# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 85b925bd-d12b-5c00-9706-7b4bebd7134d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.09.2025 F-6986/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-6986-2025_2025-09-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-6986/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 6  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 

 
Giudice Basil Cupa, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Aileen Truttmann;  

cancelliere Matthew Pydar. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, nato il (…), 

Cuba,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); decisione della SEM 

del 9 settembre 2025 / N (…). 

 

 

 

F-6986/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 5 agosto 2025 il ricorrente ha depositato in Svizzera una domanda 

d’asilo. Da ricerche effettuate dalla Segreteria di Stato della Migrazione 

(SEM) nella banca dati di ricerca “Eurodac” è emersa una domanda d’asilo 

pregressa in Portogallo del 2 aprile 2025. Il 7 agosto 2025 il ricorrente ha 

inoltrato il proprio passaporto originale alla SEM. 

B.  

Il 18 agosto 2025 il ricorrente ha sostenuto un colloquio Dublino. In tale 

sede gli è stato concesso il diritto di essere sentito in merito ad una possi-

bile responsabilità delle autorità portoghesi per lo svolgimento della proce-

dura di asilo e di allontanamento. Inoltre, gli è stata data la possibilità di 

esprimersi sul suo stato di salute. 

C.  

Il 19 agosto 2025 la SEM ha inoltrato una domanda di ripresa in carico alle 

autorità portoghesi sulla base dell’art. 18 par. 1 lett. d del Regolamento 

(UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello Stato 

membro competente per l’esame di una domanda di protezione internazio-

nale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un paese terzo 

o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 

180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: RD III). A tale richiesta non ha fatto 

seguito alcuna risposta del Portogallo. 

D.  

Lo stesso giorno il rappresentante legale del ricorrente ha inoltrato presso 

la SEM uno scritto comprensivo di una chiavetta USB provvista di nuovi 

mezzi di prova. Il 25 agosto 2025 la SEM ha restituito la chiavetta USB al 

ricorrente. 

E.  

Con decisione del 9 settembre 2025, pervenuta al ricorrente il giorno suc-

cessivo, la SEM non è entrata nella richiesta d’asilo, ha pronunciato il tra-

sferimento verso il Portogallo e l’esecuzione di tale misura, disponendo che 

un eventuale ricorso non avrebbe avuto effetto sospensivo. 

F.  

Contro tale decisione il ricorrente ha inoltrato ricorso al Tribunale ammini-

strativo federale (di seguito: il Tribunale o TAF), domandando - nel senso -

l’annullamento della precitata decisione ed il trattamento materiale della 

F-6986/2025 

Pagina 3 

sua richiesta d’asilo da parte della Svizzera. Inoltre egli domanda che al 

ricorso venga concesso l’effetto sospensivo e la sospensione supercaute-

lare dell’esecuzione dell’allontanamento. 

G.  

Con ordinanza del 15 settembre 2025 il giudice istruttore ha predisposto la 

sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento. 

H.  

Con scritto del 12 settembre 2025, pervenuto al TAF il 16 settembre 2025, 

il ricorrente ha nuovamente inoltrato una copia della sua memoria di ri-

corso. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il ricorso, presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una 

decisione in materia d’ asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), 

è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 e art. 52 cpv. 1 

PA. Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. Questa sentenza è de-

finitiva (art. 83 lett. d cifra 1 LTF). 

1.2 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (o una se-

conda giudice) e la sentenza è motivata soltanto sommariamente (artt. 111 

lett. e combinato 111a cpv. 2 LAsi). Il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio 

degli scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi.  

2.  

2.1 Il ricorrente intende avvalersi di una presunta violazione del diritto di 

essere sentito (art. 29 PA combinato disposto con art. 29 cpv. 2 Cost.). In 

particolare, nell’ambito del colloquio Dublino, il quale sarebbe durato meno 

di 25 minuti, egli non avrebbe avuto la piena possibilità di esprimersi, data 

la scarsità di tempo per potere prendere posizione in maniera completa 

sulle tematiche trattate ed essendo tale incontro caratterizzato da vari di-

sturbi tecnici. Censure di questo tipo vanno esaminate preliminarmente, 

essendo suscettibili di condurre all’annullamento della decisione avversata 

(cfr. ex multis: sentenza del Tribunale F- 5290/2025 del 21 luglio 2025 con-

sid. 2.1). 

F-6986/2025 

Pagina 4 

2.2 Le allegazioni del ricorrente non risultano supportate da alcun mezzo 

di prova sufficiente per dimostrare che egli non avrebbe avuto tempo suffi-

ciente per potersi esprimere sulle questioni rilevanti ai fini della procedura. 

Dal verbale del colloquio Dublino, infatti, emerge che il ricorrente si è 

espresso sul suo viaggio che lo ha portato in Europa (cfr. SEM-atti 17/3, 

p. 1), così come sulla possibile responsabilità del Portogallo per il tratta-

mento materiale della richiesta d’asilo e sul suo stato di salute (cfr. SEM-

atti 17/3, p. 2 e 3). Pertanto, egli si è espresso su tutte le tematiche che, al 

fine di una procedura Dublino, erano necessarie per stabilire lo Stato com-

petente per la trattazione della richiesta d’asilo. Inoltre, il ricorrente ha fir-

mato il verbale (cfr. SEM-atti 17/3, p. 3), per cui ha affermato di avere com-

preso appieno le affermazioni riportate agli atti. Infine, va rammentato che 

il ricorrente, il quale nella procedura innanzi l’autorità inferiore risultava pa-

trocinato da un rappresentante legale (cfr. SEM-atti 13/1), aveva la piena 

possibilità di inoltrare una presa di posizione completa o ulteriori osserva-

zioni e nuovi mezzi di prova, qualora avesse ritenuto che il colloquio Du-

blino non fosse risultato sufficiente per esibire le proprie ragioni. Di conse-

guenza le censure formali mosse dal ricorrente risultano prive di fonda-

mento. 

Per le stesse ragioni non risulta nemmeno che il colloquio Dublino sia stato 

svolto in maniera non conforme alle condizioni prescritte all’art. 5 RD III, 

nonostante apparenti disguidi tecnici riportati agli atti (cfr. SEM-atti 17/3, 

nota a fine pagina), che tuttavia non ne hanno compromesso né le modalità 

di svolgimento, né tantomeno lo scopo. 

3.  

La SEM ha dedotto correttamente che di principio la competenza per il 

completamento della procedura così come per un eventuale trattamento 

materiale dell’asilo apparterrebbe al Portogallo giusta l’art. 18 par. 1 lett. d 

RD III. Non avendo il Portogallo dato risposta alla richiesta formulata il 

19 agosto 2025, entro il termine di due settimane sancito dall’art. 25 par. 1 

e 2 RD III, le autorità di suddetto Paese hanno accettato la ripresa in carico 

del ricorrente. Pertanto il Portogallo è di principio competente (cfr. ex multis 

sentenza del Tribunale F-3194/2025 del 19 maggio 2025 consid. 5.3.2). 

4.  

4.1 L’autorità inferiore ha dedotto correttamente che il sistema d’asilo por-

toghese non è soggetto a carenze sistemiche per le quali la competenza 

giusta l’art. 3 para. 2 RD III debba essere trasferita alla Svizzera (cfr. sen-

tenze del Tribunale D-1904/2024 del 5 aprile 2024 pag.  3; F-3245/2025 

del 14 maggio 2025 consid. 5.2; D-38030/2022 del 9 settembre 2022 

F-6986/2025 

Pagina 5 

consid. 6.5.2) e che nel caso presente non sussistono motivi di diritto inter-

nazionale per cui la Svizzera sia costretta ad applicare la clausola di so-

vranità giusta l’art. 17 para. 1 RD III. Inoltre, l’autorità inferiore ha deciso di 

non entrare nel merito della domanda d’asilo in ottemperanza del suo mar-

gine d’apprezzamento garantito dall’art. 17 para. 1 RD III e l’art. 29a cpv. 3 

OAsi 1, la cui applicazione risulta nel presente caso priva di violazioni di 

diritto. Di conseguenza l’autorità inferiore ha correttamente stabilito di non 

entrare nel merito della domanda d’asilo del ricorrente in base all’art. 31a 

cpv. 1 lett. b LAsi e, in applicazione dell’art. 44 LAsi, ne ha disposto l’allon-

tanamento verso il Portogallo. Per ulteriori dettagli si fa riferimento alle mo-

tivazioni addotte dall’autorità inferiore.  

4.2 Le allegazioni fatte valere in procedura di ricorso non permettono di 

ribaltare il giudizio dell’autorità inferiore. Infatti, il ricorrente non è stato in 

grado di dimostrare che egli sia effettivamente minacciato da un’organiz-

zazione criminale albanese in Portogallo, data la sua relazione con una 

ragazza rumena da cui sarebbe sorto lo stato di gravidanza di quest’ultima 

(cfr. act. 1, p. 2). In particolare, non risulta nessun documento ufficiale delle 

autorità portoghesi, né alcuna testimonianza prodotta agli atti, che attesti 

in maniera univoca che il ricorrente sia stato vittima di una sparatoria il 

27 luglio 2025 o che una banda albanese fosse venuta a cercarlo in Spa-

gna. Nemmeno la copia della denuncia inoltrata alle autorità spagnole e 

prodotta innanzi l’autorità inferiore (cfr. SEM-atti 22/1) permette di dimo-

strare con la dovuta certezza che egli sia effettivamente sottoposto ad un 

pericolo per la propria incolumità una volta giunto su suolo portoghese. Lo 

stesso ricorrente ha ammesso di non avere riportato tali fatti alle autorità 

portoghesi, da cui si deduce la scarsa verosimiglianza del racconto. Va tut-

tavia rammentato che anche qualora le minacce fatte valere venissero rese 

verosimili e/o sufficientemente dimostrate, il Portogallo dispone di un si-

stema giudiziario funzionante essendo uno Stato di diritto membro 

dell’Unione europea, da cui si deduce la capacità di far rispettare le leggi e 

di garantire un’adeguata protezione a chi lo richiedesse qualora ciò risul-

tasse necessario (cfr. sentenza del Tribunale del 24 giugno 2022 D-

2484/2022 consid. 9.4.2). Pertanto spetterà al ricorrente presentare le pro-

prie istanze presso le competenti autorità portoghesi, qualora ritenesse che 

la propria vita sia in pericolo o che i propri diritti vengano violati. 

4.3 Infine, neanche lo stato di salute del ricorrente permette un giudizio 

differente da quello elaborato dall’autorità inferiore. Agli atti infatti risultano 

la presenza di epilessia, ipertonia e dolori lombari cronici, così come inson-

nia (cfr. SEM-atti 27/2; 30/1). Inoltre, risultano sufficientemente attestate 

quattro ernie discali ed allergia alla penicillina 4 (cfr. SEM-atti 15/3). Da un 

F-6986/2025 

Pagina 6 

formulario inoltrato alle autorità cantonali emerge infine una pressione san-

guigna elevata (SEM-atti 18/1). Nessuna delle problematiche agli atti, tut-

tavia, risulta di un’entità o un’intensità tale da risultare ostativa per un al-

lontanamento verso il Portogallo (cfr. sentenze della Corte europea dei di-

ritti dell’uomo Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, Grande Ca-

mera, 57467/15, §121 segg. riaffermando quanto stabilito in Paposhvili 

contro Belgio del 13 dicembre 2016, Grande Camera, 41738/10, § 181 

segg.; N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, Grande Camera, 

26565/06; DTAF 2011/9 consid. 7.1). D’altronde, il Portogallo dispone no-

toriamente di strutture mediche sufficienti e le condizioni mediche menzio-

nate dall'interessato nel suo ricorso possono essere affrontate in questo 

paese. Di conseguenza, non sussiste alcun pericolo di un trattamento con-

trario alle garanzie prescritte dall’art. 3 CEDU. 

5.  

Per le ragioni sopra menzionate la decisione impugnata non è da confutare 

(art. 106 LAsi) ed il ricorso è da respingere. Con la presente sentenza de-

cade la misura supercautelare del 15 settembre 2025. La domanda ten-

dente all’effetto sospensivo del ricorso è inoltre divenuta priva di oggetto. 

6.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di fr. 750.– sono poste a 

carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regola-

mento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).  

(Dispositivo alla pagina successiva) 

  

F-6986/2025 

Pagina 7 

Per tali motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali, di fr. 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, all'autorità inferiore e alle au-

torità competenti cantonali. 

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Basil Cupa Matthew Pydar 

 

 

Data di spedizione: