# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d9dccefe-406e-557d-9f35-33e338ebaf3b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.07.2014 35.2013.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2013-93_2014-07-14.html

## Full Text

accomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto
  n.

  35.2013.93

   

  LG/sc

  	
  Lugano

  14 luglio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
					

 

	
  redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 dicembre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 5 novembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 27 aprile 1991, RI 1
- a quel momento gerente dell’Albergo __________ e del Garni __________ a __________
– è rimasta coinvolta in un incidente della circolazione, riportando un trauma
distorsivo del tipo “colpo di frusta” al rachide cervicale (doc. ZM2, ZM3).

 

                                         Il caso è stato assunto
dall’__________ (in seguito divenuta CO 1) che assicurava l’infortunata
facoltativamente contro gli infortuni.

 

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti
medici del caso, l’__________, con decisione del 13 ottobre 1994, cresciuta
incontestata in giudicato, ha attribuito all’assicurata un’indennità per
menomazione dell’integrità del 35% (doc. Z35).

 

                               1.3.   Con decisione formale del 6
giugno 1997 l’__________ ha quindi negato all’assicurata – sulla base di una
perizia contabile – il diritto ad una rendita d’invalidità non essendoci
nessuna riduzione della capacità di guadagno in relazione all’infortunio (doc. Z42).

 

                                         Con decisione su
opposizione del 10 gennaio 2000 l’Istituto assicuratore ha quindi parzialmente
modificato la propria decisione attribuendo all’assicurata una rendita
d’invalidità dell’8%, con effetto dal 1° settembre 1994 (doc. Z53).

 

                               1.4.   Contro questa decisione
l’assicurata, a quel momento patrocinata dall’avv. __________, ha inoltrato un
tempestivo ricorso al TCA, il quale con la decisione del 17 dicembre 2001 (inc.
35.2000.00030) ha accolto il ricorso e rinviato l’incarto all’ __________ per la
valutazione dell’invalidità tramite il metodo straordinario (doc. Z60).

 

                               1.5.   Il 16 aprile 2004 l’Alpina
Assicurazioni e Dolores Maria Roncelli hanno concluso una transazione che
prevede il riconoscimento di una rendita d’invalidità del 30%, a partire dal 1°
settembre 1994 (doc. Z62).

 

                               1.6.   In ambito di assicurazione
invalidità l’Ufficio AI, con decisione del 16 agosto 2011, cresciuta
incontestata in giudicato, ha soppresso la rendita d’invalidità all’assicurata,
con effetto retroattivo al 31 dicembre 2003, con la seguente motivazione:

 

" (…)

Esito degli accertamenti:

 

 

La Signora RI 1 è stata è stata posta al beneficio delle seguenti
prestazioni AI:

 

-   dal 01.04.1992 al 28.02.1994 mezza rendita con un grado AI del
 50%

-   dal 01.03.1994 al 30.09.1994 rendita intera con un grado AI
del    75%

-   dal 01.10.1994 al 31.07.1999 quarto di rendita con un grado AI
del           40%

-   dal 01.08.1999 mezza rendita con un grado AI del  50%

 

Questi gradi d’invalidità erano stati definiti unicamente dal
profilo medico-teorico in sede di perizia pluridisciplinare effettuata nel mese
di aprile 2002 presso il Servizio Accertamento Medico AI di Bellinzona (SAM),
stabilendo la capacità lavorativa residua nelle percentuali sopra scritte,
nella professione precedentemente esercitata quale gerente d’albergo.

 

In data 13.07.2005 viene effettuata d’ufficio la revisione del suo
grado d’invalidità.

 

Dal profilo lavorativo risulta che la Signora RI 1 aveva ripreso
l’attività lavorativa al 100% dal 01.01.2004 come gerente presso l’Hotel __________,
con un tempo lavorativo di 41 ore settimanali ed uno stipendio mensile di CHF
1'750.-- come da contratto stipulato in data 16.12.2003 con la __________.

 

Il 26.05.2004 aveva pure iniziato una seconda attività come
gerente a tempo pieno (gerenza al 100% obbligatoria) e con un salario mensile
di CHF 3'500.-- presso la __________, diventata in seguito discoteca __________;
(vedi contratto stipulato in data 26.05.2004 sempre con la __________).

 

Si osserva che la Signora Roncelli non aveva mai informato
l’Ufficio Invalidità del cambiamento della propria situazione professionale ed
economica.

 

Pertanto aveva palesemente violato l’obbligo di informare, oltre
ad aver avuto un atteggiamento reticente nei confronti dell’Ufficio AI.

 

Dal profilo medico, la Signora RI 1 aveva pertanto dimostrato di
poter lavorare al 100% (e oltre), con orari variabili e anche durante la notte.

 

I motivi del licenziamento al 31.12.2005 non erano da ricondurre
al danno alla salute; si fa presente che la disdetta era stata inviata prima
dell’aggressione fisica subita e dichiarata dall’assicurata, nessuna indennità
giornaliera di malattia era stata versata, un certificato medico all’incarto
attestava un miglioramento dello stato di salute (certificato stilato dopo il licenziamento).

 

La diagnosi principale che aveva causato l’incapacità lavorativa
al momento della decisione di rendita, era la patologia psichiatrica.
L’assicurata comunque non era più in cura psichiatrica ed aveva sospeso pure il
trattamento farmacologico.

 

Con decisione 05.12.2005 si procedeva quindi con la soppressione
della rendita con effetto retroattivo al 31.12.2003.

 

Veniva inoltrata opposizione datata 26.06.2006 e con decisione su
opposizione parzialmente accolta, intimata il 27.02.2009, l’Ufficio AI doveva
effettuare un accertamento medico di natura pluridisciplinare.

 

Conseguentemente la Signora RI 1 viene quindi sottoposta
nuovamente ad una perizia presso il SAM effettuata di luglio-agosto 2009.

 

Il rapporto peritale è stato sottoposto ad esame del nostro
Servizio Medico Regionale (SMR) il quale ha avvallato le conclusioni dei
periti.

 

Dal punto di vista neurologico è abile al lavoro al 100% in
qualsiasi tipo di attività.

 

Dal punto di vista reumatologico, in un’attività rispettosa dei
limiti funzionali, raggiunge una capacità lavorativa del 100%.

 

A livello psichiatrico fu peritata dal Dr. __________ il
16.04.2002 e le cure psichiatriche presso il Dr. __________ cessarono il
27.08.2002. Dal profilo medico si ritiene dunque che vi è stato un
miglioramento dello stato di salute che ha portato ad una capacità lavorativa
del 60% come esercente, cameriera e barista a partire dal settembre 2002
(rendimento ridotto).

 

Dal 01.01.2006 la capacità lavorativa dell’80% come esercente e
del 70% come cameriera e barista (sempre come rendimento ridotto).

 

Dal 01.01.2007 capacità lavorativa del 90% (presenza durante tutto
il giorno, ma con rendimento ridotto) nell’ultima attività esercitata quale
gerente d’albergo (si tratta delle attività che svolgeva) e del 70% (presenza durante
tutto il giorno, ma con rendimento ridotto) in attività di barista e cameriera
(attività più pesanti).

 

Si conclude che il miglioramento dello stato di salute ha portato
la Signora RI 1 a ripristinare la propria capacità lavorativa.

 

Essendo il grado d’invalidità inferiore al 40%, il diritto alla
rendita si estingue e questo a decorrere dal 01.01.2004. Per il periodo dal
01.01.2004 al 31.12.2005 il diritto alla rendita non è dato per ragioni
lavorative (attività svolta al 100% e oltre), dal 01.01.2006, il diritto alla
rendita non è più dato in quanto non sussistono più nemmeno i requisiti medici.

 

 

Decidiamo pertanto:

 

La soppressione della rendita viene confermata retroattivamente al
31.12.2003.

 

Il mancato ossequio dell’obbligo d’informare è palese e le
prestazioni ricevute ingiustamente dal 01.01.2004 devono essere restituite
(art. 25 della Legge federale sulla parte generale del diritto nelle
assicurazioni sociali (LPGA)). La decisione di restituzione del 06.06.2006
trova quindi piena conferma." (doc. Z69)

 

                               1.7.   Con decisione formale del 15
marzo 2012, la CO 1 (in precedenza __________), visti gli accertamenti svolti
in ambito AI, ha confermato la soppressione della rendita retroattivamente al
31 dicembre 2003 e, contestualmente, visto il mancato ossequio dell’obbligo
d’informare, ha chiesto la restituzione delle prestazioni ricevute
indebitamente dal 1° gennaio 2004, ai sensi dell’art. 25 LPGA (doc. Z75).                                        

                                      

                               1.8.   A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurata (doc. Z77, Z83), in data 5
novembre 2013 la CO 1 ha confermato il contenuto della sua decisione (doc.
Z84).

 

                               1.9.   Con tempestivo ricorso del 9
dicembre 2013, RI 1, sempre rappresentata dall’avv. RA 1, ha chiesto
l’annullamente della decisione impugnata ritenendo che l’assicurata, dal
profilo medico e contrariamente agli accertamenti svolti in ambito AI, non può
essere considerata abile al lavoro oltre il 50%. Lo stato di salute della
ricorrente è inoltre stato aggravato dal profilo psichiatrico da un’aggressione
subìta da RI 1 nel 2005 (doc. I).

 

                                         Dal profilo economico
l’insorgente – a partire dal 2004 – ha lavorato al 50% per la __________ (unico
datore di lavoro) che gestisce sia l’Hotel __________ che il Disco Club __________,
poi __________. Secondo l’avv. RA 1i l’assicurata è stata assunta dalla __________
come gerente a tempo parziale. Tuttavia, i contratti di lavoro “sono dei
contratti di facciata allestiti per la Polizia amministrativa ma mai in realtà
attuati ed oggettivamente, per le condizioni valetudinarie della ricorrente,
attuabili” (doc. I, pag. 3).

                                         Secondo l’avv. RA 1 la
ricorrente ha sempre lavorato a tempo parziale, “non più di 2 ore effettive
al giorno anche se la sua presenza presso questi esercizi pubblici si è
protratta su un lasso di tempo maggiore e comunque in misura certamente
inferiore al 50% consentitole dalla sua capacità lavorativa residua” (doc.
I, pag. 3).

 

                                         La ricorrente si è quindi
dichiarata in buona fede sul fatto di aver omesso di avvisare l’Istituto
assicuratore in quanto “convinta che il perdurare di una situazione medica
ed economica invariata non le imponesse un obbligo di informativa di fronte a
una capacità lavorativa residua che le permetteva senz’altro di trovare
un’attività confacente alla stessa” (doc. I, pag. 4).

                                         Il salario che
l’assicurata ha percepito dalla __________ è quantificato in fr. 1'750.--.
Importo che comprova – sempre secondo il legale - un impiego a tempo parziale.
Anche i certificati di salario 2004/2012 smentiscono che RI 1 abbia lavorato
negli anni 2006-2007, oltre il 50% della sua capacità lavorativa residua. Il
reddito da valido viene poi stimato in oltre fr. 100'000.-- facendo riferimento
ai dati fiscali (doc. I, pag. 4).

                                         

                                         L’insorgente ha postulato
l’allestimento di una perizia medica, il richiamo dalla CO 1 dell’intero
incarto, dall’Ufficio circondariale di tassazione degli incarti fiscali e dai
medici curanti delle cartelle cliniche. Egli ha quindi chiesto che vengano
sentiti quali testi i medici Dr. __________, Dr. __________, Dr. __________,
Dr. __________, Dr. __________ Dr. __________, nonché __________ della __________
(doc. I).

 

                             1.10.   La CO 1, in risposta, ha
postulato l’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà,
per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                             1.11.   In data 31 gennaio 2014 l’avv.
RA 1 si è riconfermato nelle proprie argomentazioni di causa rilevando che la
decisione AI del 16 agosto 2011 non è stata impugnata per un disguido, ma “non
può compromettere rendendolo superfluo il corso istruttorio in funzione del
presente ricorso”. Egli ha quindi contestato la perizia SAM poiché dal 1999
la capacità lavorativa di RI 1 è rimasta invariata al limite del 50% (doc. V).

 

                                         Il doc. V è stato inviato
al legale della __________ per osservazioni (doc. VI).

 

                             1.12.   L’avv. RA 2, per conto della CO
1, si opposto alla richiesta di nuove prove avanzata dalla controparte (doc.
VII). 

 

                                         Il doc. VII è stato
inviato all’avv. RA 2 per conoscenza (doc. VIII).

 

                             1.13.   In data 28 marzo 2014 / 16
aprile 2014  il TCA ha richiamato dall’Ufficio AI gli atti relativi
all’assicurata (doc. IX, XIII).

 

                             1.14.   Questa Corte ha quindi
assegnato alle parti 10 giorni per visionare gli atti dell’incarto AI e per
presentare osservazioni in merito (doc. XV).

 

                             1.15.   In data 6 maggio 2014 l’avv. RA
1 ha confermato la richiesta di istruttoria di cui al ricorso del 9 dicembre
2013 (doc. XVI), mentre l’avv. RA 2 si è riconfermato nelle proprie allegazioni
e domande (doc. XVII).

 

                                         Il doc. XVI è stato
trasmesso all’avv. RA 2 per conoscenza (doc. XVIII), mentre il doc. XVII
all’avv., sempre per conoscenza (doc. XIX).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è chiamato a stabilire
se la CO 1 era legittimata oppure no a sopprimere, in via di revisione, la
rendita d’invalidità di cui era al beneficio RI 1.

 

                               2.2.   Secondo l'art. 17 cpv. 1
LPGA, se il grado di invalidità del beneficiario della rendita subisce una
notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente, oppure soppressa, d'ufficio o su richiesta.

 

                                         L'istituto della revisione
ha per scopo l'adeguamento della rendita di invalidità alle mutate circostanze
e non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di cui sia
stata viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (Ghélew,
Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna
1992, p. 114).

 

                                         La revisione presuppone,
dunque, che l'invalidità abbia subito sostanziali mutamenti dopo la
costituzione della rendita o una sua successiva revisione (DTF 113 V 275
consid. 1a e riferimenti ivi menzionati).

 

                               2.3.   L'invalidità può modificarsi
essenzialmente per due ordini di motivi: sia perché cambia lo stato di salute,
sia perché il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si ripercuote
diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla sua capacità
di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (DTF 130 V 343 consid. 3.5; 113 V
273 consid. 1a; 109 V 116, consid. 3b). 

 

                                         L'assicurato può, infatti,
migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini professionali,
acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in attività meglio
rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo stato di salute
e alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto una situazione non
prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da invalido.

                                         Oppure le sue capacità di
guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.

 

                               2.4.   Per rivedere una rendita di
invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le circostanze di base
devono mutare presumibilmente a lungo termine.

                                         In particolare, non é
motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno dell'assicurato (cfr.
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

 

                               2.5.   Determinante per la revisione
è il raffronto tra le condizioni attuali e quelle esistenti al momento in cui
la rendita fu costituita o successivamente riveduta (DTF 133 V
108, consid. 5.4, 130 V 343 consid. 3.5.2 e 125 V 368 consid. 2 con
riferimento). 

 

                                         Non si tiene conto, né
prima né dopo, di fattori estranei al danno della salute. Ad esempio le scarse
conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti attitudini
professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della commisurazione
dell'invalidità.

                                         Ciò che importa é la
diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante
durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infortunio. Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità,
l'incapacità lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua
volta, nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, dev'essere in nesso
causale adeguato con l'infortunio).

 

                               2.6.   L'art. 22 LAINF -
analogamente all'art. 22 cpv. 1 seconda frase vLAINF - recita che, in deroga
all'articolo 17 cpv. 1 LPGA, la rendita non può più essere riveduta dal mese in
cui gli uomini compiono 65 anni e le donne 62 (su quest’ultimo aspetto, si veda
la DTF 134 V 131). 

 

                               2.7.   Nella concreta evenienza, l’allora
__________ (in seguito: CO 1) con la decisione formale del 16 aprile 2004 aveva
attribuito all’assicurata – tramite transazione –

                                         una rendita d’invalidità
del 30% a partire dal 1° settembre 1994 (doc. Z62). 

 

                                         L’istituto assicuratore
aveva concluso questa transazione dopo aver preso conoscenza della decisione
dell’Ufficio AI del 10 dicembre 2003 che attribuiva all’assicurata – sulla base
della valutazione SAM del luglio 2002 che la considerava abile al 50% quale
gerente d’albergo – una mezza rendita d’invalidità (grado del 50%) dal 1° aprile
1992, una rendita intera (grado del 75%) dal 1° marzo 1994, un quarto di
rendita (grado del 40%) dal 1° ottobre 1994 e una mezza rendita (grado del 50%)
dal 1° agosto 1999.

 

                                         Nel mese di luglio del
2005, l’Ufficio AI ha avviato d’ufficio una revisione della rendita. Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, l’amministrazione con la
decisione AI del 16 agosto 2011 ha quindi soppresso la rendita retroattivamente
al 31 dicembre 2003 (cfr. doc. Z69). 

 

                                         Dal punto di vista
economico è infatti emerso che l’assicurata lavorava al 100%, dal 1° gennaio
2004, presso l’Albergo “__________” a __________ e dal 26 maggio 2004, sempre a
tempo pieno, anche presso la discoteca “Club __________” poi “__________” (cfr.
decisione AI del 16 agosto 2011, doc. Z69).

 

                                         A mente dell’Ufficio AI
l’assicurata ha inoltre violato l’obbligo di informare, oltre ad aver avuto un
atteggiamento reticente, non avendo ella mai informato l’amministrazione sulla
sua situazione professionale e economica (cfr. decisione AI del 16 agosto 2011,
doc. Z69).

 

                                         Dal punto di vista medico RI
1 è quindi stata sottoposta ad una nuova valutazione medica pluridisciplinare
SAM nel luglio-agosto 2009 che ha concluso per un miglioramento dello stato di
salute (cfr. decisione AI del 16 agosto 2011, doc. Z69).

 

                                         L’Ufficio AI ha quindi
deciso, con decisione del 16 agosto 2011, cresciuta incontestata in giudicato,
di sopprimere la rendita retroattivamente al 31 dicembre 2013 (doc. Z69).

 

                                         Con la decisione del 15
marzo 2012 (doc. Z75), confermata con decisione su opposizione del 5 novembre
2013 (doc. Z84), la CO 1, dopo aver preso atto che l’assicurata aveva ripreso
l’attività lavorativa a tempo pieno dal 1° gennaio 2004 presso l’Albergo “__________”
e la discoteca “Club __________e” poi “__________”, nonché di poter lavorare
anche dal profilo medico al 100% in qualsiasi attività, ha confermato la
soppressione della rendita retroattivamente al 31 dicembre 2003 (doc. Z75,
Z84). 

 

                               2.8.   Chiamato a pronunciarsi nella
concreta evenienza, il TCA non intravede ragioni per scostarsi dalla decisione
dell’amministra-zione che si fonda sulla decisione dell’Ufficio AI del 16
agosto 2011, cresciuta incontestata in giudicato.

 

                                         La ricorrente ha asserito
di non aver impugnato la decisione dell’Ufficio AI “per un disguido tra la
ricorrente e il suo legale” e ha quindi contestato sia gli accertamenti
economici che quelli medici (cfr. doc. I).

 

                                         Dalla documentazione
economica agli atti risulta tuttavia quanto segue.

 

                                         Dal contratto di lavoro
del 16 dicembre 2003 stipulato tra la __________ e RI 1 emerge l’assunzione di
quest’ultima, in qualità di gerente dell’Albergo “__________”, a partire dal 1°
gennaio 2004  ad un salario mensile di fr. 1’750.-- per 41 ore alla settimana (incarto
AI).

 

                                         Dal contratto del 26
maggio 2004 tra la __________ – Disco club __________ e l’assicurata emerge poi
che RI 1 era stata assunta anche quale gerente del Disco Club ____________________
per un salario di fr. 3'500.-- (incarto AI).

 

                                         Come rettamente
evidenziato dall’Istituto assicuratore nella decisione impugnata e in sede di
risposta, anche se RI 1 avesse, come afferma, svolto l’attività presso l’Albergo
“__________” a tempo parziale (50%), e come lo stipendio di fr. 1'750.--
mensili lascia peraltro intendere, la seconda attività di gerenza a tempo pieno
a fr. 3'500.-- mensili presso il Disco Club __________ non lascia spazio a
dubbi sull’attività a tempo pieno svolta dall’assicurata (cfr. doc. Z84 e doc.
III).

 

                                         Le affermazioni
dell’insorgente riguardo al fatto che i contratti erano “contratti di
facciata allestiti per la Polizia amministrativa ma mai in realtà attuati ed
oggettivamente, per le condizioni valetudinarie della ricorrente, attuabili”
(doc. I, pag. 3) non è supportata da alcun elemento oggettivo.

 

                                         Neppure i certificati di salario,
le dichiarazioni d’imposta o le schede salariali permettono di corroborare la
tesi dell’assicurata secondo la quale, le ore lavorative effettivamente
prestate non andavano oltre il grado d’occupazione del 50%. 

 

                                         Del resto anche gli
aspetti medici giustificano la revisione della rendita attribuita
all’assicurata.

 

                                         Nell’ambito della perizia
pluridisciplinare svolta nel luglio 2002 l’assicurata era stata valutata abile
al 50%, in qualità di gerente d’albergo. Secondo gli specialisti le limitazioni
professionali andavano considerate a partire dal 1999 (cfr. perizia SAM 15
luglio 2002, pag. 15). 

 

                                         Sulla base di questa
perizia l’Ufficio AI ha attribuito con decisione del 10 dicembre 2003 una mezza
rendita d’invalidità dal 1° aprile 1992, una rendita intera dal 1° marzo 1994,
un quarto di rendita dal 1° ottobre 1994 e una mezza rendita dal 1° agosto
1999.

 

                                         In ambito LAINF l’allora __________
(in seguito: CO 1) aveva invece attribuito all’assicurata – tramite transazione
– una rendita d’invalidità del 30% a partire dal 1° settembre 1994 (doc. Z62). 

 

                                         Nell’ambito della perizia
SAM del 14 settembre 2009 l’assicurata è stata sottoposta ad una valutazione
medica pluridisciplinare (psichiatrica, reumatologica, neurologica).

 

                                         I periti hanno quindi
concluso che RI 1 ha una capacità lavorativa del 90% come gerente d’albergo e
del 70% in attività di barista e cameriera, mentre in attività adeguate è
ritenuta abile al 90% dal 1° gennaio 2007. Dal settembre 2002 al 31 dicembre
2005 è stata ritenuta abile al 60%, dal 1° gennaio 2006 alla fine di dicembre
2006 all’80% (incarto AI).

 

Il TCA non ha motivo per distanziarsi da questa valutazione
peritale, che non è del resto stata smentita da certificati
medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in
grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessata.

 

                                         In queste condizioni,
assodato che, rispetto alla situazione esistente al momento della costituzione
della rendita di invalidità, l'esigibilità lavorativa è migliorata (RI 1
presenta una capacità lavorativa del 90% come gerente d’albergo), occorre
concludere che è giustificata una revisione della rendita di invalidità.

 

                                         Pertanto,
nella misura in cui la CO 1 ha soppresso la rendita di invalidità a suo tempo
riconosciuta all'assicurata a far tempo dal 31 dicembre 2003, la decisione su
opposizione impugnata deve essere confermata.

 

                               2.9.   L'art. 28 LPGA regola la
"Collaborazione nell'esecuzione".

                                         Gli assicurati e il loro
datore di lavoro devono collaborare gratuitamente all’esecuzione delle varie
leggi d’assicurazione sociale (cfr. art. 28 cpv. 1 LPGA).

                                                      Colui
che rivendica prestazioni assicurative deve fornire gratuitamente tutte le
informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e per stabilire le
prestazioni assicurative (cfr. art. 28 cpv. 2 LPGA).

                                                      Chi
pretende prestazioni assicurative deve autorizzare tutte
le persone e i servizi, segnatamente il datore di lavoro, i medici, le
assicurazioni e gli organi ufficiali a fornire nel singolo caso tutte le
informazioni, sempre che siano necessarie per accertare il diritto a
prestazioni. Queste persone e questi servizi sono tenuti a dare le informazioni
(cfr. art. 28 cpv. 3 LPGA).

 

                                         L'art. 31 LPGA regola la
"Notificazione nel caso di cambiamento delle condizioni".

 

                                         L’avente diritto, i suoi
congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono tenuti a notificare
all’assicuratore o, secondo i casi, al competente organo esecutivo qualsiasi
cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per
l’erogazione di una prestazione (cfr. art. 31 cpv. 1 LPGA).

                                                      Qualsiasi
persona o servizio che partecipa all’esecuzione delle assicurazioni sociali ha
l’obbligo di informare l’assicuratore se apprende che le condizioni
determinanti per l’erogazione di prestazioni hanno subìto modifiche (cfr. art.
31 cpv. 2 LPGA).

 

                             2.10.   Nella
fattispecie è emerso chiaramante, sia in ambito AI che LAINF, che l’assicurata
non ha adempiuto al suo obbligo di informare l’assicuratore invalidità e
infortuni della ripresa dell’attività lavorativa nel mese di gennaio 2004, in violazione dell’obbligo di notificazione ai sensi dell’art. 31 LPGA.

 

                                         Il legale
dell’assicurata ha, peraltro, confermato che RI 1 “non ha avvisato
l’assicuratore LAINF di aver messo a disposizione della __________ il suo
certificato di capacità come gerente”. Secondo la ricorrente tale omissione
si giustificherebbe con il fatto che la situazione medica e economica era
rimasta invariata e “le permetteva senz’altro di trovare un’attività confacente
ad essa” (doc. I, pag. 4). 

 

                                         Argomentazione
che non può essere ammessa dal TCA.

 

                                         Non si può
infatti legittimamente ammettere che una persona, anche non cognita in materia
di assicurazioni sociali, che percepisce una rendita, non avverta che la ripresa
della sua abituale attività lavorativa è suscettibile di influenzare il diritto
ad una tale prestazione. Non va infatti
dimenticato che nella decisione di attribuzione della rendita, quale esempio di
modifica delle condizioni personali ed economiche obbligatoriamente da
notificare, risulta espressamente menzionato il “cambiamento delle entrate o
delle condizioni patrimoniali, p. es. inizio o cessazione di un’attività
lucrativa” (cfr. incarto AI).

 

                                         Avendo
l’assicurata violato l’obbligo d’informazione, rettamente l’amministrazione ha
soppresso la rendita con effetto retroattivo e chiesto la restituzione delle
prestazioni indebitamente percepite, ex art. 25 LPGA.

 

                           2.11.     Il
rappresentante dell’assicurata ha chiesto inoltre che venga esperita una
perizia medica, richiamato l’incarto fiscale e le cartelle mediche e sentiti
numerosi testi, tra cui i medici curanti (cfr. doc. I). 

 

                                         Va
qui ricordato che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione
anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II
consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Il TCA
rinuncia all'assunzione di ulteriori prove, ritenendo la situazione
sufficientemente chiarita.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti