# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 04ac377e-37fc-5d7c-9a92-3acfc3a7cff2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 21.08.2003 INC.2003.47301
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-47301_2003-08-21.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.47301

  	
  Lugano

  21 agosto 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato il 25/28
  luglio 2003 da

  
						

 

 

	
   

  	
  Amministrazione del fallimento
  del __________

  (rappr. dagli avv.ti __________
  e __________)

   

  e

   

  avv.ti __________ e
  __________, nella loro qualità di Delegazione dei creditori nel
  fallimento del __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 22 luglio 2003,
  del Procuratore pubblico __________, che rifiuta l'accesso diretto agli atti
  del procedimento penale di cui all'inc. MP __________ ai suddetti avvocati in
  quanto membri della delegazione dei creditori;

  

 

viste le osservazioni del
Procuratore pubblico (4/5 agosto 2003), dell'avv. __________ per il dott.
__________ (12 agosto 2003) e dell'avv. __________ per l'avv. __________ (14/18
agosto 2003);

 

 

visto l'incarto MP __________
(cubo 1, classatori da 1 a 4);

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

che:

 

 

-       
per quanto è dato comprendere sulla base degli atti trasmessi,
nel corso del 1997 era pendente un procedimento penale nei confronti del dott.
__________ (cfr. AI _); a far tempo perlomeno dal 12 marzo 1997 il procedimento
concerne (anche) reati fallimentari (cfr. verbale PP __________, 12 marzo 1997,
AI __________) e risulta essere (perlomeno per questi reati) allo stadio delle
informazioni preliminari (dall'elenco atti trasmesso non emergono notifiche di
promozione o estensione dell'accusa);

 

-       
con scritto del 24 aprile 1997, rispondendo ad interpellazione
del magistrato inquirente (AI _), l'Amministrazione del fallimento comunica che
la "Massa dei creditori del fallimento dott. __________ " si
costituisce parte civile nel procedimento (AI _);

 

-       
il 21 luglio 2003, l'avv. __________ (per sé e per l'avv.
__________, quali membri della delegazione dei creditori) comunica al Ministero
pubblico la data in cui intende esaminare l'incarto penale, allegando pure un
mandato/autorizzazione in tal senso da parte dell'Amministrazione del fallimento
(AI __________);

 

-       
con scritto del 22 luglio 2003, il Procuratore pubblico comunica
di non poter permettere l'accesso agli atti ai due membri della delegazione dei
creditori in quanto non rappresentanti la massa in giudizio, e ciò neppure in
presenza di autorizzazione da parte dell'Amministrazione del fallimento (AI
256);

 

-       
con il reclamo oggetto della presente, l'Amministrazione del
fallimento e la Delegazione dei creditori contestano la decisione del
magistrato inquirente sostenendo, sostanzialmente, che parte civile è la massa
fallimentare, la Delegazione dei creditori è organo della massa cui la legge
(LEF) assegna competenze specifiche, anche per rapporto all'attività
dell'amministrazione (cfr. art. 237 cpv. 3 LEF), che non possono essere
correttamente esercitate stante la decisione del magistrato; quest'ultima, a
loro dire, viola il diritto federale e pecca di eccessivo formalismo;

 

-       
con le sue osservazioni, il Procuratore pubblico, dopo aver
contestato la legittimazione a ricorrere della delegazione dei creditori,
ribadisce la sua posizione sostenendo che solo l'Amministrazione del fallimento
è deputata a stare in giudizio mentre la Delegazione dei creditori non può
rappresentare la parte civile; aggiunge che nulla osterebbe all'accesso agli
atti da parte degli avv.ti __________ e __________ se l'autorizzazione
dell'Amministrazione del fallimento dovesse essere considerata quale mandato
privatistico (ma non è chiaro se egli così la consideri - ciò che renderebbe il
reclamo privo d'oggetto- o se deleghi tale compito ad altri);

 

-       
il dott. __________ chiede semplicemente la conferma della
decisione del Procuratore pubblico, mentre l'avv. __________ comunica di non
avere osservazioni da formulare;

 

-       
di regola, il destinatario di una decisione è legittimato ad impugnarla;
la questione sollevata dal magistrato inquirente è strettamente connessa al
merito e non può, quindi, essere risolta preliminarmente e, comunque, nel caso
in esame, solo è contestata la legittimazione di uno dei due reclamanti;

 

-       
giusta l'art. 69 CPP, ogni persona (fisica o giuridica)
moralmente o materialmente danneggiata dal reato può costituirsi parte civile
nel processo e, conseguentemente, fruire di quei diritti che il codice
conferisce a tale parte;

 

-       
non è per nulla scontato che la massa fallimentare
(rispettivamente la massa dei creditori) abbia tali qualità, e ciò sia per
rapporto al concetto di "danneggiato", sia per l'assenza della
qualità di persona morale (P.-R. Gilléron, Poursuite pour dettes, faillite et
concordat, 1993, p. 278; Basler Kommentar, Strafgesetzbuch, n. 37 ad art. 163);
tuttavia, nel caso in esame la qualità di parte civile é stata riconosciuta (e
non è qui in discussione), come ammesso da alcuni commentatori, con motivazioni
per nulla prive di fondamento (Basler Kommentar, n. 38 ad art. 163);

 

-       
a mente di questo giudice, hanno ragione i ricorrenti quando
affermano che parte civile non è l'Amministrazione del fallimento bensì la
massa fallimentare (in questo caso addirittura la costituzione è avvenuta a
nome della massa dei creditori - cfr. AI _) che comprende sia la massa attiva
che la massa passiva (P.-R. Gilléron, op. cit., p. 278; DTF 121 III 30);
l'Amministrazione del fallimento agisce in rappresentanza della massa ("…auch
die Konkursverwaltung nach art. 240 SchKG als Vertretung der Konkursmasse …"
Basler Kommentar, n. 38 ad art. 163), e quale organo della stessa (P.-R.
Gilléron, op. cit., p.325); 

 

-       
se è vero che l'Amministrazione del fallimento è (il solo) organo
deputato a rappresentare formalmente la massa in giudizio, è altrettanto vero
che la delegazione dei creditori è essa pure un organo della massa, ausiliario
e facoltativo, ma "legale" e deliberante, con compiti specifici tra
cui quello di  autorizzare a stare in giudizio (art. 237 cpv. 3 cifra 3; P.-R.
Gilléron, op. cit., p. 328; W. A. Stoffel, Voies d'exécution, 2002, p. 305/306;
DTF 103 III 66);

 

-       
alla luce di tutto quanto sopra nonché delle motivazioni che
giustificherebbero il riconoscimento della qualità di parte civile alla massa
fallimentare, non si vede per quale ragionevole motivo l'accesso agli atti
(quindi non un atto formale quale la costituzione di parte civile o la
richiesta di risarcimento) possa essere concesso solo ad un organo della massa
e non all'altro, ritenuto che entrambi sono emanazione della volontà
dell'organo principale ("suprème" per dirla con il Gilléron)
della massa stessa, cioè della parte civile qui riconosciuta, e che lo scopo
della richiesta è quello di permettere la migliore e più completa formazione
della volontà di quest'ultima e, non da ultimo, visto che si accenna alla
possibilità di una proposta di cessione di pretese da parte
dell'Amministrazione (cfr. all. 1 al Reclamo), di permettere l'esercizio di
prerogative (che l'assemblea ha delegato alla delegazione dei creditori costituendola)
previste dalla legge (art. 260 LEF; P.-R. Gilléron, op. cit., p. 346); 

 

-       
il rifiuto di accesso agli atti alla delegazione dei creditori,
motivato unicamente unicamente con il fatto che l'art. 240 LEF riconosce solo
all'Amministrazione del fallimento la facoltà di rappresentare la massa in
giudizio (e non tanto di "stare in giudizio") appare a questo giudice
come un eccesso ingiustificato di formalismo; tale conclusione è ancor più
evidente quando, come nel caso in esame, è la stessa Amministrazione del
fallimento a sostenere il proposto modo di procedere (cui potrebbe ovviare,
persistendo il rifiuto, con richiesta di copia degli atti a cui ha accesso, ex
art. 79 cpv. 2) e il magistrato inquirente dichiara che nulla osta se lo
scritto 11 giugno 2003 (in AI __________) viene considerato un mandato
privatistico;

 

-       
in conclusione, il gravame deve essere accolto con
riconoscimento, nel caso specifico, della facoltà di accedere agli atti del
procedimento penale da parte della Delegazione dei creditori, riservata la
facoltà del magistrato inquirente di limitarla, ovviamente, agli atti dello
specifico procedimento nell'ambito del quale alla massa fallimentare è stata
riconosciuta la qualità di parte, ripetitivamente qualora siano presenti motivi
ostativi ai sensi dell'ultima frase dell'art. 79 cpv. 3 (con decisione
motivata);

 

 

P.Q.M.

 

 

visti gli artt. 280 ss., 284, 69
ss., 79 CPP, 163 ss. CP, nonché la LEF,

 

 

 

 

decide

 

 

1.     
Il reclamo è accolto ai sensi dei considerandi.

 

 

2.     
La tassa di giustizia, fissata in FRS 200.-, è a carico dello Stato che
rifonderà ai reclamanti la somma (globale) di FRS 350.- a titolo di ripetibili.

 

 

3.     
Intimazione:

-     
avv. __________ per sé e per l'avv. _____, quali membri della
delegazione dei creditori;

-     
avv. __________ per sé e per dott. __________;

-     
avv. __________ per sé e per l'avv. __________;

-     
PP avv. __________ (con incarto di ritorno).

 

 

 

 

                                                                                 giudice
__________