# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dd9310b7-6683-56b1-afd0-57f4cb991f0c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-05-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.05.2024 D-2976/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2976-2024_2024-05-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2976/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 2  m a g g i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Constance Leisinger;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Sudan, 

patrocinato dall'avv. Lea Hungerbühler, Rechtsanwältin,e 

MLaw Michael Meyer,  

AsyLex, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (paese 

terzo sicuro - art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi);  

decisione della SEM del 3 maggio 2024 / N (…). 

 

 

 

D-2976/2024 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato, cittadino sudanese, ha presentato una domanda d'asilo 

in Svizzera in data (…) marzo 2024. 

A.b Dai riscontri dattiloscopici nell'unità centrale del sistema europeo "EU-

RODAC" è risultato che l'interessato aveva depositato una domanda d'a-

silo in Grecia il (…) ottobre 2022, ottenendo protezione internazionale il 

(…) ottobre 2023. 

A.c In data (…) marzo 2024 la Segreteria di Stato della migrazione (di se-

guito: SEM) ha effettuato con l'interessato un colloquio in merito al rinvio 

verso uno Stato terzo. In occasione dello stesso, al richiedente è stato con-

cesso il diritto di essere sentito in merito alla possibile non entrata nel me-

rito della sua domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a della legge 

sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e all'allontanamento verso 

la Grecia. 

A.d Il (…) marzo 2024 la SEM ha presentato alle competenti autorità gre-

che una richiesta di riammissione della richiedente conformemente alla Di-

rettiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio recante le 

norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cit-

tadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare (GU L 348/98 del 24 dicem-

bre 2008; di seguito: direttiva ritorno) ed all'Accordo bilaterale di riammis-

sione tra la Grecia e la Svizzera per le persone a beneficio di una prote-

zione internazionale (Accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo 

della Repubblica ellenica concernente la riammissione di persone in situa-

zione irregolare [RS 0.142.113.729]). Le suddette autorità hanno accettato 

la richiesta in data (…) marzo 2024. 

A.e In data (…) aprile 2024 il ricorrente ha trasmesso una chiavetta USB 

alla SEM, contente 2 video che a suo dire riprenderebbero le condizioni del 

campo presso il quale egli alloggiava. 

A.f Con scritto del (…) maggio 2024 il richiedente ha inoltrato il suo parere 

circa la bozza di decisione della SEM trasmessa il (…) aprile 2024. 

A.g In corso di procedura l'interessato è stato sottoposto ad alcune visite 

mediche. 

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Pagina 3 

B.  

Con decisione del 3 maggio 2024, notificata in medesima data, la SEM non 

è entrata nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. a 

LAsi ed ha pronunciato l'allontanamento nonché l'esecuzione dell'allonta-

namento del richiedente verso la Grecia. 

C.  

Con ricorso del 13 maggio 2024, l'interessato è insorto dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la decisione men-

zionata chiedendo, preliminarmente la sospensione dell’allontanamento in 

via supercautelare e la pronuncia dell’effetto sospensivo del ricorso, in via 

principale, l'annullamento della decisione impugnata e l’entrata nel merito 

della domanda d’asilo dell’interessato. In subordine egli chiede la conces-

sione dell’ammissione provvisoria, ancor più in subordine la restituzione 

degli atti all'autorità inferiore per effettuare i necessari complementi istrut-

tori e ancor più in subordine l’interessato chiede che siano ottenute delle 

garanzie specifiche per l’alloggio e per le cure mediche. Altresì, egli ha do-

mandato la concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso dell'esen-

zione dal pagamento delle spese di giudizio e del relativo anticipo. Al ri-

corso egli ha allegato la procura, la decisione impugnata, copia del verbale 

del (…) marzo 2024, una tessera UNHCR. L’articolo intitolato: “Violence 

and survival: On the frontlines of the Greek asylum system”, indicato quale 

“Beilage 5” dal ricorrente non è stato tuttavia accluso al ricorso. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

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Pagina 4 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d'asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli 

stranieri, pure l'inadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 

consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 

PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 I ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei considerandi che se-

guono, sono decisi dal giudice unico (art. 111a LAsi), con l'approvazione di 

un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). 

4.2 Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi si rinuncia allo scambio degli scritti. 

5.  

5.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha anzitutto ritenuto l’esecuzione 

dell’allontanamento del richiedente ammissibile in quanto non vi sarebbero 

indizi per ritenere che sarà sottoposto a trattamenti contrari all'art. 3 della 

Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fonda-

mentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) in caso di rinvio in Grecia. 

In secondo luogo, l'esecuzione dell'allontanamento sarebbe ragionevol-

mente esigibile. Infatti, le condizioni di vita difficili in Grecia non costituireb-

bero un motivo d'inesigibilità. Nemmeno i video prodotti agli atti sarebbero 

in grado di rimettere in discussione tale conclusione. Non risulterebbe per-

tanto dimostrato che l’interessato correrebbe un pericolo immediato in caso 

di suo ritorno in Grecia. Circa l’asserito respingimento subito e le persone 

in borghese che lo avrebbero accusato ingiustamente, la SEM rimarca che 

la Grecia è uno stato di diritto funzionante, con degli organi di polizia a cui 

potrà rivolgersi in caso di problematiche. In rapporto all’asserito commando 

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che avrebbe attaccato il ricorrente una volta giunta a B._______ in barca, 

la SEM ritiene che tale episodio non sia stato comprovato ed in ogni caso 

spetterebbe al ricorrente denunciare tale fatto alle autorità elleniche. Tale 

considerazione si applicherebbe anche agli asseriti problemi che egli 

avrebbe vissuto presso il centro di accoglienza, dove lo avrebbero accu-

sato di essere uno scafista e passatore. Altresì, i problemi medici di cui 

soffrirebbe – sufficientemente acclarati – non sarebbero particolarmente 

gravi ai sensi della sentenza di riferimento del Tribunale E-3427/2021 e E-

3431/2021del 28 marzo 2022 e non apparterrebbe dunque alla categoria 

di persone particolarmente vulnerabili. Inoltre, il ricorrente ha indicato du-

rante la propria audizione di aver avuto accesso alle cure mediche in modo 

gratuito quando richiesto. Infine l’autorità di prime cure ha concluso che 

l’allontanamento è possibile sia sul piano tecnico che pratico. 

5.2 In sede ricorsuale, l'insorgente ritiene che l'accertamento del suo stato 

di salute sarebbe inesatto e incompleto giacché farebbe difetto di ulteriori 

approfondimenti psicologici psichiatrici. Inoltre, a mente del ricorrente, la 

SEM avrebbe dovuto approfondire maggiormente la situazione concreta 

del sistema d’accoglienza ellenica. In seguito, il ricorrente ritiene di presen-

tare un profilo di particolare vulnerabilità ai sensi della giurisprudenza del 

Tribunale a causa dei propri problemi psicologici (cfr. sentenza di riferi-

mento E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022). Inoltre, egli fa ri-

ferimento a diversi rapporti di organizzazioni non governative che eviden-

zierebbero come il sistema di accoglienza greco sarebbe caratterizzato da 

gravi problematiche in diversi ambiti. Dipoi, l’interessato indica che in caso 

di ritorno in Grecia vi sarebbe il rischio di non avere accesso ad un alloggio 

adeguato, a cure mediche di base e ai servizi sanitari necessari, così come 

all’assistenza per l’integrazione sociale ed economica. Di conseguenza, 

sulla base della situazione fattuale e della particolare vulnerabilità, chiede 

che la SEM entri nel merito della domanda d’asilo e ritiene che il trasferi-

mento in Grecia sarebbe inammissibile ed inesigibile. 

6.  

6.1 Nel caso in narrativa viene anzitutto censurato un accertamento ine-

satto ed incompleto dello stato di salute del ricorrente. Il ricorrente sostiene 

che non sarebbe stato sottoposto ad approfondimenti circa il proprio stato 

psicologico-psichiatrico. 

6.2 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente deve procedere d'ufficio all'accertamento dei fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa deve procurarsi 

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la documentazione necessaria alla trattazione del caso, chiarire le circo-

stanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune prove a riguardo. 

Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti dal dovere di colla-

borare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare dall'onere di provare 

quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione o il giudice non siano 

in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed art. 8 LAsi; DTAF 

2019 I/6 consid. 5.1). Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle 

carenze nell'accertamento dei fatti il caso va di principio retrocesso all'au-

torità di prima istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo 

e completo accertamento dei fatti (cfr. André MOSER/MICHAEL BEUSCH/LO-

RENZ KNEUBÜHLER/MARTIN KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.191). 

Al momento dell'emissione della decisione impugnata, l'incarto dell'autorità 

inferiore conteneva diversi mezzi di prova riguardanti la situazione di salute 

del ricorrente. Il (…) marzo 2024 egli è stato visitato presso il punto medico 

dell’ospedale regionale di C._______, dove i medici hanno ipotizzato le 

diagnosi di scabbia, verosimile PTSD, disturbi visivi e pregressa osteosin-

tesi/artrodesi mano destra, con terapia alla dimissione di Imovane, Sub-

vectin, Xyzal, antidry calm lotion, Brufen e Dafalgan (cfr. atto SEM n. 17/2). 

Alcuni problemi ai denti sono stati trattati (cfr. atti SEM n. 18/3 e 21/2). Il 

seguente (…) marzo 2023 egli è stato nuovamente visitato, ivi è stato indi-

cato che a livello psichico la situazione si è stabilizzata, che i denti sono 

stati estratti, gli occhiali prescritti, mentre permanevano problematiche allo 

stomaco e di prurito (cfr. atto SEM n. 19/2). Il (…) aprile 2024 è stato nuo-

vamente visitato dal medico del Centro, in tale sede il ricorrente ha lamen-

tato problemi alla pancia, per il quale è stato diagnosticato un norovirus ed 

è stato consigliato di esimersi dal mangiare prodotti a base di latticini. La 

terapia è stata modificata in Perenterol e Sanactriv (c.fr atto SEM n. 20/2). 

Il (…) aprile 2024 egli è stato visitato per problemi alle orecchie, per cui è 

stato prescritto Muco Mepha (cfr. atto SEM n. 22/2). Il (…) maggio 2024 è 

stato nuovamente vistato per i problemi alla pelle, per i quali è stato pre-

scritto Xyzal (cfr. atto SEM n. 30/3). Non risultano ulteriori atti medici agli 

atti e non risultano ulteriori visite mediche programmate. 

La documentazione in forza della quale sono state poste le diagnosi appa-

riva sufficientemente dettagliata, ben motivata e coerente. Nei certificati 

medici versati agli atti non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti di 

patologie gravi da identificare ulteriormente. Nemmeno nell’allegato ricor-

suale è stato indicato che sarebbero previste ulteriori visite mediche, viene 

infatti unicamente indicato che sarebbe necessaria un’analisi approfondita 

della sua situazione psicologica-psichiatrica, in quanto egli sarebbe 

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gravemente traumatizzato. Tale considerazione non è tuttavia supportata 

da elementi agli atti. 

6.3 Ferme queste premesse, lo stato di salute dell'insorgente risultava suf-

ficientemente acclarato (cfr. sentenza del Tribunale D-546/2022 

dell'11 marzo 2022 consid. 4), per il che non risultava necessario effettuare 

ulteriori approfondimenti. Conseguentemente la censura relativa ad un ac-

certamento inesatto ed incompleto dello stato di salute non può essere am-

messa. 

6.4 L’insorgente si prevale inoltre di un accertamento incompleto circa la 

situazione del sistema d’accoglienza ellenico. Tuttavia, dalle argomenta-

zioni esposte nel ricorso, si evince chiaramente come le medesime siano 

in realtà rivolte verso l'apprezzamento svolto dall'autorità inferiore nel suo 

caso specifico, e riguardanti delle questioni di merito, che verranno esami-

nate più avanti. 

7.  

7.1 Ciò posto, giusta l’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi, di norma non si entra nel 

merito della domanda di asilo se il richiedente può ritornare in uno Stato 

terzo sicuro secondo l’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 

precedentemente. Si tratta di Paesi nei quali il Consiglio federale ritiene vi 

sia un effettivo rispetto del principio di “non-refoulement” ai sensi dell’art. 5 

cpv. 1 LAsi. Si presuppone inoltre, che tale Stato abbia garantito la riam-

missione del richiedente nei confronti delle autorità svizzere preposte 

all’asilo. Senza tale garanzia, l’allontanamento verso lo Stato terzo non può 

infatti essere eseguito e dunque è inutile (cfr. FF 2002 6087, 6125). 

7.2 Il Consiglio federale ha effettivamente inserito, il 14 dicembre 2007, la 

Grecia, come anche altri Paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associa-

zione europea di libero scambio (AELS), nel novero degli Stati terzi sicuri 

ai sensi dell’art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, per i quali esiste una presunzione di 

rispetto del principio di non respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi). 

7.3 In casu, la Grecia ha riconosciuto alla richiedente la protezione inter-

nazionale. Il (…) marzo 2024 le autorità elleniche hanno accettato la riam-

missione dell’interessato sul proprio territorio (cfr. atto SEM 23/1). Tali ele-

menti non sono stati contestati dall’insorgente, che non ha neppure appor-

tato alcun elemento suscettibile di ritenere che la Grecia rischierebbe di 

allontanarla verso il suo Paese d’origine disattendendo al principio di non 

respingimento. Il ricorrente ha sostenuto che la Svizzera debba entrare nel 

merito della domanda d’asilo dell’interessato in quanto un suo 

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trasferimento in Grecia sarebbe contrario all’art. 3 CEDU e art. 4 della 

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (GU C 364/1 del 

18.12.2000). Si rimanda in tal senso l’analisi effettuata sub consid. 10.  

7.4 Le condizioni dell’art. 31a cpv. 1 lett. a LAsi risultano dunque osse-

quiate, ed è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d’asilo dell’insorgente. 

8.  

Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronuncia, 

di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; tiene 

però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). 

In casu, posta che nessuna eccezione alla regola generale della pronuncia 

dell’allontanamento sia adempiuta (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 32 OAsi 1 

in combinato disposto con l’art. 44 LAsi; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 

2009/50 consid. 9), il Tribunale è tenuto a confermare tale misura. 

9.  

Occorre ora verificare se la SEM ha a giusto titolo ritenuto l'esecuzione 

dell'allontanamento ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.  

9.1 L'esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio 

dell’art. 44 LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro in-

tegrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20). Giusta la precitata 

norma, l’esecuzione dell’allontanamento deve essere possibile, ammissi-

bile e ragionevolmente esigibile. In caso di non adempimento d’una di que-

ste condizioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria. 

9.2 Secondo prassi costante del Tribunale, circa l’apprezzamento degli 

ostacoli all’allontanamento, vale lo stesso apprezzamento della prova con-

sacrato al riconoscimento della qualità di rifugiato, ovvero il ricorrente deve 

provare o per lo meno rendere verosimile l’esistenza di un ostacolo all’al-

lontanamento (cfr. DTAF 2011/24 consid. 10.2 e relativo riferimento). 

10.  

10.1 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non 

è ammissibile quando comporta una violazione degli impegni di diritto in-

ternazionale pubblico della Svizzera. Detta norma non si esaurisce nella 

massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto interna-

zionale possono risultare ostativi all'esecuzione del rimpatrio, in particolare 

l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

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trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ha più 

volte ribadito che la sola possibilità di subire dei maltrattamenti dovuti a una 

situazione di insicurezza generale o di violenza generalizzata nel Paese di 

destinazione non è sufficiente per ritenere una violazione dell'art. 3 CEDU. 

Spetta infatti all'interessato provare o rendere verosimile l'esistenza di seri 

motivi che permettano di ritenere che egli correrà un reale rischio ("real 

risk") di essere sottoposto, nel Paese verso il quale sarà allontanato, a trat-

tamenti contrari a detti articoli (cfr. DTAF 2013/27 consid. 8.2 e relativi rife-

rimenti). Inoltre, giusta l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, il ricorrente è rinviato in 

uno Stato terzo designato come sicuro da parte del Consiglio federale, os-

sia uno Stato nel quale vi è una presunzione di rispetto degli impegni di 

diritto internazionale pubblico, tra cui il rispetto del principio di non respin-

gimento ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 LAsi così come del principio del divieto 

della tortura sancito dall’art. 3 CEDU e dall’art. 3 della Conv. tortura (cfr. 

FANNY MATTHEY, in: Cesla Amarelle/Minh Son Nguyen, Code annoté de 

droit des migrations, LAsi, 2015, n. 12 ad art. 6a LAsi). Appartiene quindi 

all’interessato sovvertire tale presunzione. A tal fine, egli deve presentare 

seri indizi che le autorità dello Stato in questione violino il diritto internazio-

nale nel caso specifico, non gli concedano la necessaria protezione o lo 

espongano a condizioni di vita disumane, o che si trovi in una situazione di 

emergenza esistenziale nello Stato in questione a causa di circostanze in-

dividuali di natura sociale, economica o sanitaria (cfr. tra le tante, le sen-

tenze del Tribunale E-4040/2021 del 7 ottobre 2021 consid. 9.3 e  

D-114/2021 dell'11 maggio 2021 consid. 8.2). 

10.2 Occorre dunque verificare se, tenuto conto della situazione generale 

vigente attualmente in Grecia e delle circostanze proprie all’insorgente, vi 

siano delle serie ragioni di credere che egli sarebbe esposto al rischio reale 

di subire, come censurato in sede ricorsuale, un trattamento contrario 

all’art. 3 CEDU, l’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione euro-

pea o ad altre disposizioni del diritto internazionale, in caso di un suo rinvio 

verso il succitato Paese. 

10.2.1 Con riferimento alla situazione generale della Grecia, il Tribunale ha 

esaminato la situazione in questo Paese nel dettaglio ed ha ritenuto che 

essendo lo stesso firmatario della CEDU, della Conv. tortura e della Con-

venzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (RS 0.142.30; di se-

guito: Conv. rifugiati), si può partire dal presupposto che essa rispetti di 

principio i suoi obblighi di diritto internazionale (cfr. sentenza del Tribunale 

E-3427/2021, E-3431/2021 del 28 marzo 2022 [pubblicata come quale 

sentenza di riferimento] consid. 11.2). Concernente i beneficiari di 

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protezione internazionale, l’esistenza di ostacoli all’esecuzione dell’allon-

tanamento è, dal profilo dell’ammissibilità, ritenuta soltanto in casi partico-

lari nei quali esistono degli indizi concreti di un rischio di violazione di di-

sposizioni di diritto internazionale obbligatorie. A tal proposito il Tribunale 

non ignora le informazioni risultanti dai rapporti e prese di posizione delle 

diverse organizzazioni non governative – peraltro citati in sede ricorsuale 

– relative alla situazione attuale dei rifugiati e dei titolari di protezione inter-

nazionale in Grecia. Tuttavia, nonostante un certo numero di carenze sia 

stato rilevato nel sistema di accoglienza greco (cfr. sentenza di riferimento 

E-3427/2021 e E-3431/2021 del 28 marzo 2022 consid. 9), il Tribunale ha 

ritenuto che non vi è luogo di concludere che i beneficiari di protezione 

internazionale si trovino in tale Paese in maniera generale (indipendente-

mente quindi dalle fattispecie concrete) totalmente dipendenti dall’aiuto 

pubblico, confrontati all’indifferenza delle autorità ed in una situazione di 

privazione o mancanza a tal punto grave che sarebbe incompatibile con la 

dignità umana o che confrontati ad una pratica di discriminazione sistema-

tica (cfr. sentenza di riferimento succitata consid. 11.2 [che conferma la 

precedente giurisprudenza di cui alla sentenza di riferimento D-559/2020 

del 13 febbraio 2020 consid. 8.2]). I problemi noti in Grecia non permettono 

difatti di dedurre che tale paese non avrebbe, per principio, la volontà o la 

capacità di accordare la protezione internazionale, rispettivamente che i 

beneficiari di protezione internazionale non possano ottenere una tale pro-

tezione per via giudiziaria. Al riguardo, occorre inoltre evidenziare come, 

tale categoria di persone possa pure contare sulle garanzie derivanti dalla 

Direttiva 2011/95/UE del Parlamento e del Consiglio del 13 dicembre 2011 

recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qua-

lifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme 

per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione 

sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta (rifusione; 

GU L 337/9 del 20.12.2011 [di seguito: direttiva qualificazione]). Gli obblighi 

della Grecia, derivanti dal diritto europeo implicano proprio la non discrimi-

nazione nei contesti citati (cfr. capo VII [contenuto della protezione interna-

zionale] della direttiva qualificazione; cfr. sentenza di riferimento D-

559/2020 consid. 8.2). Infine, in caso di violazione di diritti sanciti dalla 

CEDU, l'interessato potrà adire i tribunali greci, ed in ultima istanza la 

Corte EDU (art. 34 CEDU). 

10.2.2 Nella fattispecie, risulta che al ricorrente è stato riconosciuto lo sta-

tuto di rifugiato in Grecia in data (…) ottobre 2023 e che è stato posto al 

beneficio di un permesso di soggiorno valido dal (…) ottobre 2023 al (…) 

ottobre 2026 (cfr. atto SEM 23/1). Di conseguenza, in qualità di beneficiario 

della protezione internazionale può rivolgersi alle competenti autorità 

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greche per far valere i diritti che gli spettano. Nel contesto dell’allegato ri-

corsuale, l’interessato ha indicato di non aver ricevuto alcun tipo di assi-

stenza, di aver vissuto per strada dopo aver ottenuto la protezione interna-

zionale, di non aver avuto accesso ad alcun tipo di misura d’integrazione e 

di aver subito un pushback. Per quanto concerne l’asserito pushback, si 

rimanda alle valutazioni effettuate dalla SEM nella propria decisione, in 

quanto il ricorrente non ha fornito alcun nuovo elemento concreto a soste-

gno delle proprie dichiarazioni. Invece, per quanto concerne la situazione 

che avrebbe interessato il ricorrente in Grecia descritta nell’allegato ricor-

suale si discosta in modo significativo da quanto da egli indicato durante la 

propria audizione, circostanze poi non contestate dall’allora rappresen-

tante legale nelle sue osservazioni del 30 aprile 2024 (cfr. atto SEM n. 

31/3). Infatti, il ricorrente ha indicato in modo chiaro che dopo aver ricevuto 

la protezione ha potuto mantenere il proprio alloggio presso il campo (cfr. 

atto SEM n. 13/6, D4). Per quanto concerne l’accesso alle cure mediche, 

egli ha indicato che nel momento in cui ha subito una lesione al dito è stato 

trasferito in pronto soccorso ed è stato curato gratuitamente (cfr atto SEM 

n. 13/6, D20 e D21). Inoltre, malgrado egli abbia evidenziato di non aver 

ricevuto alcun aiuto da parte dello stato ellenico una volta ottenuto il per-

messo di soggiorno, non ha allegato di aver intrapreso passi concreti per 

chiedere aiuto allo Stato ellenico, infatti egli si è limitato a lavorare volon-

tariamente con 2 ONG, sostenendo che il programma d’integrazione sta-

tale HELIOS non fosse più attivo (cfr. atto SEM n. 13/6, D5). Ciò non coin-

cide con quanto riportato dalla Commissione europea, vale a dire che il 

programma HELIOS è finanziato almeno sino al 30 giugno 2024 (cfr. 

https://migrant-integration.ec.europa.eu/integration-practice/helios-pro-

ject_en, ultimo accesso il 21 maggio 2024). Inoltre, le informazioni circa le 

procedure per l’ottenimento del sostegno delle autorità elleniche sono fa-

cilmente reperibili in differenti lingue sul sito del Ministero della migrazione 

e dell’asilo greco, (cfr. https://migration.gov.gr/en/odigos-pliroforisis-ddp/, 

ultima visita il 21 maggio 2024). Pertanto le censure circa un mancato ac-

cesso agli aiuti statali sollevate dal ricorrente non possono essere seguite. 

Per il resto, dalle tavole processuali, non si evincono elementi che permet-

tano di ritenere che in caso di un suo allontanamento verso la Grecia le 

sue prospettive future, considerate dal punto di vista materiale, fisico o psi-

cologico, denotino un rischio sufficientemente reale e imminente di incon-

trare privazioni di una gravità tale da rientrare nell’ambito di applicazione 

dell’art. 3 CEDU. Si osserva infine che, al suo ritorno in Grecia non dovrà 

più vivere presso un campo, in quanto egli ha ottenuto lo statuto di rifugiato. 

Di conseguenza pure la sentenza CEDU citata nell’allegato ricorsuale al 

punto 2.6 risulta inconferente rispetto alla fattispecie in oggetto. Alla luce di 

quanto precedentemente considerato, ed a differenza delle considerazioni 

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Pagina 12 

contrarie contenute nel gravame, non appare che l'insorgente, nel caso di 

un suo ritorno in Grecia, sarà confrontato con una situazione di emergenza 

di carattere esistenziale o a dei trattamenti vietati dalle norme di diritto in-

ternazionali succitate. 

10.2.3 Da ultimo, né dal gravame né dagli atti, risultano esserci degli ele-

menti per ritenere che lo stato di salute del ricorrente (cfr. anche infra con-

sid. 11.2.2 seg.), risulti ostativo all’ammissibilità dell’esecuzione dell’allon-

tanamento (cfr. sentenze della Corte EDU N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicem-

bre 2016, 41738/10, § 181 segg.; cfr. anche DTAF 2017 VI/7 consid. 6.2 e 

DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

10.3 In conclusione, l'esecuzione dell'allontanamento in Grecia è ammissi-

bile ai sensi delle norme di diritto internazionale pubblico nonché della LAsi 

(art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

11.  

11.1 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento non può 

essere ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di prove-

nienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito 

a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza 

medica. Ai sensi dell'art. 83 cpv. 5 LStrI, l'esecuzione dell'allontanamento 

verso i paesi dell’Unione europea (UE) e dell’Associazione europea di li-

bero scambio (AELS) è da ritenersi di principio esigibile e che tale presun-

zione legale può essere sovvertita solo se l'interessata rende verosimile 

che, per delle ragioni personali, il suo rinvio non può essere ritenuto ragio-

nevolmente esigibile (cfr. sentenza di riferimento D-559/2020 consid. 9).  

Il Tribunale ha inoltre confermato recentemente che l’esecuzione dell’allon-

tanamento in Grecia per delle persone beneficiarie di protezione interna-

zionale rimane esigibile, anche per persone vulnerabili, quali ad esempio 

donne incinte o persone che soffrono di problemi di salute, che non sono 

da considerare come malattie gravi (cfr. sentenza di riferimento precitata 

E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.3 – 11.5.1). Il Tribunale ha fissato 

dei criteri più rigidi invece soltanto per i nuclei famigliari e per le persone 

particolarmente vulnerabili, quali i minorenni o persone il cui stato di salute 

è compromesso in modo particolarmente grave (cfr. sentenza di riferimento 

precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2, cfr. anche la sen-

tenza del Tribunale D-309/2022 del 10 maggio 2022 consid. 5.4.2.3). 

 

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Pagina 13 

11.2  

11.2.1 Nel caso in disamina, in primo luogo il Tribunale osserva che le dif-

ficili condizioni di esistenza vigenti in Grecia, peraltro questione già trattata 

sotto l’aspetto dell’ammissibilità, non sono in specie sufficienti per ritenere 

inesigibile l’esecuzione dell’allontanamento. In particolare, nella misura in 

cui il ricorrente fa riferimento nel suo gravame alle precarie condizioni di 

vita dei migranti in Grecia, e segnatamente anche in rapporto ai beneficiari 

di protezione internazionale, va effettivamente rilevato che il sistema di as-

sistenza sociale greco presenta delle criticità non soltanto per i richiedenti 

asilo, ma anche per le persone beneficiarie di protezione internazionale 

(cfr. sentenza di riferimento precitata E-3427/2021 e E-3431/2021 con-

sid. 8 – 9.10). Tuttavia va notato anche in tale contesto che la Grecia è 

vincolata dalla direttiva qualificazione. È quindi responsabilità dell’insor-

gente rivendicare i diritti che le spettano direttamente presso le autorità di 

detto Paese. Anche se le condizioni di vita in Grecia non sono facili a causa 

della situazione economica prevalente, in specie, visto quanto già sopra 

rilevato anche sotto l’aspetto dell’ammissibilità, non ci sono indicazioni che 

il ricorrente verrebbe esposto ad un’emergenza esistenziale nel caso di un 

suo rinvio in Grecia. 

11.2.2 Da ultimo, concernente lo stato di salute dell’interessato, si deve 

rilevare che per quanto attiene le persone in trattamento medico in Sviz-

zera, l’esecuzione dell’allontanamento diviene inesigibile se queste ultime 

potrebbero essere private delle cure mediche essenziali. Sono considerate 

come essenziali le cure di medicina generale ed acuta assolutamente ne-

cessarie ad un’esistenza conforme alla dignità umana. Se le cure neces-

sarie possono essere assicurate nel paese d’origine o di destinazione del 

richiedente, all’occorrenza con altri trattamenti rispetto a quelli prescritti in 

Svizzera, l’esecuzione dell’allontanamento sarà ragionevolmente esigibile. 

Invece non lo sarà più, ai sensi della disposizione precitata se, in ragione 

dell’assenza di trattamento adeguato, lo stato di salute dell’interessata si 

degraderebbe così rapidamente al punto da condurla in maniera certa alla 

messa in pericolo concreta della sua vita o ad un pregiudizio serio, dure-

vole e notevolmente grave della sua integrità fisica (cfr. DTAF 2011/50 con-

sid. 8.3 e rel. rif.). Tuttavia, al contrario di quanto argomentato nel gravame 

dall’insorgente, ciò non appare essere il caso di specie. 

Come rilevato in precedenza (sub. consid. 6.2) lo stato di salute del ricor-

rente può essere riassunto come segue: lesioni cutanee DD: scabbia o al-

tro, verosimile PTSD inizialmente ed inseguito insonnia con disturbo da 

elaborazione, disturbi visivi per cui sono stati prescritti occhiali, pregressa 

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Pagina 14 

osteosintesi/artodesi, problematiche ai denti trattate, otite esterna destra, 

segni di enterite, diarrea infettiva e versamento timpanico.  

11.2.3 Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo in alcun modo mi-

nimizzare le stesse, le affezioni delle quali soffre il ricorrente non appaiono 

essere suscettibili, dal profilo della loro gravità, di porre concretamente e 

seriamente in pericolo la sua vita o la sua salute a breve termine in caso di 

ritorno in Grecia, rispettivamente non si rileva dagli atti che il suo stato di 

salute necessiti imperativamente di trattamenti medici che non possano 

essere proseguiti che in Svizzera, secondo la giurisprudenza restrittiva ap-

plicabile in materia (cfr. DTAF 2011/50 consid. 8.3; 2009/2 consid. 9.3.2). A 

ciò si aggiunge il fatto che nella fattispecie non sono riconoscibili ulteriori 

indicatori di vulnerabilità (cfr. per la questione la sentenza del Tribunale D-

2952/2022 del 21 marzo 2023 consid. 8.4) ed è pertanto a giusto titolo che 

la SEM ha considerato che la situazione del ricorrente non rientrasse nel 

profilo di particolare vulnerabilità stabilito dalla giurisprudenza. Dipoi, sem-

pre ai sensi della sentenza di cui copra, va valutato in tal senso se l’inte-

ressato ha effettuato dei ragionevoli sforzi per ottenere aiuto dallo stato 

greco, sforzi che il ricorrente non ha dimostrato in modo concreto (cfr. con-

sid. 10.2.2). In tale contesto, risulta determinante se, nonostante sforzi ra-

gionevoli, l’interessato si ritroverebbe con ogni probabilità in una situazione 

di emergenza esistenziale, che non sarebbe in grado di affrontare da solo 

(cfr. sentenza di riferimento E-3427/2021 e E-3431/2021 consid. 11.5.2). 

Dagli atti e come rilevato in precedenza tale probabilità non è data. Il ricor-

rente, infatti, ha indicato in modo chiaro di non aver fatto concretamente 

richiesta per ottenere l’accesso al programma HELIOS. Inoltre la Grecia, 

al contrario di quanto lamentato nel gravame, dispone di strutture mediche 

sufficienti anche in campo psichiatrico, che possono dispensare le cure ed 

i trattamenti eventualmente necessitanti al suo stato di salute, essendo an-

cora una volta rammentato che l'interessato ha in principio accesso alle 

cure di salute alle stesse condizioni che i cittadini greci (art. 2 lett. b e g e 

art. 30 par. 1 della direttiva qualificazione). 

11.2.4 In tal senso non risulta necessario per le autorità svizzere richiedere 

garanzie specifiche per il ricorrente, che non presenta un profilo di partico-

lare vulnerabilità.  

11.2.5 L'esecuzione dell'allontanamento, risulta pertanto essere pure ra-

gionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all'art. 44 LAsi). 

Non può pertanto essere seguita la richiesta del ricorrente di concessione 

dell’ammissione provvisoria. 

D-2976/2024 

Pagina 15 

12.  

Infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  

dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 LAsi ed art. 83 cpv. 2 LStr) ri-

tenuto che le autorità elleniche hanno dato il loro benestare alla riammis-

sione della ricorrente. 

13.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), altresì, la decisione non è inadeguata (art. 49 PA), 

per il che il ricorso va respinto. 

14.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

oltre che di concessione dell’effetto sospensivo al ricorso e alla sospen-

sione superprovvisionale dell’esecuzione dell’allontanamento sono dive-

nute senza oggetto. 

15.  

15.1 Infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è re-

spinta. 

15.2 Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

16.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con 

ricorso di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 

LTF). 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-2976/2024 

Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. Il 

succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 

termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: