# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6cccedbf-6045-59b8-8361-c74c5ffb2df3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-11-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.11.2009 C-4391/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4391-2008_2009-11-02.pdf

## Full Text

Corte II I
C-4391/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  n o v e m b r e  2 0 0 9  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Ruth Beutler, Bernard Vaudan, 
cancelliera Mara Vassella.

A._______ e B._______,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera 
concernente C._______.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-4391/2008

Fatti:

A.
In data 7 aprile 2008, C._______ cittadino dominicano nato il  ...,  ha 
depositato  presso  la  Rappresentanza  di  Svizzera  a  Santo  Domingo 
una domanda d'autorizzazione d'entrata per un periodo di due mesi al 
fine di rendere vista alla famiglia della sorella, A._______, domiciliata 
nel  comune  di  Chiasso/TI  e  per  sostenerla,  siccome  la  figlia 
D._______  nata  il  ...,  sarebbe  stata  sottoposta  ad  un  intervento 
chirurgico al cuore. 

All'istanza erano allegati un certificato medico del 28 marzo 2008 at-
testante la necessità del summenzionato intervento chirurgico, previ-
sto per il mese di giugno 2008, uno scritto del 13 marzo 2008 dell'ospi-
tante  contenente  le  motivazioni  della  visita  del  fratello,  la  garanzia 
della  sorella  di  assumersi  i  costi  della  prevista  permanenza nonché 
una dichiarazione di rispetto dei termini prestabiliti per la partenza del 
richiedente dalla Svizzera e da ultimo una dichiarazione del 5 aprile 
2008 del datore di lavoro del richiedente attestante il salario mensile e 
il buon comportamento del richiedente in ambito lavorativo. 

B.
Con scritto del 6 maggio 2008, la Sezione dei permessi e dell'immigra-
zione (SPI) ha trasmesso la suddetta istanza all'Ufficio federale della 
migrazione (UFM) per competenza e decisione. 

C.
Con decisione del 30 maggio 2008, l'UFM ha respinto la richiesta di 
concessione dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera. L'autorità di pri-
me cure ha in  primo luogo affermato che l'uscita  dalla  Svizzera alla 
scadenza del  previsto  soggiorno, vista  la  situazione socioeconomica 
prevalente nella Repubblica dominicana, non poteva essere considera-
ta  come sufficientemente  assicurata. L'UFM ha infatti  osservato  che 
non si poteva escludere che l'interessato non tentassi di rimanere du-
revolmente in Svizzera, con la speranza di trovarvi una sistemazione 
migliore di quella che conosce nel suo Paese d'origine. Il richiedente 
non potrebbe poi avvalersi di legami familiari o professionali stretti con 
la Repubblica dominicana atti a garantirne il ritorno e non vi sarebbero 
neppure motivi impellenti per consentire un esito favorevole all'istanza.

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D.
In data 30 giugno 2008, gli invitanti hanno interposto ricorso contro la 
suddetta  decisione.  A  sostegno  del  proprio  gravame  gli  interessati 
hanno nuovamente affermato di portarsi garanti per l'uscita dalla Sviz-
zera del fratello – rispettivamente cognato - entro i termini prestabiliti, 
sottolineando che l'anno precedente la sorella, giunta in Svizzera il 4 
aprile 2007, era ripartita rispettando i termini di partenza impartiti dalle 
autorità. I ricorrenti hanno infine prodotto uno scritto dell'ospedale pe-
diatrico di Zurigo, con il quale veniva definitivamente fissato l'interven-
to chirurgico della figlia al 6 agosto 2008 con conseguente necessità 
per la madre del sostegno di una terza persona. 

E.
Chiamato ad esprimersi  in  merito  al  suddetto ricorso,  con preavviso 
del 24 settembre 2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame. 
Esso ha in primo luogo rilevato che l'ordine giuridico svizzero non ga-
rantisce diritto alcuno per quel che concerne l'entrata in Svizzera o il 
rilascio di un visto. Tenuto conto che l'interessato è in grado di lasciare 
il proprio Paese per un periodo così lungo, considerata la sua situazio-
ne personale priva di legami famigliari o professionali stretti con il suo 
Paese d'origine e viste le importanti disparità socioeconomiche esisto-
no tra la Repubblica dominicana e la Svizzera, l'UFM ha dichiarato la 
partenza dalla Svizzera entro i termini prescritti non sufficientemente 
garantita.

F.
Invitati  ad esprimersi in merito al suddetto preavviso, con replica del 
12 novembre 2008, i ricorrenti hanno ripreso in parte le argomentazio-
ni precedenti, spiegando in particolare che la figlia, causa la grave pa-
tologia cardiaca di cui è affetta, non è in grado di affrontare un lungo 
viaggio aereo. Pertanto il richiedente avrebbe espresso il desiderio di 
venire in Svizzera al fine di conoscere la nipote essendo altresì dispo-
sto a ridurre il periodo di permanenza da due mesi a un mese. 

G.
Chiamato  ad  esprimersi  in  merito  alla  suddetta  replica,  l'autorità 
inferiore ha ribadito le sue allegazioni di fatto e di diritto, precisando 
che le argomentazioni complementari dei ricorrenti non permettono un 
apprezzamento differente della fattispecie.

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Diritto:

1.

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge del 17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il 
Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 dalla 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-
trata in Svizzera rese dall'UFM - il quale costituisce un'unità dell'ammi-
nistrazione federale come definita all'art. 33 let. d LTAF – possono es-
sere impugnate dinanzi al TAF, il quale statuisce in via definitiva (cfr. 
art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della legge del 
17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

1.2 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti la procedura di-
nanzi al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF).

1.3 A._______ e B._______ hanno il diritto di ricorrere (art. 48 cpv.1 
PA) e il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini prescritti dalla 
legge è ricevibile (art. 50 e 52 PA).

2.
Ai sensi dell'art. 49 PA i motivi di ricorso ammessi sono la violazione 
del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprez-
zamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti  giuridicamente 
rilevanti nonché l'inadeguatezza, nella misura in cui un'autorità canto-
nale non abbia giudicato come autorità di ricorso. Il Tribunale applica 
d'ufficio il diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato 
in nessun caso dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevanti 
sono in primo luogo la situazione di fatto e di diritto al momento del 
giudizio  (cfr.  consid.  1.2  della  sentenza  2A.451/2002  del  28  marzo 
2003 pubblicata parzialmente in DTF 129 II 215).

3.
La politica delle autorità svizzere in materia di visti riveste un ruolo im-
portante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messag-
gio del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 
2002, in FF 2002 3327). Non potendo accogliere tutti gli stranieri che 

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desiderano  venire  in  questo  paese,  sia  per  un  soggiorno  di  corta 
durata  che  per  un  soggiorno  di  lunga  durata,  le  autorità  svizzere 
possono applicare legittimamente una politica d'ammissione restrittiva 
(cfr.  DTF  122  II  1  consid.  3a;  ALAIN WURZBURGER,  La  giurisprudenza 
recente  del  Tribunale  federale  in  materia  di  polizia  degli  stranieri, 
Rivista  di  diritto  amministrativo e  di  diritto  fiscale  [RDAF]  1997 I,  p. 
287).

La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'en-
trata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, come tutti gli altri 
Stati, non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri nel 
suo territorio. Tale decisione viene presa dalla Svizzera autonomamen-
te in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio LStr, 
op. cit.; nonché DTF 133 I 185 consid. 2.3). 

4.
In occasione della votazione del 5 giugno 2005, il popolo svizzero ha 
accolto il decreto federale del 17 dicembre 2004 che approva e traspo-
ne nel  diritto  svizzero gli  accordi  bilaterali  con l'Unione europea per 
l'associazione  della  Svizzera  alla  normativa  di  Schengen  e  Dublino 
(RS 362), entrati in vigore definitivamente il 12 dicembre 2008. 

L'applicazione dell'acquis di Schengen ha reso necessaria una revisio-
ne completa dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 concernente la proce-
dura d'entrata e di rilascio del visto (OPEV, RU 2007 5537), la quale è 
stata  sostituita  dall'ordinanza  del  22  ottobre  2008  concernente 
l’entrata e il rilascio del visto (OEV, RS 142.204). Ai sensi dell'art. 57 
OEV  il  nuovo  diritto  si  applica  alle  procedure  pendenti  alla  data 
dell'entrata in vigore dell'OEV. 

5.
Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggior-
no non superiore a tre mesi, l'art. 2 cpv. 1 OEV rinvia al Regolamento 
(CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 marzo 
2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attra-
versamento delle frontiere da parte delle persone fisiche (codice fron-
tiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1-32]). Le condizioni 
d'entrata previste dal codice frontiere Schengen corrispondono essen-
zialmente a quelle di cui all'art. 5 della legge federale del 16 dicembre 
2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). In concreto la pratica e la giuri-
sprudenza  relative  a  quest'ultima  disposizione  possono  essere 

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applicate (in merito ai dettagli di tale problematica, cfr. la sentenza del 
Tribunale  amministrativo  federale  C-3015/2008  del  22  maggio  2009 
consid. 4 e 5). 

6.
L'art. 1 par. 1 e 2 del Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 
marzo 2001 (GU L 81 del 21 marzo 2001, pag. 1-7) distingue tra i citta-
dini dei paesi terzi a dipendenza dell'obbligo del visto. Considerato che 
C._______ è cittadino dominicano, è sottomesso all'obbligo del visto.

7.

7.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza 
del previsto soggiorno possa essere sufficientemente assicurata, l'au-
torità di prime cure deve giudicare un comportamento futuro. Ora, non 
è possibile constatare in modo certo un fatto non ancora accaduto, tut-
tavia si  possono emettere delle  supposizioni,  considerando l'insieme 
delle circostanze del caso e i dati concreti che risultano dalla situazio-
ne generale del Paese d'origine del richiedente.

7.2 A  partire  dall'agosto  2004,  l'economia  della  Repubblica 
dominicana  si  è  rapidamente  ripresa,  nonostante  la  difficile  crisi 
causata  dal  tracollo  finanziario  delle  tre  più  grandi  banche  d'affari 
avvenuto nel 2003. Infatti  a partire dal 2005 la crescita economica – 
che  nel  2006  si  fissava  al  10.7  %  -  risulta  essere  stabile  mentre 
l'inflazione  -  pari  al  5  % -  è  relativamente  bassa. Ciò  nonostante  il 
tasso di disoccupazione corrispondeva nel 2006 al 16,2 % e in questi 
ultimi  anni,  a  causa  della  crisi  economica  globale,  la  crescita 
economica  tende  a  rallentare,  ciò  che  si  ripercuote  sul  tasso  di 
disoccupazione (cfr. http://www.auswaertiges-amt.de   > Länder, Reisen 
und Sicherheit > Alle Länder A-Z > Dominikanische Republik, visitato il 
15  ottobre  2009;  cfr.  anche  sentenza  del  Tribunale  amministrativo 
federale  C-581/2008  del  27  marzo  2009  consid.  7.3).  Anche  se  il 
Paese  può  definirsi  stabile,  la  difficile  situazione  economica  può 
portare  a  scioperi  e  a  manifestazioni  degeneranti  in  scontri  con  le 
forze dell'ordine e in conflitti violenti. Si constata inoltre un progressivo 
espandersi  della  criminalità  che  degrada  talvolta  nella  violenza  (cfr. 
http://www.eda.admin.ch/eda/it/home.html > Consigli  di  viaggio > De-
stinazioni di viaggio > Consigli di viaggio per: Repubblica dominicana, 
visitato il 15 ottobre 2009).

Come lo ha dimostrato l'esperienza, oltre alla situazione socioecono-

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http://www.auswaertiges-amt.de/

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mica  del  Paese  in  questione,  la  pressione  migratoria  risulta  essere 
elevata soprattutto in presenza di persone giovani che non hanno par-
ticolari legami familiari o professionali che li vincola al loro Paese d'ori-
gine. L'emigrazione è inoltre intensificata allorquando la persona inte-
ressata ha parenti o amici all'estero.

7.3 Tenuto conto delle considerazioni relative alla situazione socioeco-
nomica nella Repubblica dominicana e del fatto che la predisposizione 
a lasciare il  proprio paese d'origine è favorita,  allorquando parenti  o 
conoscenti  sono  precedentemente  emigrati,  la  valutazione  dell'UFM 
inerente  al  rischio  relativamente  elevato  del  non  rispetto  dell'uscita 
dallo spazio Schengen entro i termini prestabiliti, non può essere con-
testata. Ciò nonostante trarre delle conclusioni basandosi unicamente 
sulla situazione generale del paese d'origine, porterebbe ad una valu-
tazione  dei  fatti  eccessivamente  generalizzata.  L'autorità  deve  per 
tanto  esaminare  il  rischio  migratorio  sulla  base  dell'insieme  delle 
circostanze del caso concreto, in particolare gli  obblighi familiari,  so-
ciali o professionali possono costituire una prognosi favorevole per una 
partenza dalla Svizzera entro i termini stabiliti.

8.

8.1 Dalle risultanze agli atti, C._______ vive nella Repubblica domini-
cana, ha 34 anni, non è coniugato e non risulta che egli abbia figli a 
carico. Svolge l'attività di  metalcostruttore e percepisce un salario  di 
RD$ 10'000.00 che equivalgono all'incirca a Fr. 282.-. I ricorrenti hanno 
fatto valere che l'interessato è finanziariamente indipendente ed è ben 
integrato  nel  suo  ambito  lavorativo. Ora,  la  situazione  professionale 
dell'interessato non è tuttavia tale da impedirgli di organizzarsi al fine 
di  soggiornare sul  territorio  della Confederazione per un periodo più 
lungo di quanto stabilito, una volta entrato in Svizzera. Non vengono 
d'altronde documentati nella presente causa ulteriori obblighi di carat-
tere  famigliare  nel  proprio  Paese  atti  ad  ostacolare  concretamente 
un'eventuale emigrazione. Al contrario, la circostanza che l'interessato 
possa lasciare il proprio impiego e recarsi all'estero per un periodo di 
due mesi (eventualmente di un mese), lascia presagire che egli  non 
abbia legami particolari che lo obbligherebbero a far ritorno in Patria. 

Viste le disparità socioeconomiche tra i due Paesi e tenuto conto che 
l'interessato non ha stretti legami familiari né professionali, il Tribunale 

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giunge alla conclusione che l'uscita entro i termini prestabiliti non è as-
sicurata. 

9.
Ne discende che l'autorità di prime cure ha rilevato a giusto titolo sulla 
base della situazione agli atti, che l'uscita dallo spazio Schengen entro 
i termini stabiliti  dopo un soggiorno per visita non è sufficientemente 
garantita. Considerato l'insieme delle circostanze del caso, le dichiara-
zioni fornite dai ricorrenti in relazione alla presa a carico delle spese 
cagionate dal soggiorno auspicato nonché le assicurazioni secondo le 
quali  l'interessato avrebbe lasciato la  Svizzera allo  spirare del  visto, 
non  sono  tali  da  impedirgli,  una  volta  sul  territorio  elvetico,  di 
intraprendere i passi necessari per stabilirvisi durevolmente (cfr. sen-
tenza  del  Tribunale  federale  6S.281/2005  del  30  settembre  2005). 
L'esperienza ha infatti  a più riprese dimostrato come le dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere del visto non vincolano il richiedente, così come le garanzie 
finanziarie  fornite  dall'ospitante,  le  quali  costituiscono  delle  semplici 
dichiarazioni d'intenzione prive di effetti giuridici che, in mancanza di 
elementi  concreti  attestanti  la volontà di  uscire dal territorio elvetico, 
non sono sufficienti ad assicurare la partenza di un cittadino straniero 
entro i termini stabiliti. 

10.
Ne discende che l'UFM con decisione del 30 maggio 2008 non ha vio-
lato  il  diritto  federale  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a ca-
rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del 
regolamento del  21 febbraio 2008 sulle  tasse e sulle  spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 600.- sono poste a carico dei ricorrenti e 
sono computate con l'anticipo spese dello stesso importo versato in 
data 14 agosto 2008.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto n. di rif. ... di ritorno)
- Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, per informa-

zione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: La cancelliera:

Elena Avenati-Carpani Mara Vassella

Data di spedizione:

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