# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f8d359f-c94b-5b4b-9bf1-b82c6e484855
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-06-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.06.2008 C-6742/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6742-2007_2008-06-18.pdf

## Full Text

Corte II I
C-6742/2007
{T 0/2}

Sentenza del 18 giugno 2008 

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Bernard Vaudan, Ruth Beutler, 
cancelliere Graziano Mordasini.

A._______ e B._______,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

 C-6742/2007

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

che  con  lettere  del  27 giugno,  rispettivamente  4 luglio  2007, 
A._______  e  B._______,  domiciliati  a  C._______,  hanno  invitato 
D._______cittadina colombiana nata l'..., a venire in Svizzera per una 
visita  dal  2 agosto  al  1°  novembre  2007,  garantendo  nel  contempo 
l'assunzione di tutte le spese, vitto, alloggio ed ogni altra incombenza 
di ordine finanziario relative al soggiorno di quest'ultima;

che  in  data  12 luglio  2007,  D._______  ha  presentato  presso  il 
Consolato di Svizzera a Calì una domanda di visto per la Svizzera al 
fine  di  soggiornare  per  un  periodo  di  tre  mesi  presso  la  madre 
B._______, precisando nel contempo di essere nubile ed estetista;

che a sostegno della succitata domanda di visto, la richiedente ha in 
particolare prodotto agli atti una dichiarazione del suo datore di lavoro 
attestante  la  sua  attività  di  estetista,  copia  della  riservazione  di  un 
biglietto aereo per la Svizzera e una copia dell'assicurazione viaggio 
conclusa in suo favore dagli invitanti;

che  in  data  17 settembre  2007,  l'UFM ha  emesso  una  decisione  di 
rifiuto  dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di 
D._______,  considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della 
situazione socioeconomica prevalente  in  Colombia,  ed in  particolare 
delle disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, la 
sua  uscita  dal  territorio  della  Confederazione  alla  scadenza  del 
soggiorno  previsto  non  poteva  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  l'autorità  intimata  ha  inoltre  sottolineato  che  l'interessata  non 
poteva  avvalersi  di  legami  familiari  (persona  in  giovane  età  senza 
impegni familiari) o professionali stretti con il suo paese d'origine e che 
il  fatto  che  essa  potesse  lasciare  la  Colombia  per  un  periodo  così 
lungo (tre mesi) la confortava nell'apprezzamento della fattispecie;

che l'UFM ha infine rilevato come la presenza della madre in Svizzera 
potrebbe costituire un motivo supplementare per tentare di prolungare 
il suo soggiorno sul territorio della Confederazione;

che con scritto del 28 settembre 2007, rimesso alla Posta il 2 ottobre 
successivo, A._______ e B._______ hanno interposto ricorso avverso 

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la precitata decisione, affermando che D._______ intrattiene da cinque 
anni una relazione sentimentale in Colombia, paese in cui lavora a sua 
piena  soddisfazione  come  estetista  presso  una  clinica,  i  cui 
responsabili hanno autorizzato la sua assenza dal lavoro per tre mesi 
(cfr. dichiarazione del datore di lavoro del 25 settembre 2007);

che i  ricorrenti  hanno poi  precisato che B._______ soffre di  allergie 
che le causano problemi respiratori, di modo che essa è impossibilitata 
ad affrontare un lungo viaggio in Colombia (cfr. certificato medico del 
1° ottobre 2007);

che  essi  hanno  infine  ribadito  la  loro  volontà  di  assumersi  tutte  le 
spese  relative  alla  visita  dell'interessata,  rilevando  di  disporre  dei 
necessari mezzi finanziari;

che  chiamato  ad  esprimersi  sul  ricorso,  con  preavviso  del 
22 novembre  2007,  l'UFM  ha  postulato  la  reiezione  del  gravame, 
rilevando  come  il  rientro  in  patria  di  D._______  non  fosse 
sufficientemente garantito e sottolineando a questo proposito come le 
garanzie  fornite  per  quel  che  concerne  l'accoglienza  e  la  presa  a 
carico delle spese di soggiorno in Svizzera non sono decisive;

che l'autorità di prime cure ha poi ritenuto che la richiedente, persona 
giovane  e  senza  impegni  familiari  particolari  in  Colombia,  potrebbe 
tentare di lasciare il suo paese d'origine con la speranza di trovare in 
Svizzera,  ove  risiede  sua  madre,  condizioni  di  vita  migliori,  per  lei 
dapprima  e  ulteriormente  per  il  suo  fidanzato,  di  modo  che  le 
argomentazioni  in  merito  alla  sua  situazione  professionale  vanno 
relativizzate;

che  il  suddetto  ufficio  ha  infine  affermato  che  il  fatto  che  la  madre 
dell'interessata  soffra  di  asma bronchiale  allergica  non significa  che 
essa  sia  del  tutto  impossibilitata  a  fare  visita  alla  figlia  all'estero  in 
futuro;

che,  invitati  a  prendere posizione in  merito  al  preavviso dell'autorità 
intimata, i ricorrenti non hanno reagito;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art.  31  LTAF il  Tribunale  amministrativo  federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

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dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF;

che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 
173.110]);

che l'entrata in  vigore,  il  1° gennaio 2008,  della  legge federale sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente 
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente  l'entrata  e la  notificazione degli  stranieri  (vOEnS, 
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (vOLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);

che la  domanda oggetto della  presente procedura di  ricorso è stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 
(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;

che, di contro, conformemente alla regolamentazione transitoria di cui 
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate 
prima dell'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della LStr è retta dal 
nuovo diritto;

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF);

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che A._______ e B._______ hanno diritto di  ricorrere (art. 48 PA) e 
che il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla 
legge, è ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA);

che per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto 
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 vOEnS);

che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM 
(art. 18 vOEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a vLDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 vLDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a vOLS);

che la  Svizzera non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano 
venire in  questo paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di 
lunga  durata,  quindi  è  legittimo  applicare  una  politica  restrittiva  in 
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.;  ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police  des  étrangers,  Rivista  di  Diritto  amministrativo  e di  Diritto 
fiscale [RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in 
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare 
nel  loro  paese  d'origine,  in  caso  di  bisogno  o  al  termine  del  loro 
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 vOEnS);

che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 vLDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 
1 vOEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de 
la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 
24;  PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss);

che  il  visto  è  rifiutato  se  lo  straniero  non  adempie  alle  condizioni 
d'entrata di cui all'art. 1 vOEnS (cfr. 14 cpv. 1 vOEnS), vale a dire in 
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza 

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dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini  prescritti  (cfr.  art.  1  cpv. 2  lett.  c 
vOEnS);

che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente;

che  nella  fattispecie,  tenuto  conto  dell'insieme  delle  risultanze 
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di D._______ alla 
scadenza  del  soggiorno  previsto  non  può  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  in  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante  in  Colombia,  e  viste  le  considerevoli  disparità  economiche 
esistenti  tra questo paese e la Svizzera, il  TAF non può escludere il 
rischio che l'interessata non faccia ritorno in patria alla scadenza del 
visto richiesto;

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un 
permesso d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano in  Svizzera,  non 
prendono più  in  considerazione  il  ritorno nel  loro  paese d'origine,  e 
che,  nonostante  le  promesse  di  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano 
ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro 
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi;

che, in ragione della situazione personale di D._______, questa ipotesi 
non può essere esclusa nella fattispecie;

che  dalle  informazioni  fornite  alle  autorità  elvetiche  nel  corso  della 
procedura si evince che il fidanzato della richiedente vive in Colombia;

che, sebbene si debba riconoscere che un tale legame sia proprio, in 
una  certa  misura,  da  incitare  una  persona  a  rientrare  in  patria  al 
termine del soggiorno auspicato, esso non è comunque sufficiente ad 
assicurarne il ritorno nel paese d'origine;

che  la  richiedente  è  nubile,  in  giovane  età  e  senza  figli  e  quindi 
senz'altro in grado di costruirsi una nuova esistenza lontano dalla sua 
patria, senza che ciò comporti per lei delle difficoltà maggiori sul piano 
personale o familiare;

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che, tenuto conto della suddetta situazione personale, e nella misura 
in cui D._______ ritrova in Svizzera la madre e il di lei marito, non si 
può  escludere  che,  una  volta  arrivata  sul  territorio  della 
Confederazione, la richiedente tenti con ogni mezzo di restarvici;

che nel quadro della sua domanda di visto l'interessata ha affermato di 
lavorare  in  qualità  di  estetista  presso  una  clinica,  come  peraltro 
comprovato dalla documentazione agli atti;

che,  come  rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  intimata  nella  sua 
decisione del 17 settembre 2007, il fatto che essa possa lasciare il suo 
paese  per  un  periodo  così  lungo  (tre  mesi)  mal  si  concilia  con 
l'esercizio  di  un'attività  lucrativa  e  fa  sorgere  dei  dubbi  in  merito 
all'intensità  dei  legami  professionali  con  il  suo  paese  d'origine,  e 
questo nonostante l'autorizzazione rilasciata dal suo datore di lavoro 
ad  un'assenza  per  il  suddetto  lasso di  tempo (cfr. dichiarazione del 
25 settembre 2007);

che  i  legami  professionali  che  l'invitata  intrattiene  con  il  suo  paese 
d'origine non appaiono quindi sufficientemente intensi da garantirne il 
ritorno in Colombia;

che, di transenna, il rifiuto di cui è stata oggetto D._______ non è tale 
da costituire un ostacolo al mantenimento delle relazioni con la madre 
e il di lei marito residenti in Svizzera, potendo quest'ultimi renderle a 
loro  visita,  e  questo  nonostante  gli  inconvenienti  di  ordine  pratico  o 
economico che ne potrebbero derivare;

che per quanto attiene l'allergia agli acari della polvere di cui soffre la 
madre  della  richiedente,  si  rileva  come  dal  certificato  medico  del 
1° ottobre 2007,  non risulti  un'impossibilità  assoluta  per  la  stessa di 
viaggiare  (“deve possibilmente evitare  di  trovarsi  in  ambienti  polverosi”)  e 
che,  come  rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  intimata  nel  suo 
preavviso del 22 novembre 2007, tale affezione allergica non significa 
che quest'ultima sia del tutto impossibilitata a rendere visita alla figlia 
all'estero in futuro;

che le  garanzie  fornite  da A._______ e  B._______ in  relazione alla 
presa a carico delle spese cagionate dal soggiorno auspicato, nonché 
le  loro  assicurazioni  secondo  le  quali  l'invitata  avrebbe  lasciato  la 
Svizzera  allo  spirare  del  visto,  non  sono  tali  da  impedire  ad  un 
cittadino straniero,  una volta  sul  territorio  elvetico, di  intraprendere i 

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passi  necessari  per  stabilirvisi  durevolmente  (cfr.  sentenza  del 
Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);

che  l'esperienza  ha  a  più  riprese  dimostrato  come  le  dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere  del  visto,  così  come  le  garanzie  finanziarie  fornite 
dall'ospitante,  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione, 
prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la 
partenza  di  un  cittadino  straniero  nei  termini  stabiliti  (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC] 57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  oggetto  non  è  tale  da  mettere  in 
discussione  la  buona  fede  di  persone  residenti  regolarmente  in 
Svizzera, le quali hanno invitato un terzo domiciliato all'estero per un 
soggiorno turistico;

che  l'avvenuta  stipulazione  da  parte  degli  invitanti  di  una  polizza 
assicurativa relativa al prospettato soggiorno in Svizzera di D._______ 
non è tale da modificare la situazione, in quanto le garanzie fornite sul 
piano  finanziario,  sebbene  siano  effettivamente  prese  in 
considerazione al momento di  pronunciarsi  sulla questione di sapere 
se  un  visto  può  essere  accordato  ad  un  cittadino  straniero  che  lo 
sollecita, non possono essere considerate come decisive, nella misura 
in  cui  esse  non  vincolano  la  richiedente,  la  quale  risponde 
individualmente  del  proprio  comportamento  e  di  conseguenza  non 
permettono minimamente  di  escludere  l'eventualità  che l'interessata, 
una volta in Svizzera, non cerchi di prolungare la sua presenza (cfr. a 
questo proposito la sentenza del Tribunale federale 6S.281/2005 sopra 
citata);

che, alla luce di quanto esposto, il  TAF ritiene che il  ritorno in patria 
della  richiedente non può essere considerato come sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS), di modo che le condizioni per 
il rilascio di un permesso d'entrata non sono adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 
49 PA); 

che il ricorso è respinto;

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che le spese di procedura sono pertanto poste a carico dei ricorrenti 
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli  art. 1  a 3 del 
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]); 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr.  600.-,  sono  poste  a  carico  dei 
ricorrenti e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 12 ottobre 2007.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 2 308 677 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Data di spedizione: 

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