# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b3a76061-e50c-5468-8600-3661c3ac4ba2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 31.10.2008 80.2007.174
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2007-174_2008-10-31.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2007.174

  	
  Lugano

  31 ottobre
  2008

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Rocco Filippini, vicecancelliere

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 7 dicembre 2007 contro le decisioni del 13
  novembre 2007 in materia di imposta annua intera sui proventi straordinari IC
  e IFD 2001 e 2002.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   L’ing.
RI 1, nato nel 1939, è titolare dell’omonima impresa generale di costruzioni,
con sede a __________ e magazzini a __________, costituita nel lontano 1961 nella
forma della ditta individuale.

                                         Il fondo
part. __________ RFD di __________, su cui sorgono i magazzini, è stato acquistato
nel 1998, in sostituzione della precedente part. __________ RFD di __________,
espropriata dal Cantone nel 1995. Allo scopo di accertarne il reinvestimento aziendale
e poter così richiedere il differimento dell’imposta sugli utili immobiliari a
norma dell’art. 125 lett. f LT, in occasione di un’udienza tenutasi il 4
febbraio 1999, il valore d’investimento del nuovo fondo veniva concordato in
fr. 100'000.–.

                                  B.   Successivamente,
in previsione della trasformazione della ditta individuale nella __________ SA,
di cui il ricorrente è tuttora amministratore unico e detentore dell’intero
pacchetto azionario, il fondo part. __________ RFD di __________, con effetto
al 31 dicembre 2001, veniva allibrato a bilancio al suo valore di acquisto di
fr. 730'000.–. 

 

 

                                  C.   Nella
dichiarazione di imposta transitoria 2003A, il contribuente indicava di avere
conseguito nel biennio 2001/2002 redditi da attività indipendente pari,
rispettivamente, a fr. 96'404.– e             fr. 88'191.–. Tutti i proventi
venivano qualificati redditi ordinari.

                                         L’Ufficio
di tassazione incaricava allora l’Ispettorato fiscale di procedere ad una verifica
di eventuali liberazioni di riserve occulte nel vuoto di tassazione 2001/2002, ad
un’analisi delle modalità di trasformazione della ditta individuale in società
anonima e, più in generale, ad un esame del primo esercizio 2003.

                                         Nel suo
rapporto del 21 settembre 2006, l’Ispettorato fiscale osservava di avere
concordato con il contribuente ed il suo rappresentante, la RA 1, l’imposizione
tramite le rispettive imposte annue intere di redditi aziendali mobiliari straordinari,
provenienti dalla liberazione di riserve occulte sulle poste lavori in corso e
transitori passivi, per fr. 50'000.– nel 2001 e per fr. 40'000.– nel 2002.

                                         Confermava
poi che il valore d’investimento del fondo part. __________ RFD di __________ era
stato stabilito in fr. 100'000.– all’udienza del 4 febbraio 1999. La differenza
di fr. 630'000.–    (fr. 730'000.– ./. fr. 100'000.–) configurava quindi una rivalutazione
contabile, imponibile per l’IFD quale utile aziendale immobiliare straordinario,
dopo deduzione dei relativi contributi AVS, tramite l’imposta annua intera
2001.

 

 

                                  D.   Con
decisioni del 15 novembre 2006, l’RS 1 notificava ai coniugi __________ quattro
tassazioni dell’imposta annua intera sui proventi straordinari.

                                         Per il
2001, assoggettava all’imposta annua intera un reddito mobiliare di fr. 50'000.–
e, per il 2002, un reddito mobiliare di     fr. 40'000.–, derivanti dallo scioglimento
di riserve nel vuoto di tassazione.

                                         Assoggettava
inoltre all’imposta annua intera IFD 2001 un reddito immobiliare straordinario
di fr. 570'150.–, pari all’utile di rivalutazione del fondo part. __________
RFD di __________, già dedotti i contributi AVS.

 

 

                                  E.   Il contribuente
impugnava le suddette decisioni con reclamo del 28 novembre 2006, contestando l’esistenza
di redditi straordinari. Con particolare riguardo all’immobile di __________, spiegava
di essere cosciente del suo valore d’investimento fiscale, stabilito in fr.
100'000.– all’udienza del 4 febbraio 1999, evidenziando nondimeno che “il
bilancio contabile non necessariamente deve rispettare il bilancio fiscale”. Nel
corso di un’udienza tenutasi il 5 ottobre 2007, ribadiva la sua posizione.

                                         L’Ufficio
di tassazione, con decisioni del 13 novembre 2007, respingeva il reclamo, riconfermandosi
nelle motivazioni esposte in sede di tassazione.

 

 

                                  F.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, l’ing. RI 1 postula
nuovamente l’annullamento delle decisioni relative ai redditi straordinari. Ripropone
in particolare la distinzione tra bilancio commerciale e fiscale.

 

                                         L’Ufficio
di tassazione, nelle proprie osservazioni del 12 dicembre 2007, rinvia dapprima
alle argomentazioni già espresse in merito al gravame contro la decisione di
imposizione degli utili immobiliari, nelle quali si evidenzia che “la contabilizzazione
ad un valore superiore a quello concordato comporta una rivalutazione che
genera un plusvalore imponibile”. Specifica poi che gli ulteriori redditi mobiliari
straordinari sono essenzialmente costituiti da una liberazione di riserve su
lavori in corso e da uno scioglimento graduale di un transitorio passivo che,
in base agli accordi intervenuti all’udienza del 4 febbraio 1999, doveva essere
interamente sciolto nell’esercizio 1998.

 

 

                                  G.   All’udienza
del 2 ottobre 2008, il ricorrente ha ritirato la contestazione in merito alle
riprese di fr. 50'000.– e di fr. 40'000.– per le tassazioni IC/IFD 2001/2002.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   Secondo
gli articoli 18
cpv. 2 LIFD
e 17 cpv. 2 LT, fanno parte dei proventi imponibili derivanti da un'attività
indipendente anche gli utili in capitale conseguiti mediante alienazione,
realizzazione o rivalutazione contabile di elementi della sostanza commerciale.
Gli incrementi di valore dei beni commerciali non sono dunque imponibili
finché non appaiono nella contabilità. In effetti , si tratta di meri
incrementi patrimoniali latenti, spesso legati alla congiuntura; l’equità
impone pertanto di imporli come reddito solo al momento in cui l’imprenditore
li riconosce come tali, contabilizzandoli (Probst
, Commentaire de la loi fédérale sur l’impôt fédéral direct – Personnes
morales, Ginevra 1995, n. 23 ad art. 58 LIFD, p. 132). La rivalutazione è
dunque una semplice operazione contabile, mediante la quale viene aumentato il
valore contabile di un attivo contabilizzato ad un valore inferiore a quello reale;
tale operazione comporta cioè la realizzazione di riserve occulte (Reich, Die Realisation stiller Reserven
im Bilanzsteuerrecht, Zurigo 1983, p. 97). 

                                         I redditi dovuti a
rivalutazione contabile sono dunque imponibili insieme agli altri proventi
dell’attività commerciale (RDAT II-1998 n. 16t; inoltre: Noël, in: Yersin/Noël [a cura di],
Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea, 2008, n. 60 ad art.
18 LIFD, p. 255; Känzig, Direkte
Bundessteuer, 2a ediz., vol. I, Basilea 1982, n. 227 ad art. 21
DIFD, p. 446; Bernardoni/Duchini,
La fiscalità dell’azienda, 2a ediz., Bellinzona 1998, p. 253). 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Nel
bilancio relativo all’esercizio 2001, il ricorrente ha allibrato il mapp. n. __________
RFD di __________ __________ al valore di fr. 730'000.–. Poiché il valore
determinante era stato determinato in                fr. 100'000.– in occasione
del suo acquisto, nel 1998, l’autorità di tassazione ha ritenuto che vi sia stata
una realizzazione (contabile) delle riserve occulte esistenti sull’immobile,
nella misura della differenza fra i due valori, cioè per fr. 630'000.–. 

                                         L’importo
di fr. 730'000.– corrisponde effettivamente al prezzo d’acquisto dell’immobile,
pagato nel 1998. Trattandosi di un reinvestimento aziendale, tuttavia, il
contribuente aveva convenuto con l’autorità fiscale che fosse ripreso il valore
d’investimento del mapp. n. __________ di __________, oggetto di espropriazione.

 

                                         2.2.

                                         È
innegabile che vi sia stata una rivalutazione contabile dell’immobile
appartenente al contribuente. Proprio perché è stato allibrato al valore di fr.
730'000.–, mentre il valore d’investimento era stato determinato in fr.
100'000.–, le riserve occulte sono state in tal modo realizzate. Dal punto di
vista dell’autorità fiscale, si tratta semplicemente di evitare di perdere il
proprio credito sulla riserva occulta, perché l’utile futuro proveniente dalla
vendita si ridurrebbe in misura corrispondente, essendo calcolato sulla
differenza fra prezzo di vendita e valore contabile (Noël, op. cit., n. 54 ad art. 18 LIFD, p. 254).

 

 

                                         2.3.

                                         Il
ricorrente sostiene che la rivalutazione dovrebbe avere effetti limitati al
bilancio commerciale, senza riflettersi cioè necessariamente su quello fiscale.

                                         L’argomentazione
non può essere seguita. 

                                         Il diritto tributario considera infatti il saldo del conto
perdite e profitti, stabilito nel rispetto delle norme legali determinanti,
determinante per la definizione dell’utile imponibile (Massgeblichkeitsprinzip),
riservate le correzioni richieste da specifiche disposizioni del diritto
tributario (DTF 132 I 175 consid. 2.2, con riferimento
a: Behnisch, Zur Massgeblichkeit
der Handelsbilanz für die Steuerbilanz, in Aktienrecht 1992-1997: Versuch einer
Bilanz, p. 21 ss; Reich, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2a, n. 19 ss. ad art. 18 LIFD, p. 161 ss.; Brülisauer/Kuhn, in: Zweifel/Athanas, op. cit., n. 7 ss. ad
art. 58 LIFD, p. 644 ss.).

                                         Se
non è il diritto tributario ad esigere una correzione delle risultanze del
bilancio commerciale, non vi è dunque spazio per una divaricazione fra i due
bilanci. In questo senso, si riconosce al principio del carattere vincolante
del bilancio commerciale (Massgeblichkeitsprinzip) anche un effetto di tutela a favore dell’amministrazione fiscale,
nel senso che il contribuente non può pretendere di beneficiare di un bilancio
fiscale più favorevole di quello commerciale. Pertanto, se il contribuente che
tiene una contabilità commerciale fa uso del potere di apprezzamento che gli
spetta nella definizione del bilancio commerciale, deve mantenerlo anche nel
bilancio fiscale (Weber, Das
Verhältnis von Handelsbilanz und Steuerbilanz, Berna, 1979, p. 92).

                                         Nel caso di una
rivalutazione di attivi aziendali nel bilancio commerciale, il contribuente non
può pertanto sostenere che il valore contabile-fiscale sia rimasto inalterato e
che le riserve occulte non siano state realizzate (Reich, Die Realisation stiller Reserven, cit., p. 250).

 

 

                                   3.   Il ricorso è conseguentemente respinto. Tassa di giustizia e spese
processuali sono a carico del ricorrente, soccombente.

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.  3’000.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.    100.–

                                         per un
totale di                                                       fr. 3’100.–

                                         sono a
carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

 

                                   4.   Intimazione
a: 

	
   

  	
  -; 

  -; 

  -; 

  -. 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per
conoscenza:

                                         - municipio
di Morcote.

 

 

 

 

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: