# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 54b20ca4-5798-598f-ac32-cbe164901004
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.02.2000 35.1999.133
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-133_2000-02-24.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.1999.00133

   

  mm

  	
  Lugano

  24 febbraio 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 dicembre 1999
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 16 giugno 1999 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 11
febbraio 1997, __________ - dipendente del __________ in qualità di perito - è
caduto dalla scala interna di uno châlet, riportando la frattura della scapola
della spalla destra (doc. _). 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________ il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative sino al 1° aprile 1997.

 

 

                               1.2.   In data 24
marzo 1998, il datore di lavoro dell'assicurato ha annunciato all'Istituto
assicuratore una ricaduta dell'evento traumatico del febbraio 1997 e ciò in
ragione di problemi all'estremità superiore destra (doc. _).

 

                               1.3.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, in particolare dopo aver sentito
il parere del proprio medico di circondario, l'__________, con decisione
formale 25 giugno 1999, ha negato il proprio obbligo contributivo relativamente
ai disturbi accusati alla mano destra, disturbi che non costituirebbero una
naturale conseguenza dell'infortunio assicurato (doc. _). 

 

                                         A seguito
dell'opposizione presentata personalmente da __________ (doc. _),
l'assicuratore LAINF, in data 16 settembre 1999, ha sostanzialmente confermato
il contenuto della sua prima decisione (doc. _). 

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso 13 dicembre 1999, __________, patrocinato dall'avv.
__________, ha chiesto che venga accertata l'esistenza di un nesso di causalità
naturale ed adeguato fra l'infortunio del febbraio 1997 ed i noti disturbi alla
mano destra e che, in un secondo tempo, la causa venga retrocessa all'__________
affinché abbia ad esprimersi sulle prestazioni assicurative (I, p. 7). 

 

                                         L'Istituto
assicuratore convenuto, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del
gravame (III).

 

                                         Degli argomenti
sviluppati da ciascuna parte a sostegno della propria tesi si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto. 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999
nella causa D.C.).

 

 

                                         Nel
merito

                                         

                               2.2.   L'oggetto
della lite è circoscritto alla questione di sapere se i disturbi alla mano
destra, oggetto della ricaduta annunciata nel corso del mese di marzo 1998, si
trovano in una relazione di causalità, naturale ed adeguata, con l'infortunio
assicurato dall'_______. 

 

                               2.3.   Ai sensi
dell’art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le
prestazioni assicurative sono concesse in caso d’infortunio professionale,
d’infortunio non professionale e di malattie professionali. 

 

                               2.4.   L’assicuratore
LAINF é, ciò nondimeno, tenuto a fornire prestazioni soltanto se fra
l’infortunio assicurato ed il danno alla salute esiste un rapporto di causalità
naturale ed adeguato.

 

                            2.4.1.   In caso
d'infortunio, il legame di causalità naturale è considerato dato quando occorre
ammettere che, senza l'infortunio, il danno non si sarebbe prodotto o,
quantomeno, non con la stessa gravità.

 

                                         Non è
necessario che l'infortunio sia la causa unica o immediata del danno alla
salute: è sufficiente che esso ne sia la conditio sine qua non (Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents, Losanna 1992,
pag. 51ss.; DTF 112 V 30, consid. 1a, 113 V 307 consid. 3a, 113 V 321, consid.
2a; RAMI 1988 U40 pag. 129; RAMI 1988 U37 pag. 52; RAMI 1986 p. 337).

 

                                         L'esistenza
del legame di causalità naturale è una questione di fatto che va decisa alla
luce dei rapporti medici.

 

                                         In
applicazione del criterio della verosimiglianza preponderante - applicabile
all'apprezzamento delle prove nel diritto delle assicurazioni sociali (DTF 114
V 305 consid. 5b; 116 V 136ss. consid. 4b) - l'esistenza del legame di
causalità naturale deve essere probabile: una semplice possibilità non basta (Ghélew,
Ramelet, Ritter, op. cit., pag. 51).

 

                            2.4.2.   Si ha,
invece, un nesso di causalità adeguata fra l'infor­tu­nio e il danno alla
salute quando il primo, non soltanto concorre causalmente a produrre il
secondo, ma è anche idoneo, secondo il corso normale delle cose e l'esperienza
generale, a produrre o perlomeno a favorire un effetto di quel tipo (DTF 115 V
135 consid. 4a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., pag. 52).

                                         Il nesso
di causalità adeguata è, in sostanza, l'idoneità generale di un determinato
fattore a generare un effetto analogo a quello concretamente prodottosi
(idoneità generale e non solo per rapporto al caso di spe­cie). Con l'avvertenza,
nota il TFA in DTF 112 V 3ss., che l'e­sigenza dell'idoneità generale non deve
indurre a prendere uni­camente in considerazione quelle conseguenze di un in­fortu­nio
che, secondo la dinamica dell'evento ed i suoi ef­fetti sul corpo, sono solite
veri­ficarsi (DTF 113 V 307).

                                         Una causa
non è da ritenersi generalmente adeguata solo quando provoca sovente o
addirittura regolarmente l'effetto considera­to: se un evento è atto di per sé
stesso a produrre un simile risultato, anche esiti singolari, eccezionali
possono costituire ef­fetti adeguati dell'infortunio (DTF 87 II 127 e 96 II
396).

                                         La
singolarità non deve intendersi in senso quali­tativo ma quantitativo. È
ammessa l'adeguatezza del nes­so causale, malgrado la singolarità dell'effetto,
solo se l'ec­ceziona­lità è di ordine statistico, se cioè un simile effet­to ri­corre
con rara frequenza. Non si può invece pre­scin­dere dal­l'idoneità qualitativa
(cfr. DTF 113 V 307).

                                         L'idoneità
a produrre quel risultato dev'essere strettamente radicata nella natura
dell'evento (idoneità ontologica e non di ordine probabilistico, da misurarsi
statisticamente).

 

                               2.5.   In virtù
dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF é tenuto a riprendere l’erogazione
delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze
tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 277 - sulle nozioni di ricaduta ed esiti tardivi,
cfr., ad esempio, DTF 123 V 138).

                                         Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la
pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze
tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio
assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento,
l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante é soltanto l’esistenza di
un nesso di causalità. 

 

                               2.6.   In data 11
febbraio 1997, __________ è, dunque, rimasto vittima di una caduta dalla scala
interna di uno châlet. Dalle tavole processuali emerge che, a seguito di ciò,
l'assicurato ha riportato la frattura della scapola della spalla destra. I
medici del Servizio di chirurgia ortopedica dell'Ospedale cantonale di
__________, che l'assicurato consultò il giorno successivo all'infortunio,
constatarono, all'esame clinico, una "palpation de l'omoplate douloureuse.
Bonne sensibilité du moignon de l'épaule et du bras, palpation des côtes
indolore" (doc. _). A livello terapeutico, essi procedettero ad
un'immobilizzazione dell'arto superiore destro con Desault.

 

                                         Ritornato
in Ticino, l'assicurato è entrato in cura del dottor __________ (doc. _), il
quale gli prescrisse l'esecuzione di misure fisioterapiche alla spalla destra
(cfr. certificato 4.3.1997 accluso a doc. _). 

 

                                         Il caso
iniziale è stato chiuso in data 1° aprile 1997, quando il ricorrente è stato
riconosciuto totalmente abile al lavoro e non più bisognoso di cure mediche
(doc. _). 

                                         Con
scritto 29 marzo 1997, il dottor __________ ha comunicato all'__________ che
"… la flessione dorsale della mano (articolazione del carpo) oltre ad
essere leggermente difettosa (al confronto di quella sinistra) avveniva con una
certa difficoltà e la mano stessa nella posizione suddetta era girata
leggermente verso il fuori (verso il lato ulnare)", problemi questi ultimi
"… probabilmente da attribuire alla fissazione con la mano libera e
pendente - il paziente infatti non ricorda un coinvolgimento della mano destra
nell'infortunio …" (doc. _). 

 

                                         Il 24
marzo 1998, circa un anno dopo la chiusura del caso, all'__________ è stata
annunciata una ricaduta dell'infortunio 11 febbraio 1997 (doc. _). 

                                         Dal
referto 26 marzo 1998 (doc. _) del dottor __________, spec. FMH in chirurgia
della mano, emerge che __________ ha accusato dei problemi al polso destro, con
"… una squisita dolenzia nella regione del navicolare al passaggio con il
trapezio e il trapezoide". Da accertamenti radiologici è risultata una
"… artrosi importante dell'articolazione navicolo-trapezio-trapezoidea
a destra". Il dottor __________ ha pure avuto modo di esprimersi a
proposito della causalità, affermando, in sostanza, che l'evento traumatico 11
febbraio 1997 è responsabile di un peggioramento di uno stato patologico
preesistente:

 

" 
Per quel che riguarda la causalità credo che la
situazione di destra sia da mettere in diretta relazione con l'incidente del
11.2.1997: infatti il paziente non ha mai avuto disturbi soggettivi all'articolazione
NTT destra fin dopo l'incidente. Sicuramente l'incidente ha peggiorato in
maniera importante ed ha accelerato una probabile artrosi pre-esistente. Debbo
esprimermi in questo modo poiché al polso a sinistra dove il paziente non ha
avuto problemi, esiste una notevole diminuzione della superficie cartilaginea
tra l'osso navicolare e il trapezio e il trapezoide" (doc. _). 

 

                                         Presa
visione, fra l'altro, della documentazione radiologica, il medico di
circondario dell'__________, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia, ha
categoricamente negato che la ricaduta del marzo 1998 possa essere considerata
conseguenza dell'infortunio assicurato:

 

" 
L'assicurato ha riportato una frattura extra-articolare
della scapola destra l'11.2.1997 con trattamento conservativo ed inabilità
lavorativa fino a fine marzo 1997.

Ancora in tale momento, dal curante
viene precisato che "il paziente non ricorda un coinvolgimento della mano
destra nell'infortunio".

 

Effettivamente le prime radiografie del
polso destro sono state effettuate solo in marzo 1998 con l'evidenza di
un'importante artrosi fra lo scafoide e l'osso trapezio, rispettivamente trapezoide.

 

Il dott. __________ in tale periodo
afferma un'artrosi NTT pre-esistente, ma postula (senza argomenti validi) un
peggioramento da parte dell'infortunio.

Tale ipotesi viene resa molto poco
probabile riscontrando sulla parte contro-laterale un'artrosi identica,
morfologicamente della medesima entità!

 

A parte questi fattori oggettivi, ben
documentati, non è verificabile alcun elemento che depone per una
lesione strutturale post-traumatica di recente data.

 

La "ricaduta del marzo 1998 non
può essere considerata conseguenza diretta dell'infortunio del febbraio
1997" (doc. _). 

 

                                         Questa
Corte si trova, quindi, confrontata a due tesi mediche contrapposte fra loro:
da un lato, quella del dottor __________, il quale sostiene l'esistenza di una
relazione di causalità naturale fra i disturbi al polso destro e l'infortunio
assicurato, nel senso che quest'ultimo avrebbe peggiorato uno stato patologico
preesistente (artrosi - cfr. doc. _) e, dall'altro, quella del medico di
circondario dell'__________, a mente del quale un nesso di causalità naturale
sarebbe, invece, da escludere (cfr. doc. _).

 

                               2.7.   Tutto ben considerato,
questo TCA ritiene che l’opinione del dottor __________ possa validamente
costituire da supporto probatorio al giudizio che ora lo occupa, senza che si
riveli necessario dare seguito al provvedimento probatorio preteso
dall'insorgente (perizia medica giudiziaria). 

 

                                         Al proposito, va
ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare
d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti
deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più
non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si
rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA del
27 ottobre 1992 in re A.B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.;
sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re A.A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991
in re G.M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser,
Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p.
117) senza che ciò costituisca una lesione del diritto di essere sentito
sancito dall'art. 29 cpv. 2 nCost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.
1d e sentenza ivi citata).

 

                                         Come
poc’anzi detto, il TCA, chiamato a pronunciarsi su una questione sostanzialmente
di carattere medico, non ha in concreto motivi di scostarsi dalle conclusioni
dello specialista in chirurgia ortopedica consultato dall’__________, se si
considera che, per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo
sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. DTF 104 V 209;
sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre
1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 30 seg.).

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. (art. 29
cpv. 2 nuova Cost.) e 6 n. 1 CEDU non può essere dedotto un diritto formale di
essere sottoposto a perizia medica esterna da parte dell'istituto assicuratore
quando si tratti di lite in materia di prestazioni. Nell'ambito del libero
apprezzamento delle prove é, in linea di principio, consentito che
l'amministrazione ed il giudice delle assicurazioni sociali fondino la loro
decisione esclusivamente su basi di giudizio interne dell'istituto
assicuratore: in questo caso, devono, però, essere poste esigenze severe per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove (cfr., pure,
RAMI 1999 U356, p. 572). 

                                         Per quel
che concerne il valore probante di un rapporto medico determinante é che il
rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure dell'assicurato, che sia stato
redatto in piena conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi),
che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni
siano chiare, motivate e condivisibili (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996
pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA 29.9.1998 in re
UAI c. F. non pubbl.).

                                         Determinante
dal profilo probatorio non é, dunque, di principio, l'origine del mezzo di
prova o la sua designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto
(DTF 122 V 160 in fine).

 

                                         In primo
luogo, il TCA constata che, dalle tavole processuali, non emerge - con un
sufficiente grado di verosimiglianza - che, in occasione della caduta dalle
scale occorsa all'assicurato, sia rimasto coinvolto, oltre alla spalla destra, pure il polso destro, parte del corpo
in cui sono attualmente localizzati i maggiori disturbi. 

                                         In
effetti, nell'annuncio d'infortunio 17 febbraio 1997, è stato indicato, quale
parte del corpo offesa, soltanto la "scapola destra" (doc. _). Idem
per quel che riguarda il rapporto medico iniziale 12 marzo 1997. Gli specialisti
dell'Ospedale cantonale di __________ hanno avuto modo di constatare, all'esame
clinico, unicamente una scapola dolente alla palpazione, espressione di una
frattura successivamente posta in luce (doc. _). Un qualsivoglia accenno in
merito a problemi a livello dell'estremità superiore destra, non si ritrova
neppure nel certificato 10 marzo 1997 stilato dal medico curante di __________,
il dottor __________, il quale ha indicato quale reperto: "Arto destro
superiore immobilizzato con Desault. Gonfiore e dolorabilità alla palpazione
della scapola. Limitazione (forte) dei movimenti della articolaz. scapolo-omerale
dx" (doc. _ - la sottolineatura è del redattore). Anche nelle due
prescrizioni di fisioterapia - datate, rispettivamente, 4 e17 marzo 1997 - non
vi è alcun riferimento a disturbi al polso destro (cfr. doc. _). È, invece, con
lo scritto 29 marzo 1997, indirizzato all'__________, che il dottor __________
ha, per la prima volta, indicato dei problemi nella regione del polso destro,
precisando, malgrado tutto, che il suo paziente "… non ricorda un
coinvolgimento della mano destra nell'infortunio" (doc. _ - la
sottolineatura è del redattore). 

 

                                         In sede
di ricorso, l'insorgente fa valere - con riferimento ad un coinvolgimento del
polso destro nell'evento traumatico qui in discussione - che "il fatto di
non averlo dichiarato immediatamente all'Ospedale cantonale di __________ e al
dr. __________, non significa che non sia realmente accaduto" (I, p. 6 in
fine). 

                                         A questo
proposito, il TCA è, invece, dell'avviso che se il polso destro fosse
effettivamente rimasto coinvolto, in maniera apprezzabile, nell'infortunio del
febbraio 1997 - un infortunio comunque di una certa gravità, visto che
l'assicurato è caduto lungo tutta una scala - é assai verosimile che i medici friborghesi,
che sottoposero __________ ad un'accurata visita di controllo, ne avrebbero
perlomeno fatto accenno nel loro rapporto 12 marzo 1997. Il medesimo discorso
vale, beninteso, anche per il dottor __________, che esaminò il ricorrente in
data 17 febbraio 1997 ma che nulla riferì a proposito di disturbi localizzati
nella regione del polso destro. 

                                         È ben
possibile che l'assicurato stesso non si sia immediatamente reso conto che, nel
cadere dalle scale, ha battuto, oltre alla spalla, anche il polso destro. Inverosimile
appare, ciò nondimeno, il fatto che l'interessamento del polso destro possa
essere totalmente sfuggito agli specialisti del Servizio di chirurgia
ortopedica dell'Ospedale cantonale di __________, così come al medico curante
di __________. 

 

                                         Con il
proprio rapporto 26 marzo 1998, il dottor __________ ha affermato,
apoditticamente, che i dolori accusati dall'assicurato al polso destro,
sarebbero una naturale conseguenza dell'infortunio 11 febbraio 1997: infatti, i
succitati disturbi sono apparsi, per la prima volta, soltanto dopo l'evento
traumatico. A mente dello specialista consultato personalmente dall'insorgente,
l'infortunio avrebbe provocato un peggiormento direzionale di uno stato
patologico preesistente (artrosi NTT), conclusione che si impone "… poiché
al polso di sinistra dove il paziente non ha avuto problemi, esiste una
notevole dominuzione della superficie cartilaginea tra l'osso navicolare e il
trapezio e il trapezoide" (doc. _). 

                                         Il dottor
__________ sembrerebbe, anzitutto, dare per scontato che, in occasione
dell'evento infortunistico del febbraio 1997, __________ ha lamentato anche una
lesione al polso di destra. In realtà, così come diffusamente dimostrato in
precedenza, tale circostanza non s'impone affatto secondo il criterio della
verosimiglianza preponderante. 

                                         In
secondo luogo, nella misura in cui il dottor __________ difende la tesi - avanzata, del resto, anche dallo stesso
insorgente (I, pto. 13) - dell'esistenza di un legame causale fra l'infortunio
ed i disturbi all'estremità superiore destra, poiché questi ultimi si
sarebbero manifestati soltanto dopo di esso, il suo apprezzamento è privo
di pertinenza e, come tale, non può essergli riconosciuto quel valore probante
necessario per derimere la lite. Va qui rilevato che la giurisprudenza del TFA
insegna che, per il solo fatto d’essere apparso dopo l’infortunio, un disturbo
alla salute non può già essere ritenuto una sua conseguenza, secondo l’adagio “post
hoc, ergo propter hoc” (DTF 119 V 341s. consid. 2b/bb con riferimenti; STFA
3.4.1997 in re V. inedita; STCA 2.9.1999 in re M., a conoscenza del
patrocinatore dell'assicurato; cfr., pure, Th. Frei, Die Integritätsentschädigung
nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo
1998, p. 30, nota 96).

                                         Infine -
così come già pertinentemente sottolineato dall'______ in risposta (cfr. III, pto
5) - diviene assai difficile sostenere che l'infortunio assicurato possa
realmente essere giudicato responsabile di un peggioramento direzionale di
un'artrosi NTT preesistente a destra, quando, all'esame radiologico, è stata
evidenziata, al polso sinistro, "… un'artrosi identica,
morfologicamente della medesima entità …" (cfr. doc. _). 

 

                               2.8.   Sulla scorta
degli argomenti sviluppati al precedente considerando, si deve concludere che i
disturbi accusati da __________ al polso destro, sono di natura squisitamente
morbosa. L'Istituto assicuratore convenuto non può, pertanto, essere chiamato a
riconoscere il proprio obbligo contributivo in relazione alla ricaduta
annunciatagli nel corso del mese di marzo 1998. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

 

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

La
vicepresidente                                                 Il segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti