# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 16266d4c-ef79-51a0-9a02-65f9e8d8e8ba
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 27.03.2007 INC.2006.32104
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2006-32104_2007-03-27.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2006.32104

  	
  Lugano

  27 marzo 2007

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Edy
  Meli

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere
  presentata il 12 marzo 2007 dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Marco Villa, Ministero
  pubblico del Cantone Ticino

  
	
   

  	
   

  nei confronti di

  

 

	
   

  	
  __________

  

 

 

accusato dei reati di cui agli artt.
140, 139 (in parte in relazione con l'art. 21 cpv. 1), 144, 186 CP, 33 cpv. 1 LFarmi,
23 cpv. 1 LDDS, 19a LFStup;

 

 

viste le osservazioni della
difesa (23 marzo 2007);

 

 

visti gli inc. MP __________,
nonché __________ e __________;

 

 

ritenuto e considerato,

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

 

1.

 

Come già riscontrato in
precedente decisione di questo ufficio:

 

"1.

__________ è stato arrestato in __________ (dove è
giunto a seguito di estradizione) il 30 giugno 2006; contestualmente gli è
stata promossa l'accusa per le ipotesi di reato menzionate nel cappello della
presente (cfr. doc. 1, inc. GIAR 321.2006.1).

L'arresto è stato confermato il 1° luglio 2006 da
questo giudice, ritenuti presenti gravi indizi di reato, pericolo di fuga,
necessità istruttorie e pericolo di recidiva (doc. 10, inc. GIAR 321.2006.1).

Al momento della conferma dell'arresto, le generalità
indicate (e confermate dall'accusato) erano quelle che figurano sull'ordine
d'arresto del 12 aprile 2006 (AI 25), cioè __________.

 

2.

 

In sintesi, __________ è accusato di aver preso parte
a due rapine e otto furti, commessi nel __________ nel corso del mese di marzo
2003 (doc. 1, inc. GIAR 321.2006.1), con almeno altre tre persone. 

Gli altri reati oggetto di promozione dell'accusa sono
correlati/connessi alla commissione di quelli appena indicati, con la ovvia
eccezione dell'ipotizzata infrazione all'art. 19a LFStup (cfr. estensione
dell'accusa del 2 agosto 2006 in sede di verbale davanti al PP: AI 64).

L'identificazione (iniziale) del qui accusato è
avvenuta, a quanto par di comprendere, mediante il ritrovamento di impronte
digitali a lui riconducibili (doc. 4, inc. GIAR 321.2006.1); quella dei
presunti correi mediante analisi genetica, rispettivamente sulla base di sua
(dell'accusato) indicazione e successivo riconoscimento fotografico (doc. 4,
inc. GIAR 321.2006.1 e AI 3, inc. __________)."

(GIAR 19
dicembre 2006, 321.2006.3)

 

 

2.

 

__________, era stato arrestato a
__________ il 5 maggio 2006 (AI 30) ed estradato in __________ il 30 giugno
2006 (AI 43). I due presunti correi risultano essere stati anch'essi arrestati
all'estero (sempre in __________, il 5 agosto 2006) ed estradati in __________
l'8 febbraio 2007, rispettivamente il 13 febbraio 2007, dove il loro arresto è
stato confermato (cfr. AI 20, 21 e 23 inc. MP __________, rispettivamente AI
13, 15 e 16).

Dopo le menzionate estradizioni,
all'accusato qui istante sono state prospettate/contestate le dichiarazioni dei
correi e, inoltre, l'accusa gli è stata estesa per ulteriori ipotesi di reato
(furto, danneggiamento, violazione di domicilio, furto d'uso, infrazione alla
LDDS) presunti commessi nel 2002 (AI 92, pag. 1 ss., 11 ss.).

 

 

3.

 

Con l'istanza qui in discussione
(doc. 1, inc. GIAR 321.2006.4) il magistrato inquirente chiede che il carcere
preventivo, cui è astretto __________, sia prorogato ulteriormente (una prima
proroga di tre mesi, e fino al 30 marzo 2007, era stata concessa con la già
menzionata decisione del 19 dicembre 2006) fino al 30 maggio 2007.

Ricordati i gravi indizi di
colpevolezza, il magistrato inquirente segnala come dai verbali dei due correi
siano emerse ipotesi di ulteriori reati nei confronti di __________ (per fatti
risalenti al 2002) e come la versione di quest'ultimo circa le modalità di
commissione dei fatti ammessi, che già non corrispondeva con le versioni
fornite dalle vittime, presenti discrepanze anche con quella fornita dai
correi; indica gli atti ancora da esperire per concludere l'inchiesta
(confronti tra correi, a questa data già avvenuti, e con alcune delle vittime
per i fatti del 2005/2006; la contestazione di ulteriori elementi relativi ai
fatti del 2002) e conclude riconfermando l'esistenza di un concreto pericolo di
fuga e proporzionalità della proroga richiesta, ritenuta la gravità dei reati
ascritti ed il fatto che la durata dell'inchiesta sia in gran parte conseguente
alla circostanza che gli accusati riparavano in __________ dopo i fatti.

Con riferimento a quanto
prospettato nella sentenza del 19 dicembre 2006 (cons. 12.d.), in relazione
alla celerità, il Procuratore pubblico spiega di aver rinunciato a presentare
domanda di assistenza giudiziaria, per l'interrogatorio dei correi, a seguito
delle assicurazioni avute circa i tempi di esecuzione dell'estradizione (poi sostanzialmente
rispettati).

 

 

4.

 

La difesa, con osservazioni del
23 marzo 2007 (doc. 3, inc. GIAR 321.2006.4), dopo aver ribadito che
l'inchiesta si era fermata in attesa dell'estradizione dei correi e che ora il
confronto con questi è avvenuto, rileva che nel caso di concessione della
proroga richiesta __________ subirebbe oltre un anno di detenzione preventiva,
tra l'altro in regime (definito) particolare, ciò che violerebbe il principio
di proporzionalità. 

 

 

5.

 

 

Pacifica la legittimazione del
Ministero pubblico a presentare l'istanza di proroga. Questa è pure tempestiva
in quanto presentata prima della scadenza e con anticipo sufficiente a
permettere l'assegnazione di un congruo termine alla difesa per le
osservazioni.

 

 

6.

 

I criteri di legge applicabili
alla carcerazione preventiva, sebbene noti al Procuratore pubblico ed al
difensore, nonché esplicitamente richiamati nella precedente decisione, vengono
qui di seguito riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del
carcere preventivo ai sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello
stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un
delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico,
quali i bisogni dell'istruzione, per ovviare a rischio di collusione o
inquinamento (in altro modo) delle prove, pericolo di recidiva e il pericolo di
fuga (senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa,
non serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la
presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della
pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del
Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

 

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss.) – ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (Rep. 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non
restringe la sua cognizione all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128)."

(GIAR
6.10.2005, 362.2005.3)

 

 

7.

 

 

Per quanto concerne l'esistenza,
in capo a __________ di gravi e concreti indizi di colpevolezza (invero non
contestati dall'accusato e dalla sua difesa) si può, innanzitutto, ribadire
quanto detto nella precedente decisione:

 

"L'esistenza di gravi e concreti indizi di
colpevolezza deve essere verificata d'ufficio, pur nei limiti di competenza di
questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta
con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito
premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.

 

Nel caso in esame, non occorre dilungarsi più di tanto
per confermare l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza in capo a __________.
Quanto emerso dai suoi verbali, ultimo dei quali quello davanti al Procuratore
pubblico (AI 64), in uno con il ritrovamento delle sue impronte sul luogo di
una rapina e su quello di tre furti (cfr. all. 13, 14, 15, 17 dell'AI 23) è più
che sufficiente a confermarne l'esistenza."

(GIAR 19
dicembre 2006, 321.2006.3)

 

A queste indicazioni si possono
ora aggiungere le dichiarazioni dei correi (AI 27, inc. MP __________; AI 36,
inc. MP __________) e, per i fatti del 2002, le stesse dichiarazioni
dell'accusato __________ nel verbale di polizia del 6 marzo 2007 (pag. 3 ss.)
così come le risultanze contenute nel rapporto informativo del 9 marzo 2002 (AI
97).

 

Pertanto, in capo a __________
sono presenti gravi e concreti indizi di colpevolezza per tutte le ipotesi di
reato oggetto di promozione (e/o estensione) dell'accusa.

 

 

8.

 

Anche per il pericolo di fuga si
può far capo a quanto accertato nella precedente decisione (elementi, anche
questi, giustamente non contestati dalla difesa):

 

"10.

a)

Il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri
termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale)
esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile (comunque, "…
elemento "indiziante" importante che va considerato attentamente per
la valutazione del pericolo di fuga, il quale, secondo la prassi, aumenta più
ci si avvicina al giudizio di merito, in presenza di una comminatoria di pena
della reclusione e/o in assenza (ovviamente e sempre in caso di eventuale
condanna) di prospettive per una sospensione condizionale … omissis … (M. Luvini,
I presupposti materiali del carcere preventivo, in REP 1989 p. 287ss., p. 32;
DTF 106 Ia 404; DTF 117 Ia 69; CEDU Vol. A IX p. 44; SJ 1981 p. 377, SJ 1980
186; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701)." GIAR 16
novembre 2006, 345.2006.3; si veda, inoltre, DTF 14.1.2005, 1S.15/2004, e
riferimenti) non basta, da sola, a motivare la carcerazione. Occorre valutare
l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale,
i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e
tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF
19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69). 

 

b)

__________ (cfr. le sue stesse dichiarazioni in AI 64)
è cittadino __________ (peraltro, sedicente tale), residente in __________ dove
il padre sarebbe titolare di una piccola impresa edile nella quale lavorano
alcuni suoi fratelli. Altri fratelli lavorerebbero in __________, nella zona di
__________ e per loro tramite egli sarebbe già venuto in __________ nel 2002
per lavorare, parte in nero e parte in modo regolare. Va evidenziato che, già
in quell'occasione, l'accusato risulta essere entrato in __________ per
commettere dei furti: il 10 marzo del 2003, con le generalità di __________, è
stato condannato dalla Magistratura dei minorenni a 22 giorni di carcerazione.
Rientrato in __________, afferma di essere tornato, temporaneamente, in __________
nell'estate del 2005 e poi ancora nel febbraio 2006, sempre allo scopo di
cercare lavoro ma senza esito positivo. 

Il curriculum, da lui stesso dettato, evidenzia una
totale assenza di legami (personali, sociali o economici) con la __________,
paese che egli ha frequentato unicamente al fine di commettere reati
patrimoniali (in più occasioni), avendo comunque e sempre come base __________.

Se le accuse dovessero essere confermate, il rischio
di una pena non lieve esiste anche nell'eventualità di applicazione delle nuove
norme della parte generale del CP (alcuni dei reati per i quali è stata
promossa l’accusa prevedono la pena minima edittale di un anno di pena
detentiva: art. 140 cifra 2 nCP). Quest'elemento, come detto, da solo non é
determinante, ma deve essere attentamente considerato se ad esso se ne sommano
altri come sopra descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht,
ZH 1997, no. 701).

 

c)

Tutte le circostanze esposte, permettono di concludere
che il pericolo di fuga (intesa come indisponibilità a presenziare al seguito
del procedimento) è presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407;
DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585).

Infatti, non si vede cosa possa trattenere l'accusato,
qualora tolta la misura cautelare, dal riparare all'estero, come ha sempre
peraltro fatto, sia dopo i reati per i quali è già stato condannato, sia dopo i
fatti per i quali è oggi accusato."

(GIAR 19
dicembre 2006, 321.2006.3)

 

Dalle emergenze successive alla
decisione menzionata, si può dire che il rischio di pena è aggravato perlomeno
(volendo tralasciare le dichiarazioni dei correi circa il "ruolo" di primattore
di __________ nelle rapine e nei furti: cfr. Confronti del 13 e 16 marzo 2007)
dalla presenza di indizi concreti di coinvolgimento in ulteriori reati
risalenti al 2002.

 

 

9.

 

Di regola, confermata una delle
condizioni alternative a fondamento della misura cautelare, non è necessario
approfondirne altre eventualmente avanzate dall'inquirente (in casu i bisogni
istruttori, ma solo come atti ancora da effettuare per la conclusione
dell’inchiesta).

 

 

 

 

10.

 

a)

La proroga richiesta, ulteriori
due mesi, è contestata dalla difesa in quanto ritenuta non (più) rispettosa del
principio di proporzionalità.

 

b)

Sebbene non vi sia nessuna
contestazione circa l'utilità dei passi procedurali prospettati per il seguito dell'inchiesta,
è bene precisare innanzitutto che gli atti d'inchiesta che il magistrato
inquirente ha indicato come ancora da effettuare, sono conseguenti in
particolare a quanto emerso dall'audizione dei correi (ruolo nei fatti del 2006
e partecipazione ai furti del 2002) e certamente rilevanti per determinare le
effettive responsabilità di ognuno e, quindi quelle, dello stesso __________.

Nel contempo, le divergenze tra
gli accusati circa i rispettivi ruoli (cfr. i verbali a confronto del 13 e 16
marzo 2007) e la loro (ora) contemporanea presenza in __________, giustificano di
operare ai fini di un dibattimento unico.

 

c)

Constatato che gli atti per
l'espletamento dei quali è chiesta la proroga non sono atti inutili o di poca
rilevanza, si ricorda che, come già detto anche nella precedente decisione, la
proporzionalità di una carcerazione deve essere analizzata da angolature
diverse. 

Da un lato occorre mettere in
relazione la durata del carcere preventivo con la gravità (e complessità) della
fattispecie e la pena presumibile, dall'altro occorre anche verificare il
rispetto del principio di celerità (DTF 4.5.2005, 1P.194.2005; DTF 16.11.2004,
1P.630/2004; SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).

 

d)

Nel caso concreto, il carcere
preventivo sofferto (ca. 9 mesi, cui si aggiungono comunque i poco meno di due
mesi in attesa di estradizione) e quello prevedibilmente ancora da soffrire in
caso di concessione della proroga (altri due mesi) non appare ancora lesivo del
principio di proporzionalità: i reati ascritti sono gravi (oltre che il
patrimonio concernono la libertà e l'integrità fisica delle persone) e
prevedono anche pene edittali minime già superiori al periodo di detenzione
preventiva sin qui patita (cfr. art. 140 cifra 3 nCP).

Inoltre, la determinazione
nell'esecuzione dei furti e (soprattutto) delle rapine, la ripetizione
dell'agire, il salto qualitativo effettuato nel tempo (da furti nel 2002 a
rapine nel 2006) e, non da ultimo, il riparare ogni volta oltre frontiera per
spartire il bottino e riorganizzarsi, così come emergono dagli atti (cfr.
Verbali vittime e correi), impongono anche di considerare che nell'ipotesi di
una condanna, la pena potrebbe non solo essere superiore al minimo edittale ma
anche (cfr. ad esempio: Assise Criminali 24 agosto 2006, inc. 72.2006.67)
situarsi oltre i limiti per il beneficio della sospensione condizionale anche
parziale (ricordato, comunque, che la sospensione "…dipenderà dalla
prognosi (ex art. 41 CP, rispettivamente 42 nCP) di competenza del giudice del
merito e basata su tutto quanto sarà emerso (o accertato) a quel momento; per
tale motivo questa eventualità, perlomeno allorquando le condizioni non sono
manifestamente adempiute (ciò che non è qui il caso), di regola non po’ essere
considerata in questa sede (DTF 125 I 60)": GIAR 19 dicembre 2006,
321.2006.3).

 

e)

Quanto all'obbligo di celerità,
non risulta che tale principio sia stato violato dopo la precedente decisione
(nella quale si era già considerato lo stallo derivante dall'attesa
dell'estradizione dei correi, ritenendolo non lesivo di questo
obbligo/principio: decisione 19 dicembre 2006, cons. 12.c.).

 

A fronte di assicurazioni di una
celere estradizione appare giustificato attendere qualche settimana senza
procedere alla presentazione di rogatorie che possono esigere, per la loro
esecuzione, lo stesso tempo; a maggior ragione quando, come nel caso specifico
e come già indicato al considerando 10.b., é importante procedere con un unico
dibattimento.

Si ribadisce che chi agisce con
terzi e, inoltre, approfitta della vicina frontiera per fare del paese
confinante sia la base operativa per la commissione di reati sul territorio __________,
sia il "rifugio" dopo la commissione di reati stessi, è malvenuto a
lamentarsi dei tempi di raccolta di prove all'estero e/o di estradizione
dall'estero dei correi (GIAR 19.8.1999, 386.1999.9 e 3.1.2005, 392.2004.2).
Trattasi di difficoltà e complicazioni, "inevitabili e fisiologiche a
comportamenti illeciti transfrontalieri" e al fatto di "agire
non da solo ma con altri" (CRP 7 marzo 2007, inc. 60.2007.73),
peraltro conseguenti a precise scelte dell’accusato volte, evidentemente, a
rendere più difficile, quando non impossibile, l'attività degli inquirenti.

 

f)

Da tutto quanto sopra consegue che la proporzionalità (nella sua
duplice accezione) non risulta violata dal carcere preventivo sofferto e, a
giudizio di questo giudice, neppure da quello ancora prospettabile (recte: la
proroga richiesta): una proroga di due mesi appare ancora rispettosa del
principio, con riferimento sia alla presumibile pena, sia alla presumibile
durata dell’istruttoria e dei relativi incombenti. 

 

 

11.

 

In conclusione, alla luce di tutto quanto sopra esposto, in capo a __________
(qui accusato) sono presenti e concreti gravi indizi di reato e pericolo di fuga,
come meglio descritti ai considerandi che precedono. La detenzione sin qui
sofferta, così come quella prevedibilmente da soffrire in base alla proroga
richiesta (dettata da esigenze effettive dell'istruttoria e degli incombenti
per la sua conclusione formale) non violano il principio di proporzionalità.
Nel contempo la conduzione dell'inchiesta non rivela violazioni dell'obbligo di
celerità.

 

Abbondanzialmente, e per quanto concerne il regime di carcerazione
preventiva cui è sottoposto l'accusato, si rinvia a quanto già detto nella
precedente decisione (19 dicembre 2006, cons. 13 in fine); inoltre, e dopo la
precedente decisione, nessuna istanza (tantomeno reclamo) è stata presentata in
merito.

 

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

 

 

viste le
norme applicabili, in particolare gli artt. artt. 140, 139 (in parte in
relazione con l'art. 21 cpv. 1), 144, 186 CP, 33 cpv. 1 LFarmi, 23 cpv. 1 LDDS,
19a LFStup, artt. 95 ss., 96, 108, 284 CPP; 9, 10, 31 CF, 5 cifra 3 CEDU;

 

 

 

 

decide

 

 

 

1.    L’istanza
di proroga della carcerazione preventiva è accolta; di conseguenza:

       §.  il
carcere preventivo cui è astretto __________ (sedicente), è prorogato                                  di
due mesi e verrà a scadere il 30 maggio 2007 (compreso).

 

 

2.     
Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di Appello, Lugano, entro 10 (dieci) giorni
dall’intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

 

 

 

 

 

                                                                                giudice
Edy Meli