# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3ba0c87d-f71b-545b-b813-cd3694760cc5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-06-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.06.2008 C-7523/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7523-2007_2008-06-16.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7523/2007

{T 0/2}

Sentenza del 16 giugno 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Blaise Vuille, Bernard Vaudan, 
cancelliere Graziano Mordasini.

A._______,
patrocinata dall'Avv. Maura Colombo,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7523/2007

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

che in data 27 ottobre 2003, A._______, cittadina senegalese nata il..., 
ha  presentato  all'Ambasciata  di  Svizzera  a  Dakar  una  domanda  di 
visto turistico per la Svizzera, al fine di soggiornare per un periodo di 
tre mesi presso la sorella e il di lei marito; 

che  con  decisione  dell'8 dicembre  2003,  non  impugnata  e  quindi 
cresciuta  in  giudicato,  l'Ufficio  federale  dell'immigrazione, 
dell'integrazione e dell'emigrazione (IMES; attualmente Ufficio federale 
della migrazione: UFM) ha respinto la suddetta richiesta; 

che con lettere del 28 luglio e 20 agosto 2007 (quest'ultima in incarto 
C-7525/2007 relativo ad una domanda di  autorizzazione d'entrata in 
Svizzera  presentata  dalla  madre  della  qui  richiedente)  B._______, 
cittadina  senegalese  domiciliata  a  C._______,  ha  invitato  la  sorella 
A._______  a  venire  in  Svizzera  per  una  visita,  garantendo  nel 
contempo l'assunzione di  tutte  le  spese,  vitto,  alloggio  ed ogni  altra 
incombenza di ordine finanziario relative al soggiorno di quest'ultima;

che l'invitante ha inoltre precisato che l'interessata, coniugata, madre 
di un figlio di 16 anni e attiva in qualità di sarta, avrebbe fatto ritorno in 
patria entro il termine richiesto;

che il  20 agosto  2007,  A._______ ha presentato  presso  la  suddetta 
rappresentanza elvetica una seconda domanda di visto turistico per la 
Svizzera al fine di soggiornare per un periodo di tre settimane presso 
la sorella B._______ ed il marito D._______, precisando nel contempo 
di essere coniugata e sarta a domicilio;

che a  sostegno della  succitata  domanda di  visto,  l'interessata  ha  in 
particolare  prodotto  agli  atti  una  dichiarazione  con  la  quale  si 
impegnava  a  lasciare  la  Svizzera  al  termine  del  visto  postulato  (in 
incarto  C-7525/2007  relativo  ad  una  domanda  di  autorizzazione 
d'entrata in Svizzera presentata dalla madre della qui richiedente), una 
dichiarazione con la quale il marito l'autorizzava a recarsi in visita dalla 
sorella,  degli  estratti  bancari  relativi  a  quest'ultimo,  una  copia  della 
riservazione di  un  biglietto  aereo per  la  Svizzera nonché una copia 
dell'assicurazione viaggio conclusa in suo favore;

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che in data 8 ottobre 2007, l'UFM ha emesso una decisione di rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di  A._______, 
considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della  situazione 
socioeconomica prevalente in Senegal, ed in particolare delle disparità 
economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la sua uscita dal 
territorio  della  Confederazione  alla  scadenza  del  soggiorno  previsto 
non poteva essere considerata come sufficientemente assicurata;

che l'autorità  intimata ha inoltre  sottolineato  il  fatto  che l'interessata 
non  può  avvalersi  di  legami  professionali  stretti  con  il  suo  paese 
d'origine e che la presenza della sorella in Svizzera potrebbe costituire 
un ulteriore motivo per stabilirvisi durevolmente;

che con scritto  del  6 novembre 2007,  agendo per  il  tramite  del  suo 
patrocinatore,  A._______  ha  interposto  ricorso  avverso  la  precitata 
decisione, chiedendone l'annullamento e il rilascio di un'autorizzazione 
d'entrata in Svizzera, ed affermando di intrattenere stretti legami con il 
Senegal,  paese  in  cui  vivono  il  marito,  il  figlio  e  il  resto  della  sua 
famiglia,  dove  lavora  in  qualità  di  sarta  e  gode  di  una  situazione 
economica di tutto rispetto in rapporto alla realtà del paese;

che  essa  ha  inoltre  rammentato  come  la  sorella  ed  il  cognato  si 
fossero assunti tutte le spese relative alla sua visita, portandosi inoltre 
garanti del suo rientro in patria al termine della stessa;

che chiamato ad esprimersi  sul  ricorso, con preavviso del 3 gennaio 
2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, ritenendo come il 
rientro in patria di  A._______ non fosse sufficientemente garantito e 
sottolineando che i motivi di ordine economico sollevati dalla ricorrente 
andavano  relativizzati  in  ragione  delle  importanti  disparità 
socioeconomiche esistenti tra il Senegal e la Svizzera;

che, invitata a prendere posizione in merito al  preavviso dell'autorità 
intimata, con replica del 29 gennaio 2008, la ricorrente ha ripreso le 
argomentazioni sviluppate nel suo gravame del 6 novembre 2007;

che essa ha inoltre affermato di essere a conoscenza del fatto che una 
cittadina  senegalese  nata  nel...,  vedova  da  due  anni,  senza  alcun 
salario,  conti  bancari  o  sostanza  in  patria,  ha  ottenuto 
un'autorizzazione d'entrata per la Svizzera al fine di rendere visita alla 
figlia  residente  a  E._______  coniugata  con  un cittadino  svizzero  da 

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meno  di  cinque  anni,  prevalendosi  quindi  di  una  disparità  di 
trattamento;

che  chiamato  ad  esprimersi  sulla  suddetta  replica,  con  duplica  del 
19 febbraio 2008,  l'UFM si  è  riconfermato  nelle  sue argomentazioni, 
precisando  che  la  situazione  illustrata  dalla  ricorrente,  malgrado 
alcune  similitudini  (nazionalità  delle  richiedenti)  non  è  identica  alla 
fattispecie;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art.  31  LTAF il  Tribunale  amministrativo  federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF;

che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 
173.110]);

che l'entrata in  vigore,  il  1° gennaio 2008,  della  legge federale sugli 
stranieri  del  16  dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente 
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente  l'entrata  e la  notificazione degli  stranieri  (vOEnS, 
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (vOLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);

che la  domanda oggetto della  presente procedura di  ricorso è stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 

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(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;

che, di contro, conformemente alla regolamentazione transitoria di cui 
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate 
prima dell'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della LStr è retta dal 
nuovo diritto;

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF);

che A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA);

che per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto 
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 vOEnS);

che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM 
(art. 18 vOEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a vLDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 vLDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a vOLS);

che la  Svizzera non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano 
venire in  questo paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di 
lunga  durata,  quindi  è  legittimo  applicare  una  politica  restrittiva  in 
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.;  ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police des étrangers, Revue de Droit administratif et de Droit fiscal 
[RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in 
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare 
nel  loro  paese  d'origine,  in  caso  di  bisogno  o  al  termine  del  loro 
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 vOEnS);

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che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 vLDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 
1 vOEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de 
la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 
24;  PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss);

che  il  visto  è  rifiutato  se  lo  straniero  non  adempie  alle  condizioni 
d'entrata di cui all'art. 1 vOEnS (cfr. 14 cpv. 1 vOEnS), vale a dire in 
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza 
dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini  prescritti  (cfr.  art.  1  cpv. 2  lett.  c 
vOEnS);

che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente;

che  nella  fattispecie,  tenuto  conto  dell'insieme  delle  risultanze 
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di A._______ alla 
scadenza  del  soggiorno  previsto  non  può  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  in  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante  in  Senegal,  e  viste  le  considerevoli  disparità  economiche 
esistenti  tra questo paese e la Svizzera, il  TAF non può escludere il 
rischio che l'interessata non faccia ritorno in patria alla scadenza del 
visto richiesto;

che,  come  rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  intimata  nel  suo 
preavviso  del  3 gennaio  2008,  alla  luce  delle  suddette  disparità,  la 
postulata  buona  situazione  economica  della  ricorrente  secondo  gli 
standard di vita senegalesi va relativizzata;

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un 
permesso d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano in  Svizzera,  non 
prendono più  in  considerazione  il  ritorno nel  loro  paese d'origine,  e 
che,  nonostante  le  promesse  di  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano 

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ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro 
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi;

che, in ragione della situazione personale di A._______, questa ipotesi 
non può essere esclusa nella fattispecie;

che  dalle  informazioni  fornite  alle  autorità  elvetiche  nel  corso  della 
procedura si evince che i  genitori,  il  marito, il  figlio sedicenne e otto 
fratelli e sorelle della richiedente vivono in Senegal;

che  in  effetti  rispetto  all'epoca  della  precedente  decisione 
dell'8 dicembre  2003  dell'IMES  di  rifiuto  del  visto,  la  situazione 
personale dell'interessata si è modificata visto il matrimonio celebrato 
il 30 aprile 2007; 

che, sebbene si debba riconoscere che dei legami familiari così stretti 
siano tali, in una certa misura, da incitare una persona a rientrare in 
patria  al  termine del  soggiorno  auspicato,  essi  non sono comunque 
sufficienti ad assicurarne il ritorno nel paese d'origine;

che, in caso di arrivo in Svizzera, nulla impedirebbe infatti a A._______ 
di intraprendere i passi necessari al fine di farsi in seguito raggiungere 
da suo marito e da suo figlio;

che, tenuto conto della suddetta situazione personale, e nella misura 
in cui la richiedente ritrova in Svizzera la sorella ed il cognato, non si 
può  quindi  escludere  che,  una  volta  arrivata  sul  territorio  della 
Confederazione, essa tenti con ogni mezzo di restarvici;

che  nel  quadro  della  procedura  inerente  la  sua  domanda  di  visto 
A._______ ha affermato di essere attiva in patria in qualità di sarta a 
domicilio;

che i  legami professionali  che l'interessata intrattiene nel  suo paese 
d'origine  non  appaiono  comunque  sufficientemente  intensi  da 
garantirne il ritorno in Senegal;

che la ricorrente ha affermato che una cittadina senegalese nata nel..., 
vedova da due anni, senza alcun salario, conti bancari o sostanza in 
patria, ha ottenuto un'autorizzazione d'entrata per la Svizzera al fine di 
rendere  visita  alla  figlia  residente  a  E._______  coniugata  con  un 
cittadino svizzero da meno di cinque anni, prevalendosi quindi di  una 

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violazione  del  principio  dell'uguaglianza  garantito  dall'art.  8  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile 
1999 (Cst, RS 101);

che,  come  rilevato  a  giusto  titolo  dall'UFM  nella  sua  duplica  del 
19 febbraio 2008, la situazione personale illustrata A._______ non è 
identica a quella in oggetto;

che,  visto quanto sopra,  la  questione di  sapere  se l'argomentazione 
inerente ad una violazione del principio dell'uguaglianza invocata dalla 
ricorrente è o meno fondata può rimanere indecisa;

che infatti, in materia di rilascio di autorizzazioni d'entrata in Svizzera, 
le particolarità di ogni singolo caso sono determinanti nel quadro della 
ponderazione  degli  interessi  alla  quale  le  autorità  elvetiche  sono 
tenute a procedere, in maniera tale che risulta molto difficile procedere 
a  dei  confronti  tra  più  fattispecie  (cfr. in  particolare  le  sentenze del 
Tribunale  federale  2A.305/2006  del  2 agosto  2006  consid.  5.3  e 
2A.199/2006  del  2 agosto  2006  consid.  4.2  in  fine,  in  materia  di 
deroghe alle misure di limitazione del numero degli stranieri);

che  inoltre,  come  precisato  dal  Tribunale  federale,  non  ci  si  può 
prevalere  del  principio  dell'uguaglianza  per  beneficiare  di  un  favore 
illecitamente accordato ad un terzo, in particolare allorquando non vi è 
alcun indizio che lasci  presagire che l'autorità competente persisterà 
nella  sua pratica  illegale  (cfr. DTF 127 II  113 consid. 9,  citata  nelle 
decisioni summenzionate);

che, di transenna, il rifiuto di cui è stata oggetto A._______ non è tale 
da costituire un ostacolo al mantenimento delle relazioni con la sorella 
e il cognato residenti in Svizzera, potendo quest'ultimi renderle a loro 
volta visita,  e questo nonostante gli  inconvenienti  di  ordine pratico o 
economico che ne potrebbero derivare; 

che le  garanzie  fornite  da B._______ e  D._______ in  relazione alla 
presa a carico delle spese cagionate dal soggiorno auspicato, nonché 
le  loro  assicurazioni  secondo  le  quali  l'invitata  avrebbe  lasciato  la 
Svizzera  allo  spirare  del  visto,  non  sono  tali  da  impedire  ad  un 
cittadino straniero,  una volta  sul  territorio  elvetico, di  intraprendere i 
passi  necessari  per  stabilirvisi  durevolmente  (cfr.  sentenza  del 
Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);

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che  l'esperienza  ha  a  più  riprese  dimostrato  come  le  dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere  del  visto,  così  come  le  garanzie  finanziarie  fornite 
dall'ospitante,  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione, 
prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la 
partenza  di  un  cittadino  straniero  nei  termini  stabiliti  (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC] 57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  oggetto  non  è  tale  da  mettere  in 
discussione  la  buona  fede  di  persone  residenti  regolarmente  in 
Svizzera, le quali hanno invitato un terzo domiciliato all'estero per un 
soggiorno turistico;

che  l'avvenuta  stipulazione  in  favore  di  A._______  di  una  polizza 
assicurativa  relativa  al  suo prospettato  soggiorno  in  Svizzera  non  è 
tale da modificare la situazione, in quanto le garanzie fornite sul piano 
finanziario,  sebbene  siano  effettivamente  prese in  considerazione  al 
momento  di  pronunciarsi  sulla  questione  di  sapere  se  un  visto  può 
essere  accordato  ad  un  cittadino  straniero  che  lo  sollecita,  non 
possono essere considerate come decisive, nella  misura in cui  esse 
non  vincolano  la  richiedente,  la  quale  risponde  individualmente  del 
proprio  comportamento  e  di  conseguenza  non  permettono 
minimamente di  escludere l'eventualità che l'interessata, una volta in 
Svizzera,  non  cerchi  di  prolungare  la  sua  presenza  (cfr.  a  questo 
proposito la sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 sopra citata);

che, alla luce di quanto esposto, il  TAF ritiene che il  ritorno in patria 
della  richiedente non può essere considerato come sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS), di modo che le condizioni per 
il rilascio di un permesso d'entrata non sono adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 
49 PA);

che il ricorso è respinto;

che le spese di procedura sono pertanto poste a carico della ricorrente 
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli  art. 1  a 3 del 
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

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nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]);

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr. 600.-,  sono  poste  a  carico  della 
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 28 novembre 2007.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 2 064 487 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarti cantonali di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione:

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