# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 96c4c4cf-2489-5abe-b161-36e6c0f369af
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.06.2006 38.2005.78
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2005-78_2006-06-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2005.78

   

  FS/sc

  	
  Lugano

  19 giugno
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 29 luglio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro Ufficio giuridico, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 5 novembre 2004 la Sezione del lavoro ha stabilito che RI 1 dal
1° maggio 2003 al 6 gennaio 2004 non adempie i presupposti per poter essere
posto al beneficio delle indennità di disoccupazione argomentando:

 

" 
(…)

Nel caso in esame l’assicurato ha confermato di
risiedere, unitamente a tre coinquilini, in un appartamento composto da due
locali, oltre a cucina e bagno, di proprietà del suocero del signor __________.

Dagli accertamenti effettuati dalla Polizia
comunale di __________ non è mai stata rilevata la presenza dell’assicurato
nell’appartamento. Neppure gli altri inquilini dello stabile hanno rilevato la
presenza prima dei controlli della Polizia comunale. Da un accertamento
effettuato presso le Aziende Industriali di __________ è stato rilevato un
esiguo consumo di energia elettrica che conferma la mancata residenza effettiva
dell’assicurato all’indirizzo menzionato. Si osserva inoltre che la moglie e i
figli dell’assicurato risiedono a __________.

 

Il signor RI 1 non può quindi essere ritenuto
effettivamente residente in Svizzera, pertanto non può essere posto al beneficio
delle indennità di disoccupazione durante il periodo dal 1° maggio 2003 al 6
gennaio 2004.

(…)." (cfr. doc. 12)

 

                               1.2.   A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato tramite lo Studio legale e notarile
avv. __________, (cfr. doc. 7), la Sezione del lavoro, il 29 luglio 2005, ha
emanato una decisione su opposizione con cui ha confermato la propria decisione
di diniego del diritto alle indennità di disoccupazione, osservando che:

 

"  1.   II
signor RI 1 si è annunciato in disoccupazione in data 

1. maggio 2003 (termine quadro per la
riscossione: 01.05.2003 - 30.04.2005; guadagno assicurato: 7'666), alla ricerca
di un impiego a tempo pieno come ingegnere di sistemi elettronici.
Precedentemente la sua iscrizione, e meglio dal 1. luglio 2002 al 30 aprile 2003,
egli ha lavorato presso la ditta __________ di __________ in qualità di
ingegnere di processo.

 

L'assicurato ha beneficiato di
indennità di disoccupazione per i mesi da maggio 2003 a gennaio 2004. Nel
periodo da settembre a dicembre 2003 il signor RI 1 ha fatto capo al guadagno
intermedio, lavorando come consulente per conto della ditta __________ di __________.

 

A decorrere dal 6 gennaio 2004
l’assicurato non figura più iscritto come persona in cerca di impiego, avendo
in data 7 gennaio 2004 iniziato a lavorare come ingegnere presso la ditta __________
in __________.

 

2.   In data 9
agosto 2004 la Cassa di disoccupazione __________ di __________ (in seguito: __________)
ha sottoposto all'Ufficio giuridico della Sezione del lavoro (in seguito: UG),
per esame e decisione, il caso del signor RI 1, con scritto del seguente
tenore:

 

"La
persona summenzionata si è iscritta presso la nostra Cassa a decorrere dal
01.05.2003 per la ricerca di un'attività a tempo pieno. L'indennità di
disoccupazione è stata versata fino al 6 gennaio 2004.

        Dall'incarto si rilevano
le seguenti informazioni:

-  L'indirizzo indicato dall'assicurato al momento
dell'iscrizione è il seguente: __________, __________ (in seguito c/o __________,
telefono n. __________

-  La dichiarazione per imposte alla fonte indica che
la moglie e i figli (ancora in giovane età) risiedono all'estero

-  Il documento E302 indica che la moglie e i figli
risiedono a __________ (__________)

-  L’ultimo datore di lavoro, la __________ di __________,
sull’attestato del datore di lavoro indica come indirizzo Via __________ a __________

-  L’assicurato ha iniziato un’attività, che è stata
indennizzata come guadagno intermedio, dal mese di settembre 2003 presso la __________
di __________. Sul contratto stipulato con questa ditta figura l’indirizzo di
Via __________ a __________ -          Sul sito internet __________ figura,
sotto la __________, il signor RI 1 residente a __________ in via __________

        Considerato
quanto sopra chiediamo:

        [...]

L'assicurato può essere ritenuto idoneo al collocamento a partire dal
01.05.2003?".

 

3.                                   Esperiti
i necessari accertamenti, segnatamente presso le Aziende Industriali di __________
(__________) __________ (cfr. scritto 31 agosto 2004 delle __________) e presso
la polizia comunale di __________ (cfr. rapporto informativo 24 settembre
2004), e dopo presa di posizione scritta dell’assicurato del 27 settembre 2004,
con decisione 5 novembre 2004 l'UG ha ritenuto che il signor RI 1, nel periodo
dal 1. maggio 2003 al 6 gennaio 2004, non adempisse i presupposti per poter
essere posto a beneficio delle indennità di disoccupazione.

 

Contro la predetta
decisione l'assicurato, per il tramite dello studio legale __________, __________,
ha interposto in data 30 novembre/1. dicembre 2004 l'opposizione qui in esame.

 

4.   A
seguito di informazioni preliminari raccolte dopo denuncia sporta in data 5
novembre 2004 dalla Sezione del lavoro nei confronti del signor RI 1 -
unitamente ai signori __________, __________ e __________ - in data 1. marzo
2005 il Ministero pubblico ha decretato il non luogo a procedimento penale,
concludendo: "[...] I fatti a carico dei denunciati hanno comportato
accertamenti che comunque non hanno permesso di confortare gli elementi
raccolti con il rigore necessario per confermare il contenuto della denuncia. I
signori RI 1, __________, __________ e __________ devono pertanto essere posti
al beneficio del dubbio e deve essere decretato il non luogo a procedere per
insufficienza di prove".

 

5.   Successivamente
all'opposizione, lo scrivente Ufficio, dopo aver personalmente sentito in data
13 giugno 2005 il signor __________, ha sottoposto all'opponente, per visione
ed eventuali osservazioni, i verbali di audizione (estratti) dei signori __________,
__________ e __________, come pure la documentazione penale acquisita presso il
Ministero pubblico e l’incarto dell’URC.

 

6.   Un assicurato
ha diritto alle indennità di disoccupazione se, tra le altre condizioni,
risiede in Svizzera (art. 8 cpv. 1 lett. c LADI).

 

Per quanto concerne il requisito della
residenza in Svizzera, il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito
che determinante non è l'esistenza di un domicilio civile in Svizzera, bensì
della residenza effettiva e, inoltre, l'intenzione di conservarla durante un
certo periodo e di farne, durante questo tempo, il centro delle proprie
relazioni personali (cfr. DTF 125 V 465 e riferimenti ivi citati).

 

L'articolo 8 cpv. 1 lett. c LADI esige
dunque una presenza qualificata nel nostro Paese. È in effetti solo restando a
diretto contatto con il mondo del lavoro nel quale intende essere reinserito,
che il disoccupato può dar prova di un serio e costante impegno nella ricerca
di un lavoro. Inoltre la presenza effettiva garantisce alle autorità competenti
la possibilità di verificare l'idoneità al collocamento e di controllare la
disoccupazione (cfr. DTF 125 V 465 e relativi riferimenti).

 

7.   Nel caso in
esame, dai documenti agli atti, emerge segnatamente quanto segue:

 

      - nel
periodo in cui il signor RI 1 è stato alle dipendenze della ditta __________ di
__________, la sua residenza era a __________ (cfr. scritto del 27 settembre
2004 all’UG). Al momento poi dell’iscrizione, in Ticino, come persona in cerca
di impiego, l'assicurato ha indicato il seguente indirizzo: __________, __________.
Va tuttavia al riguardo osservato che la predetta ditta, sull’attestato del
datore di lavoro (7 maggio 2003). Ha indicato il seguente indirizzo: Via __________,
__________ __________. Pure sul contratto di lavoro con la ditta __________ di __________
in data 1. settembre 2003 è indicato quale recapito quello in __________;

 

      - per quanto
riguarda l'appartamento a __________ (composto da due locali, oltre a cucina e
servizi), di proprietà del suocero di __________, signor __________, e che
sarebbe stato occupato dall'opponente unitamente ai signori __________, __________
e __________, va detto che non è pagata nessuna pigione, mentre le spese per la
conduzione dell'appartamento (segnatamente elettricità, riscaldamento, consumo
di acqua, canone TV, ascensore, spese generali di portineria) sarebbero poste a
carico del solo signor __________ (l'assicurato, come pure i signori __________
e __________, sarebbero infatti soltanto degli ospiti; cfr. verbale 13 giugno
2005 di __________ presso l'UG). Si osserva al riguardo che, in sede di
interrogatorio davanti alla polizia cantonale, il signor __________ ha invece
dichiarato che i costi dell'appartamento sono assunti dal suocero (cfr. verbale
9 dicembre 2004);

 

      - in __________
(__________) risiede stabilmente la sua famiglia (cfr. scritto 27 settembre
2004 all’UG, come pure il formulario E 302);

 

      - dal
verbale di interrogatorio del signor __________ davanti alla polizia cantonale,
emerge segnatamente quanto segue: "[...] Il verbalizzante mi chiede se
mi sono reso conto che attualmente, nell'appartamento di __________, non vi
sono effetti di abbigliamento che facciano pensare ad una residenza stabile di __________,
RI 1 e __________. Condivido l'osservazione del verbalizzante. Nell’appartamento
non ci sono indumenti ed effetti personali di RI 1 e __________. Questi sono
ormai mesi che non risiedono più nell’appartamento. E’ vero che è magari
capitato che hanno dormito una o due volte al mese. L’ultima forse tre
settimane orsono. Credo che loro la sera rientrino presso le loro rispettive
residenze in __________. Ognuno di noi dispone delle chiavi dell’appartamento e
di riflesso può accedere liberamente, anche per ritirare la corrispondenza
postale. ADR: che effettivamente RI 1, __________ e __________
non hanno mai risieduto stabilmente nell'appartamento di __________. Quando fui
stato d'accordo di mettere a disposizione quell'appartamento per queste
persone, era inteso che non vivessero tutti in quel posto in modo continuato. È
evidente che tutti e quattro nell'appartamento non era una situazione
gestibile. […]" (cfr.
verbale 9 dicembre 2004). Lo stesso assicurato, in sede di
interrogatorio, oltre che a confermare l’assenza di effetti suoi personali al
momento della perquisizione da parte della polizia, ha dichiarato di trascorrere
solo saltuariamente la notte nell’appartamento di __________ (situazione dal
mese di marzo 2004). Al riguardo, appare poco verosimile che l’assicurato, da
quando lavora a tempo pieno a __________ (ossia da gennaio 2004), rientri il
più delle volte in __________ dalla famiglia, mentre che invece, nel periodo in
cui controllava la disoccupazione e non faceva nessun guadagno intermedio,
risiedeva stabilmente a __________;

 

      - secondo
la polizia comunale di __________, l'appartamento di proprietà del signor __________
sarebbe vuoto almeno dal mese di dicembre 2003 (cfr. rapporto informativo 24
settembre 2004);

 

      - nel
periodo dal 23 maggio 2003 al 3 giugno 2004, il consumo di energia elettrica
per l'appartamento in oggetto è stato di soli 418 kwh, cifra che dimostra uno
scarso consumo (cfr. scritto 31 agosto 2004 delle AIL);

 

      - nel
periodo in cui la signora __________ è stata custode del condominio ove è
ubicato l'appartamento del signor __________ (1. dicembre 2003 - 30 novembre
2004), ella non ha mai visto nessuno entrare o uscire da quest'ultimo, né
constatato l'arrivo dei signori __________, RI 1, __________ e __________ con
eventuali autovetture nel garage sotterraneo (cfr. verbale di interrogatorio 14
dicembre 2004 davanti alla polizia cantonale);

 

      - dal
rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 16 dicembre 2004 emerge
segnatamente quanto segue: «[…] L'impressione emersa dalle indagini è che detto
appartamento era sfruttato come luogo d'emergenza o di comodità, a seconda
delle situazioni, per pernottamenti non regolari. Nessuno ha mai usufruito
della lavanderia ed anche il consumo di energia elettrica è stato molto ridotto
nell'ultimo anno. [...] La perquisizione effettuata il 07.12.2004 ore 0910
(vedasi doc. fotografica allegata) ci ha permesso di capire che l'appartamento
di __________, non è residenza stabile per tutte le persone oggetto del
procedimento penale in corso. All'interno dello stesso abbiamo trovato
indumenti, peraltro pochi, di __________ [...]. Per gli altri nessuna traccia
evidente di un soggiorno duraturo. […] Di RI 1 e __________ nulla è stato
rinvenuto. E’ emerso che sono ormai mesi che non abitano in quell’appartamento.
[…] Per contro egli (n.d.r. RI 1) asserisce di essere stato stabilmente a __________
durante il periodo di disoccupazione. Versione questa che è però smentita da
tutti gli altri e soprattutto da __________, la persona di riferimento che ha
messo a disposizione quell’appartamento. […] I controlli effettuati dagli
agenti, i giorni venerdì 16.09.2004 - lunedì 20.09.2004 e martedì 21.09.2004
tra le 0620 e le 0700, hanno permesso di stabilire che nessuna persona era
uscita dallo stabile. Stesse verifiche, negative, sono state effettuate il
20.09.2004 ore 1800 - 21.09.2004 ore 1930 e ore 2100 - 22.09.2004 ore 2115.
[...]

 

      - __________
ha messo l'appartamento a disposizione di __________ (suo collega di lavoro
presso la __________ di __________), __________ (una sua conoscenza dall'università)
e dell’opponente (collega di __________), dopo che gli stessi sono rimasti
senza lavoro e alla ricerca di un appartamento. Il signor __________ non ha mai
chiesto loro di contribuire alle spese, fissando tuttavia quale condizione
della loro convivenza che tutti e quattro insieme non potevano stare se non
saltuariamente (cfr. verbale 13 giugno 2005 di __________ presso l'UG);

 

      - il lavoro
di consulenza, svolto per conto della ditta __________ di __________ nel
periodo da settembre a dicembre 2003, prevedeva una presenza del signor RI 1
presso i clienti della società. I clienti della stessa, per i quali aveva un
incarico, avevano le loro sedi nelle province di __________, __________ e __________
(cfr. scritto 27 settembre 2004 dell’assicurato).

 

Ora, visto quanto precede e alla luce della menzionata
giurisprudenza, lo scrivente Ufficio ritiene che, secondo l'abituale criterio
della probabilità preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali,
il signor RI 1, nel periodo dal 1. maggio 2003 al 6 gennaio 2004, non adempia
il requisito della residenza in Svizzera ai sensi dell'articolo 8 cpv. 1 lett.
c LADI. Infatti, il centro di interessi dell'opponente risulta essere in __________,
dove vive stabilmente la famiglia. È dunque in __________, anziché in Svizzera,
che l'assicurato ha la sua residenza effettiva. L'assicurato non ha pertanto
diritto alle indennità di disoccupazione, non essendo adempiuta una delle
condizioni cumulative contemplate dall'articolo 8 LADI.

 

Le motivazioni sollevate con l'opposizione in esame non permettono
di giungere a una conclusione diversa rispetto a quanto
stabilito con la decisione contestata.

(…)" (cfr. doc. A)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA
nel quale il suo patrocinatore ha addotto che:

 

" 
(...)

6.   Preliminarmente,
sulla nozione di residenza in Svizzera

 

La Sezione del
lavoro richiama la DTF 125 V 465 e osserva che "determinante non è
l'esistenza di un domicilio civile in Svizzera, bensì della residenza effettiva
e, inoltre, l'intenzione di conservarla durante un certo periodo e di farne,
durante questo tempo, il centro delle proprie relazioni personali"
(decisione, p. 3). Passati in rassegna le emergenze istruttorie - sulle quali
si tornerà in appresso - conclude affermando che "il centro di
interessi dell'opponente risulta essere in __________, dove vive stabilmente la
famiglia" (decisione, p. 5).

 

La giurisprudenza
citata risale a prima dell'entrata in vigore della LPGA. Questa legge, che si
prefigge di coordinare e armonizzare il diritto delle assicurazioni sociali
della Confederazione, prevede all'art. 13 che una persona "ha la
propria dimora abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche
se la durata del soggiorno è fin dall'inizio limitata". Ci si può
dunque chiedere d'acchito se l'interpretazione della Sezione del lavoro della
nozione di residenza, manifestamente più restrittiva di quanto prevede il testo
della LPGA, sia conforme a questa legge (KIESER, ASTG-Kommentar, Zürich 2003,
ad art. 13 LPGA, n. 18). Lo si contesta.

 

7.   Sul
criterio probatorio adottato dalla Sezione del lavoro

 

La Sezione del
lavoro considera che "secondo l'abituale criterio della probabilità
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali, il signor RI 1,
nel periodo dal 1. maggio 2003 al 6 gennaio 2004, non adempi[e] il requisito
della resistenza (ndr. recte: residenza) in Svizzera ai sensi dell'art. 8 cpv.
1 lett. c LADI" (decisione, p. 5). Non si confronta tuttavia
minimamente con quanto emerso dall'approfondita inchiesta penale sfociata nel
decreto di non luogo a procedere 1. marzo 2005. Così facendo, oltre che a
travisare i fatti emersi in sede istruttoria (cfr. infra punto 8), si contenta
di un giudizio di mera possibilità, che la giurisprudenza unanime considera
insufficiente (DTF 115 V 142, consid. 8b, DTF 126 V 360 consid. 5b).

 

8.   Su quanto
emerso in sede istruttoria

 

La Sezione del
lavoro, al punto 7 della decisione impugnata, passa in rassegna le emergenze
istruttorie che, a mente sua, dimostrerebbero che il ricorrente, nel periodo
dal 1. maggio 2003 al 6 gennaio 2004, non adempia il requisito della residenza
in Svizzera ai sensi dell'art. 8 LADI. A torto.

Per semplicità si
riprendono qui di seguito nell'ordine gli argomenti invocati nella decisione
impugnata.

 

      A.  Non è sorprendente né strano che, durante il
periodo d'impiego presso __________ il ricorrente avesse la sua residenza a __________,
dove questa ditta ha i propri stabilimenti. __________ (__________) AG,
nonostante le precise indicazioni fornite dal ricorrente all'ufficio del
personale, ha spedito addirittura un estratto ad un precedente recapito a __________
per cui il fatto che un certificato sia stato spedito ad un indirizzo di __________ non è di nessuna rilevanza. 

 

Quanto risulta dal
contratto con __________ - peraltro perfettamente noto all'ufficio del lavoro -
è dettato unicamente da motivi d'ordine fiscale. RI 1, soggetto all'imposta
alla fonte, non poteva in alcun modo dichiarare i redditi così conseguiti in
Svizzera, che dovevano essere dichiarati in __________ dal non residente. Se il
ricorrente avesse lavorato per __________ indicando una residenza all'estero si
sarebbe reso colpevole di evasione fiscale: solo per questo motivo sul contratto
con __________ figura un indirizzo __________ (doc. A, p. 41 e p. 54).

 

      B. Riguardo all'appartamento di __________ le
testimonianze sono chiare: non c'era nessuna pigione perché l'ente appartiene
al suocero di __________, che faceva un favore a tutti gli occupanti
dell'appartamento, tra i quali il __________ stesso.

 

      C. Il fatto che la famiglia risieda in __________ non
permette di concludere alcunché circa la residenza di RI 1. È perfettamente
comprensibile che dopo aver perso il lavoro il ricorrente non si sia
precipitato a trasferire moglie e figli piccoli in Svizzera. Senza contare poi
che un trasferimento in Svizzera di tutta la famiglia avrebbe comportato spese
aggiuntive importanti (per un appartamento più grande, alimenti, ecc.) alle
quali RI 1 non poteva neppure far fronte. I figli del ricorrente sono ancora
piccoli. La moglie necessita anche dell'aiuto dei propri genitori che risiedono
vicino a __________.

 

      D. Le dichiarazioni di __________ vengono riprodotte
solo parzialmente e travisate dall'Ufficio. Vale invece al riguardo quanto
accertato dal PP, senza nessuna smentita e senza nessuna prova contraria da parte
dell'Ufficio (decreto di non luogo, spec. punto 6).

D'altra parte il
teste, in un passaggio (significativamente!) non ripreso dall'Ufficio, ha
aggiunto una precisazione importante riguardo alla continuità con cui il
ricorrente occupava l'appartamento di __________ e, meglio, riguardo alla sua
dichiarazione secondo cui "era inteso che non vivessero tutti in quel
posto in modo continuato". Ha infatti specificato che questa sua
affermazione era unicamente riferita alla contemporaneità con cui gli occupanti
occupavano l'appartamento (cfr. verbale __________), non invece alla continuità
della residenza.

 

      E. Tutti i controlli e perquisizioni sono avvenute mesi
e mesi dopo che RI 1 aveva già cessato di percepire le indennità di
disoccupazione. Vale ancora una volta quanto accertato, senza smentite di
sorta, dal PP.

 

F.  Il consumo di energia non dice
nulla. Il ricorrente partiva la mattina presto e rientrava tardi la sera. Non
consumava praticamente mai pasti a casa. Per contenere i costi accessori, in
cambio anche della possibilità di occupare senza pagare pigione alcuna un
appartamento del suocero di un amico (signor __________), RI 1 mangiava spesso
fuori.

 

      G. Le dichiarazioni della custode, al pari delle
perquisizioni e di tutti gli altri accertamenti di cui alle tavole processuali,
si riferiscono ad un periodo successivo all'uscita di RI 1 dalla
disoccupazione.

Nel mese di dicembre
2003 RI 1 ha ritrovato un impiego. Durante quel mese, tenuto conto anche delle
festività natalizie e del fatto che la portinaia aveva appena cominciato il suo
lavoro, è perfettamente comprensibile che RI 1 non sia stato notato, ciò che
non legittima in alcun modo la drastica conclusione di cui alla decisione
impugnata.

 

      H. Riguardo al rapporto di polizia vale quanto detto
per le perquisizioni e gli altri rilievi: trattasi di accertamenti sommari e
riferiti a periodi diversi a quello decisivo (maggio 2003 - gennaio 2004) per
giudicare la posizione del ricorrente.

 

      I.   Riguardo all'appartamento di __________ si rinvia
a quanto detto sopra, in particolare riguardo alla contemporaneità - comunque
data (p. es. uno degli inquilini, __________, dormiva in soggiorno, verbale 27
agosto 2004, p. 1).

 

      J.  Il lavoro temporaneo presso __________ dimostra
l'impegno dimostrato dal ricorrente nel ritrovare un impiego. Il fatto che
alcuni clienti di questa ditta abbiano prevalentemente le loro sedi "nelle
province di __________, __________ e __________ " (decisione, p. 5),
senza nessun ulteriore approfondimento, non è di nessuna rilevanza: RI 1, per l'estrema
saltuarietà di questa attività e la locazione dei clienti, ha sempre mantenuto
residenza stabile a __________.

Mentre lavorava per __________
RI 1 ha trovato un'occupazione in Svizzera presso __________ di __________,
dove lavora ancora attualmente. Ciò dimostra, da un lato, che il legame con la
Svizzera è forte e radicato al punto da giustificare l'abbandono di un posto di
lavoro in Italia per un nuovo lavoro in Svizzera; d'altro lato, che il
ricorrente ha sempre fatto tutto quanto si poteva esigere da lui per rientrare
- come in effetti è stato - nel circuito lavorativo.

 

9.   Sul comportamento del ricorrente
e sulla mancata informazione da parte dell'Ufficio

 

Il ricorrente - lo
attestano gli atti - si è dato sempre molto da fare per ritrovare un impiego.
Questo dimostra che, in definitiva, RI 1 ha sempre mantenuto intensi legami con
il mondo del lavoro svizzero soddisfacendo appieno a quanto richiesto dall'art.
8 LADI.

     Dal canto suo
l'Ufficio del lavoro, oltre che interpretare come si è visto in modo errato e
sfacciatamente severo l'art. 8 LADI e quanto emerge dalle tavole processuali,
viene addirittura meno ai propri obblighi, specialmente nella misura in cui
solo in sede di opposizione azzarda tutta una serie di contestazioni riguardo
all'impiego temporaneo di RI 1 presso __________ di __________.

L'Ufficio è sempre
stato perfettamente informato di quanto l'assicurato ha intrapreso sempre e
solo nell'ottica di ritrovare al più presto un impiego. Sapeva in particolare
dell'attività presso __________, ha ricevuto copia del relativo contratto e
tutte le informazioni del caso (cfr. attestati di guadagno intermedio; cfr.
verbale 7 ottobre 2003 con la consulente URC __________). Pur a conoscenza di
tutto questo l'Ufficio non ha mai sollevato obiezione alcuna né informato
l'assicurato circa le conseguenze che l'avvio di un'attività di consulenza per
conto di __________, __________ avrebbe potuto comportare riguardo ai suoi
diritti verso la disoccupazione. A queste condizioni appare evidente che la
buona fede del ricorrente debba essere tutelata e che, di contro, debba essere
sanzionato l'operato dell'Ufficio, lesivo di quanto previsto agli art. 27 LPGA
e 19a OADI. 

Si rileva d'altra
parte che RI 1 ha accettato la collaborazione con __________ anche su richiesta
e pressione dell'URC che (legittimamente!) incita chi cerca lavoro ad accettare
ogni tipo di impiego, anche temporaneo o retribuito meno di quanto esigerebbe
la formazione del disoccupato (in questo caso un dottore in fisica). Ciò ad
ulteriore dimostrazione e riprova della buona fede e dell'impegno di RI 1, che
sempre si è attenuto alle richieste ed indicazioni dell'URC.

(…)." (cfr. doc. I, pag. 2-6)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 10 ottobre 2005 la Sezione del lavoro ha chiesto di respingere il
ricorso e si è riconfermata nelle proprie allegazioni (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   Con scritto
27 marzo 2006 il TCA ha comunicato alle parti il deposito dell’incarto del
ministero pubblico concernente i signori RI 1, __________, __________ e __________
(NLP 2005/845; già acquisito agli atti della causa __________ contro Sezione
del lavoro Ufficio giuridico [38.2005.80]) e ha assegnato un termine di 10
giorni per prenderne visione e per presentare osservazioni scritte in merito
(cfr. doc. V).

 

                                         Il 7
aprile 2006 il rappresentante dell’assicurato ha preso visione dell’incarto
penale depositato (cfr. doc. VI).

 

                                         Dopo la
chiesta proroga del termine la Sezione del lavoro ha preso visione dell’incarto
penale depositato e, con scritto 11 aprile 2006, ha comunicato al TCA di riconfermarsi
nella propria risposta di causa (cfr. doc. VII, VIII e IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1° giugno
2002 è entrato in vigore l'accordo del 21 giugno 1999 tra la Confederazione
Svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi Stati membri, dall'altra,
sulla libera circolazione delle persone (ALC), che regola, in particolare nel
suo Allegato II, il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (art. 8
ALC).

 

                                         L'ALC si
applica alla presente fattispecie visto che all’assicurato, con decisione del 5
novembre 2004 confermata con decisione su opposizione del 29 luglio 2005 (cfr.
doc. 12 e A), è stato negato il diritto alle indennità di disoccupazione
durante il periodo dal 1° maggio 2003 al 6 gennaio 2004 (cfr. DTF 128 V 315,
consid. 1b/bb, pag. 317 e DTF 130 V 156, consid. 5, pag. 160-162).

                                         I
presupposti materiali per stabilire se l’assicurato ha diritto alle indennità
di disoccupazione a contare dal 1° maggio 2003, si determinano in ogni caso
secondo il diritto svizzero.

 

                                         Infatti,
anche a seguito dell'entrata in vigore dell'ALC, il Regolamento (CEE) n.
1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi
di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi ed ai
loro famigliari che si spostano all'interno della Comunità, cui rinvia l'art. 1
cpv. 1 Allegato II ALC, rimanda a tale normativa (cfr. STFA dell’11 gennaio
2005 nella causa D., U 271/03, consid. 1.3). Così, in virtù dell'art. 13
paragrafo 2 lettera a) del Regolamento, con riserva degli articoli da 14 a 17,
la persona che esercita un’attività subordinata nel territorio di uno stato
membro è soggetta alla legislazione di tale Stato anche se risiede nel
territorio di un altro Stato membro o se l’impresa o il datore di lavoro da cui
dipende ha la propria sede o il proprio domicilio nel territorio di un altro
Stato membro.

                                         Orbene,
l’attività subordinata esercitata dall’assicurato prima di iscriversi in
disoccupazione è stata svolta in territorio elvetico. Più precisamente l’ultimo
rapporto di lavoro dell’assicurato è stato quello con la ditta __________ a __________
(cfr. doc. 19/O, 19/Q, 19/R, 19/S e 19/V).

                                         Donde
l'applicabilità dell'ordinamento svizzero.

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se a ragione oppure no, all’assicurato è stato negato il diritto
alle indennità di disoccupazione dal 1° maggio 2003 al 6 gennaio 2004.

 

                                         In tale
contesto va ricordato che il 1° luglio 2003 è entrata in vigore la terza
revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14
del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728
segg.).

 

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio
le norme di diritto materiale in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie rilevante (cfr. DTF 130 V 329; DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003
ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.).

                                         Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 29 luglio 2005).

                                         Nel caso
in esame la Sezione del lavoro ha negato il diritto dell'assicurato alle
indennità di disoccupazione a far tempo dal 1° maggio 2003. A quel momento la
terza revisione della LADI non era ancora entrata in vigore e, per quanto
riguarda le prestazioni versate all’assicurato dal 1° maggio al 30 giugno 2003,
essa non può dunque essere presa in considerazione.

 

                                         In ogni
caso, per quanto riguarda le norme della legge qui applicabili, che verranno
menzionate successivamente, la terza revisione della LADI non ha apportato
alcuna modifica.

 

                               2.3.   Perché
un assicurato possa pretendere l'indennità di disoccupazione, egli deve, tra
l’altro, risiedere in Svizzera (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. c LADI).

                                         In deroga all’ art. 13
LPGA (Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali
[LPGA], entrata in vigore il 1° gennaio 2003, qui applicabile e secondo il
quale: “Il domicilio di una persona è determinato secondo le disposizioni degli
articoli 23-26 del Codice civile [cpv. 1]. Una persona ha la propria dimora
abituale nel luogo in cui vive per un periodo prolungato, anche se la durata
del soggiorno è fin dall’inizio limitata [cpv. 2].”), gli stranieri senza
permesso di domicilio sono considerati residenti in Svizzera, fintanto che vi
dimorano in virtù di un permesso di dimora per l'esercizio di un'attività
lucrativa o in virtù di un permesso stagionale (cfr. art. 12 LADI).

 

                               2.4.   In
una sentenza del 20 settembre 1989, pubblicata parzialmente in DTF 115 V 448 e
riportata integralmente da Cattaneo (cfr. Cattaneo, "Les mesures
préventives et de rédaptation de I'assurance-chômage", Ed. Helbing &
Lichtenhahn, Basilea e Francoforte sul Meno, pag. 422-424), il Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA) ha stabilito che determinante, nel contesto
dell'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, non è l'esistenza di un domicilio civile in
Svizzera, bensì quella della residenza effettiva (cfr. DTF 115 V 448-449).

                                         In quell’occasione l’Alta
Corte ha stabilito che, giusta l’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI, il diritto
all’indennità di disoccupazione suppone la residenza effettiva in Svizzera
nonché l’intenzione di conservarla per un determinato periodo e di farne il
centro delle relazioni personali.

                                         Così, nel caso che era
chiamata a giudicare, la nostra Massima istanza giudiziaria ha stabilito che un
cittadino svizzero che aveva affittato un appartamento in Francia, ma risiedeva
a Ginevra, adempiva il presupposto dell'art.
8 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. D. Cattaneo, op. cit., p. 424, no 685).

 

                                         Questo
Tribunale, in una sentenza dell'8 giugno 1993 nella causa V. (AD 79/93)
confermata dal TFA con decisione del 16 novembre 1993 (C 130/93), ha invece
negato il diritto alle indennità di disoccupazione ad una lavoratrice
frontaliera che non risiedeva in Svizzera.

 

                                         In un'ulteriore sentenza del 6 settembre 1999,
pubblicata in DTF 125 V 465, il TFA, oltre a richiamare i criteri e i principi
applicabili all'interpretazione di un accordo internazionale, ha stabilito che
la giurisprudenza sviluppata in relazione all'art. 8 cpv. 1 lett. c LADI non
viola l'art. 20 lett. a della Convenzione n. 168 dell'organizzazione
internazionale del lavoro (OIL) concernente la promozione dell'impiego e la
protezione contro la disoccupazione del 21 giugno 1988 (RS 0.822.726.8; RU 1991
1914; in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991). Contestualmente la nostra
Massima Istanza ha pure ribadito la validità della propria giurisprudenza che
subordina il diritto all'indennità di disoccupazione alla residenza effettiva
in Svizzera, così come all'intenzione di conservarla durante un certo periodo e
di farne, durante questo tempo, il centro delle proprie relazioni.

                                         In
particolare il TFA ha sottolineato che:

 

"  (…)

Orbene non si vede come la suddetta giurisprudenza relativa
all'art. 8 cpv.
1 lett. c LADI esigente una presenza qualificata nel nostro Paese possa essere
contraria alla Convenzione. In effetti, solo restando a diretto contatto con il
mondo del lavoro nel quale intende essere reinserito il disoccupato può dar
prova di un serio e costante impegno nella ricerca di un lavoro. Inoltre la
presenza effettiva garantisce alle autorità competenti la possibilità di
verificare l'idoneità al collocamento e di controllare la disoccupazione.
Ridurre tale presenza a qualche ora al giorno, come richiesto dal ricorrente,
equivarrebbe a non far obbligo agli interessati di mettersi nella situazione di
concretamente poter reperire un impiego. Con un simile sistema verrebbe
garantita solo I'indennizzazione degli assicurati, mentre sarebbe disatteso
l'altro intento contenuto nella Convenzione, quello della promozione del pieno
impiego, intento che può essere concretizzato solo con un disciplinamento che
favorisca la ricerca di un'occupazione. La giurisprudenza di questa Corte che
subordina il diritto all'indennità di disoccupazione, oltre che alla residenza
effettiva in Svizzera, anche all'intenzione di conservarla durante un certo
periodo e di farne - durante questo tempo - il centro delle proprie relazioni
personali non è quindi in contrasto con il diritto convenzionale, questo a
prescindere dal fatto che ciò non esclude necessariamente per l'interessato la
possibilità di avere il domicilio all'estero presso la propria famiglia.
(...)."

(cfr. DTF 125 V 465, consid. 5, pag. 468-469)

 

                                         Nel caso che era chiamata
a giudicare, l'Alta Corte, accogliendo il gravame e rinviando gli atti
all'amministrazione cantonale, ha poi concluso che:

 

"  (…)

Orbene, per attestare la sua effettiva residenza in Svizzera il
ricorrente rileva in particolare di avere avuto a disposizione una camera
presso il "Personalhaus" dell'ex-datore di lavoro. A comprova di
quanto affermato esibisce una dichiarazione 18
dicembre 1996 di quest'ultimo,
da cui si evince che l'interessato, quale dipendente della ditta L. SA, abitava
durante tutto l'anno nel "Personalhaus". Per contro, nulla si rileva
per quanto concerne il periodo dopo il licenziamento.

In effetti, nell'incarto manca qualsivoglia documento attestante
una costante presenza sul mercato del lavoro svizzero per consentire al giudice
di statuire. Si rende pertanto necessario un complemento d'Istruttoria.

(...)." (cfr. DTF 125 V
465, consid. 6, pag. 469-470)

 

                                         Chiamata
a pronunciarsi circa la residenza di un assicurato che aveva beneficiato del
diritto alle indennità di disoccupazione durante un primo termine quadro dal 1°
gennaio 1997 al 31 dicembre 1998 e in seguito dal 1° maggio al 21 novembre
1999, il TFA ha confermato la decisione con la quale all’assicurato è stato
negato, con effetto retroattivo a contare dal 1° maggio 1999, il diritto alle
indennità di disoccupazione in quanto non residente in Svizzera.

                                         L’Alta
Corte ha pure confermato la decisione con la quale allo stesso assicurato è
stata chiesta la restituzione delle prestazioni già versate.

                                         In
quell’occasione la nostra Massima Istanza ha sviluppato, in particolare, le
seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

    3.- Auf Grund der Akten steht fest, dass der
Beschwerdeführer ab 1. September 1997 ein separat vermietetes Zimmer einer
3-Zimmer-Wohnung im Parterre der Liegenschaft Strasse A.________ in Basel
gemietet hatte. Am 28. April 1999 kündigte er dieses Mietverhältnis mit Wirkung
per 31. Juli 1999. Gemäss seinen eigenen Angaben bewohnte er in der Folge ein
anderes Zimmer derselben Wohnung zusammen mit dessen Mieter, C.________, der
sich meistens in Italien aufgehalten und dem er, der Beschwerdeführer, seinen Mietanteil
jeweils in bar, ohne Quittung, bezahlt habe. Die Beschwerdegegnerin geht
demgegenüber davon aus, dass der Beschwerdeführer nicht an der Strasse
A.________ in Basel, sondern in Frankreich gewohnt habe. Sie stützt sich dabei
einerseits auf den Umstand, dass die Ehefrau des Beschwerdeführers (die Heirat
fand am 15. Mai 1999 statt) mit dem 1995 geborenen gemeinsamen Sohn während des
vorliegend relevanten Zeitraums in Frankreich wohnte, und andererseits auf die
Ergebnisse der Abklärungen des KIGA, welche gezeigt hätten, dass sich der
Beschwerdeführer praktisch nie an der Strasse A.________ aufgehalten habe.

     4.- a) Die Vorinstanz hat das Erfordernis
des gewöhnlichen Aufenthalts in der Schweiz während des Bezugs der Arbeitslosenentschädigung
ab 1. Mai 1999 zu Recht als nicht erfüllt beurteilt: Zunächst bestehen bereits
in Bezug auf die erste Rahmenfrist für den Leistungsbezug (1. Januar 1997 bis
31. Dezember 1998) Unklarheiten, denn der Beschwerdeführer macht keine Angaben
über die Zeit vor der Miete des Zimmers an der Strasse A.________ per 1.
September 1997, und schon anlässlich des Beratungsgesprächs vom 1. Dezember
1997 wurde die Unzustellbarkeit der Kassenabrechnung (es handelte sich offenbar
um die Abrechnungen für September und Oktober 1997) vermerkt. Für den
vorliegend relevanten Zeitraum ist durch den Rapport vom 17. Dezember 1999 über
die polizeiliche Observation erwiesen, dass der Beschwerdeführer während der
Zeit vom 28. Oktober 1999 bis 17. Dezember 1999 an der Strasse A.________ nie
anbetroffen wurde. Der Beschwerdeführer lässt es an einer plausiblen Erklärung
darüber fehlen, wo er sich während und vor dieser fast zweimonatigen
Observierungsperiode aufgehalten hat. Die Folgerung, er habe bei Ehefrau und
Sohn im nahe gelegenen Frankreich geweilt und dort auch den Mittelpunkt seiner
Lebensbeziehungen gehabt, drängt sich unter diesen Umständen auf.

 

     b) Die in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde
erhobenen Einwände gegen die Verwertbarkeit und Aussagekraft der Ergebnisse der
polizeilichen Observierung sind nicht stichhaltig:

 

     aa) Die unterzeichnete Notiz des Gfr
S.________ vom 17. Dezember 1999, aus welcher hervorgeht, dass die Wohnung an
der Strasse A.________ vom 28. Oktober 1999 bis 17. Dezember 1999 durch zwei
Polizeibeamte zu verschiedenen Tages- und Nachtzeiten observiert wurde, wobei
festgestellt wurde, dass sich "in dieser Wohnung überhaupt nichts
tat" und der Beschwerdeführer auch nie betroffen werden konnte, genügt der
Protokollierungspflicht. Eine detailliertere Rapportierung über einen so
einfachen Sachverhalt kann nicht verlangt werden.

 

     bb) Da die Observierung ergab, dass sich in
der fraglichen Wohnung überhaupt nichts tat, bestand keine Notwendigkeit, eine
anwesende Person zu identifizieren. Zudem begegneten die zum Treffen mit dem
KIGA und dem Beschwerdeführer vom 17. Dezember 1999 aufgebotenen Beamten, darunter
DetKpl W.________, der an der Observierung beteiligt war, bei dieser
Gelegenheit dem Beschwerdeführer. DetKpl W.________ konnte daher durchaus
angeben, ob er den Beschwerdeführer während der Observierungszeit gesehen
hatte. Der Einwand, die observierenden Beamten hätten den Beschwerdeführer
nicht gekannt und könnten deshalb nicht beurteilen, ob er sich in der
fraglichen Wohnung aufgehalten habe, ist haltlos.

(…)." (cfr. STFA del 31 luglio 2001 nella causa P., C 303/00)

 

                                         L’Alta
Corte si è confermata nella propria giurisprudenza in una decisione del 19
luglio 2002 nella causa D. (C 337/01) nella quale, in particolare, ha ribadito
che:

 

" 
(…)

Entgegen den vorinstanzlichen Ausführungen ist
für die Beurteilung des Wohnens in der Schweiz nach Art. 8
Abs. 1 lit. c AVIG nicht der zivilrechtliche Wohnsitz nach Art. 23 ff.
ZGB massgebend. Vielmehr ist diese Anspruchsberechtigung erfüllt, wenn sich der
gewöhnliche Aufenthalt der versicherten Person in der Schweiz befindet, sie die
Absicht hat, diesen Aufenthalt während einer gewissen Zeit aufrecht zu
erhalten, und zudem ihr Lebensmittelpunkt in der Schweiz liegt (BGE 125 V 466 Erw.
2a mit Hinweisen).

Die Voraussetzung des Wohnens in der Schweiz muss
nicht nur bei Eintritt des Versicherungsfalles, sondern während des gesamten
Zeitraums, für welchen Leistungen geltend gemacht werden, erfüllt sein (SVR
1996 ALV Nr. 77 S. 236 Erw. 3a).

(…)." (cfr. la STFA succitata)

 

                                         In quell’occasione l’Alta
Corte ha concluso che:

 

"  (…)

Das Erfordernis des Wohnens in der Schweiz im
Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG ist nicht
erfüllt, da der Beschwerdeführer sich mehrheitlich in Deutschland aufhielt und
sein Lebensmittelpunkt bei seiner Familie in Deutschland lag; daran ändert auch
der Umstand nichts, dass der Versicherte weiterhin in Basel gemeldet war und
dort seine Steuern beglich.

(…)." (cfr. la STFA succitata)

 

                                         In un’altra decisione del
22 ottobre 2002 nella causa S. (C 34/02) l’Alta Corte si è
riconfermata nella giurisprudenza sviluppata nell’ambito dell’art. 8 cpv. 1
lett. c LADI e, in particolare, ha osservato che:

 

" 
(…) Diese zentrale Anspruchsvoraussetzung ist
Ausfluss des im Leistungsbereich der Arbeitslosenentschädigung geltenden
Verbots des Leistungsexports, welches im Interesse der Missbrauchsverhütung
aufgestellt worden ist. Bei im Ausland wohnenden Personen wäre die Überprüfung
und Kontrolle der Anspruchsvoraussetzungen, namentlich der Arbeitslosigkeit,
verunmöglicht (vgl. zum Ganzen Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundes-verwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit,
Rz. 138).

(…)." (cfr. la STFA succitata)

 

                                         Sempre
riguardo al presupposto del diritto alle indennità di cui all’art. 8 cpv. 1
lett. c LADI vedi inoltre STFA del 9 aprile 2003 nella causa F.
(C121/02); STFA del 26 maggio 2003 nella causa S. (C 226/02) e
STFA del 22 settembre 2003 nella causa I. (C 153/03).

 

                               2.5.   In una recente decisione del
6 marzo 2006 nella causa B. (C290/03), la nostra Massima Istanza ha stabilito
che le norme che regolano il guadagno intermedio vanno applicate anche quando
il guadagno intermedio è realizzato all’estero e, circa il presupposto del
diritto alle indennità di cui all’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI ha confermato la
propria giurisprudenza sviluppando le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

6.1 In der Verwaltungsverfügung wurde die
Verneinung der Anspruchsberechtigung insbesondere damit begründet, dass die
Versicherte im fraglichen Zeitraum nicht im Sinne von Art.
8 Abs. 1 lit. c AVIG in der Schweiz gewohnt habe. Diese Auffassung
vertritt auch das seco in seiner Vernehmlassung. Es geht unter Berufung auf das
Urteil M. vom 27. Juni 2000, C 313/99, davon aus, dass entscheidend sei, ob
sich die versicherte Person an denjenigen Tagen, für die sie Leistungen
beanspruche, tatsächlich in der Schweiz aufgehalten habe.

 

6.2 Das "Wohnen" in der Schweiz im
Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG ist nicht im
Sinne des zivilrechtlichen Wohnsitzes zu verstehen, sondern setzt den
gewöhnlichen Aufenthalt in der Schweiz voraus; verlangt werden der tatsächliche
Aufenthalt in der Schweiz und die Absicht, diesen Aufenthalt während einer
gewissen Zeit aufrechtzuerhalten und hier in dieser Zeit auch den Schwerpunkt
der Lebensbeziehungen zu haben (BGE 125 V 466 Erw. 2a, 115 V 448; Urteile S.
vom 26. Mai 2003, C 226/02, Erw. 1.1 und 2.2, F. vom 9. April 2003, C 121/02,
Erw. 2.2, S. vom 13. März 2002, C 149/01, Erw. 2, P. vom 31. Juli 2001, C
303/00, Erw. 2, Erbengemeinschaft A. vom 19. April 2001, C 330/99, Erw. 3c).
Zweck dieses Erfordernisses ist es, die Kontrolle der Anspruchsvoraussetzungen
zu ermöglichen (BGE 125 V 468 Erw. 5, 115 V 449; erwähnte Urteile C 226/02,
Erw. 1.1, C 121/02, Erw. 2.2, sowie C 330/99 Erw. 3c und 3h).

 

6.3 Zwar verbietet es diese Zwecksetzung, die zu Art. 42 Abs. 1 AHVG ergangene Rechtsprechung, wonach das
Aufenthaltsprinzip bestimmte kurz- oder längerfristige Auslandaufenthalte
zulässt (BGE 111 V 182 f.), unbesehen auf Art. 8 Abs. 1
lit. c AVIG zu übertragen (erwähntes Urteil C 330/99, Erw. 3h; vgl. auch
BGE 115 V 449). Doch ist, wie schon aus dem in der Rechtsprechung verwendeten
Ausdruck "gewöhnlicher Aufenthalt" folgt, auch im Rahmen von Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG nicht ein ununterbrochener
tatsächlicher Aufenthalt im Inland erforderlich (vgl. erwähntes Urteil C
153/03, Erw. 3; Rubin, a. a. O., S. 117; vgl. auch - e contrario - erwähnte
Urteile C 149/01, Erw. 3, und C 330/99, Erw. 3g am Ende). Das Fortdauern des
gewöhnlichen Aufenthalts in der Schweiz setzt aber unter anderem voraus, dass
trotz Unterbrüchen des tatsächlichen Aufenthaltes weiterhin eine enge Verbindung
mit der hiesigen Arbeitswelt besteht (nicht veröffentlichtes Urteil G. vom 30.
November 1999, C 183/99; vgl. auch BGE 125 V 469). Keinesfalls genügt es für
die Bejahung eines gewöhnlichen Aufenthalts, wenn sich der Bezug zur Schweiz
auf die regelmässige Rückkehr zwecks Erfüllung der Kontrollvorschriften
beschränkt (z. B. nicht veröffentlichtes Urteil H. vom 30. Dezember 1997, C
272/96).

 

6.4 Davon, dass ein Anspruch auf
Arbeitslosenentschädigung nicht von vornherein auf jene Tage beschränkt ist, an
denen sich die betroffene Person tatsächlich in der Schweiz aufhält, ging das
Eidgenössische Versicherungsgericht insbesondere im bereits erwähnten Urteil I.
vom 22. September 2003, C 153/03, aus. Dieses betrifft einen Bühnenbildner, der
ab 1. Juli 2001 aufgrund eines einjährigen Dienstvertrages an einem deutschen Theater
zu einem für die Bestreitung der Lebensunterhaltskosten nicht ausreichenden
Lohn arbeitete und in Deutschland auch über eine Wohnung verfügte bzw. eine
solche mitbenutzte, dabei aber aufgrund seines eher seltenen Berufs und seines
fortgeschrittenen Alters sich weiträumig bewerben und bereit sein musste, im
deutschsprachigen Raum eine zweite Arbeitsstelle anzunehmen, im Oktober 2001
eine medizinische Behandlung in der Schweiz durchführen liess und von Januar
bis März 2002 ein Engagement an einem in der Schweiz gelegenen Theater eingehen
konnte. Streitig war, ob der Betroffene von Juli bis Dezember 2001 im Sinne von
Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG in der Schweiz wohnte. Das
Eidgenössische Versicherungsgericht wies die Sache ans kantonale Gericht
zurück, damit dieses hinsichtlich des gewöhnlichen Aufenthalts bzw.
Lebensmittelpunkts in der fraglichen Zeit weitere Abklärungen treffe und
hernach über die Beschwerde neu entscheide. Wäre ein gewöhnlicher Aufenthalt
und damit das Wohnen in der Schweiz im Sinne von Art. 8
Abs. 1 lit. c AVIG allein wegen des mit dem ausländischen Arbeitsort verbundenen
Auslandaufenthalts zu verneinen gewesen, hätten sich Abklärungen zur Frage des
Lebensmittelpunktes erübrigt.

 

6.5 Vorliegend von der im Urteil C 153/03
gewählten Auslegung abzuweichen, besteht kein Anlass. Den gewöhnlichen
Aufenthalt in der Schweiz bei einer Person, die, ohne von der Möglichkeit des
Art. 69 Abs. 1 der Verordnung Nr. 1408/71 Gebrauch gemacht zu haben, einen
Zwischenverdienst im Ausland erzielt, bei in der Schweiz verbleibendem
Schwerpunkt der Lebensbeziehungen einzig wegen des durch diese Erwerbstätigkeit
bedingten vorübergehenden Auslandaufenthalts zu verneinen, liefe nämlich darauf
hinaus, eine Person nur deshalb mit einem Rechtsnachteil zu belegen, weil sie
mit einem ausländischen statt inländischen Zwischenverdienst den Erwerbsausfall
mindert und ihre Chancen auf dem Arbeitsmarkt verbessert. Dies liesse sich nach
dem in Erw. 5.4 hievor Gesagten mit dem verfassungsmässigen Gebot der
rechtsgleichen Behandlung nicht vereinbaren. Demnach kann an dem vom seco
zitierten (älteren) Urteil C 313/99, soweit sich diesem eine vom Urteil C
153/03 abweichende Auslegung entnehmen lässt, nicht festgehalten werden.

 

6.6 Was den vorliegend zu beurteilenden
Sachverhalt betrifft, so arbeitete die Beschwerdeführerin in den Monaten
Oktober bis Dezember 2002 in Deutschland als Schauspielerin für die Firma
X.________. In der Bescheinigung über Zwischenverdienst für den Monat Oktober
2002 wurde angegeben, die Versicherte werde voraussichtlich bis Ende November
2002 weiter beschäftigt. Sowohl in der November- als auch in der
Dezember-Bescheinigung wurde die Frage, ob die Versicherte noch weiter
beschäftigt werde, verneint, die Frage, wer gekündigt habe, durchgestrichen und
als Grund der Vertragsauflösung "Ende des Vertrages" genannt. Aus
diesen drei Zwischenverdienstbescheinigungen ist zu schliessen, dass es sich -
wie bei Filmproduktionen zu erwarten - nicht um eine auf längere Zeit angelegte
Anstellung, sondern um einen (vielleicht nach einer anfänglich noch kürzeren
Laufzeit) zunächst bis Ende November befristeten und anschliessend um wenige
Wochen verlängerten Vertrag handelte. Die Versicherte suchte während ihres
vorübergehenden Auslandaufenthaltes weiterhin auch in der Schweiz nach einer
Stelle. Unter diesen Umständen kann in Ermangelung von Anhaltspunkten dafür,
dass der Aufenthalt in Deutschland anderen Zwecken als der Ausübung des
Zwischenverdienstes gedient hätte, nicht angenommen werden, der Schwerpunkt der
Lebensbeziehungen der Versicherten habe sich während des streitigen Zeitraums
nicht mehr in der Schweiz befunden und die Versicherte habe keine enge
Verbindung mit der schweizerischen Arbeitswelt mehr aufgewiesen. Dies gilt umso
mehr, als die Beschwerdeführerin gemäss ihren glaubhaft erscheinenden und von
keiner Seite angezweifelten Angaben in Deutschland in Hotels übernachtete und
insbesondere an den Wochenenden an ihren schweizerischen Wohnort zurückkehrte,
wo sie ihre Beziehungen zu Familie, Partner und Freundeskreis aufrechterhielt.
Der Ort ihres gewöhnlichen Aufenthalts lag demnach nach wie vor in der Schweiz,
sodass ein Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung für die Zeit vom 1. Oktober 2002
bis zum 22. Dezember 2002 auch nicht mit der Begründung verneint werden kann,
die Beschwerdeführerin habe die in Art. 8 Abs. 1 lit. c
AVIG vorgesehene Voraussetzung des Wohnens in der Schweiz nicht erfüllt.

(…)." (cfr. STFA del 6 marzo 2006 nella causa B., C 290/03)

 

                                         Su questo tema vedi pure
la STFA del 12 aprile 2006 nella causa T., C 339/05.

 

                               2.6.   La giurisprudenza appena
riprodotta conserva la propria validità anche dopo l’entrata in vigore della
LPGA.

                                         Al riguardo, evidenziando
la differenza dei termini utilizzati nelle due disposizioni – “domicilio”
all’art. 13 cpv. 1 LPGA e “risiede” all’art. 8 cpv. 1 LADI – e considerato che
l’art. 8 cpv. 1 lett c LADI non rinvia esplicitamente al concetto di domicilio
di cui all’art. 13 cpv. 1 LPGA, Kieser nel suo Commentario
osserva che:

 

" 
(…) Keine ausdrückliche Abweichung von Art. 13
ATSG findet sich allerdings in Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG. Dort wird der Begriff
des „Wohnens“ verwendet, wobei diese Anspruchsvoraussetzung nach dem
bisherigen Praxis nur als erfüllt angenommen wurde, wenn auch der tatsächliche
Aufenthalt besteht. Weil es in Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG an einem asdrücklichen
Verweis auf den Wohnsitzbegriff von Art. 13 Abs. 1 ATSG fehlt und weil diese
Bestimmung nicht von Wohnsitz, sondern vom „Wohnen“ spricht, kann aus
der Wohnsitzdefinition von Art 13 Abs. 1 ATSG nicht abgeleitet werden, es
reiche – ausserhalb des Anwendungsbereiches von Art. 12 AVIG – in der ALV aus,
den zivilrechtlichen Wohnsitzbegriff zu erfüllen (vgl. dazu auch GERHARDS,
Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, 112, v.a. Rz. 9 und 12
f.). Eine solche Änderung einer zentralen Anspruchsvoraussetzung kann ohne
gesetzgeberischen Willen, der sich den Materialien jedoch keineswegs entnehmen
lässt (vgl. BBl 1999 4553, wonach am bisherigen Anspruchssystem nichts geändert
werden soll), nicht angenommen werden. Damit ergibt sich, dass – auch ohne
Kennzeichnung einer Abweichung in Art. 8 Abs. 1 lit. c AVIG – die bisherige
Praxis weiterhin massgebend ist. (…).“

(cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess 2003,
ad Art. 13, n. 18, pag. 137)

 

                                         In
questo senso si esprimono anche E. Imhof e C. Zünd in un contributo titolato
“ATSG und Arbeitsloesenversicherung” pubblicato in SZS 2003, pag. 291 (296 nota
19 a pié pagina che rinvia alla giurisprudenza sopra citata).

                                         Gli
stessi autori rilevano tuttavia che “Anders als hier vertreten wird, hält UELI
KIESER, a.a.O. (Fn. 1), Art. 13 Rz. 18, die Kennzeichnung einer ausdrücklichen
Abweichung im Rahmen von Art. 8 Abs. 1 lit. c für grundsätzlich notwendig,
dagegen nicht im Rahmen von Art. 12 AVIG.“ (cfr. RSZ 2003, pag. 296,
nota 20 a pié pagina).

                               2.7.   Nell’evenienza concreta dagli
atti di causa risulta che l’assicurato si è iscritto al collocamento il 1°
maggio 2003 rivendicando da quella data il diritto a prestazioni (cfr. doc. 19/O
e 19/V).

                                         Precedentemente
l’assicurato, dopo la chiusura degli stabilimenti di __________ della __________
(ditta presso la quale ha lavorato dal 17 settembre 2001 al 30 giugno 2002), si
è trasferito a __________ dove ha lavorato per la __________ dal 1° luglio 2002
al 30 aprile 2003 (cfr. doc. 19/Q, 19/U e 21).

                                         Durante il periodo di
disoccupazione l’assicurato ha conseguito un guadagno intermedio durante i mesi
da settembre a dicembre 2003 lavorando quale consulente presso la __________ di
__________ e dal 7 gennaio 2004 è occupato a tempo pieno presso la ditta __________
con sede a __________ (cfr. doc. 13 e da 19/C a 19/H).

 

                                         Nella sua lettera del 27
settembre 2004 alla Sezione del lavoro l’assicurato ha, tra l’altro, dichiarato
che: “(…) durante il periodo di disoccupazione ho avuto la mia residenza
stabile a __________ in __________, presso l’appartamento del sig. __________,
condiviso da altri due coinquilini oltre a me ed il proprietario (…).” (cfr.
doc. 13).

 

                                         In sede di ricorso il
rappresentante dell’assicurato ha contestato puntualmente le argomentazioni
addotte dall’amministrazione e, in particolare, ha sostenuto che la Sezione del
lavoro non si sarebbe confrontata con le emergenze penali (decreto di non luogo
a procedere) accontentandosi di un giudizio di mera possibilità (cfr. consid.
1.3).

 

                                         Al riguardo il TCA rileva
innanzitutto che per il solo fatto che il magistrato penale abbia concluso che
non è provato che l’assicurato non abbia risieduto a __________ (cfr. inc.
penale doc. XVI acquisito agli atti sub inc. 30.2005.80, Decreto di non luogo a
procedere del 1° marzo 2005 NLP 845/2005), non è possibile concludere il
contrario e meglio che egli vi abbia risieduto.

 

                                         Infatti nel settore delle
assicurazioni sociali non si esige la prova
piena come il giudice civile o, in modo ancor più rigoroso, il giudice penale,
ritenuto che in quest'ultima evenienza per il principio "in dubio pro
reo" l'incertezza profitta all'accusato (cfr. DTF 126 V 319 consid.
5a; Piquerez, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 102 pag. 22 e n. 1918
pag. 403).

                                         Il
TFA ha ricordato questi principi in una sentenza del 15 gennaio 2001 nella
causa P.-B., pubblicata in RDAT II-2001 N. 91 pag. 378, e ha sottolineato che
conformemente al criterio della probabilità preponderante il giudice delle
assicurazioni sociali, dopo un'analisi ed una valutazione oggettiva delle
prove, deve seguire quella rappresentazione fattuale che ritiene essere la più
verosimile tra i vari scenari possibili.

 

                                         Nel verbale d’interrogatorio
7 dicembre 2004 dell’assicurato si legge, in particolare, che:

 

"  (…)

Secondo la Sezione del lavoro, risulta che Lei ha percepito dalla
cassa disoccupazione __________ di __________, per il periodo maggio
2003/gennaio 2004 la somma di CHF 39'690.85. In questo periodo sembra che Lei
non fosse residente in Svizzera.

Rispondo che in quel periodo avevo la mia residenza stabile a __________,
nell’appartamento di __________.

 

D 5:  chi potrebbe confermare questa sua
dichiarazione?

R 5:  tutti
i miei co-inquilini, ossia __________, __________, __________ e mia moglie che
era a casa da sola.

 

(…)

 

D 7:  ci
sono altre persone, non interessate in questa vicenda, che potrebbero
testimoniare la sua presenza permanente nell’appartamento di __________ durante
il periodo di disoccupazione?

R 7:  non me ne vengono in mente.

(…).” (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale
d’interrogatorio di RI 1, 7 dicembre 2004)

 

                                         Nei rispettivi
interrogatori i suoi co-inquilini hanno, in particolare, rilasciato le seguenti
dichiarazioni:

 

"  (…)

L’interrogante mi chiede cosa posso dire circa la residenza di RI
1, __________ e __________ nell’appartamento di __________.

Io ribadisco che risiedo a __________ regolarmente, per gli altri
posso solo dire che loro sono più frequentemente su __________ e quindi non
sono in grado di quantificare le loro presenze a __________.

 

ADR:  che
nel corso di questo ultimo anno ritengo che abbiamo dormito almeno in due,
sommando le singole notti, complessivamente per qualche mese. Come già detto
non so essere più preciso, gli altri risponderanno per quanto li concerne.

(…)." (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale
d’interrogatorio di __________, 7 dicembre 2004)

 

"  (…)

ADR:  che
effettivamente RI 1, __________ e __________ non hanno mai risieduto stabilmente
nell’appartamento di __________ Quando fui stato d’accorso di mettere a
disposizione quell’appartamento per queste persone, era inteso che non
vicessero tutti in quel posto in modo continuato. E’ evidente che tutti e
quattro nell’appartamento non era una situazione gestibile.

 

ADR:  che
rarissimamente mi è capitato di dormire a __________ con tutte le persone
poc’anzi menzionate. Forse è capitato al massimo dieci volte, e questo comunque
non in tempi recenti ma all’inizio del 2004.

 

ADR:  che
la persona che maggiormente pernotta a __________, oltre al sottoscritto, è __________.
Anche lui va a periodi. Ad esempio di recente era a __________ per un problema
di salute della moglie. Comunque lui, durante la settimana, pernotta almeno due
o tre notti. Succede anche che lui sia presente a __________ anche il fine
settimana.

(…)." (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale
d’interrogatorio di __________, 9 dicembre 2004)

 

"  (…)

Confermo che negli ultimi mesi mi sono fermato raramente a dormire
a __________. Intendo dire da giugno ad oggi. A luglio ero in ferie. Da quel
periodo in poi mi era stato negato il diritto al sussidio di disoccupazione e
pertanto le mie possibilità di spostamento si erano ridotte.

E’ anche vero che nei mesi precedenti, durante il mio periodo di
disoccupazione (ndr. termine quadro per la riscossione dal 01.05.2003 al
31.04.2004), rimanevo poche sere a settimana a dormire a __________. Primo
perché nel frattempo avevo un lavoro a __________, questo a partire dal giugno
2003. Secondo per il fatto che a volte rientrare da __________ su __________
era poco pratico. Io ho una famiglia a __________ ed era importante essere
assieme a mia moglie ed ai miei figli di 2 e 3 anni.

Il verbalizzante mi dice di quantificare queste mie presenze
nell’appartamento di __________, dopo il maggio 2003 ed io rispondo che a volte
rimanevo due o tre volte a settimana, altre volte meno. La mia presenza si
giustificava quando avevo ad esempio dei colloqui per trovare un posto di
lavoro o per presentarmi alla cassa disoccupazione o all’URC.

 

ADR:  che
è vero che nell’appartamento di __________ non abbiamo mai abitato tutti
assieme, intendo dire io, RI 1, __________ e __________. E’ capitato molto
raramente, credo cinque o sei notti, che abbiamo dormito assieme.

 

ADR:  che
io, quando rimanevo a dormire, usufruivo del divano letto nel soggiorno. __________
e __________, almeno cosi mi sembra, dormivano nella camera da letto mentre RI
1 nel letto pieghevole in soggiorno.

 

ADR:  che
è giusto dire che prevalentemente nell’appartamento di __________ risiedevano __________
e __________.

(…)." (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale
d’interrogatorio di __________, 13 dicembre 2004)

 

                                         Ora, da quanto appena
esposto non risulta in alcun modo che, durante il periodo da maggio 2003 a
gennaio 2004, l’assicurato ha avuto la sua residenza effettiva e stabile a
Paradiso.

 

                                         Non solo, il ricorrente
non ha neppure provato, e di questo ne deve portare le conseguenze (circa
l’obbligo di collaborare e le conseguenze dell’assenza di prova cfr. DLA 2001
N. 12, consid. 2b, pag. 145; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01;
STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 9 maggio 2001 nella
causa Z., P 36/00; STFA del 9 maggio 2001 nella causa L., P 52/00; SVR 1995 AHV
Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pag. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264
consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; G. Beati
"Relazione tra diritto civile e assicurazioni sociali. Introduzione e
principi generali. La recente giurisprudenza del TFA.", atti della
giornata di studio del 1° giugno 1992, CFPG fascicolo 8, pag. 1 seg.
(3). Su questi aspetti, cfr. inoltre: J. L. DUC, “Les assurances sociales en
Suisse”, Losanna 1995, pag. 827-828 e TH. Locher, “Grundriss des
Sozialversicherungsrecht” Berna 1997, pag. 339-341 il quale rileva che
“besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne
Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.),
che durante l’asserita residenza a Paradiso il centro delle proprie relazioni era
in Svizzera.

 

                                         Al contrario, sempre
durante il suo interrogatorio 7 dicembre 2004, l’assicurato ha affermato che:

 

"  (…)

In effetti io solo saltuariamente trascorro la notte
nell’appartamento di __________. Preciso che solamente da qualche mese
trascorro la notte saltuariamente a __________ perché rientro in __________
dalla mia famiglia. Io sono sposato con __________ e dalla nostra unione
abbiamo avuto due figli.

Quando dico saltuariamente intendo dire una a tre volte al mese,
quando faccio tardi al lavoro. Per le mie necessità familiari preferisco,
quando possibile, rientrare dalla mia famiglia.

Questa è la situazione attuale, intendo dire dal marzo 2004 ad
oggi. Per contro, in passato, risiedevo stabilmente in quell’appartamento,
soprattutto nel periodo di disoccupazione in quanto dovevo eseguire le ricerche
di lavoro, come di volta in volta concordato con l’ufficio di collocamento di __________.

(…)." (cfr. doc. XVI/1 sub. inc 38.2005.80, verbale
d’interrogatorio di RI 1, 7 dicembre 2004)

 

                                         Va qui ricordato che per
concludere circa l’esistenza di un’effettiva residenza in Svizzera in ogni caso
non basta che l’assicurato ritorni regolarmente in Svizzera allo scopo di
ossequiare i suoi obblighi di disoccupato.

                                         Infatti, nella STFA del 6 marzo
2006 nella causa B. (C 290/03) (citata in esteso al consid. 2.5),
il TFA si è così espresso: “(…) Das Fortdauern des gewöhnlichen Aufenthalts in der
Schweiz setzt aber unter anderem voraus, dass trotz Unterbrüchen des tatsächlichen
Aufenthaltes weiterhin eine enge Verbindung mit der hiesigen Arbeitswelt
besteht (nicht veröffentlichtes Urteil G. vom 30. November 1999, C 183/99; vgl.
auch BGE 125 V 469). Keinesfalls genügt es für die Bejahung eines
gewöhnlichen Aufenthalts, wenn sich der Bezug zur Schweiz auf die regelmässige
Rückkehr zwecks Erfüllung der Kontrollvorschriften beschränkt (z. B. nicht
veröffentlichtes Urteil H. vom 30. Dezember 1997, C 272/96). (…).“ (cfr.
la STFA succitata, la sottolineatura è del redattore).

 

                                         In simili circostanze, in applicazione dell'abituale criterio della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 19
ottobre 2004 nella causa G., C 78/04, consid. 3; STFA del 15 marzo 2004 nella
causa P.B., C 292/02; STFA del 24 settembre 2003 nella causa R., C 281/02,
consid. 1.3.2; STFA del 2 settembre 2003 nella causa C., U 319/02, consid. 1.3;
STFA del 14 aprile 2003 nella causa M., U 165/02, consid. 1.2; STFA del 18
settembre 2001 nella causa W., C 264/99; STFA del 28 novembre 2000 nella causa
S., H 407/99, consid. 5b; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00,
consid. 2b; STFA del 23 dicembre 1999 nella causa F., C 341/98, consid. 3; RDAT II-2001 N. 91 pag. 378; SVR 2001 KV N. 50 pag. 145; DTF 126 V
322 consid. 5a; DTF 125 V 195 consid. 2; SZS 1993 pag. 106
consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC
1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a,
DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989
pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63), viste le risultanze
appena riprodotte e alla luce della giurisprudenza citata (cfr. consid. 2.4 e 2.5), questo Tribunale deve concludere che durante il periodo
in cui è stato disoccupato l’assicurato non risiedeva in Svizzera ai sensi
dell’art. 8 cpv. 1 lett. c LADI.

 

                                         Di conseguenza, secondo
questo Tribunale, a ragione la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha
stabilito che dal 1° maggio 2003 al 6 gennaio 2004 l’assicurato non adempie i
presupposti per poter essere posto al beneficio delle indennità di
disoccupazione.

 

 

                                         Infine, l'assicurato non
può neppure pretendere il diritto alle prestazioni fondandosi sull'art. 27 cpv.
2 LPGA (cfr. consid. 1.3 punto 9 e DTF 131 V 472). Infatti, da una parte, è
stato l'assicurato stesso, sul formulario "Domanda d'indennità di
disoccupazione" a dichiarare di essere domiciliato a __________ (cfr. doc.
19 V) e, d'altra parte, il conseguimento di un guadagno intermedio all'estero
non esclude il diritto a beneficiare delle indennità di disoccupazione per
delle persone che hanno la residenza effettiva nel nostro paese (cfr. STFA del
6 marzo 2006 nella causa B., C 290/03).

 

                                         La decisione su
opposizione impugnata deve pertanto essere confermata e il ricorso respinto.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti