# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8ef8c75-2f53-5b02-a604-d853e796bc6c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.11.2001 32.2001.39
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-39_2001-11-19.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00039

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  19 novembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

statuendo sul ricorso del 18 maggio 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 aprile 2001 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurato,
nato nel 1960, autista di camion, in data 13 aprile 2000 ha presentato una
richiesta tendente all'assegnazione di una rendita d'invalidità, in quanto
affetto da stato dopo frattura anca sx, osteosintesi con pseudo-artrosi,
colonna lombare con discopatia L5/S1 e protusione discale dorso laterale a dx.

 

                               1.2.   Esperita
l'istruttoria, segnatamente accertamenti medici di cui si dirà - per quanto
necessario - nel prosieguo, l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI) per
decisione 18 maggio 2001  ha respinto la richiesta, motivando:

 

"  Giusta
l'articolo 28 della legge federale sul l'assicurazione per l'invalidità (LAI),
l'assicurato ha diritto ad una rendita se è invalido al 40 per cento almeno. La
rendita è scaglionata come segue, secondo il grado d'invalidità.

 

	
  Grado
  d'invalidità

  	
  Diritto
  alla rendita in frazioni di una rendita intera

  
	
  40 per
  cento almeno

  	
  un quarto

  
	
  50 per
  cento almeno

  	
  una mezza

  
	
  66 2/3 per
  cento almeno

  	
  rendita
  intera

  

 

Nei casi rigorosi, un'invalidità del 40 per cento almeno apre il
diritto ad una mezza rendita.

 

Le rendite corrispondenti ad un grado d'invalidità inferiore al 50
per cento sono versate solo agli assicurati che hanno il loro domicilio e la
loro residenza abituale in Svizzera. Questa condizione deve pure essere assolta
per i parenti prossimi per i quali una prestazione è richiesta.

 

Per la valutazione dell'invalidità, il reddito del lavoro che
l'invalido potrebbe ottenere esercitando l'attività che si può ragionevolmente
attendere da lui, dopo l'esecuzione d'eventuali provvedimenti d'integrazione e
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è comparato
al reddito che avrebbe potuto ottenere se non fosse stato invalido.

 

La perdita di guadagno che ne deriva determina il grado
d'invalidità in per cento.

 

Tuttavia, è senza influenza, per la valutazione del grado
d'invalidità, che un'attività ragionevolmente esigibile sia effettivamente
esercitata o meno.

 

Nel presente caso, gli atti dell'incarto indicano che lei risulta
cittadino proveniente con la famiglia dalla __________, giunto in Svizzera in
data 7 marzo 1995 e da allora senza mai aver svolto alcun genere di attività
lucrativa.

 

Dal profilo dello stato di salute i chiarimenti esperiti mediante
la perizia specialistica hanno evidenziato che non sussistono ragioni
importanti che possano giustificare un'inabilità lavorativa.

Nello svolgimento di mestieri leggeri e medio leggeri, che non
presuppongano l'obbligo di dover portare o sollevare ripetutamente dei pesi
superiori ai 15 Kg., delle flessioni o rotazioni lombari frequenti, lei
presenta una capacità di lavoro totale.

Si tratta dunque di reperire un posto di lavoro attraverso
eventualmente i normali canali di collocamento offerti dalle strutture
regionali e cantonali.

 

Le sue osservazioni inoltrate in data 7 marzo u.s. sono state
esaminate dal nostro Servizio medico, il quale comunque non ha ritenuto di
modificare il progetto di decisione del 22.02.2001, in quanto non sono stati
presentati degli elementi o delle motivazioni che non fossero già stati
considerati." (Doc. AI _)

 

 

                               1.3.   Contro la
decisione amministrativa è tempestivamente insorto l'assicurato tramite l'avv.
__________, il quale ne postula l'annullamento e, in via principale, chiede il
rinvio degli atti all'amministrazione per nuova decisione dopo esperimento di
ulteriori accertamenti medici, in via subordinata, il riconoscimento di una
mezza rendita AI.

                                         Con il
gravame, cui l'insorgente ha allegato della documentazione medica, viene fatto
valere:

 

" 
(…)

II. Nei fatti e in diritto

 

II.1. Incompletezza degli atti medici acquisiti nell'incarto AI

 

La prima censura riguarda il fatto che la decisione AI qui
contestata è stata emessa sulla base di un incarto incompleto per quanto
concerne gli accertamenti medici sullo stato di salute del signor __________.

 

La decisione del 3 aprile 2001 che qui si impugna è basata infatti
esclusivamente sulla perizia 30 novembre 2000 fatta esperire dall'Ufficio
Assicurazioni Invalidità al Dr. __________. Questa decisione tuttavia
misconosce in primo luogo che la citata perizia è soltanto parziale, essendo il
Dr. __________ uno specialista in reumatologia ed avendo egli valutato il grado
di capacità lavorativa del signor __________ limitatamente alla problematica
degenerativa lombo‑sacrale, come emerge chiaramente al consid. 4.5 della
sua perizia, pag 8.

 

Per contro il Dr. __________ non ha espresso nessuna valutazione
circa il grado di capacità lavorativa del ricorrente in relazione ai suoi problemi
alla gamba sinistra. Il Dr. __________ si è infatti ritenuto non
sufficientemente competente per esprimere una valutazione in merito, come
emerge chiaramente dalla sua perizia (consid. 4.5, pag. 8): «Per quanto
riguarda il femore sx, non mi sembra che si possa ritenere una limitazione
aggiuntiva a quella appena descritta. Trattandosi di una problematica
ortopedica ritengo però giustificato richiedere un parere specialistico a
questo riguardo».

