# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e799a75-c27a-55db-b858-46b5d9d2008c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.06.2014 30.2014.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2014-16_2014-06-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2014.16

   

  TB

  	
  Lugano

  20 giugno 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 gennaio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 gennaio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1  

   

   

  in materia di assegni per grandi invalidi dell'AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                                  A.   RI
1, nata nel 1946, il 24 luglio 2012 (doc. 72) ha richiesto l'assegno per grandi
invalidi AVS, indicando di necessitare di aiuto per gli spostamenti esterni.

 

                                  B.   L'amministrazione
ha quindi disposto la consueta inchiesta domiciliare. Nel rapporto del 15 febbraio
2013 (doc. 75) l'assistente sociale incaricata, dopo aver proceduto ad un incontro
con l'assicurata, ha accertato che l'interessata non presenta impedimenti
motori tali da ostacolarla negli spostamenti, seppure l'assicurata ritenga di
avere bisogno dell'accompagnamento di terzi per gli spostamenti esterni di
lungo raggio, a ragione del rischio di improvvise crisi epilettiche.

Sentito il medico del Servizio Medico Regionale
(doc. 82), che a sua volta ha interpellato i medici curanti dell'assicurata
(docc. 78-81), con decisione del 17 maggio 2013 (doc. 84) la Cassa CO 1 ha
rifiutato l'assegno per grandi invalidi, giacché dagli accertamenti effettuati
è emerso che l'interessata non dipende da terzi per gli atti quotidiani della
vita e neppure necessita di una sorveglianza personale, perciò non sono assolti
i requisiti per giustificare il riconoscimento di un assegno di grado esiguo.

 

                                  C.   Con
scritto dell'11 giugno 2013 (doc. 85) l'assicurata ha chiesto un colloquio con
il medico SMR (dr. med. __________), durante il quale il 16 dicembre 2013 ha prodotto nuova documentazione medica (doc. 92), sulla quale il 18 dicembre 2013 (doc. 94) si
è pronunciato un altro medico SMR (dr. med. __________), che ha concluso che
dal profilo neurologico non è necessario l'accompagnamento.

Il 2 gennaio 2014 (doc. II/1) la Cassa
di compensazione ha emanato una decisione su opposizione con cui ha esposto le
norme applicabili e ha rilevato che spettava all'assicurata fornire le prove
atte a giustificare una diversa valutazione del caso. In concreto, stanti le
valutazioni dell'assistente sociale e quelle dei medici SMR formulate sulla
base dei certificati ottenuti dai medici curanti, secondo la Cassa non sono
dati i presupposti per beneficiare di un assegno grandi invalidi dell'AVS.

 

                                  D.   Il
24 gennaio 2014/7 febbraio 2014 (doc. I) RI 1, rappresentata da RA 1, ha interposto
un ricorso cautelare contro il rifiuto di concessione dell'assegno grande invalido
dell'AVS, lamentando di avere grandi difficoltà nel tenere le relazioni sociali
a causa delle sue patologie e di necessitare di una sorveglianza personale.
Infatti, la ricorrente coabita con un conoscente proprio per essere aiutata nei
momenti di bisogno. I documenti medici che produrrà confermeranno queste circostanze.

 

L'insorgente ha precisato il 26
febbraio 2014 (doc. VI) che l'inquilino con cui vive l'accompagna nei suoi
spostamenti, visto che non guida più da tempo l'automobile ed a causa delle sue
limitazioni fisiche e psichiche, che tendono a farla rimanere a casa con un
conseguente ritiro sociale, essa fa oggettivamente fatica a gestire la sua vita
sociale all'esterno, che peraltro è limitata alle molte visite mediche ed a
soddisfare i bisogni di prima necessità.

                                  E.   Con
risposta del 10 marzo 2014 (doc. VIII) la Cassa di compensazione si è riconfermata
nella decisione impugnata, visto che il dissenso manifestato dalla ricorrente è
puramente soggettivo, non avendo prodotto eventuali elementi oggettivi, di natura
medica, a sostegno delle proprie argomentazioni. Le valutazioni dell'assistente
sociale e dei medici SMR sono dunque confermate.

 

Nell'attesa dei certificati medici
richiesti, l'insorgente ha chiesto una proroga di 20 giorni (doc. X), che il
TCA le ha concesso (doc. XI). Nuova documentazione non è tuttavia stata prodotta.

 

 

considerato                    in diritto

 

in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell'istruttoria o della valutazione
delle prove), perciò il TCA può decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H
180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).

 

nel merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è sapere se a ragione la Cassa di compensazione ha rifiutato
alla ricorrente l'assegno per grandi invalidi dell'AVS, non ritenendo adempiuti
i requisiti legali.

 

                                   3.   L'art.
43bis cpv. 1 LAVS prevede che hanno diritto all'assegno per grandi invalidi i
beneficiari di rendite di vecchiaia o di prestazioni complementari con
domicilio e dimora abituale (art. 13 LPGA) in Svizzera, che presentano un'invalidità
(art. 9 LPGA) di grado elevato, medio o lieve. La rendita di vecchiaia
anticipata è parificata al godimento di una rendita di vecchiaia.

Il diritto all'assegno
per una grande invalidità di grado lieve decade in caso di soggiorno in
istituto (art. 43bis cpv. 1bis LAVS).

Per l'art. 43bis cpv. 2 LAVS, il diritto all'assegno per grandi invalidi sorge il primo giorno del
mese in cui tutte le condizioni sono soddisfatte, ma al più presto dal momento
in cui l'assicurato fu grande invalido di grado elevato, medio o lieve per un
anno intero, senza interruzione. Esso si estingue alla fine del mese nel quale
le condizioni di cui al capoverso 1 non sono più adempiute.

Giusta l'art. 43bis cpv.
3 LAVS, l'assegno per grandi invalidi di grado elevato ammonta all'80%,
quello per grandi invalidi di grado medio al 50% e quello per grandi invalidi di
grado lieve al 20% dell'importo minimo della rendita di vecchiaia previsto all'articolo
34 capoverso 5.

Secondo l'art. 43bis cpv. 4 LAVS, la
persona grande invalida che, fino al momento in cui ha raggiunto l'età di
pensionamento, ha beneficiato di un assegno per grandi invalidi dell'assicurazione
per l'invalidità o ha fatto valere il diritto di riscuotere la rendita
anticipata, riceve un'indennità per lo meno uguale a quella ricevuta fino ad
allora.

A norma del capoverso 5 dell'art. 43bis
LAVS, le disposizioni della LAI sono applicabili per analogia alla valutazione
della grande invalidità. Spetta agli uffici per l'assicurazione invalidità di
determinare, per le casse di compensazione, il grado della grande invalidità.
Il Consiglio federale può promulgare prescrizioni complementari.

 

L'art. 43bis cpv. 5 LAVS
rinvia dunque all'art. 42ter LAI, secondo cui il grado personale di grande
invalidità è determinante per stabilire l'importo dell'assegno per grandi invalidi.
L'assegno per grandi invalidi è versato individualmente e deve agevolare la libertà
di scelta negli ambiti principali della vita. L'assegno mensile in caso di
grande invalidità di grado elevato ammonta all'80 per cento, in caso di grande
invalidità di grado medio al 50 per cento e in caso di grande invalidità di
grado lieve al 20 per cento dell'importo massimo della rendita di vecchiaia secondo
l'articolo 34 capoversi 3 e 5 LAVS (art. 42ter cpv. 1 LAI).

 

Secondo l'art. 9 LPGA, è considerato
grande invalido colui che, a causa di un danno alla salute, ha bisogno in modo
permanente dell'aiuto di terzi o di una sorveglianza personale per compiere gli
atti ordinari della vita.

 

L'art 37 cpv. 1 OAI stabilisce che la
grande invalidità è reputata di grado elevato se l'assicurato è
totalmente grande invalido. Ciò è il caso quando necessita dell'aiuto regolare
e notevole di terzi per compiere tutti gli atti ordinari della vita e il suo
stato richiede inoltre cure permanenti o una sorveglianza personale (cpv. 1).

 

Per il capoverso 2, la grande invalidità è di grado medio se l'assicurato, pur munito
di mezzi ausiliari, necessita:

 

a.  di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere la maggior parte
degli atti ordinari della vita,

b.  di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti
ordinari della vita e abbisogna, inoltre, di una sorveglianza personale permanente,

c.  di aiuto regolare e notevole di terzi per compiere almeno due atti
ordinari della vita e abbisogna, inoltre, di un accompagnamento permanente nell'organizzazione
della realtà quotidiana ai sensi dell'art. 38 OAI.

 

 

Infine, l'art. 37 cpv. 3 OAI
stabilisce che la grande invalidità è di grado lieve se l'assicurato,
pur munito di mezzi ausiliari:

 

a.   è costretto a ricorrere in modo regolare e considerevole,
all'aiuto di terzi per compiere almeno due atti ordinari della vita;

b.   necessita di una
sorveglianza personale permanente;

c.   necessita, in modo durevole, di cure particolarmente impegnative,
richieste dalla sua infermità;

d.   a causa di un grave danno agli organi sensori o di una grave
infermità fisica, può mantenere i contatti sociali con l'ambiente solamente
grazie a servizi di terzi forniti in modo regolare e considerevole; oppure

e.   è costretto a ricorrere a un accompagnamento costante
nell'organizzazione della realtà quotidiana ai sensi dell'art. 38.

 

A norma dell'art. 38 cpv. 1 OAI, esiste
un bisogno di accompa-gnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana ai
sensi dell'art. 42 cpv. 2 LAI quando un assicurato maggiorenne non vive in
un'istituzione e a causa di un danno alla salute:

 

a.    non può vivere
autonomamente senza l'accompagnamento di una terza persona;

b.    non
può compiere le attività della vita quotidiana e intrattenere contatti fuori
casa senza l'accompagnamento di una terza persona; oppure

c.    rischia
seriamente l'isolamento permanente dal mondo esterno.

 

Per l'art. 38 cpv. 3 OAI, è considerato
unicamente l'accompagnamento nell'organizzazione della realtà quotidiana che è
regolare e necessario in relazione con le situazioni menzionate nel capoverso
1. Fra queste non rientrano in particolare le attività di rappresentanza e di
amministrazione nel quadro delle misure di tutela conformemente agli articoli
398-419 del Codice civile.

 

La giurisprudenza ha precisato che
l'aiuto di cui abbisogna l'assicurato può essere inteso sia come aiuto diretto
di terzi che come sorveglianza dell'assicurato durante il compimento degli atti
ordinari rilevanti della vita, per esempio quando la persona che lo sorveglia
lo esorta a compiere un atto che rimarrebbe incompiuto senza l'espresso incitamento
di un terzo a causa dello stato psichico dell'assicurato (cosiddetto aiuto
indiretto; DTF 133 V 463; STF 8C_479/2007 del 4 gennaio 2008; DTF 121 V 91; 107
V 149).

 

Gli atti ordinari della vita sono i
seguenti (DTF 127 V 97; DTF 125 V 303; DTF 117 V 146 consid. 2.):

                                         - vestirsi/svestirsi

                                         - alzarsi/sedersi/coricarsi

                                         - mangiare

                                         - provvedere all'igiene
personale

                                         - andare al gabinetto

                                         - spostarsi (in casa e
all'esterno) e stabilire contatti.

 

                                   4.   Nella
fattispecie, la Cassa di compensazione ha respinto la richiesta di un AGI dell'AVS
a motivo che non sono riunite le condizioni legali, visto che non si può
ritenere che l'assicurata dipenda da terzi per gli atti quotidiani della vita e
neppure che necessiti di una sorveglianza personale.

 

La soluzione adottata dalla Cassa di
compensazione non può che essere confermata.

In effetti, gli accertamenti medici
predisposti dall'amministrazione convergono ad affermare che dal profilo
neurologico non è necessario un accompagnamento.

 

La documentazione medica prodotta con
l'opposizione accerta che l'assicurata è affetta da alcune patologie, quali una
sindrome cervico-lombovertebrale cronica con irradiazioni irritative in sede
scapolare a sinistra e lombo-gluteale a destra per la quale è stata ricoverata
per la riabilitazione degli arti inferiori dal 5 al 20 febbraio 2013 (doc.
92-2), una malattia emorroidale di grado III-IV con prolasso emorroidale
circolare che ha necessitato un intervento chirurgico avvenuto il 16 settembre
2013 (doc. 92-8), una sindrome depressiva ricorrente in trattamento (doc.
92-14), diffusi dolori al sistema locomotore di origine multifattoriale che
hanno comportato la richiesta di un aiuto domiciliare per due ore alla
settimana nel 2008 (doc. 92-15), nel 2012 (doc. 92-22) e nel 2014 (doc. 92-20),
epilessia che comporta difficoltà a salire sui mezzi pubblici ed un maggior
rischio di cadute (doc. 92-18) così pure alcune crisi epilettiche ogni mese
malgrado la terapia antiepilettica (doc. 92-21). Essa ha inoltre prodotto due
referti di densitometrie ossee del 2010 (doc. 92-17) e del 2013 (doc. 92-16).

 

L'assicurata, malgrado ne abbia più
volte accennato e ne abbia avuto la possibilità, né con il ricorso né durante
la procedura ricorsuale ha mai prodotto nuova documentazione medica e neppure
specifica alla problematica lamentata, ovvero di difficoltà negli spostamenti
esterni e della necessità di una sorveglianza personale continua.

 

Tanto il dr. med. __________,
specialista FMH neurologia che la segue per l'epilessia, quanto il dr. med. __________,
medicina generale FMH, suo medico curante, non hanno riscontrato le predette
difficoltà rispettivamente necessità.

 

Il dottor __________, nell'aprile 2013
(doc. 92-18), ha rilevato come la paziente presenti un aggravamento dei
disturbi alla colonna vertebrale su base degenerativa, ma al di fuori di questo
peggioramento il quadro clinico globale è grosso modo sovrapponibile ai
precedenti, in particolare per quanto riguarda la frequenza delle crisi
epilettiche (4-5 al mese).

Nel dicembre 2013 (doc. 92-20) il
curante ha certificato la necessità di un aiuto domiciliare per lavori
domestici pesanti in ragione di 2 ore alla settimana per l'anno 2014, stanti i
dolori degenerativi progressivi che necessitano di cure riabilitative.

 

Anche il neurologo, già nel 2012 (doc.
92-22), ha attestato che da anni erano presenti dolori al sistema locomotorio,
a causa dei quali l'assicurata non può svolgere attività domestiche particolarmente
pesanti dal profilo fisico. Pertanto, egli ha fatto richiesta per un aiuto
domiciliare regolare (una volta alla settimana).

 

Alla luce di questi nuovi certificati
medici, il medico SMR (dr. __________) si è pronunciato il 18 dicembre 2013
(doc. 94) osservando che non risultavano nuove patologie al di fuori di quelle
già note, che esisteva un'autonomia nei trasferimenti e nella deambulazione
(vedi degenza riabilitativa a __________) e che non era necessario un
accompagnamento dal punto di vista neurologico.

 

Sulla scorta di queste emergenze, va
concluso che in nessuna occasione esse hanno evidenziato delle difficoltà tali
da riconoscere la necessità dell'aiuto regolare e notevole di terzi per compiere
gli atti di vestirsi/svestirsi, alzarsi/sedersi/coricarsi, mangiare, lavarsi ed
andare al gabinetto.

Quanto all'aiuto per spostarsi
all'esterno ed alla sorveglianza personale permanente, che la ricorrente indica
essere difficoltose e quindi di necessitare dell'aiuto di terzi nella persona
del suo coinquilino, l'assistente sociale che ha compiuto l'inchiesta domiciliare
ha chiesto l'intervento del medico SMR (dr. med. __________) per valutare tali
necessità, il quale a sua volta ha interpellato i medici curanti della
ricorrente. Nella primavera 2013 sia il dr. med. __________ (doc. 80) sia il
dr. med. __________ (doc. 81) non hanno rilevato la necessità di un accompagnamento
costante da parte di una terza persona ed anche per gli spostamenti lunghi non
era mai emersa in passato la necessità di un accompagnamento.

 

Neppure i nuovi certificati medici prodotti
con l'opposizione hanno oggettivato le lamentele dell'assicurata, visto che
nessun dei medici che l'ha avuta in cura ha espresso queste sue necessità.

 

Anche il secondo medico del Servizio
Medico Regionale (dr. med. __________) che ha esaminato attentamente questa documentazione
ha concluso che non era necessario un accompagnamento da parte di terzi.

 

                                   5.   Stante
l'assenza di specifici atti medici che corroborino una diversa valutazione del
caso, secondo questo Tribunale si deve concludere che sulla base dell'inchiesta
domiciliare effettuata dall'assistente sociale, dei certificati medici raccolti
dalla Cassa di compensazione e delle valutazioni eseguite su di essi da entrambi
i medici SMR interpellati, non sono dati i presupposti per concedere alla ricorrente
un assegno grandi invalidi dell'AVS. Fanno infatti difetto le condizioni legali
di cui all'art. 38 OAI concernente l'accompagnamento nell'organizzazione della
realtà quotidiana.

 

È quindi a giusta ragione che la Cassa
di compensazione ha respinto la richiesta dell'assicurata di un AGI dell'AVS.

Pertanto, la decisione su opposizione
del 2 gennaio 2014 deve essere confermata ed il ricorso respinto.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il giudice delegato                                                Il
segretario

 

Ivano Ranzanici                                                   Fabio
Zocchetti