# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4afdb55a-27d8-5d12-8a5c-541567bab94b
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.06.2010 D-3310/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3310-2006_2010-06-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3310/2006/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  g i u g n o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
François Badoud e Gérald Bovier, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, 
B._______, Iran, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo; 
decisione dell'UFM del 9 luglio 2004 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3310/2006

Fatti:

A.
L'interessata, di etnia curda, nata il 5 settembre 1973 e con ultima re-
sidenza  a  C._______,  Iran,  ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in 
Svizzera insieme alla figlia B._______ in data 23 gennaio 2004.

Sentita  sui  motivi  d'asilo,  la  richiedente  ha dichiarato,  in  sostanza e 
per quanto è qui di rilievo, di essere stata membro del Partito Comuni-
sta dei Lavoratori iraniani (PCLI, Hezbe Comoniste Kargari) dalla pri -
mavera del 2001, per il quale avrebbe svolto attività di propaganda e 
distribuito alcuni opuscoli. Nel settembre del 2003 la richiedente si sa-
rebbe trovata a D._______, in vacanza dalla sorella con la propria fi-
glia, quando il padre le avrebbe telefonato per avvertirla che l'Attelaat 
(polizia segreta iraniana) l'avrebbe cercata. Detta polizia segreta si sa -
rebbe inoltre recata dai suoceri, dal padre ed al negozio della richie-
dente, sempre inquisendo su di lei. Impaurita, l'interessata avrebbe de-
ciso, anche su consiglio dei familiari, di non tornare a C._______, ben-
sì di espatriare per raggiungere il marito, già richiedente l'asilo in Sviz-
zera. Questi, in effetti, come risulta dal fascicolo richiamato, è giunto in 
Svizzera il 1° febbraio 2000 ed ha depositato la propria domanda d'asi-
lo il medesimo giorno. Il 9 marzo 2001 l'allora Ufficio federale dei rifu-
giati (UFR, oggi Ufficio federale della migrazione, UFM) ha respinto la 
domanda  d'asilo  del  signor  F._______  e  pronunciato  il  suo  allon-
tanamento  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione dello  stesso  siccome 
lecita,  esigibile  e  possibile.  Contro  detta  decisione  in  data  11 apri-
le 2001 egli è insorto dinanzi alla Commissione svizzera di ricorso in 
materia d'asilo (CRA). Con decisione 25 aprile 2007 l'UFM ha parzial -
mente annullato la decisione impugnata, ha riconosciuto la qualità di 
rifugiato all'insorgente e l'ha ammesso provvisoriamente in Svizzera. Il 
15 maggio 2007, il ricorrente ha ritirato il gravame sui punti di questio -
ne dell'asilo e dell'allontanamento. Il ricorso dell'11 aprile 2001 è quin-
di stato stralciato dai ruoli con decisione del Tribunale amministrativo 
federale (TAF) del 28 giugno 2007.

B.
Con decisione del 9 luglio 2004 l'UFR ha respinto la domanda d'asilo 
della ricorrente e della figlia e pronunciato il loro allontanamento dalla 
Svizzera nonché l'esecuzione dello  stesso siccome lecito  esigibile  e 
possibile.

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C.
Con ricorso del 16 agosto 2004 l'interessata è insorta contro detta de-
cisione dinanzi alla CRA chiedendo, in via principale, l'annullamento 
della decisione impugnata, la concessione dell'asilo e, in via sussidia-
ria, l'ammissione provvisoria. Ha altresì presentato una domanda d'e-
senzione dal versamento di  un anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali. A comprova delle sue allegazioni, ella ha prodotto 
due copie di articoli di giornale ed una dichiarazione inviata per fax del  
PCLI con sede in Inghilterra che starebbe a confermare la qualità di 
membro della ricorrente.

D.
Con decisione incidentale del 1° ottobre 2004 la CRA ha autorizzato 
giusta l'art. 42 LAsi la ricorrente a soggiornare in Svizzera fino al ter -
mine della procedura. Considerato la sussistenza di motivi particolari  
ha rinunciato a richiedere il versamento di un anticipo. Ha quindi invita -
to l'insorgente a presentare i propri mezzi di prova in originale e com-
pleti  di  traduzione  in  una  lingua  nazionale  svizzera  entro  il  18 otto-
bre 2004.

E.
In data 18 ottobre 2004 la ricorrente ha chiesto alla CRA di fissare un 
nuovo termine per la consegna delle traduzioni richieste. Il 15 novem-
bre 2004 l'insorgente ha inoltrato le traduzioni degli articoli di giornale.

F.
Il 2 febbraio 2005 l'UFM ha chiesto all'allora Sezione dei  permessi e 
dell'immigrazione (attualmente Sezione della popolazione) del Canton 
Ticino di valutare se fossero adempiute le condizioni necessarie alla 
concessione  dell'ammissione  provvisoria  in  ragione  dell'esistenza  di 
una situazione di rigore personale grave a favore delle ricorrenti e del  
signor E._______ conformemente all'abrogato art. 44 cpv. 3 LAsi.

G.
Il  23 maggio 2005  l'allora  Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione 
del Canton Ticino ha dato il proprio preavviso negativo alla concessio-
ne  dell'ammissione  provvisoria  conformemente  all'abrogato 
art. 44 cpv. 3 LAsi,  tenuto conto dello  stato di  totale dipendenza dal-
l'assistenza pubblica e del  fatto che la  signora F._______ e la  figlia 
fossero giunte in Svizzera solo all'inizio del 2004.

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H.
Il 27 luglio 2005 la CRA ha, con decisione incidentale, comunicato alla 
ricorrente le determinazioni dell'UFM in merito all'esame del caso di ri -
gore personale secondo l'allora art. 44 cpv. 3 LAsi, e concesso un ter-
mine di trenta giorni per introdurre l'atto di replica. La ricorrente non ha 
fatto pervenire alcuna replica.

I.
Al momento dello scioglimento della CRA, il 31 dicembre 2006, l'incar-
to è stato trasmesso al TAF.

J.
Con decisione incidentale del 28 marzo 2007 il TAF ha invitato l'UFM 
ad esprimersi entro il 16 aprile 2007 sullo scritto e sui documenti invia-
ti dal marito della ricorrente il 13 marzo 2007.

K.
In data 25 aprile 2007 l'UFM ha riesaminato la propria decisione del 
9 luglio 2004 e ha concesso l'ammissione provvisoria alla ricorrente in 
virtù di motivi soggettivi insorti dopo la fuga, ossia le sue attività politi -
che, con la motivazione che, ai sensi dell'art. 54 LAsi, non è concesso 
asilo al richiedente che è divenuto rifugiato ai sensi dell'art.  3 soltanto 
con la partenza dal paese d'origine o di provenienza oppure in ragione 
del comportamento dopo la partenza.

L.
Con decisione incidentale datata 1° maggio 2007 codesto Tribunale ha 
concesso alla ricorrente un termine fino al  16 maggio 2007, scaduto 
infruttuoso,  per  esprimersi  sul  mantenimento  della  propria  domanda 
d'asilo.

M.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in  materia d'asilo sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 

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(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005  (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù  
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5  
PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

La ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio-
re, è particolarmente toccata dalla decisione impugnata e vanta un in -
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA). E' pertanto legittimata ad aggra -
varsi contro di essa;

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 50 PA e 108 LAsi), alla forma 
e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti e pure gli  
altri presupposti processuali sono parimenti adempiuti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Dal 1° gennaio 2007, il TAF guidica, in quanto sia competente, i ricorsi 
pendenti  presso  le  commissioni  federali  di  ricorso  o  d'arbitrato  o 
presso i servizi dei ricorsi dei dipartimenti al momento dell'entrata in 
vigore  della  LTAF.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

3.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti  giuridicamente rilevanti  e l'inadeguatezza (art. 49 PA). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del TAF 
D-4917/2006  del  12  luglio  2007,  consid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit 
administratif,  vol. II,  2ª ed.,  Berna  2002,  n. 2.2.6.5).  I  principi  della 
massima  inquisitoria  e  dell'applicazione  d'ufficio  del  diritto  sono 
tuttavia limitati. L'autorità competente procede infatti spontaneamente 

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a constatazioni complementari  o esamina altri  punti di diritto solo se 
dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (DTF 122 
V  157,  consid.  1a;  DTF  121  V  204,  consid.  6c;  ALFRED KÖLZ/SABELLE 
HÄNER,  Verwaltungsverfahren  und  Verwaltungs-rechtspflege  des 
Bundes, 2ª ed., Zurigo 1998, marginale 674 segg.).

4.
4.1 La decisione impugnata è stata redatta in una lingua che non è 
quella ufficiale del cantone di residenza (Ticino) della richiedente (cfr. 
GICRA  2004  no 27).  Ciò  non  ha  tuttavia  impedito  alla  ricorrente  di 
comprenderne la portata e di deferirla all'istanza superiore. Nell'ambito 
della procedura ricorsuale ella ha infatti  potuto difendersi  in maniera 
corretta. Concretamente è stata in grado di dedurre i fatti su cui la de-
cisione si fonda e le ragioni per cui è stata pronunciata. Vista quindi la  
particolarità del caso, nonché il tempo trascorso, per una questione di 
economia processuale, non si giustifica per eccezione un rinvio all'au-
torità inferiore per l'emanazione di una decisione nella lingua ufficiale 
del luogo di residenza della richiedente.

4.2 Giusta  l'art. 33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando  del-
l'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua del-
la decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, il procedi-
mento può svolgersi in tale lingua. Nel caso concreto, la decisione im-
pugnata è stata resa in francese, il ricorso è stato presentato però in 
italiano, di modo che la presente sentenza va redatta in italiano.

5.
Preliminarmente il TAF osserva che, essendo state le ricorrenti poste 
al beneficio dell'ammissione provvisoria con il riesame parziale da par-
te dell'UFM della decisione impugnata del 9 luglio 2004, oggetto del li -
tigio in questa sede risultano pertanto essere esclusivamente la deci-
sione riguardante il  mancato riconoscimento della qualità di  rifugiato 
dell'insorgente, il conseguente rifiuto della sua domanda d'asilo, non-
ché  la  pronuncia  dell'allontanamento. Per  contro,  la  conclusione  sul 
punto di questione dell'esecuzione dell'allontanamento è divenuta sen-
za oggetto.

6.
La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi -
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifugiati le 
persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a 
seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, apparte -

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nenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politi -
che, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi.  
Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo determin-
ante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de -
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr. 
GICRA 1995 n. 23).

7.
7.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha ritenuto le allegazioni della 
ricorrente  non  sufficientemente  verosimili  e  plausibili,  in  particolare 
esso rinvia ai verbali d'audizione per dimostrare come il racconto della 
ricorrente non adempia i criteri di verosimiglianza di cui anche sopra. 
Inoltre, l'autorità inferiore segnala che il PCLI opererebbe unicamente 
all'estero, e non direttamente sul territorio iraniano. Nella decisione im-
pugnata l'UFM evidenzia anche che la ricorrente non sarebbe stata in 
grado di rendere verosimile la propria adesione né le attività di propag-

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anda per il PCLI. L'UFM osserva che la ricorrente non avrebbe indica-
to precisamente la data in cui i servizi segreti iraniani l'avrebbero cer-
cata e fa inoltre notare che, se la ricorrente fosse effettivamente stata 
denunciata  per  attività  sovversive,  detti  servizi  avrebbero perlomeno 
dato atto ad una perquisizione e ad una ricerca ufficiale. Infine, l'UFM 
considera la fortuita assenza della ricorrente al momento della venuta 
degli  Atteelaat  come un'allegazione stereotipata che non gioverebbe 
alla credibilità del suo racconto. L'autorità inferiore ha poi ritenuto che, 
in caso di un rientro in patria, le richiedenti non rischierebbero di esse-
re esposte concretamente ad una pena o ad un trattamento contrario 
all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti  dell'uomo e 
delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre 1950  (CEDU,  RS 0.101). 
L'UFM ha poi respinto la richiesta di ricongiungimento famigliare del-
l'insorgente  e  della  figlia  con  il  signor  E._______,  non  disponendo 
questi dello statuto di rifugiato ai sensi dell'art. 51 cpv. 1 LAsi. Pertan-
to,  l'esecuzione  dell'allontanamento  sarebbe  ammissibile,  esigibile  e 
possibile.

7.2 Nel  gravame,  l'insorgente ha ribadito la  propria  appartenenza al 
PCLI, la propria attività di propaganda e i fatti descritti nelle audizioni. 
Essa ha allegato una dichiarazione del PCLI inviatale via telefax dal-
l'Inghilterra, che confermerebbe la sua appartenenza a detto partito e 
due copie di articoli di giornale in lingua farsi che attesterebbero le at-
tività del partito anche su suolo iraniano. Essa ha inoltre aggiunto che 
se le proprie dichiarazioni sono apparse vaghe all'UFM, il motivo sa-
rebbe da imputare al  fatto che ella sarebbe unicamente una parruc-
chiera poco attiva in seno al partito, e non un'intellettuale. Ella ritiene 
inoltre di  essersi  limitata a rispondere alle domande poste dall'UFM, 
non stando a lei approfondire gli aspetti della propria domanda d'asilo. 
Ella conclude affermando che il rimpatrio la esporrebbe ad un tratta-
mento  inumano e  degradante,  di  conseguenza  l'allontanamento  non 
sarebbe ammissibile né ragionevolmente esigibile. 

8.
8.1 Questo  Tribunale  osserva  in  maniera  generale  che,  come retta-
mente rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le di-
chiarazioni determinanti in materia d'asilo rese dalla ricorrente s'esau-
riscono  in  mere,  generiche  ed  imprecise  affermazioni  di  parte,  non 
corroborate dal benché minimo elemento di seria consistenza, in so-
stanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso. 

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Va osservato avantutto che l'autorità inferiore ha ritenuto che il  PCLI 
non sarebbe attivo direttamente in Iran, bensì solamente all'estero. Se-
condo le informazioni a disposizione di questo Tribunale, detto partito 
è effettivamente attivo essenzialmente all'estero, di conseguenza le in-
formazioni relative alle sue attività sul suolo iraniano sono limitate. Ma 
esso è anche presente in Iran, ove svolge un'attività importante e di -
spone di cellule operaie capaci di animare dei movimenti sociali, come 
ad esempio il ruolo giocato durante le dimostrazioni studentesche del 
2002 (cfr. sentenza del  TAF D-3410/2006 del  31 luglio 2009). Non è 
dunque possibile ritenere inverosimile la dichiarazione della ricorrente, 
secondo la quale ella avrebbe militato per il  PCLI nel proprio paese 
d'origine, unicamente sulla base dell'allegazione che esso non sareb-
be attivo in Iran. 

Tuttavia dagli atti si evincono elementi che permettono di dubitare che 
ella abbia dimostrato di avere un profilo particolarmente attivo in favo-
re del PCLI prima della fuga. In primo luogo, ella è rimasta molto vaga 
sulle ragioni che l'avrebbero spinta ad impegnarsi a favore del PCLI, 
soprattutto in virtù del fatto che ella ha dichiarato di essersi iscritta nel  
2001, dunque almeno un anno dopo l'espatrio del marito, sola e con 
una figlia a carico. Un impegno politico per un'organizzazione proibita 
e considerata illegale avrebbe messo in pericolo non solo la ricorrente 
stessa, ma anche le persone a lei più vicine. Sarebbe stato dunque ra-
gionevole attendersi una spiegazione più consistente sulle ragioni del-
l'insorgente a riguardo del proprio impegno politico, in particolare dal 
momento in cui essa stessa, conscia dunque del rischio, afferma che 
"per il fatto che ero membro del partito, ossia contro l'Islam, contro Dio 
e  contro  il  regime,  mi  avrebbero  torturata  fino  a  farmi  morire  o  mi 
avrebbero  giustiziata"  (cfr.  verbale  d'audizione  del  20 febbraio 2004, 
pag. 7). L'insorgente non è stata neppure in grado di indicare la sezio-
ne in cui sarebbe stata iscritta (cfr. verbale d'audizione del 27 genna-
io 2004,  pag. 5),  né il  motivo che avrebbe causato l'interesse per  le 
sue attività da parte degli Atteelaat, limitandosi a dichiarare che "sic-
come avevo parlato con la gente del partito, non a tutti piaceva quello 
che dicevo... evidentemente qualcuno ha fatto la spia" (cfr. ibidem). Pe-
raltro, per sua propria ammissione, essa non avrebbe rivestito alcun 
ruolo di spicco o di responsabilità all'interno del partito, il suo compito 
sarebbe consistito infatti nel distribuire opuscoli del partito (cfr. verbale 
d'audizione del 20 febbraio 2004, pag. 6). A ciò si aggiunge anche che 
la ricorrente non ha dimostrato che sia stata avviata alcuna procedura 
giudiziaria nei suoi confronti, né sarebbe ella stata ricercata in patria 

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dalle  autorità.  In  questo  contesto,  l'attestazione  di  appartenenza  al 
PCLI  inoltrata  dalla  ricorrente  congiuntamente  al  ricorso  e  datata 
19 luglio 2004 non risulta decisiva, tanto più che la CRA aveva solleci -
tato la ricorrente ad inoltrarla in originale e completa di traduzione in 
una lingua nazionale svizzera entro il  18 ottobre 2004. Siccome la ri-
corrente non ha adempiuto a tale richiesta, detto documento non può 
essere considerato.

9.
Visto  quanto  precede, questo  Tribunale  ritiene  che  l'UFM  ha  retta-
mente considerato le dichiarazioni della ricorrente come non realizzan-
ti le condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi, ovvero che i 
fatti addotti dalla ricorrente nella presente procedura d'asilo non siano 
propri a motivare la qualità di rifugiata già al momento della fuga.

10.
Ciò posto, il ricorso sul punto di questione dell'asilo, destituito d'ogni e 
benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione impugna-
ta va confermata.

11.
La  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or -
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]). Pertanto, anche sul punto di questione dell'al -
lontanamento il ricorso non merita tutela e la decisione impugnata va 
confermata.

12.
Ne discende che l'UFM, con la decisione impugnata, non ha violato il  
diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento. L'autorità 
di  prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i  fatti  
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto.

13.
Giusta  l'art.  65  cpv.  1  PA,  se  una  parte  non  dispone  dei  mezzi 
necessari  e  le  sue  conclusioni  non  sembrano  prive  di  possibilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 
dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal  
pagamento  delle  spese  processuali.  In  particolare,  l'assistenza 

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giudiziaria  viene  ammessa  solo  nei  casi  in  cui  le  probabilità  d'esito 
favorevole del ricorso siano superiori a quelle di rigetto, o, perlomeno, 
se  non  siano  eccessivamente  inferiori  a  quest'ultime.  L'autorità 
chiamata a pronunciarsi sulla richiesta deve, altresì, sulla base degli 
atti  a sua disposizione, procedere ad un apprezzamento anticipato e 
sommario  dei  mezzi  di  prova per  determinare  l'esito  probabile  della 
procedura (DTF 124 V 89,  consid. 6a,  pag. 89). Per la  concessione 
dell'assistenza giudiziaria, il  criterio della probabilità di  successo del 
ricorso, secondo la dottrina e in base alla giurisprudenza federale, è 
decisivo  (BENOIT  BOVAY,  Procédure  administrative,  Berna,  2000, 
pag. 239 e relativi riferimenti). Le suddette condizioni per la dispensa 
dal  pagamento  delle  spese  processuali  devono  essere  analizzate 
secondo  le  circostanze  concrete  del  caso,  al  momento  della 
presentazione  della  domanda  e  devono  essere  realizzate 
cumulativamente.

13.1 Nella  fattispecie  le  allegazioni  ricorsuali  della  ricorrente  al  mo-
mento dell'inoltro del ricorso, in materia d'esecuzione d'allontanamen-
to, devono considerarsi  presumibilmente  provviste  d'esito  favorevole, 
ritenuto che le probabilità di successo erano superiori a quelle di riget -
to. In casu l'esecuzione dell'allontanamento delle ricorrenti non risulta-
va, prima facie, senz'altro senza problemi. Pertanto, la domanda di as-
sistenza  giudiziaria  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle 
spese processuali, va accolta. Di conseguenza, non si prelevano spe-
se processuali.

14.
Considerato  inoltre  che  la  ricorrente  non  è  rappresentata  in  questa 
sede e che non risulta, comunque, che abbia dovuto sopportare delle  
spese indispensabili e relativamente elevate in relazione alla procedu-
ra di ricorso, non si giustifica l'attribuzione di spese ripetibili (art. 64 PA 
ed art. 7 e segg. TS-TAF del regolamento sulle tasse e sulle spese ri -
petibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

15.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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D-3310/2006

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui non è divenuto privo d'oggetto, il ricorso è respinto.

2.
La domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal ver-
samento delle spese processuali, è accolta.

3.
Non si prelevano spese processuali.

4.
Non vengono assegnate ripetibili.

5.
Comunicazione a:

- ricorrenti (Raccomandata)
- UFM, Divisione Soggiorno, con allegato l'incarto N […] (per corriere 

interno; in copia)
- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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