# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b04428a-52e3-5e29-ac02-9142b5188170
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2011-01-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.01.2011 C-73/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-73-2010_2011-01-10.pdf

## Full Text

Bundesverwaltungsgericht

Tribunal administratif fédéral

Tribunale amministrativo federale

Tribunal administrativ federal

Corte III
C-73/2010

Sentenza del 10 gennaio 2011 

Composizione Giudici Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Stefan Mesmer, Elena Avenati-Carpani, 
cancelliere Dario Croci Torti.

Parti A._______, , 
rappresentata dal Patronato INCA, Ufficio legale, casella 
postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente, 

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE, avenue Edmond-
Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,  
autorità inferiore. 

Oggetto Assicurazione invalidità (decisione del 23 novembre 2009)

C-73/2010

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Fatti:

A. 
A._______, cittadina italiana, nata il, ha lavorato in Svizzera come 
frontaliera dal 1973 al 1982 e dal 1992 al 2008, solvendo regolari 
contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, i superstiti e 
l'invalidità. Dal maggio 2006 era alle dipendenze di una fabbrica di sigari 
come sigaraia addetta alle macchine rivestitrici in ragione di 42 ore 
settimanali; non si è più presentata al lavoro dopo il 24 marzo 2008; è 
rimasta assente dal lavoro per ragioni di salute il 23 gennaio, dal 25 
gennaio al 1° febbraio e dall'11 al 22 febbraio 2008.

B. 
In data 3 settembre 2008, A._______ ha formulato una domanda di 
provvedimenti d'integrazione professionale. L'Ufficio AI del Cantone 
Ticino ha acquisito agli atti l'incarto della Cassa malati Helsana. Da 
questo emerge, principalmente, una perizia del 10 novembre 2008 del 
Dott. Goldinger, specialista in reumatologia, Mendrisio. L'esperto ha 
sostanzialmente rilevato la diagnosi di cervicalgie e cefalee residuali in 
esiti di microdiscectomia C3/4 con asportazione di ernia discale mediana 
e spondilodesi intersomatica il 16 giugno 2008, parestesie intermittenti 
alle mani, sovrappeso, esiti di tromboflebite guarita. Il Dott. Goldinger 
ritene la paziente invalida in misura del 50% nel suo precedente lavoro 
(rendimento ridotto senza limitazione della presenza). In attività più 
adeguate (il perito indica diverse controindicazioni di lavoro e posture/ 
movimenti da evitare) la sua capacità di lavoro rimane totale.

 L'incarto AI contiene inoltre il rapporto di ospedalizzazione dal 16 al 18 giugno 2008 e referti radiologici, 
risonanze magnetiche ed altri esami strumentali.

C. 
Il 14 ottobre 2008 ha avuto luogo il primo colloquio orientativo presso il 
Consulente in integrazione professionale dell'assicurazione AI cantonale 
(CIP).

Il medico dell'Ufficio AI cantonale, nella sua nota del 12 marzo 2009, ha disposto una visita presso il 
Servizio medico regionale (SMR) per definire i limiti funzionali e l'invalidità eventuale nell'attività abituale ed 
in una più adeguata. Il 1° aprile 2009 il Dott. Posa (SMR) ha rilevato la diagnosi di stato dopo 
microdiscectomia C3-C4 per via anteriore con erniectomia discale mediana e spondilodesi intersomatica il 
16 giugno 2008, cervicalgia cronica residua, sindrome del tunnel carpale maggiore a sinistra. Il sanitario del 

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SMR stima, come il Dott. Goldinger, che nel suo attuale lavoro di sigaraia, date certe mansioni, l'interessata 
è da considerarsi inabile al 50% (oppure con presenza sul posto di lavoro tutto il giorno ma con rendimento 
ridotto del 50%); in attività più consone, evitando certe posture o di portare pesi (limitazioni elencate dal 
medico), l'assicurata presenta una capacità di lavoro completa.

L'incarto è stato risottoposto al CIP, il quale, nella relazione del 10 aprile successivo, dopo aver elencato 
alcune attività o settori di lavoro in cui l'interessata potrebbe ancora lavorare con rendimento pieno (o 
quasi), rileva che l'incapacità di guadagno conseguente, rispetto al precedente lavoro di sigaraia, si situa al 
5% (reddito da valida di Fr. 36'036.- all'anno e reddito da invalida di Fr. 34'225.-).

Con progetto di decisione del 12 agosto 2009, l'Ufficio AI cantonale ha disposto la reiezione della domanda 
di prestazioni. Il grado d'invalidità ritenuto sarebbe in effetti insufficiente per avere diritto ai provvedimenti 
professionali o a una rendita d'invalidità.

Con la sua presa di posizione del 14 settembre 2009, A._______, regolarmente rappresentata dal 
Patronato INCA di Bellinzona, ha contestato il progetto di cui sopra. A suffragio delle sue conclusioni ha 
prodotto una relazione sanitaria allestita il 10 settembre 2009 dalla Dott.ssa Poppi, la quale oltre ai noti 
elementi diagnostici o di anamnesi ricorda il recente sviluppo di una nevrosi depressiva con negativismo 
psichico, patologia che sarebbe meritevole di cura farmacologica. Insiste poi sulla presenza di una 
sindrome del tunnel carpale rilevata dall'elettromiografia del 20 gennaio 2009. L'esperto di parte ritiene che 
la limitazione funzionale cingolo-scapolare, l'ipostenia agli arti superiori, le parestesie alle mani ed 
avambracci, il dolore alle cosce (...) sono fattori limitativi della capacità di lavoro in ordine d'intensità e di 
durata. La Dott.ssa Poppi auspica una rivalutazione medica della situazione.

Ricevute le osservazioni, l'amministrazione ha risottoposto gli atti al Dott. Posa, il quale, nella sua nota del 
2 novembre 2009, si è riconfermato nelle sue precedenti considerazioni.

Mediante decisione del 23 novembre 2009, l'Ufficio AI per gli assicurati residenti all'estero (UAIE), 
competente per notificare i provvedimenti per gli assicurati non residenti in Svizzera, ha respinto la 
domanda di provvedimenti professionali e/o di rendita d'invalidità.

D. 
Con il ricorso depositato il 6 gennaio 2010, A._______, rappresentata dal 
Patronato INCA di Basilea, chiede, sostanzialmente, l'annullamento del 
summenzionato provvedimento amministrativo e, di conseguenza, il 
riconoscimento del suo diritto ad almeno una mezza rendita AI. A 
suffragio delle sue conclusioni produce, successivamente, una relazione 
sanitaria del 26 gennaio 2010 a cura del Dott. Ferroni, psichiatra, il quale 
attesta una tendenza ansio-depressiva con spunti conflittuali che limitano 
la sua capacità di lavoro nella misura del 50%.

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E. 
Ricevuto il ricorso, l'Ufficio AI cantonale ha sottoposto gli atti al Dott. Erba 
(generalista) ed alla Dott.ssa Uslenghi (psichiatra). Nella loro nota del 15 
febbraio 2010, i medici consultati precisano che la certificazione del Dott. 
Ferroni menziona una terapia per problemi psichici intrapresa solo dopo 
la data della decisione impugnata. Inoltre, in tale referto non verrebbe 
posta una diagnosi vera e propria secondo le norme internazionali e non 
viene giustificata in modo adeguato l'incapacità al lavoro avanzata.

Nella risposta di causa del 26 febbraio 2010, l'Ufficio AI del Cantone Ticino propone la reiezione del ricorso 
con argomenti di cui, per quanto occorra, si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio. Anche 
l'UAIE, nella sua risposta del 3 marzo 2010, propone la reiezione del ricorso.

F. 
Dopo aver preso atto delle osservazioni delle rispettive amministrazioni e 
di altra documentazione di rilievo, il Patronato INCA, con scritto del 6 
maggio 2010, ha ribadito l'intenzione della propria assistita di mantenere 
il ricorso. Con decisione incidentale del 10 maggio 2010, il Tribunale 
amministrativo federale (TAF) ha invitato la parte ricorrente a versare un 
anticipo di Fr. 300.-, corrispondente alle presunte spese processuali. 
Detto anticipo è stato regolarmente versato il 20 maggio 2010.

Diritto:

1. 
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul 
Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il Tribunale 
amministrativo federale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF, i ricorsi contro le 
decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 
sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021) emanate dalle autorità 
menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni rese dall'UAIE 
concernenti l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi 
al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge federale del 19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.  

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2.1. In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni 
sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge 
federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto delle 
assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI le disposizioni 
della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 
28-70), sempre che la presente legge non preveda espressamente una 
deroga.

2.2. Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla 
decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse degno di 
protezione al suo annullamento o alla sua modificazione. Queste 
condizioni sono adempiute nella specie.

2.3. Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge 
(art. 60 LPGA e 52 PA). L'interessata ha versato l'anticipo corrispondente 
alle presunte spese processuali di Fr. 300.- entro il termine impartito. Il 
gravame è dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello 
stesso.

3. 
L'oggetto della lite è costituito nella fattispecie dal rifiuto di riconoscere il 
diritto a una rendita d'invalidità. Nella memoria ricorsuale, l'insorgente 
postula infatti di essere messa “al beneficio di una mezza rendita 
d'invalidità, eventualmente di una rendita maggiore, a decorrere da 
febbraio 2009”. Pertanto, sebbene la decisione impugnata abbia per 
oggetto il rifiuto non solo di una rendita d'invalidità ma anche dei 
provvedimenti professionali, lo scrivente Tribunale si limiterà ad 
esaminare il diritto alla rendita come richiesto dall'insorgente e come 
glielo consente la giurisprudenza (DTF 130 V 503 e 125 V 413 consid. 
1a).

4.  

4.1. Il 1° giugno 2002 sono entrati in vigore l'Accordo tra la 
Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi 
Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 21 
giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale nonché il 
Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo 
all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai 
lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della 
Comunità (RS 0.831.109.268.1) come pure il corrispondente 

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Regolamento di applicazione (Regolamento CEE n° 574/72 del Consiglio 
del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71, 
RS 0.831.109.268.11). Si tratta di una normativa che si applica a tutte le 
rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno 2002 o 
successivamente e che sancisce il principio della parità di trattamento tra 
cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i 
cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE n° 1408/71).

4.2. Giusta l'art. 20 ALC, salvo disposizione contraria contenuta 
nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della 
Comunità europea in materia di sicurezza sociale vengono sospesi a 
decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo 
campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui l'Accordo, in 
particolare l'Allegato II che regola il coordinamento dei sistemi di 
sicurezza sociale (art. 8 ALC), non prevede disposizioni contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento di una rendita di invalidità svizzera sono regolate dal diritto 
interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

4.3. L'art. 80a LAI sancisce espressamente l'applicabilità nella presente 
procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione europea, 
dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 
1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 marzo 1972 relativo 
all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

5. 
Relativamente al diritto applicabile, deve essere precisato che, a partire 
dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI nel suo 
tenore modificato il 6 ottobre 2006 (5a revisione), ritenuto tuttavia il 
principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in vigore al 
momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 130 
V 445 consid. 1.2).

Il periodo di cognizione giudiziaria dello scrivente Tribunale amministrativo federale si estende fino al 23 
novembre 2009, data dell'impugnata decisione. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, infatti, la 
legalità della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V citata).

6. 
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, ogni 
richiedente deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni:

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- essere invalido ai sensi della legge svizzera;

- aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per tre anni (art. 36 LAI).  

A tal fine è possibile prendere in considerazione anche i contributi versati ad un'assicurazione sociale 
assimilata di uno Stato membro dell'Unione europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio 
(AELS), a condizione che almeno un anno di contributi sia registrato all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p. 4065; 
art. 45 del regolamento 1408/71).

Nella specie, la ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per un periodo superiore ai tre anni. 
Pertanto, l'interessata adempie la condizione della durata minima di contribuzione, alla quale la legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

7.  

7.1. In base all'art. 8 LPGA è considerata invalidità l'incapacità al 
guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2. L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il 
70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza 
rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto di rendita se è 
invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 2 LAI). In seguito all'entrata in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 
LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% 
sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano 
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino svizzero o dell'UE e vi risiede.

7.3. L'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle seguenti condizioni: a. la sua capacità di guadagno o la sua capacità 
di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o 
migliorata mediante provvedimenti d'integrazione ragionevolmente 
esigibili; b. ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% 
in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine di 
questo anno è invalido almeno al 40%. Tuttavia, il diritto alla rendita 
nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in cui l'assicurato ha 
rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 

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LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente il compimento dei 18 
anni (art. 29 cpv. 1 LAI).

7.4. Per incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). L'incapacità al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato 
che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, 
mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle 
cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare 
la presenza di un'incapacità al guadagno sono considerate 
esclusivamente le conseguenze del danno alla salute; inoltre, sussiste 
un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è obbiettivamente 
superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA).

8.  

8.1. Come risulta dal questionario compilato dall'ex datore di lavoro, 
l'interessata non ha più lavorato dopo il 24 marzo 2008 per ragioni di 
salute.

8.2. La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28a cpv. 1 LAI, per 
valutare il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe 
conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la 
cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione 
(reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equilibrata del 
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto 
ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido). In altri termini 
l'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce soltanto la perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto a 
malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente incapacità 
lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi).

In carenza di documentazione economica, la documentazione medica costituisce un importante elemento 
di giudizio per determinare quali lavori siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico 
graduare il grado d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). Infatti, per costante giurisprudenza le 

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certificazioni mediche possono costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di guadagno dell'interessato in un'attività da lui 
ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2).

8.3. Inoltre, perché un rapporto medico abbia valore probatorio è 
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti 
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352, 
122 V 160).

9. 
Nel caso in esame è stata evidenziata la diagnosi di cervicalgie e cefalee 
residuali in esiti da microdiscectomia C3/4 per via anteriore con 
asportazione di un'ernia discale mediana e spondilodesi intersomatica 
(intervento del 16 giugno 2008); parestesie intermittenti alle mani con 
prevalenza a destra di natura da determinare (residui di pregressa 
mielopatia? sindrome del tunnel carpale?), stato dopo tromboflebite post-
operatoria nella gamba sinistra guarita, sovrappeso (cfr. perizia del Dott. 
Goldinger per l'Helsana del 10 novembre 2008). Il Dott. Posa, medico 
internista del SMR (visita del 1° aprile 2009), rileva, nella sostanza, la 
stessa diagnosi. In sede di audizione, l'assicurata ha prodotto una 
dettagliata certificazione sanitaria redatta il 10 settembre 2009 dalla 
Dott.ssa Poppi. Il medico di parte ricorda le patologie appartenenti 
all'anamnesi (tiroidite di hashimoto nel 1995, periartrite scapolo-omerale 
nel 2000, epicondilite destra nel 2005) tutte affezioni che non hanno mai 
causato un'incapacità di lavoro; per il resto la Dott.ssa Poppi menziona le 
note patologie attuali ed un incipiente quadro di depressione di tipo 
ansioso meritevole di cure farmacologiche. Quest'ultima affezione viene 
ripresa dal Dott. Ferroni, psichiatra, nella certificazione del 26 gennaio 
2010 prodotta con il ricorso. Egli menziona "un vissuto ansioso-
depressivo con movimenti regressivi" senza porre un franca diagnosi ai 
sensi delle dottrina medica.

10.  

10.1.  Per quanto concerne le conseguenze invalidanti delle menzionate 
affezioni, l'interessata, sulla base della certificazione dei Dott.ri Poppi e 
Ferroni, ritiene di essere invalida in misura del 50% almeno anche in 
attività a lei confacenti. Di contro, i Dott.ri Goldinger (per conto della CM 

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Helsana), Posa, Erba e Uslenghi (Ufficio AI cantonale) ammettono che 
l'interessata non potrebbe più riprendere, se non in misura limitata, il suo 
precedente lavoro di operaia sigaraia, soprattutto a causa della posizione 
eretta che doveva quasi sempre assumere ed il porto frequente di pesi 
medi (cfr. questionario del datore di lavoro, cifra 3), ma a lei sarebbero 
proponibili attività di sostituzione più leggere e/o semisedentarie in misura 
completa.

10.2. Ora, la problematica in esame è essenzialmente ortopedica. 
Reputando l'esame svolto dal Dott. Goldinger (novembre 2008), pur 
completo ed esauriente, ma non attualizzato, l'amministrazione ha 
ritenuto utile fare rivisitare l'interessata presso il SMR. Il Dott. Posa 
(internista) ha effettuato una visita completa ed ha notato un rachide con 
baricentro fisiologico, tendenzialmente piatto, un bacino orizzontale, 
nessuna limitazione della flesso-estensione, nonché dell'estensione e 
rotazione del rachide cervicale con minimo dolore al termine dei 
movimenti; nessuna limitazione del rachide dorsolombare, minimo 
ipertono alla muscolatura cingolo-scapolare; tender points fibromialgici 
negativi; articolazione scapolo-omerale nella norma (test negativi); forza 
di presa delle mani simmetrica con segni di Tinel e Phalen debolmente 
positivi bilateralmente; IV dito a scatto mano sinistra; masse muscolari 
uguali e simmetriche; nessun difetto neurologico di tipo focale. Come il 
Dott. Goldinger, il Dott. Posa valuta le limitazioni funzionali eventuali e 
ritiene che la paziente può sollevare pesi fino al massimo di 10 kg 
abitualmente, saltuariamente fino a 20 kg; deve evitare la posizione 
statica delle braccia al disopra dell'orizzontale, evitare l'utilizzo di attrezzi 
pesanti, evitare la forza di presa prolungata con le mani, evitare 
movimenti ripetitivi di flessione, estensione e rotazione del collo, evitare le 
posizioni sedute o in piedi oltre i 40 minuti.

Per il resto, le condizioni di salute dell'interessata sono buone. Per quanto concerne la presunta affezione 
psichica valgono le seguenti considerazioni. Tale turba è stata blandamente riferita dalla Dott.ssa Poppi in 
sede di audizione e definita come una nevrosi depressiva meritevole di trattamento farmacologico. Si tratta 
quindi di un disturbo secondario, non seguito e, tutto sommato, scarsamente incidente sulla capacità di 
lavoro dell'assicurata. Anche il Dott. Ferroni, psichiatra, non si espone con certezza diagnostica, limitandosi 
a rilevare un "vissuto ansioso e depressivo con movimenti regressivi" e una cura con un comune 
antidepressivo ad unica dose serale. Ora, almeno fino alla data dell'impugnata decisione, che limita il 
parere di esame del collegio giudicante, è da ritenere che la patologia psichica, peraltro ancora allo stato 
blando, non assume alcun carattere invalidante. Il sovrappeso non è inoltre patologico ma contribuisce a 
rendere più problematico lo stato di salute generale dell'interessata. La paziente stessa è tenuta ad ovviare 
alle conseguenze di tale anomalia.

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10.3. Il collegio giudicante, sulla scorta del parere del servizio medico 
dell'UAIE, ritiene che A._______, dopo qualche mese di convalescenza 
da giugno 2008 (intervento chirurgico) non avrebbe più potuto svolgere 
un'attività a tempo pieno come sigaraia. A lei sarebbero comunque stati 
proponibili al 100% attività di ripiego leggere e/o semisedentarie, 
ripetitive, non qualificate, quali quella di operaia addetta al controllo di 
macchine di produzione automatica, operaia addetta all'imballaggio di 
piccoli oggetti (con arti superiori perlopiù appoggiati su di un banco), 
commessa in un chiosco o commercio al dettaglio, addetta alla ricezione 
in portinerie di ditte, fattorino in ditta privata (cfr. rapporto del CIP del 10 
aprile 2009).

10.4. Vero è che la ricerca di un posto di lavoro adatto alle capacità 
dell'interessata appare difficoltosa, vista la sua età, la situazione 
congiunturale; tuttavia, se il mercato del lavoro locale non gli offre di 
sfruttare la sua residua capacità lavorativa e di guadagno, non può 
essere compito dell'assicurazione svizzera per l'invalidità di sopperire con 
il versamento di prestazioni assicurative a quello che sarebbe dovuto, 
semmai, dall'assicurazione italiana contro la disoccupazione. Secondo 
una costante giurisprudenza, la persona che richiede prestazioni 
d'invalidità deve intraprendere tutto quanto sia da lei esigibile per ovviare 
alle conseguenze della sua incapacità, mettendo soprattutto a profitto le 
superstiti energie lavorative e cambiando, se del caso, anche il lavoro e il 
domicilio (DTF 123 V 88 consid. 4c, 113 V 28 consid. 4).

Occorre pertanto esaminare se, nell'ambito di attività di sostituzione, l'insorgente presenti un'incapacità di 
guadagno di rilievo.

11.  

11.1. L'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del 
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione 
dell'invalidità e dopo l'esecuzione d'eventuali provvedimenti 
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente 
esigibile da lui in condizioni normali del mercato del lavoro, e il reddito 
che potrebbe conseguire se non fosse diventato invalido (art. 16 LPGA).

11.2. 

11.2.1. Di regola, è ritenuto reddito senza invalidità il salario realmente 
percepito prima dell'insorgere del danno alla salute, aggiornato al 
momento determinante per il calcolo dell'invalidità e adeguato 

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all'evoluzione dei salari nominali del settore interessato (tra gli altri VSI 
2000 p. 310). Secondo il questionario per il datore di lavoro (vedi anche il 
rapporto del CIP del 10 aprile 2009), una persona a tempo pieno (come la 
ricorrente), senza danni alla salute, potrebbe guadagnare Fr. 693.- alla 
settimana, ossia al mese Fr. 2'772.- e, in un anno (13 mensilità), Fr. 
36'036.-. Questi dati si riferiscono al 2008 e non al 2007 come ritenuto 
dall'amministrazione.

11.2.2. Ora si deve constatare che il reddito da valido è inferiore alla 
media dei salari per un'attività equivalente nel settore economico nel 
quale lavorava l'interessata. Infatti, secondo i dati dell'UFS per il 2008, nel 
settore dell'industria del tabacco, categoria comprensiva della professione 
della ricorrente, il salario medio mensile equivaleva a Fr. 4'458.-, per una 
settimana lavorativa di quaranta ore, ossia un salario annuo di Fr. 
53'496.- Prendendo in considerazione una settimana lavorativa di 41.7 
ore, il salario annuo raggiunge Fr. 55'769.60.

A questo proposito, il Tribunale federale ha osservato che, quando il reddito da valido è inferiore alla media 
dei salari per un'attività equivalente, si deve ammettere che gli stessi fattori che hanno inciso 
negativamente sul reddito da valido, potrebbero anche influenzare il reddito da invalido. In pratica, se si è 
accertato che l'assicurato ha realizzato un guadagno inferiore alla media per dei motivi estranei 
all'invalidità, anche il reddito medio realizzabile sul mercato equilibrato del lavoro (reddito da invalido) va 
ridotto in proporzione (cfr. VSI 1999 p. 246 consid. 1; RCC 1992 p. 94, 1989 p. 483 consid. 3b, le sentenze 
del Tribunale federale del 5 dicembre 2004, nella causa S., I 630/02, consid. 2.2.2, e del 2 dicembre 2002, 
nella causa R., I 53/02, consid. 3.3).

Il Tribunale federale ha inoltre stabilito, in una sentenza del 12 giugno 2008, che se una persona 
assicurata, per motivi estranei alla sua invalidità, ha realizzato un reddito considerevolmente inferiore alla 
media senza spontaneamente accontentarsi di ciò, si procede, in primo luogo, ad un parallelismo dei due 
redditi di paragone (da valido e da invalido). In pratica, questo parallelismo può avvenire a livello di reddito 
da valido, aumentando in maniera adeguata il reddito effettivamente conseguito o facendo capo ai valori 
statistici, oppure ancora a livello di reddito da invalido, mediante una riduzione adeguata del valore 
statistico. In una seconda fase, occorre esaminare la questione della deduzione per circostanze personali e 
professionali, che si opera dal reddito da invalido ottenuto secondo i valori statistici medi. A questo 
riguardo, bisogna rilevare che i fattori estranei all'invalidità di cui si dovesse aver tenuto conto con il 
parallelismo dei redditi di raffronto, non possono essere presi in considerazione una seconda volta 
nell'ambito della deduzione per circostanze personali e professionali (DTF 134 V 322 consid. 4.1, 5.2 e 
6.2). Questo parallelismo si effettua tuttavia soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5 % 
(ATF 135 V 297 consid. 6.1.3).

Ciò nondimeno, in una sentenza del 12 dicembre 2008, il Tribunale federale ha precisato che, se un salario 
da invalido medio può essere effettivamente o, comunque, ragionevolmente conseguito dall'assicurato, non 

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sussiste alcun motivo, quando si procede al calcolo del grado d'invalidità secondo il metodo del raffronto 
dei redditi, di procedere al parallelismo di quest'ultimi, ossia all'aumento del salario da valido o alla 
diminuzione del salario da invalido (DTF 135 V 58).

11.2.3. Nella fattispecie, si deve constatare che la differenza tra il salario 
da valido che la ricorrente avrebbe percepito dal suo ex datore di lavoro 
nel 2008 (Fr. 36'036.-) e il salario medio svizzero nel suo settore d'attività 
(Fr. 55'769.60) è di Fr. 19'733,60. Il salario percepito è quindi inferiore 
alla media svizzera dello stesso settore del 35.38%. Togliendo il 5% di 
soglia di cui sopra, si arriva ad una percentuale del 30.38%. Il salario 
dopo l'invalidità dovrà quindi essere ridotto del 30.38%.

11.3. Quale reddito da invalido si deve ritenere quello statistico ottenibile 
in attività di tipo leggero non qualificate, ripetitive. Queste attività 
comportano un salario medio mensile di Fr. 4'116.- nel 2008, pari a Fr. 
49'392.- annuali (valori dell'UFS, tabella TA1, livello 4, donne). Questo 
importo deve essere adeguato secondo un orario settimanale di 41.7 
medio svizzero, ciò che permette di ottenere rispettivamente Fr. 
51'491.16. Questo introito teorico può essere ridotto per tenere conto dei 
fattori personali dell'assicurato (DTF 126 V 75), quali età, handicap. 
L'amministrazione non ha operato alcuna deduzione ciò che può essere 
criticato. L'amministrazione gode tuttavia, in questo ambito, di un ampio 
margine d'apprezzamento che il giudice può rivedere solo in casi 
eccezionali. Ad ogni modo anche se si dovesse ammettere una riduzione 
massima del 25%, come lo si vedrà di seguito, il risultato non 
consentirebbe di avere diritto ad una prestazione dell'assicurazione 
svizzera per l'invalidità. L'importo di Fr. 51'491.16 deve infine essere 
ridotto del 30.38% per tenere conto del parallelismo di cui sopra. Si 
ottiene quindi un importo di Fr. 35'848.15.

11.4. Il confronto fra un reddito privo d'invalidità di Fr. 36'036.- ed un 
introito teorico dopo l'insorgenza dell'invalidità di Fr. 35'848.15 non causa 
praticamente alcuna perdita di guadagno.

Va rilevato, a titolo abbondanziale, che il grado d'invalidità non attingerebbe il livello del 40% (diritto al 
quarto di rendita), nemmeno se si dovesse considerare una riduzione del reddito dopo l'insorgenza 
dell'invalidità per fattori personali del 10/15%. Inoltre, questo grado d'invalidità non dà diritto ai 
provvedimenti professionali per i motivi indicati nella motivazione della decisione impugnata. Infatti, il valore 
limite per averne diritto è il 20% (DTF 124 V 110 consid. 2b).

In queste circostanze il ricorso deve essere respinto e l'impugnata decisione confermata.

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12.  

12.1. Le spese processuali, ammontanti a Fr. 300.-, sono addossate alla 
ricorrente e vengono compensate con l'anticipo fornito.

12.2. Visto l'esito del ricorso, non vengono riconosciute indennità per 
spese ripetibili.

Per quel che concerne l'UAIE, le autorità federali non hanno diritto ad un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 
cpv. 3 del regolamento del 21 febbraio 2008 sulla tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2])

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. 
Il ricorso è respinto.

2. 
Le spese processuali, di Fr. 300, sono poste a carico della ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di Fr. 300.-.

3. 

Non sono assegnate indennità per le spese ripetibili.

4. 
Comunicazione a:

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)

- autorità inferiore (n. di rif. )

- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente

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Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 
diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 
entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 
segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, 
RS 173.110]). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 
l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 
e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come 
mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).