# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 93acb666-3abe-5c69-a1c4-773e38f67ac8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.02.2021 12.2020.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2020-37_2021-02-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2020.37

  	
  Lugano

  8 febbraio 2021/lk

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Fiscalini,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Ceschi
  Corecco

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OR.2016.240
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3 – promossa con petizione 16
dicembre 2016 da

 

	
   

  	
   AP
  1  

  patrocinato dall’   PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1  

  patrocinata dall’   PA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’attore ha chiesto
la condanna della convenuta al pagamento di fr. 79'400.- oltre interessi al 5%
dal 1° dicembre 2019; 

 

domanda alla quale si è
opposta la controparte e che il Pretore con decisione 5 febbraio 2020 ha respinto;

 

appellante l’attore
con appello 12 marzo 2020, con cui chiede l’annullamento del querelato giudizio
nel senso di accertare l’esistenza del suo credito nei confronti della
convenuta e, in via subordinata, il rinvio degli atti all’autorità inferiore affinché
completi l’istruttoria ed emetta un nuovo giudizio, protestando le spese
processuali e le ripetibili di entrambe le sedi;

 

considerato che il gravame
non è stato notificato alla convenuta per la risposta;

 

letti ed
esaminati gli atti e i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

in fatto e in
diritto:

 

                                   1.   Con un “accordo
di prestazione di consulenza ERP e EDP in organizzazione e gestione aziendale”
di data 3 aprile 2007 AO 1 e I__________ __________ SA hanno incaricato AP 1 di
eseguire una serie di compiti, elencati ai punti n. 1 – 17 della premessa del
contratto, da realizzare nel termine di 24 mesi dalla firma dell’accordo (doc.
C). 

                                         Con un nuovo mandato
datato 21 luglio 2008 AO 1 e I__________ __________ SA, unitamente ad altre due
società facenti capo alla famiglia G__________-__________, hanno incaricato AP
1 di eseguire tutta una serie di operazioni, descritte al punto 2 dell’accordo,
mentre al punto 1 le parti hanno dato atto “che i lavori oggetto del
precedente mandato sottoscritto il 03.04.2007 sono stati ultimati e consegnati
a piena soddisfazione della parte mandante. A saldo di ogni e qualsiasi pretesa
inerente la chiusura del precedente contratto…AO 1 verserà la somma di fr.
15'000.- il giorno 15 ottobre 2008” (doc. D). 

                                         La collaborazione tra le
parti è terminata di comune accordo per il 30 settembre 2009 (doc. F).

                                         Il 25 marzo 2010 AP 1 ha
inviato a AO 1, I__________ __________ SA e ai loro titolari una nota
d’onorario per prestazioni “extra mandato” per l’importo complessivo di
fr. 183'700.-, di cui fr. 79'400.- a carico di AO 1 (doc. I). Le società hanno
quindi interposto opposizione ai PE fatti loro notificare.

 

                                   2.   Con petizione 16
dicembre 2016 AP 1, al beneficio della necessaria autorizzazione ad agire (inc.
CM.2016.512), ha convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura del Distretto
di Lugano, chiedendone la condanna al pagamento di fr. 79'400.-, oltre
interessi al 5% dal 1° dicembre 2009, a titolo di onorario per “lavori extra
contratto effettuati tra aprile 2007 e settembre 2009”.

 

                                   3.   Con risposta 23
febbraio 2017 la convenuta si è opposta alla pretesa dell’attore, osservando
che tutti i rapporti di dare e avere tra le parti erano stati liquidati e
contestando l’esecuzione di qualsiasi lavoro “extra contrattuale”. Essa
ha altresì posto in compensazione un suo credito di fr. 173'667.- quale
risarcimento dei danni che l’attore le avrebbe cagionato nell’adempimento dei
compiti.

 

                                   4.   Nell’ulteriore
scambio di allegati scritti le parti hanno confermato le loro posizioni,
l’attore eccependo in replica la falsità del doc. 2 (dichiarazione di saldo per
prestazioni fino a fine maggio 2009) prodotto dalla controparte. Dopo avere
assunto i testi offerti dalle parti in sede di prime arringhe, il Pretore, con
decisione 2 agosto 2018, ha respinto l’eccezione di falsità del doc. 2,
ammettendolo agli atti, mentre con decisione 7 agosto 2019 ha respinto la
domanda di edizione dell’attore rivolta all’AVS, all’Ufficio imposte alla fonte
e all’Ispettorato del lavoro. 

 

                                   5.   Con sentenza 5
febbraio 2020 il Pretore ha respinto la petizione, osservando che l’attore non
aveva fatto fronte né al suo onere di allegare i fatti a sostegno della sua
richiesta di retribuzione, né a quello di comprovare i medesimi e la congruità
della pretesa nonché di avere adempiuto correttamente al mandato. In
particolare il primo giudice, accertato che l’attore era stato tacitato per
tutte le sue pretese derivanti dai contratti doc. C e D, ha rilevato che i
documenti da lui prodotti a comprova dello svolgimento di attività esulanti dai
menzionati contratti (doc. E e Q) non fossero suscettibili di dimostrare alcunché.
Il Pretore ha inoltre evidenziato che l’attore, in violazione del suo obbligo
di allegazione, non aveva spiegato, se non in maniera generica, in che cosa
sarebbero consistite precisamente le prestazioni “extra contratto”,
ritenendo insufficiente allo scopo il rinvio alla fattura doc. I, posto che egli
non aveva fornito spiegazione alcuna al riguardo e non aveva indicato il
dettaglio delle prestazioni, del tempo impiegato e delle modalità con cui era
stato calcolato l’onorario.  

 

                                   6.   Con appello 12 marzo
2020 l’attore è insorto contro il giudizio menzionato, postulandone
l’annullamento nel senso di accertare il suo credito e, in via subordinata, di
rinviare la causa all’autorità inferiore per il completamento dell’istruttoria
e per nuovo giudizio, lamentando, in sintesi, un errato accertamento dei fatti
e un’errata valutazione delle prove. Il gravame non è stato notificato alla
controparte (art. 312 cpv. 1 CPC). 

 

                                   7.   L’art.
308 cpv. 1 lett. a CPC prevede che sono impugnabili mediante appello le
decisioni finali di prima istanza, posto che in caso di controversie
patrimoniali il valore litigioso secondo l'ultima conclusione riconosciuta
nella decisione sia di almeno fr. 10'000.- (cpv. 2). In concreto, la decisione
impugnata è una decisione finale in una controversia dal valore ampiamente
superiore ai fr. 10'000.-. Pacifica è dunque l’appellabilità del giudizio
impugnato entro il termine di 30 giorni (art. 311 CPC). Nella fattispecie,
l’impugnata decisione 5 febbraio 2020 è stata ritirata dall’appellante l’11 febbraio
seguente (v. tracciamento dell’invio agli atti), per cui l’appello 12 marzo
2020 è tempestivo. 

 

                                   8.   Con l’appello
possono essere censurati l’errata applicazione del diritto e l’errato
accertamento dei fatti (art. 310 CPC); l’atto di appello deve dunque contenere
i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato (art. 311
cpv. 1 CPC); l’obbligo di motivazione previsto comporta che l’atto di appello
deve criticare compiutamente la motivazione del giudizio di prima istanza
spiegando per quali ragioni di fatto e di diritto sarebbe errato
e con ciò da riformare. In concreto il gravame non
soddisfa le esigenze di motivazione citate, atteso che l’appellante non si
confronta compiutamente con la motivazione del Pretore concernente la
violazione dell’obbligo di allegare e specificare i fatti e di provarli, a lui
incombente, non bastando al riguardo il semplice e generico rinvio ad alcune
risultanze istruttorie e la soggettiva valutazione delle stesse, di modo che l’appello
è irricevibile.

 

                                   9.   Giova
rilevare, a titolo abbondanziale, che l'onere di allegazione e di specificazione
ai sensi dell’art. 55 cpv. 1 CPC va osservato per principio nei memoriali di
causa e, di regola, un rimando globale agli inserti del processo non basta; non
spetta infatti al giudice né alla controparte ricavare da tali inserti
l'esposizione dei fatti o passare questi ultimi al vaglio per individuare
elementi utili. Un rinvio a un determinato atto può, eccezionalmente,
soddisfare gli obblighi di specificazione solo se i fatti sono stati addotti
nei loro tratti o contorni essenziali nei memoriali di causa, non essendo
sufficiente che negli inserti figurino in qualche forma le informazioni
richieste. Il rimando nell'allegato di causa deve menzionare uno specifico atto
e da tale rimando devono evincersi chiaramente gli elementi dell'inserto che
assurgono ad allegazione di parte (sentenze del Tribunale federale 4A_443/2017
del 30 aprile 2018, consid. 2.2.1 e 2.2.2, 6 febbraio 2017 4A_502/2016 consid.
5.2), ciò che non si avvera nella fattispecie.

 

                                10.   Da
ultimo, sempre a titolo abbondanziale, si rileva che a nulla valgono le generiche
lamentele in merito alla mancata assunzione delle prove respinte dal Pretore
con decisione 7 agosto 2019, posto che le stesse non avrebbero comunque potuto
ovviare alle carenze allegatorie, o quelle, confuse, in merito al doc. 2,
documento nemmeno considerato dal Pretore. 

 

                                11.   Ne discende che
l’appello dell’attore deve essere dichiarato irricevibile. Le spese processuali
seguono la soccombenza (art. 106 CPC). Non si assegnano ripetibili alla
controparte, a cui l’appello non è stato intimato.

                                         Il valore di causa
supera ampiamente la soglia di fr. 30'000.- prevista all’art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF per un eventuale ricorso in materia civile al Tribunale federale.

 

                                12.   Visto l’esito del
gravame, il presente giudizio può essere emanato dalla Camera nella
composizione a giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a cfr. 2 LOG).

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati
gli artt. 95 e 106 CPC, la LTG e il Rtar, 

 

 

decide:                     1.   L’appello 12 marzo
2020 di AP 1 è irricevibile.

 

                                   2.   Le spese processuali
della procedura di appello di fr. 4'000.- sono poste a carico dell’appellante.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -     ;

  -     .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 3.

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario è ammissibile il ricorso in materia civile al
Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta a fr.
30'000.-; per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge
federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non
sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).