# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 170d4a50-7c45-5693-bd74-3b992d35848f
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-24
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 24.06.2014 A 2014 11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2014-11_2014-06-24.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 14 11

4a Camera

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dai giudici Stecher e Audétat, 

attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 24 giugno 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____,

rappresentata da B._____,

ricorrente

contro

Comune di X._____,

convenuto

concernente tasse di allacciamento canalizzazione e CIDA

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1. A._____ è proprietaria della particella edificabile no. 609 sul territorio del 

Comune di X._____. Su detto fondo essa edificava una casa d'abitazione 

primaria giusta la licenza edilizia rilasciatale il 30 giugno 2010. La 

costruzione veniva ultimata nell'estate 2013, dopo che la committente 

aveva ottenuta una seconda licenza edilizia il 17 aprile 2013 per la 

sistemazione esterna e l'erezione di un canile e di un locale per gli 

attrezzi.

2. Il 3/6 febbraio 2014, alla proprietaria venivano notificate le tasse per 

l'allacciamento al collettore comunale e all'impianto di depurazione 

(CIDA). Ambedue gli importi erano calcolati sul valore a nuovo 

dell'immobile di fr. 919'500.-- giusta la stima ufficiale del 2013 e 

compresivi di IVA. Per il primo allacciamento al collettore comunale alla 

committente veniva fatturato un importo complessivo di fr. 11'916.--, 

corrispondente all'1.2 % del valore a nuovo del fabbricato (fr. 11'034.--) e 

all'IVA di fr. 882.70, mentre per l'allacciamento alla CIDA la tassa era di fr. 

8'937.55, in base allo 0.9 % del valore a nuovo del fabbricato (fr. 

8'275.50) e all'IVA di fr. 662.05.

3. Nel ricorso datato 28 febbraio 2014 ma recante il timbro postale 3 marzo 

2014 proposto al Tribunale amministrativo dall'architetto incaricato del 

progetto di costruzione, abilitato il 5 marzo 2014 dal Giudice dell'istruzione 

a rappresentare la sua cliente in via del tutto eccezionale, A._____ 

chiedeva la riduzione delle due tasse a seguito della deduzione dal valore 

dell'immobile dell'IVA, dei costi delle attrezzature d'esercizio e di quelli 

dovuti alla sistemazione esterna. La casa in oggetto adempierebbe tutti i 

requisiti per la certificazione quale costruzione energeticamente 

autosufficiente (Minergie-A) e tale peculiarità avrebbe inciso sui costi di 

costruzione in ragione di ca. fr. 165'000.--, includendo tale importo anche 

l'impianto per il recupero dell'acqua piovana. Per l'istante la parte di questi 

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costi pari a fr. 64'000.-- e figuranti sotto il capitolo attrezzature d'esercizio 

non concernerebbero direttamente il fabbricato e dovrebbero essere 

escluse dal calcolo delle tasse di allacciamento. Anche i costi della 

sistemazione esterna pari a fr. 173'750.-- e del canile di fr. 7'200.-- non 

dovrebbero essere inclusi nel valore del fabbricato sul quale verrebbero 

richieste le due tasse.

4. Nella presa di posizione del 21 marzo 2014, il Comune di X._____ 

riconosceva il ben fondato del ricorso per quanto riguardava la necessità 

di dedurre dal valore a nuovo dell'immobile quello del canile per un 

importo di fr. 7'200.--. Per il resto la parte convenuta ribadiva 

l'inoppugnabilità delle preteste fatte valere nei confronti della ricorrente, 

sia per l'applicazione alle due tasse in oggetto dell'IVA che per i valori 

ritenuti determinanti per l'imposizione. 

5. Replicando, il 4 aprile 2014, la ricorrente ribadiva le proprie precedenti 

allegazioni precisandole e chiedendo all'autorità comunale di differenziare 

tra i costi dell'edificio come tali tassabili e quelli preliminari, d'esercizio ed 

esterni che sarebbero del tutto estranei alla costruzione e che andrebbero 

quindi dedotti dal valore imponibile per la tassa di allacciamento al 

collettore e al depuratore. 

6. Il 5 maggio 2014 il Comune di X._____ duplicava nel senso già perorato 

in precedenza. La tassa andrebbe calcolata sul valore a nuovo e la 

determinazione di tale valore non sarebbe di competenza dell'autorità 

comunale, ma degli organi di stima. La ricorrente non avrebbe contestato 

il valore a nuovo della stima e questo sarebbe pertanto vincolante per 

l'autorità comunale. Lo schematismo sancito dal regolamento comunale 

corrisponderebbe alla volontà del legislatore e non spetterebbe 

all'esecutivo interpretare diversamente la norma in parola. 

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Considerando in diritto:

1. La controversia verte sull'ammontare delle tasse di allacciamento al 

collettore comunale e all'impianto di depurazione, in particolare è 

contestato il valore a fondamento della tassazione. La riduzione di tale 

valore in ragione di un ammontare di fr. 7'200.--, per il canile, è stata 

dall'autorità comunale accolta nella risposta di causa, per cui 

relativamente a tale importo il ricorso è divenuto privo di oggetto in 

seguito al riconoscimento del ben fondato della pretesa ricorsuale.

2. a) A livello federale, la costruzione di canalizzazioni pubbliche e di stazioni 

centrali di depurazione per le acque di scarico inquinate, come quelle per 

le quali vengono percepite le tasse in esame, è prevista dall'art. 10 della 

legge sulla protezione delle acque (LPAc; RS 814.20). Giusta l'art. 3a 

LPAc, i costi delle misure prese secondo la LPAc sono sostenuti da chi ne 

è causa. L'art. 60a LPAc, ribadisce il principio di causalità ancorato 

nell'art. 3a LPAc in relazione al finanziamento dei costi di costruzione, 

esercizio, manutenzione, risanamento e sostituzione degli impianti indicati 

nell'art. 10 LPAc, prescrivendo che sono i Cantoni a provvedere affinché i 

costi di costruzione, esercizio, manutenzione, risanamento e sostituzione 

degli impianti per le acque di scarico che servono per scopi pubblici siano 

finanziati mediante emolumenti o altre tasse conformemente al principio 

di causalità. L'ammontare delle tasse è fissato tenendo conto in 

particolare: a) del tipo e della quantità di acque di scarico prodotte; b) 

degli ammortamenti necessari a mantenere il valore degli impianti; c) 

degli interessi e d) degli investimenti pianificati per la manutenzione, il 

risanamento e la sostituzione degli impianti nonché per il loro 

adattamento alle esigenze legali o per l'ottimizzazione del loro esercizio. 

Se l'introduzione di tasse a copertura dei costi e conformi al principio di 

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causalità dovesse pregiudicare lo smaltimento ecologico delle acque di 

scarico, detto smaltimento può, se necessario, essere finanziato in altro 

modo. I detentori degli impianti per le acque di scarico devono costituire le 

necessarie riserve finanziarie. Le basi per il calcolo delle tasse sono a 

disposizione del pubblico.

b) Entro questi limiti, che impongono all'ente pubblico di tenere rendiconti 

specifici per la costruzione, l'esercizio, la manutenzione, il risanamento e 

la sostituzione degli impianti per le acque di scarico (sentenza 2P.45/2003 

del 28 agosto 2003 cons. 5.3; ERIK LUSTENBERGER, Gefahrenabwehr und 

Kostenpflicht am Beispiel der Sanierung privater und öffentlicher 

Kanalisationen, in URP 2009 pag. 370, 393 ss.), i Cantoni regolano il 

prelievo degli emolumenti in modo autonomo, segnatamente tramite la 

riscossione di tasse uniche di allacciamento e di tasse di utilizzazione 

(PETER KARLEN, Die Erhebung von Abwasserabgaben aus rechtlicher 

Sicht, in URP 1999 pag. 539, 553 ss. con rinvii; FRÉDERIC MAEDER, Zur 

Erhebung von Kanalisationsabgaben, in BR 1984 pag. 4, 8 ss.; MARIE-

CLAIRE PONT VEUTHEY, Les taxes de raccordement: Qualification et régime 

juridique, in BR 1997 pag. 35, 37 ss. e HANS W. STUTZ, Schweizerisches 

Abwasserrecht, 2008, pag. 190 ss.). Il principio di causalità permette 

essenzialmente di definire la cerchia delle persone tenute al loro 

pagamento. Dal punto di vista della commisurazione, le tasse citate 

soggiacciono per contro ai principi della copertura dei costi e 

dell'equivalenza. Il principio della copertura dei costi, anch'esso ancorato 

nell'art. 60a LPAc, esige una ragionevole correlazione fra il gettito globale 

delle tasse di allacciamento e di utilizzazione e l'ammontare complessivo 

dei costi generati, ivi compresi ammortamenti e riserve (art. 60a cpv. 3 

LPAc; DTF 126 I 188 cons. 3a.aa e 124 I 20 cons. 6c). Il principio 

dell'equivalenza, che discende dal principio della proporzionalità, dispone 

invece che l'ammontare della singola tassa deve rimanere in rapporto 

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adeguato con la prestazione fornita dall'ente pubblico (DTF 126 I 188 

cons. 3a.bb). Il divieto dell'arbitrio e il principio dell'uguaglianza di 

trattamento, pongono infine ulteriori limitazioni all'esazione (DTF 106 Ia 

243 cons. 3b; DANIELA WYSS, Kausalabgaben, 2009, pag. 56 ss.). In 

questo contesto, il Tribunale federale ha comunque ripetutamente deciso 

che, salvo nei casi in cui la loro applicazione porti a risultati 

manifestamente ingiustificati, le tasse in oggetto possono essere 

prelevate anche in base a criteri schematici (sentenze 2C_847/2008 dell'8 

settembre 2009 cons. 2 e 2C_656/2008 del 29 maggio 2009 cons. 3.3; 

quest'ultima, con esplicito riferimento alla facoltà di far capo al valore di 

stima dei fabbricati).

c) Il Cantone dei Grigioni ha fatto uso dello spazio di manovra riconosciuto 

ai Cantoni dalla LPAc attraverso la legge d'introduzione della legge 

federale sulla protezione delle acque dell'8 giugno 1997 (LCPac; CS 

815.100), il cui art. 21 prevede che per la costruzione, l'esercizio, la 

manutenzione, il risanamento e la sostituzione di impianti pubblici di 

evacuazione e di depurazione i comuni riscuotono contributi e tasse atti a 

coprire i costi e conformi al principio di causalità. Sempreché vi siano 

circostanze particolari, i comuni assumono le spese rimanenti a debito 

delle risorse comuni. I detentori di impianti di evacuazione e di 

depurazione costituiscono adeguate riserve per la manutenzione, il 

risanamento e la sostituzione. L'art. 22 LCPac prevede poi che per la 

costruzione e l'esercizio di impianti di depurazione pubblici e privati, 

l'obbligo di allacciamento, le condizioni di allacciamento, la procedura ed il 

finanziamento dei costi di costruzione e d'esercizio devono essere 

disciplinati dai comuni nella legge edilizia ed in un regolamento delle 

acque di scarico (vedi sulla tematica la sentenza del Tribunale federale 

2C_103/2010-2C_113/2010 del 27 settembre 2010 cons. 4).

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3. a) Sulla base dell'art. 22 LCPac, il comune convenuto ha quindi a sua volta 

legiferato in materia, prevedendo di principio il prelievo di tasse di 

allacciamento uniche e di tasse annuali d'esercizio. Per le tasse di 

allacciamento uniche, giusta l'art. 38 del regolamento comunale sulle 

canalizzazioni (RC), la tassa di allacciamento è calcolata in base al valore 

di stima ufficiale in vigore (VAN, valore a nuovo escluso il terreno). Sono 

soggetti alla riscossione delle tasse di allacciamento al collettore 

comunale tutti gli edifici e impianti allacciati alla rete delle canalizzazioni e 

la tassa ammonta all'1.2 % del VAN (art. 41 cpv. 1 e 2 RC). 

Relativamente alla CIDA, al momento dell'entrata in vigore del presente 

regolamento, per tutti gli edifici e gli impianti è esigibile la tassa di 

allacciamento pari allo 0.9 % del VAN (art. 42 cpv. 1 e 2 RC). 

b) Come si è detto, nella fissazione dell'ammontare delle tasse la 

giurisprudenza ammette l'adozione d'importanti schematizzazioni al fine di 

non complicare in modo sproporzionato l'incasso, specialmente quando 

differenziazioni non sono giustificate dal loro ammontare. Ciò in 

considerazione del fatto che una valutazione economica del diritto di 

utilizzare le infrastrutture o una quantificazione precisa di vantaggi 

particolari è spesso alquanto difficile, se non impossibile. Ad esempio, per 

le tasse di allacciamento e d'uso di acquedotti, canalizzazioni e impianti di 

distribuzione d'energia accanto al valore del fabbricato possono entrare in 

considerazione anche altri criteri quali i valori di altre abitazioni, la 

superficie abitabile o la cubatura (vedi sul tema PETER KARLEN, Die 

Erhebung von Abwasserabgaben aus rechtlicher Sicht, in: URP 1999 pag. 

557 ss.). Tuttavia, queste tasse devono essere allestite in base a criteri 

oggettivamente sostenibili e non devono operare distinzioni prive di motivi 

ragionevoli (DTF 126 I 180 cons. 3a/bb e 122 I 279 cons. 6c e riferimenti).

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c) L'ammissibilità della tassa per l'allacciamento alla canalizzazione e al 

depuratore sulla base del valore del fabbricato è stata dal Tribunale 

federale a più riprese confermata (vedi ad esempio la sentenza 

2P.232/2006 del 16 aprile 2007 cons. 3 e 4), essendo il valore 

dell'immobile in una certa relazione con il vantaggio che il fabbricato trae 

dall'allacciamento, senza che l'alta Corte federale intravvedesse la 

necessità di operare altre distinzioni in funzione della concreta situazione 

della costruzione. Un'eccezione a questo principio viene dalla 

giurisprudenza operata solo per costruzioni il cui valore non ha alcuna 

relazione con l'effettivo alto o basso consumo di acqua. In questi casi la 

tassa non può essere calcolata solo ed esclusivamente sul valore del 

fabbricato. Tali eccezioni si verificano quasi esclusivamente per 

costruzioni industriali con grandi volumetrie e pochissimo consumo di 

acqua. Per contro, per i comuni che prelevano la tassa in percento del 

valore del fabbricato, il Tribunale federale non ha mai preteso che anche 

per le abitazioni venissero operate eccezioni per situazioni particolari. 

Nella sentenza 2C_847/2008 dell'8 settembre 2009, il Tribunale federale 

precisava che la facoltà di operare una differenziazione anche per le 

abitazioni poteva essere lasciata all'autonomia comunale, in ossequio 

però al principio dell'uguaglianza di trattamento. In questo senso, per il 

Tribunale federale, la normativa comunale non potrebbe prevedere una 

riduzione del VAN dei fabbricati solo per la costruzione di edifici in base a 

principi di efficienza energetica ed ecologia, ma tali eccezioni dovrebbero 

pure allora parimenti considerare i maggiori costi derivanti dalla 

costruzione di un'abitazione adattata ai bisogni di persone diversamente 

abili, a seguito all'adozione di speciali sistemi energetici (per esempio ad 

energia solare) o ancora dall'edificazione di abitazioni particolarmente 

lussuose. Per questo, nella citata sentenza 2C_847/2008 riguardante un 

comune grigionese, il Tribunale federale considerava contrario al principio 

della parità di trattamento il calcolo della tassa di allacciamento alla 

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canalizzazione su di un VAN ridotto fino al massimo del 30 % solo per 

case minergia come previsto dal regolamento comunale, sancendo detto 

disposto una inammissibile disparità di trattamento tra i contribuenti. 

4. a) Nell'evenienza non viene contestato il principio del prelievo schematico in 

base al VAN del fabbricato e non viene neppure contestato che la 

normativa comunale non preveda eccezioni a questo riguardo. La 

ricorrente pretende però che nella concreta applicazione del valore di 

stima vengano tenuti in considerazione e quindi dedotte delle spese per 

fattori specifici al tipo di abitazione eretta, quali i maggiori costi per 

consentire la costruzione di una casa energeticamente autosufficiente e 

per la sistemazione esterna. Con l'imposizione del VAN del fabbricato 

secondo la stima ufficiale è evidente che il legislatore comunale operava 

un certo schematismo, giudicato del tutto difendibile anche da questo 

Giudice (sentenze del Tribunale amministrativo A 13 10 del 23 aprile 

2013, A 09 47 dell'8 dicembre 2009, V 07 4 del 9 maggio 2008 e A 05 1 

del 24 maggio 2005). Infatti, giusta gli art. 11 e 12 dell'ordinanza sulle 

stime ufficiali (OStim; CS 850.110), il valore a nuovo corrisponde alle 

spese necessarie per la costruzione nello stesso luogo di un fabbricato 

uguale per genere, dimensioni e strutturazione. Per la stima di nuove 

costruzioni e di modifiche edilizie ci si deve basare sul conteggio dei costi 

di costruzione. Non si tiene conto di costi eccezionalmente bassi o alti 

dovuti a prezzi di favore, a ribassi, a prestazioni proprie, a modifiche nella 

pianificazione e nell'esecuzione dei lavori e neppure dei costi di 

demolizione. Sono determinanti i prezzi di costo medi nell'ubicazione del 

fabbricato. Giusta l'OStim pertanto, il VAN del fabbricato non si fonda 

esclusivamente sui costi di costruzione del fabbricato secondo le norme 

elaborate della società svizzera degli ingegneri e architetti (SIA), ma pur 

prendendo spunto da tali costi, considera però anche altri elementi. Ne 

discende che le deduzioni che la ricorrente opera invocando dette norme 

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o chiedendo la loro diretta applicazione non possono essere udite. 

Nell'evenienza in esame, giusta la stima ufficiale del 25 novembre 2013, il 

valore a nuovo della casa veniva stabilito a fr. 912'300.-- e questa stima 

cresceva incontestata in giudicato. Non vi sono pertanto motivi per 

rimettere in questione il calcolo del VAN come tale.

b) Per quanto esposto nei considerandi che precedono, una riduzione del 

VAN e quindi delle due tasse di allacciamento - in ragione dell'ammontare 

dei maggiori costi derivanti da una casa minergia - come richiesto 

dall'istante non è senz'altro possibile senza una espressa base legale che 

regoli tali eccezioni, in quanto un incremento dei costi di costruzione 

potrebbe anche essere imputato ad altri motivi, di cui l'esecutivo dovrebbe 

poter parimenti tenerne conto. In ossequio al principio della parità di 

trattamento pertanto, quanto perorato dall'istante sarebbe possibile solo 

qualora la normativa comunale avesse regolata la questione in modo 

esauriente o quando l'entità della sproporzione tra i costi dell'abitazione e 

l'utilizzazione effettiva dell'infrastruttura dovesse essere talmente 

manifesta da giustificare un'eccezione alla regola. Per questo, il solo fatto 

che una casa minergia abbia comportato maggiori costi di costruzione, 

che solitamente non superano il 10 - 15 % (vedi sentenza del Tribunale 

federale 2C_847/2008 dell'8 settembre 2009), non giustifica ancora 

l'applicazione di un diverso paramento di quello nell'evenienza fondato sul 

calcolo del VAN del fabbricato previsto dal RC. 

c) La ricorrente considera però che i costi delle attrezzature che includono 

l'impianto fotovoltaico e per la captazione dell'acqua piovana vadano 

dedotti dal VAN. Anche questa argomentazione non trova giustificazione. 

E' palese che l'impianto per la produzione di energia faccia parte 

integrante della casa. Ma anche per quello concernente la captazione 

delle acque meteoriche il discorso è uguale, sia che l'acqua captata serva 

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all'irrigazione o che di questa venga valorizzato l'eventuale calore. 

Ambedue le infrastrutture hanno comunque una diretta attinenza con la 

casa d'abitazione e la seconda è propria ad influenzare il volume delle 

acque di scarico, anche se dovesse ridurne la portata. Nell'ambito dello 

schematismo operato dal RC non è dato intravvedere motivi per cui i costi 

di tali infrastrutture potrebbero venire dedotti dal VAN del fabbricato. 

d) Anche la deduzione dei costi della sistemazione esterna non è proponibile 

nei termini che l'istante pretende. In primo luogo va precisato che giusta la 

distinta presentata anche la sistemazione esterna ha richiesta la posa di 

canalizzazioni. Fanno poi parte di questi lavori anche le pavimentazioni in 

ghiaia e cemento, le rampe ed i muri di sostegno per la rampa ed ad altri 

scopi. Dalla distinta dei costi emerge pertanto chiaramente che gran parte 

dell'importo dei lavori inerenti la sistemazione esterna non può essere 

imputato all'erezione di muri che non hanno alcuna attinenza con 

l'abitazione stessa, come potrebbero essere dei ripari valangari speciali, 

delle importanti opere di bonifica o comunque delle infrastrutture che 

esulano manifestamente dal comune concetto di giardino o di 

sistemazione esterna. Dal conteggio allegato emerge invece 

propriamente il contrario, nel senso che gli interventi oggetto della 

sistemazione esterna sembrano rientrare nel normale assetto che si 

intende dare al giardino e che pertanto vanno considerati come parte 

integrante dell'abitazione. In questo senso, quanto preteso dalla ricorrente 

non trova alcun riscontro negli atti presentati e quindi la pretesa che la 

sistemazione esterna riguardi essenzialmente dei muri che non hanno 

nulla a che vedere con l'abitazione non è stata debitamente comprovata. 

In ogni caso le spese per la costruzione di muri di sostegno per delle 

rampe o per degli ordinari terrazzamenti per il giardino non possono 

essere dedotte dal VAN del fabbricato, ma vanno considerati come degli 

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usuali costi di sistemazione esterna della casa in relazione con il 

consumo di acqua. 

5. a) Relativamente al computo dell'IVA non è contestato che le due tasse di 

allacciamento in oggetto vadano soggette all'IVA. Infatti, le tasse di 

allacciamento soggiacciono all’IVA alla corrispondente aliquota che per 

l'acqua in condotte è ridotta al 2.5 %, mentre per le acque luride, 

l'elettricità, il gas, la televisione via cavo ecc. è quella normale e 

corrisponde attualmente all'8 % (vedi art. 25 cvp. 1 e 2 lett. a della legge 

federale concernente l'imposta sul valore aggiunto [LIVA; RS 641.20]). 

L'istante ritiene però che il calcolo del VAN del fabbricato debba essere 

fatto senza l'IVA, altrimenti verrebbe operata una inammissibile 

tassazione della tassa. In questo senso, l'istante parte dal presupposto 

che il VAN del fabbricato figurante sulla stima ufficiale sia comprensivo di 

IVA. 

b) In realtà, il VAN dell'abitazione riportato sulla stima ufficiale non 

corrisponde esattamente ai costi d'investimento effettuati dall'istante e 

tantomeno vi è motivo per considerare che l'importo stabilito nella stima 

ufficiale sia comprensivo dell'IVA. In base, infatti, alle posizioni della 

ricapitolazione, e prendendo quali valori determinanti solo i costi 

dell'edificio (senza IVA fr. 706'712.--), delle attrezzature (senza IVA fr. 

58'813.--) e dei lavori esterni (senza IVA fr 159'845.--), ne risulta un 

ammontare di fr. 925'370.-- (comprensivo del canile), che è quindi 

superiore al VAN del complesso edilizio riportato sulla stima ufficiale e 

corrispondente a soli fr. 919'500.-- (con il canile). L'affermazione stando 

alla quale verrebbero calcolate delle tasse su altre tasse non si rivela 

pertanto corretta. Parimenti ne va dei lavori preparatori che giusta il 

calcolo sopra presentato sono stati complessivamente esclusi dal calcolo 

del VAN del fabbricato. 

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6. In conclusione, per quanto il ricorso non sia stato riconosciuto, esso deve 

essere respinto. Le spese giudiziarie seguono la soccombenza (art. 73 

cpv. 1 della legge sulla giustizia amministrativa [LGA; CS 370.100]) e 

vanno poste a carico della ricorrente anche se il comune convenuto ha in 

parte riconosciuto il ben fondato del ricorso. La misura di tale 

riconoscimento, avvenuta già in sede di primo scambio di scritti 

processuali e la cui entità è alquanto ridotta, giustifica comunque una 

riduzione delle spese occasionate dal presente procedimento. 

Il Tribunale decide:

1. Nella misura in cui non è divenuto privo di oggetto in seguito a 

riconoscimento il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato ridotta di fr. 1'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 266.--

totale fr. 1'266.--

il cui importo sarà versato da A._____ entro trenta giorni dalla notifica della 

presente decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei 

Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]