# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3eb04954-6110-57a8-a0ea-5a398a20030d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.07.2009 D-3405/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3405-2009_2009-07-23.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3405/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 3  l u g l i o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Daniel Schmid;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______,
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, 
decisione dell'UFM del 18 maggio 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3405/2009

Fatti:

A.
Il  24 febbraio 2009, l'interessato, di etnia igbo, originario di Nekwde, 
nell'Imo  State  (Nigeria)  ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in 
Svizzera.  Ha dichiarato,  nella  sostanza e per  quanto è  qui  di  rilievo 
(cfr. verbali  d'audizione  del  20  marzo  2009  e  del  7  maggio  2009) 
d'essere espatriato per il timore di essere ucciso a causa dei problemi 
che avrebbe causato suo fratello minore. Infatti, quest'ultimo, nel 2006, 
avrebbe preso parte ad una lite tra due società occulte, in occasione 
della quale vi sarebbero state delle vittime. Per vendicare tali vittime, i 
rivali  del  gruppo del  fratello  dell'interessato  avrebbero bruciato delle 
case, tra cui quella dell'interessato e la parrocchia dove si trovava la 
madre.  L'interessato,  assieme  a  suo  padre  sarebbe  stato  arrestato 
dalla Polizia, nonché incarcerato per oltre un mese, e poi rilasciato su 
cauzione.  L'interessato  avrebbe  ripreso  l'attività  della  madre 
scomparsa  durante  l'incendio.  Dopo  essere  riapparso,  il 
23 ottobre 2008  il  fratello  dell'interessato  sarebbe  stato  picchiato  e 
ucciso dalle guardie - le quali erano giunte a proteggere la gente del 
villaggio dell'interessato - che egli avrebbe deriso. I testimoni al fatto 
avrebbero  a  loro  volta  aggredito  le  guardie  e ne sarebbero  scaturiti 
degli  scontri.  Durante  la  notte,  l'interessato  e  suo  padre  sarebbero 
fuggiti,  dopo  che  le  guardie  avrebbero  fatto  irruzione  nella  loro 
abitazione.  L'interessato  sarebbe  scappato  in  auto  a 
B._______(Nigeria)  e  dopo  qualche  giorno,  avrebbe  lasciato  il  suo 
Paese  d'origine  e  avrebbe  raggiunto  allo  stesso  modo 
C._______(Niger). Da lì, avrebbe proseguito il viaggio sempre in auto 
fino a Tripoli (Libia), da dove poi si sarebbe imbarcato su un gommone. 
Una volta sbarcato, avrebbe camminato a lungo e poi avrebbe preso 
un  treno  che  l'avrebbe  portato  direttamente  a  Zurigo  senza  subire 
controlli e senza documenti. 

B.
Il 21 aprile 2009, è stata istituita in favore dell'interessato una curatela. 
La persona del curatore ha assistito all'audizione federale diretta del 
7 maggio 2009.

C.
Il  18  maggio  2009,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  a  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno  1998  (LAsi,  RS 142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure 

Pagina 2

D-3405/2009

pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile.

D.
Il 26 maggio 2009, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la 
trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova 
decisione nel merito della sua domanda d'asilo. Ha altresì presentato 
una domanda d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso della  dispensa  dal 
pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

E.
L'8 giugno 2009, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari,  a  chiedere  al  ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a 
copertura  delle  presumibili  spese  processuali.  Nel  contempo,  ha 
invitato l'autorità inferiore a presentare una risposta al ricorso. 

F.
Il 16 giugno 2009, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

Diritto:

1.
Le procedure in materia  d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

2.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art. 31 e art. 33  lett. d  LTAF, art. 105 LAsi  e art. 83 
lett. d LTF).

3.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  all'art.  52  PA,  nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

Pagina 3

D-3405/2009

4.
4.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

4.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

5.
Nella decisione del 18 maggio 2009, l'UFM ha considerato, da un lato, 
che  il  richiedente  non  ha  consegnato  alle  autorità  competenti  in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
pregiudiziali  dell'11  agosto  1999  [OAsi  1,  RS  142.311]  e  non  ha 
addotto motivi scusabili che possano giustificare la mancata esibizione 
di  suddetti  documenti.  Dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto 
inverosimili  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  presentate 
dall'insorgente, in quanto notevolmente inconsistenti e contraddittorie. 
In particolare, il richiedente non avrebbe saputo descrivere in maniera 
dettagliata la  sua prigionia,  nonché una giornata  tipo in  detenzione. 
Egli  si  sarebbe  contraddetto  sulla  data  dell'apparizione  del  fratello 
minore,  così  come  sulle  circostanze  della  morte  di  quest'ultimo. 
Il richiedente  inoltre  non sarebbe stato  in  grado di  indicare  di  quale 
società occulta faceva parte il fratello, o quale gruppo avrebbe voluto 
vendicarsi, bruciando diverse abitazioni. Infine, l'UFM ha ritenuto che 
nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel 
caso di specie ed ha pure pronunciato l'allontanamento del ricorrente 
nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo. L'autorità di prime 
cure ha, infatti, considerato come ragionevolmente esigibile il rinvio in 
Nigeria del richiedente, anche se minorenne, ritenuto che è in buona 
salute,  ha  un'esperienza  lavorativa  pluriennale  nel  commercio  e 
dispone in Patria della presenza dello zio e della cugina, oltre che di 
una rete familiare solida e densa, tra cui i genitori  e il fratello, la cui 
esistenza non può essere esclusa. 

6.
Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  che  l'UFM avrebbe  dovuto  entrare 
nel merito della sua domanda d'asilo. In particolare, egli  fa valere di 
non  sapere  nemmeno  come  procurarsi  dall'Europa  dei  documenti 

Pagina 4

D-3405/2009

d'identità, che non avrebbe mai posseduto. L'insorgente sostiene infatti 
di non aver mai posseduto né la carta d'identità, né il passaporto, in 
quanto  non  li  avrebbe  mai  richiesti,  non  essendo  una  necessità 
impellente in Nigeria possedere un documendo d'identità. Per di più, 
nel  suo  Paese,  gli  sarebbe  sufficiente  per  identificarsi  declinare 
semplicemente  le  sue  generalità.  Inoltre,  essendo  giunto 
clandestinamente  in  Europa,  non  gli  sarebbe  stato  necessario 
possedere  dei  documenti  d'identità.  Egli  segnala  di  aver  posseduto 
unicamente  la  tessera  scolastica  ed  il  certificato  di  battesimo.  In 
aggiunta, il ricorrente ritiene  che l'UFM avrebbe dovuto procedere ad 
ulteriori chiaramenti in relazione allo statuto di rifugiato e in relazione 
all'esecuzione dell'allontanamento. In particolare, l'autore del gravame 
fa  valere  di  aver  reso  un  racconto  preciso,  dettagliato  e  senza 
contraddizioni, contrariamente a quanto ritenuto - secondo un giudizio 
soggettivo - da parte dell'UFM per esempio riguardo alla sua prigionia. 

7.
Nella risposta al ricorso, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame, 
in sostanza per i motivi indicati nel provvedimento litigioso. 

8.
8.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

8.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 

Pagina 5

D-3405/2009

certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF] 
2007/7 consid. 6).

8.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

9.
Questo Tribunale osserva, che il ricorrente, senza valide ragioni, non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal 
momento  dell'inoltro  della  sua  domanda  d'asilo. Inoltre,  il  ricorrente 
non può aver viaggiato nelle circostanze descritte, senza documenti e 
senza  subire  controlli  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20  marzo  2009 
pagg. 7 e 10-12), ritenuto che egli non è stato in grado di indicare né 
la  Nazione  in  cui  sarebbe  sbarcato  (cfr.  ibidem,  pag.  11  e  verbale 
d'audizione  del  7  maggio  2009  D50  pag.  7),  né  la  stazione  da  cui 
avrebbe preso un treno per Zurigo, di cui ha dichiarato di non sapere 
nemmeno la  destinazione,  ma di  averlo  preso per  caso (cfr. verbali 
d'audizione  del  20 marzo  2009  pag.  12  e  del  7  maggio  2009  D55 
pag. 7). Peraltro, non risulta praticamente possibile che dalla località - 
di cui non sa nulla - dove sarebbe sbarcato - egli vi avrebbe impiegato 
solo quattro ore per arrivare a Zurigo in treno (cfr. verbale d'audizione 
del  20  marzo  2009  pag.  12).  Infine,  non  soccorrono  l'insorgente 
nemmeno le vaghe e stereotipate allegazioni - che non costituiscono 
ragioni  valide  per  giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti  ai 
sensi di legge - secondo le quali non gli sarebbe possibile consegnare 
dei  documenti,  poiché  sostanzialemente  non  ne  avrebbe  mai 
posseduti o non saprebbe come procurarseli (cfr. ricorso pag. 2), tanto 
più  che  –  tra  gli  altri  -  lo  zio  paterno  vive  in  loco  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  7 maggio 2009  D6  e  D33-34  pagg.  3, 5). 
Di conseguenza, vista l'inverosimiglianza delle circostanze del viaggio 
d'espatrio,  nonché  l'inconsistenza  delle  dichiarazioni  del  ricorrente 
circa il  possesso dei  documenti  d'identità,  v'è  ragione di  concludere 

Pagina 6

D-3405/2009

che  l'insorgente  ha  dissimulato  siffatti  documenti  per  i  bisogni  della 
causa.  Egli  deve  quindi  sopportare  le  conseguenze  della  mancata 
consegna  dei  documenti  d'identità. In  siffatte  circostanze,  codesto 
Tribunale  non  può  che  confermare  -  come  ritenuto  dall'autorità  di 
prime cure - l'assenza di motivi scusabili a favore del ricorrente per la 
mancata  esibizione  dei  documenti,  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  3 
lett. a LAsi.

10.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  s'esauriscono,  infatti,  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato. Oltre agli elementi 
inconsistenti  e  contraddittori  rilevati  dall'UFM  nel  racconto  del 
ricorrente ed evidenziati nella decisione impugnata,  codesto Tribunale 
tiene a sottolineare che l'intera vicenda da lui resa a fondamento della 
sua domanda d'asilo, in particolare gli avvenimenti legati a suo fratello 
e  che  sarebbero  all'origine  dei  suoi  problemi  in  Patria,  sono 
inverosimili tanto più che si basano su dei fatti e delle informazioni che 
sarebbero  stati  unicamente  riferiti  al  ricorrente  dalla  gente.  Egli  ha 
infatti  dichiarato  che  gli  "avrebbero  riferito  tutto  successivamente", 
riguardo agli asseriti scontri avvenuti nel 2006 e all'incendio della sua 
abitazione  (cfr. verbale  d'audizione  del  20 marzo 2009  pag.  8),  così 
come in merito all'addotta aggressione nel 2008 del fratello da parte 
delle guardie (cfr. ibidem e verbale d'audizione del 7 maggio 2009 D45 
pag.  6,  D104  pag.  11,  D126  pag. 12  e  D131  pag.  13).  Inoltre,  il 
ricorrente ha affermato di non sapere che suo fratello faceva parte di 
una società occulta, di cui peraltro egli non è stato nemmeno in grado 
di  indicare  il  nome  con  sicurezza  (cfr.  verbali  d'audizione  del 
20 marzo 2009  pag.  8  e  del  7 maggio 2009  D95-96  e  99  pag.  10). 
Infine,  l'insorgente  non  ha  saputo  fornire  al  suo  racconto  alcun 
dettaglio  personale  relativo  all'asserito  periodo  di  prigionia  che 
- secondo l'esperienza generale della vita e quindi secondo un criterio 
oggettivo e non soggettivo come pretenderebbe in sede di  ricorso il 
medesimo  (pag.  3)  -  costituisce  un'esperienza  significativa. 
L'insorgente  ha  d'altronde  affermato  che  non  gli  sarebbe  successo 
personalmente  niente  di  significativo,  nonché di  non aver  mai  avuto 
problemi  con  terze  persone o  con  le  autorità  nigeriane  (cfr. verbale 

Pagina 7

D-3405/2009

d'audizione del 20 marzo 2009 pag. 9). Alla luce dell'inverosimiglianza 
dei fatti addotti dal ricorrente, non v'è  motivo di ritenere che egli non 
possa  ottenere  in  Patria,  se  opportunamente  sollecitata, 
un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di 
terzi  nei  suoi  confronti,  considerato  altresì  che  secondo  le 
dichiarazioni  del  ricorrente le guardie in questione sarebbero private 
(cfr. verbale d'audizione del 20 marzo 2009 pag. 9) e la Polizia sarebbe 
intervenuta negli  scontri  (cfr. verbale d'audizione del  7  maggio 2009 
pag. 6). Pertanto, in forza di quanto sopraesposto, l'UFM ha rettamente 
considerato come inverosimili,  con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b 
LAsi, le dichiarazioni rese dall'insorgente.

11.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate  dal  ricorrente  (v. considerando 10 del  presente  giudizio), 
non risultano elementi  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 3  lett. c  LAsi  da  cui 
dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  medesimo. 
Inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento all'esecuzione dell'allontanamento  (art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi).

12.
Da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato 
nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi. 
Di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata. 

13.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
OAsi 1).

14.
14.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 
Giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere 
possibile  (art. 83 cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr).

Pagina 8

D-3405/2009

14.2 La  questione  del  carattere  possibile,  ammissibile  e  esigibile 
dev'essere  esaminata  d'ufficio.  Tuttavia,  questo  principio  è  limitato 
dall'obbligo  dell'interessato  di  collaborare  all'accertamento  dei  fatti 
giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (v. la sentenza del Tribunale amministrativo 
federale  D-3975/2007  del  15 giugno 2007,  consid.  3.4;  WALTER KÄLIN, 
Grundriss  des  Asylverfahrens,  Basel  und  Frankfurt  am  Main,  1990, 
pag. 262). Si tratta di un tipico caso d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 
lett. c PA. 

15.
Dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere che 
l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare 
l'art.  25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché l'art. 83 
cpv.  3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). Del resto, 
il  ricorrente  -  ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni 
decisive presentate (v. considerando 10 del presente giudizio) - non ha 
dimostrato  il  suo  asserito  timore  di  essere  ucciso  e  quindi 
l'esposizione  ad  un  reale  rischio  e  immediato  in  caso  di  rientro  in 
Patria.

16.
16.1 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
che la situazione vigente in Nigeria non è, notoriamente, caratterizzata 
da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga 
l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio nazionale.

16.2 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  elementi  che 
possano  ostare  all'esecuzione  dell'allontanamento,  in  ragione  della 
minor età riconosciuta al ricorrente dall'UFM.

A  tal  proposito,  il  TAF  osserva  che  la  giurisprudenza  dell'allora 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  ha  posto 
all'UFM  alcuni  obblighi  derivanti  dalla  Convenzione  del 

Pagina 9

D-3405/2009

20 novembre 1989  sui  diritti  del  fanciullo  (CDF,  RS  0.107),  tra  cui 
segnatamente  quello  di  adottare  le  misure d'istruzione necessarie  e 
adeguate al fine di accertare, già nel corso dell'istruzione della causa, 
la possibilità per un minorenne non accompagnato di essere preso in 
cura  al  suo  rimpatrio,  da  un membro  della  famiglia  o  da un istituto 
specializzato  (v.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera  di  ricorso  in  materia  d'silo  [GICRA]  1999  n.  2  pag.  8). 
La portata di tale obbligo deve essere considerata in funzione dell'età 
del richiedente minorenne (GICRA 1998 n. 13 consid 5e bb pag. 100). 
In altri termini, se da un lato, non può essere di regola rimproverata al 
minorenne  particolarmente  giovane  una  violazione  dell'obbligo  di 
collaborare, ancorché abbia addotto in modo insufficientemente chiaro 
e  completo  gli  argomenti  a  sostegno  della  sua  domanda  d'asilo, 
dall'altro,  ci  si  può  attendere  da  un  minorenne  alla  soglia  della 
maggiore età che dia delle indicazioni  sufficientemente precise sulla 
sua  persona  e  sui  motivi  del  suo  espatrio,  di  modo  che  esse  non 
lascino dubbi sulla volontà del medesimo di collaborare con l'autorità. 
Sarebbe infatti pretenzioso esigere da parte dell'UFM che quest'ultimo 
proceda  a  delle  misure  istruttorie  complementari  sulla  base  di 
allegazioni inverosimili. 

Nella fattispecie, è d'uopo constatare, da un lato, che il ricorrente - in 
considerazione  dell'età  dichiarata  di  più  di  17  anni  (nato  il 
20 gennaio 1992), della scolarizzazione che ha seguito fino al  2004, 
nonché  dell'attività  professionale  quale  aiuto  commerciante  che  ha 
svolto  con  la  madre  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20  marzo  2009 
pagg. 1 e 3)  e poi  da solo fino al  2008 (cfr. verbale d'audizione del 
7 maggio 2009  D45  pag.  6)  che  gli  ha  permesso  verosimilmente  di 
mantenersi  e  di  raccimolare  i  soldi  per  il  viaggio  d'espatrio  che egli 
avrebbe effettuato da solo (cfr. verbale d'audizione del 20 marzo 2009 
pagg.  10-11-12)  -  è  da  considerarsi  capace  di  discernimento  e  in 
grado, senza bisogno di alcun aiuto particolare, di gestire la sua vita 
quotidiana.  Dall'altro  lato,  il  ricorrente  -  nel  corso  della  presente 
procedura  -  non  ha  portato  alcun  elemento  corroborante  la  sua 
pretesa minore età e si è lasciato andare a dichiarazioni inverosimili, 
che  non  corrispondono  alla  realtà.  Egli  non  ha  esibito  sino  ad  ora 
alcun documento d'identità,  ha reso un racconto circa le circostanze 
del  suo viaggio d'espatrio  in  Svizzera inverosimile,  come evocato  al 
considerando 9 del presente giudizio, e infine non è stato in grado di 
indicare né l'età, né la rispettiva data di nascita dei membri della sua 
famiglia  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20  marzo  2009  pag.  2  e  5), 

Pagina 10

D-3405/2009

allorquando egli, invece, ha affermato per sé di essere minorenne ed 
ha  fornito  una  data  di  nascita,  che gli  sarebbe  stata  riferita  da sua 
madre e suo padre (cfr. ibidem pag. 3). Per di più, il ricorrente ha reso 
dichiarazioni inverosimili quanto alla sua rete familiare e di conoscenti 
in  Patria,  la  cui  consolidata  e  numerosa  presenza  non può che  già 
essere  confermata,  alla  luce  della  constatata  inverosimiglianza  dei 
suoi motivi d'asilo (v. considerando 10). A titolo d'esempio, non è infatti 
plausibile che il ricorrente non conosca in quale ufficio lavora lo zio e 
non conosca nemmeno la figlia di quest'utlimo, sua cugina (cfr. verbale 
d'audizione  del  7 maggio 2009  D36-37  pag.  5),  tanto  più  che  lo  zio 
abita nello stesso villaggio di D._______ (cfr. verbale d'audizione del 
20 marzo 2009 pag. 3, 5 e del 7 maggio 2009 D34 pag. 5). D'altronde, 
non convince nemmeno l'affermazione del ricorrente secondo cui egli 
non avrebbe amici, rispettivamente non sarebbero amici veri quelli che 
incontrava  al  mercato,  allorquando  egli  ha  frequentato  le  scuole,  è 
stato  attivo  nel  commercio  per  anni  e  quindi  a  stretto  contatto  con 
clienti  e  commercianti  e  dal  momento  che  -  secondo  le  sue 
dichiarazioni  -  si  sarebbe  altresì  spostato  per  matrimoni  e  funerali 
(cfr. verbale  d'audizione  del  20  marzo  2009  pag.  2).  L'insorgente  è 
peraltro  stato  aiutato  da  un  cliente,  rispettivamente  da  un 
commerciante, presso il quale ha alloggiato per due giorni oppure per 
più  di  una  settimana  nel  villaggio  di  B._______  prima  di  espatriare 
definitivamente (cfr. verbali  d'audizione del 20 marzo 2009 pag. 10 e 
del 7 maggio 2009 D47 pag. 7). In tale contesto, il ricorrente dispone 
di importanti contatti in Patria - che si possono prendere cura di lui - 
quali, tra gli altri, lo zio, la cugina e i suoi amici, rispettivamente clienti, 
come è emerso dalle numerose domande postegli. Infine, l'insorgente 
non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che 
possano giustificare un'ammissione provvisoria  (v. sulla problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera 
per motivi medici. In siffatte circostanze, codesto Tribunale ritiene che 
l'UFM ha proceduto alle  necessarie  ed adeguate misure d'istruzione 
che  il  caso  di  specie  imponeva  ed  ha  altresì  rettamente  ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  il  ricorrente  -  anche  se 
minorenne - di beneficiare di un adeguato contesto sociale in Nigeria, 
dove in caso di rimpatrio, egli non sarebbe confrontato a delle difficoltà 
insormontabili.

Pagina 11

D-3405/2009

17.
Infine,  non risultano impedimenti  neppure dal  profilo della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il  ricorrente, 
usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento 
indispensabile al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque 
pure possibile.

18.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le ragioni indicate ai precedenti considerandi del presente giudizio. 
Per  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata.

19.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

20.
Ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso 
dell'esenzione  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA).

21.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 12

D-3405/2009

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione:

Pagina 13