# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4d522dfe-7f5b-5534-ae1f-7cf5ca625bfa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-08-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.08.2002 32.2002.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2002-36_2002-08-29.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2002.00036

   

  BS/RG/cd

  	
  Lugano

  29 agosto 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 27 marzo 2002 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 28 febbraio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nato nel 1941, esercita la professione di montatore elettricista in proprio. 

Il 13 dicembre 1996 egli ha subito un infortunio, riportando una frattura
vertebrale L3 e L4 ( cfr. rapporto 18 dicembre 1997 del medico curante, dr.
__________, doc. AI _).

Il 1° dicembre 1997 __________ ha presentato una domanda volta ad ottenere
delle prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

                                      

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti di
natura medica ed economica, di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto, con progetto di decisione 2 dicembre 2001, l’Ufficio
assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la domanda dell’assicurato in
quanto:

" 
(…)

Dall'esame della documentazione medico-economica acquisita agli
atti, si rileva che il danno alla salute di cui il richiedente è portatore

(esiti infortunistici del 1996), non ha comportato una perdita
economica che giustifichi il riconoscimento di una rendita Al

(invalidità minima del 40 %).

 

Secondo i dati fiscali in nostro possesso, il competente Ufficio
ha emesso le seguenti tassazioni:

 

-   Biennio
1997-1998 (periodo precedente l'insorgenza del danno alla salute): Fr. 33000.-
di reddito aziendale.

 

-   Biennio
1999-2000 (dopo l'insorgenza del danno alla salute): 

    Fr. 28000.-
di reddito aziendale.

 

-   Biennio 2001-2002: Fr. 28000.--.

 

Dal rapporto 08.06.2001 del Servizio Ispettorato AI, si rileva
inoltre che al richiedente, dopo l'insorgenza del danno alla salute, risultano
ancora esplicabili la maggior parte delle mansioni (circa il 70 %) riguardanti
la sua attività indipendente di elettricista con servizio di riparazioni.

                                      

In siffatte condizioni la sua domanda di prestazioni è
respinta."

(cfr. doc. AI _)

 

                                         Non avendo ricevuto
dall’assicurato osservazioni in merito al progetto di decisione, con
provvedimento formale 28 febbraio 2002 l’UAI ha confermato la reiezione della
domanda di rendita.

                               1.3.   Contro la decisione
amministrativa è tempestivamente insorto __________, postulando il
riconoscimento di un grado d’invalidità del 40%.

In primo luogo egli ha contestato i dati fiscali indicati nella decisione
amministrativa, poiché contro la notifica di tassazione 2001/2002 ha interposto
reclamo, a tutt’oggi rimasto invariato.

Egli ha poi rilevato che dall’infortunio del 1996 il suo reddito è
costantemente diminuito a causa dei problemi di salute. Il ricorrente ha poi
rimarcato:

 

" 
•       Il mio stato di salute non mi permette
di mantenere un livello

         concorrenziale tale da garantire, se non un incremento,
almeno una stabilità nel conseguimento degli introiti finanziari determinanti
per il calcolo del reddito aziendale. Senza l'infortunio e grazie alla mia
pluriennale esperienza professionale, si può ragionevolmente considerare che il
mio 

         reddito aziendale sarebbe aumentato, come del resto anche
la cifra d'affari. Ciò era annualmente il caso prima dell'infortunio (allegato
no. 3). La mia intenzione di continuare l'attuale attività professionale
come indipendente è chiara. Non ho la minima intenzione di smettere, anche se
mi costa notevoli sforzi. Ciò sarà possibile se gli scompensi fisici dovuti
all'infortunio vengono compensati con il riconoscimento di una rendita di un
quarto. Non è minimamente mio desiderio essere maggiormente alla dipendenza di
prestazioni sociali di vario genere.

 

 

•       L'altro elemento non considerato dall'Ufficio è il mancato
sostegno di alcuni membri della famiglia avvenuto dopo l'infortunio. In
effetti, la peculiarità della professione (installatore e riparatore
elettricista) mi obbliga al trasposto di apparecchi di un certo peso
(frigoriferi, cucine, ecc.). Senza questa parte di attività, pure il resto
(lavoro di elettricista sul cantiere o in ditta) non è praticamente più
possibile. Per garantire una massa lavorativa finanziariamente sufficiente (un
reddito aziendale di 28'000.- o di 20'000.- è quasi al limite del vivibile), il
contributo gratuito fornito in via del tutto eccezionale da alcuni membri della
mia famiglia per il trasporto di questi apparecchi era determinante. Purtroppo
le circostanze fanno sì che questo sostegno non sia più possibile (ognuno di
loro ha oramai un'attività professionale che gli impedisce di dedicarmi del
tempo). Da qui un'altra ragione della continua diminuzione del mio reddito
aziendale. L'Ufficio non ha stimato questo lavoro, segnalato a più riprese
telefonicamente, oralmente e per iscritto (allegato no. 4). Avrebbe
dovuto sottrarlo dai redditi aziendali 1997-2002. Considerando l'aiuto dei
famigliari, il reddito aziendale formato dal mio unico lavoro sarebbe
evidentemente stato minore, raggiungendo un grado d'invalidità minimo del
40%." (cfr. doc. _)

                               1.4.   Mediante risposta 20 aprile
2002 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del gravame.

                                         In merito alla valutazione
del grado d’invalidità nell’attività elettricista, l’UAI ha in particolare
osservato:

" 
(…)

In casu il danno alla salute è insorto nel mese di dicembre del
1996.

Secondo il medico curante, dottor __________, l'assicurato è
tuttora in grado di esercitare la propria professione, tenendo però conto del
fatto che lo spostamento ed il sollevamento di masse rilevanti è oramai escluso
(cfr. rapp. 18.12.1997, doc. n. _ inc. AI).

II dottor __________ ha confermatola tale riserva, specificando
che l'interessato non è più in grado di sollevare pesi superiori ai 10/15 kg,
né può più eseguire lavori che costringono ad una flessione lombare (cfr. rapp.
29.11.2000, doc. n. _ inc. AI).

 

La residua capacità a livello pratico è in seguito stata valutata
nell'ambito della cosiddetta inchiesta economica per indipendenti

(cfr. doc. n. _ inc. AI), che ha permesso di stabilire come
l'assicurato dedichi percentualmente il 15% del proprio tempo ad attività di
tipo amministrativo.

Trattasi di attività leggere e sedentarie, che il danno alla
salute non ha minimamente compromesso, e che l'interessato è quindi in grado di
esercitare ancora nella medesima misura.

Per quanto attiene alla parte manuale, è stata ritenuta una
riduzione di un terzo circa, appunto in considerazione delle limitazioni di cui
sopra.

In conclusione si è quindi stabilito che concretamente il danno
alla salute ha comportato una riduzione della capacità lavorativa pari al 18%.

 

In concreto quindi la capacità lavorativa non ha subito una
diminuzione sufficiente affinché un eventuale diritto a rendita possa essere
preso in considerazione.

D'altro lato, dall'esame della documentazione contabile risulta
che, a partire dal 1997, e malgrado il fatto che l'attività sia stata ridotta,
la perdita economica è limitata." (cfr. doc. _)

 

A titolo abbondanziale, l’amministrazione ha poi rilevato: 

" 
(…)

Nella fattispecie l'assicurato è stato giudicato pienamente abile
nell'ambito di un'attività semplice ed adeguata.

In base alle rilevazioni effettuate dall'Ufficio federale di statistica,
e ritenute quali valide basi di calcolo dalla più recente giurisprudenza in
materia, un uomo che nel 2000 esercitava tale tipo di attività era in grado di
guadagnare teoricamente la somma di fr. 51'702.- annui.
Tale somma può poi essere ridotta nella misura massima del 25% al fine di
considerare quei fattori che nel caso di specie sono suscettibili di
influenzare il reddito.

Si otterrebbe in questo caso la somma di fr. 38'776.­-.

Paragonando tale reddito con quello percepito dal ricorrente prima
dell'insorgere del danno risulta che il primo supera addirittura il secondo.

Data la chiarezza del risultato, è palese che l'adattamento dei
due termini di paragone all'anno di emissione della decisione non muterebbe
alcunché." (cfr. doc. _)

 

                               1.5.   Con lettera 16 maggio 2002
l’assicurato, ribadendo come l’amministrazione abbia preso in considerazione i
redditi della notifica di tassazione 2001/2002 non definitivi, ha sostenuto
un’invalidità del 48%, risultante dal raffronto tra il reddito da invalido,
valutato in fr. 20'000.—, e fr. 38'776.— conseguiti prima dell’infortunio (doc.
_).

 

                               1.6.   Invitato dal TCA a prendere
posizione su quanto rimarcato dall’assicurato, con lettera 23 maggio 2002 l’UAI
ha precisato quanto segue:

" 
(…)

I redditi conseguiti in seno all'azienda prima dell'insorgere del
danno alla salute (cfr. notifica tass. 1995/96 e 1997/98), risultano infatti
inferiori a quanto l'assicurato potrebbe in teoria guadagnare oggi svolgendo
un'attività adeguata.

Quand'anche si volesse considerare una certa espansione
dell'azienda sino all'anno di emissione della decisione, la perdita di guadagno
non raggiungerebbe sicuramente il 40%.

 

Per quanto attiene al punto D, l'assicurato rileva come
nell'ambito dell'inchiesta economica sia stato stabilito un grado di inabilità
pari al 28%. A ragione. Nell'allegato di risposta è infatti stato erroneamente
riportato un grado del 18%.

Trattasi comunque d'un errore di trascrizione, che nulla muta nei
fatti, la percentuale risultando sempre e comunque inferiore al 40%.

 

Per quanto attiene infine al punto C, le osservazioni formulate
dallo scrivente Ufficio si sono basate sulle affermazioni presentate dal
ricorrente nell'allegato ricorsuale (nel quale si sottolineava che
"l'altro elemento non considerato dall'Ufficio è il mancato sostegno di
alcuni membri della famiglia avvenuto dopo l'infortunio"), nonché
nell'ambito dell'inchiesta economica ("__________che di professione è
falegname ha sempre saltuariamente aiutato come il fratello __________ nel
trasporto dei materiali pesanti (l'aiuto continua tuttora)" 

(doc. n. _ inc. AI))." (cfr. doc. _)

 

                               1.7.   Con scritto 3 giugno 2002
l’insorgente ha sostanzialmente ribadito la propria tesi ricorsuale, rilevando
di non aver mai visto l’inchiesta economica per indipendenti a cui l’amministrazione
ha fatto riferimento (doc. _).

                               1.8.   Il 7 giugno 2002 il TCA ha
trasmesso al ricorrente copia della citata inchiesta economica con facoltà di
presentare delle osservazioni (doc. _). 

Con lettera 17 giugno 2002 l’insorgente ha sollevato diverse contestazioni in
merito (doc. _), a cui l’amministrazione ha replicato con scritto 21 giugno
2002 (doc. _). 

Da ultimo, il 14 luglio 2002 l’assicurato ha presentato delle
contro-osservazioni (doc. _).

 

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è il riconoscimento a __________ di una rendita AI. 

A norma dell'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, è
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi:

 

·    un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a   infermità congenita, malattia o infortunio, e

 

·    la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G.
Scartazzini, Le rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va inoltre precisato che,
secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera
se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

 

                                         La misura dell'incapacità
di guadagno è determinata da criteri oggettivi e meglio dalla perdita che
l'assicurato subisce (o subirebbe) in condizioni normali di mercato del lavoro,
ritenuto ch'egli utilizzi, nella misura che da lui si può ragionevolmente
pretendere, la residua forza di lavoro.

 

                                         Infatti l'art. 28 cpv. 2
LAI prevede che: 

 

"  l'invalidità è
determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro

che l'assicurato conseguirebbe, dopo la manifestazione
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti di integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa, ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato di lavoro, e il reddito del lavoro ch'egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido." 

(metodo ordinario di calcolo dell’incapacità di guadagno; cfr. SVR
1996 IV Nr. 74 e giurisprudenza citata).

 

                                         Ne consegue che
l'incapacità di guadagno non sempre corrisponde alla perdita di guadagno
effettiva. Infatti, bisogna tenere conto, nel calcolo dell'incapacità di
guadagno, dell'eventuale circostanza che l'assicurato sfrutti in misura minore
di quanto gli sia possibile la capacità lavorativa residua oppure anche della
circostanza opposta.

 

                               2.3.   La giurisprudenza permette,
nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile, che
la graduazione dell’invalidità avvenga eccezionalmente secondo il metodo
straordinario. Capita in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo
sufficientemente preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (cfr.
Pratique VSI 1998 p. 121; pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b;
RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97
V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, J. L., Les assurances
sociales en Suisse, Losanna 1995, p. 456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s,  Valterio,
Droit et pratique de l’assurance invalidité, Losanna 1985, p. 199). Perciò
l’invalidità sarà valutata considerando le ripercussioni economiche dovute alla
riduzione del rendimento sulla situazione concreta dove si svolge l’attività
dell’assicurato divenuto invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal caso si procede a
paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza del danno alla
salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i quali non svolgono
attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122 consid. 1a). La
differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo consiste nel fatto che
il grado di invalidità non viene stabilito direttamente sulla base del
raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale raffronto, si
constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli effetti di tale
impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario; Pratique VSI
1998 pag.123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; DTF 104 V 138;
ZAK 1987 p. 260s. consid. 2a; DTF 105 V 151). Una determinata limitazione della
capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia forzatamente, produrre
una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique VSI 1998 pag.123
consid. 1a).

Nella prassi il metodo straordinario è spesso applicato alle persone con
attività lucrativa indipendente.

 

                                         Nel caso di un
indipendente, il TFA ha precisato che il raffronto tra l’utile realizzato prima
e quello conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per
quel che riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In
effetti, troppi fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la
situazione congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le
oscillazioni sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.

                                         Di conseguenza il TFA ha
stabilito che i documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire in
maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b; DTF
104 V 137 consid. 2c).

 

                               2.4.   Nel caso in esame, alfine di
stabilire il grado d’invalidità di __________, montatore elettrico
indipendente, l’amministrazione ha applicato il metodo straordinario (cfr.
consid. 2.3). 

A tale scopo l’UAI ha ordinato all’ispettorato AI di esperire un’inchiesta
economica per indipendenti eseguita l’8 giugno 2001.

Nel relativo rapporto l’incaricato, basandosi sulle dichiarazioni
dell’assicurato, ha descritto l’attività svolta dallo stesso prima e dopo
l’insorgenza del danno alla salute (cfr. punto no. 2 doc. AI _). 

Egli ha poi proceduto alla valutazione della capacità al guadagno, comparando
l’esigibilità delle diverse mansioni costitutive la professione elettricista,
prima ( lettera A) e dopo il danno alla salute (lettera B), così come riassunto
nel seguente specchietto:

"   (…)

5.   Confronto fra le varie attività

 

(Per facilitare l'applicazione
dei N. 2142 e segg. delle Direttive
sull'invalidità e sulla grande invalidità)

 

5.1 Attività da eseguire

 

	
   

  	
         A                    

  	
          B

  	
        C

  
	
  1. 
  Direzione dell’azienda, contatti con clienti e fornitori, preventivi e
  fatture, acquisto materiale (interruttori, lampade ecc.)

  	
         
  50 %

  	
         * 
  15%

  	
   

  
	
  2.  Ogni
  genere di lavoro manuale quale elettricista e trasporto materiale sui
  cantieri 

  	
          50 %

  	
    ** 57%
  (1/3ca)

  	
   

  
	
  3.

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  4.

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  5.

  	
          100
  %

  	
        72 
  %

  	
   

  

 

*l'assicurato è stato in notevole difficoltà ad indicare una % per
queste mansioni, ritiene però che un 15% sia abbastanza reale, a mio avviso la
stessa potrebbe essere anche maggiore dal momento che per gli acquisti di volta
in volta si reca preferibilmente a __________ per rifornirsi per cui il
dispendio di tempo è notevole.

**indica una limitazione del 50% che al sottoscritto pare
eccessiva visto che l'aiuto di terzi è molto limitato, inoltre mi aveva
confidato che gli architetti per nuove costruzioni malgrado che le sue offerte
erano concorrenziali non gli accordavano i lavori dal momento che lavorando da
solo in caso di malattia/infortunio i lavori sarebbero stati fermi (a questo scopo
aveva un accordo con la ditta _________ che lo avrebbe sostituito).

Credo che la limitazione si possa considerare di 1/3 circa.

 

A  =       Percentuale di ogni singola attività
rispetto all'insieme dei lavori consueti dell'assicurato/a (senza danno alla salute)

H  =      Attività ancora possibile dopo l'insorgenza
del danno della salute, valutato dalla persona incaricata 

           dell' inchiesta (p.es. ancora completa =
alla percentuale di A, ancora metà = percentuale di A)

C  =      Valutazione
dell'invalidità tramite l'Ufficio Al"

 

Inoltre, l’ispettore AI ha proceduto alle seguenti valutazioni suppletive: 

5.2 valutazioni suppletive E' sempre ?, in cura c/o il dr.
__________ (11.10.99 al 11.1.00), è pure stato visitato dal 

dr. __________ il 7.10.99 in occasione della densittometria ossea,
esame che viene fatto ogni 2 anni quindi pensa che dovrebbe essere chiamato
ancora durante l'anno in corso, comunque è il medico curante che prende
l'eventuale appuntamento. 

Medicamenti: Fosamax, Calcium Sandoz ff.

 

L'IG (50%) versata dalla __________ è cessata in ottobre/novembre
2000, nessuna visita di controllo." (cfr. doc. AI _, p.to 5.2)

 

 

                                         Dunque, l’incaricato ha
valutato globalmente in 28% (anziché del 18% erroneamente indicato
dall’amministrazione nella risposta di causa) gli impedimenti riscontrati
dall’assicurato nell’espletamento della propria attività indipendente.

                               2.5.   Basandosi sull’esito
dell’inchiesta economica per indipendenti e sul raffronto dei redditi aziendali
prima e dopo l’infortunio, con la decisione contestata l’amministrazione ha
respinto la domanda di prestazioni assicurative poiché il grado d’invalidità
valutato non raggiunge il minimo pensionabile del 40%.

L’assicurato contesta il raffronto dei redditi operato dall’UAI, nonché le
risultanze dell’inchiesta economica per indipendenti. 

Inoltre si chiede il motivo per cui l’amministrazione non gli abbia trasmesso
copia della citata inchiesta.

Orbene, riguardo a quest’ultimo punto, effettivamente sarebbe stato opportuno
che l’UAI avesse fatto presente al ricorrente il risultato dell’inchiesta
economica. 

Va comunque rilevato che, a conclusione dell’istruttoria, in data 8 febbraio
2002 l’amministrazione ha emesso il progetto di decisione, rendendo
l’assicurato edotto sulle conclusioni a cui essa è giunta. Contestualmente
l’assicurato aveva la facoltà di presentare, entro due settimane, la propria
posizione in merito, con la possibilità di consultare l’incarto, inchiesta
domiciliare inclusa.

Infatti, ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost.
le parti hanno diritto d'essere sentite. Da ciò si deduce in particolare il
diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione
sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti
suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione
dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b,
DTF 126 V 130 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la
cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid.
2a/aa, DTF 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).

Nel caso in esame, dunque, con la proposta di decisione 8 febbraio 2002, ha
rispettato il diritto di essere sentito dell’assicurato. In tal senso va
ricordato rilevato che, secondo l’art. 73bis cpv. 1 OAI, prima che l'ufficio AI
si pronunci sul rifiuto di una domanda di prestazioni o sul ritiro o la
riduzione di prestazioni correnti, esso deve dare all'assicurato, o al suo rappresentante,
la possibilità di esprimersi, oralmente o per iscritto,
sul progetto di liquidazione del caso e di consultare l'incarto. Questa
procedura di decisione preliminare ( o progetto di decisione), oltre a sgravare
l'autorità di ricorso, concede, appunto, all'assicurato il diritto di essere
sentito (DTF 119 V 434 consid. 434 consid. 3c).

                               2.6.   Per quanto concerne il merito
della vertenza, da un attento esame degli atti, questo TCA, non può non
rilevare come l’inserto difetti di una valutazione chiara, univoca e recente
dell’incapacità lavorativa dell’assicurato dal lato medico, rilevando peraltro
una certa discrepanza tra gli atti medici e l’esito dell’inchiesta economica.

Ora, con rapporto 18 dicembre 1997 il medico curante, dr.__________, dopo aver
diagnosticato una frattura vertebrale L3 e L4 con osteoporosi idiopatica, ha
valutato un’incapacità lavorativa del 50% dal 27 gennaio 1996, attestando che
l’assicurato può svolgere “ il suo lavoro di elettricista ma con lavori
leggeri di montaggio “ poiché “ deve essere aiutato quando si trova
confrontato con componenti pesanti che devono essere alzati o spostati”
(doc. AI _).

Tale valutazione il medico curante l’ha sostanzialmente confermata nel rapporto
che l’UAI ha ricevuto il 26 novembre 1999 (la data di allestimento indicata dal
medico non è leggibile), in cui ha aggiunto che “benché il miglioramento sia
discreto non è giustificata la ripresa del lavoro al 100% con sollevamento di
pesi e di sforzi eccessivi”, per poi precisare che l’attività finora esercitata
è proponibile, ma con l’ausilio di terzi nel sollevare pesi eccessivi (doc.
AI. _).

Il dr. __________, reumatologo, nel rapporto 29 novembre 2000 ha parimenti
sostenuto che l’assicurato non può alzare pesi superiori a 10-15 kg, eseguire
dei lavori in flessione lombare, per concludere che “teoricamente una
capacità residua del 50% dovrebbe essere possibile, non sono comunque in grado
di precisare con sicurezza questa affermazione “. Egli ha poi rilevato che “un’attività
di tipo leggero dovrebbe essere possibile in maniera completa”, precisando
comunque di aver visto l’assicurato l’ultima volta il 6 ottobre 1997 (recte: 6
ottobre 1999) e di non conoscere il suo attuale stato di salute ed indicando
una "probabile" limitazione di rendimento anche in attività
adeguate (cfr. doc. AI _).

Nell’inchiesta per gli indipendenti, eseguita l’8 giugno 2001, l’assicurato ha
pertanto sostenuto una limitazione di rendimento del 50% in quelle mansioni
manuali da elettricista e di trasporto materiale che l’ispettore AI ha invece
valutato nella misura di un terzo (cfr. punto 5.1 (**) dell’inchiesta, consid.
2.4). 

Nella presa di posizione 21 giugno 2002 questi, dopo aver espresso alcune
perplessità sull’effettiva incapacità lavorativa al 50% attestata dai medici,
ha evidenziato:

"  (…)

Considerato quanto sopra ho creduto bene di valutare l'incapacità
del signor __________ al punto 5.1 del questionario vedi (*) e (**) in misura
completa per quanto riguarda la parte amministrativa e acquisti di materiale
leggero (15%), mentre il resto dell'attività è stata considerata ancora
proponibile per i 2/3 (57%), infatti l'assicurato avrebbe una limitazione per
portare pesi superiori ai 10 - 15 kg, dall'altra parte anche con il fattivo
aiuto di terze persone trasporta cucine, frigoriferi, congelatori, macchine da
lavare che a mio avviso di norma sono ben superiori ai 20 - 30 kg.

II trasporto di pesi non è frequente quindi la % di questa
attività non può essere elevata, malgrado che dal lato medico si indica
principalmente il fatto di sollevare pesi eccessivi, ho ritenuto adeguato
considerare nel complesso unicamente una riduzione di 1/3 dei lavori manuali,
comprendendo però pure il fatto che il signor __________ affermava che doveva
lavorare più lentamente e che aveva problemi a lavorare con la schiena piegata
e le braccia alzate, considerato tutto quanto sopra ritengo che una riduzione
del 50% sull'attività manuale è eccessiva (situazione al momento
dell'inchiesta).

Inoltre pure dai redditi non si rileva una perdita sostanziale da
giustificare una rendita AI, se poi come ora contesta l'assicurato, le entrate
per maggior guadagno sugli apparecchi che riceve direttamente dal fornitore e
che poi installa non hanno un grande margine, allora è la conferma che il
reddito è ancor più frutto del lavoro vero e proprio e non su eventuali margini
extra." 

(cfr. doc. _, 1)

 

                                         Dunque, l’incaricato ha
giustificato la propria valutazione (1/3 di impedimento nelle attività di
lavoro manuale di elettricista e trasporto materiale cantiere, cfr. consid.
precedente) in quanto l’assicurato non deve trasportare frequentemente pesi
superiori ai 10 chili, ritenuto che per il sollevamento di elettrodomestici di
peso superiore di 20-30 kg (trasporto cucine, frigoriferi, congelatori,
lavatrici) egli si faccia aiutare da terzi.

Tuttavia, come già rimarcato, l’esito dell’inchiesta economica non trova
conferma negli atti medici. Questi hanno ritenuto l’assicurato globalmente
abile al 50% quale elettricista, considerando praticamente siccome esigibile lo
svolgimento di lavori leggeri (cfr. in particolare doc. AI _), benché non sia
dato di sapere con certezza in che misura tali lavori siano dal profilo medico
effettivamente esigibili.

                                         Ai fini di un corretto e
preciso esame della fattispecie l'amministrazione avrebbe dovuto per lo meno
verificare in sede medica la pertinenza e l'attendibilità delle risultanze
d'inchiesta quo al grado d'esigibilità stabilito in relazione alle mansioni di
cui al punto 5.1 (**), per le quali, dal profilo medico, non è dato di sapere,
considerata in particolare la non completa chiarezza degli atti medici
all'inserto (pure evidenziata dall'incaricato dell'inchiesta stesso nelle sue
osservazioni del 27 giugno 2002 (cfr. doc. _), se esse siano effettivamente
esigibili tenuto conto, oltre che delle limitazioni concernenti il sollevamento
di pesi, anche di quelle riferite all'impossibilità per l'assicurato di
eseguire lavori implicanti flessioni lombari (l'assicurato non solo, come
considerato dall'incaricato dell'inchiesta, presenta "problemi" a
lavorare con la schiena piegata, ma addirittura, secondo il parere del dott.
__________, egli "non può…eseguire lavori in flessione lombare", cfr.
rapporto 29 novembre 1999, doc. AI _), ritenuto inoltre che una valutazione
della riduzione di rendimento in siffatte mansioni anche solo in misura del 50%
- di poco superiore quindi a quella considerata dall'incaricato dell'inchiesta
(33%) - consentirebbe di attingere in casu un tasso d'invalidità giustificante
l'erogazione di un quarto di rendita.

Vero è anche che la documentazione medica, oltre ad non essere completamente
chiara e univoca, non è recente. Dall’ultimo certificato del medico curante
sono trascorsi infatti oltre tre anni, avuto riguardo che, per costante giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla
situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa (DTF 121 V
366 consid. 1b e sentenze ivi citate), vale a dire il 28 febbraio 2002.

In simili circostanze, dunque, questa Corte ritiene pertanto necessario che
debba essere meglio approfondito - tramite indagini mediche che consentano di
stabilire in maniera chiara e precisa lo stato di salute dell'assicurato sino
al momento della decisione impugnata e, se del caso, tramite, completazione
dell'inchiesta economica - in che misura l'assicurato sia ancora effettivamente
in grado di svolgere la propria attività professionale di elettricista o altra
attività adeguata. In ogni caso le risultanze dell'inchiesta economica dovranno
essere sottoposte a valutazione medica, nel cui ambito dovrà essere valutata
l'ammissibilità delle singole mansioni, ad eccezione di quelle amministrative,
di direzione e quelle relative ad acquisti di materiale leggero (cfr. pto. 5.1
(*) del questionario d'inchiesta).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei
considerandi.

                                      §  La decisione impugnata è
annullata.

 

 §§  L'incarto è rinviato all'amministrazione perché renda un nuovo 
provvedimento dopo l'esperimento degli accertamenti conformemente al
considerando 2.6.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                    Il
segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti