# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a9d9e57-8f23-571c-9396-fe7044102b69
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-04-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.04.2000 39.2000.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_39-2000-5_2000-04-20.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  39.2000.00005

   

  ZA/tf

  	
  Lugano

  20 aprile 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Zaccaria Akbas

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 gennaio 2000
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 gennaio 2000 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale assegni familiari, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assegni di famiglia

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 7 gennaio
2000 la Cassa ha respinto la domanda di assegno integrativo presentata da
__________ in data 5 gennaio 2000 (cfr. doc. _), confermando sostanzialmente
quanto già deciso in data 19 novembre 1999 alla domanda del 3 marzo 1999 (cfr.
doc. _), argomentando:

 

" 
ci riferiamo alla sua lettera del 04.01.2000 con
la quale ci chiede se sussiste il diritto all'assegno integrativo e di prima
infanzia.

 

Il 12.10.1999 da parte nostra è stato richiesto
all'Ufficio degli stranieri di rivedere la decisione con la quale ci
comunicavano che sua moglie dal 24.03.1999 è residente nel nostro cantone,
sulla base dei documenti da lei forniti.

 

In data 19.11.1999 lo stesso ufficio
riconferma quanto comunicatoci precedentemente.

 

In base a quanto sopra non ci resta che
confermare la nostra decisione di rifiuto." (cfr. doc. _)

 

                               1.2.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA, nel
quale si è così espresso:

 

" 
mi riferisco alla lettera del 7 gennaio 2000 da
parte dell'Istituto delle Assicurazioni Sociali dove per la 2° volta hanno
rifiutato di versare gli assegni integrativi a mia moglie. In un primo momento
ci hanno spiegato che non potevano versarci questi assegni poiché (mia moglie)
non risiedeva in Svizzera da 3 anni.

Mia moglie è arrivata in Svizzera il 25
novembre 1997 ed è stata subito annunciata al Comune di __________ e
all'Ufficio degli stranieri di __________. Quando abbiamo riempito il
formulario per ottenere il permesso B sembrava che era tutto a posto, ma per
problemi d'ufficio della Sezione degli stranieri di __________, l'incartamento
di mia moglie è rimasto fermo e quindi è stata mia moglie a dover aspettare
fino alla data 24 marzo 1999. Quindi per concludere vorremmo sapere se la
nostra facoltà di un ricorso in merito a questi assegni integrativi si possa
accettare.

Io (__________) nel 1999 ho dovuto
presentare una domanda AI per problemi alla schiena." (cfr. doc. _)

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 9 febbraio 2000 la Cassa cantonale per gli assegni familiari
propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" 
Nella fattispecie trova applicazione l'art. 24
cpv. 2 LAF per cui titolare del diritto all'assegno è la madre.

 

Dalla documentazione agli atti,
segnatamente dalle comunicazioni forniteci dalla Sezione dei permessi e
dell'emigrazione risultava che la ricorrente risiede nel Ticino solo dal
24.03.1999, questa circostanza ci è stata confermata a 2 riprese dopo che da
parte nostra avevamo sollevato dubbi sulla scorta di documentazione
rilasciataci dal marito dell'assicurata.

 

Ancora una volta in sede ricorsuale abbiamo
sollecitato una definitiva presa di posizione da parte della Sezione dei
permessi e dell'emigrazione, ottenendo una correzione della data, non più il
24.03.1999 ma il 25.11.1997.

 

Questa correzione non modifica l'esito del
ricorso poiché i 3 anni stabiliti dall'art. 24, cpv. 1, lett. b) LAF non
risultano trascorsi.

 

La ricorrente potrà tuttavia già dal
dicembre 2000 ripostulare il diritto all'assegno integrativo che, se le
condizioni economiche lo consentono, potrà essere riconosciuto.

 

Si chiede pertanto a codesto lodevole
Tribunale di voler respingere il ricorso così come proposto dalla Cassa."
(cfr. doc _)

 

                               1.4.   Il 10
febbraio 2000 il padre di __________, __________, ha inviato al TCA uno scritto
del seguente tenore:

 

" 
Visto la vostra decisione di respingere
l'assegno integrativo alla S. __________ voglio precisare alcuni fatti:

Il marito __________ è purtroppo ammalato!
Da aprile '99 a tuttora è in cura medica dal  __________ è stato visitato
all'Ospedale __________ - __________ da Specialisti a __________. Tutt'ora deve
recarsi ogni settimana a __________ da uno psicologo.

E' stata inoltrata la documentazione
all'Ufficio invalidità Bellinzona.

Da questo Ufficio verranno prese le
decisioni. O una riqualifica ch'è alquanto improbabile o una rendita. Ora
percepisce la disoccupazione 1700.-- fr. al mese. La moglie lavora mezza
giornata 900.-- - 1000 fr. al mese.

Sono stati aiutati dall'ufficio inserimento
Bellinzona nelle spese mediche ma tuttora devono arrangiarsi da soli nella
quale la situazione è alquanto precaria.

Ora io domando a Voi se nel limite possibile non si potrebbe aiutarli con
l'assegno integrativo finché da parte dell'ufficio invalidità non venga
presa una soluzione.

Sarebbe un'alternativa per salvare quel po'
ancora che si può!

Ripeto la salute del Marito __________ è
alquanto precaria, e non vorrei che il figlio ne risenta." (cfr. doc. _)

 

                                         Con
scritto 22 febbraio 2000 la Cassa conferma quanto ribadito nella risposta di
causa. (cfr. doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999
nella causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

                                         

                               2.2.   Il 1° luglio
1997 sono entrate in vigore alcune norme della nuova Legge cantonale sugli
assegni di famiglia (LAF) dell'11 giugno 1996 e fra queste gli articoli da 24 a
37 che regolano l'assegno integrativo e l'assegno di prima infanzia.

                                         L'art. 24
LAF fissa le condizioni per poter beneficiare dell'assegno  integrativo e
stabilisce quanto segue:

 

"  Il
genitore domiciliato nel Cantone ha diritto all'assegno ,per il figlio, se
cumulativamente:

 
a) ha la custodia del figlio;

 
b) ha il domicilio nel Cantone da almeno tre anni;

 
c) il reddito disponibile del o dei genitori, con l'aggiunta dell'eventuale            assegno
di base nonché degli eventuali obblighi alimentari, è       inferiore ai limiti
minimi previsti dalla legislazione sulle prestazioni                                complementari
all'AVS/AI.

 
Se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto
all'assegno. 

 
Non ha diritto all'assegno il beneficiario di una prestazione complementare
all'AVS/AI, se il figlio è considerato per il calcolo della prestazione."

 

                                     Il
Regolamento della legge sugli assegni di famiglia (Reg. LAF),  adottato dal
Consiglio di Stato il 5 febbraio 1997, prevede all'art. 28 cpv. 1 che "è
considerato domiciliato nel Cantone il titolare del diritto che vi risiede
effettivamente con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente".

                                         Il cpv. 2
dell'art. 28 Reg. LAF precisa poi che "si considera domiciliato il
titolare del diritto di cittadinanza svizzera e lo straniero in possesso del
permesso di domicilio (permesso C)".

                                         In diverse
sentenze (cfr. per tutte la STCA del 5 marzo 1998 nella causa E. e Z.B.) questo
Tribunale ha già avuto modo di stabilire che il cpv. 2 dell'art. 28 Reg. LAF
nella misura in cui definisce il concetto di domicilio degli assicurati
stranieri con riferimento al permesso di polizia (di tipo C) è contrario alla
legge.

 

                                         L'art. 29
del Reg. LAF stabilisce che:

 

"  Il
titolare del diritto dimostra di essere stato domiciliato ininterrottamente nel
Cantone nei tre anni precedenti la richiesta.

 

 
Il domicilio non si considera interrotto se l'assenza dal Cantone è inferiore a
tre mesi sull'arco di un anno.

 

 
In caso di interruzione, il titolare del diritto deve adempiere nuovamente la
condizione relativa al periodo di carenza dei tre anni prima di poter inoltrare
una nuova richiesta."

 

                               2.3.   Nella
presente fattispecie la Cassa ha rifiutato all'assicurato il diritto
all'assegno integrativo, fondandosi sull’ art. 24 cpv. 1 lett. b.
L’amministrazione ritiene che il requisito del domicilio nel Cantone da almeno
tre anni non sia realizzato in quanto la moglie del ricorrente, _____________ ,
non risiede da almeno tre anni nel Canton Ticino, e ciò nonostante la rettifica
da parte della Sezione dei permessi e dell'emigrazione che ha stabilito la
residenza nel Cantone della signora _____________ dal 25 novembre 1997. È
applicabile infatti nella fattispecie l'art. 24 cpv. 2 LAF che prevede che se
entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, solo la madre ha diritto
all'assegno.

                                         A tal
proposito va ricordato che in numerose sentenze il TCA ha già dichiarato la
disposizione legale in questione contraria alla Costituzione federale e a
quella cantonale.

                                         In
particolare nella già citata sentenza del 9 marzo 1998 nella causa E. e Z.B.
questo Tribunale si è così espresso:

 

"  Ci si
deve dunque porre il quesito se il padre può essere escluso dal diritto
all'assegno.

 
In particolare occorre stabilire se l'art. 24 cpv. 2 LAF, secondo cui "se
entrambi i coniugi hanno la custodia del figlio, la madre ha diritto
all'assegno" rispetta o no l'art. 4 cpv. 2 della Costituzione federale che
recita:

 

  "Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura 

  l'uguaglianza soprattutto per quanto concerne la famiglia,  

  l'istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a una  

  retribuzione uguale per un lavoro di pari valore."

 

 
La  norma costituzionale citata proibisce, di principio, ai legislatori
cantonali di emanare norme che contengano una disparità di trattamento fra uomo
e donna: un trattamento differenziato fra uomo e donna è ammissibile soltanto
se la differenza biologica o funzionale fra i due sessi esclude assolutamente
una parità di trattamento (DTF 108 Ia 29 consid. 5a; DTF 114 Ia 331, ZBL 1987
pag. 170 e pag. 308 consid. 3a).

 
Ogni modifica legislativa cantonale deve, dunque, tener conto di questo
imperativo ancorato nell'art. 4 cpv. 2 Cost. fed.

 
In ogni caso, secondo costante giurisprudenza, il principio dell'uguaglianza
ancorato nell'art. 4 Cost. fed. vincola il legislatore cantonale e comunale. 

 
Sotto questo profilo violano l'art. 4 Cost. fed. - oltre agli atti legislativi
che  non hanno un motivo serio o oggettivo, o che appaiono privi di senso o
scopo - quelli che fanno delle distinzioni inammissibili, che non trovano cioè
alcuna corrispondenza nelle diversità della fattispecie che la disciplina norma­tiva
vuole regolare, e quelli che - all'opposto - omettono di fare delle
distinzioni, laddove la diversità delle circostanze da sottoporre alla norma
impone, invece, di distinguere e che danno luogo quindi a una parificazione
inammissibile (DTF 111 Ia 326 consid. 6; 109 Ia 327 consid. 4; 108 II 114
consid. 2b; 107 Ib 182 consid. 5a, 301; 100 Ia 75/76 consid. 4b). 

 
Per ammettere una violazione dell'art. 4 Cost., occorre tuttavia che la
distinzione fatta dal legi­slatore appaia insostenibile, rispettivamente, nel
caso inverso, che appaia insostenibile il rifiuto di distinguere: tra questi
due estremi l'art. 4 Cost. lascia infatti al legislatore cantonale e comunale
una notevole libertà, che gli consente ora di porre l'accento su tratti e su
elementi comuni di due fattispecie, per trat­tarle alla stessa maniera, ora di
dare peso invece agli elementi che le distinguono per sottoporle a un regime
differenziato (STF 19.11.1986 in causa C.L.P., non pubbli­cata; STCA 3.1.1994 nella
causa L.G.).

 

 
Il Consiglio di Stato, nel suo Messaggio relativo all'introduzione di una nuova
legge sugli assegni di famiglia ha ricordato che la precedente legge sugli
assegni familiari del 24 settembre 1959, secondo il Tribunale federale, era
incompatibile con l'art. 4 della Costituzione federale, nella misura in cui
concedeva al solo padre il diritto all'assegno.

 

 
Per questo a cifra 9.2. esso ha sottolineato che:

 

 
"Il disegno di legge attua il principio della parità uomo-donna".

 

 
A commento dell'art. 12 del Disegno di legge (l'attuale art. 11 LAF che regola
l'assegno di base) il Consiglio di Stato ha poi precisato:

 

"  Il
capoverso 1 enuncia le casistiche possibili  nel caso in cui entrambi i
genitori abbiano la custodia del figlio. Si evidenzia in particolare la lett.
a, che concede prioritariamente il diritto all'assegno alla madre, nel caso in
cui entrambi i genitori abbiano un'attività salariata a tempo pieno o a tempo
parziale e con pari grado di occupazione: la norma non intende certo creare
disparità di trattamento fra uomo e donna, bensì definire in modo chiaro ed
univoco una delle due opzioni possibili."

   
(cfr. Messaggio, pag. 46)

 

Questa disposizione
della legge è stata dichiarata dal TCA  conforme alla Cost. fed. in una
sentenza del 22 gennaio 1998 nella causa S.C. (per una diversa soluzione, cfr.:
Pratique VSI 1997, pag. 275 relativa ad un Cantone in cui la legge attribuiva
prioritariamente al marito il diritto all'assegno. Il Tribunale delle
assicurazioni di quel Cantone ha instaurato la soluzione che prevede il 
diritto di libera scelta dei coniugi).

 

A proposito
dell'assegno integrativo, e precisamente riguardo  all'art. 24 LAF, il
Consiglio di Stato ha invece categoricamente stabilito che "nel caso in
cui entrambi i genitori hanno la custodia del figlio, titolare del diritto
all'assegno è la madre".

(cfr.
Messaggio citato, pag. 50).

 

 
Concretamente ciò significa che il padre domiciliato e con la residenza
abituale nel Cantone da almeno tre anni, pur avendo la custodia del figlio o
dei figli, non può (mai) avere diritto all'assegno integrativo. Al contrario la
madre nelle medesime condizioni ha sempre diritto all'assegno.

 
Secondo questo Tribunale l'art. 24 cpv. 2 LAF, così formulato,  viola l'art. 4
cpv. 2 della Cost. fed., in quanto riconosce alla sola madre il diritto
all'assegno, senza che la disparità sancita sia giustificata da una differenza
funzionale fra i due genitori che hanno in custodia il figlio.

 
Visto il riserbo che il giudice, in virtù delle sue funzioni, si deve imporre
(cfr. DTF 117 V 318 seg., in particolare 318-328), sta comunque al legislatore
cantonale trovare una soluzione che rispetti la Costituzione federale e l'art.
7 cpv. 2 e cpv. 3 della Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino del 14
dicembre 1997."

 

                               2.4.   Questa
giurisprudenza non può che essere confermata in questa occasione: sta al
legislatore trovare una soluzione adeguata al problema (cfr. STCA del 1° aprile
1999 nella causa C. B.)

                                    Il TCA si
limita qui a segnalare questo passaggio di una sentenza del Tribunale federale
delle assicurazioni:

 

"  Zwar
liesse sich fragen, ob diese Zurückhaltung angesichts der Schwere des durch die
Verfassungswidrigkeit entstehenden Rechtsnachteils einerseits und der
überlangen gesetzgeberischen Untätigkeit anderseits noch geboten sei (KÄLIN,
Verfassungsgerichtsbarkeit in der Demokratie, 1987, S.168 ff.: grundlegend
BIAGGINI, Verfassung und Richterrecht, Basler Diss. 1991, S. 452 ff., 464, 468
ff.). Solche Zweifel wären umso begründeter, als sich der Gesetzgeber durch
einen fallbezogenen, einleuchtend begründbaren Eingriff des Richters keine wegs
am Erlass einer neuen Ordnung gehindert sähe, die den Schranken der
Bundesgesetzgegung und den Grundrechten ebenso Rechnung tragen würde wie den
allgemeinen verfassungsrechtlichen Prinzipien (BGE 116 V 216; vgl. auch BGE 99
Ia 637), hingegen den Rechtsuchenden im streitigen Einzelfall kaum mehr zu
erfassen vermöchte (ZBI 87/1986 S. 406).

 
Darüber braucht hier nicht abschliessend entscheiden zu werden. Selbst wenn
nämlich ein richterliches. Eingreifen nicht bereits aus Gründen verschiedener
Regelungsmäglichkeiten im Verein mit den andern erwähnten Gesichtspunkten
enfiele, setzt hier die beschränkte funktionelle Eignung des Richters, einen
Regelungsbereich grundlegend (neu) zu normieren, eine unüberwindbare
Schranke."

(DTF
117 V 326)

 

                                         Nel
Messaggio dell’11 novembre 1998 relativo ad una modifica della legge sugli
assegni di famiglia dell’11 giugno 1998, il Consiglio di Stato ha peraltro già
proposto di sanare l’incostituzionalità della norma modificando l’art. 24 cpv.
2 LAF nel senso che se entrambi i genitori hanno la custodia del figlio,
titolare del diritto è il padre o la madre. 

 

                                         Ritenuto
quindi che la signora __________ nel Canton Ticino dal 25 novembre 1997 (cfr.
doc. _), il diritto all'assegno integrativo può essere rivendicato dal
ricorrente solo a partire dal mese di dicembre del 2000, evidentemente se le
condizioni economiche previste dalla legge lo consentono. 

                                         In
conclusione dunque __________ non può far valere un periodo di residenza
abituale di almeno tre anni e beneficiare dell'assegno integrativo

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Intimazione
alle parti.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti