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**Case Identifier:** 678c007f-31e8-5b88-859e-d8a292c62d97
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.07.2010 D-5322/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5322-2010_2010-07-29.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5322/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione di Hans Schürch, giudice;
cancelliere Jean-Marie Meraldi.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 22 luglio 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5322/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso all'interessato e mediante il quale 
lo  ha reso attento circa la  necessità di  consegnare,  entro le  48 ore 
successive all'inoltro della  sua istanza,  un documento d'identità o di 
viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata  consegna  e  in 
assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della sua domanda 
d'asilo, 

i  verbali  d'audizione  del  (...)  (di  seguito:  verbale  1)  e  del  (...)  (di 
seguito: verbale 2), 

il  verbale  della  decisione  dell'UFM  del  22 luglio 2010,  notificata 
oralmente all'interessato il giorno stesso (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 23 luglio 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato)  e,  contestualmente,  la  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,

l'incarto dell'UFM, pervenuto a codesto Tribunale, in copia, via fax in 
data 26 luglio 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato :

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

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che il Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) giudica 
definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo 
(art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  l'interessato  ha 
dichiarato  di  essere  di  origine  algerina  con  ultimo  domicilio  a 
B._______,

che l'interessato sarebbe stato testimone di un accoltellamento in cui 
sarebbero stati coinvolti tre, rispettivamente quattro suoi amici; che, a 
seguito  di  detto  accoltellamento,  avrebbero  cominciato  ad  accusarsi 
vicendevolmente  e  sarebbero  stati  tutti  e  tre  arrestati,  benché  il  
colpevole sarebbe uno solo; che l'interessato, per sfuggire al  proprio 
arresto, si sarebbe nascosto per diversi giorni e avrebbe in seguito, su 
consiglio di diverse persone, deciso di espatriare,

che si sarebbe, in un primo tempo, recato ad C._______ (Algeria) e, in  
un  secondo  tempo,  a  D._______  (Tunisia),  dove si  sarebbe  fermato 
per  una  decina  di  giorni;  che  da  D._______  si  sarebbe  in  seguito 
recato in aereo fino ad E._______ (Turchia), da dove sarebbe partito  
alla volta di una località in Grecia, non meglio definita, nascosto in un 
TIR o, rispettivamente,  alla  volta  di  F._______ (Grecia),  via  mare,  a 
bordo  di  una  piccola  imbarcazione;  che  dalla  Grecia  si  sarebbe  in  
seguito recato in Sicilia (Italia), nascosto in un TIR, da dove avrebbe 
raggiunto la Svizzera in treno, passando per G._______ (Italia),

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

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che, nella decisione del  22 luglio 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia d'asilo un documento d'identità o di viaggio validi entro le 48 
ore  successive  all'inoltro  della  sua  istanza; che,  dall'altro  lato,  detto 
Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste all'art. 32 cpv.  
3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, 

che,  nel  ricorso,  l'insorgente fa valere che la  procedura relativa alla 
sua domanda d'asilo sarebbe stata contraddistinta da grossi problemi 
di comprensione linguistica tra lui e l'interprete; che non sarebbe stato 
in  grado  di  capire  al  meglio  le  domande  a  lui  poste,  che  le  sue 
rimostranze non sarebbero state accolte e che, inoltre, le sue risposte  
sarebbero state a priori considerate irrilevanti; che, peraltro, afferma di 
non  aver  potuto  consegnare  alcun  documento,  non  per  una  sua 
mancanza  di  volontà,  bensì  per  una  situazione  di  oggettiva 
impossibilità, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti  
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che,  preliminarmente,  i  problemi  di  comprensione  con  l'interprete, 
allegati  sia  in  sede  di  procedura  che  di  ricorso,  non  soccorrono  il 
ricorrente;  che,  infatti,  queste  affermazioni  sono  contrarie  a  quanto 
affermato nel corso delle audizioni (cfr. verbale 1 pag. 2 e verbale 2 
D2);  che,  inoltre,  i  verbali  d'audizione  sono  stati  riletti  e  tradotti  in  
lingua  araba  al  ricorrente,  che  li  ha  dichiarati  conformi  alle  proprie 
dichiarazioni (cfr. verbale 1 pag. 9 e verbale 2 pag. 9); che il ricorrente 
ha sollevato i detti problemi di comprensione unicamente quando si è  
visto posto di fronte alle sue palesi contraddizioni, ma mai nel corso 
delle  audizioni,  per  cui  vi  è  luogo  di  ritenere  tale  censura  come 
pretestuosa  (cfr.  verbale  2  D  14  ed  allegato  del  rappresentante 
dell'opera assistenziale (ROA) secondo l'art. 30 cpv. 4 LAsi), 

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che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), oppure se l'audizione rileva che 
sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato 
o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

che  sono  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non lo sono documenti quelli emessi per altri scopi, come la licenza di 
condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta 
scolastica  o  l'attestato  di  fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale 
amministrativo federale svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6), 

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri, 

che, in sede di procedura, il ricorrente ha affermato che avrebbe perso 
i  propri  documenti  in  Grecia  mentre  era  nascosto  in  un  TIR  o, 
rispettivamente,  durante  il  viaggio  via  mare  da  E._______  ad 
F._______;  che,  inoltre,  gli  sarebbe  impossibile  procurarsi  nuovi 
documenti a causa dei problemi legali che egli avrebbe in Patria,

che  non  soccorre  l'insorgente  l'asserita  giustificazione  secondo  cui 
non sarebbe più in possesso dei propri documenti; che, infatti; egli si è 
palesemente contraddetto sul  mezzo di  trasporto  usato per  rendersi 
da  E._______  ad  F._______  e  quindi,  conseguentemente,  sulle 
circostanze  relative  alla  perdita  dei  propri  documenti  (cfr.  verbale  1 
pag. 4 e verbale 2 D 10),

che,  d'altronde,  non  può  corrispondere  alla  realtà  dei  fatti  che 
l'interessato  abbia  intrapreso parte  del  suo viaggio  d'espatrio  senza 

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documenti,  e,  a  seconda  della  versione,  addirittura  entrando  nello 
spazio Schengen (cfr. verbale 2 D 10),

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i  
bisogni della causa, 

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

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che, segnatamente, l'insorgente ha reso dichiarazioni  contraddittorie, 
nonché  inattendibili  su  punti  essenziali  del  suo  racconto;  che,  in 
particolare,  non  è  stato  in  grado  di  rendere  verosimile  l'episodio 
dell'accoltellamento al quale risalirebbero i suoi problemi in Patria; che, 
infatti,  egli ha in un primo tempo affermato che, con lui compreso, le 
persone  presenti  fossero  cinque,  omettendone  poi  una  dalle  sue 
dichiarazioni  rese nel  corso della  seguente  audizione (cfr. verbale  1 
pag. 6 e verbale 2 D 39); che, inoltre, egli si è contraddetto, nel corso 
dell'audizione del (...), riguardo all'identità dell'assassino, affermando, 
in un primo tempo, che si sarebbe trattato di un avventore non meglio 
identificato,  per  affermare  in  seguito,  che  l'assassino  sarebbe  stato 
uno  dei  presenti,  conformemente  alla  versione  resa  nel  corso 
dell'audizione del (...) (cfr. verbale 1 pag. 6 e verbale 2 D 37-43),

che è inoltre di rilievo il fatto che il ricorrente non sia stato in grado di 
produrre nessun documento al fine di provare di essere ricercato dalle 
autorità algerine e che, anzi, si sia contraddetto circa l'esistenza di tale  
documento (cfr. verbale 2 D 72-74),

che, pertanto, alla luce delle suesposte considerazioni, v'è ragione di 
concludere all'assoluta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal 
ricorrente,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi 
inconsistenti del racconto reso,

che, in tale contesto, non v'é motivo di  ritenere che l'insorgente non 
possa  beneficiare,  in  Patria,  di  un  equo  processo  in  relazione  ad 
eventuali accuse mosse nei suoi confronti, 

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con  riferimento  all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le  dichiarazioni  rese  dal 
ricorrente, 

che,  pertanto,  non  risultano  elementi  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato 
dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto di  vista dell'ammissibilità (cfr. DTAF 2007/8 consid. 5, 6, 5-5.7 
pag. 90 e segg. e DTAF 2009/50 consid. 5-8 pagg. 725-733),

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che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre il  ricorrente in Patria al  rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, 

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2,  art. 44  cpv. 1 LAsi  nonché art.  32 
dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  pregiudiziali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n.21), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; 
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
all'art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Algeria  non  è,  notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale, 

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che,  quanto  alla  situazione  personale  egli  è  giovane,  gode  di  una 
formazione  scolastica  di  base  e  di  un'esperienza  professionale  nel 
campo dell'(...) (cfr. verbale 1 pag. 2); che, inoltre, dispone in Patria di 
una rete famigliare, ovvero (...),

che  l'insorgente  non  ha,  altresì,  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica Giurisprudenza ed informazioni della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 24),

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv. 2  LAsi  e 
art.  83  cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatr io; 
che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Il succitato importo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro 
un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
H._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di H._______ (via fax, 
per  l'incarto N  (...),  con  preghiera  di  notificare  la  sentenza  al 
ricorrente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale 
amministrativo federale)

- I._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Jean-Marie Meraldi

Data di spedizione: 

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