# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5783c3a-e69f-5273-9fe3-06a9869ab5ce
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-04-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.04.2007 D-1922/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1922-2007_2007-04-24.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1922/2007
{T 0/2}

Sentenza del 24 aprile 2007

Composizione: Giudici Valenti, Cotting-Schalch e Lang
Cancelliere Poretti

A._______, nato _______, Afghanistan, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  13  marzo  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N _______

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il  richiedente  ha depositato una prima domanda d'asilo  il  29 ottobre 2001.  Il  19 
maggio  2003,  l'UFM (allora  Ufficio  federale  dei  rifugiati,  UFR)  ha respinto  detta 
domanda  e  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché 
l'esecuzione dell'allontanamento. Il ricorso interposto contro tale decisione dinanzi 
alla Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) il 19 giugno 2003 è 
stato oggetto di una decisione di stralcio dai ruoli il 19 agosto 2004, in seguito al 
ritiro del gravame da parte dell'interessato.

B. Il richiedente ha depositato una seconda domanda d'asilo il 19 dicembre 2005. Il 
25 gennaio 2006, l'UFM non è entrato nel merito della suddetta domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  e  della  legge  sull'asilo  del  26  giugno  1998  (LAsi,  RS 
142.31).  L'autorità  inferiore ha pure pronunciato l’allontanamento dell'interessato 
dalla Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento medesimo siccome lecita, 
esigibile e possibile. Il ricorso interposto contro tale decisione dinanzi alla CRA il 
1° febbraio 2006 è stato respinto con sentenza del 3 luglio 2006.

C. Il  14  febbraio  2007,  il  richiedente  ha  presentato  la  terza  domanda  d’asilo  in 
Svizzera.  Ha dichiarato,  nella sostanza e per quanto è qui di  rilievo (cfr.  verbali 
d'audizione del 27 febbraio e del 5 marzo 2007), di non essere rientrato in patria 
dopo la conclusione della seconda domanda d'asilo. Ha allegato i medesimi motivi 
d'asilo  invocati  nel  corso della  precedente procedura  e sostenuto  di  rischiare la 
vita in caso di rimpatrio. 

D. Il 13 marzo 2007, l'UFM non è entrato nel merito della succitata domanda ai sensi 
dell’art.  32  cpv.  2  lett.  e  LAsi.  L'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato 
l’allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché  l’esecuzione 
dell’allontanamento medesimo siccome lecita, esigibile e possibile.

E. Il  14  marzo  2007,  il  richiedente  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF).  Ha  chiesto  l’annullamento  della  decisione 
impugnata e la conseguente entrata nel merito della domanda d’asilo.  Ha altresì 
presentato una domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo sulle presumibili 
spese processuali. 

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente  in  merito  ai  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31 e art.  33 lett.  d  della  legge sul  Tribunale  amministrativo 
federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. 
d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi. 

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3. Nel caso di specie, il potere cognitivo del TAF è limitato al giudizio di legittimità 
delle decisioni di non entrata nel merito della domanda d’asilo, d’allontanamento e 
d’esecuzione dell’allontanamento  dalla  Svizzera  (Giurisprudenza ed informazioni 
della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 2004  n.  34 
consid. 2.1. pag. 240 e seg.). 

4. Nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  osservato  che  la  seconda  procedura  si  è 
definitivamente conclusa il 3 luglio 2006 e che l'insorgente medesimo ha dichiarato 
di non avere nuovi motivi d'asilo da far valere. I timori manifestati nel quadro della 
presente  domanda  d'asilo  sarebbero  già  stati  considerati  e  valutati  dall'UFM  e 
dalla CRA nella precedente procedura.

5. Nel  gravame,  l'insorgente  ribadisce  l'insussistenza  di  nuovi  motivi  d'asilo. 
Sostiene,  però,  che  la  situazione  generale  vigente  in  Afghanistan  si  sta 
deteriorando  e  che  un'offensiva  contro  i  talebani  prevista  per  il  mese  d'aprile 
potrebbe condurre ad una situazione di guerra o di violenza generalizzata. 

6. Giusta l’art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una procedura d’asilo terminata 
con  decisione  negativa,  ha  ritirato  la  domanda  o,  mentre  era  pendente  la 
procedura d'asilo,  è rientrato  nel  Paese d'origine  o di  provenienza,  a meno che 
dall’audizione non emergano indizi secondo cui nel frattempo siano intervenuti fatti 
propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della 
protezione provvisoria.

7.

7.1 Preliminarmente,  il  TAF  osserva  che  la  precedente  procedura  d'asilo  si  è 
definitivamente  conclusa  con  la  sentenza  della  CRA del  3  luglio  2006,  che  ha 
confermato la decisione dell'UFM del 25 gennaio 2006. In tale ambito non soccorre 
l'insorgente  la  generica  allegazione  secondo  cui  i  motivi  fatti  valere  in  detta 
procedura sarebbero veri.

7.2 Questo Tribunale constata altresì che l'insorgente si limita a proporre nell'ambito 
della  procedura  in  esame  delle  semplici  e  generiche  congetture  in  merito  alle 
possibili conseguenze di una campagna militare contro i talebani, senza precisare 
per  quale  ragione  una  siffatta  campagna  potrebbe  comportare  una  sua 
esposizione personale ad azioni atte a giustificare la qualità di rifugiato.

8. Da quanto esposto,  discende che in materia  di non entrata nel merito il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

9. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, 
art.  44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). 

10. Ritenuta l'inconsistenza dei motivi d'asilo allegati, non v'è ragione di ritenere che 
l'esecuzione dell'allontanamento  possa violare  l'art.  25 cpv.  2 della  Costituzione 
federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS 
0.142.30) nonché l'art. 5 LAsi (principio del non-refoulement).

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11. La  portata  dell'art.  14a  cpv.  3  della  legge  federale  concernente  la  dimora  e  il 
domicilio degli  stranieri del 26 marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) non si esaurisce, 
altresì,  nella  massima  del  non-refoulement.  Anche  altri  impegni  di  diritto 
internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione 
dell'allontanamento,  in  particolare  l'art.  3  della  Convenzione  per  la  salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101)  o l'art.  3  della  Convenzione  contro  la  tortura  ed altre  pene o  trattamenti 
crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10  dicembre  1984  (Conv.  tortura,  RS  0.105). 
L'applicazione  di  tali  disposizioni  presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e 
concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo  straniero  possa  essere  esposto,  nel  Paese 
verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli;  spetta al 
richiedente di dimostrare, nel senso della probabilità preponderante, l'esistenza di 
siffatte serie e concrete ragioni.

11.1 Nel  caso  concreto,  alcun  elemento  emergente  dagli  atti  di  causa  consente  di 
ritenere  che  il  ricorrente  sia  esposto,  in  caso  di  rimpatrio,  al  rischio  reale  ed 
immediato di un trattamento contrario all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tortura. In 
altri termini, egli non ha saputo fornire un insieme d'indizi sufficientemente gravi, 
precisi  e  concordanti,  oppure  presunzioni  non contraddette,  quo  ad  un pericolo 
d'esposizione personale in Afghanistan ad atti o fatti che si ritengono contrari a tali 
disposizioni. Peraltro, giova precisare che ai sensi della giurisprudenza della Corte 
europea  dei  diritti  dell'uomo,  la  situazione generale  che regna in  un Paese non 
comporta, ad essa sola, l'inammissibilità del rimpatrio secondo le disposizioni della 
CEDU (GICRA 1995 n. 12 consid. 10 pag. 110 e segg.).

11.2 Pertanto,  e  come  rettamente  rilevato  nel  giudizio  impugnato,  l’esecuzione 
dell’allontanamento del ricorrente è lecita.

12. Occorre quindi esaminare se per l’insorgente vi siano pericoli  concreti  in caso di 
rimpatrio, tali da rendere inesigibile il rimpatrio (art. 14a cpv. 4 LDDS).

12.1 Va rilevato che l'esecuzione dell'allontanamento verso Kabul, le province del nord 
ed Herat è ragionevolmente esigibile a condizione che lo straniero vi possa trovare 
una solida  rete  sociale,  la  garanzia  del  minimo vitale ed un alloggio  (v.  GICRA 
2006 n. 9 e relativi riferimenti). In dette regioni non sussiste notoriamente più una 
situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della  popolazione  nell'integralità  del  territorio.  L'insorgente,  per  quanto  emerge 
dagli atti di causa, è nato ed ha vissuto parecchi anni a B._______ - provincia [...] 
facente parte della lista delle zone nelle quale l'esecuzione dell'allontanamento è 
ragionevolmente  esigibile  ai  sensi  della  precitata  giurisprudenza  –  ma  ha 
soggiornato  pure  a  C._______  e  D._______.  Come già  ritenuto  nella  sentenza 
della CRA del 3 luglio 2006, è dato presumere dall'insieme delle circostanze del 
caso concreto che il ricorrente possa contare in patria su una solida rete sociale 
che potrà anche garantirgli, come in passato, alloggio e minimo vitale. Da questo 
profilo, l’esecuzione dell’allontanamento è esigibile.

12.2 Per il resto, il TAF constata che il ricorrente è giovane, ha una certa formazione, 
dell'esperienza  lavorativa  e  buone  competenze  linguistiche  (usbeco,  dari,  farsi, 
turco, urdu, tedesco ed inglese). Inoltre, dalle carte processuali non emergono, né 
sono altresì stati fatti valere in sede di ricorso, problemi medici suscettibili d'ostare 
alla  pronunzia  dell’esecuzione  dell’allontanamento  (v.  sulla  problematica  GICRA 

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2003 n. 24). In siffatte circostanze, sono adempite le condizioni per formulare una 
prognosi  favorevole,  con  riferimento  all’effettiva  possibilità  di  un  adeguato 
reinserimento sociale del ricorrente nel suo Paese d’origine.

12.3 Da quanto esposto, consegue che l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente 
dalla  Svizzera  deve  ritenersi  ragionevolmente  esigibile.  Il  ricorso  non  merita 
pertanto tutela nemmeno su tale punto di questione.

13. Il  ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza,  può  procurarsi  ogni  documento 
necessario  al  rimpatrio.  Considerato  che  nessun  ostacolo  d’ordine  tecnico  si 
oppone  al  rientro  in  Afghanistan,  l’esecuzione  dell’allontanamento  deve  pure 
considerarsi possibile (art. 14a cpv. 2 LDDS). 

14. Manifestamente infondato,  il  ricorso può essere evaso in procedura semplificata 
(art. 111 cpv. 1 e 3 LAsi).

15. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. 

16. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. b 
del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La  domanda  di  dispensa  dal  versamento  di  un  anticipo  sulle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

3. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.

4. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia; n. di rif. N _______; allegato: incarto UFM)

- al E._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Marco Poretti

Data di spedizione: