# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a09a5cb7-0a4f-5f6c-8f9f-149a6cd61552
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-04-15
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 15.04.2021 15.2021.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-13_2021-04-15.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.13

  	
  Lugano

  15 aprile 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a
giudice unico (art. 48b LOG) sul ricorso 3 febbraio 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1 

  (patrocinato dall’ PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione
di Mendrisio nell’esecuzione
dei sequestri
n. __________, __________ e __________
promossi nei confronti del ricorrente da

 

	
   

  	
  Confederazione Svizzera, Berna

  Stato del Canton Ticino, Bellinzona

  Comune di __________, __________

  (rappresentati dall’RA 1, )

   

  

ritenuto

 

in fatto:                   A.   Sulla
scorta di tre decreti di sequestro del 22 dicembre 2020, fondati su altrettante
richieste di garanzia di stessa data, emessi nei confronti di RI 1 dalla
Confederazione Svizzera (a garanzia dell’imposta federale diretta dal 2015 al
2020 di complessivi fr. 320'000.– più interessi del 3% dal 1° gennaio 2021,
oltre alle spese), dallo Stato del Canton Ticino (a garanzia dell’imposta
cantonale per gli stessi anni di complessivi fr. 700'000.– più interessi
del 2.5% dal 1° gennaio 2021, oltre alle spese) e dal Comune di __________ (a
garanzia dell’imposta comunale per gli stessi anni di complessivi fr. 600'000.–,
più interessi del 2.5% dal 1° gennaio 2021,
oltre alle spese), l’indomani l’Ufficio d’esecuzione di Mendri­sio (UE) ha
eseguito i sequestri (n. __________, __________ e __________)
segnatamente dei crediti vantati da RI 1 nei confronti della PI 6, con sede in I-A__________, e della PI 7, con se­de in I-B__________, relativi ai conti n. “__________” e “__________”.
Alle banche in questione l’organo esecutivo ha pure trasmesso la notifica dei
sequestri giusta l’art. 99 LEF mediante posta raccomandata con ricevuta di
ritorno.

 

                                  B.   Con
ricorso del 3 febbraio 2021 RI 1 si aggrava contro
i predetti provvedimenti, chiedendo, previo conferimento dell’ef­­fetto
sospensivo, che sia accertata la nullità dell’esecuzione dei sequestri dei suoi
crediti verso l’PI 6 e la PI 7 così come la nullità dei decreti di sequestro,
limitatamente a tali crediti e a un terzo oggetto dei medesimi decreti, diretto
contro la banca PI 8, con sede in I-R__________, relativo al conto n. “__________”.

 

                                  C.   Mediante
ordinanza del 9 febbraio 2021 il presidente di questa Camera ha respinto la
domanda di concessione dell’effetto sospensivo.

 

                                  D.   Tramite osservazioni del 19 febbraio 2021 la
Confederazione Sviz­zera, lo Stato del Canton Ticino e il Comune di __________
postulano sostanzialmente la reiezione del gravame, come pure l’Ufficio nel­le
sue del 3 marzo 2021.

 

                                  E.   Il
9 marzo 2021 RI 1 ha presentato una replica spontanea con cui in sostanza si
oppone alle osservazioni delle controparti, riproponendo le conclusioni
ricorsuali. Visto il prevedibile esito del ricorso, tale atto non è stato
intimato alle altre parti interessate.

 

 

Considerato

 

in diritto:                 1.   Il ricorrente fa valere di essere venuto a conoscenza dei sequestri dei
noti crediti rispettivamente il 27 gennaio e il 3 febbraio 2021, allorquando ne
ha ricevuto notizia per e-mail dapprima dall’PI 1 (doc. C) e poi dalla PI 7
(doc. E). Nelle proprie osservazioni del 5 febbraio 2020 in merito alla domanda
di concessione dell’effetto sospensivo, l’UE ha messo in dubbio tale
affermazione, sostenendo che sembra alquanto difficile che l’insor­gente non
fosse a conoscenza dell’operato dell’Ufficio già il 24 dicembre 2020, ovvero quando
– a dire dell’organo esecutivo – egli, in veste di presidente della PI 9 e dell’PI
10, nonché presidente e direttore della PI 11, aveva ricevuto comunicazione del
sequestro del suo reddito percepito da quelle società. Sennonché, in mancanza
di qualsivoglia prova presente agli atti, quanto sostenuto dall’UE rimane una
mera allusione, motivo per cui bisogna attenersi alle dichiarazioni del
ricorrente. Interposto all’autorità di vigilanza cantonale – nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’ap­pello (art. 3 della Legge cantonale sulla procedura di ricorso in
materia di esecuzione e fallimento [LPR, RL 280.200]) – entro dieci
giorni da quando l’insorgente è venuto a conoscenza dell’e­secuzione dei
sequestri, il ricorso è dunque in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).

 

                                   2.   Il
ricorrente è del parere che l’UE non poteva procedere al sequestro dei suoi
crediti nei confronti delle banche italiane per incompetenza territoriale,
siccome egli li ritiene situati all’estero. Dal momento che l’Ufficio vi ha
proceduto ugualmente, a mente di RI 1 l’esecuzione dei sequestri è nulla. Per le
medesime ragioni, egli reputa che anche i decreti di sequestro debbano essere
considerati nulli limitatamente ai predetti crediti, nonché a un’ulteriore
pretesa, oggetto degli stessi decreti, nei confronti della banca PI 8, ciò che
– a sua detta – questa Camera può constatare in base all’art. 22 LEF.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, i crediti non incorporati in una cartavalore sono di
principio sequestrati al domicilio del suo titolare, se è situato
in Svizzera (DTF 140 III 514 consid. 3.2; 137 III 627
consid. 3.1; 128 III 473 consid. 3.1). Ora, nel caso in
rassegna, RI 1 è domiciliato a __________ dal 1° gennaio 2015 (v. la banca
dati sui movimenti della popolazione [MovPop]), sicché è data la
competenza territoriale sia delle autorità che hanno decretato i sequestri sia
dell’UE che li ha eseguiti. Il ricorso s’avvera pertanto manifestamente infondato
sotto questo profilo.

 

                                   3.   Nella
replica spontanea, il ricorrente sostiene altresì che le notifiche dei
sequestri alle banche italiane sono pure nulle e prive di qualsiasi effetto
vincolante e giuridico, siccome sono state trasmesse mediante semplice invio
postale, pur facendo riferimento a decreti di sequestro emanati a garanzia di
crediti per tributi pubblici. Anche per tale motivo, egli è dunque convinto che
l’esecu­zione dei noti sequestri è nulla.

 

                                3.1   La
notifica di provvedimenti esecutivi all’estero richiede di far capo all’assistenza
internazionale o, in quanto un trattato internazionale lo preveda oppure lo
Stato sul territorio del quale deve avvenire la notificazione lo ammetta, per
posta (art. 66 cpv. 3 LEF). La Convenzione dell’Aia del 15 novembre 1965
relativa alla notificazione e alla comunicazione all’estero degli atti
giudiziari e extragiudiziari in materia civile o commerciale (CLA65; RS
0.274.131) si applica anche agli avvisi e alle decisioni dell’ufficio d’esecuzione,
qualora vertano su debiti di diritto privato (sentenza della CEF 15.2017.17 del
14 marzo 2017 consid. 2.1 con rinvii). E l’Italia ha dichiarato di non opporsi
alla notifica in via postale sul suo territorio di atti giudiziari e
extragiudiziari emanati in materia civile o commerciale da altri Stati membri
che, come la Svizzera, vietano invece la via postale (sentenza della CEF
15.2009.144 del 1° febbraio 2010, RtiD 2011 I 741 n. 48c consid. 4 con
riferimenti). Qualora però i crediti a garanzia dei quali è stato decretato un
sequestro facciano riferimento a tributi pubblici, la CLA65 non trova
applicazione. Si rivela così impossibile, sulla scorta di quella Convenzione,
notifica­re a terzi debitori in Italia le notifiche di credito giusta l’art. 99
LEF (sentenza della CEF 15.2019.29 del 14 agosto 2019, RtiD 2020 I 715 n. 45c
consid. 3).

 

                                3.2   Nel
caso specifico, è vero che i crediti garantiti dai noti sequestri si
riferiscono a tributi pubblici, ovvero crediti di diritto pubblico, ragione per
cui l’Ufficio avrebbe dovuto rivolgere gli avvisi a RI 1 personalmente, con la
comminatoria delle sanzioni penali in caso di distrazione dei crediti
sequestrati (art. 169 CP), anziché alle banche italiane. Ciononostante, l’avviso
al terzo debitore del credito sequestrato, previsto dai combinati art. 275 e 99
LEF, costituisce una semplice misura di garanzia, che non incide sulla validità
del sequestro (DTF 109 III 13 consid. 2). Ne segue che l’esecuzione dei
sequestri ad opera dell’UE si rivela in ogni caso valida. Anche da questo punto
di vista il ricorso risulta pertanto privo di fondamento. Ad ogni modo, se non
l’ha già fatto, l’UE provvederà a notificare all’escusso personalmente l’avviso
di non disporre dei conti sequestrati con la comminatoria delle sanzioni penali
in caso di distrazione di beni sequestrati (art. 169 CP).

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –    ;

  –  , , .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.