# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f35e3ab-e8c9-5470-a5bb-fe48677ca148
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-04-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.04.2008 C-5507/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5507-2007_2008-04-18.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5507/2007
{T 0/2}

Sentenza del 18 aprile 2008 

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Ruth Beutler, Bernard Vaudan,
cancelliere Graziano Mordasini. 

A._______,
patrocinata dall'Avv. Fabio Capoferri,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5507/2007

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

che  con  lettera  dell'8  maggio  2007  A._______,  cittadina  svizzera 
domiciliata  a  Mendrisio,  ha  invitato  B._______,  cittadino  tanzaniano 
nato il..., a venire in Svizzera per una visita dal 23 maggio al 16 luglio 
2007,  garantendo nel  contempo l'assunzione di  tutte  le  spese,  vitto, 
alloggio  ed  ogni  altra  incombenza  di  ordine  finanziario  relative  al 
soggiorno di quest'ultimo;

che l'invitante ha inoltre precisato che l'interessato, indipendentemente 
dalla data della sua partenza, avrebbe fatto ritorno in patria entro il 16 
luglio 2007,  per l'inizio della stagione turistica, in quanto attivo nella 
vendita di artigianato locale ai turisti;

che il 16 maggio 2007, B._______ ha presentato presso l'Ambasciata 
di Svizzera a Dar es Salaam una domanda di visto per la Svizzera al 
fine  di  soggiornare  per  un  periodo  di  sette  settimane  presso 
A._______, precisando nel contempo di  essere celibe e  venditore di 
oggetti di artigianato;

che con scritto del 13 giugno 2007 all'intenzione dell'Ufficio regionale 
degli  stranieri  di  Bellinzona,  l'invitante  ha  indicato  che  B._______ 
sarebbe stato in grado di poter partire e tornare in qualsiasi altra data 
rispetto a quelle indicate nella sua richiesta di visto;

che in data 6 luglio  2007,  l'UFM ha emesso una decisione di  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di  B._______, 
considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della  situazione 
socioeconomica  prevalente  in  Tanzania,  ed  in  particolare  delle 
disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la sua 
uscita dal territorio della Confederazione alla scadenza del soggiorno 
previsto  non  poteva  essere  considerata  come  sufficientemente 
assicurata;

che l'autorità  intimata ha inoltre  sottolineato  il  fatto  che l'interessato 
non  poteva  avvalersi  di  legami  familiari  stretti  con  il  suo  paese 
d'origine  e  che  le  argomentazioni  in  merito  alla  sua  situazione 
professionale andavano relativizzate;

che  con  scritto  del  17  agosto  2007,  agendo  per  il  tramite  del  suo 
patrocinatore,  A._______  ha  interposto  ricorso  avverso  la  precitata 

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decisione, affermando che B._______ intrattiene stretti  legami con la 
Tanzania, paese in cui vive con i genitori e sette fratelli e sorelle minori 
e  dove  svolge  un'attività  professionale  di  realizzazione  e  vendita  di 
prodotti  di  artigianato  locale  e  di  pitture  tipiche  durante  la  stagione 
turistica  e  aiuta  il  padre  nell'allevamento  del  bestiame  nel  resto 
dell'anno,  contribuendo  così  in  modo  sostanziale  al  sostentamento 
della sua famiglia nel rispetto degli obblighi imposti dalla cultura masai 
al  figlio  primogenito,  di  modo  che  il  suo  rientro  in  patria  è 
sufficientemente garantito;

che a mente della ricorrente la decisione impugnata appare fondata su 
pregiudizi,  più che su indizi  concreti  in merito ai  rischi  legati  ad una 
partenza dalla Svizzera allo scadere del visto e che il criterio su cui si 
fonda l'UFM relativo alle disparità economiche esistenti tra la Tanzania 
e  la  Svizzera,  se  generalizzato,  sarebbe  tale  da  impedire  in  modo 
ingiustificato  un  soggiorno  turistico  nella  Confederazione  alla 
stragrande maggioranza della popolazione mondiale;

che essa ha infine ribadito la sua volontà di assumersi tutte le spese 
relative alla  visita  dell'interessato,  portandosi  inoltre  garante  del  suo 
rientro in patria al termine della stessa;

che chiamato ad esprimersi sul ricorso, con preavviso del 30 ottobre 
2007, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, ritenendo come il 
rientro in patria di  B._______ non fosse sufficientemente garantito  e 
sottolineando  a  questo  proposito  come  la  situazione  personale  di 
quest'ultimo (giovane,  celibe e figlio  primogenito)  potrebbe costituire 
un motivo ulteriore per volere rimanere durevolmente in Svizzera;

che l'autorità di prime cure ha poi rilevato come il fatto che il ricorrente, 
il  quale  sostiene  di  svolgere  un'attività  professionale  stagionale 
durante il periodo turistico, possa assentarsi durante sette settimane e 
partire  a  qualsiasi  momento  (cfr.  lettera  dell'invitante  del  13  giugno 
2007),  facesse  sorgere  seri  dubbi  sulla  durata  del  soggiorno 
auspicato, nonché sullo scopo effettivo dello stesso;

che il suddetto ufficio ha infine sottolineato che l'interessato potrebbe 
continuare, nel  pieno rispetto dei doveri  imposti  al  primogenito dalla 
cultura masai, a contribuire al sostentamento della sua famiglia anche 
dalla  Svizzera  e  che  nulla  impedirebbe  A._______  di  rendergli 
nuovamente visita in Tanzania; 

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che, invitato a prendere posizione in merito al  preavviso dell'autorità 
intimata, con replica del 5 dicembre 2007, la ricorrente ha ripreso le 
argomentazioni sviluppate nel suo gravame del 17 agosto 2007;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 
17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art.  31  LTAF il  Tribunale  amministrativo  federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF;

che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 
173.110]);

che l'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008,  della legge federale sugli 
stranieri  del  16  dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente 
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente  l'entrata  e la  notificazione degli  stranieri  (vOEnS, 
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (vOLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24  ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);

che la  domanda oggetto della  presente procedura di  ricorso è stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 
(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;

che, di contro, conformemente alla regolamentazione transitoria di cui 
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate 

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prima dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal 
nuovo diritto;

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF);

che A._______ ha diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che il suo ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA);

che per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto 
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 vOEnS);

che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM 
(art. 18 vOEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a vLDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 vLDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a vOLS);

che la  Svizzera non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano 
venire in  questo paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di 
lunga  durata,  quindi  è  legittimo  applicare  una  politica  restrittiva  in 
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.;  ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police  des  étrangers,  Rivista  di  Diritto  amministrativo  e di  Diritto 
fiscale [RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in 
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare 
nel  loro  paese  d'origine,  in  caso  di  bisogno  o  al  termine  del  loro 
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 vOEnS);

che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 vLDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 
1 vOEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de 
la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 

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24;  PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss);

che  il  visto  è  rifiutato  se  lo  straniero  non  adempie  alle  condizioni 
d'entrata di cui all'art. 1 vOEnS (cfr. 14 cpv. 1 vOEnS), vale a dire in 
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza 
dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini  prescritti  (cfr.  art.  1  cpv. 2  lett.  c 
vOEnS);

che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente;

che  nella  fattispecie,  tenuto  conto  dell'insieme  delle  risultanze 
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di B._______ alla 
scadenza  del  soggiorno  previsto  non  può  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  in  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante  in  Tanzania,  e  viste  le  considerevoli  disparità  economiche 
esistenti  tra questo paese e la Svizzera, il  TAF non può escludere il 
rischio che l'interessato non faccia ritorno in patria alla scadenza del 
visto richiesto;

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un 
permesso d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano in  Svizzera,  non 
prendono più  in  considerazione  il  ritorno nel  loro  paese d'origine,  e 
che,  nonostante  le  promesse  di  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano 
ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro 
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi;

che, in ragione della situazione personale di B._______, questa ipotesi 
non può essere esclusa nella fattispecie;

che  dalle  informazioni  fornite  alle  autorità  elvetiche  nel  corso  della 
procedura  si  evince  che  i  genitori  e  sette  fratelli  e  sorelle  del 
richiedente vivono in Tanzania;

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che, sebbene si debba riconoscere che dei legami familiari così stretti 
siano tali, in una certa misura, da incitare una persona a rientrare in 
patria  al  termine del  soggiorno  auspicato,  essi  non sono comunque 
sufficienti ad assicurarne il ritorno nel paese d'origine;

che  il  richiedente  è  celibe,  in  giovane  età  e  senza  figli  e  quindi 
senz'altro in grado di costruirsi una nuova esistenza lontano dalla sua 
patria, senza che ciò comporti per lui delle difficoltà maggiori sul piano 
personale o familiare;

che  nel  corso  della  procedura  la  ricorrente  ha  affermato  che 
B._______ svolge un'attività professionale di realizzazione e vendita di 
prodotti  di  artigianato  locale  e  di  pitture  tipiche  durante  la  stagione 
turistica (come d'altronde rilevato dall'interessato nella  sua domanda 
di  visto)  e  aiuta  il  padre  nell'allevamento  del  bestiame  nel  resto 
dell'anno;

che l'interessato non ha fornito alcun documento tale da comprovare 
l'esercizio  di  tali  attività,  le  sue  dichiarazioni  a  questo  proposito 
rimangono pertanto allo stadio della mera allegazione di fatto;

che i  legami professionali  che il  richiedente intratterrebbe con il  suo 
paese d'origine non appaiono ad ogni modo sufficientemente intensi 
da garantirne il ritorno in patria;

che,  come  rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  intimata  nel  suo 
preavviso  del  30  ottobre  2007,  il  fatto  che  il  richiedente,  il  quale 
afferma svolgere un'attività professionale stagionale durante il periodo 
turistico, possa assentarsi durante sette settimane e partire a qualsiasi 
momento (cfr. lettera dell'invitante del 13 giugno 2007) fa sorgere dei 
dubbi  sulla  durata  del  soggiorno  auspicato,  nonché  sullo  scopo 
effettivo  dello  stesso,  tanto  più  che  nella  sua  lettera  di  invito  dell'8 
maggio  2007  A._______  aveva  garantito  che  quest'ultimo  sarebbe 
rientrato  in  patria  per  la  stagione  turistica,  in  ogni  caso  entro  il  16 
luglio 2007;

che, di transenna, il rifiuto di cui è stato oggetto B._______ non è tale 
da costituire un ostacolo al  mantenimento delle relazioni con l'amica 
residente in Svizzera, potendo quest'ultima rendergli a sua volta visita, 
e  questo  nonostante gli  inconvenienti  di  ordine pratico  o  economico 
che ne potrebbero derivare;

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che le garanzie fornite da A._______ in relazione alla presa a carico 
delle  spese  cagionate  dal  soggiorno  auspicato,  nonché  le  sue 
assicurazioni  secondo le  quali  l'invitato  avrebbe lasciato  la  Svizzera 
allo  spirare  del  visto,  non  sono  tali  da  impedire  ad  un  cittadino 
straniero,  una  volta  sul  territorio  elvetico,  di  intraprendere  i  passi 
necessari  per  stabilirvisi  durevolmente  (cfr.  sentenza  del  Tribunale 
federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);

che  l'esperienza  ha  a  più  riprese  dimostrato  come  le  dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere  del  visto,  così  come  le  garanzie  finanziarie  fornite 
dall'ospitante,  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione, 
prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la 
partenza  di  un  cittadino  straniero  nei  termini  stabiliti  (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC] 57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  oggetto  non  è  tale  da  mettere  in 
discussione la buona fede di  una persona residente regolarmente in 
Svizzera,  la  quale  ha  invitato  un  terzo  domiciliato  all'estero  per  un 
soggiorno turistico; 

che, alla luce di quanto esposto, il TAF ritiene che il ritorno in patria del 
richiedente  non  può  essere  considerato  come  sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS), di modo che le condizioni per 
il rilascio di un permesso d'entrata non sono adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 
49 PA);

che il ricorso è respinto;

che le spese di procedura sono pertanto poste a carico della ricorrente 
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli  art. 1  e 3 del 
Regolamento dell'11 dicembre 2006 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]);

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,   pari  a  Fr. 600.-,  sono  poste  a  carico  della 
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 21 settembre 2007.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 2 294 697 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione:

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