# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** daf5fc84-8907-5985-b3af-8cdc2d4072aa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-02-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.02.1996 14.1995.206
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-1995-206_1996-02-28.html

## Full Text

Incarto n.

  14.95.00206

  	
  Lugano

  28 febbraio 1996

  /B/fc/kc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Cometta,
  presidente, 

  Pellegrini, Zali

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura fallimentare dipendente dall’istanza 2 agosto 1995 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________

  

 

 

rilevato che con sentenza 11 dicembre  1995 la Pretore
del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha decretato:

 

"1.           E`
pronunciato il fallimento di __________ a far tempo da  lunedì __________ alle
ore 14.00.

 

 2/3/4       omissis".

 

 

Sentenza tempestivamente dedotta in appello il 18
dicembre 1995 da __________ che ne postula l'annullamento;

 

 

richiamato il decreto presidenziale 19/20 dicembre
1995 che ha accordato all'appello effetto sospensivo parziale;

 

 

esaminati atti e documenti,

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:                 A.      Con istanza 2 agosto 1995 la __________ ha chiesto il
fallimento di __________ per Fr. 3’650.--  oltre accessori e dedotti eventuali
acconti.

 

 

                                B.      All'udienza di contraddittorio del __________ alle ore
14.30 l'escusso non è comparso.

 

 

                                C.      L'appellante adduce di aver saldato il suo debito
prima della pronuncia del fallimento e produce uno scritto della creditrice
datato 15 dicembre 1995 in cui  viene dichiarato che il debito è stato pagato
il 7 dicembre 1995 (doc. F).

 

 

Considerato

 

 

in diritto:               1.      L'appellante adduce per la prima volta in sede
d'appello, di aver saldato il suo debito prima della dichiarazione di
fallimento. A sostegno del suo assunto liberatorio ha prodotto quanto indicato
nella narrativa fattuale sub C.

 

 

                                a)      La questione a sapere se possono essere ammessi in
seconda sede fatti, prove ed eccezioni nuovi va risolta facendo capo al diritto
processuale civile cantonale, atteso che per l'art. 25 n. 2 LEF il Cantone ha
facoltà sia di ammettere, sia di limitare, sia di escludere fatti nuovi nella
procedura di ricorso di cui all'art. 174 LEF.

                                          Per gli art.
385 ss. CPC l'istanza di fallimento è trattata con la procedura sommaria (cfr.
in particolare l'art. 387 CPC). 

                                          Contro la
decisione in prima sede del pretore è dato il rimedio dell'appellazione a
questa Camera: il termine di ricorso è di dieci giorni. A prescindere da questa
particolarità, l'art. 388 CPC non modifica in nulla le regole che disciplinano
l'istituto dell'appello. Queste escludono, in virtù dell'art. 321 cpv. 1 lett.
b CPC, la facoltà di addurre in seconda sede nuovi fatti, prove ed eccezioni
(cfr., tra tante, CEF 28 maggio 1980 in re C.SA, in Rep 1981 p. 420; CEF 28
gennaio 1988 in re A. AG c. F.T. e 8 agosto 1989 in re B.A. c. A.SA).

                                          La scrivente
Camera ha, per prassi costante, stabilito una particolarità procedurale in caso
di dichiarazione di fallimento, negando l'ammissibilità di nova in senso proprio
(ossia fatti verificatisi dopo il giudizio impugnato) ma ammettendo gli pseudonova
(ossia fatti rilevanti realizzatisi ante declaratoria di decozione ma
non portati a conoscenza del primo giudice), cfr. tra tante CEF 8 agosto 1989
in re B.A. c. A. SA oltre CEF 7 giugno 1983 in re E. c. I. p. 4-5.

                                          Gli pseudonova
devono essere tali da escludere la pronun­cia del fallimento, qualora fossero
stati tempestivamente noti al pretore, e non devono apparire come un ripiego o
un espediente abilmente ideato per evitare il fallimento con i gravi effetti
che ne conseguono (cfr. CEF 28 gennaio 1988 in re A.AG c. F.T. cons. 1 i.f. e
rif. ivi).

 

 

                                2.      Nel caso in esame, quanto riferito sub 1 in ingresso
costituisce prova sufficiente del pagamento effettuato dall'appellante ante
declaratoria di decozione: il fallimento va quindi annullato.

 

 

                                3.      La tassa di giustizia è a carico dell'appellante,
siccome non comparso avanti il primo giudice, in ambo le sedi (art. 54 OTLEF).

                                          Non si
assegnano indennità (art. 68 cpv. 1 OTLEF).

                                          Le spese
dell'Ufficio fallimenti sono caricate all'appellante.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 171 e 174 LEF, 387 e 388 CPC, nonchè
i disposti citati 

 

 

pronuncia:             I.      L'appello
è accolto.

                                          Di
conseguenza il giudizio di prima sede viene così riformato:

 

"1.   La
dichiarazione di fallimento __________ pronunciata dalla Pretore  del Distretto
di Lugano, Sezione 5, inc. n. FA.95.00687, nei confronti di __________, è
annullata.

 2.   La
tassa di giustizia di prima sede di Fr. 80.--, da anticipare come di rito, è a
carico di __________.

 3.   Le
spese dell'Ufficio dei fallimenti di Lugano, da anticipare come di rito, sono a
carico di __________.”

 

 

                                 II.      La
tassa di giustizia di Fr. 120.-- del presente giudizio, già anticipata dall’appellante,
resta a suo carico.   

 

 

                                III.      Intimazione
a:

                                          - __________

                                          Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 5

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d'appello

Il presidente                                                                            La
segretaria