# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1534e049-339e-5b91-9a0d-729c2fea4281
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.09.2010 D-3889/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3889-2006_2010-09-24.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3889/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Bendicht Tellenbach e Fulvio Haefeli; 
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nata il (...), 
B._______, nato il (...),
Togo,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 18 ottobre 2004 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3889/2006

Fatti:

A.
A._______, cittadina del Togo di etnia Kabyé, ha dichiarato di essere 
nata a C._______, ove ha risieduto, a suo dire, prima del suo espatrio 
(cfr. verbale d'audizione del 30 settembre 2004, pag. 1). Il (...) ha inol-
trato domanda d'asilo in Svizzera.

Sentita sui suoi motivi d'asilo ha dichiarato, in sostanza e per quanto 
qui di rilievo, di essere espatriata poiché non si sentiva più sicura nel 
suo Paese. L'insorgente, che sarebbe membro del partito D._______, 
avrebbe infatti partecipato durante i suoi studi ad una manifestazione 
contro la festa del (...) e, il medesimo giorno, sarebbe stata arrestata e  
detenuta per tre giorni, subendo maltrattamenti da parte della polizia 
allo  scopo  di  ottenere  i  nomi  dei  responsabili  dell'organizzazione  di 
detta manifestazione. Il  (…),  la  ricorrente sarebbe nuovamente stata 
arrestata ed incarcerata presso il campo "E._______" a F._______, a 
seguito  di  un incursione delle  forze dell'ordine  presso l'Università  di 
C._______, ove si stava organizzando uno sciopero di 48 ore. Dopo un 
mese di detenzione, l'insorgente sarebbe riuscita ad evadere grazie al-
l'aiuto di un guardiano militare, amico di suo padre. Successivamente, 
l'autrice del gravame si sarebbe rifugiata da un'amica e, lo stesso gior-
no dell'evasione, lo zio dell'insorgente l'avrebbe aiutata ad espatriare, 
munita di un passaporto del Ghana, accompagnandola direttamente a 
G._______, città che la ricorrente avrebbe lasciato il (...) in aereo in di -
rezione di H._______, da dove un amico del di lei zio l'avrebbe accom-
pagnata in macchina in Svizzera, ove sarebbe giunta il (...). 

A sostegno della sua domanda d'asilo, l'interessata a consegnato quali  
mezzi di prova una tessera del partito UFC, una tessera studente per 
l'anno 2002-2003 e la carta d'identità emessa a C._______ il 9 mag-
gio 2000.

B.
Con decisione del 18 ottobre 2004, l'allora Ufficio federale dei rifugiati 
(UFR, attualmente e di seguito UFM, autorità inferiore) ha respinto la  
succitata domanda d'asilo ed ha pronunciato l'allontanamento della ri -
chiedente dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamento me-
desimo, siccome ragionevolmente esigibile, ammissibile e possibile.

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C.
In  data  16  novembre  2004,  l'interessata  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi 
alla già Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo (CRA) con-
tro  la  decisione dell'UFM. Ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione 
impugnata  con  conseguente  concessione  dell'asilo  in  Svizzera  e,  in 
subordine, la concessione dell'ammissione provvisoria. Ha altresì do-
mandato l'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dalle spese 
processuali e dal relativo anticipo.

D.
Tramite scritto deI 4 gennaio 2005, la CRA ha informato la ricorrente 
della possibilità di soggiornare in Svizzera fino al termine della proce-
dura e, ritenuta la sussistenza di motivi particolari ex art. 63 cpv. 4 del-
la legge federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021), ha rinunciato a chiedere il versamento di un antici-
po a copertura delle presumibili spese processuali.

E.
La CRA ha inoltre trasmesso il ricorso all'UFM e l'ha invitato a pronun-
ciarsi entro il 25 gennaio 2005.

F.
Con atto del 21 febbraio 2005, l'UFM a proposto la reiezione del grava-
me. 

G.
La CRA, il 22 aprile 2005, ha concesso alla ricorrente un termine per 
introdurre l'atto di replica; atto che la ricorrente ha presentato in data 9 
maggio 2005.

H.
Il 1° gennaio 2007 il Tribunale amministrativo federale è subentrato alla 
CRA.

I.
Dagli  atti  di  causa risulta  che in  data (...),  la  ricorrente ha dato alla 
luce un bambino di nome B._______ (cfr. estratto dell'atto di nascita 
del 15 dicembre 2008).

J.
Tramite ordinanza del  1° settembre 2010, codesto Tribunale, visti  se-
gnatamente i bisogni di causa e il tempo trascorso dall'inoltro del gra -

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vame, ha concesso alla ricorrente un ulteriore ed ultima occasione per 
esprimersi e questo entro un termine fissato al 16 settembre 2010. En-
tro il termine impartito non sono state proposte ulteriori osservazioni.

K.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art.  32  della  legge  del 
17 giugno 2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, 
RS 173.32),  il  Tribunale  amministrativo  federale,  in  virtù  dell'art. 31 
LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art.  5 della legge 
federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 
172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

In materia d'asilo  il  Tribunale amministrativo federale giudica i  ricorsi 
contro  le  decisioni  dell'UFM (art. 31  e  33 lett. d  LTAF, art. 105  della 
legge sull'asilo del 26 giugno 1998 [LAsi,  RS 142.31]  e art. 83 lett. d 
della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005  [LTF,  RS 
173.110]).

Inoltre, dal 1° gennaio 2007, il Tribunale amministrativo federale giudi-
ca,  in quanto sia competente, i  ricorsi  pendenti  al  31 dicembre 2006 
presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi 
dei ricorsi dei dipartimenti. Il giudizio si svolge secondo il nuovo diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica della 
LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento del -
l'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Il gra-
vame adempie le condizioni di ammissibilità di cui all'art. 48, art. 50 ed 
art. 52 PA (per rimando dell'art. 6 LAsi) nonché all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

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2.
2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere 
invocati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o in-
completo  di  fatti  giuridicamente  rilevanti  e  l'inadeguatezza  (art.  106 
LAsi). Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi  
addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della deci-
sione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del 
Tribunale amministrativo federale D-4917/2006 del 12 luglio 2007, con-
sid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2ª ed.,  Berna  2002, 
n. 2.2.6.5).

2.2 Il Tribunale amministrativo federale tiene conto della situazione nel 
Paese d'origine dell'insorgente e degli  elementi  che si  presentano al 
momento della sentenza, prendendo quindi in considerazione l'evolu-
zione della  situazione avvenuta  dalla  decisione dell'autorità  inferiore 
(cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  D-5579/2006 
del 1o aprile 2010 consid. 1.4 e giurisprudenza citata). 

3.
Ai sensi dell'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art.  6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata. Il medesimo capoverso prevede che se le 
parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svolgersi in tale lin -
gua.

Nella fattispecie, la decisione impugnata è stata resa in francese, ma il 
ricorso è stato presentato in lingua italiana, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano.

4.
4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai ri fugiati secondo le di-
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifu-
giate le persone che, nel paese d'origine o di ultima residenza, sono 
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionali -
tà, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-
nioni  politiche, ovvero hanno fondato timore di  essere esposte a tali 
pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo 
della  vita,  dell'integralità  fisica o  della  libertà,  nonché le misure che 
comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 
Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizio-
ne femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

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4.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve pro-
vare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di  rifugiato. La 
qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 
probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in parti-
colare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 
o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo deter-
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In altre termini,  per poter ammettere la verosimiglianza,  ai  sensi dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 
essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GI-
CRA 1995 n. 23).

5.
5.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato inverosimile non-
ché privo di dettagli ed impreciso il racconto della richiedente concer-
nente i suoi motivi d'asilo. In particolare, l'interessata avrebbe sempli -
cemente esposto dei vaghi impieghi quale attivista dell'D._______, ma 
non avrebbe saputo rendere verosimile né le pretese attività politiche 
né la persecuzione della quale sarebbe vittima. Per di più, oltre a non 
essere  riuscita  ad esporre  in  dettaglio  la  situazione politica  del  suo 
Paese, la sua dichiarazione circa il suo ruolo di militante del movimen-
to studentesco si sarebbe limitata ad una semplice affermazione e la 
richiedente non sarebbe neppure riuscita a fornire i nomi delle persone 
di detto comitato. L'autorità di prime cure ha altresì ritenuto che in più 
punti le allegazioni dell'interessata sarebbero contrarie ad ogni logica 
o all'esperienza generale della vita. In effetti, in merito alla sua prima 
detenzione del (...), ella avrebbe dichiarato di essere stata liberata poi -

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ché le autorità non sarebbero riuscite a farle dire i nomi delle persone 
che avevano organizzato la manifestazione illegale. Secondo l'autorità 
inferiore tale asserzione risulterebbe poco credibile, considerata la se-
verità con la quale vengono punite le manifestazioni di membri dell'op-
posizione in Togo. Anche per quanto concerne il  secondo incarcera-
mento  apparirebbe alquanto poco verosimile che durante  il  mese di 
prigionia  la  ricorrente  non  sia  stata  interrogata  o  messa  in  esame, 
come pure il fatto che una semplice conoscenza del di lei padre l'abbia  
aiutata ad evadere, esponendosi così facendo a gravi sanzioni. L'UFM 
ha considerato che non sarebbe neppure credibile che le autorità do-
ganali  italiane e svizzere non si  siano accorte  che l'interessata  non 
corrispondeva alla persona risultante sulla fotografia apposta sul pas-
saporto. Infine, detto Ufficio ha ritenuto l'esecuzione dell'allontanamen-
to ammissibile, esigibile e possibile.

5.2 Nel gravame, la ricorrente ha affermato, in sostanza e per quanto 
qui di rilievo, che l'UFM non avrebbe tenuto conto degli elementi a suo 
favore e che quelli a suo sfavore non lo sarebbero affatto. Nondimeno 
ha  sostenuto  che  il  suo  racconto  sarebbe  verosimile. In  particolare, 
avrebbe raccontato in modo dettagliato la sua attività politica, l'espe-
rienza carceraria e le torture subite. Quanto all'argomento dell'UFM re-
lativo al fatto che le allegazioni dell'insorgente sarebbero state contra-
rie ad ogni logica dell'agire e all'esperienza generale della vita, ella ha 
precisato che la sua liberazione, senza seguito penale alcuno, sarebbe 
assolutamente verosimile poiché in Togo si dichiara ufficialmente incol-
pati unicamente gli organizzatori e, per contro, il  resto degli arrestati 
viene intrattenuto per interrogatori, maltrattamenti, torture e altre inti -
midazioni nella sola ottica di cancellare completamente ogni possibile 
velleità di opposizione. In merito all'evasione della ricorrente grazie al-
l'aiuto di un guardiano, l'insorgente sostiene che questa non avrebbe 
nulla di rocambolesco. In effetti, pure l'ex direttore della polizia giudi -
ziaria di C._______, certo I._______, sarebbe riuscito a fuggire dopo 
l'arresto grazie all'aiuto di un poliziotto e chiedendo successivamente 
asilo negli Stati Uniti. Infine, l'autrice del gravame rimprovera all'autori-
tà inferiore di aver proceduto a mere congetture di  parte nel quadro 
delle considerazioni in merito ai controlli delle autorità italiane e sviz -
zere visto che, a dire della medesima, le entrate illegali in Svizzera sa -
rebbero sempre più frequenti e che i controlli non sarebbero sistemati-
ci. L'insorgente sostiene pertanto che il  suo racconto è verosimile e 
che se l'UFM avesse esaminato la pertinenza dei fatti addotti, sarebbe 
giunto alla  conclusione che i  motivi  esposti  sono rilevanti  in  materia 

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d'asilo e che ella può ragionevolmente temere delle persecuzioni futu -
re, soddisfacendo in tal modo tutte le condizioni poste dall'art. 3 LAsi. 
Avrebbe quindi la qualità di rifugiata e, di conseguenza, le dovrebbe 
essere  concesso l'asilo. In  conclusione,  ha pure  allegato  che esiste 
per lei una pericolo concreto nel caso in cui venisse rinviata, senza di -
menticare che le autorità togolesi considerano i richiedenti l'asilo come 
dei nemici della peggior sorte. Dette autorità riserverebbero quindi uno 
speciale trattamento alle persone nella situazione della ricorrente.

6.
6.1 Questo Tribunale osserva che, come rilevato dall'autorità inferiore 
nella decisione impugnata, le dichiarazioni determinanti in materia d'a-
silo rese dall'insorgente si esauriscono in mere e generiche afferma-
zioni di parte, non corroborate dal minimo elemento di seria consisten-
za, in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

In particolare, la ricorrente è stata alquanto vaga sia circa le al legate 
pretese attività politiche, asserendo di aver partecipato a due sole ma-
nifestazioni  a distanza di  due anni  l'una dall'altra,  sia per quanto ri -
guarda i maltrattamenti che avrebbe subito durante la sua prima pri -
gionia, dichiarando di aver ricevuto delle scosse elettriche alle estremi -
tà delle dita, senza mai fornire, neppure in sede ricorsuale, dei dettagli 
supplementari (cfr. verbale di audizione del 30 settembre 2010, pagg. 
4 segg.; verbale d'audizione del 13 ottobre 2010, pagg. 4 segg. e ricor-
so, pag. 2).

A ciò s'aggiunge che, sebbene il vago racconto dell'interessata possa 
apparire a prima vista privo di contraddizioni, permangono delle incon-
gruenze  segnatamente  riguardo  alla  persona  nei  pressi  della  quale 
ella avrebbe vissuto e che l'avrebbe aiutata a lasciare il paese, la ri -
corrente avendo menzionato, in un primo tempo, lo zio materno e, in 
un secondo tempo, lo zio paterno (cfr. verbale d'audizione del 13 otto-
bre 2004, pagg. 7 e 12).

Per di più, in sede ricorsuale, l'interessata ha esposto che la prima de-
tenzione  sarebbe  durata  una  settimana,  contrariamente  alle  sue  di-
chiarazioni in occasione della procedura di prima istanza, secondo le 
quali  essa  sarebbe  stata  detenuta  tre  giorni  soltanto  (cfr.  ricorso, 
pag. 2;  verbale  d'audizione  del  30 settembre 2004,  pag. 6  e  verbale 
d'audizione del 13 ottobre 2004, pag. 4).

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6.2 A prescindere dal fatto che la ricorrente non sia riuscita a rendere 
verosimile l'asserita qualità di rifugiata, codesto Tribunale osserva ad 
ogni modo che oggigiorno la sola appartenenza all'UFC non potrebbe 
più costituire un rischio di subire pregiudizi determinanti ai sensi del -
l'art. 3 LAsi,  la situazione in Togo essendo notevolmente evoluta nel 
corso degli ultimi anni (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo fede-
rale  E-513/2007  del  3 giugno 2010  consid.  3.4.  e  D-5579/2006  del 
1o aprile 2010  consid. 5.2).  Vale  a  questo  proposito  ricordare  che  le 
elezioni  del  mese  di  aprile  2005  –  dopo  l'improvvisa  scomparsa,  il  
5 febbraio 2005, del presidente Gnassingbé Eyadema – si svolsero in 
condizioni assai contestate dall'opposizione e che sfociarono, tra l'al -
tro, in gravi episodi di violenza. In tal contesto, innumerevoli interlocu-
tori internazionali del Togo si attivarono per condannare il processo di  
elezione. Una mediazione internazionale fu instaurata al  fine di  per-
mettere a detto Paese di uscire dalla crisi, mediazione condotta sotto  
l'autorità del presidente del Burkina Faso che portò alla conclusione a 
Lomé,  il  20 agosto 2006,  di  un  accordo  politico  globale  tra  governo, 
partiti politici e società civile. Questo permise la costituzione di un go -
verno di unità nazionale, diretto da un membro dell'opposizione, Yawo-
vi Agboyibo, presidente del Comitato di azione per il rinnovo (CAR). A 
seguito delle elezioni legislative del 14 ottobre 2007 l'UFC ed il  CAR 
ottennero ventisette, rispettivamente quattro, deputati al Parlamento.

Il  mese di marzo 2010 si è svolta la seconda elezione presidenziale 
dopo la scomparsa del generale Eyadema Gnassingbé, che ha visto 
sette candidati contendersi la carica di capo di Stato. Al riguardo, si ri -
corda che la  Missione d'osservazione elettorale dell'Unione europea 
(MOE-UE), si  recò in loco per sorvegliare il  processo di  elezione. In 
particolare, oltre cento osservatori provenienti da 25 stati membri del -
l'UE e dalla Svizzera verificarono, in 35 distretti del Paese, che la pro -
cedura d'elezione fosse conforme agli standard internazionali e regio-
nali in materia di elezioni e alla legislazione togolese. Tramite dichiara -
zione preliminare del 6 marzo 2010, confermata poi dal rapporto fina-
le, detta Commissione constatò che la campagna elettorale si era svol-
ta  in  un'atmosfera calma e  senza incidenti  importanti  e  che,  global-
mente,  le  libertà  d'espressione e  di  circolazione dei  candidati  erano 
state rispettate. Tutti i candidati si erano potuti esprimere a più riprese 
a favore di  un'elezione pacifica ed effettivamente la stessa si  svolse 
senza importanti atti di violenza. Il presidente uscente del Togo, Faure 
Gnassingbé, è stato rieletto con il 60,92% dei voti contro 30,94% otte-
nuti dal suo avversario principale, Jean-Pierre Fabre (dell'UFC), vitto-

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ria che malgrado tutto ha comunque dato adito a qualche manifesta-
zione di rivolta. Tuttavia, in data 18 marzo 2010, la Corte costituzionale 
a interinato la vittoria di Faure Gnassingbé che è entrato in funzione il  
3 maggio 2010. 

L'elezione di Gnassingbé è stata commentata liberamente dalla stam-
pa, la quale si è interrogata sul contenuto del mandato presidenziale e 
sulla volontà del presidente di continuare gli sforzi intrapresi dal 2007 
per consolidare la democrazia in Togo. Giova infine ricordare che negli  
anni 2007 e 2008 non vi furono più stati arresti di giornalisti o opposi -
tori e che, dal punto di vista mediatico, la libertà di espressione non ha 
smesso di crescere. La stampa nazionale non ha più esitato a criticare 
aspramente il governo e i media esteri possono lavorare liberamente 
in Togo. 

Considerati  gli  importanti  cambiamenti  avvenuti  in  Togo  negli  ultimi 
anni, codesto Tribunale conferma che il semplice fatto per un membro 
dell'UFC di aver militato, in maniera più o meno attiva, non risulta più 
agli  occhi  delle autorità togolesi  di  carattere sovversivo da costituire 
oggetto di persecuzione da parte delle stesse (cfr. sentenza del Tribu-
nale  amministrativo  federale  E-513/2007  del  3 giugno 2010  consid. 
3.5).

Da quanto esposto, consegue che sui punti di questione del riconosci-
mento della qualità di  rifugiato e dell'asilo, il  ricorso deve essere re-
spinto e la decisione dell'UFM confermata.

7.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione;  tiene  però  conto  dell'unità  della  famiglia  (art.  44  cpv.  1  
LAsi). 

Giusta l'art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedu-
rali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311) il rinvio non può essere 
deciso se il richiedente l'asilo possiede un permesso di soggiorno o di  
dimora valido (lett. a), è colpito da una decisione di estradizione (lett.  
b) o da una decisione d'allontanamento secondo l'art. 121 della Costi -
tuzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile 1999 
(Cost., RS 101) (lett.c).

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Nel caso di specie, i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù del -
le  quali  l'UFM avrebbe dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontana-
mento (art. 14 cpv.1 LAsi nonché art. 32 dell'OAsi).

Codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare l'allontanamento. 

8.
8.1 L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ordinata  se  è  possibile,  am-
missibile e ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi a contrario).  
Essa è regolata dall'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 
sugli stranieri (LStr, RS 142.20), entrata in vigore il 1o gennaio 2008 e 
applicabile a tutte le procedure d'asilo allora pendenti (cfr. cpv. 1 delle  
disposizioni transitorie della modica della legge sull'asilo del 16 dicem-
bre 2005).

L'art. 83 LStr prevede che l'esecuzione sia ammissibile (cpv. 3), esigi-
bile (cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di  
queste condizioni, l'Ufficio federale dispone dell'ammissione provviso-
ria (art. 83 cpv. 1 LStr). Dette condizioni per una rinuncia all'esecuzio-
ne dell'allontanamento – impossibilità, inammissibilità e inesigibilità – 
sono  di  natura  alternativa:  non  appena  una  di  queste  condizioni  è 
adempita, non può essere pronunciata l'esecuzione dell'allontanamen-
to e vanno disciplinate le condizioni del soggiorno in Svizzera secondo 
le regole dell'ammissione provvisoria (cfr. GICRA 2006 n. 6 consid. 4.2 
pagg. 54 e segg.).

8.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce nella massima 
del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto  in-
ternazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 
rimpatrio, in particolare l'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti  dell'uomo e delle libertà fondamentali  del  4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di  tali  disposizioni 
presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragioni per ritene-
re che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso il quale sarà 
allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli. Spetta all'interes-
sato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni 
(GICRA 1995 n. 23 ed in particolare GICRA 1996 n. 18 consid. 14 b 
lett. ee per quanto riguarda l'art. 3 CEDU).

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Nel caso concreto, non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui 
la ricorrente e suo figlio potrebbero essere esposti in caso di rimpatrio 
al rischio reale ed immediato ("real risk") di un trattamento contrario a  
dette disposizioni (cfr. GICRA 2001 n. 16 consid. 6a con relativi riferi -
menti).

A titolo abbondanziale, considerati i cambiamenti avvenuti in Togo nel 
corso degli ultimi anni, come evidenziato in precedenza, non vi sono 
comunque  elementi  concreti  che  permetterebbero  di  ritenere  un  ri -
schio concreto per il semplice fatto che la ricorrente sia stata membro 
del  movimento  studentesco  e  abbia  avuto  legami  con  il  partito 
D._______.

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

8.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica. 

8.3.1 La disposizione citata si applica principalmente ai "réfugiés de la  
violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni della 
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che 
fuggono da situazioni  di  guerra,  di  guerra civile  o di  violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure delle quali esse hanno 
bisogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vi -
vere  durevolmente  e  irrimediabilmente  in  stato  di  totale  indigenza e 
pertanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato 
di  salute, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà so-
cio-economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regio-
ne, in particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di 
formazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale espo-
sizione  al  pericolo.  L'autorità  alla  quale  incombe  la  decisione  deve 
dunque, in ogni  singolo caso, confrontare gli  aspetti  umanitari  legati 
alla situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel 
suo Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pub-

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blico militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 
2005 n. 24 consid. 10.1 pag. 215 e giurisprudenza citata).

In particolare quindi, le persone che possono prevalersi di questa di -
sposizione sono quelle  che in patria  non potrebbero beneficiare – a 
causa della loro etnia, della loro formazione professionale, della loro 
salute o dell'inesistenza dei mezzi necessari al sostentamento rispetti -
vamente di  una sufficiente rete sociale – delle condizioni  di  un ade-
guato reinserimento (cfr. DTAF 2007/10 e relativi riferimenti).

Infine, va precisato che l'allontanamento rimane, su riserva di un'accu-
rata valutazione di caso in caso, di principio inesigibile per un richie-
dente accompagnato da un bambino in tenera età, oppure da numero-
si bambini, per gli anziani, per le persone malate, oppure per le donne 
non accompagnate e sprovviste di una rete sociale o famigliare (cfr. tra 
le  altre,  sentenza del  Tribunale  amministrativo federale D-6656/2006 
del 25 aprile 2008; GICRA 2003 n. 33 consid. 8.3 pag. 237).

Nell'esame  dell'esigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  anche 
l'interesse superiore del fanciullo è un elemento da prendere in consi -
derazione. Ciò conduce ad una interpretazione dell'art. 83 cpv. 4 LStr 
conforme  al  diritto  internazionale  pubblico  ai  sensi  dell'art.  3  cpv. 1 
della Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (CDF, 
RS 0.107). Sotto l'aspetto dell'interesse superiore del fanciullo devono 
essere inclusi  e considerati  tutti  gli  aspetti  essenziali  riguardo ad un 
possibile  allontanamento  verso  il  Paese  d'origine.  Nell'ambito  di  un 
esame approfondito possono essere di rilevanza i seguenti criteri: l'e -
tà, la maturità, la dipendenza, il genere dei contatti sociali (prossimità,  
intensità,  rilievo),  caratteristiche  della  sua  persona  di  riferimento  (in 
particolare la possibilità e la disponibilità di sostenere il fanciullo), gra-
do e prognosi dello sviluppo e della formazione e il grado di integrazio -
ne in caso in un lungo soggiorno in Svizzera. In particolare quest'ulti -
mo criterio, la durata della permanenza in Svizzera, deve essere tenu-
to conto in merito ad un esame delle possibilità ed ostacoli di un'inte -
grazione nel Paese d'origine del fanciullo, ritenuto che un bambino non 
dovrebbe essere sradicato senza motivo da un suo ambiente familiare. 
Dal punto di vista dello sviluppo psicologico del bambino non deve es-
sere tenuto conto solo della sua immediata sfera sociale (il nucleo fa-
miliare), ma anche il suo ulteriore inserimento sociale. Infatti, secondo 
la giurisprudenza (cfr. GICRA 2005 n. 6), delle difficoltà di reinserimen-
to nel  Paese d'origine, causate da un'integrazione avanzata del  fan-

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ciullo  in  Svizzera,  possono  comportare  l'inesigibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  dell'intera  famiglia  (cfr.  DTAF 2009/28;  sentenza 
del  Tribunale  amministrativo  federale  E- 465/2006  del  16  dicembre 
2008).

8.3.2 Quo al caso in narrativa, il Tribunale amministrativo federale os-
serva innanzitutto che in Togo non vige attualmente una situazione di  
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale  (cfr.  DTAF 
2009/2  consid. 9.2.2  pag. 21 con  rinvii  e  consid. 6.2  della  presente 
sentenza).

Non si  evince inoltre dagli  atti,  per quanto ci  si  trovi  dinanzi ad una 
donna con bambino in tenerà età, alcun elemento che potrebbe far de-
sumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  esporrebbe  concreta-
mente a pericolo la ricorrente e il di lei figlio. L'insorgente è giovane ed 
in patria stava seguendo l'Università a C._______ (facoltà di scienze 
economiche e di gestione), il che permette di dedurre, considerata l'at -
tuale situazione in Togo, ch'ella potrà continuare gli studi, o allora, con-
siderato il suo grado di scolarizzazione, trovare un'eventuale occupa-
zione lavorativa. Inoltre, dispone di una rete famigliare in loco, segna-
tamente sua madre, due sorelle, un fratello ed il padre, come pure al-
meno uno zio materno e/o uno paterno (cfr. verbale d'audizione del 
30 settembre 2004, pag. 3 e verbale d'audizione del 13 ottobre 2004, 
pagg. 7  e  12)  che tra  l'altro  si  era  occupato  dell'organizzazione  del 
viaggio  di  espatrio  dell'insorgente  (cfr. d'audizione del  30  settembre 
2004, pagg. 3 e 7 e verbale d'audizione del 13 ottobre 2004, pag. 7). 
Vale, altresì, sottolineare che data la giovane età del figlio della ricor-
rente, di quasi 2 anni, la sua integrazione nel suo Paese sarà senz'al -
tro facilitata. La ricorrente non ha, infine, preteso in procedura di prima 
istanza o allegato e provato successivamente che lei o il figlio soffri -
rebbero di gravi problemi di salute che possano giustificare un'ammis-
sione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'uffi-
cio degli atti di causa emerga la necessità di una loro permanenza in 
Svizzera per motivi medici. 

Di conseguenza, esistono gli elementi che dovrebbero permettere al-
l'insorgente  ed  a  suo  figlio  di  risistemarsi  senza  troppe  difficoltà  in 
Togo.

In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto, sicco-
me adempiti, i presupposti per formulare una prognosi favorevole con 

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riferimento alle effettive possibilità per la stessa di un adeguato reinse-
rimento sociale nel suo Paese d'origine.

L'allontanamento  è  pertanto  ragionevolmente  esigibile  nella  fattispe-
cie.

8.4 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  la ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio per lei ed il figlio (art. 8 cpv. 4 LAsi).

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

8.5 Visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissi-
bile, ragionevolmente esigibile e possibile. Di conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione confermata.

9.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il di -
ritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 
prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuri -
dicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto.

10.
Ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di esito favorevole, la do-
manda di  assistenza giudiziaria,  nel  senso della dispensa dal  paga-
mento delle spese processuali, è respinta (art. 65 cpv. 1 PA).

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché gli art. 2 e 3 lett. b del regolamento sulle tasse e  
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

12.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico della ricorrente. 
Il succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N (...) (per corriere 
interno; in copia)

- L._______ (in copia)

Il giudice dell'istruzione La cancelliera

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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