# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0732b7ce-d330-55a2-85a3-c645d2efd3f4
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-02-15
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 15.02.2022 S 2021 73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2021-73_2022-02-15.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 21 73

3a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici Pedretti e von Salis

Attuario Rogantini

SENTENZA

del 15 febbraio 2022

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____,

patrocinato dall'avv. Ezio Tranini,

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni,

resistente

concernente rendita AI

- 2 -

I. Ritenuto in fatto:

1. A._____ nacque il B._____ in C._____. Nel 2001 emigrò in Italia a 

D._____, dove seguì una formazione di 6 mesi di tipo commerciale con 

attestato di frequenza e lavorò come venditore e venditore ambulante di 

frutta e verdura. Ottenne la cittadinanza italiana. Si sposò una prima volta 

nel 1994, separandosi nel 2004 e divorziando nel 2014, senza aver avuto 

figli da questo matrimonio. Intanto era emigrato in Svizzera nel 2012, 

andandosi a stabilire a F._____. Assieme a un socio aprì una ditta di 

importazione di frutta e verdura, la G._____ Sagl di E._____, ormai 

cancellata, lavorando a tempo pieno e occupandosi soprattutto della 

vendita e del trasporto. Continuò quest'attività fino al 16 novembre 2015 

(vedi n. 2 infra). Nel frattempo nel 2015 si risposò, dal quale matrimonio 

nel 2009 nacque una figlia. Vive con la propria famiglia in un appartamento 

in affitto di 2 ½ locali a F._____ (cfr. act. C.51, C.70 e C.136).

2. A._____ presentò dapprima il formulario di rilevamento tempestivo il 

7 marzo 2016 (act. C.4), indicando un'incapacità lavorativa pena dal 

16 novembre 2015. In tale data sarebbe difatti stato vittima di un incidente 

della circolazione (tamponamento) nei pressi di D._____ in Italia. Non 

sarebbe stata chiamata la Polizia (act. C.26). Non disponeva di 

un'assicurazione prestazioni perdita di guadagno da parte di una cassa 

malati. Percepì indennità giornaliere dell'assicurazione infortuni per 2 mesi 

(cfr. act. C.6) e poi si iscrisse alla disoccupazione, dove fu dichiarato abile 

al lavoro nella misura del 30%.

3. In seguito all'infortunio del 16 novembre 2015, A._____ rientrò a casa a 

F._____ e di sera avrebbe iniziato ad accusare dei dolori alla colonna 

cervicale e interscapolari. Si recò quindi il 23 novembre 2015 al pronto 

soccorso dell'Ospedale H._____, dove gli fu diagnosticata una contrattura 

cervicale su trauma da accelerazione-decelerazione cranio-cervicale. In 

- 3 -

stessa data fu eseguita una radiografia (RX) della colonna cervicale (act. 

C.9) e il 1° dicembre 2015 fu allestita una risonanza magnetica (RM) della 

colonna cervicale (cfr. act. C.5).

4. A._____ inoltrò quindi una richiesta di prestazioni AI il 24 marzo 2016, 

consegnandola alla Posta CH SA il 5 aprile 2016 (act. C.10).

5. L'assicurazione contro gli infortuni si assunse le spese delle cure mediche 

e corrispose le prestazioni d'indennità giornaliera. Con scritto dell'8 marzo 

2016 comunicò a A._____ che sulla base della valutazione medica del 

3 marzo 2016 emergerebbero pregresse patologie degenerative alla 

colonna cervicale e dal 1° febbraio 2016 in poi considererebbe che non vi 

sarebbe più un nesso di causalità fra i disturbi tuttora lamentati e 

l'incidente, sospendendo dunque le prestazioni assicurative (act. C.11). 

Nel seguito A._____ si rivolse a un legale e si oppose alla decisione 

dell'assicurazione contro gli infortuni di chiusura del caso.

6. Secondo il verbale di rilevamento tempestivo il consulente per 

l'integrazione ritenne importante valutare approfonditamente la reale entità 

dello stato di salute, avendo lui l'impressione che A._____ non soffrirebbe 

così fortemente di problemi alle cervicali e che avrebbe avuto l'intenzione 

di chiudere la propria azienda per circostanze finanziarie sfortunate (act. 

C.15).

7. Il 22 aprile 2016 A._____ comunicò all'Ufficio AI di aver cessato l'attività 

indipendente già nel 2013 e di essere dipendente (il solo) presso la ditta 

G._____ Sagl, sciolta in seguito a fallimento il 2 marzo 2016 e radiata il 

15 luglio 2016 (act. C.23).

8. Nel frattempo, A._____ si era annunciato per prestazioni di indennità di 

disoccupazione per l'inabilità lavorativa. La Cassa di disoccupazione rifiutò 

- 4 -

però, dopo il versamento di 30 giorni di malattia, il pagamento di altre 

indennità di disoccupazione. Contro tale decisione A._____ sollevò 

opposizione (act. C.35 e C.40).

9. Nel suo rapporto del 23 giugno 2016 il Dr. med. J._____, medico 

specialista in radiologia presso l'Ospedale cantonale, ritenne in base a una 

RM della colonna cervicale del giorno precedente che nel complesso 

sussisterebbe un'alterazione degenerativa di basso grado e stazionaria 

della colonna cervicale, "pct. max." nel segmento C6/7 con un 

restringimento neuroforaminale minore causato dall'osteodiscosi per la 

radice C7 a destra. Non vi sarebbero invece né una neurocompressione 

né un'artrosi attivata (act. C.42 pagg. 5 seg.).

10. Su incarico dell'Ufficio AI (act. C.46) a fine gennaio risp. inizio febbraio 

2017 il Dr. med. K._____, medico specialista in medicina fisica e 

riabilitazione nonché in reumatologia, allestì una perizia medica mono-

disciplinare [n.d.r.: si nota che la perizia porta erroneamente la data 

16 gennaio 2016; trattasi di un'evidente svista redazionale, poiché il perito 

rinvia fra l'altro a documenti consegnatigli da A._____ in data 30 gennaio 

2017 e la perizia porta il timbro d'entrata dell'Ufficio AI del 2 febbraio 2017]. 

Nell'ambito dell'anamnesi attuale il perito riassunse che il 16 novembre 

2015 A._____ si sarebbe trovato a D._____ con la sua automobile privata 

VW Touran. Mentre sarebbe stato fermo sulla strada principale per 

cambiare direzione, sarebbe stato tamponato da una Fiat Tipo che a detta 

di A._____ avrebbe viaggiato a una velocità di circa 100 km/h. L'impatto 

sarebbe stato violento, la macchina investitrice sarebbe andata 

completamente distrutta, mentre la sua automobile avrebbe avuto gravi 

danni nella zona posteriore che sarebbero stati riparati. Il conducente 

dell'autoveicolo investitore sarebbe stato trasportato all'ospedale; A._____ 

invece sarebbe rientrato al proprio domicilio. Il perito concluse che non vi 

sarebbero diagnosi reumatologiche con ripercussione sulla capacità 

- 5 -

lavorativa. Quali diagnosi reumatologiche senza tale ripercussione 

considerò una sindrome cervico-vertebrale su minime alterazioni di tipo 

degenerativo soprattutto a livello C5-C6 e uno stato dopo trauma di 

accelerazione e decelerazione della colonna cervicale avvenuto il 

16 novembre 2015. Non vi sarebbero incapacità lavorative dal lato 

reumatologico in nessuna attività professionale o come casalingo. 

Secondo lo specialista reumatologo vi sarebbe discordanza tra la sua 

valutazione attuale e quella dei colleghi che avrebbero visitato l'assicurato 

antecedentemente. In questo senso ritenne che per questioni assicurative 

sia utile una valutazione peritale anche in ambito neurologico, poiché 

queste discrepanze cliniche e anamnestiche, se confermate in ambito 

neurologico, potrebbero rispecchiare la presenza di una certa 

aggravazione della sintomatologia e la tendenza allo sviluppo di una 

sindrome somatoforme.

11. L'Ufficio AI diede perciò anche un incarico al Servizio Accertamento 

Medico (SAM) di allestire una perizia pluridisciplinare nell'ambito 

neurologico, psichico e di medicina interna generale (act. C.53). Detta 

perizia fu stilata il 25 ottobre 2017 dalla Dr.ssa med. L._____, medica 

specialista in medicina interna generale, dal Dr. med. M._____, medico 

specialista in neurologia, e dalla Dr.ssa med. N._____, medica specialista 

in psichiatria e psicoterapia (act. C.70).

I periti giunsero alla conclusione che l'unica patologia limitante la capacità 

lavorativa sarebbe quella psichiatrica. Quali diagnosi con influenza sulla 

capacità lavorativa ritennero un episodio depressivo lieve-medio (ICD-10 

F32.0-1) e una verosimile presenza di una sindrome somatoforme da 

dolore persistente (ICD-10 F45.4). Senza influenza sulla capacità 

lavorativa invece sarebbero le diagnosi di sindrome algica cervico-

brachiale bilaterale, senza deficit neurologici oggettivi associati, e 

un'accentuazione di tratti di personalità (ICD-10 Z73.1). Valutarono la 

- 6 -

capacità lavorativa medico-teorica di A._____ nell'ultimo impiego di 

direttore di vendita e distribuzione di frutta e verdura nella misura del 60%, 

inteso come rendimento globalmente ridotto sull'arco di un'intera giornata 

lavorativa. L'incapacità lavorativa del 20% si giustificherebbe, secondo la 

Dr.ssa med. N._____, a partire dal gennaio 2016, mentre da luglio 2017 

varrebbe invece una capacità lavorativa del 60% anche in attività adatta. 

Prima del primo colloquio peritale del 10 luglio 2017 non si sarebbe 

intervenuto con trattamenti specifici per il quadro psichico e in occasione 

del secondo colloquio peritale del 21 luglio 2017 l'assicurato avrebbe 

comunicato di aver seguito il consiglio della perita e comincerebbe una 

terapia psichiatrica a fine mese. La perita consiglio infine una rivalutazione 

a distanza di 12-18 mesi, previa richiesta di un rapporto medico da parte 

dello psichiatra curante.

12. In data 11 dicembre 2017 l'Ufficio AI comunicò a A._____, ormai 

patrocinato dall'avv. Ezio Tranini, che attualmente non vi sarebbe nessun 

diritto a una rendita d'invalidità (act. C.73). La capacità lavorativa di 

A._____ sarebbe limitata a partire dal 16 novembre 2015 e dopo la 

scadenza del periodo di un anno non risulterebbe un'incapacità lavorativa 

di almeno il 40% per tale periodo. L'anno di attesa andrebbe a scadere 

soltanto a luglio 2018. In primavera [2018] l'Ufficio AI procederebbe a un 

nuovo esame delle condizioni di diritto. Comunque secondo i medici entro 

12 mesi dovrebbe essere possibile recuperare una capacità lavorativa di 

almeno l'80%.

13. Nel seguito A._____ lavorò dapprima quale impiegato della O._____ SA 

di P._____. Iniziò poi un'attività quale taxista per il servizio R._____ a 

Q._____ – attività considerata allora come indipendente dalla Cassa di 

compensazione AVS dell'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone 

dei Grigioni – senza comunicarlo all'Ufficio AI (cfr. act. C.97 pagg. 1-4). 

Secondo le costatazioni della Cassa di compensazione, da agosto 2018 a 

- 7 -

dicembre 2018 egli conseguì un reddito soggetto all'obbligo contributivo di 

complessivi CHF 19'700.00 in tale funzione di taxista (vedi la decisione sui 

contributi d'acconto per persone che esercitano un'attività lucrativa 

indipendente in act. C.97 pag. 9). La Cassa di compensazione calcolò così 

per il 2019 un reddito annuale soggetto a contribuzione di CHF 47'200.00 

(act. C.97 pagg. 12 segg.).

14. Fu su quella base che con progetto di decisione del 25 aprile 2019, l'Ufficio 

AI ritenne che A._____ avrebbe iniziato un'attività indipendente quale 

taxista in data 1° agosto 2018, cioè poco dopo lo scadere dell'anno di 

attesa, e che guadagnerebbe CHF 47'200.00 all'anno (reddito da invalido). 

Prendendo d'altro canto un reddito senza invalidità di CHF 67'021.55 

(CHF 65'000.00 nel 2015, indicizzati al 2019) risulterebbe un grado 

d'invalidità del 30%, per cui non sussisterebbe il diritto a una rendita. 

Prospettò dunque di respingere la richiesta di prestazioni AI di A._____ 

(act. C.98).

15. A._____ presentò obiezione contro tale progetto di decisione il 6 giugno 

2019 (act. C.101), facendo valere di non guadagnare per nulla la somma 

ritenuta dall'Ufficio AI di CHF 47'200.00 l'anno. Sulla base della 

documentazione allegata all'obiezione sarebbe evidenziato che nel 

periodo dal 1° agosto 2018 al 31 dicembre 2018 nell'attività indipendente 

di taxista avrebbe guadagnato CHF 10'400.00, cioè CHF 24'960.00 annui. 

Censurò inoltre il fatto che – contrariamente a quanto proposto dai periti 

del SAM e da lui espressamente richiesto – non sarebbe stata allestita una 

nuova perizia. Ciò malgrado sarebbe stato emesso il progetto di decisione. 

Infine non sarebbe stato preso in considerazione il fatto che A._____ non 

avrebbe nessuna formazione specifica e che quindi le sue possibilità di 

ottenere un reddito nella media nazionale sarebbero ormai piuttosto 

ridotte.

- 8 -

16. Intanto seguì una diagnosi e il trattamento di un ameloblastoma (con 

intervento chirurgico nel gennaio 2019) da parte del Dr. med. Dr. med. 

dent. T._____, medico specialista in chirurgia oro-maxillo-facciale e 

medico-dentista specialista in chirurgia orale (act. C.107).

17. L'Ufficio AI diede l'incarico al SAM di allestire una nuova perizia medica 

pluridisciplinare (act. C.109, C.110 e C.123), la quale fu completata il 

29 ottobre 2020 (act. C.136). In sintesi, i periti del SAM giunsero alla 

conclusione che il ricorrente sarebbe abile al lavoro al 100% in qualsiasi 

attività compatibile con la sua esperienza e formazione professionale (act. 

C.136 pagg. 34 seg.). La capacità lavorativa del 60% attestata per il 

periodo da luglio 2017 in poi andrebbe invece giudicata globalmente piena 

del 100% a partire da agosto 2018 (ripresa professionale in qualità di 

taxista, con viaggio in treno da casa ogni giorno per raggiungere la sua 

auto a Q._____, luogo di lavoro), motivata dal miglioramento della 

patologia psichiatrica. La capacità lavorativa varrebbe sia per l'ultima 

attività di taxista sia per quella di venditore porta a porta e di responsabile 

di una ditta di frutta e verdura. Sul piano reumatologico, neurologico e 

internistico la situazione sul piano clinico verrebbe ritenuta stabile rispetto 

all'ultima perizia SAM del 2017.

18. Dopo l'inoltro della perizia il SAM ricevette un certificato medico aggiuntivo 

a firma del Dr. med. U._____, medico specialista in psichiatria e 

psicoterapia, datato 4 settembre 2020, nel quale questi certificherebbe di 

"seguire ambulatorialmente [A._____] per una sindrome depressiva 

ansiosa" (act. C.138). La perita del SAM concluse che tale certificato non 

apporterebbe elementi di novità tali da modificare le conclusioni peritali 

sulla capacità lavorativa già formulate il 6 luglio 2020. Non conterrebbe 

difatti una descrizione specifica della sintomatologia, non vi sarebbe cenno 

a una terapia farmacologica e non verrebbe attestata un'incapacità 

lavorativa.

- 9 -

19. Il medico del Servizio medico regionale (SMR) della Svizzera orientale, il 

Dr. med. V._____, medico specialista in medicina interna generale, ritenne 

nella sua valutazione finale del 17 novembre 2020 che la perizia si 

fonderebbe su esami completi, sarebbe stata approntata in piena 

conoscenza dell'incarto (anamnesi), la descrizione del contesto medico 

sarebbe chiara e le conclusioni dei periti sarebbero ben motivate. Nessuno 

dei periti avrebbe posto diagnosi che si ripercuotono attualmente sulla 

capacità lavorativa (act. C.143 pagg. 21 seg.).

20. L'Ufficio AI comunicò a A._____ in data 9 febbraio 2021 di volersi attenere 

al preavviso del 25 aprile 2019 in base alle valutazioni del SAM e del SMR.

21. Con decisione del 9 giugno 2021 l'Ufficio AI respinse la richiesta di 

prestazioni AI (act. C.142), negando il diritto a una rendita.

Ritenne che la nuova perizia pluridisciplinare di decorso del SAM 

Bellinzona del 2020 si fonderebbe su esami completi, sarebbe stata 

approntata in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), la descrizione del 

contesto medico sarebbe chiara e le conclusioni dei periti sarebbero ben 

motivate. Nessuno dei periti avrebbe posto diagnosi che si ripercuotono 

sulla capacità lavorativa. Ne conseguirebbe che secondo i periti SAM 

A._____ risulterebbe abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa 

normale di 8-9 ore, con rendimento massimo del 100%, per l'ultima attività 

lavorativa svolta di taxista indipendente, rispettivamente anche per le 

attività praticate precedentemente di venditore porta a porta di prodotti di 

pulizia e di direttore di vendita e distribuzione di frutta e verdura, nonché 

per qualsiasi attività lavorativa adatta. Ciò a partire dall'agosto 2018. 

Inoltre le valutazioni dei periti SAM verrebbero confermate dal SMR. 

Anche prendendo un reddito delle tabelle della Rilevazione svizzera della 

struttura dei salari (RSS) del 2018 con una deduzione massima del 25% 

non si giungerebbe a un grado d'invalidità di almeno il 40%.

- 10 -

22. A._____ ha fatto interporre ricorso contro questa decisione con memoria 

del 12 luglio 2021 (act. A.1). In esso chiede, sotto protesta di tasse, spese 

e ripetibili, che il caso sia rinviato all'Ufficio AI per organizzare una nuova 

perizia psichiatrica e fissare il tasso d'invalidità.

Fa valere essenzialmente che i medici da lui consultati non sarebbero dello 

stesso parere come quelli di cui alla perizia pluridisciplinare del SAM. A 

comprova allega due documenti. Nel primo il Dr. med. Y._____, medico 

specialista in reumatologia, considererebbe il ricorrente inabile al lavoro 

nella misura del 50% nella sua professione di taxista, mentre in una 

professione adeguata alle risorse del ricorrente la capacità lavorativa 

sarebbe piena (act. B.1). Contraddirebbe inoltre l'esagerazione riferita 

dallo psicologo, poiché una discopatia accompagnata da scogliosi 

sarebbe senz'altro dolorosa e l'insieme del dossier lascerebbe 

l'impressione che il ricorrente, in considerazione probabilmente di 

particolarità culturali non meglio recepite dai periti, non sarebbe riuscito a 

far capire la gravità della situazione. Infine l'osservazione di una possibile 

psicosi rilevata dallo psicologo non sarebbe stata oggetto di valutazione 

da parte dell'Ufficio AI. Tale dubbio avrebbe dovuto essere l'oggetto di 

ricerche più ampie, atte a determinare se uno psichiatra confermi o 

escluda la presenza di un "disturbo del pensiero". Nel secondo documento 

la Dr.ssa med. Z._____, medica specialista in psichiatria e psicoterapia, 

pone la diagnosi di sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale di 

media gravità (ICD-10 F33.1), considerando una progressiva 

riacutizzazione depressiva nel 2021 (act. B.2). La valutazione attuale 

evidenzierebbe un peggioramento rispetto alla valutazione psichiatrica del 

2020, con un'inabilità lavorativa dal lato psichiatrico del 50%, allo stato 

attuale, per l'ultima attività di taxista e per altre attività lucrative. A mente 

del ricorrente, le valutazioni della perita Dr.ssa med. X._____ verrebbero 

- 11 -

inoltre contraddette indirettamente dalle osservazioni fatte dallo psicologo 

I._____.

23. L'Ufficio AI ha proposto la reiezione del ricorso con risposta del 29 luglio 

2021 (act. A.2), chiedendo che le spese siano poste a carico del ricorrente. 

In motivazione rinvia in primo luogo alla decisione impugnata, 

riprendendone una parte testualmente e aggiungendo che le valutazioni 

prodotte in sede di ricorso del Dr. med. Y._____ del 27 aprile 2021 e della 

Dr.ssa med. Z._____ del 1° agosto 2021 non sarebbero in grado di scalfire 

la valutazione dei medici del SAM e del medico del SMR, visto che con 

esse non verrebbe fatto valere un peggioramento sostanziale dello stato 

di salute, rispettivamente delle sue conseguenze sulla capacità lavorativa 

in attività adeguate allo stato di salute. Il Dr. med. Y._____ confermerebbe, 

anzi, quanto affermato dagli specialisti del SAM e dello specialista del 

SMR, vale a dire un'abilità lavorativa del 100% per una professione 

adeguata alle risorse del paziente.

L'Ufficio AI ha trasmesso alla Corte pure una presa di posizione del medico 

del SMR, il Dr. med. S._____, medico specialista in psichiatria e 

psicoterapia, con la quale essenzialmente conferma pure lui le valutazioni 

dei periti del SAM e non ritiene vi siano motivi sufficienti per discostarvisi 

sulla base degli apprezzamenti della Dr.ssa med. Z._____.

24. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 

del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

- 12 -

II. Considerando in diritto:

1. Ai sensi dell'art. 69 cpv. 1 lett. a della Legge federale sull'assicurazione 

per l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI; RS 831.20) le decisioni degli uffici 

AI cantonali sono impugnabili direttamente dinanzi al tribunale delle 

assicurazioni del luogo dell'ufficio AI. La competenza per materia e per 

territorio del Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni è data 

dall'art. 57 della Legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni 

sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1) e dall'art. 49 cpv. 2 lett. a della 

Legge sulla giustizia amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; 

CSC 370.100). In quanto destinatario formale e materiale della decisione, 

il ricorrente è particolarmente toccato dalla decisione impugnata, ha un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa 

ed è quindi legittimato a presentare ricorso (art. 1 cpv. 1 LAI in unione con 

l'art. 59 LPGA). Sul ricorso tempestivo e presentato nella dovuta forma 

può perciò essere entrato nel merito (art. 1 cpv. 1 LAI in unione con gli 

artt. 60 e 61 lett. b LPGA e con l'art. 38 cpv. 3 LPGA).

2. Nella fattispecie va deciso se l'Ufficio AI ha negato a ragione una rendita 

AI al ricorrente. Il reddito senza invalidità di CHF 67'021.55 come venditore 

è pacifico. Benché la datrice di lavoro (ormai già in liquidazione in quel 

momento) non ha più risposto all'invito dell'Ufficio AI a trasmettere la 

documentazione in merito (cfr. act. C.30), ci si può basare sulle 

dichiarazioni del ricorrente stesso nella richiesta di prestazioni AI (vedi 

act. C.10 pag. 6), correggendo tuttavia ancora l'indicizzazione imprecisa e 

ottenendo così un importo corretto di CHF 66'619.70 (=CHF 65'000.00 * 

1.006761 * 1.003995 * 1.004824 * 1.009117 [vedi ad esempio la tabella 

T1.15 dell'indice svizzero dei salari nominali dell'Ufficio federale di 

statistica, n. UST je-i-03.04.03.00.05, nella versione pubblicata il 30 aprile 

2021, cioè prima della decisione qui impugnata]). Contestate sono invece 

- 13 -

le valutazioni mediche e con queste di conseguenza anche il reddito da 

invalido, cioè quello con le limitazioni dovute al danno alla salute.

Per quanto attiene al diritto applicabile va notato che dal 1° gennaio 2022 

sono in vigore le disposizioni rivedute della LAI (nonché della LPGA) e 

dell'Ordinanza sull'assicurazione per l'invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI; 

RS 831.201) (Ulteriore sviluppo dell'AI). Siccome sia la decisione 

impugnata sul diniego della concessione di una rendita sia l'eventuale 

diritto alla rendita stesso antecedono il 1° gennaio 2022, sono applicabili 

le disposizioni della LAI e dell'OAI nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 

2021 (cfr. ad esempio la Circolare sull'invalidità e sulla rendita 

nell'assicurazione per l'invalidità [CIRAI] n. 9100 seg.). Ciò risulta anche 

dalle regole generali del diritto intertemporale e della fattispecie 

determinante (cfr. fra tante le DTF 148 V 174 consid. 4, DTF 144 V 210 

consid. 4.3.1 e DTF 129 V 354 consid. 1 con rinvii).

3. Giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI la persona assicurata ha diritto a una rendita se 

(a.) la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni 

consuete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante 

provvedimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili, (b.) ha avuto 

un'incapacità al lavoro ai sensi dell'art. 6 LPGA almeno del 40% in media 

durante un anno senza notevole interruzione e (c.) al termine di questo 

anno è invalida ai sensi dell'art. 8 LPGA almeno al 40%. Ai sensi 

dell'art. 29 cpv. 1 LAI il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi 

dalla data in cui la persona assicurata ha rivendicato il diritto alle 

prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 1 LPGA ma al più presto a 

partire dal mese seguente il compimento dei 18 anni.

3.1. Gli assicurati con attività lucrativa sono ritenuti invalidi se hanno un danno 

alla salute fisica, mentale o psichica che provoca un'incapacità al 

guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata 

- 14 -

(art. 8 cpv. 1 LPGA) che può essere conseguente a infermità congenita, 

malattia o infortunio (art. 4 cpv. 1 LAI). È considerata incapacità al lavoro 

qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante da un danno alla salute 

fisica, mentale o psichica, di compiere un lavoro ragionevolmente esigibile 

nella professione o nel campo d'attività abituale (art. 6 LPGA). È invece 

considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 

possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 

considerazione, provocata anch'essa da un danno alla salute fisica, 

mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto la persona 

assicurata alle cure e alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili 

(art. 7 cpv. 1 LPGA). Per valutare la presenza di un'incapacità al guadagno 

sono considerate esclusivamente le conseguenze del danno alla salute; 

sussiste un'incapacità al guadagno soltanto se essa non è obiettivamente 

superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA). Le difficoltà socio-culturali che influenzano 

la capacità lavorativa e i fattori psicosociali non costituiscono danni alla 

salute. Tra i fattori non legati all'invalidità vi sono anche l'aggravamento e 

la simulazione (cfr. per il tutto UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz 

über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts ATSG, 4a ed., 

Q._____/Basilea/P._____ 2020, n. 22 segg. ad art. 7 LPGA; per 

l'aggravamento e fenomeni simili cfr. anche la DTF 141 V 281 consid. 2.2.1 

seg. e la DTF 140 V 193 consid. 3.3). Secondo la più recente 

giurisprudenza del Tribunale federale (sentenza del Tribunale federale 

9C_10/2021 del 15 giugno 2021 consid. 3.3.1), anche nel contesto della 

DTF 141 V 281 si applica il principio secondo cui il diritto dell'assicurazione 

per l'invalidità esclude i fattori sociali nella misura in cui si tratta di 

circoscrivere i fattori assicurati che sono causali per la valutazione 

dell'incapacità lavorativa. Le conseguenze funzionali dei danni alla salute, 

invece, vengono valutate anche in relazione ai fattori di stress psicosociale 

e socioculturale che influenzano il grado di impatto delle conseguenze di 

un danno alla salute (DTF 141 V 281 consid. 3.4.2.1 con rinvii). Nella 

- 15 -

misura in cui gli aggravi sociali hanno conseguenze funzionali negative 

dirette, rimangono esclusi (DTF 141 V 281 consid. 4.3.3 con rinvii; cfr. 

anche DTF 143 V 409 consid. 4.5.2). I fattori di stress psicosociale 

possono tuttavia contribuire indirettamente all'invalidità se e nella misura 

in cui comportano una comprovata compromissione dell'integrità psichica 

in quanto tale, la quale a sua volta causa una limitazione della capacità 

lavorativa, se mantengono un danno alla salute indipendente o aggravano 

il grado di impatto delle sue conseguenze – indipendentemente dagli 

elementi non legati all'invalidità (sentenza del Tribunale federale 

8C_559/2019 del 20 gennaio 2020 consid. 3.2 con rinvio). 

3.2. Tenor l'art. 28a cpv. 1 LAI per valutare il grado d'invalidità di una persona 

assicurata che esercita un'attività lucrativa si applica l'art. 16 LPGA. 

Secondo tale disposizione il reddito che la persona assicurata invalida 

potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da lei 

dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti 

d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato del 

lavoro, è confrontato con il reddito che ella avrebbe potuto ottenere se non 

fosse diventata invalida. L'ammontare della perdita di guadagno determina 

il grado d'invalidità in percentuale. Se la persona assicurata non esercita 

un'attività professionale (o se deve esser fatta astrazione dal lavoro 

esercitato) non è possibile raccogliere dei dati esatti ai sensi dell'art. 

16 LPGA. Il grado d'invalidità viene ugualmente determinato secondo il 

metodo abituale del raffronto dei redditi facendo capo a dei dati ipotetici e 

sommari. Secondo la prassi la valutazione del medico in merito 

all'esigibilità, e cioè in merito alle attività che la persona assicurata, tenuto 

conto dei suoi disturbi, è ancora in grado di effettuare, ha un ruolo 

primordiale. Dalla valutazione dell'esigibilità fatta dal medico risultano 

infatti quali attività entrano ancora in considerazione per la persona 

assicurata malgrado le limitazioni dello stato di salute. Su tali basi deve 

- 16 -

essere valutato il reddito che la persona assicurata potrebbe ancora 

realizzare (guadagno da invalido). Questo guadagno deve poi essere 

paragonato con quello che la persona assicurata avrebbe ottenuto se non 

fosse diventata invalida (guadagno senza invalidità). Il risultato dà il grado 

d'invalidità (cfr. fra tante DTF 148 V 174 consid. 5 e DTF 130 V 343 

consid. 3.3 e 3.4 con rinvio alla DTF 128 V 29).

3.3. Nell'occorrenza la domanda di prestazioni AI è stata inoltrata il 5 aprile 

2016 (act. C.10). È incontestato che la capacità lavorativa di A._____ era 

limitata a partire dal 16 novembre 2015. Secondo l'Ufficio AI, però, il 

periodo d'attesa di un anno sarebbe iniziato soltanto il 2 luglio 2017, 

quando lo stato di salute del ricorrente sarebbe peggiorato. L'incapacità 

lavorativa fino al 30 giugno 2017 sarebbe stata del 20% e soltanto dopo 

del 40%. Effettivamente i periti del SAM attestarono al ricorrente 

un'incapacità lavorativa media del 40% senza notevoli interruzioni solo da 

quella data in poi (cfr. act. C.70 pag. 26). L'anno di attesa è quindi scaduto 

in data 1° luglio 2018. Il diritto alla rendita potrebbe dunque nascere al più 

presto in quella data. Va poi tenuto conto anche del fatto che il 1° agosto 

2018 il ricorrente ha assunto un'attività (indipendente) quale taxista 

R._____ che in seguito ha di nuovo dovuto abbandonare in primavera del 

2020, in gran parte causa la pandemia e le rispettive misure economiche. 

Dinanzi a tutto ciò, la questione determinante è innanzitutto a sapere in 

quale grado il ricorrente era ancora abile al lavoro in quale periodo. In base 

alle risposte può poi essere calcolato il grado d'invalidità sulla scorta di un 

raffronto dei redditi.

4. Dapprima vanno ricordati i principi del diritto probatorio.

4.1. Sia la procedura amministrativa sia quella dinanzi al tribunale cantonale 

delle assicurazioni sono governate dal principio inquisitorio. Secondo 

questo principio, l'amministrazione e il tribunale devono garantire d'ufficio 

- 17 -

l'accertamento corretto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. 

art. 43 cpv. 1 e art. 61 lett. c LPGA). L'assicuratore sociale quale organo 

di decisione e, in caso di ricorso, il tribunale possono accettare un fatto 

come provato soltanto se sono convinti della sua esistenza. Nel diritto delle 

assicurazioni sociali, a meno che la legge non preveda altrimenti, il 

tribunale deve prendere la sua decisione secondo il grado di prova della 

probabilità preponderante. La semplice possibilità di una certa circostanza 

non soddisfa i requisiti della prova. Piuttosto, il tribunale deve seguire il 

resoconto dei fatti che considera il più probabile tra tutti i possibili corsi 

degli eventi. Il principio inquisitorio esclude necessariamente l'onere della 

prova nel senso di onere di produrre prove, poiché spetta al tribunale delle 

assicurazioni sociali adito (o all'organo amministrativo chiamato a 

decidere) raccogliere le prove. Nel procedimento di assicurazione sociale 

generalmente le parti hanno l'onere della prova solo nella misura in cui in 

assenza di prove la decisione va a svantaggio della parte che voleva trarre 

dei diritti dai fatti non provati. Tuttavia, questa regola ha effetto soltanto se 

nell'ambito del principio inquisitorio si dimostra impossibile, sulla base di 

una valutazione delle prove, stabilire fatti che abbiano almeno la 

probabilità di corrispondere alla realtà (sentenza del Tribunale federale 

8C_17/2017 del 4 aprile 2017 consid. 2.2 con rinvio alla DTF 138 V 218 

consid. 6).

4.2. Il dovere inquisitorio dura fino a quando non vi è sufficiente chiarezza sui 

fatti necessari per la valutazione della pretesa. Il principio inquisitorio è 

strettamente legato al principio della libera valutazione delle prove a livello 

amministrativo e giudiziario. Se, con una valutazione delle prove completa, 

accurata, obiettiva e orientata sul contenuto, gli accertamenti da effettuare 

d'ufficio nell'ambito del principio inquisitorio portano l'assicuratore sociale 

o il tribunale alla convinzione che un certo fatto è da considerarsi 

prevalentemente probabile e che ulteriori misure di prova non potrebbero 

- 18 -

più modificare questo risultato stabilito, la rinuncia all'assunzione di 

ulteriori prove non costituisce una violazione del diritto di essere sentiti 

(valutazione anticipata delle prove). Tuttavia, se permangono dubbi 

significativi sulla completezza e/o sulla correttezza delle costatazioni di 

fatto finora effettuate, devono essere effettuati ulteriori accertamenti, nella 

misura in cui dalle ulteriori misure di prova ci si possono ancora attendere 

nuovi risultati essenziali (cfr. per il tutto la sentenza del Tribunale federale 

8C_281/2018 del 25 giugno 2018 consid. 3.2.1). Se l'assicuratore sociale 

rispettivamente l'amministrazione non ottempera al suo dovere inquisitorio 

o lo fa solo parzialmente, la causa può essere rinviata per ulteriori 

accertamenti e susseguente nuovo giudizio (cfr. la DTF 132 V 368 

consid. 5).

4.3. Per poter valutare lo stato di salute e con questo la questione di quali 

prestazioni lavorative possano ancora essere pretese dalla persona 

assicurata, l'amministrazione rispettivamente il tribunale adito in caso di 

ricorso dipendono da documenti che devono essere allestiti e forniti da 

medici o eventualmente da altri specialisti, il cui compito consiste nel 

valutare lo stato di salute e di prendere posizione in merito alla misura in 

cui e in riferimento a quale attività la persona assicurata sia incapace al 

lavoro. In altre parole sono chiamati a fornire referti, in base a esami medici 

professionali e tenendo conto dei lamenti soggettivi, e fare una diagnosi 

basata su questo. In tal modo il perito medico svolge il suo compito 

originale, per il quale l'amministrazione e il tribunale adito non sono 

competenti. Nella valutazione delle conseguenze dei danni alla salute 

costatati per la capacità lavorativa, tuttavia, gli esperti medici non hanno 

la competenza per esprimere un giudizio conclusivo. Piuttosto forniscono 

una valutazione dell'incapacità lavorativa che giustificano nel modo più 

sostanziale possibile dal loro punto di vista. Le informazioni fornite dai 

medici costituiscono quindi una base importante per la valutazione della 

- 19 -

questione di quali attività lavorative specifiche ci si può ancora aspettare 

che la persona assicurata svolga (cfr. le DTF 140 V 193 consid. 3.2, 

DTF 132 V 93 consid. 4 e DTF 125 V 256 consid. 4). Il medico dice in che 

misura il danno limita la persona assicurata nelle sue funzioni fisiche 

rispettivamente psichiche, naturalmente si esprime soprattutto in merito a 

quelle funzioni che secondo la sua esperienza sono fondamentali per le 

possibilità lavorative che si trovano in primo piano per la persona 

assicurata (ad esempio se essa possa o debba lavorare stando seduta o 

in piedi, all'aperto o in locali riscaldati, se possa sollevare o portare 

carichi). Gli specialisti dell'orientamento professionale dicono per contro 

quali concrete attività professionali entrano in considerazione, sulla base 

delle indicazioni mediche e in considerazione delle altre capacità della 

persona assicurata; a seconda dei casi sono necessari chiarimenti presso 

il medico.

4.4. Il diritto federale non prescrive come debbano essere valutate le singole 

prove. Il principio del libero apprezzamento delle prove si applica a tutte le 

procedure di ricorso amministrativo e giudiziario. Secondo questo principio 

gli assicuratori sociali e i tribunali delle assicurazioni sociali devono 

valutare le prove liberamente, cioè senza essere vincolati da regole formali 

di prova, così come in modo completo e doveroso. Per la procedura di 

ricorso ciò significa che il tribunale deve esaminare obiettivamente tutte le 

prove, indipendentemente da chi le ha fornite, e poi decidere se i 

documenti disponibili permettono una valutazione affidabile della pretesa 

giuridica in questione. In particolare, in caso di rapporti medici contrastanti 

non può decidere il caso senza valutare le prove nel loro insieme e indicare 

i motivi per cui si basa su una tesi medica piuttosto che sull'altra (DTF 143 

V 124 consid. 2.2.2 e DTF 125 V 351 consid. 3a). Quanto alla valenza 

probatoria di un rapporto medico, secondo la giurisprudenza è 

determinante che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio 

- 20 -

approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri 

parimenti i disturbi lamentati dalla persona assicurata, che sia stato stilato 

in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del 

contesto medico e della situazione medica sia chiara e che le conclusioni 

dell'esperto siano ben motivate. Di conseguenza in linea di principio per 

stabilire se un rapporto medico abbia valore di prova o meno non è 

decisivo né l'origine né la sua denominazione, ad esempio quale perizia o 

rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1, DTF 125 V 351 consid. 3a). La 

giurisprudenza ha ciononostante ritenuto compatibile con il principio del 

libero apprezzamento delle prove stabilire alcune direttive per la 

valutazione delle prove in relazione a determinate forme di attestazioni 

mediche (DTF 125 V 351 consid. 3b, DTF 118 V 286 consid. 1b, DTF 112 

V 30 consid. 1a con rinvii).

4.5. Alle perizie ottenute nell'ambito della procedura amministrativa di medici 

specialisti esterni che rilasciano i propri rapporti in base a indagini e 

osservazioni approfondite e dopo aver preso visione di tutta la 

documentazione medica e che nella descrizione dei loro referti giungono 

a risultati concludenti va riconosciuto pieno valore probatorio nella 

valutazione delle prove, a meno che non sussistano indizi concreti a 

mettere in causa la loro attendibilità (DTF 137 V 210 consid. 1.3.4, 

DTF 125 V 351 consid. 3b/bb). Anche i rapporti e le perizie dei medici 

impiegati dall'assicurazione hanno un valore probatorio comparabile, a 

condizione che appaiano conclusivi, comprensibilmente motivati e privi di 

contraddizioni e che non vi siano indizi atti a mettere in causa la loro 

attendibilità (vedi la DTF 137 V 210 consid. 1.2.1, sentenza del Tribunale 

federale 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.1 seg.). Il semplice fatto 

che il medico interpellato sia impiegato dall'assicuratore sociale non 

permette di per sé di concludere a una mancanza di obiettività o a una 

parzialità. Piuttosto sono richieste circostanze speciali che fanno apparire 

- 21 -

oggettivamente giustificata la sfiducia nell'imparzialità della valutazione. 

Vista la notevole importanza delle perizie mediche nel diritto delle 

assicurazioni sociali, occorre però applicare uno standard rigoroso 

all'imparzialità del perito (cfr. per il tutto le DTF 125 V 351 consid. 3b/ee, 

DTF 122 V 157 consid. 1c). In caso di dubbi, anche minimi, sull'affidabilità 

e la conclusività delle costatazioni mediche interne dell'assicuratore, 

devono essere fatti ulteriori accertamenti (DTF 139 V 225 consid. 5.2, 

DTF 135 V 465 consid. 4.3.2 e 4.4; sentenze del Tribunale federale 

9C_415/2017 del 21 settembre 2017 consid. 3.2, 8C_452/2016 del 27 

settembre 2016 consid. 4.2.2 seg. e 8C_245/2011 del 25 agosto 2011 

consid. 5.3).

Per quanto attiene ai rapporti dei medici curanti il tribunale può e deve 

tenere conto del fatto che, per esperienza, nel dubbio essi tendono talvolta 

a testimoniare a favore dei loro pazienti, vista la loro posizione di fiducia 

istauratasi contrattualmente (DTF 135 V 465 consid. 4.5, DTF 125 V 351 

consid. 3b/cc). In particolare, la diversa natura del mandato di cura della 

persona (specialista) terapeutica da un lato e del mandato di valutazione 

peritale commissionato d'ufficio dall'altro (cfr. la DTF 124 I 170 consid. 4) 

non basta, per sé stessa, per mettere in discussione una perizia 

amministrativa o giudiziaria e per dare adito a ulteriori accertamenti, se i 

medici curanti giungono a opinioni differenti da quelle dei periti. Sono fatti 

salvi i casi in cui si impone una valutazione diversa dalla perizia (ufficiale) 

perché i rapporti dei medici curanti menzionano degli aspetti importanti 

che non sono puramente frutto di un'interpretazione soggettiva e che sono 

rimasti non riconosciuti o non apprezzati nella perizia (sentenze del 

Tribunale federale 8C_317/2019 del 30 settembre 2019 consid. 2.3, 

8C_379/2019 del 21 agosto 2019 consid. 2.2 e 8C_835/2018 del 23 aprile 

2019 consid. 3).

- 22 -

4.6. In termini fattuali e temporali, nella procedura di ricorso per il tribunale 

adito è determinante lo stato di salute come si è concretizzato al momento 

dell'emanazione della decisione impugnata (vedi fra tante la sentenza del 

Tribunale federale 8C_136/2017 del 7 agosto 2017 consid. 3; cfr. UELI 

KIESER, op. cit., n. 109 ad art. 61 LPGA). Nel caso qui in giudizio vanno 

dunque considerate le circostanze sussistenti il 9 giugno 2021.

5. L'Ufficio AI si è basato interamente sulle valutazioni nelle due perizie del 

SAM, mentre il ricorrente sostiene che esse siano contraddittorie in campo 

psichiatrico e che occorrerebbe fare ulteriori accertamenti. Questa Corte 

concorda con l'Ufficio AI. Ritiene attendibili le perizie del SAM, non 

ritenendo necessari altri esami medici.

5.1. Il ricorrente è stato esaminato più volte in sede peritale sotto un'ottica 

pluridisciplinare. Nella prima perizia, allestita nel 2017 dagli esperti del 

SAM, servizio specializzato in perizie mediche, i tre periti giunsero alla 

conclusione che l'unica patologia limitante la capacità lavorativa sarebbe 

quella psichiatrica. Quali diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa i 

periti ritennero unicamente un episodio depressivo lieve-medio (ICD-10 

F32.0-1) e una verosimile presenza di una sindrome somatoforme da 

dolore persistente (ICD-10 F45.4). Senza influenza sulla capacità 

lavorativa invece sarebbero le diagnosi di sindrome algica cervico-

brachiale bilaterale, senza deficit neurologici oggettivi associati, e 

un'accentuazione di tratti di personalità (ICD-10 Z73.1). Nella seconda 

perizia, allestita nel 2020 sempre da degli esperti del SAM, i cinque periti 

conclusero che non si potrebbe porre diagnosi con influenza sulla capacità 

lavorativa, nemmeno in campo psichiatrico. Senza influenza sulla capacità 

lavorativa invece furono menzionati una lieve ipercolesterolemia, uno stato 

dopo operazione per ameloblastoma parte anteriore della mandibola con 

ricostruzione ossea, una sindrome cervicale cronica senza deficit 

neurologici oggettivi associati, una sindrome cervico-spondilogena cronica 

- 23 -

bilaterale. Ai periti è stato messo a disposizione l'intero incarto medico, al 

quale è stato fatto frequente e dettagliato riferimento. Hanno discusso tutti 

i punti agli atti e hanno ponderato con precisione sulle conseguenze sulla 

capacità lavorativa. Ambedue le perizie possono dunque essere 

considerate adempienti dei prerequisiti posti dalla giurisprudenza del 

Tribunale federale. Si fondano difatti su esami completi, sono state 

approntate in piena conoscenza dell'incarto, la descrizione del contesto 

medico è chiara e le conclusioni sono ben motivate. Non vi sono motivi per 

dubitare la loro attendibilità e per ritenere necessari ulteriori accertamenti.

5.2. Quali unici punti contrari evocati dal ricorrente vi sono i due rapporti medici 

da lui inoltrati assieme al ricorso, entrambi dell'estate 2021.

5.2.1. Riguardo al primo, il rapporto del Dr. med. Y._____, si deve costatare che 

benché egli consideri il ricorrente inabile al lavoro nella misura del 50% 

nella sua professione di taxista, al contempo lo dichiara invece 

pienamente abile al lavoro in una professione adeguata alle sue risorse 

(act. B.1). Posto che per concedere una rendita AI occorre che vi sia 

incapacità al guadagno anche in attività adatte, questo rapporto medico 

non è in grado di cambiare nulla a riguardo. Inoltre questo medico non si 

esprime in dettaglio sulle perizie SAM. Non discute in quale misura non 

sarebbe d'accordo con le valutazioni dei periti esperti in materia. Di 

conseguenza non si impone indugiare oltre.

5.2.2. Per quanto attiene invece al secondo rapporto medico presentato dal 

ricorrente, la Dr.ssa med. Z._____ pone la diagnosi di sindrome 

depressiva ricorrente, episodio attuale di media gravità (ICD-10 F33.1), 

considerando una progressiva riacutizzazione depressiva nel 2021 (act. 

B.2). La valutazione attuale evidenzierebbe un peggioramento rispetto alla 

valutazione psichiatrica del 2020, con un'inabilità lavorativa dal lato 

psichiatrico del 50%, allo stato attuale, sia per l'ultima attività di taxista sia 

- 24 -

per altre attività lucrative. Nelle perizie del SAM, invece, fu ritenuto che 

prima del primo colloquio peritale del 10 luglio 2017 non vi sarebbero stati 

trattamenti specifici per il quadro psichico. Al secondo colloquio il 

ricorrente dichiarò di voler cominciare una terapia psichiatrica. A fine luglio 

2017 iniziò effettivamente per la prima volta una presa a carico psichiatrica 

presso i Servizi psico-sociali (SPS) di Bellinzona, abbandonandola però in 

seguito. Ne segue d'un canto che prima della prima perizia la problematica 

depressiva di grado lieve-medio non era ancora stata trattata e che non si 

trattava di una problematica resistente al trattamento. Difatti, come 

spiegato in modo comprensibile e condivisibile dai periti nella seconda 

perizia, fino alla primavera 2020 si è manifestato un miglioramento in 

questo punto. Dopo aver di nuovo lavorato come venditore di frutta e 

verdura, il ricorrente si investì in una nuova attività di taxista, svolgendo la 

formazione necessaria. Una volta completata con successo, si recava dai 

5 ai 6 giorni alla settimana a Q._____ in treno per lavorare come taxista, 

partendo presto il mattino (prima delle ore 5) e tornando di tarda sera 

(dopo la mezzanotte). Che abbia ridotto il pensum lavorativo al 50% non 

è documentato agli atti. Comunque sia, il solo fatto che nella primavera 

2020 lo stato di salute – assieme a quello economico – sia di nuovo 

peggiorato, come riferisce il ricorrente stesso, non impone un nuovo 

esame. Gli esperti del SAM si sono difatti espressi in dettaglio anche sui 

problemi insorti, attribuendoli in gran parte alla situazione economica e alla 

pandemia del SARS-CoV-2. Hanno riconosciuto che la pandemia abbia 

avuto una certa influenza (problematiche professionali per le conseguenze 

delle restrizioni economiche) ma, mentre è vero che potrebbero contribuire 

a una comunicazione accentuata del proprio malessere, considerano che 

si tratti di conseguenze psicosociali che non costituiscono un danno alla 

salute ai sensi dell'AI. Limitazioni di ordine psichico non sarebbero perciò 

ritenute plausibili.

- 25 -

5.2.3. La Dr.ssa med. X._____, la perita psichiatrica, dopo aver esaminato il 

ricorrente il 18 giugno 2020 e il 1° luglio 2020, descrive che a differenza 

del riferito di significativi vissuti depressivi non si sarebbero evidenziati, 

all'osservazione e nella comunicazione non verbale, elementi indicativi di 

depressione. Nella sua discussione diagnostica l'esperta spiega in modo 

comprensibile di essere confrontata con un quadro attualmente privo di 

elementi psicopatologici di significato clinico. Gli elementi rilevati nella 

perizia precedente del 2017 (un tono dell'umore deflesso, una certa 

tensione interna, vissuti di insufficienza personale, una certa coartazione 

e rigidità affettiva) non sarebbero più clinicamente presenti. L'esame 

psichico attuale obiettiverebbe un timismo in asse, non vi sarebbero segni 

di tensione né di coartazione affettiva. I livelli di autostima, così come il 

senso di auto efficacia, sarebbero piuttosto elevati. Il ricorrente avrebbe 

comunicato ora vissuti di scoramento e scoraggiamento a fronte 

dell'interruzione della sua attività a causa della pandemia, il che non 

sarebbe imputabile a cause psicopatologiche quanto ad una congrua 

reazione a reali e condivisibili preoccupazioni socioprofessionali. Sulla 

base di tutti gli elementi clinici e anamnestici, corroborati dalla valutazione 

testistica psicologica, sarebbe possibile affermare che la sintomatologia 

depressiva medio-lieve riscontrata nel luglio 2017 sarebbe andata 

risolvendosi, anche in assenza dell'aiuto specialistico auspicato e ritenuto 

esigibile e ciò, con certezza, almeno a decorrere dall'agosto 2018 quando 

avrebbe cominciato la nuova attività di taxista a Q._____, attività che 

avrebbe richiesto, visto l'impegno e i ritmi, un assetto psichico integro. In 

merito agli aspetti algici non si ravviserebbero i criteri minimi per 

diagnosticare un disturbo dell'area somatoforme; infatti non vi sarebbe una 

chiara polarizzazione su tali sintomi né, anche sulla base dell'analisi della 

giornata, un significativo impatto sul piano del funzionamento sociale, 

familiare e lavorativo. Di conseguenza non si potrebbe fare né una 

diagnosi con ripercussioni sulla capacità di lavoro né una diagnosi senza 

- 26 -

tali ripercussioni (vedi act. C.136 pagg. 58 seg.). Dopo un esame degli 

indicatori standard dettagliato e da ritenersi conforme alla giurisprudenza 

(DTF 141 V 281), la perita conclude infine che vi sarebbe un miglioramento 

della patologia psichiatrica. Pertanto la capacità lavorativa sarebbe da 

ritenersi piena in qualsiasi attività lavorativa compatibile con l'iter formativo 

e le esperienze maturate a decorrere dall'agosto 2018. Per il pregresso si 

attesterebbero le capacità lavorative indicate nella perizia del 2017 dalla 

collega Dr.ssa med. N._____. Con questo è reso sufficientemente 

plausibile anche l'aumento della capacità di guadagno nella seconda 

perizia rispetto alla prima. A mente di questa Corte, ci si può aggregare a 

tali valutazioni peritali, condivise del resto anche dal medico del SMR, 

Dr. med. V._____ (vedi il riassunto del 17 novembre 2020 nel Case Report 

in act. C.143 pagg. 21 seg.).

5.2.4. Durante le visite mediche nell'ambito della seconda perizia SAM nel 2020, 

del resto, il ricorrente aveva dichiarato di non essere in trattamento 

psichiatrico. È pur vero che successivamente si sia recato dal Dr. med. 

U._____, medico specialista in psichiatria e psicoterapia, per trattamento 

di una sindrome depressivo-ansiosa (vedi act. C.136 pag. 7, 17, 29 e 99). 

Con il medico del SMR, il Dr. med. S._____, però, innanzitutto si può 

concludere che questa circostanza depone a sfavore della sofferenza del 

ricorrente e a favore invece del fatto che il ricorrente stesso non si 

considerava più affetto da problemi di salute mentale. Egli si è sottoposto 

a un trattamento psichiatrico soltanto dopo gli appuntamenti con la perita 

del SAM del 18 giugno 2020 e del 1° luglio 2020 (cfr. act. C.136 pagg. 28 

e 48). La stretta connessione temporale potrebbe essere in indizio che non 

era in primo luogo la pressione intrinseca della sofferenza quanto piuttosto 

il desiderio di ottenere prestazioni assicurative a spingere il ricorrente a 

iniziare un trattamento psichiatrico. Si ricorda inoltre che la Dr.ssa med. 

X._____ ha preso conoscenza del relativo rapporto di detto medico 

- 27 -

curante e ha concluso che esso non sia in grado di modificare le 

conclusioni peritali, considerando che non vi sarebbe cenno a una terapia 

farmacologica e che non verrebbe attestata un'incapacità lavorativa (vedi 

act. C.136 pagg. 31 e 64). Anche queste considerazioni peritali sono 

condivisibili.

5.2.5. In merito alle valutazioni dello psicologo I._____, che a mente del 

ricorrente contraddirebbero indirettamente quelle della perita, si costata 

che detto psicologo chiude il suo rapporto del 23 giugno 2020 ritenendo 

che emergerebbe un'esagerazione nella segnalazione della 

sintomatologia in un soggetto che starebbe comunque sperimentando una 

condizione di ansia somatizzata e una deflessione del tono dell'umore, 

dovuta principalmente alle sopraggiunte difficoltà economiche e lavorative 

(act. C.136 pag. 86). Al contrario di ciò che ne desume il ricorrente, queste 

osservazioni sono sì influite nella valutazione dei periti. Il mero fatto che 

non sia stata approfondita la tesi di un'esagerazione, di una psicosi o di un 

non meglio specificato "disturbo del pensiero" non significa che non siano 

stati presi in considerazione. Piuttosto la perita è giunta a conclusioni 

diverse, non ponendo diagnosi simili. Le sue valutazioni sono del tutto 

chiare e convincenti pure in questo punto. Non vi è motivo per 

discostarvisi. Difatti svolse un esame clinico secondo AMDP-System e ha 

discusso gli approfondimenti testali dello psicologo (act. C.136 pagg. 57 

seg.), giungendo appunto alla conclusione che a differenza del riferito di 

significativi vissuti depressivi non si sarebbero evidenziati elementi 

indicativi di depressione.

5.2.6. Anche la problematica dell'ameloblastoma, infine, era nota ai periti e questi 

ne hanno tenuto debitamente conto. Erano in particolare a conoscenza del 

pericolo di recidiva e del fatto che è consigliato uno stretto controllo per 

anni; hanno però ritenuto – già nel capitolo sul motivo e sulle circostanze 

della perizia – che attualmente la capacità lavorativa non verrebbe inficiata 

- 28 -

da questa patologia, il che si baserebbe fra l'altro sull'apprezzamento del 

medico responsabile Dr. med. Dr. med. dent. T._____. Il neurologo, 

Dr. med. M._____, costatò che il ricorrente non avrebbe rilevanti 

conseguenze dal relativo intervento chirurgico; in particolare non vi 

sarebbero dolori locali né altri disturbi rilevanti localmente (cfr. act. C.107 

pag. 6; vedi act. C.136 pagg. 2, 4, 22 e 40 segg.). Nelle perizie del SAM, 

la problematica ricorrente dell'ameloblastoma è dunque stata considerata 

e affrontata adeguatamente.

5.2.7. A titolo abbondanziale sia aggiunto ancora che anche se si volesse 

ammettere una qualsivoglia problematica psichiatrica subentrata 

posteriormente alla seconda perizia del 2020, ci si dovrebbe chiedere se 

essa costituisca un peggioramento sostanziale e durevole. Dagli indizi 

apportati dal ricorrente e dai referti medici da lui inoltrati non se lo desume. 

A prescindere, va costatato che il rapporto medico della Dr.ssa med. 

Z._____ si basa su un solo colloquio, quello del 25 giugno 2021. Detta 

psichiatra si è in gran parte fondata sull'anamnesi del ricorrente stesso, 

limitandosi a quest'ultima, oltre a eseguire uno status psichico secondo 

AMDP-System. Inoltre non è nemmeno chiaro su quali atti e quale 

documentazione medica si fondi. Non si esprime del resto con la dovuta 

attenzione sulla perizia del SAM dell'ottobre 2020, bensì si limita a 

formulare proprie valutazioni psichiatriche divergenti. Vi si aggiunge poi 

che non è documentato e non appare neanche verosimile che il ricorrente 

si trovi effettivamente ancora in cure del Dr. med. U._____. Qualora 

dovesse essere il caso, ci si dovrebbe chiedere per quale motivo non sia 

stato lui come medico curante a formulare un referto medico o comunque 

perché non siano state versate agli atti le sue valutazioni. Di conseguenza 

anche in tal senso ci si può attenere tutt'ora alle valutazioni peritali, non 

risultando necessari altri accertamenti in merito.

- 29 -

5.2.8. Per finire si costata che il ricorrente fa valere che potrebbe esservi stato 

un problema di comprensione linguistica durante i test nell'ambito della 

seconda perizia. A questo proposito ci si deve domandare come mai 

questo possibile problema non sia stato tematizzato prima. Né nella prima 

perizia né nell'intera procedura seguente non è mai stata accennata una 

problematica simile. Si ricorda inoltre che il ricorrente si era trasferito in 

Italia già parecchi anni fa. Nella perizia del SAM del 2020 è stato ritenuto 

che egli sarebbe stato in Italia dal 1990 in poi, altrove si legge che avrebbe 

dichiarato di esservi emigrato nel 2001 soltanto. Comunque sia, si è 

coniugato due volte, divorziando dalla prima moglie nel 2014, e si è 

trasferito nella Svizzera italiana nel 2012, fondando una ditta e mettendosi 

in proprio. Ha poi lavorato come indipendente per anni, dopodiché ha 

cambiato lavoro, cominciando un'attività di taxista R._____. In tutti questi 

frangenti pare molto probabile che abbia avuto a che fare con delle autorità 

e con dei documenti scritti in italiano in parte complessi. Si costata poi che 

in varie occasioni, i medici che lo hanno esaminato hanno sottolineato le 

sue ottime conoscenze linguistiche. Appare dunque molto inverosimile che 

abbia veramente delle difficoltà di comprensione dell'italiano scritto tali da 

influire sul risultato dei test psicologici e psichiatrici effettuati e che, in tal 

caso, non abbia cercato di farlo presente al suo interlocutore. Pure in 

questo punto dunque il ricorso si rivela infondato.

5.3. Ne segue perciò che l'Ufficio AI si è basato a ragione sulle perizie del SAM 

e ha concluso a giusto titolo che la capacità al guadagno del ricorrente è 

piena sia per quanto riguarda l'attività di taxista svolta in precedenza sia 

per altre attività adatte.

6. Quanto al confronto dei redditi 2019, il reddito da valido di CHF 65'000.00 

del 2015 è, come detto, incontestato, benché si giustifica qui correggerne 

qui l'indicizzazione, giungendo così a CHF 66'619.70 per il 2019. Per il 

reddito da invalido, invece, l'Ufficio AI si è basato sulle costatazioni della 

- 30 -

Cassa di compensazione, secondo cui il ricorrente nel 2018 avrebbe 

conseguito un reddito soggetto all'obbligo contributivo di CHF 19'700.00 

per i mesi da agosto a dicembre, cosicché per l'anno successivo 2019 

risulterebbe un reddito annuo di complessivi CHF 47'200.00 

(=CHF 19'700.00 / 5 * 12). Di conseguenza dal raffronto dei redditi risulta 

ormai una perdita di guadagno di CHF 19'419.70 (anziché CHF 19'821.55) 

e così a un grado d'invalidità del 29% (anziché 30%) soltanto, inferiore 

quindi alla soglia del 40% richiesta dalla legge (art. 28 cpv. 2 LAI nella 

versione in vigore fino al 31 dicembre 2021). A ragione l'Ufficio AI 

considera inoltre – sebbene apparentemente solo a titolo sussidiario – che 

anche se ci si basasse sul reddito secondo le tabelle RSS, non si 

giungerebbe a un risultato diverso. Difatti in base alla tabella della 

RSS 2018, il reddito da invalido ammonterebbe a CHF 68'335.90 (valore 

mediano per 40 ore di lavoro settimanali, per rami economici, settore 

privato [TA1_tirage_skill_level], prendendo lo stipendio medio per una 

persona di sesso maschile nel livello di competenza 1, cioè quello più 

basso della tabella, nella categoria totale con una capacità lavorativa del 

100% [CHF 5'417.00 mensili], tredicesima compresa, adattandolo poi al 

tempo di lavoro medio usuale di 41.7 ore settimanali e indicizzandolo per 

tener conto dello sviluppo dei salari nominali nel periodo trascorso dal 

2018 al 2019 [vedi consid. 2 supra], ossia * 1.0084). Anche dopo la 

deduzione massima del 25% secondo la giurisprudenza del Tribunale 

federale non si otterrebbe ancora un reddito da invalido atto a giustificare 

il riconoscimento di una rendita AI. Difatti il reddito da invalido 

scenderebbe a CHF 51'288.35, cosicché risulterebbe una perdita di 

guadagno di CHF 15'331.35, ossia un grado d'invalidità del 23%. Non si 

impone perciò approfondire oltre. 

7. Riassumendo, la documentazione medica è sufficiente, le valutazioni nelle 

due perizie SAM sono attendibili e in ogni variante di calcolo risulta un 

- 31 -

grado d'invalidità inferiore al 40%, cosicché il diritto a una rendita non 

sussiste. Ne segue che il ricorso si rivela infondato e va respinto.

8. Le spese processuali, fissate per prassi costante di questa Corte a un 

importo di CHF 700.00, vanno a carico del ricorrente soccombente (art. 61 

lett. fbis LPGA e art. 69 cpv. 1bis LAI). Non si giustifica perciò neanche 

assegnargli spese ripetibili (art. 61 lett. g LPGA e contrario).

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.

2. Le spese processuali di CHF 700.00 sono poste a carico di A._____.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazione]