# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aa0a10e8-cedd-5aec-b87a-7e937775ec8e
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 1995-09-25
**Language:** it
**Title:** Verwaltungspraxis der Bundesbehörden (1987-2017) Bundesrat 25.09.1995 JAAC 60.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_VB/CH_VB_008_JAAC-60-19--_1995-09-25.pdf

## Full Text

JAAC 60.19

Decisione del Consiglio federale del 25 settembre

1995

Non-compatibilité avec le droit fédéral d’une signalisation routière
comprenant quatre signaux «Stop» à un croisement.

- Les signaux «Stop» et «Cédez le passage» réglementent - en dérogation
au principe de la priorité de droite - la priorité à une intersection,
c’est-à-dire qu’ils déterminent dans quel ordre plusieurs usagers de
la route peuvent circuler à une intersection lorsqu’il ne leur est pas
possible de passer simultanément sans encombre. La pose de quatre
signaux «Stop» à un carrefour ne règle toutefois pas la priorité, puisque
chacun des conducteurs, en raison de la présence du signal «Stop»
auquel il est confronté, est obligé d’accorder la priorité aux véhicules
circulant sur la chaussée transversale, qu’ils surviennent de gauche ou
de droite (art. 36 al. 1erOSR).

- Les réglementations locales du trafic introduites à titre expérimental
doivent également faire l’objet d’une décision et d’une publication selon
l’art. 107 al. 2 et 2bis OSR lorsqu’elles doivent durer moins de 60 jours.

Bundesrechtswidrigkeit einer Strassensignalisation mittels vier
«Stop»-Signale an einer Kreuzung.

- Die Signale «Kein Vortritt» und «Stop» regeln - in Abweichung des
grundsätzlichen Rechtsvortritts - den Vortritt an einer Verzweigung,
das heisst sie bestimmen, in welcher Reihenfolge mehrere Teilnehmer
eine Verzweigung befahren dürfen, wenn eine gleichzeitige Benützung
nicht behinderungsfrei möglich ist. Mit dem Anbringen von vier
Stopsignalen wird auf einer Verzweigung der Vortritt jedoch gerade
nicht geregelt, da jeder Fahrzeugführer aufgrund des jeweiligen
Stopsignals gegenüber den Fahrzeugen auf der Querfahrbahn -
ungeachtet, ob diese von links oder rechts kommen - vortrittsbelastet
ist (Art. 36 Abs. 1 SSV).

1

- Versuche mit Verkehrsmassnahmen müssen nach Art. 107 Abs. 2 und
2bis SSV auch dann verfügt und veröffentlicht werden, wenn sie weniger
als 60 Tage gelten sollen.

Non compatibilità con il diritto federale di una segnaletica stradale
mediante quattro segnali «Stop» a un incrocio.

- I segnali «Dare precedenza» e «Stop» regolano - divergendo dal
diritto di precedenza da destra che vale per principio - la precedenza
a un’intersezione, vale a dire che essi definiscono in quale ordine
più utenti della strada possono circolare su un’intersezione, ove
un’utilizzazione contemporanea non sia possibile senza intralci.
Collocando quattro segnali «Stop» a una siffatta intersezione,
la precedenza non viene invece proprio disciplinata, poiché ogni
conducente di veicoli, sulla base del segnale «Stop» con il quale si
trova confrontato, deve dare precedenza ai veicoli sulla carreggiata
trasversale - indipendentemente che sopraggiungano da sinistra o da
destra (art. 36 cpv. 1 OSStr).

- Le regolamentazioni locali del traffico introdotte a titolo sperimentale
devono, giusta l’art. 107 cpv. 2 e 2bis OSStr, essere oggetto di decisione e
pubblicazione anche quando durano meno di 60 giorni.

I

A. La competente autorità cantonale, fondandosi su una perizia del 1989
dell’Ufficio prevenzioni infortuni aveva respinto un’istanza del Comune
di M. volta a ottenere l’autorizzazione a collocare 4 segnali 3.01 «Stop»
all’intersezione dei mappali n. 239, 600, 524, 1694 RFD in località C.

B. Con scritto del 1° giugno 1993, la competente autorità invitava istantemente
il Comune di M. a eliminare i 4 segnali «Stop» collocati senza autorizzazione
all’intersezione contestata. Dopo un ulteriore scambio di scritti, il Comune
inoltrava istanza ordinaria volta a ottenere l’autorizzazione per la posa dei
segnali. Questa istanza fu dall’autorità cantonale respinta con decisione del
20 agosto 1993.

C. Il ricorrente impugnava tale decisione presso il Consiglio di Stato del
Cantone Ticino che, il 26 ottobre 1993, non entrò nel merito del ricorso in
ragione di carente legittimazione ricorsuale, ma che in un considerando
eventuale respinse le obiezioni del ricorrente.

D. Contro questa risoluzione il ricorrente si è appellato al Consiglio federale.
Esso domanda il rilascio di un’autorizzazione per la posa dei quattro segnali
3.01 «Stop» presso l’intersezione in zona C. In sede di considerandi, si entrerà
nel merito dei motivi giuridicamente rilevanti del ricorso.

2

(...)

II

1. Il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha deciso come ultima istanza
sull’autorizzazione per la posa dei quattro segnali 3.01 «Stop» di cui si tratta
nel presente caso. Contro decisioni del genere è dato, giusta l’art. 3 cpv. 4 della
LF del 19 dicembre 1958 sulla circolazione stradale (LCStr, RS 741.01), il ricorso
al Consiglio federale.

Secondo prassi costante del Consiglio federale, una decisione di non entrata
nel merito, basata sul diritto procedurale cantonale, può essere oggetto di un
ricorso al Consiglio federale ove escluda l’applicazione del diritto federale.
Questo è il caso nella fattispecie, perché sono in discussione proprio questioni
di diritto federale, riguardanti più precisamente l’art. 3 cpv. 4 LCStr (Fritz
Gygi, Zur sachlichen Zuständigkeit in der Bundesverwaltungsrechtspflege,
recht 1987, pag. 90; GAAC 50.49).

Il ricorso è giunto tempestivo ed è rispettoso della forma prescritta. Si deve
quindi entrare nel merito dello stesso.

(...)

3. L’istanza inferiore, appellandosi alla giurisprudenza del Consiglio federale,
non è entrata nel merito del ricorso del Comune di M. Essa non tiene però
conto del fatto che, secondo la versione dell’art. 3 cpv. 4 LCStr in vigore
dal 1° febbraio 1991, i Comuni sono legittimati a ricorrere nelle procedure
cantonali e in quelle davanti al Consiglio federale se, sul loro territorio, sono
ordinate misure in materia di circolazione stradale. Questa considerazione
vale ovviamente anche qualora un Comune - come nel caso presente - richiede
all’autorità competente una misura in materia di circolazione stradale. La
prassi citata non è quindi più determinante: per tale ragione l’istanza inferiore
a torto ha negato la legittimazione ricorsuale del Comune di M.

Siffatta circostanza non porta tuttavia necessariamente ad abrogare la
decisione e a rinviare la pratica affinché si proceda alla valutazione materiale.
Da tale conseguenza può essere fatta astrazione ove l’istanza inferiore - come
in casu - abbia esaminato anche materialmente, con un parere eventuale, il
ricorso sottopostole, respingendolo poi con una motivazione che risponde
alle esigenze giusta l’art. 4 della Costituzione federale della Confederazione
Svizzera, del 29 maggio 1874 (Cost., RS 101). In una situazione del genere,
l’accoglimento del ricorso, in ragione di formale denegata giustizia (art. 4 Cost.)
equivarrebbe soltanto a un inutile prolungamento della procedura.

4. Giusta l’art. 3 cpv. 4 LCStr, le limitazione e prescrizioni che non siano
divieti di circolare generali o limitati nel tempo, bensì cosiddette limitazioni
funzionali della circolazione, possono essere emanate in quanto lo esigano
la protezione degli abitanti o di altri ugualmente toccati dall’inquinamento
fonico o atmosferico, la sicurezza, l’alleviamento o la disciplina del traffico,
la protezione della strada o altre condizioni locali. Se è necessaria una
regolamentazione locale del traffico, bisogna scegliere la misura che per
il raggiungimento dello scopo prefisso cagioni il minimo di restrizioni
(art. 107 cpv. 5 dell’O del 5 settembre 1979 sulla segnaletica stradale [OSStr],

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RS 741.21). Giusta l’art. 5 cpv. 3 LCStr, per le strade aperte alla circolazione dei
veicoli a motore o dei velocipedi, possono essere usati soltanto i segnali e le
demarcazioni stabiliti dal Consiglio federale; questi devono essere collocati
solo dalle autorità competenti o con l’approvazione di queste.

a. Giusta l’art. 36 cpv. 2 LCStr, alle intersezioni la precedenza spetta al veicolo
che giunge da destra. Vi sono tuttavia le eccezioni di tale regola: segnatamente
hanno precedenza i veicoli anche se vengono da sinistra, ove si tratti di strade
principali demarcate. È inoltre riservato il disciplinamento mediante segnali o
da parte della polizia. In questo senso, quando strade secondarie si incontrano,
l’autorità può derogare alla norma della precedenza da destra prevista dalla
legge collocando il segnale «Stop» o «Dare precedenza», in particolare dove si
incontrano strade secondarie con costruzioni e importanza differenti (art. 109
cpv. 4 OSStr). Dipende poi dalle condizioni locali decidere quale dei segnali
menzionati debba essere collocato. Ambedue i segnali obbligano il conducente
a concedere la precedenza ai veicoli sulla strada alla quale egli si avvicina
(vale a dire alla carreggiata trasversale). Il segnale «Stop» esige inoltre dal
conducente del veicolo al quale incombe rispettare la precedenza (art. 36
cpv. 1 e 2 nonché art. 75 cpv. 1 e 3 OSStr) che abbia ad arrestarsi. Giusta
l’art. 36 cpv. 7 OSStr il segnale «Stop» può essere collocato soltanto nei punti in
cui è indispensabile fermarsi per mancanza di visibilità.

I segnali «Dare precedenza» e «Stop» regolano - divergendo dal diritto di
precedenza da destra che vale per principio - la precedenza a un’intersezione,
vale a dire che essi definiscono in quale ordine più utenti della strada possono
circolare su un’intersezione, ove un’utilizzazione contemporanea non sia
possibile senza intralci (René Schaffhauser, Grundriss des schweizerischen
Strassenverkehrsrechts, Band I, Bern 1984, N. 651; Hans Moser, Kritische
Bemerkungen zur heutigen Strassenverkehrsordnung, in: Rivista di diritto
svizzero [RDS] 89 [1993], pag. 223). Nella misura in cui su un’intersezione a
quattro rami le condizioni locali esigano un disciplinamento divergente dalla
norma della precedenza da destra, ordinando due segnali «Stop» o «Dare
precedenza» può essere attribuita priorità a un tratto stradale e all’altro può
essere tolta la precedenza: questa è la disposizione adeguata per regolare
chiaramente la situazione in ordine alla precedenza e garantire, quindi, anche
la sicurezza stradale (cfr. n. II.2 delle direttive dell’Ufficio federale di polizia
del 26 novembre 1984 sulla regolamentazione della precedenza con i segnali
«Stop» e «Dare precedenza»). Collocando quattro segnali «Stop» a una siffatta
intersezione, la precedenza non viene invece proprio disciplinata, poiché
ogni conducente di veicolo, sulla base del segnale «Stop» con il quale si trova
confrontato, deve dare precedenza ai veicoli sulla carreggiata trasversale -
indipendentemente che sopraggiungano da sinistra o da destra - (art. 36 cpv. 1
OSStr). È però contrario al diritto federale e in alta misura pregiudizievole
alla sicurezza stradale, creare con segnali di precedenza una situazione di
traffico divergente dal principio legale della precedenza da destra, situazione
nella quale la precedenza non è più disciplinata; i segnali di precedenza
perderebbero così il loro senso vero e proprio. Anche se ingiustamente si
ritenesse che nel caso presente vale la norma legale fondamentale della
precedenza da destra, la segnaletica prevista sarebbe inammissibile, poiché

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varrebbe l’identico disciplinamento della precedenza come se non fossero
collocati segnali. Si tratterebbe di conseguenza di una segnaletica inutile ai
sensi dell’art. 101 cpv. 3 OSStr che è contraria al diritto federale.

b. Infine è da rilevare a questo punto anche, come giusta la versione
dell’art. 107 cpv. 2 e 2bis OSStr, entrata in vigore il 15 marzo 1992, l’autorità
è autorizzata, ove la sicurezza stradale lo esiga, a collocare prima della
pubblicazione della decisione, per 60 giorni al massimo, segnali indicanti
regolamentazioni locali del traffico secondo il cpv. 1 di tale articolo;
inoltre possono essere ordinate regolamentazioni locali del traffico a titolo
sperimentale per un anno al massimo. Di conseguenza prove con misure
della circolazione - anche se non devono durare più di 60 giorni - devono in
principio essere decise e pubblicate come ogni altra regolamentazione del
traffico ai sensi dell’art. 107 cpv. 1 OSStr. Il modo di procedere del Comune
di M. che intende introdurre, senza autorizzazione dell’autorità cantonale,
le misure oggetto della contestazione a titolo sperimentale per due mesi e
senza rispettare le prescrizioni procedurali dell’art. 107 OSStr si rivela di
conseguenza contrario al diritto federale.

(...)

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Schweizerisches Bundesarchiv, Digitale Amtsdruckschriften

Archives fédérales suisses, Publications officielles numérisées

Archivio federale svizzero, Pubblicazioni ufficiali digitali

JAAC 60.19 - Decisione del Consiglio federale del 25 settembre 1995

In Verwaltungspraxis der Bundesbehörden
Dans Jurisprudence des autorités administratives de la Confédération
In Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione

Jahr 1996
Année

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Band 60
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Ref. No 150 002 996

Das Dokument wurde durch das Schweizerische Bundesarchiv und die Bundeskanzlei konvertiert.

Le document a été digitalisé par les Archives Fédérales Suisses et la Chancellerie fédérale.

Il documento è stato convertito dall'Archivio federale svizzero e della Cancelleria federale.

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