# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf622cb4-8065-5184-9393-7e5bd8f3109b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.10.2009 C-4132/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4132-2008_2009-10-05.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4132/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Ruth Beutler, Antonio Imoberdorf, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______ e B._______,
entrambi patrocinati dall'avvocato Yasar Ravi,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto al rilascio di un passaporto per stranieri.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4132/2008

Fatti:

A.
Entrati illegalmente in Svizzera il 3 maggio 1986, A._______, nato nel 
1928, cittadino siriano, alias Z._______, nato il ..., cittadino libanese e 
la  moglie  B._______,  nata  il  ...,  cittadina  siriana  hanno  depositato 
domanda d'asilo il 5 maggio 1986.

Con  decisione  del  15  giugno  1987  l'allora  competente  Delegato  ai 
rifugiati  (di  seguito: DAR) ha respinto la domanda d'asilo, in ragione 
del  fatto che i  richiedenti  avevano fornito  alle  autorità  svizzere false 
generalità. Essi hanno infatti dapprima dichiarato di essere cittadini del 
Libano e di averlo lasciato in seguito alla guerra civile che da anni vi si 
protraeva.  Il  DAR  ha  poi  rilevato  che  le  autorità  ticinesi  hanno 
rinvenuto  un  libretto  di  famiglia  della  Repubblica  Araba  di  Siria  sul 
quale  figurava  che  il  richiedente  era  cittadino  siriano  e  che  egli  si 
chiamava in realtà Y._______, nato nel ... ad Hasake (Siria). 

Con  decisione  del  10  aprile  1989,  l'allora  competente  Dipartimento 
federale  di  giustizia  e  polizia  ha  respinto  il  ricorso  interposto  dagli 
interessati contro la suddetta decisione e ha sancito la partenza dalla 
Svizzera degli stessi.

Con  missiva  del  10  settembre  1990,  agendo  per  il  tramite  del  loro 
patrocinatore  legale,  i  coniugi  AB  hanno  dichiarato  di  non  essere 
cittadini  libanesi  e  che  A._______  è  stato  cittadino  turco  nato  a 
Basibrin  (Turchia)  il  ...  con  il  nome  di  X._______.  Essi  hanno  poi 
asserito  che  dopo  essere  fuggiti  dalla  Turchia  in  Siria  vi  è  stato  il 
cambiamento di  nome ma non risulta essere chiaro a tutt'oggi se gli 
interessati posseggono la cittadinanza siriana. 

Il  termine  di  partenza  dei  coniugi  è  stato  poi  provvisoriamente 
sospeso. A partire dal 12 ottobre 1990 gli  interessati hanno ottenuto 
un  certificato  d'identità,  annualmente  rinnovato  e  a  partire  dal  3 
dicembre  1990  hanno  ottenuto  un  permesso  di  dimora  annuale  ai 
sensi dell'art. 13 lett. f della previgente ordinanza del 6 ottobre 1986 
che limita l'effettivo degli stranieri (OLS, RU 1986 1791).

B.
Con  scritto  del  13  giugno  2000  l'Ufficio  federale  dei  rifugiati  (oggi: 
UFM) ha comunicato agli interessati che alle persone straniere sprov-

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viste di documenti titolari di un permesso di dimora annuale è possibi-
le rilasciare un passaporto per persone straniere, invitandoli perciò a 
compilare gli appositi formulari al fine di rilasciare tale documento.

Tre  richieste  di  trasformazione  del  permesso  di  dimora  "B"  in 
permesso  di  domicilio  "C"  sono  state  respinte  dalla  Sezione  dei 
permessi  e dell'immigrazione del  Canton Ticino rispettivamente il  13 
settembre  2001,  il  9  luglio  2002  ed  il  26  gennaio  2004  a  ragione 
dell'ingente  debito  assistenziale  accumulato  durante  gli  anni  di 
soggiorno in Svizzera. 

A partire dall'11 agosto 2000 i coniugi sono stati posti a beneficio di un 
passaporto per stranieri, rinnovato annualmente.

C.
Con decisione dell'11 agosto 2005 l'UFM ha rifiutato agli interessati il 
rilascio di un passaporto per stranieri. L'autorità inferiore ha constatato 
che ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 dell'ordinanza del 27 ottobre 2004 con-
cernente  il  rilascio  di  documenti  di  viaggio  per  stranieri  (ODV,  RS 
143.5) hanno diritto al  passaporto per stranieri  l'apolide riconosciuto 
come tale secondo la Convenzione del 28 settembre 1954 nonché lo 
straniero sprovvisto di documenti titolare di un permesso di domicilio 
mentre allo straniero sprovvisto di documenti titolare di un permesso di 
dimora annuale può essere rilasciato un passaporto per stranieri (art. 
4 cpv. 2 ODV). L'UFM ha poi asserito che ai sensi dell'ODV è conside-
rato sprovvisto di documenti lo straniero che non possiede documenti 
di viaggio validi del suo Stato d'origine o di provenienza e dal quale 
non si può pretendere che si adoperi presso le autorità competenti del 
suo Stato d'origine o di provenienza per ottenere il rilascio o la proroga 
di un documento di viaggio o per il quale l'ottenimento di documenti di 
viaggio non è possibile (art. 7 cpv. 1 ODV). L'autorità di prime cure ha 
inoltre affermato che la rappresentanza diplomatica di Siria in Svizzera 
rilascia passaporti nazionali ai cittadini siriani residenti nel nostro Pae-
se che ne fanno richiesta e ha sottolineato che gli interessati non ave-
vano  fornito  nessuna  dichiarazione  della  detta  rappresentanza  atte-
stante la sua indisponibilità a rilasciare loro un documento di viaggio 
nazionale. Infine l'UFM ha sottolineato che le due decisioni del 10 mar-
zo 2004 della Sezione degli  enti locali  in materia di modifica dei dati 
personali emesse nei confronti degli interessati, accluse alla richiesta, 
indicano la nazionalità siriana dei coniugi e ha concluso di conseguen-
za che gli interessati possono ottenere dalle autorità consolari siriane 

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un passaporto nazionale valido, facendone regolare domanda preso la 
detta rappresentanza. 

D.
Con missiva del 21 giugno 2006, per il tramite del loro patrocinatore, 
gli interessati hanno dichiarato di non essere né cittadini libanesi, né 
siriani, in quanto il libretto di famiglia della Repubblica siriana che l'al-
lora Ufficio cantonale degli stranieri e dei passaporti ticinese aveva tro-
vato nel gennaio 1987 presso un parente di  famiglia era stato steso 
unicamente allo  scopo di  regolarizzare il  matrimonio di  quest'ultimo. 
Gli interessati hanno poi asserito che durante il periodo in cui soggior-
navano in Siria hanno tentato di ottenere la cittadinanza siriana tutta-
via senza successo e che tra il 1989 e il 1990 sono state presentate a 
più riprese domande al Consolato siriano di Ginevra, volte ad ottenere 
informazioni circa la loro presunta cittadinanza siriana; tuttavia l'unica 
risposta che essi avevano ottenuto nel 1992 telefonicamente era che il 
Consolato  non  era  tenuto  a  eseguire  indagini  in  Siria.  I  coniugi  AB 
hanno poi affermato di essere di origine turca e che, vista l'impossibili-
tà di ottenere un passaporto turco, il marito A._______ ha accettato la 
decisione delle autorità svizzere di ritenerlo assieme alla moglie ed ai 
figli cittadini siriani. 

Con missiva del 21 giugno 2007 all'attenzione della Sezione dei per-
messi e dell'immigrazione a Bellinzona gli interessati hanno affermato 
che la loro nazionalità non è certamente siriana e che la tesi delle au-
torità svizzere secondo cui essi sarebbero di cittadinanza siriana in re-
altà non è sostenibile, considerato il fatto che la stessa è fondata sul li-
bretto di famiglia la cui validità non è mai stata accertata. Essi hanno 
poi  dichiarato  che  dagli  accertamenti  eseguiti  finora  risultava  che 
A._______  era  cresciuto  a  Basibrin  (Turchia)  da  cui  era  fuggito  nel 
1958 per raggiungere Kamechli (Siria) e che verosimilmente nel 1993 
gli era stata tolta la cittadinanza turca. Per quanto concerne la moglie 
B._______, anch'essa è cresciuta a Basibrin  (Turchia),  non figura in 
nessun registro di stato civile di questa regione.

E.
Con  decisione  del  22  agosto  2007,  l'UFM  ha  nuovamente  respinto 
l'istanza degli  interessati,  motivando in  sostanza tale  provvedimento 
nella stessa maniera di quello precedente (cfr. decisione dell'11 agosto 
2005). 

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F.
In data 8 maggio 2008 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha 
nuovamente  trasmesso  all'UFM,  con  preavviso  favorevole,  l'istanza 
presentata  dagli  interessati.  Alla  domanda,  gli  interessati  hanno 
allegato  una  missiva  indirizzata  al  Consolato  generale  della 
Repubblica  araba  siriana  di  Ginevra,  nella  quale  veniva  richiesto  di 
confermare loro se esistesse la possibilità di emettere un passaporto 
nazionale valevole. 

G.
Con decisione del 21 maggio 2008, l'UFM ha nuovamente respinto la 
domanda di rilascio di un passaporto per stranieri. Esso ha rilevato in 
particolare che la fotocopia della richiesta inoltrata dal loro rappresen-
tante legale presso la detta rappresentanza non era atta a dimostrare 
un eventuale rifiuto da parte della rappresentanza diplomatica in que-
stione a rilasciare un passaporto nazionale. 

H.
In data 20 giugno 2008, per il tramite del loro patrocinatore, gli interes-
sati hanno interposto ricorso avverso la suddetta decisione. In primo 
luogo i ricorrenti hanno affermato di non possedere alcun documento 
di legittimazione che sia turco o siriano e che le autorità svizzere per 
questo motivo hanno rilasciato loro un passaporto per stranieri fino al 
2005. Essi  hanno poi sottolineato che la rappresentanza siriana non 
ha mai  reagito alle telefonate e allo  scritto del  loro legale,  riferendo 
loro unicamente che il funzionario del Consolato non avrebbe rilascia-
to alcuna dichiarazione scritta all'attenzione degli interessati e nemme-
no all'attenzione del loro legale. Essi hanno poi dichiarato che nono-
stante la comprovata impossibilità  di  ottenere un passaporto siriano, 
l'UFM ha respinto ugualmente la domanda. Essi hanno contestato l'af-
fermazione dell'autorità di prime cure secondo la quale non sia stato 
fornito  nessun  elemento  concreto  attestante  il  rifiuto  da  parte  della 
rappresentanza siriana di rilasciare un passaporto nazionale, conside-
rato il fatto che la detta rappresentanza non si è mai pronunciata nono-
stante i vari tentativi di richiesta. Essi hanno dunque asserito che un 
tale  comportamento  comprovava  l'impossibilità  di  ottenere  un  docu-
mento di legittimità, causa il disinteresse del Consolato siriano. Infine i 
ricorrenti hanno affermato che l'autorità inferiore non ha apportato al-
cuna prova attestante la disponibilità della detta rappresentanza a rila-
sciare passaporti validi ai cittadini siriani. 

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I.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 27 agosto 2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, rile-
vando in particolare come i ricorrenti, anziché richiedere le indicazioni 
in merito alla procedura da seguire volta all'ottenimento del passapor-
to, si sono limitati a indicare alle autorità siriane la loro data e il loro 
luogo di nascita nonché a richiedere conferma dell'impossibilità di rico-
noscere  la  nazionalità  siriana.  L'autorità  di  prime  cure  ha  poi 
sottolineato che lo scritto del 19 dicembre 2007 non presenta i requisiti 
per poter essere considerato una valida richiesta di rilascio di un pas-
saporto siriano ed i ricorrenti non possono dunque essere considerati 
sprovvisti di documenti ai sensi dell'ODV.

J.
Invitati ad esprimersi in merito al detto preavviso, con replica del 1° ot-
tobre 2008, i  ricorrenti  hanno contestato l'osservazione dell'UFM se-
condo la quale non sia stato fornito nessun elemento concreto atte-
stante il  rifiuto da parte della rappresentanza siriana di  rilasciare un 
passaporto nazionale. Essi hanno infatti ribadito che con scritto del 19 
dicembre 2007 il loro rappresentante legale chiedeva esplicitamente di 
riconoscere i ricorrenti quali cittadini siriani, pur non avendo a disposi-
zione alcun documento che potesse provarne la nazionalità e senza 
tuttavia ottenere risposta. Gli interessati hanno poi manifestato il desi-
derio di sapere quali passi sono stati intrapresi dall'UFM per verificare 
se il nominativo degli stessi sia in qualche modo registrato presso la 
rappresentanza siriana, visto che a loro dire, l'UFM intrattiene dei rap-
porti particolari con le rappresentanze estere in Svizzera al fine di veri-
ficare la nazionalità di uno straniero residente in territorio elvetico. Essi 
hanno poi richiesto la produzione delle varie ricerche effettuate in tal 
senso dall'autorità inferiore. Infine i ricorrenti hanno sottolineato che vi-
ste  le  difficoltà  riscontrate  al  fine  di  ottenere  delle  informazioni  dal 
Consolato  in  questione,  si  sarebbero  aspettati  dell'assistenza 
dall'UFM, tenuto conto delle sue vie preferenziali.

K.
Chiamato ad esprimersi in merito alla suddetta replica, con duplica del 
30 ottobre 2008 l'UFM si è riconfermato nelle sue allegazioni di fatto e 
di diritto. Esso ha inoltre sottolineato che spetta ai richiedenti di fornire 
gli  elementi  e le prove a sostegno della propria causa e relativi  alla 
loro  origine  nazionale.  L'autorità  inferiore  ha  poi  affermato  che  le 
pratiche  volte  all'ottenimento  del  documento  nazionale  per  stranieri 

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che  risiedono  in  Svizzera  sulla  base  di  un  permesso  di  soggiorno 
devono  essere  eseguite  dagli  interessati  stessi  e  che  la  sua 
collaborazione con le  rappresentanze estere comprende unicamente 
l'attuazione del  rimpatrio o della partenza definitiva di  stranieri  dalla 
Svizzera in seguito ad una decisione esecutiva di allontanamento. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

In particolare, le decisioni in materia di rilascio di documenti di viaggio 
rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità  dell'amministrazione 
federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF  –  possono  essere 
impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. art. 1 
cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 6 della legge del 17 
giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, ai sensi dell'art. 
37 LTAF la procedura dinanzi al Tribunale è retta dalla PA.

1.3 Gli interessati hanno diritto di ricorrere (art. 48 cpv.1 PA) e il loro 
ricorso,  presentato nella  forma e  nei  termini  prescritti  dalla  legge,  è 
ricevibile (art. 50 a 52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA il ricorrente può invocare davanti al Tribunale la 
violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere 
di apprezzamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridi-
camente rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autori-
tà cantonale non abbia giudicato quale autorità di ricorso. Il Tribunale 
applica d'ufficio  il  diritto  federale nella  procedura ricorsuale  e non è 
vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). 
Rilevanti sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al mo-

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mento del giudizio (cfr. consid. 1.2 della sentenza 2A.451/2002 del 28 
marzo 2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).

3.

3.1 L'UFM è competente per rilasciare documenti di viaggio e visti di 
ritorno  per  stranieri  (cfr. art.  1  ODV). Tra questi  documenti  figurano 
altresì i passaporti per stranieri (cfr. art. 2 let. b ODV). Ai sensi dell'art. 
4  cpv.  1  ODV  ha  diritto  a  un  passaporto  per  stranieri  l'apolide 
riconosciuto come tale secondo la Convenzione del 28 settembre 1954 
sullo  statuto  degli  apolidi  (let.  a)  nonché  lo  straniero  sprovvisto  di 
documenti  titolare  di  un  permesso di  domicilio  (let. b). L'assenza di 
documenti  viene  accertata  dall'UFM  nell'ambito  dell'esame  della 
domanda (art. 7 cpv. 3 ODV). 

3.2 Gli stranieri menzionati all'art. 4 cpv. 1 ODV, ovvero gli apolidi e gli 
stranieri  sprovvisti  di  documenti  titolari  di  un  permesso  di  domicilio, 
hanno un diritto garantito all'ottenimento di un documento di viaggio. 
Ciò non è il caso per le straniere o gli stranieri titolari di un permesso 
di  dimora  annuale,  ai  quali  può  tuttavia  essere  rilasciato  un  tale 
documento (art. 4 cpv. 2 ODV). 

In concreto si constata che i ricorrenti sono titolari di un permesso di 
dimora "B" ai sensi dell'art. 4 cpv. 2 ODV. Occorre pertanto esaminare 
se gli interessati possono essere considerati sprovvisti di documenti ai 
sensi dell'art. 7 ODV. 

3.3 Giusta l'art. 7 cpv. 1 ODV è considerato sprovvisto di documenti lo 
straniero che non possiede documenti di viaggio validi del suo Stato 
d'origine o di  provenienza e dal  quale non si  può pretendere che si 
adoperi presso le autorità competenti del suo Stato d'origine o di pro-
venienza per ottenere il rilascio o la proroga di un documento di viag-
gio (let. a) o per il  quale l'ottenimento di documenti di viaggio non è 
possibile (let. b). 

3.4 Ora, occorre rilevare che la legislazione svizzera in materia di di-
ritto sugli stranieri esige dallo straniero un documento di legittimazione 
valido e riconosciuto durante il suo soggiorno in territorio elvetico (cfr. 
art. 89 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri [LStr, 
RS 142.20] in relazione con gli  art. 13 cpv. 1 LStr e 8 dell'ordinanza 
del 24 ottobre 2007 sull'ammissione, il  soggiorno e l'attività lucrativa 
[OASA, RS 142.201]). In assenza di documenti di legittimazione l'inte-

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ressato è tenuto a cooperare, procurandoseli autonomamente o colla-
borando con le autorità a tale scopo (cfr. art. 90 let. c LStr). I documen-
ti di viaggio rilasciati  dalle autorità svizzere agli stranieri,  salvo quelli 
rilasciati ai rifugiati o agli apolidi ai quali si applicano altre norme, non 
sostituiscono  un  passaporto  valido  riconosciuto  dalla  comunità 
internazionale. Come precisato d'altronde all'art. 9 cpv. 1 ODV, i docu-
menti di viaggio costituiscono documenti di legittimazione di polizia de-
gli stranieri e non provano né l'identità né la nazionalità del detentore. 

Si rileva inoltre che l'emissione di un passaporto è di esclusiva compe-
tenza  del  Paese d'origine  della  persona  interessata,  il  quale  decide 
sulla base delle procedure e modalità previste dalla sua normativa in-
terna. In altri termini il rilascio, il ritiro e l'annullamento di un passapor-
to fanno parte della competenza sovrana di ogni Stato ed è nell'ambito 
di tale competenza che vengono definite le condizioni legali (cfr. l'avvi-
so giuridico della Direzione di diritto internazionale pubblico del Dipar-
timento degli  affari  esteri  del  17  febbraio,  17 giugno e del  23 luglio 
1999, Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazio-
ne [GAAC] 64.158, 64.22 cifra 1.1 nonché 65.70, parti A e C). Le sud-
dette prescrizioni implicano pertanto che, riservati i casi in cui anterior-
mente si abbia ottenuto lo statuto di rifugiato o quello dell'ammissione 
provvisoria in ragione dei pericoli a cui l'interessato era personalmente 
esposto nel suo Paese d'origine, lo straniero con un'autorizzazione di 
soggiorno  in  Svizzera  si  conformi  alle  condizioni  d'ordine  formale  e 
materiale delle leggi del proprio Paese d'origine o di provenienza che 
disciplinano il rilascio dei documenti di legittimazione nazionali. 

4.

4.1 In  concreto  si  constata  che  i  ricorrenti  non  possiedono  alcun 
documento di  legittimazione valido. Tuttavia, comme ne discende dai 
considerandi precedenti, la circostanza di non essere in possesso di 
un tale documento non è a priori sufficiente per potersi prevalere della 
qualità di straniero sprovvisto di documenti ai sensi dell'art. 7 ODV. Un 
requisito  ulteriore  consiste  nell'impossibilità  di  pretendere  dallo 
straniero  che  si  rechi  presso  le  autorità  competenti  del  suo  Paese 
d'origine o di  provenienza per ottenere  il  rilascio o la  proroga di  un 
documento di viaggio (art. 7 cpv.1 let. a ODV) o che l'ottenimento di 
documenti di viaggio non sia oggettivamente possibile (art. 7 cpv.1 let. 
b ODV).

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A questo proposito, giova rilevare che di principio i fatti giuridicamente 
rilevanti  sono  esaminati  d'ufficio  dalle  autorità  amministrative.  Tale 
principio  va  tuttavia  relativizzato,  nella  misura  in  cui  le  parti  sono 
tenute  a  collaborare  al  fine  di  accertare  le  prove  giuridicamente 
rilevanti conformemente all'art. 13 PA (cfr. DTF 115 V 133 consid. 8a). 
In particolare, incombe al ricorrente di fornire le prove se non ve ne 
sono  o  nel  caso  in  cui  non  si  può  ragionevolmente  esigere  dalle 
autorità di raccoglierle in virtù della regola universale dell'onere della 
prova di cui all'art. 8 del Titolo preliminare del Codice civile svizzero 
del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210). Nel caso in cui il ricorrente non 
collabora, dovrà portarne le conseguenze (cfr. DTF 125 V 193 consid. 
2), 122 II 385 consid. 4c/cc, 114 Ia 1 consid. 8c).

4.2 La questione di sapere quando si può ragionevolmente esigere da 
uno straniero di rivolgersi alle autorità del proprio Paese d'origine per il 
rilascio o il rinnovo dei suoi documenti di viaggio nazionali (cfr. art. 7 
cpv. 1 let. a ODV) deve essere valutata in funzione di criteri oggettivi e 
non soggettivi conformemente alla giurisprudenza del Tribunale fede-
rale (cfr. sentenza del  Tribunale federale 2A.335/2006 del 18 ottobre 
2006 consid. 2.1 e la giurisprudenza ivi citata). 

Giusta l'art. 7 cpv. 2 ODV non si può esigere dalle persone bisognose 
di protezione e dai richiedenti l'asilo di contattare le autorità competen-
ti del loro Stato d'origine o di provenienza. Di principio non lo si può 
esigere neppure dalle persone che sono state ammesse provvisoria-
mente, nel caso in cui queste siano sprovviste di documenti validi, in 
ragione del carattere illecito dell'esecuzione ai sensi dell'art. 83 cpv. 3 
LStr,  che non ammette l'esecuzione del rinvio se questo è contrario 
agli impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera, fatta salva 
l'evenienza nella quale non vi sia alcun nesso tra l'illegalità e l'autorità 
coinvolta. Se gli stranieri titolari di un'autorizzazione di soggiorno sono 
stati precedentemente posti a beneficio di un'ammissione provvisoria, 
è necessario  esaminare se tali  circostanze sono ancora attuali  e se 
del caso riconoscere loro la qualità di persone sprovviste di documenti 
ai sensi dell'art. 7 cpv. 1 let. a ODV (cfr. sentenza del TAF C-2705/2007 
del 9 marzo 2009 consid. 4.2.1). 

4.3 Dagli atti di causa si constata che i ricorrenti non sono stati posti 
né  al  beneficio  dell'asilo  né  è  stata  pronunciata  una  decisione  di 
ammissione  provvisoria  nei  loro  confronti.  Essi  hanno  ottenuto  un 
soggiorno di dimora annuale "B" a partire dal 1990 giusta l'art. 13 lett. f 

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OLS. 

In concreto non risulta esservi un'impossibilità soggettiva dei ricorrenti 
ad intraprendere i passi necessari al fine di richiedere presso le autori-
tà competenti del loro Paese d'origine o di provenienza i documenti di 
legittimazione necessari ai sensi dell'art. 7 cpv. 1 let. a ODV.

4.4 I ricorrenti si prevalgono nel loro gravame del fatto che nonostante 
gli innumerevoli tentativi di prendere contatto con la rappresentanza si-
riana nonché le richieste d'informazioni in merito alla loro nazionalità, 
questa non si è mai pronunciata e che tale comportamento equivarreb-
be pertanto ad un rifiuto da parte delle autorità siriane di rilasciare i 
documenti richiesti. 

Gli interessati sono tenuti a dimostrare che il rilascio dei documenti sia 
oggettivamente impossibile. Conformemente alla giurisprudenza in tale 
ambito,  il  rilascio  di  un  documento  di  viaggio  può  essere  ritenuto 
oggettivamente impossibile giusta l'art. 7 cpv. 1 let. b ODV nell'ipotesi 
in  cui  il  cittadino  straniero  ha  intrapreso  i  passi  necessari  per  tale 
richiesta  ma  questa  viene  rifiutata  senza  motivi  sufficienti  ("ohne 
zureichende  Gründe"  [cfr.  sentenza  del  TAF  C-6980/2007  del  2 
settembre 2008 consid. 4.3 e giurisprudenza ivi citata]). 

In concreto, se pur si ammettono le difficoltà intercorse tra gli interes-
sati e la rappresentanza siriana, quest'ultima non ha mai emesso una 
risposta  negativa o un rifiuto formale al  rilascio dei  detti  documenti. 
Occorre inoltre rilevare che sino ad oggi i ricorrenti si sono rivolti alla 
Rappresentanza  siriana  unicamente  per  fax  o  telefonicamente.  Non 
emerge infatti dagli atti di causa che i ricorrenti si siano recati al Con-
solato generale di Ginevra o che abbiano richiesto i formulari previsti 
per l'emissione dei documenti in questione. Come rilevato a giusto tito-
lo dall'UFM gli interessati si sono limitati a richiedere una dichiarazio-
ne di cittadinanza senza informarsi su quali formalità necessita l'emis-
sione di un passaporto nazionale valido. Sebbene la procedura per il 
rilascio di passaporti nazionali validi possa risultare in una certa misu-
ra  complicata,  come già  rilevato  in  precedenza,  le  autorità  svizzere 
non possono sostituire le competenti autorità di altri Paesi rilasciando 
documenti di viaggio sostitutivi, segnatamente al fine di eludere i passi 
necessari richiesti delle autorità estere in questione. Infine giova rile-
vare che nel caso in qui i ricorrenti si ritengono lesi nei loro diritti,  è 
alla competente autorità siriana a cui si devono rivolgere. 

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C-4132/2008

4.5 Dalle  considerazioni  precedenti  ne  discende che i  ricorrenti  non 
hanno la qualità di stranieri sprovvisti di documenti ai sensi dell'ODV 
ed è pertanto a giusto titolo che l'UFM ha rifiutato il rilascio di docu-
menti per stranieri in applicazione dell'art. 4 cpv. 2 ODV. 

5.
Il rifiuto di rilasciare un documento di viaggio agli interessati non appa-
re dunque come una violazione sproporzionata della libertà personale 
sancita all'art. 10 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazio-
ne svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) e all'art. 5 della Con-
venzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo 
e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101). In effetti, è obbligo di 
questi ultimi di intraprendere i passi necessari in conformità con la le-
gislazione del suo Paese d'origine al fine di ottenere un documento di 
legittimazione nazionale valido, rispettivamente d'ottenere un tale do-
cumento che permetta loro di viaggiare all'estero (cfr. l'art. 89 LStr in 
relazione con gli art. 13 cpv. 1 LStr e l'art. 8 OASA). 

6.
Tenuto conto delle considerazioni precedenti, l'UFM non ha violato il 
diritto federale, non ha constatato i fatti pertinenti in maniera inesatta o 
incompleta e la sua decisione non appare inopportuna (art. 49 PA). Di 
conseguenza il ricorso è respinto. 

Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali  vengono  poste  a 
carico dei ricorrenti (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del 
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle tasse e spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS-TAF,  RS 
173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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C-4132/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 600.- sono poste a carico dei ricorrenti e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato in 
data 29 luglio 2008.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-

zione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione:

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