# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 625958d0-87ce-5fec-b376-2cac514557ed
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.11.2009 C-6353/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6353-2008_2009-11-13.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6353/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Andreas Trommer, Jean-Daniel Dubey, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Matteo Rossi,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera 
concernente B._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-6353/2008

Fatti:

A.

A.a B._______, cittadina kosovara nata il ..., è entrata ed ha risieduto 
illegalmente  in  Svizzera  presso  l'appartamento  affittato  dal  marito, 
titolare di un permesso di dimora "B", dal 7 gennaio 1990 al 24 maggio 
1990.  Il  18  giugno  1993  i  coniugi  hanno  inoltrato  una  domanda  di 
ricongiungimento famigliare intesa a rilasciare un permesso di dimora 
all'interessata  al  fine  di  vivere  presso il  marito. Tale istanza è  stata 
respinta dalla Sezione degli  stranieri  di Bellinzona con decisione del 
25  giugno  1993  per  mancanza  di  mezzi  finanziari  sufficienti  e 
confermata su ricorso dal Consiglio di Stato della Repubblica e Canton 
Ticino  il  1°  settembre  1993  nonché  dal  Tribunale  federale  il  19 
novembre 1993.

A.b Entrata nuovamente in Svizzera in data 12 giugno 1999, l'interes-
sata vi ha depositato una domanda d'asilo il 6 luglio 1999. In data 19 
luglio 2000 la stessa ha ritirato l'istanza ed è rientrata volontariamente 
in Patria il 1° settembre successivo.

B.

B.a Con decisione del 5 dicembre 2005, l'Ufficio federale della migra-
zione  (UFM),  ha  respinto  una  prima  domanda  presentata  da 
B._______ il 26 ottobre 2005 volta al rilascio di un visto d'entrata per 
la Svizzera. 

B.b In  data  14  agosto  2008,  B._______  ha  nuovamente  depositato 
una domanda di autorizzazione d'entrata presso la Rappresentanza di 
Svizzera a Pristina al fine di visitare il  figlio A._______, residente in 
Ticino, per un periodo di tre mesi. All'istanza la richiedente ha allegato 
una dichiarazione del figlio, mediante la quale questi attesta che si sa-
rebbe fatto carico di tutte le spese sopravvenute durante la permanen-
za della madre in Svizzera e inoltre si sarebbe portato garante per la 
partenza entro i termini stabiliti. L'ospitante ha affermato che la richie-
dente avrebbe avuto l'intenzione di visitare la tomba del defunto marito 
seppellito in Svizzera. Dal punto di vista finanziario egli ha fatto valere 
che essa percepisce  una rendita  di  vedovanza mensile  di  Fr. 836.-, 
comprovata da un documento della Cassa svizzera di compensazione 
a Ginevra del 4 dicembre 2006 allegato all'istanza. 

Pagina 2

C-6353/2008

Ritenuto che la partenza dalla Svizzera entro i termini stabiliti non po-
teva essere garantita, la rappresentanza elvetica ha respinto con deci-
sione informale la precitata domanda di visto.

C.

C.a Con  scritto  del  10  settembre  2008,  la  Sezione  dei  permessi  e 
dell'immigrazione di Bellinzona (SPI) ha trasmesso all'Ufficio federale 
della migrazione (UFM) la domanda di visto per competenza e decisio-
ne.

C.b Con decisione formale del 22 settembre 2008, l'UFM ha rifiutato 
l'autorizzazione d'entrata alla richiedente. In sostanza l'autorità di pri-
me cure ha ritenuto, come in precedenza, che l'uscita dalla Svizzera 
alla  scadenza del  previsto soggiorno non poteva essere considerata 
sufficientemente assicurata vista la situazione socioeconomica preva-
lente in Kosovo nonché le disparità economiche tra questo Paese e la 
Svizzera. L'autorità inferiore ha pertanto osservato che non era possi-
bile escludere che, una volta giunta in Svizzera, l'interessata non aves-
se tentato di rimanervi durevolmente, con la speranza di trovarvi una 
sistemazione migliore di quella che conosce nel suo Paese d'origine. 
Essa non potrebbe neppure avvalersi di legami familiari o professionali 
stretti  con il  Kosovo atti  a garantirne il  ritorno, tenuto conto del fatto 
che può lasciare il proprio Paese per un periodo così lungo. 

D.
In  data 6  ottobre  2008,  agendo per  il  tramite  del  suo patrocinatore, 
A._______ ha interposto ricorso avverso la suddetta decisione, postu-
landone  l'annullamento  nonché  la  concessione  dell'autorizzazione 
d'entrata per la durata di tre mesi in Svizzera. In via subordinata egli 
ha richiesto in favore dell'interessata un visto per la Svizzera della du-
rata di un mese. A sostegno del proprio gravame il ricorrente ha affer-
mato che la motivazione dell'UFM relativa alla situazione socioecono-
mica prevalente in Kosovo appare assai generica ed universale e che 
la  situazione  personale  della  richiedente  presenta  elementi  concreti 
che  rendono  assolutamente  verosimile  l'uscita  dal  territorio  elvetico 
alla scadenza del visto. Oltre a ciò l'interessato ha affermato che la ri-
chiedente risiede dal 2002 nella casa di famiglia di uno dei figli e non è 
intenzionata a lasciare il suo Paese d'origine alla volta della Svizzera, 
sottolineando  che  essa  sarebbe  ritornata  spontaneamente  in  Patria 
nel 2002 dopo aver soggiornato in Svizzera dal 1999 al 2002. L'invitan-
te ha poi osservato che lo scopo del viaggio in Svizzera della madre è 

Pagina 3

C-6353/2008

peraltro  quello  di  recarsi  alla  tomba del  defunto  marito,  sepolto  nel 
cimitero di Baar/ZG nonché di render visita ai suoi famigliari. 

E.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 3 dicembre 2008, l'autorità di prime cure ha postulato la reiezione 
del  gravame.  Sostanzialmente  essa  ha  ripreso  le  argomentazioni 
esposte nella decisione impugnata, sottolineando che non vi sono mo-
tivi impellenti atti a giustificare il rilascio del visto richiesto e che nono-
stante le garanzie fornite dall'ospitante, la richiedente sarebbe rimasta 
libera delle proprie decisioni. 

F.
Invitato ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del 9 
gennaio 2009 il ricorrente ha affermato che le argomentazioni addotte 
dall'autorità inferiore sono d'ordine generale, applicabili dunque ad un 
illimitato numero di fattispecie e che pertanto, indipendentemente dalla 
loro  situazione  personale,  per  ogni  cittadino  del  Kosovo  l'entrata  in 
Svizzera  sarebbe  esclusa.  Egli  ha  infine  contestato  l'affermazione 
dell'UFM secondo la quale l'incontro con il figlio ed i nipotini nonché la 
visita alla tomba del defunto marito non siano motivi impellenti. 

Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'ammi-
nistrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono es-
sere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. 
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

Pagina 4

C-6353/2008

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti la procedura di-
nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.3 A._______, nonostante i termini del mandato di procura agli  atti, 
ha diritto di ricorrere quale invitante dell'interessata (art. 48 cpv.1 PA) 
e  il  suo ricorso,  presentato  nella  forma e  nei  termini  prescritti  dalla 
legge, è ricevibile (art. 50 e 52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso ammessi sono la violazione 
del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprez-
zamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti  giuridicamente 
rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità canto-
nale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica 
d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato 
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti 
sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del 
giudizio  (cfr.  consid.  1.2  della  sentenza  2A.451/2002  del  28  marzo 
2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).

3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messag-
gio del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 
2002, in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranieri che 
desiderano venire in questo paese, sia per un soggiorno di corta dura-
ta che per un soggiorno di lunga durata, le autorità svizzere possono 
applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva (cfr. DTF 
122 II  1 consid. 3a;  ALAIN WURZBURGER,  La giurisprudenza recente del 
Tribunale federale in materia di polizia degli stranieri, Rivista di diritto 
amministrativo e di diritto fiscale [RDAF] 1997 I, pag. 287).

La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'en-
trata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, come tutti gli altri 
Stati, non è tenuta ad autorizzare in linea generale l'entrata di stranieri 
nel suo territorio. Tale decisione viene presa dalla Svizzera autonoma-
mente in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio 
LStr, op. cit.; nonché DTF 133 I 185 consid. 2.3).

4.
In occasione della votazione del 5 giugno 2005, il popolo svizzero ha 
accolto il decreto federale del 17 dicembre 2004 che approva e traspo-

Pagina 5

C-6353/2008

ne nel  diritto  svizzero gli  accordi  bilaterali  con l'Unione europea per 
l'associazione  della  Svizzera  alla  normativa  di  Schengen  e  Dublino 
(RS 362), entrati in vigore definitivamente il 12 dicembre 2008. 

L'applicazione dell'acquis di Schengen ha reso necessaria una revisio-
ne completa dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 concernente la proce-
dura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RU 2007 5537), la quale è 
stata sostituita dall'ordinanza del 22 ottobre 2008 sull'entrata e sul rila-
scio dei visti (OEV, RS 142.204). Ai sensi dell'art. 57 OEV il nuovo di-
ritto si applica alle procedure pendenti alla data dell'entrata in vigore 
dell'OEV. 

5.
Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggior-
no non superiore a tre mesi, l'art. 2 cpv. 1 OEV rinvia al Regolamento 
(CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 
2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attra-
versamento delle frontiere da parte delle persone fisiche (codice fron-
tiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1-32]). Le condizioni 
d'entrata previste dal codice frontiere Schengen corrispondono essen-
zialmente a quelle di cui all'art. 5 della legge federale del 16 dicembre 
2005 sugli  stranieri (LStr, RS 142.20). La pratica e la giurisprudenza 
relative a quest'ultima disposizione possono pertanto essere applicate 
(in merito ai dettagli di tale problematica, cfr. la sentenza del Tribunale 
amministrativo federale C-3015/2008 del 22 maggio 2009 consid. 4 e 
5). 

6.
L'art. 1 par. 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 
marzo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra i citta-
dini dei paesi terzi a dipendenza dell'obbligo del visto. Considerato che 
B._______ è una cittadina kosovara, è sottomessa all'obbligo del visto.

7.

7.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno possa essere sufficientemente assicurata, l'au-
torità di prime cure deve giudicare un comportamento futuro. Ora, non 
è possibile constatare in modo certo un fatto non ancora accaduto, tut-
tavia si  possono emettere delle  supposizioni,  considerando l'insieme 
delle circostanze del caso e i dati concreti che risultano dalla situazio-
ne generale del Paese d'origine dei richiedenti.

Pagina 6

C-6353/2008

7.2 La richiedente vive nel  Kosovo, costituitosi  di  recente quale Re-
pubblica  indipendente,  riconosciuta  dalla  Svizzera.  La  sicurezza  in 
questa regione si è in larga misura stabilizzata negli ultimi anni e la ri-
costruzione dell'amministrazione e dell'infrastruttura è stata promossa 
mediante  la  partecipazione  di  organizzazioni  internazionali  e  di 
comunità tra stati. Ciò nonostante dal profilo economico questo Paese 
manca  a  tutt'oggi  di  una  dinamica  di  crescita  e  il  tasso  di 
disoccupazione  -  il  quale  nel  2007  ammontava  al  43.7  %  -  è  co-
stantemente elevato. Più della metà dei lavoratori non sono remunerati 
o percepiscono un salario irregolare. A tutt'oggi la percentuale di po-
vertà nel Kosovo si aggira attorno al 45 % e il 15 % della popolazione 
vive in condizioni di estrema povertà (cfr. <http://www.worldbank.org  >, 
Countries > Europe and Central Asia > Kosovo > Overview > Country 
Brief 2009, visitato il 13 ottobre 2009). Di conseguenza, la pressione 
migratoria da questa regione risulta essere elevata, ciò che dimostra 
anche  la  statistica  d'asilo  svizzera.  Infatti,  nel  2008  il  7.8  %  dei 
richiedenti l'asilo proveniva dalla Serbia e dal Kosovo; questa regione 
si situa dunque al quarto posto nella statistica delle domande d'asilo 
per nazione (cfr. statistica d'asilo 2008 dell'UFM, pag. 9).

7.3 Si rileva infine che la pressione migratoria, come lo ha dimostrato 
l'esperienza, risulta essere elevata soprattutto in presenza di persone 
che non hanno particolari legami familiari o professionali che li vincola 
al loro Paese d'origine. L'emigrazione è inoltre intensificata allorquan-
do le persone interessate hanno parenti o amici all'estero.

7.4 Tenuto conto delle considerazioni relative alla situazione socioeco-
nomica in Kosovo e del fatto che la predisposizione a lasciare il pro-
prio paese d'origine è favorita, allorquando parenti o conoscenti sono 
precedentemente emigrati, la valutazione dell'UFM inerente al rischio 
relativamente  elevato  del  non  rispetto  dell'uscita  dallo  spazio 
Schengen entro i termini prestabiliti, non può essere contestata. Cio-
nonostante trarre delle conclusioni basandosi unicamente sulla situa-
zione generale del paese d'origine, porterebbe ad una valutazione dei 
fatti  eccessivamente generalizzata. L'autorità inferiore deve per tanto 
esaminare l'insieme delle circostanze del caso concreto. In particolare 
gli obblighi familiari, sociali o professionali possono costituire una pro-
gnosi favorevole per una partenza regolare dalla Svizzera.

8.
Dagli atti risulta che la richiedente ha 54 anni, è madre di sei figli ed 

Pagina 7

http://www.worldbank.org/

C-6353/2008

ha sempre lavorato in qualità di casalinga; essa è vedova dal 26 mag-
gio 1999 e percepisce una rendita svizzera di vedova di Fr. 836.- men-
sili. L'interessata vive in comunione domestica con la famiglia del figlio 
C._______  in  Kosovo  (cfr.  dichiarazione  del  25  maggio  2007  delle 
United  Nations  Interim  Administration  Mission  in  Kosovo  [UNMIK]). 
Non risulta che gli altri quattro figli dall'interessata, eccetto il ricorren-
te, vivano in Svizzera. 

Nella  fattispecie,  il  Tribunale  constata  come l'autorità  di  prime  cure, 
nella decisione impugnata, invochi essenzialmente le disparità econo-
miche esistenti tra la Svizzera ed il Kosovo a motivo del rifiuto dell'au-
torizzazione  d'entrata.  Essa  ha  omesso  in  particolare  di  esaminare 
dettagliatamente la situazione finanziaria del ricorrente allorquando la 
precedente domanda di  visto era stata,  respinta mediante decisione 
del 5 dicembre 2005 a causa dell'insufficienza dei mezzi finanziari (cfr. 
formulario di complemento alla dichiarazione di garanzia del 5 ottobre 
2005 nonché decisione informale della Rappresentanza di Svizzera a 
Pristina del 21 ottobre 2005). Pur avendo l'ospitante nuovamente di-
chiarato di esser disposto ad assumersi tutte le spese inerenti al previ-
sto soggiorno della richiedente in Svizzera, l'autorità di prime cure non 
ha svolto alcuna indagine al fine di verificare se attualmente la sua si-
tuazione finanziaria  si  è  modificata rispetto  al  periodo precedente e 
permetta di garantire le eventuali spese causate dalla richiedente. Per 
quanto riguarda la situazione finanziaria di  quest'ultima,  come sopra 
menzionato, si rileva d'altronde che la richiedente è titolare di una ren-
dita svizzera di vedova di Fr. 836.- mensili. Tale reddito risulta essere 
ben maggiore ad un salario medio percepito in Kosovo che ammonta 
all'incirca a 200 Euro mensili; al contrario, una tale rendita in Svizzera 
non sarebbe sufficiente al suo sostentamento. 

9.
Alla luce di quanto esposto, il Tribunale ritiene che la decisione impu-
gnata si fonda su un accertamento incompleto di fatti giuridicamente 
rilevanti (art. 49 let. b PA). Il ricorso deve dunque essere ammesso, la 
decisione impugnata annullata e la fattispecie è rinviata all'autorità di 
prime cure affinché, dopo aver espletato le necessarie indagini, emani 
una nuova decisione debitamente motivata.

10.
Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali (art. 
63 cpv. 1 PA). 

Pagina 8

C-6353/2008

11.
Giusta l'art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l'art. 7 del regolamento del 
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 
al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2), l'autorità 
di ricorso, se ammette il gravame in tutto o in parte, può d'ufficio o a 
domanda,  assegnare al  ricorrente  un'indennità  per  le  spese proces-
suali indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. 

In casu si constata che l'interessato è patrocinato da un legale. In ra-
gione dell'insieme delle circostanze della fattispecie, della sua difficol-
tà, nonché della mole di lavoro svolto, il Tribunale ritiene, ai sensi degli 
art. 8 segg. TS-TAF, che il versamento al ricorrente di un'indennità di 
Fr. 700.-a titolo di spese ripetibili appaia equa.

Pagina 9

C-6353/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione del 22 settembre 2008 è annullata.

2.
L'incarto della causa è trasmesso all'UFM per nuova decisione ai sensi 
dei considerandi.

3.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  spese  di  Fr.  600.-, 
versato in data 20 ottobre 2008, è restituito al ricorrente.

4.
L'UFM verserà al  ricorrente un importo di  Fr. 700.-  a titolo  di  spese 
ripetibili. 

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente  (Raccomandata;  allegato:  foglio  di  informazione  per  il 
rimborso)

- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-

zione (incarto cantonale di ritorno).

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione: 

Pagina 10