# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 833d0d91-f7ed-5790-a759-17c757eac0af
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 01.09.2003 INC.2002.2705
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2002-2705_2003-09-01.html

## Full Text

Incarto n.

  2002.2705

  	
  Lugano

  25 luglio 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Franco Lardelli

  
	
   

  sedente per statuire sul reclamo presentato
  il 30 maggio 2003 / 2 giugno 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________ (patrocinata dall’avv. __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 19 maggio 2003 del Procuratore
  pubblico Emanuele Stauffer, che ha integralmente respinto i complementi di
  prova proposti dalla reclamante nel procedimento penale contro di lei
  pendente per titolo di truffa e falsità in documenti;

  

 

 

viste le
osservazioni del magistrato inquirente (5 giugno 2003) e delle parti civili __________
e __________ (16 giugno 2003), concludenti per la reiezione del reclamo;

 

 

letto ed esaminato
l’inc. MP __________;

 

 

ritenuto

 

 

 

in
fatto:

 

A.

 

Questa istanza
giudiziaria ha già avuto modo di occuparsi di __________ (v. inc. GIAR
27.2002.1/2/3/4), nell’ambito del procedimento penale di cui all’inc. MP __________,
sfociato nell’ ACC __________ tutt’ora pendente davanti alla Corte delle Assise
correzionali di __________. Con detto atto d’accusa, il magistrato inquirente
imputa, in particolare, alla reclamante i reati di ripetuta truffa e falsità in
documenti, per avere indotto con inganno astuto nell’aprile 1997 __________,
nel febbraio 1999 __________ e nel marzo 2001 __________ a sottoscrivere gli
atti di pegno 29.4.1997, 23.2.1999 e 6.3.2001 e per aver abusato delle suddette
tre firme al fine di costituire a pegno gli averi, a questi facenti capo, a suo
favore, conseguendo, mediante tali illeciti, indebiti profitti a proprio
beneficio (v. doc.8 , inc. GIAR 27.2002.1).

 

 

 

 

B.

 

A seguito delle
dichiarazioni rese in data 29 ottobre 2002 da __________ e da __________ – che
hanno denunciato ulteriori fatti di rilevanza penale, in relazione ad importi
di denaro da loro affidati in gestione a __________ – il Procuratore pubblico
ha avviato una nuova inchiesta a carico della reclamante (doc. 1 e 2 dell’inc.
MP __________).

Con decreto 9
dicembre 2002, il magistrato inquirente ha promosso accusa nei confronti della
reclamante per titolo di truffa e falsità in documenti, per avere, nel periodo
aprile – novembre 1997 , in particolare , indotto __________ ad apporre la
propria firma su documenti di apertura di conto in modo tale che il conto
risultasse a lei cointestato e indotto __________ a mettere a pegno il proprio
patrimonio a suo favore mediante la sottoscrizione di un atto di pegno;
contemporaneamente il Procuratore pubblico ha proceduto ad un primo deposito
degli atti (v. doc. 8 dell’inc. MP __________).

Il magistrato
inquirente ha poi parzialmente accolto e dato seguito alle richieste di
complemento istruttorio formulate dal patrocinatore dell’accusata.

 

Con esposto 24
febbraio 2003, presentato al Tribunale penale cantonale, e poi trasmesso per
competenza al Procuratore pubblico, __________ ha pure denunciato fatti di
rilevanza penale, in relazione ad importi di denaro da lei affidati in gestione
a __________.

 

Con decreto 28
aprile 2003 , il magistrato inquirente ha esteso l’accusa nei confronti della
reclamante ai titoli di truffa e falsità in documenti, reati commessi nel
febbraio 1998, a danno di __________, con l’ottenimento di un atto di pegno
generale rilasciato a favore del conto n. __________ intestato all’accusata
presso la __________ (ora __________: di seguito __________).
Contemporaneamente il Procuratore pubblico ha proceduto a depositare gli atti
acquisiti nell’istruttoria conseguente alla denuncia __________, come pure gli
atti acquisiti su complemento d’inchiesta, in relazione alle denunce __________
e __________ (v. doc. 29 dell’inc. MP __________).

Con istanza 15
maggio 2003, entro i termini fissati per il deposito degli atti, __________ ha
postulato l’assunzione di diverse prove.

Con decisione 19
maggio 2003 il magistrato inquirente ha respinto integralmente le domande
dell’accusata. Ha fatto seguito il reclamo in oggetto, che le ripropone tutte.

Ricordato che il
magistrato inquirente e le parti civili __________ e __________, con le loro
osservazioni, chiedono la reiezione integrale del reclamo, si osserva che delle
contrapposte argomentazioni delle parti si terrà conto più innanzi ed in quanto
necessario per evitare inutili ripetizioni.

 

 

e considerato

 

 

in
diritto:

 

1.

 

__________ - in
quanto formalmente accusata - é indubitabilmente legittimata ad impugnare il
rifiuto del Procuratore pubblico di assumere complementi di prova, non solo per
la disposizione di massima dell’art. 280 CPP, ma specificatamente per quella
relativa alla completazione dell’istruttoria di cui all’art. 196 cpv. 5 CPP.

Il reclamo,
tempestivo a norma di legge (art. 281 cpv. 1 CPP), é allora ricevibile in
ordine.

 

 

 

2.

 

Per meritare di
venire assunte, le prove proposte dalle parti contestualmente al deposito atti
(art. 196 CPP), o anche in altro momento dell’istruttoria (art. 60 cpv. 1 e 79
cpv. 1 CPP), devono rispettare tre concorrenti ordini di considerazioni e
presupposti: esse devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto ed
al loro scopo in diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi
di prova devono quindi avere i requisiti della novità, della rilevanza e della
pertinenza alle successive conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico,
dapprima per decidere se promuovere l’accusa oppure non far luogo al
procedimento e poi eventualmente - dopo definitiva conclusione dell’istruzione
formale - se decretare messa in stato d’accusa o abbandono, sino a, se del
caso, quelle del giudice di merito; le stesse prove devono essere di difficile
produzione al dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP,
inteso appunto tra l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (v. REP
1998 nr. 122; già in sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17
febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc.
GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc. GIAR 1093.93.5).

 

Se, in particolare
per l’accusato, la facoltà di proporre mezzi di prova è espressione del diritto
di essere sentito (v., da ultimo, DTF 124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I
306, consid. 1b p. 308) e del “fair trial” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v.
Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2. Aufl. Kehl/Strassburg/Arlington
1996, nota 99 ad art. 6 CEDU), il giudice del merito (ed il magistrato
inquirente) è tenuto, in applicazione delle norme procedurali corrispondenti, a
considerare rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di prova che “nach
seinem richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind” (Frowein/Peukert,
loc. cit. p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di testi, il
magistrato può rifiutare la prova proposta “wenn er die zu erwartende
Antwort bzw. Aussage nach seiner freien Ermessensentscheidung für die
Wahrheitsfindung nicht für beachtlich hält” (Frowein/Peukert, loc.
cit., nota 202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle parole di Niklaus Schmid
(Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270,
con rinvii a DTF 103 Ia 491 et al. in nota 321) “wenn sie den rechtlich
relevanten Sachverhalt als genügend geklärt erachten”. Di conseguenza, non è data violazione dell’art. 6 CEDU se il giudice
del merito rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato la pertinenza (v. Frowein/Peukert,
loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con rinvio al noto caso Vidal; come qui, v.
decisione 17 giugno 1998 in re F.F., inc. GIAR 55.98.1 consid. 1).

 

 

3.

 

Le pretese nuove
prove chieste per la completazione dell’istruzione formale a mente di __________,
sono audizioni di testimoni e di una parte civile , oltre a connessi richiami
di atti (documentazione bancaria), con riferimento alle sole fattispeci
riguardanti le parti civili __________ e __________. 

 

Gran parte di
queste audizioni e richiami di atti, a questo stadio del procedimento, non
appaiono di rilievo né di pertinenza, vuoi per insufficiente motivazione, vuoi
per carenza di novità nel contesto di quanto acquisito: segnatamente non
servono a determinare il giudizio nelle competenze del Procuratore pubblico,
che chiaramente persegue la via accusatoria, e neppure sono oggettivamente tali
da consentire ipotesi di stravolgimento di questo indirizzo. Prevale allora
,segnatamente per l’audizione dei testi e della parte civile, il principio
della loro eventuale assunzione al dibattimento, sede propria all’accertamento
giudiziale dei fatti.

 

 

 

 

Va in primo luogo
detto che, a giusta ragione, il magistrato inquirente evidenzia che le ipotesi
accusatorie ritenute a carico di __________, a seguito delle denunce delle
parti civili __________ e __________, si riferiscono alla sola messa a pegno
degli averi delle parti civili a favore di un conto dell’accusata. L’atto
criminoso, secondo tali ipotesi, si sarebbe dunque consumato al momento in cui
l’accusata si è fatta rilasciare un mandato di amministrazione ed ha fatto
sottoscrivere atti di pegno, ben sapendo che ne avrebbe in seguito, se del
caso, approfittato per i propri interessi personali. Non è per contro oggetto
di inchiesta la gestione, in quanto tale, da parte dell’accusata degli averi
delle due suddette parti civili. 

I mezzi di prova
proposti dall’accusata, relativi a circostanze verificatesi dopo la
sottoscrizione degli atti di pegno sono dunque irrilevanti e non servono a
determinare il giudizio nelle competenze del Procuratore pubblico, nè tantomeno
sono tali da consentire ipotesi di stravolgimento dell’indirizzo dato
all’inchiesta dal Procuratore pubblico.

 

 

Seguendo, in ordine
alle suddette richieste, i punti dei complementi istruttori, così come
riproposti nel reclamo del 30 maggio 2003 / 2 giugno 2003, si ha allora in
particolare:

 

-         
(5.1, con riferimento alla posizione di __________)
la documentazione relativa alla movimentazione del conto della __________,
l’audizione del funzionario bancario attualmente responsabile della pratica del
pegno fatto valere da __________ e l’acquisizione del c.d. due diligence (verosimilmente)
effettuato nell’operazione di passaggio dalla __________ all’__________ sono
irrilevanti, in quanto posteriori alla sottoscrizione dell’atto di pegno da
parte della __________; la gestione del conto della __________ da parte
dell’accusata non è del resto oggetto di inchiesta;

 

-         
(5.2, con riferimento alla posizione di __________)
l’audizione di __________ allo scopo di chiarire le risultanze della
movimentazione bancaria del suo conto, l’audizione del funzionario bancario che
avrebbe preso contatto con __________ dopo la chiusura del conto e
l’acquisizione di verbali interni e di documentazione riguardante i rapporti
tra __________ e l’__________ dopo la chiusura del conto sono pure irrilevanti,
in quanto posteriori alla sottoscrizione dell’atto di pegno da parte di __________;
la gestione del conto di __________ da parte dell’accusata non è del resto
oggetto di inchiesta. Di nessuna pertinenza è d’altro canto la richiesta
dell’accusata di assumere deposizioni e documentazione al fine di “indagare”
sui motivi che hanno indotto __________ a presentare la sua denuncia al
Procuratore pubblico.

 

 

4.

 

Con la propria
istanza di complementi istruttori la difesa aveva chiesto anche l’audizione
delle persone che, oltre alla parte civile __________, erano presenti in data
10 febbraio 1998, durante l’incontro presso gli uffici dell’allora __________,
in occasione del quale la signora __________ sottoscrisse il contestato atto di
pegno e meglio l’audizione di __________, funzionario della banca, del direttore
della stessa banca e della signora __________, amica della __________. Queste
stesse audizioni vengono riproposte anche in sede di reclamo, con lo scopo di
accertare le esatte circostanze dell’incontro e quanto venne effettivamente
detto alla signora __________ prima dell’apposizione della firma in calce
all’atto di pegno.

 

 

 

 

 

 

Il Procuratore
pubblico, respingendo dette audizioni, ha indicato che le stesse non si
giustificano più in ragione di dichiarazioni generiche fatte, per altre
fattispeci, sull’operato dell’accusata (__________) o sono di poco conto, per
mancanza di una relazione diretta con il conto oggetto di inchiesta (__________).
Il magistrato inquirente nulla ha per contro detto sul motivo per il quale non
deve essere assunta la deposizione del direttore della banca.

Si può convenire
con la reclamante che le audizioni di __________, del direttore della banca e
di __________ non sono prive di rilevanza, in quanto sono atte ad accertare
cosa venne detto alla signora __________ al momento in cui aprì il conto
bancario e sottoscrisse l’atto di pegno. Dagli atti emerge del resto che
analoghe audizioni di funzionari che hanno concorso all’apertura di conti di
altre parti civili sono state ammesse ed eseguite dal magistrato inquirente (AI
20 e 21).

È quindi anche in
questo caso certamente utile procedere alle necessarie verifiche, con
l’assunzione dei testi conosciuti alle parti, ciò in ragione delle palesi
divergenze esistenti tra le dichiarazioni della parte civile __________ (AI 27)
e quelle dell’accusata (AI 28) e dell’assenza di altri accertamenti. Per la
fattispece denunciata dalla __________ il magistrato inquirente si è infatti
limitato ad acquisire gli atti trasmessi dal patrocinatore della denunciante e
ad interrogare la denunciante e l’accusata. D’altronde l’audizione di __________
è stata respinta sulla base della semplice “presunzione” del Procuratore
pubblico che il teste verrà a ribadire quanto già addotto in corso di inchiesta
per altre fattispeci e l’audizione del direttore della banca è stata respinta
senza alcuna motivazione.

È dunque pertinente
ed utile procedere all’audizione quali testi di __________, del direttore della
__________ (ora __________) e di __________ in __________. Su questo punto il
reclamo merita pertanto di essere accolto.

 

 

5.

 

Il reclamo, in
quanto ricevibile, è conseguentemente parzialmente accolto, come ai
considerandi, con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP
e contrario). Visto l’esito del gravame, parzialmente ammesso, si giustifica di
non caricare tasse e spese di giustizia al reclamante e di non attribuire
ripetibili.

 

 

 

Per questi motivi,

 

 

 

 

richiamati gli
articoli di legge menzionati,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

1.     
Il reclamo è parzialmente accolto come ai
considerandi.

1.1  Di conseguenza si procederà all’audizione quali testi delle
persone indicate al 

      
considerando 4.

1.2
Gli altri complementi di prova sono respinti.

 

2.     
Non si percepiscono nè tasse nè spese
giudiziarie, nè si attribuiscono ripetibili.

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

4.     
Intimazione a:

 

 

 

                                                                       giudice
Franco Lardelli