# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df105a17-32c5-5d22-8459-cef5bb8eaf30
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-10-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 30.10.2002 90.2002.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2002-26_2002-10-30.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2002.00026

  	
  Lugano

  30 ottobre
  2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale della pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente, 

  Lorenzo Anastasi, Werner Walser

   

  

 

	
  vicecancelliere

  	
  Stefano Furger

  

 

statuendo sul ricorso del 14 gennaio 2002 di

 

	
   

  	
  __________ e __________ __________, __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

	
   

  	
  

  	 

	
   

  	
  la risoluzione 16 ottobre 2001 (n. __________) del
  Consiglio di Stato di approvazione del Piano regolatore di __________;

  	 

 

 

viste le risposte:

 

- 27 marzo 2002 del
municipio di __________;

- 15 aprile 2002 della divisione della pianificazione territoriale
del dipartimento del  

   territorio;

 

 letti ed esaminati gli
atti;

 

 

ritenuto,

 

 

 

                                         in
fatto:

 

 

                                  A.   Nella
seduta del 6 luglio 1999 il consiglio comunale di __________ ha adottato la
revisione generale del piano regolatore. In quella sede il mapp. __________, di
proprietà di __________ __________, è stato assegnato alla zona residenziale
estensiva (zona F). Il mapp. __________ presenta una superficie di 643 mq ed è
ubicato in località __________, a monte di via __________, nell'area collinare
sopra la città.

 

 

                                  B.   Con
risoluzione 16 ottobre 2001 (n. __________) il Consiglio di Stato ha approvato
il piano regolatore. Esso ha tuttavia negato l'approvazione dell'estensione
delle zone edificabili rispetto al precedente piano regolatore, nella quale era
incluso il mapp. __________.

 

 

                                  C.   Con
ricorso 14 gennaio 2002 __________ e __________ __________ insorgono innanzi a
questo Tribunale avverso la menzionata risoluzione governativa, postulandone
l'annullamento e chiedendo l'attribuzione alla zona edificabile del comparto
comprendente il loro fondo, così come prevedeva il piano regolatore in
approvazione. I ricorrenti affermano che il fondo in parola, oltre ad essere
sprovvisto di qualsiasi vocazione agricola, è idoneo all'edificazione, è
urbanizzato ed inserito in un contesto già edificato a connotazione
residenziale.

 

 

                                  D.   Il
municipio, eccepisce l'irricevibilità del gravame; si rimette tuttavia, nel
merito, al prudente giudizio di questo Tribunale. La divisione della
pianificazione territoriale chiede la reiezione dell'impugnativa.

 

 

                                  E.   In
data 29 agosto 2002 il Tribunale ha esperito una visita dei luoghi, in
occasione della quale sono state scattate alcune fotografie del mappale dei
ricorrenti, in seguito acquisite agli atti. Il 4 settembre 2002 si è tenuta
l'udienza e il 1° ottobre 2002 è stato esperito un sopralluogo in contraddittorio,
durante i quali le parti hanno confermato le rispettive allegazioni e domande.

 

 

 

considerato,                    in diritto:

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT)
e la legittimazione di __________ __________ certa (art. 38 cpv. 4 lett. c
LALPT). Il ricorso è dunque ricevibile.

 

 

                                   2.   In
campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è,
però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno
un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato
(art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno
potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma
anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità
incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità
loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro
compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il
diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad
intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun
criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario
rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli
scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro
sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto
della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-1999 n. 27 consid. 3).

                                         Il
potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit.,
ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art.
33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano
regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   I
piani regolatori hanno lo scopo di garantire un'appropriata e parsimoniosa
utilizzazione del suolo e un ordinato insediamento del territorio (cfr. art. 75
cpv. 1 Cost.). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone edificabili,
agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili comprendono,
secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono già stati
edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari ed
urbanizzati entro 15 anni (lett. b). Di massima un terreno che adempie queste
esigenze va attributo alla zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione e
globale degli interessi che la legislazione sulla pianificazione del territorio
tende a salvaguardare (cfr. in particolare art. 1 e 3 LPT), debba venir
incluso, parzialmente o totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile
(RDAT I-2001 n. 49 consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per
l'assegnazione di un terreno alla zona edificabile non hanno pertanto un valore
assoluto, ma una portata relativa. Essi rappresentano piuttosto dei principi
generali della pianificazione del territorio, dei punti di riferimento, che -
ancorché soddisfatti - non conducono necessariamente all'attribuzione del
terreno interessato alla zona fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena
citata; inoltre Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. da 25 a 29;
Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, Aménagement du territoire, construction,
expropriation, Berna 2001, n. 314).

 

 

                                   4.   Il
Consiglio di Stato non ha approvato - in generale - l'estensione delle zone
edificabili rispetto al precedente piano avuto riguardo, in primo luogo, alla
contenibilità del nuovo piano regolatore (art. 15 lett. b LPT; cfr. risoluzione
impugnata cifra 4.2.3., in particolare pag. 21 segg.). Dal rapporto di
pianificazione (pag. 59) esso ha desunto che la contenibilità teorica del nuovo
piano regolatore corrispondeva a di 45'000 unità insediative, di cui 28'000
abitanti e 17'000 posti di lavoro. Questo risultato veniva conseguito
applicando un grado di attuazione del piano estremamente basso (del 50%) e,
inversamente, un alto rapporto superficie utile lorda/unità insediative (di 50
mq): adottando i parametri usuali (grado di attuazione del 70-80% rispettivamente
rapporto superficie utile lorda/unità insediative di 40-45 mq), la
contenibilità teorica del nuovo piano si attestava, in realtà, a 70'000-80'000
unità insediative. Il Governo ha indi accertato che la popolazione residente
nel comune, nel 1999, era di 16'906 persone, i posti di lavoro 12'369 (dati del
1998) e i posti per il turismo 500: in totale 29'775 unità insediative. Ne ha
concluso che la contenibilità teorica del piano regolatore superava largamente
le prevedibili necessità di sviluppo demografico ed edilizio nell'arco dei 15
anni, rendendo possibile oltre il raddoppio delle unità insediative. Questa
valutazione merita di essere condivisa, per quanto concerne particolarmente
l'evoluzione del numero di abitanti, che qui interessa. In effetti, anche
volendo adottare le (quantomai parziali) proiezioni formulate dal comune, il
nuovo piano regolatore permetterebbe comunque sia di insediare, nei prossimi 15
anni, almeno ulteriori 11'094 abitanti sul territorio comunale, pari ad un
aumento della popolazione del 66%, ovvero di 2/3, di quella attuale. Per
contro, la popolazione residente nel comune non è in sostanza aumentata negli
ultimi trent'anni. Secondo i dati riportati nell'Annuario statistico ticinese
(Comuni, anno 2000, pag. 46 seg.), ripresi dai censimenti federali, la
popolazione economica residente a __________ assommava nel 1970 a 16'979 unità,
nel 1980 a 16'743 unità e nel 1990 a 16'849 unità (cfr. inoltre il grafico alla
pagina 7 del rapporto di pianificazione): queste cifre corrispondono alla
popolazione legale permanente al 31 dicembre 1999 accertata dal Consiglio di
Stato nel giudizio impugnato. Avuto pertanto riguardo all'aumento
oggettivamente pronosticabile della popolazione, la contenibilità teorica del
nuovo piano regolatore appare eccessiva. A giusta ragione il Consiglio di Stato
ha, pertanto, negato l'estensione delle zone fabbricabili a scopi residenziali
rispetto al perimetro del piano regolatore precedente, approvato dallo stesso
il 18 maggio 1977. Questa soluzione appare, in concreto, ulteriormente
giustificata dai dati forniti nel rapporto di pianificazione (pag. 59), dai
quali risulta che il piano regolatore precedente avrebbe già permesso di
conseguire una popolazione di 27'000 abitanti, ossia di soli 1'000 abitanti inferiore
a quella del piano in esame ed inoltre che quest'ultimo prevede, rispetto al
precedente, un incremento dell'indice di sfruttamento all'interno della zona
edificabile. Sussiste difatti un interesse generale ad impedire la formazione
di zone edificabili troppo vaste (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3c). Queste
considerazioni devono, di conseguenza, essere applicate anche al fondo dei
ricorrenti.

 

 

                                   5.   In
concreto, nemmeno è adempiuto il presupposto dell'art. 15 lett. a LPT. Con
terreni già edificati in larga misura si intende essenzialmente il territorio
costruito in maniera compatta, oltre eventualmente singole particelle
inedificate al suo interno, direttamente confinanti con la zona edificabile, in
genere già edificate e di superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49
consid. 3b; Flückiger, op. cit., ad art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,
op. cit., n. 319). Il fondo dei ricorrenti, ubicato in posizione discosta
rispetto al nucleo di __________, fa invece parte di un ampio territorio, in
gran parte inedificato. Sullo stesso sono presenti, in ordine sparso, alcune
abitazioni. La costruzione di tali edifici risale ad un'epoca anteriore al
previgente piano regolatore, che aveva assegnato quest'area alla zona
inedificabile. Essa non può pertanto essere considerata come edificata in larga
misura nel senso restrittivo inteso dalla giurisprudenza.

 

 

                                   6.   Nell'ambito
di una ponderazione globale degli interessi (cfr. consid. 3), oltre al già
ricordato obiettivo di impedire la formazione di zone edificabili troppo vaste
(cfr. consid. 4), va poi ricordato che il comparto collinare all'esame è stato
annoverato, dal piano direttore, tra gli altri terreni idonei all'agricoltura
giusta l'art. 2 della Ltagr. Questa classificazione è confermata dalla diffusa
presenza di vigneti, constatati anche sul mappale dei ricorrenti, che,
intercalati da strisce di bosco ed estensioni prative, concorrono altresì a
formare un paesaggio di pregio, in equilibrio con le edificazioni presenti
(cfr. su quest'ultimo aspetto la risoluzione impugnata, pag. 22). Si giustifica
pertanto appieno di preservare questo territorio da un'ulteriore edificazione
anche per motivi di ordine agricolo e paesaggistico; va, da ultimo,
sottolineata l'imprescindibile necessità di salvaguardare sufficienti spazi
liberi per le future generazioni.

 

 

                                   7.   La
risoluzione impugnata pone pertanto il piano regolatore in consonanza con
l'ordinamento giuridico. Essa non è pertanto nemmeno lesiva dell'autonomia
comunale. Il ricorso va, dunque, respinto.

 

 

                                   8.   La
tassa di giudizio e le spese devono essere poste carico degli insorgenti (art.
28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   I
ricorrenti sono condannati al pagamento in solido delle tasse di giudizio e
spese per complessivi fr. 700.-- (settecento).

                                   3.   Intimazione:                  -
__________ e __________ __________, Via __________ __________
__________, __________ __________

                                                                               -
Municipio di __________ , __________ __________, __________ __________

                                                                               -
Consiglio di Stato, Residenza Governativa, __________ __________

                                                                               -
Divisione della pianificazione

                                                                               territoriale, __________ __________. __________ __________, 

                                                                        
      _____ ___________

Il presidente                                                                                                    Il
segretario

Tribunale della pianificazione del territorio