# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e59bc208-b86d-53f7-a517-ce6c66d51ef7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 31.03.2015 32.2014.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2014-65_2015-03-31.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2014.65

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  31 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 maggio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 aprile 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                           in fatto

 

 

                               1.1.   RI
1, classe 1962, è stato posto al beneficio di un rendita intera dal 1° agosto
2000, ridotta a mezza rendita dal 1° novembre 2001 al 31 marzo 2003. A seguito di una ricaduta d’infortunio, avvenuta nel 2004, egli ha nuovamente beneficiato di
una rendita intera dal 1° aprile 2004 al 31 marzo 2006 (cfr. decisioni 3 aprile
2006 dell’Ufficio AI, doc. AI 58/5-13; confermate con decisione su opposizione
4 dicembre 2007, divenuta definitiva, doc. AI 79). 

 

                               1.2.   Il
12 agosto 2008 l’assicurato, per il tramite del suo psichiatra curante, dr. RA
1, ha sostenuto un peggioramento delle condizioni di salute e inoltrato una
nuova richiesta di rendita (doc. AI 85).

 

                                         Con
decisione dell’8 giugno 2009, preavvisata il 29 aprile 2009, l’Ufficio AI, dopo
aver proceduto ad una perizia psichiatrica a cura del CPAS (Centro peritale
delle assicurazioni sociali) – che non ha ravvisato, rispetto alla perizia
psichiatrica 9 dicembre 2005 del dr. __________, allestita nell’ambito della
prima richiesta di prestazioni (cfr. consid. 1.1), un peggioramento della componente
psichica – ha respinto la domanda di prestazioni, confermando il grado
d’invalidità del 25% (doc. AI 102). 

 

                                         Avverso
la decisione amministrativa l’assicurato ha presentato ricorso al TCA, che è
stato respinto con sentenza del 10 dicembre 2009 (inc. 32.2009.142; doc. AI
119). 

 

                               1.3.
  Il 13 ottobre 2011 RI 1 ha inoltrato una terza domanda di prestazioni (doc.
AI 126). 

 

                                         Con
decisione 14 dicembre 2011, preavvisata il 19 settembre 2011, l’Ufficio AI non
è entrato nel merito della domanda di prestazioni. Il ricorso 31 gennaio 2012
contro la succitata decisione è stato respinto dal TCA con sentenza del 14
maggio 2012 (inc. 32.2012.33).

 

                               1.4.   Nel
febbraio 2014 l’assicurato ha presentato un’ulteriore domanda di prestazioni (doc.
AI 159).

 

                                         Nuovamente,
con decisione 14 aprile 2014 (preavvisata il 28 febbraio 2014) l’amministrazione
non è entrata nel merito di tale domanda, ritenendo il certificato 28 febbraio
2014 dello psichiatra curante medico prodotto, vagliato dal SMR, non sufficiente
per rendere verosimile un cambiamento dello stato di salute (doc. AI 164). 

 

                               1.5.   Contro
la succitata decisione amministrativa, l’assicurato ha inoltrato il presente
tempestivo ricorso, sostenendo invece un peggioramento delle sue condizioni di
salute.

 

                               1.6.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha postulato la reiezione del ricorso. 

 

                               1.7.   Il
17 luglio 2014 l’avv. RA 1, per conto dell’assicurato, ha ribadito come il certificato
medico prodotto in sede amministrativa abbia reso verosimile un cambiamento,
motivo per cui è necessario procedere ad una perizia pluridisciplinare visto
che sono trascorsi quasi 9 anni, rispettivamente 5, dalle valutazioni peritali 9
dicembre 2005 del dr. __________ e 2 aprile 2009 del CPAS (XI). 

                                          

                               1.8.
  In data 25 giugno 2014 l’assicurato ha chiesto di essere posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (VIII), producendo in data
8 agosto 2014 il relativo certificato municipale (XIII+1). 

 

 

considerato                    in
diritto 

                                      

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI non è entrato nel merito
della nuova domanda di prestazioni.

 

                               2.3.   Qualora
una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità
era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado
di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni
(art. 87 cpv. 3 e 4 OAI). Il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal
1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF), nella DTF 133 V 263, chiamato a
pronunciarsi nel caso di nuova domanda presentata dopo l’assegnazione retroattiva
di una rendita limitata nel tempo, ha precisato la propria giurisprudenza e stabilito
che in una tale evenienza la nuova domanda deve rispettare i requisiti posti
dall’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI. Scopo di questo requisito è quello di impedire che
l'amministrazione debba costantemente chinarsi su domande identiche e non
motivate, quando la prestazione in causa è già stata rifiutata da una
precedente decisione cresciuta in giudicato (DTF 130 V 68 consid. 5.2.3, 117 V
198 consid. 4b con riferimenti). Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione
non entra nel merito della domanda emanando una decisione in tal senso; se per
contro è resa verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il
diritto alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare nel merito della
richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3, 117 V 198 consid. 4b, 109 V
108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der
Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Universitätsverlag Freiburg
Schweiz, 2003, p. 84-86). Se l'amministrazione entra nel merito della
nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in
particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile
dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso
applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso
(art. 17 cpv. 1 LPGA, 41 vLAI, art. 87ss. OAI; VSI 1999 p. 8;
Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von Invalidenrentenrevisionen, in
Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von Dauerleistungen in der Sozialversicherung,
Veröffentlichungen des Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der
Uni St. Gallen, 1999, p. 15; DTF 117 V 198). In DTF 130 V 64, il TFA ha
precisato che nel caso in cui l’assicurato non ha reso verosimile un rilevante
cambiamento, il principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono
essere accertati d'ufficio dal giudice, non risulta essere applicabile. Solo se
nella nuova domanda di rendita (rispettivamente domanda di revisione)
l’assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo tuttavia
riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora prodotti
o da richiedere dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire
all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con
l’avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF
130 V 69 consid. 5.2.5).

                                         Infine,
se l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in
materia, il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha
rifiutato di entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la
nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in
materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa
attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10
consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 p. 269 consid.
1a).

                                         La
giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche dopo l’entrata in vigore della
LPGA il 1° gennaio 2003 e il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido dal 1° marzo
2004 (STF I 630/06 del 20 giugno 2007, consid. 3 con riferimenti; DTF 130 V 343
consid. 3.5).

 

                               2.4.   Nell’ambito dell’art. 87 cpv. 3 e 4 OAI è sufficiente rendere
verosimile un rilevante cambiamento e non è richiesta la prova della verosimiglianza
preponderante valida nell’ambito delle assicurazioni sociali. Non è necessario
portare la prova piena per convincere l’amministrazione che è subentrato un rilevante
cambiamento rispetto all’ultima decisione cresciuta in giudicato. È tuttavia sufficiente
che in tal senso vi siano indizi per una simile modifica, anche se permane la
possibilità che un’analisi approfondita dimostri che questo cambiamento in
realtà non è subentrato (SVR 2002 IV Nr. 10 consid 1c/aa con
riferimenti, vedi pure STF 9C_688/2007 del 22 gennaio 2008 e I 55/07 del 26 novembre
2007).

 

                                         Più
la precedente decisione è distante nel tempo, meno esigenze sono poste alla
verosimiglianza ex art. 87 cpv. 3 e 4 OAI del rilevante cambiamento (“(…) Aus dem Normzweck ergibt sich, dass die Verwaltung u.a. zu berücksichtigen
hat, ob die frühere Verfügung nur kurze oder schon längere Zeit zurückliegt,
und dementsprechend an die Glaubhaftmachung höhere oder weniger hohe
Anforderungen zu stellen sind (BGE 109 V 114 Erw.
2b, 123 Erw. 3b und 264 Erw. 3, je mit Hinweisen)(…)”, riportato
nella STFA I 619/04 del 10 febbraio 2005, consid. 3).

 

                                         In
DTF 130 V 64, il TFA ha precisato che nel caso in cui l’assicurato non ha reso
verosimile un rilevante cambiamento, il principio inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il
giudizio devono essere accertati d'ufficio dal giudice, non risulta essere
applicabile. Solo se nella nuova domanda di rendita (rispettivamente domanda di
revisione) l’assicurato non rende verosimile la rilevante mutazione, facendo
tuttavia riferimento a mezzi di prova, segnatamente rapporti medici, non ancora
prodotti o da richiedere dall’amministrazione, quest’ultima deve impartire
all'interessato un termine per produrre il mezzo di prova in questione con
l’avvertenza che in caso contrario non entrerà nel merito della domanda (DTF
130 V 69 consid. 5.2.5).

                                         Infine,
se l'assicurato interpone ricorso contro la decisione di non entrata in
materia, il giudice esamina solo se a buon diritto l'amministrazione ha
rifiutato di entrare in materia. Se invece essa ha accettato di esaminare la
nuova richiesta, il giudice non si pronuncia sulla questione dell'entrata in
materia, ma esamina materialmente se la modifica delle circostanze resa
attendibile dall'assicurato è effettivamente avvenuta (SVR 2002 IV Nr. 10
consid. 1b; DTF 116 V 265 consid. 2a; RCC 1991 pag. 269 consid.
1a).

 

                                         La
giurisprudenza sopra menzionata va applicata anche dopo l’entrata in vigore della
LPGA il 1° gennaio 2003 e il nuovo tenore dell’art. 87 OAI valido dal 1° marzo
2004 (STF 20 giugno 2007 nella causa K, I 630/06, consid. 3 con riferimenti;
DTF 130 V 343 consid. 3.5).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame occorre ricordare che la decisione dell’8 giugno 2009 (confermata
con STCA 32.2009.142 del 10 dicembre 2009; cfr. consid. 1.2) si fondava sulla perizia
del CPAS (doc. AI 95). Sulla base di una completa anamnesi, di una
dettagliata descrizione dei disturbi soggettivi e di una esauriente valutazione
oggettiva, con rapporto 2 aprile 2009 il dr. __________ (direttore del CPAS)
aveva posto la diagnosi invalidante di disturbi di personalità misti (ICD -10:
F61.1).

                                         Accerta
l’assenza di un peggioramento oggettivo delle condizioni psichiche rispetto
alla perizia 9 dicembre 2005 del dr. __________, posta a fondamento della
decisione di rendita temporanea del 3 aprile 2006 (cfr. consid. 1.1), il perito
aveva confermato un’inabilità lavorativa globale del 25%, ritenendo
l’assicurato integrabile nel mondo del lavoro attraverso l’ac- compagnamento di
personale qualificato (doc. AI 95/9).

                                         

                               2.6.   Con
la STCA 32.2012.33 del 14 maggio 2012 questa Corte (cfr. consid. 1.3) aveva in
particolare evidenziato:

 

" 
A seguito del progetto di decisione
19 settembre 2011 l’assicurato ha prodotto il rapporto 21 novembre 2011 del dr.
RA 1, suo psichiatra curante, il quale ha in particolare rilevato:

 

“(…)

A causa del peggioramento delle condizioni di salute su
cui ci soffermeremo più avanti, la presa a carico è stata intensificata
interessando nuove figure terapeutiche: il dott. RA 1 e lo psicologo __________
sono stati affiancati dalla dott.ssa __________, psichiatra e dal terapista
complementare __________.

 

Il paziente soffre di un disturbo di personalità
antisociale; di un disturbo depressivo-abbandonico; dello stato attuale
prepsicotico.

 

Siamo di fronte ad uno scompenso globale e continuo
delle funzioni affettive, cognitive e volitive confermato dalle diagnosi, non
siamo più in presenza di spunti episodici, ma della cronicizzazione della sintomatologia.

Un disturbo psicopatologico strutturato, quindi, che offre
resistenza alle terapie impartite quand'anche di impostazione
pluridisciplinare.

 

È da escludere concretamente non solo la capacità
lavorativa, ma la riappropriazione dell'autonomia psicologica, della centralità
con effetto sulla propria identità e sulle relazioni sociali (credibilità,
adattamento, relazioni, affetti).

 

Non ci resta purtroppo che constatare la continua
deriva psicopatologica ad alto rischio individuale e sociale del paziente
malgrado gli interventi mirati." 

(doc. AI 132/1)

 

Come rettamente evidenziato nella nota 12 dicembre 2011
dalla dr.ssa __________, psichiatra e psicoterapeuta attiva presso il SMR, il
succitato rapporto non evidenzia una modifica sostanziale dello stato di
salute. In particolare essa ha pertinentemente evidenziato:

 

“L'A. soffre di un disturbo di personalità antisociale
e di un disturbo depressivo-abbandoni-

co secondo il terapeuta ormai cronicizzato. Si rimarca
come già scritto nella precedente annotazione SMR del 06.08.2009 che tale
diagnosi non appartiene a nessuna categoria diagnostica contemplata nel ICD 10
o DSM IVTR.

La nuova certificazione non apporta nuovi elementi
medici. Si fa presente che le diagnosi citate nell'attuale certificazione sono
le stesse già descritte nel certificato del 07.07.2009.

Agli atti è presente la perizia del CPAS Dr. __________
(02.04.2009) nella quale si era escluso la presenza di un disturbo di
personalità e di un disturbo ansioso depressivo, perizia che è stata
considerata con pieno valore probatorio nella sentenza del TCA del 10.12.2009.

In conclusione non trovo elementi medici che possano
evidenziare una possibile modificazione dello stato di salute rispetto alla
precedente decisione." (doc. AI 137/1)”

 

Con il presente ricorso l’assicurato ha
prodotto la presa di posizione 31 gennaio 2012 del dr. RA 1 in merito alla
valutazione del SMR, rimarcando:

 

“(…)

Le ultime considerazioni del Servizio Medico Regionale
dell'AI misconoscono, in pratica, il decorso sfavorevole della malattia, non
conoscendone l'evoluzione e presumendo e confermando l'assenza di cambiamenti
dal 2009, anno in cui era stato respinto il precedente ricorso.

 

Sosteniamo, invece, che la situazione dal profilo
psicopatologico, terapeutico e sociale, ampiamente illustrata attraverso i
nostri precedenti documenti, abbia subito un ulteriore sviluppo preoccupante
sotto tutti i punti di vista a prescindere dal collocamento nelle categorie
nosografiche.

Purtroppo gli interventi terapeutici non hanno raccolto
il successo auspicato.

Da quando il signor RI 1 ha subito una serie di
infortuni non è più riuscito a ricuperare la sua posizione attiva,
professionale e sociale, avuta in precedenza, a causa anche della mancanza di
un aiuto concreto.

Sappiamo bene, a questo proposito, che le risorse
cognitivo/relazionali del signor RI 1 sono decisamente scarse correlare da
educazione e formazione lacunose, scelte di vita caratterizzate da
irresponsabilità e immaturità; inaffidabilità e superficialità nelle relazioni;
l'anamnesi è segnata da sconfitte.

 

Lacune che si sono ripercosse sull'attività
professionale, rendendone irricevibile, per numerosi ed evidenti ragioni, il
contributo e le prestazioni, così come rendendo impossibile l'accesso ad una
qualsiasi attività lavorativa.

 

Il ritardo cognitivo e la struttura di personalità
immatura hanno da sempre costretto il nostro paziente ad una vita all'insegna
della sopravvivenza, facendo capo ad espedienti piuttosto che a progetti.

Chiediamo quindi che queste nostre considerazioni siano
verificate e semmai contestate oggettivamente, ciò che non è mai stato fatto.

Per questo riteniamo indispensabile prevedere un nuovo
incontro con il signor RI 1 in ambito peritale per poter permettere di valutare
serenamente le risorse e le possibilità concrete di reintegrazione.

 

Attualmente, non è esigibile, da parte del signor RI 1,
alcuna attività professionale, quand'anche parzialmente.

 

La diagnosi di disturbo di personalità misto ICD-10
F61.0, anche individuata dal dott. __________ viene confermata.

 

Valutiamo negativamente, con prognosi di esclusione
pressoché totale, le possibilità del paziente di intraprendere una attività
lavorativa, anche se non possiamo escludere, premesso un programma terapeutico
e un accompagnamento costruttivo, provvedimenti di integrazione." (doc.
I/bis)

 

Questo TCA non può che confermare quanto
sostenuto dal SMR nelle annotazioni 7 febbraio 2012, ossia che nei succitati
rapporti del curante non è evidenziata una sostanziale modifica dello stato di
salute. Il dr. RA 1 ha infatti ripreso elementi d’anamnesi già noti (quali gli
infortuni subiti, l’iter scolastico e professionale ecc..) e concluso, quale
diagnosi, per un disturbo da personalità misto ICD-10 F6.1.0. Non va
dimenticato che il CPAS aveva valutato una limitata ripercussione sulla residua
capacità lavorativa (ossia una riduzione del 25%) del disturbo di personalità misto.

Nemmeno il successivo scritto 2 aprile 2012 del
dr. RA 1 (VIII) apporta nuovi elementi, considerato che il SMR nelle
annotazioni 6 aprile 2012 (Xbis) ha correttamente evidenziato che lo psichiatra
curante non ha fornito una descrizione del quadro clinico. Il curante non ha
sostanziato il cambiamento rispetto alla perizia del CPAS, fornendo una diversa
valutazione della capacità lavorativa in una situazione sostanzialmente rimasta
invariata.”

 

 

                               2.7.   Con
l’ultima domanda di rendita l’assicurato ha prodotto il certificato 28 febbraio
2014 dei curanti __________ e dr. __________ avente il seguente tenore:

 

" 
(…)

Possiamo assicurare che la sintomatologia di cui soffre
il signor RI 1 ha subito un peggioramento nel suo contenuto e nella sua
intensità rendendo le condizioni di vita vieppiù insostenibili e a causa, anche,
del processo di modificazione della personalità in corso.

 

Da circa un anno il signor RI 1 ha subito un’ ulteriore
perdita di motivazione, di interessi, di contatto sociale, vuoto incolmabile
che non gli permette di garantire la gestione del suo vivere quotidiano. A
questa mancanza si aggiunge la scarsa differenziazione che lo rende
vulnerabile, scontroso, aggressivo come riferito nei precedenti scritti.

 

Ci permettiamo di aggiungere che il Vostro
atteggiamento ostile nei suoi confronti, non voler considerare le pur valide e
giustificate richieste del paziente stesso, così come le nostre considerazioni
clinico-diagnostiche, non fa che incrementare il disagio e lo sconforto con ripercussioni
sociali e sanitarie evidenti.

 

Questo breve riassunto per rispondere tempestivamente
alla Vostra richiesta. 

Rimaniamo invece disposti a presentarVi una
rielaborazione peritale esaustiva appena le riterrete opportuno." (doc. AI
161/2-3)

 

                                         Con
annotazioni 11 marzo 2014 la dr.ssa __________, psichiatra presso il SMR ha preso
posizione: 

 

" 
Per riassunto vedi nota SMR del
06.04.2012.

 

Con sentenza del 18.05.2012 ricorso respinto.

 

Ottobre 2012 nuove domanda di prestazioni AI respinta
con decisione del 30.11.2012.

 

Nuova domanda di prestazioni AI del 12.02.2014.

Progetto di decisione del 28.02.2014 di non entrata in
materia.

 

28.02.2014 certificato del Dr. __________.

Sintomatologia che ha subito un peggioramento
nell'ultimo anno.

 

La nuova documentazione medica non fornisce sufficienti
informazioni che rendano verosimile un rilevante cambiamento dello stato di
salute e quindi giustifichino l'entrata in materia." (doc. AI 163/1)

                                          

                                         Ora,
in questo contesto va fatto presente che nella STF 8C_716/2011 del 5 gennaio
2012 – pertinentemente richiamata
dall’Ufficio AI in sede di risposta –
il TF, confermando il giudizio di questo Tribunale, ha ritenuto corretto non
entrare in materia ad una nuova domanda visto il parere del medico SMR stante
il quale il medico curante non aveva posto alcuna diagnosi, non aveva
documentato lo stato clinico della sua paziente e nemmeno aveva allegato
documentazione specialistica né alcun referto relativo ad esami strumentali. In
quell’evenienza l’Alta Corte ha concluso che “(…) questo accertamento non è
certamente manifestamente inesatto né viola il diritto federale. Nello
stringato scritto del 27 ottobre 2010, il medico curante non pone alcuna diagnosi
né documenta lo stato clinico della paziente. Egli non allega documentazione
specialistica né alcun referto relativo ad esami strumentali. Nel documento in
questione non viene pertanto oggettivato alcun elemento che deponga per un
peggioramento durevole dello stato di salute dell’insorgente. (…)” (STF
8C_716/2011 del 5 gennaio 2012, consid. 3.4). 

                                         Nel
caso concreto, analogamente alla succitata STF, nel certificato 28 febbraio
2014 i curanti non pongono alcuna diagnosi, si limitano a segnalare la
sintomatologia soggettiva, non documentano lo stato clinico né tantomeno
oggettivano un peggioramento. Certo che gli accertamenti peritali del CPAS e
del dr. __________ risalgono rispettivamente a 5 anni e 9 anni fa (stato 2014);
ma senza modifica oggettiva resa verosimile non è necessario procedere ad un
aggiornamento della situazione. 

                                         Infine,
nello scritto 17 luglio 2014 l’assicurato ha sostenuto “che dev’essere
indagata la questione dell’ansia e dell’inson- nia, nonché della modifica della
personalità attestata dai curanti, fattori che non erano stati rinvenuti nell’aggiornamento
peritale del dr. __________ del 2 aprile 2009”. A tal riguardo, in particolare per quanto riguarda “la modica della personalità”, va fatto riferimento alla
STCA del 14 maggio 2012 (cfr. consid. 2.5). Del resto, dal succitato stringato certificato
non si deduce alcunché riguardo alle suesposte questioni. 

                                      

                                         Va
infine evidenziato che nell’ambito della procedura giudiziaria l’assicurato non
ha prodotto ulteriore documentazione medico-specialistica atta ad oggettivare
un cambiamento della situazione valutedinaria. 

 

                                         Non
avendo dunque l’insorgente reso verosimile una rilevante modifica
del suo stato di salute, la decisione di non entrata in materia va confermata;

 

                               2.8.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.- andrebbero poste a
carico dell’insorgente, che ha chiesto di essere posto al beneficio
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve
essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. L'art. 28
cpv. 2 Lptca stabilisce che la disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito
patrocinio è retta della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio
d’ufficio [LAG], nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011.

                                         Secondo
l’art. 3 cpv. 1 LAG l’assistenza giudiziaria si estende all’esenzione dagli
anticipi e dalle cauzioni; all’esenzione dalle tasse e spese processuali;
all’ammissione al gratuito patrocinio.

 

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

 

                                         Nel
caso in esame, l’assicurato non può essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria in quanto nella presente fattispecie non risulta soddisfatto il
requisito della probabilità di esito favorevole. Tale presupposto difetta
quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione
agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe al processo in
considerazione delle spese cui si esporrebbe (RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275
consid. 4b, 119 Ia 251). Dopo un esame forzatamente sommario, sulla base degli
atti all’inserto, la presente vertenza appariva sin dall’inizio destinata
all'insuccesso in quanto le prospettive di esito favorevole erano
considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa. In effetti, le valutazioni
dei medici SMR hanno permesso di concludere con la dovuta chiarezza che non era
stata resa verosimile una rilevante modifica dello stato di
salute e l’insorgente in sede giudiziaria non ha apportato la documentazione
medico-specialistica atta a contraddire o a mettere in dubbio le conclusioni a
cui sono giunti i medici SMR.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   La
domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   3.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico a carico del ricorrente. 

 

                                   4.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti