# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2e945ac1-c858-5496-bd05-38be758d19cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-06-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.06.2018 38.2017.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2017-90_2018-06-19.html

## Full Text

__________Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2017.90

   

  rs

  	
  Lugano

  19 giugno 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini,
  vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 dicembre 2017 di

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 novembre 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, ___________

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   L’Ufficio regionale di
collocamento di __________ (in seguito: URC), con decisione su opposizione del
3 novembre 2017, ha confermato la propria decisione del 22 agosto 2017 (cfr.
doc. A29) con la quale aveva negato a RI 1 il finanziamento del corso di
tedesco denominato __________ presso __________, richiesto il 10 luglio 2017.

                                         Nella
decisione su opposizione l’amministrazione ha rilevato che:

 

" (…) Anche
se comprendiamo la volontà dell’assicurata di migliorare e proprie conoscenze,
l’Assicurazione contro la disoccupazione (LADI) non può e non deve
necessariamente finanziare qualsiasi richiesta. Infatti, come già sottolineato,
la LADI finanzia i provvedimenti che effettivamente e concretamente permettono
un reinserimento rapido e duraturo nel mondo del lavoro (art. 59 cpv. 2 lett. a
LADI).

Nel caso specifico la richiedente non ha praticamente
conoscenze della lingua tedesca, per questo motivo deve frequentare un corso di
livello A1 (ripartito per altro su 3 livelli). Considerato che sul mercato del
lavoro questo livello di conoscenza non risulta sufficiente, il corso in
questione non consente un concreto reinserimento nel mercato del lavoro al termine
dello stesso.” (Doc. A35=3)

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione RI 1, il 4 dicembre 2017, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
nel quale ha censurato, in particolare, il diniego del finanziamento del corso
di tedesco. 

                                         A motivazione della
propria richiesta l’insorgente ha segnatamente addotto che in seguito al lungo
periodo di inattività dovuta alla disoccupazione non è in grado autonomamente
di trovare lavoro e necessita di un aiuto da parte dell’Ufficio competente per
essere collocata efficacemente nel mercato del lavoro.

                                        Contestualmente alla sua
impugnativa la ricorrente ha postulato la concessione di misure cautelari inaudita
altera parte (cfr. doc. I pag. 71-73).

 

                               1.3.   Questo Tribunale, il 7
dicembre 2017, ha respinto, in quanto ricevibile, la domanda di RI 1, formulata
contestualmente al ricorso del 4 dicembre 2017, tendente a ottenere delle
misure cautelari inaudita altera parte.

                                         Al riguardo il TCA ha
segnatamente osservato che:

 

" (…)

2.3. Il TCA è chiamato ora a stabilire se
l’URC possa o meno essere costretto, a titolo di misura cautelare inaudita
altera parte, a finanziare il corso di tedesco __________ chiesto dalla
ricorrente già pendente causa.

 

(…). il ricorso contro la decisione su
opposizione del 3 novembre 2017, trattandosi di una decisione negativa, non ha
effetto sospensivo.

(…).

 

Nella presente fattispecie l’interesse
dell’amministrazione a non dovere anticipare il costo del corso di tedesco in
questione, che potrebbe rivelarsi effettuato indebitamente con relative difficoltà
di recupero, risulta preponderante rispetto a quello della ricorrente a
svolgerlo per aumentare le sue possibilità di reperire un impiego.

 

Al riguardo va, del resto, osservato che un
esame sommario del merito della vertenza non permette di stabilire in modo
chiaro e univoco quale sarà l’esito finale della stessa.

 

In simili condizioni, non può essere
concesso all’insorgente pendente causa, a titolo misura cautelare inaudita
altera parte, il corso di tedesco __________ (…).”

 

                                         Con giudizio 8C_104/2018
del 7 febbraio 2018 (cfr. doc. IX) il Tribunale federale ha ritenuto
inammissibile il ricorso dell’insorgente contro il decreto del TCA del 7
dicembre 2017 (cfr. doc. VI), poiché:

 

" (…)
il ricorso comprensivo di 46 pagine tende a dimostrare
soprattutto come la decisione cantonale sia lesiva del diritto materiale
federale e del diritto internazionale, aspetti non trattabili nell'ambito di un
ricorso contro una decisione cautelare (art. 98 LTF; cfr. anche DTF 139 I 229 consid. 2.2 pag. 232),

che ad ogni modo i soli diritti fondamentali evocati
nel ricorso si riducono a una loro elencazione, tutt'al più riprendendo il
testo normativo, ma senza essere accompagnati da una motivazione chiara e circostanziata
(…).”

 

                                         L’Alta Corte ha, inoltre,
respinto la domanda di assistenza giudiziaria, nella misura in cui non era
priva di oggetto, siccome il ricorso era sprovvisto sin
dall'inizio di ogni probabilità favorevole e la ricorrente - soccombente - non
poteva pretendere alcun risarcimento per rifusione di spese provocate dalla
procedura (cfr. doc. IX).

                                      

                               1.4.   Nella
sua risposta del 15 gennaio 2018 l’URC ha proposto di respingere l’impugnativa
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto
(cfr. doc. IV).

 

                               1.5.   Il 1° febbraio 2018 la
ricorrente ha presentato delle osservazioni, facendo valere, in buona sostanza,
da una parte, la tardività della risposta di causa, la quale non rispetterebbe
il termine assegnato di venti giorni e quindi la sua inammissibilità.
Dall’altra, che “…come si evince anche dal rapporto finale d’attività
elaborato dalla __________ (cfr. pag. 4), anche l’organizzatore del corso ha
rinforzato la tesi avanzata dalla sottoscritta, sostenendo che l’assicurata non
parla bene il tedesco e che questo potrebbe essere un limite per alcune
professioni.” (cfr. doc. VII)

 

                               1.6.   L’amministrazione si è
espressa in proposito con scritto del 21 febbraio 2018, in cui ha in
particolare indicato:

 

" (…) La
nostra Risposta di causa del 15 gennaio 2018 rispetta pienamente il termine di
20 giorni assegnato al nostro ufficio. L’atto ricorsuale è stato recapitato al
nostro ufficio in data 11 dicembre 2017, considerata la sospensione dei termini
tra il 18.12.2017 e il 02.01.2018 compreso, il nostro invio del 15 gennaio 2018
rientra pienamente nel termine stabilito. (...)” (Doc. X)

 

                               1.7.   Il doc. X è stato inviato per
conoscenza all’insorgente (cfr. doc. XI).

 

                               1.8.   Pendente causa il TCA ha invitato
la ricorrente a rispondere ai seguenti quesiti documentando debitamente:

 

" 1. Lei ha
frequentato il corso di tedesco denominato __________ presso __________,
iniziato il 18 agosto 2017 e terminato il 9 novembre 2017, di cui ha chiesto il
finanziamento alla LADI il 10 luglio 2017 (cfr. doc. A25)?

Se sì, lo ha frequentato ininterrottamente?

 

2. Se non ha seguito il corso di tedesco indicato nella sua
richiesta, ha svolto o sta svolgendo un corso analogo?

Se sì, quale, presso che scuola e quando?" (Doc. XII)

 

                                         L’insorgente, il 14 giugno
2018, ha risposto:

 

" Il corso
di tedesco __________ presso __________ (che sarebbe dovuto iniziare il 18
agosto 2017 e terminare il 9 novembre 2017 e di cui ho chiesto il finanziamento
alla LADI il 10 luglio 2017), non l’ho mai frequentato dato che l’Ufficio di collocamento
non mi ha mai finanziato il corso e la mia precaria situazione economica non mi
consente finanziariamente di assumermi il costo di questo corso e/o di altri
corsi analoghi.

A causa del mio stato di indigenza
economica (disoccupata senza diritto ad indennità e senza prestazioni
assistenziali) non ho mai svolto/frequentato e non sto svolgendo/frequentando
un corso analogo, in quanto l’Ufficio regionale di collocamento non mi
riconosce nulla e io non sono economicamente in grado di assumermi il costo
derivante da un corso di lingua tedesca e/o analoghi.” (Doc. XIII)

 

                               1.9.   I doc. XII e XIII sono stati
trasmessi per conoscenza alla parte resistente (cfr. doc. XIV).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                               2.2.   Con scritto del 1° febbraio
2018 la ricorrente ha invocato l’intempestività della risposta di causa,
specificando che la stessa implica la nullità dell’atto e deve essere
dichiarata inammissibile (cfr. doc. VII).

 

                                         Giusta l’art. 5 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause al Tribunale cantonale delle
assicurazioni (Lptca), immediatamente dopo esaminato il ricorso o dopo che lo
stesso sia completato e ritornato al Tribunale, il Giudice delegato ne
trasmette copia all’autorità amministrativa che ha emanato la decisione
impugnata, fissandole un termine di 20 giorni per la presentazione dell’atto di
risposta, al quale va allegato l’incarto completo.

                                      

                                         Secondo l'art. 13 cpv. 3
Lptca il termine per la risposta di casa può essere prorogato una sola volta a
seguito di istanza motivata dell’autorità amministrativa.

                                         Il cpv. 4 enuncia che trascorso
un termine fissato in applicazione della presente legge, il Giudice delegato
assegna un ultimo termine perentorio; egli commina contemporaneamente le
conseguenze in caso d’inosservanza.

 

                                         In casu dalla
documentazione agli atti risulta che il TCA, con ordinanza del 7 dicembre 2017,
ha intimato il ricorso all’URC e gli ha assegnato il termine di 20 giorni di
cui all'art. 5 cpv. 1 Lptca per presentare la risposta di causa (cfr. doc. III).

                                         L’amministrazione ha
indicato che tale ordinanza le è stata recapitata l’11 dicembre 2017 (cfr. doc.
X).

                                         In effetti, essendo
venerdì 8 dicembre 2017 festivo, la prima data utile per la notifica all’URC è
stata lunedì 11 dicembre 2017. 

                                         Il termine di 20 giorni
per inoltrare la risposta è iniziato a decorrere il 12 dicembre 2017 (cfr. art.
38 cpv. 1 LPGA) ed è scaduto, considerato il periodo di sospensione dei termini
dal 18 dicembre 2017 al 2 gennaio 2018 incluso (cfr. art. 11 Lptca; art. 38
cpv. 4 LPGA), martedì 16 gennaio 2018.

                                         La risposta di causa
datata 15 gennaio 2018 e pervenuta al TCA il 16 gennaio 2018 è, pertanto,
tempestiva.

 

                                         Va, comunque, rilevato che
il termine di 20 giorni di cui all'art. 5 cpv. 1 Lptca è d'ordine, a differenza
del termine previsto all'art. 13 cpv. 4 Lptca che viene fissato dal giudice
qualora il termine di 20 giorni non sia ossequiato senza chiedere una proroga.
In questo secondo caso, infatti, si tratta di un termine perentorio (cfr. STCA
38.2006.69 del 30 aprile 2007 consid. 2.3.; STCA 38.2006.70 del 15 febbraio
2007 consid. 2.2. relative ai vecchi art.3 cpv. 1 e 8 LPTCA analoghi agli
attuali 5 cpv. 1 e 13 cpv. 3 Lptca).

 

                                         Sul
tema sollevato dall’insorgente è utile poi considerare che nell’ambito del
diritto delle assicurazioni sociali e, quindi, anche nel settore
dell'assicurazione contro la disoccupazione, vige il principio inquisitorio:
l’amministrazione e, in caso di ricorso, il giudice, accertano d’ufficio i
fatti determinanti per il giudizio, assumono le prove necessarie e le valutano
liberamente (cfr. art. 43 cpv. 1 e 61 lett. c LPGA; art. 16 Lptca; STF
8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 9; STFA U 94/01 del 5 settembre 2001;
STFA P 36/00 del 9 maggio 2001; DTF 122 V 157 consid. 1a; SVR 1995 AHV Nr. 57
pag. 164 consid. 5a; AHI praxis 1994 pag. 212; DTF 117 V 263; DTF 117 V 282).

 

                                         In
una sentenza K 22/00 del 30 novembre 2000, chiamato a pronunciarsi su un
ricorso interposto da una Cassa contro una decisione incidentale con la quale
il TCA - accertata l'intempestività della risposta presentata dalla Cassa -
aveva stabilito che comunque la documentazione da essa prodotta veniva
acquisita agli atti, nella misura in cui sarebbe stata giudicata rilevante ai
fini di un corretto e puntuale chiarimento dei fatti giuridicamente importanti,
il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale) ha dichiarato irricevibile il ricorso in quanto la decisione non
creava un danno irreparabile.

                                         In
quella sentenza l'Alta Corte, ha in particolare, osservato che:

                                                                                

"
(…) nel concreto caso, l'istanza
cantonale, dopo aver nei considerandi di diritto ricordato come nell'ambito
delle assicurazioni sociali e quindi anche dell'assicurazione malattie vigesse
il principio inquisitorio, ha nel dispositivo della querelata pronunzia
dichiarato che i documenti prodotti dalla Cassa, pur avendo quest'ultima
inviato la sua risposta tardivamente, venivano comunque acquisiti all'incarto,
nella misura in cui sarebbero stati ritenuti determinanti ai fini del giudizio,
non si vede pertanto in quale modo la litigiosa decisione incidentale possa
causare un pregiudizio irreparabile alla Cassa, danno che la medesima
d'altronde non fa nemmeno valere nel suo ricorso di diritto amministrativo, il
quale si rileva di conseguenza inammissibile (…)." (cfr. STFA K 22/00 del
30 novembre 2000)

 

                                         In
una sentenza 35.2003.63 del 14 luglio 2004, confermata dall'Alta Corte con
giudizio U 260/04 del 12 ottobre 2005 (in particolare consid. 1) questo
Tribunale, da un lato, ha considerato che il termine di 20 giorni per l’invio
della risposta era stato ossequiato (in quanto entro tale lasso di tempo la
stessa è stata comunque trasmessa a un’autorità, anche se incompetente) e
dall’altro, ha formulato, in riferimento a un’eventuale risposta tardiva, le
stesse considerazioni appena esposte in concreto.

 

                                         In proposito cfr. pure
STCA 38.2006.69 del 30 aprile 2007 consid. 2.3.

 

                                         Nel merito

 

                               2.3.   Fra gli scopi principali
dell'assicurazione contro la disoccupazione vi è quello di "prevenire la
disoccupazione incombente, di combattere quella esistente e di favorire la
reintegrazione rapida e duratura sul mercato del lavoro" (cfr. art. 1a
cpv. 2 LADI).

 

                                         Per realizzare questo
obiettivo il legislatore, agli articoli 59 - 71d LADI (Capitolo 6), ha previsto
una serie di provvedimenti inerenti al mercato del lavoro. 

 

                                         Si tratta di provvedimenti
di formazione (art. 60-62: corsi individuali o collettivi di riqualificazione,
di perfezionamento o di reintegrazione; aziende di esercitazione; pratiche di
formazione), di provvedimenti di occupazione (art. 64a - 64b: programmi di
occupazione temporanea, pratiche professionali, semestri di motivazione) e di
provvedimenti  speciali (art. 65 – 71d: assegni per il periodo di introduzione,
assegni di formazione, sussidi per gli assicurati pendolari o soggiornanti
settimanali, sostegno ai fini del promovimento dell'attività lucrativa
indipendente).

 

                                         L’art. 59 LADI fissa i
principi alla base di tutti i provvedimenti inerenti al mercato del lavoro e
prevede che:

 

" 1
L’assicurazione fornisce prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro a favore di assicurati e di persone minacciate dalla
disoccupazione.

2 I provvedimenti inerenti al mercato del lavoro sono
volti a promuovere la reintegrazione di assicurati il cui collocamento è reso
difficile da motivi inerenti al mercato del lavoro. Tali provvedimenti devono
in particolare:

    a.  migliorare
l’idoneità al collocamento degli assicurati in modo da permettere loro una
rapida e durevole reintegrazione;

    b.  promuovere
le qualifiche professionali secondo i bisogni del mercato del lavoro;

    c.  diminuire il rischio di una disoccupazione di lunga
durata; o

    d.  offrire la possibilità di acquisire esperienze
professionali.

3 Possono partecipare ai provvedimenti inerenti al
mercato del lavoro secondo gli articoli 60–71d gli assicurati che
adempiono:

    a.  i
presupposti del diritto secondo l’articolo 8 per quanto la legge non disponga
altrimenti; e

    b.  le condizioni specifiche per il provvedimento in
questione.

4 I servizi competenti collaborano con gli organi
dell’assicurazione invalidità nella reintegrazione dei disoccupati
invalidi."

 

                                         All'art. 59
cpv. 2 viene dunque ribadito il principio fondamentale secondo cui il diritto a
prestazioni finanziarie per provvedimenti inerenti al mercato del lavoro
è connesso alla situazione del mercato del lavoro: provvedimenti
possono essere messi in atto solo se sono direttamente imposti dallo stato del
mercato. Si tratta di un presupposto che permette di evitare l'erogazione di
prestazioni che non siano in rapporto con l'assicurazione disoccupazione (cfr.
STFA C 209/04, consid. 2 del 10 dicembre 2004; le STFA C 200/02 e C 201/02,
consid. 1 del 5 agosto 2003, la giurisprudenza ivi citata e il Messaggio del
Consiglio federale concernente una nuova legge federale sull'assicurazione
obbligatoria contro la disoccupazione e l'indennità per insolvenza del 2 luglio
1980; FF 1980 III 469 segg.).

 

                                         L’art. 60 LADI concerne
più specificatamente la partecipazione a provvedimenti di formazione e
stabilisce che:

 

" 1
Per provvedimenti di formazione si intendono segnatamente corsi individuali o
collettivi di riqualificazione, di perfezionamento o di reintegrazione nonché
aziende di esercitazione e pratiche di formazione.

2 Per la partecipazione ai corsi possono pretendere
prestazioni:

    a.  gli assicurati secondo l’articolo 59b capoverso 1;

    b.  le persone
direttamente minacciate dalla disoccupazione secondo l’articolo 62 capoverso 2.

3 Chi intende partecipare a un corso di propria
iniziativa deve previamente presentare al servizio competente una domanda
motivata corredata degli atti necessari.

4 Nella misura in cui lo esiga il corso, durante il
medesimo il partecipante non deve necessariamente essere idoneo al
collocamento.

5 I provvedimenti di formazione ai sensi della presente
legge devono essere impostati o scelti, per quanto possibile, secondo i
principi della legge federale del 13 dicembre 2002 sulla formazione
professionale (LFPr). Il coordinamento dei provvedimenti inerenti al mercato
del lavoro e di quelli previsti dalla LFPr ha lo scopo di promuovere un mercato
del lavoro uniforme e trasparente."

 

                               2.4.   Pronunciandosi a proposito
delle disposizioni relative ai corsi di riqualificazione, di perfezionamento o
di reintegrazione la giurisprudenza, prima dell'entrata in vigore della terza
revisione della LADI (il 1° luglio 2003), ha stabilito che una condizione
essenziale per ottenere le prestazioni dell’assicurazione contro la
disoccupazione è che il o la richiedente frequenti effettivamente il corso in
questione (cfr. il vecchio art. 60 cpv. 1 LADI; DTF 112 V 71 consid. 3a; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, Ed. Helbing & Lichtenhahn, 1992, Basilea e
Francoforte sul Meno, pag. 392seg no. 620).

                                         A questo proposito il
Tribunale federale delle assicurazioni ha affermato quanto segue:

 

"
En l'espèce, il est
constant que l'intimé, faute de l'accord de l'autorité compétente et dans
l'attente d'une décision de l'autorité de recours, n'a pas suivi le cours qu'il
se proposait de fréquenter à partir du mois de mars 1984 et qu'il a continué à
percevoir des indemnités journalières durant toute l'année 1984, jusqu'à
épuisement de son droit au nombre maximum de 250 indemnités. Par conséquent, il
ne peut prétendre les prestations qui, aux termes du dispositif du premier
jugement entré en force le 5 septembre 1984, auraient dû lui être allouées s'il
avait donné suite à son intention. De ce point de vue, on ne peut que donner
raison à l'office cantonal. Certes, G. D. courait-il le risque, s'il
fréquentait le cours en question malgré le refus d'accord dudit office, de ne
pas recevoir les prestations correspondantes si l'autorité de recours rejetait
son recours. Mais un tel risque est inhérent à une situation de ce genre et
résulte de la nature même des prestations en cause. Placé devant l'alternative
soit de commencer néanmoins à fréquenter le cours qui débutait au mois de mars
1984, sans être certain de recevoir les prestations auxquelles il estimait
avoir droit, ou bien de renoncer à son projet en attendant la décision de
l'autorité de recours, avec l'intention, s'il obtenait gain de cause, de
fréquenter le même cours à une date ultérieure, l'intimé a choisi le second
terme de l'alternative. Il en porte seul la responsabilité et les reproches
qu'il adresse sur ce point à l'administration ne sont pas justifiés, car il lui
incombait de mesurer toutes les conséquences de son choix avant de se décider.
A ce sujet, il convient d'ajouter que de telles situations sont fréquentes en
droit des assurances sociales, dans la mesure où beaucoup de prestations
litigieuses doivent être exécutées à un moment déterminé et sans qu'il soit
toujours possible d'attendre sinon la décision préalable de l'institution
d'assurance, du moins celle de l'autorité de recours au cas où l'administration
refuse d'assumer le frais de la mesure. Or, sous réserve des cas extrêmement
rares où l'autorité de recours peut ordonner l'exécution provisoire de la
mesure en cause, l'assuré qui n'a pas obtenu d'emblée les prestations demandées
et qui ne peut ou ne veut pas différer l'exécution de la mesure (opération
chirurgicale par exemple, ou achat d'un moyen auxiliaire, etc.) doit courir le
risque d'en supporter lui-même les frais, quitte à en obtenir le remboursement
par la suite si l'autorité de recours, en définitive, lui donne raison." 

(cfr. STFA 24.02.1986 nella causa UFIAML c/G. El Doueihi, citata
da Cattaneo in op. cit. pag. 392s).

 

                                         Sulla base di questa
giurisprudenza federale il TCA ha costantemente dichiarato privi di oggetto, i
ricorsi interposti da assicurati contro decisioni riguardanti delle misure
inerenti al mercato di lavoro che non avevano mai iniziato (cfr. STCA 38.1999.384
del 24 luglio 2000 e STCA 38.1998.67 del 3 settembre 1998).

 

                                         Va comunque precisato che
l'Alta Corte ha mitigato il principio da lei posto.

                                         Infatti, in una sentenza C
287/95 del 1° maggio 1996, il TFA si è dovuto, pronunciare sul caso di
un'assicurata che non aveva seguito il corso di formazione, per il quale aveva
richiesto il consenso all'Ufficio cantonale del lavoro, bensì un altro corso di
identica natura. La nostra Massima Istanza ha stabilito, che è dato un
interesse degno di protezione a ricorrere, allorché l'assicurato, in un secondo
tempo, frequenta un corso simile a quello rifiutato dall'amministrazione.
Pronunciare la mancanza di interesse comporterebbe, inoltre, il rischio
concreto di diniego di giustizia.

 

                                         La nostra Massima Istanza,
in proposito, ha rilevato:

 

" b) En l'espèce, il ressort des pièces que la recourante a suivi un
cours de drainage lymphatique manuel du 8 au 17 juillet 1993, dispensé par une
école de massages professionnelles, à Bulle. Selon toute apparence, ce cours
était semblable à celui qui avait fait l'objet de la demande d'assentiment du
10 septembre 1992 et qui, initialement, devait avoir lieu entre septembre et
novembre 1992.

 

On conçoit tout à fait que l'assuré dans un
premier temps, ait préféré attendre l'issue de la procédure cantonale avant de
fréquenter ce cours. On peut également comprendre que, se rendant compte que la
procédure pouvait durer plusieurs mois, elle ait ensuite décidé de suivre le
cours en question qui, bien évidemment, ne pouvait plus se dérouler aux dates
indiquée dans sa demande. Mais, raisonnablement et objectivement, elle était
fondée a considérer qu'elle recevrait des prestations de l'assurance-chômage en
cas de succès de son recours. Il est donc patent qu'elle continuait à avoir un
intérêt à la solution du litige au fond.

 

Indépendamment de cet intérêt de la recourante,
il y a lieu de constater que l'objet du litige, tel qu'il a été défini par la
décision administrative du 15 décembre 1992, portait sur le refus de la prise
en charge d'un cours de masseuse, refus motivé par le fait qu'il s'agissait,
aux yeux de l'administration, d'une nouvelle formation de base qui, au
demeurant, n'était pas de nature à améliorer l'aptitude au placement de
l'intéressée. La période de fréquentation du cours n'avait qu'une importance
tout à fait secondaire et n'était pas sujette, comme telle, à contestation. Il
en allait de même du choix de l'école appelée à dispenser l'enseignement. Le
fait que l'assurée a suivi un autre cours semblable, pendant une autre période
que celle envisagée à l'origine, n'a donc pas vidé le litige de son contenu.

 

La solution retenue par les premiers juges
comporte enfin un risque concret de déni de justice. En effet, si la recourante
avait présenté une nouvelle demande d'assentiment, pour la prise en charge du
cours suivi en juillet 1993, il est probable que l'administration ne serait pas
entrée en matière en raison de l'identité d'objet entre cette nouvelle demande
et la procédure qui était alors pendante devant la commission cantonale. Si la
recourante présentait maintenant cette demande, l'administration lui
opposerait, non sans raison, l'autorité de la chose jugée de la décision du 15
décembre 1992. Aucun jugement au fond ne pourrait donc être rendu.

 

c) Dans ces conditions, c'est à tort que les
premiers juges ont classé l'affaire sans autre forme de procès." 

(cfr. STFA C 287/95 del 1° maggio 1996 pag. 3 segg.)

 

                                         A mente di questo
Tribunale questa giurisprudenza mantiene pienamente la sua validità anche dopo
l'entrata in vigore della terza revisione della LADI che non ha sostanzialmente
modificato le disposizioni relative alla frequentazione di un corso (cfr.
Messaggio concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la
disoccupazione del 28 febbraio 2001, p.to 1.1.2., in FF 2001 N. 23 del 12
giugno 2001 pag. 1972).

                                         Del resto nemmeno la quarta
revisione
della
LADI del 19 marzo 2011, in vigore dal 1° aprile 2011, ha apportato particolari modifiche
ai provvedimenti inerenti al mercato del lavoro (cfr. STCA 38.2017.80 del 8
gennaio 2018 consid. 2.1.).

 

                               2.5.   Nel caso di specie dagli
accertamenti esperiti dal TCA è emerso che la ricorrente non ha frequentato il
corso di tedesco di cui ha postulato l’assunzione del relativo costo da parte
della LADI (cfr. consid. 1.9.).

                                         Alla luce della
giurisprudenza federale qui sopra esposta (cfr. consid. 2.4.), questo Tribunale
deve dunque concludere che l’insorgente non ha un interesse degno di protezione
a ricorrere.

 

                                         Pertanto il suo ricorso
deve essere dichiarato irricevibile (cfr. STCA 38.2017.45 del 26 ottobre 2017
consid. 2.1.; STCA 38.2014.2 del 22 maggio 2014 consid. 2.2.; STCA 38.2004.12
del 2 aprile 2004; STCA 38.2003.83 del 3 febbraio 2004; STCA 38.1999.384 del 24
luglio 2000).

 

                                         Infatti, l'assicurazione
contro la disoccupazione non è tenuta a versare prestazioni per il
perfezionamento professionale di un assicurato, quando quest'ultimo non
effettua il provvedimento inerente al mercato del lavoro che lui stesso ha
richiesto.

                                         Diverso dalla presente
vertenza è il caso menzionato sopra, in cui l’Alta Corte è entrata nel merito
del ricorso, in quanto l'assicurata, in un secondo tempo, aveva comunque
seguito un corso identico a quello per il quale era stato richiesto il consenso
all'ufficio del lavoro (cfr. consid. 2.4; STFA C 287/95 del 1° maggio 1996).

                                         Il TCA ha pure deciso che
un'assicurata aveva un interesse attuale e degno di protezione a ricorrere,
poiché essa aveva in ogni caso iniziato uno stage di formazione, ma l'aveva
interrotto a seguito di una modifica, a suo detrimento, della decisione
dell'URC, che accoglieva la domanda di poter effettuare tale stage (cfr. STCA 38.2000.109
del 14 febbraio 2001).

                                         Per contro, questa Corte
non ha riconosciuto un interesse degno di protezione a ricorrere a un
assicurato che pretendeva dall'autorità amministrativa il pagamento della tassa
d'esame per l'ottenimento del certificato cantonale di contabilità, giacché
egli non aveva effettivamente sostenuto l'esame in questione (cfr. STCA 38.1999.384
del 24 luglio 2000).

                                         Il TCA è giunto
all'identica conclusione nel caso di un'assicurata che aveva domandato all'URC
di potere frequentare corsi di informatica Word ed Excel, nonché un corso di
introduzione ad Internet, presso la Scuola Club Migros di Lugano (cfr. STCA 38.2002.131+150+151
del 14 novembre 2002).

 

                                         In simili condizioni la
questione di sapere se l'assicurazione contro la disoccupazione, qualora
l’insorgente avesse frequentato il corso in discussione, avrebbe dovuto
assumere i relativi costi, può rimanere irrisolta.

 

                                         Giova, comunque,
evidenziare che ai sensi dell’art. 59d cpv. 1 LADI, menzionato anche dall’URC
visto che il caso dell’insorgente ricade sotto tale disposto (cfr. doc. A35=3),
le persone che non adempiono il periodo di contribuzione, non ne sono state
esonerate e non hanno esaurito il diritto all'indennità di disoccupazione
possono far valere, entro un periodo di due anni e per 260 giorni al massimo,
le prestazioni di cui all'articolo 59cbis capoverso 3 (“L’assicurazione rimborsa
ai partecipanti le spese comprovate e necessarie per la partecipazione a
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro.”) se
in base a una decisione del servizio competente partecipano a un provvedimento
di formazione o di occupazione allo scopo di esercitare un'attività lucrativa
dipendente (cfr. STF C 290/06 del 14 agosto 2007 consid. 3.4.).

 

                                         Riguardo all’art. 59d LADI,
in dottrina, B. Rubin in "Commentaire de la loi sur l'assurance-chômage,
Ginevra-Zurigo-Basilea, Schulthess Editions Romandes, 2014 pag. 466 e 467 ha
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…)

2 Aucune indemnité
journalière n’est versée durant la participation à une mesure au sens de l’art.
59 d LACI.

(…).

Pour pouvoir bénéficier
des prestatione selon l’art. 59d LACI, il faut être soumis au système suisse de
protection contre le chômage, être domicilié en Suisse, être totalement ou
partiellement au chômage et être apte au placement. Les conditions habituelles
d’octroi d’une mesure de marché de travail doivent au surplus être réunies, à
savoir en particulier l’indication du marché du travail et l’amélioration de
l’aptitude au placement (ou plus précisément l’augmentation des chances de
conclure un contrat de travail). L’art. 59d LACI ne constitue probablement pas
une prestation de chômage de sorte quelle n’entre vraisemblablement pas dans le
champ d’application matériel des règlements européens de coordination des
systèmes de sécurité sociale (…).”

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti