# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4fd6ee1b-1a86-592e-b96a-bbb7da0c89b5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-12-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 22.12.1998 15.1998.206
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-206_1998-12-22.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00206

  	
  Lugano

  22 dicembre 1998 /FP/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

 

statuendo sul ricorso 12 novembre 1998
di

 

                                         __________

 

                                         contro

 

l’operato
dell’UE di Lugano e meglio contro le comunicazioni delle domande di
realizzazione 6 novembre 1998 nelle esecuzioni n. __________, __________,
__________ e __________ promosse da

 

                                         __________

                                         rappr.
da __________

 

nei confronti di

 

                                         __________

 

richiamata
l’ordinanza presidenziale 16 novembre 1998, con la quale al ricorso non è stato
concesso l’effetto sospensivo;

 

viste le osservazioni   

- 30 novembre 1998 del __________

- 1° dicembre 1998 __________

 

esaminati atti e documenti;

 

ritenuto 

 

 

in fatto:                    A.   Il
Comune __________ procede con diverse procedure esecutive nei confronti di
__________ per l’incasso dei propri crediti per imposte comunali arretrate.

 

                                  B.
  Il 30 settembre 1998 l’UE di Lugano ha pignorato diversi beni mobili
proprietà dell’escusso. In data 5 novembre 1998 il Comune di __________ ha
chiesto la vendita degli oggetti pignorati. Le relative comunicazioni delle
domande di realizzazione sono state notificate al debitore il 6 novembre 1998.

 

                                  C.   Con
ricorso 12 novembre 1998 __________ postula l’annullamento delle domande di
vendita sostenendo che il debito posto in esecuzione sarebbe stato estinto per
compensazione a seguito delle pretese vantate dall’escusso nei confronti del
Comune di __________.

 

                                  D.   Con
osservazioni 30 novembre 1998 il Comune di __________ chiede la reiezione del
ricorso, sostenendo che le pretese vantate dall’escusso sono integralmente
contestate ed inoltre esse  non avrebbero alcuna attinenza con le esecuzioni
oggetto del gravame.

 

                                  E.   Con
osservazioni 1° dicembre 1998 l’UE di Lugano ribadisce la correttezza del
proprio operato chiedendo che il ricorso venga respinto.

 

Considerando 

 

 

in diritto:                  1.   Per
l’art. 116 cpv. 1 LEF il creditore può domandare la realizzazione dei beni
mobili, crediti e altri diritti pignorati non prima di un mese né più tardi di
un anno dal pignoramento e, quando si tratti di fondi, non prima di sei mesi né
più tardi di due anni dal pignoramento. La domanda di realizzazione può anche
essere formulata oralmente ( cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, SchKG, Zurigo
1997, n. 15 ad art. 116). Il termine per domandare la realizzazione comincia a
decorrere dal momento del pignoramento e non dalla sua comunicazione al
creditore (DTF 115 III 109). L’esecuzione è perenta se la domanda di
realizzazione non é stata fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più
rinnovata (art. 121 LEF). Sulla domanda del debitore la realizzazione si può
fare anche prima che il creditore sia autorizzato a richiederla (art. 124 cpv.
1 LEF). L’ufficio avvisa il debitore, entro tre giorni, che il creditore ha
domandato la realizzazione (art. 120 LEF):

 

                                   2.   Nel
caso di specie il pignoramento è stato eseguito il 30 settembre 1998 e la
domanda di vendita è stata formulata il 5 novembre 1998 e la relativa
comunicazione è stata notificata al ricorrente il 6 novembre 1998. L’operato dell’UE
di Lugano è quindi da ritenere corretto, avendo quest’ultimo agito
conformemente all’art. 120 LEF. 

 

                                   3.   Il
ricorrente sostiene che la pretesa posta in esecuzione sarebbe stata compensata
con il credito di oltre fr. 300’000.-- vantato dall’escusso nei confronti del
Comune di __________. Tale tesi è però smentita dalla lettera 5 ottobre 1998
nella quale il Comune di __________ contesta la compensazione fatta valere dal
ricorrente e manifesta la volontà di proseguire nell’incasso del credito per
imposte comunali arretrate.

  

                                   4.   Ne
consegue la reiezione del gravame.

                                         Non
si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF)
e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato
per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art. 116,120, 121 e 124
LEF

 

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso 12 novembre 1998 di __________, è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

                                         

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria