# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ca2fea0a-e90b-57da-a5ea-e6d74d66cdc9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.08.2009 D-5050/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5050-2009_2009-08-14.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5050/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 4  a g o s t o  2 0 0 9

Giudice Fulvio Haefeli, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Emilia Antonioni;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 3 agosto 2009 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5050/2009

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato il  20 giugno 2009 in 
Svizzera,

i  verbali  d'audizione  dell'interessato  del  26  giugno  2009  e 
23 luglio 2009,

la  decisione dell'UFM del  3  agosto 2009,  notificata  all'interessato lo 
stesso  giorno  (cfr.  avviso  di  notifica  e  di  ricevuta  sottoscritto  dal 
ricorrente),

il  ricorso  inoltrato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  il 
7 agosto 2009 (cfr. timbro del plico raccomandato) contro la precitata 
decisione dell'UFM,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF), 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito nei 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo appare inammissibile,

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che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
dell'art. 52 PA, nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che se le parti utilizzano un'altra lingua, il 
procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni  sui  fatti,  l'interessato ha dichiarato di 
essere cittadino nigeriano di etnia (...) e di essere vissuto dal 1981 ad 
B._______ (Nigeria) fino al suo espatrio nel (...), 

che egli ha dichiarato di avere lasciato il suo Paese d'origine perchè 
minacciato  a  morte  dagli  anziani  del  suo  villaggio  natale,  che  lo 
vorrebbero  come  successore  del  padre  nella  funzione  di  sacerdote 
dell'oracolo,  funzione  che  egli  non  sarebbe  disposto  a  rivestire  in 
ragione della sua fede cattolica,

che  l'interessato  ha  affermato  di  essere  espatriato  volando  da 
C._______ a D._______, accompagnato da un passatore suo amico e 
di  avere  successivamente  preso  un  treno  a  D._______  e  quindi 
raggiunto E._______,

che  il  ricorrente  ha  dichiarato  di  avere  viaggiato  fino  a  D._______ 
munito  di  un  passaporto  nuovo  procuratogli  dal  passatore  e  che 
avrebbe  dovuto  consegnare  a  quest'ultimo  a  viaggio  terminato;  che 
egli  avrebbe quindi viaggiato dall'F._______ in Svizzera sprovvisto di 
documenti  d'identità  e munito  unicamente  di  un  biglietto  da viaggio; 
che  egli  non  sarebbe  stato  controllato  varcando  il  confine  italo-
svizzero; che, inoltre, il ricorrente ha fornito versioni discordanti circa 
le  generalità  figuranti  sul  passaporto  che  avrebbe  utilizzato  e  la 
compagnia aerea con cui avrebbe viaggiato,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

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che, nella decisione del 3 agosto 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311], e dall'altro lato, 
detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 al. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile, 

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  contesta  che  nella  fattispecie  non 
sussistano motivi scusabili ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi: egli 
sottolinea di non aver potuto consegnare alcun documento (tra cui  il 
certificato di matrimonio ed il passaporto scaduto, rimasti entrambi in 
Nigeria), non per la sua mancanza di volontà, bensì poiché gli sarebbe 
impossibile contattare i suoi cari in Patria, 

che, oltre all'obiezione di cui sopra, il ricorrente contesta che nel caso 
concreto non ricorrano i presupposti dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi circa 
la necessità di ulteriori  chiarimenti per l'accertamento della qualità di 
rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione 
dell'allontanamento:  in  particolare  egli  adduce  di  essere  fuggito  dal 
suo Paese perché gli anziani del villaggio lo minaccerebbero di morte 
ed  egli  non  avrebbe  avuto  possibilità  di  ottenere  protezione  dalle 
autorità;  che  egli  sostiene  inoltre  di  avere  esposto  i  suoi  motivi  in 
maniera  chiara  e  dettagliata,  ragione  per  cui  questi  sarebbero  da 
ritenere, oltre che veri, anche verosimili,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'asilo o 
dell'ammissione  provvisoria;  che  egli  ha  altresì  presentato  una 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali, 

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 

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documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 
2007/7 consid. 6), 

che, nel caso concreto, l'insorgente fino ad oggi non ha esibito alcun 
documento che adempia i criteri testé menzionati,

che il  ricorrente ha dichiarato di essere espatriato accompagnato da 
un passatore che gli avrebbe organizzato il volo da C._______ e a cui 
avrebbe consegnato il  suo passaporto (cfr. verbale audizione del  26 
giugno  2009  pag. 4),  e  di  ignorare  se  il  passaporto  utilizzato  fosse 
provvisto di visto (cfr. ibidem pagg. 5 e 10); che egli si è contraddetto 
facendo risalire il rilascio del suo passaporto dapprima a cinque anni 
fa  (cfr.  verbale  audizione  del  26  giugno  2009  pag.  4),  e 
successivamente – vale a dire neanche un mese dopo – a venti anni fa 
(cfr. verbale audizione del  23 luglio  2009 pag. 6/D55); che anche in 
merito  alla  validità  del  passaporto  il  ricorrente  si  è  contraddetto, 
sostenendo in un primo momento di ignorare se fosse ancora valido, 
per  smentirsi  qualche  minuto  dopo  dichiarando  "[...]  visto  che  era 
scaduto [...]" (cfr. verbale audizione del 26 giugno 2009 pag. 4); che in 
fase  di  seconda  audizione  egli  non  sarebbe  più  stato  in  grado,  su 
domanda  esplicita,  di  formulare  le  generalità  con  le  quali  sarebbe 
espatriato  (cfr.  verbale  audizione  del  23  luglio  2009  pag.  6/D44), 

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indicazioni  ("Le  mie  generalità")  che  aveva  invece  fornito  senza 
esitazione durante  l'audizione sui  fatti  (cfr. verbale  audizione del  26 
giugno 2009 pag. 8); che la confusione del ricorrente in merito ad un 
suo  eventuale  passaporto  traspare  altresì  in  modo  palese  dalla 
risposta in cui,  riferendosi al  passaporto che egli  ha asserito di aver 
fatto fare cinque anni fa, egli ha dichiarato di essere espatriato proprio 
con  quell'esemplare  (cfr.  verbale  audizione  del  23  luglio  2009  pag. 
7/D57):  tale  dichiarazione,  infatti,  mal  si  sposa  con  l'allegazione 
precedente secondo cui  egli  avrebbe invece viaggiato con un nuovo 
passaporto procuratogli dal passatore per l'espatrio nel giugno 2009, 
vista la scadenza di  validità di quello vecchio (cfr. verbale audizione 
del  26  giugno  2009  pag.  8);  che  se  durante  la  prima  audizione 
l'insorgente è stato in grado di indicare senza esitazione di aver volato 
con  la  compagnia  (...)  (cfr.  ibidem  pag.  9),  durante  la  seconda 
audizione  e  quindi  a  distanza  di  neanche  un  mese,  egli  non  è  più 
riuscito a fare tale nome (cfr. verbale audizione del 23 luglio 2009 pag. 
5/D41); che egli non è stato in grado di indicare in dettaglio il decorso 
del  suo  viaggio,  fornendo  risposte  vaghe  e  stereotipate,  come  ad 
esempio  circa  un  eventuale  scalo  aereo,  la  tappa  alla  stazione  di 
D._______  ed  il  viaggio  in  treno  fino  a  E._______  (cfr.  verbale 
audizione del 26 giugno 2009 pagg. 8-10), 

che le indicazioni dell'insorgente in merito al viaggio intrapreso ed alle 
sue  modalità  risultano  contraddittorie,  oltre  che  vaghe  e  non 
corroborate da elementi descrittivi concreti che ne supporterebbero la 
verosimiglianza,

che, pertanto, codesto Tribunale ritiene che il ricorrente non può avere 
viaggiato nelle circostanze descritte,

che in sede di prima audizione l'insorgente, a giustificazione del fatto 
di  non  avere  intrapreso  nulla  al  fine  di  procurarsi  dei  documenti 
d'identità dal momento del suo arrivo, si è giustificato allegando di non 
disporre di  telefono e carta  telefonica e di  soffrire  altresì  di  vuoti  di 
memoria, ragione per cui non ricorderebbe i recapiti telefonici del suo 
passatore  e  dei  suoi  familiari  (cfr.  ibidem  pagg.  5-6);  che  i  motivi 
apportati dal ricorrente durante la seconda audizione a giustificazione 
della mancata presa di contatto con conoscenti e parenti in Patria ed 
autorità consolari (assenza di recapiti, infelicità, cfr. verbale audizione 
del 23 luglio 2009 pag. 4/D23 e 5/D33-36) non risultano neanch'essi 
pertinenti  alla  luce  del  fatto  che  dagli  atti  e  dalle  dichiarazioni  del 

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ricorrente stesso non risulta che egli, in un lasso di tempo di oltre un 
mese,  abbia  intrapreso  alcun  passo  concreto  e  mirato  al  fine  di 
procurarsi le informazioni necessarie,

che, d'altronde, non soccorrono l'insorgente le stereotipate allegazioni 
ricorsuali  secondo cui  gli  sarebbe impossibile  contattare  i  parenti  in 
Patria  (cfr.  ricorso  pag.  2):  fermo  restando  che  il  ricorrente,  come 
risulta dagli atti, non ha intrapreso il benché minimo passo concreto al 
fine di  per lo meno tentare di  procurarsi  i  recapiti  telefonici  che egli 
asserisce di non ricordare, non si può logicamente parlare, come egli 
pretenderebbe di fare, di una situazione di "oggettiva impossibilità", 

che  il  ricorrente  non  ha  quindi  effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti, 
ciò  che  costituisce  un'ulteriore  conferma  della  dissimulazione  dei 
documenti  da  parte  sua,  ritenuto  che,  di  regola,  chi  ne  è  già  in 
possesso  e  si  limita  a  dissimularli,  non  intraprende  alcunché  di 
concreto per procurarsene di nuovi, 

che, vista l'inverosimiglianza delle modalità del viaggio intrapreso dal 
ricorrente  nonché  l'inconsistenza  ed  inattendibilità  delle  sue 
dichiarazioni  circa il  possesso di  documenti  d'identità,  v'è  ragione di 
concludere che egli  dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni 
della causa, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 

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persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  fuggito  dal 
suo Paese perchè minacciato a morte dagli anziani del suo villaggio a 
seguito  del  suo  rifiuto  di  succedere  al  padre  in  veste  di  sacerdote 
dell'oracolo,

che il  ricorrente ha altresì sostenuto di  essere in pericolo in caso di 
ritorno in Nigeria, in quanto egli sarebbe tuttora ricercato dagli anziani 
del  villaggio,  che  avrebbero  contatti  con  le  autorità  e  lo  vorrebbero 
morto (cfr. verbale audizione del 23 luglio 2009 pag. 14/D139-143 e 
ricorso pag. 2), 

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che, a titolo d'esempio, il ricorrente, si è contraddetto più volte circa la 
collocazione temporale dei fatti principe della sua vicenda: egli infatti, 
durante la prima audizione, ha dapprima collocato il decesso del padre 
nell'aprile  2009,  per  smentirsi  poco  dopo  indicando,  per  lo  stesso 
evento, il  mese di  marzo 2009 (cfr. verbale  audizione del  26 giugno 
2009 pag. 6) e, successivamente, in modo vago, il periodo tra marzo 
ed aprile (cfr. verbale audizione del 23 luglio 2009 pag. 8/D70-71); che 
lo stesso dicasi per la sua partenza dal villaggio, avvenuta alla fine di 
maggio  2009,  rispettivamente  –  secondo  un'altra  versione  – 
esattamente in data 5 giugno 2009 (cfr. audizione del 26 giugno 2009 
pag.  7);  che,  descrivendo  le  incursioni  dei  giovani  del  villaggio, 
secondo la prima versione resa essi sarebbero andati a casa sua ed 
avrebbero strisciato il machete sul suo pavimento per terrorizzarlo (cfr. 
ibidem pag. 6),  mentre  che,  seconda una versione  successiva,  essi 
non sarebbero mai entrati in casa, bensì si sarebbero limitati a fare dei 
rumori  davanti  al  suo  cancello  (cfr.  verbale  audizione  del  23  luglio 
2009 pag. 8/D68); che il ricorrente ha reso versioni discordanti anche 
circa il periodo delle convocazioni da parte degli anziani del villaggio 

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("Tutte e tre le convocazioni  sono avvenute nell'ultima settimana del 
mese  di  maggio  2009":  cfr.  verbale  audizione  del  26  giugno  2009 
pag. 7; "[...] C'è stato un intervallo di una settimana tra una riunione e 
l'altra":  cfr.  verbale  audizione  del  23  luglio  2009  pag.  9/D80);  che, 
pertanto  e  convenendo  con  l'autorità  inferiore,  le  dichiarazioni  del 
ricorrente a sostegno della sua domanda non meritano credibilità, 

che,  considerata  l'evocata  inverosimiglianza  ed  irrilevanza  delle 
dichiarazioni rese dal ricorrente a sostegno della sua domanda d'asilo, 
non v'è  motivo di  ritenere  che egli  non possa ottenere  in  Patria,  se 
opportunamente  sollecitata,  un'appropriata  protezione  contro 
l'eventuale futuro agire illegittimo di  terzi  nei  suoi  confronti,  tantopiù 
che egli  ha dichiarato di non avere mai avuto alcun problema con le 
autorità  del  suo  Paese  (cfr.  verbale  audizione  del  26  giugno  2009 
pag. 7), 

che, per sovrabbondanza, nel memoriale di ricorso il ricorrente non si 
esprime  in  alcun  modo  circa  le  contraddizioni  ed  inconsistenze 
sollevate  dall'istanza inferiore,  bensì  si  limita  a definire  i  suoi  motivi 
come veri, oltre che verosimili,

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo, 

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda d'asilo  ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2 
lett. a LAsi, 

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

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che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 
1), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere  possibile  (art. 83 cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83 cpv. 3 LStr) 
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione sullo statuto dei  rifugiati  del  28 luglio 1951 (Conv.,  RS 
0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il  ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 
Paese d'origine è ammissibile,

che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria – che non è, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale  –  non  sembra  ostare  di  per  sé  alla  pronuncia 
dell'esecuzione dell'allontanamento verso detto Paese,

che, per quanto attiene alla situazione personale dell'insorgente,  egli 
dispone  di  una  formazione  scolastica  di  base  e  di  esperienza 
professionale pluriennale in veste di operaio e negoziante nel settore 
degli alimentari (cfr. verbale audizione del 26 giugno 2009 pag. 2); che 
egli,  inoltre,  può  beneficiare  in  Patria  di  una  rete  familiare,  potendo 
fare  riferimento  alla  moglie,  a  due  sorelle  ed  a  svariati  cugini  (cfr. 
ibidem pagg. 2-3), 

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che,  d'altronde,  il  ricorrente  non ha  fatto  valere  dei  problemi  medici 
suscettibili d'ostare alla pronuncia dell'esecuzione dell'allontanamento 
(v. GICRA 2003 n. 24),  senza che ad un esame d'ufficio degli  atti  di 
causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in 
Svizzera per motivi medici,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi  ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto,

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 
63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]),

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza.  

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...])
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Fulvio Haefeli Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: 

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