# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0abc72e1-adb9-5fa5-9117-50cbad246e53
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 12.09.2008 11.2007.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2007-59_2008-09-12.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2007.59

  	
  Lugano

  12 settembre
  2008/sc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2006.701
(contestazione di paternità) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4,
promossa con petizione del 6 novembre 2006 dall'

 

	
   

  	
  AP 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO 2, Lamone

  (patrocinata dall' PA 2) e 

   AO 1 

  (patrocinata dal curatore PA 1);

  
	
   

  	
   

  	 

				

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello
(“ricorso”) del 16 aprile 2007 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa il 

                                              2 marzo 2007 in luogo e vece del Pretore dal Segretario assessore
del Distretto di Lugano, sezione 4;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AO
2 (1979), sposata a AP 1 (1962), ha dato alla luce l'8 settembre 2006 una bambina,
A__________. Il 6 novembre 2006 AP 1 ha convenuto moglie e figlia davanti al
Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, per ottenere – previo conferimento
dell'assistenza giudiziaria – il disconoscimento della sua paternità. Con
decisione del 21 novembre 2006 la Commissione tutoria regionale 3 ha designato l'avv.
PA 1 curatore della minorenne con l'incarico di patrocinarla in giudizio. Nella
sua risposta del 30 novembre 2006 AO 2 ha dichiarato di aderire alla richiesta dell'attore,
postulando a sua volta il beneficio dell'assistenza giudiziaria. Il 12 dicembre
2006 A__________, per il tramite del curatore, ha proposto invece di respingere
la petizione. I coniugi vivono
separati dal 29 gennaio 2007.

 

                                  B.   All'udienza preliminare del 13 febbraio 2007 ha fatto seguito immediato
il dibattimento finale. In tale occasione l'attore ha ribadito la propria
richiesta. Le convenute hanno dichiarato entrambe di essere d'accordo con il
disconoscimento. Il 28 febbraio 2007 AP 1 ha ritirato la domanda di assistenza
giudiziaria. Statuendo il 2 marzo 2007, il Segretario assessore ha pronunciato
il disconoscimento di paternità e ha addebitato la tassa di giustizia di fr.
200.– con le spese di fr. 100.– a AO 2, senza assegnare ripetibili. AO 2 è
stata ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

                                  C.   Contro
la sentenza appena citata è insorto AP 1 con un appello del 16 aprile 2007 nel
quale chiede che AO 2 sia condannata a rifondergli un'indennità di fr. 300.–
per ripetibili e che la sentenza impugnata sia riformata di conseguenza. In
subordine egli conclude perché l'obbligo di versamento sia posto a carico di ambedue
le convenute. Nelle sue osservazioni del 3 maggio 2007 A__________ propone di
respingere l'appello, che non è stato notificato a AO 2.  

                                      

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il giudice esamina d'ufficio, in ogni stadio di causa, se
esistono i presupposti processuali (art. 97 CPC). Ravvisandone la mancanza,
egli “respinge la petizione o l'istanza senza entrare nel merito della lite”
(art. 99 cpv. 2 CPC), a meno che il difetto possa essere sanato entro breve
termine (art. 99 cpv. 3 CPC). Tra i presupposti processuali si annovera
anzitutto la giurisdizione (art. 97 n. 1 CPC), che consiste nel potere di
applicare la legge in una determinata causa. La giurisdizione è l'attributo
primo dell'autorità giudiziaria e il fondamento di ogni sua attività (Picard, Studi sulla riforma del
processo civile ticinese, Bellinzona 1954, pag. 214 in alto). Essa discende dal
principio della separazione dei poteri e costituisce una questione d'ordine
pubblico.

 

                                   2.   In una
recente sentenza del 13 maggio 2008 (pubblicata in DTF 134 I 184) il Tribunale
federale ha avuto modo di diffondersi proprio sulla giurisdizione del
Segretario assessore. Nel Cantone Ticino l'art. 34 cpv. 1 della legge sull'organizzazione
giudiziaria (LOG) – entrata in vigore il 14 luglio 2006 – prevede per vero che
“in caso di impedimento legale o assenza, il Pretore è sostituito dal
Segretario assessore, salvo il disposto dell'art. 24” (che abilita il Consiglio
di Stato a designare un supplente fisso nell'ipotesi di assenze durevoli). L'art.
34 cpv. 2 LOG stabilisce altresì che il Segretario assessore sostituisce il
Pretore, “su richiesta e sotto la responsabilità di quest'ultimo, quando lo
esiga il funzionamento della Pretura”. Nella fattispecie giudicata dal
Tribunale federale non era controversa la funzione del Segretario assessore
come sostituto del Pretore “in caso di impedimento legale o di assenza” (art.
34 cpv. 1 LOG), né il Segretario assessore aveva statuito in quella veste.
Litigiosa era la giurisdizione del Segretario assessore come sostituto del
Pretore, “su richiesta e sotto la responsabilità di quest'ultimo”, ogni qual
volta “lo esiga il funzionamento della Pretura” (art. 34 cpv. 2 LOG).

 

                                   3.   Nella
sentenza predetta il Tribunale federale ha ricordato che il diritto a un equo
processo consacrato dall'art. 30 cpv. 1 Cost. (la cui portata è identica a quella dell'art. 6 par. 1 CEDU) impone,
“allo scopo di evitare abusi o manipolazioni e
garantire l'indipen­denza necessaria”, che l'organizzazione giudiziaria sia
fondata sulla legge e che la competenza dei tribunali, così come la loro
composizione, sia regolata da norme generali e astratte (consid. 3.1). Ciò
posto, esso ha rilevato che l'art. 34 cpv. 2 LOG disciplina – come l'art. 34
cpv. 1 LOG – supplenze puramente temporanee (consid. 5.2). Permette la
sostituzione del Pretore “in determinate circostanze” per il buon funzionamento
della Pretura, ma non in maniera generale né tanto meno sistematica. Non conferisce
quindi al Segretario assessore una competenza giurisdizionale autonoma e
indipendente, parallela a quella del Pretore. 

 

                                         Inoltre –
ha continuato il Tribunale federale – l'art. 80 Cost. ticinese non costituirebbe
una base legale sufficiente per creare una giurisdizione propria del Segretario
assessore, non potendo una norma di grado inferiore come l'art. 34 cpv. 2 LOG
introdurre un nuovo titolare del potere giurisdizionale allorché i detentori di
tale potere sono chiara­mente ed esaustivamente definiti dall'art. 75 Cost.
ticinese. A tale scopo non sarebbe bastato nemmeno – ha soggiunto il Tribunale
federale – l'art. 47 cpv. 2 vCost. ticinese (cessata il 31 dicembre 1997), che
pur prevedeva esplicitamente la supplenza del Pretore da parte del Segretario
assessore, ma che a sua volta non istituiva una giurisdizione propria di quest'ultimo.
Nelle condizioni descritte il Tribunale federale ha ritenuto pertanto che la
sentenza emessa da un Segretario asses­sore “così
incaricato dal Pretore giusta l'art. 34 cpv. 2 LOG”, per di più senza la firma
del Pretore, sottragga il cittadino al suo giudice costituzionale, regolarmente
fondato sulla legge (consid. 5.5).

 

                                   4.   Nel
caso in esame la sentenza appellata emana dal Segretario assessore della Pretura
del Distretto di Lugano, il quale non dichiara di avere statuito in luogo e
vece del Pretore, né pretende di essere stato “incaricato dal Pretore giusta l'art.
34 cpv. 2 LOG” (come figurava per lo meno sulla sentenza vagliata dal Tribunale
federale). Né l'atto è, per avventura, controfirmato dal Pretore. Il Segretario
assessore ha pronunciato così, nella fattispecie, in virtù di una giurisdizione
civile propria, autonoma, indipendente e parallela a quella del Pretore. Il problema
è che – come ha precisato il Tribunale federale – una giurisdizione del genere
non sussiste. La sentenza appellata difetta così di un presupposto processuale
e il vizio non può semplicemente essere rimediato “entro un breve termine” (nel senso
dell'art. 99 cpv. 3 CPC). La firma del Pretore, in
effetti, potrebbe legittimare tutt'al più una supplenza temporanea per il
corretto funzionamento della Pretura, in frangenti determinati, ma non una
supplenza siste­matica e d'ordine generale. Mal si comprende quale contingenza
specifica richiedesse l'intervento suppletorio del Segretario assessore per
garantire il buon funzionamento della Pretura.

 

                                   5.   L'art. 142 cpv. 1 lett. a CPC sanziona di nullità tutti “gli atti
di procedura” cui manchi un presupposto processuale. Il vizio va rilevato d'ufficio
(art. 142 cpv. 2 CPC). Trattandosi di una sentenza (e non di un semplice atto
processuale), tale sanzione va nondimeno applicata con cautela, nel rispetto
della sicurezza giuridica, sicché la nullità di una sentenza “contro la quale è
dato il rimedio dell'appello o della cassazione può essere proposta soltanto
nei limiti e secondo le forme stabilite per questi mezzi di impugnazione” (art.
146 CPC). Di principio, quindi, una sentenza cui difetti un presupposto
processuale non è nulla, ma annullabile. Ciò non toglie che nella fattispecie
la sentenza del Segretario assessore sia appellata e non possa sfuggire alla
sanzione. 

 

                                         Diversa è
la sorte di quei giudizi (o, come nella fattispecie, di quei dispositivi) che,
pur pronunciati da Segretari assessori, sono ormai passati in giudicato. La
prima Camera civile non avendo mai interpretato l'art. 34 cpv. 2 LOG con
il rigore del Tribunale federale (e non essendo mai stata adita nemmeno con
censure relative a vizi di giurisdizione), quei sindacati hanno assunto carattere
definitivo. Dopo la citata sentenza del Tribunale federale, tuttavia, tale
stato di grazia non può durare oltre per le sentenze che non hanno ancora
acquisito carattere definitivo. Nel dispositivo appellato, di conseguenza, la
sentenza in esame va annullata e gli atti rinviati in prima sede perché il
Pretore assuma la responsabilità del giudizio e statuisca di nuovo su tale
punto.

 

                                   6.   Non
incorrono nell'annullamento per contro, come ha espressamente rilevato il Tribunale
federale, gli altri atti di procedura svolti dal Segretario assessore. Se
infatti – ha precisato il Tribunale federale – l'art. 34 cpv. 2 LOG non
giustifica un potere giurisdizionale civile autonomo del Segretario assessore,
nulla osta a che quest'ultimo sostituisca il Pretore “nel quadro delle udienze
se così richiesto dal Pretore per il buon funzionamento della Pretura e sotto
la sua responsabilità” (consid. 6.1). Su tal punto non giova pertanto
soffermarsi.

 

                                   7.   Gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza (art.
148 cpv. 1 CPC), ma data la particolarità della fattispecie, riconducibile a
una sentenza del Tribunale federale intervenuta in pendenza di appello, si
giustifica di rinunciare a ogni prelievo. Quanto alle ripetibili, l'appellante
ottiene l'annullamento della sentenza impugnata, ma solo sul principio e per
ragioni indipendenti dalla sua volontà. Per di più, non è possibile sapere
quale decisione adotterà il Pretore in esito al rinvio della causa. Equitativamente
è il caso pertanto di compensare le ripetibili, la procedura di appello
concludendosi – nelle circostanze illustrate – senza vincitori né vinti (art.
148 cpv. 2 CPC).

 

                                   8.   Circa i rimedi esperibili sul piano federale contro la presente
sentenza (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), trattandosi in concreto di una
decisione incidentale (di rinvio in prima sede), essa segue la via giudiziaria
dell'azione principale (art. 51 cpv. 1 lett. c LTF). Il valore litigioso dell'azione
principale ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (fr. 300.– di
ripetibili) è lungi tuttavia dal raggiungere la soglia di fr. 30 000.– per un
eventuale ricorso in materia civile.

 

Per questi motivi,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello è parzialmente accolto,
nel senso che il dispositivo n. 2 della sentenza impugnata è annullato e gli
atti sono rinviati al Pretore per nuovo giudizio.

                                   2.   Non
si riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  –; 

  –,;

  –,.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF
entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.