# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 032f4e13-8223-5ee1-b3ed-b4a49d68101f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.02.2024 D-1424/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1424-2023_2024-02-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1424/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 9  f e b b r a i o  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

Regina Derrer, Jeannine Scherrer-Bänziger, 

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Afghanistan,   

patrocinato da Davide Borgni,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 7 marzo 2023 / N (…). 

 

 

 

D-1424/2023 

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Fatti: 

A.  

A._______, di nazionalità afghana, ha presentato una domanda d'asilo in 

Svizzera il 15 giugno 2022, dichiarando di essere nato il (…) 2006 e pre-

tendendosi, dunque, minorenne. 

B.  

Le successive indagini svolte dalla Segreteria di Stato della migrazione (di 

seguito: SEM) in data 20 giugno 2022, hanno permesso di accertare che 

secondo la banca dati "EURODAC", il richiedente l'asilo era già stato inter-

pellato in Italia in data 15 maggio 2022.  

C.  

Il 21 giugno 2022 egli ha conferito procura alla rappresentanza legale as-

segnatagli. 

D.  

In data 17 agosto 2022 la SEM ha presentato alle competenti autorità ita-

liane una richiesta di presa in carico fondata sull'art. 13 par. 1 del regola-

mento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 

giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione dello 

Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione in-

ternazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino 

III). Le autorità italiane non hanno risposto alla richiesta entro il termine 

previsto.  

E.  

In data 28 luglio 2022 l'Ufficio federale delle dogane e della sicurezza dei 

confini (Dogana di B._______) ha sequestrato la tazkira originale del ri-

chiedente e l'ha trasmessa alla SEM il 17 agosto 2022.   

F.  

L'interessato, in data 5 settembre 2022, è stato sentito nell'ambito di una 

prima audizione per minori non accompagnati (PA-RMNA) nel corso della 

quale gli è pure stato concesso il diritto di essere sentito in merito al suo 

stato di salute.  

G.  

La SEM ha poi incaricato il Centro (…) dello svolgimento di una perizia per 

determinare l'età del richiedente l'asilo. Le risultanze della medesima, 

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inoltrate all'autorità di prima istanza il 21 settembre 2022 e basate su di un 

esame clinico e su referti radiologici (panoramica dentaria, radiografia stan-

dard della mano sinistra e tomografia [TAC] delle articolazioni sterno-clavi-

colari) svolti il 13 settembre 2022, hanno stabilito che l'età probabile di 

A._______ fosse situata tra i 20 ed i 24 anni, mentre l'età minima sarebbe 

di 19.0 anni. Non sarebbe dunque possibile che egli sarebbe minorenne e 

potrebbe essere esclusa la data di nascita da lui dichiarata. 

H.  

Il 29 settembre 2022 la SEM ha informato il richiedente delle risultanze 

della perizia medica concedendogli il diritto di essere sentito al riguardo, 

così come la possibilità di esprimersi in merito ai dubbi della SEM circa 

l'identità addotta, come pure alla modifica prevista dei dati nel sistema d'in-

formazione centrale sulla migrazione (SIMIC). L'interessato ha inoltrato le 

proprie osservazioni con scritto del 4 ottobre 2022. 

I.  

In data 27 ottobre 2022 la SEM ha proceduto alla modifica dei dati in SIMIC 

e registrato il (…).2004 quale data di nascita del richiedente, ritenendolo 

così maggiorenne per il resto della procedura.  

J.  

Con scritto del 7 novembre 2022 il richiedente ha inoltrato le proprie osser-

vazioni in merito al diritto di essere sentito – concessogli dalla SEM in data 

2 novembre 2022 – circa la possibile non entrata nel merito della sua do-

manda d'asilo in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo 

del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) ed il suo trasferimento in Italia.  

K.  

In data 14 novembre 2022 l'interessato ha trasmesso alla SEM una copia 

della sua tazkira con traduzione in lingua italiana. 

L.  

Con decisione del 21 novembre 2022 la SEM non è entrata nel merito della 

domanda d'asilo dell'interessato ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed 

ha pronunciato il trasferimento dell'interessato verso l'Italia.  

M.  

Il richiedente, il 29 novembre 2022, ha interposto ricorso contro la sum-

menzionata decisione dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di se-

guito: il Tribunale).   

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N.  

In data 1° dicembre 2022 il ricorrente è stato attribuito al Cantone 

C._______.  

O.  

Il Tribunale con sentenza D-5500/2022 del 14 dicembre 2022 ha accolto il 

ricorso, annullato la decisione del 21 novembre 2022 e restituito gli atti di 

causa alla SEM per la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei con-

siderandi. In particolare, l'autorità inferiore è stata invitata ad effettuare con 

il ricorrente un colloquio personale ai sensi dell'art. 5 Regolamento Dublino 

III.  

P.  

In data 13 gennaio 2023 la SEM ha ripreso la procedura di prima istanza 

ed ha svolto un colloquio personale con il richiedente in conformità all'art. 5 

Regolamento Dublino III, concedendogli in questa occasione il diritto di es-

sere sentito per un'eventuale competenza dell'Italia ed in merito al suo 

stato di salute.  

Q.  

Dal 3 gennaio 2023 al 10 gennaio 2023 l'interessato è stato degente 

presso la (…) di D._______ per una sindrome da disadattamento con pre-

valente disturbo di altri aspetti emozionali (ICD10: F43.23).  

R.  

In data 23 gennaio 2023 egli è stato visitato da un medico di famiglia il 

quale ha adeguato la terapia prescritta dalla (…) ed ha annunciato l'inte-

ressato per una presa a carico psicologica/psichiatrica presso la (…) di 

C._______ ([…]).   

S.  

Con scritto del 1° marzo 2023 il richiedente ha tramesso alla SEM una co-

pia del certificato di nascita, una tessera vaccinale ed una lettera di impe-

gno in un club di (…), tutti con relativa traduzione, già allegati in sede ricor-

suale nella procedura D-5500/2022. 

T.  

Con decisione del 7 marzo 2023 la SEM non è entrata nel merito della do-

manda d'asilo del richiedente ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi ed ha 

pronunciato il trasferimento dell'interessato verso l'Italia. 

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Pagina 5 

U.  

Il 14 marzo 2023 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

15 marzo 2023) il richiedente è insorto contro la decisione della SEM di-

nanzi al Tribunale postulando anzitutto la sospensione in via supercaute-

lare dell'esecuzione della decisione e la restituzione (recte: concessione) 

dell'effetto sospensivo al ricorso. In via principale egli ha poi chiesto l'an-

nullamento della decisione avversata e l'esame della domanda d'asilo nel 

quadro di una procedura nazionale in Svizzera; in subordine, la restituzione 

degli atti all'autorità inferiore per il completamento dell'istruttoria con con-

testuale richiesta di concessione dell'assistenza giudiziaria e protestate 

tasse e spese. 

V.  

Con misure supercautelari del 15 marzo 2023 il Tribunale ha sospeso prov-

visoriamente l'esecuzione dell'allontanamento. 

W.  

Con decisione incidentale del 22 marzo 2023 il Tribunale ha accolto le 

istanze di concessione dell'effetto sospensivo, autorizzando l'insorgente a 

soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, e di assistenza 

giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giusti-

zia e del relativo anticipo ed ha invitato la SEM ad inoltrare una risposta al 

ricorso.  

X.  

Con osservazioni del 29 marzo 2023 l'autorità inferiore ha presentato una 

risposta al ricorso. Le stesse sono state trasmesse al ricorrente con possi-

bilità di esprimersi in replica. 

Y.  

In data 12 aprile 2023 l'insorgente ha presentato la propria replica. La 

stessa è stata trasmessa alla SEM per informazione. 

Z.  

Con scritto del 20 febbraio 2024 il ricorrente ha presentato al Tribunale una 

richiesta di informazioni in merito allo stato della procedura.  

 

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Pagina 6 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 3 LAsi), alla forma e 

al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Occorre per-

tanto entrare nel merito del ricorso.  

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 Nel corso del colloquio Dublino l'interessato ha dichiarato che sarebbe 

rimasto per giorni in mare e che dopo lo sbarco in Italia nessuno l'avrebbe 

aiutato. La Guardia Costiera lo avrebbe inoltre picchiato e sarebbe stato 

obbligato dalle autorità italiane a lasciare le impronte digitali. Per un pe-

riodo di 12-13 giorni avrebbe alloggiato in un centro in una zona molto iso-

lata, tuttavia non avrebbe ricevuto né cibo a sufficienza né assistenza me-

dica. Essendo la situazione insostenibile, egli avrebbe deciso di partire in 

direzione di E._______. In questo periodo avrebbe dormito nei parchi e 

nelle stazioni e sarebbe stato a due riprese aggredito. Per i suesposti pro-

blemi egli non vorrebbe fare ritorno in Italia, inoltre in tale Paese vivrebbero 

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degli zii paterni con i quali egli avrebbe avuto dei conflitti. Infine, in Svizzera 

sarebbe presente un suo cugino. 

4.2 Nella propria decisione, l'autorità inferiore ha in primo luogo ritenuto 

che il richiedente non avesse reso verosimile la sua asserita minore età e 

l'ha considerato maggiorenne per il seguito della procedura. Egli non 

avrebbe fornito un documento d'identità originale suscettibile di compro-

vare la sua identità essendo il valore probatorio della tazkira molto basso. 

In seguito, le autorità italiane avrebbero accettato tacitamente la richiesta 

di presa in carico, confermando così la loro competenza per il trattamento 

della domanda d'asilo e confermando così la maggiore età dell'interessato. 

A tal proposito sarebbe sorprendente che egli non ricorderebbe le genera-

lità false che avrebbe fornito alle autorità italiane dal momento che invece 

ricorderebbe dettagli del suo vissuto risalenti a diversi anni fa. In seguito, 

la SEM ha rilevato che i risultati della perizia medico-legale avrebbero sta-

bilito che non sarebbe possibile che egli avrebbe meno di 18 anni e la data 

di nascita dichiarata, (…) 2006, potrebbe dunque essere esclusa. Il fatto 

che la SEM non abbia atteso i risultati della perizia prima di presentare la 

richiesta di presa in carico alle autorità italiane non costituirebbe una viola-

zione dell'obbligo di accertamento poiché le autorità sarebbero state infor-

mate del fatto che l'interessato si era presentato quale minore non accom-

pagnato in Svizzera e che gli esami erano ancora in corso. In seguito, i 

mezzi di prova prodotti non sarebbero in grado di comprovare l'identità del 

ricorrente. In primo luogo, in quanto non sarebbero originali. In secondo 

luogo, non sarebbe possibile dimostrare che gli stessi apparterrebbero 

all'interessato in quanto non conterrebbero una fotografia o altri elementi 

d'identificazione. In terzo luogo, sarebbe quantomeno sospetto il fatto che 

dalla sua domanda d'asilo del 15 giugno 2022, egli sarebbe riuscito a tra-

smetterli soltanto con il ricorso del 29 novembre 2022 contro la prima de-

cisione della SEM. Successivamente, l'autorità inferiore ha constatato la 

competenza dell'Italia per il trattamento della domanda d'asilo dell'interes-

sato – la presenza in Svizzera del cugino non sarebbe pertinente – e non 

ha riconosciuto l'esistenza di carenze sistemiche in tale Paese. Altresì non 

vi sarebbero motivi che giustificherebbero l'applicazione della clausola di 

sovranità ai sensi dell'art. 29a cpv. 3 LAsi in relazione all'art. 17 par. 1 Re-

golamento Dublino III. In particolare, la situazione medica dell'interessato 

non raggiungerebbe un livello di gravità tale da comportare una violazione 

dell'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle 

libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) in caso di 

rinvio in Italia. 

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4.3 In sede ricorsuale, l'insorgente contesta anzitutto la valutazione dell'au-

torità inferiore in merito all'età. La SEM non avrebbe tenuto conto di tutti gli 

elementi a favore della minore età, violando così la massima inquisitoria 

ed il principio dell'interesse superiore del fanciullo. Egli avrebbe fornito la 

sua tazkira in originale, l'unica forma di documento d'identità generalmente 

diffusa in Afghanistan. Il fatto che la SEM abbia dubitato dell'autenticità del 

documento, senza tuttavia sottoporlo ad un esame di autenticità, rappre-

senterebbe una carenza istruttoria. In seguito, all'assenza di risposta da 

parte delle autorità italiane alla richiesta di presa in carico non potrebbe 

essere attribuito un valore di conferma della maggiore età. In seguito, per 

l'insorgente sarebbe invece plausibile ricordarsi perfettamente eventi del 

passato che lo avrebbero segnato in modo profondo, ma al contrario non 

ricordarsi le generalità fornite alle autorità italiane dietro suggerimento di 

altri. Altresì, il risultato della perizia costituirebbe soltanto una stima dell'età 

e non un valore certo e sarebbe solo uno degli elementi che dovrebbero 

essere valutati dalla SEM nella determinazione dell'età. L'esame presen-

terebbe per altro diversi aspetti problematici: per l'esame odontostomato-

logico i dati specifici per la popolazione afghana sarebbero limitati, mentre 

per la tomografia sterno-clavicolare degli errori nella stima derivanti da fat-

tori individuali o etnico-geografici potrebbero incidere sui risultati. Infine, 

l'esame radiologico della mano sinistra avrebbe attribuito al ricorrente 

un'età minima di 16.1 anni. Infine, il ricorrente rileva che tra gli elementi a 

favore della sua minore età si dovrebbero annoverare le chiare, precise e 

concordanti dichiarazioni rilasciate nel corso della PA-RMNA, la sua tazkira 

originale, nonché le copie di tre ulteriori documenti (la tessera vaccinale, il 

certificato di nascita e la tessera del club di […]) i quali tutti concordemente 

confermerebbero la data di nascita dichiarata. L'insorgente andrebbe dun-

que considerato minorenne. In secondo luogo, l'autorità inferiore non 

avrebbe stabilito in maniera corretta e completa i fatti giuridicamente rile-

vanti in merito alla situazione medica dell'insorgente. Già nel corso della 

PA-RMNA sarebbe stata segnalata la necessità di un supporto psicologico 

per l'interessato. Egli sarebbe inoltre stato ricoverato presso la (…) di 

D._______ dal 3 gennaio 2023 al 10 gennaio 2023 ove gli sarebbe stata 

diagnosticata una sindrome da disadattamento, con prevalente disturbo 

degli aspetti emozionali (ICD 10: F43.23). In seguito, in data 23 gen-

naio 2023 egli avrebbe svolto la prima visita presso il medico di famiglia, il 

quale avrebbe rilevato la persistenza di uno stato depressivo e gli avrebbe 

prescritto una presa a carico presso la (…). Sennonché a tutt'oggi non ri-

sulterebbe che la presa in carico psicologica/psichiatrica presso la (…) sia 

avvenuta, con la conseguenza che l'accertamento delle condizioni di salute 

del ricorrente non potrebbe essere ritenuto completo. Infine, per quanto 

riguarda le condizioni di accoglienza in Italia, l'insorgente rammenta in 

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primo luogo il blocco dei trasferimenti Dublino deciso dalle autorità italiane. 

In secondo luogo, un tribunale tedesco avrebbe riconosciuto la sussistenza 

di carenze sistemiche in Italia. Nel caso concreto inoltre, la SEM non 

avrebbe richiesto all'Italia alcuna forma di garanzia in merito all'alloggio ed 

all'assistenza medica per il ricorrente. Inoltre, la formalizzazione della do-

manda d'asilo in tale Paese richiederebbe notevoli tempi d'attesa. Infine, il 

ricorrente ritiene che l'autorità inferiore abbia violato il proprio potere di ap-

prezzamento in quanto l'analisi dei motivi umanitari e dell'applicazione 

della clausola di sovranità sarebbe stata generalizzata e non focalizzata al 

caso di specie.  

4.4 Con risposta al ricorso, in primo luogo in merito alla valutazione dell'età, 

la SEM osserva di non aver dubitato dell'autenticità della tazkira in origi-

nale, tuttavia di norma, a tale documento sarebbe attribuito un valore pro-

batorio ridotto. L'indicazione presente sulla tazkira non sarebbe dipoi con-

cludente dal momento che indicherebbe unicamente che il ricorrente 

avrebbe avuto 7 anni nel 2013/2014. Anche tendendo in considerazione la 

tazkira, sarebbe difficile rimettere in discussione le inequivocabili risultanze 

degli accertamenti medici svolti. In seguito, la SEM ritiene di aver informato 

in maniera trasparente le omonime italiane del fatto che il ricorrente ha 

depositato una domanda d'asilo in Svizzera pretendendosi un minorenne 

non accompagnato. Se egli fosse conosciuto in Italia come minorenne, tale 

Paese avrebbe sicuramente rifiutato la richiesta di presa in carico presen-

tata dalla SEM. In seguito, per quanto riguarda le risultanze peritali, la SEM 

ritiene che non potrebbe essere dato seguito alla censura ricorsuale se-

condo cui le risultanze della perizia presenterebbero aspetti problematici 

poiché le considerazioni esposte sarebbero più volte state sovvertite anche 

nella recente giurisprudenza del Tribunale. In secondo luogo, in merito all'i-

struttoria medica, l'autorità inferiore non ravvisa alcuna lacuna. Nella deci-

sione sarebbe stata ampiamente esposta la situazione di salute dell'inte-

ressato in maniera completa constatando che la stessa non avrebbe rag-

giunto un livello di gravità tale da comportare una violazione dell'art. 3 

CEDU. Sarebbe quindi da respingere la critica in merito al mancato allesti-

mento di un rapporto medico specialistico ("F4"). Inoltre, l'Italia disporrebbe 

di un'infrastruttura medica sufficiente e le autorità verrebbero informate in 

merito allo stato di salute attuale del ricorrente al momento del trasferi-

mento. In terzo luogo, per quanto riguarda le condizioni di accoglienza dei 

richiedenti asilo in Italia, la SEM rimanda a quanto già espresso nella deci-

sione impugnata e aggiunge che la costante giurisprudenza del Tribunale 

avrebbe stabilito che non vi sarebbero fondati motivi per ritenere che in 

Italia sussistano carenze sistemiche. Anche tenuto conto della fattispecie, 

non si ravvedrebbero motivi per modificare tale assunto. Il ricorrente non 

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sarebbe stato in grado di apportare seri e concreti indizi suscettibili di di-

mostrare che l'Italia rifiuterebbe di prenderlo in carico e di esaminare la sua 

domanda di protezione internazionale, una volta depositata. Non avendo 

egli presentato una domanda d'asilo in Italia, non avrebbe potuto benefi-

ciare delle prestazioni materiali del sistema d'accoglienza italiano, possibi-

lità che invece gli si presenterà dal momento in cui depositerà una do-

manda d'asilo. Infine, la comunicazione da parte delle autorità italiane in 

merito al blocco dei trasferimenti Dublino risulterebbe essere un ostacolo 

all'allontanamento di carattere temporaneo e verrà presa in debita consi-

derazione nell'ambito delle modalità di trasferimento. 

4.5 In sede di replica, il ricorrente rileva anzitutto che non sarebbe sosteni-

bile l'opzione avanzata dalla SEM secondo la quale il documento deposi-

tato sarebbe autentico, ma se ne dovrebbe comunque escludere l'attendi-

bilità in quanto i documenti di identità afghani non sarebbero generalmente 

ed astrattamente esenti da rischi di falsificazione. La tazkira sarebbe invero 

il documento più diffuso in Afghanistan e come ben noto non riporterebbe 

la data di nascita puntuale, bensì l'età. Non potrebbe dunque addebitarsi 

al ricorrente il tipo di indicazione dell'età contenuta nel documento. In se-

guito, egli ritiene arbitrario attribuire al silenzio delle autorità italiane il si-

gnificato di conferma circa la pretesa maggiore età. Egli ribadisce poi come 

nel caso di specie la SEM sembrerebbe aver basato la propria valutazione 

in merito alla verosimiglianza dell'età del ricorrente soltanto sulle conclu-

sioni peritali senza considerare tutti gli elementi nel loro complesso. Prose-

guendo, l'insorgente reitera che vi sarebbe stato un accertamento incom-

pleto in merito al suo stato di salute dal momento che la prevista presa a 

carico psichiatrica da parte della (…) ad oggi non sarebbe ancora avvenuta 

e difetterebbe peraltro un rapporto medico completo ("F4"). Sarebbe poi 

opportuno che l'autorità inferiore chiedesse alle autorità italiane delle ga-

ranzie idonee circa l'immediata presa in carico medica dell'insorgente. In-

fine, per quanto riguarda le condizioni di accoglienza, il ricorrente richiama 

nuovamente la sentenza di un tribunale tedesco secondo la quale l'Italia 

non rispetterebbe i diritti dei richiedenti asilo ai sensi della CEDU e della 

Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 18 dicembre 2000 (di 

seguito: CartaUE). I trasferimenti Dublino sarebbero stati bloccati proprio a 

causa dell'impossibilità del sistema di accoglienza italiano di accogliere e 

assistere i richiedenti l'asilo in arrivo.  

5.  

5.1 Giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

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Pagina 11 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

5.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal Regolamento Dublino III. Se in base a questo esame è indivi-

duato un altro Stato quale responsabile per l'esame della domanda di asilo, 

la SEM pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa 

o tacita, di ripresa in carico del richiedente l'asilo da parte dello Stato in 

questione (cfr. DTAF 2015/41 consid. 3.1). 

5.3 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell'interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale che nell'ambito 

della determinazione dello Stato responsabile per l'esame della domanda 

di asilo (cfr. art. 8 Regolamento Dublino III). La valutazione operata dalla 

SEM in sede di prima istanza può essere contestata dal richiedente 

nell'ambito del ricorso contro la decisione di non entrata nel merito. Qualora 

la stessa si riveli errata, occorrerà retrocedere gli atti all'autorità inferiore e 

riprendere la procedura in circostanze idonee all'età del richiedente l'asilo 

(cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 3.3 e relativi riferimenti).  

5.4 Nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l'autorità 

competente accerta d'ufficio i fatti (art. 6 LAsi; art. 12 PA). In concreto, essa 

deve procurarsi la documentazione necessaria alla trattazione del caso, 

chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine le opportune 

prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comunque le parti 

dal dovere di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare 

dall'onere di provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione 

o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA ed 

art. 8 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1).  

5.5 Per quanto concerne la minore età, è al richiedente l'asilo che incombe 

l'onere della prova al riguardo. In presenza di un accertamento dei fatti 

esaustivo e corretto, se la valutazione globale degli atti di causa non per-

mette di ritenere che l'interessato la abbia resa verosimile, questi sarà te-

nuto ad assumersene le conseguenze, venendo conseguentemente con-

siderato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.4 e relativi riferimenti). 

5.6 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pregiu-

diziale sulla questione. Per giungere ad una determinazione al riguardo, 

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l'autorità si basa sui documenti d'identità autentici depositati agli atti così 

come sui risultati delle audizioni relativamente al quadro personale dell'in-

teressato nel paese d'origine, alla sua cerchia famigliare ed al suo curricu-

lum scolastico. Se necessario, ordina una perizia medica volta alla deter-

minazione dell'età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione all'art. 26 cpv. 2 LAsi; 

DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e rif. cit.). Una volta espe-

rita l'istruttoria, la SEM procede ad un apprezzamento globale degli ele-

menti in presenza in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. cit.). 

5.7 I metodi applicati in Svizzera per la determinazione medica dell'età for-

niscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in modo diverso per 

stabilire se una persona è maggiorenne. Gli accertamenti fondati sull'ap-

proccio a tre pilastri prevedono, di norma, un esame clinico ed una radio-

grafia della mano seguiti da una tomografia sterno-clavicolare e da un 

esame dello sviluppo dentale. Qualora entrambe le investigazioni (tomo-

grafia sterno-clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) indichino un'età 

minima superiore a 18 anni, v'è da ritenere un indizio molto forte di mag-

giore età. Ad ogni modo, quanto più gli accertamenti medici costituiscono 

un indizio a favore della maggiore età, tanto meno è necessario procedere 

ad un apprezzamento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 

4.2 e riferimenti citati).  

6.  

6.1 Ora, nella presente fattispecie, dall'esame odontostomatologico è risul-

tata un'età media di 20.5 anni con una probabilità del 90.1%, rispettiva-

mente del 96.3% (a seconda degli studi di riferimento utilizzati) che l'inte-

ressato abbia superato la minore età. Per quanto le conclusioni del pre-

detto esame diano atto soltanto dell'età media e non dell'età minima, ana-

lizzando più in dettaglio la tabella dei risultati riguardanti i diversi metodi di 

stima dell'età utilizzati dal medico-perito per la precedente valutazione (cfr. 

atto SEM 26/11, pag. 6), si possono estrapolare le età minime (18.11 anni 

secondo il metodo MINCER E COL. per i denti n. 18 e n. 28 e 18.53 anni per 

i denti n. 38 e n. 48). Mentre dalla tomografia sterno-clavicolare è risultato 

uno stadio di calcificazione 3c, a cui corrisponde un'età minima di 19.0 anni 

ed un'età media di 23.6 anni (cfr. atto SEM 26/11, pag. 9 e 11). Di conse-

guenza, ritenuta l'età minima inferiore dell'esame odontostomatologico di 

18.11 anni e l'età minima di 19.0 anni della tomografia sterno-clavicolare, 

risulta come in entrambi gli esami le età minime rilevate siano superiori ai 

18 anni. Di conseguenza, a differenza di quanto concluso nel suo gravame 

dall'insorgente, la perizia costituisce un indizio molto forte di maggiore età 

dell'interessato, per il che risulta essere tanto meno necessario procedere 

D-1424/2023 

Pagina 13 

ad un apprezzamento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 con-

sid. 4.2). Tale valutazione non viene minimamente scalfita dalle considera-

zioni addotte dal ricorrente. Come già più volte rimarcato dallo scrivente 

Tribunale, il fatto che il campione utilizzato non fosse riferibile alla popola-

zione afghana o ancora alle possibili differenze di sviluppo che il ricorrente 

potrebbe presentare rispetto alla campionatura di riferimento utilizzata per 

l'esame sterno-clavicolare, risultano essere delle circostanze ininfluenti 

(cfr. tra le altre le sentenze del Tribunale D-4494/2022 del 14 ottobre 2022 

consid. 6.3.3 e 6.3.4, D-3045/2022 del 20 luglio 2022 consid. 7.3.3 e ulte-

riori rif. cit.). Altresì, dagli atti, non traspare come le esigenze formali pre-

scritte dalla giurisprudenza non siano state nella fattispecie rispettate. Il 

rapporto peritale non risulta difatti essere contraddittorio e si riferisce diret-

tamente alla persona dell'insorgente. Risulta inoltre essere sufficiente-

mente motivato e tiene in debita considerazione l'anamnesi dell'interes-

sato.  

Alla luce di quanto sopra, resta quindi soltanto un ridotto margine di ap-

prezzamento delle ulteriori prove presenti agli atti, essendo l'esito degli ac-

certamenti medici, in casu, particolarmente concludente. 

6.2 È altresì vero che l'insorgente non ha fornito alcun documento d'identità 

originale e autentico atto a comprovare o quantomeno a rendere verosimile 

l'asserita minore età. 

Invero, pur avendo fornito la sua tazkira in originale, come rettamente rite-

nuto dalla SEM nella decisione impugnata e ribadito nelle successive os-

servazioni, la giurisprudenza ha stabilito che anche in presenza di un 

esemplare autentico, infatti, le indicazioni temporali relative alla data di na-

scita contenute possono non rispecchiare l'età effettiva (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 6.2) ed il valore probatorio del documento è dunque ridotto. Tale 

documento si limita comunque a ritenere che al momento dell'emissione 

(ovvero il 10 luglio 2013) il ricorrente avrebbe avuto dall'aspetto fisico 

(…) anni nell'anno solare 1392 (corrispondente nel calendario gregoriano 

agli anni 2013/2014). Inoltre, l'indicazione della data espressa nella tazkira 

presentata, si discosta nettamente dagli accertamenti medici esperiti. Per-

tanto, il Tribunale giunge alla conclusione che a tale mezzo di prova non 

può essere riconosciuta alcuna valenza probatoria determinante. 

Anche il certificato di nascita non rappresenta un documento d'identità ai 

sensi dell'art. 1a lett. c dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni pro-

cedurali dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311). Al di là del fatto che il 

documento sia stato fornito soltanto in copia, vi è modo di rilevare che le 

D-1424/2023 

Pagina 14 

informazioni ivi contenute non corrispondono a quanto dichiarato dal ricor-

rente in sede di audizione PA-RMNA. Da una parte egli ha infatti dichiarato 

di essere nato nel villaggio F._______, nel distretto di G._______ (o 

H._______), provincia di Daikundi, e non in ospedale (cfr. atto SEM 18/11, 

pag. 3, pto. 1.07). In secondo luogo, l'ospedale di I._______ che avrebbe 

emesso il certificato di nascita si trova a più di 350km di distanza dal villag-

gio in cui egli sarebbe cresciuto, una distanza davvero notevole che 

avrebbe richiesto almeno 5 ore di viaggio. In terzo e ultimo luogo, l'età dei 

genitori indicata sul certificato (35 anni per il padre e 30 anni per la madre), 

non corrisponde all'età dichiarata dal ricorrente in sede di audizione. In-

vero, nel corso dell'audizione egli ha dichiarato che il padre sarebbe morto 

all'età di 52 anni quando egli avrebbe avuto 14 anni. Se così fosse il geni-

tore avrebbe avuto 38 anni alla sua nascita (cfr. atto SEM 18/11, pag. 4, 

pto. 1.16.04). Mentre la madre avrebbe avuto 52 anni al momento dell'au-

dizione ed avrebbe dunque avuto 36 anni al momento della nascita (cfr. 

atto SEM 18/11, pag. 4, pto. 1.16.04). Il certificato non assume dunque al-

cun valore probante rilevante. 

Infine, neppure il libretto vaccinale (per altro fornito soltanto in copia), rap-

presenta un documento d'identità originale atto a comprovare la minore età 

in quanto non contiene una fotografia o altri elementi d'identificazione. Lo 

stesso dicasi della dichiarazione del club di (…), alla quale non può essere 

attribuito valore probatorio essendo una dichiarazione di parte.  

6.3 In seguito, si constata che quand'anche le allegazioni in merito alla sua 

biografia (in particolare per quanto riguarda la scolarizzazione) ed alla sua 

famiglia sono risultate precise e coerenti (cfr. decisione impugnata, pto. II, 

pag. 7 segg.), le stesse non risultano essere sufficienti per sovvertire i ri-

sultati della perizia medico-legale, i quali costituiscono un indizio molto 

forte di maggiore età dell'interessato e l'assenza di documenti d'identità 

originali e autentici atti a comprovare o quantomeno a rendere verosimile 

l'asserita minore età. 

6.4 Da ultimo, lasciata aperta la questione della credibilità del fatto che il 

ricorrente non ricordi le generalità fornite in Italia, va ad ogni modo osser-

vato che, qualora le autorità italiane avessero ritenuto l'interessato mino-

renne oppure avessero avuto un dubbio sulla sua età, avrebbero dovuto 

manifestarsi in modo proattivo, rifiutando la domanda di presa in carico e 

formulando ad esempio una richiesta di trasmissione di una perizia volta 

all'accertamento dell'età del richiedente. Ciò non è stato il caso nella fatti-

specie, pertanto, v’è ragione di credere che egli si sia presentato in Italia 

quale maggiorenne. 

D-1424/2023 

Pagina 15 

6.5 In tali circostanze, l'insorgente – al quale si ribadisce incombeva l'onere 

della prova in merito (cfr. supra consid. 5.5) – non è stato in grado di ren-

dere verosimile la sua asserita minore età al momento dell'inoltro della sua 

domanda d'asilo in Svizzera. Ciò comporta che lui debba assumerne le 

conseguenze; ovvero che egli sia considerato maggiorenne in conformità 

con la giurisprudenza summenzionata (cfr. supra consid. 5.5), che le dispo-

sizioni normative relative ai minorenni non gli siano applicabili ed egli non 

possa a ragione avvalersene, come considerato rettamente anche nella 

decisione impugnata dalla SEM. 

7.  

7.1 Chiarito questo aspetto, occorre ora determinare se l'autorità inferiore 

sia a giusto titolo non entrata nel merito della domanda d'asilo presentata 

dall'insorgente, ritenendo l'Italia competente per l'analisi della domanda. 

7.2 Ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di prote-

zione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello 

individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15). Nel caso di una 

procedura di presa in carico (inglese: take charge) – come è il caso di spe-

cie – ogni criterio per la determinazione dello Stato membro competente – 

enumerato al capo III – è applicabile solo se, nella gerarchia dei criteri elen-

cati all'art. 7 par. 1 Regolamento Dublino III, quello precedente previsto dal 

Regolamento non trova applicazione nella fattispecie (principio della gerar-

chia dei criteri). Inoltre, la determinazione dello Stato membro competente 

avviene sulla base della situazione esistente al momento in cui il richie-

dente ha presentato domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 

Regolamento Dublino III).  

7.3 Qualora non sia possibile eseguire il trasferimento verso un altro Stato 

membro designato in base ai criteri del capo III o verso il primo Stato mem-

bro in cui la domanda è stata presentata, lo Stato membro che ha avviato 

la procedura di determinazione diventa lo Stato membro competente.  

7.4 Lo Stato membro competente è tenuto a prendere in carico, alle condi-

zioni specificate negli art. 21, 22 e 29, il richiedente che ha presentato do-

manda in un altro Stato membro (art. 18 par. 1 lett. a Regolamento Dublino 

III). 

7.5 Nella fattispecie, dagli atti risulta che il ricorrente è stato interpellato ad 

J._______ (Italia) in data (…) maggio 2022, circostanza che fra l'altro è 

pure stata confermata dall'interessato in sede di PA-RMNA (cfr. atto SEM 

18/11, pag. 7, pto. 5.02). 

D-1424/2023 

Pagina 16 

7.6 In considerazione della richiesta di presa in carico fondata sull'art. 13 

par. 1 Regolamento Dublino III e presentata dalla SEM il 17 agosto 2022 

all'attenzione delle autorità italiane competenti nei termini fissati all'art. 21 

par. 1 Regolamento Dublino III, nonché dell'assenza di risposta entro il ter-

mine previsto all'art. 22 par. 1 e 6 Regolamento Dublino III, l'Italia ha taci-

tamente riconosciuto la propria competenza nella trattazione della do-

manda di asilo in questione (art. 22 par. 7 Regolamento Dublino III). 

7.7 Di conseguenza, la competenza dell'Italia, peraltro non contestata in 

sede ricorsuale, è di principio data. 

8.  

8.1 Il ricorrente si oppone altresì al suo trasferimento verso suddetto Paese 

sostenendo che il sistema di accoglienza ivi presente sia caratterizzato da 

carenze sistemiche ai sensi dell'art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino 

III.  

8.2 Giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile 

trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato 

come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi-

stano delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni 

di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento 

inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 CartaUE, lo Stato membro com-

petente prosegue l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un 

altro Stato membro possa essere designato come competente. 

8.3 L'Italia è legata alla CartaUE e firmataria della CEDU, della Conven-

zione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti 

crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della Convenzione 

del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30), 

oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 

(RS 0.142.301) e ne applica, a tale titolo, le disposizioni. 

Di conseguenza, l'Italia è presunta rispettare la sicurezza dei richiedenti 

l'asilo, in particolare il diritto alla trattazione della propria domanda secondo 

una procedura giusta ed equa e garantire una protezione conforme al diritto 

internazionale ed europeo (cfr. direttiva 2013/32/UE del Parlamento euro-

peo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante procedure comuni ai fini 

del riconoscimento e della revoca dello status di protezione internazionale 

[di seguito: direttiva procedura]; direttiva 2013/33/UE del Parlamento euro-

peo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative all'acco-

D-1424/2023 

Pagina 17 

glienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: direttiva acco-

glienza]). 

Tale presunzione, non è tuttavia assoluta e può essere confutata in pre-

senza di indizi seri che, nel caso concreto, le autorità di tale Stato non ri-

spetterebbero il diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 consid. 6; 2010/45 

consid. 7.4 e 7.5). La stessa va inoltre scartata d'ufficio in presenza di vio-

lazioni sistematiche delle garanzie minime previste dall'Unione europea o 

di indizi seri di violazioni del diritto internazionale (cfr. DTAF 2011/9 con-

sid. 6; sentenza della CorteEDU M.S.S. contro Belgio e Grecia del 21 gen-

naio 2011, [Grande Camera], 30696/09). 

8.4 Le censure sollevate in sede ricorsuale, riferendosi ai cambiamenti re-

centi nella procedura d'asilo e d'accoglimento in Italia, ai flussi migratori 

elevati verso tale Paese, con riferimento pure alla giurisprudenza del tribu-

nale amministrativo di Düsseldorf, non permettono di confutare la suddetta 

presunzione. Agli occhi del Tribunale, nulla permette di ritenere l'esistenza 

di una pratica attuale avverata di violazione sistematica delle norme comu-

nitarie minime in materia. Invero, secondo la prassi costante del Tribunale, 

il sistema d'asilo e d'accoglienza italiano non presenta, ad oggi, delle ca-

renze sistemiche (cfr. tra le altre le sentenze del Tribunale D-527/2024 del 

1° febbraio 2024 pag. 6 seg.; D-4582/2023 del 19 gennaio 2024 con-

sid. 7.6.2; D-2000/2023 dell'8 agosto 2023 consid. 8.4 e relativi riferi-

menti). Non permette neppure di concludere all'esistenza di carenze siste-

miche il fatto che il governo italiano nel dicembre 2022 abbia deciso di so-

spendere temporaneamente i trasferimenti Dublino. Questa circostanza 

costituisce infatti un ostacolo temporaneo all'esecuzione ("Vollzugshinder-

nis") di cui si deve tenere conto nelle modalità di trasferimento (cfr. sen-

tenza del Tribunale F-4513/2023 del 28 agosto 2023 consid. 4.4 e relativo 

riferimento).   

8.5 Conseguentemente, l'applicazione dell'art. 3 par. 2 2a frase Regola-

mento Dublino III non si giustifica nel caso di specie. 

9.  

9.1 L'insorgente, nel suo ricorso, ritiene che il suo trasferimento in Italia si 

porrebbe in contrasto con l'art. 3 CEDU a causa dei maltrattamenti subiti e 

della situazione generale in tale Paese. Pertanto, occorre ora esaminare, 

se la SEM abbia a giusto titolo omesso di applicare le clausole discrezionali 

di cui all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III nonché l'art. 29a cpv. 3 

OAsi 1.  

D-1424/2023 

Pagina 18 

9.2 Giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), 

in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro 

può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre-

sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale 

esame non gli compete. Tale disposizione è concretizzata in diritto interno 

svizzero dall'art. 29a cpv. 3 dell'OAsi 1, secondo il quale se "motivi umani-

tari" lo giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche 

qualora giusta il Regolamento Dublino III un altro Stato sarebbe compe-

tente per il trattamento della stessa. 

Per quanto concerne la nozione giuridica indeterminata, "motivi umanitari", 

il Tribunale ha pieno potere cognitivo (DTAF 2015/2 consid. 4.3.3), mentre 

nell'applicazione della seconda parte della frase ("la SEM può decidere di 

entrare nel merito della domanda"), l'autorità inferiore dispone di un reale 

potere di apprezzamento ed il Tribunale, a seguito dell'abrogazione 

dell'art. 106 cpv. 1 lett. c LAsi (entrata in vigore il 1° febbraio 2014), dispone 

di un potere di esame ridotto (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.; sentenza 

del Tribunale D-1379/2021 del 3 ottobre 2023 consid. 8.2 e 8.3). Esso può 

infatti unicamente esaminare se la SEM ha esercitato il suo potere di ap-

prezzamento in modo conforme alla legge, ossia se l'autorità inferiore ha 

fatto uso di tale potere e se l'ha fatto secondo criteri oggettivi e trasparenti 

(cfr. DTAF 2015/9 consid. 8).  

Se il trasferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene 

ad una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della 

CEDU, l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità 

e ad entrare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di 

potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1). 

9.3 Nel caso di specie, va in primo luogo osservato come spetti innanzitutto 

al ricorrente presentare al più presto una domanda d'asilo alle autorità ita-

liane competenti e rispettare le loro istruzioni, ciò che gli permetterà di be-

neficiare dei diritti previsti dalla direttiva accoglienza. Egli non ha dimo-

strato in alcun modo, con degli elementi concreti e circostanziati, né è de-

sumibile dagli atti all'inserto, che l'Italia non sia intenzionata a prenderlo in 

carico. 

In seguito, egli non ha neppure apportato qualsivoglia indizio serio e con-

creto suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispette-

rebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno 

nell'ossequio dei suoi obblighi internazionali, rinviandolo in un paese dove 

D-1424/2023 

Pagina 19 

la sua vita, integrità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o 

da dove rischierebbe di essere respinto in un tale paese. 

Ad ogni modo, appartiene al ricorrente sollevare l'eventuale violazione dei 

suoi diritti fondamentali, utilizzando le adeguate vie di diritto dinanzi alle 

autorità dello Stato in questione (cfr. art. 26 della direttiva accoglienza). 

Infine, qualora dovessero concretizzarsi i timori dell'insorgente, rappresen-

tati dallo zio, come esposto in narrativa (cfr. atto SEM 53/3, pag. 2), egli 

potrà rivolgersi alle autorità italiane e denunciare tali circostanze. Non vi è 

motivo di ritenere che, se necessario, vi sia un'impossibilità o mancata vo-

lontà di protezione rispettivamente di avviare procedimenti giudiziari da 

parte delle autorità italiane. 

10.  

10.1  

10.1.1 Essendo decisivo visto la doglianza in tal senso, occorre a questo 

punto chiedersi se l'accertamento dei fatti operato dall'autorità inferiore 

quanto alle affezioni di cui soffre l'insorgente sia stato esatto e completo. 

 

10.1.2 Il principio inquisitorio (cfr. supra consid. 5.4) torna applicabile an-

che nel contesto del chiarimento delle questioni di natura medica (cfr. sen-

tenze del TAF D-1354/2023 del 4 aprile 2023 consid. 7.2; D-291/2021 del 

9 marzo 2021 consid. 7.3.3 ed ulteriori riferimenti).  

10.1.3 Al momento dell'emissione del provvedimento impugnato, l'incarto 

dell'autorità inferiore conteneva già diversi mezzi di prova riguardanti la si-

tuazione di salute dell'insorgente. Infatti, il ricorrente è stato ricoverato 

presso la (…) di D._______ dal 3 gennaio 2023 al 10 gennaio 2023 per 

ideazioni suicidarie. Dalla (…) è stato dimesso con la diagnosi di sindrome 

da disadattamento con prevalente disturbo di altri aspetti emozionali 

(ICD10: F43.23). La terapia alla dimissione prevedeva un antidepressivo 

([…] 10mg) e un ansiolitico ([…] 10mg), con un farmaco per l'insonnia ([…] 

30mg) e un antistaminico ([…] 25mg) in riserva. In seguito, il ricorrente il 

23 gennaio 2023 è stato visitato dal medico di famiglia il quale ha consta-

tato la persistenza di uno stato depressivo in assenza di ideazioni suicidali 

ed ha adeguato la terapia sostituendo (…) con un altro antistaminico ([…]) 

e il (…) con un farmaco fitoterapeutico (…) per l'insonnia, entrambi in ri-

serva. Egli è inoltre stato annunciato per un trattamento psicoterapeutico 

presso la (…) (cfr. atto SEM 55/2). Ulteriori consultazioni per problemi di 

salute non sarebbero avvenute, avrebbero avuto luogo soltanto due ap-

puntamenti per vaccinazioni (cfr. atto SEM 67/2). 

D-1424/2023 

Pagina 20 

10.1.4 Ferme queste premesse, la documentazione in forza della quale 

sono state poste le diagnosi appariva, dunque, sufficientemente detta-

gliata, ben motivata e coerente conto tenuto della tipologia delle affezioni 

presenti, dell'ampiezza delle indagini effettuate e dell'anamnesi del pa-

ziente. Per quanto riguarda la mancata presa a carico da parte della (…), 

la stessa non può essere imputata alla SEM. Nei certificati medici versati 

agli atti non vi erano dipoi indicazioni quanto a sospetti di patologie gravi 

da identificare ulteriormente. Pertanto, lo stato di salute dell'insorgente ri-

sultava sufficientemente acclarato (cfr. sentenza del Tribunale D‑546/2022 

dell'11 marzo 2022 consid. 4), per il che non risultava necessaria la stesura 

di un rapporto medico più dettagliato ("F4"). Conseguentemente la censura 

relativa ad un accertamento inesatto ed incompleto dello stato di salute, 

rispettivamente alla violazione del principio inquisitorio va respinta. 

10.2 In secondo luogo, è necessario verificare se lo stato di salute attuale 

del ricorrente costituisce un ostacolo al trasferimento. 

10.2.1 A tal proposito si rileva che il respingimento forzato di persone che 

soffrono di problematiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 

CEDU unicamente in circostanze eccezionali, che ciò risulta essere il caso 

segnatamente laddove la malattia dell'interessato si trovi in uno stadio a tal 

punto avanzato o terminale da lasciar presupporre che, a seguito del 

trasferimento, la sua morte appaia come una prospettiva prossima (cfr. 

sentenza della Corte EDU N. contro Regno Unito del 27 maggio 2008, 

[Grande Camera], 26565/05, §42 segg; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Una violazione dell'art. 3 CEDU può però anche sussistere qualora vi siano 

dei seri motivi di ritenere che la persona, in assenza di trattamenti medici 

adeguati nello Stato di destinazione, sarà confrontata ad un reale rischio di 

un grave, rapido ed irreversibile peggioramento delle condizioni di salute 

comportante delle intense sofferenze o una significativa riduzione della 

speranza di vita (cfr. sentenza della Corte EDU Paposhvili contro Belgio 

del 13 dicembre 2016, [Grande Camera], 41738/10, §181 segg.). 

10.2.2 Altresì, si rileva che nelle procedure di presa in carico – come quella 

in esame – non è necessario richiedere alle autorità italiane garanzie scritte 

individuali di presa a carico immediata per i richiedenti affetti da problema-

tiche mediche (somatiche o psichiche) gravi. In un siffatto contesto si deve 

infatti partire dall'assunto che i richiedenti l'asilo possano in linea di princi-

pio accedere alle prestazioni assistenziali, comprensive anche delle cure e 

dei trattamenti necessari ed urgenti, sin dal loro arrivo in Italia (cfr. sentenza 

D-1424/2023 

Pagina 21 

di riferimento del Tribunale D-4235/2021 del 19 aprile 2022 con-

sid. 10.4.3.3) 

10.2.3 Lo stato di salute del ricorrente sopra descritto appare tuttora attuale 

(cfr. supra consid. 10.1.3), dall'emissione della decisione impugnata ad 

oggi non risultano invero esserci degli ulteriori referti medici agli atti. A que-

sto proposito, pur non volendo in alcun modo sminuire lo stato valetudinario 

dell'insorgente, non sono evincibili degli elementi concreti e circostanziati, 

che inducano a ritenere come il suo stato di salute sia di una gravità tale 

da comportare una violazione dell'art. 3 CEDU ai sensi della giurispru-

denza testé referenziata nel caso di un suo rinvio in Italia. In Italia risulta 

peraltro notorio che vi siano delle strutture mediche sufficienti e comparabili 

a quelle presenti su suolo svizzero e che dunque l'insorgente vi potrà otte-

nere – una volta depositata regolare domanda d'asilo – i trattamenti medici 

adeguati che ancora dovesse necessitare dal suo arrivo in Italia, tenuto 

anche conto del nuovo assetto del sistema di accoglienza d'asilo nel pre-

citato Stato di destinazione. Le prestazioni di pronto soccorso, risultano 

inoltre garantite anche in tale Paese (cfr. sentenza di riferimento D-

4235/2021 consid. 10.5) Le predette conclusioni non vengono scalfite in 

alcun modo dalle argomentazioni ricorsuali.  

10.2.4 Infine, qualora necessario prima del trasferimento, sarà premura 

delle autorità competenti per l'esecuzione del trasferimento informare in 

maniera precisa e completa le autorità italiane dell'arrivo e degli eventuali 

problemi di salute dell'insorgente (cfr. art. 31 Regolamento Dublino III). 

10.2.5 In definitiva, tenuto conto della restrittiva giurisprudenza in materia, 

la situazione medica del ricorrente non costituisce un ostacolo al suo tra-

sferimento in Italia. 

10.3 Alla luce di quanto sopra, il ricorrente non ha fornito indizi seri suscet-

tibili di comprovare che le sue condizioni di vita o la sua situazione perso-

nale sarebbero tali da contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU 

o all'art. 3 Conv. tortura in caso di esecuzione del trasferimento in Italia. 

10.4 In seguito, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ri-

tenere che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprez-

zamento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

10.5 Pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III. 

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11.  

Di conseguenza, l'Italia è competente dell'esame della domanda di asilo 

del ricorrente ai sensi del Regolamento Dublino III ed è tenuta a prenderlo 

in carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25 e 29 del Re-

golamento Dublino III. 

12.  

12.1 Alla luce di quanto precede, è dunque a giusto titolo che la SEM non 

è entrata nel merito della domanda di asilo del ricorrente, in applicazione 

dell'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi. 

12.2 In siffatte circostanze, non occorre esaminare le questioni relative 

all'esistenza di un impedimento all'esecuzione del trasferimento per i motivi 

giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 Legge federale sugli stranieri e la loro integra-

zione del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), poiché detti motivi sono 

indissociabili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una proce-

dura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 consid. 5.2). 

13.  

Visto quanto precede, il ricorso va respinto e la decisione della SEM con-

fermata. 

14.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali andrebbero poste a ca-

rico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tuttavia, 

ritenuto che con decisione incidentale del 22 marzo 2023 il ricorrente è 

stato posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria, egli è esentato dal pa-

gamento delle spese processuali (art. 65 cpv. 1 PA). 

15.  

La presente decisione non concerne una persona contro la quale è pen-

dente una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che ha abban-

donato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF).  

La pronuncia è quindi definitiva.  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt 

 

 

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