# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 007755be-9716-51da-9dfc-20705219c491
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-11-17
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 17.11.2008 U 2008 83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2008-83_2008-11-17.pdf

## Full Text

U 08 83

1a Camera 

SENTENZA
del 17 novembre 2008

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente rapporto di servizio (nomina)

1. In data 30 maggio 2008, il Municipio del Comune di … procedeva alla 

pubblicazione del bando di concorso per l’assunzione del tecnico comunale. 

Quali requisiti venivano richiesti “un diploma d’ingegnere/architetto STS, 

assistente tecnico edile, o formazione equivalente”. L’avviso precisava che “si 

darà la preferenza a candidati con pratica professionale nella direzione e 

organizzazione di lavori edili o del genio civile, con buone conoscenze dell’uso 

PC e della lingua tedesca”. Le condizioni di retribuzione erano quelle tra la 

13a e la 15a classe della scala prevista dall’organico cantonale. Tra i sei 

interessati che candidavano per il posto messo a concorso, l’esecutivo 

comunale convocava A. e B. per un colloquio personale. In base alle 

risultanze di tale colloquio, con decisione 27 agosto 2008, il Municipio di … 

comunicava a A. che la scelta era caduta su di un altro candidato. In effetti, 

l’esecutivo decideva di assumere quale tecnico comunale B. e il 29 agosto 

veniva sottoscritto il contratto di lavoro. 

2. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 23 

settembre 2008, A. chiedeva l’annullamento della decisione impugnata e che 

venisse in sede giudiziaria nominato tecnico comunale. Per l’istante, il 

candidato prescelto non avrebbe avuto, quanto a diplomi e esperienza 

professionale, i requisiti richiesti dal bando di concorso.

3. Nella propria presa di posizione il Comune di … chiedeva - in via principale - 

la reiezione del ricorso per quanto lo stesso fosse da ritenersi ricevibile ed - 

in via eventuale e nella denegata ipotesi di un accoglimento del ricorso - la 

semplice constatazione del carattere illegale della decisione di nomina. Il 

ricorrente non avrebbe ottenuto l’impiego, poiché avrebbe avanzato delle 

pretese salariali mensili al netto pari a fr. 8'000.00 e pertanto manifestamente 

superiori a quanto previsto dal bando di concorso. Per questo la scelta 

sarebbe caduta sul candidato la cui formazione professionale veniva ritenuta 

equivalente a quella richiesta ed che avrebbe avanzato delle pretese salariali 

del tutto compatibili con le classi di salario previste per detta funzione. Il fatto 

che la decisione intimata al candidato non recasse i motivi della diversa scelta 

operata dall’esecutivo non sarebbe censurabile, non avendo il ricorrente alcun 

diritto alla nomina. Per il resto, il comune avrebbe già concluso un contratto di 

lavoro con il candidato prescelto, motivo per cui anche un eventuale esito 

positivo del ricorso potrebbe comportare solo la possibilità di constatare 

giudizialmente l’illiceità della scelta operata, ma non quella di nominare il 

ricorrente in qualità di tecnico comunale, anche perché altri candidati 

entrerebbero ancora in considerazione. 

4. Replicando il ricorrente contestava essenzialmente di aver avanzate pretese 

salariali non conciliabili con il bando di concorso e adduceva di essere in 

qualsiasi momento stato disposto a ridurre la propria pretesa, qualora il 

comune avesse insistito su tale fatto. Dal canto suo il comune ribadiva 

l’irremovibilità delle pretese salariali del candidato e quindi l’esclusione dalla 

presa in considerazione di detta candidatura per tale motivo. 

5. Chiamato a determinarsi sul ricorso, B. confermava di essersi nel frattempo 

licenziato dalla precedente attività e di aver già sottoscritto il nuovo contratto 

di lavoro con il comune convenuto. 

6. Dal contratto allegato alla presa di posizione del candidato prescelto risulta 

chiaramente come la classe di salario pattuita tra le parti rispetti pienamente i 

parametri indicati dal bando di concorso. 

Considerando in diritto:

1. a) Giusta quanto previsto all’art. 5 del “Regolamento per la retribuzione di 

autorità, commissioni, funzionari, impiegati e dipendenti comunali” per 

funzionari, impiegati comunali e dipendenti comunali assunti sulla base 

dell’ordinanza cantonale sul personale, salvo particolari disposizioni prese dal 

Municipio o accordate fra le parti, viene applicata integralmente l’ordinanza 

cantonale e le relative disposizioni sul personale ed i successivi 

aggiornamenti. Il bando di concorso in parola precisava che “le condizioni di 

retribuzione e di impiego avvenivano in base alle disposizioni cantonali sul 

personale”, motivo per cui non vi possono essere dubbi sul carattere pubblico 

dell’impiego (come conferma pure il contratto in seguito stipulato tra il 

candidato prescelto e il comune convenuto) e pertanto sulla competenza di 

principio del Tribunale amministrativo a statuire sulla controversia, come del 

resto nessuna delle parti in causa sembra mettere in dubbio. 

b) Indipendentemente dall’esito del presente ricorso è improponibile la domanda 

volta al conferimento retroattivo della nomina. Senza una espressa base 

legale al riguardo, il Tribunale amministrativo non può per principio costringere 

un comune ad assumere un dipendente contro la sua volontà (vedi anche 

RDAT I-1994 no. 19 cons. 4). Al concorso in parola hanno poi partecipato 

anche altri interessati, per questo anche la presa in considerazione di altre 

candidature non potrebbe a questo stadio del procedimento essere esclusa. 

Con l’annullamento della decisione di nomina può al massimo venire 

semplicemente ristabilita la situazione posteriore all’introduzione delle 

candidature e precedente la designazione del dipendente. 

2. Conformemente all'art. 50 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA), è 

legittimato al ricorso chiunque sia interessato dalla decisione impugnata e 

abbia un interesse tutelabile all’abrogazione o alla modifica della decisione o 

chiunque vi sia autorizzato in base ad una prescrizione speciale. Giusta la 

costante prassi del Tribunale federale e anche del Tribunale amministrativo, 

salvo espressa base legale contraria (sentenza non pubblicata del Tribunale 

federale 2 P.330/2001 del 21 dicembre 2001 e DTF 112 Ia 178 e riferimenti), 

non sussiste per un funzionario o per un maestro un diritto ad essere rieletto 

(DTF 120 Ia 111 e riferimenti; PTA 1989 no. 6). A maggior ragione il candidato 

che non è stato prescelto in occasione di un concorso per un posto di lavoro 

nell’amministrazione non ha veste per impugnare nel merito la decisione con 

cui l’autorità ha nominato un altro concorrente: egli non ha alcuna pretesa 

giuridica di accedere a tale funzione e non possiede alcun diritto affinché la 

scelta dell’autorità cada su di lui anziché su di un terzo. In questo campo, 

come nell'ambito delle concessioni, dove pure non sussiste un diritto al rilascio 

di una concessione, il Tribunale amministrativo è legittimato ad esercitare il 

proprio potere d'esame limitatamente alla correttezza della procedura 

amministrativa che precede il rilascio di una decisione (PTA 1992 no. 41). In 

altri termini, l'istante non vanta un diritto ad essere nominato, ma solo a che 

la propria candidatura venga presa in considerazione dall’autorità di nomina 

qualora i presupposti del concorso siano adempiuti. Esso, quale partecipante 

al concorso di un ente pubblico è pertanto legittimato a contestare la 

procedura di nomina (DTF 114 Ia 307 cons. 3c) qualora invochi la violazione 

di norme volte a difendere gli interessi reciproci dei concorrenti (cfr. sentenze 

non pubblicate del Tribunale federale in re C.L. c. T.A e T.SA. del 9 marzo 

1993 e E. e D. F. c. M. del 4 maggio 1982). Anche nell'ambito del potere 

discrezionale di cui gode l'autorità chiamata a nominare un dipendente, 

questa è tenuta al rispetto del principio costituzionale della parità di 

trattamento, del rispetto della buona fede e all'ossequio dei disposti che 

delineano direttamente la situazione giuridica dei concorrenti (vedi sulla 

questione della violazione di diritti costituzionali anche l’art. 55 cpv. 2 cifra 1 

della Costituzione cantonale e STA U 05 62, concernente l’impugnabilità di 

esami di avvocatura). Nel caso in esame, il ricorrente come partecipante al 

concorso è dal Tribunale amministrativo reputato legittimato a proporre ricorso 

contro la nomina in oggetto, limitatamente però agli aspetti esposti in 

precedenza (PTA 1996 no. 10). 

3. Dal profilo formale, il ricorrente lamenta la mancata indicazione dei motivi che 

hanno giustificato la scelta operata e dei rimedi legali. Per quanto attiene a 

quest’ultima censura, l’istante non ha subito alcun pregiudizio dalla mancata 

indicazione delle vie di diritto, avendo introdotto il proprio ricorso entro i termini 

legali, motivo per cui non vi è alcun interesse ad una decisione di merito su 

questo tema e sulla presentazione del ricorso all’istanza precedente. 

Nell’ambito del presente procedimento, l’istante ha poi potuto determinarsi 

ampiamente, grazie al doppio scambio di scritti processuali, sui motivi della 

diversa scelta operata dall’autorità di nomina. La pretesa violazione del diritto 

ad una motivazione (vedi sulla necessità di una motivazione anche senza 

avere un diritto nel merito DTF 129 I 217) sarebbe pertanto in questa sede 

stata sanata. Infine, gli allegati della candidatura del concorrente prescelto 

sono stati sottoposti al Tribunale amministrativo, ma non sono stati inviati 

all’istante per motivi attinenti alla protezione dei dati. L’istante contesta 

comunque le qualifiche professionali e l’esperienza del concorrente. Tali 

censure, per i motivi che verranno esposti in seguito, non sono comunque 

determinanti per l’esito della presente vertenza. L’interesse del candidato 

prescelto alla protezione dei propri dati è pertanto stata considerata da questo 

Giudice giustamente prevalere su quello del ricorrente a conoscere la 

documentazione dell’altro concorrente, non essendo questa stata considerata 

decisiva per l’evasione della presente controversia. 

4. a) Essenzialmente, il ricorrente adduce una violazione del principio della buona 

fede, poiché l’autorità comunale avrebbe nominato un candidato con 

conoscenze e esperienza professionali inferiori ai parametri posti dal bando 

di concorso. La censura non merita protezione. Il ricorrente è stato 

indubbiamente dall’autorità ritenuto adempiere alle condizioni del concorso 

per quanto riguardava le qualifiche e l’esperienza professionali attestati. 

Propriamente per questo motivo era stato chiamato al colloquio personale. Se 

poi la scelta cadeva sull’altro candidato era perché le pretese salariali del 

candidato superavano il margine che l’autorità si era imposta con il bando di 

concorso. Come indicava chiaramente il bando di concorso la retribuzione era 

quella compresa tra la 13a e la 15a classe di stipendio dell’organico 

cantonale. Per il 2008, questa indicazione era da intendere nel senso di un 

salario lordo mensile minimo di fr. 5’070.00 (netto fr. 4'301.90) e massimo di 

fr. 8'047.00 (netto fr. 6'827.90). Che la pretesa dell’istante, volta 

all’ottenimento di un salario netto mensile di fr. 8'000.00 superasse di gran 

lunga il margine indicato non necessita di altre spiegazioni. Come indicano 

poi le cifre qui riprodotte, anche se l’istante avesse preteso a posteriori una 

retribuzione mensile netta di “soli” fr. 7000.00, affermazione comunque in 

palese dissonanza con quanto preteso dal ricorrente stesso al punto 8 della 

replica, non sarebbero comunque state rispettate le condizioni del concorso.  

b) Il ricorrente ritiene che l’autorità avrebbe dovuto espressamente chiedergli di 

ridurre le proprie pretese salariali, cosa che l’interessato avrebbe sicuramente 

anche fatto. La censura non può essere udita. In primo luogo sul salario è 

stato discusso, essendosi il ricorrente dichiarato disposto a ridurre il tempo di 

lavoro (80%), ma non la pretesa salariale. Se nell’ambito di un colloquio di 

presentazione, il candidato avanza pretese salariali che superano già il limite 

massimo della classe di salario, è del tutto logico e comprensibile che la 

candidatura non sia stata più presa in considerazione. Il massimo della 

retribuzione in base alle classi di salario non viene versato già al momento 

dell’assunzione - quando solitamente viene data la preferenza ad una classe 

di avvio - ma viene conseguito dopo anni di lavoro e gli aumenti non sono 

neppure del tutto automatici (del resto tale è il tenore del contratto poi 

concluso con il candidato prescelto). Ne consegue che la pretesa avanzata in 

sede di colloquio personale era stata giustamente dall’autorità considerata 

priva di qualsivoglia possibilità di ulteriori trattative. Anche l’esorbitanza del 

disaccordo salariale rendeva oggettivamente impossibile prendere 

seriamente in considerazione la possibilità di ulteriori trattative. Un’assunzione 

a condizioni salariali nettamente inferiori a quanto desiderato dal candidato 

non è certo oggettivamente garante di motivazione e soddisfazione personale. 

Ne discende che l’autorità comunale ha giustamente escluso la candidatura 

dell’istante dalla considerazione a causa delle eccessive pretese salariali. La 

mancata presa in considerazione della candidatura del concorrente sfugge 

pertanto a qualsiasi critica e il ricorso deve su tale questione essere respinto. 

Il fatto che il candidato presentasse le qualifiche richieste quanto a titoli di 

studio ed esperienza professionale non è contestato, ma è irrilevante. La 

pretesa salariale, oltre ad essere un elemento essenziale del contratto di 

lavoro, faceva parte delle condizioni per l’ottenimento dell’impiego e 

propriamente contro tali condizioni salariali era andata la proposta dell’istante 

in occasione del colloquio personale. 

5. Per i motivi esposti nel considerando che precede il ricorrente è stato escluso 

a giusta ragione dalla cerchia dei candidati possibili. Per il resto la scelta 

operata dall’autorità comunale non dà adito ad alcuna critica. Il bando di 

concorso prevedeva un certo tipo di formazione o una formazione 

equivalente. Se nel caso concreto la formazione del candidato poi scelto – in 

particolare le sue conoscenze nella tenuta dei piani che era considerata 

agevolare la tenuta dei catasti comunali dell’acqua potabile, delle fognature 

ed altri - è stata considerata soddisfare le condizioni del concorso non vi sono 

motivi per dubitare di tale conclusione e del resto il ricorrente non ne adduce 

alcuno. Nella scelta di un dipendente l’autorità comunale gode di un ampio 

margine di apprezzamento, in base ad una serie di fattori oggettivi e 

impressioni anche soggettive che nono sono sindacabili nel senso preteso 

dall’istante. In base agli atti, non è dato concludere ad una violazione delle 

condizioni poste dal bando di concorso, motivo per cui nella misura in cui è 

dato entrare nel merito del ricorso, questo viene respinto.  

6. Giusta l’art. 73 cpv. 1 LGA nella procedura di ricorso, la parte soccombente 

deve di regola assumersi le spese. Per le ripetibili, l’art. 78 cpv. 2 LGA prevede 

che ai comuni non vengano di regola assegnate ripetibili, se vincono la causa 

nell'esercizio delle loro attribuzioni ufficiali. Ne consegue che l’istante è tenuto 

a sopportare le spese del presente procedimento, mentre il comune 

convenuto non ha diritto alle ripetibili.

Il Tribunale decide:

1. Nella misura in cui si entra nel merito del ricorso, questo è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1’000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 238.--

totale fr. 1'238.--

il cui importo sarà versato da A. entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.