# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 86f9cb0a-b7e9-5173-babb-b3b3b03dea7d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-12
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 12.03.2010 D-1395/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1395-2010_2010-03-12.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1395/2010/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 2  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi; 
cancelliere Carlo Monti;

A._______, nato l'8 luglio 1985, alias, 
B._______, nato l'8 luglio 1985, Georgia, 
Ufficio federale della migrazione, 
c/o Centro di registrazione e di procedura, 
Via Motta 1b, 
6830 Chiasso,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 3 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1395/2010

Visti:

la  domanda d'asilo  che l'interessato  ha presentato  in  data  8 febbra-
io 2010 in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio, con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione dell'interessato del 19 febbraio 2010 e del 3 mar-
zo 2010;

la decisione dell'UFM del 3 marzo 2010, notificata al richiedente il me-
desimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 5 marzo 2010 ed i relativi allegati (cfr. timbro del plico rac-
comandato, data d'entrata 8 marzo 2010);

la copia degli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale amministrativo fede-
rale (TAF) tramite fax in data 8 marzo 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni  previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente è toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-
resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 PA) e che è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di 
essa;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del-
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa;

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA e art. 108 LAsi), 
alla forma ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddi-
sfatti e che gli altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti;

che nei citati limiti occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua;

che, pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino giorgiano, nato a C._______, 
nella regione dell'D._______, dove avrebbe vissuto dalla nascita fino al 
24 o 25 dicembre 2009 (cfr. verbali d'audizione del 19 febbraio 2010, 
pagg. 1-2 e del 3 marzo 2010, pag. 6);

che il richiedente avrebbe lasciato il suo Paese d'origine per il timore 
di essere arrestato da un corpo di polizia denominato “E._______” o 
“F._______” per aver filmato la demolizione, tramite cariche esplosive, 
- a suo dire organizzata dal governo - di un monumento a C._______ il 
19 dicembre 2009 che avrebbe causato molte vittime; che, inoltre, sa-

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rebbe espatriato per sottrarsi ai suoi creditori,  i quali  l'avrebbero pic-
chiato (cfr. verbali  d'audizione del  19 febbraio 2010,  pagg. 5-6 e del 
3 marzo 2010, pagg. 5 e 9);

che il  richiedente sarebbe fuggito  da C._______ il  24 o il  25 dicem-
bre 2009 e si sarebbe recato a G._______ dove sarebbe rimasto per 
otto giorni a casa della madre di un suo amico; che, in seguito, sareb-
be espatriato, oppure avrebbe soggiornato a H._______ per circa un 
mese e sarebbe poi espatriato in un autobus - nascosto tra i bagagli - 
attraversando il  confine con la Turchia in un luogo a lui sconosciuto; 
che, dopo un viaggio di due giorni e mezzo, sarebbe arrivato in Grecia, 
a I._______, oppure in un luogo a lui ignoto dove sarebbe rimasto per 
un giorno; che avrebbe poi  raggiunto l'Italia  a J._______ a bordo di 
una nave; che avrebbe quindi preso un treno per K._______ da dove 
ne avrebbe preso un altro per giungere in Svizzera il giorno successi-
vo  in  data  8 febbraio 2010  (cfr.  verbali  d'audizione  del  19 febbra-
io 2010, pagg. 2, 7 e 8 nonché del 3 marzo 2010, pagg. 3 e 5);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi-
tà;

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente  non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Georgia siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto qui 
di rilievo, di contestare la decisione dell'UFM, in quanto il suo passa-
porto gli sarebbe stato trattenuto dal passatore e non avrebbe quindi 
modo  per  recuperarlo,  mentre  la  carta  d'identità  sarebbe  rimasta  a 
casa sua a C._______; che, in tale ambito, ha affermato che sua non-
na non sarebbe in grado di fargliela pervenire essendo lei anziana e 
casa sua chiusa; che, inoltre, avrebbe perso l'agenda con i numeri di 
telefono in Grecia, ragione per cui non sarebbe in grado di contattare 

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nessuno; che ciò non gli sarebbe neppure possibile tramite internet, in 
quanto non avrebbe trovato un luogo d'accesso fino alla data in cui ha 
redatto il ricorso; che, peraltro, ha ribadito i suoi motivi d'asilo presen-
tati già in sede d'audizione e vi ha aggiunto un link di un sito internet - 
dove avrebbe depositato il suo filmato -, e tre articoli di giornale a ri-
prova delle sue affermazioni circa la suddetta demolizione (cfr. ricorso, 
pagg. 2-3);

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua  domanda d'asilo,  la  concessione  dell'asilo  e,  in  via  sussidiaria, 
l'ammissione provvisoria  congiuntamente  ad una  domanda d'esenzi-
one dal  versamento dell'anticipo a copertura delle  presumibili  spese 
processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun do-
cumento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della 
domanda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri -
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari  formalità  amministrative; che,  per  contro,  non sono documenti 
validi  giusta l'art. 32  cpv. 2 lett. a LAsi  quelli  emessi  per  altri  scopi, 
come la licenza di condurre, la carta professionale, il certificato di na-
scita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi  (cfr. 
DTAF 2007/7, consid. 6);

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che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di un mese dalla pre-
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

che,  inoltre, si è semplicemente limitato a dichiarare di non essere in 
grado di  farsi  spedire  la  carta  d'identità,  in  quanto  non avrebbe ac-
cesso ad internet, perché sua nonna sarebbe troppo anziana e casa 
sua sarebbe chiusa e che avrebbe perso la sua agenda con i numeri 
telefonici in Grecia (cfr. verbale d'audizione del 3 marzo 2010, pag. 2 e 
ricorso, pag. 2); 

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  quelle  addotte  dal  ricorrente  non 
possono essere ritenute valide ragioni per non presentare tempestiva-
mente i documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge;

che, oltre a ciò, interrogato sul suo itinerario, egli ha dichiarato di esse-
re espatriato legalmente munito del suo passaporto; che, nonostante 
ciò, egli ha affermato di essersi nascosto tra i bagagli di un autobus, 
cosa che non risulta essere un modo d'agire logico anche se il passa-
tore avesse realmente preso il suo passaporto (cfr. verbali d'audizione 
del 19 febbraio 2010, pag. 7 e del 3 marzo 2010, pagg. 3-4); che, inol-
tre, si è contraddetto sul luogo in cui si sarebbe fermato in Grecia, indi-
cando nella prima audizione I._______ per poi, nella seconda audizio-
ne, dichiarare di non sapere in quale località sarebbe sceso dall'auto-
bus (cfr. verbali d'audizione del 19 febbraio 2010, pag. 7 e del 3 mar-
zo 2010, pag. 4); che, peraltro, non ha saputo dove avrebbe attraversa-
to il confine con la Turchia (cfr. verbale d'audizione del 3 marzo 2010, 
pag. 3); che, infine, ha dapprima allegato di aver avuto il suo ultimo do-
micilio  in  patria  a G._______ per poi  asserire di  aver soggiornato  a 
H._______ prima dell'espatrio (cfr. verbale d'audizione del 19 febbra-
io 2010, pagg. 2 e 7);

che già,  a  tutt'oggi,  varcare il  confine  Schengen senza subire  alcun 
controllo, come il ricorrente ha dichiarato di aver fatto, non è privo di 
difficoltà (cfr. ibidem, pag. 7); 

che, per di più, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazione 
circa l'apprezzamento dell'autorità inferiore in merito alle modalità del 
suo viaggio (cfr. ricorso);

che vista l'inverosimiglianza e l'inattendibilità dell'insieme di tali dichia-
razioni,  questo  Tribunale  ha  ragione  di  considerare  che  l'insorgente 

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non possa avere viaggiato nelle condizioni descritte per il che v'è re-
gione di ritenere che egli dissimuli i documenti d'identità per i bisogni 
della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legislatore ha 
pure introdotto una procedura d'esame materiale,  accelerata e som-
maria,  delle  domande che si  fondano su allegazioni  manifestamente 
inconsistenti o manifestamente irrilevanti;

che la manifesta irrilevanza può risultare,  fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli 
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Georgia per il timore di esser ucciso da parte di terzi;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri-
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, basti rilevare, che per quanto riguarda il filmato su internet, que-
st'ultimo -  contrariamente a quanto  dichiarato dal  ricorrente  -  non è 
stato pubblicato un giorno dopo la demolizione del monumento, bensì 
due giorni dopo, ossia in data 21 dicembre 2009 (cfr. verbali d'audizio-
ne del 19 febbraio 2010, pag. 5 e del 3 marzo 2010, pag. 5); che, inol-
tre, non ha saputo dimostrare che l'utente di nome “L._______”, raffi-
gurato sul sito internet fornito tramite link nel suo ricorso, sia proprio 
l'insorgente; che, per di più,  il  nome del filmato non è “M._______” - 
come allegato dall'autore del gravame -, ma “N._______” (cfr. verbale 

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d'audizione del 19 febbraio 2010, pag. 5); che, oltre a ciò, si è contrad-
detto circa le vittime che avrebbe visto indicando dapprima di aver vi-
sto una donna e suo figlio, per poi passare alla versione di una madre 
e sua figlia (cfr. verbali d'audizione del 19 febbraio 2010, pag. 5 non-
ché del 3 marzo 2010, pagg. 5 e 8); che poteva sbagliare tale fatto non 
avendo l'insorgente dichiarato di aver filmato egli stesso quanto acca-
duto  il  19 dicembre 2009; che,  inoltre,  il  ricorrente,  oltre  a ribadire  i 
suoi motivi d'asilo ed a presentare i  succitati  mezzi di prova, non ha 
contestato le contraddizioni rilevate dall'UFM in merito a quanto dichia-
rato dallo stesso in sede d'audizione; che, premesso ciò, codesto Tri-
bunale non può che concludere che quanto allegato, ossia la demoli-
zione del monumento e le conseguenze per l'insorgente, è inverosimi-
le;

che, per quanto concerne il motivo d'asilo legato ai suoi creditori, v'è 
modo di  rilevare che il  racconto addotto è palesemente irrilevante in 
materia d'asilo ai sensi dell'art. 3 LAsi, trattandosi di persecuzioni da 
parte di terzi; che, in tale ambito, non v'è  motivo di ritenere che egli 
non possa ricevere in patria, se opportunamente sollecitata, un'appro-
priata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei 
suoi confronti;

che, di conseguenza, a mente di questo Tribunale, i motivi d'asilo evo-
cati sono - per quanto riguarda la faccenda dei creditori - irrilevanti e 
sono altresì stati rettamente ritenuti come inverosimili dall'autorità infe-
riore, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte-
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari  ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi-
mento all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente (art. 32 cpv. 3 
lett. c LAsi);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

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che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera  (art.  14  cpv. 1  e  2  come  pure  44  cpv. 1  LAsi  nonché  art.  32 
OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi-
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento  del  ricorrente in  Georgia possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio-
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale  ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è  am-
missibile;

che, inoltre, notoriamente, la situazione vigente in Georgia non appare 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della  popolazione nell'integralità  del  territorio  na-
zionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli è giovane ed 
ha un'esperienza professionale quale operaio edile; che, inoltre, dispo-
ne di una rete sociale intatta in patria, segnatamente sua nonna e gli 
amici della sua defunta madre, i quali si sarebbero sempre presi cura 
del  ricorrente  (cfr. verbale  d'audizione  del  19  febbraio  2010, 
pagg. 2-3);

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che l'insorgente non ha nemmeno preteso nel  gravame di  soffrire  di 
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24); che, peraltro, da un esame d'uffi-
cio degli atti di causa non emerge la necessità di una permanenza in 
Svizzera per motivi medici;

che, anche da questo punto di vista, l'esecuzione dell'allontanamento 
del ricorrente nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione  dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che, di conseguenza, sulla base di quanto precede, anche in materia 
d'allontanamento e relativa esecuzione,  il  gravame va disatteso e la 
querelata decisione dell'autorità inferiore confermata;

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura del-
le presunte spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del TAF, entro un termi-
ne di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
O._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- all'UFM, Centro di  registrazione e di  procedura di  O._______ (via 
fax, per l'incarto N 537 296, con preghiera di notificare la sentenza 
al ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribuna-
le amministrativo federale)

- P._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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