# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8660a542-b380-539e-b782-1ec7b61a94e0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.04.2024 C-1291/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1291-2021_2024-04-26.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Decisione confermata dal TF con 

sentenza del 04.12.2024 (8C_353/2024) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-1291/2021 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 6  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 

 
Michela Bürki Moreni (presidente del collegio),  

Caroline Bissegger, Beat Weber,  

cancelliere Oliver Engel. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall'avv. Costantino Delogu,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
SUVA,  

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione infortuni, assoggettamento dell'azienda alla 

SUVA a partire dal 1° gennaio 2021 (decisione su opposi-

zione del 18 febbraio 2021). 

 

 

 

C-1291/2021 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______ è una società anonima (in seguito la società, l’interessata, 

l’insorgente o la ricorrente), con sede a (…) e succursali a (…) e (…), 

avente quale scopo sociale lo sviluppo e la commercializzazione di soft-

ware applicativo, tecniche gestionali e modelli organizzativi, la vendita 

come rappresentante e in proprio di supporti hardware con o senza pro-

grammi di applicazione in ambito amministrativo e/o di ricerca, di mobili e 

prodotti per ufficio similari, l’elaborazione di dati per conto di terzi, l’orga-

nizzazione di corsi per la formazione e l’aggiornamento professionale, in 

particolare per la diffusione di nuove tecnologie informatiche. Inoltre, 

svolge attività di consulenza su aspetti organizzativi e informatici in diversi 

settori aziendali. Infine può svolgere anche altre attività utili allo scopo so-

cietario; essa può acquistare, amministrare, edificare e vendere immobili 

in Svizzera e all’estero o può partecipare a tali attività, può costituire suc-

cursali in Svizzera e all’estero, può partecipare, creare e acquistare società 

simili in Svizzera e all’estero, nonché adottare qualsiasi misura, esercitare 

qualsiasi attività e concludere qualsiasi contratto atto a realizzare lo scopo 

sociale o qualsiasi scopo in legame diretto o indiretto con quest’ultimo ([tra-

duzione libera dal tedesco]; cfr. estratto del registro di commercio del Can-

ton (...) consultato online [www.zefix.ch] per l’ultima volta l’8 aprile 2024).  

A.b Il 6 luglio 2012 la SUVA (in seguito amministrazione o autorità inferiore) 

ha avviato la procedura volta ad accertare se la società, che all’epoca 

aveva la propria sede nel Canton (...), dove beneficiava dell’autorizzazione 

per il prestito di personale, doveva essere assoggettata alla SUVA ai fini 

dell’assicurazione obbligatoria dei propri dipendenti (doc. 2 e segg. dell’in-

carto dell’autorità inferiore [di seguito doc. SUVA 2 e segg.]).  

A.c Considerato che erano già in atto accertamenti analoghi riguardanti 

un’altra società del medesimo gruppo e avente scopo sociale comparabile 

a quello dell’interessata, la B._______, l’autorità inferiore ha deciso di at-

tenderne l’esito prima di continuare a porre in atto le verifiche relative all’as-

soggettamento alla SUVA della ricorrente (cfr. in particolare doc. SUVA 9 a 

26).  

A.d Con decisione del 12 maggio 2015 l’Ufficio giuridico della Sezione del 

lavoro del Cantone (...) ha rilasciato alla succursale di (...) della A._______, 

su sua richiesta, l’autorizzazione cantonale per la fornitura di personale a 

prestito nel settore della consulenza informatica (doc. SUVA 20).  

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A.e Con sentenza C-3606/2014 del 7 marzo 2018, passata in giudicato, 

questo Tribunale ha respinto il ricorso presentato dalla B._______ tendente 

all’annullamento dell’assoggettamento alla SUVA. Il TAF ha in particolare 

constatato che la società andava qualificata quale azienda unitaria ai sensi 

della LAINF, che, oltre ad offrire servizi e prodotti informatici, svolgeva an-

che l’attività di prestito di personale nel settore dell’informatica. Pertanto – 

considerato che se un’azienda unitaria effettua anche solo in minima parte 

l’attività di prestito di personale rientra nel campo d’applicazione dell’art. 66 

cpv. 1 lett. o LAINF – la B._______ doveva essere assoggettata obbligato-

riamente alla SUVA (doc. SUVA 26). 

B.  

B.a A seguito della menzionata sentenza del TAF C-3606/2014, nel corso 

del mese di aprile 2018, l’autorità inferiore ha riattivato gli accertamenti volti 

a determinare se anche i dipendenti dell’interessata, che aveva nel frat-

tempo spostato la propria sede nel Canton (...), dovevano essere assicurati 

obbligatoriamente presso la SUVA ai sensi dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF 

(doc. SUVA 27 e segg.). 

B.b Con formulario dell’8 agosto 2018 l’autorità di sorveglianza sul mercato 

del lavoro del Canton (...) ha riferito alla SUVA che nel 2015 la succursale 

(…) della società ha fornito in prestito 31 dipendenti per un totale di 22'121 

ore di attività e 49 dipendenti pari ad un totale di 57'985 ore di attività nel 

2016 (doc. SUVA 40). 

B.c Tramite messaggio di posta elettronica del 16 novembre 2018 l’inte-

ressata ha trasmesso alla SUVA copie dell’organigramma aziendale, del 

contratto di lavoro tipo che conclude con i propri dipendenti, di un accordo 

di collaborazione tipo con un cliente, di un progetto tipo con un cliente e 

informazioni relative alla massa salariale prevista per il 2019 (doc. SUVA 

51 e segg.). 

B.d Con messaggio di posta elettronica del 19 marzo 2019 l’autorità di sor-

veglianza sul mercato del lavoro del Canton (...) ha riferito alla SUVA che 

nel 2018 la succursale di (...) dell’interessata aveva fornito in prestito 57 

dipendenti per un totale di 85'571 ore di attività (doc. SUVA 61). 

B.e Tramite messaggio di posta elettronica del 21 maggio 2019 il rappre-

sentante dell’interessata, l’avv. Costantino Delogu, ha comunicato alla 

SUVA che la sua assistita non poteva essere considerata un’agenzia di 

lavoro interinale in senso stretto e che il prestito di personale per cui 

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dispone di un’autorizzazione secondo la legge sul collocamento e il perso-

nale a prestito (LC; RS 823.11) rappresentava un’attività minoritaria. Per-

tanto, in applicazione degli art. 66 cpv. 2 lett. c LAINF (aziende miste) e art. 

88 OAINF, essa non sottostava all’obbligo assicurativo presso la SUVA. 

Egli ha inoltre allegato lo scritto della Sezione del lavoro del Cantone (...) 

del 16 aprile 2019, in cui viene confermato che la succursale di (...) ha 

chiesto ed ottenuto l’autorizzazione cantonale per la fornitura di personale 

a prestito il 12 maggio 2015 e quella federale il 20 settembre 2017, dichia-

rando di svolgere l’attività di fornitura di personale a prestito nella forma del 

lavoro a prestito secondo l’ art. 27 cpv. 3 dell’Ordinanza sul collocamento 

e il personale a prestito (OC; RS 823.111). Le autorità (…) hanno pure pre-

cisato di non considerare l’interessata una società operante a titolo princi-

pale come prestatrice di personale e attestato che la succursale di (...) 

aveva fornito personale a prestito per un totale di 33'100 ore nel 2015, 

75'800 ore nel 2016, 79'900 ore nel 2017 e 95'000 ore nel 2018 (doc. SUVA 

67 e 68; v. anche doc. SUVA 87). 

B.f Il 23 maggio 2019 i responsabili dell’interessata si sono incontrati con 

gli specialisti della SUVA presso la succursale di (...) per esaminare i pre-

supposti di un assoggettamento alla SUVA quale impresa che ricorre al 

prestito di personale ai sensi dell’art. 66 LAINF (si confronti in particolare il 

rapporto del colloquio, doc. SUVA 84).  

B.g Con messaggio di posta elettronica del 28 maggio 2019 l’interessata 

ha trasmesso alla SUVA ulteriore documentazione concernente la propria 

attività, in particolare l’organigramma aziendale, il profilo societario, un mo-

dello di contratto lavorativo, le autorizzazioni per il prestito di personale per 

le sue succursali e delle considerazioni di carattere generale relative alla 

propria attività (in particolare doc. SUVA 73 a 83).  

B.h Tramite messaggi di posta elettronica del 15 e 26 maggio 2020 le com-

petenti autorità dei cantoni (...) e (...) hanno comunicato alla SUVA che nel 

2019 le succursali di (...) e (...) avevano fornito in prestito 82 dipendenti per 

89'719 ore di attività la prima, rispettivamente 75 dipendenti per 98'500 ore 

di attività la seconda (doc. SUVA 97). 

B.i Con scritto dell’8 luglio 2020 la SUVA ha comunicato all’interessata di 

ritenere necessario, per potersi determinare in merito all’assoggettamento 

obbligatorio, un ulteriore colloquio con i dirigenti della stessa, nonché di 

ottenere copie dei contratti di impiego del personale. La società ha omesso 

di dare seguito a tale richiesta, così come non ha ossequiato i termini 

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impartiti dalla SUVA per trasmettere i contratti di impiego richiesti (si con-

frontino doc. SUVA 99 e segg.). 

B.j Con decisione dell’11 novembre 2020 la SUVA ha constatato che 

dall’accertamento dei fatti rilevanti risulta che l’interessata è attiva nel set-

tore del prestito di personale in ambito informatico ed ha pertanto concluso 

che la società è assicurata presso la SUVA con effetto dal 1° gennaio 2021 

in virtù dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF rispettivamente che il contratto assi-

curativo privato già concluso va considerato decaduto (“hinfällig”, doc. 

SUVA 110). 

B.k Con opposizione del 10 dicembre 2020 l’interessata, rappresentata 

dall’avv. Delogu, ha contestato la decisione dell’11 novembre 2020, chie-

dendone l’annullamento, che venga constatato che non si tratta di 

un’azienda di lavoro temporaneo ai sensi dell’art. 66 LAINF e che di con-

seguenza non è assoggettata alla SUVA (doc. SUVA 122). All’opposizione 

è stato concesso l’effetto sospensivo (doc. SUVA 126). 

B.l Con decisione su opposizione del 18 febbraio 2021 la SUVA ha respinto 

l’opposizione del 10 dicembre 2020 e confermato la propria decisione 

dell’11 novembre 2020. L’amministrazione ha in particolare rilevato che, 

sebbene concordi con l’interessata laddove sostiene di non essere un pre-

statore di personale in senso stretto (ma piuttosto un’azienda di consulenza 

e sviluppo), nella sua attività commerciale ricorre nondimeno allo stru-

mento della fornitura di personale a prestito. Ciò sarebbe peraltro confer-

mato dal fatto che ha richiesto ed ottenuto un’autorizzazione per la fornitura 

di personale a prestito giusta l’art. 12 LC per entrambe le sue succursali, 

nonché dai dati statistici relativi al numero di lavoratori a prestito comunicati 

alle competenti autorità di sorveglianza del mercato del lavoro dei Cantoni 

(...) e (...), da cui risulta che nel periodo 2015 – 2019 il 38% del personale 

è stato messo a disposizione dei clienti. Di conseguenza essa ha confer-

mato l’assoggettamento presso la SUVA ai sensi dell’art. 66 cpv. 1 lett. o 

LAINF ai fini dell’assicurazione obbligatoria dei propri dipendenti, così 

come l’effetto sospensivo concesso all’opposizione (doc. SUVA 126 e 131). 

C.  

C.a Il 20 marzo 2021 la società, rappresentata dall’avv. Delogu, ha inter-

posto ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale contro la deci-

sione su opposizione della SUVA del 18 febbraio 2021 con cui chiede l’an-

nullamento della decisione impugnata e l’accertamento che A._______ non 

è un’azienda di lavoro temporaneo ai sensi dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF. 

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Al riguardo ribadisce di non essere un’azienda attiva nel settore del prestito 

di personale, ma di offrire ai propri clienti prestazioni e servizi nel settore 

informatico e di non essere pertanto assoggettata alla SUVA (doc. TAF 1).  

C.b Il 7 maggio 2021 la ricorrente ha versato il richiesto anticipo spese di 

CHF 3'000.- (doc. TAF 4 a 6). 

C.c Con risposta del 21 luglio 2021 la SUVA ha proposto la reiezione del 

gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rinviando a quanto 

già esposto nella decisione su opposizione, l’autorità inferiore ha ribadito 

che secondo gli accertamenti effettuati, la ricorrente – pur non qualifican-

dosi come prestatore di personale in senso stretto – ricorre nondimeno allo 

strumento della fornitura di personale in prestito, per cui dispone di un’au-

torizzazione secondo la legge sul collocamento di personale (doc. TAF 8). 

C.d Con replica del 2 novembre 2021 (doc. TAF 17) e duplica del 7 gennaio 

2022 (doc. TAF 21) le parti hanno in sostanza riconfermato le loro antiteti-

che posizioni.  

C.e Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, 

nei considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena 

cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 con 

rinvii). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all’art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell’art. 31 LTAF in combinazione 

con l’art. 33 lett. e LTAF e con l’art. 109 lett. a LAINF (RS 832.20), i ricorsi 

contro le decisioni su opposizione, ai sensi dell’art. 5 PA, della SUVA con-

cernenti la sua competenza di assicurare i lavoratori di un’azienda. 

1.3 In virtù dell’art. 37 LTAF la procedura dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale è retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti. 

Secondo l’art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni sociali 

non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA (RS 

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830.1). Giusta l’art. 2 LPGA, le disposizioni della LPGA sono applicabili alle 

assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale, se e per 

quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. Ora, l’art. 1 

LAINF stabilisce che le disposizioni della LPGA sono applicabili all’assicu-

razione contro gli infortuni, sempre che la LAINF non deroghi alla LPGA. 

1.4 Nella sua qualità di datrice di lavoro la ricorrente è debitrice dei premi 

dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni professionali e le malattie 

professionali relativi ai suoi dipendenti e, per conto dei lavoratori, dei premi 

dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni non professionali (si con-

fronti art. 91 cpv. 1 e 2 LAINF). Essa è pertanto toccata dalla decisione su 

opposizione impugnata che accerta l’assoggettamento alla SUVA ai fini 

dell’assicurazione obbligatoria dei propri dipendenti ed ha pertanto un in-

teresse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica. Ne 

consegue che è legittimata a ricorrere nel caso in esame (art. 59 LPGA). 

1.5 Il ricorso è stato interposto tempestivamente e rispetta i requisiti previsti 

dalla legge (art. 60 LPGA e art. 52 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto 

entro i termini accordati. Il gravame è pertanto ammissibile.  

2.  

2.1 Il Tribunale amministrativo federale applica il diritto d'ufficio, senza es-

sere vincolato dai motivi del ricorso (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi 

della decisione impugnata. In altri termini, il ricorso potrebbe essere accolto 

per ragioni diverse da quelle addotte dal ricorrente o respinto in virtù d'ar-

gomenti che la decisione impugnata non ha preso in considerazione (DTF 

134 III 102 consid. 1.1; 133 V 515 consid. 1.3; DTAF 2013/46 consid. 3.2).  

2.2 Nell’ambito delle assicurazioni sociali la procedura è retta dal principio 

inquisitorio (art.  43 cpv. 1 LPGA). Il Tribunale accerta i fatti determinanti 

per la soluzione della controversia, assume le prove necessarie e le valuta 

liberamente (art. 12 PA; DTF 136 V 376 consid. 4.1.1). Sempre che la legge 

non disponga diversamente, il Tribunale statuisce secondo il grado di prova 

della verosimiglianza preponderante. Deve ritenere un fatto provato, sol-

tanto quando è convinto della sua esistenza (DTF 138 V 218 consid. 6). Le 

parti sono tenute a cooperare all'accertamento dei fatti (art. 13 PA) e a mo-

tivare il ricorso (art. 52 PA). L'autorità di ricorso si limita, di principio, ad 

esaminare le censure sollevate, mentre le questioni di diritto non invocate 

dalle parti solo nella misura in cui gli argomenti delle parti o l'esame dell'in-

carto ne diano sufficiente motivo (DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 

consid. 6c). 

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Pagina 8 

2.3 Nell’ambito del ricorso in esame, la ricorrente può far valere la viola-

zione del diritto federale, compreso l’eccesso o l'abuso del potere di ap-

prezzamento, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti e l'inadeguatezza (art. 49 PA). 

2.4  

2.4.1 In via preliminare va rilevato che secondo la prassi della SUVA, con-

fermata da questo Tribunale, allorquando un’azienda è già assicurata 

presso un assicuratore privato, l’assoggettamento obbligatorio alla SUVA 

non produce alcun effetto fino al momento in cui la decisione impugnata 

non passa in giudicato. Durante la procedura di ricorso i sinistri sono a 

carico dell’assicuratore privato. Se l’assoggettamento alla SUVA dovesse 

essere confermato, quest’ultima dovrà emanare una nuova decisione ed 

esaminare la classificazione dell’azienda nella tariffa dei premi tenuto conto 

delle circostanze di fatto e di diritto che sono nel frattempo intervenute. In 

caso contrario l’assoggettamento diverrà privo d’effetto (sentenze del TAF 

C-3606/2014 del 7 marzo 2018 consid. 2.3; C-4772/2009 del 17 agosto 

2010 consid. 2.4 e C-5414/2008 del 22 marzo 2010 consid. 3.3).  

2.4.2 L’effetto sospensivo dell’opposizione, accordato dalla SUVA nella de-

cisione su opposizione del 18 febbraio 2021 (doc. SUVA 126 e 131), è per-

tanto confermato fino al momento in cui la decisione su opposizione sarà, 

se del caso, passata in giudicato. 

2.5 Dal profilo temporale, con riserva di disposizioni particolari di diritto 

transitorio, sono applicabili le disposizioni in vigore al momento della rea-

lizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o 

che produce conseguenze giuridiche (DTF 146 V 364 consid. 7.1; 144 V 

210 consid. 4.3.1; 143 V 446 consid. 3.3; 139 V 335 consid. 6.2; 138 V 475 

consid. 3.1). Nel caso in esame, si applicano pertanto di principio le dispo-

sizioni legali in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2021, così come le ulte-

riori modifiche entrate in vigore successivamente e fino alla data della de-

cisione impugnata. 

3.  

L’oggetto litigioso nella presente procedura è la questione se la ricorrente 

debba essere assoggettata alla SUVA ai fini di dell’assicurazione obbliga-

toria dei suoi dipendenti a decorrere dal 1° gennaio 2021 e meglio se essa 

vada considerata o meno un’azienda di lavoro temporaneo ai sensi dell’art. 

66 cpv. 1 lett. o LAINF.  

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Pagina 9 

4.  

4.1 L’assicurazione contro gli infortuni è gestita, secondo le categorie d’as-

sicurati, dalla SUVA o da altri assicuratori autorizzati e dalla cassa supple-

tiva da loro amministrata (art. 58 LAINF). 

4.2 L’art. 66 cpv. 1 LAINF elenca le aziende ed amministrazioni i cui lavo-

ratori sono assicurati obbligatoriamente alla SUVA. Tra queste figurano le 

aziende di lavoro temporaneo (lett. o). L’elenco di cui all’art. 66 cpv. 1 

LAINF comprende in particolare attività che presentano dei rischi elevati 

come pure attività del settore pubblico. L’attività delle aziende di lavoro 

temporaneo è stata inclusa in questo elenco, non solo a causa delle attività 

a rischio più elevato del settore dell’edilizia, che impiega un gran numero 

di lavoratori temporanei, ma anche perché questi ultimi sono particolar-

mente mobili ed è quindi preferibile che siano assicurati presso un unico 

assicuratore infortuni, a prescindere dal lavoro svolto, al fine di non essere 

confrontati a conflitti di copertura assicurativa, che potrebbero sorgere in 

occasione di un caso d’assicurazione, se le cause del danno non doves-

sero essere chiaramente determinate nel tempo (sentenza del TAF C-

4772/2009 consid. 3.1; si confronti anche la DTF 149 V 39 consid. 3.2.1). 

4.3 Incaricato di precisare quali aziende sottostanno all’obbligo di assicu-

rarsi presso la SUVA (art. 66 cpv. 2 LAINF), il Consiglio federale ha fatto 

uso di questa competenza emanando gli art. 73 segg. OAINF (RS 

832.202). Secondo l’art. 85 OAINF le aziende di lavoro temporaneo ai 

sensi dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF, comprendono il proprio personale e 

quello fornito a prestito. Il personale fornito a prestito ed il personale am-

ministrativo sono dunque considerati un tutt’uno (sentenza del TAF C-

4772/2009 consid. 3.2). 

5.  

5.1 In materia di assoggettamento obbligatorio alla SUVA, l’unità di base 

per decidere in merito all’assoggettamento è l’azienda, come risulta dall’art. 

66 LAINF. La nozione di azienda non è definita precisamente nella legge e 

neppure nell’ordinanza. Il Tribunale federale ha precisato che il termine 

azienda, ai sensi dell’assicurazione contro gli infortuni, designa una per-

sona giuridica, una società di persone o una ditta individuale con qualità di 

datore di lavoro (DTF 113 V 346 consid. 3a e 113 V 327 consid. 4; sentenza 

del TAF C-4772/2009 consid. 4.1). 

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Pagina 10 

5.2 Per determinare se un’azienda debba, o meno, essere assoggettata 

obbligatoriamente alla SUVA, è innanzitutto necessario procedere alle se-

guenti distinzioni. La prima, secondo la sistematica della legge e dell’ordi-

nanza, consiste nello stabilire se, ai sensi della LAINF, l’azienda in que-

stione è un’azienda unitaria o un’azienda composita (nel senso di 

un’azienda mista rispettivamente suddivisa in azienda principale e azienda 

ausiliaria o accessoria; DTF 149 V 39 consid. 3.2.1 e 137 V 114 consid. 

3.1).  

5.3  

5.3.1 La nozione di azienda unitaria non è definita dalla legge e neppure 

dall’ordinanza. Unitaria è l’azienda che si dedica principalmente alle attività 

di un unico settore, presenta un carattere omogeneo o predominante, ad 

esempio, quale impresa di costruzione, impresa commerciale o società fi-

duciaria, fornendo essenzialmente prestazioni che rientrano nel settore di 

attività abituale di un’azienda di questo tipo. La suddivisione dell’azienda 

dal profilo organizzativo, con direzione centralizzata o decentralizzata, non 

è determinante se l’attività di ciascuna divisione è dedicata al medesimo 

scopo e se rientra nel settore di attività abituale dell’azienda. Infine, non è 

determinante neppure la differenziazione dei prodotti o dei servizi, a con-

dizione che essa non ecceda i limiti del settore di attività originario (DTF 

149 V 39 consid. 3.2.1, 137 V 114 consid. 3.1 e 113 V 346 consid. 3b; 

sentenza del TAF C-4772/2009 consid. 4.2.1). 

5.3.2 I dipendenti di un’azienda unitaria sono assicurati obbligatoriamente 

alla SUVA se essa esercita un’attività che rientra nel campo d’applicazione 

dell’art. 66 cpv. 1 LAINF. Al riguardo va evidenziato che il Tribunale federale 

ha precisato che la proporzione delle singole attività specifiche di un settore 

non è rilevante ai fini dell’assoggettamento alla SUVA. Anche se 

un’azienda unitaria effettua solo in minima parte un’attività che rientra nel 

campo d’applicazione dell’art. 66 cpv. 1 LAINF, deve essere assicurata ob-

bligatoriamente alla SUVA (si confronti in particolare la sentenza del TF 

8C_256/2009 dell’8 giugno 2009 consid. 4.1 a 4.3; e nello stesso senso 

anche le DTF 149 V 39 consid. 3.2.1 e 137 V 114 consid. 4 e 5.2 non pub-

blicato; nonché le sentenze del TAF C-4772/2009 consid. 4.2.1; C-

5414/2008 consid. 4.2 e C-3606/2014 consid. 5.2 e segg.).  

5.4 Composita va considerata l’azienda che si dedica ad attività in più set-

tori. Tale è il caso, da un lato, dell’azienda mista, la cui attività comprende 

due o più entità chiaramente distinte senza alcun legame tecnico tra loro 

ed indipendenti le une dalle altre quanto ai locali ed al personale (art. 66 

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Pagina 11 

cpv. 1 LAINF e art. 88 cpv. 2 OAINF), e, dall’altro, dell’azienda principale, 

che, oltre all’attività caratteristica dell’azienda, ha al proprio fianco delle 

aziende ausiliarie (al proprio servizio) o delle aziende accessorie (al proprio 

servizio e che offrono servizi a terzi), che non rientrano nel settore di attività 

dell’azienda principale. L’attività delle aziende ausiliarie od accessorie si 

distingue nettamente dall’attività dell’azienda principale (DTF 149 V 39 

consid. 3.2.2, 137 V 114 consid. 3.1 e 113 V 346 consid. 3c; sentenza del 

TAF C-4772/2009 consid. 4.2.2).  

L’art. 88 cpv. 1 OAINF prevede che l’attività della SUVA si estende pari-

menti alle aziende ausiliarie o accessorie tecnicamente legate a una delle 

aziende principali previste all’art. 66 cpv. 1 LAINF. Se l’azienda principale 

esula dal campo d’attività della SUVA, i lavoratori delle aziende ausiliarie o 

accessorie devono pure essere assicurati presso un assicuratore desi-

gnato all’art. 68 LAINF. Secondo l’art. 88 cpv. 2 OAINF, vi è azienda mista 

qualora più entità uniche d’aziende appartenenti allo stesso datore di la-

voro non hanno alcun legame tecnico tra loro. Le unità tecniche di dette 

aziende sono assoggettate alla SUVA se soddisfano le condizioni dell’art. 

66 cpv. 1 LAINF (si confronti in dettaglio DTF 149 V 39 consid. 3.2.2).  

5.5 Nel caso in esame è incontestato che la ricorrente va considerata 

un’azienda unitaria attiva nel settore della consulenza e dello sviluppo in-

formatico (si confronti in particolare la decisione su opposizione del 18 feb-

braio 2021 consid. 2.2 [doc. SUVA 131], nonché il ricorso del 20 marzo 

2021 consid. 11 [doc. TAF 1]). D’altronde, dagli atti non emergono motivi 

che potrebbero indurre questo Tribunale a intervenire d’ufficio sulla que-

stione, risultando dall’istruttoria esperita che la ricorrente è effettivamente 

attiva in ambito informatico e delle nuove tecnologie (segnatamente svi-

luppo e vendita di prodotti e servizi informatici, nonché consulenza in tali 

ambiti) e che non ha esteso le proprie attività ad altri settori (si confronti in 

particolare doc. SUVA 84 e segg.). Essa va pertanto considerata 

un’azienda unitaria attiva nel settore informatico e tecnologico.  

6.  

6.1 Al fine di determinare se la ricorrente debba essere assoggettata alla 

SUVA per l’assicurazione dei propri dipendenti, occorre in secondo luogo 

accertare se vada considerata un’azienda di lavoro temporaneo ai sensi 

dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF.  

6.2 Al riguardo la SUVA ha osservato che, secondo i dati comunicati dalla 

ricorrente relativi agli anni 2015 a 2019, in media il 38% del personale 

C-1291/2021 

Pagina 12 

complessivo è stato messo a disposizione dei vari clienti. L’autorità infe-

riore ha inoltre evidenziato che – pur condividendo la tesi dell’insorgente 

secondo cui non rappresenta un prestatore di personale in senso stretto, 

ma piuttosto un’azienda di consulenza e sviluppo – nell’esercizio della pro-

pria attività essa ricorre nondimeno allo strumento della fornitura di perso-

nale a prestito, per cui beneficia di un’autorizzazione in conformità con l’art. 

12 LC. L’amministrazione ha poi precisato che il cosiddetto lavoro a prestito 

è sottoposto alle stesse regole del “lavoro temporaneo tradizionale”. Infine 

ha ricordato che sia il Tribunale federale, sia il Tribunale federale ammini-

strativo hanno già riconosciuto l’obbligo di assicurazione obbligatoria dei 

dipendenti presso la SUVA per un’azienda del settore informatico che for-

nisce personale ad altre imprese (si confronti doc. SUVA 131 e doc. TAF 

8).  

6.3 Dal canto suo, in corso di procedura amministrativa la ricorrente ha 

dapprima affermato di svolgere solo in parte minoritaria l’attività di prestito 

di personale sottoposta ad autorizzazione secondo la LC (doc. SUVA 67). 

In seguito, in fase ricorsuale ha invece precisato di non essere un’azienda 

attiva nel settore del prestito di personale, ma di offrire ai propri clienti pre-

stazioni e servizi nel settore informatico mediante contratti di appalto o 

mandato. Per questi motivi ritiene di non dover essere assicurata presso la 

SUVA in virtù dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF. A sostengo delle proprie con-

clusioni ha sottolineato di non sottostare al contratto collettivo di lavoro per 

il settore del prestito di personale e che nel suo caso non sarebbero adem-

piuti i criteri posti da dottrina e giurisprudenza per ritenere che eserciti 

un’attività di locazione di servizi/prestito di personale. Riguardo ai criteri 

rilevanti per determinare se un’attività comporti prestito di personale (rap-

porto di subordinazione del lavoratore rispetto al cliente beneficiario, inte-

grazione del lavoratore nell’impresa cliente, obbligo di fatturazione del 

tempo effettivo di prestito, rischio commerciale dell’attività e responsabilità 

in caso di danni), essa ha asserito di mantenere il controllo sui propri lavo-

ratori e di impartire loro le necessarie istruzioni per l’attività da svolgere 

presso il cliente, che – salvo eccezioni – essi mantengono i suoi orari di 

lavoro e gli strumenti lavorativi da essa forniti, che versa ai propri dipen-

denti il salario ed il corrispettivo per eventuali straordinari, mentre fattura ai 

clienti i servizi prestati secondo il rispettivo contratto di mandato o appalto. 

Infine la ricorrente ha rilevato che il rischio commerciale legato al buon 

esito del risultato pattuito con il cliente resta interamente a suo carico e che 

essa si assume piena responsabilità per le attività svolte dai suoi dipen-

denti presso i suoi clienti. Con la replica la ricorrente ha per la prima volta 

menzionato la necessità di procedere ad una perizia giudiziaria per stabilire 

la natura della propria attività commerciale e ha lasciato intendere di poter 

C-1291/2021 

Pagina 13 

in ogni caso beneficiare di un’eccezione all’obbligo di assicurarsi presso la 

SUVA giusta l’art. 66 cpv. 3 LAINF nella misura in cui ha stipulato una co-

pertura assicurativa con prestazioni superiori rispetto a quelle previste dalla 

LAINF (doc. TAF 17). 

6.4  

6.4.1 La fornitura di personale a prestito è disciplinata in particolare dalla 

già menzionata LC e dalla relativa ordinanza (OC). I datori di lavoro (pre-

statori) che cedono per mestiere lavoratori a terzi (imprese acquisitrici) de-

vono chiedere un’autorizzazione d’esercizio all’ufficio cantonale del lavoro 

(art. 12 cpv. 1 LC). L’art. 26 cpv. 1 OC precisa che è considerato prestatore 

chiunque ceda i servizi di un lavoratore a un’impresa acquisitrice, accor-

dandole per l’essenziale il potere di impartire istruzioni al lavoratore 

6.4.2 Ai sensi dell’art. 26 cpv. 2 OC è inoltre possibile concludere che vi è 

un’attività di fornitura di personale a prestito segnatamente se (lett. a) il 

lavoratore è coinvolto nell’organizzazione del lavoro dell’impresa acquisi-

trice a livello personale, organizzativo, materiale e temporale; (lett. b) il la-

voratore svolge i lavori con attrezzature, materiale o apparecchi dell’im-

presa acquisitrice; (lett. c) l’impresa acquisitrice assume il rischio della cat-

tiva esecuzione del contratto. 

6.4.3 Secondo l’art. 27 cpv. 1 OC la fornitura di personale a prestito com-

prende il lavoro temporaneo, il lavoro a prestito (o lavoro in regia) e la ces-

sione occasionale di lavoratori ad imprese acquisitrici; è considerato lavoro 

temporaneo se lo scopo e la durata del contratto di lavoro concluso fra il 

datore di lavoro e il lavoratore sono limitati a un solo impiego presso un’im-

presa acquisitrice (art. 27 cpv. 2 OC); è considerato lavoro a prestito se 

(lett. a) lo scopo del contratto di lavoro concluso fra il datore di lavoro e il 

lavoratore consiste principalmente nel cedere i servizi del lavoratore a im-

prese acquisitrici e (lett. b) la durata del contratto di lavoro è di regola indi-

pendente da singoli impieghi presso imprese acquisitrici (art. 27 cpv. 3 OC); 

è considerata cessione occasionale di lavoratori se (art. 27 cpv. 4 lett. a) lo 

scopo del contratto di lavoro concluso fra il datore di lavoro e il lavoratore 

consiste essenzialmente nel porre il lavoratore sotto gli ordini del datore di 

lavoro, (lett. b) i servizi del lavoratore sono ceduti solo eccezionalmente a 

un’impresa acquisitrice e (lett. c) la durata del contratto di lavoro è indipen-

dente da eventuali impieghi presso imprese acquisitrici. 

6.4.4 Il Messaggio concernente la revisione della legge federale sul servi-

zio di collocamento e la fornitura di servizi del 27 novembre 1985 sottolinea 

C-1291/2021 

Pagina 14 

che la caratteristica principale della fornitura di servizi è il prestito, a scopi 

lucrativi, ossia regolare e contro remunerazione, di lavoratori ad altri datori 

di lavoro. Il termine generico di “fornitore di servizi” si applica alle imprese 

di lavoro temporaneo e alle imprese in regia, come pure ai datori di lavoro 

che mettono regolarmente il loro personale a disposizione di terzi per assi-

curare un determinato lavoro. Quanto alle diverse forme di fornitura di ser-

vizi, una delle particolarità più frequentemente rilevate è la differenza nella 

durata o nella continuità degli impieghi. Infatti, la durata del lavoro a regia 

è generalmente assai lunga e il suo scopo è pertanto l’impiego a lungo 

termine. Il vero e proprio “prestito di lavoratori” è piuttosto eccezionale e di 

breve durata, ma viene generalmente inserito in un rapporto di lavoro ordi-

nario di durata illimitata. Nel caso di lavoro temporaneo infine, gli impegni 

sono generalmente di breve durata, ma possono parimenti estendersi 

sull’arco di diversi mesi. La durata dell’impiego può dunque servire d’indi-

cazione, ma non di criterio distintivo. Un’altra differenza tra le diverse forme 

di fornitura di servizi consiste nel fatto che l’agenzia di lavoro temporaneo 

addossa al lavoratore i rischi inerenti alla mancanza di lavoro, mentre 

un’impresa di lavoro a regia oppure, di vero e proprio “prestito di lavoratori”, 

ne assume l’intera responsabilità. I limiti tra le diverse forme sono dunque 

vaghi e non possono essere determinati con precisione. Poiché la legge 

persegue in primo luogo lo scopo di proteggere i lavoratori assunti per la 

fornitura di servizi, indipendentemente se trattasi di lavoro a regia oppure 

di lavoro temporaneo, fornito sotto gli ordini di un terzo, non appare dunque 

opportuna una suddivisione della fornitura di servizi in base a criteri distin-

tivi secondari (FF 1985 III 503; 545 e 546; si confronti anche sentenza del 

TAF C-3606/2014 del 7 marzo 2018 consid. 6.3). 

6.4.5 In DTF 137 V 114 il TF ha già avuto modo di constatare che la LAINF 

non definisce la nozione di “azienda di lavoro temporaneo” ("Betriebe, die 

temporäre Arbeitskräfte zur Verfügung stellen", " entreprises de travail tem-

poraire") e che l’OAINF si limita a stabilire che le aziende di lavoro tempo-

raneo ai sensi dell'articolo 66 par. 1 lettera o della LAINF comprendono sia 

il proprio personale sia quello fornito a prestito (art. 85 OAINF) ma che l’ 

interpretazione delle pertinenti norme non permette di distinguere, nell'ap-

plicazione dell'art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF, le aziende di lavoro temporaneo 

dalle aziende di lavoro a regia (o di lavoro a prestito in senso improprio) ai 

sensi dell'art. 27 OC.  

6.5  

6.5.1 Tuttavia dev’essere fatta una distinzione tra contratto di fornitura di 

servizi e contratto di prestazioni come l’appalto, il mandato o il montaggio. 

C-1291/2021 

Pagina 15 

Per la fornitura di servizi è caratteristico il conferimento all’impresa acqui-

sitrice di servizi del diritto di dare istruzioni ai lavoratori assunti. Per contro, 

l’impresa che fornisce l’opera oppure l’impresa di montaggio si obbliga ri-

spetto al committente a produrre un determinato risultato. Essa equipaggia 

i lavoratori e mantiene il diritto di dare istruzioni; il committente rimane pas-

sivo. Poiché sono presumibili tentativi di elusione della legge con la stipu-

lazione di “pseudocontratti d’opera” e “contratti di montaggio”, la defini-

zione contenuta nell’art. 12 cpv. 1 LC è scientemente ampia e si estende 

parimenti alle imprese i cui lavoratori, in base a contratti d’opera o di mon-

taggio od altre forme analoghe, eseguono lavori per terzi che abitualmente 

li svolgono direttamente; in altri termini, i lavori specifici del ramo (ad esem-

pio, lavori di costruzione nel caso di un’impresa edile; FF 1985 III 503; 545; 

sentenza del TAF C-5414/2008 consid. 5.4).  

6.5.2 Secondo giurisprudenza la fornitura di personale a prestito è il con-

tratto mediante cui un datore di lavoro (il prestatore) mette i suoi lavoratori 

a disposizione di un altro datore di lavoro (l’impresa acquisitrice) per la for-

nitura di prestazioni di lavoro contro remunerazione. Si tratta, di principio, 

di un contratto innominato sui generis, che comprende elementi del man-

dato (DTF 148 II 426 consid. 7.1 e DTF 137 V 114 consid. 4.2.1; MA-

TILE/ZILLA/STREIT, Travail temporaire, Commentaire pratique des disposi-

tions fédérales sur la location de services [art. 12-39 LSE], 2010, pag. 5 

seg.). 

6.5.3 Nel caso del lavoro temporaneo (art. 27 cpv. 2 OC) il datore di lavoro 

stipula una convenzione quadro con il lavoratore, che gli permette di otte-

nere l’accordo di quest’ultimo circa le condizioni di lavoro. In seguito, il da-

tore di lavoro propone al lavoratore un contratto di missione presso un’altra 

azienda. Se il lavoratore accetta la missione proposta viene concluso un 

contratto di lavoro con il datore di lavoro. Non è versato alcuno stipendio 

tra due missioni. Quanto al lavoro a prestito (art. 27 cpv. 3 OC), il lavoratore 

è assunto per fornire le sue prestazioni di servizi a diverse imprese clienti. 

La durata del contratto di lavoro è indipendente dalle missioni svolte presso 

le imprese acquisitrici. Il lavoratore rimane vincolato da un contratto di la-

voro con il suo datore di lavoro. Quest’ultimo sopporta il rischio di un’inat-

tività del lavoratore tra due impieghi (DTF 137 V 114 consid. 4.2.2).  

 

Il lavoro temporaneo provvede a soddisfare la domanda di lavoratori per 

brevi periodi di punta con l’offerta di manodopera che desidera lavorare 

soltanto durante un periodo relativamente breve. Le aziende di lavoro a 

prestito esercitano la propria attività solo in settori specifici in cui vi è ca-

renza di manodopera, ciò che permette loro di ridurre i periodi di inattività 

C-1291/2021 

Pagina 16 

dei lavoratori ed il rischio di versare il salario durante questi periodi (DTF 

137 V 114 consid. 4.2.3; Matile/Zilla/Streit, op. cit., pag. 10 segg.). 

6.5.4 In altri termini, il datore di lavoro che crea contratti tra persone in 

cerca d’impiego e datori di lavoro od il datore di lavoro che assume lavora-

tori e li mette a disposizione di altri datori di lavoro per prestazioni di lavoro, 

conclude un contratto di lavoro temporaneo od un contratto di lavoro a pre-

stito (sentenza del TAF C-3606/2014 consid. 6.4.3 e C-5414/2008 consid. 

5.5). 

6.5.5 Al fine di distinguere il contratto di lavoro temporaneo o di lavoro a 

prestito dal contratto di mandato o di appalto, il Segretariato di Stato 

dell’economia ha elaborato delle direttive e dei commenti relativi alla LC e 

all’OC (direttive consultabili all’indirizzo “http://www.area-lavoro.ch”, nella 

rubrica Pubblicazioni/Collocamento privato). Secondo queste direttive, i 

seguenti criteri permettono di concludere che sussiste fornitura di una pre-

stazione di lavoro nella forma della fornitura di personale a prestito: 

 rapporto di subalternità: il potere direttivo e di controllo dell’impresa ac-

quisitrice sono caratteristiche essenziali della fornitura di una presta-

zione di lavoro (vi rientrano tra l’alto la competenza di dare istruzioni 

relative al modo di esecuzione del lavoro e alla scelta dei mezzi ausi-

liari). Questa condizione è soddisfatta quando il prestatore e l’impresa 

acquisitrice condividono il potere direttivo; 

 integrazione del lavoratore nell’impresa acquisitrice a livello personale, 

organizzativo e di lavoro: egli lavora con gli attrezzi, il materiale e gli 

apparecchi dell’impresa acquisitrice, principalmente nella sua sede e 

secondo i suoi orari di lavoro; 

 obbligo di conteggiare le ore effettuate: il prestatore fattura le ore, setti-

mane e/o mesi di lavoro e non un prezzo forfettario convenuto anticipa-

tamente per la prestazione; 

 il rischio commerciale della prestazione di lavoro (cattiva esecuzione) è 

preso a carico dell’impresa acquisitrice. L’unica responsabilità del pre-

statore nei confronti dall’impresa acquisitrice è quella della scelta del 

lavoratore idoneo; non garantisce però alcun risultato contrattuale ine-

rente alla qualità o alla completa esecuzione del prodotto fino a una data 

determinata. Se l’obiettivo non è raggiunto, non farà alcuno sconto sul 

prezzo convenuto né fornirà, per esempio, prestazioni riparatorie gra-

tuite; 

C-1291/2021 

Pagina 17 

 il prestatore non risponde neppure per gli eventuali danni che il suo la-

voratore potrebbe causare per negligenza o intenzionalmente all’im-

presa acquisitrice o a terzi nell’ambito della sua attività per detta impresa 

(Direttive pag. 68, v. anche MATILE/ZILLA/STREIT, op. cit., pag. 6 seg.). 

Per il resto, secondo le surriferite direttive, non vi è fornitura di personale a 

prestito allorquando: 

 l’impresa acquisitrice non ha potere direttivo; 

 il lavoratore non utilizza attrezzi, materiale e apparecchi appartenenti 

all’impresa acquisitrice; 

 il lavoratore non esegue la missione unicamente nella sede o secondo 

l’orario dell’impresa acquisitrice; 

 il contratto stipulato tra l’imprenditore e l’impresa acquisitrice non ha per 

oggetto principale la fatturazione delle ore di lavoro, ma la realizzazione 

di un obiettivo chiaramente definito contro una remunerazione data; 

 in caso di non realizzazione di questo obiettivo, l’imprenditore garanti-

sce all’impresa acquisitrice delle prestazioni riparatorie gratuite o una 

riduzione dell’onorario (Direttive pag. 69; sentenza del TF 2A.425/2006 

del 30 aprile 2007 consid. 3.2; v. anche la sentenza del TAF C-

5414/2008 consid. 5.5). 

7.  

7.1 Questo Tribunale rileva che nel caso in esame la ricorrente ha dap-

prima precisato che una parte minoritaria della propria attività commerciale 

comporta il prestito di personale sotto forma di lavoro a regia e che ogni 

anno ha comunicato l’entità di tale attività (numero di collaboratori coinvolti 

e somma totale delle ore prestate) alle competenti autorità di sorveglianza 

sul mercato del lavoro secondo gli art. 18 LC e 46 e segg. OC sia per la 

succursale di (...), sia per quella di (...). In un secondo momento, e più pre-

cisamente in fase di opposizione alla decisione dell’11 novembre 2020 e 

poi anche nel procedimento ricorsuale in esame, ha per contro negato in 

maniera categorica di ricorrere allo strumento del prestito di personale, di-

chiarando di concludere con i propri clienti esclusivamente contratti di pre-

stazione quali l’appalto ed il mandato.  

7.2  

C-1291/2021 

Pagina 18 

7.2.1 Al riguardo si ricorda che giusta l’art. 12 cpv. 1 e 3 LC i datori di lavoro 

che cedono per mestiere lavoratori a terzi devono chiedere un’autorizza-

zione d’esercizio all’ufficio cantonale del lavoro e lo stesso devono fare le 

succursali che hanno la sede in un Cantone diverso da quello della sede 

principale. Inoltre, giusta l’art. 12 cpv. 2 LC per la fornitura all’estero di per-

sonale a prestito, oltre all’autorizzazione cantonale è necessaria un’auto-

rizzazione d’esercizio della SECO. L’art. 18 cpv. 2 LC prevede poi che al 

fine di seguire l’andamento del mercato del lavoro, l’autorità di rilascio 

dell’autorizzazione per la fornitura di personale a prestito può obbligare il 

prestatore a fornirle dati statistici impersonali sulla sua attività. A tal propo-

sito l’art. 46 OC precisa che il prestatore la cui attività è sottoposta ad au-

torizzazione tiene la contabilità delle prestazioni effettuate dai lavoratori 

forniti a prestito (cpv. 1) e che alla fine di ogni anno civile comunica alla 

competente autorità cantonale la somma delle ore di prestazioni fornite e il 

numero, il sesso e l’origine (svizzera o estera) dei lavoratori forniti a prestito 

(cpv. 2).  

7.2.2 Prima di approfondire in dettaglio le censure della ricorrente, nel caso 

in esame occorre rilevare in primo luogo che dagli atti dell’incarto risulta 

che l’insorgente beneficia di un’autorizzazione cantonale e federale per 

esercitare la fornitura di personale a prestito in Svizzera e all’estero da 

parte di entrambe le succursali di (...) e (...) e che quest’ultime hanno fatto 

largamente uso di tale possibilità, prestando negli anni ai clienti un numero 

importante di dipendenti, che nel 2018 e 2019 ha quasi raggiunto la quota 

del 50% del personale impiegato per un totale che sfiorava le 200'000 ore 

annue. La ricorrente ha difatti notificato alla Sezione del lavoro del Cantone 

(...) di aver fornito personale a prestito, nella forma del lavoro a prestito, 

per un totale di 33'100 ore nel 2015 (per un totale di 27 persone da cui 

sono stati prestati i servizi), di 75'800 ore nel 2016 (per un totale di 60 per-

sone da cui sono stati prestati i servizi), 79'900 ore nel 2017 (per un totale 

di 64 persone di cui sono stati prestati i servizi), 95'000 ore nel 2018 (per 

un totale di 72 persone da cui sono stati prestati i servizi) e 98'500 ore nel 

2019 (per un totale di 75 persone da cui sono stati prestati i servizi). All’au-

torità preposta alla sorveglianza sul mercato del lavoro del Canton (...) ha 

invece comunicato di aver fornito personale a prestito per un totale di 

57'985 ore nel 2016 (suddivise tra 49 collaboratori), 85'571 ore nel 2018 

(suddivise tra 57 collaboratori) e di 89'719 ore nel 2019 (suddivise tra 82 

collaboratori). 

7.2.3 Tali comunicazioni, intervenute secondo le citate disposizioni della 

normativa sul collocamento ed il personale a prestito, sono necessarie e 

pretese unicamente nella misura in cui una società che possiede 

C-1291/2021 

Pagina 19 

un’autorizzazione di fornire personale a prestito ha effettivamente fatto uso 

di tale facoltà. Dal canto suo, la ricorrente non ha né commentato, né con-

testato tali dati, in particolare non ha spiegato per quale motivo avrebbe 

proceduto a tali comunicazioni se – come ora sostiene – non avrebbe mai 

ricorso al prestito di personale, ma si sarebbe fondata su contratti di pre-

stazioni quali mandato o appalto. In particolare non può essere seguita 

laddove sostiene di avere richiesto l’autorizzazione di fornire personale a 

prestito unicamente per poter partecipare alle gare di appalti pubblici, 

senza in concreto averne mai fatto uso, avendo al contrario notificato ogni 

anno cifre importanti per entrambe le sue succursali. Simili affermazioni 

appaiono unicamente formulate a scopi processuali risultando contrarie a 

quanto emerso dall’istruttoria. Dagli atti non emergono inoltre motivi per cui 

questo Tribunale debba dubitare della correttezza di tali cifre o intervenire 

d’ufficio su questa questione, trattandosi peraltro di dati confermati a più 

riprese da entrambe le competenti autorità cantonali. Pertanto, non si im-

pongono in tale ambito ulteriori accertamenti, risultando al contrario suffi-

cientemente appurati i fatti necessari per statuire secondo il principio della 

verosimiglianza preponderante applicabile nella fattispecie. Pertanto, 

come correttamente rilevato dall’autorità inferiore, e come in un primo mo-

mento confermato dalla ricorrente stessa, essa va considerata quale so-

cietà attiva nell’ambito della consulenza e dello sviluppo informatico, che 

nell’esecuzione della propria attività commerciale, ricorre almeno parzial-

mente al prestito di personale.  

7.3 Siffatta conclusione appare ancor più verosimile anche alla luce del 

fatto che la ricorrente per sua stessa ammissione ha in sostanza ripreso 

l’attività della B._______ di (...) e (...) (si confronti in particolare il doc. SUVA 

84), per cui questo Tribunale aveva già constatato l’obbligo di assoggetta-

mento alla SUVA giusta l’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF (sentenza del TAF C-

3606/2014).  

7.4 Alla luce di quanto precede, risulta dunque superfluo analizzare in det-

taglio il modello di contratto di lavoro, così come i contratti di collabora-

zione/progetto con i propri clienti trasmessi dalla ricorrente. Ad ogni buon 

conto, questo Tribunale rileva che una distinzione tra contratto di fornitura 

di servizi e contratto di appalto/mandato è possibile unicamente per ogni 

singolo contratto concluso dall’interessata. Non risulta invece possibile giu-

dicare in astratto l’intera attività commerciale della stessa, tanto meno fon-

dandosi esclusivamente sui due contratti prodotti. Va difatti da sé che essi 

non possono essere considerati rappresentativi dell’integralità dell’attività 

commerciale svolta e che pertanto, anche qualora tali accordi non doves-

sero consistere in prestito di personale, questo non significherebbe ancora 

C-1291/2021 

Pagina 20 

che in altri casi non abbia fornito personale a prestito ai suoi clienti, come 

difatti risulta essere il caso nella fattispecie in analisi (cfr. consid. 7.2 e 7.3 

qui sopra). Ne consegue che le censure della ricorrente non sono perti-

nenti, risultano infondate in quanto in contraddizione con le risultanze di 

causa e tra di loro. Esse pertanto respinte (si confronti in particolare il con-

sid 5 della sentenza del TF 8C_817/2010 del 12 aprile 2011, non pubblicato 

in di DTF 137 V 114 e MICHAEL KULL, in: Michael Kull [Hrsg.], SHK Ar-

beitsvermittlungsgesetz [AVG], 2. ed. 2014, Art. 12 N 44 e 48).  

 

A titolo prettamente abbondanziale questo Tribunale rileva nondimeno che, 

contrariamente a quanto asserito dalla ricorrente, il contratto di lavoro tipo 

prodotto indica che la relazione lavorativa sottostà – fra l’altro – alla legge 

sul collocamento e il personale a prestito e che i contratti prodotti dall’in-

sorgente e denominati “Statement of Work no. 25” e “Statement of Work 

no. 42” prevedono esplicitamente che lo scopo dei rispettivi accordi è la 

messa a disposizione di risorse a beneficio della cliente (“for the purpose 

of regulating the making avaible of resources by A._______ to [omissis]”; 

v. considerando C. dello “Statement of Work no. 25” e considerando B dello 

“Statement of Work no. 42” [doc. SUVA 119 e segg.). Ciò conferma a mag-

gior ragione la tesi dell’amministrazione. 

7.5 La ricorrente non può essere seguita neppure laddove sostiene di non 

poter essere considerata una società attiva nel prestito di personale perché 

non sottostà al contratto collettivo di lavoro del settore. A tal proposito, il 

Decreto del Consiglio federale del 13 dicembre 2011 che conferisce obbli-

gatorietà generale al contratto collettivo di lavoro per il settore del prestito 

di personale prevede che le disposizioni del Contratto collettivo di lavoro 

sono valide per tutte le aziende che possiedono un permesso di lavoro a 

prestito federale o cantonale conformemente alle Legge federale sul collo-

camento (art. 2 cpv. 2 lett. a del Decreto) e sono assicurate nella classe 

70C SUVA conformemente all’articolo 66 della Legge sull’assicurazione 

contro gli infortuni (art. 2 cpv. 2 lett. b del Decreto) e che per quanto con-

cerne i lavoratori presi in prestito (recte: prestati), presentano un salario 

annuo di almeno 1'200’000.– franchi (art. 2 cpv. 2 lett. c del Decreto). Ora 

con la decisione impugnata, la SUVA ha precisamente attribuito la ricor-

rente alla classe 70C, motivo per cui il contratto collettivo di lavoro potrebbe 

in futuro, qualora siano adempiute anche le altre condizioni, risultare obbli-

gatorio anche per la ricorrente. Del resto, il fatto di non essere “ancora” 

sottoposta al contratto collettivo di lavoro non significa assenza di assog-

gettamento obbligatorio alla SUVA. 

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Pagina 21 

7.6 Infine, non soccorre la ricorrente l’eccezione dell’art. 66 cpv. 3 LAINF 

in quanto il Consiglio federale ha fatto uso della competenza di dispensare 

dall’obbligo di assicurarsi presso la SUVA segnatamente per i lavoratori di 

macellerie in cui si macella per un massimo di tre giorni la settimana e non 

oltre le 27 ore (art. 80 cpv. 2 OAINF). La ricorrente non rientra all’evidenza 

in tale categoria di azienda (per i dettagli v. BSK UVG-LÄUBLI ZIEGLER, Art. 

66 N 27).  

7.7 In conclusione l’insorgente è un’azienda unitaria, che, per far fronte al 

suo scopo sociale (offrire servizi e prodotti informatici), ricorre anche allo 

strumento del prestito di personale. Secondo giurisprudenza la propor-

zione delle singole attività specifiche di un settore non è rilevante ai fini 

dell’assoggettamento alla SUVA. Anche se un’azienda unitaria effettua solo 

in minima parte un’attività che rientra nel campo d’applicazione dell’art. 66 

cpv. 1 LAINF, come la ricorrente stessa ha allegato ancora in fase di accer-

tamento dei fatti da parte dell’autorità inferiore (si confronti in particolare 

consid. B.e del presente giudizio, con rinvio ai documenti pertinenti) tale 

azienda deve essere assicurata obbligatoriamente alla SUVA (DTF 149 V 

39 consid. 3.2.1 e DTF 137 V 114 consid. 4 e 5.2 non pubblicato). Per 

conseguenza, la ricorrente è assoggettata obbligatoriamente alla SUVA, ai 

sensi dell’art. 66 cpv. 1 lett. o LAINF in relazione con l’art. 85 LAINF, per 

quanto riguarda i rischi degli infortuni professionali e delle malattie profes-

sionali dei suoi dipendenti. 

8.  

In tali circostanze e in particolare alla luce del principio della valutazione 

anticipata delle prove (DTF 136 I 229, 130 II 425 e 124 I 208) non è neces-

sario effettuare ulteriori accertamenti oltre a quelli già agli atti. In partico-

lare, e contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente, non vi è motivo 

per far eseguire una perizia giudiziaria in merito all'attività commerciale da 

essa svolta (volta a determinare l’attività principale e caratterizzante), né 

una perizia sulla copertura assicurativa contro gli infortuni da essa con-

clusa presso un assicuratore privato (tendente in particolare ad accertare 

che la copertura è almeno equivalente, rispettivamente superiore rispetto 

al regime minimo legale previsto dalla relativa legge), dal momento che 

non vi è da attendersi alcun nuovo elemento decisivo con riferimento alla 

situazione esistente fino alla data della decisione impugnata. 

8.1 Visto l’esito della causa, le spese processuali, di CHF 3'000.-, sono po-

ste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA e art. 3 lett. b del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

C-1291/2021 

Pagina 22 

173.320.3]). Esse vengono compensate con l’anticipo spese, di identico 

ammontare, versato dall’insorgente il 7 maggio 2021. 

8.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’anche 

vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili (art. 

7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non adempite nel caso concreto (DTF 

127 V 205). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-1291/2021 

Pagina 23 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 3’000.- sono poste a carico della ricorrente. 

L’anticipo equivalente alle presumibili spese processuali di CHF 3’000.-, 

versato dall’insorgente il 7 maggio 2021, è compensato con le spese pro-

cessuali. 

3.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, all'autorità inferiore e all’ 

Ufficio federale della sanità pubblica. 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Michela Bürki Moreni Oliver Engel 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

C-1291/2021 

Pagina 24 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

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