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**Case Identifier:** 5e739712-0e5f-529a-b1ab-5871a005e2e1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.04.2010 D-2016/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2016-2010_2010-04-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2016/2010/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  a p r i l e  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Thomas Wespi;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Bielorussia (Belarus),

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) e allontanamento; 
decisione dell'UFM del 18 marzo 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2016/2010

Visto: 

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data 
15 gennaio 2010 in Svizzera,

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo,

i verbali d'audizione del 22 gennaio 2010 (di seguito: verbale 1) e del 
9 febbraio 2010 (di seguito: verbale 2),

la  decisione dell'UFM del  18 marzo 2010,  notificata  all'interessato il 
22 marzo 2010 (cfr. risultanze processuali),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 29 marzo 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  originale  dell'UFM  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  data 
31 marzo 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 
lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF),

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che v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art.  52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione  impugnata;  che  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza può essere redatta in italiano,

che,  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato  ha  dichiarato  di  essere  originario  di  B._______ 
(Bielorussia),  dove  avrebbe  vissuto  dalla  sua  nascita  fino  al  suo 
espatrio nel (…),

che,  nel  (...),  l'interessato  e  due  suoi  amici,  (...) e  (...),  avrebbero 
partecipato  ad  una  manifestazione,  in  occasione  della  quale  è 
intervenuta la Polizia; che l'interessato, assieme a  (...), sarebbe stato 
arrestato, portato in una cella e picchiato, mentre (…) sarebbe riuscito 
a fuggire; che, dopo il  rilascio, l'interessato avrebbe incontrato il  suo 
amico  (...) e  avrebbero  litigato;  che,  alla  fine  del  mese  di  (...), 
l'interessato sarebbe stato convocato in Polizia, in particolare agli uffici  
del  Reparto  regionale  degli  interni  (di  seguito:  ROVD),  dove  gli  
sarebbe  stato  detto  che  avevano  delle  informazioni  su  di  lui,  in 
particolare  che  egli  parlava  male  del  Presidente  e  del  Governo, 
rispettivamente  che  vi  sarebbe  una  denuncia  contro  di  lui;  che 
l'interessato  sarebbe  stato  picchiato  e  in  seguito  rilasciato;  che, 
qualche  giorno  più  tardi,  l'interessato  avrebbe  incontrato  per  strada 
(...),  il  quale  gli  avrebbe  chiesto  USD  5'000.-,  minacciandolo  che 
altrimenti sarebbe ritornato in galera; che, visto il rifiuto dell'interessato 
di  pagare la  suddetta  somma,  dopo tre giorni,  egli  sarebbe stato  di 
nuovo convocato in Polizia, dallo stesso funzionario, il quale l'avrebbe 
picchiato, minacciato di metterlo in prigione, per aver partecipato alla 
manifestazione nel  2006 e per  aver ingiuriato il  Presidente e,  infine, 
l'avrebbe rilasciato; che, nonostante l'interessato si sarebbe rivolto al 
capo  del  suddetto  funzionario  di  Polizia  per  chiedere  aiuto  e 
quest'ultimo  gli  avrebbe  detto  di  stare  tranquillo,  il  funzionario  in 
questione l'avrebbe ancora chiamato in Polizia, picchiato e messo in 
cella  per  tre  giorni  con  l'accusa  di  aver  disturbato  l'ordine  pubblico, 

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appena  uscito  dal  posto  di  Polizia;  che,  in  tale  occasione, 
all'interessato  sarebbe  stata  inflitta  una  multa;  che,  l'interessato 
sarebbe stato convocato un'altra volta dall'ispettore, il quale l'avrebbe 
minacciato di  avere una settimana di  tempo per mettere in ordine la 
faccenda; che, dopo qualche giorno, non avendo ottenuto protezione 
dal capo della Polizia, a cui si era rivolto a seguito dei fatti avvenuti, e  
per  il  timore  di  essere  incarcerato  di  nuovo,  l'interessato  avrebbe 
deciso di nascondersi  per 15 giorni  presso un amico a C._______ e 
poi di espatriare, 

che,  da D._______ (vicino a B._______),  avrebbe viaggiato in  auto, 
rispettivamente nel rimorchio di un camion per 24 ore fino ad arrivare 
a E._______ (Svizzera), dove avrebbe preso un biglietto del treno per  
giungere  a  Chiasso  (Svizzera)  senza  documenti  e  senza  subire 
controlli, 

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità, 

che, nella decisione del 18 marzo 2010, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 
materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi  dell'art.  1a  lett.  b  e  c  dell'ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a 
questioni pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; che, 
dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  
previste all'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine siccome 
lecita, esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso, l'insorgente  contesta  la  decisione  dell'UFM, 
sostenendo che vi sarebbero nel suo caso dei motivi che giustificano 
la mancata presentazione dei documenti d'identità, nonché sarebbero 
necessari  ulteriori  approfondimenti  in  relazione  al  suo  statuto  di 
rifugiato  o  all'esecuzione  del  suo  allontanamento,  ragione  per  cui, 
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e  la  decisione  qui  impugnata  dovrebbe  essere 
annullata;  che,  innanzitutto,  egli  ribadisce  di  aver  lasciato  il  suo 
passaporto in patria presso un conoscente del suo amico F._______, 

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come  gli  sarebbe  stato  consigliato;  che  egli  non  avrebbe  potuto 
lasciarlo né presso i suoi familiari,  né presso il  suo citato amico per 
timore che essi  avrebbero potuto  subire  delle  rappresaglie  da parte 
della  Polizia,  la  quale  avrebbe  saputo  della  sua  amicizia  con 
F._______; che,  peraltro,  circa  la  contraddizione rilevata  dall'UFM in 
merito alla persona che conserverebbe il suo passaporto e con cui egli  
averebbe, o  non avrebbe,  parlato,  il  ricorrente  sottolinea che non si 
tratterebbe  di  una  contraddizione,  bensì  di  un  chiarimento  offerto 
spontaneamente;  che,  d'altronde,  come  già  dichiarato,  il  suo 
passaporto gli sarebbe stato spedito e starebbe per arrivare a breve, 
assieme ad altri  documenti che potrebbero comprovare la sua storia; 
che, infine, l'insorgente fa valere che il suo racconto sarebbe coerente 
e dettagliato, 

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  l'annullamento  della 
decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore 
per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo; che ha, 
altresì,  presentato  una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso 
della dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo 
anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono  
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c),

che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 

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professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine  degli  studi  (Decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale 
svizzero [DTAF] 2007/7 consid. 6),

che, nel caso concreto, l'insorgente non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri,

che,  inoltre,  in  merito  al  suo  passaporto,  non  soccorre  il  ricorrente 
l'asserita  giustificazione addotta  in  sede di  procedura (cfr. verbale 1 
pag. 5 e verbale 2 D7) e ribadita in sede di ricorso (cfr. ricorso pag. 2) 
secondo  cui  egli  avrebbe  lasciato  siffatto  documento  presso  un 
conoscente del suo amico F._______ e non a casa sua, per timore che 
la sua famiglia avrebbe potuto subire delle rappresaglie da parte della  
Polizia; che, infatti, se tale fosse stato effettivamente il caso, egli non 
avrebbe lasciato a casa di sua madre tutta una serie di altri documenti,  
quali il libretto di lavoro, il passaporto e il libretto militare (cfr. verbale 1  
pag. 4); che,  peraltro,  il  ricorrente  si  è  contraddetto sul  fatto di  aver 
contattato il suo amico F._______ oppure il conoscente di quest'ultimo 
presso cui asserisce che si troverebbe il suo passaporto (cfr. verbale 2 
D3  e  D5);  che  tali  allegazioni  sono  nettamente  contraddittorie, 
contrariamente  a  quanto  il  ricorrente  avrebbe  voluto  far  credere  in 
sede  di  ricorso  (cfr.  ricorso  pag.  2);  che,  in  siffatte  circostanze,  le 
allegazioni dell'insorgente circa la mancata possessione di documenti 
d'identità sono da ritenersi manifestamente inverosimili, 

che,  in  aggiunta,  visto  il  tempo  trascorso  dalla  presentazione  della 
domanda d'asilo e l'infondata allegazione secondo cui la persona che 
avrebbe il suo passaporto non sarebbe a casa e potrebbe spedirglielo 
solo  tra  un mese (cfr. verbale  2  D3),  il  ricorrente  non ha nemmeno 
dimostrato di aver effettuato seri e concreti sforzi che avrebbero potuto 
avere  esito  favorevole  per  l'invio  dei  suoi  documenti,  ciò  che 
costituisce un'ulteriore conferma della  dissimulazione dei  documenti, 
considerato  che,  di  regola,  chi  è  già  in  possesso  di  un  documento 
d'identità  e  si  limita  a  dissimularlo,  non  intraprende  alcunché  per 
procurarsene di nuovi o di complementari, 

che,  d'altronde,  non  può  corrispondere  alla  realtà  dei  fatti  che 
l'interessato abbia intrapreso il suo viaggio d'espatrio senza documenti  
e  senza  subire  controlli  alle  frontiere  dei  diversi  Paesi  attraversati,  
semplicemente  nascosto  nel  rimorchio  del  TIR  su  cui  viaggiava 
(cfr. verbale  1  pagg.  8-9);  che,  infatti,  egli  non  ha  saputo  né  cosa 
contenevano  i  cartoni  nel  rimorchio,  né  i  Paesi  o  le  frontiere 

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attraversate se non quella riferitagli dal suo amico, né tantomeno dove 
il camion si sarebbe fermato in alcune occasioni (cfr. ibidem), 

che,  pertanto,  l'insorgente  non  può  aver  viaggiato  nelle  circostanze 
descritte, 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, v'è ragione di 
concludere che l'insorgente dissimuli i suoi documenti d'identità per i  
bisogni della causa,

che il ricorrente deve quindi sopportare le conseguenze della mancata 
consegna dei documenti d'identità, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile,

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente,

che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di  
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5),

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla  Bielorussia  per  il  timore  di  essere  incarcerato  da  parte  della 
Polizia  a  seguito  delle  molteplici  convocazioni,  interrogatori  e 
maltrattamenti subiti dalla stessa che l'accuserebbe di aver ingiuriato il  
Presidente ad una manifestazione avvenuta nel (...), 

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che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel  
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato,

che,  segnatamente,  il  ricorrente ha reso nel  corso del  suo racconto 
dichiarazioni  contraddittorie  e  vaghe,  che  conducono  alla  palese 
inverosimiglianza dei  motivi  d'asilo  addotti; che, a titolo d'esempio, il  
ricorrente  non  è  stato  in  grado  di  collocare  nel  tempo  in  maniera 
precisa e certa le tre convocazioni di  cui  sarebbe stato oggetto (cfr. 
verbale 1 pagg. 5-7 e verbale 2 D20, D29, D50-52 e D82), nonostante 
si tratterebbe di un periodo delimitato tra la fine del (...) e il (...) circa;  
che, inoltre, il ricorrente non ha apportato alcun mezzo di prova circa 
tali  convocazioni;  che,  a  tal  proposito,  non  soccorre  l'allegazione 
secondo cui la convocazione gli sarebbe stata ritirata dalla Polizia (cfr. 
verbale 2 D103), allorquando aveva invece dichiarato, nel corso della 
prima audizione,  che le  convocazioni  sarebbero rimaste  a casa sua 
oppure che le avrebbe buttate via personalmente (cfr. verbale 1 pag. 
8);  che,  infine,  i  fatti  di  cui  il  ricorrente  pretenderebbe  essere  stato 
vittima  nel  (...)  non  trovano  alcun  legame  con  la  manifestazione 
avvenuta  ben  tre  anni  prima,  ovvero  nel  (...),  la  quale  sarebbe 
all'origine  delle  sue  persecuzioni,  a  seguito  della  denuncia  del  suo 
amico (...) (cfr. verbale 1 pagg. 5-7 e verbale 2 D20, D30, D35-36, D59 
e  D94);  che,  infatti,  se  il  suo  amico  avesse  voluto  effettivamente 
denunciare  il  ricorrente  e  se  la  Polizia  avesse  avuto  realmente  un 
interesse verso il ricorrente, per guadagnare dei soldi o per muovere 
delle accuse contro di lui, non avrebbero di certo atteso tre anni; che, 
del  resto  il  ricorrente  ha  confermato  che  non  gli  sarebbe  successo 
nulla di rilevante in questi tre anni (cfr. verbale 2 D26), 

che,  d'altronde,  l'insorgente  in  sede  di  ricorso  non  ha  contestato  o 
apportato alcun chiarimento alle sue allegazioni, nonché agli elementi 
rilevati dall'UFM a fondamento della decisione impugnata,

che, pertanto, alla luce delle suesposte considerazioni, v'è ragione di 
concludere all'assoluta inverosimiglianza dei motivi d'asilo addotti dal 

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medesimo,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi 
inconsistenti del racconto reso, 

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato inverosimili, 
con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le dichiarazioni rese dal 
ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo,

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal 
punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale 
amministrativo  federale  E-423/2009  dell'8  dicembre  2009  consid.  8, 
destinata alla pubblicazione), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Bielorussia 
possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20)  o esporre il  ricorrente  in  Patria  al  rischio reale  ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  del 
4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà 
fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la 
tortura ed altre pene o trattamenti  crudeli,  inumani  o degradanti  del  
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105),

che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato  nel  merito  della  domanda  d'asilo  ai  sensi  dell'art. 
32 cpv. 2 lett. a LAsi,

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata,

che, nella fattispecie, il ricorrente non ha contestato né la pronuncia né 
l'esecuzione dell'allontanamento ritenuta lecita, esigibile e possibile da 

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parte  dell'UFM  nella  decisione  impugnata;  che,  ciò  nonostante,  il 
principio della massima d'ufficio vigente in procedura amministrativa e 
in  materia  d'asilo,  impone  a  codesto  Tribunale  di  esaminare  la 
questione  dell'allontanamento  e  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
nei confronti dell'autore del gravame, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1;  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2001 n.21),

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 3 LStr),

che,  inoltre,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili all’art. 44 cpv. 2 LAsi e all'art. 83 cpv. 4 LStr, in Bielorussia 
non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o violenza 
generalizzata che coinvolga l'insieme della  popolazione nella  totalità 
del territorio nazionale, 

che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, 
ha una formazione scolastica, nonché professionale e vanta qualche 
anno di  esperienza lavorativa come (...)  (cfr. verbale 1 pag. 2); che, 
peraltro, in Patria – dove l'insorgente ha vissuto sostanzialmente tutta 
la sua vita (cfr. verbale 1 pagg. 2-3) – vive ancora sua (...),

che, infine, l'insorgente è in buona salute; che, infatti, non ha preteso 
nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano 
giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr. GICRA 2003  n. 24), 
senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici, 

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente nel suo 
Paese  d'origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv. 4 LStr),

che,  infine,  non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della  pos-
sibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e 
art. 83 cpv.  2  LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria 
diligenza, potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio 
(art. 8 cpv. 4  LAsi);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque 
pure possibile,

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  peraltro,  essendo  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  della 
probabilità d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel 
senso della dispensa dal pagamento delle spese processuali (art. 65 
cpv. 1 PA), è respinta, 

che,  visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle 
tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta. 

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione soggiorno per l'incarto N  (...) (per corriere interno; 

in copia) 
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione:

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