# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6b6ecd0a-9678-54c7-a93d-fdd8322085e8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.09.2016 15.2016.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-72_2016-09-21.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.72

  	
  Lugano

  21 settembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 10 agosto 2016 di

	
   

  	
   RE 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Mendrisio,
o meglio contro il verbale di pignoramento emesso il 29 dicembre 2015 nell’esecuzione
n. __________ promossa nei confronti del ricorrente dalla

 

	
   

  	
  PI 1, __________

   

  

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che nell’esecuzione n. __________ promossa il 21 dicembre
2015 dalla CO 1 nei confronti di RE 1 per l’incas­so di un attestato di carenza
di beni di fr. 2'096.75 rilasciato il 3 settembre 2015, il 29 dicembre
2015 l’Ufficio d’esecuzione (UE) di Mendrisio ha fatto pignorare presso la
bancarella del Mercatino di Natale di __________ “una partita di assi d’ulivo ca. 50/60 pezzi”, attribuendole
un valore di stima di fr. 2'000.–;

 

                                         che
il 7 gennaio 2016 l’escusso ha dichiarato che la partita di “assi d’ulivo”
(meglio detti taglieri) pignorati è proprietà della moglie, M__________ __________,
e ne ha contestato il valore di sti­ma, facendo valere che i prezzi da anni
esposti sulla bancarella, che variano da fr. 40.– a fr. 150.– tenuto
conto che i taglieri sono creati artigianalmente da lui e dalla moglie,
superano ampiamente il valore medio di fr. 30.– a 40.– preso in
considerazione dal­l’Ufficio;

 

                                         che
avendo la PI 1 contestato la rivendicazione della moglie dell’escusso, entro il
termine impartito dall’UE il 29 gennaio 2016 M__________ __________ ha
inoltrato alla Giudicatura di pace del circolo del Ceresio una richiesta (recte:
petizione) di accertamento della sua proprietà sui taglieri pignorati;

 

                                         che
adita dalla moglie contro la decisione 4 maggio 2016 con cui il Giudice di pace
del circolo del Ceresio aveva (implicitamente) rigettato la petizione, la
Camera ha respinto il reclamo con sentenza del 5 luglio 2016 (inc. 14.2016.121),
ora passata in giudicato;

 

                                         che
il 9 agosto 2016 RE 1 ha trasmesso alla Camera il suo scritto del 7 gennaio
2016 all’UE, chiedendo di considerarlo come un “reclamo”
secondo l’art. 17 LEF contro il pignoramento di merce necessaria al
sostentamento suo e della moglie, stimato oltretutto in modo errato alla
stregua di legna da ardere;

 

                                         che
per quanto attiene alla questione della stima, va ricordato che il valore di
stima determinante nel senso dell’art. 97 cpv. 1 LEF è quello riferito al
prezzo che probabilmente si otterrebbe in caso di vendita all’asta eseguita nei
termini di legge, ossia a breve termine (sentenze della CEF 15.2012.17/40 del
30 maggio 2012 consid. 3 e 15.2005.47 del 2 giugno 2005 consid. 3; Foëx in: Basler Kommentar,
SchKG I, 2a ed. 2010, n. 10 ad art. 97 LEF con
rinvii) e non il prezzo che l’escusso vorrebbe ottenerne o cerca di ottenere da
anni;

 

                                         che
la censura è pertanto infondata;

 

                                         che
l’allegazione secondo cui i taglieri pignorati sarebbero necessari al
sostentamento del ricorrente e della moglie non figura nello scritto del 7
gennaio 2016 ed è pertanto ampiamente tardiva, siccome il termine di ricorso è
di dieci giorni (art. 17 cpv. 2 LEF);

 

                                         che
ad ogni modo la Camera, nella sentenza del 5 luglio 2016 (consid. 7), ha già
avuto modo di rammentare al ricorrente che la merce destinata alla vendita o
alla locazione non è uno strumento impignorabile siccome necessario alla
professione nel senso dell’art. 92 cpv. 1 n. 3 LEF (DTF 113 III 77, Ochsner in: Commentaire romand, Poursuite et
faillite, 2005, n. 97 ad art. 92 LEF) né (ancora) un reddito giusta l’art. 93
LEF;

 

                                         che
per legge non si
preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a
cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.