# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3585a839-614f-5eba-bd56-0c6e0c803faa
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.09.2025 D-6471/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6471-2025_2025-09-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6471/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  9  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Lukas Müller;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

C._______, nato il (…), alias 

D._______, nato il (…), alias 

E._______, nato il (…), alias 

F._______, nato il (…),  

Afghanistan,   

patrocinato dall'avv. Lea Hungerbühler, Rechtsanwältine 

Nathalie Vainio, Rechtsanwältin, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 19 agosto 2025 / N (…). 

 

 

D-6471/2025 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino afghano, ha presentato domanda d’asilo in 

Svizzera il 22 aprile 2025.  

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" è risultato che egli ha depositato una domanda d'asilo in Grecia 

il 21 febbraio 2025, ottenendo la protezione internazionale il successivo 

14 marzo 2025. 

A.c Il 9 maggio 2025 la SEM ha svolto una prima audizione nell’ambito 

della minore età (PA-RMNA) con l’interessato in merito all’accertamento 

della sua età, del rinvio verso uno Stato terzo e circa il suo stato di salute. 

A.d Il 9 maggio 2025 la SEM ha domandato la riammissione del richiedente 

alle autorità greche. 

A.e Il 3 giugno 2025 le autorità greche hanno accolto tale richiesta, preci-

sando che il richiedente è conosciuto presso le loro autorità con l’identità 

E._______, nato il (…) e che egli ha ottenuto la protezione internazionale 

in data 14 marzo 2025 e il relativo permesso di soggiorno valido sino al 13 

marzo 2028. 

A.f In data 31 luglio 2025 l’interessato ha trasmesso all’autorità inferiore 

una fotocopia di una sua asserita pagella scolastica.  

A.g Il 19 agosto 2025 il richiedente ha inoltrato alla SEM il parere sulla 

bozza di decisione trasmessa il 18 agosto 2025. 

B.  

Con decisione del 19 agosto 2025, notificata il giorno seguente, la SEM 

non è entrata nel merito della domanda d'asilo del richiedente e ha pronun-

ciato il suo allontanamento nonché l'esecuzione dello stesso verso la Gre-

cia. 

C.  

Con ricorso inoltrato il 27 agosto 2025 (cfr. ricevuta di consegna IncaMail) 

al Tribunale amministrativo federale (in seguito: Tribunale) il ricorrente 

chiede l'annullamento della decisione impugnata e l’entrata nel merito della 

sua domanda d’asilo, in subordine la concessione dell'ammissione 

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provvisoria, in ulteriore subordine il rinvio dell’incarto all’istanza inferiore 

per nuovo esame, sub-subeventualmente che si debbano richiedere delle 

garanzie specifiche dalle autorità greche per assicurare un alloggio e 

un’assistenza medica adeguati; protestate tasse e spese. In via procedu-

rale, egli presenta domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria non-

ché dell’effetto sospensivo, con sospensione in via supercautelare del suo 

allontanamento informando il Cantone competente. Al ricorso l’interessato 

ha allegato copia della decisione impugnata, la procura, la ricevuta Pri-

vatSphere, la lettera di una ONG dell’8 luglio 2025.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso, presentato tempestivamente (cfr. art. 108 cpv. 3 LAsi) contro 

una decisione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 

LTAF), è in linea di principio ammissibile sotto il profilo degli artt. 5, 48 cpv. 

1 lett. a-c nonché 52 cpv. 1 PA.  

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. 

e LAsi) e la sentenza è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli scritti 

in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi. 

1.4 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi, nei 

procedimenti su ricorso è determinante la lingua della decisione impu-

gnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedimento può svolgersi in 

tale lingua. Nella fattispecie, nonostante il ricorso sia stato presentato in 

lingua tedesca, la decisione impugnata è stata emanata in italiano, per cui 

la presente sentenza è redatta in lingua italiana. 

2.  

La richiesta procedurale di concessione dell'effetto sospensivo rispettiva-

mente di sospensione dell'esecuzione dell’allontanamento in via supercau-

telare è priva di oggetto, in quanto il ricorso ha per legge effetto sospensivo 

(art. 55 cpv. 1 PA) e questo non è stato tolto dall’autorità inferiore. Con la 

presente sentenza di merito tale domanda procedurale diventa in ogni caso 

priva d’oggetto. 

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3.  

3.1 Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale nonché l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, 

pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).  

3.2 Se adito su ricorso contro una decisione di non entrata nel merito di 

una domanda d'asilo, il Tribunale si limita ad esaminare la fondatezza di 

una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1 con rinvii). 

4.  

Contestata nel caso di specie è, anzitutto, la mancata entrata nel merito 

della domanda di asilo da parte della SEM.  

4.1 In virtù dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, non si entra nel merito della do-

manda d'asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato terzo sicuro se-

condo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato precedente-

mente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene che vi sia un 

effettivo rispetto del principio di "non-refoulement" ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 

LAsi, tra i quali figura anche la Grecia (cfr. decreto del Consiglio federale 

del 14 dicembre 2007). Tale principio presuppone imperativamente la rati-

fica e il rispetto della CEDU, della Convenzione sullo statuto dei rifugiati 

(RS 0.142.30, in seguito: Conv. rifugiati) o di norme giuridiche equivalenti 

(cfr. DTAF 2010/56 consid. 3.2). È inoltre necessario che tale Stato abbia 

garantito la riammissione del richiedente nei confronti delle autorità sviz-

zere preposte all'asilo. Senza tale garanzia, l'allontanamento verso lo Stato 

terzo non può infatti essere eseguito (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5.2.2). 

4.2 La giurisprudenza ha precisato come non vi sia luogo di entrare nel 

merito della domanda d’asilo se la persona interessata, che avrebbe ma-

nifestamente la qualità di rifugiato (art. 31a cpv. 4 LAsi), ha già ottenuto 

l’asilo o una protezione effettiva comparabile in uno Stato terzo designato 

come sicuro dal Consiglio federale (cfr. DTAF 2010/56 consid. 5 e 5.4, che 

si basa sull’analisi del vecchio art. 34 LAsi; sentenza del TAF D-4751/2024 

del 12 agosto 2024 consid. 6.2). 

4.3 Nel caso in disamina, il 3 giugno 2025 la Grecia ha accettato la riam-

missione dell’insorgente sul proprio territorio, specificando che questo ha 

ottenuto la protezione internazionale nonché il relativo permesso di sog-

giorno (cfr. atto SEM n. [{…}]-19/1). Ciò non è contestato dal ricorrente, che 

peraltro non sostiene che la Grecia intenda allontanarlo verso il suo Paese 

d'origine, contravvenendo così al principio di non-respingimento. Rinviando 

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a numerosi rapporti, nel ricorso egli illustra la precarietà della situazione 

dei beneficiari di protezione in Grecia, specialmente in punto alla man-

canza di fornitura di alloggi da parte dello Stato, all'accesso al mercato del 

lavoro, alle difficoltà burocratiche per richiedere prestazioni sociali e all'as-

senza di servizi di assistenza psicologica e psichiatrica. Tutto ciò sarebbe 

contrario agli artt. 3 CEDU, 3 della Convenzione contro la tortura ed altre 

pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (RS 0.105, in seguito: 

Conv. tortura) e 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.01.2000; di seguito: CartaUE), dimodoché occorre-

rebbe entrare nel merito della sua domanda d’asilo. Queste argomenta-

zioni ricorsuali non forniscono tuttavia motivo per derogare alla summen-

zionata regola di non entrata nel merito di cui all'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi 

rispettivamente non sono suscettibili di capovolgere la presunzione che la 

Grecia sia uno Stato terzo sicuro ai sensi di cui sopra. Piuttosto, le circo-

stanze esposte dall’insorgente verranno incluse nella valutazione dell'esi-

stenza di ostacoli all'esecuzione dell'allontanamento. 

4.4  Le condizioni dell'art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano dunque osse-

quiate ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d'asilo del ricorrente.  

5.  

Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia 

generalmente l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione; 

tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44 LAsi). Nella 

fattispecie, l’insorgente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'auto-

rità inferiore avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento 

dalla Svizzera (cfr. art. 14 cpv. 1 e 2 e art. 44 LAsi nonché art. 32 OAsi 1; 

DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2009/50 consid. 9). Il Tribunale è pertanto te-

nuto a confermare la pronuncia dell'allontanamento. 

6.  

