# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 53a92320-ebcd-5237-894f-a15aea7b00ff
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 25.08.2010 52.2010.190
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2010-190_2010-08-25.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2010.190

   

  	
  Lugano

  25 agosto
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Damiano Bozzini, Flavia Verzasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fulvio Campello, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 17 maggio 2010 della

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. da: avv. PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 27 aprile 2010 del Consiglio di Stato
  (n. 2095), che accoglie parzialmente l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 10 febbraio 2010 dell'Ufficio dei permessi, che ha sospeso
  per la durata di un mese l'autorizzazione alla gestione dell'esercizio
  pubblico "B__________ " a CO 1;

  

 

 

viste le risposte:

-    27 maggio 2010 dell'Ufficio
dei permessi,

-    1° giugno 2010 del Consiglio
di Stato,

-    14 giugno 2010 del
municipio di CO 1;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.       La RI 1, società in nome collettivo, è titolare dell'autorizzazione alla
gestione dell'esercizio pubblico "B__________ ", il cui gerente è G__________
(doc. 1). Si tratta di un noto ritrovo giovanile, particolarmente frequentato
nelle sere della finesettimana, ubicato in via __________ a CO 1. 

 

 

B.       Con decisione 10 febbraio 2010 l'Ufficio dei permessi (nel seguito: l'Ufficio) ha sospeso per un mese l'autorizzazione alla gestione dell'esercizio
pubblico. Fondandosi sugli accertamenti effettuati dalla polizia, esso aveva
ritenuto che a due riprese nel bar erano state servite bevande alcoliche a
persone minori di anni diciotto. L'Ufficio aveva altresì rilevato che per una
simile infrazione il gerente era già stato oggetto di una comminatoria di
sospensione dell'autorizzazione il 17 novembre 2008 (doc. 44) e di una multa il
13 febbraio 2009 (doc. 27).

 

 

C.      a. Contro la decisione dell'Ufficio, la RI 1 è insorta davanti al
Consiglio di Stato chiedendone l'annullamento. Essa ha sostenuto che non fosse
stata provata la vendita di bevande alcoliche a minorenni presso il B____________________.
In ogni caso la sanzione era sproporzionata e si giustificava, al più, una multa.

b. Con decisione 27 aprile 2010, il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente
il ricorso, riducendo la sospensione a quindici giorni. Il Governo ha infatti
ritenuto che il personale dell'esercizio pubblico sanzionato potesse essere
ritenuto responsabile, con la "necessaria certezza", solo per uno dei
due casi posti alla base del provvedimento impugnato, riconoscendo inoltre nel
caso concreto che l'obbligo di vigilare su quanto accade nell'esercizio
pubblico sulla base dell'art. 53 della legge sugli esercizi pubblici, del 21
dicembre 1994 (Les pubb; RL 11.3.2.1), potesse essere oggettivamente difficile,
tanto più che il ragazzo al quale l'alcol era stato servito era al momento dei
fatti prossimo alla maggiore età. 

 

D.      Contro la decisione appena descritta la RI 1 insorge davanti al
Tribunale cantonale amministrativo chiedendo che la decisione 10 febbraio 2010
dell'Ufficio sia annullata. Essa contesta nuovamente i fatti alla base della
sanzione e la proporzionalità del provvedimento. 

 

 

E.       L'Ufficio ribadisce la sua posizione, mentre il Consiglio di Stato
non formula osservazioni. Entrambi chiedono che il ricorso sia respinto. Il
municipio si rimette al giudizio del Tribunale.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.      1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art.
71 cpv. 3 Les pubb), la legittimazione attiva della ricorrente è certa (art. 43
legge di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966; LPamm; RL
3.3.1.1) e il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 LPamm). 

1.2. L'impugnativa, ricevibile in ordine, può essere decisa sulla base degli
atti, senza istruttoria; del resto la ricorrente non sollecita l'assunzione di
prove (art. 18 cpv. 1 LPamm). 

 

 

2.      2.1. L'autorizzazione a gestire un esercizio pubblico è un atto
amministrativo mediante il quale l'autorità accerta che il suo titolare
soddisfa le condizioni poste dalla legge e dal relativo regolamento per
condurre un determinato esercizio pubblico. Essa presuppone, fra l'altro, che
il gestore sia in possesso del corrispondente certificato di capacità o si
avvalga della collaborazione di un gerente in possesso di tale certificato
(art. 77 regolamento della legge sugli esercizi pubblici, del 3 dicembre 1996;
Res pubb; RL 11.3.2.1.1). Il gestore è dunque l'imprenditore (persona fisica,
morale [recte: giuridica] o unione di persone) responsabile della
conduzione dell'esercizio (art. 75 Res pubb).

2.2. Giusta l'art. 68 lett. b Les pubb, l'autorizzazione a gestire un esercizio
pubblico è sospesa, di regola previa comminatoria, per un periodo massimo di
tre mesi quando si contravviene gravemente o ripetutamente alle norme della
medesima legge o del regolamento d'applicazione. La sospensione dell'autorizzazione
a gestire fondata sull'art. 68 lett. b Les pubb non si configura come una
misura volta a ristabilire una situazione conforme al diritto, ma come un
provvedimento di natura repressiva, finalizzato a sanzionare un comportamento
trasgressivo posto in essere dal titolare dell'autorizzazione. In quanto
sanzione, essa deve, di principio, essere commisurata alla gravità oggettiva
dell'infrazione, tenendo debitamente conto delle circostanze in cui la legge è
stata violata (cfr. RDAT I-2002 n. 37 consid. 2.1). Data la sua rilevanza penale, la correttezza del provvedimento viene
esaminata con pieno potere cognitivo dal Tribunale (art. 6 Convenzione per la
salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, del 4 novembre
1950; CEDU; RS 0.101; cfr. STA 52.2002.315 del 18 febbraio 2003 consid. 4).
Nella gerarchia delle sanzioni previste dagli art. 66-70 Les pubb, la
sospensione segue la multa (art. 66 Les pubb) e precede la revoca della patente
(art. 69 Les pubb), provvedimento quest'ultimo che si giustifica segnatamente
quando vengono meno i presupposti per il suo rilascio. L'adozione di una decisione
ai sensi degli art. 68 o 69 Les pubb comporta altresì una sospensione fino a
tre mesi per il gerente (art. 68a cpv. 1 Les pubb). 

2.3. L'art. 50 lett. b Les pubb vieta al gerente di servire bevande alcoliche alle
persone di età inferiore ai diciotto anni. Il gerente deve istruire
adeguatamente il personale in merito a tale divieto e vigilare affinché esso
sia rispettato. Nella sua qualità di garante il gerente dell'esercizio pubblico
risponde per le infrazioni commesse dai suoi dipendenti (RDAT I-2002 consid.
2.3.). In caso di dubbi circa l'età del cliente il gerente deve esigere la
presentazione di un documento ufficiale di legittimazione (art. 53a Les pubb). 

 

 

3.      3.1. L'Ufficio, sulla base dei rapporti di polizia, ha ritenuto che
nel B__________ a in due occasioni, il 28 novembre 2009 e l'8 gennaio 2010 a C. N., rispettivamente, a V. M., entrambi minori di diciotto anni, siano state servite bevande
alcoliche. Inoltre per un fatto analogo risalente al 9 ottobre 2008, il gerente
era stato oggetto di una comminatoria e di una multa. 

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la violazione della legge fosse provata
unicamente in relazione all'episodio riportato dal testimone C. N. 

La ricorrente contesta recisamente quanto imputatole, fatto che è stato accertato
in maniera lacunosa. Ritiene che la testimonianza su cui si fonda la sanzione
sia isolata e confusa. Il teste, interrogato undici giorni dopo i fatti, non ha
indicato altri testimoni e non è nemmeno riuscito a individuare il cameriere.
Dal verbale non emerge che egli si sia recato nell'esercizio pubblico, ma solo
presso lo stesso. Ritiene che dal verbale è possibile presupporre che siano
stati gli amici maggiorenni a ordinare per C. N.

3.2. Innanzitutto che la somministrazione di alcol a minorenni potrebbe
comportare la sanzione irrogata non è contestato dalla ricorrente, che non
mette in dubbio che il comportamento del gerente - peraltro socio con firma
individuale - le sia imputabile. 

3.3. Quanto alla contestazione dell'accertamento dei fatti operata dal Governo,
la critica mossa dalla ricorrente cade nel vuoto. Dal verbale emerge con
certezza che il minorenne C. N. ha consumato alcol nell'esercizio pubblico in
questione; l'improprio utilizzo di "presso" nel verbale nulla muta al
riguardo. La testimonianza appare chiara e non confusa. È vero che il teste è
stato escusso solo diversi giorni dopo l'accaduto. Tuttavia, il racconto è
lineare e credibile. Ininfluente è il fatto che egli non sia stato in grado di
indicare quale cameriere l'abbia servito (ha comunque indicato che si trattava
di più d'uno) o altri testi (del resto non si vede la necessità di reperirne). La
decisione del Consiglio di Stato resiste, sotto quest'aspetto, all'esame del
Tribunale.

3.4. Anche la critica mossa alla mancata comminatoria non è fondata. Essa
resta, a chiaro tenore dell'art. 68 Les pubb, facoltativa. Al più potrebbe
risultare una lesione del diritto di essere sentita della ricorrente, sancito
dall'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera, del
18 aprile 1999 (Cost.; RS 101). Secondo la prassi del Tribunale federale, tuttavia,
una violazione diritto di essere sentito può essere sanato in una procedura di
ricorso qualora l'autorità adita disponga dello stesso potere di esame dell'autorità
decidente (DTF 129 I 129 consid. 2.2.3). Nel caso concreto il Consiglio di
Stato godeva di pieno potere cognitivo (art. 56 LPamm). Un'eventuale lesione
del diritto di essere sentita della ricorrente sarebbe quindi da ritenersi senz'altro
sanata con la procedura davanti alla prima istanza di ricorso. 

3.5. Il requisito della gravità dell'infrazione dev'essere esaminato con una
certa severità poiché la sospensione è una misura economicamente assai gravosa
per il destinatario le cui conseguenze si ripercuotono inevitabilmente anche
sull'immagine e la serietà dell'esercizio pubblico che arrischiano di essere
compromesse seriamente; inoltre la contravvenzione deve denotare una gravità tale
da doversi escludere l'adozione di un provvedimento meno gravoso, segnatamente
la multa (RDAT I-1993 n. 63 consid. 3.2).

Ora, la somministrazione di bevande alcoliche a un minorenne è senz'altro da
ritenersi una contravvenzione alla Les pubb di una certa gravità. Difatti l'obbligo
di accertarsi, in caso di dubbio, dell'età del cliente è stato oggetto di una
specifica modifica della legge che ha portato all'introduzione dell'art. 53a
Les pubb. Resta da valutare se nelle circostanze la sanzione si rivela commisurata
(cfr. supra, 2.2.). Se da un lato occorre riconoscere che, come ha ritenuto
il Consiglio di Stato, in presenza di una clientela giovane può essere
difficile determinarne l'età, dall'altro è proprio per il medesimo motivo che a
un ritrovo pubblico con questo tipo di avventori dev'essere richiesta un'attenzione
particolare. Nulla muta al riguardo il fatto che il giovane fosse ormai prossimo
all'età adulta: ancora non vuol dire che egli avesse un aspetto che ne
escludesse la minor età. La quantità di alcol servito non è nemmeno
trascurabile: si tratta infatti di "circa un litro e mezzo o due"
di birra e di tre bicchierini di tequila "ca. in totale sarà stato più
o meno un decilitro" (per le citazioni che precedono, verbale 9
dicembre 2009 del teste C. N., pag. 2). Pure la qualità dell'alcol servito -
risulta anche un super alcolico, come visto - gioca un ruolo. Tanto più che l'esito
dell'infrazione è stato di una certa gravità giacché l'analisi del sangue di C.
N. ha rivelato un valore alcolemico di 2.31 g/Kg e uno stato psicofisico definito
come pietoso, che ha richiesto il trasporto al pronto soccorso dell'Ospedale __________
(verbale 9 dicembre 2009, doc. 24, pag. 1 e 3). 

Il
gerente, infine e come visto, già era stato sanzionato per una simile violazione.

Da quanto precede ne deriva che l'infrazione commessa è senz'altro grave e a ragione
l'Ufficio prima e il Consiglio di Stato poi hanno optato per la sospensione dell'autorizzazione
a gestire e non per una multa. La sanzione irrogata, ridotta da parte del Governo,
è dunque da ritenersi proporzionata alla gravità del fatto, tenuto conto anche che
il massimo di sospensione comminabile secondo l'art. 68 lett. b Les pubb è di
tre mesi. 

 

 

4.      Per i motivi che precedono, il ricorso dev'essere respinto. La tassa
di giustizia è posta a carico della ricorrente (art. 28 LPamm). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge in concreto applicabili;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

1.   Il ricorso è respinto. 

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia di fr. 800.- è posta a carico del ricorrente. 

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale, del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario