# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b9c38cad-f235-5375-a069-94334be5bd54
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-25
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 25.08.2010 D-5803/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5803-2010_2010-08-25.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5803/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 5  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard,
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Mongolia,
rappresentato dal lic. iur. C._______. 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 9 agosto 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5803/2010

Visti: 

la prima domanda d'asilo che l'interessato e sua madre hanno presen-
tato in Svizzera in data (...);

la  decisione di  non entrata nel  merito  del 14 giugno 2010 dell'Ufficio 
federale  della  migrazione  (UFM) che  ha  respinto  la  menzionata  do-
manda ed ha ordinato l'allontanamento dei richiedenti dalla Svizzera;

il ricorso del 16 giugno 2010 avverso detta decisione; 

la  sentenza del 23 giugno 2010 del  Tribunale amministrativo federale 
(TAF) che ha respinto il ricorso;

la seconda domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presenta-
to, da solo, in data (...);

la notifica del 19 luglio 2010 con la quale l'UFM ha riconosciuto la mi-
nor età del richiedente;

il verbale d'audizione del 19 luglio 2010; 

la convocazione della persona di fiducia del 26 luglio 2010;

il verbale d'audizione del 3 agosto 2010 che si è svolta in presenza di 
un sostituto della persona di fiducia ed in occasione della quale all'in-
teressato è stato conferito il diritto di essere sentito in merito all'appli -
cazione  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  e  della  legge  sull'asilo  del  26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31);

la decisione dell'UFM del 9 agosto 2010, notificata il medesimo giorno 
all'interessato  e,  per  fax  e  raccomandata,  al  suo  rappresentante 
(cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 16 agosto 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 17 agosto 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi al TAF in data 17 agosto 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti nel caso di specie che, se 
necessari, verranno ripresi nei considerandi che seguono;

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e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù  dell'art.  31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che  il  ricorrente  è  toccato  dalla  decisione  impugnata  e  vanta  un 
interesse  degno  di  protezione  all'annullamento  o  alla  modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a - c PA) e che è pertanto legittimato ad 
aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA e 108 LAsi), alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e 
che gli altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti;,

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i ricorsi manifestamente fondati o infondati, ai sensi dei motivi che 
seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art.  111a  LAsi)  dal 
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e  
LAsi) e la decisione è motivata solo sommariamente (art. 111a cpv. 2 
LAsi);

che ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che l'interessato ha dichiarato di essere cittadino della Mongolia, origi-
nario  di  D._______  e  che,  dopo  aver  ricevuto  la  sentenza  del  TAF 
relativa alla prima procedura d'asilo, egli e la madre si sarebbero recati 
inizialmente ad E._______ ed in seguito a F._______, ove un italiano 
incontrato  per  strada  li  avrebbe  ospitati  sino  all'(...);  che,  con 
l'intenzione  di  tornare  a  G._______,  i  due  si  sarebbero  fatti 

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accompagnare alla stazione di F._______ e che, dopo essersi recato 
ad  acquistare  dell'acqua  su  richiesta  della  madre,  il  ricorrente  non 
l'avrebbe  più  ritrovata;  che,  aspettando  invano  in  stazione  il  ritorno 
della  madre,  egli  sarebbe ripartito  il  giorno seguente  in  direzione di  
G._______,  sperando  di  ritrovarla  in  loco;  che,  sebbene  egli  abbia 
provato  a  rintracciare  la  madre  cercando  di  chiamarla  sul  cellulare, 
non  l'avrebbe  più  rivista  (cfr. verbale  d'audizione  del  19 luglio 2010, 
pag. 2);

che  l'insorgente  ha  confermato  che  i  suoi  motivi  d'asilo  sarebbero 
identici a quelli invocati nella prima domanda, ovvero le violenze e le  
minacce di vendetta subite da lui e dalla madre in patria da parte della  
famiglia di un ragazzo che la madre avrebbe investito con l'automobile  
e gravemente ferito (cfr. verbale d'audizione del 19 luglio 2010, pag. 5 
e verbale d'audizione del 3 agosto 2010, pag. 2); 

che,  con  decisione  del  9 agosto 2010,  l'UFM  ha  constatato  che  la 
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti  
dal ricorrente nella presente procedura non sono propri a motivare la  
qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione 
provvisoria;

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio ha 
anche  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Mongolia  siccome  lecita, 
esigibile  e  possibile  ed  ha  fissato,  ex  art.  17b  cpv.  4  LAsi,  un 
emolumento di CHF 600.-;

che nel gravame, l'insorgente fa valere che data la sua minore età –
che tra l'altro non sarebbe contestata dall'autorità inferiore – l'allonta-
namento non sarebbe ragionevolmente esigibile in considerazione del 
fatto che l'UFM non avrebbe intrapreso le necessarie misure istruttorie 
per determinare, nell'interesse superiore del fanciullo, le condizioni ne-
cessarie per un suo rinvio nel Paese d'origine, e in particolare, quale  
sia la situazione famigliare, sociale e professionale in patria e la dispo-
nibilità concreta dei genitori, di altri famigliari o di enti per la protezione 
dell'infanzia a riaccogliere il ricorrente in Mongolia;

che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto l'annullamento della deci-
sione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferio-
re per una nuova decisione nel merito; che egli ha altresì presentato 

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una domanda di  assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal 
versamento delle spese anticipate di giustizia;

che il  TAF esamina liberamente il  diritto  federale, l'accertamento dei 
fatti e l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi invocati dalle  
parti (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi del provvedimento litigioso 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3);

che, giusta l'art. 7 cpv. 2 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), per il richieden-
te  l'asilo  minorenne,  che  non è  accompagnato,  viene  nominata  una 
persona di fiducia per la durata della procedura d'asilo o d'allontana-
mento, ma al massimo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, 
oppure fino al raggiungimento della maggiore età; che la designazione 
di una persona di fiducia presuppone tuttavia la dimostrazione da par-
te del richiedente l'asilo, perlomeno nel senso della probabilità prepon-
derante, dell'allegata minorità (v. Giurisprudenza ed Informazioni della 
Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n. 22 
e relativo riferimento); che, nell'ambito dell'accertamento dei fatti, è al -
tresì possibile  ricorrere  all'ausilio  di  metodi  scientifici  (art.  7  cpv. 1 
OAsi 1);

che nel caso in rassegna, l'UFM ha considerato verosimile la minor età 
del richiedente, il quale ha dichiarato di essere nato il 10 gennaio 1995 
nella prima procedura d'asilo e il 10 gennaio 1996 nel caso in rasse-
gna, nominando a sua tutela un rappresentante di fiducia nella perso -
na del lic. iur. C._______ (cfr. scritto del 19 luglio 2010);

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente la procedura d'asilo, è rientrato nel Paese d'origine o di pro-
venienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano in -
tervenuti  nel frattempo fatti  propri  a motivare la qualità di  rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria;

che, preliminarmente, il codesto Tribunale osserva che la precedente 
procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con la crescita in giudi-
cato  della sentenza del TAF D-4370/2010 del  23 giugno 2010 con la 
quale il ricorso del ricorrente e della di lui madre è stato respinto;

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che, questo Tribunale ritiene che nella presente come nella precedente 
procedura, il ricorrente non ha presentato argomenti o prove suscetti-
bili di giustificare una diversa valutazione rispetto a quella di cui all'im-
pugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  merito  della  domanda d'asilo 
giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi);

che, infatti, il ricorrente stesso ha confermato sia dinanzi all'autorità di  
prima istanza, sia in sede ricorsuale che i motivi d'asilo erano gli stessi  
di  quelli  invocati  nella  prima procedura  (cfr. verbale  d'audizione  del 
19 luglio 2010, pag. 5; verbale d'audizione del 3 agosto 2010, pag. 2 e 
ricorso, pag. 2);

che, pertanto, conformemente all'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi,  l'UFM ha 
considerato che i fatti  addotti  dal ricorrente nella presente procedura 
d'asilo, non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti  
per la concessione della protezione provvisoria;

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito il ricorso, destituito d'ogni minimo fondamento, non merita tutela 
e la decisione impugnata va confermata;

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or-
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]);

che, di conseguenza, anche su questo punto, la decisione dell'UFM va 
confermata;

che,  per  contro,  ad  altro  esito  giunge  codesto  Tribunale  quo 
all'esecuzione dell'allontanamento;

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20), 
entrata in vigore il 1° gennaio 2008; che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, l'e-
secuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art.  83  cpv. 2 
LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile 
(art. 83 cpv. 4 LStr);

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che dette condizioni per una rinuncia all'esecuzione dell'allontanamen-
to – impossibilità, inammissibilità ed inesigibilità – sono di natura alter-
nativa (cfr. GICRA 2006 n. 6, consid. 4.2);

che nel quadro dell'esame dell'interessato, l'autorità di prime cure ha 
ritenuto  che,  considerati  gli  obblighi  di  protezione  derivanti  dalla 
Convenzione  del  20  novembre  1989  sui  diritti  del  fanciullo  (CDF, 
RS 0.107) nonché la loro attuale concretizzazione nel  diritto interno, 
l'esecuzione dell'allontanamento deve essere considerata lecita;

che l'UFM ha pure considerato l'esecuzione di detta misura ragionevol-
mente esigibile; che, in effetti, sebbene detto Ufficio abbia ritenuto la 
minore età dell'insorgente,  esso ha tuttavia sottolineato che non era 
dato sapere esattamente l'età dello stesso, vista in particolare l'assen-
za di documenti e le dichiarazioni contraddittorie dell'interessato tra le 
due domande d'asilo presentate circa l'anno di nascita; che, nonostan-
te la minor età, secondo l'UFM, il ricorrente ha dato prova di maturità 
muovendosi  da solo in  un Paese straniero sino a presentare di  sua 
iniziativa una seconda domanda d'asilo; che inoltre ha considerato che 
egli è istruito, essendo andato a scuola all'età di 7 anni ed avendo così 
maturato una formazione scolastica di  8  anni; che tali  elementi  e  la 
socializzazione  avvenuta  nel  suo  Paese  hanno  indotto  l'autorità 
inferiore a ritenere che egli non avrebbe problemi di reintegrazione in 
caso  di  rientro  e  che,  data  l'inverosimiglianza  riguardo  alle  sue 
generalità, alla rete famigliare in patria, alla sua residenza e alla sua 
religione,  vi  è  ragione  di  concludere  che  egli  dissimuli  la  sua  reale 
condizione in Mongolia per i bisogni della causa; 

che,  infine,  detto  Ufficio  ha ritenuto  l'esecuzione dell'allontanamento 
possibile sia sul piano tecnico che pratico;

che l'interessato ha fatto valere, mediante ricorso, che l'UFM non ha 
svolto quegli atti istruttori richiesti dalla giurisprudenza in caso di mi-
norenni prima di dichiarare, lecita, possibile e ragionevolmente esigibi -
le l'esecuzione dell'allontanamento verso la Mongolia; che, in partico -
lare, egli asserisce che l'esecuzione del suo allontanamento non è ra -
gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), essendo egli minore e po-
sto che l'UFM non ha in alcun modo istruito la causa nel senso di veri -
ficare  quale  sia  la  situazione  famigliare,  sociale  e  professionale  in 
Mongolia e quale sia la disponibilità concreta dei genitori, di altri fami-
gliari o di enti per la protezione dell'infanzia a riaccogliere il ricorrente 
in patria; 

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che codesto  Tribunale  ritiene le  affermazioni  dell'UFM in merito  alla 
conclusione che egli  abbia  una rete famigliare  e sociale in  patria  in 
grado di sostenerlo, dedotta sia dall'inverosimiglianza dei motivi d'asilo 
addotti sia da quella sulle generalità, la rete famigliare, la sua residen-
za e la sua religione, come supposizioni espresse senza aver effettua-
to alcun accertamento in merito; che, pertanto, sono necessari  degli 
ulteriori chiarimenti per accertare l'esistenza di un impedimento all'e -
secuzione del allontanamento del ricorrente;

che nel caso in rassegna, benché non sia stato depositato alcun docu-
mento, emerge dagli atti e dalla decisione avversata che l'UFM ha rite -
nuto verosimile la minor età allegata dal richiedente; che, infatti, detto 
Ufficio  benché  non  possa  sapere  esattamente  l'età,  ha  considerato 
che egli è minorenne, di 14 o di 15 anni, e per questo motivo è stata 
nominata una persona di fiducia, il cui sostituto ha partecipato in sede 
di audizione formale;

che secondo la giurisprudenza, la  valutazione dell'allontanamento di 
un minorenne non accompagnato presuppone la chiarificazione della 
sua situazione personale sotto l'aspetto specifico del bene del fanciul -
lo; che l'esecuzione dell'allontanamento di un minore suppone che sia 
stato  chiarito,  già  allo  stadio  dell'istruzione,  in  quale  misura  potrà 
essere  preso a carico,  dopo il  suo ritorno,  da un membro della  sua 
famiglia o da un istituto specializzato; che l'autorità  di  prima istanza 
non  può  limitarsi  ad  affermare  che  l'esecuzione  dell'allontanamento 
del richiedente è esigibile, perché egli può ritornare nella sua famiglia 
o perché nel suo Paese d'origine esistono delle istituzioni appropriate 
alle  quali  può indirizzarsi; che tale  maniera di  procedere costituisce 
una  constatazione  incompleta  dei  fatti  pertinenti  (cfr.  GICRA  2006 
n. 24 consid. 6; GICRA 1999 n. 2 consid. 6b e 6c; GICRA 1997 n. 23);

che la portata dell'obbligo imposto all'autorità d'asilo deve essere con-
siderata in funzione dell'età del  richiedente minorenne (GICRA 1998 
n. 13 consid. 5e bb pag. 100); che, in altri termini, se da un lato, non 
può essere di regola rimproverata al minorenne particolarmente giova-
ne una violazione dell'obbligo di collaborare, ancorché abbia addotto 
in modo insufficientemente chiaro e completo gli argomenti a sostegno 
della sua domanda d'asilo, dall'altro, ci si può attendere da un mino-
renne alla soglia della maggiore età che dia delle indicazioni sufficien-
temente  precise  sulla  sua  persona e  sui  motivi  del  suo  espatrio,  di  

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modo che esse non lascino dubbi sulla volontà del medesimo di colla-
borare con l'autorità;

che, come rilevato in precedenza, l'UFM ha ammesso che il ricorrente 
è minorenne; che trattandosi di minori non accompagnati, la Svizzera 
è  tenuta  dalle  disposizioni  della  CDF,  in  particolare  al  principio 
dell'interesse superiore del fanciullo ai sensi dell'art. 3 cpv. 1 CDF e in  
applicazione del suo art. 22 cpv. 2, le autorità degli Stati parte devono 
intraprendere  tutte  le  investigazioni  possibili  al  fine  di  localizzare  i  
genitori o altri membri della famiglia del richiedente, per poi ottenere le 
indicazioni  necessarie  per  permettere  al  minore  di  ricongiungersi  a 
loro nel suo Paese d'origine (GICRA 1997 n. 23 consid. 5);

che,  per quanto ci si trovi nella fattispecie dinanzi ad un caso limite,  
data l'età del ricorrente – che in ogni modo non è ancora giunto alla 
soglia  della  maggiore  età  –  e  le  considerazioni  dell'UFM,  codesto 
Tribunale  osserva  che  non  è  stata  presa  nessuna  misura  atta  a 
verificare  se  e  da  chi,  in  caso  di  ritorno,  il  ricorrente  potrà  essere 
accolto;

che, in altre parole, nulla permette d'affermare con certezza, o almeno 
con un grado di probabilità sufficiente, che i genitori del richiedente si 
trovano ancora – oppure nuovamente  per  quanto  riguarda la  madre 
scomparsa – in Mongolia; 

che  qualora  non  fossero  raggiungibili  i  genitori,  v'è  da  determinare 
l'effettiva capacità di altre istituzioni che permetterebbero di accogliere 
e di prendere a carico il fanciullo; 

che, di conseguenza, lo scrivente Tribunale è dell'avviso che il modo di 
procedere dell'UFM non ha permesso di determinare con chiarezza ed 
una  precisione  sufficiente  se  l'esecuzione  dell'allontanamento 
dell'interessato è ragionevolmente esigibile  (art. 83  cpv. 4 LStr); che 
l'UFM,  avendo  ammesso  la  minor  età  del  ricorrente,  non  avrebbe 
dovuto limitarsi a supporre dalle contraddizioni del ricorrente, che egli  
dissimuli la sua reale condizione in Mongolia per i bisogni della causa 
e che quindi egli abbia in patria una rete famigliare e sociale in grado 
di sostenerlo; 

che,  da  quanto  esposto,  discende  che  quo  all'esecuzione 
dell'allontanamento la decisione impugnata incorre nell'annullamento a 
causa dell'accertamento incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti;

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che  quando  il  TAF  annulla  una  decisione,  esso  può  sostituirsi 
all'autorità  inferiore  e  giudicare  direttamente  nel  merito  o  rinviare  la 
causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per nuovo giudizio 
(art. 61 cpv. 1  PA;  ULRICH HÄFELIN /  GEORG MÜLLER /  FELIX UHLMANN, 
Allgemeines Verwaltungsrecht, 5a ed., Zurigo 2006, n. 1977 pag. 418); 
che questo Tribunale si sostituisce all'autorità inferiore segnatamente 
se  gli  atti  sono  completi  e  comunque  sufficienti  a  statuire 
sull'applicazione del diritto federale (v. sentenza del TAF del 25 luglio 
2007 D-6735/2006 consid. 11 e relativo riferimento);

che tale non è il caso nella presente fattispecie;

che gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché 
la  stessa  proceda,  in  termini  ragionevoli  (art.  29  cpv.  1  della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile 
1999  [Cost.,  RS 101]),  a  completare  l'accertamento  dei  fatti 
determinanti  e  a  pronunciare  una  nuova  decisione  rispettosa  dei 
considerandi della presente sentenza;

che  in  tale  ambito  viene  invitato  l'UFM  ad  effettuare  un'inchiesta 
condotta con la collaborazione delle ambasciate competenti, oltre che, 
se necessario, un'audizione complementare del richiedente;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che  essendo  il  ricorso  parzialmente  accolto,  si  giustifica  il  condono 
della  metà  delle  spese  processuali  poste  a  carico  dell'insorgente 
(art. 63 cpv. 1 PA e art. 2 e 3 lett. a del Regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che le stesse ammonta-
no quindi a CHF 300.-;

che, in considerazione che l'insorgente è difeso da un mandatario, si 
giustifica  l'attribuzione  di  un'indennità  a  titolo  di  spese  ripetibili 
(art. 64 PA ed art. art. 7 segg. del TS-TAF); che la stessa, in assenza 
di una nota dettagliata, è fissata d'ufficio in CHF 200.- (art. 14 cpv. 2  
TS-TAF). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso, limitatamente alla questione d'esecuzione dell'allontanamen-
to, è accolto. Per il resto è respinto.

2.
Gli atti  di causa sono rinviati  all'autorità inferiore affinché proceda al  
completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di una nuova decisio-
ne ai sensi dei considerandi. 

3.
Le spese processuali, di CHF 300.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di  30 giorni  dalla  spedizione della 
presente sentenza.

4.
L'UFM rifonderà al ricorrente CHF 200.- a titolo di spese ripetibili.

5.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata)
- UFM, Centro di registrazione e di procedura di G._______ con alle-

gato l'incarto N [...] (per corriere interno; in copia)
- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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