 e che è stata invitata a pendere 

posizione sul ricorso, impugnato il provvedimento a suo carico o contestato le 

conclusioni dell’architetto incaricato dei lavori, basta in questa sede liberare 

dal pagamento il ricorrente, annullando parzialmente il punto 4 e 5 del 

dispositivo della decisione impugnata.

4. a) Il ricorrente 2 al procedimento R 08 29 chiede che venga stabilita dal giudice 

la liceità della rampa d’accesso eseguita e che pertanto la costruzione possa 

restare quella che è. Per la sicurezza del traffico basterebbe poi la posa di 

semplici segnali acustici, luminosi o specchi. Anche per quanto riguarda 

l’ammissibilità di queste pretese, vengono nell’evenienza confusi gli aspetti 

della vertenza che sono di carattere pubblico e le eventuali pretese che 

potrebbero essere fatte valere in ambito civile. Il ricorrente 2 ha impugnato la 

licenza di costruzione rilasciata su richiesta della maggioranza della 

comunione di proprietari per piani. Una licenza di costruzione può però essere 

impugnata invocando la violazione di disposizioni della polizia delle 

costruzioni, ma non nell’intenzione di ottenere in questo procedimento 

l’accertamento della necessità o meno di ricorrere ad una ricostruzione della 

rampa con un nuovo tracciato. Neppure l’esame di misure sostitutive meno 

invasive può essere oggetto del presente giudizio. Queste questioni vanno 

semmai definite dalla giurisdizione civile su istanza del proprietario per piani 

rimasto in minoranza. Infatti, il fatto che la costruzione possa essere 

comodamente utilizzata secondo la sua destinazione o che dei semplici 

accorgimenti basterebbero per ovviare ai pretesi difetti della costruzione 

sarebbero degli argomenti opponibili ad una eventuale decisione di ripristino 

dello stato legale, ma non nell’ambito di una licenza di costruzione. 

b) Il ricorrente 2 si oppone al rilascio della licenza di costruzione perché il 

progetto comporterebbe l’eliminazione dei posteggi esterni. Attualmente, il 

complesso edilizio dispone di tre (a detta del ricorrente 2 di cinque) ampi 

parcheggi esterni. Con la modifica del tracciato della rampa d’accesso, nel 

luogo ove sono attualmente ubicati i posteggi è previsto l’accesso dal garage 

alla strada di quartiere. Due di questi posti macchina potranno essere spostati 

in prossimità dell’attuale accesso. In ogni caso, la precedente proprietaria del 

fondo ha messo a disposizione del terreno sulla sua particella no. 1102 per lo 

stazionamento di tre vetture e tale diritto verrà iscritto a registro fondiario come 

servitù. Pertanto, i posteggi esterni non verranno aboliti, ma solo spostati. 

Anche alla presunta pericolosità dell’accesso per i pedoni è stato ovviato 

mediante la condizione posta nella licenza di costruzione e riguardante la 

posa di una ringhiera di sicurezza. 

c) Giusta l’art. 25 cpv. 2 della nuova LE, la pendenza della rampa non deve 

superare il 12%. In situazioni particolari l’autorità edilizia può autorizzare 

deroghe. Il nuovo progetto prevede una pendenza della rampa d’accesso del 

12% nella parte scoperta esterna al garage e del 15% nella breve parte 

coperta interna al garage. Considerato l’indubbio miglioramento che la 

creazione della nuova rampa comporta rispetto alla situazione attuale, 

l’’autorità ha giustamente concessa una tale deroga, adducendo che la parte 

della costruzione interna al garage non sarebbe comunque esposta alle 

intemperie e che pertanto la sicurezza degli utenti sarebbe comunque 

garantita anche autorizzando una pendenza del 15%. La concessione della 

deroga sfugge pertanto a qualsiasi critica. Per quanto riguarda il divieto di 

edificare nell’area del perimetro delle linee di allineamento giusta quanto 

previsto all’art. 68 della nuova LE, il comune ha ritenuto soddisfatta questa 

condizione, non riferendosi la stessa agli accessi come tali. Sarebbe, infatti, 

altrimenti impossibile allacciare le particelle confinanti con la strada di 

quartiere – parallelamente alla quale corre la linea di allineamento rientrante 

di 5 m - alla rete viaria del quartiere. Anche sotto questo punto di vista il 

progetto presentato non presta pertanto fianco a critiche. Ne consegue che in 

termini di polizia delle costruzioni nulla si oppone al rilascio della licenza di 

costruzione e che l’interposto ricorso proposto dal proprietario per piani 

rimasto in minoranza va in questa sede integralmente respinto. 

5. In considerazione del fatto che il ricorso R 08 7 viene accolto mentre quello 

oggetto del procedimento R 08 29 viene respinto si giustifica una 

proporzionale ripartizione dei costi tra le parti (art. 72 ss. LGA). Giusta l’art. 

78 LGA, la parte soccombente viene di regola obbligata a rimborsare alla 

parte vincente tutte le spese necessarie causate dalla procedura (cpv. 1). Ai 

comuni invece non vengono di regola assegnate ripetibili, se vincono la causa 

nell'esercizio delle loro attribuzioni ufficiali (cpv. 2). Per quanto riguarda la nota 

d’onorario introdotta dalla rappresentante della comunione di proprietari per 

piani s’impone una sostanziale riduzione della stessa tenuto conto che la 

rappresentante ha fatturato una tariffa oraria superiore a quella cantonale, che 

la comunione ha rinunciato a prendere posizione sul parallelo procedimento, 

nell’ambito del quale comunque è parte soccombente, e che sono state 

computate consulenze non solo relative al presente procedimento, ma anche 

per prestazioni precedenti. 

Il Tribunale decide:

1. a) Nella misura in cui non è divenuto privo di oggetto, il ricorso R 08 7 è accolto 

nel senso dei considerandi e il punto 2 della decisione del 10/11 dicembre 

2007 viene annullato. I punti 4 e 5 del dispositivo dello stesso provvedimento 

vengono pure annullati per quanto riguarda l’accollamento dei costi a ... 

b) Il ricorso R 08 29 è, per quanto ammissibile, respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 6’000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 479.--

totale fr. 6'479.--

il cui importo sarà versato per ¼ dal Comune di …, per ¼ da …, responsabili in 

solido, e per ½ da … entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune di … (fr. 1'500.--), da un lato, e … (fr. 1500.--), questi ultimi 

responsabili solidalmente, dall’altro, versano complessivamente a … fr. 

3'000.- a titolo di ripetibili per il procedimento R 08 7.

4. … versa a … fr. 1'000.-- e a … fr. 3000.-- a titolo di ripetibili per il procedimento 

R 08 29.