# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** af98b0b0-98cb-5df1-9302-d62758f58a6b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 17.05.1999 80.1999.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1999-44_1999-05-17.html

## Full Text

Incarto n.

  80.99.00044

  	
  Lugano

  17 maggio 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea
  Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo
sul ricorso del 18 febbraio 1999

 

in
materia di:                 IC/IFD 97/98

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________ e __________ __________, __________ __________,  

  rappr.
  da: __________. __________ __________,
  __________ __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

 

                                   1.   Il 12 ottobre 1998 l'
Ufficio di tassazione di Lugano-Città notificava ad __________ e __________ __________ la tassazione IC/IFD 1997-98. Il
reddito aziendale veniva determinato d'ufficio in via valutativa in fr.
102'000.- di media annua, poiché i contribuenti, malgrado richiamo diffida e
multa disciplinare, non avevano presentato la dichiarazione d'imposta.

                                         Il 10 dicembre 1998 __________ __________
si rivolgeva all' Ufficio di tassazione. Asseriva d'aver trovato riposta in un
cassetto di casa tre giorni prima, il 7 dicembre, la notifica di tassazione  e
ne chiedeva la revisione in base al bilancio aziendale in possesso dell'UT.

                                         In effetti, il 6 ottobre
1998 il contribuente aveva spedito all'UT il conto economico degli esercizi
1995 e 1996 e i relativi bilanci.

                                         Con decisione del 18
gennaio 1999 l'UT dichiarava irricevibile il reclamo in quanto tardivo.

 

 

                                   2.   Con il presente,
tempestivo ricorso i coniugi __________,
assistiti __________. __________ __________,
chiedono l'annullamento della decisione su reclamo e la retrocessione degli
atti all'UT per nuova decisione di merito. Dopo aver spiegato le ragioni che
hanno indotto __________ __________ ad affidare la tenuta della contabilità
e l’inoltro della dichiarazione fiscale a una fiduciaria e il disguido capitato
tra lui e sua moglie in relazione alla notifica di tassazione, fanno presente
d'aver inoltrato il 6 ottobre 1998, prima della notifica della tassazione, i
conti economici e i bilanci relativi agli anni di computo. Fanno notare che
esiste una discrepanza ingente tra quanto emerge dalla contabilità e quanto
tassato dall'UT, lamentando una violazione del principio secondo cui l'UT deve
agire secondo una valutazione coscienziosa.

 

                                         Con osservazioni del 29
marzo 1999, l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) propone la
reiezione del ricorso.

 

 

                                   3.   La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto
esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,
sufficientemente  motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una
persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell'Ufficio di
tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia
fondata. Se l'irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti
verranno retrocessi all'autorità di tassazione per la decisione di merito. In
caso contrario la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         L’art. 206 cpv. 1 LT e l’art.
132 LIFD stabiliscono che contro la tassazione è consentito interporre reclamo
scritto all'autorità che ha emesso la tassazione nel termine di 30 giorni
dall'intimazione della stessa. Gli articoli 192 LT e 119 LIFD precisano che
tale termine, stabilito dalla legge, è perentorio. Una deroga è prevista solo
quando esiste un motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire
quando è provato che l'inosservanza del termine è da attribuire a servizio
militare, malattia, assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il
contribuente o il suo rappresentante (art. 192 cpv. 5 LT, art. 133 cpv. 3
LIFD).

                                      

                                         4.2.

                                         Per espressa ammissione
dei ricorrenti l’inosservanza del termine di reclamo e la conseguente
intempestività del gravame sono riconducibili essenzialmente alla loro stessa
negligenza ed in particolare alla condotta della __________
__________ che avrebbe riposto in un
cassetto la notifica della tassazione regolarmente notificata il 2 ottobre
1998.

                                         Nessuno dei motivi di
restituzione dei termini è invocato dai contribuenti né del resto è possibile
ravvisarne l’esistenza, proprio alla luce delle circostanze descritte.

 

 

                                   5.   Le considerazioni
dei ricorrenti vertono peraltro soprattutto sull’intricato rapporto esistente
fra loro stessi, da un lato, e la società fiduciaria che ha tenuto la loro contabilità
ed ha anche offerto loro consulenza fiscale, dall’altro. Proprio per questa
ragione, anche l’Amministrazione federale delle contribuzioni, nelle sue
osservazioni al ricorso, inoltrate il 29 marzo 1999, si diffonde sulla
questione della pretesa esistenza di un rapporto di rappresentanza da parte
della __________ s.a.g.l., ma finisce
poi per negarne l’esistenza proprio alla luce della condotta dei contribuenti
stessi.

 

                                         5.1.

