# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2c1530e7-e18e-5e5c-bb02-1cf5cb828714
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-12-14
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 14.12.2005 BK 2005 71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_BK-2005-71_2005-12-14.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Tribunale cantonale dei Grigioni
Dretgira chantunala dal Grischun

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Rif.: Coira, 14 dicembre 2005 Comunicata per iscritto il: 
BK 05 71

Decisione
Camera di gravame

Presidenza Vicepresidente Bochsler
Giudici Rehli e Hubert 
Attuario Crameri

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Visto il gravame

di C., impugnante,

contro

il decreto di abbandono parziale e di cessione della Procura pubblica dei Grigioni 
del 7 ottobre 2005, comunicato l’11 ottobre 2005, in re contro A., opponente al 
gravame, 

concernente violazione di domicilio ecc.,

è risultato:

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A. Tra il 13 ed il 15 di gennaio 2005 A. s’è immessa sulla particella 
edificata no. B. di proprietà di C., sita sul territorio del Comune di D.. Ivi coll’aiuto di 
suo padre e di suo marito ha tagliato una quercia quasi secolare, trasportato la 
partita di legname con un trattore a casa sua e danneggiato il terreno. Secondo il 
rapporto del Posto di D. della Polizia cantonale dei Grigioni del 21 aprile 2005, la 
quercia è stata valutata circa fr. 200.-- ed il danno al terreno circa fr. 100.--.

B. Querelata il 5 aprile 2005 da C. per violazione di domicilio, furto 
nonché danneggiamento ed interrogata dalla polizia, A. ha confessato d’aver 
abbattuto la pianta ed asportato il legname col consenso di E., l’inquilina del fondo 
di C.. Ciò è stato contestato da quest’ultima, che ha deposto d’averle chiaramente 
detto che il permesso per tagliare l’albero doveva esser chiesto al proprietario del 
terreno.

Il 25 maggio 2005 la Procura pubblica dei Grigioni ha aperto un procedimento 
penale contro A. per gli anzidetti reati. Confrontata col querelante, essa ha 
confermato la sua deposizione fatta alla polizia. 

Con decreto del 7 ottobre 2005, comunicato l’11 ottobre 2005, la Procura 
pubblica ha abbandonato la procedura per violazione di domicilio ai sensi dell’art. 
186 CP. Quanto al furto ed al danneggiamento ai sensi degli artt. 139 cifra 1 CP e 
144 cpv. 1 CP la causa è stata ceduta al Presidente del Circolo di F. in applicazione 
dell’art. 172ter cpv. 1 CP. A motivo è in sostanza addotto che per quanto riguarda la 
violazione di domicilio, la protezione dell’art. 186 CP non si estende unicamente ad 
una casa, ad un’abitazione e ad un locale chiuso di una casa, ma anche ad uno 
spiazzo o giardino cintati, attigui ad una casa. Il tenore della disposizione richiede 
quindi una stretta connessione dello spiazzo con uno stabile. Per costante dottrina 
e prassi un prato cintato, discosto da una casa, non gode della tutela del diritto 
penale. Stando alle prove fornite ciò è il caso nell’evenienza concreta. Il prato in 
questione non è adiacente alla casa C., ma da questa discosto. Esso non può perciò 
essere reputato uno spiazzo o un giardino attiguo ad una casa giusta l’art. 186 CP. 
Per questo motivo una condanna della querelata è improbabile. Quanto poi al furto 
ed al danneggiamento è esposto che stando al rapporto della polizia, la quercia è 
valutata circa fr. 200.-- ed il danno al prato circa fr. 100.--. Trattasi quindi di reati di 
poca entità, che sono reputati delle contravvenzioni. Esse devono essere perseguite 
e giudicate dal presidente di circolo. 

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C. Il 28 ottobre 2005 C. s’è aggravato alla Camera di gravame del 
Tribunale cantonale dei Grigioni, ha chiesto l’annullamento del decreto di 
abbandono parziale e di cessione nonché il complemento dell’istruttoria.

La Procura pubblica ha rinunciato ad una presa di posizione. A. ha ammesso 
d’aver sbagliato; ha però ribadito che senza il permesso della locataria non avrebbe 
abbattuto la quercia. 

La Camera di gravame considera :

1. a) Ai sensi dell’art. 138 LGP il gravame alla Camera di gravame del Tri-
bunale cantonale dei Grigioni può essere proposto contro i decreti e le decisioni del 
Procuratore pubblico nonchè contro gli atti degli organi inquirenti da lui approvati 
(decreti di rifiuto e d’abbandono). Giusta l’art. 139 cpv. 1 LGP è legittimato a proporlo 
chiunque è colpito dal decreto impugnato e fa valere un interesse tutelabile alla sua 
abrogazione o modifica. Segnatamente il danneggiato può presentare gravame 
contro decreti di rifiuto e d’abbandono (art. 81 e 82 LGP). Le premesse della legitti-
mazione - l’esser colpito dal querelato decreto e l’interesse tutelabile alla sua abro-
gazione o modifica - devono essere adempite cumulativamente. Il gravame dev’es-
sere motivato e presentato entro 20 giorni dalla ricezione del decreto impugnato 
(art. 139 cpv. 2 e 3 LGP, 20 LPAC).

Danneggiato e di conseguenza legittimato a proporre gravame è, per co-
stante dottrina, chi ha subito direttamente un pregiudizio ideale o materiale da un 
atto punibile. Danneggiato ai sensi del diritto processuale penale è quindi la vittima, 
vale a dire il soggetto giuridico del diritto, protetto dall’ordinamento penale, contro 
cui è rivolto il reato. Che il danneggiato sia legittimato ad inoltrare gravame (art. 139 
cpv. 1 LGP) dev’essere inteso come esempio. Come è stato esposto, legittimato è 
soltanto chi è colpito dall’impugnato decreto e fa valere un interesse tutelabile alla 
sua abrogazione o modifica. Conformemente alla prassi della Camera di gravame 
è ritenuto colpito da una decisione chi sta in una relazione particolarmente stretta 
coll’oggetto della stessa (PTC 1993 no. 41, 1988 no. 54), ed un interesse tutelabile 
ai sensi dell’art. 139 cpv. 1 LGP è reputato l’interesse giuridico. Interesse giuridico 
è ritenuto anche il presunto o supposto pregiudizio ideale e materiale alla situazione 
giuridica dell’impugnante (PTC 1993 no. 41, 1988 no. 54).

b) Titolare del diritto ai sensi dell’art. 186 CP è colui che gode del potere 
di disporre dei locali, indipendentemente dal fatto se questo basa su un diritto reale 

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o obbligazionario oppure su un rapporto di diritto pubblico (cfr. Delnon/Rüdy, Basler 
Kommentar StGB II, 2003, art. 186 n. 15; Stratenwerth/Jenny, Schweizerisches 
Strafrecht, Besonderer Teil I, 6. Aufl. Bern 2003, § 6 n. 7; Reh-
berg/Schmid/Donatsch, Strafrecht III, 8. Aufl. Zürich 2003, pag. 395; DTF 103 IV 
162 seg.). È un immobile locato, è il locatario che detiene i locali a lui lasciati e che 
dispone direttamente degli stessi, segnatamente che decide chi in questi può 
trattenersi; i rapporti di proprietà sono irrilevanti. Il diritto del proprietario quale parte 
dei diritti della personalità del detentore di un locale spetta perciò esclusivamente al 
locatario, non contemporaneamente al locatore che ha rinunciato all’effettivo potere 
di disposizione dei locali locati (DTF 83 IV 156 seg.). Nel concreto caso l’impugnante 
ha locato il proprio fondo a E. ed al suo marito (atti ni. 6 e 7). Di conseguenza il 
diritto del proprietario spetta alla locataria. Questo diritto dell’impugnante non è stato 
violato dall’opponente; nei confronti del proprietario del fondo una violazione di 
domicilio non è stata perpetrata. Per quanto riguarda questo delitto unicamente la 
locataria è pregiudicata ed autorizzata a presentare querela e non l’impugnante. 
Non può questi proporre querela, non è nemmeno legittimato ad inoltrare gravame 
contro l’abbandono della procedura per violazione di domicilio. Su questa 
conclusione il gravame è quindi irricevibile.

c) L’impugnato decreto d’abbandono parziale meriterebbe conferma 
anche per un altro motivo. Giusta l’art. 186 CP chiunque, indebitamente e contro la 
volontà dell’avente diritto, s’introduce in una casa, in un’abitazione, in un locale 
chiuso di una casa oppure in uno spiazzo, in una corte o in un giardino cintati ed 
attigui ad una casa, è punito, a querela di parte, con la detenzione o con la multa. 
Protetti sono quindi anche lo spiazzo, la corte ed il giardino, se sono cintati ed adi-
acenti ad una casa. Cintate significa che queste aree di terreno devono essere cir-
condate, p. es. da un recinto o da una siepe. Determinante è la riconoscibilità o 
percettibilità della delimitazione. Ulteriore premessa secondo il tenore della disposi-
zione è poi la stretta connessione con una casa, sicchè un prato cintato, ma discosto 
da una casa non è protetto (cfr. Delnon/Rüdy, op. cit., art. 186 CP n. 12; 
Stratenwerth/Jenny, op. cit., § 6 n. 5; Rehberg/Schmid/Donatsch, op. cit., pag. 394).

La Procura pubblica ritiene a ragione che il prato, ove è stata tagliata la quer-
cia, non può essere reputato un giardino o uno spiazzo attiguo ad una casa, non 
essendo esso adiacente alla casa C., ma discosto da questa. Infatti dalla planimetria 
1 : 1000 (atto no. 4), dalle fotografie (atto no. 14) e dai verbali degli interrogatori (atti 
ni. 8 pag. 1 e 17 pag. 3) si evince che il prato non circonda la casa come il giardino, 
ma si trova oltre quest’ultimo. Manca quindi la stretta connessione del prato con la 

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casa. A ciò s’aggiunge poi che unicamente sul lato sud-ovest del prato, a ridosso 
del sentiero comunale, c’è un muro di sasso, mentre che sugli altri lati manca una 
recinzione. Ciò può esser dedotto anche dalla circostanza che l’impugnante stesso 
non conosceva esattamente il corso del limite della sua particella, poiché ha quere-
lato l’opponente pure per l’abbattimento di un frassino, che non si trovava sulla sua 
proprietà. È perciò d’ammettere che anche la delimitazione del prato non è ricono-
scibile. Non riconoscibilmente cintato e non attiguo alla casa il prato non è quindi 
protetto dall’art. 186 CP. Di conseguenza la critica all’abbandono della procedura 
per violazione di domicilio si rivela infondata anche nel merito.

2. a) Diversa è invece la situazione quanto all’autorizzazione a presentare 
gravame contro il decreto di cessione della causa di furto della quercia e di 
danneggiamento del terreno. Senza dubbio nei confronti dell’impugnante le 
anzidette premesse della legittimazione per proporre gravame sono adempite 
(Padrutt, Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons Graubünden, 2. Aufl. 
Chur 1996, art. 138 cifra 2.2). Il gravame è poi stato inoltrato tempestivamente e 
nella dovuta forma, per cui è ricevibile in ordine.

b) La quercia di circa 80 anni e il danno al terreno sono stati valutati circa 
fr. 200.--, rispettivamente circa fr. 100.--. Manifestamente queste stime si fondano 
sul rapporto di polizia del 21 aprile 2005 (atto no. 5), ma non è dato di sapere come 
siano stati calcolati quest’importi. Segnatamente la stima dell’albero, secondo 
l’esperienza della vita, si rivela insostenibile. L’impugnante la reputa ridicola e 
fornisce la valutazione della guardia forestale del Circolo della H.. Questi fa valere 
che la stima in denaro della quercia è difficile, poiché oltre al valore della legna ci 
sono diversi altri aspetti da prendere in considerazione, quali il valore paesaggistico, 
ecologico ed individuale. Egli propone, quale compensazione, di sostituire la pianta 
abbattuta con la messa a dimora di due o tre roveri in modo d’aumentare la 
possibilità che almeno un albero possa sopravvivere. A suo dire una pianta di rovere 
dell’altezza di 3 – 4 m e del diametro di 8 – 10 cm costa fr. 500.--, a cui vanno 
aggiunte le spese di trasporto e di piantagione di fr. 300.--. I costi della proposta 
sostituzione ammontano quindi a fr. 1'600.-- o fr. 2'400.--. Allo stato degli atti è perciò 
lecito inferire che la valutazione della polizia è troppo bassa e manifestamente si 
riferisce al legname della pianta tagliata, mentre che il valore di una quercia di circa 
80 anni è di molto maggiore. Quanto poi al danneggiamento del terreno, la polizia 
l’ha valutato circa fr. 100.--, ma anche a tal proposito agli atti non vi sono dei cenni 
in che consista il danno causato e che lavori di riparazione o d’eliminazione dello 
stesso siano stati eseguiti. Ne viene che nella misura in cui ha per oggetto la ces-

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sione della causa di furto e danneggiamento, il gravame va accolto e l’impugnato 
decreto annullato. La causa è rinviata alla Procura pubblica per il chiarimento del 
valore della quercia e del danno al terreno e per nuova decisione.

3. L’esito di questa procedura ha per conseguenza che i costi della 
stessa vanno per metà a carico del Cantone dei Grigioni e per metà a carico 
dell’impugnante (art. 160 cpv. 3 LGP). Per costante prassi all’impugnante non 
rappresentato da un avvocato non è assegnata un’indennità a titolo di ripetibili (cfr. 
le decisioni della Camera di gravame del Tribunale cantonale dei Grigioni BK 05 50 
del 14 settembre 2005, 05 24 del 15 febbraio 2005, 03 50 del 24 novembre 2003).

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La Camera di gravame decide :

1. In quanto ha per oggetto la cessione concernente i reati di furto ai sensi 
dell’art. 139 cifra 1 CP e danneggiamento ai sensi dell’art. 144 cpv. 1 CP, 
entrambi in unione coll’art. 172ter cpv. 1 CP, l’impugnato decreto è annullato 
e la causa è rinviata alla Procura pubblica nel senso dei considerandi.

2. Per il resto il gravame è irricevibile.

3. I costi della procedura di gravame di fr. 600.-- vanno a carico dell’impugnante 
e del Cantone dei Grigioni in ragione della metà cadauno.

4. Comunicazione a:

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Per la Camera di gravame del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Vicepresidente L'Attuario