# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0429feee-c63d-5743-8539-676b2103d48a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 12.09.2014 80.2014.142
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-142_2014-09-12.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2014.142

  80.2014.143

  	
  Lugano

  12 settembre
  2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorsi del 13 giugno 2014 contro le decisioni del 20
  maggio 2014 in materia di tassa militare 2010 e 2012.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
classe 1988, non ha portato a termine il proprio servizio militare. Con
decisione del 10 settembre 2009, la Commissione per la visita sanitaria (CVS)
lo dichiarava inabile al servizio per motivi di salute.

 

 

                                  B.   Con due
separate decisioni, il Servizio della tassa militare gli notificava conseguentemente
la tassa d’esenzione per gli anni d’assoggettamento 2010 e 2012.

                                         Il
contribuente impugnava le suddette decisioni, con reclami del 5 agosto 2013 e
del 25 febbraio 2014, contestando di essere tenuto al pagamento della tassa
militare. Egli sosteneva in particolar modo che i suoi problemi di salute sarebbero
sorti durante la scuola reclute.

 

 

                                  C.   Il
Servizio della tassa militare respingeva i reclami, con separate decisioni del
20 maggio 2014, così motivate:

                                         Come già
comunicatole più volte, non esistono atti presso la SUVA – Assicurazione
militare che attestino una causalità fra il servizio e la sua inabilità al
servizio militare, ragione per la quale non possiamo che confermare la tassa in
questione in quanto corretta.

 

 

                                  D.   Con
tempestivi ricorsi alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente
di essere tenuto al pagamento della tassa militare, ribadendo che i suoi attuali
problemi di salute sarebbero da ricondurre al servizio prestato.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 59 cpv. 1 della Costituzione federale (Cost. fed.; RS 101), gli uomini
di nazionalità svizzera devono prestare un servizio obbligatorio, militare o
civile.

                                         Chi
invece non presta servizio – perché dichiarato inabile o semplicemente perché
ne ha richiesto il differimento – è di principio assoggettato al pagamento di
una tassa, la cui riscossione è disciplinata dalla legge federale sulla tassa
d’esenzione dall’obbligo militare del 12 giugno 1959 (LTEO; RS 661).

 

                                         1.2.

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del Tribunale federale, la tassa d’esenzione
rappresenta un contributo sostitutivo, dovuto in luogo di una prestazione in
natura quale è l’obbligo di prestare personalmente servizio militare o civile
(sentenza TF n. 2C_221/2009 del 21 gennaio 2010, in: StR 65/2010 pag. 332). Suo
scopo è quello di ristabilire una certa uguaglianza di sacrifici tra le persone
che prestano servizio (militare o civile) e quelle che, per qualsivoglia
ragione, ne sono esonerate (Aubert,
in: Aubert/Mahon [a cura di], Petit commentaire de la Constitution fédérale de
la Confédération suisse, Zurigo 2003, n. 13 ad art. 59 Cost. fed.; v. anche Walti, Der schweizerische Militärpflichtersatz,
tesi, Zurigo 1979, pag. 46).

                                         La tassa
in esame assume così, a tutti gli effetti, veste di surrogazione del servizio
militare e civile, tant’è che l’art. 2 cpv. 1 della legge federale
sull’esercizio e sull’amministrazione militare (LM; RS 510.10) la annovera tra
le modalità d’adempimento dell’obbligo costituzionale.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Sono
sottoposti alla tassa gli uomini assoggettati agli obblighi militari,
domiciliati in Svizzera o all’estero, i quali nel corso di un anno di
assoggettamento, corrispondente ad un anno civile, non sono incorporati per più
di sei mesi in una formazione dell’esercito e non sono soggetti all’obbligo di
prestare servizio civile (art. 2 cpv. 1 lett. a LTEO) oppure non prestano il
servizio militare o il servizio civile cui sono tenuti come obbligati al servizio
(art. 2 cpv. 1 lett. c LTEO).

                                         La
durata di riscossione si basa sulla durata del servizio militare obbligatorio.
In virtù dell’art. 13 LM, l’obbligo di pagare la tassa d’esenzione comincia perciò all’inizio dell’anno in cui la persona che vi è
soggetta compie 20 anni e dura fino al
30° anno d’età oppure, se entro questo termine non ha
ancora adempiuto il totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione, al
più tardi sino alla fine dell’anno in cui compie 34 anni

 

                                         2.2.

                                         I casi
per i quali, nonostante l’assoggettamento, la tassa non è dovuta sono invece
previsti dall’art. 4 LTEO. Per quanto qui di interesse, è in particolare
esentato dalla tassa chiunque, nell’anno di assoggettamento è, per un danno
cagionato alla sua salute dal servizio militare o dal servizio civile,
dichiarato inabile al servizio o è dispensato dallo stesso (art. 4 cpv. 1 lett.
b LTEO).

                                         A
differenza di quanto vale per i casi previsti dall’art. 4 cpv. 1 lett. a-ater
LTEO, l’esonero di cui all’art. 4 cpv. 1 lett. b LTEO non è subordinato all’esistenza
di una menomazione notevole, bensì di un danno alla salute. Grave o lieve che
sia, per portare all’esonero il danno in questione deve però avere le sue cause
nel servizio militare o civile e comportare un’inabilità temporanea o
definitiva al servizio stesso. Diversamente ai motivi d’esonero regolati dall’art.
4 cpv. 1 lett. a-ater LTEO, che hanno altri fini (DTF 124 II 241 consid.
4), quello in discussione si basa in effetti sull’idea che il danno subito
costituisca un sacrificio che già compensa il non dovere più prestare servizio
(decisione TF n. 2A.64/1999 del 2 maggio 2000 consid. 1b;
Koebel, Die Befreiung vom Militärpflichtersatz
wegen Gesundheitsschädigung durch Militärdienst, in: ASA 44 pag. 224 segg.; Walti, op. cit., pag. 88 segg.).

 

 

                                         2.3.

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del Tribunale federale, la legge esige quindi un
nesso di causalità naturale ed adeguata tra l’affezione alla salute ed il servizio
prestato.

                                         Un simile
nesso è adempiuto sia che il servizio abbia causato al milite un’infermità, sia
che abbia aggravato in maniera sensibile e durevole un’infermità preesistente
sia ancora che abbia causato o aggravato un pericolo di ricaduta di
un’infermità preesistente. L’esonero dal pagamento non è invece più
giustificato dal momento in cui lo stato di salute antecedente al servizio è
ristabilito, ovvero dal momento in cui l’attuale affezione alla salute sarebbe
stata la medesima anche senza il servizio prestato (art. 2 cpv. 2 OTEO; cfr.
anche decisione TF n. 2A.464/2001 del 18 febbraio 2002).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Venendo
al caso in esame, il Servizio della tassa militare ha di fatto negato
l’esistenza di un nesso di causalità naturale ed adeguata tra il servizio
militare e l’attuale stato di salute del contribuente, fondandosi sulle
informazioni ricevute dall’assicurazione militare. Di parere contrario RI 1,
che pretende invece di adempiere i motivi di esonero disciplinati dall’art. 4 cpv. 1 lett. b LTEO, sostenendo in particolar modo che i suoi problemi
di salute sarebbero sorti “durante la frequentazione della scuola reclute”.

 

                                         3.2.

                                         Secondo
un consolidato principio, nella procedura fiscale l’onere della prova è ripartito
nel senso che l’autorità fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi
che fondano o aumentano l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la
prova di quei fatti che concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso
l’erario (DTF 133 II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

                                         Nello
specifico ambito della legge federale sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare,
spetta alle autorità cantonali di tassazione stabilire d’ufficio, se necessario
rivolgendosi a periti, l’esistenza di un rapporto di causalità naturale tra il
servizio militare e l’affezione di cui soffre l’interessato. Ancora
recentemente, la giurisprudenza federale ha infatti precisato che il principio
della ripartizione oggettiva dell’onere della prova si pone unicamente laddove
l’autorità fiscale ha esperito tutte le indagini necessarie e malgrado ciò la
fattispecie o alcuni elementi di essa non possano essere ricostruiti, di modo
che sussista un’incertezza anche dopo la chiusura dell’istruttoria. Solo in tal
caso, il nesso di causalità tra servizio militare e danno alla salute deve
essere provato – o perlomeno reso verosimile – da colui che se ne prevale
(decisione TF n. 2C_190/2007 del 23 ottobre 2007; cfr. anche DTF 122 II 397).

 

                                         3.3.

                                         Tornando
al caso in esame, l’autorità di tassazione sostiene di avere interpellato l’assicurazione
militare, ma di non avere trovato nulla che potesse confermare l’esistenza di
un nesso di causalità tra il servizio militare e gli attuali problemi di salute
del contribuente.

                                         A colpire
è anzitutto l’assenza della benché minima documentazione. Agli atti
dell’incarto fiscale non vi è nessuna traccia di un contatto con
l’assicurazione militare. Non si ritrova nemmeno il noto questionario
prestampato, con cui il Servizio della tassa militare è solito informarsi in
merito allo stato di salute dei contribuenti. A destare più di una perplessità è
inoltre l’assenza di qualsiasi indicazione in merito all’attuale stato di salute
del ricorrente e ai motivi che hanno convinto la Commissione per la visita
sanitaria (CVS) a dichiararlo inabile al servizio. In simili circostanze,
nell’impossibilità di verificare se l’autorità di tassazione abbia effettivamente
esperito tutte le necessarie indagini prima di concludere per l’inesistenza di
un nesso di causalità tra l’attuale affezione alla salute e il servizio
prestato, a questa Camera non resta quindi che annullare le decisioni e
retrocedere gli atti al Servizio della tassa militare per nuovi giudizi.

 

                                         3.4.

                                         Per
costante giurisprudenza, l’autorità deve menzionare, almeno brevemente, i motivi
che l’hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e porre quindi
l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza superiore (DTF 114 Ia 242 consid.
2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi, 111 Ia 1). A tale scopo non può certo
bastare la semplice “rassicurazione” di avere interpellato l’assicurazione
competente. Anche se l’autorità di tassazione avesse ritenuto gli argomenti del
ricorrente del tutto destituiti di fondamento, sarebbe stata comunque obbligata
a giustificare altrimenti la sua decisione.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Le
decisioni su reclamo del 20 maggio 2014 devono conseguentemente essere annullate
e gli atti rinviati al Servizio della tassa militare, perché, dopo avere
sottoposto al contribuente tutta la documentazione necessaria e dopo avergli
consentito di prendere posizione in merito, adotti delle nuove decisioni
motivate.

 

                                         4.2.

                                         Secondo
l’art. 31 cpv. 2 LTEO, le spese di procedura innanzi alla commissione di
ricorso sono a carico, di regola, della parte soccombente; se il ricorso è
parzialmente ammesso, le spese di procedura sono ridotte, o, in via
eccezionale, condonate. Esse sono nondimeno addossate al ricorrente ancorché
abbia vinto il ricorso, se, con l’adempiere i suoi obblighi, fosse stato in
facoltà sua di conseguire il medesimo risultato nell’istanza precedente. Il
cpv. 2bis precisa poi che l’ammontare delle tasse di decisione e di
cancelleria e delle spese ripetibili è stabilito secondo il diritto cantonale.

                                         Nel
Canton Ticino, l’art. 7 del regolamento per l’esecuzione per la legge federale
sulla tassa d’esenzione dall’obbligo militare del 25 giugno 2013 (RL 1.5.3.1)
si limita a designare la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
quale commissione di ricorso. Malgrado il tenore dell’art. 31 cpv. 2bis
LTEO, non sono invece previste disposizioni sulle tasse di decisione e di
cancelleria. A questa Camera non resta quindi che colmare la lacuna rinviando
direttamente all’art. 231 LT.

 

                                         4.3.

                                         Nella
fattispecie, visto l’esito dei gravami, si rinuncia a porre a carico del ricorrente
tassa di giustizia e spese processuali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 31 cpv. 2 LTEO e 231
LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   Le
decisioni su reclamo del 20 maggio 2014 sono annullate e gli atti sono rinviati
al Servizio della tassa militare per nuove decisioni.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.

 

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 31 cpv. 3 LTEO; art. 82 ss. LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -;

  -;

  -;

  -.

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: