# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 54a5d81e-b2cb-5278-8006-5262f2102b30
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 24.03.2004 10.2004.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-2004-2_2004-03-24.html

## Full Text

Incarto n.

  10.2004.2

  	
  Lugano

  24 marzo 2004/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
   Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del
5 febbraio 2004 presentata da

 

	
   

  	
  __________, e 

  __________ 

   

  

relativa
alla sentenza di divorzio pronunciata fra le parti il 19 novembre 2003 dal Tribunale
comunale di __________ (Repubblica di Croazia);

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'istanza di delibazione;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
con sentenza del 19 novembre 2003 il Tribunale comunale di __________ (contea
di Osijek-Baranja, Repubblica di Croazia) ha sciolto per divorzio il matrimonio
contratto a __________ il 2 aprile 1972 da __________ (1950) e __________
(1952), cittadini croati;

 

                                         che con
istanza del 5 febbraio 2004 __________ e __________ hanno chiesto di
riconoscere e dichiarare esecutiva tale sentenza in Svizzera; 

 

                                         che il
giudice delegato di questa Camera ha convocato il 1° marzo 2004 le parti al
dibattimento orale del 23 marzo successivo, ordinando la comparizione personale
di entrambe; 

 

                                         che entro
lo stesso termine il giudice delegato ha invitato le parti a produrre l'originale
o una copia autenticata della sentenza straniera;

 

                                         che al
dibattimento orale del 23 marzo 2004 gli istanti hanno confermato la loro richiesta
di delibazione;

 

                                         che nulla
osta pertanto all'emanazione del giudizio;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
la Camera civile di appello è competente per riconoscere e dichiarare esecutive
nel Canton Ticino, secondo le norme del diritto internazionale privato (art. 29
LDIP), le sentenze civili emanate all'estero (art. 511 CPC);

 

                                         che la
relativa istanza è trattata nelle forme della procedura con­tenziosa di camera
di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC);

 

                                         che le
sentenze straniere in materia di divorzio o separazione sono riconosciute in
Svizzera, a norma dell'art. 65 LDIP, se sono pronunciate o vengono riconosciute
nello Stato di domicilio, di dimora abituale o di origine di uno dei coniugi
(cpv. 1), riservata l'ipotesi – estranea alla fattispecie – in cui la sentenza
sia stata emessa in uno Stato di cui nessuno dei coniugi o soltanto il coniuge
attore sia cittadino (cpv. 2);

 

                                         che
accanto all'art. 65 LDIP si applicherebbero – ove fossero più favorevoli al riconoscimento
della sentenza – le convenzioni multilaterali o bilaterali ratificate dalla
Svizzera, a cominciare da quella dell'Aia sul riconoscimento dei divorzi e
delle separazioni, del 1° giugno 1970 (RS 0.211.212.3), nessuna delle quali
però è stata firmata dalla Repubblica di Croazia;

 

                                         che in
ogni modo la sentenza in esame è stata pronunciata nello Stato di origine di
entrambe le parti, sicché la competenza del tribunale estero era data già a
norma dell'art. 65 cpv. 1 LDIP;

 

                                         che, ciò
premesso, rimangono da verificare gli altri requisiti della delibazione, in particolare
il passaggio in giudicato della sentenza estera (art. 29 cpv. 1 lett. b) e il rispetto
dell'ordine pub­blico svizzero, sostanziale e processuale (art. 29 cpv. 1 lett.
c, 27 

                                         cpv. 1 e
27 cpv. 2 LDIP); 

 

                                         che, come
risulta dalla stampiglia apposta sulla seconda pagina del giudizio prodotto dai
richiedenti dinanzi a questa Camera, la sentenza di divorzio ha acquisito carattere
definitivo (“la decisione è valida”) il 19 novembre 2003, giorno della sua emanazione,
entrambe le parti avendo rinunciato a ricorrere;

 

                                         che,
invero, il tribunale croato ha pronunciato la sentenza di divorzio “dopo la
conclusione del dibattimento principale a porte chiuse ed in presenza del
proponente [__________] e il patrocinatore avv. __________, in assenza della
proponente [__________]” (sentenza, pag. 1 in alto);

 

                                         che
tuttavia __________ ha dichiarato davanti a questa Camera, nel corso del dibattimento
tenutosi il 23 marzo 2004, di essere stata a conoscenza dell'udienza relativa
al dibattimento principale, ma di non avervi partecipato poiché la sua presenza
in aula non era necessaria;

 

                                         che, per
il resto, le parti hanno confermato separatamente e poi insieme dinanzi a
questa Camera di postulare il riconoscimento della sentenza di divorzio; 

 

                                         che in
siffatte circostanze non può farsi questione di contrarietà all'ordine pubblico
processuale svizzero;

 

                                         che la
sentenza in questione non appare contraria nemmeno all'ordine pub­blico sostanziale,
sebbene il tribunale croato si sia limitato a sciogliere il matrimonio senza
nulla disporre in merito alla liquidazione del regime dei beni o ad altre
conseguenze del divorzio (Dutoit, Commentaire
de la loi fédérale du 18 décembre 1987, 3ª edizione, n. 3 ad art. 65 LDIP);

 

                                         che, per
finire, l'istanza dagli interessati merita accoglimento;

 

                                         che, non
essendovi alcun “soccombente” (nel senso dell'art. 148 cpv. 1 CPC), gli oneri
dell'attuale procedura vanno solidalmente  a carico delle parti;

 

                                         

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'istanza
è accolta, nel senso che la sentenza emanata il 19 novembre 2003 dal Tribunale
comunale di __________ (Repubblica di Croazia) nella causa di divorzio che ha
riguardato le parti è riconosciuta e dichiarata esecutiva.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti a carico degli istanti in solido. 

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – __________; 

  – __________.

  	 

	
  mplit

  	
   

  
				

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria