# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ea8832bb-8977-5d01-ab40-045654e460c9
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-25
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 25.04.2005 R 2004 114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2004-114_2005-04-25.pdf

## Full Text

R 04 114

2a Camera 

SENTENZA
del 25 aprile 2005

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente impianto RT

1. Sul territorio del Comune di … è in atto una procedura di bonifica fondiaria, 

condotta dal II. Consorzio Raggruppamento Terreni … (qui di seguito detto 

semplicemente CRT). La particella a vecchio stato no. 4-250, detta “…”, aveva 

una propria recinzione sui lati nord, ovest e sud. A ovest, il confine tra le 

proprietà era delimitato da un muro a secco alto circa un metro, sul quale 

erano posti dei paletti in ferro che sostenevano due o tre semplici fili di ferro. 

Nell’ambito di una spartizione ereditaria, il fondo veniva diviso in quattro lotti 

e la parte della precedente vigna situata a ovest, veniva assegnata a ... 

Parallelamente all’opera di bonifica fondiaria, sul territorio comunale aveva 

luogo pure la revisione totale della pianificazione locale. Giusta il nuovo piano 

delle zone, esposto nel 1994 accanto alla nuova assegnazione, il confine tra 

la zona industriale e quella agricola veniva spostato di 5 metri verso est. La 

nuova particella no. 194, assegnata a … nell’ambito della nuova 

assegnazione, rispettava pienamente il piano delle zone ed era situata 

interamente in zona agricola. Lungo il lato ovest, i confini della proprietà 

venivano pertanto spostati di 5 metri verso est e il terreno sottratto su tale lato 

poteva essere compensato con una maggiore assegnazione metrica lungo il 

lato sud. Con ciò, il muro a secco e la soprastante recinzione, che 

anteriormente delimitavano il confine di proprietà lungo il lato ovest, venivano 

a trovarsi ora sul sedime del fondo vicino. 

2. In sede di opposizione, questa assegnazione veniva dal consorziato accettata 

e da parte degli organi consorziali si procedeva alla stima degli impianti. Dopo 

aver indennizzato al proprietario le piantine di vite sottratte sul lato ovest, il 6 

settembre 2004, … chiedeva il ripristino della recinzione sulla particella no. 

194. Il 27 ottobre 2004, la Commissione di stima del CRT (qui di seguito detta 

semplicemente commissione di stima) negava il diritto ad un ripristino 

dell’impianto e proponeva al consorziato l’attribuzione di un’indennità di fr. 

250.- per ca. 34 m di recinzione lungo il lato ovest del fondo. 

3. Contro questo provvedimento, il 13 novembre 2004, … adiva 

tempestivamente il Tribunale amministrativo dei Grigioni chiedendo, per 

quanto di pertinenza con l’indennizzo degli impianti, il riconoscimento del 

valore di sostituzione della recinzione, che da un stima fatta allestire 

privatamente ammonterebbe a fr. 11'294.-.

4. Nella risposta al ricorso la commissione di stima postulava la reiezione 

integrale dello stesso. Finora, non sarebbero mai state indennizzate delle 

recinzioni e comunque tale indennizzo non potrebbe che equivalere al valore 

dell’impianto sottratto e non a quello di sostituzione dello stesso. Nel caso 

concreto poi, la parte di recinzione da indennizzare riguarderebbe solo quella 

situata sul lato ovest, giacché la recinzione a sud esplicherebbe pienamente 

le proprie funzioni e non dovrebbe pertanto neppure venir sostituita. 

5. In data 11 febbraio 2005, il Tribunale amministrativo esperiva un sopralluogo 

a …. In detta sede ognuna delle parti al procedimento aveva modo di esporre 

ancora una volta il proprio punto di vista. Al termine dell’incontro, il Giudice 

istruttore chiedeva alla commissione di stima l’allestimento di una stima di tutti 

gli impianti di recinzione in oggetto lungo il lato ovest e quello sud. Le parti al 

procedimento venivano poi ancora una volta invitate a determinarsi sulla stima 

effettuata, opportunità della quale però il ricorrente non approfittava. Dal canto 

suo, il CRT approvava pienamente quanto già precedentemente comunicato 

al Tribunale da parte della commissione di stima.

Considerando in diritto:

1. E’ bene precisare che la presente controversia riguarda unicamente 

l’indennità che potrebbe spettare al consorziato per la recinzione. Dopo la 

crescita in giudicato della nuova assegnazione non possono più essere 

oggetto di litigio la qualità, la posizione e lo stato del terreno assegnato, il tipo 

di piante che vi sorgono o i costi sopportati per la pulizia della particella. Non 

può neppure essere rimesso in discussione in questa sede il piano della zone 

pubblicato con la revisione della pianificazione locale nel 1994. Il ricorrente 

sostiene di non essere mai stato avvertito del cambiamento del confine tra la 

zona agricola e quella industriale. Tale argomentazione non può però essere 

udita non solo giacché estranea alla presente controversia, ma anche perché, 

come è noto a questo Giudice in seguito ai numerosi ricorsi introdotti al 

Tribunale amministrativo contro la pianificazione locale in detta zona, 

all’epoca si era proceduto alla corretta pubblicazione dei piani e gli interessati 

avevano avuto modo di far valere debitamente i loro diritti. 

2. a) L’istante non detiene più l’iniziale recinzione lungo il lato ovest della particella 

no. 194 e possiede ora una recinzione lungo il lato sud, la quale - in seguito 

alla maggiore assegnazione ottenuta - non corre come dovrebbe lungo il 

confine della proprietà, ma invade la stessa. Si pone in primo luogo la 

questione generale sul diritto ad indennità per una recinzione. In base all’art. 

23 della legge sulle bonifiche fondiarie del Cantone dei Grigioni (LBF), del 

vecchio possesso vanno stimati in primo luogo i fondi (cpv. 1 e 2). Giusta il 

capoverso 3 dello stesso disposto, vanno poi stimati separatamente i 

fabbricati, gli alberi, le sorgenti, i vigneti e simili. Il disposto distingue pertanto 

tra il fondo come tale e gli impianti o comunque le cose che vi sorgono. 

Contrariamente a quanto pretendono le parti convenute in ricorso, non è dato 

stabilire a priori se una recinzione debba o meno essere indennizzata 

nell’ambito di una nuova assegnazione. Dal testo di legge è deducibile 

unicamente l’assenza di qualsiasi base legale per l’erezione sostitutiva di un 

impianto da parte degli organi consortili. Per contro la questione 

dell’indennizzo dipende necessariamente dal tipo di impianto in parola. Nel 

caso di recinzioni, queste sono solitamente degli impianti di un valore 

intrinseco tanto esiguo che la necessità di un indennizzo nella maggior parte 

dei casi non si pone neppure. Non può pertanto stupire il fatto che la questione 

dell’indennizzo delle recinzioni non si sia finora posta. Generalmente poi, 

all’esiguità del valore dell’impianto corrisponde pure l’esiguità dei costi di 

sostituzione dello stesso. 

b) Nell’evenienza in esame, il fondo che è stato assegnato al ricorrente 

nell’ambito della nuova assegnazione è un vitigno. Che tale tipo di coltura, 

nella zona in cui si trova, necessiti di una recinzione non viene posto in 

discussione da nessuna delle parti al procedimento. Come si è poi visto in 

sede di sopralluogo, tutti gli altri vigneti della zona, posti marginalmente come 

il fondo dell’istante, hanno una recinzione a protezione del raccolto, sia contro 

animali selvatici che per ovviare ad altre possibili ingerenze. Se a queste 

considerazioni si aggiunge il fatto che l’impianto del vecchio possesso lungo 

il lato ovest della particella era costituito da un imponente muro a secco, ecco 

che già tale costruzione dava diritto ad una valutazione separata in qualità di 

impianto fisso. In questo contesto, la recinzione va pertanto vista come un 

elemento di rilievo del vecchio possesso e come tale da indennizzare ai sensi 

dell’art. 23 cpv. 3 LBF.

c) Fondamentalmente, gli organi consortili hanno riconosciuto l’obbligo di 

indennizzo per un valore che l’istante però non accetta, reputandolo inadatto 

a compensare i costi di sostituzione dell’impianto. Come è già stato esposto 

in precedenza, dall’opera di bonifica fondiaria gli interessati non possono 

pretendere il valore sostituivo dell’impianto che viene assegnato ad un altro 

consorziato nell’ambito della nuova assegnazione, ma solo il valore 

dell’impianto stesso. Nella valutazione di questo valore, per quanto riguarda 

la recinzione lungo il lato ovest, devono essere presi in considerazione sia il 

muro a secco che la recinzione, indipendentemente dalla questione di sapere 

se la nuova recinzione avrà o meno un tratto di muro. L’argomentazione 

addotta da parte convenuta - stando alla quale la recinzione lungo il lato sud 

proteggerebbe comunque il vitigno senza alcuna necessità di spostamento – 

anche se è in parte comprensibile non regge alle censure di ricorso. Se è vero 

che l’istante ha ottenuto l’indennità dovutagli per la perdita dei filari di vite e 

che quindi non ha direttamente un diritto a proteggere le nuove colture che 

intende piantare sul lato sud del fondo, è d’altro canto evidente che la 

recinzione del vigneto deve avvenire lungo i confini della proprietà e non 

creare ulteriori inutili scorpori di terreno, che l’opera di raggruppamento voleva 

propriamente abolire. L’attuale recinzione lungo il lato sud, non è funzionale 

per la nuova dimensione della proprietà dell’istante, per cui si impone 

l’indennizzo anche di tale impianto, non essendo più utilizzabile 

conformemente alla sua destinazione. 

3. Giusta l’art. 23 cpv. 4 LBF, la stima degli impianti viene effettuata dalla 

commissione di stima. In applicazione di questo disposto, il Tribunale ha 

chiesto alla commissione di stima una stima di tutti gli impianti. In base alla 

comunicazione dell’11 marzo 2005, la recinzione lungo il lato ovest con i 

paletti ed i tre fili (fr. 250.--) nonché il muro a secco (fr. 1150.--) viene stimata 

a fr. 1400.--. La recinzione lungo il lato sud a fr. 550.--. Complessivamente 

l’impianto ha pertanto una valore di fr. 1950.--. Sull’ammontare della stima, 

l’istante non si è voluto esprimere. Non esistono pertanto per questo Giudice 

validi motivi per scostarsi dalla valutazione effettuata. Il fatto che la 

commissione di stima esegua da anni le stime di fondi e impianti nell’ambito 

dell’opera di bonifica fondiaria qui in discussione permette poi di ritenere 

indubbiamente consona alla concreta fattispecie la valutazione operata anche 

in relazione a impianti, se non simili, quantomeno analoghi. 

4. In conclusione il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che al ricorrente 

viene riconosciuta una indennità per la recinzione di fr. 1950.--. L’esito della 

controversia giustifica un proporzionale accollamento dei costi occasionati dal 

presente procedimento tra le parti in causa. Il ricorrente, la cui pretesa viene 

in gran parte respinta, è tenuto a sopportare una maggior attribuzione in 

termini di costi (art. 75 LTA).  

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è parzialmente accolto e il Consorzio Raggruppamento Terreni … 

obbligato a versare a … una indennità per le recinzioni di fr. 1'950.--. Per il 

resto, il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 144.--

totale fr. 1'644.--

il cui importo sarà versato per 2/3 da ... e per 1/3 dal Consorzio 

Raggruppamento Terreni di … entro trenta giorni dalla notifica della presente 

decisione all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira.