# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3f3fe6a8-acf2-588c-ac55-70e346833b8f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-09-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 27.09.2010 16.2010.63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2010-63_2010-09-27.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2010.63

  	
  Lugano

  27 settembre
  2010/rs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
   Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione ("appello”)
12 luglio 2010 presentato da

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 10 giugno 2010 dal
  Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4 nella causa DI.2008.623 (contratto
  di locazione) promossa con istanza 13 maggio 2008 da

  	 

 

	
   

  	
  CO 1CO 1  

  (patrocinati
  dall'avv. );

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                          che
il 12 febbraio 2007 RI 1, cittadina italiana, ha acquistato da CO 1 la proprietà per piani n. __________ del
fondo base n. __________ RFD __________ al prezzo di 

                                         fr. 842 650.–;

 

                                         che al
fine di permettere all'acquirente, cittadina italiana in attesa del permesso di
dimora e dell'autorizzazione LAFE, l'immissione in possesso dell'immobile, le
parti hanno concluso lo stesso giorno un contratto di locazione di durata determinata,
dal 

                                         1° marzo al
31 maggio 2007, per una pigione di complessivi 

                                         fr. 7350.–;

 

                                         che la locazione si è protratta fino al mese di agosto 2007 quando RI
 1 ha ottenuto i necessari permessi amministrativi per il perfezionamento del
trapasso di proprietà;

 

                                         che il 28
dicembre 2007 CO 1 hanno adito l'Ufficio di conciliazione in materia di locazione
di Agno facendo valere nei confronti di RI 1 una pretesa di 

                                         fr.
8258.20 quale indennizzo per l'occupazione illecita dell'appartamento per i
mesi da giugno ad agosto 2007;

 

                                         che, fallita
la conciliazione, con istanza del 13 maggio 2008 CO 1
hanno convenuto RI 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 4, per
ottenere il pagamento di fr. 7693.75 oltre interessi (fr. 1200.– per spese
accessorie relative alla locazione dell'appartamento dal 1° marzo al 31 maggio 2007,
fr. 1040.55 per contributi condominiali maturati dal 1° giugno al 7 agosto 2007
e fr. 5453.20 quale indennizzo per l'occupazione dell'appartamento dal 1° giugno
al 7 agosto 2007); 

 

                                         che all'udienza
del 7 luglio 2008, indetta per la discussione, la convenuta ha proposto di
respingere l'istanza; 

 

                                         che con sentenza del 10 giugno 2010 il Pretore ha parzialmente accolto
l'istanza condannando la convenuta a versare agli istanti fr. 1618.05 oltre
interessi del 5% dal 29 dicembre 2007;

 

                                         che con ricorso
per cassazione ("appello”) 12 luglio 2010 AP 1è insorta con il predetto
giudizio postulandone l'annullamento;

 

                                         che l'atto
non ha formato oggetto di intimazione;

 

considerando 

 

in diritto:                        che
con ordinanza 14 luglio 2010 questa Camera ha invitato la ricorrente a depositare
entro quindici giorni, a titolo di anticipo per le spese giudiziarie presunte,
la somma di fr. 200.– sul conto corrente postale 69-10370-9 del Tribunale
d'appello, introiti agiti, con
l'avvertenza che, decorso infruttuoso il termine, il ricorso sarebbe stato
stralciato dai ruoli (art. 312 cpv. 2 CPC);

 

                                         che determinante
per la notifica di un atto giudiziario non consegnato direttamente al
destinatario è l'ultimo dei sette giorni durante i quali l'atto è conservato in
giacenza all'ufficio postale anche in caso di notifica a un indirizzo in fermo
posta, come è stato il caso in concreto (cfr. sentenza del Tribunale federale
del 30 aprile 2010 5A.129/2010; Donzallaz, La notification en droit interne suisse, 2002, n.
1094 e 1095; Cocchi/Trezzini, CPC annotato e massimato, Appendice
2000/2004, n. 239 ad art. 124; SJZ 2001, pag. 424; DTF 130
III 396; 127 III 173; DTF 127 I 31);

 

                                         che, in
concreto, il plico raccomandato del 14 luglio 2010 è giunto all'ufficio postale
di __________ il giorno successivo sicché il termine di sette giorni per
ritirare l'invio sarebbe scaduto il 22 luglio 2010 con la conseguenza che il
termine di pagamento dell'anticipo sarebbe scaduto il 6 agosto 2010; 

 

                                         che il
pagamento, intervenuto il 20 agosto 2010, si rivela tardivo, il Pretore avendo
trattato il caso con la procedura in materia di locazione non sospesa dalle
ferie giudiziarie (art. 412 cpv. 2 CPC);

 

                                         che,
invero, nel giudizio impugnato il Pretore ha trattato anche il risarcimento del
danno per l'occupazione dell'appartamento e il pagamento di spese condominiali,
questioni che esulano dalle controversie in materia di locazione;

 

                                         che
foss'anche tempestivo il pagamento dell'anticipo, l'esito del ricorso non muterebbe;

 

                                         che
infatti la ricorrente ripropone la sua versione dei fatti e contesta di aver occupato illecitamente lo stabile acquistato, il
ritardo nell'ottenimento del permesso di dimora non essendo a lei imputabile; 

 

                                          che,
però, la diversa conclusione del Pretore di ritenerla responsabile del ritardo nell'ottenimento del permesso di dimora, rispettivamente
nella formalizzazione del trapasso di proprietà previsto entro il 31 maggio 2007,
non appare arbitraria giacché trova sufficiente riscontro nelle risultanze
istruttorie, in particolare nella testimonianza dell'avv. __________ (cfr. deposizione
del 12 ottobre 2009);

 

                                          che
infatti, l'arbitrio non può essere ravvisato nella
circostanza che un'altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile,
ma è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare
come insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non
sorretta da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 135 V 4 consid. 1.3), ciò che non è il caso in
concreto;

 

                                         che non avendo evidenziato nessun titolo di cassazione, in particolare
non quello dell'art. 327 lett. g CPC, il ricorso deve essere respinto;

 

                                         che gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si
pone problema di ripetibili alla controparte alla quale il ricorso non è stato intimato;

 

per
questi motivi, 

 

in applicazione analogica dell'art. 313bis
CPC

 

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso per cassazione è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 150.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
200.–

 

                                         già
anticipati dalla ricorrente, rimangono a suo carico. Non si assegnano
ripetibili.

 

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
   

   

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 4.

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.