# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 429284b9-c2b9-55f9-bb70-7f61d4be9d1e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-11-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.11.2001 34.2000.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2000-26_2001-11-08.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  34.2000.00026

   

  fc/RG/nh

  	
  Lugano

  8 novembre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele
  Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sulla petizione del 26 giugno
2000 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  1.
  __________,  

  2.
  __________ 

   

  in materia di previdenza professionale

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

                                         

                             1.1.                                           __________,
nato il __________ 1940,  domiciliato ad __________, è stato assunto alle
dipendenze della __________, impresa di costruzioni e studio tecnico,
__________ a decorrere dal luglio 1973 (atti __________).

 

                                         Ai fini
dell'attuazione della previdenza professionale dei suoi dipendenti la datrice
di lavoro ha fatto capo, dal 1975 al 1985, all'omonima Fondazione di previdenza
(VIII, pag. 2).

                                      Con
effetto dal 1° gennaio 1985 la __________ ha aderito alla Fondazione collettiva
LPP della __________ (doc. _). 

                                      In
tale occasione gli averi accumulati dagli assicurati attivi in base alla
previdenza preobbligatoria sono stati trasferiti nel nuovo contratto (VIII;
doc. _).         

                                         

                               1.2.   Per le
conseguenze di un infortunio subito il 29 ottobre 1984 all'assicurato è stata
assegnata, a decorrere dal 1° marzo 1990, una rendita di invalidità del 40%
dall'Istituto __________ (doc. _).

 

                                         Dal 1°
ottobre 1985 l'assicurato ha inoltre beneficiato di una rendita intera
dell'assicurazione invalidità, dal 1° aprile 1987 di una mezza rendita, dal 1°
giugno 1988 nuovamente di una prestazione intera, dal 1° dicembre 1989 di una
mezza e dal 1° marzo 1990 di un quarto di rendita (doc. _).

 

                               1.3.   Il 25
settembre 1990 __________ è nuovamente rimasto vittima di un infortunio (XX).

                                         

                                          Con
decisione 14 aprile 1994, avente effetto dal 1° febbraio 1992, l’Ufficio
assicurazione invalidità (UAI) ha assegnato all'assicurato una rendita intera
di invalidità oltre a rendite completive per moglie e figli (doc. _).

 

                                         Il 10
giugno 1994 l'__________ gli ha riconosciuto una mezza rendita di invalidità a
far tempo dal 1° giugno 1994 in relazione ai postumi degli infortuni subiti nel
1984 e 1990 (doc. _).

 

                                1.4.   In
data 12 ottobre 1999 la Fondazione collettiva LPP della __________ ha
comunicato a __________ quanto segue:

 

" 
(…)

Secondo il contratto collettivo della fondazione
in caso d'infortunio l'assicurato non ha diritto ad una rendita d'invalidità.
Se oltre a questa però percepisce anche una rendita AI (sempre considerando il
fatto del sovraindennizzo) l'assicurato ha diritto per la parte d'inabilità
dovuta ad infortunio alla rendita minima LPP; mentre sulla parte inabile per
malattia alla rendita assicurata nel contratto.

 

Nel presente caso è stata concessa una rendita
minima LPP al 50% (per infortunio) ed una rendita assicurata secondo il piano
per il restante 50% malattia dall'01.06.1994." (Doc. _)

 

                                         Il 27
marzo 2000 l'interessato, rappresentato dal __________, ha sottoposto alcuni
quesiti alla __________ sull'ammontare dell'avere di vecchiaia, sulla
distribuzione dei fondi liberi e sulla liberazione dal pagamento dei premi
(doc. _).

                                         La
Fondazione ha risposto alle domande il 7 giugno 2000 (doc. _).

                                1.5.   Con
petizione 26 giugno 2000, presentata nei confronti sia della Fondazione
collettiva LPP della __________ sia della Società svizzera di assicurazioni
__________, __________, tramite il suo rappresentante, ha chiesto al TCA di
riesaminare l'ammontare della rendita di invalidità compatibilmente con un'eventuale
sovrassicurazione e di ricalcolare l'avere di vecchiaia in base all'ultimo di
salario assicurato.

                                         A
motivazione della propria richiesta l'interessato evidenzia come dai
certificati assicurativi risulta che l'avere di vecchiaia non aumenta, mentre
l'ammontare della rendita invalidità si riduce (I).

 

                               1.6.   Con risposta
28 settembre 2000 la Fondazione convenuta ha chiesto la reiezione della
petizione adducendo quanto segue:

 

" 
(…)

4.   Con
effetto al 1° gennaio 1985 la __________ si affiliava alla Fondazione
collettiva LPP della __________ per l'esecuzione della previdenza professionale
ai sensi della LPP.

      a)    Tutti
i collaboratori della __________ soggetti all'obbligo LPP venivano ammessi alla
categoria 01 secondo la loro capacità lavorativa. Risultava assicurata
la previdenza professionale ai sensi della LPP.

Anche l'attore veniva
dapprima ammesso in questa categoria, in quanto la convenuta era stata
informata solo in un secondo tempo del sussistere dell'incapacità lavorativa.
L'ammissione nella previdenza professionale ai sensi della LPP doveva
tuttavia venire revocata, in quanto fino a marzo 1990 era incapace al
lavoro nella misura del 100%.

Nella categoria 11 si
trovano quegli assicurati che dopo la loro ammissione nel contratto di
previdenza ai sensi della LPP sono diventati invalidi dopo il 1° gennaio 1985.

 

      b)    Alla
categoria 07 è stata ripresa la parte di rischio della previdenza
preobbligatoria che fino al 31 dicembre 1984 era stata gestita dalla
Fondazione di Previdenza per il personale della ditta __________.

In questa categoria 07
- nella quale l'attore è assicurato nella misura del 40% - sono assicurate le
seguenti prestazioni: un capitale di decesso di CHF 7'714.00 in caso di
decesso prima del 1° ottobre 2005 nonché una rendita di CHF 3'622.00 annui per invalidità
in seguito a malattia al più tardi fino al 30 settembre 2005.

 

      c)    Alla
categoria 01 è stata ripresa - per l'attore pure nella misura del 40%
- la parte di risparmio della previdenza preobbligatoria che fino al 31
dicembre 1984 era stata gestita dalla Fondazione di Previdenza per il personale
della ditta __________. In questa categoria A1, a favore dell'attore è
assicurato un capitale in caso di vita di CHF 26'086.00 al 1° ottobre 2005. In
caso di decesso prima del 1° ottobre 2005 la prestazione assicurata è il
rimborso dei premi versati senza interessi (CHF 18'240.00).

La categoria assicurata
è sempre contenuta nel numero di assicurato sul certificato di assicurazione:
__________ (messa in evidenza da parte nostra).

 

5.   Dato
che l'attore al 1° marzo 1990 aveva recuperato la sua capacità lavorativa nella
misura del 60%, poteva essere ammesso nella medesima misura nella previdenza
professionale ai sensi della LPP. Pertanto il 60% (CHF 10'627.00) veniva
trasmesso dal capitale di previdenza preobbligatorio disponibile come
versamento unico nell'avere di vecchiaia dell'attore ai sensi della LPP
(categoria 01). Il rimanente capitale (CHF 7'085.00) rimaneva
all'assicurato nella previdenza preobbligatoria (40%; categorie 07 risp. A1).
(…)" (VIII, pag. 3-4)

 

                                         e
precisando che:

 

" 
(…)

7.   Al
momento dell'ammissione nella previdenza professionale ai sensi della LPP
il datore di lavoro ha notificato un salario annuo effettivo di CHF 28'000.00
per un'attività lucrativa del 60%. Nel 1990 l'importo di coordinamento
ammontava a CHF 19'200.00, di cui il 60% corrisponde a CHF 11'520.00. Il
salario assicurato ammontava pertanto a CHF 16'480.00.

                                                                         Il
certificato allegato dall'attore (documento "A") è stato allestito il
23 luglio 1985, data in cui la convenuta non era quindi ancora stata informata
in merito all'esistente incapacità lavorativa dell'attore. Quel documento
riporta le prestazioni che sarebbero spettate all'attore se non fosse stato
inabile al lavoro. Pertanto l'attore non può dedurre diritti dal certificato in
questione. Il diritto concreto, infatti, si basa sul regolamento, ciò a cui si
fa espressamente riferimento nelle ultime righe del certificato.

 

8.   Il
10 ottobre 1990 la __________ notificava un successivo infortunio subito
dall'attore in data 6 giugno 1990 (gestito dalla __________ al n. __________),
in seguito al quale diventava inabile al lavoro nella misura del 100%.

      Prova:

      Notifica d'incapacità  di guadagno
10.10.1990.

 

9.   A
partire del 25 settembre 1990 la convenuta accordava l'esonero dal pagamento
dei premi nel contratto LPP (categoria I1 come invalido) nonché
nell'assicurazione di rischio preobbligatoria (categoria 07). (…)" (VIII,
pag. 4-5)

 

                                         e
concludendo:

 

" 
(…)

8.   Sia
l'invalidità del 10%, dovuta a infortunio, sia l'invalidità del 17% dovuta
a malattia, riguardano la rimanente capacità di guadagno dell'attore
esistente nel 1990 e pertanto non erano assicurate nella categoria
07.

 

                                                                         Nell'ambito
della categoria 01 risp. I1 (60%), è assicurata una rendita
regolamentare di CHF 4'248.00 all'anno; di cui il 17% corrisponde a CHF
1'203.00. La rendita d'invalidità minima secondo la LPP ammonta in questa
categoria a CHF 3'196.00 annui (60%); di cui il 10% corrisponde a CHF
532.00.

                                                                         Complessivamente
quindi la convenuta è tenuta a versare una rendita d'invalidità del 27%
dell'ammontare di CHF 1'735.00 p. a. Per il figlio Massimo all'attore
spetta inoltre una rendita per figli  d'invalidi di CHF 347.00 all'anno
- ossia 20% della propria rendita d'invalidità - (cfr. art. 16 del regolamento
nonché art. 25 in relazione all'art. 20 LPP).

 

9.   Per
contro, la convenuta - oltre all'esonero dal pagamento dei premi - corrisponde
complessivamente una rendita d'invalidità annua, passata dai CHF 5'533.00
iniziati agli attuali CHF 5'653.00 (adeguamento al rincaro negli anni 1997 e
1999) e la rendita per figli d'invalidi." (VIII, pag. 8-9)

 

                               1.7.   Con la
replica l'attore ha preso atto del fatto che l'attrice ha ammesso il versamento
di una rendita a favore del figlio, ne ha tuttavia censurato la sospensione del
versamento (X).

 

                                         Nella
duplica la convenuta ha invece dichiarato che non è intervenuta alcuna
sospensione del pagamento e che l'interessato ha già ricevuto più di quanto gli
spetta (XII).

 

                               1.8.   Pendente
causa il TCA ha assunto agli atti gli incarti AI e __________ dell'assicurato e
posto alcuni quesiti alla convenuta (XVI-XVIII, XXV, XXVI, XXXVIII). Le
risultanze istruttorie sono state trasmesse alle parti per osservazioni.

 

                               1.9.   In data 18
settembre 2001 la vicecancelliera ha sentito l'attore, assistito dal Patronato
__________. In tale occasione è stato allestito un verbale del seguente tenore:

 

" 
Compare il signor         

 

- __________ e, del Patronato __________

 

La vicecancelliera spiega quanto è emerso dagli
accertamenti esperiti pendente causa, in particolare sulla rendita di
invalidità attualmente percepita dal signor __________. Sentite queste
precisazioni l'attore dichiara di ritirare le contestazioni relative alla
rendita di invalidità tuttora percepita.

L'assicurato chiede tuttavia che venga verificato
l'ammontare dell'avere di vecchiaia, in quanto il capitale attualmente
proiettato è nettamente inferiore a quanto stabilito nel primo certificato
emesso in data 23 luglio 1985, tenuto conto che l'assicurato nella data sopra
citata era già infortunato, e che dallo stesso certificato si evince la
liberazione dal pagamento dei contributi in caso di invalidità. Ciò detto viene
rivendicata la cifra iscritta in detto certificato quale capitale di vecchiaia,
in quanto dalla stessa cifra scaturirà la rendita di vecchiaia, la quale
dovrebbe essere superiore alla rendita attuale di invalidità. Questa rendita di
invalidità corrisponde ad un importo minimo in quanto scaturisce da una rendita
LAINF."  (XXXIV)

 

Il verbale è
stato notificato alla convenuta, la quale, in data 24 settembre 2001, si è
espressa come segue: 

 

" 
II. IN MERITO

La convenuta prende atto del fatto che l'attore è
disposto a ritirare la petizione. La sua successiva richiesta di calcolo della
rendita sulla base dell'avere di vecchiaia indicato nel certificato del 23
luglio 1985 appare però in contraddizione con questa disponibilità e fa
presumere che l'attore non si sia dato la pena di leggere i documenti della
convenuta.

 

La convenuta rimanda segnatamente al punto 7
della risposta di causa del 28 settembre 2000:

 

" 
Il certificato
allegato dall'attore (documento "A") è stato allestito il 23 luglio
1985, data in cui la convenuta non era quindi ancora stata informata in merito
all'esistente incapacità lavorativa dell'attore. quel documento riporta le
prestazioni che sarebbero spettate all'attore se non fosse stato inabile al
lavoro. Pertanto l'attore non può dedurre diritti dal certificato in
questione. Il diritto concreto, infatti, si basa sul regolamento, ciò a cui
si fa espressamente riferimento nelle ultime righe del certificato."

 

nonchè agli allegati 7 e 8 alla risposta di
causa." (XXXVI)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Preliminarmente
va rilevato che, in materia di previdenza professionale, l'oggetto del
contendere è determinato dalle richieste dell'attore e dalle contestazioni
della parte convenuta, poiché i fondi di previdenza non sono autorizzati ad
emanare delle decisioni formali (cfr. T. Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p. 349).                

 

                                         Tema
della lite, prima dell'udienza del 18 settembre 2001, era l'ammontare della
rendita di invalidità della previdenza professionale erogata all'attore dalla
convenuta in seguito agli infortuni subiti nel 1984 e 1990 e a malattia, così
come dell'avere di vecchiaia residuo.

 

                                         In
occasione dell'udienza __________ ha tuttavia dichiarato di ritirare le
contestazioni relative alla rendita d'invalidità attualmente percepita,
ribadendo comunque la necessità di verificare l'ammontare dell'avere di
vecchiaia.

 

                                         L'oggetto
del presente contendere è pertanto limitato alla richiesta di verifica
dell'avere di vecchiaia. Sulla domanda principale, relativa alla prestazione
d'invalidità erogata dalla convenuta, la petizione è invece divenuta priva
d'oggetto e va quindi stralciata dai ruoli.

                                2.2   Giusta
l'art. 73 cpv. 1 LPP le controversie tra isti­tuti di previdenza, datori di
lavoro e aventi diritto sono decise da un Tribunale di ultima istanza cantona­le.

                                         Competente
nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle assicurazioni quale istanza
unica (art. 1 del Regolamento provvisorio concernente le controversie in
materia di LPP).

                                         L'art. 73
LPP si applica, da un lato, agli istituti di previdenza registrati di diritto
privato o di diritto pubblico, sia per quel che concerne le prestazioni minime
obbligatorie che per quel che attiene alle prestazioni più estese di quelle
minime (art. 49 cpv. 2  LPP) e, d'altro lato, alle fondazioni di previdenza a
favore del personale non registrate, nel campo delle prestazioni che eccedono
il minimo obbligatorio (art. 89bis cpv. 6 CCS; DTF 119 V 443; RDAT I-1994 pag.
195; SZS 1994 pag. 65; RDAT I-1993 pag. 233, DTF 116 V 220 consid. 1a, DTF 115
V 247 consid. 1a,

                                         V 358
consid. 1a = RCC 1987 pag. 179, RCC 1988 pag. 48 = SZS 1988 pag. 47; Viret,
"La jurisprudence du TFA en matière de prévoyance professionnelle:
Questions de procédure" in RSA 1989 pag. 84; Schwarzenbach-Hanhart,
"Die Rechtspflege nach BVG" in SZS 1983 pag. 174).

                                         Le
controversie tra gli assicurati (o gli aventi diritto) e gli istituti di
previdenza competono tuttavia a detto Tribunale unicamente se la contestazione
concerne la previdenza professionale in senso stretto o in senso lato (DTF 119
V 443).

 

                                         Da un
punto di vista temporale il TFA ha statuito inoltre che le autorità indicate
all’art. 73 LPP potevano statuire su controversie derivanti da un avvenimento
sorto dopo l’entrata in vigore, il 1° gennaio 1985, della LPP. L’Alta Corte ha
tuttavia stabilito che non è necessario, per riconoscere la competenza in
questione che i fatti invocati a giustificazione della pretesa si siano
prodotti interamente sotto l’egida del nuovo diritto (DTF 120 V 18; SZS 1994 p.
388; SZS 1994 p. 288; DTF 119 V 443; DTF 117 V 50).

 

                                         Nel caso
di specie la controversia oppone la Fondazione collettiva LPP della __________,
un istituto di previdenza di diritto privato, iscritto nel registro della
previdenza professionale, ad un assicurato su una controversia concernente la
previdenza professionale. Si tratta infatti dell’accertamento dell’ammontare
dell'avere di vecchiaia e della relativa prestazione di vecchiaia. Pertanto, da
questo punto di vista, l'azione sarebbe proponibile.

 

                               2.3.   Tuttavia,
sempre in punto alla ricevibilità della petizione presentata da __________,
occorre precisare che tema del contendere è, come detto, la verifica
dell'ammontare dell'avere di vecchiaia, in vista del calcolo della rendita di
vecchiaia al raggiungimento dell'età di pensionamento.  Non essendosi ancora
realizzato il rischio assicurato - l'interessato ha da poco compiuto 61 anni,
mentre secondo le disposizioni regolamentari applicabili l'assicurato di sesso
maschile ha diritto alla  rendita di vecchiaia dal primo giorno del mese
susseguente al compimento del 65.esimo anno d'età (cfr. gli art. 4 cpv. 2 e 13
cpv. 1 del Regolamento della fondazione convenuta valido dal 1° gennaio 1990,
doc. _) - la domanda verte implicitamente su una prestazione scadente in epoca
futura (in casu il 1° ottobre 2005) e configura di conseguenza non un'azione
condannatoria, ma un'azione di accertamento.

 

                               2.4.   Dottrina e
giurisprudenza ammettono che l'art. 73 cpv. 1 LPP consente di proporre
un'azione di accertamento (DTF 120 V 301 consid. 2a; RDAT I-1994 p. 198, DTF
119 V 13, DTF 118 V 102, DTF 117 V 320, DTF 115 V 372, DTF 112 Ia 185, SZS 1992
pag. 234, SZS 1992 pag. 294; Riemer, Das Recht der beruflichen Vorsorge in der
Schweiz, § 6 n° 4, pag. 128; Meyer, "Die Rechtswege nach dem BVG" in
RDS 1987 I pag. 614; Helbing, Les institutions de prévoyance et la LPP, pag.
401; Schwarzenbach-Hanhart, "Die Rechtspflege nach dem BVG" in SZS
1983 pag. 183).

                                         Conformemente
alle condizioni alle quali la legge e la giurisprudenza sottopongono la
ricevibilità di un'azione di accertamento in materia amministrativa (DTF 114 V
202, DTF 110 Ib 215, RAMI 1991 pag. 315, RCC 1990 pag. 469, RCC 1989 pag.
33-34) e in materia civile (DTF 115 II 482, DTF 114 II 255, DTF 110 II 253;
Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, n° 1.3.2.8
ad art. 43 LOG), essa è comunque proponibile solo se l’istante si avvale di un
interesse considerevole degno di protezione alla constatazione immediata di un
rapporto giuridico litigioso (DTF 119 V 13, DTF 118 V 102, DTF 117 V 320, DTF
115 V 231, DTF 115 V 373, SZS 1992 pag. 234; Murer/Stauffer/Rumo, Bundesgesetz
über die Unfallver- sicherung, pag. 283; Guldener, Schweizerisches Zivilprozes-
srecht, pag. 207). Un interesse di fatto è sufficiente, purché si tratti di un
interesse attuale e immediato (DTF 117 V 320, DTF 115 V 373, DTF 114 V
202-203).

 

                                         L'esistenza
di un interesse degno di protezione è ammesso quando l'assicurato sarebbe
incline, in ragione della sua ignoranza quanto all'esistenza, all'inesistenza o
all'estensione di un diritto o di un obbligo di diritto pubblico, a prendere
delle disposizioni o, al contrario, a rinunciarvi, con il rischio di subire un
pregiudizio da questo fatto (DTF 118 V 102, SZS 1992 pag. 234, STFA 22 maggio
1991 in re K.).

                                         Al
contrario, non sussiste un interesse degno di protezione quando l'azione di
accertamento è volta all'esame astratto o teorico di norme previdenziali (RDAT
I-1993 pag. 233ss, DTF110 Ib 215, DTF 108 Ib 22; Gossweiler, Die Verfügung im
schweizerischen Sozialversicherungsrecht, pag. 32-33; Rhinow-Krähenmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, § 36 B III, pag. 109;
Grisel, Traité de droit administratif, pag. 867).

                                         L'interesse
degno di protezione fa pure difetto quando è proponibile un'azione
condannatoria (DTF 120 V 302 consid. 2a; RDAT I-1994 p. 199).

                                         Questa
restrizione si applica tanto all'azione di accertamento del diritto civile (DTF
114 II 255, SJ 1988 pag. 589; Poudret, Commentaire de la loi fédérale
d'organisation judiciaire, n° 1.3.2.8 ed art. 43 LOG, pag. 120; Habscheid,
Schweizerisches Zivilprozess- und Gerichtsorganisationsrecht", n° 434,
pag. 158; Staehelin/Sutter, Zivilprozessrecht nach den Gesetzen der Kantone
Basel-Stadt und Basel-Landschaft, § 13 n° 21, pag. 141; Poudret, Procédure
civile vaudoise, n° 2 ad art. 265 CPC) che a quella del diritto amministrativo
(DTF 119 V 13, SZS 1994 p. 67, DTF 108 Ib 546, SZS 1992 pag. 294-295, BJM 1987
pag. 308), nel senso che il diritto di ottenere una decisione di accertamento è
sussidiaria a quella condannatoria (RDAT I-1994 p. 199; DTF 119 V 13, DTF 108
Ib 546, ZBl 1989 pag. 482; Grisel, Traité de droit administratif, pag. 867;
Rhinow/Krähen- mann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband,
§ 36 III d pag. 110; Moor, Droit administratif, vol. II, pag. 110; Gueng,
"Zur Tragweite des Festellungs- anspruchs gemäss Art. 25 VwG" in SJZ
1971 pag. 373 ad lett. d). In simili casi l'accertamento del rapporto giuridico
è una condizione del giudizio di condanna e non ha, come tale, portata autonoma
(RDAT I-1994 p. 199; SJ 1988 pag. 589, DTF 96 II 131).

                                                                                 

                               2.5.   L'avere di
vecchiaia viene posto alla base del calcolo della rendita di vecchiaia (art. 14
LPP) ed è disciplinato dagli art. 15 e 16 LPP.    

                                         Per
l'art. 15 LPP 

 

"  1L'avere
di vecchiaia consta:

a.   degli
accrediti di vecchiaia inerenti al periodo in cui l'assicurato apparteneva
all'istituto di previdenza, interessi compresi;

b.   dell'avere di
vecchiaia versato dagli istituti precedenti e accreditato all'assicurato,
interessi compresi. 

 

2Il Consiglio federale stabilisce il saggio minimo
d'interesse, tenendo conto delle possibilità d'investimento."

 

                                         Secondo
l'art. 11 OPP2 (Tenuta dei conti individuali di vecchiaia) inoltre 

 

" 
1 L’istituto
di previdenza deve tenere un conto individuale di vecchiaia per ogni
assicurato, da cui risulti l’avere di vecchiaia secondo l’articolo 15 cpv. 1
LPP.

2 Alla fine
dell’anno civile si devono accreditare sul conto individuale di vecchiaia:

a. 

l’interesse annuo calcolato sull’avere di
vecchiaia esistente alla fine dell’anno civile precedente;

b. 

gli accrediti di vecchiaia senza interessi per
l’anno civile trascorso.

 

3 Se si
realizza un evento assicurato o se l’assicurato lascia l’istituto di previdenza
nel corso dell’anno si devono accreditare sul conto di vecchiaia:

a.1 

l’interesse previsto nel capoverso 2 lettera a
calcolato proporzionalmente fino all’insorgenza dell’evento assicurato o del
caso di libero passaggio secondo l’articolo 2 della legge federale del 17
dicembre 19932 sul libero passaggio (LFLP);

b. 

gli accrediti di vecchiaia senza interessi fino
all’insorgenza dell’evento assicurato o fino all’uscita dell’assicurato".

 

                                         In base
alle disposizioni della LPP e alla relativa giurisprudenza, nel caso in cui
l’assicurato, prima dell’età del pensionamento, percepisce una rendita di
invalidità, questa continua ad essere erogata, poiché, secondo l’art. 26 cpv. 3
LPP, tale prestazione è vitalizia (cfr. DTF 123 V 126 consid. 4 e 118 V 100; FF
1976 I 208; STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95).
Il beneficiario di una rendita di invalidità della previdenza professionale
obbligatoria non può quindi percepire una rendita di vecchiaia, poiché non vi è
estinzione della prima tramite la seconda. 

                                         In una
recente pronunzia l'alta Corte federale, esprimendosi sulla sorte giuridica
della rendita d'invalidità in regime previdenziale sovraobbligatorio a far
tempo dall'età di pensionamento, ha precisato che la giurisprudenza sviluppata
nell'ambito della previdenza obbligatoria, secondo la quale appunto la rendita
d'invalidità ha carattere vitalizio, vale, quale esigenza minima, anche nella
previdenza sovraobbligatoria. Ciò non impedisce a un istituto di previdenza di
disciplinare, nel suo regolamento, che una rendita di invalidità sia
sostituita, al raggiungimento dell'età di pensionamento, da una rendita di
vecchiaia. Nel campo obbligatorio così come in quello sovraobbligatorio, essa
deve tuttavia corrispondere quantomeno al valore equivalente alla rendita
d'invalidità erogata sino al pensionamento (STFA non pubblicata del 24 luglio
2001 nella causa P., B 48/98; cfr. anche U. Meyer/Blaser, 1990-1994, Die
Rechtssprechung vom Eidgenössischen Versicherungsgericht und Bundesgericht zum
BVG, SZS 1995 p. 103/104; H.U. Stauffer, “Die berufliche Vorsorge”. Serie:
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1996, p.
30; cfr. STCA non pubbl. del 31 marzo 1995 in re A. C. p. 6 e 10; cfr. anche
STFA non pubblicata dell’11 aprile 1997 nella causa A. C, B 15/95). 

 

                               2.6.   Alla luce di
quanto precede, questa Corte ritiene che l'attore non ha un interesse degno di
protezione all'accertamento dell'ammontare del capitale di vecchiaia.

 

                                         Innanzitutto
occorre rilevare che egli, beneficiario di una rendita d'invalidità, al
compimento dell'età di pensionamento avrà diritto, per la giurisprudenza del
TFA citata al considerando che precede, ad una prestazione di importo almeno
equivalente alla rendita di invalidità percepita attualmente, sia per quanto
attiene alla parte obbligatoria della stessa che a quella relativa alla
previdenza sovraobbligatoria.

 

                                         Ma a
prescindere da questa considerazione, richiamata la prassi  enunciata al
consid. 2.4 che precede, non si può affermare - poiché neppure l'interessato
l'ha mai sostenuto - che nel caso in cui non venisse a conoscenza
dell'ammontare del capitale di vecchiaia l'assicurato sarebbe incline a prendere
delle disposizioni o, al contrario, a rinunciarvi, con il rischio di subire un
pregiudizio da questo fatto. __________ si è infatti limitato a postularne la
verifica a questo Tribunale, senza addurre delle motivazioni alla base di tale
richiesta che potrebbero farla apparire in qualche modo attuale o di rilevanza
pratica e concreta.

 

                                         Inoltre,
va ancora precisato che, nell'ipotesi in cui divenisse attuale un eventuale
diritto ad una prestazione di vecchiaia, segnatamente qualora riacquistasse in
tutto o in parte la capacità lavorativa, l'attore potrebbe far verificare, se
del caso in via giudiziale, l'ammontare del capitale di vecchiaia al momento
del raggiungimento dell'età di pensionamento. In effetti l'art. 14 OPP2,
regolante la tenuta del conto di vecchiaia di assicurati invalidi, stabilisce
che

 

 

 

" 
1 Nella
prospettiva di un possibile reinserimento nella vita attiva, l’istituto di
previdenza deve continuare a tenere il conto di vecchiaia di un invalido a cui
versa una rendita, fino al momento in cui questi ha raggiunto l’età conferente
il diritto alla rendita di vecchiaia.

2 L’avere di
vecchiaia dell’invalido deve fruttare interesse.

3 Il salario
coordinato durante l’ultimo anno d’assicurazione (art. 18) serve da base di
calcolo degli accrediti di vecchiaia durante l’invalidità.

4 Se il
diritto a una rendita d’invalidità si estingue in seguito a scomparsa
dell’invalidità, l’assicurato ha diritto a una prestazione di libero passaggio
il cui importo corrisponde al suo avere di vecchiaia."

                                         

                                         Di
transenna si rilevi infine che il calcolo, eseguito al momento attuale, del
capitale di vecchiaia maturato all'età di pensionamento, avrebbe comunque un
valore puramente teorico se si considera che lo stesso dipende da fattori, in
particolare dal grado di incapacità lavorativa dell'interessato, ancora
suscettibili di modifica prima del raggiungimento dell'età termine.

                                         

Ritenuto pertanto che nel caso concreto l'attore
non può avvalersi di un interesse degno di protezione all'accertamento del
capitale di vecchiaia e della relativa prestazione di vecchiaia, la petizione,
nella misura in cui non è priva d'oggetto, deve essere dichiarata irricevibile.

 

                                2.7   Ritenuta
l'irricevibilità della petizione presentata da __________, può restare indecisa
la questione relativa ad un'eventuale legittimazione passiva della __________,
società gerente dell'omonima fondazione (cfr. STFA inedita del 10 giugno 1996
in re M., B 38/94).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Nella
misura in cui non è priva d'oggetto, la petizione è irricevibile.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti