# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5b191f0b-2dc8-553c-ab72-5b2bcf1c0476
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-04-24
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 24.04.2015 BB.2015.5
**Docket/Reference:** BB.2015.5
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2015-5_2015-04-24

## Full Text

Sequestro (art. 263 e segg. CPP).;;Sequestro (art. 263 e segg. CPP).;;Sequestro (art. 263 e segg. CPP).;;Sequestro (art. 263 e segg. CPP).

Decisione del 24 aprile 2015 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, presidente, 

Tito Ponti e Nathalie Zufferey Franciolli,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., rappresentato dall'avv. Aron Camponovo, 

 

Reclamante 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Sequestro (art. 263 e segg. CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2015.5 

- 2 - 
 
 

 

 Fatti: 

A. Nell'ambito dell'istruzione aperta nei confronti di B. per titolo di appartenenza 

e/o sostegno ad un'organizzazione criminale (art. 260ter CP) e riciclaggio di de-

naro (art. 305bis CP), il 24 dicembre 2014 il Ministero pubblico della Confedera-

zione (di seguito: MPC) ha ordinato il sequestro, tramite blocco al registro fon-

diario di Mendrisio, del fondo G. del comune di Chiasso, appartenente all'impu-

tato per una quota del 30/100, a A. per il 20/100, e a C. per la restante parte di 

50/100 (act. 1.1 e 1.4). L'inchiesta svizzera aperta nei confronti di B. è legata 

ad un procedimento penale condotto in Italia dalla Procura di Milano a carico 

del predetto e di altre persone, il quale, in data 16  dicembre 2014, ha portato 

all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 

59 indagati per vari reati, tra cui l'associazione di tipo mafioso, persone sospet-

tate di essere collegate alla cosca 'ndranghetista "D.", originaria di Reggio Ca-

labria, operante a Milano (v.  sentenza del Tribunale penale federale BH.2015.1 

del 23 gennaio 2015).  

 

 

B. Il 15 gennaio 2015 A. è insorto contro la suddetta decisione mediante reclamo 

dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Egli sostiene 

che, non essendo lui stesso oggetto del procedimento penale su cui si fonda il 

provvedimento coercitivo, in applicazione del principio della proporzionalità, il 

blocco del registro fondiario avrebbe dovuto essere limitato alla sola quota della 

proprietà immobiliare appartenente alla persona indagata, ossia B. 

 

 

C. Nella sua risposta del 29 gennaio 2015, il MPC ha chiesto la reiezione del gra-

vame. Esso afferma che i provvedimenti litigiosi sono giustificati a fini probatori 

e di confisca, rilevando che l'istruzione penale è avviata solo da poche setti-

mane e che la posizione del reclamante è ancora al vaglio dell'autorità inqui-

rente. 

 

 

D. Con replica del 23 febbraio 2015, trasmessa per conoscenza al MPC, A. ha 

contestato le osservazioni del MPC e ribadito in sostanza le argomentazioni 

esposte in sede di reclamo.  

 

Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi di diritto. 

 

 

 

- 3 - 
 
 

 

 Diritto: 

1  

1.1 In virtù degli art. 393 cpv. 1 lett. a del Codice di diritto processuale penale sviz-

zero del 5 ottobre 2007 (CPP; RS 312.0) e 37 cpv. 1 della legge federale del 

19  marzo 2010 sull'organizzazione delle autorità penali della Confederazione 

(LOAP; RS 173.71) in relazione con l'art. 19 cpv. 1 del regolamento del 31 ago-

sto 2010 sull'organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; RS 

173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro le decisioni e 

gli atti procedurali del pubblico ministero.  

 

Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammissi-

bilità dei reclami che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambito, 

dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (v. art. 391 cpv. 1 CPP non-

ché PATRICK GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafprozes-

sordnung, tesi di laurea bernese, Zurigo/San Gallo 2011, pag. 265 con la giuri-

sprudenza citata). 

 

1.2 Il reclamo contro decisioni comunicate per iscritto od oralmente va presentato 

e motivato entro dieci giorni (art. 396 CPP). Nella fattispecie, la decisione impu-

gnata, datata 24 dicembre 2014, è stata notificata al patrocinatore del recla-

mante il 5 gennaio seguente (act. 1.3). Il reclamo interposto il 15 gennaio 2015 

è pertanto tempestivo. 

 

1.3 Sono legittimate ad interporre reclamo contro una decisione le parti che hanno 

un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della 

stessa (art. 382 cpv. 1 CPP). Il reclamante, in quanto comproprietario del fondo 

G., Chiasso (v. estratti RFD in act. 1.4), è direttamente toccato dal provvedi-

mento ordinato dal MPC e pertanto senz'altro legittimato a contestare il blocco 

a registro fondiario. 

 

1.4 Giusta l'art. 393 cpv. 2 CPP, mediante il reclamo si possono censurare le viola-

zioni del diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la 

denegata o ritardata giustizia (lett. a), l'accertamento inesatto o incompleto dei 

fatti (lett. b) e l'inadeguatezza (lett. c). 

 

 

2 Il reclamante contesta il sequestro disposto dal MPC, poiché lesivo dei principi 

di cui all'art. 197 CPP. Da una parte, l'obiettivo perseguito avrebbe potuto es-

sere raggiunto con una misura meno severa, ossia limitando il blocco alla sola 

parte di proprietà di B. Dall'altra, non essendo egli imputato, il MPC avrebbe 

dovuto adottare maggiore cautela e moderazione nel suo agire, nel rispetto del 

diritto fondamentale della garanzia della proprietà. Egli sostiene, in particolare, 

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di aver fatto piena luce sulla modalità di finanziamento del bene in questione ai 

sensi dell'art. 70 cpv. 2 CP, producendo anche la relativa documentazione pro-

bante. 

 

2.1 Il sequestro, così come il blocco del registro fondiario per i fondi, costituiscono 

misure processuali provvisionali volte ad assicurare i mezzi di prova nel corso 

dell'inchiesta e/o la restituzione ai danneggiati, nonché a garantire le spese pro-

cedurali, le pene pecuniarie, le multe e le indennità (v. art. 263 cpv. 1 lett. a-c 

CPP); parimenti si possono sequestrare oggetti e beni patrimoniali sottostanti 

presumibilmente a confisca a norma degli art. 69 e segg. CP (v. art. 263 cpv. 1 

lett. d CPP; sentenza del Tribunale federale 1S.2/2004 del 6 agosto 2004, con-

sid. 2.2 e rinvii); fintanto che sussiste una possibilità di confisca, l'interesse pub-

blico impone di mantenere il sequestro penale (DTF 125 IV 222 consid. 2 non 

pubblicato; 124 IV 313 consid. 3b e 4; sentenza del Tribunale federale 

1B_157/2007 del 25 ottobre 2007, consid. 2.2; SJ 1994 pag. 97, 102).  

 

Per sua natura, tale provvedimento va preso rapidamente, ritenuto che, di re-

gola, spetterà al giudice di merito pronunciare le misure definitive e determinare 

i diritti dei terzi sui beni in questione. Il sequestro è legittimo unicamente in pre-

senza concorrente di sufficienti indizi di reato e di connessione tra questo e 

l'oggetto che occorre salvaguardare agli incombenti dell'autorità inquirente; la 

misura ordinata deve inoltre essere rispettosa del principio della proporzionalità 

(STEFAN HEIMGARTNER, in A. Donatsch/T. Hansjakob/V. Lieber, Kommentar zur 

Schweizerischen Strafprozessordnung [StPO], 2a ediz., Zurigo/Basilea/Ginevra 

2014, n. 4 ad art. 263 CPP; ROBERT HAUSER/ERHARD SCHWERI/KARL 

HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6a ediz., Basilea 2005, n. 3 

pag. 341; GÉRARD PIQUEREZ/ALAIN MACALUSO, Traité de procédure pénale 

suisse, 3a ediz., Ginevra/Zurigo/Basilea 2011, n. 1361 e segg.).  

 

Nelle fasi iniziali dell'inchiesta penale non ci si dovrà mostrare troppo esigenti 

quanto al fondamento del sospetto: è infatti sufficiente che il carattere illecito 

dei fatti rimproverati appaia verosimile. L'indizio di reato deve però concretiz-

zarsi e rafforzarsi nel corso del procedimento in modo che "la prospettiva di una 

condanna deve sembrare vieppiù fortemente verosimile" (cfr. sentenze del Tri-

bunale federale 1B_157/2007 del 25 ottobre 2007, consid. 2.2 e 1S.3/2005 del 

7 febbraio 2005, consid. 2.3; sentenza del Tribunale penale federale 

BB.2006.16 del 24 luglio 2006, consid. 2.1 e rinvii; S. HEIMGARTNER, op. cit., 

n.  13 ad art. 263 CPP); le esigenze poste all'intensificazione dell'indizio di reato 

man mano che aumenta la durata del provvedimento coercitivo non devono tut-

tavia essere eccessive (TPF 2006 269 consid. 2.2). Adita con un reclamo, la 

Corte dei reclami penali non può statuire sul merito del procedimento penale, 

ma deve limitarsi ad esaminare l'ammissibilità del sequestro in quanto tale (DTF 

119 IV 326 consid. 7c e 7d). 

http://links.weblaw.ch/1S.2/2004
http://links.weblaw.ch/DTF-125-IV-222
http://links.weblaw.ch/DTF-124-IV-313
http://links.weblaw.ch/1B_157/2007
http://links.weblaw.ch/1B_157/2007
http://links.weblaw.ch/1S.3/2005
http://links.weblaw.ch/BSTGER-BB.2006.16
http://links.weblaw.ch/TPF_2006_269
http://links.weblaw.ch/DTF-119-IV-326

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2.2 Il giudice ordina la confisca dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto 

di un reato o erano destinati a determinare o a ricompensare l'autore di un reato, 

a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di ripristinare 

la situazione legale (art. 70 cpv. 1 CP). Secondo l'art. 70 cpv. 2 CP, la confisca 

non può essere ordinata se un terzo ha acquisito i valori patrimoniali ignorando 

i fatti che l'avrebbero giustificata, nella misura in cui abbia fornito una contro-

prestazione adeguata o la confisca costituisca nei suoi confronti una misura 

eccessivamente severa. Oggetti e valori patrimoniali che sottostanno presumi-

bilmente a confisca possono quindi essere sequestrati presso qualsiasi loro 

possessore; il sequestro è possibile sia nei confronti di beni appartenenti al pre-

sumibile autore del reato implicato nel procedimento sia di quelli detenuti da 

terze persone, fisiche o giuridiche che siano, sempre che queste ultime non 

siano protette dall'art. 70 cpv. 2 CP (v. sentenza del Tribunale penale federale 

BB.2004.79 del 22 aprile 2005 consid. 5.2; NIKLAUS SCHMID, in Schmid [ed.], 

Kommentar Einziehung, organisiertes Verbrechen und Geldwäscherei, Vol. I, 

2a ediz., Zurigo 2007, n. 142 e n. 144 ad art. 70-72 CP).  

 

Dovendo decidere rapidamente, la giurisprudenza ha già avuto modo di stabilire 

che il sequestro è escluso unicamente nell'ipotesi in cui appare subito, in modo 

manifesto e indubbio, che le condizioni materiali di una confisca in mano di terzi 

non sono realizzate e non potranno mai esserlo (decisioni del Tribunale penale 

federale BB.2012.10 del 4 luglio 2012, consid. 3.4.1; BB.2009.28-30 del 30 giu-

gno 2009, consid. 2.1; BB.2006.32 del 25 ottobre 2006, consid. 5.2; sentenze 

del Tribunale federale 1B_166/2008 del 17 dicembre 2008, consid. 4.3; 

1S.8/2006 del 12 dicembre 2006, consid. 6.1). L'eccezione al mantenimento del 

sequestro non può che concernere le ipotesi, rare, in cui la questione della con-

fisca non merita discussione, visto che essa appare di primo acchito e indub-

biamente esclusa ("offensichtlich", "eindeutig"; sentenze 1B_166/2008 consid. 

4.3 e 1S.8/2006 consid. 6.1; sentenze BB.2009.28-30 del 30 luglio 2009, con-

sid. 2.1, e BB.2006.32 consid. 5.2, nonché sentenza del Tribunale penale fede-

rale BB.2009.14 del 28 settembre 2009, consid. 2.2.3). Al contrario del giudice 

del merito, la Corte dei reclami penali non deve analizzare le questioni di fatto 

e di diritto in maniera definitiva (decisione del Tribunale penale federale 

BB.2012.43-44 del 16 agosto 2012, consid. 4.1.2). Di conseguenza, sapere se 

le condizioni di una confisca ai sensi dell'art. 70 cpv. 1 CP, rispettivamente di 

una non-confisca ai sensi dell'art. 70 cpv. 2 CP sono realizzate, è di competenza 

del giudice del merito (sentenza del Tribunale federale 1S.13/2005 del 22 aprile 

2005, consid. 5); spetta infatti a quest'ultimo determinare i diritti di terzi sui beni 

in questione (v. sentenza del Tribunale penale federale BK_B 181/04 del 

10  marzo 2005, consid. 3.2.1; GÉRARD PIQUEREZ, Procédure pénale suisse: 

traité théorique et pratique, Zurigo 2000, n. 2578). 

 

http://links.weblaw.ch/BSTGER-BB.2004.79
http://links.weblaw.ch/BSTGER-BB.2009.28
http://links.weblaw.ch/BSTGER-BB.2006.32
http://links.weblaw.ch/1B_166/2008
http://links.weblaw.ch/1S.8/2006
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http://links.weblaw.ch/BSTGER-BB.2012.43
http://links.weblaw.ch/1S.13/2005
http://links.weblaw.ch/BK_B_181/04

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2.3 Nel presente caso, è incontestato che il bene immobile oggetto di sequestro 

appartiene in comproprietà a B. (quota di 30/100), a C. (quota di 50/100) e al 

reclamante (quota di 20/100) (v. act. 1.4), il quale ha acquisito la propria parte 

mediante l'esercizio di un diritto di compera (nel 2013) nonché una compraven-

dita (nel 2014) (v. act. 1.5 e 1.6). Ora, non essendo stata messa in discussione 

dall'insorgente l'eventuale origine criminale dei fondi utilizzati da B. per acqui-

sire l'immobile G., Chiasso – sull'esistenza di gravi indizi di colpevolezza a ca-

rico di B. questa Corte si è del resto già espressa nella sentenza BH.2015.1 del 

23 gennaio 2015 (consid. 3.1) – e avendo l'autorità inquirente considerato A. 

come persona informata sui fatti e non indagato nel procedimento a carico di B. 

(il MPC ha invero affermato che accertamenti sono ancora in corso per deter-

minare l'esatto ruolo di A.; v. act. 8 pag. 3), oggetto della presente procedura è 

stabilire se la quota litigiosa sequestrata è stata senz'alcun dubbio acquisita dal 

reclamante in totale buona fede conformemente all'art. 70 cpv. 2 CPP e alla 

giurisprudenza summenzionata (v. consid. 2.2 supra) e se la misura rispetta il 

principio della proporzionalità.  

 

2.3.1 Ora, allo stadio attuale dell'inchiesta e in base alle argomentazioni prodotte 

dalle parti, tale condizione non può in casu essere considerata adempiuta. In 

effetti, i sospetti evidenziati dal MPC in relazione alla stretta collaborazione tra 

B. ed il reclamante, segnatamente attraverso le società E. SA e F. Sagl., nonché 

alle modalità d'acquisto dell'immobile sequestrato, operazione che ha coinvolto 

persone indagate all'estero, sono sufficienti per mettere in dubbio la buona fede 

del predetto. Con la sua attività di fiduciario nel Canton Ticino, A., oltre ad avere 

avuto svariati contatti con persone sospettate all'estero di appartenere all'orga-

nizzazione criminale oggetto d'indagine, avrebbe fornito a B. consulenza per 

movimentare valori patrimoniali nella disposizione di quest'ultimo che l'autorità 

sospetta di origine criminale: tale ruolo, alla luce delle emergenze istruttorie e 

dello stadio iniziale nel quale si trova l'inchiesta, avviata solo il 17 dicembre 

2014, deve ancora essere accuratamente appurato, di modo che la confisca 

non può, a questo stadio, essere considerata indubbiamente esclusa. 

 

Per quanto attiene alle conseguenze della misura impugnata, il reclamante non 

ha dimostrato che la stessa lo abbia colpito in maniera incisiva nella sua situa-

zione economica (sentenza del Tribunale federale 6S.298/2005 del 24 febbraio 

2006, consid. 4.2 e referenze ivi citate). Dagli atti dell'incarto nulla si evince 

infatti in merito a problemi che lo porrebbero in una situazione di difficoltà e, 

fatta eccezione per le sue dichiarazioni, non vi sono elementi che farebbero 

ritenere l'eventuale confisca nei suoi confronti una misura eccessivamente se-

vera. 

 

2.3.2 Avendo il MPC ordinato unicamente un divieto di disporre dell'immobile G., 

Chiasso (v. act. 1.4), lasciando quindi ai comproprietari l'utilizzo dello stesso, la 

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misura litigiosa rispetta il principio della proporzionalità. Potendo essere stato 

finanziato in origine con denaro provento dell'attività illecita di un'organizzazione 

criminale in Italia, risulta evidente che, fino a quando non vi saranno chiarimenti 

in proposito, l'immobile non possa venire alienato. 

 

2.4 In conclusione, a fronte delle circostanze sopra evidenziate e ritenuto lo stadio 

preliminare della procedura, è opportuno considerare che le argomentazioni al-

legate dal reclamante non sono sufficienti per ordinare un'immediata revoca del 

provvedimento coercitivo, per cui il blocco del registro fondiario del fondo G. di 

Chiasso viene mantenuto. 

 

 

3. Visto quanto precede, la decisione impugnata va confermata ed il reclamo re-

spinto. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le spese 

della procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono nella 

causa. La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP nonché 5 

e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, le 

ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 

173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 2'000.--. 

 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

 

1. Il reclamo è respinto. 

 

2. La tassa di giustizia di fr. 2'000.-- è posta a carico del reclamante. 

 
 
Bellinzona, 27 aprile 2015 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Aron Camponovo  

- Ministero pubblico della Confederazione 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 giugno 
2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).