# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bb16343a-0b78-5935-aa05-a61f548a261c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.10.2008 C-578/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-578-2006_2008-10-20.pdf

## Full Text

Corte II I
C-578/2006
{T 0/2}

Sentenza del 20 ottobre 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf, Bernard Vaudan, 
cancelliere Graziano Mordasini. 

A._______,
patrocinato dal Patronato INAC,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto all'approvazione della proroga del permesso di 
dimora e rinvio.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-578/2006

Fatti:

A.
Giunto in Svizzera il 1° dicembre 1995, in data... A._______, cittadino 
dominicano nato il..., ha contratto matrimonio con B._______, cittadina 
elvetica nata il... ed è stato quindi posto a beneficio di un permesso di 
dimora  nel  canton  San  Gallo  in  applicazione  dell'art.  7  cpv. 1  della 
legge federale del 26 marzo 1931 concernente la dimora e il domicilio 
degli stranieri (LDDS, CS 1 117). Dalla loro unione il 5 dicembre 1996 
è nata C._______.

In data 12 maggio 1997 la famiglia D._______ si è trasferita nel canton 
Ticino,  dove  il  marito  ha  beneficiato  di  un  permesso  di  dimora 
puntualmente rinnovato a scadenze annuali.

B.
Con verbale di udienza del 22 gennaio 1999, il Segretario assessore 
della Pretura di Lugano ha dichiarato fallito il tentativo di conciliazione 
promosso  dal  marito  in  data  1° ottobre  1998.  Da  allora  i  coniugi 
D._______ hanno vissuto separati e nel corso del 2002 B._______ e la 
figlia C._______ hanno fatto ritorno nel canton San Gallo.

C.
Con  decisione  del  12 settembre  2002,  la  Sezione  dei  permessi  e 
dell'immigrazione  di  Bellinzona  (di  seguito:  SPI)  ha  respinto  la 
domanda di ricongiungimento familiare presentata da A._______ con 
E._______,  figlia  di  primo  letto  nata  ...  residente  nella  Repubblica 
Dominicana.

In  data  22 ottobre  2002,  il  Consiglio  di  Stato  della  Repubblica  e 
Cantone del Ticino (di seguito: CdS) ha respinto il ricorso interposto il 
30 settembre 2002 avverso la succitata decisione.

D.
Con  sentenza  del  19 novembre  2004,  cresciuta  in  giudicato  il 
14 marzo  2005,  il  Kreisgericht  St.  Gallen  ha  sciolto  per  divorzio  il 
matrimonio contratto dai coniugi D._______.

E.
Dando seguito ad una richiesta in tal senso formulata da A._______, 
la SPI ha espresso un preavviso favorevole alla proroga del permesso 

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di  dimora  dell'interessato  dopo  il  cambiamento  dello  stato  civile, 
incaricandosi di trasmettere il  relativo incarto all'autorità federale per 
approvazione.

F.
Invitato in data 24 maggio 2005 dalla SPI a pronunciarsi in merito alla 
proroga del permesso di dimora in oggetto, con scritto del 28 marzo 
2006,  l'UFM  ha  informato  A._______  dell'intenzione  di  rifiutare 
l'approvazione della proroga del permesso di dimora e di pronunciare 
il  suo  rinvio  dalla  Svizzera,  accordandogli  la  possibilità  di  prendere 
posizione in merito sulla base degli  art. 29 e 30 della legge federale 
del  20 dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS 
172.021); facoltà di cui quest'ultimo non si è prevalso.

G.
Con  decisione  del  29 agosto  2006,  l'UFM  ha  rifiutato  la  propria 
approvazione  alla  proroga  del  permesso  di  dimora  postulata, 
impartendo  all'interessato  un  termine  al  28 novembre  seguente  per 
lasciare la Svizzera.

A motivo della propria decisione, l'autorità di prime cure ha evidenziato 
il  fatto  che  i  coniugi  D._______  si  sono  separati  tre  anni  dopo  il 
matrimonio e che da allora non hanno più ripreso la vita in comune, 
rilevando  poi  come  il  rilascio  del  permesso  di  dimora  in  favore  di 
A._______  fosse  stato  giustificato  unicamente  dall'esistenza  del 
vincolo matrimoniale, di modo che lo scopo iniziale del suo soggiorno 
era  venuto  meno  a  seguito  del  divorzio  pronunciato  in  data 
19 novembre  2004.  Essa  ha  poi  affermato  che  il  soggiorno 
dell'interessato  in  Svizzera  (dieci  anni)  è  da  considerarsi  di  breve 
durata  rispetto  agli  anni  trascorsi  in  patria  (quasi  trenta),  per  cui  in 
caso  di  ritorno  al  suo  paese  d'origine  egli  non  sarà  confrontato  a 
difficoltà  insormontabili,  precisando  nel  contempo  che  l'integrazione 
sociale  e  professionale  di  A._______  sul  territorio  della 
Confederazione non è marcata a tal punto da dovere considerare che 
egli debba assolutamente rimanervi. L'UFM ha infine sottolineato che 
quest'ultimo  non  intrattiene  una  relazione  stretta  ed  effettiva  con  la 
figlia  C._______,  di  conseguenza  la  sua  istanza  non  può  essere 
accolta neppure alla luce dell'art. 8 della Convenzione del 4 novembre 
1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà 
fondamentali  (CEDU,  RS 0.101).  Infine  l'UFM ha  considerato  che  il 

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rinvio  dell'interessato  risultava  essere  possibile,  ammissibile  e 
ragionevolmente esigibile.

H.
In  data  28 settembre  2006,  agendo  per  il  tramite  del  suo  nuovo 
patrocinatore, A._______ è insorto avverso la suddetta decisione.

A sostegno del proprio gravame egli ha considerato esagerato il fatto 
che il rinnovo del permesso di dimora gli sia negato dopo dieci anni di 
presenza  regolare  in  Svizzera,  sottolineando  poi  di  non  avere  la 
possibilità momentanea di far fronte al pagamento degli alimenti per la 
figlia in quanto in assistenza. Il ricorrente ha poi affermato come il suo 
contatto sporadico con C._______ fosse da attribuire alla mancanza di 
collaborazione e all'ostruzionismo dell'ex moglie,  rilevando infine che 
un suo eventuale rinvio nella Repubblica Dominicana equivarrebbe in 
via definitiva a perdere ogni speranza di contatto con la figlia.

I.
Chiamato ad esprimersi in merito, con preavviso del 4 dicembre 2006, 
l'UFM ha proposto la reiezione del gravame. L'autorità di prime cure ha 
ripreso le argomentazioni formulate nella sua decisione del 29 agosto 
2006, precisando che, benchè la separazione tra i coniugi D._______ 
fosse intervenuta nel 1999 e il trasferimento a San Gallo della moglie e 
della figlia  comune nel  2002,  i  due o tre viaggi  effettuati  per recarsi 
dalla figlia senza poterla vedere si riferiscono al 2006, precisando poi 
che dall'incarto non risulta che nel periodo 1999 – 2002 il  ricorrente 
abbia intrattenuto legami stretti con sua figlia.

J.
Invitato  a  prendere  posizione  in  merito  al  preavviso  dell'autorità 
inferiore, con replica del 16 gennaio 2006 (recte 16 gennaio 2007), il 
ricorrente si è riconfermato nelle considerazioni formulate nel ricorso, 
rilevando poi come nel periodo 1999 – 2002 egli  avesse intrattenuto 
dei  rapporti  quotidiani  con  la  figlia  e  che  solo  dopo  il  trasferimento 
della moglie e della figlia a San Gallo nel 2002, non aveva più potuto 
esercitare  il  proprio  diritto  di  visita  a  causa  della  distanza  e 
dell'ostruzionismo  dell'ex  consorte.  L'interessato  ha  inoltre  richiesto 
l'audizione del direttore di una struttura alberghiera del luganese in cui 
aveva  lavorato  durante  il  periodo  di  permanenza  della  famiglia 
D._______ in Ticino.

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K.
Completando l'istruttoria,  con scritto  del  27  giugno 2008 il  Tribunale 
amministrativo federale (di seguito: il  Tribunale o il TAF) ha invitato il 
ricorrente  ad  informarlo  in  merito  alla  sua  situazione  personale  e 
professionale posteriore al ricorso, nonché ai suoi rapporti con la figlia, 
in  particolar  modo per  quanto attiene alla  frequenza e alle  modalità 
dell'esercizio del suo diritto di visita. L'interessato non ha dato alcun 
seguito alla suddetta comunicazione. 

Diritto:

1.
Riservate  le  eccezioni  previste  all'art.  32  della  legge  del  17 giugno 
2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32),  giusta 
l'art. 31 LTAF il  Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni  ai sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF. 

In  particolare,  le  decisioni  in  materia  di  rifiuto  dell'approvazione alla 
proroga  di  un  permesso  di  dimora  e  di  rinvio  dalla  Svizzera  rese 
dall'UFM -  il  quale  costituisce  un'unità  dell'amministrazione  federale 
come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF  -  possono  essere  impugnate, 
conformemente all'art. 20 cpv. 1 LDDS, dinanzi al TAF.

I ricorsi pendenti presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato 
o presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti al 1° gennaio 2007 sono 
trattati dal TAF sulla base del nuovo diritto processuale (art. 53 cpv. 2 
LTAF).

2.
L'entrata  in  vigore,  il  1° gennaio  2008,  della  legge  federale  sugli 
stranieri  del  16 dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della LDDS conformemente all'art. 125 LStr (in relazione 
con la cifra I del suo allegato), e delle ordinanze d'esecuzione di cui 
all'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 concernente la procedura 
d'entrata  e  di  rilascio  del  visto  (OPEV,  RS  142.204)  e  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201).

Conformemente all'art. 126 cpv. 1 LStr, alle procedure introdotte prima 
del  1° gennaio  2008  rimangono  tuttavia  applicabili  le  vecchie 
disposizioni di  legge (cfr. ATAF 2008/1 consid. 2). Ciò è il  caso nella 
presente fattispecie; il vecchio diritto (materiale) è quindi applicabile.

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Conformemente  alla  regolamentazione  transitoria  di  cui  all'art.  126 
cpv.  2  LStr,  la  procedura  inerente  le  domande  presentate  prima 
dell'entrata in vigore, il 1° gennaio 2008, della LStr è retta dal nuovo 
diritto.

Salvo  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  disponga  altrimenti,  la  procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF).

3.
A._______  ha  diritto  di  ricorrere  (art.  48  PA)  e  il  suo  ricorso, 
presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile 
(cfr. art. 50 e 52 PA).

4.
Nella  sua  replica  del  16 gennaio  2007  il  ricorrente  ha  richiesto 
l'audizione davanti al TAF del direttore di una struttura alberghiera del 
luganese presso la quale egli aveva lavorato nel periodo 1999 – 2002.

A  questo  titolo  giova  rilevare  che  la  procedura  innanzi  al  Tribunale 
avviene  di  regola  per  iscritto  (cfr.  Giurisprudenza  delle  autorità 
amministrative  della  Confederazione  [GAAC]  56.5;  FRITZ GYGI, 
Bundesverwaltungsrechtspflege, Berna, 1983, pag. 65 e 70). Infatti, la 
procedura  amministrativa  prevede  un'audizione  di  testimoni  solo  a 
titolo sussidiario (art. 14 cpv. 1 PA [cfr. DTF 130 II 169, consid. 2.3.3]), 
ed è quindi  solo in  presenza di  circostanze del tutto  eccezionali,  ed 
allorquando una tale misura risulta indispensabile per la constatazione 
dei fatti rilevanti nella fattispecie, che si procede ad un'audizione orale 
e personale di testi.

In casu, il Tribunale ritiene che gli elementi pertinenti della causa sono 
stati  accertati in modo appropriato e non necessitano quindi di alcun 
complemento di  istruttoria. L'autorità  è infatti  abilitata a mettere fine 
all'istruttoria  allorquando  le  prove  prodotte  le  hanno  permesso  di 
formare  la  propria  convinzione  e  che,  procedendo  in  maniera  non 
arbitraria  ad  un  apprezzamento  anticipato  delle  prove  che  le  sono 
proposte  ulteriormente,  essa  ha  la  certezza  che  queste  ultime  non 
potrebbero  condurlo  a  modificare  la  sua  opinione  (DTF  131  I  153 
consid. 3; 130 III 734 consid. 2.2.3; 130 II 425 consid. 2.1; GAAC 69.78 
consid. 5a).

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5.
Secondo l'art. 1a LDDS ha diritto di risiedere in Svizzera ogni straniero 
che sia al beneficio di un permesso di dimora o domicilio, ovvero che, 
secondo la presente legge, non abbia bisogno di un permesso siffatto.

L'autorità decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e 
dei trattati con l'estero, circa la concessione del permesso di dimora o 
di  domicilio  (art. 4  LDDS). La libera decisione delle  autorità  circa la 
concessione della dimora o del domicilio non può essere pregiudicata 
da  alcun  atto  dello  straniero  (cfr.  art.  8  cpv.  2  dell'ordinanza 
d'esecuzione della legge federale concernente la dimora e il domicilio 
degli stranieri [ODDS del 1949, RU 1949 I 233]).

Nelle  loro  decisioni,  le  autorità  competenti  a  concedere  i  permessi 
terranno conto degli interessi morali ed economici del Paese, nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (art. 16 cpv. 1 LDDS).

Lo straniero è tenuto a partire quando gli sia rifiutata la concessione o 
la proroga di un permesso ovvero quando il permesso gli sia revocato 
o  ritirato  in  applicazione  dell'articolo  8  cpv. 2  LDDS.  In  questi  casi 
l'autorità gli assegna un termine di partenza. Se l'autorità è cantonale, 
l'ordine di partire vale solo per il territorio del Cantone; se l'autorità è 
federale,  lo  straniero  deve  lasciare  la  Svizzera.  L'autorità  federale 
competente  può  trasformare  l'ordine  di  lasciare  un  Cantone  in  un 
ordine di lasciare la Svizzera (art. 12 cpv. 3 LDDS).

6.

6.1 Secondo l'art. 99 LEtr, in casu applicabile giusta l'art. 126 cpv. 2 
LStr,  il  Consiglio  federale  determina  i  casi  in  cui  i  permessi  di 
soggiorno di breve durata, di dimora e di domicilio nonché le decisioni 
preliminari delle autorità cantonali preposte al mercato del lavoro sono 
soggetti all'approvazione dell'Ufficio federale. Quest'ultimo può rifiutare 
l'approvazione o limitare la portata della decisione cantonale.

Giusta  l'art.  85  cpv.  1  lett.  a  e  b  OASA,  l'UFM  è  competente  per 
l'approvazione del rilascio dei permessi di soggiorno di breve durata, 
di dimora o domicilio e alla proroga dei permessi di dimora se ritiene 
necessaria una procedura d'approvazione per determinate categorie di 
stranieri  e  domande  o  qualora  una  tale  procedura  si  rileva 
indispensabile per un singolo caso.

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Queste  norme  corrispondono  nella  loro  portata  alle  disposizioni 
abrogate  (cfr.  art.  51  dell'ordinanza  del  6 ottobre  1986  che  limita 
l'effettivo degli stranieri [OLS; RU 1986 I 1791], art. 18 cpv. 1 e 3 LDDS 
e art. 1 cpv. 1 let. c dell'ordinanza del 20 aprile 1983 sulla procedura di 
approvazione nel diritto degli stranieri [OPADS, RU 1983 535]).

6.2 In  virtù  della  regolamentazione  in  merito  alla  ripartizione  delle 
competenze in materia di polizia degli stranieri tra la Confederazione e 
i  cantoni,  l'UFM  dispone  quindi  della  competenza  di  approvare  il 
permesso di dimora che la SPI propone di rilasciare a A._______ (cfr. 
DTF 130 II 49 consid. 2.1; 127 II 49 consid. 3a e riferimenti ivi citati). In 
ragione  della  libertà  di  apprezzamento  di  cui  esso  gode  (cfr. art.  4 
LDDS), il suddetto ufficio, né a fortiori il Tribunale, non sono legati dal 
preavviso  favorevole  della  SPI  e  possono  quindi  distanziarsi 
dall'apprezzamento formulato da questa autorità.

7.

7.1 Lo  straniero  non  gode  in  principio  di  un  diritto  al  rilascio  di  un 
permesso di soggiorno (rispettivamente alla proroga o al rinnovo dello 
stesso) o di domicilio, a meno che possa prevalersi di una disposizione 
particolare  di  diritto  federale  o  di  un  trattato  che  gli  attribuisce  tale 
prerogativa (cfr. DTF 133 I 185 consid. 2.3; 131 II 339 consid. 1; DTF 
130 II 281 consid. 2.1 e giurisprudenza ivi citata).

7.2 Giusta  l'art.  7  cpv. 1  1a frase  LDDS,  il  coniuge  straniero  di  un 
cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso di 
dimora.  Dopo  una  dimora  regolare  e  ininterrotta  di  cinque  anni,  ha 
diritto al permesso di domicilio (art. 7 cpv. 1 2a frase LDDS).

7.3 Nella  fattispecie,  A._______  è  stato  messo  a  beneficio  di  un 
permesso  di  dimora  unicamente  in  ragione  del  suo  matrimonio, 
celebrato il 4 aprile 1996, con una cittadina svizzera. Dal gennaio 1999 
i coniugi D._______ hanno vissuto separati e la loro unione è poi stata 
sciolta  con sentenza  di  divorzio  del  19 novembre 2004 (cresciuta  in 
giudicato in data 14 marzo 2005), di modo che l'interessato non può 
più, da quella data, prevalersi del diritto alla proroga (rispettivamente 
al  rinnovo)  del  suo  permesso  di  dimora  sulla  base  della  succitata 
disposizione, in quanto lo scopo iniziale del suo soggiorno in Svizzera 
non esiste più. 

Qualora il ricorrente avesse potuto beneficiare di un diritto al rilascio di 

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un'autorizzazione di domicilio giusta l'art. 7 cpv. 1 2a frase LDDS prima 
del divorzio, egli può prevalersene anche dopo la fine del matrimonio 
(DTF 128 II 145 consid. 1.1.4 e 1.1.5 e riferimenti ivi citati). In casu, il 
ricorrente  si  è  limitato  a  richiedere  la  proroga  del  suo  permesso  di 
dimora,  di  modo  che  la  questione  del  rilascio  di  un  permesso  di 
domicilio non è stata sollevata. Qualora si fosse in presenza di un tale 
diritto, problematica che deve essere analizzata d'ufficio (DTF 128 II 
145 consid. 1.1.4),  il  rilascio di  un permesso di  dimora al  ricorrente 
non potrebbe essere negato, in quanto quest'ultimo gli  conferisce un 
permesso meno ampio di quello a cui può pretendere. 

7.4 Dal dicembre 1995 A._______ si trova in Svizzera ed è coniugato 
con  una  cittadina  elvetica,  egli  potrebbe  dunque  beneficiare  in 
principio del rilascio di un permesso di domicilio (art. 7 cpv. 1 2a frase 
LDDS). Tuttavia, secondo la giurisprudenza, il fatto di invocare l'art. 7 
cpv. 1 LDDS è costitutivo di un abuso di diritto allorquando il coniuge 
straniero  si  prevale  di  un  matrimonio  che  non  esiste  più  che 
formalmente con l'unico scopo di ottenere un permesso di dimora, in 
quanto tale finalità non è protetta dalla suddetta disposizione (cfr. DTF 
128 II 145 consid. 2 e 3; 127 II 49 consid. 5a). Il matrimonio esiste solo 
formalmente quanto l'unione coniugale è dissolta definitivamente, vale 
a dire allorquando non sussiste alcuna speranza di riconciliazione; le 
cause  ed  i  motivi  che  hanno  condotto  alla  rottura  non  sono 
determinanti (DTF 130 II 113 consid. 4.2 e giurisprudenza ivi citata). 
Allo  stesso  modo,  commette  un  abuso  di  diritto  il  ricorrente  che  si 
prevale  di  un  matrimonio  che  non  esisteva  che  formalmente  prima 
dello spirare del termine di cinque anni (DTF 121 II 97 consid. 4c).

In casu A._______ vive separato dalla moglie di nazionalità svizzera 
dal gennaio 1999, quindi dopo meno di tre anni di matrimonio e non vi 
è stata alcuna ripresa della vita in comune. Ciò permette di concludere 
che l'unione coniugale tra i  coniugi D._______ aveva definitivamente 
preso fine prima dello spirare del termine di cinque anni di cui all'art. 7 
cpv. 1 2a frase LDDS e che dunque il ricorrente non poteva più, da quel 
momento, prevalersi del dirittto al rilascio di un permesso di domicilio 
in ragione del suo statuto di coniuge di una cittadina elvetica.

8.

8.1 Invocando il diritto al rispetto della vita privata e familiare garantito 
dall'art. 8 CEDU, A._______ ha affermato che il mancato rinnovo del 

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suo permesso di dimora ed il suo rinvio nella Repubblica Dominicana 
lo priverebbe della possibilità di mantenere i suoi legami con la figlia 
C._______, domiciliata con la madre a San Gallo.

8.1.1 Uno straniero può, secondo le circostanze, prevalersi del diritto 
al  rispetto  della  sua  vita  privata  e  familiare  garantito  dalla  suddetta 
disposizione convenzionale per impedire la divisione della sua famiglia 
ed  opporsi  ad  un'ingerenza  delle  autorità  nel  diritto  garantitogli. 
Tuttavia, affinchè possa prevalersi di tale norma, egli deve intrattenere 
una relazione stretta,  effettiva ed intatta  con una persona della  sua 
famiglia a beneficio di un diritto di presenza duraturo in Svizzera (“ein 
gefestigtes Anwesenheitsrecht”), quindi di un diritto sicuro all'ottenimento 
od  al  rinnovo  di  un  permesso  di  dimora,  vale  a  dire  possedere  in 
principio la nazionalità svizzera o disporre di un permesso di domicilio 
(cfr. in particolare DTF 130 II 281 consid. 3.1, 129 II 193 consid. 5.3.1; 
127 II 60 consid. 1d/aa; 126 II 425; 122 II 5 consid. 1e, 289 consid. 1c, 
389 consid. 1c).

La protezione conferita della norma convenzionale in oggetto non è ad 
ogni modo assoluta. Infatti, conformemente all'art. 8 cpv. 2 CEDU, può 
esservi ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio di tale diritto. La 
questione di  sapere se, in una determinata fattispecie, le  autorità  di 
polizia degli stranieri sono tenute ad accordare un permesso di dimora 
basato  sull'art.  8  CEDU  deve  essere  risolta  facendo  capo  ad  una 
ponderazione di  tutti  gli  interessi  pubblici  e  privati  in presenza (DTF 
122  II  1  consid.  2;  120  Ib  22  consid.  4a).  È  quindi  necessaria 
l'esistenza  di  legami  familiari  particolarmente  forti  per  far  sì  che 
l'interesse pubblico all'adozione di una politica restrittiva in materia di 
soggiorno degli stranieri passi in secondo piano (DTF 120 Ib 1 consid. 
3c).

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le relazioni familiari 
garantite  dall'art.  8  cpv.  1  CEDU  sono  innanzitutto  i  rapporti  tra  i 
coniugi,  nonché  quelli  tra  genitori  e  figli  minorenni  che  vivono  in 
comunione (DTF 129 II 193 consid. 5.3.1; 127 II 60 consid. 1d/aa; 122 
II  289  consid.  1c).  L'art.  13  cpv. 1  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cst, RS 101) garantisce 
la  stessa  protezione  (DTF  129  II  215  consid.  4).  Salvo  delle 
circostanze  speciali,  la  relazione  familiare  tra  il  figlio  minore  ed  il 
genitore  non  necessita  la  presenza  di  quest'ultimo  in  Svizzera.  In 
effetti,  a differenza di  quanto avviene in casi  di  vita in comunione, il 

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diritto di visita può in principio essere esercitato dall'estero, regolando 
le modalità dello stesso per quanto attiene alla sua frequenza e alla 
sua durata, sebbene il suo esercizio risulti essere più complicato (cfr. 
in particolare DTF 120 Ib 22 consid. 4a; confronta inoltre le decisioni 
del Tribunale federale 2A.614/2005 del 20 gennaio 2006, consid. 4.2.1 
e 2A.116/2001 del 28 giugno 2001, consid. 3). A questo proposito, si 
deve  prendere  in  considerazione  l'intensità  della  relazione  tra  il 
genitore ed il  figlio, nonché la distanza che separerebbe lo straniero 
dalla  Svizzera  (DTF  120  Ib  consid.  1  e  3;  120  Ib  22  precitato  e 
riferimenti  ivi  citati;  cfr.  inoltre  le  sentenze  del  Tribunale  federale 
2A.617/2004  dell'11 febbraio  2005,  2A.119/2004  del  5 marzo  2004. 
consid.  3.1;  ALAIN WURZBURGER,  La  jurisprudence  récente  du  Tribunal 
fédéral  en  matière  de  police  des  étrangers,  Revue  de  Droit 
administratif et de Droit fiscal [RDAF] 1997, p. 285). 

8.1.2 Nella  fattispecie  dagli  atti  di  causa  risulta  che,  in  modo 
particolare a partire dal 2002, i contatti di A._______ con la figlia sono 
stati  molto sporadici (cfr. ricorso del 28 settembre 2006 e replica del 
16 gennaio  2007),  non  sembra  quindi  che  essi  intrattengano  dei 
legami  particolarmente  stretti.  Giova  rilevare  a  questo  titolo  che  il 
ricorrente  beneficia  di  un  diritto  di  visita  personale  mensile,  da 
esercitare in presenza di una terza persona (cfr. sentenza di divorzio 
del  19 novembre  2004).  L'interessato  ha  certo  rilevato  di  avere 
intrattenuto  delle  relazioni  stabili  e  frequenti  con  C._______  nel 
periodo  1999  –  2002,  prima della  partenza  di  quest'ultima  per  San 
Gallo, mentre in seguito, in ragione della distanza e dell'ostruzionismo 
della  moglie,  egli  si  era  trovato  confrontato  a  molteplici  difficoltà 
nell'esercizio del suo diritto di visita. Egli non ha tuttavia fornito alcun 
documento tale da comprovare tali  affermazioni, di modo che le sue 
dichiarazioni  a  questo  proposito  rimangono  allo  stadio  della  mera 
allegazione  di  fatto.  A  questo  titolo  si  osserva  che,  in  dispregio 
all'obbligo  di  collaborazione  di  cui  all'art.  13  PA, A._______  non  ha 
dato alcun seguito all'invito formulatogli dal Tribunale in data 27 giugno 
2008 di informarlo in merito ai suoi rapporti con la figlia, in particolare 
per quanto attiene alla frequenza e alle modalità dell'esercizio del suo 
diritto  di  visita.  In  queste  circostanze,  e  sebbene  l'interessato  si 
dichiari desideroso di mantenere dei contatti con sua figlia, il Tribunale 
non  può  considerare  che  egli  intrattenga  con  quest'ultima  una 
relazione realmente stretta, effettiva ed intatta, tale da giustificare la 
protezione  dell'art.  8  CEDU.  Si  sottolinea  infine  che  il  ricorrente  è 
inoltre  padre  di  una  seconda  figlia,  E._______,  residente  nella 

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Repubblica  Dominicana,  così  che  le  relazioni  paterne  da  cui  egli 
pretende  fare  derivare  il  suo  diritto  di  dimora  non  si  limitano  alla 
Svizzera,  ma  sono  in  realtà  divise  tra  i  due  paesi  in  cui  egli  ha 
successivamente vissuto. 

Alla luce di quanto esposto, A._______ non può prevalersi dell'art. 8 
CEDU  per  opporsi  alla  separazione  con  sua  figlia  risultante  dalla 
decisione  di  rifiuto  all'approvazione  della  proroga  del  permesso  di 
dimora e rinvio pronunciata nei suoi confronti in data 29 agosto 2006.

8.2 Nella misura in cui A._______ non è più coniuge di una cittadina 
svizzera,  e  che  quindi  il  motivo  che  aveva  inizialmente  condotto  al 
rilascio di un permesso di dimora in suo favore in applicazione dell'art. 
7  cpv.  1  1a frase  LDDS  non  esiste  più,  si  deve  esaminare  se  le 
circostanze del  caso concreto  giustificano ugualmente  il  rinnovo del 
suo permesso di dimora. In questo contesto, le autorità di polizia degli 
stranieri  esaminano la questione del proseguimento del soggiorno di 
uno straniero in Svizzera prendendo in considerazione segnatamente i 
seguenti criteri: durata del soggiorno, legami personali con la Svizzera 
(segnatamente  se  ci  sono  figli),  situazione  professionale,  situazione 
economica  e  del  mercato  del  lavoro,  comportamento  e  grado  di 
integrazione. Esse godono di un ampio potere di apprezzamento (art. 
4 LDDS; cfr. DTF 128 II 145 consid. 3.5).

Le suddette autorità devono inoltre tenere conto degli interessi morali 
ed  economici  del  paese,  nonché  dell'eccesso  della  popolazione 
straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 LDDS in relazione con l'art. 8 cpv. 1 ODDS 
e l'art. 1 let. a OLS). A questo proposito giova rilevare che la Svizzera 
pratica una politica restrittiva in materia di soggiorno degli stranieri e di 
immigrazione  con  lo  scopo  di  assicurare  un  rapporto  equilibrato  tra 
l'effettivo  della  popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione 
straniera residente, nonché di  migliorare la struttura del mercato del 
lavoro  assicurando  un  equilibrio  ottimale  in  materia  di  impiego  (cfr. 
DTF 122 II 1 consid. 3a; ALAIN WURZBURGER, op. cit., p. 287).

8.3 Come si è visto, non si è in presenza di una violazione del diritto 
al rispetto della vita familiare di A._______ protetto dagli art. 8 CEDU 
e 13 Cst (cfr. supra 8.1.2). Nella fattispecie, si pone al più la questione 
di  sapere  se  il  diritto  al  rispetto  della  vita  privata  giustifica  il 
riconoscimento di un permesso di dimora. Secondo la giurisprudenza 
federale  in  materia  di  stranieri,  la  nozione  di  diritto  alla  protezione 

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della vita privata è di principio autonoma rispetto a quella più ristretta 
della vita famigliare. Al riguardo il Tribunale federale ha tuttavia ritenuto 
la  necessità  dell'esistenza  di  legami  particolarmente  intensi,  i  quali 
vanno  oltre  una  normale  integrazione  derivante  da  legami  privati  di 
natura  economica  o  professionale,  rispettivamente  la  presenza  di 
legami sociali extrafamigliari più forti (cfr. DTF 130 II 281 consid. 3.2.1 
e  riferimenti  ivi  citati).  La  dottrina  riconosce,  dopo  una  presenza  di 
dieci  anni,  l'esistenza  di  legami  a  tal  punto  forti  ed  intensi  con  la 
Svizzera  da  giustificare  il  diritto  alla  protezione  della  vita  privata 
(MARTIN BERTSCHI/THOMAS GÄCHTER, Der Anwesenheitsanspruch aufgrund 
der  Garantie  des  Privat-  und  Familienlebens  in:  Schweizerisches 
Zentralblatt  für  Staats-  und  Verwaltungsrecht  [Zbl]  2003,  pag.  225 
segg, pag. 262).

L'esame  della  fattispecie  permette  di  constatare  che  durante  il  suo 
soggiorno  in  Svizzera  A._______  ha  esercitato  parecchie  attività 
lucrative (ausiliario di cucina e di buffet, lavapiatti, portiere ai piani ed 
operaio). Egli non può pretendere di avere acquisito in questo paese 
una  formazione  e  delle  conoscenze  e  qualifiche  professionali 
specifiche  a  tal  punto  da  non  poterle  più  mettere  in  pratica  nella 
Repubblica Dominicana. Il ricorrente non ha inoltre assicurato la sua 
indipendenza finanziaria, tant'è che dagli atti di causa emerge che al 
30 aprile  2008  quest'ultimo  ha  accumulato  oltre  Fr. 60'000.-  di 
prestazioni assistenziali. Dal punto di vista sociale, egli non ha inoltre 
fornito alcuna prova di avere allacciato dei legami stretti  sul territorio 
della  Confederazione.  Alla  luce  di  quanto  esposto,  il  processo  di 
integrazione  professionale  e  personale  di  A._______  non  risulta 
essere  a tal  punto profondo e duraturo da giustificare il  rinnovo del 
permesso  di  soggiorno  che  gli  era  stato  accordato  unicamente  in 
ragione del suo matrimonio con una cittadina elvetica. 

Quo  alla  durata  della  presenza  del  ricorrente  in  Svizzera,  giova 
rilevare come, a far data dalla crescita in giudicato della sentenza di 
divorzio del 19 novembre 2004, A._______ risiede sul territorio della 
Confederazione  unicamente  in  ragione  delle  procedure  che  egli  ha 
successivamente  introdotto,  al  fine  di  proseguirvi  il  suo  soggiorno 
nonostante lo scioglimento del matrimonio con B._______. In queste 
circostanze, la durata totale della sua permanenza in Svizzera (più di 
dodici  anni),  certo  non  trascurabile,  deve  essere  relativizzata, 
segnatamente  anche  in  paragone  ai  quasi  trent'anni  della  sua  vita 
precedentemente vissuti in patria. L'interessato ha infatti trascorso nel 

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suo paese d'origine tutta la sua infanzia, la sua adolescenza ed i primi 
anni  della  sua  vita  d'adulto,  anni  determinanti  per  lo  sviluppo  della 
personalità  (cfr.  DTF  123  II  125  consid.  5b/aa).  A._______,  oggi 
quarantaduenne, appare quindi perfettamente in misura di riadattarsi 
alla  vita  della  Repubblica  Dominicana,  paese  dove  ha  trascorso  la 
maggior parte della sua esistenza, di cui conosce la lingua, la cultura, 
nonché gli usi e costumi e dove risiede la sua prima figlia E._______.

L'esame  dell'insieme  degli  elementi  dell'incarto  porta  pertanto  il 
Tribunale a ritenere che è a giusto titolo che l'UFM ha considerato che 
A._______  non  ha compiuto  in  Svizzera  un processo  d'integrazione 
sociale e professionale a tal punto profondo e duraturo da giustificare 
il  rinnovo  del  permesso  di  dimora  che  gli  era  stato  accordato 
unicamente in ragione del suo matrimonio con una cittadina svizzera.

9.
Nella misura in cui A._______ non ottiene il rinnovo del permesso di 
dimora, è a giusta ragione che l'autorità di prime cure ha pronunciato il 
suo  rinvio  dalla  Svizzera  in  applicazione  dell'art.  12  LDDS. Occorre 
tuttavia  ancora  analizzare  se  l'esecuzione  dell'allontanamento  è 
possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14a 
cpv. 2 a 4 LDDS.

9.1 Il  ricorrente possiede i documenti necessari  o gode per lo meno 
della  possibilità  di  intraprendere  presso  la  rappresentanza  del  suo 
paese d'origine i passi volti ad ottenere i documenti di viaggio che gli 
permettono di fare ritorno nella Repubblica Dominicana. Ne discende 
che  nessun  ostacolo  insormontabile  di  ordine  tecnico  si  oppone 
all'esecuzione del suo rinvio (art. 14a cpv. 2 LDDS).

9.2 Per quanto attiene l'ammissibilità dell'esecuzione di  tale  rinvio, il 
ricorrente  non  ha  sostenuto,  né  tanto  meno  dimostrato,  che  esso 
sarebbe  contrario  ad  impegni  di  diritto  internazionale  assunti  dalla 
Svizzera. Non è infatti  per nulla  accertato che l'interessato potrebbe 
subire una persecuzione da parte delle autorità del suo paese e che 
rischierebbe  quindi  di  essere  personalmente  e  concretamente 
sottoposto  a  torture  o  a  pene o  trattamenti  inumani  o  degradanti  in 
violazione dell'art. 3 CEDU. Ne consegue che l'esecuzione del rinvio di 
A._______ appare ammissibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 3 LDDS (cfr. 
GAAC  60.97,  57.56,  56.50;  WALTER KÄLIN,  Grundriss  des 
Asylverfahrens, 1990, pag. 245 e riferimenti ivi citati). 

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9.3 Giusta  l'art.  14a cpv.  4  LDDS,  l'esecuzione  del  rinvio  non  è 
ragionevolmente  esigibile  in  particolare  se  implica  per  lo  straniero 
un'esposizione concreta a pericolo. Questa norma si riferisce ai casi di 
persone che, pur non essendo perseguitate personalmente, fuggono 
delle  situazioni  di  guerra,  guerra  civile  o  di  violenza  generalizzata, 
nonché  a  quelle  per  le  quali  un  ritorno  nel  loro  paese  d'origine 
equivarrebbe  a  metterle  concretamente  in  pericolo,  o  che  non 
potrebbero più ricevere le cure mediche delle quali necessitano (KÄLIN, 
op. cit., p. 26). Questa disposizione, redatta in forma potestativa, indica 
chiaramente che la Svizzera interviene in questo caso non in ragione 
di  un obbligo derivante dal diritto internazionale, ma unicamente per 
delle preoccupazioni di natura umanitaria. Ne consegue che l'art. 14a 
cpv. 4 LDDS conferisce un certo potere d'apprezzamento alle autorità 
competenti,  le  quali  dovranno,  in  ogni  caso di  specie,  procedere ad 
una  ponderazione  tra  gli  aspetti  umanitari  legati  all'esecuzione  del 
rinvio dello straniero e gli  interessi  pubblici che militano a favore del 
suo  allontanamento  dalla  Svizzera  (cfr.  Messaggio  del  Consiglio 
federale relativo al decreto federale sulla procedura d'asilo [DPA], FF 
1990 II 470).

Al fine di valutare l'esigibilità dell'esecuzione del rinvio di A._______, 
occorre  esaminare  la  situazione  prevalente  attualmente  nella 
Repubblica  Dominicana,  nonché  quella  particolare  del  ricorrente. 
Quest'analisi  deve essere attuata facendo riferimento a criteri  quali  i 
legami dell'interessato nella sua regione d'origine, in particolare le sue 
relazioni  familiari  e  sociali,  i  suoi  soggiorni  antecedenti, 
rispettivamente le attività esercitate, le sue conoscenze linguistiche e 
professionali,  il  sesso,  l'età,  lo  stato  di  salute,  lo  stato  civile  e  gli 
obblighi familiari. Per quanto attiene l'analisi della situazione regnante 
attualmente nella Repubblica Dominicana, il Tribunale si è fondato su 
rapporti  emanati  dall'Auswärtiges  Amt,  dalla  Freedom  House,  da 
Amnesty  International  e  dal  Dipartimento  di  Stato  americano  (cfr. a 
questo  titolo  i  siti  internet  www.auswaertiges-amt.de  , 
www.freedomhouse.org  , www.state.gov   e http://thereport.amnesty.org). 
La  Repubblica  Dominicana  ha  conosciuto  in  questi  ultimi  anni  un 
importante  processo  di  sviluppo  politico  (organizzazione  di  elezioni 
democratiche,  libertà  nell'esercizio  dell'attività  politica)  e  di  garanzia 
dei  diritti  umani  (libertà  di  opinione  e  di  stampa,  abrogazione  della 
pena capitale). Sebbene circa un quarto della popolazione dominicana 
viva in  povertà,  il  paese ha registrato negli  ultimi  anni  una notevole 
crescita economica e una diminuzione della disoccupazione. Alla luce 

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http://www.auswaertiges-amt.de/
http://www.state.gov/
http://www.freedomhouse.org/

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di quanto esposto, si  constata che un ritorno in patria del ricorrente 
può  intervenire  in  tutta  sicurezza  e  con  delle  buone  prospettive 
economiche.  Quo  alla  sua  situazione  personale,  si  rileva  che 
l'interessato ha lasciato la Repubblica Dominicana da parecchi anni. 
L'adito  Tribunale  è  certo  cosciente  che  una  partenza  dopo  un 
soggiorno  di  parecchi  anni  in  Svizzera  non  è  priva  di  difficoltà,  ma 
nonostante tutto deve constatare che questi problemi non possono di 
per  sé  giustificare  il  rinnovo  di  un  permesso  di  dimora  di  cui  il 
ricorrente ha potuto beneficiare unicamente in ragione del matrimonio 
contratto  con  una  cittadina  svizzera.  La  sua  situazione  è  pertanto 
paragonabile  a  quella  di  numerosi  stranieri  chiamati  a  lasciare  il 
territorio  della  Confederazione  al  termine  di  un  soggiorno  di  durata 
determinata  per  il  quale  avevano  ottenuto  un  permesso.  Infine,  la 
relativa giovane età dell'interessato  e  le  esperienze professionali  da 
esso conseguite in Svizzera sono proprie a facilitarne il reinserimento 
in patria.

Alla  luce  di  quanto  esposto,  il  Tribunale  ritiene  pertanto  che 
l'esecuzione  del  rinvio  di  A._______  è  possibile,  ammissibile  e 
ragionevolmente esigibile ai sensi dell'art. 14a cpv. 2 a 4 LDDS.

10.
Ne  discende  che  l'UFM  con  decisione  del  29 agosto  2006  non  ha 
violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non é inadeguata 
(art. 49 PA). Per questi motivi il ricorso deve essere respinto.

11.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali  vengono  poste  a 
carico della parte ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 
a  3  del  regolamento  del  21 febbraio  2008  sulle  tasse e  sulle  spese 
ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-
TAF, RS 173.320.2]). 

Pagina 16

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr.  800.-,  sono  poste  a  carico  del 
ricorrente e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 31 ottobre 2006.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (incarto 2 166 780 di ritorno) 
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarti cantonali di ritorno)
- Ausländeramt  St.  Gallen,  per  informazione  (incarto  cantonale  di 

ritorno)

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  1000  Losanna  14,  entro  un 
termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. 
e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 
173.110]. Gli  atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale, 

Pagina 17

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contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 
essere firmati. La decisione impugnata e - se in possesso della parte - 
i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 
42 LTF). 

Data di spedizione:

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