# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a1cb9bb-8724-5369-b5ac-fed1003b5c0c
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-08-25
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 25.08.2020 S 2019 81
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2019-81_2020-08-25.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 19 81

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

Presidenza Racioppi
Giudici von Salis, Meisser
Attuario Paganini

SENTENZA
del 25 agosto 2020

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,
rappresentata dall'avv. Ezio Tranini,

ricorrente
contro 

B._____ AG,
rappresentata dall'avv. Riccardo Schuhmacher,

convenuta

concernente prestazioni assicurative LAINF

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Fattispecie:

1. Il 4 giugno 2015 C._____ Sagl, X._____, ha annunciato a D._____ 

Prestazioni Infortuni un infortunio occorso alla propria dipendente A._____ 

(unica socia e gerente della società fino alla sua dimissione ad aprile 2017), 

indicando che questa in data 18 maggio 2015 era scivolata (mentre 

eseguiva la pulizia del bagno del bar da lei gestito), riportando delle lesioni 

(contusioni) al ginocchio e alla spalla destra.

2. Dopo l'infortunio A._____ ha dapprima ripreso l'attività lavorativa al 50 %. 

A causa dell'esacerbazione dei dolori alla spalla destra, il 21 agosto 2015 

il Dr. med. E._____, specialista in medicina interna, ha fatto eseguire 

un'artro-RM da cui risultava una lesione del tendine sovraspinato. Egli 

attestava perciò un'inabilità lavorativa completa dal 20 agosto 2015.

3. Il 14 settembre 2015 il Dr. med. F._____, specialista in chirurgia ortopedica 

e traumatologia, confermava la diagnosi di lesione parziale (ca. la metà) 

ventrale del tendine sovraspinato della spalla destra. Di conseguenza, il 6 

novembre 2015 egli eseguiva un intervento chirurgico artroscopico di 

sutura, a cui è seguito un percorso riabilitativo. 

4. In seguito, A._____ veniva visitata dal medico consulente di D._____, Dr. 

med. G._____, specialista in medicina interna. Questi nel referto del 26 

aprile 2016 indicava che la rottura del tendine sovraspinato si era verificata 

in due tempi, ovvero inizialmente in occasione di una prima caduta 

avvenuta il 5 aprile 2015 e in seguito durante la caduta annunciata quale 

infortunio del 18 maggio 2015. Egli riteneva che i disturbi presentati a carico 

della spalla destra erano una diretta conseguenza della rottura del tendine 

sovraspinato risp. dell'intervento chirurgico. Specificava poi che la 

sindrome del tunnel carpale, altresì rilevata dal Dr. med. F._____, non era 

di origine traumatica e quindi non in relazione causale con l'evento 

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assicurato. Egli riteneva A._____ completamente inabile al lavoro in qualità 

di cameriera, mentre la valutava abile al 50 % quale gerente di ristorante e 

al 100 % in attività adattata. 

5. Il 17 maggio 2016 veniva effettuata un'ulteriore artro-RM della spalla destra 

e al rachide cervicale da cui emergeva una piccola rottura parziale 

interstiziale del sovraspinato e del tratto craniale del sottoscapolare, 

un'atrofia di grado II del ventre del sovraspinato, un'evoluzione del grado di 

atrofia rispetto al precedente esame del 21 agosto 2015 nonché un'artrosi 

acromion-claveare. Nel rapporto del 23 maggio 2016 il Dr. med. F._____ 

constatava che dall'esame del rachide cervicale erano emerse delle lievi 

protrusioni discali senza però fenomeni compressivi a livello radicolare. Dal 

confronto delle RM egli aveva la percezione di una buona reinserzione 

tendinea con una degenerazione che avrebbe portato probabilmente a una 

piccola rottura interstiziale del sovraspinato, aggiungendo che 

probabilmente vi sarebbe una componente di artrosi acromion-claveare. 

Egli riteneva A._____ ancora inabile al lavoro. Il 2 giugno 2016 A._____ è 

inoltre stata operata al tunnel carpale del polso destro con decorso 

regolare. 

6. Nella perizia reumatologica dell'11 agosto 2016, incaricata da D._____ su 

raccomandazione del Dr. med. G._____, il Dr. med. H._____, specialista in 

reumatologia, diagnosticava una periartropatia omeroscapolare con 

sintomatologia di attrito a destra in esiti da acromeoplastica, borsectomia, 

tenotomia del capo lungo bicipite, sutura della cuffia rotatoria in rottura 

post-contusionale il 6 novembre 2015, permanenza di piccola rottura 

parziale interstiziale del sovraspinato e del tratto craniale del 

sottoscapolare con atrofia di grado II del ventre del sovraspinato alla spalla 

destra. Egli affermava che i disturbi accusati presentavano con probabilità 

preponderante un nesso di causalità con l'infortunio del 18 maggio 2015. 

Stando ad egli, lo stato quo ante vel sine non potrebbe essere raggiunto, 

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in quanto continuerebbe a persistere una lesione della cuffia rotatoria a 

destra insorta molto probabilmente a seguito di detto infortunio. Allo stato 

di allora, egli riteneva A._____ inabile al lavoro di cameriera al 100 % dal 

20 agosto 2015, mentre la riteneva abile al lavoro al 100 % a partire dal 25 

aprile 2016 quale gerente di un ristorante e in un'altra attività confacente al 

suo stato di salute sull'arco di una giornata lavorativa di 8–9 ore, tenendo 

conto dei limiti funzionali e di carico e tralasciando i fattori non assicurati, 

quali patologie non inerenti all'infortunio, patologie non di pertinenza 

reumatologica oppure fattori sociali. 

7. In seguito all'allestimento di una perizia pluridisciplinare da parte del 

Servizio accertamento medico (SAM) all'attenzione dell'Assicurazione 

invalidità (AI), lo specialista in reumatologia e medicina interna del SAM, 

Dr. med. I._____, ha risposto alle domande poste da D._____ con 

complemento peritale del 20 marzo 2017 (lettera del 7 aprile 2017). Egli 

affermava che vi è un'alta probabilità che i disturbi alla spalla destra siano 

in relazione con l'infortunio del 18 maggio 2015. In assenza di segni di ri-

rottura, egli riteneva che lo status quo ante fosse verosimilmente stato 

raggiunto 6 mesi dopo l'intervento chirurgico. Egli indicava inoltre che la 

totale inabilità lavorativa come cameriera era da ricondursi in primo luogo 

all'artrosi post-traumatica della caviglia sinistra, mentre i problemi alla 

spalla (in assenza di una ri-rottura o di un'omartrosi secondaria) non erano 

da considerarsi in primo piano. Considerando esclusivamente i problemi 

alla spalla, egli concludeva che A._____ avrebbe ancora potuto esercitare 

la propria professione al 100 % alternando i compiti amministrativi con il 

servizio. Il rendimento ridotto del 40 % in un'attività leggera e adatta a 

tempo pieno veniva attestato non per i problemi alla spalla ma soprattutto 

per i problemi alla caviglia. Infine, egli considerava la spalla regolarmente 

guarita, negando così un danno permanente e quindi un diritto a 

un'indennità per menomazione dell'integrità (IMI). 

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8. In base a questa valutazione, con decisione 12 maggio 2017 D._____ ha 

notificato a A._____ la sospensione di tutte le prestazioni e la chiusura del 

caso per il 6 aprile 2016. Contro tale decisione A._____ ha interposto 

opposizione l'8 giugno 2017, completata il 2 agosto 2017, sostenendo in 

special modo che la superficiale perizia del Dr. med. I._____ sarebbe in 

contraddizione con la perizia del Dr. med. H._____. Con decisione su 

opposizione 25 maggio 2018 D._____ ha respinto l'opposizione. 

Considerato che tutti i medici erano concordi che non vi sono cure mediche 

che possano garantire un miglioramento e che quindi è stato raggiunto uno 

stato di salute stabile, D._____ ha trasmesso il caso alla sua partner, 

B._____ AG, per la valutazione delle prestazioni di lunga durata a partire 

dal 6 aprile 2016. Detta decisione è passata in giudicato. 

9. Dopo consulto con il medico di fiducia Dr. med. K._____, specialista in 

medicina generale, il quale riteneva la spalla destra guarita risp. assente 

da ripercussioni dovute a infortunio, con decisione del 3 settembre 2018 

B._____ ha negato il diritto a una rendita d'invalidità e a un'IMI. B._____ 

argomentava che, considerando unicamente i disturbi alla spalla, A._____ 

sarebbe stata pienamente abile al lavoro nell'ultima attività svolta, per cui 

non risultava una perdita di guadagno dal punto di vista infortunistico. 

Avverso questa decisione A._____ ha interposto opposizione in data 2/4 

ottobre 2018 rifacendosi in particolare a quanto affermato dal Dr. med. 

H._____. 

10. In data 7 novembre 2018 B._____ ha emesso una riconsiderazione della 

sua decisione in base alla valutazione del medico fiduciario Dr. med. 

L._____ del 31 ottobre 2018. Questi eccepiva la valutazione del Dr. med. 

K._____ sostenendo, in accordo con la valutazione del Dr. med. H._____, 

che in riconoscimento di un nesso di causalità tra la rottura della cuffia dei 

rotatori e l'infortunio, malgrado l'intervento chirurgico e la riabilitazione vi 

sarebbe un danno permanente e il raggiungimento dello status quo ante 

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vel sine non potrebbe essere accertato. A causa della periartrosi omero-

scapolare di media entità egli riconosceva un diritto a un'IMI del 10 %. A 

causa del carico e del movimento ridotto della spalla destra egli riteneva 

A._____ inabile al 100 % dal 18 maggio 2015 nell'ultima attività svolta di 

cameriera. In un'attività adatta, senza carico sulla spalla (vale a dire senza 

lavori con le braccia alzate e senza attività ripetitive con sollevamento di 

pesi superiori a 5 kg) vi sarebbe invece una piena capacità lavorativa. 

B._____ ha di conseguenza rivisitato la sua decisione. Innanzitutto ha 

aumentato del 21 % il reddito da valida perché considerevolmente inferiore 

alla media. Dal confronto dei redditi, tuttavia, non risultava sempre ancora 

nessuna perdita di guadagno, per cui B._____ ribadiva che non c'erano i 

presupposti per la concessione di una rendita d'invalidità LAINF. Tuttavia, 

B._____ ha riconosciuto a A._____ un'IMI del 10 % corrispondente a fr. 

12'600.--. Contro questa decisione A._____ ha sollevato opposizione il 7 

dicembre 2018 osservando in particolare che i medici non si sarebbero 

espressi sulla capacità lavorativa in un'attività adatta, per cui questa 

andrebbe ancora chiarita.

11. Il 31 maggio 2019 A._____ ha inoltrato a B._____ due documenti medici, 

del Dr. med. E._____ del 17 aprile 2019 all'attenzione dell'Ufficio AI e del 

Dr. med. M._____ del 23 marzo 2019, da cui risulta che ella accusa ancora 

forti problemi in varie parti del corpo oltre ai problemi psichici, e che quindi 

necessita di aiuto nelle faccende domestiche. 

12. Con decisione su opposizione 4 giugno 2019 B._____ ha confermato la 

propria decisione 7 novembre 2019.

13. Avverso questa decisione l'8 luglio 2019 A._____ (qui di seguito: ricorrente) 

ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo dei Grigioni, chiedendo che 

B._____ venga condannata a pagarle una rendita LAINF del 23 %, 

eventualmente del 12.75 %. Ella sosteneva sostanzialmente che nella 

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valutazione delle funzionalità residue nell'attività abituale B._____ avrebbe 

dovuto considerare solo la professione di cameriera e non anche quella di 

gerente. Inoltre, nella valutazione delle professioni esigibili, a suo dire si 

dovrebbe tener conto di tutti i limiti funzionali e non unicamente di quelli alla 

spalla destra. Infine, per il reddito da valida andrebbe preso in 

considerazione l'insieme degli introiti, quindi anche il reddito annuale 

secondario pari a fr. 8'300.--.

14. Nella risposta di causa del 2 settembre 2019 B._____ (qui di seguito: 

convenuta) chiedeva il rigetto del ricorso. Essa argomentava 

essenzialmente che il reddito accessorio da indipendente di fr. 8'300.-- non 

sarebbe stato sottoposto alla LAINF, per cui non andrebbe preso in 

considerazione. Questo non inciderebbe comunque sulla determinazione 

della rendita. Inoltre, tutti i medici coinvolti avrebbero attestato che, sulla 

base delle conseguenze infortunistiche, la ricorrente sarebbe abile in 

misura completa in un'attività consona ai propri limiti funzionali. Cadrebbero 

poi nel vuoto le considerazioni ricorsuali secondo cui la ricorrente non 

avrebbe esercitato attività da gerente. Infatti, il calcolo del reddito 

partirebbe in ogni caso dal presupposto che la ricorrente non può più 

svolgere l'attività abituale, tanto che nel confronto dei redditi si è 

considerato un reddito da invalida ipotetico. Infine, la convenuta nella 

decisione impugnata avrebbe rammentato che il rapporto del Dr. med. 

M._____ del 23 marzo 2019 si riferirebbe alla spalla sinistra non in 

relazione con l'infortunio. Il rapporto del Dr. med. E._____ del 17 aprile 

2019 confermerebbe poi l'opinione dei medici interpellati. Egli enuncerebbe 

sì altri disturbi, che però non sarebbero in nesso causale con l'infortunio in 

questione.

15. Nella replica del 15 ottobre 2019 e nella duplica del 7 novembre 2019 le 

parti confermavano i loro petiti e approfondivano le loro argomentazioni.

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Considerando in diritto:

1. I requisiti processuali non danno adito a osservazioni, per cui si entra nel 

merito del ricorso.

2. Controverso nel caso di specie è il calcolo del grado d'invalidità, sia sotto il 

profilo dei redditi con e senza invalidità sia sotto quello della percentuale di 

abilità lavorativa residua. Non è invece oggetto di discussione l'IMI fissata 

al 10 %. 

3.1 A norma dell'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido almeno al 10 % a 

seguito d'infortunio ha diritto alla rendita d'invalidità. Le nozioni d'invalidità 

e d'incapacità al guadagno sono contenute nella LPGA. È considerata 

invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale presumibilmente 

permanente o di lunga durata (art. 8 cpv. 1 LPGA). È considerata incapacità 

al guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul 

mercato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da 

un danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver 

sottoposto l’assicurato alle cure e alle misure d’integrazione 

ragionevolmente esigibili (art. 7 cpv. 1 LPGA). È considerata incapacità al 

lavoro qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla 

salute fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente 

esigibile nella professione o nel campo d'attività abituale. In caso 

d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in 

considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo 

d'attività (art. 6 LPGA). Giusta quanto previsto all'art. 16 LPGA, per valutare 

il grado d'invalidità, il reddito che l'assicurato invalido potrebbe conseguire 

esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e 

l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di una 

situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito 

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che esso avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (DTF 128 

V 30 consid. 1).

3.2. Per determinarsi sulla capacità lavorativa, il Tribunale deve ricorrere per 

necessità di cose alle indicazioni del personale sanitario specializzato. Ai 

rapporti allestiti da medici alle dipendenze dell'assicuratore va riconosciuto 

pieno valore probante, a condizione che siano motivati, concludenti e scevri 

di contraddizioni. Il fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di 

dipendenza con l'assicuratore non basta per metterne già in dubbio 

l'oggettività e l'imparzialità. Se tuttavia vi è anche solo un lieve dubbio 

sull'attendibilità delle attestazioni del medico di fiducia dell'assicuratore, 

occorre ordinare degli accertamenti complementari (DTF 135 V 465 consid. 

4.4, 125 V 351 consid. 3b/ee). Determinante per la valenza probante di un 

rapporto medico è che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno 

studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri 

parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in 

piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto 

medico sia chiara e che le conclusioni siano ben motivate (cfr. DTF 125 V 

352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; sentenze del Tribunale federale 

8C_313/2012 del 7 giugno 2012 consid. 3.2, 8C_828/2007 del 23 aprile 

2008 consid. 7).

3.3. I rapporti medici agli atti sono concordi in merito alla capacità lavorativa 

residua della ricorrente. Secondo i medici interpellati, tenendo conto 

unicamente delle conseguenze infortunistiche, ovvero della rottura della 

cuffia dei rotatori della spalla destra, persiste una capacità lavorativa 

residua totale della ricorrente in un'attività adattata alle limitazioni dovute 

all'infortunio in questione del 18 maggio 2015, vale a dire senza lavori con 

le braccia alzate e senza attività ripetitive con sollevamento di pesi superiori 

a 5 kg (cfr. rapporti del Dr. med. G._____ del 26 aprile 2016 [doc. M18 p. 6 

convenuta], del Dr. med. H._____ dell'11 agosto 2016 [doc. M23 p. 16 seg. 

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convenuta], del Dr. med. K._____ del 26 luglio 2018 [doc. M27 p. 3 seg. 

convenuta] e del Dr. med. L._____ del 31 ottobre 2018 [doc. M28 p. 8 seg. 

convenuta]). Va aggiunto che nel complemento di perizia reumatologica del 

SAM di Bellinzona del 20 marzo 2017 all'attenzione dell'assicuratore 

infortuni (doc. M24 p. 2 convenuta) il Dr. med. I._____ ha sì precisato che 

in un'attività adeguata vi sarebbe un rendimento ridotto del 40 %, ciò 

tuttavia a causa soprattutto dei problemi alla caviglia e non alla spalla 

destra. Per quanto attiene alle limitazioni legate alla spalla destra e quindi 

all'infortunio, anch'egli riteneva possibile una capacità lavorativa totale (cfr. 

p. 2 della perizia). I rapporti dei medici fiduciari Dr. med. H._____ e Dr. 

med. L._____ non vengono pertanto scalfiti da nessun parere medico 

diverso. Ad essi va riconosciuto pieno valore probatorio. La fattispecie è 

sufficientemente chiara, per cui è dato concludere che, dal punto di vista 

infortunistico, la ricorrente presenta una piena capacità lavorativa in attività 

adeguata. 

3.4. La censura della ricorrente secondo cui la capacità economica in altre 

professioni andrebbe stimata considerando l'insieme dei problemi di salute 

è inconsistente. Si ricorda infatti che il diritto a prestazioni assicurative per 

infortunio sussiste dal momento in cui il danno alla salute è in relazione 

causale naturale ed adeguata con l'infortunio (cfr. p.es. DTF 129 V 177 

consid. 3.1). Per la determinazione del grado di incapacità lavorativa, la 

convenuta ha quindi giustamente considerato unicamente le problematiche 

riconducibili all'infortunio del 18 maggio 2015. Non corrisponde poi al vero 

che tutte le perizie prenderebbero come paragone un'attività di gestore. I 

medici si sono sì espressi, da un lato, sulla restante capacità lavorativa 

nell'attività di gerente, ma dall'altro hanno pure specificato che la restante 

percentuale lavorativa vale per qualsiasi altra attività adeguata. Irrilevante 

è quindi la puntualizzazione della ricorrente secondo cui ella non avrebbe 

esercitato attività amministrative. Per il reddito da invalida si è comunque 

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utilizzato un reddito ipotetico. Le relative censure della ricorrente vanno 

perciò respinte. 

4. La ricorrente censura inoltre il reddito da valida determinato dalla 

convenuta. Innanzitutto, ella eccepisce l'esclusione nella determinazione 

del reddito da valida del reddito da indipendente in attività accessoria di 

fr. 8'300.--. Ella è dell'avviso che l'art 28 cpv. 2 dell'Ordinanza 

sull’assicurazione contro gli infortuni (OAINF; RS 832.202) sia applicabile 

soltanto quando si tratta di fissare la rendita e non già quando si tratta di 

fissare il grado d'invalidità. In secondo luogo, la ricorrente obietta che la 

convenuta ha erroneamente considerato un reddito da valida all'80 % pari 

a fr. 36'000.--, invece di un reddito al 100 % pari a fr. 45'000.--.

4.1. Giusta l'art. 28 cpv. 2 OAINF per gli assicurati esercitanti 

contemporaneamente diverse attività salariate, il grado d’invalidità è 

determinato in funzione del pregiudizio patito in tutte queste attività. Se 

l’assicurato, oltre a un’attività salariata, esercita un’attività non assicurata 

secondo la legge o non retribuita, non è preso in considerazione il 

pregiudizio patito in queste attività. Attraverso questa norma si vuole 

impedire che l'assicuratore infortuni elargisca prestazioni per le quali non 

sono stati corrisposti premi (cfr. sentenza del Tribunale federale 

8C_121/2017 del 5 luglio 2018 consid. 3.4).

4.2. Siccome la ricorrente non ha sottoposto il sopraccitato reddito accessorio 

alla LAINF, come da lei rimasto incontestato e come risulta anche 

dall'annuncio del sinistro in cui il reddito accessorio non è indicato (cfr. doc. 

A1 convenuta), la convenuta lo ha giustamente escluso dal calcolo del 

reddito (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_121/2017 del 5 luglio 2018 

consid. 7.3 con riferimenti). Per contro, la ricorrente sostiene a ragione che 

il reddito da valida va considerato al 100 %. Infatti, dacché non è possibile 

considerare il reddito in attività accessoria, va applicata la giurisprudenza 

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per i lavoratori a tempo parziale, secondo cui è irrilevante se l'assicurato 

prima dell'incidente abbia impiegato appieno le proprie risorse lavorative 

oppure soltanto in parte. Il correttivo per i lavoratori a tempo parziale 

rispetto agli impiegati a tempo pieno avviene nel calcolo della rendita 

effettiva che si basa sul rispettivo reddito assicurato ridotto dei lavoratori a 

tempo parziale. Nella determinazione del reddito senza invalidità (ipotetico) 

occorre dunque far riferimento a una persona esercitante una professione 

a tempo pieno comparabile alla persona assicurata in quanto a capacità, 

formazione, età e circostanze locali (cfr. sentenze del Tribunale federale 

8C_768/2009 del 1° febbraio 2010 consid. 3.1.3, 8C_664/2007 e 

8C_713/2007 del 14 aprile 2008 consid. 7.2.4). Va poi menzionato che 

l'assicurazione infortuni non conosce la pluralità dei metodi di calcolo come 

nell'assicurazione invalidità (cfr. sentenza del Tribunale federale 

8C_664/2007 e 8C_713/2007 del 14 aprile 2008 consid. 7.2.4), per cui non 

è pertinente la questione se per la ricorrente va applicato il metodo misto. 

Tuttavia, anche operando con un reddito da valida al 100 % pari a fr. 

45'000.-- (per il 2015, visto che la convenuta si base su un importo all'80 % 

incontestato di fr. 36'000.-- per il 2015), e, in più, applicando una 

parallelizzazione – come ha fatto la convenuta –, il risultato non cambia. 

Siccome l'applicazione di una parallelizzazione non porta a un diritto a una 

rendita, è superfluo in questa sede esprimersi in modo vincolante sulla sua 

fondatezza. A titolo abbondanziale, si rileva che la convenuta nel proprio 

calcolo (cfr. doc. A45.4 convenuta), per quanto intravedibile, ha a torto 

paragonato – in favore della ricorrente – un reddito da valida per un grado 

occupazionale dell'80 % con un reddito secondo le RSS settoriale con 

grado occupazionale del 100 %. Secondo il Tribunale, il calcolo di 

parallelizzazione si presenta piuttosto come segue: giusta le RSS 2016 il 

reddito totale per le donne nella ristorazione, livello di competenza 1, era di 

fr. 3'900.-- al mese. Dopo adeguamento alle 41.7 ore lavorative e 

indicizzazione per il 2018 va dunque preso a riferimento un reddito 

settoriale di fr. 49'228.10 (= fr. 3'900.-- x 12 : 40 x 41.7 x 1.009 [+ 0.4 % nel 

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2017 e + 0.5 % nel 2018]), mentre il reddito da valida della ricorrente per 

un grado d'impiego del 100 % e indicizzato per il 2018 corrisponde a fr. 

45'720.-- (= fr. 36'000.-- : 80 x 100 x 1.016 [+ 0.7 nel 2016, + 0.4 nel 2017 

e + 0.5 nel 2018]). La differenza è del 7.13 % ([fr. 49'228.10 - fr. 45'720.--] 

: fr. 49'228.10 x 100). Tuttavia si può considerare soltanto la differenza 

eccedente il 5 % (cfr. sentenza del Tribunale federale 8C_648/2009 del 24 

marzo 2010 consid. 3.3 con rinvii), in questo caso dunque il 2.13 %. Ma 

anche fondandosi su un reddito di fr. 46'715.05 (= fr. 45'720.-- : [100 - 2.13] 

x 100) continua a non risultare alcun diritto a una rendita LAINF.  

5. Per quanto una parallelizzazione sia stata effettuata per ragioni regionali di 

livello salariale sotto la media o per motivi personali della ricorrente che già 

si manifestavano prima dell'infortunio, va ancora esaminato se le 

caratteristiche personali della ricorrente giustificano una deduzione dal 

reddito da invalida (calcolato secondo le RSS 2016, Tabella TA 1, donne, 

adeguato a 41.7 ore settimanali e indicizzato fino al 2018) pari a 

fr. 55'017.80. 

5.1. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, se e in quale misura i 

salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme 

delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione 

addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di 

permesso di dimora, grado d'occupazione) ritenuto che una deduzione 

massima del 25 % (DTF 134 V 322 consid. 5.2) del salario statistico 

permette di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul 

reddito del lavoro e che il Giudice, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione 

globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve 

succintamente motivare, non può senza valido motivo sostituire il proprio 

apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 137 V 71 

consid. 5.2 e 126 V 75 consid. 5b/cc e 6).

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5.2. La ricorrente fa valere delle limitazioni linguistiche, essendo di origini 

portoghesi, e l'assenza di formazione. A tal riguardo va detto che per il 

reddito da invalida ci si è basati su un reddito ipotetico nel livello di 

competenza 1, ovvero in attività semplici, per le quali non si presuppongono 

specifiche qualifiche né particolari conoscenze linguistiche (cfr. sentenza 

del Tribunale federale 8C_492/2015 del 17 novembre 2015 consid. 3.2.3). 

Peraltro, vivendo in Svizzera dal 1986, la lingua italiana non può più 

rappresentare un ostacolo per la ricorrente. Non si giustifica pertanto una 

deduzione dal reddito da invalida.

6. Riassumendo, accertato che il reddito da invalida (fr. 55'017.80) è 

superiore a quello da valida (fr. 46'715.05) non risulta un grado d'invalidità 

determinante. Il ricorso va pertanto respinto e la decisione impugnata 4 

giugno 2019 nel suo risultato confermata. 

7. Giusta l'art. 61 lett. a LPGA la procedura è gratuita.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto

2. La procedura è gratuita.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]