# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f265fd4d-9dd5-525d-a4f8-bff967db6db9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-11-01
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 01.11.2018 D-6629/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6629-2017_2018-11-01.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6629/2017 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 °  n o v e m b r e  2 0 1 8  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Gérard Scherrer,  

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Eritrea,   

patrocinata dal Sig. Rosario Mastrosimone,  

SOS Antenna Profughi,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 23 ottobre 2017 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessata ha presentato in Svizzera il 23 luglio 

2015, 

i verbali di audizione del 29 luglio 2015 (di seguito: verbale 1) e del 22 ago-

sto 2016 (cfr. verbale 2), 

la decisione della SEM del 23 ottobre 2017, per mezzo della quale tale 

autorità ha respinto la succitata domanda d’asilo e pronunciato l’allontana-

mento della richiedente asilo dalla Svizzera nonché l’esecuzione dello 

stesso in quanto ammissibile, esigibile e possibile, 

il ricorso del 23 novembre 2017 (cfr. timbro del plico raccomandato), me-

diante il quale l’interessata ha postulato in via principale il riconoscimento 

dello statuto di rifugiato e la concessione dell’asilo in Svizzera; in subordine 

la restituzione degli atti all’autorità di prima istanza per una nuova valuta-

zione sul punto di questione della verosimiglianza e del riconoscimento 

della qualità di rifugiato; in via ancor più subordinata di essere ammessa 

provvisoriamente in Svizzera per inammissibilità ed inesigibilità dell’esecu-

zione dell’allontanamento; contestualmente di essere esentata dal paga-

mento delle spese processuali e del relativo anticipo, 

l’avviso di ricevimento del gravame, trasmesso alla ricorrente il 27 novem-

bre 2017, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 1 LAsi) contro una deci-

sione in materia d’asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi, art. 31-33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-

c e 52 PA,  

che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

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che i ricorsi manifestamente fondati sono decisi dal giudice in qualità di 

giudice unico, con l’approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi), 

che ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio degli scritti, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5), 

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che la richiedente, cittadina eritrea nata ad B._______, nella Regione di 

Gasc-Barca, ha dichiarato di aver lasciato illegalmente il paese d’origine 

nell’aprile del 2015; che una volta giunta sul suolo elvetico, ella ha deposi-

tato una domanda d’asilo il 23 luglio 2015 (cfr. verbale 1 , pag. 2 e seg.), 

che al momento di essere sentita sui motivi d’asilo, l’interessata ha addotto 

di aver abbandonato la scuola nel corso del decimo anno in quanto conscia 

del fatto che dopo lo svolgimento dell’undicesimo si sarebbe dovuta recare 

al campo di addestramento di Sawa; che durante il periodo successivo sa-

rebbe rimasta presso i genitori, svolgendo saltuarie attività di commercio; 

che proprio in tali circostanze sarebbe stata fermata, picchiata ed interro-

gata dalle autorità in quanto sospettata di aver lasciato il paese, riuscendo 

però a fuggire; che il giorno stesso avrebbe intrapreso il suo viaggio d’espa-

trio verso il Sudan; che una volta all’estero avrebbe appresso dai famigliari 

che le autorità si sarebbero presentate al suo domicilio con l’intenzione di 

arrestare sua madre; che pur avendola lasciata in libertà, queste avrebbero 

confiscato la sua carta d’identità, 

che la SEM ha considerato inverosimili le allegazioni dell’interessata a pro-

posito del fermo di cui sarebbe stata oggetto in patria, in quanto nel corso 

dell’audizione sulle generalità avrebbe citato due diverse circostanze salvo 

poi menzionare un solo arresto al momento di essere sentita sui suoi motivi 

d’asilo; che pure le circostanze dell’espatrio sarebbero contraddittorie; che 

del resto, non avendo la richiedente asilo mai ricevuto alcuna convoca-

zione, i presupposti per la concessione dell’asilo non sarebbero riuniti ; che 

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in assenza di circostanze supplementari, nemmeno l’asserito espatrio ille-

gale risulterebbe rilevante, 

che l’autorità di prima istanza non ha tuttavia esaminato né sotto l’aspetto 

della verosimiglianza né dal punto di vista della pertinenza le allegazioni 

della richiedente asilo a proposito delle presunte conseguenze patite dai 

famigliari a seguito della sua partenza (cfr. verbale 2, pag. 15),  

che così facendo la SEM ha però violato diritto di essere sentito dell’inte-

ressata, 

che tale garanzia procedurale, disciplinata dall’art. 29 cpv. 2 Cost. e dall’art. 

29 PA, impone all’autorità giudicante di prendere in debita considerazione 

le allegazioni della parte in causa nell’ambito della procedura di elabora-

zione delle decisioni (cfr. DTF 111 Ia 273 consid. 2b ; DTF 105 Ia 193 con-

sid. 2b/cc), 

che un suo corollario è inoltre il cosiddetto obbligo di motivare le decisioni, 

presupposto essenziale per la verifica della fondatezza dei provvedimenti; 

che si necessita che l’autorità menzioni, quantomeno brevemente, le pro-

prie riflessioni sugli elementi di fatto e di diritto di modo che, la persona 

toccata dalla decisione possa rendersi conto della sua portata ed impu-

gnarla in piena conoscenza di causa (cfr. DTF 126 I 97, 102), 

che il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale; che la sua 

violazione, conduce dunque, di principio, all’annullamento della decisione 

impugnata (cfr. DTF 122 I 464 consid. 4a), 

che pertanto, il ricorso è accolto, la decisione della SEM del  23 ottobre 

2017 è annullata e gli atti di causa le sono ritrasmessi (art. 61 cpv. 1 PA) 

affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 Cost.), a 

pronunciare una nuova decisione rispettosa dei considerandi della pre-

sente sentenza, 

che su tali presupposti non vi è necessità di passare in rivista le restanti 

censure ricorsuali, 

che visto l’esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA) e l’istanza di assistenza giudiziaria è da considerarsi risulta 

priva d’oggetto, 

 

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che la parte vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie deri-

vanti dal-la causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-

braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che le parti che chiedono la rifusione 

di ripetibili devono presentare al TAF, prima della pronuncia della decisione, 

una nota particolareggiata delle spese ed il TAF fissa l’indennità dovuta alla 

parte sulla base di tale nota. In difetto di tale nota il TAF fissa l’indennità 

sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 TS-TAF), 

che nella fattispecie, in difetto di una nota particolareggiata, l’indennità per 

spese ripetibili è fissata d’ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa 

in CHF 650.– (disborsi e indennità supplementare in rapporto all’IVA com-

presi) (art. 14 cpv. 2 TS-TAF, art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF, art. 7 TS-TAF), 

che la pronuncia è definitiva, 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pagina 6 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM del 23 ottobre 2017 è annullata 

e gli atti di causa le sono ritrasmessi per la pronuncia di una nuova deci-

sione ai sensi dei considerandi.  

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà alla ricorrente complessivamente CHF 650.– a titolo di 

indennità ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all’autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

 

 

 

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