# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 77bd8be4-b855-5609-b27f-c3cf92454ef2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.03.2002 36.2001.36
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2001-36_2002-03-14.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2001.00036

   

  CS/sc

  	
  Lugano

  14 marzo 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 aprile 2001 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 3 aprile 2001 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa malati __________,  

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ è
assicurata per le cure medico sanitarie obbligatorie presso la __________ dove
ha pure concluso una assicurazione complementare denominata __________ che
prevede la copertura dei costi di ospedalizzazione fuori del Cantone di
domicilio in divisione generale di un ospedale pubblico.

 

                                         Nel mese
di novembre 1999 __________ ha iniziato a lamentare nausea e capogiri,
mancamenti, qualche linea di febbre, palpitazione e sudorazione. Il dott.
__________ ha diagnosticato un linfoma maligno non Hodgkin di tipo B nel corso
del mese di aprile 2000. __________, per tale patologia, non ha subito
interventi terapeutici di sorta poiché il curante, d'intesa con il prof.
__________, ha optato per un periodo di osservazione astensionista, "in
quanto non vi è per ora nemmeno l'indicazione ad una chemioterapia
ordinaria".

 

                                         __________
si è quindi rivolta al dott. __________, psichiatra e psicoterapeuta FMH, per
delle cure alternative, in particolare la medicina antroposofica con
prescrizione di iniezioni di vischio (Iscador) nel corso del mese di maggio
2000.

 

                                         Ai
sintomi della malattia si sono aggiunti "attacchi di panico così
ravvicinati" da impedire un normale svolgimento dell'attività lavorativa
dell'assicurata.

 

                               1.2.   Dal 14
settembre 2000 al 14 ottobre 2000 __________ è stata in cura presso l'
__________. Chiamata a prestare garanzia per il ricovero, la Cassa Malati
__________, con scritto del 20 settembre 2000, ritenendo che la degenza fosse
dovuta prevalentemente alla cura di patologie psichiche, ha riconosciuto un
ammontare forfettario di Fr. 180.-- al giorno, analogicamente a quanto sarebbe
stato versato in caso di trattamento simile in Ticino.

 

                               1.3.   Contro la decisione
su opposizione che confermava il rifiuto di assumere i costi totali della
degenza, __________ ha inoltrato tempestivo ricorso chiedendo la condanna della
__________ all’assunzione dell'integralità dei costi.

 

                                         Nel
ricorso l'interessata rileva in particolare la necessità della degenza sotto il
profilo medico, affermando:

 

" 
(…)

1)                                                                           Il
mio ricovero, necessario sotto il profilo medico, non è avvenuto esclusivamente
per problemi psichici, bensì per una serie di disturbi somatici che
preesistevano e che persistevano alla notizia della diagnosi (doc. _).

 

2)                                                                           Il
dr. __________ è sì un medico con specializzazione in psichiatria e
psicoterapia, ma anche, e soprattutto, medico generico che pratica la medicina
antroposofica.

 

La medicina
antroposofica, per ogni tipo di patologia, non può prescindere, nel rapportarsi
al paziente, dal prendere in considerazione anche l'aspetto psicologico. La
medicina antroposofica si caratterizza infatti per il suo voler considerare
l'essere umano nella sua totalità: in quest'ottica la malattia non si riduce ai
soli aspetti somatici.

 

3)                                                                           In
Ticino non esiste alcuna struttura stazionaria paragonabile né tantomeno è
possibile ricevere le stesse cure a livello ambulatoriale, per cui ho dovuto
optare per un ricovero fuori Cantone. La necessità di una degenza stazionaria è
del resto certificata dal profilo medico.

 

4)                                                                           Presso
la Clinica __________ si pratica la medicina antroposofica, riconosciuta e
coperta della LAMal (assicurazione di base).

 

5)                                                                           La
Clinica __________ è riconosciuta a livello svizzero nella pianificazione
ospedaliera del Canton __________: come tale, data l'esigenza medica
determinata dai motivi di ordine medico di cui all'art. 41 cpv. 2 LAMal, le
fatturazioni devono essere riconosciute in toto da parte dell'assicuratore
malattie.

                                                                         Trattandosi
di una struttura privata non sovvenzionata, non entra infatti in linea di conto
l'art. 41 cpv. 3 LAMal." (Doc. _)

 

                               1.4.   In risposta,
la __________ ha postulato la reiezione del gravame rilevando quanto segue:

 

" 
(…)

La questione del litigio è di sapere se
l'appellante può pretendere la presa a carico della totalità delle spese
occasionate dalla sua degenza alla __________, dal 14 settembre al 14 ottobre
2000, per un importo totale di Frs. 17'177.70. La Cassa ha riconosciuto a suo carico
solamente un importo di frs. 5'580.-- (importo forfetario di frs. 180.-- al
giorno), l'importo del litigio ammonta a frs. 11'597.70.

 

In base all'art. 24 LAMal, l'assicurazione
obbligatoria delle cure prende a carico i costi delle prestazioni definite
dagli articoli 25 e 31 tenendo conto delle condizioni degli articoli 32 a 34.

 

Conformemente all'articolo 32 paragrafo 1 LAMal,
le prestazioni citate negli articoli 25 e 31 LAMal devono essere efficaci,
appropriate ed economiche. Come il Tribunale federale l'ha già rilevato a
proposito dell'art. 23 LAMA, il cui contenuto è analogo, le casse hanno il
diritto di rifiutare la presa a carico delle misure terapeutiche inutili o
delle misure che avrebbero potuto essere rimpiazzate da altre, meno costose;
d'altronde ne sono obbligate, poiché sono tenute a vigilare al rispetto del
principio di economia del trattamento (François-X. Deschenaux, Le précepte de
l'économie du traitement dans l'assurance-maladie sociale). Questo principio
non riguarda solamente le relazioni tra le casse e i fornitori di cure mediche,
ma è opponibile anche all'assicurato, che non ha alcun diritto al rimborso di
un trattamento non economico (ATF 125 V 98 cons. 2b).

 

In questo caso, sia la cassa che il suo medico di
fiducia non contestano che la medicina antroposofica è una prestazione a carico
degli assicuratori dal 1° luglio 1999, conformemente al numero 10 dell'allegato
1 dell'Ordinanza sulle prestazioni nell'assicurazione obbligatoria delle cure
(Opre). In compenso, la Cassa ritiene che la tariffa da prendere in
considerazione deve essere quella applicabile nel caso di un trattamento
psichiatrico in un istituto pubblico del cantone Ticino, nella misura in cui,
dall'insieme del dossier, risulta che la natura del trattamento prodigato alla
ricorrente presso la __________, riguarda la psichiatria.

 

In effetti, secondo il rapporto del 13 settembre
2000 del Dottor __________, specialista in psichiatria e in psicoterapia a
__________, l'assicurata ha sviluppato una «reazione ansiosa ultimamente
invalidante e con scarsa risposta agli ansiolitici». D'altronde, il Dottor
__________, psichiatra e psicoterapeuta alla __________, precisa nel suo
rapporto medico del 4 ottobre 2000, che la degenza si giustifica in ragione di
una «latente Suizidalität durch unklare Perspektiven» e ammette nel suo
rapporto del 15 novembre 2000, che «Frau __________ wurde zu uns eingewiesen
wegen einer akuten Angstörung mit Depressivität (…), oltre che «neben dem
lymphom entwickelt sich zunehmend ein gemischt ängstliches und Depressives
Syndrom mit Arbeitsunfähigkeit». Infine sulla base dei pareri medici precitati,
il medico di fiducia della Cassa conclude in data 6 dicembre 2000 che «la cura
era necessaria per la problematica psichiatrica».

 

Poiché il trattamento riguarda la psichiatria,
__________ constata quindi che l'ospedalizzazione è considerata economica ai
sensi dell'articolo 32 LAMal, nella misura in cui un trattamento può esser
prodigato in un istituto psichiatrico del cantone di domicilio dell'assicurata.
In effetti, l'obbligo di una presa a carico da parte delle casse-malati,
implica che tutte le pretese legali richieste siano riempite, principalmente la
condizione relativa al carattere economico del provvedimento (art. 32 al. 1 e
56 al. 1 LAMal). Se più trattamenti sono prevedibili, bisogna procedere a un
bilancio dei costi e solo il meno costoso può essere preso a carico
dall'assicurazione obbligatoria delle cure.

 

Di conseguenza, poiché le condizioni legali per
la presa a carico delle spese del trattamento e di ospedalizzazione non sono
state rispettate, appartiene alla cassa il diritto di limitare la presa a
carico a frs. 180.- al giorno, corrispondente alla tariffa forfetaria
giornaliera in vigore per un trattamento presso l'__________ in Ticino."
(Doc. _) 

 

                                          in
diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è dunque la questione a sapere se la Cassa è tenuta a rimborsare
integralmente le spese derivanti dal ricovero dell'insorgente presso l'
"__________".

 

                                         Giusta
l’art. 25 cpv. 1 LAMal, in caso di malattia, l’assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a
curare una malattia e i relativi postumi.

                                         Secondo
quanto stabilito dal cpv. 2 dello stesso articolo, queste prestazioni
comprendono, in particolare:

 

                                    
- per la lett. a: gli esami, le terapie e le cure dispensate ambulatoriamente,
al domicilio del paziente, in ospedale, parzialmente in ospedale o in una casa
di cura dal medico, dal chiropratico e da persone che effettuano prestazioni
previa prescrizione o indicazione medica;

                                    
- per la lett. b: le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi
diagnostici e terapeutici prescritti dal medico;

 

                                         -
 per la lett. e: la degenza nel reparto comune di un ospedale.

 

                               2.2.   I
presupposti dell’assunzione dei costi delle prestazioni definite dagli art.
25ss sono specificati all’art. 32 LAMal.

                                         Questo
disposto precisa che “le prestazioni di cui agli art. 25-31 devono essere
efficaci, appropriate ed economiche”.

 

                                         Gli art.
35 - 40 LAMal indicano i fornitori di prestazioni autorizzati ad esercitare a
carico dell’assicurazione obbligatoria.

                                    Per quanto
riguarda le cure stazionarie, l’art. 39 LAMal precisa che gli stabilimenti e i
rispettivi reparti adibiti alla cura ospedaliera di malattie acute o
all’attuazione ospedaliera di provvedimenti medici di riabilitazione (ospedali)
sono autorizzati  ad esercitare a carico dell’assicurazione obbligatoria
se:

 

                                         a)
 garantiscono una sufficiente assistenza medica

                                         b)
 dispongono del necessario personale specializzato

                                         c)
  dispongono di appropriate installazioni mediche e garantiscono una fornitura
adeguata di medicamenti;

                                         d)
 corrispondono alla pianificazione intesa a coprire il fabbisogno ospedaliero,
approntata da uno o più Cantoni, dopo aver preso in considerazione
adeguatamente gli enti privati;

                                         e)
 figurano nell’elenco, compilato dal Cantone e classificante le diverse
categorie di stabilimenti secondo i rispettivi mandati.

 

                               2.3.   Giusta
l’art. 49 cpv. 3 LAMal, in caso di degenza ospedaliera, la remunerazione è
effettuata conformemente alla tariffa dell’ospedale ai sensi dell’art. 49 cpv.
1, 2 e 3 finché il paziente, secondo l’indicazione medica, necessita di cure e assistenza
o di riabilitazione medica in ospedale. 

                                         Se questa
condizione non è più soddisfatta, per la degenza ospedaliera è applicabile la
tariffa secondo l’art. 50. Secondo questo disposto, in assenza di una
convenzione prevedente remunerazioni forfettarie, l’assicuratore assume, per le
degenze in caso di cura, le stesse prestazioni previste in caso di cura
ambulatoriale e a domicilio. 

 

                                         Un
soggiorno ospedaliero non implica, dunque, di per sé l'obbligo contributivo
delle Casse: presupposto indispensabile alla nascita del diritto alle
prestazioni per cura ospedaliera é la necessità di misure terapeutiche o,
almeno, diagnostiche che possono essere applicate soltanto in uno stabilimento
ospedaliero (SVR 2001 KV 15 pag. 39; SVR 2000 KV 40 c. 2, pag. 124; DTF 120 V
pag. 206 e seg. consid 6; RAMI 1969 pag.  32 e seg.; 1977 pag. 167 e seg.; 1989
pag.  154 e seg.).

                                         Il
diritto alle prestazioni per cure ospedaliere presuppone, in forza dell'art. 56
LAMal, che la degenza ospedaliera sia richiesta dall'interesse dell'assicurato
e dallo scopo del trattamento. Non deve, cioè, essere possibile fare a meno
dell'ospedalizzazione senza compromettere il buon esito del trattamento,
ledendo, così, il diritto dell'assicurato ad essere curato in modo adeguato.

                                         Il
TFA si è, al proposito, così espresso:

 

" 
Aus Art. 56 in Verbindung mit Art. 49 Abs. 3 KVG
folgt u.a., dass ein Aufenthalt im Akutspital zum Spitaltarif nach Art. 49 Abs.
1 und 2 KVG nur so lange durchgeführt werden darf, als vom Behandlungszweck her
ein Aufenthalt im Akutspital notwendig ist (Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, 2. Aufl. , Bern 1997, S. 165 N. 28). (...)” 

(STFA 26.11.1998 nella causa F. e F. c.
Konkordia)

 

                                         Nella
citata sentenza SVR 2000 KV 40, il TFA rammenta come:

 

" 
(…)

Le droit à des prestations pour un traitement en
milieu hospitalier implique qu'un tel traitement soit nécessaire.

D'après la jurisprudence rendue sous l'empire de la
LAMA, le seul fait de séjourner dans un établissement hospitalier ne suffit pas
à ouvrir le droit aux prestations. Les caisses répondent toutefois de toute
hospitalisation rendue indispensable par l'état maladif de leurs assurés
lorsque cet état nécessite, non pas forcément un traitement médi­cal, mais
simplement un séjour en milieu hospitalier. L'in­tensité des traitements
médicaux qu'exige la maladie n'est pas l'unique critère pour décider si l'état
de santé justifie une hospitalisation, notamment lorsqu'un assuré âgé ou vivant
seul est dans l'impossibilité de recevoir à domicile la surveillance et les soins
requis par son état. Dès lors, le droit aux prestations d'hospitalisation
n'existe pas si une hospitalisation a lieu uniquement pour des motifs sociaux,
c'est‑à‑dire si l'assuré n'est pas malade au sens de la loi sur
l'assurance‑maladie ou si l'ensemble du traitement mé­dical et des autres
soins nécessités par sa maladie ne justi­fie pas séjour à l'hôpital (ATF 115 V
48 consid. 3b/aa; RAMA 1991 no K 863 p. 78 consid. 2a et la jurisprudence
citée).

Il est admis que cette jurisprudence conserve toute
sa valeur sous le régime de la LAMal en ce qui concerne les établissements et
leurs divisions qui servent au traitement hospitalier de maladies aiguës ou à
l'exécution, en milieu hospitalier, de mesure médicales de réadaptation
(hôpitaux) au sens de l'art. 39 al. 1 LAMal (ATF 125 V 179 consid. 1b; RAMA
1998 no. KV 34 p. 289; EUGSTER, Krankenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], ch. 136 ss; DUC, L'établissement médico-social
et la LAMal, in: LAMal-KVG: Recueil de travaux en l'honneur de la Société
suisse de droit des assurances, Lausanne 1997, p. 313 et 316; MAURER, Das neue
Krankenversicherungsrecht, 1996, p. 71 note 181; voir aussi ATF 124 V 365
consid. Ib, à propos de la délimitation entre le besoin d'hospitalisation pour
le traitement d'affections aiguës et le besoin de soins). Cette jurisprudence,
en effet, constituait du temps de la LAMA un cas d'application des principes de
l'économie et du caractère approprié du traitement (art. 23 LAMA; art. 21 al. 1
Ord. III; cf. ATF 125 V 98 consid. 2), qui trouvent désormais leur expression à
l'art. 32 al. 1 LAMal, relatif aux conditions générales de la prise en charge
des frais de soins (voir aussi l'art. 49 al. 3 LAMal). (…)"

 

                                         E'
importante sottolineare che, secondo la giurispru­denza del TFA,
un'ospedalizzazione diventa necessaria quando - dato uno status patologico -
essa si giustifica dal profilo soggettivo: determinante non é, infatti, soltan­to,
il quadro clinico ma anche la situazione personale (mancanza di cure a
domicilio, particolarità sociali,..).

                                         Quindi,
per la valutazione della necessità di un'ospedaliz­zazione entrano in
considerazione, oltre allo stato di salute, numerosi altri fattori
riconducibili alla situazione personale del malato: il diritto alle prestazioni
ospedaliere deve essere ricono­sciuto non soltanto quando la patologia
dell'assicura­to necessita un trattamento medico intensivo, ma anche quando
tale stato rende necessa­rio un soggiorno in ambiente ospeda­liero. A questo
proposito, nella sentenza pubblicata in RAMI 1989, p. 154ss, il TFA ha rilevato
quanto segue:

 

" 
Die alleinige Tatsache, dass sich ein
Versicherter in einer Heilanstalt aufhält, genügt nicht, um den Anspruch auf
Leistungen gemäss Art. 12 Abs. 2 Ziff. 2 KUVG zu bejahen. Die Hospitalisierung
muss sachlich begründet sein. Sie ist es, wenn als Grundvoraussetzung
gesundheitliche Störungen vorliegen und nach den medizinischen Gegebenheiten
oder nach den besonderen persönlichen bzw. Sozialen Verhältnissen ein
Aufenthalt in einem Spitalmilieu notwendig ist (BGE 107 V 57 Erw. 3, 101 V 72
Erw. 21), 99 V 72 Erw. 3; RKUV 1986 Nr. K 680 S. 231; RSKV 1982 Nr. 477 S. 41
Erw. 2, 1977 Nr. 298 S. 171, 1973 Nr. 199 S. 123). Die Intensität der
medizinischen Behandlung, die eine Krankheit erfordert, ist also nicht alleiniges
Kriterium für die Beurteilung, ob der Zustand eines Versicherten dessen
Hospitalisierung rechtfertigt. Diese kann sich auch aus persönlichen bzw.
Sozialen Gründen als notwendig erweisen. Zur Spitalbedürftigkeit aus solchen
Gründen hat das EVG erkannt, dass insbesondere ein betagter oder
alleinstehender Versicherter dann Anspruch auf die für Spitalaufenthalte
vorgesehenen Leistungen hat, wenn die im Zusammenhang mit einer
Krankheitsbehandlung notwendige Pflege oder Betreuung zuhause nicht
gewährleistet werden kann, sei es, weil diese zuhause nicht möglich oder den
Angehörigen nicht zuzumuten ist. Solche Umstände, welche die
Spitalbedürftigkeit begründen, können auch bei jungen Versicherten gegeben sein
(unveröffentlichte Erw. 2 von RKUV 1987 Nr. K 739 S. 254, RKUV 1986 Nr. K 675
S. 202, 1984 Nr. 591 S. 199 Erw. 2b; RSKV 1983 Nr. 534 S. 121 Erw. 1, 1982 Nr.
477 S. 41 Erw. 2 und Nr. 486 S. 101 Erw. 4)."

                                         (RAMI
1989 pag. 156, cit consid 1; cfr anche RAMI 1991, p. 73ss)

 

                               2.4.   Va ancora
rilevato che l'art. 41 cpv. 1 LAMal, che garantisce all'assicurato la libertà
di scelta tra gli stabilimenti ospedalieri svizzeri, non gli permette di
entrare o di rimanere, in caso di cura ospedaliera, in uno stabilimento
concepito per trattare dei malati necessitanti di cure intense quando potrebbe
essere curato convenientemente in uno stabilimento attrezzato più semplicemente
e più economicamente.

 

                                         L'assicurato
può scegliere il luogo della cura ospedaliera, beneficiando così delle
prestazioni corrispondenti, solo fra gli stabilimenti ospedalieri e fra i
servizi degli stabilimenti, destinati alle categorie di malati, di cui fa parte
dal punto di vista medico (art. 56 LAMal; cfr. art. 23 LAMI).

                                         Data la
necessità di una cura stazionaria, va, dunque, ancora operata una differenziazione
fra i diversi istituti di cura: gli assicuratori assumeranno soltanto le spese
relative al genere di istituto o reparto ospedaliero adeguato alla cura della
malattia di cui l'assicurato soffre (DTF 101 V 72ss; RDAT 1988 N. 82 p. 248ss).

                                         In
particolare, il TFA ha avuto modo di precisare che la mancanza di letti in un
istituto di cura adatto non può essere ritenuta per la determinazione
dell'obbligo contributivo di una cassa:

 

" 
Ebenso hat der spitalbedürftige Versicherte nicht
mehr als die gesetzlichen bzw. statutarischen Leistungen zugute, wenn er
gezwungenermassen in einer teuren Klinik hospitalisiert werden muss, weil in
der Heilanstalt oder in der Spitalabteilung, die vom medizinischen Standpunkt
aus genügen würde und billiger wäre, kein Bett frei ist. Ferner hat die Kasse
nicht dafür  aufzukommen, wenn ein Versicherter trotz nicht mehr bestehender
Spitalbedürftigkeit weiterhin in einer Heilanstalt untergebracht ist, weil z.B.
kein Platzin einem geeigneten und für den Versicherten genügenden Pflegeheim
(ohne Spitalcharakter) vorhanden ist und mithin der Spitalaufenthalt nur noch
auf sozialen Überlegungen beruht (BGE 115 V 48 f. Erw. 3b/aa;
vgl auch BGE 120 V 206 Erw. 6a). (…)”

(STFA 26.11.1998 in re E.F e H.F. c. __________
pubbl. in DTF 124 V pag 362 e seg e RAMI 1/1999 pag 31 e seg -)

 

                               2.5.   Nel concreto
caso alla luce delle certificazioni raccolte agli atti emerge chiaramente che
la degenza presso la clinica __________ era dovuta alla patologia psichica
sviluppatasi in seguito alla scoperta del linfoma non Hodgkin di tipo B.

 

                                         Occorre
dunque senz'altro ammettere, vista la giurisprudenza del TFA in materia, come
il ricovero ospedaliero stazionario per le cure psichiatriche fosse
indispensabile. Ciò è del resto ammesso anche dalla Cassa.

                                         Diversa
invece è la conclusione per la cura antroposofica.

 

                                         Va
infatti evidenziato come nel rapporto del 25 ottobre 2000 redatto dal Dr. Med.
__________ e dalla Dr. __________ all'attenzione del Dr. Med. __________, viene
indicato:

 

" 
(…)

Beurteilung, Therapie und Verlauf:

Es handelt sich um eine schwere Anpassungsstörung
mit zunehmender Angstsympto­matik einer __‑jährigen Patientin, die
soeben an einem Non‑Hodgkin‑Lymphom er­krankt ist. Sie ist
deswegen sehr beunruhigt, leidet unter Panikstörungen und schweren Schlafstörungen.
Patientin wurde dadurch arbeitsunfähig und war nicht mehr imstande alleine in
ihrer Wohnung zu leben. Dies begründete die Notwendigkeit einer stationär
Behandlung.

 

Wir behandelten die Patientin mit anthroposophischen
Heilmitteln.

An äusseren Anwendungen bekam sie rhythmische
Massage, Schafgarbe‑Leber­kompressen mittags, Senffussbäder, Oxalis 30%‑Baucheinreibungen.

Besonders engagiert war die Patientin in den
Kunsttherapien: Heileurythmie sowie Pla­stizieren und später Malen.

In den ärztlichen Gesprächen wurde konkret mit der
Patientin über den Umgang mit Angst und Panikattacken gesprochen. Auf dem
Hintergrund ist eine längere depressive Grundstimmung, welche mit verschiedenen
Ereignissen in der Biographie zusammen­hängt und akzentuiert wurde durch die
Konfrontation mit dem Lymphom, zu sehen.

Frau __________ fand vermehrt Kontakt zu ihren
Gefühlen und ihren Möglichkeiten aktiv ihr Leben weiter zu gestalten, lebend
mit einer Lymphomerkrankung.

Nach Rücksprache mit Dr. __________, Hämatologe im
Hause, empfehlen wir zur Be­handlung des Lymphoms eine Umstellung von Iscador
auf Abnoba Viscum Fraxini. Die weitere Koordination der Behandlung psychisch
und somatisch liegt bei Ihnen.

 

Procedere: Nach Austritt
Fortführung der psychiatrischen Weiterbetreung durch Sie sowie der
anthroposophischen Therapien: Abnoba Viscum Fraxini und gegebenenfalls
Kunsttherapien. (…)" (Sottolineature del redattore; Doc. _)

 

                                         La Dr.
Med. __________, specialista per la psichiatria e la psicoterapia
dell'__________, nel certificato del 15 novembre 2000 ha precisato:

 

" 
(…)

Frau __________ wurde zu uns eingewiesen wegen
einer akuten Angststörung mit Depressivität, ausgelöst
durch die Diagnose eines neu diagnostizierten Non‑Hodgkin‑Lymphoms,
Typ B, Grad I.

 

Frau __________ befand sich anfänglich in
onkologischer ambulanter Behandlung bei Herrn Dr. __________ und ergänzte diese
Behandlung bewusst durch anthroposophi­sche Medizin, nachdem keine Behandlung
für das Lymphom in der Schulmedizin zur Verfügung war.

Neben dem lymphom entwickelt sich zunehmend ein
gemischt ängstliches und de­pressives Syndrom mit Arbeitsunfähigkeit
schlussendlich. Dies führte dazu, dass eine stationäre Behandlung notwendig
wurde.

 

Da Frau __________ bis anhin in anthroposophischer
Behandlung bei Herrn Dr. __________ war, wurde sie zur stationären
anthroposophischen Behandlung in unsere Klinik eingewiesen.

 

Die Hospitalisation hat dazu geführt, dass die
Patientin in Zusammenarbeit mit unse­rem Hämatologen im Hause eine genauere
Misteltherapie‑Behandlung bekommen hat, andererseits auch durch eine
Zusammenarbeit von Psychiater und Internist die Patien­tin sich besser zurecht
finden konnte mit ihren Aengsten, welche durch die Krankheit ausgelöst worden
sind. (…)" (sottolineature del redattore; Doc. _)

 

                                         Il medico
curante di __________, Dr. Med. __________, il 13 settembre 2000, ha precisato
che:

 

"  questa
giovane donna si era a me rivolta per una cura con il vischio dopo la diagnosi
di linfoma NH tipo B (dr. __________).

­Essa ha poi però sviluppato una reazione ansiosa ultimamente
invalidante e con scarsa risposta agli ansiolitici (che comunque non vorrebbe
assumere). Dal ricovero in questa clinica antroposofica mi aspetto un impatto
positivo soprattutto dalle terapie non medicamentose (dagli impacchi‑massaggi
alle cosiddette terapie artistiche) applicate in modo intenso, oltre che dal
contenimento dell'ambito stazionario, di cui ha comunque bisogno. Queste
terapie potranno poi parzialmente essere proseguite in sede ambulatoriale,
evidentemente a dei ritmi molto più blandi." (Doc. _)

 

                                         Dai
suddetti certificati medici emerge chiaramente che la necessità dell'intervento
e del ricovero di __________ era dovuta alla reazione ansiosa invalidante
sviluppata in seguito alla diagnosi di linfoma non Hodgkin di tipo B. Anche in
un ulteriore certificato della Dr. Med. __________ viene indicato che una
riabilitazione ambulatoriale non è possibile a causa di una "Latente
Suizidialität durch unklare Perspektiven" (doc. _). Circa le terapie
eseguite nella clinica, la dottoressa indica di aver effettuato
"medikamentöse Therapie (Mistel, Anxiolytika,…), Künstlerische Therapie
und Einzel und Gruppen-psychotherapie" (doc. _).

 

                                         L'unico
certificato che sembrerebbe smentire quanto sopra riportato è quello del medico
curante dell'insorgente, __________, che il 6 ottobre 2000, ha precisato:

 

"  mi
rivolgo ancora a voi in merito alla mia paziente in calce, attualmente
ricoverata alla __________.

Mi rifaccio anche ai miei certificati precedenti, che forse hanno
creato un'incomprensione. Non sono infatti d'accordo di classificare il
ricovero della signora __________ come prettamente psichiatrico.

I molteplici disturbi accusati dalla paziente che avevano a suo
tempo portato agli accertamenti del dr. __________ e poi alla diagnosi di
linfoma, hanno comunque continuato a sussistere, complicando poi in seguito
alla notizia della diagnosi.

La scelta della medicina antroposofica è da considerarsi poi
nell'ambito del fatto che la medicina "ufficiale" non offre comunque
nessuna terapia nell'attuale stadio della malattia. Le strutture

ospedaliere della medicina antroposofica si situano (purtroppo)
fuori dal Canton Ticino, per cui ho dovuto per forza inviare la mia
paziente." 

 

                                         Tuttavia,
a mente del TCA, questo scritto non è sufficiente a comprovare la necessità
del ricovero per una cura antroposofica. 

                                         Infatti
gli altri certificati concludono univocamente alla necessità del ricovero di
__________ unicamente per curare le patologie psichiche sviluppatesi in seguito
alla scoperta del linfoma non Hodgkin di tipo B. Solo per queste cure il
ricovero presso uno stabilimento appropriato era necessario.

                                         

                                         Dalle
tavole processuali emerge in particolare che nel corso della degenza
l'insorgente ha seguito delle terapie tipiche per la cura di patologie
psichiche (psicoterapia di gruppo, prescrizione di ansiolitici), di cui era
affetta ("Angststörung", "Panikstörungen",
"Schlafstörungen", "depressive Grundstimmung": cfr. doc.
_). __________, durante il ricovero, si è intrattenuta con i medici su questi
aspetti (doc. _) ed è stata seguita in modo particolare da psichiatri (doc. _).
Pure dal certificato del medico curante risulta che l'insorgente ha sviluppato
una reazione ansiosa, invalidante, e per questo motivo è stato chiesto il
ricovero presso la clinica basilese (doc. _).

 

                                         Inoltre,
sia nel referto medico del 25 ottobre 2000 (doc. _) che in quello del 15
novembre 2000 (doc. _), viene espressamente affermato che la necessità del
ricovero nel periodo in esame deriva dalle affezioni psichiche di cui soffriva
l'insorgente.

                                         Non viene
per contro fatto alcun riferimento alla necessità di una degenza
stazionaria per la cura antroposofica.

 

                                         In queste
circostanze l'insorgente poteva essere ricoverata in uno stabilimento
sociopsichiatrico in Ticino. Per cui la Cassa ha applicato la tariffa
forfetaria di fr. 180 al giorno, il cui ammontare non è contestato, e che la
__________ avrebbe applicato in caso di ricovero presso l'__________ in Ticino.

 

                                         In
considerazione delle risultanze processuali il TCA non ha motivo di scostarsi
dalle conclusioni cui è giunta la Cassa.

 

                                         E' pur
vero, come ricorda l'insorgente, che l'allegato I dell'Opre, all'art. 10,
prevede il rimborso della medicina antroposofica praticata da medici la cui
formazione in questa disciplina è riconosciuta dalla Federazione dei medici
svizzeri. Tuttavia, affinché la prestazione in esame possa essere in concreto
rimborsata occorre anche che il ricovero sia necessario. Ciò che, come visto,
non è il caso.

 

                                         Per cui
solo il trattamento psichiatrico giustificava il ricovero e rettamente la
Cassa, ritenuto come l'ospedalizzazione poteva avvenire nel Cantone di
domicilio, ha rimborsato l'insorgente conformemente alla tariffa che avrebbe
applicato in caso di ricovero analogo in Ticino.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 

                                         6006
Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti