# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3e99f643-f35c-5406-948f-a69a6768f389
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.12.2018 38.2018.53
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2018-53_2018-12-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2018.53

   

  rs

  	
  Lugano

  5 dicembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 agosto 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 17 agosto 2018 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, __________

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 17 agosto 2018 l’Ufficio regionale di collocamento di __________ (in seguito:
URC) ha confermato la precedente decisione del 24 luglio 2018 (cfr. doc. 41)
con cui aveva sospeso RI 1 - che fino al 30 giugno 2018 è stato alle dipendenze
del __________ in virtù di un contratto di durata determinata (cfr. doc. 23;
17) - per dodici giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione a causa di
mancate ricerche di lavoro nel periodo precedente l’iscrizione in
disoccupazione del 6 luglio 2018, e meglio dal 6 aprile 2018 (cfr. doc. III1).

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione del 17 agosto 2018 l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso
al TCA facendo valere quanto segue:

 

" (…) Purtroppo
il mio ex ed attuale datore di lavoro mi ha confermato che non mi avrebbe
tenuto quale __________ a tempo pieno dopo la fine del contratto al 30.06.2018.

Lo stesso datore di lavoro, il 6.07.2018,
ha inoltrato uno scritto all’URC di __________ indicando dettagliatamente
quanto era venutosi a creare in merito alla mia nuova situazione lavorativa
(dal 1.07.2018) con conseguente iscrizione in disoccupazione.

Appena venuto a conoscenza di questa mia
nuova situazione mi sono annunciato in disoccupazione e cioè il 6.07.2018.

Per questo motivo ho già perso dei giorni
di disoccupazione rispetto alla mia nuova situazione lavorativa dal 1.07.2018.

Gli scritti inoltrati all’URC (mio del
7.7.2018 e quello del mio datore di lavoro del 6.07.2018) non sono stati
debitamente tenuti in considerazione. Prova ne è che lo stesso ufficio ha
respinto la mia opposizione.

Ribadisco che non era assolutamente mia
intenzione non adempiere agli obblighi di legge ma per “una colpa” non mia oggi
ne pago le conseguenze essendo stato sospeso per 12 giorni.

Mi appello a voi, onorevoli signori, sicuri
del fatto che vi sia il margine per poter accogliere integralmente o almeno
parzialmente questo mio ricorso in quanto ciò che è sorto non è da imputare
esclusivamente alla mia persona. (…)” (Doc. I)

 

                               1.3.   L’URC, in risposta, ha
postulato la conferma della decisione su opposizione, osservando in
particolare:

 

" (…) Se
umanamente si può capire il punto di vista dell’assicurato, in concreto però
non è mai stato in possesso di un contratto a prolungo dopo il 30.06.2018, si è
solo trattato di discorsi e trattative mai purtroppo sfociate in quello che
dovevano essere.

A parziale scarico, lo stesso ha spuntato un contratto a tempo
parziale dal 01.07.2018 con il __________, firmato il 06.07.2018, che gli
permetterà di mantenere un contatto con il mondo del lavoro e fare del guadagno
intermedio. Questo, però, non va a smorzare la domanda di base, se sia stato
fatto tutto il possibile per evitare la disoccupazione. (…)” (Doc. V)

 

                               1.4.   Pendente causa, questa Corte
ha posto i seguenti quesiti a __________, Direttore __________ del __________:

 

" 1. Quando
di preciso il __________ ha annunciato a RI 1 che non gli avrebbe rinnovato il
contratto di lavoro quale __________? 

2. Quando gli è stato garantito l’incarico di __________ a tempo
parziale?

3. Le due comunicazioni sono avvenute nello stesso momento o in
due fasi distinte?” (Doc. VII)

 

                                         L’8 ottobre 2018 __________
ha risposto:

 

" (…) vi
informiamo che la dirigenza di __________ voleva fortemente che RI 1
continuasse la sua attività di __________ vista la sua professionalità, la
serietà e la dedizione al lavoro che ha sempre dimostrato.

Purtroppo però questo non è stato possibile
e in data 5 luglio abbiamo comunicato al dipendente la nostra impossibilità nel
rinnovare il suo contratto da __________ proponendogli contestualmente
l’opportunità di un nuovo ruolo all’interno della società. (…)” (Doc. VIII)

 

                               1.5.   Il 15 ottobre 2018 il TCA ha
assegnato alle parti un termine di dieci giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova (cfr. doc. IX). 

 

                                         L’URC, il 23 ottobre 2018,
ha comunicato di non avere ulteriori osservazioni da formulare, riconfermandosi
in quanto precedentemente scritto (cfr. doc. X).

 

                                         Il
ricorrente è rimasto silente.

 

                               1.6.   Il doc. X è stato trasmesso
per conoscenza all’insorgente (cfr. doc. XI).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Oggetto della vertenza è la
questione di sapere se l’URC ha a ragione o meno sospeso l’assicurato dal
diritto all’indennità di disoccupazione per assenza di ricerche di lavoro nel
periodo antecedente l’iscrizione in disoccupazione del 6 luglio 2018.

 

                               2.2.   Tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare
personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16
cpv. 1 e 2 LADI il cui tenore non è stato modificato dalla quarta revisione
della LADI), se necessario anche fuori della professione precedente (cfr. art.
17 cpv. 1 LADI il cui testo è rimasto invariato in occasione della quarta
revisione LADI) ed anche fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16
cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo di
controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove documentali
relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del 29 gennaio
1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

"
L'assicurato deve
finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI prevede
che:

 

"
L’assicurato deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni
periodo di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il
termine senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere
prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3
OADI stabilisce che:

 

"
Il servizio competente
verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha, dunque, previsto
che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o
ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale principio non è stato
messo in discussione contestualmente alla quarta revisione della LADI (cfr.
Messaggio concernente la modifica delle legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

                                         L'obbligo di ridurre il danno,
valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V 197
consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo obbligo
egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI,
secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo
possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF
8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI
è stato ritenuto dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1°
gennaio 2007 Tribunale federale) conforme alle disposizioni della Convenzione
OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V
228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, p. 193s.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In
una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006, la nostra Alta Corte ha così
sottolineato che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo
precedente la disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA.
Tale dovere è ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché
gli assicurati non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere
tenuti a intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione
in disoccupazione.

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_192/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3.1.; STF
8C_463/2016 del 20 settembre 2016 consid. 3.2.; STF 8C_544/2014 del 26 novembre
2014 consid. 4.2.; STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.2.
pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010,
consid. 3.1; STF 8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del
26 marzo 2004, consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA C 77/91 del 29 gennaio
1992; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. STF 8C_44/2018 del 4 luglio 2018 consid.
5 in cui è stato confermato un periodo di valutazione delle ricerche di impiego
di tre mesi prima del termine del contratto di durata determinata; STF
8C_863/2014 del 16 marzo 2015 consid. 2.2., pubblicata in DTF 141 V 365; Comunicazioni
e istruzioni UFIAML, n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op.
cit., pag. 17).

 

                               2.3.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per
quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non
prevede un numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di
riferimento (e non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo
di controllo vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide
(cfr., per tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta Corte, pur confermando
tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003), ha
precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante ricerche
mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi amministrativa
esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese (cfr. STFA C
106/04 del 12 luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del 29 settembre 2005;
STFA C 6/05 del 6 marzo 2006 consid. 3.2.).

                                         In una sentenza 8C_589/2009
del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"
(…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si
l'assuré a fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il
faut tenir compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches
entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif, la
jurisprudence considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en
principe suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février 2007
consid. 2.2). On ne peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à une
limite purement quantitative et il faut examiner la qualité des démarches de l'assuré
au regard des circonstances concrètes, des recherches ciblées et bien
présentées valant parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C 176/05
du 28 août 2006 consid. 2.2; RUBIN, op.
cit. p. 392). (…)"

 

                                         Al
riguardo cfr. pure STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.4.,
pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.4.;
STF 8C_192/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3.2. (al consid. 5 l’Alta Corte
ha in particolare precisato che non va effettuata alcuna distinzione tra il
numero di ricerche da svolgere in un periodo di controllo e il relativo numero
durante il periodo di disdetta); STF 8C_463/2016 del 20 settembre 2016 consid.
3.2.

                                         Sulle modalità con le quali
bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

                                         La legge non prevede nessun
modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate
sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di
lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni
periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere
realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29 gennaio 1992
nella causa E. R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò significa
che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca personale
il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei datori di
lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il
datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul
formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la
ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28 gennaio 1987 nella
causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella
causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà servirsi
dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1° luglio 1999 la
Segreteria di stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale dello
sviluppo economico e del lavoro).

 

                                         In caso di rifiuto del datore
di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà comunque
limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al servizio
competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca mediante una successiva conferma per iscritto (cfr.
DLA 1988 pag. 95). 

 

                                         In
una sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.4.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la
durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua durata è determinata
secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv. 5
OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità, la
durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per determinare il
prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli ultimi due
anni. 

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che "La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

                                         Per quel che attiene
alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata sull'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6
giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per
insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo
successivo i parametri della SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9
giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione
per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con
proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 5 OADI (cfr. Prassi LADI ID D79 punto 1 dell’ottobre 2011; Lista delle
sospensioni SdL n. 464 del 23 dicembre 2011).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo,
"Alcuni compiti …”, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte
dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato il
modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile 2005;
STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA C
286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del
6 agosto 2002).

 

                               2.5.   Nella presente evenienza,
dalla documentazione agli atti si evince che RI 1, nato l’__________ 1983, dal
2014 al 30 giugno 2018 è stato attivo presso il __________ quale __________ a
tempo pieno in virtù di contratti di lavoro di durata determinata (cfr. doc.
20; 16-18).

                                         

                                         In particolare il
contratto valido dal 2016 al 2017 è stato esteso, nella primavera 2017, a
un’ulteriore stagione con inizio il 1° luglio 2017 e scadenza al 30 giugno 2018
(cfr.doc. 17).

 

                                         Il 6 luglio 2018
l’assicurato si è iscritto in disoccupazione (cfr. doc. 10), dichiarando di non
avere svolto ricerche di impiego nel periodo precedente l’annuncio all’URC
(cfr. doc. 9).

 

                                         Da uno scritto datato 4
luglio 2018 indirizzato dal ricorrente all’URC emerge che:

 

" (…) Fino
allo scorso 30.06.2018 avevo un contratto di lavoro in essere con il __________
quale __________.

Da parte della dirigenza della società __________ sono stato
invitato a voler pazientare per ancora qualche giorno a seguito di un
prospettato rinnovo contrattuale con eventuale altra mansione lavorativa
all’interno della società.

Purtroppo a tutt’oggi non ho ricevuto ancora alcuna offerta
concreta e di conseguenza mio malgrado devo annunciarmi per tutelare la mia
persona, presso i vostri uffici.

Tutto quanto sopra descritto potrà eventualmente essere senz’altro
confermato e verificato con la presidenza del __________. (…)” (Doc. 23)

                                      

                                         Il 6 luglio 2018 __________,
Direttore __________ del __________, ha confermato quanto indicato
dall’assicurato e ha comunicato che:

 

" (…)
purtroppo non possiamo più offrire, dopo varie e approfondite valutazioni, un
contratto di lavoro quale __________.

Da parte nostra siamo propensi ad offrire
un contratto di lavoro a tempo parziale per un impiego presso il __________
all’interno della nostra società.

Non appena definite le modalità di un nuovo
contratto, a tempo parziale, sarà nostra premura darvene comunicazione.

Logicamente il signor RI 1 dovrà essere da
parte nostra formato ed aiutato nello svolgere le nuove mansioni lavorative
propostegli. (…)” (Doc. 23)

 

                                         In effetti il ricorrente e
il __________, sempre il 6 luglio 2018, hanno concluso un contratto di lavoro
di durata indeterminata al 50% con inizio al 1° luglio 2018. L’assicurato è
stato assunto in qualità di __________ con una retribuzione di fr. 2'000.-- lordi
mensili (cfr. doc. 19; 5). 

 

                                         La
consulente del personale, il 17 luglio 2018, ha trasmesso all’insorgente una
“Richiesta di giustificazione” con cui l’ha invitato a motivare, entro il 24
luglio 2018, il fatto di non avere intrapreso ricerche di impiego nel lasso di
tempo precedente l’annuncio all’URC, allegando l’eventuale documentazione a
sostegno delle proprie dichiarazioni.

                                         La
collocatrice ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità
cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando
espressamente l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la
sospensione di un assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per
ottenere un’occupazione adeguata (cfr. doc. 39).

 

                                         Il 20 luglio 2018
l’assicurato ha risposto quanto segue:

 

" (…) Come
già comunicato nella mia lettera del 4.07.18 e confermato da __________ nello
scritto del 6.7.18, nei mesi precedenti alla scadenza del mio contratto ero in
trattativa con __________ per il rinnovo.

Da parte mia credo di non avere commesso
nessuna infrazione.

(…)” (Doc. 40)

 

                                         Dal profilo procedurale l’URC ha ossequiato il diritto di essere
sentito dell’insorgente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42
LPGA (al riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         L’amministrazione,
non ritenendo valide le giustificazioni addotte dall’assicurato, con decisione
formale del 24 luglio 2018, l’ha sospeso dal diritto alle indennità di
disoccupazione per dodici giorni a causa di mancate ricerche di lavoro negli
ultimi tre mesi prima dell’iscrizione in disoccupazione, ossia dal 6 aprile
2018 (cfr. doc. 41; consid. 1.1.).

 

                                         Tale provvedimento è stato
confermato con decisione su opposizione del 17 agosto 2018 (cfr. doc. III1;
consid. 1.1.). 

 

                               2.6.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ritiene innanzitutto che a ragione l’URC,
al momento dell’iscrizione in disoccupazione dell’assicurato del 6 luglio 2018,
ha verificato gli sforzi volti al reperimento di una nuova occupazione
intrapresi nei tre mesi precedenti, ovvero dal 6 aprile 2018 (cfr. doc. 41;
consid. 1.1.; 2.5.).

 

                                         In effetti gli assicurati
al beneficio di contratti di durata determinata (di almeno tre mesi) devono
cercare un nuovo impiego negli ultimi tre mesi di attività (cfr. consid. 2.2.; fra
le tante: STF 8C_863/2014 del 16 marzo 2015 consid. 2.2., pubblicata in DTF 141
V 365; STFA C 200/03 del 15 dicembre 2003; STCA 38.2012.6 del 26 aprile 2012
consid. 2.7.; STCA 38.2010.75 del 4 maggio 2011).

                                         In
una sentenza 8C_44/2018 del 4 luglio 2018 l’Alta Corte ha confermato che nel
caso di un contratto di durata determinata il periodo di valutazione delle
ricerche di impiego si estende ai tre mesi prima della fine del rapporto di
impiego, precisando che in tale evenienza lo svolgimento di tempestive ricerche
di lavoro consente, come quando un contratto di durata indeterminata viene
disdetto, di contrastare l’aumentato rischio di una prevedibile disoccupazione.

 

                               2.7.   L'Alta Corte ha, inoltre,
stabilito che non deve essere sospeso dal diritto all'indennità di
disoccupazione l'assicurato che, pur non compiendo un numero di ricerche di
lavoro sufficientemente valide dal profilo qualitativo e quantitativo in un
determinato periodo di controllo, riesce comunque, grazie alle stesse, a porre
termine - o a non ricorrere - alla disoccupazione (cfr. STF 8C_40/2016 del 21
aprile 2016 consid. 2.4.; DLA 1990 pag. 132; STCA del 13 febbraio 1997 nella
causa M. C.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 32).

 

                                         Secondo la giurisprudenza
federale si può parlare di lavoro garantito soltanto allorché un contratto di
lavoro è stato concluso espressamente o tacitamente attraverso la volontà
concordata delle parti, non bastando invece che le trattative facciano sorgere
la speranza o l'aspettativa di concludere il contratto (cfr. STF 8C_219/2012
del 30 luglio 2012 consid. 4.1.; DLA 1992 pag. 153; SVR 1999 ALV N° 22; STFA C
275/03 del 3 febbraio 2004, consid. 4.2.4.; STCA del 23 maggio 1995 nella causa
M.V.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 32).

 

                                         In particolare, nella
sentenza pubblicata in DLA 1992 pag. 151 seg. l'Alta Corte ha fornito al
riguardo le seguenti precisazioni:

 

" (…) Die Zusicherung einer anderen Stelle nach Art. 44 lit. b AVIV
setzt für den Arbeitnehmer nicht bloss Hoffnungen und Erwartungen erweckende
Vertragsverhandlungen voraus. Vielmehr gilt eine Stelle erst dann als
zugesichert, wenn durch ausdrückliche oder stillschweigende übereinstimmende
gegenseitige Willensäusserung von Arbeitgeber und Arbeitnehmer (Art. 1 OR) ein
Arbeitsvertrag im Sinne von Art. 319 ff. OR tatsächlich zustande gekommen ist
(unveröffentlichtes Urteil S. vom 12. März 1987,
 C 110/86). (...)"

 

                                         Decisivo
è dunque il fatto che venga stipulato un contratto di lavoro, non
necessariamente nella forma scritta (cfr. al riguardo anche la
 STFA C 197/03 dell11 ottobre 2004): 

 

" Wie das kantonale Gericht insbesondere richtig erwogen hat,
begründete der Umstand, dass am ersten Arbeitstag noch kein schriftlicher
Arbeitsvertrag vorlag, keine Unzumutbarkeit, am Arbeitsplatz zu verbleiben."

 

                               2.8.   In concreto è vero che
l’assicurato dal 2014 è stato attivo quale __________ preso il __________ in
virtù di contratti di durata determinata che sono stati rinnovati di anno in
anno. 

                                         Ad esempio la durata del
contratto valido dal 1° luglio 2016 al 30 giugno 2017 è stata estesa,
nell’aprile 2017, al periodo 1° luglio 2017 - 30 giugno 2018 (cfr. doc. 17;
consid. 2.5.).

                                         È altrettanto vero, però,
che ciò non è avvenuto nel 2018 per l’anno successivo (luglio 2018 – giugno 2019).

                                         Il __________,
interpellato da questo Tribunale (cfr. doc. VII), ha sì riconosciuto che “…voleva
fortemente che RI 1 continuasse la sua attività di __________ vista la sua
professionalità, la serietà e la dedizione al lavoro che ha sempre dimostrato”
(cfr. doc. VIII), tuttavia tra il __________ e il ricorrente fino al 5 luglio
2018 - quando il __________ ha comunicato all’assicurato l’impossibilità di
rinnovargli il contratto (cfr. doc. VIII; consid. 1.4.) - hanno avuto luogo
soltanto delle trattative per il rinnovo del contratto quale __________, come
del resto indicato dall’insorgente stesso rispondendo alla Richiesta di
giustificazione dell’URC (cfr. consid. 2.5.; doc. 40).

 

                                         L’assicurato poteva,
quindi, avere unicamente un’aspettativa in merito al rinnovo del suo contratto,
non sufficiente per ritenere garantita un’occupazione (secondo la costante
giurisprudenza federale; cfr. consid. 2.7.). 

 

                                         Egli, in particolare,
nell’ultimo periodo prima della disoccupazione, e meglio nel mese di giugno
2018, avrebbe dovuto rendersi conto dell’alta probabilità che non venisse
riassunto dal __________ quale __________.

                                         In effetti il medesimo
nello scritto del 4 luglio 2018 all’URC ha evidenziato che “…a tutt’oggi non
ho ricevuto alcuna offerta concreta” da parte del __________ (cfr. doc. 23;
consid. 2.5.).

 

                                         Un nuovo contratto a tempo
parziale quale team manager è d’altronde stato proposto all’insorgente il 5
luglio 2018 (cfr. doc. VIII; consid. 1.4.) e il relativo contratto è stato
sottoscritto dalle parti il 6 luglio 2018 (cfr. doc. 19; consid. 2.5.). 

 

                                         In simili condizioni il
ricorrente, negli ultimi mesi della sua attività quale __________, avrebbe
dovuto intensificare i suoi sforzi volti al reperimento di un impiego (cfr.
STCA 38.2008.49 del 10 novembre 2008 consid. 2.10.; 2.11., citata in D.
Cattaneo, “Sport et assurances sociales” in CGRSS N° 45-2010 pag. 137-138,
relativa a un assicurato sospeso dal diritto a indennità di disoccupazione a
causa di insufficienti ricerche di lavoro prima della disoccupazione. In
effetti egli aveva solamente la speranza e non la garanzia di avere ottenuto un
nuovo impiego nella sua professione di allenatore, per cui avrebbe dovuto
continuare a intraprendere sforzi al fine di reperire un’occupazione.).

 

                                         Avendo violato l’obbligo
di ridurre il danno (cfr. consid. 2.2.), l’assicurato deve essere sospeso dal
diritto alle indennità di disoccupazione giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI
(cfr. consid. 2.2.).

 

                               2.9.   Per quanto concerne l’entità
della sanzione, l’URC ha inflitto all’assicurato dodici giorni di sospensione
dal diritto alle indennità per disoccupazione (cfr. doc. 41; III1; consid.
1.1.).

 

                                         Normalmente, in base alle
direttive in vigore, la sanzione inflitta dall’amministrazione in caso di
mancate ricerche di lavoro durante un mese antecedente la disoccupazione
ammonta ad un minimo di quattro giorni di sospensione (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         A mente del TCA, nella
presente fattispecie, ai fini della sospensione da applicare all’insorgente
deve comunque essere considerato lo sforzo da questi intrapreso, tramite le
trattative condotte con il __________ nel periodo antecedente la disoccupazione,
che ha condotto alla conclusione del contratto di lavoro di durata
indeterminata quale team manager (cfr. consid. 2.5.).

                                         Inoltre va pure tenuto
conto, in casu, del fatto che l’assicurato, alla luce, da una parte, dei
rinnovi da parte del __________ che si sono susseguiti dal 2014 al giugno 2018
(cfr. consid. 2.5.), dall’altra, del forte interesse del __________ in
questione alla continuazione della sua attività quale __________ alle sue
dipendenze (cfr. doc. VIII; consid. 1.4.), come visto in precedenza, potesse
nutrire non solo una speranza, bensì piuttosto un’aspettativa al rinnovo del
contratto. Egli si attendeva di essere riassunto per l’anno 2018-2019.

 

                                         Ne discende che la
sospensione di dodici giorni inflitta al ricorrente non rispetta il principio
della proporzionalità (cfr. consid. 2.4.) e deve pertanto essere ridotta a sei
giorni.

 

                                         La decisione su
opposizione impugnata va, di conseguenza, riformata nel senso che l’insorgente
è sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione per sei giorni.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

                                         La decisione su
opposizione del 17 agosto 2018 emessa dall'URC di __________ è riformata nel
senso che l’assicurato è sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione
per sei giorni.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti