# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e08e1044-5f21-57c3-bb61-9dd1b22efcce
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-08-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.08.2013 11.2012.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2012-32_2013-08-07.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2012.32

  	
  Lugano

  7 agosto 2013/mc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques, giudice presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F. Bernasconi

  

 

 

sedente per statuire nella causa SO.2011.221 (misure a
tutela dell'unione coniugale: provvedimenti cautelari) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 6 promossa con istanza del 26 maggio 2011 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  (ora patrocinata dall'avv.)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinato dall'avv. PA 2)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sull'appello del 23 marzo 2012 presentato da AP 1 contro
il decreto emesso dal pretore il 16 marzo 2012;

 

Ritenuto

 

in fatto:                           che
nella procedura di protezione dell'unione coniugale avviata
il 26 maggio 2011 da AP 1 contro il marito AO 1 (SO.2011.2221), con decreto cautelare del 16 marzo 2012 il
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha respinto la richiesta dell’istante con cui chiedeva di essere autorizzata a lasciare la Svizzera definitivamente e a trasferirsi con la figlia S__________ a __________, confermando
il divieto decretato in via supercautelare il 17 febbraio 2012;

 

                                         che contro
tale decisione AP 1 è insorta con un appello del 23 marzo 2012 a questa Camera, postulando l'accoglimento dell'istanza del 5 marzo 2012, l'autorizzazione del trasferimento definitivo di S__________ all'estero e la revoca del decreto
supercautelare del 17 febbraio 2012;

 

                                         che
l'appello non è stato intimato per osservazioni;

 

                                         che
statuendo il 15 marzo 2013 sull’istanza del 26 maggio 2011, il Pretore ha tra
l’altro autorizzato i coniugi a vivere separati e affidato S__________ alla
madre per cura e educazione, “ritenuto comunque che fino alla fine del corrente
anno scolastico rimane escluso ogni trasferimento all’estero della minore”;

 

                                         che nella
procedura di divorzio promossa da AO 1 l’8 luglio 2013 (DM.2013.205/CA
2013.242-3), lo stesso giorno il Pretore ha respinto la contestuale istanza
supercautelare con cui l’attore chiedeva il divieto per la moglie di trasferire
la figlia all’estero, l’obbligo di depositare tutti i documenti di
legittimazione e la modifica dell’affidamento della figlia e della disciplina
del diritto di visita;

 

                                         che con
scritto del 26 luglio 2013, il patrocinatore dell’appellante ha chiesto lo stralcio
della procedura d’appello senza assegnazione di ripetibili e possibilmente
senza prelievo di spese, la cliente avendo nel frattempo trasferito il suo
domicilio e quello della figlia a __________ (__________);

 

e considerando

 

in diritto:                        che in concreto può essere lasciata aperta la questione di sapere se
il trasferimento dell’appellante e della figlia all’estero abbia in sé reso
l’appello senza oggetto, in assenza di un formale ritiro dello stesso;

 

                                         che
infatti lo era già divenuto con la decisione del 15
marzo 2013 sul merito dell’istanza di tutela dell’unione coniugale, avendo la
stessa sostituito il decreto cautelare impugnato;

 

                                         che il limite
temporale del divieto di trasferimento all’estero (“fino alla fine del corrente
anno scolastico”) è poi stato confermato con il decreto supercautelare dell’8 luglio 2013;

 

                                         che nelle circostanze descritte l'appello va tolto dai ruoli perché
diventato privo di oggetto (art. 242 CPC);

 

                                         che le
spese giudiziarie di una causa divenuta senza oggetto vanno attribuite “secondo
equità” (art. 107 cpv. 1 lett. e CPC);

 

                                         che nel
caso specifico le condizioni economiche verosimilmente difficili in cui versa
l'appellante inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo (art.
107 cpv. 1 lett. f CPC);

 

                                         che non
si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo stato notificato a AO 1
per osservazioni;

 

                                         che per
quanto riguarda la richiesta di assistenza giudiziaria, tale diritto è di
natura altamente personale e decade – ove non sia ancora stato accordato, come
nella fattispecie – qualora il richiedente venga meno come parte al processo,
poco importa per quale motivo (RtiD II-2006 pag. 614 n. 3c);

 

                                         che in
concreto l'appellante, con la fine della procedura diventata senza oggetto, ha
perduto la qualità di parte, onde la caducità della richiesta di assistenza
giudiziaria;

 

decreta:                   1.   L'appello
è dichiarato senza oggetto e la causa è stralciata dai ruoli.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   La domanda
di assistenza giudiziaria presentata dall'appellante è dichiarata senza
interesse.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  –;

   –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il giudice presidente                                              La
vicecancelliera

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere
pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100
cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
(art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art. 76 LTF.
Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo
stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.