# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 292414eb-8748-5dbe-b921-1a523a5d40d7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-02-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.02.2004 32.2003.51
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-51_2004-02-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.51

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  17 febbraio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 10 giugno 2003 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: studio legale __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 maggio 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1949, a seguito di un incidente occorsogli nel marzo 1979, ha subito una
ferita al ginocchio sinistro e nel 1981 ha inoltrato una domanda di prestazioni
AI per adulti.

Con decisioni 1° aprile 1982, poi sostituite con delibere 1° giugno 1982,
l’assicurato è stato posto al beneficio di una rendita intera d’invalidità,
incluse una rendita per la moglie ed i figli, per un periodo limitato (doc. _).

L’amministrazione non ha per contro riconosciuto dei provvedimenti
professionali, avendo l’interessato svolto un corso per esercenti ed
albergatori con lo scopo di rilevare l’esercizio pubblico del padre, ciò che
poi è avvenuto (cfr. rapporto 15 dicembre 1981 del consulente in integrazione
professionale, doc. _).

                               1.2.   Nel mese di
marzo 1994 __________ ha presentato una nuova domanda di prestazioni (doc. _).

Tenuto conto della perizia 26 luglio 1994 del dr. __________, il quale ha
riscontrato una difficoltà di deambulazione con dolori lombari al ginocchio e
cervicali (doc. _) nonché degli accertamenti economici eseguiti dal consulente
in integrazione professionale (cfr. rapporto 24 ottobre 1994, doc. _),
l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha deciso di procedere ad una
riqualifica dell’assicurato quale impiegato di commercio (doc. _), conclusasi
con successo nel 1998 (doc. _). 

 

                                         Ritenuto
l’interessato convenientemente reintegrato dal profilo professionale, la procedura
è stata stralciata dai ruoli (doc. _).

 

                               1.3.   Mediante
un’ulteriore domanda di prestazioni del 27/28 agosto 2002, __________ ha fatto
presente che per via dei dolori alla gamba sinistra ed alla schiena, nonché a
seguito di problemi cardiaci, non può continuare ad esercitare l’attività di
impiegato tuttofare presso la ditta __________, iniziata nel gennaio 2000 (doc.
_).

 

                                         Raccolti
i certificati medici del caso, sottoposti al vaglio del Servizio medico
regionale dell’AI (SMR), con decisione 4 marzo 2003 l’amministrazione ha
respinto la richiesta di prestazioni assicurative poiché “ dalla
documentazione specialistica acquisita all’incarto risulta una totale abilità
al lavoro nella professione imparata d’impiegato d’ufficio” (doc. _).

 

                               1.4.   Con tempestiva
opposizione 17 marzo 2003 __________ ha contestato la decisione amministrativa,
chiedendo di essere convocato dall’amministrazione per un colloquio (doc. _).

Tale incontro si è tenuto il 7 aprile 2003 durante il quale egli ha tuttavia
mantenuto l’opposizione (doc. _).

 

                               1.5.   Mediante
decisione su opposizione 13 maggio 2003 l’amministrazione ha confermato il
diniego di prestazioni, motivando come segue:

 

" 
(…)

In concreto, l'assicurato è impiegato presso la
ditta __________, attualmente in misura del 25%. In sede di opposizione
l'interessato ha infatti dichiarato di non poter svolgere altre mansioni al di
fuori di quelle d'ufficio.

 

Orbene, come già si è avuto modo di accennare,
l'assicurato è stato assunto dalla __________ in qualità di tuttofare. In base
alle dichiarazioni del datore di lavoro, l'attività è suddivisa nel seguente
modo: lavori d'ufficio (20%), trasporti e relazioni esterne (5%), ausiliario di
meccanica (75%).

 

Considerato il genere di mansioni che
l'assicurato è tenuto a svolgere, appare chiaro che l'attuale professione non è
adeguata al suo stato di salute.

Si rilevi al proposito che l'assicurato è stato
riformato quale impiegato di commercio proprio in considerazione del fatto che
tale attività, in quanto sedentaria e leggera, poteva essere svolta
normalmente.

 

In tal contesto è bene rammentare che secondo
costante giurisprudenza, la persona che richiede prestazioni d'invalidità deve
intraprendere tutto quanto sia da lei esigibile per ovviare alle conseguenze
della sua incapacità, mettendo soprattutto a profitto le superstiti energie
lavorative e cambiando, se del caso, anche lavoro o domicilio (DTF 123 V 88,
113 V 28).

 

In concreto, se è credibile che il danno alla
salute del quale l'assicurato è portatore gli impedisce di svolgere l'attività
attuale in misura superiore al 25%, tuttavia è accertato che nella professione
appresa d'impiegato di commercio non vi sarebbe alcuna limitazione. Una
conferma in tal senso è stato fornita dal nostro Servizio medico, che in sede
di opposizione è nuovamente stato chiamato ad esaminare il caso, anche in
ragione del nuovo rapporto inviato dal medico curante, ed attestante un
peggioramento dello stato valetudinario dell'assicurato. Detto Servizio ha
infatti ritenuto non siano stati presentati elementi atti a dimostrare che il
danno alla salute comprometterebbe lo svolgimento dell'attività d'impiegato di
commercio." (Doc. _, pag. 3-4)

 

                               1.6.   Contro la
succitata decisione __________, rappresentato dall’avv. __________, ha
presentato al TCA un tempestivo atto di ricorso.

Postulando l’annullamento della decisione su opposizione ed il conseguente
riconoscimento di una rendita, il ricorrente ha segnatamente fatto valere:

 

" 
(…)

Il ricorrente chiede quindi nuovamente che la
richiesta di prestazioni che egli ha presentato già il 4 settembre 2002 sia
accolta.

 

Le sue condizioni di salute sono peggiorate negli
anni: egli soffre ora di gravi disturbi, che non lo assillavano al momento
della riqualifica professionale.

A causa dei disturbi di cui egli soffre, il
ricorrente non può più svolgere la professione per la quale egli aveva svolto
negli scorsi anni la riqualifica, e quindi d'impiegato di commercio.

Concretamente, il ricorrente non può più lavorare
quale impiegato di commercio che in ragione del 25%.

 

L'Ufficio dell'assicurazione invalidità ha
tralasciato di considerare i certificati medici presentati dal ricorrente: non
ha d'altro canto ordinato alcuna ulteriore visita specialistica." (Doc. _,
pag. 5)

                                         Contestualmente
egli ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria.

 

                               1.7.   Mediante
risposta 24 giugno 2003 l’amministrazione, confermando la decisione contestata,
ha chiesto la reiezione del ricorso e fatto presente quanto segue:

 

" 
(…)

Ad ogni modo, per quanto attiene all'obiezione
secondo la quale l'amministrazione avrebbe completamente ignorato il rapporto
22 aprile 2003 stilato dal dottor __________, si vorrebbe attirare l'attenzione
sul fatto che il medesimo, assieme all'intero incarto, è stato sottoposto al
vaglio del nostro Servizio medico regionale il quale, tramite rapporto 8 maggio
2003, ha chiaramente avuto modo di esprimersi al riguardo (cf. doc. _).

 

Né d'altro lato appare corretto affermare che
l'interessato non sia stato reso edotto in merito al fatto che un eventuale
peggioramento avrebbe dovuto essere reso verosimile. Lo confermano sia il
verbale di opposizione (doc. _), sia il fatto che a seguito dell'opposizione
l'assicurato si sia effettivamente rivolto al proprio medico curante, al fine
di ottenere un rapporto aggiornato in merito al proprio stato." (Doc. _)

 

 

                               1.8.   Ricevuta dal
ricorrente la documentazione pertinente alla domanda di assistenza giudiziaria
(VIII, X), con decreto 29 ottobre 2003 il TCA ha accolto l’istanza (XI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                          In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

Nel merito

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito
della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita d’invalidità.

 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a
e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit., pag. 232; Cattaneo,
Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e
s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.5.   Nell’evenienza
concreta, da un attento esame degli atti, questo TCA ritiene che l’assicurato
non presenta una grado d’invalidità pensionabile del 40% nell’attività di
impiegato d’ufficio appresa grazie alla riformazione professionale finanziata a
suo tempo dall’UAI.

Rettamente l’amministrazione ha evidenziato come buona parte del nuovo lavoro
di impiegato tuttofare presso la ditta __________, iniziata nel mese di gennaio
2000, non può essere ritenuta confacente alle difficoltà di deambulazione
dovute all’accorciamento della gamba sinistra, eseguita mediante artrodesi dopo
l’incidente del 1979, ed ai dolori derivanti dalla sindrome cervicale e lombare
diagnosticati dal dr. _________ nel rapporto 19 luglio 2002 (doc. _), già
evidenziata dal dr. ________ nella perizia del 26 luglio 1994 (doc. _). 

Dagli accertamenti eseguiti presso il datore di lavoro è infatti risultato che
la succitata attività è suddivisa nel modo seguente:  lavori d’ufficio (20%),
trasporti e relazioni esterne (5%), ausiliario di meccanica (75%). Quest’ultima
mansione non è confacente alla suesposta sintomatologia poiché l’assicurato
deve trasportare dei pesi pesanti e lavorare su macchine utensili, il tutto
stando in posizione eretta (cfr. doc. _).

Anche nella perizia 17 dicembre 2001 all’Assicurazione Nazionale Svizzera il
dr. __________ ha ritenuto l’attività svolta presso la _____________ inidonea,
giustificando quindi una completa inabilità nel lavoro svolto nell’officina
meccanica (sub doc. _).

Per contro, dalla documentazione medica contenuta nell’inserto può essere
evinto come la professione d’impiegato d’ufficio sia più adeguata alle sue
condizioni di salute.

Nel rapporto 13 agosto 2002 il dr. __________, dopo aver eseguito una risonanza
magnetica del rachide lombare, seppur evidenziando che “la situazione del
paziente è invariata con dolori lombari sia in posizione statiche che in
movimento”, ha tuttavia sottolineato che “il problema consiste (…) in
uno scompenso muscolare dovuto alla lesione della gamba sinistra con una
deambulazione fortemente alterata” (sub. doc. _), ciò che non influisce in
modo rilevante in un’attività sedentaria e leggera qual’è quella appresa
dall’assicurato.

In tal senso, nella nota 19 febbraio 2003 la dr.ssa __________, operante presso
il SMR, ha sostenuto un’abilità lavorativa dell’80% d’impiegato d’ufficio
dovuta alla necessità di cambiare regolarmente la posizione e di non dover
restare seduto per oltre 2 ore per via della sindrome lombare e cervicale (doc.
_).

                                         Né il
diabete mellito, né la coronopatia di cui il ricorrente è affetto costituiscono
una limitazione di rendimento.

                                         Riguardo
al diabete, è lo stesso medico curante, dr. __________, che nel rapporto 19
settembre 2002 l’ha ritenuto senza ripercussione sulla capacità lavorativa,
come pure l’ipertensione arteriosa, l’iperilipidemia e l’iperurcemia (doc. _).

                                         Per quel
che concerne la seconda affezione, dall’esame dei referti del prof. __________
(primario di cardiologia, angiologia e medicina interna dell’Ospedale di
__________) e della scintigrafia miocardica da sforzo eseguita presso l’__________
(Istituto oncologico della Svizzera Italiana, __________), la dr. ssa
__________ ha costatato che la "coronaropatia è attualmente controllata
e asintomatica; la scintigrafia sotto sforzo ha permesso di escludere
un’ischemia ed ha oggettivato un’ottima FE del ventricolo sinistro” (doc.
_). A tale valutazione fa eco quella del dr. __________, responsabile del SMR,
il quale ha confermato che la “malattia cardiaca, tenuta in buon equilibrio,
non ha mostrato progressione. La funzionalità ventricolare è buona, gli esami
elettrocardiografici non mostrano ischemia” (doc. _), motivi per cui la
patologia coronaria non è da ritenere invalidante.

 

 

                               2.6.   Con rapporto
22 aprile 2003 prodotto dal ricorrente in sede di opposizione, sottoposto
all’esame del SMR (doc. _), il medico curante ha segnalato:

" 
(…)

che attualmente il paziente è ancora in
fisioterapia sempre per la schiena e le gambe.

Concludendo posso asserire che dal 2001 le
condizioni del signor __________ in merito alla cervicale, alla lombare ed alla
gamba sono sicuramente peggiorate. (…)" (Doc. _)

 

                                         Tuttavia
va segnalato che il dr. __________, nel rapporto 19 settembre 2002 – quindi
dopo l’asserito peggioramento avvenuto nel 2001 – ha certificato che il
paziente è in grado di svolgere, quale altra  attività, solo quella d’impiegato
d’ufficio, senza apportare alcuna riduzione di rendimento (doc. _).

                                         Ora, non
si vuol mettere in dubbio che vi sia stato un peggioramento della
sintomatologia, dovuto molto verosimilmente dall’espletamento dell’attività
inidonea di impiegato tuttofare; tale peggioramento non risulta tuttavia avere
delle ripercussioni sulla professione appresa dall’interessato nel 1998. Del
resto va rilevato come nel ricorso l’assicurato abbia dichiarato di poter
esercitare l’attuale professione unicamente nella misura dal 25%, ciò che
corrisponde essenzialmente a quelle mansioni da svolgere in posizione seduta.

 

                                         Pertanto,
visto quanto riportato sopra, richiamato inoltre l’obbligo che incombe
all’assicurato di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61) - se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) - , è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142
consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188
consid. 2b), che nell’attività
adeguata di impiegato di commercio, __________ non raggiunge il grado
d’invalidità minimo pensionabile del 40%.

Sulla scorta di quanto precede, la decisione contestata deve essere confermata
e il ricorso respinto. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti