# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 80418860-8d4e-574f-8cd1-c0bcf9c047a9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.10.2006 32.2005.176
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-176_2006-10-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.176

   

  FS

  	
  Lugano

  23 ottobre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 ottobre 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 22 marzo
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio AI assicurati all'estero, 1211 Ginevra 2

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
domanda 25 giugno 1996 RI 1 ha chiesto per la seconda volta di poter beneficiare
di prestazioni AI (doc. AI 1). 

 

                                         Con
decisione 23 aprile 2002 l’Ufficio AI per gli assicurati residenti all’estero,
osservato che “(…) una precedente domanda è stata accettata e ha permesso di
erogare una rendita limitata intera (100%) dal 01.06.1989 al 31.12.1991 e una
mezza rendita limitata (50%) dal 01.01.1992 al 30.04.1992 (…)”, ha respinto la
domanda di prestazioni inoltrata dall’assicurato adducendo che “(…) dagli atti
in nostro possesso non risulta un’incapacità di guadagno di almeno la metà in
modo permanente. A causa del danno alla salute, l’ultima attività esercitata
non è più esigibile. Altre attività, più leggere, come per esempio un’attività
leggera nel settore industriale, controllore, aiuto magazziniere, sorvegliante
o custode potrebbero invece essere esplicate in modo da poter conseguire un
reddito superiore alla metà di quello ottenuto anteriormente (…)” (doc. AI 99).

 

                                         La
III Camera della Commissione federale di ricorso in materia d’assicurazione per
la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità per le persone all’estero, con
decisione 2 ottobre 2003, ha annullato la decisione 23 aprile 2002 e rinviato
gli atti all’Ufficio AI per gli assicurati residenti all’estero affinché,
previo esperimento di una perizia psichiatrica, procedesse ad emanare una nuova
decisione (doc. AI 117). 

 

                                         Con
decisione 8 ottobre 2004 l’Ufficio AI per gli assicurati residenti all’estero,
fondandosi sulla perizia pluridisciplinare 8 luglio 2004 del __________, ha
respinto nuovamente la domanda di prestazioni inoltrata dall’assicurato
adducendo che “(…) aus den nun ergänzten Akten ergibt sich, dass weder eine
bleibende Erwerbsunfähigkeit noch eine, gemäss den obenerwähnten Bestimmungen
ausreichende durchschnittliche Arbeitsunfähigkeit während eines Jahres
vorliegt. Trotz des Gesundheitsschaden könnte eine
Tätigkeit ausgeübt werden, bei der ein rentaus-schliessendes Erwerbseinkommen
erzielt könnte (…)“ (doc. AI 136).

 

                                         A
seguito dell’opposizione inoltrata dall’assicurato tramite l’avv. __________ (doc.
AI 137), con decisione su opposizione 22 marzo 2005, l’Ufficio AI per gli
assicurati residenti all’estero ha confermato la sua decisione 8 ottobre 2004
precisando che “(…) die einspracheweise eigereichten ärztlichen Kurzatteste aus
der Heimat des Versicherten sind in keiner Weise geeignet, die im __________ -Gutachten
getroffenen Feststellungen in Frage zu stellen. Die darin
gemachten Angaben bezüglich der Leiden und der Arbeitsfähigkeit des
Einsprechers sind gegenteils durch die im Gutachten getroffenen Feststellungen
eindeutig widerlegt wor-den. Dem antrag auf Einholung eines weiteren Gutachtens
ist dementsprechend keine Folge zu legen (…)“ (doc. AI 144).

 

 

                               1.2.   Contro
la decisione su opposizione 22 marzo 2005, questa volta
rappresentato dall’avv. RA 1, l’assicurato ha inoltrato un ricorso alla
Commissione federale di ricorso in materia d’assicurazione per la vecchiaia, i
superstiti e l’invalidità per le persone all’estero (doc. I).

 

                                         La III Camera della Commissione federale di ricorso in materia
d’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità per le persone
all’estero, con decisione 9 giugno 2005, non è entrata nel merito del ricorso e
lo ha trasmesso a questo Tribunale osservando che: “(…) vorliegend ist
ausgewiesen, dass der Beschwerdeführer im ausschlaggebenden Zeitpunkt der
Beschwerdeerhebung am 29. April 2005 seinen Aufenthalt
in der Gemein-de __________ hatte. Dies führt zum Schluss, dass in diesem Fall
die Zuständigkeit der Eidg. Rekurskommission zu verneinen und diejenige der
kantonale Behörde zu bejahen ist (…)“ (doc. II).

 

                               1.3.   Il
18 ottobre 2005 l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA la traduzione del suo ricorso
29 aprile 2005 (doc. VII e VII/Bis). Il rappresentante dell’assicurato rileva
innanzitutto che – secondo la decisione 2 ottobre 2003 della Commissione
federale di ricorso – da esaminare era solo l’aspetto psichiatrico. Producendo
un rapporto riassuntivo 10 novembre 2004 del dr. __________ il legale contesta
inoltre la valutazione medica ed economica operata dall’amministrazione, chiede
il riconoscimento di una rendita intera a decorrere dal 1° maggio 1992, di essere
posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria e che venga ordinato un dibattimento
pubblico. Egli sostiene inoltre che il suo assistito deve essere sottoposto
all’esame di un perito psichiatrico neutrale al fine di chiarire la presenza di
turbe psichiche invalidanti.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI per gli assicurati residenti
all’estero ha chiesto la reiezione del ricorso e la conferma della decisione
impugnata (doc. X e X/Bis).

 

                               1.5.   Con
replica 19 giugno 2006 il rappresentante dell’assicurato ha confermato le conclusioni
del proprio ricorso precisando che “(…) eventualmente si chiede di riconoscere
al ricorrente il diritto a una mezza rendita, subeventualmente a un quarto di
rendita, dal 1° giugno 1995 (…)” (doc. XVI).

 

                               1.6.   Con
scritto 15 settembre 2006 il rappresentante dell’assicurato ha rinunciato al dibattimento
pubblico (doc. XXIII).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad una rendita d’invalidità.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI – sia nella sua versione in vigore sino al 31 dicembre 2002
che in quella valida dal 1° gennaio 2003 in relazione con gli artt. 7 e 8 cpv.
1 LPGA – con invalidità s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente
o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica,
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi
fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi: un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità.

 

                                         Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli
assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%,
a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio
2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una
rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono
invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a
un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%;

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un’attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio,
Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pp.
200ss). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto
conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora
realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività
da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro,
previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). La
valutazione dell'invalidità non è stabilita unicamente in base a fattori
puramente medico-teorici (DTF 110 V 275, 105 V 207; RAMI 1996, p. 34, 36; STFA
inedita 23 marzo 1992 nella causa F.A.). La documentazione medica
costituisce un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori
siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico
graduare l'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314, 105 V 158; SVR
1996 IV Nr. 74 p. 124; RCC 1982 p. 35).

                                         Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 p.
169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 p. 180; ZAK 1984 p.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, p. 128).

 

                                         Quando
in precedenza è stata concessa una prestazione limitata nel tempo, in caso di
nuova domanda il competente Ufficio AI deve nuovamente esaminare se sono dati i
presupposti per il riconoscimento del diritto a prestazioni, l’art. 87 cpv. 3 e
4 OAI – secondo cui una nuova richiesta è riesaminata solo se vien dimostrato
che il grado d’invalidità ha subito una rilevante modifica – non trovando in
siffatta evenienza applicazione (DTF 125 V 410; STFA 15 febbraio 2000 nella
causa K., I 81/99).

 

                               2.4.   Ai sensi dell'art. 29 cpv. 1 LAI:

 

"  il diritto alla rendita secondo l'articolo 28 nasce il
più presto nel momento in cui l'assicurato:

a) presenta un'incapacità permanente di
guadagno pari almeno al 40 per cento, oppure

b) è stato, per un anno e senza notevoli
interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media."

 

                                         Secondo
l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto alla rendita secondo l'art. 28 LAI
nasce il più presto nel momento in cui l'assicurato è stato, per un anno e
senza notevoli interruzioni, incapace al lavoro per almeno il 40 per cento in media.

                                         Di
regola il periodo di carenza incomincia non appena l'assicurato subisce una diminuzione
sensibile del suo rendimento nella professione esercitata sino a quel momento
ed il termine può cominciare a decorrere anche quando l'assicurato non subisce
alcuna perdita di guadagno o non esercita alcuna attività lucrativa (DTF 105 V
159; RCC 1979 p. 281, 1970 p. 402). Una diminuzione della capacità di lavoro
del 20% soddisfa già la nozione legale (Pratique VSI 1998 p. 126).

                                         Alla
scadenza del termine di 360 giorni l'assicurato deve presentare un'incapacità -
questa volta - di guadagno del 40% almeno, che verrà definita secondo i
disposti dell'art. 28 LAI.

                                         L'ammontare
della rendita che verrà versata dipende dal grado d'incapacità di lavoro
durante il periodo di carenza e di quello dell'incapacità di guadagno residua
dopo i 360 giorni. Di conseguenza una rendita intera potrà essere riconosciuta
solo se l'incapacità media di lavoro durante l'anno di carenza è stata di due
terzi almeno e se in seguito sussiste un'incapacità di guadagno di perlomeno
pari grado (RCC 1980 p. 263). Pertanto se l'incapacità media di lavoro è stata
del 60% durante 360 giorni, l'assicurato non avrà diritto per cominciare che ad
una mezza rendita anche se allo scadere del termine la sua incapacità di
guadagno supera i due terzi. Inversamente, se dopo 360 giorni di incapacità
media di lavoro di oltre due terzi l'incapacità di guadagno è scesa al 60%,
l'assicurato avrà diritto unicamente ad una mezza rendita d'invalidità
(Valterio, op. cit. pag. 222s, Pratique VSI 1998 pag. 126-127).

                                         Se
l'assicurato esercita un'attività a tempo pieno durante almeno 30 giorni consecutivi,
il termine di 360 giorni viene interrotto (art. 29ter OAI).

 

                               2.5.   Dagli
atti di causa risulta che l’assicurato ha dimorato a __________ dal 18 aprile
1988 al 31 gennaio 1998 e a __________ dal 1° febbraio 1998 in avanti (vedi i
certificati di dimora 27 maggio e 10 giugno 2005 rilasciati dai rispettivi comuni;
doc. II).

                                         Ci
si potrebbe pertanto chiedere se, conformemente agli art. 55 LAI e 40 OAI, l’Ufficio AI per gli assicurati residenti all’estero fosse o meno
competente a decidere sulla domanda di prestazioni AI inoltrata dall’assicurato
il 25 giugno 1996.

 

                                         Al
riguardo va innanzitutto rilevato che l’incompetenza territoriale non ha quale
conseguenza la nullità della decisione.

                                         In
una decisione del 29 giugno 2005 nella causa S. (I 19/05) il TFA ha sviluppato
la seguente considerazione:

 

"  (…)

Nach
Art. 40 Abs. 3 IVV bleibt die einmal begründete Zuständigkeit der IV-Stelle im
Verlauf des Verfahrens erhalten. Der Versicherte hat sich 1995 (erneut) bei der
IV-Stelle des Kantons Graubünden angemeldet, so dass diese - und nicht die
IV-Stelle für Versicherte im Ausland - für den Erlass von Verfügung und Einspracheentscheid
zuständig gewesen wäre; die kantonale Verwaltung hatte deshalb gar keine Kompetenz,
die Sache an die IV-Stelle für Versicherte im Ausland "abzutreten",
wie es der Berufsberater vorgeschlagen hat (und es in der Folge auch gemacht
worden ist). Die örtliche Unzuständigkeit hat jedoch keine Nichtigkeit von
Verfügung und Einspracheentscheid zur Folge (Urteil S. vom 22. Januar 2004; I
232/03), während für das erstinstanzliche Verfahren die Rekurskommission infolge
des ausländischen Wohnsitzes des Beschwerdeführers zuständig gewesen ist (BGE
100 V 57 Erw. 3c sowie - zur Rechtslage nach dem Inkrafttreten des ATSG –
Urteil S. vom 22. Januar 2004, I 232/03). Die Rückweisung erfolgt deshalb nicht
an die IV-Stelle für Versicherte im Ausland, sondern an die zuständige
IV-Stelle des Kantons Graubünden.

(…)“
(STFA del 29 giugno 2005 nella causa S., I 19/05, consid. 2.6)

 

                                         Inoltre,
nella misura in cui l’eccezione di incompetenza non è sollevata e la vertenza
può essere decisa sulla base degli atti, l’autorità cantonale di ricorso può
decidere nel merito.

                                         In
un’altra sentenza del 17 gennaio 2005 nella causa S. (I 320/04) l’Alta Corte si
è infatti così espressa:

 

"  (…)

Le
Tribunal fédéral des assurances examine d'office les conditions don’t dépend la
qualité pour recourir et les conditions formelles de validité et de régularité
de la procédure administrative, soit en particulier le point de savoir si c'est
à juste titre que la juridiction cantonale est entré en matière sur le recours
ou sur l'action (ATF 128 V 89 consid. 2a, 125 V 23 consid. 1a, 122 V 322 consid. 1).

Selon
la jurisprudence, lorsqu'il est saisi d'un jugement d'une autorité de recours incompétente
à raison du lieu, le Tribunal fédéral des assurances peut par économie de
procédure renoncer à annuler le jugement attaqué et à renvoyer l'affaire à
l'autorité de recours compétente, à la condition que l'incompétence de
l'autorité précédente n'ait pas été soulevée et que la contestation soit en
état d'être jugée (cf. arrêts D. du 18 février 2003, U 152/02, consid. 2.1, R. du 19 décembre 2002, I 516/01, consid. 1 et L.
du 16 juillet 2002, I 8/02, consid. 1.1). Il en va de même lorsqu'il s'agit d'examiner
si c'est à juste titre que l'autorité inférieure est entrée en matière sur un
recours formé contre une décision rendue par un office AI incompétent à raison
du lieu (arrêt L. du 16 juillet 2002, I 8/02, consid. 2.4).

(…)”
(STFA del 17 gennaio 2005 nella causa S., I
320/04, consid. 1)

 

                                         Nel
caso concreto, ritenuto che il rappresentante dell’assicurato non ha sollevato
alcuna eccezione di incompetenza territoriale dell’Ufficio AI
per gli assicurati residenti all’estero e considerato che la vertenza può
essere decisa sulla base degli atti, conformemente alla giurisprudenza federale
sopra esposta, il TCA entra nel merito della causa.

 

                               2.6.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che
esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA
del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352
consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998
nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio
1995 in re A. C; cfr. anche DTF
123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
pag. 230).

 

                                         Inoltre, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

                                         Infine,
va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto
affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag.
628-629, in particolare la nota
158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in
particolare la DTF 127 V 294).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann.
In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite
dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                               2.7.   Per
quanto riguarda l’argomentazione secondo la quale le conclusioni della Commissione
di ricorso sarebbero vincolanti per l’Ufficio AI e quest’ultimo avrebbe dovuto quindi
esaminare unicamente l’aspetto psichico – a prescindere dal fatto che la procedura
davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio atteso che la sua portata è
limitata dal dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (DTF
125 V 195 consid. 2, 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con
riferimenti) – essa non merita qui ulteriore disamina ritenuto che anche
volendo considerare valida, per quanto riguarda la componente somatica, la
perizia 5 novembre 2001 del dr. __________, Primario di neurochirurgia presso
l’Ospedale __________ di __________, in ogni caso, come di seguito esposto,
all’assicurato va negato il diritto a prestazioni.

 

                                         Il
TCA deve qui infatti innanzitutto rilevare che, anche se nella decisione 23
aprile 2002 dell’Ufficio AI per gli assicurati all’estero si afferma che “(…) a
causa del danno alla salute, l’ultima attività esercitata non è più esigibile
(…)” (doc. AI 99), nella decisione 2 ottobre 2003 della
Commissione federale di ricorso – che ha annullato la decisione 23 aprile 2002
– è posta in evidenza la conclusione a cui è giunto il dr. __________ nella
perizia 5 novembre 2001 secondo la quale i dolori soggettivi lamentati non sono
oggettivabili, la situazione valetudinaria dell’assicurato non è variata
rispetto al 13 maggio 1993 e l’incapacità lavorativa è del 10%-15%.

 

                                         E’
dunque a torto che l’assicurato pretende che egli in buona fede poteva ritenere
di essere totalmente inabile al lavoro nella sua precedente professione.

                                         Infatti,
riguardo alla sua capacità lavorativa, il dr. __________, nella perizia 5 novembre
2001, si era così espresso:

 

"  (…)

5) Grado della capacità di lavoro in per cento nell’attività
lucrativa o nei lavori abituali (per es. conduzione dell’economia
domestica) esercitati dall’assicurato prima del-l’inizio del danno alla
salute.

     85-90%.

 

-     
A quale data la capacità
lavorativa ha subìto una diminuzione di almeno il 20% per cento?

-     
Mai. Un’incapacità lavorativa
compresa tra il 10 e il 15% può essere ritenuta dal momento dell’infortunio
(05.06.1988) e questo definitivamente.

 

-    Come
il grado della capacità lavorativa ha evoluto da allora?

Sulla base dei dati oggettivi può essere ritenuto
costante (incapacità del 10 - 15%) fino al momento attuale.

(…)”
(doc. AI 93, sottolineatura del redattore)

 

                                         Del
resto, già nel suo precedente reperto 19 luglio 1990, il dr. __________ aveva
solo ipotizzato un reinserimento professionale e aveva osservato che: “(…)
l’assicurato non deve in nessun caso essere considerato come un invalido
completo e in tal senso dobbiamo divergere dall’opinione espressa dai nostri colleghi
__________. Egli è sicuramente da considerare inabile per attività che
comportino sforzi eccessivi o situazioni di carico della colonna. In tal senso
ci sembra opportuno provvedere ad un reinserimento professionale in un’attività
alleggerita per la quale il signor RI 1 è sicuramente da considerare abile al
lavoro nella misura del 100% (…)” (doc. AI 16).

 

                                         La
perizia 5 novembre 2001 del dr. __________ è poi stata sostanzialmente confermata
dai periti del __________ nella loro perizia pluridisciplinare 8 luglio 2004:
“(…) Bezüglich der medizinischen begründbaren
Beeinträchtigungen ist also festzuhalten, dass jetzt keine nennenswerten
gesundheitlichen Beeinträchtigung objektivierbar sind. Unsere Beurteilung
stimmt somit in ganz erheblichem Umfang mit den früher geäusserten
gutachterlichen Meinungen von Prof. __________ (34) und insbesondere auch
Frau Dr __________ (15), wonach medizinisch nicht erklärt werden kann, weshalb
der Versicherte seine zulezt ausgeübte Arbeit nicht wieder aufgenommen hat,
überein. […] Der Versicherte ist nach unserer Ansicht voll als Chauffeur
einsetzbar. Es bestehen keine Einschränkungen des zumutbaren Arbeitszeitrahmens
oder der Leistungsfähigkeit. […] Eine Arbeitsunfähigkeit von 20% oder mehr
hat seit dem Gutachten von Prof __________ 19.7.90 nicht mehr bestanden
(…)“ (doc. AI 131, sottolineatura del redattore).

 

                                         Riguardo
alla perizia del __________, alla quale – richiamata la suesposta giurisprudenza
in materia di valore probatorio di rapporti medici (consid. 2.6) – va attribuita
forza probatoria piena, il TCA rileva ancora quanto segue.

 

                                         Per
quanto riguarda l’aspetto psichiatrico, fondandosi sui rispettivi completi ed esaurienti
consulti specialistici, i periti del __________ hanno concluso che: “(…) aus
den Ergebnissen der jetzt durchgeführten Explorationen und Untersuchungen
lassen sich weder auf psychiatrischem noch auf neuropsychologischem Gebiet
krankheitswertige Störungen feststellen (…)” (doc. AI 131).

 

                                         In
questo senso il TCA ritiene la refertazione medica agli atti
sufficiente per valutare l’incapacità al guadagno dell’assicurato sotto
l’aspetto psichiatrico, senza che si renda quindi necessario l’esperimento di un’ulteriore
perizia psichiatrica “neutrale” richiesta dal ricorrente. Prive di rilevanza,
se non pretestuose, sono poi le considerazioni – sollevate solo con la replica,
in nessun modo provate e che a suo dire toglierebbero validità alla perizia –
secondo le quali l’esame presso il __________ sarebbe durato solo 2 ore e
l’assicurato si sarebbe sentito mal compreso in quanto l’interprete non parlava
la sua lingua madre.

                                         Al riguardo, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1 consid. 2; SVR 2001 IV Nr. 10
pag. 28 consid. 4b; riguardo al
previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         Inoltre,
i periti del __________ hanno avuto modo, grazie all’ausilio di test specifici,
di appurare che il risultato degli stessi poteva essere interpretato solo quale
notevole aggravamento e simulazione da parte dell’assicurato: “(…) Aus neuropsychologischer und neurologischer Sicht ist zudem mit
Nachdruck darauf hin zu weisen, dass der Versicherte in obyektiver und in
diversen Tests reproduzierbarer Art und Weise an den Tag legte, die nur als erhebliche
Aggravation und Simulation interpretiert werden können (siehe Beschreibung
der neuropsychologogischen und neurologischen Testbefunde in Punkt 4.1.2 und
4.2 des Gutachtens) (…)“ (doc. AI 131).

 

                                         In
una sentenza del 21 agosto 2006 nella causa R. (I 759/05), chiamato a giudicare
in un caso in cui il __________, sulla base della stessa diagnosi, appurata una
tendenza all’esagerazione da parte dell’assicurato, era giunto a una
conclusione sostanzialmente diversa rispetto a quella del __________ (__________:
incapacità al lavoro dell’80% nella sua professione considerata adatta - __________:
capacità da un punto di vista neurologico e psichiatrico di esercitare la
propria professione a tempo pieno con una riduzione del rendimento dal 10% al
20%), il TFA ha sviluppato la seguente considerazione:

 

"  (…)

Certes,
les experts du __________ ont retenu, quant à eux, une diminution de la capacité
de travail de 80% sur la base d'un diagnostic identique. Ils ont toutefois observé,
rejoints en cela par les constatations objectives de leurs confrères du __________,
qu'il n'existait pas d'arguments pour une étiologie somatique, psychiatrique
primaire ou neurologique. Aussi,
leur évaluation de la capacité de travail apparaît-elle fondée sur les seules declarations
subjectives du patient. De l'avis de ces médecins, il n'y avait pas d'évidence
ou de suspicion d'exagération des symptômes ou de simulation. Or, comme on l'a vu, les tests pratiqués
quelques mois plus tard par les spécialistes du __________, notamment dans le
cadre de leur examen neuropsychologique, ont démontré que les plaintes du
patient étaient fortement empreintes d'exagération, dénotant ainsi un
comportement axé sur l'aggravation. Dans ces conditions, les conclusions des
médecins du __________ ne sauraient mettre en doute celles des experts du __________
(…)“ (STFA del 21 agosto 2006 nella causa
R., I 759/05, consid. 4.2)

 

                                         Da
tutti i reperti medici rilasciati dalla Clinica __________ di __________, e per
essa redatti dal dr. __________ e dal dr. __________, risulta come questi specialisti
non abbiano rilevato la tendenza all’esage-razione e alla simulazione dell’assicurato.

                                         Di
conseguenza, in analogia alla giurisprudenza appena riprodotta, tenuto conto di
questo fattore, non è possibile concludere differentemente circa la capacità al
lavoro dell’assicurato nella sua precedente professione sulla base di questi
certificati medici.

 

                                         In
ogni caso il TCA rileva che il rapporto 23 novembre 2003 – nel quale il dr. __________
ha attestato un’incapacità totale del 100% osservando che “(…) Der Patient
trägt eine Nacken … der Nelson Typs (…)” (doc. AI 104) – figurava negli atti
del __________ e i periti hanno rilevato che l’assicurato “(…) trägt keinen Stock
oder eine Unterarmgehstütze und auch kein Korsett (…)“ (doc. AI 131). Nel
rapporto 5 novembre 2004 il dr. __________ non attesta poi alcun peggioramento
(doc. AI 137).

                                         Il
dr. __________, nei rapporti 2 e 10 novembre 2004, non si esprime chiaramente sull’incapacità
al lavoro dell’assicurato e attesta che “(…) Der Patient ist
für keine Arbeit fähig. Eine körperliche Beschädigung eines Hohen Grades über
70%. Der Patient soll einer grundlichen Begutachtung durch die
Invalidenkommission unterzogen werden (…)” (doc. AI 137) e che “(…) Wie ich die
Lage beurteilen kann der Patient hat eine sehr begrenzte Arbeitsfähige Lage,
die Behandlung muss immer per Rehabilitie-rung weitergeführt werden wie auch
die Physische Therapie, weil er eine sehr schwere Körperverletzung in einer
Skala von mehr als 70% besitzt. Er muss bei der Invaliden Kommission hingewiesen
werden um die Kategorie zu bestimmen (…)” (doc. A1).

 

                                         Questa
conclusione riguardo alla valutazione dei reperti medici rilasciati dalla Clinica
__________ di __________ vale a maggiore ragione se si pone mente al fatto che
anche il dr. __________, nella sua perizia 5 novembre 2001, ha rilevato che
“(…) l’importantis-sima componente funzionale (soggettiva) si è ulteriormente accentuata
creando una discrepanza grottesca tra i disturbi soggettivi (e la relativa incapacità
funzionale) e i dati oggettivi documentabili (…)” (doc. AI 93).

                                         Anche
la dr.ssa __________, specialista in neurologia, nel suo rapporto 4 novembre
1991 all’intenzione dell’__________, aveva concluso che “(…) ripeto, visto quanto
precede non si può ritenere nessun nesso organico tra l’incidente e la
sintomatologia attuale, che è esclusivamente soggettiva e che tra l’altro non
porta neanche ad una incapacità lavorativa. […] Il signor RI 1 senza dubbio
sfrutta la situazione a scopo finanziario ed ha cercato di trovare un metodo
per approfittare dell’incidente che fortunatamente non ha lasciato nessuna
traccia di una patologia obbiettivabile (…)” (doc. AI 24).

 

                                         Di
conseguenza, ritenute le conclusioni della perizia 5 novembre 2001 del dr. __________
e della perizia pluridisciplinare 8 luglio 2004 del __________, alle quali, lo
si ribadisce, va riconosciuta piena forza probatoria, a mente del TCA è giustificato
ritenere, per lo meno secondo il criterio della verosimiglianza preponderante
(cfr. DTF 126 V 360; DTF 125 V 195; DTF 121 V 208 consid. 6b; DTF 115 V 142
consid. 8b), siccome provato che – almeno dal 19 luglio 1990 (data del primo
parere del dr. __________) – l’assicurato non ha mai raggiunto un’incapacità al
lavoro nella sua professione di almeno il 20%.

                                         Pertanto
il termine di cui all’art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (consid. 2.4) non è mai
iniziato a decorrere e quindi è a giusto titolo che all’as-sicurato è stato
negato il diritto a prestazioni.

 

                               2.8.   Con
il gravame il ricorrente ha chiesto di essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve
essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2
lett. f LAVS, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva
che l’autorità di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se
del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il
principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria
si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della
relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser,
ATSG-Kommentar, 2003, Art. 61 N. 86 p. 626).

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria -
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., Art. 61 N.
88s) - sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con
riferimenti).

 

                                         Nella
specie, la domanda d'assistenza giudiziaria presentata dal ricorrente deve essere
respinta, nessuna documentazione attestante il suo stato d'indigenza essendo
mai stata (malgrado l’esplicita richiesta del 22 maggio 2006, doc. XI)
trasmessa al TCA ed il gravame risultando inoltre già sin dall'inizio siccome
privo di esito favorevole ai sensi della citata giurisprudenza e di quanto
sopra esposto.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   L'istanza
tendente ad ottenere la concessione dell'assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti