# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 97018cd1-63d3-588b-ad33-fe885a8feb85
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-02-01
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 01.02.2022 S 2020 30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_S-2020-30_2022-02-01.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 20 30

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Meisser

Attuario Paganini

SENTENZA

del 1° febbraio 2022

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A.________,

patrocinata dall'avv. Patrick Untersee,

ricorrente

contro

B.________ SA,

convenuta

concernente prestazioni assicurative LAINF

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I. Ritenuto in fatto:

1. Il 26 marzo 2018 A.________ ha subito un infortunio automobilistico. Ella 

allora era ancora impiegata presso C.________ (D.________ AG), dove 

conseguiva un guadagno intermedio durante la disoccupazione. Oltre che 

presso la SUVA, ella era pertanto assicurata contro gli infortuni anche 

presso B.________ SA (qui di seguito: B.________) attraverso tale 

società. In suddetto giorno del sinistro ella è stata urtata nella parte 

posteriore destra da un veicolo più pesante che procedeva in retromarcia 

(stando alla stima della Polizia a una velocità di 5 km/h al massimo) mentre 

era alla guida della sua utilitaria ferma a uno stop sulla via davanti alla 

clinica G.________ di E.________, malgrado ella avesse visto avvicinarsi 

detto veicolo prima dello scontro e l'avesse avvertito suonando il clacson 

(sia notato per inciso che secondo l'anamnesi nel rapporto del Dr. med. 

F.________ del 16 maggio 2018 l'incidente sarebbe avvenuto in un 

distributore di benzina). La Polizia è apparentemente giunta sul luogo 

dell'incidente quando le vetture erano già stata spostate. All'impatto ella 

non ha battuto la testa, ha però accusato immediatamente delle 

cervicalgie e un tremore alle gambe. In seguito si è recata al lavoro, ma a 

causa dei dolori si è sottoposta il giorno stesso a una visita presso la clinica 

G.________ di E.________ dove è stata eseguita una radiografia della 

colonna lombo-sacrale e della colonna cervicale. Sono stati diagnosticati 

un trauma distorsivo del rachide cervicale e un trauma conclusivo del 

rachide lombo-sacrale. Il medico di famiglia, Dr. med. H.________, ha 

attestato una completa inabilità lavorativa a partire dal 26 marzo 2018. La 

SUVA ha rifiutato l'elargizione di prestazioni, posta la competenza 

dell'assicuratore LAINF della D.________ AG (B.________). B.________ 

si è assunta le spese di cura e ha erogato le prestazioni di breve durata. 

2. Nel referto sulla MRI della colonna cervicale e lombare del 14 maggio 2018 

la Dr.ssa med. I.________ ha concluso che la MRI era nella norma. In 

seguito alla visita specialistica del 15 maggio 2018, con rapporto medico 

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del 16 maggio 2018 il Dr. med. F.________, specialista FMH in neurologia, 

ha diagnosticato una sindrome soggettiva dopo distorsione cervico-

lombare del 26 marzo 2018. Egli ha inoltre affermato quanto segue: "lo 

stato neurologico è risultato normale, leggere cervicalgie piuttosto 

muscolotensive, modiche lombalgie, anche qui su tensione muscolare 

paravertebrale, nessun deficit neurologico, nessun segno di sofferenza 

radicolare o midollare cervicale a livello dei membri inferiori. Perfettamente 

normale la MRI cervicale e lombo-sacrale". 

3. Nel rapporto fisioterapico del 24 maggio 2018 il fisioterapista J.________ 

della Reha K.________, Physiotherapie, ha riferito, in sintesi, che i sintomi 

del colpo di frusta accusati (ipertonia muscolare, mobilità attiva della 

cervicale limitata in tutte le direzioni, nonché, come lamentato dalla 

paziente, vertigini, mal di testa e dolori alla colonna lombare, gambe molli 

e una stana sensazione allo stomaco) sarebbero diminuiti. Sarebbe stata 

praticamente raggiunta una completa mobilità attiva della cervicale.

4. Nel rapporto medico in base agli atti del 7 giugno 2018 il medico 

consulente di B.________, PD Dr. med. Dott. iur. L.________, specialista 

FMH in chirurgia e medicina intensiva, ha ritenuto che a seguito dell'esame 

neurologico del Dr. med. F.________ del 16 maggio 2018 un 

miglioramento significativo della condizione attuale non sarebbe più 

possibile. Ciò in considerazione dell'assenza di documentazione circa 

un'avvenuta alterazione strutturale della colonna cervicale e lombare e di 

una lamentata dolenza alla palpazione non oggettivabile. 

5. Con scritto del 28 giugno 2018 B.________ ha comunicato a A.________ 

di interrompere le prestazioni LAINF a partire dal 15 maggio 2018 in 

assenza di un nesso causale tra i disturbi e l'infortunio subito. 

6. Il 19 luglio 2018 A.________ ha invitato B.________ a rivalutare il caso 

visto il nesso di causalità fra i disturbi e l'infortunio. Dal rapporto al medico 

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di famiglia del 13 luglio 2018 del Dr. med. F.________ compiegato a detto 

scritto del 19 luglio 2018 si evince che lo stato neurologico al 12 luglio 2018 

è risultato nuovamente normale con leggera dolenzia cervicale ma senza 

limitazioni e senza irradiazioni nei membri superiori. Il Dr. med. 

F.________ ha valutato la situazione in miglioramento, ha tuttavia 

prescritto di continuare con la fisioterapia (per almeno un mese, due volte 

la settimana) per miorilassamento, soprattutto a livello cervicale, controllo 

della posizione e rinforzo muscolare. Dall'ulteriore certificato del Dr. med. 

F.________ datato 13 luglio 2018 con le risposte alle domande sul nesso 

di causalità, emerge sostanzialmente che un nesso di causalità sarebbe 

certo; persisterebbero inoltre soprattutto delle cervicalgie, delle vaghe 

lombalgie quando ella rimane a lungo seduta nonché uno stato tensivo 

quando deve mettersi alla guida. Secondo il Dr. med. F.________ 

A.________ poteva riprendere l'attività lavorativa al 50 % a partire dal 16 

luglio 2018. Egli ha ribadito il consiglio agli enti assicurativi di continuare 

con la copertura assicurativa per questo periodo di ripresa lavorativa, onde 

evitare complicazioni soprattutto di tipo psicologico con il rischio di 

cronicizzare i disturbi. Stando ai certificati di inabilità lavorativa, il Dr. med. 

F.________ ha attestato un'inabilità lavorativa del 25 % a partire dal 20 

agosto 2018 e un'abilità lavorativa completa in seguito alla visita del 25 

settembre 2018 a partire dal 1° ottobre 2018.  

7. B.________ ha sottoposto nuovamente il caso al suo medico consulente, 

il quale nella valutazione del 9 agosto 2018 in base ai nuovi atti ha 

dichiarato che non vi erano variazioni rispetto alla sua valutazione del 7 

giugno 2018.

8. Con decisione (formale) del 14 settembre 2018 B.________ ha 

confermato l'interruzione delle prestazioni a partire dal 15 maggio 2018 e 

ha rinunciato al recupero delle ulteriori prestazioni già corrisposte. 

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9. Il 16 ottobre 2018 A.________ ha interposto opposizione contro la 

decisione 14 settembre 2018 allegando, tra gli altri documenti, un rapporto 

del Dr. med. F.________ del 26 settembre 2018 in cui questi spiegava, in 

particolare, che la dinamica dell'incidente sarebbe stata sottovalutata (dal 

punto di vista energetico dello scontro provocato da un grosso SUV 

nonché della posizione rivolta verso destra di A.________). Inoltre, 

l'assenza di lesioni scheletriche non escluderebbe la presenza di dolori 

persistenti nelle parti molli (muscoli, tendini, legamenti). Il 5 marzo 2019 

ella ha presentato un complemento all'opposizione, seguito da un'ulteriore 

presa di posizione del 6 maggio 2019.

10. A.________ ha chiesto invano a B.________ in data 7 giugno 2019 e 20 

settembre 2019 un aggiornamento sulla sua opposizione. A questi scritti è 

seguito un sollecito del 19 novembre 2019, ugualmente rimasto senza 

risposta. 

11. Il 16 gennaio 2020 A.________ ha presentato ricorso al Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni per denegata giustizia.  

12. Nella valutazione del 23 gennaio 2020 il medico consulente di B.________ 

Dr. med. L.________ ha confermato le proprie valutazioni in seguito 

all'opposizione e al rapporto del Dr. med. F.________ del 26 settembre 

2018. Egli ha rilevato come il Dr. med. F.________ stesso avrebbe 

esplicitamente constatato a più riprese che non sarebbe stato possibile 

riscontrare dei reperti oggettivi. Inoltre, a mente del Dr. med. L.________ 

la mera possibilità riferita dal Dr. med. F.________ – secondo cui 

l'assenza di alterazioni scheletriche non giustificherebbe l'impossibilità di 

far comunque valere dolori muscolari, tendinei o legamentosi – non 

sarebbe sufficiente. 

13. In data 7 febbraio 2020 B.________ ha emanato la decisione su 

opposizione con cui ha rigettato l'opposizione. Essa sulla base della 

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documentazione medica ha dapprima concluso che avrebbe potuto 

chiudere il caso d'infortunio. Inoltre, a partire dal 15 maggio 2018 con 

probabilità preponderante non sussisterebbe alcun nesso causale 

naturale tra l'evento del 26 marzo 2018 e il danno alla salute. Ma pur 

ammettendo un nesso causale naturale, a mente di B.________ 

mancherebbe un nesso causale adeguato, poiché dall'esame dei criteri 

per l'ammissione dell'adeguatezza del nesso causale risulterebbe che i 

criteri soddisfatti non sarebbero più di due e nessuno in maniera marcata. 

14. Il 9 marzo 2020 A.________ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato ricorso 

al Tribunale amministrativo avverso la decisione su opposizione di 

B.________ del 7 febbraio 2020 chiedendo che la decisione impugnata 

sia annullata e che ella sia posta al beneficio delle prestazioni LAINF di 

breve durata (assunzione delle spese di cura e indennità giornaliere) in 

relazione all'infortunio del 26 marzo 2018 e alle sue conseguenze sino al 

1° ottobre 2018. La ricorrente ha osservato, in sintesi, che si sarebbe in 

presenza di un chiaro trauma da accelerazione al rachide cervicale con 

tipiche lesioni da "colpo di frusta" e un miglioramento costante e lineare in 

breve tempo sino al riacquisto della piena capacità lavorativa entro ca. sei 

mesi grazie alle cure prestate. B.________ avrebbe voluto forzare una 

chiusura anticipata del caso, benché poco tempo dopo l'interruzione delle 

prestazioni la ricorrente abbia riacquistato la piena capacità lavorativa. 

Anche B.________ avrebbe dapprima riconosciuto l'esistenza di un nesso 

causale, per poi però interrompere ingiustificatamente le prestazioni 

quando le cure erano ancora in corso e la situazione medica della 

ricorrente era in evoluzione positiva. Le valutazioni del medico consulente 

di B.________, Dr. med. L.________, non adempirebbero i criteri per la 

valenza probante di un rapporto medico. In particolare, questi negherebbe 

a torto l'esistenza di affezioni da colpo di frusta per il semplice fatto che 

non vi siano riscontri per immagini di lesioni oggettivabili. Le affezioni in 

correlazione causale con l'incidente sarebbero certificate dal Dr. med. 

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F.________. La ricorrente ha oltretutto evidenziato che B.________ 

medesima, in qualità di assicurazione per perdita di guadagno in caso di 

malattia, ha pagato le indennità giornaliere legate all'inabilità lavorativa 

della ricorrente senza contestare l'esistenza delle affezioni e dei limiti 

funzionali. 

15. Con decreto S 20 5 del 19 marzo 2020 il Tribunale amministrativo ha 

stralciato dai ruoli il ricorso del 16 gennaio 2020 perché divenuto privo 

d'oggetto in seguito all'evasione della decisione su opposizione. 

16. Nella presa di posizione del 17 aprile 2020 B.________ (qui di seguito: 

convenuta) ha chiesto il rigetto del ricorso. In sintesi, essa ha notato che il 

quadro tipico dei sintomi non si sarebbe manifestato nelle prime 72 ore, 

ma nel giro di settimane. Anche la descrizione dell'incidente fatta in seguito 

dal Dr. med. F.________ contrasterebbe con le informazioni in tempo 

reale. Secondo la convenuta non sarebbe data la causalità naturale, 

quantomeno dovrebbe essere negato un nesso di causalità adeguato 

come da decisione impugnata. 

17. Nella replica del 28 aprile 2020 risp. nella duplica dell'11 maggio 2020 le 

parti hanno approfondito le proprie argomentazioni. 

II. Considerando in diritto:

1. Oggetto impugnato è la decisione su opposizione del 7 febbraio 2020. I 

requisiti formali non danno adito a osservazioni, per cui si entra nel merito 

del ricorso.

2.1. Riguardo alla violazione del diritto di essere sentiti avanzata dalla 

ricorrente in seguito alla produzione da parte della convenuta di 

determinati atti solamente in sede di risposta nella presente procedura, va 

detto che il rapporto della convenuta sulla telefonata con la polizia del 25 

maggio 2018 citato come esempio dalla ricorrente è stato menzionato già 

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nella decisione impugnata (cfr. pag. 7 della stessa) e si trova nel dossier 

LAINF allegato dalla convenuta alla presa di posizione in questa 

procedura (doc. 79 convenuta). L'apparente lesione del diritto di essere 

sentiti avvenuta in fase d'opposizione in seguito alla mancata produzione 

di determinati atti (la ricorrente parla di "una serie di atti", a mo' di esempio 

ha menzionato tuttavia solo il suddetto doc. 79), è stata dunque sanata in 

questa sede. Un indennizzo in favore della ricorrente a titolo di ripetibili 

nell'eventualità di soccombenza a causa di questa lesione non appare 

tuttavia opportuno, dacché la ricorrente poteva richiedere il doc. 79 in 

seguito alla notifica della decisione impugnata, in quanto questo 

documento è stato menzionato nella stessa e quindi ella ne era venuta a 

conoscenza prima di inoltrare ricorso a questo Tribunale. Riguardo agli 

altri atti non è dato sapere di quali si tratti e se questi siano stati decisivi o 

perlomeno menzionati nella decisione qui impugnata. In difetto della prova 

da parte ricorrente va ritenuto che non vi sia stata ulteriore lesione di 

edizione degli atti oltre a quella sopra citata. 

2.2. La richiesta della ricorrente di assunzione dell'incarto presso l'assicuratore 

d'indennità giornaliera va respinta in una valutazione anticipata delle 

prove, dacché, come si vedrà in seguito, la fattispecie del caso in oggetto 

è sufficientemente definita dagli atti a disposizione in questa procedura e 

l'asserito pagamento delle indennità giornaliere da parte di B.________ 

Services SA in qualità d'assicurazione per perdita di guadagno in caso di 

malattia, può essere ritenuto ininfluente ai fini di giudizio in questo caso 

d'infortunio. 

3. Controverso è se la convenuta avrebbe dovuto elargire alla ricorrente le 

prestazioni LAINF di breve durata (cure mediche e indennità giornaliere) 

fino al 1° ottobre 2018 per le conseguenze dell'infortunio del 26 marzo 

2018 o se invece ha giustamente chiuso il caso a partire dal 15 maggio 

2018. Va tuttavia anticipato che agli atti è attestata un'abilità lavorativa 

completa a partire dal 1° ottobre 2018, per cui qui di seguito la richiesta di 

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prestazioni della ricorrente va intesa fino al 30 settembre 2018 (e non fino 

al 1° ottobre 2018).  

4.1. Il diritto alle prestazioni risultante da un infortunio assicurato (art. 6 cpv. 1 

LAINF) presuppone l'esistenza di un nesso di causalità naturale nonché di 

un nesso di causalità adeguata tra l’evento dannoso e il danno alla salute. 

In caso di postumi d'infortunio oggettivamente dimostrati dal punto di vista 

organico, il nesso di causalità adeguata è generalmente ammesso dal 

momento in cui è accertata la causalità naturale (cfr. DTF 127 V 102 

consid. 5b/bb). Per contro, l'adeguatezza va esaminata in special modo se 

i postumi lamentati sono in nesso causale naturale con l'infortunio ma non 

dimostrati oggettivamente dal punto di vista organico (STF 8C_779/2013 

consid. 2). Se dall'esame del nesso di causalità adeguata emerge che non 

è dato il necessario nesso di causalità adeguata, può essere lasciata 

aperta la questione relativa all'effettiva esistenza del nesso di causalità 

naturale, premesso che la fattispecie sia sufficientemente acclarata per un 

corretto esame dell'adeguatezza (DTF 135 V 465 consid. 5.1). 

4.2. Si può parlare di conseguenze organiche di un infortunio oggettivamente 

dimostrate solo quando i reperti effettuati siano confermati da 

accertamenti strumentali o di immagine e i metodi d'esame applicati siano 

riconosciuti scientificamente. Reperti clinici quali irrigidimenti e tensioni 

muscolari, dolenze alla palpazione nella regione cervicale, limitazioni della 

mobilità del rachide cervicale o tensioni cervicali, non consentono di 

concludere che vi sia una concreta corrispondenza organica dovuta 

all'infortunio con la sintomatologia accusata (cfr. STF 8C_416/2010 

consid. 3.2, 8C_669/2010 consid. 3.3, U 328/06 consid. 5.2).

4.3. Come constatato dalla convenuta, nel caso di specie è assodato che non 

vi sono reperti oggettivi nel senso della succitata giurisprudenza. Pure il 

medico curante della ricorrente, Dr. med. F.________, ha diagnosticato 

solamente una sindrome soggettiva dopo distorsione cervico-lombare (cfr. 

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rapporti del16 maggio 2018, 13 luglio 2018 e 26 settembre 2018 [doc. 69, 

231 e 278 convenuta]). Dagli esami ragiologici e neurologici effettuati non 

è stato possibile riscontrare conseguenze oggettivabili. In assenza di 

postumi d'infortunio dimostrati oggettivamente dal punto di vista organico, 

va dunque fondamentalmente esaminata in special modo l'adeguatezza 

del nesso causale. 

5. Previamente va però stabilito se la convenuta ha giustamente chiuso il 

caso sospendendo le cure e le indennità giornaliere a partire dal 15 

maggio 2018. 

5.1. Una chiusura del caso con conseguente sospensione delle prestazioni di 

breve durata ed esame di un diritto a una rendita d'invalidità o a 

un'indennità per menomazione dell'integrità (esame, quest'ultimo, che nel 

caso di specie non entra in considerazione), è possibile qualora dalla 

continuazione della cura medica non sia da attendersi un sensibile 

miglioramento della salute dell'assicurata e siano conclusi eventuali 

provvedimenti d'integrazione dell'AI (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF; DTF 134 V 

109 consid. 4.1). In tale momento è pure possibile procedere alla verifica 

dell'adeguatezza (cfr. DTF 134 V 109 consid. 3.2; STF 8C_779/2013 

consid. 3). Il presupposto del "sensibile miglioramento" si definisce nella 

misura del prevedibile incremento o ripristino della capacità lavorativa 

compromessa dall'infortunio. Il prevedibile miglioramento dalla 

continuazione della cura medica deve essere significativo, da qui il termine 

"sensibile" (cfr. DTF 134 V 109 consid. 4.3). La questione del sensibile 

miglioramento deve essere giudicata prospetticamente al momento della 

sospensione delle prestazioni. Questa valutazione si fonda sulle 

informazioni mediche a proposito delle opzioni terapeutiche e del decorso 

della patologia, generalmente riassunte nel concetto di prognosi (cfr. STF 

8C_277/2012 consid. 2.2.2). La conclusione del caso presuppone 

semplicemente che da ulteriori cure mediche non ci si debba più aspettare 

un sensibile miglioramento dello stato di salute; non è invece richiesto che 

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un trattamento medico non sia più necessario (cfr. 8C_590/2008 consid. 

4.2, 8C_432/2009 consid. 3.2). In caso di applicazione della prassi dei 

"colpi di frusta", come nel caso di specie, il caso può essere chiuso solo 

se complessivamente (senza distinzione tra disturbi fisici e psichici) non 

c'è da attendersi un sensibile miglioramento dello stato di salute (cfr. STF 

8C_892/2015 consid. 4). 

5.2. Le cure mediche ricevute dalla ricorrente oltre alle visite comprendono 

l'applicazione di un collare cervicale nella prima settimana successiva 

all'incidente, delle sedute di fisioterapia e l'assunzione di farmaci. Stando 

al rapporto fisioterapico del 25 maggio 2018 della Reha K.________ (doc. 

75 convenuta) la ricorrente ha svolto un ciclo di nove sedute di fisioterapia 

tra l'11 aprile e il 9 maggio 2018. Il fisioterapista ha riferito, in particolare, 

che dopo i nove trattamenti si sarebbe praticamente raggiunta una 

completa mobilità attiva della colonna cervicale, benché non si fosse 

ancora raggiunto un miglioramento del 100 %. Nel rapporto del medico 

curante Dr. med. F.________ del 16 maggio 2018 sulle visite dell'8 e 15 

maggio 2018 (doc. 86-88) non figura alcun reperto oggettivo a sostegno 

della completa inabilità lavorativa da lui attestata. Visto il rapporto di fiducia 

con la ricorrente e visto che il medico curante non ha potuto oggettivare 

quanto riferito dalla ricorrente, alla sua valutazione in merito alla completa 

inabilità lavorativa oltre il 15 maggio 2018 non può essere attribuita 

valenza probante (sull'attendibilità dell'avviso del medico curante v. ad es. 

STF 8C_698/2015 consid. 2.2). Secondo il parere del medico consulente 

della convenuta Dr. med. L.________, in considerazione dell'assenza di 

modifiche strutturali alla colonna cervicale e lombare e di una dolenza alla 

palpazione non oggettivabile, in seguito alla visita del Dr. med. 

F.________ non c'era da attendersi un sensibile miglioramento dello stato 

di salute della ricorrente (cfr. rapporto del 7 giugno 2018 [doc. 104 

convenuta]). Per quanto la ricorrente censuri che, non essendo né 

neurologo né reumatologo, le considerazioni del Dr. med. L.________ non 

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potrebbero essere considerate alla stregua di quelle del Dr. med. 

F.________, va detto che non si intravedono motivi per cui il Dr. med. 

L.________, quale perito medico e specialista FMH in chirurgia e medicina 

intensiva, non debba essere ritenuto sufficientemente qualificato per 

giudicare il caso in questione. In base alla documentazione medica la 

convenuta poteva quindi ritenere che, conclusa la suddetta sessione di 

fisioterapia, dalla continuazione delle cure indicate dal medico curante 

(continuazione della "fisioterapia di miorilassamento" e dell'assunzione di 

farmaci, come prescritti nella visita del 15 maggio 2018) non c'era da 

attendersi un significativo (o sensibile) miglioramento dello stato di salute 

della ricorrente. La convenuta poteva dunque chiudere il caso a partire dal 

15 maggio 2018. 

6. Data questa conclusione, posto che non vengono fatti valere dei postumi 

d'infortunio perduranti e che quindi, oltre alle rivendicate prestazioni di 

breve durata dal 15 maggio 2018 fino al 30 settembre 2018, non entrano 

in considerazione altre prestazioni LAINF (soprattutto non è in discussione 

un diritto a una rendita d'invalidità LAINF), non appare necessario 

procedere a un esame del nesso causale. Con la sostenibile decisione di 

chiusura del caso sono state interrotte le prestazioni di breve durata, 

cosicché un esame del nesso causale si imporrebbe per la verifica di 

prestazioni di lunga durata. Ciononostante, qui di seguito si procederà a 

titolo abbondanziale a un esame del nesso di causalità (innanzitutto di 

quella adeguata, v. sopra consid. 4.3) tra i disturbi accusati oltre il 15 

maggio 2018 e l'infortunio del 26 marzo 2018.  

6.1. I criteri rilevanti per l'esame dell'adeguatezza nell'ambito della prassi 

riguardante i "colpi di frusta" e i traumi equivalenti sono: le circostanze 

concomitanti particolarmente drammatiche o la particolare spettacolarità 

dell'infortunio; la gravità o particolare caratteristica delle lesioni lamentate; 

la specifica cura medica protratta e gravosa; i notevoli disturbi; la cura 

medica errata che aggrava notevolmente gli esiti dell'infortunio; il decorso 

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sfavorevole della cura e le complicazioni rilevanti intervenute; la rilevante 

incapacità lavorativa malgrado la dimostrazione degli sforzi compiuti (cfr. 

STF 8C_424/2009 consid. 4.2; DTF 134 V 109 consid. 10.3). 

6.2. La gravita dell'infortunio riveste un ruolo importante per l'ammissione del 

nesso di causalità adeguata. Di regola, un nesso di causalità adeguata 

può essere automaticamente ammesso in caso di infortunio grave mentre 

può essere automaticamente negato in caso di infortunio lieve 

(un'eccezione va fatta, fra l'altro, quando da un infortunio lieve 

scaturiscono immediatamente delle conseguenze che non si rivelano 

chiaramente indipendenti dall'incidente; in tal caso vanno analizzati i criteri 

per gli infortuni di grado medio [cfr. STF 8C_824/2008 consid. 4.2]). In 

caso di infortunio di media gravità l'adeguatezza non può invece essere 

giudicata soltanto in base all'incidente. In tal caso, occorre valutare i criteri 

summenzionati. La presenza di un unico criterio può bastare quando 

l'infortunio deve essere annoverato tra quelli più gravi nell'ambito della 

categoria intermedia o quando esso è al limite della categoria degli eventi 

gravi. Un criterio solo può inoltre essere sufficiente quando lo stesso 

riveste un'importanza particolare. Nell'evenienza in cui nessun criterio 

riveste da solo un'importanza particolare o decisiva, occorrerà invece 

riferirsi a più criteri. Ciò vale tanto più quanto meno grave sia l'infortunio. 

Se per esempio l'infortunio di grado medio è al limite della categoria degli 

eventi insignificanti o leggeri, gli altri criteri oggettivi devono essere 

adempiuti cumulativamente o rivestire un'intensità particolare perché 

l'adeguatezza possa essere riconosciuta (STF 8C_424/2009 consid. 4.3, 

8C_641/2007 consid. 3.3; DTF 134 V 109 consid. 10.1). Se nessun criterio 

riveste da solo un'importanza particolare o decisiva, per l'ammissione di 

un nesso di causalità adeguata in caso di un infortunio di grado medio è 

sufficiente che siano adempiti tre criteri (STF 8C_897/2009 consid. 4.5), 

mentre nel caso di un infortunio di media entità al limite con gli incidenti di 

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lieve entità devono essere soddisfatti almeno quattro criteri (STF 

8C_487/2009 consid. 5).

6.3. Di regola, le collisioni da tamponamento di un veicolo fermo sono 

annoverate tra gli incidenti di media entità al limite con gli incidenti di lieve 

entità. In singoli casi il Tribunale federale ha ammesso l'esistenza di un 

incidente lieve, segnatamente in caso di bassa variazione di velocità in 

relazione alla collisione (delta-v inferiore a 10-15 km/h) in aggiunta 

all'assenza in ampia misura di disturbi insorti immediatamente a seguito 

dell'incidente (STF 8C_715/2010 consid. 5.2.2).

6.4. La convenuta ha classificato l'incidente del 26 marzo 2018 come incidente 

di media entità al limite con gli incidenti di lieve entità. La ricorrente 

sostiene che l'incidente del 26 marzo 2018 non è stato lieve. Al momento 

dell'impatto ella avrebbe avuto il corpo e il capo girati lateralmente. La 

vettura investitrice (una grande SUV di oltre due tonnellate) avrebbe urtato 

con violenza, a causa della massa e di una certa velocità, la piccola 

utilitaria su cui si trovava la ricorrente. A dimostrazione dell'importanza 

dell'urto, la ricorrente cita un rapporto sui danni del 27 aprile 2020 da cui 

si evince che il veicolo avrebbe subito il piegamento della carrozzeria 

all'interno, sotto il paraurti. 

6.5. Posto che la ricorrente ha dichiarato di aver avvertito dei dolori al collo e 

alla schiena immediatamente in seguito all'incidente del 26 marzo 2018, 

questo non può essere ritenuto un evento lieve risp. banale. Tuttavia, esso 

va reputato come incidente di media entità al limite con gli incidenti di lieve 

entità per i seguenti motivi: si tratta di una collisione tra un veicolo fermo 

(quello della ricorrente) e uno in movimento in retromarcia la cui velocità 

stimata dalla polizia era di 5 km/h al massimo. Una simile collisione è 

quindi più paragonabile a un incidente di parcheggio che a un classico 

tamponamento. In più, va tenuto conto che la ricorrente ha visto il veicolo 

investitore che si stava avvicinando (cfr. questionario infortunio stradale 

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compilato dalla ricorrente il 5 giugno 2018 [doc. 108]), per cui non è stata 

colta alla sprovvista dall'urto, come generalmente accade in caso di un 

tamponamento. Secondo il relativo modulo dopo trauma da accelerazione 

cranio-cervicale compilato dal Dr. med. M.________ della Clinica 

G.________ (doc. 16-18 convenuta), la ricorrente si trovava in posizione 

diritta, e non voltata come successivamente rapportato dal Dr. med. 

F.________. D'altronde, appare più plausibile che ella era girata sul fianco 

destro per osservare la manovra del veicolo investitore, come riferito a 

posteriori dal Dr. med. F.________ nei rapporti del 13 luglio 2018 e 26 

settembre 2018 (doc. 231 e 278 convenuta). Benché l'utilitaria della 

ricorrente abbia una massa ben inferiore del SUV che l'ha investita, 

secondo le informazioni della polizia su entrambi i veicoli sono stati trovati 

solo dei graffi di lieve entità, rispettivamente sulla fiancata destra della 

vettura investitrice e sulla parte posteriore destra di quella della ricorrente. 

Su tutta la carrozzeria del veicolo che conduceva la ricorrente erano 

riconoscibili tracce risalenti a collisioni precedenti (cfr. relazione 

d'incidente della polizia [doc. 43 convenuta]; appunto telefonico con la 

polizia del 25 maggio 2018 [doc. 79 convenuta]). Nella e-mail del 27 aprile 

2020 (doc. 4 ricorrente) inoltrato dalla ricorrente, il proprietario dell'auto 

(N.________, proprietario di un garage a O.________) ha dichiarato che 

la ricorrente avrebbe ritirato la sua auto come vettura di cortesia. Quando 

la ricorrente l'avrebbe riconsegnata, la carrozzeria all'interno sotto il 

paraurti sarebbe risultata piegata a causa del tamponamento. Un simile 

danno non è però dimostrato da nessuna fattura di riparazione o da un 

certificato che comprovi che l'asserito danno all'interno della carrozzeria 

sotto il paraurti si sia verificato durante il tamponamento in discussione. 

Che ciò sia il caso non emerge chiaramente dalle fotografie agli atti (doc. 

111-113). Ma pur ammettendo che il danno asserito dalla ricorrente sia 

occorso nell'incidente in discussione, questo elemento di per sé non è in 

grado di confutare l'ammissione di un incidente moderato al limite con gli 

incidenti lievi. Devono pertanto essere soddisfatti quattro dei suddetti 

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criteri cumulativamente, oppure uno di essi deve essere presente in 

maniera marcata risp. deve rivestire un'importanza particolare. 

6.6. Come visto al considerando precedente, nel caso di specie non vi sono 

evidentemente state delle circostanze concomitanti particolarmente 

drammatiche o una particolare spettacolarità dell'infortunio. Non vi sono 

nemmeno state delle lesioni gravi o particolarmente caratteristiche. La 

cura medica non è stata errata e non è nemmeno stata protratta e gravosa. 

Come già sottolineato nella decisione impugnata, le cure a cui la ricorrente 

si è sottoposta, ovvero i trattamenti fisioterapici, i controlli presso il medico 

curante e i farmaci da lui prescritti, non bastano per soddisfare quest'ultimo 

criterio (cfr. STF 8C_13/2008 consid. 3.2.3). Nella decisione impugnata la 

convenuta ha invece ammesso l'esistenza di notevoli disturbi 

limitatamente al "periodo intercorso tra l'infortunio e la verifica 

dell'adeguatezza" (v. decisione impugnata, consid. 23 pag. 8). Al riguardo 

va precisato che nella decisione impugnata si è previamente proceduto 

all'esame del nesso causale naturale, che in conclusione è stato negato 

per i disturbi a partire dal 15 maggio 2018, mentre qui tale esame è 

provvisoriamente lasciato in sospeso. In questo esame, come già 

accennato sopra a fini di completezza, vanno pertanto considerati anche i 

disturbi oltre il 15 maggio 2018. La domanda se il criterio dei "disturbi 

notevoli" debba essere affermato può restare aperta. I disturbi – qui 

considerati fino all'ultimo rapporto del medico curante – consistenti in 

leggere cervicalgie e modiche lombalgie su tensione muscolare 

paravertebrale, dolori irradianti nel cranio (cefalee) e nelle inserzioni 

osteotendinee nucali, sensazioni vertiginose soggettive e stato d'ansia 

(cfr. rapporti del Dr. med. F.________ del 16 maggio 2018, 13 luglio 2018 

e 26 settembre 2018 [doc. 69, 231 e 278 convenuta]) – non oltrepassano 

la misura a cui solitamente si fa riferimento nel caso di lesioni da "colpo di 

frusta", cosicché il relativo criterio in ogni caso non può essere affermato 

in modo particolarmente marcato, come peraltro ritenuto anche dalla 

- 17 -

convenuta. Proseguendo con la verifica dei criteri, va notato che il decorso 

non è stato sfavorevole e non sono intervenute delle complicazioni 

rilevanti. Vi è tuttavia stata una rilevante incapacità lavorativa attestata dal 

medico curante Dr. med. F.________ (del 100 % fino al 15 luglio 2018, del 

50 % fino al 19 agosto 2018 e del 25 % fino al 30 settembre 2018 [cfr. doc. 

271 convenuta]). L'attestazione da parte del medico di famiglia risp. 

curante può essere ritenuta sufficiente nell'ambito di questo criterio (cfr. 

STF 8C_13/2008 consid. 3.2.3), benché ai considerandi precedenti tali 

attestazioni siano state messe in discussione (v. sopra consid. 5.2). 

Ciononostante, non può essere ammesso che la ricorrente abbia 

dimostrato di aver compiuto ogni sforzo possibile per riprendere l'attività 

lavorativa. Concretamente, la ricorrente dovrebbe poter documentare di 

aver avuto la volontà di reintegrarsi il prima possibile e in modo ottimale 

nel processo lavorativo attraverso una partecipazione attiva. Ciò deriva già 

dall'obbligo di ridurre il danno prescritto in materia d'assicurazione sociale 

(cfr. DTF 134 V 109 consid. 10.2.7). Stando all'e-mail del 4 maggio 2018 

dell'ex datrice di lavoro della ricorrente (doc. 37 convenuta), questa 

assieme al medico di famiglia della ricorrente Dr. med. H.________, 

avrebbe avuto il sospetto che la ricorrente simulasse per prolungare la 

riscossione di indennità giornaliere. Tuttavia, al riguardo va osservato che 

il medico di famiglia stesso ancora fino al 23 maggio 2018 ha certificato 

un'inabilità completa al lavoro della ricorrente (cfr. doc. 224 convenuta). 

Oltre a ciò va notato che la ricorrente il 24 aprile 2018 ha ricevuto una 

lettera di disdetta del rapporto di lavoro con effetto al 26 maggio 2018 (cfr. 

doc. 98 convenuta). I motivi che hanno condotto alla disdetta del rapporto 

di lavoro con lettera del 24 aprile 2018 non sono documentati. A 

prescindere da quanto appena detto, il criterio di una "rilevante incapacità 

lavorativa malgrado la dimostrazione degli sforzi compiuti" può essere 

ritenuto soddisfatto, ma non in maniera marcata, dato che l'inabilità risp. 

la ridotta inabilità lavorativa come certificata dal medico curante è durata 

soltanto alcuni mesi. Essendo dunque soddisfatti tutt'al più due criteri, 

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nessuno dei quali in misura marcata, non sono date le premesse per 

l'ammissione dell'adeguatezza del nesso causale.  

6.7. In questo esame abbondanziale sul nesso causale è pertanto superflua 

un'analisi del quesito se i disturbi lamentati dalla ricorrente dopo il 15 

maggio 2018 (data d'interruzione delle prestazioni LAINF) siano in nesso 

causale naturale con l'incidente del 26 marzo 2018.

7. Per i suesposti motivi, la decisione impugnata va confermata e il ricorso 

va respinto.

8. La procedura è gratuita (cfr. art. 61 lett. fbis LPGA e artt. 105 segg. LAINF 

e contrario). La convenuta non ha diritto a ripetibili (cfr. art. 61 lett. g primo 

periodo LPGA e contrario).

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si prelevano spese.

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]