# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0dcfb32c-36d6-5c8e-9814-b7fa5ea2ebf3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-06-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 04.06.1997 80.1997.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1997-65_1997-06-04.html

## Full Text

Incarto n.

  80.97.00065

  	
  Lugano

  4 giugno 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Andrea
  Pedroli

  

 

statuendo
sul ricorso dell’11 aprile 1997

 

in
materia di:                 IC/IFD 93/94 int.

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  __________, __________ __________, 
  

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto

 

 

in
fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Nella dichiarazione
fiscale 1993/94, inoltrata in data 10 ottobre 1993, __________ __________
indicava la professione di ricercatore, alle dipendenze del Dipartimento
dell’istruzione e della cultura. Quale reddito dichiarava esclusivamente
l’importo di fr. 4’200.– conseguito nel 1991, in relazione all’attività di
docente. In una lettera all'Ufficio di tassazione, spiegava di avere pure
beneficiato, nel periodo di computo, di due borse di studio, l’una di 4’800’000
Lire del Ministero degli esteri italiano e l’altra di fr. 52’200.– del Fondo Nazionale
Svizzero per la Ricerca Scientifica.

                                         Con decisione del 29
aprile 1994, l'Ufficio di tassazione di __________ gli notificava la tassazione
IC/IFD 1993/94, nella quale constatava l’esenzione del contribuente per assenza
di fattori imponibili.

                                         Non contestata, la
decisione passava in giudicato. 

 

 

                                   2.   Con decisione
dell’11 novembre 1996, l’autorità fiscale notificava al contribuente una
tassazione intermedia per inizio dell’attività lucrativa, con effetto per il
periodo dal 1° giugno al 31 dicembre 1994. Il reddito del lavoro era
commisurato in fr. 48’644.– in media annua e ne erano dedotti i contributi di
legge, le spese professionali e gli oneri assicurativi. Il reddito imponibile
ammontava pertanto a fr. 31’100.– per l’IC e a fr. 34’069.– per l’IFD. 

                                         Il contribuente contestava
la decisione con reclamo del 9 dicembre 1996, in cui negava che vi fossero i
presupposti per una tassazione intermedia. All’udienza del 2 gennaio 1997
presso l'Ufficio di tassazione, le parti sottoscrivevano un verbale del seguente
tenore: 

 

                                         «...
il contribuente... contesta l’emissione della tassazione intermedia per il
1994, in quanto come risulta dai precedenti periodi, lo stesso dopo aver
conseguito la licenza in economia nel 1987, ha sempre svolto un’attività anche
se a tempo parziale.

                                         Risulta
che lo stesso durante gli anni 1991/92 ha svolto attività per il Fondo
Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, per il conseguimento
dell’importo complessivo di fr. 52’000.– si è recato a parecchie riprese in
Italia ed Inghilterra oltre che a Ginevra, quindi dopo deduzione delle relative
spese, il reddito netto imponibile è di fr. 38’000.– da esporre in media in fr.
19’000.– per gli anni 1993/94, sono inoltre da dedurre gli oneri assicurativi
in fr. 1’600.– e di perfezionamento professionale per l’IC in fr. 500.–.

                                         Verificare
presso l’ufficio giuridico del Dip. Finanze, alfine di stabilire
sull’imponibilità o meno del reddito di cui sopra...».

 

                                         Con decisione del 10
febbraio 1997, l'Ufficio di tassazione notificava al contribuente una nuova
tassazione definita “intermedia”, in cui il reddito imponibile era determinato
dalla differenza fra reddito del lavoro di fr. 19’000.– e deduzioni per spese
professionali (fr. 500.–) e assicurative (fr. 1’600.–). La tassazione era tuttavia
valida per l’intero periodo fiscale 1993/94 e la motivazione in calce era così
formulata: 

 

                                         «Annulla
e sostituisce la tassazione base. La presente tassazione intermedia evade il vostro
reclamo».

 

                                         Tale decisione veniva
confermata in data 17 marzo, in seguito a reclamo del ricorrente. 

 

 

                                   3.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, __________ __________ postula
l’annullamento della tassazione intermedia. Nega in particolare che vi siano
stati un inizio di attività lucrativa o un cambiamento di professione ed un aumento
di reddito. Contesta inoltre l’imponibilità della borsa di studio del Fondo Nazionale
Svizzero per la Ricerca Scientifica.

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Con la notificazione della
tassazione al contribuente (art. 95 DIFD ed art. 174 LT 1976), inizia a
decorrere il termine per interporre reclamo; se la tassazione intimata dall'
Ufficio di tassazione non viene tempestivamente impugnata, cresce in giudicato.
L'autorità fiscale non può allora ritornare su una propria decisione cresciuta
in giudicato se non in casi eccezionali previsti dalla legge o dalla prassi (Pedroli,
La revisione a favore del fisco: il ricupero d’imposta, in RDAT II-1993
pp. 492 ss.; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, II ediz., vol. III,
Basilea 1992, p. 198; Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts,
Zurigo 1992, p. 353; Höhn, Steuerrecht, VII ediz., Berna 1993, p. 586
s.; AA.VV., Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 1128).

 

                                         4.2.

                                         La principale eccezione è
rappresentata dal ricupero d'imposta, cioè dall'esistenza di fatti o
prove sconosciute al momento della tassazione, che permettono di stabilire che
a torto una tassazione non è stata eseguita, o che la tassazione definitiva era
incompleta (cfr. art. 199 cpv. 1 LT 1976; per l'IFD, art. 129 DIFD). Questa
norma consente di rivedere, per quanto attiene al diritto cantonale, una
tassazione definitiva indipendentemente dall'esistenza di una sottrazione di
imposta secondo l'art. 203 LT 1976, vale a dire indipendentemente da una colpa
(intenzione o negligenza nell'indurre in errore l'autorità fiscale) del
contribuente (cfr. Bernasconi, Contravvenzioni e delitti fiscali, Lugano
1986, p. 36 s.). Il ricupero di imposta non può tuttavia essere eseguito, se il
contribuente ha inoltrato una dichiarazione completa e precisa del suo reddito,
della sua sostanza e del suo capitale, quando l'autorità di tassazione ne ha
accettata la valutazione, quand'anche risultasse in seguito insufficiente (cfr.
art. 199 cpv. 2 LT 1976). 

 

                                         4.3.

                                         Il DIFD, invece,
stabilisce uno stretto legame tra fra la procedura di contravvenzione e quella
di ricupero, per cui non è possibile procedere al ricupero dell'imposta federale
se non è integrata, dal punto di vista oggettivo e soggettivo, la fattispecie
di cui all'art. 129 DIFD, cioè la sottrazione (cfr. ASA 52, 457; Sammlung
BGE n. 600, STF del 21 gennaio 1983 in re G. c/ Commissione
amministrativa di ricorso Canton San Gallo; Pedroli, La revisione a
favore del fisco: il ricupero d’imposta, in RDAT  II-1993 pp. 492 ss.; Bernasconi,
op. cit., p. 35; Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts, 4. ediz.,
Zurigo 1992, p. 282).

 

                                         4.4.

                                         Altre eccezioni, sia
rammentato per completezza, sono la rettificazione di errori di calcolo
e, a favore dello stesso contribuente, la revisione (CDT n.132
del 23 giugno 1994 in re E. M.).

 

                                         4.5.

                                         Ne viene, alla luce delle
considerazioni che precedono, che, trascorso il termine di impugnativa, la
sostituzione di una tassazione non può più avvenire senza violare principi
essenziali di procedura e portare ad una insicurezza giuridica inammissibile in
materia fiscale; questa Camera ha già avuto occasione di decidere quindi che
l'autorità fiscale non può semplicemente "annullare e sostituire" una
tassazione, dopo che sia trascorso il termine per impugnarla (cfr. CDT
n. 374 del 2 settembre 1983 in re C.; CDT n. 150-1 del 6 aprile 1988 in
re B.; CDT n. 85 del 21 maggio 1990 in re. F.D.; CDT n.132 del 23
giugno 1994 in re E. M.; CDT n. 80.95.00142 del 28 agosto 1995 in re
G.T., in RDAT I-1996 n. 16t p. 443 ss.; inoltre Pedroli, La revisione
a favore del fisco: il ricupero d’imposta, in RDAT  II-1993 p. 496). Gli
unici rimedi che l'autorità fiscale ha a sua disposizione, per modificare una
decisione, dopo che sia trascorso il termine per impugnarla, sono, come già
detto, quelli del ricupero d'imposta e della rettificazione degli errori di
calcolo.

 

 

                                   5.   5.1.

                                         Si tratta, ora, pertanto,
di applicare i princìpi descritti alla fattispecie in esame. 

                                         Come si è visto in
narrativa, l’autorità fiscale, dopo avere dapprima emesso una tassazione
intermedia per gli ultimi mesi del 1994, ha poi semplicemente annullato e
sostituito la tassazione ordinaria 1993/94 già passata in giudicato.

                                         La decisione impugnata non
presenta più nulla che sia proprio di una tassazione intermedia, all’infuori
dell’intestazione. I redditi considerati sono infatti quelli del periodo di
computo 1991/92, in media annua. La stessa motivazione d’altronde asserisce
lapidariamente che la tassazione «annulla e sostituisce la tassazione base».
Dal verbale di audizione sottoscritto dalle parti in occasione dell’udienza
tenutasi all'Ufficio di tassazione si evince inoltre in modo chiarissimo che
l’autorità fiscale si era avveduta della mancanza di un motivo di intermedia,
di fronte alla circostanza che il contribuente lavorava già fin dal 1987, sia
pure in modo non regolare e discontinuo. La vera ragione per cui è stata
emanata la decisione qui contestata deve ricercarsi nella volontà di imporre il
reddito proveniente dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica,
che non era stato considerato imponibile nella primitiva tassazione IC/IFD
1993/94.

                                         La decisione impugnata è
stata emanata in insanabile contrasto con le disposizioni procedurali che
disciplinano la revisione di tassazioni cresciute in giudicato in favore del
fisco e deve pertanto essere annullata.

 

                                         5.2.

                                         Si aggiunga che, nella
situazione concreta, non vi sarebbero neppure i presupposti per procedere ad un
ricupero d’imposta ai sensi dell’art. 199 LT 1976, giacché la legge esclude il
ricorso a questo istituto ogniqualvolta il contribuente abbia inoltrato una
dichiarazione completa e precisa del suo reddito, della sua sostanza e del suo
capitale, e l'autorità di tassazione ne abbia accettata la valutazione,
quand'anche risultasse in seguito insufficiente (cfr. art. 199 cpv. 2 LT 1976).

                                         Infatti, il contribuente
aveva allegato alla dichiarazione fiscale 1993/94 i certificati relativi alle
borse di studio attribuitegli dal FNSRS e dal Ministero degli esteri italiano.
Se l’autorità di tassazione aveva ritenuto, in occasione della tassazione, che
i redditi in questione non fossero imponibili, essa non aveva più il diritto di
annullare la suddetta decisione ormai passata in giudicato, per il solo fatto
di avere cambiato opinione a riguardo dell’imponibilità degli stessi redditi.
Come già stabilito da questa Camera in un caso del 1983, in cui il fisco
pretendeva di ricuperare l’imposizione di una rendita vedovile che per ben tre
periodi fiscali era stata esentata dall’imposta per un errore nell’interpretazione
della Convenzione contro la doppia imposizione fra Germania e Svizzera, «il
ricupero deve solo venir concesso quando si verificano fatti o prove
sconosciuti al momento della tassazione, ma non per un diverso apprezzamento di
fatti o elementi già noti» (CDT n. 467-472 del 2 novembre 1983, cit.
in Pedroli, La revisione a favore del fisco: il ricupero d’imposta, in RDAT 
II-1993 p. 495).

                                         

 

                                   6.   Il ricorso è
conseguentemente accolto e la decisione impugnata è annullata. Non si prelevano
né tassa di giustizia né spese processuali.

                                         Al ricorrente, non
patrocinato da un avvocato o da un consulente fiscale, non si riconosce alcuna
indennità per le spese in relazione con il reclamo ed il ricorso.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §    Di
conseguenza, la decisione su reclamo del 17 marzo e la decisione del 10
febbraio 1997 sono annullate.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: