# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd74222b-1d83-59ec-8bd7-174d733776ac
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-08-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.08.2010 D-5199/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5199-2010_2010-08-10.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5199/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  a g o s t o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Fulvio Haefeli,
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, alias
B._______, alias
C._______, alias
D._______, alias
E._______,
Siria, alias
F._______,
Iraq,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisio-
ne dell'UFM del 2 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5199/2010

Visti: 

la prima domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato in 
data (...);

la  decisione  del 12 marzo 2010  dell'Ufficio  federale  della  migrazione 
(UFM) che ha respinto la menzionata domanda ed ha ordinato l'allon-
tanamento,  unitamente  alla  sua  esecuzione,  dell'interessato  dalla 
Svizzera,  frattanto  cresciuta  in  giudicato  poiché non avversata  dalle 
parti;

lo scritto del 15 maggio 2010 dell' G._______ di voler riconsiderare la 
situazione del proprio assistito alla luce di presunti, nuovi indizi di per-
secuzione;

lo scritto del 1 giugno 2010 con il quale l'UFM ha invitato il ricorrente a 
voler introdurre una nuova domanda di asilo;

la seconda domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presenta-
to in data (...);

i verbali d'audizione del 24 giugno 2010;

la decisione dell'UFM del 2 luglio 2010, notificata all'interessato il 9 lu-
glio 2010 (cfr. agli atti avviso di notifica e di ricevuta), con la quale l'i -
stanza inferiore non è entrata nel  merito  della  seconda domanda di 
asilo del ricorrente in applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della legge 
del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi,  RS 142.31), pronunciando il  suo 
allontanamento dalla Svizzera rispettivamente l'esecuzione di tale mi-
sura;

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 16 luglio 2010 (cfr. timbro del plico  
raccomandato, data d'entrata19 luglio 2010) per mezzo del quale chie-
de  l'annullamento  della  decisione impugnata  e  la  trasmissione degli 
atti  di  causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel merito  
della sua domanda d'asilo subordinatamente per un nuovo e più ap-
profondito accertamento dei fatti come pure la comminatoria di un ter-
mine per la presentazione di una nota d'onorario dettagliata per la de-
finizione delle ripetibili;

lo scritto del 29 luglio 2010 con il quale l'UFM si è riconfermato inte-
gralmente nella propria avversata decisione;

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la trasmissione al ricorrente dello scritto del 29 luglio 2010 dell'UFM 
per conoscenza;

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi -
derandi che seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  LAsi  non  preveda 
altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua, il procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, 
mentre il ricorso è stato inoltrato in lingua tedesca e senza domanda di  
svolgere la procedura dinanzi a codesto Tribunale in tale lingua;

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che, pertanto, la presente sentenza va redatta in italiano;

che ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni-
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la 
decisione è motivata solo sommariamente;

che quando è chiamato a pronunciarsi su un ricorso contro una deci -
sione di non entrata nel merito su una domanda di asilo, il TAF si limita 
ad esaminare la fondatezza di  una tale decisione (cfr. DTAF 2007/8, 
consid. 2.1., pag. 73; GICRA 2004 n. 34, consid. 2.1., pag. 240 e segg.; 
GICRA 1996 n. 5 consid. 3, pag. 39; GICRA 1995 n.14, consid. 4, pag.  
127 e segg.);

che, in limine, la censura sollevata nei confronti dell'autorità di prime 
cure, secondo cui essa avrebbe violato gli artt. 9 e 29 cpv. 2 Cost. ren-
dendo una decisione senza aver ascoltato il richiedente sui suoi motivi  
d'asilo deve essere respinta, posto che egli è già stato oggetto di una 
procedura d'asilo in Svizzera che è terminata con una decisione nega-
tiva e non ha più fatto ritorno nel suo Paese d'origine una volta conclu -
sasi la prima procedura (cfr. art.32 cpv.2 lett. e LAsi e art. 36 cpv. 1 lett. 
b LAsi); che inoltre, il diritto di essere sentito ai sensi dell'art. 36 cpv. 2  
LAsi è stato concesso al richiedente, avendo egli avuto la possibilità di 
esporre i propri motivi nel contesto della sua seconda domanda e me-
glio  con  l'audizione  sui  motivi  d'asilo  intercorsa  in  data  24 giu-
gno 2010;

che nel caso in rassegna, occorre determinare se l'UFM ha applicato 
correttamente ed a giusta ragione l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi;

che secondo la giurisprudenza, la domanda volta alla concessione del -
la qualità di rifugiato presentata da uno straniero che è già stato og-
getto di una precedente procedura di asilo conclusasi negativamente, 
deve essere  trattata  conformemente  all'art.  32  cpv. 2  lett.  e  LAsi,  a 
meno che non siano invocati dei motivi di revisione (cfr. GICRA 2006 n. 
20, pagg. 211 e segg.; GICRA 1998 n. 1, consid. 6, pagg. 10 e segg.);

che ai sensi del citato disposto non si entra nel merito di una domanda 
d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una procedu-
ra d'asilo terminata con decisione negativa o se durante la pendente 
procedura d'asilo è rientrato nel  Paese d'origine o di  provenienza,  a 
meno che non vi siano indizi che nel frattempo siano intervenuti fatti 

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propri a motivare la qualità di rifugiato o determinanti per l'ottenimento 
dell'ammissione provvisoria;

che nella fattispecie, una delle due condizioni alternative per l'applica-
zione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi è data;

che, infatti, la prima procedura d'asilo concernente l'interessato è defi -
nitivamente conclusa con la decisione dell'UFM del 12 marzo 2010;

che al termine di tale prima procedura, è stato constatato che l'interes-
sato  non  adempiva le  condizioni  necessarie  al  riconoscimento  della 
sua asserita qualità di rifugiato, poiché la sua domanda è stata oggetto  
di una decisione negativa, secondo la quale, le dichiarazioni del richie -
dente non erano verosimili in ragione del loro carattere generale, vago, 
contraddittorio ed incoerente;

che la suddetta decisione è peraltro cresciuta in giudicato senza che il  
richiedente abbia intrapreso la via ricorsuale;

che l'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi presuppone ancora un 
esame materiale succinto – o  prima facie – della credibilità del ricor-
rente, atto a constatare l'assenza manifesta di indizi (e meglio di segni 
tangibili,  apparenti  e  probabili)  di  nuovi  elementi  determinanti  per  la 
qualità  di  rifugiato  o  per  la  concessione dell'ammissione provvisoria 
(cfr. DTAF 2008/57,  consid.  3.2  e  3.3,  pag.  780;  GICRA 2005  n.  2, 
pagg. 13 e segg.; GICRA 2000 n. 14, pagg. 102 e segg.);

che le  esigenze relative al  grado di  prova per l'apprezzamento della 
questione dell'entrata nel merito sono ridotte; che, pertanto, l'autorità 
dovrà entrare nel merito della domanda di asilo se, al termine dell'esa -
me prima facie degli indizi di persecuzione allegati (emergenti sia dalle 
audizioni del richiedente sia da eventuali mezzi di prova), questi non 
sono da considerare manifestamente inconsistenti per il riconoscimen-
to della qualità di rifugiato (cfr. art. 32 cpv. 2 lett. e  a contrario; DTAF 
2008/57, consid. 3.3,  pag. 780; GICRA 2005 n. 2, consid. 4.2 e 4.3, 
pagg. 16 e segg.; GICRA 2000 n. 14, consid. 2, pagg. 103 e segg.);

che il ricorrente ha chiaramente affermato di non essere rientrato nel 
proprio Paese di origine dopo la prima procedura di asilo (cfr. verbale 
di audizione del 24 giugno 2010, pag. 6);

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che quanto ai nuovi motivi,  il  ricorrente ha espressamente dichiarato 
che essi riguardano sempre il suo vecchio problema (cfr verbale di au-
dizione sui motivi d'asilo del 24 giugno 2010, pag. 3) – già ritenuto in-
verosimile a conclusione della prima procedura – e meglio per il fatto 
che, a suo dire, sarebbe ricercato dalle autorità del suo paese per aver 
proceduto alla distribuzione di materiale politico antigovernativo, non-
ché per il timore di essere accusato di spionaggio avendo compiuto il  
servizio  militare  nel  reparto  comunicazione  e  radar  ed  essendo  per 
questo a conoscenza di informazioni e codici strategici; che già all'e-
poca della prima domanda d'asilo il ricorrente aveva dichiarato di es-
sere stato cercato al proprio domicilio e che suo padre era stato se-
questrato dalla polizia per essere interrogato; che, ora, a conforto della 
propria seconda domanda d'asilo egli ha riferito di essere stato infor-
mato telefonicamente dai suoi parenti di essere ancora ricercato in pa-
tria, posto che le autorità si sarebbero nuovamente presentate al loro 
domicilio per ottenere informazioni su di lui; che nella predetta circo -
stanza suo padre sarebbe inoltre stato prelevato e gli sarebbero state 
prese le impronte digitali;

che  a  prescindere  dall'inverosimiglianza  rilevata  dall'UFM –  ciò  che 
semmai costituisce elemento ulteriore a fondamento della sua decisio-
ne – nel racconto dell'interessato sugli asseriti, nuovi motivi, si osserva 
come questi si esauriscano in mere dichiarazioni di parte che costitui -
scono semplicemente un'appendice cronologica dei motivi – tutti rite -
nuti  inverosimili  – sollevati  a sostegno della prima domanda di  asilo, 
già integralmente respinta; che, infatti, pure nel corso della precedente 
procedura il ricorrente sarebbe stato ricercato al proprio domicilio dalle 
autorità in quanto ritenuto un elemento sovversivo ed una spia;

che  inoltre  l'interessato  ha  prodotto  un  documento  datato  10  aprile 
2010 con il quale l'Ufficio politico n. 287 del partito democratico curdo 
in Siria (Albarti) certifica la sua appartenenza al movimento e la sua 
fuga forzata dal paese d'origine;

che, come erroneamente ritenuto dall'UFM, il documento in questione 
non attesta a partire da quale data il ricorrente faccia parte del partito;  
che tuttavia è il ricorrente stesso ad aver ammesso di non essere mai  
stato iscritto all'Albarti, ma di aver semmai aiutato suo padre nella di -
stribuzione di alcuni volantini (cfr. verbale di audizione sui motivi d'asi -
lo del 24 giugno 2010, pag. 9); che già solo per questo motivo lo scritto 

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in parola è privo di ogni credibilità e comunque non porta alcun nuovo 
elemento utile alla causa del ricorrente;

che, pertanto, i fatti ed i mezzi di prova evocati dall'interessato devono 
essere considerati come manifestamente insufficienti per il  riconosci -
mento della qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, posto che non 
emerge alcun indizio di fatti propri a motivare i rischi di persecuzione 
enunciati;

che ciò stante, i nuovi motivi invocati nel corso della seconda domanda 
d'asilo non sono pertinenti in materia d'asilo come rettamente rilevato 
dall'UFM nel contesto della decisione avversata;

che alla luce di quanto precede, è a giusta ragione che l'autorità infe-
riore non è entrata nel merito della seconda domanda d'asilo dell'inte-
ressato;

che, di conseguenza, il ricorso introdotto contro la decisione di non en-
trata nel merito dell'UFM deve essere respinto;

che se non entra nel merito della domanda di asilo, l'Ufficio federale 
pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'ese-
cuzione (art. 44 cpv. 1 LAsi);

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 ago-
sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. GICRA 2001 n. 21);

che nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 
dell'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non 
può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 
LAsi),  generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale 
pubblico  ed  espressamente  enunciato  all'art.  33  della  Convenzione 
sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Siria possa vio-
lare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 

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l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'ese-
cuzione non può essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato 
d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamen-
te in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza 
generalizzata o emergenza medica;

che la situazione vigente in Siria non appare caratterizzata da guerra,  
guerra civile, violenza generalizzata o emergenza sanitaria che coin-
volga l'insieme della popolazione nell'integralità del territorio naziona-
le;

che, inoltre, il ricorrente è giovane, senza oneri  familiari,  con una di-
screta rete sociale in patria e che non ha allegato problemi di salute 
particolari;

che dunque, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente deve es-
sere considerata ragionevolmente esigibile;

che non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio;

che sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione dell'al-
lontanamento è ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile;

che di conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecu-
zione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il 
diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; che l'autori-

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tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giu-
ridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per cui il ricorso va respinto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 
1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese ri-
petibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 feb-
braio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che, inoltre, non si assegnano ripetibili, e pertanto la richiesta del ricor-
rente volta alla fissazione di un termine per l'inoltro della nota d'onorario a 
tale scopo è inammissibile;

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

3.
Non si assegnano ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N (...), (per corriere 
interno; in copia)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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