# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6bfddf4e-a01f-510a-9c74-a149fe4b0e52
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 04.08.2008 30.2007.123
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2007-123_2008-08-04.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2007.123

  9877/803

  	
  Bellinzona

  4
  agosto 2008

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Sara
Friedli in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 25 aprile 2007
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  13 aprile 2007 n. 9877/803 emessa dalla Sezione della circolazione, Ufficio
  giuridico, Camorino,

  

 

viste                                  le osservazioni 15 maggio 2007 presentate
dalla Sezione della circolazione, Camorino;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La Sezione della
circolazione con decisione 13 aprile 2007 ha inflitto a RI 1 una multa di fr.
200.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 40.- e alle spese di fr. 20.-, per
i seguenti motivi:

                                         "Alla guida della vettura TI __________, s’immetteva nel flusso della
circolazione ostacolando la marcia di un autoveicolo ivi sopraggiungente”.

 

                                         Fatti accertati il __________ in
territorio di __________.

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 36 cpv. 4, 90 cifra 1 LCStr; art. 15 cpv. 3 ONC.

 

                                 B.     Contro la predetta
pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice
chiedendone l'annullamento.

 

                                 C.     La Sezione della
circolazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la
decisione impugnata sia confermata.

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma
dell'art. 12 LPContr.

 

                                 2.     Giusta
l’art. 36 cpv. 4 LCStr, il conducente che si appresta a entrare nella
circolazione, a voltare il veicolo o a fare marcia indietro non deve ostacolare
gli altri utenti della strada; questi hanno la precedenza. L’art. 15 cpv. 3 ONC
precisa che chi si immette in una strada principale o secondaria uscendo da una
fabbrica, da un cortile, da un’autorimessa, da strade dei campi, da ciclopiste,
da parcheggi, da stazioni di servizio e simili oppure attraverso un marciapiede
deve dare la precedenza ai veicoli che circolano su tali strade. Se questi
punti sono senza visuale, il conducente deve fermarsi; se necessario, deve
chiedere ad una persona di controllare la manovra.

 

                                         Chiunque
contravviene alle norme della circolazione contenute nella LCStr o nelle
prescrizioni di esecuzione del Consiglio federale è punito con la multa (art.
90 cifra 1 LCStr). 

 

                                 3.     La
Sezione della circolazione – in applicazione delle predette disposizioni –
rimprovera al multato di essersi immesso nel flusso della circolazione
ostacolando la marcia di un autoveicolo ivi sopraggiungente. 

 

                                         La decisione impugnata si fonda sul rapporto di constatazione dell’incidente
della circolazione __________ della Polizia cantonale, che ha così riassunto
l’accaduto: “__________[co-protagonista, ndr] circolava su Via __________ in
direzione di __________ ad una velocità dichiarata di 45-50 km/h. A suo dire,
giunta all’altezza di Via __________, si vedeva ostruita la corsia dal veicolo RI
1 [ricorrente, ndr] il quale si immetteva imprudentemente su Via __________
per poi proseguire davanti a lei. __________ iniziava a eseguire i “bilux” nei
confronti del RI 1 Giunti in prossimità di metà ponte, RI 1 toglieva il piede
dal pedale del gas e di conseguenza rallentava senza toccare il freno. __________
non si accorgeva di tale decelerazione ed andava a tamponare il RI 1 (…)” (cfr.
informazione complementari).

 

                                 4.     Il
ricorrente, dal canto suo, contesta l’infrazione ascrittagli dall’autorità di
prime cure, poiché ritiene di non avere alcuna responsabilità per l’accaduto, ascrivendo
la stessa al solo comportamento della co-protagonista:

 

                                         “Con la
presente mi oppongo alla risoluzione sopracitata. La ritengo ingiusta, perché
non ho commesso l’infrazione che mi viene addebitata. Faccio notare che il
rapporto di polizia, nel contestarmi l’infrazione in questione, non può basarsi
su altro che le dichiarazioni, certamente non disinteressate, della sig.a __________.
Ribadisco quanto evidenziato nella mia lettera del 19.03.2007: 

                                         La sig.a __________
viaggiava con le luci spente ed era quasi invisibile. È sconcertante che questo
fatto viene giudicato irrilevante dal sig. __________” (cfr. ricorso 25 aprile 2007).

 

                                         Nelle
osservazioni 19 marzo 2007, l’insorgente sottolineava che la co-protagonista “viaggiava
con le luci spente e non era visibile da lontano e neanche da media distanza. Alle
ore 17.40 del __________] il crepuscolo era così avanzato da trasformarsi in
notte. Infatti, mi sono accorto della vettura in questione solo al momento che
mi ero già infilato nella sua corsia a metà. Nonostante ciò, pericolo non ho
creato, visto che la sig.a __________ non ha dovuto frenare”.

 

                                 5.     Nell’evenienza
concreta, occorre verificare se il ricorrente ha preso tutte le precauzioni
necessarie per evitare d’essere d’ostacolo alla marcia del veicolo della
signora __________ conformemente agli art. 36 cpv. 4 LCStr e 15 cpv. 3
ONC. Si rivela dunque indispensabile definire dapprima, quando
un veicolo, che si appresta a introdursi nella circolazione, ostacola nella
marcia gli altri utenti della strada, in quanto da tale concetto discende
l’esito del gravame.

 

                                         La
giurisprudenza considera che vi è “ostacolo alla circolazione” quando, per
rimediare a una situazione pericolosa creata dal debitore della precedenza, il
conducente prioritario è obbligato a modificare in modo brusco la sua direzione
di marcia o la sua velocità, sia con una frenata, sia con un’accelerazione; non
vi è per contro “ostacolo” per il solo motivo che il veicolo prioritario deve
ridurre la sua velocità o modificare la sua direzione (DTF 105 IV 341).
Limitando il concetto di impedimento, il Tribunale federale ha voluto prendere
in considerazione circostanze particolari legate all’aumento del traffico
all’interno delle località. Tuttavia, tale limitazione non deve togliere valore
al diritto di precedenza, ragion per cui è consentito negare un intralcio
considerevole solo in casi eccezionali (DTF 114 IV 146).

 

                                         Secondo R. Schaffhauser
(cfr. Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Vol. I, pag.
391 e seg., n. 866) nel determinare se in un caso concreto è dato un
impedimento, occorre applicare criteri differenziati in considerazione dei vari
interessi in gioco degni di protezione, fra cui la sicurezza del diritto per
mezzo di regole chiare e semplici, la fluidità del traffico sulle strade
prioritarie e la presa in considerazione di situazioni particolarmente
difficili per i debitori di precedenza. Per principio il concetto di ostacolo
dovrebbe quindi comprendere non solo i casi in cui si rende necessaria una
brusca reazione da parte dell’avente diritto (DTF 99 IV 173), bensì anche
impedimenti medio-gravi, perché solo così si può evitare che il diritto di
precedenza venga sminuito e non sia più chiara la ripartizione degli obblighi
fra debitore e beneficiario dello stesso. L’avente diritto è tenuto a tollerare
impedimenti lievi, ma solo eccezionalmente e in situazioni particolari, in
special modo all’interno delle località. 

                                         Ciò significa che non è dato ostacolo
nel senso dell’art. 36 cpv. 4 LCStr, laddove non è
possibile escludere che sussista un certo impedimento, nonostante siano state
prese tutte le precauzioni esigibili da parte del debitore della precedenza.

 

                                 6.     In
concreto, la coprotagonista ha asserito che: “La visuale era buona. ll tempo
era bello ed il campo stradale asciutto. I fari anabbaglianti erano accesi.

                                         Dopo aver
circolato su Via __________ mi immettevo su Via __________. Poco prima di
giungere all’intersezione che porta verso la piscina coperta di __________, una
vettura che proveniva da detta strada, si immetteva imprudentemente davanti a
me. Da parte mia azionavo i ‘bilux’ un paio di volte, tanto da far capire
all’altro conducente la manovra azzardata che aveva fatto (…)” (cfr.
verbale d’interrogatorio __________ 2007 __________, pag. 1).

 

                                         Tali
affermazioni sono state confermate dal signor __________, testimone
dell’accaduto, il quale stava circolando dietro alla vettura della signora __________
e ha dunque potuto osservare quanto è successo. Egli ha dichiarato che: “(…)
Davanti a me circolava una vettura. Preciso che in quel momento il
traffico era abbastanza intenso” e che: “una volta che mi trovavo a
circolare su Via __________, da Via __________, ovvero quella che porta al
centro sportivo comunale, sortiva improvvisamente una vettura. Quest’ultima si
immetteva, a mio avviso in modo imprudente, su Via __________ in direzione di __________.
In questo frangente dovevo decelerare ed in seguito continuare il viaggio ad
una velocità di circa 40-45 km/h” (cfr. verbale d’interrogatorio 23
febbraio 2007 __________, pag. 1).

 

                                         Ora,
contrariamente all’assunto del ricorrente la versione della co-protagonista è
confermata dal teste __________, annunciatosi spontaneamente sul posto e della
cui credibilità non vi è motivo di dubitare.

 

                                         Ciò posto, dalle
dichiarazioni che precedono emerge chiaramente che la manovra di immissione del
ricorrente ha provocato reazioni non trascurabili nei due co-protagonisti: la
signora __________, ha manifestato le proprie rimostranze per la manovra
azzardata utilizzando insistentemente i “bilux” (circostanza ammessa dallo
stesso insorgente a verbale), mentre il teste, che si trovava dietro
quest’ultima, ha dovuto decelerare sensibilmente. A fronte di una simile reazione
“a catena”, che fortunatamente non è sfociata in una collisione, occorre
ritenere che con il suo comportamento il ricorrente è venuto meno all’obbligo
di concedere la precedenza, mettendo per di più in pericolo la sicurezza del traffico.
V’è da credere che tale violazione non si sarebbe verificata se egli si fosse
inoltrato nella circolazione con la dovuta attenzione. Si ricorda che il conducente
debitore della precedenza, che si introduce nella circolazione nel senso
dell’art. 36 cpv. 4 LCStr, non deve mettere in pericolo gli altri utenti della
strada. Egli deve dunque assicurarsi che la strada sia libera fino al termine
della sua manovra, in modo da potersi fermare o accelerare rapidamente in caso
di necessità (cfr. Bussy/Rusconi,
Code suisse de la circulation routière, comm., 3a ed., n. 4.4 ad
art. 36 LCStr). 

                                 7.     Dinanzi
a tali fatti, come detto, il ricorrente si giustifica sostenendo che la co-protagonista
“era quasi invisibile”, in quanto circolava con i fari spenti e inoltre “il
crepuscolo era così avanzato da trasformarsi in notte”. 

 

                                         Anzitutto va
rilevato che nelle sue prime dichiarazioni, contrariamente a quanto asserito
successivamente, egli ha affermato che “la visibilità era abbastanza buona
nonostante il giungere della notte”. Al di là di questa contraddizione, la circostanza,
oltre ad essere contestata dall’interessata, risulta sconfessata dalle dichiarazioni
del teste, il quale ha riferito che i fari rossi posteriori e la luce della
targa erano accesi (cfr. verbale di interrogatorio __________ 2007 __________).
In siffatte evenienze, le giustificazioni intese a mettere in evidenza colpe
della co-protagonista non risultano fondate. 

 

                                         Per quanto attiene alle altre
infrazioni ascrivibili a quest’ultima che emergono dal fascicolo processuale
(ebrietà e distanza insufficiente), giovi rilevare che le stesse sono
ininfluenti ai fini del giudizio relativo all’omissione di concederle
precedenza. Sulla base delle risultanze processuali, occorre dunque
concludere che il ricorrente si è immesso nel
flusso della circolazione venendo meno ai suoi obblighi di debitore di
precedenza, in violazione a quanto prescritto dagli art. 36 cpv. 4 LCStr e 15
cpv. 3 ONC. Del resto, le infrazioni alle norme sulla
circolazione stradale sono punibili anche se dovute a negligenza (art. 100
cifra 1 LCStr; 333 cpv. 7 CP).

 

                                 8.     La multa inflitta
è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione
commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti
concessi dalla legge.

 

                                         Il ricorso va pertanto
respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).

 

per questi motivi,                visti gli art. 36 cpv. 4, 90 cifra 1
LCStr; art. 15 cpv. 3 ONC; art. 1 segg. LPContr;

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto e
la decisione impugnata confermata.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 200.- e le spese di fr. 50.- sono a carico del ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso in materia penale al
Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg. LTF) entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

                     Entro
lo stesso termine può essere, con medesima istanza, interposto ricorso in
materia costituzionale (art. 119 LTF).