# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 42b614e4-4ed2-5f70-89f5-6501bc58b5d7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-10-26
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile Il presidenta della Camera di protezione 26.10.2023 9.2023.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_007_9-2023-7_2023-10-26.html

## Full Text

Incarto n.

  9.2023.7

  9.2023.17

  	
  Lugano

  26 ottobre 2023 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di protezione del
  Tribunale d'appello

  
	
  Damiano
  Bozzini

  
	
  giudice
  unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 9 e 48b cpv. 1 lett. a n. 2 LOG

  
						

 

	
  assistito
  dalla

  vicecancelliera

  	
   

  Perucconi-Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa che oppone

 

	
   

  	
  RE
  1 

  RE
  2 

  RE
  3 

  RE
  4 

  

 

	
   

  	
  all’

  

 

	
   

  	
  Autorità
  regionale di protezione __________, 

  
	
   

  	
   

  

 

	
   

  	
  per
  quanto riguarda l’istituzione di una curatela e il conferimento di un mandato
  peritale;

  

 

 

 

giudicando
sui reclami dell’11 gennaio 2023 presentato da RE 1, RE 3 e RE 2 e 30 gennaio
2023 presentato da RE 1, RE 3, RE 2 e RE 4 contro le decisioni emesse il 19
dicembre 2022 dall'Autorità regionale di protezione __________;

 

letti ed esaminati gli atti,

 

ritenuto

 

 

in fatto

                                  A.   RE 1 (1932) vive con
il figlio RE 3 a __________. La loro situazione è stata segnalata il 21 luglio
2022 all’Autorità regionale di protezione __________ (di seguito: Autorità di
protezione) dall’operatrice sociale del Comune di __________, in relazione in
particolare ad una procedura di sfratto, conclusasi in quel periodo. Il servizio
sociale ha descritto un contesto problematico, sia dal punto di vista personale
che economico, informando che il Comune aveva messo a disposizione di RE 1 e RE
3 un appartamento, nell’emergenza e temporaneamente.

 

                                  B.   Dopo aver sentito gli
interessati il 26 settembre 2022 e aver chiarito la situazione debitoria, l’Autorità
di protezione ha svolto un’ulteriore udienza il 14 novembre 2022, alla presenza
anche della figlia RE 3.

                                         L’Autorità di prima
istanza ha quindi nuovamente citato RE 1 e RE 3 ad un incontro tenutosi il 19
dicembre 2022, al fine di illustrare l’esigenza di una misura di protezione, al
quale essi non hanno partecipato. A RE 3 è quindi stato assegnato un termine
fino al 13 gennaio 2023 per esprimersi. Durante l’udienza l’Autorità di
protezione ha quindi deciso in via cautelare l’istituzione di una curatela di
rappresentanza con gestione del reddito e del patrimonio, il blocco
dell’accesso ai conti bancari ad eccezione di un conto “per il cosiddetto
spillatico”, ed ha nominato il signor __________, persona conosciuta alle
parti, quale curatore. Nel merito, l’Autorità ha conferito un mandato al
Servizio psico-sociale di __________ per l’esecuzione di una perizia
psichiatrica “per determinare le misure di protezione eventualmente
necessarie, e se siano necessari limiti specifici, precisando l’eventuale
influenzabilità dell’interessata rispetto al figlio e la sua capacità di
giudizio in merito alla gestione finanziaria e alla sua situazione debitoria”.
La decisione è stata dichiarata immediatamente esecutiva.

 

                                  C.   Contro la decisione
cautelare sono insorti RE 1, RE 3 e sua nipote RE 2 con reclamo 11 gennaio
2023. Essi si oppongono all’istituzione di una curatela con la nomina di __________,
proponendo invece quale curatrice RE 4, figlia dell’interessata, che sarebbe
disposta ad assumere il mandato gratuitamente e in tempi più brevi.

 

                                  D.   __________ ha
presentato le osservazioni al reclamo il 20 gennaio 2023. Egli precisa di
essere stato proposto quale candidato curatore proprio da RE 3. Riferisce di
essersi già attivato per le “operazioni iniziali di curatela” e di aver
trovato collaborazione da parte sia di RE 1 che del figlio.

 

                                 E.   RE 1, RE 3 e RE 2
sono insorti anche contro la decisione di conferimento del mandato peritale,
con reclamo 30/31 gennaio 2023. Essi chiedono di attendere, per il suo
svolgimento, la decisione di questa Camera relativa alla procedura per
l’annullamento dell’istituzione della curatela. Con scritto 30 gennaio/2
febbraio 2023 anche la figlia RE 4 ha chiarito di ritenere opportuno attendere
l’esito della prima procedura, anziché procedere immediatamente con l’esecuzione
della perizia psichiatrica.

 

                                  F.   Con osservazioni 2
febbraio 2023 al reclamo 11 gennaio 2023 l’Autorità di protezione ha confermato
l’esigenza di una misura di protezione a favore di RE 1, ammettendo di dover
considerare “supercautelare” la decisione di istituzione della curatela,
“in difetto di un’intimazione ineccepibile” e in attesa di riconvocare
l’interessata. L’Autorità ha pure specificato che avrebbe verificato l’idoneità
della figlia RE 4 ad essere nominata curatrice.

 

                                  G.   Con osservazioni 9
febbraio 2023 al reclamo del 30 gennaio 2023, l’Autorità di protezione ne chiede
la reiezione nella misura in cui è ricevibile, ritenendo necessaria l’esecuzione
di una perizia per valutare l’esigenza di una misura di protezione, precisando
che i certificati medici prodotti non sarebbero sufficienti per determinarsi. Specificando
che il conferimento del mandato ha carattere incidentale, chiarisce che è impugnabile
esclusivamente ove arrechi all’interessata un danno non altrimenti riparabile,
ciò che l’Autorità di primo grado contesta.

 

                                  H.   Il 26 marzo 2023 RE 4
ha preso posizione alle osservazioni dell’Autorità di protezione, sostenendo di
essere in attesa di essere nominata curatrice della madre e di ritenere che la
perizia psichiatrica ordinata potrebbe arrecarle un danno, mentre le
informazioni mediche potrebbero essere assunte anche presso il suo medico
curante, per garantirle maggior serenità.

 

                                    I.   Con replica 30
marzo 2023 RE 1 e RE 3 hanno ribadito di ritenere necessario garantire serenità
all’anziana interessata e di considerare i provvedimenti emanati contrari al
suo bene.

 

                                   J.   Il 27 aprile 2023
l’Autorità di protezione ha indicato di aver esaminato le allegazioni di tutte
le parti e di ritenere preoccupanti le prese di posizione discordanti dei figli
di RE 1. Secondo l’Autorità di prime cure essa necessita di un sostegno e
pertanto di una verifica delle sue condizioni al fine di valutare quale sia la
misura di protezione più adeguata, visti i certificati prodotti, insufficienti.
Per quanto riguarda la perizia chiede quindi la reiezione del reclamo nella
misura in cui è ricevibile, considerando che la sua esecuzione non porterebbe
pregiudizio all’interessata. Precisa infine che la curatela è stata istituita
in via supercautelare e che sarà emanata quindi una nuova decisione, dopo aver
sentito RE 1.

                                  K.   Un’udienza è avvenuta
presso l’Autorità di protezione l’8 maggio 2023, alla presenza di RE 1 e della
figlia RE 4, accompagnata da un avvocato. Quest’ultima ha confermato la sua
disponibilità ad assumere il mandato di curatrice. In particolare in relazione
con l’adeguatezza della nomina, paragonata alla scelta di una persona estranea
alla famiglia, RE 4 ha precisato il suo accordo ad assumere la misura con il
compito di consegnare regolarmente i rendiconti finanziari annuali. Nel
frattempo __________ ha rassegnato le dimissioni e di conseguenza l’Autorità di
protezione ha deciso seduta stante la conferma della misura di protezione in
via cautelare, la revoca del mandato al curatore e la nomina di RE 4 a far
tempo dal 15 maggio 2023. La decisione è stata dichiarata immediatamente
esecutiva. L’Autorità di prima istanza ha inoltre confermato l’esigenza di
esperire la perizia per stabilire nel merito la misura più idonea. RE 1 ha
rifiutato di sottoscrivere il verbale.

 

                                  L.   Con scritto 10 luglio
2023 RE 4 ha precisato a questa Camera di aver assunto il mandato di curatrice
e di essersi subito attivata, trovando un appartamento consono per la madre e
stabilendo un piano di pagamento dei debiti. Ribadisce di non comprendere il
beneficio che porterebbe la perizia sulla madre, mentre la ritiene solo un
motivo di disturbo, vista la sua età.

 

 

Considerato

 

 

in diritto

                                   1.   Le decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del
Tribunale di appello, nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC; art.
2 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di
protezione del minore e dell’adulto [LPMA]; art. 48 lett. f n. 7 LOG). Riguardo
alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC
occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura
amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il
diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr.
Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la
modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria, alle
disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).

 

                                         I reclami, avendo il
medesimo fondamento di fatto, sono stati oggetto di un’istruttoria congiunta e
vengono evasi con una sola decisione (art. 76 LPAmm).

 

                                   2.   Con la risoluzione
impugnata l’Autorità di protezione ha istituito a favore di RE 1 in via supercautelare
una curatela di rappresentanza con gestione del reddito e del patrimonio,
nominando il signor __________ quale curatore e ha conferito mandato al
Servizio psico-sociale di __________ per l’esecuzione di una perizia
psichiatrica.

 

                                   3.   Nel primo reclamo,
presentato il 10 gennaio 2023, RE 1, il figlio RE 3 e la nipote RE 2 si
oppongono all’istituzione della curatela, proponendo quale curatrice RE 4,
figlia dell’interessata, disposta ad assumere il mandato gratuitamente,
permettendo alla madre un risparmio (inc. no. 9.2023.7). Nel secondo reclamo,
presentato il 30 gennaio 2023, i medesimi reclamanti, oltre alla figlia RE 4,
chiedono l’annullamento del mandato peritale (inc. no. 2023.17), ritenendo che
non sarebbe opportuno svolgerlo, in attesa di una decisione di questa Camera in
relazione alla prima procedura.

                                         Pendenti i
procedimenti di reclamo, l’Autorità di protezione ha ammesso che effettivamente
la prima decisione, emanata senza che l’interessata abbia partecipato all’incontro
indetto per discuterla, aveva carattere supercautelare. Di conseguenza, durante
un’ulteriore udienza avvenuta l’8 maggio 2023 per sanare il vizio, l’Autorità
di protezione ha confermato in via cautelare la misura (disp. 1), revocando il
mandato al curatore precedente (disp. 2) e nominando RE 4 a far tempo dal 15
maggio 2023 (disp. 4). La decisione è stata dichiarata immediatamente esecutiva
(disp. 13). Nella medesima occasione, l’Autorità di prima istanza ha inoltre
confermato l’esigenza di esperire la perizia per stabilire nel merito la misura
più idonea. RE 1 ha rifiutato di sottoscrivere il verbale.

 

                                   4.   Giusta l’art. 445 CC
l’autorità di protezione degli adulti prende, ad istanza di una persona che
partecipa al procedimento, oppure d’ufficio, tutti i provvedimenti cautelari
necessari per la durata del procedimento; può in particolare ordinare a titolo
cautelare una misura di protezione degli adulti (cpv. 1). In caso di
particolare urgenza, l’autorità di protezione può immediatamente prendere
provvedimenti cautelari senza sentire le persone che partecipano al
procedimento; nel contempo dà loro l’opportunità di presentare osservazioni; in
seguito prende una nuova decisione (cpv. 2). Le decisioni in materia di
provvedimenti cautelari possono essere impugnate con reclamo entro dieci giorni
dalla loro comunicazione (cpv. 3).

 

                                         La nozione di
provvedimento cautelare comprende, come nel diritto previgente (art. 386 cpv. 1
vCC), tutte le misure necessarie alla protezione della persona in
questione, in particolare in ambito di assistenza personale, di gestione del
patrimonio o di rappresentanza verso i terzi. Il provvedimento cautelare, deve
essere preso per la durata della procedura, deve essere necessario (per
la durata del procedimento) e appropriato (art. 389 cpv. 2 CC).
Ulteriori condizioni sono l’urgenza della misura e la prognosi
favorevole del procedimento principale (cfr. Auer/Marti,
Balser Kommentar Erwachsenenschutz, ad art. 445 CC n. 6 segg; Steck, CommFam, Protection de l’adulte,
n. 7 pag. 848).

 

                               4.1.   In concreto, la contestazione di cui al primo
reclamo presentato riguarda la decisione di istituzione della curatela e di
nomina di __________, che in corso di procedura l’Autorità di protezione ha
ammesso di aver emanato in via supercautelare. Occorre quindi precisare
che il Tribunale federale ha sancito l'irricevibilità dei reclami avverso le
decisioni adottate inaudita parte (supercautelari) anche in materia di
protezione dei minori e degli adulti (DTF 140 III 289). Peraltro, la richiesta formulata dai reclamanti di
nominare RE 4 è poi stata accolta con la decisione cautelare dell’8 maggio 2023
che non è stata impugnata, ciò che di fatto rende privo d’oggetto, nella misura
della sua ricevibilità, il primo reclamo (inc. no. 9.2023.7).

 

                                   5.   Per
costante giurisprudenza le decisioni con cui un'autorità dispone l'assunzione
di prove – tra le quali vanno annoverate le perizie socio-ambientali, sulle
capacità genitoriali e sulle modalità delle parti di relazionarsi – sono
decisioni incidentali, poiché non mettono fine alla procedura (DTF 5P.350/2004
del 10 maggio 2005, cons. 2.1; Copma,
Guide pratique Protection de l’adulte, pag. 63 n. 1.158).

 

                               5.1.   Giusta
l’art. 66 cpv. 2 lett. a) LPAmm questo genere di risoluzione è impugnabile
unicamente nella misura in cui arreca all'interessato un pregiudizio
irreparabile, ovvero un pregiudizio
cui non si potrà più verosimilmente rimediare appieno neppure con una decisione
finale favorevole (DTF 134 III 426 consid. 1.3.1; 133 III 629 consid. 2.3.1;
RtiD I-2005 pag. 783; sentenza CDP del 29 ottobre 2014, inc. 9.2014.175,
consid. 4).

                                         Le decisioni incidentali possono pure essere impugnate a
titolo indipendente se l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente
una decisione finale, consentendo di evitare una procedura defatigante e
dispendiosa (art. 66 cpv. 2 lett. b LPAmm).
L’applicazione di tale norma presuppone quindi che l'autorità di ricorso,
giudicando in modo diverso dall'istanza inferiore, possa concludere
immediatamente il procedimento senza dover retrocedere la causa all'istanza
inferiore per ulteriori accertamenti e nuova decisione (cfr. Messaggio del
Consiglio di Stato 23 maggio 2012 [n. 6645] sulla revisione totale della legge di procedura per le cause amministrative
del 19 aprile 1966, pag. 40; sentenza CDP del 13 ottobre 2015, inc.
9.2015.170).

 

                               5.2.   L’art. 446 CC definisce i principi procedurali applicabili nell’ambito
della protezione degli adulti. Ai sensi della norma, l’Autorità di protezione
esamina d’ufficio i fatti (cpv. 1). Essa raccoglie le informazioni occorrenti e
assume le prove necessarie; può incaricare degli accertamenti una persona o un
servizio idonei e, se necessario, ordina che uno specialista effettui una
perizia (cpv. 2). L’Autorità di protezione non è vincolata dalle conclusioni
delle persone che partecipano al procedimento (cpv. 3) e applica d’ufficio il
diritto (cpv. 4).

                                         La norma
sancisce il principio inquisitorio illimitato, secondo il quale l’autorità è
perfettamente libera nell’accertamento dei fatti e nella valutazione delle
prove: secondo consolidata giurisprudenza, in base a tale principio l’Autorità
può assumere e ricercare delle prove – secondo il suo apprezzamento – anche
secondo delle modalità inabituali e procurarsi d’ufficio dei rapporti allestiti
da terzi (v. DTF 128 III 413 consid. 3.2.1; v. anche STF del 13 gennaio 2014,
inc. 5A_843/2013, consid. 4.1 e 4.2, e Messaggio, pag. 6465-6466).

                                         Va ricordato che il
principio della massima inquisitoria non dispensa tuttavia le parti e i terzi
da una collaborazione attiva alla procedura (fra i tanti: DTF 128
III 411 consid. 3.2.1; STF 5A_360/2015 del 13 agosto 2015, consid. 3.2.2;
sentenza CDP del 13 agosto 2017, inc 9.2017.66, consid. 4.6); conformemente
all’art. 448 cpv. 1 CC, se necessario, l’Autorità di protezione
ordina l’esecuzione coattiva dell’obbligo di collaborare.

 

                               5.3.   La decisione che conferisce mandato per l’esecuzione di una
perizia psichiatrica ai sensi dell’art. 446 cpv. 2 CC è una decisione
incidentale ordinatoria e come tale è pertanto impugnabile alle condizioni
restrittive menzionate al considerando 5.1.

                                         In
concreto, nel secondo gravame (inc. no. 9.2023.17) i reclamanti non invocano un
danno non altrimenti riparabile derivante dallo svolgimento della valutazione
peritale, tesa a stabilire l’esigenza di una misura di protezione e alla scelta
del provvedimento più adeguato a protezione degli interessi di RE 1. Il
mandato conferito al Servizio psico-sociale di __________ precisa infatti che
la perizia dovrà “determinare le misure di protezione eventualmente
necessarie, e se siano necessari limiti specifici, precisando l’eventuale
influenzabilità dell’interessata rispetto al figlio e la sua capacità di
giudizio in merito alla gestione finanziaria e alla sua situazione debitoria”.
In tal senso non è credibile, e nemmeno i reclamanti hanno dimostrato il
contrario, che l’esame da parte di persone qualificate possa arrecare un
qualsivoglia danno o disagio a RE 1. A dimostrazione del contrario non è stato prodotto
alcun documento o certificato, nemmeno atto a consentire all’Autorità di primo
grado di decidere con cognizione della situazione concreta. In tal senso neanche
la scrivente Camera di protezione potrebbe procedere
all’annullamento della decisione impugnata concludendo il procedimento mediante
il presente giudizio (art. 66 cpv. 2 lett. b LPAmm).

                                         Quand’anche
il reclamo potesse essere considerato ricevibile, sarebbe comunque da
respingere in quanto infondato, risultando a giusto titolo che l’Autorità di
protezione esiga una verifica specifica della situazione, indispensabile per
confermare o revocare la misura di protezione istituita in via cautelare, la
cui necessità non appare nemmeno contestata dai reclamanti. Infatti, malgrado
le indicazioni fornite dalla curatrice sul miglioramento della situazione
locativa ed economica, ancora non sono date risposte alla domanda specifica
formulata al Servizio psico-sociale, in particolare in relazione alle capacità
di giudizio e influenzabilità di RE 1.

 

                                   6.   Gli oneri della
presente decisione seguirebbero la soccombenza. Tuttavia, in considerazione
delle circostanze concrete, si rinuncia al loro prelievo.

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Per quanto non divenuto
privo d’oggetto, il reclamo di cui alla procedura no. 9.2023.7 è irricevibile.

 

                                   2.   Il reclamo di cui
alla procedura no. 9.2023.17 è irricevibile.

 

                                   3.   Non si prelevano
tasse e spese di giustizia.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

  - 

  - 

  

 

                                         Comunicazione:

                                         -

                                         -

 

 

Il
presidente                                                         La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le
decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95
 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72
segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è
ammissibile solo se il valore litigioso
ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge
tale importo, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.