# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e08782c8-9a60-5e67-aa68-df1c07c9d123
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.06.2017 38.2017.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2017-30_2017-06-06.html

## Full Text

Incarto
  n.

  38.2017.30

   

  rs

  	
  Lugano

  6 giugno 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 marzo 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 23 febbraio 2017 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione
del 23 febbraio 2017 la Cassa CO 1 (in seguito la Cassa) ha confermato il
proprio provvedimento del 27 settembre 2016 (cfr. doc. A1=20) con cui aveva
rifiutato a RI 1 il diritto a indennità di disoccupazione dal 1° luglio 2016 in
applicazione dell’art. 28 LADI, corrispondendo il 30 giugno 2016 al 30° giorno
di inabilità lavorativa totale dal 1° giugno 2016, primo giorno del termine
quadro per la riscossione di prestazioni (1°.6.2016 – 31.5.2018), periodo in
cui le prestazioni LADI erano state regolarmente pagate (cfr. doc. A).

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione del 23 febbraio 2017 l’assicurato, rappresentato da RA 1, ha
interposto un tempestivo ricorso al TCA, nel quale ha addotto quanto segue:

 

" (…)

a) Le decisioni 23 febbraio 2017 e 27
settembre 2016 della Cassa CO 1 non tengono assolutamente conto della decisione
25 agosto 2016 dell’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro che si
determinava sull’idoneità al collocamento del ricorrente nella misura del 100%
con limitazioni mediche che possono variare a differenza della professione.

 

L’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro, nell’impossibilità
d’interpellare il suo medico fiduciario, ha infatti fatto propria la perizia
del medico di fiducia di __________ (n.d.r.: assicurazione per perdita di
guadagno a causa di malattia collettiva che ha versato all’assicurato indennità
giornaliere dal 10 febbraio 2015 al 31 maggio 2016) (perizia di cui i
funzionari CO 1 erano già in possesso) e ha accertato la disponibilità al
collocamento dell’assicurato, come pure la sua volontà a seguire sia i
provvedimenti sul mercato del lavoro che l’URC avrebbe assegnato sia a rispettare
le condizioni, i diritti e i doveri imposti dal medesimo ufficio.

 

Tale circostanza è ancora più clamorosa se si pensa che è la
stessa CO 1 ad aver chiamato in causa la Sezione del lavoro per determinarsi
sull’idoneità al collocamento dell’assicurato in considerazione proprio della
presenza nei propri atti di rapporti medici fra loro contrastanti.

 

In particolare, risulta incomprensibile capire per quali motivi CO
1 non ha seguito la decisione della Sezione del lavoro laddove asserisce che “la
Sezione del lavoro ha ritenuto l’incapacità lavorativa temporanea e di
conseguenza ha ritenuto l’assicurato idoneo al collocamento” (p. 5
decisione su opposizione del 23 febbraio 2017).

 

Anche le motivazioni addotte dalla Cassa in prima istanza (ossia
con la decisione del 27 settembre 2016) sono piuttosto gravi e quindi
inaccettabili: contrariamente a quanto asserito dalla stessa al punto 4 (“Lei
produce soltanto dei certificati medici di incapacità al lavoro completa dal 1°
giugno 2016 e a proseguire almeno fino al 7 novembre 2016”), la Cassa disponeva
pure della presa di posizione di __________ e dei corrispondenti documenti: non
si spiega altrimenti il ricorso alla Sezione del lavoro per la determinazione
dell’idoneità al collocamento dell’assicurato. (…)” (Doc. I)

 

                               1.3.   Nella propria risposta di
causa la Cassa ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Il 15 maggio 2017 la parte
ricorrente si è nuovamente pronunciata in merito alla fattispecie (cfr. doc. V).

 

                               1.5.   Il doc. V è stato inviato per
conoscenza alla Cassa (cfr. doc. VI).

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   L’emanazione del presente
giudizio rende priva di oggetto la domanda del ricorrente di misure provvisionali
intesa a ottenere nelle more della procedura ricorsuale l’erogazione di
prestazioni LADI anche per il periodo a far tempo dal 1° luglio 2016 (cfr. doc.
I pag. 3; STF 9C_37/2011 del 20 giugno 2011 consid. 7; STF 9C_964/2009 del 29
gennaio 2010 consid. 4; STF 9C_938/2008 del 26 novembre 2009 consid. 7; STFA K
65/05 del 21 luglio 2005 consid. 4; STCA 42.2016.6-7 del 2 agosto 2016 consid.
2.2.; STCA 42.2015.2 del 5 maggio 2015 consid. 2.1.; STCA 38.2011.75 del 26
ottobre 2011 consid. 2.10.).

 

                                         In proposito giova in ogni
caso rilevare che il riferimento all’art. 70 cpv. 1 e 2 lett. b LPGA per
fondare la richiesta di indennità a titolo provvisionale (cfr. doc. I) non è
pertinente, in quanto tale disposto, nell’ambito dell’assicurazione contro la
disoccupazione, si combina con gli art. 15 cpv. 2 LADI e 15 cpv. 3 LADI (cfr.
consid. 2.5.) e concerne l’anticipo di prestazioni da parte dell’AD in attesa
della decisione di un altro assicuratore qualora una persona con impedimento durevole
e importante della capacità lavorativa e di guadagno non sia manifestamente
inidonea al collocamento (cfr. STF 8C_919/2015 del 21 luglio 2016 consid. 2;
STF 8C_401/2014 del 25 novembre 2014, STF 8C_53/2014 del 26 agosto 2014 = SVR
2014 ALV Nr. 12 pag. 37 = DLA 2014 N. 9 pag. 210; STCA 38.2013.55 del 12 maggio
2014 consid. 2.2.).

                                         In concreto all’assicurato
è stato applicato l’art. 28 LADI riguardante la capacità lavorativa
temporaneamente inesistente o ridotta a seguito di malattia, infortunio o
gravidanza (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato a stabilire
se a ragione o meno a RI 1 è stato ritenuto applicabile l’art. 28 LADI dal 1°
giugno 2016 e se quindi correttamente gli è stato negato il diritto alle
indennità di disoccupazione a far tempo dal 1° luglio 2016.

 

                               2.3.   Fondamentale presupposto per
il riconoscimento del diritto all'indennità di disoccupazione è, tra l'altro,
che l'assicurato sia idoneo al collocamento (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. f LADI).

 

                                         Il nuovo tenore dell'art.
15 cpv. 1 LADI, in vigore dal 1° luglio 2003, non ha modificato le condizioni
necessarie per poter considerare un assicurato idoneo al collocamento e quindi
la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua validità.

                                         Infatti, secondo l'art. 15
cpv. 1 LADI, nel tenore in vigore fino al 30 giugno 2003, "Il disoccupato
è idoneo al collocamento se è disposto, capace e autorizzato ad accettare
un'occupazione adeguata". A questa formulazione il nuovo testo, in vigore
dal

1° luglio 2003, aggiunge solo "(…) e a partecipare a provvedimenti di
reintegrazione".

                                         Inoltre, nel Messaggio
concernente la revisione della legge federale sull'assicurazione contro la
disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, circa l'art. 15
LADI, ha rilevato che:

 

" Art. 15
Idoneità al collocamento

 

Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale, l’idoneità al collocamento comporta in particolare anche la
disponibilità dell’assicurato a essere collocato, vale a dire la sua volontà di
accettare un lavoro adeguato e di seguire le istruzioni degli organi dell’AD in
materia di ricerca di un posto di lavoro, assegnazione a un posto di lavoro o a
un programma di lavoro temporaneo (PLT) ecc. E' pertanto decisivo il
comportamento dell’assicurato. L’idoneità al collocamento che è stata negata
può quindi essere nuovamente ottenuta se l’assicurato modifica radicalmente il
suo comportamento e non solo se accetta di partecipare a un provvedimento
isolato. E' quanto intende esprimere la nuova nozione di «provvedimenti di
reintegrazione» che comprende tutti i provvedimenti (compresi i colloqui di
consulenza e di controllo)." 

(cfr. FF N 23 del 12 giugno
2001, pag. 2002)

                                         

                                         L'idoneità
al collocamento deve essere quindi valutata da un duplice punto di vista.

                                         Oggettivamente
l'assicurato deve essere idoneo al collocamento per le sue condizioni fisiche e
mentali (cfr. STF 8C_406/2010 del 18 maggio 2011 consid. 5.1.;
STFA C 119/04 del 3 gennaio 2005; DLA 2001 consid. 1 pag. 146; DLA 1998 consid.
3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1a pag. 265, DLA 1995 pag. 173, DLA 1995 pag.
63; DTF 125 V 51, consid. 6a, pag. 58 e DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216,
entrambe con riferimenti; U. Stauffer "Die
Arbeitslosen-versicherung", Schulthess Polygraphischer Verlag, Zurigo
1984, pag. 34 - 41 e, per il vecchio diritto: DTF 110 V 208 consid. 1).

                                         Soggettivamente la sua
situazione personale deve essere tale da non impedirgli praticamente di essere
collocato. Ciò implica dunque, oltre che la volontà, anche la disponibilità
dell'assicurato a cercare ed accettare un'occupazione adeguata ai sensi
dell'art. 16 LADI, senza restringere oltremodo le possibilità di collocamento,
ponendo ad esempio condizioni di orario, di durata ed altre ancora più
strettamente legate alla sua persona (cfr. STF 8C_406/2010 del 18
maggio 2011 consid. 5.1.; STFA C 119/04 del 3 gennaio 2005; DLA 2001
consid. 1 pag. 146; DLA 1998 consid. 3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1b pag.
265, DLA 1995 pag. 54; DLA 1993/1994 pag. 222; DTF 125 V 51, consid. 6a pag. 58
e DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216, entrambe con riferimenti; DTF 120 V 388;
DTF 115 V 436; DLA 1993/94, pag. 54; DLA 1992 pag. 123; DLA 1992 pag. 127; DLA
1992 pag. 131-132; DLA 1992 pag. 135-136; DTF 112 V 137 consid. 3; DTF 112 V
217 consid. la; DLA 1986 n. 21; DLA 1986 n. 26; per il vecchio diritto cfr. DTF
109 V 275 consid. 2.a, 108 V 101; DLA 1977 n. 15, 1979 n. 7, 1980 n. 24, 38,
40, 1982 n. 2).

                                         L'assicurato dimostra una
sufficiente disponibilità al collocamento quando può dedicare un ragionevole
tempo all'esercizio di un'attività lucrativa e quando il numero di datori di
lavoro in grado di assumerlo non è eccessivamente esiguo (cfr. STF 8C_459/2007
dell’11 giugno 2008 consid. 6.1.; DTF 113 V 137 consid. 3 = DLA 1986 n. 20).

                                         Vi è invece inidoneità al
collocamento, ad esempio, quando un assicurato per motivi personali o familiari
non può o non vuole impegnare la sua capacità lavorativa come normalmente lo
pretende un datore di lavoro.

                                         Assicurati che, a causa di
ulteriori impegni o di particolari circostanze personali, vogliono lavorare
soltanto durante certi giorni o durante un certo numero di ore settimanali,
possono essere riconosciuti idonei al collocamento soltanto molto
condizionatamente.

                                         Quando l'assicurato è
talmente limitato nella scelta di un’occupazione da rendere molto incerto il
ritrovamento di un posto di lavoro occorre pronunciare l'inidoneità al
collocamento. Il motivo della limitazione nelle possibilità di lavoro non ha
nessuna importanza (cfr. STF 8C_459/2007 dell’11 giugno 2008 consid. 6.1.; STFA
C 245/04 del 10 febbraio 2005; STFA 

                                         C 119/04 del 3 gennaio
2005; DLA 1998 consid. 3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1b pag. 265, DLA 1995
pag. 59; DTF 120 V 388, DLA 1992 pag. 123, DTF 112 V 137 consid. 3, DTF 112 V
217, DLA 1986 n. 21 e n. 26; per il vecchio diritto cfr.: DTF 110 V 208, 109 V
275 consid. 2; DLA 1982 n. 10, 1980 n. 38, 1979 n. 7, 1977 n. 16 e n. 27).

                                         In una sentenza C 108/03
del 2 settembre 2003 il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; Tribunale
federale dal 1° gennaio 2007), in proposito, ha rilevato che:

 

" (…)

1.3 Für die Frage der Vermittlungsfähigkeit
entscheidend sind die konkreten Aussichten auf eine Anstellung auf dem für die
versicherte Person in Betracht fallenden allgemeinen Arbeitsmarkt, wobei nicht
nur die zeitliche Verfügbarkeit, sondern auch die herrschenden konjunkturellen
Verhältnisse sowie alle anderen Umstände, insbesondere auch die Art der
Tätigkeit zu berücksichtigen sind (ARV 1991 Nr. 3 S. 24). Die (tatsächlichen)
Anstellungschancen sind allein mit Blick auf die der versicherten Person
zumutbaren Stellen zu beurteilen (Art. 15 Abs. 1 AVIG)."

 

                                         L'idoneità
al collocamento dell'assicurato non deve inoltre essere ostacolata dal mancato
rispetto di norme di diritto pubblico (cfr. Stauffer, op.cit., pag. 37 e pag.
53-56).

                                         Riguardo a quest'ultimo
aspetto va sottolineato che se e fintanto che l'assicurato non beneficia di
un'autorizzazione di lavoro l'idoneità al collocamento, e, di conseguenza, il
diritto all'indennità di disoccupazione, deve essere negato (cfr. SVR 2001 ALV
Nr. 3, pag. 5, DTF 125 V 465; DTF 120 V 379 - 380; DTF 120 V 395; DLA
1993/1994, pag. 12; vedi inoltre Nussbaumer, op. cit., cifra marginale 217,
pag. 87 e Gerhards, "Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz",
Vol. I, note 10 e 55 all'art. 15).

 

                                         La nostra Massima istanza
ha, pure, stabilito che l'idoneità al collocamento non è soggetta a graduazioni
nel senso che esisterebbero situazioni intermedie tra l'idoneità al
collocamento e l'inidoneità al collocamento (idoneità parziale). 

                                         O la persona assicurata è
collocabile, in particolare disposta ad accettare un lavoro esigibile in
ragione di almeno il 20% di un pensum normale, oppure non lo è (cfr. STF
8C_126/2014 dell’8 luglio 2014 cosid. 3.1.; DTF 125 V 58 consid. 6a e
riferimenti ivi menzionati).

                                         E' dal profilo della perdita
di lavoro computabile (art. 11 cpv. 1 LADI) che occorre esaminare in che misura
una persona assicurata è disposta o in grado di assumere un'occupazione
adeguata a tempo pieno (cfr. DLA 2001 N. 5, consid. 2, pag. 78; DTF 126 V 124,
consid. 2, pag. 126, DTF 125 V 51, consid. 6a, pag. 58 e riferimenti; STFA C
287/03 del 12 maggio 2004).

 

                               2.4.   L’art. 28 LADI regola il
diritto all’indennità giornaliera nel caso di capacità lavorativa
temporaneamente inesistente o ridotta (cfr. STF 9C_361/2011 dell’11 novembre
2011 consid. 5.2.; STF 8C_841/2009 del 22 dicembre 2009 consid. 4.3.,
pubblicata in SVR 2010 ALV Nr. 5 pag. 11; STFA C 344/05 dell’11 dicembre 2006;
STFA C 286/05 del 24 gennaio 2006).

                                         Il cpv. 1 di questa
disposizione stabilisce che gli assicurati la cui capacità lavorativa o la cui
idoneità al collocamento è temporaneamente inesistente o ridotta per malattia
(art. 3 LPGA), infortunio (art. 4 LPGA) o gravidanza e che non possono pertanto
adempiere le prescrizioni di controllo hanno diritto all’intera indennità
giornaliera purché soddisfino gli altri presupposti. Questo diritto dura al
massimo sino al trentesimo giorno dopo l’inizio dell’incapacità totale o
parziale al lavoro ed è limitato a 44 indennità giornaliere entro il termine
quadro.

                                         Il cpv. 2 prevede che le
indennità giornaliere dell'assicurazione contro le malattie o gli infortuni, se
compensative della perdita di guadagno, sono dedotte dall’indennità di
disoccupazione.

                                         Il cpv. 3 enuncia che il
Consiglio federale disciplina i particolari, stabilisce segnatamente il termine
per l'esercizio del diritto e le conseguenze di un esercizio tardivo.

                                         Giusta il cpv. 4 i
disoccupati, la cui capacità lavorativa continua ad essere temporaneamente
ridotta dopo esaurimento del loro diritto secondo il capoverso 1 e che
percepiscono indennità giornaliere di un’assicurazione, hanno diritto, in
quanto tale capacità ridotta non impedisca il loro collocamento e ove adempiano
gli altri presupposti, all'intera indennità giornaliera, se la capacità
lavorativa è di almeno il 75 per cento, e a un’indennità giornaliera ridotta
del 50 per cento, se la capacità lavorativa è di almeno il 50 per cento.

                                         Il cpv. 5, infine, prevede
che il disoccupato deve comprovare la sua incapacità, rispettivamente la sua
capacità lavorativa con un certificato medico. Il servizio cantonale o la cassa
può in ogni caso ordinare una visita da parte di un medico di fiducia, a spese
dell'assicurazione contro la disoccupazione.

 

                                         L'art. 28 cpv. 1 LADI
deroga, dunque, a uno dei principi fondamentali dell'assicurazione contro la
disoccupazione, ovvero al concetto secondo cui le relative prestazioni possono
essere erogate a un assicurato solo se questi è idoneo al collocamento. Tale
disposto prevede infatti una regolamentazione specifica per i casi di capacità
lavorativa temporaneamente inesistente o ridotta a seguito di malattia,
infortunio o gravidanza. Il senso e lo scopo di questa eccezione consiste
nell'evitare, nonostante l'inidoneità al collocamento e la conseguente mancanza
dei presupposti per pretendere le prestazioni dell'assicurazione contro la
disoccupazione, i casi di rigore e nel colmare le lacune relative a quelle
situazioni particolari che rischiano di non essere coperte né
dall'assicurazione contro la disoccupazione, né dall'assicurazione malattie o
infortuni. 

                                         Ai fini di migliorare la
sicurezza sociale dei disoccupati è stata quindi prevista, nel caso di capacità
lavorativa temporaneamente inesistente o ridotta a causa di malattia,
infortunio o maternità, una pretesa a indennità giornaliere limitata nel tempo
(cfr. DTF 136 V 95 consid. 5.2.; STF 8C_841/2009 del 22 dicembre 2009 consid.
4.4., pubblicata in SVR 2010 ALV Nr. 5 pag. 11; DTF 128 V 149 consid. 3b=SVR
2003 KV Nr. 8 pag. 37; DLA 2001 pag. 165 consid. 6b; STF 9C_361/2011 dell’11
novembre 2011 consid., 5.2.; STFA del 14 aprile 2001 nella causa H., C 303/02).

                                         Il cpv. 1 dell'art. 28 LADI sottolinea,
perciò, in particolare il carattere sussidiario dell'obbligo di indennizzare
dell'assicurazione disoccupazione (cfr. STF 8C_295/2007+8C_327/2007 del 30
maggio 2008 consid. 5.2.).

 

                                         La fattispecie di cui
all’art. 28 LADI non deve essere confusa con quella di cui agli art. 15 cpv. 2
LADI e 15 cpv. 3 OADI.

                                         La nostra Massima Istanza
ha ricordato che questi due ultimi disposti sono applicabili in caso di
impedimento durevole e importante della capacità lavorativa e di guadagno (cfr.
DTF 136 V 95 consid. 5.2.; DLA 2006 N. 10 pag. 141; STF 8C_904/2014 del 3 marzo
2015 consid. 2.2.2.; STF 8C_651/2009 del 24 marzo 2015 consid. 3.2.). L'art. 15
cpv. 3 OADI contempla l'obbligo, per l'assicurazione contro la disoccupazione,
di anticipare prestazioni a titolo preventivo, qualora un impedito non sia
manifestamente inidoneo al collocamento (cfr. STF 8C_919/2015 del 21 luglio
2016 consid. 2; STF 8C_53/2014 del 26 agosto 2014 = SVR 2014 ALV Nr. 12 pag. 37
= DLA 2014 N. 9 pag. 210) e soddisfi gli altri presupposti del diritto. Queste
prestazioni sono soggette a restituzione (art. 95 LADI) nel caso in cui
l'assicurazione per l'invalidità conceda successivamente una rendita.

                                         Un impedimento della
capacità lavorativa e di guadagno è durevole se permane almeno un anno (cfr. B.
Rubin, Commentaire de la loi sur l’assurance-chômage, Ginevra-Zurigo-Basilea
2014, ad art. 15, N. 76).

 

                                         Per contro l'art. 28 LADI,
come già precisato, è applicabile in caso di incapacità lavorativa temporanea. 

 

                                         Ai sensi dell’art. 42 cpv.
1 OADI, relativo al diritto all’indennità giornaliera in caso di incapacità al
lavoro temporanea, l’assicurato che si trova temporaneamente in una situazione
di incapacità al lavoro totale o parziale e intende far valere il diritto
all’indennità giornaliera deve annunciare la sua incapacità lavorativa all’URC
entro una settimana dall’inizio della medesima. 

                                         Il cpv. 2 prevede che
l’assicurato annuncia l’incapacità al lavoro tardivamente senza valido motivo e
che no ha indicato tale incapacità neppure nel modulo “Indicazioni della
persona assicurata” perde il diritto all’indennità giornaliera per i giorni di
incapacità al lavoro precedenti l’annuncio.

 

                               2.5.   RI 1 dal 13 settembre 2004 al
31 maggio 2016 è stato alle dipendenze della __________ di __________ in
qualità di carpentiere a tempo pieno (cfr. doc. 3).

 

                                         Egli non ha più svolto
l’attività lavorativa dal 15 febbraio 2015 a causa di malattia (cfr. doc. 2).

 

                                         L’assicurazione per
perdita di guadagno a causa di malattia collettiva, __________, ha versato
all’assicurato indennità giornaliere dal 10 febbraio 2015 al 31 maggio 2016
(cfr. doc. I p.to 1).

 

                                         In effetti il 26 febbraio
2016 la __________, dopo aver menzionato l’esito della visita peritale
reumatologica del 18 gennaio 2016 presso il Dr. med. __________ (“…il sig. RI
1, come carpentiere, va considerato inabile al lavoro nella misura dei 2/3, da
intendersi come diminuzione del rendimento sull’arco di una giornata lavorativa
normale di 8-9 ore, a partire dal 10.2.2015, dato che l’attività svolta non
soddisfa in gran parte i limiti funzionali e di carico citati. L’assicurato in
attività confacenti va considerato abile al lavoro sull’arco di una giornata
lavorativa normale di 8-9 ore, con rendimento massimo al 100% a decorrere dal
10.2.2015”; cfr. doc. 14), ha comunicato al ricorrente che gli accordava un
adeguato periodo di adattamento garantendo l’indennità giornaliera del 100%
fino al 31 maggio 2016 e che in seguito avrebbe sospeso il pagamento della
stessa (cfr. doc. 14).

 

                                         Il 29 febbraio 2016 la __________,
rilevando che al 31 maggio 2016 l’insorgente aveva raggiunto la prestazione
massima prevista dal contratto collettivo di lavoro di quel settore
professionale in caso di malattia, ha disdetto il contrato di lavoro con
effetto dal 1° giugno 2016 (cfr. doc. 4).

 

                                         L’assicurato, il 1° giugno
2016, si è iscritto in disoccupazione aprendo un termine quadro per la
riscossione delle prestazioni dal 1° giugno 2016 al 31 maggio 2018. Egli ha
dichiarato una disponibilità lavorativa del 100% (cfr. doc. 1; 11; A).

 

                                         Con decisione del 3 giugno
2016 l’Ufficio assicurazione invalidità (progetto di decisione del 29 marzo
2016, cfr. doc. 5) ha negato al ricorrente il diritto a una rendita
d’invalidità e a provvedimenti professionali. In particolare l’Ufficio AI,
sulla base delle conclusioni del medico SMR che aveva fatto capo alla perizia
reumatologica del Dr. med. __________ del gennaio 2016, l’ha ritenuto inabile
al lavoro per 2/3 (intesa come riduzione del rendimento) dal 10 febbraio 2015
nella sua professione abituale di carpentiere e dallo stesso giorno capace al
lavoro al 100% in attività adeguate alle sue condizioni di salute

                                         Tale provvedimento è stato
confermato dal TCA con sentenza 32.2016.67 del 15 marzo 2017 cresciuta in
giudicato incontestata.

                                         Questo Tribunale ha posto
il parere del gennaio 2016 del reumatologo, Dr. med. __________, alla base del
menzionato giudizio, evidenziando che anche il medico SMR, intervenuto in
seguito, ha avallato la valutazione peritale.

                                         Il TCA ha di conseguenza considerato
l’assicurato, dall’inizio della malattia (10 febbraio 2015) fino all’emanazione
della decisione impugnata (del 3 giugno 2016), abile al 100% in attività
adeguate al suo stato di salute, fermo restando le limitazioni elencate dal Dr.
med. __________. Dal conseguente raffronto tra il reddito da valido e il
reddito da invalido è risultata un’incapacità al guadagno nulla riducendo il
salario teorico statistico da invalido del 10% e del 2% applicando, come
richiesto dall’insorgente, una riduzione del 15%.

 

                                         Con certificato medico del
6 giugno 2016 la Dr. med. __________, FMH in medicina generale e medicina
interna, ha dichiarato l’assicurato inabile al lavoro al 100% dal 1° giugno al
20 luglio 2016 a causa di malattia (cfr.doc. 13).

 

                                         Il 7 giugno 2016 la Cassa
ha, quindi, sottoposto il caso del ricorrente alla Sezione del lavoro Ufficio
giuridico al fine di chiarire la questione della sua idoneità al collocamento
(cfr. doc. 6).

 

                                         Nel formulario
“Indicazioni della persona assicurata” relativo al mese di giugno 2016
compilato il 21 giugno 2016 l’insorgente ha indicato di essere impossibilitato
a lavorare in seguito a malattia dal 1° giugno al 20 luglio 2016 (cfr. doc.
16).

 

                                         La dottoressa __________,
il 19 luglio 2016, ha attestato un’ulteriore incapacità lavorativa del 100% per
malattia dal 21 luglio al 4 settembre 2016 (cfr.doc. 13).

 

                                         La Sezione del lavoro
Ufficio giuridico, il 25 agosto 2016, fondandosi sulla perizia reumatologica
del Dr. med. __________ citata sopra, ha emesso una decisione con la quale ha
ritenuto l’assicurato idoneo al collocamento dal 1° giugno 2016. Il grado di
disponibilità è stato considerato del 100% con delle limitazioni mediche che
possono variare a differenza della professione (cfr. doc. 11).

 

                                         Il 30 agosto 2016 la
Cassa, menzionando l’art. 28 LADI (cfr. consid. 2.4.) e facendo riferimento,
alla sua incapacità al lavoro dal 1° giugno 2016, ha comunicato all’assicurato di
potergli versare l’indennità di disoccupazione soltanto fino al 30 giugno 2016,
trentesimo giorno civile dell’incapacità al lavoro.

                                         L’insorgente è stato,
inoltre, reso attento che avrebbe potuto percepire nuovamente l’indennità di
disoccupazione solo nel caso in cui avesse ritrovato una capacità lavorativa di
almeno il 20%, rispettivamente del 50% se riceveva indennità da
un’assicurazione privata contro la perdita di guadagno in caso di malattia
(cfr.doc. 15).

 

                                         Il 6 settembre 2016 la Dr.
med. __________ ha certificato un’inabilità al lavoro del 100% in seguito a
malattia dal 5 settembre al 7 novembre 2016 (cfr.doc. 13).

 

                                         Con decisione formale del
27 settembre 2016 la Cassa ha negato al ricorrente il diritto a indennità di
disoccupazione dal 1° luglio 2016, poiché il 30 giugno 2016 corrispondeva al
30° giorno di inabilità lavorativa totale a far tempo dal 1° giugno 2016,
periodo (dal 1° al 30 giugno 2016) in cui le prestazioni LADI sono state
regolarmente pagate conformemente a quanto contemplato dall’art. 28 cpv. 1 LADI
(cfr. doc. A1=20).

 

                                         La Dr. med. __________ ha
ritenuto l’assicurato nuovamente incapace al lavoro al 100%, l’8 novembre 2016,
dall’8 novembre 2016 al 31 gennaio 2017, il 19 gennaio 2017, dal 1° al 28 febbraio
2017, il 23 febbraio 2017, dal 1° marzo al 9 aprile 2017 (cfr. doc. 13).

                                         Con decisione su
opposizione del 23 febbraio 2017 la Cassa ha confermato il proprio
provvedimento del 27 settembre 2016 (cfr. doc. A).

 

                               2.6.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ritiene utile osservare che a seguito del
suo annuncio per il collocamento del 1° giugno 2016 l’assicurato è stato
ritenuto dalla Sezione del lavoro, a far tempo da tale data, idoneo al
collocamento con un grado di disponibilità del 100% con delle limitazioni
mediche che possono variare a differenza della professione (cfr. doc. 11;
consid. 2.5.).

 

                                         Inoltre il TCA ricorda che
ai sensi dell’art. 28 cpv. 1 LADI gli assicurati la cui capacità lavorativa o
la cui idoneità al collocamento è temporaneamente inesistente o ridotta,
segnatamente, per malattia e che non possono pertanto adempiere le prescrizioni
di controllo hanno diritto all’intera indennità giornaliera purché soddisfino
gli altri presupposti. 

                                         Questo diritto dura,
tuttavia, al massimo sino al trentesimo giorno dopo l’inizio dell’incapacità
totale o parziale al lavoro ed è limitato a 44 indennità giornaliere entro il termine
quadro (cfr. consid. 2.4.).

                                         Successivamente al lasso
di tempo di trenta giorni in cui hanno diritto all’indennità giornaliera intera,
gli assicurati la cui capacità lavorativa continua a essere temporaneamente
ridotta e che percepiscono indennità giornaliere di un’assicurazione hanno
diritto a prestazioni se sono abili al lavoro almeno in misura del 50% (cfr.
art. 28 cpv. 4 LADI). 

                                         

                                         L’art. 28 cpv. 5 LADI
enuncia, poi, che il disoccupato deve comprovare la sua incapacità,
rispettivamente la sua capacità lavorativa con un certificato medico (cfr.
consid. 2.4.).

 

                                         Benché un tale certificato
medico non abbia un valore probatorio assoluto, dubbi riguardo alla correttezza
dello stesso presuppongono in ogni caso dei motivi seri in merito (cfr. STF
8C_841/2009 del 22 dicembre 2009 consid. 5.1., pubblicata in SVR 2010 ALV N. 5
pag. 11).

 

                                         In concreto l’inabilità al
lavoro totale dell’assicurato per il periodo a decorrere dal 1° giugno 2016
risulta dai certificati medici rilasciati dal medico curante dello stesso, e
meglio dalla Dr. med. __________, FMH in medicina generale e medicina interna,
in data 6 giugno, 19 luglio, 6 settembre, 8 novembre 2016, 19 gennaio e 23
febbraio 2017 (cfr. doc. 13; consid. 2.5.).

                                         Tali attestazioni mediche
sono state fornite dal ricorrente medesimo. In particolare il certificato
medico del 6 giugno 2016 relativo al periodo d’incapacità lavorativa dal 1° giugno
al 20 luglio 2016 è stato prodotto a sostegno delle proprie dichiarazioni
espresse nel formulario “Indicazioni della persona assicurata” concernente il
mese di giugno 2016, in cui l’assicurato ha risposto affermativamente alla
domanda “E’ stato impossibilitato a lavorare?”, precisando che era a causa di
malattia dal 1° giugno al 20 luglio 2016 (cfr. doc. 16; consid. 2.5.)

 

                                         Pertanto questa Corte non
ravvede alcun valido motivo per dubitare dell’affidabilità delle certificazioni
mediche della Dr. med. __________.

 

                                         L’assicurato, del resto,
non mette in discussione le attestazioni della Dr. med. __________ in quanto
tali. 

 

                                         Egli contesta piuttosto il
fatto che la Cassa non abbia tenuto conto della decisione della Sezione del
lavoro riguardante la sua idoneità al collocamento dal 1° giugno 2016 (cfr. doc.
I; V).

 

                                         Il TCA, in proposito,
rileva che la Cassa, contrariamente alle asserzioni del ricorrente, ha
considerato la decisione emessa il 25 agosto 2016 dalla Sezione del lavoro di
ritenerlo idoneo al collocamento dal giugno 2016.

                                         In effetti è proprio tenendo
conto di tale provvedimento che la parte resistente ha applicato all’assicurato,
il quale - nonostante le decisioni dell’__________ del febbraio 2016 e
dell’Ufficio AI del giugno 2016, fondate principalmente sulla valutazione
medica reumatologica del Dr. med. __________ (cfr. consid. 2.5.), di ritenerlo
abile al lavoro al 100% in attività adeguate al suo stato di salute -, ha
prodotto dei certificati medici di incapacità lavorativa totale, l’art. 28 LADI
concernente i casi di capacità lavorativa temporaneamente inesistente (o
ridotta; cfr. consid. 2.4.).

 

                                         La Cassa ha così
riconosciuto all’assicurato indennità giornaliere dal 1° giugno 2016 per trenta
giorni (art. 28 cpv. 1 LADI; cfr. consid. 2.4.).

 

                                         Per avere diritto a
indennità anche successivamente al periodo di trenta giorni un assicurato, come
indicato dalla parte resistente (cfr. doc. 15), deve dimostrare, nel caso in
cui non percepisca prestazioni da altre assicurazioni, di avere ritrovato un’abilità
al lavoro almeno in misura del 20% (cfr. consid. 2.3. in fine) oppure di almeno
il 50% se beneficiava di indennità da parte di un’altra assicurazione (cfr.
art. 28 cpv. 4 LADI).

                                         Nel caso di specie, invece,
l’insorgente, dal mese di giugno 2016, ha continuato a produrre certificati
medici di incapacità lavorativa al 100% (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Egli nemmeno ha preteso di
avere effettuato delle ricerche di lavoro che possano attestare che il medesimo
si ritenesse, perlomeno parzialmente, abile al lavoro.

 

                                         In simili condizioni,
occorre concludere che la Cassa a ragione, dopo che l’assicurato ha esaurito il
diritto alle indennità giornaliere di trenta giorni dal 1° al 30 giugno 2016
erogategli in virtù dell’art. 28 cpv. 1 LADI, gli ha negato il diritto a
ulteriori prestazioni dal 1° luglio 2016 (cfr. STCA 38.2015.15 del 25 gennaio
2016).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti