# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7fa0d2d2-b597-5fcd-90d0-ee6fd8f5f305
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-03-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.03.2007 A-2025/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2025-2006_2007-03-20.pdf

## Full Text

Corte I
A-2025/2006
{T 0/2}

Sentenza del 20 marzo 2007

Composizione: Claudia Pasqualetto Péquignot, Giudice presidente.
Beat Forster e André Moser, Giudici.
Marco Savoldelli, Cancelliere.

X._______,
ricorrente,

contro

Ispettorato federale degli impianti a corrente forte, Luppmenstrasse 1,
8320 Fehraltorf,
istanza inferiore,

concernente
Domanda di rilascio di autorizzazione per effettuare controlli.
Decisione del 23 ottobre 2006.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto:

A. Il 9 agosto 2005, X._______ ha indirizzato all'ispettorato federale degli im-
pianti a corrente forte (nel seguito: l'ispettorato) una richiesta di rilascio di 
un'autorizzazione  di  controllo  giusta  l'art. 27  dell'ordinanza  federale  del 
7 novembre 2001 concernente gli impianti elettrici a bassa tensione (OIBT; 
RS 734.27). 

B. Contestualmente all'esame di tale richiesta, l'ispettorato ha fissato un in-
contro  presso  l'officina  di  X._______  per  il  giorno  di  martedì  23 maggio 
2006.

Il giorno stesso, l'incontro è però stato annullato a causa dell'improvviso ri-
covero in ospedale di X._______.

L'ispettorato ha quindi fissato un nuovo incontro per lunedì 25 settembre 
2006, questa volta a Fehraltorf.

C. Il 25 settembre 2006, accompagnato dal figlio, X._______ si è presentato 
presso gli uffici dell'ispettorato.

In  quell'occasione,  in  assenza  di  personale  italofono,  i  collaboratori 
dell'ispettorato si sono rivolti ad X._______ in lingua francese porgendogli 
svariate  domande.  Anche il  protocollo  che dà conto  dell'incontro  è stato 
redatto in francese.

D. Il 23 ottobre 2006 l'autorità di prima istanza ha emanato la decisione impu-
gnata.  In  sostanza,  sulla  scorta  delle  risposte  alle  domande  postegli  il 
25 settembre 2006, essa ha respinto la richiesta d'autorizzazione consta-
tando che X._______ non conosce le misure elementari  per la messa in 
servizio di un impianto elettrico.

E. Con atto del 9 novembre 2006 indirizzato alla Commissione federale di ri-
corso  in  materia  di  infrastrutture  e  ambiente  (CRINAM),  X._______  (nel 
seguito: il ricorrente) ha impugnato la decisione di cui sopra. Egli solleva 
diverse censure, in particolare relativamente alla lingua utilizzata durante 
l'incontro  del  25 settembre 2006,  chiedendo che l'ispettorato proceda ad 
una nuova valutazione del caso sulla base di un colloquio in lingua italia-
na.  Sviluppa  per  altro  un'argomentazione  sulla  natura  di  vero  e  proprio 
esame del  colloquio  del  25 settembre  2006,  aggiungendo di  non essere 
mai stato informato dello scopo esatto di questo incontro.

F. Dal  canto suo,  con presa di  posizione del  22 febbraio 2007,  l'ispettorato 
puntualizza che l'audizione del  25 settembre  2006 si  è  imposta  a causa 
dell'età del ricorrente, ma che tale elemento non è comunque stato deter-
minante per la valutazione della sua richiesta. Esso conferma che la stes-
sa ha avuto luogo in lingua francese, escludendo però che la lingua utiliz-
zata abbia potuto giocare un ruolo sul suo esito. L'ispettorato stigmatizza 
infine il comportamento del ricorrente, il quale, a suo dire, avrebbe chiesto 
di essere interrogato in italiano solo dopo che era emerso che egli non di-
spone più delle conoscenze specialistiche richieste.

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Considerando in diritto:

1. Il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  è  competente  per  decidere  il 
presente  gravame,  di  cui  è  oggetto  la  decisione  del  23 ottobre  2006 
dell'ispettorato, in virtù degli art. 1, 31, 32, 33 e 53 cpv. 2 della legge fede-
rale  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF; 
RS 173.32).

Sempre giusta l'art. 53 cpv. 2 LTAF, esso giudica i ricorsi pendenti presso 
le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 
dei dipartimenti al 1. gennaio 2007, nella fattispecie la CRINAM, applican-
do il nuovo diritto processuale.

2. Il ricorrente è destinatario della decisione impugnata, da lui stesso provo-
cata. Nella misura in cui tale decisione gli rifiuta l'autorizzazione richiesta, 
egli  è senz'altro legittimato a ricorrere (art. 48 cpv. 1 lett. a-c della legge 
federale  del  20  dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  [PA; 
RS 172.021], applicabile alla presente procedura giusta l'art. 37 LTAF).

I requisiti di termini e di forma (art. 50 segg. PA) sono per altro rispettati. Il 
TAF entra perciò nel merito del ricorso.

3. Censurata è innanzitutto la lingua in cui si è tenuto il colloquio del 25 set-
tembre 2006, sulla base del quale l'ispettorato ha deciso di rifiutare l'auto-
rizzazione richiesta dal ricorrente.

A tal proposito va osservato che l'art. 70 cpv. 1 della Costituzione federale 
del 18 aprile 1999 (Cost; RS 101) riconosce l'italiano – al pari del tedesco 
e del francese – quale lingua ufficiale della Confederazione. Alle tre lingue 
citate si aggiunge il romancio, idioma che assume carattere di lingua uffi-
ciale nei rapporti tra lo Stato e le persone di madrelingua romancia.

Da questa regolamentazione, risulta che ogni cittadino, sempre che la lin-
gua da lui parlata sia una delle quattro riconosciute, ha di principio diritto a 
conferire con le autorità della Confederazione nella propria lingua madre. 
Questo diritto non si limita soltanto agli atti scritti di procedura; trova appli-
cazione  anche  nei  contatti  orali  colle  autorità  federali  (ANNETTE 
GUCKELBERGER,  Das  Sprachenrecht  in  der  Schweiz,  in:  Schweizerisches 
Zentralblatt  für  Staats-  und  Verwaltungsrecht  106/2005,  Zurigo  2005, 
pag. 609  segg.,  618;  REGULA KÄGI-DIENER,  in:  Die  Schweizerische  Bun-
desverfassung, Zurigo/Basilea/Ginevra 2002, ad art. 70, no. 7). Eccezioni 
al diritto all'osservanza della lingua dell'amministrato sono possibili quando 
l'autorità federale compie "atti  materiali"  (fornisce informazioni, dà indica-
zioni o svolge operazioni varie): in questi casi, la problematica va giudicata 
di  volta  in  volta,  in  modo  pragmatico  (ANDREAS AUER/GIORGIO 
MALINVERNI/MICHEL HOTTELIER, Droit constitutionnel suisse, vol. II, 2. edizione, 
Berna 2006, no. 644). 

Dal punto di vista procedurale, lo stesso principio era da tempo concretiz-
zato nell'art. 37 vPA, in vigore fino al 31 dicembre 2006 e applicabile nella 

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fattispecie. Questa disposizione imponeva alle autorità di notificare le loro 
decisioni  nella  lingua  ufficiale  in  cui  le  parti  avevano  presentato 
rispettivamente avrebbero presentato le loro domande. Vero è che questa 
norma  trattava  soltanto  della  notifica  della  decisione,  essa  non  cambia 
comunque  niente  al  più  ampio  contenuto  del  diritto  garantito  dall'art. 70 
Cost. 

Per altro, il diritto all'uso della propria lingua ufficiale nei rapporti con le au-
torità  ha  recentemente  trovato  una  sua  ulteriore  concretizzazione 
nell'art. 33a PA (cfr. al riguardo Foglio Federale [FF] 2001 3958). L'art. 33a 
PA, in vigore dal 1. gennaio 2007, estende infatti l'obbligo dell'uso della lin-
gua ufficiale determinante (ovvero la lingua in cui le parti hanno presentato 
o presenterebbero le proprie conclusioni) a tutte le fasi di un procedimento 
amministrativo. 

Va aggiunto infine che il principio citato trova applicazione nei confronti di 
ogni autorità centrale della Confederazione e che ad esso può essere de-
rogato  solo  con  l'accordo  dell'interessato  (al  riguardo  cfr.  MARCO BORGHI, 
Langues  nationales  et  langues  officielles,  in:  Verfassungsrecht  der 
Schweiz, Zurigo 2001, pag. 593 segg., no. 34). 

3.1 Nel caso in esame, il ricorrente vive e lavora nel Canton Ticino. 

Fin dalla richiesta del 9 agosto 2005 egli  si è espresso in italiano e pure 
tutta la corrispondenza intercorsa con l'ispettorato ha avuto luogo in que-
sta lingua.

Gli unici documenti redatti in francese presenti nell'incarto sono la propo-
sta di appuntamento del 19 aprile 2006 – che però è stata confermata con 
lettera del 9 maggio seguente, anch'essa in italiano –  e il "rapport d'audit" 
che dà conto del querelato colloquio. 

Anche la decisione colla quale l'ispettorato rifiuta al ricorrente l'autorizza-
zione richiesta è redatta in italiano e non in francese, conformemente al te-
nore dell'art. 37 vPA, ora sostituito dall'art. 33a PA di cui già si è detto (in 
proposito cfr. sempre FF 2001 3958).

In altre parole, non vi è dubbio alcuno che la lingua da usare nei confronti 
del ricorrente è stata ed è l'italiano.

3.2 Per  i  principi  ricordati  (consid. 3),  il  Tribunale  ritiene  che l'audizione  del 
25 settembre  2006  non può essere  considerata  come un semplice  "atto 
materiale".  Per  l'importanza  conferitagli  dall'ispettorato  medesimo,  essa 
costituisce piuttosto la base stessa della decisione impugnata. 

3.3 Dagli  atti,  rispettivamente  dal  comportamento  del  ricorrente,  non  si  può 
evincere nessun consenso all'uso di un'altra lingua in occasione del collo-
quio del 25 settembre 2006. In particolare, non emerge da nessun docu-
mento, neppure dalla presa di posizione dell'autorità di prima istanza, che 
il ricorrente abbia mai acconsentito anticipatamente all'uso del francese al 
posto dell'italiano (al riguardo, cfr. anche la seguente consid. 3.4.).

3.4 Contrariamente all'avviso dell'istanza inferiore, il comportamento del ricor-
rente non risulta né intempestivo né lesivo del principio della buona fede 

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(Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC], 66.48, consid. 5.2.2.; DTF 121 I 225, consid. 3). 

Pur avendo iniziato a rispondere alle domande postegli  in francese – ciò 
che si  può ben comprendere,  visto  che egli  aveva affrontato  un viaggio 
espressamente per potersi incontrare con i collaboratori dell'ispettorato – 
le  parti  sono infatti  concordi  nell'affermare  che egli  ha rimostrato  contro 
l'agire dell'ispettorato ancora nel corso dell'incontro (quindi prima di cono-
scere l'esito dello stesso), chiedendo di venire interrogato in italiano.

Tenuto conto di quanto precede, la censura del ricorrente si rivela fondata. 
Egli  aveva pieno diritto che il  colloquio con i collaboratori  dell'ispettorato 
avesse luogo in italiano. 

4. Sollevata contestualmente ad un procedimento amministrativo, la violazio-
ne riscontrata configura nel contempo una lesione del diritto di essere sen-
tito garantito  dall'art. 29 cpv. 2 Cost (MARKUS SCHEFER,  Grundrechte in der 
Schweiz, Berna 2005, pag. 103; MICHELE ALBERTINI, Der verfassungsmässige 
Anspruch  auf  rechtliches  Gehör  im Verwaltungsverfahren des  modernen 
Staates,  Berna 2000,  pag. 342  seg.;  ALFRED KÖLZ/ISABELLE HÄNER,  Verwal-
tungsverfahren  und  Verwaltungsrechtspflege  des  Bundes,  2.  edizione, 
Zurigo 1998, no. 292 segg., 312). 

Trattandosi di garanzia di natura formale – non sanabile nell'ambito della 
presente  procedura  in  quanto,  nonostante  il  pieno  potere  cognitivo  del 
TAF, esso non può sostituirsi  all'ispettorato nella  valutazione tecnica del 
caso – , il suo mancato rispetto ha come conseguenza la ripetizione dell'in-
tero procedimento in cui è stata violata (TOBIAS JAAG, Die Verfahrensgaran-
tien der neuen Bundesverfassung, in: Die neue Bundesverfassung, Zurigo 
2002,  pag. 25 segg.,  48;  DTF 127 I 128, consid. 4d).  Ne discende che la 
decisione impugnata dev'essere annullata e l'incarto rimesso all'ispettora-
to, affinché proceda ad un'audizione del ricorrente in lingua italiana, quindi 
statuisca nuovamente sulla sua richiesta.

In merito alle altre censure sollevate (criterio dell'età e mancato avviso cir-
ca la natura d'esame attribuita al colloquio con il richiedente), che non sa-
ranno qui ulteriormente trattate, il  Tribunale rinvia comunque il  ricorrente 
alla sentenza del Tribunale federale 2A.366/2004 del 7 luglio 2004 con la 
quale, in un caso analogo, la correttezza della procedura di audizione se-
guita dall'ispettorato è stata sostanzialmente confermata.

5. Non vengono prelevate spese (art. 63 cpv. 2 PA). Avendo il ricorrente agi-
to in prima persona, neppure si giustifica il riconoscimento di un'indennità 
per  ripetibili  (art. 64  cpv. 1 PA e art. 7  del  regolamento  dell'11 dicembre 
2006 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale [TS-TAF; RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso del 9 novembre 2006 è accolto, di conseguenza:

1.1 La decisione del 23 ottobre 2006 dell'ispettorato federale degli impianti a 
corrente forte è annullata.

1.2 L'incarto è rinviato all'istanza inferiore, affinché proceda ai sensi dei consi-
derandi.

2. Non si  prelevano spese.  Il  Servizio  finanziario  del  Tribunale  restituirà  al 
ricorrente l'anticipo di fr. 1'000.-- da lui versato il 7 dicembre 2006.

3. Non vengono pronunciate ripetibili.

4. La presente decisione è comunicata: 

- al ricorrente (quale atto giudiziario)

- all'istanza inferiore (rif. Bal/Ke) 

- al Segretariato generale del DATEC (quale atto giudiziario)

Il Giudice presidente: Il Cancelliere:

Claudia Pasqualetto Péquignot Marco Savoldelli

Rimedi di diritto:

Nella misura in cui risultano adempiuti i requisiti di cui agli art. 82 segg. della legge sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 ([LTF], RS 173.110), contro la presente sentenza 
può essere interposto ricorso al Tribunale federale entro 30 giorni dalla sua notificazio-
ne, allegando la sentenza impugnata. L'atto di ricorso, deve contenere le conclusioni, i 
motivi  e l'indicazione dei  mezzi  di  prova ed essere firmato (cfr.  art. 42,  48,  54 e 100 
LTF).

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