# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c6ee646a-5263-5646-8ce0-b6a7238eb358
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-01-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.01.2007 38.2006.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2006-65_2007-01-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2006.65

   

  rs

  	
  Lugano

  8 gennaio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 6 settembre 2006
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7 agosto
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con sentenza
del 19 luglio 2005 questa Corte ha dichiarato irricevibile il ricorso
interposto da RI 1 contro l’ordine di restituzione dell’importo di fr. 2'490.--
relativo a prestazioni percepite in troppo nel mese di febbraio 2006. Contro la
decisione formale del 3 luglio 2006 non avrebbe, infatti, dovuto essere
interposto un ricorso al TCA, bensì un’opposizione alla Cassa. Gli atti sono
stati conseguentemente rinviati a quest’ultima per esaminare l’opposizione
dell’assicurato e rendere una decisione su opposizione (cfr. inc. 38.2006.49). 

 

                               1.2.   La Cassa con
decisione su opposizione del 7 agosto 2006 ha confermato l’ordine di
restituzione del luglio 2006, precisando che per il mese di febbraio 2006
l’assicurato ha percepito indennità di troppo, siccome la stessa non ha
computato il guadagno intermedio regolarmente annunciato dal ricorrente (cfr.
doc. A).

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel
quale si è espresso come segue:

 

" 
Il ricorrente conferma per questo ricorso
integralmente quanto indicato nel verbale di udienza del 18.07.2006 u.s. e
quanto specificato nel ricorso per denegata giustizia del 5.07.2006.

Non avendo altro da
aggiungere se non che la richiesta di condono motivata dal fatto che avendo due
figli agli studi ed essendo al beneficio dell’assicurazione disoccupazione da
diverso tempo, il rimborso di tale cifra comporterebbe per il beneficiario un
aggravamento della situazione personale.” (Doc. I)

 

                                         In
particolare il ricorrente davanti alla vicecancelliera di questa Corte, il 18
luglio 2006, aveva puntualizzato:

 

" 
(…)

L’assicurato precisa in merito alla decisione del
3 luglio 2006 relativa alla restituzione delle prestazioni versate in troppo
per il mese di febbraio 2006 allegata al ricorso al TCA del 5 luglio 2006 che
ha inteso contestare la stessa, in quanto sostiene di aver inviato
tempestivamente alla Cassa il certificato di guadagno intermedio del mese di
gennaio 2006 dal quale emergeva l’ammontare di stipendio effettivamente
percepito e che avrebbe permesso alla Cassa di versare le indennità di
disoccupazione di importo corretto." (Doc. 32)

 

                               1.4.   Il 12
settembre 2006 l’assicurato ha informato che la Cassa, senza attendere i
termini del ricorso, ha deciso di trattenere la somma di fr. 2'490.--,
compensandola con le indennità di agosto 2006 (cfr. doc. III).

 

                                         La Cassa,
il 15 settembre 2006, ha comunicato che si è trattato di un errore e che
avrebbe versato all’assicurato l’importo in questione entro breve termine (cfr.
doc. V).

 

                               1.5.   L’assicurato
ha inviato un ulteriore scritto il 20 settembre 2006, il quale è stato inviato
alla parte resistente per conoscenza e ai fini della risposta di causa (cfr.
doc. VIII).

 

                               1.6.   La Cassa, in
risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IX).

 

                               1.7.   L’assicurato,
il 12 ottobre 2006, ha presentato un atto di replica (cfr. doc. XI).

 

                                         La Cassa
si è pronunciata in merito con scritto del 25 ottobre 2006 (cfr. doc. XIII).

 

                               1.8.   L’assicurato,
il 2 novembre 2006, ha formulato alcune osservazioni (cfr. doc. XV).

 

                                         Inoltre
egli, il 14 novembre 2006, ha segnalato che la Cassa, per la seconda volta e
senza attendere i termini di ricorso, ha trattenuto l’importo di fr. 2'490.--
dalle indennità del mese di ottobre 2006 (cfr. doc. XVII).

 

                                         La Cassa,
il 20 novembre 2006, ha indicato che appena accortasi dell’errore ha dato
ordine al servizio centrale contabile di versare quanto dovuto (cfr. doc. XIX).

 

                               1.9.   Il 27
novembre 2006 l’assicurato, in buona sostanza, ha chiesto, tramite il TCA, che
la Cassa trasmetta copia dell’ordine bancario attestante il bonifico sul
proprio conto (cfr. doc. XXI).

 

                                         La Cassa,
il 5 dicembre 2006, ha comunicato di essere impossibilitata a inviare copia
dell’ordine di pagamento, poiché i versamenti avvengono secondo il sistema di
online banking e dopo tre giorni dalla registrazione i dati di dettaglio non
sono più visibili su internet (cfr. doc. XXIII).

 

                             1.10.   Il doc. XXIII
è stato trasmesso per conoscenza al ricorrente (cfr. doc. XXV).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Oggetto del
presente ricorso è la questione di sapere se la decisione su opposizione che ha
confermato la decisione con cui la Cassa ha chiesto all’assicurato la
restituzione dell’importo di fr. 2'490.-- per prestazioni ricevute
indebitamente è conforme o meno alla legislazione federale. Non può invece
essere affrontata la questione di sapere se debba essere condonata la
restituzione di tale somma, nel caso in cui l’interessato fosse in buona fede e
il rimborso lo ponesse in gravi difficoltà.

                                         E'
infatti la decisione che determina l’oggetto dell’impugnazione (cfr. STFA del
12 marzo 2004 nella causa F., C 266/03, consid. 1; STFA del 9 marzo 2004 nella
causa Z., C 120/01, consid. 3; STFA del 23 dicembre 2003 nella causa M., C.,
E., F., R., U 105/03, consid. 4; STFA del 2 aprile 2003 nella causa K., C
133/02, C 226/01 e C 245/01 consid. 5; DTF 125 V 413, consid. 1a, pag. 414; DTF
118 V 311, consid. 3b, pag. 313-314 e DTF 105 V 274, consid. 1, pag. 276 tutte
con riferimenti).

                                         In casu
la decisione su opposizione contestata si limita unicamente a ordinare la
restituzione di prestazioni.

 

                                         Non è,
invece, stato emesso un provvedimento formale concernente il condono.

 

                                         Al
riguardo va ribadito che l'autorità di ricorso può pronunciarsi su un
determinato oggetto solo in presenza di una decisione emessa dall’organo
competente (cfr. SVR 2003 EL nr. 2; STFA del 23 dicembre 2003 nella causa M.,
C., E., F., R., U 105/03, consid. 4; STFA del 19 novembre 2003 nella causa A.,
U 355/02, consid. 3; RAMI 2001 pag. 36; DTF 125 V 413=SVR 2001 IV Nr. 27; DTF
118 V 313; DTF 110 V 51 consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V
180, DTF 102 V 152, STFA 23 marzo 1992 in re G.C., STCA 4 maggio 1992 in re
G.V.; Gygi, Bundesverwaltungrechtspflege, pag. 44 in fine).

                                         In una
sentenza del 12 marzo 2004 nella causa F., C 226/03, pubblicata in DTF 130 V
388, il TFA ha, inoltre, stabilito che, anche sotto l’egida della LPGA, entrata
in vigore il 1° gennaio 2003, l’emanazione di una decisione costituisce,
nell’ambito della giurisdizione amministrativa contenziosa, un presupposto
indispensabile per poter prolare un giudizio di merito nella susseguente
procedura di ricorso amministrativo e di ricorso di diritto amministrativo. 

                                         Il TFA ha
inoltre rilevato che in assenza di una concretizzazione più precisa all'art. 49
cpv. 1 LPGA, la nozione di decisione coincide con quella dell'art. 5 cpv. 1 PA.

 

                                         Di
conseguenza, relativamente alla richiesta di condono della restituzione di fr. 2'490.--
di cui all’atto di ricorso (cfr. doc. I), l’impugnativa deve essere dichiarata
irricevibile.

 

                                         Pure
irricevibili sono le richieste di verifica dell’operato della Cassa per altre
questioni che esulano dal rimborso in relazione alle indennità di
disoccupazione percepite nel mese di febbraio 2006 (cfr. doc. XI).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   L'art. 95
LADI regola la restituzione di prestazioni.

                                         Secondo il
cpv. 1 di questo articolo la domanda di restituzione è retta dall'art. 25 LPGA
ad eccezione dei casi di cui all'articolo 55.

 

                                         L'art. 25
cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere
restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in
buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.

                                      

                                         L'art. 95
LADI, nella versione valida fino al 31 dicembre 2002, prevedeva che la cassa è
tenuta ad esigere il rimborso delle prestazioni dell'assicurazione contro la
disoccupazione alle quali il beneficiario non aveva diritto e che il rimborso è
condonato se la riscossione è avvenuta in buona fede e se esso cagionasse un
grave rigore.

 

                                         I
principi giurisprudenziali attinenti alla restituzione di prestazioni elaborati
dal TFA anteriormente alla LPGA conservano tutta la loro validità anche sotto
l’egida della LPGA (cfr. DTF 130 V 318 consid. 5). 

 

                                         In
particolare la giurisprudenza federale ha stabilito che conformemente ad un
principio generale valido per il diritto delle assicurazioni sociali,
l’amministrazione può riconsiderare una decisione cresciuta in giudicato
formale, che non è stata oggetto di un controllo giudiziario, nel caso in cui è
senza dubbio errata e la correzione ha un’importanza rilevante (cfr. STFA del
23 marzo 2004 nella causa D., C 227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa
B., C 349/00; STFA del 17 dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 28
novembre 2003 nella causa S., C 307/01; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T.,
C 81/03; STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C 137/01; STFA del 7
marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 28 febbraio 2003 nella causa M.,
C 353/01; STFA del 5 novembre 2002 nella causa C., C 165/02; le STFA del 6
luglio 2001 nelle cause B., C 274/99; I, C 278/99 e O, C 279/99; STFA del 6
giugno 2000 nella causa B., C 407/99, consid. 2; DTF 129 V 110 = SVR 2003 ALV
Nr. 5, pag. 15; DTF 127 V 466, consid, 2c, pag. 469; DTF 126 V 399 = DLA 2001
N. 37, pag. 247; DLA 2000 N. 40, pag. 208; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79
e 80; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309 consid. 2a e riferimenti,).

 

                                         Dalla
riconsiderazione va distinta la revisione processuale delle decisioni
amministrative.

                                         In questo
caso l’amministrazione deve procedere a una revisione processuale se si
manifestano nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad una
conclusione giuridica differente (cfr. STFA del 23 marzo 2004 nella causa D., C
227/03; STFA del 12 febbraio 2004 nella causa B., C 349/00; STFA del 17
dicembre 2003 nella causa B., C 19/03; STFA del 21 luglio 2003 nella causa T.,
C 81/03; STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01; STFA del 6 giugno 2000
nella causa B., C 407/99; DTF 127 V 466, consid. 2c, pag. 469 e la
giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309 consid. 2a e
riferimenti; DLA 1998 N. 15, consid. 3b, pag. 79 e 80). Tali sono quelle
circostanze che già al momento della decisione principale si sono realizzate,
ma che però, nonostante sufficiente attenzione e senza colpa, sono rimaste
sconosciute e non provate (cfr. STFA del 7 marzo 2003 nella causa D., C 354/01;
DLA 1995, pag. 64 consid. 2b e riferimenti; DTF 122 V 134 e seg.).

 

                                         I
principi validi per la riconsiderazione di una decisione formalmente cresciuta
in giudicato valgono anche nel caso in cui, prestazioni ricevute indebitamente,
sono da restituire a norma dell’art. 95 LADI, e questo anche se le prestazioni
oggetto di restituzione non sono state erogate tramite l’emissione di una
decisione formale (cfr. STFA del 28 aprile 2003 nella causa F., C 24/01 e C
137/01; STFA del 6 giugno 2000 nella causa B., C 407/99; SVR 2003 ALV Nr. 5,
pag. 15 = DTF 129 V 110; SVR 1997 ALV Nr. 101, pag. 309-310 consid. 2a e
riferimenti; DLA 2001 N. 37, pag. 247 = DTF 126 V 399; DLA 1998 N. 15, consid.
3b, pag. 79 e 80).

 

                                         Per
inciso va osservato che i principi appena enunciati validi per la
riconsiderazione e la revisione di decisioni amministrative sono stati
concretizzati all'art. 53 LPGA (cfr. STFA del 12 marzo 2004 nella causa D., K
147/03, consid. 5.3 in fine; STFA del 22 Marzo 2004 nella causa M., U 149/03,
consid. 1.2.; STFA dell’8 febbraio 2005 nella causa G., I 133/04, consid.
1.2.).

 

                                         Circa
l'ulteriore presupposto necessario per poter riconsiderare una decisione,
ovvero quello dell'importanza particolare che deve rivestire la rettifica, vedi
pure la STFA del 28 aprile 2003 nella causa C., C 24/01 e C 137/01; STFA del 6
giugno 2002 nella causa K., C 44/02 e DLA 2000 N. 40, pag. 208.

 

                                         In una
sentenza del 26 ottobre 2004 nella causa B. (C 185/01) l'Alta Corte ha
ricordato che:

 

" 
(...)

2.3  Nach Art. 95 Abs. 1 AVIG muss die Kasse
Leistungen der Versicherung, auf die der Empfänger keinen Anspruch hatte,
zurückfordern. Zu Unrecht bezogene Geldleistungen können jedoch nur dann
zurückgefordert werden, wenn die Voraussetzungen einer prozessualen Revision
oder Wiedererwägung gegeben sind (vgl. BGE 122 V 368 Erw. 3 und ARV 1998 Nr. 15
S. 79 Erw. 3b): Gemäss einem allgemeinen Grundsatz des
Sozialversicherungsrechts kann die Verwaltung eine formell rechtskräftige Verfügung,
welche nicht Gegenstand materieller richterlicher Beurteilung gebildet hat, in
Wiedererwägung ziehen, wenn sie zweifellos unrichtig und ihre Berichtigung von
erheblicher Bedeutung ist (BGE 127 V 469 Erw. 2c mit Hinweisen). Von der
Wiedererwägung ist die so genannte  prozessuale Revision von
Verwaltungsverfügungen zu unterscheiden. Danach ist die Verwaltung
verpflichtet, auf eine formell rechtskräftige Verfügung zurückzukommen, wenn
neue Tatsachen oder neue Beweismittel entdeckt werden, die geeignet sind, zu
einer andern rechtlichen Beurteilung zu führen (BGE 127 V 469 Erw. 2c mit
Hinweisen)." (...)"

 

                               2.4.   RI 1 si è annunciato
nuovamente per il collocamento a far tempo dal 1° dicembre 2005, ricercando un
impiego a tempo pieno quale direttore di azienda, gerente di succursale,
direttore acquisti e distribuzione (cfr. doc. 1, 3).

 

                                         La Cassa
ha riconosciuto all’insorgente il diritto alle prestazioni dell’assicurazione
contro la disoccupazione dal mese di dicembre 2005 (cfr. doc. 3).

 

                                         Per
quanto concerne il mese di febbraio 2006, il ricorrente, compilando, il 1°
marzo 2006, il formulario “Indicazioni della persona assicurata per il mese
di febbraio 2006”, ha precisato di avere lavorato dal 1° al 28 febbraio
2006 presso la __________ e ha allegato il relativo ”Attestato di guadagno
intermedio” da cui emerge che nel mese di riferimento ha percepito un
salario lordo di fr. 3'150.--. Tali documenti sono pervenuti alla Cassa il 7
marzo 2006 (cfr. doc. 10).

 

                                         Dal
conteggio del 16 marzo 2006 risulta, tuttavia, che la Cassa ha comunque versato
all’assicurato per il periodo di controllo in questione le indennità di
disoccupazione senza tenere conto del guadagno intermedio conseguito (cfr. doc.
10).

 

                                         La parte
resistente, con decisione formale del 3 luglio 2006, ha poi ordinato la
restituzione delle indennità giornaliere percepite in troppo nel mese di febbraio
2006 per complessivi fr. 2'490.-- (cfr. doc. 31).

 

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 7 agosto 2006
(cfr. doc. A).

 

                               2.5.   Nel caso di
specie dalla documentazione agli atti non risulta che all’assicurato, prima
dell’emanazione della decisione formale del 3 luglio 2006 sia stato ventilato
l’ordine di restituzione, né che gli sia stata data la possibilità di prendere
posizione in merito.

 

                                         Nell’ambito
della precedente vertenza di cui all’inc. 38. 2006.49 il ricorrente ha però
potuto indicare i motivi per i quali non ritiene corretto il provvedimento di
restituzione davanti al TCA (cfr. doc. 33), il quale gode di pieno potere
cognitivo. Il relativo verbale è stato trascritto nella sentenza del 19 luglio
2006.

                                         L’assicurato
ha, pertanto, avuto l’opportunità di esprimersi riguardo all’ordine di rimborso
precedentemente alla decisione su opposizione del 7 agosto 2006.

 

                                         In simili
condizioni, questa Corte, alla luce dell'art. 29 cpv. 2 Cost. e dell’art. 42
LPGA, secondo cui il diritto di essere sentito deve essere garantito al più
tardi durante la procedura di opposizione (cfr. STFA del 20 settembre 2006
nella causa IV-Stelle Bern c/ G., I 618/04; STFA del 30 settembre 2005 nella
causa B., C 279/03; STFA del 23 giugno 2003 nella causa S., C 49/03; STFA del
22 dicembre 2003 nella causa J., H 272/03; STFA del 6 agosto 2002 nella causa
C., C 91/02), deve concludere che tale diritto, in concreto, è stato ossequiato.

 

                               2.6.   E’ tenuto
alla restituzione ogni assicurato che ha beneficiato di una prestazione, alla
quale, da un profilo oggettivo, non aveva diritto. Un assicurato deve
restituire la prestazione che gli è stata erogata in contrasto con la legge.
Infatti è determinante la necessità di ristabilire l’ordine legale dopo la
scoperta del fatto nuovo. A questo stadio è irrilevante sapere se l'assicurato
era in buona fede oppure no quando ha ricevuto l'indebita prestazione. Il
problema della buona fede è infatti oggetto di esame nell'ambito della
procedura successiva di condono (cfr. DTF 122 V 134 consid. 2e; STFA dell'8
marzo 2004 nella causa A. e B., P 91/02, consid. 3.2.; STFA del 2 dicembre 2002
nella causa B., P 17/02; STFA del 16 maggio 2001 nella causa S., P 40/99; STFA
del 20 ottobre 2000 nella causa C., C 25/00; Widmer, Die Rückerstattung
unrechtmässig bezogener Leistungen in den Sozialversicherungen, Tesi, Basilea
1984, pag. 125 a 127; FF 1946 II p. 527-528, edizione francese).

                                         Il fatto,
poi, che si possano rimproverare degli errori o delle inavvertenze alla cassa è
ininfluente. In effetti non è raro che una domanda di restituzione sia
imputabile a uno sbaglio dell’amministrazione – ad esempio a un errore di
calcolo di una prestazione – ed è precisamente per permettere di correggere
tali errori che la legge prevede, a certe condizioni, la restituzione di
prestazioni versate a torto (cfr. STFA del 12 marzo 2001 nella causa X., C
402/00, consid. 2; DTF 124 V 382 consid. 1).

 

                                         Nel caso in
esame la Cassa, nonostante, come dalla stessa riconosciuto (cfr. doc. 31; A;
IX), fosse stata correttamente informata dall’assicurato del guadagno intermedio
conseguito, gli ha versato la somma di fr. 4'655.20, corrispondenti alle
indennità giornaliere afferenti al mese di febbraio 2006 calcolate senza tenere
conto del salario corrisposto dalla __________ (cfr. doc. 10).

                                         Procedendo
in tal senso la Cassa ha commesso un errore manifesto. 

                                         L’insorgente,
inoltre, avendo già percepito la retribuzione da parte della ditta per la quale
ha lavorato a tempo parziale nel mese in questione, ha ricevuto parte della
somma di fr. 4'655.20 oggettivamente a torto.

                                         La
rettifica del versamento sbagliato di tale importo effettuato dalla Cassa
riveste, del resto, un’importanza particolare.

 

                                         L’assicurato
non ha contestato l’importo chiesto in restituzione che da quanto si evince
dalle carte processuali (cfr. doc. 10) risulta effettivamente corretto.

 

                                         Pertanto l’ordine
di restituzione va confermato in quanto sono dati i presupposti per una
riconsiderazione della decisione informale (cfr. consid. 2.3.) con cui la Cassa
ha versato all’assicurato le indennità di disoccupazione relative al mese di febbraio
2006 (cfr. doc. 10).

                               2.7.   Il
ricorrente, con scritto del 12 ottobre 2006, ha chiesto di assumere alcuni
mezzi di prova, e meglio il proprio incarto dell’URC di __________, i propri
incarti completi della Cassa CO 1 di __________ e di __________ a partire dal
periodo 1° dicembre 2003, il tabulato della posta elettronica in entrata e
uscita dai server della Cassa CO 1 di __________ e di __________, dell’URC di __________
dal mese di gennaio al mese di settembre 2006, l’audizione di alcuni funzionari
dell’URC di __________, di alcuni dipendenti della Cassa e di un funzionario
dell’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro (cfr. doc. XI). 

 

                                         Con la risposta di causa la
parte resistente ha prodotto il suo incarto completo (cfr. doc. IX; 1-37).

 

                                         Ulteriori prove, visti i
motivi che hanno portato alla reiezione del ricorso, appaiono superflue. Per
cui questa Corte rinuncia alla loro assunzione.

 

                                         Al
riguardo va ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora
l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450,
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 16 febbraio 2006 nella causa G., U 416/04
consid. 3.2.; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II
469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344
consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una
violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost.
(e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.
1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                               2.8.   Alla luce di
tutto quanto esposto, il TCA deve, dunque, confermare la decisione su
opposizione impugnata.

 

                               2.9.   Va, infine, evidenziato
che, come visto precedentemente (cfr. consid. 2.2.), questa Corte non può
chinarsi sulla richiesta di condono, in quanto non oggetto della decisione
querelata. 

                                         Va, in
ogni caso, ricordato che per costante giurisprudenza si giustifica pronunciare
una decisione di condono solo al momento della crescita in giudicato formale
della decisione di restituzione, visto che unicamente in quel caso tale obbligo
è stabilito definitivamente.

 

                                         In simili
circostanze gli atti vengono trasmessi alla Cassa affinché, una volta cresciuta
in giudicato la presente sentenza, sottoponga la domanda di condono, per
decisione, al Servizio cantonale (cfr. art. 95 LADI; 25 cpv. 1 LPGA).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   In quanto
ricevibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Gli atti
vengono trasmessi alla Cassa affinché, una volta cresciuta in giudicato la
presente sentenza, sottoponga la domanda di condono, per decisione, al Servizio
cantonale.

 

                                   3.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti