# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 73946cdd-8e47-5dfb-80ee-22d8ac07c06b
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-09-05
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 05.09.2023 R 2022 113
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2022-113_2023-09-05.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 22 113

5a Camera 

Presidenza Paganini

Giudici Brun e Audétat

Attuaria Lanfranchi

SENTENZA

del 5 settembre 2023

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____, 

patrocinata dall'avv. Rocco Taminelli, 

ricorrente

contro

Comune B._____, 

patrocinato dall'avv. Fabrizio Keller, 

convenuto

concernente opposizione edilizia

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I. Ritenuto in fatto:

1. A._____ è proprietaria del fondo 438 nel Comune B._____, adiacente al 

fondo 449 del Comune B._____ di proprietà degli Eredi fu C._____.

2. Il 18 maggio 2015 l'Assicurazione fabbricati del Cantone dei Grigioni ha 

rilasciato il permesso di protezione antincendio per l'installazione di una 

nuova caldaia a olio con una potenza termica di 33.7 kW sul fondo 449.

3. Con scritto del 13 ottobre 2015 A._____ si è rivolta al Municipio del Co-

mune B._____ (di seguito: il Comune o il Municipio) lamentandosi del 

nuovo impianto, soprattutto per il rumore. Inoltre ha informato il Municipio 

che le misure finora adottate dal proprietario dell'impianto dopo la sua se-

gnalazione, ossia l'installazione di un "gomito" all'estremità del camino per 

deviare il fumo, non erano servite a nulla. 

4. Il 30 novembre 2016 A._____ si è rivolta all'Ufficio per la natura e l'am-

biente (UNA). Con e-mail del 6 dicembre 2016, l'UNA le ha comunicato 

che l'impianto in questione avrebbe dovuto essere risanato entro il 1° ot-

tobre 2018 e che avrebbe effettuato le relative misurazioni presso l'im-

pianto a gennaio 2017. Inoltre ha affermato che l'altezza minima del ca-

mino sarebbe stata rispettata. Alla luce dell'ultima misurazione positiva 

delle sostanze nocive, l'UNA non poteva al momento ordinare alcuna mi-

sura. Nell'e-mail successiva, l'UNA ha poi ribadito che aveva ordinato il 

risanamento come previsto dalla normativa in vigore e che dell'esecuzione 

tempestiva dei lavori di risanamento avrebbe dovuto occuparsene l'auto-

rità comunale.

5. Con e-mail del 13 novembre 2018, l'UNA ha comunicato a A._____ e al 

Comune che l'impianto era stato completamente risanato nel 2015 e che i 

valori limite delle emissioni erano conformi alla legge. Inoltre, l'impianto – 

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a seguito del reclamo presentato da A._____ – era stato equipaggiato con 

un silenziatore. L'UNA ha infine affermato che il tubo ad arco all'estremità 

del camino doveva essere rimosso, poiché i gas di scarico avrebbero do-

vuto essere emessi verticalmente. Inoltre, con e-mail del 13 dicembre 

2018 l'UNA ha informato A._____ che dei problemi relativi a impianti a 

combustione con olio con una potenza inferiore a 1000 kW doveva occu-

parsene il Comune.

6. Con e-mail del 15 dicembre 2018 A._____ ha reso attento il Comune che 

il tubo ad arco allo sbocco del camino non era a norma, invitandolo ad 

intervenire affinché l'impianto venisse modificato in conformità con la 

legge.

7. Successivamente, il Comune risp. l'Autorità edilizia comunale ha fatto ri-

muovere il tubo ad arco e ha incaricato una ditta di effettuare un controllo 

dei gas di scarico.

8. Con scritto del 1° febbraio 2019 A._____ ha informato il Comune che la 

problematica riguardo alla canna fumaria era rimasta del tutto invariata.

9. Con scritto del 12 aprile 2019, il Comune ha informato A._____ che l'UNA, 

in collaborazione con la ditta D._____ SA, aveva eseguito dei controlli 

sull'impianto e sull'evacuazione dei gas di scarico e che il tutto era risultato 

conforme alle normative vigenti. In considerazione dei controlli eseguiti il 

Municipio non avrebbe elementi per poter intervenire nel caso e riteneva 

pertanto chiusa la questione.

10. Il 23 aprile 2019, A._____ si è nuovamente rivolta al Comune, lamentando 

che a differenza del vecchio impianto, quello nuovo avrebbe una potenza 

molto ridotta nell'espellere in verticale le emissioni e di conseguenza le 

esalazioni ristagnerebbero nell'aria circostante, andando ad introdursi 

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nella sua camera da letto. L'attenzione sarebbe da riporre unicamente 

sulla dinamica del fumo e non sull'operato della ditta D._____ SA. Infine, 

A._____ ha chiesto un incontro con il Comune.

11. Nel frattempo, A._____ ha ricontattato l'UNA, che le ha confermato con e-

mail del 16 maggio 2019 che la canna fumaria era conforme alla legge. 

L'UNA ha inoltre indicato il protocollo dell'ispezione di routine del 7 marzo 

2019 con il risultato "gut".

12. Con lettera dell'11 giugno 2019 A._____ si è nuovamente rivolta al Co-

mune, lamentando il fatto che la canna fumaria non era stata prolungata e 

che lei stessa era costretta a respirare le esalazioni del camino durante il 

riposo.

13. Visto il manifesto scontento, il 25 giugno 2019 il Comune ha informato 

A._____ che aveva deciso di indire una riunione in sua presenza e di 

quella del capodicastero, del tecnico comunale e del responsabile della 

polizia del fuoco.

14. Con e-mail del 10 gennaio 2020 A._____ ha contattato l'Ufficio federale 

dell'ambiente (UFAM), e gli ha descritto la sua situazione allegando anche 

alcune foto. Sostanzialmente ha informato l'UFAM che se dormiva con le 

finestre chiuse, non riusciva a respirare durante la notte. L'UFAM a sua 

volta – indicando il paragrafo 3.2 delle Raccomandazioni sui camini, se-

condo cui i camini devono essere disposti in modo da non provocare im-

missioni eccessive di gas di scarico in prossimità di abbaini, prese d'aria e 

simili – le ha consigliato di rivolgersi all'UNA.

15. Successivamente, il 10 luglio 2019, si è svolta un'ispezione a casa di 

A._____ in presenza del capodicastero. Tuttavia, A._____ non essendo 

rimasta soddisfatta, in quanto il capodicastero non avrebbe mantenuto le 

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sue promesse (di innalzare la canna fumaria), ha criticato questa situa-

zione nella sua lettera del 13 gennaio 2020 al Comune.

16. Il Comune ha risposto con una lettera del 20 gennaio 2020, dicendo es-

senzialmente che aveva esaminato seriamente il caso, ma che tutti i con-

trolli avevano dimostrato che tutto era legale, sottolineando che il capodi-

castero non avrebbe mai preso l'impegno di far prolungare la canna fuma-

ria e che nei prossimi giorni sarebbe stata contattata per fissare un incon-

tro.

17. L'incontro è avvenuto il 19 febbraio 2020 in presenza di A._____ (accom-

pagnata da una persona di sua fiducia per la traduzione), del responsabile 

dell'UNA e dello spazzacamino. In tale occasione è stato constatato che: i 

valori delle emissioni del nuovo impianto a condensazione alimentato con 

olio sono rispettati e che le emissioni di monossido di carbonio (CO) e di 

fuliggine sono nettamente inferiori ai valori limite sanciti dall'Ordinanza 

contro l'inquinamento atmosferico (OIAt); il camino soddisfa le esigenze 

secondo le Raccomandazioni dell'UFAM sui camini per gli impianti di com-

bustione fino a 40kW e i requisiti di protezione antincendio (l'autorizza-

zione e il collaudo sono disponibili). Al fine di trovare un accordo il respon-

sabile dell'UNA ha suggerito di innalzare la canna fumaria di circa 1.5 m a 

spese di A._____.

18. Con e-mail del 24 febbraio 2020 il responsabile dell'UNA ha comunicato a 

A._____ che lo spazzacamino aveva potuto parlare anche con i tre pro-

prietari del fondo 449 (dove si trova la canna fumaria) e che quest'ultimi 

erano d'accordo con la proposta di innalzare la canna fumaria, a condizioni 

che l'innalzamento del camino di 1.5 m o 2.0 m fosse dello stesso mate-

riale (tubo interno in metallo cromato, isolamento, rivestimento in rame) e 

che A._____ si assumesse le spese. Il responsabile dell'UNA ha poi chie-

sto a A._____ di confermare l'accordo.

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19. Con e-mail del 9 aprile 2020 l'UFAM, riferendosi a quanto constatato 

nell'incontro avvenuto il 19 febbraio 2020, ha informato A._____ che gli 

ottimi valori dei gas di scarico e la loro diluzione consentirebbero di esclu-

dere future immissioni eccessive di fuliggine, che eventuali immissioni ec-

cessive nel suo appartamento potrebbero essere dimostrate solo con dif-

ficoltà e a costi elevati e che dal punto di vista giuridico e della protezione 

dell'aria l'innalzamento del camino non sarebbe necessario, sottolineando 

che una fumata bianca non sarebbe sinonimo di emissioni di sostanze tos-

siche, ma piuttosto di vapore acqueo prodotto di norma dagli impianti a 

condensazione tenuto conto delle temperature sostanzialmente più basse 

dei gas di scarico. Infine, ha ricordato che le autorità locali (Cantone, Co-

mune) erano competenti per l'attuazione delle prescrizioni in materia di 

protezione dell'aria degli impianti a combustione e dei camini, che l'UFAM 

riterrebbe plausibile la procedura e la valutazione tecnica delle autorità 

competenti e non vi sarebbero pertanto motivi per un intervento da parte 

dell'UFAM.

20. Con lettera del 10 febbraio 2021 il Municipio, allegando l'e-mail dell'UNA 

in cui sono stati verbalizzati gli accordi avuti nell'incontro del 19 febbraio 

2020 e l'offerta della ditta E._____ per prolungare la canna fumaria di 

CHF 961, ha invitato A._____ a procedere in delibera come da riunione.

21. Con e-mail del 15 febbraio 2021 in risposta alla lettera del 10 febbraio 

2021 A._____ facendo riferimento al principio di causalità regolato dalla 

Legge federale sulla protezione dell'ambiente, ha comunicato al Comune 

che le condizioni per la soluzione del problema ci sono tutte e che serviva 

solo la volontà del Municipio nel concretizzare le disposizioni di legge con-

tro l'inquinamento.

22. Con scritto del 21 aprile 2021 il Municipio ha comunicato a A._____ che 

gli Eredi fu C._____ non intendevano procedere con l'intervento dell'innal-

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zamento della canna fumaria, poiché ritenuto deturpante per il loro stabile 

dal punto di vista estetico e per l'uso della terrazza, concludendo che la 

pratica veniva considerata definitivamente conclusa.

23. Con e-mail del 24 aprile 2022 A._____ ha rimproverato il Municipio di aver 

chiuso la pratica senza valutare le Raccomandazioni edite dall'UFAM con-

cernente l'altezza minima dei camini, chiedendo urgentemente un collo-

quio con il Municipio.

24. Con lettera del 22 agosto 2022 A._____, questa volta tramite la sua patro-

cinatrice, ha nuovamente portato a conoscenza del Municipio la questione 

della canna fumaria, chiedendo al Municipio un intervento formale affinché 

fosse ripristinata una situazione di legalità.

25. Con lettera del 31 ottobre 2022 e richiamando lo scritto del 22 agosto non-

ché l'ultima missiva del 5 ottobre 2022, rimasta inevasa, la ricorrente, sem-

pre attraverso la sua patrocinatrice, ha chiesto al Municipio di voler inter-

venire entro dieci giorni attraverso una decisione formale munita dei con-

sueti rimedi di diritto, al fine di regolarizzare o comunque di pronunciarsi 

sull'irregolare situazione inerente alla canna fumaria, specificando che se 

ciò non sarebbe avvenuto, sarebbe stata costretta ad agire presso le op-

portune sedi per denegata giustizia.

26. Con scritto del 4 novembre 2022 il Municipio – richiamando lo scritto 

dell'UFAM e dell'UNA secondo i quali il camino sarebbe a norma - ha di-

chiarato che non intendeva avviare alcun procedimento amministrativo, in 

particolare edilizio/di ripristino nei confronti dei proprietari del litigioso ca-

mino.

27. Contro questa decisione A._____ (di seguito: ricorrente) il 12 dicembre 

2022 ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Gri-

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gioni, chiedendo sostanzialmente di accogliere il ricorso e annullare la de-

cisione del 4 novembre 2022 del Municipio del Comune B._____, con la 

quale è stata negata l'apertura di un procedimento amministrativo relativa-

mente alla canna fumaria, e di imporre al Municipio di ripristinare una si-

tuazione di legalità, ordinando agli Eredi fu C._____ di innalzare la canna 

fumaria posta sulla parcella 449, conformemente alle Raccomandazioni 

sull'altezza dei camini emanata dall'UFAM nonché alla Legge edilizia del 

Comune B._____, alla Legge cantonale sulla pianificazione del territorio e 

alle prescrizioni generali di protezione dell'ambiente, protestando tasse, 

spese e ripetibili. In via subordinata ha chiesto di accogliere il ricorso e di 

attestare che la comunicazione scritta del 4 novembre 2022 del Municipio 

non costituisce una decisione formale, che quindi il Municipio è incorso in 

un formale diniego di giustizia e di attestare la necessità di ripristinare una 

situazione di legalità relativamente alla canna fumaria posta sulla parcella 

449 e di imporre al Municipio di ripristinare una situazione di legalità ordi-

nando agli Eredi fu C._____ di innalzare la canna fumaria.

28. Con scritto del 17 gennaio 2023 gli Eredi fu C._____, riferendosi allo scritto 

del Giudice d'istruzione del 14 dicembre 2022 con cui erano stati invitati a 

inoltrare una presa di posizione, hanno dichiarato di non voler partecipare 

alla presente procedura di ricorso come parte convocata.

29. Con presa di posizione del 6 febbraio 2023 il Comune B._____ (di seguito: 

il convenuto) ha chiesto il respingimento del ricorso, per quanto sia ricevi-

bile.

30. Con replica del 20 marzo 2023 e duplica del 12 maggio 2023 le parti hanno 

confermato i propri petiti e approfondito le relative argomentazioni.

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31. Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti verranno esposti nei conside-

randi seguenti, qualora risultino giuridicamente determinanti per l'esito 

della vertenza.

II. Considerando in diritto:

1. Innanzitutto vanno esaminati i criteri d'ammissibilità previsti dalla Legge 

sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100).

1.1. Il convenuto sostiene che il ricorso sarebbe irricevibile, poiché il camino in 

oggetto non contrasterebbe con alcuna norma di diritto pubblico, per cui 

l'eventuale tema di eccessive emissioni andrebbe risolto nel conteso dei 

rapporti di vicinato in ambito di diritto privato. Anche ammettendo che il 

ricorso sia ricevibile questo andrebbe limitato al rifiuto di riconsiderazione 

da parte del Municipio di due precedenti decisioni cresciute in giudicato. 

D'altronde, dato che nella fattispecie non vi sarebbero dei motivi di revi-

sione ai sensi dell'art. 67 LGA, il ricorso sarebbe comunque da respingere 

senza entrare nel merito.

1.2. Secondo la ricorrente, invece, l'oggetto del ricorso è da qualificare di diritto 

pubblico e come tale sarebbe ricevibile. Il litigioso comignolo infatti non 

soddisferebbe le esigenze dettate dalle Raccomandazioni dell'UFAM e 

violerebbe prescrizioni di diritto pubblico. Il tema delle immissioni sarebbe 

stato sollevato unicamente poiché diretta conseguenza della mancata ap-

plicazione e della violazione di norme di diritto pubblico direttamente ap-

plicabili che il Municipio era tenuto a far rispettare e ad attuare in quanto 

competente. Inoltre le comunicazioni del 12 aprile 2019 e 21 aprile 2021 

non costituirebbero delle decisioni formali ai sensi dell'art. 22 cpv. 1 LGA. 

Pretendere ora che queste comunicazioni abbiano carattere di decisione, 

sarebbe contrario al principio della buona fede. Il ricorso contro la deci-

sione del 4 novembre 2022 sarebbe pertanto tempestivo e ricevibile.

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1.3. Il Tribunale amministrativo giudica i ricorsi contro le decisioni dei comuni, 

di altri enti e degli istituti indipendenti di diritto cantonale, che non siano 

suscettibili di impugnazione presso un'altra istanza o non siano definitive 

secondo il diritto cantonale o federale (art. 49 cpv. 1 lett. a LGA).

1.3.1. Sono decisioni i provvedimenti delle autorità nel singolo caso, fondati sul 

diritto pubblico e di carattere concreto e individuale, concernenti la 

costituzione, la modificazione o l'annullamento di diritti o di obblighi, o 

accertanti l'esistenza, l'inesistenza o l'estensione di diritti o di obblighi 

(cfr. TSCHANNEN/MÜLLER/KERN, Allgemeines Verwaltungsrecht, 5. ed., 

Berna 2022, n. 653 segg.; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, Allgemeines 

Verwaltungsrecht, 8. ed., Zurigo/San Gallo 2020, n. 849 segg.; GRIFFEL, 

Allgemeines Verwaltungsrecht im Spiegel der Rechtsprechung, 

Zurigo/Basilea/Ginevra 2017, n. 30). Il concetto (materiale) di decisione, 

dunque il contenuto o il tenore di una decisione, deve essere distinto dalla 

forma in cui si presenta (TSCHANNEN/MÜLLER/KERN, op. cit., n. 655 e 734). 

Una decisione può infatti presentarsi anche sotto forma di semplice lettera, 

e non è altresì necessario che sia intitolata come tale (falsa demonstratio 

non nocet, cfr. GRIFFEL, op. cit., n. 32; cfr. Decisione del Tribunale federale 

[DTF] 139 II 384, consid. 1.3 pubblicata unicamente nella Sentenza del 

Tribunale federale [STF] 2C_721/2012 del 27 maggio 2013). Tra requisiti 

di forma si annoverano la denominazione quale decisione, l'indicazione 

del destinatario, il dispositivo con i relativi rimedi di diritto, la motivazione 

e luogo, data e firma dell'autorità che decide (TSCHANNEN/MÜLLER/KERN, 

op. cit., n. 744; HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., n. 871). La violazione 

dei requisiti formali costituisce un cosiddetto difetto di notificazione (in 

tedesco "Eröffnungsmangel"), che non tange la natura della decisione, ma 

la rende unicamente impugnabile o, in taluni rari casi, nulla. La decisione 

affetta da vizi formali resta pertanto una decisione 

(TSCHANNEN/MÜLLER/KERN, op. cit., n. 655 e 737).

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1.3.2. Con scritto del 12 aprile 2019 il Comune aveva già annunciato che non 

sarebbe intervenuto e che riteneva chiusa la questione (cfr. doc. G della 

ricorrente). Detto scritto, anche se non era intitolato come tale ed era privo 

di rimedi giuridici, materialmente è una decisione e poteva dunque essere 

impugnata. Tuttavia, in seguito alle lettere della ricorrente del 23 aprile 

2019 risp. del 11 giugno 2019 in cui ella ha ribadito che la problematica 

non era risolta e ha chiesto un incontro, il convenuto ha convocato una 

riunione, tenutasi il 19 febbraio 2020 (cfr. doc. J e doc. M della ricorrente). 

Il convenuto con questa azione e anche con quelle successive ha dunque 

riaperto il caso. Nella successiva lettera del 21 aprile 2021, il Comune ha 

informato la ricorrente che il Comune e le altre autorità edilizie competenti 

non avevano più ulteriori facoltà d'imposizioni alle parti e pertanto la pra-

tica veniva considerata definitivamente chiusa (cfr. doc. Q della ricor-

rente). Con scritto del 4 novembre 2022 (la decisione impugnata in questa 

sede), il Comune ha infine informato la ricorrente che non avrebbe avviato 

alcun procedimento amministrativo, in particolare edilizio/di ripristino con-

tro i proprietari del fondo 449. Anche questi due scritti, pur essendo affetti 

da vizi formali, costituiscono delle decisioni impugnabili.

1.3.3. Nel caso in esame, non è in discussione la forza di giudicato formale delle 

decisioni emesse prima della decisione impugnata, ma la forza di giudicato 

materiale, ossia la domanda se la questione oggetto della controversia 

possa essere valutata in un nuovo procedimento (dinnanzi a questo Tribu-

nale). Secondo la dottrina prevalente, le decisioni di prima istanza ema-

nate nell'ambito di una procedura amministrativa (in tedesco: "Verfügun-

gen") - a differenza delle decisioni di ricorso - non acquisiscono forza di 

giudicato materiale (cfr. KÖLZ/HÄNER/BERTSCHI, Verwaltungsverfahren und 

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 3. ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 

2013, marg. 1192 pag. 414; BVGU A-6381/2009 consid. 3.3). Pertanto, 

contrariamente all'opinione del convenuto, il presente ricorso contro la de-

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cisione del 4 novembre 2022 non va quindi accolto come una richiesta di 

revisione delle due sentenze precedenti sopra citate. Ne discende che 

l'oggetto della controversia può essere valutato con l'impugnazione dell'ul-

tima decisione (quella del 4 novembre 2022).

1.3.4. Inoltre, nonostante l'esplicita richiesta di edizione della ricorrente dei do-

cumenti relativi alle licenze edilizie riguardanti l'impianto di combustione 

sul fondo 449, il convenuto ha messo agli atti solo il permesso di prote-

zione antincendio dell'Assicurazione fabbricati del 18 maggio 2015, la 

quale costituisce soltanto un'autorizzazione supplementare (cfr. art. 52 

segg. OPTC). Si deve quindi presumere che il risanamento della canna 

fumaria non sia stata pubblicata e non sia stata formalmente approvata 

dal Comune. Il Comune non può quindi invocare la forza di giudicato di 

una licenza edilizia.

1.3.5. Infine va affermato che, nel caso in esame, è quantomeno discutibile se le 

norme di diritto pubblico, segnatamente quelle fissate nella Legge edilizia, 

nella Legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb; RS 814.01) e le rela-

tive raccomandazioni siano rispettate o meno, motivo per cui si tratta di 

una controversia di diritto pubblico, la quale rientra nelle competenze de-

cisionali di questo Tribunale.

1.3.6. Per il resto, dato che la decisione del 4 novembre 2022 era priva di rimedi 

giuridici, il termine di ricorso in applicazione dell'art. 22 cpv. 2 LGA è ri-

spettato. Il ricorso è pertanto ricevibile.

2. La controversia verte principalmente sulla regolarità dell'altezza dello 

sbocco della canna fumaria sul fondo 449. A tale proposito la ricorrente 

sostiene che le norme vigenti, le Raccomandazioni dell'UFAM sui camini 

e le circostanze concrete impongono un innalzamento della canna fumaria 

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fino a che la quota d'uscita del fumo non sovrasti (almeno) l'edificio della 

ricorrente. Di seguito verranno dunque esaminati i reclami da lei esposti.

3. La ricorrente denuncia, in particolare, una violazione dell'art. 79 cpv. 4 

della Legge sulla pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni (LPTC; 

CSC 801.100).

3.1. Se un edificio o un impianto costituisce una minaccia per persone o ani-

mali, oppure se persone o animali sono esposti ad un pericolo immediato 

derivante dall'utilizzazione di edifici o impianti minacciati, l'autorità edilizia 

comunale obbliga il proprietario ad attuare le necessarie misure. Se que-

sto non assolve agli obblighi entro il termine stabilito, in seguito a commi-

natoria l'autorità edilizia comunale fa eseguire le misure da terzi a spese 

degli inadempienti (art. 79 cpv. 4 LPTC).

3.2. Nel caso in esame, è pacifico che il camino litigioso rispetta i valori limite 

d'emissione, segnatamente per quanto riguarda l'indice di fuliggine, il mo-

nossido di carbonio (CO) e gli ossidi d'azoto (NOx), stabiliti dall'Ordinanza 

contro l'inquinamento atmosferico (OIAt; RS 814.318.142.2) (cfr. doc. 6 

del convenuto e l'Allegato 3 OIAt), per cui si può escludere che il camino 

costituisca una minaccia per persone o animali e si può inoltre affermare 

che la ricorrente non è esposta ad un pericolo immediato per quanto ri-

guarda le esalazioni del camino litigioso. Ne discende che questa censura 

risulta infondata.

4. Inoltre, la ricorrente fa valere una violazione del principio della prevenzione 

(art. 11 cpv. 2 LPAmb) e delle Raccomandazioni sui camini (Altezza mi-

nima dei camini sui tetti, Raccomandazioni sui camini, a cura dell'Ufficio 

federale sull'ambiente UFAM, versione aggiornata a dicembre 2018 (di se-

guito: Raccomandazioni sui camini).

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4.1. Secondo l'art. 11 cpv. 2 LPAmb le emissioni, nell’ambito della preven-

zione, devono essere limitate nella misura massima consentita dal pro-

gresso tecnico, dalle condizioni d’esercizio e dalle possibilità economiche, 

indipendentemente dal carico inquinante esistente. Le limitazioni delle 

emissioni sono inasprite se è certo o probabile che gli effetti, tenuto conto 

del carico inquinante esistente, divengano dannosi o molesti (art. 11 cpv. 3 

LPAmb). Giusta l'art. 12 cpv. 2 LPAmb, tali limitazioni sono prescritte da 

ordinanze o, per i casi che non vi sono contemplati, da decisioni fondate 

direttamente sulla LPAmb. Il Tribunale federale ha inoltre sottolineato che 

le misure ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 LPAmb non devono essere adottate 

solo quando l'inquinamento ambientale diventa dannoso o fastidioso, ma 

che in base al principio di prevenzione devono essere evitate le emissioni 

non necessarie (cfr. DTF 126 II 366 consid. 2b; 124 II 517 consid. 4b e 

STF 1C_97/2007 consid. 2.3). 

4.2. I valori limite d'emissione specificati negli allegati dell'OIAt sono vincolanti 

e concretizzano il principio della prevenzione in modo esaustivo, determi-

nano quindi la portata di ciò che è possibile dal punto di vista tecnico e 

dell'esercizio e sopportabile sotto il profilo economico. Se un valore limite 

non è fissato nell'OIAt o è dichiarato inapplicabile, il principio della preven-

zione si applica senza restrizioni: l'autorità limita preventivamente le emis-

sioni nel caso singolo nella maggior misura possibile dal punto di vista 

tecnico e dell'esercizio e sopportabile sotto il profilo economico (art. 4 

OIAt; cfr. JÄGER, in: Fachhandbuch, Öffentliches Baurecht, Griffel/Lini-

ger/Rausch/Thurnherr [ed.], Zurigo/Basilea/Ginevra 2016, marg. 4.225 e 

4.226). Per inciso, le disposizioni sulla limitazione preventiva delle emis-

sioni degli impianti stazionari nuovi valgono anche per gli impianti stazio-

nari esistenti (art. 7 OIAt).

4.3. Nel caso in esame, è pacifico che il camino litigioso rispetta i valori limite 

d'emissione stabiliti dall'OIAt (cfr. doc. 6 del convenuto e l'Allegato 3 OIAt), 

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per cui non è possibile esigere un'ulteriore limitazione dei summenzionati 

valori. Infatti, la ricorrente non contesta il rispetto dei valori limite, ma le 

emissioni in generale (fumo, vapore ecc.) e in particolare il fatto che la 

canna fumaria non è abbastanza alta per impedire che le emissioni entrino 

nella sua stanza da letto. Sostanzialmente i reclami della ricorrente mirano 

dunque alla captazione ed evacuazione delle emissioni. D'altro canto, le 

autorità sembrano voler minimizzare le emissioni, sostenendo che si tratta 

solo di vapore acqueo.

4.4. Giusta l'art. 7 LPAmb per inquinamenti atmosferici s’intendono le altera-

zioni delle condizioni naturali dell’aria dovute, segnatamente, a fumo, fu-

liggine, polvere, gas, aerosol, vapori, odore o calore disperso. La giurispru-

denza ha precisato che anche il vapore acqueo è un'emissione (cfr. la sen-

tenza del Tribunale federale [STF] 1A.11/2007 e 1P.23/2007 del 16 mag-

gio 2007 consid. 1.1.2). Detto questo, oltre alle emissioni residue di mo-

nossido di carbonio (CO) e di ossidi di azoto (NOx), anche il vapore ac-

queo che esce dalla canna fumaria in questione è un'emissione ai sensi 

della LPAmb.

4.5. L'altezza dei camini industriali è disciplinata dall'allegato 6 dell'OIAt. Per 

gli altri camini (come quello in questione) il diritto cantonale prevede l'ap-

plicazione delle raccomandazioni della Confederazione (art. 5 dell'Ordi-

nanza cantonale sulla protezione dell'ambiente [CSC 820.110; OCPAmb). 

Le Raccomandazioni sui camini concretizzano le disposizioni dell’art. 6 

cpv. 2 OIAt, secondo cui le emissioni devono di regola essere espulse al 

di sopra del tetto mediante camini o condotte di scarico (cfr. la prefazione 

a pag. 7 delle Raccomandazioni sui camini). Nell'Abstracts delle Racco-

mandazioni sui camini si legge: "Il presente aiuto all’esecuzione illustra le 

esigenze minime poste dall’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico 

all’evacuazione dell’aria di scarico inquinata. Per l’evacuazione dei gas di 

scarico sopra i tetti, occorre dapprima diluire gli inquinanti in modo che non 

- 16 -

provochino pregiudizi nelle immediate vicinanze." In altre parole, le pre-

scrizioni relative all’altezza minima dei camini servono all’evacuazione 

dall’edificio e alla diluizione preventiva delle emissioni residue (cfr. la pre-

fazione a pag. 7 delle Raccomandazioni sui camini). La canna fumaria in 

questione rilascia senza dubbio delle emissioni (tossiche) residue, in par-

ticolare vapore acqueo, monossido di carbonio e ossidi d'azoto (cfr. il pro-

tocollo dell'ispezione di routine del 7 marzo 2019 al doc. 6 del convenuto 

che indica 6 mg/m3 di CO e 117mg/m3 di NOx). Pertanto, al fine di permet-

tere l'evacuazione di queste emissioni dagli edifici, è necessario che esse 

vengano espulse al di sopra del tetto. Nell'evenienza è dunque da esami-

nare se le Raccomandazioni sui camini (direttamente applicabili secondo 

il diritto cantonale), impongono l'innalzamento della canna fumaria situata 

sulla parte con il tetto piano dell'edificio sul fondo 449.

4.6. Secondo il Comune, l'UNA e l'UFAM, la canna fumaria è conforme alle 

Raccomandazioni sui camini. Secondo l'UNA, l'attuale uscita del camino 

non deve superare la casa della ricorrente, poiché non si tratta di un edifi-

cio allineato.

4.7. Le Raccomandazioni sui camini, per quanto interessa nell'evenienza, pre-

vedono quanto segue:

2. Disposizioni generali

2.2 Sezione del camino
Negli impianti a combustione, la sezione del camino deve corrispondere alle re-

gole della tecnica di combustione e non deve essere sovradimensionata. Qualora 

tecnicamente possibile, la velocità d’uscita dei gas di scarico deve essere di al-

meno 6 metri al secondo.

2.3 Disposizione dei camini
Per quanto possibile, i camini saranno disposti come segue: 

> sui tetti a due falde: sul colmo oppure nelle vicinanze immediate dello stesso;

- 17 -

> sui tetti piani: in prossimità della parte stretta dell’edificio;

> negli edifici a terrazze: sulla parte più alta dell’edificio

3. Altezza dei camini negli impianti a combustione di piccole dimensioni
3.1 Campo d’applicazione
Le presenti disposizioni valgono per gli impianti a combustione della potenza ter-

mica seguente:

Impianti a combustione alimentati con

Olio da riscaldamento

Potenza termica 

fino a 350 kW

3.2 Altezza minima
1 Lo sbocco del camino deve superare:

a) di almeno 0,5 metri la parte più alta dell’edificio (p. es. il colmo);

b) di almeno 1,5 metri la superficie di un tetto piano;

c) di almeno 2 metri la superficie di un tetto piano transitabile.
2 Per gli impianti a combustione alimentati con olio o gas della potenza termica 

fino a 40 chilowatt, in deroga al capoverso 1, lo sbocco del camino deve superare 

di almeno 1 metro la superficie del tetto misurando ad angolo retto. 
3 Se gli sbocchi dei camini di impianti a combustione di piccole dimensioni si tro-

vano a meno di 10 metri da edifici vicini più alti, questi sono determinanti per 

l’altezza minima.
4 I camini devono essere disposti in modo da non provocare immissioni eccessive 

di gas di scarico in prossimità di abbaini, prese d’aria e simili. Nelle località sog-

gette a forte innevamento o sui tetti piani muniti di parapetti o di sfiatatoi d’emer-

genza per l’acqua piovana, possono rivelarsi necessari camini più alti.

7. Esigenze ulteriori
In casi giustificati l’autorità prescrive altezze maggiori per i camini, ad esempio in 

caso di:

a) edifici di forma particolare;

b) zone di costruzione particolari, con edifici di altezza disuguale oppure d’inse-

diamenti a terrazze;

c) temperature dei gas di scarico ridotte;

d) terreni irregolari.

- 18 -

Allegato (A1)

4.8. Anche se il testo della versione in italiano delle Raccomandazioni sui ca-

mini non lo specifica, la disposizione di cui alla cifra 3.2 cpv. 3 – secondo 

la quale per l'altezza di un camino sono determinanti gli edifici più alti, se 

lo sbocco del camino si trova a meno di 10 m di distanza da essi (cfr. la 

figura n. 3 dell'allegato A1) – vale solo per gli impianti di combustione ali-

mentati con legna da ardere (cfr. le Raccomandazioni sui camini nella ver-

sione tedesca e quella francese in cui si parla di "Holzfeuerungsanlagen", 

risp. di "chauffage alimentée au bois") e non è dunque (direttamente) ap-

plicabile per il camino in questione.

4.9. La situazione che si presenta nell'evenienza può essere raffigurata come 

una combinazione dell'immagine n. 2 (casa con annesso, sul cui tetto 

- 19 -

piano è presente un camino) e dell'immagine n. 6 (deroga per gli impianti 

a combustione alimentati con olio o gas fino a 40 kW) della figura 2 dell'al-

legato A1.

   

Infatti, la casa n. d'ass. 109 sul fondo 449 è composta da una parte con 

tetto a falde e da un annesso più basso con un tetto piano su cui posa il 

camino. Dunque, in linea di principio (e senza tener conto per il momento 

della deroga di cui alla cifra 3.2 cpv. 2 visualizzata nell'immagine n. 6 delle 

Raccomandazioni sui camini), lo sbocco del camino dovrebbe sovrastare 

di almeno 0.5 metri il colmo del tetto a falde sul fondo 449. Riguardo alla 

deroga per impianti a combustione fino a 40 kW l'immagine n. 6 non ri-

specchia precisamente la situazione che si pone nella presente controver-

sia. Infatti, l'immagine si limita ad indicare l'altezza di un camino poggiato 

su un tetto a falde (in alto) e non tiene conto del fatto che un camino po-

trebbe essere posto anche su un annesso più in basso, come indica l'im-

magine n. 2. La deroga di cui alla cifra 3.2 cpv. 2 delle Raccomandazioni 

sui camini, secondo cui lo sbocco del camino deve superare di almeno 

1 metro la superficie del tetto misurando ad angolo retto, nell'evenienza 

non risulta efficace se l'altezza viene misurata dal tetto piano su cui poggia 

il camino. Nel caso in esame, va tenuto conto del fatto che il camino liti-

gioso risp. il suo sbocco si trova a meno di 10 m di distanza e alla stessa 

altezza della finestra della camera da letto della ricorrente. Ciò fa sì che le 

- 20 -

emissioni (quando il vento soffia in quella direzione) entrano con alta pro-

babilità nella camera da letto della ricorrente risp. va ritenuto che la pro-

prietà della ricorrente sia toccata da dette emissioni. Pertanto, questo Tri-

bunale – combinando le immagini n. 2 e n. 6 – ritiene giustificato usare il 

tetto della ricorrente come punto di riferimento (che tra l'altro si trova più 

in basso del tetto a falde sul fondo 449). Di conseguenza, la deroga di cui 

alla cifra 3.2 cpv. 2 delle Raccomandazioni sui camini (teoricamente) ri-

chiede l'innalzamento della canna fumaria in modo che lo sbocco del ca-

mino superi di almeno un metro la superficie del tetto della ricorrente mi-

surando ad angolo retto in allineamento con la facciata della casa della 

ricorrente risp. dal punto più basso del tetto della ricorrente in cui può es-

sere posizionato un camino.

4.10. La necessità di un innalzamento della canna fumaria è ancora più evidente 

se si tiene conto della cifra 7 delle Raccomandazioni sui camini, la quale 

riserva la prescrizione di altezze maggiori per i camini, nel caso di edifici 

di forma particolari o edifici di altezza disuguale. Nel caso in esame la ter-

razza sui cui posa il camino si trova più in basso del tetto della casa della 

ricorrente che a sua volta è più basso del tetto a falde sul fondo 449. In 

queste circostanze – e tenendo conto anche del fatto che lo sbocco della 

canna fumaria è a meno di 10 m e alla stessa altezza della finestra della 

camera da letto della ricorrente – per evacuare le emissioni la canna fu-

maria esistente deve avere un'altezza maggiore. La cifra 7 lascia all'auto-

rità competente un margine di manovra, per definire di quanto deve essere 

alzata la canna fumaria. Nella sua decisione il convenuto in ogni modo 

dovrà tener conto della cifra 4 delle Raccomandazioni sui camini, secondo 

cui i camini devono essere disposti in modo tale che i gas di scarico 

nell'area dei lucernari, delle prese d'aria e simili (e quindi anche nell'area 

della finestra della ricorrente) non comportino immissioni eccessive. Infatti, 

anche l'UFAM inizialmente aveva fatto riferimento a questa disposizione 

- 21 -

(cfr. il doc. K della ricorrente), ma poi non più, avendo constatato che non 

era di sua competenza intervenire nel caso in questione. Alla luce di 

quanto appena esposto, all'avviso di questo Tribunale (e come richiesto 

dalla ricorrente) la canna fumaria deve essere innalzata in modo che lo 

sbocco sovrasti (almeno) il tetto della casa della ricorrente.

4.11. Tale innalzamento verosimilmente corrisponde all'innalzamento di 1.5 m 

discusso nell'ambito del possibile accordo in presenza del capodicastero, 

del responsabile dell'UNA e dello spazzacamino. Dunque, per quanto si 

dovesse applicare il principio della prevenzione, si può tranquillamente de-

durre che l'innalzamento della canna fumaria di 1.5 m è possibile dal punto 

di vista tecnico e dell'esercizio. Gli Eredi fu C._____ inizialmente avevano 

approvato tale misura. Di seguito l'accordo è verosimilmente fallito (sol-

tanto) per l'assunzione dei costi. Valutando i costi sulla base dell'offerta 

dello spazzacamino di CHF 961.00, il prezzo per la realizzazione dell'in-

tervento risulta economicamente sopportabile. A condizioni che l'aumento 

minimo di 1.5 m sia rispettato, come visto sopra il convenuto dovrà inoltre 

valutare se dal punto di vista tecnico e dell'esercizio è possibile un innal-

zamento maggiore, in modo che lo sbocco del camino superi di almeno un 

metro la superficie del tetto della ricorrente misurando ad angolo retto in 

allineamento con la facciata della casa della ricorrente risp. dal punto più 

basso del tetto della ricorrente in cui (teoricamente) può essere posizio-

nato un camino.

4.12. A quanto pare, sia l'UNA che l'UFAM ritengono che da un punto di vista 

legale non sia necessario innalzare la canna fumaria. A questo proposito 

va però specificato che l'UFAM non ha esaminato il caso in esame in modo 

approfondito, ma si è limitato a rispondere alle e-mail della ricorrente, ri-

petendo sostanzialmente le constatazioni dell'UNA e sottolineando (giu-

stamente) che non era compito dell'UFAM occuparsi della questione. 

L'UNA a sua volta, fonda le sue conclusioni prevalentemente sul fatto che 

- 22 -

i valori limite delle sostanze nocive sono rispettati e non ha fatto osserva-

zioni approfondite in merito alle Raccomandazioni sui camini. Nell'e-mail 

del 16 maggio 2023 alla ricorrente il responsabile dell'UNA si è limitato a 

dichiarare che lo sbocco del camino deve sovrastare la parte di edificio più 

alta solo nel caso in cui si trattasse di un edificio allineato. A parte il fatto 

che il requisito dell'edificio "allineato" non è previsto dalle Raccomanda-

zioni sui camini, ma tuttalpiù è ravvisabile da una (troppo) rigida interpre-

tazione dell'immagine 2 della figura 2 dell'allegato A1, secondo questo Tri-

bunale è irrilevante che l'annesso sul fondo 449 su cui posa il camino non 

sia allineato alla casa della ricorrente. Come già spiegato nelle considera-

zioni precedenti (vedi consid. 4.9), la casa della ricorrente è attaccata alla 

parte di casa con il tetto a falde sul fondo 449 e il camino litigioso si trova 

in linea diretta, a pochi metri e pure alla stessa altezza della finestra della 

camera da letto della ricorrente. Infine, l'immagine a cui si riferisce l'UNA 

nell'allegato A1 è soltanto di due dimensioni e non rappresenta la profon-

dità necessaria, per cui non permette di fare conclusioni in merito al modo 

in cui l'edificio o la canna fumaria devono essere "allineati".

4.13. Avendo potuto constatare in base agli atti che nell'evenienza le Racco-

mandazioni sui camini impongono l'innalzamento della canna fumaria, non 

occorre effettuare un sopralluogo per prendere una decisione in merito.

4.14. Il convenuto dovrà dunque innanzitutto avviare una procedura a posteriori 

per il rilascio di una licenza edilizia. Qualora non fosse ancora stato fatto, 

il convenuto nel quadro di questa procedura dovrà anche controllare la 

velocità d’uscita dei gas di scarico (che secondo le Raccomandazioni sui 

camini, qualora tecnicamente possibile, deve essere di almeno 6 m/s). 

Questo perché la ricorrente sostiene che il nuovo impianto avrebbe una 

potenza molto ridotta nell'espellere in verticale le emissioni e di conse-

guenza le esalazioni ristagnerebbero nell'aria circostante. Dopo aver sen-

tito i proprietari del fondo 449, quale parte interessata, il convenuto dovrà 

- 23 -

poi far ordine agli stessi di innalzare la canna fumaria. L'innalzamento mi-

nimo è di 1.5 m. Per valutare l'innalzamento concreto il convenuto, a con-

dizioni che l'aumento minimo sia rispettato, dovrà verificare se dal punto 

di vista tecnico e dell'esercizio è possibile innalzare la canna fumaria af-

finché lo sbocco del camino superi di almeno un metro la superficie del 

tetto della ricorrente misurando ad angolo retto in allineamento con la fac-

ciata della casa della ricorrente. D'altro canto i proprietari del fondo 449 

sono liberi di richiedere un innalzamento ancora maggiore. Infatti, benché 

essi ritengano un innalzamento deturpante per il loro stabile dal punto di 

vista estetico, per evitare immissioni nella propria terrazza essi se del caso 

potrebbero addirittura optare per un innalzamento superiore all'innalza-

mento (minimo) sopra descritto. 

In applicazione del principio di causalità ai sensi dell'art. 2 LPAmb, i costi 

per l'innalzamento sono ad ogni modo a carico dei proprietari del fondo 

449.

5. Le spese procedurali, composte da una tassa di Stato di CHF 1'500.00 e 

da spese di cancelleria, sono poste interamente a carico del soccombente 

convenuto (art. 73 cpv. 1 LGA) siccome i proprietari del fondo 449 non 

hanno partecipato a questa procedura. Per quanto riguarda le spese ripe-

tibili, la ricorrente ha presentato una nota d'onorario pari a CHF 7'525.00. 

Tale onorario deve essere ridotto nella misura in cui può essere fatturato 

solo il lavoro svolto a partire dalla decisione impugnata del 4 novembre 

2022, poiché l'onere di lavoro pre-processuale (periodo dal 16 agosto 

2022 al 31 ottobre 2022) non giustifica alcun compenso davanti al Tribu-

nale amministrativo (cfr. fra tante la sentenza del Tribunale amministrativo 

[STA] R 13 140 del 22 ottobre 2013 consid. 9.b). Detto questo, possono 

essere riconosciute 18.27 ore e un importo di CHF 165.00 per la redazione 

di brevi e-mail, il che pare adeguato. Inoltre si ricorda che per legge la 

tariffa oraria massima nel Cantone dei Grigioni è di CHF 270.00 (vedi l'Or-

- 24 -

dinanza sulla determinazione dell'onorario degli avvocati [Ordinanza 

sull'onorario degli avvocati, OOA; CSC 310.250]). I tribunali grigionesi non 

concedono tariffe orarie più alte – e ciò neanche se la parte richiedente 

dimostra di averne espressamente pattuito una con la sua patrocinatrice 

(cfr. anche STA R 17 64 del 21 agosto 2018 consid. 3.1). Infine si ricorda 

che per prassi costante nel Cantone dei Grigioni la tariffa oraria è di prin-

cipio comprensiva delle spese di scritturazione e di cancelleria e che, co-

munque, il Tribunale amministrativo riconosce un risarcimento forfettario 

supplementare per spese (non dimostrate nel dettaglio) soltanto fino a un 

massimo del 3 % dell'onorario (cfr. STA R 17 5 dell'8 febbraio 2017 con-

sid. 3.b). Pertanto, per il presente procedimento viene riconosciuto un di-

ritto a ripetibili pari a CHF 5'655.15 ([18.27 h x CHF 270.00/h + 

CHF 165.00] x 1.03 [3 % di spese] x 1.077 [7.7 % di IVA]).

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è accolto. La decisione del 4 novembre 2022 è annullata e la 

causa è rinviata al Comune per far ordine ai proprietari del fondo 449 di 

innalzare la canna fumaria ai sensi dei considerandi del presente giudizio.

2. Vengono prelevate le seguenti spese processuali:

- una tassa di Stato di CHF 1'500.00

- e le spese di cancelleria di CHF 500.00

totale CHF 2'000.00

Tali spese sono poste a carico del Comune B._____.

3. Il Comune B._____ è tenuto a versare a A._____ la somma di 

CHF 5'655.15 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.

4. [vie di diritto].

5. [Comunicazioni]