# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 76e408b8-ab45-5f1a-9ce8-659dfc5b7f9e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.11.2016 15.2016.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-67_2016-11-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.67

  	
  Lugano

  18 novembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 5 agosto 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1, 

  RI 2, 

  (entrambi patrocinati dall’ PR 1,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di
esecuzione di Lugano nell’esecuzione dei sequestri n. __________ e __________ decretati il 31 maggio 2016 dal
Pretore del Distretto di Lugano nei confronti dei ricorrenti su istanza di

 

	
   

  	
  PI 1, 

  (patrocinato dall’ PA 2,)

   

  

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Su
istanza di PI 1, con decreto del 31 maggio 2016 il Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 5, ha ordinato nei confronti di RI 2 il sequestro (sino a concorrenza
di fr. 663'991.90 oltre agli interessi del 5% dal 29 febbraio 2016) dei seguenti
beni:

                                            “1.   il credito di CHF 500'000.– che il
signor RI 2, unitamente alla di lui sorella signora RI 1, vanta nei confronti
del notaio avv. M__________, Via __________, __________, in relazione con l’atto
di compravendita immobiliare di cui all’istromento notarile n. __________ del
suddetto notaio, credito depositato da quest’ultima sul conto IBAN __________
rubrica “clienti” a lei intestato, presso la Banca __________, succursale di
Lugano;

                                             2.   il
credito che il signor RI 2 vanta nei confronti della B__________, Via __________,
__________, in relazione ai versamenti effettuati dal notaio avv. M__________
sul conto IBAN __________ a favore di B__________, Lugano, di pertinenza del
signor RI 2, di CHF 1'605'000.– il 15 gennaio 2016 risp. di CHF 7'550'000.– il
22 gennaio 2016, in connessione con il prezzo della compravendita con oggetto
la part. no. __________ RFD di __________ risp. di tutti i beni, crediti,
valori, titoli e diritti di ogni tipo che si trovano sui conti (in particolare
il/i conto/i sul/i quale/i sono stati eventualmente riservati i suddetti
importi di CHF 1'605'000.– risp. CHF 7'550'000.–), depositi, relazioni
bancarie, in cassette di sicurezza o in qualsiasi altra forma presso la
sopracitata Banca, appartenenti direttamente o indirettamente, anche sotto
cifra o qualsiasi designazione convenzionale e/o di comodo a RI 2, Via __________,
__________.”

 

                                  B.   Sempre
su richiesta di PI 1, lo stesso giorno il Pretore ha ordinato nei confronti di RI
1 il sequestro (sino a concorrenza di fr. 663'991.90 oltre agli interessi
del 5% dal 29 febbraio 2016) dei seguenti beni:

                                            “1.   il credito di CHF 500'000.– che la
signora RI 1, unitamente al di lei fratello signor RI 2, vanta nei confronti
del notaio avv. M__________, Via __________, __________, in relazione con l’atto
di compravendita immobiliare di cui all’istromento notarile n. __________ del suddetto
notaio, credito depositato da quest’ultima sul conto IBAN __________ rubrica
“clienti” a lei intestato, presso la Banca __________, succursale di Lugano;

                                             2.   il
credito che la signora RI 1 vanta nei confronti della B__________, Via __________,
Lugano, in relazione ai versamenti effettuati dal notaio avv. M__________ sul
conto IBAN __________ a favore di B__________, Lugano, di pertinenza della
signora RI 1, di CHF 1'605'000.– il 15 gennaio 2016 risp. di CHF 7'550'000.– il
22 gennaio 2016, in connessione con il prezzo della compravendita con oggetto
la part. no. __________ RFD di __________ risp. di tutti i beni, crediti,
valori, titoli e diritti di ogni tipo che si trovano sui conti (in particolare
il/i conto/i sul/i quale/i sono stati eventualmente riservati i suddetti
importi di CHF 1'605'000.– risp. CHF 7'550'000.–), depositi, relazioni
bancarie, in cassette di sicurezza o in qualsiasi altra forma presso la
sopracitata Banca, appartenenti direttamente o indirettamente, anche sotto
cifra o qualsiasi designazione convenzionale e/o di comodo a RI 1, Via __________,
__________;

                                             3.   il
conto IBAN __________ intestato alla signora RI 1 presso la __________ J__________
__________ Zürich, conto sul quale è stato versato dal notaio avv. M__________
l’importo di CHF 7'600'000.–- il 22 gennaio 2016 in connessione con il prezzo
della compravendita copn oggetto la part. no. __________ RFD __________ risp.
tutti i beni, crediti, valori, titoli e diritti di ogni tipo che si trovano sui
conti, depositi, relazioni bancarie, in cassette di sicurezza o in qualsiasi
altra forma presso la sopracitata Banca, appartenenti direttamente o
indirettamente, anche sotto cifra o qualsiasi designazione convenzionale e/o di
comodo a RI 1, Via __________, __________;

                                             4.   le
PPP no. __________, __________ e __________ fondo base n. __________ RFD di __________
di proprietà della signora RI 1;”

 

                                  C.   Il
1° giugno 2016 l’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano ha notificato i
rispettivi sequestri al notaio avv. M__________ e alla banca B__________ e ha
inoltre provveduto, unicamente nei confronti di RI 1, al sequestro delle quote
di proprietà per piani n. __________,
__________ e __________ della particella n. __________ RFD di __________.

 

                                  D.   Con
scritto del 2 giugno 2016 la banca B__________ ha comunicato all’UE che renderà
noto l’esito dei sequestri non appena avrà avuto notizia che non è stata
interposta opposizione contro gli stessi. Preso atto di tale comunicazione, il
7 giugno 2016 l’Ufficio ha trasmesso ai debitori sequestrati i relativi verbali
di sequestro (n. __________ per RI 2 e n. __________ per RI 1). Oltre a
indicare i beni sequestrati (il credito di fr. 500'000.– verso il notaio
avv. M__________ in entrambi i casi e gli immobili stimati in fr. 733'000.–
unicamente per RI 1), ciascun verbale rinvia allo scritto 2 giugno 2016 della B__________
circa l’esito del sequestro presso quest’ultima.

 

                                  E.   Il
13 giugno 2016 RI 2 e RI 1 hanno formulato opposizione contro i rispettivi decreti
di sequestro. Le procedure sono tuttora pendenti.

 

                                  F.   Con
scritto dell’11 luglio 2016 i debitori sequestrati hanno chiesto all’UE una “formale decisione di limitazione del
sequestro” al credito di fr. 500'000.– nei
confronti del notaio avv. M__________ e alle quote di comproprietà per piani,
con immediata liberazione di tutti gli altri beni, sostenendo che l’organo
esecutivo ha sequestrato più di quanto necessario per soddisfare il
creditore, in capitale, interessi e spese. Essi hanno poi ribadito la loro
richiesta il 27 luglio 2016, sollecitando una presa di posizione dell’Ufficio.

 

                                  G.   Il
29 luglio 2016 l’organo esecutivo ha respinto la predetta domanda, rilevando
che i sequestri sono in realtà due, sicché per ognuno di essi dev’essere
coperto il credito di fr. 663'991.–, che per quanto concerne il conto
bancario presso la B__________ l’Ufficio non è ancora a conoscenza dell’esito
del sequestro e, infine, che con scritto del 20 luglio 2016 il notaio avv. M__________
ha comunicato che il credito di fr. 500'000.– non è esigibile. Alla luce
di tali circostanze, l’UE ha ritenuto che i soli beni immobili sequestrati,
peraltro unicamente a favore del sequestro contro RI 1, non sono sufficienti a
garantire il credito in questione.

 

                                  H.   Con
ricorso del 5 agosto 2016 RI 1 e RI 2 si aggravano contro lo scritto appena
menzionato, chiedendo che sia fatto ordine all’UE di limitare i sequestri al
credito di fr. 500'000.– ch’essi vantano nei confronti del notaio avv. M__________ e alle note quote di comproprietà
per piani, con immediata liberazione di tutti gli altri beni sequestrati. Il 24
agosto 2016 i ricorrenti hanno presentato un complemento al ricorso.

 

                                    I.   Con
osservazioni del 29 agosto 2016 PI 1 postula la reiezione del gravame, come
pure l’Ufficio nelle sue del 2 settembre 2016.

 

                                  L.   Il
7 settembre 2016 il presidente di questa Camera ha respinto la richiesta 6 settembre
2016 dei ricorrenti tesa all’assegnazione di un termine per presentare una
replica. 

 

Considerato

 

in diritto:                  1.   Preliminarmente occorre rilevare che, nonostante RI 1 e RI 2 abbiano
presentato un solo atto di ricorso, a ben vedere si è in presenza di due
ricorsi distinti, ciascun ricorrente potendosi invero aggravare unicamente contro
l’esecuzione del sequestro che lo riguarda personalmente. Ritenuto tuttavia che
il complesso di fatti su cui si fondano i due gravami è il medesimo, così come
sono identiche, del resto, le motivazioni, si giustifica di decidere i ricorsi
con una sola sentenza, pur mantenendone l’autonomia, nel senso che i
dispositivi restano separati e possono essere impugnati singolarmente.

 

                                   2.   Per
quanto attiene alla tempestività dei gravami, occorre rilevare che gli insorgenti
non si sono aggravati contro i rispettivi verbali di sequestro, bensì contro
una successiva decisione dell’Ufficio di non dissequestrare determinati beni, la
quale si limita però a confermare il contenuto dei verbali, senza fondarsi su
fatti nuovi. Ci si chiede pertanto se i ricorrenti non avrebbero dovuto impugnare
i verbali di sequestro piuttosto che lo scritto del 29 luglio 2016. Ad ogni
modo, tale questione può rimanere indecisa, giacché i ricorsi si avverano infondati
nel merito.

 

                                   3.   Gli insorgenti criticano la decisione
impugnata, sostenendo che il saldo effettivo dei conti bancari sequestrati non
ha alcuna rilevanza, siccome – a loro detta – il credito presso il notaio e gli
immobili coprono con amplissimo margine la presunta pretesa avan­zata dal creditore sequestrante. Essi sono inoltre del parere che neppure
si può tenere conto del fatto che il notaio non intenda ancora liberare l’importo
di fr. 500'000.–, poiché tale somma – a loro avviso – è trattenuta illecitamente.
Rilevano infine che PI 1 ha chiesto il sequestro nei confronti di entrambi i
ricorrenti nella loro qualità di debitori solidali, ragione per cui secondo essi
l’offerta di RI 1 di mantenere sotto sequestro unicamente i beni immobili, oltre
al credito comune vantato con RI 2 verso il notaio, copre pure l’eventuale
debito solidale del fratello o, volendola vedere in altro modo, il sequestro
gravante su questi beni immobili rappresenta in sostanza una garanzia giusta l’art.
277 LEF per la pretesa contro RI 2.

 

                                3.1   Un
creditore ha il diritto di escutere nel contempo più debitori solidali per l’intero
debito. Tale diritto deriva dal concetto stesso di solidarietà previsto dall’art.
144 CO, in base al quale il creditore può a sua scelta esigere da tutti i
debitori solidali o da uno di essi tutto il debito o una parte soltanto e tutti
i debitori restano obbligati finché sia estinta l’intera obbligazione. Allo
stesso modo, il creditore può ottenere nei confronti di più debitori solidali un
sequestro a garanzia del proprio credito. Ove intenda agire in tal senso, il
creditore deve però ottenere un sequestro contro ogni singolo debitore
(sentenza del Tribunale federale 5A_712/2010 del 2 febbraio 2011, consid.
3.2.1; cfr. anche DTF 88 III 91).

 

                                3.2   Nel
caso in rassegna, avendo PI 1 ottenuto il sequestro nei confronti di due debitori
solidali a garanzia di un credito di fr. 663'991.90 oltre agli accessori, l’UE
ha agito correttamente laddove ha proceduto al sequestro dei beni indicati nei
rispettivi decreti pretorili sino a concorrenza dell’intero debito per ciascun
debitore. Contrariamente alla tesi dei ricorrenti, che misconoscono il concetto
di solidarietà previsto dall’art. 144 CO, non è invero possibile rinunciare al
sequestro di alcuni beni di un debitore solidale, siccome i beni sequestrati
nei confronti dell’altro debitore solidale sono sufficienti a coprire l’intero
debito, compresi interessi e spese. Il creditore può infatti esigere da ciascun
debitore solidale il pagamento dell’intero debito e ha dunque parimenti diritto
di ottenere contro ognuno di essi un sequestro a garanzia di tutto il debito
(consid. 3.1). Per le medesime ragioni, è pure escluso che i beni sequestrati
nei confronti di RI 1 possano costituire una garanzia giusta l’art. 277 LEF che
permetterebbe di lasciare a disposizione di RI 2 i beni a lui sequestrati, per
tacere del fatto che, ad ogni modo, non sono riuniti i presupposti per l’applicazione
della predetta norma. Sotto questo profilo, i ricorsi si rivelano dunque infondati.

 

                                3.3   All’esecuzione
del sequestro si applicano per analogia gli art. 91 a 109 LEF concernenti il pignoramento (art. 275 LEF). Giusta l’art. 97 cpv. 2 LEF, il pignoramento
– e quindi anche il sequestro – dev’essere
limitato a quanto basti per soddisfare i creditori, in capitale, interessi e
spese. L’ufficio d’esecuzione è pertanto com­petente a ridurre i
sequestri che eccedono manifestamente il limite dell’art. 97 cpv. 2 LEF,
scegliendo, se del caso, tra i diversi beni indicati nel decreto di sequestro,
secondo l’ordine determinato dall’art. 95 LEF (cfr. DTF 120 III 51,
consid. 2a). Una riduzione del sequestro entra però in considerazione solo se
il valore di stima dei beni effettivamente bloccati supera l’ammontare del
credito vantato dal sequestrante, oltre agli interessi fino alla realizzazione
dei beni sequestrati, alle tasse e alle spese di emissione del decreto di
sequestro e di esecuzione del sequestro e alle tasse e alle spese dell’esecuzione
a convalida del sequestro, comprese quelle relative a un’eventuale procedura di
rigetto dell’opposizione (DTF 73 III 133 e segg.; sentenza della CEF 15.2015.99
del 27 gennaio 2016, consid. 3.1).

 

                                3.4   Ora,
nel caso specifico si evince dagli atti che l’Ufficio non è ancora in possesso
delle informazioni che gli consentano di esprimersi sull’esito del sequestro
del credito verso la B__________, ritenuto che a seguito delle procedure di
opposizione al sequestro tuttora pendenti la banca non ha fornito indicazioni
sugli eventuali averi depositati presso di essa. Alla luce di tale circostanza,
la richiesta degli insorgenti di dissequestrare il predetto credito si rivela allo
stato attuale prematura. Non appena sarà a conoscenza delle suddette
informazioni, l’UE potrà decidere, separatamente per ciascuno dei due sequestri
in questione (n. __________ e __________), se liberare parte dei beni sequestrati, scegliendo, se del caso, tra i diversi
beni indicati nel decreto di sequestro, secondo l’ordine determinato dall’art.
95 LEF, ma soltanto nella misura in cui il loro valore di stima
complessivo ecceda il credito di fr. 663'991.90, oltre agli
interessi fino alla realizzazione dei beni sequestrati,
alle tasse e alle spese di emissione del decreto di sequestro e di esecuzione
del sequestro e alle tasse e alle spese dell’esecuzione a convalida del
sequestro, comprese quelle relative a un’eventuale procedura di rigetto dell’opposizione
(consid. 3.3). A tal uopo, per quanto attiene al sequestro contro RI 1 l’Ufficio
dovrà tener conto anche dell’esito del sequestro della relazione bancaria
presso la __________ J__________, eseguito dal competente ufficio
incaricato di procedervi nel Canton Zurigo, onde limitare il sequestro nel complesso
a quanto basti per soddisfare il creditore, in capitale, interessi e spese. Infondati e prematuri, i ricorsi vanno respinti.

 

                                   4.   Per
legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso di RI 1 è respinto.

 

                                   2.   Il
ricorso di RI 2 è respinto.

 

                                   3.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –,;

  –.

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.