# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e13b550-71f5-5015-b297-9eef8baf5b32
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-09-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 16.09.1999 INC.1998.99109
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1998-99109_1999-09-16.html

## Full Text

N. 991.98.9 R                                                             Lugano,
16 settembre 1999

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

Ivano Ranzanici

 

 

sedente per statuire sul reclamo
13 settembre 1990 formulato da

 

 

_____________, c/o
CPC __________

(patr. dall'avv. __________)

 

 

contro la decisione 2 settembre
1999 del Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano, in materia di
trasferimento dall'attuale  luogo di detenzione preventiva presso la Clinica __________;

 

 

lette lo scritto 14 settembre
1999 del Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli, Lugano che propone la
reiezione del reclamo;

 

 

avuti gli atti a disposizione

 

considerato e ritenuto

 

 

 

in fatto ed in
diritto:

 

 

-    che questo giudice si é più volte occupato, da ultimo con
decisioni del 25 maggio e del 6, 25 e 27 maggio 1999, del procedimento penale
contro _____________;

 

-      
che i fatti posti alla base della presente, noti alle parti,
possono essere quindi dedotti dalle precedenti decisioni di questo Giar, e
meglio può qui essere ricordato come _____________, medico psichiatra, sia
stato arrestato 

il 1 dicembre 1998 con promozione dell'accusa per titolo di truffa, aggravata
siccome commessa per mestiere e falsità in documenti;

 

 

 

-        
che i fatti si riferiscono sia alla gestione delle cliniche __________
facenti capo all'accusato che alla gestione dello stesso studio medico del
dott. _____________ a __________;

 

-      
che nell'ambito delle indagini sono state eseguite numerose
perquisizioni ed è stato operato il blocco di una mole decisamente importante
di documentazione ancora al vaglio degli inquirenti e del perito dott. __________
(in particolare cartelle mediche dalle quali emergono sospetti di numerosissime
e ripetute malversazioni);

 

-        
che nel corso dell'istruttoria sono emersi elementi indizianti
gravemente la commissione dei reati ipotizzati dal magistrato d'accusa, in
particolare dalle numerose deposizioni sin qui acquisite, con atteggiamento
ancora molto poco collaborativo dell'accusato, dacché discende il sussistere di
necessità istruttorie tali da imporre il permanere di _____________ in
detenzione preventiva (in questo senso la decisione 25 maggio 1999 di questo
giudice nota al reclamante);

 

-        
che inizialmente _____________ è stato detenuto, dal 1 dicembre
1998 sino all'11 maggio 1999, presso l'__________ a causa delle sue condizioni psico
fisiche così come desumibili dalle pregresse decisioni di questo GIAR
(991.98.4, 991.98.5/6 del 15 aprile e 6 maggio 1999);

 

-        
che successivamente egli è stato trasferito presso la clinica
psichiatrica __________ sotto sorveglianza dapprima della Polizia Cantonale e
poi di società privata (oggi la Polizia sarebbe tornata a prestare il servizio
di sorveglianza per quanto noto);

 

-          
che, con decisione 2 settembre 1999, il magistrato d'accusa, dopo
avere raccolto le deposizioni dei dott. __________ e __________ in merito allo
stato fisico e psicologico dell'accusato, ha disposto il trasferimento di _____________
presso il __________. Nella sua comunicazione scritta al responsabile SEPEM il
magistrato d'accusa evidenzia la garanzia di presa a carico psicoterapeutica,
di sufficiente mobilità e - stanti le esigenze mediche - di possibilità di
colloqui liberi e permanenti (in deroga al regolamento che vuole - per gli
altri detenuti - situazione di maggiore restrizione). Alla luce della garanzia
di "assicurata immediata assistenza dal profilo sanitario ad opera di
personale di custodia" formato per i primi soccorsi, di personale
infermieristico e - se del caso - con possibilità di immediato allarme ad
ospedale acuto, il PP ritiene che il trasferimento dell'accusato presso il 

__________ si imponga nel rispetto delle esigenze evidenziate dai medici
curanti. Nella sua decisione il magistrato rammenta come "il detenuto
stesso condivide le valutazioni dei medici curanti e del resto reputa che non
sia principalmente il luogo di detenzione a cagionargli rischio di
angoscia";

 

 

 

 

 

-          
che _____________, nonostante quanto evidenziato dal PP in
conclusione della decisione 2 settembre 1999 (passaggio appena ricordato),
impugna la decisione rilevando il suo stato psicofisico tale da impedirgli un
trasferimento presso la struttura carceraria cantonale e, comunque,
insufficienza delle misure di garanzia poste in essere dal magistrato d'accusa
oltre all'acquisizione degli elementi di accertamento senza previo contraddittorio.
In particolare la difesa produce due scritti di data 6 ed 8 settembre 1999 (e
quindi successivi alla decisione del PP), dei medici curanti (__________ e __________)
sentiti dal PP avv. Bertoli, che indicano come una carcerabilità dell'accusato
presso il __________ non sia data. Nella sua comunicazione 8 settembre scorso
il dott. __________ ricorda il recentissimo ricovero d'urgenza (prolungato per
alcuni giorni) dell'accusato presso l'__________ in seguito all'insorgenza di
problemi cardiaci. Il dott. __________ ricorda la patologia pregressa
dell'accusato, la sua malattia coronarica trivasale e le due recenti
dilatazioni coronariche. Alla luce della situazione instabile e del recente
ricovero ospedaliero il dott. __________ ritiene che "… il luogo di
detenzione offerto dal __________ non possa tutelare pienamente l'incolumità
fisica" di _____________. Dal canto suo la dott. __________ (capo clinica
presso la __________), dopo avere ripercorso le patologie dell'accusato e la
sua recente evoluzione, conclude indicando come appaia elevato il rischio di
passaggio all'atto suicidale tale da rendere _____________ non ancora
carcerabile in struttura penitenziaria chiusa;

 

-          
che con le sue osservazioni il magistrato d'accusa ribadisce il
contenuto della decisione. Sulla scorta degli atti raccolti egli desume come la
patologia (ansia) di cui soffre _____________ non dipenda principalmente dal
luogo di detenzione ma dall'esistenza - nei suoi confronti - di procedimento
penale. Secondo il PP le garanzie di sicurezza poste in essere presso il __________
sarebbero sufficienti sia sotto l'aspetto psichiatrico che dal punto di vista
cardiaco. Per il PP il recente ricovero di _____________ presso l'__________
dimostrerebbe che presso la __________ egli non troverebbe (dal profilo
cardiaco) situazione migliore rispetto a quella offerta dal __________. A
sostegno della sua decisione il magistrato d'accusa riprende le certificazioni
mediche del dott. __________ (20 aprile 1999) e degli esperti italiani a suo
tempo incaricati (e ci si può chiedere perché gli stessi oggi non siano più
stati interpellati per un nuovo esame) ed invoca parità di trattamento da un
lato e contenimento dei costi della sorveglianza dall'altro;

 

-          
che, come rammentano recenti decisioni di questo Ufficio (cfr.
decisioni 23 agosto 1999 Giar
368.99.5 / 6 / 7 in re IBA, 7 maggio 1999 Giar 183.99.2 in re AS, 22 marzo 1999
Giar 582.98.7 in re EB nonché nella decisione 991.98.5 / 6 nota all'accusato)
il codice di procedura penale ticinese non definisce il luogo di esecuzione
della carcerazione preventiva dell'accusato. L'art. 104 CPP (Esecuzione
dell'arresto) precisa unicamente che l'arrestato è di regola separato dai
detenuti in espiazione di pena (cpv. 2), mentre l'art. 4 della Legge cantonale
sull'esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza per gli adulti (LEPMS)
dispone segnatamente che i prevenuti 

 

 

 

       “sono
assegnati al penitenziario: nella sezione denominata carcere giudiziario
cantonale”. Le
carceri pretorili ‑ che sono delle sezioni dell'istituto principale (art.
4 cpv. 1 lit. a LEPMS [Raccolta delle leggi n. 4.2.1.1]) ‑ “accolgono
[...] i prevenuti nella misura dettata dalle esigenze dell'inchiesta e del
procedimento di istruzione” (art. 43 cpv. 1 REPMS [Raccolta delle leggi n.
4.2.1.1.1]; così, verbatim, sentenza della Camera dei ricorsi penali 15
febbraio 1999 in re A.J.W., inc. CRP 60.99.00017, consid. 2 p. 3; v. inoltre
sentenza CRP 1 settembre 1988 in re A.B., inc. CRP 196/88, consid. 2 p. 4).
L'art. 104 cpv. 3 CPP precisa poi che il prevenuto è sottoposto unicamente alle
restrizioni della libertà che sono indispensabili per assicurare lo scopo
dell'arresto e per mantenere la disciplina nelle carceri, mentre l'art. 176
cpv. 2 CPP sancisce espressamente il principio della proporzionalità nell'esecuzione
del carcere preventivo (sentenza CRP, loc. cit.). Competente per ordinare le
condizioni di detenzione durante il carcere preventivo è il Procuratore
Pubblico (art. 40 cpv. 1 REPMS; sentenza CRP 15 febbraio 1999, cit., consid. 4
p. 5);

 

-        
che, per quanto
attiene alle condizioni psico fisiche dell'accusato detenuto presso le
strutture carcerarie, va rammentato che la LEPMS prevede semplicemente che
"l'ordinamento di esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza"
venga fissato dal Regolamento di applicazione emanato dal Consiglio di Stato. Quest'ultima
normativa rammenta, per le persone private a titolo preventivo della loro
libertà, il rinvio alle norme riferite ai detenuti in espiazione di pena (art.
39) e ciò senza particolare specifica in merito all'assistenza medica. Il
regolamento citato sancisce (per i detenuti in espiazione di pena, dunque - per
rinvio - anche per le persone private a titolo preventivo della loro libertà)
che 

 

"Il carcerato ha diritto all'assistenza medica. I medici possono sottoporlo
a visite di controllo e, d'intesa con la Direzione, prendere le misure che si
impongono. Il medico incaricato sovrintende al servizio sanitario." (art.
20).

 

       In sostanza l'autorità d'esecuzione della misura privativa
della libertà deve provvedere affinché vi sia la necessaria assistenza medica
per i detenuti in espiazione e, di riflesso, anche per i detenuti in detenzione
preventiva. Occorre quindi garantire il rispetto del principio di
proporzionalità ossia, con riferimento alle particolari condizioni psico
fisiche dell'accusato in detenzione preventiva, va atteso il rispetto della
salute dell'accusato compatibilmente con le necessità derivate dalla privazione
della libertà;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-          
che la carcerabilità
di persona privata della libertà va accertata al momento dell'arresto (e
comunque verificata nel corso della detenzione preventiva) quando precisi
elementi permettano di ritenere l'esistenza di patologie fisiche o psichiche
atte ad imporre una terapia o la privazione della libertà personale in ambiente
diverso da quello carcerario. In generale la persona privata della libertà
segnala, quando ne sia dato il caso, l'esistenza di particolari malattie o
sofferenze fisiche o psichiche che, di regola, vengono sottoposte al medico
delegato per la verifica e la prescrizione di medicamenti rispettivamente per
ordinare il ricovero in ambiente ospedaliero laddove necessario. In sostanza,
dunque, è il medico che indica al magistrato - a ragione delle competenze in
materia di salute - quali medicamenti e quali esigenze terapeutiche siano
necessarie ed ancora se un ricovero si imponga (in questo senso CRP 19 maggio
1999, inc. 60.99.00018, p. 7). Dal canto suo il magistrato d'accusa deve, di
principio, attenersi alle indicazioni mediche e, di conseguenza, disporre
l'esecuzione delle prescrizioni mediche. Egli può scostarsi dalle indicazioni
mediche in maniera fondata ed a fronte di validi motivi ma nel rispetto della
salute dell'accusato. Nell'ambito dell'accertamento può accadere che le
valutazioni del medico incaricato non appaiano sufficienti o complete od ancora
convincenti. In questo caso, a ragione delle più specifiche competenze,
l'inquirente può designare un esperto ed incaricarlo di eseguire una o più
visite (nonché gli esami che il caso impone) al fine di accertare la carcerabilità
(ossia la possibilità dell'accusato di essere trattenuto presso un carcere). Il
PP, normalmente, deve far capo al medico delegato, gli è possibile incaricare
dei medici esperti, più difficilmente appare ammissibile far capo - se non per
i normali consulti o per coadiuvare il medico delegato - ai medici curanti, ciò
in ragione del particolare rapporto esistente con il paziente e per la
necessità di obiettività che la visita "fiscale" impone;

 

-      che, come
evocato più sopra, le condizioni fisiche dell'accusato ed il suo permanere
presso una cella, sia del __________ sia di un carcere pretorile, vanno sempre
sorvegliate da parte del PP (e per esso dagli agenti di custodia e da quelli di
polizia incaricati delle indagini). Se nel corso della detenzione preventiva vi
fosse un aggravamento od un miglioramento della salute dell'interessato il
luogo di detenzione o le condizioni stesse della detenzione devono essere
adeguate;

 

-          
che, nel caso in
esame, il dott. _____________ è stato inizialmente trattenuto in arresto presso
l'__________ a seguito di diagnosi dei medici intervenuti su richiesta del PP
avv. Bertoli. Presso il nosocomio _____________ è rimasto sino all'11 maggio
1999 sotto cura e sotto sorveglianza medica sino al trasferimento presso la __________;

 

 

 

 

 

 

 

-        
che la situazione
clinica dell'accusato è stata ampiamente descritta nel corso delle precedenti
decisioni di questo giudice note alle parti. Il PP, al fine di verificare lo
stato di salute di _____________, ha fatto intervenire tre esperti italiani le
cui conclusioni sono conosciute essendo raccolte agli atti. In particolare si
rinvia qui espressamente all'AI 55 (Classatore diversi 2) atto con cui il Prof.
__________ ed i suoi due colleghi dott. __________ e __________ rilevavano
l'inesistenza di "elementi indicanti incompatibilità del regime
carcerario" dal punto di vista psichico, contrariamente all'esigenza di
controllo cardiologico presso l'__________ (parere 21 marzo 1999 e verbalizzazione
degli esperti del 6 aprile 1999, posizione ancora ribadita con l'AI 136
relazione di complemento a fronte di parere di parte del 21 maggio 1999). A
seguito della decisione (del 13 aprile 1999) del PP in merito al trasferimento
dell'accusato presso la struttura carceraria dell'Ospedale di Ginevra ed a
seguito del diniego del magistrato inquirente di concedere gli "arresti
domiciliari", accusa e difesa hanno voluto approfondire la tematica
connessa allo stato di salute dell'accusato. In una verbalizzazione del dott. __________
questi riteneva l'ipotesi di un trasferimento di _____________ presso il __________
inidonea (v. 20 aprile 1999 pag. 4, AI 87) a fronte di parere più sfumato del
prof. __________ (v 20 aprile 1999 pag. 5 in fine, AI 86, si veda inoltre il
parere dei dott. __________ e __________ del 26 aprile 1999 AI 95 sfumato circa
un rischio suicidale). Ritenuto l'annullamento della decisione di trasferimento
dell'accusato a Ginevra e la reiezione dell'impugnativa di _____________ in
materia di "arresti domiciliari" il 10 maggio 1999 il PP ha disposto
il trasferimento dell'accusato presso la __________ in stato di detenzione
preventiva e ciò in base alle considerazioni contenute nella decisione
991.98.5/6 del 6 maggio 1999 che evidenziavano l'inadeguatezza della
cella/camera presso l'__________ occupata dall'accusato;

 

-        
che, visto il
trascorrere del tempo, il magistrato d'accusa ha sollecitato al____________________,
con scritto del 7 luglio 1999 (AI 151), la stesura di un referto medico circa
le condizioni di salute di _____________. Alla sollecitazione ha preso
posizione la dott. __________ con scritto del successivo 15 luglio 1999 in cui
la psichiatra rammenta l'esistenza di una "marcata sindrome ansioso
depressiva, in trattamento farmacologico e psicoterapico intenso; necessita ancora
di una cura ospedaliera". Il magistrato ha quindi provveduto all'audizione
(il 18 agosto 1999) dei medici curanti del reclamante per maggiori ragguagli.
La dott. __________, pur indicando un certo miglioramento delle condizioni di _____________
dal profilo psichiatrico, indica il sussistere di uno stato depressivo
importante ed il permanere di un pericolo suicidale legato alla situazione
processuale più che alla collocazione. Dal canto suo il dott. __________, generalista
FMH incaricato della cura dei degenti presso la clinica psichiatrica cantonale,
ha constatato un importante deperimento psicofisico con una successiva ripresa.
Dal profilo cardiaco il medico ha rammentato le due recenti dilatazioni coronariche
con necessità di controlli continui (v. pag. 3, AI 157) ed ha indicato la
possibilità di spasmo cardiaco. Il medico ha evidenziato 

 

 

 

come possibile una
sorveglianza ambulatoriale dell'accusato e la necessità di una presa a carico
psichiatrica specialistica. La dott. __________ ha indicato come detta presa a
carico "impone ancora un ricovero", in altri termini - anche se _____________
fosse libero - egli non verrebbe dimesso (pag. 4 in fine);

 

-     che
il PP, alla luce del certificato medico e delle deposizioni, ha preso contatto
con il SEPEM chiedendo la disponibilità, presso il __________, delle garanzie
di movimento, contatto più ampio con i famigliari, immediata assistenza in caso
di problemi cardiaci e presa a carico psichiatrica (AI 158) cui la direzione
del __________ ed il SEPEM hanno preso posizione come agli AI 160 e 162. Il PP
ha quindi emanato la decisione impugnata;

 

-        
che con il suo reclamo, come tale ricevibile siccome inoltrato
contro provvedimento del PP relativo al luogo di detenzione, _____________
contesta le modalità di acquisizione dei "mezzi probatori", ossia,
delle deposizioni dei medici curanti, avvenute in assenza del suo difensore, e
con ciò postula l'annullamento della decisione presa. A non averne dubbio, come
già ricordato in precedenti decisioni di questo giudice in re _____________
(note alla difesa), con l'accertamento dello stato di salute dell'accusato
finalizzato al mantenimento o meno della sua carcerazione presso un ospedale,
il PP non ha acquisito elementi probatori relativi all'istruzione del
procedimento penale tali da imporre la presenza della difesa. Le norme relative
al diritto di partecipazione all'istruttoria valgono esclusivamente (fatte
salve le riserve stesse della legge) per quanto attiene all'acquisizione di
prove specificatamente riferite ai fatti inquisiti, non relativi allo stato di
salute dell'accusato. Alla difesa deve essere garantito il diritto di essere
sentita che in concreto è stato assicurato mediante l'audizione dell'accusato,
la prospettazione del verbale 18 agosto 1999 e con la possibilità di formulare
reclamo contro i provvedimenti del PP relativi al luogo di detenzione.
L'impugnativa in discussione, che avviene dopo l'esame delle deposizioni
acquisite (che nella sostanza non vengono contestate dal patrocinatore
dell'accusato), garantisce all'accusato sufficiente rispetto del diritto di
essere sentito in materia. L'argomento difensivo va quindi respinto siccome
infondato;

 

-     che, in materia come quella in discussione, l'esame del Giar, a
fronte dell'impugnativa della difesa, deve limitarsi, sulla scorta del
materiale acquisito (certificati medici e deposizioni mediche) alla verifica -
al momento della decisione - del sussistere (o meno) delle condizioni cliniche
tali da impedire una carcerazione in penitenziario rispettivamente che
imponevano la detenzione presso un nosocomio. Più specificatamente il Giar
verifica se la decisione del PP sia nel solco dalle certificazioni mediche o
meno. Se il PP si scosta dal parere medico, il Giar esamina se ciò è avvenuto
con valida ragione. Va ribadito come il magistrato abbia sempre la possibilità
di eseguire successivi accertamenti eventualmente facendo capo a medici esterni
(e quindi non ai medici curanti visto lo stretto rapporto 

 

 

 

      di fiducia instaurato con il paziente) o facendo capo a degli
esperti terzi per confortare eventuali risultanze contraddittorie;

 

-        
che nel caso in esame i medici curanti dott. __________ e __________
sono stati interpellati dal magistrato d'accusa senza che fosse loro posta la
questione, precisa, a sapere se l'accusato potesse essere trasferito nella
struttura penitenziaria alla luce del suo stato di salute. Come osservato nei
passaggi che precedono già nella verbalizzazione e nel certificato medico
prodotto i sanitari indicano la necessità di mantenimento dell'accusato in
struttura ospedaliera (cfr. certificato medico dott. __________ 15 luglio
1999). Circostanza questa ribadita con i documenti redatti all'attenzione della
difesa e da questa prodotti in uno con il reclamo in discussione. Queste
certificazioni ribadiscono il contenuto sostanziale delle deposizioni rese con
l'indicazione (dott. __________) dell'avvenuto recente ricovero di _____________
presso l'__________ in via d'urgenza. Per __________ un trasferimento al __________
non potrebbe garantire "pienamente l'incolumità fisica" dell'accusato
con "rischio per la sua salute". D'altro canto la psichiatra, pur
evidenziando un minor grado d'angoscia ed un miglioramento del sonno del
paziente, rammenta uno stato depressivo con elevato "… rischio di passaggio
all'atto". La dott. __________ rileva la necessità di mantenere _____________
in struttura ospedaliera e prematuro appare un trasferimento al __________,
"Le indispensabili cure fornite da una clinica psichiatrica acuta non
possono essere garantite altrove";

 

-        
che i rilievi dei due medici (curanti dell'accusato) interpellati
appaiono convergenti circa la non carcerabilità dell'accusato presso una
struttura penitenziaria. Il PP non ha inteso, in merito, approfondire i suoi
accertamenti per verificare l'attualità delle attestazioni mediche dei suoi
esperti (__________, __________ e __________) in apparente contrasto con le
affermazioni dei medici curanti. L'apparente (siccome il tempo trascorso
renderebbe necessario un aggiornamento delle certificazioni rese nel
marzo/maggio 1999 dagli esperti italiani) contraddizione tra i documenti sulla
cui scorta il magistrato si è pronunciato, imponeva approfondimento e non
permette oggi di ordinare il previsto trasferimento (pur con l'adozione delle
garanzie volute dal PP). In questo senso gli stessi medici cui ha fatto capo il
PP per la verifica dello stato di salute dell'accusato sconsigliano (da un
punto di vista sanitario) la carcerazione al __________. Il magistrato
inquirente si è scostato - con la decisione impugnata - dal parere di medici
senza valida e sufficiente ragione e non ha, preventivamente, verificato con i
medici la validità delle misure di "garanzia" ipotizzate per
l'accusato al __________. Il trasferimento appare oggi prematuro a fronte dello
stato di salute evidenziato, stato di salute in via di miglioramento (come
rammentato dalla psichiatra nella sua deposizione) sì da poter prospettare
l'auspicata carcerazione presso il penitenziario (obbligatorio - laddove le
condizioni di salute lo permettano - per il rispetto della legge e per parità
di trattamento e contenimento delle spese [la sorveglianza presso un ospedale è

 

 

 

 

       incombenza degli organi di polizia]) in un prossimo futuro a
fronte delle necessarie certificazioni mediche;

 

-        
che, sulla scorta di quanto precede, il reclamo va accolto con
riserva per il PP di verificare ulteriormente la tematica. L'accoglimento del
gravame - con la reiezione dell'eccezione d'ordine sollevata dalla difesa -
impone l'accollamento delle tasse e spese giudiziarie allo Stato ed impone il
riconoscimento di ripetibili ridotte, alla difesa.

 

 

 

p.q.m., visti gli artt. 280 e segg. CPP

 

 

 

decide:

 

 

 

1.   Il
reclamo 13 settembre 1999 formulato da _____________ è accolto nel senso dei considerandi.

 

 

2.   Non
si percepiscono tasse e spese mentre al reclamante viene riconosciuto l'importo
di CHF 200.-- a titolo di ripetibili.

 

 

3.     
Avverso la presente decisione in materia di libertà personale é data
facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi Penali del Tribunale di Appello nel
termine di dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

-         
al reclamante _____________, per il tramite del patrocinatore avv. __________
e personalmente all’avv. __________;

-      
al Procuratore Pubblico avv. Marco Bertoli ed al Procuratore Pubblico
Generale avv. Luca Marcellini, Lugano, con l'incarto di ritorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                         giudice
Ivano Ranzanici