# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 21ec334d-ea19-551b-83a5-be08eb485457
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 09.03.2010 (publiziert) 60.2004.346
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2004-346_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2004.346

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza di
promozione dell'accusa 3/6.5.2002 presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1, ,

  patr. da: PA 1,
  ,

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

	
   

  	
  il decreto di
  non luogo a procedere 22.4.2002 emanato dal procuratore pubblico Antonio
  Perugini nell'ambito del procedimento penale dipendente da sua querela
  30/31.1.2002 nei confronti di __________ PI 1, __________, __________
  PI 2, __________, e __________ PI 3, __________ (tutti già patr. da:
  avv. __________ __________, __________), per titolo di vie di fatto, lesioni
  semplici, furto, danneggiamento, diffamazione, calunnia ed ingiuria;

  

 

 

richiamate le
osservazioni 7/8.5.2002 del magistrato inquirente e 17/21.5.2002 di __________ PI
1, __________ PI 2 e __________ PI 3 - di cui si dirà, se necessario, in diritto
-, entrambe concludenti per la reiezione del gravame;

 

letti ed
esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
esposto 30/31.1.2002 __________ IS 1 ha inoltrato querela penale nei confronti
del cognato __________ PI 1 e delle sorelle __________ PI 2 e __________ PI 3
per titolo di vie di fatto, lesioni semplici, furto, danneggiamento,
diffamazione, calunnia ed ingiuria in relazione al litigio avvenuto il
29.1.2002 all'esterno della casa per anziani __________ di __________, nel
corso del quale "(…) gli si sono avventati contro proditoriamente colpendolo
con calci, pugni e schiaffi" (querela penale 30/31.1.2002, p. 2, AI
1), "(…) __________ PI 1 riuscì a strappargli il telefono di mano - senza
più riconsegnarglielo (…)" e "(…) hanno continuato (…) a bersagliar(lo)
(…) dei (purtroppo) soliti insulti: in particolare "ladro",
"ladro tu e tua moglie" (deceduta), "i tuoi figli",
"quella ladra di tua moglie", "la casa di __________ l'hai
rubata" " (querela penale 30/31.1.2002, p. 3, AI 1).

 

 

                                   b.   Con
decisione 22.4.2002 il procuratore pubblico ha decretato il non luogo a
procedere in ordine alla querela penale, ritenuto che "le versioni rese
dalle parti nell'ambito dell'assunzione delle informazioni preliminari
risultano essere contrastanti e non si è riusciti a stabilire il reale
svolgimento dei fatti, in particolare chi per primo abbia iniziato la contesa",
che "anche la versione resa dal testimone interrogato non aiuta a
meglio chiarire i fatti in quanto non è stato in grado di dire chi abbia
iniziato la disputa" (decreto di non luogo a procedere 22.4.2002, p.
1) e che "la necessità di fondare qualsiasi esame di sorta su testimonianze
neutre ed affidabili è tanto più indispensabile se si pon mente al fatto che
l'episodio denunciato si inserisce in un preoccupante panorama di rapporti tra
famigliari, ormai tesi e compromessi, nei quali qualsiasi inopportuno
intervento sanzionatorio rischierebbe di scatenare ulteriori odii e ricerche di
vendetta" (decreto di non luogo a procedere 22.4.2002, p. 2).

 

 

                                   c.   Con
tempestiva istanza __________ IS 1 chiede di promuovere l'accusa nei confronti
di __________ PI 1, __________ PI 1 e __________ PI 3 per i suddetti reati,
affermando al proposito che le conclusioni di cui al decreto impugnato
sarebbero insostenibili ed in palese contrasto con le risultanze, che la sua
deposizione troverebbe riscontro agli atti, che le dichiarazioni dei querelati
sarebbero in contraddizione con gli esiti istruttori e - anche se concordate -
discordanti tra loro e che ulteriori prove - che propone - permetterebbero
l'approfondimento della fattispecie. 

 

 

                                   d.   Con
decisione 28.1.2004 questa Camera ha dichiarato irricevibile l'istanza -
confermando nondimeno nel merito, a titolo abbondanziale, il decreto impugnato
- siccome non conforme ai requisiti a' sensi dell'art. 186 CPP. Il Tribunale
federale - con giudizio 27.9.2004 - ha di seguito accolto, in quanto
ammissibile, il ricorso di diritto pubblico 3.3.2004 presentato contro la
predetta decisione, considerato che "ritenendo quest'ultima (istanza)
irricevibile per carenze formali, senza che fossero realizzati i presupposti
per dichiararla tale, i giudici cantonali hanno pertanto emanato una decisione
manifestamente insostenibile e come tale lesiva della Costituzione"
(decisione 27.9.2004, p. 4 s.), che - in relazione ai certificati medici
prodotti in sede di istanza di promozione dell'accusa - "ritenendoli
irrilevanti sulla base di un loro apprezzamento anticipato e rifiutandosi
quindi di assumerli, la Corte cantonale, cui spettava un libero esame dei fatti
e del diritto (…), ha pertanto violato il divieto dell'arbitrio"
(decisione 27.9.2004, p. 6) e che "rifiutandosi di principio di tenere
conto della (…) deposizione (del teste), senza esporre fondati e
pertinenti motivi che giustificavano una simile conclusione, le autorità
cantonali hanno manifestamente disatteso la rilevanza di tale mezzo probatorio,
idoneo a influire sulla causa: esse sono quindi incorse nell'arbitrio (…)"
(decisione 27.9.2004, p. 7).

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         In
presenza di un non luogo a procedere, l'art. 186 cpv. 1 CPP concede alla parte
lesa, che si costituisce parte civile, la facoltà di presentare alla Camera dei
ricorsi penali, entro dieci giorni, un'istanza motivata di promozione
dell'accusa nei confronti del denunciato o querelato. 

 

                                         Il
primo presupposto per l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa,
risultante da consolidata giurisprudenza (REP. 1994 n. 115, 1989 p. 598 e 1987
p. 262), è l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli atti. Per
principio, infatti, l'azione penale è essenzialmente pubblica e, come tale,
esercitata dal procuratore pubblico (art. 2 CPP) per cui la sua promozione,
attraverso il preventivo esame dell'accusa contro una determinata persona (art.
189 CPP), non può essere lasciata all'arbitrio o al sentimento soggettivo della
parte lesa, ma deve fondarsi su oggettivi e concreti elementi indizianti. 

                                         In
questo senso non è sufficiente una diversa interpretazione delle risultanze da
parte dell'istante, ma occorre la dimostrazione della verosimiglianza di alto
grado circa altra conclusione che merita approfondimento istruttorio.

 

                                         Seconda
condizione di ammissibilità (una volta data la prima) è la disponibilità di
nuove prove da assumere, rispettivamente la possibilità di approfondimento di
prove già acquisite, tale da consentire l'eventuale passo dall'indizio alla
certezza, come alle competenze del giudice di merito.

 

 

 

                                         1.2.

                                         Giusta
l'art. 186 cpv. 4 CPP quando per il chiarimento della decisione sulla promozione
dell'accusa occorrono altre prove, questa Camera ordina al procuratore pubblico
la completazione delle informazioni preliminari.

 

                                         La
completazione delle informazioni preliminari si rende necessaria quando il
decreto di non luogo a procedere è stato erroneamente pronunciato per carenza
dei presupposti processuali o di punibilità (ad esempio: intervenuta
prescrizione, incompetenza territoriale, tardività della querela, azione
ritenuta non punibile), oppure quando il procuratore pubblico ha ritenuto
erroneamente che un fatto, quand'anche venisse accertato, non costituirebbe
reato o quando ha apprezzato erroneamente una circostanza di fatto che, se
accertata correttamente, fonderebbe l'esistenza di seri indizi di colpevolezza,
oppure quando le informazioni preliminari sono carenti nell'accertamento dei
fatti, così da non permettere di stabilire la fondatezza dell'istanza di
promozione dell'accusa o del decreto di non luogo a procedere (REP. 1998 n.
110).

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Giusta
l'art. 123 cifra 1 CP è punito, a querela di parte, per lesioni semplici
chiunque intenzionalmente cagiona un danno in altro modo - rispetto ai reati di
cui agli art. 122 e 126 CP - al corpo o alla salute di una persona (BSK StGB II
- A. ROTH, Basilea 2003, n. 1 ss. ad art. 123 CP; J. REHBERG / N. SCHMID / A.
DONATSCH, Strafrecht III, 8. ed., Zurigo 2003, p. 37 ss.; G.
STRATENWERTH / G. JENNY, Schweizerisches Strafrecht, BT I, 6. ed., Berna 2003,
§ 3 n. 2 ss.; B. CORBOZ, Les infractions en droit suisse,
volume I, Berna 2002, n. 1 ss. ad art. 123 CP; S. TRECHSEL, Schweizerisches
Strafgesetzbuch, Kurzkommentar, 2. ed., Zurigo 1997, n. 1 ss. ad art. 123 CP),
ritenuto che in caso di contusioni, lividi o escoriazioni - al fine di
determinare se si tratti di lesioni semplici o di vie di fatto - occorre
esaminare se hanno provocato dolori considerevoli o pregiudicato l'aspetto
della vittima per qualche tempo; in questo ambito la giurisprudenza riconosce
un margine di apprezzamento del giudice (BSK StGB II - A. ROTH, op. cit., n. 14
ad art. 122 ss. CP, n. 4 e 8 ad art. 123 CP e 5 ad art. 126 CP).

 

                                         2.2.

                                         Come
esposto, __________ IS 1 ha accusato i querelati di averlo colpito "(…)
con calci, pugni e schiaffi" (querela penale 30/31.1.2002, p. 2, AI 1;
cfr. anche verbale di interrogatorio 4.3.2002, allegato al rapporto d'inchiesta
di polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4); al proposito ha quindi prodotto il
certificato medico di data 29.1.2002 ("allo status clinico constatiamo
alcune escoriazioni sul viso e su entrambe le mani. Non rileviamo altre
lesioni, clinicamente non vi è sospetto per fratture o lesioni gravi",
allegato alla querela penale 30/31.1.2002, AI 1) e - di seguito, in questa sede
- gli ulteriori attestati di data 22.4.2002 e 30.4.2002 [che certificano in
sostanza il "(…) distacco del corpo vitreo a sinistra (di probabile
origine post-traumatica)", scritto 30.4.2002].

 

                                         L'Alta
Corte ha ritenuto - con riferimento segnatamente alla mancata considerazione
dei suddetti certificati presentati a questa Camera - che "risulta (…)
dal rapporto d'inchiesta della polizia giudiziaria che, il 29 gennaio 2002,
dinanzi agli agenti, il ricorrente presentava lievi graffi sulla guancia
sinistra. Anche il testimone, che aveva assistito al litigio, ha riferito in
sede di interrogatorio di avere visto l'interessato ricevere due violenti pugni
e presentare tracce di sangue sul viso. Certo, il ricorrente, inizialmente,
sulla scorta di un primo certificato medico, aveva lamentato solo delle
escoriazioni sul volto e sulle mani. Tuttavia, in assenza di altri elementi, i
certificati presentati in seguito, di per sé, non consentono di escludere
un'eventuale manifestazione degli ulteriori disturbi già prima della data dagli
stessi indicata. Né il solo limitato intervallo di tempo, intercorso tra il
reato e la presentazione degli atti medici in discussione, permette di negare
un'eventuale connessione delle lesioni con i fatti incriminati"
(decisione 27.9.2004, p. 5 s.). Si impone pertanto - considerato che il teste __________
__________, che ha assistito ai fatti "(…) ad una distanza di ca. due
metri, (…)" (verbale di interrogatorio 6.3.2002, p. 2, allegato al
rapporto d'inchiesta di polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4), ha riferito che
"potevo vedere benissimo che le due donne tenevano per le braccia un
uomo, mentre l'altra persona di sesso maschile, con violenza sferrava due pugni
sul viso del malcapitato (…)" e che "in seguito avevo poi potuto
notare che l'uomo colpito presentava dei segni (sangue) sul viso"
(verbale di interrogatorio 6.3.2002, p. 1 s., allegato al rapporto d'inchiesta
di polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4; cfr. anche considerazioni al proposito
del Tribunale federale, decisione 27.9.2004, p. 6 s.) - di ordinare la completazione
delle informazioni preliminari (segnatamente con l'interrogatorio dei medici
curanti dell'istante) per determinare l'eventuale rapporto di causalità
naturale ed adeguato tra il comportamento che si rimprovera ai presunti autori
[che contestano la versione di __________ IS 1, affermando che sarebbe stato
questi ad aggredirli, fatto che implica - se del caso - anche l'esame dell'art.
33 cpv. 2 CP (legittima difesa; BSK StGB I - K. SEELMANN, Basilea 2003, n. 1
ss. ad art. 33 CP) e le conseguenze subite dalla vittima, rispettivamente la
gravità delle lesioni (ciò che - come ha osservato il Tribunale federale -
influisce sulla qualifica del reato e quindi sulla questione inerente la prescrizione
del medesimo).

 

                                         Il
fatto che "le versioni rese dalle parti nell'ambito dell'assunzione
delle informazioni preliminari risultano essere contrastanti e non si è riusciti
a stabilire il reale svolgimento dei fatti, in particolare chi per primo abbia
iniziato la contesa" e "anche la versione resa dal testimone
interrogato non aiuta a meglio chiarire i fatti in quanto non è stato in grado
di dire chi abbia iniziato la disputa" (decreto di non luogo a
procedere 22.4.2002, p. 1) appare peraltro irrilevante ai fini della suddetta
ipotesi accusatoria: determinante al proposito è infatti l'esistenza di vie di
fatto, rispettivamente di lesioni semplici e di un rapporto di causalità naturale
ed adeguato tra il comportamento che si rimprovera all'autore - atto a causare
delle lesioni - e le conseguenze subite dalla vittima (B. CORBOZ, op. cit., n.
2 ss. e 16 ad art. 123 CP).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         L'istante
postula inoltre - con riferimento alla sottrazione del telefonino - la promozione
dell'accusa nei confronti dei querelati a' sensi dell'art. 139 CP [secondo cui
è punito per furto chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito
profitto, sottrae al fine di appropriarsene una cosa mobile altrui (BSK StGB II - M. A. NIGGLI / C. RIEDO, op. cit., n. 7 ss. ad art.
139 CP; J. REHBERG / N. SCHMID
/ A. DONATSCH, op. cit., p. 120 ss.; G. STRATENWERTH / G. JENNY, op. cit.,
§ 13 n. 66 ss.; B. CORBOZ, op. cit., n. 1 ss. ad art. 139 CP; S. TRECHSEL, op.
cit., n. 1 ss. ad art. 139 CP)], rispettivamente dell'art. 144 CP [secondo cui
è punito, a querela di parte, per danneggiamento chiunque deteriora, distrugge
o rende inservibile una cosa altrui, o su cui grava un diritto d'uso o
d'usufrutto a favore di altri (BSK StGB II - P. WEISSENBERGER, op. cit., n. 3
ss. ad art. 144 CP; J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p. 166 ss.;
G. STRATENWERTH / G. JENNY, op. cit., § 14 n. 41 ss.; B. CORBOZ, op. cit., n. 1
ss. ad art. 144 CP; S. TRECHSEL, op. cit., n. 1 ss. ad art. 144 CP).

 

                                         3.2.

                                         __________
IS 1 ha affermato al proposito che "(…) ho inviato la chiamata al 117
programmata in precedenza, ma non ho avuto praticamente il tempo di sentire se
vi era risposta alla mia chiamata d'aiuto, in quanto le mie sorelle mi tenevano
le mani con le unghie, mentre mio cognato mi pestava con pugni e calci (vedi
certificati). Ad un certo punto sono riuscito a dire che avevo chiamato la
Polizia e che stava arrivando. A questo punto la sorella __________ disse a suo
marito  di portare via il telefono cellulare, cosa che fece. (…) Nonostante che
il sottoscritto ha reclamato per il telefonino, non mi è stato restituito"
(verbale di interrogatorio 4.3.2002, p. 2 s., allegato al rapporto d'inchiesta
di polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4).

 

                                         Ora,
dagli atti risulta che effettivamente il 29.1.2002, alle ore 18.13, il qui
istante ha chiamato, tramite il suo telefonino, il 117 (cfr. allegati al
rapporto d'inchiesta di polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4); __________ __________
ha inoltre detto di aver "(…) potuto sentire che il signore che era
stato picchiato (IS 1 __________) chiedeva di restituirgli il suo telefonino"
(verbale di interrogatorio 6.3.2002, p. 2, allegato al rapporto d'inchiesta di
polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4). Tali circostanze fondano quindi seri
indizi di colpevolezza in relazione alla sottrazione, rispettivamente al
danneggiamento dell'oggetto in questione; nondimeno - come esposto -
l'accoglimento di un'istanza di promozione dell'accusa presuppone,
cumulativamente, l'esistenza di seri indizi di colpevolezza emergenti dagli
atti e la disponibilità di nuove prove da assumere, rispettivamente la
possibilità di approfondimento di prove già acquisite, requisito che nella
fattispecie non appare adempiuto: __________ __________ ha infatti asserito che
"per questo fatto non posso dire nulla. Non ho visto alcun telefonino
in quel momento" (verbale di interrogatorio 6.3.2002, p. 2, allegato
al rapporto d'inchiesta di polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4), per cui - in
assenza di tali prove - si impone di confermare il decreto impugnato in
relazione a questo episodio (cfr., in merito all'apprezzamento anticipato delle
prove, decisione TF 6P.73/2004 dell'11.10.2004; R. HAUSER / E. SCHWERI,
Schweizerisches Strafprozessrecht, 5. ed., Basilea 2002, § 54 n. 1 e § 55 n. 8
ss.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale
ticinese, Lugano 1997, n. 25 ad art. 58 CPP e n. 4 ad art. 79 CPP). Un ulteriore
interrogatorio delle parti - che verosimilmente si confermerebbero nelle loro
deposizioni - non appare infatti idoneo a chiarire la fattispecie; anche l'audizione
degli "(…) ospiti della __________ le cui camere danno sul luogo
dell'aggressione, come pure degli abitanti degli appartamenti che danno sul
cortile" (istanza di promozione dell'accusa 3/6.5.2002, p. 8) appare
inutile (cfr. rapporto d'inchiesta di polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4, p.
3: "Altri testi non si sono annunciati, malgrado i nostri accertamenti
e lo scritto del 20.03.2002 presso la Direzione della casa per anziani di __________
"); infine - con riferimento alla chiamata al 117 - si osserva che essa,
della durata di 15 secondi, è stata rilevata con apparecchio Phone Stat, che
l'apparecchio Prolog (che registra il testo della comunicazione) non ha
indicato nulla in relazione a questa telefonata e che una chiamata di 20
secondi pervenuta nel medesimo lasso di tempo (che pertanto potrebbe
eventualmente entrare in considerazione) non è comunque comprensibile (scritto
7.3.2002, allegato al rapporto d'inchiesta di polizia giudiziaria 29.3.2004, AI
4).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         L'istante
chiede infine la promozione dell'accusa nei confronti di __________ PI 1, __________
PI 2 e __________ IS 1 per titolo di diffamazione (secondo cui è punito, a querela
di parte, chiunque, comunicando con un terzo, incolpa o rende sospetta una persona
di condotta disonorevole o di altri fatti che possano nuocere alla reputazione
di lei, o divulga una tale incolpazione o un tale sospetto, art. 173 CP), calunnia
(secondo cui è punito, a querela di parte, chiunque comunicando con un terzo e
sapendo di dire cosa non vera, incolpa o rende sospetta una persona di condotta
disonorevole o di altri fatti che possano nuocere alla reputazione di lei o,
sapendo di dire cosa non vera, divulga una tale incolpazione o un tale
sospetto, art. 174 CP) e ingiuria (secondo cui è punito, a querela di parte,
chiunque offende in altro modo con parole, scritti, immagini, gesti o vie di
fatto l'onore di una persona, art. 177 CP; cfr., al proposito di detti reati,
J. REHBERG / N. SCHMID / A. DONATSCH, op. cit., p. 317 ss.).

 

                                         4.2.

                                         Al
proposito __________ IS 1 asserisce che i querelati "(…) hanno
continuato (…) a bersagliar(lo) (…) dei (purtroppo) soliti insulti: in
particolare "ladro", "ladro tu e tua moglie" (deceduta),
"i tuoi figli", "quella ladra di tua moglie", "la casa
di __________ l'hai rubata" " (querela penale 30/31.1.2002, p. 3,
AI 1).

 

                                         __________
PI 2 - interrogata in merito alla fattispecie il 14.3.2002 - ha ammesso "(…)
di aver trattato mio fratello di ladro. L'epiteto è giustificato dalle vicende
civili che pendono in Pretura e di cui richiamo sin d'ora gli atti"
(verbale di interrogatorio 14.3.2002, p. 2, allegato al rapporto d'inchiesta di
polizia giudiziaria 29.3.2002, AI 4), circostanza che - posto come accusare
qualcuno di aver commesso un reato può, secondo le circostanze, costituire una
lesione dell'onore (BSK StGB II - F. RIKLIN, op. cit., n. 18 ad art. 173 ss.
CP; B. CORBOZ, op. cit., n. 6 ad art. 173 CP) - fonda un serio indizio di
colpevolezza a suo carico. Nondimeno, l'art. 173 cifre 2 e 3 CP - applicabile
pure con riferimento al reato di ingiuria (J. REHBERG / N. SCHMID / A.
DONATSCH, op. cit., p. 337) - prevede la possibilità per il colpevole di
opporre, a determinate condizioni, la prova liberatoria della verità oppure
della buona fede. 

 

                                         Si
impone dunque di ordinare la completazione delle informazioni preliminari al
proposito con riferimento segnatamente all'art. 177 CP [applicabile anche se le
affermazioni lesive dell'onore sono state udite da terzi senza che l'autore ne
abbia avuto l'intenzione (G. STRATENWERTH / G. JENNY, op. cit., § 11 n.
69)]; l'audizione di __________ __________ - che non è stato
interrogato in merito ad eventuali scambi di epiteti tra le parti - permetterà
inoltre di chiarire la fattispecie in relazione agli altri querelati.

 

 

                                   5.   Il
gravame è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi. Non si prelevano
tassa di giustizia e spese; non si assegnano ripetibili.

 

 

 

 

Per questi
motivi,

richiamati gli
art. 184 ss. CPP, 123, 126, 139, 144 e 173 ss. CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed
ogni altra norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L'istanza
è parzialmente accolta.

 

                                    §   Il
decreto di non luogo a procedere 22.4.2002 (NLP __________) è parzialmente annullato
ai sensi dei considerandi.

                                  §§   Il
procuratore pubblico completerà le informazioni preliminari e si pronuncerà sul
seguito dell'azione penale.

 

 

                                   2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese; non si assegnano ripetibili.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Il
presente giudizio può essere impugnato mediante ricorso per cassazione al
Tribunale federale. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale
federale entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 272
PPF). La legittimazione e le modalità di ricorso sono rette dagli art. 268 ss.
PPF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. PI 1 

  2. PI 2 

  3. PI 3 

   

  

Per la Camera
dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                             La
segretaria