# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a45918b2-c884-52cb-b211-35f47dd3b2d2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-08-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.08.2017 D-6149/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6149-2016_2017-08-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6149/2016 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 3  a g o s t o  2 0 1 7  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice David R. Wenger;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), alias 

A._______, nata il (…), alias 

B._______, nata il (…), 

con il figlio 

C._______, nato il (…), alias 

D._______, nato il (…), 

Somalia,   

rappresentati dal Signor Rosario Mastrosimone,  

SOS Antenna Profughi,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell'allontanamento);  

decisione della SEM del 6 settembre 2016 / N (…). 

 

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Visto: 

la domanda d'asilo depositata all'estero il 16 aprile 2012 da A._______ e 

dal figlio C._______ per il tramite di E._______, marito, rispettivamente pa-

dre, dei richiedenti, 

la decisione del 10 settembre 2013 dell'allora Ufficio federale della migra-

zione (UFM; ora Segreteria di Stato della migrazione, SEM) con la quale 

veniva negata l'autorizzazione d'entrata agli interessati e respingeva la loro 

domanda d'asilo depositata all'estero, 

il ricorso del 7 ottobre 2013, respinto dal Tribunale amministrativo federale 

(di seguito: il Tribunale) con sentenza D-5653/2013 del 28 marzo 2014, 

l'entrata in Svizzera degli interessati il 29 marzo 2016 ed il deposito della 

loro domanda d'asilo il medesimo giorno, 

i verbali d'audizione di A._______ del 6 aprile 2016 (di seguito: verbale 1) 

e dell'11 luglio 2016 (di seguito: verbale 2), 

la decisione della SEM del 6 settembre 2016, notificata l'8 settembre 2016 

(cfr. risultanze processuali), con cui tale autorità ha respinto la succitata 

domanda d'asilo e pronunciato l'allontanamento dei richiedenti dalla Sviz-

zera, ritenendo però non ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allon-

tanamento verso la Somalia, con conseguente ammissione provvisoria de-

gli interessati, 

il ricorso inoltrato il 6 ottobre 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato: data 

d'entrata: 7 ottobre 2016) con cui gli insorgenti hanno postulato l'accogli-

mento del ricorso e la concessione dell'asilo, in subordine la restituzione 

degli atti all'autorità inferiore per una nuova valutazione in merito alla sus-

sistenza della qualità di rifugiato; altresì hanno presentato una domanda di 

esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giudizio con protesta di 

spese e ripetibili,  

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

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e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l'atto impugnato co-

stituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA, 

che i ricorrenti sono toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che sono legittimati ad aggravarsi 

contro di essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi dal giudice in qualità di giudice unico, con l'approvazione di un 

secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la 

violazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che preliminarmente occorre rilevare che, essendo stati i ricorrenti posti al 

beneficio dell'ammissione provvisoria per inesigibilità dell'esecuzione 

dell'allontanamento con decisione del 6 settembre 2016, e non avendo in 

specie censurato la pronuncia dell'allontanamento da parte dell'autorità in-

feriore, oggetto del litigio in questa sede risulta essere esclusivamente la 

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questione del riconoscimento della qualità di rifugiato e della concessione 

dell'asilo, 

che nel corso dell'audizione sulle generalità A._______ ha dichiarato di es-

sere di etnia e cittadinanza somala e di essere originaria di Mogadiscio 

dove vi avrebbe vissuto fino all'espatrio avvenuto nel 2009; che dall'espa-

trio all'entrata in Svizzera avrebbe vissuto con il figlio C._______ ad Addis 

Abeba (Etiopia) (cfr. verbale 1, pag. 2 segg.), 

che sentita in merito ai motivi della sua domanda, l'interessata ha dichia-

rato di essere espatriata dopo che i medesimi uomini che avrebbero se-

questrato ed ucciso la madre l'avrebbero minacciata di morte se non 

avesse accettato di sposare un uomo del loro gruppo (cfr. verbale 2, Q56, 

Q86), 

che nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto inverosimili i motivi d'a-

silo dei richiedenti, 

che in particolare, l'interessata si sarebbe contraddetta in merito al luogo 

in cui avrebbe vissuto indicando in un primo tempo di aver vissuto nel quar-

tiere F._______ a Mogadiscio fino all'espatrio avvenuto nel 2009, salvo poi 

indicare di essersi trasferita a G._______, cittadina a sud della capitale ed 

infine sostenere che G._______ fosse un quartiere di Mogadiscio, 

che inoltre ella avrebbe dapprima indicato di essere stata minacciata da 

degli sconosciuti tre settimane prima dell'espatrio per poi invece affermare 

che questi si sarebbero presentati tre o quattro giorni prima della partenza 

dal Paese d'origine, 

che infine, la SEM ha ritenuto i mezzi di prova inadeguati poiché non ren-

derebbero verosimili i motivi d'asilo; che invero, l'interessata avrebbe for-

nito soltanto sotto forma di fotocopia la tessera di lavoro rilasciata a suo 

nome; che d'altronde la stessa risulterebbe in parte illeggibile e per di più 

non vi figurerebbe alcuna data, 

che di conseguenza, agli interessati non potrebbe essere riconosciuta la 

qualità di rifugiato e la loro domanda è stata respinta, 

che nel ricorso, gli insorgenti relativizzando il rilievo delle incongruenze ri-

levate dall'autorità inferiore in ragione dei tanti anni trascorsi dal loro espa-

trio e tenendo conto della condizione di difficoltà nella quale la ricorrente 

avrebbe affrontato l'audizione federale,  

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che gli insorgenti evidenziano infatti il disagio espresso sin dall'inizio 

dell'audizione da parte della ricorrente; che la descrizione dei sintomi par-

rebbe andare oltre il grado di disagio ancora compatibile con le condizioni 

ottimali di attenzione e concentrazione usualmente attese per un'audizione 

sui motivi d'asilo,  

che non parrebbe essere stata presa in considerazione la possibilità di an-

nullare l'audizione e rinviarla ad altra data; che inoltre, la stessa sarebbe 

durata quattro ore con un numero considerevole di domande e quindi con 

un ritmo decisamente sostenuto e non compatibile con le condizioni della 

ricorrente,  

che al di là delle incongruenze richiamate non emergerebbero ulteriori ele-

menti che permetterebbero di condividere l'opinione dell'autorità inferiore 

sulla pretesa contraddittorietà delle allegazioni, 

che infine, permanendo aspetti lacunosi ed in considerazione delle diffi-

coltà della ricorrente nel corso dell'audizione federale, andrebbe effettuata 

un'audizione complementare con completamento dell'istruttoria e una 

nuova valutazione della verosimiglianza delle allegazioni, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi); che l'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato; che 

esso include il diritto di risiedere in Svizzera,  

che giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di es-

sere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'e-

sposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le 

misure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 

LAsi); che occorre inoltre tenere conto dei motivi di fuga specifici della con-

dizione femminile (art. 3 cpv. 2 in fine LAsi), 

che a tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda l'asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la qualità 

di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in particolare le 

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allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddit-

torie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi 

di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), 

che è pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente siano sufficien-

temente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; che in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell'art. 7 LAsi; che è altresì necessario che il richiedente 

stesso appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere cre-

duta; che questa qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue 

allegazioni su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette 

fatti importanti o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di 

procedura ritratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne 

introduce tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella proce-

dura oppure nega la necessaria collaborazione; che infine, non è indispen-

sabile che le allegazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove 

rigorose; che al contrario, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nu-

trendo degli eventuali dubbi circa alcune affermazioni, sia persuasa che, 

complessivamente, tale versione dei fatti sia in preponderanza veritiera; 

che il giudizio sulla verosimiglianza non deve, infatti, ridursi a una mera 

verifica della plausibilità del contenuto di ogni singola allegazione, bensì 

dev'essere il frutto di una ponderazione tra gli elementi essenziali a favore 

e contrari ad essa; che decisivo sarà dunque determinare, da un punto di 

vista oggettivo, quali fra questi risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. 

DTAF 2013/11 consid. 5.1 e relativi riferimenti), 

che come rettamente ritenuto nel provvedimento impugnato, le dichiara-

zioni decisive rese dai ricorrenti in corso di procedura non adempiono alle 

condizioni di verosimiglianza di cui all'art. 7 LAsi, 

che il Tribunale constata come nelle allegazioni dell'interessata siano effet-

tivamente identificabili delle incongruenze, 

che anzitutto, per quanto riguarda l'attività dell'insorgente presso l'ONG 

H._______, si rileva che ella ha affermato a più riprese di non aver mai 

lavorato per questa organizzazione e di aver unicamente aiutato la madre 

(cfr. verbale 1, pag. 5; verbale 2, Q72 e Q80), salvo poi fornire una fotoco-

pia di una tessera di lavoro della H._______ attestante le sue attività (cfr. 

verbale 2, Q10 e Q78), 

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che in seguito, interrogata in merito all'aiuto dato alla madre, la ricorrente 

ha dapprima asserito di solamente aprire la postazione dove la madre cu-

cinava e di accogliere le visite (cfr. verbale 1, pag. 5); che in un secondo 

tempo ha invece dichiarato di dare da mangiare e da bere ai bambini e di 

occuparsi della pulizia dei luoghi (cfr. verbale 2, Q71-Q72),  

che proseguendo nell'analisi, pure incongruenti risultano le allegazioni 

della ricorrente in merito al luogo di residenza; che ella ha indicato di aver 

vissuto nel quartiere F._______ di Mogadiscio dal matrimonio fino all'espa-

trio nel 2009 (cfr. verbale 1, pag. 6), salvo poi allegare di essere partita da 

Mogadiscio e di essersi trasferita dalla madre a G._______ fino alla par-

tenza dal Paese (cfr. verbale 2, Q42-Q43), per poi infine indicare che 

G._______ costituiva un quartiere di Mogadiscio (cfr. verbale 2, Q89), 

che infine, risultano contraddittorie anche le dichiarazioni in merito alle mi-

nacce di morte; che l'insorgente ha anzitutto affermato che gli stessi uomini 

che avevano rapito ed ucciso la madre l'avevano minacciata di morte se 

non avesse sposato il loro capo (cfr. verbale 1, pagg. 8-9; verbale 2, Q86), 

salvo poi indicare di non sapere se gli uomini che avevano rapito la madre 

fossero gli stessi che l'avevano minacciata (cfr. verbale 2, Q100),  

che alla domanda precisa su che cosa avesse risposto a questi uomini, la 

ricorrente ha affermato di non aver detto assolutamente nulla (cfr. ver-

bale 2, Q97, Q103) contraddicendosi in seguito adducendo che aveva 

chiesto a questi uomini come avrebbe potuto sposare uno di loro avendo 

già un marito ed un figlio (cfr. verbale 2, Q104),  

che non collimano neppure le indicazioni temporali in merito al periodo di 

riflessione accordatale da questi uomini ed in merito all'espatrio; che in una 

prima occasione l'insorgente ha dichiarato di essere stata minacciata tre 

settimane prima dell'espatrio e di aver ricevuto una settimana per riflettere 

(cfr. verbale 1, pag. 9); che contrariamente, poco dopo ha indicato di es-

sere espatriata tre o quattro giorni dopo la minaccia (cfr. ibidem); che nel 

corso dell'audizione successiva si è nuovamente contraddetta indicando 

che questi uomini le avevano dato solamente tre o quattro giorni di tempo 

di riflessione (cfr. verbale 2, Q95),  

che contrariamente a quanto sostenuto dagli insorgenti in sede ricorsuale, 

tali importanti contraddizioni non possono venire giustificate e relativizzate 

dalla condizione dell'interessata; che pur essendo vero che la stessa ha 

dichiarato ad inizio dell'audizione sui motivi d'asilo di sentirsi poco bene, va 

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anche rilevato che l'auditrice ha indicato alla ricorrente di comunicare su-

bito se non si fosse sentita bene e se avesse avuto bisogno di uscire (cfr. 

verbale 2, Q3 e Q6); che ella ha risposto che avrebbe fatto del suo meglio 

per rispondere alle domande e non ha espresso la volontà di essere sentita 

in un altro momento (cfr. verbale 2, Q6); che oltretutto, nel corso dell'audi-

zione all'insorgente è stata data più volte la possibilità di aggiungere qual-

cosa ed alla fine della stessa ella ha affermato che le aveva fatto molto 

piacere potersi esprimere e parlare un po' della sua vita (cfr. verbale 2, 

Q149); che alla lettura dei verbali non si ha neppure l'impressione che l'in-

teressata non si sia potuta esprimersi come voluto,  

che inoltre, neppure il lungo tempo trascorso tra i fatti addotti e l'audizione 

– all'incirca 7 anni – potrebbe giustificare delle incongruenze così impor-

tanti,  

che in limine, a titolo puramente abbondanziale, il Tribunale rileva che non 

costituiscono nemmeno un indizio a sostegno della verosimiglianza delle 

allegazioni dell'insorgente le dichiarazioni che la stessa ha rilasciato nel 

corso della sua domanda d'asilo dall'estero; che in tale procedura invero, 

la ricorrente ha dichiarato che aiutava la madre nel suo lavoro presso una 

ONG chiamata "(…)"; che la madre era stata rapita ed uccisa dal gruppo 

armato Al-Shabaab che avrebbe poi chiuso gli uffici di tale ONG e l'avrebbe 

anche ricercata; che la ricorrente si sarebbe pertanto recata a I._______ 

dove avrebbe trovato lavoro presso la H._______; che tuttavia Al-Shabaab 

l'avrebbe trovata e minacciata di morte – in due occasioni distinte – se non 

avesse sposato uno straniero; che il matrimonio dell'insorgente con il ma-

rito non sarebbe stato più valido; che pertanto sarebbe espatriata con il 

figlio (cfr. atti procedura domanda d'asilo dall'estero); che tali allegazioni 

paiono palesemente contrastanti con quanto allegato dai ricorrenti in Sviz-

zera,  

che alla luce di tutto quanto sopra, la versione dei fatti resa dagli insorgenti 

non potrebbe essere considerata, nel complesso, in preponderanza veri-

tiera,  

che pertanto, il ricorso in materia di riconoscimento della qualità di rifugiato 

e della concessione dell'asilo, destituito di fondamento, deve essere re-

spinto, la decisione impugnata confermata e le conclusioni ricorsuali ten-

denti all'annullamento del provvedimento querelato ed alla trasmissione 

degli atti all'autorità inferiore per il completamento dell'istruttoria respinte,  

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che ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi); che pertanto il ricorso va respinto, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese pro-

cessuali è divenuta senza oggetto, 

che visto l'esito della procedura, le spese giudiziarie di CHF 750.– che se-

guono la soccombenza sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 

PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: