# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c70c2f6-dd4b-59bc-804b-02290652ad6f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.11.2009 C-5230/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5230-2007_2009-11-19.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5230/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 9  n o v e m b r e  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Alberto Meuli e Franziska Schneider, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
patrocinato dall'avvocato Luigi Potenza,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
20 giugno 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5230/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  (...),  coniugato  con  figli,  ha 
lavorato in Svizzera in qualità di manovale edile dal 1962 al 1983 (doc. 
2),  solvendo  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i 
superstiti  e  l'invalidità.  Rientrato  in  Italia,  ha  svolto  attività  lucrativa 
come  bracciante  agricolo,  da  ultimo  alle  dipendenze  dell'azienda 
B._______.  Il  31 dicembre 1999, ha interrotto il  lavoro per ragioni di 
salute  (doc. 15). Il  28  marzo 2006,  ha  formulato  una richiesta  volta 
all'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
(doc. 9).

B.
Nel corso dell'istruttoria, l'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per 
gli assicurati  residenti all'estero (UAIE) ha in particolare assunto agli 
atti la seguente documentazione:

• un certificato medico del 15 giugno 1984, da cui emerge che il 
paziente  presenta  segnatamente  spondilodiscoartrosi  cervico-
dorsolombare nonché sindrome di Neri Barré e che la capacità 
al lavoro quale operaio è notevolmente limitata (doc. 16);

• un referto di esame RX (torace) del 5 settembre 1984 (doc. 17);

• un referto di prova ergometrica del 15 dicembre 1984 (doc. 18 
a 20);

• un referto di esame RX (torace) del 14 febbraio 1992 (doc. 21);

• il  verbale  della  Commissione  medica  per  l'accertamento 
dell'invalidità civile di C._______ del 16 aprile 1992, nel quale è 
indicata  la  diagnosi  segnatamente  di  ipoacusia,  poliartrosi 
nonché  broncopatia  cronica  e  l'interessato  è  considerato 
invalido nella misura del 68% (doc. 22 nonché doc. 74);

• una relazione medica (non datata), in cui è, da un lato, posta la 
diagnosi  di  bronchite  cronica  con  enfisema  postbronchitico, 
spondiloartrosi  osteofitica  cervico-lombare  nonché  ipoacusia 
mista  bilaterale  con  labirintite  e,  dall'altro,  confermata  una 
completa incapacità lavorativa (doc. 23);

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• un  referto  di  esame  doppler  arterioso  del  14  aprile  1992 
(doc. 24);

• una  cartella  clinica  concernente  il  ricovero  dal  27  marzo  al 
16 aprile 1996 per tifo addominale in paziente portatore cronico 
di HbsAg e infezione delle vie urinarie (doc. 25 nonché doc. 31 
a 47);

• un  referto  di  esami  ematici  e  delle  urine  del  23 aprile  1996 
(doc. 26 a 28);

• un certificato medico del 19 settembre 1998, giusta il  quale il 
paziente  è  affetto  da  epatite  cronica,  poliartrosi,  ipercole-
sterolemia, bronchite cronica e ipoacusia (doc. 29);

• un certificato medico del 21 settembre 1998, da cui appare che 
l'interessato presenta disturbo depressivo (doc. 30);

• la  perizia  medica  dettagliata  E  213  della  previdenza  sociale 
italiana  effettuata  il  28  settembre  1998,  attestante 
spondiloartrosi  con  lieve  impegno  funzionale,  modesta 
bronchite  e  ipoacusia;  nella  stessa,  è  stato  segnalato  che  il 
paziente è portatore cronico di HbsAg e invalido nella misura 
del 40% nella precedente attività (doc. 48);

• un  referto  di  esame  audiometrico  del  12  dicembre  1999 
(doc. 49);

• un certificato medico del 28 aprile 2000, secondo cui il paziente 
è  affetto  segnatamente  da epatopatia  cronica,  poliartrosi  con 
grave limitazione funzionale,  dislipidemia,  broncopatia  cronica 
nonché sindrome vertiginosa severa e che lo stesso è inabile 
per qualsiasi attività lavorativa (doc. 50);

• un  referto  di  esame  TC  (cerebrale)  del  3  settembre  2005 
(doc. 53);

• i referti di esami ematici e delle urine del 5 e 12 settembre 2005 
(doc. 54 e 55);

• un referto di esame elettrocardiografico del 9 settembre 2005 
(doc. 51);

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• un  referto  di  elettroencefalografia  del  21  settembre  2005 
(doc. 56);

• un rapporto di visita gastroenterologica del 26 settembre 2005, 
in cui è evidenziata la diagnosi segnatamente di HbsAg positivo 
e ipercolesterolemia (doc. 52);

• un referto di esame eco epatica del 4 ottobre 2005 (doc. 58 e 
59);

• i  referti  di  esami  ematici  del  19  e  21  ottobre  e  del  7  e  9 
dicembre 2005 (doc. 60 a 63);

• un referto di elettrocardiogramma (ECG) del 7 novembre 2005 
(doc. 57 nonché doc. 68 a 73);

• un certificato medico del 23 gennaio 2006 (mal leggibile),  nel 
quale  è  prescritto  che  l'interessato  si  sottoponga  ad  esami 
medici (doc. 64);

• i  referti di esami ematici del 20 e 22 febbraio 2006 (doc. 65 e 
66);

• la  perizia  medica  particolareggiata  E  213  della  previdenza 
sociale italiana effettuata il 5 maggio 2006, in cui è segnalata la 
diagnosi di epatopatia cronica HBV correlata, spondiloartrosi a 
discreto impegno funzionale e grave ipoacusia mista bilaterale; 
le condizioni di salute dell'interessato sono state definite come 
peggiorate e lo stesso è stato considerato in grado di svolgere 
regolari lavori leggeri, ma non il suo ultimo lavoro né un lavoro 
adeguato alle sue condizioni a tempo pieno (massimo: 1-2 ore 
al  giorno).  È  stato  segnalato  che  l'assicurato  è  considerato 
invalido  al  60% conformemente  alle  disposizioni  di  legge  del 
Paese  di  residenza  sia  nella  precedente  attività  che  in 
un'attività adeguata alle sue condizioni (doc. 75);

• un certificato medico del 27 novembre 2006, da cui emerge che 
il  paziente è affetto da epatite cronica HBV correlata e che il 
medesimo si  sottopone  a  terapia  medica  da  più  di  due  anni 
(doc. 67);

• il questionario per l'assicurato del 7 dicembre 2006 (doc. 15).

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C.
Nel suo rapporto del 21 febbraio 2007, la dott.ssa D._______, medico 
dell'UAIE, ha esposto la diagnosi principale di epatite B cronica senza 
rilevante  disturbo  della  sintesi  e  sindrome  cervicolombovertebrale 
cronica con alterazioni degenerative alle vertebre cervicali e lombari. 
Ha pure evidenziato la diagnosi secondaria, senza ripercussioni sulla 
capacità  lavorativa, di  bronchite cronica e ipoacusia mista. Il  medico 
ha  osservato  che  l'assicurato  (64  anni)  è  stato  attivo  nel  settore 
agricolo (attività da semipesante a pesante) e che lo stesso non lavora 
più  dal  1999. Ha rilevato  che  il  medesimo è  affetto  da un'epatite  B 
cronica  (causa  di  un  leggero  aumento  delle  transaminasi),  che  la 
funzione epatobiliare è buona e che tale patologia, pur se ben tenuta 
sotto controllo, può avere una ripercussione sulla capacità lavorativa, 
nel  senso di  accrescere la  stanchezza. L'interessato soffre altresì  di 
dolori alla schiena. Secondo detto medico, le limitazioni nei movimenti, 
dovute  alle  alterazioni  alle  vertebre  cervicali  e  lombari,  sono 
comunque  minime.  Peraltro,  i  documenti  medici  non  riferiscono  di 
alcuna carenza neurologica e neppure di  alcuna notevole limitazione 
nei movimenti. Il menzionato medico ha infine reputato che l'assicurato 
presenta  pochi  disturbi  somatici  tali  da  giustificare  una  completa 
incapacità  al  lavoro.  Ha  in  particolare  constatato  che  lo  stesso,  a 
causa  dell'ipoacusia,  non  può  esercitare  un'attività  sostitutiva  al 
telefono;  per  contro,  l'esercizio  di  parecchie  attività  adeguate  è 
esigibile.  La  dott.ssa  D._______  ha  quindi  fissato  un'incapacità  al 
lavoro  dell'interessato del  50% nella  precedente  attività  (operaio  nel 
settore  agricolo)  a  partire  dal  5  maggio  2006  (data  dei  referti 
radiologici  rispettivamente  del  formulario  E  213),  considerandolo 
tuttavia  abile  all'80% in  un'attività  confacente  al  suo  stato  di  salute 
(lavoro  con  cambiamento  della  posizione,  con  sollevamento  di  pesi 
non  superiori  ai  15  kg,  al  riparo  da  freddo,  umidità  e  brutto  tempo 
nonché  senza  necessità  di  chinarsi),  quale  operaio  specializzato 
presso  un'azienda/fabbrica/stabilimento,  sorvegliante  di  posteggio/ 
museo, riparatore di piccoli apparecchi/ articoli domestici, venditore di 
biglietti,  addetto  alla  registrazione  di 
dati/classificazione/archiviazione/scansione  ottica  di  documenti, 
addetto alla distribuzione della posta interna/fattorino (doc. 77 e 77.1).

D.
Il  21  marzo  2007,  l'UAIE  ha  effettuato  una  valutazione  del  grado 
d'invalidità dell'interessato sulla base di un salario mensile da valido di 
Euro 1'239.00, conseguibile in Italia nel 2005 come operaio nel settore 

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agricolo  (cfr.  statistiche  edite  dall'Ufficio  internazionale  del  lavoro, 
Ginevra  2005),  e  l'ha  contrapposto  ad  un  salario  da  invalido  per  le 
attività  di  sostituzione  proposte  dalla  dott.ssa  D._______  di  Euro 
1'120.94  (cfr.  statistiche  edite  dall'Ufficio  internazionale  del  lavoro, 
Ginevra 2005). Quest'ultimo importo è stato ridotto del 25% (1'120.94 
– 280.23 = 840.71) per tenere conto dell'età dell'interessato e del fatto 
che quest'ultimo può esercitare solo delle attività leggere e adeguate 
alle sue condizioni. L'UAIE ha poi effettuato una riduzione aggiuntiva 
del  20%,  poiché  l'interessato  avrebbe  potuto  svolgere  un'attività 
sostitutiva  solo  nella  misura  dell'80%  (840.71  –  168.15  =  672.56). 
Perciò,  il  citato  Ufficio  ha  confrontato  un  reddito  da  valido  di  Euro 
1'239.00  ad  uno  teorico  da  invalido  di  Euro  672.56. Il  calcolo  della 
perdita di guadagno è stato indicato come segue: [(1'239.00 – 672.56) 
x 100] : 1'239.00 = 45,72% (doc. 78).

E.
Il  22 marzo 2007, l'autorità inferiore, dopo avere accertato un grado 
d'invalidità del 46% dal 5 maggio 2006, ha comunicato all'interessato 
che sussisterebbe il  diritto ad un quarto di  rendita dell'assicurazione 
svizzera  per  l'invalidità  a  decorrere  dal  3  gennaio  2007  ed  ha 
concesso  a  quest'ultimo  la  facoltà  di  formulare  delle  obiezioni  per 
iscritto (progetto di decisione; doc. 79).

F.
Il  20  aprile  2007,  l'interessato  ha  postulato,  in  via  principale,  il 
riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  rendita  intera,  in  virtù  della 
documentazione medica agli atti. Ha segnalato che le patologie da cui 
è  affetto,  fra  cui,  epatite  cronica  HBV  correlata,  bronchite  cronica, 
poliartrosi e limitazione funzionale polidistrettuale, non gli consentono 
di far fronte agli atti della vita quotidiana, quindi tantomeno di svolgere 
un'attività  lucrativa. Ha osservato che tali  affezioni  comportano delle 
notevoli  ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa. Infine,  ha fatto  valere 
che il quarto di rendita deve essere erogato a decorrere dal 5 maggio 
2006  [data  a  partire  dalla  quale  è  stata  accertata  una  diminuzione 
della  capacità  di  guadagno  del  46%]  rispettivamente  dal  28  marzo 
2006 [data della presentazione di una domanda volta all'ottenimento di 
una rendita dell'assicurazione per l'invalidità svizzera] (doc. 80).

G.
Nel  suo  rapporto  del  17  maggio  2007,  la  dott.ssa  D._______  ha 
rilevato  che  i  documenti  medici  prodotti  non  riferiscono  di  pessime 

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condizioni  di  salute.  In  particolare,  tali  documenti  non  menzionano 
alcun importante sintomo depressivo e neppure riferiscono di disturbi 
limitanti  all'apparato locomotore. Ha quindi confermato la precedente 
presa di posizione (doc. 82).

H.
Il  20  giugno 2007,  l'autorità  inferiore  ha deciso  di  erogare  in  favore 
dell'interessato, sulla base di un grado d'invalidità del 46%, un quarto 
di  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  a  far  tempo  dal 
1° gennaio 2007. Ha osservato che l'assicurato presenta un'incapacità 
al lavoro del 50% nella precedente attività a partire dal 5 maggio 2006. 
Ha altresì precisato che l'esercizio di  un'attività lucrativa più leggera 
confacente allo stato di salute – lavoro con cambio di posizione, senza 
porto di pesi superiore ai 15 kg nonché al riparo da freddo, umidità e 
maltempo,  quale  ad  esempio  operaio  in  fabbrica,  posteggiatore, 
custode  di  museo,  riparatore  di  piccoli  elettrodomestici,  venditore  di 
biglietti,  impiegato  in  un  ufficio  o  nell'amministrazione  –  è  da 
considerare esigibile all'80% a far tempo dal 5 maggio 2006 e conduce 
ad una perdita di guadagno del 46%, ciò che da diritto ad un quarto di 
rendita.  Infine,  ha  sottolineato  che  il  diritto  alla  rendita  nasce  nel 
momento in cui l'assicurato è incapace di guadagno del 40% in media 
per  un anno. Il  servizio  medico dell'UAIE ha fissato un'incapacità  al 
lavoro nella precedente attività del 20% dal 28 settembre 1998 e del 
50% dal 5 maggio 2006. L'interessato presenta quindi un'incapacità di 
guadagno del 40% in media sull'arco di un anno dal 3 gennaio 2007 
(doc. 85; v. anche doc. 83 e 84).

I.
Il 31 luglio 2007, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  contro  la  decisione  dell'UAIE  del  20  giugno 
2007 mediante il quale ha chiesto, sostanzialmente, il riconoscimento 
del suo diritto ad una rendita intera d'invalidità a far tempo da marzo 
del 2006 (data della richiesta volta all'ottenimento di una rendita). Si è 
doluto  di  un'insufficiente  motivazione  della  decisione  impugnata 
riguardo alla valutazione del grado d'invalidità che non gli consente di 
redigere un ricorso con cognizione di causa. Ha segnalato che la sua 
età (62 anni),  le sue condizioni  di  salute, la  sua formazione nonché 
esperienza professionale non gli consentono di svolgere una qualsiasi 
attività  lucrativa,  neppure  una  confacente  al  suo  stato  di  salute.  Ha 
ribadito che le patologie da cui è affetto (segnatamente epatite cronica 
HBV  correlata,  broncopneumopatia  cronica  ostruttiva,  poliartrosi  e 

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limitazione funzionale polidistrettuale) comportano delle ripercussioni 
sull'adempimento degli  atti  della vita quotidiana nonché sull'esercizio 
di un'attività lucrativa (doc. TAF 1).

J.
Nella risposta al ricorso del 30 novembre 2007, l'autorità inferiore ha 
proposto  la  reiezione  del  ricorso.  In  virtù  dei  rapporti  medici  del 
febbraio e maggio 2007, il  servizio medico dell'UAIE ha ritenuto che 
l'assicurato presenta un'incapacità al lavoro nella precedente attività di 
bracciante  agricolo  del  20% dal  28  settembre  1998  e  del  50% dal 
5 maggio  2006.  Detto  servizio  medico  ha  pure  considerato  il 
medesimo  abile  al  100%  dal  28  settembre  1998  ed  all'80%  dal  5 
maggio  2006  in  un'attività  sostitutiva  adeguata  alle  sue  condizioni, 
quale  ad  esempio  operaio  non  qualificato  nell'industria  od  in  una 
fabbrica,  sorvegliante  di  parcheggi/musei,  riparatore  di  piccoli 
apparecchi/elettrodomestici,  cassiere,  bigliettaio,  impiegato  in  un 
ufficio.  L'autorità  inferiore  ha  altresì  rilevato  che  dal  calcolo 
comparativo dei redditi risulta che l'interessato, nell'ambito di attività di 
sostituzione, presenta un grado d'invalidità del 46%, che riconosce il 
diritto ad un quarto di rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
a partire dal 1° gennaio 2007. Ha precisato che ogni assicurato deve 
intraprendere tutto quanto sia esigibile per ovviare alle conseguenze 
della  sua  invalidità,  segnatamente  mettendo  a  frutto  la  sua  residua 
capacità  lavorativa  se  necessario  in  una  nuova  professione.  In 
particolare, ha sottolineato che l'assenza di  un'occupazione lucrativa 
in  ragione dell'età o di  una formazione insufficiente,  non giustifica il 
riconoscimento di una rendita. L'autorità inferiore ha inoltre osservato 
che  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  non  è  vincolata  dal  fatto 
che  l'interessato  è  stato  riconosciuto  quale  invalido  nel  suo  Paese. 
Infine, ha rilevato che il ricorrente non ha allegato alcun fatto nuovo e 
neppure  ha esibito  nuova documentazione suscettibile  di  giustificare 
un diverso apprezzamento (doc. TAF 7).

K.
Con decisione incidentale del 23 gennaio 2008 (notificata il 28 gennaio 
2008; cfr. avviso di ricevimento agli atti), questo Tribunale ha invitato il 
ricorrente a versare, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 
decisione incidentale medesima, un anticipo di  fr. 300.--  a copertura 
delle presumibili spese processuali (doc. TAF 10 e 14).

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L.
Nella replica del 23 gennaio 2008, il ricorrente ha ribadito il suo diritto 
ad  una  rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  Ha 
fatto  valere  una  completa  incapacità  al  lavoro,  anche  in  attività 
sostitutive  leggere.  Ha  contestato  la  valutazione  riguardo  alla  sua 
residua  capacità  lavorativa.  Infine,  ha  sottolineato  che  la  sua  età 
nonché  la  sua  scarsa  formazione  non  gli  consentono  di  reperire 
un'occupazione confacente al suo stato di salute (doc. TAF 11).

M.
Il  26  febbraio  2008,  l'insorgente  ha  formulato  una  domanda  di 
assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal pagamento delle 
spese processuali. Ha fatto valere d'essere indigente (doc. TAF 15).

N.
Il  24  aprile  2008,  il  ricorrente  ha prodotto  il  formulario  “domanda di 
gratuito patrocinio” (doc. TAF 18).

O.
Il 5 dicembre 2008, l'atto di replica è stato trasmesso per conoscenza 
all'autorità inferiore (doc. TAF 11).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 
combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  le  persone  residenti 
all'estero.

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1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

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2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 Il ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 28 marzo 2006. 
In  deroga  all'art.  24  LPGA,  l'art.  48  cpv.  2  LAI  precisa  che,  se 
l'assicurato si  annuncia più di  dodici  mesi  dopo l'inizio  del  diritto,  le 
prestazioni  sono  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta. In concreto, questo Tribunale può limitarsi ad esaminare se il 
ricorrente  avesse  diritto  ad  una  rendita  il  28  marzo 2005  (ossia  12 
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla  rendita  sia  sorto  tra  tale  data  e  il  20  giugno  2007,  data  della 
decisione impugnata. Il  giudice delle assicurazioni sociali  esamina la 
decisione impugnata sulla  base della  situazione di  fatto  esistente al 
momento in cui essa è stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi dopo 
tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento 

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retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 
V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b).

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

Il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 

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sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 
110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 

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tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto  dei  redditi).  Se  non  è  possibile  determinare  o  stimare  in 
maniera  attendibile  i  due  redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve procedere, 
ispirandosi al metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti 
un'attività  lucrativa  (art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), al confronto delle 
attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo  l'incidenza  della 
diminuita capacità di rendimento sulla situazione economica concreta 
(metodo  straordinario  di  graduazione;  v.  sentenza  del  Tribunale 
federale I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.3, DTF 128 V 29 e DTF 
104  V  135).  Peraltro,  l'invalidità  degli  assicurati  che  esercitano  solo 
parzialmente  un'attività  lucrativa  e  per  il  resto  sono  dediti  allo 
svolgimento delle  proprie  mansioni  va computata secondo il  metodo 
ordinario del raffronto dei redditi (art. 16 LPGA) per la parte di attività 
lucrativa,  mentre  in  merito  all'impedimento  a  svolgere  le  mansioni 
consuete l'invalidità  deve essere  valutata sulla  base di  un confronto 
delle attività – da attuare mediante un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 
97) – conformemente all'art. 27 OAI. In tal caso occorre determinare la 
parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella del compimento degli altri 
lavori  abituali  e  calcolare  il  grado  d'invalidità  globale  in  funzione 
dell'impedimento nei due ambiti  in questione (metodo misto; cfr. DTF 
125 V 148 consid. 2; sentenze del Tribunale federale 9C_35/2007 del 4 
aprile  2008  consid.  2,  I  503/04  del  13  settembre  2006  consid.  2, 
nonché in particolare I 382/04 del 18 ottobre 2005 consid. 2 e I 540/02 
del 12 maggio 2004 consid. 2).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa.  L'invalidità  dell'assicurato  che 
non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI; 
metodo specifico). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni consuete di 
una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica 
s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le 
attività artistiche e di pubblica utilità.

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6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.2 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 

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(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.2 Per quel che riguarda le perizie di parte, il  Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i  fatti,  da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono  tendere  a  pronunciarsi  in  favore  del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari  legami che essi  hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.3 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 
che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.
Questo  Tribunale  osserva,  preliminarmente,  che la  censura  relativa 
all'insufficiente  motivazione  della  decisione  impugnata  deve  essere 
respinta. Certo, nel  gravame il  ricorrente rimprovera all'UAIE di  non 
avere  indicato  né il  parametro  –  reddito  – che  è  stato  ritenuto  per 
calcolare la perdita di  guadagno né la percentuale di  riduzione, ciò 
che  gli  ha  impedito  di  verificare  la  correttezza  della  decisione 
adottata.  Sennonché,  gli  evocati  dati  sono  stati  comunicati 
all'insorgente da questo Tribunale unitamente alla risposta al ricorso 
dell'UAIE (cfr. doc. TAF 8). Pertanto, il ricorrente ha avuto la facoltà di 
pronunciarsi al riguardo in sede ricorsuale dinanzi ad un'autorità che 
gode  di  piena  cognizione,  con  la  conseguenza  che  il  vizio  ha  da 

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ritenersi sanato. In siffatte circostanze, il richiesto annullamento della 
decisione  impugnata  costituirebbe  una  vana  formalità.  Per 
sovrabbondanza,  giova  peraltro  osservare  che  per  i  motivi  che 
saranno  esposti  nei  considerandi  che  seguono,  il  ricorso  va 
comunque  parzialmente  accolto  e  la  decisione  impugnata  va 
riformata  nel  senso  che  al  ricorrente  deve  essere  concessa  una 
mezza  rendita  dell'assicurazione  per  l'invalidità  svizzera,  lo  stesso 
essendo  ancora  in  grado  di  svolgere  almeno  al  50%  la  sua 
precedente attività (pesante) di bracciante agricolo, ma non essendo 
esigibile che egli abbandoni il lavoro anteriore per iniziare una nuova 
attività salariale a tempo parziale in un'attività sostitutiva leggera.

10.

10.1 Dalla  documentazione medica agli  atti  emerge che l'insorgente 
soffre  sostanzialmente  di  epatite  cronica  HBV  correlata, 
spondiloartrosi a discreto impegno funzionale e grave ipoacusia mista 
bilaterale (cfr. perizia particolareggiata E 213 del 5 maggio 2006 pag. 
8).

10.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di  attesa di  un anno. Pertanto, il  ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa media di almeno il 40% durante un anno.

10.3 L'UAIE ha ritenuto che un'incapacità lavorativa media di almeno il 
40% durante un anno senza notevoli interruzioni è insorta il 3 gennaio 
2007. Nella decisione impugnata l'autorità di prime cure ha spiegato la 
ragione per cui ha fissato a tale data, piuttosto che al 5 maggio 2006 
(data dell'ultima perizia particolareggiata E 213 agli atti di causa) o al 
28  marzo  2006  (data  della  presentazione  della  domanda  volta 
all'ottenimento di  una rendita per l'invalidità svizzera),  il  momento in 
cui è sorto un diritto ad una rendita secondo il diritto svizzero (art. 29 
cpv. 1 lett. b LAI). In sede di ricorso, l'insorgente non ha più contestato 
il  momento  della  nascita  del  diritto  ad  una  rendita  dell'invalidità 
svizzera.  Non  vi  è  altresì  alcun  motivo  per  scostarsi  d'ufficio  dalla 
fissazione – ineccepibile – della relativa data da parte dell'UAIE.

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11.

11.1 Resta da determinare a quale rendita abbia diritto il ricorrente in 
Svizzera, segnatamente se l'assicurato abbia diritto, a far tempo dal 1° 
gennaio 2007, ad un quarto di rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità,  come  deciso  dall'UAIE,  rispettivamente  ad  una  rendita 
intera, come da lui postulato nel gravame.

11.2 Dalle  carte  processuali  emerge  che,  dopo  il  rimpatrio,  il 
ricorrente  ha  ancora  esercitato  un'attività  lucrativa.  In  particolare,  è 
stato  alle  dipendenze  dell'azienda  B._______,  come  bracciante 
agricolo, in ragione di  39 ore settimanali. Ha interrotto il  lavoro il  31 
dicembre 1999 per ragioni di salute (doc. 15).

11.3 Nella perizia medica particolareggiata E 213 del 5 maggio 2006 
(doc. 75), le condizioni di salute dell'insorgente sono state considerate 
peggiorate  –  rispetto  a  quelle  ritenute  nella  precedente  perizia 
particolareggiata  E  213  del  28  settembre  1998  (doc.  48)  –  e 
l'interessato è stato ritenuto incapace di svolgere a tempo pieno sia il 
suo precedente lavoro che un lavoro sostitutivo adeguato, entrambe le 
attività  possibili  però  nella  misura  di  al  massimo  1-2  ore  al  giorno. 
Detta  valutazione medica –  diversa da quella  convincente  effettuata 
dal medico dell'UAIE che ha concluso ad un'incapacità lavorativa del 
50% nella precedente attività e del 20% in un'attività sostituiva leggera 
(cfr.  doc.  77  e  77.1)  –  non  è  condivisibile,  non  essendo  la  stessa 
corroborata  da  riscontri  oggettivi  né  nella  citata  perizia  né  in  altri 
documenti  medici  agli  atti  causa  di  data  recente  (in  relazione  alla 
decisione impugnata), segnatamente da indicazioni precise, affidabili e 
oggettivabili  sull'esistenza  di  problemi  di  salute  maggiori  di  quelli 
ritenuti dal medico dell'UAIE e suscettibili d'incidere significativamente 
sulla  sua  capacità  lavorativa  sia  nella  sua  precedente  attività  sia  in 
un'attività  sostitutiva  leggera  adeguata.  In  particolare,  dalla  perizia 
particolareggiata  in  questione  risulta  che  il  medico  incaricato 
dell'esame ha  considerato  il  ricorrente  in  grado  di  svolgere  regolari 
lavori,  ma  solo  leggeri.  Ha  però  nello  stesso  tempo  ritenuto  che 
l'insorgente fosse in grado di effettuare sia la sua precedente attività 
(di muratore/manovale edile) sia un'attività sostitutiva per al massimo 
1-2 ore al giorno. Così facendo, ha considerato una residua capacità 
lavorativa identica per l'interessato sia in lavori pesanti, quali quelli di 
muratore/manovale  edile  rispettivamente  bracciante  agricolo,  sia  in 
lavori sostitutivi leggeri, senza fornire una valida spiegazione in merito. 

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Peraltro, se i problemi di salute indicati nella perizia particolareggiata 
E 213 del 5 maggio 2006 consentono di ritenere che a partire da tale 
data  vi  è  stato  un  peggioramento  delle  condizioni  dell'assicurato 
rispetto alla precedente perizia E 213 del 28 settembre 1998 (in cui 
l'incapacità  lavorativa  dello  stesso  nel  suo  abituale  lavoro  è  stata 
quantificata  nel  40%),  non  è  dato  rilevare  agli  atti  di  causa  alcun 
elemento oggettivo per ritenere che tale peggioramento sia, dal profilo 
medico, superiore a quello indicato dalla dott.ssa D._______ nel suo 
rapporto del 21 febbraio 2007, ossia un'incapacità lavorativa del 50% a 
partire dal 5 maggio 2006 nella sua precedente attività e del 20% in 
un'attività  sostitutiva  leggera.  In  effetti,  già  nel  1998  è  stata 
diagnosticata  un'epatite  cronica  (v.  anche  doc.  29),  ma  una 
spondiloartrosi  con  lieve  impugno  funzionale  (ora  con  discreto 
impegno  funzionale)  e  un'ipoacusia  di  grado  medio  (ora  indicata 
grave).  Peraltro,  pure  le  limitazioni  funzionali  evidenziate  nell'ultima 
perizia particolareggiata E 213 del 5 maggio 2006 (cfr. pag. 3 a 7) non 
appaiono  giustificare  una  valutazione  diversa  da  quella  ritenuta  dal 
medico  dell'UAIE,  dott.ssa  D._______.  Certo,  il  ricorrente  ha 
sottolineato,  con  il  suo  allegato  del  20  aprile  2007  successivo  al 
progetto  di  decisione  dell'UAIE,  ma  pure  in  sede  di  ricorso,  che  le 
affezioni  di  cui  soffre  non  gli  consentono  di  esercitare  un'attività 
lucrativa  e  giustificano  un'invalidità  del  100%.  Tuttavia,  non  ha 
prodotto,  come rilevato  dalla  dott.ssa  D._______  nella  sua  presa  di 
posizione del maggio 2007 (doc. 82), nuova documentazione medica 
suscettibile  di  dimostrare  l'esistenza  d'affezioni  con  incidenza 
funzionale  superiore  a  quella  da  lei  ritenuta  precedentemente  (doc. 
77).

11.4 In virtù  delle risultanze processuali  – in particolare dei rapporti 
del 21 febbraio e 17 maggio 2007 della dott.ssa D._______ (doc. 77, 
77.1  e  82)  –  l'UAIE  ha  valutato  che  il  ricorrente,  a  decorrere  dal  5 
maggio 2006, ha una capacità lavorativa del 50% nella sua precedente 
professione  di  bracciante  agricolo,  ma del  80% in  attività  sostitutive 
leggere  ed  adeguate  alle  sue  limitazioni  funzionali  (segnatamente 
lavoro con cambio di posizione, senza porto di pesi superiore ai 15 kg 
nonché al riparo da freddo, umidità e maltempo), in particolare quale 
operaio  in  fabbrica,  posteggiatore,  custode  di  museo,  riparatore  di 
piccoli elettrodomestici, venditore di biglietti, impiegato in un ufficio o 
nell'amministrazione. Sulla  scorta  della  documentazione  medica  agli 
atti  di  causa e delle  considerazioni  che precedono, questo Tribunale 
condivide  la  valutazione  dell'autorità  inferiore  secondo  la  quale  il 

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ricorrente  presenta,  a  far  tempo  dal  5  maggio  2006,  una  capacità 
lavorativa  medico-teorica  del  50%  nella  sua  precedente  attività, 
pesante, di bracciante agricolo, nonché dell'80% in attività sostitutiva 
leggera confacente allo stato di salute.

12.
Occorre  pertanto  determinare  se  le  attività  di  sostituzione  proposte 
dall'autorità  inferiore  siano  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato 
tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del lavoro (art. 
16 LPGA).

12.1 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il  concetto di 
mercato  del  lavoro  equilibrato  è  una  nozione  teorica  ed  astratta 
implicante, da una parte, un certo equilibrio tra offerta e domanda di 
manodopera  e,  dall'altra,  un  mercato  del  lavoro  strutturato  in  modo 
tale  da  offrire  una  gamma  di  posti  di  lavoro  diversificati.  Secondo 
questi  criteri  si  dovrà  di  caso  in  caso  stabilire  se  l'invalido  possa 
mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e conseguire un 
reddito  tale  da  escludere  il  diritto  ad  una  rendita  (v.  sentenza  del 
Tribunale federale I 871/02 del 20 aprile 2004; DTF 110 V 273 consid. 
4b).

12.2 Alfine di esaminare in quale misura un assicurato possa ancora 
sfruttare la sua residua capacità di guadagno sul mercato del lavoro 
entrante  in  considerazione,  non  vanno  poste  esigenze  eccessive 
riguardo  alla  concretizzazione  delle  possibilità  di  lavoro  e  delle 
prospettive  di  guadagno  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale 
9C_236/2008  del  4  agosto  2008  consid. 4.2  e  9C_446/2008  del  18 
settembre  2008  consid.  4.2).  Pertanto,  ai  fini  della  determinazione 
dell'invalidità,  non  si  deve  esaminare  se  un  invalido  possa  essere 
collocato rispetto alle circostanze concrete del mercato del lavoro, ma 
valutare  unicamente  se  quest'ultimo  possa  sfruttare  la  sua  residua 
capacità  lavorativa  allorquando  le  attività  disponibili  corrispondono 
all'offerta di manodopera. Tuttavia, al riguardo non ci si deve fondare 
su  possibilità  di  impiego  irrealistiche  oppure  prendere  in 
considerazione un  tipo  di  attività  quasi  sconosciuto  dal  mercato  del 
lavoro. In particolare, l'esistenza di un'attività ragionevolmente esigibile 
(art. 28 cpv. 2 LAI) deve essere negata qualora l'attività sia esigibile in 
una forma talmente ristretta da non rientrare più nell'offerta lavorativa 
generale oppure a condizione di concessioni irrealistiche da parte di 

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un datore di lavoro (v. sentenza del Tribunale federale I 61/05 del 27 
luglio 2005 consid. 4.3 e relativi riferimenti).

12.3 Fattori  quali  l'età,  l'insufficiente  formazione  o  le  difficoltà 
linguistiche  non  possono  venir  ignorati  nella  determinazione,  in  un 
caso  concreto,  delle  attività  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato; 
gli  stessi  non  costituiscono  altresì  delle  circostanze  supplementari 
suscettibili  di  influenzare  il  grado  di  invalidità,  anche  se  talvolta 
rendono difficile, perfino impossibile, la ricerca di un impiego e quindi 
la  messa  a  profitto  della  residua  capacità  lavorativa.  Tuttavia, 
allorquando  si  tratta  di  determinare  l'invalidità  di  un  assicurato 
prossimo  all'età  di  pensionamento,  si  deve  effettuare  un  esame 
complessivo della fattispecie e verificare se quest'ultimo è (o era) in 
grado, in modo realistico, di reperire un'occupazione su un mercato del 
lavoro  equilibrato  (v.  sentenze  del  Tribunale  federale  I  61/05  del 
27 luglio 2005 consid. 4.4 e relativi riferimenti, I 819/04 del 27 maggio 
2005 consid. 2.2). Indipendentemente dall'obbligo di ogni assicurato di 
diminuire il danno (v. DTF 123 V 230 consid. 3c e relativi riferimenti), 
l'amministrazione rispettivamente  il  giudice  deve accertare,  nel  caso 
concreto,  se  un  potenziale  datore  di  lavoro  sarebbe  disposto  ad 
assumere l'assicurato tenuto conto segnatamente delle attività esigibili 
da quest'ultimo rispetto alle affezioni fisiche e psichiche, dell'eventuale 
adattamento  del  suo  posto  di  lavoro  al  suo  handicap,  della  sua 
esperienza  professionale  e  della  sua  situazione  sociale,  delle  sue 
capacità  di  adattamento  ad  un  nuovo  impiego,  del  salario  e  delle 
contribuzioni  sociali,  nonché  della  prevedibile  durata  del  rapporto  di 
lavoro (v. sentenze del  Tribunale federale I  61/05 del  27 luglio  2005 
consid. 4.4, I 891/04 del 27 maggio 2005 consid. 2.2, I 462/02 del 26 
maggio 2003 consid. 2, I 401/01 del 4 aprile 2002 consid. 4).

12.4 Quanto  all'esigibilità  e  alla  possibilità  per  l'insorgente  di 
esercitare  una  nuova  attività  in  un  mercato  equilibrato  del  lavoro, 
questo Tribunale osserva che il  medesimo, nato il  5 novembre 1943, 
aveva 63 anni  e 2 mesi  al  momento della nascita – nel gennaio del 
2007  –  del  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità,  momento  in  cui  è  opportuno  piazzarsi  per  determinare 
l'esigibilità  di  un  cambiamento  d'attività  (v.  sentenze  del  Tribunale 
federale 9C_612/2007 del 14 luglio 2008 consid. 5.2, I 761/04 del 17 
agosto 2004 consid. 3.3.1 e I 462/02 del 26 maggio 2003 consid. 3.2). 
In considerazione dell'età avanzata del ricorrente, appare necessario 
un  esame  globale  ed  approfondito  secondo  la  menzionata 

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giurisprudenza.  In  particolare,  durante  la  sua  carriera  professionale 
ultra-trentennale l'insorgente ha svolto le attività di manovale edile e di 
bracciante agricolo (doc. 2 e doc. 15), ossia lavori che devono essere 
considerati pesanti e che non richiedono né particolari conoscenze né 
particolare abilità manuale (v. sentenza del Tribunale federale I 645/00 
del  29  marzo  2001).  Tale  circostanza  comporta  delle  difficoltà,  per 
quest'ultimo, di mettere a frutto la sua residua, e peraltro solo parziale, 
capacità lavorativa in attività leggere, quali in particolare, ma non solo, 
quella di operaio nell'industria rispettivamente di impiegato in un ufficio 
(v. anche le risposte fornite nella perizia E 213 del 5 maggio 2006 alle 
domande 11.1 a 11.3). Inoltre, nel questionario per l'assicurato del 7 
dicembre 2006 (doc. 15), lo stesso ha dichiarato di non avere alcuna 
formazione (segnatamente ha frequentato solo la scuola elementare). 
Dalle carte processuali emerge pure che il ricorrente non lavora più da 
sette  anni  (ha  interrotto  il  lavoro  il  31  dicembre  1999;  doc.  15).  In 
siffatte circostanze appare poco probabile che un datore di lavoro sia 
disposto  ad  assumere,  a  poco  più  di  un  anno  e  mezzo  dal 
pensionamento (dunque per corta durata), una persona che non può 
lavorare  a  tempo  pieno  in  un'attività  sostitutiva  adeguata,  che  non 
dispone  d'esperienza  professionale  in  attività  diverse  da  quella  di 
manovale edile o bracciante agricolo e che necessita pertanto di  un 
tempo di adattamento ad un nuovo impiego, nella sostanza di un posto 
di  lavoro  fatto  quasi  su  misura.  In  virtù  dell'esposta  giurisprudenza 
relativa al concetto di mercato del lavoro equilibrato ed all'esigibilità di 
un  cambiamento  di  professione  nel  caso  di  un  assicurato  prossimo 
all'età  di  pensionamento  e  tenuto  conto  dell'età,  delle  difficoltà  di 
intraprendere  una  nuova  attività  (dopo  una  carriera  professionale 
dedicata a due sole attività pesanti non necessitanti fra l'altro neppure 
una  particolare  abilità  manuale),  dell'assenza  di  una  formazione  e 
dunque  pure  di  una  scarsa  adattabilità  a  nuove  attività,  questo 
Tribunale  ritiene  inesigibile  l'esercizio  da  parte  del  ricorrente  delle 
attività di sostituzione leggere confacenti allo stato di salute proposte 
dall'autorità inferiore.

12.5 Da quanto esposto, discende che il ricorrente non può sfruttare 
la  sua  residua  capacità  lavorativa  medico-teorica  sul  mercato  del 
lavoro equilibrato in un'attività sostitutiva leggera.

13.
Il ricorrente presenta però ancora una residua capacità lavorativa del 
50%  nella  sua  precedente  attività  di  bracciante  agricolo.  In  tale 

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contesto,  giova  rilevare  che  se  l'esercizio  della  precedente  attività 
permane  esigibile,  anche  solo  parzialmente,  la  determinazione  del 
grado  d'invalidità  non  presuppone  né  la  presa  in  considerazione 
dell'età  del  ricorrente  né  del  mercato  equilibrato  del  lavoro  né  un 
raffronto  dei  redditi  ipotetici  (cfr.  sentenze  del  Tribunale  federale 
9C_612/2007  e  9C_947/2008  del  29  maggio  2009).  In  tale  caso,  il 
grado d'invalidità corrisponde all'incapacità lavorativa.

14.
Il ricorso del 31 luglio 2007 va quindi accolto e l'impugnata decisione 
del 20 giugno 2007 riformata nel senso che al ricorrente è riconosciuto 
il  diritto  ad  una  mezza  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità  a  decorrere  da  gennaio  del  2007.  Gli  atti  di  causa  sono 
pertanto  rinviati  all'autorità  inferiore  affinché  la  stessa  proceda  al 
calcolo delle prestazioni ai sensi di legge.

15.

15.1 Visto  l'esito  della  procedura,  non  sono  prelevate  delle  spese 
processuali  (art.  63  PA).  La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel 
senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali, 
formulata dal ricorrente nello scritto del 26 febbraio 2008, è pertanto 
divenuta senza oggetto.

15.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da un 
mandatario  professionale  si  giustifica  altresì  l'attribuzione  di 
un'indennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con 
gli  art. 7 e segg. del regolamento sulle tasse e sulle  spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 
2008  [TS-TAF,  RS  173.320.2]).  La  stessa,  in  assenza  di  una  nota 
dettagliata,  è  fissata  d'ufficio  in  fr.  1'000.--,  tenuto  conto  del  lavoro 
effettivo  ed  utile  relativamente  limitato  svolto  dal  patrocinatore  del 
ricorrente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). L'indennità per ripetibili  è posta a 
carico dell'UAIE.

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 23

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso  è  accolto  e  l'impugnata  decisione  del  20  giugno  2007  è 
riformata  nel  senso che al  ricorrente  è  riconosciuto  il  diritto  ad una 
mezza rendita d'invalidità da gennaio del 2007.

2.
Gli atti di causa sono rinviati all'UAIE affinché proceda al calcolo delle 
prestazioni.

3.
Non  si  prelevano  spese  processuali.  La  domanda  di  assistenza 
giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese 
processuali, è pertanto divenuta senza oggetto.

4.
L'UAIE rifonderà al ricorrente fr. 1'000.-- a titolo di spese ripetibili.

5.
Comunicazione a:

- rappresentante  del  ricorrente  (Raccomandata  con  avviso  di 
ricevimento)

- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

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