# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c830d0eb-b2f1-501e-b010-a8273043ecf9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 20.12.2004 INC.2004.46002
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2004-46002_2004-12-20.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2004.46002

  	
  Lugano

  20 dicembre 2004

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 10 dicembre 2004 da

  
	
   

  	
  __________, attualmente detenuto __________

  (rappr. dall’avv. __________)

  	 

	
   

  	
   

  	 

								

 

	
   

  	
  e qui trasmessa con preavviso negativo del 16 dicembre
  2004 dal 

   

  Procuratore pubblico Luca Maghetti, Lugano

  

 

 

viste le osservazioni della
difesa dell’accusato (17 dicembre 2004);

 

 

visto l’incarto MP __________;

 

 

ritenuto

 

in fatto

 

A.

 

__________ è stato arrestato il
12 agosto 2004 dalla Polizia cantonale per titolo di violazione di domicilio e
disobbedienza a decisione dell’autorità, per avere trasgredito la decisione del
PP Moreno Capella che gli vietava di avvicinarsi a __________ e __________.

Dal rapporto di Polizia del 12
agosto si legge che gli agenti, giunti a Savosa in via __________, prendevano
contatto con __________ e __________ che li attendevano nel giardino che hanno
in comune. __________ spiegava agli agenti intervenuti di aver visto
__________, nottetempo, aggirarsi davanti alla sua finestra e entrare nel
giardino davanti all’abitazione di __________ e di averlo visto successivamente
allontanarsi uscendo dal giardino dal lato dell’abitazione di __________.

La Polizia cantonale ha
contattato telefonicamente il __________ – al quale il PP Moreno Capella per
precedenti problemi aveva ordinato formalmente di non avvicinarsi a __________
e alla sua amica __________ – convocandolo negli uffici di Lugano. Interrogato,
si è dichiarato estraneo ai fatti che gli venivano contestati.

 

 

Il 13 agosto __________, ex amico
di __________, ha denunciato alla Polizia il taglio del tubo flessibile del
freno anteriore destro della sua autovettura __________, targata TI __________,
posteggiata all’esterno della sua abitazione a Savosa, in via __________, al
numero civico __________, abitazione che si trova nelle immediate vicinanze di
quella di __________.

 

Il 13 agosto 2004 il PP Luca Maghetti
ha richiesto a questo giudice la conferma dell’arresto di __________ promovendo
nei suoi confronti l’accusa per i reati di esposizione a pericolo della vita
altrui, danneggiamento, violazione di domicilio e disobbedienza a decisioni
dell’autorità, motivando la richiesta con i bisogni dell’istruzione ed il
pericolo di recidiva.

Il 13 agosto 2004 l’allora
giudice Franco Lardelli ha confermato l’arresto di __________, “considerata
l’esistenza a carico dell’accusato di gravi e concreti indizi di colpevolezza,
rilevabili dal rapporto di Polizia, dalle dichiarazioni dell’accusato stesso e
da quelle di __________ che attesta di avere visto l’accusato a Savosa in via
__________, la notte del 12.08.2004 alle ore 00.20. Nel seguito, dopo essere
stato in Polizia a deporre, __________ dice di aver scoperto che erano stati
tagliati i freni della sua auto” e l’esistenza di preminenti motivi di
interesse pubblico quali i bisogni dell’istruzione ravvisati nella necessità di
acquisire il rapporto del perito __________ e della Polizia scientifica
sull’auto di __________ e di accertare se la rottura dei freni sia stata per
taglio netto del tubo o per la lacerazione conseguente ad incisione o taglio
parziale (cfr. inc. GIAR 460.2004.1, doc. 8, p. 5).

 

Per meglio comprendere come si è
giunti ai fatti sopradescritti occorre fare un passo indietro.

Il 24 luglio 2004 __________
aveva inoltrato querela penale contro __________ per titolo di minaccia ed
abuso del telefono sostenendo che il suo ex convivente (dal quale si era
separata da circa 3 anni) aveva iniziato a pedinarla ed a molestarla per
telefono da quando aveva un nuovo compagno, __________.

Il 25 luglio 2004 anche
__________ aveva inoltrato al MP una querela penale contro __________ per
titolo di minacce, abuso del telefono e violazione di domicilio sostenendo che
il querelato era penetrato senza permesso nel giardino della sua abitazione per
spiare lui e la fidanzata __________ malgrado le diffide ad allontanarsi, e gli
avrebbe lasciato sulla segreteria telefonica dei messaggi minatori nei
confronti suoi, di suo figlio di 4 anni e della fidanzata __________.

Interrogata a verbale di Polizia
26 luglio 2004 la __________ ha pure dichiarato di avere subito un furto con
scasso il 23 luglio 2004. Rientrata al suo domicilio __________ si era accorta
che era stata forzata la porta d’entrata del suo appartamento e le erano stati
sottratti tutti i gioielli, ad eccezione di una catenina con il simbolo
dell’amore in carattere asiatici regalatale dall’ex convivente __________,
nonché tutti i costumi da bagno e gran parte della biancheria intima (slip,
reggiseni, calze autoreggenti) ed un classificatore nel quale custodiva la
propria contabilità. __________ aveva pure ricevuto una dozzina di SMS di
minacce dall’ex fidanzato __________.

Il 25 luglio 2004 __________, di
rientro da un fine settimana in montagna, ha constatato che ignoto era entrato
con scasso all’interno del suo domicilio sottraendogli un coltello da caccia,
le chiavi della porta d’entrata dell’amico e vicino __________. __________ ha
poi constatato di avere due messaggi minatori sulla segreteria telefonica del
seguente tenore “mio caro amico, non credo che questa donna meriti tutto
questo, è troppo pericoloso per te... (incomprensibile) ... tuo figlio. Lascia
perdere è un consiglio che noi ti diamo” e “__________ mi pare di capire che
avere tutti questi problemi per una donna ... tuo figlio valga di più che la
tua ... (incomprensibile) ... di lei ... (incomprensibile) ... tua ex moglie.”
Il giorno successivo __________ si avvedeva che sulla carta igienica del bagno,
accuratamente riavvolta, vi era la scritta “bum” ripetuta per circa 60 cm e – a
seguito di un sms ricevuto sul telefonino della __________ – che due peluches
adagiati sul letto del figlioletto erano stati tagliati all’altezza della gola.

__________ è stato tradotto in
Polizia ed interrogato: ha negato di essere l’autore dei due furti denunciati
da __________ e __________, nonché degli altri atti intimidatori denunciati
dalla coppia. La perquisizione effettuata al suo domicilio ha dato esito
negativo.

__________ è stato rilasciato il
26 luglio 2004 con l’ordine del PP Moreno Capella – impartitogli con la
comminatoria dell’art. 292 CP – di non avvicinarsi a __________ ed a
__________.

Dopo solo un’ora e mezza
dall’uscita degli uffici della Polizia, __________ è stato arrestato dalla
Polizia per disobbedienza a decisioni dell’autorità poiché sorpreso in via
__________ a spiare __________ e __________.

Il giorno successivo è stato
scarcerato.

Come sappiamo il 12 agosto 2004
__________ è stato nuovamente arrestato per disobbedienza a decisioni
dell’autorità e per i fatti che ci occupano.

L’8 settembre 2004 il magistrato
inquirente, tenuto conto delle risultanze dell’inchiesta, ha esteso a
__________ l’accusa per titolo di mancato omicidio intenzionale.

 

 

B.

 

Il 10 dicembre 2004, con
l’istanza in discussione, __________, per il tramite del suo difensore, chiede
di essere posto in libertà provvisoria; a suo dire non sussisterebbero più i
motivi di interesse pubblico quali i bisogni istruttori, essendo ormai
imminente il deposito degli atti, e neppure quindi il pericolo di collusione.
Rifacendosi alla perizia psichiatrica allestita il 10 luglio 1995 dal Servizio socio-psichiatrico
del Canton San Gallo – che ha considerato minimo il rischio di recidiva in
relazione con reati a sfondo sessuale – e al parere dello psicologo __________
che lo segue attualmente e che non lo considera pericoloso, l’accusato non
ritiene presente neppure il rischio di recidiva.

Per quanto riguarda la perizia
psichiatrica del dottor __________, la stessa rinverrebbe un rischio di
recidiva generico e non correlato con l’unico precedente penale (a sfondo
sessuale e risalente al 1995) imputabile a __________.

Pure i gravi indizi di
colpevolezza, per la questione del taglio dei freni, non sarebbero presenti.

L’accusa di mancato omicidio per
taglio dei freni, non ammesso dall’accusato, non si fonderebbe né su elementi
né su riscontri indiziari che possano far ritenere __________ colpevole al di
là di ogni ragionevole dubbio, si tratterebbe perlopiù di testimonianze rese
dagli stessi denuncianti e da persone della loro cerchia d’amici e famigliari.

Con siffatte premesse l’istante
ritiene che il perdurare della propria carcerazione preventiva non sia più
rispettoso del principio di proporzionalità “già che l’eventuale condanna
dell’accusato per le bagatelle contestategli, se effettivamente da lui
commesse, quali la pornografia, l’abuso del telefono, la minaccia, l’abuso
delle targhe, la disobbedienza a decisione dell’autorità, il furto e la
detenzione di droghe leggere non eccederebbe il carcere preventivo sin qui
sofferto”.

L’istante non ritiene ossequiato
il principio di proporzionalità – visto il grado di scemata responsabilità
riconosciuto dal perito psichiatrico – neppure nella denegata ipotesi in cui
__________ fosse condannato anche per i reati connessi con il taglio dei freni.

 

 

C.

 

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 16 dicembre 2004, ribadisce che esistono gravi e concreti
indizi di colpevolezza. L’accusato, persona cognita di meccanica, sarebbe stato
visto nei pressi della vettura della vittima la notte dei fatti ed avrebbe
avuto un movente relazionale – dopo una lunga e tormentata relazione con
__________ __________ quest’ultima ha allacciato una relazione con __________
che le era stato presentato da __________, a sua volta ex amico di __________ –
avrebbe già avuto in passato episodi di molestie a donne e furti a sfondo
feticista sino ad arrivare nel 1994, ad un tentativo di violenza carnale e
sequestro di persona. Il magistrato inquirente sottolinea poi che anche i furti
e le minacce dei quali è accusato si sono rivolti alla ex convivente ed al di
lei attuale compagno. Aggiunge che anche i furti sono stati negati
dall’accusato benché sia stato trovato in possesso di parte della refurtiva.

Vi sarebbe poi un serio pericolo
di recidiva evidenziato, come la pericolosità dell’accusato, anche dal perito
psichiatrico.

Il magistrato inquirente termina
ritenendo rispettoso del principio di proporzionalità il carcere preventivo sin
qui sofferto da __________, e che verosimilmente lo porterà sino al processo,
ritenendo che i fatti attribuibili a __________ comporteranno molto
verosimilmente una pena da espiare malgrado il grado di scemata responsabilità
del 40% riconosciuto dal perito.

 

 

D.

 

Con le osservazioni del 17
dicembre 2004 la difesa ribadisce l’inesistenza di seri indizi di colpevolezza
a carico di __________.

Per quanto riguarda il pericolo
di recidiva, che giustificherebbe il mantenimento della carcerazione, sarebbe
intravisto unicamente dal perito __________ il quale si sarebbe sostituito
all’autorità giudicante. Non sussisterebbe pericolo di recidiva, ritenuto
minimo e limitato a reati a sfondo sessuale dagli psichiatri che lo hanno peritato
per i fatti del 1994, dal momento che __________ non ha ammesso alcun reato
tale da giustificare la carcerazione preventiva.

Per quanto riguarda il presunto
furto ai danni dell’ex datore di lavoro, si tratterebbe unicamente di un
diritto di ritenzione a valere quale compensazione e risarcimento per il danno
subito a seguito del mancato pagamento delle ore straordinarie effettuate da
__________.

 

 

 

In diritto:

 

 

1.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

L’art. 95 CPP – corrispondente all’art.
33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 –
dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di regola
in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga
del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a carico
dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o
un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico,
quali – per quanto qui concerne – i bisogni dell’istruzione, con particolare
riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle prove che, sia detto
qui a futura memoria – può continuare ad esistere fino al pubblico dibattimento
(sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo
2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in
esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP
non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la
revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri possibili,
essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001
in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

2.

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà.

 

2.1

 

Con verosimiglianza sufficiente a
questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può concludere per la
presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ e
relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti.

 

2.1.1

 

Per quanto riguarda la violazione
di domicilio del 23 luglio 2004, quando __________ è stato sorpreso nel
giardino dell’abitazione di __________ intento a spiare __________ e
__________, che si trovavano all’interno dell’appartamento, l’accusato,
ammettendo in fatti, si è così espresso a verbale di Polizia 26 luglio 2004,
(allegato 1.1 al Rapporto di Polizia 30 novembre 2004): 

 

“Io a __________ le voglio ancora bene e sono ancora
innamorato di lei e spero di avere una seconda opportunità per tornare assieme.
... Dichiaro che venerdì sera io stavo seguendo la mia ex fidanzata, a bordo
della mia autovettura __________ di colore grigio. Ad un certo punto lei
continuava a  cambiare strada e mi ha seminato. Ho ritrovato l’auto, una
__________ di colore bianco. Era posteggiata in un posteggio dinnanzi ad un
giardino di un’abitazione privata. Ho guardato chi abitava e ho notato
nominativi di gente che mi sembrava di conoscere. Ero curioso di sapere con chi
si incontrava la mia ex fidanzata e dopo avere aspettato almeno per un paio
d’ore, dapprima un po’ in giro per Savosa ed in seguito seduto su di un muretto
di fronte a questa abitazione, li ho visti arrivare, verso le ore 22.00 circa.
Lei era in compagnia di una persona che non avevo mai visto e in compagnia di
un bambino. Sono entrati nell’abitazione e ho visto accendersi le luci al piano
terreno, dove c’è il giardino che dà sulla cantonale. Ho spiato dalla cantonale
e poi sono entrato in giardino, passando da un piccolo cancello che non era
chiuso a chiave e mi sono messo a spiare dalla finestra dove ho visto loro due
all’interno dell’abitazione, intenti a parlare. Sono rimasto a spiare una
decina di minuti o un quarto d’ora”

 

Per quanto concerne i 18 sms a
carattere minatorio ricevuti da __________ sul proprio telefonino tra il 10 e
il 26 luglio 2004, __________ ha ammesso di avere inviato solo i primi tre
menzionati nella lista allegata al rapporto di Polizia 30 novembre 2004, ma
elementi concreti supportano la tesi che questi messaggi siano stati tutti
inviati da __________: come gli errori grammaticali riscontrati in __________
durante l’inchiesta (cfr. verbale di Ministero pubblico del 25 agosto 2004, p.
4) che si ritrovano nel messaggino n° 8 (“cortello” invece di “coltello”), gli
inviti a tornare con “il signor __________ ” o a spacciarsi per “amici del
signor __________ ” (messaggini n° 5,10 e 11) e il richiamo all’abitudine di
__________ di dormire sul lato destro del letto con una scatola di cleenex sul
comodino (messaggino n° 14), che solo una persona che ha condiviso lo stesso
letto, come in casu __________, può conoscere e soprattutto ricordare.

 

__________ ha anche ammesso di
avere più volte seguito l’ex fidanzata nel mese di luglio 2004 a bordo di una
motocicletta con applicate targhe risultate rubate (cfr. verbale di Polizia 5
agosto 2004, allegato 1.3 al rapporto di Polizia 30 novembre 2004) o con la sua
automobile. In riferimento alle attività di inseguimento messe in atto dal
__________ è utile menzionare quanto dichiarato dalla teste __________, amica
del __________, alla quale quest’ultimo, nel mese di luglio 2004, le aveva
chiesto in prestito il suo veicolo per pedinare una persona che a suo dire gli
doveva dei soldi (cfr. verbale di Polizia della teste __________ 30 settembre
2004, allegato 1.39 al Rapporto di Polizia 30 settembre 2004).

 

 

2.1.2

 

Per quanto riguarda il furto in
danno di __________ avvenuto tra il 22 e il 23 luglio 2004, significativamente
indiziante appare la tipologia della refurtiva sottratta e cioè: quasi tutta la
biancheria intima – le mutandine ed il reggiseno, le calze autoreggenti, body
intimi, costumi da bagno, camice da notte –; tutti i gioielli e la bigiotteria
ad eccezione di una collana in argento con un ciondolo regalatale dal __________
che era stata appoggiata dall’autore del furto sul davanzale interno della
finestra della camera da letto; un unico classificatore contenente
corrispondenza e contabilità del 2004 – all’interno del quale a mente della
vittima vi erano i riconoscimenti di debito del __________ nei suoi confronti
per 30'000.- CHF; un’agenda con indirizzi; i certificati veterinari dei due
gatti della __________, a suo dire regalatile dal __________ a relazione già
terminata.

Appare chiaro che il furto in
questione non è stato perpetrato dall’autore con lo scopo di conseguire un
arricchimento personale, è bensì ben più verosimile l’intenzione di spaventare
o molestare la vittima sottraendole oggetti legati alla sua sfera intima e
sessuale.

Vi è poi da aggiungere che il 1°
settembre 2004 l’automobile __________, targata TI __________, di proprietà ed
in uso a __________ è stata perquisita approfonditamente dagli agenti del
__________ delle Guardie federali di confine (cfr. rapporto 03.09.2004 del
Corpo delle guardie di confine, allegato 5.1 al Rapporto di Polizia 30 novembre
2004). Sono stati ritrovati, nascosti in un intaglio originale di fabbrica
sotto la moquette del pavimento, sotto il sedile dell’autista, due anelli e dei
documenti facenti parte della refurtiva sottratta a __________ in occasione del
furto del 23 luglio 2004. A precisa contestazione di quanto rinvenuto dalle
Guardie di confine nella sua automobile __________ ha continuato a negare di
essere l’autore di quel furto non riuscendo a spiegarsi il rinvenimento (cfr.
verbale di Polizia 01.09.2004 e 02.09.2004 di __________).

 

Per quanto concerne il furto
subito da __________ particolarmente significativo per ciò che qui interessa è
il messaggino ricevuto sul telefonino di __________ in data 25 luglio 2004 (SMS
n° 14 del Rapporto di Polizia 30 novembre 2004) “Senta __________ i clinex lato
destro del letto dicono che dorme li lei come sua abitudine e i pupazzi di
__________ con la gola tagliata?...”. Solo colui che è penetrato all’interno
dell’appartamento del __________ poteva conoscere i particolari dei peluches
tagliati all’altezza della gola (di cui ancora non si era accorto __________) e
della presenza dei cleenex sul comodino della camera da letto, ed è
verosimilmente la stessa persona che conosce le abitudini di coricarsi della
__________ come d’altronde esplicitato nel testo del messaggino stesso.

 

2.1.3

 

In relazione al taglio del tubo
dei freni dell’automobile di __________ particolarmente indizianti per la
presenza di __________ sui luoghi e sul possibile movente risultano i seguenti
elementi.

__________ e la sua convivente
__________ hanno passato la serata dell’11 agosto 2004 a casa di __________ e
della compagna __________ rientrando al proprio domicilio verso mezzanotte.

__________ ha dichiarato di non
essere riuscita a prendere sonno e di avere intravisto verso le ore 00.15 –
00.20 del 12 agosto, attraverso la porta finestra la sagoma di una persona in
giardino. Svegliato il convivente entrambi si sarebbero spostati nel salone,
dalla cui finestra __________ ha dichiarato di avere riconosciuto __________
come l’uomo che era penetrato nel suo giardino (cfr. verbali di Polizia 13 e 27
agosto 2004 di __________, e 13 settembre 2004 di __________, allegati 1.25,
1.26 e 1.27 al rapporto di Polizia 30 novembre 2004).

Il teste __________ ha dichiarato
a verbale 17 settembre 2004 (cfr. allegato 1.24 al Rapporto di Polizia 30
novembre 2004) di avere notato __________, verso le ore 00.15 – 00.30 del 12
agosto a bordo della sua automobile __________ – che a suo dire conosce bene e
di cui sa che il numero di targa inizia con il numero __________ – in zona via
__________ a Massagno svoltare in direzione delle Cinque Vie/Breganzona. Gli
indizi di cui sopra non sono d’altro canto smentiti da un alibi dell’accusato
nei tempi critici tra le 00.00 e le 00.30 del 12 agosto 2004 essendosi limitato
a dichiarare che a quell’ora si trovava al suo domicilio da solo a guardare la
televisione.

 

Del resto non mancano gli
elementi a sostegno della tesi che __________ possa avere provato dei
sentimenti di vendetta o di negazione nei confronti di __________.

__________ – ex amico del
__________ in quanto quest’ultimo e la __________ erano stati testimoni alle
sue nozze – è il vicino di casa di __________ al quale ha presentato la
__________ con cui è sempre stato buon amico, dettaglio che ha sempre
alimentato la gelosia di __________ (cfr. verbale 26 agosto 2004 di __________,
p. 3, allegato 1.44 al rapporto di Polizia 30 novembre 2004) e che, non da
ultimo, ha chiamato la Polizia e avvisato __________ in occasione
dell’incursione notturna del 12 agosto 2004 di __________ nel giardino comune
delle abitazioni __________.

Numerose testimonianze agli atti
escludono poi che __________ possa avere altri nemici. La ex moglie e la ex
fidanzata lo hanno descritto positivamente ed hanno dichiarato di mantenere con
__________ ottimi rapporti ancora attualmente, lo stesso dicasi per il datore
di lavoro ed i colleghi (cfr. verbale di Polizia di __________ del 28 ottobre
2004, verbale di Polizia di __________ del 22 ottobre 2004 e verbale di Polizia
di __________ del 22 ottobre 2004, di cui agli allegati 1.35, 1.42 e 1.31 al
rapporto di Polizia del 30 novembre 2004).

 

 

Per quanto riguarda la dolosità
del danno riportato ai freni dell’automobile di __________, il 18 agosto 2004
il PP Luca Maghetti ha ordinato una perizia tecnica con lo scopo di accertare
lo stato generale dell’impianto frenante della vettura __________, targata TI
__________ di __________, la presenza di alterazioni dello stesso e le
possibili cause nonché, in caso di alterazioni riscontrate, di esprimersi sulle
manifestazioni e conseguenze delle stesse.

Il 30 agosto 2004 il perito
(ingegnere diplomato in tecniche d’auto __________) ha rilasciato la propria
perizia sul veicolo di __________ (cfr. AI 53) concludendo che in condizioni
normali il veicolo avrebbe avuto una discreta efficacia frenante ma che allo
stato attuale la vettura frenava con un solo circuito (ruota anteriore destra e
posteriore sinistra) poiché il tubo flessibile del freno anteriore era stato
intagliato con una lama. Di conseguenza la frenata del veicolo avrebbe avuto
un’efficacia ridotta di almeno il 50% (con conseguente raddoppio dello spazio
di frenata) e l’attivazione dei freni avrebbe richiesto un corsa del pedale
assai più lunga rispetto alla norma.

Il perito ha chiaramente concluso
che le alterazioni riscontrate al tubo flessibile del freno sono state
effettuate con una lama e che la tipologia del taglio denota un atto
intenzionale (cfr. AI 53, p. 23, punto 4.5).

Si aggiunga che __________ è
persona cognita in meccanica come ha lui stesso ammesso al magistrato
inquirente (cfr. verbale di __________ dell’8 settembre 2004 a p. 6 e 7).

 

2.1.4

 

Gli elementi fattuali di cui
sopra si inseriscono nei problemi psicopatologici di cui è affetto __________
da anni.

Significativa a questo proposito
è la perizia psichiatrica 8 novembre 2004 (AI 146) ordinata dal magistrato
inquirente che a p. 12 descrive il periziato affetto da personalità dissociale
– che comporta incapacità di rispettare le norme sociali, ripetute condotte di
rilevanza penale, mentire, truffare per profitto e rubare, impulsività,
irritabilità, inosservanza della sicurezza propria e degli altri,
irresponsabilità, incapacità di sostenere una attività lavorativa continuativa,
di far fronte ad obblighi finanziari e mancanza di rimorso dopo avere
danneggiato o derubato – , narcisistica – che si manifesta nell’incapacità di
capire i sentimenti o le necessità degli altri dei quali è spesso invidioso – e
affettivamente instabile – che si riveleva attraverso i suoi sforzi di evitare
un abbandono. “Vi sono stati anche ricorrenti minacce e comportamenti suicidari
e difficoltà nel controllarsi come ad esempio quando in occasione del divieto
di avvicinarsi ai denuncianti __________ e __________, si è recato appena
rilasciato verso il loro domicilio. Il suo desiderio di vendetta si può
spiegare con l’ideazione paranoie che fa parte di quest’ultimo disturbo della
personalità”.

__________ ha poi ammesso al
perito di avere l’abitudine di mentire affermando che la maggior parte dei suoi
problemi deriverebbero dalle bugie che racconta (Perizia p. 9 e 10).

 

 

2.2.

 

Il pericolo di recidiva deve
essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell'insieme
delle circostanze, tra cui i precedenti dell'accusato, il suo comportamento
durante l'istruttoria, la sua personalità, le modalità di commissione dei reati
(LUVINI, I presupposti materiali del carcere preventivo nel processo penale
ticinese, REP. 1989, pag. 294; G. PIQUEREZ, Manuel de procédure pénale suisse, Zürich
2001, n. 1479/1483).

 

Per quanto riguarda i precedenti
che hanno interessato Magistratura e Polizia iniziano nel 1986 quando ancora
__________ era minorenne (fatti ammessi da __________ al Magistrato dei
minorenni). La perizia psichiatrica (AI 147), a p. 7 e 8 li ripercorre riassuntivamente
e vengono qui di seguito ripresi per quanto utili alla presente decisione:

 

-         
il 19 giugno 1986, incappucciato, minacciò una donna con un coltello
tascabile intimandole di seguirlo, alle grida della vittima si diede alla fuga;

-         
il 31 luglio 1986 inviò una lettera firmata “cane pazzo” ad una donna
alla quale aveva precedentemente sottratto una parte del costume da bagno dallo
stenditoio, invitandola a presentarsi in un luogo stabilito e minacciandola che
in caso non si fosse presentata sarebbe potuto accadere qualcosa di grave a lei
ed alla di lei figlia. La donna si sarebbe dovuta presentare abbigliata in modo
sexi;

-         
il 16 agosto 1986 la stessa donna, nottetempo, uditi dei rumori
provenienti dal solaio di casa sua, chiamò la Polizia la quale identificò il
__________ come autore del furto di indumenti intimi;

-         
il 9 settembre 1986, nello stesso luogo delle minacce del 19 giugno
precedente, seguì la stessa vittima;

-         
il 20 ottobre 1994 al mattino, in un posteggio, sequestrò una giovane
donna tappandole la bocca con uno straccio imbevuto di benzina, chiudendola nel
bagagliaio dell’automobile e portandola in un bosco dove la baciò sulla bocca,
sul viso, le toccò i seni le tagliò e strappò gli indumenti intimi, le leccò i
genitali e le penetrò la vagina con le dita. Poi la richiuse nel bagagliaio,
legandola, dirigendosi in un’altra direzione. La vittima riuscì a fuggire
durante una sosta del veicolo nel traffico cittadino. Nell’ambito
dell’inchiesta condotta nel Canto San Gallo si scoprì quella che oggi può
essere descritta come un’analogia con il comportamento di __________
attualmente al vaglio degli inquirenti e cioè che __________ anche allora
sottrasse diversi oggetti presso il datore di lavoro dell’epoca;

-         
nel 2002 fu condannato dal Ministero pubblico di Lugano a 5 giorni di
detenzione per truffa per avere effettuato vari rifornimenti di carburante
servendosi di tessere destinate a rifornire veicoli del datore di lavoro;

-         
nel luglio 2002 ha ammesso di avere circolato a bordo di una
motocicletta di grossa cilindrata munita di targhe rubate e sprovvista di
copertura assicurativa mentre seguiva la sua ex convivente.

 

Con riferimento a fatti più
recenti ed oggetto del procedimento penale in corso, quali ad esempio i furti,
sono negati dall’accusato nonostante la presenza di chiari indizi – quali ad
esempio il ritrovamento di refurtiva nel suo veicolo o nella cantina del suo
domicilio – non sapendo a volte spiegarsi la presenza di tale refurtiva e
sostenendo per il resto che gli oggetti dichiarati rubati gli sarebbero stato
regalati o dimenticati nel suo appartamento o, per quanto riguarda la refurtiva
in danno dell’ex datore di lavoro, che si tratterebbe di merce scartata e
destinata ad essere buttata via quando in realtà si tratta di oggetti perlopiù
ancora imballati dal fornitore (e non si ritiene di dovere entrare nel merito
esaminando fantasiosi diritti di ritenzione o compensazioni neppure mai
annunciate al presunto debitore).

 

Per quanto riguarda la figura
dell’accusato il perito psichiatrico ha avuto modo di appurare che “non vi sono
segni di rimorso per i danni arrecati nel passato ... bensì una specie di
razionalizzazione e attribuzione delle colpe ad altri, mentendo anche di fronte
all’evidenza” (AI 147, p. 11). Il perito ha definito il quadro diagnostico di
__________ come “psicopatico con delirio erotomaniaco” o, come seconda versione
“stalker con disturbo di personalità dissociale, borderline e narcisistica”.
Ciò che preoccupa è che il clinico ritiene alto il rischio di recidiva.
“Trattasi di un soggetto a rischio che può serbare rancore per un lungo periodo
e tornare a truffare, rubare, molestare, minacciare e aggredire anche senza
seni premonitori, molto capace a criptare le proprie intenzioni e danneggiare
seriamente il prossimo, soprattutto il più debole. Una preoccupazione
supplementare è rappresentata dai segni indicanti la devianza sessuale; di
conseguenza sono possibili anche delitti a sfondo sessuale” (AI 147, p. 15)

 

Sulla personalità dell’accusato e
sui precedenti già si è detto, per quanto riguarda il suo comportamento durante
l’istruttoria e la modalità di commissione dei reati si sottolinea la
preoccupante ripetizione nel tempo di atti dello stesso genere (modalità,
scelta delle vittime e motivazioni) che prendono la forma di un climax
ascendente che non può essere sottovalutato, come non può essere sottovalutata
la tendenza revisionista di __________ (cfr. a questo proposito a titolo
esemplificativo la descrizione dei gravi fatti del 1994 fatta dall’accusato al
magistrato inquirente nel verbale 27 agosto 2004 a p. 2) che non sembra
purtroppo a questo giudice essere una mera tecnica difensiva bensì una cattiva
e pericolosa elaborazione del passato che ci riporta a quanto descritto nella perizia
psichiatrica.

 

 

3.

 

La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della
presenza di concreti indizi di colpevolezza, e del gran numero di atti
istruttori compiuti è sicuramente data.

Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati a __________, alcuni dei quali crimini.

Quattro mesi di carcere
preventivo – se si considera che l’inchiesta appare ormai al termine e che il
magistrato inquirente presto potrà procedere al deposito degli atti e alla
formulazione dell’atto d’accusa verosimilmente, e a scanso della richiesta di
complementi istruttori, ancora nel termine generale di 6 mesi tanto da arrivare
al processo in tempi brevi – non appaiono sproporzionati.

 

 

 

4.

 

In conclusione, l’istanza in
discussione, deve essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e
spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci
giorni alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let.
a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.               
Intimazione:

 

 

__________

 

                                                                       giudice
Claudia Solcà