# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e7357c60-f103-5756-97a7-f1ce9385b7b9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.03.2001 52.2000.260
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-260_2001-03-07.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00260

   

  	
  Lugano

  7 marzo 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  10 ottobre 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 20 settembre 2000 (n. 3969) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 19 aprile 2000 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di revoca del permesso
  di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    16 ottobre 2000 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    17 ottobre 2000 del Consiglio
di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________,
cittadino iugoslavo (Kosovo), è entrato la prima volta in Svizzera dal 1990 per
lavorare come stagionale. Nel 1994 e 1996, l'autorità competente in materia di
stranieri ha negato all'interessato la trasformazione del suo permesso di dimora
stagionale in annuale. Il __________ il ricorrente, a quel momento in
Iugoslavia e divorziato da una connazionale, si è risposato a __________ con la
cittadina elvetica __________. Il 23 maggio 1997, __________ è stato
autorizzato a rientrare nel nostro Paese per vivere con la moglie a __________
ed è stato posto al beneficio di un permesso di dimora annuale, in seguito
rinnovato, con ultima scadenza il 22 maggio 2000. Dalla loro unione non sono
nati figli. Il 7 ottobre 1999 il Pretore del Distretto di Locarno-Campagna ha
dichiarato decaduto il tentativo di conciliazione tra i coniugi __________
(DI.99.279), mentre il 7 dicembre successivo ha stralciato dai ruoli l'istanza
di provvedimenti cautelari urgenti (contributo alimentare) promossa dalla
moglie __________ (DI.99.331).

 

 

                                  B.   Il 19
aprile 2000 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle
istituzioni ha respinto l'istanza presentata da __________ volta ad ottenere la
modifica dei dati relativi all'indirizzo nel permesso di dimora. L'autorità,
fondandosi su diversi rapporti della Polizia cantonale, ha ritenuto che lo
scopo per il quale il menzionato permesso era stato concesso (ricongiungimento
famigliare) era venuto a mancare, in quanto l'interessato non aveva in pratica
mai vissuto insieme alla moglie. Al ricorrente è stato fissato un termine con
scadenza al 30 giugno 2000 per lasciare il territorio cantonale. La decisione è
stata resa in applicazione degli art. 4, 7, 9, 12 LDDS; 8 ODDS.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 20 settembre 2000, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Il Governo
ha ritenuto che non sussistesse più un legame tra la moglie svizzera e lo
straniero almeno dal febbraio 1998 e che i coniugi non fossero intenzionati a
riprendere la vita in comune. Ha quindi considerato manifestamente abusivo
appellarsi a tale connubio al fine di poter continuare a dimorare sul
territorio elvetico. L'Esecutivo cantonale ha per contro lasciato aperto il
quesito a sapere se il matrimonio contratto fosse di natura fittizia,
nonostante avesse rilevato diversi indizi in tal senso (diniego da parte
dell'autorità competente di trasformare il permesso stagionale del ricorrente
in annuale, mancanza di un'autorizzazione per risiedere nel nostro Paese, inesistenza
di una relazione prematrimoniale, 17 anni di differenza di età tra moglie e
marito). Visto che la relazione coniugale non era più intatta, il Governo ha
ritenuto che l'insorgente non potesse richiamarsi neanche all'art. 8 CEDU. Ha
inoltre rilevato come l'interessato non potesse nemmeno invocare il fatto di lavorare
al fine di poter continuare a soggiornare in Svizzera, in quanto
l'autorizzazione ad esercitare un'attività lucrativa era una diretta
conseguenza del ricongiungimento famigliare e non costituiva lo scopo della sua
dimora. Ha infine considerato esigibile il rientro del ricorrente nel proprio
Paese d'origine. Nel contempo, ha respinto la domanda di assistenza giudiziaria.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che gli venga rinnovato
il permesso di dimora. In sostanza, contesta che esistano indizi di matrimonio
fittizio e di un abuso del diritto nell'invocare il vincolo coniugale al fine
di soggiornare in Svizzera. Sostiene che il suo matrimonio non è ancora
svuotato di ogni contenuto, in quanto non è stato sciolto per divorzio e sottolinea
di aver più volte provato a tornare a vivere insieme alla moglie __________.
Critica il Governo per non aver tenuto conto che egli lavora. Chiede di essere
posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

                                  F.   Il 6
febbraio 2001, il Tribunale ha richiamato presso la Pretura di Locarno-Campagna
gli incarti (n. DI.99.279 e DI.99.331) relativi ai coniugi __________. Invitato
ad esprimersi in merito, l'insorgente non ha formulato osservazioni.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. A ben guardare, la decisione 19 aprile
2000 adottata dal dipartimento si configura alla stregua di una vera e propria
revoca del permesso valido sino al 22 maggio 2000, che __________ deteneva in
quel momento. Contro questo genere di provvedimenti è, in linea di principio,
proponibile il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art.
101 lett. d OG). Sennonché, l'autorizzazione di soggiorno di cui beneficiava
l'insorgente è ormai scaduta il 22 maggio 2000, ossia prima dell'inoltro del
ricorso. Dato che il ricorrente non ha un interesse pratico e attuale a impugnare
tale decisione, il gravame è pertanto divenuto privo di oggetto.

 

1.3. Il giudizio impugnato non concerne
tuttavia solo la revoca, ma si riferisce anche al rifiuto di rinnovare a
__________ il permesso di dimora di cui era titolare. Occorre dunque esaminare
se il ricorso di diritto amministrativo sia ricevibile sotto questo profilo.

Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in
materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi
al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4
LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni
della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso
di dimora o di domicilio.

 

 

Lo straniero ha quindi un diritto
all'ottenimento di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di
una disposizione particolare del diritto federale o di un trattato
internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a con rinvii).

Non esiste alcun trattato conchiuso tra la
Confederazione svizzera e la Repubblica federativa di Iugoslavia dal quale
potrebbe scaturire un diritto al rilascio o al rinnovo di un permesso di dimora.

Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il
coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla
proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale
giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg. consid. 2c). In concreto, l'interessato
è stato autorizzato a soggiornare nel nostro Paese dal 23 maggio 1997, in
quanto è sposato con una cittadina elvetica. Di conseguenza egli ha, in linea
di principio, diritto al postulato rinnovo del permesso di dimora. Pertanto,
essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti al
Tribunale federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve
concludere che la competenza di questo Tribunale a statuire sull'impugnativa
inoltrata da __________ è data. Se il permesso sollecitato possa essergli
rifiutato è una questione di merito, non di ammissibilità.

 

1.4. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine. Il giudizio può essere reso
sulla base degli atti integrati dagli incarti richiamati dal Tribunale presso
la Pretura di Locarno-Campagna relativi ai coniugi __________ (art. 18 cpv. 1
PAmm).

 

 

                                   2.   Come
indicato in precedenza (consid. 1.3.), l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS dispone
che il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla
proroga del permesso di dimora. Questo diritto - soggiunge il cpv. 2 della
medesima norma - non sussiste se il matrimonio è stato contratto per eludere le
prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri, segnatamente
quelle sulla limitazione del loro effettivo. Il permesso può anche essere
negato in caso di abuso di diritto. L'abuso sussiste quando un diritto viene
invocato per realizzare degli interessi che la legge non vuole proteggere
(Häfelin/Müller, Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 3a. ed., N. 597
segg.; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 6a. ed., N. 74
e 78). Sono dati segnatamente gli estremi dell'abuso, allorquando lo straniero
si richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente unicamente per
ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (cfr. DTF 121 II 97
consid. 4). Tuttavia, una separazione di fatto dei coniugi non provoca necessariamente
la perdita del diritto a un permesso di soggiorno (DTF 118 Ib 150 consid. 3b).
Tale soluzione è stata scelta al fine di evitare che la presenza in Svizzera
dello straniero dipenda dalla volontà del coniuge. Si è infatti inteso
garantire al cittadino straniero il diritto di richiedere egli stesso
l'adozione di misure di protezione dell'unione coniugale, segnatamente anche il
diritto alla separazione giusta l'art. 175 CC, senza per ciò dover temere di
essere allontanato dalla Svizzera.

 

 

                                   3.   In
concreto, va in primo luogo osservato che il Consiglio di Stato, nonostante
abbia ritenuto che vi fossero alcuni indizi di matrimonio fittizio (risoluzione
ad E., pag. 9), ha fondato il proprio giudizio sull'abuso manifesto del diritto
nell'invocare il vincolo coniugale. Cadono pertanto nel vuoto gli argomenti
addotti dal ricorrente, al fine di confutare l'esistenza della natura fittizia
del vincolo coniugale.

 

 

                                   4.   __________
è stato autorizzato a soggiornare annualmente nel nostro Paese per vivere
insieme alla moglie, cittadina elvetica. E' incontestato che, a partire dalla
sua entrata in Svizzera il 23 maggio 1997, il ricorrente ha vissuto insieme a
__________ al massimo fino ai primi mesi del 1998 (ricorso al Consiglio di
Stato ad 1.2., pag. 2; doc. A). Da quanto precede risulta in modo manifesto
l'abuso di __________ nell'invocare il proprio matrimonio, svuotato di ogni
contenuto e scopo da ormai tre anni, al fine di continuare a beneficiare del
permesso di soggiorno. Tanto più che i coniugi non si sono mai riconciliati.
Che non sia stato pronunciato lo scioglimento del matrimonio per divorzio non è
dunque di decisivo rilievo. Va osservato infine che l'interessato ha ottenuto
un permesso di dimora al fine di vivere con la moglie e non per altri motivi.
Il fatto che egli fosse stato autorizzato a svolgere un'attività lucrativa in
Svizzera è soltanto una conseguenza dell’unione coniugale e non costituisce lo
scopo della sua dimora.

 

 

                                   5.   Il
ricorrente non potrebbe nemmeno invocare la protezione dell'art. 8 CEDU. In
effetti, a dipendenza delle circostanze, lo straniero può prevalersi del
diritto al rispetto della vita privata e famigliare tutelato dalla norma in
oggetto per opporsi all'eventuale separazione dalla famiglia ed ottenere il
mantenimento del proprio permesso di dimora. Ora, per appellarsi alle garanzie
sancite dall'art. 8 CEDU, lo straniero deve dimostrare che tra lui e la persona
che beneficia del diritto di risiedere in Svizzera esiste una relazione
stretta, intatta ed effettivamente vissuta (DTF 122 II 5 consid. 1e, 289
consid. 1c, 385 consid. 1c; 118 Ib 145). Orbene, a seguito dell'accertamento
del vincolo matrimoniale di mera natura formale, che non merita tutela alcuna
siccome abusivo, non si può ritenere che esista un legame familiare intatto ed
effettivamente vissuto tra __________ e sua moglie __________. Va osservato
infine che il ricorrente non invoca nemmeno l'impossibilità di un suo rientro
in Patria, dove è nato, cresciuto, e risiedeva quando non lavorava in Svizzera
come stagionale.

 

 

                                   6.   Sulla
scorta di quanto precede, il ricorso è respinto. L'istanza di conferimento dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio va respinta siccome il ricorso era infondato
sin dall'inizio (art. 30 PAmm). La tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 7, 9, 12 LDDS; 8 ODDS; 8 CEDU;
100 cpv. 1 lett. b n. 3, 101 lett. d OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 30, 43,
46, 60, 61 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui non è divenuto privo d'oggetto, il ricorso è respinto.

§.  Di conseguenza __________, cittadino iugoslavo,
è tenuto a lasciare il territorio cantonale entro il 30 aprile 2001 notificandone
la partenza al competente ufficio regionale degli stranieri.

 

 

                                   2.   Tassa e
spese di giustizia, per complessivi fr. 800.–, sono a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario