# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 41c651f4-4ef4-5847-b46c-fcdd958f4319
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.03.2010 D-1844/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1844-2010_2010-03-30.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1844/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 0  m a r z o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Hans Schürch;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Nigeria, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 15 marzo 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1844/2010

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data 13 febbra-
io 2010 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso all'interessato e mediante il quale 
lo  ha reso attento circa la  necessità  di  consegnare,  entro le  48 ore 
successive all'inoltro della  sua istanza,  un documento d'identità o di 
viaggio, con comminatoria che, in caso di mancata consegna e in as-
senza di motivi scusabili,  non si entra nel merito della sua domanda 
d'asilo,

i verbali d'audizione del 2 e del 15 marzo 2010,

la decisione dell'UFM del 15 marzo 2010, notificata all'interessato oral-
mente il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 23 marzo 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato) e, contestualmente, la domanda d'esenzione dal versa-
mento di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali,

l'incarto  dell'UFM,  pervenuto  via  fax  a  codesto  Tribunale  in  data 
24 marzo 2010,

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi-
derandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF),

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che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del-
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa,

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  al-
l'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata; che, se le parti  utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha di-
chiarato  sostanzialmente  di  essere  cittadino  nigeriano,  nato  a 
B.______,  Imo State  (Nigeria),  di  professione metal  meccanico  e  di 
essere  il  nipote  del  re  di  C._______  e  D._______,  deceduto  il 
18 agosto 2009,  e  quindi  destinato  ad  essere  sacrificato  per 
assicurare il trono al proprio padre, 

che, in merito ai suoi motivi d'asilo, il ricorrente ha asserito che a se-
guito  della  morte  del  nonno,  egli  avrebbe dovuto essere ucciso nel-
l'ambito di un rito di “caccia delle teste” per permettere al padre di suc-
cedere al trono del villaggio; che, anche se il padre avesse rinunciato, 
il ricorrente sarebbe stato ricercato dai “cacciatori di teste” per esegui-
re il precitato rito; che, la notte del 18 agosto 2009 oppure a mezzo-
giorno dello stesso giorno, o il 5 o 6 settembre 2009, a seconda delle 
versioni, l'insorgente avrebbe lasciato il villaggio del nonno per recarsi 
ad E._______ ed in seguito ad F._______, dove abitava a quell'epoca; 
che avrebbe appreso dai suoi vicini che delle persone del villaggio del 
nonno sarebbero venute a cercarlo alla sua abitazione; che, in seguito, 
il ricorrente si sarebbe recato a G._______, dove, in data 6 settembre 
2009, si sarebbe imbarcato come membro dell'equipaggio sulla nave 

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“H._______”  diretta  a  I._______  (Italia)  senza  documenti  e  senza 
subire controlli; che una volta arrivato in Italia,  il  21 settembre 2009, 
egli avrebbe vissuto a casa di un uomo della marina italiana, il quale lo 
avrebbe  ospitato  fino  al  12  febbraio  2010,  data  in  cui  il  ricorrente 
avrebbe deciso di lasciare l'Italia per recarsi in treno in Svizzera,

che l'interessato ha dichiarato di non avere mai posseduto né una car-
ta d'identità, né un passaporto,

che, sino ad oggi, egli non ha esibito alcun documento d'identità,

che, nella decisione del 15 marzo 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo un documento d'identità o di viaggio valido ai sensi del-
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pregiu-
diziali  dell'11 agosto  1999  (OAsi 1,  RS 142.311);  che,  dall'altro  lato, 
detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 
cpv. 3 LAsi sia realizzata nel caso di specie,

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e la 
sua esecuzione siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente fa valere di non aver potuto consegnare 
alcun documento  d'identità,  in  quanto il  termine previsto dalla  legge 
sarebbe brevissimo ed egli non ne avrebbe mai posseduto uno,

che,  inoltre,  avrebbe  fornito  un racconto  verosimile  e  numerosi  ele-
menti,  che avrebbero dovuto imporre all'autorità inferiore di prendere 
una decisione nel merito,

che, peraltro, egli invoca dei problemi di comprensione con l'interprete 
presente all'audizione federale come pure di essere stato fisicamente 
sofferente in tale occasione, giacché la mattina del 15 maggio 2010 si 
sarebbe  infortunato  al  punto  di  dovere  essere  accompagnato  al-
l'audizione, in quanto non sarebbe riuscito a camminare da solo,

che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto, in via principale, l'annulla-
mento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'autorità 
inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asi-
lo, la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, l'ammissione provvi-

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soria; che ha, altresì, presentato una domanda d'esenzione dal versa-
mento di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se 
il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al-
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che, a titolo preliminare, gli  asseriti  problemi di traduzione o di com-
prensione  del  ricorrente  nell'ambito  dell'audizione  sui  motivi  d'asilo 
non meritano alcuna considerazione, in quanto rimasti semplici allega-
zioni di parte non corroborate da alcun elemento probatorio,

che,  segnatamente,  dagli  atti  di  causa non emerge che il  ricorrente 
non abbia fatto notare ai  collaboratori  dell'autorità  inferiore eventuali 
problemi con la traduttrice, né l'evocato infortunio,

che, inoltre, il  ricorrente ha dichiarato di  capire bene l'interprete (cfr. 
verbale d'audizione del 15 marzo 2010 pag. 1 D/1),

che,  peraltro,  il  ricorrente,  firmando il  verbale,  ha confermato che lo 
stesso era completo e corrispondente alle sue affermazioni,

che,  infine,  al  contrario  di  quanto  asserito  nel  gravame,  il 
rappresentante dell'opera assistenziale presente all'audizione federale, 
non  ha  sollevato  alcun'obiezione  nel  corso  della  stessa,  né  ha 
espresso delle osservazioni nell'allegato appositamente previsto in tal 
senso,

che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli uffi-
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti-
colari formalità amministrative; che, per contro, non lo sono documenti 

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quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta pro-
fessionale,  il  certificato di  nascita,  la  carta  scolastica  o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 
2007/7 consid. 6),

che, nel  caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  d'altronde,  non  soccorrono  l'insorgente  le  vaghe  e  stereotipate 
allegazioni, secondo le quali non gli sarebbe possibile consegnare dei 
documenti,  poiché  sostanzialemente  non  ne  avrebbe  mai  posseduti 
(cfr. ricorso pag. 2); che tali asserzioni non costituiscono infatti ragioni 
valide per giustificare la mancata esibizione di documenti  ai sensi di 
legge,

che il fatto di non essersi adoperato in tal senso ed abbia cercato di 
giustificarsi - senza alcun fondamento - è un'ulteriore conferma della 
dissimulazione dei documenti da parte del ricorrente, ritenuto che - di 
regola  -  chi  ne  è  già  in  possesso  e  si  limita  a  dissimularli,  non 
intraprende alcunché per procurarsene di nuovi,

che  il  ricorrente  ha  dichiarato  in  modo  palesemente  inverosimile  di 
avere  lasciato  la  Nigeria  a  G._______,  senza  esibire  documenti  di 
viaggio  o  d'identità  ed  aiutato  ad  imbarcarsi  da  un  membro  della 
marina italiana di nome A., amico del suo capo, che gli avrebbe dato 
un uniforme dell'equipaggio della nave; che, non può essere ritenuto 
credibile che, una volta arrivato in Italia, il ricorrente non abbia subito 
alcun controllo da parte delle autorità italiane (cfr. verbale d'audizione 
del 2 marzo 2010 pag. 7 D/16),

che, peraltro, non è stato in grado di determinare che bandiera battes-
se la nave su cui avrebbe lasciato il suo Paese,

che, pertanto, data la vaghezza e l'inverosimiglianza delle asserzioni 
dell'insorgente, quest'ultimo non può aver viaggiato nelle circostanze 
descritte,

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i 
bisogni della causa,

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che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità,

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che l'insorgente ha dichiarato di avere lasciato il suo Paese per paura 
di essere ucciso dagli abitanti del villaggio del nonno,

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che,  in  relazione  alle  considerazioni  rettamente  evidenziate 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  è  inverosimile;  che  basti  rilevare  che  il 
ricorrente si è espresso in modo molto vago e succinto sugli eventi che 
lo avrebbero indotto a lasciare il proprio Paese; che, inoltre, il racconto 
dell'insorgente è caratterizzato da contraddizioni  di  natura palese ed 

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incomprensibile,  a  titolo  d'esempio,  in  merito  alla  data  della  sua 
partenza  dal  villaggio  del  nonno  (cfr.  verbali  d'audizione  del 
2 marzo 2010 pag. 5 e pag. 6 e del 15 marzo 2010 pag. 5 D/31) e alle 
modalità della sua prevista cattura (avrebbe dovuto essere trattenuto 
dai  cacciatori  di  teste  oppure  dagli  anziani  del  villaggio  cfr. verbale 
d'audizione del 2 marzo 2010 pag. 6),

che, per di più, mal si comprende come il ricorrente, il quale sarebbe 
stato informato dal padre del rito di successione al trono nel dicembre 
2006 (cfr. verbale d'audizione del  2  marzo 2010 pag. 5),  si  sarebbe 
recato  di  spontanea volontà  al  villaggio  del  nonno  poco prima della 
morte di  quest'ultimo; che tale comportamento mette in serio dubbio 
l'attendibilità del ricorrente e appare dimostare l'assenza di seri timori 
d'esposizione a persecuzioni nel suo Paese d'origine,

che, in tale contesto, non v'è motivo di ritenere che il  ricorrente non 
possa ottenere dalle competenti autorità in Patria, se opportunamente 
sollecitate, un'appropriata protezione contro l'eventuale futuro agire il-
legittimo da parte di terzi nei suoi confronti,  tanto più che l'insorgente 
ha dichiarato di  non avere mai avuto alcun problema con le autorità 
nel  suo  Paese  d'origine  (cfr.  verbale  d'audizione  del  2 marzo 2010 
pag. 6),

che, per conseguenza,  l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le  dichiarazioni  rese  dal 
ricorrente,

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  TAF  E-423/2009 
dell'8 dicembre 2009 consid. 8, destinata alla pubblicazione),

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 

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Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  del 
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà 
fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la 
tortura ed altre  pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che, nella fattispecie, il ricorrente non ha contestato né la pronuncia né 
l'esecuzione dell'allontanamento ritenuta lecita, esigibile e possibile da 
parte  dell'UFM  nella  decisione  impugnata;  che,  ciò  nonostante,  il 
principio della massima d'ufficio vigente in procedura amministrativa e 
in  materia  d'asilo,  impone  a  codesto  Tribunale  di  esaminare  la 
questione  dell'allontanamento  e  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
nei confronti dell'autore del gravame,

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1;  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n.21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

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che,  inoltre,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Nigeria 
non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale,

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha  frequentato  15  anni  di  scuola  (scuola  primaria  e  secondaria  a 
B._______  e  l'università  a  H._______)  ed  ha  altresì un'esperienza 
professionale quale metal  meccanico presso una ditta ad F._______ 
(cfr. verbale d'audizione del 2 marzo 2010 pag. 2),

che, per di più, egli dispone nel suo Paese d'origine di una vasta rete 
sociale (genitori e zii paterni e materni),

che infine, l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire 
di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio 
degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza in Svizzera 
per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente, usando della necessaria diligen-
za,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sempli-
ficata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

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che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
J._______ (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di J._______ (via fax, 
per  l'incarto N  [...],  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al  ri-
corrente e di  ritornare l'avviso di  ricevimento allegato al  Tribunale 
amministrativo federale)

- K._______ (via fax)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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