# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2ad1369-b1cf-5717-ae44-d2669c5cea40
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 28.10.2005 20.2004.28-2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_20-2004-28-2_2005-10-28.html

## Full Text

Incarto n.

  20.2004.28 – 2

  27/04

   

  	
  Lugano

  28 ottobre 2005

  	
  Approvazione
  progetto definitivo

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  	 

	
  e
  dai membri

  	
  ing.
  Argentino Jermini

  arch. Claudio Morandi

  	 

	
  segretario
  giudiziario

  	
  Enzo
  Barenco

  	 

						

 

 

statuendo
nella procedura di approvazione dei progetti definitivi e di espropriazione presentata
da

 

	
   

  	
  ISEP
  1o

  rappr.
  dal RA 1 

   

  
	
   

  	
  nell'ambito
  delle opere di sistemazione di via __________ con la formazione di un
  marciapiede, lo spostamento della barriera e la posa di contenitori per
  rifiuti

  

 

                                       ed
ora sull’opposizione al progetto ed all’espropriazione e la domanda di modifica
dei piani presentate da

 

	
   

  	
  COES
  2 

  rappr.
  dall’ RA 2 

  

  relativamente al mapp. no. 279 di C__________,

   

  

                                        

letti
ed esaminati gli atti, udite le parte ed assunte le necessarie prove,

 

considerato                     in
fatto ed in diritto

 

- che il comune di ISEP 1 intende procedere ad una
serie di interventi sul tratto nord di via __________. Il progetto, che
comporta espropriazioni varie, prevede tra il riale G__________ ed il mapp. no.
280, l’allargamento del campo stradale da m 3.50 a m 5, la costruzione di un
marciapiede di m 1.50 lungo tutto il lato ovest, la posa della pavimentazione e
di bordure, lo spostamento delle caditoie ed il ripristino dell’illuminazione e
delle recinzioni. A ciò si aggiungono l’installazione di 3 contenitori interrati
per i rifiuti al mapp. no. 452 e la posa di 2 sbarramenti formati da due gruppi
di tre barriere alte m 1 all’altezza dei mapp. no. 210 e 208 (cfr. relazione
tecnica e planimetrie);

- che il progetto è stato approvato dal Consiglio
Comunale nel corso della seduta del 17.11.2003 (MM 16/2003); contestualmente è
pure stato accordato il credito per la costruzione e l’acquisto dei sedimi
necessari ed avallato il principio del prelievo di un contributo di miglioria per
la realizzazione del nuovo marciapiede nell’ordine del 30% della spesa;

 

- che il progetto definitivo e gli atti di esproprio
sono stati pubblicati dal 26.4 al 25.5.2004;

 

- che la messa in atto del progetto implica
l’espropriazione di ca. mq 37.43 del mapp. no. 279, appartenente a COES 2,
contro versamento di un’indennità di fr. 420.- il mq (cfr. tabella di
espropriazione);

 

- che con memoria 25.5.2004 la proprietaria si è
opposta al progetto ed all’espropriazione. Essa contesta, innanzitutto, la
decisione del Consiglio Comunale siccome viziata da errore essenziale ritenuto
che il legislativo non sarebbe stato correttamente informato in merito ad un
parere espresso dall’Ufficio prevenzione infortuni (UPI) sulla sistemazione di
via __________ sostanzialmente divergente dall’opera che si intende eseguire. Quest’ultima,
sempre secondo COES 2, sarebbe inadatta allo scopo oltre che molto pericolosa ed
eccessivamente penalizzante per la sua proprietà. Da ciò la domanda subordinata
di modifica dei piani volta a rendere l’intervento meno incisivo trasferendo
l’espropriazione sull’altro lato della strada. Infine, ed in via ancor più
subordinata, essa vanta una serie di pretese risarcitorie che qui non occorre
specificare;

 

- che le parti sono comparse alle udienze ed ai contestuali
sopralluoghi esperiti il 25.1 e 12.7.2005;

 

- che di
principio qualsiasi attività d’incidenza territoriale dev’essere pianificata
(art. 75 CF e 2 LPT) ed in particolare, per quanto attiene la rete viaria
comunale, almeno il tracciato e le dimensioni di ogni strada esistente o futura
devono figurare nel PR o nel PG (art. 28 cpv. 1 e 2 let. p. LALPT; art. 12 e 13
Lstr.);

 

- che ai fini dell’attuazione concreta del piano del
traffico, la Lstr., dichiarando applicabile la Lespr., assoggetta ad una
procedura di pubblicazione dinanzi al Tribunale di espropriazione – che
sostituisce quella usuale di rilascio del permesso di costruzione giusta la LE
– tutti i progetti esecutivi riferibili ad opere di costruzione ordinaria (art.
33 cpv. 1 e 2 Lstr.; Messaggio del 6.7.1994 concernente la modifica
della LALPT del 23.5.1990, della Lstr. del 23.3.1983 e della LE del 13.3.1991,
p. 4, 22-24);

 

- che la norma vieta di opporsi ad opere previste dal
PR (art. 33 cpv. 3 Lstr.) vincolando il potere cognitivo del Tribunale.
Pertanto in sede di approvazione possono assurgere a motivo di contestazione
solamente quegli elementi di dettaglio del progetto che differiscono o non sono
contemplati dalla pianificazione ordinaria (Messaggio cit. p. 24). Viceversa
sfuggono al sindacato del Tribunale gli aspetti definiti nel PR che, in
applicazione del principio del parallelismo delle forme, sono emendabili soltanto
mediante norme di pari rango e secondo la procedura prevista per la sua
adozione (art. 41 cpv. 2 LALPT);

 

- che il Tribunale di espropriazione decide in via
definitiva le domande intese ad ottenere modifiche dei progetti definitivi ed
approva gli stessi (art. 33 cpv. 4 Lstr.);

 

- che d’altra parte la Lespr. sancisce la facoltà di
opporsi all’espropriazione (art. 24 cpv. 2 let. a Lespr.). Tale facoltà è
tuttavia affievolita quando la pubblica utilità dell’opera è già stata
riconosciuta con l’approvazione del PR poiché in tale evenienza il giudice
delle espropriazioni non è più confrontato con una sola presunzione (art. 2
Lespr.) bensì con una certezza (praesumptio juris et de jure) per cui la prova
del contrario, per ovvi motivi di sicurezza giuridica, non è più ammissibile (Hess/Weibel,
Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986, ad art. 1 no. 13 in fine; RDAT
I-1993 no. 49 c. 2);

 

- che sono
soggette all’approvazione del Tribunale di espropriazione, tanto le
costruzioni, gli arredi urbani e di moderazione del traffico che servono
direttamente alla circolazione stradale, agevolandola o vietandola, quanto le
opere edilizie che sono destinate ad altri scopi, ma che interferiscono con la
circolazione dei veicoli a motore e dei pedoni, in quanto previste sull’area della
strada definita dal PR (RDAT II-1993 no. 39, I-1999 no. 33, I-2000 no.
37, I-2003 no. 42 c. 2);

 

- che via __________ è una strada comunale aperta al
pubblico ai sensi dell’art. 2 Lstr. e pertanto soggiace alla Lstr. (art. 1
Lstr.);

 

- che nel PR di C__________ approvato il 21.12.2004
(revisione) via __________ è catalogata come strada di servizio. Tra il riale G__________
ed il mapp. no. 452 il calibro è di m 6.50 di cui m 5 di carreggiata e m 1.50
di marciapiede sul lato ovest. Nel tratto successivo il calibro aumenta a m
7.10 di cui m 5.60 di carreggiata e m 1.50 di marciapiede, quest’ultimo ubicato
sul lato ovest lungo i mapp. no. 454, 279 e 280 e poi, a partire dal mapp. no.
439, sul lato opposto della strada (cfr. piano viario);

 

- che nella misura in cui contesta l’allargamento
stradale e la costruzione del marciapiede l’opponente vorrebbe riavviare il
dibattito sulla pubblica utilità e la proporzionalità dell’opera trascurando,
tuttavia, che queste tematiche sono già state definitivamente risolte nell’ambito
dell’approvazione del PR. Ciò basta ai fini del presente giudizio considerato
che il Tribunale di espropriazione non ha la competenza per rivedere i
contenuti di un atto pianificatorio definitivo e tantomeno dispone del
sindacato di opportunità;

 

- che, per la verità, la giurisprudenza ammette che un
PR possa ancora essere contestato in sede di applicazione concreta (RDAT
I-1995 no. 30 c. 4a). Tuttavia il piano di C__________ è di recentissima
approvazione e nessuno dei requisiti posti alla base di un eventuale riesame
risulta adempiuto. Nemmeno l’opponente, che peraltro non ha impugnato il nuovo piano,
sostiene il contrario;

 

- che sotto questo profilo l’opposizione e la domanda
di modifica dei piani sono quindi irricevibili;

 

- che in ogni caso sono infondate anche nel merito;

 

- che in ragione delle censure sollevate
dall’opponente, in sede istruttoria il Tribunale ha ordinato la verifica della
picchettazione e dei confini;

 

- che il geometra revisore ha ripristinato il punto di
confine sud del mapp. no. 270, sito dirimpetto al mapp. no. 279, con la posa di
un chiodo ed ha riportato la situazione cartograficamente (cfr. lettera del
3.6.2005 e planimetria 1:500 del 23.6.2005);

 

- che in esito a tali operazioni ed in base agli
accertamenti ed alle misurazioni definitive effettuati da ultimo al sopralluogo
del 12.7.2005 (cfr. verbale) è emerso che la linea di confine del mapp. no. 270
non invade il sedime stradale. Inoltre, prendendo questa linea come punto di
riferimento conforme, è risultato che in corrispondenza con la proprietà COES 2
il calibro stradale previsto dal progetto, marciapiede compreso, è di m 6.80
(picchetto nord) rispettivamente di m 6.85 (picchetto sud);

 

- che pertanto il progetto definitivo è compatibile
con l’assetto pianificatorio disposto dal PR ed anzi si rivela favorevole
all’espropriata poiché riduce l’ampiezza del campo stradale di una trentina di
centimetri rispetto a quella totale prevista dal piano (m 7.10). Sotto questo profilo
appare pure proporzionato poiché limita l’intervento effettivo a quanto è
tecnicamente e giuridicamente necessario per l’esecuzione adeguata dell’opera;

 

- che il marciapiede è finalizzato a garantire un
ragionevole margine di sicurezza all’utenza pedonale, ciò che è in linea con gli
orientamenti comunemente ammessi e la politica pianificatoria in tema di opere
stradali, intesi a migliorare le qualità di vita e la sicurezza negli
agglomerati urbani e ad offrire ai pedoni la protezione massima consentita
dalle circostanze;

 

- che, oltretutto, via __________ serve non solo una
zona residenziale (ad est) bensì anche la zona artigianale (ad ovest) cui
appartiene, peraltro, la stessa part. no. 279. Pertanto un marciapiede appare
tanto più giustificato se si considera che la strada può essere percorsa anche
da mezzi pesanti;

 

- che d’altronde non è trascurabile che nessuno dei
confinanti coinvolti nella procedura espropriativa, rispettivamente nessun
altro interessato ha formalmente sollevato obiezioni al progetto;

 

- che l’esistenza di ipotesi alternative alla
soluzione qui prospettata non basta per definire inadeguato il progetto, già
solo per il fatto che un tale argomento potrebbe essere addotto da chiunque con
la conseguenza che l’esecuzione di opere pubbliche sarebbe, in buona parte,
destinata a fallire. In concreto, considerato che il progetto trova riscontro
nel PR e che la superficie esproprianda rispetta i limiti del sedime vincolato,
una modifica dei piani appare quindi tantomeno condivisibile e concretizzabile;

 

- che, come
detto, nel tema specifico il comune dispone di un’ampia autonomia ed è quindi
libero nell’attuazione di un’opera stradale purché rispetti la pianificazione e
le norme che disciplinano la concezione delle strade. In quest’ottica il parere
espresso dall’UPI e citato dall’opponente non è dunque decisivo anche perché non
ha carattere vincolante;

 

- che altrettanto irrilevante è la questione se il
Consiglio Comunale fosse a conoscenza o meno del parere: infatti nulla indica
che abbia deciso senza la necessaria cognizione di causa ed in ogni caso l’argomento
avrebbe dovuto essere sollevato e contestato, semmai, impugnando la risoluzione
del 17.11.2003 nelle forme ed entro i termini previsti dagli art. 208 ss LOC;

 

- che la segnalazione dell’asserito vizio all’autorità
di vigilanza sui comuni da parte dell’opponente non è quindi motivo sufficiente
per sospendere la procedura e differire l’emissione del presente giudizio;

 

- che per il resto, con particolare riferimento alla posa
di 2 sbarramenti e di 3 contenitori interrati per i rifiuti, il progetto non è
contestato;

 

- che simili impianti, se previsti su sedime stradale,
soggiacciono pure all’approvazione del Tribunale di espropriazione (RtiD
I-2005 no. 28 e 31);

 

- che gli sbarramenti sono intesi ad offrire una
maggiore sicurezza all’utenza pedonale specie nella zona della scuola
d’infanzia e sono compatibili con la classificazione della strada (cfr. Norma
VSS 640 213 pto. 22);

 

- che lo spazio parallelo e perpendicolare tra le singole
barriere non è indicato graficamente; misurato sul piano no. 486-602b corrisponde
a ca. cm 60 ed in quanto tale è insufficiente, specie poiché non permette il
transito agevole di portatori di handicap e carrozzine (cfr. Norma VSS 640
201). Pertanto, in fase esecutiva, le singole barriere dovranno essere posate
ad una distanza di m 1.50, misura che equivale alla larghezza di un
marciapiede;

 

- che l’installazione dei contenitori rientra nel
disegno di nuova gestione della raccolta dei rifiuti con l’obiettivo, tra
l’altro, di contenere i costi, di favorire una raccolta più razionale e
decorosa e di incrementare la raccolta separata. Il progetto non offre indicazioni
tecniche di dettaglio sui contenitori oltre a quelle risultanti dalla relazione
tecnica sulla nuova gestione della raccolta dei rifiuti. Nondimeno l’impianto
come tale, che servirà circa 200 abitanti, appare adeguato e sorretto da un
sufficiente interesse pubblico anche perché è ispirato ad un modello piuttosto
diffuso e già testato con successo in altri comuni;

 

- che occorre però rammentare che lo stoccaggio dei
rifiuti non dovrà protrarsi oltre il necessario e che il comune dovrà predisporre
lo spurgo regolare dei contenitori, specialmente durante i mesi estivi, entro
gli orari lavorativi usuali;

 

- che tutto ciò considerato l’opera è sorretta da un
sufficiente interesse pubblico ed assolve certamente allo scopo del comune;

 

- che pertanto l’opposizione al progetto ed
all’espropriazione e la domanda di modifica dei piani sono da respingere.

Per
i quali motivi

richiamati
gli art. 33, 39a Lstr. e 20 e segg. Lespr.,

 

 

dichiara

e pronuncia:          1.     L’opposizione al progetto ed all’espropriazione
e la domanda di modifica dei piani sono respinte.

                                2.     La domanda di sospensione della procedura è
respinta.

                                3.     I progetti definitivi inerenti le opere di sistemazione di via __________ con la
formazione di un marciapiede, lo spostamento della barriera e la posa di
contenitori per rifiuti sono approvati.

3.1. Le singole barriere dovranno essere posate ad una distanza di m 1.50 l’una
dall’altra.

                                        

                                4.     La tassa di giustizia e le spese per il
presente giudizio in fr. 500.- sono a carico del ISEP 1 con l’obbligo di
rifondere all’espropriata fr. 700.- per ripetibili.

                                        

                               5.                                                La
presente decisione è definitiva.

                                        

                                6.     Intimazione a:

- RA 1 

- Avv. RA 2

	
   

  	
   

  

 

 

per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                                                                     Il
segretario giudiziario

 

 

Margherita
De Morpurgo                                                                                   Enzo
Barenco