# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e5ef7639-79ec-5125-b85d-c945fed26cf6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-02-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 20.02.2015 11.2015.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2015-10_2015-02-20.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2015.10

  	
  Lugano,

  20 febbraio 2015/jh

   

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2013.3926 (protezione dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6,
promossa con istanza del 23 settembre 2013 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata
  dall'avv. PA 2) 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato
  dall'avv. PA 1),

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sul reclamo
(“appello”) dell'8 febbraio 2015 presentato da AP 1 contro la decisione con cui
il Pretore ha fissato il 29 gennaio 2015 in fr. 2708.65 la retribuzione spettante
all'avv. PA 1 come patrocinatrice d'ufficio del convenuto;

 

Ritenuto

 

in fatto:                A.  AP 1 (1985) e AO 1 (1988) hanno
contratto matrimonio a __________ il 9 settembre 2009. A quel momento la sposa
era già madre di I__________, avuto il 10 maggio 2008 da un altro uomo. Dal
matrimonio è nata S__________, il 6 ottobre 2009. I coniugi si sono separati
nel settembre del 2013. Con sentenza del 29 gen­naio 2015, emanata a protezione
dell'unione coniugale, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 6, ha
autorizzato i coniugi a vivere separati, ha affidato S__________ alla madre, ha
regolato il diritto di visita paterno, ha istituito una curatela educativa in
favore della figlia e ha condannato AP 1 a versare un contributo alimentare di
fr. 1000.– mensili per la moglie, oltre a uno di fr. 1000.– mensili per la
figlia (assegni familiari non compresi).

 

                            B.  Per quanto riguarda le spese
processuali di fr. 3216.35 complessivi, il Pretore le ha poste solidalmente a
carico dei coniugi in ragione di metà ciascuno, compensate le ripetibili.
Inoltre egli ha ammesso entrambe le parti al beneficio del gratuito patrocinio,
riconoscendo all'avv. PA 2, legale dell'istante, una retribuzione di fr.
4704.50 e all'avv. PA 1, legale del convenuto, una retribuzione di fr. 2708.65,
riservato l'obbligo per le parti di rifondere tali somme allo Stato del Cantone
Ticino nel caso in cui la loro situazione economica fosse migliorata,
consentendo il rimborso.

 

                            C.  Contro la retribuzione
riconosciuta dal Pretore all'avv. PA 1 è insorto AP 1 a questa Camera con un “appello”
dell'8 febbraio 2015 per ottenere che – conferitogli il beneficio del gratuito
patrocinio anche in appello – il compenso della sua legale sia portato a fr. 11 500.15, riformando la decisione impugnata di
conseguenza. Non sono state chieste osservazioni all'appello.

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La decisione con cui un giudice
fissa l'indennità spettante a un avvocato d'ufficio designato in regime di
gratuito patrocinio rientra nella “liquidazione delle spese giudiziarie” (art.
122 CPC), che è regolata in via generale dall'art. 111 CPC. Essa configura perciò
una “decisione in materia di spese” a norma dell'art. 110 CPC, ossia un'“altra
decisione” impugnabile unicamente con reclamo (art. 319 lett. b n. 1 CPC). Il
termine di ricorso è di 10 giorni se la decisione in materia di spese è stata emanata
nell'ambito di una procedura sommaria (art. 321 cpv. 2 CPC). Se è stata presa
nel quadro di una procedura ordinaria o di una procedura semplificata v'è chi
sostiene che il termine sia ugualmente di 10 giorni (Bühler in: Berner Kommentar, edizione 2012, n. 42 in fine ad
art. 122; Trezzini in: Commentario
al CPC, Lugano 2010, pag. 1413 a metà) e chi invece che sia di 30 (Tappy in: CPC commenté, Basilea 2011, n.
10 ad art. 110 e n. 21 ad art. 122). Nella fattispecie la decisione impugnata
è stata emessa nel contesto di misure a tutela dell'unione coniugale, ovvero in
una procedura sommaria (art. 271 lett. a CPC). Il termine di ricorso era così
di 10 giorni ed è stato rispettato, la decisione del Pretore essendo stata notificata alla patrocinatrice del
convenuto il 30 gen­naio 2015 e l'appello essendo stato presentato l'8
febbraio seguente. Trattato come reclamo, il rimedio giuridico è dunque tempestivo.

 

                             2.  Legittimato a presentare
reclamo contro una decisione che fissa l'indennità spettante a un avvocato
d'ufficio designato in regime di gratuito patrocinio è anzitutto l'avvocato
stesso, il quale può contestare a titolo personale un compenso da lui reputato insufficiente
(sentenza del Tribunale federale 5P.135/2005 del 22 luglio 2005, consid. 4 in: SZZP/RSPC
2006 pag. 55; Tappy, op. cit., n.
22 ad art. 122; Bühler, op. cit.,
n. 46 ad art. 122 con richiami). Il patrocinato da parte sua può introdurre
personalmente reclamo contro una decisione che fissa l'indennità spettante al
suo avvocato d'ufficio ove ritenga tale retribuzione eccessiva (Tappy, loc. cit.; Bühler, op. cit., n. 47 ad art. 122
CPC), lo Stato potendolo chiamare nel termine di dieci anni a rimborsare la
somma ove le sue condizioni economiche migliorino (art. 123 cpv. 2 CPC). Il
patrocinato non è abilitato invece a impugnare una decisione che fissa
l'indennità spettante al suo avvocato d'ufficio perché considerata troppo
bassa, non avendo egli alcun interesse a chiedere un aumento (Tappy, op. cit., n. 22 ad art. 122 CC; Bühler, op. cit., n. 48 ad art.
122). Il principio non è nuovo. È già stato enunciato da questa Camera il 14
maggio 2014 (sentenza inc. 11.2011.159, consid. 3) ed era già stato illustrato
finanche dal Consiglio di moderazione, sotto l'egida della vecchia procedura
ticinese, in una decisione del 7 ottobre 2005 (in: Bollettino dell'Ordine degli
avvocati n. 30, pag. 44).

 

                             3.  Nel caso in esame AP 1
chiede di portare l'indennità che il Pretore
ha riconosciuto alla sua legale d'ufficio da fr. 2708.65 a fr. 11 500.15. Non ha però alcun interesse a tal fine.
Anzi, fosse maggiorata la mercede spettante alla sua patrocinatrice, egli si vedrebbe
costretto a rifondere allo Stato, qualora le sue condizioni economiche migliorassero,
un importo ben più elevato di quello stabilito dal Pretore. Ne segue ch'egli
non è legittimato a contestare la decisione del primo giudice e che, pur
trattato come reclamo, il suo appello va dichiarato irricevibile.

 

                             4.  Le spese del giudizio
odierno seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Tenuto conto
delle condizioni verosimilmente difficili in cui versa l'interessato, si
rinuncia nondimeno – per equità – a prelevare oneri (art. 107 cpv. 1 lett. f
CPC). Non si pone per altro problema di ripetibili, il memoriale non essendo
stato notificato per osservazioni. Non può ad ogni modo entrare in linea di
conto il gratuito patrocinio postulato da AP 1 in appello, la sua richiesta di
giudizio apparendo sin dall'inizio senza la benché minima possibilità di successo
(art. 117 lett. b CPC), tanto da non poter nemmeno essere vagliata nel merito.

 

Per questi motivi,

 

decide:                 1.  L'appello è irricevibile.

 

                             2.  Non si riscuotono spese.

 

                             3.  Notificazione all'avv..

                                  Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in materia
civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).