# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d0b8497f-bc9e-5686-91a9-447c19cb258f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-02-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 15.02.2023 80.2022.257
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2022-257_2023-02-15.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2022.257

  80.2022.258

  	
  Lugano

  15 febbraio 2023   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi – Gianola, vicecancelliera 

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 3 novembre 2022 contro la decisione del 12 ottobre 2022 in materia di IC/IFD
  2020.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   __________ (__________)
è un calciatore professionista, attualmente impegnato con il __________,
squadra che ha raggiunto ad ottobre 2020, notificando il suo arrivo in Ticino
da __________ (NE) il 6.11.2020 (cfr. www.movpop.ti.ch, sito
consultato il 2.2.2023).

 

 

                                  B.   Non avendo presentato
la dichiarazione fiscale 2020, il contribuente era stato richiamato, poi diffidato
ed in seguito, il 13.7.2021, gli è stata inflitta una multa di fr. 100.- per
violazione degli obblighi procedurali (trasmessa tramite invio APlus) ed è
stata rinnovata la diffida a presentare, nel termine di 20 giorni la
dichiarazione fiscale, con l’avvertenza che, decorso infruttuoso tale termine,
si sarebbe potuto procedere con la tassazione d’ufficio ai sensi degli art. 204
LT e 130 LIFD.

 

 

                                  C.   L’Ufficio di
tassazione di Lugano (di seguito UT), con decisione di tassazione d’ufficio del
29.9.2021 , trasmessa al rappresentante del contribuente “__________”,
stabiliva un reddito imponibile del contribuente di fr. 192'300.- (medesimo
importo determinante per l’aliquota) ed una sostanza di fr. 200'000.- (medesimo
importo determinante per l’aliquota). Per l’IFD il reddito veniva commisurato
in fr. 193'400.-.

                                         A motivazione della
decisione si poteva leggere:

 

                                         “Richiamata la diffida, ritenuto che alla richiesta
in essa contenuta non è stato dato seguito, si procede con la tassazione
d’ufficio. La tassazione d’ufficio è stata eseguita in applicazione degli art.
204 cpv. 2 della LT e 130 cpv. 2 della LIFD. Il contribuente può impugnare la
tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente
inesatta. Il reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova.
Ciò significa che al reclamo dev’essere allegata la dichiarazione d’imposta
debitamente compilata e corredata da tutti i certificati, attestazioni,
documenti ecc. Si rende attenti che un eventuale reclamo con modalità e
contenuti che non soddisfano i requisiti di legge verrà dichiarato
irricevibile. Di conseguenza la tassazione d’ufficio diventerà definitiva”.

 

           

                                  D.   a.

                                         Con reclamo 28/29.10.2021 __________,
rappresentato dall’avvocato __________, contestava la decisione di tassazione
d’ufficio relativa al periodo fiscale 2020, allegando la relativa dichiarazione
fiscale. Siccome il gravame presentato era redatto in lingua francese, veniva
attribuito un termine scadente l’8.11.2021 per conformarsi ai requisiti formali.

 

                                         b.

                                         Con tempestivo scritto
8/9.11.2021 il contribuente presentava le sue censure in italiano. In
particolare, la tassazione d’ufficio veniva impugnata siccome le cifre
stabilite da parte dell’autorità di tassazione erano a suo dire fantasiose ed
incomprensibili. Si chiedeva pertanto, nel determinare gli elementi imponibili,
di voler far riferimento alla dichiarazione d’imposta ed ai documenti
giustificativi allegati.

 

 

                                  E.   Con scritto 6.7.2022
– inviato tramite APlus – l’UT, dopo aver ricordato gli estremi per impugnare
una tassazione operata d’ufficio, si rivolgeva al contribuente chiedendo la
trasmissione della seguente documentazione:

·        
Copia della decisione di
tassazione 2019 emessa dal Cantone di domicilio;

·        
I certificati di salario relativi
al periodo fiscale 2020, rilasciati da tutti i datori di lavoro del
contribuente;

·        
Le attestazioni relative
all’indennità di perdita di guadagno (disoccupazione) percepita durante il
periodo 2020;

·        
La convenzione di mantenimento
stipulata alla nascita del figlio __________;

·        
Documentazione bancaria o postale
a comprova del contributo alimentare versato alla signora __________, in favore
del figlio __________;

·        
Contratto di locazione per le
abitazioni occupate nel 2020.

                                      

                                         Gli atti in questione
avrebbero dovuto essere trasmessi entro il 25.7.2022 (termine per il quale è
stata richiesta una proroga).

 

                                      

                                  F.   a.

                                         Con decisione di
tassazione dopo reclamo IC/IFD 2020 del 31.8.2022, l’autorità fiscale
dichiarava irricevibile il gravame del contribuente, siccome non era stato dato
seguito alla richiesta di documentazione del 6.7.2022 entro il termine
prestabilito e non era pertanto stata comprovata la manifesta inesattezza della
decisione di tassazione d’ufficio.

 

                                         b.                                                                             

                                         A seguito della ricezione
della decisione su reclamo, l’avv. __________ contattava l’UT di Lugano
indicando di aver tempestivamente domandato una proroga per la presentazione
dei documenti richiesti con scritto 6.7.2022 ed inviava copia dello scritto con
il giustificativo dell’invio APlus.

 

                                         c.

                                         Con scritto
1.9.2022, l’avv. __________ inviava all’UT la seguente documentazione:

                                              

1)   
I documenti relativi alla
tassazione 2019;

2)   
Certificato di salario del __________
(12.10.20 – 31.12.20);

3)   
Le buste paga di luglio e
settembre 2020 con gli estratti conto bancari. Il mio cliente non ha il
certificato di stipendio del __________. Il signor __________ fa riferimento
agli importi annunciati nella dichiarazione dei redditi che ha allegato alla
richiesta che vi ha inviato e rimane a vostra disposizione per qualsiasi
informazione aggiuntiva;

4)    Il certificato di disoccupazione secondo le vostre
richieste;

5)   
Gli accordi per __________. Il
contributo di mantenimento è stato fissato di comune accordo tra i genitori a
2’000 franchi svizzeri. (…) il signor __________ ha allegato un certificato
firmato dalla madre del bambino che attesta quanto sopra. Si allegano i
pagamenti effettuati tramite bonifico bancario, fermo restando che il saldo è
stato effettuato a mano, come confermato dalla madre del bambino sul documento
presentato, che troverete nuovamente in allegato.

                                         Nella risposta si
precisava che il contribuente, quando giocava per il __________, non aveva un
contratto di locazione, poiché l’appartamento gli veniva messo a disposizione
dal club: la pigione era di fr. 3'800.-, fr. 2'000.- erano presi a carico
direttamente dalla società sportiva. A __________, l’affitto per l’appartamento
veniva detratto direttamente dalla busta paga del __________. S’indicava
inoltre che, la busta paga presentata a titolo esemplificativo si riferiva al
2022, ma valeva anche per il 2020.

 

 

                                  G.   Con decisione di
tassazione IC/IFD 2020 dopo rettificazione su reclamo del 12.10.2022, il
reclamo veniva dichiarato irricevibile con la seguente motivazione:

 

                                         “(…). Avverso le decisioni di tassazione imposta
cantonale e imposta federale diretta 2020, allestite d’ufficio in seguito alla
mancata presentazione della dichiarazione d’imposta, è stato presentato reclamo
in data 28 ottobre 2021. Siccome il reclamo non era redatto in lingua italiana,
è stato concesso un termine fino all’8 novembre 2021 per tradurre il gravame,
termine rispettato. Allegata al reclamo vi era la dichiarazione d’imposta 2020,
compilata e firmata. Un reclamo contro una tassazione allestita d’ufficio è
subordinato alle condizioni restrittive enunciate dagli art. 206 cpv. 3 Legge
tributaria, rispettivamente 132 cpv. 3 Legge federale sull’imposta federale
diretta. La prova della manifesta inesattezza della tassazione d’ufficio
dev’essere completa e non può limitarsi a singole posizioni; il contribuente
deve cioè riprendere la collaborazione trascurata ed in particolar modo
inoltrare la dichiarazione fiscale precedentemente non presentata.
Dall’accertamento esperito è emerso che quest’ultima risultava lacunosa dal
punto di vista dei giustificativi; veniva dunque inviata una nuova missiva al
rappresentante del contribuente, recante termine 25 luglio 2022, per porre
rimedio. In calce alla stessa si avvertiva il rappresentante che, in caso
d’inosservanza del termine, il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.
In seguito alla ricezione della decisione dopo reclamo datata 31 agosto 2022,
il rappresentante del contribuente prendeva contatto con l’autorità fiscale per
segnalare che, con invio raccomandato, aveva proceduto a richiedere una
proroga; essendo tale richiesta mai pervenuta per motivi non imputabili né al
reclamante, né all’ufficio di tassazione, benché il rappresentante non avesse
(per ovvi motivi) ricevuto nessuna conferma della proroga richiesta, allo
stesso veniva concesso ulteriore tempo per presentare quanto richiesto in data
6 luglio 2022. Considerato che la documentazione giunta in seguito non è
ritenuta sufficiente a comprovare la manifesta inesattezza della tassazione
allestita d’ufficio (il certificato di salario emesso dall’FC __________ non è
stato presentato, così come anche altri documenti richiesti relativi agli
alimenti versati in favore del figlio minorenne, nonché al calcolo
dell’imponibile del 2019, utile ad allestire il calcolo entrate/uscite),
l’irricevibilità del reclamo è confermata in questa sede. La presente rettifica
viene emessa unicamente per concedere al rappresentante del contribuente la
possibilità d’impugnativa, conto tenuto del problema postale/interno che ha
minato il buon decorso della procedura”.                                                                                 

 

                                  H.   Con ricorso
3/4.11.2022, __________ impugna la decisione di tassazione su reclamo IC/IFD
2020. Il contribuente spiega di essere giunto in Ticino a fine 2020 e di essere
un calciatore professionista, lavoro che occupa tutto il suo tempo. Indica di
non essere riuscito a gestire in modo soddisfacente tutte le faccende
amministrative che lo riguardavano dal suo arrivo a __________, motivo per il
quale era poi stato tassato d’ufficio. Specifica tuttavia di essersi aggravato
tempestivamente contro la decisione di tassazione d’ufficio, tramite l’avv. __________
e di aver anche presentato in seguito la dichiarazione fiscale, debitamente
compilata e corredata dai documenti giustificativi. Il ricorrente spiega di
aver prodotto tutti i documenti necessari atti a comprovare la sua situazione
fiscale: l’unico documento mancante sarebbe il certificato di salario del __________
che tuttavia “(…) è andato perso quando mi sono trasferito”.
L’insorgente rileva cionondimeno di aver presentato ogni sorta di documento per
stabilire il suo reddito con il datore di lavoro in questione.

                                         Specifica di aver prodotto
tutti i documenti a sostegno delle deduzioni richieste: in particolare gli
alimenti versati per il figlio __________, le spese professionali, i costi di
cassa malati nonché la franchigia relativa alle spese mediche sostenute. Nonostante
i giustificativi in questione, l’UT non avrebbe considerato – arbitrariamente –
le deduzioni giustificate e richieste.

                                         Per quanto concerne il
reddito, nello scritto 1°.9.2022, il contribuente aveva presentato la prova del
reddito percepito dal __________ (__________) nonché il certificato di salario
del __________ per il periodo dal 12.10.2020 al 31.12.2010. Il contribuente
sottolinea che, causa Covid, gli sarebbe stato corrisposto uno stipendio molto
basso e che, solo a partire dal 2021 avrebbe ricevuto uno stipendio più alto
dal __________.

                                         Secondo il ricorrente, il
reddito determinato dall’autorità fiscale si baserebbe “sul nulla” e non è
chiaro come l’UT sia riuscito a determinare tale importo. __________ indica che
l’autorità fiscale non lo avrebbe informato del fatto che in mancanza dei
documenti, il reclamo avrebbe dovuto essere dichiarato irricevibile. Inoltre –
come minimo – l’UT avrebbe dovuto indicare con precisione i documenti che
riteneva necessari per consentirgli di “effettuare le ricerche necessarie”.

 

 

                                    I.   Con osservazioni
9/10.11.2022 l’UT chiede la conferma della decisione impugnata. In particolare
l’autorità rileva di aver comunicato al contribuente che il reclamo contro una
tassazione d’ufficio può essere ammesso unicamente se è comprovata la manifesta
inesattezza della decisione. Il contribuente non ha mai fornito il certificato
di salario relativo ai redditi conseguiti presso l’__________, società presso
la quale era possibile richiedere copia del certificato di salario per l’anno
2020.

                                         In relazione alla
quantificazione del reddito del lavoro, il fisco ticinese indica che la
valutazione fatta è in linea con quanto il contribuente aveva percepito a __________,
ovvero un salario mensile netto pari a fr. 20'576.-. Secondo l’autorità fiscale
“(…) i dati presenti nella lista dei redditi fornita dal contribuente non
risultano attendibili, ad esempio il salario per il mese di settembre è
dichiarato in Fr. 17'000. In tale elenco risulta un reddito globale netto di
Fr. 102'901, ma in base ai documenti forniti riteniamo più corretto valutare un
reddito netto attorno ai Fr. 145'000 considerando anche i contributi in natura”.
In definitiva, vista la mancata trasmissione di tutti i documenti, l’incertezza
dei dati e l’esigenza formale di dimostrare la manifesta inesattezza della
decisione d’ufficio impugnata, il fisco indica che non sarebbe potuto giungere
a conclusioni differenti.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto
esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,
sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una
persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione,
che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

                                         1.2.

Nel caso in esame, le decisioni impugnate hanno dichiarato irricevibile
il reclamo, difettandone i requisiti di legge. Di conseguenza, questa Camera si
limiterà a verificare se sia legittima la decisione con cui l’autorità fiscale
ha dichiarato irricevibile il reclamo interposto dai contribuenti contro la tassazione
d’ufficio, mentre le è precluso l’esame del merito della tassazione.

 

                                   2.   2.1.

                                         Secondo
l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 130 cpv. 2 LIFD, l’autorità di
tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base ad una valutazione
coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi
obblighi procedurali oppure se gli elementi imponibili non possono essere
accertati esattamente per mancanza di documenti attendibili. Può tener conto di
coefficienti sperimentali, dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita
del contribuente. La tassazione d’ufficio può essere impugnata soltanto con il
motivo che essa è manifestamente inesatta. Il reclamo deve essere motivato ed
indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT), per cui vi è
un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare la
correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la
stessa è manifestamente inesatta (cfr. ad esempio sentenza del TF 2C_435/2017
del 18 febbraio 2019, consid. 2.1.).

 

                                         2.2.

                                         Contro
la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto
all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206
cpv. 1 LT). Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata
d’ufficio soltanto con il motivo che essa è “manifestamente inesatta”. Il
reclamo dev’essere motivato e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv.
3 LT).

                                         Le
norme appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della
“manifesta inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiede espressamente che
il reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. Tali requisiti del
reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassazione
per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in mancanza dei
quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (cfr. sentenza del TF n.
2C_404/2019 del 29 gennaio 2020, consid. 2.3. con riferimenti
giurisprudenziali).

 

                                         2.3.

                                         Secondo
la giurisprudenza del Tribunale federale, la prova della manifesta inesattezza
può essere portata in due modi:

·        
in primo luogo, il contribuente
può produrre i mezzi di prova necessari a sovvertire l’incertezza in merito
alla situazione effettiva, consentendo in tal modo il corretto accertamento
degli elementi imponibili. In questo caso, la tassazione d’ufficio contestata
viene rimpiazzata da una tassazione ordinaria. A tal fine, si richiede tuttavia
l’adempimento corretto degli obblighi procedurali precedentemente trascurati ed
una completa esposizione dei fatti con il reclamo. Se ciò non si verifica, non
si può rimediarvi nel seguito della procedura né mediante un’audizione
personale del contribuente. D’altronde, la prova dell’inesattezza deve essere
completa e non può limitarsi a singole posizioni della tassazione d’ufficio;

·        
in secondo luogo, il contribuente
può anche provare che la tassazione impugnata è palesemente eccessiva (cfr.
sentenza del TF n. 2C_6/2011 del 16 maggio 2011, consid. 3.1 e giurisprudenza
citata e n. 2C_259/2021 del 30 novembre 2021, consid. 5.1.2.).

 

 

3.   3.1.

Nel caso in esame, il ricorrente è stato assoggettato ad una tassazione
d’ufficio per il periodo fiscale 2020, poiché non aveva inoltrato la
dichiarazione d’imposta per l’anno controverso e ciò nonostante il richiamo, la
diffida e la multa a lui inflitta per violazione degli obblighi procedurali.

Con il reclamo, il contribuente – patrocinato da un avvocato - ha
contestato la tassazione d’ufficio operata dall’UT producendo la dichiarazione
fiscale da lui compilata, che attestava un reddito imponibile complessivo pari
a fr. 22'361.- ed una sostanza di fr. 0-. Per quanto concerne i documenti
giustificativi, in merito al reddito percepito dalle squadre sportive presso le
quali è stato attivo nel 2020, ha presentato un “ricapitolativo” delle sue
entrate: corredato, per quanto attiene al FC __________ dal certificato di
salario, documento questo mancante per quanto attiene al precedente impiego
presso il FC __________. In merito alle deduzioni, faceva in particolar modo
valere un’attestazione di corresponsione degli alimenti per il figlio__________
(fr. 24'000.-) sottoscritta dalla madre __________. Produceva anche l’attestato
della cassa malati __________, nonché l’attestato della __________ inerenti i
premi versati alla previdenza vincolata.

 

3.2.

3.2.1.

Posto come la documentazione presentata non era esaustiva, l’autorità
fiscale, con scritto 6.7.2022, si rivolgeva nuovamente al contribuente
chiedendo di voler trasmettere tutta una serie di atti, necessari per definire
i suoi elementi imponibili ed in particolare i certificati di salario di tutti
i datori di lavoro presso il quale era stato impiegato durante il 2020, le
attestazioni relative all’indennità di perdita di guadagno (disoccupazione)
percepite nel 2020 come anche la documentazione bancaria o postale a comprova
del contributo alimentare versato a __________.

 

3.2.2.

__________, sempre per il tramite dell’avv__________, produceva
le bollette di pagamento relative all’IFD e all’IC 2019 trasmesse dal Canton __________
(di rispettivamente fr. 3'032.- e fr. 19'179.10), il certificato di salario del
__________, due buste paga dei mesi di luglio e settembre 2020 del FC __________
(__________), di rispettivamente fr. 17'215.15 e fr. 17'475.80. Presentava
inoltre gli atti relativi alle prestazioni percepite dalla Cassa di
disoccupazione. Per quanto concerneva gli alimenti allegava dei “print-screen”
relativi a 9 bonifici effettuati a favore di __________ dell’importo di fr.
1'250.- l’uno: tuttavia non veniva indicato il conto sul quale era operato
l’addebito, né chi era l’avente diritto di tale conto. Il contribuente,
indicava di aver dato il restante importo tramite pagamento a contanti.

 

3.3.

                                         Come
già ricordato, una tassazione d’ufficio può essere impugnata solo in caso di
manifesta inesattezza. La prova dell’inesattezza, che compete al contribuente,
deve essere completa. Il reclamo deve essere presentato in modo tale da
consentire all’autorità fiscale di riconoscere senz’altro, in base alla
motivazione e ai mezzi di prova, se la tassazione d’ufficio è manifestamente
inesatta (cfr. per esempio sentenza del TF n. 2C_30/2017 del 10 maggio 2017,
consid. 2.2.2 e giurisprudenza citata).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, in caso di
reclamo contro una tassazione d’ufficio, l’obbligo dell’autorità fiscale di procedere
a indagini rinasce solo se l’incertezza sui fatti, da cui è scaturita la tassazione
d’ufficio, è stata superata per effetto dell’intervento del contribuente (cfr.
ad esempio sentenza del TF n. 2C_259/2021 del 30 novembre 2021, consid. 5.1.2.).

 

3.4.

                                         3.4.1.

                                         Nel
caso in discussione, il contribuente ha prodotto la dichiarazione di tassazione
2020 compilata: tuttavia alla stessa non erano allegati tutti i giustificativi
necessari per poter stabilire con certezza tutti i suoi elementi imponibili ed
in particolare i suoi redditi da lavoro dipendente. Non ha infatti prodotto, né
con la risposta alla dichiarazione, fiscale né con la seguente richiesta di
documentazione il certificato di salario relativo all’impiego presso il __________
(__________). In tal modo, l’autorità di tassazione ticinese non è stata messa
in condizione di conoscere lo stipendio dell’insorgente, che comprendeva anche
redditi in natura (appartamento e altri vantaggi)

 

                                         3.4.2.

                                         Ora,
giusta l’art. 124 cpv. 2 LIFD (di ugual tenore l’art. 198 cpv. 2 LT) il
contribuente deve compilare il modulo in modo completo e veritiero, firmarlo
personalmente e inviarlo, con gli allegati prescritti, all’autorità competente
entro il termine stabilito.

                                         Le
persone fisiche devono allegare alla dichiarazione d’imposta, in particolare: i
certificati di salario concernenti tutti i proventi da attività lucrativa
dipendente (art. 125 cpv. 1 lit. a LIFD; di analogo tenore l’art. 199 cpv. 1
lit. a LT). Ora il certificato di salario dev’essere compilato conformemente
alla realtà da parte del datore di lavoro e rilasciato al contribuente. Il
contribuente – che non ha ricevuto il certificato di salario – è obbligato a
richiederne una copia al datore di lavoro. Nel caso in cui il contribuente non
riesca ad ottenere tale documento dal datore di lavoro, deve informare le
autorità fiscali, le quali possono poi richiederlo direttamente al datore di
lavoro (Zweifel/Hunziker,
Kommentar DBG [a cura di Zweifel/Beusch], 3a. ed., Basilea 2017, n. 12 ad art.
125 DBG; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a. ed., Basilea 2016, n. 9 ad art. 125 LIFD). Il qui
contribuente, peraltro prima rappresentato da un avvocato, in relazione al
certificato di salario, ha indicato di averlo smarrito in occasione del
trasloco. Non si comprende per quale ragione, avendolo perso, __________, non
l’abbia prontamente richiesto alla sua datrice di lavoro. 

                                         

                                         3.4.3.

                                         Come visto, la prova della
manifesta inesattezza può essere apportata – in sede di reclamo – adempiendo in
maniera corretta agli obblighi procedurali precedentemente trascurati e con una
completa esposizione dei fatti. Ora ciò non era il caso: come visto, mancavano
documenti indispensabili per la determinazione degli elementi imponibili (v. il
certificato di salario). Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale, tuttavia, se il contribuente interpone
un reclamo che non adempie i requisiti previsti dalla legge per impugnare una
tassazione per apprezzamento, l’autorità fiscale lo dichiara irricevibile senza
attribuire al reclamante un termine di grazia per rimediarvi (Fenners/Looser, Besonderheiten bei der
Anfechtung der Ermessensveranlagung, in AJP 2013 p. 33, in particolare p. 42 e
giurisprudenza citata; Filippini/Balestra
Gamboni, La tassazione d’ufficio, in RtiD I-2018 p. 638; cfr. anche le
sentenze CDT n. 80.2019.71/72 del 4 novembre 20219; CDT n. 80.2013.230 del 30
ottobre 2013 consid. 2.4 e CDT n. 80.2016.123/124 del 17 ottobre 2016 consid.
1.6). In una simile situazione l’autorità fiscale, avrebbe anche potuto
dichiarare immediatamente irricevibile il reclamo senza procedere con
un’ulteriore richiesta di documentazione (cosa che è invece stata fatta in
casu proprio per “andare incontro” a __________). In tal senso cade nel
vuoto la censura del ricorrente laddove critica l’operato dell’autorità fiscale
per non avergli indicato con precisione i documenti che riteneva necessari per
consentirgli di effettuare le ricerche necessarie. È infatti la legge stessa che
indica che per il lavoro dipendente è necessaria la presentazione del
certificato di salario.

                                         Pertanto,
l’autorità di tassazione ha legittimamente mantenuto la tassazione d’ufficio,
non essendo adempiuti i presupposti per sostituirla con una tassazione ordinaria.

                                          

                                         3.5.

                                         La
decisione impugnata del 12.10.2022, con cui l’UT ha dichiarato irricevibile il
reclamo del contribuente, si rivela pertanto legittima.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Stabilito che
l’autorità fiscale non poteva sostituire la tassazione d’ufficio con una
ordinaria, a causa dell’inosservanza degli obblighi procedurali da parte di __________,
resta ancora da verificare se la tassazione contestata non sia palesemente
eccessiva. 

 

                                         4.2.

                                         A questo proposito, il
Tribunale federale ha stabilito che possono essere censurati solo gravi errori
di valutazione. Una tassazione per apprezzamento è manifestamente inesatta se
ha trascurato o valutato in modo erroneo un aspetto essenziale o se l’autorità
fiscale è incorsa in errori palesi (cfr. sentenza del TF n. 2C_96/2019 del 19
settembre 2019, consid. 5.2.2. e giurisprudenza citata;
inoltre Zweifel/Casanova/Beusch/Hunziker,
Schweizerisches Steuerverfahrensrecht ‑ Direkte Steuern, 2a
ediz., Zurigo 2018, § 20, n. 29; Fenners/Looser,
Besonderheiten bei der Anfechtung der Ermessensveranlagung, AJP 2013 p. 33 ss.,
p. 38). Una tassazione d’ufficio non è manifestamente inesatta solo
quando la valutazione su cui si fonda è oggettivamente insostenibile o si basa
su elementi, metodi o strumenti di stima inadeguati, ma anche se si scosta a
tal punto dalla effettiva capacità contributiva e dalle altre circostanze da
essere manifestamente motivata da considerazioni penali o fiscali (cfr.
sentenza del TF n. 9C_329/2019 del 17 ottobre 2019, consid. 4.1 con riferimenti
alla sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017).

 

                                         4.3.

                                         Anche quando intraprende
una tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale deve tener conto di tutti i fatti
conosciuti al momento della tassazione e, come nell’ambito di una tassazione
ordinaria, deve prendere in considerazione d’ufficio tutti i documenti di cui
dispone (cfr. sentenza del TF n. 2C_679/2016 dell’11 luglio 2017 consid. 4.2.2
e giurisprudenza citata). Nella misura del possibile, l’autorità fiscale deve
tener conto degli elementi conosciuti di ogni singolo contribuente, in
particolare quelli forniti da terzi secondo gli obblighi di collaborazione
previsti dagli articoli 127 ss LIFD e articoli 201 ss LT. L’autorità può, se
del caso, procedere ad atti istruttori addizionali per poter stabilire gli
elementi necessari alla tassazione, che non sono contenuti nell’incarto
fiscale, come ad esempio richiedere un certificato di salario giusta l’art. 127
cpv. 2 LIFD. Non si può tuttavia esigere che l’autorità fiscale proceda ad
inchieste troppo dettagliate, in particolar modo quando non dispone di elementi
probatori (RDAF 2000 II 41). Il ricorso al calcolo del dispendio o
all’evoluzione della situazione patrimoniale, come pure al tenore di vita sono
ammissibili (Althaus-Houriet, in:
Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ediz.,
Basilea 2017, n. 23 ad art. 130 LIFD).

 

                                         4.4.

                                         Non da ultimo, l’autorità
fiscale deve procedere ad una stima coscienziosa, senza peraltro essere
obbligata, nelle valutazioni imposte dalla condotta del contribuente, a
scegliere, in caso di dubbio, la soluzione più favorevole a quest’ultimo: si
deve impedire che il contribuente che si è preoccupato di presentare gli
elementi della tassazione in modo tale che possano essere sottoposti a verifica
debba pagare più imposte di quello che rende impossibile una simile verifica
per motivi che sono a lui imputabili. Non si deve poter trarre vantaggio dalla
violazione degli obblighi procedurali (cfr. ad esempio sentenza del TF n.
2C_679/2016 dell’11 luglio 2017, consid. 4.2.3. con riferimenti
giurisprudenziali).

 

                                         4.5.

                                         Ritornando al caso che qui
ci occupa, dalla disamina della tassazione d’ufficio si rileva, che il reddito
da attività dipendente del contribuente è stato stabilito in fr. 200'000.-:
sono state riconosciute, quali deduzioni, il forfait delle spese professionali
del contribuente (fr. 2'500.-) nonché fr. 5'200.- di oneri assicurativi e
interessi di capitali a risparmio. Ora, il reddito, corrisponde ad un salario
netto di fr. 16'666.65 (per dodici mensilità): volendo comparare tale importo
con quanto figura nelle uniche buste paga del __________ messe a disposizione
del contribuente, di oltre fr. 17'000.-, lo stipendio stimato per apprezzamento
non sembra manifestamente eccessivo. Pare inoltre difficile ipotizzare che un
giocatore lasci il suo club sportivo d’origine per percepire poi – unicamente –
fr. 500.- mensili rispetto agli oltre 17'000.- ricevuti in precedenza: nessuna
spiegazione è stata fornita in merito dal contribuente, come non sono stati
prodotti documenti atti ad attestare la situazione finanziaria completa di __________
(v. per esempio il nuovo contratto di lavoro). Anche per quanto riguarda gli
alimenti versati, a prescindere dal fatto che l’UT, nella prima decisione
d’ufficio non poteva certamente sapere che il contribuente avesse a carico un
figlio minorenne, tuttavia anche la documentazione – incompleta - in seguito
fornita dall’insorgente lascia dubbi circa l’importo effettivamente corrisposto
a __________. Così stando le cose, la valutazione operata dall’UT non si palesa
manifestamente eccessiva.

 

 

                                   5.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,
soccombente.

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    700.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    800.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il prese              Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: