# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 199efa41-7d2b-563d-bdcd-68434e6fa5db
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-11-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 08.11.1996 11.1996.117
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1996-117_1996-11-08.html

## Full Text

Incarto n.

  11.96.00117

  	
  Lugano,

  8 novembre 1996/gb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gianinazzi,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella procedura n. __________ (privazione dell’autorità parentale) del Dipartimento delle istituzioni aperta il 23
dicembre 1993 dalla

 

 

	
   

  	
  Divisione
  degli interni, Sezione degli enti
  locali

  quale
  autorità di vigilanza sulle tutele

   

  
	
   

  	
  nei
  confronti di 

  	 

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinata
  dall’avv. __________, __________)

   

  

 

relativamente al figlio __________, nato il __________ 1993;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di questione:

 

                                   1.   Se dev’essere accolto il
ricorso presentato il 12 luglio 1996 da __________ contro la decisione emessa
il 9 luglio 1996 dalla Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale
autorità di vigilanza sulle tutele;

 

                                   2.   Il giudizio sulle spese e
le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 23 dicembre 1993
la Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di
vigilanza sulle tutele, ha aperto su segnalazione del Ministero pubblico una
procedura nei confronti di __________ e __________ a protezione del figlio
__________, nato il __________ 1993;

 

                                         che in via provvisionale
tale autorità ha privato entrambi i genitori, l’11 marzo 1994, della custodia
parentale, ordinando il collocamento del figlio presso la __________ a
__________ e istituendo in favore del bambino una curatela a norma dell’art.
308 cpv. 1 CC;

 

                                         che __________ ha chiesto
il 3 maggio 1996 al Pretore del Distretto di __________ la separazione per
tempo indeterminato dal marito __________ e l’omologazione di una convenzione
sulle conseguenze accessorie del 26 aprile 1996 in cui l’autorità parentale sul
figlio è attribuita al padre;

 

                                         che, statuendo il 18
giugno 1996, il Pretore ha pronunciato la separazione delle parti per tempo
indeterminato e ha approvato la convenzione da loro sottoscritta (art. 158 n. 5
CC);

 

                                         che tale sentenza è
passata in giudicato;

 

                                         che con decisione del 9
luglio 1996 la Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale
autorità di vigilanza sulle tutele, ha privato __________ dell’autorità parentale
sul figlio, sottraendo altresì a __________ la custodia parentale e collocando
il bambino presso terzi, disponenso inoltre misure complementari a protezione
del minore (curatela, istruzioni alla madre e designazione del Dipartimento
delle opere sociali quale organo di controllo giusta l’art. 307 cpv. 3 CC);

 

                                         che contro la privazione
dell’autorità parentale __________ -__________ è insorta con un ricorso del 12
luglio 1996 in cui postula l’annullamento di tale misura;

 

                                         che la Divisione degli
interni ha comunicato il 4 settembre 1996 di rinunciare a osservazioni e di
confermarsi nella decisione presa;

 

                                         che __________, la
Delegazione tutoria di __________ e la curatrice __________, cui è stato
intimato il ricorso, sono rimasti silenti;

e considerando

 

in diritto:                        che le decisioni con cui
un genitore si vede privare dell’autorità parentale sono impugnabili a norma
degli art. 39 cpv. 3 LAC e 62 cpv. 1 RTC (RL 4.1.2.2), onde – in concreto – la ricevibilità
del gravame;

 

                                         che le misure per la
protezione del figlio (art. 307–312 CC) sono ordinate in linea di principio
dalle autorità tutorie (art. 315 cpv. 1 CC);

 

                                         che la privazione
dell’autorità parentale, in particolare, è pronunciata dall’autorità di
vigilanza (art. 311 cpv. 1 CC);

 

                                         che nondimeno, ove sia
pendente una causa di divorzio o di separazione tra i genitori, il giudice
ordina anche le misure necessarie circa l’esercizio dell’autorità parentale e
le relazioni personali dei genitori con i figli, udito il parere dei genitori
medesimi e – occorrendo – quello dell’autorità tutoria (art. 156 cpv. 1 CC);

 

                                         che, in altri termini, il
giudice chiamato a decidere sui diritti dei genitori e sulle relazioni
personali con i figli giusta le disposizio-ni sulla separazione o il divorzio
prende egli medesimo anche le misure necessarie alla protezione dei figli (art.
315a cpv. 1 CC);

 

                                         che, di conseguenza, la
facoltà di adottare misure per la protezione dei figli durante una causa di
separazione o di divorzio compete al giudice, non all’autorità tutoria (Hegnauer, Zur Abgrenzung der Kinderschutzbefugnisse
der vormundschaftlichen Behörden und des Scheidungsrichters, in: RDT 36/1981
pag. 58 segg.; cfr. anche ZBJV 124/1988 pag. 307 segg.);

                                      

                                         che, ciò premesso,
l’autorità di vigilanza avrebbe dovuto verificare se nella fattispecie il
Pretore non avesse già privato la madre dell’autorità parentale sul figlio
__________, attribuendola al padre (art. 297 cpv. 2 CC), e una volta accertato
ciò avrebbe dovuto dichiarare la relativa procedura senza oggetto;

 

                                         che sussistono, per la
precisione, tre casi in cui – nonostante la competenza del giudice della
separazione o del divorzio – le autorità tutorie mantengono competenze proprie:
quando la procedura per la protezione del figlio è stata attuata o avviata
prima di quella di separazione o di divorzio (art. 315a cpv. 2 n. 1 CC), quando
le misure provvisionali immediatamente necessarie per proteggere il figlio non
possono essere verosimilmente prese in tempo utile (art. 315a cpv. 2 n. 2 CC) e
quando, in seguito a un cambiamento di circostanze successivo alla sentenza di
separazione o di divorzio, sia possibile modificare le misure prese dal giudice
senza toccare direttamente la condizione dell’altro genitore (art. 315a cpv. 3
CC);

 

                                         che in concreto l’unica
eccezione suscettibile di entrare in considerazione sarebbe stata, se mai, la
prima (procedura aperta dall’autorità tutoria prima dell’introduzione della
causa di stato);

 

                                         che tale competenza
dell’autorità tutoria ancora non significa però – contrariamente all’opinione
di Bühler/Spühler (Berner Kommentar,
3ª edizione, nota 26 ad art. 156 CC) – che il giudice fosse incompetente a
ordinare misure per la protezione del figlio (in specie a privare la madre
dell’autorità parentale) e che quin-di l’autorità tutoria potesse ignorare la
sentenza di separazione;

 

                                         che l’art. 315a cpv. 2 n.
1 CC, invero, avrebbe semplicemente abilitato l’autorità tutoria a statuire
essa medesima – nonostante la pendenza della causa di separazione – qualora il
procedimento da essa avviato fosse giunto a termine prima della causa di stato
(ciò che avrebbe poi vincolato il giudice: Hegnauer,
op. cit., pag. 63; inoltre: Hegnauer,
Die Befugnisse des Richters und der vormundschaftlichen Behörden bei und nach der
Scheidung von Eltern mit Kindern, in: RDT 44/1989 pag. 121 segg.; Stettler, Les compétences du juge et des
autorités de tutelle durant et après la procédure matrimoniale impliquant des enfants,
in: RDT 44/1989 pag. 129 segg.);

 

                                         che nel caso in rassegna,
per concludere, la Divisione degli interni avrebbe dovuto dichiarare senza
oggetto il procedimento inteso a privare __________ dell’autorità parentale, il
Pretore avendo già statuito al proposito;

 

                                         che di conseguenza il
ricorso va accolto entro tali limiti, mentre non può farsi questione di
ripristinare l’autorità parentale della ricorrente, dovendosi a tale scopo modificare
la sentenza di separazione (il problema di sapere se ciò possa avvenire nelle
vie dell’art. 315a cpv. 3 CC o soltanto in conformità all’art. 157 CC non va
risolto in questa sede);

 

                                         che si giustifica, nelle
circostanze descritte, di rinunciare al prelievo di oneri processuali,
l’interessata essendo stata indotta a ricorrere in buona fede;

 

                                         che non è il caso invece
di assegnare ripetibili, la ricorrente soccombendo per quanto attiene alla
sostanza della decisione, ovvero al prospettato ripristino della sua autorità
parentale;

 

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è parzialmente
accolto, nel senso che il dispositivo n. 1 della decisione impugnata è così
riformato:

 

Il
procedimento inteso a privare __________ dell’autorità parentale sul figlio
__________ è dichiarato senza oggetto.

 

                                   2.   Non si riscuotono spese né
si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – __________, __________;

                                         – Delegazione tutoria del
Comune di __________;

                                         – __________, __________.

 

                                         Comunicazione alla
Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La Presidente                                                        La
segretaria