 

L'Ufficio Al, contrariamente alla chiara indicazione del perito,
non ha ritenuto necessario sottoporre il signor __________ ad un'ulteriore
visita specialistica che desse chiari indicazioni sul grado di invalidità che
deriva al ricorrente dall'incidente occorsogli nel 1987 alla gamba sinistra.
Questa lacuna è a maggior ragione incomprensibile se si considera che i
problemi alla regione lombo‑sacrale sono diretta conseguenza
dell'infortunio alla gamba con conseguente accorciamento dell'arto in questione
e quindi del problema di una non corretta deambulazione.

 

Ma v'è di più. La decisione dell'Ufficio Al di non esperire una
perizia specialistica sullo stato della gamba sinistra del ricorrente risulta
incomprensibile anche alla luce della decisione di riconoscere un'invalidità
lavorativa al 50 % presa dalla competente autorità __________ (l'Istituto per
la valutazione dell'abilità lavorativa nel settore dell'assicurazione di
vecchiaia, e invalidità di __________) il 21 marzo 1991.

 

Come risulta dall'incarto Al questa valutazione del 1991 era ben
nota fra gli altri sia al Dr. __________ che allo stesso Ufficio Al, eppure non
si è ritenuto necessario confrontarsi con essa, e questo benché indicasse
chiaramente che i problemi di salute e dunque l'invalidità con conseguente
diminuita capacità lavorativa del signor __________ derivano dai danni patiti
al femore sinistro (confronta diagnosi: «status post refracturam femori sin
post pseodoarthrosis femoris sin. syndroma neurasthenicum»). Si allega al
presente ricorso la decisione dell'Istituto dell'Assicurazione di vecchiaia e
invalidità di __________ del 21 marzo 1991 in originale (doc. _) e la
traduzione riassuntiva della stessa (doc. _).

 

Si rileva che benché agli atti figuri la traduzione riassuntiva
l'Ufficio dell'Assicurazione Invalidità, nella sua decisione 3 aprile 2001 non
ha preso in men che minima considerazione il fatto che al signor __________
fosse già stata riconosciuta un'invalidità lavorativa del 50 7o, né il Dr.
__________ ha ritenuto necessario per esperire la sua perizia chiedere al
signor __________ di produrgli la decisione bosniaca originale, preferendo
limitarsi a riferire in forma dubitativa quanto dettogli dal paziente
(confronta pag. 2 e pag. 8 della perizia), quasi questo fosse un argomento
inventato dal paziente stesso e comunque non verificabile.

 

Di fronte alla qui evidenziata assunzione lacunosa di informazioni
circa lo stato medico del signor __________ la decisione va annullata ritenuto
come il giudizio medico circa l'esistenza o meno di un'incapacità al lavoro non
possa ritenersi sufficientemente suffragato.

 

Si chiede pertanto l'annullamento della decisione e di ordinare al
competente Ufficio la completazione della documentazione medica prima di
emettere una nuova decisione. Si tratterà in particolare di far valutare da uno
specialista lo stato di salute della gamba sinistra e il grado d'invalidità che
ne deriva, e questo anche in rapporto ai danni alla schiena rilevati.

 

 

II.2.   Accertamento
errato e incompleto dei fatti alla base della decisione

 

In via subordinata, qualora codesto Tribunale dovesse ritenere di
poter giudicare sulla base degli elementi agli atti, si rileva che a fondamento
del giudizio dell'Ufficio AI v'è un errato accertamento della fattispecie.

 

Infatti la decisione qui contestata riprende pedissequamente
quanto espresso nella sua perizia dal Dr. __________, giungendo alla
conclusione che «nello svolgimento di mestieri leggeri e medio leggeri, che
non presuppongono l'obbligo di dover portare o sollevare ripetutamente dei pesi
superiori ai 15 kg. delle flessioni o rotazioni lombari frequenti, lei presenta
una capacità totale». Questa conclusione considera come rilevante
unicamente il problema alla schiena.

 

Tuttavia agli atti c'è una serie di circostanziati certificati e
referti medici perfettamente congruenti che giungono a conclusioni
diametralmente opposte da quelle della perizia e dunque della decisione
dell'Ufficio AI. In queste condizioni stupisce che nella decisione qui
contestata non si faccia menzione di questi pareri discordanti rispetto alla
perizia del Dr. __________, non fosse altro che per confutare le argomentazioni
di segno opposto rispetto alla perizia stessa. Soprattutto però tutti questi
altri referti medici di segno opposto ma concordanti avrebbero dovuto indurre
l'Ufficio AI a dubitare del parere del suo perito o, se non altro, a chiedere a
lui o ad altro medico specialista dei complementi istruttori.

 

Agli atti vi è innanzitutto la decisione dell'Istituto per la
valutazione dell'abilità lavorativa nel settore dell'Assicurazione di vecchiaia
e d'invalidità di __________ del 21 marzo 1991 che riconosce al signor
__________ un'invalidità del 50 % (doc. _). Questa decisione era già nota
all'Ufficio AI sia in copia che in traduzione. Si rileva comunque che
l'Istituto di __________ giungeva alla seguente conclusione: «Diagnosi:
status post refracturam femori sin post pseodoarthrosis femoris sin. syndroma
neurasthenicum».

 

I gravi danni all'anca sinistra del signor __________ sono poi
stati confermati da una serie di referti medici stilati in Svizzera a partire
dall'estate del 1997, la maggior parte dei quali è già stata versata agli atti
dell'Ufficio AI. A titolo esemplificativo si cita:

 

‑   Lettera
3 luglio 1997 del Reparto di Radiologia e Diagnostica della Clinica __________
alla Dr. __________: «Conclusioni: il rimaneggiamento osseo al livello
del focolaio di frattura non ha portato ad una completa ossificazione della
dialisi. Inoltre vi è un'incipiente instabilità di alcune delle viti
dell'osteosintesi precedentemente eseguita».

 

‑   Lettera
8 luglio 1997 del Servizio cantonale di Radio‑oncologia e Medicina
nucleare dell'Ospedale __________ alla Dr. __________: «Non si esclude
invece la presenza di un infetto a livello dei tessuti molli della coscia
sinistra in sede laterale, a livello della metà inferiore».

 

‑   Certificato
medico 15 dicembre 1997 della Dr. __________, specialista in reumatologia: «Conosco
il sopraccitato paziente dal mese di giugno 1997 per dei problemi all'anca
sx e alla schiena. Il signor __________ è abile al 50 % per un lavoro
leggero dove non dovrebbe alzare pesi o prendere una posizione seduta o in
piedi» (certificato medico allegato quale doc. _).

 

‑   Lettera
18 febbraio 1998 del Dr. __________, specialista in chirurgia ortopedica, al
Dr. __________: «I dolori non dipendono dal carico e si manifestano pure in
posizione coricata (...) La funzione della colonna vertebrale lombare è assai
ridotta (...) Non posso che confermare la diagnosi: osteocondrosi lombare
L51S1, notevole limitazione funzionale della colonna lombare, esiti da
frattura del femore sinistro, sovrappeso. ( ... ) Per il lavoro suggerirei
l'impiego di una cintura lombostatica».

 

‑   Certificato
medico 31 gennaio 2000 della Dr. __________, specialista in reumatologia: «Il
sopraccitato paziente è in mia cura dal 03.06.97 a causa di un problema dell'anca
sx con stato dopo frattura e osteosintesi con pseudo‑artrosi. D'altra
parte presenta un problema della colonna lombare con discopatia L5‑S1
e protrusione discale dorso‑laterale a dx. A causa di questi disturbi
il signor __________ ha fatto fisioterapia, prende antiinfiammatori, e viene
curato anche con delle infiltrazioni locali. Il paziente sarebbe capace al
lavoro, per un lavoro leggero dove non dovrebbe alzare pesi e neanche sforzare
la schiena».

 

‑   Rapporto
medico 21 aprile 2000 della Dr. __________ all'Ufficio dell'Assicurazione
Invalidità: «Due problemi sono persistenti: una pseudo‑artrosi
dell'anca sx con limitazione dei movimenti. La scintigrafia non ha
dimostrato nessuna osteomielite. La tomografia del femore mostra un'instabilità
di alcune delle viti delle osteosintesi precedentemente eseguita. I disturbi
sono aumentati anche alla schiena, dove si trova una discopatia. La
risonanza magnetica dimostrava una discopatia L5‑S1 con protrusione
discale dorso‑lat. a dx. Il paziente ha lavorato come autista, ma questo
lavoro non è più possibile. Il paziente dovrebbe essere chiarito per vedere un
lavoro "leggero ", dove non deve alzare pesi e senza sforzare la
schiena».

 

Questi rapporti medici fanno ritenere in sintesi quanto segue:

•   il signor __________ soffre di una discopatia alla schiena;

•   egli soffre
pure di una pseudo‑artrosi all'anca sinistra con limitazione dei
movimenti;

•   questi disturbi col tempo non diminuiscono, ma aumentano;

•   v'è uno
stretto nesso di causalità fra la pseudo‑artrosi all'anca ed i sempre più
gravi problemi alla schiena connessi con la discopatia.

 

Per il dr. __________, e quindi anche per l'Ufficio AI, il signor
__________ soffrirebbe di fatto soltanto di un problema alla schiena. In realtà
egli soffre anche di problemi all'anca sinistra (che da soli già nel 1991
portarono a riconoscergli un'invalidità al 50 %!), problemi dai quali deriva
direttamente anche la discopatia lombo‑sacrale alla schiena. Il suo stato
fisico poi continua a peggiorare.

 

A fronte delle constatazioni congruenti di numerosi medici la
decisione dell'Ufficio AI si fonda quindi su un accertamento sbagliato e
incompleto dei fatti.

 

 

II.3. Apprezzamento errato della fattispecie dal punto di vista
dell'invalidità

 

Considerate le lacune istruttorie evidenziate, non stupisce che
l'Ufficio AI possa concludere che «nello svolgimento di mestieri leggeri e
medio leggeri, che non presuppongono l'obbligo di dover portare o sollevare
ripetutamente dei pesi superiori ai 15 kg., delle flessioni o rotazioni lombari
frequenti, lei presenta una capacità totale». A questo punto si tratta di
una conclusione evidentemente insostenibile.

 

A ben altre conclusioni riguardo alla sua invalidità sono infatti
giunti i medici che hanno considerato lo stato di salute del signor __________
nel suo complesso, come indicato al pto. II.2 in fine. A titolo esemplificativo
si cita:

 

‑   decisione
21 marzo 1991 dell'Istituto per la valutazione dell'abilità lavorativa nel
settore dell'Assicurazione di vecchiaia e d'invalidità di _________ che riconosce
al signor __________ un'invalidità del 50 % (doc. _):«Valutazione e parere: esiste
invalidità ‑ diminuita capacità lavorativa. Per la diminuzione della
capacità lavorativa, l'assicurato non può più svolgere l'attività precedente di
autista qualificato del camion, così come non può svolgere alcun attività
legata alla sua professione. Con il resto dell'abilità lavorativa,
l'assicurato potrà svolgere un lavoro dove non necessita un forte lavoro della
gamba sinistra, nonché un continuo stare in piedi oppure seduto. Il danno ‑
fisico esiste al 50% dal 21.03.1991, causa incidente del 1997». Da
notare che questa valutazione prende in esame soltanto il problema all'anca,
senza considerare i problemi alla schiena che sono insorti in tutta la loro
gravità solo più tardi.

 

‑   Certificato
medico 15 dicembre 1997 della Dr. __________, specialista in reumatologia: «Il
signor __________ è abile al 50 % per un lavoro leggero dove non dovrebbe
alzare pesi o prendere una posizione seduta o in piedi» (certificato
medico allegato quale doc. _).

 

‑   Certificato
medico 31 gennaio 2000 della Dr. __________, specialista in reumatologia: «Il
paziente sarebbe capace al lavoro, per un lavoro leggero dove non dovrebbe
alzare pesi e neanche sforzare la schiena».

 

‑   Rapporto
medico 21 aprile 2000 della Dr. __________ all'Ufficio dell'Assicurazione
Invalidità: «Il paziente ha lavorato come autista, ma questo lavoro non è
più possibile. Il paziente dovrebbe essere chiarito per vedere un lavoro
"leggero", dove non deve alzare pesi e senza sforzare la schiena».

 

I numerosi rapporti medici summenzionati accertano in modo chiaro
ed inequivocabile un'incapacità lavorativa del paziente. L'unico elemento di
giudizio di indicazione contraria contenuto nell'incarto è costituito dalla
perizia allestita dal dr. __________ su preciso mandato dell'Ufficio AI.

 

Sussistono dunque numerosi e seri motivi per dubitare della
correttezza della valutazione dell'Ufficio Al. Infatti sulla base di una
perizia medica per sua stessa ammissione incompleta (visto che rimanda ad
ulteriore esame specialistico) e di un accertamento dei fatti errato e
lacunoso, l'Ufficio AI ha preso una decisione che appare evidentemente come
errata alla luce di tutta una serie di rapporti medici discordanti, non
riconoscendo l'invalidità al signor __________.

 

Alla luce di quanto sopra la decisione impugnata va annullata
perché priva di fondamento in relazione agli elementi medici influenti sul
grado di capacità lavorativa e alla loro valutazione. L'incarto dev'essere
ritornato all'Ufficio AI per una nuova decisione nel merito.

 

 

II.4.  Determinazione di un impiego adeguato

 

Il signor __________ di formazione è autista di camion. Egli non
dispone di altra formazione, è cittadino straniero da pochi anni in Svizzera e
non padroneggia l'italiano. Le sue possibilità d'accesso al mercato del lavoro
sono quindi notevolmente ridotte.

 

A questa sua situazione personale si aggiungano poi i suoi
problemi fisici evidenziati ai punti precedenti, che non consentono di
imputargli la possibilità di svolgere una attività lavorativa adeguata a tempo
pieno.

 

Si censura quindi la decisione impugnata anche nella misura in cui
non indica quali effettive e concrete possibilità di trovare un impiego
adeguato vi siano per il signor __________. Visto comunque il suo stato di
salute è pacifico che non potrà più esercitare la sua professione di autista,
ma non potrà nemmeno lavorare in mestieri affini quali magazziniere, addetto al
carico e scarico, ecc...

 

Si chiede pertanto che sia accertato il grado di invalidità del
signor __________, che non potrà in alcun modo essere inferiore al 50 %.

 

 

II.5. Retroattività della corresponsione della rendita

 

Ritenuto come la domanda di prestazioni AI sia stata inoltrata in
data 13 aprile 2000 appare pacifico l'inizio dell'erogazione di una rendita
almeno a partire dal 13 aprile 1999 (Art. 48 cpv. 2 LAI), se non da prima.
L'Istituto per la valutazione dell'abilità lavorativa nel settore
dell'Assicurazione di vecchiaia e d'invalidità di __________ ha infatti
attestato un'incapacità lavorativa al 50 % del signor __________ fin dal 21
marzo 1991. Questa valutazione è stata confermata in Svizzera per la prima
volta il 15 dicembre 1997 dalla Dr. __________, ossia da oltre 3 anni.

 

La nuova decisione dovrà pertanto riconoscere il grado di
invalidità effettivo che giustifica una rendita AI almeno a partire dal 13
aprile 1999 a tutt'oggi." (Doc. _)

 

                               1.4.   Pendente
lite l'assicurato ha prodotto ulteriore documentazione medica (III).

 

                               1.5.   Con risposta
di causa 3 luglio 2001, l'UAI ha proposto di respingere l'impugnativa
osservando:

 

"  con
decisione 3 aprile 2001 l'UAI ha respinto la richiesta di prestazioni
assicurative avanzata dall'assicurato, ritenendo quest'ultimo pienamente abile
nell'ambito di professioni leggere e medio‑leggere, sulla base di una
perizia reumatologica eseguita dal reumatologo __________.

 

Prontamente insorto l'assicurato contesta la predetta decisione,
sostenendo che l'amministrazione avrebbe basato le proprie conclusioni su di
uno stato di fatto incompleto. Non si sarebbero in effetti considerati né i
certificati medici agli atti in base ai quali sussisteva un'incapacità
lavorativa del 50%, né il consiglio espresso dallo stesso perito di sottoporre
l'assicurato ad ulteriori accertamenti medici.

 

Quale ulteriore mezzo di prova l'assicurato ha inoltre prodotto un
breve rapporto redatto presso la Clinica __________.

 

Lo scrivente Ufficio reputa per contro che gli accertamenti medici
effettuati siano completi, e non necessitino quindi di ulteriori
approfondimenti. Per quanto attiene al certificato emesso dall'istituto
dall'Assicurazione vecchiaia e invalidità di __________, si rileva che lo
stesso non costituisce un valido mezzo probatorio per il solo fatto che è stato
emesso ben dieci anni prima dell'impugnata decisione. Ad ogni modo, ed in linea
generale, si evidenzia che dottrina e giurisprudenza raccomandano prudenza ne I
l'apprezzamento di certificazioni redatte da medici stranieri, siccome da un
lato una valutazione espressa con cognizione di causa presuppone una buona conoscenza
del diritto svizzero delle assicurazioni sociali, e dall'altro, i criteri di
graduazione dell'invalidità all'estero sono a volte diversi da quelli
conosciuti in Svizzera (Sentenza della Comm. fed. di ricorso per assicurati
residenti all'estero del 14.5.01 in re F.D.L.).

 

Per quanto attiene poi alla perizia, si sottolinea che la stessa
riveste un maggior valore probatorio rispetto alla valutazione espressa da un
medico curante. In effetti, secondo costante giurisprudenza le perizie mediche
eseguite nell'ambito della procedura amministrativa da medici riconosciuti
specializzati hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e
sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi , fintanto che
indizi concreti non inducano a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V
161).

In merito poi alla discrepanza fra le certificazioni del curante e
quelle del perito, il giudice deve inoltre considerare che, secondo la generale
esperienza della vita, il medico curante attesta nel dubbio a favore del
proprio paziente (U. Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherung, p. 230).

 

Infine, è sì vero che il perito ha suggerito all'amministrazione
di richiedere il parere di un ortopedico per quel che concerne lo stato del femore.
Ad ogni modo il perito ha comunque preso in considerazione tale problematica,
ed è stato in grado di determinarsi al riguardo.

A questo punto un secondo parere avrebbe dovuto semplicemente
costituire una conferma.

D'altro lato giova osservare che il rapporto 17 maggio 2001 della
Clinica __________ fa stato di una "buona" consolidazione del femore
e di una "migliore formazione del callo osseo".

Si rilevi inoltre che l'opportunità di sottoporre l'assicurato ad
ulteriori esami è stata comunque vagliata dal nostro servizio medico. Il medico
incaricato, dottor __________ (cf. parere in annesso), ha del resto nuovamente
confermato che una valutazione ortopedica sarebbe superflua." (doc. _)

 

                                         producendo
un parere del medico AI.

 

                               1.6.   Con decreto
31 luglio 2001 il Vicepresidente del TCA ha accolto l'istanza di assistenza
giudiziaria formulata con il gravame.

 

 

                               1.7.   Con scritto
4 settembre 2001 il rappresentante dell'assicurato, preso atto della risposta
dell'UAI, ha presentato ulteriori osservazioni e chiesto l'assunzione di alcuni
mezzi di prova tra cui l'esperimento di una perizia ortopedica (XII).

 

                               1.8.   Con
osservazioni 14 settembre 2001 l'UAI si è riconfermato nella propria domanda di
giudizio e prodotto alcune annotazioni del medico AI (XIV). 

 

                               1.9.   Con scritto
25 settembre 2001 l'insorgente ha preso posizione sulle osservazioni 14
settembre dell'UAI e ribadito la richiesta d'assunzione di mezzi probatori.

 

                             1.10.   In data 11
ottobre 2001 il TCA ha posto alcuni quesiti alla dr.ssa __________. La risposta
16 ottobre 2001 della citata sanitaria è stata trasmessa per osservazioni alle
parti, le quali con rispettivi scritti 30 ottobre e 14 novembre 2001 si sono
riconfermare nelle loro antitetiche posizioni.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
D.C., I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Perchè sia
possibile riconoscere una invalidità ai sensi della LAI, è necessario che l'assicurato
non solo abbia una menomazione fisica o psichica, ma pure che il danno alla salute
abbia una ripercussione economica. L'art. 4 LAI definisce infatti l'invalidità
quale "incapacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica". 

                                         Da quanto
precede risulta che l'invalidità ai sensi della LAI consiste nella soppressione
o riduzione durevole della capacità di guadagno, in ragione di un danno alla
salute. 

                                         Ciò che
fa stato ai fini dell'AI è l'incapacità di guadagno, la quale a sua volta deve
trovarsi in relazione con il danno alla salute accertato dal medico. Se manca
anche soltanto uno dei tre elementi costitutivi dell'invalidità, vale a dire:

 

·    che ci si trovi in presenza di un danno alla salute;

 

·    che sia costatata un'incapacità di guadagno;

 

·    che l'incapacità di
guadagno sia causata dal danno alla salute;

 

                                         allora
non è dato un diritto alle prestazioni AI (cfr. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 229ss).

                                         L'invalidità
non si confonde con l'incapacità funzionale di membra o di organi, la quale può
anche non influire sulla capacità di guadagno o menomarla in una proporzione diversa
da quella esistente fra lo stato di piena integrità fisica e psichica e lo
stato alterato da disturbi somatici o psichici. Pertanto non incombe al medico,
bensì agli organi preposti all'applicazione della legge di accertare,
fondandosi tra l'altro sulle necessarie informazioni sanitarie, l'esistenza e
il grado di un'asserita invalidità (DTF 114 V 314).

                                         Tuttavia,
perchè la perdita di guadagno accertata acquisti rilevanza giuridica ai fini dell'AI,
è necessario che si trovi in rapporto causale con il danno alla salute.

                                         In altre
parole la perdita di guadagno presa in considerazione dalla legge è solamente
quella procedente dall'infermità.

                                         La
diminuzione del reddito nella misura in cui deriva da altre cause (di natura
soggettiva od economica) non è per contro, suscettibile di una valutazione
giuridica ai fini dell'erogazione della rendita. Quindi, l'assicurato che può
svolgere ancora un'ampia gamma di lavori rimunerativi a lui confacenti è tenuto
- prima di poter pretendere una rendita AI - a reintegrarsi o a farsi
reintegrare in altra attività (ad esempio dall'Ufficio del lavoro o, se sono
dati i presupposti legali, dall'URIP; cfr. RCC 1991, pag. 47, consid. 7c).

 

                               2.3.   La
valutazione del grado d'invalidità degli assicurati che esercitano un'attività
lucrativa è calcolata generalmente confrontando i redditi di cui all'art. 28
cpv. 2 LAI (metodo ordinario).

                                         Vi sono
tuttavia delle situazioni in cui questi dati non possono essere determinati con
esattezza e si prestano di conseguenza a valutazioni errate. Si riscontra una
tale situazione principalmente con le persone esercitanti un'at­tività
indipendente e talvolta anche con i lavoratori dipendenti i cui redditi
determinanti non possono essere conosciuti con certezza o non possono essere
determinati del tutto.    

                                         La
giurisprudenza permette, nei casi ove il calcolo dei redditi risulti
particolarmente difficile, che la graduazione dell'invalidità avvenga
eccezionalmente secondo il "metodo straordinario" (DTF 104 V 137
consid. 2c; STFA del 30 marzo 1998, nella causa A.P. in Pratique VSI 1998 pag.
255).

                                         L'invalidità
é allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l'attività (Valterio, Droit 

                                         et
pratique de l'assurance-invalidité, Losanna 1985, pag. 199 e 216-217; Maurer, Unfallversicherungsrecht,
pag. 358; Ghélèw/Ramelet/Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents, pag. 101).

                                         Perciò,
l'invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla
riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l'attività dell'assicurato
diventato invalido (DTF 105 V 151). Si opererà cioè un confronto tra le
attività lavorativa svolte dall'assicurato prima dell'insorgere del danno alla
salute e quelle succes­sive.

                                         Ne
consegue che, tenuto conto delle attitudini dell'assicu­rato, il suo campo
d'azione prima dell'insorgere dell'inva­lidità deve essere comparato con quello
da lui esigibile in ragione del danno invalidante subito.

                                         Di volta
in volta si esamina pure se ed eventualmente in quale misura lo scapito
economico sopportato possa essere ridotto sostituendo alle singole attività
esercitate dall'assicurato sino all'insorgere dell'invalidità altre più
confacenti alle residue attitudini.

                                         

                               2.4.   Nella
presente fattispecie, al fine di chiarire la fattispecie dal profilo medico,
l'UAI ha ordinato l'allestimento di una perizia reumatologica a cura del dott.
__________.

 

                                         Con
referto 30 novembre 2000, il perito ha posto la seguente diagnosi:

 

" 
(…)

4.4. Diagnosi:

 

1. Sindrome lombo‑vertebrale cronica con sciatalgie a dx:

    ‑    osteocondrosi
L5/S I con protrusione discale mediana, senza conflitti disco‑radicolari;

    ‑    moderato sbilanciamento del bacino.

 

 

2. esiti di osteosintesi per frattura traumatica del femore sx nel
1987:

    ‑    re‑osteosintesi nel dicembre 1987 per
pseudoartrosi;

    ‑    sospetta instabilità di alcune viti;

    ‑    osteopenia
del femore sx e rimaneggiamento osseo della diafisi femorale.

 

 

3. Obesità." (Doc. AI _, pag. 7)

 

                                         osservando
(le sottolineature sono del redattore):

 

" 
(…)

Si tratta dunque di un paz. senza attività lavorativa dal 1987,
data dell'infortunio della circolazione. In questo momento sono presenti due
problematiche distinte che si ripercuotono sulla capacità lavorativa del paz.
Per quanto riguarda la colonna lombare è documentata una osteocondrosi L5/Sl
con una protrusione medio‑laterale dx, senza conflitti disco‑radicolari.
Attualmente non ci sono indizi per una sindrome radicolare. La iposensibilità sulla
parte laterale della coscia e sull'alluce dx esso potrebbe testimoniare di una
pregressa radiculopatia L5. 1 disturbi rivestono comunque attualmente una
componente prevalentemente pseudo‑radicolare.

 

Per quanto riguarda il femore sx non vi sono attualmente segni di
pseudoartrosi, mentre alle tomografie del 1997 era stato espresso il dubbio di
un allentamento di alcune viti, in particolare di quella prossimale,
dell'osteosintesi. Gli accertamenti non avevano comunque evidenziato alcun
segno di pseudoartrosi né di una osteomielite. Nonostante ciò il paz. lamenta
tuttora dei forti dolori ed una insicurezza alla marcia. Vi é dunque una
discordanza a questo proposito tra i disturbi del paz. ed i reperti oggettivi.
Il trofismo muscolare è infatti simmetrico per quanto riguarda le cosce e non
vi sono alterazioni significative a carico dell'anca e del ginocchio sx.

 

Da parte sua il paz. si ritiene inadatto per qualsiasi attività
lavorativa, anche di tipo leggero.

 

 

 

4.5. Grado di capacità lavorativa:

 

Il paz. non ha più ripreso alcuna attività lavorativa a partire
dall'incidente della circolazione nel 1987. Riferisce inoltre che gli è stata
accordata una rendita d'invalidità del 50% in __________ a partire dal 1991.
Non ha esercitato nessuna attività lucrativa dal momento in cui si è trasferito
in Svizzera nel 1995.

 

Per quanto riguarda la problematica degenerativa lombo‑sacrale
si può effettivamente ritenere una inabilità lavorativa per delle attività
particolarmente pesanti che comportano delle ripetute flessioni  lombari, di
sollevare o portare frequentemente dei pesi superiori a 15 kg. Per quanto
riguarda l'attività di autista ritengo che vi possa essere un grado
d'incapacità lavorativa del 20‑30% su delle tratte lunghe. Non ritengo
per contro che vi siano delle limitazioni significative per dei tragitti brevi
di ca. 30‑60 minuti.

 

Per delle attività lavorative leggere o medio‑leggere,
dunque che non presuppongano di dover portare o sollevare ripetutamente dei
pesi superiori ai 15 kg, delle flessioni o rotazioni lombari frequenti ritengo
che vi sia capacità lavorativa completa, con una limitazione del rendimento del
10% al massimo, giustificabile per inserire alcune piccole pause nell'orario di
lavoro.

 

Per quanto riguarda il femore sx, non mi sembra che si possa
ritenere una limitazione aggiuntiva a quella appena descritta. Trattandosi di
una problematica ortopedica ritengo però giustificato richiedere un parere
specialistico a questo riguardo.

 

Non vi sono altre condizioni di valenza invalidante.

 

 

 

4.6. Possibilità di migliorare la capacità di lavoro:

 

4.6.a Tramite provvedimenti sanitari:

 

Tutta la gamma di possibilità terapeutiche conservative in ambito
ambulatoriale e stazionario sono state messe in atto senza alcun miglioramento
duraturo dei disturbi. Anche se non è di mia competenza, ritengo che vi sia la
benché minima indicazione per un intervento di discectomia e/o stabilizzazione
del segmento lombosacrale.

 

4.6.b Tramite provvedimenti d'ordine professionale:

 

Il paz. è poco motivato per una riconversione professionale,
ritenendo di non essere più in grado di esercitare alcuna attività lavorativa.
In questo senso ritengo dunque che dei provvedimenti di ordine reintegrativo
abbiano poche possibilità di successo. D'altra parte occorre tenere presente
che non vi sono controindicazioni ad un'attività lavorativa leggera o medio‑leggera
(vedi a questo riguardo le indicazioni contenute nel punto 4.5).

 

4.6.c Tramite mezzi ausiliari:

No

 

 

4.7. Osservazioni:

 

Come segnalato sopra, ritengo che una valutazione ortopedica
sia indicata per quanto riguarda l'affezione post‑traumatica del femore
sx.

Sperando di aver così risposto in maniera esauriente alle vostre
domande, mi è gradita l'occasione per porgervi i miei più cordiali
saluti." (Doc. AI _, pag. 7-9)

 

                                         Sulla
base delle risultanze peritali con l'atto impugnato l'amministrazione ha quindi
respinto la richiesta di prestazioni , l'assicurato essendo ancora in grado di
svolgere in misura completa, malgrado il danno alla salute, attività leggere o
medio leggere non comportanti il trasporto o il sollevamento di pesi superiori
a 15 kg come pure flessioni o rotazioni frequenti.

 

                                         Col
gravame l'assicurato censura l'errato ed incompleto accertamento dei fatti,
rilevando in particolare che, ai fini della valutazione della incapacità
lavorativa, l'amministrazione avrebbe dovuto procedere, oltre che ad un esame
peritale della problematica degenerativa lombo-sacrale, anche ad una indagine
specialistica volta a definire le effettive conseguenze invalidanti dovute
all'affezione alla gamba (anca) destra. A tale riguardo l'insorgente ha in
particolare richiamato i rapporti della dr.ssa __________, acquisiti agli atti
AI ed attestanti, con riferimento ad entrambe le suevocate affezioni,
un'incapacità lavorativa del 50% in attività leggere. A sostegno della propria
tesi ricorsuale egli ha altresì prodotto ulteriore documentazione medica.

 

 

                               2.5.   Dal
fascicolo emerge che con certificato 15 dicembre 1997 la dr.ssa __________
aveva già attestato che, a motivo dei problemi dovuti all'anca destra ed alla
schiena, l'assicurato presentava una capacità lavorativa del 50% in attività di
tipo leggero non comportanti il sollevamento di pesi e il mantenimento della
posizione seduta o eretta (cfr. doc. _). Con successivo rapporto 27 aprile 2000
la medesima sanitaria, dopo aver posto la diagnosi di "stato dopo
frattura  del femore con pseudo-artrosi, sindrome lombo-vertebrale con
discopatia a livello L5-S1", ha dichiarato che "il paziente
dovrebbe essere chiarito per vedere un lavoro "leggero", dove non deve
alzare pesi e senza sforzare la schiena" (doc. AI _).

 

                                         Di
seguito, rispondendo ad alcuni quesiti sottopostile dal TCA pendente lite, la
dr. essa __________ ha osservato (le sottolineature sono del redattore):

 

" 
(…)

Nel frattempo il paziente è stato anche dal Dr. __________ per un
controllo dell'anca per eventualmente una terapia chirurgica, noi stiamo
ricontrollando scintigrafia ossea poi una TAC dell'anca sinistra ed
eventualmente una revisione chirurgica. Mi permetto di allegarle anche la
lettera del Dr. __________ per scrive in considerazione di una domanda di
invalidità che la capacità lavorativa è al mas­simo del 50% prendendo le
posizioni non in piedi e a lungo seduto.

 

Io vedo il paziente praticamente ogni mese anche per la discopatia
a livello L5-S1 con bloccaggi intermittenti e sempre più spesso motivo per cui
ha bisogno delle infiltrazioni locali. Come già scritto nelle mie entrambe
lettere la possibilità a causa delle limitazioni legate alla colonna lombare
con massiccia discopatia a livello L5-­SI e patologia dell'anca sinistra il
paziente non è in grado di svolgere un lavoro in misura completa, una capacità
lavorativa del 50% per svolgimento di un lavoro leggero non alzando i pesi non
stando sempre in piedi o la posizione seduta da una parte per la patologia
della schiena dall'altra parte per la patologia dell'anca con aumento dei
dolori.

 

Osservando la situazione attuale il paziente anche senza lavoro
si blocca molto più spesso alla colonna lombare svolgendo un lavoro, alzando i
pesi anche meno di 15 kg potrebbe riacutizzare i disturbi con conseguenza di
inabilità lavorativa.

 

Secondo mia opinione è assolutamente da chiarire da parte
vostra la possibilità del paziente per un lavoro adeguato come per esempio
fattorino o benzinaio." (doc. _)

 

 

                               2.6.   Orbene, le
certificazioni della dr.ssa __________, reumatologa, pur non consentendo - in
quanto difettanti di un approfondito e completo esame della problematica
ortopedica - un chiaro ed oggettivo apprezzamento circa l'effettivo grado
d'incapacità lavorativa dell'assicurato tenuto conto dell'insieme delle
affezioni di cui esso è portatore, permettono ciò non di meno di ritenere che
l'affezione alla gamba destra, in relazione alla quale il perito stesso aveva
ribadito la necessità di procedere ad una approfondita valutazione
specialistica da parte di un ortopedico, è suscettibile di incidere sulla
capacità lavorativa dell'interessato in misura superiore a quella stabilita in
sede peritale, con esplicito riferimento alle limitazioni dovute alla patologia
lombare.

 

                                         Stante
quanto sopra, è da ritenere che l'effettiva incidenza di entrambe le affezioni
sulla capacità lavorativa di __________ non risulta essere stata fatta oggetto
di approfondita e completa indagine da parte dell'amministrazione. 

 

                                         La fattispecie
palesa mancanze istruttorie e merita quindi ulteriori approfondimenti di natura
medica, ed eventualmente economica, da parte dell'amministrazione, la quale
dovrà procedere ad una valutazione medica pluridisciplinare atta a stabilire in
che misura l'insieme delle affezioni di cui soffre l'assicurato incide sulla
sua capacità lavorativa, in particolare nell'esercizio di attività leggere
adeguate. 

 

                                         Stabilito
l'effettivo grado d'incapacità al lavoro in attività adeguate sulla base dei
nuovi accertamenti sopra indicati, l'amministrazione stabilirà quindi il tasso
d'incapacità al guadagno di __________ raffrontando il reddito che egli avrebbe
potuto conseguire senza invalidità - del quale non v'è attualmente traccia
alcuna agli atti - al reddito conseguibile nell'esercizio di attività
concretamente ancora ammissibili malgrado il danno alla salute.

 

                                         Per il
che l'atto querelato deve essere annullato e la causa retrocessa
all'amministrazione perché renda un nuovo provvedimento sulla base dei nuovi
accertamenti sopra indicati.

 

                                         Visto
l'esito del ricorso l'assicurato ha diritto al versamento di fr. 2'000 a titolo
di spese ripetibili, ciò che rende priva d'oggetto l'istanza di assistenza
giudiziaria (cfr. ad esempio STFA del 18 agosto 1999 nella causa E.T.).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto.

                                         §)  Di
conseguenza la decisione impugnata è annullata.

 

                                 2.-   L'istanza
tendente all'ammissione dell'assistenza giudiziaria è priva di oggetto.

 

                                 3.-   Gli atti
sono retrocessi all'UAI per nuovi accertamenti conformemente ai considerandi.

 

                                 4.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L'UAI
verserà al ricorrente fr. 2'000.-- a titolo di ripetibili.

 

                                 5.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti