# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 04b9555a-dbf4-57c8-ba36-fbe7f3136ebd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-12-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.12.2002 35.2002.41
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2002-41_2002-12-04.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2002.00041

   

  mm/cd

  	
  Lugano

  4 dicembre 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi,
  vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 maggio 2002 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 marzo 2002 emanata da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 9
giugno 1999, attorno alle ore 05:10, __________ - tecnico presso il Comune di
__________ e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso l'__________
- stava percorrendo la strada principale N. _ proveniente da __________, alla
guida della propria motocicletta, una __________. Nell'affrontare una curva
piegante a destra, la moto è andata diritto, cozzando quindi contro la barriera
protettiva laterale. A causa della violenza dell'urto, l'assicurato é stato
sbalzato dalla sella ed è ricaduto a terra, all'interno del cantiere della
rotonda di __________.

                                         __________
ha riportato una frattura esposta grado II, del terzo medio distale del femore
destro, una frattura del terzo medio del femore sinistro, una frattura
sottocapitale del V metacarpo sinistro, una commotio cerebri e, infine,
una contusione del bacino (cfr. doc. _).

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Con sentenza
del 18 giugno 2001, Il Presidente della Corte delle Assise correzionali di
__________, la giudice __________, ha condannato __________ ad una pena di 80
giorni di detenzione, sospesi con la condizionale, e ad una multa di fr.
1'500.--, siccome ritenuto colpevole di circolazione in stato di ebrietà per
avere condotto il motoveicolo __________ essendo in stato di grave ubriachezza
(alcolemia minima di 2.0 grammi per mille). Per contro, l'assicurato è stato
prosciolto dall'imputazione di infrazione alle norme della circolazione per
intervenuta prescrizione dell'azione penale(cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   Con
decisione formale del 10 luglio 2001, l'Istituto assicuratore ha comunicato
all'assicurato che le prestazioni in contanti sarebbero state decurtate del 50%
in applicazione dell'art. 37 cpv. 3 LAINF (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'__________, in data 7 marzo 2002, ha sostanzialmente ribadito
il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _). 

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso del 29 maggio 2002, __________, sempre patrocinato dall'avv.
__________ ha chiesto che la riduzione della prestazioni pecuniarie sia fissata
al 30%, limitatamente al periodo 9 giugno-27 settembre 1999 (cfr. I, p. 4).

 

                                         Questi,
in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle
proprie pretese ricorsuali:

 

" 
(…)

1.   II
ricorrente si è gravemente ferito in un incidente della circolazione, accaduto
alla nuova rotonda di __________, il 9 giugno 1999.

 

      La gravità
delle ferite subite, risultano dal certificato medico del Dr. med. __________ ,
che si produce (doc. _).

 

      Da notare
a detto proposito, che la rottura di entrambe le gambe, ha provocato per il
ricorrente, un lungo periodo di permanenza a letto, rispettivamente sulla sedia
a rotelle, rispettivamente ancora la necessità di muoversi con l'ausilio di
doppia stampella.

 

      (…)

 

2.   Nonostante
le gravi ferite, e il difficile decorso di riabilitazione, il ricorrente ha
iniziato il lavoro, quale assistente tecnico edile, presso l'Ufficio tecnico
comunale di __________, al 50% già a far tempo dal 1 ° marzo 2000, e al 100% a
far tempo dal 29 maggio 2000.

 

      Come
risulta dal rapporto di lavoro, allestito dal Municipio di __________, il
ricorrente ha decisamente anticipato i tempi di reinserimento professionale,
con una volontà di impegno fuori dal comune.

 

      Da notare
in particolare, che il ricorrente si presentava al lavoro, quando ancora le
grosse conseguenze dei trauma cranico (con coma artificiale di diversi giorni),
provocavano notevoli difficoltà di concentrazione (doc. _).

 

      (…)

 

3.   Con
sentenza 18 giugno 2001, il ricorrente è stato condannato dalla Corte delle
Assise correzionali di __________, per circolazione in stato di ebrietà al
momento dell'incidente del 9 giugno 1999, con un tasso di alcolemia di 2,00
gradi per mille (doc. _).

 

      Sulla base
di quanto sopra, la __________ ha ridotto tutte le sue prestazioni del 50%
(doc. _).

 

      Da notare
che pure le altre assicurazioni coinvolte nella vicenda, hanno proceduto, per
il medesimo motivo, ad una decurtazione del 50 % delle loro prestazioni,
rimettendosi tuttavia al giudizio sull'opposizione contro la decisione dell'__________
(doc. _).

 

      Da notare
ancora, che nel momento dell'incidente la rotonda di __________, era un grosso
cantiere confuso ed estremamente pericoloso.

 

      Per questo
motivo, il ricorrente ha pure introdotto una notifica ai sensi dell'art. 19
LRCEP, chiedendo il relativo risarcimento allo Stato (doc. _).

 

      II Cantone tuttavia rifiuta ogni responsabilità (doc. _).

 

      (…)

 

4.   II
ricorrente si è sempre opposto all'entità e all'estensione della riduzione pronunciata
nei suoi confronti, e questo principalmente per la frattura delle placche
inserite a livello del femore destro, avvenuta il 27 settembre 1999 (doc. _).

 

      Tale fatto
ha infatti notevolmente inciso sul ristabilimento dei ricorrente, e
conseguentemente sulla durata delle prestazioni, anche se va nuovamente
ricordato, che il signor __________ ha decisamente contribuito a ridurre tale
periodo, con il suo atteggiamento.

 

      Con il
presente ricorso, il ricorrente chiede quindi l'annullamento della decisione
della __________, a far tempo dal 27 settembre 1999, ossia nel momento in cui è
avvenuta la frattura della placca, che ha provocato una nuova operazione
chirurgica.

 

      In
aggiunta a quanto sopra, il ricorrente chiede pure una riduzione della
decurtazione, ad una quota del 30%, per il periodo 9 giugno - 27 settembre
1999, visto che il tasso di alcolemia accertato dalla sentenza penale, è stato
fissato al 2.00 grammi per mille.

 

      A parte
quanto sopra, occorre infatti ancora considerare il cattivo stato della rotonda
di __________ nel momento dell'incidente, e meglio come esposto in
precedenza." (doc. _)

 

                               1.5.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Giusta
l'art. 37 cpv. 2 LAINF, se l’assicurato ha causato l’infortunio per negligenza
grave, le indennità giornaliere accordate nel quadro dell’assicurazione
contro gli infortuni non professionali sono ridotte durante i primi due
anni successivi all’infortunio. La riduzione non può tuttavia superare la metà
dell’importo delle prestazioni se l’assicurato, all’epoca dell’infortunio, deve
provvedere al sostentamento di congiunti che, alla sua morte, avrebbero diritto
a rendite per superstiti. 

 

                                         Il cpv. 3
recita, da parte sua, che le prestazioni in contanti possono essere ridotte, o
rifiutate in casi particolarmente gravi, se l’assicurato ha provocato
l’infortunio commettendo un crimine o un delitto. Esse sono ridotte al
massimo della metà se l’assicurato, all’epoca dell’infortunio, doveva
provvedere al sostentamento dei congiunti aventi diritto, alla sua morte, a
rendite per i superstiti ovvero s’egli muore dei postumi dell’infortunio. 

 

                                         Il
criterio della riduzione per colpa trova la sua giustificazione nel principio
della mutualità caratteristico della struttura della legge (Ghélew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur 

                                         l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 144ss.): si vuole con ciò evitare che la maggioranza
degli assicurati sia penalizzata dal pagamento di quote elevate destinate a
coprire i rischi causati od aggravati dal comportamento colpevole di alcuni
assicurati.

 

                                         La
riduzione non può, però, costituire per l'assicurato colpito una sanzione a
carattere penale (DTF 97 V 230): pertanto, soltanto può essere sanzionata da
una riduzione delle prestazioni la colpa che ha effettivamente provocato il
danno alla salute o il decesso dell'assicurato (Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 144s.).

 

                               2.2.   In materia
di circolazione stradale, secondo la giurisprudenza, va riconosciuta una
negligenza grave ai sensi dell'art. 37 cpv. 2 LAINF, quando è stata violata -
in nesso di causalità con l'infortunio - una regola elementare oppure più
regole importanti della circolazione stradale (cfr. RDAT II-1997 pag. 228
consid. 2.5.; RDAT II-1996 pag. 252 consid. 2.2.; DTF 97 V 210 consid. 2; 105 V
119 consid. 2b; 105 V 213 consid. 1; 106 V 22 consid. 1b; 109 V 150 consid. 1;
111 V 186 consid. 2c; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit. p. 147; A. Rumo-Jungo,
Die Leistungskürzung oder -verweigerung gemäss Art. 37-39 UVG, Tesi Friborgo
1993, p. 145). 

 

                                         Per
contro, la specificità dell'art. 37 cpv. 3 LAINF risiede nel fatto che
l'infortunio è provocato in occasione della commissione di un crimine o
di un delitto. È necessario, da un lato, che sia dato il grado di colpevolezza
prescritto per l'infrazione, pertanto non necessariamente l'intenzione oppure
la negligenza, e, dall'altro, la realizzazione degli elementi costitutivi
oggettivi di un'infrazione (cfr. DTF 119 V 241 consid. 3a; A. Rumo-Jungo, op.
cit., p. 170). 

                                         Se i
primi due capoversi dell'art. 37 LAINF regolano la commissione intenzionale,
rispettivamente, per negligenza grave di un infortunio, il capoverso 3 concerne
invece la perpetrazione colpevole di un crimine o di un delitto. L'infortunio,
da parte sua, non deve forzatamente essere stato causato in modo colpevole, è
bensì sufficiente che esso risulti dalla commissione di un crimine o di un
delitto (cfr. RAMI 2000 U 375, p. 178ss.; RAMI 1996 U 263, p. 281ss.; DTF 120 V
224, consid. 2c). 

                                         Se ne
deduce che la fattispecie di cui al capoverso 3 costituisce una lex
specialis. Quindi, qualora l'infortunio sia stato simultaneamente causato
per negligenza grave ed in occasione della commissione di un delitto, trova
applicazione soltanto l'art. 37 cpv. 3 LAINF. Per contro, se il comportamento
punibile va qualificato come semplice contravvenzione e l'infortunio è
contemporaneamente causato per negligenza grave, è applicabile l'art. 37 cpv. 2
LAINF (cfr. A. Rumo-Jungo, op. cit., p. 170). 

 

                                         Sono
ritenuti atti delittuosi, quegli atti punibili secondo il diritto penale giusta
l'art. 9 cpv. 1 e 2 CP. 

                                         Di
regola, l'atto delittuoso presuppone quindi che l'autore abbia agito con
intenzione o per negligenza (artt. 18, 102, 333 CP). Se, per contro, l'atto
illecito è stato commesso in condizioni d'irresponsabilità non è punibile (art.
10 CP), tranne quando, a norma dell'art. 12 CP, il responsabile si è posto
intenzionalmente o per negligenza in stato di grave alterazione o di turbamento
della coscienza al fine di commettere il reato (cfr. DTF 85 IV 2, 93 IV 42). Va
aggiunto che è punibile ai sensi dell'art. 263 CP chiunque, essendo in stato
d'irresponsabilità a cagione di ebbrezza colposa, prodotta da alcool o da altra
intossicazione, commetta un fatto represso come crimine o delitto (cfr. DTF 117
IV 295 consid. 3b, 106 V 113 consid. 1). 

                                         Il
comportamento sanzionato all'art. 263 CP costituisce un delitto, perciò le
prestazioni assicurative vanno ridotte o soppresse in applicazione dell'art. 37
cpv. 3 LAINF, malgrado l'irresponsabilità al momento del reato (cfr. DTF 106 V
113 consid. 1). 

 

                                         Una
particolare attenzione la merita la fattispecie disciplinata dall'art. 90 cfr.
2 LCS, giacché una sua delimitazione dalla commissione di un infortunio per
negligenza grave, può generare delle difficoltà. A questo proposito, la nostra
Corte federale ricorda che la nozione di "negligenza grave" è più
ampia di quella di "grave violazione delle regole della circolazione
stradale" utilizzata all'art. 90 cfr. 2 LCS, la quale presuppone che
l'autore abbia avuto un comportamento senza scrupoli oppure gravemente
contrario alle regole, ossia una colpa qualificata (cfr. RAMI 1996 U 263, p.
281 consid. 1a). D'altro canto, una negligenza grave va di principio ammessa
soltanto se vi è stata la trasgressione di una regola elementare oppure una
grave violazione di più regole importanti della circolazione stradale (DTF 102
V 25 consid. 1; RAMI 1987 U 20, p. 324). Pertanto, l'art. 37 cpv. 3 LAINF è
applicabile ogni volta che la fattispecie di cui all'art. 90 cfr. 2 LCS è
realizzata. Altrimenti, occorre esaminare se è data una negligenza grave e,
quindi, se l'art. 37 cpv. 2 LAINF è soddisfatto. Nonostante questa di per sé semplice
formula, delle difficoltà possono comunque sorgere quando, in un caso concreto,
si tratta di delimitare, da un lato, una violazione grave di una regola
elementare oppure di più regole importanti della circolazione stradale e,
dall'altro, un comportamento senza scrupoli oppure gravemente contrario alle
regole (cfr. A. Rumo-Jungo, op. cit., p. 172).

 

                               2.3.   Secondo una
costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali non è vincolato
dalle constatazioni e dall'apprezzamento del giudice penale, né per quel che
concerne la determinazione delle prescrizioni violate, né per quel che riguarda
la valutazione della colpa commessa. Tuttavia, egli si scosta dalle
constatazioni di fatto del giudice penale soltanto qualora i fatti accertati in
sede d'istruttoria penale e la loro qualificazione non siano convincenti o si
fondino su considerazioni specifiche del diritto penale, prive di rilievo dal
profilo delle assicurazioni sociali (DTF 111 V 177 consid. 5a e riferimenti;
RAMI 1990 U 87, p. 56). 

 

                                         In
particolare, il giudice delle assicurazioni sociali si scosterà dal tasso
d'alcolemia ritenuto dal giudice penale, soltanto se delle ragioni particolari
lo esigono. Se l'istruttoria penale presenta delle lacune oppure se le
constatazioni di fatto del giudice penale non sono convincenti, il giudice
delle assicurazioni sociali potrà fondarsi su mezzi di prova differenti dal
prelievo di sangue e dalla doppia analisi previsti dagli artt. 138ss. OAC. Egli
potrà segnatamente considerare altre misure probatorie, quali l'etilometro
oppure l'esame medico del conducente che rappresenta un utile elemento di prova
per i casi dubbi. Qualora facciano difetto questi elementi di prova, il giudice
potrà, alla luce dell'insieme delle circostanze, utilizzare il principio della
verosimiglianza preponderante, applicabile alla valutazione delle prove
nell'ambito dell'assicurazione sociale (cfr. RAMI 1996 U 263, p. 282s., nonché
la dottrina e la giurisprudenza ivi menzionate).

 

                               2.4.   Sul piano
penale, l'incidente della circolazione del 9 giugno 1999 ha fatto oggetto della
sentenza del 18 giugno 2001, mediante la quale il Presidente della Corte delle
Assise correzionali di __________ ha condannato __________ alla pena di 80
giorni di detenzione sospesi condizionatamente per un periodo di prova di 5
anni ed al pagamento della multa di fr. 1'500.--, per "aver condotto il
motoveicolo __________ targato TI __________essendo in stato di grave
ubriachezza (alcolemia minima 2.00 grammi per mille)" (cfr. doc. _, p.
3s.). 

 

                                         Il fatto
di condurre un autoveicolo in stato di ebrietà - infrazione prevista dall'art.
91 cpv. 1 LCS - costituisce un delitto ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 CP,
ciò che giustifica, di principio, una riduzione delle prestazioni assicurative
giusta l'art. 37 cpv. 3 LAINF.

Del resto, lo scrivente Tribunale, in una
sentenza del 14 giugno 1993 nella causa K., inc. LAINF 24/93 - confermata dal
TFA con pronunzia del 13 gennaio 1994, parzialmente pubblicata in RDAT II-1994,
p. 192s. -, ha concluso che il cpv. 3 dell'art. 37 LAINF trovava applicazione
nel caso in cui un'assicurata, in stato d'ebrietà (1.77‰), aveva perso il
controllo della propria autovettura ed era uscita di strada riportando delle
ferite. Il comportamento dell'automobilista realizzava infatti gli estremi
dell'art. 91 cpv. 1 LCS e si configurava, dal profilo del diritto penale, quale
delitto ex art. 9 CP. 

 

Con il proprio gravame, __________ non contesta
che, al momento dell'evento traumatico assicurato, egli si trovava in uno stato
di ubriachezza. Egli rileva comunque che, in sede penale, è stato ritenuto un
tasso di alcolemia del 2‰ e che, d'altro canto, occorre pure considerare il
cattivo stato in cui si trovava la costruenda rotonda di __________ (cfr. I, p.
3: "… nel momento dell'incidente la rotonda di __________ era un grosso
cantiere confuso ed estremamente pericoloso" (cfr. I, p. 3). 

 

Così come già accennato al considerando 2.3. in
fine, secondo una costante
giurisprudenza federale, il giudice delle assicurazioni sociali applica il criterio
della verosimiglianza preponderante (DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti;
cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 338) e non quello della prova
piena come il giudice civile o, in modo ancor più rigoroso, il giudice penale,
ritenuto che in quest'ultima evenienza per il principio "in dubio pro
reo" l'incertezza profitta all'accusato.

Conformemente al summenzionato
criterio, il giudice, dopo un'analisi ed una valutazione oggettiva delle prove,
deve seguire quella rappresentazione fattuale che ritiene essere la più
verosimile tra i vari scenari possibili (cfr. STFA del 15 gennaio 2001 nella
causa P., C 49/00, e sentenze ivi menzionate).

 

                                         Ora,
tutto ben considerato, questa Corte non ravvede sufficienti e validi motivi per
scostarsi dalle constatazioni e dall'apprezzamento compiuto dal giudice penale,
il quale - lo si ricorda - ha giudicato __________ colpevole di circolazione in
stato di ebrietà (cfr. doc. _). 

                                         La
circostanza che il Presidente della Corte delle Assise correzionali di
__________, con la propria pronunzia, abbia ritenuto un tasso alcolemico minimo
del 2‰ non può essere di soccorso alcuno all'assicurato, nella misura in
cui - così come meglio verrà dimostrato in seguito - un tale tasso comporta
comunque, per prassi, una riduzione delle prestazioni del 50%.

                                         D'altro
canto, indubbio è il nesso causale fra la guida in simili condizioni e la
sopravvenienza dell'infortunio.

                                         In
effetti, nulla agli atti lascia intravedere l'intervento di altri fattori,
estranei alla guida stessa, suscettibili di spiegare l'accaduto e il grado di
alcolemia riscontrato nell'insorgente è idoneo, per esperienza, a causare la
perdita di padronanza di un veicolo. In particolare, né dal rapporto di polizia
del 22 giugno 1999, né dalla sentenza penale del 18 giugno 2001, emerge che la
presenza di un cantiere in prossimità del luogo dell'incidente, abbia in
qualche modo potuto ostacolare __________ nella guida della motocicletta. 

                                         Per il
resto, lo scrivente TCA non può che condividere quanto osservato dall'________
in sede di risposta, ovvero che, abitando nella regione, il ricorrente doveva
essere a conoscenza del fatto che erano in corso dei lavori stradali, per cui
"… egli aveva il dovere di prestare la massima attenzione o, in altre
parole, fare il necessario per poter prestare la massima attenzione" (cfr.
III, p. 2). 

 

                                         In esito
alle considerazioni che precedono, l'assicuratore LAINF convenuto ha dunque
legittimamente proceduto ad una decurtazione delle prestazioni pecuniarie
spettanti a __________.

 

                               2.5.   Per quanto
attiene all'entità della riduzione, va detto che essa non può superare la metà
dell'importo delle prestazioni se l'assicurato, all'epoca dell'infortunio,
doveva provvedere al sostentamento di congiunti che, alla sua morte, avrebbero
diritto a rendite per superstiti (cfr. art. 37 cpv. 2, 2a frase e cpv.
3, 2a frase LAINF). 

 

Nel decidere sulla riduzione delle prestazioni,
occorre tenere conto, oltre che della colpa (art. 37 cpv. 2 LAINF),
rispettivamente della gravità oggettiva dell'infrazione commessa (art. 37 cpv.
3 LAINF), anche della situazione familiare ed economica dell'infortunato (cfr.
RAMI 1989 U 79, p. 368 consid. 2c; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 147). 

In tale apprezzamento, il giudice delle
assicurazioni sociali non è vincolato alla valutazione effettuata in precedenza
dal giudice penale o civile (cfr. DTF 105 V 217; Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 147).

Va, comunque, sottolineato che il potere
cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali è limitato al controllo della
compatibilità dell'apprezzamento effettuato dall'amministrazione con i principi
generali del diritto.

Il giudice non può - senza motivi importanti -
sostituire il proprio punto di vista a quello dell'amministrazione (cfr. STFA
del 16 ottobre 2001 nella causa M, U 301/00; STFA del 22 maggio 2001, nella
causa L., U 181/98; RAMI 2000 U 375 p. 178ss.; DTF 126 V 353 consid. 5d; DTF
126 V 75 consid. 6; RDAT I-1997 p. 242; DTF 114 V 315 consid. 5a; RAMI 1989 U
63 p. 52ss.; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 147).

 

D'altra parte, esistono delle raccomandazioni
afferenti all'entità delle riduzioni, emanate dalla "AD-HOC-Kommission 

Schaden-UVG". 

Il TFA ha avuto modo di pronunciarsi sulla
validità di tali raccomandazioni: esse non rappresentano né ordinanze
amministrative né direttive emanate da organismi preposti alla sorveglianza
dell'attività dell'amministrazione. Si tratta di indicazioni che non hanno un
valore assoluto, che vanno adattate a seconda delle particolarità del caso di
specie ma che, comunque, costituiscono un valido punto di riferimento
nell'ottica dell'applicazione del principio dell'uguaglianza di trattamento fra
gli assicurati (DTF 114 V 318 consid. 5c).

La nostra Corte federale ha ritenuto conforme al
diritto la prassi dell'_________, secondo cui, nel caso di infortuni avvenuti
sotto l'influenza dell'alcol, il tasso di riduzione viene fissato in funzione
del grado di ebrietà. Secondo il TFA, non è criticabile che l'Istituto
assicuratore, in presenza di un tasso alcolemico compreso fra lo 0.8 e l'1.2‰,
applichi di regola una riduzione del 20%, aumentandola di un 10% per ogni 0,4‰
supplementare (cfr. DTF 120 V 231 consid. 4c). 

 

Nel caso di specie, questa Corte è dell'avviso
che non sussistano fondati motivi per considerare come manifestamente
inadeguato il tasso di riduzione stabilito dall'Istituto assicuratore convenuto
(50% delle prestazioni in contanti). 

                                         D'altronde,
esso è perfettamente conforme alla prassi dell'__________ (avallata, come già
detto, dalla nostra Corte federale), secondo la quale, a partire da
un'alcolemia del 2‰ (e fino al 2.39‰), è applicabile un tasso di riduzione del 50%
(cfr. A. Rumo-Jungo, op. cit., p. 222). 

 

                                         Da
ultimo, appare priva di fondamento la richiesta tendente a limitare il periodo
di decurtazione delle prestazioni in contanti sino al 27 settembre 1999. 

                                         Contrariamente
al cpv. 2 dell'art. 37 LAINF ("… le indennità giornaliere accordate nel
quadro dell’assicurazione contro gli infortuni non professionali sono ridotte durante
i primi due anni successivi all’infortunio …"), il cpv. 3 non pone
limiti alla durata della riduzione delle prestazioni. 

 

                                         L'impugnata
decisione su opposizione deve dunque essere confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai
6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti