# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46518c43-8ab6-5ff4-b550-e1764c9cfbc2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-06-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 11.06.2003 38.2003.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2003-15_2003-06-11.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2003.15

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  11 giugno
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 novembre 2002
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 ottobre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, 6500 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 25
ottobre 2002 l'Ufficio regionale di collocamento (di seguito URC) di Bellinzona
ha sospeso __________ per 12 giorni dal diritto all'indennità di
disoccupazione, argomentando:

 

" 
Conformemente all'art. 30 cpv. 1 e 1b lit. LADI
rispettivamente art. 45 cpv. 2 e 2 bis OADI, l'assicurato che si presenta al
nostro Servizio deve presentare, unitamente alla lettera di licenziamento, ai
certificati degli ultimi datori di lavoro ed agli attestati sulla formazione ed
il perfezionamento, anche le prove degli sforzi intrapresi per trovare lavoro.
L'assicurato in questione, al momento dell'iscrizione, non ha potuto fornire la
prova di tali sforzi avvenuti prima del 01.10.2002, nonostante che la lettera
di disdetta gli sia già stata spedita in data 24 maggio 2002. Per questo
motivo, considerato quanto previsto dalla Legge, gli vengono comminati 12
(dodici) giorni di sospensione dalle indennità di disoccupazione."
(Doc. III)

 

                               1.2.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel
quale ha rilevato che:

 

" 
(…)

I motivi sono:

1.   Io
non ero informato che quando ho ricevuto la lettera di disdetta dovevo
annunciarmi subito all'ufficio di collocamento.

2.   I
2 mesi successivi alla disdetta sono stato in infortunio e sono stato informato
che dopo il periodo d'infortunio dovevo lavorare altri  2 mesi sotto disdetta
(agosto e settembre).

3.   Anche
se non ero informato di dovermi annunciare per farlo avrei dovuto perdere una
settimana di lavoro perché lavoravo in Svizzera interna e non avevo la
possibilità di fare altrimenti." (Doc. I)

 

                               1.3.   In data 28
gennaio 2003 l'URC di Bellinzona, preso atto delle argomentazioni ricorsuali
dell'assicurato e riesaminati i fatti, ha sostituito la decisione del 25
ottobre 2002 con una nuova risoluzione, riducendo da 12 giorni a 9 giorni la
sanzione inflitta all'assicurato (cfr. doc. 19).

Le motivazioni della nuova decisione del 28
gennaio 2003 sono le seguenti:

 

" 
Conformemente all'art. 30 cpv. 1 e 1b lit. LADI
rispettivamente art. 45 cpv. 2 e 2 bis OADI, l'assicurato che si presenta al
nostro Servizio deve presentare, unitamente alla lettera di licenziamento, ai
certificati degli ultimi datori da lavoro ed agli attestati sulla formazione ed
il perfezionamento, anche le prove degli sforzi intrapresi per trovare lavoro.
L'assicurato in questione, al momento dell'iscrizione, non ha potuto fornire la
prova di tali sforzi avvenuti prima del 01.10.2002, nonostante che la lettera
di disdetta gli sia già stata spedita in data 24 maggio 2002.

 

Per questo motivo, considerato quanto previsto
dalla Legge, in data 25 ottobre 2002 gli sono stati comminati 12 (dodici)
giorni di sospensione dalle indennità di disoccupazione.

 

Presentato ricorso al Tribunale Cantonale delle
Assicurazioni, l'assicurato asserisce di essere stato inabile al lavoro fino al
mese di luglio.

 

Alla luce di questo nuovo fatto, il nostro
ufficio, verificato presso il datore di lavoro che dal 1.6.2002 al 21.7.2002
l'assicurato è stato effettivamente inabile, ha riveduto la sua iniziale
decisione così come segue:

 

-   dal 22.7.2002 fino al 30.9.2002 si ritiene che l'assicurato
avrebbe dovuto svolgere le ricerche di lavoro;

 

-   non avendole eseguite vengono comminati: 4 giorni per settembre,
4 giorni per agosto e 1 giorno per luglio (proporzionati alla settimana in cui
avrebbe dovuto iniziare le ricerche)." (Doc. 19)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 30 gennaio 2003 l'amministrazione ha proposto di respingere il
ricorso e ha osservato:

 

" 
Nella fattispecie l'assicurato, al momento
dell'annuncio al nostro servizio, non ha potuto presentare alcuna prova degli
sforzi intrapresi per trovare lavoro, fatto confermato dallo stesso ricorrente
nel documento firmato il 1° ottobre 2002 presso la nostra cancelleria (doc. 1).

 

Nel corso del colloquio del 24 ottobre 2002,
prospettata la sanzione e chieste le giustificazioni in merito (esercitando il
diritto di essere sentiti), l'assicurato affermava di non aver avuto il tempo
materiale per occuparsi della ricerca di un posto di lavoro, in quanto sempre
in trasferta per lavoro in tutta la Svizzera (doc. 12).

 

Non potendo considerare valide queste
giustificazioni e ritenuto che la persona fosse già dal 24 maggio 2002 a
conoscenza del termine del rapporto di lavoro, il consulente di riferimento ha
giustamente proceduto ad emettere una decisione di sanzione di 12 giorni (doc.
17).

 

Dall'atto ricorsuale il nostro ufficio viene ora
messo a conoscenza che il signor __________ nel periodo di disdetta è stato per
un determinato periodo inabile al lavoro. Chiesta conferma alla ditta Gunimperm
SA (ex-datore di lavoro), risulta che in effetti lo stesso sia stato inabile
per malattia ed infortunio nella misura del 100% senza interruzioni dal 1°
giugno 2002 al 21 luglio 2002 (doc. 18).

 

In considerazione della nuova situazione e
ritenuto che comunque dal 22 luglio 2002 l'assicurato avrebbe dovuto attivarsi
nella ricerca di un nuovo impiego, il nostro ufficio ha provveduto in data 28
gennaio 2003 ad emettere una nuova decisione di sanzione in sostituzione di
quella contestata. Per non aver eseguito le ricerche si è perciò comminato 9
giorni di sospensione così ripartiti: 4 giorni a settembre, 4 giorni ad agosto
e 1 giorno a luglio (proporzionati alla settimana in cui avrebbe dovuto
iniziare le ricerche) (doc. 19).

 

In considerazione del fatto che il nostro ufficio
ha parzialmente ritenuto le osservazioni addotte dal ricorrente ma che le
stesse non possono essere considerate pertinenti al fine di una revisione
completa della decisione impugnata, così come richiesto dall'insorgente.

 

Si chiede a codesto Tribunale di voler
respingere il ricorso." (Doc. V)

 

                               1.5.   Pendente
causa il TCA ha chiesto all'amministrazione di specificare se in occasione del
colloquio di consulenza del 24 ottobre 2002 è stata esplicitamente prospettata
all'assicurato la possibilità di essere sanzionato a causa delle insufficienti
ricerche di lavoro compiute prima dell'iscrizione al collocamento (cfr. doc.
VII).

 

Con scritto datato 14 febbraio 2003
l'amministrazione ha comunicato quanto segue:

 

" 
(…)

Facciamo rilevare che l'assicurato in occasione
del colloquio di iscrizione del 24 ottobre 2002, è stato da noi avvisato circa
le conseguenze delle mancate ricerche di lavoro precedenti alla data di
iscrizione. Oltre ad averlo messo al corrente circa le sanzioni previste dalla
Legge LADI, gli è stata sottoposta la lista delle sospensioni SdL (URC/Ufficio
Giuridico) e le relative direttive interne.

Nel corso del colloquio abbiamo prospettato la
sospensione prevista, come d'altronde abbiamo richiesto una sua
giustificazione. Purtroppo nella stesura del verbale è stato tralasciato
involontariamente di specificare quanto sopra descritto." (Doc. VIII)

 

Il doc. VIII è stato trasmesso all'assicurato,
con la possibilità di presentare osservazioni scritte (cfr. doc. IX).

 

                               1.6.   Pendente
causa il TCA ha chiesto all'ex datore di lavoro dell'assicurato, ditta
Gunimperm SA, di precisare durante quale periodo del mese di luglio 2002
l'assicurato è stato inabile al lavoro a causa di malattia (cfr. doc. X).

 

Con scritto datato 17 marzo 2003 la ditta
Gunimperm SA di Castione ha comunicato che __________ __________ è stato
inabile al lavoro, causa malattia, dall'8 luglio 2002 al 31 luglio 2002 (cfr.
doc. XI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H
335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio
2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   A norma
dell'art. 3a cpv. 1 Legge di procedura per i ricorsi al TCA l'autorità amministrativa
può, fino all'invio della sua risposta, riesaminare la decisione impugnata. 

                                         Essa
notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al
Tribunale (art. 3a cpv. 2).

                                         Quest'ultimo
continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto
per effetto della nuova decisione (art. 3a cpv. 3, 1a frase).

                                         Questa
norma ricalca l'art. 58 della Legge federale sulla procedura amministrativa.

                                         Il
Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha già avuto modo di dichiarare
compatibile con il diritto federale il fatto che i Cantoni prevedano una
procedura corrispondente all'art. 58 LPA, fondandosi su delle disposizioni esplicite
o seguendo per analogia una certa prassi (RCC 1992 pag. 123 consid. 5a, DTF 103
V 109 consid. 2).

                                         Una
decisione emanata pendente lite mette fine alla vertenza solo nella misura in
cui corrisponde alle richieste del ricorrente. Il litigio sussiste nella misura
in cui la nuova decisione non regola tutte le questioni nei sensi voluti
dall'insorgente. L'autorità adita deve in questi casi entrare nel merito della
vertenza, senza che l'insorgente debba ricorrere contro il nuovo atto
amministrativo (RCC 1992 pag. 123 consid. 5c; DTF 113 V
237; DTF 107 V 250; Spira, "Le contentieux des assurances sociales
fédérales et la procédure cantonale" in RJN 1984, pag. 23).

                                         L'amministrazione non può invece rivedere la decisione impugnata
dopo aver presentato la risposta di causa ai giudici di prima istanza. Una
decisione resa dopo questo termine assume il carattere di una proposta
indirizzata al giudice, affinché egli decida nei sensi della nuova decisione
(Pratique VSI 1994 pag. 281; RCC 1992 pag. 123 consid. 5,
RCC 1989 pag. 320 consid. 2a, RCC 1984 pag. 283, DTF 109 V 236; Spira, "Le
contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale"
in RJN 1984, pag. 23).

 

                                         Nella fattispecie in esame l’URC, prima dell’inoltro della risposta
di causa (datata 30 gennaio 2003; cfr. doc. V), ha emesso una nuova decisione
(in data 28 gennaio 2003; cfr. doc. 19) che annulla e sostituisce quella
precedente del 25 ottobre 2002, ma che comunque non corrisponde alle richieste
del ricorrente.

                                         Quindi il
contenzioso sussiste ancora, per cui il TCA deve entrare nel merito della
vertenza.

 

 

                                         Ne
consegue che oggetto del presente ricorso è la nuova decisione del 28 gennaio
2003 con la quale l’URC ha sospeso _______________
per 9 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione a partire dal 1°
ottobre 2002 (cfr. doc. 19).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000. 

                                         Con la
stessa sono state modificate numerose disposizioni contenute nella LADI.

                                         Poiché
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni sociali deve tenere conto
di modifiche di legge e di fatto subentrate anteriormente al momento
determinante della decisione in lite (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467
consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b) e poiché, inoltre, il Tribunale delle
assicurazioni valuta la legalità di una decisione in base alla situazione di
fatto esistente al momento in cui essa è stata emessa (cfr. SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 121 V 366 consid. 1b; qui: il 28 gennaio 2003), nel presente caso tornano
quindi applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1° gennaio 2003.

 

                               2.4.   Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
precisa che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro.
In seguito, deve fornire tale prova per ogni periodo di controllo."

 

                                         L’art. 26 cpv. 3 OADI, in
vigore dal 1° gennaio 2000, stabilisce che:

 

"  Il
servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell’assicurato."

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato
non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere
disoccupato. L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il
periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato
il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N°
21; DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R.,
C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

                                         In una
sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01) il TFA ha riconfermato
questo principio, argomentando:

 

" 
Nach der Rechtsprechung muss die versicherte
Person bereits vor der Beendigung der bisherigen Erwerbstätigkeit (ARV 1993/94
Nr. 26 S. 184 Erw. 2b) und vor der Meldung beim Arbeitsamt (ARV 1982 Nr. 4 S.
40 Erw. 2b) eine neue Stelle suchen, um die drohende Arbeitslosigkeit nach
Möglichkeit zu verhindern oder zu verkürzen. Sie kann sich insbesondere nicht
damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der Stempelkontrolle
zur ernsthaften Arbeitsuche verpflichtet war und nicht darauf aufmerksam
gemacht worden sei." (STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C
280/01)

 

                                         Anche gli
assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

 

                               2.5.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).

                                         Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire
all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di
lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994
pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

                                         Secondo costante
giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,
devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.
per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in
una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella
causa M.Z., C 33/87).

                                         In una
sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha
inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

 

" 
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend
massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1
AVIG), die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden
Arbeitsbemühungen (Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer
der Einstellung (Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die
Rechtsprechung zu Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den
erwähnten BGE 120 V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a)
zutreffend dargelegt. Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis in
der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden
(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art. 17). Eine allgemein gültige
Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen ist indes nicht
möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr nach den konkreten Umständen
(Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit,
Fn 1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter, 

Schul- und Berufsbildung der versicherten Person
sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden
Arbeitsmarkt. (…)"

 

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella
causa C. 

(C 280/01) il TFA ha ancora precisato:

 

" 
(…)

Dieser Pflicht zur Schadenminderung ist der
Beschwerdeführer insofern nicht ausreichend nachgekommen, als er während der
drei Monate vor Beginn der Teilarbeitslosigkeit am 1. März 2000 insgesamt nur
vier Stellenbewerbungen nachweisen kann. Zwar schreiben weder Gesetz noch
Verordnung eine Mindestanzahl von Bewerbungen vor. Viele Arbeitslosenkassen
verlangen durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen im Monat (Gerhards, Kommentar
zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 15 zu Art. 17 AVIG; Chopard, Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss. Zürich 1998, S. 140).

Selbst wenn dies keine gefestigte Praxis darstellt,
sind bloss vier Bewerbungen in einem Zeitraum von drei Monaten in quantitativer
Hinsicht eindeutig ungenügend. Wenn das KIGA den Beschwerdeführer unter diesen
Umständen für 9 Tage, also im mittleren Bereich des leichten Verschuldens, in
der Anspruchsberechtigung eingestellt hat, lässt sich dies nicht beanstanden.
(…)" 

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

 

La giurisprudenza cantonale qui sopra ricordata
ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere
assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nella sentenza
appena citata, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante ricerche
mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni
particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella
causa K., inc. 38.2002.186).

A proposito dei compiti dei consulenti del
personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74)
il TCA ha ricordato che:

 

" 
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire
altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai
consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più
idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85
cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)." 

 

                                         Giusta l'art. 17 cpv. 1 in
fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo
posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 OADI; cfr. DLA 1988 p. 95; DTF 120 V
74). Dal 1° gennaio 2000 la prova degli sforzi volti al reperimento di una
nuova occupazione non deve più essere fornita alla Cassa, bensì giusta l'art.
26 cpv. 2 OADI al servizio competente (cfr. pure art. 29 cpv. 2 lett. d OADI
abrogato). Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30
cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr. D.
Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

                                         L'obbligo
a comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza del
23 gennaio 2003 nella causa C.

                                         (C
280/01), nella quale ha osservato:

 

"  Selbst wenn sich der Versicherte sodann tatsächlich bei 10
potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet hätte, kann er sich
nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er nachzuweisen vermag (Art. 17
Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs. 2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N
22 zu Art. 17 AVIG)."

 

                                         Concretamente ciò
significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta (cfr. art. 20 cpv. 1 OADI che usa i termini "indicazioni
scritte"), che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28.1.1987
nella causa S.P., AD 5/87).

                                         Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato
di stato dell'economia, SECO).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha
ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le
ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.6.   L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).

                                         In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle
assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le
seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della
sospensione:

 

"  Mittels
Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll dieser Pflicht zum Durchbruch
verholfen werden. Praxisgemäss handelt es sich dabei nicht um eine strafrechtliche,
sondern eine verwaltungsrechtliche Sanktion (BGE V 151 Erw. 1c; ARV 1990 Nr. 20
S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der Verknüpfung von
Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose zur
Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll den
Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in
Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in
Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern
ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in
der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten
an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der
Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V
40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.
30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im
Taggeldrecht nicht zum Tragen.

  Wüsste nämlich eine
arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer
Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem
gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227- 228)

 

                                         In questa
sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire la
conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della
Convenzione OIL: Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al
proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

 

                               2.7.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione del diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.
45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace
in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.

 

 

                                         Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha
approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23
gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato
la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo
comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di
disdetta del precedente rapporto di lavoro).

 

 

                               2.8.   Nella già
citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il Tribunale federale delle assicurazioni
ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette (soltanto)
una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha
al proposito rilevato:

 

"  b) Die
Vorinstanz hat erwogen, bloss drei Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994
vermöchten wohl qualitativ, nicht aber quantitativ zu genügen.  Indessen sei
der Beschwerdegegnerin aufgrund einer lange dauernden Krankheit gekündigt
worden; zudem finde sie im Alter von 54 Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf
dem Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle.  Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der
Stellensuche nicht geholfen und jeweils drei Bewerbungen in den vorangegangenen
Monaten ungeahndet gelten lassen.  Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten
deshalb bloss leichtfahrlässig.  Analog zur Invaliden-, Unfall- und
Militärversicherung, welche Leistungen nur bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit
kürzten, sei deshalb vorliegend von einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung
abzusehen.  Das Verwaltungsgericht des Kantons Bern pflege unangefochtenerweíse
dieselbe Praxis.

  Demgegenüber macht die
Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen.  Dass
die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von
der Pflicht zur Stellensuche.  Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur
stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren
Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder
drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

 

  c)  Die Vorinstanz
beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der
Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten
zulässig sei, auf die Praxis des Verwaltungsqerichts des Kantons Bern. Dieses
führte in einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im
Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass
Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn
Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht
oder verlängert hätten (vgl.  Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art.
35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a).  Dies müsse gleihermassen
für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten.  Auch bezüglich solcher
Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete Verweigerung) der
Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten verfügt
werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere nicht
einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an die
Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten Als in den übrigen
Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).

 

  d) Die im genannten
Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den
Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des
Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder verweigert
werden können.  Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich Sanktionen für
leichtfahrlässiges Verhalten aus.  Im Arbeitslosenversicherungsrecht hingegen
fehlt eine derartige Beschränkung des -sanktionsbedrohten Verhaltens auf
Grobfahrlässigkeit und Vorsatz.  Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung
ist ausdrücklich "nach dem Grad des Verschuldens" zu bemessen (Art.
30 Abs. 3 AVIG).  Eine Absicht, das Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von
jeglicher Sanktion auszunehmen, ist im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen
aus den andern Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar.  Folgerichtig
unterscheidet Art. 45 Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem
Verschulden.  Es widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn
die leichte Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert
würde.  Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die
obligatorische Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2.
Juli 1980 in BB1 1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen
gesprochen wird, die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards,
a.a.O., N 2 zu Art. 30).  Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei
auch nicht ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder
eine zumutbare Arbeit abzulehnen.  Der Arbeitslosenversicherung entstehe
hieraus trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion
führen müsse.  Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden
mit der nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der
Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen.  Daher hat auch leichte
Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c
AVIG zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

 

  e) Aus diesen Ausführungen
folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c
AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss der Regelung
des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der besicht des Gesetzgebers
zuwiderläuft. er kantonale Escheid verletzt daher insoweit Bundesrecht, als er
die leichte Fahrlässigkeit  von Sanktionen befreit." (DTF 124 V 231-233)

 

                                         Nella
sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro
qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha
sottolineato:

 

"  Die
Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994 lediglich drei Bewerbungen auf.
Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch einige Kassen durchschnittlich
10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards, a.a.O. N 15 zu Art. 17).  Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,
a.a.O.,. N 14 zu Art. 17).  Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität
der Bemühungen und nicht deren Erfolg.  Dass die Verwaltung keine aktive
Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von
der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien.  Die von der
Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens
ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung. 
Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)

 

                                         La Cassa
di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione.

                                         Infine,
nella sentenza citata, il TFA ha stabilito che l'amministrazione prima di
applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato
di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:

 

"  Eine
der Einstellung vorangehende Mahnung ist in der Arbeitslosenversicherung nicht
vorgesehen.  Insofern besteht ein Unterschied zur Invalidenversicherang, welche
in Art. 31 IVG ausdrücklich ein Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl. 
BGE 122 V 218).  Dieses Verfahren ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der
Versicherte sonst unter Umständen von einem ablehnenden Verwaltungsakt
überrascht würde.  Anders sind die Verhältnisse in der
Arbeitslosenversicherung; hier wird der Versicherte von Anfang an auf seine
Pflichten, insbesondere auf diejenige zur Stellensuche, aufmerksam gemacht
(Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis Ende 1996 gültig gewesenen Fassung, nunmehr Art.
20 Abs. 4 AVIV).  Ferner pflegt er wegen der Erfüllung der Kontrollvorschriften
Kontakt zum zuständigen Arbeitsamt.  Deshalb ist es nicht notwendig, vor einer
Einstellung eine Mahnung auszusprechen, auch dann nicht, wenn die Verwaltung in
den vorangegangenen Kontrollperìoden ungenügende Arbeitsbemühungen nicht
sanktioniert hat.  Das Eidgenössische   Versicherungsgericht hat denn auch in
ständiger Praxis (nicht veröffentlichte Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890
und N. vom 6. August 1985,, C 8/85; vgl. auch Gerhards, &.&.O.,
N 61 zu Art. 30) festgehalten, dass eine Einstellung verfügt werden muss, wenn
der entsprechende Tatbestand erfüllt ist; eine blosse Verwarnung ist
unzulässig.  Von dieser Rechtsprechung abzuweichen besteht vorliegend kein
Anlass." (DTF 124 V 233)

 

                               2.9.   In una sentenza del 22 ottobre 2002
nella causa N. (C 305/01), non pubblicata, il TFA ha ancora ribadito la
necessità di compiere delle ricerche di lavoro nel periodo precedente
l'annuncio al collocamento. Al riguardo la nostra Massima Istanza ha osservato:

 

" 
(…)

1. L'assuré faisant valoir des prestations
d'assurance doit, avec l'assistance de l'office du travail compétent,
entreprendre tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour éviter le
chômage ou l'abréger. Il lui incombe en particulier de chercher du travail, au
besoin en dehors de la profession qu'il exerçait précédemment (art. 17 al. 1
LACI).

Aux termes de l'art. 30 al. 1 let. c LACI, le droit
de l'assuré à l'indemnité est suspendu lorsqu'il est établi que celui-ci ne
fait pas tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour trouver un
travail convenable. Cette disposition trouve notamment application lorsque
l'assuré n'effectue pas suffisamment de recherches d'emploi pendant le délai de
résiliation de son contrat de travail (DTA 1993 no 9 p. 87 consid. 5b, 1993 no 26 p. 184 consid. 2b, 1987 no 2 p. 41 consid. 1).

 

2. L'intimé a admis, en procédure cantonale, ne pas
avoir effectué de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de son
contrat de travail, soit du 25 juillet au 30 septembre 2000, ainsi qu'au cours
des mois de novembre et décembre 2000. Les premiers juges ont considéré qu'il
n'encourait qu'une seule mesure de suspension dans l'exercice du droit à
l'indemnité de chômage, dont il convenait de fixer la durée au terme d'une
appréciation globale de son comportement pour l'ensemble des mois d'août à
décembre 2000.

 

3.

3.1 La suspension du droit à l'indemnité de chômage
prévue à l'art. 30 LACI n'a pas un caractère pénal. Elle constitue une sanction
de droit administratif destinée à combattre les abus en matière
d'assurance-chômage. Comme telle, cette mesure peut être prononcée de manière
répétée, sans que soit applicable l'art. 68 CP (ATF 123 V 151 consid. 1c).
Plusieurs mesures de suspension distinctes peuvent ainsi être prononcées, sauf
- et exceptionnellement - en présence de manquements qui procèdent d'une
volonté unique et qui, se trouvant dans un rapport étroit de connexité
matérielle et temporelle, apparaissent comme l'expression d'un seul et même comportement
(DTA 1999 no 33 p. 197 sv. consid. 3b, 1993 no 3 p. 22 consid. 3d et p. 25
consid. 5b; arrêt non publié F. du 25 novembre 1997 [C 61/97] consid. 5a).

 

3.2 En ce qui concerne plus particulièrement les
mesures de suspension en raison de recherches d'emploi insuffisantes, le
Tribunal fédéral des assurances a admis, avant l'abrogation de la loi fédérale
du 22 juin 1951 sur l'assurance-chômage (LAC) et l'entrée en vigueur de la
LACI, que des décisions de suspension distinctes pouvaient être prises, même
rétroactivement, pour chaque mois pendant lequel l'assuré avait contrevenu à
ses obligations. Selon la pratique de l'époque, en effet, l'examen des
recherches d'emploi effectuées par les personnes assurées était mensuel, bien
qu'il n'existât pas de réglementation légale sur ce point (arrêt non publié F.
du 16 novembre 1981 [C 114/80]). Il n'y a pas lieu de modifier cette
jurisprudence, implicitement confirmée à plusieurs reprises (cf. parmi
d'autres, les arrêts non publiés C. du 2 décembre 1999 [C 282/98], O. du 7
octobre 1998 [C 82/98] et B. du 4 décembre 1997 [C 128/97]), d'autant que
l'obligation de remettre chaque mois à l'office compétent la preuve des efforts
entrepris en vue de trouver un emploi est aujourd'hui expressément prévue par
l'art. 26 al. 2 OACI (cf. également art. 26 al. 3 et 27a OACI). 

 

4. Après avoir négligé d'effectuer des recherches
d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail, ce qui
justifie une première mesure de suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité
de chômage, l'intimé a entrepris plusieurs démarches en vue de trouver du
travail, de manière à remplir provisoirement ses obligations vis-à-vis de
l'assurance-chômage. Il lui appartenait toutefois de poursuivre ses efforts
pendant les mois de novembre et décembre 2000, sans quoi il encourait de
nouvelles mesures de suspension pour chacune de ces périodes de contrôle,
conformément à la jurisprudence exposée ci-dessus (consid. 3). Les trois décisions administratives
litigieuses étaient donc en principe justifiées, contrairement à l'avis des
premiers juges, le SPP et le Groupe réclamations n'ayant par ailleurs pas fait
un usage critiquable de leur pouvoir d'appréciation en fixant la durée de la
suspension à 10 jours pour les mois d'août et septembre 2000, 5 jours pour le
mois de novembre 2000, et 5 jours pour le mois de décembre 2000 (après
rectification, par le Groupe réclamations, de la sanction prononcée par le
SPP)." (STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C
305/01)

 

 

                             2.10.   Nell'evenienza concreta __________,
è stato alle dipendenze della ditta Gunimperm SA di Castione, specializzata
nell'impermeabilizzazione delle gallerie, dal 1° novembre 1999 al 30 settembre
2002, in qualità di manovale (cfr. doc. 8a).

In data 28 maggio 2002 l'assicurato ha ricevuto
brevi mano dal datore di lavoro la disdetta del rapporto di impiego, datata 24
maggio 2002, con effetto a partire dal 31 luglio 2002, a causa della difficile
situazione economica (cfr. doc. 3a).

                                         In data
1° ottobre 2002 l'assicurato si è iscritto al collocamento (cfr. doc. 10).

 

                                         Al
momento del suo annuncio in disoccupazione __________ non ha saputo fornire all'amministrazione nessuna ricerca di lavoro
effettuata durante il periodo di disdetta.

                                         L'URC, di
conseguenza, ha inflitto all'assicurato 9 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità (cfr. doc. 19).

 

                                         Prima di
emanare tale provvedimento l'amministrazione, in occasione del colloquio di
consulenza del 24 ottobre 2002, ha informato l'assicurato della decisione di
sanzionarlo a causa delle mancate ricerche di lavoro durante i mesi di disdetta
2002 (cfr. doc. 4b).

                                         Al
riguardo la consulente del personale ha verbalizzato quanto segue:

 

" 
Colloquio iscrizione effettuato da T7OEN.
Procedo all'iscrizione dell'assicurato con data d'inizio al 01.10.2002, lo
stesso si iscrive in seguito al termine del suo contratto di lavoro presso la
ditta Gunimperm SA di Castione, previsto per il 30.09.2002. La lettera di
disdetta data dal datore di lavoro in data 24 maggio 2002, con termine previsto
al 31 luglio 2002, successivamente prolungato fino al 30 settembre 2002 per
recupero periodo di malattia fatto durante il periodo di disdetta. Una
particolare attenzione viene posta circa la ricerche di lavoro effettuate
durante il periodo di disdetta, l'assicurato non è in grado di comprovare
nessuno sforzo di ricerca durante il periodo citato, esercitato il diritto di
essere sentito lo stesso si giustifica dicendo di non aver avuto il tempo
materiale per occuparsi della ricerca di un posto di lavoro, in quanto sempre
in trasferta per lavoro in tutta la Svizzera. Ora rimane a nostra disposizione
a tempo pieno per accettare un'opportunità lavorativa come isolatore o
professione affine nel settore dell'edilizia. Da ora in avanti mi dovrà
presentare almeno 10 ricerche di lavoro mensili, nel settore e nelle
professioni sopra elencate. Gli viene rilasciato il faut relativo al mese di
ottobre 2002, inoltre gli viene fissata la data per il prossimo colloquio di
consulenza." (Doc. 12)

 

                                         Dato che dal tenore del
verbale appena citato non appariva chiaro se all'assicurato fosse stata
realmente prospettata la possibilità di essere sanzionato a causa delle
insufficienti ricerche da lui compiute nel periodo precedente l'annuncio al
collocamento, il TCA ha chiesto delle spiegazioni in merito all'URC di
Bellinzona (cfr. doc. VII). Con scritto del 14 febbraio 2003 l'amministrazione
ha precisato di avere avvisato l'assicurato, in occasione del colloquio di
consulenza del 24 ottobre 2002, circa le sanzioni previste dalla legge in caso
di mancate ricerche di lavoro nel periodo precedente la data di iscrizione,
sottoponendogli la lista delle sospensioni e le relative direttive interne
(cfr. doc. VIII).

Il ricorrente, pur avendone avuto la possibilità
(cfr. doc. IX), non ha formulato nessuna osservazione a tal proposito.

 

Il TCA deve dunque concludere che l'URC ha dato
l'opportunità al ricorrente di giustificare il suo comportamento e di
esprimersi in merito al ventilato provvedimento nei suoi confronti.

Pertanto, questo Tribunale deve concludere che
l'amministrazione ha rispettato il diritto di essere sentito dell'assicurato,
come prescritto dalla giurisprudenza federale (cfr. STFA del 5 giugno 2000,
nella causa M., pubblicata in DTF 126 V 130 segg. = SVR 2001 ALV Nr. 12 pag.
37).

 

                             2.11.   Nel caso di
specie, come visto, l'assicurato ha ricevuto in data 28 maggio 2002 la disdetta
del contratto di lavoro da parte della ditta Gunimperm SA, del seguente tenore:

 

" 
In seguito all'informazione del 22 marzo 2002 e
vista la situazione economica attuale ci vediamo costretti a disdire il
rapporto di lavoro nei termini del contratto collettivo di lavoro ossia per il
31 luglio 2002.

 

Ci dispiace di aver dovuto prendere questa
decisione e speriamo che le sarà possibile trovare presto un'altra occupazione.

 

Da parte nostra la consideriamo libero da ogni
impegno verso di noi a partire dal 1° giugno 2002 mentre il salario le verrà
corrisposto fino alla fine del termine di disdetta." (Doc. 8)

 

                                         Dal
formulario "Attestato del datore di lavoro" redatto dalla ditta
Gunimperm SA in data 9 ottobre 2002 emerge che l'assicurato è stato in
infortunio dal 1° giugno 2002 al 6 luglio 2002 e in malattia dall'8 luglio 2002
al 31 luglio 2002 (cfr. doc. 18b). 

Anche in sede ricorsuale l'assicurato ha rilevato
di essere stato in infortunio nei due mesi di disdetta, motivo per il quale il
datore di lavoro gli ha comunicato che il periodo di disdetta sarebbe stato
prolungato di altri due mesi, vale a dire in agosto e settembre 2002 (cfr. doc.
I).

 

Viste queste informazioni, l'amministrazione, con
scritto 20 gennaio 2003, ha chiesto alla ditta Gunimperm SA alcune
precisazioni:

 

" 
Per verificare la situazione del signor __________
verso il nostro ufficio, in particolare riguardo alle ricerche di lavoro prima
dell'entrata in disoccupazione, ci servono alcune informazioni in merito:

 

-   abbiamo
preso atto della lettera di licenziamento del 24 maggio 2002 dove la ditta
Gunimperm SA ha disdetto il rapporto di lavoro per il 31 luglio 2002; quale è
stato l'ultimo giorno di lavoro?

 

-   corrisponde
al vero che la disdetta è stata prorogata al 30 settembre 2002 perché il signor
__________ si è infortunato?

 

-   in
caso affermativo da quando a quando il signor __________ è stato infortunato?

 

-   esiste
una nuova lettera di licenziamento per il 30 settembre 2003? È possibile
eventualmente ricevere una copia?" (Doc. 18)

 

In data 20 gennaio 2003 il datore di lavoro ha
fornito le seguenti risposte (scritte a mano di fianco ad ogni domanda sullo
stesso foglio contenente i quesiti posti dall'amministrazione):

 

" 
-   Ultimo giorno di lavoro effettivo:
30.5.2002.

 

-   Sì.

 

-   Infortunio
dal 1° giugno 2002 al 6 luglio 2002; malattia dall'8 luglio 2002 al 31 luglio
2002.

 

-
No, non era necessaria." (Doc. 18)

 

                                         Sulla
base degli accertamenti effettuati, l'amministrazione ha ritenuto che
l'assicurato fosse stato realmente inabile al lavoro durante il periodo
compreso fra il 1° giugno 2002 e il 21 luglio 2002. Di conseguenza, visto che
il datore di lavoro aveva prolungato il periodo di disdetta fino al 30
settembre 2002, l'amministrazione ha inflitto al ricorrente 9 giorni di
sanzione a causa delle mancate ricerche di lavoro durante il periodo compreso
fra il 22 luglio 2002 e il 30 settembre 2002 (cfr. doc. 19).

 

A tale proposito occorre osservare che la data
del 31 luglio 2002 indicata a mano dalla ditta Gunimperm SA nella risposta
inviata in data 20 gennaio 2003 all'URC di Bellinzona (cfr. doc. 18) è stata
male interpretata dall'amministrazione, la quale ha ritenuto che l'assicurato
fosse stato inabile fino al 21 luglio 2002. Sul formulario "Attestato del
datore di lavoro" del 9 ottobre 2002 (cfr. doc. 18b), tuttavia, si legge
chiaramente che l'inabilità lavorativa dell'assicurato si è protratta fino al
31 luglio 2002.

Pendente causa, il datore di lavoro
dell'assicurato, chiamato dal TCA a precisare le date esatte dell'inabilità
lavorativa dovuta a malattia di __________ durante il mese di luglio 2002 (cfr.
doc. X), ha indicato che l'assicurato è stato inabile al lavoro a causa di
malattia dall'8 luglio 2002 al 31 luglio 2002 (cfr. doc. XI).

 

                             2.12.   Nell'atto
ricorsuale l'assicurato ha osservato di non essere stato informato della
necessità, una volta ricevuta la lettera di disdetta, di iscriversi subito al
collocamento; egli ha poi osservato che anche nel caso in cui avesse ricevuto
tale informazione, egli non avrebbe comunque potuto annunciarsi all'Ufficio di
collocamento, dato che lavorava in Svizzera interna (cfr. doc. I).

 

                                         Al
riguardo, occorre osservare che, contrariamente a quanto indicato
dall'assicurato in sede ricorsuale, egli non aveva l'obbligo di annunciarsi
immediatamente al collocamento una volta ricevuta la lettera di disdetta da
parte del datore di lavoro, ma aveva l'obbligo di compiere tutti gli sforzi
necessari volti al reperimento di un nuovo impiego, dato che l'occupazione
presso la ditta Gunimperm SA di Castione era ormai quasi giunta al termine.

 

Qualora poi l'assicurato, invocando nel proprio
ricorso la non conoscenza dell'obbligo di iscriversi immediatamente al
collocamento una volta ricevuta la disdetta del rapporto di lavoro, avesse
voluto indicare la non conoscenza della LADI e la mancata informazione riguardo
alla necessità di effettuare le ricerche di lavoro già prima di annunciarsi al
collocamento, questo Tribunale sottolinea che, se è vero, che secondo la giurisprudenza
federale non è possibile invocare l’ignoranza della legge per ricavarne dei
vantaggi (cfr. STFA del 28 novembre 2000 in re P.S., H 407/99; DLA 2000 pag.
99; DTF 124 V 220 ) è altrettanto vero che, secondo lo stesso TFA, l’art. 20
cpv. 4 OADI sancisce un vero e proprio obbligo di informare da parte
dell’amministrazione ("avverte l’assicurato riguardo ai suoi obblighi
secondo l’art. 17 LADI, in particolare all’obbligo di cercare lavoro").

                                         In caso
di violazione di questo obbligo l’assicurato potrebbe quindi appellarsi alla
sua buona fede (cfr. DTF 124 V 220-221). Ora, un'applicazione coerente di
questa giurisprudenza potrebbe fare concludere che, fino al momento in cui si
iscrive per il collocamento, l’assicurato non può venire correttamente informato
dall’URC e di conseguenza non può neppure essere sanzionato per non avere
compiuto ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

                                         Questa
questione non merita tuttavia in questa sede di ulteriore esame visto che altre
disposizioni dell’OADI (cfr. art. 26 cpv. 2 e art. 45 cpv. 1 lett. a) e la
costante giurisprudenza del TFA sanzionano le mancate ricerche nel periodo di
disdetta, senza particolari approfondimenti (cfr. consid. 2.4.; D. Cattaneo,
op. cit., pag. 26; D. Cattaneo, Assicurazione contro la disoccupazione: fra
obblighi dell'assicurato e diritti fondamentali del cittadino, in RDAT II-2000
pag. 504).

 

                             2.13.   Nell'atto
ricorsuale (cfr. doc. I) e nel colloquio di consulenza del 24 ottobre 2002
(cfr. doc. 12) l'assicurato ha infine rilevato che durante il periodo di
disdetta egli non ha avuto il tempo materiale per potere svolgere le ricerche
di lavoro dato che, per motivi di lavoro, egli era spesso in trasferta,
soprattutto nella Svizzera interna.

 

                                         Tali
affermazioni del ricorrente non possono costituire valida scusante: egli
infatti, anche se costretto per lavoro a frequenti trasferte in Svizzera
interna, aveva l'obbligo di compiere tutti gli sforzi possibili al fine di
reperire una nuova occupazione, rispondendo ad offerte di lavoro pubblicate sui
quotidiani oppure inviando spontaneamente la propria candidatura a possibili
datori di lavoro. L'assicurato, invece, pur sapendo che il proprio rapporto di
lavoro era ormai quasi giunto a conclusione, non ha immediatamente provveduto,
nei mesi di agosto e settembre 2002, a svolgere delle ricerche di lavoro,
attendendo di iscriversi al collocamento prima di attivarsi nella ricerca di un
nuovo impiego.

 

                                         Alla luce
di quanto esposto, questo Tribunale ritiene che il ricorrente abbia violato
l'obbligo di ridurre il danno imposto dalla legge, per cui a ragione
l'amministrazione lo ha sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione per
mancate ricerche di lavoro nei mesi di agosto e settembre 2002.

 

                             2.14.   Il ricorrente
ha dunque violato l'obbligo di ridurre il danno nel periodo di disdetta citato
(cfr. consid. 2.4.).

                                         Di
conseguenza l'assicurato deve essere sospeso dal diritto all'indennità di
disoccupazione.

                                         Nel caso
concreto, l'URC ha inflitto a __________ una sospensione di 9 giorni, così
calcolati: 4 giorni di sospensione a causa delle mancate ricerche di lavoro
durante il mese di settembre 2002; 4 giorni a causa delle mancate ricerche di
lavoro durante il mese di agosto 2002 e 1 giorno di sanzione a causa delle
mancate ricerche di lavoro durante il periodo compreso fra il 21 luglio 2002 e
il 31 luglio 2002 (cfr. doc. 19). 

 

Al riguardo, occorre rilevare che l'assicurato in
sede ricorsuale ha indicato di essere stato inabile al lavoro a causa di
infortunio nei due mesi di disdetta (cfr. doc. I); questa circostanza è stata
confermata dal datore di lavoro, il quale ha precisato che __________ è stato
inabile al lavoro a causa di infortunio, prima e malattia, poi, dal 1° giugno
2002 al 31 luglio 2002 (cfr. doc. 18 e doc. 18b).

L'amministrazione, tuttavia, nella decisione
emanata in data 28 gennaio 2003 (cfr. doc. 19) e nella risposta di causa del 30
gennaio 2003 ha ritenuto, per errore  - a causa dell'errata comprensione di
quanto scritto dal datore di lavoro nella risposta n° 3 ai quesiti
dell'amministrazione, dove la data "31" è confondibile con la data
"21", cfr. doc. 18; il dubbio è comunque risolto nel formulario
"Attestato del datore di lavoro", nel quale, alla domanda n° 13, è
chiaramente leggibile la data del 31 luglio 2002 quale momento finale
dell'inabilità lavorativa dell'assicurato, cfr. doc. 18b e soprattutto dallo
scritto del 17 marzo 2003 della ditta Gunimperm SA al TCA, nel quale il datore
di lavoro ha espressamente indicato che l'assicurato è stato inabile al lavoro
a causa di malattia dall'8 luglio 2002 al 31 luglio 2002, cfr. doc. XI) - che
l'assicurato fosse stato inabile al lavoro fino al 21 luglio 2002 (cfr. doc. V;
consid. 1.3.).

                                         Vista la
conferma ricevuta dal datore di lavoro in merito al periodo di inabilità
lavorativa del ricorrente (cfr. doc. XI), occorre ritenere che durante i mesi
di giugno e luglio 2002 __________ fosse esonerato dall'obbligo di compiere le
ricerche di lavoro.

 

Lo stesso discorso non vale invece per i mesi di
agosto e settembre 2002, periodo durante il quale il ricorrente avrebbe dovuto
effettuare ogni sforzo possibile al fine di trovare un nuovo impiego.

 

Pertanto, visto quanto precede, a torto
l'amministrazione ha inflitto all'assicurato una sanzione a causa delle mancate
ricerche di lavoro durante l'intervallo di tempo compreso fra il 21 luglio 2002
e il 31 luglio 2002.

La sanzione è invece corretta per quanto concerne
le mancate ricerche di lavoro durante i mesi di agosto e settembre 2002. Dato
che durante tali mesi l'assicurato non ha compiuto nessuna ricerca di lavoro,
violando in tal modo i propri obblighi di assicurato, è a giusto titolo che
l'amministrazione lo ha sanzionato, infliggendogli, conformemente alle
direttive in vigore (cfr. consid. 2.7.), 4 giorni di sanzione per ogni mese di
mancate ricerche di lavoro, per un totale di 8 giorni di sanzione.

 

                                         In
conclusione, questo Tribunale ritiene che la sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione di 9 giorni inflitta dall'amministrazione a __________
non rispetta il principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.7.) e deve
essere ridotta a 8 giorni.

                                         La
decisione impugnata deve dunque essere riformata nel senso che la durata della
sospensione è ridotta da 9 a 8 giorni.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         § La decisione del 28
gennaio 2003 dell'URC di Bellinzona è riformata nel senso che __________ è
sospeso per 

                                            8 giorni dal diritto
alle indennità di disoccupazione.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti