# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8c4b9181-05c8-593b-94e7-fb7a9f03c570
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-02-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 20.02.1997 11.1995.279
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1995-279_1997-02-20.html

## Full Text

Incarto n.

  11.95.00279

  	
  Lugano

  20 febbraio 1997/gb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gianinazzi,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nel procedimento n. ___/____ (revoca dell'interdizione) della Divisione degli interni promosso con istanza del 16 settembre 1994 da

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti di
questione:     1.  Se dev’essere accolto il ricorso del 20 novembre 1995 presentato
da  __________ __________ contro la decisione del 19 ottobre 1995 emessa dalla
Divisione __________ __________;

 

                                         2.
 Se dev’essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale al ricorso;

 

                                         3.
 Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che con decisione del 29
ottobre 1963 lo __________ di __________ ha pronunciato, in applicazione
dell’art. 369 CC, l’interdizione di __________ __________ (1943);

 

                                         che il 7 settembre 1983 la
stessa autorità e l’11 gennaio 1994 il Consiglio di Stato del Cantone Ticino
hanno rigettato richieste di __________ __________ intese alla revoca
dell’interdizione;

 

                                         che il 16 settembre 1994
__________ __________ ha postulato nuovamente la revoca dell’interdizione;

 

                                         che esperita
l’istruttoria, il 19 ottobre 1995 la Divisione __________ __________ ha
respinto l’istanza, consentendo nondimeno al tutelato, a titolo di prova e per
un anno, di gestire in modo autonomo e indipendente i propri redditi;

 

                                         che con ricorso del 20
novembre 1995 __________ __________ chiede, previa concessione dell’assistenza
giudiziaria, l’annullamento della decisione impugnata e la revoca
dell’interdizione;

 

                                         che con osservazioni del
13 dicembre 1995 la Divisione __________ __________ propone di confermare la
decisione impugnata;

 

considerando

 

in diritto:                        che per l’art. 433 cpv. 1
CC in caso di interdizione la tutela cessa con la revoca da parte dell’autorità
competente, la quale è obbligata a ordinarla tosto che la causa di tutela sia
scomparsa (cpv. 2);

 

                                         che a norma dell’art. 434
cpv. 1 CC la procedura è stabilita dai Cantoni;

 

                                         che secondo l’art. 78 del
Regolamento sulle tutele e curatele (RTC: RL 4.1.2.2) “la revoca
dell’interdizione deve essere ordinata d’ufficio o decisa a seguito di istanza
diretta dall’autorità di vigilanza sulle tutele in base alle norme stabilite
dagli art. 66 segg.” del regolamento medesimo;

 

                                         che, come il Tribunale
federale ha già avuto modo di stabilire recentemente, nella procedura di revoca
dell’interdizione il diritto federale esige l’audizione dell’interdetto (DTF
117 II 380 consid. 2);

 

                                         che tale orientamento è
seguito dalla dottrina recente (Riemer,
Grundriss des Vormundschaftsrchts, Berna 1981, pag. 102, n. 200; Deschenaux/Steinauer, Personnes physiques
et tutelle, 

                                         2a edizione,
pag. 273 n. 1012; Strub, Die Aufhebung
der Ent-mündigung, Friburgo 1983, pag. 151 seg.); 

 

                                         che invero l’art. 71 RTC,
applicabile per analogia (art. 78 RTC) prevede l’interrogatorio
dell’interdicendo;

 

                                         che nella fattispecie la
Divisione __________ __________ non ha proceduto all’audizione del ricorrente,
né lo stesso è stato sentito da altre persone;

 

                                         che, in effetti, i
colloqui avuti dal tutelato con il dott. __________ __________ e il dott.
__________ __________ sono precedenti all’introduzione della nuova domanda di
revoca dell’interdizione;

 

                                         che pertanto l’autorità di
vigilanza sulle tutele ha disatteso il diritto federale, la cui violazione, pur
non essendo stata sollevata dal ricorrente, deve essere rilevata d’ufficio;

 

                                         che tale violazione
potrebbe al limite essere sanata con l’audi-zione del ricorrente da parte della
Camera civile di appello (DTF 117 II 141 consid. 4a);

 

                                         che, nondimeno, si
giustifica di rinviare gli atti all’autorità di vigilanza perché, interrogando
il tutelato, tenga conto anche di come quest’ultimo si è comportato nel frattempo;

 

                                         che in effetti, con la
decisione impugnata, la Divisione __________ __________ aveva concesso al
ricorrente la possibilità di gestire in modo autonomo e indipendente il proprio
reddito per 12 mesi;

 

                                         che, valutando nuovamente
la situazione, l’autorità competente esaminerà inoltre la possibilità di
adottare una misura meno incisiva, come per esempio l’inabilitazione (art. 395
CC);

 

                                         che, ciò posto, il ricorso
deve essere parzialmente accolto e il fascicolo della causa ritornato alla
Divisione __________ __________ per la completazione dell’istruttoria;

 

                                         che le spese e le
ripetibili dell’attuale giudizio seguono la vicendevole soccombenza (art. 148
cpv. 2 CPC);

 

                                         che in effetti il
ricorrente ottiene l’annullamento del giudizio impugnato, ma non (ancora) la revoca
dell’interdizione;

 

                                         che, per quanto attiene
alla richiesta di assistenza giudiziaria, essa non può essere accolta poiché il
ricorrente dispone di una sostanza di almeno fr. 24’500.– (deposizione del
tutore __________ __________);

 

                                         che ciò nondimeno, vista
la particolarità della fattispecie, si può prescindere dal prelevare oneri
processuali e dall’assegnare ripetibili;

 

 

per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è parzialmente
accolto, nel senso che la decisione      impugnata è annullata e la causa è
rinviata alla Divisione __________ __________ per un nuovo giudizio previo
interrogatorio del tutelato;

 

                                   2.   L’istanza di
ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                   3.   Non si riscuotono
spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   4.   Intimazione a:

                                         – avv. __________
__________, __________o;

                                         – Divisione __________
__________, __________;

                                         – Delegazione tutoria del
Comune di __________, __________.

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria