# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 73506d31-6b4e-5612-ab11-f7a34c891623
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-27
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Strafkammer 27.04.2005 BK 2005 26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_005_BK-2005-26_2005-04-27.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Tribunale cantonale dei Grigioni
Dretgira chantunala dal Grischun

___________________________________________________________________________________________________

Rif.: Coira, 27 aprile 2005 Comunicata per iscritto il: 
BK 05 26/28

Decisione
Camera di gravame

Presidenza Vicepresidente Bochsler
Giudici Rehli e Hubert 
Attuario Crameri

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Visti i gravami

di A., impugnante, rappresentato dall’avv. lic. iur. Cristina Keller, presso studio 
legale Fabrizio Keller, Palazzo Polti, 6537 Grono,

nonchè

di H. e I., impugnanti, rappresentati dall’avv. lic. iur. Fabrizio Visinoni, presso studio 
legale Lüthi & Lazzarini, Via Retica 26 7503 Samedan

contro

il decreto d’abbandono della Procura pubblica dei Grigioni del 3 gennaio 2005, co-
municato il 5 gennaio 2005, in re contro B., opponente ai gravami, rappresentato 
dall’avv. lic. iur. Ilario Bondolfi, Poststrasse 43, 7002 Coira, 

concernente omicidio colposo ecc.,

è risultato:

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A. Il 1° giugno 2003, verso le ore 02.30, sulla strada del M. a sud di N., 
su territorio del Comune di O., è successo un incidente della circolazione. Vittime 
dell’infortunio sono stati A., B., C. e D. a bordo dell’autovettura VW Golf, targata E. 
(I). Secondo il rapporto del Posto di Q. della Polizia cantonale del 1° giugno 2003 
l’automobile, proveniente da Q., nella lunga curva a sinistra dopo il Lago di Q. s’è 
spostata sulla corsia di contromano, ha poi sbandato da sinistra verso destra ed è 
andata ad urtare colla fiancata sinistra contro il guardavia. A seguito del violento 
impatto A., B. e C. sono stati sbalzati fuori dall’abitacolo. D. è rimasto intrappolato 
nella vettura. A. e B. sono stati feriti, quest’ultimo gravemente. C. e D. sono rimasti 
uccisi sul colpo. 

B. 1. Il 25 giugno 2003 la Procura pubblica dei Grigioni ha aperto un 
procedimento penale per omicidio colposo e grave violazione di norme sulla 
circolazione stradale contro B.. Stando a A. al momento del sinistro era B., che 
guidava l’automobile, mentre che questi ha deposto di non ricordare chi era allora 
alla guida dell’autovettura. Il dott. med. F., capo del reparto di medicina legale 
dell’Ospedale cantonale e regionale retico, Coira, ove era stato ricoverato B., il 7 
luglio 2003, ha redatto un referto, in cui è affermato quanto segue:

“Aufgrund der Verletzungen von D. und C. (soweit sie aus dem Legalinspek-
tionsbericht ersichtlich werden) sowie aufgrund der Verletzungen von B. und 
lediglich einer Fotoaufnahme des gecrashten Autos kann vermutet werden, 
dass B. das Fahrzeug zum Zeitpunkt des Unfalls gelenkt hat. Bei unserer 
kurzen Untersuchung von B. am 03.06.2003 um 10.30 Uhr im KSC gab B. 
an, er habe das Fahrzeug gelenkt. Allerdings war B. damals somnolent wie 
wir in unserer internen Aktennotiz festgehalten haben; wie weit er urteilsfähig 
in Bezug auf die Sitzpositionen war, muss offengelassen werden. Gurtspu-
ren waren keine vorhanden.“

B. ha asserito di non ricordare d’esser stato interrogato dal medico; il 3 giu-
gno 2003 era appena uscito dal coma e manifestamente non era in grado di rispon-
dere a delle domande.

2. Che B. al momento dell’incidente ha condotto l’automobile, è stato te-
stimoniato unicamente da A.. Non vi sono altre persone che hanno visto chi dei 
quattro protagonisti prima del sinistro s’è messo alla guida, rispettivamente era alla 
guida dell’autovettura. 

3. Difetti tecnici, in particolare allo sterzo, ai pneumatici e al dispositivo 
di frenaggio della vettura sinistrata, che avrebbero potuto essere la causa dell’inci-

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dente sono stati esclusi dall’esperto dell’Ufficio della circolazione del Cantone dei 
Grigioni con perizia del 16 settembre 2003. 

4. Gli esperti del Servizio scientifico della Polizia cantonale hanno con-
frontato le fibre bianche di cotone prelevate dalla spalliera del sedile del conducente 
dell’autoveicolo danneggiato con le fibre della camicia bianca, che indossava B. al 
momento dell’incidente. Dal referto del 25 novembre 2003 si deduce che tra queste 
e quelle fibre non sono state costatate delle differenze.

5. Abrasioni dal parabrezza danneggiato, dal parasole e dal volante della 
vettura incidentata nonché un campione di sangue di B. sono stati inviati all’Istituto 
di medicina legale dell’Ospedale cantonale di San Gallo per l’allestimento e la 
comparazione di profili di DNA. La dott.ssa G., medico specialista di quest’istituto, 
nella sua perizia del 5 dicembre 2003 ha affermato:

“Aus der Aufzeichnung der Untersuchungsergebnisse ist ersichtlich, dass an 
allen drei Spurenträgern ein DNA-Profil erstellt werden konnte, wobei dasje-
nige ab Lenkrad nicht in allen untersuchten Systemen ein Resultat lieferte. 
Hier ist davon auszugehen, dass sehr wenig DNA vorhanden war. Es zeigt 
sich jedoch, dass dieses DNA-Profil in den Systemen mit Resultaten mit den 
DNA-Profilen, dargestellt an den beiden anderen Spuren, übereinstimmt, so 
dass sich hier der Hinweis ergibt, dass die DNA, dargestellt an den drei Spu-
renträgern, von ein und derselben Person stammen dürfte.

Wenn es sich bei der Person um die Person handelt, deren Blut für die Blut-
alkoholbestimmung untersucht worden ist, so müsste das an dieser Blut-
probe erstellte DNA-Profil mit demjenigen, nachgewiesen an den Spuren, 
übereinstimmen. Da dem nicht so ist, steht fest, dass die DNA der Spuren, 
nicht von der gleichen Person stammt, wie die Blutprobe.“

I profili di DNA delle abrasioni dal parabrezza danneggiato, dal parasole e 
dal volante sono poi stati comparati con il profilo di DNA degli strisci della mucosa 
orale di A.. Il 30 settembre 2004 la dott.ssa G. ha redatto una seconda perizia, in 
cui ha asserito:

“Wie bereits in unserem Gutachten vom 5. Dezember 2003 aufgeführt, war 
an den 3 zur Diskussion stehenden Spuren ein übereinstimmendes DNA-
Profil nachgewiesen worden, das einer einzelnen Person zugeordnet werden 
kann. Wenn es sich bei dieser Person um die Person mit dem Wangen-
schleimhautabstrich (WSA) handelt, dann muss das am Vergleichs-WSA er-
stellte DNA-Profil vollständig mit demjenigen, nachgewiesen an den 3 Spu-
ren übereinstimmen. Da dem so ist, ergeben sich konkrete Hinweise dafür, 
dass die 3 Spuren von A. stammen.

Diese Annahme lässt sich biostatistisch untermauern. Basierend auf der Vor-
kommenshäufigkeit der in dem betreffenden DNA-Profil nachgewiesenen 
Einzelmerkmale in der europäiden Bevölkerung lässt sich festhalten, dass 
die Annahme, die DNA, nachgewiesen an den 3 Spuren, stamme von A. rund 

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3,9x1013 mal wahrscheinlicher ist als die Hypothese, die an den 3 Spuren 
nachgewiesene DNA stamme von einer bisher unbekannten, mit A. nicht ver-
wandten Person.

Da laut Angaben der WSA von A. stammt, kann das oben Aufgeführte auf 
ihn übertragen werden.“

C. Con decreto del 3 gennaio 2005, comunicato il 5 gennaio 2005, la 
Procura pubblica ha abbandonato il procedimento penale per omicidio colposo e 
grave violazione di norme sulla circolazione stradale. A motivo ha in sostanza 
addotto che segnatamente in base ai profili di DNA non era stata fornita la prova 
che al momento dell’incidente B. aveva condotto la vettura.

D. Il 26 gennaio 2005 rispettivamente il 1° febbraio 2005 A. nonché H. e 
I. hanno inoltrato gravame alla Camera di gravame del Tribunale cantonale dei 
Grigioni. A. ha chiesto, con protesta di spese e ripetibili, che il decreto d’abbandono 
sia annullato e che alla Procura pubblica sia ordinata la riapertura della procedura 
e l’emanazione del decreto d’accusa. H. e I. hanno postulato, pure con protesta di 
spese e ripetibili, l’annullamento del decreto d’abbandono e la riapertura del 
procedimento.

La Procura pubblica ha rinunciato a fare delle osservazioni. B. ha proposto 
che il gravame di A. sia respinto in quanto sia ricevibile e che quello di H. e I. sia 
respinto. 

La Camera di gravame considera :

1. Ai sensi dell’art. 138 LGP il gravame alla Camera di gravame del Tri-
bunale cantonale dei Grigioni può essere proposto contro i decreti e le decisioni del 
Procuratore pubblico nonchè contro gli atti degli organi inquirenti da lui approvati 
(decreti di rifiuto e d’abbandono). Giusta l’art. 139 cpv. 1 LGP è legittimato a proporlo 
chiunque è colpito dal decreto impugnato e fa valere un interesse tutelabile alla sua 
abrogazione o modifica. Segnatamente il danneggiato può presentare gravame 
contro decreti di rifiuto e d’abbandono (art. 81 e 82 LGP). Il gravame dev’essere 
motivato e presentato entro 20 giorni dalla ricezione del decreto impugnato (art. 139 
cpv. 2 e 3 LGP, 20 LPAC).

Danneggiato e di conseguenza legittimato a proporre gravame è, per co-
stante dottrina, chi ha subito direttamente un pregiudizio ideale o materiale da un 
atto punibile. Danneggiato ai sensi del diritto processuale penale è quindi la vittima, 

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vale a dire il soggetto giuridico del diritto, protetto dall’ordinamento penale, contro 
cui è rivolto il reato. Per costante prassi della Camera di gravame anche gli eredi 
della persona direttamente danneggiata sono legittimati a proporre gravame (Pa-
drutt, Kommentar zur Strafprozessordnung des Kantons Graubünden, 2. Aufl., Chur 
1996, n. 3.1 all’art. 139 LGP).

Senza dubbio nei confronti di A., che è direttamente danneggiato, nonché di 
H. e I., che sono i genitori di C., che è morto nell’incidente, le premesse della legit-
timazione testè esposte sono adempite. I gravami sono poi stati inoltrati tempesti-
vamente e nella dovuta forma, per cui sono ricevibili in ordine.

2. Prescindendo da eccezioni che nel concreto caso non si sono verifi-
cate, il gravame è di pura natura cassatoria (PTC 1999 no. 36). Nell’ambito della 
procedura di gravame che serve alla correzione di atti istruttori viziati non è ammis-
sibile, come pretende A., ordinare alla Procura pubblica di emettere un decreto d’ac-
cusa. La Camera di gravame può unicamente vagliare se oggettivamente e sogget-
tivamente sono o non sono adempite le premesse per il rilascio di un decreto d’ab-
bandono. È la fattispecie da giudicare insufficiente e non sono reperibili mezzi di 
prova, che possibilmente potrebbero modificarla, il gravame dev’essere respinto e 
il decreto d’abbandono protetto. Nel caso contrario il gravame va accolto, il decreto 
d’abbandono annullato e la causa rinviata all’istanza precedente per il completa-
mento dell’istruttoria e una nuova decisione, sia questa un decreto d’accusa o d’ab-
bandono (Padrutt, op. cit., n. 2.1 all’art. 138 LGP).

3. Contro decisioni di gravame può esser proposto gravame per illegalità 
o inadeguatezza (art. 138 LGP). Con questo rimedio l'impugnante può far valere 
non solo la violazione di diritto ma anche la disattenzione del potere d'apprezza-
mento; tuttavia soltanto l'eccesso o l'abuso di codesto potere è sindacabile da parte 
della Camera di gravame (Padrutt, op. cit., pag. 349 seg.). Un decreto d'abbandono 
è adeguato e resiste al controllo del potere discrezionale se sulla scorta del risultato 
dell'istruttoria è da concludere che un reato oggettivamente e soggettivamente non 
è sufficientemente dimostrato e di conseguenza ci si dovrebbe aspettare il proscio-
glimento dell'imputato e se non sono più ravvisabili mezzi di prova, che potrebbero 
influenzare questo risultato (PTC 1995 no. 45). Le premesse per l'abbandono dell'in-
dagine sono quindi di massima sempre date, se vi sono dei motivi di fatto o di diritto 
materiale o formale, che escludono un'ulteriore attività processuale o che sono poco 
promettenti per la probabilità di una condanna, vale a dire se all'indiziato non può 
esser messo a carico un atto punibile. Il giudice istruttore deve quindi occuparsi del 

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risultato dell'indagine sotto due aspetti. Da una parte devono essere fornite e valu-
tate le prove, in altre parole devono esserci delle prove e va esaminata la loro at-
tendibilità. L'abbandono della procedura si rivela giustificato se mancano le prove o 
se una valutazione complessiva delle stesse porta alla sostenibile conclusione che 
una condanna è improbabile, che quindi l'indiziato sarebbe assolto. Dall'altra parte 
l'abbandono premette forzatamente che sia fondato su un risultato definitivo; ogget-
tivamente non devono più esser visibili dei mezzi di prova, che potrebbero influen-
zarlo in senso contrario (Padrutt, op. cit., cifra 3.3 all'art. 82).

4. a) La Procura pubblica ha abbandonato l’inchiesta penale basandosi 
principalmente sui risultati delle perizie dell’Istituto di medicina legale dell’Ospeda-
le cantonale di San Gallo (atti 4.24, 4.27). Assodato che i profili di DNA delle abra-
sioni dal parabrezza danneggiato, dal parasole e dal volante sono da attribuire alla 
stessa persona, ma non corrispondono al profilo di DNA del campione di sangue 
prelevato a B., ha inferito che poteva essere escluso che al momento del sinistro 
quest’ultimo era alla guida dell’automobile incidentata.

b) Questa conclusione è messa in dubbio dagli impugnanti. Essi fanno 
valere che le abrasioni dal parabrezza danneggiato, dal parasole e dal volante 
dell’autovettura sinistrata sono state prelevate oltre una settimana dopo l’incidente, 
sicchè delle importanti tracce sarebbero state cancellate. Senonchè proprio questo 
dubbio, da cui essi muovono è manifestamente infondato, poiché è inimmaginabile 
che sia stato tolto unicamente il DNA di B. e non anche quello di A.. Che il DNA 
prelevato dal volante non abbia dato dei risultati in tutti i sistemi non è d’attribuire 
alla circostanza, presunta dagli impugnanti, che dal volante è stato tolto del DNA, 
ma, come è stato accertato dalla dott.ssa G., al fatto che sul volante c’era meno 
DNA di A. che sul parabrezza e sul parasole (atto 4.24). Che segnatamente sul 
parabrezza danneggiato v’era più DNA è plausibile, poiché contro di esso A. è an-
dato a sbattere la testa. 

c) Gli impugnanti reputano errata l’ipotesi fatta dal Servizio scientifico 
della Polizia cantonale secondo cui il parabrezza danneggiato mostrerebbe la figura 
di un colpo di testa del conducente non allacciato con la cintura di sicurezza in una 
collisione frontale (atto 4.29). Dato che nella fattispecie in esame non c’è stata nes-
suna collisione frontale, bensì una sola fortissima collisione laterale sinistra, a loro 
dire, l’ipotesi sta in aperto contrasto col risultato ottenuto dall’allestimento dei profili 
di DNA. La Procura pubblica non avrebbe quindi potuto metterla alla base del de-
creto d’abbandono. Gli impugnanti misconoscono che il Servizio scientifico della 

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Polizia cantonale non ha fornito una prova, bensì un’ipotesi, che manifestamente 
non esclude che anche in una collisione laterale sinistra il conducente possa andare 
a sbattere la testa contro la parte sinistra del parabrezza. Che ciò non sia possibile 
è stato preteso, ma non provato dagli impugnanti. Contrariamente a quanto essi 
sostengono, il conducente non è stato protetto dall’airbag. Dall’impatto l’airbag in-
corporato nel volante non è stato attivato (atti 4.1, pag. 6, 4.30).

d) La Procura pubblica ha a giusta ragione inferito che dalle fibre bianche 
di cotone prelevate dalla spalliera del sedile del conducente non poteva essere de-
dotto che B. aveva condotto la vettura. Anche se tra queste fibre e quelle della ca-
micia che indossava B. al momento dell’incidente non sono state costatate delle 
differenze non può essere escluso che siano state lasciate da altre persone che 
indossavano pure delle camicie di cotone bianco (atti 4.22 e 4.31).

e) All’organo inquirente è rimproverato d’aver ignorato che stando alla 
testimonianza di A. al momento del sinistro B. era alla guida dell’automobile (atti 
5.1, 5.6), che il 3 giugno 2003 questa circostanza era stata confermata da B. (atto 
4.17, pag. 3), che secondo il rapporto medico poteva essere presunto che questi 
aveva condotto l’autovettura (atto 4.17, pag. 3), che la Polizia cantonale aveva indi-
cato B. quale conducente (atto 4.16) e che J. aveva testimoniato d’averlo sentito 
affermare che avrebbe guidato lui la macchina (atto 5.9). Quanto alla testimonianza 
di A. è da rilevare che essa va valutata con estremo riserbo, poiché egli ha un 
importante interesse all’esito della procedura. Da sola la sua testimonianza non può 
fornire la prova della controversa contingenza di fatto. Del pari dicasi degli indizi, 
che invero sono di peso. Tuttavia gli impugnanti stessi riconoscono che in base al 
rapporto medico sussistono dei dubbi quanto alla capacità di discernimento di B., 
che quando s’è espresso era appena uscito dal coma. Che questo stato delle cose 
possa essere sovvertito coll’interrogatorio dei soccorritori, come pretendono gli im-
pugnanti, manifestamente può essere escluso, poiché B. al momento dell’incidente 
è entrato in coma. Inoltre deve essere accennato che questa pretesa autoaccusa 
non trova riscontro nelle perizie dell’Istituto di medicina legale. Per ciò che concerne 
il rapporto medico e quello della Polizia cantonale nonché la testimonianza di J. gli 
impugnanti asseverano che essi avrebbero dovuto fungere da spunti per approfon-
dimenti istruttori, quali l’interrogatorio di ulteriori persone, l’esame del lato sinistro 
dell’abitacolo e la ricostruzione della dinamica dell’incidente.

f) Dalla Procura pubblica sono stati interrogati K., L. e J.. Nessuno di 
questi testi ha confermato ciò che ha preteso A., ossia che B. aveva in mano le 

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chiavi della vettura quando è uscito dal ristorante (atti 5.7, 5.8 e 5.9). Che altre per-
sone con cui B. non s’è intrattenuto possano confermare questa circostanza o ad-
dirittura portare nuovi aspetti, manifestamente dev’essere escluso. La richiesta di 
interrogare altre persone si rivela quindi infondata. 

g) Gli impugnanti non spiegano che esame al lato sinistro dell’abitacolo 
è stato omesso dalla Procura pubblica. Essi si limitano a scrivere: “Rilievi al lato 
sinistro dell’abitacolo sono tuttora possibili e devono senza dubbio essere eseguiti 
al fine di ottenere elementi indispensabili per la conclusione. Essi devono poi essere 
posti in un contesto peritale che faccia luce sulle forze sprigionate dall’urto e ipotizzi 
la dinamica dello spostamento dei passeggeri e la loro posizione”. Con tutta proba-
bilità a causa del violento impatto i vetri dei finestrini laterali a sinistra sono andati 
in frantumi prima della defenestrazione di A., B. e C., sicchè da essi non è stato 
possibile prelevare del materiale per l’allestimento di profili di DNA. Che altre prove 
dal lato sinistro dell’abitacolo avrebbero potuto essere assunte non è dato di sapere 
e non è ravvisabile. Una perizia che ipotizzi la dinamica dello spostamento dei pas-
seggeri e la loro posizione è poi inutile, poichè segnatamente per quanto riguarda 
la posizione dei passeggeri al momento dell’incidente non devono essere fornite 
delle ipotesi, ma delle precise prove formali. 

h) Gli impugnanti adducono infine che indispensabile è una perizia tec-
nica, che sulla scorta delle posizioni finali dei quattro passeggeri nonchè dei danni 
all’automobile ed al guardavia accerti le posizioni che avevano i passeggeri al mo-
mento dell’incidente. Ora, nel concreto caso la Procura pubblica ha ordinato due 
perizie e di massima un’ulteriore perizia è ordinata unicamente se la Camera di 
gravame ha motivo di dubitare della fondatezza e della completezza delle prece-
denti perizie. Come è stato esposto da queste è risultato che sul parabrezza dan-
neggiato, sul parasole e sul volante dell’autovettura sinistrata non è stato trovato 
DNA di B., ma unicamente di A., sicchè è stato escluso che quello al momento del 
sinistro ha condotto la vettura. Queste perizie appaiono precise e complete; dagli 
svolgimenti degli impugnanti non sono state invalidate. Di conseguenza la richiesta 
di un ulteriore perizia non può esser presa in considerazione. 

5. In simili circostanze l’impugnato decreto d’abbandono dev’essere pro-
tetto. Di conseguenza il gravame di A. va respinto nella misura in cui è ricevibile, 
mentre che quello di H. e I. va respinto.

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6. L’esito di questa procedura ha per conseguenza che i costi della 
stessa vanno per metà a carico di A. e per metà, in solido, a carico di H. e I. (art. 
160 cpv. 1 LGP).

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La Camera di gravame decide :

1. In quanto ricevibile il gravame di A. è respinto.

2. Il gravame di H. e I. è respinto.

3. I costi della procedura di gravame di fr. 800.-- vanno per metà a carico di A. 
e per metà, in solido, a carico di H. nonchè I..

4. Comunicazione a:

__________

Per la Camera di gravame del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Vicepresidente L'Attuario