6.1 Occorre ora esaminare se la SEM ha giustamente ritenuto adempiuti i 

presupposti per l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente verso la 

Grecia o se, come da egli richiesto, avrebbe dovuto concedere l’ammis-

sione provvisoria in Svizzera.  

6.2 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 LStrI (RS 142.20). L'esecuzione dell'allontana-

mento deve pertanto essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile 

(art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). Qua-

lora una di queste condizioni non risulti adempita, la SEM dispone 

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l'ammissione provvisoria in Svizzera (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI; cfr. DTAF 

2009/51 consid. 5.4). Secondo prassi costante del Tribunale, circa l'apprez-

zamento degli ostacoli all'allontanamento vale lo stesso apprezzamento 

della prova consacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il 

ricorrente deve provare o per lo meno rendere verosimile l'esistenza di un 

ostacolo all'allontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo rife-

rimento). 

6.3 Il ricorrente è dell’avviso che un trasferimento in Grecia violerebbe di-

sposizioni internazionali imperative, segnatamente gli artt. 3 e 4 CEDU, 3 

Conv. tortura. Un rinvio sarebbe inammissibile, giacché egli verrebbe sot-

toposto a un rischio reale di violazioni gravi dei diritti umani, quali l'assenza 

di un alloggio e di mancato accesso a cure mediche. Un trasferimento in 

Grecia sarebbe inoltre inesigibile, poiché verrebbe a ritrovarsi in una situa-

zione di emergenza esistenziale. In caso di ritorno in Grecia egli si ritrove-

rebbe senza un alloggio e l’assistenza medica gli verrebbe negata. Inoltre, 

sarebbe per lui impossibile organizzare un posto di lavoro e si ritroverebbe 

in una situazione di emergenza esistenziale senza colpa propria. Egli rife-

risce in tal senso di non aver ottenuto alcun sostegno statale durante la 

propria permanenza in Grecia e non gli sarebbe stato concesso un sup-

porto medico per le proprie problematiche. L'autorità inferiore non avrebbe 

valutato a fondo le circostanze in questione, in particolare non avrebbe 

chiarito la situazione concreta in Grecia. Inoltre, il ricorrente, si qualifica 

quale persona particolarmente vulnerabile ai sensi della giurisprudenza del 

Tribunale, e ciò in quanto egli sarebbe molto giovane, analfabeta, senza 

una rete sociale e soffrirebbe di problemi di salute. 

6.4  

6.4.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 

Conv. tortura. La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti). 

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6.4.2 Nel caso concreto, si osserva preliminarmente che il ricorrente è rin-

viato in uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio fede-

rale (art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi), ossia uno Stato nel quale vi è una presun-

zione di rispetto degli impegni di diritto internazionale pubblico, tra cui il 

rispetto del principio di non-respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi, 

così come del principio del divieto della tortura sancito dall'art. 3 CEDU e 

dall'art. 3 della Conv. tortura. 

6.4.3 Nella sua giurisprudenza, il Tribunale ha inoltre ritenuto che, per 

quanto riguarda l'ammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso 

la Grecia, occorre riconoscere degli ostacoli all'esecuzione dell'allontana-

mento unicamente a condizioni molto severe (cfr. sentenza del TAF E-

3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferimento] con-

sid. 11.2). Si può infatti partire dal presupposto che essendo la Grecia fir-

mataria della CEDU, della Conv. tortura e della Conv. rifugiati, essa rispetti 

di principio gli obblighi di diritto internazionale. Certamente, da informazioni 

a disposizione di questo Tribunale risulta che i beneficiari della protezione 

sussidiaria, così come i rifugiati, incorrono nel rischio di vivere in condizioni 

precarie. Tuttavia, non risulta da fonti affidabili e concordi che la Grecia ab-

bia adottato una pratica di discriminazione sistematica – rispetto ai suoi 

cittadini – verso i beneficiari dello statuto di rifugiato o dalla protezione sus-

sidiaria, nell'accesso all'occupazione, all'assistenza sociale, all'assistenza 

sanitaria, all'istruzione e all'alloggio. Il Tribunale ha altresì rilevato che, no-

nostante vi siano delle carenze nel sistema di accoglienza, non vi è luogo 

di concludere che i beneficiari di protezione internazionale si trovino in 

tale Paese, in maniera generale (indipendentemente quindi dalle fattispe-

cie concrete), totalmente dipendenti dall'aiuto pubblico, confrontati all'indif-

ferenza delle autorità oppure in una situazione di privazione o di mancanza 

di assistenza incompatibile con la dignità umana (cfr. sentenza del TAF E-

3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferimento] con-

sid. 9 e 11.2; fra le tante sentenze del TAF D-1522/2024 del 14 marzo 2024 

consid. 10.2.1; D-628/2024 del 9 febbraio 2024 consid. 11.3). Questa pre-

sunzione può essere ribaltata in casi individuali, se la persona interessata 

fornisce prove serie del fatto che le autorità greche violerebbero il diritto 

internazionale, non le garantirebbero la necessaria protezione o la espor-

rebbero a condizioni di vita disumane (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, 

E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferimento] consid.11.4; sen-

tenza del TAF D-4627/2024 del 30 luglio 2024 consid. 9.3.3).  

6.4.4 Occorre inoltre evidenziare che i beneficiari di protezione possono 

contare sulle garanzie derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento 

e del Consiglio del 13 dicembre 2011 recante norme sull'attribuzione, a 

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cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione 

internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi 

titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della 

protezione riconosciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: 

direttiva qualificazione]). Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto euro-

peo nei confronti dei beneficiari di protezione, impongono la non discrimi-

nazione nei contesti succitati, ovvero nell'accesso all'occupazione, all'istru-

zione, all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, all'alloggio e agli stru-

menti di integrazione (cfr. capo VII [contenuto della protezione internazio-

nale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza del TAF D-559/2020 del 13 

febbraio 2020 [sentenza di riferimento] consid. 8.2). In caso di violazione 

di diritti sanciti dalla CEDU, la persona interessata può adire i tribunali greci 

e, in ultima istanza, la Corte EDU (art. 34 CEDU; cfr. sentenza del TAF D-

3543/2024 del 20 giugno 2024 consid. 8.3.4).  

6.4.5 Nel caso specifico, per quanto riguardo l’asserito mancato supporto 

da parte delle autorità elleniche, non corroborato da mezzi di prova, va 

rilevato che queste hanno riconosciuto all’insorgente la protezione interna-

zionale, grazie a cui può far valere i suoi diritti seguendo le rispettive vie di 

diritto. Il ricorrente non ha addotto di essersi attivato al fine di chiedere allo 

stato ellenico accesso agli aiuti statali, spetterà pertanto a lui attivarsi in tal 

senso. La lettera sottoscritta da diverse ONG e prodotta in sede ricorsuale 

non è atta a sovvertire tale valutazione in quanto, tra l’altro, si tratta di 

un’analisi generale e non relativa al caso specifico del ricorrente. L'esecu-

zione dell'allontanamento in Grecia è dunque ammissibile. 

6.5  

6.5.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell'Unione europea (UE) e dell'Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile (cfr. anche art. 18 

e allegato 2 dell’Ordinanza concernente l’esecuzione dell’allontanamento 

e dell’espulsione di stranieri [OEAE, RS 142.281]). Tale presunzione legale 

può essere sovvertita solo se l'interessato rende verosimile che a causa di 

circostanze individuali di natura sociale, economica o sanitaria, si trove-

rebbe in una situazione di emergenza esistenziale (cfr. sentenza del TAF 

E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferimento] 

consid. 11.4; sentenza del TAF D-559/2020 del 13 febbraio 2020 [sentenza 

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Pagina 9 

di riferimento] consid. 9; sentenza del TAF D-4627/2024 del 30 luglio 2024 

consid. 9.4.2).  

 

6.5.2 Il Tribunale ha inoltre ritenuto di principio esigibile l'esecuzione dell'al-

lontanamento di persone vulnerabili, come donne incinte o persone con 

problemi di salute non ritenuti gravi. Al contrario, l'esecuzione dell'allonta-

namento di persone particolarmente vulnerabili, come ad esempio i minori 

non accompagnati o le persone la cui salute mentale o fisica è compro-

messa in modo particolarmente grave, è di principio inesigibile, a meno che 

non vi siano circostanze particolarmente favorevoli sulla base delle quali si 

possa eccezionalmente presumere che l'esecuzione dell'allontanamento 

sia ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, E-

3431/2021 del 28 marzo 2022 [sentenza di riferimento] consid. 11.5.1 

segg.; sentenze del TAF D-2771/2024 del 24 giugno 2024 consid. 12.1; D-

2976/2024 del 22 maggio 2024 consid. 11.1). 

6.5.3 Nel caso in disamina, si rileva anzitutto che le difficili condizioni esi-

stenziali presenti in Grecia non sono sufficienti per ritenere inesigibile l'e-

secuzione dell'allontanamento, nonostante le criticità del sistema di assi-

stenza sociale greco, non solo per i richiedenti l'asilo, ma anche per le per-

sone beneficiarie di protezione internazionale. In questo contesto, come 

già considerato sopra, la Grecia è vincolata dalla direttiva qualificazione ed 

è quindi responsabilità dell’insorgente rivendicare i diritti che gli spettano 

direttamente presso le autorità di detto Paese. Quale beneficiario di prote-

zione internazionale, egli ha infatti diritto ad essere trattato in modo equi-

valente ai cittadini greci in relazione all'accesso alla giustizia, all'occupa-

zione, all'assistenza e alla sicurezza sociale (cfr. sentenza del TAF D-

2771/2024 del 24 giugno 2024 consid. 12.2 con riferimenti).  

6.5.3.1 In sede di ricorso il ricorrente lamenta il fatto di non essere stato 

considerato particolarmente vulnerabile da parte dell’autorità inferiore e 

questo in quanto egli risulterebbe molto giovane, sarebbe analfabeta e non 

disporrebbe in Grecia di una rete sociale.  

6.5.3.2 Circa l’età del ricorrente, in sede ricorsuale la valutazione dell’au-

torità di prime cure non è stata contestata. La SEM ha appurato che il ri-

corrente non ha prodotto un documento d’identità atto a comprovare la sua 

minore età e ha reputato le sue dichiarazioni in merito come inverosimili, 

ritenendolo pertanto maggiorenne. In tal senso, il Tribunale condivide la 

valutazione della SEM.  

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Pagina 10 

6.5.3.3 In casu, il ricorrente è stato registrato in Grecia con la data di na-

scita del (…) ed è stato pertanto considerato maggiorenne (cfr. atto SEM 

n. 19/1). In sede di rilevamento dei propri dati personali, l’interessato ha 

indicato di essere nato il (…) (cfr. atto SEM n. 2/2). Durante l’audizione PA-

RMNA, egli ha fornito diverse date di nascita, tra cui quella del (…) (equi-

valente al […]), oltre che (…). Confrontato con tali incongruenze egli non è 

stato in grado di giustificarsi e spiegare in modo chiaro dove egli avrebbe 

ottenuto le informazioni circa la propria età e data di nascita, oltre che le 

modalità di conversione dal calendario afghano che egli ha addotto di aver 

utilizzato (cfr. atto SEM n. 14/14, D1.06). Nemmeno circa la propria biogra-

fia l’insorgente è riuscito ad essere coerente, ad esempio, egli ha indicato 

di aver praticato la boxe sino all’età di 15 anni, tuttavia egli in precedenza 

ha dichiarato, secondo le sue ricostruzioni, di essere espatriato all’età di 

14 anni (cfr. atto SEM n. 14/14, D1.17.04). Pertanto, l’interessato è risultato 

vago e si è contraddetto circa la propria età, che non ha reso verosimile. 

6.5.3.4 Quanto alla taskara e alle pagelle scolastiche (che in precedenza 

l’insorgente aveva indicato fossero andate distrutte, cfr. atto SEM n. 14/14, 

D8.01) il loro valore probatorio è ridotto, in quanto non è possibile verifi-

carne l’autenticità e non si può escludere una loro manipolazione o falsifi-

cazione (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 6.2 e i riferimenti citati). 

6.5.3.5 In conclusione circa l’età del ricorrente, anche il Tribunale, in un’at-

tenta valutazione globale di tutti gli elementi presenti all’incarto, ritiene dun-

que fondata la valutazione di cui all’avversata decisione, e considera che 

non vi fosse in particolare alcuna necessità di ordinare una perizia medico-

legale al fine di accertare la sua età anagrafica. Il Tribunale non può quindi 

che sottoscrivere la conclusione alla quale è giunta l’autorità di prime cure, 

nel senso che il ricorrente non ha reso credibile di essere minorenne al 

momento del suo arrivo in Svizzera, ciò che comporta che egli venga rite-

nuto maggiorenne. 

6.5.3.6 A titolo abbondanziale, non risulta nemmeno che l’insorgente abbia 

dimostrato di essere analfabeta, egli ha infatti perlomeno frequentato 2 

anni di scuola e durante l’audizione PA-RMNA, quando l’auditore ha sotto-

posto la taskara, egli è stato in grado di leggerla e inoltre è stato in grado 

di convertire la propria data di nascita dal calendario afghano a quello gre-

goriano (cfr. atto SEM n. 14/14, D1.06). 

6.5.3.7  Concludendo, a giusta ragione, l’autorità inferiore non ha conside-

rato l’insorgente quale persona particolarmente vulnerabile ai sensi della 

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Pagina 11 

giurisprudenza del Tribunale (cfr. sentenza del TAF E-3427/2021, E-

3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 11.5.3).  

6.5.3.8 Per quanto concerne lo stato di salute dell’insorgente, durante l’au-

dizione del 9 maggio 2025 egli ha indicato di avere mal di schiena, mal di 

testa e di dimenticarsi le cose (cfr. atto SEM n. 14/14, D8.02). Dagli atti 

medici emerge che il ricorrente soffre di acne per cui gli è stata prescritta 

una cura a base di Lubex, Doxycilin e Differin. Inoltre, dalle visite mediche 

dell’11 giugno 2025 e del 20 giugno 2025 è emerso che egli soffre di calcoli 

renali senza segni di ostruzione e che il dolore sarebbe da ricondurre sem-

mai a problematiche muscoloscheletriche (cfr. atti SEM n. 21/2 e 22/1). 

6.5.3.9 Da quanto esposto sopra discende che le affezioni di cui soffre il 

ricorrente non sono suscettibili di porre concretamente e seriamente in pe-

ricolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di un loro ritorno 

in Grecia e di considerarlo come persone particolarmente vulnerabile inca-

pace di integrarsi nel sistema sociale ed economico greco. Si ribadisce che 

la Grecia è vincolata dalla precitata direttiva qualificazione. Essa dispone 

delle strutture mediche sufficienti e il ricorrente ha accesso alle cure medi-

che sulla base delle stesse condizioni valide per i cittadini greci (cfr. art. 2 

lett. b e art. 30 direttiva qualificazione; cfr. sentenza del TAF D-2685/2024 

del 10 maggio 2024 consid. 7.4.4.4 con riferimenti). A fronte segnatamente 

di tali problematiche è quindi sua responsabilità rivendicare direttamente 

presso le autorità elleniche i diritti alle cure che gli spettano.  

6.5.4 Per queste ragioni, l'esecuzione dell'allontanamento si rivela pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

6.6 Considerato quanto sopra, la SEM non era tenuta a eseguire ulteriori 

accertamenti sulla situazione di accoglienza effettiva in Grecia per i bene-

ficiari di protezione internazionale, per cui da parte dell’autorità inferiore 

non è ravvisabile un accertamento incompleto dei fatti rispettivamente una 

violazione del principio inquisitorio (art. 6 LAsi e art. 12 PA). Parimenti, essa 

non doveva richiedere dalle autorità greche delle specifiche garanzie per 

assicurare vitto e alloggio nonché assistenza medica al ricorrente. Le rela-

tive richieste dell’insorgente vanno pertanto respinte.  

6.7 Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità 

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStrI), 

ritenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis-

sione dell’insorgente.  

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Pagina 12 

6.8 In conclusione, anche in materia dell’esecuzione dell’allontanamento 

la decisione impugnata va confermata. 

 

7.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento e non ha accertato in 

modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 

LAsi); per quanto censurabile, la decisione non è inoltre inadeguata (art. 49 

PA), per cui il ricorso va respinto. 

8.   

8.1 Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esen-

zione dal versamento di un anticipo spese è divenuta senza oggetto. 

8.2 Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano d’acchito 

sprovviste di probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali (art. 65 

cpv. 1 PA), è respinta. 

8.3 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– sono 

poste a carico del ricorrente soccombente in causa (art. 63 cpv. 1 e 5 PA 

nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). 

9.  

Il presente giudizio non concerne una persona contro la quale è pendente 

una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione e, pertanto, non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: