# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1711ca00-f14f-56ad-99fd-685eaa329f53
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-09-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.09.2021 A-1819/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1819-2020_2021-09-30.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-1819/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3 0  s e t t e m b r e  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot, (presidente del 

collegio), 

Maurizio Greppi, Jürg Marcel Tiefenthal;  

cancelliere Manuel Borla. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

… dall'avv. …,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ferrovie federali svizzere FFS, 

Diritto & compliance Human Resources, Hilfikerstrasse 1, 

3000 Berna 65 SBB,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Risoluzione dei rapporti di lavoro; licenziamento con effetto 

immediato. 

 

 

 

A-1819/2020 

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Fatti: 

A.  

Dal 1° luglio 2011 A._______ è attivo presso le Ferrovie federali svizzere 

(di seguito: FFS o datore di lavoro) quale Maestro Artigiano, con un 

contratto di lavoro a tempo indeterminato e con una percentuale del 100%, 

per un salario pari a 6'254.75 franchi mensili lordi, oltre alla tredicesima. 

Negli anni egli ha perfezionato le proprie competenze in particolare 

seguendo corsi di aggiornamento e formazione varie tra cui, la formazione 

per il controllo ultrasuoni UT. 

La mansione dell’interessato consisteva nell’ispezionare attraverso un 

sistema di ultrasuoni (controlli non distruttivi [UT]), una componente 

rilevante per la sicurezza, ossia l’assile/albero delle sale, ovvero quella 

componente che unisce le ruote del convoglio. Tale componente funge 

pure da collegamento tra il carrello e la carrozzeria con il binario. Nello 

specifico egli era tenuto ad eseguire “due controlli UT […] sugli assili delle 

sale. Il primo [era] da eseguire prima del rimontaggio dei dischi e il secondo 

da eseguire dopo il rimontaggio dei cuscinetti e delle boccole. Tali controlli 

[avevano] lo scopo di garantire la conformità delle sale montate sulle 

locomotive prima della loro rimessa in esercizio”. 

B.  

In data 16/18 ottobre 2019, nel corso della propria attività lavorativa, 

l’interessato non ha però eseguito i controlli nel rispetto delle direttive e in 

particolare il controllo su due sale (montate su due locomotive di nuova 

generazione) è stato eseguito in maniera doppia, ovvero due volte prima 

del rimontaggio dei dischi, modificando manualmente la data e l’ora sul 

protocollo di controllo. In altre parole egli non ha eseguito il 2° controllo 

previsto e ha manomesso il protocollo di controllo modificando il giorno 

dell’avvenuto secondo controllo in venerdì 18 ottobre 2019. 

Tale modalità di procedere è stata scoperta il 18 ottobre dal supervisore di 

prova. Infatti l’apparecchiatura di prova, in tale giorno, non era in funzione 

a Bellinzona bensì nell’impianto di servizio in uso proprio al supervisore di 

prova.  

C.  

Il 31 ottobre 2019, nel quadro di un incontro avvenuto tra l’interessato e i 

signori B._______ (dirigente di settore) e C._______ (dirigente team), 

l’interessato ha ammesso la manomissione del protocollo di controllo UT 

di 2 sale montate sulle locomotive di nuova generazione. In sintesi per 

velocizzare la propria attività egli non ha eseguito il controllo su determinati 

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assili, ma ha usato, con il sistema del “copia e incolla”, i dati dei controlli di 

altri assili, non eseguendo il controllo. I treni TILO (treni regionali Ticino 

Lombardia) sono stati pertanto rimessi in esercizio senza un controllo 

effettivo. 

Durante tale incontro è stato chiesto esplicitamente all’interessato di 

segnalare altri casi analoghi. A tale richiesta egli ha risposto che era stata 

l’unica sua manomissione. 

D.  

Con scritto dell’8 novembre 2019 conseguentemente al colloquio citato e 

ai gravi fatti appurati l’interessato ha ricevuto un “richiamo con istruzione”. 

Nello specifico, considerando la gravità del caso le FFS hanno intimato 

all’interessato “nella maniera più ferma a rispettare in modo assoluto le 

direttive di lavoro”, evidenziano come “casi simili non potranno in alcun 

modo essere tollerati in futuro” e concludendo che qualora dovesse 

ripresentarsi un caso analogo ci si sarebbe riservati il diritto di adottare dei 

provvedimenti ulteriori di diritto del lavoro. 

E.  

In data 23 gennaio 2020 l’autorità di controllo di Bellinzona ha esperito delle 

indagini più approfondite sull’operato dell’interessato. È quindi emerso che 

due controlli/valutazioni di assili/alberi erano quasi identici. 

Coinvolgendo anche il Centro di competenza per i controlli non distruttivi di 

Olten, in data 29 gennaio 2020 sono state effettuate delle valutazioni e 

indagini complementari e approfondite. I risultati, presentati nel rapporto 

finale del 14 febbraio 2020 hanno evidenziato “l’esistenza di [ulteriori] 4 

casi di manipolazione al controllo ultrasuoni” eseguiti dall’interessato sugli 

assili dei veicoli TILO. 

F.  

Tali risultanze sono quindi state contestate all’interessato che, in occasione 

dell’incontro del 17 febbraio 2020, ha ammesso di avere effettuato queste 

manipolazioni, rilevando nuovamente come tale metodologia lavorativa 

aveva permesso di compiere il lavoro in modo più rapido. 

G.  

Con scritto del 20 febbraio 2020, le FFS hanno comunicato all’interessato 

di prevedere lo scioglimento del rapporto di lavoro con effetto immediato a 

causa di un motivo grave, chiedendo una sua presa di posizione in 

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ossequio al diritto di essere sentito, entro 5 giorni dal ricevimento dello 

scritto. 

H.  

Con scritto del 2 marzo 2020 il patrocinatore del dipendente ha evidenziato 

che nel corso dei mesi precedenti egli aveva sofferto di problemi di salute 

e aveva dovuto prendersi cura di un famigliare gravemente malato, ciò che 

ne aveva compromesso la concentrazione sul posto di lavoro. In 

conclusione, qualora non fosse stato trovato un provvedimento meno 

incisivo, a salvaguardia di tutte le parti coinvolte, il licenziamento sarebbe 

stato impugnato. 

I.  

Con decisione del 5 marzo 2020 le FFS hanno sciolto con effetto immediato 

il contratto di lavoro con il ricorrente a motivo delle manipolazioni effettuate 

nel quadro dei controlli descritti. 

J.  

Con ricorso del 18 marzo 2020 l’insorgente ha postulato, in via principale, 

l'accoglimento del ricorso, con il conseguente obbligo per le FFS di 

corrispondergli l’importo complessivo di 74'533.95 CHF, oltre interessi al 

5% dal 5 marzo 2020. Egli ha altresì chiesto la rifusione di tasse e ripetibili. 

A sostegno delle proprie conclusioni egli ha indicato che la mancanza 

configurerebbe un caso di media gravità, con la conseguenza che il 

licenziamento immediato sarebbe semmai giustificato "solo previo uno o 

più avvertimenti formali”. Egli ha ravvisato pure una tardiva reazione del 

datore di lavoro, essendo l’evento prodottosi nel mese di ottobre 2019 e il 

licenziamento avvenuto il 5 marzo 2020. 

K.  

Con presa di posizione del 18 giugno 2020 le FFS hanno chiesto al 

Tribunale di respingere il ricorso, riconoscendo al contempo come corretto 

il licenziamento con effetto immediato. In buona sostanza esse hanno 

ribadito come l’aver mentito circa controlli e ispezioni non eseguite su una 

componente fondamentale per la sicurezza del traffico passeggeri, sia un 

motivo grave. In particolare il datore di lavoro ha richiamato alla mente un 

evento catastrofico avvenuto in Italia, le cui cause erano da ricondurre alla 

rottura della medesima componente che il ricorrente era tenuto ad 

ispezionare. In tali circostanze, le FFS hanno evidenziato come a loro 

modo di vedere fosse pacifica la perdita irrevocabile di fiducia nei confronti 

del dipendente. 

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L.  

Con ordinanza del 29 giugno 2020, il Tribunale ha fissato al 21 agosto 2020 

il termine per l’inoltro di eventuali osservazioni finali, facoltà che il ricorrente 

non ha ritenuto di esercitare. 

M.  

Ulteriori elementi fattuali e considerazioni in diritto saranno riprese nei 

considerandi seguenti qualora fossero di interesse per la causa. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul  

Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni 

di cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è 

retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF).  

1.2 Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione ai 

sensi dell'art. 5 PA, emessa dalle FFS, che sono un'azienda della 

Confederazione ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF. 

1.3 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione impugnata e avendo un interesse a che la 

stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto 

tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di 

forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.4 Il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché 

l'inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2013, pag. 88 n. 2.149 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/9e079245-5dc0-492e-a2b5-b94579fa83e4?source=document-link&SP=3|a4tady

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segg; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 8a ed. 

2020, pag. 254 n. 1146 segg.). 

2.2 L’autorità adita non è vincolata né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (DTAF 2007/41 consid. 2 [pag. 529 e seg.]; 

MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, pag. 300 n. 2.2.6.5). 

I principi della massima inquisitoria e dell'applicazione d'ufficio del diritto 

sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede difatti spontaneamente 

a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle 

censure invocate o dagli atti risultino indizi in tal senso (DTF 135 I 190 

consid. 2.1; DTAF 2014/24 consid. 2.2 [pag. 348 e seg]; KÖLZ/HÄNER/ 

BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des 

Bundes, 3a ed. 2013, cifra 1135). Secondo il principio di articolazione delle 

censure (“Rügeprinzip”) l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le 

censure che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla 

constatazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza 

sostanziate (DTF 141 V 234 consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

op. cit., n. 1.55). Il principio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la 

sua portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all’istruzione della 

causa (DTF 143 II 425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 

consid. 2b). Il dovere processuale di collaborazione concernente in 

particolare il ricorrente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio 

interesse, comprende, in particolare, l’obbligo di produrre le prove 

necessarie, d’informare il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria 

richiesta, ritenuto che in caso contrario arrischierebbe di dover sopportare 

le conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA; DTF 140 I 285 

consid. 6.3.1; 119 III 70 consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, 

pag. 293 e segg.). 

2.3 Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo 

scrivente Tribunale, si deve comunque considerare ch'egli lo eserciterà con 

prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità di 

prima istanza, a sua volta, dispone pure di siffatto ampio potere 

d'apprezzamento. Tale è il caso, per quanto concerne l'esame del criterio 

dell'adeguatezza in rapporto alla valutazione delle prestazioni di un 

impiegato, del rapporto di fiducia tra datore di lavoro e impiegato, della 

responsabilità di assicurare una corretta esecuzione dei compiti di un'unità 

amministrativa, nonché della classificazione delle funzioni 

("Stelleneinreihung"), etc. In caso di dubbio, esso non si scosta dalla 

posizione assunta dall'autorità inferiore rispettivamente non sostituisce il 

proprio apprezzamento a quello di quest'ultima (cfr. [tra le tante] sentenze 

https://www.swisslex.ch/DOC/ShowLawViewByGuid/b39d7a93-8f19-443a-88f6-1d06ac129b33/f2a267d6-8dc6-4d54-ae40-b1350ff5c759?source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/6adbc4e9-1738-4cfd-b694-92fb0d34b26c?citationId=9253bf58-da65-48cd-9026-15a8bebbb9f6&source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady
https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/94710918-49eb-4003-abb7-ca1b0d084266?citationId=8c6f56fd-bab1-4a4f-ab0e-dd4e9d10c383&source=document-link&SP=3|a4tady

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del TAF A-4813/2014 del 9 febbraio 2015 consid. 2.1 con rinvii;  

A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 2.1 con rinvii). 

3.  

3.1 Secondo l'art. 2 della Legge del 24 marzo 2000 sul personale federale 

(LPers, RS 172.220.1) e l'art. 15 della Legge federale del 20 marzo 1998 

sulle Ferrovie federali svizzere (LFFS, RS 742.31) i rapporti di lavoro degli 

impiegati delle FFS sottostanno alla LPers. Conformemente all'art. 38 

LPers e all'art. 15 cpv. 2 LFFS, le FFS hanno negoziato un contratto 

collettivo di lavoro (CCL FFS 2019 in vigore dal 1° maggio 2019) con le 

associazioni del personale, applicabile per principio a tutto il loro personale 

(art. 38 cpv. 2 LPers). Ai sensi dell'art. 6 cpv. 2 LPers, il rapporto di lavoro 

è sottoposto, sempre che la LPers non prevedeva disposizioni derogatorie, 

anche alla Legge federale di complemento del Codice civile svizzero (Libro 

quinto: Diritto delle obbligazioni [CO]; RS 220); per quanto concerne 

l'applicabilità del CO, si veda la sentenza del Tribunale amministrativo 

federale A-4659/2010, del 14 giugno 2011, consid. 3 e riferimenti). Entro i 

limiti della LPers e del CO, il rapporto di lavoro è regolato in dettaglio nelle 

disposizioni d'esecuzione, in particolare dal contratto collettivo di lavoro e 

dal contratto di lavoro (art. 6 cpv. 3 LPers). Qualora le disposizioni 

d'esecuzione di cui all'art. 37 LPers, rispettivamente il contratto collettivo di 

lavoro e il contratto di lavoro divergano, sono applicabili le disposizioni più 

favorevoli all'impiegato (art. 6 cpv. 4 LPers). 

3.2 Nello specifico al momento della fattispecie qui rilevante era in vigore 

la versione CCL FFS 2019 (cfr. art. 198). 

4.  

4.1  

4.1.1 Nel caso in disamina, l'oggetto del litigio è circoscritto all'esame della 

validità della disdetta del rapporto di lavoro, senza preavviso, in ragione 

della rottura del rapporto di fiducia nei confronti del dipendente. In 

sostanza, e come già esposto in narrativa, il ricorrente ha censurato la 

violazione dei disposti legali pertinenti, rilevando che quanto accaduto non 

configuri un motivo grave tale da legittimare il provvedimento. A suo dire 

infatti l’assenza di un pregiudizio di qualsiasi natura per il datore di lavoro, 

rende la mancanza un caso di media gravità, con la conseguenza che il 

licenziamento immediato sarebbe semmai giustificato solo previo uno o più 

avvertimenti formali. Il provvedimento qui litigioso non sarebbe inoltre 

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giustificato in ragione della reazione tardiva delle FFS, nella misura in cui, 

a fronte di un evento prodotto nell’ottobre 2019, la conseguente decisione 

sarebbe stata adottata solamente al 5 marzo 2020. In queste circostanze, 

egli ritiene presunta la rinuncia al licenziamento per motivi gravi o la 

continuazione del rapporto fino al termine di disdetta ordinario. 

4.1.2 Le FFS hanno per contro sostenuto che l’agire dell’insorgente 

configuri un motivo grave tale da giustificare la risoluzione immediata del 

rapporto di lavoro. Nello specifico esse hanno evidenziato come i controlli 

ad ultrasuoni siano di grande importanza poiché tesi ad evitare incidenti e 

garantire la sicurezza della manovra. 

Con riferimento alle contestazioni del ricorrente circa l’assenza di 

immediatezza nella decisione contestata, le FFS hanno ribadito come solo 

con indagini successive coordinate tra il Centro FFS di Olten e la sede di 

Bellinzona, sia stato appurato che egli, nel corso della riunione del 31 

ottobre 2019, a specifica domanda avesse mentito, tacendo invece altre 

false misurazioni e manipolazioni, circostanze poi ammesse in un 

successivo incontro. 

4.2  

4.2.1 A norma dell'art. 10 cpv. 4 LPers le parti possono disdire 

immediatamente i rapporti di lavoro di durata determinata e indeterminata 

per motivi gravi. Conformemente a consolidata giurisprudenza, la disdetta 

immediata per motivi gravi, quale misura eccezionale, deve essere 

ammessa in maniera restrittiva. In questo senso, unicamente in presenza 

di una manchevolezza particolarmente grave in capo al lavoratore, si può 

giustificare il licenziamento immediato; in particolare è necessario che la 

manchevolezza abbia compromesso la relazione di fiducia fra le parti – 

presupposto essenziale di un rapporto di lavoro – o che l'abbia pregiudicata 

a tal punto che la prosecuzione del contratto sino al termine di disdetta 

ordinario non sia più sostenibile (sentenza del TAF sopracitata, consid. 3.1, 

"besonders schweres Fehlverhalten"). In altri casi, manchevolezze meno 

gravi possono assurgere a motivo di licenziamento immediato solo se 

vengono reiterate nonostante un avvertimento circa le conseguenze 

estreme del ripetersi del medesimo comportamento (cfr. tra le tante DTF 

142 III 579 consid. 4.2 e i riferimenti). 

4.2.2  Di regola la violazione di un dovere contrattuale e/o legale in capo 

alla parte oggetto di disdetta contrattuale può essere presupposto di un 

grave motivo. È il caso ad esempio di gravi violazioni del dovere di diligenza 

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e di fedeltà contemplati all'art. 20 LPers, il cui contenuto va letto anche in 

relazione all'art. 321a CO (sentenza del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 

2017 consid. 4.3.3). In proposito va detto che l’obbligo di seguire le 

istruzioni del datore di lavoro, alla base del legame di subordinazione 

esistente tra le parti contrattuali, costituisce uno degli aspetti fondamentali 

del dovere di fedeltà del dipendente; conseguentemente, il lavoratore che 

non rispetta le direttive ed istruzioni del datore di lavoro vìola il proprio 

dovere contrattuale (HARRY NÖTZLI, Die Beendigung von 

Arbeitsverhältnissen im Bundespersonalrecht, 2005, pag. 101 n° 154 segg. 

e pag. 111 n. 174; sentenze del TAF A-1055/2017 del 28 giugno 2017 

consid. 4.3.3; A-6453/2014 del 9 dicembre 2015 consid. 8.2.2;  

A-1352/2011 del 20 settembre 2011 consid. 3.2.1; A-7762/2009 del 9 luglio 

2010 consid. 6.1; A-5455/2009 del 21 gennaio 2010 consid. 5.3;  

A-3551/2009 del 22 aprile 2010 consid. 12.7 e  

A-641/2009 del 20 agosto 2009 consid. 3.5.1) 

4.2.3 Tuttavia anche altre manchevolezze possono giustificare una disdetta 

immediata (DTF 130 III 28 consid. 4.1; 129 III 380 consid. 2.2). Quello che 

è determinante sono le circostanze concrete su cui il datore di lavoro fonda 

la disdetta immediata, in ragione della perdita di fiducia quale elemento 

fondamentale del contratto di lavoro (DTF 137 III 303 consid. 2.1.1). In altre 

parole determinare se la manchevolezza imputata abbia configurato una 

gravità tale da giustificare una risoluzione immediata dipende dalle 

circostanze del caso concreto (DTF 142 III 579 consid. 4.2). 

Nell’apprezzamento dei fatti, il giudice deve segnatamente considerare la 

posizione e la responsabilità del lavoratore (sentenze del TF 8C_301/2017 

del 1° marzo 2018 consid. 4.3.2, 8C_800/2016 del 12 dicembre 2017 

consid. 3.4, 4A_112/2017 del 30 agosto 2017 consid. 3.2). 

4.3  

4.3.1 Nel caso in esame, i fatti non sono contestati ma anzi confermati dallo 

stesso ricorrente, il quale contesta invece le valutazioni circa la gravità 

della manchevolezza. 

Ora, a giudizio del Tribunale già i primi casi di manomissione delle ispezioni 

accertati durante l’incontro del 31 ottobre 2019, tra il ricorrente, il dirigente 

di settore e il Dirigente team, sarebbero stati sufficientemente gravi per 

giustificare una risoluzione immediata del rapporto di lavoro, opzione però 

scartata dal datore di lavoro che ha reputato dovere dare fiducia 

nuovamente al proprio dipendente. Fiducia riposta, a fronte pure di chiare 

risposte negative da parte dello stesso circa ulteriori manomissioni nel 

https://www.swisslex.ch/Doc/ShowDocComingFromCitation/47432863-3248-4409-8c9d-8d00bab83279?citationId=ea744b12-d88e-4bb0-b86c-f0d15f2a46c7&amp;amp;amp;source=document-link&amp;amp;amp;SP=3%7Ca4tady
https://www.swisslex.ch/doc/unknown/0e378bdf-7389-45a1-af1a-f176266530f1/citeddoc/3e3cbaf7-7285-446c-ba1f-0c1c8c3c1c49/source/document-link
https://www.swisslex.ch/doc/unknown/46eb0642-e427-4e46-9e3b-607875cdf3c9/citeddoc/9ffe6103-1d62-4f8c-8ac4-3e18a4903b05/source/document-link
https://www.swisslex.ch/doc/unknown/5a3a1afa-38be-4209-ac13-8910f501e8e1/citeddoc/29532414-8af0-4541-b259-41bf10bd0d05/source/document-link
https://www.swisslex.ch/doc/unknown/0928544e-6459-4c9f-aab4-6d0ce0e3f3d0/citeddoc/17ddaaed-c75a-44ed-883f-c3dd17417a57/source/document-link

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quadro dei controlli da lui effettuati. Sennonché il ricorrente, benché avesse 

avuto l’opportunità di costruire e gettare nuove basi del rapporto di fiducia 

con il datore di lavoro, ha mentito tacendo ulteriori 4 manomissioni nei 

controlli. L’avere mentito già per sua natura mina il rapporto di fiducia tra le 

parti, ma ad aggravare la menzogna è il contesto in cui essa è stata 

proferita oltre che l’oggetto in discussione e le conseguenze estremamente 

gravi che la stessa poteva generare. In effetti conviene menzionare come, 

mentendo ad una domanda chiara del suo datore di lavoro, il ricorrente 

abbia preso ed accettato il rischio che veicoli siano mantenuti in esercizio 

non controllati conformemente alle norme.  

4.3.2 A mente del Tribunale risulta quindi più che giustificata la perdita di 

fiducia nei confronti dell’insorgente il quale ha coscientemente instaurato 

una prassi di verifica contraria alle direttive: nello specifico egli manipolava 

i numeri degli alberi e della posizione iniziale del sistema di prova allo 

scopo di ottenere che “il risultato di prova di un albero po[tesse] essere 

documentato come il risultato della prova di un altro albero”. Le 

conseguenze di tale agire e manipolazione, come già illustrato, possono 

essere estremamente gravi e lesive dell’integrità e della vita umana (“Somit 

sind einige Radsätze als geprüft rückgemeldet und gespeichert worden, 

obwohl die Prüfung NICHT durchgeführt worden ist. Heisst, diese waren 

im Einsatz zur Personenbeförderung, ohne dass man über den Zustand 

der Welle eine belastbare Aussage hatte. Eine grobe Gefährdung 

menschlichen Lebens!” (cfr. scritto FFS del 10 luglio 2020, pag. 9). 

Le valutazioni esperite al centro di Olten (cfr. scritto del 10 giugno 2020) 

evidenziano chiaramente come una rottura di un assillo/albero porta 

inevitabilmente al deragliamento del veicolo, che a seconda di diversi 

parametri al momento del deragliamento (velocità, località ecc.), è molto 

probabile possa comportare elevati danni materiali, lesioni a persone, sino 

a decessi (“Ein Bruch der Welle führt zwangsläufig zu einer Entgleistung 

des Fahrzeugs. Abhängig von diversen Parametern [z. B. Geschwindikeit, 

Oertlichkeiten usw.] zum Zeitpunkt der Entgleisung ist mit hoher 

Wahrscheinlichkeit mit hohen Sachsschäden, Verletzten und Toten zu 

rechnen”). 

In queste circostanze, come giustamente osservato dal datore di lavoro, il 

ricorrente ha messo in pericolo la vita di passeggeri e personale delle FFS, 

ma pure di terzi che avrebbero potuto essere coinvolti in un eventuale 

deragliamento dei treni con convogli i cui assili non avevano subìto regolari 

controlli secondo le direttive. 

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4.3.3 A nulla servono le asserzioni dell’insorgente secondo cui la 

manchevolezza sarebbe da ritenersi di media gravità poiché il grave danno 

non si sarebbe prodotto. Del resto nel proprio allegato ricorsuale 

l’insorgente non illustra in maniera estesa il perché della sua valutazione, 

limitandosi a riferire circa la mancanza di pregiudizio. 

4.4 Ferme queste premesse, l’avere mentito circa l’assenza di ulteriori (4) 

manomissioni nella procedura di controllo sugli assili/alberi delle sale, 

componente estremamente importante in termini di sicurezza, ha 

inevitabilmente minato la fiducia che il datore di lavoro aveva nei confronti 

del dipendente, con la conseguenza che tale manchevolezza configuri 

sicuramente un grave motivo ai sensi della normativa in ambito di disdetta 

immediata. 

5.  

5.1 A sostegno della propria tesi il ricorrente censura inoltre la tardività con 

cui il datore di lavoro avrebbe intimato il licenziamento immediato. A suo 

dire infatti il requisito del “breve termine di riflessione”, prima del 

licenziamento immediato, non è ravvisabile nella fattispecie, ritenuto che 

“l’evento si è prodotto nel mese di ottobre 2019 e il datore di lavoro ha 

atteso fino al 5 marzo 2020 per decidere [la misura]”. Il datore di lavoro ha 

per contro rilevato che le contestazioni siano prive di fondamento, poiché 

è stato possibile appurare le menzogne proferite dal ricorrente in occasione 

dell’incontro del 31 ottobre 2019, solamente dopo le necessarie verifiche e 

indagini tra Bellinzona e Olten, così come illustrato con rapporto del 14 

febbraio 2020. Menzogne che sono del resto state ammesse il 17 febbraio 

seguente durante l’incontro tra l’insorgente e il Direttore della sede FFS di 

Bellinzona. Ne discenderebbe quindi, a dire delle FFS, che dalla 

costatazione dei fatti (17 febbraio), all’adozione della decisione in ossequio 

del diritto di essere sentito (20 febbraio 2020) sia trascorso un lasso di 

tempo limitato di 3 giorni. 

5.2 Affinché possa considerarsi valida, la disdetta con effetto immediato 

dev’essere pronunciata tempestivamente. Secondo la giurisprudenza del 

Tribunale federale in materia civile (cfr. sentenza 4A_372/2016 del 2 

febbraio 2017 consid. 5.1.2 e riferimenti citati), il datore di lavoro che 

recede immediatamente dal rapporto di lavoro per cause gravi ha l’obbligo 

di agire tempestivamente, pena la decadenza del proprio diritto; tale 

obbligo configura invero una condizione per esercitare il diritto ad una 

risoluzione immediata giusta l’art. 337 cpv. 1 CO. Nello specifico, il termine 

per la notifica della decisione è determinato dalle circostanze del caso 

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concreto, considerando comunque un termine da 2 a 3 giorni di riflessione 

e di approfondimento su eventuali quesiti giuridici: i fine settimana e i giorni 

festivi non sono considerati in tale computo. Allo stesso modo, il tempo 

necessario per chiarire una fattispecie confusa deve essere compreso nel 

computo sopra indicato: tuttavia il datore di lavoro che nutre sospetti 

concreti circa l’esistenza di una causa grave ha l’obbligo di adottare 

immediatamente le misure che reputa più opportune e ragionevoli al fine di 

chiarire detta fattispecie (cfr. anche sentenza del TAF A-1055/2017 del 28 

giugno 2017 consid. 5.1.1). 

La giurisprudenza in ambito di diritto civile sopra citata, che impone al 

datore di lavoro pochi giorni per recedere immediatamente dal contratto di 

lavoro non può essere trasposta ai rapporti di lavoro di diritto pubblico, 

poiché diversi sono i principi vigenti in questo campo giuridico, 

segnatamente l’obbligo per il datore di lavoro di recedere dal contratto con 

decisione scritta e motivata (art. 36 al. 1 LPers) e l’obbligo di rispettare il 

diritto di essere sentito del lavoratore. Inoltre, sovente, il rispetto di requisiti 

posti da procedure interne all’amministrazione non permettono di adottare 

una decisione immediata. Infatti, può talvolta essere necessario aprire 

un’inchiesta amministrativa interna, in particolare al fine di chiarire se i 

sospetti che pesano sul lavoratore siano veritieri e giustificati. A ciò va 

inoltre aggiunto che sovente, in ambito di diritto pubblico, la competenza 

per pronunciare la disdetta immediata non è solo di spettanza del diretto 

superiore, in scala gerarchica, ma dipende in maniera preponderante pure 

dall’autorità di nomina o da un’autorità di vigilanza, ciò che comporta un 

termine di reazione più lungo (cfr. DTF 138 I 113 consid. 6.3; sentenze del 

Tribunale amministrativo federale A-2718/2016 consid. 7.3, A-4389/2016 

del 21 settembre 2016 consid. 7.1 ; WYLER/BRIGUET, La fin des rapports 

de travail dans la fonction publique, Berna 2017, pag. 92). 

Se le peculiarità della procedura amministrativa giustificano un termine più 

lungo, il datore di lavoro confrontato con circostanze chiare che giustificano 

una disdetta immediata del rapporto di lavoro non deve attendere oltre (cfr. 

tra le tante, sentenza del TF 8C_281/2017 del 26 gennaio 2018 consid. 

5.4.2; sentenza del TAF A-5307/2018 del 18 giugno 2019 consid. 5.7.3). 

L’obbligo di adottare la decisione in modo tempestivo e diligente, trova una 

sua giustificazione nella gravità stessa dei fatti imputati al lavoratore. In 

questo contesto un ritardo o una mancata reazione, può lasciare supporre 

la volontà di proseguire nel rapporto di lavoro, sino al più vicino termine di 

disdetta ordinaria, come pure l’assenza di un grave motivo (sentenza del 

Tribunale amministrativo federale A-2718/2016 consid. 7.1,  

A-403/2016 del 29 agosto 2016 consid. 5.3 ; WYLER/BRIGUET, op. cit., 

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p. 92). Sebbene i termini di reazione devono essere giudicati in base alle 

circostanze concrete del caso, va detto che la recente giurisprudenza ha 

ritenuto che, in assenza di giustificazioni specifiche, un termine di reazione 

di 1 mese e una settimana dalla conoscenza dei fatti alla decisione di 

licenziamento immediato, è da considerarsi tardivo ai sensi dell’art. 10 cpv. 

4 LPers (cfr. sentenza del TF 8C_204/2020 consid.4.2.4). 

5.3 Dagli atti di causa si evince che il datore di lavoro è venuto a 

conoscenza della menzogna e delle nuove manchevolezze del ricorrente 

con il rapporto finale dei servizi interni (Olten e Bellinzona), il 14 febbraio 

2020. In precedenza, il ricorrente, mentendo in occasione dell’incontro del 

31 ottobre 2019, aveva cercato invano di dissimulare i propri agiti. 

Ritornando quindi sui propri passi, il 17 febbraio 2020, è stato lo stesso 

insorgente ad ammettere quanto il rapporto citato indicava. In questo 

contesto, non si può quindi certo seguire il ricorrente quando pretende di 

fare risalire le informazioni pertinenti per il licenziamento immediato, al 31 

ottobre 2020. Nella fattispecie, dalle informazioni raccolte (14 febbraio) 

passando per la conferma da parte del dipendente (17 febbraio) sino alla 

decisione di disdetta immediata (5 marzo) sono trascorsi unicamente 20 

giorni, termine che in base alla giurisprudenza sopra citata è più che 

accettabile. 

5.4 A fronte di quanto sopra menzionato, il Tribunale respinge l’allegazione 

del ricorrente in punto alla presunta tardività nell’adozione della decisione 

impugnata e conferma le valutazioni del datore di lavoro. 

6.  

6.1 Va qui ancora verificato il rispetto del principio di proporzionalità, che 

però in larga misura, nella concreta evenienza, si confonde con l’esame di 

conformità per una disdetta immediata del rapporto di lavoro. 

6.2 ll principio della proporzionalità è suddiviso in tre regole: quella 

dell’idoneità, quello della necessità e quello della proporzionalità in senso 

stretto (DTF 136 I 17 consid. 4.4; 135 I 233 consid. 3.1; 130 II 425 consid. 

5.2; 124 I 40 consid. 3). Il rispetto del principio della proporzionalità richiede 

che la misura adottata sia atta e necessaria al conseguimento 

dell’interesse pubblico perseguito. Il principio in parola è leso allorquando 

il datore di lavoro aveva a disposizione altrettante misure pertinenti per far 

fronte in maniera ragionevole ai turbamenti creati al rapporto di lavoro 

(sentenze del TAF A-944/2019 del 29 aprile 2021 consid. 7.2 con 

riferimenti). Nello specifico la decisione del datore di lavoro deve 

https://www.swisslex.ch/doc/previews/bc7de962-6ec7-45ae-8aed-7b6ac8b56f33%2Ca9e77337-d3f9-43b5-bf0f-58f77997528b/source/document-link
https://www.swisslex.ch/doc/unknown/c835ca46-194d-46b4-a659-6f4e4e39eb52/citeddoc/d4e1ffa5-fd36-435a-bbfc-558cff269917/source/document-link

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considerare tutte le circostanze del caso di specie, in particolare la 

relazione con il posto di lavoro, la responsabilità del dipendente come pure 

tutte le altre circostanze quali la natura e la durata del rapporto di lavoro, 

procedendo alla ponderazione tra l’interesse pubblico perseguito e il 

contrapposto interesse privato (cfr. DTF 129 I 12 consid. 6 – 9). 

6.3  

6.3.1 Per quanto concerne dapprima il principio dell’idoneità, vista la 

perdita totale di fiducia del datore di lavoro verso il dipendente, la rimozione 

e sostituzione con una nuova figura nel ruolo ricoperto dal dipendente è 

l’unica soluzione ipotizzabile. 

6.3.2 Pure l’esigenza della necessità risulta adempiuta, nella misura in cui 

non si intravede come, senza la misura adottata, si sarebbe potuto 

ristabilire un clima di fiducia in seno ai servizi di controllo e ispezione dove 

prestava attività il dipendente. 

6.3.3 Per quanto attiene alla proporzionalità in senso stretto, la misura del 

licenziamento immediato, sebbene da attuare in modo restrittivo e quale 

ultima ratio, era l’unica pronunciabile. In proposito non sarebbero 

ipotizzabili altre mansioni all’interno delle FFS, anche con ruoli di minore 

responsabilità, poiché l’avere negato l’esistenza di altre manomissioni su 

un oggetto fondamentale per la sicurezza del traffico passeggeri, non 

permette di ipotizzare il ripristino di nuovo rapporto di fiducia. 

6.4 Il confronto tra l’interesse pubblico, ovvero la sicurezza dei trasporti e 

la tutela dell’integrità fisica del personale e dei passeggeri dei treni su cui 

vengono montate gli assili/alberi, e l’interesse del ricorrente a mantenere 

la propria attività lavorativa, dimostra la preponderanza dell’interesse 

pubblico. Ne discende che la misura adottata nei confronti del ricorrente 

era ed è tutt’ora proporzionata. In queste circostanze, la decisione 

impugnata rispetta pure il principio di proporzionalità. 

7.  

Ferme queste premesse, la decisione adottata nei confronti del ricorrente 

non è contraria al diritto applicabile, non si fonda su un accertamento 

incompleto o incorretto dei fatti, non può essere considerata né frutto di un 

abuso del potere di apprezzamento dell’autorità precedente e nemmeno 

inadeguata. È dunque a giusto titolo che le FFS hanno pronunciato la 

disdetta straordinaria del rapporto di lavoro. Il ricorso è quindi respinto. 

https://www.swisslex.ch/doc/unknown/4cf95818-81a7-4eca-ad41-9e8e8d8d00d6/citeddoc/d30537f6-128f-4d12-8ec6-df59b408f7b7/source/document-link

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Pagina 15 

8.  

In base all’art. 34 cpv. 2 LPers, la procedura di ricorso è gratuita tranne nei 

casi di temerarietà. Nella fattispecie si rinuncia quindi alla riscossione di 

spese di procedura. Visto l’esito della lite, il ricorrente non ha diritto alla 

rifusione di indennità a titolo di ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA a contrario e 

art. 7 cpv. 1 del Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

spese ripetibili, nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

[TS-TAF, RS 173.320.2] a contrario). Infine, malgrado il verdetto ad essa 

favorevole, l’autorità inferiore non ha diritto alla rifusione di indennità a titolo 

di ripetibili (cfr. art. 7 cpv. 3 TS-TAF). 

 

(il dispositivo è sulla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non vengono assegnate spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario) 

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una 

lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: