# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3281be51-d808-5f06-a195-17bee0031ef7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-05-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 30.05.2017 14.2017.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2017-43_2017-05-30.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2017.43

  	
  Lugano

  30 maggio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Giani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella causa __________ (fallimento) della
Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord promossa con istanza 23 gennaio
2017 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappr. dall’RA 1, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

  (patrocinata dall’__________ PA 1, __________)

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 24 marzo 2017 presentato dallRE 1 contro la
decisione emessa il 14 marzo 2017 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Nell’ambito dell’esecuzione
n. __________ dell’Ufficio di esecuzione di Mendrisio, il 23 gennaio 2017 CO
1 ha chiesto alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord di decretare il
fallimento dell’RE 1 per il mancato pagamento di fr. 15'337.55 più interessi
e spese.

 

                                  B.   All’udienza
di discussione del 13 marzo 2017 è comparso unicamente l’istante.

 

                                  C.   Statuendo
con decisione del 14 marzo 2017 il Pretore ha dichiarato il fallimento dell’RE
1 da quello stesso giorno alle ore 14:00, ponendo a carico della massa fallimentare
la tassa di giustizia di fr. 60.–.

 

                                  D.   Contro la sentenza appena citata l’RE 1 è insorta a
questa Camera con un reclamo del 24 marzo 2017 per ottenere l’annullamento del fallimento, previo conferimento dell’effetto
sospensivo con l’autorizzazione a stipulare il contratto di compravendita della
particella n. __________ RFD __________ di sua spettanza, asserendo di avere
saldato il credito posto in esecuzione e ottenuto il ritiro della domanda di
fallimento.

 

                                  E.   Il
28 marzo 2017 il presidente della Camera ha concesso all’im­­pugnazione effetto
sospensivo parziale, ordinando però in particolare all’ufficio d’esecuzione di
provvedere all’annotazione della restrizione della facoltà di disporre dei beni
immobili della reclamante. La procedura di reclamo è d’altronde stata sospesa
dopo il pagamento dell’anticipo delle spese processuali presumibili fino alla
decisione della Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord sull’istanza
presentata dalla reclamante il 24 marzo 2017 per ottenere restituzione del
termine di partecipazione all’udien­za di fallimento e l’annullamento del
fallimento. Tale istanza è stata respinta dal Pretore con decisione del 31
marzo 2017.

 

                                  F.   Con
istanza del 7 aprile 2017, la reclamante ha postulato la modifica dell’ordinanza
del 28 marzo 2017, ribadendo la richiesta di autorizzarla a procedere alla
sottoscrizione dell’atto notarile di compravendita della nota particella per fr. 3'800'000.–. Con ordinanza del 28 aprile 2017, il presidente della Camera ha riattivato
la procedura di reclamo e ha autorizzato la reclamante a procedere alla
sottoscrizione dell’atto notarile di compravendita a condizione di trasmetterle
il consenso scritto del correntista e del creditore ipotecario alla conclusione
di tale vendita alle condizioni pattuite dalle parti e l’impegno della società
a lasciare depositato sul conto del notaio la somma di fr. 258'185.–
registrata in contabilità come passivi a breve termine, oltre all’importo necessario
a pagare o a garantire eventuali crediti posti in esecuzione che non fossero
già compresi tra i suddetti passivi a breve termine.

 

                                  G.   Il
19 maggio 2017, la reclamante ha prodotto la documentazione richiesta e confermato
di avere già incaricato il proprio patrocinatore, nella sua funzione di notaio
rogante, di procedere al pagamento di tutti i debiti registrati in contabilità
come pure altri passivi a breve termine, oltre a garantire eventuali crediti
posti in esecuzione che non fossero già compresi tra quei passivi a breve
termine, attingendo al saldo del prezzo di vendita, una volta rimborsato il
credito ipotecario in capitale e interessi.

 

                                  H.   Il
reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni, avendo la
stessa perso ogni interesse alla causa in seguito all’e­­stinzione del suo
credito.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di fallimento – è una
decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 7 CPC),
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 174 cpv. 1 LEF e 319 lett. a
CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del
Tribunale d’appello (art. 48 lett. e n. 1 LOG).

                                         Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 174 cpv. 1 LEF e 321 cpv.
2 CPC). Presentato il 24 marzo 2017 contro la sentenza notificata all’RE 1 il 15
marzo (doc. A accluso al reclamo), in concreto il reclamo è tempestivo.

 

                                   2.   In
virtù
dell’art. 174 cpv. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito,
compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (n. 1), o che l’importo
dovuto è stato depositato presso l’autorità giudiziaria superiore a disposizione
del creditore (n. 2), oppure che il creditore ha ritirato la domanda di fallimento
(n. 3). L’enumerazione è esaustiva.

 

                                2.1   Questi
fatti nuovi (e le relative prove), subentrati dopo la dichiarazione di fallimento
(nova autentici o in senso proprio, denominati
in tedesco “echte Nova”, in
contrapposizione agli pseudonova
o “unechte Nova” citati all’art.
174 cpv. 1, 2° periodo LEF), non ven­gono considerati d’ufficio, ma spetta al
debitore farli valere espres­samente e provarne l’adempimento con
documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Un fatto è reso
verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione che
esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte
(DTF 120 II 393 consid. 4/c). Concretamente è pertanto sufficiente per l’annullamento
della dichiarazione di fallimento che la solvibilità del fallito sia più
probabile della sua insolvibilità. A tal proposito non devono essere poste
esigenze troppo severe, in modo particolare allorquando la possibilità che l’azienda
sopravviva economicamente non può essere negata a priori (FF 1991 III
80) e la mancanza di liquidità sufficiente appare passeggera (sentenza del
Tribunale federale 5A_328/2011 dell’11 agosto 2011, consid. 2).

                                         L’illiquidità
dev’essere oggettiva, tale da impedire al debitore di tacitare i suoi creditori
alla scadenza dei loro crediti. Un indizio d’insolvibilità
può emergere dal numero e dall’importo delle esecuzioni pendenti, così come da
eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al
decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in grado di
pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev’essere resa
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (Giroud
in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 26 ad art. 174 LEF).

 

                                2.2   Nel
caso in esame la reclamante ha prodotto una “dichiarazione/quietanza” firmata
dall’istante il 23 marzo 2017, quindi dopo la pronuncia del fallimento ma prima
della scadenza del termine di reclamo, con cui egli ha confermato di essere
stato integralmente tacitato dall’ex datrice di lavoro e di ritirare la domanda
di fallimento (doc. D allegato al reclamo), per cui i presupposti di cui all’art.
174 cpv. 2 n. 1 e n. 3 risultano adempiuti.

 

                                2.3   Per
quel che riguarda invece il requisito della solvibilità – condizione indispensabile
per ottenere l’annullamento della decisione impugnata poiché, come visto, il
pagamento della somma posta in esecuzione è avvenuto soltanto dopo la pronuncia
del fallimento – la reclamante ha dimostrato che grazie al provento della
vendita della sua particella n. __________ RFD di __________, già pattuito in fr. 3'800'000.–,
essa riuscirà a pagare i crediti ipotecari in capitale (fr. 2'200'000.–) e
interessi (5% di fr. 500'000.– dal 13 maggio 2015 al 5 giugno 2015, e 5%
di fr. 2'200'000.– dal 6 giugno 2015 alla data del versamento, ovvero
circa fr. 224'000.–), così come tutti i crediti registrati in contabilità
quali passivi a breve termine per complessivi fr. 258'185.–, e a garantire
eventuali altri crediti posti in esecuzione (il cui importo complessivo
attualmente è inferiore a fr. 113'000.–). Poiché sia il creditore
correntista, i cui crediti di oltre fr. 5'000'000.– sono postergati, sia i
creditori ipotecari hanno dato il loro consenso all’operazione (sopra ad G),
ben si può ritenere la solvibilità della reclamante più che verosimile, ricordato
comunque che secondo giurisprudenza e dottrina non si possono imporre esigenze
troppo severe alla verosimiglianza della solvibilità. Risultando adempiuti i
requisiti di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, il fallimento dell’RE 1 va annullato,
ciò che le consentirà di procedere alla vendita immobiliare auspicata, a beneficio
di tutti i creditori.

 

                                2.4   Il
notaio rogante, avv. PA 1, tratterrà dal prezzo di vendita la somma necessaria
a pagare i passivi a breve termine iscritti nella contabilità della reclamante
e terrà a disposizione dell’Ufficio d’esecuzione di Mendrisio la somma
occorrente a garantire i crediti posti in esecuzioni diretti contro la società.
A tale scopo, l’Ufficio gli consegnerà un conteggio dettagliato (“conteggio per
il debitore”). Entro un mese dal trapasso di proprietà, la reclamante
trasmetterà alla Camera la conferma dei pagamenti e dei depositi in garanzia
eseguiti.

 

                                   3.   La
tassa di giustizia (calcolata secondo gli art. 52 lett. a e 61 cpv. 1 OTLEF [RS 281.35]), come
pure le spese dell’Ufficio dei fallimenti di Mendrisio, sono poste in ambo le
sedi a carico della reclamante, il cui pagamento tardivo ha reso necessario l’avvio
della procedura giudiziaria (cfr. art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). Alla controparte
non si assegnano ripetibili, non avendo dovuto la stessa redigere osservazioni
al reclamo.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:               I.   Il reclamo è accolto e di conseguenza:

                                          1.    La dichiarazione di
fallimento pronunciata il 14 marzo 2017 dalla Pretura della giurisdizione di
Mendrisio-Nord nei confronti dell’RE 1 è annullata.

                                          2.    La tassa di giustizia
di prima sede di fr. 80.–, da anticipare come di rito, è posta a carico dell’RE
1.

                                          3.    Le spese dell’Ufficio
dei fallimenti di Mendrisio, da anticipare come di rito, sono poste a carico dell’RE
1.

                                          4.    Entro un
mese dal trapasso di proprietà, l’RE 1 trasmetterà alla Camera la conferma dei
pagamenti e dei depositi in garanzia eseguiti.

 

                                   II.   La
tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 230.– è posta a carico dell’RE
1.

 

                                  III.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –  Ufficio di esecuzione,
  Mendrisio, con particolare riferimento al considerando 2.4;

  –  Ufficio dei fallimenti,
  Mendrisio;

  –  Ufficio cantonale del
  Registro di commercio, Biasca;

  –  Ufficio del Registro
  fondiario del Distretto di Mendrisio, Mendrisio.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio-Nord.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 74 cpv. 2 lett. d LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).