# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc081f02-ce96-5e65-a4da-70f86b346031
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-04-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.04.2022 D-1659/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1659-2022_2022-04-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1659/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 2  a p r i l e  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Gregor Chatton, Walter Lang,  

cancelliera Francesca Bertini. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan, 

rappresentato dal signor Davide Borgni,  

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / procedura Dublino) ed allonta-

namento;  

decisione della SEM del 29 marzo 2022 / N (…). 

 

 

 

D-1659/2022 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino afghano, ha presentato una domanda d’asilo in Sviz-

zera il 31 dicembre 2021, dichiarandosi minorenne. 

B.  

Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione 

(SEM) hanno permesso di accertare che secondo la banca dati dattilosco-

pica «EURODAC» il richiedente aveva già depositato una domanda d’asilo 

in Austria il 26 dicembre 2021. 

C.  

Il 19 gennaio 2022, è stata svolta una perizia medico-legale volta a deter-

minare l’età dell’interessato. Nel referto radiologico datato 20 gennaio 

2022, basato sull’esame del 19 gennaio 2022, il primario ha menzionato la 

presenza di un reperto collaterale. 

D.  

In data 28 gennaio 2022, il Centro universitario romando di medicina legale 

ha presentato all’autorità inferiore le risultanze della perizia di cui sopra. In 

questo contesto è stato stabilito che l’età minima del richiedente l’asilo sa-

rebbe di 19.14 anni (età media tra i 20 e i 30 anni). Tale dato è stato dedotto 

in particolare dalla tomografia delle articolazioni sterno clavicolari che con-

ferisce all’interessato un’età ossea minima di 19.14 anni (29.7 anni con 

deviazione standard di 5.1 anni) e dall’esame odontostomatologico indi-

cante un’elevata probabilità che l’interessato abbia raggiunto e superato il 

suo 18esimo anno di età (età media di 20.5 anni). Pertanto, sarebbe 

escluso che l’interessato al momento della visita abbia 17 anni e 19 giorni, 

rispettivamente che sia nato il (…), come da lui dichiarato. 

E.  

Il 24 febbraio 2022 l’interessato è stato sentito quale minore non accompa-

gnato (audizione RMNA) in presenza del suo rappresentante legale. In tale 

contesto, al richiedente è stato pure concesso il diritto di essere sentito sia 

in merito al fatto che, per il prosieguo della sua procedura d’asilo in Sviz-

zera sarebbe stato considerato come maggiorenne e che la sua data di 

nascita sarebbe stata modificata d’ufficio al (…), sia quanto alla possibile 

competenza dell’Austria per lo svolgimento della procedura d’asilo e di al-

lontanamento. 

D-1659/2022 

Pagina 3 

F.  

Il 24 febbraio 2022, la SEM ha presentato alle competenti autorità austria-

che una domanda di ripresa in carico del richiedente fondata sull’art. 18 

par. 1 lett. b del Regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e 

del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di 

determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una do-

manda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta uffi-

ciale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: 

Regolamento Dublino III). 

G.  

Il 9 marzo 2022, le autorità austriache hanno accolto la richiesta di ripresa 

a carico in applicazione dell’art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III.  

L. 

Con decisione del 29 marzo 2022, notificata il giorno seguente, la SEM non 

è entrata nel merito della succitata domanda d’asilo ai sensi dell’art. 31a 

cpv. 1 lett. b della legge sull’asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), 

pronunciando nel contempo il trasferimento dell’interessato dalla Svizzera 

verso l’Austria, come pure incaricando il Canton Ticino dell’esecuzione del 

provvedimento medesimo.  

H.  

Con scritto del 30 marzo 2022, il rappresentante legale dell’interessato ha 

chiesto alla SEM di avere visione dell’atto n. (…)-32/3 del 29 marzo 2022 

denominato «(…)», classe B di edizione. 

I.  

La SEM con decisione incidentale del 4 aprile 2022, notificata all’interes-

sato lo stesso giorno, ha negato la visione del sopracitato atto in quanto si 

tratterebbe di un atto interno. 

J.  

Il 6 aprile 2022 (cfr. tracciamento degli invii; data d’entrata: 7 aprile 2022) 

l’interessato è insorto contro la summenzionata decisione della SEM di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) e ha an-

zitutto richiesto la sospensione in via supercautelare dell’esecuzione della 

decisione e la restituzione dell’effetto sospensivo al ricorso. In seguito, ha 

richiesto la visione dell’atto n. (…)-32/3 e l’annullamento della decisione 

incidentale di diniego. Egli ha dipoi concluso all’accoglimento del gravame, 

all’annullamento della decisione avversata e alla restituzione degli atti alla 

D-1659/2022 

Pagina 4 

SEM per il complemento dell’istruttoria. Altresì, ha presentato una do-

manda di esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giudizio con 

protestate tasse e spese.  

K.  

Con misura supercautelare del 7 aprile 2022 il Tribunale ha provvisoria-

mente sospeso l'esecuzione dell'allontanamento. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti verranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1. Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2. Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, 

in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rien-

tra tra dette autorità (art. 105 LAsi). L’atto impugnato costituisce una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA. 

2.  

2.1. Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità infe-

riore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi con-

tro di essa. 

2.2. I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti. Occorre 

pertanto entrare nel merito del gravame. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

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(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1  

consid. 2). Inoltre si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una 

decisione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad 

esaminare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2012/4  

consid. 2.2; 2009/54 consid. 1.3.3; 2007/8 consid. 5). 

4.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 

cpv. 1 LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi 

il Tribunale può rinunciare allo scambio degli scritti. 

5.  

5.1. Nella decisione avversata, l’autorità inferiore ha in primo luogo ritenuto 

data la competenza dell’Austria per condurre il seguito della procedura 

d’asilo del ricorrente. In secondo luogo la SEM ha osservato come l’inte-

ressato non sia stato in grado di rendere verosimile la sua minore età. Ciò 

in quanto egli non avrebbe consegnato alcun documento comprovante la 

sua identità; avrebbe rilasciato delle dichiarazioni contradditorie in merito 

sia alla sua data di nascita ed alla sua età, sia a chi avrebbe richiesto per 

lui la taskara. Altresì, la perizia medica esperita escluderebbe che egli sia 

minorenne, ponendo quale età minima ossea quella di 19.14 anni e l’età 

media dentale di 20.5 anni. Infine, l’autorità di prima istanza ha osservato 

che anche durante la concessione del diritto di essere sentito a tal propo-

sito, egli avrebbe risposto in modo estremamente vago. Pertanto, la SEM 

ha concluso alla maggiore età dell’insorgente, negando quindi nel suo caso 

l’applicazione delle disposizioni del Regolamento Dublino III relative ai mi-

norenni. Proseguendo nell’analisi, l’autorità inferiore ha rilevato come le di-

chiarazioni dell’interessato non sarebbero atte a confutare la competenza 

dell’Austria per condurre il seguito della sua procedura. In particolare, il 

fatto che al ricorrente non piaccia l’Austria, non influenzerebbe in nessun 

modo la determinazione dello Stato membro competente. Inoltre, ha sotto-

lineato che non esisterebbero nemmeno motivi di ritenere che le autorità 

austriache avrebbero cercato, senza procedere all’esame della domanda 

d’asilo, di rinviarlo in un Paese in cui il richiedente rischierebbe di subire 

dei trattamenti vietati dal diritto internazionale. In un passo successivo, l’au-

torità di prima istanza ha altresì escluso che nello Stato di destinazione 

sussistano carenze sistemiche ex art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, o 

un rischio di trattamenti contrari all’art. 3 della Convenzione per la salva-

guardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 

1950 (CEDU, RS 0.101) o all’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali 

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dell’Unione europea (di seguito: CartaUE), o ancora in violazione del prin-

cipio del divieto di respingimento. Infine, la SEM ha negato l’esistenza di 

motivi che imporrebbero alla Svizzera l’applicazione delle clausole discre-

zionali di cui agli art. 16 par. 1 e 17 par. 1 Regolamento Dublino III rispetti-

vamente all’art. 29a cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni 

procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). In tal contesto, la 

SEM ha sottolineato che il ricorrente godrebbe di un buono stato di salute 

e che non avrebbe fatto valere nessuna problematica medica come pure 

non avrebbe consultato il servizio di infermeria MedicHelp del Centro in cui 

alloggia.  

5.2. Con la sua impugnativa, richiamati e precisati dapprima alcuni fatti, il 

ricorrente censura solo in parte le conclusioni dell’autorità inferiore. Anzi-

tutto, egli si sofferma sul diniego di accesso all’atto n. (…)-32/3, denomi-

nato «(…)». Egli impugna con ricorso parimenti la decisione incidentale del 

4 aprile 2022 della SEM, ritenendo che l’accesso a un documento conte-

nente informazioni – plausibilmente di carattere sanitario – che lo riguar-

dano costituirebbe un suo diritto. In particolare, contesta il fatto che non 

sarebbe corretto concludere che esso sia irrilevante e non contenga infor-

mazioni che avrebbero dovuto essere considerate ai fini del giudizio, sol-

tanto perché detto documento non sarebbe stato utilizzato per la decisione 

avversata. Pertanto, l’insorgente domanda accesso all’atto n. (…)-32/3.  

In seguito, egli fa valere un accertamento inesatto ed incompleto del suo 

stato di salute. Omettendo di verificare d’ufficio in modo dettagliato la sua 

situazione medica, la SEM non avrebbe ossequiato il suo obbligo di deter-

minare in maniera completa i fatti giuridicamente rilevanti. Inoltre, segnala 

come egli non sarebbe stato informato in merito al contenuto del referto 

radiologico del 20 gennaio 2021, agli interrogativi sollevati dal Primario 

Dr. med. B._______ e ai chiarimenti con MedicHelp del 29 marzo 2022. 

Infine, l’insorgente rimarca come neppure le autorità austriache sarebbero 

state informate del contenuto del referto radiologico del 20 gennaio 2022.  

6.  

6.1. L’insorgente solleva delle censure formali, le quali vanno analizzate a 

titolo preliminare in quanto potrebbero condurre alla cassazione della de-

cisione impugnata (cfr. DTF 138 I 232 consid. 5 per il diritto di essere sen-

tito e l'obbligo di motivazione; e per l'accertamento dei fatti giuridicamente 

rilevanti cfr. sentenze del Tribunale D-3567/2019 del 29 novembre 2019 

consid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 consid. 4.2; MOSER/

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BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

2a ed. 2013, n. 2.191).  

6.2. In primo luogo il ricorrente richiede la visione dell'atto n. (…)-32/3, de-

nominato «(…)», classe B di edizione (cfr. anche atto SEM 38/1).  

6.3. L'art. 26 cpv. 1 PA, che concretizza parte delle prerogative del diritto di 

essere sentito nell'ordinamento processuale (art. 29 della Costituzione fe-

derale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 [Cost., RS 101]), 

prevede la facoltà della parte o del suo rappresentante di consultare, nella 

sua causa, le memorie delle parti e le osservazioni delle autorità, tutti gli 

atti adoperati come mezzi di prova e le copie delle decisioni notificate. In 

sede processuale non rientrano nelle categorie di atti previsti all'art. 26 

cpv. 1 PA non soggiacciono invece al diritto di compulsazione gli atti interni 

non utilizzati quali mezzi di prova nell'ambito della trattazione di un deter-

minato caso. Sono considerati atti interni dell'amministrazione quei docu-

menti che non hanno valore probatorio e che servono esclusivamente alla 

formazione di un'opinione a livello interno nella misura in cui sono destinati 

all'uso proprio ed esclusivo dell'amministrazione, segnatamente richieste, 

bozze di decisione, annotazioni dei collaboratori e scambi di e-mail. La fi-

nalità di tale delimitazione è quella di evitare che sia reso pubblico ciò che 

è servito a formare l'opinione dell'amministrazione o di un'autorità giudizia-

ria, a patto che i documenti in questione non siano serviti direttamente alla 

motivazione in causa, pur potendosi avverare utili per supportare un even-

tuale decisione ulteriore (cfr. sentenza del Tribunale D-2835/2020 del 2 lu-

glio 2020 consid. 4). 

6.4. La classificazione fisica degli atti quali «documentazione interna» o 

«confidenziale» non è decisiva quanto all'estensione del diritto di accesso, 

essendo la valenza oggettiva per la definizione della fattispecie rilevante 

per il giudizio a dover essere oggetto di apprezzamento (cfr. DTF 115 V 

297 consid. 2g; DTAF 2011/37 consid. 5.4.1). In tale contesto, giova co-

munque rilevare che l'autorità non è autorizzata a definire a piacere un atto 

quale «interno» al fine di escluderlo dal diritto di esame; che nell'esaminare 

se un diniego di consultazione sia avvenuto o meno a giusto titolo ciò che 

fa stato non è tanto la categorizzazione di un atto da parte dell'amministra-

zione quale atto interno, quanto l'oggettiva portata dell'atto nell'accerta-

mento dei fatti rilevanti ai fini della decisione nel caso concreto (cfr. Giuri-

sprudenza ed Informazioni della Commissione svizzera di ricorso in mate-

ria d'asilo [GICRA] 1994 n. 1 consid. 3a). 

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Pagina 8 

6.5. Nel caso in disamina, per quanto riguarda l'atto n. (…)-32/3, a prescin-

dere dalla qualificazione effettuata dall'autorità inferiore, risulta trattarsi di 

una comunicazione e-mail interna della SEM, la quale non ha funto da base 

per il processo decisionale (cfr. atto SEM 39/2). Di conseguenza, non 

avendo valore probatorio non sottostà al diritto di compulsazione. Ad ogni 

modo, le indagini svolte dall’autorità inferiore in data 21 marzo 2022 (cfr. 

atto SEM 31/1, lista appuntamenti medici) indicano chiaramente che non 

vi erano ulteriori informazioni mediche e/o appuntamenti medici passati o 

futuri. Pertanto, la non trasmissione del suddetto documento non ha pre-

giudicato in alcun modo il ricorrente, ma era finalizzata alla non divulga-

zione dei nominativi delle persone coinvolte. Di conseguenza, la richiesta 

di visione dell'atto n. (…)-32/3 è respinta. 

7.  

7.1. In secondo luogo, il ricorrente fa valere che la SEM avrebbe omesso 

di verificare d’ufficio in modo dettagliato la sua situazione medica. 

7.2. Nelle procedure d’asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura 

amministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). La determinazione 

dei fatti e l’applicazione della legge non sono aspetti disgiunti (cfr. ISABELLE 

HÄNER, in: Häner/Waldmann [ed.], Das erstinstanzliche Verwaltungsver-

fahren, 2008, n. 34). Significativo è il substrato fattuale per le condizioni di 

applicazione della norma giuridica (cfr. sentenza del Tribunale D-546/2022 

dell’11 marzo 2022 [prevista per la pubblicazione come DTAF] consid. 4.2). 

In concreto, l’autorità deve procurarsi la documentazione necessaria alla 

trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal 

fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1). Il 

principio inquisitorio non dispensa le parti dal dovere di collaborare all’ac-

certamento dei fatti ed in modo particolare dall’onere di provare quanto sia 

in loro facoltà e quanto l’amministrazione o il giudice non siano in grado di 

delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; sentenza del Tribu-

nale federale 2C_787/2016 del 18 gennaio 2017 consid. 3.1; DTAF 2019 

I/6 consid. 5.1). Una violazione del principio inquisitorio non implica, però, 

in ogni caso l’automatica retrocessione degli atti all’autorità inferiore, dal 

momento che il Tribunale resta libero di raccogliere gli elementi necessari 

al giudizio se una tale soluzione appare giudiziosa per ragioni di economia 

procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 2012/21 consid. 5.1). 

7.3. Tali principi tornano applicabili anche nel contesto del chiarimento 

delle questioni di natura medica (cfr. sentenze del Tribunale D-291/2021 

D-1659/2022 

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consid. 7.2.4, D-1665/2018 del 27 gennaio 2021 consid. 8.3.5). In materia 

d'asilo l'art. 26a LAsi prevede non di meno alcune disposizioni particolari. 

In sostanza, viene sancito che i problemi medici noti e rilevanti devono di 

principio essere fatti valere immediatamente dopo il deposito della do-

manda d'asilo ed al più tardi durante l'audizione sui motivi. In caso contrario 

possono risultarne svantaggi procedurali nella forma di un accresciuto 

onere della prova a carico dei richiedenti. La portata pratica della norma è 

da relativizzare (cfr. sentenza del Tribunale D-1560/2021 del 30 aprile 2021 

consid. 6.4.1; CONSTANTIN HRUSCHKA, Migrationsrecht Kommentar, 5a ed. 

2019, art. 26a n° 1 e seg.; anche art. 32 cpv. 1 e 33 cpv. 1 PA). 

7.4.  

7.4.1. Nelle procedure Dublino, gli aspetti giuridicamente rilevanti rispetto 

ai quali lo stato valetudinario della persona da trasferire funge da discrimi-

nante sono innanzitutto inerenti le condizioni di applicazione delle clausole 

discrezionali previste agli art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III e 29a 

cpv. 3 OAsi 1 (cfr. sulle nozioni FANNY MATTHEY, Procédures d’asile et plu-

ralité de statuts, 2012, pag. 174; anche DTAF 2011/9 consid. 8.1). È a que-

sto titolo opportuno sottolineare che se il trasferimento del richiedente nel 

paese di destinazione contravviene ad una norma imperativa del diritto in-

ternazionale, tra cui quelle della CEDU, l’autorità inferiore è obbligata ad 

applicare la clausola di sovranità e a farsi materialmente carico della do-

manda d’asilo. La SEM può nondimeno entrare discrezionalmente nel me-

rito della domanda anche laddove ciò sia giustificato da «motivi umanitari». 

In quest’ultimo caso, essa gode di un reale potere di apprezzamento ed il 

Tribunale dispone di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 consid. 

8.2.1).  

7.4.2. A questo titolo, v’è da ravvisare che la Corte europea dei diritti 

dell’uomo (di seguito: CorteEDU) ha stabilito che il respingimento forzato 

di persone che soffrono di problemi medici non è suscettibile di costituire 

una violazione dell’art. 3 CEDU, a meno che la malattia dell’interessato si 

trovi ad uno stadio avanzato e terminale, al punto che la sua morte appaia 

come una prospettiva prossima (cfr. sentenza della CorteEDU N. contro 

Regno Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Una violazione dell’art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano 

dei seri motivi per ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici 

adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di 

un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

speranza di vita (cfr. sentenza della CorteEDU Paposhvili contro Belgio del 

13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.).  

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7.4.3. In una siffatta valutazione non è certo privo di rilievo il diritto sovra-

nazionale che lega lo stato di destinazione. Gli Stati membri sono invero 

vincolati dalla CartaUE e dalla CEDU e tenuti ad applicare la direttiva ac-

coglienza, la quale prevede, all’art. 19 par. 1, che si debba provvedere af-

finché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria che com-

prende quantomeno le prestazioni di pronto soccorso e il trattamento es-

senziale delle malattie e di gravi disturbi mentali. Pure da considerare è 

l’infrastruttura sanitaria in essere nel Paese di destinazione e le conse-

guenti possibilità di trattamento.  

7.4.4. Ferme queste premesse, nel caso in narrativa l’accertamento dei 

fatti svolto dall’autorità inferiore per valutare il trasferimento del ricorrente 

verso l’Austria non risulta carente. L’interessato ha più volte affermato di 

sentirsi bene (cfr. atto SEM 22/12, pt. 0 pag. lett. h e pt. 8.02). L’autorità 

inferiore l’ha inoltre reso attento sul fatto che incomberebbe al richiedente 

la responsabilità di far valere qualsiasi problematica medica che potrebbe 

rivelarsi determinante per la procedura d’asilo e che pertanto egli avrebbe 

la responsabilità di consultare l’infermeria del Centro federale dove alloggia 

(cfr. atto SEM 22/12, pt. 0 pag. lett. h). L’insorgente non ha mai lamentato 

nessun problema di salute e non si è mai rivolto a MedicHelp (cfr. atto SEM 

31/1). Sebbene, dal referto collaterale sono risultate (…) ed il medico si è 

posto dei questi («Esiti specifici? Patologia in corso?», cfr. atto SEM 15/1), 

si osserva che, ad ogni modo, il substrato fattuale non contiene indicatori 

quanto l’esistenza, finanche potenziale, di affezioni terminali ai sensi della 

giurisprudenza convenzionale. Allo stesso modo, non vi sono elementi per 

sospettare che la patologia diagnosticata con il reperto collaterale possa 

raggiungere un tale livello di gravità da configurare un rischio reale di peg-

gioramento rapido ed irreversibile dello stato di salute comportante delle 

intense sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita in 

caso di trasferimento. La fattispecie risulta peraltro anche sufficientemente 

acclarata per fondare un giudizio in piena cognizione di causa quanto 

all’opportunità di entrare nel merito della domanda d’asilo per motivi uma-

nitari. 

7.5. Visto quanto precede e conto tenuto delle questioni giuridiche che si 

ponevano, il complesso fattuale era sufficientemente delineato per giudi-

care il trasferimento dell’interessato in Austria nel contesto di un procedi-

mento Dublino, di modo che, nulla può essere rimproverato all’autorità in-

feriore, che non ha violato né il principio inquisitorio né il diritto di essere 

sentito.  

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Pagina 11 

8.  

8.1. Giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l’esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

8.2. Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal Regolamento Dublino III. Se in base a questo esame è indivi-

duato un altro Stato quale responsabile per l’esame della domanda di asilo, 

la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa 

o tacita, di ripresa in carico del richiedente l’asilo da parte dello Stato in 

questione (cfr. DTAF 2015/41 consid. 3.1). 

8.3. In tale contesto, qualora la questione della minore età dell’interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 

LAsi) che nell’ambito della determinazione dello Stato responsabile per 

l’esame della domanda di asilo (cfr. art. 8 Regolamento Dublino III). La va-

lutazione operata dalla SEM in sede di prima istanza può essere contestata 

dal richiedente nell’ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel 

merito. Nel caso che ci occupa, l’insorgente non contesta la valutazione 

operata dall’autorità inferiore in merito all’inverosimiglianza della sua mi-

nore età e dagli atti non risultano indizi da cui desumere che l’autorità infe-

riore abbia erroneamente escluso la sua minore età e la data di nascita da 

lui declinata. Pertanto, si può partire dall’assunto che il richiedente sia mag-

giorenne. Di conseguenza le disposizioni del Regolamento Dublino III re-

lative ai minorenni non si applicano nella fattispecie.  

9.  

9.1. Giusta l’art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di prote-

zione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello 

individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7 – 15). Nel caso di 

una procedura di ripresa in carico (inglese: take back) – come è il caso di 

specie – di principio non viene effettuato un nuovo esame di determina-

zione dello Stato membro competente secondo il capo III Regolamento Du-

blino III (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2 con riferimenti citati). Inoltre, la 

determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base della 

situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentata do-

manda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino III). 

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Pagina 12 

9.2. Ai sensi dell’art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impos-

sibile trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente desi-

gnato come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che 

sussistano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condi-

zioni di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un tratta-

mento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 CartaUE, lo Stato membro 

che ha avviato la procedura di determinazione dello Stato membro compe-

tente prosegue l’esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro 

Stato membro possa essere designato come competente. Qualora non sia 

possibile eseguire il trasferimento verso un altro Stato membro designato 

in base ai criteri del capo III o verso il primo Stato membro in cui la do-

manda è stata presentata, lo Stato membro che ha avviato la procedura di 

determinazione diventa lo Stato membro competente. 

9.3. Lo Stato membro competente è tenuto a riprendere in carico – in os-

sequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 – il richiedente la cui 

domanda è in corso d’esame e che ha presentato domanda in un altro 

Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza 

un titolo di soggiorno (art. 18 par. 1 lett. b Regolamento Dublino III). 

9.4. Nel caso di specie, gli accertamenti effettuati dalla SEM hanno rivelato, 

dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo «EURODAC», 

che l’interessato ha depositato una domanda d’asilo in Austria il 26 dicem-

bre 2021 (cfr. atto SEM 10/1); circostanza che è stata confermata anche 

dall’insorgente durante l’audizione RMNA (cfr. atto SEM 22/12, pt. 2.06). 

Sulla base di tale circostanza, l’autorità resistente ha presentato alle auto-

rità austriache competenti, nei termini fissati all’art. 23 par. 2, una richiesta 

di ripresa in carico fondata sull’art. 18 par. 1 b Regolamento Dublino III 

(cfr. atto SEM 25/5). Tali autorità hanno esplicitamente accettato la ripresa 

in carico del ricorrente in data 9 marzo 2022 (cfr. atto SEM 29/2). Di con-

seguenza, la competenza dell’Austria per il trattamento della domanda 

d’asilo del ricorrente è di principio data. Peraltro, ciò non viene neanche 

messo in discussione dal ricorrente.  

10.  

10.1. Nella fattispecie non vi sono neppure fondati motivi di ritenere che 

sussistano carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni 

di accoglienza dei richiedenti l’asilo in Austria, che implichino il rischio di un 

trattamento inumano o degradante ai sensi dell’art. 4 della CartaUE 

(cfr. art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III). Invero, il predetto Stato 

membro è legato alla CartaUE e firmatario, della CEDU, della Convenzione 

del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, 

D-1659/2022 

Pagina 13 

inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione del 

28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), oltre 

che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 (RS 0.142.301) 

e ne applica, a tale titolo, le disposizioni. Di conseguenza, il rispetto della 

sicurezza dei richiedenti l’asilo, in particolare il diritto alla trattazione della 

propria domanda secondo una procedura giusta ed equa ed una prote-

zione conforme al diritto internazionale ed europeo, è presunto da parte 

dello Stato in questione (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento europeo 

e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini del 

riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale [di 

seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo 

e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all’accoglienza 

dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: direttiva accoglienza]; 

cfr. fra le tante, le sentenze del Tribunale F-5422/2021 del 20 dicem-

bre 2021 e F-4042/2021 del 1° novembre 2021 consid. 4.2.1 e 4.2.2). 

10.2. La succitata presunzione, non è tuttavia assoluta e può essere con-

futata in presenza di indizi seri che, nel caso concreto, le autorità di tale 

Stato non rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 con-

sid. 6; 2010/45 consid. 7.4 e 7.5). La stessa va inoltre scartata d’ufficio in 

presenza di violazioni sistematiche delle garanzie minime previste 

dall’Unione europea o di indizi seri di violazioni del diritto internazionale 

(cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio 

e Grecia del 21 gennaio 2011, 30696/09). 

10.3. Ciò non è manifestamente il caso in Austria, conclusione che il ricor-

rente non ha, del resto, posto in discussione. Di conseguenza, l’applica-

zione dell’art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III non si giustifica nel 

caso di specie. 

11.  

11.1. Resta ora da esaminare, se la SEM abbia a giusto titolo omesso di 

applicare le clausole discrezionali di cui all’agli art. 16 e 17 par. 1 Regola-

mento Dublino III nonché 29a cpv. 3 OAsi 1. 

11.2. Giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III (clausola di sovranità), 

in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro 

può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre-

sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale 

esame non gli compete.  

D-1659/2022 

Pagina 14 

11.3. Ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, disposizione che concretizza in 

diritto interno svizzero la clausola di sovranità, se «motivi umanitari» lo giu-

stificano, la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora giu-

sta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trat-

tamento della domanda. Nell'applicazione di tale articolo, l'autorità inferiore 

dispone di un reale potere di apprezzamento ed il Tribunale, a seguito 

dell'abrogazione dell'art. 106 cpv. 1 lett. c LAsi (entrata in vigore il 1° feb-

braio 2014), dispone di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 7 seg.). Esso può infatti unicamente esaminare se la SEM ha esercitato 

il suo potere di apprezzamento in modo conforme alla legge, ossia se l'au-

torità inferiore ha fatto uso di tale potere e se l'ha fatto secondo criteri og-

gettivi e trasparenti (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8). Qualora la decisione sia 

sostenibile, tenuto conto dell'interpretazione della nozione di motivi umani-

tari, e sia conforme ai principi costituzionali – quali il diritto di essere sentito, 

il principio della parità di trattamento ed il principio della proporzionalità – il 

Tribunale non può sostituire il suo libero apprezzamento a quello della SEM 

(cfr. sentenza del Tribunale D-5666/2017 consid. 4.4). 

11.4. Al contrario, se il trasferimento del richiedente nel paese di destina-

zione contravviene ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra 

cui quelle della CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clau-

sola di sovranità e ad entrare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribu-

nale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 8.2.1). 

12.  

12.1. Nel caso in disamina, il ricorrente non ha fornito indizi seri suscettibili 

di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale 

sarebbero tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o 

all'art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Austria.  

Egli non ha dimostrato che lo Stato di destinazione non sia intenzionato a 

riprenderlo in carico ed a portare a termine la procedura relativa alla sua 

domanda di protezione in violazione della direttiva procedura. Inoltre, l'in-

sorgente non ha apportato qualsivoglia indizio serio e concreto suscettibile 

di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del 

divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno nell'ossequio dei suoi 

obblighi internazionali, riviandolo in un paese dove la sua vita, integrità cor-

porale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe 

di essere respinto in un tale paese. Infine, agli atti non figurano elementi 

tali da indurre a concludere che un trasferimento nello Stato in questione 

D-1659/2022 

Pagina 15 

esporrebbe il ricorrente al rischio di essere privato del sostentamento mi-

nimo e di subire delle condizioni di vita indegna in violazione della direttiva 

accoglienza. 

12.2. Alla luce di quanto già esposto sub consid. 7.4.4, lo stato di salute 

dell’insorgente, non è tale da imporre un’applicazione della clausola discre-

zionale. A ciò si aggiunge che l’Austria dispone notoriamente di infrastrut-

ture mediche sufficienti (cfr. fra le altre, la sentenza del Tribunale D-

6552/2020 del 5 gennaio 2021) e che – nonostante il commento sul docu-

mento relativo alle modalità di trasferimento indichi come attualmente il ri-

chiedente non presenterebbe problemi di salute (cfr. atto SEM 35/1) – egli 

potrà in qualsiasi momento richiedere ulteriori accertamenti una volta arri-

vato in Austria. Infine in merito all’omessa comunicazione alle autorità au-

striache del contenuto del referto radiologico del 20 gennaio 2022, si os-

serva che la comunicazione dello stato di salute del ricorrente e delle cure 

e dei trattamenti di cui egli eventualmente necessiterà in futuro alle autorità 

austriache, avverrà per il resto prima del suo trasferimento da parte della 

Svizzera, come previsto dagli art. 31 e 32 del Regolamento Dublino III. 

12.3. In seguito, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ri-

tenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprez-

zamento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1. Alla 

luce degli atti all'inserto e delle circostanze del caso di specie, la decisione 

risulta essere sostenibile e conforme ai principi costituzionali, quali il diritto 

di essere sentito, il principio della parità di trattamento ed il principio della 

proporzionalità. Pertanto, il Tribunale non può sostituire il suo libero ap-

prezzamento a quello della SEM. 

12.4. Di conseguenza, non vi è motivo di applicare la clausola discrezio-

nale di cui all’art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III. 

12.5. In mancanza dell’applicazione della succitata norma da parte della 

Svizzera, l’Austria è competente per la ripresa in carico dell’insorgente in 

ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 del Regolamento 

Dublino III. 

13.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda di asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso l’Austria conforme-

mente all’art. 44 LAsi, posto che il ricorrente non possiede un’autorizza-

zione di soggiorno in Svizzera (cfr. art. 32 cpv. 1 lett. a OAsi 1).  

D-1659/2022 

Pagina 16 

14.  

In siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera distinta 

le questioni relative all’esistenza di un impedimento all’esecuzione del tra-

sferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell’art. 83 Legge federale sugli 

stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), dal 

momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel 

merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con-

sid. 5.2). 

15.  

Di conseguenza, il ricorso deve essere respinto e la decisione dell’autorità 

inferiore, che rifiuta l’entrata nel merito della domanda di asilo e pronuncia 

il trasferimento del ricorrente dalla Svizzera verso l’Austria, confermata. 

16.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di conces-

sione dell’effetto sospensivo al ricorso è divenuta senza oggetto. 

Per il medesimo motivo esposto al considerando precedente, anche la do-

manda tendente all’esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giu-

dizio, risulta senza oggetto. 

17.  

Le misure supercautelari del 7 aprile 2022 decadono con la presente deci-

sione finale (cfr. SEILER HANSJÖRG, in: Waldmann/Weissenberger [ed.], 

Praxiskommentar VwVG, 2° ed. 2016, n. 54-56 PA).  

18.  

Da ultimo, visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– 

che seguono la soccombenza sarebbero da porre a carico del ricorrente 

(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, non essendo 

state le conclusioni ricorsuali d'acchito sprovviste di esito favorevole e po-

tendo partire dal presupposto che l'insorgente sia indigente, v'è luogo di 

accogliere la domanda di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa 

dal pagamento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 PA). 

19.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata nello Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

D-1659/2022 

Pagina 17 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

4 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-1659/2022 

Pagina 18 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal versa-

mento di spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Francesca Bertini 

 

 

Data di spedizione: