# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 453bb953-9de0-5d42-aefe-6b5698ef1180
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-10-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.10.2022 D-4403/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4403-2022_2022-10-19.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4403/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 9  o t t o b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Susanne Genner, Yanick Felley,  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato da Sara Castronovo,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 23 settembre 2022 / N (…). 

 

 

 

D-4403/2022 

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Fatti: 

A.  

A._______ di nazionalità afghana, insieme al fratello B._______ (oggetto 

di una procedura separata [D-4407/2022]), ha presentato una domanda 

d'asilo in Svizzera il 4 giugno 2022, pretendendosi minorenne.  

B.  

Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM) in data 8 giugno 2022, hanno permesso di accertare che 

secondo la banca dati "EURODAC", il richiedente l'asilo aveva già deposi-

tato una domanda d'asilo in Austria il 27 maggio 2022 ed in Grecia il 

30 marzo 2022. 

C.  

Il 10 giugno 2022 l'interessato ha conferito procura alla rappresentanza le-

gale assegnatagli.  

D.  

Il 3 agosto 2022 la SEM ha inoltrato alle competenti autorità austriache una 

richiesta di ripresa in carico del richiedente fondata sull'art. 18 par. 1 lett. b 

del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 

del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino 

III). 

E.  

In data 4 agosto 2022 le competenti autorità austriache hanno respinto la 

richiesta di ripresa in carico in quanto l'interessato al momento del deposito 

della domanda d'asilo in Austria avrebbe dichiarato di avere (…) anni, 

senza tuttavia presentare documenti.  

F.  

Il 9 agosto 2022 il richiedente l'asilo è stato sentito quale minore non ac-

compagnato nell'ambito di una prima audizione. Nel corso di tale audi-

zione, la SEM ha informato l'interessato della possibile competenza 

dell'Austria o della Grecia per il trattamento della sua domanda d'asilo in 

base al Regolamento Dublino III e gli ha concesso il diritto di essere sentito 

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in merito ed ha prospettato una possibile non entrata nel merito della sua 

domanda in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 

26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). In tale occasione egli ha trasmesso la 

copia della sua tazkira e del suo certificato vaccinale.  

G.  

Il 16 agosto 2022 l'interessato è stato sottoposto ad una visita medica. 

H.  

In seguito alla pretesa minore età del richiedente, la SEM ha incaricato il 

(…) dello svolgimento di una perizia per determinare l'età del richiedente 

l’asilo. Le risultanze della medesima, inoltrate all'autorità di prima istanza il 

22 agosto 2022 e basate su di un esame clinico e su referti radiologici (pa-

noramica dentaria, radiografia standard della mano sinistra e tomografia 

delle articolazioni sterno-clavicolari) svolti il 16 agosto 2022, hanno stabi-

lito che l'età probabile di A._______ sarebbe situata tra 20 e 24 anni, men-

tre l'età minima sarebbe di 19.0 anni. Di conseguenza non sarebbe possi-

bile che egli sarebbe minorenne e potrebbe essere esclusa la data di na-

scita dichiarata. 

I.  

Il 23 agosto 2022 l'interessato è stato sottoposto ad un consulto psichia-

trico.  

J.  

Il 24 agosto 2022 la SEM ha presentato alle autorità austriache competenti 

una domanda di riesame della richiesta di ripresa in carico con allegata la 

perizia medica del 22 agosto 2022. 

K.  

Il 25 agosto 2022 le autorità austriache hanno accettato la richiesta di ri-

presa in carico in applicazione dell'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Du-

blino III.  

L.  

L'8 settembre 2022 la SEM ha informato il richiedente delle risultanze della 

perizia medica concedendogli il diritto di essere sentito al riguardo, così 

come la possibilità di esprimersi in merito ai dubbi della SEM circa l'identità 

addotta, come pure alla modifica prevista dei dati del sistema d’informa-

zione centrale sulla migrazione (SIMIC). 

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M.  

La rappresentante legale dell'interessato ha inoltrato le proprie osserva-

zioni in merito al diritto di essere sentito il 12 settembre 2022. In allegato 

ha trasmesso la copia del suo documento greco di richiedente l'asilo, così 

come la carta di richiedente l'asilo austriaca. 

N.  

In data 12 settembre 2022 e 23 settembre 2022 il richiedente è nuova-

mente stato sottoposto ad un consulto psichiatrico. 

O.  

Con decisione del 23 settembre 2022, notificata il 26 settembre 2022, la 

SEM non è entrata nel merito della succitata domanda d'asilo ai sensi 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, pronunciando nel contempo il trasferimento 

dell'interessato verso l'Austria. 

P.  

Il 30 settembre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

3 ottobre 2022) il richiedente è insorto contro la decisione della SEM di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), postu-

lando, anzitutto la sospensione in via supercautelare dell'esecuzione della 

decisione e la concessione dell'effetto sospensivo al ricorso; in via princi-

pale, l'annullamento della decisione avversata e la considerazione del ri-

corrente quale minorenne non accompagnato ed il riconoscimento della 

sua data di nascita in conformità alle sue allegazioni; la restituzione degli 

atti alla SEM per effettuare un esame nazionale della domanda d'asilo; in 

subordine per il completamento dell'istruttoria; con contestuale richiesta di 

concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal ver-

samento delle spese processuali e dal relativo anticipo, con protestate 

tasse e spese. 

Q.  

Con misure supercautelari del 3 ottobre 2022 il Tribunale ha provvisoria-

mente sospeso l'esecuzione dell'allontanamento. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

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RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso I requisiti relativi ai termini di ricorso 

(art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 

PA) sono soddisfatti. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, ec-

cetto per il punto seguente.  

2.3 Qualora la conclusione ricorsuale di riconoscimento della data di na-

scita in conformità alle allegazioni dell'insorgente, sia intesa come rettifica 

(o modifica) della data di nascita registrata nel sistema d'informazione SI-

MIC (cfr. pag. 10 ricorso), la stessa è irricevibile in quanto esula dall'oggetto 

della presente impugnativa. Può infatti essere tema della procedura ricor-

suale unicamente quanto già trattato dinanzi all'autorità inferiore (cfr. DTF 

136 II 457 consid. 4.2, sentenza del Tribunale A-1231/2012 del 18 dicembre 

2013 consid. 1.3). In specie, nel dispositivo della decisione avversata non 

vi è alcun riferimento al punto posto in questione. Pertanto, il Tribunale non 

è funzionalmente competente per dirimerlo in assenza di una decisione in 

merito da parte dell'istanza inferiore (cfr. THOMAS FLÜCKIGER, in: Wald-

mann/Weissenberger (ed.), Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 14 

segg., pag. 134 segg. ad art. 7 PA; sentenza del Tribunale  

D-6765/2019 del 17 gennaio 2020 consid. 1.3). 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

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(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF). In applicazione dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi 

il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti, come nella fattispecie. 

5.  

5.1 Nella propria decisione, l'autorità inferiore ha in primo luogo ritenuto 

che il richiedente non avesse reso verosimile la sua asserita minore età. 

Innanzitutto egli avrebbe reso delle dichiarazioni vaghe in relazione al suo 

contesto personale, all'età dichiarata, nonché al suo viaggio d'espatrio. Egli 

avrebbe spesso mancato di fornire risposte valide a quesiti in merito a rife-

rimenti temporali basilari del suo vissuto e di quello della sua rete familiare. 

In seguito, i documenti presentati, ovvero le fotocopie della tazkira e della 

carta vaccinale, non corrisponderebbero ad un documento d'identità su-

scettibile di comprovare l'identità. In aggiunta, l'interessato sarebbe stato 

sottoposto ad una perizia medico-legale per la determinazione dell'età. I 

risultati di tale perizia avrebbero stabilito che la sua età minima sarebbe di 

19.0 anni mentre l'età media sarebbe compresa tra i 20 e i 24 anni. Di 

conseguenza, non sarebbe possibile che egli avrebbe meno di 18 anni e 

che quindi, la data di nascita dichiarata, ossia quella del (…), potrebbe es-

sere esclusa. Questi elementi, considerati nella loro globalità, non solo non 

permetterebbero di rendere verosimile la minore età, ma farebbero sorgere 

forti dubbi quanto alla data di nascita allegata poiché non permetterebbero 

di ottemperare all'obbligo di fornire delle prove della minore età allegata o 

perlomeno di produrre un racconto verosimile. Di conseguenza, la SEM ha 

modificato la data di nascita in SIMIC ed ha considerato l'interessato mag-

giorenne per il seguito della procedura. Successivamente, l'autorità infe-

riore ha constatato la competenza dell'Austria per il trattamento della do-

manda d'asilo dell'interessato e l'assenza di fondati motivi di ritenere l'esi-

stenza di carenze sistemiche in tale Paese. Altresì non vi sarebbero motivi 

che giustificherebbero l'applicazione della clausola di sovranità ai sensi 

dell'art. 29a cpv. 3 LAsi in relazione all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino 

III. Il suo stato di salute non sarebbe ostativo al trasferimento, invero, egli 

soffrirebbe di (…). Oltre a ciò risulterebbe un disturbo (…). Tanto la dia-

gnosi, quanto la terapia sarebbero chiare. Altresì, l'Austria disporrebbe di 

un'infrastruttura medica sufficiente e del tutto equiparabile a quella sviz-

zera. 

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5.2 In sede ricorsuale, l'insorgente ritiene anzitutto che vi sia stata una vio-

lazione del suo diritto di essere sentito poiché la SEM avrebbe trasmesso 

informazioni incomplete ed avrebbe così viziato la formazione del con-

senso delle autorità austriache. Invero, la richiesta di ripresa in carico sa-

rebbe stata inoltrata ancor prima di sentire il ricorrente, mentre la richiesta 

di riesame senza che l'interessato avesse avuto modo di esprimersi preli-

minarmente ed essere confrontato sulle contraddizioni e la vaghezza delle 

allegazioni in merito alla minore età. Altresì, la SEM nella richiesta avrebbe 

indicato che nessun documento d'identità sarebbe stato consegnato, 

quando invece egli avrebbe fornito la copia della sua tazkira. In seguito, 

l'autorità inferiore avrebbe operato un accertamento dell'età del ricorrente 

inesatto e incompleto, valutando in modo errato le allegazioni rese nel 

corso dell'audizione per minori non accompagnati e in sede di diritto di es-

sere sentito sul cambiamento dell'età. In particolare, non sarebbe stata 

presa in considerazione la situazione di particolare vulnerabilità del ricor-

rente dovuta alla sua giovane età, al suo vissuto traumatico e al suo deli-

cato stato psichico. Per quanto riguarda la perizia medico-legale volta a 

stabilire l'età, l'insorgente osserva innanzitutto che la SEM si sarebbe limi-

tata a consultare le conclusioni della perizia. In seguito, egli sottolinea che 

nella valutazione odontostomatologica, i dati riguardanti i tempi di calcifica-

zione specifici della popolazione afghana sarebbero limitati. Per quanto ri-

guarda la valutazione sterno-clavicolare, si dovrebbe considerare che er-

rori nella stima derivanti da fattori individuali o etnico-grafici potrebbero in-

cidere sui risultati, semmai nel senso di una sovrastima dell'età e non in 

senso contrario. L'insorgente rileva poi che l'autorità inferiore avrebbe at-

tribuito la medesima data di nascita anche al fratello, il quale non sarebbe 

tuttavia suo gemello. La data di nascita registrata in SIMIC andrebbe dun-

que rettificata ed il ricorrente considerato minorenne. 

6.  

6.1 Innanzitutto, per ciò che è della richiesta effettuata dalla SEM alle au-

torità austriache il 3 agosto 2022, ancor prima di aver sentito il ricorrente in 

un'audizione (la prima è stata effettuata il 9 agosto 2022), vi è modo di ri-

levare quanto segue. Il termine di due mesi per presentare una richiesta di 

ripresa in carico veniva a scadere l'8 agosto 2022 (art. 23 par. 2 Regola-

mento Dublino III). Di conseguenza, non si poteva pretendere che l'autorità 

inferiore non salvaguardasse il termine per presentare la domanda di ri-

presa in carico e diventasse dunque automaticamente competente per l'e-

same della domanda d'asilo, in attesa di sentire il ricorrente. Lo stesso vale 

per quanto riguarda la richiesta di riesame presentata il 24 agosto 2022 

prima che venisse concesso il diritto di essere sentito in merito al cambia-

mento di età del ricorrente. Invero, il termine di tre settimane (dalla risposta 

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negativa dell'Austria del 4 agosto 2022) per presentare una tale richiesta 

(cfr. art. 5 par. 2 del Regolamento [CE] n. 1560/2003 della Commissione 

del 2 settembre 2003 recante modalità di applicazione del regolamento 

[CE] n. 343/2003 del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi di de-

terminazione dello Stato membro competente per l'esame di una domanda 

d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese 

terzo [Regolamento Dublino II]; modificato da ultimo dal regolamento di 

esecuzione [UE] n. 118/2014 della Commissione del 30 gennaio 2014 [GU 

L 39/1 dell’8 febbraio 2014]) veniva a scadenza il 26 agosto 2022. Anche 

in questo caso dunque, non si poteva pretendere che la SEM attendesse il 

diritto di essere sentito e non salvaguardasse il termine. Invero, la SEM 

avrebbe sempre potuto (e dovuto), in un secondo tempo, entrare nel merito 

della domanda d'asilo se una volta ricevute le considerazioni in merito al 

diritto di essere sentito, avesse ritenuto minorenne il richiedente. Di conse-

guenza, su questo punto non sono riscontrabili irregolarità.  

6.2 Per quanto riguarda la presunta incompletezza delle informazioni alle 

autorità austriache, tale censura va decisamente respinta. Invero, la SEM 

ha a giusto titolo indicato alle autorità austriache che il ricorrente non aveva 

depositato alcun documento d'identità originale, la copia della tazkira non 

può infatti essere considerata un documento atto a comprovare l'identità 

(cfr. infra consid. 9.3). 

7.  

7.1 Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

7.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal Regolamento Dublino III. Se in base a questo esame è indivi-

duato un altro Stato quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, 

la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa 

o tacita, di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in 

questione (cfr. DTAF 2015/41 consid. 3.1). 

7.3 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale che nell’ambito 

della determinazione dello Stato responsabile per l’esame della domanda 

di asilo (cfr. art. 8 Regolamento Dublino III). La valutazione operata dalla 

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SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente 

nell’ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito. Qualora 

la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all’autorità inferiore e 

riprendere la procedura in circostanze idonee all’età del richiedente l’asilo 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 e relativi riferimenti).  

8.  

8.1 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l’asilo che incombe 

l’onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non per-

mette di ritenere che l’interessato la abbia resa verosimile, questi sarà te-

nuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente con-

siderato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi riferimenti). 

8.2 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

l’autorità si basa sui documenti d’identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell’in-

teressato nel paese d’origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell’età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all’art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l’istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

8.3 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell’età for-

niscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull’ap-

proccio a tre pilastri prevedono, di norma, un esame clinico ed una radio-

grafia della mano seguiti da una tomografia sterno-clavicolare e da un 

esame dello sviluppo dentale. Qualora entrambe le investigazioni (tomo-

grafia sterno-clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) indichino un’età 

minima superiore a 18 anni, v’è da ritenere un indizio molto forte di mag-

giore età. Se da uno solo degli esami in parola risulti un’età minima supe-

riore a 18 anni ma i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino 

su valori equivalenti, la maggiore età permane altamente probabile. La 

stessa è invece solo debolmente probabile se, con una sola età minima 

superiore a 18 anni, non vi è sovrapposizione tra gli intervalli, pur in pre-

senza di una spiegazione medica plausibile giustificante la diversa scala di 

valori. Vi sono poi ulteriori casistiche nelle quali le risultanze della tomogra-

fia sterno clavicolare e dell’esame dello sviluppo dentale apportano solo 

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Pagina 10 

indizi molto deboli rispettivamente nessun indizio di maggiore età. Ad ogni 

modo, quanto più gli accertamenti medici costituiscono un indizio a favore 

della maggiore età, tanto meno è necessario procedere ad un apprezza-

mento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti 

citati).  

9.  

9.1 Ora, nella presente fattispecie, dall'esame odontostomatologico è risul-

tata un'età media di 20.5 anni con una probabilità del 90.1%, rispettiva-

mente del 96.3% (a seconda degli studi di riferimento utilizzati) che l'inte-

ressato abbia superato la minore età, mentre dalla tomografia sterno-cla-

vicolare è risultata un'età minima di 19.0 anni ed un'età media di 23.6 anni 

(cfr. atto SEM […]-25/11). Quand'anche l'esame odontostomatologico non 

riporti l'età minima, anche considerando che questa sia inferiore a 18 anni, 

ne risulta chiaramente che tale intervallo (età minima inferiore a 18 anni ed 

età media di 20.5) si sovrappone con l'intervallo della tomografia sterno-

clavicolare (19 anni – 23.6 anni). Di conseguenza, come stabilito dalla giu-

risprudenza, la perizia costituisce un alto indizio di maggiore età, per il che 

risulta essere tanto meno necessario procedere ad un apprezzamento ge-

nerale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2). 

9.2 Altresì, dagli atti non traspare che le esigenze formali minime prescritte 

dalla giurisprudenza non siano in casu state rispettate. Il rapporto non è, 

infatti, contraddittorio e si riferisce direttamente alla persona dell’insor-

gente. Lo stesso è ben motivato e tiene in debita considerazione l’anam-

nesi dell’interessato. Per il che, non può essere dato seguito alla censura 

ricorsuale secondo cui le risultanze della perizia non sarebbero sufficiente-

mente accurate e precise.  

9.3 È altresì vero che l’insorgente non ha fornito alcun documento d'identità 

originale e autentico atto a comprovare o quantomeno a rendere verosimile 

l'asserita minore età. Invero, egli ha fornito soltanto la copia della sua 

tazkira, la quale ha un valore probatorio ridotto. Anche in presenza di un 

esemplare autentico, infatti, le indicazioni temporali relative alla data di na-

scita contenute possono non rispecchiare l'età effettiva (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 6.2). Anche il certificato vaccinale non può essere considerato un 

documento d'identità, lo stesso è stato presentato inoltre soltanto in copia. 

Del resto, anche le affermazioni in merito alla sua data di nascita e la sua 

biografia risultano a tratti contraddittorie ed inconsistenti. A titolo d'esempio, 

l'insorgente è stato in grado di riferire di aver avuto (…) anni tre anni fa. 

Tuttavia, nonostante egli abbia saputo riferire la data precisa del suo espa-

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Pagina 11 

trio ([…] settembre 2021 e 2020), l'insorgente non è stato in grado di ri-

spondere alla domanda in merito alla sua età, né in merito all'anno in cui 

avrebbe terminato la scuola, pur avendo asserito di aver smesso di andare 

a scuola due mesi prima dell'espatrio (cfr. atto SEM […]-18/13, pag. 4 

segg.). Egli non è neppure stato in grado di dire quanti anni avesse alla 

morte del padre avvenuta nel 2020. In seguito, appaiono contraddittorie le 

dichiarazioni in merito a quando sarebbe venuto a conoscenza della sua 

data di nascita. Da una parte, il ricorrente ha dichiarato che la sua data di 

nascita sarebbe riportata sia sul certificato vaccinale sia sulla tazkira, no-

nostante questo documento riporti soltanto una stima dell'età al momento 

dell'emissione. D'altra parte, egli ha riferito di aver appreso la sua data di 

nascita mentre si trovava in Austria, i genitori gliel'avrebbero comunicata in 

quel momento. Anche questa affermazione non risulta tuttavia credibile, dal 

momento che egli avrebbe riferito tale data già molto prima alle autorità 

greche (cfr. copia della tessera di richiedente l'asilo rilasciata in Grecia, al-

legata al diritto di essere sentito del 12 settembre 2022). Infine, malgrado 

la data di nascita dichiarata al suo arrivo in Svizzera sia stata registrata 

anche in Grecia ed in Austria, non vi sono tuttavia informazioni quanto ad 

una perizia o analisi effettuata dalle autorità elleniche o austriache in merito 

alla pretesa minore età. Infine, a ciò si aggiunge il fatto che nel caso in 

disamina si è di fronte ad una persona scolarizzata e non con un grado di 

alfabetizzazione ridotto, per il che ci si poteva attendere delle affermazioni 

più coerenti in merito alla propria data di nascita. 

9.4 Alla luce delle suesposte considerazioni, anche il Tribunale, in un’at-

tenta valutazione globale di tutti gli elementi evincibili dall’incarto ed in pre-

senza di una fattispecie giuridica sufficientemente completa e corretta, ri-

tiene che l’insorgente – al quale incombeva l’onere della prova in merito 

(cfr. supra consid. 8.1.1) – non è stato in grado di rendere verosimile la sua 

supposta minore età al momento dell’inoltro della sua domanda d’asilo in 

Svizzera. Pertanto, egli deve assumersene le conseguenze, ovvero che 

venga considerato maggiorenne in conformità alla giurisprudenza sum-

menzionata (cfr. ibidem), nonché che le disposizioni normative relative ai 

minorenni non gli siano applicabili, e come rettamente concluso dalla SEM 

nella decisione impugnata, egli non possa avvalersene. 

10.  

10.1 Chiarito questo aspetto, occorre ora determinare se l'autorità inferiore 

non sia a giusto titolo entrata nel merito della domanda d'asilo presentata 

dall'insorgente, ritenendo l'Austria competente per l'analisi della domanda 

(cfr. supra consid. 7.2).  

D-4403/2022 

Pagina 12 

10.2 Ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro-

tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello 

individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso di una 

procedura di presa in carico (inglese: take charge) ogni criterio per la de-

terminazione dello Stato membro competente – enumerato al capo III – è 

applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all'art. 7 par. 1 Rego-

lamento Dublino III, quello precedente previsto dal Regolamento non trova 

applicazione nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri). Inoltre, 

la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della 

situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato do-

manda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III). 

Contrariamente, nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: 

take back) – come è il caso di specie – di principio non viene effettuato un 

nuovo esame di determinazione dello Stato membro competente secondo 

il capo III Regolamento Dublino III (cfr. DTAF 2019 VI/7 consid. 4 a 6 e 

2017 VI/5 consid. 6.2 con riferimenti citati).  

10.3 Giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile 

trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato 

come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi-

stano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni 

di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento 

inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali 

dell'Unione europea del 18 dicembre 2000 (di seguito: CartaUE), lo Stato 

membro che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro 

competente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se 

un altro Stato membro possa essere designato come competente. Qualora 

non sia possibile eseguire il trasferimento verso un altro Stato membro de-

signato in base ai criteri del capo III o verso il primo Stato membro in cui la 

domanda è stata presentata, lo Stato membro che ha avviato la procedura 

di determinazione diventa lo Stato membro competente.  

10.4 Lo Stato membro competente è tenuto a riprendere in carico – in os-

sequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la cui 

domanda è in corso d'esame e che ha presentato domanda in un altro 

Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza 

un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III). 

10.5 Nel caso in rassegna, vista la richiesta di ripresa in carico fondata 

sull'art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III, la successiva richiesta di 

riesame della richiesta, nonché l'espressa accettazione della medesima da 

parte delle autorità austriache in applicazione della stessa disposizione, la 

D-4403/2022 

Pagina 13 

competenza dell'Austria per la trattazione della procedura d'asilo e di al-

lontanamento del richiedente, risulta di principio essere data. 

11.  

11.1 Passando ora all'analisi della procedura di asilo e di accoglienza dei 

richiedenti in Austria, non vi sono fondati motivi di ritenere che sussistano 

carenze sistemiche che implichino il rischio di un trattamento inumano o 

degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta UE (cfr. art. 3 par. 2 2ª frase Re-

golamento Dublino III). 

11.2 Peraltro, l'Austria è legata alla CartaUE e firmataria, della Conven-

zione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali 

del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101), della Convenzione contro la tor-

tura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicem-

bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione sullo statuto dei ri-

fugiati del 28 luglio 1951 (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre che del relativo 

Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) e ne applica le 

disposizioni. Di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l'a-

silo, in particolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo 

una procedura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto inter-

nazionale ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. di-

rettiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca 

dello status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; 

direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 recante norme relative all'accoglienza dei richiedenti protezione in-

ternazionale [di seguito: direttiva accoglienza]). 

11.3 Tale presunzione, non è tuttavia assoluta e può essere confutata in 

presenza di indizi seri che, nel caso concreto, le autorità di tale Stato non 

rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 2010/45 

consid. 7.4 e 7.5); che la stessa va inoltre scartata d'ufficio in presenza di 

violazioni sistematiche delle garanzie minime previste dall'Unione europea 

o di indizi seri di violazioni del diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 con-

sid. 6; sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo [Corte EDU] 

M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gennaio 2011, 30696/09). 

11.4 Ciò non è palesemente il caso per quanto concerne il Paese in parola 

(cfr. tra le tante, sentenza del Tribunale E-4027/2022 del 21 settem-

bre 2022, pag. 6). Conseguentemente, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 

2a frase Regolamento Dublino III non si giustifica nel caso di specie. 

D-4403/2022 

Pagina 14 

12.  

12.1 Giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovra-

nità"), in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato mem-

bro può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale 

presentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale 

esame non gli compete.  

12.2 Ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in di-

ritto interno svizzero la clausola di sovranità, se "motivi umanitari" lo giusti-

ficano, la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta 

il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il tratta-

mento della domanda. Nell'applicazione di tale articolo, l'autorità inferiore 

dispone di un reale potere di apprezzamento ed il Tribunale, a seguito 

dell'abrogazione dell'art. 106 cpv. 1 lett. c LAsi (entrata in vigore il 1° feb-

braio 2014), dispone di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 7 seg.). Nell’applicazione di tale disposizione normativa, la SEM di-

spone di potere di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al 

contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione con-

travviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle 

della CEDU, l’autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di so-

vranità e ad entrare nel merito della domanda d’asilo ed il Tribunale di-

spone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

13.  

13.1 Nel caso in disamina, il ricorrente non ha dimostrato che lo Stato di 

destinazione non sia intenzionato a riprenderlo in carico ed a portare a ter-

mine la procedura relativa alla sua domanda di protezione in violazione 

della direttiva procedura. Inoltre, l'insorgente non ha apportato qualsivoglia 

indizio serio e concreto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destina-

zione non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, 

verrebbe meno nell'ossequio dei suoi obblighi internazionali, rinviandolo in 

un paese dove la sua vita, integrità corporale o libertà sarebbero seria-

mente minacciate o da dove rischierebbe di essere respinto in un tale 

paese. Infine, agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere 

che un trasferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al 

rischio di essere privato del sostentamento minimo e di subire delle condi-

zioni di vita indegna in violazione della direttiva accoglienza. Ad ogni modo, 

appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione dei suoi diritti fon-

damentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle autorità dello 

Stato in questione. 

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Pagina 15 

13.2  

13.2.1 In seguito, per quanto riguarda lo stato di salute, si rileva quanto 

segue. Il respingimento forzato di persone che soffrono di problematiche 

mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU unicamente in 

circostanze eccezionali, che ciò risulta essere il caso segnatamente 

laddove la malattia dell'interessato si trovi in uno stadio a tal punto 

avanzato o terminale da lasciar presupporre che, a seguito del 

trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. 

sentenza della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano 

dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici 

adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di 

un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU Paposhvili contro Belgio 

del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.). 

13.2.2 Ciò non risulta essere il caso nella fattispecie. Al ricorrente è stato 

diagnosticato un (…), un (…) e una (…), in trattamento con (...) (cfr. atti 

SEM […]-27/2, 36/2, 41/2). È dunque indubbio che nel caso in narrativa il 

substrato fattuale non contenesse indicatori quanto all'esistenza, finanche 

potenziale, di affezioni terminali ai sensi della giurisprudenza convenzio-

nale. Allo stesso modo, non vi sono elementi per sospettare che le patolo-

gie diagnosticate possano raggiungere un tale livello di gravità da configu-

rare un rischio reale di peggioramento rapido ed irreversibile dello stato di 

salute comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione 

della speranza di vita in caso di trasferimento. 

L'Austria del resto dispone di infrastrutture mediche sufficienti ed in quanto 

Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve provvedere affinché i ri-

chiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria comprendente 

quanto meno le prestazioni di pronto soccorso ed il trattamento essenziale 

di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la necessaria assistenza me-

dica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di accoglienza particolari, 

comprese, se necessarie, appropriate misure di assistenza psichica 

(cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva). 

Il ricorrente potrà dipoi ovviare a possibili complicazioni nell'ottenimento dei 

farmaci che gli sono stati prescritti venendo trasferito con una riserva suf-

ficiente. 

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Pagina 16 

Infine, prima del trasferimento, sarà premura delle autorità competenti per 

l'esecuzione dell'allontanamento informare in maniera precisa e completa 

le autorità austriache dell'arrivo e dei problemi di salute dell'insorgente 

(cfr. art. 31 Regolamento Dublino III). 

Di conseguenza, lo stato di salute del ricorrente non è ostativo all'esecu-

zione del trasferimento. 

13.3 In conclusione dunque, il ricorrente non ha fornito indizi seri suscetti-

bili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale 

sarebbero tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o 

all'art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Austria. 

13.4 In seguito, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ri-

tenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprez-

zamento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

13.5 Pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III (clausola di sovranità).  

13.6 Di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte 

della Svizzera, l'Austria è competente dell'esame della domanda di asilo 

del ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuta a riprenderlo in 

carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 Regolamento 

Dublino III. 

14.  

Alla luce di quanto precede, è dunque a giusto titolo che la SEM non è 

entrata nel merito della domanda di asilo del ricorrente, in applicazione 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso 

l'Austria conformemente all'art. 44 LAsi. 

In siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera distinta 

le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del tra-

sferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge federale 

sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStr, 

RS 142.20), dal momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di 

non entrata nel merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 

2015/18 consid. 5.2). 

15.  

Ne consegue che il ricorso deve essere respinto e la decisione della SEM, 

D-4403/2022 

Pagina 17 

che rifiuta l'entrata nel merito della domanda di asilo e pronuncia il trasfe-

rimento dalla Svizzera verso l'Austria, confermata.  

16.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di conces-

sione dell'effetto sospensivo è divenuta senza oggetto.  

17.  

Per i medesimi motivi, anche la domanda di esenzione dal versamento di 

un anticipo equivalente alle presumibili spese processuali è divenuta senza 

oggetto. 

18.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

non essendo state le conclusioni ricorsuali d’acchito sprovviste di possibi-

lità di esito favorevole e potendo partire dal presupposto che l’insorgente è 

indigente, v’è luogo di accogliere la domanda di assistenza giudiziaria nel 

senso della dispensa dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 

PA). 

19.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

 

  

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Pagina 18 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Per quanto ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: