# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f3243b46-23cb-5a50-b56a-54b3ea2d2484
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-12-14
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 14.12.2016 12.2016.129
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-129_2016-12-14.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.129

  	
  Lugano

  14 dicembre 2016/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. CA.2016.230/231
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 17
giugno 2016 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. da RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’istante ha
chiesto, in via supercautelare e cautelare, che alla convenuta, e per essa ai
suoi amministratori, fosse ordinato con effetto immediato e con la comminatoria
dell’art. 292 CP, di sospendere, fino alla decisione sull’azione in
contestazione della deliberazione assembleare del 23 maggio 2016 già promossa
il 16 giugno 2016, qualsiasi azione intesa a concretizzare la deliberazione
assembleare del 23 maggio 2016 con cui era stato deciso di aumentare il proprio
capitale azionario di fr. 1'500'000.-; 

 

domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione dell’istanza, e che il Pretore, con decisione
cautelare 19 agosto 2016, ha (parzialmente) accolto nel senso che, confermando
la precedente decisione supercautelare 17 giugno 2016, ha fatto ordine alla
convenuta, e per essa ai suoi amministratori, con effetto immediato e con la
comminatoria dell’art. 292 CP e di una multa disciplinare fino a fr. 5'000.-,
di sospendere qualsiasi azione intesa a concretizzare la deliberazione
assembleare del 23 maggio 2016 con cui era stato deciso di aumentare il proprio
capitale azionario di fr. 1'500'000.-;

 

appellante la convenuta con
appello 2 settembre 2016, con cui ha chiesto in via principale la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere l’istanza cautelare e in via
subordinata il suo annullamento con rinvio degli atti al Pretore per una nuova
decisione, il tutto protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre l’istante con
osservazioni (recte: risposta) 3 ottobre 2016 ha postulato la reiezione
del gravame pure con protesta di spese e ripetibili;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                  che AO 1 è proprietario del 20%
delle azioni di AP 1 (cfr. doc. R), società con un capitale azionario di fr.
100'000.- (doc. B);

 

                                  che in occasione dell’assemblea
generale straordinaria del 23 maggio 2016, il cui verbale è stato allestito in
forma pubblica dal notaio avv. C__________ __________ (doc. L), gli azionisti
della società, nonostante l’opposizione tra l’altro di AO 1, hanno deliberato
l’aumento ordinario del capitale azionario di fr. 1'500'000.-, con l’emissione
di 1'500 nuove azioni al portatore di fr. 1'000.- ciascuna, emesse alla pari,
liberate tramite compensazione di crediti verso la società;

 

                                  che con istanza 17 giugno 2016 AO
1 ha chiesto, in via supercautelare e cautelare, che a AP 1, e per essa ai suoi
amministratori, fosse ordinato con effetto immediato e con la comminatoria
dell’art. 292 CP, di sospendere, fino alla decisione sull’azione in
contestazione della deliberazione assembleare del 23 maggio 2016 già promossa
il 16 giugno 2016 (cfr. doc. S), qualsiasi azione intesa a concretizzare la
deliberazione assembleare del 23 maggio 2016 con cui era stato deciso l’aumento
del proprio capitale azionario di fr. 1'500'000.-: egli, in estrema sintesi, ha
sostenuto che la proposta di aumento di capitale fosse un’azione priva di
giustificazione e ritorsiva, in assoluto abuso di diritto, posta in atto dagli
azionisti di maggioranza a fronte delle sue legittime richieste di ottenere il
pagamento del dividendo di sua spettanza, pari a fr. 800'000.- lordi;

 

                                  che con decisione supercautelare 17
giugno 2016 il Pretore ha parzialmente accolto l’istanza, nel senso che ha
fatto ordine alla convenuta, e per essa ai suoi amministratori, con effetto
immediato e con la comminatoria dell’art. 292 CP e di una multa disciplinare fino
a fr. 5'000.-, di sospendere qualsiasi azione intesa a concretizzare la
deliberazione assembleare del 23 maggio 2016 con cui era stato deciso di
aumentare il proprio capitale azionario di fr. 1'500'000.-;

 

                                  che con osservazioni 30 giugno
2016 la convenuta si è opposta all’istanza;

 

                                  che, facendo proprie le
preoccupazioni espresse il giorno precedente dal notaio avv. C__________ __________
(che aveva rilevato come il termine per notificare a RC l’aumento del capitale
azionario - termine di perenzione - scadesse il successivo 23 agosto), con
scritto 9 agosto 2016, avversato l’indomani dall’istante, la convenuta ha chiesto
di modificare la decisione supercautelare nel senso di almeno permettere,
previo ottenimento del blocco del registro di commercio, la notifica a RC dell’avvenuto
aumento di capitale;

 

                                  che con decisione cautelare 19
agosto 2016 il Pretore, dopo aver respinto le prove offerte dalle parti
(dispositivo n. 1), ha confermato la decisione supercautelare 17 giugno 2016 ed
ha assegnato un termine per promuovere l’azione di merito (dispositivi n. 2 e
3), ponendo la tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr 200.-, a carico
della convenuta, tenuta altresì a rifondere alla controparte fr. 600.- per
ripetibili (dispositivo n. 4): egli, dopo aver disatteso la richiesta 9 agosto
2016 della convenuta, ha in sostanza ritenuto che nel caso di specie la
procedura di aumento di capitale che la convenuta voleva mettere in atto difettasse
verosimilmente dei presupposti previsti imperativamente dagli art. 650 segg.
CO, mancando tutti i documenti richiesti dalla norma, segnatamente l’attestazione
di verifica del revisore abilitato ex art. 652f CO e la relazione del consiglio
d’amministrazione ex art. 652e CO;

 

                                  che con l’appello 2 settembre
2016 che qui ci occupa la convenuta ha chiesto in via principale di riformare il
querelato giudizio nel senso di respingere l’istanza cautelare e in via
subordinata di annullarlo con rinvio degli atti al Pretore per una nuova
decisione, il tutto protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi: essa ha
contestato che nel caso concreto l’istante avesse messo in dubbio la
correttezza della procedura di aumento di capitale e che in ogni caso la stessa
fosse stata scorretta ed in particolare necessitasse dei documenti di cui il
primo giudice aveva lamentato l’assenza;

 

                                  che con risposta 3 ottobre 2016
l’istante ha postulato la reiezione del gravame pure con protesta di spese e
ripetibili;

 

                                  che la convenuta è perfettamente
consapevole del fatto che, in conseguenza della scadenza infruttuosa del
termine trimestrale per dar seguito alla delibera assembleare di aumento di
capitale (art. 650 cpv. 3 CO), scaduto il 23 agosto 2016, ben prima cioè dell’inoltro
dell’appello, la procedura cautelare inoltrata dall’istante ha perso di
interesse e l’appello, nella misura in cui è volto ad ottenere la reiezione
della domanda cautelare e dunque la modifica dei dispositivi n. 2 e 3, deve
essere dichiarato inammissibile (DTF 137 I 23 consid. 1.3.1; TF 24 luglio 2014
4A_280/2014 consid. 4);

 

                                  che nel caso di specie, come
auspicato dalla convenuta, è nondimeno possibile procedere ad una verifica della
questione oggetto del giudizio pretorile: la giurisprudenza ha in effetti avuto
modo di precisare che si può eccezionalmente rinunciare all’esistenza di un
interesse degno di protezione quando l’impugnativa è diretta contro un atto che
potrebbe ripetersi in futuro in circostanze analoghe e le questioni litigiose,
qualora si ripresentassero, non potrebbero essere esaminate tempestivamente
(DTF 140 III 92 consid. 1.1; TF 24 luglio 2014 4A_280/2014 consid. 4), ritenuto
che nell’occasione la convenuta, non da ultimo per verificare la corretta
ripartizione delle spese e delle ripetibili della prima sede di cui al
dispositivo n. 4, si è per l’appunto prevalsa di queste circostanze ed oltretutto,
come evidenziato dall’istante stesso nella sua risposta all’appello, in
occasione dell’assemblea generale straordinaria del 27 settembre 2016, il cui
verbale è stato allestito in forma pubblica (doc. 3 allegato alla risposta
all’appello), ha di nuovo deliberato, con le medesime modalità, l’aumento
ordinario del capitale azionario di fr. 1'500'000.-;

 

                                  che, ciò premesso, è senz’altro a
torto che il Pretore aveva ammesso il (parziale) buon fondamento dell’istanza
cautelare e dunque, ciò che qui ancora interessa, aveva posto le spese e le
ripetibili della procedura di primo grado a carico della convenuta, ritenuta
soccombente (dispositivo n. 4);

 

                                  che è in effetti vero che
l’istante non aveva contestato in causa la correttezza della procedura di
aumento di capitale; ed è in ogni caso pure vero che la procedura adottata non
era verosimilmente carente, la delibera assembleare di aumento di capitale non
necessitando affatto dei documenti di cui il Pretore aveva lamentato l’assenza
(cfr. art. 650 cpv. 2 CO e 47 cpv. 1 ORC), che sono semmai necessari per la
successiva notifica a RC (cfr. art. 46 cpv. 2 e 3 ORC);

 

                                  che neppure è poi stato reso
verosimile quanto era stato a suo tempo addotto nell’istanza, ossia che la
proposta di aumento di capitale fosse un’azione priva di giustificazione e ritorsiva
in assoluto abuso di diritto posta in atto dagli azionisti di maggioranza a
fronte delle legittime richieste dell’istante di ottenere il pagamento del
dividendo di sua spettanza, pari a fr. 800'000.- lordi: su quest’ultima
questione si osserva in effetti che il legislatore ha tenuto in considerazione
il rischio che gli azionisti di minoranza debbano tollerare aumenti di capitale
ai quali non intendono o non sono in grado di partecipare (cfr. DTF 99 II 55
consid. 2 e 3) e nella fattispecie non si vede così come nelle particolari
circostanze la decisione di aumentare il capitale azionario della convenuta
possa costituire un atto ritorsivo nei confronti dell’istante, tanto più che
quest’ultimo, se effettivamente - come sembra (cfr. verbale dell’assemblea
generale straordinaria del 18 novembre 2015 sub doc. D) - aveva diritto a una
parte del dividendo da lui preteso (ciò che gli avrebbe ampiamente permesso di
sottoscrivere l’aumento di capitale), poteva senz’altro far capo ai mezzi
legali per farselo attribuire (sempre che beninteso le pretese di risarcimento
danni formulate nei suoi confronti nel doc. O, di cui si sa ben poco, non siano
fondate); sull’altro aspetto evocato si osserva poi che agli azionisti prima
della delibera assembleare in esame erano stati regolarmente messi a
disposizione tutti i documenti allora disponibili (cfr. doc. N) e che lo stesso
ufficio di revisione della convenuta aveva confermato che l’aumento di capitale
avrebbe potuto avere unicamente effetti positivi per la società (doc. 4);

 

                                  che, stando così le cose,
l’appello della convenuta dev’essere parzialmente accolto nel senso che lo stesso
è inammissibile nella misura in cui era volto alla riforma del giudizio
pretorile di accoglimento della domanda cautelare (dispositivi n. 2 e 3) ed è
invece fondato nella misura in cui censurava il giudizio di prime cure sulle
spese e sulle ripetibili (dispositivo n. 4);

 

                                  che le spese processuali e le
ripetibili della procedura di secondo grado, calcolate sulla base di un valore
litigioso superiore a fr. 30'000.- (corrispondente in sostanza all’interesse
della società al mantenimento della decisione assembleare contestata, cfr. DTF
133 III 368 consid. 1.3.2; TF 1 marzo 2010 4A_461/2009 consid. 1.2), seguono la
soccombenza (art. 148 CPC), che tutto sommato può qui essere considerata
equivalente.

 

                                  

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il
RTar

 

 

decide:

 

 

                              I.  L’appello
2 settembre 2016 di AP 1 è parzialmente accolto. Di conseguenza la
decisione 19 agosto 2016 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1, è
così riformata:

 

                                   1.     (invariato)

                                         2.     (invariato)

                                   3.     (invariato)

                                         4.     La
tassa di giustizia e le spese, di complessivi fr. 200.-, da anticipare così
come anticipate, sono poste a carico dall’istante, che rifonderà alla convenuta
 fr. 600.- per ripetibili.

                                         

                                

                             II.  Le
spese processuali di fr. 2’000.- sono poste a carico delle parti in ragione di
metà ciascuna, compensate le ripetibili.

                                

 

                            III.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                 Il vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è
possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF). Contro le decisioni in materia di misure cautelari il
ricorrente può far valere soltanto la violazione di diritti costituzionali
(art. 98 LTF).