# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9337d551-7b01-574a-bff6-d6a295bd971a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-08-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.08.2008 B-2078/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-2078-2008_2008-08-05.pdf

## Full Text

Corte II
B-2078/2008

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  5  a g o s t o  2 0 0 8

Giudici Francesco Brentani (Presidente del collegio), Ber-
nard Maitre, Frank Seethaler. 
Cancelliere Daniele Cattaneo.

A. _______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale del consumo (UFDC),
Effingerstrasse 27, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Aiuto finanziario ai sensi della Legge federale sull'infor-
mazione dei consumatori.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-2078/2008

Fatti:

A.
A. _______ (in seguito: ricorrente, associazione) si è costituita in data 
1o maggio 2004, gli statuti datano del 1o dicembre 2007 e dal 27 marzo 
2008 risulta iscritta a registro di commercio. 

Essa ha come scopo quello di rappresentare gli interessi dei consuma-
tori finali e degli utenti nei confronti di produttori, commercianti, presta-
tori  di servizi  e autorità; oltre a quello di informare i consumatori  sui 
metodi di produzione, sulla qualità ponendo l'accento sulla pericolosità 
del consumo di prodotti che mettono in discussione la salute pubblica, 
nonché impegnarsi  a  sostenere  i  prodotti  che  vengono  immessi  nel 
mercato grazie al rispetto dell'ambiente e della dignità dei lavoratori. 
Gestire servizi in favore dei consumatori e degli utenti, in particolare la 
consulenza giuridica. Allestire  test  comparativi  sui  prodotti  e  servizi. 
Partecipare  all'elaborazione  di  convenzioni  sulle  dichiarazioni  delle 
merci e dei servizi presso le diverse commissioni di consumatori pre-
poste, lottando contro dichiarazioni e pubblicità ingannevole e combat-
tendo la concorrenza sleale e i cartelli. Collaborare con le altre asso-
ciazioni dei consumatori cantonali, nazionali e internazionali. Pubblica-
re in quanto possibile un organo d'informazione dedicato al consuma-
tore  e  ai  membri  della  associazione.  Il  nome  del  mensile  sarà  "X. 
_______". Nel  caso non sia possibile  finanziariamente sopportare la 
pubblicazione  cartacea,  essa  avverrà  in  formato  elettronico  sul  sito 
internet: W. ________.

L'organizzazione è composta dall'assemblea generale, il comitato di 7 
membri, il segretariato, l'ufficio presidenziale e l'ufficio di revisione.

B.
Con scritto del 3 agosto 2007 la ricorrente ha inoltrato all'Ufficio fede-
rale  del  consumo  (in  seguito:  UFDC,  autorità  inferiore),  tra  le  altre 
cose, una richiesta di sovvenzione per l'anno 2007. Con scritto del 22 
ottobre 2007 l'UFDC ha comunicato alla ricorrente che la richiesta non 
poteva essere accolta. Con scritto  13 febbraio 2008 la  ricorrente ha 
chiesto all'UFDC di emanare una decisione formale.

C.
Con decisione del 28 febbraio 2008 l'autorità inferiore ha respinto la 
domanda di sovvenzione per l'anno 2007. Essa fa rilevare che gli aiuti 

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finanziari sono accordati nel limite dei crediti stanziati, che le richieste 
di aiuti finanziari per il 2007 hanno superato il limite dei crediti stanziati 
e  che non sussiste  un diritto  all'erogazione di  detti  sussidi. Essa fa 
inoltre rilevare che le organizzazioni che richiedono delle sovvenzioni 
devono fornire  ogni  utile  informazione per  vagliare la  domanda così 
come di permettere di consultare gli atti. Essa considera che la ricor-
rente non ha saputo dimostrare per quale attività chiede la sovvenzio-
ne ed esprime riserve riguardo alla capacità della ricorrente di fornire 
informazioni trasparenti in merito alle sua attività ed alla sua contabili-
tà. Essa esprime inoltre delle riserve riguardo la necessità di informare 
i  consumatori  italofoni sul  territorio svizzero a cura di  organizzazioni 
diverse da quelle esistenti  e non considera comprovato che la ricor-
rente sia in grado di collaborare con le altre organizzazioni d'informaz-
ione dei consumatori.

D.
Con ricorso del 26 marzo 2008 la ricorrente ha impugnato tale decisio-
ne  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  postulandone 
l'annullamento.  Essa  evidenzia  che  le  sovvenzioni  le  sono  state 
erogate sin dalla sua costituzione e senza eccessive formalità. Essa 
ritiene inoltre di aver sempre fornito tutta la documentazione richiesta 
dall'UFDC, segnatamente bilanci, elenco dei membri e la loro riparti-
zione geografica, progetti in cantiere, organigramma dell'associazione 
ed una rassegna delle pubblicazioni sulla stampa. Ritiene altresì che 
la legge garantisce il diritto a richiedere i sussidi “se gli statuti garanti-
scono la tutela del consumatore” e per una questione di parità di trat-
tamento la ricorrente “non può essere esclusa solo perché a causa di 
una ripartizione anomala dei  contributi  sono stati  spesi  degli  importi 
che sarebbero comunque corrisposti in virtù della della legge”. La ri-
corrente evidenzia che essa è “un'associazione a livello nazionale so-
prattutto per quanto concerne la lingua italiana che raggruppa oltre un 
milione d'italofoni su tutto il  territorio elvetico”. Essa sottolinea che a 
livello di pubblicazioni è stata presente regolarmente su dei media, di 
essere  stata  intervistata nell'ambito di  programmi televisivi,  di  avere 
numerosi contatti telefonici e richieste di consulenza via e-mail.

E.
Con risposta del 28 maggio 2008 l'autorità inferiore si riconferma nella 
sua decisione di respingere la domanda di concessione alla ricorrente 
del sussidio per l'anno 2007 in quanto semplicemente non sono soddi-
sfatte le condizioni legali per l'ottenimento. Innanzitutto lo scritto della 

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ricorrente del 24 ottobre 2006 (doc. L della ricorrente) non costituisce 
per l'autorità inferiore un resoconto delle attività svolte, bensì una ri-
chiesta di aiuto finanziario per la pubblicazione di un libro sui diritti dei 
consumatori rispettivamente l'esposizione di progetti di attività future. 
Inoltre, riferendosi alla modifica degli statuti, l'autorità inferiore ritiene 
che da sola questa operazione non bastava a prevenire il  rischio di 
confusione tra attività sindacale e di difesa dei lavoratori e attività di in-
formazione ai consumatori. Essa mette in evidenza che sia il modo in 
cui  la ricorrente si  presenta al  pubblico, per esempio il  sito internet, 
così come la tenuta della contabilità debbano essere migliorate. Inop-
portuno è stato pure ritenuto l'uso indebito del logo Consumers Inter-
national,  di cui  la ricorrente non risulta membro così come degno di 
nota è stato il fatto che la pubblicazione del libro sui diritti dei consu-
matori per la qual pubblicazione era stato chiesto un aiuto finanziario 
nel 2006, non sia mai avvenuta. L'autorità inferiore precisa poi che gli 
unici documenti a sostegno della domanda di sussidio che le sono sta-
ti  inviati  sono stati  gli  statuti  ed i  documenti  indirizzati  al  registro  di 
commercio. Sia  con  lo  scritto  del  22  ottobre  2007  sia  in  occasione 
dell'incontro del 22 gennaio 2008 l'autorità inferiore comunicò alla ri-
corrente che i  documenti  in  questione non erano sufficienti. Essa ri-
chiama altresì lo scritto del 20 dicembre 2006, nel quale, confermando 
la concessione del sussidio per il 2006, nel contempo informava la ri-
corrente del sempre maggior rigore nei controlli finanziari, precisando 
pure che in caso di ulteriori domande sarebbe stato necessario fornire 
per la domanda, conti ed informazioni più dettagliate. Nel complesso 
l'autorità  inferiore  rileva  che  sono  stati  pochi  i  documenti  presentati 
all'UFDC  dalla  ricorrente  dalla  sua  costituzione.  L'autorità  inferiore 
sottolinea che gli aiuti finanziari versati fino a quel momento sono stati 
effettuati  essenzialmente  sulla  base  degli  statuti  dell'associazione  e 
per  lo  sviluppo di  attività  di  informazione destinate  in  particolare  ad 
informare meglio  i  consumatori  sui  loro diritti. Il  fatto  di  tenere delle 
rubriche nei giornali  che non sono quelli  dell'associazione testimonia 
senza alcun dubbio l'attività di quest'ultima in favore dell'informazione 
dei consumatori, ma non potrebbe giustificare da sola la concessione 
di  un  aiuto  finanziario  ai  sensi  della  legge.  L'UFDC  si  sarebbe 
aspettata  che  la  ricorrente  producesse  i  suoi  propri  mezzi  di  infor-
mazione, così come sarebbe dovuto avvenire con la pubblicazione del 
libro sui diritti del consumatore. Per il resto, nemmeno il quadro delle 
attività passate o future presentato dalla ricorrente non è atto a costi-
tuire una base sufficiente a giustificare la concessione di  sussidi sia 
perché, per esempio, i documenti attestanti un'attività di preparazione 

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del sito internet non dicono ancora nulla sul suo contenuto; o perché le 
affermazioni non sono semplicemente supportate da alcun documento; 
o  perché  le  attività,  per  esempio  l'intermediazione,  non  fanno parte 
dell'attività  di  informazione ai  consumatori  o  perché le  attività  svolte 
sono semplicemente estranee al  campo di  attività di informazione ai 
consumatori.

F.
Con ordinanza del 3 giugno 2008 il TAF ha ordinato la chiusura dello 
scambio degli scritti, fatta riserva di ulteriori misure istruttorie necessa-
rie. Con ordinanza del TAF del 4 luglio 2008, la ricorrente è invitata di 
produrre i documenti E1-E2 e F1 menzionati nel ricorso ma risultanti 
mancanti.  In  allegato  allo  scritto  della  ricorrente  del  10  luglio  2008 
sono stati trasmessi al TAF i documenti E1, F1, F2, H1, H2.

Ulteriori fatti o argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi 
nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza.

Diritto:

1.
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 della Legge del 17 
giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il 
TAF, in  virtù  dell'art.  31  LTAF, giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai 
sensi  dell'art.  5  della  Legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla 
procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalla  autorità 
menzionate  agli  art.  33  e  34 LTAF. L'atto  impugnato  costituisce una 
decisione ai sensi dell'art. 5 PA. In qualità di destinataria la ricorrente è 
toccata  dalla  decisione  impugnata  ed  ha  un  interesse  degno  di 
protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa. Essa ha 
dunque diritto a ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA). Il  termine e la forma di 
ricorso  sono  osservati  (art.  50  cpv.  1  e  52  cpv.  1  PA),  l'anticipo 
equivalente  alle  presunte  spese  processuali  è  stato  versato  entro  il 
termine  impartito  (art.  63  cpv.  4  PA)  ed  i  rimanenti  presupposti 
processuali sono parimenti adempiuti (art. 48 segg. PA).

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

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2.

2.1 Giusta l'art. 1 della Legge federale del 5 ottobre 1990 sull'informa-
zione dei consumatori (LIC, RS 944.0) lo scopo perseguito è il promo-
vimento dell'informazione oggettiva dei consumatori mediante prescri-
zioni sulla dichiarazione di merci e di servizi e mediante aiuti finanziari 
alle organizzazioni di consumatori. Nei limiti dei crediti stanziati (art. 5 
cpv. 1 LIC prima frase), la Confederazione può accordare un aiuto fi-
nanziario, oltre che alle organizzazioni di consumatori con attività d'im-
portanza nazionale e che statutariamente si dedicano esclusivamente 
alla protezione dei consumatori (art. 5 cpv. 1 LIC), anche ad altre orga-
nizzazioni  con attività  d'importanza nazionale  che statutariamente si 
dedicano alla protezione dei consumatori per un'informazione oggetti-
va e corretta dei consumatori  nei media stampati o elettronici (art. 5 
cpv. 2 in relazione con 5 cpv. 1 litt. a LIC). Le organizzazioni che chie-
dono l'aiuto finanziario devono fornire all'unità amministrativa compe-
tente ogni utile informazione e permetterle di consultare gli atti (art. 8 
cpv. 1 LIC). Al Consiglio federale è delegato l'incarico di emanare le di-
sposizioni d'esecuzione (art. 13 cpv. 1 LIC).

2.2 La legge distingue quindi due categorie di organizzazioni di con-
sumatori alle quali  possono essere accordati aiuti  finanziari: organiz-
zazioni di consumatori con attività d'importanza nazionale che statuta-
riamente si dedicano  «esclusivamente» alla protezione dei consuma-
tori ed altre organizzazioni con attività d'importanza nazionale che sta-
tutariamente si  dedicano alla  protezione dei  consumatori. Negli  anni 
precedenti,  la  ricorrente  ha  ricevuto  l'aiuto  finanziario  giusta  l'art.  5 
cpv. 2 LIC, in quanto considerata dall'autorità inferiore quale “altra or-
ganizzazione” ai sensi della LIC (cfr. doc. D, E, F, G, H, I). Considerato 
le conclusioni poste nel ricorso, il riconoscimento come altra organiz-
zazione non è oggetto della lite.

Giusta l'art. 2 dell'Ordinanza del 1o aprile 1992 sugli aiuti finanziari alle 
organizzazioni di consumatori (Ordinanza sugli aiuti alle organizzazio-
ni; RS 944.05), le organizzazioni che rivendicano aiuti finanziari per la 
loro attività di  informazione dei consumatori  giusta l'art. 5 cpv. 2 LIC 
devono inoltrare domanda all'Ufficio e provare che adempiono alle esi-
genze fissate nella LIC. Questa categoria ottiene al massimo il 10 per 
cento dell'importo totale, ripartito proporzionalmente alle spese com-
putabili  (art. 5 cpv. 1 litt. b Ordinanza sugli  aiuti  alle organizzazioni). 
Sono computabili  le spese d'informazione obbiettiva dei  consumatori 

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nei settori del personale, della produzione, della distribuzione e dell'in-
frastruttura (art. 3 cpv. 1 Ordinanza sugli aiuti alle organizzazioni). Le 
domande di aiuti finanziari per le attività di informazione dei consuma-
tori e per l'esecuzione di test devono essere inoltrate, sul relativo mo-
dulo, all'Ufficio del consumo con il preventivo delle spese. L'Ufficio de-
cide quale attività  finanziare e si  occupa del  coordinamento (art. 11 
Ordinanza sugli aiuti alle organizzazioni).

3.

3.1 Giusta l'art. 49 PA, la ricorrente può far valere la violazione del di-
ritto  federale,  compreso l'eccesso o  l'abuso del  potere  di  apprezza-
mento; l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-
vanti  e  l'inadeguatezza. Il  TAF non è vincolato  né dai  motivi  addotti 
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (PIERRE MOOR, Droit ad-
ministratif, vol. II, 2. ed., Berna 2002, § 2.2.6.5.).

3.2 Va innanzitutto  rilevato  che  nell'ambito  del  sostegno  finanziario 
alle organizzazioni di consumatori, gli aiuti, nel limite dei crediti stan-
ziati, «possono» essere accordati (art. 5 cpv. 1 LIC). Nell'ambito di aiu-
ti  finanziari  erogati  dagli  enti pubblici  si distingue essenzialmente tra 
sovvenzioni alle quali il richiedente ha diritto (Anspruchssubvention) e 
sovvenzioni  la  cui  decisione d'attribuzione è  rimessa all'autorità  (Er-
messenssubvention).  Un  diritto  alla  sovvenzione  sussiste  qualora  la 
legge stessa prevede che questo deve essere garantito senza che ciò 
dipenda dall'apprezzamento dell'autorità se concederlo o meno. Nella 
prassi  si tratta quindi di  una sovvenzione la cui  decisione è rimessa 
all'apprezzamento  dell'autorità  quando le  condizioni  per  l'erogazione 
non sono regolate in modo esaustivo. (FABIAN MÖLLER, Rechtsschutz bei 
Subventionen, Diss, Basilea 2006, pag. 45, [in seguito: MÖLLER, Rechts-
schutz]). La formulazione dell'art. 5 cpv. 1 LIC lascia presupporre ad 
un aiuto finanziario rimesso all'apprezzamento dell'autorità. Ciò non di 
meno anche il tenore della legge formulato come una “kann-Vorschrift” 
non esclude che si possa trattare di una sovvenzione a cui il richieden-
te ha diritto se sono dati i presupposti (cfr. DTF 118 V 16 consid. 3a). 
Ovvero, considerati le disposizioni di cui alla sezione 3 della LIC, se-
gnatamente l'art. 13 cpv. 1 LIC, gli art. 3 segg. dell'Ordinanza sugli aiu-
ti alle organizzazioni si potrebbe anche concludere che si tratta di una 
sovvenzione  alla  quale  il  richiedente  ha  diritto  ma  che  l'ammontare 
non sia garantito. La questione a sapere se si tratta di una sovvenzion-

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e rimessa all'apprezzamento dell'autorità o se è conferito un diritto può 
in casu tuttavia rimanere aperta in quanto non decisiva per l'esito del 
ricorso,  qualora  il  ricorrente  non  soddisfasse  le  condizioni  per 
l'ottenimento per l'anno 2007.

3.3 E' quindi d'uopo esaminare se le condizioni legali  per la conces-
sione di aiuti finanziari sono realizzate. In caso negativo, il rifiuto della 
richiesta è fondato. Più concretamente, le organizzazioni devono svol-
gere un'attività d'importanza nazionale (art. 5 cpv. 2 prima frase LIC); 
deve risultare  dagli  statuti  che esse  si  dedicano  alla  protezione  dei 
consumatori (art. 5 cpv. 2 seconda frase LIC); devono fornire un'infor-
mazione  oggettiva  e  corretta  dei  consumatori  nei  media  stampati  o 
elettronici (art. 5 cpv. 1 litt. a LIC); se chiedono l'aiuto finanziario devo-
no fornire all'unità amministrativa competente ogni utile informazione e 
permetterle di consultare gli atti (art. 8 LIC); le domande devono esser-
e inoltrate sul relativo modulo con il preventivo delle spese (art. 11 Or-
dinanza sugli aiuti alle organizzazioni). 

3.4 Sia nella decisione impugnata che nella susseguente risposta al 
ricorso l'autorità inferiore si è pronunciata su queste questioni. Innanzi-
tutto essa fa rilevare che gli aiuti alla ricorrente fino a quel momento 
sono stati versati essenzialmente sulla base degli statuti dell'associa-
zione e riconoscendo lo sviluppo di attività di informazione destinate in 
particolare a informare meglio i consumatori sui loro diritti. Il fatto di te-
nere delle rubriche nei giornali  che non sono quelli  dell'associazione 
testimonia che un'attività in favore dei consumatori esiste, ma questa 
da sola  non è  ancora sufficiente  a  giustificare  la  concessione di  un 
aiuto finanziario. Lo scopo è invece quello che l'organizzazione produ-
ca i suoi propri mezzi d'informazione, come sarebbe dovuto succedere 
con la pubblicazione del libro sui diritti dei consumatori, ma che non è 
avvenuta. L'autorità inferiore sottolinea poi  la  sua preoccupazione di 
sapere per quali attività d'informazione la ricorrente rivendica un aiuto 
finanziario per l'anno 2007 e quale uso è fatto di  tale aiuto. Peraltro 
tale preoccupazione era già stata espressa nello scritto del 20 dicem-
bre 2006, agli atti, con il quale veniva notificata per iscritto la conces-
sione degli aiuti finanziari per l'anno 2006, informando la ricorrente nel 
contempo del maggior rigore nei controlli finanziari ed anticipando alla 
ricorrente che in caso di ulteriore domanda sarebbe stato necessario 
fornire conti ed informazioni più dettagliate (cfr. documento O della ri-
corrente). Ciò malgrado -  sottolinea l'autorità  inferiore -  la  ricorrente 
non è stata in grado di fornire le informazioni necessarie in merito alla 

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sua  attività  ed  alla  sua  contabilità  (cfr.  decisione  impugnata  punto 
II.2o). Più in  specifico, dall'esposizione delle  attività passate o future 
presentata dalla ricorrente non è possibile dedurre quali attività debba-
no  essere  prese  in  considerazione  ai  fini  di  un  aiuto  finanziario,  in 
quanto: i documenti attestanti un'attività di preparazione del sito inter-
net  non dicono ancora nulla sul  contenuto del  sito; l'apparizione nel 
quadro  di  trasmissioni  televisive  non  rientra  nelle  attività  finanziabili 
dalla  Confederazione,  fintanto  non  è  conosciuto  quale  valore 
d'informazione ne è collegato, le attività di intermediazione non fanno 
parte dell'informazione dei  consumatori; i  comunicati  stampa o sono 
obsoleti  o  estranei  all'informazione  dei  consumatori  propriamente 
detta o comunque non risulta comprovato che questi siano stati ripresi 
su tutti i media ticinesi; il riconoscimento come istituto d'impiego per il 
servizio civile o come associazione di pubblica utilità è estraneo all'at-
tività di informazione ai consumatori; inoltre la conferma di adesione a 
Consumers international  è  lungi  dall'essere  decisa. Riguardo alla  ri-
chiesta sul  modulo ufficiale, l'autorità inferiore segnala infine il  com-
portamento quanto meno contraddittorio della ricorrente la quale se da 
una parte loda la mancanza di eccessive formalità da parte dell'UFDC 
nell'esigenza di  compilazione del modulo, dall'altra lamenta che nes-
sun modulo le è stato trasmesso. 

3.5 In maniera del tutto generale si può affermare che nel caso in di-
samina il UFDC ha chiaramente indicato i motivi che hanno portato al 
rifiuto  dell'aiuto  federale  per  l'anno  2007,  evidenziando  esauriente-
mente che l'associazione non adempie le condizioni poste per la con-
cessione di un aiuto finanziario. Innanzitutto non risulta che la ricorren-
te sia stata in  grado di  fornire informazioni  trasparenti  in merito  alle 
sua attività ed alla sua contabilità così come lo richiede l'UFDC, in par-
ticolare  non  risultano  indicazioni  né  sui  costi  ai  quali  l'associazione 
deve verosimilmente fare fronte (per es. affitto dei locali  dell'associa-
zione, costi per personale, spese telefoniche, ecc.), né riguardo al nu-
mero di membri o all'importo delle quote pagate od anche riguardo ad 
eventuali  altre  fonti  di  finanziamento. Anche  per  quanto  riguarda  le 
pubblicazioni, risulta che la maggioranza consistono in rubriche sulla 
stampa, peraltro in prevalenza sempre sullo stesso giornale e di rado 
su  altri  giornali  del  Cantone,  e  non  ad  un  veicolo  di  pubblicazione 
dell'associazione stessa. In questo contesto v'è poi da credere che an-
che la richiesta di una sovvenzione, così come avvenne l'anno prece-
dente, con l'obiettivo dichiarato di pubblicare un libro sui diritti dei con-
sumatori, progetto in fine non realizzatosi, abbia reso l'autorità inferio-

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re  particolarmente  attenta  nell'esame della  richiesta. Ma non  risulta 
nemmeno che l'associazione abbia esposto in maniera credibile l'im-
portanza a livello nazionale della sua attività di informazione, né elen-
cando per esempio il numero degli associati o indicando la loro prove-
nienza geografica. Peraltro nemmeno i messaggi elettronici, di cui  ai 
documenti F2 e E1, rispettivamente lo scritto di cui al documento F1 
attestano  un'informazione  per  i  consumatori,  cosi  come  nemmeno 
dall'elenco dei messaggi elettronici di cui al documento H2, che del re-
sto  si  riferiscono  al  periodo  dal  5  giugno  all'8  luglio  verosimilmente 
dell'anno  2008,  non  si  intravede  nulla  sul  contenuto  e  sul  genere 
dell'attività svolta. Parimenti anche per quanto riguarda la creazione di 
un sito internet,  la ricorrente si  limita ad allegare il  preventivo per la 
creazione (doc. G3) dal quale non possono essere dedotti né l'effettiva 
creazione  né tanto  meno informazioni  sul  suo  contenuto. Discutibile 
peraltro è pure la richiesta di sovvenzione sulla base di apparizioni te-
levisive  rispettivamente  sulla  base  di  attività  di  intermediazione  per 
ambiti  che  essenzialmente  esulano  dall'informazione  ai  consumatori 
(cfr. per es. doc. F2 riferito ad una richiesta di informazioni sulla proce-
dura di divorzio), così come nulla ha a che vedere con l'informazione 
ai consumatori la circostanza che l'associazione sia stata riconosciuta 
come istituto  d'impiego per  il  servizio  civile  o  come associazione di 
pubblica utilità  (doc. X); come irrilevante ai  fini  di  un riconoscimento 
delle  sovvenzioni,  è la  circostanza che l'associazione abbia ricevuto 
l'attestazione d'esonero dal pagamento delle imposte cantonali sull'uti-
le e sul capitale da parte del cantone Ticino (doc. Y) o l'attestazione di 
iscrizione al registro di commercio (doc. H1).

Nell'allegato  ricorsuale  al  punto  B,  Add.  3,  la  ricorrente  sostiene  di 
aver sempre fornito tutta la documentazione richiesta dall'UFDC, se-
gnatamente, essa specifica che “ha fornito, bilanci, elenco dei membri 
(cancellando i dati sensibili), ripartizione geografica dei nostri membri 
su tutto il  territorio svizzero, progetti  futuri  e organigramma della no-
stra associazione, nonché una rassegna stampa dove dimostra i nostri 
diversi interventi a tutela dell'informazione del consumatore, parte dei 
documenti sono prodotti nel presente ricorso”. L'autorità inferiore con-
testa questa affermazione, precisando nella sua risposta del 28 mag-
gio 2008, che “per quanto riguarda l'aiuto finanziario 2007, che è og-
getto della presente procedura di ricorso, emerge dai documenti (cfr. 
documenti P, R del ricorrente) che gli unici documenti inviati sono stati 
gli statuti e i documenti indirizzati al registro di commercio. Sia tramite 
lettera  dell'UFDC  del  22  ottobre  2007  (cfr.  documento  Q  del 

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ricorrente), sia in occasione dell'incontro tra l'UFDC e la ricorrente del 
22 gennaio 2008, è stato detto chiaramente alla ricorrente che i docu-
menti in questione non erano sufficienti.”. L'onere della prova a sapere, 
se i documenti, determinanti per la valutazione delle spese computabili 
giusta l'art. 3 cpv. 1 dell'Ordinanza sugli aiuti alle organizzazioni, siano 
stati  inoltrati  all'autorità inferiore è a carico della ricorrente. A questo 
riguardo si contrappongono affermazioni diametralmente contrastanti, 
che  la  ricorrente  non  ha  confortato  con  la  prova  corrispondente  ed 
adatta a sostegno della sua affermazione. In virtù del principio della ri-
partizione dell'onere della  prova ai  sensi  dell'art. 8 del  Codice  civile 
svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210), applicabile per la sua 
portata generale anche al diritto pubblico, chi vuol dedurre il suo diritto 
da una circostanza di  fatto da lui  asserita,  sopporta le conseguenze 
dell'assenza di  una prova determinante per la nascita del suo diritto 
(DTF 121 II 257; DTF 112 Ib 65, consid. 3,  FRITZ GYGI, Bundesverwal-
tungsrechtspflege, 2. ed., Berna 1983, pag. 280 segg. ). In casu la ri-
corrente.

Sulla base di tutte queste considerazioni, a mente di questo Tribunale, 
dalla decisione impugnata si evincono quindi con sufficiente chiarezza 
e risultano attendibili i motivi per i quali la richiesta di aiuto finanziario 
per l'anno 2007 da parte della ricorrente è stata respinta. La decisione 
impugnata va pertanto confermata.

4.
Da quanto esposto risulta pertanto che la decisione dell'UFDC non ha 
violato il diritto federale, non ha accertato i fatti giuridicamente rilevanti 
in modo inesatto o incompleto e non è inadeguata (art. 49 PA). Il ricor-
so va pertanto respinto.

5.
Visto l'esito della procedura, le spese vengono messe a carico dell'in-
sorgente, in quanto parte soccombente giusta l'art. 63 PA. Le spese 
del  procedimento  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  com-
prendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 del Regolamento del 
21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi 
al Tribunale amministrativo federale, TS-TAF, RS 173.320.2). La tassa 
di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e della difficoltà della 
causa, del modo di condotta processuale e della situazione finanziaria 
delle parti (art. 2 cpv. 1 TS-TAF). 

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B-2078/2008

Ritenuto quanto precede la ricorrente è da considerare parte soccom-
bente, per cui le spese di procedura sono messe a suo carico (art. 63 
cpv. 1 PA; art. 1 segg. TS-TAF; RS 173.320.2). Nella fattispecie, esse 
vengono  stabilite  in  fr.  800.-  (art.  4  TS-TAF),  importo  che  verrà 
integralmente compensato con l'anticipo di fr. 800.- da essa versato il 
9 aprile 2008.

Non si concedono ripetibili ad autorità federali (art. 7 cpv. 3 TS-TAF).

6.
A dipendenza  che  la  decisione  di  concedere  la  sovvenzione  sia  da 
considerare come rimessa all'apprezzamento dell'autorità o che confe-
risca un diritto all'ottenimento, la decisione di ammissibilità di un'even-
tuale impugnativa contro la presente sentenza è rimessa alla compe-
tenza del Tribunale federale. Tale considerazione porta all'indicazione 
dei rimedi di diritto. In altre parole, la presente decisione è impugnabile 
dinanzi al  Tribunale federale giusta l'art. 83 litt. k della Legge del 17 
giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110] nella misura in 
cui la legislazione sull'informazione dei consumatori conferisce un di-
ritto all'ottenimento dell'aiuto finanziario alle organizzazioni dei consu-
matori (cfr. consid. 3.2).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 800.-, sono poste a carico della ricorrente. 
Esse  saranno  computate,  dopo  crescita  in  giudicato  della  presente 
sentenza, con l'anticipo spese di fr. 800.- versato il 9 aprile 2008.

3.
Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili.

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4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. voj; atto giudiziario)
- Dipartimento federale dell'economia

Il Presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Brentani Daniele Cattaneo

Rimedi giuridici:

Qualora, giusta l'art. 83 litt. k della Legge sul Tribunale federale del 17 
giugno 2005 [LTF, RS 173.110],  la  legislazione sull'informazione dei 
consumatori conferisca un diritto all'aiuto finanziario alle organizzazio-
ni dei consumatori, contro la presente decisione può essere interposto 
ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losan-
na 14, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli atti  scritti  devono essere redatti  in 
una lingua ufficiale,  contenere le  conclusioni,  i  motivi  e  l'indicazione 
dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e - se in 
possesso della parte - i documenti indicati come mezzi di prova devo-
no essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 19 agosto 2008

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