# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2946faef-a8b5-5691-98bf-5a5da7f8cb00
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-12-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 04.12.2008 11.2008.144
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2008-144_2008-12-04.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2008.144

  	
  Lugano

  4 dicembre
  2008/sc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani ed Ermotti

  

 

	
  segretario:

  	
  Annovazzi, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nelle causa DI.2003.3 (divisione
ereditaria: contestazione d'inventario)
della Pretura del Distretto di Riviera promossa con petizione del 2 gennaio
2003 da

 

	
   

  	
    CO 2, 

    CO 7, 

    CO 1,  

    CO 5, 

    CO 3,  

    CO 4, , e 

    CO 6, 

   (patrocinati
  dall'  PA 1, )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   IS 1  

  (già patrocinato dall'avv.  , ) e

   

   , ,

  

 

come
pure nelle cause DI.2003.9 e DI.2003.10 della medesima Pretura promosse con
petizione del 15 gennaio 2003 da __________, CO 2, CO 7, CO 1, CO 5, CO 3, CO 4
e CO 6 (rappresentate dall'avv. __________, __________) contro IS 1; 

 

giudicando
ora sulla domanda di ricusazione presentata l'11
ottobre 2008 da IS 1 nei confronti del Pretore;

 

esaminati
gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'istanza di ricusazione;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ (1909), domiciliato a __________, è deceduto a __________
il 17 settembre 1991 senza lasciare testamento. Suoi eredi sono la moglie __________
(1922) con i figli CO 2 (1944), 

                                         CO 7
(1946), CO 1 (1947), CO 5 (1948), CO 3 (1949), CO 4 (1953), IS 1 (1961) e CO 6 (1963). Il 24 marzo
2000 CO 2, CO 7, CO 1, CO 5, CO 3, CO 4 e CO 6 hanno
instato davanti al Pretore del Distretto di Riviera per la divisione dell'ere­dità
e il 14 aprile successivo hanno postulato la nomina di un rappresentante della
comunione ereditaria. Con decreti del 24 maggio 2000 il Pretore ha accolto
le richieste e ha nominato l'avv. __________ in qualità di notaio divisore e di
rappresentante della comunione ereditaria, poi sostituito in quest'ultima
funzione dall'avv. __________. Essendo sorte contestazioni sull'inventario,
chiuso il 1° ottobre 2002, l'8 ottobre 2002 il notaio divisore ha trasmesso gli
atti al Pretore, che il 7 novembre 2002 ha assegnato agli eredi le cui pretese
erano contestate un termine di venti giorni per far riconoscere in giudizio le
loro pretese con la procedura accelerata (art. 479 cpv. 1 CPC).

 

                                  B.   Il
2 gennaio 2003 CO 2, CO 7, CO 1, CO 5, CO 3, CO 4 e CO 6 hanno promosso
causa contro la madre __________ e il fratello IS 1 perché nell'inventario fosse
iscritto un debito di quest'ultimo verso la comunione ereditaria di
fr. 250 000.– con interessi al 5% dal 23 maggio 1990. Essi hanno
chiesto inoltre che IS 1 fosse tenuto a collazionare le particelle n. 199A,
277A, 1160, 2625, 2780 (porzione di ½) e 3165 RFD di __________, ricevute dal
padre nel 1989 e 1990. Le stesse domande sono state proposte dall'avv. __________,
rappresentante della comunione ereditaria, con due petizioni del 

                                         15 gennaio 2003 (inc. DI.2003.9 e DI.2003.10). IS 1 non ha presentato
alcun memoriale di risposta, lasciandosi precludere dalla lite.

 

                                  C.   Con
decreto del 6 settembre 2004 il Pretore ha respinto un'istanza di
restituzione in intero presentata da IS 1 per vedersi reintegrare nel termine
di 10 giorni e costituirsi in giudizio. Un appello del 4 ottobre 2004 da
lui introdotto contro tale decreto è stato respinto da questa Camera con
sentenza del 19 aprile 2007 (inc. 11.2004.126). Nel frattempo, su
richiesta di IS 1, il Pretore ha designato a IS 1 l'avv. __________ come patrocinatore
d'ufficio. Esperita l'istruttoria, con ordinanza dell'11 settembre 2008 il Pretore
ha convocato le parti al dibattimento finale del 16 ottobre 2008. IS 1 ha
postulato un rinvio dell'udienza, ma il Pretore ha respinto la domanda il
2 ottobre 2008, salvo aggiornare il termine al 17 ottobre 2008 su
richiesta dell'avvocato __________.

 

                                  D.   L'11 ottobre
2008 IS 1 ha chiesto personalmente la ricusazione del Pretore e l'annullamento
degli atti processuali “compiuti sino ad oggi”. Con osservazioni del 20 ottobre
2008 il Pretore ha comunicato a questa Camera di non riconoscere in sé alcun
motivo di ricusazione. Nelle loro osservazioni del 24 ottobre 2008 gli attori e
il rappresentante della comunione ereditaria propongono di respingere la
domanda. Intanto, il 20 ottobre 2008, l'avv. __________ ha comunicato al
Pretore di non voler più patrocinare IS 1.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Una parte può ricusare il giudice, oltre che nei casi di
esclusione (art. 26 CPC), ove sussista “grave inimicizia” tra lei e il giudice
stesso (art. 27 lett. a CPC), come pure – più in generale – ove si diano “gravi
ragioni” (art. 27 lett. b CPC). Nella fattispecie IS 1 lamenta, in sintesi, la
prevenzione del magistrato, onde un “grave motivo” nel
senso dell'art. 27 lett. b CPC. La procedura che disciplina la trattazione di una domanda di ricusa è
quella contenziosa di camera di consiglio (art. 30 cpv. 3 CPC), la quale implicherebbe
di per sé un'udienza (art. 363 cpv. 2 CPC). Dato nondimeno che – come si vedrà
oltre – nel caso specifico l'istanza appare manifestamente destinata
all'insuccesso, non avrebbe senso dilazionare il procedimento. Giova dar
seguito senza indugio, quindi, all'esame della ricusazione.

 

                                   2.   In
ogni punto del memoriale l'istante propone, come offerta di prova, testi, interrogatori
formali ed edizioni documenti, così come il richiamo di atti dalla Pretura del
Distretto di Riviera e dal Ministero Pubblico. Ora gli atti della procedura di
divisione (inc. DI.2003.03/09/10) figurano già nel fascicolo processuale. Per il
resto, a prescindere dall'indeterminatezza delle richieste, non si vede – né l'istante indica – quale sarebbe l'utilità di
simili mezzi istruttori. Quali
circostanze egli intenda dimostrare con le prove in rassegna non è dato di
sapere. Anche sotto tale profilo non è il caso, dunque,
di ritardare oltre l'emanazione del giudizio. 

 

                                   3.   L'istante scorge un primo motivo di ricusa nella parzialità del
Pretore, al quale rimprovera di avere confidato nell'estate del 2008
all'avvocato __________, suo patrocinatore, che “il dibattimento finale previsto per metà ottobre 2008, in un certo
senso, era inutile, siccome la decisione nella causa sarebbe stata a me sfavorevole”. Ciò è smentito tuttavia dallo stesso avvocato
__________, il quale ha scritto a IS 1 il 15 ottobre 2008 (lettera agli atti)
di non avergli riferito niente del genere, né tanto meno di essersi sentito
dire dal Pretore che egli avrebbe perduto  la causa. Su questo punto l'istanza di ricusa, ai
limiti della temerarietà, non merita ulteriore disamina.

 

                                   4.   Per
IS 1 la prevenzione del Pretore nei suoi confronti è radicata. Egli ricorda che
in una causa contro di lui promossa da __________ questa ha eccepito di falso un
documento da lui prodotto, di modo che egli si è visto deferire all'autorità
penale. Se non che, il Procuratore ha emesso il 20 luglio 2004 un decreto di
non luogo a procedere, mentre un'istanza di promozione dell'accusa introdotta
da __________ è stata respinta dalla Camera dei ricorsi penali con sentenza del
17 maggio 2005. Secondo l'istante, “a partire da questa circostanza (…) il Pretore
ha continuato a dimostrare concretamente di non credere alla mia innocenza
relativamente alla prospettata ma non acclarata falsità in documenti”. Al termine di un'udienza, il Pretore
avrebbe finanche escla­mato in presenza del suo ex legale avv. __________ che nella
causa di divisione ereditaria gli avrebbe “finalmente fatto dire
la verità circa il documento che lui riteneva falso”. E avreb­be ripetuto simile affermazione durante
un'udienza relativa a una procedura di sfratto (inc. DI.2004.74),
sempre alla presenza dell'ex difensore. Anzi, in un'altra causa (inc.
OA.2006.20) nel quale l'istante era comparso come testimone, il Pretore avrebbe
asserito “che non si può
credere al IS 1”.

 

                                         a)   Un'istanza
fondata sull'art. 27 CPC può essere proposta solo dalla parte che, venuta a
conoscenza dei motivi di ricusazione, non sia passata o non abbia espressamente
o tacitamente lasciato passare il giudice ad atti successivi (art. 29 cpv. 4
CPC). In concreto l'istante non indica quando il primo
giudice avrebbe proferito le citate affermazioni. Ove appena si pensi tuttavia
che egli accenna a processi iniziati nel 2003, nel 2004
e nel 2006, come pure che il decreto di non luogo a procedere risale al 17
maggio 2005, la domanda di ricusa dell'11 ottobre 2008 risulta ampiamente tardiva.
Tanto più che, secondo il diritto federale, una ricusazione va chiesta senza indugio,
una remora potendo configurare addirittura un atto di malafede processuale (DTF
119 Ia 228 in fondo). 

 

                                         b)   Si
volesse fare astrazione da quanto precede, l'istanza non sarebbe destinata a miglior sorte. Che il Pretore disapprovi l'esito
cui è giunta la Camera dei ricorsi penali nella menzionata sentenza del 17
maggio 2005 è riconosciuto dal giudice stesso (osservazioni all'istanza di ricusa,
pag. 2). Resta il fatto che la questione del falso in documenti non riguarda alcuna
delle tre cause sulla contestazione dell'inventario. Né si scorgono elementi –
o l'istante allega indizi – che facciano apparire il convincimento del Pretore
suscettibile di influenzare a scapito del convenuto il giudizio sulla questione
ereditaria. Senza dimenticare, poi, che per assurgere a motivo di ricusa l'avversione
del magistrato verso una parte deve rivelarsi grave
e profonda. Una semplice antipatia non basta.

 

                                               Certo, determinati atteggiamenti di un giudice possono anche essere
avvertiti dal ricusante come espressione di parzialità. Non bisogna trascurare
tuttavia che decisive sono le circostanze oggettivamente accertabili, non le
impressioni puramente individuali (DTF 134 I 21 consid. 4.2 con citazioni). E
in concreto l'istante non muove rimproveri sul modo in cui il Pretore conduce
le tre cause. Se ne conclude che, non riscontrandosi circostanze
atte a suffragare apparenza di preconcetto e a mettere
seriamente in dubbio l'equanimità del magistrato, nella fattispecie l'istanza
di ricusa non ha – a prescindere dalla sua tempestiva introduzione – alcuna possibilità
di successo.

 

                                   5.   Gli oneri del giudizio odierno seguono il principio della soccombenza
(art. 148 cpv. 1 CPC). Alle controparti, che hanno presentato osservazioni per
il tramite di un avvocato alla domanda di ricusa, va assegnata un'equa
indennità a titolo di ripetibili.

 

                                   6.   Per
quel che è dei rimedi giuridici esperibili contro la
presente sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il ricorso
in materia civile è dato – trattandosi di un'istanza di ricusazione – anche se
la decisione non ha carattere finale e indipendentemente da questioni di valore
(art. 92 LTF).

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'istanza
di ricusazione è respinta.

 

                                   2.   Gli oneri processuali,
consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 450.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
500.–

                                         sono
posti a carico dell'istante, che rifonderà alle controparti fr. 2000.–
complessivi per ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  –   ;

  –    ;

  –
  . , .

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Riviera.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF
entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF).
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è am­missi­bile
solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in
materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal
caso dall'art. 115 LTF.