# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d045b65e-ee64-5145-8281-198c777b72e7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 05.04.2002 52.2001.345
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-345_2002-04-05.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00345

   

  	
  Lugano

  5 aprile 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Tamara Merlo, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 27 settembre 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ patr. da: avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 4 settembre 2001, n. 4181, del
  Consiglio di Stato che ha respinto l'impugnativa della ricorrente avverso la
  risoluzione 5 febbraio 2001 del municipio di __________ in materia di determinazione
  di domicilio;

  

 

 

viste le risposte:

-    3 ottobre 2001 del
municipio di __________;

-    9 ottobre 2001 del
Consiglio di Stato;

-    10 ottobre 2001 del
municipio di __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Dal 1982
__________ (1956) ha in locazione un appartamento a __________, dove lavora
presso un istituto bancario. La ricorrente, tuttavia, ha sempre mantenuto il
proprio domicilio nel comune di __________ (di cui è pure attinente),
beneficiando di un permesso per soggiornare a __________, motivato con ragioni
d'ordine familiare. Dopo vicissitudini che non occorre rievocare, con decisione
5 febbraio 2001 il municipio di __________ ha stabilito il domicilio di __________
in tale comune con effetto retroattivo al 1° luglio 2000.

 

 

                                  B.   Il 4
settembre 2001 il Consiglio di Stato ha confermato tale risoluzione municipale,
respingendo il gravame contro di essa interposto dalla qui ricorrente. Dalla
durata della sua residenza a __________, l'Esecutivo cantonale ha dedotto
l'inserimento di __________ nella realtà cittadina; inoltre, in ragione
dell'età dell'insorgente, ha ritenuto che abbia pure a __________ il centro dei
propri interessi.

                                         

                                         

                                  C.   __________
insorge ora innanzi al Tribunale cantonale amministrativo avverso tale
decisione governativa, chiedendone l'annullamento. A detta della ricorrente,
dal venerdì sera al lunedì mattina, come pure negli altri giorni festivi e
durante buona parte delle proprie vacanze, ella risiederebbe a __________ nella
casa di famiglia, di cui è comproprietaria. A __________ abiterebbe dunque
esclusivamente per motivi di lavoro e per il tempo strettamente necessario. Il
centro dei suoi interessi affettivi si troverebbe invece a __________, dove
vivono tuttora suo padre ed i suoi fratelli.

 

 

                                  D.   All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che si è riconfermato nelle
conclusioni contenute nella risoluzione impugnata. Pure il municipio di
__________ postula la reiezione del gravame, senza formulare particolari osservazioni.

Il municipio di __________ chiede invece
l'annullamento della risoluzione governativa con argomentazioni di cui si dirà,
semmai, nel seguito.

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 208 cpv. 1
LOC. __________ è legittimata a ricorrere giusta l'art. 43 PAmm. Il gravame, tempestivo,
è dunque ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti
(art. 18 PAmm).

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 6 LOC, è domiciliato in un comune chi vi risiede con l'intenzione di
stabilirvisi durevolmente. Il concetto di domicilio della LOC, ripreso dagli
art. 2 LT e 5 LVE, si riallaccia al concetto di domicilio civile retto
dall'art. 23 CC. Anch'esso postula quindi l'adempimento di due condizioni
cumulative: quella oggettiva della residenza effettiva in un determinato luogo
e quella soggettiva dell'intenzione concretamente manifestata dall'interessato
di stabilirvisi durevolmente (DTF 97 I 3, consid. 3; RDAT 1982, pag. 71 seg.;
Bucher, Berner Kommentar zum ZGB, N. 3 seg. ad art. 23; Grossen, Das Recht der
Einzelpersonen, in: Schweizerisches Privatrecht, vol. II, pag. 286 seg.).

Vi è residenza, secondo le norme succitate,
quando una persona soggiorna per un certo periodo in un determinato luogo, costituendo
ed intrattenendo con esso rapporti di intensità tale da farlo apparire come il
centro delle sue relazioni personali.

L'intenzione di stabilirsi nel luogo di
residenza deve emergere dall'insieme delle circostanze e dev'essere
riconoscibile per i terzi. La semplice manifestazione di volontà non è
sufficiente. Non basta in particolare dichiarare di voler costituire il proprio
domicilio in un determinato luogo. Tanto per l'art. 23 CC, quanto per l'art. 6
LOC l'intenzione dev'essere suffragata dall'effettiva residenza nel luogo
prescelto.

 

 

                                   3.   L'accertamento
operato dal municipio giusta l'art. 6 LOC circa l'esistenza del domicilio di
una determinata persona rientra nell'ambito dei compiti conferiti all'esecutivo
comunale dall'art. 106 lett. e LOC, norma che obbliga l'esecutivo comunale a
tenere ed aggiornare i cataloghi civici, il ruoli della popolazione e gli altri
registri che la legge gli impone di allestire (ad es. l'elenco dei contribuenti
prescritto dall'art. 195 LT).

Tale accertamento verte su aspetti che vanno
oltre il semplice rapporto di polizia al quale fa riferimento l'art. 24 Cost.
Esso non si limita infatti a determinare il luogo in cui l'interessato risiede
e che ha concretamente posto al centro delle sue relazioni personali, ma si
pronuncia anche sull'aspetto soggettivo, ovvero sull'intenzione di stabilirvisi
durevolmente, che può essere dedotta dalle circostanze oggettive.

 

 

                                   4.   Con la
decisione qui in esame, il municipio di __________ ha stabilito che il domicilio
della ricorrente __________ si trova in tale comune a partire dal 1° luglio
2000. La pronuncia censurata si fonda sull'art. 6 LOC e sull'art. 23 CC, al
quale questo si riallaccia, e si basa sulla constatazione che la ricorrente
risiede da oltre vent'anni a __________, dove lavora. L'Esecutivo cantonale,
confermando la risoluzione municipale, ha ritenuto che l'insorgente intrattenga
i rapporti più intensi con il comune di __________, identificato come il centro
delle sue relazioni personali.

                                         Le
conclusioni a cui è giunto il Consiglio di Stato nel giudizio impugnato vanno
tuttavia disattese per i seguenti motivi.

 

4.1. Quando una persona abita in un luogo
diverso da quello in cui lavora, il domicilio è di regola costituito nel luogo
dell'abitazione, ovvero nel luogo in cui la persona torna regolarmente per
trascorrere il tempo libero eventualmente con i congiunti (DTF 59 III 4;
Bucher, op. cit., N. 48 ad art. 23 CC). È il luogo in cui abita con la famiglia
che in questi casi viene considerato come il centro degli interessi e delle
relazioni personali. Ciò vale anche nel caso in cui il rientro in famiglia non
sia quotidiano, ma avvenga soltanto una volta per settimana. I vincoli
familiari sono per principio considerati prevalenti sulle altre relazioni sociali,
in particolare su quelle di lavoro.

Il luogo di lavoro assurge a domicilio
soltanto quando le relazioni personali con esso appaiono più strette ed intense
di quelle intrattenute con un luogo d'abitazione scelto più per caso che per
altri motivi (Bucher, op. et loc. cit., N. 49).

 

                                         4.2. Nel
caso di specie, va innanzi tutto rilevato che il municipio di __________, a
fronte di una situazione immutata da ben 19 anni, si è espresso sulla
determinazione del domicilio di __________ senza procedere ad alcun accertamento.
Per mezzo dei suoi organi di polizia avrebbe invece ben potuto - e dovuto -
controllare la veridicità di quanto asserito dalla ricorrente in merito al
fatto di trascorrere il proprio tempo libero (fine settimana, giorni festivi) a
__________. Agli atti non risulta invece alcuna verifica di un'eventuale
presenza dell'insorgente nell'appartamento di __________ durante il fine
settimana.

D'altro canto, il fatto che detto
appartamento sia di dimensioni modeste (2 locali) e la pigione assai moderata (fr.
652.-- più spese) va a favore della tesi della ricorrente, che a __________ alloggia
invece nella casa di famiglia, una villetta monofamiliare, di cui è
comproprietaria (mapp. __________).

Inoltre la distanza tra __________ e
__________ (ca. 70 km) è tale da giustificare la decisione di __________ di non
rientrare a __________ ogni sera, ma soltanto per il fine settimana, e di
usufruire di un alloggio __________.

 

                                         4.3.
Dalla circostanza di abitare a __________ da molti anni, il municipio di
__________ trae la conclusione che gli affetti di __________ sarebbero pure a
__________, con la conseguenza che in tale comune si troverebbe perciò il domicilio
della ricorrente.

                                         In
considerazione dell'attività lavorativa della ricorrente - che svolge le
mansioni di assistente nel settore commerciale di un istituto bancario - i
rapporti che intrattiene con la città di __________ sono indubbiamente stretti
ed intensi; ne fa fede il tempo che ella vi deve trascorrere. Tuttavia, per
quanto stretti ed intensi appaiano i rapporti di lavoro, non possono essere
considerati prevalenti sulle relazioni che la ricorrente ha mantenuto a
__________. Va infatti considerato che in questo luogo ella fa regolarmente
ritorno, per trascorrervi il proprio tempo libero, non appena le circostanze
glielo permettono. Dopo la recente dipartita della madre, il rapporto con il
padre, che appare l'affetto più intenso nella vita dell'insorgente, riveste una
grossa importanza. L'insorgente è nubile e - in mancanza di indicazioni di
segno opposto, che il municipio di __________ non ha saputo fornire - il centro
delle sue relazioni si situa a __________, dove risiede la sua famiglia.

 

4.4. Se è vero, come rilevato dal Consiglio
di Stato, che l'elemento soggettivo di "appartenenza" ad un comune
non può rimanere interamente nella sfera interna dell'amministrato, bisogna
pure ammettere che il fatto - che il municipio di __________ non ha neppure
smentito - di rientrare al domicilio paterno, sentito quale luogo d'origine,
durante i fine settimana ed il tempo libero assume una rilevanza esterna di
tutta evidenza.

                                         D'altronde,
il municipio di __________ non ha nemmeno fornito la prova che la sfera degli
affetti della ricorrente si trovi altrove che a __________. Infine, non può
certamente essere seguito il ragionamento del Consiglio di Stato laddove reputa
l'età dell'insorgente inconciliabile con un affetto per i genitori vissuto come
primario.

 

 

                                   5.   Sebbene la
professione dell'insorgente costituisca un elemento importante nella determinazione
del suo domicilio, lo stesso non riveste carattere predominante, ritenuto che
ella non trascorre il proprio tempo libero a __________ e considerate le circostanze
poste in evidenza in questa sede. È quindi nel comune di __________ che, dal
profilo degli art. 6 LOC e 23 CC, dev'essere individuato il domicilio della ricorrente.

 

 

                                   6.   In esito
alle considerazioni sin qui esposte, il ricorso di __________ va quindi accolto,
annullando il giudizio governativo e la risoluzione del municipio di
__________.

 

 

                                   7.   Visto
l'esito del gravame non si prelevano né tasse né spese (art. 28 PAmm).

                                         Il comune
di __________ è tenuto a versare a __________, patrocinata da un avvocato
iscritto all'Albo, l'importo di fr. 800.-- a titolo di ripetibili (art. 31
PAmm).

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 24 Cost.; 45, 47 Cost. del 1874; 23 CC;
102 CPC; 6, 106, 208 LOC; 2 LT; 1 segg. PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                         §    Di
conseguenza sono annullate:

1.    la
decisione 4 settembre 2001, n. 4181, del Consiglio di Stato;

2.    la
risoluzione 5 febbraio 2001 del municipio di __________.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tasse né spese. Il comune di __________ rifonderà a __________ la
somma di fr. 800.-- a titolo di ripetibili.

 

 

	
                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria