# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2f2b684f-3c7c-5a7f-91c4-5b5832e5da17
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 22.01.2001 11.2001.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2001-11_2001-01-22.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2001.00011

  	
  Lugano

  22 gennaio
  2001/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa_. __.___
(autorizzazione alla vendita di fondi) della Divisione degli interni, Sezione
degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele, che oppone 

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (rappresentata dal tutore __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  alla 

  	 

 

	
   

  	
  Delegazione tutoria di __________; 

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se deve essere accolto
l'appello del 4 gennaio 2001 presentato da __________ __________ contro la
decisione emessa il 1° dicembre 2000 dalla Divisione degli interni, Sezione
degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________ (1914) è stata posta sotto tutela volontaria il 6
novembre 1998. __________ __________ è stato nominato suo tutore. Il 15 maggio
2000 quest'ultimo ha inviato un rapporto alla Delegazione tutoria di
__________, segnalando la necessità di vendere le particelle n. __________,
__________e __________RFD di __________, proprietà della tutelata, al cui
acquisto era interessato il proprio figlio. Con risoluzione del 26 maggio 2000
la Delegazione tutoria di __________ ha istituito una curatela di rappresentanza
ad hoc in favore ______________________________ e ha designato come
curatore l'avv. __________ __________, incaricato di verificare l'opportunità
della vendita nell'interesse della tutelata, di curare gli interessi di lei
nell'eventuale vendita e di fare rapporto alla Delegazione tutoria per ottenere
il consenso alla vendita o il preavviso dell'autorità di vigilanza per la
vendita a trattative private. 

 

                                  B.   Il
curatore ha commissionato una perizia sul valore dei fondi e ha presentato il
proprio rapporto alla Delegazione tutoria il 5 ottobre 2000. Egli ha ritenuto
la vendita nell'interesse della tutelata e ha chiesto alla Delegazione tutoria
di sottoporre all'autorità di vigilanza le offerte di acquisto presentate da
tre interessati, fra cui __________ __________, figlio del tutore, per ottenere
l'autorizzazione a vendere a trattative private. __________ __________ ha
comunicato alla Delegazione tutoria di voler vendere a __________ __________ in
segno di riconoscenza verso il tutore. Con risoluzione del 22 novembre 2000 la
Delegazione tutoria di Locarno ha autorizzato la vendita a trattative private,
previo consenso dell'autorità di vigilanza. A quest'ultima la Delegazione
tutoria ha chiesto di indicare se scegliere come acquirente l'offerente
preferito dalla tutelata o quello che aveva presentato l'offerta più elevata.
L'autorità di vigilanza ha approvato il 1° dicembre 2000 la vendita a
trattative private al prezzo minimo di fr. 210'000.–, da versare direttamente
al curatore ad hoc, con spese notarili, d'iscrizione e ogni altra
relativa a carico dell'acquirente. 

 

                                  C.   Contro la decisione dell'autorità di vigilanza __________ __________
è insorto in rappresentanza di __________ __________ con un ricorso (recte:
appello) del 4 gennaio 2001 nel quale fa valere che i desideri della tutelata
non sono stati tenuti in considerazione e che non tutte le richieste della
Delegazione tutoria hanno ricevuto risposta. Il rimedio giuridico non è stato
intimato alla controparte. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le
decisioni dell'autorità di vigilanza sulle tutele sono appellabili entro venti
giorni alla Camera civile del Tribunale di appello (art. 54a LAC). Il
tutelato capace di discernimento è legittimato a ricorrere personalmente contro
una decisione a lui sfavorevole (Geiser
in: Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, ZGB I/2, n. 28 ad art. 420 CC
con riferimenti). Le esigenze formali dell'appello, in simili casi, vanno per
certi versi attenuate, essendo sufficiente che le richieste di giudizio e i
motivi dell'impugnazione possano desumersi dall'insieme del ricorso (Geiser, op. cit., n. 41 ad art. 420
CC). Ci si potrebbe invero interrogare sulla ricevibilità del gravame, assai
succinto e che non formula esplicite proposte di giudizio. Dallo stesso si desume
nondimeno che l'appellante rimprovera all'autorità di vigilanza di non aver autorizzato
la vendita a suo figlio, come desidera la proprietaria. Ancorché ai limiti,
l'appello, tempestivo, è dunque da considerare ricevibile.

 

                                   2.   L'autorità
di vigilanza ha autorizzato la vendita a trattative private, ritenendola nell'interesse
della tutelata, ma ha stabilito varie condizioni: un prezzo minimo di fr.
210'000.–, il versamento diretto dello stesso al curatore ad hoc, e
l'assunzione da parte dell'acquirente delle spese notarili e di iscrizione a
registro fondiario. Il tutore non critica la determinazione del prezzo minimo
né le condizioni poste dall'autorità di vigilanza, ma lamenta la mancata
considerazione dei desideri espressi dalla proprietaria dei fondi.
Quest'ultima, infatti, aveva dichiarato il 23 maggio 2000 alla segretaria della
Delegazione tutoria di voler vendere gli immobili al figlio del proprio tutore
(doc. 1). Ora, l'offerta formulata da quest'ultimo risulta essere di fr.
170'000.–, inferiore pertanto di fr. 40'000.– a quella del maggior offerente,
che è di fr. 210'000.– (rapporto 5 ottobre 2000 del curatore ad hoc,
doc. 4). 

 

                                   3.   L'art.
404 CC prevede che i fondi appartenenti a una persona sotto tutela possono
essere venduti solo se l'interesse del proprietario lo esige e secondo le
istruzioni dell'autorità tutoria (art. 404 cpv. 1 CC). L'autorità di vigilanza
sulle tutele interviene solo per autorizzare la vendita dei fondi a trattative
private (art. 404 cpv. 3 CC) e per fissare le relative condizioni, ma non ha il
compito di scegliere la persona dell'acquirente. Tale scelta, infatti, spetta
al rappresentante legale del proprietario sotto tutela, il quale deve ottenere
il consenso della Delegazione tutoria (art. 421 n. 1 CC; art. 20 lett. s, 22
lett. g del RTC: RL 4.1.2.2, testo in vigore fino al 31 dicembre 2000). 

 

                                   4.   Nella
fattispecie la Delegazione tutoria ha conferito mandato il 

                                         26 maggio
2000 a un legale di curare gli interessi della pupilla nell'eventuale vendita e
di fare rapporto per ottenere il consenso all'alienazione giusta l'art. 421 n.
1 CC (risoluzione, doc. 1). Ottenuta l'autorizzazione dell'autorità di
vigilanza di vendere a trattative private, spetta quindi al curatore ad hoc,
con il consenso della Delegazione tutoria, scegliere l'acquirente fra le
persone interessate disposte a versare almeno fr. 210'000.– e assumere i costi
notarili e di trapasso degli immobili. Il rappresentante del tutelato e la
Delegazione tutoria devono invero tenere in considerazione gli interessi
personali e materiali del proprietario (Meier,
Le consentement des autorités de tutelle aux actes du tuteur, Friburgo 1994,
pag. 142). I desideri espressi da quest'ultimo devono idealmente essere
seguiti, ma solo nella misura in cui coincidono con i suoi interessi (Meier, op. cit., pag. 152). La scelta
dell'acquirente, in ultima analisi, non dipende solo dalla volontà del
tutelato, ma anche dai suoi interessi finanziari e personali, valutati con
criteri oggettivi. In presenza di una seria offerta d'acquisto per fr.
210'000.–, finanche superiore al valore di stima di fr. 160'000.–/170'000.–
accertato dal perito (doc. 3), il desiderio della proprietaria di favorire una
persona vicina al tutore non è decisivo.

 

                                   5.   La
decisione dell'autorità di vigilanza, che ha autorizzato la vendita a
trattative private e ne ha fissato le condizioni sulla base delle offerte
concrete pervenute per i fondi da vendere, resiste pertanto alla critica. Il
compito di scegliere l'acquirente fra gli interessati, nel rispetto delle
condizioni stabilite il 1° dicembre 2000, incombe al rappresentante della
proprietaria, con il consenso della Delegazione tutoria. A giusta ragione
pertanto l'autorità di vigilanza non si è espressa al riguardo. L'appello, manifestamente
infondato, può di conseguenza essere respinto con la procedura dell'art. 313bis
CPC, senza intimazione alla controparte. 

 

                                   6.   Gli
oneri processuali seguirebbero la soccombenza (art. 148 

                                         cpv. 1
CPC). Data la particolarità del caso e la situazione finanziaria
dell'appellante, si giustifica però – eccezionalmente – di rinunciare al
prelievo di spese, mentre non è il caso di attribuire ripetibili alla parte
appellata, cui l'appello non è nemmeno stato intimato. 

 

Per questi motivi,

 

 

pronuncia:              1.   Nella
misura in cui è ricevibile, l'appello è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si attribuiscono ripetibili. 

 

                                   3.   Intimazione
a __________ __________, __________;

                                         Comunicazione:

                                         –
Delegazione tutoria di __________;

                                         – avv.
__________ __________, __________;

                                         –
Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario