# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 38b5ef30-3323-51d7-9d24-9878212ea7f5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 23.10.2017 80.2016.290
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-290_2017-10-23.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.290

  80.2016.291

  	
  Lugano

  23 ottobre 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 2 dicembre 2016 contro la decisione del 2 novembre 2016 in materia di IC
  e IFD 2013.

  

 

Fatti

 

                                  A.   RI 1, classe __________,
nel periodo fiscale litigioso, era padre di due figli minorenni (nati nel 2005
e nel 2008), ai quali, oltre alla coniuge separata, doveva versare i contributi
di mantenimento. Di formazione medico specialista FMH in __________, dal 1°
gennaio al 30 giugno 2013, ha esercitato la sua attività professionale come medico
capo clinica presso l’__________ (di seguito __________), percependo un reddito
netto di fr. 114’960. Dal 1° luglio 2013 fino al 30 giugno 2015, ha intrapreso una
formazione complementare della durata di due anni, e meglio un’attività di
ricerca e di formazione continua, presso l’__________, __________ (senza un
rapporto di lavoro), finalizzata ad assumere in seguito un ruolo nell’ambito
della chirurgia pediatrica presso l’__________ e all’avanzamento della propria
carriera accademica. Per il soggiorno di ricerca e di formazione, ha ottenuto una
borsa di studio dell’ammontare di complessivi fr. 120'000.–, finanziati dall’__________
di __________ (fr. 40'000.–), dall’__________ (fr. 30'000.–) e dall’__________ __________
__________ (__________) (fr. 50'000.–), da cui sono stati esclusi i contributi sociali
(in assenza di un rapporto di lavoro tra le parti). RI 1, dal canto suo, si è
impegnato a pubblicare tre ricerche con il nome di __________ (al più tardi
entro il 30 giugno 2016) e ad assumere, al termine della formazione a __________,
l’incarico di medico capo clinica del reparto di __________ __________ presso
l’__________, della durata minima di tre anni e in stretta collaborazione con
l’__________ (con il diritto di rimborso, in caso di inottemperanza) [cfr.
convenzione del 21 giugno 2013 tra l’__________ e RI 1]. Il finanziamento della
formazione a __________, oltre alla borsa di studio di cui sopra, prevedeva anche
che il contribuente facesse capo a "fondi propri" (cfr. copia convenzione
d’intenti del 15 maggio 2013 annessa allo scritto del 20 dicembre 2016 del dr.
med. RI 1). Nel 2013, il contribuente, a tale titolo, ha ricevuto l’importo di
fr. 49'975.– da parte dell’__________ (cfr. certificato di salario 2013 del 2
aprile 2014 nell’incarto fiscale 2013).

 

 

                                  B.   Nella dichiarazione
d’imposta 2013, il contribuente ha in particolare dichiarato di non aver
percepito alcun reddito da attività dipendente e di non esercitare alcuna
attività, indicando "studente" come attività accessoria. Ha postulato
diverse deduzioni.

                                         Notificandogli la
tassazione IC/IFD 2013, con decisione del 9 marzo 2016, l’RS 1 ha in
particolare aggiunto, sia per l’IC, sia per l’IFD, quale reddito da attività
dipendente principale fr. 164'935.– ("Valori secondo certificato di
salario al netto dei contributi AVS/AI/IPG/AD/AINP e II° pilastro").

 

 

                                  C.   Il contribuente ha
impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 29 marzo 2016, nel quale ha evidenziato
di aver beneficiato, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2013 e il 31 giugno
2015, di un congedo non pagato e, per l’anno 2013, di una borsa di studio, dell’ammontare
di fr. 50'000.–, postulandone la deduzione. 

                                         L’autorità fiscale ha
respinto il reclamo, con decisione del 2 novembre 2016. Nella motivazione
allegata, valida sia per l’IC, sia per l’IFD, ha precisato quanto segue:

                                        Nel
2013 oltre ad uno stipendio netto di fr. 114960 versato dall’__________ il
dott. RI 1 ha ricevuto un compenso di (fr.) 49975 dallo stesso istituto quale
borsa di studio per lo svolgimento di due anni di ricerca e formazione presso
l’__________. 

                                         Con
reclamo del 29 marzo 2016 il dott. RI 1 ha chiesto l’esonero delle imposte per
il versamento citato. 

                                         Secondo
dottrina e giurisprudenza l’esenzione delle borse di studio dipende dalle
seguenti condizioni: l’esistenza o meno di una controprestazione, la situazione
d’indigenza del beneficiario e che quindi la prestazione versata abbia lo scopo
di sostenerlo. 

                                         A
giudizio dell’ufficio di tassazione nel caso in esame non sono dati i
presupposti per ottenere l’esenzione. Infatti gli accordi presi con l’__________
prevedono una serie di controprestazioni: pubblicare almeno tre ricerche in
nome dell’__________ entro il 30.06.2016, e lavorare due anni (recte tre
anni) presso l’__________ in stretta collaborazione con l’__________. Per
questi motivi l’ufficio di tassazione conferma la decisione del 09.03.2016.

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, completato con scritto del 20
dicembre 2016, RI 1 chiede, in via principale, di considerare la somma di fr.
49'975.– come reddito esente da imposta ai sensi dell’art. 23 lett. d
LT, di riconoscere in deduzione l’importo complessivo di fr. 80'350.– a titolo
di spese professionali e non, come indicato nel gravame, e di riformare di
conseguenza la decisione impugnata, con protesta di tasse e spese; in via
subordinata, di riconoscere l’importo complessivo di fr. 93'994.– a titolo di "spese
legate alla formazione effettuata oltre alle altre spese indicate nei
considerandi" da porre in deduzione dal reddito imponibile, con protesta
di tasse e spese. Ritiene in particolare che la sua indigenza sarebbe pacifica,
che nell’ambito degli accordi presi non sarebbe prevista alcuna
controprestazione e che detti accordi non sarebbero, ad oggi, adempiuti.
Postula inoltre la deduzione delle spese professionali e non, riguardo ai primi
sei mesi dell’anno, avendo svolto un’attività professionale presso l’__________.
Nell’ipotesi in cui non si dovesse ammettere la postulata deduzione, chiede di
riconoscere le spese sostenute in relazione al soggiorno di ricerca e di
formazione e di altre spese dell’ammontare di complessivi fr. 93'994.–.

 

 

                                  E.   Nelle proprie
osservazioni del 6 febbraio 2017, l’Ufficio giuridico della Divisione delle
contribuzioni, ha in particolare proposto di accogliere parzialmente il ricorso
e di modificare la decisione impugnata, ammettendo un’ulteriore somma di fr. 14'400.–
a titolo di deduzione dal reddito imponibile, e indicando, nel dettaglio, le spese
riconosciute. 

 

Diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Secondo l’art. 15 cpv. 1
LT, sottostà all’imposta sul reddito la totalità dei proventi, periodici e
unici. Analoga formulazione è prevista dall’art. 7 cpv. 1 della legge federale
sull’armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni (LAID).

                                         Come ha ripetutamente
sottolineato il Tribunale federale, con riferimento all’art. 16 cpv. 1 LIFD di
uguale tenore, il legislatore ha in tal modo fatto proprio il principio dell’imposizione
del reddito netto globale (“Grundsatz der Gesamtreineinkommensbesteuerung”).
L’art. 16 cpv. 1 LIFD (e, di riflesso, l’art. 15 cpv. 1 LT) contiene dunque una
clausola generale, che è completata, agli articoli da 17 a 23 LIFD (da 16 a 22 LT), da una lista esemplificativa di diverse componenti reddituali e da un
elenco tassativo di redditi esenti dall’imposta (DTF 125 II 113 = ASA 67 p. 644
= RDAF 1999 II 385 consid. 4a). 

                                         Ne consegue che ogni
reddito che non sia esplicitamente dichiarato esente è assoggettato
all’imposta.

 

                                         1.2.

                                         L’art. 24 lett. d
LIFD menziona, fra gli altri redditi non soggetti all’imposta, i sussidi
d’assistenza provenienti da fondi pubblici o privati. 

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 23 lett. d LT esenta dall’imposta i sussidi d’assistenza
provenienti da fondi pubblici o privati, compresi gli assegni integrativi e di
prima infanzia, le allocazioni per grandi invalidi e le somme percepite per
conseguire un titolo di studio o professionale.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         L’Ufficio di tassazione ha
considerato imponibile il compenso di fr. 49'975.–, versato nel 2013 dall’__________
a favore del dr. med. RI 1, a titolo di borsa di studio, per il soggiorno di
formazione e ricerca presso un ente ospedaliero di __________. Secondo il
contribuente, invece, tale finanziamento rientrerebbe fra i sussidi
d’assistenza provenienti da fondi pubblici o privati, che la legge esenta
dall’imposta. 

 

 

                                         2.2.

                                         Il Tribunale federale si è
occupato dell’imposizione dei sussidi del Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca
scientifica (di seguito FNS) in una sentenza del 28 aprile 2008 (n. 2A.103/2007
e 2C_715/2007, in StE 2008 B 26.23 n. 1 = RF 2008 p. 773 = RDAF 2008 II 364 =
ZStP 2008 p. 291), che concerneva il caso di una giurista, che aveva ottenuto
un finanziamento di 225'000.– franchi per tre anni, perché realizzasse un
progetto di ricerca finalizzato all’abilitazione per l’insegnamento. 

                                         Essenzialmente, la
sentenza dell’Alta Corte lascia aperta la questione della qualifica precisa
della natura di reddito di cui si tratta, limitandosi ad escludere che
l’importo ricevuto dalla ricorrente potesse essere esentato dall’imposta sul
reddito quale sussidio d'assistenza proveniente da fondi pubblici o privati
(articoli 24 cpv. 1 lett. d LIFD e 7 cpv. 4 lett. f LAID). 

                                         Infatti, perché un
sussidio sia esente occorre che sia finalizzato all’assistenza, cioè che sia
erogato ad una persona indigente. Vi rientrano pertanto solo le borse di studio
in senso stretto (cfr. la sentenza citata, consid. 2.1).

                                         Nel caso esaminato, il Tribunale
federale ha rilevato che si trattava di un sussidio versato ad una ricercatrice
in vista della sua carriera scientifica e che la situazione finanziaria della
richiedente non era un criterio per l’attribuzione del finanziamento (consid.
2.2). 

                                         La sentenza si confronta
poi con la Circolare n. 8 del 25 febbraio 1971 dell’Amministrazione federale
delle contribuzioni (AFC), che sottolinea essere ancora applicabile e secondo
cui sono imponibili “i sussidi personali, per quanto costituiscano degli stipendi”;
essi “consentono alle Università svizzere e ad altre istituzioni di assicurarsi
i servizi di scienziati particolarmente qualificati per lo sviluppo della
ricerca scientifica”. La circolare considera per contro non imponibili “le
borse, designate talvolta anche contributi per le giovani leve”. 

                                         L’Alta Corte giustifica la
differenza di regime prevista per le borse di studio in senso stretto, da una
parte, e i sussidi personali per ricercatori, dall’altra. Le prime sono infatti
versate a giovani, che di solito hanno meno di 33 anni e che vogliono terminare
la tesi di dottorato o uno studio postdiploma (p. es. LL.M.); essendo
all’inizio della loro carriera professionale, non dispongono di solito di
redditi e pertanto i sussidi ricevuti servono essenzialmente a coprire le loro
spese di mantenimento piuttosto modeste. Si tratta dunque di borse in senso
stretto, che possono essere qualificate “sussidi d’assistenza provenienti da
fondi pubblici”. I sussidi personali invece sono versati a ricercatori progrediti,
solitamente più anziani, che dispongono di un’esperienza professionale e di
migliori competenze scientifiche; il loro scopo è di incoraggiare i candidati
idonei ad affrontare la carriera accademica; l’ammontare delle prestazioni è
anche superiore a quello delle borse; non si tratta pertanto di sussidi
d’assistenza (sentenza cit., consid. 2.3.2). 

                                         Il Tribunale federale rinuncia
dunque a qualificare i sussidi come reddito dell’attività lucrativa dipendente
(o indipendente), ma osserva che ciò non basta ancora ad escludere che si
tratti di un reddito imponibile secondo la clausola generale. Sottolinea
comunque lo stretto legame che il regolamento dei sussidi del FNS stabilisce
fra il finanziamento e la prestazione del ricercatore, per concludere che i
contributi erogati non possono essere considerati versamenti gratuiti o “a
fondo perso” e neppure delle borse, dal momento che i beneficiari
particolarmente qualificati non sono in linea di principio indigenti. Stabilito
che il contributo erogato alla ricorrente dal FNS rientra fra i redditi
imponibili secondo la clausola generale, l’Alta Corte conclude affermando che,
in considerazione della corrispondenza del regime fiscale in materia di imposta
cantonale e di imposta federale diretta, le disposizioni delle leggi cantonali
devono essere interpretate conformemente a quelle della legge federale, poiché
altrimenti sarebbe violato il postulato dell’armonizzazione verticale (sentenza
cit., consid. 2.3.4). 

 

                                         2.3.

                                         In un’altra sentenza, di
poco più recente, il Tribunale federale ha poi precisato il campo
d’applicazione delle disposizioni legali che esentano dall’imposta sul reddito
i sussidi d’assistenza (DTF 137 II 328 = RDAF 2011 II 280 = RF
66/2011 p. 506).

                                         I giudici hanno
sottolineato dapprima che dalle versioni tedesca e italiana della legge risulta
in modo più chiaro che la disposizione in questione mira anzitutto a esentare
dall’imposta l’aiuto alle persone svantaggiate o bisognose, i relativi sussidi
provenienti in generale da fondazioni, associazioni caritative o altre entità
che perseguono fini disinteressati di pura utilità pubblica. Si tratta pertanto
di un’esenzione fondata su motivazioni di carattere socio-politico, che si
prefigge di far pervenire integralmente al destinatario le prestazioni versate
allo scopo di sfuggire ad una situazione di indigenza o di bisogno (“Notlage”).

                                         La sentenza prende poi
atto delle critiche rivolte in dottrina all’esenzione in questione, che sarebbe
causa di ineguaglianze. Immaginando due contribuenti che si trovassero in una
simile situazione economica precaria, quello che percepisce redditi provenienti
da prestazioni d’assistenza sarebbe indebitamente avvantaggiato rispetto a
quello che consegue redditi professionali, poiché questi ultimi sono
imponibili. Gli autori in questione auspicano pertanto, de lege ferenda,
l’esenzione generale di un importo corrispondente al minimo vitale, mediante
deduzioni sociali o mediante l’aliquota. Il Tribunale federale ha concluso
lasciando aperta la questione, in quanto l’art. 190 Cost. lo obbliga comunque
ad applicare il diritto federale vigente. Ha tuttavia sottolineato che,
nell’interpretazione dell’art. 24 lett. d LIFD, avrebbe cercato di
ridurre il più possibile le disparità di trattamento che questa norma poteva
generare (DTF 137 II 328 = RDAF 2011 II 280 = RF 66/2011 p. 506,
consid. 4.1).

                                         In seguito, la Corte ha
stabilito a quali condizioni è data l’esenzione:

·        
il beneficiario deve trovarsi in una situazione di disagio (stato
di bisogno, Bedürftigkeit);

·        
l’entità (di diritto pubblico o privato) che eroga le prestazioni
lo deve fare allo scopo di venire in aiuto del beneficiario (motivo di
assistenza, Unterstützung);

·        
il versamento deve avere un carattere disinteressato e non
oneroso, cioè dal beneficiario non deve essere pretesa alcuna controprestazione
o contropartita (gratuità, Unentgeltlichkeit)

                                         (DTF 137 II 328 = RDAF 2011 II 280 = RF 66/2011 p. 506, consid. 4.3; v. anche RtiD I-2012 p. 677 ss.).

 

                                         2.4.

                                         Nella sentenza del 26
maggio 2014 (decisione TF n. 2C_74/2014 e n. 2C_78/2014), l’Alta Corte,
richiamando le summenzionate decisioni, ha in particolar modo riconfermato, quali
motivi di esenzione dell’imposta sul reddito, i criteri cumulativi dello stato
di bisogno, del motivo di assistenza e della gratuità, in relazione al versamento
di una borsa di studio dal FNS, dell’ammontare di fr. 21'350.–, a favore del
ricorrente. In quello specifico caso, dopo aver analizzato alcune disposizioni
del regolamento del FNS sulla concessione dei sussidi, il Tribunale federale è
giunto alla conclusione che il sussidio erogato dal FNS soggiaceva a un numero
importante di condizioni che impedivano di considerare gratuito il versamento.
L’art. 24 lett. d LIFD non poteva dunque trovare applicazione (sentenza
cit., consid. 3.1. e 3.2.).

 

                                         2.5.

                                         Tornando al caso qui posto
a giudizio, il 15 maggio 2013 l’__________, __________, e il dr. med. RI 1, hanno
concluso una "convenzione d’intenti in merito al co-finanziamento della
formazione complementare" che quest’ultimo si apprestava ad affrontare "…
presso l’__________ durante il periodo giugno 2013 - giugno 2015". Dalla
convenzione emerge in particolare la durata della formazione (due anni, di cui
dodici mesi di ricerca e dodici mesi di esperienza clinica), il finanziamento
mediante fondi propri del dr. med. RI 1 e fondi elargiti dall’__________ (fr.
40'000.–), dall’__________ e dall’__________ __________ (Dipartimento di __________).
Da parte sua, il dr. med. RI 1 si è impegnato "…a portare a buon fine la
propria formazione presso l’__________ e, a formazione conclusa, a trasferirsi
a __________ con un incarico di medico capo clinica, presso l’__________,
servizio di __________ __________ per una durata minima di 3 anni". In
caso di inottemperanza, il medico si è impegnato, a determinate condizioni, al
rimborso del finanziamento (cfr. copia convenzione d’intenti del 15 maggio 2013
annessa allo scritto del 20 dicembre 2016 del dr. med. RI 1). 

                                         Il 21 giugno 2013, l’__________
e il dr. med. RI 1 hanno pattuito un accordo intitolato "__________",
avente per oggetto una formazione complementare della durata di due anni, e
meglio un soggiorno di ricerca e di formazione continua, presso il predetto
ente ospedaliero __________ (senza un rapporto di lavoro), dal 1° luglio 2013
fino al 30 giugno 2015, allo scopo di assumere in seguito un ruolo nell’ambito
della __________ __________ presso l’__________ e di avanzare nella propria
carriera accademica. Come visto in narrativa, per tale periodo di ricerca e di
formazione, è stato pattuito un finanziamento a favore dell’insorgente di
complessivi fr. 120'000.–, elargiti dall’__________ di __________ (fr. 40'000.–),
dall’__________ (fr. 30'000.–) e dall’__________ (__________) (fr. 50'000.–),
esclusi i contributi sociali (in assenza di un rapporto di lavoro tra le parti).
RI 1, dal canto suo, si è impegnato a pubblicare tre ricerche con il nome di __________
(al più tardi entro il 30 giugno 2016) e ad assumere, al termine della
formazione, l’incarico di medico capo clinica del reparto di __________ __________
presso l’__________, per la durata minima di tre anni e in stretta
collaborazione con l’__________ (con il diritto di rimborso, in caso d’inottemperanza)
[cfr. convenzione del 21 giugno 2013 tra l’__________ e RI 1]. Dal certificato
di salario riguardante l’anno 2013, rilasciato il 2 aprile 2014 dall’__________,
risulta che il ricorrente, nel periodo fiscale litigioso, ha percepito un
salario netto di fr. 164'935.–, di cui fr. 49'975.– inerenti alla summenzionata
borsa di studio ("Stipendium"), mentre l’importo restante è in
connessione con l’attività lavorativa da lui svolta, come medico capo clinica,
dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2013 presso l’__________ (cfr. ricorso del 2
dicembre 2016, p. 2). L’insorgente ha prodotto uno scritto dell’8 dicembre
2015, attestante che egli ha lavorato come ricercatore presso l’ente ospedaliero
__________ dal mese di luglio 2013 al mese di luglio 2014. Dall’atto di
assunzione per medici capi-clinica del 25 febbraio 2015, risulta inoltre (in considerazione
degli accordi raggiunti) che il dr. med. RI 1 è stato assunto a tempo
determinato, dal 1° luglio 2015 con scadenza il 30 giugno 2018, come medico
capo clinica presso l’__________ di __________.

                                         In queste circostanze – tenuto
conto della summenzionata giurisprudenza del Tribunale federale e ritenuto in
particolare che il ricorrente ha percepito nel 2013 un contributo
dell’ammontare di fr. 49'975.– in stretta connessione con il soggiorno di
formazione e di ricerca a __________, impegnandosi contrattualmente a fornire
una controprestazione (in particolare mediante la conclusione della formazione __________,
la pubblicazione di tre ricerche in nome dell’__________ e l’assunzione
dell’incarico di medico capo clinica presso l’__________ di __________ per la
durata minima di tre anni) – in casu non è adempiuta la condizione
cumulativa della gratuità, come peraltro rettamente rilevato dall’Ufficio
giuridico nelle proprie osservazioni del 6 febbraio 2016. Già solo per questo
motivo, il contributo in questione elargito all’insorgente non può beneficiare
dell’esenzione giusta l’art. 24 lett. d LIFD. 

                                         A ciò va aggiunto che, nel
periodo fiscale litigioso, il ricorrente, oltre al suindicato importo, ha percepito
un reddito da attività dipendente di ben fr. 114'960.– (reddito peraltro da lui
nemmeno indicato nella relativa dichiarazione d’imposta). Non si può dunque
ritenere, nonostante abbia dovuto versare alimenti a favore del coniuge
separato (fr. 38'400.–) e a favore dei due figli minorenni (fr. 24'000.–), che
egli si trovava in una situazione di disagio (stato di bisogno). Non si può neppure
sostenere che l’__________ abbia erogato l’importo di fr. 49'975.– perseguendo
uno scopo di assistenza, per prestare aiuto al dr. med. RI 1 (quale terza
condizione cumulativa), il quale, nel 2013, non si trovava agli inizi della sua
carriera professionale. Trattasi, come detto, di un sussidio finalizzato
all’assunzione di ruolo di medico capo clinica presso l’ente ospedaliero di __________
e all’avanzamento della carriera accademica, mediante il finanziamento di una
formazione continua e di ricerca della durata di due anni. Giova del resto
ricordare che nella "convenzione d’intenti" del 15 maggio 2013, le
parti avevano pattuito il finanziamento della formazione anche da parte
dell’insorgente mediante fondi propri. Ne discende che la prestazione erogata,
nel 2013, dall’__________ di fr. 49'975.– a favore del dr. med. RI 1 non può
beneficiare dell’esenzione, non essendo adempiute le condizioni cumulative di
cui all’art. 24 lett. a LIFD. 

                                         Nell’ambito del diritto
fiscale armonizzato che regola l’imposizione diretta a livello federale,
cantonale e comunale, la nozione di esonero corrisponde ai concetti utilizzati
dalla LIFD. L’art. 7 cpv. 4 lett. f LAID e, per il Canton Ticino, l’art.
23 lett. d LT, esonerano dall’imposta i sussidi d’assistenza che
provengono da fondi pubblici o privati. Ne consegue che le considerazioni
sviluppate per l’IFD, si applicano, in ugual modo, all’IC (decisione TF n.
2C_74/2014 e 2C_78/2014 del 26 maggio 2014 consid. 4., applicabile per analogia).
Sotto questo profilo, la decisione impugnata non presta il fianco a critiche. 

                                         Nell’ipotesi in cui
l’insorgente dovesse disattendere le condizioni pattuite nella convenzione del
21 giugno 2013 e nell’ipotesi in cui dovesse rimborsare all’__________ una
parte della quota della borsa di studio percepita, egli avrà, se del caso, la
facoltà di presentare un’istanza di revisione (a determinate condizioni) della
relativa decisione di tassazione.

 

 

                                   3.   Il dr. med. RI 1
chiede l’ammissione della deduzione delle spese sostenute in connessione con la
sua attività professionale esercitata come medico capo clinica presso l’__________
dal 1° gennaio al 30 giugno 2013 e con la formazione eseguita a __________ dal
1° luglio 2013 al 31 dicembre 2013. Postula la deduzione forfettaria di fr.
12'000.– per gli appartamenti presi in locazione a __________ (fr. 800.–
mensili) e a __________ (€ 1'760.– / fr. 2'112.– mensili), la deduzione di fr.
3'000.– per spese per i pasti (sia a __________, sia a __________), la
deduzione di fr. 2'000.– per le spese per il rientro a domicilio a __________ da
__________ per esercitare il diritto di visita con i figli presso i nonni (fr.
80.– per ogni trasferta in treno sull’arco di sei mesi), la deduzione di fr.
528.– per spese di trasporto domicilio-luogo di lavoro (__________) e le spese
per il rientro a domicilio da __________ (ogni due settimane/diritto di visita
con i figli) di fr. 4'416.– (andata e ritorno __________, fr. 368.– x 12), la
deduzione di altre spese professionali effettive ["non necessariamente
legate al periodo di permanenza a __________, ma non considerate nella
tassazione 2013 (non dichiarate poiché l’esenzione era data come presupposto di
base)"], ovverossia l’importo di fr. 3'000.– per il conseguimento dell’attestato
FMH ("già considerato nella decisione di tassazione") e fr. 600.– per
"le tasse ricorrenti, sempre relative all’esercizio della professione
medica". Postula inoltre la deduzione di fr. 5'200.– per oneri
assicurativi, cui vanno aggiunte le deduzioni già riconosciute nella decisione
impugnata, per un ammontare complessivo di fr. 93'994.–. 

 

                                         3.1.

                                         L’autorità fiscale, nella
decisione del 2 novembre 2016 (IC 2013), ha riconosciuto all’insorgente, a
titolo di spese professionali, complessivamente fr. 3'850.–, di cui fr. 150.–
per spese abbonamento metà prezzo, fr. 700.– per spese bicicletta, ciclomotore,
motoleggera e fr. 3'000.– per spese professionali effettive. Ha inoltre ammesso
fr. 38'400.– per gli alimenti versati al coniuge separato e fr. 24'000.– per
alimenti per figli minorenni. Le deduzioni concesse dall’autorità fiscale
ammontano dunque a complessivi fr. 66'250.–.

 

                                         3.2.

                                         Per quanto concerne l’attività
professionale esercitata dall’insorgente come medico capo clinica presso l’__________,
nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2013, nelle osservazioni
del relativo certificato di salario risulta che egli ha lavorato al 60% ["Teilzeitbeschäftigung
(60.00%)"].

                                         Vengono riconosciuti, come
postulato, fr. 4'800.– (fr. 800.– mensili x 6 mesi) per spese supplementari per
doppia economia domestica in applicazione dell’art. 6 cpv. 1 e cpv. 2 del Decreto
esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche valido per il periodo
fiscale 2013 (del 19 dicembre 2012) [di seguito Decreto]. 

                                         Il datore di lavoro del
ricorrente, nel certificato di salario dell’anno 2013, ha crociato la casella G
"Pasti alla mensa / buoni pasto". Il ricorrente, allora medico capo
clinica alle dipendenze dell’__________, svolgeva un lavoro a turni (diurni e notturni).
Il dipendente ha dunque beneficiato di agevolazioni legate ai pasti, che impone
di dimezzare la deduzione forfettaria, calcolata su sei mesi (fr. 1'600.–), a
fr. 800.–, in applicazione dell’art. 5 cpv. 3 del Decreto (spese supplementari
per doppia economia domestica) [cfr., anche, decisione del 27 ottobre 2015, inc.
CDT 80.2014.337/338]. Vengono inoltre ammessi fr. 2'000.– per spese di
trasporto (in treno) per il rientro settimanale al domicilio, come postulato e come
ammesso dall’Ufficio giuridico, nonostante non abbia prodotto i relativi
giustificativi. Per quanto attiene alla postulata deduzione di fr. 600.– per le
tasse ricorrenti in connessione con l’esercizio della sua professione medica,
sono ammessi fr. 230.– per il pagamento della tassa annuale quale membro
dell’associazione svizzera dei medici assistenti e capiclinica (“VSAO
Jahresmitgliedschaft”) e fr. 405.– per il pagamento della tassa annuale quale
membro FMH (“FMH Jahresmitgliedschaft”) [cfr. doc. 3 e doc. 5 annessi allo
scritto del 20 dicembre 2016].

 

                                         3.3.

                                         Per quanto concerne invece
il soggiorno di ricerca e di formazione a __________, dal 1° luglio 2013 al 31
dicembre 2013, vengono riconosciuti fr. 6’000.– (fr. 1’000.– mensili x 6 mesi)
per spese supplementari per doppia economia domestica in applicazione dell’art.
6 cpv. 2 del Decreto (secondo cui è ammessa in particolare la deduzione
dell’effettivo costo fino a un massimo di fr. 1'000.– per l’affitto di un
monolocale o di un appartamento munito di cucina). 

                                         Non viene invece ammesso nulla
a titolo di spese supplementari per doppia economia domestica in applicazione dell’art.
5 cpv. 4 del decreto (secondo cui se al luogo di lavoro il contribuente dispone
di un monolocale o di un appartamento munito di cucina, la deduzione per i pasti
o il pasto ivi consumati non viene riconosciuta in quanto il contribuente non
ha alcuna spesa supplementare), tenuto anche conto della ripartizione
dell’onere della prova, per cui è a carico del contribuente la prova di quei
fatti che concorrono a escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133
II 153 e 121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1. n. 8). Dal mese di luglio
2013 fino al 31 dicembre 2013 il dr. med. RI 1 ha esercitato la sua attività
lavorativa come ricercatore in un laboratorio presso l’__________ (cfr., nel
dettaglio, doc. D, copia scritto dell’8 dicembre 2015 annesso al presente
ricorso). Da ciò si può desumere, in assenza di un documento rilasciato dal
proprio datore di lavoro attestante il contrario, che egli abbia lavorato a turni
regolari. Inoltre l’appartamento preso in locazione dall’insorgente (doc. L
annesso al presente ricorso) si trovava a meno di un chilometro di distanza a
piedi dall’ente ospedaliero (secondo ViaMichelin: 0.6 km). Egli poteva dunque
consumare un pasto principale al proprio domicilio. 

                                         Non vengono neppure
riconosciute le spese di trasporto dall’appartamento preso in locazione al
luogo di lavoro (__________), quantificati dal ricorrente in fr. 528.– (€ 73.–
mensili, pari a fr. 88.– mensili), essendo, come visto, l’appartamento in
questione, poco distante dall’ente ospedaliero e raggiungibile a piedi. Tale
deduzione non può del resto essere ammessa, in considerazione anche della
ripartizione dell’onere della prova, poiché non è stato comprovato l’acquisto
dell’abbonamento mensile. Non si può neppure ammettere l’importo di (ben) fr.
4'416.– (fr. 368.– 2 volte al mese x 6 mesi), per il rientro in __________ da __________,
ogni due settimane per l’esercizio del diritto di visita con i figli, in
assenza di documentazione attestante tale spesa. Infine la postulata deduzione
di fr. 5'200.– a titolo di oneri assicurativi non può essere riconosciuta, non
avendo prodotto alcun giustificativo in merito.

                                         Di conseguenza, vengono
riconosciuti, a titolo di deduzione dal reddito imponibile, oltre a quelle già concesse
in sede di reclamo dall’autorità fiscale di fr. 66'250.–, ulteriori fr. 14'235.–,
e meglio fr. 10'800.– per spese supplementari per doppia economia domestica, fr.
800.– forfait per pasti, fr. 2'000.– per spese di trasporto e fr. 635.– per
altre spese professionali.

 

 

                                   4.   Il ricorso è
parzialmente accolto. Nonostante l’esito del ricorso sia almeno parzialmente a
favore dell’insorgente, si giustifica di porre a suo carico la tassa di
giustizia e le spese processuali. Secondo l’art. 231 cpv. 3 LT, infatti, esse
sono poste totalmente o parzialmente a carico del ricorrente vincente se
questi, conformandosi agli obblighi che gli incombevano, avrebbe potuto ottenere
soddisfazione già nella procedura di tassazione o di reclamo oppure ha
ostacolato con raggiri l’inchiesta della Camera di diritto tributario. Nello
stesso senso si pronuncia, per l’imposta federale diretta, l’art. 144 cpv. 2
LIFD. Nel caso in esame, l’insorgente, nella dichiarazione d’imposta, avrebbe,
in effetti, già dovuto e potuto dichiarare il reddito percepito, così come le
spese sostenute, perlomeno in relazione all’attività svolta come capo clinica a
__________ nei primi sei mesi del periodo fiscale litigioso.

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 2 novembre 2016 è riformata nel senso
che è ammessa una deduzione di complessivi fr. 14'235.– per spese professionali
del contribuente ai sensi della presente decisione.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    800.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    900.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
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                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: