# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 785d3bbd-2e11-5816-a68c-eadc75632b84
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.09.2010 C-1629/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1629-2008_2010-09-20.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1629/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 0  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Francesco Parrino e Stefan Mesmer, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
9 gennaio 2008).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1629/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  (...),  vedova,  con  tre  figli,  ha 
lavorato in Svizzera dal 1971 al 1975 (doc. 1 e 3), solvendo contributi  
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  
durante tale periodo. Rientrata in Italia, ha svolto attività lucrativa, da 
ultimo  dal  5  novembre  2002  come collaboratrice  domestica  (40  ore 
settimanali) presso un privato (doc. 8). Dagli atti  di causa risulta che 
per motivi di salute l'interessata ha ridotto l'attività lavorativa a 10 ore  
alla settimana da ottobre del 2006 ma ha continuato a lavorare in tale 
misura ridotta almeno fino alla redazione del questionario per il datore 
di lavoro del 19 luglio 2007 (doc. 8) ed ha poi cessato completamente 
ogni attività professionale al più tardi nel novembre del 2007 (v. referto 
di  visita psichiatrica del  30 novembre 2007 [doc. TAF 1]; secondo le 
risultanze della perizia medica particolareggiata E 213 del 14 febbraio 
2007 la ricorrente avrebbe peraltro interrotto ogni attività professionale 
già entro la data di stesura del rapporto medesimo [cfr. pag. 2 della 
perizia]).  Il  31  ottobre  2006,  ha  formulato  una  richiesta  volta 
all'ottenimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità. L'assicurata percepisce, a decorrere dal 1° novembre 2006, 
una pensione d'invalidità italiana (doc. 3).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli  
atti la seguente documentazione:

• documenti  medici  di  data  intercorrente  da  ottobre  2003  a 
febbraio 2007 (doc. 12 a 22);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale  italiana  del  14  febbraio  2007  attestante  malattia  di 
Parkinson,  sindrome  depressiva  (umore  marcatamente 
depresso  [pag.  3  della  perizia]),  spondiloartrosi  e  protusioni 
discali multiple con discreta incidenza funzionale, sovrappreso 
corporeo;  le  condizioni  di  salute  dell'interessata  sono  state 
definite  come migliorate  (?),  ma la  stessa  è  stata  ritenuta  in 
grado di svolgere il suo precedente lavoro, così come un lavoro 
sostitutivo adeguato alle sue condizioni, nella misura massima 
del  30%.  È  stato  segnalato  che  l'interessata  è  considerata 

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invalida al  70%, conformemente alle  disposizioni  di  legge del 
Paese di residenza, nella precedente attività (doc. 23);

• il questionario per il datore di lavoro del 19 luglio 2007 (doc. 8);

• il questionario per assicurati occupati nell'economia domestica 
del  24 luglio 2007, nel  quale l'assicurata ha affermato di  non 
essere  più  in  grado  di  svolgere  le  mansioni  consuete  che 
competono ad una casalinga e di necessitare dell'aiuto di terzi 
(segnatamente dei famigliari; doc. 9);

• il questionario per l'assicurato del 24 luglio 2007 (doc. 10).

C.
Nel suo rapporto dell'8 ottobre 2007, il  dott. B._______, del Servizio 
medico regionale "Rhône" (SMR), specialista in medicina interna, ha 
esposto  la  diagnosi  principale  di  disturbi  degenerativi  diffusi  del 
rachide,  protusioni  discali  a  più livelli,  piccola ernia del disco C6-C7 
senza  compressione,  piccola  protusione discale  L3-L4  con  impegno 
foraminale a sinistra. Ha pure evidenziato la diagnosi secondaria, con 
ripercussioni sulla capacità lavorativa, di disturbo depressivo moderato 
e malattia di Parkinson incipiente. Ha altresì considerato la periartrite 
scapolo omerale destra e l'obesità siccome senza ripercussioni sulla 
capacità lavorativa. Il dott. B._______ ha quindi fissato un'incapacità al 
lavoro dell'interessata del  40% nella  precedente attività,  a  decorrere 
da giugno del 2005, ma, sempre da giugno del 2005, l'ha considerata 
abile all'80% in un'attività confacente al suo stato di salute. Infine, ha  
segnalato che a suo giudizio il grado d'invalidità dell'assicurata quale 
casalinga è del 20,1% sempre a decorrere da giugno del 2005 (doc. 
25 e 25.1).

D.
Il 22 ottobre 2007, l'UAIE ha fissato il grado di invalidità dell'assicurata 
in applicazione del metodo misto al 24% (cfr. doc. 26).

E.
Il 30 ottobre 2007, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, 
ha comunicato  all'assicurata che la  domanda di  prestazioni  sarebbe 
stata  respinta,  ritenuto  in  particolare  che  l'esercizio  di  un'attività 
lucrativa  più  leggera è da considerare  esigibile  in  misura sufficiente 
per  escludere  il  diritto  ad  una  rendita.  L'UAIE  ha  altresì  concesso 
all'interessata  la  facoltà  di  formulare,  nel  termine  di  30  giorni  dalla  

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ricezione  del  progetto  di  decisione,  delle  obiezioni  per  iscritto  (doc. 
27), facoltà di cui l'assicurata non ha fatto uso.

F.
Da  una  nota  interna  dell'UAIE  del  7  novembre  2007,  risulta  che  il  
grado d'invalidità dell'interessata andava calcolato secondo il metodo 
generale  del  raffronto  dei  redditi,  dal  momento  che  dal  2002  ha 
lavorato a tempo pieno e dal 1° ottobre 2006 a tempo parziale (doc. 
28).

G.
Il  9  gennaio  2008,  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di 
prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha in particolare 
osservato che dalle carte processuali  risulta che a causa del danno 
alla  salute  l'assicurata  ha  un'incapacità  lavorativa  del  40%  nella 
precedente attività. Tuttavia,  l'esercizio di  un'attività  lucrativa leggera 
confacente allo stato di  salute dell'interessata medesima – quale ad 
esempio  portinaia,  sorvegliante  di  parcheggio/museo,  venditrice  per 
corrispondenza, cassiera, bigliettaia, impiegata dell'ufficio ricevimento, 
telefonista, addetta alla distribuzione della posta interna/registrazione 
dati  e  scansione  –  è  da  considerare  esigibile  all'80%.  L'autorità 
inferiore  ha  altresì  rilevato  che  l'assicurata,  nell'ambito  di  un'attività 
sostitutiva adeguata, presenta un grado d'invalidità del 36% (doc. 29 in  
combinazione con doc. 26).

H.
Il  13  febbraio  2008,  l'interessata  ha  inoltrato  un  ricorso  contro  la 
decisione dell'UAIE del 9 gennaio 2008 mediante il quale ha chiesto, 
sostanzialmente, il  riconoscimento del suo diritto ad una prestazione 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Ha esibito documenti medici 
già  agli  atti  nonché  i  referti  di  esame  radiografico  del  2  maggio  e 
16 ottobre  2007,  un  certificato  medico  del  23  novembre  2007,  un 
referto  di  visita  psichiatrica  del  30 novembre 2007,  i  referti  di  visita 
neurologica  del  25 maggio  2007  e  7  gennaio  2008  ed un referto  di 
densitometria ossea del 21 gennaio 2008 (doc. TAF 1).

I.
Nella  risposta  al  ricorso  del  25  aprile  2008,  l'autorità  inferiore  ha 
proposto la  reiezione del  ricorso. Ha precisato, da un lato, che ogni 
assicurato deve intraprendere tutto quanto sia esigibile per ovviare alle 
conseguenze della sua invalidità,  segnatamente mettendo a frutto la 
sua  residua  capacità  lavorativa  se  necessario  in  una  nuova 

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professione.  Ha  quindi  segnalato  che  -  secondo  il  rapporto  del  17 
aprile 2008 della dott.ssa C._______, medico dell'UAIE (doc. 31) - in 
sede  ricorsuale  non  è  stata  esibita  della  nuova  documentazione 
medica  suscettibile  di  giustificare  un  diverso  apprezzamento  della 
fattispecie.  Infine,  l'autorità  inferiore  ha  indicato  che  l'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità  non  è  vincolata  dal  fatto  che  l'interessata  è  
stata riconosciuta quale invalida in Italia (doc. TAF 3).

J.
Con provvedimento del  30 aprile  2008 (notificato il  13 maggio 2008 
[cfr.  avviso  di  ricevimento  agli  atti;  doc.  TAF  5]),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  ha  concesso  alla  ricorrente  la  facoltà  di  
pronunciarsi in merito alle osservazioni dell'autorità inferiore (doc. TAF 
4), facoltà di cui l'insorgente non ha fatto uso.

K.
Con decisione incidentale del 12 giugno 2008 (notificata il 20 giugno 
2008 [cfr. avviso di ricevimento agli atti; doc. TAF 7]), questo Tribunale 
ha  invitato  la  ricorrente  a  versare,  nel  termine  di  40  giorni  dalla 
notificazione  della  decisione  incidentale  medesima,  un  anticipo  di 
fr. 300.--  a  copertura  delle  presumibili  spese  processuali.  L'anticipo 
spese è stato versato il 10 luglio 2008 (doc. TAF 6 a 8).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

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1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e 
avente un interesse degno di  protezione al  suo annullamento o alla 
sua modifica (art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e 
rispettoso dei requisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 
PA) – è pertanto ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del  
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati membri  
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui  
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 

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condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo  
prevedano.

3.2 Dal profilo  temporale sono applicabili  le disposizioni  in vigore al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere 
valutato giuridicamente  o che produce conseguenze giuridiche (DTF 
130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF 129 V 1 consid. 
1.2). Ne discende che si applicano, da un lato, le norme materiali  in 
vigore fino al 31 dicembre 2007, per quanto attiene allo stato di fatto 
realizzatosi  fino  a  tale  data,  mentre  dall'altro  lato,  e  per  il  periodo 
successivo, le nuove norme della 5a revisione della LAI (cf. DTF 130 V 
1 consid. 3.2 per quanto concerne le disposizioni formali della LPGA, 
immediatamente applicabili  con la  loro  entrata  in  vigore). Peraltro,  e 
per  l'esame  del  diritto  eventuale  a  una  rendita,  l'applicazione  delle 
nuove norme della 5a revisione della LAI per il periodo dal 1° gennaio 
al  9  gennaio  2008  (data  della  decisione  impugnata)  non  avrebbe 
alcuna incidenza sull'esito delle questioni sottoposte nel caso concreto 
all'esame  di  questo  Tribunale  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale 
9C_942/2009 del  15 marzo 2010 consid. 3.1; cfr. pure  sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-1284/2008  del  30  marzo  2010 

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consid. 3.2). Pertanto, e salvo indicazione contraria, di seguito è fatto 
riferimento alle norme in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 La ricorrente, come già menzionato, ha presentato la richiesta di 
rendita il 31 ottobre 2006. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 
LAI precisa che,  se l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo 
l'inizio del diritto, le prestazioni sono assegnate soltanto per i 12 mesi 
precedenti  la richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi  ad 
esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una rendita il 31 ottobre 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data e il 9 gennaio 
2008,  data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali esamina la decisione impugnata sulla base della situazione di 
fatto esistente al  momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei  
fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali 
elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla 
decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid.  
1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai  
sensi di legge.

5.

5.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di  
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 

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allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

5.2 Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione 
o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle 
prove,  di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

5.3 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie  e  le  valuta  liberamente.  Secondo  giurisprudenza,  se  il 
giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati, può, di 
principio, sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento 
dell'istruzione  che  procedere  lui  medesimo  a  tale  istruzione 
complementare.  Un  rinvio  all'amministrazione  che  ha  per  scopo  di 
completare  l'accertamento  dei  fatti  non  viola  né  i  principi  della 
semplicità e della celerità né il principio inquisitorio. In particolare, un 
siffatto  rinvio  appare  in  generale  siccome  giustificato  se 
l'amministrazione  ha  proceduto  ad  una  constatazione  dei  fatti 
sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il  
Tribunale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (sentenza del 
Tribunale  federale  9C_162/2007  del  3  aprile  2008  consid.  2.3  e 
relativi riferimenti).

6.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 

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(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la  
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3).

7.

7.1 Dalla  documentazione medica agli  atti  emerge che la  ricorrente 
soffre segnatamente di malattia di Parkinson stadio 2 secondo Hoehn 
& Yahr (cfr. in particolare la relazione di dimissione per Day Hospital  
neurologico  del  25  maggio  2007  [doc.  TAF 1]),  deficit  cognitivo,  di 
memoria,  della  concentrazione,  dell'attenzione  e  dell'orientamento, 
sindrome  depressiva,  disturbo  della  personalità,  spondiloartrosi  e 
protusioni discali multiple con discreta incidenza funzionale, periartrite 
scapolo omerale,  coxartrosi  sinistra,  gonartrosi  bilaterale,  neuropatia 
periferica  nonché  sovrappreso  corporeo  (cfr.  perizia  medica 
particolareggiata  E  213  del  14  febbraio  2007  [doc.  23]  e  certificati  
medici  del  18  luglio  2005,  14  luglio  2006,  23  novembre  2007  e 
7 gennaio 2008 [doc. 15 e 18 e doc. TAF 1]).

7.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di attesa di un anno. Pertanto, la ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa di almeno il 40% in media durante un anno.

8.

8.1 Nella fattispecie in esame, occorre determinare se la ricorrente ha 
subito nel periodo determinante (cfr. consid. 3.3 del presente giudizio), 
e  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  di 
almeno il 40% durante un anno giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI.

8.2 Giusta  l'art.  59  LAI,  nella  versione  applicabile  in  concreto  ed in 
vigore fino al 31 dicembre 2007, gli uffici AI devono disporre di servizi  
atti a garantire lo svolgimento dei compiti elencati nell'art. 57 LAI, con 

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sollecitudine e competenza (cpv.1). Per valutare le condizioni mediche 
del  diritto  di  prestazioni,  gli  uffici  AI  dispongono  di  servizi  medici 
regionali  interdisciplinari.  In  attuazione  dell'art.  59  cpv.  2  LAI,  il 
Consiglio  federale  ha  prescritto  le  discipline  –  tra  le  quali  figurano 
anche l'ortopedia e la psichiatria – che devono essere rappresentate 
nei servizi medici regionali (art. 48 OAI) e ha elencato nel dettaglio i 
compiti che questi servizi sono chiamati a svolgere (art. 49 OAI). Ciò 
significa,  tra le  altre  cose,  che per  poter  loro  attribuire  pieno valore 
probatorio, i rapporti dei servizi medici regionali devono essere redatti  
da medici che dispongono delle qualifiche specialistiche richieste nel 
singolo  caso  (sentenza  del  Tribunale  federale  9C_826/2009  del  20 
luglio  2010  consid.  4;  SVR  2009  IV  n.  56  pag.  174  consid.  4.3.1 
[9C_323/2009];  sentenza  del  Tribunale  federale  I  142/07  del  20 
novembre 2007 consid. 3.2.3 e relativi riferimenti). 

8.3 Questo  Tribunale  constata,  da  un  lato,  che  per  quanto  emerge 
dagli  atti  di  causa  al  loro  stato  attuale  i  problemi  di  salute  della 
ricorrente  sono essenzialmente  di  natura  psichiatrica,  neurologica  e 
ortopedica  e  che  nella  perizia  medica  particolareggiata  E  231  del 
14 febbraio  2007  è  fatto  stato,  in  conseguenza  delle  più  volte 
menzionate  patologie  della  ricorrente,  di  un'incapacità  lavorativa  del 
70% in qualsiasi  attività,  dunque anche in una sostitutiva adeguata. 
Dall'altro  lato,  rileva  che  né  il  dott.  B._______,  medico  SMR  e 
specialista in medicina interna, né la dott.ssa C._______, specialista 
in  medicina  generale  incaricata  dall'UAIE  in  sede  di  ricorso 
d'esprimersi  sulla  residua  capacità  lavorativa  della  ricorrente,  sono 
degli  specialisti  in  psichiatria,  neurologia  o  ortopedia,  ambiti 
determinanti  per  una corretta valutazione del  caso di  specie. Il  dott. 
B._______  e  la  dott.ssa  C._______  non  hanno  altresì  visitato 
personalmente la ricorrente, ma si sono basati unicamente sui referti  
medici  messi  loro  a  disposizione. Ora,  dal  profilo  psichiatrico hanno 
ritenuto  –  contrariamente  alle  risultanze  degli  atti  di  causa  –  un 
disturbo  depressivo  moderato  non  avente  alcuna  incidenza  sulla 
capacità  lavorativa.  Una  corretta  lettura  della  perizia  medica 
particolareggiata E 213 permette di osservare, per contro, l'esistenza 
di  una  sindrome  depressiva  con  tono  dell'umore  marcatamente 
depresso (pag. 3 e 8). Nel certificato neuropsichiatrico del 16 giugno 
2005 è fatto stato, fra l'altro, di un disturbo depressivo maggiore, ad 
andamento periodico, nonché di  un quadro sintomatologico tendente 
ad un progessivo aggravamento e cronicizzazione, tenuto anche conto 
dell'interferenza  ed  esaltazione  reciproca  fra  le  varie  componenti 

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diagnostiche. Nel certificato medico del luglio del 2006, della dott.ssa 
D._______  (psicologa;  [doc.  18]),  è  stato  inoltre  segnalato  che  la 
ricorrente, che soffre di un disturbo della personalità di tipo schizoide,  
presenta  rigidità  nei  rapporti  interpersonali,  chiusura  relazionale, 
intensa ansia nonché disturbi del pensiero. Nel certificato psichiatrico 
pure del luglio 2006 (doc. 19) è evidenziato che l'insorgente è affetta 
da un disturbo depressivo con manifestazioni  atipiche e che essa è 
regolarmente  seguita  da  luglio  del  2005  con  trattamenti 
psicofarmacologici. L'unico certificato neurologico presente agli atti al 
momento della pronuncia della decisione litigiosa, il 9 gennaio 2008, in 
cui è stata diagnosticata alla ricorrente per la prima volta la malattia di  
Parkinson – allora di grado 1,5 secondo Hoehn & Yahr – è quello dell'8 
maggio  del  2006  (doc.  17);  lo  stesso  è  altresì  particolarmente 
generico. Il  certificato  ortopedico  più  completo  agli  atti  al  momento 
della  pronuncia  della  decisione  litigiosa  risale  persino  al  18  luglio 
2005.  Secondo  lo  stesso  a  causa  delle  affezioni  ortopediche  della 
ricorrente  ivi  ritenute,  non  suscettibili  di  miglioramento,  la  ricorrente 
non è più in grado di svolgere le attività lavorative di sua competenza 
(i certificati ortopedici del 14 novembre 2006 e del 13 febbraio 2007, 
estremamente  laconici,  riguardano  altre  problematiche  rispetto  a 
quelle  evidenziate  nel  certificato  del  18  luglio  2005  e  non  si 
pronunciano  sulla  capacità  lavorativa  della  ricorrente).  Già  in  virtù 
delle  risultanze  dei  referti  medico-specialistici  presenti  agli  atti  al  
momento  della  pronuncia  della  decisione  litigiosa  non  era  pertanto 
possibile scartare la valutazione della perizia medica particolareggiata 
E 213 del 14 febbraio 2007 – postulante per l'insorgente un'incapacità  
lavorativa  del  70%  in  ogni  attività  professionale  –  senza  prima 
raccogliere il giudizio più recente di specialisti delle singole materie.

8.4 Peraltro,  la  ricorrente,  in  trattamento  con  antidepressivi  già  dal 
2005, è stata rivalutata dal profilo psichiatrico nel novembre del 2007, 
dunque anteriormente alla  pronuncia della  decisione impugnata (cfr. 
referto di visita psichiatrica del dott. E._______ del 30 novembre 2007 
[doc.  TAF  1]).  In  tale  ambito  è  stato  diagnosticato  un  disturbo 
depressivo cronicizzato e prescritto un trattamento con antidepressivi 
ed ansiolitici. È stato pure indicato che la ricorrente, che nel frattempo 
avrebbe lasciato il lavoro di collaboratrice domestica, presenta deficit 
di  concentrazione,  accusa umore depresso ed episodi  acuti  d'ansia. 
Ciò premesso, non è dato ravvisare sulla base di  quali  accertamenti 
specialistici  oggettivi  sia  possibile  determinarsi  per  l'assenza  di 
qualsivoglia  incidenza  delle  affezioni  psichiche  della  ricorrente  sulla 

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sua  capacità  lavorativa.  Inoltre,  ed  anche  per  quanto  attiene  ai 
problemi  neurologici  fino  ad  allora  evidenziati,  questo  Tribunale 
osserva che dal referto neurologico del 25 maggio 2007, presentato in 
sede di ricorso, risulta che in tale momento il  grado della malattia di  
Parkinson era già passato a 2 (dal  precedente 1,5 ritenuto dal  dott.  
B._______ nel suo rapporto dell'8 ottobre 2007), senza che sia dato 
sapere il grado esatto della malattia al momento della pronuncia della 
decisione  litigiosa.  Tuttavia,  dal  referto  neurologico  del  7  gennaio 
2008, sempre anteriore alla  decisione litigiosa e prodotto in  sede di  
ricorso, risulta che la ricorrente soffre, fra l'altro, di deficit cognitivo con 
deficit  di  memoria  e  deficit  della  concentrazione,  dell'attenzione  e 
dell'orientamento.  Tale  documento  fa  stato  inoltre  di  un  "sospetto 
morbo di Alzheimer". Inoltre, la genericità del certificato ortopedico del 
23 novembre 2007,  prodotto in  sede di  ricorso,  non consente  alcun 
serio apprezzamento della residua capacità lavorativa della ricorrente 
dal  profilo  ortopedico.  Ciò  premesso,  non  vi  è  alcuna  ragione  di 
ritenere che lo stato di salute psichico, neurologico e ortopedico della  
ricorrente sia andato migliorando dal 2005 al momento della pronuncia 
della decisione litigiosa il 9 gennaio 2008 a tal punto da giustificare il  
rigetto  della  domanda  di  rendita  senza  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  specialistici  più recenti,  completi  e concludenti  di  quelli 
presenti agli atti di causa.

9.
Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata – che viola il  
diritto  federale  (accertamento  inesatto  ed  incompleto  dei  fatti 
giuridicamente rilevanti) – incorre nell'annullamento.

10.
Quando  il  Tribunale  amministrativo  federale  annulla  una  decisione, 
esso può sostituirsi  all'autorità  inferiore  e giudicare direttamente nel 
merito o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti all'autorità inferiore 
per un nuovo giudizio (ULRICH  HÄFELIN  /  GEORG  MÜLLER  /  FELIX  UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2006, n. 
1977 pag. 418). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se 
gli atti sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione 
del diritto federale (v. sentenza del Tribunale federale 9C_162/2007 del 
3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti; DTF 126 II 43 e DTF 125 
II  326).  Tale  non  è  il  caso  nella  presente  fattispecie  per  i  motivi 
precedentemente  indicati.  Gli  atti  di  causa  sono  pertanto  rinviati 
all'autorità inferiore affinché la stessa proceda, in tempi ragionevoli, a 

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completare  l'accertamento  dei  fatti  determinanti  –  come indicato  nei 
considerandi  che precedono e vegliando a che siano aggiornate,  se 
del  caso,  le  informazioni  utili  alla  determinazione dello  statuto  della 
ricorrente e del salario percepito anteriormente alla riduzione/cessa-
zione della sua precedente attività lavorativa – nonché a pronunciare 
una nuova decisione.

11.

11.1 Visto l'esito della presente causa, non sono prelevate delle spese 
processuali  (art.  63  PA).  L'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali  di  fr.  300.--,  versato  il  10  luglio  2008,  è  restituito  alla 
ricorrente.

11.2 Ritenuto che l'insorgente non è rappresentata in questa sede e 
che non risulta che abbia dovuto sopportare delle spese indispensabili  
e relativamente elevate in relazione alla procedura di  ricorso, non si 
giustifica l'attribuzione di  spese ripetibili  (art. 64 PA in combinazione 
con gli art. 7 e segg. del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata 
del 9 gennaio 2008 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE 
affinché proceda al completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di 
una nuova decisione ai sensi dei considerandi.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di fr. 300.--, versato il  
10 luglio 2008, è restituito alla ricorrente.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevimento)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS 173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i  
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata e – se in possesso della parte – i documenti indicati come 
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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