# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1d600b6f-537c-51ce-ba2d-b00f51f78ee1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.03.2010 C-4852/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4852-2008_2010-03-24.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4852/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  m a r z o  2 0 1 0

Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Johannes Frölicher; 
Cancelliere: Dario Croci Torti.

A._______, patrocinato dall'avvocato Gennaro Napolano, 
via Ronca 24, IT-83047 Lioni,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità (decisione del 24 giugno 2008)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4852/2008

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  ,  coniugato,  ha  lavorato  in 
Svizzera  dal  1968  al  1969  e  dal  1973  al  1981,  solvendo  regolari 
contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e 
l'invalidità  durante  tali  periodi  (doc.  4.5).  Dopo  il  rimpatrio,  ha 
continuato a lavorare come muratore. Dal 1991 era alle dipendenze di 
una impresa  edile  di  Lioni,  in  ragione  di  40  ore  settimanali,  per  un 
salario adeguato alla sua qualifica; è rimasto assente dal lavoro per 
ragioni  di  salute  dal  1°  gennaio  al  30  settembre  2001,  ha  lavorato 
ancora per tre mesi circa ed è stato licenziato con effetto 20 dicembre 
2001 per motivi di salute (doc. 46, 47). 

B.
In  data  22  settembre  2006,  A._______  ha  formulato  una  domanda 
volta al conseguimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità (doc. 5).

Il  richiedente  era  già  stato  visitato  il  20 aprile  2006 presso i  servizi 
medici  dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  (INPS)  di 
Avellino (doc. 52), ove il sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi 
di "spondilodiscoartrosi con impegno funzionale, esiti di amputazione 
delle ultime due falangi secondo dito mano destra, disturbo depressivo 
reattivo"  (mancano i fogli relativi alla valutazione). Il nominato è stato 
visitato  presso  gli  stessi  servizi  il  29  febbraio  2008  (doc.  63),  con 
diagnosi di "lombosciatalgia cronica bilaterale da ernia discale a livello  
di L4-L5, L5-S1 con impegno medio lieve, disturbo depressivo medio-
lieve"  ed tasso  d'invalidità  del  67%.  Sono  stati  esibiti  documenti 
oggettivi, segnatamente (dopo il 2000):

- la cartella clinica relativa alla degenza dall'8 al 12 marzo 2001 per 
esiti di amputazione II e III dito mano destra (doc. 25); 

- un rapporto d'esame ortopedico del 5 febbraio 2002 (doc. 28, 29);

-  altri  referti  concernenti  cure  fisiatriche  e  di  riabilitazione  (mano 
destra) del febbraio 2002 (doc. 30, 31);

-  un breve rapporto d'esame medico-legale del  Dott. De Iesu del 14 
ottobre  2002  attestante  gli  esiti  dell'infortunio  alla  mano  destra, 

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spondiloartrosi con discopatia di L4-L5, L5-S1, deficit motorio gomito 
sinistro, ulcera peptica (doc. 32);

- la cartella clinica concernente il ricovero dal 27 al 29 luglio 2003 per 
artroscopia  al  ginocchio  sinistro  con  intervento  di  meniscectomia 
selettiva (doc. 33);

- un breve rapporto d'esame ortopedico del 19 maggio 2004 (doc. 34);

- un elettrocardiogramma del 16 giugno 2004 (doc. 35);

-  esami  ematochimici  del  maggio  2005  ed  i  risultati  di  un'ecografia 
dell'addome superiore del 26 maggio 2005 (doc. 37, 38):

- una dettagliata relazione di visita fisiatrica del 7 giugno 2005 (doc. 
40);

-  un  breve rapporto  di  visita  psichiatrica  dell'USL di  Avellino  del  13 
giugno  2005  attestante  depressione  maggiore  reattiva  a  patologia 
organica,  disturbo  che  causerebbe  una  grave compromissione  della 
vita autonoma del paziente (doc. 41);

- una relazione di consulenza tecnica medico-legale (Dott. Rizzolo) per 
il  Tribunale  di  Sant'Angelo  dei  Lombardi  (Sezione  lavoro)  del  26 
febbraio 2006 in merito alla vertenza dell'interessato contro l'INPS; il 
perito pone la nota diagnosi di spondiloartrosi con discopatie, episodi 
lombosciatalgici,  esiti  di  amputazione  di  due  dita  mano  destra, 
sindrome depressiva mediograve e ritiene il paziente invalido in misura 
superiore ai due terzi; la sentenza della Corte d'appello di Napoli che 
riconosce  l'assegno  ordinario  d'invalidità  in  favore  di  A._______  da 
gennaio 2004 (doc. 42, 43 e 44);

-  un'altra  consulenza  tecnica  medico  legale  (Dott.  Perrelli)  del  1° 
novembre 2005 all'intenzione del Tribunale del lavoro di Napoli, nella 
quale si annota la diagnosi nota, di cui una sindrome reattiva di grado 
grave ed un'incapacità al lavoro superiore ai due terzi (doc. 50);

- una relazione d'esame neurologico INPS (mod. S. 63) del 20 febbraio 
2008 (Dott. Oliviero) attestante gli esiti dell'amputazione mano destra, 
le  ernie  discali  note,  lombosciatalgia  bilaterale,  il  tutto  con impegno 
funzionale medio-lieve (doc. 62).

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C.
Nella  sua  relazione  del  21  aprile  2008,  il  Dott.  Ribordy,  medico 
dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicurati residenti 
all'estero (UAIE), dopo aver ripreso la diagnosi  riferita,  ha ammesso 
che l'interessato non potrebbe più svolgere il suo precedente lavoro di 
muratore,  se  non in  misura del  50%, ma a lui  sarebbero proponibili 
lavori  più  leggeri,  semplici,  semisedentari,  in  misura  completa  da 
maggio 2004 (doc. 65).

L'amministrazione  ha  aderito  al  parere  del  proprio  medico  ed  ha 
proceduto ad un esame comparativo dei redditi (doc. 66), dal quale è 
emerso che, svolgendo attività alternative in misura completa, invece 
di quella di muratore, il nominato subirebbe una perdita di guadagno 
del 35%. In questo calcolo, il  salario dopo l'insorgere dell'invalidità è 
stato  ridotto  del  15%  per  tenere  conto  della  situazione  personale 
dell'assicurato (età, handicap).

Un progetto di decisione comportante il diniego di prestazioni è stato 
inviato  all'avv.  Napolano,  rappresentante  del  richiedente  (doc.  67). 
Questi,  con  scritto  del  31  maggio  2008,  ha  ribadito  la  richiesta  di 
prestazioni  con  decorrenza  gennaio  2004.  Produce,  oltre  a 
documentazione già ad atti riguardante la pensione italiana d'invalidità: 
un  referto  d'esame  neurologico  del  19  febbraio  2008  (Dott.  Bruno) 
attestante cefalea muscolotensiva,  somatizzazioni  multiple,  sindrome 
depressiva maggiore complicata da altri  fattori morbosi, esiti dolorosi 
di  amputazione  di  due  dita  mano  destra,  spondiloartrosi  con 
interessamento radicolare e deficit di forza arti inferiori, affezioni che, 
globalmente,  giustificherebbero  il  riconoscimento  del  diritto  ad  una 
rendita  d'invalidità;  un  certificato  medico  8  agosto  2006  del 
Dott. Bocchino attestante quanto già noto (doc. 67-74).

L'UAIE ha risottoposto gli atti al Dott. Ribordy, il quale, nella sua nota 
del  17  giugno  2008,  si  è  riconfermato  nelle  sue  precedenti 
considerazioni (doc. 76).

Mediante decisione del 24 giugno 2008, l'UAIE ha negato il  diritto a 
prestazioni AI (doc. 77).

D.
Con  il  ricorso  depositato  il  15  luglio  2008,  A._______,  sempre 
rappresentato  dall'avv.  Napolano,  chiede,  sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 

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conseguenza,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  a  prestazioni 
assicurative. Produce documentazione già ad atti.

Nelle sue osservazioni ricorsuali dell'8 dicembre 2008, l'UAIE propone 
la reiezione dell'impugnativa con argomenti di cui, per quanto occorra, 
si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio.

E.
Dopo aver preso atto delle osservazioni dell'amministrazione e di altra 
documentazione di rilievo, l'avv. Napolano, con scritto del 24 dicembre 
2008,  ha  ribadito  l'intenzione  del  proprio  assistito  di  mantenere  il 
ricorso  ed  ha  implicitamente  formulato  la  domanda  di  esenzione 
d'anticipo delle spese giudiziarie.

L'insorgente  è  stato  invitato  a  compilare  l'apposito  formulario  per 
l'esenzione da tali spese ed ha restituito lo stesso il 28 gennaio 2009. 
Con  decisione  incidentale  dell'11  febbraio  2009,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF),  visti  i  redditi  e  la  sostanza 
dell'insorgente, ha respinto la domanda di esenzione ed ha invitato lo 
stesso a voler versare un anticipo di Fr. 300.-. L'interpellato ha versato 
un importo di Fr. 316.- il 18 febbraio 2009 e il 9 marzo successivo.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF. In  particolare,  le 
decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità 
possono essere portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 
lett. b della legge federale del 19 giugno 1959 sull'assicurazione per 
l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 

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applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente  legge non 
preveda espressamente una deroga.

2.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

2.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). L'insorgente ha versato l'anticipo delle 
presunte  spese  processuali,  peraltro  con  un  saldo  in  suo  favore  di 
Fr. 16.-. Il gravame è dunque ammissibile, nulla ostando all'esame del 
merito dello stesso.

3.

3.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

3.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 

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l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

3.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

4.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che, il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire da quella data, secondo le nuove disposizioni.

5.
Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 22 settembre 2006. 
In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta. In concreto, lo 
scrivente  Tribunale  amministrativo  federale  può  quindi  limitarsi  ad 
esaminare se il ricorrente avesse diritto ad una rendita 22 settembre 
2005  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda), 
oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 24 giugno 
2008,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in 
generale,  secondo  lo  stato  di  fatto  esistente  al  momento  in  cui  la 
decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 
ogni  richiedente  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni: 

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• essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

• aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre  2007).  A  partire  dal  1° 
gennaio 2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante 
almeno 3 anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A 
tal  fine  è  possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi 
versati ad un'assicurazione sociale assimilata di uno Stato membro 
dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero 
scambio (AELS), a condizione che almeno un anno di contributi sia 
registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del 
regolamento 1408/71).

Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per 
un  periodo  superiore  ai  tre  anni.  Pertanto,  l'interessato  adempie  la 
condizione della  durata  minima di  contribuzione,  alla  quale  la  legge 
subordina l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia 
invalido ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 
cpv. 2  LAI  a  partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in 
vigore dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter 

LAI (art. 29 cpv. 4 a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 

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permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  a.  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  b. ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

8.

8.1 Dopo  il  rimpatrio,  l'interessato  ha  lavorato  come  operaio  nel 
settore edile  fino  al  20  dicembre 2001 facendo registrare una lunga 
assenza  per  motivi  di  salute  dal  1°  gennaio  al  30  settembre  dello 
stesso  anno.  Egli  imputa  la  cessazione  di  questa  attività  alle  sue 
condizioni di salute, come pure l'ex datore di lavoro (doc. 46, 47).

8.2  La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 

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all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare il grado d'invalidità, 
il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini 
l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita 
economica che deriva da un danno alla salute fisica o psichica dovuto 
a  malattia  o  infortunio,  non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità 
lavorativa (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30). 

8.3 In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione 
medica costituisce un importante elemento di giudizio per determinare 
quali  lavori  siano  ancora  esigibili  dall'assicurato,  ma  non  spetta  al 
medico graduare il tasso d'invalidità dell'assicurato (DTF 114 V 314). 
Infatti,  per costante giurisprudenza le certificazioni mediche possono 
costituire importanti elementi d'apprezzamento del danno invalidante, 
allorché permettono di  valutare l'incapacità  lavorativa e di  guadagno 
dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 
V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

8.4 Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Nel  caso  in  esame  è  stata  evidenziata  la  diagnosi  di 
lombosciatalgia cronica bilaterale da ernia discale a livello di L4-L5 ed 
L5-S1 con impegno medio-lieve; disturbo depressivo medio lieve (cfr. 
perizia  medica  particolareggiata  del  29  febbraio  2008). 
Anamnesticamente va rilevata un'amputazione delle due ultime falangi 
secondo dito mano destra (fine 2000). Va precisato che la patologia 
psichica ha subito fasi  di  diversa gravità. Il  Dott. Bruno, autore della 

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relazione  medica  del  19  febbraio  2008,  segnala  anche  una  cefalea 
muscolo-tensiva con somatizzazioni multiple.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico, essere esaminate alla luce dell'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI (nella 
versione in vigore fino al 31 dicembre 2007). Trattasi, infatti, di malattie 
che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di 
carattere permanente (cioè di natura consolidata o irreversibile), bensì 
patologico-labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 
norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni, il secondo medico dell'INPS (doc. 63, perizia del 
29 febbraio 2008) pone un tasso d'invalidità del 67% pur rilevando che 
il paziente è in grado di svolgere un'attività leggera, evitando lavori con 
umidità,  calore  eccessivo  o  freddo  intenso,  a  turni,  con  frequenti 
flessioni  e/o  sollevamento  di  pesi  eccessivi. Ideali  per  lui  sarebbero 
compiti  con  possibilità  di  cambiamenti  posturali,  alternando  la 
deambulazione alla stazione eretta e/o alla posizione seduta (cifre da 
9 a 11). Della  prima perizia  particolareggiata  (doc. 52),  mancano le 
ultime  pagine  (9,  10)  contenenti  la  valutazione,  tuttavia  anche  il 
medico  incaricato  indica  che  l'interessato  potrebbe  svolgere  lavori 
leggeri (cifra 9).

Dal  canto  suo,  il  medico  dell'UAIE,  Dott.  Ribordy,  pone  un  tasso 
d'invalidità  del  50%  almeno  come  operaio  edile,  ma  indica  che 
l'assicurato  potrebbe  svolgere  senza  restrizioni  particolari  attività 
leggere e/o semisedentarie. Ad atti figurano delle perizie all'intenzione 
di Tribunali italiani (doc. 42, 50), relative ad un vertenza fra il nominato 
e  l'INPS,  che  gli  riconoscono  un'incapacità  lavorativa  in  misura 
superiore ai due terzi.

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10.2 Il collegio giudicante constata che A._______ è portatore di due 
patologie distinte. 

Dal punto di vista ortopedico vi è un discreto impegno funzionale del 
rachide contratto  antalgicamente con flessione limitata di  un terzo e 
deflessione  dolorosa  con  manovra  di  Lasègue  appena  accennata  a 
destra; i ROT sono validi e simmetrici. Qualche problema sussiste agli 
arti  superiori  ove vengono  riferite  delle  parestesie  alla  mano  destra 
(colpita  dall'infortunio  del  2000)  con lieve riduzione della  chiusura  a 
pugno. L'esame neurologico del 20 febbraio 2008 (doc. 62) esclude la 
presenza di  radicolopatia ed è del tutto negativo per deficit  di  forza, 
tono  e  trofismo. Lo  stesso  specialista  indica,  complessivamente,  un 
impegno  funzionale  medio-lieve.  Vero  è  che  il  fenomeno 
lombosciatalgico  può  ripresentarsi  con  riacutizzazioni  occasionali, 
tuttavia tali disturbi sono emendabili con terapia farmacologica e altre 
forme  terapeutiche  mirate.  Per  la  mano  destra,  come  si  è  visto, 
saranno  ovviamente  contro-indicate  attività  che  richiedano  una 
particolare abilità dell'arto colpito, ma non per questo si può ritenere 
che  l'incidente  subito  nel  2000  ha  provocato  un  danno  altamente 
debilitante.

Sotto il profilo psichiatrico la situazione è invece più complessa, di tipo 
labile  e poco chiara nella  misura in  cui  non è stata  adeguatamente 
investigata. Nel 2005 (cfr. rapporto del 1° novembre, Dott. Perrelli [doc. 
50] e rapporto del 13 giugno 2005 dell'USL 2 di Avellino [doc. 41]) era 
stata  diagnosticata  una  depressione  reattiva  di  tipo  grave.  Questa 
patologia veniva confermata dal Dott. Rizzolo nel suo rapporto del 25 
febbraio  2006  (doc.  42).  Per  il  seguito,  l'E  213  del  20  aprile  2006 
menziona  unicamente  un  "disturbo  depressivo  reattivo"  senza 
indicarne  la  gravità,  mentre  lo  stesso  esame  del  29  febbraio  2008 
accenna ad un disturbo depressivo di tipo medio-lieve (doc. 52 e 63). 
Tuttavia la gravità della patologia psichica torna ad essere confermata 
dal Dott. Bruno, neurologo, autore della relazione del 19 febbraio 2008 
(doc. 69)  esibita  in  sede di  audizione. Questo  medico, specialista in 
neurologia,  segnala  una  depressione  di  tipo  maggiore  con  risvolti 
patologici piuttosto gravi.

10.3 A fronte  di  queste  divergenze  e  della  verosimile  forma  severa 
della  patologia  psichiatrica,  sarebbe  stato  opportuno  ordinare  una 
perizia specialistica al fine di chiarire la situazione. L'accertamento dei 
fatti è quindi incompleto.

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Di  regola,  un  rapporto  psichiatrico,  per  avere  valore  probante,  deve 
contenere  l'anamnesi,  l'evoluzione della  malattia,  lo  stato  attuale,  la 
diagnosi,  la  prognosi,  la  durata  ed  il  tipo  di  trattamento  (con  il 
dosaggio), la frequenza delle sedute specialistiche. In modo specifico, 
il rapporto stesso dovrebbe fornire delle indicazioni sullo stato psichico 
(aspetto,  atteggiamento,  orientamento  spazio-temporale, 
conservazione  della  memoria,  capacità  di  concentrazione,  facoltà  di 
comprensione,  d'interpretazione  e  di  percezione),  nonché  tutti  quei 
riscontri che permettono di individuare elementi di carattere patologico 
ed eventuali test psichiatrici. Queste ricerche sono necessarie laddove 
la  malattia  psichica/mentale è data come la principale causa di  uno 
stato d'invalidità.

Quando il  parere del  medico  dell'UAIE diverge dagli  altri  giudizi  e/o 
non può essere fondato su documentazione oggettiva avente la qualità 
di  prova,  occorre  procedere  ad  una  nuova  investigazione  medica. 
Infatti, è compito del consulente sanitario di stabilire in che misura il 
danno alla  salute  limita  l’interessato  nelle  sue  capacità  psicofisiche, 
attenendosi  unicamente  alle  funzioni  importanti  relative  alle  attività 
lavorative che, secondo la sua esperienza di vita, entrano in linea di 
conto nel  caso concreto  (art. 49 dell'ordinanza del  17 gennaio 1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI, RS 831.201]). 

Nella  fattispecie,  l'incarto  non  contiene  alcuna  perizia  psichiatrica 
approfondita. Noto è solamente che il nominato dovrebbe trovarsi sotto 
cura specialistica presso l'USL 2 di Avellino (doc. 41). Ora, fatte queste 
considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova  nell'impossibilità  di 
determinare  la  misura  dell'eventuale  incapacità  di  lavoro  e  di 
guadagno  subita  dall'interessato  e  da  quando  questa  invalidità 
esisterebbe.

11.

11.1 In  queste  circostanze  è  necessario  accogliere  parzialmente  il 
ricorso, annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE, 
affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA permette 
solo  eccezionalmente  di  ricorrere  ad  una  tale  procedura.  Nel  caso 
concreto,  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia  giustificata 
se si considerano le numerose lacune dell'incarto e l'ampiezza delle 
informazioni da raccogliere.

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11.2 L'UAIE  dovrà  quindi  completare  l'istruttoria  delucidando  la 
situazione medica per il periodo dal dicembre 2001 (data di presunta 
cessazione  dell'attività  lucrativa)  fino  alla  data  dell'impugnata 
decisione  (24  giugno  2008).  L'UAIE  emanerà  poi  un  nuovo 
provvedimento impugnabile.

A  tale  fine  il  ricorrente  dovrà  essere  sottoposto  ad  una  perizia 
approfondita  in  psichiatria  (anamnesi,  stato  attuale  riferito  in  modo 
preciso,  diagnosi,  terapia  seguita,  prognosi  e  valutazione), 
accompagnata  dagli  esami  essenziali  (radiografie,  nuovo  esame 
ortopedico  completo). L'amministrazione richiamerà  in  particolare  gli 
atti medici del servizio psichiatrico dove il paziente è seguito. L'incarto 
sarà  poi  inviato  in  esame  al  servizio  medico  dell'UAIE,  il  quale  si 
pronuncerà  in  merito  all'evoluzione  dell'incapacità  al  lavoro  fra  fine 
2001  ed  il  24  giugno  2008,  data  della  decisione  impugnata,  e  da 
questa data in poi, nonché relativamente all'attività professionale che il 
ricorrente avrebbe potuto espletare nel periodo suddetto.

Se  del  caso,  l'Autorità  amministrativa  effettuerà  poi  un'adeguata  e 
circostanziata indagine comparativa dei redditi.

12.

12.1 Visto  l'esito  del  ricorso,  non  vengono  prelevate  spese 
processuali. L'anticipo spese di Fr. 316.- viene restituito al ricorrente.

12.2  In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso 
in  tutto  o  in  parte,  può  assegnare  al  ricorrente  un'indennità  per  le 
spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato.

Nel caso in esame, vista la memoria di ricorso e di replica, si giustifica 
riconoscere  alla  parte  ricorrente  un'indennità  per  spese  ripetibili  di 
Fr. 1'200.-, da porre a carico dell'UAIE.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che, annullata l'impugnata 
decisione del 24 giugno 2008, l'incarto è rinviato all'autorità inferiore 
perché proceda ai sensi del considerando 11 e statuisca di nuovo.

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di Fr. 316.- versato dal 
ricorrente gli viene restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 1'200.-, la quale è posta a carico dell'autorità inferiore.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata A/R)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  sua  notificazione  nella 
misura in cui sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 
90 e segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
(LTF, RS  173.110). Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i 
motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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