# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5dbf59a1-eff9-5316-8464-c7ff13457a59
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-03-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.03.1996 15.1996.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1996-10_1996-03-12.html

## Full Text

Incarto n.

  15.96.00010

  	
  Lugano

  12 marzo 1996/B/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini e Zali

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

statuendo
sul reclamo 18 gennaio 1996 di

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di
Riviera e meglio contro il riesame 11 gennaio 1996 dell’atto di pignoramento emesso
in diverse esecuzioni promosse contro il reclamante da

 

	
   

  	
  __________

   

  __________

   

  __________

   

  

 

viste
le osservazioni 26 gennaio 1996 dell’UEF di  Riviera;

 

esaminati
atti e documenti

 

 

ritenuto

 

 

in
fatto

 

 

                                  A.   Il Comune di __________, lo __________ e la __________
procedono contro __________ per l’incasso di diversi crediti.

 

 

                                  B.   In seguito alla richiesta di riesame 8 gennaio 1996 da
parte di __________ di un precedente atto di pignoramento, l’UEF di Riviera con
atto 11 gennaio 1996 ha confermato l’eccedenza pignorabile in Fr. 400.--, sulla
base del seguente computo:

 

                                         Introito                                                                               Fr.
3’400.--

 

                                         Minimo
di esistenza

                                         -
minimo base (persona sola)       Fr.  1’025.--

                                         -
canone di locazione                     Fr.     800.--

                                         -
cassa malati                                  Fr.     169.--

                                         -
trasferte casa-lavoro                    Fr.     150.--

                                         -
pasti fuori casa                             Fr.     180.--

                                         -
indennità per lavori faticosi         Fr.     120.--

                                         -
riscaldamento + elettricità           Fr.     250.--

                                         -
spese mediche                             Fr.       50.--

                                         -
spese diverse                               Fr.     200.-- 

                                         totale                                                Fr.  
2’944.--            Fr. 3’400.--

 

 

                                  C.   Contro siffatta determinazione si è tempestivamente
aggravato il reclamante chiedendo che gli venga riconosciuto un importo di Fr.
350.-- per il pagamento delle imposte per l’anno 1996.

 

 

                                  D.   Delle osservazioni dell’UEF di Biasca si dirà, se del
caso, in seguito.

 

 

Considerato

 

 

 

 

 

in
diritto

 

 

                                   1.   Nel procedere al sequestro o al pignoramento del
salario, le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le
circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del
pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua
famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12 cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102
III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470), ritenuto che delle successive
modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame
del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

 

                                   2.

                                  a)   Nel computo del minimo vitale dell’escusso si deve
tenere conto delle spese assolutamente necessarie al sostentamento del debitore
e della sua famiglia (cfr. DTF 102 III 19 e rif. ivi).

                                         La
giurisprudenza si è già espressa nel senso che nel computo del minimo vitale
non si può tener conto delle spese occorrenti al pagamento delle imposte (cfr.
DTF 95 III 42; Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts,
Berna 1993, § 23 m. 55 p. 186).

                                         Perché
si diano privilegi in diritto a determinati creditori occorre un’espressa norma
di legge in tal senso. La giurisprudenza del Tribunale federale ha attenuato il
rigore di questo principio stabilendo in DTF 112 III 18 (cfr. Kurt Amonn in
ZBJV 1988 p. 329-330) che determinati creditori sono privilegiati di fatto
(cfr. Pierre-Robert Gilliéron in JdT 1989 II 9) nel senso che, in caso di
pignoramento di salario o di redditi, il debitore è autorizzato ad eseguire
interamente le proprie obbligazioni nei loro confronti: è questo il caso in
particolare per il venditore di generi alimentari, per il fornitore di beni
indispensabili alla sopravvivenza o all’esercizio del lavoro del debitore e per
il locatore di locali indispensabili per l’esercizio dell’attività
dell’escusso.

                                         Siffatto
indirizzo giurisprudenziale concretizza l’intento del legislatore di lasciare
all’escusso e alla sua famiglia quanto è assolutamente indispensabile ex art.
92 e 93 LEF per soddisfare i bisogni più elementari.

 

 

                                  b)   E` di tutta evidenza che il versamento mensile
prospettato dal reclamante per il pagamento delle imposte 1996 non può entrare
in linea di conto per il calcolo del minimo vitale: alla luce dei principi
giurisprudenziali richiamati, nulla giustifica il privilegio che il debitore
pretende sia concesso al __________, al Comune di __________ e alla __________
quali creditori di imposte. Abbondanzialmente si annota che non vi sarebbe poi
alcuna garanzia che l’importo di cui si chiede la deduzione venga
effettivamente versato ai citati creditori. 

 

 

                                   3.   Il reclamo 18 gennaio 1996 __________ va di
conseguenza respinto.

                                         Non
si prelevano spese (art. 67 cpv. 2 OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 68
cpv. 2 OTLEF).

 

 

Per i
quali motivi,

richiamati
gli art. 17 e 93 LEF, nonché i disposti citati

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo 18 gennaio 1996 __________, è respinto.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                   3.   Intimazione:       -    __________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

 

Il
presidente                                                                    
La segretaria