# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 91e2b2c0-d03a-51a5-9be0-2b51b8737f4b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-02-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.02.2025 D-5559/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5559-2023_2025-02-12.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-5559/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 2  f e b b r a i o  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Markus König;  

cancelliere Matteo Piatti. 
 

 
 

Parti 
 A.______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato da Elisabetta Luda,  

SOS Ticino Consultorio Giuridico, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 12 settembre 2023 / N (…). 

 

 

 

D-5559/2023 

Pagina 2 

Visto: 

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in Svizzera il 17 luglio 

2022, 

il verbale dell’audizione del 27 giugno 2023,  

la decisione del 12 settembre 2023, con la quale la Segreteria di Stato della 

migrazione (di seguito: SEM) ha negato al richiedente la qualità di rifugiato, 

ha respinto la domanda d'asilo e pronunciato il suo allontanamento dalla 

Svizzera, incaricando il Canton B.______ dell’esecuzione di tale misura,  

il ricorso inoltrato il 12 ottobre 2023 (data d’entrata: 13 ottobre 2023) al 

Tribunale amministrativo federale (in seguito: Tribunale), con cui il 

ricorrente conclude, secondo il senso, all'annullamento della decisione 

impugnata, al riconoscimento della qualità di rifugiato nonché alla 

concessione dell'asilo e, in subordine, alla concessione dell'ammissione 

provvisoria in Svizzera; ch’egli presenta altresì una domanda di 

concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, con 

protesta di spese e ripetibili, 

lo scritto del 3 aprile 2024 con cui l’insorgente ha ritrasmesso un mezzo di 

prova,  

la decisione incidentale del 16 luglio 2024, mediante la quale il Tribunale 

ha respinto la richiesta di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio, 

invitando il ricorrente a versare un anticipo spese, tempestivamente 

corrisposto il 26 luglio 2024,  

il complemento ricorsuale del 29 gennaio 2025,  

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 2 LAsi) contro una 

decisione in materia di asilo della SEM (artt. 6 e 105 LAsi e 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c 

nonché 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

D-5559/2023 

Pagina 3 

che i ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 

lett. e LAsi) e la sentenza è motivata soltanto sommariamente (art. 111a 

cpv. 2 LAsi); che, nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio 

degli scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, 

che in materia d’asilo, il potere di cognizione del Tribunale e le censure 

ammissibili sono disciplinati dall’art. 106 cpv. 1 LAsi (cfr. art. 62 cpv. 4 PA; 

2014/1 consid. 2; DTAF 2014/26 consid. 5 secondo cui, in materia di diritto 

degli stranieri, resta censurabile l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA),  

che a sostegno della propria domanda, il ricorrente ha sostanzialmente 

addotto di aver svolto, dal 2012 in poi, diverse attività per il Partito 

Democratico dei Popoli (HDP); che tra il 2018 e il 2022 sarebbe stato 

interrogato e trattenuto più volte dalla polizia e dai servizi segreti, i quali lo 

avrebbero minacciato e intimato di lavorare per loro al fine di ottenere 

informazioni sull’HDP; che avendo rifiutato, teme quindi la morte in caso di 

rimpatrio; che a causa delle sue condivisioni politiche effettuate sui social 

media, in Turchia sarebbero inoltre pendenti nei suoi confronti delle 

procedure penali per i reati di insulto al Presidente della Repubblica e per 

propaganda per un’organizzazione terroristica, la cui pena prevista 

soddisferebbe le condizioni per la detenzione in carcere, per cui vi sarebbe 

un rischio di essere sottoposto a persecuzioni rilevanti per l’asilo,  

che giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese 

d'origine o d'ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore 

d'essere esposte a tali pregiudizi; sono pregiudizi seri segnatamente 

l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 

cpv. 2 LAsi), 

che il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi comprende nella sua 

definizione un elemento oggettivo, in rapporto con la situazione reale, e un 

elemento soggettivo; che sarà quindi riconosciuta come rifugiata la 

persona che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi (elemento 

oggettivo) di temere (elemento soggettivo) di essere esposta, in tutta 

verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (per i 

dettagli, cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 consid. 2.5),  

 

D-5559/2023 

Pagina 4 

che stando agli atti prodotti dinanzi alla SEM – ovvero all’atto d’accusa del 

(…) 2022 e alla susseguente decisione del (…) 2022 di “ammissione” e di 

“accompagnamento coattivo” (già emesso con decisione del (…) 2022) – il 

ricorrente sarebbe accusato di “insulti pubblici al Presidente della 

Repubblica in maniera concatenata” perpetrati nelle condivisioni sui social 

media tra il luglio e l’agosto 2022, nella cui procedura si sarebbe già tenuta 

un’udienza giudiziaria – in sua assenza – il (…) 2023 (cfr. mezzi di prova 

[mdp] SEM n. 11-16),  

che, in fase di ricorso, egli ha prodotto ulteriori documenti giudiziari, ossia 

un nuovo atto d’accusa (…) 2023 per il reato di insulto al Presidente a 

fronte delle condivisioni sui social media effettuate nel mese di novembre 

2022 (cfr. atto TAF n. 1/3), degli estratti dal portale UYAP/ 

e-Devlet attestanti la presenza di due mandati di accompagnamento 

coattivo per il reato di insulto al Presidente (cfr. atti TAF n. 1/4 e 1/6) nonché 

di un mandato di accompagnamento coattivo per il reato (commesso in 

data 8 settembre 2022) di propaganda per un’organizzazione terroristica 

(cfr. atto TAF n. 1/5) e, infine, una comunicazione della Direzione generale 

della sicurezza del Ministero degli Interni turco del (…) 2023 nella quale è 

indicato che il ricorrente si troverebbe in Svizzera e che sarebbe ricercato 

per i reati di cui sopra (cfr. atti TAF n. 1/7 e 3/1),  

che mediante complemento ricorsuale del 29 gennaio 2025, l’insorgente 

ha presentato sei ulteriori documenti giudiziari non tradotti, datati (…); che 

il più recente è il verbale d’udienza del (…) 2024, allestito nell’ambito del 

procedimento penale per il reato di insulto al presidente (cfr. atto TAF n. 

9),  

che, tuttavia, come correttamente concluso dalla SEM, le inchieste penali 

in parola non risultano pertinenti per la qualità di rifugiato (art. 3 LAsi),  

che nella sua recente sentenza di riferimento E-4103/2024 dell’8 novembre 

2024, il Tribunale ha infatti trattato la rilevanza delle procedure penali 

turche avviate per i reati di insulto al presidente (art. 299 del codice penale 

turco [Türk Ceza Kanunu, di seguito: TCK]) e di propaganda a favore di 

un’organizzazione terroristica secondo l’art. 7 cpv. 2 della legge 

antiterrorismo turca (legge n. 3713, di seguito: Legge antiterrorismo) – 

come nella presente fattispecie – stabilendo che il semplice fatto che siano 

pendenti delle inchieste presso il ministero pubblico turco per i reati 

succitati, anche in combinazione tra loro, non costituisce un fondato timore 

di subire, con verosimiglianza preponderante, delle persecuzioni in un 

prossimo futuro ai sensi dell’art. 3 LAsi (sentenza del TAF E-4103/2024 

dell’8 novembre 2024 consid. 8.8 [sentenza di riferimento]),  

D-5559/2023 

Pagina 5 

che, pertanto, la procedura penale avviata per il reato di propaganda per 

un un’organizzazione terroristica, che si trova ancora in una fase 

d’inchiesta (posta l’assenza di uno specifico atto d’accusa), non costituisce 

d’acchito un valido motivo d’asilo,  

che, inoltre, la giurisprudenza ha stabilito che non sussistono valide ragioni 

per ammettere che, in maniera generale, le persone oggetto di un 

procedimento penale per i reati succitati debbano temere un politmalus in 

senso assoluto o relativo, imponendosi piuttosto un esame specifico delle 

circostanze del caso concreto (cfr. sentenza E-4103/2024 consid. 8.7.3; 

per la rilevanza di un procedimento penale ai fini del riconoscimento della 

qualità di rifugiato, cfr. DTAF 2020 VI/4 consid. 6.2; 2014/28 consid. 8.3.1; 

2013/25 consid. 5.1),  

che per quanto attiene al procedimento penale per il reato di insulto al 

presidente, occorre quindi confermare la valutazione giuridica dell’autorità 

inferiore, rilevando anzitutto che l’insorgente è incensurato; ch’egli non 

presenta un profilo politico di rilievo e non appare come un oppositore 

politico in grado di suscitare l’attenzione delle autorità turche; che, infatti, 

egli era un semplice membro dell’HDP (partito legale in Turchia) e, stando 

alle sue dichiarazioni, faceva l’autista e si occupava prevalentemente della 

distribuzione di giornali e volantini, della preparazione di riunioni e inviti, 

nonché della raccolta di fondi (cfr. atto SEM n. 22/11, D46-51; mdp SEM n. 

2); che, pertanto, la sua persona non risulta particolarmente esposta sul 

piano politico, ciò che rafforza la discrepanza tra l’immagine di oppositore 

che l’interessato cerca di proiettare – insistendo sulle presunte implicazioni 

politiche costituite dalle inchieste penali nei suoi confronti – e la realtà della 

sua effettiva partecipazione politica; che, di riflesso, le fotografie e i filmati 

attestanti l’attivismo politico in patria, poi proseguito sul territorio svizzero 

in occasione di alcune sporadiche manifestazioni (cfr. mdp SEM n. 3 e 4; 

atto TAF n. 1/h), non permettono di giungere a diversa conclusione,  

che non si può quindi ragionevolmente ammettere che lo Stato turco abbia 

un concreto interesse a condannare o sottoporre l’insorgente a 

maltrattamenti e torture in caso di arresto o detenzione, posto altresì ch’egli 

non ha un legame reale o supposto con il Partito dei Lavoratori del 

Kurdistan (PKK); che, in questo senso, va escluso che, in caso di una 

condanna, egli verrà condannato ad una pena assortita da un politmalus 

(cfr. sentenze del TAF D-2219/2024 del 28 novembre 2024 consid. 7.1; 

E-4468/2024 del 19 novembre 2024 consid. 6.3; D-6167/2024 del 19 

novembre 2024; E-4103/2024 consid. 9.4), 

D-5559/2023 

Pagina 6 

che riguardo alle asserite molestie, minacce e pressioni da parte della 

polizia e dei servizi segreti al fine di collaborare con loro come informatore 

(cfr. atto SEM n. 22/11 D36 seg., D52-62), il ricorrente contesta altresì la 

conclusione dell’autorità inferiore, secondo cui egli potrebbe stabilirsi a 

C.______ per sottrarvisi; che, in particolare, egli sostiene di essere 

schedato anche in tale città a causa della sua partecipazione a 

manifestazioni politiche (cfr. ricorso, pag. 4; atto SEM n. 22/11 D64-66),  

che, in proposito, il Tribunale giudica anzitutto che la SEM ha menzionato 

la città di C._______ soltanto a titolo d’esempio; che, inoltre, il ricorrente 

non ha censurato la constatazione dell’autorità inferiore, secondo cui le 

pressioni delle autorità sono circoscritte a livello locale, rispettivamente 

regionale; che, pertanto, appare sostenibile pretendere ch’egli, celibe e 

senza figli (cfr. atto SEM n. 22/11 D67-70), si trasferisca altrove all’interno 

della Turchia, per sottrarsi alle presunte molestie delle autorità,  

che, per il resto, conviene rinviare ai corretti accertamenti e alle motivazioni 

indicate nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata 

adesione (art. 109 cpv. 3 LTF per rinvio dell’art. 4 PA),  

che, visto quanto precede, i motivi addotti dall’interessato non risultano 

determinanti ai sensi dell’art. 3 LAsi,  

che per quanto concerne il riconoscimento della qualità di rifugiato e la 

concessione dell'asilo, la decisione impugnata va pertanto confermata, 

che, di norma, se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la 

SEM pronuncia l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione, 

tenendo conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi),  

che, nello specifico, il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle 

quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo 

allontanamento dalla Svizzera (cfr. art. 14 cpv. 1 seg. e 44 LAsi nonché art. 

32 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 

1999 [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2013/37 consid. 4.4), 

che, nel ricorso, l’insorgente censura tuttavia che, in caso di rientro in 

Turchia, rischierebbe di essere esposto a una pena o a un trattamento 

vietato dall’art. 3 CEDU, per cui l’esecuzione dell’allontanamento sarebbe 

inammissibile e inesigibile,  

 

D-5559/2023 

Pagina 7 

che giusta l'art. 83 della legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 

dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), applicabile per rinvio dell'art. 44 LAsi, 

l'esecuzione dell'allontanamento dev’essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), 

ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 

LStr); che qualora non sia adempiuta una di queste condizioni, la SEM 

dispone l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 LStrI),  

che, nello specifico, non risultano anzitutto impedimenti sotto l'aspetto della 

possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStrI),  

che a norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera, 

che su questo punto il ricorrente non può, per i motivi già enucleati, 

prevalersi del principio del divieto di respingimento in quanto non dispone 

della qualità di rifugiato (art. 5 cpv. 1 LAsi); che, in siffatte circostanze, non 

v’è pure motivo di considerare l’esistenza di un rischio personale, concreto 

e serio di essere esposti ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 

CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. 

tortura, RS 0.105), posto inoltre ch’egli non soffre di gravi e straordinari 

problemi di salute rientranti nella restrittiva giurisprudenza della Corte 

europea dei diritti dell’uomo (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili 

contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 segg., confermata 

nella sentenza Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, 57467/15, 

§§ 121 segg.; DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2),  

che l'esecuzione dell'allontanamento risulta pertanto ammissibile, 

che giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione non può essere 

ragionevolmente esigibile qualora, nello stato di origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a 

situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica,  

che per invalsa giurisprudenza, in Turchia non vige attualmente un 

contesto di guerra, guerra civile o violenza generalizzata riguardante 

l'integralità del territorio; che ciò vale anche per le province di Hakkâri e 

Şırnak (cfr. sentenza E-4103/2024 consid 13.2 e 13.4.8),  

D-5559/2023 

Pagina 8 

che il ricorrente proviene inoltre da una provincia che non è stata colpita 

dai sismi del 2023; ch’egli è un uomo giovane e in salute, celibe e senza 

figli, proviene da una famiglia in buone condizioni economiche e dispone 

di una vasta esperienza lavorativa nonché di un’intatta rete sociale nel 

Paese d’origine (cfr. atto SEM n. 22/11 D4, D31 segg., D67-70, D38-40); 

che non è quindi verosimile che l’interessato riscontrerà difficoltà eccessive 

nell’ambito della sua reintegrazione lavorativa e sociale,  

che l'esecuzione dell'allontanamento si rivela dunque ragionevolmente 

esigibile,   

che, ciò posto, la decisione avversata va quindi confermata anche in 

materia di esecuzione dell’allontanamento,  

che, in esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale o 

in un accertamento inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 

106 cpv. 1 LAsi); che il ricorso va quindi respinto e la decisione avversata 

confermata,  

che visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– vanno 

poste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 

3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, 

RS 173.320.2]) e sono prelevate dall’anticipo versato il 22 luglio 2024,  

che questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF),  

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-5559/2023 

Pagina 9 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

importo è prelevato dall’anticipo spese versato il 26 luglio 2024. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità 

cantonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Matteo Piatti  

 

 

Data di spedizione: