# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 578b68d6-fc2c-54e1-8964-78a4aa2d1870
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-07-10
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 10.07.2007 RR.2007.68
**Docket/Reference:** RR.2007.68
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2007-68_2007-07-10

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP)
Legittimazione a ricorrere (art. 80h AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP)
Legittimazione a ricorrere (art. 80h AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP)
Legittimazione a ricorrere (art. 80h AIMP);;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP)
Legittimazione a ricorrere (art. 80h AIMP)

Sentenza del 10 luglio 2007 
II Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Bernard Bertossa, Presidente, 
Giorgio Bomio e Roy Garré, 
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A., rappresentato dall'avv. Alessandro Martinelli, 
 

Ricorrente 
 

  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DEL CANTONE TICINO,  
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all'Italia 
Consegna di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 
Legittimazione a ricorrere (art. 80h AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: RR.2007.68 

 

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Fatti: 
 

A. Il 23 novembre 2005 l'Ufficio del Giudice di pace di Pisa ha presentato alla 
Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria, completata il 3 luglio 2006, 
nell’ambito di un procedimento penale avviato nei confronti di B. per titolo di 
sottrazione di cose comuni (art. 627 CP italiano). L'imputato è accusato di 
aver sottratto, in qualità di coerede del patrimonio ereditario facente capo al 
padre, C., la quota parte, pari al 18.75%, spettante alla sorella D. della so-
cietà E., Panama, e della società F., Vaduz, rispettivamente delle società 
da esse detenute e/o controllate. 

 
 

B. Con decisione di chiusura del 4 aprile 2007 il Ministero pubblico del Canto-
ne Ticino, cui l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) ha delegato 
l’esecuzione della domanda, ha accolto la rogatoria, autorizzando, tra l'al-
tro, la trasmissione all'autorità richiedente del verbale d'interrogatorio di A. 
del 2 aprile 2007. 

 
 

C. Il 7 maggio 2007 A. ha impugnato presso la II Corte dei reclami penali del 
Tribunale penale federale la decisione di cui sopra. Il ricorrente, in sostan-
za, chiede, in via preliminare, la concessione dell'effetto sospensivo al ri-
corso. In via procedurale, egli postula la richiesta di ulteriori informazioni al-
l'autorità rogante. In via principale, egli domanda l'annullamento del punto 1 
del dispositivo, mediante il quale il Ministero pubblico ticinese ha accolto la 
rogatoria.  

 
 

D. A conclusione delle loro osservazioni del 29 rispettivamente 31 maggio 
2007 il Ministero pubblico ticinese e l'UFG postulano la reiezione del gra-
vame.  

 
 

E. Il ricorrente, con replica del 15 giugno 2007, conferma le conclusioni e-
spresse nel suo gravame. Non è stata chiesta una duplica al Ministero 
pubblico ticinese e all’UFG. 
 

 
 
 
 
 
 

Diritto: 

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1. 
1.1 In virtù degli art. 28 cpv. 1 lett. e della legge sul Tribunale penale federale 

del 4 ottobre 2002 (LTPF; RS 173.71; nuovo testo giusta il n. 14 
dell’allegato alla legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-
strativo federale, in vigore dal 1. gennaio 2007) e 9 cpv. 3 del Regolamento 
del Tribunale penale federale del 20 giugno 2006 (RS 173.710) la II Corte 
dei reclami penali è competente per statuire sui reclami in materia di assi-
stenza giudiziaria internazionale. 

 
1.2 Il Tribunale penale federale, analogamente al Tribunale federale, esamina 

d'ufficio e con piena cognizione l'ammissibilità dei ricorsi che gli vengono 
sottoposti (v. DTF 132 I 140 consid. 1.1; 132 III 291 consid. 1; 131 II 58 
consid. 1). 

 
1.3 I rapporti di assistenza giudiziaria in materia penale fra la Repubblica Italia-

na e la Confederazione Svizzera sono anzitutto retti dalla Convenzione eu-
ropea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959, entrata 
in vigore il 12 giugno 1962 per l’Italia ed il 20 marzo 1967 per la Svizzera 
(CEAG; RS 0.351.1). Allo scopo di completare e agevolare l’applicazione di 
questa convenzione multilaterale, Italia e Svizzera hanno altresì concluso 
un Accordo completivo del 10 settembre 1998 (RS 0.351.945.41), entrato 
in vigore mediante scambio di note il 1° giugno 2003 (in seguito: l'Accordo). 
Alle questioni che il prevalente diritto internazionale contenuto in detti trat-
tati non regola espressamente o implicitamente, come pure quando il diritto 
nazionale sia più favorevole all'assistenza rispetto a quello convenzionale, 
si applicano la legge federale sull'assistenza internazionale in materia pe-
nale del 20 marzo 1981 (AIMP; RS 351.1), unitamente alla relativa ordi-
nanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 AIMP, art. I n. 2 dell'Accordo; 
DTF 130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 
134 consid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). È fatto salvo il rispet-
to dei diritti fondamentali (DTF 123 II 595 consid. 7c, con rinvii dottrinali). 

 
1.4 Secondo la norma speciale dell'art. 25 cpv. 6 AIMP, la Corte dei reclami 

penali del Tribunale penale federale non è vincolata dalle conclusioni delle 
parti; essa esamina liberamente se i presupposti per la concessione del-
l'assistenza sono adempiuti e in quale misura questa debba esser prestata 
(v. DTF 123 II 134 consid. 1d; 118 Ib 269 consid. 2e). Non è tuttavia tenuta, 
come lo sarebbe un'autorità di vigilanza, a verificare d’ufficio la conformità 
delle decisioni impugnate con l'insieme delle norme applicabili (v. DTF 123 
II 134 consid. 1d; 119 Ib 56 consid. 1d). 

 
1.5 Il ricorso è stato tempestivamente interposto contro una decisione di con-

segna di mezzi di prova secondo l’art. 74 AIMP, resa dall’autorità cantonale 

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di esecuzione. Trattandosi di un’impugnativa rivolta contro una decisione 
finale, essa ha effetto sospensivo ope legis (art. 80l AIMP). I requisiti di 
ammissibilità di cui agli art. 80k, così come 80e cpv. 1 in relazione con 
l’art. 25 AIMP, sono pacificamente dati. 

 
1.6 La ricevibilità del gravame presuppone tuttavia anche la legittimazione a ri-

correre dell'insorgente giusta l’art. 80h AIMP. In base a quest’ultima dispo-
sizione, oltre all’Ufficio federale di giustizia (art. 80h lett. a AIMP), ha diritto 
di ricorrere chiunque è toccato personalmente e direttamente da una misu-
ra d’assistenza giudiziaria e ha un interesse degno di protezione 
all’annullamento o alla modifica della stessa (art. 80h lett. b AIMP; v. anche 
l’art. 21 cpv. 3 AIMP per quanto concerne le persone contro cui è diretto il 
procedimento penale all’estero). Il concetto di persona toccata ai sensi dei 
predetti articoli di legge trova concretizzazione sia nella giurisprudenza che 
nell’OAIMP. Per essere considerato personalmente e direttamente toccato 
da una misura di assistenza giudiziaria internazionale, il ricorrente deve 
avere un legame sufficientemente stretto con la decisione litigiosa (DTF 
123 II 161 consid. 1 d/aa). L’interesse da cui rampolla la qualità per agire 
può essere giuridico o fattuale. Esso non deve necessariamente corrispon-
dere a quello tutelato dalla norma invocata. È necessario però che il ricor-
rente sia toccato più di altri, rispettivamente del collettivo degli amministrati, 
in un interesse importante, risultante dalla sua posizione per rapporto 
all’oggetto della contestazione. Un interesse degno di protezione esiste al-
lorquando la situazione di fatto o di diritto del ricorrente può essere influen-
zata dall’esito della causa: occorre che un eventuale accoglimento del ri-
corso gli procuri un vantaggio di natura economica, materiale oppure idea-
le. Il ricorso proposto soltanto nell’interesse della legge oppure di un terzo 
non è ammissibile (DTF 126 II 258 consid. 2d; 125 II 356 consid. 3b/aa; 
124 II 409 consid. 1 e/bb, 499 3b pag. 504; 123 II 115 consid. 2a). Più con-
cretamente, nel caso di una richiesta d’informazioni su un conto bancario è 
considerato personalmente e direttamente toccato il titolare del conto (v. 
art. 9a lett. a OAIMP; DTF 118 Ib 547 consid. 1d), così come nelle perqui-
sizioni domiciliari questa qualità spetta al proprietario o al locatario (v. 
art. 9a lett. b OAIMP), rispettivamente nell’ambito di misure concernenti un 
veicolo a motore al detentore dello stesso (v. art. 9a lett. c OAIMP). In via 
giurisprudenziale è stato altresì precisato che la legittimazione a ricorrere 
compete alla persona direttamente sottoposta a una misura coercitiva (per-
quisizione, sequestro o interrogatorio; DTF 130 II 162 consid. 1.1; 128 II 
211 consid. 2.3; 127 II 198 consid. 2d; 126 II 258 consid. 2d; 124 II 180 
consid. 1b), mentre gli interessati toccati solo in maniera indiretta, come ad 
esempio il mero avente diritto economico di un conto bancario, non posso-
no impugnare tali provvedimenti (DTF 122 II 130 consid. 2b e rinvii). Per lo 
stesso motivo, nel caso di documenti in possesso di terzi, soltanto questi 
ultimi in quanto loro possessori possono contestare il sequestro degli stes-

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si, anche se i documenti in questione concernono un’altra persona contro la 
quale è pendente un procedimento penale estero (DTF 123 II 161 consid. 
1d; 116 Ib 106 consid. 2a; sentenza TPF RR.2007.17 del 30 aprile 2007, 
consid. 1.6). La legittimazione a impugnare la trasmissione di verbali d'in-
terrogatorio spetta, di massima, unicamente al teste sottoposto direttamen-
te alla misura coercitiva e solo nella misura in cui è chiamato a fornire in-
formazioni che lo concernono personalmente o che si prevale del suo diritto 
di non testimoniare (DTF 126 II 258 consid. 2d/bb; 122 II 130 consid. 2b; 
121 II 459; ROBERT ZIMMERMANN, La coopération judiciaire internationale 
en matière pénale, 2a ed., Berna 2004, n. 308, pag. 350 e n. 310, pag. 355 
e seg.). Un terzo, per contro, non è legittimato a contestare la consegna di 
un verbale d'audizione allo Stato richiedente neppure quando le afferma-
zioni contenutevi lo tocchino personalmente. È ammessa un'eccezione a 
questa prassi solo per il titolare del conto oggetto della domanda di assi-
stenza e solo in quanto le informazioni contenute nel verbale possano es-
sere equiparate a una trasmissione di documenti concernenti la relazione e 
il titolare sarebbe stato, in tal caso, legittimato a impugnarne la trasmissio-
ne (DTF 124 II 180 consid. 2; sentenza 1A.282/2005 del 30 aprile 2007, 
consid. 2.3.1; sentenza 1A.141/1998 del 9 febbraio 1999 consid. 2a, ap-
parsa in: Rep 1999 pag. 123). 

 
1.7 Nella fattispecie, il verbale d'interrogatorio del 2 aprile 2007 indica che il ri-

corrente è stato sentito come teste nell'ambito della procedura rogatoriale 
di cui sopra (v. consid. A). In quell'occasione il ricorrente, il quale non si è 
avvalso di un eventuale diritto di non testimoniare, è stato in pratica chia-
mato esclusivamente a definire il suo ruolo, e quello di altre persone, in se-
no alla società G. Ltd. a Lugano - fiduciaria per la quale egli ha lavorato dal 
1991 al 2003 - relativamente alla tenuta della contabilità e alla gestione di 
alcune società riconducibili al gruppo H., fornendo essenzialmente informa-
zioni riguardanti i conti bancari detenuti da tali società nonché la controver-
sia tra gli eredi di C. in merito alla successione di quest'ultimo. Per il resto 
non ha fatto affermazioni che concernono la sua persona o proprie rilevanti 
condotte, se non le scarne indicazioni iniziali sulla sua formazione ed il suo 
iter professionale. Questo genere d'informazioni sono costantemente pre-
senti nei verbali d'interrogatorio ed hanno come unico scopo, non legato in 
questo caso alla procedura rogatoriale, quello di chiarire e verificare le ge-
neralità della persona interrogata, riassumendo in maniera molto succinta il 
curriculum vitae della stessa. Ciò ha soprattutto permesso, nella fattispecie, 
di situare nel tempo l'attività del ricorrente presso la G. Ltd. Questo non è 
tuttavia sufficiente per considerarlo toccato personalmente dalla trasmis-
sione di un simile verbale alla luce delle norme e dei principi qui sopra e-
sposti. 

1.8 Ne consegue che il ricorso va dichiarato inammissibile per carenza di legit-
timazione a ricorrere. 

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2. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA richiamato l’art. 30 

lett. b LTPF). La tassa di giustizia è calcolata giusta l’art. 3 del Regolamen-
to sulle tasse di giustizia del Tribunale penale federale (RS 173.711.32) ed 
è fissata nella fattispecie a fr. 5'000.-. 

 
 La competenza del Tribunale penale federale di disciplinare i dettagli relati-

vi alla determinazione delle tasse di giustizia, pur non essendo esplicita-
mente riservata all’art. 63 cpv. 5 PA, si fonda sull’art. 15 cpv. 1 lett. a LTPF. 
Nello stesso Messaggio concernente la revisione totale dell’organizzazione 
giudiziaria federale, del 28 febbraio 2001, veniva del resto riconosciuta 
l’autonomia amministrativa dell’autorità giudiziaria federale nel calcolo delle 
tasse di giustizia, delle spese ripetibili accordate alle parti e nella determi-
nazione degli onorari e delle spese in caso di patrocinio gratuito (v. FF 
2001 pag. 3962), mentre non risulta dai dibattiti parlamentari che il legisla-
tore, attribuendo la competenza in ambito di AIMP al Tribunale penale fe-
derale invece che al Tribunale amministrativo federale come originariamen-
te previsto dal Consiglio federale, abbia voluto scostarsi in questo ambito 
dal principio dell’autonomia dell’autorità giudiziaria (v. Boll. Uff. 2004 CN 
pag. 1570 e segg.; 2005 CSt pag. 117 e segg., CN pag. 643 e segg.). Ne 
consegue che la riserva di cui all’art. 63 cpv. 5 PA va interpretata analogi-
camente come riserva anche nei confronti dell’art. 15 cpv. 1 lett. a LTPF. 

 

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Per questi motivi, la II Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è inammissibile 

2. La tassa di giustizia di fr. 5'000.- è posta a carico del ricorrente. Essa è 
coperta dall'anticipo delle spese già versato. 

 
Bellinzona, 10 luglio 2007 
 
In nome della II Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Alessandro Martinelli 
- Ministero Pubblico del Cantone Ticino 
- Ufficio federale di giustizia, divisione assistenza giudiziaria,  

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo inte-
grale della decisione (v. art. 100 cpv. 2 lett. b LTF). 

 
Contro le decisioni nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale il ricorso è 
ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure 
la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta e si tratti di un caso particolarmente im-
portante. Un caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere 
che sono stati violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi 
lacune (art. 84 LTF).