# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d8d7ab71-17ce-5320-899b-88d722e86b0d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.12.2008 D-7285/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7285-2007_2008-12-11.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7285/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l '  1 1  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio),
Gabriela Freihofer, Gérard Scherrer;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, Iraq, alias
B._______, Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 19 ottobre 2007 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7285/2007

Fatti:

A.
Il  19 settembre 2007, l'interessato, cittadino iracheno di  etnia curda, 
originario  di  C._______,  il  quale ha  vissuto dal  1991 fino al  2007 a 
D._______ in  provincia  di  Suleimaniya,  ha presentato  una domanda 
d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di 
rilievo [(...)] d'essere espatriato, nel settembre 2007, per le minacce di 
morte  ricevute  a  seguito  delle  deposizioni  rilasciate  alla  Polizia  in 
merito al sequestro di un ragazzo, ritrovato poi ucciso qualche giorno 
più  tardi.  In  occasione  di  una  visita  a  C._______,  infatti,  avrebbe 
assistito, unitamente ad un suo amico, al sequestro di questo ragazzo 
che era noto al suo amico. Quest'ultimo, tra l'altro, conosceva anche i 
sequestratori.  In  seguito,  insieme  avrebbero  avvisato  la  famiglia  e 
denunciato  il  fatto  alle  autorità,  le  quali  li  avrebbero  poi  chiamati  a 
deporre in diverse occasioni. A seguito di tali deposizioni, il 20 agosto 
2007,  l'amico  dell'interessato  avrebbe  ricevuto  minacce  di  morte  e 
sarebbe  stato  ritrovato  ucciso  successivamente.  L'interessato,  il  25 
agosto  2007,  avrebbe  ricevuto  una  lettera  di  minaccia  di  morte,  di 
modo che avrebbe deciso di lasciare il suo Paese d'origine per paura a 
sua volta  d'essere  trovato  e ucciso dai  sequestratori.  Il  2  settembre 
2007,  l'interessato  avrebbe  raggiunto  illegalmente  dapprima  l'Iran  e 
poi  la  Turchia,  da  dove  in  seguito  sarebbe  ripartito  in  camion  per 
entrare  illegalmente  in  Svizzera  in  data  19  settembre  2007.  In 
occasione dell'audizione del [...], l'interessato ha esibito la fotocopia di 
un documento presentato come la sua carta d'identità. 

B.
Il 19 ottobre 2007, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett. a  della  legge sull'asilo  del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS 142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Iraq siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
Il 26 ottobre 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito  della  sua domanda d'asilo  e,  in  via 
sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì 

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presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della 
dispensa  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese processuali.

D.
Il  12  dicembre 2007,  il  TAF ha rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza di 
motivi  particolari  (art. 63 cpv. 4 della  legge federale sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso. 

E.
In  data  3  dicembre  2007,  il  ricorrente  ha  esibito  l'originale  di  un 
documento presentato come la sua carta d'identità. 

F.
Il 17 dicembre 2007, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame. 

G.
Il  16  gennaio  2008,  il  ricorrente  ha  inoltrato  l'atto  di  replica, 
rilevando l'esibizione dell'originale di un documento di identità nonché 
la situazione di ulteriore degrado vigente nel Kurdistan iracheno.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi  e  art.  83  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

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3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata,  l'UFM ha considerato, da un lato, che la 
fotocopia della carta d'identità,  esibita  dal  ricorrente, non costituisce 
un  valido  documento  d'identità  o  di  viaggio. Inoltre,  ha  rilevato  che 
l'insorgente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva esibizione di tali documenti. In particolare, l'insorgente non 
avrebbe  intrapreso  inizialmente  alcunché  per  procurarsi  dei 
documenti, accontentandosi di dichiarare di non avere la possibilità di 
farseli mandare in assenza di servizi postali in Iraq e in assenza di un 
recapito in Svizzera, mentre che – alla luce della decisione ricevuta – 
ha esibito  un documento  come la  sua carta  d'identità. Peraltro,  non 
sarebbe  nemmeno  convincente  la  narrazione  del  viaggio  intrapreso 
per  arrivare  in  Svizzera,  in  quanto  non  sarebbe  stato  in  grado  di 
nominare i Paesi attraverso i quali è transitato, salvo l'Iran e la Turchia. 
Dall'altro  lato,  l'autorità  inferiore  ha  pur  ritenuto  inverosimili  le 
allegazioni decisive in materia d'asilo presentate dall'insorgente. Detto 
Ufficio ha qualificato come stereotipate, superficiali e contraddittorie le 
dichiarazioni  dell'insorgente.  Segnatamente,  quest'ultimo  avrebbe 
dichiarato  di  non  ricordare  il  nome  della  persona  sequestrata,  non 
riuscendo così a dare un'identità precisa della stessa, benché dopo il 
sequestro si  fosse recato in casa dei familiari  della vittima e avesse 
deposto la propria testimonianza sui fatti avvenuti. Inoltre, non sarebbe 
nemmeno stato in grado di indicare l'identità di uno dei sequestratori o 
la  sua  appartenenza  ad  un  gruppo  specifico.  Avrebbe  altresì  reso 
versioni contraddittorie sul suo luogo di residenza in Iraq dichiarando, 
a  seconda  delle  versioni,  di  essere  nato  e  di  aver  vissuto  la  sua 
esistenza a C._______ e dall'altro  lato,  di  aver vissuto a D._______ 
(provincia di  Suleimaniya) dal  1991 fino al  2007. In  più,  l'insorgente 
avrebbe  dapprima  asserito  di  aver  lavorato  a  D._______  sino  al  27 
agosto  2007  e  di  essersi  recato  a  C._______  per  lasciare  il  paese 

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originario, mentre che successivamente avrebbe dichiarato di essersi 
recato a D._______, da dove, con l'aiuto del cognato, sarebbe partito 
per l'espatrio. Infine, l'autorità inferiore ha considerato non necessari 
ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento della qualità di rifugiato o 
dell'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
del ricorrente.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha segnalato di voler produrre l'originale della 
carta d'identità non appena potrà rintracciare sua madre, la quale egli 
ha tentato di contattare anche il giorno in cui l'UFM ha emanato la sua 
decisione e di cui ha nel frattempo appreso essersi rifugiata in Siria. Il 
ricorrente ha ribadito che le difficoltà legate all'invio dall'Iraq del suo 
documento  di  legittimazione  e  la  sua  partenza  improvvisa  dall'Iraq 
nonché  la  sua  situazione  attuale  e  personale,  unitamente  alla 
situazione generale dell'Iraq, costituirebbero dei motivi scusabili atti a 
giustificare  la  mancata  tempestiva  esibizione  dell'originale  della  sua 
carta  d'identità.  Inoltre,  il  ricorrente  contesta  che  nel  caso  concreto 
non  ricorrano  i  presupposti  dell'art.  32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  circa  la 
necessità  d'ulteriori  chiarimenti per la determinazione della qualità di 
rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  ostacolo  all'esecuzione 
dell'allontanamento.  In  particolare  –  alla  luce  della  nota  situazione 
vigente nel suo Paese d'origine, segnatamente nel Kurdistan iracheno 
(richiamati  in  proposito,  i  rapporti  pubblicati  dall'OSAR il  22  maggio 
2007  e  rispettivamente  il  10  luglio  2007)  –  non  sarebbe  consentito, 
come  invece  avrebbe  fatto  l'autorità  inferiore  nel  caso  di  specie,  di 
semplicemente  affermare  che,  da  un  lato,  tale  regione  sarebbe 
caratterizzata  da  una  situazione  di  sicurezza  e  di  rispetto  dei  diritti 
dell'uomo, e dall'altro lato, non sussisterebbero indizi per ritenere che, 
in  caso  di  rimpatrio,  egli  possa essere  esposto  a  trattamenti  vietati 
dall'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e 
delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950  (CEDU, RS 0.101). 
Pertanto,  egli  ritiene  necessari  ulteriori  chiarimenti  in  relazione  allo 
statuto  di  rifugiato  o  all'esecuzione  dell'allontanamento.  Per 
conseguenza,  l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito 
della sua domanda d'asilo.

6.
Nella risposta al ricorso, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame, 
in sostanza per i  motivi indicati nel provvedimento litigioso. L'autorità 
inferiore  ha  rilevato  che  l'esibizione  della  carta  d'identità  è 

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intempestiva  e  non  giustifica  le  dichiarazioni  poco  plausibili  del 
ricorrente  circa  le  modalità  del  viaggio  d'espatrio.  L'UFM  ha  inoltre 
osservato  che  il  ricorso  dell'insorgente  non  fornisce  alcun  nuovo 
elemento atto a confutare le argomentazioni sviluppate nella decisione 
impugnata.

7.
Nella  replica,  l'insorgente  ha  osservato  che,  al  contrario  di  quanto 
affermato dall'autorità inferiore, avrebbe dimostrato gli sforzi effettuati, 
nonché avrebbe dato prova della sua buona fede per l'esibizione del 
suo documento d'identità, la cui intempestività sarebbe pertanto legata 
a  difficoltà  oggettive.  Peraltro,  in  merito  all'esecuzione 
dell'allontanamento,  l'intervento  dell'esercito  turco  nel  Kurdistan 
iracheno  costituirebbe  un  ulteriore  aggravamento  della  degradata 
situazione nella regione.

8.

8.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c).

8.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF] 
2007/7 consid. 6).

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8.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

9.

9.1 Questo Tribunale osserva, che il  ricorrente, senza valide ragioni, 
non ha tempestivamente presentato documenti di viaggio o d'identità 
ai  sensi  di  legge,  benché  l'UFM  l'abbia  invitato  ad  esibirli  sin  dal 
momento  dell'inoltro  della  sua  domanda  d'asilo.  Nell'ambito 
dell'audizione del [...] il ricorrente ha sì presentato una fotocopia della 
carta d'identità che si sarebbe fatto inviare via fax dal cognato, a tal 
proposito il  TAF rileva però,  che la  copia di  una carta d'identità non 
costituisce manifestamente un documento valido ai  sensi della legge 
(v. sentenza del Tribunale amministrativo federale E-7458/2007 del 2 
novembre 2007 consid. 3.1). Certo, in data 3 dicembre 2007, e quindi 
due  mesi  dopo  essere  stato  informato  dell'obbligo  di  esibire  un 
documento  di  viaggio  o  d'identità,  l'insorgente  ha  prodotto  un 
documento presentato come l'originale della carta d'identità. Tuttavia, 
non ha fornito  alcuna giustificazione per  l'esibizione del  menzionato 
documento ben oltre le 48 ore previste dalla legge, senza che, da un 
esame  d'ufficio  delle  carte  processuali,  ne  emerga  una  valida.  In 
particolare, va rilevato che il ricorrente non ha inizialemente né chiesto 
al cognato di procurargli l'originale del documento, né ha nel lasso di 
tempo tra la prima audizione del [...]  e la seconda del [...]  cercato di 
contattare nuovamente  quest'ultimo a tal  fine [(...)]. Il  ricorrente si  é 
limitato ad allegare in sede di ricorso l'inefficienza e la limitatezza dei 
servizi postali iracheni, nonché l'asserita partenza della madre in Siria, 
la  quale -  secondo le  dichiarazioni  dell'insorgente -  era in  possesso 
della sua carta d'identità in originale [(...)]. Tali allegazioni non possono 
ritenersi  plausibili,  ritenuto che il  ricorrente ha dichiarato di non aver 
avuto nessun contatto con la madre, bensì con il cognato circa l'invio 
dei  documenti  [(...)].  Non  v'è  altresì  ragione  di  ritenere  che  se 
l'insorgente  avesse  davvero  effettuato  dei  seri  e  concreti  sforzi  per 
procurarsi  tempestivamente  un  documento  di  viaggio  o  d'identità, 

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segnatamente  rivolgendosi  alla  rappresentanza  diplomatica  del  suo 
Paese in Svizzera, o facendo capo ad un servizio postale privato, detti 
sforzi  non  avrebbero  potuto  avere  esito  favorevole.  Inoltre,  appare 
poco probabile che il  ricorrente abbia potuto viaggiare a bordo di un 
camion  dalla  Turchia  alla  Svizzera,  transitando  attraverso  diversi 
Paesi, a lui però sconosciuti, senza subire alcun controllo. Infine, se un 
richiedente l'asilo non aveva ragioni valide per giustificare la mancata 
esibizione di  documenti  di  viaggio o d'identità  in  procedura di  prima 
istanza,  non  v'è  motivo  d'annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel 
merito  quand'anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in 
sede di ricorso, come nel caso di specie (v., fra le tante, la sentenza 
del  Tribunale  amministrativo  federale  D-8199/2007  del  18  dicembre 
2007 consid. 8 e relativo riferimento).

9.2 Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente non ha presentato, all'infuori 
di generiche censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  s'esauriscono,  infatti,  in  mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTF 
in  relazione  all'art.  6  LAsi,  all'art. 37  LTAF  ed  all'art.  4  PA).  In 
particolare,  il  TAF rileva  che  non  soccorre  il  ricorrente  la  generica 
osservazione  secondo  cui  avrebbe  ricevuto  delle  minacce  di  morte 
dapprima per il tramite di una lettera minatoria recapitata al suo amico 
e poi di un'altra ricevuta e lettagli dalla madre [(...)]. Infatti, il timore di 
essere  ricercato e ucciso da terzi  [(...)]  non costituisce di  per  sé,  e 
manifestamente, un indizio proprio a motivare la qualità di rifugiato e 
determinante  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria.  In 
particolare, non appare motivo per ritenere che il ricorrente, non possa 
ottenere  in  patria,  se  opportunamente  sollecitata,  un'appropriata 
protezione  contro  l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  di  terzi  nei  suoi 
confronti. Al contrario infatti, il ricorrente si é rivolto sin dall'inizio alla 
E._______  del  suo  Paese  d'origine,  sporgendo  denuncia  contro  i 
medesimi  sequestratori  nonché  presunti  responsabili  delle  minacce 
proferitegli,  rimanendo a C._______ a disposizione della E._______, 
come  gli  era  stato  richiesto,  senza  peraltro  formulare  una  richiesta 
specifica di protezione [(...)]. Per di più, questo Tribunale osserva che 
l'insorgente  si  limita  a  mere  congetture,  non  confortate  da  alcun 
elemento serio e concreto sull'eventualità di persecuzione da parte dei 
presunti sequestratori e assassini, di cui non conosce né i nomi, né il 

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gruppo  a  cui  appartengono  e  di  cui  peraltro  non  se  ne  é 
inspiegabilmente mai interessato, benché egli si ritenga minacciato, in 
caso di  rientro  in  patria  [(...)]. D'altronde,  codesto  Tribunale  osserva 
che in sede di ricorso il ricorrente non ha addotto alcuna motivazione 
o  elemento  nuovo  a  suffragio  delle  presunte  persecuzioni  allegate 
nonché di un'eventuale mancanza di protezione da parte delle autorità 
di  E._______  del  Paese  d'origine.  Infine,  l'UFM  ha  rettamente 
considerato come inverosimili,  con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b 
LAsi, le dichiarazioni rese dall'insorgente. 

10.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 9 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

11.

11.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente nel nord dell'Iraq possa violare l'art. 
25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera 
del 18 aprile 1999 (Cost.,  RS 101), l'art. 33 della  Convenzione sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS 0.142.30),  l'art.  5 
LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge 
federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS  142.20)  o 
esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 
1984  (Conv. tortura,  RS  0.105).  Inoltre,  questo  Tribunale  rileva  che 
l'insorgente  ha  dichiarato  di  non  avere  mai  avuto  problemi  nel  suo 
Paese  con  le  autorità  [(...)].  Infine,  il  TAF  segnala,  per 
sovrabbondanza, che le forze dell'ordine e le autorità giudiziarie delle 
tre  province  curde  del  nord  dell'Iraq  –  fra  cui  Suleimaniya,  regione 
dove il ricorrente ha vissuto dal 1991 fino al suo espatrio – hanno, di 
principio,  la  capacità  e  la  volontà  di  garantire  agli  abitanti  delle  tre 
province la protezione dalle persecuzioni (DTAF 2008/4 consid. 6).

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11.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  11.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

11.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento  riconducibili  all'art.  83  cpv. 4  LStr,  in  merito  allo 
stato della  sicurezza in  Iraq,  questo  Tribunale ha già avuto modo di 
precisare che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e 
Suleimaniya)  non  vige,  al  momento,  una  situazione  di  violenza 
generalizzata  e  la  situazione  politica  non  è  talmente  tesa  da 
considerare  un  rimpatrio  come  generalmente  inesigibile. 
Segnatamente,  lo  stato  della  sicurezza  è  più  stabile  ed  equilibrato 
rispetto al resto del Paese. Inoltre, la situazione dei diritti dell'uomo è 
migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq. In particolare, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre  province  curde  è 
esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salute 
e giovani, a condizione che la persona interessata sia originaria della 
regione o vi  abbia vissuto  un lungo periodo e disponga di  una rete 
sociale,  segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  oppure  di 
relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 
7.5.1 e 7.5.8).

11.4
Nel  caso  di  specie,  il  ricorrente  ha  dichiarato  di  essere  cittadino 
iracheno di etnia curda, originario di C._______, ma di avere vissuto 
sin  dal  1991  fino  al  suo  espatrio  a  D._______,  in  provincia  di 
Suleimaniya  (nord  dell'Iraq),  è  giovane,  celibe  ed  ha  una  certa 
esperienza  professionale  nella  ristorazione  e  come facchino,  attività 
questa  svolta  fino  all'espatrio  nel  2007  [(...)].  In  particolare,  prima 
dell'espatrio il ricorrente avrebbe vissuto e lavorato per ben 16 anni a 
D._______, mentre che si sarebbe trovato a C._______ solo in vista di 
fidanzarsi e di sposarsi [(...)]. A D._______, il ricorrente ha dichiarato 
di  avere  vissuto  con  i  colleghi  di  lavoro  [(...)]  ragion  per  cui  si  può 
ritenere – tanto più alla luce delle versioni che sono state rese in modo 
lacunoso  e  contraddittorio,  al  limite  della  violazione  dell'obbligo  di 

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collaborare  -  che  egli  abbia  creato  in  tutti  questi  anni  dei  legami 
segnatamente con i suoi ex colleghi di lavoro a D._______, con i quali 
avrebbe persino condiviso il  luogo di residenza. In caso di  rinvio nel 
suo Paese, il ricorrente avrebbe quindi la possibilità di far riferimento a 
queste persone sia dal punto di vista sociale che lavorativo, di modo 
che  si   può  concludere  che  egli  disporrebbe  di  una  importante  e 
significativa rete sociale a D._______ nella provincia di  Suleimaniya, 
ritenuto  altresì  che  –  considerata  la  scarsa  collaborazione  del 
ricorrente – ulteriori chiarimenti in questo senso risulterebbero inutili. 
Peraltro,  l'insorgente  potrebbe  pure  beneficiare  degli  aiuti  offerti  dai 
programmi di distribuzione di generi alimentari (DTAF 2008/5 consid. 
7.5,  in  particolare  7.5.4).  Per  sovrabbondanza,  codesto  tribunale 
osserva inoltre che, secondo le  dichiarazioni  del  ricorrente, in  patria 
risiedono ancora la madre – la cui partenza per la Siria è rimasta una 
mera allegazione non corroborata dal ricorrente in sede di ricorso - la 
sorella con suo marito, come pure i di lei suoceri [(...)]. Sebbene essi 
risiederebbero  a  C._______,  si  può  presumere  che  non  vi  sono 
problemi di sorta o particolari difficoltà per spostarsi da D._______ a 
C._______  e  viceversa,  di  modo  che  il  rientro  a  D._______  del 
ricorrente  gli  permetterebbe  di  mantenere  il  contatto  con  i  suoi 
familiari. Infatti, il ricorrente ha dichiarato che già a suo tempo lavorava 
a D._______ ma si recava a C._______ settimanalmente in visita alla 
madre [(...)], come pure ha indicato le occasioni in cui, da solo con la 
madre  o  con  il  cognato,  abbia  effettuato  in  auto  il  tragitto  tra 
D._______  e  C._______  senza  problemi  [(...)].  Il  ricorrente  non  ha 
altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che 
possano giustificare un'ammissione provvisoria  (v. sulla problematica 
GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera 
per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha 
rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una 
prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  il 
ricorrente di un adeguato reinserimento sociale in Iraq.

11.5
Infine,  non risultano impedimenti  neppure dal  profilo della  possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il  ricorrente, 
usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento 
indispensabile al rimpatrio. L'esecuzione dell'allontanamento è dunque 
pure possibile.

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12.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito 
la decisione impugnata va confermata.

13.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). 

14.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 12 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 
nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 
succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- patrocinatore  del  ricorrente  (Raccomandata; allegato,  bollettino  di 
versamento)

- UFM,  Divisione Dimora e aiuto al ritorno, (in copia, n. di rif. N [...]; 
allegato: incarto UFM)

- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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