# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8957d62a-5bff-5b02-a6be-d03112d1fe4f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-13
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 13.04.2010 16.2010.29
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2010-29_2010-04-13.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2010.29

  	
  Lugano,

  13 aprile
  2010/rs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Epiney-Colombo e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
   Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per cassazione 22
marzo 2010 presentato dall'

 

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dall' PA 1)

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emessa il 3 marzo 2010 dal
  Giudice di pace supplente del circolo di Bellinzona nella causa n. 04-10-0 (contratto
  di lavoro) promossa con istanza 7 dicembre 2009 dall'

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 

  (rappresentata
  da RA 1);

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                          che
il 26 luglio 2005 __________ ha sottoscritto con l'RI 1 un contratto di lavoro
in virtù del quale essa è stata assunta come impiegata d'ufficio con un salario
orario di fr. 22.13 lordi; 

 

                                         che al
termine del rapporto di lavoro la lavoratrice ha rivendicato il pagamento del
salario per i mesi di settembre e ottobre 2008, per complessivi fr. 1265.–;

 

                                         che il 27
novembre 2009 __________ ha ceduto all'CO 1 il suo credito contro RI 1;

 

                                         che con
istanza del 7 dicembre 2009 CO 1 ha convenuto l'RI 1 davanti al Giudice di pace
del circolo di Bellinzona per ottenere il pagamento di fr. 1265.– oltre
interessi del 5% dal 1° settembre 2008;

 

                                         che all'udienza
del 24 febbraio 2010 indetta per la discussione, la convenuta ha proposto di
respingere l'istanza contestando la legittimazione attiva dell'istante, l'esigibilità
dei salari rivendicati ed eccependo di falso l'atto di cessione di credito;

 

                                         che
statuendo il 3 marzo 2010 il Giudice di pace supplente ha accolto l'istanza ritenendo
le pretese dell'istante provate sulla base della documentazione dalla stessa
prodotta;

 

                                         che con
ricorso per cassazione del 22 marzo 2010 l'RI 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone l'annullamento;

 

                                         che l'atto
non è stato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che per l'art. 398 cpv. 1 CPC,
applicabile per il rinvio di cui all'art. 418 CPC, il termine per ricorrere in
cassazione contro una sentenza emanata nell'ambito di una procedura per azioni
derivanti dal contratto di lavoro è di 10 giorni, non sospesi dalle ferie giudiziarie
(art. 398bis CPC);

 

                                         che il
termine d'impugnazione comincia a decorrere il giorno dopo la notifica della
sentenza al destinatario (art. 120 cpv. 1 e 131 cpv. 1 CPC);

 

                                         che nella
fattispecie la sentenza, intimata dalla Giudicatura di pace per raccomandata il
3 marzo 2010, è stata ritirata dalla convenuta il 4 marzo
2010 (‹www.
posta.ch/ trackandtrace›, informazioni
inerenti al recapito __________);

 

                                         che, di
conseguenza, il termine per ricorrere in cassazione è iniziato a decorrere venerdì
5 marzo 2010 ed è scaduto domenica 14 marzo 2010 salvo prorogarsi a lunedì 15
marzo 2010 (art. 131 cpv. 3 CPC);

 

                                         che nelle
circostanze illustrate il ricorso del 22 marzo 2010 è tardivo; 

 

                                         che per
la ricorrente, invero, alla fattispecie non sarebbe applicabile il termine ricorsuale
di 10 giorni bensì quello di 20 giorni valido per le procedure ordinarie (art.
328 cpv. 1 CPC), non trattandosi di una vertenza tra un lavoratore a un datore
di lavoro; 

 

                                         che
l'argomentazione è infondata giacché l'istante ha basato la sua azione sulla pretesa
dalla lavoratrice __________ nei confronti della sua ex datrice di lavoro oggetto
della cessione di credito del 27 novembre 2009;

 

                                         che la
cessione di credito (art. 164 CO) è un contratto tra cedente e cessionario sulla
base del quale il primo dispone a favore del secondo di un credito contro un
terzo, sicché il cessionario diviene creditore al posto del cedente (Girsberger in: Basler Kommentar,
Obligationenrecht I, 4ª edizione, n. 15 e 16 ad art. 164);

 

                                         che per
essere valido il documento di cessione deve essere sottoscritto dal cedente (Girsberger , op. cit., n. 17 ad art.
165), dal suo testo deve risultare il contenuto essenziale della cessione, in
particolare il credito da cedere, determinato o sufficientemente determinabile,
e la volontà del cedente di trasferire il suo credito al cessionario che
diventa quindi creditore del credito ceduto (Girsberger
, op. cit., n. 19 e 46 ad art. 164);

 

                                         che in
concreto l'atto di cessione sottoscritto da __________ il 27 novembre 2009
adempie ai requisiti previsti dagli art. 164 segg. CO;

 

                                         che la
cessione è quindi un negozio di disposizione (Verfügungsgeschäft) che determina
direttamente il cambiamento di creditore;

 

                                         che in
concreto il credito in questione deriva pacificamente da un contratto di lavoro
e concerne pretese salariali sicché l'azione promossa dall'istante il 7 dicembre
2009 soggiace alla procedura degli art. 416 segg. CPC;

 

                                         che l'art.
343 cpv. 2 CO menzionando solo le “controversie derivanti dal rapporto di
lavoro” nulla dice sulle parti al processo;

 

                                         che parti
al processo possono perciò essere differenti dagli originali titolari del rapporto
giuridico (Rehbinder in: Berner
Kommentar, n. 2 ad art. 343 CO) sicché la procedura semplice e rapida per le
controversie derivanti dal rapporto di lavoro si applica non solo ai litigi tra
datore di lavoro e lavoratore, ma anche  ai crediti che sono stati ceduti dal
datore di lavoro o dal lavoratore (Favre/
Munoz/Tobler, Le contrat de travail, Code annoté, 2001, n. 1.5 ad art.
343 CO);

 

                                         che
giusta l'art. 313bis CPC, applicabile anche alla procedura di ricorso
per cassazione in virtù del rinvio di cui all'art. 331 cpv. 1 CPC, questa
Camera può decidere con breve motivazione la reiezione dello stesso senza
notifica alla controparte per le osservazioni qualora questo si rilevi
inammissibile o manifestamente infondato;

 

                                         che
il presente giudizio è esente da tasse e spese, mentre non si assegnano ripetibili
all'istante alla quale il ricorso non è stato notificato.

 

Per questi motivi, 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso per cassazione è irricevibile.

 

                                   2.   Il presente
giudizio è esente da tasse e spese. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  ; 

  . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Bellinzona.

 

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria

 

 

 

Rimedi
giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di
diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art.
 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione
di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il
ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso
sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi
previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è
disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.