# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 413db566-bfd9-5a92-adf9-7bbb6ccee745
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-12-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 19.12.2023 60.2023.309
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2023-309_2023-12-19.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2023.309

   

  	
  Lugano

  19 dicembre 2023                

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Nicola
  Respini, presidente,

  Ivano Ranzanici, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Elena
  Tagli Schmid, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 27/28.11.2023 presentato
da

 

 

	
   

  	
   RE 1  

  patr. da:   PR 1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 16.11.2023 del giudice dei
  provvedimenti coercitivi Ares M. Bernasconi, sedente in materia di
  applicazione della pena, con cui ha revocato la concessione della liberazione
  condizionale e ha sospeso la concessione dei congedi (inc. GPC __________ / __________);
  

  

 

 

richiamate le osservazioni 30.11./1.12.2023
del giudice dei provvedimenti coercitivi mediante le quali si riconferma nelle
proprie argomentazioni e conclusioni, rilevando la possibilità di un riesame
della liberazione condizionale orientativamente nel gennaio 2024;

 

richiamate le osservazioni 11/12.12.2023 (replica) di RE
1 con cui si riconferma nelle argomentazioni e conclusioni del proprio reclamo;

 

preso atto degli scritti - senza
osservazioni - 29/30.11.2023, 30.11./1.12.2023 e 4/5.12.2023 dei procuratori
pubblici Marisa Alfier, Valentina Tuoni, Margherita Lanzillo e Roberto Ruggeri;

 

preso altresì atto degli scritti 11/12.12.2023,
13/14.12.2023 (duplica) e 15/18.12.2023 del giudice dei provvedimenti
coercitivi;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

 

in fatto

 

 

                                 a.   A
carico di RE 1 il Ministero pubblico ha emanato numerosi decreti d’accusa,
passati in giudicato, tra cui:

-       l’1.09.2020 (DAC __________) condannandola alla pena
detentiva di 120 giorni, sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 3
anni, e alla multa di CHF 500.--, con l’avvertenza che, in caso di mancato
pagamento, la stessa sarebbe stata sostituita con una pena detentiva di 5 giorni
(AI 1, inc. GPC __________);

-       il 10.02.2021 (DA __________) condannandola alla pena
detentiva di 10 giorni, sospesa condizionalmente con un periodo di prova di 3
anni, e alla multa di CHF 400.--, con l’avvertenza che, in caso di mancato
pagamento, la stessa sarebbe stata sostituita con una pena detentiva di 4
giorni (AI 1, inc. GPC __________);

-       il 15.02.2023 (DA __________) condannandola alla pena
detentiva di 10 giorni, da espiare, oltre alla revoca della sospensione
condizionale concessa alle pene detentive di 10 giorni, di 50 giorni, e di 20
giorni, di cui ad altri decreti d’accusa emanati dal Ministero pubblico il
10.02.2021, il 21.02.2022 e il 10.08.2022 (AI 3, inc. GPC __________).

 

 

                                 b.   Con
scritto 22.03.2023 il giudice dei provvedimenti coercitivi, visto l’insuccesso
della procedura d’incasso delle multe di cui ai suddetti decreti d’accusa sfociata
in un attestato di carenza beni (AI 1, inc. GPC __________), ha commutato in 2
giorni di pena detentiva sostitutiva l’importo rimanente di CHF 200.- di multa
rimasta impagata, tenuto conto del versamento di CHF 700.-- effettuato da RE 1
- AI 2, inc. GPC __________). Giorni questi che il magistrato ha poi assommato
alla pena detentiva ferma (di 10 giorni) di cui al decreto d’accusa 15.02.2023
e a quelle per cui è stata revocata il 15.02.2023 la sospensione condizionale
(10 giorni, 50 giorni e risp. 20 giorni), determinando una pena detentiva complessiva
di 92 giorni da espiare. Ha quindi segnalato a RE 1 la possibilità di eseguire
tale pena detentiva, in alternativa all’esecuzione ordinaria, nelle forme
agevolate del lavoro di pubblica utilità, della sorveglianza elettronica o
della semiprigionia, compilando (e ritornandoglielo) entro il 19.04.2023
l’apposito formulario trasmesso alla reclamante (AI 4, inc. GPC __________).

 

 

                                 c.   In
data 12.04.2023 il suddetto formulario è ritornato al giudice dei provvedimenti
coercitivi, compilato il 3.04.2023 dal curatore di RE 1, e indicante - quale
modalità di esecuzione della pena detentiva da espiare - quella del regime
ordinario a partire dal 17.04.2023 (AI 5, inc. GPC __________).

 

 

                                 d.   Nel
frattempo in data 17.04.2023 è passato in giudicato un ulteriore decreto
d’accusa emanato il 5.04.2023 dal Ministero pubblico con cui ha proposto la
condanna (per furto) di RE 1 alla pena detentiva di 10 giorni da espiare,
totalmente aggiuntiva a quella decretata il 15.02.2023, oltre alla revoca della
sospensione condizionale alla pena detentiva di 120 giorni di cui al decreto
d’accusa 1.09.2020 (AI 8, inc. GPC __________).

 

 

                                 e.   Con
scritto 22.05.2023 il curatore di RE 1 ha segnalato al giudice dei
provvedimenti coercitivi dei suoi tentativi falliti di accompagnare la sua pupilla
alla data indicata per l’inizio dell’espiazione della pena. Ha quindi chiesto
di provvedervi per il tramite di altri, rilevando che la stessa non si sarebbe
presentata di propria spontanea volontà (AI 9, inc. GPC __________). 

 

 

                                  f.   Il
24.05.2023 il giudice dei provvedimenti coercitivi ha emanato un mandato di
accompagnamento, da eseguire per il tramite del Comando di Polizia cantonale, a
carico di RE 1, tenuta ad espiare a quel momento una pena detentiva complessiva
di 222 giorni (AI 10, inc. GPC __________).

 

 

                                 g.   In
data 3.06.2023 la Polizia cantonale ha fermato PI 1 e l’ha tradotta presso le
Strutture carcerarie cantonali per esservi incarcerata (AI 15, inc. GPC __________).
Avvisato dell’arresto, il giudice dei provvedimenti coercitivi (AI 11, inc. GPC
__________), con scritto 5.06.2023, ha provveduto a revocare il mandato di
accompagnamento (AI 12, inc. GPC __________).

                                 h.   Con
decisione 6.06.2023 (AI 13, inc. GPC __________) il giudice dei provvedimenti
coercitivi, sedente in materia di applicazione della pena, riassunte le pene
detentive di cui ai decreti d’accusa emanati a carico di RE 1 e determinato per
la stessa una pena detentiva di complessivi 222 giorni da espiare, ha ordinato
il suo collocamento nella sezione aperta delle Strutture carcerarie cantonali. 

                                       Il magistrato non ha ritenuto concreto il rischio di
fuga, in considerazione del di lei legame con il nostro paese dato dalla cittadinanza
svizzera e dal domicilio sul nostro territorio. Inoltre, tenuto conto della
tipologia dei reati commessi, ha ritenuto che la prognosi relativa al rischio
di recidiva potesse ancora essere considerata non sfavorevole.

                                       Nel
contempo il giudice ha determinato i seguenti termini dell’esecuzione della
pena di 222 giorni (comprensivi delle pene di cui al decreto d’accusa
5.04.2023):

                                       1/3                                  16.08.2023

                                       1/2                                  22.09.2023

                                       2/3                                  29.10.2023

                                       Fine                                11.01.2024.

 

 

                                   i.   In
data 6.06.2023, 3.07.2023, 10.07.2023 RE 1 è stata sanzionata disciplinarmente
per violazioni al regolamento delle Strutture carcerarie (segnatamente per aver
comunicato con altre co-detenute, consumato alcool, entrata nella camera di un
co-detenuto) [AI 16,17, 18, inc. GPC __________].

 

 

                                   j.   Mediante
scritto 12.07.2023 RE 1 ha chiesto la concessione del beneficio del primo
congedo per “poter passare il tempo col mio fidanzato a casa sua” (AI
20, inc. GPC __________).

 

 

                                 k.   In
data 27.07.2023 il giudice dei provvedimenti coercitivi ha dato avvio alla
procedura tendente al primo congedo, richiedendo i preavvisi dei servizi
interessati (AI 21, inc. GPC __________).

 

                                       Lo
stesso giorno il giudice dei provvedimenti coercitivi ha parimenti avviato la
procedura tendente alla liberazione condizionale, richiedendo i relativi
preavvisi alle autorità interessate (AI 2, inc. GPC __________).

 

 

                                   l.   Con
scritto 28.07.2023 all’attenzione del giudice dei provvedimenti coercitivi RE 1
è ritornata sulla propria domanda di primo congedo, caldeggiandola e insistendo
sul suo bisogno di poter trascorrere del tempo con il suo fidanzato __________.
Ha descritto il programma previsto per tale giornata (a casa con il compagno,
dove l’avrebbe pure raggiunta anche la propria figlia). Ha sostenuto di essere
intenzionata a non più “ripercorrere la strada di stupefacenti e alcolici”
(AI 24, inc. GPC __________). 

 

 

                                m.   Con
decisione 14.08.2023 (AI 31, inc. GPC __________) il giudice dei provvedimenti
coercitivi ha concesso a RE 1 il primo congedo “per la prima data utile per
trascorrere la giornata (massimo 12 ore) con il compagno (__________) e con
eventualmente altri familiari stretti (figli e/o genitori) come da programma
che sarà concordato con l’UAR”. 

 

                                       Il
giudice ha preso atto del preavviso sfavorevole (dal profilo comportamentale e considerate
le sanzioni disciplinari pronunciate a carico della reclamante) espresso il
2.08.2023 dalla Direzione delle Strutture carcerarie cantonali (nel seguito
SCC), di quello pure sfavorevole espresso il 2.08.2023 dall’Ufficio
dell’assistenza riabilitativa (nel seguito UAR), di quello favorevole
rilasciato il 31.07.2023 dal Servizio medico psichiatrico delle SCC e ha
sentito personalmente RE 1 l’11.08.2023.

                                       Il
magistrato ha escluso un pericolo di fuga ma ha per contro valutato “maggiormente
problematica (…) la possibile recidiva”, ritenuto che “il quadro
complessivo di RE 1 è tutt’altro che confortante”. Infatti secondo il
giudice “a un giudizio limitatamente agli atti, l’esito (della procedura
di primo congedo, ndr) sarebbe stato molto probabilmente negativo”. Ciò
anche considerato, a suo parere, che “inizialmente, anche la persona di __________
non lasciava ben sperare data una già dipendenza dalla cocaina”.

                                       Pur
in questo quadro definito “non dei più solidi” il magistrato ha considerato
essere prevalenti una serie di elementi, a suo avviso, favorevoli alla
reclamante, e meglio:

-      
“la pena detentiva complessiva
non è particolarmente di lunga durata (222 giorni), 

-      
la vita non si può certo
affermare che le abbia sorriso;

-      
ex marito molto dipendente
dalle sostanze; 

-      
lei stessa consuma in maniera
relativamente importante sostanze;

-      
situazione famigliare
difficile: un figlio in carcere, l’altro collocato a __________ e la figlia in
istituto a __________;

-      
sofferenza interiore
nell’espiazione della pena;

-      
essere seguita su sua richiesta
dal servizio psichiatrico;

-      
seppure non bagatellari, le
sanzioni disciplinari (con 7 giorni di cella di rigore) sono state comminate
per fatti commessi in maniera anche abbastanza sciocca e ingenua;

-      
sforzo nel voler diminuire il
consumo di metadone;

-      
periodo di poco più di due mesi
tra la possibilità del congedo e la possibilità della condizionale;

-      
preavviso comunque favorevole
dell’UAR alla liberazione condizionale;

-      
accettazione degli oneri
proposti dall’UAR per la condizionale;

-      
accettazione di un programma
molto rigido e di ulteriori oneri restrittivi per il primo congedo;

-      
presa di coscienza della
cancellazione di ogni alleggerimento in caso di congedo non svolto secondo le
indicazioni indicate”.

 

                                       Pertanto
il giudice, su tale base, ha formulato una prognosi non sfavorevole circa il
pericolo di recidiva ritenuto altresì che “RE 1 ha tutto da perdere a non
rispettare il primo congedo”. 

                                       Lo
ha quindi concesso assortendolo alle seguenti condizioni:

-      
astensione dal consumo di
alcolici, sostanze stupefacenti e/o medicamenti non prescritti;

-      
rispetto con precisione del
programma e degli orari indicati;

-      
obbligo di rimanere
nell’abitazione di __________;

-      
divieto di contatto con terze
persone, eccezion fatta per famigliari stretti (figli e genitori);

-      
obbligo di rispondere a
videotelefonate a sorpresa;

-      
obbligo di portare il braccialetto
elettronico.

 

                                       Ha
poi avvertito la reclamante che il mancato rispetto di tali condizioni avrebbe
comportato “la revoca di ogni alleggerimento e sarà considerato
negativamente nel quadro di eventuali decisioni future”. 

 

                                       Infine
ha ricordato a RE 1 che “eventuali irregolarità durante il congedo non
potranno non avere ripercussioni negative in fatto di prognosi anche su __________,
il quale quest’ultimo in questo congedo assume comunque un ruolo di
responsabilità”.

 

 

                                 n.   In
data 17.08.2023 è passato in giudicato un nuovo decreto d’accusa emanato il
7.07.2023 (DA __________) dal Ministero pubblico mediante il quale RE 1 è stata
condannata (per lesioni semplici, ingiuria e contravvenzione alla LF sugli
stupefacenti) alla pena detentiva di 20 giorni, oltre alla pena pecuniaria di 5
aliquote giornaliere da CHF 100.-- e alla multa di CHF 200.-- con l’avvertenza
che, in caso di mancato pagamento, le stesse sarebbero state sostituite con una
pena detentiva di 5 giorni rispettivamente di 2 giorni (AI 33, inc. GPC __________).

 

 

                                 o.   Con
decisione 21.08.2023 il giudice dei provvedimenti coercitivi, dovendo procedere
con l’esecuzione del decreto 7.07.2023, richiamata la decisione di collocamento
iniziale 6.06.2023 e tenuto conto della precaria situazione economica della
reclamante al beneficio del solo peculio per cui una procedura d’incasso
risulterebbe da subito infruttuosa, ha commutato la pena pecuniaria di 5
aliquote giornaliere e la multa di CHF 200.-- decretate il 7.07.2023 in 7
giorni di pena detentiva sostitutiva.

                                       Ha
poi stabilito che la pena detentiva che RE 1 è chiamata ad espiare (in sezione
aperta) è di complessivi 249 giorni.

                                       Conseguentemente
ha determinato i seguenti nuovi termini dell’esecuzione della pena:

                                       1/3                                  25.08.2023

                                       1/2                                  05.10.2023

                                       2/3                                  16.11.2023

                                       Fine                                07.02.2024.

                                       Il
magistrato ha ricordato alla reclamante la possibilità di procedere in ogni
momento al pagamento parziale o integrale della pena pecuniaria e/o della multa,
alfine di ridurre o estinguere il corrispondente periodo di detenzione.

                                       Il
giudice infine, richiamata la decisione 14.08.2023 di concessione del primo
congedo, ha segnalato che “si rende attento chi di dovere che il primo
congedo potrà essere concesso a RE 1 una volta che la decisione del 14 agosto
2023 sarà passata in giudicato e, soprattutto, dopo il 25 agosto 2023” in
quanto nuova data di scadenza per il 1/3 dell’esecuzione (AI 34, inc. GPC __________).

 

 

                                 p.   Il
4.09.2023 la Direzione delle SCC ha sanzionato disciplinarmente (con la
sospensione del beneficio dei congedi per due mesi, ossia fino al 2.11.2023,) RE
1, in quanto risultata positiva al controllo dell’alcolemia, al rientro da un
congedo ordinario (AI 36, inc. GPC __________).

 

 

                                 q.   In
data 6.09.2023 RE 1 ha chiesto al giudice dei provvedimenti coercitivi di
essere autorizzata a lavorare all’Orto (AI 37, inc. GPC __________). In
risposta quest’ultimo il 21.09.2023 ha segnalato come tale questione sfuggisse
dalle sue competenze, e che, comunque, le varie sanzioni disciplinari
pronunciate a suo carico non avrebbero giocato a suo favore. L’ha quindi
invitata “a mantenere buona condotta perché, come ben sa, il prossimo 16
novembre 2023 la sua espiazione giunge ai 2/3 e dovrò chinarmi sulla
liberazione condizionale” (AI 38, inc. GPC __________).

 

 

                                  r.   Il
22/27.09.2023 RE 1 ha scritto al giudice dei provvedimenti coercitivi in merito
alla pendente procedura di liberazione condizionale. Premettendo che “voglio
uscire il prima possibile questo è palese a tutti ormai”, ha sostenuto - in
buona sostanza - di essersi resa conto delle conseguenze negative quando assume
alcool e droghe. Ha quindi asserito di voler uscire ai 2/3 dell’espiazione
della pena per poter “continuare il mio percorso correttamente avendo i
giusti agganci fuori; antenna Icaro, psicologo, urine, ev. un lavoro ecc.”.
Ha assicurato sulla sua reale volontà di ricominciare, migliorando e non
tornando più a essere “come prima” (AI 6, inc. GPC __________).

 

 

                                 s.   Con
scritto 12.10.2023 l’Ufficio dell’incasso e delle pene alternative (nel seguito
UIPA) ha chiesto al giudice dei provvedimenti coercitivi di procedere con
l’esecuzione della pena detentiva sostitutiva della multa di CHF 700.- di un
ulteriore decreto d’accusa emanato il 21.02.2022 (DA __________) dal Ministero
pubblico a carico di RE 1 per ripetuto furto (in parte tentato e in parte di
lieve entità), danneggiamento, ripetuta violazione di domicilio,
contravvenzione alla LF sugli stupefacenti (AI 40, inc. GPC __________).

 

 

                                  t.   Con
decisione 31.10.2023 il giudice dei provvedimenti coercitivi - preso atto del
preavviso 2.08.2023 espresso dall’UAR (favorevole alla liberazione condizionale
se assortita da precise condizioni) e di quello espresso il 30.08.2023 dalla
Direzione delle SCC (sfavorevole), visto lo scritto 28.08.2023 del Servizio
medico psichiatrico delle SCC (nessuna presa a carico; per contro il preavviso
stilato il 31.07.2023 per il primo congedo rilevava che la reclamante era “seguita
in maniera puntuale e su sua richiesta dal servizio medico psichiatrico”,
AI 25, inc. GPC __________) e sentita RE 1 in data 24.10.2023 (tuttavia non in
merito ai preavvisi rilasciati dai servizi interpellati) - ha posto la
reclamante al beneficio della liberazione condizionale dal 20.11.2023 alle
seguenti condizioni:

-      
sottomissione ad assistenza
riabilitativa;

-      
aggancio a un seguito sociale e
psichiatrico;

-      
astensione dal consumo di sostanze
stupefacenti, alcolici e/o medicamenti non prescritti;

-      
sottomissione a controlli
dell’astinenza con controlli tossicologici.

                                       Ha
fissato a 1 anno il periodo di prova (scadente il 20.11.2024) e ha reso attenta
la reclamante che in caso di buona condotta ossia se avesse superato con
successo il periodo di prova, la liberazione condizionale sarebbe divenuta
definitiva il 20.11.2024.

                                       L’ha
poi formalmente avvertita che se durante il periodo di prova avesse commesso un
crimine o un delitto o non avesse rispettato “anche una sola delle norme di
condotta indicate ai punti 1.1. - 1.4., il giudice potrà ordinare il ripristino
dell’esecuzione con l’espiazione della detenzione residua di 86 giorni”.

 

                                       In
particolare il magistrato ha rilevato che la reclamante è già stata detenuta
(dal 13.06.2018 al 2.07.2018) per espiare diverse pene e il fallimento di un
lavoro di pubblica utilità. Ha poi evidenziato come l’esecuzione in corso si
sia dimostrata “una vera «montagna russa» con una «collezione» di
sanzioni disciplinari” così che il
preavviso negativo espresso dalla Direzione delle SCC sarebbe “perfettamente
comprensibile”. 

                                       Ha
messo in evidenza che “l’indole vulcanica della detenuta senz’altro non
l’aiuta. Per certi versi il suo peggior nemico è lei stessa. Quanto capitato
con il congedo è sintomatico. RE 1 avrà le migliori intenzioni, come peraltro
espresso nella lettera del 22/27 settembre 2023, ma poi ricasca immediatamente
nel consumo di alcool”. Nonostante tutti questi elementi sfavorevoli il
giudice ha valutato che “a fronte di un residuo pena di 86 (ottantasei)
giorni, in un’ottica di prognosi differenziale (e solo in quell’ottica), una
liberazione con un aggancio di 1 (un) anno, il minimo imposto dalla legge, è
senz’altro, pur con tutte le criticità del caso, più opportuna, rispetto a
un’espiazione di tutta la pena e a un’uscita a sbalzo nella società civile”.

 

                                       Il
giudice ha ricordato alla reclamante come su di lei gravi la pena detentiva di
120 giorni - decretata il 1.09.2020 dal Ministero pubblico - la cui sospensione
condizionale è attualmente in corso e scadrà il 2.09.2024. Pertanto l’ha
avvertita che “in caso di commissione di nuovi reati (di qualsiasi genere!) (omissis)
deve prendere in considerazione che il ripristino del periodo residuo (86
giorni; consid. 3.2) e la revoca della condizionale aperta (120 giorni; consid.
3.3) per complessivamente 206 giorni sarà la logica ed evidente conclusione.
Evidentemente questi giorni andranno a sommarsi all’eventuale futura nuova pena”.

 

                                       Infine
il magistrato, richiamando l’audizione di RE 1 del 24.10.2023, l’ha altresì “invitata
in caso di necessità nel futuro a chiedere subito aiuto, senza attendere che la
situazione degeneri a tal punto da rendere poi necessaria la carcerazione” (AI
8, inc. GPC __________). 

 

                                       Nello
stesso giudizio il magistrato, tenuto conto della commutazione della multa di
CHF 700.-- di cui al decreto d’accusa 21.02.2022 in 7 giorni di pena detentiva
sostitutiva, ha determinato in complessivi 256 giorni la pena che RE 1 è
chiamata ad espiare, ed ha rettificato i termini dell’esecuzione come segue:

                                       1/3                                  27.08.2023

                                       1/2                                  09.10.2023

                                       2/3                                  20.11.2023

                                       Fine                                14.02.2024.

 

 

                                 u.   In
data 13.11.2023 la Direzione delle Strutture carcerarie cantonali ha segnalato
al giudice dei provvedimenti coercitivi del mancato rientro (entro le ore 23.00)
di RE 1 la sera del 12.11.2023. Ha quindi chiesto al magistrato se non fosse il
caso, “per una questione anche di coerenza nei confronti del resto della
popolazione carceraria”, e sempre se siano dati i presupposti di legge, di
rivedere la decisione circa la liberazione condizionale della reclamante (AI
46, inc. GPC __________).

 

 

                                 v.   RE
1 ha fatto rientro nella sezione aperta delle Strutture carcerarie cantonali
alle ore 11.30 del 13.11.2023. Sentita dal personale delle SCC alle ore 13.45,
dopo apertura di un procedimento disciplinare nei suoi confronti, essa ha
dichiarato di aver passato la notte al domicilio del suo ex marito, non avendo
avuto a disposizione la chiave del proprio appartamento, e di aver assunto presso
di lui della cocaina. Il giorno prima alla stazione di Lugano ha inoltre
ammesso di aver bevuto del vino bianco (AI 47, inc. GPC __________).

 

 

                                w.   Con
scritto 13.11.2023 il giudice dei provvedimenti coercitivi ha prospettato a RE
1 la revoca della concessione della liberazione condizionale come pure del
beneficio dei congedi, fissandole un termine fino al 16.11.2023 per esprimersi
al proposito. Nel contempo il giudice ha ordinato, a titolo supercautelare, la
sospensione degli effetti della decisione 31.10.2023 di liberazione
condizionale, e pertanto al 20.11.2023 non avrebbe avuto luogo alcuna
liberazione condizionale fino a nuovo avviso (AI 48, inc. GPC __________ e AI
10, GPC __________). 

 

                                 x.   Con
decisione 13.11.2023 la Direzione delle SCC, accertato l’adempimento delle
infrazioni disciplinari di cui all’art. 83 cpv. 1 lit. j e l RSC (inosservanza
delle norme di condotta del congedo e consumo di sostanze stupefacenti), ha
sanzionato disciplinarmente RE 1 con l’isolamento in cella di rigore per 6
giorni (e meglio dal 13.11.2023 al 19.11.2023) e la sospensione dei congedi
fino alla sua scarcerazione (AI 50 e 54, inc. GPC __________).

 

 

                                 y.   Con
scritto 14/16.11.2023 (durante l’esecuzione in cella di rigore) , dichiarando
di assumersi la responsabilità del suo mancato rientro all’ora stabilita, si è giustificata
sostenendo che “non avevo idea di come fare rientro da __________ in poi perché
i soldi non bastavano e a quell’ora avevo paura farmela a piedi, al buio a quell’orario
nel bel mezzo del nulla”. Ha negato di essere uscita per “fare festa”,
evidenziando di essere stata presa in giro per 6 mesi dal suo fidanzato. Ha
asserito, in ogni caso, di avere fatto “pochissimo” e di avere subito
fatto rientro la mattina successiva. Ha ammesso di avere fatto una cosa “brutta”,
ma, a suo dire, ciò l’avrebbe fatta ragionare; essa avrebbe ora le idee chiare
su come continuare la sua vita al meglio (AI 51, inc. GPC __________).

 

 

                                  z.   Con
decisione 16.11.2023 il giudice dei provvedimenti coercitivi “statuendo
d’ufficio nei confronti di RE 1 (…) in materia di riconsiderazione della
liberazione condizionale e della concessione dei congedi” ha revocato la
concessione della liberazione condizionale a favore della reclamante, e di
conseguenza ha disposto che la stessa, espiata la sanzione disciplinare,
sarebbe rimasta collocata in sezione aperta. Nel contempo ha sospeso la
concessione dei congedi, disponendo che una sua riattivazione, espiata la
sanzione disciplinare, avrebbe dovuto ottenere il nullaosta del giudice dei
provvedimenti coercitivi.

                                       Ha
quindi stabilito che la pena sarebbe stata interamente scontata il 14.02.2024. Inoltre
ha disposto l’immediata esecutività della propria decisione, e a un eventuale
reclamo ha dichiarato di togliere l’effetto sospensivo.

 

                                       Dopo
aver riassunto gli atti procedurali e le decisioni salienti, il giudice ha preliminarmente
dichiarato che le decisioni del giudice dei provvedimenti coercitivi in materia
di esecuzione pene, formalmente passate in giudicato, come quella del
31.10.2023, “devono essere sottoposte a riconsiderazione se si scoprono
successivamente fatti rilevanti o nuovi mezzi di prova che non potevano essere
prodotti in precedenza”.

                                       Con
riguardo alla concessione della liberazione condizionale il magistrato ha
rilevato che col congedo del 12.11.2023 RE 1 avrebbe “dimostrato già in
anticipo di non sapere ottemperare un onere della liberazione condizionale,
ossia l’astensione dal consumo di sostanze stupefacenti e alcolici, che si
tratta probabilmente del punto fondamentale per una sua uscita. Purtroppo, lei
stessa da sola ha dimostrato che la sua prima priorità attuale è solo «bere» e «farsi». La
conseguenza è logica e comporta la revoca del beneficio della condizionale”.

                                       Con
riguardo al beneficio dei congedi ha precisato che “per una ragione
puramente pratica (in modo tale che non occorra chiedere i preavvisi), il
beneficio dei congedi viene sospeso. In sé la decisione disciplinare (AI 50),
già li sopprime fino alla carcerazione. Questo Giudice non vuole essere a
priori così categorico, ma è evidente che un eventuale ritorno su questa
decisione non potrà avvenire prima di metà gennaio 2024”.

                                       Ha
poi evidenziato che “la vita non è stata favorevole a RE 1, ma tutto il
percorso di esecuzione pena ha dimostrato che ella non è per niente affidabile.
Le numerose promesse si sono sciolte come la neve al sole e quando viene
beccata la sua presa di coscienza è scarsa, poiché dà sempre la colpa a qualcun
altro o a qualcosa d’altro. Forse dovrebbe iniziare, già in carcere, un
percorso di accompagnamento psichiatrico/psicologico, dato che la dipendenza
dalle sostanze è molto elevata. È assai verosimile che la sola possibilità per
uscirne sia quella di un lungo percorso in un istituto stazionario”.

 

 

                               aa.   Nel
frattempo con nuovo scritto 17/20.11.2023 al giudice dei provvedimenti
coercitivi RE 1, ritornando sui fatti accaduti il 12.11.2023, premettendo di
scrivere “oggi a mente un po’ più lucida e senza la pressione degli agenti
che rivogliono la penna, perché giustamente in cella di rigore è vietata”,
ha dichiarato di avere usato la cocaina - per quanto sbagliato sia - “per
troncare tutto ciò che sarebbe stato malsano al momento della mia scarcerazione”.
A suo dire avrebbe saputo “che poi finiva lì e rientravo con un’altra testa
e da lì poi ripartire lasciandomi tutto alle spalle”. Quanto al suo mancato
rientro ha precisato di non averlo fatto per “smaltire la sostanza”
anche perché sarebbe stata poca - bensì perché “semplicemente non avevo i
soldi per il taxi del ritorno da __________ allo Stampino. Autostop a
sconosciuti NO. A piedi al buio Nemmeno!”. Ha concluso il suo scritto rivolgendosi
al magistrato dicendo di sperare “di sentirla o di incontrarla presto, anche
perch.nello scritto non sono così brava a spiegare le mie ragioni”. E in
un post scriptum essa ha aggiunto: “non ho fatto festa, non ho commesso
reati tipo furti ecc. … volevo solamente spegnere il cervello da questi 6 mesi
per andare avanti nel migliore dei modi” (AI 55, inc. GPC __________).

 

 

                               bb.   Con
reclamo 27/28.11.2023 RE 1, per il tramite dell’avv. PR 1, chiede
l’annullamento della decisione 16.11.2023 e dunque di non revocare il beneficio
della liberazione condizionale e di far decadere la sospensione della
concessione dei congedi.

                                       Lamenta
in particolare l’inadeguatezza della decisione impugnata che non si fonderebbe
su un accertamento completo dei fatti.

                                       Relativizza
l’episodio del suo ultimo congedo per rapporto all’intera condotta da lei
tenuta per tutta la durata della propria detenzione. Pone in risalto di aver
fatto rientro nelle Strutture carcerarie da sola e subito l’indomani mattina
del mancato rientro, di aver ammesso un consumo di sostanze stupefacenti per
esclusivo scopo personale - riconducibile ad una mera contravvenzione con cui
non ha messo in pericolo nessuno se non lei stessa -, e infine di aver bevuto
unicamente un bicchiere di vino. 

                                       Sostiene
che già solo il fatto di trovarsi nuovamente in detenzione anziché essere in
libertà, come avrebbe dovuto essere, avrebbe sortito in lei un ravvedimento già
sufficientemente gravoso. 

                                       Anziché
la revoca del beneficio della condizionale e rispettivamente di quello dei
congedi, sostiene che il solo ammonimento sarebbe stato più adeguato, ritenuto
come la reclamante dichiara di essere disposta sin d’ora di rientrare presso le
Strutture carcerarie durante il fine settimana (eventualmente anche la sera),
di sottoporsi agli esami del sangue per l’alcolemia a spese proprie, di assumere
una cura metadonica presentando gli esami delle proprie urine periodicamente,
di portare il braccialetto elettronico, di sottoporsi a un piano terapeutico
presso l’Antenna Icaro (con cui avrebbe già preso contatti) ed essere seguita
anche da uno psichiatra.

                                       La
reclamante infine ha postulato l’ammissione al beneficio del gratuito
patrocinio con la nomina dell’avv. PR 1 quale patrocinatore d’ufficio.

 

 

                               cc.   Con
osservazioni 30.11./1.12.2023 il giudice dei provvedimenti coercitivi sottolinea
come la reclamante abbia, a suo avviso, sempre tradito la fiducia accordatale
senza mantenere le numerose promesse fatte. 

                                       Rende
noto a questa Corte di stare “ventilando la possibilità di
riesaminare la liberazione condizionale dell’interessata orientativamente un
mese prima della fine dell’esecuzione, così da poter, se del caso impartire un
periodo di prova di un anno con contestuale assegnazione di condizioni e norme
di condotta, in modo da poter tenere agganciata la stessa per la durata del
periodo di prova” (doc. CRP 4). 

                                       In
effetti il 12.11.2023 ha inoltrato a questa Corte copia dello scritto
11.12.2023 con cui il giudice ha chiesto alle autorità interessate un breve
aggiornamento dei loro preavvisi con riguardo alla possibilità di concedere
nuovamente a RE 1 il beneficio dei congedi e/o della liberazione condizionale
(ipotizzabile nel corso del mese di gennaio 2024). 

 

 

                               dd.   In
sede di replica la reclamante in data 11/12.12.2023 ribadisce in buona sostanza
le proprie argomentazioni e conclusioni mentre con scritto 13/14.12.2023 di
duplica il giudice dei provvedimenti coercitivi richiama il contenuto del
proprio scritto dell’11.12.2023 con cui ha richiesto alle autorità interessate
(con un termine scadente al 22.12.2023) un breve aggiornamento dei loro
preavvisi circa una possibile liberazione condizionale della reclamante.

 

 

 

in diritto

 

 

                                 1.   1.1.

                                         Il
Codice di diritto processuale penale svizzero (Codice di procedura penale, CPP,
RS 312.0), all'art. 439 cpv. 1 CPP, lascia ai Cantoni la facoltà di designare
le autorità competenti per l'esecuzione delle pene e delle misure e di
stabilire la relativa procedura.

                                         L'art.
10 cpv. 1 della Legge sull'esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti
del 20.04.2010 (LEPM, RL 341.100) conferisce al giudice dell'applicazione della
pena - in Ticino il giudice dei provvedimenti coercitivi giusta l'art. 73 LOG -
la competenza, fra l'altro, a concedere il primo congedo (lit. h) e ad adottare
le decisioni relative alla liberazione condizionale da una pena detentiva ex
art. 86, 87 cpv. 1, 89 cpv. 3 e 95 cpv. 3-5 CP (lit. j).

 

                                         Contro
tali decisioni è data facoltà al condannato e al Ministero pubblico di
interporre reclamo ai sensi degli art. 393 segg. CPP presso la Corte dei
reclami penali (art. 12 cpv. 1 lit. b LEPM).

Con il reclamo si possono censurare le
violazioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di
apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP),
l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e
l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

                                         Il
reclamo deve essere presentato entro 10 giorni per iscritto e motivato (art.
396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma
scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione. In particolare la persona o
l’autorità che lo interpone deve indicare i punti della decisione che intende
impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova
auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.2.

                                         Il
gravame, inoltrato il 27/28.11.2023 alla Corte dei reclami penali (competente
giusta l’art. 62 cpv. 2 LOG) contro la decisione 16.11.2023 del giudice dei
provvedimenti coercitivi è tempestivo (in quanto rispettoso del termine di 10
giorni imposto dall’art. 396 cpv. 1 CPP), oltre che proponibile (art. 393 CPP).

                                       Le
esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         La
prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla
giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere
indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti,
applicando il diritto penale, che deve imporsi d’ufficio (Commentario CPP – M.
MINI, art. 391 CPP n. 2; cfr., anche, decisioni TF 6B_492/2016 del 12.01.2017
consid. 2.2.1.; 6B_69/2014 del 9.10.2014 consid. 2.4.; 6B_776/2013 del 22.07.2014 consid. 1.5.;
1B_460/2013 del 22.01.2014 consid. 3.1; 1B_768/2012
del 15.01.2013 consid. 2.1.).

 

                                         RE
1, quale condannata in espiazione di pena è legittimata a reclamare ex art. 382
cpv. 1 CPP, avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla
modifica del giudizio.

 

                                       Il
reclamo è, da questo profilo, ammissibile.

 

 

                                 2.   2.1.

                                       L’esecuzione
delle pene e delle misure compete ai Cantoni, salvo diversa disposizione di
legge (art. 123 cpv. 2 Cost.).

 

                                       Gli
art. 74 segg. CPP delineano i tratti essenziali dell’esecuzione delle pene e
delle misure, mentre i dettagli e le modalità dell’esecuzione sono disciplinati
dal diritto cantonale e dalle direttive concordatarie pertinenti per ciascun
cantone (decisioni TF 6B_476/2021 del 14.06.2021 consid. 2.; 6B_1151/2019 del
21.01.2020 consid. 1.3.1.).

 

                                       L’esecuzione
dev’essere orientata in particolare al reinserimento e alla risocializzazione
del detenuto (cfr. art. 74 e 75 CP). Segue il principio della progressione:
nell’ottica del suo ritorno nella società al detenuto è concessa sempre più
libertà. Tuttavia, quanto maggiore è il rischio di fuga o di recidiva, tanto
più rigidi sono i limiti degli alleggerimenti graduali del regime di esecuzione
(sentenze TF 6B_476/2021 del 14.06.2021 consid. 2.; 6B_133/2019 del 12.12.2019
consid. 2.3.).

 

                                        2.2.

                                         2.2.1.

                                         Le relazioni del detenuto con il mondo esterno sono
regolate dall'art. 84 CP, che al cpv. 6, in particolare, stabilisce che al
detenuto vanno concessi adeguati congedi per la cura delle relazioni con il
mondo esterno, per la preparazione del ritorno alla vita libera o per ragioni
particolari, sempreché il suo comportamento durante l'esecuzione della pena non
vi si opponga e purché non vi sia il rischio che si dia alla fuga o non vi sia
da attendersi che commetta nuovi reati.

 

                                       L’art.
84 cpv. 6 CP costituisce una norma quadro circa la concessione al detenuto di
congedi (“Gefangenenurlaub”, BSK Strafrecht I - M. IMPERATORI, art. 84
CP, 4a. ed., n. 34), che valgono per tutte le forme d’esecuzione della pena
detentiva (Messaggio 21.09.1998, FF 1999 p. 1798). I dettagli della concessione
sono regolati nel diritto cantonale e nelle regole concordatarie pertinenti per
ciascun Cantone (sentenze TF 6B_577/2020 del 7.07.2020 consid. 1.3.1. e
6B_1151/2019 del 21.01.2020 consid. 2.3.2.; BSK
Strafrecht I - M. IMPERATORI, op. cit., art. 84 CP n. 11 e 41).

 

                                       2.2.2.

                                       In
forza all’art. 10 cpv. 1 lit. h LEPM il giudice dei provvedimenti coercitivi è
competente a decidere la concessione del primo congedo. 

                                       Riservato
il primo congedo, gli altri congedi e gli accompagnamenti sono concessi dalla
Direzione delle SCC (art. 46 Regolamento sull’esecuzione delle pene e delle
misure per gli adulti del 6.03.2007, RL 341.110, nel seguito REPM e art. 76
Regolamento delle Strutture carcerarie del Cantone Ticino del 15.12.2010, RL
342.110, nel seguito RSC).

                                       Secondo
il cpv. 4 dell’art. 75 RSC ogni autorizzazione d’uscita viene formalizzata per
iscritto dalla Direzione, con copia all’autorità di polizia; essa indica le
condizioni obbligatorie per l’effettuazione dell’uscita, va conservata dalla
persona durante tutta la durata dell’uscita e va riconsegnata al rientro.

 

                                       L’inosservanza delle norme di condotta del congedo
così come il consumo di sostanze stupefacenti - fattispecie queste che
rientrano espressamente tra le infrazioni disciplinari a norma dell’art. 83
cpv. 1 lit. l RSC, rispettivamente dell’art. 83 cpv. 1 lit. j RSC - possono dar
luogo alla pronuncia di una sanzione disciplinare, fra cui la sospensione dei
benefici del regime di incarcerazione e l’isolamento in cella di rigore fino a
dieci giorni (art. 85 cpv. 1 lit. b e f RSC), della cui pronuncia la Direzione
delle SCC è competente ex art. 85 cpv. 3 RSC.

 

                                       2.2.3.

                                       Nel
caso in disamina, a fronte della suddetta situazione normativa, la Direzione
delle SCC è competente per sospendere i benefici del regime di incarcerazione,
tra i quali rientra la sospensione dei congedi. 

                                       Non
emerge per contro nella decisione del giudice dei provvedimenti coercitivi la
base legale su cui fonda, a questo riguardo, la riconsiderazione del suo precedente
giudizio del 14.08.2023 (AI 31, inc. GPC __________) formalmente ormai passato
in giudicato. 

 

                                       2.3.

                                         2.3.1.

                                         Giusta
l’art. 86 cpv. 1 CP quando il detenuto ha
scontato i due terzi della pena, ma in ogni caso almeno tre mesi, l'autorità
competente lo libera condizionalmente se il suo comportamento durante
l'esecuzione della pena lo giustifica e non si debba presumere che commetterà
nuovi crimini o delitti.

                                         L'autorità
competente esamina d'ufficio se il detenuto possa essere liberato
condizionalmente. Chiede a tal fine una relazione alla direzione del
penitenziario. Il detenuto deve essere sentito (art. 86 cpv. 2 CP). Se non
concede la liberazione condizionale, l'autorità competente riesamina la
questione almeno una volta all'anno (art. 86 cpv. 3 CP).

 

                                       Al
liberato condizionalmente è imposto un periodo di prova di durata
corrispondente al resto della pena. Tale periodo non può però essere inferiore
a un anno né superiore a cinque (art. 87 cpv. 1 CP). Per la durata del periodo
di prova, l’autorità d’esecuzione ordina di regola un’assistenza riabilitativa.
Può inoltre impartire norme di condotta (art. 87 cpv. 2 CP). 

 

                                       Le
conseguenze dell’insuccesso del periodo di prova legato alla liberazione
condizionale ex art. 86 CP sono regolate dall’art. 89 CP. In base all’art. 89
cpv. 1 CP se, durante il periodo di prova, il liberato condizionalmente
commette un crimine o un delitto il giudice competente per giudicare il nuovo
reato ordina il ripristino dell’esecuzione. Se il liberato condizionalmente si
sottrae invece all’assistenza riabilitativa o disattende le norme di condotta è
applicabile l’art. 95 cpv. 3-5 CP su rinvio dell’art. 89 cpv. 3 CP. In tal
caso, secondo l’art. 95 cpv. 5 CP, il giudice può revocare la sospensione
condizionale della pena detentiva o ordinare il ripristino dell’esecuzione
della pena o della misura qualora vi sia seriamente d’attendersi che il
condannato commetterà nuovi reati (decisione TF 6B_1442/2020 dell’1.02.2021
consid. 1.1.2.).

 

                                       2.3.2.

                                       Secondo quanto stabilito dall’art. 10 cpv. 1 lit. j
LEPM spetta al giudice dei provvedimenti coercitivi la decisione sul ripristino,
qualora il liberato condizionalmente si sia sottratto all’assistenza
riabilitativa o abbia disatteso le norme di condotta (art. 95 cpv. 3-5 CP),
mentre compete al giudice del merito la decisione sul ripristino nel caso il
liberato condizionalmente abbia commesso un crimine o un delitto durante il
periodo di prova (art. 89 cpv. 1 CP). Ciò però non torna applicabile al caso in
disamina, posto che oggetto della decisione impugnata è la revoca della
decisione 31.10.2023 con cui il giudice dei provvedimenti coercitivi ha
precedentemente concesso, assortendola a determinate condizioni, la liberazione
condizionale prima che la stessa prendesse inizio e dunque prima che la
reclamante fosse posta in libertà anticipata e si trovasse in periodo di prova.

 

                                       2.3.3.

                                       Non
si comprende nel giudizio impugnato la base legale in virtù della quale il
giudice dei provvedimenti coercitivi ha potuto riconsiderare la sua precedente decisione
del 31.10.2023, passata in giudicato.

                                       Il
giudice dei provvedimenti coercitivi ha nondimeno reso una decisione sulla
liberazione condizionale per la quale si impone il rispetto dei principi e
della procedura riservata dal legislatore federale agli art. 86 segg. CP.

 

 

 

                                       2.3.4.

                                       Nei
procedimenti di fronte al giudice dell’applicazione della pena (ossia - in
Ticino - il giudice dei provvedimenti coercitivi), l’art. 11 cpv. 1 LEPM
garantisce al condannato il diritto di essere sentito e di esaminare gli atti,
facoltà quest’ultima che gli può essere negata solamente se vi si oppongono
prevalenti interessi pubblici o privati.

                                       Questa
norma non va oltre le garanzie sancite dall’art. 29 cpv. 2 Cost., che, fra
l’altro, conferiscono il diritto, a chi è parte a un procedimento, di
esprimersi prima che sia resa una decisione che lo tocca nei suoi interessi
giuridici (ATF 137 II 266 consid. 3.2.; 119 Ia 136 consid. 2). Ciò che permette
all’interessato in maniera generale di partecipare alla procedura esponendo le
proprie argomentazioni sui punti in fatto e di diritto atti ad influenzare il
giudizio, di criticare il punto di vista della parte avversaria, di rispondere
alle sue obiezioni e di prendere posizione sugli altri elementi
dell’incartamento (G. Piquerez/A. Macaluso, Procédure pénale suisse, 3a. ed.,
p. 68 n. 191).

 

                                       Nell’ambito
della liberazione condizionale l’art. 86 cpv. 2 CP ha introdotto l’obbligo per
le autorità cantonali competenti in base al diritto cantonale di sentire il
detenuto in tutti i casi, che l’autorità abbia l’intenzione o meno di concedere
la liberazione condizionale (Petit Commentaire - Code pénal, art. 86 CP n. 11).

                                       Trattasi
di un diritto di essere sentito qualificato, più esteso di quello derivante
dall’art. 29 cpv. 2 Cost., nel senso che l’interessato deve essere visto e
sentito dalla competente autorità, non bastando la sola forma scritta.
L’autorità competente non può pronunciarsi con piena cognizione di causa senza
essersi resa conto “de visu et de auditu” della situazione del detenuto (Petit
Commentaire - Code pénal, art. 86 CP n. 11; BSK Strafrecht I - C. KOLLER, 4a.
ed., art. 86 CP n. 28; Praxiskommentar, Schweizerisches StGB - S.TRECHSEL / P.
AEBERSOLD, 3a. ed., art. 86 CP n. 14; CR Code pénal I - A. KUHN, art. 86 CP n.
19). 

 

                                       2.3.5.

                                       Nel
caso in disamina il giudice dei provvedimenti coercitivi prima di rendere la
decisione qui impugnata (con cui è ritornato sulla sua precedente decisione del
31.10.2023 concludendo in buona sostanza per una prognosi sfavorevole circa il
pericolo che la reclamante ricada nei consumi di sostanze stupefacenti) si è
limitato a “prospettarle” - nello scritto 13.11.2023 - la revoca della
concessione della liberazione condizionale di cui alla decisione del 31.10.2023
e la revoca del beneficio dei congedi, fissandole un termine per esprimersi per
scritto (sebbene si trovasse in cella di rigore), senza sentirla personalmente.

                                       In
questo modo egli è incorso nella violazione del diritto di essere sentito della
reclamante sancito dall’art. 86 cpv. 2 CP. Violazione questa che, seppure non
censurata in questa sede dalla reclamante, va rilevata d’ufficio.

                                       A titolo abbondanziale si rileva che già solo avuto
riguardo per la situazione personale della reclamante, sottoposta a curatela
generale, al beneficio di una rendita d’invalidità, da oltre 20 anni seguita
dal servizio per le dipendenze Antenna Icaro di __________, e limitata dalla
condizione di trovarsi in cella di rigore, si imponeva di sentirla
personalmente una volta terminata l’esecuzione della sanzione disciplinare.

 

                                       Trattandosi
di un vizio formale, non altrimenti sanabile, la decisione 16.11.2023, ha da
essere annullata in quanto resa in violazione del diritto di essere sentita
della reclamante.

 

                                       Preso
atto che il giudice dei provvedimenti coercitivi, come da lui comunicato a
questa Corte negli scritti 11/12.12.2023 e 13/14.12.2023, ha nel frattempo avviato
una nuova procedura tendente alla liberazione condizionale in cui ha già
richiesto i preavvisi dei servizi interessati (entro il prossimo 22 dicembre),
non si dispone il rinvio degli atti al magistrato affinché statuisca
nuovamente. Nondimeno in detta procedura pendente il giudice dei provvedimenti
coercitivi avrà cura di sentire personalmente la reclamante nel rispetto
all’art. 86 cpv. 2 CP ai sensi del presente considerando, facendole altresì
prendere atto dei preavvisi rilasciati dalle autorità interpellate in merito alla
possibilità di concederle la liberazione anticipata.

 

 

                                 3.   Con
riguardo alla decisione impugnata occorre ancora esporre alcune considerazioni.

 

                                       Esula
dalle competenze del giudice dei provvedimenti coercitivi ventilare per la
reclamante “che la sola possibilità per uscirne sia quella di un lungo
percorso in un istituto stazionario” (consid. 3.4. della decisione
impugnata), posto che per l’art. 60 CP è il giudice chiamato a statuire del
crimine o del delitto commesso dall’autore tossicomane o affetto da altra
dipendenza ad essere competente a ordinare un trattamento stazionario, fondandosi
peraltro su una perizia (art. 56 cpv. 3 CP). Ciò che non riguarda il caso in
disamina. 

 

                                       È
l’art. 387 CPP a stabilire che i ricorsi non hanno effetto sospensivo, salvo
disposizioni contrarie del CPP o ordini specifici di chi dirige il procedimento
nella giurisdizione di ricorso. Il giudice dei provvedimenti coercitivi non
dispone quindi di alcuna competenza per togliere l’effetto sospensivo ad un
eventuale reclamo interposto contro il proprio giudizio come erroneamente
ordinato al punto 4. del dispositivo.

 

 

                                 4.   Il
reclamo è accolto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà alla reclamante una congrua indennità
per il patrocinio nella presente procedura. 

 

                                       In
considerazione dell’accoglimento del reclamo e del riconoscimento di
un’indennità per le spese di patrocinio di questa sede, la domanda di
assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio diventa priva di oggetto.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 74 segg., 84, 86
segg., 93, 95 CP, 379 segg., 393 segg., 439 cpv. 1 CPP, la LEPM, il REPM, 29
cpv. 3 Cost., la LAG, ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                 1.   Il
reclamo è accolto. 

 

§.    La decisione 16.11.2023 del
giudice dei provvedimenti coercitivi è annullata.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del
Cantone Ticino rifonderà a RE 1, l’importo di CHF 500.-- (cinquecento) a titolo
d’indennità.

 

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parzial

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                         La
cancelliera