# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dae62e8c-57ed-50f0-963e-6e452fcf0636
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.09.2005 11.2005.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2005-87_2005-09-21.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2005.87

  	
  Lugano,

  21 settembre
  2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Lardelli

  

 

	
  segretaria:

  	
  Verda, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.1997.39
(accertamento di servitù, in subordine accesso necessario) della Pretura della giurisdizione di
Mendrisio Nord promossa con petizione del 27 marzo 1997 da

 

	
   

  	
   AO 2, 

  (patrocinata PA 2) e

   AO 1,  

  (già patrocinato PA 4)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  PI 1, 

  (patrocinato PA 3) e

   AP 2 e AP 1, 

  (patrocinati PA 1),

  

 

petizione estesa il 25 ottobre 2004 a

 

                                         AP 3 

                                         (  PA 4
),

 

giudicando
ora sul decreto del 3 giugno 2005 con cui il Pretore
ha respinto un'eccezione processuale sollevata da AP 3 con la risposta;

 

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 22 giugno 2005 presentato da AP 2 e AP 1 contro il decreto emesso
il 

                                              3
giugno 2005 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolto l'appello del 30 giugno 2005 presentato da AP 3 contro il
medesimo decreto;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il 26 marzo 1977 AO 2, proprietaria della particella n. 351 RFD
di __________, e AO 1, proprietario della contigua particella n. 433, hanno
promosso causa davanti al Pre­tore della giurisdizione di Mendrisio Nord contro
PI 1, proprietario della particella n. 233, come pure contro AP 2 e AP 1,
proprietari della particella n. 484 e comproprietari della particella n. 485
(coattiva appartenente per metà alla particella n. 484 e per l'altra metà alla
particella n. 429, proprietà di terzi) allo scopo di ottenere sui fondi dei convenuti
un diritto di passo veicolare acquisito per stato di fatto immemorabile,
subordinatamente un accesso veicolare necessario. Statuendo il 4 ot­tobre 2002,
il Pretore ha parzialmente accolto l'azione di AO 2, nel senso che ha concesso
alla particella n. 351 un accesso veicolare necessario lungo le particelle n.
233 e 484 secondo il tracciato di una planimetria annessa alla sentenza, previo
versamento di un'indennità di fr. 4400.– a PI 1 e di fr. 8700.– a AP 2 e AP 1.
L'azione di AO 1 è stata invece respinta.

 

                                  B.   In parziale accoglimento di un appello presentato da PI 1 e dai
coniugi AP 2, con sentenza del 20 febbraio 2004 questa Camera ha annullato
l'accesso veicolare necessario e ha rinviato gli atti della causa al Pretore,
sottolineando che AO 2 avrebbe dovuto convenire in giudizio non solo PI 1 e i
coniugi AP 2, ma pure AO 1, non potendo essa raggiungere in automobile il
proprio fondo senza passare anche sulla particella n. 433. E siccome AO 1 non
aveva dichiarato di consentire a quel transito né aveva aderito alla petizione
di lei, incombeva al Pretore sollecitare AO 2 a completare la petizione,
riprendere gli atti cui AO 1 non aveva potuto partecipare come convenuto ed
emanare una nuova decisione nel senso dei considerandi (inc. 11.2002.124).

 

                                  C.   Invitata dal Pretore a ossequiare la sentenza di appello, AO 2 ha
presentato il 23 agosto 2004 una nuova petizione contro PI 1, i coniugi AP 2 e AP
3, dive­nuto in pendenza di causa proprietario della particella n. 433,
chiedendo un accesso veicolare necessario anche su quest'ultimo fondo.
Accertato il 20 settembre 2004 che la nuova petizione non era una semplice
integrazione della precedente, ma costituiva un nuovo atto introduttivo della
lite, il Pretore ha stralciato il memoriale dagli atti e ha assegnato a AO 2 un
termine di 30 giorni per rispettare l'invito originario “sot­to comminatoria
dello stralcio della causa dal ruolo”. 

 

                                  D.   Il
25 ottobre 2004 AO 2 ha inoltrato un allegato identico alla petizione del 26
marzo 1977, salvo indicare accanto al nome dei convenuti iniziali quello di AP
3. Nella sua risposta del 24 gennaio 2005 quest'ultimo ha concluso per il rigetto
della petizione in ordine, subordinatamente nel merito, facendo valere che nulla
l'attrice pretendeva da lui, né tanto meno menzionava il fondo n. 433 fra
quelli da gravare in favore del proprio. Con replica del 10 marzo 2005 AO 2 ha formalmente
esteso così la richiesta di accesso necessario alla particella n. 433 “di
proprietà AP 3”. AP 3 ha duplicato il 2 maggio 2005, mantenendo il suo punto di
vista. All'udienza preliminare del 31 maggio 2005, limitata all'esame della questione
d'ordine, PI 1 ha dichiarato di aderire alla posizione di AP 3. AP 2 e AP 1
hanno fatto altrettanto. Statuendo con decreto del 3 giugno 2005, il Pretore ha
respinto l'eccezione di AP 3 e ha posto la tassa di giustizia di fr. 400.– con
le spese di fr. 100.– a carico dei convenuti in solido, tenuti a rifondere a AP
3 fr. 400.– complessivi per ripetibili.

 

                                  E.   Contro
il decreto predetto sono insorti AP 2 e AP 1 con un appello del 22 giugno 2005
per ottenere che la petizione integrativa di AO 2 sia dichiarata irricevibile e
la causa stralciata dai ruoli. AP 3 ha appellato a sua volta il 30 giugno 2005,
chiedendo che il decreto del Pretore sia riformato nel senso di respingere la
petizione integrativa in ordine, subordinatamente nel merito. Nelle sue
osservazioni del 31 agosto 2005 AO 2 propone di rigettare entram­bi gli
appelli. PI 1 ha instato il 10 agosto 2005 per essere autorizzato a esprimersi davanti
alla Camera e il 26 agosto successivo ha introdotto un memoriale concludendo alla
stessa stregua di AP 3.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   I decreti con cui i Pretori accertano un presupposto o respingono
un'eccezione processuale sono impugnabili “nel termine ordinario”, “nelle forme
dell'appellazione” e sono trattati, se non sono provvisti di effetto
sospensivo, “con la prima appellazione sospensiva” (art. 100 cpv. 1 combinato
con l'art. 96 cpv. 4 CPC). Compete al primo giudice accordare tale effetto (Rep.
1990 pag. 275 a metà). Il requisito è nondimeno superfluo ove l'udienza
preliminare sia stata limitata all'esame del presupposto o dell'eccezione litigiosa
(art. 181 cpv. 1 CPC), giacché in simili casi il processo continua per legge sulle
contestazioni “sino a che queste non siano state decise con un giudizio
definitivo” (art. 181 cpv. 2 CPC; Cocchi/Trezzini,
CPC ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, pag. 305 nota 363 in fine). In
concreto l'udienza preliminare è stata limitata – appunto – al vaglio della nota
questione sollevata da AP 3. Sotto tale profilo nulla osta quindi all'esame
degli appelli.

 

                                   2.   Il
Pretore ha motivato il decreto in rassegna fondandosi sul divieto del
formalismo eccessivo sgorgante dall'art. 29 Cost. Egli ha ritenuto – in sintesi
– che AP 3 non potesse ignorare la ragione per cui si vedeva convenire in
giudizio, tant'è che mostrava egli medesimo di conoscere la sentenza emanata il
20 febbraio 2004 da questa Camera. E una volta ricevuta conferma, con la
notifica della replica, che AO 2 postulava esplicitamente un accesso veicolare necessario
a carico della sua particella n. 433, egli aveva potuto difendersi appieno
dalla richiesta. Seriamente non poteva prevalersi dunque della svista in cui
era incorsa l'avversaria omettendo di aggiornare la richiesta di giudizio nella
petizione integrativa per far respingere       l'azione in ordine o nel merito.

 

                                    I.   Sull'appello
di AP 2 e AP 1

 

                                   3.   Gli appellanti sostengono che, non avendo l'attrice dato seguito
in modo corretto al termine impartitole il 20 settembre 2004 dal Pretore, la
causa dev'essere stralciata dai ruoli, come prevedeva la comminatoria contenuta
in quell'ordinanza. A mente loro con la replica l'attrice non poteva più
rimediare al difetto, avendo scelto essa stessa di integrare la petizione con
la sola aggiunta di un convenuto nella designazione delle parti. Anzi, nella
petizione integrativa essa rivendicava ancora un diritto di passo veicolare
acquisito per stato di fatto immemorabile – subordinatamente un accesso
veicolare necessario – anche in favore della particella n. 433, salvo annoverare
nella replica tale fondo tra quelli da gravare. Data la manifesta incompletezza
della petizione integrativa, nelle circostanze descritte la causa andava quindi
stralciata dai ruoli.

 

                                   4.   L'art.
165 cpv. 2 lett. g CPC prevede che nella procedura ordinaria appellabile la petizione
deve contenere – fra l'altro – “le domande formulate in termini precisi e distinti”.
Lo scopo della nor­ma è di far sì che il convenuto possa difendersi adeguatamente
dalle rivendicazioni avversarie. Poco importano le espressioni letterali o le
argomentazioni in diritto addotte dall'attore; decisivo è il senso che il convenuto
può ragionevolmente attribuire alle richieste di giudizio secondo le
allegazioni di fatto figuranti nella petizione (richiami in: Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 12 e 13
ad art. 165 CPC). L'attore può ancora modificare le domande in sede di replica,
indipendentemente da quanto il convenuto oppone nella risposta; il convenuto,
da parte sua, deve potersi difendere pienamente con l'atto di duplica dalle richieste
così modificate (rinviii in: Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 1 ad art. 175 CPC). 

 

                                   5.   Ciò
premesso, contrariamente all'opinione degli appellanti nel caso specifico l'attrice
poteva completare, precisare o rettificare le sue richieste di giudizio nel memoriale
di replica, senza riguar­do al fatto che la manchevolezza della petizione
integrativa fosse dovuta a errore o inavvertenza. Essa poteva quindi estendere
la richiesta di accesso necessario, nell'ambito del medesimo contesto, alla
particella n. 433. Che le allegazioni di fatto enunciate nella petizione
integrativa o nella replica non consentissero a AP 2 e AP 1 di capire perché
l'attrice chieda un diritto del genere gli appellanti non pretendono. Del resto
l'ipotesi appare inimmaginabile, la sentenza emessa il 20 febbraio 2004 da
questa Camera essendo stata notificata anche a loro. Un altro problema è sapere
se la richiesta dell'attrice sia fondata o no, ma tale quesito investe il
merito e trascende i limiti dell'attuale giudizio. Ne segue che, non scevro di
pretestuosità, l'appello di AP 2 e AP 1 risulta per finire destinato all'insuccesso.

 

                                   II.   Sull'appello
di AP 3

 

                                   6.   L'appellante contesta che ai fini dell'art. 165 cpv. 2 lett. g
CPC sia sufficiente una domanda di cui il convenuto possa rendersi conto sulla
base dei fatti enunciati nella petizione, a maggior ragione – egli soggiunge –
ove si pensi che in appello un atto di ricorso senza domande è addirittura
nullo (art. 309 cpv. 5 in relazione con il cpv. 2 lett. e CPC). L'appellante fa
notare inoltre che, il giudice non potendo pronunciare oltre i limiti della
domanda (art. 86 CPC), la richiesta di giudizio va formulata in termini chiari
ed espliciti. Nella fattispecie la petizione integrativa non conteneva alcuna
conclusione intesa a gravare di accesso necessario la particella n. 433. Non
incombeva dunque al Pretore sostituirsi all'attrice, tanto meno dopo la
decorrenza infruttuosa del termine a lei assegnato proprio per sanare il difetto.

 

                                   7.   Così
com'è motivato, l'appello potrebbe essere dichiarato già di primo acchito irricevibile
per carenza di motivazione. Nel decreto impugnato il Pretore ha accennato alla
circostanza, invero, che l'attrice aveva ovviato al vizio della petizione
integrativa estendendo la richiesta di accesso necessario alla particella n.
433 nel memoriale di replica. Perché tale emendamento sarebbe in qual­che modo
contrario a norme della procedura cantonale o a imperativi del diritto federale
l'interessato non spiega. In realtà, alla questione egli neppure allude, né
pretende che i fatti esposti nella petizione o nella replica non gli
consentissero di capire perché l'attrice lo coinvolga nella lite, né asserisce
– per avventura – di ignorare il contenuto della sentenza emessa il 20 febbraio
2004 da questa Camera. Egli insiste sulla necessità di richieste formulate in
termini precisi e distinti, ma non sostiene che le domande modificate dall'attrice
nella replica disattendano tale requisito. Quanto all'analogia con la procedura
di appello, è vero che l'art. 309 cpv. 5 CPC sanziona di nullità un ricorso cui
manchino le domande (art. 309 cpv. 2 lett. e CPC). La giurisprudenza ha già
avuto modo di temperare però i rigori della norma, limitandone l'applicazione
alle ipotesi in cui il contenuto del memoriale non consenta di supplire alla mancanza (citazioni in: Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 18 ad art. 309 CPC). In concreto – come detto – nem­meno occorreva
far capo ai fatti esposti nella petizione integrativa, la replica contenendo una
richiesta di giudizio corretta. Anche su questo punto l'appello denota perciò
la sua inconsistenza.

 

                                  III.   Sulle
spese e le ripetibili

 

                                   8.   La tassa di giustizia e le spese del giudizio odierno seguono la
soccombenza degli appellanti, i quali corrisponderanno all'attrice un'equa
indennità per ripetibili (art. 148 cpv. 1 CPC).

 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
di AP 2 e AP 1 è respinto e il decreto impugnato è confermato.

 

                                   2.   Gli oneri
di tale appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 400.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
450.–

                                         sono
posti a carico degli appellanti in solido, che rifonderanno a AO 2, sempre con
vincolo di solidarietà, fr. 1000.– complessivi per ripetibili.

 

                                   3.   L'appello
di AP 3 è respinto e il decreto impugnato è confermato.

 

                                   4.   Gli oneri
di tale appello, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 400.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
450.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà a AO 2 fr. 1000.– per ripetibili.

 

                                   5.   Intimazione:

	
   

  	
  –    ;

  –    ;

  –    ;

  – .

  

                                         Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di
Mendrisio Nord.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   PI 1   

  patrocinato da:   PA 3  

   

  

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria