# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 385042c2-edf4-56a8-af4f-a72206293de5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.07.2009 D-2925/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2925-2009_2009-07-03.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2925/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  l u g l i o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Martin Zoller, giudice;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
B._______, nata il (...), ed i loro figli
C._______, nato il (...) e
D._______, nato il (...),
Mongolia,

ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, 
decisione dell'UFM del 30 aprile 2009 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2925/2009

Visto:

la  domanda d'asilo  che  gli  interessati  hanno inoltrato  in  Svizzera  in 
data 23 febbraio 2009 per sé e, in veste di rappresentanti,  per i  loro 
due figli nati nel (...), rispettivamente (...),

i  verbali  d'audizione  degli  interessati  del  4  marzo  2009  (con 
complemento del 17 marzo 2009 per la ricorrente) e dell'8 aprile 2009,

la  decisione dell'UFM del  30 aprile  2009,  notificata agli  interessati  il 
medesimo giorno (cfr. avviso di notifica e di ricevuta sottoscritto dalla 
ricorrente),

il  ricorso  inoltrato  dagli  interessati  il  6  maggio  2009  (cfr. timbro  del 
plico raccomandato), 

la domanda di assistenza giudiziaria parziale nel senso dell'esenzione 
dal pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo,

la decisione incidentale del 13 maggio 2009, con la quale il Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  ha  considerato  il  gravame  privo  di 
probabilità  di  esito  favorevole  ed  ha  respinto  la  summenzionata 
domanda di esenzione dal pagamento dell'anticipo, invitando quindi i 
ricorrenti  a  versare  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali  di  CHF  600.-  entro  il  2  giugno  2009,  con  comminatoria 
d'inammissibilità del ricorso in caso di mancato versamento,

il pagamento dell'anticipo richiesto, avvenuto tempestivamente in data 
29 maggio 2009,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 

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17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  dell' art. 52  PA, 
nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che se le parti utilizzano un'altra lingua, il 
procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni sui fatti, gli interessati hanno dichiarato 
di essere di etnia (...) (mongola) e di aver avuto, prima dell'espatrio, 
dimora ad E._______ (Mongolia), 

che i richiedenti hanno affermato di essere espatriati il (...) per paura 
di  essere  uccisi,  dopo  che  il  ricorrente  sarebbe  stato  coinvolto 
indirettamente in una disputa tra due esponenti di due partiti  avversi 
(X.  ed  Y.);  che,  concretamente,  il  ricorrente  avrebbe  casualmente 
aiutato X., dopo che quest'ultimo sarebbe stato aggredito da Y.; che il 
ricorrente avrebbe in seguito rifiutato la richiesta di X. di uccidere, per 
conto di quest'ultimo, Y.; che dopo la morte di Y., il ricorrente avrebbe 
subito aggressioni, ferimenti e minacce di morte, sia da parte di X. che 
di uomini di Y.; che, dopo il tentato sequestro del loro figlio nel (...) e 
senza aspettare l'esito delle loro denunce alla polizia per i fatti subiti, i 
ricorrenti  avrebbero  lasciato  E._______,  spostandosi  a  F._______; 
che,  dopo aver  ricevuto una telefonata  di  minaccia da parte  di  X.,  i 
ricorrenti avrebbero quindi deciso di recarsi a G._______; che anche 
qui  i  ricorrenti  non si  sarebbero sentiti  al  sicuro (in particolare dopo 
una  sparatoria  che  avrebbe,  a  loro  parere,  avuto  loro  stessi  come 
bersaglio), ragione per cui avrebbero poi trascorso poco più di (...) in 
montagna presso G._______ e (...) mesi ad E._______ nella casa di 
un conoscente, prima di espatriare,

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che,  nella  decisione del  30 aprile  2009,  l'UFM ha constatato,  da un 
lato, che il  Consiglio  federale ha inserito  la Mongolia  nel  novero dei 
Paesi sicuri e, dall'altro, che le allegazioni in materia d'asilo presentate 
dai  richiedenti  sono  inverosimili  siccome  illogiche,  non 
sufficientemente  corroborate  da  elementi  concreti  e  generiche,  di 
modo  che  non  emergerebbero  dalle  carte  processuali  degli  indizi 
d'esposizione  degli  interessati  a  persecuzioni  in  caso  di  rientro  in 
patria, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art. 34  cpv. 1  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha 
pure  pronunciato  l'allontanamento  dei  richiedenti  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, 

che, nel gravame, i ricorrenti sostengono di avere raccontato il vero e 
di avere fornito dichiarazioni concrete e ricche di dettagli, ragione per 
cui l'UFM avrebbe considerato il loro racconto come illogico basandosi 
su una mera speculazione; che, inoltre, essi ritengono – per i rischi a 
cui sarebbero esposti in Patria – che un loro rinvio sarebbe inesigibile,

che,  in  conclusione,  i  ricorrenti  hanno  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito e, in via 
sussidiaria,  l'ammissione  provvisoria;  che  gli  stessi  hanno  altresì 
presentato una domanda di  assistenza giudiziaria parziale nel senso 
della  dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali  e  relativo 
anticipo, 

che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno 
che non risultino indizi di persecuzione, 

che, da un lato, allorquando il Consiglio federale ha inserito un Paese 
nel  novero  dei  Paesi  sicuri,  sussiste  di  massima  una  presunzione 
d’assenza di persecuzioni in detto Paese; che incombe al richiedente 
l’asilo  d’invalidare  siffatta  presunzione  per  quanto  attiene  alla  sua 
situazione personale, 

che,  dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 

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all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 18), 

che, per ammettere l'esistenza di indizi di persecuzione che implicano 
l'entrata  nel  merito  di  una  domanda  d'asilo,  vale  un  grado  di 
verosimiglianza  ridotto  (GICRA  1996  n.  16  consid.  4  confermata  in 
GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247), 

che,  siccome il  Consiglio  federale ha effettivamente  inserito,  in  data 
28 giugno  2000,  la  Mongolia  nel  novero  dei  Paesi  esenti  da 
persecuzioni,  sussiste  di  massima  una  presunzione  d'assenza  di 
persecuzioni in detto Paese, 

che,  nella  fattispecie,  i  ricorrenti  non  sono  riusciti  ad  invalidare  la 
presunzione  d'assenza  di  persecuzioni,  ritenuto  segnatamente  che 
dagli  atti  di  causa  non  emergono  indizi  di  persecuzione;  che,  in 
particolare, gli insorgenti non hanno presentato, all'infuori di generiche 
censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa 
valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione;  che  le 
allegazioni decisive in materia di asilo si esauriscono, infatti, in mere 
affermazioni di parte non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che basti rilevare come il racconto dei ricorrenti, seppur privo di grandi 
contraddizioni, si distingue per la povertà di dettagli su punti centrali e 
per la sua illogicità; che, a titolo d'esempio, non risulta pertinente che il 
ricorrente da un parte abbia denunciato i  fatti subiti,  cercando quindi 
esplicitamente aiuto presso le  autorità,  ma dall'altra  abbia sottaciuto 
alla polizia i nominativi di coloro che egli sospettava esserne gli autori 
(cfr.  verbale  audizione  del  ricorrente  del  4  marzo  2009  [di  seguito 
"verbale  del  ricorrente  I"  pag.  9)  e  si  sarebbe  poi  però  lamentato 
dell'assenza di esiti  concreti delle indagini (cfr. verbale audizione del 
ricorrente dell'8 aprile 2009 [di seguito "verbale del ricorrente II"] pag. 
10/84); che il  pericolo di  essere uccisi  fatto  valere dai ricorrenti  non 
risulta  essere  credibile  alla  luce  del  fatto  che  quest'ultimi,  prima  di 
espatriare,  avrebbero  vissuto  addirittura  (...)  (seppure  in  casa  di  un 
conoscente) ad E._______, vale a dire la località dove si troverebbero 
le persone che essi sospetterebbero essere gli  autori  dei pestaggi e 
delle minacce subite; che illogica risulta pure la decisione dei ricorrenti 

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di espatriare, tenuto conto del fatto che essi, prima di intraprendere il 
viaggio,  non si  siano più  informati  sul  corso delle  indagini  di  polizia 
messe  in  atto  da  loro  medesimi  tramite  denuncia  (cfr.  ibidem  pag. 
10/D89), né abbiano mai avuto la certezza su chi fosse il  mandante 
delle aggressioni subite rispettivamente a chi fosse realmente rivolta la 
sparatoria del luglio 2008 (cfr. verbale del ricorrente II pag. 8/D65-66) 
e quindi abbiano basato il loro timore sempre su mere supposizioni, 

che, in tale contesto e segnatamente evocata l'inverosimiglianza della 
vicenda  resa,  non  appare  motivo  per  ritenere  che  i  ricorrenti  non 
possano ricevere un'appropriata protezione statale contro l'eventuale 
futuro  agire  illegittimo  di  terzi  nei  loro  confronti,  tantopiù  che  essi 
hanno dichiarato di non avere mai avuto qualsivoglia problema con le 
autorità del loro Paese (cfr. verbale del ricorrente I  pag. 9 e verbale 
audizione  della  ricorrente  del  4/17  marzo  2009  [di  seguito  "verbale 
della ricorrente I] pag. 8), 

che,  ad ogni  modo,  i  motivi  resi  dai  ricorrenti  a  sostegno della  loro 
domanda non costituiscono,  di  per  sé,  un motivo d'asilo  rilevante ai 
sensi dell'art. 3 LAsi,

che per gli stessi motivi non emergono dalle carte processuali neppure 
elementi  da cui  desumere che l'esecuzione dell'allontanamento degli 
insorgenti in Mongolia possa  violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione 
federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost., 
RS 101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del 
28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di 
respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della  legge  federale  del 
16 dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS  142.20)  o esporre  i 
ricorrenti in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari 
all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti  dell'uomo e 
delle libertà fondamentali  del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o 
all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105), 

che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili all’art.  44  cpv.  2  LAsi  e  all'art.  83  cpv.  4  LStr,  il  TAF 
osserva  nondimeno  che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una 
situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, 

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che, pertanto, nel caso di specie non risultano manifestamente esservi 
indizi di persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi,

che, di conseguenza, l'UFM rettamente non è entrato nel merito della 
domanda d'asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo 
punto, il  ricorso,  destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento,  non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata, 

che i ricorrenti non adempiono le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il loro allontanamento dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]),

che dalle carte processuali non emergono neppure ostacoli dal profilo 
dell'esigibilità dell'allontanamento quanto alla situazione personale dei 
ricorrenti; che i ricorrenti adulti, infatti, sono entrambi (...), dispongono 
di  (...)  come  pure  di  esperienza  professionale  (cfr.  verbale  del 
ricorrente  I  pag.  3  e  verbale  della  ricorrente  I  pag.  3)  ed  erano  in 
grado,  fino  all'espatrio,  di  mantenersi  da  soli  grazie  alla  (...)  (cfr. 
ibidem); che i loro due figli hanno attualmente (...) rispettivamente (...) 
d'età  e  non  si  trovano  pertanto  in  età  scolastica;  che  i  ricorrenti 
possono inoltre beneficiare, in Patria, di una rete sociale e familiare, 
potendo fare riferimento al (...) e diversi (...) (cfr. verbale del ricorrente 
I pag. 4); che i ricorrenti non hanno, altresì, preteso di soffrire di gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  loro  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che ad un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza in Svizzera per motivi medici; 

che,  per  le  ragioni  sopraindicate,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente 
ritenuto siccome ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione 
dell'allontanamento,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed 
art. 83 cpv. 2 LStr); che i ricorrenti, usando della necessaria diligenza, 
potranno  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv.  4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile, 

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che,  per  conseguenza,  anche in  materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata, 

che,  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali CHF di 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); 
che esse sono computate con l'anticipo spese di  CHF 600.-  versato 
dagli insorgenti in data 29 maggio 2009,

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di CHF 600.- versato in data 
29 maggio 2009.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...])
- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione:

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