# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7bdee8a8-6e90-529f-8b3b-5d889721e1e6
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-10-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.10.2022 D-4794/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4794-2022_2022-10-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4794/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 7  o t t o b r e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Gérald Bovier;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

B._______, nato il (…), 

C._______, nato il (…), 

Senza nazionalità,  

(…),   

ricorrenti,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); 

decisione della SEM del 10 ottobre 2022 / N (…). 

 

 

D-4794/2022 

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Visto 

le domande d’asilo che A._______ e per suo tramite anche i figli B._______ 

e C._______ hanno depositato in Svizzera il (…) maggio 2022, 

l’estratto dell’unità centrale del sistema EURODAC del (…) maggio 2022, 

da cui è emersa la registrazione dell’entrata illegale in Italia della ricorrente 

il (…) aprile 2022 e la rilevazione delle impronte dattiloscopiche nel pre-

detto Paese il (…) aprile 2022, 

il colloquio personale tenutosi con la richiedente l’asilo il (…) maggio 2022 

ai sensi dell’art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento euro-

peo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccani-

smi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una 

domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione) (Gazzetta uffi-

ciale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III), 

la richiesta di presa in carico del (…) maggio 2022, fondata sull’art. 13  

par. 1 del RD III, presentata dalla Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM), alle competenti autorità italiane, 

la comunicazione da parte delle autorità italiane del (…) luglio 2022, con 

cui è stato indicato che queste ultime stessero verificando l’identità dei figli 

della ricorrente, 

il complemento d’informazioni trasmesso dalla SEM alle autorità italiane in 

data (…) agosto 2022, volto a dimostrare il legame di parentela tra la ricor-

rente ed i figli, 

l’accettazione da parte delle autorità italiane del (…) settembre 2022, sulla 

scorta dell’art. 13 par. 1 del RD III, della presa in carico degli interessati 

con le relative garanzie a tutela del nucleo familiare, 

la documentazione medica agli atti, 

la decisione della SEM del 10 ottobre 2022, notificata il 13 ottobre 2022 – 

nel contesto della quale è cessato pure il mandato di rappresentanza legale 

degli interessati conferito dai medesimi il (…) maggio 2022 – mediante la 

quale la predetta autorità non è entrata nel merito della domanda d’asilo 

dei richiedenti ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo del  

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26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), ha pronunciato il trasferimento degli 

interessati verso l’Italia e l’esecuzione della predetta misura, nonché os-

servato che un eventuale ricorso contro la decisione non ha effetto sospen-

sivo, 

il ricorso del 20 ottobre 2022 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d’en-

trata: 24 ottobre 2022), inoltrato dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata decisione della SEM, 

con cui i ricorrenti hanno chiesto la concessione dell’effetto sospensivo, 

l’entrata nel merito delle loro domande d’asilo applicando la clausola di so-

vranità; contestualmente hanno formulato istanza di assistenza giudiziaria, 

nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese processuali, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

e considerato 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi), contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31–33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1  

lett. a–c e art. 52 cpv. 1 PA, 

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso, 

che il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso 

dal giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi), 

che giusta l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che nel colloquio Dublino l’interessata, posta di fronte alla possibile com-

petenza dell’Italia per l’analisi della sua domanda d’asilo, ha dichiarato di 

non voler rientrare nel predetto Stato poiché ivi lei e i suoi figli non sareb-

bero stati curati, che lei non si sarebbe sentita a suo agio in quanto le au-

torità italiane l’avrebbero trattata male e che i trasferimenti abbiano stan-

cato molto lei e i suoi figli, 

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che nel provvedimento avversato l’autorità inferiore, dopo aver constatato 

l’espressa ammissione di competenza da parte dell’Italia e che le dichiara-

zioni dell’insorgente non sarebbero atte a confutare la stessa, ha escluso 

la sussistenza nello Stato membro di carenze sistemiche ai sensi dell’art. 

3 par. 2 RD III o di un rischio di trattamenti contrari all’art. 3 CEDU (RS 

0.101) o di violazione del principio del divieto di respingimento; che inoltre, 

non vi sarebbero motivi che obbligherebbero la Svizzera ad esaminare la 

loro domanda d’asilo giusta l’art. 16 par. 1 RD III, né che giustificherebbero 

l’applicazione della clausola di sovranità ex art. 17 par. 1 RD III o ex  

art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali 

dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che invero ed in particolare essi 

verrebbero accolti, al loro arrivo in Italia, nell’ambito di uno dei progetti SAI 

(“Sistema di accoglienza e integrazione”) presenti sul territorio; che altresì 

le condizioni di salute degli interessati non sarebbero gravi e l’Italia dispor-

rebbe di un’infrastruttura medica sufficiente e sarebbe tenuta a prestare le 

cure mediche adeguate secondo le normative europee contraenti, 

che nel loro ricorso, gli insorgenti ritengono che in Italia non siano rispettati 

gli standard minimi volti a garantire la dignità e la salute dei richiedenti 

l’asilo, che non vi siano le strutture atte a garantire un’assistenza adeguata 

a nuclei familiari con problemi di salute; che durante la loro permanenza in 

Italia non siano stati adeguatamente curati, che il loro rinvio nel predetto 

Paese comporterebbe un rischio per la loro salute psicofisica, che la loro 

domanda di asilo non verrà trattata correttamente, che sarebbe ricono-

sciuto che le autorità italiane non rispettino il diritto interno e gli impegni 

internazionali assunti e che in generale non si sentirebbero sicuri in Italia e 

chiedono pertanto l’applicazione della clausola di sovranità, 

che giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda d’asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e di allontanamento, 

che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III, 

che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon-

sabile per l’esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata 

nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa in carico del ri-

chiedente l’asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5  

consid. 6.2), 

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che ai sensi dell’art. 3 par. 1 RD III, la domanda di protezione internazionale 

è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai 

criteri enunciati al capo III (art. 7–15); che nel caso di una procedura di 

presa in carico (inglese: take charge) – come è il caso di specie – ogni 

criterio per la determinazione dello Stato membro competente – enumerato 

al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elencati all’art. 

7 par. 1 RD III, quello precedente previsto dal RD III non trova applicazione 

nella fattispecie (principio della gerarchia dei criteri; cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 6.2 con rif. cit.), 

che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base 

della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 RD III), 

che ai sensi dell’art. 3 par. 2 RD III, qualora sia impossibile trasferire un 

richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato come compe-

tente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussistano delle ca-

renze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni di accoglienza 

dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degra-

dante ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione eu-

ropea (GU C 363/1 del 18.12.2000, di seguito: CartaUE), lo Stato membro 

che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro compe-

tente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro 

Stato membro possa essere designato come competente, 

che giusta l’art. 13 par. 1 RD III, se è accertato che il richiedente ha varcato 

illegalmente, in provenienza da uno Stato terzo, la frontiera di uno stato 

membro, quest’ultimo è competente per l’esame della domanda di prote-

zione internazionale, 

che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te-

nuto a prendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 21, 22 

e 29 RD III – il richiedente che ha presentato una domanda in un altro Stato 

membro (art. 18 par. 1 lett. a RD III), 

che altresì, secondo l’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), in deroga 

ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro può decidere 

di esaminare una domanda di protezione internazionale presentata da un 

cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale esame non gli 

compete, 

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che venendo al caso in parola, dagli atti risulta che gli insorgenti sono en-

trati in Italia illegalmente in data (…) aprile 2022, prima di giungere in  

Svizzera (cfr. atto SEM n. [{…}]-15/1); che tali evenienze sono state con-

fermate anche dall’interessata (cfr. n. 22/12), 

che a seguito di tali informazioni, il (…) maggio 2022 – quindi entro i termini 

fissati all’art. 21 par. 1 RD III – la SEM ha presentato alle autorità italiane 

preposte una richiesta di presa in carico del nucleo familiare in questione 

fondata sull’art. 3 par. 1 RD III (cfr. n. 19/7), 

che dopo una prima comunicazione da parte italiana del (…) luglio 2022, 

con la quale è stato indicato che le stesse stessero verificando il collega-

mento tra la richiedente ed i figli (cfr. n. 45/1) e il seguente complemento di 

informazioni in merito trasmesso dalla SEM alle autorità italiane (cfr. n. 

47/1), queste hanno esplicitamente accettato tramite il formulario “nucleo 

familiare” il trasferimento dei ricorrenti in questione in data  

(…) settembre 2022 (cfr. n. 52/1), 

che tale formulario ed il suo contenuto risultano essere delle garanzie suf-

ficientemente concrete ed individuali, onde garantire al nucleo familiare 

con due bambini minorenni che verranno alloggiati nel SAI, garantendo 

l’unità familiare in accordo con la sentenza della Corte europea dei diritti 

dell’uomo (di seguito: CorteEDU) Tarakhel contro Svizzera (Grande Ca-

mera) del 4 novembre 2014, n. 29217/12 (cfr. sentenza di riferimento del 

Tribunale F-6330/2020 del 18 ottobre 2021 consid. 11.1–11.3), 

che, come già motivato dalla SEM nella decisione avversata, le dichiara-

zioni dell’insorgente rese nel corso del colloquio Dublino per opporsi al loro 

trasferimento in Italia, risultano ininfluenti per la determinazione dello Stato 

membro competente per la trattazione della loro domanda d’asilo, 

che a tal proposito, si rileva come il RD III non offre il diritto al richiedente 

l’asilo di scegliere autonomamente lo Stato nel quale la sua domanda 

d’asilo verrà esaminata (cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3), 

che, di conseguenza, la competenza dell’Italia è di principio data, 

che altresì il Tribunale, secondo giurisprudenza costante, considera che 

per l’Italia, malgrado la procedura d’asilo ed il dispositivo d’accoglienza e 

di assistenza sociale siano in parte deficitarie, non vi siano fondati motivi 

per ritenere che sussistano carenze sistemiche che implichino il rischio di 

un trattamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 CartaUE (cfr. art. 

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3 par. 2 2a frase RD III; tra le altre le sentenze di riferimento del Tribunale 

D-4235/20222 del 19 aprile 2022 consid. 10.2; F-6330/2020 succitata con-

sid. 9; sentenza del Tribunale D-2641/2022 del 5 luglio 2022 consid. 10), 

che, al contrario di quanto genericamente sostenuto dai ricorrenti nel loro 

gravame, occorre osservare come il Tribunale si sia già pronunciato al ri-

guardo della situazione di accoglienza dei richiedenti l’asilo in Italia, in par-

ticolare in rapporto ai nuclei famigliari, nella sua recente sentenza di riferi-

mento F-6330/2020 del 18 ottobre 2021 (consid. 10.5), 

che altresì, nell’ulteriore sentenza di riferimento D-4235/2021 del 19 aprile 

2022, il Tribunale ha già avuto modo di chinarsi sul nuovo sistema d’acco-

glienza italiano, che nel sistema SAI prevede in particolare delle prestazioni 

di accoglienza materiale (vitto e alloggio), l’assistenza sanitaria, l’assi-

stenza sociale e psicologica, la mediazione linguistico-culturale, nonché 

sono previsti progetti specializzati per l’accoglienza ed il sostegno di per-

sone portatrici di specifiche vulnerabilità, tra i quali persone con problemi 

di salute (fisica e mentale) e nuclei monoparentali (cfr. sentenza di riferi-

mento D-4235/2021 precitata consid. 10.4.3.2); che a tali prestazioni – 

quindi comprensive anche delle cure e dei trattamenti necessari ed urgenti 

– hanno in principio accesso dal loro arrivo in Italia, i richiedenti l’asilo che 

non vi hanno ancora depositato una domanda d’asilo (cosiddetti “take 

charge”, art. 18 par. 1 lett. a RD III; cfr. sentenza D-4235/2021 precitata 

consid. 10.4.3.2 – 10.4.3.3), 

che non essendovi argomentazioni circostanziate dei ricorrenti che pos-

sano condurre lo scrivente Tribunale ad una modifica delle conclusioni ivi 

esposte, onde evitare inutili ridondanze, occorre rinviare integralmente alla 

medesima giurisprudenza succitata, come pure alle argomentazioni chiare 

e corrette espresse dalla SEM nella decisione avversata a questo propo-

sito (cfr. p.to II, pag. 4 segg.), 

che peraltro, l’Italia è legata alla CartaUE e firmataria, della CEDU, della 

Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o tratta-

menti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Con-

venzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 

0.142.30) oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 

(RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, 

che di conseguenza, il rispetto della sicurezza dei richiedenti l’asilo, in par-

ticolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo una proce-

dura giusta ed equa ed una protezione conforme al diritto internazionale 

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ed europeo, è presunto da parte dello Stato in questione (cfr. direttiva 

2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca dello 

status di protezione internazionale [di seguito: direttiva procedura]; direttiva 

2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 

recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazio-

nale [di seguito: direttiva accoglienza]), 

che conseguentemente, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non 

si giustifica nel caso di specie, 

che resta ancora da stabilire se, come richiesto dai ricorrenti, nel loro caso 

trovi applicazione la clausola di sovranità, 

che ai sensi dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in 

diritto interno svizzero la clausola di sovranità (art. 17 par. 1 RD III), se 

“motivi umanitari” lo giustificano la SEM può entrare nel merito della do-

manda anche qualora giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente 

per il trattamento della stessa, 

che la SEM, nell’applicazione dell’art. 29a cpv. 3 OAsi 1, dispone di potere 

di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che tuttavia, se il tra-

sferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una 

norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’au-

torità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad entrare 

nel merito della domanda d’asilo ed il Tribunale dispone di potere di con-

trollo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), 

che nella presente disamina, va in primo luogo osservato come spetti in-

nanzitutto ai ricorrenti di presentare al più presto una domanda d’asilo alle 

autorità italiane competenti e rispettare le loro istruzioni, ciò che permetterà 

loro di beneficiare dei diritti previsti dalla direttiva accoglienza (cfr. sentenza 

D-3135/2022 del 21 luglio 2022), 

che proseguendo nell’analisi, gli insorgenti non hanno neppure apportato 

indizi seri e concreti suscettibili di dimostrare che lo Stato di destinazione 

non rispetterebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, ver-

rebbe meno ai suoi obblighi internazionali rinviandoli in un Paese dove la 

loro vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da 

dove rischierebbero di essere respinti in un tale Paese, 

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che agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere che un tra-

sferimento nello Stato in questione esporrebbe i ricorrenti al rischio di es-

sere privati del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita 

indegna in violazione della direttiva accoglienza, essendo qui rammentato 

come gli insorgenti, dopo il deposito della domanda d’asilo in Italia, avranno 

accesso al sistema SAI, comprensivo anche delle prestazioni materiali di 

vitto ed alloggio (cfr. supra), 

che per quanto riguarda lo stato di salute della ricorrente – da ultimo con 

diagnosi di una gonalgia sinistra atraumatica e debolezza dopo gravi-

danza, con trattamento farmacologico impostato, nonché insonnia e lieve 

ipovitaminose D, con trattamento farmacologico impostato (cfr. n. 38/3 e 

40/2), prescrizione di occhiali a seguito di un controllo ottico (cfr.n. 53/2) e 

mancata apparizione ad un appuntamento medico il 17 agosto 2022 (cfr. 

n. 51/2) – non vi sono indizi per ritenere che tali problematiche di salute 

rientrino nella restrittiva giurisprudenza convenzionale in materia da risul-

tare ostative al suo trasferimento nel contesto di una procedura Dublino 

(cfr. sentenza della CorteEDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

26565/06; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, §181 

segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1; sentenza di riferimento D-4235/2021 con-

sid. 10.4.3.3), 

che per quanto attiene al ricorrente minorenne B._______, dagli atti 

emerge che è stata diagnosticata una virosi trattata farmacologicamente 

(cfr. n. 34/2), delle carie multiple per le quali ha avuto diverse visite odon-

toiatriche (cfr. n. 31/3, 36/2, 37/2, 41/2), un’insonnia trattata farmacologica-

mente (cfr. n. 39/2), non si è presentato alla visita pediatrica il 17 agosto 

2022 (cfr. n. 50/2), che durante la visita pediatrica del 12 ottobre 2022 il 

medico non ha ritenuto necessario prescrivere alcun medicamento per 

inappetenza, comportamento iperattivo e disturbi del sonno e ha rinunciato 

ad ulteriori approfondimenti (cfr. n. 61/2), non vi sono indizi per ritenere che 

tali problematiche di salute rientrino nella restrittiva giurisprudenza conven-

zionale in materia da risultare ostative al suo trasferimento nel contesto di 

una procedura Dublino (cfr. supra), 

che per quanto attiene al secondo ricorrente minorenne C._______, dagli 

atti emerge che sono stati diagnosticati al torace alcuni rientramenti e ran-

toli oltre a rumori tramessi dalle alte vie (cfr. 13/3), una bronchiolite trattata 

farmacologicamente (cfr. n. 35/3), che in data (…) luglio 2022 è stato rico-

verato a seguito di una bronchiolite, COVID-19 e otite media acuta all’orec-

chio destro trattate farmacologicamente (cfr. n. 42/3), che alla visita pedia-

trica del 5 luglio 2022 è stato constatato che il ricorrente ha risposto bene 

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alle cure (cfr. n. 44/3), che non si è presentato alla visita pediatrica del 17 

agosto 2022 (cfr. n. 49/2), che la prossima visita pediatrica è prevista per il 

14 novembre 2022 (cfr. n. 54/7), non vi sono indizi per ritenere che tali 

problematiche di salute rientrino nella restrittiva giurisprudenza convenzio-

nale in materia da risultare ostative al suo trasferimento nel contesto di una 

procedura Dublino (cfr. supra), 

che a tal proposito, a differenza di quanto argomentato dai ricorrenti nel 

loro gravame, in una procedura di presa in carico come è il caso – peraltro 

che potranno accedere direttamente nel SAI dal deposito della loro do-

manda d’asilo – si deve partire dall’assunto che essi potranno accedere 

alle prestazioni assistenziali, comprensive di cure e di trattamenti necessari 

ed urgenti, anche dal profilo psichiatrico e psicologico, sin dal loro arrivo in 

Italia (cfr. sentenza di riferimento del Tribunale D-4235/2021 consid. 

10.4.3.3), 

che pare opportuno rammentare che l’Italia dispone di infrastrutture medi-

che sufficienti ed in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve 

provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanita-

ria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso ed il trat-

tamento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces-

saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco-

glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi-

stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza), 

che in altre parole, i ricorrenti non hanno fornito indizi seri suscettibili di 

comprovare che le loro condizioni di vita o la loro situazione personale sa-

rebbero tali da contravvenire all’art. 4 della CartaUE, all’art. 3 CEDU o 

all’art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del loro trasferimento in Italia, 

che ad ogni modo se, dopo il loro trasferimento nel suddetto Stato membro, 

essi dovessero essere costretti dalle circostanze a condurre un’esistenza 

non conforme alla dignità umana, o se dovessero ritenere che il Paese in 

questione violi i suoi obblighi fondamentali, apparterrà ai ricorrenti mede-

simi sollevare l’eventuale violazione dei loro diritti fondamentali, utilizzando 

le adeguate vie di diritto, dinanzi alle autorità dello Stato in parola (cfr. art. 

26 della direttiva accoglienza), 

che di conseguenza, non sussiste quindi alcun motivo per l’applicazione 

da parte della Svizzera della “clausola di sovranità” prevista all’art. 17 par. 

1 RD III, 

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Pagina 11 

che nelle surriferite circostanze non traspaiono neppure elementi per rite-

nere che, in casu, l’autorità inferiore abbia esercitato in maniera contraria 

al diritto il suo potere d’apprezzamento in rapporto a dei motivi umanitari 

così come sancito dall’art. 29a cpv. 3 OAsi 1 (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 

seg.), 

che di conseguenza, in mancanza dell’applicazione di tali norme da parte 

della Svizzera, l’Italia è competente per l’esame della domanda d’asilo dei 

ricorrenti ai sensi del RD III, ed è tenuta a prenderli in carico in ossequio 

alle condizioni poste agli art. 21, 22 e 29 RD III, 

che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dei ricorrenti, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi 

ed ha pronunciato il loro trasferimento verso l’Italia conformemente all’art. 

44 LAsi, posto che i predetti non possiedono un’autorizzazione di sog-

giorno in Svizzera (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), 

che visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

della SEM confermata, 

che, avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda volta ad ottenere la 

sospensione della procedura è divenuta senza oggetto, 

che per i medesimi motivi, la domanda d’esenzione dal versamento di un 

anticipo sulle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito favo-

revole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 

versamento delle spese processuali, è respinta, 

che visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA; nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripe-

tibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-4794/2022 

Pagina 12 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta.  

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico dei ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: