# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 66ee7f5f-635f-5370-818c-9176941c0e34
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-12-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.12.2005 32.2005.74
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-74_2005-12-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.74

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  21 dicembre 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 maggio 2005 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell'8 aprile
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                               1.1.   RI 1, classe
__________, professionalmente attivo (dal dicembre 2001 al 50%) quale consulente
assicurativo, nel mese di aprile 2003 ha inoltrato una domanda di prestazioni
AI per adulti poiché affetto da depressione recidivante (doc. AI 1). 

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia psichiatrica
a cura del dr. __________ dell’__________, con decisione 5 maggio 2004 l’Ufficio
AI ha respinto la domanda di prestazioni sulla base delle seguenti motivazioni:

 

"  (...)

Dalla documentazione
medico-specialistica acquisita agli atti risulta che il danno alla salute di
cui lei è portatore le comporta un'incapacità lavorativa medico teorica del
50%.

 

Questa percentuale non
trova tuttavia riscontro dal profilo economico.

 

Infatti, secondo i dati
in nostro possesso risulta che prima dell'insorgenza del danno alla salute ha
conseguito un reddito annuo di Fr. 104'274.-- (nel 2000), mentre
successivamente il guadagno si è ridotto a Fr. 96/765.-- nel 2002 e a Fr.
71'732.-- nel 2003.

 

La perdita economica
effettiva risulta essere dell'8% per il 2002 e del 31% per il 2003.

 

Essendo il grado
d'invalidità inferiore al 40%, il diritto alla rendita non esiste." 

(Doc. AI 18)

 

 

                               1.2.   Il 14 maggio
2004 l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA 1, ha presentato un tempestivo
atto di opposizione (doc. AI 21), successivamente completato con scritti del 24
maggio 2004 (doc. AI 23) e 7 giugno 2004 (doc. AI 26).

                                         Facendo
presente come i certificati salariali siano stati erroneamente allestiti, egli
ha in seguito evidenziato di aver ingaggiato a suo spese, successivamente
all’insorgenza del danno alla salute, un agente indipendente per poter
mantenere la produttività ed il posto di lavoro.

 

                               1.3.   Con
decisione su opposizione 8 aprile 2005, pur accogliendo in parte le correzioni
salariali apportate dall’assicurato, l’amministrazione ha confermato il diniego
di prestazione in quanto dal raffronto dei redditi non risultava un grado
d’invalidità pensionabile.

 

                               1.4.   Contro la
succitata decisione amministrativa RI 1,  sempre rappresentato dall'avv. RA 1, ha
presentato un tempestivo ricorso con cui ha chiesto l’erogazione di una mezza
rendita d’invalidità.

                                         Delle
singole motivazioni verrà detto, per quanto necessario, nel prosieguo.

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

                                         Al
riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di
principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003
IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid.
4°). Per quanto concerne invece le norme di diritto materiale, in assenza di
disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466
consid. 1).

 

                                         Nella DTF
130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo all'eventuale
insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per l'invalidità già
prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai principi generali
sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano applicabile
l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto
giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il periodo fino al 31 dicembre
2002, l'esame del diritto alla rendita avviene sulla base del precedente
ordinamento, mentre a partire da questa data esso avviene secondo le nuove
norme (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2.).

 

                                         Tale
questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo
stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica
sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,
d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le succitate
nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono tuttora
valide (DTF 130 V 343).

 

                                         Le
disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile comprensione,
vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore al 1° gennaio
2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme valide sino al 31
dicembre 2002. 

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della LPGA (che ha sostituito
l'art. 4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto
di rendita se sono invalidi almeno al 40 %. Nel suo nuovo tenore in vigore dal
1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al

                                         70 %, a
tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno
al 40 %.

Va pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990,
pag. 543 consid. 2; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les
prestations, Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid.
2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola
- non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21
consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives
et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         Al proposito va rilevato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e
suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.4.   Nell’evenienza
concreta, pacifica e incontestata è la valutazione medica. 

                                         Con
rapporto 5 aprile 2004 il dr. __________, diagnosticata una sindrome depressiva
ricorrente attualmente in remissione parziale (ICD 10 F. 33.4), ha ritenuto
l’assicurato inabile al 50% quale assicuratore dal dicembre 2001, senza
possibilità di miglioramento (doc. AI 13).

 

                                         Contestata
è invece la ripercussione economica di tale danno alla salute, più precisamente
la determinazione operata dall’Ufficio AI dei redditi da valido e da invalido.

                                         Al
riguardo occorre innanzitutto ricordare che entrambi i redditi corrispondono
agli ipotetici redditi da attività lucrativa dipendente ed indipendente
soggetti a contribuzione  AVS (art. 4 LAVS ss cfr. anche  Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 200).

                                         L’art. 25
OAI prevede infatti che:

 

"  1 Sono considerati redditi del lavoro secondo
l’articolo 16 LPGA i redditi annui presumibili sui quali sarebbero riscossi i
contributi disposti dalla LAVS1,
esclusi tuttavia:

 

a.  le prestazioni del datore di lavoro per
perdita di salario, cagionata da infortuni o malattia, implicante un’incapacità
lavorativa debitamente comprovata;

b.  i componenti del salario per i quali il
lavoratore non può fornire, come esperito, nessuna controprestazione a causa
della limitata capacità al lavoro;

c.  le indennità di disoccupazione, le
indennità per perdita di guadagno (LIPG) e le indennità giornaliere
dell’assicurazione invalidità."

 

                                         Non fanno
parte del reddito da attività gli assegni familiari (art. 6 cpv. 2 lett. f OAVS;
fra le tante, cfr. STFA inedita 26 giugno 2003 nella causa R., I 600/01,
consid. 3.3.2) e non costituiscono salario determinante AVS le spese (art. 7
OAVS).

 

                               2.5.   Al
fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il metodo ordinario (art.
16 LPGA, cfr. consid. 2.3), occorre porre in confronto il reddito che
l’assicurato avrebbe conseguito senza il danno alla salute quale agente
assicurativo (reddito da valido) con quanto percepisce nella medesima attività
dopo l’insorgenza del danno alla salute (reddito da invalido).

 

                                         Come
detto (cfr. consid. 2.3), determinante
per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio dell'eventuale
diritto alla rendita, considerato inoltre che l’amministrazione deve tenere
conto di eventuali rilevanti modifiche dei redditi di riferimento intervenuti
sino al momento dell’emanazione della decisione contestata.

                                         

                                         Nel caso concreto, come visto, nel rapporto 5 aprile 2004 il dr. __________ ha ritenuto l’assicurato
inabile al 50% dal dicembre 2001, motivo per cui l’eventuale diritto alla
rendita sorgerebbe nel dicembre 2002, momento determinante per procedere
alla quantificazione del reddito sia da valido che da invalido.

 

                               2.6.   Occorre
ricordare che, secondo la giurisprudenza del TFA, per accertare il reddito
conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo
il principio della verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato
guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano
(STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella
causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti,
cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più
concretamente possibile.

                                         Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in
merito (cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr.
U 168 pag. 100s. consid. 3b). 

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag.
560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi pagati nel settore hanno in ogni
caso la precedenza sui salari fissati in base a contratti collettivi di lavoro
(RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

                                         Siccome
di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza
il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la
precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti
ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b , ZAK 1990 pag.
519 consid. 3c).

                                         Se nel
caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che l’assicurato
avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, si può ricorrere a dati ottenuti
da valori statistici e d’esperienza (Pratique VSI 1999 pag. 248 consid. 3b;
cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella causa B., I 56/02).

                                         

                               2.7.   Dagli atti
di causa risulta che dal mese di gennaio 1981 l’assicurato svolge l’attività di
consulente assicurativo presso la __________ quale dipendente, con orario di
lavoro irregolare. 

                                         Dal 1°
gennaio 2000 il suo stipendio mensile è composto da un importo fisso di fr.
1'500 più indennità per spese di fr.1'500 (prima del 2000 tali importi
ammontavano rispettivamente a 

                                         fr. 900 e
1'100) nonché da provvigioni variabili (doc. G e H).

                                         Nel questionario
23 maggio 2003 il datore di lavoro non ha indicato il possibile guadagno
dell’assicurato senza il danno alla salute (cifra 7 del questionario),
verosimilmente per via della difficoltà nel quantificare le provvigioni
determinabili a seconda del concreto andamento degli affari; egli ha tuttavia
allegato i certificati annuali di salario per il 2001 e 2002 (doc. AI 7). 

                                         Il 20
aprile 2004 la __________ ha infine trasmesso all’Ufficio AI le distinte
mensili dal dicembre 2001 al marzo 2004, nonché i certificati annuali per il
1999 e 2000 (doc. AI 15).

 

                                         Facendo
presente di non potere fare riferimento agli attestati salariali presi in
considerazione nella decisione formale 5 maggio 2004, poiché presumibilmente
comprensivi anche delle indennità per malattia o perdita di guadagno non
assoggettabili all’AVS e di altri errori indicati dall’assicurato
nell’opposizione, l’amministrazione ha precisato che in questi casi “secondo
costante giurisprudenza, si terrà conto della media dei redditi percepiti negli
ultimi tre anni, definiti in base all’estratto del conto individuale
(contributi soggetti a AVS”), determinando come segue il reddito da valido:

 

"  (...)

Nel periodo precedente il
danno alla salute, il salario estratto dal conto individuale dell'assicurato ammontava
a fr. 79'475.-- per l'anno 1999, fr. 91'705.-- per il 2000 e fr. 79'852.-- per
il 2001. Ne consegue una media di fr. 83'677.-- annui. Lo scrivente Ufficio
utilizzerà quale riferimento questo introito, benché più elevato rispetto a
quello di fr. 79'853.-- indicato quale salario AVS di base (lordo) per l'anno
2001 dal datore di lavoro nell'avviso di malattia 08.01.2002 inoltrato
all'assicurazione collettiva indennità giornaliera malattia (che aggiornato,
secondo l'indice di aumento dei salari nominali, corrisponderebbe a fr.
81'290.35 per l'anno 2002, a fr. 82'408.30 per l'anno 2003 e fr. 82'967.27 per
l'anno 2004). (...)" (Doc. AI 29, p.to N° 10)

 

                                         Nel
ricorso l’assicurato ha evidenziato che già nella primavera del 1999 aveva
accusato una prima incapacità lavorativa seguita da tre mesi (giugno – agosto)
di ricovero ospedaliero per poi lavorare in seguito al 50% sino alla fine di
quell’anno. Nel 2000 egli ha altresì percepito indennità di perdita di salario
(doc. H). Al fine di poter mantenere il posto di lavoro di agente assicurativo,
egli ha fatto presente di aver chiesto, dopo l’insorgenza del danno alla
salute, la collaborazione di un “broker” indipendente e di aver versato per i
servigi prestati 

                                         fr. 2'363
nel 1999, fr. 22'428 nel 2000, fr. 6'030 nel 2001 fr. 6'225 nel 2002, fr. 3'865
nel 2003 e fr. 2'619,50 nel 2004.

 

                                         Orbene,
visto quanto sopra è evidente che gli anni presi in considerazione dall’Ufficio
AI (1999-2001) non corrispondono al periodo in cui l’assicurato lavorava a
pieno regime avendo egli registrato già nel 1999 una prima inabilità
lavorativa. Il ricorrente ha inoltre comprovato gli importi versati al broker
indipendente i cui costi sono da considerare alla stregua di spese per il
conseguimento del reddito. Pertanto la scelta operata dall’amministrazione di
calcolare il reddito da valido in base alla media dei succitati redditi
iscritti nel conto individuale AVS non può essere confermata.

 

                                         Il
ricorrente propone invece di basarsi sulla media delle provvigioni e dei premi
di produzione relativi agli anni 1997 e 1998 (fr. 94'304,70), periodo in cui
egli non ha accusato alcuna inabilità lavorativa (cfr. ricorso punto 16) o sulla
media delle entrate complessive di quei due anni (118'384,70) il cui importo
dev’essere aggiornato con le indennità aumentate nel 2000 

( + fr. 12'000) per un reddito da valido totale di fr. 130'384,70 (cfr. ricorso
punto 17). Oppure, quale terza variante, sommare i guadagni medi conseguiti nel
2002 e 2003 (fr. 117'779,95) da cui dedurre le indennità per malattia non
assoggettabili all’AVS (fr. 23'593,50) nonché i costi relativi al necessario
impiego del consulte esterno (fr. 5'045) per un totale intermedio di fr.
89'141,45 dal quale deve essere sottratto il 50% delle indennità fisse (fr.
18'000), indennità che invece sono state versate al 100% nonostante il tempo
lavorativo parziale (50%) effettuato dall’interessato, per giungere ad un
reddito da valido di fr. 71'141 (cfr. ricorso punto 18).

                                         Vista la
particolare difficoltà nello stabilire l’ammontare del salario da valido al
momento determinante dell’insorgenza dell’eventuale diritto alla rendita (2002),
questo TCA propende per l’utilizzo dei salari statistici (cfr. consid. 2.6).

                                         Conformemente
ai rilievi dell’Ufficio federale di statistica (tabella TA1 riferita al Ticino),
nel Canton Ticino il salario medio percepito da un uomo nel settore
assicurativo nel 2002 ammontava a fr. 7'893 (posta no. 66) il tutto riferito ad
una settimana lavorativa di 40 ore; rapportato alla durata media 41,7 ore alla
settimana (cfr. “La vie économique”, 4/2005, edita dal seco, tabella B.9.2) il dato
salariale statistico annuo corrisponde a fr. 98'741 (7'893 : 40 x 41,7 x
12).

                                         

                               2.8.   Riguardo al reddito
da invalido, va precisato che lo stesso va determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc, confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64).

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, l’Ufficio AI ha determinato in questo modo il reddito da invalido:

 

"  (...)

Le specificità della
problematica relativa alla determinazione del reddito ipotetico da invalido
verte sul fatto che una parte del reddito percepito dall'assicurato è fissa
(fisso di fr. 1'500.-- e fisso per spese di fr. 1'500.-- mensili) mentre
l'altra è variabile (provvigioni). Nel riassunto che segue, basato
integralmente sui conteggi mensili forniti dal datore di lavoro, i redditi
annui percepiti dall'assicurato per il 2002 sono: fr. 18'000.-- (fisso)
+ 18'000.-- (fisso spese) + fr. 52'707.-- (provvigione) + fr. 6'000.--
(indennità "performances") per un totale di fr. 94'707.--.

Dedotte le spese per
broker (fr. 7'035.--), risulta un reddito di fr. 87'762.--.

Per l'anno 2003
gli importi sono stati di fr. 17'175.-- (fisso) + 17'175.-- (fisso spese) + fr.
45'799.90 (provvigioni) + fr. 4'000.-- (indennità "performances") per
un totale di fr. 84'149.90.

Dedotte le spese per il
broker (fr. 3'427.--), risulta un reddito di          fr. 80'722.90.

Per l'anno 2004
risultano gli introiti seguenti: fr. 17'500.-- (fisso) + 19'000.-- (fisso
spese) + fr. 44'937.85 (provvigioni) + fr. 4'333.50 (indennità
"performances"), per un totale di fr. 85'771.35.

Da ultimo, in base ai
conteggi mensili per i primi due mesi del 2005, l'ammontare della
provvigione risulta alquanto elevata (cf. conteggio stipendio gennaio 2005 e
febbraio 2005 riferita esclusivamente alle provvigioni per fr. 7'512.40 e
rispettivamente fr. 6'738.60). (...)" (Doc. AI 29, pto. N° 13)

 

                                         Ora, se
da una parte il 20 aprile 2004 il datore di lavoro ha dichiarato che il salario
erogato dopo il danno alla salute  corrisponde all’effettivo rendimento
dell’assicurato (doc. AI 15), dall’altra il 18 marzo 2005 egli ha precisato
quanto segue:

 

"  (...)

Ci permettiamo precisarle
come dopo l'esaurimento delle prestazioni di malattia la nostra compagnia ha
deciso di accordare al proprio dipendente un aiuto transitorio volontario in
attesa della decisione finale dei competenti servizi dell'AI. In concreto la
compagnia ha deciso di assicurare dal 1.1.2004 il versamento transitorio
dell'intera retribuzione fissa così come dell'intera partecipazione spese
(1500.-- + 1'500.--) anziché ridurle al 50% pari al suo attuale grado di
capacità lavorativa ed impiego. Non appena la pratica sarà stata definita la
compagnia adeguerà le varie posizioni salariali recuperando gli anticipi
assicurati al proprio collaboratore."

 

                                         Al
riguardo, nella decisione su opposizione l’Ufficio AI ha evidenziato:

 

"  (...)

L'opponente ha contestato
la dichiarazione del datore di lavoro, il quale ha segnalato che il salario
corrisposto dopo il danno alla salute corrisponde all'effettivo rendimento
dell'assicurato (cf. scritto avv. RA 1 del 07.06.2004).

Si rivela che il datore
di lavoro, __________, ha precisato all'amministrazione solo con lettera
18.03.2005 che la compagnia aveva deciso di accordare al proprio dipendente un
aiuto transitorio volontario, in attesa della decisione finale dell'AI,
versandogli dall'01.01.2004 l'intera retribuzione fissa, così come l'intera
partecipazione per spese (quindi fr. 1'500.-- + fr. 1'500.-- al mese) anziché
ridurle del 50%, pari al suo grado di capacità lavorativa e di impiego.

Sebbene lo scrivente
Ufficio prenda in considerazione la prima versione espressa dal datore di
lavoro, il quale ha versato l'importo integrale almeno fino a novembre 2003, si
ritiene che perfino riducendo del 50% l'importo fisso e le spese fisse con
effetto dall'01.01.2004, come indicato dal datore di lavoro, nulla cambia alla
situazione dell'assicurato, il quale non ha diritto a rendita alcuna (per
l'anno 2004 con un reddito da invalido di fr. 67'271.35 risulta un grado
d'invalidità del 21%). (...)" 

(Doc. AI 29, pto. N° 15)

 

                                         Nel
ricorso l’assicurato ha invece proposto di determinare come segue il grado
d’invalidità:

 

"  (...)

16   Alla luce di quanto precede riteniamo opportuno
contrapporre ai dati registrati nel primo anno (2004) dopo l'intervenuto
esaurimento delle indennità di malattia la media dei dati relativi ai 2 anni
che hanno preceduto la manifestazione degli effetti della malattia. Dal
raffronto di questi risulta come le entrate medie conseguite dal signor RI 1
prima della malattia ammontassero a CHF 118'384.70; esse comprendevano in media
un'indennità fissa di portafoglio pari a CHF 10'800.- ed una partecipazione
alla spese di CHF 13'200.-.

Ne consegue che i totali delle provvigioni e dei premi di produzione è
ammontato in media negli anni 1997, 1998 a CHF 94'304.70. Allo stesso si
contrappone un importo di CHF 58'135.90 conseguito nel 2004. La differenza così
calcolata ammonta al 38.41 %. II calcolo che precede non contempla però alcun
adeguamento del dato anteriore; a nessuno può sfuggire come alla luce del
rincaro intervenuto d'un canto e della progressione segnata dai premi assicurativi
(dato questo perfettamente notorio) dall'altro l'effettiva perdita di guadagno
superi allegramente la soglia del 40%.

 

 

17                                                                                                    Potremmo
anche raffrontare la media delle entrate complessivamente registrate prima
della manifestazione della malattia ritoccandole verso l'alto a concorrenza
dell'intervenuto aggiornamento di indennità di portafoglio e partecipazione
alle spese (+ 12'000.- CHF ); otterremmo così un importo di CHF di 130'384.70.
Quale altro termine di raffronto occorre invocare il totale delle remunerazioni
effettivamente dovute al signor RI 1 epurate pertanto dei versamenti volontari
accordati dal datore di lavoro sotto forma di integrale versamento a titolo
provvisorio di indennità di portafoglio e partecipazione alle spese;
considerato per entrambe un importo mensile di CHF 750.- otteniamo un guadagno
attuale di CHF 72'635.90 pari al 55,71 % del guadagno precedente.

 

 

18   Se volessimo considerare anche i guadagni
conseguiti durante gli anni della malattia (2002 e 2003) non otterremmo un
risultato sostanzialmente diverso. Le entrate complessive sono state in media
di CHF 117'779.95; dedotte le indennità di malattia percepite per un totale
medio di CHF 23'593.50 così come i costi determinati dal necessario impiego di
un consulente esterno, pari in media a CHF 5'045.- otterremmo un totale
intermedio di riferimento di CHF 89'141.45 comprensivo però sempre dell' intera
indennità di portafoglio e della intera partecipazione alle spese
transitoriamente erogate al 100%. Tolti CHF 18'000.- ­rimarrebbero CHF 71'141.45
pari ad una capacità residua del 54.56%.

 

 

19   Alla luce di tutto quanto precede il ricorrente
ritiene di aver dimostrato un'effettiva perdita di guadagno pari al 45% almeno.
Il suo ricorso dovrà pertanto essere accolto e gli atti ritornati all'ufficio
Al perché emani una nuova decisione previa completazione degli atti e verifica
dei fattori suscettibili di determinare un ulteriore ritocco verso l'alto del
termine anteriore di riferimento (rincaro generale dei premi, evoluzione
congiunturale nel settore, carovita, ecc....); si può facilmente intuire come
la perdita di guadagno raggiunga e superi effettivamente la soglia del 50%.

 

In sostanza l'ufficio Al ha comparato tra di loro dati diversi che
conducono ad una valutazione completamente errata della fattispecie; in
particolare ha considerato gli anni '99 e 2000 come anni normali di riferimento
misconoscendo così dati reali compiutamente evidenziati dalla perizia in atti.

Né gli Importi ritenuti per gli anni '99 e 2000 possono direttamente
essere contrapposti a quelli indicati dall'ufficio Al per il 2002, 2003 e 2004.

 

Unico possibile metodo di analisi è costituito dal raffronto delle
schede di salario per l'intero periodo che va dal 1.1.'97 al 31.12.2004; nei
calcoli devono quindi essere integrati altri oggettivi fattori quali i costi
del supporto esterno ad esempio, l'ammontare delle indennità di malattia
effettivamente percepite, nonché l'intervenuto adeguamento delle parti fisse
dello stipendio del quale l'assicurato avrebbe beneficiato anche in assenza di
malattia. (...)" (Doc. I)

 

 

                                         A mente
del TCA, invece, il reddito da invalido dev’essere desunto dal salario AVS di
fr. 86'073 iscritto nel conto individuale dell’assicurato relativo al 2002
(cfr. consid. 2.4).

                                         Tenuto
conto di un salario da valido di fr. 98'741, l’assicurato presenta un grado
d’invalidità del 12% (98'741 – 86'073 x 100 : 98741) non pensionabile. 

Allo stesso risultato si giunge volendo prendere in considerazione, per ipotesi
di lavoro, il reddito di fr. 67'721,35 determinato dall’Ufficio AI nella
decisione su opposizione relativo al 2004 (comprensivo quindi della riduzione
al 50% dell’importo fisso e delle l’indennità spese) poiché il grado d’incapacità
al guadagno corrisponde al 32% (98741 – 67'271,35 x 100 : 98741), ritenuto inoltre
che molto verosimilmente con l’aggiornamento di entrambi i redditi al 2005
(anno dell’emissione della decisione su opposizione contestata) l’assicurato
non raggiungerebbe un grado d’invalidità maggiore del 40%. 

Ne consegue la conferma della decisione contestata e la reiezione del ricorso. 

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti