# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 37a695f2-a006-5933-8026-7172b85b678a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 07.04.2014 16.2013.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2013-8_2014-04-07.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2013.8

  	
  Lugano

  7 aprile 2014/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Giani, presidente,

  Fiscalini e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo del 18 febbraio 2013
presentato da

 

	
   

  	
  RE 1  

  (rappresentata dall'avv.  RA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro la decisione emessa il 17 gennaio 2013 dal
  Giudice di pace del circolo di Bellinzona nella causa n. 12/2012 (responsabilità
  del detentore: risarcimento danni) promossa con petizione del 4 dicembre 2012
  dalla

  	 

 

	
   

  	
  CO 1 ;

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il
14 aprile 2012, verso le 09.15, è avvenuto un incidente della circolazione
stradale in Via L__________ ad __________ tra una __________ condotta da V__________
B__________, assicurata con polizza casco totale alla CO 1, e una __________ guidata
dall'impiegato __________ R__________ C__________, entrambe circolanti in
retromarcia. Il danno al veicolo di V__________ B__________ di fr. 5802.05 è
stato risarcito dalla sua compagnia d'assicurazioni, previa deduzione della
franchigia di fr. 500.–, in ragione di fr. 5302.05. L'8 giugno 2012 la CO 1 ha chiesto in via di regresso alla RE 1, detentrice dell'autovettura condotta da R__________ C__________,
il pagamento di fr. 5802.05, di cui fr. 500.– per conto della propria
assicurata. RE 1, considerando i due conducenti corresponsabili in egual misura
dell'incidente, ha versato fr. 2406.– (metà di quanto preteso, dedotta la metà
del costo di fr. 989.85 per la riparazione del danno subìto al proprio
veicolo). 

 

                                  B.   Ottenuta l'autorizzazione ad agire, il 4 dicembre 2012 la CO 1 ha convenuto RE 1 davanti al Giudice di pace del circolo di Bellinzona per ottenere il pagamento di
fr. 3396.05 oltre interessi al 5% dall'8 giugno 2012. Nelle sue osservazioni
del 21 dicembre 2012 la convenuta ha proposto di respingere la petizione. Statuendo
il 17 gennaio 2013 il Giudice di pace ha accolto la petizione e ha obbligato la
convenuta a versare all'attrice fr. 3396.05 oltre interessi al 5% dall'8 giugno
2012, oltre a fr. 200.– per la tassa di giustizia della procedura di
conciliazione. La tassa di giustizia di fr. 250.– è stata posta a carico della
convenuta.

 

                                  C.   Contro
la decisione appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 18
febbraio 2013 in cui chiede in via principale l'annullamento del giudizio impugnato
con il rinvio della causa al Giudice di pace per una nuova decisione e in via subordinata
la sua riforma nel senso di respingere la petizione. Il memoriale non è stato
oggetto di notificazione.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le
decisioni emanate nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di
controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con
reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC). Nella
fattispecie la decisione impugnata è pervenuta alla convenuta il 18 gennaio
2013, di modo che il termine d'impugnazione ha iniziato a decorrere il 19 gennaio
2013 e sarebbe scaduto domenica 17 febbraio 2013, salvo poi prorogarsi a lunedì
18 febbraio 2013 (art. 142 cpv. 3 CPC). Introdotto l'ultimo giorno utile (cfr.
timbro sulla busta d'intimazione), il reclamo in esame è tempestivo.

 

                                   2.   Secondo
l'art. 320 CPC con il reclamo può essere censurata l'errata applicazione del
diritto (lett. a) e/o l'accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b).
L'autorità di reclamo esamina con pieno potere di cognizione le censure
concernenti l'errata applicazione del diritto – federale,
cantonale o estero – da parte del giudice di prime cure. Spetta al reclamante,
pena l'irricevibilità del suo reclamo, spiegare in modo
conciso in cosa consista la violazione del diritto e su quali punti il giudizio
contestato viene impugnato (DTF 134 II 246, consid. 2.1). Per quanto
concerne invece i fatti, l'autorità di reclamo ha un potere di cognizione limitato,
potendo rivedere i fatti soltanto se essi sono stati accertati in modo
manifestamente errato. Anche in tal caso occorre in particolare esporre le
critiche in maniera chiara e circostanziata, accompagnandole da
un'argomentazione esaustiva. La definizione di “manifestamente errato”
corrisponde a quella dell'arbitrio (art. 9 Cost.) nell'apprezzamento delle
prove o nell'accertamento dei fatti. Per motivare l'arbitrio
non basta criticare semplicemente la decisione impugnata contrapponendole una
versione propria, ma occorre dimostrare per quale motivo l'accertamento dei
fatti o la valutazione delle prove sarebbero manifestamente insostenibili,
in aperto contrasto con la situazione reale, gravemente lesivi di una norma o
di un principio giuridico chiaro e indiscusso oppure in contraddizione urtante
con il sentimento di giustizia e d'equità (DTF 138 I 51, consid. 7.1). Un apprezzamento delle prove è arbitrario solo quando l'autorità di
prime cure abbia manifestamente disatteso il senso e la rilevanza di un mezzo
probatorio o abbia omesso, senza fondati motivi, di tenere conto di una prova
importante, idonea a influire sulla decisione presa; oppure quando, sulla base
degli elementi raccolti, essa abbia fatto delle deduzioni insostenibili (DTF
137 III 234, consid. 4.2 e rinvii). 

 

                                   3.   Il
Giudice di pace ha accolto l'istanza accertando che al momento del sinistro la
vettura guidata da V__________ B__________ “procedeva in normale retromarcia
lungo la strada privata”, mentre quella appartenente alla convenuta “lasciava
il posteggio in retromarcia per immettersi sulla strada privata”. Egli ha così
dedotto che “l'autista della vettura della RE 1 avrebbe dovuto accertarsi che
la strada fosse libera”, tanto più che “la vettura della signora B__________
circolava alla destra del veicolo della controparte”. 

 

                                   4.   La reclamante contesta che al momento del sinistro V__________ B__________
stesse procedendo in normale retromarcia lungo la strada privata, mentre R__________
C__________ stesse lasciando il posteggio in retromarcia per immettersi sulla
medesima. A suo avviso, l'accertamento della dinamica dell'incidente operato
dal Giudice di pace sarebbe manifestamente errato, perché compiuto completamente
in favore dell'attrice, non tenendo conto dei riscontri documentali e del fatto
che le allegazioni dall'attrice erano contestate. Per di più, soggiunge, l'attrice,
a cui spettava l'onere probatorio ai sensi dell'art. 8 CC, non ha provato la
propria versione dei fatti. Essa rimprovera inoltre al primo giudice di avere
accertato in maniera manifestamente errata le responsabilità delle parti nel
sinistro. A suo avviso “la collisione è da imputare alla colpa esclusiva
dell'assicurata della resistente, giacché ha agito in violazione degli art. 31
cpv. 1 e 34 LCStr, 17 cpv. 1 e 7 ONC.” A titolo sussidiario, asserisce “che le
colpe dei due protagonisti si equivalgono, ragione per la quale in presenza di
colpe concomitanti si opera la riduzione a metà del risarcimento dei danni materiali.”

 

                                   5.   Secondo
l'art. 61 cpv. 2 LCStr, applicabile nei casi in cui un incidente della circolazione
ha causato solo danni materiali, un detentore risponde verso un altro dei danni
materiali, solo se la parte lesa prova che il danno è stato cagionato dalla
colpa o dalla temporanea incapacità di discernimento del detentore convenuto o
di una persona per la quale questi è responsabile o da un difetto del veicolo
del convenuto. Per ottenere la riparazione del danno materiale la parte lesa
deve provare, segnatamente, che questo è stato cagionato dalla colpa del detentore dell’altro veicolo o di una persona per la quale
questi è responsabile (cfr. Oftinger/Stark, Schweizerisches Haftpflichtrecht, Besonderer
Teil, vol. II/2, 4ª edizione, pag. 291 n. 677; Bussy/Rusconi,
Code Suisse de la circulation routière, n. 2.1 e 2.3 ad art. 61). In caso di
concorso di colpe dei detentori si applica per analogia l'art. 44 cpv. 1 CO
(Werro, La responsabilité civile,
Berna 2005, n. 1258) e pertanto il detentore che intende prevalersi di una
colpa concomitante della controparte deve provarla (Brehm, La responsabilité civile automobile, 2ª edizione,
pag. 346 n. 895). Ciò premesso, in concreto, spettava quindi all'attrice
dimostrare che la causa della collisione era da ricercare nella manovra posta
in atto dal conducente del veicolo della convenuta, ovvero nel fatto per
quest'ultimo di essersi immesso in Via L__________ uscendo da un parcheggio
senza dare la precedenza alla vettura guidata da V__________ B__________,
mentre era compito della convenuta dimostrare la colpa (concomitante o
esclusiva) della controparte.

 

                                   6.   a)   Nel reclamo la convenuta afferma che “entrambi i veicoli circolavano
in retromarcia, il proprio sulla strada privata dopo essere uscito da un
parcheggio, quello della signora B__________ mentre usciva dal proprio
posteggio e andava ad urtare il veicolo della RE 1” (reclamo pag. 4) e asserisce di avere sempre sostenuto che il proprio veicolo “già si trovava
sulla strada privata, per quanto proveniente precedentemente da un parcheggio,
circostanza tuttavia priva di significato ai fini di causa essendo la manovra
di uscita dal parcheggio già conclusa”. A suo dire la sua versione sarebbe
dimostrata dalla conformazione dei danni al paraurti e alla fiancata della
vettura __________ (reclamo pag. 6). La reclamante asserisce inoltre che V__________
B__________ “ha eseguito la retromarcia senza assicurarsi di non mettere in pericolo
un altro utente della strada (art. 17 cpv. 1 ONC) e non ha saputo costantemente
padroneggiare il proprio veicolo come invece imposto dall'art. 31 cpv. 1
LCStr”, “ha effettuato la manovra di retromarcia senza tenere la destra, senza
prestare sufficiente attenzione al traffico proveniente in senso inverso e
senza l'aiuto di nessuno” (reclamo pag. 8). 

 

                                         b)   Sennonché,
davanti al primo giudice, l'interessata non ha mai contestato che il sinistro
fosse avvenuto mentre la __________ guidata dal suo dipendente stava uscendo da
un posteggio. Nella petizione l'attrice aveva infatti asserito che al momento
del sinistro, V__________ B__________ “percorreva in retromarcia una strada
privata che serve 5 case d'abitazione di Via L__________ a __________, tra la
quale quella in cui abita (Via L__________ 142). Improvvisamente da uno stallo
di posteggio della casa di Via L__________ 136 usciva, pure in retromarcia, il
veicolo de “RE 1” targato TI __________ guidato dal signor R__________ C__________,
che andava a collidere con il veicolo della nostra assicurata”. A suo dire V__________
B__________ beneficiava della precedenza ai sensi dell'art. 15 cpv. 3 ONC. Dal
canto suo la convenuta si era limitata a sostenere nelle sue osservazioni che
la sua “decisione di ripartizione al 50% (…) teneva correttamente conto delle
circostanze e delle colpe dei due automobilisti, che uscivano entrambi in
retromarcia dal loro posteggio”. A suo avviso nessuno dei due conducenti
beneficiava della precedenza.

                                      

                                         c)   In
tali circostanze, le allegazioni secondo cui al momento del sinistro la manovra
di uscita dal parcheggio fosse già conclusa e che sarebbe stata la vettura assicurata
dall'attrice a entrare in collisione con il proprio veicolo sono nuove e come
tali inammissibili in secondo grado (art. 326 cpv. 1 CPC). Anche le
affermazioni secondo cui V__________ B__________ avrebbe eseguito la
retromarcia senza assicurarsi di non mettere in pericolo un altro utente della
strada, non abbia saputo costantemente padroneggiare il proprio veicolo, non
circolasse a destra e non abbia prestato sufficiente attenzione al traffico in
senso inverso, sono nuove e pertanto irricevibili. 

 

                                         d)   Sia
come sia, secondo la descrizione del sinistro, figurante nell'avviso del 14
aprile 2012, fornita dal dipendente della reclamante, risulta che quest'ultimo
“dopo aver servito la bucalettere in Via L__________ (strada Privata)”, ha
“eseguito la manovra di retromarcia per riprendere il giro di distribuzione” e
“proprio in quel mentre giungeva, anch'essa in retromarcia, la vettura TI __________
guidata dalla signora V__________ B__________ (inquilina di Via V__________
142) prima di accorgerci reciprocamente uno dell'arrivo dell'altro ci siamo speronati”
(doc. 6, pag. 2). Lo schizzo della dinamica dell'incidente annesso al menzionato
avviso di sinistro, illustra che la vettura di V__________ B__________ già si
trovava sulla carreggiata, circolava in retromarcia in direzione dell'uscita
della strada privata e proveniva da destra rispetto al veicolo della RE 1, il
quale, procedendo in senso inverso, stava uscendo a marcia indietro da un posteggio
perpendicolare alla strada (doc. 6, pag. 2). 

 

                                               Dalla
perizia eseguita sulla __________, commissionata dall'attrice a R__________ G__________, emerge che il sinistro ne ha
comportato un “impatto sul posteriore lato destro con ammaccatura parafango
posteriore, fascione e rottura posteriore”, ciò che è confermato dalla
documentazione fotografica allegata (doc. 1). In concreto, il fatto che
l'autovettura sia stata danneggiata all'angolo destro posteriore e al parafango
posteriore destro, ovvero nella parte che avvolge la ruota posteriore destra,
non è un elemento che avvalora la versione della reclamante, ma anzi comprova
il fatto che al momento del sinistro il conducente del veicolo della RE 1 non
aveva ultimato la manovra di uscita dal posteggio e che era disposto di
traverso verso sinistra rispetto all'altra. Ne consegue che la ricostruzione
della dinamica dell'incidente operata dal primo giudice, il quale ha stabilito
che la collisione è avvenuta mentre la vettura assicurata dall'attrice
circolava in normale retromarcia lungo la strada privata e il veicolo della
convenuta stava uscendo a marcia indietro da un posteggio, non appare arbitraria,
ovvero in urto manifesto con il materiale probatorio, considerato nel suo
complesso, ed è quindi vincolante per questa Corte.

 

                                   7.   a)   L'art. 36 cpv. 4 LCStr impone al conducente che vuole immettersi
nella circolazione di accordare la precedenza ad ogni veicolo (poco importa che
giunga da destra o da sinistra) e questo su tutta la superficie della
carreggiata (DTF 116 IV 158, consid. 1 con riferimenti). L'art. 15 cpv.
3 ONC precisa che chi s'immette in una strada principale o secondaria uscendo
da una fabbrica, da un cortile, da un'autorimessa, da strade dei campi, da
ciclopiste, da parcheggi, da stazioni di servizio e simili oppure attraverso un
marciapiede deve dare la precedenza ai veicoli che circolano su tali strade
(prima frase); se questi punti sono senza visuale, il conducente deve fermarsi
e, se necessario, chiedere a terzi di controllare la manovra (seconda frase). In altre parole, incombe al conducente che vuole immettersi nella
circolazione l'obbligo di assumere tutte le precauzioni imposte dalle circostanze
e dalla visibilità per evitare di ostacolare o mettere in pericolo i veicoli
prioritari che si stanno avvicinando. 

 

                                         b)   Ancorché
il diritto di precedenza non sia assoluto, la sicurezza del diritto, ma ancor
più quella della circolazione impongono un certo rigore nell'ammettere deroghe
alle regole sulla precedenza (DTF 93 IV 32; 91 IV 12, consid.1; Bussy/Rus-coni, op. cit., n. 3.4.2 ad art. 36 LCStr). Secondo il principio
dell'affidamento dedotto dall'art. 26 LCStr, nella circolazione ogni utente
della strada che si comporta in maniera corretta può a sua volta confidare nel
corretto comportamento degli altri utenti, nella misura in cui non vi siano
indizi per ritenere il contrario (DTF 129 IV 285, consid. 2.2.1; 125 IV 87, consid.
2b). Di conseguenza, riservato quest'ultimo caso, chi beneficia della
precedenza non è tenuto ad adottare misure particolari (DTF 118 IV 281; II CCA,
sentenza inc. 11.1999.13 del 6 settembre 1999, consid. 2.1). Da parte sua, il
conducente senza precedenza, oltre a poter supporre che, in difetto di segni
contrari, l'utente con diritto di precedenza rispetterà le norme della
circolazione, è tenuto a non ostacolare chi beneficia della precedenza. Egli
deve così, in primo luogo dirigere il proprio sguardo in tutte le direzioni
dalle quali potrebbe sopraggiungere un veicolo prioritario e non deve venir
meno a quest'accresciuta attenzione durante l'esecuzione della manovra
d'immissione sul campo stradale (DTF 85 IV 146; cfr. CCC, sentenze inc. 16.1995.154
del 29 agosto 1996, consid. 6; 16.1995.123 del 21 maggio 1996, consid. 6). 

 

                                         c)   Nella
fattispecie, tenuto conto dei fatti accertati senza arbitrio dal primo giudice,
il conducente del veicolo della RE 1, non accertandosi che la strada fosse
libera, non ha rispettato l'obbligo per chi s'immette su una strada principale
o secondaria uscendo da un posteggio di dare precedenza a tutti i veicoli che
circolano su tali strade (art. 15 cpv. 3 ONC). In tali circostanze, la conclusione
del primo giudice, secondo cui la causa esclusiva della collisione era
addebitabile al conducente del veicolo di proprietà della convenuta, ovvero che
l'attrice aveva apportato la prova della colpevolezza della convenuta, non può
ritenersi errata. La stessa conclusione si impone per l'assenza di
responsabilità da parte della conducente della vettura assicurata, la convenuta
non avendo dimostrato un comportamento scorretto da parte di quest'ultima. Ciò
posto il reclamo, che non ha evidenziato nessun errore manifesto
nell'accertamento dei fatti o nell'applicazione del diritto da parte del primo
giudice, deve essere respinto.

 

                                   8.   Le
spese giudiziarie seguono il principio della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC).
Non si pone il problema d'indennità a CO 1, alla quale il reclamo non è stato
notificato per osservazioni.

 

 

Per questi motivi, 

 

 

decide:                    1.   Nella
misura in cui è ammissibile, il reclamo è respinto.

 

                                   2.   Le spese
giudiziarie di complessivi fr. 150.– sono poste a carico della reclamante.

 

                                   3.   Notificazione
a:

	
   

  	
  - avv.   ;

  -  .

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Bellinzona.

 

 

Per la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore litigioso di almeno
30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie in materia di diritto
del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta giorni dalla notificazione
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La legittimazione a ricorrere è disciplinata
dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è
dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF).
La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.