# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dd1441cc-614c-58da-ac3b-d01154755347
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-11-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.11.2010 30.2010.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2010-25_2010-11-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2010.25

   

  IR/lb

  	
  Lugano

  22 novembre 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	 

							

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 ottobre 2010 formulato
da

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 27
  settembre 2010 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, attivo professionalmente in qualità di dipendente, ha conseguito nel 2004 un
reddito da attività lucrativa soggetto a contribuzione AVS AI IPG. Egli ha pure
ottenuto un reddito da attività indipendente accessoria che la CCC ha gravato del contributo minimo AVS/AI/ IPG avendo affiliato il ricorrente quale indipendente
dal 1° gennaio 2004. Il signor RI 1 si è visto ritenere un reddito di CHF
2'200.00, fissato in sede di tassazione, imposto con il contributo di CHF
433,50. Egli si è opposto alla decisione formale dell’amministrazione e la
causa è giunta dinanzi a questo Tribunale che ha respinto l’impugnativa
dell’assicurato (sentenza 27 ottobre 2009, inc. 30.09.24) con motivazioni che
saranno riprese nelle considerazioni di diritto.

                                         Il
successivo ricorso al Tribunale Federale dell’assicurato è stato dichiarato inammissibile
(decisione 25 marzo 2010 inc. 9C_1008/2009).

 

                                  B.   Avendo
accertato il conseguimento di un reddito da attività indipendente accessoria da
parte del signor RI 1 per CHF 2'680.00 (doc. 4 e 5) nel 2006, l’amministrazione
ha fissato, con decisione del 17 agosto 2010, i contributi dovuti in CHF 433,50
comprensivi delle spese amministrative (contributo minimo). Il 16 settembre
2010 l’assicurato ha inoltrato opposizione con le medesime argomentazioni che
ripropone qui contro la decisione resa su opposizione da parte
dell’amministrazione il 27 settembre 2010, provvedimento che conferma il
contributo. La Cassa ha infatti ritenuto vincolante la decisione di tassazione 2006, ha considerato l’importo del reddito conseguito (CHF 2680.00) come superiore alla franchigia
concessa (art. 19 OAVS) ed ha quindi assoggettato il reddito alla percezione
del contributo minimo oltre alle spese amministrative (art. 157 OAVS). Come già
aveva fatto nel 2004 l'amministrazione ha evidenziato l’irrilevanza del fatto
che il ricorrente paghi già contributi quale dipendente e la conformità della
decisione al dettato costituzionale, come d’altra parte ritenuto dal TCA il 27
ottobre 2009 nella sentenza relativa al contributo del 2004.

 

                                  C.   Contro
l’ultimo provvedimento amministrativo reso l'assicurato si è aggravato (doc.
I), con atto del 26 ottobre 2010, al Tribunale cantonale delle Assicurazioni
rilevando come “negli ultimi 20 anni ho sempre indicato in buona fede”
(e conformemente agli obblighi legali, come tutti i cittadini debbono fare,
n.d.r.) “un reddito accessorio … senza pensare che vi fosse una relazione
con eventuali contributi AVS … Nell’anno 2006 ho versato … insieme ai miei
datori di lavoro ca. Frs 5'000 di contributi AVS/AI/IPG quale … salariato …
oltre il minimo legale”. Il ricorrente considera non conforme alla
Costituzione federale l’art. 8 LAVS nonché “l’art. 19 OAVS e art. 21 nonché
cifre 1171 e 1172 DIN dell’UFAS”. Egli ritiene vi sia, in concreto, una “doppia
imposizione” con violazione del principio di uguaglianza davanti alla legge
e del principio di proporzionalità per l’incidenza del contributo minimo a
fronte del reddito conseguito, inoltre verrebbe violato l’art. 14 CEDU relativo
al divieto di discriminazione e l’“articolo 1 Protezione della proprietà del
Protocollo addizionale di Parigi del 1952”. RI 1 evidenzia poi che non riceverà, una volta adempiuti i presupposti legali, “2 pensioni, una quale
salariato ed una quale indipendente (con relativo minimo legale per
quest’ultima), ma giustamente un’unica rendita … calcolata su tutti i
contributi versati”, ed occorre subito qui evidenziare come tra questi vi
saranno anche i contributi da attività accessoria indipendente così come
fissato per il 2004 e, qui, per il 2006 (come si vedrà in corso di motivazione)
che contribuiranno a determinare – grazie al reddito annuo medio, si vedano gli
art. 29quater , 30, 33, 34, 35ter, 36, 37 LAVS per
comprenderne l’importanza e la rilevanza giuridica – la rendita cui avrà
diritto il signor RI 1.

 

                                         Le
argomentazioni sono del tutto analoghe a quelle del ricorso relativo al
contributo del 2004, esaminate dal TCA nella sentenza 27 ottobre 2009 (30.2009.24)
e riassunte nelle considerazioni di fatto della decisione citata. Alle stesse RI
1 aggiunge di avere già pagato “abbondanzialmente (recte:
abbondantemente) pagato oltre il limite legale” ed osserva come il risultato
dell’applicazione di tali norme sia quello di incrementare il lavoro nero. Egli
ravvede una svista del legislatore, ed invita il Tribunale cantonale delle
Assicurazioni a verificare “l’intento reale … (del) … legislatore”, nel
fatto di volere imporre il contributo minimo solo per l’attività accessoria
indipendente mentre il trattamento per chi svolge attività indipendente piena
sarebbe privilegiato. Secondo il ricorrente la giurisprudenza federale non
terrebbe ancora conto della volontà del Consiglio federale di combattere il lavoro
nero.

 

                                  D.   Nella
risposta del 9 novembre 2010 (doc. III) la Cassa di compensazione propone la reiezione dell’impugnativa richiamando la precedente sentenza del Tribunale cantonale
delle Assicurazioni relativa ai contributi del 2004, il giudizio federale (in
particolare per gli aspetti connessi al rifiuto dell’assistenza giudiziaria), e
ribadendo sostanzialmente la correttezza della decisione impugnata. A RI 1 è
stata offerta la possibilità di ulteriormente esprimersi e di chiedere
l’assunzione di specifiche prove. In data 20 novembre 2010 egli ha ribadito la
sua posizione richiamando “formalmente che si valuti la congruenza giuridica
con il dettato della Corte Europea di Giustizia, in quanto la prassi … (costituirebbe)
violazione della Carta costituente la medesima a cui la Svizzera ha aderito”. Secondo RI 1 la Carta prevederebbe che non possa esservi una
discriminazione davanti alla legge. Per il resto del suo complemento del 20
novembre 2010 l’assicurato ribadisce il fatto che non percepirà 2 pensioni e
quindi la non correttezza del percepimento di contributi ulteriori oltre quelli
versati per l’attività dipendente.

 

 

considerato                    in diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STF H 180/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003).

 

                                   2.   Il
ricorso, presentato nel termine di 30 giorni dall’intimazione della decisione
resa su opposizione è tempestivo e contiene una sufficiente esposizione dei
fatti, una motivazione adeguata e conclusioni precise. Il gravame è quindi
ricevibile in questa sede.

 

 

                                         nel
merito

 

                                   3.   Il
TCA deve esaminare se la Cassa di compensazione ha fissato in maniera conforme
alle norme di legge l’importo minimo dei contributi (CHF 433,50) dovuti dal ricorrente
per l'attività indipendente a titolo accessorio svolta nel 2006.

 

                                   4.   Come
già evocato nella sentenza 27 ottobre 2009 di questo TCA le persone
fisiche domiciliate in Svizzera sono assicurate obbligatoriamente
in conformità della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i
superstiti (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS). A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono obbligati al versamento di contributi durante l’esercizio di
un'attività lucrativa. In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi
degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in base a
determinata percentuale del reddito ed è indifferente che lo stesso provenga da
attività lucrativa dipendente od indipendente. I contributi AVS degli
assicurati esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati
tenendo conto di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza
d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Il reddito proveniente da un'attività lucrativa
indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese generali necessarie
per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

 

                                         I
contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di
contribuzione si intende l'anno civile (art. 22 cpv. 1 OAVS), sono calcolati
sul reddito conseguito effettivamente durante l'anno di contribuzione e sul
capitale proprio investito nell'azienda al 31 dicembre (art. 22 cpv. 2 OAVS).
Il reddito dell'anno di contribuzione è stabilito secondo il risultato
dell'esercizio commerciale chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in quell'anno
(art. 22 cpv. 3 OAVS). Se in un anno di contribuzione non si è proceduto alla
chiusura dei conti, il reddito dell'esercizio commerciale va ripartito sugli
anni di contribuzione conformemente alla sua durata (art. 22 cpv. 4 OAVS). Se
l'esercizio commerciale non corrisponde all'anno di contribuzione, è determinante
il capitale proprio investito nell'azienda alla fine dell'esercizio commerciale
(art. 22 cpv. 5 OAVS).

 

                                   5.   Le
autorità fiscali cantonali stabiliscono il reddito determinante per il calcolo
dei contributi in base alla tassazione dell'imposta federale diretta, passata
in giudicato, e il capitale proprio investito nell'azienda in base alla
corrispondente tassazione dell'imposta cantonale, passata in giudicato e
adeguata ai valori di ripartizione intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS). In
difetto di una tassazione dell'imposta federale diretta passata in giudicato,
gli elementi fiscali determinanti sono desunti dalla tassazione dell'imposta
cantonale sul reddito e, in mancanza di essa, dalla dichiarazione controllata
d'imposta federale diretta (art. 23 cpv. 2 OAVS).

                                         Nei
casi di tassazione intermedia o di procedura per sottrazione d'imposta, i capoversi
1 e 2 sono applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3 OAVS).

                                         Le
indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per le casse di
compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS). Se le autorità fiscali cantonali non
possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono valutare il
reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale proprio
investito nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati
devono dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto,
presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS).

 

                                   6.   In
virtù dell'art. 8 cpv. 1 LAVS, dal reddito di un'attività lucrativa
indipendente è prelevato un contributo del 7,8%. Per il calcolo del contributo
il reddito è arrotondato al multiplo di CHF 100.- immediatamente inferiore. Se
il reddito è inferiore a CHF 48'300.-, ma di almeno CHF 7'800.- l'anno, il
tasso del contributo è ridotto fino al 4,2%, secondo una tavola scalare
stabilita dal Consiglio federale. Secondo l'art. 8 cpv. 2 LAVS, se il reddito
annuo di un'attività lucrativa indipendente è uguale o inferiore a CHF 8'400.-,
deve essere pagato un contributo minimo di CHF 353.- l'anno. Il Consiglio
federale può disporre che i contributi dovuti su redditi di poco conto provenienti
da un'attività lucrativa indipendente esercitata a titolo accessorio siano prelevati
soltanto a richiesta dell'assicurato. Facendo uso di questa facoltà il
Consiglio federale ha emanato l'art. 19 OAVS che, nella versione in vigore fino
al 31 dicembre 2007, prevedeva che se il reddito proveniente da attività
indipendenti esercitate a titolo accessorio non supera CHF 2'000.- per anno
civile, il contributo è percepito soltanto a richiesta dell'assicurato. Dal 1°
gennaio 2008 l'importo limite è stato aumentato a CHF 2'200.-. Per quanto
concerne il periodo di contribuzione oggetto del ricorso non è possibile la rinuncia
alla riscossione dei contributi sul prodotto di un'attività accessoria,
siccome lo stesso non può essere considerato di poco conto. Il
guadagno accessorio presuppone per definizione l'esistenza di un'attività
lucrativa principale (N. 2106 DRC), circostanza che, in concreto, non fa
difetto.

 

                                         Come
già ricordato nella sentenza 30.2009.24 del 27 ottobre 2009 non può esservi
guadagno accessorio se il reddito del lavoro proviene dall'esercizio di diverse
attività lucrative senza che l'una o l'altra possa essere considerata attività
principale, se il guadagno proveniente da un'attività accessoria rappresenta
una parte importante del reddito totale dell'assicurato, oppure se il guadagno
accessorio è assegnato dal datore di lavoro che procura il guadagno principale
(N. 2108 DRC). Al punto N. 2109 DRC, fino a prova del contrario, non sono
considerati come accessori i proventi da attività quale personale addetto alla
pulizia e alla stiratura, ausiliari (in particolare negli alberghi, caffè e ristoranti,
nell'agricoltura e nel servizio domestico), lavoratori a domicilio ed altre
persone esercitanti un'attività analoga. Le rimunerazioni assegnate a queste
persone devono in ogni caso essere sottoposte al pagamento dei contributi. Al
contrario, l'attività svolta dalle casalinghe nell'accudire la propria economia
domestica è parificata ad un'attività principale, per cui il guadagno derivante
da un'altra attività lucrativa è considerato come accessorio (DTF 125 V 377,
Pratique VSI 2000 pag. 46). Il Tribunale federale ha stabilito che le Direttive
sulla riscossione dei contributi (DRC) in merito alla rinuncia del prelievo dei
contributi paritetici su guadagni accessori di poca entità sono conformi alla
legge ed al regolamento (DTF 113 V 246 consid. 4c).

 

                                         Per
quanto concerne la seconda condizione cumulativa, l'importo limite di CHF
2'000.- annui si riferisce alle rimunerazioni nette (N. 2113 DRC). Le DRC, al
N. 2118 rammentano poi che la rinuncia alla riscossione dei contributi è
facoltativa. Nell'ambito di un'attività indipendente, il N. 1123 DIN (Direttive edite dall'UFAS sui contributi dei lavoratori indipendenti
e delle persone senza attività lucrativa) presuppone che se il reddito
proveniente da un'attività indipendente esercitata a titolo accessorio sia
uguale o inferiore a CHF 2'000.- all'anno, i contributi sono riscossi soltanto
su domanda dell'assicurato. Va ancora rilevato che la
produzione della dichiarazione di rinuncia dopo che la Cassa di compensazione
ha effettuato misure di controllo è conforme alle disposizioni legali (in
questo senso, cfr. sentenza del 9 dicembre 1993 della commissione AVS del
Cantone di Zurigo pubblicata in SVR 1995 AHV Nr. 49 pag. 135 e confermata dal
TFA in SVR 1996 AHV Nr. 77 pag. 233).

 

                                   7.   In
concreto, sulla base del reddito aziendale di CHF 2'680.00 indicato
dall'assicurato nella dichiarazione d’imposta (e ritenuto nella tassazione IC
2006) quale reddito conseguito nel medesimo anno per lo svolgimento di
un’attività indipendente accessoria, la CCC ha stabilito in maniera definitiva
il contributo AVS/AI/IPG (minimo di CHF 433,50) dovuto per quell'anno.

                                         Come
evocato nelle considerazioni di fatto il ricorrente contesta di dovere pagare
tale importo, ritenendo l'art. 8 cpv. 2 LAVS e art. 19 OAVS contrari al dettato
costituzionale in particolare.

 

                                   8.   Il
ricorrente non contesta, in questa sede, la determinazione dell’importo del
reddito conseguito quale attività accessoria indipendente. A giusta ragione
infatti, in virtù di giurisprudenza costante (già rammentata al ricorrente il
27 ottobre 2009), ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà: le
Casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle Autorità di
tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la
decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'Autorità giudicante
non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a meno che
essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati, immediatamente
emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo
fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza
di una tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito
spetta alle Autorità fiscali e il Giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione. L'assicurato
esercitante un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti
nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni
sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993
pag. 232 consid. 4b, RCC 1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V
86 consid. 4 = RCC 1985 pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985
pag. 121 consid. 2a, DTF 106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC
1976 pag. 275 consid. 3a). Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è vincolante
per l'Amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per
quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla
qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione
(Pratique VSI 1993, pag. 242 segg.). Le comunicazioni fiscali sono vincolanti
per la Cassa, anche se fondate su una tassazione d'ufficio (RCC 1988 pag. 321
consid. 3; Käser,
Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Zurigo
1996, N. 8.32, pag. 212; Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), ad art. 9 LAVS, N. 151 pag. 312). Il vincolo per
l’amministrazione é dato anche per la determinazione del momento
della realizzazione del reddito, ciò anche per quanto concerne l’attività indipendente
(DTF 122 V 291 = SVR 1997 AVS Nr. 110 pag. 341 segg., consid. 5a).

 

                                   9.   Come
già nella sentenza 27 ottobre 2009 (inc. 30.2009.24) citata occorre ricordare
ancora come l'art. 9 LAVS definisca il reddito da attività indipendente e
l'art. 17 OAVS specifichi questo concetto. Secondo quest'ultimo disposto, tutti
i redditi conseguiti in proprio da un'azienda commerciale, industriale,
artigianale, agricola o silvicola, dall'esercizio di una professione liberale o
da qualsiasi altra attività compresi gli utili in capitale e gli utili realizzati
con il trasferimento di elementi patrimoniali giusta l'art. 18 cpv. 2 LIFD e gli
utili conseguiti con l'alienazione di fondi agricoli e silvicoli giusta l'art.
18 cpv. 4 LIFD, eccetto i redditi da partecipazioni dichiarati quali sostanza
commerciale giusta l'art. 18 cpv. 2 LIFD, sono considerati reddito proveniente
da un'attività lucrativa indipendente. In virtù dell'art. 18 cpv. 1 LIFD, sono
imponibili tutti i proventi dall'esercizio di un'impresa, commerciale, industriale,
artigianale, agricola o forestale, da una libera professione e da ogni altra
attività lucrativa indipendente.

 

                                         Come
ricorda l'art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS il reddito netto proveniente da
un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le
spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo. A norma dell'art. 9
cpv. 3 LAVS, il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente e il
capitale proprio impegnato nell'azienda sono accertati dalle autorità fiscali
cantonali e comunicati alle casse di compensazione.

 

                                10.   In
concreto RI 1 ha conseguito nel 2006 un reddito da attività accessoria
indipendente di CHF 2'680.00 ciò che é incontestato da parte del ricorrente
(contrariamente a quanto avvenuto nella procedura sfociata nella sentenza 27
ottobre 2009). La Cassa si è fondata correttamente sulla decisione di
tassazione 2006 cresciuta in giudicato, le informazioni ivi contenute fornite
dall'Ufficio di tassazione devono essere considerate vincolanti per l'amministrazione
e per il giudice (art. 23 cpv. 4 OAVS). Lo scrivente Tribunale non è quindi
legittimato a scostarsi dagli elementi esibiti dal competente Ufficio di
tassazione, il ricorrente non ha sostenuto l’esistenza di errori manifesti e
non li ha resi verosimili come gli incomberebbe. 

 

                                         L’importo
di CHF 2'680.00 rappresenta reddito proveniente dall'insegnamento privato
esercitato a lato di un’attività principale dipendente. Tale reddito
costituisce quindi guadagno proveniente da attività indipendente accessoria. Le
spese generali, che possono essere dedotte dal reddito lordo (art. 9 cpv. 2
LAVS), devono essere comprovate dall'assicurato, in caso esse non sono neppure
addotte.

 

                                         La
somma ritenuta supera il limite di reddito di CHF 2'000.-, che si riferisce
alle remunerazioni nette (N. 2113 DRC), l'assicurato non può essere esonerato
dal pagare i contributi AVS/AI/IPG per l'anno 2006 (come era stato il caso per
l’anno 2004) sul suo reddito accessorio da attività indipendente.

 

                                11.   Come
già nel giudizio nell’inc. 30.2009.24 occorre esaminare la contestazione sollevata
da RI 1 relativa alla disparità di trattamento. Egli rileva infatti di pagare
già dei contributi come salariato e lamenta di essere chiamato a versarne altri
in ragione della sua attività indipendente accessoria. Egli lamenta quindi una
doppia imposizione. Val la pena subito di ricordare che sussiste una doppia
imposizione non quando il medesimo assicurato viene astretto al pagamento di
pubblici tributi su redditi provenienti da fonti diverse ma quando un medesimo
reddito sia sottoposto a percezione, ingiustificata, di più pubblici contributi
della medesima natura.

 

                                         Comunque
a fronte delle lamentele di RI 1 si può qui fare pieno riferimento alla sentenza
27 ottobre 2009 e va quindi ricordato come, in virtù di costante giurisprudenza
del Tribunale Federale, un assicurato può essere qualificato simultaneamente
come salariato per un lavoro ed indipendente per un altro lavoro. In questi
casi, per ogni reddito, bisogna esaminare se proviene da un'attività dipendente
o no (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                                         Su
ogni reddito conseguito gli assicurati sono tenuti a versare i contributi che
la legge impone in virtù degli art. 4, 5 e 9 LAVS. Fatte salve alcune
eccezioni, che qui non tornano applicabili, non v'è modo di esonerare gli
assicurati dal pagamento dei contributi AVS/AI/IPG su dei redditi da attività
lucrativa (sia essa di tipo dipendente o indipendente), soltanto perché ne sono
già stati versati in connessione, però, con altra attività lucrativa (sia essa
dipendente o indipendente) per il medesimo anno. Si ribadisce che,
contrariamente a quanto il ricorrente ritiene, non vi è doppia imposizione dei
suoi redditi. In concreto i redditi da attività lucrativa accessoria indipendente
non sono già oggetto di percezione dei medesimi contributi AVS AI IPG. Il
reddito da attività dipendente è diverso, circostanza questa non contestata, da
quello qualificato da attività indipendente da parte della Cassa. Il reddito
conseguito quale dipendente, reddito principale (sul quale il ricorrente indica
di avere versato, assieme al suo datore di lavoro, contributi per CHF
5'000.00), e quello da attività autonoma sono stati assoggettati (ognuno
secondo le procedure previste dalla legge) indipendentemente uno dall’altro
alla percezione dei contributi dovuti. 

 

                                         In
sostanza ogni reddito proveniente da attività lavorativa, dipendente od indipendente,
è soggetto – come già indicato, ma occorre qui ribadire il concetto
all’attenzione del ricorrente - alla percezione di contributi. Poco importa se,
nell’ambito dell’attività indipendente accessoria, l’assicurato debba pagare, a
lato di contributi anche significativi versati sul reddito da attività salariata,
ulteriori contributi. La legge non prevede un’eccezione di questa natura
all’obbligo contributivo, anzi prevede proprio il contrario ossia di sottoporre
tutti i redditi a contribuzione.

 

                                         Ne
discende, dunque, che i redditi da attività indipendente accessoria conseguiti
dall'insorgente non sfuggono al prelievo dei contributi personali, seppure nel
2006 egli abbia già versato la sua parte di contributi sociali sul salario da
attività dipendente.

 

                                12.   Come
già nella sentenza 27 ottobre 2009 occorre ancora esaminare – e v’è da augurarsi
che si tratti dell’ultima volta che ciò avviene con riferimento all’assicurato
qui ricorrente, al quale va ricordato che la procedura è di principio gratuita
ma se inoltrata con leggerezza (art. 29 cpv. 2 LPrTCA si veda inoltre art. 61
cpv. 1 litt. a LPGA) possono essere caricate congrue tasse di giustizia e spese
- se le norme concernenti l'applicazione del contributo minimo legale ad un
indipendente che nel 2006 ha conseguito un reddito inferiore a CHF 8'400.-
siano conformi alla costituzione.

                                         Il
ricorrente, in proposito, ha lamentato l'incostituzionalità e la non conformità
alla Carta costituente la Corte Europea di Giustizia dell’art. 8 LAVS (v. doc.
V del 20 novembre 2010, così par di capire, il ricorrente non precisa a cosa
specificatamente egli si riferisca, se al Regolamento istituente la Corte di Giustizia dell’Unione Europea voluta nel 1952 e con sede in Lussemburgo o se egli faccia addirittura riferimento al Trattato costituente la CECA del 18 aprile 1951 concluso a Parigi con cui i sei Stati membri
fondatori ossia Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi
hanno deciso di dotarsi di un organo giurisdizionale incaricato di garantire il
rispetto del diritto comunitario, al fine di ottenere una uniforme applicazione
del medesimo da parte tutti gli Stati membri per risolvere le controversie provocate
dalla sua applicazione, o se si riferisca al Trattato CEE
concluso a Roma nel 1957 con cui è stata istituita  la Corte di giustizia delle Comunità europee CGCE od al Trattato di Lisbona vigente dal 2009 rispettivamente
alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea
proclamata il 7 dicembre 2000
aggiornata con l’adozione appunto del Trattato di Lisbona. Nel merito del richiamo
del ricorrente non occorre comunque entrare stante la non appartenenza della
Svizzera alla CE ed i chiari limiti per i quali la giurisprudenza della CGCE si
impone per l'interpretazione dei trattati vincolanti il nostro paese). Per RI 1 quindi l'art. 8 cpv. 2 LAVS e l'art. 19 OAVS non
sarebbero conformi alla Costituzione siccome egli è tenuto a pagare l'importo
minimo avendo conseguito un reddito da attività indipendente contenuto. RI 1 invoca
la violazione del principio costituzionale dell'uguaglianza di trattamento
davanti alla legge e della proporzionalità delle misure adottate dal legislatore
(doc. I) poiché la percentuale di quanto è chiamato a versare alla luce del
reddito conseguito è eccessiva e l’applicazione del contributo minimo ad una
larga fascia di redditi di questa natura sarebbe tale da creare disparità di
trattamento.

 

                                         In
una sentenza del 1995 pubblicata in DTF 121 V 181 ed in Pratique VSI 1996 pag.
177, il Tribunale Federale, pronunciandosi proprio su una vertenza riguardante
il reddito proveniente da una attività indipendente accessoria di una
persona esercitante a titolo principale attività lucrativa dipendente, ha stabilito che sul reddito proveniente da un'attività lucrativa
indipendente accessoria deve essere pagato il contributo minimo giusta l'art. 8
cpv. 2 LAVS in relazione con l'art. 21 OAVS. Di conseguenza, la direttiva
amministrativa secondo cui il contributo doveva essere riscosso usando il tasso
più basso della tavola scalare era in contrasto con legge e ordinanza. Questo principio è stato concretizzato nelle Direttive edite
dall'UFAS sui contributi dei lavoratori indipendenti e delle persone senza
attività lucrativa (DIN).

                                         Le
cifre 1171 e 1172 DIN in vigore nel 2004 prevedono (nella versione del 2009, il
N. 1182 ha un altro tenore, laddove ha eliminato la frase sulla prorata: cfr.
N. 1181):

 

" Si le revenu provenant d’une activité lucrative
indépendante est inférieur à fr. 8 400.–, il faut réclamer la cotisation
minimum. Ce n’est uniquement que lorsqu’un indépendant n’est pas assuré pendant
toute l’année civile que la cotisation minimale doit être proratisée en
fonction de la durée de l’assujettissement à l’assurance."

 

" Toutefois, si le revenu net provenant d’une
activité indépendante accessoire ne dépasse pas fr. 2 000.– dans l’année de
cotisation, la cotisation n’est perçue qu’à la demande de l’assuré (voir le n. 1123)."

 

                                         Sulla
scorta di quanto precede l’applicazione del tasso minimo del 4,2% non può
trovare concretizzazione come evocato nella sentenza 27 ottobre 2009. Si veda
inoltre la giurisprudenza esposta nella sentenza del 5 ottobre 2005
(30.2005.26).

 

                                13.   Il
ricorrente, nelle sue argomentazioni, indica come la sentenza federale
pubblicata in DTF 121 V 181 non sarebbe più attuale siccome antecedente alla Legge federale del 17 giugno 2005 concernente i provvedimenti in
materia di lotta contro il lavoro nero (Legge contro il lavoro nero, LLN). In
merito si faccia riferimento alle considerazioni di fatto (punto C.). Ebbene la Legge federale concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero, LLN,
del 17 giugno 2005 è entrata in vigore il 1 gennaio 2008, successivamente alla
stessa il Tribunale Federale, in una sentenza del 3 settembre 2009
(9C_1049/2008), ha ribadito la piena validità della sua giurisprudenza:

 

" «… 'il n'appartient effectivement pas à l'office
intimé ou au juge cantonal de revoir le montant figurant à l'art. 19 RAVS,
compétence déléguée au Conseil fédéral par l'art. 8 al. 2 LAVS (sur le contrôle
judiciaire de la délégation de compétence cf. notamment, arrêt du Tribunal
fédéral 2A.528/2006 du 6 février 2007 consid. 5.2 et les références);

qu'en outre le Tribunal fédéral a constaté que la volonté du législateur
lors de la neuvième révision de la LAVS (cf. Message du Conseil fédéral
concernant la neuvième révision de l'assurance-vieillesse et survivants du 7
juillet 1976 [FF 1976 III 1 p. 26 ss]) était de continuer à soumettre aux
cotisations, même si ce n'était qu'à titre de pure solidarité, les revenus
supérieurs à 2'000 fr. provenant de l'exercice d'une activité accessoire
indépendante (cf. ATF 121 V 181 consid. 4b/aa p. 186);

qu'en conséquence, en reprenant le montant fixé antérieurement dans la
loi (art. 8 al. 2 LAVS dans sa teneur en vigueur jusqu'au 31 décembre 1978 [RO
1972 2537]) lors de l'adoption de l'art. 19 RAVS (dans sa teneur en vigueur
jusqu'au 31 décembre 2007 [RO 1978 420]), le Conseil fédéral n'a pas abusé de
la compétence qui lui est conférée par l'art. 8 al. 2 LAVS;

que l'augmentation à 2'200 fr. au 1er janvier 2008 de la limite supérieure
d'un revenu de minime importance (RO 2007 373) - non applicable au cas d'espèce
- démontre du reste que le but recherché n'était nullement une adaptation aux
coûts de la vie mais uniquement une harmonisation des montants de référence
permettant une dispense de l'obligation de cotiser en cas de revenu de minime importance
(cf. notamment art. 14 al. 5 LAVS, 19 RAVS, 73 al. 2bis et 95 al. 1bis LAA);

qu'il apparaît au surplus que le législateur n'entendait pas déterminer
la notion de revenu de minime importance en fonction du gain obtenu dans
l'activité principale; »

 

                                         Il
Tribunale Federale, cui compete l’applicazione del diritto, non ha evidenziato (ciò
che avrebbe potuto fare pur a fronte dei limiti di intervento giurisdizionale
relativi al diritto federale noti al ricorrente e richiamati nel successivo
punto 15) che le norme – che il ricorrente ritiene qui lesive del dettato
costituzionale – violassero i principi di parità si trattamento o del rispetto
di proporzionalità, il TF non ha neppure ritenuto, nella sua recentissima
giurisprudenza, che vi fosse – come sembra pretendere il ricorrente – una
violazione della CEDU o che le norme della LAVS vigenti incentivino in qualche
modo il lavoro nero. Il fatto che un reddito sia soggetto alla percezione di
contributi non equivale ad incentivare il lavoro nero o la non dichiarazione fiscale
dello stesso al fine di sottrarlo alla percezione di contributi che, in ultima
analisi, tornano utili all’assicurato interessato al momento della fissazione
della rendita.

 

                                14.   RI
1, tra le altre, invoca l’art. 14 CEDU secondo cui il
godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla Convenzione deve essere
assicurato, senza distinzione di alcuna specie, come di sesso, di razza, di
colore, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di
origine nazionale o sociale, di appartenenza a una minoranza nazionale, di
ricchezza, di nascita o di altra condizione. Questo precetto è ampiamente rispettato
dall’art. 8 LAVS che non discrimina alcuno in virtù di una delle peculiarità
ricordate dalla norma. La realizzazione delle condizioni legali non è
condizionata alla realizzazione di condizioni di razza, religione, lingua,
opinione politica od altra evocata dall’art. 14 CEDU. Neppure è in discussione un
trattamento discriminatorio a fronte della ricchezza o meno del contribuente.
In effetti, tutti gli assicurati che conseguono un reddito – a prescindere dal
loro status sociale – sono soggetti alla percezione dei contributi. Lo stesso
discorso vale per le norme dell’OAVS sopra riportate e discusse, in uno con le
direttive ad esse afferenti. Tutti i cittadini soggetti alla LAVS, in caso di
conseguimento di un reddito da attività accessoria indipendente a fronte di una
attività principale già soggetta a percezione di contributi, sono trattati nel
medesimo modo, ossia sono astretti a pagare il contributo dovuto senza che si
faccia distinzione alcuna tra essi a dipendenza di razza religione ecc. Per
completezza d’informazione si rinvia alla lettura, sul tema, del Messaggio del
Consiglio Federale (CF qui di seguito) relativo alla 9 revisione dell’AVS, FF
1976 III pag. 30 e segg..

 

                                15.   Per
l’assicurato vi sarebbe una lesione del principio costituzionale di uguaglianza
davanti alla legge siccome la proporzionalità dei contributi dovuti rispetto al
reddito complessivo conseguito sarebbe violata. Va qui ricordato che l'art. 190
della Costituzione federale impone al Tribunale federale ed alle altre autorità
incaricate dell'applicazione del diritto, di applicare le leggi federali ed il
diritto internazionale (DTF 133 V 233 del 7 novembre 2006). La norma contestata
è contenuta in una legge federale. Né le autorità giudiziarie, né quelle
amministrative possono esaminarne la costituzionalità (art. 190 Cost.
fed.; DTF 131 II 562, consid. 3.2; DTF 126 I 5 consid. 2f; DTF 125 III 209, consid. 5; STFA H
29/02 del 1° luglio 2003, consid. 3.3; STCA del 1° febbraio 2007, 36.2006.175).
Come visto il TF, nella sentenza 2009 citata, ha applicato la norma imposta dal
legislatore federale, e le norme dell’OAVS, senza rilevare dubbio circa
possibile (ancorché non sanzionabile) violazione dell’assetto costituzionale.
D’altra parte il ricorrente, come rammenta la CCC nelle sue puntuali osservazioni al ricorso, è ed era, già al momento dell’inoltro del gravame qui esaminato,
perfettamente consapevole di ciò. Egli si è visto infatti rifiutare il
riconoscimento – in sede federale nell’ambito dell’impugnativa contro la
sentenza 27 ottobre 2009 di questo TCA – l’assistenza giudiziaria da parte del
TF con decreto 6 gennaio 2010 siccome il suo ricorso in sede federale era stato
ritenuto sostanzialmente privo della possibilità di esito favorevole e la
censura di incostituzionalità dell’art. 8 cpv. 2 LAVS sostanzialmente
inammissibile.

                                         Come
già fatto nella sentenza 27 ottobre 2009 va qui ribadito come l'art. 8 cpv. 2
LAVS contenga una delega legislativa specifica al CF per l’attuazione della
norma. In proposito a tali deleghe nella sentenza citata questa Corte aveva
evidenziato, sulla scorta di giurisprudenza federale, come:

 

" (…)

… la disposition mise en cause confère à l'autorité
exécutive une grande latitude d'appréciation pour fixer le taux de l'impôt,
comme les parlementaires n'ont pas manqué de le souligner
et, pour certains, de le déplorer, lors des débats entourant l'adoption de
cette disposition (cf. BO 1997 CE p. 1317-1321, en particulier la proposition
Brändli). Le grief de la recourante apparaît toutefois d'emblée infondé, sans
qu'il soit nécessaire d'en examiner plus avant la pertinence, car il se heurte
à l'art. 191 Cst., qui interdit au Tribunal fédéral d'examiner la constitutionnalité
des lois fédérales (cf., au sujet de l'art. 113 al. 3 aCst., ATF 126 I 1 consid. 2f p. 5; ATF 125 III 209 consid. 5 p. 216)
et, par voie de conséquence, des normes de délégation qu'elles contiennent.
Ainsi, lorsque le Tribunal fédéral se prononce sur une ordonnance du Conseil
fédéral fondée sur une délégation législative, il ne peut pas contrôler si la
délégation elle-même est admissible, et doit se contenter d'examiner si le but
fixé dans la loi peut être atteint et si l'autorité exécutive a usé de son
pouvoir conformément au principe de la proportionnalité; lorsque, comme en
l'espèce, la délégation législative est très large, il ne peut pas substituer
sa propre appréciation à celle du Conseil fédéral et doit se limiter à contrôler
si l'ordonnance en cause est contraire à la loi ou à la Constitution (cf. ATF 124 II 581 consid. 2a p. 583; ATF 122 II 411 consid. 3b p. 416/417 et
les références citées; voir aussi ERNST BLUMENSTEIN/PETER LOCHER, System des
schweizerischen Steuerrechts, Zurich 2002, p. 26)." (…)

 

                                         Con
riferimento a quanto appena esposto ed in merito all'esame della costituzionalità
dell'art. 19 OAVS, va osservato che la delega legislativa prevista dall'art. 8
cpv. 2 LAVS prevede espressamente che il Consiglio federale può fissare un
limite sotto il quale l'assicurato può essere esonerato dal versare il
contributo minimo AVS/AI/IPG. Lo scopo sancito dall'art. 8 cpv. 2 LAVS viene
così chiaramente concretizzato dall'art. 19 OAVS, che stabilisce in CHF
2'000.00 (dal 1 gennaio 2008 CHF 2'200.00) il reddito massimo al di sotto del
quale l'assicurato che esercita un'attività lucrativa indipendente può chiedere
di versare i contributi personali.

                                         Questa
norma, quindi, non travalica lo scopo fissato dalla legge, ma ne permette,
anzi, la sua concretizzazione. D'avviso di questo Tribunale, infatti, fissando
questo limite a CHF 2'000.00, il Consiglio federale ha pienamente rispettato il
principio della proporzionalità, esonerando dall'assoggettamento contributivo i
redditi di poco conto, proprio come esplicitamente previsto dall'art. 8 cpv. 2
LAVS.

                                         D’altro
canto anche la percezione del contributo minimo sugli importi che superano il
limite di CHF 2'000.00 ma non quello limite dell’art. 8 cpv. 2 LAVS risponde
alla volontà del legislatore e risponde ad esigenze di solidarietà e
semplificazione amministrativa.

                                         Sulla
tematica nel suo insieme si veda il Messaggio relativo alla 9 revisione della
LAVS in FF 1976 III pag. 30 e segg. dove si legge in particolare:

 

" La Commissione federale dell'AVS/AI propone di raddoppiare l'importo
dovuto quale contributo minimo delle persone esercitanti un'attività lucrativa
indipendente e delle persone che non esercitano un'attività lucrativa. Aderiamo
a tale proposta dovendo tenere presente, che questo aumento è più che
giustificato in considerazione del forte sviluppo avuto dalle prestazioni
dell'AVS e dell'Ai in questi ultimi anni, come pure di eventuali adeguamenti
delle rendite all'evoluzione economica. Questo contributo minimo ammontava
finora a 84 franchi nell'AVS, e raggiungeva, insieme ai contributi di 10 e 6
franchi all'Ai rispettivamente all'IPG, un totale di 100 franchi l'anno. Causa
il raddoppio proposto il contributo sarà complessivamente di 200 franchi: 168
franchi nell'AVS, 20 franchi nell'Ai e 12 franchi nell'IPG. Per i contributi
delle persone esercitanti un'attività lucrativa indipendente questo ha come
conseguenza, che il limite inferiore della tavola scalare dei contributi deve
essere aumentata da 2000 a 4000 franchi; ciò corrisponde nel caso di un tasso
del 4,2 per cento a un contributo di 168 franchi; infatti il contributo minimo
vigente di 84 franchi corrisponde al 4,2 per cento di un reddito di 2 000 franchi
(4,2% equivale alla metà del tasso complessivo dell'8,4%, che un lavoratore
dipendente deve pagare sul suo reddito di lavoro). Questo rapporto deve essere
mantenuto anche in futuro (cfr. art. 8 cpv. 1 della LAVS). Si deve inoltre
tenere presente, che gli indipendenti, il cui reddito è di 4 000 franchi o meno
l'anno, devono pagare un contributo fisso, vale a dire il contributo minimo di
168 franchi. Il pagamento di questo contributo minimo è in effetti la premessa
affinchè anche alla persona esercitante un'attività lucrativa indipendente, che
non guadagna alcun reddito o soltanto un reddito di poco conto, possa essere
computato un intero anno di contribuzione (cfr. art. 8 cpv. 2 della LAVS).
Soprattutto delle ragioni amministrative hanno, a suo tempo, indotto il
legislatore a stabilire nell'articolo 8 capoverso 2 frase seconda della LAVS,
che il contributo minimo dovuto sul reddito ricavato da un'attività lucrativa
indipendente esercitata a titolo accessorio, sia prelevato soltanto a richiesta
dell'assicurato, se il reddito è inferiore a una determinata somma. Non è più necessario fissare questo importo alla stessa quota
del valore limite della tavola scalare. A causa di notevoli lavori
amministrativi, che non sono da porre in nessuna ragionevole relazione con i
successi registrati, si era potuto rinunciare finora alla riscossione di tali
contributi senza pregiudizio degno di nota per l'assicurato.”

 

                                         Scegliendo
di inserire nell'Ordinanza il citato limite di reddito come enunciato all'art.
8 cpv. 2 LAVS, il Consiglio federale si è pronunciato unicamente a favore degli
assicurati, permettendo loro di essere esonerati dal versare dei contributi
qualora il reddito conseguito come indipendente, in caso di attività accessoria,
sia contenuto (salvo domanda in senso contrario). Al di sopra di questa cifra,
invece, tutti gli indipendenti sono trattati allo stesso modo, dovendo
provvedere al pagamento (almeno) del contributo minimo (sino alla soglia di
reddito del capoverso 2 in initio dell’art. 8 LAVS) ed in questo senso non v'è
una disparità di trattamento, né un'adozione di una misura sproporzionata allo
scopo ricercato.

                                         Certo
il ricorrente evidenzia che il risultato dell'applicazione della norma nel suo
caso conduce ad un prelievo in percentuale significativa (16%), ancorché
economicamente contenuto, e la soluzione potrebbe apparire urtante. In effetti
sotto il limite dei CHF 2'000.00 (dal 1 gennaio 2008 CHF 2'200.00) il pagamento
è solo possibile e l’esenzione presunta, per gli importi superiori ossia da CHF
 2001.00 in avanti è dovuto il contributo minimo sino alla somma soglia
prevista all’art 8 cpv. 2 LAVS. Comprensibili dunque le perplessità del
ricorrente che risente come scorretto il fatto di versare la medesima somma di
contributi con un reddito di poco superiore ai CHF 2'000.00 rispettivamente di
poco inferiore al limite soglia citato. Altro dubbio che traspare nel ricorso
dell’assicurato è che l’art. 8 cpv. 2 prima frase non sembra essere riferito
all’attività svolta in maniera accessoria rispetto al reddito principale. In
altri termini il contributo minimo dovrebbe essere percepito solo in caso di
reddito principale inferiore ai limiti dell’art. 8 cpv. 2 1 frase LAVS ma non
in caso di reddito proveniente da attività accessoria.

 

                                         In merito all’ultimo
rilievo riportato Greber/Duc/Scartazzini, op. cit., ad art. 8 punto 4.1. no.
47, rammentano che:

 

" En effet les revenus provenant d’une activité
indépendante et n’atteignant pas le montant de 7'200 francs relèvent de la réglementation
fixée à l’art. 8 al. 2 LAVS. D’autre part, aucune distinction n’est faite à la
phrase 1 de l’art. 8 al. 2 LAVS entre activité professionnelle principale et
accessoire. C’est pourquoi il convient de percevoir la cotisation minimale sur
tous les revenus provenant d’une activité indépendante inférieure à 7'200
francs par année".

                                         

                                         Se
ne deduce che il legislatore federale ha voluto imporre il reddito da attività
lucrativa indipendente conseguito a titolo accessorio analogamente a quello
proveniente da attività principale, prevedendo esonero (salvo richiesta
contraria) sino ad un importo di CHF 2’200.00 (valori validi oggi) quindi il
prelevamento del contributo minimo sino al limite di (valori validi oggi) CHF
9'200.00, mentre per gli importi superiori mediante un prelievo secondo
percentuale scalare sino a CHF 54'800.00 (valori validi oggi).

                                         Per
comprendere la ragione di tale volontà il ricorrente deve por mente alla
modalità di determinazione delle rendite che debbono considerare il reddito annuo
medio conseguito dall’assicurato, reddito che contempla tutti i guadagni
soggetti a percezione dei contributi. D’altro lato la LAVS persegue uno scopo sociale ed alla stessa non è estraneo il concetto di solidarietà.
All’assicurato non sfugge che i contribuenti che conseguono forti redditi durante
tutto il corso della loro vita professionale, sono chiamati a contribuire in
maniera significativa ed in maniera solidale, quindi anche per gli altri
assicurati, alla luce del fatto che le rendite sono plafonate. Anche in queste
situazioni si ha una apparente violazione della “proporzionalità” o
della pretesa “parità di trattamento” così come invocate dal ricorrente,
in favore della solidarietà.

                                         L’obbligo
di versare il contributo minimo sul reddito provento dell’attività accessoria
indipendente sino al reddito soglia indicato in precedenza è stato voluto dal
legislatore federale e non è sindacabile in questa sede. Tale obbligo appare
comunque giustificato dalla volontà principale di ovviare a possibili lacune contributive,
tende a permettere il raggiungimento di un RAM (reddito annuo medio)
sufficiente per vedere versata all’assicurato stesso od ai suoi eredi una
rendita adeguata ai bisogni del momento del realizzarsi dei presupposti legali.
Non va poi dimenticato che l’importo minimo é comunque di consistenza tale da poter
ancora essere considerato limitato. Il fatto di trattare nel medesimo modo
(obbligo del versamento minimo) gli assicurati che conseguono redditi diversi
tra loro (da CHF 2001.00 ed i limiti dell’art. 8 cpv. 2,1a frase LAVS) non
appare lesivo della parità di trattamento.

 

Questo
Tribunale deve ritenere, come già evidenziato nella sentenza 27 ottobre 2009
(inc. 36.2009.24) che il provvedimento impugnato non viola la parità di trattamento
voluta con la Costituzione.

 

                                16.   Alle
tesi del ricorrente non giova neppure il Protocollo addizionale alla
CEDU firmato a Parigi nel 1952 da lui citato ed invocato (doc. I), secondo cui
(art. 1):

 

" Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni. Nessuno
può essere privato della sua proprietà se non per causa di utilità pubblica e
nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto
internazionale.

Le
disposizioni Precedenti non portano pregiudizio al diritto degli Stati di
mettere in vigore le leggi da essi ritenute necessarie per disciplinare l'uso
dei beni in modo conforme all'interesse generale o per assicurare il pagamento
delle imposte o di altri contributi o delle ammende".

 

                                         Ciò
proprio perché le condizioni per imporre un versamento di contributi sono da un
lato imposte dalla legge federale e sono fondate sul principio della parità di
trattamento, ossequiano un interesse generale, ed appaiono eque.

 

                                17.   Alla
luce di quanto precede la Cassa di
compensazione ha quindi rettamente chiesto all'insorgente, che per la sua
attività lucrativa indipendente accessoria ha indicato come reddito un importo
nettamente inferiore a CHF 8'400.-, ma superiore al limite di reddito di CHF
2'000.-, il contributo minimo di CHF 425.-, comprensivo sia dei contributi AVS
(CHF 353.-), sia di quelli per l'AI (CHF 59.-) e l'IPG (CHF 13.-), cui sono
stati aggiunti CHF 8,50 di spese amministrative in virtù dell'art. 69 LAVS e dell'art.
157 OAVS.

                                         Il
ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata confermata.

 

                                         Ancora
una volta questa Corte rinuncia a percepire da RI 1 tasse e spese processuali e
ciò nonostante il tenore della sentenza 27 ottobre 2009 (30.2009.24) conseguente
a ricorso dello stesso assicurato sullo stesso tema ed il giudizio federale. RI
1 è comunque avvertito che, se dovesse presentare ulteriore gravame sullo
stesso tema e con le medesime argomentazioni, questo Tribunale cantonale delle
Assicurazioni si vedrebbe costretto ad applicare l’art. 29 cov. 2 LPrTCA e
l’art. 61 cpv. 1 litt. a LPGA che permettono il carico di tasse di giustizia e
spese in caso di ricorsi inoltrati con leggerezza o sconsideratezza.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti