# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5ba724f2-4b7f-537a-99cc-fb3775163bdc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 15.07.2003 INC.2003.3911
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-3911_2003-07-15.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.3911

  	
  Lugano

  15 luglio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________ 

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza di proroga del carcere
  preventivo presentata il 27 giugno 2003 dal

  
						

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico __________

   

  
	
   

  	
  nei confronti di 

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT La
  Stampa

  (patrocinato dall'avv. __________)

  

 

accusato dei reati di cui
all'art. 111 CP e 23 cpv. 1 LDDS;

 

viste le osservazioni 4 luglio
2003 dell'accusato (presentate per il tramite del patrocinatore);

 

visto l'inc. MP __________;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto ed in
diritto

 

 

1.

__________ è stato arrestato in
data 22 gennaio 2003, con conferma dell'arresto da parte di questo giudice il
giorno successivo (cfr. doc. _ inc. GIAR __________), e contestuale promozione
dell'accusa nei suoi confronti da parte del Procuratore pubblico __________ per
omicidio intenzionale (art. 111 CP) in relazione alla morte di sua moglie +__________
avvenuta il 22 gennaio 2003.

 

Successivamente, in data 5 marzo
2003 (AI __________p. 11) e 28 marzo 2003 (AI __________p. 3), con nota a
verbale d'interrogatorio del Procuratore pubblico, l'accusa è stata estesa al
reato di infrazione e contravvenzione alla LFDDS (art. 23 cpv. 1 e 4 LDDS) per "aiuto
all'entrata e soggiorno illegale di __________ " cittadina rumena (in
quanto priva del necessario visto sul passaporto) e per averla impiegata quale
baby-sitter del figlio __________ nel periodo 29 ottobre 2002/28 dicembre 2002
senza essere in possesso del necessario permesso di polizia, nonché per aiuto
al soggiorno illegale di __________ (in quanto privo del necessario visto sul
passaporto) e per averlo impiegato nei mesi giugno-luglio 2002 senza essere in
possesso del necessario permesso di polizia. 

2.

Con la richiesta qui in
discussione il Procuratore pubblico chiede una proroga del carcere preventivo
di quattro mesi, cioè fino al 22 novembre 2003 compreso, al fine di poter
procedere a vari atti istruttori specificatamente indicati, tenuto anche conto
del pericolo di collusione con terzi e di quello di fuga. Una proroga di
quattro mesi della carcerazione preventiva, sarebbe rispettosa del principio di
proporzionalità, ritenuto che, anche nell'ipotesi più favorevole all'accusato,
la pena che gli sarà comminata dalla Corte delle Assise criminali sarà comunque
di una certa durata. 

 

 

3.

In sede di osservazioni la difesa
di __________ si oppone alla proroga del carcere preventivo. Pur ammettendo
l’esistenza di gravi indizi di colpevolezza , ritiene “non giustificata nè
giustificabile” la proroga del carcere preventivo per l’acquisizione dei
referti indicati dal Procuratore pubblico. Non sussisterebbero inoltre – a suo
dire – nè il pericolo di collusione (in quanto l’accusato si è immediatamente
costituito ed ha subito ammesso i fatti) nè il pericolo di fuga (in quanto i
suoi legami con la Svizzera sono e restano ancora particolarmente marcati). Per
quanto concerne la proporzionalità , la valutazione fatta dal magistrato
inquirente sulla possibile pena che sarà comminata all’accusato davanti alle
Assise criminali sarebbe “certamente sostenibile ma tutt’altro che certa”,
ritenuta la possibilità di una condanna in virtù dell’art. 113 CP , con una
pena “ridotta ed eventualmente pure assortita della condizionale”.

 

 

4.

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere
preventivo ai sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo
del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota
3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico
(REP 1998 n. 105). L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381). I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro
valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto
più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287
ss);

 

 

5.

I seri e concreti indizi di
colpevolezza a carico di __________ (non formalmente contestati dalla difesa ma
comunque soggetti a verifica d'ufficio da parte di questo giudice) sono
senz'altro dati. In particolare, per quanto riguarda, l'imputazione più grave,
il reato di omicidio, l'accusato è infatti sostanzialmente reo confesso,
essendosi peraltro spontaneamente costituito pochi minuti dopo i fatti (cfr.
verbale POL 22 gennaio 2003 AI __________). Relativamente alla
violazione/contravvenzione alla LFDDS egli nega unicamente l'aiuto al soggiorno
illegale a __________, seppure ciò risulti da altri atti esperiti (cfr. verbale
PP di confronto del 2 aprile 2003, AI __________). 

 

 

6.

I criteri determinanti per
stabilire se esista pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo
domicilio, la sua professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con
lo Stato in cui egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in
re S. C. del Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP
314/94) e l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un
rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono
rispetto all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo
senso M. Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati;
sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

 

__________, cittadino serbo, era
titolare di un permesso C, che, verosimilmente dopo quanto accaduto, non gli
verrà rinnovato. Attualmente egli non ha più alcun legame significativo con la
Svizzera, sicuramente non professionale. E' ben vero che qui risiedono due dei
suoi figli; tuttavia, come del resto da lui riconosciuto nel corso
dell'interrogatorio 13 febbraio 2003 (AI __________), il suo futuro è in
Serbia, dove risiedono la sua famiglia d'origine e altri due suoi figli.
Circostanze queste che rendono concreto il pericolo che, una volta messo in
libertà provvisoria, egli tenti di sottrarsi al procedimento, dandosi alla
fuga, tenuto conto anche della presumibile pena in caso di condanna. 

 

 

7.

Quanto alle necessità istruttorie
atte a giustificare la misura cautelare di privazione della libertà, non è
inutile ricordare i seguenti principi: 

 

"

-      In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare
la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non
s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli
accertamenti (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o
d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta
raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse,
ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.;
RDAT 1988 no. 24). In
quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé,
decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise
erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der
Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit.,
no. 701a). Occorre che l'indagato, se
posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto
svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

 

-      E', inoltre, necessario che questa
possibilità di pregiudicare la raccolta di elementi di prova si fondi su
elementi concreti: "Jedoch genügt nach der Rechtsprechung des
Bundesgerichtes die theoretische Möglichhkeit, dass der Angeschuldigte in
Freheit kolludieren könnte, nicht, um die Fortsetzung der Haft oder        die
Nichtgewährung von Urlauben unter diesem Titel zu rechtfertigen. Es mussen
vielmehr konktrete Indizien für eine solche Gefahr sprechen." (DTF 117 Ia 257, cons. 4 c.).

 

-      Gli elementi di concretezza del pericolo vanno
individuati, di volta in volta, quantomeno nella specifica prova da assumere e
nel rapporto (oggettivo e soggettivo) dell'accusato con il mezzo di prova. Ad
esempio, trattandosi di audizione testimoniale, il pericolo di collusione non
può essere invocato in modo astratto a giustificazione del mantenimento della
misura cautelare, occorre che un'influenza (dell'accusato nei confronti del
teste) sia possibile, rispettivamente che vi sia una possibile convergenza
d'interessi (tra i due) in relazione al contenuto della deposizione (SJ 1990 p.
438; DTF 117 Ia 257; ZR 72 no. 77 p.19). Il semplice atteggiamento di diniego
dell’accusato, in sé, non costituisce indice in tal senso (DTF 90 IV 66;
Hauser/Schweri, Schweizerisches Strafprozessrecht, BS 1999, § 68 no 13)."

(GIAR 23 settembre 2002 in re Y.)

 

 

Va da sé che i criteri sopra
esposti richiedono applicazione più restrittiva allorquando l'inchiesta (e la
detenzione) é in corso da un certo tempo. 

 

Se è ben vero che __________ ha
sostanzialmente ammesso le proprie responsabilità sin dall'inizio (cfr. verbale
POL 22 gennaio 2003 AI _), è altrettanto vero che vi sono vari atti istruttori
ancora da esperire. 

In primo luogo, il magistrato
inquirente attende ancora che gli siano trasmessi il rapporto fotografico e le
risultanze tecniche da parte della Polizia scientifica, già richiesti il 16
giugno 2003 (cfr. AI __________), nonché il rapporto autoptico di __________ e
le risposte ai quesiti medico-legali formulati dal Procuratore pubblico, dalla
parte civile e dalla difesa da parte del medico legale, peraltro più volte
sollecitato in tal senso (da ultimo il 16 giugno 2003, cfr. AI __________).
Inoltre, ancora non è dato sapere quale sarà l'esito della domanda di
assistenza giudiziaria urgente 23 giugno 2003 alle autorità serbe e volta ad
acquisire l'audizione testimoniale dell'avvocato serbo di __________, che si
era occupato della procedura di divorzio, rispettivamente l'edizione
dell'incarto relativo a tale causa (le precedenti richieste formulate
direttamente all'interessato non hanno avuto alcun esito, cfr. AI __________).
A fronte del rifiuto di __________ di venire a testimoniare in Svizzera, il
magistrato inquirente ha assegnato un termine alle parti, scadente il 30 giugno
2003, per comunicargli se mantengano o meno tale prova. In caso positivo è
evidente che si dovrebbe procedere all'invio di una rogatoria in Romania, la
cui evasione potrebbe richiedere un certo tempo. A ciò si aggiunge che il Dr
__________, cui è stata ordinata la perizia psichiatrica il 29 gennaio 2003 -
che evidentemente dovrà essere chiarita oralmente e contestata all'accusato -
con scritto del 27 maggio 2003 ha subordinato la consegna della stessa, benché
sostanzialmente in fase conclusiva, alla possibilità di un suo complemento a
dipendenza delle risultanze del rapporto autoptico e soprattutto all'audizione
di __________ (cfr. AI __________). Di conseguenza il Procuratore pubblico ha
concesso una dilazione "sine die" per la consegna della
perizia (AI __________), cui non si è opposto il rappresentante delle PC (AI
__________), mentre non si è ancora espressa la difesa di __________. 

Nella fattispecie è pure dato un
concreto pericolo di collusione, perlomeno fino al momento in cui sarà
possibile procedere ad un primo deposito parziale degli atti - previsto dopo la
consegna dei rapporti della polizia scientifica e di quello autoptico -, non
tanto in relazione ai fatti avvenuti il 22 gennaio 2003, quanto piuttosto alle
pregresse relazioni con la moglie e ai motivi di litigio, con i figli
dell'accusato stesso, con conoscenti ed amici già verbalizzati, con l'avvocato
serbo e con __________.

 

 

8.

Stabilito che gli elementi di
legge per il mantenimento e/o proroga della detenzione preventiva sono presenti
nel caso in esame, occorre ora valutare se la proroga richiesta è rispettosa
del principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale proposito
sono il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora da
soffrire, e la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonché il
rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con celerità).

 

__________, come detto, è
detenuto dal 22 gennaio 2003 per un reato certamente grave (crimine) e per il
quale, in caso di condanna, è ipotizzabile una pena di durata verosimilmente
ben maggiore del carcere sin qui sofferto ed ancora da soffrire. D’altronde
pure la difesa di __________ ritiene certamente sostenibile la valutazione
fatta dal Procuratore pubblico sulla possibile pena che sarà comminata
all’accusato.

 

Del resto, l'inchiesta tenuto
conto delle particolarità del caso e del fatto che alcuni testi sono residenti
all'estero (Serbia e Romania) è stata condotta con sollecitudine; il
Procuratore pubblico ha pure previsto di procedere ad un primo parziale
deposito degli atti dopo aver acquisito i rapporti della polizia scientifica e
quello del medico legale. In conclusione, tenuto conto degli atti istruttori
ancora da esperire, nonché del pericolo di collusione con terzi (almeno sino
alla chiusura dell'istruzione formale) e del pericolo di fuga, la proroga di 4
mesi richiesta appare rispettosa del principio di proporzionalità. L'istanza
deve quindi essere accolta, così come proposta dal Procuratore pubblico, con la
presente decisione, esente da tasse e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e
contrario) e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art.
284 cpv. 1 lett. a CPP). 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

richiamati gli articoli 111 CP,
23 cpv. 1 e 4 LDDS, 95 ss. 102, 103, 279 ss, 284 CPP;

 

 

 

decide

 

 

 

1.      L’istanza è
accolta.

Di conseguenza
il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato sino al

22 novembre
2003 (compreso).

 

 

2.      Non si
percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera
dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

-         
Procuratore pubblico __________

(con fotocopia delle osservazioni del patrocinatore dell'accusato e
l'inc. MP __________

di ritorno);

-         
avv. __________, per __________;

-         
Direzione del Penitenziario cantonale, 6904 Lugano-Cadro.

 

 

 

 

                                                                                giudice
_______________