# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eaf6805a-2e33-5f27-8024-047933a2def9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-02-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 07.02.2000 INC.1999.80203
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-80203_2000-02-07.html

## Full Text

N. 802.99.3 M                                                          Lugano,
7 febbraio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

__________

 

 

sedente per statuire
sull’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 31 gennaio / 1° febbraio
2000 da

__________,                    __________

(difeso d’ufficio dall’avv.
__________)

e trasmessa
in data 3 febbraio 2000 con preavviso negativo dal Procuratore Pubblico
avv. __________;

concesso
all’accusato istante, con ordinanza 3 febbraio 2000, di formulare osservazioni
al preavviso negativo del magistrato inquirente, e preso atto che entro il
termine assegnato non sono state inoltrate osservazioni;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP 7464/99/MV;

ritenuto 

in fatto:

A.

__________ è
stato tratto in arresto lo scorso 1° dicembre 1999, siccome coinvolto in un
importante traffico di stupefacenti, segnatamente eroina (v. rapporto d’arresto
1° dicembre 1999, inc. MP doc. _, p. 1 ss.). Il giorno successivo, questo
giudice ha confermato l’arresto, con contestuale intimazione della promozione
dell’accusa per titolo di infrazione aggravata e contravvenzione alla LFStup.
(v. inc. MP, doc. _ rispettivamente 2).

 

B.

L’accusato
istante, fortemente tossicodipendente, ha immediatamente ammesso le proprie
responsabilità, segnatamente l’avvenuto acquisto, nel corso dell’ultimo anno
prima dell’arresto, di cinque grammi di eroina al giorno, consumati in ragione
di tre quinti, e per il resto rivenduti sulla piazza (v. verbale di conferma
dell’arresto, cit., p. 2). Nell’unico verbale esperito avanti al Procuratore
Pubblico (v. verbale MP 20 dicembre 1999, inc. MP doc. _), gli acquisti sono
stimati in ca. 1'650 grammi e le vendite in non meno di 330 grammi (loc. cit.,
p. 3).

 

 

 

 

C.

Con l’istanza
qui in discussione, __________ chiede di essere posto in libertà provvisoria: “pienamente
consapevole degli errori commessi” (istanza, inc. GIAR 802.99.3 doc. _,
pto. 4 p. 2), nel corso della carcerazione sinora subita avrebbe potuto “riflettere
sulla sua situazione e sulle sue intenzioni future” (loc. cit., pto. 7 p.
3). La sua “veritiera ed esaustiva confessione” (loc. cit., pto. 8 p. 4)
avrebbe notevolmente semplificato l’inchiesta, da ritenersi conclusa (ibid.);
da ciò egli deduce l’assenza di pericolo di collusione (ibid.). La
disintossicazione forzata, causata dal periodo di carcerazione preventiva,
lascia ben sperare che l’accusato non ricada nei reati oggi imputatigli (loc.
cit., pto 9 p. 4-5). Ritenuta infine l’eventualità che __________ possa
beneficiare di una condanna ad una pena sospesa condizionalmente, l’ulteriore
mantenimento della sua carcerazione preventiva sarebbe contrario al principio
di proporzionalità (loc. cit., pto. 10 p. 5).

 

D.

Il
Procuratore Pubblico fonda il proprio preavviso negativo essenzialmente
sull’esistenza di necessità istruttorie che potrebbero emergere dal rapporto di
polizia giudiziaria, di imminente consegna (v. preavviso negativo, inc. GIAR
802.99.3 doc. _, p. 2) e su un marcato pericolo di recidiva, desumibile dai
suoi precedenti specifici e dalla attuale indisponibilità dell’accusato per un
serio discorso terapeutico (loc. cit., p. 2-3). Ritenendo di poter procedere
all’emanazione dell’atto d’accusa già nel corso del prossimo mese di marzo, il
Procuratore Pubblico riafferma la proporzionalità della carcerazione preventiva
(già subita ed ancora prospettabile, loc. cit. p. 3) di __________.

Considerato

In diritto:

1.

L'art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene validità la pregressa giurisprudenza:
v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H., GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv.
1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente
al cpv. 2 arresto, perdurare ed eventualmente proroga del carcere preventivo a
norma dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e
concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono
presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - segnatamente i bisogni dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza
dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve
unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza
dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF
109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale
federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss) -ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128).

 

2.

a)                          Con la verosimiglianza sufficiente a questo
stadio del procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità concludere
per la presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di
__________, e relativi a fatti peraltro da lui ammessi sin dal primo momento
sia avanti agli inquirenti che a questo giudice (v. supra, consid. B; v.
pure verbale di polizia 1° dicembre 1999, ore 16.08, allegato al rapporto
d’arresto, cit., p. 2 ss., e istanza, cit., pto. 7 p. 3).

 

b)                          Non si può invece ammettere, sulla scorta
delle indicazioni fornite dal magistrato inquirente, l’ulteriore sussistenza di
necessità istruttorie: come da costante e nota giurisprudenza, eventuali
puntuali bisogni d’inchiesta devono essere motivati in modo preciso ed
esauriente, non potendo certamente bastare il generico rinvio a “tutte le
ulteriori contestazioni che – sulla scorta di tale rapporto [preliminare di
polizia giudiziaria, ndr.] – potrebbero essergli poste sia a conferma e/o ad
aggravio di quanto da lui già riconosciuto nel verbale 20.12.1999”
(preavviso, cit., p. 2).

 

E, già che ne è discorso, vale
anche la pena rammentare che proprio il rapporto di polizia giudiziaria non è
un mezzo di prova, l’attesa del quale possa giustificare il protrarsi
dell’inchiesta: in quel rapporto confluiscono tutti gli atti d’inchiesta di cui
il Procuratore Pubblico è stato (o avrebbe dovuto essere) informato in tempo
reale. Allora, la ventilata contestazione all’accusato istante delle risultanze
delle intercettazioni telefoniche e delle testimonianze di suoi acquirenti (v.
preavviso, cit., p. 2) avrebbe potuto (e dovuto) essere effettuata ben prima
della rassegnazione del rapporto preliminare di polizia, ed indipendentemente
dallo stesso.

 

c)                          Non è dunque compatibile con il principio
di proporzionalità avvalersi di necessità d’inchiesta che avrebbero dovuto
essere già state evase. La presente istanza non può essere respinta facendo
riferimento a necessità d’inchiesta.

 

3.

a)                          Potendosi trascurare qui il pericolo di
fuga dell’accusato istante, neppure invocato dal Procuratore Pubblico e
comunque contestato da __________ (v. istanza, cit., pto. 12 p. 6), resta da
valutare il pericolo di una sua recidiva.

 

b)                          Notoriamente, il pericolo di recidiva deve
essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme
delle circostanze, tra le quali i precedenti dell’accusato, il suo
comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione
fisica e soprattutto psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli
vengono addebitati, così che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario
Luvini, I presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale
ticinese, in: Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez,
Précis de procédure pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.).

 

 

 

 

 

c)                          Contrariamente a quanto lui medesimo
ritenga (e limitatamente a quanto qui possa importare, ovvero nell’ottica della
messa in libertà provvisoria), tutti gli elementi di giudizio per una prognosi
sul futuro comportamento di __________ non possono essere considerati a lui
favorevoli. Recidivo specifico plurimo (v. estratto del casellario giudiziale,
inc. MP doc. _, con allegati), senza occupazione fissa e oberato dai debiti (v.
verbale MP 20 dicembre 1999, cit., p. 4-5), la sua professione di ravvedimento
(v. istanza, cit., pto. 7 p. 3) non convince per nulla: quand’anche la ricaduta
nella spirale della tossicodipendenza fosse da ricondurre unicamente alla
dolorosa esperienza vissuta in concomitanza con la scomparsa di un suo amico
(v. verbale MP 20 dicembre 1999, cit., p. 5), va detto che proprio per le
modalità di quel decesso, forse pure legato a questioni di stupefacenti
(ibid.), quell’esperienza avrebbe dovuto fungere da deterrente più di qualsiasi
altro avvertimento. Invece, dopo un persino lungo periodo lontano dalla droga
vi è stata ricaduta, estremamente pesante per le dosi di eroina assunta e
spacciata, e pure assai prolungata nel tempo. Tutto ciò indizia perlomeno una
debolezza psichica preoccupante, e che non appare relativizzata neppure
dall’avvenuta disintossicazione fisica – involontaria conseguenza,
quest’ultima, proprio del periodo di carcerazione preventiva.

 

In altre
parole, visti anche i precedenti di __________ non bastano certo né la sua
disintossicazione fisica, né le sue professioni di ravvedimento, né la sua
disponibilità a sottoporsi a cure psichiatriche in forma ambulatoriale
(significativamente limitate all’elaborazione della morte dell’amico, v.
istanza, cit., pti. 4 e 5, p. 2, e non nell’ottica di un’ipotetica misura ex
art. 44 CPS, come auspicato dal Procuratore Pubblico, v. preavviso, cit., p. 2
in fine) per ritenere in modo fondato che egli avrà la forza psichica di uscire
dalla dipendenza nella quale si trova oggi. D’altronde, già la Corte delle
Assise correzionali di Lugano, nel non così lontano 1995, aveva espresso con
tutta chiarezza il proprio scetticismo circa la capacità di __________ di
staccarsi dal mondo della droga “da solo o tuttalpiù con un aiuto
terapeutico nella forma ambulatoriale” (v. sentenza 3 maggio 1995, all’inc.
MP doc. _, consid. 2 p. 5 in fine); e tale scetticismo, come i fatti qui
discussi dimostrano, era purtroppo giustificato.

 

d)                          Ne discende che il pericolo di recidiva
(ovviamente non solo quo al consumo, bensì anche al traffico con
stupefacenti, da lui visto evidentemente come ineluttabile conseguenza della
propria tossicodipendenza, v. istanza, cit., pto. 7 p. 3) appare nell’evenienza
specifica sufficientemente fondato da giustificare la reiezione della presente
istanza.

 

4.

Resta da
valutare la proporzionalità della carcerazione preventiva cui è astretto
l’accusato istante. Al proposito, gli elementi di giudizio sono contraddittori:
da un lato, già è stato detto come l’inchiesta non sia stata portata avanti con
la sollecitudine imposta dalle circostanze (v. supra, consid. 2b).
D’altro canto, se rapportato alla pena ragionevolmente prevedibile tenuto conto
dei precedenti dell’accusato e dei rilevanti quantitativi di stupefacente
trattato, il tempo già trascorso (ed ancora prospettabile) in carcerazione
preventiva appare ampiamente rispettoso del principio di proporzionalità –
tanto più che l’eventualità di una sospensione condizionale della pena, data
quasi per certa dall’accusato (v. istanza, cit., pto. 10 p. 5 e pto.12 p. 6),
sembra ostarsi irrimediabilmente con la lunga espiazione di pena da lui patita
nel 1995 (in totale più di dieci mesi, dall’8 febbraio al 24 dicembre, a
seguito della sentenza 3 maggio 1995 della Corte delle Assise correzionali di
Lugano, all’inc. MP doc. _, con la quale era stata ordinata l’esecuzione di due
precedenti condanne, v. dispositivo cfr. 4, p. 7-8; art. 41 cfr. 1 cpv. 2 CPS).

 

Anzi, proprio
per questa ragione una messa in libertà dell’accusato, con la prospettiva certa
di dover tornare in carcere per l’espiazione della pena, parrebbe contraria al
suo stesso interesse.

Resta
sottinteso l’obbligo, per il magistrato inquirente, di trattare con priorità i
casi in cui l’accusato è in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP) – a
maggior ragione il presente incarto, che ha già patito un’ingiustificata stasi
dell’istruttoria dal 20 dicembre 1999.

 

5.

 

In
conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con la presente
decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza conseguenza di tassa
e spese.

 

*   *   *

Per i quali
motivi,

visti gli
artt. 95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

 

 

decide:

 

 

1.      L’istanza di libertà provvisoria inoltrata in data 31
gennaio / 1° febbraio 2000 da __________
è respinta.

2.      Non
si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.      Contro
la presente decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

 

 

 

 

 

4.      Intimazione:

-    avv. __________, per sé e per l’accusato
__________, con copia del preavviso negativo del magistrato inquirente;

-    Procuratore
Pubblico avv. __________, con l’inc. MP 7464/99/MV di ritorno.

giudice __________