# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d64b08db-2b3b-5027-8a17-245f584c3c2f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-04-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.04.1998 15.1998.7
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-7_1998-04-27.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00007

  	
  Lugano

  27 aprile 1998/FC/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 15 gennaio 1998 di

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  __________ __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio di esecuzione di Lugano
nell'esecuzione n. __________ promossa dal ricorrente contro

 

	
   

  	
  __________

   

  

in
materia di opposizione ex art. 265a cpv.1 LEF al precetto esecutivo per carenza
del presupposto del ritorno a miglior fortuna;

 

 

viste le
osservazioni 16 gennaio e 3 febbraio 1998 dell'UE di Lugano;

 

 

RITENUTO IN
FATTO E CONSIDERANDO IN DIRITTO

 

                                          che
il 4 dicembre 1997 è stato notificato a __________, su domanda d'esecuzione
della __________ il precetto esecutivo n. __________ cui l'escusso ha
interposto tempestiva opposizione per non ritorno a miglior fortuna;

 

                                          che
l'UE di Lugano ha trasmesso l'opposizione al giudice del luogo dell'esecuzione
in conformità dell'art. 265a cpv.1 primo periodo LEF;

 

                                          che
il 9 gennaio 1998 il Giudice di pace del Circolo di Vezia ha citato le parti
per il contraddittorio;

 

                                          che
con tempestivo ricorso 15 gennaio 1998 la __________ si è aggravata contro il
provvedimento dell'UE di Lugano di trasmissione dell'opposizione al giudice
competente per la determinazione del ritorno a miglior fortuna, asseverando
che:

                                          -     __________
è fallito l'8 settembre 1992 e la liquidazione fallimentare è stata sospesa per
mancanza d'attivo il 15 dicembre 1992;

                                          -     non
vi è stata emissione di attestati carenza beni, ostandovi l'art. 230 LEF;

                                          -     il
credito d'imposta dedotto in esecuzione è sorto dopo la declaratoria di decozione;

 

                                          che
l'UE di Lugano ha in sostanza evidenziato che non si può richiedere all'organo
d'esecuzione di attuare accertamenti onerosi in termini di tempo, atteso che
liquidazioni fallimentari possono aver luogo anche in altri circondari del
Cantone, come pure in altri Cantoni;

 

                                          che
nella procedura di liquidazione fallimentare in via ordinaria o sommaria - ma
non nell'ipotesi di sospensione della procedura di fallimento per mancanza di
attivi ex art. 230 LEF - all'atto della ripartizione finale ciascun creditore
riceve, per l'ammontare rimasto scoperto del suo credito, un attestato di
carenza di beni, nel quale si indica se il credito sia stato riconosciuto o
contestato dal fallito (art. 265 cpv.1 primo periodo LEF);

 

                                          che
l'attestato di carenza di beni produce gli effetti enunciati negli art. 149
cpv. 4 e 149a LEF (art. 265 cpv.2 primo periodo LEF), ritenuto che ex art. 265
cpv.2 secondo periodo LEF non si può promuovere una nuova esecuzione, in base a
tale attestato, se non quando il debitore sia ritornato a miglior fortuna nel
senso dell'art. 265 cpv.2 terzo periodo LEF che consente di tener conto anche
dei beni di cui il debitore disponga economicamente (Karl Spühler, Novità in
materia di sequestro e di accertamento di ritorno a miglior fortuna nella nuova
legge federale sulla esecuzione e sul fallimento, in: La revisione della legge
federale sulla esecuzione e sul fallimento, Collana CFPG rossa vol. 16, Lugano
1996, p.105);

 

                                          che
ex art. 265a cpv.1 primo periodo LEF se il debitore si oppone al precetto
esecutivo contestando di essere ritornato a miglior fortuna, l'ufficio
d'esecuzione trasmette l'opposizione al giudice del luogo dell'esecuzione, che
statuisce definitivamente dopo aver sentito le parti (art. 265a cpv.1 secondo
periodo LEF);

 

                                          che
il giudice ammette l'opposizione se il debitore espone la sua situazione
economica e patrimoniale e rende verosimile di non essere ritornato a miglior
fortuna (art. 265a cpv.2 LEF);

 

                                          che
se il giudice non ammette l'opposizione, esso determina in quale misura il
debitore è ritornato a miglior fortuna secondo l'art. 265 cpv.2 LEF, ritenuto
che il giudice può dichiarare pignorabili i beni appartenenti a terzi purché il
debitore ne disponga economicamente e qualora il diritto del terzo si fondi su
un atto compiuto dal debitore nell'intenzione riconoscibile per il terzo di impedire
il ritorno a miglior fortuna (art. 265a cpv.3 LEF);

 

                                          che
il debitore e il creditore possono promuovere, in procedura accelerata,
l'azione ordinaria di contestazione o accertamento del ritorno a miglior
fortuna davanti al giudice del luogo dell'esecuzione, entro venti giorni dalla
notificazione della decisione sull'opposizione (art. 265a cpv.4 LEF);

 

                                          che
la ricorrente è dell'avviso che la trasmissione al giudice sia prematura,
ritenuto che l'organo d'esecuzione deve valutare se l'eccezione del non ritorno
a miglior fortuna sia proponibile, ipotesi che a mente della __________ è ben
lungi dal realizzarsi;

 

                                          che
per espressa volontà del legislatore federale l'esame dei presupposti riferiti
all'eccezione di non ritorno a miglior fortuna è riservato al giudice;

 

                                          che
è pure sottratta al potere di cognizione dell'organo d'esecuzione e
dell'Autorità cantonale di vigilanza la questione se vi sia stata pregressa
procedura fallimentare legittimante la formulazione dell'eccezione del non
ritorno a miglior fortuna (cfr. in senso convergente Hans Ulrich Walder, Rechtsschutz
im Schuldbetreibungs- und Konkursrecht, in: Rechtsschutz - Festschrift zum 70. Geburtstag
von Guido von Castelberg, Zurigo 1997 p.278 n.2);

 

                                          che
l'Ufficio d'esecuzione deve limitarsi al solo accertamento - preliminare alla
trasmissione al giudice della determinazione del ritorno a miglior fortuna -
riferito alla forma dell'opposizione (che va dichiarata espressamente nel senso
inteso all'art. 75 cpv.2 LEF) e alla sua tempestività (entro dieci giorni dalla
notificazione del precetto, art. 74 cpv.1 LEF);

 

                                          che
siffatta soluzione è quella che meglio si armonizza con il modello di
riferimento costituito dalla procedura nell'esecuzione cambiaria (Amonn / Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6. ediz., Berna 1997, §37
n.19);

 

                                          che
la ricorrente non censura violazioni in ordine alla forma dell'eccezione del
non ritorno a miglior fortuna e alla sua tempestività, le sole ricevibili in
sede di ricorso ex art. 17 LEF;

 

                                          che
il gravame è tutto incentrato su questioni che rientrano nell'esclusivo potere
di cognizione del giudice della determinazione del ritorno a miglior fortuna;

 

                                          che
il ricorso deve pertanto essere dichiarato irricevibile;

 

                                          che
non si prelevano spese (art. 61 cpv.2 lett.a OTLEF) e non si assegnano
indennità (art. 62 cpv.2 OTLEF);

 

 

 richiamati gli art.
17, 74 cpv.1, 75 cpv.2, 265 e 265a LEF,

 

 

PRONUNCIA

 

 

                                    1.   Il
ricorso 15 gennaio 1998 della __________ è irricevibile.

 

                                    2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                    3.   Contro
questa sentenza è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello, Lugano, in
conformità dell'art. 19 LEF.

                                    4.   Intimazione
a:      __________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria