# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8695656d-0faf-553a-9f73-9193701f85a2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-06-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.06.2001 52.2001.120
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-120_2001-06-20.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00120

   

  	
  Lugano

  20 giugno
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  19 aprile 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 3 aprile 2001 (n. 1503) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
  decisione 23 gennaio 2001 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione dei permessi
  e dell'immigrazione, in materia di rinnovo del permesso di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    24 aprile 2001 del
Dipartimento delle istituzioni,

-      2 maggio 2001 del Consiglio
di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 7 agosto
1997, la cittadina statunitense __________ (1973) si è sposata nel canton
__________ con lo svizzero __________ (1967), residente nel Paese d'origine
della ricorrente. Il 1° gennaio 2000, __________ e __________ si sono
trasferiti in Svizzera. Per vivere insieme al marito a __________,
l'interessata ha ottenuto un permesso di soggiorno, valido fino al 31 dicembre
2000. Il 1° ottobre 2000, __________ è andata ad abitare a __________ presso il
cittadino elvetico __________.

 

 

                                  B.   Il 23
gennaio 2001 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle
istituzioni ha respinto l'istanza di __________ volta ad ottenere il rinnovo
del suo permesso di dimora, fissandole un termine con scadenza il 30 aprile
2001 per lasciare il territorio cantonale. L'autorità ha ritenuto che non sussistessero
più le condizioni per le quali era stato concesso il permesso alla ricorrente
per soggiornare in __________. L'interessata aveva confermato alla Polizia
cantonale che non viveva più insieme al marito e che si era trasferita presso
il suo fidanzato __________. La decisione è stata resa in applicazione degli
art. 4, 7, 12, 16 LDDS e 8 ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 3 aprile 2001 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________, la quale
aveva contestato il suo verbale d'interrogatorio di polizia siccome priva di un
interprete. Il Governo ha escluso pressioni da parte dell'agente interrogante e
ha indicato che spettava all'interessata richiedere la presenza di un
traduttore. L'Esecutivo cantonale ha pure rilevato che l'asserita ripresa della
comunione domestica dei coniugi __________, addotta nel ricorso, era stata
smentita dagli accertamenti esperiti dal Servizio dei ricorsi del Consiglio di
Stato tramite la Polizia cantonale (acquisizione agli atti del contratto di
locazione intestato a __________ e a __________ per l'appartamento di
__________ con effetto dal 1° marzo 2001; conferma, da parte del rappresentante
dei locatori, che la ricorrente viveva stabilmente presso il __________). Ha
quindi ritenuto che non vi fossero possibilità di riconciliazione tra
l'insorgente e il consorte e ha considerato manifestamente abusivo, da parte
dell'interessata, appellarsi al suo matrimonio svuotato di ogni contenuto per
poter continuare a soggiornare sul territorio elvetico.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo del suo
permesso di dimora. In via subordinata, essa chiede che gli atti vengano
rinviati alle autorità inferiori, affinché emanino un nuovo giudizio. Adduce in
primo luogo una violazione del suo diritto di essere sentita, ribadendo di non
aver potuto esprimersi in maniera sufficientemente chiara durante
l'interrogatorio di polizia a causa della mancanza di un interprete. Chiede al
Tribunale di sanare tale carenza tramite la sua audizione. Contesta in seguito
di aver contratto un matrimonio fittizio e di richiamarsi al vincolo
matrimoniale in maniera manifestamente abusiva, asserendo che la separazione
dal marito è una semplice pausa di riflessione e che nulla impone ai coniugi di
vivere sotto lo stesso tetto. Sostiene infine che il centro dei suoi interessi
si trova in Svizzera, dove si sente integrata e ha i suoi principali legami
affettivi. L'insorgente chiede che al ricorso venga conferito l'effetto
sospensivo.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. In materia di polizia degli stranieri,
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce infatti che l'autorità
competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei
trattati con l'estero, in merito alla concessione di un permesso di dimora o di
domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile
permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare
del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a,
388 consid. 1a con rinvii).

 

1.3. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase
LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e
alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale
giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg. consid. 2c). In concreto,
l'interessata è sposata con un cittadino elvetico. Di conseguenza essa ha, in
linea di principio, diritto al postulato rinnovo del permesso di dimora.
Pertanto, essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti
al Tribunale federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve concludere
che la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa inoltrata da
__________ è data. Se la proroga del permesso sollecitato possa esserle
rifiutato è una questione di merito, non di ammissibilità.

 

1.4. Il gravame, tempestivo (art. 10 LALPS e
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art.
18 cpv. 1 PAmm). Come verrà spiegato in seguito, l'audizione dell'insorgente
non è necessaria, in quanto non appare idonea a procurare al Tribunale la
conoscenza di ulteriori elementi affidabili e di rilievo per il giudizio. Né la
legislazione cantonale né quella federale, d'altronde, garantiscono alla parte
il diritto di essere udita oralmente, essendo sufficiente che essa possa far
valere le proprie ragioni per iscritto (DTF 117 II 132 consid. 3b, p. 137 e
rinvii; Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, N. 141 e 146).

 

 

                                   2.   La ricorrente
rimprovera alle autorità inferiori di aver violato il diritto di essere sentito.
Sostiene di non aver potuto spiegare la propria situazione in maniera sufficientemente
chiara durante il suo interrogatorio di polizia a causa della mancanza di un interprete.

 

2.1. La natura ed i limiti del diritto di
essere sentito sono determinati innanzi tutto dalla normativa procedurale
cantonale. Se questa risulta insufficiente, valgono le garanzie minime dedotte
dagli art. 29 Cost. e 6 CEDU, norme che assicurano all'interessato il diritto
di esprimersi su tutti i punti essenziali di un procedimento prima che sia
emanata una decisione e che gli garantiscono anche il diritto di partecipare all'assunzione
delle prove, di conoscere i risultati delle stesse, di determinarsi a riguardo
e di avanzare offerte di prova (DTF 120 Ib 379, 118 Ia 17; STF 7 giugno 1996 in
re Moretti).

 

2.2. In occasione del suo interrogatorio del
21 dicembre 2000, __________, dopo essersi dichiarata d'accordo di rispondere alle
domande dell'agente di polizia, ha ammesso di vivere separata dal marito e di
essersi legata sentimentalmente al __________. In seguito, essa ha letto il
verbale, l'ha confermato e l'ha firmato senza eccepire alcunché. La ricorrente
non è quindi una sprovveduta. E' del resto soltanto dopo aver ricevuto la
decisione con cui le si rifiutava il rinnovo del suo permesso di dimora che ha
invocato le sue asserite difficoltà linguistiche non contestando comunque di
aver vissuto separata dal marito __________. Tanto più che anche dinnanzi al
Tribunale, dove ha potuto esprimersi su tali risultanze tramite la sua impugnativa,
l'insorgente ha ammesso che la separazione dura tuttora (ricorso ad C, pag. 7).

 

2.3. A ben guardare, il Governo ha violato
il diritto di essere sentito della ricorrente, non tanto per il motivo addotto
dalla stessa, bensì in quanto non le ha dato la possibilità di presentare osservazioni
in merito agli accertamenti da esso esperiti volti a dimostrare che i coniugi
__________ non avevano mai ripreso la loro vita in comune (art. 52 PAmm). Il 2
aprile 2001 l'Esecutivo cantonale ha infatti inviato a __________ copia del
rapporto di esecuzione 20 marzo 2001 della Polizia cantonale e del contratto di
locazione sottoscritto il 17 febbraio precedente da __________ "per
conoscenza" e il 3 aprile 2001 ha emanato la decisione, fondandosi su tali
risultanze (ad E.2., pagg. 8-9). Non è comunque necessario rinviare agli atti
all'autorità inferiore, affinché proceda ad emanare un nuovo giudizio dopo aver
dato la possibilità alla ricorrente di esprimersi su tali accertamenti. La
violazione del diritto di essere sentito dell'interessata è già stata sanata,
poiché __________ ha potuto prendere posizione sulle menzionate risultanze
istruttorie tramite il suo gravame al Tribunale, che dispone su questo aspetto,
come l'alta Corte federale, di pieno potere cognitivo (cfr. STF 27 aprile 1995
inedita in re K., consid. 2c). Si terrà comunque conto di tale mancanza da
parte del Consiglio di Stato nell'ambito della fissazione della tassa di giudizio
a carico dell'insorgente (STA 30 ottobre 1992 in re V., consid. 2.2.).

 

 

                                   3.   Come già
indicato in precedenza (consid. 1.3.), l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS dispone
che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla
proroga del permesso di dimora. Questo diritto - soggiunge il cpv. 2 della
medesima norma - non sussiste se il matrimonio è stato contratto per eludere le
prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri, segnatamente
quelle sulla limitazione del loro effettivo. Il permesso può anche essere
negato in caso di abuso di diritto. L'abuso sussiste quando un diritto viene
invocato per realizzare degli interessi che la legge, che prevede tale diritto,
non vuole proteggere (Häfelin/Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts,
p. 133; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, n. 74 e 78).
Sono dati segnatamente gli estremi dell'abuso, allorquando lo straniero si
richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente unicamente per ottenere
il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (cfr. DTF 121 II 97 consid.
4). Tuttavia, una separazione di fatto dei coniugi non provoca necessariamente
la perdita del diritto a un permesso di soggiorno (DTF 118 Ib 150 consid. 3b).
Tale soluzione è stata scelta al fine di evitare che la presenza in Svizzera
dello straniero dipenda dalla volontà del coniuge. Si è infatti inteso
garantire al cittadino straniero il diritto di richiedere egli stesso
l'adozione di misure di protezione dell'unione coniugale, segnatamente anche il
diritto alla separazione giusta l'art. 175 CC, senza per ciò dover temere di
essere allontanato dalla Svizzera.

 

 

                                   4.   In
concreto, il Consiglio di Stato ha fondato il proprio giudizio sull'abuso
manifesto del diritto, da parte della ricorrente, nell'invocare il vincolo
coniugale (consid. E, pagg. 7 segg.). Cadono pertanto nel vuoto gli argomenti
addotti dall'interessata (matrimonio d'amore, lunga convivenza) al fine di
confutare l'esistenza della natura fittizia delle sue nozze.

 

 

                                   5.   La
ricorrente è entrata in Svizzera il 1° gennaio 2000 unitamente a suo marito.
Per vivere insieme a __________ a __________, essa è stata posta al beneficio
di un permesso di dimora annuale. Tuttavia, nell'ottobre 2000 __________ si è
separata dal coniuge, trasferendosi a __________ presso __________ (v. avviso
di scadenza permesso B del 2/13 novembre 2000), senza pretendere che ciò fosse
dovuto per motivi che imponessero l'adozione di misure di protezione
dell'unione coniugale ai sensi dell'art. 175 CC. Da allora, tra i coniugi
__________ non sussiste più una vera e propria relazione sentimentale. Del
resto neppure in questa sede la ricorrente afferma di aver ripreso la vita coniugale
con il marito. Che i coniugi abbiano mantenuto buoni rapporti di amicizia, non
permette dunque di mutare il giudizio.

 

 

                                   6.   Da quanto
precede risulta in modo manifesto l'abuso da parte dell'insorgente nell'invocare
il proprio matrimonio, svuotato di ogni contenuto e scopo ormai dall'ottobre
2000, al fine di continuare a beneficiare del permesso di soggiorno ottenuto
per vivere con il marito __________. Il fatto che la ricorrente abbia coltivato
nel nostro Paese dei rapporti di amicizia o altro con altre persone non è
dunque di decisivo rilievo.

 

 

                                   7.   La
ricorrente non può nemmeno invocare la protezione dell'art. 8 CEDU. In effetti,
a dipendenza delle circostanze, lo straniero può prevalersi del diritto al
rispetto della vita privata e famigliare tutelato dalla norma in oggetto per
opporsi all'eventuale separazione dalla famiglia ed ottenere il mantenimento
del proprio permesso di dimora. Ora, per appellarsi alle garanzie sancite
dall'art. 8 CEDU, l'interessata deve dimostrare che tra lei e la persona che
beneficia del diritto di risiedere in Svizzera esiste una relazione stretta,
intatta ed effettivamente vissuta (DTF 122 II 5 consid. 1e, 289 consid. 1c, 385
consid. 1c; 118 Ib 145). Orbene, a seguito dell'accertamento della natura
formale del vincolo matrimoniale, che non merita tutela alcuna siccome abusivo,
non si può ritenere che esista un legame familiare intatto ed effettivamente
vissuto con il marito.

 

 

                                   8.   Va
osservato infine che la ricorrente soggiorna in Svizzera soltanto dal 1°
gennaio 2000 e che il suo rientro negli Stati Uniti, dove è nata ed è
cresciuta, risulta esigibile.

 

 

                                   9.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso deve essere respinto. Con l'emanazione del
presente giudizio, la domanda di effetto sospensivo al gravame diviene priva
d'oggetto. La tassa di giudizio, ridotta (v. consid. 2.3.), segue la soccombenza
(art. 28 PAmm).

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 6, 8 CEDU, 29 Cost, 1, 4, 7, 12 LDDS; 8
ODDS; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 47, 52,
60, 61 PAmm;

 

 

 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

§.  Di conseguenza __________ (7 maggio 1973),
cittadina degli __________, è tenuta a lasciare il territorio cantonale entro
il 30 agosto 2001 notificandone la partenza al competente ufficio
regionale degli stranieri.

 

 

                                   2.   Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 500.–, sono a carico della ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario