# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bfbd9a3d-e750-5148-9057-015f7b6be270
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-07-28
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht I. Zivilkammer 28.07.2014 ZK1 2014 72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_006_ZK1-2014-72_2014-07-28.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 28 luglio 2014 Comunicata per scritto il:
ZK1 14 72 5 agosto 2014

Decisione 
Prima Camera civile

Presidenza Brunner
Attuario ad hoc Paganini

Nell'appello civile

di X._____, appellante, patrocinata dall' avvocato Edy Salmina, Via Serafino 
Balestra 18, 6901 Lugano, 

contro

il decreto del giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa del 23 maggio 2014, 
in re di Y._____, appellato, patrocinato dall'avvocato Ivan Paparelli, Via Canonica 
5, 6901 Lugano, 

concernente provvedimenti cautelari,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. Con istanza 30 dicembre 2013 (act. TDM 1.1) nei confronti di Y._____, 
X._____ chiese al Presidente del Tribunale distrettuale Moesa (di seguito: Tribu-
nale Moesa) misure supercautelari e cautelari da adottarsi materialmente nei con-
fronti del dott. B._____. 

B. In data 30 dicembre 2013 (act. TDM 1.2) il Presidente di detto tribunale ac-
colse parzialmente l’istanza superprovvisionale, citando al contempo le parti a 
comparire per il dibattimento in data 18 marzo 2014.

C. Con scritto del 17 gennaio 2014 (act. TDM 1.4) l’avv. Mauro Lardi, patroci-
natore del dott. B._____, chiese al Presidente del Tribunale Moesa di poter inoltra-
re una propria presa di posizione in merito agli ordini emessi nel decreto 30 di-
cembre 2013.

D. Di conseguenza il Presidente del Tribunale Moesa assegnò alle parti un 
termine di 20 giorni per presentare le proprie osservazioni con decreto 7 febbraio 
2014 (act. TDM 1.9).

E. In seguito, con scritto del 19 febbraio 2014 (act. TDM 1.10) X._____, rap-
presentata dall’avv. Edy Salmina, chiese al Presidente di non dar seguito allo scrit-
to di data 17 gennaio 2014 del dott. B._____. 

F. A sua volta l’avv. Ivan Paparelli, patrocinatore di Y._____, con scritto del 24 
febbraio 2014 (act. TDM 1.11) eccepiva la carenza di legittimazione passiva di 
Y._____ e si riservava la facoltà di esercitare ogni suo diritto in sede di udienza, 
qualora l’eccezione di carenza di legittimazione non venisse accolta.

G. Il 6 marzo 2014 il Presidente del Tribunale Moesa comunicò alle parti coin-
volte che le osservazioni/richieste da loro inoltrate sarebbero state discusse in oc-
casione del dibattimento del 18 marzo 2014. In più ricordava alle parti che gli ordi-
ni della decisione superprovvisionale 30 dicembre 2013 erano esecutivi (cfr. act. 
TDM 1.12).

H. Terminata l’udienza del 18 marzo 2014 il Presidente del Tribunale Moesa 
assegnò a X._____ un termine di cinque giorni per comunicare se avrebbe aderito 
o meno alle richieste di assunzione dei mezzi di prova formulate dalla controparte. 
In più, egli accolse la richiesta delle parti di presentare un memoriale scritto con 
rinuncia alle arringhe finali. Egli decretò infine che avrebbe fissato alle parti un 

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termine per la produzione dei memoriali a seguito dell’emanazione dell’ordinanza 
sulle prove o risp. dopo l’assunzione delle prove offerte (cfr. act. TDM 2.1).

I. Con scritto del 21 marzo 2014 (act. TDM 1.14) X._____ si opponeva 
all’assunzione dei mezzi di prova offerti da Y._____ in sede d’udienza. 

L. Con decreto 23 maggio 2014 (act. TDM 1.15) il Presidente del Tribunale 
Moesa revocò la decisione superprovvisionale 30 dicembre 2013. 

M. Contro tale decreto 23 maggio 2014 X._____ ha interposto appello con do-
manda di effetto sospensivo in data 4 giugno 2014 (act. A.1).

N. Da parte sua Y._____ chiede la revoca dell’effetto sospensivo concesso dal 
Presidente del presente tribunale con decreto 5 giugno 2014, inoltre contesta la 
ricevibilità in ordine dell’appello risp. ne chiede il rigetto (cfr. act. A.2).

O. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1. Va innanzitutto accertata la ricevibilità in ordine dell’appello.

1.1 La dottrina preponderante nonché la giurisprudenza non prevedono rimedio 
giuridico per la parte richiedente in caso di rigetto della domanda di provvedimenti 
superprovvisionali (cfr. fra i molti SPRECHER in Basler Kommentar zur Schweizeri-
schen Zivilprozessordnung, 2a ed., Basilea 2013, n. 32 ad art. 265; DTF 137 III 
417 consid. 1.3; non di questo avviso REETZ/THEILER in Kommentar zur Schweize-
rischen Zivilprozessordnung (ZPO), Zurigo 2013, n. 34 ad art. 308). Soltanto la 
decisione sui provvedimenti cautelari definitiva può quindi essere appellata (GÜN-
GERICH in Berner Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, Berna 
2012, n. 17 ad Art. 265; HUBER in Kommentar zur Schweizerischen Zivilprozess-
ordnung (ZPO), Zurigo 2013, n. 20 ad art. 265; SPRECHER in Basler Kommentar 
zur Schweizerischen Zivilprozessordnung, 2a ed., Basilea 2013, n. 32 ad art. 265). 
Del resto nemmeno la possibilità di reclamo ai sensi dell'art. 319 lit. b n. 2 CPC 
entra in considerazione. Stando a tale disposto, le disposizioni ordinatorie proces-
suali sono impugnabili mediante reclamo, quando vi è il rischio di un pregiudizio 
difficilmente riparabile. Il decreto superpovvisionale rappresenta presumibilmente 
una disposizione ordinatoria processuale, tuttavia, alla luce di una decisione defi-

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nitiva sui provvedimenti cautelari ancora da emanare in cui la causa verrà in ogni 
caso nuovamente apprezzata, un pregiudizio difficilmente riparabile viene a man-
care (cfr. GÜNGERICH in Berner Kommentar zur Schweizerischen 
Zivilprozessordnung, Berna 2012, n. 17 ad art. 265). 

1.2 Nella fattispecie il Presidente del Tribunale Moesa ha dapprima emesso un 
decreto supercautelare in data 30 dicembre 2013 per poi revocarlo con decreto 23 
maggio 2014. Tale decreto 23 maggio 2014, come definito dal Presidente stesso, 
sarebbe da considerarsi un riesame sulle misure superprovvisionali inizialmente 
parzialmente concesse. Con esso, da un lato egli revoca la (prima) decisione su-
perprovvisionale 30 dicembre 2013, dall’altro però si riserva ogni ulteriore risultan-
za istruttoria relativa all’istanza cautelare (cfr. act. TDM 1.15).

1.3 In riferimento all’opinione di Trezzini, dopo aver accolto la domanda super-
provvisionale ed essere proceduto ad un’udienza, concretamente dunque dopo la 
presa di posizione della controparte ma prima di assumere i mezzi di prova, il giu-
dice decide se convalidare, modificare o revocare il provvedimento superprovvi-
sionale in un riesame (cfr. TREZZINI in Commentario al CPC, p. 1207).

Trezzini aggiunge per così dire una "terza tappa" in materia cautelare contraria-
mente a quanto previsto dall’opinione e dalla prassi corrente. D'altro canto, l'ele-
mento decisivo per il presente esame di ammissibilità dell’appello non è tuttavia la 
questione se tale aggiunta procedurale sia da appoggiare o meno, ma piuttosto la 
qualificazione della stessa.

1.4 Visto che, il Presidente del Tribunale Moesa non ha ancora deciso quali 
mezzi di prova esperire, sostanzialmente non ha ancora statuito con piena cogni-
zione sui provvedimenti cautelari richiesti, il decreto 23 maggio 2014 qui impugna-
to dall’istante non può essere considerato altrimenti che un’ulteriore decisione in 
via superprovvisoria. Siccome il decreto in oggetto non rappresenta una decisione 
cautelare definitiva, non è per tanto data una decisione impugnabile né ai sensi 
dell'art. 308 cpv. 1 lit. b né ai sensi dell'art. 319 lit. b n. 2 CPC.

2. Per le ragioni di cui sopra il decreto 23 maggio 2014 non può essere impu-
gnato.

3. Questa decisione è emanata dal Presidente della Prima Camera civile qua-
le giudice unico in applicazione dell’art. 18 cpv. 3 LOG.

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4. Le spese processuali della procedura d’appello vanno fissate e ripartite 
d’ufficio (art. 105 cpv. 1 CPC). Parimenti, il giudice assegna d’ufficio le ripetibili 
secondo le tariffe cantonali (art. 105 cpv. 2 e art. 96 CPC). Le parti possono, ma 
non devono, presentare una nota delle loro spese.

Nel caso in esame si giustifica di fissare le spese processuali a CHF 1'500.–, le 
quali sono poste a carico dell'appellante, poiché rimasta parte soccombente. Le 
spese ripetibili a favore dell'appellato sono fissate d’ufficio a CHF 1'500.– (IVA 
inclusa).

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III. La Prima Camera civile decide:

1. L'appello è inammissibile.

2. L’effetto sospensivo decretato il 5 giugno 2014 è revocato.

3. Le spese di procedura di CHF 1'500.– vanno a carico dell'appellante.

4. L'appellante è tenuta a versare a Y._____ un'indennità di CHF 1'500.– (IVA 
inclusa) a titolo di ripetibili.

5. Contro questa decisione con un valore litigioso di almeno CHF 30'000.– può 
essere interposto ricorso in materia civile ai sensi degli artt. 72 e 74 cpv. 1 
lett. b LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, 
per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo 
integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il 
diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 
29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.

6. Comunicazione a: