# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3e0086a4-0742-5ed0-b4d5-b04f5fcd1724
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.08.2003 INC.2003.12003
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-12003_2003-08-26.html

## Full Text

Incarto n. 

  INC.2003.12003

  	
  Lugano

  26 agosto 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire
  sull'istanza di proroga del carcere preventivo presentata il 12 agosto 2003
  dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico
  __________, Ministero pubblico di
  Bellinzona,

   

  
	
   

  	
  nei confronti di

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT, Cadro,

  (patrocinato dall'avv.
  __________)

  	
   

  

 

 

accusato
ed estradato per i reati di cui agli artt. 260 bis (in relazione con l'art. 112
CP) e 260 ter CP, con successiva estensione alle ipotesi di reato di cui agli
artt. 111, 112, 122, 183, 184, combinate (a seconda del caso e delle
circostanze indicate) con gli artt. 25, rispettivamente 21 e 22 CP, nonché 134
CP e 260 bis (in relazione con 111, 183, 122 CP);

 

viste
le osservazioni della difesa (20/21 agosto 2003);

 

visto
l'incarto MP __________/2003 (e classatore Rapporto d'arresto O.C.);

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

 

A.

 

__________
è stato arrestato in Romania il 12.12.2002, in esecuzione di un ordine
d'arresto internazionale del 9.12.2002, per i reati di cui agli artt. 260 bis
CP (in relazione con 112 CP) e 260 ter CP (AI 11, 17, 18, 19 e 36).
L'estradizione alla Svizzera, meglio l'arrivo in Ticino, è avvenuta il 27 febbraio
2003, in base all'ordine 369/C del Ministero di Giustizia rumeno (AI 36, doc. _
inc. GIAR 121.2003.1).

Questo
giudice ha confermato l'arresto il 28 febbraio 2003, ritenuti presenti gravi
indizi per il reato di cui all'art. 260bis CP, necessità istruttorie e pericolo
di fuga (doc. _, inc. GIAR citato).

 

Per
completezza si precisa che analogo ordine, così come tutta la procedura che ne
è derivata, ha colpito __________ (padre di __________), i due avendo agito
(secondo l'accusa) di concerto in (e per) ogni fase dei fatti imputati.

 

 

B.

 

Le
accuse mosse a __________ sono in relazione a fatti in vario modo (ritenuti)
connessi all'uccisione violenta di __________, avvenuta a __________ il 3
dicembre 2002 ad opera di __________ e di tale __________.

__________
è accusato di aver preso parte, unitamente ad altri, ad un disegno criminoso
finalizzato all'omicidio di tre guardie di confine elvetiche, verso le quali
__________ nutriva sentimenti di vendetta, disegno poi concretizzatosi nei
confronti di __________, moglie di una delle guardie; il tutto conformemente ad
un piano, dietro compenso e quale membro di un'organizzazione criminale (cfr.
AI __________).

Nei
fatti, l'accusato, dopo aver avuto conoscenza delle intenzioni vendicative di
__________ (inizio estate 2002), avrebbe accettato di collaborare con lui alla
realizzazione della vendetta contattando e concorrendo al reclutamento, a tale
scopo, di altri quattro cittadini moldavi __________, organizzato un incontro a
__________ (Romania) durante il quale si sarebbero anche pattuito il compenso,
mantenuto i contatti con __________ nel periodo successivo a tale incontro,
fornito (sempre ad __________) le generalità dei quattro moldavi (oltre alle
sue e quelle del padre) per permettere la compilazione di "inviti"
verso la Germania, ricevuto la documentazione e trasmesso quella necessaria ai
quattro moldavi allo scopo di ottenere il visto (per la Germania). Fattori
indipendenti dalla volontà dell'accusato (e degli altri moldavi) avrebbero
ostacolato l'ottenimento dei visti in questione, rispettivamente la trasferta
in Germania (cfr. Rapporto d'arresto 28 febbraio 2003, pagine da 2 a 3 e
relativi riferimenti, in inc. GIAR 121.2003.1, doc. _; riassunto di tali fatti,
siccome emersi dall'istruttoria, in Verbale PP V. __________, 25 luglio 2003,
p. 2; Istanza di proroga 12 agosto 2003, p. 23/24). Inoltre, la persona che ha
poi effettivamente accompagnato __________ in Ticino, e risulta essere l'autore
materiale dell'uccisione di __________, sarebbe stata segnalata e inviata in
Germania da __________ e __________ (Rapporto d'arresto, p. 3 e 4). 

 

Per
completezza e correttezza di esposizione, si precisa che __________ non nega di
aver in qualche modo organizzato, e partecipato, all'incontro di __________, di
aver mantenuto (in concreto tramite il padre, prevalentemente) dei contatti con
__________, rispettivamente di aver fatto da tramite per la trasmissione delle
generalità, la ricezione degli inviti e la loro consegna agli altri quattro
presenti a __________ (cfr. Verbale GIAR 28.02.2003 p. 6/7, doc. _ inc. GIAR
120.2003.1). Afferma però che il tutto era finalizzato al recarsi in Germania
per un'attività di guardia del corpo e che mai si è parlato di vendette contro
doganieri svizzeri (cfr., per tutti, verbale GIAR 28 febbraio 2003, p. 7 e
seguenti).

 

 

C.

 

Con
l'istanza qui in discussione, il magistrato inquirente dopo aver riassunto i
risultati dell'inchiesta in generale (pagine da 2 a 8), ripercorre gli indizi
di colpevolezza nei confronti di __________, sia dal profilo oggettivo che da
quello soggettivo (ancorché, spesso travalicando quanto necessario per il
presente giudizio sconfinando in quanto potrebbe interessare la requisitoria
sul merito), e contesta, richiamandosi in particolare alle dichiarazioni di
__________ e di sua moglie, la versione fornita dall'accusato sui fatti che gli
vengono imputati (Istanza da p. 8 a p. 23). I concreti e gravi indizi vengono
comunque riassunti dal magistrato inquirente alle pagine 23 e 24 dell'Istanza
di proroga. Dei riferimenti e delle interpretazioni del magistrato inquirente
si dirà, laddove necessario, nei considerandi di diritto.

In
seguito, e sempre nell'istanza, si precisa che sulla base delle emergenze
istruttorie le ipotesi di reato che meglio si attagliano alla fattispecie, sarebbero
quelle di complicità in assassinio (mancato, tentato e consumato) nonché di
sequestro di persona; da questa constatazione l'estensione dell'accusa
effettuata il 25 luglio 2003. __________ avrebbe, con la sua attività (di
"intermediazione"), contribuito al concretizzarsi ed allo svolgersi
della spedizione punitiva di __________ e __________ contro le tre guardie di
confine, (iniziata ma non conclusa: perciò mancato assassinio, sub. tentato),
all'effettiva uccisione di __________ (non potendo escludere che altre persone,
oltre alle guardie di confine, potessero essere uccise: da qui la complicità in
assassinio consumato) e alla privazione della libertà, rispettivamente
aggressione, dell'amica della vittima (non potendo escludere neppure questo:
quindi sequestro di persona e rapimento e aggressione). Nello stesso solco, si
colloca l'estensione agli atti preparatori di omicidio, lesioni gravi e
sequestro di persona.

L'inchiesta,
sempre a dire del magistrato inquirente, è ormai conclusa e la proroga richiesta
(tre mesi) serve all'espletamento delle formalità di deposito degli atti e di
chiusura (Istanza p. 26). La richiesta si fonda, oltre che sull'esistenza di
gravi indizi di reato, sul concreto pericolo di fuga, vista la pesantezza delle
accuse e l'assenza di qualsiasi legame con la Svizzera.

La
gravità dei reati, fa sì che, sempre per il magistrato inquirente, la
detenzione preventiva subita, ed eventualmente ancora da subire, rispetta il
principio di proporzionalità. 

 

 

D.

 

Con
le osservazioni del 20/21 agosto 2003, la difesa di __________ si oppone alla
proroga richiesta.

Non
contesta, formalmente e nel dettaglio, l'esistenza di indizi di colpevolezza.
Tuttavia, afferma che l'accusato si è sempre dichiarato estraneo ai fatti e che
il suo ruolo è marginale limitandosi a dei contatti con gli "eventuali
interessati alla (contestata) spedizione punitiva" e sottolinea come
egli non ha avuto alcun contatto con __________ (Osservazioni, punto 3). A suo
giudizio, il fatto che l'inchiesta sia dichiarata conclusa dal magistrato
inquirente rende vessatoria la richiesta di proroga, nei confronti di un
presunto innocente detenuto da oltre otto mesi, sulla base del pericolo di
fuga. 

Da
ultimo segnala che persone aventi un ruolo ben più importante (si riferisce ad
A. __________ e a __________) sono già state rilasciate: il principio della
parità di trattamento impone, sempre a giudizio della difesa, analogo
trattamento per __________.

 

 

 

Delle
altre considerazioni e argomentazioni delle parti si dirà, se necessario nei considerandi
che seguono.

 

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

 

 

 

1.

 

L'istanza,
presentata prima del termine di scadenza tecnica della detenzione preventiva
subita in Svizzera (REP 1986 p. 161) e con tempi che hanno permesso il rispetto
del diritto di essere sentito dell'accusato, è ricevibile.

 

 

2.

 

I principi che reggono la materia, pur se noti alle
parti, vengono qui riproposti:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al
pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare
ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5) 

 

 

 

 

3.

 

a)

Come
già intuibile dai considerandi sui fatti, in concreto gli indizi (oggettivi) di
reato emersi dall'inchiesta nei confronti di __________ sono quelli elencati
dal Procuratore pubblico alle pagine 25 e 26 dell'Istanza di proroga,
segnatamente:

 

-   organizzazione e partecipazione
all'incontro di __________ tra __________ e quattro altri 

    cittadini moldavi __________ nel
giugno 2002;

 

-   mantenimento dei contatti tra
__________ ed i quattro altri moldavi durante il periodo successivo ed anche ai
fini di trasmettere le generalità per la preparazione degli "inviti"
a recarsi in Germania;

 

-   ritirato
e fatto consegnare ai quattro moldavi gli "inviti" trasmessi da
__________;

 

-   partecipato
ad ulteriori incontri con __________ in Romania nel novembre 2002;

 

si
veda pure quanto comunicato dal Procuratore pubblico a __________, nel verbale
25 luglio 2003 (VI __________).

 

b)

Queste
circostanze, la cui esistenza non è contestata neppure dall'accusato, sono, dal
profilo oggettivo, indizi concreti dell'esistenza (rispettivamente della
commissione) di atti preparatori punibili ex art. 260 bis CP. Va ricordato che
gli atti preparatori costituiscono il passo intermedio tra il semplice parlato
ed il passo decisivo che conduce all'inizio del tentativo (DTF 117 IV 384), che
deve trattarsi di un comportamento esteriore constatabile che esprima
intenzione di proseguire nell'azione, un comportamento inerente disposizioni (atti)
concrete d'ordine tecnico o organizzativo (quali il procurarsi documenti o
"… auch das Beschaffen von Informationen": Trechsel, Kurzkommentar,
no. 2 ad art. 260 bis CP) conformi ad un piano (cioè che abbiano un legame
logico tra loro, senza che sia necessario che il piano stesso sia già
chiaramente definito: DTF 111 IV 155; Trechsel, no. 3 ad 260 bis). Inoltre, per
la consumazione del reato non è necessario che si sia già materialmente in
condizione (sempre dal profilo oggettivo) di passare all'atto, rispettivamente
che tutti gli atti preparatori previsti siano stati portati a compimento (DTF
111 IV 155). Ritenuto, inoltre, che la cifra 2 della norma in questione è
applicabile solo se la rinuncia risulta da una autonoma motivazione interna
(DTF 118 IV 366).

 

c)

La
conclusione di cui sopra, per divenire definitiva nell'ambito delle competenze
di questo giudice (limitate a verosimiglianza e senza pregiudizio per il
merito), necessita della presenza d'indizi anche per quanto concerne l'aspetto
soggettivo (l'intenzione, che concerne sia gli atti preparatori che il reato
progettato), a maggior ragione nella fase conclusiva delle indagini. Come
detto, __________ nega di aver mai saputo che gli incontri, il reclutamento di
altri quattro cittadini moldavi, il mantenimento dei contatti e le procedure
per l'ottenimento degli "inviti" e dei visti, avessero quale
obiettivo la spedizione punitiva nei confronti delle tre guardie di confine
svizzere. Tuttavia, e ancora una volta senza pregiudizio per il merito, indizi
che vanno in senso contrario alle sue dichiarazioni esistono e sono sufficienti
(per la presente decisione).

__________,
in merito allo scopo ed al contenuto dell'incontro di __________, afferma in
modo abbastanza esplicito di aver parlato della sua intenzione di vendetta nei
confronti dei tre doganieri, di aver promesso 2'000.- EUR per ogni persona che
avrebbe partecipato alla "spedizione", di aver richiesto a __________
e __________ di occuparsi dei visti per la Germania perché da lì si sarebbe poi
partiti alla volta della Svizzera (Verbale __________ 26.06.2003). Anche a
prescindere dal determinare se tali affermazioni  possano essere corroborate da
quelle di __________ (che non ha partecipato personalmente all'incontro di
__________, ma afferma di aver sentito "personalmente"
__________, padre del qui accusato, dire al marito che gli avrebbe trovato le
persone giuste per la sua vendetta, persone "brave nel tagliare"
- Verbale PP __________, 4.04.2003 e 12 giugno 2003), va comunque considerato
che più elementi concorrono ad indicare che colui che ha effettivamente
accompagnato in Svizzera __________ __________ é stato messo in contatto con
quest'ultimo dalle stesse persone presenti all'incontro di __________
(__________e __________), persone con le quali __________ (e __________) é
rimasto in contatto anche durante il viaggio in Ticino il 3 dicembre (si vedano
le dichiarazioni ed i collegamenti telefonici riassunti in Verbale PP
__________ 16 giugno 2003 e verbali __________ 17 dicembre 2002 e 21 gennaio
2003). Quanto sopra supporta le affermazioni di __________ circa il contenuto
della discussione avvenuta a __________ in presenza dei __________.
Analogamente, il fatto che __________ sia partito per la Svizzera subito dopo
l'arrivo di __________, preparandosi a tale viaggio già nei giorni precedenti,
permette di pensare che chi doveva recarsi in Germania (quindi anche i
__________ e gli altri quattro moldavi incontrati a __________, sebbene poi
impediti alla trasferta dalle difficoltà incontrate nell'ottenere il visto,
rispettivamente per passare il primo confine -  cfr. per __________ e
__________, cfr. AI 169) fosse informato del reale scopo della trasferta senza
dover attendere che le reali finalità della stessa gli venissero indicate dopo
l'arrivo in quel paese (con il conseguente rischio, per __________, di una non
accettazione del cambiamento). Pur non potendosi escludere categoricamente
altre possibilità, i fatti e le circostanze sopra descritte indiziano in modo
concreto, e sufficiente anche a questo stadio finale dell'istruttoria, la
presenza dell'aspetto soggettivo del reato di cui all'art. 260 bis CP, così
come contenuto nell'ordine d'arresto.

 

d)

Indizi
(ancorché non granitici) sono pure presenti in relazione alla conoscenza
dell'infrazione progettata, e verso la quale tendono gli atti preparatori.
Sebbene lo stesso __________ nei suoi verbali resi in Romania (in particolare
quelli del 17 dicembre 2002 e 21 gennaio 2003) afferma, sostanzialmente che
l'intenzione non fosse quella di uccidere, alcune dichiarazioni della moglie
(8.12.2002) e le annotazioni trovate a casa sua (cfr. Rapporto di polizia 24
dicembre 2002, AI __________) vanno in senso contrario, perlomeno per quella
che poteva essere l'intenzione di reato (progettato) al momento degli incontri in
Romania e successivi contatti per concretizzare la trasferta in Germania di 6
persone. Se non quali veri e propri indizi, perlomeno quali elementi
circostanziali, il numero di persone coinvolte, l'entità della trasferta, i
preparativi messi in opera già prima dell'arrivo dei moldavi, rispettivamente
di __________ (per es. noleggio vettura il 23/25 novembre 2002 - cfr. verbali
17 dicembre 2002 e 21 dicembre 2002), i costi dell'operazione (e non da ultimo
la fuga programmata per tutta la famiglia - cfr. Verbale PP __________ 22
maggio 2003 p. 3) rendono plausibile che il reato progettato non si limitasse
ad una semplice "lezione" tramite pestaggio (con il non indifferente
problema di intervenire con precisa contemporaneità presso tutti e tre, onde
evitare l'allarme).

 

e)

Di
contro, non emergono (e neppure sono indicati dal magistrato inquirente)
elementi indizianti di particolare concretezza, per il reato di cui all'art.
260 ter. In buona sostanza, l'ipotesi (anche se non peregrina) non è sostenuta
da indizi concreti per quanto concerne la struttura durevole e gerarchizzata
con ripartizione dei compiti e comportamento sistematico per rapporto alle
finalità dell'organizzazione (Basler Kommentar, no. 6 ad 260 ter).

La
conoscenza di persone pronte a "tagliare" o il fatto che __________
parli, in uno dei suoi verbali, dell'"organizzazione dei __________ "
(Verbale __________ 2 luglio 2003), non è sufficiente.

 

 

4.

 

a)

Come
detto, in data 25 luglio 2003, le ipotesi d'accusa sono state estese a tutta
una serie di ipotesi di complicità in reati consumati, rispettivamente tentati
o mancati. Ritenuto che in materia di estradizione vige il principio della
specialità (art. 14 LFEstr., RS 0.353.1), il Procuratore pubblico ha segnalato
di aver richiesto alle autorità rumene l'estensione dell'estradizione (AI
__________), ritenendo però che ciò non sia strettamente necessario trattandosi
di modifica della qualifica giuridica sulla base degli stessi fatti
(verosimilmente con riferimento all'art. 14 cifra 3, che prevede comunque la
doppia punibilità). Con scritto del 22 agosto 2003, il Ministero della
Giustizia rumeno ha comunicato che la domanda di estensione è stata accordata
dalla Corte d'appello di Costanza con sentenza del 18 agosto 2003, non ancora
cresciuta in giudicato. Appare pertanto verosimile che l'estensione a tutte le
altre ipotesi di reato menzionate nel già citato verbale del 25 luglio 2003 che
la questione (procedurale: cfr. per analogia DTF 117 IV 222) si risolva a
breve, senza dover determinare se tutte le ipotesi oggetto di estensione
(peraltro non contestate dalla difesa ex art. 191 CPP) costituiscano una
semplice modifica della qualifica giuridica dei fatti menzionati nell'ordine
d'arresto che è servito alla richiesta di estradizione stessa (si veda, per esempio,
l'assenza di ogni e qualsiasi riferimento all'amica della vittima, legata e
imbavagliata).

D'altro
canto, e per le finalità del presente giudizio, non è necessario verificare se
gli indizi di reato siano dati (e sufficienti) per ogni ipotesi formulata dal
magistrato inquirente. Basta che quelli riscontrati permettano di determinarsi
anche sulla proporzionalità della detenzione cautelare. Questo non solo per
evitare di pregiudicare, in qualche modo, le competenze del giudice del merito
e, ancora prima, quelle del magistrato inquirente al momento della decisione di
(eventuale) rinvio a giudizio, ma anche per rispettare il ruolo procedurale di
questo giudice che non è quello di effettuare accertamenti sui fatti (in
particolare laddove molto dipende dalla determinazione degli elementi
soggettivi) e sussumerli ad una delle numerose norme di cui alla promozione ed
estensione dell'accusa, bensì quello di verificare, per un'ipotesi di reato
indicata, se gli indizi che emergono dall'istruttoria sono sufficienti.

 

b)

A
titolo abbondanziale, si rileva comunque che, di principio, quando il reato
progettato è portato a compimento o tentato (in senso tecnico), non vi è più
spazio per l'applicazione dell'art. 260 bis (salvo in caso di concorso - atti
preparatori plurimi o reati progettati plurimi), trattandosi di norma
sussidiaria (Basler Kommentar, n. 18 ad art. 260 bis). Questo vale per l'autore
e il correo, ma anche per il complice la cui assistenza è punibile già se il
reato è tentato. La punibilità è data anche se (il complice) favorisce solo una
parte dell'agire altrui, non è a conoscenza di tutti i dettagli del reato che
si intende compiere o, spontaneamente, rinuncia "à tenir son ròle
jusqu'au bout" (P. Graven, L'infraction pénale punissable, p. 301; DTF
108 Ib 301).

Per
quanto concerne il caso specifico, si rileva che se fornire un'arma (anche
altrimenti reperibile), favorire gli incontri tra persone ai fini della
commissione di un reato mettendo a loro disposizione il luogo dell'incontro o
fornire l'indirizzo per un aborto, costituiscono atti di assistenza (DTF 108 Ib
301; REP 1986 p. 321; DTF IV 7 78) causali all'infrazione (nel senso di una
"Förderungskausalität": DTF 121 IV 109), lo possono ben essere anche
il mettersi a disposizione quali (possibili) correi, procurarne altri (è
__________ che ha contattato __________: Verbale Giar 28.02.2003, p. 7),
favorire il reciproco incontro ed operare per organizzare/permettere la
trasferta (avvicinamento) verso il luogo dove si dovrebbe compiere il reato.

Quanto
all'aspetto soggettivo, e ricordato che basta il dolo eventuale (DTF 121 IV
109), è sufficiente che il complice sappia che presta assistenza per un reato
determinato, senza che sia necessario conoscerne i dettagli concreti (S.
Trechsel, Kurzkommentar, n. 9 ad art. 25). In tal senso non si può che ribadire
quanto detto ai considerandi 3 c. e 3 d. della presente, in merito
all'assassinio/omicidio delle guardie di confine, senza necessità di
determinarsi in questa sede (anche perché si scivolerebbe troppo nel campo delle
deduzione e/o della requisitoria) su tutte le altre possibilità che l'accusato
avrebbe "preso in considerazione" (Istanza, p. 25). 

 

 

5.

 

Riconosciuti
i gravi indizi di reato, occorre determinare se è pure (e ancora) presente una
delle altre condizioni che permettono il mantenimento (rispettivamente la
proroga) della carcerazione preventiva. 

Il
magistrato inquirente fa valere il pericolo di fuga.

A
mente di questo giudice tale pericolo è dato e concreto. __________ è cittadino
straniero residente all'estero e non ha legami di alcun tipo con il territorio
elvetico. Egli è confrontato con imputazioni gravi per i quali è prevista la
reclusione (e ciò vale già per l'ipotesi di atti preparatori). Non va inoltre
dimenticato, per il reato di atti preparatori, che sebbene questi costituiscano
un'infrazione indipendente, l'eventuale colpa dell'autore non può essere
totalmente scissa dalla gravità del reato progettato (G. Strantenwerth,
Schweizerisches Strafrecht, 5. Auflage, p. 195). Pertanto, l'accusato rischia (a
maggior ragione se dovesse trovar conferma l'ipotesi di complicità)
concretamente, di vedersi confrontato con una pena di una certa gravità, magari
da espiare, circostanza che deve essere considerata nella valutazione del
rischio di fuga (DTF 106 Ia 407). Tutto quanto sopra impone di concludere che
le conseguenze di una "fuga" possono apparirgli quale male minore per
rapporto a quello derivante da ulteriore carcerazione (DTF 12 agosto 1981 in re
C.).

La
stessa difesa non contesta gli elementi oggettivi che possono far concludere ad
esistenza di concreto pericolo di fuga, sostiene che la sua invocazione è
contraria al principio di proporzionalità. 

 

 

6.

 

La
proporzionalità di una carcerazione deve essere analizzata da angolature
diverse. Da un lato occorre mettere in relazione la durata del carcere
preventivo con la gravità (e complessità) della fattispecie (tenuto conto delle
sue eventuali ramificazioni - anche internazionali -, ecc.) con la pena
presumibile, dall'altro occorre anche verificare il rispetto del principio di
celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni; art. 102 CPP).

Nel
caso concreto, il carcere preventivo sofferto (poco meno di 6 mesi in Svizzera
e poco meno di 3 in Romania a fini estradizionali) è ancora rispettoso del
principio di proporzionalità, tenuto conto della gravità dei reati imputati, e
lo sarebbe ancora, a mente di questo giudice, se la detenzione fosse prorogata
di qualche mese. 

Nell'istanza
del 12 agosto 2003 si afferma a chiare lettere che l'istruttoria è conclusa e
solo è necessario disporre del tempo per espletare le formalità di chiusura
(Istanza, p. 26). Tuttavia, non è (ancora) stato effettuato formalmente il
deposito degli atti in quanto si attende il Rapporto di Polizia Giudiziaria,
sollecitato il 31 luglio 2003 (AI 156).

E'
già stato detto, sebbene in ambito non completamente analogo (cioé in sede di
valutazione delle necessità istruttorie per il mantenimento della carcerazione)
dell'irrilevanza dell'attesa del Rapporto di polizia giudiziaria (GIAR 2 maggio
2002 in re P., inc. 492.2001.4). Occorre qui ribadire che se l'inchiesta è
conclusa (il che significa che tutti gli elementi sono stati raccolti e
prospettati, tutti gli atti d'indagine esperiti) non è ammissibile protrarre la
carcerazione nell'attesa (qui prospettata in un mese circa - cfr. Istanza p.
26) del Rapporto di polizia giudiziaria, a maggior ragione quando lo stesso non
dovrebbe contenere alcun elemento nuovo da prospettare (rispettivamente quando
gli elementi raccolti dalla polizia per delega, sono già agli atti in altra
forma - cfr. AI 170). Ne consegue che tale attesa può violare il principio di
celerità e, nel caso in esame, impone di limitare la proroga richiesta a poco
più di un mese (e fino al giorno 30 settembre 2003), tempo sufficiente per
espletare le formalità di chiusura.

 

 

7.

 

Per
quanto concerne la pretesa disparità di trattamento tra il qui accusato ed
__________ (già rilasciato), questo giudice non è a conoscenza dei precisi
motivi alla base della decisione del Procuratore pubblico. Sulla base degli atti
a disposizione (incarto MP 1418/2003 relativi a __________ e __________, quindi
verosimilmente incompleti per quanto concerne __________) nonché della copia
dell'ordine d'arresto emanato nei confronti di __________ (28 febbraio 2003 -
richiesto al PP e trasmesso via fax), si possono unicamente svolgere le
seguenti constatazioni.

L'ordine
d'arresto nei confronti di __________ gli imputa correità, sub. complicità in
assassinio/omicidio, atti preparatori per lo stesso reato e organizzazione
criminale, in relazione con fatti conclusisi drammaticamente a __________ il 3
dicembre 2002. Da quanto emerge dai verbali dello stesso __________, egli
avrebbe "assistito" __________, persona che lui conosceva da anni, al
momento del suo arrivo in Germania a fine novembre, nei suoi contatti con
__________ e dopo la fuga dello stesso __________ dal Ticino (cfr. verbale PP
__________ 16.06.2003, 20.06.2003, 25.07.2003, 31.07.2003). Egli afferma di
aver assistito __________, in quanto amico e "traduttore", durante la
sua presenza in Germania ed i contatti con __________ per il quale avrebbe
dovuto operare quale guardia del corpo e/o nell'incasso crediti (verbale PP
__________ 25.07.2003, p. 3 e 4), senza nulla sapere dei reali progetti di
__________, rispettivamente di quanto successo a __________ il 3 dicembre
(Verbale PP __________ 20.06.2003, p. 8). Ora, se è vero che le affermazioni di
__________ circa le sue conoscenze del motivo per il quale __________ aveva
bisogno dell'assistenza dei moldavi (e di __________) sono analoghe a quelle
dei __________ (guardie del corpo, incasso crediti, nessuna informazione sulla
"vendetta"), è altrettanto vero che __________, solo nell'ultimo
verbale (2.07.2003) ed in modo molto stringato (e apodittico), chiama in causa
__________ o, meglio, afferma che questi era informato in quanto membro
dell'organizzazione. Sempre __________ riferisce di una telefonata informativa
da parte di __________ a __________, dopo i fatti, ma senza precisare se il
colloquio sia avvenuto in una lingua a lui conosciuta.

Sulla
base di questi elementi, e pur comprendendo le perplessità della difesa, non si
può dire che la situazione di __________ sia identica a quella di __________ e
__________ (in particolare per quanto concerne gli indizi sull'aspetto
soggettivo).  Comunque la decisione del PP relativa a __________,
verosimilmente fondata sulla valutazione degli elementi soggettivi concernenti
__________ non intacca la determinazione dell'esistenza di gravi indizi di
reato nei confronti di __________ (e __________), né le argomentazioni e
conclusioni che ne derivano e sono contenute nella presente decisione.

 

 

P.Q.M.

 

 

 

viste
le norme applicabili, in particolare gli artt. 260 bis (in relazione con l'art.
112 CP) e 260 ter CP, artt. 111, 112, 122, 183, 184, in relazione con 25,
rispettivamente 21 e 22  CP, nonché 134 CP e 260 bis (in relazione con 111,
183, 122 CP), artt. 95 ss., 102, 103, 279 ss., 284 CPP,

 

 

 

decide

 

 

 

1.     L'istanza è parzialmente accolta, il carcere preventivo cui è
astretto __________ è prorogato sino al giorno 30 settembre 2003,
compreso.

 

 

2.     Non si prelevano tasse e spese.

 

 

3.     Contro la presente è dato reclamo alla CRP entro
10 giorni dall'intimazione.

 

 

4.     Intimazione:

         -    PP __________

(con copia delle osservazioni 20/21 agosto 2003 della
difesa e con inc. MP __________/2003 di ritorno);

         -    avv. __________, per sé e
per __________;

         -    Direzione
PCT, Lugano-Cadro (per conoscenza);

         -    SEPEM,
Taverne-Torricella (per conoscenza). 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________