# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0c3ab9e5-f7dd-5e39-84f8-73c35a0cce5a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-01-22
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 22.01.2013 S 2009 177
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2009-177_2013-01-22.pdf

## Full Text

S 09 177
2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

SENTENZA
del 27 aprile 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente prestazioni assicurative LAINF

1. Dal 1989 … è dipendente della ditta … SA e come tale assicurato per le 

conseguenze di infortuni e malattie professionali presso la … (detta qui di 

seguito assicurazione infortuni). Il 10 settembre 2004, … era vittima di un 

incidente della circolazione stradale. Per le conseguenze di tale avvenimento, 

l’assicurazione infortuni forniva inizialmente le prestazioni di legge e il 3 

giugno 2005 ventilava la sospensione parziale dell’indennità giornaliera dal 6 

giugno e quella completa dal 15 settembre 2005. Di fatto il versamento delle 

prestazioni veniva interrotto dal 5 giugno 2005.

2. L’8 giugno 2006, l’assicurazione infortuni dava all’infortunato la possibilità di 

determinarsi sulla pretesa mancanza di copertura assicurativa per l’evento 

occorso nel settembre del 2004. Infatti, … non sarebbe realmente attivo 

presso la ditta … SA, ma lavorerebbe in qualità di indipendente per dei negozi 

di articoli sportivi e come gestore del Ristorante … di …. 

3. L’11 gennaio 2007, a … ed alla omonima società anonima veniva chiesta la 

restituzione delle prestazioni indebitamente ottenute per un ammontare 

complessivo di fr. 30'385.30. Nell’ambito delle opposizioni presentate contro 

tali provvedimenti, tra le parti si cercava di trovare un accordo, tentativo però 

destinato a fallire per cui con formale decisione 28 maggio 2009 

l’assicurazione infortuni negava il proprio obbligo contributivo per le 

conseguenze dell’infortunio del 10 settembre 2004. L’interposta opposizione 

veniva respinta con decisione 22 ottobre 2009. 

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 20 

novembre 2009, … chiedeva l’annullamento del provvedimento impugnato e 

il riconoscimento delle legali prestazioni a titolo di indennità giornaliera e 

spese per il periodo posteriore all’11 aprile 2006 nonché dei relativi interessi 

di mora. Dalla costituzione dell’omonima società anonima, l’istante sarebbe 

sempre stato impiegato come dipendente. Le due attività da esso svolte 

presso l’ospizio montano e i tre negozi di articoli sportivi rientrerebbero tra i 

compiti a lui affidati dalla società che lo occupa. Del resto, l’assicurato non 

avrebbe mai percepito salari da altre aziende, ma sarebbe sempre stato 

stipendiato dalla … SA, la quale a sua volta avrebbe fatturato l’attività di 

consulenza del proprio dipendente alle rispettive aziende. Indiscussa sarebbe 

poi una certa partecipazione del ricorrente al risultato d’esercizio delle aziende 

per cui lavora. Tali utili o le eventuali perdite, computati o addebitate alla … 

SA, sarebbero sempre stati dall’istante dichiarati fiscalmente come 

provenienti da attività accessoria. La forma giuridica scelta dall’istante 

sarebbe rimasta anche con il passare degli anni la stessa e sarebbe stata tale 

già al momento della stipulazione della polizza assicurativa. La decisione di 

restituzione poi sarebbe priva di qualsiasi fondatezza legale. Infatti, la 

valutazione professionale dell’istante sarebbe nota alla convenuta già dal 24 

giugno 2005. La relativa richiesta non sarebbe conseguentemente stata 

presentata entro i termini di un anno dalla conoscenza della pretesa assenza 

di copertura assicurativa per cui sarebbe andata prescritta. Inoltre, sarebbe 

inammissibile pretendere la restituzione della prestazione direttamente 

dall’assicurato quando le indennità giornaliere sarebbero state corrisposte alla 

ditta datrice di lavoro. 

5. Nella propria presa di posizione l’assicurazione infortuni chiedeva la reiezione 

del ricorso. Come confermato dal diretto interessato stesso e come avrebbero 

permesso di stabilire le indagini effettuate dalla convenuta, il ricorrente 

avrebbe svolto la propria attività annuale presso l’ospizio e nei negozi per 

articoli sportivi senza alcun riferimento alla ditta per cui pretenderebbe di 

lavorare. Non avendo all’attivo otto ore settimanali in qualità di dipendente, 

non sussisterebbe neppure una copertura assicurativa per infortuni non 

professionali. Dal 31 dicembre 2007 sarebbe poi stato rescisso il contratto 

assicurativo con la ditta in parola. 

6. Replicando, il ricorrente si riconfermava nelle proprie precedenti allegazioni e 

proposte insistendo sulla possibilità che lo statuto di persona indipendente 

coesista con quello di dipendente. Dal canto suo l’assicurazione infortuni 

convenuta rinunciava a duplicare, non avendo l’istante prodotto nuove 

argomentazione in sede di replica. 

Considerando in diritto:

1. a) La questione litigiosa riguarda la copertura assicurativa per le conseguenze 

dell’infortunio subito dall’istante il 10 settembre 2004. Contrariamente a 

quanto formulato nel petito, un esito positivo del ricorso non permetterebbe 

un giudizio di fondo sui concreti diritti dell’istante a pretese di indennità 

giornaliera, spese e interessi di mora. Su queste specifiche richieste, infatti, 

l’autorità inferiore non si è ancora materialmente pronunciata e non essendo 

state tali questioni oggetto della decisione deferita a questo Giudice non 

possono neppure essere materia di giudizio.

b) Il ricorrente è rimasto vittima di un incidente della circolazione stradale 

allorquando era diretto al matrimonio del fratello. Anche se in seguito, lo scopo 

della corsa in macchina veniva esteso anche alla necessità di procedere ad 

alcune spese per l’ospizio, questo Giudice ritiene corretto considerare che il 

sinistro fosse un infortunio non professionale, giusta la definizione data a 

questo dalla convenuta. 

2. a) Giusta l’art. 1a cpv. 1 della legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni 

(LAINF), sono assicurati d’obbligo i lavoratori occupati in Svizzera. L’art. 1 

della relativa ordinanza (OAINF) specifica che è considerato lavoratore 

chiunque esercita un’attività lucrativa dipendente ai sensi della legislazione 

federale sull’assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (LAVS). Il rinvio alla 

definizione di lavoratore dipendente giusta la LAVS persegue un certo 

coordinamento del diritto delle assicurazioni sociali. In questo senso, colui che 

per la LAVS è considerato persona esercitante attività dipendente va 

considerato in linea di principio tale anche ai sensi della LAINF (Rumo Jungo, 

Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 

Bundesgesetz über die Unfallversicherung, pag. 2). Giusta l'art. 12 LPGA è 

considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito 

dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere 

contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un 

lavoro dipendente (cpv. 2). Giusta la giurisprudenza si deve ammettere 

l'esistenza di un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS quando una delle 

parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo 

o l'organizzazione del lavoro e non sopporta il rischio economico che è a 

carico del datore di lavoro. Vi è infatti attività dipendente se sono dati gli 

elementi tipici del contratto di lavoro, in particolare se l'assicurato lavora a 

tempo, se dipende economicamente dal datore di lavoro e se durante il tempo 

di lavoro è inserito nell'azienda e praticamente non può eseguire altre attività. 

Indizi a favore di questo tipo di rapporto sono l'esistenza di un determinato 

piano di lavoro, la necessità di rendere conto sullo stato dei compiti svolti, così 

come la dipendenza dall'infrastruttura esistente sul posto di lavoro. Un'attività 

indipendente è invece caratterizzata da investimenti rilevanti e dall'utilizzo di 

uffici e personale propri. Il rischio aziendale specifico consiste nel fatto che, 

indipendentemente dal successo dell'attività, insorgono delle spese che 

devono essere sostenute dall'assicurato stesso (DTF 122 V 172 cons. 3c). 

Questi principi non implicano tuttavia, da soli, soluzioni uniformi. Le 

manifestazioni della vita economica possono assumere forme diverse e 

impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle autorità 

amministrative e alla prudenza dei giudici il compito di stabilire in ogni caso 

particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente o dipendente. La 

decisione sarà in genere determinata dalla priorità di certi elementi, quali il 

rapporto di subordinazione o il rischio sopportato, rispetto ad altri che 

supportano soluzioni diverse (DTF 123 V 162 cons. 1, 122 V 171 cons. 3a, 

283 cons. 2a, 119 V 161 cons. 2 con riferimenti e sentenze H 257/03 dell'11 

gennaio 2005 nonché 9C_614/2008 del 1. luglio 2009). Il Tribunale federale 

ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per 

l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto 

attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla 

qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione 

(Pratique VSI 1993 pag. 242 ss.). 

b) Nella fattispecie concreta, l’istante è stipendiato dalla omonima società 

anonima. La ditta veniva creata nel 1989 con lo scopo di gestire il negozio di 

articoli sportivi che apparteneva in precedenza al ricorrente e di partecipare 

ad imprese con scopi analoghi. Inoltre, la società era attiva nella produzione, 

commercio e consulenza nel settore turistico e immobiliare. All’epoca 

dell’infortunio in oggetto, nel 2004, l’assicurato pretendeva di lavorare per 

conto del proprio datore di lavoro (in mandato e come consulente) da 

dicembre ad aprile per dei negozi di articoli sportivi fuori cantone e durante la 

stagione estiva presso l’ospizio alpino. Per la convenuta queste attività 

sarebbero state svolte a titolo indipendente e l’istante non avrebbe in realtà 

lavorato per la società che gli corrispondeva il salario.

c) Si tratta in primo luogo di stabilire se per l’attività presso i tre negozi sportivi e 

presso l’ospizio alpino l’istante fosse occupato per conto proprio o su mandato 

dell’omonima ditta. Da un punto di visto formale, è indubbio che il ricorrente 

sia sempre stato stipendiato unicamente della ditta per cui lavora e che dai 

negozi e dall’ospizio non abbia mai ricevuto alcuna indennità a titolo di salario. 

Sul salario che gli è stato regolarmente corrisposto dalla datrice di lavoro, 

sono sempre stati pagati contributi AVS in qualità di dipendente. Tali 

considerazioni confermano a prima vista la tesi di ricorso. Questo punto di 

vista è poi corroborato dal fatto che nel 2004 – come del resto durante gli anni 

precedenti e quelli successivi – la ditta datrice di lavoro fatturava ai negozi di 

articoli sportivi e all’ospizio alpino le prestazioni fornite dal proprio dipendente. 

Giusta i bilanci della società anonima, nel 2003 e 2004, i negozi sportivi 

versavano al datore di lavoro del ricorrente annualmente fr. 49'000.-- a titolo 

di onorari, mentre all’ospizio, contrariamente agli anni precedenti e quelli 

successivi per detto periodo veniva fatturato solo un onorario di fr. 500.-- per 

il 2004. In questo senso le pretese addotte dall’istante quanto alla sua attività 

vengono integralmente confermate anche dalla forma giuridica scelta e il 

rapporto di lavoro che lo lega alla società datrice di lavoro non è frutto di una 

costruzione a posteriori per godere di privilegi assicurativi, ma è una forma 

che persiste inalterata dalla costituzione della società nel lontano 1989.  

d) La convenuta trae essenzialmente le proprie conclusioni dalle dichiarazioni 

fornite dell’interessato in data 24 gennaio 2006 e giusta le quali lo stesso 

avrebbe lavorato prima dell’infortunio da novembre ad aprile per 67 ore 

settimanali per la ditta di articoli sportivi e da giugno a settembre per 91 ore 

settimanali presso l’ospizio. Un’oretta alla settimana in estate era dedicata al 

disbrigo amministrativo di faccende riguardanti l’attività invernale e viceversa. 

Per l’assicurazione infortuni in base a tali dichiarazioni il ricorrente 

lavorerebbe a tempo pieno nei due rami di attività evocati e non risulterebbe 

alcuna attività svolta per la pretesa società datrice di lavoro. Di conseguenza, 

nell’esercizio delle proprie attività l’istante sarebbe un indipendente. Tale 

conclusione non tiene però conto della situazione del caso concreto. Infatti, 

già dopo l’incidente del 2004, l’assicurato aveva dichiarato di svolgere 

un’attività turistica stagionale nei due settori qui in discussione per conto della 

ditta per cui lavorava (vedi allegazioni fatte in occasione del colloquio del 23 

giugno 2005), mentre non veniva evocata alcuna altra attività. Che il ricorrente 

lavori solo nei due rami sopra indicati non è contestato, determinante è sapere 

se lo fa per nome e per conto della società che lo stipendia o a proprio rischio 

e pericolo. In questo senso le conclusioni che la convenuta trae dalle 

dichiarazioni del 24 gennaio 2006 non reggono alle censure di ricorso. 

e) L’istante è maestro di sci ed è stato allenatore presso il quadro amplificato 

della nazionale di sci. Per questo la sua attività che consiste nel testare dei 

nuovi prodotti con la clientela e in generale di vendere articoli sportivi per tre 

botteghe è perfettamente conciliabile con il mandato per conto della società 

per cui lavora, il cui dichiarato scopo sociale si identifica perfettamente con 

l’attività che l’istante svolge presso i negozi di articoli sportivi. Per il proprio 

lavoro, l’assicurato percepisce un regolare salario dalla ditta che lo ha assunto 

e questa fattura gli onorari del dipendente ai negozi sportivi. In questo senso 

l’istante non sopporta alcun rischio aziendale per l’attività svolta, giacché dal 

1989 in poi ha sempre beneficiato di un salario annuo fisso che costituisce la 

maggiore delle sue entrate da attività lucrativa (media annuale tra fr. 30'000.-- 

e 40'000.--). Il fatto che egli partecipi agli utili o alle perdite di detti negozi in 

qualità di socio non permette di concludere alla qualità di indipendente, 

giacché come si è detto il suo salario non dipende da tali risultati contabili. 

Inoltre la sua presenza in detti centri di vendita si limita ad un ristretto periodo 

dell’anno e quindi l’incombenza che grava sul ricorrente è certamente più 

vicina a un rapporto di consulenza e di mandato che alla conduzione vera e 

propria del negozio. Le modeste partecipazioni al risultato d’esercizio sono 

del resto sempre state dichiarate fiscalmente dal ricorrente come proventi da 

attività lucrativa accessoria indipendente (vedi le relative dichiarazioni fiscali). 

Come poi asserito giustamente dall’istante lo statuto di indipendente può 

coesistere con quello di lavoratore dipendente (art. 12 cpv. 2 LPGA). Per i 

negozi di articoli sportivi prevalgono in dette condizioni indubbiamente gli 

elementi che depongono a favore di uno statuto di dipendente. La situazione 

relativa alla gestione dell’ospizio è solo in parte uguale a quella riguardante i 

negozi di articoli sportivi. Inizialmente, l’istante gestiva durante la stagione 

estiva l’ospizio affittato da una terza persona occupando dei lavoratori, mentre 

in seguito, l’esercizio veniva affittato direttamente dal ricorrente. Dalla 

gestione di tale esercizio l’istante non ha mai percepito un salario, ma per le 

sue prestazioni la società anonima fattura all’ospizio i relativi onorari. In detta 

attività vi sono pertanto elementi tipici dell’attività di dipendente e di 

indipendente. 

f) Dal fatto che l’istante sia il solo dipendente e amministratore della società che 

gli corrisponde il salario non è dato concludere automaticamente ad uno 

statuto di indipendente. Già in base alla polizza assicurativa stipulata, la 

società in parola veniva definita di consulenza imprenditoriale ed il quadro 

generale dei premi del 1995 era riferito a dei salari di fr. 48'000.-- per gli uomini 

e di fr. 10'400.-- per le donne. Sulla base di tali pattuizioni, era pertanto palese 

che la datrice di lavoro potesse occupare poco più di un dipendente a tempo 

pieno. Un’attività di consulenza come quella esercitata dal ricorrente per i 

negozi di articoli sportivi implica poi necessariamente una certa libertà di 

azione e gestione dei propri mandati, per cui dal fatto che l’assicurato sia 

anche amministratore unico della società non è dato trarre indizi certi a favore 

della tesi della convenuta. L’attività presso l’ospizio è poi stata dal ricorrente 

stesso definita a volte come dipendente e come indipendente, fatto che 

rispecchia la pluralità di indizi che caratterizza questa attività. 

g) Se per quanto riguarda la consulenza prestata presso i negozi di sport, il 

lavoro svolto dall’istante lo lascia chiaramente apparire come una persona 

dipendente dalla ditta che lo stipendia, per la gestione dell’ospizio vi sono 

effettivamente anche elementi che sostengono la tesi contraria, come 

l’indipendenza nella conduzione dell’esercizio pubblico. In una valutazione 

globale a questa indipendenza si contrappone la completa assenza di rischio 

professionale per cui non è dato concludere che gli elementi che depongono 

a favore dello statuto di indipendente prevalgano sugli altri, come preteso a 

posteriori dell’assicurazione infortuni. Per questo giudice, è pertanto dato 

considerare che nell’esercizio delle due attività in questione l’istante lavori in 

qualità di dipendente dell’omonima società e che conseguentemente sia 

obbligatoriamente assicurato anche per le conseguenze di infortuni non 

professionali, essendo occupato mediamente a tempo pieno e comunque per 

più di otto ore settimanali (vedi art. 13 cpv. 1 LAINF). 

3. Anche se, in principio, per ogni infortunio annunciato l’assicurazione 

competente può procedere ad un esame delle condizioni di assoggettamento, 

nell’evenienza la rimessa in discussione della copertura assicurativa nei 

termini proposti dà comunque adito a serie perplessità. Dalla costituzione 

dell’omonima società anonima e dalla stipulazione del contratto nel quadro 

della LAINF la situazione del ricorrente è rimasta nei confronti della convenuta 

essenzialmente invariata e l’assicurazione infortuni ha numerose volte 

riconosciuta senza riserve la propria copertura e responsabilità, 

essenzialmente per infortuni non professionali. Anche dopo il colloquio del 

giugno 2005, la convenuta aveva semplicemente ventilato l’intenzione di 

sospendere le prestazioni assicurative per questioni di ordine medico, senza 

formulare alcuna reticenza sull’assoggettamento. Era poi stato sulla base di 

risposte a domande formulate in modo diverso che veniva negata la copertura 

assicurativa, senza però alcuna rilevante modifica di una situazione fattuale 

e/o giuridica che dura da anni. In questo senso, l’agire della convenuta che 

per anni non ha avanzato riserve nei confronti dell’assicurato, che ha 

inizialmente riconosciuto il proprio obbligo di fornire prestazioni senza alcuna 

riserva e che ad un anno e mezzo dal sinistro si è decisa a mettere in dubbio 

la copertura assicurativa non sfuggirebbe completamente alle critiche 

espresse nel ricorso anche in merito alla pretesa violazione del principio della 

buona fede ancorato all’art. 9 CF, che conferisce ad ogni individuo la facoltà 

di esigere che l'autorità si conformi alle sue promesse e sia coerente nei propri 

comportamenti, evitando di contraddirsi o di deludere la fiducia da essa 

ragionevolmente suscitata (DTF 131 II 627 cons. 6.1, 130 I 26 cons. 8.1, 125 

I 219 cons. 2c, 122 II 123 cons. 3b/cc e 121 I 181 cons. 2a). Per il futuro, 

indipendentemente dal fatto che lo statuto del lavoratore, almeno per quanto 

riguarda l’attività presso l’ospizio, potrebbe sembrare assumere tratti sempre 

più indipendenti, in seguito alla rescissione del contratto assicurativo dal 31 

dicembre 2007, la questione della copertura assicurativa non riveste 

comunque più alcuna importanza nei confronti della convenuta.  

4. a) In conclusione, il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata. 

L’istante gode della copertura assicurativa per l’infortunio occorsogli il 10 

settembre 2004. Giusta l’art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA, la procedura è gratuita. Il 

ricorrente che vince la causa e che si è avvalso della collaborazione di un 

rappresentante legale ha diritto alla rifusione delle ripetibili (art. 61 lett. g 

LPGA). Giusta una recente sentenza del Tribunale federale, una persona 

assicurata patrocinata dal legale di un‘assicurazione di protezione giuridica 

che vince la causa ha diritto al rimborso delle ripetibili per la procedura di 

ricorso cantonale. La nozione di avente diritto a ripetibili non è, infatti, di 

competenza dei cantoni né concerne l’applicazione di una norma di diritto 

cantonale, atteso che le garanzie procedurali minime del diritto federale 

conferiscono alla parte il diritto di ottenere ripetibili per la procedura di primo 

grado (DTF 135 V 474 cons. 2 e 3). Per la prassi di questo Giudice (STA S 09 

127 e 07 118), in questi casi le parti non hanno diritto al risarcimento di un 

onorario calcolato in base alla ordinaria tariffa d’avvocato, giacché la 

situazione di detti legali non può essere parificata a quella dei liberi 

professionisti. Anche per il Tribunale federale non vi è alcuna disposizione di 

diritto federale che imponga l’uguaglianza d’indennizzo tra i liberi 

professionisti e gli incaricati di un’organizzazione di autoaiuto o di 

un’assicurazione di protezione giuridica, in quanto la situazione di quest’ultime 

è diversa. Tali enti non hanno fini lucrativi e gli avvocati impiegati non 

sopportano il rischio economico dell’attività. Per l’Alta Corte federale 

l’indennità oraria per queste organizzazioni dovrebbe situarsi tra fr. 130.-- e 

180.--. Questo importo esclude a grandi linee il conseguimento di un utile per 

l’organizzazione e permette invece di coprire i costi. Entro tali parametri, la 

fissazione della concreta indennità oraria spetta ai cantoni (vedi sentenze del 

Tribunale federale 9C_415/2009 del 12 agosto 2009 e 9C_688/2009 del 19 

novembre 2009). Il 2 febbraio 2010 (STA S 09 127), Tribunale amministrativo 

ha deciso che a livello cantonale l’indennità oraria era da stabilirsi a fr. 160.--

. 

b) Nell’evenienza concreta, la legale dell’assicurazione protezione giuridica ha 

introdotta una nota d’onorario sulla base di una retribuzione oraria di fr. 185.-

-. Applicando la tariffa oraria cantonale di fr. 160.--, l’indennità a titolo di 

ripetibili viene stabilita in base ad un onorario della rappresentante ridotto a fr. 

3'376.-- e alle spese di fr. 193.-- per un importo complessivo di fr. 3'569.--. 

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata.

2. La procedura è gratuita.

3. La … versa a … fr. 3'569.-- a titolo di ripetibili.

L’interposto ricorso al Tribunale federale è stato in data 30 maggio 2011 accolto e la 

causa rinviata al Tribunale amministrativo per nuovo giudizio (8C_691/2010).