# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4261254a-4ffc-5e1d-9f5c-2a403998994c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.10.2010 D-660/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-660-2010_2010-10-08.pdf

## Full Text

Corte IV
D-660/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Bendicht Tellenbach e Robert Galliker;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______,
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 29 dicembre 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-660/2010

Fatti:

A.
L'interessato,  dichiaratosi  di  origine  nigeriana,  etnia  igbo,  nato  a 
B._______,  C._______,  D._______  State,  e  con  ultimo  domicilio  a 
E._______, ha presentato domanda d'asilo in Svizzera il (...).

Interrogato  sui  motivi  di  asilo,  egli  ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo, di essere espatriato per il fatto di essere ricer -
cato in patria dal governo federale in quanto sarebbe un membro del  
F._______. A suo dire, i membri di questo gruppo sarebbero ricercati 
per aver generato, unitamente ad altri  movimenti – che però non sa-
rebbero nel mirino delle autorità – dei tumulti e degli scontri per il con-
trollo  dell'esportazione  illegale  di  petrolio,  durante  i  quali  sarebbero 
stati uccisi anche degli agenti di polizia. Il ricorrente ha riferito di non 
aver subito direttamente dei maltrattamenti dalle forze dell'ordine, ma 
di aver preso parte ad aspri combattimenti contro di essi fino alla pro-
clamazione del coprifuoco. Poiché tutti gli affiliati al F._______ sareb-
bero stati espressamente dichiarati ricercati, egli ha deciso, dopo aver 
soggiornato per circa tre mesi presso un amico a G._______, di espa-
triare (cfr. verbale di audizione del 17 dicembre 2007, pagg. 4 e 5).

B.
In data 6 luglio 2009, l'UFM ha inoltrato una richiesta di informazioni ri -
guardanti il richiedente all'Ambasciata svizzera in Nigeria. In particola-
re, sono stati  posti alcuni quesiti  volti  a valutare le dichiarazioni rila -
sciate dall'interessato circa la sua identità, la sua provenienza ed il fat-
to di essere ricercato in patria.

C.
Con rapporto del 10 novembre 2009, l'Ambasciata svizzera in Nigeria 
ha risposto alla predetta richiesta dell'UFM confermando in sostanza 
l'identità e la provenienza del richiedente, fatta eccezione per il domici -
lio da egli dichiarato che corrisponderebbe ad un complesso commer-
ciale  in  costruzione. Per  quanto  riguarda  invece  i  timori  che  hanno 
spinto il ricorrente ad espatriare, il rapporto dice chiaramente che egli  
non è assolutamente ricercato in patria e che se anche egli fosse real -
mente un membro del F._______ beneficerebbe di un programma go-
vernativo di amnistia per il quale verrebbe completamente assolto da 
ogni accusa.

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D.
Chiamato ad esprimersi sul rapporto in parola, con scritto del 9 dicem-
bre 2009, il ricorrente, per il tramite del suo rappresentante, ha riferito 
che  effettivamente  all'indirizzo  indicato  risulta  esservi  un  complesso 
commerciale in costruzione, ma che egli  lo usava per la posta, visto 
che alloggiava nelle vicinanze dove sono state costruite illegalmente 
piccole e modeste abitazioni occupate da diverse persone. Inoltre, a 
proposito del timore di essere arrestato in patria, egli ha dichiarato che 
dalle carte della polizia non emerge il  suo nome posto che egli non 
avrebbe  mai  usato  le  sue  reali  generalità  all'interno  del  F._______ 
quanto piuttosto il nome in codice "H._______".

E.
Con decisione del 29 dicembre 2009,  l'UFM ha respinto  la  domanda 
d'asilo suesposta. Detto Ufficio  ha pure pronunciato l'allontanamento 
del richiedente dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
il suo Paese d'origine, ossia la Nigeria, siccome lecita, esigibile e pos-
sibile.

F.
In data 2 febbraio 2010, l'interessato, tramite il suo rappresentante, ha 
inoltrato ricorso dinnanzi al Tribunale amministrativo federale contro la 
decisione  dell'UFM. Ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione impu-
gnata  con  conseguente  concessione  dell'asilo  in  Svizzera  e,  in  via 
sussidiaria,  la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
un nuovo giudizio, subordinatamente, la concessione dell'ammissione 
provvisoria vista l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento ver-
so il proprio Paese d'origine. Egli ha altresì presentato una domanda di 
esenzione dal pagamento anticipato delle spese di giustizia.

G.
Il  Tribunale  amministrativo  federale,  con  decisione  incidentale  del 
5 febbraio 2010,  ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera 
fino al termine della procedura ed ha respinto la domanda di esenzio-
ne  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali,  fissando al  ricorrente un termine,  scadente il  19 febbra-
io 2010, per provvedere al pagamento dell'importo di fr. 600.-.

H.
Con scritto del 17 febbraio 2010, il rappresentante del ricorrente ha ri-
badito l'impossibilità  per il  suo assistito di  poter  versare l'anticipo ri -
chiesto. A conforto delle sue tesi egli ha allegato il contratto di tirocinio 

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del ricorrente nonché il  conteggio relativo al suo salario del mese di 
gennaio 2010. Egli ha inoltre insistito sul fatto che, a suo avviso, il ri -
corso presentato non sarebbe sprovvisto di probabilità di esito favore-
vole. In conclusione ha chiesto che la domanda di dispensa dal versa-
mento di un anticipo a copertura delle spese processuali, già presen-
tata in sede di ricorso, sia accolta, rispettivamente, nella denegata ipo-
tesi in cui essa fosse respinta, che venga concesso al richiedente un 
ulteriore termine per il pagamento dell'importo.

I.
Il  Tribunale  amministrativo  federale,  con  decisione  incidentale  del 
4 marzo 2010, ha nuovamente respinto la domanda di esenzione dal 
versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese proces-
suali, fissando al ricorrente un termine, scadente il 22 marzo 2010, per 
provvedere al pagamento dell'importo di fr. 600.-.

J.
In data 12 marzo 2010, il ricorrente ha tempestivamente soddisfatto la 
richiesta di cui sopra, versando l'anticipo di fr. 600.-.

K.
In data 19 aprile 2010, con decisione incidentale, il Tribunale ammini-
strativo federale ha concesso un termine all'UFM, scadente il 4 maggio 
2010, per prendere posizione sul ricorso.

L.
Con scritto del 27 aprile 2010, l'UFM ha integralmente confermato la 
propria posizione senza aggiungere alcunché, vista l'assenza di fatti o 
mezzi di prova nuovi nell'atto ricorsuale.

M.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

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Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dal la legge sul Tri-
bunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) 
e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005  (LTF, 
RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi, 
RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale am-
ministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le 
decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  PA prese  dalla  autorità  menzionate  al -
l'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferio-
re, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un in-
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA); è pertanto legittimato ad aggravar-
si contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e  
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del Tribu-
nale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12  luglio  2007,  con-
sid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2. ed.,  Bern  2002, 
no. 2.2.6.5).

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3.
3.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni del 
richiedente come insufficienti a soddisfare le condizioni richieste dalla 
legge per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e pertanto all'am-
missione della sua domanda d'asilo. In particolare, l'autorità di prima 
istanza ha messo in evidenza diverse contraddizioni emerse nelle due 
audizioni sostenute dal richiedente. Inoltre, l'esecuzione dell'allontana-
mento sarebbe ammissibile, esigibile e possibile.

3.2 Nel  gravame, l'insorgente sostiene di  aver addotto validi  e  suffi -
cienti motivi a suffragio della propria domanda di asilo e che le con-
traddizioni rilevate dall'UFM sarebbero fondate su un accertamento in-
completo dei fatti rilevanti ai fini della presente procedura. Egli ritiene 
inoltre che il suo rientro in patria non sarebbe ragionevolmente esigibi -
le, in quanto sarebbe insostenibile dal profilo della sicurezza e della di -
gnità umana. Per questi motivi il ricorrente ritiene siano adempiute le 
condizioni per il riconoscimento della qualità di rifugiato rispettivamen-
te per un rinvio degli atti all'autorità inferiore, la quale dovrebbe proce-
dere ad ulteriori indagini e che, subordinatamente, siano adempiute le 
condizioni per la concessione in suo favore dell'ammissione provviso-
ria.

3.3 In conclusione, l'insorgente ha  chiesto l'annullamento della deci-
sione impugnata con conseguente concessione dell'asilo in Svizzera 
e, in via sussidiaria, la trasmissione degli atti di causa all'autorità infe -
riore per un nuovo giudizio, subordinatamente, la concessione dell'am-
missione provvisoria vista l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontana-
mento verso il proprio Paese d'origine.  Egli ha altresì presentato una 
domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-
mento anticipato delle presumibili spese processuali.

3.4 Con osservazioni del 27 aprile 2010, l'UFM si è rinnovato, confer-
mandola integralmente, nella propria decisione del 29 dicembre 2009, 
senza aggiungere alcunché a quanto in essa riportato.

4.
4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di -
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifu -
giate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono 
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionali -
tà, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-

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nioni  politiche, ovvero hanno fondato timore di  essere esposte a tali 
pregiudizi.

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al -
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  deter -
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de -
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GICRA 
1995 n. 23, GICRA 2005 n. 21, consid. 6.1).

5.
Il ricorrente ha allegato di essere espatriato per il timore di essere ar-
restato o finanche ucciso in patria, e ciò per il fatto di essere ricercato 
dal governo federale in quanto sarebbe un membro del F._______. In-
fatti, stando alle sue allegazioni, i membri di questo gruppo sarebbero 
ricercati per aver generato, unitamente ad altri  movimenti – che però 
non sarebbero nel mirino delle autorità – dei tumulti e degli scontri per 

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il controllo dell'esportazione illegale di petrolio, nei quali sarebbero ri -
masti uccisi anche degli agenti di polizia. Il ricorrente ha riferito di non 
aver subito direttamente dei maltrattamenti dalle forze dell'ordine, ma 
di aver preso parte ad aspri combattimenti contro di essi fino alla pro-
clamazione del coprifuoco. Poiché tutti gli affiliati al F._______ sareb-
bero stati espressamente dichiarati ricercati, egli ha deciso, dopo aver 
soggiornato per circa tre mesi presso un amico a G._______, di espa-
triare (cfr. verbale di audizione del 17 dicembre 2007, pagg. 4 e 5).

5.1 Questo Tribunale osserva preliminarmente che, come rettamente 
rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazio-
ni determinanti in materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in 
mere, generiche ed imprecise affermazioni di  parte, contraddittorie e 
non corroborate da elementi  di  seria consistenza, in sostanza per le 
ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

In  particolare  questo  Tribunale  tiene  a  sottolineare  che  l'insorgente 
non ha saputo fornire indicazioni precise sui  fatti  addotti  a sostegno 
dei motivi presentati a fondamento della sua domanda d'asilo, ragione 
per cui v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza.

A titolo di esempio, basti rilevare che, l'indirizzo fornito dal ricorrente 
quale suo ultimo domicilio non corrisponde ad un complesso residen-
ziale, bensì ad un cantiere di un centro commerciale (cfr. atto A13/4). 
La spiegazione data dall'interessato su questo punto non convince po-
sto che egli ha riferito di aver usato tale indirizzo solo per gli invii po -
stali. Pur ammettendo, tale improbabile ipotesi,  non si capisce come 
mai il ricorrente non abbia spiegato subito questa situazione quanto-
meno particolare. Pure in merito alla sua fuga il  suo racconto cozza 
contro le  delucidazioni  fornite  dall'Ambasciata svizzera in  Nigeria,  la 
quale  ha  ribadito  che  all'epoca  del  coprifuoco  era  impossibile  per 
chiunque lasciare E._______ ed a maggior ragione nei modi – con il 
bus – indicati dal ricorrente (cfr. atto A13/4). Infine, persino il fatto po -
sto a fondamento della sua domanda di asilo, e meglio di essere ricer-
cato in patria poiché membro del F._______, non trova riscontro nelle 
dichiarazioni rilasciate dall'Ambasciata, ma è pure superato da un'am-
nistia governativa che scagiona i membri  del F._______ da qualsiasi 
accusa (cfr. atto A13/4).

5.2 Tutto  ciò  stante,  vista  l'inverosimiglianza  delle  dichiarazioni  rila-
sciate, vengono a far difetto argomenti o prove suscettibili di giustifica -

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re una diversa valutazione rispetto a quella di cui alla decisione impu-
gnata.

5.3 A titolo meramente abbondanziale, occorre rilevare che il ricorren-
te avrebbe quantomeno potuto tentare di trasferirsi altrove in Nigeria,  
posto che una volta uscito dalla zona teatro degli scontri,  le autorità 
avrebbero potuto perdere le sue tracce. Ciò, a maggior ragione se si 
pensa che egli  si è trasferito per tre mesi a G._______, ove non ha 
avuto alcun problema. A ciò aggiungasi che, per sua stessa ammissio-
ne, le autorità non possiedono ne le sue generalità ne tantomeno un 
suo identikit posto che, come gli altri commilitoni, avrebbe sempre agi -
to a volto coperto (cfr. verbale di audizione del 17 dicembre 2007, pag. 
5). Dunque, già mal si comprende come possa essere personalmente 
ricercato, in secondo luogo non si può escludere a priori il buon esito 
che avrebbe avuto un tentativo di ricorrere alla fuga interna senza do-
ver espatriare per ovviare agli asseriti disagi vissuti in patria.

5.4 Sia come sia, occorre rilevare che la domanda di asilo del ricor-
rente si fonda su una mera supposizione di parte. Infatti, come detto, 
l'interessato è espatriato senza sapere se effettivamente egli è perso-
nalmente ricercato in patria – ciò che peraltro è escluso dalla ricerca 
condotta dall'UFM tramite ambasciata – posto che, come gli altri com-
militoni, avrebbe sempre agito a volto coperto (cfr. verbale di audizione 
del 17 dicembre 2007, pag. 5) e quindi le autorità non possiedono ne le 
sue generalità ne tantomeno un suo identikit. Infine, dal rapporto pro -
dotto dall'Ambasciata svizzera in Nigeria emerge chiaramente che il ri -
corrente non è ricercato dalle autorità in patria e che, anche se la sua 
appartenenza al  F._______ fosse vera, egli  beneficerebbe di un pro-
gramma governativo di amnistia per il quale verrebbe assolto da ogni  
accusa. Pertanto, gli  asseriti  timori del ricorrente, non corroborati dal 
benché minimo elemento probatorio, sono da ritenere totalmente in-
fondati.

5.5 Alla luce di quanto precede, a mente di questo Tribunale – anche 
indipendentemente dall'inverosimiglianza delle dichiarazioni dell'insor-
gente rettamente rilevata dall'UFM – i fatti addotti dal ricorrente nella  
presente procedura d'asilo, non sono propri a motivare la qualità di ri -
fugiato.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

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6.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione;  tiene  però  conto  del  principio  dell'unità  della  famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi).

Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera 
(art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or-
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]).

7.
Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) 
prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e pos-
sibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di queste condizioni, 
l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr).

7.1 Quo all'ammissibilità,  dalle  carte  processuali  non emergono ele-
menti da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento dei ricor-
renti in Nigeria possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale 
della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101), 
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per  
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'autore  del  gravame è 
ammissibile.

7.2
Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'esecu-
zione non può essere ragionevolmente esigibile  qualora,  nello  Stato 
d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamen-
te in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza 
generalizzata o emergenza medica.

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La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute,  all'invalidità  o persino la  morte. Per contro, le  difficoltà  socio  
economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposi -
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati  alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 
militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24, consid. 10.1 pag. 215).

Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti se 
l'interessato conclude a giusta ragione o meno al carattere inesigibile 
dell'esecuzione del suo allontanamento, tenuto conto della situazione 
generale vigente attualmente in Nigeria, da un lato, e la sua situazione 
personale, dall'altro.

Nella circostanza, codesto Tribunale non può ammettere che la situa-
zione attuale prevalente in Nigeria è in sé costitutiva di un impedimen-
to alla reintegrazione dei ricorrenti. Infatti, è notorio che questo paese 
non conosce una situazione di guerra, di guerra civile o di violenza ge-
neralizzata.

Quanto alla situazione personale dell'insorgente, si rileva che egli ha una 
buona formazione avendo egli frequentato sei anni di scuola primaria e 
sei anni di scuola secondaria. Inoltre, ha pure una discreta esperienza la-
vorativa avendo operato in qualità di (...) e poi di (...) (cfr. verbale di audi-
zione del 8 gennaio 2008, pag. 2). Dai verbali di audizione emerge inoltre 
che il  ricorrente dispone ancora di  una discreta rete  sociale in  patria, 
dove ha lasciato i  genitori  e  due sorelle  (cfr. verbale  di  audizione del 
17 dicembre 2007, pag. 2). Infine, il ricorrente non ha, nelle sue allegazio-

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ni ricorsuali, preteso di soffrire di gravi problemi di salute che possano 
giustificare un'ammissione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), e nemmeno 
da un esame d'ufficio degli atti di causa emerge la necessità di una per-
manenza dell'autore del gravame in Svizzera per motivi medici.

In siffatte circostanze, considerati tutti gli elementi di fatto evidenziati, 
questa autorità ritiene, siccome adempiuti i presupposti per formulare 
una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per il  
ricorrente, un adeguato reinserimento sociale nel suo paese d'origine.

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente deve essere 
considerata ragionevolmente esigibile.

7.3 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio.

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

7.4 Sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione del-
l'allontanamento è ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile. 
Di conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecu-
zione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

8.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il di -
ritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di 
prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuri-
dicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art.  106 
LAsi), per il che il ricorso va respinto.

9.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).  Tale importo è intera-
mente compensato dall'anticipo tempestivamente versato dal ricorren-
te.

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D-660/2010

10.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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D-660/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale importo è interamente compensato dall'anticipo tempestivamente 
versato dal ricorrente.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegato:  incarto  N [...]  per  corriere 

interno; in copia)
- I._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione:

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