# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad376de3-7baf-5470-81b0-34aef3a95f9c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 13.04.2022 80.2019.256
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2019-256_2022-04-13.html

## Full Text

__________

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarti n.

  80.2019.256

  80.2019.257

  80.2019.258

  	
  Lugano

  13 aprile 2022

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

  rappr.
  da  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 16 agosto 2019 contro la decisione del 18 luglio 2019 in materia di richiesta
  di garanzia IC, IFD e ICom 2012-2019.

  

 

 

	
  Fatti

  	
   

  

 

 

                                  A.   __________ (__________),
cittadina __________, coniugata con __________, ha risieduto a __________, beneficiando
di un permesso di dimora dal 1°.11.2010 al 31.8.2017. A partire da tale data,
quest’ultima si è ritrasferita in __________. In Ticino, la contribuente aveva
lavorato a tempo parziale presso la succursale di __________ della __________
(società dichiarata in fallimento e della quale il marito della contribuente
era amministratore delegato dal 24.7.2013 al 25.11.2015). Dal 2012 __________ è
stata proprietaria di un appartamento a __________ (foglio PPP __________ fondo
base __________ RFD __________), che è stato venduto nel mese di luglio del
2019.

                                  B.   Il 18.7.2019 la
Divisione delle contribuzioni ha notificato a __________, per il tramite
dell’avv. __________, tre distinte richieste di garanzia riguardanti
rispettivamente l’Imposta cantonale (IC), l’Imposta federale diretta (IFD) e
l’Imposta comunale (ICom) per il periodo 2012-2019. Per l’IC l’importo era
stato quantificato in fr. 150'000.- più interessi del 2.5% dal 19.7.2019; per
l’IFD (dal 2012 al 2015) in fr. 60'000.- più interessi al 3% dal 19.7.2019 e
l’ICom in fr. 115'000.- più interessi del 2.5% dal 19.7.2019. A motivo delle
richieste veniva indicato: “La contribuente è domiciliata all’estero”.

 

 

                                  C.   Con ricorso
16/18.8.2019 __________, per il tramite dell’avv. RA 1 contesta le richieste di
garanzia. L’insorgente lamenta preliminarmente una violazione del suo diritto
di essere sentita: le richieste vengono motivate unicamente dalla residenza
all’estero, ma sono del tutto silenti in merito alla commisurazione della somma
richiesta in garanzia. In particolare, nel gravame viene indicato che non era
dato a sapere se era stata verificata e conteggiata l’imposta alla fonte già
trattenuta alla ricorrente rispettivamente versata all’autorità fiscale, e non
risultava inoltre chiaro in quale misura “(…) la richiesta di garanzia
riguardi di fatto presunte imposte relative alla persona del marito signor __________
(come peraltro riportato espressamente nella richiesta di garanzia)”.

                                         __________, appellandosi
all’art. 12 cpv. 1 LT, eccepisce la decadenza del suo obbligo solidale fiscale
con il marito, nell’ipotesi in cui il conteggio includa anche “(…) presunte
imposte che riguardino quest’ultimo (…)”. Quest’ultimo versa in un evidente
stato di insolvenza “(…) avendo a proprio carico diversi precetti esecutivi
e attestati di carenza beni”, ciò che gli impedisce in maniera duratura di
far fronte ai propri impegni fiscali. Secondo la ricorrente, le citate misure
di garanzia incidono pesantemente sulla sua situazione finanziaria. La
contribuente chiede pertanto, già in questa sede, che vengano accertate le
condizioni per la decadenza della solidarietà fra coniugi ex art. 12 cpv. 1 LT.
La ricorrente chiede perciò di annullare le richieste di garanzia,
subordinatamente la riduzione delle stesse “(…) in funzione delle presunte
imposte che effettivamente, e su base comprovata, potrebbero essere addebitate
alla ricorrente e alla sua sostanza, personalmente”.

 

 

                                  D.   Con osservazioni
25/26.9.2019 l’Ufficio giuridico della Divisione delle contribuzioni ha chiesto
la reiezione del ricorso. In particolare, l’autorità fiscale ha argomentato che
rilevante, ai fini del caso sub judice è che la ricorrente ha lasciato
la Svizzera per l’__________ a partire dalla fine di agosto 2017 e che vi sono
ancora delle imposte da percepire da parte delle autorità fiscali. La residenza
all’estero, ossia l’assenza di un domicilio in Svizzera, rappresenta una
condizione sufficiente sancita dalla legislazione cantonale e federale (art.
248 cpv. 1 LT e 169 cpv. 1 LIFD) affinché le autorità fiscali possano
richiedere delle garanzie per i propri crediti d’imposta ancora insoluti. Con
il trasferimento del domicilio della ricorrente all’estero, viene a mancare un
luogo di esecuzione personale in Svizzera, motivo per il quale la difficoltà
d’incasso di pubblici tributi appare accresciuta.

                                         In relazione al “quantum”
delle richieste di garanzia l’Ufficio giuridico ha rilevato che, proprio per la
natura intrinseca dell’istituto della richiesta di garanzia, l’eventuale esame
dei successivi accertamenti riguardanti il credito fiscale, come quelli
riferiti all’accertamento definitivo dell’obbligazione tributaria oppure alla
determinazione dell’imposta realmente dovuta, sono demandati alla procedura
ordinaria di tassazione e a quella di reclamo e di ricorso. Oggetto della
richiesta di garanzia può essere anche un debito fiscale presunto in base a
costatazioni provvisorie: motivo per il quale, affinché una richiesta di
garanzia sia valida, è solamente necessario che sussista almeno uno dei motivi atti
a richiederla e che sia resa verosimile l’esistenza di un credito d’imposta. La giurisprudenza del Tribunale federale esige unicamente che “der
Bestand der Steuerforderung als wahrscheinlich erscheint”.

                                         Neppure
violato sarebbe, secondo l’autorità fiscale, il diritto di essere sentita della
ricorrente: quest’ultima ha avuto la possibilità di impugnare le richieste di
garanzia dinanzi alla Camera di diritto tributario. L’autorità resistente
allega alle osservazioni la documentazione riguardante i calcoli d’imposta
ricostruiti a partire dalle dichiarazioni dei contribuenti e considerati
dall’UEC per l’emanazione delle richieste di garanzia. Secondo l’autorità
resistente, “con i conteggi ora prodotti, un’eventuale violazione del
diritto di essere sentito verrebbe così sanata in questa sede e non vi sarebbe
alcuna violazione costituzionale”.

                                         Secondo l’autorità
resistente, nemmeno decisiva è la censura inerente la fine della solidarietà
fiscale tra moglie e marito, a causa dell’insolvibilità di quest’ultimo. La
determinazione di un eventuale riparto tra coniugi sarà effettuata unicamente
dopo l’accertamento definitivo dell’imponibile a carico di quest’ultimi.

 

 

                                  E.   Con scritto 7.10.2019
sono stati trasmessi al rappresentante della ricorrente gli schemi riassuntivi
degli importi chiesti in garanzia sul totale degli anni per l’IC, l’IFD e lCom,
nonché il calcolatore delle imposte dovute.

 

 

                                  F.   In data 24.6.2020,
l’Ufficio di tassazione di Lugano ha emanato le decisioni di tassazione IC/IFD
dal 2012 al 2016, contro le quali è stato presentato reclamo.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La richiesta di garanzia è
formulata dall’Ufficio esazione e condoni, sia quando ha per oggetto un’imposta
cantonale o comunale (art. 20 cpv. 1 del Regolamento della Legge tributaria
ticinese RL 640.110; numerazione precedente RL 10.2.1.1.1) sia quando è
riferita al pagamento di un’imposta federale diretta (art. 4 cpv. 5 del
Regolamento di applicazione della Legge federale sull’imposta federale diretta,
RL 642.150; numerazione precedente RL 10.2.5.1.).

                                         Contro tale decisione,
l’interessato ha facoltà di ricorso alla Camera di diritto tributario. Per le
imposte cantonali e comunali, la competenza è data dall’art. 248 cpv. 3 LT; per
le imposte federali dirette, dall’art. 169 cpv. 3 LIFD, che attribuisce al
contribuente il diritto di impugnare la richiesta di garanzia dinanzi alla
commissione cantonale di ricorso (art. 4 cpv. 6 del Regolamento di applicazione
della Legge federale sull’imposta federale diretta).

                                                                                                                         

                                         1.2.

                                         La ricorrente censura le
decisioni principalmente per due ragioni: lamenta una violazione del diritto di
essere sentito, in quanto le richieste di garanzia non sarebbero, a suo dire,
motivate e già solo per questo sarebbero da annullare.

                                         RI 1 si aggrava poi anche
contro le richieste di garanzia in quanto tali, ritenendole non giustificate
nel caso concreto e, ad ogni modo, sproporzionate dal profilo quantitativo.

 

                                      

                                    2.   Violazione del diritto di essere
sentito

 

                                         2.1.

                                         Per ciò che concerne le richieste di garanzia datate 18 luglio 2019, l’insorgente
lamenta innanzitutto la violazione del diritto di essere sentito sancito dall’art.
29 cpv. 2 Cost. Ritiene che le decisioni di garanzia non siano sufficientemente
motivate.

 

                                         2.2.

                                         2.2.1.

                                         La giurisprudenza ha
dedotto dal diritto di essere sentito di cui all’art. 29 cpv. 2 Cost. il
diritto di ottenere una decisione motivata. In tale ambito, è sufficiente che
l’autorità menzioni, perlomeno brevemente, i motivi che l’hanno guidata e sui
quali ha fondato la propria decisione, di modo che l’interessato possa rendersi
conto della portata della decisione medesima ed impugnarla in coscienza di
causa (DTF 129 I 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b).

 

                                         2.2.2.

                                         Se non si vuole vanificare
lo scopo della decisione di richiesta di garanzie, di solito essa deve essere
adottata rapidamente, non appena si sono verificati fatti che indicano che il pagamento
dell’imposta sembra compromesso. Per queste ragioni, spesso non è possibile
motivare dettagliatamente la decisione e all’autorità fiscale deve essere consentito
di addurre gli elementi determinanti al momento della presentazione delle sue
osservazioni, nel caso in cui la decisione sia stata impugnata. Il contribuente
non subisce alcun pregiudizio, se l’autorità di ricorso gli permette di
prendere posizione sulle osservazioni dell’autorità fiscale (sentenza del
Tribunale federale n. 2P.41/2002 del 10 giugno 2003 consid. 6.1).

 

                                         2.3.

                                         La motivazione delle
decisioni impugnate (riportata in narrativa), sebbene breve, indica
indubbiamente i motivi essenziali che hanno indotto l'Autorità fiscale a ritenere
in pericolo la riscossione del credito fiscale. Detta motivazione ha quindi
permesso alla contribuente di tutelarsi adeguatamente, inoltrando un ricorso
debitamente motivato. 

                                         Per quanto riguarda
anzitutto la prima condizione posta dagli articoli 248 LT e 169 LIFD, ovvero l’esistenza
di un motivo di garanzia, il fatto che la contribuente non sia più domiciliata in
Svizzera costituisce un motivo sufficiente, senza che sia necessario valutare
se i diritti del fisco siano concretamente minacciati (sentenza del TF n. 2C_77/2019
del 17 marzo 2021 consid. 5.3 e giurisprudenza citata). Su questo aspetto, la
motivazione è pertanto sufficiente.

                                         È invece vero che la
decisione impugnata non dà indicazioni sul calcolo delle imposte da garantire. L’PI
1 vi ha però rimediato in sede di ricorso: in data 25/26.9.2019 ha infatti
trasmesso degli specchietti riassuntivi che espongono il totale delle imposte
da pagare (reddito e sostanza per IC, IFD e ICom) dal 2012 al 2019 per le
imposte federali dirette, le imposte cantonali e le imposte comunali. La
ricorrente ha avuto la possibilità di visionare nel dettaglio il documento
menzionato e di presentare una replica, pronunciandosi sugli argomenti addotti
dall'Autorità fiscale: diritto del quale non ha fatto uso. In simili
circostanze, l’eventuale vizio di forma iniziale potrebbe senz’altro essere
considerato sanato nell’ambito della procedura ricorsuale, in maniera
rispettosa dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. (decisioni TF n. 2A.324/2005 e
2A.325/2005 del 30 novembre 2005; ASA 67 p. 722 consid. 3b).

                                         Ne consegue che nel caso
di specie non vi è violazione del diritto di essere sentito di RI 1.

 

 

                                   3.   Garanzie fiscali

 

                                         3.1. 

                                         Giusta gli artt. 248 cpv.
1 LT e 169 cpv. 1 LIFD, se il debitore d’imposta o di multa non ha domicilio in
Svizzera o se i diritti del fisco sembrano pregiudicati, l’autorità fiscale può
chiedere in ogni tempo, anche prima che l’imposta sia accertata
definitivamente, delle garanzie, impregiudicato il diritto di chiedere il
sequestro. La decisione di richiesta di garanzie deve indicare l’importo da
garantire ed è immediatamente esecutiva. Nella procedura d’esecuzione, esplica
gli stessi effetti di una sentenza giudiziaria esecutiva. Secondo la
giurisprudenza affinché una richiesta di garanzie ex art. 169 cpv. 1 LIFD
risulti giustificata, è necessario (sentenze TF 2C_77/2019 del 17.3.2021,
consid. 5.2.; TF inc. 2C_85/2020 del 6.10.2020 consid. 5.1.):

1)    Che sussista uno
dei motivi di garanzia menzionati nella norma citata, ossia l’assenza di domicilio
in Svizzera oppure il fatto che i diritti del fisco sembrino compromessi;

2)    Che sia resa
verosimile l’esistenza di un credito d’imposta;

3)    Che la somma
richiesta non appaia, a prima vista, manifestamente eccessiva.

 

                                         3.2.

                                         La norma in questione
prevede pertanto due tipi di casistiche che possono dar luogo a delle garanzie
fiscali. Il motivo generale per cui vengono richieste delle garanzie si basa
sul pericolo che il credito fiscale non venga corrisposto (sentenza TF
2A.611/2006 del 18.4.2007 consid. 4.1.). La legge ammette la costituzione di
garanzie nel caso in cui il contribuente non ha un domicilio in Svizzera.
Questo motivo particolare di costituzione di garanzie trova la sua ragione nel
fatto che una pretesa di diritto pubblico della Confederazione, di un Cantone
oppure di un Comune non può essere eseguita all’estero. Ad oggi unicamente la
Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica d'Austria intesa ad
evitare la doppia imposizione nel campo delle imposte sul reddito e sulla
sostanza (SR 0.672.916.31) prevede un’assistenza fiscale in materia di incasso
(StR 72/2017 p. 248; sentenza TF 2C_669/2016 dell’8.12.2016).

                                         Le garanzie possono, come
visto, essere richieste anche quando i diritti del fisco appaiono minacciati
(in maniera simile a quanto previsto dall’art. 271 cpv 1 cifra 2 LEF). Secondo
il diritto attuale, l’autorità fiscale non ha più bisogno di comprovare che il
comportamento del contribuente metta in pericolo il pagamento dell’imposta, ma
unicamente che il pagamento risulta minacciato, oppure deve rendere verosimile
che una tale minaccia esista. L’insieme delle circostanze è determinante. Il
pagamento del credito fiscale appare minacciato quando ad esempio il
contribuente ha l’intenzione di lasciare la Svizzera oppure di preparare la sua
partenza, oppure ancora se esiste un pericolo di fuga. Le garanzie possono
anche essere giustificate nel caso in cui il contribuente dissimuli in maniera
sistematica il suo reddito e il suo patrimonio nell’ambito della procedura di
tassazione, induca in errore l’autorità fiscale in relazione ai suoi redditi (Curchod P., op. cit., n. 15-19 ad art.
169 LIFD).

 

                                         3.3.

                                         Secondo la giurisprudenza
sviluppatasi attorno all’art. 118 del previgente decreto concernente l’imposta
federale diretta, che conserva su questo punto tutta la sua validità, affinché
una richiesta di garanzia risulti giustificata è necessario che sia resa
verosimile l’esistenza di un credito d’imposta, che sussista uno dei motivi
menzionati sopra e che la somma richiesta non appaia, a prima vista,
manifestamente eccessiva (decisione TF n. 2A.326/1997 del 1° aprile 1998, in:
RDAT II-1998 n. 20t). Nel contesto di tale procedura, la Camera di diritto
tributario valuta semplicemente a titolo pregiudiziale ed in modo sommario i
suddetti aspetti, limitandosi ad un esame della verosimiglianza (cfr. Allidi, La costituzione della garanzia e
le altre forme di garanzia del diritto fiscale, la responsabilità solidale, in:
Bernasconi/Pedroli [a cura di], Lezioni di diritto fiscale svizzero, Edizione
speciale della RDAT, Agno 1999, p. 304; StR 72/2017 p. 248; Curchod P., op. cit., n. 29-32 ad art.
169 LIFD; sentenza TF 2C_77/2019 del 17.3.2021, consid. 5.2.2. e riferimenti
ivi citati).

                                         Proprio per la natura
giuridica dell’istituto della richiesta di garanzia, l’eventuale esame degli
ulteriori aspetti concernenti il credito fiscale, come quelli riferiti
all’accertamento definitivo dell’obbligazione tributaria oppure alla
determinazione dell’imposta realmente dovuta sono demandati alla procedura
ordinaria di tassazione e a quella di reclamo e di ricorso. Neppure tutte le
altre eccezioni concernenti la successiva esecuzione (attraverso il sequestro)
della decisione di garanzia possono essere fatte valere nella procedura di
ricorso contro la garanzia, ma semmai nelle procedure previste dalla Legge
federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; RS 281.1), come per esempio quando
il contribuente contesta l’esistenza dei beni oggetto di un sequestro per
garanzia (Allidi, loc. cit.).

 

                                         3.4.

                                         Nell’ambito delle
procedure amministrative vige il principio del convincimento completo.
Nell’ambito delle procedure di tassazione (ex art. 130 LIFD), non vi è la
necessità della certezza assoluta. È sufficiente che l’autorità di tassazione,
dopo l’esame oggettivo degli elementi di prova si convinca dei fatti con la
probabilità che rasenti la certezza. Il convincimento può basarsi su indizi senza
necessitare di prove dirette. 

Nelle procedure di recupero d’imposta vige
il medesimo principio. 

La procedura di garanzia ai sensi
dell'articolo 169 LIFD è una misura provvisoria; non ha alcuna influenza
sull'esistenza e sull'importo del credito d'imposta. Poiché il pericolo è
necessariamente imminente, il provvedimento di blocco o di sequestro deve poter
essere ordinato rapidamente, ma deve anche essere modificato o revocato in
qualsiasi momento se le circostanze suggeriscono una valutazione diversa. La
necessaria rapidità della procedura di sequestro fiscale incide sulle prove. La
prassi richiede solo, ma almeno, che le circostanze giuridiche pertinenti
(soggetto passivo, imposta dovuta, motivo della garanzia) siano rese credibili
(sentenza del TF 2C_669/2016 e 2C_670/2016 dell’8.12.2016, in StR 72/2017 p. 245,
consid. 2.3.2).

                                         

                                         3.5.

                                         Per
quanto riguarda in particolare la verosimiglianza dell'esistenza di un
credito d'imposta, tale condizione va esaminata a titolo pregiudiziale e
sommariamente. Se l'imposta non è ancora stata accertata definitivamente, anche
l'importo presunto della stessa è vagliato in modo sommario (cfr. sentenze
2C_85/2020 del 6.10.2020 consid. 5.1 e 2C_468/2011 del 22.12.2011 consid.
2.2.3). Questo esame non pregiudica l'accertamento definitivo dell'obbligo
tributario, come pure dell'ammontare d'imposta realmente dovuto, che rimane
riservato all'autorità fiscale nell'ambito della procedura ordinaria di
tassazione (cfr. sentenze 2C_85/2020 del 6.10.2020 consid. 5.1; 2C_689/2019 del
15.8.2019 consid. 2.2.7; 2C_543/2018 del 30.10.2018 consid. 2.2). 

                                         Un
fatto può essere considerato verosimile quando la sua esistenza è stabilità
"con una certa probabilità" ("mit einer gewissen
Wahrscheinlichkeit"), sulla base di indizi oggettivi, anche qualora
non possa essere escluso che le circostanze si siano in realtà verificate in
modo diverso (cfr. DTF 142 II 49 consid. 6.2; sentenza 2C_523/2020 del 4.11.2020 consid.
2.2.2). 

                                         In caso di ricorso, anche
il Tribunale federale opera in quest’ambito una valutazione prima facie
(StR 72/2017 p. 249, v. consid. 2.3.4. e riferimenti giurisprudenziali ivi
citati; in merito anche sentenza TF 2C_543/2018 del 30.10.2018 consid. 2.2.).

 

                                         3.6.

                                         3.6.1.

                                         Come visto, essendo
confrontati ad una misura provvisoria, nell’esame delle decisioni di garanzia è
sufficiente che le circostanze giuridiche pertinenti, ossia il contribuente, l’imposta
dovuta ed il motivo della garanzia siano rese credibili (StR 72/2017 p. 249).

 

                                         3.6.2.

                                         Ritornando al caso in
disamina, è pacifico che la ricorrente ha lasciato la Svizzera per l’Italia il
31.8.2017, unitamente al marito __________ (il quale aveva pendenti, al
15.1.2019, esecuzioni per fr. 160'037.55, nonché ACB provvisori per fr.
14'188.60): da tale data non esiste più pertanto un domicilio in Svizzera. È
quindi dato un motivo a sostegno della richiesta di garanzia.

 

                                         3.7.

                                         3.7.1.

                                         Come visto l’autorità
fiscale deve anche rendere verosimile l’esistenza di un credito d’imposta.

                                         Ora, dalla tabella
presentata in sede di osservazioni al ricorso – e sottoposto alla ricorrente
mediante scritto del 7.10.2019 – emerge che quest’ultima non ha provveduto al
pagamento di alcuna imposta durante la sua permanenza in Svizzera. La
ricorrente indica di essere stata tassata mediante trattenuta dell’imposta alla
fonte.

                                      

                                         3.7.2.

                                         I coniugi __________ erano
entrambi a beneficio di un permesso di dimora e sono stati sottoposti a
tassazione ordinaria sostitutiva (cfr. art. 113 cpv. 1 LT e art. 90 cpv. 2
LIFD, nella versione in vigore fino al 31.12.2020). In questi casi, di norma,
l’imposta continua ad essere prelevata alla fonte ed è computata sull’imposta
ordinaria sostitutiva (art. 113 cpv. 2 LT). Tuttavia, sempre in base al
riassunto allestito da parte dell’autorità resistente, non risulta che sia
avvenuto un riversamento dell’imposta alla fonte, che secondo RI 1 sarebbe
stata trattenuta dal datore di lavoro. Anche a tal proposito la contribuente
non ha presentato alcuna replica. 

                                         Sia come sia, la
trattenuta dell’imposta alla fonte non copre l’imposta sulla sostanza e i
redditi esulanti da quelli indicati dagli art. 105 LT e 84 LIFD. Come già
ricordato, l’insorgente era anche proprietaria di sostanza immobiliare.

                                         Motivo per il quale,
secondo il principio della verosimiglianza, applicabile a questa procedura,
l’autorità fiscale ha reso plausibile l’esistenza di un credito d’imposta.

 

                                         3.8.

                                         3.8.1.

                                         Si tratta infine di
verificare se la somma richiesta in garanzia, non appaia, a prima vista,
manifestamente eccessiva, condizione questa che __________ contesta recisamente
essere adempiuta.

 

                                         3.8.2.

                                         Dall’esame degli atti a
disposizione si ha che la qui ricorrente, unitamente al marito (cfr. art. 9
LIFD e art. 8 LT) ha dichiarato i seguenti elementi di reddito e di sostanza
negli anni 2012-2016:

·        
2012: reddito imponibile complessivo fr. 161'623.- e sostanza
imponibile complessiva di fr. 99'418.-;

·        
2013: reddito imponibile complessivo fr. 313'904.- e sostanza
imponibile complessiva fr. 7'956'546.-;

·        
2014: reddito imponibile complessivo fr. 230'244.- e sostanza
imponibile complessiva fr. 0.-;

·        
2015: reddito imponibile complessivo fr. 75'742.- e sostanza
imponibile complessiva fr. 0.-;

·        
2016: reddito imponibile complessivo fr. 21'499.- e sostanza
imponibile complessiva fr. 7'385'744.-.

 

                                         3.8.3.

                                         Con le decisioni di
tassazione IC/IFD 2012-2016 del 24.6.2020, l’autorità fiscale ha così stabilito
il reddito e la sostanza dei coniugi __________                                                                                 IC                

·        
2012: reddito imponibile complessivo fr. 218’200 e sostanza
imponibile complessiva di fr. 453’000.-;

·        
2013: reddito imponibile complessivo fr. 321'300.- e sostanza
imponibile complessiva fr. 352’000.-;

·        
2014: reddito imponibile complessivo fr. 241'600.- e sostanza
imponibile complessiva fr. 0.-;

·        
2015: reddito imponibile complessivo fr. 188’400.- e sostanza
imponibile complessiva fr. 0.-;

·        
2016: reddito imponibile complessivo fr. 268’000.- e sostanza
imponibile complessiva fr. 40’000.-.

 

                                         IFD                                 

·        
2012: reddito imponibile complessivo fr. 223'700.-;

·        
2013: reddito imponibile complessivo fr. 327'000.-;

·        
2014: reddito imponibile complessivo fr. 248'500.-;

·        
2015: reddito imponibile complessivo fr. 195'800;

·        
2016: reddito imponibile complessivo fr. 280'000.-.

 

                                         3.8.4.

                                         Le imposte stabilite con
le decisioni del 24.6.2020 per l’IC e l’IFD 2012-2016 ammontano
complessivamente a fr. 138'089.70 per l’IC ed a fr. 99'272.30 per l’IFD. 

                                         Nell’incarto, non si hanno
i dati relativi all’ICom: tuttavia, applicando il moltiplicatore comunale (del
70% per il 2012 ed il 2013 e dell’80% per il periodo 2014 – 2016) all’imposta
cantonale base si giunge agli importi stimati dal fisco cantonale.

 

                                         3.8.5.

                                         Ora, se si comparano le
richieste di garanzia (per l’IC fr. 150'000.- più interessi del 2.5% dal
19.7.2019; per l’IFD [dal 2012 al 2015] fr. 60'000.- più interessi al 3% dal
19.7.2019 e per l’ICom fr. 115'000.- più interessi del 2.5% dal 19.7.2019) al
dovuto d’imposta per gli anni dal 2012 – al 2016 si può notare che gli importi
richiesti dal fisco ticinese in garanzia risultano del tutto proporzionati se
non addirittura prudenziali (si fa notare che la decisione per il 2017 non è
ancora stata emessa e che successivamente alla sua partenza la ricorrente era
limitatamente imponibile in Ticino, siccome proprietaria di immobili). Motivo
per il quale non si può ritenere che le richieste fossero “manifestamente
eccessive” dal profilo quantitativo.

 

                                         3.9.

                                         3.9.1.

                                         Resta
in ultima analisi da verificare se, nella procedura di richiesta di garanzie
occorre già chinarsi sull‘eventuale riparto tra coniugi, ritenuto che la
ricorrente si appella alla situazione d’insolvenza del marito.

 

                                         3.9.2.

Nell’ambito
di una procedura per la richiesta di garanzia la responsabilità fiscale viene
verificata solo preliminarmente e provvisoriamente: la determinazione puntuale
della responsabilità, come anche il preciso ammontare dell’imposta sono
riservate alla procedura di tassazione (TF, sentenza 2A.388/2005, consid. 2.3).

In
una sentenza del 2 marzo 2006, il Tribunale federale ha poi chiarito che,
poiché la responsabilità solidale tra coniugi ex art. 13 LIFD è sempre
presunta, in fase di garanzia una decadenza della solidarietà potrà essere
ammessa solo nel caso in cui i presupposti per la ripartizione della
responsabilità siano evidenti. Del resto la richiesta di garanzia ha la
funzione, appunto, di garantire al fisco la soddisfazione delle pretese fiscali
che verranno accertate nel loro ammontare durante la successiva procedura di
tassazione: ammettere preliminarmente una divisione della responsabilità
rischierebbe di vanificare la richiesta di garanzia stessa (TF, sentenza 2A.388/2005,
consid. 3.2, e dottrina ivi citata).

 

                                         3.9.3.

                                         Ora con il ricorso, è
stato prodotto l’estratto del registro delle esecuzioni al 15.1.2019 dal quale
risultano esecuzioni per fr. 160'037.55 (contro le quali __________ ha
presentato opposizione) nonché 5 attestati di carenza beni (attestati
provvisori di carenza beni ai sensi dell’art. 115 LEF) per complessivi fr.
14'188.60. Come visto, anche il marito, alla fine del mese di agosto del 2017 è
ritornato in __________. 

                                         La prova dell’insolvibilità
pertocca al coniuge che invoca tale situazione per sottrarsi alla
responsabilità solidale illimitata. Esiste una situazione d’insolvibilità
quando l’altro coniuge ha a suo carico degli attestati di carenza beni
(definitivi), quando è dichiarato il suo fallimento, oppure quando è stato concluso
un concordato per abbandono di attivi, oppure ancora quando altri indizi
pertinenti comprovano un’impecuniosità duratura che gli impedisce di far fronte
ai suoi impegni finanziari, ad esempio nel caso si trovi oberato dai debiti
(sentenza TF 2C_58/2015 del 23.10.2015, consid. 5.2.). 

                                         Per il Tribunale federale,
sia nel diritto delle esecuzioni che nel diritto fiscale, la nozione
d’insolvibilità va al di là di un’incapacità unicamente temporanea del debitore
di far fronte ai suoi obblighi finanziari. Deve trattarsi di una situazione duratura.
L’insolvibilità, che pone fine alla solidarietà tra coniugi, dev’essere
riconosciuta a partire dal momento in cui sono stabiliti gli elementi che
attestano l’incapacità duratura del contribuente di adempiere ai propri
obblighi finanziari (per esempio nel caso di un attestato di carenza beni
definitivo) (Jaques, in:
Noël/Aubry Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ed., Basilea
2017, n. 11-12 ad art. 13 LIFD).

 

                                         3.9.4. 

                                         Ritornando al caso sub
judice, si deve concludere, vista la particolarità della procedura della
richiesta di garanzia, che non è possibile ammettere, già ora, la decadenza
della solidarietà tra coniugi. I presupposti per la ripartizione della
responsabilità sono tutt’altro che evidenti. Non è infatti nota l’attuale
situazione finanziaria del coniuge, ritornato anch’egli in Italia: non si può in
particolare escludere un suo ritorno a miglior fortuna. Inoltre gli attestati
di carenza beni non sono definitivi e contro vari precetti esecutivi è stata
presentata opposizione. Non si conoscono l’esito delle stesse né la situazione
attuale. 

                                         Motivo per il quale anche
la terza condizione per poter ammettere una richiesta di garanzia, ossia che
l’importo richiesto non appaia manifestamente eccessivo, è data.

 

 

                                   4.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese processuali sono poste a carico
della ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.  1’000.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 1’100.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAI

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: