# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f5e49b95-2d83-5b81-98f9-48724cb2b3ae
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Corte di appello e di revisione penale 15.12.2014 17.2014.190
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CARP_001_17-2014-190_2014-12-15.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2014.190

  	
  Locarno

  15 dicembre 2014/cv 

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di appello e di revisione penale

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Giovanna Roggero-Will, presidente,

  Damiano Stefani e Giovanni Celio

  

 

	
  segretaria:

  	
  Barbara Maspoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza di revisione presentata il
7 ottobre 2014 da 

 

	
   

  	
  AP 1

  

 

	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei
  suoi confronti il 1 luglio 2014 dalla Pretura penale di Bellinzona
  (motivazione scritta intimata il 27.08.2014)

  

esaminati gli atti;

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Con sentenza 1.
luglio 2014 il giudice della Pretura penale ha ritenuto AP 1 autore colpevole
di complicità in infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti e di
trascuranza degli obblighi di mantenimento, condannandolo alla pena pecuniaria
di 90 aliquote giornaliere da fr. 30.- cadauna (corrispondenti a complessivi
fr. 2'700.-), sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 3 anni,
nonché al pagamento di una multa di fr. 1'000.- e al pagamento di tasse e
spese. 

 

                                   2.   Con scritto 9 luglio
2014 - redatto e sottoscritto personalmente - AP 1 ha tempestivamente
annunciato (ai sensi dell’art. 399 cpv. 1 CPP) di voler interporre appello
contro la sentenza pretorile. Contestualmente ha, perciò, chiesto la
motivazione della pronuncia. 

 

 

                                   3.   Il 27 agosto 2014 la
Pretura penale ha intimato la motivazione scritta della sentenza al Ministero
pubblico, all’accusatore privato e a AP 1 personalmente, il quale ha ricevuto
la sua copia della sentenza il 3 settembre seguente. 

Nessuna dichiarazione di appello ai sensi dell’art. 399 cpv. 3 CPP
è pervenuta alla Corte di appello e di revisione penale entro il termine di
legge. 

 

                                   4.   Con atto 7 ottobre
2014, AP 1 - sempre agendo personalmente - ha presentato la sua dichiarazione
di appello contestualmente ad un’istanza di restituzione del termine.

 

L’istante postula di essere ammesso a produrre la dichiarazione di
appello ex art. 399 cpv. 3 CPP adducendo di avere appreso soltanto il 29
settembre 2014 (ovvero, dopo la scadenza del termine di venti giorni per
presentare la dichiarazione di appello) che la motivazione della sentenza era
stata intimata soltanto a lui e non anche al patrocinatore che, “in un primo
tempo”, lo rappresentava, il quale, quindi, non ha inoltrato l’atto
ricorsuale per suo conto. 

L’istante non protesta né spese né ripetibili. 

 

Nelle loro osservazioni, sia il procuratore pubblico che
l’accusatore privato si sono rimessi al giudizio di questa Corte.

 

                                   5.   Giusta l’art. 94
cpv. 1 CPP la parte che, non avendo osservato un termine, ha subito un
pregiudizio giuridico importante e irrimediabile può chiederne la restituzione;
a tal fine deve rendere verosimile di non avere colpa dell’inosservanza. 

 

                                   6.   Ai sensi dell’art.
94 cpv. 4 CPP, sull’istanza di restituzione del termine decide l’autorità
penale in procedura scritta. Contrariamente a quanto sostenuto da una parte
della dottrina (Riedo, Basler Kommentar, StPO, Basilea 2011, ad art. 94, n. 59,
pag. 596), competente a decidere della domanda di restituzione non è colui che
dirige il procedimento ai sensi dell’art. 62 cpv. 2 CPP, bensì il Tribunale
nella sua intera composizione (Schmid, StPO, Praxiskommentar, Zurigo/San Gallo
2009, ad art. 94, n. 12, pag. 164) e quindi, in concreto, la CARP (cfr. anche
sentenza CARP 17.2013.130 del 15 luglio 2013; sentenza CARP 17.2012.92 del 23
luglio 2012). 

 

                              7. a.   Secondo l’art. 94 cpv.
2 CPP, l’istanza di restituzione del termine va motivata e presentata per
scritto entro 30 giorni dalla cessazione del motivo dell’inosservanza
all’autorità presso cui avrebbe dovuto essere compiuto l’atto procedurale
omesso. Entro lo stesso termine occorre compiere l’atto omesso. Nei casi in cui
l’omissione non sia cagionata da un vero e proprio impedimento della parte, il
termine di 30 giorni comincia a decorrere non appena questa può rendersi conto
che il termine è stato perso (ad esempio, a seguito di una panne della Posta;
cfr. Riedo, op. cit., ad art. 94, n. 20, pag. 589).

 

                                  b.   Nella fattispecie, AP
1 ha scoperto che la motivazione della sentenza era stata intimata soltanto a
lui e non anche al suo patrocinatore soltanto il 29 settembre 2014 (cfr.
istanza di restituzione in intero).

Presentata soli otto giorni dopo, l’istanza tendente alla
restituzione del termine per introdurre la dichiarazione di appello è
senz’altro tempestiva. L’atto omesso - ovvero la dichiarazione di appello - è
stato presentato contestualmente all’istanza, per cui anch’esso è da
considerarsi compiuto nel rispetto del termine di cui all’art. 94 cpv. 2 CPP. 

 

                              8. a.   Esiste un pregiudizio
giuridico importante e irrimediabile ai sensi dell’art. 94 cpv. 1 CPP quando
l’inosservanza del termine impedisce alla parte di far valere i suoi diritti,
anche ulteriormente nella procedura (sentenza TPF SK.2011.24 del 19 dicembre 2011
consid. 2.3; Stoll, Commentaire romand, CPP, Basilea 2011, ad art. 94, n. 9,
pag. 344). La dottrina cita come caso scolastico di pregiudizio giuridico
importante e irreparabile la perdita, irrecuperabile, di un rimedio giuridico
(Schmid, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, n. 612, pag. 241;
Riedo, op. cit., ad art. 94, n. 29, pag. 590; Brüschweiler, Kommentar
zur StPO, Zurigo/Basilea/Ginevra 2014, ad art. 94, n. 2, pag. 452;
Galliani/Marcellini, Commentario CPP, Zurigo/San Gallo 2010, ad art. 94, n. 1,
pag. 206; v. anche, prima dell’introduzione del CPP federale, sentenza del
24.11.2000 della Corte di appello di Basilea Città concernente la perdita della
possibilità di appellare in BJM 2006, pag. 223). 

 

                                  b.   Pacifico, nella fattispecie,
che, a seguito della mancata introduzione della dichiarazione di appello, AP 1
subisca un pregiudizio giuridico importante e che esso sia irreparabile: tale
omissione comporta, infatti, la crescita in giudicato dei dispositivi di
condanna nei suoi confronti contenuti nella sentenza della Pretura penale. 

 

 

                              9. a.   L’istante deve,
inoltre, rendere verosimile di non essere responsabile dell'inosservanza: la
possibilità di una restituzione del termine è, infatti, esclusa in presenza di
una qualsiasi colpa, anche se lieve, imputabile all’istante (Schmid, StPO,
Praxiskommentar, ad art. 94, n. 6, pag. 163; Schmid, Handbuch, n. 612, pag.
241-242; Riedo, op. cit., ad art. 94, n. 32, pag. 591; Brüschweiler, op. cit.,
ad art. 94, n. 2, pag. 452; Galliani/Marcellini, op. cit., ad art. 94, n. 2,
pag. 207).

 

                                  b.   In
concreto, AP 1 pretende di non avere inoltrato la dichiarazione di appello nel
termine di venti giorni dalla ricezione della motivazione della sentenza poiché
ha scoperto soltanto dopo la scadenza di tale termine che la sentenza motivata era
stata intimata soltanto a lui e non anche allo studio legale che “in un
primo tempo” lo aveva patrocinato.

 

Tuttavia, egli non dimostra che nessuna colpa gli è
imputabile.

Dagli atti emerge, infatti, che l’avv. __________ -
che effettivamente aveva, in un primo momento, patrocinato l’istante - non lo
rappresentava più sin dal 26 giugno 2014 (cfr. scritto 26 giugno 2014 dell’avv.
__________ alla Pretura penale).

Del resto, coerentemente con la citata
comunicazione, al dibattimento celebrato in Pretura penale, AP 1 si è
presentato senza avvocato (cfr. indicazione dei presenti in verb. dib. di primo
grado, pag. 1). 

Nemmeno la sentenza non motivata agli atti -
consegnata brevi manu a AP 1 al termine del dibattimento - risulta essere stata
intimata ad un eventuale difensore (cfr. indicazione delle intimazioni, punto
n. 7 del dispositivo).

È, poi, soltanto a titolo personale (ovvero senza
avvalersi del patrocinio di un legale) che AP 1 ha chiesto la motivazione
scritta della sentenza contro la quale ha annunciato di voler interporre
appello (cfr. annuncio di appello 9 luglio 2014). 

L’istante non aveva, quindi, alcuna ragione di
credere che la sentenza motivata sarebbe stata intimata anche ad altri che a
lui (eccettuati il MP e l’AP), tanto meno allo studio legale che ormai da due
mesi non lo rappresentava più. Non è, infatti, pensabile che lo studio legale non
abbia comunicato anche al proprio cliente (così come ha fatto con la Pretura
penale) la decisione di non più patrocinarlo. 

Inoltre, neanche la sentenza motivata risulta essere
stata intimata allo studio legale __________ o ad altri eventuali patrocinatori
(cfr. indicazione delle intimazioni, punto n. 6 del dispositivo da cui risulta
che è stata intimata soltanto a lui personalmente). Essa contiene, peraltro,
l’avvertenza secondo cui l’art. 399 cpv. 3 CPP dispone che, colui che ha
annunciato il ricorso in appello, deve inoltrare una dichiarazione scritta di
appello alla CARP entro venti giorni dalla notificazione della sentenza
motivata.

Non avendo prontamente reagito all’invito di presentare la
dichiarazione di appello e non potendo presumere che altri lo avrebbero fatto
per suo conto, AP 1 è, dunque, stato negligente. 

La sua colpa osta, quindi, all’accoglimento dell’istanza di
restituzione del termine che deve, pertanto, essere respinta.

 

                                11.   Gli oneri processuali
del presente giudizio - consistenti in fr. 200.- per tassa di giustizia e in
fr. 50.- a titolo di spese - seguono la soccombenza e sono, pertanto, posti a carico
dell’istante. Non si assegnano ripetibili.

 

 

Per questi
motivi,

 

 

visti gli
art.                      94 e 399 CPP,

nonché, sulle spese, l’art. 428
CPP e la LTG,

 

 

dichiara
e pronuncia:                                        

 

                                   1.   L’istanza
di restituzione del termine è respinta.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

 

-  tassa di giustizia                    fr.           200.-

-  altri disborsi                            fr.              50.-

                                                     fr.           250.-

 

sono posti a carico
dell’istante. Non si assegnano ripetibili. 

 

                                   3.   Intimazione a:

	
   

  	
   

  

                                                                                       

Per la Corte di appello e di revisione penale

La presidente                                                        La
segretaria

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali,
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sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
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è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.