# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ae206995-3174-5ac9-873e-00f592183155
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-07-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 24.07.2023 12.2022.171
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2022-171_2023-07-24.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2022.171

  	
  Lugano

  24 luglio 2023/bs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Stefani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bellotti

  

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. OR.2019.94 della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 1, promossa con petizione 15 maggio 2019 da

 

 

	
   

  	
  AP
  1  

  patrocinata da: PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1  

  patrocinata da:   PA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui l’attrice ha
chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 646'200.- (ridotti a
fr. 604'940.15 con il memoriale conclusivo) oltre accessori e il rigetto in via
definitiva dell’opposizione interposta al PE n. __________55 dell’UE di __________;

 

domanda avversata dalla
controparte, che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore ha
respinto con sentenza 4 novembre 2022;

 

appellante l’attrice
che, con atto di appello 6 dicembre 2022, chiede la riforma del giudizio
impugnato, nel senso di accogliere integralmente la petizione (così come
precisata in sede di conclusioni), con protesta di tasse, spese e ripetibili di
primo e secondo grado;

 

mentre con risposta 8
maggio 2023 la convenuta postula il rigetto in ordine e nel merito del gravame,
con protesta delle spese giudiziarie di appello;

 

preso atto della replica
spontanea 22 maggio 2023 dell'attrice e della duplica spontanea 30 maggio 2023
della convenuta;

 

letti ed esaminati gli atti
e i documenti prodotti; 

 

ritenuto 

 

in fatto:

 

                                  A.   Il 23 febbraio 2016 ____________________
R__________, a nome della AO 1, di cui era presidente con firma collettiva a
due, e ____________________ ____________________, allora presidente con firma
individuale della AP 1 (di cui è divenuto amministratore unico dall'ottobre del
2018: doc. C), hanno sottoscritto una "scrittura privata". In
virtù di tale accordo, premesso che il club aveva messo sotto "contratto
di lavoro per giocatore non-dilettante dei club dell'Associazione Svizzera di
Football", il 10 febbraio 2016 (doc. 7), il calciatore __________ ____________________
C__________ (1994), la AO 1 si impegnava a versare alla AP 1 il 30% del prezzo
di vendita (o di prestito) al netto di eventuali commissioni in caso di
cessione (a titolo definitivo o in prestito) del giocatore "durante la durata
del Contratto" (doc. D). 

 

                                  B.   Il contratto di
lavoro tra la AO 1 e ____________________ C__________ era stato stipulato fino
al 30 giugno 2017, riservato un diritto di opzione della società (da
esercitarsi entro il 31 maggio 2017) per prolungare il contratto fino al 30
giugno 2018 (doc. 7). Tale diritto di opzione è stato esercitato l'8 dicembre
2016 (doc. 8). Dopo un adeguamento salariale il 9 dicembre 2016 (doc. 9) e un
accordo di trasferimento temporaneo del calciatore alla FC C__________ dal 1°
luglio 2017 (doc. 10), il 30 novembre 2017 la AO 1 e ____________________ C__________
hanno siglato un nuovo contratto di lavoro valido dal 1° dicembre 2017 al 30
giugno 2019 (doc. 11). 

 

                                  C.   Il 29 agosto 2018 la AO
1 e la Be__________ hanno concluso un "transfer agreement" per
la cessione di ____________________ C__________ al FC ____________________ per fr.
2'000'000.- (fascicolo edizione documenti convenuta). Al che il 31 agosto 2018 AP
1 ha chiesto – per il tramite di ____________________ R__________ – alla AO 1
di onorare l'accordo del 23 febbraio 2016 (doc. F). ____________________ R__________
ha tuttavia escluso ogni obbligo in capo alla società ritenendo che la nota
scrittura privata del 23 febbraio 2016 fosse "nulla e/o inefficace" sotto
vari aspetti (doc. G). Il 10 settembre 2018 la AP 1 ha quindi trasmesso alla AO
1 una fattura per fr. 646'200.- (fr. 600'000.- più IVA). Visto il rifiuto di
quest'ultima (doc. L), il 22 ottobre 2018 AP 1 ha fatto spiccare nei suoi
confronti un PE (n. __________55) dell'UE di Lugano per l'incasso del citato
importo, oltre interessi al 5% dal 10 ottobre 2018 e spese esecutive (fr.
203.30), al quale la AO 1 ha interposto opposizione (doc. N). 

 

                                  D.   Previo ottenimento
dell'autorizzazione ad agire (doc. O), con petizione 15 maggio 2019 la AP 1 ha
convenuto in giudizio la AO 1 per ottenerne la condanna al pagamento di fr.
646'200.-, oltre interessi al 5% dal 10 ottobre 2018 e spese esecutive (fr.
203.30), nonché il rigetto definitivo dell'opposizione al noto PE. In sintesi,
l'attrice rilevava che con la scrittura privata del 23 febbraio 2016 la
convenuta si era assunta precisi obblighi, ovvero la remunerazione (mediante
una percentuale calcolata sul prezzo di vendita del giocatore) del proprio
operato di scouting relativo ad ____________________ C__________.
Condizione che si sarebbe realizzata nell'agosto 2018 con la cessione del
giocatore al FC ____________________. 

 

                                  E.   Con risposta 19
agosto 2019 la convenuta si è opposta alla pretesa eccependo la carenza di legittimazione
passiva. Ricordato che ____________________ R__________ non era abilitato a
rappresentare individualmente la società, che non ne aveva ratificato
l'operato, né per legge né in virtù di una speciale procura, essa ha obiettato
che l'attrice non poteva dedurre in buona fede un siffatto potere di
rappresentanza individuale (a fronte della chiara iscrizione nel registro di
commercio) neppure dalle circostanze (art. 33 cpv. 3 CO). A parte ciò, la
validità dell'impegno era limitata alla durata del contratto di lavoro (doc. 7)
che era terminato il 30 giugno 2018, sicché la scrittura privata non si
applicava in ogni caso al trasferimento di ____________________ C__________ al
FC ____________________ nell'agosto 2018. Senza contare che il contratto del 23
febbraio 2016 era pure da qualificarsi nullo siccome ____________________ R__________
lo aveva sottoscritto nella doppia veste di presidente della AO 1 ma anche, in
evidente conflitto d'interesse, di – all'epoca (fino all'ottobre 2018: doc. 3)
– consigliere di amministrazione della AP 1, la quale oltretutto non aveva
svolto alcuna attività di scouting o di intermediazione nel
trasferimento del giocatore dal suo club di provenienza (G__________ Football
Club, __________, __________) al AO 1.  

 

                                  F.   Con replica 4
novembre 2019 e duplica 21 gennaio 2020 le parti hanno approfondito le proprie
antitetiche posizioni.

 

                                  G.   Esperita
l'istruttoria e raccolti gli allegati conclusivi 30 settembre e 1° ottobre
2021, in cui le contendenti hanno mantenuto il loro punto di vista, salvo
l'attrice che ha ridotto la propria pretesa a fr. 604'940.15 (per tenere conto
delle commissioni versate nel trasferimento del giocatore al FC ____________________,
che andavano dedotte dal prezzo di cessione), con sentenza 4 novembre 2022 il
Pretore ha respinto la petizione e posto le spese processuali di fr. 15'500.- a
carico dell'attrice, tenuta a rifondere alla controparte fr. 35'000.- per
ripetibili. 

 

                                  H.   Contro la sentenza
appena citata la AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 6 dicembre
2022 in cui postula la riforma del giudizio impugnato, nel senso di accogliere
la petizione (così come era stata precisata nel memoriale conclusivo), con
protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi. 

 

                                    I.   Con risposta dell'8
maggio 2023 la convenuta propone di respingere l'appello in ordine e nel merito,
pure con protesta di spese e ripetibili di secondo grado. Con replica spontanea
22 maggio 2023 l'appellante difende la ricevibilità del proprio gravame e si
riconferma per il resto negli argomenti ricorsuali. Con duplica spontanea 30
maggio 2023 la convenuta ribadisce l'irricevibilità del gravame e le
argomentazioni della risposta. 

 

Considerando

 

in diritto:

 

                                   1.   L’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC prevede che
sono impugnabili mediante appello le decisioni finali e incidentali di prima
istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso
secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr.
10'000.- (cpv. 2). In concreto, la decisione impugnata è
una decisione finale in una controversia dal valore ampiamente superiore ai fr.
10'000.-. Pacifica è dunque l’appellabilità di tale giudizio entro il termine
di 30 giorni (art. 311 CPC). Nella fattispecie, la decisione è stata notificata
all'attrice il 7 novembre 2022 (tracciamento dell'invio agli atti). Introdotto
il 6 dicembre 2022 (timbro postale sulla busta d'invio), l'appello in esame è dunque
tempestivo. Così come sono
tempestive la risposta 8 maggio 2023 (art. 312 cpv. 2 CPC), la replica
spontanea 22 maggio 2023 e la duplica spontanea 30 maggio 2023. 

 

                                   2.   Nella
decisione impugnata il Pretore ha accertato anzitutto che dalle prove
testimoniali assunte non risultava che l'attrice o per essa ____________________
U__________ avessero svolto un'attività operativa nell'acquisto del giocatore ____________________
C__________ nonostante l'amministratore unico della AP 1 fosse stato messo in
copia alle numerose e-mail che i vari attori (C__________ D__________ R__________,
M__________ L__________, G__________ M__________, G__________ M__________) si erano
scambiati a tal fine. Ciò premesso, il primo giudice si è chiesto se il doc. D,
che non era un falso formale, avesse valore giuridico, rispondendo
negativamente alla questione. Ricordate le varie forme di rappresentanza degli
organi (art. 718 CO), dei procuratori o dei mandatari nominati dal consiglio di
amministrazione (art. 721 CO) o altrimenti dei rappresentanti civili ai sensi
degli art. 32 segg. CO, egli ha scartato
– come circostanza non contestata – che ____________________ R__________ avesse
rappresentanza legale a titolo individuale della convenuta, evincendosi a
chiare lettere dal registro di commercio che tutti i membri del consiglio
d'amministrazione, compreso quindi pure il suo presidente, avevano firma
collettiva a due. Né risultava che l'accordo del 23 febbraio 2016 fosse stato
ratificato da un altro membro del consiglio d'amministrazione. Non solo M__________
C__________ (direttore generale della società) aveva negato ciò, ma neppure
l'attrice invocava un potere di rappresentanza legale individuale di ____________________
R__________ (loc. cit., pag. 3 a 5). 

 

                                         Piuttosto
l'attrice invocava un potere di rappresentanza contrattuale del medesimo (art.
32 CO) o quanto meno una procura esterna apparente (art. 33 cpv. 3 CO). Se non
che, con riferimento alla prima ipotesi, il Pretore l'ha respinta perché
l'attrice non aveva dimostrato la circostanza e, anzi, non solo il teste C__________
l'aveva negata ma neppure gli altri testimoni avevano confermato che la
convenuta fosse al corrente del doc. D, l'avesse voluto o almeno ratificato
(art. 38 CO). Quanto alla seconda ipotesi (procura esterna apparente), il
Pretore, ricordato che in ambito commerciale tale eventualità può entrare in
linea di conto soltanto a titolo eccezionale per l'effetto di pubblicità
positiva dell'iscrizione nel registro di commercio (art. 933 cpv. 1 CO; STF
4C.293/2006 del 17 novembre 2006), ha escluso, siccome non provata, una comunicazione,
esplicita o per atti concludenti, da parte della AO 1 di poteri in favore di ____________________
R__________ che trascendevano quelli che gli erano stati conferiti internamente.
In particolare i primi cinque argomenti (1: l'allestimento del documento su
carta intestata della convenuta; 2: la menzione esplicita in quel documento che
____________________ R__________ agiva come legittimo rappresentante della
convenuta; 3: la firma apposta dal presidente sotto la ragione sociale della
convenuta; 4: la concomitanza temporale dell'accordo con l'operazione di
calciomercato conclusa solo pochi giorni prima dalla convenuta; 5: la
presentazione e sottoscrizione dell'accordo presso la sede della convenuta) e
il n. 9 (l'abitudine di ____________________ R__________ di stipulare accordi a
nome della convenuta con la sua sola firma; doc. R) addotti dall'attrice nel
memoriale conclusivo non erano di pregio poiché si riferivano all'agire dello
stesso R__________ e non invece della rappresentata. Riguardo al fatto che al
momento in cui era stato sottoscritto l'accordo del 23 febbraio 2016 fosse
presente anche il direttore generale C__________ (argomento n. 6), ciò non era
stato dimostrato, l'attrice essendosi limitata a riferirsi a una e-mail (doc.
H) dello stesso ____________________ U__________ priva di valore probatorio. Lo
stesso valeva anche per il motivo n. 7 (l'asserita redazione dell'accordo su
indicazione del legale della convenuta, avv. L__________ T__________), mentre
con riferimento agli argomenti n. 8 (l'aspettativa di ____________________ U__________
che ____________________ R__________, in quanto consigliere d'amministrazione anche
dell'attrice, avrebbe tutelato gli interessi dell'attrice allo stesso modo di
quelli della convenuta) e n. 10 (il fatto che per sentimento comune la
convenuta e il suo presidente apparissero come entità sovrapponibili, la
volontà della prima dipendendo da quella del secondo) mancava la manifestazione
di volontà per atti concludenti della convenuta, trattandosi piuttosto di
aspettative dell'attrice (pag. 5 seg.).

 

                                         Il
Pretore ha dipoi vagliato a titolo abbondanziale gli ulteriori argomenti della
convenuta. Dapprima per riconoscere l'inapplicabilità (temporale) del doc. D al
trasferimento di ____________________ C__________ nell'agosto 2018, posto come
il contratto (doc. 7) cui si riferiva la scrittura privata era spirato il 30
giugno 2018. In seguito per sottolineare, in merito alla controprestazione
svolta dalla AP 1, che "l'unico punto di contatto" era
quanto aveva dichiarato il teste C__________ Ri__________, "ossia che
(a suo dire) è stato U__________ ad aver originariamente creato il contatto".
Infine per concludere che, al momento della firma del doc. D, ____________________
R__________ era organo di entrambe le società, il che equivaleva a una
"stipulazione con sé stesso" che non poteva avere valore giuridico in
ragione del palese rischio di danno in capo alla convenuta, degli interessi
contrastanti delle parti e del mancato consenso della convenuta (loc. cit.,
pag. 6).  

 

                                   3.   L’atto di appello
deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere
motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare non perché le
sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le
motivazioni del Pretore. Egli non può dunque limitarsi a proporre una propria
tesi e una propria lettura dei fatti, bensì deve offrire critiche puntuali,
esplicite e circostanziate, poiché l'autorità di appello deve essere messa
nella misura di comprendere agevolmente le censure ricorsuali, pena
l’irricevibilità delle medesime. Nel caso concreto, come fa giustamente notare
l'appellata (risposta, pag. 3 seg.), l'atto di appello soddisfa solo in (minima)
parte queste esigenze formali. I punti n. 1 a 6 (pag. 4 a 9) e n. 10 (pag. 19
seg.; invero anche il punto n. 11 sull'entità della pretesa sulla quale
tuttavia il Pretore non si è chinato, sicché la ripresa testuale in tal caso non
è problematica) sono la trascrizione ("copia e incolla") del
memoriale conclusivo (pag. 2 a 7 e pag. 12 seg.). In tale misura (come per
altro era già stato ricordato di recente all'appellante da questa Camera nella
sentenza inc. 12.2021.14 del 26 agosto 2021) l'appello si rivela d'acchito
irricevibile e sfugge a ogni disamina (DTF 138 III 374 consid. 4.3.1;
analogamente: II CCA del 6 aprile 2020, inc. 12.2019.219 consid. 2). 

 

                                   4.   Sempre in ordine,
l'appellata eccepisce l'improponibilità dell'appello per il fatto che l'attrice
si è limitata a impugnare soltanto tre dei quattro argomenti addotti dal
Pretore per respingere la petizione. Rileva come il primo giudice abbia rigettato
la richiesta dell'attrice in ragione di quattro motivazioni alternative così
sintetizzabili: 

 

                                         a) La scrittura
privata di cui al doc. D non vincola la convenuta. ____________________ R__________
non ha agito come organo di quest'ultima e non aveva un potere di
rappresentanza interna (art. 32 CO). Né la AO 1 ha comunicato, esplicitamente o
per atti concludenti, alla AP 1 l'esistenza di siffatti poteri o ha altrimenti
ratificato l'atto del presunto rappresentante.

                                         b) La validità
dell'accordo di cui al doc. D era vincolata alla durata del contratto di cui al
doc. 7 che ha cessato ogni effetto il 30 giugno 2018, allorché il trasferimento
al FC ____________________ è avvenuto il 29 agosto 2018;

                                        c) AP 1 non ha svolto
alcuna attività di scouting, sicché, in difetto di controprestazione, il
doc. D non ha valore giuridico;

                                         d) Dato il doppio ruolo di
organo di ____________________ R__________ (stipulazione con sé stesso), il
doc. D non poteva avere valore giuridico.

 

                                         Ora, precisa l'appellata,
il gravame è diretto unicamente contro gli argomenti a - c (seppure su
quest'ultimo punto, su cui si tornerà ancora in seguito [consid. 5], si limiti
a riprendere, mediante "copia e incolla", quanto esposto in
sede di conclusioni) mentre nulla obietta in relazione al quarto argomento (d;
risposta, pag. 2 seg. e pag. 26 seg.).

 

                                4.1   Dal canto suo
l'appellante replica che il "dettagliato resoconto fattuale riportato
nell'allegato di Appello, segnatamente sulla genesi dell'accordo di cui al doc.
D e su chi ha fatto cosa in tale contesto, rende già di per sé evidentissimo
come tale argomentazione sia totalmente infondata ed inconsistente".
Ciò premesso, essa soggiunge che ____________________ R__________ nella vicenda
ha agito soltanto nell'interesse dell'appellata e che il suo ruolo di
consigliere di amministrazione per AP 1 era sostanzialmente "onorifico"
(essendo egli stato il "vecchio azionista") e quindi del tutto
ininfluente ai fini della pattuizione del 23 febbraio 2016. Non vi era dunque
alcun interesse economico che ____________________ R__________ potesse
perseguire per il tramite di AP 1. E anche dandosi una "stipulazione
con sé stesso", l'appellata avrebbe, comunque sia, avallato l'operato
del suo presidente (replica spontanea, pag. 3). 

 

                                4.2   In presenza di una
decisione pretorile fondata su più motivazioni indipendenti (alternative o
sussidiarie), l'una bastando da sé sola per definire l'esito della causa,
l'appellante deve confrontarsi con tutte quante, sotto pena di inammissibilità
del ricorso, nel senso che un'impugnazione può essere accolta unicamente se le
critiche volte contro ogni motivazione risultano fondate; difatti, se una sola
di esse reggesse, le contestazioni delle altre si ridurrebbero a semplici
inammissibili critiche dei motivi della decisione dell'autorità inferiore (DTF
142 III 368 consid. 2.4 con rinvii; analogamente: IICCA del 13 giugno 2022,
inc. 12.2021.167, consid. 2). 

 

                                4.3   Orbene, come osserva
pertinentemente l'appellata, l'attrice si è limitata a criticare – entro i
termini per appellare – solo una parte delle motivazioni della sentenza
pretorile. Leggendo l'atto di appello non fa in effetti dubbio che essa non ha
impugnato l'ultimo argomento, vale a dire quello dell'inefficacia o nullità
dell'accordo 23 febbraio 2016 per effetto di una stipulazione con sé stesso. Tant'è
che nell'appello l'attrice si duole – a torto – del fatto che nella decisione
impugnata non si parlerebbe dell'ambivalenza del ruolo di ____________________
R__________ quale presidente dell'appellata e membro del consiglio
d'amministrazione di AP 1 (appello, pag. 12). Né fa dubbio che l'argomentazione
pretorile in questione avesse indole indipendente, bastando al proposito la
lettura della sentenza impugnata per avvedersi di ciò: "sempre a titolo
abbondanziale (….) il doc. D non avrebbe in ogni caso (sottolineatura
del redattore) avuto valore giuridico a ragione di questa stipulazione con sé
stesso" (pag. 6). 

 

                                4.4   Certo, l'appellante ha
tentato di rimediare a tale carenza con la replica spontanea, rilevando fra
l'altro che il "dettagliato resoconto fattuale riportato nell'allegato
di Appello, segnatamente sulla genesi dell'accordo di cui al doc. D e su chi ha
fatto cosa in tale contesto" renderebbe evidente l'infondatezza
e l'inconsistenza dell'argomentazione pretorile come pure dell'obiezione della
controparte. A parte però che l'asserto è addotto per la prima volta dopo la
scadenza del termine per appellare (sulle implicazioni di tale circostanza si
tornerà in appresso), non si intravede come un non meglio precisato "resoconto
fattuale" basterebbe per integrare una valida critica del giudizio
impugnato e tanto meno per rendere evidente l'inconsistenza dell'argomentazione
pretorile. 

 

                                4.5   Quanto agli ulteriori argomenti
addotti – sempre per la prima volta – con la replica spontanea, essi sono, a
prescindere dalla loro (dubbia) consistenza, palesemente tardivi e con ciò
irricevibili, una replica spontanea introdotta dopo il termine per presentare
l'appello non potendo servire per colmare lacune del medesimo (DTF 142 III 413
consid. 2.2.4; più recentemente: II CCA del 15 ottobre 2020, inc. 12.2020.64
consid. 2). Ne discende che l'esame del ricorso potrebbe già esaurirsi in
questi termini, l'appello rivelandosi irricevibile per mancata (o tardiva)
impugnazione di una motivazione indipendente. 

 

                                   5.   Come accennato
dianzi (consid. 3) e come obietta a ragione l'appellata (risposta, pag. 26
seg.), fondate riserve di ricevibilità si impongono, ad ogni buon conto, anche in
relazione alla terza motivazione (indipendente) della decisione impugnata, vale
a dire quella inerente alla mancata prova di una (contro)prestazione
dell'attrice nel trasferimento di ____________________ C__________ al AO 1. Su
tale questione l'appellante si limita infatti a riprendere testualmente gli
argomenti presentati nel memoriale conclusivo (v. appello punto 10, pag. 19
seg., identico nella sua formulazione e nel suo contenuto, all'allegato
conclusivo del 1° ottobre 2021, pag. 12 seg.), senza confrontarsi, neppure di
scorcio, con la motivazione del Pretore. Il che, una volta ancora, non basta –
e da lungi – per integrare una valida impugnazione del giudizio di primo grado,
ritenuto che giudicare un appello
non significa rifare il processo, ma verificare se la sentenza impugnata resista alla critica
(analogamente: II CCA del 25 gennaio 2023, inc. 12.2022.123, consid. 7). Ciò
posto, l'appello sfugge a ulteriore disamina, senza che occorra vagliarne gli
ulteriori argomenti.

 

                                   6.   Giova tuttavia sottolineare
– per mera abbondanza – che anche sul tema del potere di rappresentanza di ____________________
R__________ il rimedio in esame denota già a prima vista non poche criticità. A
cominciare dal fatto che le asserite omissioni rimproverate al primo giudice
(circa l'avvenuta firma del doc. D presso la sede sociale della convenuta alla
presenza del suo direttore generale C__________; sull'abitudine di ____________________
R__________ a sottoscrivere da solo accordi in nome e per conto dell'appellata;
riguardo all'ambivalenza del ruolo di costui come presidente della convenuta e
consigliere d'amministrazione dell'attrice; sulla circostanza che agli occhi dei
terzi l'appellata si identificasse con il suo presidente: appello, pag. 12) sono
in realtà contraddette dalla decisione impugnata che – quand'anche brevemente –
ha affrontato dette questioni nel capitolo dedicato all'eventuale esistenza di
una procura esterna apparente (decisione impugnata, pag. 5 seg. in relazione
con i 10 motivi addotti dall'attrice nel suo memoriale conclusivo a pag. 8)
senza che l'appellante si confronti con l'argomentazione pretorile. 

 

                                         Ma anche sugli altri aspetti
(sul fatto che ____________________ R__________ intendeva "fregare"
____________________ U__________ eccependo la nullità dell'accordo; sulla
consegna seduta stante di un accordo che, a dire della controparte, doveva
invece ancora essere ratificato; e sull'assenza di ogni comunicazione
successiva per comunicare all'attrice che l'accordo non era stato ratificato e
non poteva quindi entrare in vigore: appello, pag. 12 seg.) l'appellante non
spiega quali conseguenze giuridiche essa tragga dai suoi argomenti. E oltretutto
deplora a torto che il Pretore avrebbe stroncato la sua tesi "in buona
sostanza" perché il direttore generale della convenuta l'avrebbe negata
(appello, pag. 13), trascurando che tale riferimento riguardava semmai la
motivazione del primo giudice in merito alla mancata rappresentanza legale di ____________________
R__________ (che per altro neppure l'attrice avrebbe invocato), mentre nel motivare
la mancata rappresentanza contrattuale (art. 32 CO) e la mancata ratifica (art.
38 CO) il primo giudice aveva rinviato – seppure genericamente – anche alle
altre testimonianze (sentenza impugnata, pag. 4 seg.). Senza contare infine che
l'accostamento tra la firma del contratto da parte del presidente R__________ e
la previa concertazione con il legale della società, avvocato L__________ T__________
(appello, pag. 14), si basa su una mera congettura dell'appellante, per altro
smentita da M__________ C__________ (verbale del 25 maggio 2020, pag. 9 in
basso), e che l'attrice continua a non comprendere che – come ha rettamente
accertato il Pretore – la "ricostruzione dei fatti" riportata
nella e-mail del 6 settembre 2018 (doc. H) si riconduce a una dichiarazione di
parte di ____________________ U__________, che come tale è sprovvista di forza
probatoria anche se è rimasta senza risposta. 

 

                                   7.   Se ne conclude che
l'appello vede la sua sorte irrimediabilmente segnata. Gli oneri processuali
d'appello, calcolati su un valore litigioso di fr. 604'940.15 (determinante
anche ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale federale) e moderati per
tenere conto del fatto che l'emanazione
della presente sentenza non ha richiesto l'esame delle censure di merito
sollevate dall'appellante, seguono la soccombenza di quest'ultima (art. 106
cpv. 1 CPC), che rifonderà alla controparte un'adeguata indennità per
ripetibili stabilita sulla base dell'art. 11 RTar, sempre tenuto conto del limitato
esame delle censure. 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il
RTar

 

 

decide:

 

 

1.      L’appello 6 dicembre 2022 di AP 1 è irricevibile. 

 

2.      Le
spese processuali della procedura di appello, di fr. 8’000.-, sono a carico
dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 6’000.- per ripetibili di
seconda sede.

 

3.      Notificazione:

	
   

  	
  -   ; 

  -     . 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

                       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF).