# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a697364-239d-5f52-a14e-d5a9c005d1ce
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-08-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 19.08.2019 72.2019.142
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2019-142_2019-08-19.html

## Full Text

Incarto
  n.

  72.2019.142

  	
  Lugano,

  19 agosto 2019/bm

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte delle assise criminali

  
	
   

  
					

composta da:                 Mauro
Ermani, Presidente

GI 1 

GI 2

Veronica Lipari, cancelliera

 

sedente nell’aula penale di questo palazzo
di giustizia, per giudicare

 

 

nella causa penale       Ministero pubblico

 

 

contro                             IM 1

rappresentato dall’avv.  DUF 1 

 

in carcerazione preventiva dal 30.8.2017 al 21.12.2017 (114
giorni),

posto in esecuzione anticipata della pena dal 22.12.2017,

 

imputato, a
norma dell’atto d’accusa 124/2019 del 12.06.2019 emanato dal Procuratore
pubblico PP 1, di

 

                                   1.   infrazione aggravata
alla Legge federale sugli stupefacenti

siccome riferita a un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva
presumere essere tale da mettere direttamente o indirettamente in pericolo la
salute di molte persone,

 

nel periodo agosto 2016/30 agosto 2017 a __________, __________, __________,
__________ ed altre località non meglio precisate, senza essere autorizzato,
trasportato, detenuto e alienato complessivi 1’273.14/1'334.64 grammi netti di
cocaina (purezza variabile tra il 58.4% ed il 64.2%) e 4.98 grammi di sostanza
da taglio,

 

e meglio per avere

 

                                  1.1   nel
periodo agosto 2016/30 agosto 2017 a __________ e __________ detenuto per conto
di __________ (irreperibile), 45.5/65.5 grammi netti di cocaina e 900.33
grammi netti di cocaina per complessivi 945.83/965.83 grammi netti di cocaina,
sostanza stupefacente destinata all’alienazione,

 

                                  1.2   il
30 agosto 2017 a __________ detenuto nella vettura Honda Civic targata __________
di sua proprietà, in appositi nascondigli creati sotto la cuffia della leva del
cambio ed all’interno del poggiatesta del sedile anteriore destro, parzialmente
confezionati in “bolas”, complessivi 20.1 grammi netti di cocaina, oltre a 4.98
grammi di sostanza da taglio,

 

                                 1.3   nel
periodo agosto 2016/30 agosto 2017, a __________, __________, __________ ed
altre località non meglio precisate, in correità con la compagna __________,
portando con sé il figlioletto __________ (__________) per non destare i
sospetti degli inquirenti, alienato complessivi 302/343.5 grammi netti di
cocaina,

e meglio alienato a __________ 15/20 grammi netti di cocaina, __________
20/30 grammi netti di cocaina, a tale __________ 15/20 grammi netti di cocaina,
a __________ 15/20 grammi netti di cocaina, a __________ 15/20 grammi netti di
cocaina, a __________ 15 grammi netti di cocaina, a __________ 7/7.5 grammi netti
di cocaina, a __________ e a __________ complessivi 70 grammi netti di cocaina,
ai fratelli __________ e __________ complessivi 70 grammi netti di cocaina, a __________
15 grammi netti di cocaina, a __________ 15/20 grammi netti di cocaina, a __________
3/4 grammi netti di cocaina, a __________ 10/15 netti grammi di cocaina, a __________
1 grammo netto di cocaina, a __________ 3 grammi netti di cocaina, a __________
0.5 grammi netti di cocaina, a __________ 1.5 grammi netti di cocaina, a __________
1 grammo netto di cocaina, a __________ 10 grammi netti di cocaina,

 

per un compenso di iniziali CHF 1'100.00 mensili poi aumentato a
CHF 1'500.00/1'600.00 mensili, ricevuti da __________ (irreperibile);

 

 

                                   2.   riciclaggio di denaro

per avere compiuto atti suscettibili di vanificare l’accertamento
dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o
dovendo presumere che provengono da un crimine 

 

e meglio per avere

 

                                  2.1   nel
periodo giugno 2017/luglio 2017 a __________, in 2 occasioni, consegnato a tale
__________ (rimasto non identificato), a richiesta di __________ (irreperibile),
complessivi CHF 1'200.00/1'400.00, sapendo che trattavasi di denaro proveniente
dall’alienazione di cocaina,

 

                                  2.2   nel
corso del mese di agosto 2017 a __________ tenuto in deposito l’importo di CHF
26'600.00 per conto di __________ (irreperibile), che gli doveva essere
riconsegnato in data 04 settembre 2017, sapendo che trattavasi di denaro
proveniente dall’alienazione di cocaina;

 

 

                                   3.   falsa moneta

per avere il 30 agosto 2017 a __________ tenuto in deposito
biglietti di banca contraffatti o alterati, al fine di metterli in circolazione
come genuini o inalterati, 

 

e meglio

 

per avere detenuto 6 banconote da CHF 100.00 cadauna contraffatte;

 

fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo
indicate;

reati previsti: dagli artt. art. 19 cpv. 2 LStup, in
relazione con l’art. 19 cpv. 1 lett. b), lett. c), lett. d) LStup, art. 244
cpv. 1 CP, art. 305bis cifra 1 CP.

 

 

Presenti:                   -   il Procuratore pubblico PP 1,
in rappresentanza del Ministero Pubblico; 

                                     -   l’imputato IM 1, assistito
dal suo difensore d’ufficio, avv. DUF 1; 

                                     -   in qualità di interprete
per la lingua spagnola, __________

 

 

Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:35 alle ore
10:15.

Evase le seguenti

questioni:                      Verbale del dibattimento

 

                                         Il
Presidente ripercorre gli ultimi atti del procedimento, in particolare la
modifica dell’iscrizione a casellario giudiziale italiano, avendo l’imputato
ricevuto la restituzione del termine per interporre appello. Egli è dunque da
considerarsi, ad oggi, incensurato. Le parti di comune accordo propongono
quindi la medesima pena già indicata nel precedente atto d’accusa secondo il
rito abbreviato, rinunciando al contempo alla fase di discussione. 

 

La difesa chiede inoltre, su
richiesta dell’imputato, il dissequestro dei EUR 1'500.-, trattandosi di soldi
provento del suo lavoro, e non di reato. È consapevole della possibilità che
venga pronunciato un sequestro conservativo a copertura di tasse e spese, e
così ha pure già informato l’imputato. La Corte si pronuncerà in merito. 

 

La PP precisa di chiedere il
sequestro conservativo dell’intera cifra sequestrata, come pure la confisca e
distruzione dello stupefacente e delle banconote false. Precisa inoltre che i
reperti indicati nell’AA con i numeri 64034, 64039 (telefono e scheda SIM),
64042, 64074, 64080, 64082 e 64083, sono già stati dissequestrati.

 

Visto quanto sopra, le parti
rinunciano alla fase di discussione. 

 

 

 

 

Considerato,                  in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   CURRICULUM VITAE

 

Interrogato dal PP in merito alla sua situazione personale, nel verbale
di interrogatorio del 9 aprile 2019 IM 1 ha dichiarato:

 

"
Sono nato a __________ dove ho vissuto con la mia famiglia. Mio
papà era __________ e mia madre è __________. Siamo __________ fratelli. Ho
iniziato l’università a __________. Non ho finito l’università perché era già
nato il mio primo figlio con __________. __________ abitava in __________ e io
l’ho raggiunta. Dal matrimonio con __________ sono nati altri due figli. Come
ho già spiegato nei miei verbali in __________ avevo dei __________ che però
hanno smesso di funzionare bene come inizialmente e li ho venduti. Sono poi
arrivato in Svizzera da solo, nel Cantone __________, dove ho lavorato
soprattutto come __________. Ho poi conosciuto __________ e dalla nostra
relazione è nato __________. Nel __________ ho ottenuto il divorzio da __________
ed è mia intenzione sposarmi con __________.

__________ e io abbiamo già pensato di
rifarci una vita onesta in __________ e/o a __________.”

(AI 372).

 

Interrogato in qualità di imputato dalla Polizia cantonale in
merito ai suoi legami con la Svizzera, nel verbale di interrogatorio del 31
agosto 2017, ha precisato:

 

"
Sono arrivato in Svizzera la prima volta nel 2014 e ci sono
restato 5 o 6 mesi e poi sono tornato in Svizzera nel giugno 2016 dove o
trovato lavoro a settembre 2016. Ero impiegato come cameriere al __________ di __________.
Li ho lavorato sino ad aprile 2017, poi per un paio di mesi non ho lavorato ed
a giugno visto che è cambiata la gestione del __________, ho ricominciato a
lavorare sempre li come cameriere tutto fare. Ho un figlio di __________ con la
mia attuale compagna ed ho altri __________ figli che abitano a __________ con
la mia ex compagna. Non ho nessun parente in Svizzera. La mia attuale compagna
risiede in __________ a __________ ed era in Svizzera da due mesi per stare un
po’ con me. Sarebbe rientrata in __________ a giorni.

Non ho alcun problema di salute. L’ultimo
stipendio che ho preso risale al mese di agosto 2017 quando ho percepito 2800.-
frs netti.”

(AI 71, allegato 1).

 

 

                                   2.   PRECEDENTI PENALI

 

L’imputato risulta incensurato (AI 73). A casellario giudiziale
italiano figurava una condanna 5 aprile 2013, per reati legati agli
stupefacenti, ad opera del Tribunale di __________. Come vedremo, tale condanna
è risultata non essere definitiva.

 

                                   3.   CIRCOSTANZE DELL’ARRESTO

 

IM 1 è stato individuato dalla Polizia a seguito di alcuni controlli
telefonici. L’ascolto delle conversazioni ha permesso di determinare che
l’imputato si dedicava all’attività di spaccio di cocaina sul territorio
ticinese, in particolar modo nelle __________ e nel __________. Fermato a bordo
del suo veicolo in prossimità degli svincoli autostradali di __________ il 30
agosto 2017, in compagnia della compagna e dei __________ figli, la Polizia
cantonale ha proceduto al suo arresto.

 

La perquisizione dell’abitazione dell’imputato (AI 71) ha rivelato
la presenza di:

 

-       
930 grammi circa di cocaina rinvenuti in una borsa,

-       
2'565.- euro,

-       
1'250.- pesos della Repubblica Dominicana,

-       
1'100.- sterline inglesi,

-       
26'530.- franchi svizzeri e

-       
6 banconote da 100 CHF risultate false.

 

Inoltre, nella perquisizione del veicolo dell’imputato sono stati
rinvenuti 20.05 grammi netti di cocaina confezionati in “bolas”, nascosti
appositamente sotto la cuffia della leva del cambio e all’interno del
poggiatesta del sedile anteriore destro, oltre ad ulteriori 4.98 grammi di
sostanza da taglio. 

 

Interrogato al proposito, l’imputato ha negato di essere a
conoscenza del fatto che nella sua vettura fosse nascosta della cocaina. È
stato dunque posto in carcerazione preventiva a partire dal 30 agosto 2017, con
l’accusa di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti,
riciclaggio di denaro e falsa moneta. Di seguito le tre fattispecie saranno
analizzate singolarmente.

 

 

                                   4.   FATTI 

 

                               4.1.   Infrazione aggravata alla
LF sugli stupefacenti

 

Inizialmente l’imputato ha negato ogni coinvolgimento
nell’attività di acquisto e vendita di cocaina, affermando che il denaro e gli
stupefacenti rinvenuti nella sua vettura e nella sua abitazione appartenessero
ad una terza persona non identificata. Nei seguenti verbali di interrogatorio, IM
1 ha cambiato varie volte la propria versione, ammettendo prima solo
parzialmente i fatti – indicando maggio 2017 come mese d’inizio dell’attività
illegale – per poi assumere un atteggiamento più collaborativo e ammettere di
essere attivo già dal novembre del 2016.

 

Interrogato sulla provenienza dei 925.64 grammi netti di cocaina
rinvenuti nella sua abitazione, l’imputato ha risposto di essere stato
consapevole della presenza di tale panetto, ma di non essersi reso conto della
quantità della sostanza e che la stessa sarebbe appartenuta ad una terza
persona ad oggi non reperibile, tale __________, che lo avrebbe pagato mensilmente
per detenere ed alienare la cocaina.

 

La conoscenza con __________, secondo le dichiarazioni
dell’imputato (AI 372) risalirebbe all’estate del 2016, ma i primi discorsi
sulla possibilità di vendere la cocaina sarebbero avvenuti solamente
nell’autunno del 2016. A questo proposito, nel verbale di interrogatorio finale
del 9 aprile 2019, l’imputato ha dichiarato:

 

"
Ci siamo incontrati per la prima volta in maggio/giugno 2016 a __________.
Poi ci siamo rivisti a fine ottobre/inizio novembre 2016 a __________. Mi pare
che sia stata in quell’occasione che ci siamo scambiati i numeri di telefono;
(…). La prima volta che ho parlato di cocaina con __________ è stato a fine
ottobre/inizio novembre 2016 a __________ al __________. È stato __________ ad
iniziare il discorso. Io credo che lui abbia iniziato a parlarmi di cocaina e
dei soldi che si possono guadagnare vendendola, perché aveva saputo dal mio
amico __________ (di __________) che io avevo delle difficoltà finanziarie.”

(AI 372). 

 

L’imputato ha dichiarato che in quel periodo versava in condizioni
finanziarie difficili, dal momento che aveva a carico l’ex moglie, i __________
figli che abitavano a __________, l’attuale compagna ed il figlio neonato. Ingolosito
dalla proposta di __________, che gli comunicava la possibilità di avere
un’entrata economica maggiore non limitandosi al semplice deposito, a luglio
2017 avrebbe pure accettato di detenere per suo conto il denaro ritrovato al
suo domicilio (circa 26'000.00 franchi), per poi iniziare anche a spacciare
cocaina a partire da aprile 2017, ricevendo in cambio una sorta di “stipendio”.
Così IM 1, nel verbale di interrogatorio finale:

 

"
I soldi che ricevevo da __________ erano CHF 1'100.00
inizialmente per il pagamento dell’affitto per l’appartamento di __________
(era stato __________) a dirmi che dovevo andare a vivere a __________). __________
poi ha iniziato a darmi CHF 1'500.00 al mese con i quali io pagavo la pigione,
l’elettricità e altre spese dell’appartamento. Se mi restava qualcosa lo tenevo
per me (…). Questo era l’accordo relativo al deposito di cocaina a casa mia.
Poi io mi sono fatto ingolosire perché __________ mi ha detto che potevo avere
più soldi vendendo la droga invece di tenerla solo in deposito.”

(AI 372).    

 

Riguardo alla cocaina ritrovata nella vettura dell’imputato,
quest’ultimo ha affermato di esserne completamente all’oscuro. Tuttavia ha
aggiunto di avere prestato più volte il veicolo a __________ che, secondo
l’imputato, aveva quindi creato i nascondigli. IM 1, nel verbale del 20.09.2017,
ha affermato:

 

"
Io prestavo la mia vettura __________. Io non sapevo che c’era
della cocaina nascosta nella mia vettura. Io non mi sono mai accorto di
nascondigli nella mia macchina anche se ero io che la pulivo. Ma mai mi sarei
immaginato un nascondiglio sotto la cuffia del cambio, dove naturalmente non facevo
le pulizie. (…) Non sarei di certo andato in giro con la macchina con
all’interno della cocaina avendo con me i miei figli; il giorno in cui sono
stato fermato c’erano i miei figli con me e mai li avrei messi in una
situazione di possibile fermo da parte della Polizia.

(AI 116).

 

Con riferimento al reato di alienazione di cocaina, l’imputato ha
fornito alle forze dell’ordine un rapporto dettagliato degli acquirenti e dei quantitativi
di stupefacente venduti, contestando solo alcune dichiarazioni delle persone
interrogate in qualità di acquirenti. Grazie alle suddette dichiarazioni, è
possibile concludere per un quantitativo alienato totale di 499.5/531 grammi di
cocaina, che sarebbe stato venduto dall’estate del 2016 (AI 222, AI 372).

 

L’attività di spaccio sarebbe stata organizzata telefonicamente
per chiamata, messaggio o chat, attraverso i quali gli acquirenti contattavano
l’imputato che comunicava luogo e orario della consegna. Il prezzo di vendita
si sarebbe aggirato fra gli 80 e i 100 franchi per 1 grammo lordo di cocaina.

 

In seguito agli accertamenti operati durante l’inchiesta, tenuto
conto della cocaina rinvenuta al suo domicilio, di quella rinvenuta all’interno
della sua auto, come pure dell’attività di spaccio da lui effettuata, è stato
possibile ricostruire l’interezza delle attività delittuose dell’imputato, che
nel periodo compreso fra l’agosto del 2016 e il 30 agosto del 2017 a __________,
__________, __________, __________ ed altre località imprecisate ha
trasportato, detenuto e alienato (senza autorizzazione) almeno complessivi 1'273.14
grammi netti di cocaina di purezza variabile fra il 58.4% e il 64.2 %) e 4.98
grammi di sostanza da taglio. 

 

L’imputato al dibattimento ha ammesso tutti i fatti descritti
nell’atto d’accusa, con il che egli è considerato integralmente reo confesso. 

 

                               4.2.   Riciclaggio di denaro

 

IM 1 in corso d’inchiesta ha dichiarato di avere incontrato a __________
in due occasioni nell’estate del 2017 una persona (ad oggi non identificata)
indicata come “__________”, al quale avrebbe consegnato complessivamente circa
1'200.00/1’400.00 franchi provenienti dalla vendita di cocaina, su indicazione
di __________. L’imputato ha inoltre riferito di avere sempre consegnato i
proventi della vendita di stupefacenti a __________ oppure, sempre su
indicazione di quest’ultimo, di averli tenuti in deposito.

 

Con riferimento all’ingente somma di denaro (fr. 26'600.00) ritrovata
al suo domicilio, ha riferito che sarebbe di proprietà di __________. Così, a verbale
finale del 9 aprile 2019:

 

"
In luglio 2017, __________ mi ha anche chiesto di tenere in
deposito il denaro che poi è stato trovato al mio domicilio e meglio i CHF 26'000.00.
(…) I CHF 26'000.00 erano di __________ e li tenevo in deposito per lui. (…).”

(AI 372).

 

L’imputato ha dichiarato di avere conservato il denaro solamente
come depositario e di non avere mai usufruito della somma, aggiungendo che le
ulteriori somme (in valute differenti) rinvenute al suo domicilio fossero di
sua proprietà e non derivanti dall’attività illegale.

Anche questa fattispecie è stata da lui integralmente ammessa nel
corso del dibattimento (verbale d’interrogatorio dibattimentale). 

 

                               4.3.   Falsa moneta

 

Interrogato sul ritrovamento di 6 banconote contraffatte da 100
franchi l’una al suo domicilio, l’imputato ha spiegato trattarsi di denaro
ricevuto dall’acquirente __________ come pagamento di 3 o 4 grammi di cocaina.
Dopo lo scambio, l’imputato ha affermato di essersi reso conto della falsità delle
banconote, e, ignaro del fatto che la detenzione delle suddette fosse illegale,
le avrebbe conservate con l’intenzione di restituirle ad __________. A sua
detta, egli non avrebbe mai avuto la volontà di mettere in circolazione il
denaro contraffatto. Così ha dichiarato il 9 aprile 2019:

 

"
È stato __________ a darmi le 6 banconote false a pagamento di 3
o 4 grammi di cocaina. Quando sono arrivato a casa mi sono accorto che le
banconote erano false. (…).

L’interrogante mi
chiede per quale motivo ho tenuto le banconote contraffatte.

Perché le volevo
riconsegnare a __________. Io non sapevo che tenere delle banconote
contraffatte è un reato. L’avessi saputo le avrei immediatamente distrutte. (…)
Io intendevo restituirle a __________.”

(AI 372).

 

 

                                   5.   RITO ABBREVIATO RESPINTO
E SEGUENTE ANNULLAMENTO DEL PRECEDENTE IN ITALIA

 

Prima di affrontare il discorso in diritto ed il convincimento
della Corte, è utile esporre a livello procedurale quanto avvenuto a fine
inchiesta.

 

L’imputato è giunto reo confesso ad istruttoria conclusa. Per il
tramite del suo difensore, ha quindi formulato in data 9 agosto 2018 richiesta
di rito abbreviato, accettata dalla PP 1 (AI 359) che lo ha rinviato a giudizio
dinanzi alla Corte delle assise criminali (ACC no. 3/2019 del 4 gennaio 2019),
proponendo una pena detentiva di 36 (trentasei) mesi di cui 18 (diciotto)
sospesi condizionalmente per un periodo di prova di anni 3 (tre). 

 

Al primo dibattimento, avvenuto il 13 marzo 2019 (inc.72.2019.2),
preso atto che a carico dell’imputato risultava un precedente penale in Italia,
con tanto di richiesta di estradizione per l’espiazione di una pena detentiva
di oltre otto anni, sempre per reati legati al mondo degli stupefacenti, la
Corte ha ritenuto inadeguata la proposta di pena proposta dalla PP, stante l’assenza
di una prognosi favorevole che avrebbe giustificato la concessione di una
sospensione condizionale anche solo parziale della pena. Quest’ultima, a mente
della Corte, era inoltre già parsa generosa, tenuto conto della prassi dei
nostri tribunali, dei quantitativi di stupefacente a lui imputati, nonché del
suo atteggiamento tenuto durante l’inchiesta, non totalmente collaborativo.

 

La difesa, sempre al dibattimento del 13 marzo 2019, ha comunque
sostenuto che tale precedente non avrebbe dovuto essere considerato definitivo,
poiché l’imputato (che ha ribadito più volte di essere stato all’oscuro della
condanna italiana) non sarebbe mai stato sentito o arrestato per quella
procedura, e non avrebbe quindi avuto nemmeno la facoltà di difendersi. Ha poi
informato la Corte e la PP del fatto che era pendente una richiesta volta
all’ottenimento della restituzione del termine per impugnare la sentenza di
primo grado.

 

Visto tutto quanto sopra, la Corte ha in definitiva deciso di
rinviare gli atti al Ministero Pubblico per rivalutare la fattispecie, e, se
del caso, proporre un nuovo atto d’accusa secondo la procedura ordinaria. 

 

Il nuovo atto d’accusa è quello che qui ci occupa, è stato emesso
secondo la procedura ordinaria e rimprovera all’imputato gli stessi fatti già
indicati nel precedente atto d’accusa con rito abbreviato. 

 

Pendente la procedura presso questa Corte, il 5 luglio 2019,
l’avv. DUF 1 ha trasmesso la decisione (doc. TPC 5) della Corte d’appello di __________
che ha concesso la restituzione dei termini per presentare appello contro la
sentenza del 5 aprile 2013 del Tribunale di __________ e, contemporaneamente,
ha sospeso l’esecuzione della pena. Di conseguenza, la decisione di
estradizione è stata annullata in data 29 luglio 2019 (doc. TPC 13).

 

Alla luce di tali sviluppi, l’imputato, ad oggi, risulta pertanto incensurato
pure in Italia. 

 

 

                                   6.   IN DIRITTO E
CONVINCIMENTO DELLA CORTE

 

                               6.1.   Giusta l’art. 19 cpv. 1 lett.
b LStup chiunque senza essere autorizzato, deposita, spedisce, trasporta,
importa, esporta o fa transitare stupefacenti, è punito, se ha agito
intenzionalmente, con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena
pecuniaria. Il cpv. 2 del medesimo articolo prescrive che si tratta di un caso
aggravato se l’autore sa o deve presumere che l’infrazione può mettere
direttamente o indirettamente in pericolo la salute di molte persone (lett. a).
Nei casi gravi l’autore è punito con una pena detentiva non inferiore a un
anno, cui può essere cumulata una pena pecuniaria. 

Giusta l’art. 12 cpv. 2 CP commette con intenzione un crimine o un
delitto chi lo compie consapevolmente e volontariamente. A tal fine, basta che
l’autore ritenga possibile il realizzarsi dell’atto e se ne accolli il rischio.
La seconda frase dell’art. 12 cpv. 2 CP definisce la nozione di dolo eventuale
(DTF 133 IV 9 consid. 4) che sussiste laddove l’agente ritiene possibile che
l’evento o il reato si produca e, cionondimeno, agisce, poiché prende in considerazione
l’evento nel caso in cui si realizzi e lo accetta pur non desiderandolo (DTF
134 26 consid. 3.1.2; STF 6B_656/2009 dell’11 marzo 2010 consid. 5.2; sentenza
CCRP del 21 aprile 2010, inc. 17.2010.1 consid. 2.6; sentenza CCRP del 9 giugno
2010, inc. 17.2009.59, consid. 4.3, confermata dal TF in STF 6B_621/2010 del 20
maggio 2011 consid. 5.2). Un crimine o un delitto è punibile per negligenza
solo qualora la legge ne dispone espressamente (Art. 12 cpv.1 CP). In questo
senso, il TF ha già chiarito che la formulazione “deve presumere” ai sensi
dell’art.19 cpv. 2 lett. a LStup non è da intendersi come espressione di
negligenza ma bensì come disciplina probatoria a disposizione del giudice, il
quale deve poter ammettere il dolo, quando le circostanze del caso imponevano
all’agente di comprendere la pericolosità del suo agire per la società (DTF 104
IV 211 consid. 2).

Inoltre, secondo l’art. 19 cpv. 1 lett. c e d LStup, è punito con
una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria chiunque, senza
esserne autorizzato, tra l’altro aliena e detiene stupefacenti.

L’infrazione è aggravata ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 lett. a
LStup e la pena è una pena detentiva non inferiore a un anno, che può essere
cumulata con una pena pecuniaria, se l’autore sa o deve presumere che
l’infrazione può mettere direttamente o indirettamente in pericolo la salute di
molte persone.

Secondo costante giurisprudenza del Tribunale federale,
l’infrazione è considerata grave ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 lett. a LStup, se
verte su una quantità di almeno 18 grammi di cocaina pura (DTF 111 IV 101; 109
IV 144; STF 6P.149/2006; 6S.336/2006 del 2 ottobre 2006 consid. 7.3; cfr. anche
Albrecht, Die Strafbestimmungen des Betäubungsmittelgesetzes, Art. 19-28
BetmG).

Dal punto di vista soggettivo, l’autore deve sapere di detenere,
trasportare, importare o far transitare stupefacenti. Il dolo eventuale è
sufficiente (Corboz, op. cit, ad. Art. 19 LStup, n. 68 e segg., pag. 913).
Inoltre, affinché vi sia un caso aggravato ai sensi dell’art. 19 cpv. 2 LStup,
è necessario che l’autore sappia o accetti che l’infrazione da lui commessa
possa, direttamente o indirettamente, mettere in pericolo la vita di molte
persone (DTF IV 31; Bernard Corboz, op. cit. n. 91 ad art. 19 LStup). Affinché
ciò sia realizzato è sufficiente che egli sia cosciente del quantitativo e del
tipo di droga trafficato, poiché, sia egli consumatore o meno, si deve
presumere conoscere la pericolosità della droga per la salute (CARP del 4
dicembre 2014, inc. 17.2014.166 consid. 15). Il dolo eventuale è sufficiente. È
irrilevante che l’autore sappia che la droga è destinata ad un numero limitato
di persone, così che, concretamente, non saranno in realtà numerose quelle
messe in pericolo (DTF 111 IV 31).

 

L’imputato è giunto al dibattimento reo confesso su ogni fatto
descritto nell’atto d’accusa (v. verbale d’interrogatorio dibattimentale). Quanto
da lui commesso configura indubbiamente l’infrazione aggravata alla LF sugli
stupefacenti, così come descritta nell’atto d’accusa, per avere detenuto,
trasportato ed alienato un quantitativo di 1'273.14 grammi di cocaina (purezza
variabile tra il 58.4% ed il 64.2%) e 4.98 grammi di sostanza da taglio, sull’arco
di almeno un anno di attività, senza che sia necessario dilungarsi oltre,
essendo gli elementi oggettivi e soggettivi pacificamente realizzati e non
contestati. La Corte ha dunque confermato integralmente questa imputazione.

 

                               6.2.   Giusta l'art. 305bis n. 1 CP,
chiunque compie un atto suscettibile di vanificare l'accertamento dell'origine,
il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o dovendo
presumere che provengono da un crimine o da un delitto fiscale qualificato, è
punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria.
Secondo l'art. 305bis n. 3 CP, l'autore del riciclaggio è punibile anche se
l'atto principale è commesso all'estero, purché costituisca reato anche nel
luogo in cui è stato compiuto. La fattispecie di riciclaggio di denaro
presuppone quale reato a monte un crimine (art. 305bis n. 1 CP). La questione
di sapere se il reato a monte commesso all'estero costituisce un crimine, deve
essere esaminata secondo il diritto svizzero (DTF 126 IV 255 consid. 3b/aa;
sentenza 6B_718/2010 del 18 ottobre 2011 consid. 3.5.2, in: RtiD I-2012 pag.
217 segg.).

In considerazione del suo carattere accessorio, la fattispecie del
riciclaggio di denaro esige quindi, oltre alla dimostrazione dell'atto di
riciclaggio, anche quella del reato a monte e della provenienza dei valori
patrimoniali da tale reato (DTF 126 IV 255 consid. 3a). La giurisprudenza non
impone tuttavia una "prova stretta" del reato a monte, in particolare
non richiede che ne siano conosciuti l'autore o le circostanze precise. È
sufficiente la certezza che i valori patrimoniali provengono da un crimine. Il
legame richiesto tra il crimine all'origine dei fondi ed il loro riciclaggio è
quindi volontariamente tenue (DTF 138 IV 1 consid. 4.2.2; 120 IV 323 consid.
3d).

Il reato di riciclaggio di denaro ha per fine la sottrazione
all'autorità penale del provento di un crimine. Si tratta di un'infrazione di
esposizione a pericolo astratto; il comportamento è dunque punibile a questo
titolo anche se l'atto vanificatorio non ha raggiunto il suo scopo (DTF 128 IV
117 consid. 7a; 127 IV 20 consid. 3a). Il fatto di occultare in un veicolo dei
valori patrimoniali che provengono da un traffico di stupefacenti e di
trasportarli oltre il confine costituisce un atto di riciclaggio di denaro (DTF
127 IV 20 consid. 3b).

Dal profilo soggettivo, l'autore deve conoscere l'origine
criminosa dei fondi ed essere consapevole che il suo atto potrà vanificarne
l'accertamento dell'origine, il ritrovamento o la confisca. In caso di dolo
eventuale, egli deve quantomeno ipotizzarne l'eventualità ed accettarne le
conseguenze (DTF 128 IV 117 consid. 7f; 122 IV 211 consid. 2e; 119 IV 242
consid. 2b).

 

Anche su questo reato IM 1 è reo confesso. Egli si è prestato a
consegnare denaro contante a terzi ben sapendo trattarsi di provento di un
crimine, come pure a fungere da depositario di oltre fr. 26'000.- al suo
domicilio, proventi dall’attività di spaccio a lui perfettamente nota. L’atto
d’accusa ha trovato dunque pieno accoglimento anche su questo punto.  

 

                               6.3.   Secondo l’art. 242 cpv. 1 CP
chiunque mette in circolazione come genuini o inalterati monete, cartamoneta o
biglietti di banca contraffatti o alterati è punito con la reclusione sino a
tre anni o con la detenzione. La fattispecie di messa in circolazione di monete
false è realizzata da qualunque comportamento mediante il quale denaro falso
viene immesso in circolo come autentico, ragione per cui ne consegue che chi
trasmette denaro (falso) come falso può commettere il reato in rassegna solo se
partecipa, correo o complice, al reato di colui che effettivamente mette in
circolazione questo denaro come autentico (DTF 123 IV 9; Trechsel,
Kurzkommentar, 2. edizione, n. 2 ad art. 242 CP; Lentjes Meili, Basler
Kommentar, n. 19-21 ad art. 242 CP). Diversamente, ovvero qualora chi trasmette
denaro falso senza pretendere che sia vero (la cosiddetta consegna o vendita ad
un “iniziato”) non partecipa al successivo reato di messa in circolazione,
siffatto autore si rende colpevole solamente del diverso reato di importazione,
acquisto e deposito di monete false, sanzionato dall’art. 244 CP (DTF 123 IV
9).

 

IM 1, perfettamente consapevole del fatto di aver ricevuto delle
banconote contraffatte, ha pensato bene di conservarle con l’intenzione di
ridarle alla persona che gliele aveva consegnate in pagamento, non potendo non
sapere che, così facendo, le avrebbe rimesse in circolazione. Con il che, anche
questa imputazione ha trovato piena conferma. 

 

 

                                   7.   COMMISURAZIONE DELLA
PENA

 

                               7.1.   Per l’art. 47 cpv. 1 CP, il
giudice commisura la pena alla colpa dell’autore. Tiene conto della vita
anteriore e delle condizioni personali dell’autore, nonché dell’effetto che la
pena avrà sulla sua vita. Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa che la colpa
è determinata secondo il grado di lesione o esposizione a pericolo del bene
giuridico offeso, secondo la reprensibilità dell’offesa, i moventi e gli
obiettivi perseguiti nonché, tenuto conto delle circostanze interne ed esterne,
secondo la possibilità che l’autore aveva di evitare l’esposizione a pericolo o
la lesione.

Come già l’art. 63 vCP, dunque, anche l’art. 47 cpv. 1 CP stabilisce
che la pena deve essere commisurata essenzialmente in funzione della colpa
dell'autore (DTF 136 IV 55 consid. 5.4).

In applicazione dell’art. 47 cpv. 2 CP - che codifica la
giurisprudenza anteriore fornendo un elenco esemplificativo di criteri da considerare
- la colpa va determinata partendo dalle circostanze legate all’atto stesso
(Tatkomponenten). In questo ambito, va considerato, dal profilo oggettivo, il
grado di lesione o di esposizione a pericolo del bene giuridico offeso e la
reprensibilità dell'offesa (objektive Tatkomponenten), elementi che la
giurisprudenza sviluppata nell’ambito del precedente diritto designava con le
espressioni “risultato dell'attività illecita” e “modo di esecuzione” (DTF 129
IV 6 consid. 6.1).

Vanno poi considerati dal profilo soggettivo (subjektive
Tatkomponenten) i moventi e gli obiettivi perseguiti - che corrispondono ai
motivi a delinquere del vecchio diritto (art. 63 vCP) - e la possibilità che
l'autore aveva di evitare l'esposizione a pericolo o la lesione, cioè la
libertà dell'autore di decidersi a favore della legalità e contro l'illegalità
nonché l’intensità della volontà delinquenziale (cfr. DTF 127 IV 101 consid.
2a; STF 6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.1). In relazione
alla libertà dell’autore, occorre tener conto delle “circostanze esterne”, e
meglio della situazione concreta dell’autore in relazione all’atto, per esempio
situazioni d’emergenza o di tentazione che non siano così pronunciate da
giustificare un'attenuazione della pena ai sensi dell’art. 48 CP (Messaggio del
21 settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del
codice penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile,
FF 1999, pag. 1745; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008 consid. 2.2).

Determinata, così, la colpa globale dell’imputato, il giudice deve
indicarne in modo chiaro la gravità su una scala e, quindi, determinare, nei
limiti del quadro edittale, la pena ipotetica adeguata. Così come indicato
dall’art. 47 cpv. 1 CP in fine e precisato dal TF (in particolare, DTF 136 IV
55 consid. 5.7), il giudice deve, poi, procedere ad una ponderazione della pena
ipotetica in considerazione dei fattori legati all’autore, ovvero della sua
vita anteriore (antecedenti giudiziari o meno), della reputazione, della
situazione personale (stato di salute, età, obblighi familiari, situazione
professionale, rischio di recidiva, ecc.), del comportamento tenuto dopo l’atto
e nel corso del procedimento penale così come dell’effetto che la pena avrà
sulla sua vita (DTF 136 IV 55 consid. 5.7; 129 IV 6 consid. 6.1; STF
6B_1092/2009, 6B_67/2010 del 22 giugno 2010 consid. 2.2.2; cfr. anche STF
6B_585/2008 del 19 giugno 2009 consid. 3.5).

Con riguardo a quest'ultimo criterio, il legislatore ha precisato
che la misura della pena delimitata dalla colpevolezza non deve essere
sfruttata necessariamente per intero se una pena più tenue potrà
presumibilmente trattenere l'autore dal compiere altri reati (Messaggio del 21
settembre 1998 concernente la modifica del codice penale svizzero e del codice
penale militare nonché una legge federale sul diritto penale minorile, FF 1999,
pag. 1744; DTF 128 IV 73 consid. 4; STF 6B_78/2008, 6B_81/2008, 6B_90/2008 del
14 ottobre 2008, consid. 3.2; STF 6B_370/2007 del 12 marzo 2008, consid. 2.2).
La legge ha, così, codificato la giurisprudenza secondo cui occorre evitare di
pronunciare sanzioni che ostacolino il reinserimento del condannato (DTF 128 IV
73 consid. 4c; 127 IV 97 consid. 3). Questo criterio di prevenzione speciale
permette tuttavia soltanto di eseguire correzioni marginali, la pena dovendo in
ogni caso essere proporzionata alla colpa (STF 6B_78/2008, 6B_81/2008,
6B_90/2008 del 14 ottobre 2008, consid. 3.2.; STF 6B_370/2007 del 12 marzo
2008, consid. 2.2; STF 6B_14/2007 del 17 aprile 2007, consid. 5.2 e
riferimenti; Stratenwerth, Schweizerisches Strafrecht, Allgemeiner Teil II,
Strafen und Massnahmen, Berna 2006, § 6, n. 72, pag. 205).

 

                               7.2.   Con riferimento al reato di
infrazione aggravata alla LStup, la colpa oggettiva di IM 1 è grave, tenuto
conto dei quantitativi di stupefacente spacciato e del suo grado di purezza,
atti a mettere in serio pericolo la salute di un gran numero di persone, come
pure del fatto che egli ha realizzato più fattispecie penali, occupandosi del
trasporto, del deposito e dell’alienazione della sostanza. Per quanto riguarda
il riciclaggio di denaro la colpa oggettiva è invece di grado medio,
trattandosi di provento dell’attività legata direttamente allo spaccio di
stupefacenti. Stesso dicasi per il reato di falsa moneta, trattandosi di 6
banconote da 100 fr. l’una, per un totale di fr. 600.-. 

 

                               7.3.   Soggettivamente, la colpa è
grave. Egli ha agito unicamente per scopo di lucro, dal momento che non è
consumatore di stupefacente. Non curante delle conseguenze dei suoi atti e con
modalità particolarmente subdole, ha trasportato cocaina in auto facendosi
appositamente accompagnare da moglie e figlioletto allo scopo di non destare
sospetti. Non ha avuto problemi nemmeno a mettersi a disposizione per
consegnare e tenere in deposito somme di denaro legate all’attività di spaccio,
e, ricevute 6 banconote contraffatte, ha ben pensato di riconsegnarle al
proprietario, non appena possibile, reimmettendole, così facendo, nel circuito.
Alternative ne aveva, perché avrebbe potuto trovarsi da vivere onestamente come
già fatto in passato, e, se proprio questo non fosse stato possibile,
rivolgersi allo Stato chiedendo gli aiuti sociali, o ancora lasciare il paese,
avendo tutti i suoi affetti altrove. 

 

                               7.4.   Quanto alle circostanze
personali, l’incensuratezza è un elemento neutro per la commisurazione della
pena (CARP del 2 luglio 2015, inc. 17.2015.66, consid. 12.3.c e rinvii). Gli va
dato atto che, se inizialmente non ha collaborato con gli inquirenti, in
seguito, verbale dopo verbale ha fornito fattivamente informazioni determinanti
per stabilirne le responsabilità, ciò va tenuto conto in suo favore nella
commisurazione della pena. Nel suo passato non si intravvede per contro nulla
di particolarmente meritevole. Prima di stabilirsi sul nostro territorio, IM 1
ha vissuto in diversi paesi e ha avuto __________ figli da due donne diverse,
di cui uno ancora molto piccolo. La sua condotta in carcere è per contro
risultata buona, malgrado egli abbia vissuto male il lungo periodo di
carcerazione preventiva e la lontananza dai propri affetti. 

 

                               7.5.   Le parti hanno rinunciato
alla fase di discussione proponendo la pena detentiva di 36 mesi, di cui 18 da
espiare, il resto sospesi per un periodo di prova di anni 3. Visto tutto quanto
sopra, la Corte condivide l’adeguatezza di tale richiesta di pena, essendo ad
oggi venuto a cadere il pesante precedente penale italiano, e non essendoci
dunque ostacoli alla determinazione di una prognosi favorevole, rafforzata dal
periodo di prova di 3 anni e dall’espulsione del condannato dal nostro
territorio, fissata in 10 anni. Con il che la Corte ha pienamente accolto le
richieste delle parti, confermando la condanna come sopra indicata e già
precedentemente proposta con rito abbreviato.

 

 

                                   8.   ACCESSORI

 

                               8.1.   Per quel che è degli oggetti
in sequestro, è ordinato il sequestro conservativo dell’importo di fr.
30'913.20 a garanzia della tassa di giustizia e delle spese procedurali. Per il
resto, è ordinata la confisca di tutto quanto in sequestro, con distruzione
della sostanza stupefacente e delle 6 banconote false da fr. 100.- l’una, ad
eccezione dei reperti no. 64034, 64039 (telefono e scheda SIM), 64042, 64074,
64080, 64082 e 64083, per i quali è già stato ordinato il dissequestro.

 

                               8.2.   Con riferimento alla nota
professionale dell’avv. DUF 1, giusta l’art. 135 cpv. 1 CPP il difensore
d’ufficio è retribuito secondo la tariffa d’avvocatura della Confederazione o
del Cantone in cui si svolge il procedimento. Secondo l’art. 4 cpv. 1 del
Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza
giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (in seguito: Regolamento Tpu),
l’onorario dell’avvocato che opera in regime di assistenza giudiziaria è
calcolato secondo il tempo di lavoro sulla base della tariffa di fr. 180.-
l’ora (cfr. DTF 132 I 201 consid. 8.5. - 8.7.; STF 1P.161/2006 del 25 settembre
2006 consid. 3.2.).

 

                                         La retribuzione del
patrocinatore va fissata in considerazione del tempo impiegato, dell’importanza
della pratica, dell’impegno difensivo e della qualità del lavoro prestato,
delle difficoltà giuridiche e fattuali, del numero degli interrogatori e delle
udienze ai quali il patrocinatore d’ufficio ha partecipato, del risultato
ottenuto e della responsabilità assunta (cfr. art. 21 cpv. 2 LAvv; DTF 122 I 1
consid. 3a; STF 6B_273/2009 del 2 luglio 2009, consid. 2.1; STF 6B_960/2008 del
22 gennaio 2009 consid. 1.1; Harari/Aliberti, in Commentaire Romand, CPP,
Basilea 2011, ad art. 135, n. 15, pag. 575; Ruckstuhl, in Basler Kommentar,
Schweizerische Strafprozessordnung, 2. ed., Basilea 2014, ad art. 135, n. 3).

In applicazione del principio generalmente riconosciuto secondo
cui va retribuito il tempo corrispondente ad una regolare, ordinata e
ragionevole conduzione del mandato, non è determinante il tempo effettivamente
impiegato ma, invece, il dispendio di un patrocinatore mediamente diligente e
sperimentato nel diritto penale nella trattazione di un mandato di analoga
complessità (per il Ticino, vedi Consiglio di Moderazione 19 novembre 1996,
pag. 4, in re avv. B.; cfr., per un altro ambito, CARP del 18 maggio 2011, inc.
17.2011.22, consid. 3.3; CRP del 29 dicembre 2010, inc. 60.2010.218).

 

La nota professionale dell’avv. DUF 1 è parsa congrua alla prassi
in vigore, e pertanto l’onorario è stato stabilito in fr. 18'551.00 e le spese
in fr. 1'395.50 più IVA, per un totale di fr. 21’490.60. 

 

Tassa di giustizia e spese procedurali sono a carico del
condannato.  

 

visti gli art.                      12, 40, 42, 43,
44, 47, 49, 51, 69, 70, 244, 305bis CP; 19 LStup;

135, 422 e segg. CPP e 22 TG sulle
spese;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

IM 1

 

                                   1.   è autore colpevole di:

 

                               1.1.   infrazione aggravata alla
LF sugli stupefacenti

siccome riferita a un quantitativo di cocaina che sapeva o doveva
presumere essere tale da mettere direttamente o indirettamente in pericolo la
salute di molte persone,

 

per avere, 

nel periodo agosto 2016/30 agosto 2017 a __________, __________, __________,
__________ ed altre località non meglio precisate, senza essere autorizzato,
trasportato, detenuto e alienato almeno complessivi 1’273.14 grammi netti di
cocaina (purezza variabile tra il 58.4% ed il 64.2%) e 4.98 grammi di sostanza
da taglio;

 

                               1.2.   riciclaggio di denaro

per avere,

compiuto atti suscettibili di vanificare l’accertamento
dell’origine, il ritrovamento o la confisca di valori patrimoniali sapendo o
dovendo presumere che provengono da un crimine, e meglio per avere

 

                             1.2.1   nel periodo giugno 2017/luglio
2017 a __________, in 2 occasioni, consegnato a tale __________ (rimasto non
identificato), a richiesta di __________ (irreperibile), almeno complessivi CHF
1'200.00, sapendo che trattavasi di denaro proveniente dall’alienazione di
cocaina, e

 

                             1.2.2   nel corso del mese di agosto
2017 a __________ tenuto in deposito l’importo di CHF 26'600.00 per conto di __________
(irreperibile), che gli doveva essere riconsegnato in data 04 settembre 2017,
sapendo che trattavasi di denaro proveniente dall’alienazione di cocaina;

 

 

 

                               1.3.   falsa moneta

per avere,

il 30 agosto 2017 a __________ tenuto in deposito biglietti di
banca contraffatti o alterati, al fine di metterli in circolazione come genuini
o inalterati, 

 

e meglio per avere detenuto 6 banconote da CHF 100.00 cadauna
contraffatte;

 

e meglio come descritto nell’atto d’accusa e precisato nei
considerandi.

 

 

                                   2.   Di conseguenza,

 

 

IM 1 è condannato

 

 

alla pena detentiva di 36 (trentasei) mesi, da dedursi il carcere
preventivo sofferto.

 

 

                                   3.   L’esecuzione della
pena detentiva è sospesa in ragione di 18 (diciotto) mesi, con un periodo di
prova di anni 3 (tre). Per il resto è da espiare.

 

 

                                   4.   È ordinata l’espulsione di IM
1 dal territorio svizzero per un periodo di 10 (dieci) anni, ai sensi dell’art.
66a CP.

 

 

                                   5.   È ordinato il sequestro
conservativo dell’importo di fr. 30'913.20 a garanzia della tassa di giustizia
e delle spese procedurali. Per il resto, è ordinata la confisca di tutto quanto
in sequestro, con distruzione della sostanza stupefacente e delle 6 banconote
false da fr. 100.- l’una, ad eccezione dei reperti no. 64034, 64039 (telefono e
scheda SIM), 64042, 64074, 64080, 64082 e 64083, per i quali è già stato
ordinato il dissequestro.

 

 

                                   6.   La tassa di giustizia di
fr. 1’000.- e le spese procedurali sono a carico del condannato.

 

                                   7.   Le spese per la difesa
d’ufficio sono sostenute dallo Stato.

 

                               7.1.   La nota professionale dell’avv.
DUF 1 è approvata per:

 

onorario                      fr.     18'551.00

spese                          fr.       1’395.50

IVA (8%)                     fr.          218.60

IVA (7.7%)                  fr.       1'325.50

totale                           fr.     21’490.60

 

                               7.2.   Il condannato è tenuto a
rimborsare allo Stato del Cantone Ticino l’importo di fr. 34’027.65 (fr.
21’490.60 qui tassati e fr. 12'537.05 già tassati dal MP, v. AI 246), per la
parte non coperta dal sequestro conservativo, non appena le sue condizioni
economiche glielo permettano (art. 135 cpv. 4 CPP).

 

 

 

Intimazione a:           

 

 

Comunicazione a:  -   Ufficio dei Giudice dei provvedimenti
coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano

 

 

Per la Corte delle assise
criminali

Il Presidente                                                          La
cancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Distinta spese:

Tassa di giustizia                             fr.        1'000.--

Inchiesta preliminare                       fr.      16'374.50

Altri disborsi (postali, tel.,
ecc.)      fr.           138.65

                                                             fr.      17'513.15

                                                             ============