# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 44153dfe-44f1-5017-861a-caf824ae8525
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-08-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 14.08.2017 11.2016.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2016-5_2017-08-14.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2016.5

  11.2016.7

  	
  Lugano

  14 agosto 2017/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Grisanti,
  giudice presidente

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Fasola
  

  

 

 

sedente
per statuire nella causa DM.2015.68 (modifica di sentenza di divorzio: provvedimenti
cautelari) della Pretura del Distretto di
Bellinzona, promossa con istanza del 20 maggio 2015
da

 

	
   

  	
  AO 1 ora in 

  (già
  patrocinato dall'avv.)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 per sé e in rappresentanza del figlio 

  AP
  2 

  (patrocinati dall'avv. PA 1),

  

 

giudicando sull'appello
del 29 gennaio 2016 presentato da AP 1, per sé e in 

rappresentanza del
figlio, contro il decreto cautelare emesso dal Pretore aggiunto il 19 gennaio
2016 (inc. 11.2016.5) e sulla contestuale richiesta di gratuito patrocinio 

(inc. 11.2016.7);

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con sentenza del 15
settembre 2014 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha pronunciato il divorzio
tra AO 1 (1974) e AP 1 (1979), omologando una
convenzione sugli effetti accessori in cui il marito si impegnava a
versare un contributo alimentare per la moglie di fr. 300.– mensili fino al 19
maggio 2019 e uno indicizzato per il figlio AP 2 (nato il 19 maggio 2011) di
fr. 1000.– mensili fino all'8° compleanno, di fr. 1200.– mensili fino al 16° compleanno
e di fr. 1300.– mensili fino alla maggiore età (assegni familiari non compresi).

 

                                  B.   Con decreto cautelare
del 19 gennaio 2016 il Pretore aggiunto, in accoglimento parziale di un'istanza
presentata il 20 maggio 2015 da AO 1, ha soppresso il contributo alimentare per
AP 1 dal 1° febbraio 2016, ha ridotto quello per il figlio a fr. 670.– mensili
(assegni familiari non compresi), sempre dal 1° febbraio 2016, ha respinto le
richieste di gratuito patrocinio delle parti e ha posto le spese processuali di
fr. 300.– a carico dei convenuti, tenuti a rifondere all'istante fr. 1000.– per
ripetibili.

 

                                  C.   Contro il decreto
cautelare appena citato AP 1 è insorta a questa Camera, per sé e in
rappresentanza del figlio, con un appello del 29 gennaio 2016 in cui chiede che
– conferitole il gratuito patrocinio davanti a questa Camera – l'istanza (di modifica)
cautelare sia respinta e le sia concesso il beneficio del gratuito patrocinio anche in prima sede. 

 

                                  D.   Il
26 luglio 2017 AP 1 ha comunicato – personalmente – a questa Camera di ritirare
"con effetto immediato" l'appello, avendo le parti raggiunto un
accordo. L'indomani AO 1 si è riconfermato nella decisione del primo giudice,
rinunciando a formulare particolari osservazioni giacché – in seguito a un'intesa
– AP 1 gli aveva assicurato il ritiro – nel frattempo eseguito – del rimedio
giuridico. 

 

                                  E.   Il
9 agosto 2017 il patrocinatore dei convenuti ha precisato che le parti avrebbero
sì discusso in privato l'eventualità di ritirare l'appello, ma che mancherebbe
ancora un accordo su alcuni punti essenziali, segnatamente sulla partecipazione
alle spese legali e processuali. Di conseguenza ha chiesto di "sospendere l'evasione
del gravame".

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il ritiro di un appello,
ovvero la dichiarazione con cui una parte dichiara di rinunciare
unilateralmente alle proprie richieste di giudizio, configura desistenza a
norma dell'art. 241 cpv. 1 CPC (cfr. sentenza del Tribunale federale 4A_602 e
604/2012 dell'11 marzo 2013, consid. 5.2 e 5.3), indipendentemente dai motivi
che possono avere spinto l'interessato a recedere dalla lite. La dichiarazione
può avvenire – senza restrizioni – in ogni tempo e, una volta pervenuta al
giudice, è irrevocabile (Gschwend/Steck
in: Basler Kommentar, ZPO, 3a edizione, n. 13 e n. 31 ad art. 241; Seiler, Die Berufung nach ZPO, Zurigo/Basilea/Ginevra
2013, pag. 707 n. 1650). La sua notifica al giudice – e non la decisione di stralcio
– determina in effetti l'immediato passaggio in giudicato della decisione
impugnata (art. 241 cpv. 2 CPC; Seiler,
op. cit., loc. cit.; Gschwend/Steck,
op. cit., loc. cit.). 

 

                                   2.   Ciò posto, la
richiesta del patrocinatore di sospendere il giudizio in attesa di confermare
l'eventualità di ritirare l'appello non può trovare accoglimento. La dichiarazione
di AP 1 del 26 luglio 2017 era chiara, incondizionata e non è stata formulata
in termini ipotetici. E siccome in tal modo la causa è divenuta – immediatamente
– senza oggetto, alla successiva domanda di sospensione difettava il necessario
sostrato processuale. Per il resto gli appellanti non pretendono che l'accordo
alla base del ritiro dell'appello fosse viziato sotto il profilo processuale o
sostanziale, ma tutt'al più che l'intesa non regolava anche la partecipazione
alle spese legali e processuali. Perché un accordo siffatto non potesse legittimare
comunque un ritiro dell'appello gli interessati non spiegano, né se ne scorgono
le ragioni. Nelle circostanze descritte, preso atto della dichiarazione di
ritiro e della desistenza dei convenuti, non rimane che stralciare la causa dal
ruolo (art. 241 cpv. 3 CPC).

 

                                   3.   Desistenza equivale
a soccombenza, onde l'obbligo per chi ritira un
appello di assumere – in linea di principio – il pagamento delle spese
giudiziarie dovute alla sua iniziativa processuale (art. 106 cpv. 1 CPC). In
concreto non v'è ragione per scostarsi da tale principio, ma l'ammontare della
tassa di giustizia è adeguatamente ridotto (art. 21 LTG) per tenere conto che la
procedura di appello si conclude senza sentenza. 

 

                                   4.   Circa
la richiesta di gratuito patrocinio presentata da AP 1 e AP 2, a supporre che
tale richiesta non sia stata ritirata insieme con l'appello e che gli interessati versino in gravi ristrettezze
(art. 117 lett. a CPC) quantunque la madre disponga,
secondo l'accertamento incontestato del Pretore aggiunto (decreto impugnato,
pag. 7), di risparmi per fr. 44
186.– che le permettono di finanziare
le spese del processo, la questione va dichiarata senza interesse. Nel caso in
cui un richiedente perda – per un motivo qualsiasi – la qualità di parte nel
processo, in effetti, viene meno per lui la possibilità di ottenere il
conferimento del gratuito patrocinio (sentenza del Tribunale federale 5P.220/2003
del 23 dicembre 2003, consid. 3.1 con richiami; RtiD II-2006 pag. 614 in
basso con numerosi riferimenti). E nella fattispecie i convenuti hanno perduto
la qualità di parte davanti a questa Camera allorché AP 1, per sé e in
rappresentanza del figlio, ha ritirato l'appello, ponendo fine alla procedura. Non
si pone infine problema di ripetibili, AO 1 non avendo presentato osservazioni
per il tramite di un legale né avendo chiesto indennità d'inconvenienza (art.
95 cpv. 3 lett. c CPC).

 

Per questi motivi,

 

decide:                     1.   Si
prende atto del ritiro dell'appello. La causa è stralciata dal ruolo per
desistenza. 

 

                                   2.   Le spese processuali
ridotte di fr. 200.– sono poste solidalmente a carico dei convenuti.

 

                                   3.   La richiesta di gratuito
patrocinio contestuale all'appello è dichiarata senza interesse.

 

                                   4.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.; 

  –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
giudice presidente                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno
30 000
franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in
materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di
diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile
il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario
in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).