# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1e927bd3-ad08-5808-873b-fd56a010f805
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-10-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 26.10.2022 80.2022.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2022-1_2022-10-26.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2022.1

  80.2022.2

  	
  Lugano

  26 ottobre 2022        

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

  rappr.
  da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 4 gennaio 2022 contro la decisione del 15 dicembre 2021 in materia di IC
  e IFD 2013.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   †__________ (__________)
nel 2013 era coniugato con __________ (__________), ed era dipendente della __________,
società della quale deteneva già nel periodo fiscale 2012, 333 azioni. 

                                         Il 12.2.2013, il
contribuente acquistava ulteriori 4667 azioni della __________ al prezzo di fr.
2'000'000.- dalla __________, società lussemburghese.

 

 

                                  B.   a.

                                         Con dichiarazione d’imposta
IC/IFD 2013 del 27.4.2014 i contribuenti indicavano un reddito imponibile
complessivo di fr. 355'483.- ed una sostanza imponibile complessiva di fr.
2'406'692.-. Nella sostanza venivano contabilizzate 5000 azioni, ad un valore
di fr. 428.55 per singolo titolo (ossia complessivi fr. 2'142'750.-).

 

                                         b.

                                         Il 21.11.2014 decedeva __________.

 

 

                                  C.   Con decisione del
25.2.2015 l’Ufficio di tassazione di Lugano notificava a RI 1 la tassazione
IC/IFD 2013, commisurando il reddito imponibile in fr. 536'700.- (fr. 548'900.-
quello determinante per l’aliquota) per l’IC e in fr. 555'800.- per l’IFD. La sostanza
imponibile ammontava a fr. 2'387'000.- (fr. 2'763'000.- l’importo determinante
per l’aliquota).

                                         Rispetto ai dati
dichiarati dai coniugi RI 1, l’autorità resistente aveva aggiunto in particolar
modo l’importo di fr. 116'094.- a titolo di “altri redditi della sostanza
mobiliare”, con la seguente motivazione:

                                         “Sulla
base degli art. 16 cpv. 1 LT e 17 cpv. 1 LIFD sono imponibili le prestazioni
valutabili in denaro, nel caso specifico l’acquisizione di azioni della __________,
come da calcolo seguente:                                                                  

                                         valore
fiscale al 31.12.2012 delle azioni (4'667 azioni)   :  frs.   2'193'490.-

                                         dedotto
prezzo di acquisto                                          :  frs.   2'000'000.-

                                         prestazione
valutabile in denaro                                  :  frs.     193'490.-.

                                         dedotto
sgravio 40% 

(partecipazione qualificata facente parte della 

sostanza privata)                                                        :  frs.       77'396.-

                                         prestazione
valutabile in denaro imponibile                  :  frs.      116'094.-

 

 

                                  D.   __________

                                         Con reclamo del 24.3.2015,
__________ ed eredi, rappresentanti dalla __________, impugnavano la decisione
di tassazione IC/IFD 2013. In particolare, contestavano l’aggiunta dell’importo
di fr. 116'094.- ai redditi, essendo a loro avviso il prezzo delle azioni
pattuito tra la __________ ed il __________ congruo rispetto al valore venale
delle azioni cedute. In particolare affermavano: “Adottando le modalità che
uniformano da parte dell’amministrazione fiscale la valutazione delle azioni
non quotate in borsa otteniamo un valore della singola azione al 31.12.2012 di
CHF 461.00. Applicando il modello 2 citato nella circolare n. 28 della
Conferenza fiscale (valore di reddito medio calcolato sulla base dell’utile
degli anni 2010, 2011 e 2012) avremmo per contro un valore per azione di fr.
451.-. A nostro parere ciò dimostra come il valore pattuito tra le parti (CHF
428.54) abbia una sua logica ritenuto che nell’ambito di una trattativa per la
definizione di un prezzo di cessione una differenza del 5% (451-428 = 23)
rispetto al valore fiscale debba essere conforme alle regole commerciali”.

 

                                         b.                                                                             

                                         Il 26.3.2015 lo Studio
legale __________ SA, presentava all’Ufficio delle procedure speciali, in nome
e per conto __________, un’autodenuncia esente da pena, finalizzata al ricupero
d’imposta per l’IFD e le imposte cantonali e comunali per gli anni 2011 e 2013.

 

                                         c.                                     

                                         Con scritto 28/29.4.2015
la __________, si rivolgeva all’UT, trasmettendo, in conseguenza all’autodenuncia
presentata e a complemento della dichiarazione fiscale 2013, i nuovi elementi
di reddito e di sostanza da prendere in considerazione.

 

 

                                  E.   Con scritto 2.6.2021
l’UT di __________ si rivolgeva ad __________ richiedendo della documentazione
ed anticipando che la decisione di tassazione IC/IFD 2013 impugnata avrebbe
dovuto essere rivista a sfavore dei contribuenti (cd. reformatio in peius):

                                         “Il vantaggio per l’acquisto a prezzo di favore delle
4667 azioni di __________ è calcolato come segue:

                                         Il valore della società __________.
al momento dell’acquisto è rappresentato dal suo valore di sostanza (capitale
liberato sommato alle riserve aperte e agli utili riportati) al 31.12.2012,
pari a CHF 4'872'467.- (valore di 4'667 azioni pari quindi a CHF 4’547'960.-)
mentre il prezzo di acquisto pagato dal signor __________ ammonta a CHF
2'000'000.-. La differenza, quindi il vantaggio valutabile in denaro, è pari a
CHF 2'547'960.-. 

                                         Dall’ammontare è dedotta la
somma di CHF 764'388.- (pari al 30% di 2'547'960) che rappresenta l’onere
latente d’imposta che sarà dovuto al momento della liquidazione della società.
L’ammontare da esporre alla cifra 4.2. è di CHF 1'783'572.- contro i CHF
116'068.- esposti nella decisione di prima istanza del 25.02.2015”.                   

 

                                         Veniva pertanto assegnato
un termine scadente il 22.6.2021 (poi prorogato sino al 30.7.2021) per presentare
delle osservazioni corredate, se del caso, dalla necessaria documentazione.                           

 

                                  F.   a.

                                         Con scritto del 12.7.2021__________
ed eredi, rappresentati da __________, si rivolgevano all’UT di Lugano,
indicando di aver preso atto – con stupore – dello scritto di inizio giugno
2021, giunto ad oltre 6 anni dalla notifica di tassazione 2013. Dichiaravano di
non essere minimamente intenzionati ad accettare le nuove conclusioni in
relazione ai redditi imponibili ed in particolare la prospettata reformatio
in pejus relativa all’acquisto delle azioni della __________. Inoltre affermavano:
“Tenuto conto dell’importo proposto, 15 volte quanto tassato in prima
istanza, ci si sarebbe potuto come minimo aspettare un comportamento più
consono ad un’autorità, con una esposizione chiara e dettagliata dei motivi che
l’hanno spinta ad osare tanto”. Censuravano in particolare il “cambio di
sistema”, ritenuto che nessun motivo giustificava il fatto di abbandonare la
classica applicazione della Circolare 28 della Conferenza svizzera delle
imposte (CSI), “(…) metodo per altro sempre applicato dall’autorità fiscale
e oggetto di svariate tassazioni cresciute in giudicato e quindi definitive per
ambo le parti, per passare ad un altro metodo che riteniamo nel caso specifico
completamente errato”. Motivo per il quale veniva chiesta un’esposizione
puntuale delle ragioni per le quali era stata presa in considerazione una reformatio
in pejus.

 

                                         b.

                                         Il 27.9.2021 si sarebbe
tenuta un’audizione tra le parti, della quale agli atti non vi è tuttavia un
verbale.

 

                                         c.

                                         Con scritto del 30.11.2021,
la __________, sempre in nome e per conto di __________ e degli eredi di __________
faceva il punto della situazione in relazione alla procedura di reclamo ed alla
prospettata reformatio in pejus.

                                         Indicava che, nel corso
del 2006, __________ aveva già acquistato 333 azioni della __________ al valore
di fr. 235.50 cadauna, divenendo azionista di minoranza, considerato l’intero
pacchetto azionario di 5000 azioni. Dapprima l’autorità fiscale, malgrado fosse
in possesso del contratto di acquisto, aveva calcolato l’imposta sulla sostanza
considerando il valore nominale. Poi, l’Ufficio di tassazione delle persone
giuridiche (UTPG), con decisione formale del 3.12.2009 aveva commisurato il
valore delle azioni della __________. SA in fr. 780.- cadauna. Negli anni
successivi, il metodo di calcolo “(…) basato sulle disposizioni della
circolare 28, veniva sempre confermato ed applicato, portando alla definizione
di importi varianti tra i CHF 480.- per azione del 2009 ai CHF 450.- per azione
del 2012.”. Il 12.2.2013 __________ aveva acquistato le rimanenti azioni (4'667)
a CHF 428.54 cadauna. L’autorità fiscale, sempre basandosi sulle disposizioni
della Circolare 28, aveva poi ritenuto che il prezzo reale dovesse essere di
fr. 470.- per azione, motivo per il quale aveva calcolato il reddito
supplementare da imporre nella partita fiscale dei contribuenti in fr.
116'094.-. Durante l’incontro svoltosi con l’autorità fiscale ai reclamanti sarebbe
stato comunicato un “cambiamento di prassi”, motivo per il quale non poteva più
essere applicata la Circolare n. 28. I contribuenti contestavano il preteso
cambiamento di prassi, sottolineando che, se il gravame fosse stato evaso in
tempi normali, i contribuenti non sarebbero stati confrontati ad un “cambio di
prassi” con conseguente disparità di trattamento attuata nei loro confronti.
Inoltre, l’applicazione della Circolare n. 28 sarebbe stata l’unica modalità
possibile per determinare il valore delle azioni e un cambiamento non sarebbe
stato ammissibile solo perché “questa volta a vantaggio dell’autorità fiscale”.

                                         I contribuenti rilevavano
inoltre “che il Signor __________ era un dipendente della società, il solo
che creava il benessere della stessa, ma che con il possesso di 333 azioni
(6.66% del totale dell’azionariato) non poteva certo influenzare gli azionisti
di maggioranza nella determinazione del prezzo di vendita delle loro azioni. Il
suo stipendio è sempre stato congruo, CHF 422'350.- netti nel 2013,
perfettamente adeguato al ruolo che rivestiva”.

                                         Motivo per il quale
chiedevano di tenere in considerazione, quale prezzo di vendita, quello
figurante nel contratto siglato tra __________ e __________.

 

 

                                  G.   Con decisione del
15.12.2021, poi rettificata il 29.12.2021, l’UT procedeva alla prospettata
modifica a svantaggio dei contribuenti e aumentava il reddito imponibile a fr.
1'679'900.- (in fr. 1'693'900.- il reddito determinante per l’aliquota) per
l’IC e a fr. 1'704'700.- per l’IFD. La sostanza imponibile era stabilita in fr.
12'411'000.- (fr. 12'938'000.- l’importo determinante per l’aliquota).

                                         In merito all’aggiunta di
“altri redditi della sostanza mobiliare”, definiti in prima sede in fr.
116'094.- e dopo reclamo in fr. 1'183'572.- indicava quanto segue:

                                         “Secondo la giurisprudenza,
nella nozione di reddito da attività lavorativa
dipendente non rientra solo la controprestazione pattuita contrattualmente in
senso stretto, ma ogni prestazione ricevuta dal contribuente, che presenta con
la sua attività una relazione economica tale da far apparire la prestazione
come la conseguenza dell’attività e da far ritenere che il contribuente
percepisca la prestazione in considerazione della sua attività. Vi può essere
pertanto reddito del lavoro anche laddove una persona acquisti azioni ad un
prezzo di favore. Ora, il presupposto è chiaramente che il prezzo di acquisto
delle azioni, da parte di un lavoratore dipendente, sia inferiore rispetto al
valore venale delle stesse (cfr. CDT 80.2016.147-148 consid. 1.2. e 3.1.). 

                                         Relativamente alla
valorizzazione della società rileviamo che la stessa al 31.12.2012 aveva un
valore di sostanza di fr. 4'872'467.- con importanti utili riportati.
Applicando i metodi di valutazione previsti si otterrebbe una riduzione
artificiosa del valore della società in quanto la stessa non genera grandi
utili. Il valore più vicino alla realtà al momento della cessione è quindi
considerato il solo valore di sostanza, riteniamo il valore del patrimonio
netto da considerarsi la “soglia minima” di valore di una società, salvo casi
eccezionali e con condizioni particolari (che però devono essere dimostrate dal
contribuente, avendo lui l’onere della prova di dimostrare che il valore
pattuito, manifestamente inferiore a quanto esposto a bilancio, sia congruo). 

                                         Considerando che il
contribuente era dipendente della __________ l’acquisto delle azioni al prezzo
di favore è considerato quale integrazione di salario. Viene quindi esposto un
vantaggio di Fr. 1'183'572 calcolato come segue:

                                         Valore
di sostanza al 31.12.2012:                  Fr.    4'872'467.-

                                         Quota
acquisita (4667 azioni su 5'000):          Fr.    4'547'961.-

                                         ./.
Credito d’imposta:                                 –   Fr.    1'383’572.-

                                         Valore
netto della partecipazione                   Fr.    3'183’572.-

                                         ./.
Prezzo pagato:                                     –   Fr.    2'000'000.-

                                         Reddito
imponibile aggiuntivo:                       Fr.    1'183'572.-

 

 

                                  H.   Con tempestivo ricorso
alla Camera di diritto tributario, __________ e gli eredi di __________
insorgono contro la decisione di tassazione dopo reclamo IC/IFD 2013,
contestando l’aggiunta, a titolo di “altri redditi da sostanza mobiliare”,
dell’importo di fr. 116'094.-, stabilito in prima sede e poi modificato, a
svantaggio dei contribuenti, in fr. 1'183'572.-, in sede di tassazione dopo
reclamo. Nel gravame si ricapitola la lunga procedura che è sfociata,
unicamente a fine 2021, in una decisione a loro svantaggio, per quanto
concerneva la commisurazione dei redditi derivanti dall’acquisto di 4667 quote
azionarie della __________. Gli insorgenti ribadiscono i contenuti dello
scritto del 30.11.2021, in particolare in merito all’applicazione della
Circolare n. 28 al caso in discussione. 

 

 

                                    I.   Con osservazioni
10/12.1.2022 l’autorità resistente chiede di respingere il ricorso.

                                         Preliminarmente, in merito
alla pretesa disparità di trattamento, l’UT rileva che non vi è stato un
cambiamento di prassi ma che la “tematica in oggetto è molto particolare e
non di facile definizione, ogni caso è quindi trattato singolarmente e valutato
in modo che la decisione si avvicini il più possibile alla realtà”.
Unicamente durante la procedura di reclamo, il fisco si sarebbe accorto
dell’errore di valutazione operato nella decisione di tassazione. L’autorità
resistente indica che al 31.12.2012 il bilancio della società riportava un
valore di sostanza di fr. 4'872'467.- e che la società generava utili contenuti
e risultava “essere in salute”.

                                         Per valutare la congruità
del prezzo di vendita delle azioni acquistate da __________ era stata presa la
“(…) valutazione risultante dalla Circolare 28, valutazione che riteniamo
però essere non applicabile al caso di specie. Infatti la Circolare 28 è una
semplificazione del metodo di calcolo utile a definire il valore fiscalmente
rilevante ai fini dell’imposta sulla sostanza, non riteniamo che tale valore
debba però essere considerato come valore assoluto nella valutazione che qui ci
interessa. Infatti valutando la società secondo quanto previsto dalla suddetta
circolare porterebbe ad un’artificiosa riduzione del valore della società, dato
dalla capitalizzazione degli utili, valore che riteniamo non sarebbe preso in
considerazione come base di discussione in caso di vendita tra terzi
indipendenti”. Motivo per il quale, secondo l’autorità resistente, era il
valore di sostanza da prendere in considerazione per calcolare il valore venale
della società. Inoltre, siccome __________ era dipendente della società ed era
il “solo che creava il benessere della stessa”, il fisco riteneva
pacifico il fatto che il vantaggio derivante dalla cessione della stessa ad un
prezzo di favore dovesse essere considerato quale “integrazione di salario”.

                                         Secondo l’autorità
fiscale, inoltre, dopo lo scritto del 2.6.2021 con il quale era stata
prospettata la “reformatio in peius”, i contribuenti erano stati
“sentiti più volte”, presentando poi le loro osservazioni il 30.11.2021.
L’autorità fiscale concludeva qualificando il valore di sostanza quale “valore
minimo” in casi simili: mediante l’acquisto delle 4667 quote della __________.
SA il contribuente era entrato in possesso di un valore oggettivo di fr.
4'547'961.- pagandolo solamente fr. 2'000'000.-.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Nel caso in esame, è
contestata l’imponibilità dell’importo di fr. 1'183'572.–, aggiunto ai redditi
dichiarati dai contribuenti e riconducibile all’acquisto, da parte di __________
di 4667 quote societarie della __________, ad inizio 2013, al prezzo di fr.
2'000'000.-. 

                                         L’autorità fiscale aveva,
in un primo momento, effettuato una valutazione della società acquistata,
basandosi sulla Circolare n. 28, giungendo a stabilire la differenza tra il
prezzo pattuito contrattualmente e il valore venale in fr. 193'490.-, importo
che aveva qualificato quale prestazione valutabile in denaro (“altri redditi
della sostanza mobiliare”). Aveva in tal modo aggiunto ai proventi dichiarati
l’importo di fr. 116'094.-, avendo concesso lo sgravio del 40%, previsto per i
redditi societari provenienti da partecipazioni qualificate.

                                         In seguito al reclamo dei
contribuenti, l’UT ha poi proceduto ad una reformatio in pejus, aumentando
il valore del reddito aggiunto e cambiandone anche la qualifica. Pur indicando
l’importo litigioso alla voce “altri redditi della sostanza mobiliare”, nella
motivazione della decisione ha tuttavia sostenuto che la vendita ad un prezzo
di favore delle azioni costituisse un’integrazione di salario, ritenuto che il
contribuente era dipendente della società acquistata. Per la valutazione della
società, e quindi del reddito percepito, inoltre, ha considerato determinante
il solo il valore di sostanza di quest’ultima, con la conseguenza che il
reddito conseguito dal contribuente ammontava a fr. 1'183'572.-. 

                                         Di diverso avviso i
ricorrenti, che contestano che vi sia stato un acquisto a prezzo di vantaggio
delle azioni della __________ e censurano l’operato dell’autorità fiscale, la
quale, ad oltre 6 anni di distanza dalla prima decisione di tassazione, ha
proceduto ad una reformatio in pejus, stabilendo un ulteriore reddito di
fr. 1'183'572.-, in base ad una valutazione dei titoli acquistati che non
teneva conto dei criteri stabiliti a tal fine dalla Circolare n. 28, avendo
considerato unicamente il valore di sostanza della __________.

                                         Si tratta pertanto di
valutare le conseguenze fiscali dell’acquisto, avvenuto a febbraio 2013 delle
azioni della __________. SA da parte del dipendente e già azionista di
minoranza †__________

 

 

                                   2.   Già dalla disamina prima
facie della decisione impugnata emerge un’evidente confusione in merito alla
qualifica del reddito contestato, inserito alla voce “altri redditi da sostanza
mobiliare”, ma considerato, nella relativa motivazione, reddito dell’attività lucrativa
dipendente. Confusione ancora più evidente nella decisione di tassazione del
25.2.2015, nella quale, addirittura, il reddito litigioso era stato
assoggettato all’imposta solo nella misura del 60%, applicando le disposizioni
riservate all’imposizione attenuata dei dividendi. 

                                         Ora, appare basilare la
qualifica dell’eventuale reddito, conseguito da __________, con l’acquisto
delle 4667 quote sociali __________ dalla società lussemburghese __________ 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Gli
articoli 58 cpv. 1 lett. b LIFD e 67 cpv. 1 lett. b LT prevedono,
con riferimento all'imposta sull'utile delle persone giuridiche, che costituiscono
utile netto imponibile tutti i prelevamenti fatti prima del calcolo del saldo
del conto profitti e perdite e non destinati alla copertura di spese
riconosciute dall'uso commerciale, in particolare le distribuzioni palesi o
dissimulate di utili e le prestazioni a terzi non giustificate dall'uso
commerciale. 

                                         Secondo la giurisprudenza, vi è distribuzione
dissimulata di utili quando sono adempiute cumulativamente le quattro
condizioni seguenti: 

                                         1)  la
società fa una prestazione senza ottenere una controprestazione corrispondente;

                                         2)
 tale prestazione è concessa ad un azionista o ad una persona vicina; 

                                         3)
 tale prestazione non sarebbe stata concessa ad un terzo alle stesse
condizioni; 

                                         4)
 la sproporzione tra la prestazione e la controprestazione è tanto palese che
gli organi della società avrebbero potuto rendersi conto del vantaggio che
concedevano

                                         (sentenza TF 2C_11/2018 del 10.12.2018, consid. 7.2.; DTF 131 II 593 consid. 5; 119 Ib 116
consid. 2; 115 Ib 238).

 

                                         3.2.

                                         Secondo gli articoli 20
cpv. 1bis LIFD e 19 cpv. 1bis LT, i dividendi, le quote di
utili, le eccedenze di liquidazione come pure le prestazioni valutabili in
denaro provenienti da azioni, quote in società a garanzia limitata o in società
cooperative e buoni di partecipazione (comprese le azioni gratuite, gli aumenti
gratuiti del valore nominale e simili) sono imponibili in ragione del 60 per cento
se questi diritti di partecipazione rappresentano almeno il 10 per cento del capitale
azionario o sociale di una società di capitali o di una società cooperativa.

 

                                         3.3.

                                         Come visto, nella prima
decisione di tassazione, il prezzo delle 4667 azioni della __________ vendute a
__________ dalla __________ è stato stabilito dall’autorità fiscale in fr.
2'193'490.-. La differenza tra il prezzo pagato ed il valore delle azioni,
ossia fr. 193'490.- considerata una prestazione valutabile in denaro - è stata
imposta, dopo l’applicazione dello sgravio del 40%, nella partita fiscale dei
contribuenti.

                                         Non è chiaro se l’UT
abbia, perlomeno in un primo momento, ritenuto che la cessione delle azioni da
parte della società lussemburghese al contribuente costituisse una
distribuzione dissimulata di utile da parte della __________ SA. 

                                         Così sembrano peraltro
aver ritenuto gli stessi contribuenti, se si considera che la loro
rappresentante, con scritto del 30.11.2021, si era offerta di mettere a
disposizione il “formulario A che certifica l’avente diritto economico
dell’azionista venditore di __________”. Comunque si siano poi svolti i
fatti, non si comprende perché tale informazione non sia agli atti né sia stata
poi menzionata nella motivazione della decisione impugnata. 

                                         Nella decisione impugnata
non sono stati in alcun modo approfonditi i rapporti del contribuente con la __________,
società di diritto __________ peraltro sciolta il 16.1.2014 (cfr. https://opencorporates.com/companies/lu/B76353).

 

                                         3.4.

                                         Manca una motivazione in
merito all’eventuale esistenza di una prestazione valutabile in denaro da parte
della __________ SA nei confronti di __________. Anzi, con la decisione
impugnata l’autorità di tassazione sembra aver accantonato del tutto una simile
ipotesi, stando perlomeno alla motivazione della decisione. 

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Nella decisione di
tassazione dopo reclamo, l’autorità ha modificato il suo approccio giuridico,
ritenendo la differenza di prezzo – stabilita questa volta sul solo valore di
sostanza della __________ – quale reddito dell’attività lucrativa dipendente.
Tuttavia, nella decisione, il reddito in questione viene comunque ascritto alla
categoria “altri redditi della sostanza mobiliare”.

 

                                         4.2.

                                         Per gli articoli 17 cpv. 1
LIFD e 16 cpv. 1 LT, sono imponibili tutti i proventi di un’attività
dipendente, retta dal diritto privato o pubblico, compresi i proventi
accessori, quali indennità per prestazioni straordinarie, provvigioni, assegni,
premi per anzianità di servizio, gratificazioni, mance, tantièmes, vantaggi
valutabili in denaro risultanti da partecipazioni di collaboratore e altri
vantaggi valutabili in denaro.

                                         Secondo la consolidata
giurisprudenza della Suprema Corte, la nozione di reddito dell’attività
lucrativa dipendente deve essere interpretata in senso ampio. Non vi rientra
dunque solo la controprestazione pattuita contrattualmente in senso stretto, ma
ogni prestazione ricevuta dal contribuente, che presenta con la sua attività
una relazione economica tale da far apparire la prestazione come la conseguenza
dell’attività e da far ritenere che il contribuente percepisca la prestazione
in considerazione della sua attività (sentenza TF 2A.381/2006 e 2A.382/2006 del
29.11.2006 consid. 2.1 in: RDAF 2007 II 106; ASA 78 p. 95 e riferimenti;
sentenza TF 2C_618/2014 del 03.04.2015 consid. 5.1).

                                         Anche le prestazioni di
terzi sono riconducibili al reddito del lavoro, se il contribuente ne beneficia
in relazione al rapporto di lavoro, anche se non vi era alcun obbligo in tal
senso. È questo il caso dell’acquisto di azioni da una terza persona ad un
prezzo di favore, laddove la differenza fra il valore venale e il prezzo di
acquisto inferiore è imponibile come reddito (cfr. sentenza TF 2C_357/2014 e
2C_358/2014 del 23.05.2014 in: StE 2016 B 22.2 n. 33 consid. 2.1 e dottrina
citata).

                                         Nel caso in cui il gerente
di una società anonima abbia acquistato dall’azionista delle azioni della SA,
sua datrice di lavoro, ad un prezzo di favore, per stabilire se abbia
beneficiato di una donazione o di un reddito imponibile si deve verificare
l’esistenza di un nesso economico diretto con il rapporto di lavoro. Assodato
che questo è presente, soprattutto alla luce dell’interesse dell’azionista a
garantire che l’amministratore continui a gestire con successo la società, si
deve concludere per l’esistenza di un reddito dell’attività lucrativa
dipendente, anche se la devoluzione non è
stata fatta dalla stessa società datrice di lavoro (cfr. sentenza del Tribunale
amministrativo del Canton Argovia del 29.03.2007 in: StE 2008 B 22.1 n. 5).

 

                                         4.3.

                                         4.3.1.

                                         Nonostante il mutato
approccio adottato dall’autorità fiscale, quest’ultima non si è minimamente
confrontata con la questione dell’esistenza di un nesso economico diretto fra
l’ipotizzata vendita a prezzo di favore delle azioni ed il rapporto di lavoro
in essere fra le parti.

                                         L’autorità fiscale avrebbe
dovuto chinarsi, in prima battuta, sul contratto di acquisto delle azioni e sulle
modalità di finanziamento dell’acquisto stesso, per comprendere le interazioni
tra le parti coinvolte e capire in quale contesto si è sviluppata la trattativa
in questione.

 

                                         4.3.2.

                                         Nella DF 2013, nelle “Comunicazioni
e note per l’Ufficio di tassazione” i contribuenti avevano indicato che il
finanziamento dell’acquisto delle 4667 azioni della __________, per complessivi
fr. 2'000'000.- era avvenuto con queste modalità: 

·        
fondi privati per fr. 400'000.- (ex relazione bancaria __________
accesa presso la banca __________);

·        
fr. 900'000.- derivanti dalla vendita (avvenuta il 23.10.2013) di
un bene immobiliare a __________) da parte dei coniugi __________ ad un prezzo
di fr. 1'400'000.- alla __________ (società vicina alla __________ [cfr. elenco
titoli e di altri collocamenti di capitali del 2013] rappresentata al momento
della vendita dell’immobile dallo stesso †__________ membro del CdA; ndr.
attualmente tale società risulta domiciliata c__________ a __________ e membro,
rispettivamente presidente del Consiglio di amministrazione sono __________, e __________,
figlio e moglie del defunto †__________);

·        
nonché tramite un prestito fisso ottenuto dalla stessa __________
di fr. 700'000.-.

 

                                         4.3.3.

                                         Secondo l’atto denominato
“cession d’actions” concluso tra la __________ e __________ il prezzo di fr.
2'000'000.- avrebbe dovuto essere pagato il 12.2.2013 (“La propriété des
parts est transférée à l’Acheteur à la date du payement du montant dû. Date limite de l’exécution du paiement [closing] est le 12 février
2013”). Non risulta pertanto
immediatamente evidente comprendere con quali mezzi sia stato possibile
concludere l’accordo, dato che la compravendita dell’immobile di __________
(GR) è avvenuta a distanza di più di otto mesi dall’acquisto delle azioni. Si
rileva a tal proposito che, nello scritto 30.11.2021, la __________ indicava,
in relazione alla vendita: “(…) l’azionista di maggioranza aveva espresso la
necessità di cedere in tempi brevissimi il suo pacchetto azionario e pertanto
non voleva perseguire un reddito ma semplicemente non essere più azionista nel
più breve lasso di tempo. Va da sé che l’unica persona interessata poteva
essere l’azionista di minoranza, nonché amministratore e persona che di fatto
permetteva la redditività aziendale”.

                                         Nessun accenno è inoltre
stato fatto in relazione al prestito – ingente – richiesto e concesso dalla
stessa __________, per finanziare l’acquisto delle sue stesse azioni detenute
dalla __________ a quello che sino a quel momento era l’azionista di minoranza,
ed all’evoluzione di tale prestito nei periodi fiscali successivi. Si rileva
che, invero agli atti vi è pure uno scritto datato 1.2.2013 della __________,
nel quale si conferma un prestito globale di fr. 1'600'000.- concesso a __________,
con un tasso di interesse dell’1% e con un ammortamento minimo annuo pari a fr.
100'000.-. Lo stesso sarebbe in parte stato saldato a seguito della vendita
dell’appartamento di __________: dalla scheda giustificativa “Prestito a __________”
risulta infatti un accredito di fr. 900'000.- con l’indicazione “compensazione
vendita app. tra __________”.

                                         Da quanto sembrerebbe
emergere dagli atti, nel corso del 2021, ossia a seguito della prospettata reformatio
in pejus, i contribuenti avrebbero avuto degli incontri, anche in presenza
di membri della direzione della Divisione delle contribuzioni, per discutere
del caso. Tuttavia, del contenuto delle audizioni non vi è traccia agli atti.
Motivo per cui, per questa Camera non è possibile sapere se, in quell’occasione
è stata fatta chiarezza in merito agli antefatti. 

 

                                         4.4.

                                         La motivazione della
decisione impugnata non permette pertanto di comprendere su quali presupposti
sia stata stabilita l’esistenza di vantaggi valutabili in denaro, fondati sul
rapporto di lavoro fra la __________ e __________.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Quale che sia la qualifica
da attribuire ai pretesi vantaggi di cui avrebbe beneficiato __________, il
presupposto è in ogni caso che quest’ultimo abbia acquistato le azioni
litigiose ad un prezzo di favore. 

 

                                         5.2.

                                         La Circolare n. 28, che
contiene le istruzioni riguardo alla stima dei titoli non quotati in vista
dell’imposta sulla sostanza, è edita dalla Conferenza svizzera delle imposte,
che raggruppa le amministrazioni fiscali cantonali e l’Amministrazione federale
delle contribuzioni. Essa è stata oggetto di molteplici edizioni, l’ultima delle
quali è datata 28 agosto 2008 (l’ultima attualizzazione risale al 1.12.2021).

                                         In quanto direttiva, la
Circolare non costituisce diritto federale o intercantonale, non crea alcun
diritto né alcun obbligo e non vincola il giudice (sentenza TF 2C_866/2019 del
27.8.2020 consid. 4.4). La stessa è riconosciuta, secondo giurisprudenza
costante, quale metodo adeguato ed affidabile per la valutazione del valore
venale dei titoli non quotati in borsa (sentenza TF 2C_321/2019 del 1.10.2019
consid. 2.3). Il Tribunale federale non esclude, tuttavia, che altri metodi di
valutazione riconosciuti possano, in maniera isolata, rivelarsi appropriati
(sentenza 2C_953/2019 del 14.4.2020 consid. 4.2.).

                                         In via di principio, è
quindi corretto riferirsi a tale Circolare per la valutazione dei titoli non
quotati (sentenze 2C_1173/2016 del 22.5.2017, 2C_11/2017 dell’11 gennaio 2017
consid. 5.1. e 2C_826/2015 del 5 gennaio 2017 consid. 4.3.; sentenza
2C_328/2019 del 16.9.2019; Vallucci,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar DBG, 3a ed., Basilea 2017,
n. 19 ad art. 17b LIFD; CDT n. 80.2020.35/36 del 13.4.2022 consid. 2.2.).

 

                                         5.3.

                                         La circolare n. 28 prevede
che il metodo di stima generale dei titoli non quotati delle società commerciali,
industriali e di servizi, nella misura in cui non siano mai stati oggetto di
trasferimento, corrisponda alla media ponderata fra il valore di rendimento
raddoppiato e il valore intrinseco determinato in base al principio di
continuità (circolare n. 28, cap. A/2, cifra 2 e cap. B/3.2, cifra
34). Questo metodo è generalmente definito «metodo pratico» (sentenza
del TF 2C_132/2020 del 26 novembre 2020 consid. 8.1.3). 

                                         La Circolare 28 prevede
tuttavia una riserva per situazioni in cui si deve considerare solo il valore
intrinseco della società, come nel caso delle società di nuova costituzione
(cifra 32), delle società holding, di gestione patrimoniale e di finanziamento,
come pure delle società immobiliari (cifre 38 e 42; sentenza del TF 2C_866/2019
del 27 agosto 2020 consid. 4.5).

 

                                         5.4.

                                         Nel caso in esame, per
stabilire l’ammontare del reddito imposto nella partita fiscale dei
contribuenti, l’UT ha stimato il valore venale delle azioni della __________
L’ingente differenza, fra la prima decisione e la decisione dopo reclamo, è
data dal fatto che nella seconda la stima si basa sul solo valore di sostanza
al 31.12.2012, senza cioè considerare in alcun modo il valore di reddito.

                                         In merito al cambio di
paradigma, nella decisione impugnata si legge che «[a]pplicando i metodi di
valutazione previsti si otterrebbe una riduzione artificiosa del valore della
società in quanto la stessa non genera grandi utili» ed ancora che «[i]l
valore più vicino alla realtà al momento della cessione è quindi considerato il
solo valore di sostanza, riteniamo il valore del patrimonio netto da
considerarsi “la soglia minima” di valore di una società». 

                                         Alla luce delle
spiegazioni fornite, la ragione per cui nella decisione dopo reclamo l’autorità
di tassazione si sia scostata dal primo metodo di valutazione non è chiara. Non
si comprende infatti quale delle situazioni particolari, previste dalla
circolare n. 28 della CSI, sia stata considerata quale giustificazione per
derogare all’applicazione del metodo pratico. Anche in questo caso, l’UT non
sembra aver approfondito la fattispecie quanto necessario. 

 

 

                                   6.   6.1.

                                         Riassumendo,
la decisione impugnata presenta diverse lacune. In primo luogo, non permette di
stabilire con certezza se il provento controverso sia un reddito del lavoro o
uno della sostanza; in ogni caso, a tale riguardo, non c’è coerenza fra la
prima decisione e quella dopo reclamo. In secondo luogo, la fattispecie non è
stata approfondita in tutti i suoi aspetti determinanti, a cominciare dai
rapporti esistenti fra il defunto contribuente e le società coinvolte
nell’operazione litigiosa. In terzo luogo, con la decisione dopo reclamo
l’autorità di tassazione ha modificato a svantaggio dei contribuenti la prima
decisione, basandosi su una stima del valore delle azioni che si conforma a
criteri di valutazione diversi rispetto a quelli seguiti in precedenza; non ha
tuttavia spiegato le ragioni per cui ha intrapreso questa modifica.

 

                                         6.2.

                                         In caso di reclamo,
l’autorità di tassazione deve prendere una decisione motivata (art. 208 cpv. 2
LT; art. 135 cpv. 2 prima frase LIFD), fondandosi sui risultati dell’inchiesta
(art. 208 cpv. 1 LT; art. 135 cpv. 1 LIFD).

                                         Per
giurisprudenza costante, il diritto a una motivazione ha natura formale: la sua
violazione comporta, di regola, l’annullamento dell’atto impugnato, senza che
vada vagliato se quest’ultimo, nel merito, è corretto (DTF 119 I a 136 consid.
2a p. 138, 118 I a 17 consid. 1a p. 18, 104 consid. c p. 109 con relativi
riferimenti).

                                         L’art.
29 Cost. fed. impone alle autorità amministrative e giudiziarie di pronunciarsi
sulle allegazioni delle parti nei considerandi delle loro decisioni,
riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può comunque
essere ritenuta sufficiente quando l’autorità menziona, almeno brevemente, i
motivi che l’hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e
pone quindi l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del
giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso un’istanza
superiore (DTF 114 I a 242 consid. 2, 112 I a 109 consid. b e rimandi, 111 I a
1).

                                         Per far ciò l’autorità
giudicante non deve pronunciarsi necessariamente su tutti gli argomenti e le
eccezioni sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione su quelli principali
ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito (p. es. DTF 111 I a 1,
consid. 3a; DTF 107 I a 248, consid. 3a; DTF 105 Ib 248/9, consid. 2a; DTF 101
I a 3; sentenza TF 2C_683/2018 del 3.10.2019 consid. 3.2.). 

                                         La motivazione deve
comunque essere redatta in modo da rendere comprensibili le considerazioni di
fatto e di diritto su cui l'autorità ha basato la propria decisione (Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a
cura di], Kommentar DBG, 3a ed., Basilea 2017, n. 9 ad art. 135
LIFD).

 

                                         6.3.

                                         Nella fattispecie, la
motivazione della decisione su reclamo appare contraddittoria e problematica da
più punti di vista: sia inmerito alla natura e alla qualifica del reddito
imposto sia per il calcolo dello stesso (modifica della metodologia).

                                         Unicamente un’esposizione
chiara della fattispecie può permettere, da un lato, ai contribuenti di
cogliere la portata della decisione e di motivare un eventuale ricorso e,
dall’altro, a questa Camera di verificare la legittimità della decisione
impugnata.

                                         Per le ragioni esposte, la
decisione è annullata e gli atti sono ritornati all’autorità fiscale, affinché vengano
approfonditi i fatti relativi alla compravendita delle azioni tra la __________
e il defunto †__________ ed in seguito qualificato e calcolato in maniera chiara
l’eventuale reddito ritenuto dall’autorità fiscale.

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La decisione dopo
rettificazione su reclamo del 29 dicembre 2021 è annullata e gli atti sono
ritornati all’RS 1 per una nuova decisione motivata.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: