# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71c18594-172f-531f-b717-25199e8a9123
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 18.10.2010 15.2010.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2010-103_2010-10-18.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2010.103

  	
  Lugano

  18 ottobre
  2010

  EC/fp/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente,

  Walser e Roggero-Will

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 27 agosto 2010 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’CO 1 e meglio contro il calcolo del
minimo di esistenza nell’esecuzione n. __________ promossa contro il ricorrente
da

 

 

	
   

  	
  PI 1 

  patrocinata dall’ PA 1 

   

  

 

 

viste le osservazioni:

- 1° settembre 2010 di PI 1, __________;

- 2 settembre 2010 dell’CO 1;

 

 

esaminati
atti e documenti;

 

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                     A.      Nell’ambito
dell’esecuzione n. __________ promossa contro RI 1 da PI 1 il 12 luglio 2010 l’CO
 1 ha determinato il minimo d’esistenza mensile del debitore in fr. 4’244.45,
sulla base del seguente conteggio:

 

                                              Minimo
base                                  fr. 1200.00

                                              Figli
minorenni                               fr.    100.00

                                              Locazione                                       fr.  1450.00

                                              Cassa
malati                                  fr.    186.10

                                              Alimenti                                           fr.    600.00

                                              Franchigia
cassa malati               fr.    208.35

                                              Spese
forfetarie                             fr.    500.00

                                              Totale                                              fr. 4244.45

 

 

 

                                     B.      Con
ricorso 27 agosto 2010 RI 1 ha chiesto che nel calcolo del minimo di esistenza
venga considerato anche l’importo di fr. 1'500.00 per le spese di elettricità che
egli sostiene per riscaldare l’appartamento in cui vive, che non disporrebbe di
un riscaldamento centralizzato e nel quale la cucina funziona a gas. Il
ricorrente postula il riconoscimento degli importi mensili di fr. 88.00 per i
pasti che egli consuma fuori domicilio due volte la settimana, trovandosi per
motivi di lavoro nel sopraceneri, nonché di fr. 50.00 per le spese accresciute
di abbigliamento e pulizia quale rappresentante. L’escusso postula pure il
riconoscimento, fino alla conclusione della prima formazione scolastica o
professionale, delle spese di istruzione per il figlio __________ di 18 anni
che vive con lui, che è senza licenza di scuola media e alla ricerca di un
posto di apprendista.

 

 

 

                                     C.      Con
osservazioni 1° settembre 2010 PI 1 si è opposta al gravame contestando che al
debitore possa essere riconosciuta una spesa supplementare per riscaldamento
elettrico, in quanto non comprovata. L’osservante evidenzia che nella
determinazione del minimo vitale del ricorrente vi è una spesa di fr. 100.00
per figli minorenni che non sarebbe giustificata. Inoltre all’escusso già è
stato riconosciuto l’importo forfetario per spese di fr. 500.00 che copre anche
le spese per i pasti consumati fuori casa. L’osservante si oppone a che
all’escusso venga riconosciuto quale rappresentante di vini un determinato
importo per spese d’abbigliamento e pulizia. 

 

 

 

                                     D.      Delle
osservazioni 2 settembre 2010 dell’CO 1, pure chiedenti la reiezione del
ricorso, si dirà per quanto necessario in seguito.

 

 

 

                                     E.      Con
ordinanza 10 settembre 2010 questa Camera ha invitato RI 1 a produrre entro 10 giorni le fatture relative alle spese d’elettricità con la prova
del loro pagamento, una dichiarazione scritta circa le generalità relative al
figlio che convive con lui e la descrizione precisa del suo percorso formativo.

 

 

 

                                     F.      Nel
termine assegnatogli il ricorrente ha prodotto la fattura dell’AIL per il
consumo di elettricità nel periodo intercorrente dal 3 ottobre 2009 al 18 marzo
2010 di complessivi fr. 671.00 oltre fr. 51.06 di IVA e la prova dell’avvenuto
pagamento di tale importo. RI 1 ha altresì prodotto una dichiarazione scritta
riferita al figlio __________, nato il 26 dicembre 1991, dalla quale emerge che
lo stesso ha terminato la scuola dell’obbligo il 20 giugno 2006, che dall’11
maggio 2009 al 16 giugno 2010 ha effettuato un periodo di formazione quale
installatore elettricista senza conseguire alcun attestato e che attualmente
frequenta dei corsi per ottenere un posto di lavoro quale consulente
amministrativo.

 

 

Considerato

 

in diritto:

 

 

                                     1.      Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito del
debitore le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le
circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del
pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua
famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13; Vonder Mühll, Basler
Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 17 ad art. 93), ritenuto
che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto
soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

 

 

                                      2.      Nell’esecuzione
del pignoramento o del sequestro di salario l’organo di esecuzione forzata
allestisce il relativo verbale tenendo conto dei ricavi e delle spese effettivi
mensili.

 

 

 

                                     3.      Per il calcolo
del minimo di esistenza va considerato il minimo di esistenza concreto ed
oggettivo del debitore e della sua famiglia, non quello confacente al loro ceto
e tenore di vita abituale. Solo in questo modo è infatti possibile tenere conto
sia degli interessi del debitore che del creditore (DTF 119 III 71 cons. 3b e rif. ivi).

 

 

 

                                      4.      In
merito alle singole censure rivolte dal ricorrente al calcolo del minimo di
esistenza allestito dall’Ufficio va rilevato quanto segue:

 

 

 

                                     5.      Il
punto II.6 della Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti
del diritto esecutivo, pubblica sul FUCT n. 68/2009 del 28 agosto 2009 pag.
6292 e seguenti (in seguito: Tabella) sub “Spese per l’istruzione dei figli”,
indica: “Spese particolari per l’istruzione dei figli (mezzi pubblici di
trasporto; materiale scolastico ecc.). Per i figli maggiorenni agli studi sono
riconosciute le spese fino alla conclusione della prima formazione scolastica o
professionale, oppure al conseguimento della maturità (liceo) o di un diploma
equivalente (scuola professionale).” 

                                              Il
punto (I.4) relativo al supplemento al minimo di base per il mantenimento dei
figli non fissa invece alcuna età massima.

 

                                     5.1.   La
Tabella non ha forza di legge, essa fornisce solo un ordine di grandezza
modulabile e non valori assoluti (cfr. DTF 86 III 10 s.; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol.
II, Losanna 2000, n. 86 ad art. 93).

 

                                     5.2.   Nella
sentenza pubblicata in DTF 98 III 34 ss. il Tribunale federale non ha escluso
in modo generale la presa in considerazione nel minimo di esistenza delle spese
di mantenimento e di educazione dei figli maggiorenni, ma ha soltanto
stabilito che il mantenimento dei figli maggiorenni che stanno assolvendo una
formazione universitaria ("Hochschulstudium",
“Universitätsstudium”) non può essere considerato indispensabile ai sensi
dell'art. 93 LEF. Non si è invece esplicitamente pronunciato sulla situazione
dei figli maggiorenni che stanno frequentando una scuola media superiore ("Mittelschule")
o una formazione professionale né sul fatto di sapere se il supplemento per i
figli dell'escusso (punto I.4 della Tabella) sia da
aggiungere al minimo di esistenza di base.

                                               In
una successiva sentenza del 26 novembre 1999 (STF 7B.200/1999, pubblicata in
Praxis 2000, n. 123, BlSchK 2003, 118 ss. e FamPra 2000, 550 ss.), il Tribunale
federale, che era chiamato a pronunciarsi sulle spese di mantenimento e di
studio del figlio maggiorenne dell’escusso, che frequentava un liceo
(“gymnase”) di St-Maurice, ha stabilito che tali spese sono da includere nel
minimo di esistenza nella misura in cui i genitori assumono un obbligo a questo
proposito, ossia nella misura determinata all’art. 277 cpv. 2 CC. In altre
parole, sono da riconoscere nel calcolo del minimo vitale le spese di
mantenimento del figlio maggiorenne e le spese di studio qualora il genitore
escusso disponga dei mezzi economici per mantenere il figlio ai sensi dell’art.
277 cpv. 2 CC. Nel caso concreto, il Tribunale federale ha rinviato la causa
all’autorità inferiore per completamento istruttorio sulla situazione
finanziaria dei genitori.

 

                                     5.3.   La
più recente giurisprudenza del Tribunale federale va nel senso delle
considerazioni della dottrina dominante (cfr. Mathey,
La saisie de salaire et de revenu, tesi Losanna 1985, n. 118, p. 64; Vonder Mühll, op. cit., n. 24 e 30 ad art. 93; contra: Bühler, op. cit., p.
649 ad C/a/bb). 

 

                                               Ma
vi è un ulteriore motivo a favore della presa in considerazione delle spese
connesse all’obbligo di mantenimento stabilito all’art. 277 cpv. 2 LEF. Esse
sono infatti debiti privilegiati rispetto agli altri debiti del genitore (art.
219 cpv. 4. prima classe, lett. c e 146 cpv. 2 LEF; Peter, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/
Monaco 1998, n. 49 ad art. 219, sesto trattino). È pertanto opportuno ammettere
la loro inclusione nel minimo di esistenza del genitore, per evitare che il
figlio sia costretto a promuovere esecuzione contro di lui, per ottenere ciò
che comunque gli viene riconosciuto dalla legge. In effetti, senza questa
inclusione, il genitore, pur volendolo, non sarebbe in grado di adempiere il
suo dovere legale perché i suoi redditi pignorabili sono integralmente
pignorati. Certo, altri debiti di prima classe non beneficiano di tale
privilegio (ad es. i crediti dei lavoratori), ma le relazioni personali
particolari tra genitore e figli giustificano siffatta eccezione. Del resto,
parte della dottrina riconosce al figlio maggiorenne il beneficio di
partecipazione al pignoramento senza preventiva esecuzione previsto all’art.
111 cpv. 1 n. 2 LEF (cfr. Jent-Sørensen,
Basler Kommentar zum SchKG, vol. II,
Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 25 i.f. ad art. 111; Jaeger/ Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über
Schuldbetreibung und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 11 ad art.
111, alla condizione – con riferimento alla lettera dell’art. 111 cpv. 2 LEF –
che il maggiorenne faccia valere il suo diritto nell’anno che segue il
raggiungimento della maggior età; contra: Amonn/Walther,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 32
ad § 25).

 

                                     5.4.   Stabilito
il principio della riconoscibilità delle spese derivanti dall’obbligo stabilito
all’art. 277 cpv. 2 CC, rimane da definirne condizioni e modalità.

 

                                     a)      Giusta
l’art. 277 cpv. 2 CC, se, raggiunta la maggiore età, il figlio non ha ancora
una formazione appropriata, i genitori, per quanto si possa ragionevolmente
pretendere da loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a
provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile formazione
possa normalmente concludersi. Le circostanze da cui dipende il diritto al
mantenimento sono la capacità finanziaria dei genitori e del figlio, la qualità
delle relazioni personali e la serietà della formazione seguita dal figlio
(cfr. Breitschmid, Basler Kommentar zum ZGB, vol. I, 2a ed., Basilea/Ginevra/ Monaco
2003, n. 15 ss.).

                                               Sono
pertanto quattro i presupposti per l’ammissione dell’esistenza di un obbligo ai
sensi di siffatta norma:

 

                                     aa)    il
figlio maggiorenne non deve ancora, nei termini usuali, avere una formazione
appropriata. Dal profilo civilistico, ciò può anche estendersi a una formazione
di tipo superiore (università, scuola politecnica, ecc.), qualora il figlio
dimostri sufficienti capacità individuali e impegno per riuscire (cfr. Breitschmid,
op. cit.. n. 22 ad art. 277). Dal profilo esecutivo invece, non appare equo
porre a carico dei creditori del genitore escusso i costi di una formazione di
tipo superiore (cfr. DTF 98 III 34 ss.; BlSchK 2000, 63 ss.; Vonder Mühll, op. cit., n. 24 ad
art. 93). Spetta al figlio far capo autonomamente ai prestiti
di studio (cfr. art. 1a cpv. 5 e 12 del Regolamento delle borse di studio, RL
5.1.3.1). Va invece tenuto in considerazione l’obbligo legale nei confronti dei
figli che non hanno ancora, nei termini usuali, terminato la loro prima
formazione scolastica o professionale. Per il principio di parità di
trattamento tra studenti e apprendisti la prima formazione comprende anche gli
studi medio-superiori, ritenuto che di regola non sono accordati prestiti per
questo tipo di studio e nemmeno borse di studio, nella misura in cui il reddito
imponibile dei genitori – che non tiene conto del carico connesso al rimborso
di debiti (cfr. Oberson, Droit fiscal suisse, 2a ed., Ginevra/Basilea/ Monaco 2002, n. 191
ad § 7, p. 133) –, maggiorato di una quota parte della sostanza
imponibile (cfr. art. 4), superi i limiti posti agli art. 8 e 9 del Regolamento
delle borse di studio.

                                               Occorre
peraltro evidenziare che, in seguito all’abbassamento della maggiore età (da 20 a 18, effettiva dal 1° gennaio 1996), il Tribunale federale ritiene che il carattere eccezionale
dell’obbligo posto all’art. 277 cpv. 2 CC deve essere relativizzato per i
giovani di età compresa tra 18 e 20 anni (cfr. DTF 129 III 375 ss.);

 

                                     bb)   eventuali
redditi del figlio (assegni statali, salario di apprendista, borsa di studio o
di tirocinio, rendite, ecc.) non devono coprire i propri bisogni (cfr. art. 276
cpv. 3 CC);

 

                                     cc)    i
redditi del genitore escusso devono essere superiori del 20% al loro fabbisogno
minimo ai sensi del diritto civile, ossia il minimo vitale
determinato secondo i parametri dell’art. 93 LEF aumentato delle imposte (cfr.
DTF 118 II 97 ss.; I CCA 31 marzo 1999 [11.97.167], cons. 4, in FamPra 2000, 124; Breitschmid, op. cit., n. 17 ad
art. 277; Meier/Martin Stettler, Droit civil VI/2, 2a ed. Friborgo 2002, n. 632; Hegnauer,
Grundriss des Kindesrechts und des übrigen Verwandtschaftsrechts, 5a ed., Berna
1999, n. 20.25);

 

                                     dd)   gli
alimenti dovuti al figlio maggiorenne non devono compromettere il pagamento di
quelli dovuti all’ex moglie e/o ai figli minorenni dell’escusso (cfr. I CCA 31
marzo 1999 [11.97.167], in FamPra 2000, 124, cons. 4; Breitschmid, op. cit., n. 19 ad art.
276; Meier/Stettler, nota 1116 p.
321).

 

                                     b)      Dal profilo prettamente
esecutivo, solo le spese assolutamente indispensabili, il cui effettivo
pagamento è dimostrato, possono essere prese in considerazione (cfr. Vonder Mühll, op. cit., n. 25 ad art.
93).

                                               Le
spese connesse al mantenimento di un figlio maggiorenne devono d’altronde
essere riconosciute secondo i principi applicabili ai figli minorenni. Pertanto,
al minimo di base di fr. 600.00 stabilito al punto I.4 della Tabella per i
figli di oltre 10 anni vanno aggiunte le spese particolari effettive avute per
la loro istruzione (mezzi pubblici di trasporto; materiale scolastico, ecc.),
conformemente al punto II.6 della Tabella.

 

5.5.   Il figlio dell’escusso, __________, è maggiorenne dal 26 dicembre
2009 e frequenta dei non meglio precisati “corsi di lavoro per posto di lavoro
come consulente amministrativo”. Dagli atti non emerge quando egli terminerà
tale formazione e potrà iniziare un’attività lavorativa. In concreto non è
comunque necessario appurare questa circostanza. Infatti  non risultano
adempiuti il terzo ed il quarto presupposto sopra indicati affinché RI 1 sia
tenuto a mantenere __________ ai sensi dell’art. 277 cpv. 2 CC. Innanzitutto i
redditi mensili dell’escusso (fr. 4’367.00 secondo il verbale di pignoramento
impugnato) non eccedono il 120% del suo minimo di esistenza (fr. 4’244.45,
sempre secondo il verbale di pignoramento) anche senza imputazione a
quest’ultimo del carico fiscale, che pertanto non va determinato. Anche il
quarto presupposto non risulta poi essere dato: infatti l’esecuzione n. __________
è stata promossa dall’ex moglie per gli alimenti dovuti per il figlio
minorenne __________ e quindi, riconoscendo un obbligo dell’escusso a mantenere
ex art. 277 cpv. 2 CC __________, il pagamento degli alimenti al figlio
minorenne sarebbe irrimediabilmente compromesso.

 

                                     6.      L’importo base mensile per debitore che vive solo di fr. 1’200.00 di
cui al punto I.1. della Tabella contiene già i costi che quest’ultimo deve
affrontare per l’abbigliamento alfine di poter mantenere un aspetto dignitoso. 

                                               Al
punto II.4.c) è comunque previsto che all’escusso, attivo in determinati
settori lavorativi, come personale di servizio, viaggiatori e rappresentanti di
commercio, in cui è necessario indossare particolari abiti, va riconosciuto un
importo massimo di fr. 50.00 al mese. Nel caso RI 1 è attivo quale
rappresentate di vini e quindi è giustificato riconoscere tale importo per
accresciute spese di abbigliamento connesse alla sua attività professionale.

 

 

 

                                     7.      Il debitore che è costretto, per motivi di lavoro, a prendere i
pasti fuori dell’economia domestica ha diritto a un supplemento fino a fr. 11.00
per ogni pasto principale (cfr. Tabella, punto II. 4b).

                                              RI
1, quale rappresentante di vini, si deve recare due volte la settimana nel
sopraceneri e non può rientrare al domicilio durante il mezzogiorno per
prepararsi e consumare il pasto. Di conseguenza è costretto a consumare il
pasto fuori dall’economia domestica. L’importo mensile di fr. 88.00 deve essergli
riconosciuto. 

 

 

 

                                     8.      L’importo base mensile di fr. 1’200.00 previsto dalla Tabella rappresenta
un importo forfetario destinato a coprire le spese per i bisogni vitali
dell’escusso. Esso è pertanto comprensivo delle spese per elettricità,
spazzatura, acqua potabile, macchina da lavare, telefono (Vonder Mühll, op. cit., n. 23 ad
art. 93) come pure delle spese riferite all’allacciamento televisivo via cavo.

                                               Nel caso in esame il
ricorrente pretende che nel calcolo del minimo di esistenza venga considerato anche
l’importo di fr. 1'500.00 per le spese di elettricità per il riscaldamento
dell’appartamento da lui occupato.

                                               In
relazione alle spese di riscaldamento dell’abitazione si rileva che le spese
per il consumo di energia elettrica per il periodo dal 3 ottobre 2009 al 18
marzo 2010 ammontano a complessivi fr. 722.00 [fattura n. 703.490.780 del 25
marzo 2010 della Aziende Industriali di Lugano (AIL) SA]. Questo periodo risulta
notoriamente essere quello in cui vi è la necessità di provvedere al
riscaldamento di una abitazione nelle regioni di pianura. Per questo motivo la
richiesta del ricorrente di quantificare le sue spese annuali di riscaldamento
in fr. 1'500.00 non può essere accolta in quanto eccessiva. Ritenuto che
dell’importo di fr. 722.00 non è dato di conoscere la quota destinata al
riscaldamento, questa Camera ritiene adeguata, in considerazione della
circostanza che la cucina viene alimentata a gas, una ripartizione nella misura
di 660.00 per il riscaldamento (elettrico) e di fr. 62.00 per il rimanente
consumo di energia elettrica. Per questo motivo dunque la quantificazione dei
costi di riscaldamento dell’escusso deve essere quantificata in fr. 55.00
mensili.

 

 

 

                                      9.      L’Ufficio ha
riconosciuto a RI 1 fr. 500.00 per non meglio precisate spese forfetarie e fr.
100.00 per figli minorenni, importi per i quali non è stata dimostrata la
necessità e neppure l’effettiva esistenza. Per questo motivo nella
determinazione del minimo vitale dell’escusso non può essere aggiunto l’importo
complessivo di fr. 193.00 per le spese di abbigliamento (fr. 50.00), per i pasti
fuori dall’economia domestica (fr. 88.00) e per l’elettricità per il
riscaldamento (fr. 55.00). Anzi, a ben vedere, andrebbe
stralciato sia l’importo di fr. 100.00 per figli minorenni sia l’importo
eccedente fr. 188.00 alla voce spese forfetarie. Tale decurtazione non viene
tuttavia attuata, ostandovi il divieto della reformatio in pieus ex art. 22
LPR. È tuttavia richiamata la facoltà di riconsiderazione – d’ufficio o su
istanza – riconosciuta all’Ufficio di esecuzione dall’art. 93 cpv. 3 LEF qualora
ne siano adempiuti i presupposti. In occasione di ulteriori pignoramenti, se ve
ne fossero, l'Ufficio dovrà comunque tener conto delle considerazioni espresse
in questa sentenza.

 

 

 

                                     10.    Da quanto precede discende che il
ricorso è respinto.

                                              Non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 1
primo periodo LEF, art. 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

 

 

Per
questi motivi,

richiamati gli art. 17, 20a e 93 LEF; 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF,

 

 

pronuncia:

 

1.            
Il ricorso è respinto.

                                     2.      Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

 

                                     3.      Intimazione
a:

                                              - RI
1, __________;

                                              - __________.
PA 1, __________.

                                              Comunicazione
all’CO 1.

 

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                                Il
segretario

 

 

 

 

Contro la presente
decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso
in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10
giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria