# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc1e538d-fc8c-536b-b4ba-1df6f020830e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 17.12.2003 12.2003.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2003-85_2003-12-17.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2003.85

  	
  Lugano

  17 dicembre
  2003/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Chiesa e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa ordinaria appellabile
-inc. n. OA.2002.00021 della Pretura del distretto di __________ - promossa con
petizione 23 agosto 2002 da

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. da
  __________

  patr. dall'avv.
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv.
  __________ 

   

  

ed ora
sull'eccezione di carenza di parte, sollevata dalla convenuta con la risposta
di causa, che il Segretario assessore, con decreto 27 marzo 2003, ha respinto
accertando nel contempo che parte attrice era __________, titolare della ditta
individuale __________;

 

appellante
la convenuta con atto di appello 2 maggio 2003, con cui chiede l'annullamento
del querelato giudizio protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre __________,
con osservazioni 26 giugno 2003, postula la reiezione del gravame pure con
protesta di spese e ripetibili;

 

richiamato
il decreto 7 maggio 2003 con cui il Segretario assessore ha concesso
all'appello l'effetto sospensivo richiesto; 

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   Con
il decreto qui impugnato il Segretario assessore ha respinto l'eccezione con
cui la convenuta aveva contestato la capacità di essere parte dell'attrice per
il fatto che __________ costituiva in realtà una semplice ditta individuale. Il
giudice di prime cure ha in sostanza ritenuto che nel caso di specie si era in
presenza di un errore nell'indicazione di una parte attorno al quale non poteva
esservi dubbio né nel giudice né nella controparte e che come tale poteva
essere corretto d'ufficio in ogni stadio della lite e dunque pure dalla parte
interessata, ciò che era per l'appunto avvenuto in concreto, visto e
considerato che il difetto era stato sanato con la replica, presentata a nome
di __________, la persona fisica titolare della ditta individuale __________
(recte iscritta a RC: __________, cfr. doc. _). Di qui l'infondatezza
dell'eccezione, sulla quale la convenuta aveva nondimeno ritenuto di insistere
con l'allegato di duplica.

 

 

                                   2.   Con
l'appello che qui ci occupa la convenuta rileva innanzitutto che il decreto del
Segretario assessore doveva già essere dichiarato nullo per il fatto che il
giudice di prime cure aveva omesso di ordinare che l'udienza preliminare
sarebbe stata limitata all'esame dell'eccezione (art. 99 e 181 CPC), ciò che
comportava l'irritualità del giudizio da lui pronunciato. Nel merito essa
ribadisce che non ci si trovava di fronte a un'inesattezza nell'indicazione di
una parte, ma si trattava piuttosto di un problema di identificazione della
parte stessa, che l'attrice aveva deliberatamente risolto a favore di un'entità
priva di capacità di stare in lite: la petizione doveva pertanto essere
dichiarata irricevibile, ciò che presupponeva però l'emanazione di una vera e
propria sentenza e non di un decreto, dal che la semplice richiesta di
annullamento del querelato giudizio.

 

 

                                   3.   Delle
osservazioni con cui __________ postula la reiezione del gravame si dirà, se
necessario, nei prossimi considerandi.

 

 

                                   4.   La
richiesta di dichiarare la nullità del decreto di prime cure, per altro nemmeno
formalizzata nel petitum d'appello, dev'essere senz'altro disattesa. La
dottrina ha innanzitutto avuto modo di stabilire che l'esame dell'esistenza dei
presupposti processuali, qual è senz'altro quello della capacità di essere
parte (art. 97 cifra 4 CPC), non deve necessariamente avvenire secondo la
procedura di cui agli art. 99 cpv. 1 e 181 CPC, ma può aver luogo anche
nell'ambito di una sorta di incidente processuale promosso dal giudice stesso o
dalle parti (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, Lugano 2000, n. 377 ad art. 99),
sicché il fatto che nel caso di specie il Segretario assessore non abbia
provveduto ad ordinare che l'udienza preliminare sarebbe stata limitata
all'esame di quel presupposto processuale -a ragione, visto che nel corso di
quell'udienza le parti, oltre a discutere l'eccezione qui litigiosa, hanno pure
provveduto a notificare le prove del merito (cfr. verbale 26 marzo 2003)- non
osta a che la questione possa essere esaminata in quella sede. Ad ogni buon
conto, se per ipotesi si volesse ammettere che la decisione era stata emanata
in violazione delle norme procedurali, in concreto delle formalità esatte
dall'art. 181 CPC, la stessa non sarebbe in ogni caso nulla, non ricorrendo in
concreto le condizioni di cui all'art. 142 cpv. 1 lett. a-c CPC (cfr. ad es. Cocchi/Trezzini,
op. cit., m. 4 ad art. 181), ma potrebbe tutt'al più essere annullata qualora
la violazione della procedura avesse causato alla controparte un pregiudizio
che non si poteva riparare altrimenti che con l'annullamento (art. 143 CPC):
sennonché nel caso concreto l'appellante non ha assolutamente preteso, ancor
prima che provato, in cosa consisterebbe il pregiudizio da lei patito
rispettivamente se lo stesso potrebbe essere sanato solo mediante
l'annullamento del decreto.

 

 

                                   5.   Come
giustamente rilevato dal Segretario assessore, il fatto che in petizione
l'attrice sia stata indicata con il nome della ditta individuale invece che con
il nome del suo titolare configura un semplice caso di erronea designazione
della parte attrice (IICCA 17 febbraio 1998 inc. n. 12.97.135, 17 aprile
1998 inc. n. 12.97.251). Trattandosi di un errore facilmente rilevabile -anche
dalla convenuta, che in effetti ha perfettamente compreso chi fosse il titolare
delle pretese litigiose ("parte nel processo sarebbe semmai la persona
fisica titolare della ditta individuale, nel caso concreto il signor __________
", cfr. risposta p. 2; cfr. pure duplica p. 2 e appello p. 2)- e che non
ha impedito alle vere parti di prendere posizione in merito alla domanda,
l'inesattezza dell'indicazione della parte non ha conseguenze di carattere
procedurale e in particolare non comporta la reiezione della petizione per
carenza di legittimazione della parte (Cocchi/ Trezzini, op. cit., m. 3
e 6 ad art. 165; sentenze IICCA citate), tanto più che allo stesso è
stato in ogni caso già posto rimedio con la presentazione dell'allegato di
replica a nome del titolare della ditta individuale.

 

 

                                   6.   Ne
discende la reiezione del gravame, del tutto infondato.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello 2 maggio 2003 di __________ è respinto. 

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                    fr.    280.-

                                         b) spese                                                      fr.     
20.-

                                         Totale                                                           fr.   
300.-

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere
alla parte appellata fr. 300.- per ripetibili.

 

                                  III.   Intimazione a:      -   avv. __________

                                                                      -   avv.
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di __________

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario