# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bd2974b1-3875-56eb-881b-03637448363c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.03.2024 D-1758/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1758-2022_2024-03-07.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1758/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  7  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Chiara Piras, giudice unica,  

con l'approvazione della giudice Camilla Mariéthoz Wyssen;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

B._______, nato il (…), 

C._______, nata il (…), 

Afghanistan,   

tutti patrocinati da Simona Cautela,  

(…),  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro [Grecia]) ed 

allontanamento;  

decisione della SEM del 5 aprile 2022 / N (…). 

 

D-1758/2022 

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Visto: 

la domanda d'asilo che A._______ con il compagno B._______ e la figlia 

C._______, cittadini afghani, hanno presentato in Svizzera in data 6 dicem-

bre 2021, 

le consultazioni del sistema EURODAC effettuate dalla Segreteria di Stato 

della migrazione (di seguito: SEM) il 9 dicembre 2021, dalle quali risultava 

che i richiedenti avevano depositato una domanda d'asilo in Grecia il (…) 

gennaio 2019 e che avevano ottenuto protezione in data (…) novem-

bre 2020, 

la procura conferita dagli interessati il 13 dicembre 2021 alla rappresen-

tanza legale della Regione (…), 

i verbali di rilevamento dei dati personali (RD) di A._______ e di B._______ 

del 14 dicembre 2021 e dei colloqui personali ai sensi dell'art. 5 del rego-

lamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 

giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello 

Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione in-

ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino 

III) del 17 dicembre 2021, 

la richiesta di riammissione presentata dalla SEM alle competenti autorità 

greche il 17 dicembre 2021 in applicazione della Direttiva 2008/115/CE del 

Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 recante norme 

e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di 

paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicembre 2008; 

di seguito: direttiva ritorno) e dell'Accordo bilaterale di riammissione tra la 

Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una protezione interna-

zionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo della Re-

pubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situazione ir-

regolare [RS 0.142.113.729]), 

la concessione il, 20 dicembre 2021, del diritto di essere sentiti in merito 

alla possibile non entrata nel merito della loro domanda d'asilo ai sensi 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31) ed all'allontanamento in Grecia, 

l'accettazione della richiesta di riammissione da parte delle autorità greche 

del 21 dicembre 2021,  

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le osservazioni degli interessati del 24 dicembre 2021 in merito al diritto di 

essere sentiti,  

le visite mediche a cui sono stati sottoposti A._______ e B._______ in 

corso di procedura, 

il parere dei richiedenti del 5 aprile 2022 in merito alla bozza di decisione 

della SEM, 

la decisione del 5 aprile 2022, notificata il giorno seguente, per mezzo della 

quale la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché 

l'esecuzione dell'allontanamento dei richiedenti verso la Grecia, 

il ricorso del 13 aprile 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en-

trata: 14 aprile 2022) per il tramite del quale gli interessati sono insorti di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) ed 

hanno concluso all'annullamento della decisione impugnata ed alla restitu-

zione degli atti all'autorità inferiore per un nuovo esame delle allegazioni 

affinché sia effettuato un esame nazionale della domanda d'asilo o, in su-

bordine, per complemento istruttorio; in ulteriore subordine, essi hanno ri-

chiesto la concessione dell'ammissione provvisoria, con contestuale richie-

sta di concessione dell'assistenza giudiziaria e protestate tasse e spese, 

la decisione incidentale del Tribunale del 20 aprile 2022 che autorizzava gli 

insorgenti a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura e 

accoglieva l'istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso 

della dispensa dal versamento delle spese di giustizia e del relativo anti-

cipo, 

l'ordinanza del Tribunale del 9 maggio 2022 che invitava la SEM ad inol-

trare una risposta al ricorso,  

la decisione dell’8 giugno 2022 per il mezzo della quale la SEM ha annul-

lato i punti 3 e 4 del dispositivo della decisione del 5 aprile 2022 inerenti 

all'esecuzione dell'allontanamento concedendo, di conseguenza, ai ricor-

renti l'ammissione provvisoria, poiché l'esecuzione dell'allontanamento 

non sarebbe attualmente ragionevolmente esigibile,   

l'ordinanza del 13 giugno 2022 che invitava gli insorgenti ad informare il 

Tribunale se ed in che misura intendessero mantenere il ricorso, 

la conferma di mantenimento del ricorso del 24 giugno 2022,  

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la domanda multipla del 5 ottobre 2023 depositata dalla ricorrente dinanzi 

alla SEM, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA rese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che la SEM rientra tra 

dette autorità (cfr. art. 105 LAsi) e l'atto impugnato costituisce una deci-

sione ai sensi dell'art. 5 PA, 

che i ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi l'autorità infe-

riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); che pertanto sono legittimati ad aggra-

varsi contro di essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti, 

che occorre dunque entrare nel merito del ricorso, 

che con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-

ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che se-

guono, sono decisi dalla giudice unica (art. 111a LAsi), con l'approvazione 

di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata sol-

tanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

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che nel caso in disamina, invitata a presentare una risposta al ricorso, l'au-

torità inferiore, con decisione dell’8 giugno 2022, ha parzialmente riesami-

nato la decisione del 5 aprile 2022 ed ha ammesso provvisoriamente in 

Svizzera i ricorrenti per inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento,    

che giusta l'art. 58 cpv. 3 PA l'autorità di ricorso continua la trattazione del 

ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto per effetto di una nuova 

decisione, 

che ai sensi della giurisprudenza, nel caso in cui l'autorità inferiore emani 

una nuova decisione il ricorso è da considerarsi divenuto privo di oggetto 

solo nella misura in cui accondiscende alle conclusioni invocate dal ricor-

rente (cfr. DTF 107 V 250 consid. 3),  

che la lite permane sulle domande insoddisfatte del ricorrente e l'autorità 

di ricorso è tenuta ad entrare nel merito di quanto è rimasto indeciso, pre-

scindendo dal fatto che il ricorrente abbia o meno impugnato formalmente 

la seconda decisione (cfr. DTF 113 V 237 consid. 1a; sentenza del TAF  

E-5798/2012 del 20 dicembre 2012), 

che con la decisione della SEM dell’8 giugno 2022, lo scrivente Tribunale 

constata come solo i punti 3 e 4 del dispositivo della decisione del 

5 aprile 2022 sono stati annullati, 

che invitati ad esprimersi in merito, gli insorgenti hanno dichiarato di voler 

mantenere il ricorso in merito ai punti 1 e 2 del dispositivo della decisione 

del 5 aprile 2022, relativi all'entrata nel merito della domanda d'asilo e 

all'allontanamento dalla Svizzera,  

che di conseguenza, tali punti risultano tuttora pendenti, 

che oggetto della presente procedura ricorsuale risulta, dunque, essere 

esclusivamente la questione se l'autorità inferiore non è entrata a giusto 

titolo nel merito della domanda di asilo dei ricorrenti del 6 dicembre 2021 e 

la pronuncia dell'allontanamento, 

che segnatamente, il Tribunale non è tenuto a pronunciarsi in merito ai mo-

tivi di asilo presentati dalla ricorrente dinanzi alla SEM con istanza del 5 ot-

tobre 2023 (domanda multipla),  

che nella decisione impugnata, la SEM ha rilevato che il Consiglio federale 

avrebbe designato la Grecia come Stato terzo sicuro ai sensi dell'art. 6a 

cpv. 2 lett. b LAsi; che tale Stato avrebbe inoltre accettato la richiesta di 

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riammissione degli interessati indicando che gli stessi sarebbero stati rico-

nosciuti quali rifugiati; che sussisterebbero degli elementi che indichereb-

bero che essi adempirebbero i criteri per la qualità di rifugiato secondo 

l'art. 3 LAsi essendo stato loro riconosciuto lo statuto di rifugiato in Grecia; 

che in questo contesto, la SEM fa riferimento all'art. 25 cpv. 2 PA secondo 

cui la Svizzera dovrebbe accogliere una richiesta di riconoscimento dello 

statuto di rifugiato soltanto quando sia provato un interesse degno di pro-

tezione; che non potrebbe tuttavia essere provato se uno Stato terzo ha 

già riconosciuto la qualità di rifugiato a un richiedente asilo e gli ha già 

concesso protezione contro le persecuzioni; che essendo questo il caso 

nella fattispecie, i richiedenti potrebbero fare ritorno in Grecia senza temere 

un respingimento in violazione del principio di non-refoulement, 

che in sede di ricorso, gli insorgenti rilevano che laddove le autorità sa-

prebbero o potrebbero sapere che un provvedimento di allontanamento 

verso un Paese dell'Unione europea, preso nei confronti di una persona 

totalmente dipendente dall'assistenza pubblica, comporterebbe un rischio 

reale che l'interessato si ritrovi in una situazione di privazione materiale tale 

da sottoporlo ad un trattamento degradante o disumano vietato dall'art. 3 

della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 

fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101), le autorità sareb-

bero tenute a rinunciare a siffatto rinvio, 

che la Corte di giustizia dell'Unione Europea (CGUE) avrebbe già avuto 

modo di esprimersi in casistiche analoghe, stabilendo che non potrebbe 

essere predisposto il rinvio di un beneficiario di protezione internazionale 

in un Paese europeo, laddove ciò comporterebbe un rischio serio e con-

creto che l'interessato subisca trattamenti disumani, in violazione dell'art. 4 

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 18 dicembre 2000 (di 

seguito: CartaUE), 

che numerosi Tribunali avrebbero riconosciuto il rischio che beneficiari di 

protezione internazionale in condizioni di estrema vulnerabilità e dipendenti 

totalmente dall'assistenza pubblica si ritrovino in condizioni di estrema pri-

vazione materiale al ritorno in Grecia, tali da costituire un trattamento disu-

mano o degradante ai sensi dell'art. 3 CEDU; che anche codesto Tribunale 

sarebbe a conoscenza di tali problemi in Grecia, 

che per tali ragioni la decisione di non entrare nel merito della domanda 

d'asilo sarebbe meritevole di annullamento, in quanto attualmente la situa-

zione dei beneficiari di protezione internazionale in Grecia non permette-

rebbe di considerare questo Stato, almeno per questa categoria di 

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persone, come uno Stato terzo sicuro, e questo tenuto conto del fatto che 

nel caso di specie i ricorrenti avrebbero saputo fornire molti e concordanti 

elementi che evidenzierebbero come la loro vita, la loro integrità fisica e la 

loro libertà sarebbero messe concretamente a rischio in caso di rinvio in 

Grecia, 

che con scritto di mantenimento del ricorso gli insorgenti hanno altresì rile-

vato che ferma l'incompatibilità della loro condizione personale con un tra-

sferimento in Grecia (e la conseguente concessione da parte della SEM 

dell'ammissione provvisoria), la limitatezza dell'attuale statuto accordato in 

Svizzera inficerebbe in maniera notevole sull'accesso per i ricorrenti ai di-

ritti sanciti dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 

(Conv. rifugiati, RS 0.142.30); che la concessione della sola ammissione 

provvisoria in Svizzera porrebbe i ricorrenti, già riconosciuti come rifugiati 

in Grecia, in una posizione di netto svantaggio rispetto allo statuto che spet-

terebbe loro di diritto (come rifugiati a beneficio dell'asilo) in contrasto con 

il tenore delle disposizioni stabilite dalla Conv. rifugiati e dalla della conven-

zione sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 (CDF, RS 0.107); che 

con il riesame della decisione impugnata, la SEM avrebbe indirettamente 

riconosciuto che la Grecia non sarebbe più in grado di fornire l'opportuna 

protezione ai rifugiati; che sarebbe dunque diritto dei ricorrenti non restare 

sprovvisti di protezione pur trovandosi in Svizzera,   

che inoltre, l'art. 2 cpv. 1 dell'Accordo europeo sul trasferimento della re-

sponsabilità relativa ai rifugiati del 16 ottobre 1980 (di seguito: Accordo ri-

fugiati; RS 0.142.305) prevedrebbe il trasferimento della responsabilità 

dopo un periodo di due anni di permanenza,  

che nel caso specifico i ricorrenti – riconosciuti come rifugiati in Grecia – 

dal momento che viene loro accordata un'autorizzazione di permanenza, 

dovrebbero comunque godere in Svizzera di una posizione giuridica al-

meno paragonabile a quella riconosciuta formalmente agli altri rifugiati ri-

conosciuti e non inferiore agli standard minimi europei e soprattutto a quelli 

fissati dalla Conv. rifugiati, 

che l'autorità non potrebbe esimersi dall'entrare nel merito dei motivi d'asilo 

per limitarsi a concedere l'ammissione provvisoria, ma dovrebbe adegua-

tamente considerarli nell'ottica di un corretto riconoscimento della qualità 

di rifugiato non solo a livello formale, ma anche a livello sostanziale; che 

analogamente, la notevole differenza nei diritti associati all'ammissione 

provvisoria rispetto a quelli connaturati allo status di rifugiato sarebbe pre-

giudizievole, 

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che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel merito della 

domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno stato terzo sicuro 

secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato preceden-

temente; che si tratta di paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi sia un 

effettivo rispetto del principio di "non respingimento" ai sensi dell'art. 5 

cpv. 1 LAsi,  

che tale principio presuppone imperativamente la ratifica ed il rispetto della 

Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fonda-

mentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101), della Conv. rifugiati; o di 

norme giuridiche equivalenti (cfr. Messaggio relativo alla modifica della 

legge sull'asilo, alla modifica della legge federale sull'assicurazione malat-

tie e alla modifica della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e 

per i superstiti del 4 settembre 2002, Foglio Federale [FF] 2002 6087 ss., 

6118 s.; cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2), 

che l'espressione "di norma", contenuta all'art. 31a cpv. 1 LAsi, indica 

come delle eccezioni siano possibili; che nel suo messaggio relativo alla 

modifica della legge sull'asilo, il Consiglio federale ha del resto menzionato 

come la SEM sia "libera di trattare in procedura materiale, nel quadro della 

procedura Dublino, la domanda d'asilo di persone provenienti da Stati terzi 

sicuri", per esempio allorché, in un caso specifico, il diritto costituzionale o 

il diritto internazionale si opporrebbero all'allontanamento (cfr. Messaggio 

del Consiglio federale del 26 maggio 2010 concernente la modifica della 

legge sull'asilo, FF 2010 3889, specialmente pag. 3928), 

che la giurisprudenza ritiene dal canto suo come non vi sia luogo di entrare 

nel merito della domanda d'asilo se il richiedente ha ottenuto l'asilo o una 

protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato come sicuro 

dal Consiglio federale, allorché l'interessato vi ha soggiornato precedente-

mente, può ritornarvi e non vi sia il rischio di essere allontanato da tale 

paese in violazione del principio di non-respingimento (cfr. DTAF 2010/56 

consid. 5, in particolare consid. 5.4, che si basa sull'analisi del vecchio 

art. 34 LAsi), 

che a parte i casi dove si applica l'art. 50 LAsi e le disposizioni dell'Accordo 

rifugiati, non esiste alcuna norma nazionale o internazionale che imponga 

alla Svizzera di mantenere una persona sul suo territorio che ha già otte-

nuto l'asilo o una protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo (cfr. 

DTAF 2010/56 consid. 5.3.2),  

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che l'art. 50 LAsi ("secondo asilo"), dispone che l'asilo può essere accor-

dato a un rifugiato che è stato ammesso in un altro Stato, se soggiorna in 

Svizzera legalmente e senza interruzione da almeno due anni (per le con-

dizioni cumulative poste dall'art. 50 LAsi perché una fattispecie rientri nella 

stessa cfr. DTAF 2014/40 consid. 3; cfr. anche 2019/12 consid. 5 e 6), 

che dal canto suo, l'art. 2 par. 1 dell'Accordo rifugiati, prevede che si con-

sidererà trasferita la responsabilità allo scadere di un periodo di due anni 

di permanenza effettiva e continuativa nel secondo Stato – secondo la de-

finizione data all'art. 1 lett. d del medesimo Accordo rifugiati – con l'assenso 

delle autorità di detto Stato, o, ancor prima, nel caso in cui il secondo Stato 

abbia permesso al rifugiato di restare nel proprio territorio su basi perma-

nenti o per un periodo che superi la validità del documento di viaggio; che 

questo periodo di due anni decorrerà a partire dalla data di ammissione del 

rifugiato nel territorio del secondo Stato o, qualora tale data non possa es-

sere determinata, dalla data in cui si presenti alle autorità del secondo 

Stato (cfr. art. 2 par. 1 dell'Accordo rifugiati), 

che il Consiglio federale ha effettivamente inserito la Grecia come altri 

paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di libero scam-

bio (AELS), nel novero degli stati terzi sicuri ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. b 

LAsi; che per questi stati esiste una presunzione di rispetto del principio di 

"non respingimento" (art. 5 cpv. 1 LAsi), 

che nel caso in disamina, dagli atti risulta che ai ricorrenti è stato ricono-

sciuto lo statuto di rifugiato in Grecia, con relativo permesso di soggiorno 

valido dal (…) novembre 2020 al (…) novembre 2023,  

che altresì la Grecia, in data 21 dicembre 2021, ha dichiarato di riaccettare 

i medesimi sul proprio territorio, essendo essi al beneficio dello statuto di 

rifugiati (cfr. atto SEM 42/1), 

che con il riconoscimento dello statuto di rifugiato in Grecia ed il rilascio di 

un permesso di soggiorno (rinnovabile), le autorità greche hanno garantito 

ai ricorrenti protezione dalle persecuzioni, in modo da poter tornare in tale 

Paese senza dover temere un respingimento nel loro paese d'origine, in 

violazione del principio di non-respingimento,  

che né dinanzi alla SEM, né in sede di ricorso e di mantenimento dello 

stesso, gli insorgenti hanno mai sostenuto che rischierebbero di subire un 

tale respingimento, 

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che il fatto poi che essi beneficino attualmente dell'ammissione provvisoria 

in Svizzera, a causa dell'inesigibilità dell'esecuzione del loro allontana-

mento verso la Grecia, non pone minimamente in dubbio la presunzione 

che la Grecia sia uno Stato terzo ritenuto tutt'ora sicuro ai sensi dell'art. 6a 

cpv. 2 lett. b LAsi; che ciò non è fra l'altro neppure stato posto in discus-

sione dallo scrivente Tribunale, anche nella sua più recente giurisprudenza 

(cfr. tra le tante le sentenze del Tribunale D-6388/2023 del 1° febbraio 2024 

consid. 5; E-54/2024 del 10 gennaio 2024 consid. 4; D-5603/2023 del 

15 gennaio 2024 pag. 6), 

che inoltre, le loro condizioni di vita in Grecia non sono tali da esporli a 

privazioni materiali estreme, al punto che si deve ammettere che la prote-

zione che hanno ottenuto in quel paese non sia efficace (in questo senso, 

cfr. sentenza della CGUE del 19 marzo 2019 nei casi congiunti C-297/17, 

C-318/17, C-319/17 e C-438/17 e sentenza del Tribunale E-5904/2020 del 

19 aprile 2022 consid. 3.3.4), 

che il fatto che il permesso di soggiorno dei ricorrenti sia, nel frattempo, 

scaduto non significa neppure che la Grecia non garantisce loro protezione 

(cfr. per analogia quanto previsto per la possibilità di rinnovare un'autoriz-

zazione di soggiorno scaduta per le persone che beneficiano di una prote-

zione internazionale nelle sentenze D-4718/2021 del 3 febbraio 2023 del 

consid. 5.5.1 e relativi riferimenti), 

che invero, non vi sono elementi che permettano di ritenere che le autorità 

greche negherebbero il rinnovo dello stesso in violazione dell'art. 24 par. 1 

della Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicem-

bre 2011 recante norme sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, 

della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status 

uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della pro-

tezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta [ri-

fusione]; GU L 337/9 del 20 dicembre 2011), 

che essi non adempiendo poi né alle condizioni previste dall'art. 50 LAsi né 

a quelle poste all'art. 2 par. 1 dell'Accordo rifugiati, non possono prevalersi 

di tali norme neppure per analogia, e la Svizzera non è pertanto in alcun 

modo tenuta ad accordare l'asilo agli insorgenti ai sensi dell'art. 2 LAsi (cfr. 

per casi analoghi le sentenze del Tribunale D-5603/2023 del 15 gen-

naio 2024 pag. 6; D-918/2022 del 19 aprile 2023 consid. 4.5.3;  

D-4718/2021 del 3 febbraio 2023 consid. 5.5.1), 

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che per il resto, i ricorrenti appaiono con le loro argomentazioni volere in 

realtà usufruire di un trattamento più favorevole rispetto al dispositivo le-

gale previsto in materia, che però non corrisponde alle normative vigenti 

ed alla volontà espressa dal legislatore in proposito, 

che pertanto, è ancor più evidente che nel caso di specie i ricorrenti non 

hanno dimostrato alcun interesse attuale a che si entri nel merito della loro 

domanda d'asilo (cfr. anche nel senso le sentenze del Tribunale  

D-5603/2023 del 15 gennaio 2024 pag. 6; D-918/2022 del 19 aprile 2023 

consid. 4.5.4; D-4433/2021 del 16 febbraio 2023 pag. 8 e relativi riferi-

menti; D-4718/2021 del 3 febbraio 2023 consid. 5.5.1) e ne discende che 

è a giusto titolo che la SEM applicato l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, 

che se non entra nel merito di una domanda d'asilo, la SEM pronuncia, di 

norma, l'allontanamento dalla Svizzera; che ciò non è il caso se il principio 

dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi), il rilascio di un permesso di dimora in 

Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi) o altre circostanze (art. 32 dell'ordi-

nanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 

1, RS 142.311]) vi si oppongono, 

che nel caso di specie, non esistono motivi per i quali la SEM avrebbe do-

vuto astenersi dal pronunciare il loro allontanamento verso la Grecia, 

che il Tribunale è quindi tenuto a confermare la pronuncia dell'allontana-

mento, 

che visto quanto precede, il ricorso relativo alla non entrata nel merito della 

domanda d'asilo ed alla pronuncia dell'allontanamento, in quanto non an-

cora divenuto privo di oggetto per effetto della decisione di riesame della 

SEM dell'8 giugno 2022, deve essere respinto e i punti 1 e 2 del dispositivo 

della decisione della SEM del 5 aprile 2022 confermati,  

che visto l'esito della procedura, le spese processuali parziali che seguono 

la soccombenza, sarebbero da porre a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 

5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che tuttavia, avendo il Tribunale ac-

colto la domanda di assistenza giudiziaria con decisione incidentale del 

20 aprile 2022, non si prelevano spese processuali,  

D-1758/2022 

Pagina 12 

che in seguito, ai sensi dell'art. 111ater LAsi, non sono attribuite indennità 

ripetibili in quanto i ricorrenti sono assistiti dalla rappresentante legale de-

signata dalla SEM a norma dell'art. 102h LAsi, 

che la presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

che la decisione non può essere impugnata con ricorso in materia di diritto 

pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF), 

che la pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-1758/2022 

Pagina 13 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso, per quanto non sia divenuto privo di oggetto, è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

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