# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a443e4ba-f9e9-513e-b399-121834b26e58
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-04-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.04.2015 D-1174/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1174-2015_2015-04-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte IV 

D-1174/2015 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  a p r i l e  2 0 1 5  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Markus König, Claudia Cotting-Schalch,  

cancelliera Zoe Cometti. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), e la figlia 

B._______, nata il (…), 

Nigeria, 

rappresentate dal lic. iur. Mario Amato, 

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione  

(SEM; già Ufficio federale della migrazione, UFM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (Dublino); 

decisione della SEM del 4 febbraio 2015 / N […] 

 

 

D-1174/2015 

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Fatti: 

A.  

Il 23 novembre 2014 A._______, cittadina nigeriana, ha presentato 

domanda d'asilo in Svizzera. 

Nel corso dell'audizione sulle generalità avvenuta il 3 dicembre 2014, ella 

ha dichiarato di essere all'ottavo mese di gravidanza e di essere fuggita 

dalla Nigeria a seguito della morte del suo fidanzato. La richiedente 

sarebbe espatriata il 21 novembre 2014 con un volo da Lagos a Milano. 

Ella ha dichiarato di aver viaggiato con un passaporto britannico, dotato di 

visto per gli Stati Uniti e intestato a C._______, nata il (…). Dopo aver fatto 

scalo, probabilmente, in Ghana, la richiedente sarebbe giunta in Italia il 

22 novembre 2014 e, passati senza problemi i controlli all'aeroporto, 

avrebbe preso un treno dalla stazione di Milano. Una volta giunta a 

Chiasso, l'interessata ha quindi depositato domanda d'asilo in Svizzera. 

Durante l'audizione sulle generalità, tra le altre cose, è stato concesso il 

diritto di essere sentito circa un'eventuale evasione della sua domanda 

d'asilo tramite una decisione di non entrata nel merito ai sensi dell'art. 31a 

cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31) con il relativo trasferimento verso l'Italia. Il 

15 dicembre 2014 la SEM (di seguito: SEM; già Ufficio federale della 

migrazione, UFM) ha attivato una procedura Dublino inoltrando alle autorità 

italiane una richiesta di presa in carico dell'interessata. 

B.  

In data 23 dicembre 2014 A._______ ha dato alla luce B._______, la quale 

è stata quindi inclusa nella domanda d'asilo. 

C.  

Il 27 gennaio 2015 le autorità italiane competenti hanno espressamente 

accettato la richiesta di presa in carico concernente A._______ 

(cfr. atto A21/1). 

D.  

Con decisione del 4 febbraio 2015, notificata alle richiedenti in data 

18 febbraio 2015 (cfr. avviso di ricevimento agli atti), l'autorità inferiore non 

è entrata nel merito della domanda d'asilo, ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b 

LAsi; ha pronunciato il trasferimento delle interessate verso l'Italia ed 

ordinato lo stesso al più tardi il giorno seguente la scadenza del termine di 

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ricorso, indicando che un eventuale ricorso non avrebbe avuto effetto 

sospensivo. 

E.  

Il 25 febbraio 2015 (cfr. data del plico raccomandato; data d'entrata: 

26 febbraio 2015) le interessate hanno inoltrato ricorso al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro suddetta decisione. 

Le insorgenti hanno concluso all'annullamento della decisione impugnata, 

alla restituzione degli atti all'autorità inferiore affinché questa provveda ad 

acquisire dall'Italia la garanzia concreta ed individuale che le interessate 

verranno ospitate in strutture adeguate e alla concessione dell'effetto 

sospensivo. Oltre a quanto sopra, le interessate hanno chiesto al Tribunale 

l'esenzione dal pagamento di un anticipo a copertura delle presumibili 

spese processuali, con protestate tasse, spese e ripetibili. 

F.  

Il 27 febbraio 2015 il Tribunale ha ordinato supercautelarmente la 

sospensione dell'esecuzione dell'allontanamento delle interessate dalla 

Svizzera. 

G.  

Con decisione incidentale del 3 marzo 2015 il Tribunale ha accolto l'istanza 

di concessione dell'effetto sospensivo al ricorso ed esentato le ricorrenti 

dal versamento di un anticipo a copertura delle spese processuali ed ha 

invitato l'autorità inferiore ad inoltrare una risposta al ricorso. 

H.  

La SEM ha inoltrato le sue osservazioni in data 11 marzo 2015, 

confermando la decisione del 4 febbraio 2015 ed invitando il Tribunale a 

respingere il ricorso. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

 

 

 

Diritto: 

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1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

La SEM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi). 

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. 

Le ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità 

inferiore, sono particolarmente toccate dalla decisione impugnata e 

vantano un interesse degno di protezione all'annullamento o alla 

modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto sono 

legittimate ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). 

3.  

Nella decisione impugnata la SEM ha pronunciato l'allontanamento delle 

ricorrenti verso l'Italia e considerato l'esecuzione dello stesso come 

ammissibile e ragionevolmente esigibile. La SEM ha sottolineato che, 

conformemente alla sentenza Tarakhel, le autorità italiane avrebbero, di 

una maniera generale, confermato per iscritto alla SEM che tutte le famiglie 

con bambini minorenni saranno accolte in strutture adatte alla loro età e 

che l'unità del nucleo famigliare sarà mantenuta. Inoltre, prima del 

trasferimento delle interessate la SEM provvederà a richiedere delle 

garanzie esplicite specifiche alla loro situazione e soltanto in caso di 

ottenimento di tali garanzie, esse verranno allontanate verso l'Italia. In 

questo senso l'autorità inferiore ritiene che non esistano concreti motivi per 

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credere che, una volta rientrate in Italia, le ricorrenti potranno trovarsi in 

una situazione esistenziale critica. 

Nel ricorso le insorgenti hanno ritenuto insufficiente il modo di procedere 

della SEM; in particolare richiedendo delle garanzie esplicite e specifiche 

alla loro situazione soltanto in occasione dell'organizzazione del 

trasferimento, le ricorrenti resterebbero prive di tutela giurisdizionale nel 

caso in cui suddette garanzie non dovessero essere date. Alla luce delle 

molteplici critiche mosse al sistema italiano d'accoglienza dei richiedenti 

l'asilo, in particolar modo dei casi Dublino, circa il rispetto degli standard 

europei e dell'art. 3 CEDU, le ricorrenti sono dell'opinione che per 

ottemperare alle esigenze enunciate nella sentenza Tarakhel la SEM 

debba ottenere, prima dell'emanazione della sua decisione, garanzie 

concrete ed individuali che le interessate, una volta in Italia, verranno 

ospitate in strutture adeguate. 

Nella sua presa di posizione dell'11 marzo 2015, la SEM ha evidenziato 

come nella sentenza Tarakhel, pur ritenendo che un trasferimento senza 

previe garanzie specifiche ed individuali da parte delle autorità italiane 

costituirebbe una violazione dell'art. 3 CEDU, la CorteEDU non 

determinerebbe il momento preciso nel quale tali garanzie debbano essere 

a disposizione della autorità svizzere. Pertanto, a mente dell'autorità 

inferiore, appare chiaro che tali verifiche costituiscano un aspetto delle 

modalità del trasferimento e non, come avanzato dalle ricorrenti, un 

requisito necessario per pronunciare il rinvio. 

4.  

4.1 Giusta l'art. 12 PA, l'autorità accerta d'ufficio i fatti. Quest'ultima deve 

procedere all'accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente 

rilevanti. D'un lato, v'è un accertamento inesatto dei fatti quando la 

decisione si fonda su fatti incorretti e non conformi agli atti, e dall'altro lato, 

v'è un accertamento incompleto dei fatti quando non è tenuto conto di tutte 

le circostanze di fatto giuridicamente rilevanti (cfr. DTAF 2012/21 consid. 

5.1; KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und 

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3a ed. 2013, n. 1043, pagg. 369 

seg.). 

 

4.2 Ai sensi dell'art. 61 cpv. 1 PA, l'autorità decide la causa o 

eccezionalmente la rinvia, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore. Ciò 

conviene allorquando è necessario procedere all'accertamento di ulteriori 

circostanze di fatto o effettuare una dettagliata amministrazione delle 

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prove, anziché procedere a sanatoria in sede di ricorso (cfr. DTAF 2009/53 

consid. 7.3; cfr. KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, op. cit., n. 1155, pagg. 403 seg.). 

In casu, il Tribunale ritiene giudizioso, per i motivi che seguono, rinviare la 

presente causa alla SEM con istruzioni vincolanti per l'emanazione di una 

nuova decisione, giacché non può nella fattispecie ed in questa sede 

essere compito del Tribunale accertare i fatti giuridicamente rilevanti 

precludendo di conseguenza alle ricorrenti un'istanza di ricorso. 

4.3 Sulla questione delle garanzie questo Tribunale si è pronunciato in una 

recente giurisprudenza, segnatamente sentenza del TAF  

E-6629/2014 del 12 marzo 2015 (prevista per la pubblicazione), 

riprendendo quanto stabilito nella sentenza della Grande camera della 

CorteEDU in re Tarakhel contro Svizzera del 4 novembre 2014, 29217/12, 

§ 122, secondo cui la Svizzera non può procedere al trasferimento di 

famiglie qualora non ottenga garanzie individuali dall'Italia circa la presa in 

carico adeguata conforme all'età dei fanciulli ed alla preservazione 

dell'unità della famiglia. In assenza di tali garanzie individuali da parte 

dell'Italia vi sarebbe un rischio di violazione dell'art. 3 CEDU. Come ritenuto 

nella citata sentenza del Tribunale, la presenza di garanzie circa una presa 

in carico conforme all'età dei fanciulli e alla preservazione dell'unità della 

famiglia non costituisce una mera modalità del trasferimento, bensì 

rappresenta una condizione materiale alla determinazione 

dell'ammissibilità del trasferimento verso l'Italia. L'autorità preposta al 

trasferimento deve essere in possesso di garanzie individuali e concrete, 

che facciano riferimento al nome ed all'età degli interessati; assumendosi 

il compito di assicurarsi, presso le autorità italiane, che al loro arrivo in Italia 

i richiedenti saranno accolti in strutture e condizioni adatte all'età dei 

bambini e nel rispetto del principio dell'unità della famiglia. Garanzie 

astratte e generali preliminari alla decisione della SEM, come pure 

garanzie specifiche ed individuali al momento del trasferimento, non sono 

né sufficienti, né ritenute conformi alla giurisprudenza sopracitata. In 

quest'ordine di cose, il documento non datato, inserito agli atti dalla SEM il 

10 marzo 2015 durante lo scambio di scritti, nel quale il Ministero 

dell'Interno italiano fornisce delle garanzie senza tuttavia fare riferimento 

alcuno all'identità o alla situazione delle interessate non ottempera ai 

sopracitati criteri. Ovvero, alla luce di queste considerazioni, dalle tavole 

processuali non si evince la presenza di tali garanzie specifiche ed 

individuali, tanto che si impone un rinvio per un accertamento dei fatti 

rilevanti. La causa viene quindi rinviata alla SEM per procedere, in termini 

ragionevoli agli accertamenti necessari e pronunciarsi con una nuova 

decisione.  

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A titolo meramente abbondanziale, il Tribunale rileva che le autorità italiane 

nella loro dichiarazione di accettazione di presa in carico del 

27 gennaio 2015, si riferiscono soltanto a A._______. Sebbene nella 

richiesta di presa in carico del 15 dicembre 2014, la SEM abbia 

chiaramente menzionato che la ricorrente fosse in stato di gravidanza 

avanzato, le autorità italiane sembrano non considerare questo fatto, né 

l'eventualità che la ricorrente possa aver nel frattempo partorito un figlio e 

pertanto che suddetta presa in carico possa concernere due persone. 

In questo senso, delle verifiche concrete appaiono ancor più impellenti. 

5.  

Il ricorso va quindi accolto e la decisione impugnata del 4 febbraio 2015 

annullata. Gli atti di causa sono trasmessi alla SEM, la quale provvederà 

ad ottenere delle garanzie concrete ed individuali che le ricorrenti verranno 

ospitate in strutture adeguate e, conseguentemente, valuterà 

l'ammissibilità del trasferimento delle stesse verso l'Italia. 

6.  

Visto l'esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA). A difetto di una nota particolareggiata, l'indennità per spese 

ripetibili è fissata d'ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa in CHF 

1'000. – (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

7.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno 

abbandonato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata 

con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale 

(art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 4 febbraio 2015 è annullata 

e gli atti di causa sono trasmessi alla SEM per la pronuncia di una nuova 

decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà alle ricorrenti CHF 1'000.– a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità 

cantonale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Zoe Cometti 

 

 

Data di spedizione: