# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f3591079-a90b-5509-a84d-cfc147ad6bf6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-02-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 03.02.1998 52.1997.178
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-178_1998-02-03.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00178

   

  	
  Lugano

  3 febbraio 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  10 aprile 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patrocinato
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 18 febbraio 1997, no. 626, del Consiglio di Stato che respinge
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 11 aprile
  1996 con cui il Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli stranieri si è
  rifiutato di rilasciargli un permesso di domicilio per stabilirsi a
  __________ (cambiamento di Cantone);

  

 

 

vista la risposta 7 maggio 1997 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il ricorrente __________,
cittadino italiano nato nel 1972, è al beneficio di un permesso di domicilio
rilasciatogli dal Canton Argovia con scadenza del termine di controllo al 31
ottobre 1995.

Il 14 agosto 1995 il ricorrente ha chiesto al Dipartimento
delle istituzioni, sezione degli stranieri, il permesso di trasferire il suo
domicilio in Ticino, ove intendeva stabilirsi per lavorare.

L'autorità cantonale ha respinto la domanda con decisione 11
aprile 1996, ritenendo che le numerose condanne penali subite dal richiedente
per infrazioni alla legge sulla circolazione stradale ed alla legge sugli
stupefacenti ne giustificassero il rigetto.

 

 

                                  B.   Con giudizio 18 febbraio
1997 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo
l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________.

In sostanza, il Governo ha condiviso l’assunto dell’autorità
dipartimentale.

 

 

                                  C.   Contro il predetto giudizio
governativo il soccombente si è aggravato davanti al Tribunale federale
chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio del permesso denegato.

In sostanza, l'insorgente rileva di essere nato in Svizzera,
di essere totalmente integrato, di aver commesso reati di modesta gravità, in
epoca relativamente remota, di non aver subito ulteriori condanne dopo il 1993,
di aver trovato un lavoro stabile in Ticino e di non aver alcun legame con la
sua terra d'origine.

Fa altresì presente che in Italia verrebbe chiamato al
servizio di leva.

 

 

                                  D.   All'accoglimento del ricorso
si è opposto il Consiglio di Stato senza formulare particolari osservazioni.

 

 

                                  E.   Preso atto dell'entrata in
vigore dell'art. 1 della Legge transitoria d'applicazione dell'art. 98 a OG del
12 marzo 1997, che attribuisce al Tribunale cantonale amministrativo competenze
giurisdizionali in materia di polizia degli stranieri, il Tribunale federale ha
trasmesso l'impugnativa a questo tribunale per l'emanazione del giudizio.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. Il ricorso al
Tribunale cantonale amministrativo in materia di polizia degli stranieri è dato
soltanto nella misura in cui la decisione è impugnabile con ricorso di diritto
amministrativo al Tribunale federale (art 1 legge transitoria d’applicazione
dell’art 98a OG in materia di diritto degli stranieri; LTA 98a OG; BU 1997,
219).

In questa materia, il ricorso contro il rilascio o il rifiuto
di permessi è proponibile soltanto se il diritto federale conferisce allo straniero
un diritto all'ottenimento (art. 100 lett. b n. 3 OG).

Secondo l'art. 4 LDDS (RS 142.20) l'autorità cantonale decide
liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati con
l'estero, in merito alla concessione dei permessi di dimora o di domicilio. Lo
straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo
laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid.
1a e rinvii).

 

1.2. L'art. 1 del Trattato di domicilio e consolare tra la
Svizzera e l'Italia del 22 luglio 1868 (RS 0.142.114.541) prevede che i cittadini
italiani siano trattati nel medesimo modo degli svizzeri in ogni Cantone della
Confederazione. Precisa inoltre che "i cittadini dei due Stati, non meno
che le loro famiglie, quando si uniformino alle leggi del paese, potranno
liberamente entrare, viaggiare, soggiornare e stabilirsi in qualsivoglia parte
del territorio, senza che dei passaporti e dei permessi di dimora e per l'esercizio
di loro professione siano sottoposti a tassa alcuna, onere o condizione fuor di
quelle cui sottostanno i nazionali" (art. 1).

A tal proposito va rilevato che i trattati ancora in vigore
conclusi anteriormente alla prima guerra mondiale sono interpretati, per
consenso tacito e reciproco di entrambi gli Stati contraenti, come applicabili
unicamente a cittadini in possesso di un permesso di domicilio (cfr. DTF 119 IV
65 consid. 1a pag. 67, 106 Ib 125 consid. 2b pag. 127).

Nella fattispecie, __________ è titolare di un permesso di
domicilio rilasciatogli dal Canton Argovia. Conformemente all'art. 1 del
Trattato citato, egli ha pertanto un diritto all'ottenimento di un permesso di
domicilio del Cantone Ticino.

Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1. __________ intende
trasferire il centro dei propri interessi dal Canton Argovia in Ticino: egli
deve pertanto ottenere un nuovo permesso di domicilio (art. 8 cpv. 1 e 3 LDDS,
art. 14 cpv. 3 dell'ordinanza d'esecuzione della legge federale concernente la
dimora e il domicilio degli stranieri, del 1° marzo 1949, ODDS; RS 142.201;
cfr. pure DTF 116 Ib 1 pag. 4). Siccome l'interessato è domiciliato in
Svizzera, è cittadino di uno Stato con il quale il nostro paese ha concluso un
trattato di domicilio ed è in possesso di un documento nazionale di
legittimazione, il permesso richiesto può essergli rifiutato solo se esistono
motivi che giustificano la revoca o comportano lo scadere del permesso di
domicilio (art. 14 cpv. 4 ODDS; DTF 105 Ib 234 pag. 236).

 

2.2. Giusta l'art. 9 cpv. 3 lett. b LDDS il permesso di domicilio
si estingue in seguito ad espulsione o a rimpatrio. La giurisprudenza ha già
avuto modo di precisare che, per l'adempimento di tale premessa, non è
necessario che i provvedimenti citati siano effettivamente pronunciati: è
sufficiente che siano soddisfatte le condizioni indispensabili alla loro
emanazione, le quali sono fissate agli art. 10 cpv. 1 e 11 cpv. 3 LDDS (cfr.
DTF 105 Ib 234 pag. 236).

Conformemente a tali norme, l'espulsione può essere pronunciata
quando lo straniero è stato punito dall'autorità giudiziaria per un crimine o
un delitto (art. 10 cpv. 1 lett. a LDDS) e quando la misura è adeguata
all'insieme delle circostanze. Di particolare rilevanza, da quest’ultimo
profilo, sono la colpa dell'interessato, la durata del suo soggiorno in Svizzera
e il pregiudizio che egli o la sua famiglia subirebbero con l'espulsione (art.
16 cpv. 3 ODDS). Se l'espulsione si rileva legalmente giustificata ma inopportuna,
le autorità cantonali si limiteranno a minacciarla (art. 16 cpv. 3 seconda
frase ODDS). Va poi osservato che esiste un motivo di espulsione ai sensi
dell'art. 9 cpv. 3 lett. b LDDS solo se le circostanze giustificano
l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e non semplicemente da un
singolo Cantone: è di conseguenza irrilevante sapere se egli può tornare nel
Cantone da cui proviene (DTF 105 Ib 234 pag. 236 RDAT 1993 II N. 54). Nel
valutare l'adeguatezza dell'espulsione, l'autorità deve quindi paragonare la
situazione dell'interessato nel Cantone in cui questi intende trasferirsi con
quella che sussisterebbe nell'eventualità di un suo allontanamento dalla
Svizzera. 

 

2.3. In linea di principio, la legalità dell'espulsione va
esaminata in base alle circostanze esistenti al momento dell'emanazione della
sentenza di ultima istanza (DTF 114 Ib 1 consid. 3b pag. 4). Nondimeno, se
un'espulsione è giustificata dalla situazione esistente al momento in cui è
stata ordinata, essa può essere annullata solo nel caso che intervengano fatti
nuovi di particolare importanza. Al riguardo non basta comunque che tra l'emanazione
della decisione dell’autorità di polizia degli stranieri e quella delle istanze
di ricorso l’insorgente si sia comportato in modo ineccepibile. Diversamente
gli si offrirebbe la possibilità di modificare a suo favore i fatti determinanti
già attraverso la semplice impugnazione del provvedimento di espulsione.

 

 

                                   3.   __________ è nato nel
Canton Argovia a __________ da genitori italiani ivi domiciliati. Assolte le
scuole dell’obbligo, ha iniziato un apprendistato di carrozziere, che non è
tuttavia riuscito a portare a termine.

A partire dal 1990 il ricorrente è incappato in una serie di
condanne penali. Dapprima per reati riferiti alla circolazione stradale (7.11.90:
multa di fr. 700.-; 18.9.91: multa di fr. 200.-; 14.11.91: multa
di fr. 450.-; 22.1.92: multa di fr. 200.--). Poi, a partire dai 20 anni,
per infrazione della LFStup (3.4.92: multa di fr. 600.-; 11.5.92:
14 giorni di detenzione e multa di fr. 1'000.-).

A causa di quest’ultima condanna, è stato ammonito una prima
volta dalla polizia degli stranieri del canton Argovia con decisione 11 maggio
1992.

Il 21 gennaio 1993 il ricorrente è stato condannato dal Bezirksgericht
di __________ a 18 mesi di detenzione, sospesi condizionalmente, per violazione
ripetuta e qualificata, rispettivamente per violazione semplice della LFStup.
In seguito a questa nuova condanna, la polizia degli stranieri del canton
Argovia l’ha nuovamente ammonito con risoluzione 9 settembre 1993.

Ancora quell'anno il ricorrente è tuttavia ricaduto nel
consumo di stupefacenti. Per queste nuove infrazioni alla LFStup gli sono infine
state inflitte ulteriori due multe di fr. 150.- (21.10.93) e di fr. 250.-
(10.11.93).

Da allora, fatta eccezione per una nuova condanna per infrazione
alla LCS (multa per eccesso di velocità), il ricorrente non sembra aver più
avuto a che fare con la giustizia penale. 

Alla fine del 1993 si è trasferito in Ticino per lavorare
come garzone presso il ristorante __________ di __________. 

In concreto, già la condanna a 14 giorni di detenzione cumulata
con una multa di 1’000.- fr. per violazione qualificata della LFStup è atta a
dar luogo ad una provvedimento di espulsione giusta l’art. 10 cpv. 1 lett. a
LDDS. I reati per i quali è stato punito configurano in effetti crimini o
delitti e non semplici contravvenzioni. A maggior ragione è atta a dar luogo ad
un simile provvedimento la successiva condanna a 18 mesi di detenzione, sospesa
condizionalmente, irrogata dal Bezirksgericht di __________ il 21 gennaio 1993
per violazione aggravata e semplice della LFStup. 

Resta nondimeno da esaminare se l'insieme delle circostanze
giustifichi l'espulsione (art. 11 cpv. 3 LDDS) e quindi il rifiuto del permesso
di trasferire in Ticino il suo domicilio.

Di principio, lo straniero che ha commesso un reato e che ha
trascorso tutta la sua vita in Svizzera ha un eminente interesse ad essere
risocializzato nel nostro paese (DTF 4.5.90 in re B. non pubblicata). Tale
principio è stato riconosciuto anche in due sentenze della Corte europea dei
diritti dell'uomo, concernenti  l'applicazione dell'art. 8 CEDU (RS 0.101). In
entrambi i casi è stato ritenuto che l'espulsione dell'interessato non
costituiva una misura necessaria alla salvaguardia dell’ordine pubblico (RDAT
1993 II n. 54; DTF 12.5.93 in re P. non pubblicata).

Ai fini del giudizio, occorre considerare che il ricorrente è
nato e cresciuto in Svizzera, dove ha frequentato le scuole e dove attualmente
lavora.

Queste radici relativamente profonde con il nostro paese ed i
labili legami che l’insorgente intrattiene invece con la sua terra d'origine,
la Sicilia, permettono di ritenere importante il suo interesse a continuare a
risiedere in Svizzera. Non va tuttavia dimenticato che l’insorgente è venuto in
Ticino nel preciso intento di tagliare i ponti con il passato, con l’ambiente
nel quale è cresciuto e con la scena della droga che frequentava nel cantone da
cui proviene. Queste circostanze ed il fatto che l’insorgente sembra
addirittura aver rotto ogni rapporto con i famigliari residenti oltralpe
portano a relativizzare ampiamente il suo interesse a rimanere nel nostro paese
ai fini di una risocializzazione. Del resto, egli non possiede un legame particolarmente
intenso con il Cantone Ticino, essendo nato e cresciuto nel Canton Argovia.
Dall'altra parte, non può essere sottovalutato l'interesse pubblico ad un suo allontanamento
dal nostro paese. Il rischio di recidiva, paventato dalle precedenti istanze,
non appare invero trascurabile. Il fatto che il ricorrente segua tuttora una terapia
sostitutiva a base di metadone non permette in particolare di ritenere che si
sia ormai definitivamente affrancato dalla schiavitù della droga e che i reati
per i quali è stato condannato siano la conseguenza di un semplice ed
irripetibile sbandamento giovanile.

In simili circostanze, pur tenendo conto del fatto che in
caso d’espulsione il ricorrente potrà andare incontro a certe difficoltà
soprattutto a causa dell’obbligo di leva che non ha ancora assolto, non si può
affermare che il provvedimento censurato proceda da un esercizio abusivo del
potere d'apprezzamento che la legge conferisce all'autorità di polizia degli
stranieri. Il ricorrente non deve infatti necessariamente ritornare in Sicilia
- dove si è recato nel 1992 per brevi soggiorni presso i nonni - ma ha la possibilità
di stabilirsi nella fascia di confine, ove vigono abitudini, mentalità e
condizioni economiche molto simili a quelle del canton Ticino e dove potrà
crearsi una nuova cerchia di relazioni sociali e proseguire il trattamento
terapeutico. Quanto al problema del servizio militare che il ricorrente
paventa, ben si può ritenere che non osti al suo allontanamento. L’assolvimento
di quest’obbligo civico rappresenta in effetti un’importante opportunità per
reinserirsi con successo nel suo paese d’origine.

Orbene, benchè opinabile, la decisione censurata non procede
, a mente di questo tribunale, da un esercizio abusivo del potere
d’apprezzamento che la legge riserva all’autorità di polizia  in ordine alla
valutazione dell’adeguatezza dell’espulsione. Ritenendo che in caso di espulsione
il ricorrente non verrebbe a trovarsi in una situazione sostanzialmente diversa
da quella in cui si trova attualmente in Ticino, l'autorità ha adottato una
decisione tutto sommato sostenibile. Non si può invero rimproverarle di aver
abusato del suo potere d’apprezzamento per aver considerato che la situazione
del ricorrente nell’eventualità di un suo allontanamento dalla Svizzera non
sarebbe stata sostanzialmente diversa da quella in cui questi sarebbe venuto a
trovarsi nel caso di un suo trasferimento in Ticino. Il fatto che il canton
Argovia sia giunto ad una conclusione diversa, limitandosi ad ammonire il ricorrente,
non contrasta con le conclusioni alle quali sono pervenute le autorità
ticinesi. In effetti, ben si può ammettere che un’espulsione da quel cantone
verso l’Italia avrebbe posto il ricorrente in una situazione del tutto diversa
da quella che viene invece a determinarsi in seguito al rifiuto di stabilirsi
in Ticino. 

 

 

                                   4.   Sulla scorta di queste
considerazioni, il ricorso va quindi respinto, confermando le decisioni delle
precedenti istanze siccome immuni da violazioni del diritto.

La tassa di giustizia segue la soccombenza.

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 8 CEDU, 8,9,10, 11 LDDS; 16 ODDS; 100 OG; 1 LTA 98a OG; 3, 18, 28, 31,
60, 61, 65 PAmm,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di fr.
800.- è a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la presente
decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario