# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 27ce38bb-d456-5e6d-b8d5-6536cb91bb90
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2007 3
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2007-3_0000-00-00.pdf

## Full Text

2/3 Bürgerrecht PVG 2007

Domanda di naturalizzazione. Obbligo di motivare.
– Necessità di motivare la decisione di rifiuto (cons. 2a).
– Come può essere soddisfatto tale obbligo nell’ambito di una 

decisione di un’assemblea comunale (cons. 2b, d, e).

Einbürgerungsgesuch. Begründungspflicht.
– Notwendigkeit der Begründung ablehnender Entscheide 

(E.2a).
–Wie diese Anforderung im Fall eines Entscheides einer 

Gemeindeversammlung realisiert werden kann (E.2b, d, e).

Considerandi:
2. a) Dal profilo formale viene fatta valere una crassa vio-

lazione del diritto di audizione sia relativamente alla mancata edi- 
zione dell’incarto che per quanto ha tratto all’assenza di una moti- 
vazione a sostegno della decisione impugnata. Il diritto di essere 
sentiti, quale garanzia procedurale generale, è espressamente 
sancito all’art. 29 cpv. 2 CF. Giusta la giurisprudenza del Tribunale 
federale, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere de- 
dotto il diritto per gli interessati di esprimersi prima della resa di 
una decisione sfavorevole nei loro confronti, di fornire prove circa 
i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, di poter prendere 
visione dell'incarto, di partecipare all'assunzione delle prove, di 
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo nonché di ot- 
tenere una decisione motivata (DTF 126 I 15 cons. 2a/aa e riferi- 
menti). Giusta la prassi delTribunale federale anche le decisioni ri- 
guardanti il rifiuto di una naturalizzazione vanno motivate (DTF 
131 I 21 cons. 3, 130 I 149 cons. 5 e 129 I 230 ss. cons. 3.3 e 3.6). Ciò 
in considerazione del fatto che anche i votanti che si devono espri- 
mere in merito ad una naturalizzazione sono tenuti al rispetto del 
principio costituzionale della non discriminazione, sancito all’art. 
8 cpv. 2 CF e stando al quale: nessuno può essere discriminato a 
causa della sua origine, razza o religione. Nell’ambito di una pro- 
cedura di naturalizzazione questo principio ha un’importanza par- 
ticolare, non essendo consentito negare la naturalizzazione ad 
una persona solo in base ad una determinata provenienza etnica 
o culturale risentita come estranea dalla maggioranza (DTF 129 I 
230 cons. 3.5 non pubblicato nella raccolta ufficiale). La necessità 
di una motivazione vuole in questo contesto garantire che non si- 
ano propriamente stati motivi contrari al principio della non di- 
scriminazione razziale a giustificare la decisione negativa (René

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Schaffhauser, Bürgerrechte, in: Daniel Thürer/Jean-François Au- 
bert/Jörg Paul Müller [editore], Verfassungsrecht der Schweiz, Zu- 
rigo 2001, § 19 nota 17). La nuova normativa in materia vigente nel 
nostro cantone a partire del 1. gennaio 2006 garantisce del resto 
espressamente il diritto ad una motivazione. Infatti l’art. 25 cpv. 1 
LCCit prevede espressamente la necessità di motivare le decisioni 
di rifiuto.

b) La prassi non ha però stabilito come tale obbligo possa 
essere concretamente soddisfatto nell’ambito di un’assemblea co- 
munale. In generale, quando la proposta della sovrastanza o della 
commissione preparatoria viene sostenuta dall’assemblea, si ritie- 
ne che i motivi a sostegno della decisione presa, per quanto non 
emergano elementi propri a sostenere il contrario, siano quelli 
esposti dall’organo incaricato dell’istruzione della pratica. Quando 
invece l’assemblea prende una decisione diversa dalla proposta 
fatta dall’organo incaricato di gestire la pratica, è indispensabile 
che tale diversa decisione trovi una motivazione. Qualora in sede 
di assemblea sia sorta una discussione sulla questione, i motivi 
espressi da coloro che hanno dato un voto sfavorevole possono 
essere presi a fondamento della decisione di rifiuto. Se non ha 
luogo alcuna discussione, è comunque indispensabile che l’as- 
semblea decida il motivo per cui non ha ritenuto di dare la propria 
approvazione alla richiesta al momento che si esprime in modo 
sfavorevole. Senza una motivazione a sostegno della decisione 
negativa, la procedura risulta essere viziata e il provvedimento 
preso in violazione delle regole procedurali minime non può in 
questa sede essere protetto.
... .

d) Per contro, l’assenza di una motivazione non può, lad- 
dove vi è stata una discussione in sede di assemblea, comportare 
l’accoglienza del ricorso nel senso che agli istanti venga ricono- 
sciuto il diritto di cittadinanza comunale da parte di questo Giu- 
dice, come preteso dai ricorrenti. Anche in considerazione del fatto 
che la necessità di una motivazione è una procedura piuttosto in- 
solita nell’ambito di quella che è una votazione popolare in sede 
assembleare, occorre accordare in primo luogo ai rappresentanti 
del comune patriziale la possibilità di determinarsi su tale carenza 
e se possibile di ovviare al vizio formale sulla base di quanto di- 
scusso in assemblea o sentito come critica prima della votazione 
(Yvo Hangartner, Grundsätzliche Fragen des Einbürgerungsrechts, 
AJP 2001 959).

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e) Come è stato esposto in precedenza, la decisione nega- 
tiva deve essere motivata. Da quanto risulta dal protocollo dell’as- 
semblea patriziale in questione, il rifiuto è stato preceduto da una 
discussione sulla durata del soggiorno, l’acquisto di una casa da 
parte dei petenti e l’integrazione in generale. Il protocollo non per- 
mette però di trarre delle chiare conclusioni sul perché del rifiuto 
deciso. In effetti, in sede assembleare era stata ventilata anche la 
necessità di una motivazione, ma questa era stata a torto ritenuta 
superflua o perlomeno non necessaria. Che questo Giudice possa 
supplire alla mancanza di una motivazione sulla base del proto- 
collo assembleare è escluso per più motivi. In primo luogo ai ri- 
correnti è stato precluso il diritto di vedere l’incarto, ciò che rende 
improponibile un eventuale sanamento della mancanza di moti- 
vazione. Inoltre, i motivi contenuti nel protocollo dell’assemblea 
sono riassunti in modo piuttosto succinto per una valutazione da 
parte di terzi. Per i rappresentanti del comune patriziale presenti in 
sala invece, potrebbe essere probabilmente possibile malgrado i 
pochi appigli protocollati ricordare maggiori dettagli della discus- 
sione che ha avuto luogo e giungere così ad una motivazione della 
decisione.
U 07 76 Sentenza del 19 ottobre 2007

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