# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50962643-a4f9-5796-a7e6-03087c3a211f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.02.2024 D-491/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-491-2024_2024-02-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-491/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 0  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione della  

giudice Jeannine Scherrer-Bänziger;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Eritrea,   

patrocinata da Roberta Condemi, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi); decisione della 

SEM del 15 gennaio 2024 / N (…). 

 

 

 

D-491/2024 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessata, cittadina eritrea, ha presentato una domanda d'asilo in 

Svizzera in data (…) novembre 2023. 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" è risultato che l'interessata aveva già depositato una domanda 

d'asilo in Grecia il (…) gennaio 2023, ottenendo protezione sussidiaria il 

(…) giugno 2023. 

A.c In data (…) novembre 2023 la Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM) ha effettuato con l'interessata un colloquio in merito al rinvio 

verso uno Stato terzo con un team femminile, a seguito di una richiesta 

formulata dalla rappresentante legale. In occasione dello stesso, alla ri-

chiedente è stato concesso il diritto di essere sentita in merito alla possibile 

non entrata nel merito della sua domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a 

cpv. 1 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed 

all'allontanamento verso la Grecia. 

A.d Il (…) novembre 2023 la SEM ha presentato alle competenti autorità 

greche una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla 

Direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicem-

bre 2008; di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riammis-

sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote-

zione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo 

della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situa-

zione irregolare [RS 0.142.113.729]). Le suddette autorità hanno accettato 

la richiesta in data (...) novembre 2023.  

A.e Con scritto del (…) gennaio 2024 la richiedente ha inoltrato il suo pa-

rere circa la bozza di decisione della SEM trasmessa del (…) gen-

naio 2024. 

A.f In corso di procedura l'interessata è stata sottoposta ad alcune visite 

mediche. 

B.  

Con decisione del 15 gennaio 2024, notificata il giorno seguente, la SEM 

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non è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 

lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'al-

lontanamento della richiedente verso la Grecia. 

C.  

Con ricorso del (…) gennaio 2024 (cfr. timbro del plico raccomandato), l'in-

teressata è insorta dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

il Tribunale) contro la  decisione menzionata ed chiedendo, preliminar-

mente la concessione dell’effetto sospensivo al ricorso, in via principale, 

l'annullamento della decisione impugnata e la concessione dell’ammis-

sione provvisoria in Svizzera ed in subordine la restituzione degli atti all'au-

torità inferiore per effettuare un esame nazionale della domanda d'asilo  o 

per procedere con i necessari complementi istruttori. Altresì, essa ha do-

mandato la concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esen-

zione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo con pro-

testa di tasse e spese. Al ricorso ella ha allegato la procura, la decisione 

impugnata e la ricevuta della ricezione della stessa. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimata ad aggravarsi contro di 

essa. 

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2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che se-

guono, sono decisi dal giudice unico (art. 111a LAsi), con l'approvazione di 

una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

4.2 Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti. 

5.  

5.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha anzitutto ritenuto l’esecuzione 

dell’allontanamento ammissibile in quanto non vi sarebbero indizi per rite-

nere un "real risk" di essere sottoposta a trattamenti contrari all'art. 3 della 

Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fonda-

mentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) in caso di rinvio in Grecia. 

L'eventuale rischio di vivere in condizioni precarie in Grecia ed in condizioni 

di accoglienza non comparabili a quelle ottenibili in Svizzera non costitui-

rebbe una violazione dell'art. 3 CEDU. In secondo luogo, l'esecuzione 

dell'allontanamento sarebbe ragionevolmente esigibile. Dipoi, le condizioni 

di vita difficili in Grecia non costituirebbero un motivo d'inesigibilità. Peral-

tro, non risulterebbe che ella avrebbe intrapreso delle misure concrete per 

ottenere il sostegno da parte delle autorità una volta ottenuta la protezione 

internazionale in Grecia ed il relativo permesso di soggiorno. Sarebbe dun-

que compito dell'interessata far valere i suoi diritti. Altresì, i problemi medici 

di cui soffrirebbe – sufficientemente acclarati da parte della SEM – non 

sarebbero particolarmente gravi ai sensi della sentenza di riferimento del 

Tribunale E-3427/2021 e E-3431/2021del 28 marzo 2022 e non apparter-

rebbe dunque alla categoria di persone particolarmente vulnerabili. 

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5.2 In sede ricorsuale, l'insorgente ritiene innanzitutto l'accertamento dello 

stato di salute sarebbe stato inesatto ed incompleto giacché farebbe difetto 

un rapporto medico specialistico ed esaustivo in grado di indicare la gravità 

e l'estensione dei disturbi che la affliggerebbero. In seguito, la ricorrente 

ritiene di presentare un profilo di particolare vulnerabilità e che, non sussi-

sterebbero delle circostanze particolarmente favorevoli (“besonders be-

günsigende Umstände”), ai sensi della giurisprudenza del Tribunale (cfr. 

sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022). 

La richiedente richiama che oltre il proprio stato di salute, risulterebbe pro-

blematico che ella sia analfabeta e non abbia alcuna formazione. Inoltre, 

ella fa poi riferimento a diversi rapporti di organizzazioni non governative 

che evidenzierebbero come il sistema di accoglienza greco sarebbe carat-

terizzato da gravi problematiche in diversi ambiti. Dipoi, l’interessata indica 

che, sulla scorta della sua esperienza personale e sui rapporti di cui sopra, 

il rischio che la stessa si possa ritrovare con problemi nell’accesso all’assi-

stenza sociale, all’alloggio, al cibo all’assistenza medica, al mercato del 

lavoro, nonché alle misure di integrazione sarebbe “praticamente certo”. Di 

conseguenza, sulla base della situazione fattuale e della particolare vulne-

rabilità, a suo dire il trasferimento in Grecia apparirebbe come inammissi-

bile ed inesigibile. 

6.  

6.1 Nel caso in narrativa viene anzitutto censurato un accertamento ine-

satto ed incompleto dello stato di salute della ricorrente. Il quadro clinico 

non sarebbe stato definito in modo completo in quanto difetterebbe un rap-

porto medico (F4) in punto al suo stato di salute. 

6.2 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente deve procedere d'ufficio all'accertamento dei fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa deve procurarsi 

la documentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circo-

stanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo. 

Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti dal dovere di colla-

borare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare dall'onere di provare 

quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione o il giudice non siano 

in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 

2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle 

carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio retrocesso all'au-

torità di prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo 

e completo accertamento dei fatti (cfr. André MOSER/MICHAEL BEUSCH/LO-

RENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor dem 

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Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). Una violazione del prin-

cipio inquisitorio non implica in ogni caso l'automatica retrocessione degli 

atti all'autorità inferiore, dal momento che il Tribunale resta libero di racco-

gliere gli elementi necessari al giudizio se una tale soluzione appare giudi-

ziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.2; 

2012/21 consid. 5.1). 

I principi suesposti tornano applicabili anche nel contesto del chiarimento 

delle questioni di natura medica (sentenze del TAF  

D-291/2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.3.3 ed ulteriori riferimenti).  

6.3 Al momento dell'emissione della decisione impugnata, l'incarto dell'au-

torità inferiore conteneva già diversi mezzi di prova riguardanti la situazione 

di salute della ricorrente. In data (…) novembre 2023 le è stato diagnosti-

cato un dolore cervicale con irradiazione al livello della spalla sinistra, con 

dolore alla digito pressione lungo il muscolo trapezio sx, ma nessun deficit 

sensitivo o motorio distalmente. Quale terapia le è stato prescritto Tilur ret 

90 per 7 giorni (cfr. atto SEM n. 10/2). In data (…) novembre 2023 l’insor-

gente è stata vistata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale regionale di 

B._______. In tale sede, sono state diagnosticate una miofascite cervicale, 

episodi di perdita di coscienza ricorrenti di origine non chiara e sospetta 

sinusite acuta DD cronica. La ricorrente, in anamnesi, si è dichiarata sana. 

Quale terapia alla dimissione sono stati previsti Valium, Voltaren, Fluimucil 

e Dafalgan. I medici hanno indicato che, per quanto attiene la miofascite 

cervicale (Ad. 1) la paziente sarebbe stata convocata per una rivalutazione 

ambulatoriale (cfr. atto SEM n. 17/3). L’autorità inferiore ha poi fatto richie-

sta al servizio MedicHelp della lista degli appuntamenti passati e futuri pre-

visti per la richiedente l’asilo. Dalla lista trasmessa, emergono unicamente 

le due visite citate e due appuntamenti annullati di medicina generale e di 

neurologia (cfr. atto SEM n. 23/1). 

La documentazione in forza della quale sono state poste le diagnosi appa-

riva, dunque, sufficientemente dettagliata, ben motivata e coerente conto 

tenuto della tipologia delle affezioni presenti, dell'ampiezza delle indagini 

effettuate e dell'anamnesi della paziente. Nei certificati medici versati agli 

atti non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti di patologie gravi da 

identificare ulteriormente. Tale conclusione risulta valida nonostante l'as-

senza della visita di rivalutazione ambulatoriale neurologica relativa alla 

problematica di miofascite cervicale. Infatti, contrariamente a quanto indi-

cato dalla ricorrente nel proprio ricorso, la visita di rivalutazione ambulato-

riale prescritta in data (…) novembre 2023, si riferisce alla diagnosi 1 (Ad. 

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1, Miofascite cervicale) e non agli episodi di perdita di coscienza ricorrenti 

di origine non chiara (diagnosi 2).  

In data (…) gennaio 2024 la ricorrente è stata visitata da un medico, il quale 

ha diagnosticato un umore depresso, disturbo del donno e disturbo d’ansia, 

prescrivendo una cura farmacologica a base di trittico, chiedendo all’am-

bulatorio LUPS di C._______ di visitare l’interessata (cfr. atto SEM n. 29/1). 

Tale nuovo atto medico non descrive tuttavia problematiche gravi, basti 

considerare il tempo trascorso tra il trasferimento della ricorrente ad 

D._______ e la visita effettuata per escludere che si trattino di affezioni di 

una gravità tale da indurre una visita d’emergenza. Dipoi, nell’atto, il me-

dico stesso formula semplicemente una richiesta al LUPS di C._______ di 

visitare la paziente, senza ulteriori indicazioni. Agli atti non risultano infine 

ulteriori certificati, in particolare relativi a problematiche psicologiche o 

all’asserito stupro vissuto dalla richiedente. Alla luce degli atti, non vi sono 

indizi per ritenere indispensabile una visita specialistica o d'urgenza. 

6.4  Ferme queste premesse, lo stato di salute dell'insorgente risultava suf-

ficientemente acclarato (cfr. sentenza del Tribunale D-546/2022 

dell'11 marzo 2022 consid. 4), per il che non risultava necessario la stesura 

di un rapporto più dettagliato ("formulario F4"). Conseguentemente la cen-

sura relativa ad un accertamento inesatto ed incompleto dello stato di sa-

lute non può essere ammessa. 

7.  

7.1 Ciò posto, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel 

merito della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato 

terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 

precedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi 

sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 

cpv. 1 LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riam-

missione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte 

all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può 

infatti essere eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

7.2 Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la 

Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-

zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di 

rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

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Pagina 8 

7.3 In casu, la Grecia ha riconosciuto alla richiedente la protezione sussi-

diaria. Il (…) novembre 2023 le autorità elleniche hanno accettato la riam-

missione dell’interessata sul proprio territorio (cfr. atto SEM 20/1). Tali ele-

menti non sono stati contestati dalla insorgente, che non ha neppure ap-

portato alcun elemento suscettibile di ritenere che la Grecia rischierebbe di 

allontanarla verso il suo Paese d’origine disattendendo al principio di non 

respingimento. 

7.4 Le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano dunque osse-

quiate, ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dell’insorgente. 

8.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

In casu, posta che nessuna eccezione alla regola generale della pronuncia 

dell’allontanamento sia adempiuta (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 32 OAsi 1 

in combinato disposto con l’art. 44 LAsi; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 

2009/50 consid. 9), il Tribunale è tenuto a confermare tale misura. 

9.  

Occorre ora verificare se la SEM ha a giusto titolo ritenuto l'esecuzione 

dell'allontanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.  

9.1 L'esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile (art. 83 

cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento d’una di queste condi-

zioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 e 7 LStrI). 

9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero la ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

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Pagina 9 

10.  

10.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessata provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che ella correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposta, nel Paese verso il quale sarà allontanata, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti). Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, la ricorrente è rinviata in 

uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, os-

sia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di 

diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respin-

gimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto 

della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura (cfr. 

FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de 

droit des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi 

all’interessata sovvertire tale presunzione. A tal fine, ella deve presentare 

seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazio-

nale nel caso specifico, non le concedano la necessaria protezione o la 

espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di 

emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze in-

dividuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante, le sen-

tenze del Tribunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e  

D-114/2021 dell'11 maggio 2021 consid. 8.2). 

10.2 Di seguito, occorre dunque verificare se, tenuto conto della situazione 

generale vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie all’insor-

gente, vi siano delle serie ragioni di credere che ella sarebbe esposta al 

rischio reale di subire, come censurato in sede ricorsuale, un trattamento 

contrario all’art. 3 CEDU o ad altre disposizioni del diritto internazionale, in 

caso di un suo rinvio verso il succitato Paese. 

10.2.1 Con particolare riferimento alla situazione generale della Grecia, il 

Tribunale ha esaminato la situazione in questo Paese nel dettaglio ed ha 

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ritenuto che essendo lo stesso firmatario della CEDU, della Conv. tortura e 

della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 

(RS 0.142.30; di seguito: Conv. rifugiati), si può partire dal presupposto che 

essa rispetti di principio i suoi obblighi di diritto internazionale (cfr. sentenza 

del Tribunale E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [pubblicata 

come quale sentenza di riferimento] consid. 11.2). Concernente i benefi-

ciari di protezione internazionale, l’esistenza di ostacoli all’esecuzione 

dell’allontanamento è, dal profilo dell’ammissibilità, ritenuta soltanto in casi 

particolari nei quali esistono degli indizi concreti di un rischio di violazione 

di disposizioni di diritto internazionale obbligatorie. A tal proposito il Tribu-

nale non ignora le informazioni risultanti dai rapporti e prese di posizione 

delle diverse organizzazioni non governative – peraltro citati in sede ricor-

suale – relative alla situazione attuale dei rifugiati e dei titolari di protezione 

internazionale in Grecia. Tuttavia, nonostante un certo numero di carenze 

sia stato rilevato nel sistema di accoglienza greco (cfr. sentenza di riferi-

mento E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 9), il Tribu-

nale ha ritenuto che non vi è luogo di concludere che i beneficiari di prote-

zione internazionale si trovino in tale Paese in maniera generale (indipen-

dentemente quindi dalle fattispecie concrete) totalmente dipendenti 

dall’aiuto pubblico, confrontati all’indifferenza delle autorità ed in una situa-

zione di privazione o mancanza a tal punto grave che sarebbe incompati-

bile con la dignità umana o che confrontati ad una pratica di discrimina-

zione sistematica (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.2 [che 

conferma la precedente giurisprudenza di cui alla sentenza di riferimento 

D-559/2020 del 13 febbraio 2020 consid. 8.2]). I problemi noti in Grecia 

non permettono difatti di dedurre che tale paese non avrebbe, per principio, 

la volontà o la capacità di accordare la protezione internazionale, rispetti-

vamente che i beneficiari di protezione internazionale non possano otte-

nere una tale protezione per via giudiziaria. Al riguardo, occorre inoltre evi-

denziare come, tale categoria di persone possa pure contare sulle garanzie 

derivanti dalla Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 

13 dicembre 2011 recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi 

o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno 

status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare 

della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione ricono-

sciuta (rifusione; GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualifica-

zione]). Gli obblighi della Grecia, derivanti dal diritto europeo implicano pro-

prio la non discriminazione nei contesti citati (cfr. capo VII [contenuto della 

protezione internazionale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza di ri-

ferimento D-559/2020 consid. 8.2). Infine, in caso di violazione di diritti san-

citi dalla CEDU, l'interessata potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza 

la Corte EDU (art. 34 CEDU). 

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10.2.2 Nella fattispecie, risulta che alla ricorrente è stato riconosciuto lo 

statuto di rifugiato in Grecia in data (…) giugno 2023 e che è stata posta al 

beneficio di un permesso di soggiorno valido dal (…) giugno 2023 

all’(…) giugno 2026 (cfr. atto SEM 20/1). Di conseguenza, in qualità di be-

neficiaria della protezione internazionale può rivolgersi alle competenti au-

torità greche per far valere i diritti che le spettano. Invero, malgrado ella 

abbia evidenziato di non aver ricevuto alcun aiuto da parte dello stato elle-

nico una volta ricevuto il permesso di soggiorno (cfr. atto SEM 15/5. D10 

segg.), non ha mai allegato in corso di procedura, né men che meno in fase 

ricorsuale, di essersi effettivamente rivolta alle autorità greche per far va-

lere i suoi diritti in quanto gli stessi sarebbero stati in concreto violati (cfr. 

atto SEM 15/5, D11 segg.). Per il resto, dalle tavole processuali, non si 

evincono elementi che permettano di ritenere che in caso di un suo allon-

tanamento verso la Grecia le sue prospettive future, considerate dal punto 

di vista materiale, fisico o psicologico, denotino un rischio sufficientemente 

reale e imminente di incontrare privazioni di una gravità tale da rientrare 

nell’ambito di applicazione dell’art. 3 CEDU. Difatti, al contrario delle sue 

argomentazioni ricorsuali, risulta come ella, fintantoché avrebbe ottenuto 

lo statuto di rifugiato avrebbe soggiornato presso un campo di accoglienza, 

dove avrebbe ricevuto assistenza medica psicologica, durante la quale le 

sarebbe stata fornita una cura farmacologica (cfr. atto SEM 15/5, D22). Alla 

luce di quanto precedentemente considerato, ed a differenza delle consi-

derazioni contrarie contenute nel gravame, non appare che l'insorgente, 

nel caso di un suo ritorno in Grecia, sarà confrontata con una situazione di 

emergenza di carattere esistenziale o a dei trattamenti vietati dalle norme 

di diritto internazionali succitate. 

10.2.3 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-

menti per ritenere che lo stato di salute della ricorrente (cfr. anche infra 

consid. 11.2.3 seg.), risulti ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione dell’al-

lontanamento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

10.3 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

11.  

11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di 

D-491/2024 

Pagina 12 

provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in 

seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allon-

tanamento verso i paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione eu-

ropea di libero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che 

tale presunzione legale può essere sovvertita solo se l'interessata rende 

verosimile che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ri-

tenuto ragionevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 

consid. 9).  

Il Tribunale ha inoltre confermato recentemente che l’esecuzione dell’allon-

tanamento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione interna-

zionale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio 

donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono 

da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3 – 11.5.1). Il Tribunale ha fissato 

dei criteri più rigidi invece soltanto per i nuclei famigliari e per le persone 

particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o persone il cui stato di salute 

è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferimento 

precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2, cfr. anche la sen-

tenza del Tribunale D-309/2022 del 10 maggio 2022 consid. 5.4.2.3). 

11.2  

11.2.1 Nel caso in disamina, in primo luogo il Tribunale osserva che le dif-

ficili condizioni di esistenza vigenti in Grecia, peraltro questione già trattata 

sotto l’aspetto dell’ammissibilità, non sono in specie sufficienti per ritenere 

inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento. In particolare, nella misura in 

cui la ricorrente fa riferimento nel suo gravame alle precarie condizioni di 

vita dei migranti in Grecia, e segnatamente anche in rapporto ai beneficiari 

di protezione internazionale, va effettivamente rilevato che il sistema di as-

sistenza sociale greco presenta delle criticità non soltanto per i richiedenti 

asilo, ma anche per le persone beneficiarie di protezione internazionale 

(cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 con-

sid. 8 – 9.10). Tuttavia va notato anche in tale contesto che la Grecia è 

vincolata dalla direttiva qualificazione. È quindi responsabilità dell’insor-

gente rivendicare i diritti che le spettano direttamente presso le autorità di 

detto Paese (cfr. anche supra consid. 10.2.2). Anche se le condizioni di vita 

in Grecia non sono facili a causa della situazione economica prevalente, in 

specie, visto quanto già sopra rilevato anche sotto l’aspetto dell’ammissi-

bilità (cfr. supra consid. 10.2.1), non ci sono indicazioni che la ricorrente 

verrebbe esposta ad un’emergenza esistenziale nel caso di un suo rinvio 

in Grecia. 

D-491/2024 

Pagina 13 

11.2.2 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’interessata, si deve 

rilevare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Sviz-

zera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime 

potrebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel paese d’origine o di destinazione del 

richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell’assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessata si 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurla in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia, al contrario di quanto argomentato nel gravame 

dall’insorgente, ciò non appare essere il caso di specie. 

Come rilevato in precedenza (sub. consid. 6.3) lo stato di salute della ricor-

rente può essere riassunto come segue: dolore cervicale con irradiazione 

al livello della spalla sinistra, con dolore alla digito pressione lungo il mu-

scolo trapezio sx, ma nessun deficit sensitivo o motorio distalmente, mio-

fascite cervicale, episodi di perdita di coscienza ricorrenti di origine non 

chiara, sospetta sinusite acuta DD cronica. Dopo l'emissione della deci-

sione impugnata, all'interessata sono stati diagnosticati umore depresso, 

disturbo del sonno e disturbo d’ansia e la terapia farmacologica impostata 

prevede l’assunzione di Trittico (cfr. atto SEM n. 29/1). 

11.2.3 Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo in alcun modo mi-

nimizzare le stesse, le affezioni delle quali soffre la ricorrente, a differenza 

di quanto sostenuto nel suo ricorso, non appaiono essere suscettibili, dal 

profilo della loro gravità, di porre concretamente e seriamente in pericolo 

la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di ritorno in Grecia, ri-

spettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di salute necessiti im-

perativamente di trattamenti medici che non possano essere proseguiti che 

in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva applicabile in materia 

(cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). A ciò si aggiunge il 

fatto che nella fattispecie non sono riconoscibili ulteriori indicatori di vulne-

rabilità (cfr. per la questione la sentenza del Tribunale D-2952/2022 del 

21 marzo 2023 consid. 8.4) ed è pertanto a giusto titolo che la SEM ha 

considerato che la situazione della ricorrente non rientrasse nel profilo di 

particolare vulnerabilità stabilito dalla giurisprudenza. In particolare, l’asse-

rito stupro non sarebbe avvenuto in Grecia e pertanto sotto tale profilo, se 

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Pagina 14 

fosse stato di rilevanza sotto un profilo medico, ciò sarebbe stato eviden-

ziato nei certificati agli atti. Per quanto concerne invece l’analfabetismo e 

l’assenza di formazione della ricorrente, tali elementi non risultano suffi-

cienti per qualificarla come particolarmente vulnerabile. Infatti, ai sensi 

della sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 

11.5.2, la formazione e le conoscenze linguistiche vanno prese in conside-

razione nel caso in cui si dovesse constatare che l’interessata sia qualifi-

cabile come persona particolarmente vulnerabile, eventualità in casu non 

data. Dipoi, sempre ai sensi della sentenza di cui copra, va valutato in tal 

senso se l’interessata ha effettuato dei ragionevoli sforzi per ottenere aiuto 

dallo stato greco, sforzi che la ricorrente ha negato in sede di audizione 

(cfr. atto SEM n. 15/5 D12 segg.). In tale contesto, risulta determinante se, 

nonostante sforzi ragionevoli, l’interessata si ritroverebbe con ogni proba-

bilità in una situazione di emergenza esistenziale, che non sarebbe in 

grado di affrontare da sola (cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-

3431/2021 consid. 11.5.2). Dagli atti e come rilevato in precedenza tale 

probabilità non è data. La ricorrente, infatti, non ha prodotto alcun elemento 

concreto volto a dimostrare che il suo stato di salute – come addotto nel 

proprio atto ricorsuale – fosse così degradato da non riuscire a reggersi in 

piedi per chiedere aiuto alle autorità elleniche. In tal senso mal si spieghe-

rebbe come il suo stato di salute non le abbia permesso rivolgersi alle au-

torità in loco, ma allo stesso tempo abbia organizzato con un passatore il 

viaggio verso la Svizzera passando dall’Italia (cfr. atto SEM n. 15/5, D20). 

Inoltre la Grecia, al contrario di quanto lamentato nel gravame, dispone di 

strutture mediche sufficienti anche in campo psichiatrico, che possono di-

spensare le cure ed i trattamenti eventualmente necessitanti al suo stato 

di salute, essendo ancora una volta rammentato che l'interessata ha in 

principio accesso alle cure di salute alle stesse condizioni che i cittadini 

greci (art. 2 lett. b e g e art. 30 par. 1 della direttiva qualificazione). Peraltro, 

contrariamente a quanto rilevato in sede ricorsuale, ella ha beneficiato di 

visite mediche in Grecia (cfr. atto SEM 15/5, D22) e le sue allegazioni in 

merito alla scarsa qualità delle cure non risulta essere corroborata da alcun 

mezzo di prova.  

11.2.4 L'esecuzione dell'allontanamento, risulta pertanto essere pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

12.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ri-

tenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis-

sione della ricorrente. 

D-491/2024 

Pagina 15 

13.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), 

per il che il ricorso va respinto. 

14.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

oltre che di concessione dell’effetto sospensivo al ricorso sono divenute 

senza oggetto. 

15.  

15.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è re-

spinta. 

15.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 

1 e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

16.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-491/2024 

Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico della ricorrente. 

Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all'autorità can-

tonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: