# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 054aa7a7-e239-5a14-8bcb-3e14a49b6ff4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-12-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.12.1999 14.1999.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1999-10_1999-12-06.html

## Full Text

Incarto n.

  14.1999.00010

  	
  Lugano

  6 dicembre 1999 /B/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 8 ottobre
1998 da

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dallo studio legale __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ patr. dall'avv. __________

   

  

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al PE n.
__________ del 3 agosto/9 settembre 1998 dell’UE di Lugano;

 

sulla
quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 26
gennaio 1999 ha così deciso: 

 

    “1.   L’istanza è accolta e
di conseguenza l’opposizione interposta al summenzionato precetto esecutivo è
respinta in via provvisoria per fr. 92’482.-- oltre interessi al 8% dal
12.5.1998.

 

     2.   La tassa di giustizia
in fr. 300.--, da anticipare dalla parte istante, è posta a carico della parte
convenuta, con l’obbligo di rifondere alla controparte fr. 1’200.-- a titolo di
indennità.”

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello
dall’escussa che con atto 8 febbraio 1999 ha postulato la reiezione dell’istanza,
protestate spese e ripetibili;

 

con osservazioni 11 marzo 1999 la parte appellata si è
opposta al gravame, con protesta di spese e ripetibili;

 

 

ritenuto 

 

 

in fatto

 

 

                                  A.   Con PE n.
__________del 3 agosto/9 settembre 1998 dell’UE di Lugano la __________ ha
escusso la __________ per l’incasso di fr. 401’250.-- oltre interessi all’8%
dal 12 maggio 1998, indicando quale titolo di credito: “Fatture no. __________e
__________ del 7.04.98 (US$ 262’254.20 al tasso di cambio 1.53).

                                         Interposta tempestiva opposizione
dall’escussa, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretore.

 

 

                                  B.   La procedente fonda
la sua pretesa su un telefax 25 febbraio 1998 (doc. B) con cui la __________,
riferendosi ad un ordine del 20 gennaio 1998 per la fornitura di acciaio della
__________, ha confermato il pagamento di 1'000 tonnellate di acciaio al prezzo
di US$ 262.-- la tonnellata entro 30 giorni dal ricevimento della merce. Il 26
maggio 1998 la __________, in nome della __________ A, aveva informato la
__________ via telefax che come
concordato il pagamento della merce fornita sarebbe stato effettuato entro 30
giorni dalla consegna della stessa, cioè il 12 giugno 1998 (doc. G). Secondo il
contratto le spese di controstallia ammontanti a US$ 3'600.-- dovevano essere
assunte interamente dalla __________. Nel predetto telefax la __________
informava la __________ che sarebbe però
stato corrisposto soltanto la metà di queste spese per un importo complessivo
di US$ 1'800.--, da pagare insieme alle fatture n. __________ e __________. La
__________ m comunicava inoltre alla __________
che il quantitativo di acciaio ricevuto ammontava a 994.10 tonnellate
invece di 1'000 tonnellate. Con telefax 12 giugno 1998 (doc. H), inviato alla
__________, la __________ si dichiarava
disposta a ridurre la fattura emessa proporzionalmente al quantitativo di merce
non ricevuta dalla __________ e ad  accollarsi la metà delle spese di
controstallia, per cui la somma dovuta ammontava a US$ 260'454.20, ossia US$
262.-- x 994.10 tonnellate più US$ 1'800.-- per le spese di controstallia. Con
telefax 12 giugno 1998 (doc. I) la __________ ha confermato alla __________ la consegna della merce avvenuta il 12 maggio
1998

                                         Con il predetto scritto
doc. I la __________ e con telefax 1. luglio 1998 (doc. L) la __________ hanno
ribadito che il debito nei confronti della __________ sarebbe stato pagato integralmente e che non era contestato. Un
primo versamento parziale ammontante a US$ 130'875.03 è stato effettuato dalla
__________ il 31 agosto 1998 (doc. O e P). In seguito, il 21 settembre 1998, la
stessa ha effettuato un ulteriore pagamento di US$ 50'933.45 (doc. R).
L'importo preteso dalla procedente ammonta quindi a US$ 80'445.77, pari a fr.
123'082.-- al cambio di fr. 1.53, il quale, ha rilevato la procedente, è stato
concordato espressamente dalle parti (doc. M) oltre interessi al 5% dal 12
maggio 1998.   

 

 

                                  C.   All’udienza di
contraddittorio la procedente ha ridotto la propria pretesa a US$ 60'445.77
pari a fr. 92'482.-- al cambio di fr. 1.53, essendo stati versati il 21 ottobre
1998 ulteriori US$ 20'000.--.

                                         L'escussa ha contestato la
traduzione dei documenti agli atti redatti in serbo croato ed in inglese.
Essendo il serbo croato una lingua poco conosciuta, la debitrice ha preteso che
le traduzioni siano autenticate.

                                         La __________ ha poi
negato la sua legittimazione passiva ritenuto che dal mese di aprile 1998 fino
al mese di ottobre 1998 ha semplicemente rappresentato la __________, la quale
ha ricevuto ed utilizzato la fornitura di acciaio. L'escussa ha rilevato di
avere versato per conto della __________ importi ben superiori a quelli fatti
valere dalla procedente. Inoltre non ha mai, quale rappresentante della
__________, accettato un tasso di conversione US$/Fr pari a 1.53. I doc. U e V
nulla provano circa il tasso applicabile il giorno della domanda di esecuzione.
La procedente doveva produrre un'attestazione bancaria e non un incomprensibile
estratto redatto in lingua straniera relativo al cambio del 7 risp. 8 marzo
1998. 

 

 

                                  D.   Con sentenza 26
gennaio 1999 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha accolto
l’istanza rilevando che, conoscendo la lingua inglese, ha potuto verificare
l'autenticità dei documenti salienti ai fini del riconoscimento di debito, in
particolare i documenti doc. B e I, attestanti la qualità, la quantità e il
prezzo unitario della merce richiesta, nonché la sua regolare consegna. La
prima giudice ha poi argomentato che l'art. 21 LALEF non fa alcun riferimento
all'obbligo di produzione di copie autenticate delle traduzioni in lingua
italiana e non spetta quindi ad una parte imporre alla controparte obblighi
formali non previsti dalla procedura.  

                                         In prima sede l'insieme
dei documenti prodotti è stato ritenuto valido riconoscimento di debito ex art.
82 LEF. L'eccezione di carente legittimazione passiva sollevata dall'escussa è
stata respinta avendo quest'ultima sempre agito quale intermediaria della
__________, la quale era solo la destinataria della fornitura. Ciò emerge da
tutta la documentazione prodotta, in particolare dalla conferma d'ordine doc. B
nonché dall'attestazione della ricezione della merce doc. I. In sede  pretorile
sono poi stati riconosciuti gli interessi di mora al tasso dell'8%, l'art. 104
cpv. 3 CO prevedendo la possibilità fra commercianti di richiedere gli
interessi moratori in misura più elevata quando il tasso di sconto bancario
ordinario, come nel caso di specie, superi il 5%. La decorrenza degli interessi
è stata ammessa a far tempo dal 12 maggio 1998, atteso che le fatture doc. D e
E, rimaste incontestate, prevedono il pagamento a 30 giorni dall'emissione
della fattura. Il tasso di conversione US$/Fr. di 1.53 è stato pure ammesso, lo
stesso risultando dagli estratti Bloomberg (doc. U e V) aventi validità
internazionale riconosciuta e dal telefax di conferma 3 luglio 1998 (doc. M).  

 

 

                                  E.   Contro la sentenza
pretorile si è tempestivamente aggravata l’escussa riconfermandosi in sostanza
nelle sue allegazioni di prima sede.

 

 

                                  F.   Delle osservazioni
della parte appellata si dirà, se del caso, in seguito.

 

 

Considerato

 

 

In diritto

 

 

                                   1.

 

                                  a)   Secondo l'art. 21
LALEF il processo sommario in tema di esecuzione e fallimento si svolge
esclusivamente in lingua italiana.

                                         I documenti allegati non
redatti in una delle lingue nazionali devono essere accompagnati dalla
traduzione in lingua italiana, viceversa si ritengono non prodotti.

 

 

                                  b)   In casu la procedente
ha prodotto la traduzione in italiano (doc. Z) sia dei documenti in inglese
doc. B, C, D, E, F, H, I, M, N, O, P e R che di quelli in serbo croato doc. G,
L e Q. L'escusso ha negato in particolare la validità della traduzione dei
documenti in serbo croato, non essendo autenticata e pertanto non fedefacente. 

                                         Se da un canto la
traduzione autenticata non è prevista dalla legge, dall'altro si rileva che,
come si vedrà in seguito, i doc. G, L e Q non sono determinanti per stabilire
se la documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto.

 

 

                                   2.

 

                                  a)   La nozione di
riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex art. 82 cpv.
1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il
riconoscimento da parte dell’escusso o del suo rappresentante di
un’obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente
determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un
insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari.
Conditio sine qua non è che la somma di denaro riconosciuta sia facilmente
determinabile secondo criteri oggettivi stabiliti in precedenza o sottratti a
possibilità di modifica unilaterale dipendente dalla volontà delle parti
(Flavio Cometta, Il rigetto provvisorio dell’opposizione nella prassi
giudiziaria ticinese, in Rep 1989 p. 337/338 con riferimenti).

 

                                      

                                  b)   Il giudice del
rigetto accerta d'ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche in sede di
appello) se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di
debito e se vi è identità fra il creditore, il debitore e il credito indicati
nel precetto esecutivo e nell'istanza con il creditore, il debitore ed il
credito di cui ai documenti prodotti (Cometta, op. cit. in Rep 1989 pag. 331).

                                      

 

                                  c)   Per l’art. 82 cpv. 2
LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione a meno che il
debitore sollevi e giustifichi immediatamente delle eccezioni tali da infirmare
il riconoscimento di debito; all’escusso incombe l’onere di dimostrare la
verosimiglianza delle eccezioni che deduce in giudizio. Secondo la
giurisprudenza le eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente ma
devono anche essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a
conforto delle allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. in senso
convergente l’obiter dictum della II Corte civile del Tribunale federale nella
sentenza 13 ottobre 1986 in re H.B. c. H. SA in Rep 1987 p. 150-151 cons. 3;
CEF 12 gennaio 1988 in re Na. c. V.O.; Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung,
Zurigo 1980, § 26 p. 61; BlSchK 1982 p. 95-97; SJZ 1974 p. 228 n. 44, 1971 p.
26-28; BJM 1970 p. 83-85; ZR 1967 n. 110; Marcel Caprez, La mainlevée
provisoire, FJS 186 p. 6; ZBJV 1944 p. 416). 

 

 

                                  d)   Dall'esame della
documentazione prodotta si evince che con telefax 25 febbraio 1998 (doc. B) la
__________, riferendosi ad un ordine della __________ del 20 gennaio 1998 (doc.
F), ha confermato alla __________il pagamento della fornitura di 1'000
tonnellate di acciaio al prezzo di US$ 262 alla tonnellata entro 30 giorni dal
ricevimento della merce. Che il pagamento sarebbe stato effettuato dalla
__________ risulta anche dal predetto ordine doc. F della __________ m. Il 7
aprile 1998 la __________ha inviato alla __________ le fatture n__________e
__________ (doc. D e E). Il 12 giugno 1996 la __________ ha confermato alla
__________che la merce è stata ricevuta il 12 maggio 1998 (doc. I),
comunicandole che la sua obbligazione sarebbe stata saldata nel modo più
corretto.

                                         Con telefax 26 agosto 1998
(doc. O) risp. 18 settembre 1998 (doc. R) la __________ ha trasmesso alla
creditrice due suoi ordini di pagamento per gli importi di US$ 130'875.03 e US$
50'933.45.  

                                         Orbene i predetti i
documenti costituiscono nel loro insieme, in linea di principio, valido
riconoscimento di debito ex art. 82 LEF. Per quel che riguarda la contestata
legittimazione passiva dell'escussa, va rilevato che sia dall'ordine della
__________ doc. F che dalla conferma della __________ A doc. B risulta
chiaramente che la __________ si è obbligata a pagare la fornitura di acciaio
destinata alla __________. La procedente ha d'altro canto inviato le fatture
doc. D e E all'escussa e non alla __________. Anche dalla conferma 12 giugno
1998 del ricevimento della fornitura (doc. I) traspare la volontà della
__________ di far fronte al suo impegno in modo corretto. Gli ordini di
pagamento doc. O e R provengono poi effettivamente dall'escussa e non dalla 
__________. 

                                         A fronte di questi
documenti l'ordine doc. F, sebbene inviato dalla __________, non poteva indurre
la procedente a credere che parte contrattuale era la predetta società, atteso
che in tale documento era stato chiaramente indicato che avrebbe pagato la
__________. Per quel che concerne i certificati d'assicurazione, d'ispezione,
d'origine e per il certificato doganale (doc. D) va rilevato che questi
documenti dovevano forzatamente essere emessi a favore della __________, alla
quale la merce era destinata. 

                                         Per questo motivo è stata
la __________ che, dopo avere ricevuto la fornitura d'acciaio, con fax 26
maggio 1998 (doc. G) - menzionato tra l'altro dall'escussa nell'atto di
appello, nonostante il documento sia stato redatto in serbo-croato e tradotto
in italiano senza autenticazione -  ha comunicato alla ____________________ in
nome della __________, che sarebbe stata pagata solo la metà delle spese di
controstallia ammontanti a US$ 1'800.-- e le ha chiesto la riduzione del prezzo
concordato, in quanto la merce fornita era inferiore al quantitativo ordinato.
Va poi rilevato che la __________nel suo telefax 3 luglio 1998 (doc. M),
inviato alla __________, ha espressamente dichiarato che la condizione a cui
soggiaceva la compravendita era che il pagamento venisse effettuato dalla
__________.  

                                         I documenti prodotti non
forniscono quindi i necessari riscontri oggettivi atti a rendere verosimile che
l'escussa ha agito quale rappresentante della __________, per cui è data la
legittimazione passiva della __________, ora __________.  

                                         Vi è quindi identità tra
la debitrice indicata nel precetto esecutivo e nell'istanza con la debitrice
risultante dai documenti prodotti. Nei confronti dell'appellante questi
documenti  costituiscono di conseguenza valido titolo di rigetto provvisorio
dell'opposizione ex art. 82 LEF.  

 

 

                                   3.   Secondo l'art. 67
cpv. 1 n. 3 LEF la domanda d'esecuzione si presenta per iscritto o verbalmente
all'ufficio d'esecuzione. Essa deve tra l'altro enunciare l'ammontare del
credito o delle garanzie richieste, in valuta legale svizzera, e per i crediti
fruttiferi la misura degli interessi e il giorno dal quale sono domandati. 

                                         Il cambio in valuta
svizzera deve essere eseguito dal creditore. Il corso del cambio non è un fatto
notorio. Determinante per il cambio è il giorno della domanda di esecuzione
(BlSchK 1997 p. 65; Sabine Kofmel Ehrenzeller, Basler Kommentar zum SchKG, vol.
I, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 40 ad art. 67 LEF).

                                         La creditrice ha prodotto
un estratto della società Bloomberg, da cui risulta che il cambio
dollari/franchi svizzeri il 7 marzo 1998, giorno dell'emissione del PE,
ammontava a 1.53. Contrariamente a quanto sostenuto dall'appellante il cambio
fornito da questa società, la quale si occupa di analisi e notizie finanziarie
e la cui autorevolezza è riconosciuta a livello internazionale, è equiparabile
a quello di una grande banca.   

                                         Va poi rilevato che la
procedente con l'istanza di rigetto dell'opposizione ha preteso interessi
moratori al tasso del 5% dal 12 maggio 1998 e non dell'8% come concesso in sede
pretorile, per cui gli interessi di mora vanno riconosciuti al predetto tasso
con decorrenza dal 12 maggio 1998, ritenuto che secondo le fatture doc. D e E
del 7 aprile 1998 il pagamento doveva avvenire entro 30 giorni. 

 

 

                                   4.   L'appello 8 febbraio
1999 della __________ va quindi parzialmente accolto.

                                         La tassa di giustizia e
l'indennità seguono la pressoché totale soccombenza dell'appellante (art. 48,
49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

Per i quali motivi, 

richiamato l'art. 82 LEF

 

 

pronuncia

 

 

                                    I.   L'appello 8
febbraio 1999 della __________ è quindi parzialmente accolto.

                                         Di conseguenza la sentenza
26 gennaio 1999 della Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, è così
riformata:

 

 

                                         "1.   L'istanza
8 ottobre 1998 della __________, è parzialmente accolta. Di conseguenza
l'opposizione interposta al PE n. __________ del 3 agosto/9 settembre 1998
dell'UE di Lugano è rigettata in via provvisoria per fr. 92'482.-- oltre
interessi al 5% dal 12 maggio 1998.    

 

                                          
2.   La tassa di giustizia di fr. 300.--, da anticipare dalla parte
istante, è posta a carico  della __________, la quale rifonderà alla __________
fr. 1'200.--  a titolo di indennità." 

                                   II.   La tassa di
giustizia del presente giudizio di fr. 450.--, già anticipata dall'appellante,
resta a carico della __________, la quale rifonderà alla __________ fr.
1'200.-- a titolo di indennità.

 

                                  III.   Intimazione:

                                         - __________

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, Sezione 5

 

 

Per la Camera di
esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                             La
segretaria