# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e67ed3bb-18d8-5d33-bda0-979d20c81218
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-06-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Einzelrichter 15.06.2016 KSK 2016 23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_002_KSK-2016-23_2016-06-15.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 15 giugno 2016 Comunicata per scritto il:
KSK 16 23 23 agosto 2016

Decisione
Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Presidenza Michael Dürst
Attuario Rogantini

Nel reclamo in materia d'esecuzione e fallimento

di X._____, reclamante, 

contro

la decisione del giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa del 22 aprile 2016, 
comunicata lo stesso giorno, in re del C o m u n e  p o l i t i c o  d i  Y . _ _ _ _ _ , 
resistente, contro il reclamante,

concernente rigetto definitivo dell'opposizione,

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in constatazione e in considerazione,

– che in data 12 agosto 2015 il Comune politico di Y._____ [fino al 31 dicembre 
2014 Comune di Z._____] inoltrò una domanda di esecuzione all'allora Ufficio 
esecuzioni Roveredo [dal 1° gennaio 2016 Ufficio esecuzioni e fallimenti 
Moesa] nei confronti di X._____ per l'importo di CHF 2'255.45 oltre a interessi 
del 4% dal 27 settembre 2014 e per CHF 30.00 di spese di diffida (act. 
TDM.1.13), indicando nella domanda come coniuge del debitore "Aa._____, 
O.1_____",

– che quale titolo di credito l'escutente indicò prestazioni di un consulente 
architettonico di CHF 576.05 e spese di consulenza legale di CHF 1'679.40 in 
una pratica di "edificio pericolante" (fabbricato n. _____ sulla particella n. 
_____ a O.2_____), 

– che il rispettivo precetto esecutivo n. _____ fu notificato il 17 agosto 2015 e 
che l'escusso X._____ interpose opposizione lo stesso giorno (act. TDM.1.14),

– che su predetto precetto esecutivo figura quale debitore "X._____ solidale 
con: Aa._____", entrambi con il medesimo indirizzo a O.1_____,

– che con domanda del 24 febbraio 2016 promossa dinanzi al giudice unico del 
Tribunale distrettuale Moesa (act. TDM.1, inc. n. 335.16.38), l'escutente 
chiese il rigetto definitivo dell'opposizione per l'importo di CHF 2'255.45 oltre a 
interessi al 4% dal 27 settembre 2014 nell'esecuzione n. 20157692, 
protestando spese processuali e ripetibili a carico della controparte,

– che il 13 aprile 2016 si svolse un dibattimento orale dinanzi al giudice unico 
del Tribunale distrettuale Moesa, in occasione del quale l'escusso convenuto 
fece valere che il precetto esecutivo sarebbe da ritenersi nullo, in quanto 
indicherebbe quale debitrice solidale Aa._____, persona a lui sconosciuta, 
precisando inoltre di aver fatto opposizione sulla validità del precetto e non sul 
suo contenuto, 

– che con decisione del 22 aprile 2016 (act. E.1) il giudice unico del Tribunale 
distrettuale Moesa accolse integralmente la domanda e concesse il rigetto 
definitivo dell'opposizione come da domanda del 24 febbraio 2016, ponendo le 
spese processuali di CHF 210.00, anticipate dall'attore, a carico del 
convenuto, con l'obbligo di rifondere all'attore escutente un'indennità di CHF 
200.00 a titolo di ripetibili,

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– che il 4 maggio 2016 il convenuto escusso ha interposto reclamo al Tribunale 
cantonale (act. A.1), facendo valere essenzialmente gli stessi motivi come già 
dinanzi al primo giudice,

– che con decreto del 19 maggio 2016 (act. D.2) la presidente della Camera 
delle esecuzioni e dei fallimenti, competente in materia, ha rinunciato per il 
momento a uno scambio di scritti e ha chiesto al reclamante di prestare un 
anticipo delle spese di CHF 300.00,

– che il reclamante ha comunicato con scritto del 28 maggio 2016 (act. D.3) che 
prima di pagare un simile anticipo desidererebbe sapere quale sia il nome 
legale del suo nucleo famigliare,

– che con scritto del 2 giugno 2016 (act. D.4) la presidente gli ha spiegato la 
natura giuridica dell'anticipazione delle spese ai sensi di legge, in particolare la 
circostanza che si tratterebbe di un presupposto processuale ai sensi dell'art. 
59 cpv. 2 lett. f CPC,

– che in un decreto allegato di stessa data (act. D.5) gli ha inoltre fissato un 
termine suppletorio per versare tale anticipo e l'ha avvertito che senza il 
pagamento entro il termine, la Camera delle esecuzioni e dei fallimenti non 
potrebbe entrare nel merito ed esaminare il suo reclamo,

– che gli ha segnalato infine che il giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa 
avrebbe già costatato il nome corretto della moglie del reclamante, ossia 
Ab._____, e che il Tribunale cantonale non statuirebbe più in merito a questo, 
bensì dovrà decidere se il primo giudice abbia costatato a ragione la validità 
del precetto esecutivo,

– che con scritto dell'11 giugno 2016 (act. A.1 nell'inc. n. KSK 16 36) il 
reclamante ha inoltrato una richiesta di gratuito patrocinio motivata, ritenendo 
fra l'altro che – anche dopo che il primo giudice avrebbe costatato che il nome 
esatto di sua moglie sarebbe Ab._____ – l'atto ufficiale [inteso: il precetto 
esecutivo] dell'Ufficio esecuzioni Roveredo sarebbe e resterebbe errato e non 
valido e che lui si chiederebbe per quale motivo non ne sarebbe stato allestito 
un altro corretto, trattandosi di un atto ufficiale,

– che il primo giudice ha spiegato dettagliatamente che il tribunale chiamato a 
decidere su una domanda di rigetto dell'opposizione deciderebbe d'ufficio 
incidentalmente sulla validità del precetto esecutivo perché quella 
costituirebbe un presupposto processuale,

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– che di principio l'indicazione errata di una parte nel precetto esecutivo 
porterebbe alla sua nullità,

– che l'autorità precedente ha esposto però anche che secondo la 
giurisprudenza del Tribunale federale un'indicazione carente della parte 
comporterebbe la nullità del precetto esecutivo solo nel caso in cui tale 
indicazione era atta a trarre in inganno le parti e queste sono state 
effettivamente tratte in inganno,

– che, difatti, nel caso in cui le parti in buona fede non potevano avere dubbio 
alcuno in merito all'identità del debitore o del creditore e non sono state lese 
nei loro interessi, mancherebbe un interesse degno di protezione per 
annullare il precetto esecutivo,

– che andrebbero valutate tutte le circostanze del caso concreto, 
un'applicazione formalista del diritto dovendo essere evitata,

– che inoltre la carenza dovuta a un'irrita indicazione della parte sul precetto 
esecutivo verrebbe pure sanata allorquando l'errore, nella procedura di rigetto 
dell'opposizione, viene eliminato, ossia ogni incertezza in merito alle parti è 
stata eliminata e il debitore con l'interposizione dell'opposizione ha potuto far 
valere tutte le eccezioni; in queste circostanze il precetto esecutivo, nella sua 
funzione di titolo per il proseguimento dell'esecuzione, verrebbe sostituito dalla 
decisione di rigetto (vedi per il tutto i riferimenti nella decisione impugnata),

– che nel caso concreto il primo giudice ha espressamente costatato l'errata 
indicazione delle generalità della debitrice solidale del qui reclamante, ha però 
ritenuto che, perlomeno nella procedura di rigetto definitivo dell'opposizione, 
debitore sarebbe esclusivamente il convenuto qui reclamante, cosicché 
l'errore non intaccherebbe la validità dell'atto esecutivo,

– che ha rilevato inoltre per abbondanza che si tratterebbe comunque di 
un'evidente svista; difatti nel precetto esecutivo sarebbe indicata quale 
debitrice solidale del convenuto una signora Aa._____ di O.1_____, mentre il 
debitore sarebbe invece spostato con Ab._____, di O.1_____, così come 
risulterebbe dal libretto di famiglia da lui prodotto,

– che a ciò si aggiungerebbe che quale titolo di credito sarebbe indicata una 
pratica di "edificio pericolante", fabbricato n. _____, mappale n. _____ a 
O.2_____, che la descrizione e importi corrisponderebbero a quelli di cui alla 
fattura del 26 agosto 2014 emessa dall'attore escutente nei confronti del 
convenuto e che l'intenzione dell'attore sarebbe evidentemente stata di far 

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spiccare un precetto esecutivo nei confronti del convenuto e, quale debitrice 
solidale, nei confronti della signora Ab._____ in quanto moglie del convenuto 
e destinatario della predetta fattura,

– che di conseguenza il convenuto escusso non avrebbe potuto, in buona fede, 
avere dubbi sul fatto che era lui il destinatario del precetto esecutivo e che sua 
moglie era sua debitrice solidale,

– che il ragionamento giuridico esposto dell'autorità precedente è perfettamente 
corretto e convince il Tribunale cantonale,

– che è vero che il cognome Aa._____ è conosciuto sia in Ticino sia in altri 
cantoni e che non è evidentemente ammesso usare un altro cognome di 
quello che figura ad esempio sulla carta d'identità, specie in atti ufficiali che 
devono essere sempre esatti,

– che va evidenziato però anche che il cognome da nubile di una persona 
sposata che ha assunto il nome del coniuge con cui si è sposata costituisce 
un cosiddetto cognome d'affinità, il quale non è considerato un cognome 
ufficiale ai sensi del Codice Civile, che lo si può tuttavia aggiungere al nome di 
famiglia con un trattino, senza che ciò abbia un significato dal punto di vista 
giuridico,

– che in altre parole sarebbe bastato scrivere "A._____" oppure "A._____", 
senza aggiungere il cognome d'affinità,

– che ne segue che l'errore – che peraltro non concerne per nulla il qui 
reclamante che è il solo e unico convenuto nella procedura di rigetto definitivo 
dell'opposizione qui in questione – è irrilevante,

– che a prescindere da questo, è chiaro che il convenuto non poteva avere i 
minimi dubbi sul fatto che era lui il destinatario della fattura e così anche del 
precetto esecutivo che si riferivano del resto entrambi espressamente a una 
pratica concernente uno stabile incontestatamente di sua proprietà a 
O.2_____,

– che il reclamante non ha del resto nemmeno mai sostenuto di avere tali dubbi 
o che non gli sarebbe stato perfettamente chiaro di essere lui il destinatario 
del precetto esecutivo e di che credito si tratti, anzi, non facendo opposizione 
"sul contenuto" del precetto esecutivo, si duole esclusivamente dell'errore nel 
cognome d'affinità della moglie,

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– che dunque secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (vedi ad 
esempio DTF 120 III 11, confermata di recente con sentenza del Tribunale 
federale 5A_34/2016 del 30 maggio 2016 in consid. 3.3.1) nel caso qui in 
giudizio e nelle circostanze qui costatate, l'indicazione errata sul precetto 
esecutivo non ne comporta la nullità, poiché l'errore qui in questione non era 
atto a trarre in inganno e il debitore non è stato effettivamente tratto in 
inganno,

– che secondo la stessa giurisprudenza basterebbe ordinare, in caso sia 
necessario, che l'atto di esecuzione sia rettificato, come lo pretende 
esplicitamente il reclamante,

– che ciò non si impone nell'occorrenza, poiché, sempre seguendo la 
giurisprudenza del Tribunale federale (vedi per dei riferimenti concreti e più 
dettagli KARL WÜTHRICH/PETER SCHOCH, in Basler Kommentar zum 
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs I, 2a ed., Basilea 2010, n. 
32 ad art. 69 LEF), come già spiegato dal primo giudice, l'errore è sanato se 
può essere eliminato definitivamente nella procedura di rigetto definitivo 
dell'opposizione, il che è avvenuto nella fattispecie,

– che in tal caso il precetto esecutivo, nella sua funzione di titolo per il 
proseguimento dell'esecuzione, è sostituito dalla decisione sul rigetto,

– che inoltre il primo giudice ha esaminato gli altri presupposti per il rigetto 
definitivo dell'opposizione ed ha considerato che nulla osterebbe ad accogliere 
l'istanza di rigetto, 

– che questo giudizio è rimasto incontestato dal reclamante che, nel suo 
reclamo, ha rinunciato espressamente a discutere il contenuto del precetto 
esecutivo o la posizione del creditore,

– che in conclusione quindi la decisione di rigettare definitivamente l'opposizione 
si rivela corretta e il reclamo manifestamente infondato,

– che, visto l'esito della procedura di reclamo, le spese processuali di CHF 
200.00, calcolate secondo gli artt. 48 e 61 cpv. 1 dell'Ordinanza sulle tasse 
riscosse in applicazione della Legge federale sulla esecuzione e sul fallimento 
del 23 settembre 1996 (OTLEF; RS 281.35), vanno a carico del reclamante 
soccombente, tanto più che la sua richiesta di gratuito patrocinio è stata 
respinta con decisione odierna (KSK 16 36),

– che, poiché il reclamo non è stato intimato a controparte per osservazioni, non 
vanno riconosciute spese ripetibili a suo favore,

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– che giusta l'art. 18 cpv. 3 della legge sull'organizzazione giudiziaria del 16 
giugno 2010 (LOG; CSC 173.000) e l'art. 7 cpv. 2 della legge d'applicazione 
del Codice di diritto processuale civile svizzero del 16 giugno 2010 (LACPC; 
CSC 320.100) questa decisione compete al presidente della camera 
competente in qualità di giudice unico,

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decide:

1. Il reclamo è respinto.

2. Le spese della procedura di reclamo di CHF 200.00 vanno a carico del 
reclamante.

3. Non sono riconosciute ripetibili.

4. Contro questa decisione con un valore litigioso inferiore a CHF 30'000.00 
può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 
cpv. 2 lett. a LTF, se la controversia concerne una questione di diritto di 
importanza fondamentale. Altrimenti è dato il ricorso sussidiario in materia 
costituzionale ai sensi degli artt. 113 segg. LTF. In entrambi i casi, il rimedio 
legale è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per scritto 
entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel 
modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli 
ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 
72 segg., 90 segg. e 113 segg. LTF.

5. Comunicazione a: