# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4134337f-f126-5bf3-9480-a5b1dee49198
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-02-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.02.2021 42.2020.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2020-37_2021-02-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2020.37

   

  rs

  	
  Lugano

  8 febbraio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini,
  vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 dicembre 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell’11 novembre 2020 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1

   

   

  in materia di indennità perdita di guadagno (Corona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nata nel 1980, svolge
sia un’attività dipendente presso la __________ e la __________, che
un’attività indipendente nell’ambito della consulenza e del coaching. 

                                         Il 17 aprile 2020 ha
richiesto l’indennità di perdita di guadagno Corona.

 

                                         La
medesima, nel relativo formulario, ha specificato che il motivo della richiesta
era l’interruzione dell’attività lucrativa a causa di misure di quarantena dal
12 marzo al 17 aprile 2020 (con la precisazione che tale data era da confermare
definitivamente) ordinate dal medico. Alla fine del modulo l’interessata ha
indicato a mano “Richiesta per l’attività predominante come indipendente x
il momento: resto a disposizione x ulteriori informazioni” (cfr. doc. 005).

 

                                         I
certificati medici del 6, 14 e 20 aprile 2020 allestiti dalla dr. med. __________,
specialista FMH in medicina interna, agli atti attestano che RI 1 è stata posta
in quarantena per sospetto contagio dal 12 marzo al 30 aprile 2020 e che la
stessa era inabile al lavoro al 100% (cfr. doc. 006-008).

 

                               1.2.   Il
29 maggio 2020 la Cassa cantonale di compensazione (in seguito: Cassa) ha
respinto la domanda “in quanto l’interruzione del lavoro è dovuta a
malattia” (doc. 004).

 

                                         Nella
sua opposizione del 18 giugno 2020 RI 1 si è così espressa:

 

" (…)

Con la presente impugno la vostra decisione in quanto la mia
attività ha subito interruzioni per svariati motivi:

- su consulto del mio medico curante che mi ha posto in quarantena
come da certificati in vostro possesso. Purtroppo, seppur anche con
sintomatologia considerata lieve ma di lunga durata, a suo tempo non rientravo
tra le categorie di persone che hanno potuto essere testate con il tampone
nasofaringeo; 

- sia a seguito della chiusura di attività ordinata dal Consiglio
federale sia del divieto di svolgere manifestazioni; 

- le misure decise dal Consiglio federale hanno causato una
perdita di guadagno indiretta. (…)” (Doc. 002)

 

                               1.3.   Con
decisione su opposizione dell’11 novembre 2020 la Cassa ha confermato la
precedente decisione, rilevando:

 

" (…) Per
quanto suesposto, il diritto all'IPG Corona è di principio dato alle persone in
buona salute che, su prescrizione (di un medico o dell'autorità), hanno dovuto
interrompere l'attività per mettersi in quarantena, ovvero allo scopo di
prevenire la diffusione del coronavirus poiché hanno avuto contatti con persone
effettivamente o potenzialmente contagiate.

ln concreto, l'opponente è stata assente dal lavoro per malattia,
come attestato dai certificati medici versati agli atti. Non può quindi essere
considerata in buona salute e, conseguentemente, essere stata messa in
quarantena. ln ragione di ciò, il diritto all'indennità non può essere
accordato. (…)” (Doc. 001=A1)

 

                               1.4.   Contro
questa decisione RI 1 ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel quale domanda
“di considerare la sua richiesta d’indennità come indipendente per i 6 mesi
in cui l’ordinanza è stata in vigore”.

                                         La medesima ha addotto:

 

 

" (…) 

- Per prevenire la diffusione del virus sono stata messa in
quarantena dal mio medico il 12 marzo 2020.

- Non è stata considerata la mia richiesta d'indennità per
indipendenti per l'intero periodo in cui l'ordinanza è stata in vigore a
partire dal 17 marzo 2020. Indipendentemente dal periodo di quarantena, ho
fatto richiesta come indipendente colpita da perdita di guadagno a causa
dell'epidemia di coronavirus per i 6 mesi dell'ordinanza in questione. Come già
menzionato nella mia lettera del 18 giugno 2020, come altri professionisti del
settore della formazione, del coaching e della consulenza, che lavorano a
diretto contatto con individui, team e gruppi, anche la mia attività ha subito
interruzioni per svariati e ovvi motivi. (…)” (Doc. I)

 

                               1.5.   Nella
sua risposta del 28 dicembre 2020 la Cassa ha proposto la reiezione del ricorso,
confermando quanto esposto nella decisione su opposizione in relazione al
diniego dell’indennità di perdita di guadagno Corona a causa dell’interruzione
dell’attività lucrativa a causa di misure di quarantena.

                                         L’amministrazione
ha inoltre asserito: 

 

" (…) Subordinatamente
l'assicurata solleva la questione di un eventuale diritto all'IPG Corona quale
indipendente, in ragione della chiusura della sua attività a seguito delle
misure decretate dal Consiglio federale sulla base dell'articolo 2 cpv. 1bis
lett. b e c dell'Ordinanza COVID-19.

Di fatto, con la domanda del 17 aprile 2020, l'IPG Corona non è
stata chiaramente richiesta per questo tipo di evento; in effetti l'apposito
spazio non è stato in alcun modo compilato. È però vero che la Cassa avrebbe
potuto entrare nel merito, interpretando in questo senso la frase apposta sulla
pagina 5 del questionario '"Richiesta per l'attività predominante come
indipendente x il momento; resto a disposizione x ulteriori informazioni'.

Preso atto di quanto precede, per quanto attiene ad un eventuale
diritto all'IPG Corona secondo l'articolo 2 cpv. 1bis lett. b e c
dell'Ordinanza COVID-19, si anticipa che la Cassa provvederà ad emanare una
separata decisione, che sarà notificata alla ricorrente nel corso dei prossimi
giorni. (…)” (Doc. III)

 

                               1.6.   L’11
gennaio 2021 la ricorrente ha presentato alcune osservazioni (cfr. doc. V+1).

 

                               1.7.   La Cassa, il 15 gennaio 2021,
ha comunicato di avere nel frattempo concesso all’insorgente e versato, il 4
gennaio 2021, l’indennità di perdita di guadagno Corona per il periodo 17 marzo
- 16 settembre 2020 sulla base dell’art. 2 cpv. 1bis lett. b e c dell’Ordinanza
COVID-19. 

                                         L’amministrazione, al
riguardo, ha indicato che la controversia davanti a questo Tribunale è quindi
divenuta priva d’oggetto e deve essere stralciata (cfr. doc. VII; 7).

 

                               1.8.   Con scritto del 22 gennaio
2021 la ricorrente ha, in particolare, confermato di aver ricevuto sul suo
conto le IPG Corona (cfr. doc. IX).

 

                               1.9.   Il doc. IX è stato inviato
per conoscenza alla Cassa (cfr. doc. X).

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid.
5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11
luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H
212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98
del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del
22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014
del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   L’art. 6 Lptca stabilisce che:

 

“ 1   L’autorità
amministrativa può, fino all’invio della sua risposta, riesaminare il
provvedimento impugnato. 

  2   Essa notifica
immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al Tribunale. 

  3   Quest’ultimo continua
la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto per effetto
della nuova decisione; se la stessa si fonda su elementi di fatto o di diritto
notevolmente differenti, il Giudice delegato assegna al ricorrente un termine
di 10 giorni per prendere posizione.”

 

                                         L'art. 53 cpv. 3 LPGA
prevede che l'assicuratore può riconsiderare una decisione o una decisione su
opposizione, contro le quali è stato inoltrato ricorso, fino all'invio
del suo preavviso all'autorità di ricorso.

                                         L'art.
58 cpv. 1 PA ha un tenore analogo. 

                                         Per
costante giurisprudenza una decisione emanata pendente lite mette fine alla
vertenza solo nella misura in cui corrisponde alle richieste del ricorrente. Il
litigio sussiste nella misura in cui la nuova decisione non regola tutte le
questioni nei sensi voluti dall'insorgente. L'autorità adita deve in questi
casi entrare nel merito della vertenza, senza che l'insorgente debba ricorrere
contro il nuovo atto amministrativo (cfr. STF 8C_1036/2012 del 21 maggio 2013
consid. 3.3.; DTF 127 V 228 consid. 2, 113 V 237; Spira, "Le
contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale",
in RJN 1984, pag. 23).

                                         La riconsiderazione
pendente lite permette, dunque, all'amministrazione di riesaminare un proprio
provvedimento dopo che l'insorgente ha espresso il suo punto di vista nell'atto
di ricorso ed eventualmente di modificarlo corrispondentemente alle richieste
della parte ricorrente (cfr. R. Hischier, Die Wiedererwägung pendente lite im
Sozialversicherungsrecht oder die Möglichkeit der späten Einsicht, in SZS 1997
pag. 452).

                                         La
modifica può essere fatta unicamente a vantaggio del ricorrente, ritenuto che
in caso contrario la nuova decisione assurge a proposta fatta
dall'amministrazione al Tribunale (cfr. STF 9C_22/2019 del 7 maggio 2019
consid. 3.1.; U. Kieser, ATSG
Kommentar, 4. Edizione, Zurigo-Basilea-Ginevra 2020, n. 90 ad art. 53 pag. 988).

 

                                         L'amministrazione
non può, invece, rivedere la decisione impugnata dopo aver presentato la
risposta di causa ai giudici di primo grado. Una decisione resa dopo questo
termine assume anch’essa unicamente il carattere di una proposta indirizzata al
giudice, affinché egli decida nei sensi della nuova decisione (cfr. STF
8C_1/2011 del 5 settembre 2011 consid. 1; DTF 130 V 138
consid. 4.2.; U. Kieser, op. cit., n. 92 ad art. 53 pag. 988).

                                      

                               2.3.   Nel
caso di specie dagli atti risulta che la Cassa, con decisione del 29 maggio
2020 confermata dalla decisione su opposizione dell’11 novembre 2020, ha negato
alla ricorrente le indennità di perdita di guadagno Corona, in quanto nel
periodo dal 12 marzo al 30 aprile 2020 era inabile al lavoro al 100%. La
stessa, dunque, non essendo in buona salute, non ha interrotto l'attività per
mettersi in quarantena (cfr. doc. A3-A5; consid. 1.1.-1.3.).

 

                                         Il 4 gennaio 2020 la Cassa
ha poi riconosciuto all’insorgente il diritto all’IPG Corona in qualità di
indipendente che ha subito una perdita di guadagno a causa della pandemia, come
richiesto alternativamente dalla ricorrente nella domanda del 17 aprile 2020
(cfr. doc. I; III; VII; 005 consid. 1.4.; 1.5.; 1.7.).

 

                                        Come
esposto sopra, l'amministrazione può riconsiderare pendente lite una decisione
contestata soltanto fino al momento dell'inoltro della risposta di causa. Un
provvedimento emanato successivamente vale unicamente come proposta al giudice
(cfr. consid. 2.2.).

 

                                         Nel
caso in esame, il 10 dicembre 2020, il TCA ha assegnato alla Cassa 20 giorni
per presentare la risposta al ricorso dell’insorgente dell’8 dicembre 2020 (cfr.
doc. II). 

                                         Il
28 dicembre 2020 la parte resistente ha presentato la propria risposta di
causa, postulando la reiezione dell’impugnativa e precisando che in relazione a
un eventuale diritto all’IPG Corona quale indipendente avrebbe emesso una
separata decisione (cfr. doc. III; consid. 1.5.).

                                         La
Cassa ha poi comunicato alla ricorrente di avere stabilito l’indennità di
perdita di guadagno Corona dal 17 marzo al 16 settembre 2020 per complessivi
fr. 4'880.20 il 4 gennaio 2020 (cfr. doc. 7), ossia successivamente all’inoltro
della risposta di causa.

                                         

                                         Di
conseguenza la causa, già a prescindere dalla questione di sapere se la
comunicazione del 4 gennaio 2020 costituisca una decisione o meno, non va
stralciata dai ruoli.

 

                                         Ne
discende che nella presente fattispecie oggetto del ricorso resta, in ogni
caso, la decisione su opposizione dell’11 novembre 2020 che ha confermato la
decisione del 29 maggio 2020 con la quale la Cassa aveva negato all’insorgente
il diritto a IPG Corona (cfr. STCA 38.2014.39 del 4 dicembre 2014 consid. 2.3.).

 

                               2.4.   Ai sensi dell’art. 185 cpv. 3
della Costituzione federale (Cost.), il Consiglio federale può emanare
ordinanze e decisioni per far fronte a gravi turbamenti, esistenti o imminenti,
dell’ordine
pubblico o della sicurezza interna. La validità di tali ordinanze dev’essere
limitata nel tempo.

 

                                         Il Consiglio federale,
fondandosi sull’art. 185 cpv. 3 Cost., il 20 marzo 2020 ha, in particolare,
adottato l’Ordinanza sui provvedimenti in caso di perdita di guadagno in
relazione con il coronavirus (COVID-19) (Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno; RS 830.31), entrata in vigore retroattivamente il 17 marzo 2020 con
validità di sei mesi (RU 2020 871).

 

                                         L’art. 2 della menzionata
Ordinanza, relativo agli aventi diritto, prevede 

 

" 1 Hanno
diritto a un’indennità i genitori di figli di età inferiore a 12 anni compiuti
e le altre persone che adempiono le seguenti condizioni: 

 

a. devono interrompere l’attività lucrativa a causa di
provvedimenti ordinati dalle autorità conformemente agli articoli 35 e 40 della
legge del 28 settembre 2012 sulle epidemie (LEp) in relazione con l’epidemia di
coronavirus (COVID-19), 

1. in seguito alla cessazione della custodia dei figli da parte di
terzi, o 

2. perché sono stati messi in quarantena;

 

b. al momento dell’interruzione dell’attività lucrativa sono: 

1. salariati ai sensi dell’articolo 10 LPGA, o 

2. indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA; 

 

c. sono assicurati obbligatoriamente ai sensi della legge federale
del 20 dicembre 1946 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti
(LAVS). 

 

2 I genitori che devono interrompere la loro attività lucrativa
per occuparsi della custodia dei figli non hanno diritto all’indennità durante
le vacanze scolastiche. 

 

3 Hanno diritto all’indennità i lavoratori indipendenti ai sensi
dell’articolo 12 LPGA che, in seguito a un provvedimento di cui all’articolo 6
capoversi 1 e 2 dell’ordinanza 2 COVID-19
del 13 marzo 20206 subiscono una perdita di guadagno. 

 

4 L’indennità è sussidiaria rispetto a tutte le prestazioni di
assicurazioni sociali e assicurazioni secondo la legge del 2 aprile 19087 sul
contratto d’assicurazione nonché ai pagamenti effettuati dai datori di lavoro
in virtù dell’obbligo di continuare a versare il salario. 

 

5 Per custodia dei figli da parte di terzi si intende quella
dispensata nelle strutture di custodia collettiva diurna, nelle scuole
dell’infanzia e nelle scuole, nonché da persone singole, se queste sono
particolarmente esposte al rischio dell’epidemia di coronavirus ai sensi
dell’ordinanza 2 COVID-19. 

 

6 Entrambi i genitori possono avere diritto all’indennità a causa
della cessazione della custodia dei figli da parte di terzi. Il diritto può
tuttavia essere fatto valere soltanto per un’indennità giornaliera per giorno
di lavoro. 

 

7 I genitori affilianti hanno diritto all’indennità, se si sono
assunti gratuitamente e durevolmente le spese di mantenimento ed educazione
dell’affiliato. 

 

8 Se una persona ha diritto all’indennità in virtù di più
provvedimenti della LEp, è versata soltanto un’indennità giornaliera.”

                                         Secondo l’art. 12 cpv. 1
LPGA è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito
dall’esercizio di un’attività di salariato.

 

                                         In relazione all’art. 2
cpv. 4 dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno nel suo Commento a questa
disposizione dell’Ordinanza, l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (in
seguito: UFAS) si è così espresso:

 

" Cpv. 4: il
diritto all’indennità sussiste unicamente se non vi è nessun’altra
assicurazione che versa prestazioni in seguito alla realizzazione del rischio e
se il datore di lavoro non ha l’obbligo di continuare a pagare il salario. In
particolare si può supporre che le persone in quarantena che hanno contratto la
malattia ricevano un’indennità giornaliera in caso di malattia. È irrilevante
che si tratti di un’indennità versata in virtù della legge federale del 18
marzo 1984 sull’assicurazione malattie (LAMal) oppure in virtù della legge
federale del 2 aprile 19083 sul contratto d’assicurazione (LCA). La presente
indennità è sussidiaria rispetto ad altre prestazioni di assicurazioni sociali
o a prestazioni secondo la LCA.”

 

                                         L’art. 3 Ordinanza
Covid-19 perdita di guadagno precisa che per le persone in quarantena e per gli
aventi diritto di cui all’articolo 2 capoverso 3 il diritto inizia quando sono
adempiute tutte le condizioni di cui all’articolo 2) (cpv. 2), che il diritto
si estingue con la revoca dei provvedimenti adottati conformemente agli
articoli 7, 35 e 40 LEp (cpv. 3) e che alle persone in quarantena sono versate
al massimo 10 indennità giornaliere (cpv. 5).

 

                                         Secondo l’art. 4 Ordinanza
Covid-19 perdita di guadagno l’indennità è versata sotto forma di indennità
giornaliera (cpv. 1) e ogni cinque indennità giornaliere sono versate due
ulteriori indennità giornaliere (cpv. 2).

 

                                         L’indennità giornaliera
ammonta all’80 per cento del reddito medio dell’attività lucrativa conseguito
prima dell’inizio del diritto all’indennità (art. 5 cpv. 1 Ordinanza Covid-19
perdita di guadagno) e ammonta al massimo a 196 franchi giorno (cpv. 3).

 

                                         Il diritto all’indennità
deve essere esercitato dall’avente diritto (art. 7 Ordinanza Covid-19 perdita
di guadagno).

 

                                         Secondo l’art. 8 Ordinanza
Covid-19 perdita di guadagno, l’indennità è versata all’avente diritto (cpv.
1), è versata mensilmente e posticipatamente (cpv. 2) ed è fissata e pagata
dalla cassa di compensazione AVS che era competente per la riscossione dei
contributi AVS prima della nascita del diritto all’indennità (cpv. 3).

                                         Il 16 aprile 2020 l’art. 2
dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno è stato modificato con effetto retroattivamente
dal 17 marzo (RU 2020 1257) come segue:

 

" Art. 2
cpv. 1, 1bis, 2, 3, 3bis e 5

 

1 Se adempiono le condizioni di cui al capoverso 1bis, hanno
diritto a un’indennità: 

 

a. i genitori di figli di età inferiore a
12 anni compiuti; 

b. i genitori di figli minorenni che hanno
diritto a un supplemento per cure intensive secondo l’articolo 42ter capoverso
3 della legge federale del 19 giugno 1959 sull’assicurazione per l’invalidità
(LAI); c. i genitori di figli di età inferiore a 20 anni compiuti che
frequentano una scuola speciale; 

d. altre persone. 

 

1bis Le persone di cui al capoverso 1 hanno
diritto all’indennità, se adempiono le seguenti condizioni: 

 

a.    devono
interrompere l’attività lucrativa a causa di provvedimenti ordinati dalle
autorità conformemente agli articoli 35 e 40 della legge del 28 settembre 2012
sulle epidemie (LEp) in relazione con l’epidemia di coronavirus (COVID-19): 

 

1. in seguito alla
cessazione della custodia dei figli da parte di terzi, o 

2. perché sono state
messe in quarantena;

 

b.    al momento
dell’interruzione dell’attività lucrativa sono: 

1. salariate ai sensi dell’articolo
10 LPGA, o 

2. indipendenti ai sensi
dell’articolo 12 LPGA; 

 

c.     sono
assicurate obbligatoriamente ai sensi della legge federale del 20 dicembre 1946
sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS). 

 

2 I genitori che devono interrompere la loro attività lucrativa
per occuparsi della custodia dei figli non hanno diritto all’indennità durante
le vacanze scolastiche, salvo se la custodia avrebbe dovuto essere assunta da
una persona particolarmente a rischio ai sensi dell’ordinanza 2 COVID-19 del 13
marzo 20206 o da un servizio messo a disposizione dalla scuola. 

 

3 Hanno diritto all’indennità i lavoratori indipendenti ai sensi
dell’articolo 12 LPGA che subiscono una perdita di guadagno a causa di un
provvedimento di cui all’articolo 6 capoversi 1 e 2 dell’ordinanza 2 COVID-19.
La condizione del capoverso 1bis lettera c si applica anche a questi lavoratori
indipendenti. 

 

3bis I lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA che
non rientrano nel campo d’applicazione del capoverso 3 hanno diritto
all’indennità, se subiscono una perdita di guadagno a causa dei provvedimenti
del Consiglio federale per combattere il coronavirus e il loro reddito determinante
per il calcolo dei contributi dovuti secondo la LAVS per l’anno 2019 è compreso
tra 10 000 e 90 000 franchi. La condizione del capoverso 1bis lettera c si
applica anche a questi lavoratori indipendenti. 

 

5 Per custodia dei figli da parte di terzi secondo il capoverso
1bis lettera a numero 1 s’intende quella dispensata nelle strutture di custodia
collettiva diurna, nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole e nelle istituzioni
ai sensi dell’articolo 27 LAI, nonché da persone singole, se queste sono particolarmente
esposte al rischio dell’epidemia di COVID-19 ai sensi dell’ordinanza 2
COVID-19.

 

                                         Il nuovo tenore dell’art.
3 è invece il seguente:

 

" Art. 3
cpv. 2, 4 e 5 

 

2 Per le persone in quarantena e per gli aventi diritto di cui
all’articolo 2 capoversi 3 e 3bis il diritto inizia quando sono adempiute tutte
le condizioni di cui all’articolo 2. 

 

4 Ai lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA che
hanno diritto all’indennità in virtù dell’articolo 2 capoverso 1bis lettera a
sono versate al massimo 30 indennità giornaliere. 

 

5 Alle persone in quarantena sono versate al massimo dieci
indennità giornaliere per caso di quarantena.”

 

                                         L’Ordinanza sui
provvedimenti in caso di perdita di guadagno in relazione con il coronavirus
(COVID-19) è stata in seguito modificata in particolare il 19 giugno 2020 (RU
2020 2223), il 1° luglio 2020 (RU 2020 2729), il 2 luglio 2020 (RU 2020 2739),
l’11 settembre 2020 (RU 2020 3705), il 7 ottobre 2020 (RU 2020 3973), il 4
novembre 2020 (RU 2020 4571), il 18 dicembre 2020 (RU 2020 5829),

 

                                         Per completezza va
osservato che l’art. 2 cpv. 3bis Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno è stato
abrogato con la modifica dell’Ordinanza dell’11 settembre 2020 entrata in
vigore il 17 settembre 2020 (RU 2020 3705).

 

                                         Dopo che il 25 settembre
2020 il Parlamento ha approvato la Legge federale sulle basi legali delle
ordinanze del Consiglio federale volte a far fronte all’epidemia di COVID-19 (Legge
COVID-19; cfr. RS 818.102), il 4 novembre 2020 il Consiglio federale,
fondandosi sull’art. 15 della Legge COVID-19, ha emanato le relative modifiche
dell’ordinanza in base alle quali hanno in particolare diritto all’indennità di
perdita di guadagno dal 17 settembre 2020 al 30 giugno 2021 i lavoratori
indipendenti e le persone in posizione assimilabile a quella di un datore di
lavoro che, in seguito a provvedimenti adottati per combattere il coronavirus, devono
interrompere la loro attività lucrativa, rispettivamente la loro attività
lucrativa è limitata in odo considerevole, e subiscono una perdita di guadagno
o salariale (art. 2 cpv. 3 e 3bis Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno; RU
2020 4571segg.).

 

                                         Attualmente l’art. 2 cpv.
1, 1bis, 2, 2bis, 3 e 3bis dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno (RS
830.31) enuncia:

 

" 1 Se adempiono le condizioni di cui
al capoverso 1bis, hanno
diritto a un’indennità:

a. i genitori di figli di età inferiore a 12 anni compiuti;

b. i genitori di figli minorenni che hanno diritto a un
supplemento per cure intensive secondo
l’articolo 42ter capoverso 3 della legge federale del
19 giugno 1959 sull’assicurazione per l’invalidità (LAI);

c. i genitori di figli di età inferiore a 20 anni compiuti
che frequentano una scuola speciale;

d. altre persone. 

 

1bis Le persone di cui al capoverso 1 hanno diritto
all’indennità, se adempiono le seguenti condizioni:

 

a. devono interrompere l’attività lucrativa a causa di
provvedimenti ordinati dalle autorità conformemente all’articolo 6
capoverso 2 lettere a o b, 35 oppure 40 della legge del
28 settembre 2012 sulle epidemie (LEp) in relazione con il
coronavirus e subiscono una perdita di guadagno:

1. perché la custodia dei figli da parte di terzi è cessata a
causa di:

–una chiusura temporanea ordinata all’istituto, segnatamente alla
scuola dell’infanzia, alla struttura di custodia collettiva diurna, alla scuola
oppure allo stabilimento o al laboratorio secondo l’arti­colo 27
capoverso 1 LAI, o

–di una quarantena ordinata alla persona prevista per la custodia
dei figli, o

2. perché nei loro confronti o nei confronti dei figli è stata
ordinata una quarantena;

 

b. al momento dell’interruzione dell’attività lucrativa sono:

1. salariate ai sensi dell’articolo 10 LPGA, o

2. indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA;

c. sono assicurate obbligatoriamente ai sensi della legge federale
del 20 di­cembre 1946 sull’assicurazione per la vecchiaia e per i
superstiti (LAVS).

 

2 I genitori che devono interrompere la loro attività
lucrativa per occuparsi della custodia dei figli durante le vacanze scolastiche
hanno diritto all’indennità soltanto se l’istituto previsto per la custodia è
stato chiuso o se la persona prevista per la custodia è stata messa in
quarantena. 

 

2bis In caso di quarantena ai sensi dell’articolo 2
dell’ordinanza COVID-19 provvedimenti nel settore del traffico internazionale
viaggiatori del 2 luglio 2020 non sussiste alcun diritto all’indennità. 

 

3 I lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo 12
LPGA e le persone di cui all’articolo 31 capoverso 3 lettere b e
c della legge del 25 giugno 1982 sull’assi­cu­razione contro la
disoccupazione (LADI) hanno diritto all’indennità, alla condizione di cui al
capoverso 1bis lettera c, se:

a. devono interrompere la loro attività lucrativa a causa di
provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere l’epidemia di COVID-19; e

b. subiscono una perdita di guadagno o salariale. 

 

3bis I lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo 12
LPGA e le persone di cui all’articolo 31 capoverso 3 lettere b e
c LADI che non rientrano nel campo d’appli­ca­zione del capoverso 3 hanno
diritto all’indennità, alla condizione di cui al capo­verso 1bis lettera c,
se:

a. la loro attività lucrativa è limitata in modo considerevole a
causa di provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere l’epidemia di
COVID-19;

b. subiscono una perdita di guadagno o salariale; e

c. nel 2019 hanno conseguito con questa attività un reddito
soggetto all’AVS di almeno 10 000 franchi; questa condizione vale per
analogia anche se hanno avviato l’attività dopo il 2019; se l'attività non è
stata svolta per un anno intero, questa condizione va adempiuta in proporzione
alla durata dell'attività.”

 

                               2.5.   Nella Circolare
sull’indennità in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità
di perdita di guadagno per il coronavirus (CIC) – valida dal 17 settembre 2020
(stato: 18 gennaio 2021), l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali
(UFAS), ricorda innanzitutto che questa direttiva amministrativa è stata
costantemente aggiornata dal 17 marzo 2020 (ne esistono 11 versioni, cfr. pag.
2-48).

 

                                         La Circolare valida dal 17
marzo 2020, ai punti 1035 e 1036 (“Diritto derivante da una prescrizione di
quarantena”) prevede quanto segue:

 

" 1035   Hanno
diritto all’indennità anche le persone che non sono 

direttamente affette dal coronavirus,
ma che si trovano in quarantena a causa del contatto con una persona risultata
positiva al test. 

 

1036   La
quarantena deve essere prescritta da un medico oppure ordinata da un’autorità.
L’auto-isolamento non è sufficiente per far nascere il diritto all’indennità.”

 

                                         L’ultima versione della
Circolare, valida dal 17 settembre 2020 (stato: 18 gennaio 2021), precisa che:

 

" 3.2.2  
    Diritto derivante da una prescrizione di quarantena 

 

1035        Hanno diritto all’indennità le persone che, pur non
essendo 

09/20       direttamente affette dal coronavirus, si trovano in 

quarantena in quanto hanno avuto
contatti con una persona risultata positiva al test o con un caso sospetto,
come pure le persone entrate in Svizzera da una regione a rischio e che sono
state messe in quarantena dalle autorità. 

 

1035.1     Chi, a partire dal 6 luglio 2020, si reca in una
regione a 

09/20       rischio
ai sensi dell’ordinanza COVID-19 provvedimenti nel settore del traffico
internazionale viaggiatori e poi rientra in Svizzera e deve quindi mettersi in
quarantena non ha diritto all’indennità di perdita di guadagno per il
coronavirus. 

 

1035.2     Se la persona deve mettersi in quarantena senza colpa, 

  09/20     sussiste
il diritto all’indennità di perdita di guadagno. Senza colpa significa che al
momento della partenza la destinazione non figurava nell’elenco degli Stati e
delle regioni con rischio elevato di contagio né era possibile presumere, sulla
base di una comunicazione ufficiale, che essa sarebbe stata inserita
nell’elenco durante il viaggio. L’elenco viene regolarmente aggiornato ed è
disponibile sul sito Internet dell’UFSP. 

 

1035.3     I
genitori che devono interrompere la propria attività 

11/20       lucrativa
in seguito a una quarantena ordinata al figlio hanno diritto all’indennità a
partire dall’inizio della quarantena ordinata. 

 

1036        La
quarantena deve essere prescritta da un medico oppure ordinata da un’autorità.
L’auto-isolamento non è sufficiente per far nascere il diritto all’indennità. 

 

1036.1     Se una
persona si mette in quarantena dopo aver ricevuto 

07/20       una
notifica di contatto dell’app SwissCovid, ha diritto all’indennità soltanto se
la quarantena è stata prescritta da un medico oppure ordinata da un’autorità in
seguito a ulteriori esami. La notifica di contatto non fa nascere di per sé il
diritto all’indennità.”

 

                                         Nel Bollettino
d’informazione N° 1 del 24 marzo 2020 indirizzato alle Casse di compensazione
relativo alla Corona-perdita di guadagno, l’UFAS ha precisato che quali aventi
diritto si intendono:

 

" Le persone
che devono interrompere la loro attività lucrativa poiché un medico gli ha
imposto un periodo di quarantena hanno diritto all’indennità di perdita di
guadagno. Partendo dal presupposto che le persone che hanno contratto il
COVID-19 e sono obbligate a restare isolate continueranno, nella maggior parte
dei casi, a percepire il loro salario o una copertura adeguata a causa della malattia,
l’indennità di perdita di guadagno COVID-19 concerne di massima le persone in
buona salute che sono state messe in quarantena a titolo preventivo da un
medico. L’autoisolamento non è sufficiente: è necessario che ci sia
un’ingiunzione o una raccomandazione di quarantena rilasciata da un medico.

Per aver diritto all’indennità, una persona deve essere assicurata
obbligatoriamente all’AVS e deve aver dovuto interrompere la sua attività
lucrativa salariata (ai sensi dell’art. 10 LPGA) o la sua attività lucrativa
indipendente (ai sensi dell’art. 12LPGA). Non devono invece essere soddisfatte
altre condizioni quali una durata minima di contribuzione all’AVS o un periodo
d’assoggettamento preliminare. Possono avere diritto all’indennità anche le
persone domiciliate all’estero che esercitano un’attività lucrativa in Svizzera
(frontaliere e frontalieri).”

 

                               2.6.   La Circolare sull’indennità
in caso di provvedimenti per combattere il coronavirus – Indennità di perdita
di guadagno per il coronavirus (CIC) valida dal 17 marzo 2020, per quanto
attiene al diritto a indennità dei “lavoratori indipendenti” (cfr. p.to 3.1.2.),
al p.to 3.2.4. N.1041 prevede:

 

" 3.2.4
Diritto derivante dalla chiusura di strutture 

Hanno diritto all’indennità le persone che hanno subìto una perdita
di guadagno in seguito alla chiusura delle strutture di cui all’articolo 6
capoverso 2 dell’ordinanza 2 COVID-19, ordinata a livello federale.”

 

                                         Nella versione 2 della
CIC, stato al 17 aprile 2020, il p.to 3.2.4. è stato modificato ed è stato introdotto
il p.to 3.2.5.:

 

" 3.2.4
Diritto derivante dalla chiusura di strutture 

 

1041     Hanno
diritto all’indennità i lavoratori indipendenti che hanno subìto una perdita di
guadagno in seguito alla chiusura delle strutture di cui all’articolo 6
capoverso 2 dell’ordinanza 2 COVID-19, ordinata a livello federale. 

 

1041.1  Questa
disposizione è applicabile per analogia ai lavoratori indipendenti che hanno
subìto una perdita di guadagno in seguito a una deroga di cui all’articolo 7e
dell’ordinanza 2 COVID-19, ordinata a livello cantonale e approvata dal
Consiglio federale per la limitazione o la cessazione delle attività di
determinati settori dell’economia. 

 

3.2.5 Diritto derivante dal disciplinamento per i casi di
rigore di lavoratori indipendenti 

 

1041.2  Hanno diritto all’indennità i lavoratori indipendenti

             – il
cui reddito annuo soggetto all’AVS è compreso tra 10 000 e 90 000 franchi; e 

             – la
cui struttura non ha dovuto chiudere conformemente all’articolo 6 capoverso 2
dell’ordinanza 2 COVID-19, ma che hanno subìto, direttamente o indirettamente,
una perdita di guadagno a causa dei provvedimenti della Confederazione o di
provvedimenti derogatori ordinati a livello cantonale e approvati dal Consiglio
federale. (…)”

 

                                         Il tenore dei p.ti 3.2.4.
e 3.2.5. sopra riprodotto è stato mantenuto anche nelle versioni 3, 4, 5 e 6
della Circolare CIC (stato al 13 maggio 2020, 20 maggio 2020, 19 giugno 2020,
rispettivamente 3 luglio 2020 (cfr. https://sozialversicherungen.admin. ch/it/d/12721).

 

 

 

                                         Secondo la Circolare CIC,
versione 7, stato al 17 settembre 2020:

 

" 3.2.4
Diritto derivante dalla chiusura di strutture 

1041 Hanno diritto all’indennità i lavoratori indipendenti che
hanno subìto una perdita di guadagno in seguito alla chiusura di strutture
secondo gli articoli 6 capoverso 2 lettera a o b e 40 LEp o alla chiusura di
strutture ordinata a livello cantonale nonché le persone che a seguito di tali provvedimenti
hanno dovuto ridurre in modo significativo la loro attività. 

 

1041.1 Non hanno diritto i lavoratori indipendenti la cui
struttura deve chiudere su ordine cantonale a causa della mancanza di un piano
di protezione o a causa di un piano di protezione insufficiente. 

 

3.2.5 Soppresso”

 

                               2.7.   Le
direttive amministrative non costituiscono norme giuridiche e non
sono vincolanti per il giudice delle assicurazioni sociali (cfr. STF 9C_631/2019
del 19 giugno 2020 consid. 2.3.; STF 8C_331/2019 del 18 settembre
2019 consid. 4.3.; STF 8C_902/2017 del 12 giugno 2018 consid. 4.2., pubblicata
in DTF 144 V 195; STF 8C_688/2011 del 13 febbraio 2012 consid. 3.2.1; DTF 138 V 50 consid. 4.1 pag. 54; DTF 137 V 434 consid. 4.2
pag. 438; DTF 133 V 169 consid. 10.1 pag. 181). 

 

                                         Quest’ultimo deve tenerne
conto per prendere la sua decisione nella misura in cui queste ultime
permettono un’interpretazione delle disposizioni legali applicabili
giustificata nel caso di specie (cfr. DTF 146 V 224; DTF 146 V 104; STF
8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1; DTF 142
V 442 consid. 5.2 pag. 445 seg.; DTF 140 V 314 consid. 3.3 pag. 317; DTF 138 V
50 consid. 4.1; DTF 133 V 587
consid. 6.1 pag. 591; DTF 133 V 257 consid. 3.2 pag. 258 seg.; DTF 132 V 125 consid. 4.4; DTF 132 V 203 consid. 5.1.2; DTF 131 V
286 consid. 5.1.; DTF 131 V 45 consid. 2.3; DTF 130 V 229
consid. 2.1.; DTF 127 V 57 consid. 3a; STFA I 102/00 del 22 agosto 2000; DTF
125 V 377, consid. 1c, pag. 379 e riferimenti; SVR 1997 ALV Nr. 83 consid. 3d,
pag. 252, ALV Nr. 86 consid. 2c, pag. 262, ALV Nr. 88 consid. 3c, pag. 267-268
= DLA 1998 N. 24, consid. 3c, pag. 127 e ALV Nr. 98 consid. 4a, pag. 300).

                                         Il giudice deve, invece,
scostarsene quando esse sono incompatibili con i disposti legali in esame (cfr.
STF 8C_405/2018 del 22 gennaio 2019 consid. 6.1.1.; DTF 130 V 229 consid. 2.1.;
STFA H 183/00 dell'8 maggio 2001; DTF 126 V 68 consid. 4b; DTF 125 V 379
consid. 1c e sentenze ivi citate; SVR 1997 ALV Nr. 86, consid. 2c, pag. 262,
SVR 1997 ALV Nr. 88, consid. 3c, pag. 267-268 = DLA 1998 N. 24, consid. 3c,
pag. 127, SVR 1997 ALV Nr. 98, consid. 4a, pag. 300; DTF 120 V 163 consid. 4b,
DTF 119 V 65 consid. 5a; RCC 1992 pag. 514, RCC 1992
pag. 220 consid. 16; DLA 1992 N. 5, consid. 3b, pag. 91; DTF 117 V 284 consid. 4c, DTF 116 V 19 consid. 3c, DTF 114 V 16 consid. 1, DTF 112 V 233
consid. 2a, DTF 110 V 267 consid. 1a, DTF 109 V 4
consid. 3a; vedi inoltre Bois, "Procédures
applicables aux requérants d'asile" in RSJ 1988 pag. 77ss; Duc-Greber:
"La portée de l'art. 4 de la
 Constitution fédérale en droit de la sécurité sociale" in RDS 1992 II
pag. 527; Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno 1992, pag. 296-297).

 

                                         Secondo la giurisprudenza,
infatti, tramite le direttive non possono essere introdotte limitazioni ad una
pretesa materiale che vadano al di là di quanto previsto da leggi e ordinanze
(DTF 118 V 32, DTF 109 V 169 consid. 3b).

 

                                         In proposito cfr. STF
2C_105/2009 del 18 settembre 2009.

 

                               2.8.   Nella presente evenienza risulta
dagli atti dell’incarto che la ricorrente, il 17 aprile 2020, ha chiesto
l’indennità di perdita di guadagno Corona, tramite l’apposito formulario,
affermando di avere dovuto interrompere l’attività lucrativa a causa di misure
di quarantena dal 12 marzo al 17 aprile 2020. La medesima ha precisato che
quest’ultima data sarebbe stata da confermare definitivamente, e che la
quarantena è stata ordinata dal medico (cfr. doc. 005).

 

                                         Come già visto (cfr.
consid. 1.1.), la dr. med. C__________, specialista FMH in medicina interna,
nei certificati medici del 6, 14 e 20 aprile 2020, ha attestato che
l’insorgente è stata posta in quarantena per sospetto contagio dal 12 marzo al
30 aprile 2020 e che la stessa era inabile al lavoro al 100% (cfr. doc. 006-008).

 

                                         Nella sua opposizione la
ricorrente ha in effetti precisato che “seppur anche con
sintomatologia considerata lieve ma di lunga durata, a suo tempo non rientravo
tra le categorie di persone che hanno potuto essere testate con il tampone
nasofaringeo” (cfr. doc. 002).

 

                                         Dai certificati medici
agli atti, come pure da quanto affermato dall’insorgente stessa, risulta dunque
che la medesima è stata dichiarata incapace al lavoro al 100% per malattia dal 12
marzo al 30 aprile 2020 e non posta in quarantena, bensì piuttosto in
isolamento (cfr. U. Kieser, Covid-19 – Erlasse und Sozialversicherungsrecht in
COVID-19. Eine Panorama der Rechtsfragen zur Corona-Krise, Helbing Lichtenhahn
Verlag, Basilea 2020, pag. 731 seg. (743) il quale riprende la definizione di
quarantena che figura al numero 1035 della Circolare dell’UFAS citata in
precedenza, cfr. nota 37;
https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/isolation-und-quarantaene.html).

 

                                         Trattandosi pertanto, in
realtà, di un periodo di inabilità lavorativa per malattia, il riconoscimento
del diritto all’indennità di perdita di guadagno Corona per quarantena giusta
l’art. 2 cpv. 1bis lett. a Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno - di al
massimo 10 indennità giornaliere (cfr. consid. 2.4.) - non entra in
considerazione (cfr. K. Pärli, “Neue Situation: Arbeitsverhinderung wegen
Covid-19” in Penso 3/2020 pag. 23-25; STCA 42.2020.24 del 7 dicembre 2020),
come stabilito dalla Cassa.

 

                               2.9.   Nel
formulario “Richiesta per l’indennità di perdita di guadagno Corona” la
ricorrente ha, tuttavia, pure indicato di svolgere, parallelamente a due
attività lavorative dipendenti, un’attività indipendente nel settore della
consulenza e del coaching. La medesima, a mano, ha peraltro aggiunto “Richiesta
per l’attività predominante come indipendente x il momento: resto a
disposizione x ulteriori informazioni” (cfr. doc. 005).

 

                                         Nell’opposizione
l’insorgente ha specificato che la sua attività aveva subito interruzioni, tra
l’altro, a seguito della chiusura di attività ordinata dal Consiglio federale,
nonché del divieto di svolgere manifestazioni e che le misure decise dal
Consiglio federale hanno causato una perdita di guadagno indiretta (cfr. doc.
002).

 

                                         Nel ricorso è stata poi
censurata la mancata considerazione della richiesta d’indennità per
indipendenti, evidenziando, da un lato, che la richiesta, indipendentemente dal
periodo di quarantena, era stata inoltrata come indipendente colpita da perdita
di guadagno a causa dell’epidemia di coronavirus per i sei mesi di validità
della relativa Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno.

                                         Dall’altro, che come altri
professionisti del settore della formazione, del coaching e della consulenza,
che lavorano a diretto contatto con individui, team e gruppi, anche la sua
attività ha subito interruzioni per svariati e ovvi motivi (cfr. doc. I).

 

                                         Al riguardo va osservato,
in primo luogo, che il 13 marzo 2020 il Consiglio federale ha emesso
l’Ordinanza 2 sui provvedimenti per combattere il coronavirus (Ordinanza 2
COVID-19; RU 2020 773) con la quale agli art. 5 e 6 ha stabilito ulteriori
misure rispetto al 28 febbraio 2020 (Ordinanza 1 COVID-19; RU 2020 573), in
particolare nei confronti della popolazione, per ridurre il rischio di
trasmissione e per combattere il coronavirus (le attività presenziali in
scuole, scuole universitarie e altri centri di formazione sono state vietate; è
stato vietato lo svolgimento di manifestazioni pubbliche o private a cui siano
presenti 100 o più persone contemporaneamente; ai ristoranti e ai bar, nonché
alle discoteche e ai locali notturni è stato consentito accogliere non più di
50 persone contemporaneamente, incluso il personale).

 

                                         L’art. 6 dell’Ordinanza 2
COVID-19 è stato modificato il 16 marzo 2020 con effetto dal 17 marzo 2020 (RU
2020 783). È stato vietato lo svolgimento di manifestazioni pubbliche o private,
incluse le manifestazioni sportive e le attività societarie, come pure sono
state chiuse le strutture accessibili al pubblico.                                                                

                                         In secondo luogo, il TCA
rileva che l’art. 2 cpv. 3 dell’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno del 20
marzo 2020, entrata in vigore retroattivamente il 17 marzo 2020 con validità di
sei mesi (RU 2020 871), ha contemplato il diritto all’indennità di perdita di
guadagno Corona per i lavoratori indipendenti ai sensi dell’articolo 12 LPGA
che, in seguito a un provvedimento di cui all’articolo 6 capoversi 1 e 2
dell’ordinanza 2 COVID-19 del 13 marzo
2020 subiscono una perdita di guadagno.

                                         Il diritto alle indennità
è stato successivamente esteso ai casi di rigore - e meglio il 16 aprile 2020
con l’introduzione dell’art. 3 cpv. 2bis Ordinanza COVID-19 perdita di
guadagno, seppur valido retroattivamente al 17 marzo 2020 - per far beneficiare
dell’indennità anche quei lavoratori indipendenti che erano colpiti solo
indirettamente dai provvedimenti ordinati dalle autorità per combattere la
pandemia, come ad esempio i tassisti, i quali, pur non avendo fatto oggetto di
alcuna limitazione, hanno avuto meno lavoro o non ne hanno più avuto (cfr. consid.
2.6.; www.admin.ch /gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-78813.html).

                                         In questa categoria
rientrano pure, ad esempio, gli operatori delle professioni sanitarie in
relazione ai quali non vigeva alcun divieto di esercitare la professione (cfr.
Risoluzione del Consiglio di Stato n. 1570 del 20 marzo 2020 p.to 4; consid.
2.2.), ma che sono stati invitati ad astenersi da trattamenti non urgenti o
strettamente necessari (cfr. https://m4.ti.ch/fileadmin/DSS/ DSP/UMC/malattie_infettive/Coronavirus/Direttive/COVID_Chiropratici_osteopati_fisio_psi_odonto_podologi_16.03.202.pdf).

 

                                         In simili condizioni,
tutto ben considerato, occorre concludere che l’esercizio della professione della
ricorrente, attiva quale indipendente nell’ambito della consulenza e del
coaching, è stato perlomeno limitato indirettamente a causa delle misure
adottate a seguito della pandemia connessa al coronavirus.

 

                                         Di conseguenza alla
medesima, in virtù della sua domanda del 17 aprile 2020 e conformemente a
quanto indicato dalla Cassa il 15 gennaio 2021 (cfr. doc. VII), va accordata
l’indennità perdita di guadagno Corona per il periodo 17 marzo – 16 settembre
2020.

 

                                         Tale riconoscimento, però,
contrariamente a quanto menzionato dalla Cassa (cfr. doc. III; VII), non si
fonda sull’art. 2 cpv. 1bis lett. b e c Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno,
bensì sull’art. 2 cpv. 3bis (valido dal 17 marzo al 16 settembre 2020; consid.
2.4.) concernente i casi di rigore il cui reddito determinante per il calcolo
dei contributi dovuti secondo la LAVS per l’anno 2019 è compreso tra 10'000 e
90'000 franchi (cfr. consid. 2.6.; STCA 42.2020.23 del 1° febbraio 2021).

                                        Dalla concessione da parte
della Cassa, posteriormente alla risposta di causa (cfr. consid. 2.3.), delle
IPG Corona all’insorgente, va dedotto che in quest’ultima eventualità
(applicazione dell’art. 2 cpv. 3bis) il reddito determinante della medesima si
attesta effettivamente tra 10'000 e 90'000 franchi.

 

                                         Per completezza è utile
osservare che l’Ordinanza COVID-19 perdita di guadagno, modifica dell’11
settembre 2020 in vigore dal 17 settembre 2020 (RU 2020 3705), all’art. 10b
cpv. 2 (disposizione transitoria della modifica dell’11 settembre 2020) prevede
che in deroga all’articolo 24 capoverso 1 LPGA, il diritto ad altre indennità dovute
in virtù della presente ordinanza nella versione vigente fino al 16 settembre
2020 (differenti da quelle dovute ex art. 2 cpv. 1bis lett. a n. 2 menzionate
al cpv. 1 dell’art. 10b) è estinto. Le persone che, all’entrata in vigore della
modifica dell’11 settembre 2020, avevano diritto a tali indennità e che
intendono esercitare il diritto a indennità in virtù della presente ordinanza
nella versione in vigore dal 17 settembre 2020 devono presentare una nuova
richiesta.

                                         La
decisione su opposizione dell’11 novembre 2020 impugnata che ha confermato il
diniego delle indennità di perdita di guadagno Corona del 29 maggio 2020 deve,
quindi, essere annullata.

 

                                         Per inciso va, infine, rilevato
che la questione relativa all’entità dell’importo dell’indennità, come sottolineato
dalla parte resistente, non è oggetto della presente vertenza.

                                         La Cassa, in proposito, ha
specificato che spetterà alla ricorrente “chiedere le necessarie
delucidazioni in merito e, se del caso, esigere la notifica di una decisione
impugnabile con opposizione” (cfr. doc. VII).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto.

                                         §    La
decisione su opposizione dell’11 novembre 2020 impugnata è annullata.

                                         §§ Alla
ricorrente è riconosciuta l’indennità perdita di guadagno Corona conformemente
a quanto indicato al consid. 2.9.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti