# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c0bbb05-efb5-5956-9a9b-37cacf74cd1a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-01-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.01.2014 32.2013.110
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-110_2014-01-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.110

   

  FC

  	
  Lugano

  22 gennaio 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 7 giugno 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 23 maggio 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 7 settembre 2005 l’Ufficio AI ha respinto la domanda di
prestazioni AI presentata nel settembre 2005 da RI 1, nato nel 1975, essendo
l’assicurato da considerare pienamente abile al lavoro nella professione di fotografo
per la quale era stato riformato dall’assicurazione __________ (doc. AI 20). Su
una nuova domanda presentata nell’aprile/maggio 2006 dall’assicurato - che
soffre dei postumi di una trombosi spontanea della vena subclavia sinistra
verificatasi nel 1995 durante il __________ - l’Ufficio AI, mediante
provvedimento del 16 maggio 2006, non è entrato nel merito con decisione su
opposizione del 30 ottobre 2008 (confermativa di un provvedimento del 16 maggio
2006).    

                               1.2.   Nell’ottobre
2012 l’assicurato ha presentato una nuova domanda di prestazioni
lamentando in sostanza un peggioramento delle sue condizioni di salute. 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 23 maggio 2013,
confermativa di un progetto del 22 gennaio 2013, l’Ufficio AI ha nuovamente
negato l’intervento di un aggravamento rispetto alla precedente decisione e,
quindi, respinto la domanda di prestazioni. 

                                         

                               1.3.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato tempestivo ricorso al TCA, chiedendo
sostanzialmente l’annullamento del provvedimento impugnato e la concessione di
prestazioni. 

 

                               1.4.   L'Ufficio
AI, in risposta, rilevato come l’assicurato non abbia  prodotto documentazione
comprovante un peggioramento delle sue condizioni, ha chiesto la conferma della
sua decisione e la reiezione del ricorso.

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011;
STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         Nel
merito

                                      

                               2.2.   Oggetto del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad una rendita
d'invalidità. 

                                         In
sostanza, secondo il ricorrente, rispetto alla decisione del 7 settembre 2005 
(con la quale l’amministrazione gli ha negato il diritto a prestazioni, doc. AI
20), sarebbe subentrato un peggioramento delle sue condizioni di salute, circostanza
questa negata invece dall’Ufficio AI.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46). Secondo l'art.
28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che egli
ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit.,
p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.4.   Qualora
l'amministrazione entra nel merito di una nuova domanda di prestazioni, essa
deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in particolare
verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile
dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso applicherà,
per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso (art. 17 cpv.
1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 p. 8; Rüedi, Die
Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrentenrevisionen, in
Schaffauser/Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999, p.
15; DTF 117 V 198). 

                                         Giusta
l’art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce
una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa
sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,
d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA. La rendita può essere oggetto di revisione non soltanto
nel caso di una modifica sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le
conseguenze dello stesso sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato
rimasto immutato, abbiano subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349
consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390
consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art.
29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). 

 

                                         Per
stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista temporale
vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della decisione
formale iniziale (intesa come ultima decisione cresciuta in giudicato che si
fonda su un esame materiale del diritto alla rendita) con quelli esistenti
nell’istante della pronuncia della nuova decisione. Da questo punto di vista un
provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di rendita non è
rilevante (cfr. STF I 465/05 del 6 novembre 2006, pubblicata in DTF 133 V 108; DTF
125 V 369 consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30;
Valterio, op. cit., p. 268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
IVG, Zurigo 1997, p. 258).

                                         

                               2.5.   Nella fattispecie in esame, RI 1, già vittima di una frattura (o
lussazione) alla clavicola sinistra in età infantile, inizialmente in
formazione quale meccanico, il 7 ottobre 1995, durante il servizio militare, ha
sviluppato una trombosi venosa profonda della vena succlavia sinistra. Nel
gennaio 1996 l’assicurato ha subito una recidiva della trombosi con conseguente
tentativo di ricanalizzazione e subocclusione. L’assicuratore __________ ha
assunto il caso riconoscendogli una riformazione come fotografo.    

                                         Dagli
atti __________ (richiamati dall’Ufficio AI nell’ambito dell’evasione della
prima domanda di prestazioni del settembre 2005), risulta che il prof. __________
dell’ __________ di __________, il quale, nella perizia del 4 agosto 1997 commissionata
dall’__________, ha concluso che l’affezione diagnosticata, segnatamente lo
stato dopo trombosi, non necessitava di ulteriori interventi, che non vi era
rischio di recidive e che l’assicurato era da considerare pienamente abile in
ogni attività lavorativa che non sovraccaricasse il braccio sinistro (doc. AI 28,
52). Di conseguenza, con decisione 19 dicembre 1997, l’ __________ ha concluso
che la trombosi non permetteva all’assicurato di concludere la formazione di
meccanico e ha quindi assunto le spese per una riformazione professionale quale
fotografo, assegnandogli una rendita durante la stessa; la riformazione,
iniziata nell’ottobre 1997, è stata conclusa con successo nel giugno 2001 (doc.
AI 30, 33, 38, 41). In occasione della visita medica del 18 aprile 2002 il dr. __________
del servizio medico dell’__________,  ha esposto:

 

" 
(…)

VALUTAZIONE

 

Si tratta di uno stato dopo trombosi spontanea della
vena succlavia sinistra, avvenuta nell'ottobre 1995 (durante il __________),
con successiva recidiva nel gennaio 1996, in un paziente con pregressa lussazione / frattura della clavicola sinistra nel 1988, poi operata.

Il paziente è stato anticoagulato per circa 2 anni,
fino al giugno 1997.

È stata esclusa una sindrome da fuoriuscita del torace
("Thoracic outlet syndrom") come pure una trombofilia, quale causa
della trombosi spontanea, l'ipotesi dell'ematologo è di una "thrombose par
effort".

Si tratta di una sindrome di Paget Schrtitter cioè di
una trombosi da sforzo spontanea, definita quale occlusione acuta della vena
ascellare, nel nostro caso invece della vena succlavia, trombosi venosa
favorita prima dal portare il sacco di montagna a tracolla e ..poi dalla anomala
posizione prolungata del braccio sinistro durante il viaggio di 6 ore in treno
dal servizio __________ alcuni giorni prima (doc. 20, 54 e 65).

L'affezione in questione è stata presa a carico
dall'assicurazione __________ con responsabilità totale.

Viene ipotizzata da altri colleghi medici (un angiologo
ed un radiologo) che vi sia un fenomeno compressivo estrinseco, oltre alla
sindrome post-trombotica, alla base di alcuni fenomeni quali pesantezza
dell'arto, gonfiore serale di circa 1 cm dell'arto superiore sinistro, ripetività dei disturbi durante l'anno, specie d'estate.

 

Dall'affezione assicurata ne è residuata una sindrome
post-trombotica, che comporta attualmente i seguenti disturbi:

-    tumefazione dell'arto superiore sinistro di circa 1,5 cm al braccio e di 1 cm circa all'avambraccio sinistro, rispetto al controlaterale;

-    lieve cambiamento del colore del braccio sinistro
in situazioni particolari di

iperabduzione e sollevamento del braccio sopra l'orizzontale delle spalle;

-    il dover portare, per ridurre l'edema, una calza
elastica al braccio sinistro provoca un certo disagio al signor RI 1 quando è
in pubblico, ad esempio indossando camicie dalle maniche corte oppure in piscina.

(…)

 

CONCLUSIONI

La situazione clinica dell'affezione assicurata (stato
dopo trombosi spontanea della vena succlavia di sinistra con successiva
sindrome post-trombotica) è stabile, i disturbi rilevati sono cronici
e durevoli e tali si prevede saranno a medio-lungo termine, ne sono
attualmente previsti interventi terapeutici medici nè chirurgici per migliorare
l'affezione assicurata, di una certa rilevanza, per quanto riguarda le
rinunce a determinate attività esercitate in passato.

Si propone di sottoporre la pratica al nostro medico
capo dr.ssa med. __________ per la valutazione della menomazione
dell'integrità." (doc. AI 52/6-7)

 

                                         L’__________
ha quindi concluso che a dipendenza della sindrome postrombotica all’arto
superiore sinistro l’assicurato presentava un danno all’integrità del 5%, ma era
da considerare abile in misura completa nella professione di fotografo in cui
era stato riformato (doc. AI 53, 56). In seguito sono stati effettuati ulteriori
approfondimenti, esaminando la documentazione trasmessa dall’assicurato per il
tramite della curante, la quale aveva attestato un’inabilità del 50% non solo a
seguito della trombosi, ma anche di una periartropatia della spalla susseguente
alla patologia circolatoria (doc. AI 55, 62, 63). Con comunicazione del 4
ottobre 2005 l’__________ ha confermato le sue conclusioni, anche dopo
valutazione del parere del dr. __________, angiologo, per il quale il quadro
clinico era invariato con conseguente abilità lavorativa quale fotografo,
dovendo l’interessato unicamente evitare il trasporto di oggetti pesanti per
lunghi tratti. Secondo l’__________ andava considerato che attualmente il
materiale dei fotografi è divenuto molto più leggero (doc. AI 71, 80). 

                                         

                                         Di
conseguenza, valutato l’incarto __________, l’Ufficio AI, mediante decisione
del 7 settembre 2005, ha concluso che nessuna prestazione, in particolare nessun
provvedimento professionale, poteva essere concessa, considerato come il
richiedente aveva già beneficiato della riformazione professionale garantita
dall’__________ da meccanico a fotografo, professione indicata senza limitazioni
(doc. AI 20). 

 

                                         Nell’aprile
2006 l’assicurato, tramite i medici curanti, ha chiesto una rivalutazione del
suo caso (doc. AI 23, 25). 

                                         L’amministrazione
ha quindi esaminato la documentazione prodotta, segnatamente i rapporti 28, 29
e 31 marzo 2006 dell’Unispital di __________, del 15 novembre e 7 dicembre 2005
e 26 gennaio 2006 e 11 aprile 2006 della __________ di __________, del 2
novembre 2005 del dr. __________ (doc. AI 25, 27), dalla quale emergeva la
possibilità di un intervento chirurgico per migliorare la situazione. Il SMR, nelle
annotazioni 15 maggio 2006, ha concluso: 

                                         

"  Diagnosi:

 

     -     Thoracic outlet syndrome a sinistra

     -     Stato dopo trombosi della vena subclavia a
sinistra (1994)

     -     Stato dopo frattura-lussazione della
clavicola sinistra (1988)

 

Consulto Ospedale universitario di __________
(chirurgia plastica e ricostruttiva) del 28 marzo 2006:

In presenza di uno spazio costoclavicolare ristretto di
presenta una TOS d'origine venosa e neurologica. Lo stato dopo trombosi non
richiese un intervento, mentre che la compressione del plesso brachiale (C8/D1)
potrebbe essere migliorata tramite resezione della costola I (eventualmente
combinato con scalenectomia). L'intervento sarebbe indicato adesso, prima che
si manifestino atrofie o paresi.

Consulto ortopedico presso la Clinica __________
dell'11 aprile 2006: risultato normale della neurografia sensibile. Tenendo
conto dei referti clinici ed elettrofisiologici contraddittori si propongono
ulteriori accertamenti elettrofisiologici approfonditi. Anche senza segni per
un TOS d'origine neurologica, si raccomanda di prendere in considerazione
l'intervento proposto tenendo conto della restrizione dello spazio costoclavicolare.

La proposta di accertamenti complementari non sembra
essere stata presa in considerazio­ne. Infatti, il medico curante riferisce che
l'assicurato non si trova d'accordo con un procedere chirurgico.

Non è documentato un cambiamento dello stato di salute
dopo la conclusione dei provvedi­menti professionali. I consulti recentemente
realizzati indicano delle possibilità di migliora­mento dei disturbi attuali,
non di un cambiamento del grado di capacità lavorativa." (doc. AI 28/1)

                                         

                                         Di
conseguenza, l’Ufficio AI, mediante decisione del 16 maggio 2006, non è entrato
nel merito della domanda non essendo documentato un cambiamento dello stato di
salute dopo la conclusione dei provvedi­menti professionali e i recenti consulti,
indicando eventuali possibilità di migliora­mento dei disturbi attuali, ma non
un cambiamento del grado di capacità lavorativa (doc. AI 29). In fase di
opposizione alla decisione di non entrata in materia, l'assicurato ha prodotto
un certifi­cato del dr. __________ dell'11 luglio 2006 nel quale, poste le diagnosi
di sindrome dell'apertura toracica di tipo vascolare con esiti di trombosi
della vena subclavia sinistra (1995) parzialmente ricanalizzata, stato dopo
frattura-lussazione della cla­vicola (1988), sindrome miofasciale e possibile
artrosi acromioclavicolare sinistra, ha chiesto un secondo parere (doc. AI 34).
Il SMR, rilevato come in precedenza il curante avesse comunicato che
l'assicurato rifiutava un tratta­mento chirurgico malgrado le buone probabilità
di migliorare la sintomatologia, ha concluso che il nuovo rapporto non conteneva
nuove informazioni sullo stato di salute (doc. AI 37/1).

 

                                         Dal canto
suo anche l’__________, raccolta una valutazione medico assicurativa tramite il
dr. __________ (rapporti del 5 aprile e del 18 settembre 2006, doc. AI 80, 88),
ha concluso che malgrado nel frattempo il dr. __________ avesse posto la
diagnosi di “stato eterozigote della mutazione trombofilica comune del gene
della protombina”, la capacità lavorativa completa nell’attività di
fotografo andava confermata (doc. AI 73, 82).

 

                                         Mediante
decisione su opposizione del 30 ottobre 2008 l’Ufficio AI ha quindi confermato
la decisione di non entrata nel merito, affermando, tra l’altro:

 

" 
(…)

Lo scrivente Ufficio rileva innanzitutto che al momento
del rifiuto della richiesta del 5.9.2005, l'amministrazione si è essenzialmente
basata sulle conclusioni riportate nella perizia 4 agosto 1997 dell'I__________
di __________ dalla quale è emerso che il Signor RI 1 risulta abile al lavoro
al 100% in qualsivoglia attività lucrativa che non sovraccarichi eccessivamente
il braccio sinistro (come quella di fotografo per la quale l'assicurato è stato
esplicitamente riformato dall'assicurazione __________).

Con la (nuova) domanda inoltrata per il tramite del
curante Dr. __________ (cfr. gli scritti 10.4.2006/8.5.2006 con la relativa
documentazione medica), l'assicurato, per contro, sostiene che il suo stato di
salute (rispetto a quanto accertato in occasione della procedura sfociata nella
decisione del 7.9.2005) abbia subito un peggioramento che necessita di essere
ulteriormente indagato.

A questo proposito, l'Ufficio Al del Canton Ticino
(UAI) ha sottoposto al proprio SMR gli atti dell'incarto pure comprensivi della
documentazione raccolta in sede di nuova domanda. Mediante annotazioni 15
maggio 2006, il Dr. __________ del SMR dell'AI ha osservato quanto segue: "[...]
Non è documentato un cambiamento dello stato di salute dopo la conclusione dei
provvedimenti professionali. I consulti recentemente realizzati indicano delle
possibilità di miglioramento dei disturbi attuali, non di un cambiamento del
grado di capacità lavorativa".

Riguardo alla missiva 11.7.2006 del Dr. __________, il
Dr. __________ - con annotazioni del 25.9.2006 - si è così espresso: "[...] 
Il nuovo rapporto trasmessoci non contiene nuove informazioni sullo stato di
salute dell'assicurato, ma la richiesta di un ennesimo parere (questa volta del
chirurgo ortopedico dell'Ospedale dell' __________ a __________). Non è
documentato un cambiamento dello stato di salute dopo i provvedimenti
professionale".

 

Sostanzialmente, il SMR dell'AI ha potuto constatare il
contenuto della nuova certificazione medica prodotta dall'assicurato e disporre
per uno stato valetudinario già a conoscenza dell'UAI e praticamente analogo a
quello riscontrato in epoca precedente.

Del resto, non emergono nuove diagnosi o patologie
invalidanti - che avrebbero dovuto essere vagliate dall'amministrazione -
neppure dallo scarno certificato medico 18.12.2006 del curante Dr. __________.

Pertanto, visto quanto sopra, a mente dello scrivente
Ufficio l'opponente non ha reso verosimile una rilevante modifica del proprio
stato di salute, motivo per cui la decisione di non entrata in materia non può
che essere confermata." 

 

                                         Nell’ottobre
2010 l’assicurato ha inoltrato, tramite il curante dr. __________, una nuova
domanda di prestazioni lamentando le note conseguenze della trombosi al
braccio, segnatamente i dolori alla spalla sinistra e le difficoltà nel sollevamento
dei pesi con il braccio sinistro (doc. AI 51). Rivalutato l’incarto aggiornato
dell’__________ (doc. AI 57), l’Ufficio AI ha interpellato il nuovo curante dr.
__________, internista, per il quale l’assicurato non poteva proseguire
l’attività lavorativa svolta a causa delle difficoltà nell’utilizzo dell’arto superiore
sinistro (doc. AI 59). Il curante ha prodotto documentazione già agli atti e due
rapporti 6 e 27 aprile 2011 del Servizio di angiologia dell’Ospedale di __________,
il secondo dei quali concludente:

 

" 
(…)

Sostanzialmente vi sono 4 patologie presenti o
postulate:

     1.   Apparato locomotorio: probabilmente
non completamente guarito. Dolori residui.

Rimane una diminuzione dello spazio tra la prima costola e la clavicola a
sinistra.

     2.   Sindrome di Thoracic outlet venoso: mi
sembra clinicamente molto probabile, ve­rosimilmente non vi è stata una
completa ricanalizzazione della vena succlavia (po­stulata dal Dr __________,
non trovata per contro dai colleghi dell'Angiologia di __________). Ai tests di
provocazione per TOS: peggioramento del flusso venoso.

     3.   Sindrome di Thoracic outlet arterioso:
alcuni reperti depongono a favore (Dr __________, il mio esame del 5.4.11),
altri contro (Angiologia, Ospedale Universitario di __________). Probabilmente
va postulato anche una situazione di Thoracic outlet arterio­so, asintomatica.

     4.   Sindrome di Thoracic outlet neurogeno:
due esperti (__________e Dr __________) depongono contro, la Neurologia
dell'Ospedale Universitario di __________ si esprime a favore.

 

Trattasi dunque di una situazione medica piuttosto
complessa, con opinioni di vari speciali­sti, in parte divergenti.

II buon senso non suggerisce certamente misure invasive
con tali presupposti. Questo ben collima anche con la Sua impressione, in
occasione del nostro colloquio. 

II reperto della trombofilia congenita e lo stato da
trombosi venosa confermano l'importanza della profilassi per il tromboembolismo
venoso, in situazioni a rischio. Non ho parlato di questo aspetto con il
paziente e Ti prego gentilmente di ritornare sull'argomento in occa­sione delle
tue prossime visite.

Il linfodrenaggio può dare, come discusso anche con il
paziente, un beneficio temporaneo. 

Il beneficio di misure di stretching potrebbe essere
messo in forse dal problema osteoarti­colare postraumatico. Mi posso comunque
immaginare che una tale terapia possa portare ad un giovamento." (doc. Ai
59/9)

 

                                         Nelle sue
annotazioni del 22 gennaio 2013 il medico SMR dr. __________ ha concluso:                                                               

 

" 
Diagnosi:

-    sindrome dell'outlet toracico a sinistra (venoso,
arterioso e neurologico)

In

-    Stato dopo frattura clavicola sinistra (1987), con
osteosintesi

-    stato dopo trombosi venosa della vena succlavia
sinistra ( durante __________ __________, per questo a carico di __________)
1995

     (in paziente con mutazione eterozigote della
protrombina )

 

Dai rapporti medici inviatici non risulta un
peggioramento della situazione:

Se si guarda il diametro del braccio sinistro si vede
che é diminuito rispetto alle precedenti valutazioni (0.5 cm >dx nel rapporto del dr. __________ 06.04.2011, 3 cm nel 1997 (rapporto dr. __________. La parte arteriosa viene definita asintomatica (rapporto 27.04.2011)

Si può dire che negli anni non vi é stato un
peggioramento." (doc. AI 61/1)

 

                                         Da qui il progetto di decisione 22 gennaio 2013 e
la decisione contestata statuente il diniego di prestazioni. 

                                         Il
ricorrente sostiene invece, perlomeno implicitamente, una modifica delle
proprie condizioni, segnatamente dal punto di vista di “problemi motori e circolatori”
alla spalla che causano forti dolori con la “clavicola schiacciata verso il
dentro”, producendo un rapporto al curante del servizio di chirurgia
dell’Ospedale di __________ del 24 luglio 2013 concludente:   

 

" 
le riferisco in merito al
summenzionato paziente visto per controllo In data 24 luglio 2013.

Il paziente in seguito ad una frattura della clavicola
sinistra, soffre da allora di trombosi a livello della succlavia e di una
sindrome dell'outlet toracico con parestesie e disestesie e dolore che dalie
zone retro-claveare si irradiano lungo tutto l'arto superiore sinistro.
All'esame clinico da me eseguito in data odierno la spalla sinistra presenta
una mobilità normale, sogni di impingement negativi, segni della stenia
normali, segni di instabilità gleno-omerali normali, come unico segno clinico
da riferire alla spalla si nota un bicipite instabile con Palm up positivo. 

La sintomatologia del paziente invece è evocata da
un'abduzione prolungata dell'arto superiore sinistra o dalla digito pressione
in zona sovra-claveare mascellare.

La sintomatologia che disturba il paziente è
prevalentemente legata ad un disturbo dell'outlet toracico, mentre la
sintomatologia legata alla spalla é al momento di minore entità. 

Dopo aver discusso a lungo con il paziente, consiglio
di recarsi presso uno specialista déll'outlet toracico, in particolare
consiglio il Dr. __________ che lavora all'istituto ortopedico __________ di __________."
(doc. IX)

 

                                         Secondo
il dr. __________ del SMR, dalla documentazione prodotta non risultava una
modificazione dello stato di salute rispetto al 2005, l’assicurato presentando
“una patologia ben compatibile con lo svolgimento di un’attività adatta come
quella di fotografo per la quale è stato riformato” (doc. XIbis). 

 

                               2.6.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF
125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). 

                                         In
una sentenza del 14 luglio 2009, (9C_323/2009), pubblicata in SVR 2009 IV Nr.
56, pag. 174, il TF, richiamati l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi
medici regionali e l’art. 49 OAI che stabilisce i compiti, ha sottolineato che
a un rapporto del SMR può essere riconosciuta la qualità di perizia, anche se è
stato redatto senza aver visitato personalmente l’assicu-rato.

                                         Al
riguardo, l’Alta Corte, nella sentenza 9C_524/2010 del 27 ottobre 2010, ha precisato quanto segue:

 

" 
(…)

per il nuovo art. 59 cpv. 2bis LAI, in vigore dal 1°
gennaio 2008 e - almeno in parte - applicabile in concreto, i servizi medici
regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni mediche
del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale
dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - ad
esercitare un'attività lucrativa o a svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi.

 

A questo riguardo va ricordato che scopo e senso del
nuovo disposto come pure del nuovo art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per
gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti
sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche
conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità
funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara
separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla
base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n. 56 pag. 174 con
riferimenti). (…)" 

(STF 9C_524/2010
del 27 ottobre 2010, consid. 2)

 

                                         Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)
e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria
non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_9/2010 del 29
settembre 2010, consid. 3.4 e i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007
del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                               2.7.   Nel
caso concreto, dopo attento esame della documentazione agli atti, secondo il
TCA l’Ufficio AI ha correttamente ritenuto che dal punto di vista medico non vi
è stata una rilevante modifica delle condizioni di salute, rispettivamente
della capacità lavorativa, rispetto all’ultima decisione (cresciuta in giudicato),
con la quale l’amministrazione ha rifiutato le prestazioni ritenendo che
l’assicurato, malgrado le diagnosi di stato dopo frattura della clavicola
sinistra, trombosi a livello della succlavia e sindrome dell'outlet toracico,
era in grado di esercitare a tempo pieno la professione di fotografo in cui era
stato convenientemente riformato dall’assicurazione __________. 

                                         Va
in effetti ricordato che  al momento del rifiuto della richiesta del 7
settembre 2005, l'amministrazione si era essenzialmente basata sulle
conclusioni dell’__________, fondate su approfonditi accertamenti medici, in
particolare sulla perizia 4 agosto 1997 dell'__________ di __________, dalla
quale emergeva che l’assicurato era da considerare abile al lavoro in misura completa
in qualsivoglia attività lucrativa che non sovraccaricasse eccessivamente il
braccio sinistro, come quella di fotografo per la quale egli è quindi stato riformato
(doc. AI 20, 28).

                                         Ora,
a ragione l’amministrazione ha concluso che rispetto a quanto accertato in
occasione di tale procedura, la situazione non si è modificata, l’addotto
peggioramento dello stato di salute non essendo stato né documentato né
comprovato. In effetti il SMR ha potuto esaminare la documentazione medica
prodotta dall'assicurato e concludere per uno stato valetudinario già noto e
praticamente sovrapponibile a quello riscontrato all’epoca della decisione di
diniego. Non emergono del resto nemmeno nuove diagnosi o patologie invalidanti
che avrebbero dovuto essere vagliate dall'amministrazione. 

 

                                         Richiamata
la suesposta giurisprudenza in materia di valore probatorio di rapporti medici
(e in particolare le STF 8C42612011 del 29 settembre 2011, 9C8712011 del 1. set­tembre
2011 e 9C_12012011 del 25 luglio 2011 per quanto riguarda le perizie raccolte
secondo il vecchio standard pro­cessuale), questo Tribunale non intravede in
particolare ra­gioni per mettere in dubbio le convincenti valutazioni del me­dico
SMR dr. __________, il quale nelle sue annotazioni del 22 gennaio 2013, ha con pertinenza concluso che a dipendenza delle note diagnosi di sindrome dell'outlet
toracico a sinistra (venoso, arterioso e neurologico) in stato dopo frattura
clavi­cola sinistra (1987), con osteosintesi e stato dopo trombosi venosa della
vena succlavia sinistra (durante il Servizio mili­tare, 1995) in paziente con
mutazione eterozigote della pro­trombina, dai rapporti medici inviati (in
particolare il rapporto 27 aprile 2011 del Servizio di angiologia dell'__________,
doc. AI  59; cfr. sopra consid. 2.5) non risultava un peggioramento della
situazione. Esaminando il braccio sinistro si evinceva addirittura una
sostanziale diminuzione del diametro rispetto alle precedenti valutazioni (0.5 cm >dx nel rapporto del dr. __________ del 6 aprile 2011, 3 cm nel rapporto del dr. __________ del 1997). Inoltre, nel citato referto del 27 aprile 2011 la parte arteriosa
veniva definita asintomatica (doc. Al 59, 61/1). Del resto, dal rapporto del 6
aprile 2011, sempre del Servizio di angiologia dell'__________, emerge una
situazione di thoracic outlet arterioso bilaterale clinicamente non rilevante e
essenzial­mente l'indicazione per determinate terapie (linfodrenaggio, contenzione
elastica e medicamenti) per migliorare la pro­blematica alla clavicola che già
erano state in precedenza proposte all'assicurato (doc. Al 59-11, 52). Va
sottolineato     inoltre che i rapporti dell'__________ nemmeno si pronunciano
sulla capacità lavorativa dell'assicurato. Alle conclusioni dell'amministrazione
questo Tribunale deve quindi aderire senza riserve.

 

                                         Del
resto l'assicurato, successivamente alla valutazione SMR del 22 gennaio 2013
(doc. Al 61) e prima della resa della decisione contestata o in sede ricorsuale,
non ha pro­dotto alcun documento atto a mettere in qualche modo in dubbio le conclusioni
del medico SMR o a sostanziare l'intervento di un peggioramento delle sue
condizioni. 

                                         Non
può mutare alle predette conclusioni nemmeno lo scar­no certificato del 24 luglio
2013 del dr. __________ del servizio di chirurgia dell'Ospedale di __________.
In effetti, a prescinde­re dal fatto che lo specialista nemmeno si esprime
sulla ca­pacità lavorativa dell'assicurato né indica minimamente i mo­tivi che
permetterebbero, per ipotesi, di distanziarsi dalle conclusioni tratte
dall'amministrazione, da tale certificazione non è possibile dedurre un peggioramento
della situazione. 

                                         In
effetti, in tale rapporto il dr. __________ si limita a descrivere la
situazione dell'assicurato, precisando peraltro che all'esa­me clinico eseguito
la spalla sinistra presentava una mobilità normale, segni di impingement
negativi, segni della stenia e di instabilità gleno-omerali normali. L'unico
segno clinico da riferire alla spalla era un bicipite instabile con Palm up
positi­vo. A suo parere la sintomatologia che disturbava il paziente, evocata
da un'abduzione prolungata dell'arto superiore sini­stra o dalla digito
pressione in zona sovra-claveare mascella­re, era prevalentemente legata ad un
disturbo dell'outlet to­racico, mentre che quella legata alla spalla era di
poca entità. Non si può peraltro non sottolineare come tali conclusioni siano
in parziale contraddizione rispetto alla precitata certifi­cazione del 6 aprile
2011 dell'__________, nella quale si concludeva per una situazione "clinicamente
non rilevante" riguardo al thoracic outlet arterioso, mentre che si
evinceva una certa compromissione arteriosa e venosa a livello della clavicola
(doc. Al 59-1 t\.

                                         Occorre
quindi senza riserve aderire al parere dell'8 agosto 2013 del medico SMR dr. __________,
per il quale da tale certifica­zione non risulta una modificazione dello stato
di salute ri­spetto al 2005, l'assicurato presentando "una patologia ben
compatibile con lo svolgimento di un'attività adatta come quella di fotografo
per la quale è stato riformato" (doc. Xlbis).

 

                                         

                                      

Ribadite
l’affidabilità e la completezza degli accertamenti effettuati dall’AM e dall’AI,
e ricordate peraltro le suesposte considerazioni che si impongono sul tema
dell’attendibilità delle attestazioni dei medici curanti degli assicurati (anche
se specialisti: cfr. STFA U 2002/01 del 7 dicembre 2001; cfr. consid. 2.6),
sulla base di dette generiche attestazioni non si può in questa sede dipartirsi
dalle conclusioni dell’amministra-zione.  La documentazione prodotta non porta in effetti alcun elemento nuovo di valutazione né permette di
stabilire con chiarezza un peggioramento dello stato di salute intervenuto
successivamente al provvedimento di diniego dell’ottobre 2005 e prima della
resa della decisione impugnata, la quale, sia ribadito, delimita il potere
cognitivo del giudice (il giudice
delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in
base alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa è
state resa; DTF 130 V 140,  129 V 4, 121 V 366 consid. 1b).

 

                                         Quanto
poi alla restante documentazione prodotta, la stessa non premette di concludere
diversamente, essendo già presente agli atti e, quindi già oggetto di adeguato
esame da parte sia dei sanitari dell’__________ che dell’AI. 

                                         Questo Tribunale deve quindi attribuire alla valutazione del medico SMR
pieno valore probante conformemente ai succitati
parametri giurisprudenziali (cfr. consid. 2.6), giacché egli è
giunto a conclusioni logiche, dopo aver esaminato approfonditamente i punti
litigiosi, in piena conoscenza dell’incarto (anamnesi) e col supporto di
valutazioni specialistiche. 

                                         Al
riguardo va pure ricordato che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi
medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni
mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale
dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di
esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi. Scopo e senso del nuovo disposto
come pure del nuovo art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI,
di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del
diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l'Ufficio AI deve così decidere cosa si può ragionevolmente
pretendere da un assicurato e cosa invece no (cfr. STF 9C_9/2010 del 29
settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in SVR 2009 IV n.
56 p. 174, con riferimenti). In una decisione del 24 agosto 2006 nella
causa B. (I 938/05), il TFA ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni
espresse dai medici SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. 

                                         

                                         Ne
consegue la conferma della decisione contestata e la reiezione del gravame. 

 

                               2.8.   L’assicurato
ha chiesto di essere convocato per un “colloquio informativo” (I). 

 

                                         Giusta
l'art. 6 n. 1 CEDU, ogni persona ha diritto a un'equa e pubblica udienza entro
un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale
costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei
suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che
gli venga rivolta. 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, confermata in DTF 122 V 54s. consid.
3, la pubblicità del dibattimento, imposta dall'art. 6 n. 1 CEDU ed ormai
ancorata anche nella Costituzione svizzera all'art. 30 cpv. 3, dev'essere
principalmente garantita nella procedura di ricorso di prima istanza (cfr. STF
8C_504/2010 del 2 febbraio 2011). Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico dibattimento
in materia di assicurazioni sociali presuppone l'esistenza di una richiesta
chiara e inequivocabile di una parte nel corso della procedura ricorsuale di
prima istanza (cfr. STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF 122 V
55 consid. 3a con riferimenti). Una semplice richiesta di prove, così come
delle domande tendenti alla comparizione oppure a un interrogatorio personale,
a un interrogatorio delle parti, a un’audizione testimoniale oppure a un
sopralluogo, non sono sufficienti per fondare un simile obbligo (cfr. SVR 2009
IV Nr. 22 p. 62; DTF 125 V 38 consid. 2).

                                         L’Alta
Corte ha, inoltre, stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica
fondato su motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in
particolare, con l'art. 6 n. 1 CEDU (sul tema cfr. tuttavia DTF 136 I 279; DTF
127 V 491; STF 8C_504/2010 succitata).

 

                                         Nella
concreta evenienza - contrariamente a quanto esige la giurisprudenza federale
-, il ricorrente non ha formulato un'esplicita richiesta di indire un pubblico
dibattimento, ma ha semplicemente chiesto di essere udito da questo Tribunale. 

                                         Va inoltre ricordato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. DTF
130 II 425 consid. 2.1 p. 429 e riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 p. 28 consid. 4b;
riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

                                         Questo
Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari
e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario
l'esperimento di ulteriori accertamenti

                                         

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente. 

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Fabio
Zocchetti