                                         Quando il contribuente è
assistito da un rappresentante (cfr. art. 190 LT e 117 LIFD) e il potere di
rappresentanza è provato e noto all'autorità fiscale, gli atti devono essere
intimati al o anche al rappresentante. Ciò in virtù delle norme sul mandato
(cfr. CDT n. 268 del 7 settembre 1987 in re R.F. SA). L'autorità fiscale
è pertanto tenuta a rivolgersi direttamente al rappresentante, fintanto che la
revoca del mandato non le venga comunicata (cfr. Masshardt/Tatti,
Commentario IFD, Lugano 1985, n. 2 all'art. 100 DIFD, p. 431). Se non procede
in tal modo, nessun pregiudizio risultante dalla notificazione irregolare può essere
posto a carico del contribuente (cfr. DTF 113 Ib 296).

                                         In altri termini, se il
contribuente ha conferito procura al proprio rappresentante, perché
quest'ultimo riceva notificazioni da parte dell'autorità fiscale, in
applicazione dei princìpi sulla rappresentanza, con la notifica al
rappresentante si considera avvenuta la notifica al contribuente (Stähli, Die Rechtsstellung des Steuervertreters,
Berna/Stoccarda/Vienna 1994, p. 113).

 

                                         5.2.

                                         Tuttavia, come ha ancora
recentemente ricordato il Tribunale federale, la prova dell'esistenza di un
rapporto di rappresentanza valido e correttamente comunicato alle autorità
fiscali incombe al contribuente, secondo le disposizioni generali concernenti I'onere
della prova. Quando manca una procura scritta e chiaramente definita, un
rapporto di rappresentanza sarà ammesso solo se si può arguire dalle
circostanze che il contribuente ha manifestato in modo inequivocabile la
volontà di conferire dei poteri di rappresentanza ad un terzo. Nel caso che le
è stato sottoposto, l’Alta Corte ha negato l’esistenza di un rapporto di
rappresentanza, sebbene il ricorrente sostenesse, da un lato, di avere indicato
l’indirizzo di una fiduciaria sulla dichiarazione fiscale, per eventuali
informazioni complementari, e, dall’altro, che la stessa autorità fiscale aveva
ammesso il rapporto di rappresentanza in relazione ad altre procedure fiscali
(p. es. imposta sugli utili immobiliari) e per la tassazione della ditta appartenente
al ricorrente stesso (cfr. sentenza del Tribunale federale del 21 maggio 1997,
in StE 1998 B 92.7 n. 4 = ASA 67 p. 391).

 

                                         5.3.

                                         Come ha poi rilevato il
Tribunale amministrativo del Canton Zurigo, in una sentenza del 20 maggio 1998,
per il fatto che le imposte cantonali e comunali hanno carattere periodico, un
rapporto di rappresentanza produce effetto per un certo periodo e deve essere
indicato pertanto nuovamente in ogni dichiarazione (StE 1998 B 92.7 n. 5
= ZStP 1998 p. 239).

 

                                         5.4.

                                         Ne consegue chiaramente
che i ricorrenti non possono invocare le norme sulla rappresentanza, non avendo
mai conferito procura alla __________ s.a.g.l.
ed avendo del resto ricevuto essi stessi richiamo, diffida e multa disciplinare
in seguito al mancato inoltro della dichiarazione. È vero che agli atti
risultano due richieste di proroga del termine per l’inoltro della
dichiarazione, trasmesse all'Ufficio di tassazione via fax dalla fiduciaria in
questione; ma, anche in considerazione del rilievo che ha il segreto fiscale,
ciò non basta a considerare provato un rapporto di rappresentanza (Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer,
2a ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 5 all’art. 74 DIFD, p. 35).

                                         Anche la circostanza che,
in relazione alla tassazione del precedente periodo fiscale, la fiduciaria
citata avesse rappresentato i contribuenti in un’audizione tenutasi dinanzi
all’autorità fiscale ed avesse poi ritirato il reclamo interposto contro la
tassazione 1995/96, non basta ancora a determinare la conclusione che
l’autorità avrebbe dovuto dedurre da tale fatto l’esistenza di una procura
generale. 

 

 

                                   6.   Il ricorso deve
pertanto essere respinto. Quanto alle argomentazioni con cui i ricorrenti
lamentano le “catastrofiche conseguenze finanziarie” che la situazione
descritta ha prodotto, per effetto del cumulo delle imposte calcolate con la
tassazione d’ufficio e dei contributi AVS prelevati in base ai dati forniti
dall’autorità fiscale, questa Camera non può fare altro che esprimere
l’auspicio che la cassa di compensazione tenga conto delle particolari circostanze
che hanno determinato il calcolo delle imposte qui contestate, tanto più che
l’autorità fiscale ha già espresso l’intenzione di procedere ad una verifica
fiscale per il periodo fiscale 1999/2000 e che tale iniziativa comporterà
verosimilmente anche un riesame degli esercizi precedenti.

                                         Si può altresì invitare i
ricorrenti a richiedere una dilazione di pagamento, rivolgendosi all’autorità
di riscossione, cioè all’Ufficio esazione e condoni di Bellinzona, per le
imposte cantonale e federale, ed al Municipio, per le imposte comunali.

                                         Tassa di giustizia e spese
processuali seguono la soccombenza.

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    100.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr.    180.–

                                         sono a carico dei ricorrenti.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

per
la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il
presidente:                                                          Il
segretario: