# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bbd2e1b5-64a8-5239-b300-8dcbc8f7f757
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-06-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 20.06.2013 12.2013.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2013-38_2013-06-20.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2013.38

  	
  Lugano

  20 giugno
  2013/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Bozzini e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Simoni

  

 

sedente per statuire nella causa - inc. n. CA.2012.508
e inc. n. CA.2012.509 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 -
promossa con istanza supercautelare e cautelare 6 dicembre 2012 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. dall’ RA 2  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1  

  rappr. dall’ RA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

volta:
a far ordine alla convenuta (i) di astenersi dall’utilizzo dell’impianto di
videosorveglianza presente al pianoterra di fronte all’ascensore nello stabile
denominato “__________”, sito sulla particella n. __________ RFD di __________,
in __________, (ii) di smontare e asportare entro cinque giorni l’impianto di
videosorveglianza presente al pianoterra di fronte all’ascensore nello stabile
denominato “__________”, sito sulla particella n. __________ RFD di __________,
il tutto, (iii) con la comminatoria dell’art. 292 CP e, inoltre, (iv) l’ordine
di cui alla cifra (i) da emanare con la comminatoria della multa disciplinare
di fr. 2'500.- qualora la convenuta non ottemperi al divieto di utilizzo
dell’impianto di videosorveglianza, nonché (v) l’ordine di cui alla cifra (ii)
da emanare con la comminatoria della multa disciplinare di fr. 250.- a carico
della convenuta per ogni giorno d’inadempimento dell’ordine di asportazione del
suddetto impianto;

 

domanda
avversata dalla convenuta la quale, con osservazioni scritte prodotte in
occasione dell’udienza del 18 dicembre 2012, ha postulato la reiezione dell’istanza, e che il Pretore, dopo averla respinta in via supercautelare il 7 dicembre 2012, ha invece accolto in via cautelare con decisione 11 febbraio 2013, ponendo nel contempo a
carico della convenuta gli oneri processuali di fr. 300.- e le ripetibili di
fr. 1'200.-;

 

appellante
la convenuta, che con atto di appello 28 febbraio 2013 chiede l’annullamento e
la revoca del provvedimento cautelare 11 febbraio 2013, protestando spese e
ripetibili di primo e secondo grado;

 

mentre
l’istante, con osservazioni (correttamente: risposta all’appello) 26 marzo 2013,
postula la reiezione del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti
ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

ritenuto

 

in fatto:

 

A.   L’8 ottobre 2010 AO 1, in qualità di proprietaria e locatrice
(rappresentata dall’allora amministratrice __________), e AP 1, in quella di conduttrice, hanno sottoscritto un contratto di locazione avente per oggetto il 5° ed
il 6° piano dello stabile denominato “__________” sito in __________ a __________.
L’inizio della locazione è stato previsto per il 1° novembre seguente e la
pigione annua è stata pattuita in fr. 125'000.- (doc. D). In occasione dei lavori
di insediamento nei piani locati, AP 1 ha fatto richiesta alla locatrice di poter installare due impianti di videosorveglianza. Una videocamera è stata
quindi posata di fronte alla propria porta d’accesso al 5° piano, l’altra nel
corridoio d’ingresso al pianoterra (in seguito PT). Quest’ultima permetteva
quindi di visionare tutti gli utenti dello stabile che stazionavano dinnanzi
all’ascensore a PT. 

 

B.  L’impianto di videosorveglianza al
PT è stato consentito e tollerato da AO 1 finché, con scritto 6 agosto 2012, la
nuova amministrazione dello stabile ha invitato la conduttrice a procedere alla
rimozione della telecamera entro il 30 settembre successivo (doc. F). In
seguito l’amministratrice ha nuovamente sollecitato AP 1, rendendola attenta
delle possibili ripercussioni legali di un tale agire e, in particolare,
facendo riferimento alla Legge federale sulla protezione dei dati (LPD) (doc.
G). Constatato l’insuccesso della missiva, il 18 ottobre 2012 AO 1 ha incaricato una ditta di procedere allo smontaggio dell’apparecchio, dandone comunicazione alla
conduttrice (doc. H). Nonostante un successivo scambio di scritti fra le parti
e un incontro chiarificatore - a cui la conduttrice ha dichiarato di accettare
di partecipare unicamente a condizione che la telecamera fosse reinstallata -
le parti non sono giunte ad un accordo.  

 

C.  Con istanza supercautelare e
cautelare del 6 dicembre 2012 AO 1 ha convenuto in giudizio AP 1 innanzi alla
Pretura del Distretto di Lugano, allo scopo di fare ordine alla convenuta (i)
di astenersi dall’utilizzo dell’impianto di
videosorveglianza presente al pianoterra di fronte all’ascensore nello stabile
denominato “__________”, sito sulla particella n. __________ RFD di __________,
in __________, (ii) di smontare e asportare entro cinque giorni l’impianto di
videosorveglianza presente al pianoterra di fronte all’ascensore nello stabile
denominato “__________”, sito sulla particella n. __________ RFD di __________,
il tutto, (iii) con la comminatoria dell’art. 292 CP e, inoltre, (iv) l’ordine
di cui alla cifra (i) da emanare con la comminatoria della multa disciplinare
di fr. 2'500.- qualora la convenuta non ottemperi al divieto di utilizzo
dell’impianto di videosorveglianza, nonché (v) l’ordine di cui alla cifra (ii)
da emanare con la comminatoria della multa disciplinare di fr. 250.- a carico
della convenuta per ogni giorno d’inadempimento dell’ordine di asportazione del
suddetto impianto. La convenuta, dal canto suo, ha in sostanza sostenuto che la
locatrice avrebbe autorizzato sin dall’inizio l’installazione dell’impianto di
videosorveglianza al PT e che pertanto, con scritto 6 agosto 2012 e i
susseguenti avvenimenti, avrebbe poi modificato unilateralmente ed
illecitamente il contratto di locazione. Di conseguenza, AP 1 ha depositato all’Ufficio di conciliazione in materia di locazione e affitto la pigione del mese di
dicembre (doc. N della convenuta) e, il 14 dicembre 2012, ha presentato un’istanza al medesimo Ufficio. Essa ha postulato il ripristino della telecamera,
nonché una riduzione della pigione del 20% dal 1° novembre 2012 (doc. P della
convenuta). La procedura è poi continuata dinnanzi alla sezione 4 della Pretura
del Distretto di Lugano dove è tuttora pendente (cfr. citazione 1° febbraio
2013 della sezione 4, in inc. CA.2012.508). 

 

D.  L’istanza 6 dicembre 2012 è stata
invece trattata dal Pretore della sezione 1, il quale ha respinto l’istanza
supercautelare il 7 dicembre 2012 (act. II in inc. CA.2012.509), ma ha
nondimeno accolto l’istanza in via cautelare con decisione 11 febbraio 2013.
Egli ha dapprima esaminato il buon fondamento della richiesta di parte attrice,
giungendo alla conclusione che, a livello di verosimiglianza, il contratto di
locazione comprendeva una prestazione illecita e quindi nulla giusta l’art. 20
cpv. 2 CO, essendo l’impianto di videosorveglianza contrario alle disposizioni
della LPD. Infine, dopo aver esaminato i relativi presupposti, ha accolto
l’istanza cautelare ordinando i provvedimenti necessari.

 

E.   Con appello 28 febbraio 2013 la convenuta ha chiesto
l’annullamento e la revoca del provvedimento cautelare 11 febbraio 2013,
protestando tasse, spese e ripetibili di entrambe le sedi. Nelle osservazioni
all’appello (correttamente: risposta all’appello) del 26 marzo 2013,
l’appellata ha proposto di respingere il gravame, protestando pure spese
processuali e ripetibili di seconda istanza. Delle argomentazioni delle parti
si dirà, per quanto necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

Considerato

 

in diritto:

 

1.A norma dell’art. 308 cpv. 1 CPC sono
impugnabili mediante appello le decisioni finali e incidentali di prima istanza
(lett. a) e quelle di prima istanza in materia di provvedimenti cautelari
(lett. b). Trattandosi di decisioni pronunciate in controversie patrimoniali
poi, l’appello presuppone che il valore litigioso secondo l’ultima conclusione
riconosciuta nella decisione raggiunga almeno fr. 10'000.- (art. 308 cpv. 2
CPC). Nel caso concreto, la decisione impugnata è senz’altro una decisione di
prima istanza in materia di provvedimenti cautelari, ai sensi della citata
norma e retta dalla procedura sommaria (art. 252 e segg. CPC). Il valore
litigioso, a detta dell’appellante, ammonta ad almeno fr. 25'000.-, pari al
valore della causa di riduzione della pigione pendente tra le parti in
relazione al sistema di videosorveglianza (cfr. appello pag. 2). L’appello è
dunque ricevibile ed è tempestivo. Ciò posto, nulla osta alla trattazione del
gravame. 

 

                                   2.   Nel
caso concreto è pacifico che le parti hanno stipulato un contratto di locazione
a norma degli art. 253 e segg. CO, avente per oggetto il 5° e il 6° piano dello
stabile “__________”. Inoltre, come è emerso dall’istruttoria di causa, sebbene
le parti non lo abbiano pattuito esplicitamente nel contratto di locazione
scritto, AO 1, almeno tacitamente, ha accettato e permesso a AP 1 di installare
una videocamera al 5° piano e un’altra al PT. Infatti, l’istante stessa ha
ammesso che “sotto la responsabilità della precedente amministrazione è stata
installata una videocamera dinanzi all’entrata degli uffici della convenuta e
una seconda videocamera (oggetto della presente istanza) davanti all’ascensore
dello stabile al pianoterra” (cfr. act. I in inc. CA.2012.508 e CA.2012.509,
pag. 2). In occasione dell’udienza del 18 dicembre 2012, inoltre, AO 1 ha dichiarato di non contestare che “esplicitamente o implicitamente la posa di quella telecamera
sia stata autorizzata” (cfr. act. II in inc. CA.2012.508 e CA.2012.509, pag. 5).
Ne consegue che la facoltà di apporre ed utilizzare una videocamera al PT è da
qualificarsi quale clausola contrattuale rientrante nel contratto di locazione
perfezionato tra le parti. A ragione il Pretore ha pertanto individuato che il
problema giuridico di base è quello di capire se il contratto di locazione
comprende una prestazione illecita (ovvero la possibilità di monitorare,
mediante un apparecchio di videosorveglianza, le persone davanti alla porta
dell’ascensore al PT) e quindi nulla a norma dell’art. 20 CO. Infatti, AO 1 non
fa valere direttamente una violazione della LPD, bensì fonda la propria pretesa
su una facoltà a suo tempo contrattualmente concessa alla conduttrice e della
quale ora intende far constatare la nullità.

 

          3.   Prima di poter passare in
rassegna il merito dell’appello, occorre accertare che siano dati i presupposti
processuali (in particolare quello della competenza per materia) poiché, in
caso contrario, l’esame del gravame sarebbe inutile. Giusta l’art. 59 cpv. 1
CPC il giudice entra nel merito di un’azione o istanza se sono dati i
presupposti processuali. Fra questi vi è la competenza per materia del
giudice (art. 59 cpv. 2 lett. b. CPC). Il giudice esamina d’ufficio se
sono dati i presupposti processuali (art. 60 CPC). 

 

       3.1   La
competenza per materia del giudice, quale presupposto processuale, va esaminata
d’ufficio in ogni stadio della causa e ciò anche davanti al tribunale adito in
seconda istanza (DTF 130 III 430, consid. 3.1; Müller
in Brunner/Gasser/Schwander (ed.), Schweizerische Zivilprozessordnung (ZPO),
Kommentar, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 364, n. 22 ad art. 59 CPC; Trezzini in Cocchi/Trezzini/Bernasconi,
Commentario al Codice di diritto processuale civile svizzero (CPC), Lugano
2011, pag. 203, ad art. 60 CPC). Per quanto concerne la competenza per materia
del giudice adito, la stessa è da ricercare nel diritto cantonale (art. 4 CPC)
e nella relativa organizzazione giudiziaria (Füllemann in
Brunner/Gasser/Schwander (ed.), op. cit., pag. 562 ad art. 90 CPC). Di
principio la competenza per materia del giudice è di natura imperativa e la
mancanza di tale presupposto comporta l’irricevibilità dell’istanza (Müller in Brunner/Gasser/Schwander
(ed.), op. cit., pag. 368, n. 38 ad art. 59 CPC). Inoltre, ove un Cantone
preveda nelle proprie leggi dei tribunali specializzati per delle controversie
specifiche, non è possibile derogarvi (Zürcher
in Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger (ed.), Kommentar
zur Schweizerischen Zivilprozessordnung (ZPO), 2a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra
2013, pag. 420, n. 20 ad art. 59 CPC). Una decisione emanata nonostante la
mancanza di un presupposto processuale è, di principio, nulla (Gehri in Spühler/Tenchio/Infanger (ed.),
Basler Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung, Basilea 2012, pag. 333,
n. 12 ad art. 60 CPC). In particolare, una decisione di un’autorità giudiziaria
inferiore può essere annullata se questa non era competente per materia a
statuire nel merito (Sterchi in
Hausheer/Walter (ed.), Berner Kommentar, Schweizerische Zivilprozessordnung,
Band II, Berna 2012, pag. 2944, n. 11 ad art. 318 CPC)

 

       3.2
  La legge ticinese sull’organizzazione giudiziaria del
10 maggio 2006 (LOG) prevede all’art. 33 cpv. 3 che il Consiglio di Stato
disciplina mediante regolamento l’organizzazione e la ripartizione delle cause
della Pretura di Lugano. L’esecutivo cantonale ha così emanato il Regolamento
delle Preture dell’11 novembre 2003. Questo sancisce, fra l’altro, la
ripartizione delle cause tra le singole sezioni della Pretura del Distretto di
Lugano (art. 9). Al capoverso 2 lett. d) dello stesso articolo sono
esplicitamente conferite alla sezione 4, tra le altre, le cause in materia di
locazione e affitto. Il capoverso 5 prevede che alla suddetta ripartizione si
può derogare su decisione del Presidente qualora la natura del procedimento, la
sua connessione con altri procedimenti o con la materia attribuita ad altre
Sezioni o la suddivisione equitativa del lavoro lo giustifichino. Nel caso
concreto, l’istanza 6 dicembre 2012 ha per oggetto provvedimenti cautelari per
ottenere la rimozione di un sistema di videosorveglianza a suo tempo accettato
dalla locatrice, che si prevale ora della nullità di tale clausola del contratto
di locazione. Pertanto, come sancito esplicitamente dall’art. 9 cpv. 2 lett. d)
del Regolamento delle Preture, la competenza per materia spetta solo al Pretore
della sezione 4 della Pretura del Distretto di Lugano. Agli atti, del resto,
non figura una decisione del Presidente della Pretura di Lugano che modifichi
per questa procedura la ripartizione degli incarti prevista dal Regolamento
all’art. 9 cpv. 2. Di conseguenza, il Pretore del Distretto di Lugano, sezione
1, avrebbe dovuto ravvisare d’ufficio la mancanza del presupposto processuale
della propria competenza per materia e trasmettere l’istanza alla sezione 4.
Ciò non è avvenuto, con la conseguenza che tutti gli atti processuali successivi
all’istanza, ivi compresa la decisione qui impugnata, emanano da un giudice
incompetente per materia, e sono quindi nulli (DTF 122 I 97). 

 

          4.   L’appello
può in definitiva essere evaso nel senso che vanno dichiarati nulli tutti gli
atti processuali successivi all’introduzione dell’istanza 6 dicembre 2012 e la
decisione 11 febbraio 2013. La causa va di conseguenza trasmessa al Pretore
della sezione 4 della Pretura di Lugano, competente per materia, affinché
riprenda la procedura dall’inizio ed emani una nuova decisione cautelare. 

 

          5.   AO
 1 ha
inoltrato la propria istanza alla “Pretura del Distretto di Lugano”, senza
specificare la sezione (cfr. act. I in inc. CA.2012.508 e CA.2012.509, prima
pagina). Il fatto che l’istanza cautelare e supercautelare sia giunta alla
sezione 1 della Pretura del Distretto di Lugano e sia stata trattata da un
giudice incompetente per materia è da ricondurre a un errore verificatosi
all’interno della Pretura stessa nella ripartizione degli incarti alle singole
sezioni. Le particolarità del caso giustificano quindi di rinunciare al
prelievo di tasse e spese in questa sede. L’esito della vertenza rimane incerto
e a questo stadio della procedura la soccombenza delle parti può ritenersi
equivalente, di modo che possono essere compensate le ripetibili. 

 

 

Per questi motivi,

 richiamati gli art. 106 CPC, la LTG e il Regolamento per la fissazione delle ripetibili,

 

decide:

 

 I.    L’appello
28 febbraio 2013 di AP 1 è evaso nel senso dei considerandi. 

 I.1  È
accertata la nullità della decisione 11 febbraio 2013 del Pretore del Distretto
di Lugano, sezione 1, e di tutti gli atti processuali successivi all’istanza 6
dicembre 2012.  

I.2
L’istanza 6 dicembre 2012 è trasmessa per competenza al Pretore della Sezione 4
del Distretto di Lugano affinché la istruisca e la decida. 

 

                                   II.   Non
si prelevano spese processuali di appello. Le ripetibili sono compensate. 

 

 

 

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  -    ,

  -    .

   

  

                                         Comunicazione:

                                         - alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1,

                                         - alla
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4. 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                              Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle
cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore litigioso
ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di
locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi (art. 74 cpv. 1 LTF). Per valori
inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in
materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).