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**Case Identifier:** 34e6529d-f590-58b3-8c43-c8a6cb04d59c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-05-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.05.2022 D-2021/2022
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2021-2022_2022-05-13.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2021/2022 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 3  m a g g i o  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

William Waeber, Chrystel Tornare Villanueva,  

cancelliera Francesca Bertini. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Congo (Kinshasa),   

patrocinata dall'avv. Michela Gentile,  

(…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito / paese terzo sicuro [Grecia]) ed 

allontanamento;  

decisione della SEM del 22 aprile 2022 / N (…). 

 

 

 

D-2021/2022 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadina della Repubblica democratica del Congo (Kinshasa), 

ha depositato una domanda d’asilo in Svizzera il 22 rispettivamente il 24 

gennaio 2022.  

B.  

Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EURO-

DAC" è risultato che l'interessata aveva già depositato una domanda d'a-

silo in Grecia il (…) gennaio 2020 e che il (…) aprile 2020 aveva ottenuto 

la protezione internazionale in tale Paese.  

C.  

Il 28 gennaio 2022 si è tenuto con l’interessata il verbale del rilevamento 

dei suoi dati personali, allorché invece l’8 febbraio 2022 la medesima ha 

sostenuto un colloquio Dublino. In tale occasione, la richiedente ha confer-

mato i riscontri dattiloscopici e ha affermato che avrebbe ottenuto un per-

messo di soggiorno in Grecia valido per tre anni. Inoltre, ha dichiarato che 

avrebbe lasciato Kinshasa il (…) ottobre 2019 con un volo verso la Turchia 

e si sarebbe successivamente trasferita in Grecia a gennaio 2020, dove 

avrebbe vissuto fino a dicembre 2021. In seguito, si sarebbe recata via 

mare in Italia per poi giungere in treno in Svizzera.  

D.  

Per mezzo dello scritto del 9 febbraio 2022 la Segreteria di Stato della mi-

grazione (di seguito: SEM) ha concesso alla richiedente il diritto di essere 

sentito circa l'eventuale applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge 

sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed il relativo rinvio verso la 

Grecia. Il 14 febbraio 2022 l'interessata, per mezzo della sua rappresen-

tante legale, ha trasmesso le proprie osservazioni. 

E.  

Nel frattempo, il 9 febbraio 2022, la SEM ha presentato alle competenti 

autorità greche una richiesta di riammissione della richiedente conforme-

mente alla Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio 

recante le norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rim-

patrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 

24 dicembre 2008; di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di 

riammissione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una 

protezione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il 

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Governo della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone 

in situazione irregolare [RS 0.142.113.729]). Il 12 febbraio 2022 le compe-

tenti autorità greche hanno accettato la riammissione dell’interessata ed 

hanno indicato che alla stessa è stato accordato lo statuto di rifugiata il (…) 

aprile 2020 e che dispone di un permesso di soggiorno valido fino al (…) 

marzo 2023. 

F.  

Con scritto spontaneo del 4 aprile 2022 la rappresentante legale ha aggior-

nato la SEM in merito alle preoccupazioni espresse dall’interessata in data 

31 marzo 2022 presso gli uffici della protezione giuridica. 

G.  

Il 21 aprile 2022 la richiedente ha inoltrato il suo parere circa la bozza di 

decisione della SEM del 19 aprile 2022. 

H.  

Con decisione del 22 aprile 2022, notificata il 25 aprile 2022, la SEM non 

è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a 

LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allonta-

namento della richiedente verso la Grecia. 

I.  

Con ricorso del 2 maggio 2022, l'interessata è insorta dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la summenzionata 

decisione della SEM ed ha concluso all'annullamento della decisione im-

pugnata ed alla restituzione degli atti all'autorità inferiore per il completa-

mento istruttorio. Altresì, ha domandato la concessione dell'assistenza giu-

diziaria nel senso dell'esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e 

del relativo anticipo con protestate tasse e spese. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

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1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si rileva che il Tribunale, adito con un ricorso contro una decisione 

di non entrata nel merito di una domanda d'asilo, si limita ad esaminare la 

fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1; 2012/4 

consid. 2.2). 

4.  

Di regola, il Tribunale giudica nella composizione di tre giudici (art. 21 cpv. 1 

LTAF). In applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, anche in questi casi il Tri-

bunale può rinunciare allo scambio degli scritti. 

5.  

5.1 Nella decisione avversata l’autorità inferiore, dopo aver esposto i fatti, 

ha in primo luogo osservato come la ricorrente avrebbe ottenuto lo statuto 

di rifugiata in Grecia, Stato terzo designato quale sicuro dal Consiglio fe-

derale svizzero, nonché che le autorità elleniche avrebbero acconsentito 

alla sua riammissione in data 12 febbraio 2022. Il parere alla bozza di de-

cisione negativa non conterrebbe poi fatti o mezzi di prova che giustifiche-

rebbero una modifica del punto di vista della SEM. In secondo luogo, l’au-

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torità inferiore ha ritenuto l’esecuzione dell’allontanamento ammissibile, ra-

gionevolmente esigibile e possibile. In particolare, per quanto concerne 

l’ammissibilità dell’allontanamento, ha osservato che quanto affermato 

dalla richiedente in merito alle sue difficili condizioni di vita in Grecia, sa-

rebbe fondato unicamente sulla base di allegazioni di parte, non corrobo-

rate da alcun mezzo di prova. Inoltre, l’autorità di prima istanza, dopo aver 

esaminato l’incarto medico dell’interessata, ha ribadito che i fatti giuridica-

mente rilevanti sarebbero stati accertati ed ha così respinto la richiesta di 

ulteriori chiarimenti medici presentata della rappresentante legale. Altresì, 

ha affermato che la situazione medica della richiedente apparirebbe chiara 

e le sue condizioni di salute non risulterebbero essere di una gravità tale 

da costituire una violazione dell’art. 3 della Convenzione per la salvaguar-

dia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) in 

caso di rinvio in Grecia. Proseguendo, la SEM, ha ritenuto che l’esecuzione 

dell’allontanamento dell’interessata sarebbe ragionevolmente esigibile in 

quanto né la situazione politica vigente in Grecia, né altri motivi vi si oppor-

rebbero. In particolare, in merito allo stupro subito nel campo profughi di 

B._______, la SEM ha rilevato, senza voler negare la gravità di tale evento, 

che tuttavia non sussisterebbero indizi atti a sostenere che le autorità gre-

che non le offrirebbero la protezione adeguata contro le aggressioni da 

parte di terzi o che rinuncerebbero in modo sistematico a perseguire gli atti 

delittuosi commessi sul loro territorio, se sollecitate. Inoltre, l’autorità infe-

riore ha osservato che non vi sarebbe ragione di credere che la richiedente 

dovrà tornare al campo profughi di B._______. Mentre, per quanto con-

cerne invece le condizioni di accoglienza in Grecia, la SEM ha sottolineato 

che le condizioni di vita difficili non sarebbero un motivo di inesigibilità del 

rinvio dell’interessata. Infine, l’allontanamento della richiedente sarebbe 

possibile sia sul piano tecnico che pratico, avendo in particolare le autorità 

elleniche dato il loro accordo alla sua riammissione sul loro territorio. 

5.2 Dal canto suo, nel memoriale ricorsuale, l’interessata lamenta anzitutto 

una violazione della massima inquisitoria, dell’obbligo di istruzione e di mo-

tivazione, nonché del diritto di essere sentito. La ricorrente osserva che la 

SEM non avrebbe esaminato in modo completo ed esauriente le circo-

stanze individuali del caso di specie e le gravi carenze sistemiche nel si-

stema di protezione greco, né le avrebbe apprezzate in modo conforme al 

diritto federale, violando così l’art. 106 cpv. 1 lett. a e b LAsi. In particolare, 

l’autorità di prima istanza non avrebbe verificato l’esistenza di fattori favo-

revoli ad una riammissione in Grecia e non avrebbe atteso gli accertamenti 

medici in corso per poter disporre di una prima valutazione sul suo stato 

psicologico e gli accertamenti rispetto al possibile (…). Inoltre, ha rimpro-

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verato all’autorità inferiore di aver motivato la sua decisione in modo stan-

dardizzato e meccanico, violando così anche il diritto di essere sentito. L’in-

sorgente sottolinea poi che ella presenterebbe molteplici fattori di vulnera-

bilità e rischio, tra cui: l’essere stata vittima di violenza sessuale in Grecia, 

il difficile accesso a misure di protezione e assistenza, il rischio di respin-

gimento dalla Grecia alla Turchia, il rischio di ri-traumatizzazione, i problemi 

di salute, la necessità di trattamento e le considerazioni dei gravi limiti della 

situazione di accoglienza dei beneficiari di protezione internazionale in 

Grecia. A suo dire, lo stato attuale degli atti e la mancanza di specifiche 

garanzie da parte delle autorità elleniche sarebbero di impedimento alla 

sua riammissione. L’allontanamento sarebbe pertanto illecito e non ragio-

nevolmente esigibile, e si sostanzierebbe in una violazione dell’art. 3 

CEDU, nonché della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla preven-

zione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza 

domestica dell’11 maggio 2011 (Convenzione Istanbul, RS 0.311.35) e 

della Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei 

confronti della donna del 18 dicembre 1979 (CEDAW, RS 0.108).  

6.  

6.1 Preliminarmente occorre chinarsi sulle censure formali sollevate dalla 

ricorrente, in quanto potrebbero condurre alla cassazione della decisione 

impugnata (cfr. DTF 138 I 232 consid. 5 per il diritto di essere sentito e 

l'obbligo di motivazione; e per l'accertamento dei fatti giuridicamente rile-

vanti cfr. sentenze del Tribunale D-3567/2019 del 29 novembre 2019 con-

sid. 5.2 e D-1443/2016 del 22 febbraio 2017 consid. 4.2; MOSER/ 

BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 

2a ed. 2013, n. 2.191). 

6.2 Nelle procedure d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente deve procedere d’ufficio all’accertamento esatto e completo 

dei fatti giuridicamente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l’amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

6.3 Dal canto suo, il diritto di essere sentito, disciplinato dall’art. 29 cpv. 2 

della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 

http://links.weblaw.ch/BVGer-D-3567/2019
http://links.weblaw.ch/BVGer-D-1443/2016

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1999 (Cost., RS 101) comprende segnatamente il diritto per l’interessato 

di consultare l’incarto, di offrire mezzi di prova su punti rilevanti e di esi-

gerne l’assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi esprimere sulle 

relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla decisione 

(cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1, 135 I 279 consid. 2.3). La portata della fa-

coltà di esprimersi non può essere determinata in maniera generale ma 

dev’essere definita sulla base degli interessi concretamente in gioco. Il con-

cetto a monte è che alla parte in causa debba essere concessa la facoltà 

di mettere in evidenza il suo punto di vista in maniera efficace 

(cfr. DTAF 2013/23 consid. 6.1.1 e relativi riferimenti; ed a titolo esemplifi-

cativo la sentenza del Tribunale D-4781/2021 dell’8 novembre 2021 con-

sid. 6.2). 

6.4 L’obbligo di motivazione è inoltre corollario fondamentale del diritto di 

essere sentito. Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari e 

a tutte le persone interessate, di comprenderla, eventualmente di impu-

gnarla, in modo da rendere possibile all’autorità di ricorso, se adita, di eser-

citare convenientemente il suo controllo (cfr. DTF 139 V 496 consid. 5.1, 

136 I 184 consid. 2.2). Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronun-

ciarsi in modo esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; 

essa può occuparsi delle sole circostanze rilevanti per il giudizio 

(cfr. DTF 133 III 439 consid. 3.3). Per adempiere a queste esigenze è ne-

cessario che essa menzioni, almeno brevemente, i motivi sui quali ha fon-

dato la sua decisione, in modo da consentire agli interessati di apprezzarne 

la portata (cfr. DTF 136 I 229 consid. 5.2, 136 V 351, 129 I 232 consid. 3.2; 

DTAF 2013/34 consid. 4.1, 2012/23 consid. 6.1.2; sentenza del Tribunale 

federale 2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2). 

6.5 Nella presente disamina, al contrario di quanto asserito dall’interessata 

in sede di ricorso, il Tribunale non intravvede nella decisione avversata al-

cun elemento giuridicamente rilevante che non sarebbe stato ritenuto dalla 

SEM nella sua valutazione. Infatti, risulta sia dall’esposizione dei fatti, che 

dalla motivazione intrapresa dall’autorità inferiore nel provvedimento impu-

gnato, che la predetta autorità si sia espressa sufficientemente ed in modo 

chiaro circa gli elementi che l’avrebbero fatta propendere per l’inesistenza 

di un rischio serio di violazione dell’art. 3 CEDU nel caso di un ritorno della 

ricorrente in Grecia. Il fatto che l’autorità di prima istanza abbia ritenuto le 

allegazioni della richiedente circa le difficili condizioni nelle quali si sarebbe 

trovata in Grecia semplici allegazioni di parte – riportando però nella deci-

sione impugnata ampiamente le dichiarazioni fatte dall'insorgente in merito 

ed indicando sufficientemente i motivi per i quali le sue allegazioni avreb-

bero condotto l'autorità a tale conclusione (cfr. p.to I e II, pag. 3 segg. della 

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decisione impugnata) – non discende da un accertamento inaccurato o in-

completo della fattispecie da parte dell'autorità inferiore ma piuttosto 

dall'apprezzamento adempiuto dalla SEM nel caso della ricorrente. In tale 

contesto, occorre sottolineare come l’interessata abbia avuto ampio modo 

di esporre le vicissitudini che avrebbe vissuto in Grecia, come pure gli osta-

coli che si opporrebbero ad un suo rinvio, dinnanzi all'autorità inferiore, e 

ciò in particolare presentando delle osservazioni al diritto di essere sentito 

(cfr. atto SEM 25/5) nonché alla bozza di decisione negativa (cfr. atto SEM 

48/6). Alla luce degli elementi precitati, non si vede quindi come il diritto di 

essere sentito dell'insorgente sarebbe stato violato dall'autorità di prima 

istanza. Anche sotto l'aspetto del suo stato di salute, il Tribunale ritiene che 

gli atti di causa risultavano essere completi al momento dell'emanazione 

della decisione. La SEM disponeva di tutti gli elementi per potersi pronun-

ciare in merito senza aspettare e/o effettuare ulteriori accertamenti. 

Quest’ultima ha del resto esposto nel provvedimento avversato in modo 

sufficientemente dettagliato i motivi per i quali ha ritenuto l'esecuzione 

dell'allontanamento della ricorrente verso la Grecia ammissibile e ragione-

volmente esigibile, anche ed in particolare in relazione allo stato valetudi-

nario della ricorrente ed alle osservazioni proposte da quest'ultima e dalla 

sua rappresentante legale nelle prese di posizione inoltrate.  

6.6 Ne discende quindi che le censure formali mosse dall’interessata nel 

senso sopra esposto nei confronti del provvedimento impugnato, risultano 

infondate e vanno conseguentemente respinte. Un annullamento della de-

cisione avversata e la restituzione degli atti di causa alla SEM per comple-

mento istruttorio non trova quindi alcun fondamento. La conclusione formu-

lata in tal senso nel ricorso, va quindi respinta. 

7.  

7.1 Ciò posto, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel 

merito della domanda di asilo se la richiedente può ritornare in uno Stato 

terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 

precedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi 

sia un effettivo rispetto del principio di "non-refoulement" ai sensi dell’art. 5 

cpv. 1 LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riam-

missione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte 

all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può 

infatti essere eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

7.2 Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la 

Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-

zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri 

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ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di 

rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

7.3 Nella fattispecie, risulta che alla ricorrente, il (…) aprile 2020, è stato 

riconosciuto lo statuto di rifugiata in Grecia e che ella è stata posta al be-

neficio di un permesso di soggiorno valido dalla succitata data sino al (…) 

marzo 2023 (cfr. atto SEM 23/1). Tali circostanze sono peraltro state con-

fermate dall’interessata nel corso del colloquio Dublino (cfr. atto SEM 17/2). 

Altresì, le autorità greche, il 12 febbraio 2022, hanno accettato la riammis-

sione dell’interessata sul proprio territorio (cfr. atto SEM 23/1). Tali elementi 

non sono stati contestati dall’insorgente, che non ha neppure apportato al-

cun indizio atto a ritenere che la Grecia rischierebbe di allontanarla verso 

il suo Paese d’origine o verso la Turchia disattendendo il principio di non 

respingimento. 

7.4 Di conseguenza, le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano 

incontestabilmente soddisfatte, ed è a giusto titolo che la SEM non è en-

trata nel merito della domanda d’asilo dell’insorgente. 

8.  

8.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

8.2 L'insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 ed art. 44 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 sull'asilo 

relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; 

DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Pertanto, lo scrivente Tri-

bunale è tenuto a confermare la pronuncia dell'allontanamento. 

9.  

9.1 L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della Legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

 

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9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero la ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

10.  

10.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessata provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti).  

 

10.2 Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, la ricorrente è rinviata in uno 

Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, ossia 

uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di diritto 

internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respingimento 

ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto della tor-

tura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura (cfr. FANNY 

MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de droit des 

migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi all’interes-

sata sovvertire tale presunzione. A tal fine, ella deve presentare seri indizi 

che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazionale nel 

caso specifico, non le concedano la necessaria protezione o la espongano 

a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di emergenza 

esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze individuali di 

natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante le sentenze del Tri-

bunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e D-114/2021 dell’11 

maggio 2021 consid. 8.2). 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/a9c93e17-07c7-4ad9-ac08-f9da47f8f369/3572bcc7-d292-44fd-99ab-e2d1f3eca9a5?source=document-link&SP=5|zpixhk
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/eddc4ea5-1065-4aad-aa7b-5ff005425730/fc6cfec2-3fa0-431b-8b5f-c337b1753da9?source=document-link&SP=5|zpixhk

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10.3 Passando ora alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha 

ritenuto anche nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, E-

3431/2021 del 28 marzo 2022 che per quanto riguarda l'ammissibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento verso tale Paese vengono riconosciuti 

degli ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento unicamente a condizioni 

molto severe (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 con-

sid. 11.2). Si può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia fir-

mataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, in principio 

rispetta i suoi obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni 

a disposizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della protezione 

sussidiaria, così come i rifugiati, corrono un rischio di vivere in condizioni 

precarie, a seconda dei casi, comparabili alle situazioni dei richiedenti. Tut-

tavia, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia abbia adottato 

una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi cittadini – verso 

i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sussidiaria, nell'ac-

cesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'i-

struzione e all'alloggio (cfr. fra le tante la sentenza di riferimento del Tribu-

nale D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2). Altresì, i beneficiari di 

protezione possono pure contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 

2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante 

norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di 

beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifu-

giati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, 

nonché sul contenuto della protezione riconosciuta [rifusione; GU L 337/9 

del 20.12.2011; di seguito: direttiva qualificazione]). Tale direttiva è stata 

trasposta dalla Grecia, in conformità all'art. 39, in diritto nazionale interno 

con decreto presidenziale (P.D) 141/2013, pubblicato nella gazzetta uffi-

ciale A 226/21.10.2013. Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto euro-

peo, nei confronti dei beneficiari di protezione costituiscono la non discri-

minazione nell'accesso all'occupazione, all'istruzione, all'assistenza so-

ciale, all'assistenza sanitaria, all'accesso all'alloggio e agli strumenti di in-

tegrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazionale] della 

direttiva qualificazione). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla 

CEDU, gli interessati potranno adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la 

Corte EDU (art. 34 CEDU).  

10.4 Nella fattispecie, la ricorrente ha ottenuto lo statuto di rifugiata in Gre-

cia in data (…) aprile 2020, di conseguenza può rivolgersi alle competenti 

autorità greche per far valere i diritti che le spettano.  

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Si osserva che la ricorrente malgrado abbia affermato di aver dovuto la-

sciare il campo di B._______ dopo aver ottenuto la protezione internazio-

nale e di aver vissuto in condizioni di vita precarie e difficili – vivendo in 

modo abusivo in un campo profughi a C._______ – non ha tuttavia mai 

addotto di aver richiesto aiuto per ottenere segnatamente un alloggio, un 

lavoro ed altre prestazioni essenziali alle autorità greche. L’interessata ha 

solamente asserito – in modo molto generale – di aver cercato aiuto presso 

delle Organizzazioni non governative (ONG), ma che le sarebbe sempre 

stato negato un sostegno in quanto aveva ottenuto protezione e pertanto 

non aveva più diritto a nessun sostegno economico. Tuttavia, si può de-

durre che la richiedente non vivesse in uno stato di totale abbandono ed 

indigenza già solo per il fatto che abbia deciso di partire solamente un anno 

e mezzo dopo l’ottenimento dello statuto di rifugiata in Grecia. Alla luce di 

quanto precedentemente considerato, ed a differenza delle considerazioni 

contrarie contenute nel gravame, non appare che l’insorgente, nel caso di 

un suo ritorno in Grecia, sarà confrontata con una situazione di emergenza 

di carattere esistenziale o a dei trattamenti vietati dalle norme di diritto in-

ternazionali succitate. Non si ravvisano neppure gli estremi per ammettere 

che le autorità greche abbiano violato la CEDAW e la Convenzione di Istan-

bul, peraltro convenzioni che la Grecia ha pure ratificato. Invero, si osserva 

in merito all’episodio di violenza sessuale subita nel campo di B._______, 

che la ricorrente si sia unicamente rivolta al personale responsabile della 

sicurezza al campo, ma non alla polizia. L’asserita paura di essere depor-

tata, come minacciato dal suo violentatore, non è pertanto comprensibile, 

considerando che il (…) aprile 2020 la ricorrente ha ottenuto lo statuto di 

rifugiata. Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli 

elementi per ritenere che lo stato di salute della ricorrente (cfr. anche infra 

consid. 11.4), sufficientemente acclarato in sede di prima istanza (cfr. an-

che supra consid. 6.5), risulti ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito 

del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 

DTAF 2011/9 consid. 7.1).  

10.5 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

11.  

11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

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a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi UE/AELS è da ritenersi di principio esigibile e che tale pre-

sunzione legale può essere sovvertita solo se l'interessata rende verosi-

mile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto 

ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 

9). Nella recente sentenza di riferimento E-3427/2021, E-3431/2021 il Tri-

bunale ha avuto modo di precisare la propria giurisprudenza in merito 

all’esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento di persone vulnerabili tra-

sferite verso la Grecia. In particolare, ritenendo l’esecuzione dell’allontana-

mento di persone vulnerabili, come donne incinte o persone con problemi 

di salute non ritenuti gravi, di principio esigibile (cfr. sentenza di riferimento 

E-3427/2021, E-3431/2021 consid. 11.5.1). 

11.2 Nel caso in disamina, le difficili condizioni di esistenza nelle quali si 

sarebbe trovata la ricorrente in Grecia non sono sufficienti per ritenere ine-

sigibile l’esecuzione del suo allontanamento. In particolare, nonostante le 

varie critiche sollevate da alcune organizzazioni non governative al sistema 

d’accoglienza e di procedura greco, alcune anche citate nel ricorso, va nuo-

vamente rammentato che la Grecia è vincolata dalla direttiva qualifica-

zione. È quindi responsabilità dell’insorgente rivendicare i diritti che le spet-

tano direttamente presso le autorità di detto Paese. Quale rifugiata ricono-

sciuta ella ha infatti diritto ad essere trattata in modo equivalente ai cittadini 

greci in relazione all’accesso alla giustizia, all’occupazione, all’assistenza 

ed alla sicurezza sociale. Inoltre, visto che ella dispone di un permesso di 

soggiorno valido, di principio – nonostante possa essere inizialmente più 

complicato non conoscendo la lingua parlata nel Paese – il mercato del 

lavoro greco risulta esserle aperto (cfr. nello stesso senso anche la sen-

tenza del Tribunale D-570/2022 del 10 febbraio 2022 consid. 8.5). Anche 

se è noto che le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa della 

situazione economica prevalente, non ci sono in specie indicazioni – visto 

anche quanto già ritenuto sotto il profilo dell’ammissibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento – che l’interessata verrebbe esposta ad un’emergenza 

esistenziale in caso di ritorno in Grecia. Tali criticità del sistema sociale ed 

economico greci, non risultano difatti ostative, di per sé sole, a realizzare 

una messa in pericolo concreta ai sensi della legge e della giurisprudenza 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.1–8.3; 2010/41 consid. 8.3.5; 2008/34 con-

sid. 11.2.2; 2007/10 consid. 5.1) e pertanto non risultano atte a costituire 

un ostacolo insormontabile sotto il profilo dell’esigibilità dell’esecuzione 

dell’allontanamento (cfr. nello stesso senso la sentenza del Tribunale E-

1985/2021 del 27 settembre 2021 consid. 7.4.2). 

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Pagina 14 

11.3 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’interessata, si deve rile-

vare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Svizzera, 

l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime po-

trebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Lo straniero non 

può tuttavia prevalersi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, per dedurre un diritto incon-

dizionato al soggiorno in Svizzera e un accesso generale alle misure me-

diche suscettibili di ripristinare o mantenere il suo stato di salute, per il sem-

plice motivo che l’infrastruttura ospedaliera o le regole dell’arte medica nel 

paese d’origine o di destinazione non raggiungono lo standard elvetico. In 

tal senso, se le cure necessarie possono essere assicurate nel paese d’ori-

gine o di destinazione del richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti 

rispetto a quelli prescritti in Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà 

ragionevolmente esigibile. Invece non lo sarà più, ai sensi della disposi-

zione precitata se, in ragione dell’assenza di trattamento adeguato, lo stato 

di salute dell’interessato si degraderebbe così rapidamente al punto da 

condurlo in maniera certa alla messa in pericolo concreta della sua vita o 

ad un pregiudizio serio, durevole e notevolmente grave della sua integrità 

fisica (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia, al contrario di 

quanto argomentato nel gravame dall’insorgente, ciò non appare essere il 

caso di specie. 

11.4 Dai documenti medici all’inserto, risulta che alla ricorrente, in data 3 

febbraio 2022, è stata diagnosticata una (…) di origine virale e dolore mu-

scolare diffuso, la quale è stata trattata (cfr. atto SEM 15/2). In seguito, in 

data 7 febbraio 2022 l’interessata ha svolto un controllo (…) dal quale si 

evinceva un "(…)" e si fissava quindi un controllo di Risonanza magnetica 

(RMN) e un ulteriore controllo (…) (cfr. atto SEM 34/2). L’insorgente è stata 

poi visitata in data 17 febbraio 2022 per (…). Dal consulto (…) è stata se-

gnalata la presenza di (…) ed è stato programmato un controllo di riso-

nanza magnetica tomografica (RMT) in data 18 febbraio 2022 (cfr. atto 

SEM 28/2), dal quale è risultato un (…) (cfr. atto SEM 33/2). Successiva-

mente, il 22 marzo 2022, la ricorrente è stata visitata per prurito generaliz-

zato su tutto il corpo (cfr. atto SEM 35/2). Il 6 aprile 2022 è stato effettuato 

l’intervento programmato di (…). Dalla lettera di dimissioni dell'11 aprile 

2022 si legge oltre alla (…), la diagnosi di (…) in corso di accertamenti (cfr. 

atto SEM 45/2). Il controllo post operatorio del 20 aprile 2022 ha confer-

mato l’esito positivo dell’intervento (cfr. atto SEM 47/2); mentre il 28 aprile 

2022 l’insorgente ha avuto nuovamente una visita medica a causa di (…) 

e le è stata prescritta una nuova terapia, precisando che un successivo 

controllo verrà effettuato solamente se necessario (cfr. atto SEM 52/2.). 

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Pagina 15 

Infine, la ricorrente ha ricevuto un appuntamento per un consulto psichia-

trico, il quale è stato fissato per il 25 maggio 2022, non essendoci un’ur-

genza in tal senso.  

11.5 Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo in alcun modo mini-

mizzare le stesse, le affezioni delle quali soffre la ricorrente, a differenza di 

quanto sostenuto nel suo ricorso, non appaiono essere suscettibili, dal pro-

filo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente in pericolo la 

sua vita o la sua salute a breve termine in caso di ritorno in Grecia, rispet-

tivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di salute necessiti impera-

tivamente di trattamenti medici che non possano essere proseguiti che in 

Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva applicabile in materia 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). Inoltre la Grecia, al 

contrario di quanto lamentato nel gravame, dispone delle strutture mediche 

sufficienti anche in campo psichiatrico, che possono dispensare le cure ed 

i trattamenti necessitanti al suo stato di salute, essendo ancora una volta 

rammentato che l’interessata ha in principio accesso alle cure di salute alle 

stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della 

direttiva qualificazione; cfr. la sentenza del Tribunale E-5659/2021 del 

31 gennaio 2022 consid. 5.3).  

11.6 L’esecuzione dell’allontanamento, risulta pertanto essere pure ragio-

nevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in combinato disposto con l’art. 44 

LAsi). 

12.  

Visto quanto sopra rilevato sia in ambito di ammissibilità che di esigibilità 

della misura, non si ritiene essere la ricorrente una persona particolar-

mente vulnerabile ai sensi della giurisprudenza. Pertanto, non era in casu 

necessario né che la SEM analizzasse l’esistenza di fattori favorevoli (cfr. 

sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 

marzo 2022 consid. 11), né che richiedesse alle autorità greche delle ga-

ranzie specifiche per poter pronunciare l’esecuzione del suo allontana-

mento in Grecia (cfr. sentenza del Tribunale D-749/2022 del 24 febbraio 

2022 consid. 7.5).  

13.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-

secuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ritenuto 

che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammissione 

della ricorrente. 

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Pagina 16 

14.   

Di conseguenza, anche in materia di allontanamento e relativa esecuzione, 

il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata. 

15.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA), per il che il ricorso va respinto. 

16.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta senza oggetto. 

17.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). 

Tuttavia, non essendo state le conclusioni ricorsuali al momento dell'inoltro 

del gravame d'acchito sprovviste di possibilità di esito favorevole e consi-

derato che sulla base delle circostanze del caso di specie si può conclu-

dere allo stato d'indigenza senza ulteriori accertamenti, v'è luogo di acco-

gliere l'istanza di assistenza giudiziaria nel senso della dispensa dal paga-

mento delle spese di giustizia (art. 65 cpv. 1 PA). 

18.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è accolta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Francesca Bertini 

 

 

Data di spedizione: