# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1cea7d28-22a8-5efd-b1c6-640428193677
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.10.2003 32.2003.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-23_2003-10-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.23

   

  BS/fe

  	
  Lugano

  23 ottobre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 gennaio 2003
di

 

	
   

  	
  _____________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 dicembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1963, esercente, il 21 /25 giugno 2001 ha presentato una domanda di
prestazioni AI per adulti volta in particolare all’ottenimento di una
riformazione professionale facendo valere disturbi depressivi (doc. AI _).

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia
psichiatrica a cura del dr. __________, con progetto di decisione 27 novembre
2002 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda
dell’assicurato, rilevando:

 

"  (…)

In considerazione dell'esauriente documentazione
medica specialistica acquisita agli atti ed in particolare della perizia del
Dr. __________, risulta che non ci sono menomazioni qualitative e quantitative
di rilevanza clinica o tali da compromettere la capacità di lavoro.

Lei risulta di conseguenza completamente abile
nell'attività precedentemente svolta quale gerente (…)." (AI _)

 

                                         Non
avendo ricevuto alcuna comunicazione in merito da parte dell'assicurato, con
decisione formale 17 dicembre 2002 l’amministrazione ha confermato il diniego
di prestazioni assicurative.

 

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa __________ è tempestivamente insorto al TCA,
postulando il riconoscimento di un anno di riqualifica professionale per
concludere la formazione di fotografo.

A sostegno di quanto richiesto egli ha in particolare evidenziato come per
motivi psicologici non possa continuare la sua attività di esercente.

 

                               1.4.   Con risposta
di causa 26 febbraio 2003 l’UAI ha chiesto la reiezione del ricorso, osservando
in particolare che:

 

" 
(…)

Nel caso in esame la perizia ha chiarito che il
cambiamento di professione del signor __________ rappresenta in sostanza una
scelta dell'assicurato e non è imposta da motivi di salute, segnatamente di
carattere psichico. In altre parole l'assicurato non presenta alcun impedimento
per motivi di salute e quindi nessuna invalidità, non essendo dunque presenti i
presupposti di legge per il diritto di avviamento ad una formazione, in caso
quella di fotografo (…)." (Doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B.,
H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad una riformazione
professionale.

 

                               2.3.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità,

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 17
dicembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   L’art. 17
LAI prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con
questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o
migliorata, in misura essenziale.”

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111
consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

"  per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di
formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.” 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta
dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite
del possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV
pag. 230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio,
op. cit., pag. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 127/128). Di regola è dato il diritto
ad un provvedimento adeguato e necessario allo scopo integrativo, se esso
corrisponde alle capacità dell'assicurato, non tuttavia ad una formazione
professionale nettamente superiore o che supera le esigenze medie (per esempio
da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb; Meyer-Blaser, op. cit. pag.
128; DTF 99 V 35). La legge intende infatti assicurare una riformazione
necessaria e sufficiente (DTF 124 V 110 consid. 2a). La misura dev’essere
quindi adeguata e deve esistere una proporzione ragionevole tra i costi che
provoca e il risultato che ci si può attendere (Meyer-Blaser, op. cit., pag.
130/131). 

 

                               2.5.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita,
malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.6.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).                                                            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato una perizia psichiatrica, affidata al dr.
__________, dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale di __________, al
fine di accertare l’effettivo stato di salute dell’assicurato e le eventuali
ripercussioni sulla capacità lavorativa.

Nel rapporto 11 novembre 2001 il succitato medico, dopo aver avuto due colloqui
con l’assicurato, ha compiutamente stilato una dettagliata anamnesi ed una
valutazione oggettiva completa, ponendo quale diagnosi una sindrome ansioso-depressiva
di media entità (F 41.2), specificando comunque che tale affezione non ha delle
ripercussioni sulla capacità di lavoro (doc. AI _ pag. 5).

In particolare il dr. __________ ha evidenziato quanto segue (sottolineatura
del redattore):

 

" 
(…)

All'esame clinico non abbiamo rilevato dei segni
psico-patologici indicanti un processo ansioso-depressivo né altri tratti di
personalità che in qualche modo possano compromettere l'esercizio di una
qualsiasi attività lucrativa. Questa situazione appare stabile dall'estate del
2001 e da allora non sono piu subentrati dei cambiamenti in senso negativo, né
altri interventi da parte di specialisti.

In considerazione dello stato di salute
attuale del paziente, come evidenziato dal nostro esame clinico approfondito,
della valutazione del decorso, visto anche le sue indubbie risorse personali,
riteniamo che non ci sia un'incapacità lavorativa da un punto di vista
psichiatrico. Riteniamo che questa condizione
esista almeno a partire dall'estate 2001. Il paziente sarebbe pertanto in grado
di riprendere, teoricamente, la sua attività originaria come gerente di un
ristorante.

Per sua scelta personale non vuole tuttavia
ritornare a questa professione, ma intende proseguire sulla nuova strada, ossia
quella di fotografo (…)." (Doc. AI _, pag. 6)

 

                               2.8.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).      

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Per quel che riguarda il medico di
fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve
tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente
(DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. U. Meyer‑Blaser, op. cit., pag. 111).

 

                               2.9.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto il 

dr. __________, specialista in psichiatria e psicoterapia. 

Infatti, egli ha compiutamente valutato come il danno alla salute lamentato
dall'assicurato non provochi alcuna incapacità lavorativa.

Vero che, come si legge nel rapporto 11 novembre 2002, a seguito della morte
del padre, avvenuta nel mese di aprile 2000, l’assicurato ha sviluppato una
sindrome ansiosa-depressiva di stampo reattivo che è stata medicalmente
trattata (doc. AI _ pag. 5).

Ma è altrettanto vero che il ricorrente, cessata la sua attività di gerente per
iniziare quella di fotografo, “durante tutta la sua permanenza in
__________, ossia dalla primavera 2001, non ha più accusato una sintomatologia
clinica di tipo ansioso-depressiva clinicamente rilevante o comunque tale da
impedirgli lo svolgimento regolare della formazione professionale. Non sono
note assenze e neppure dei consulti specialistici o l’assunzione di
medicamenti. Questa nuova scelta di vita e professione lo soddisfa pienamente
ed egli intende in seguito, non appena terminato il master, lavorare a tempo
pieno come fotografo nella Svizzera Interna”(cfr. rapporto pag. 6, doc. AI
_).

Il perito non ha pertanto individuato alcuna incapacità lavorativa,
riscontrando infatti nell’assicurato “ indubbie risorse personali”, che
gli permettono “ di riprendere, teoricamente, la sua attività originaria
come gerente di un ristorante” (cfr. rapporto pag. 6, doc. AI _).

 

Ora, il rapporto 16 luglio 2001 dello psichiatra curante non permette di
giungere ad un diverso risultato. Il dr. __________, diagnosticando uno stato
depressivo di media gravità, ha attestato una piena incapacità lavorativa quale
gerente dal 25 agosto 2000, sostenendo, a titolo di attività adeguata, quella
di fotografo senza tuttavia addurre una qualsiasi motivazione in merito. Il medico
curante ha del resto indicato che “ la farmacoterapia e la psicoterapia
settimanale stanno sostenendo il processo di lutto enucleando risorse positive
nei diversi ambiti”, motivo per cui “la prognosi è positiva”
(sottolineatura del redattore, cfr. doc. AI _). 

In tal senso va rilevato come il periodo in Spagna abbia giovato alla psiche
dell’assicurato, motivo per cui “il paziente non assume alcun medicamento da
molti mesi e si reca, quando torna in Ticino, sporadicamente dal dr. __________
” (cfr. rapporto pag. 3, doc. AI _). 

In conclusione, ritenendo la perizia psichiatrica completa, dettagliata ed
approfondita, secondo questa Corte alla stessa deve essere attribuita forza
probante piena conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid.
2.8).

Pertanto, è da ritenere siccome dimostrato con
il grado della verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b), che l’assicurato presenta una piena capacità
lavorativa nell’attività di gerente e quindi non necessita di alcuna
riformazione professionale. 

Ne consegue la conferma della decisione contestata, mentre il ricorso va
respinto.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti