# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0aed573-dd71-5cab-84f5-5067e35ffc82
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-09-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.09.2011 32.2010.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-8_2011-09-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.8

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  22 settembre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 gennaio 2010
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 30 novembre 2009 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in fatto

 

                               1.1.   RI 1, classe
1971, professionalmente attiva quale impiegata d’ufficio, nel mese di aprile 2004 ha presentato una richiesta di prestazioni AI a seguito dei postumi derivanti dall’incidente
stradale del 9 giugno 2000, preso a carico dalla __________ (doc. AI 1-1). 

 

                                         Raccolti
gli atti dall’assicuratore contro gli infortuni e sentito il parere del proprio
servizio medico (in seguito: SMR), con decisione 25 gennaio 2005, confermata
con decisione su opposizione 20 aprile 2005, l’Ufficio ha respinto la domanda
di prestazioni non risultando dagli atti un danno alla salute
tale da giustificare delle limitazioni nell'attività appresa di impiegata
d'ufficio (doc. AI 36).

                                         Contro la
succitata decisione l’assicurata, per il tramite dell’allora sua legale, ha
inoltrato un tempestivo ricorso.

 

                                         Con
sentenza 22 dicembre 2006 questa Corte ha respinto il ricorso, trasmettendo gli
atti all’Ufficio AI per procedere, sulla base della documentazione medica
prodotta pendente causa proveniente dalla parallela procedura LAINF, ma
successiva alla decisione contestata, ad una revisione della rendita (inc. 32.2005.64).

                                      

                                         La
sentenza cantonale è stata confermata dal TF con giudizio dell’11 marzo 2008 (I
12/07).

                                      

                               1.2.   Dopo aver
dato mandato al Servizio di accertamento dell’AI (in seguito: SAM) di esperire
una perizia multidisciplinare, con decisione 30 novembre 2009  (preavvisata il
6 maggio 2009) l’Ufficio AI ha nuovamente respinto la domanda di prestazioni, osservando:

 

" 
(…)

In seguito alla sentenza datata 22.12.2006 del
Tribunale Cantonale delle Assicurazioni di Lugano (confermata pure dal
Tribunale federale di Lucerna mediante la sentenza dell'11.03.2008), la signora
RI 1 è stata sottoposta ad una valutazione medica specialistica interdisciplinare
presso il Servizio Accertamento medico (SAM) di Bellinzona durante i mesi di
novembre – dicembre 2007. I periti hanno reputato che l'assicurata presenta una
incapacità al lavoro pari al massimo al 30 % in ogni attività dal mese di
settembre 2005. Per il periodo precedente, come già confermato dalle istanze
succitate, la capacità lavorativa della signora RI 1 deve essere considerata
totale.

 

Abbiamo inoltre sottoposto le osservazioni
pervenuteci, sia da lei personalmente (con lo scritto del 17.09.2008) che
quelle inviateci direttamente dall'assicurata, al nostro servizio medico
regionale, il quale, comunque, non ha potuto che confermare la presa di posizione
degli specialisti del SAM.

 

Essendo il grado d'invalidità inferiore al 40 %,
e non avendo la signora RI 1 presentato il periodo di un anno con incapacità
media di almeno il 40%, il diritto alla rendita non esiste.

 

Decidiamo pertanto:

 

Le osservazioni presentate in merito al nostro
progetto di decisione del 06.05.2009, in particolare la certificazione medica
della Dr.ssa __________ datata 19.11.2009, non apportano elementi nuovi ed
oggettivi per i quali sia possibile modificare la nostra precedente presa di
posizione.

 

La richiesta di prestazioni, preso in
considerazione quanto sopra esposto, è respinta.

 

Provvedimenti di ordine professionale, visto che
l'assicurata è stata ritenuta inabile al massimo al 30% in ogni attività
lucrativa, e per il fatto che già i periti del SAM hanno indicato che questi
sarebbero destinati al fallimento a causa dell'atteggiamento pseudoagressivo e
rivendicativo dell'assicurata, non vengono presi in considerazione.

 

Su esplicita richiesta scritta l'ufficio resta a
disposizione per valutare il diritto dell'assicurata ad un aiuto al
collocamento." (Doc. AI 122/2)

 

                               1.3.   Avverso la
succitata decisione, l’assicurata, per il tramite dell’avv. RA 1, ha inoltrato il
presente ricorso, postulandone l’annullamento ed il riconoscimento di un grado
d’invalidità di almeno il 50% e la conseguente erogazione di una mezza rendita.
In via subordinata, essa chiede che le siano concesse misure d’ordine
professionale.

                                         L’insorgente
contesta la valutazione del SAM, sostenendo in particolare che la stessa, per
quanto concerne la problematica ORL e psichiatrica, sia contraddittoria e priva
di motivazione rispetto alla documentazione specialista presente agli atti e
quella prodotta con il ricorso. Dei singoli motivi verrà detto, per quanto occorra,
nel prosieguo.                     

 

                               1.4.   Con la risposta
di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, confermando la
valutazione multidisciplinare e sostenendo che la documentazione medica
prodotta non inficia la validità della perizia SAM. 

 

                               1.5.   Pendente
causa in due riprese l’insorgente ha inoltrato ulteriori rapporti della sua
psichiatria curante e indicato i mezzi di prova da assumere (VII e XIII).
L’Ufficio AI ha preso posizione in merito alla nuova documentazione (XVI).

 

                                         Il TCA ha
richiamato dalla __________ gli atti dell’assicurata, dando alle parti facoltà
di consultazione e di produrre delle osservazioni (XVII). Le prese di posizioni
della ricorrente datano 17 giugno 2010 (XXI) e quelle dell’Ufficio AI 16 giugno
2010 (XXI).

 

                                         Ritenuta
la necessità di procedere ad una valutazione multidisciplinare, questa Corte ha
ordinato una perizia al __________ (in seguito: __________). Il referto
peritale del 12 luglio 2011 (XXXIII) è stato inviato alla parti per
osservazioni.

                                         Con
osservazioni 27 luglio 2011 l’Ufficio AI ha ribadito la richiesta di reiezione
del ricorso, facendo presente che il peggioramento della situazione
valetudinaria accertata dal Z__________ è subentrata dopo la decisione
contestata e quindi non va considerata, facendo tuttavia presente che
l’assicurata potrà comunque inoltrare una domanda di revisione (XXXVIII).

 

                                         Infine,
con scritto 5 settembre 2011 l’insorgente, evidenziato come la perizia __________
abbia confermato quanto sostenuto in via di ricorso, ha invece ribadito la richiesta
di una mezza rendita dal settembre 2005 (XXXVIII).

 

 

considerato                    in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è sapere se l’assicurata, successivamente alla data dell’emissione
della decisione su opposizione 20 aprile 2005, presenta un grado d’invalidità
pensionabile.  

 

                               2.2.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità
di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in:
Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit,
2a ed., 2007, p. 1411, n. 46). 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). 

                                         Si confronta
perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse
divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza – di regola – non si tiene conto di fattori estranei
all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini
fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21;
Scartazzini, op. cit, p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente
esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e
dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative. La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) i due redditi,
dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno
stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.3.   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv.
1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano
subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid.
1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2). Da questo punto
di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima decisione di
rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, p. 379).

 

                               2.4.   Nel caso in
esame, il danno alla salute principale dell’assicurata è il tinnito
all’orecchio e le ripercussioni psichiche sulla capacità lavorativa.

 

                                         Al riguardo,
nella STCA 22 dicembre 2006 (cfr. consid. 2.8) questo TCA aveva evidenziato:

 

" 
….. l’acufene (tinnito) è definibile quale
sensazione uditiva non dovuta a stimoli esterni, ma causata da danni minori o
maggiori all’orecchio interno. Seppur strettamente connesso alla salute
psichica, esso dev’essere qualificato quale disturbo fisico (STFA inedita 12
settembre 2006 in re R., U 92/05, consid. 2.2.5 con riferimenti; cfr. anche al
riguardo, la STFA del 27 marzo 2003 nella causa D., U 71/02, consid. 6.1:
"Beim Tinnitus handelt es sich um ein körperliches Leiden, dessen
eigentliche Ursache in einem kleineren oder grösseren Innenohrschaden zu suchen ist [Prof. Dr. med. Berhard Kellerhals,
Grundprobleme der Tinnitus-Hilfe aus medizinischer Sicht, Hrsg. Schweizerische
Tinnitus-Liga, www.tinnitus-liga.ch"]). 

Dalle ripercussioni organiche del tinnito occorre differenziare gli effetti
della elaborazione negativa psichica di tale danno alla salute (tinnito
scompensato). Con il termine scompenso s’intende che nel soggetto, a seguito
dell’apparizione del tinnito oppure della recrudescenza dello stesso, la soglia
della vulnerabilità è sorpassata, nel senso che non viene compensata dal punto
di vista somatico, psichico e sociale. Un tinnito scompensato ha pertanto delle
conseguenze sul lavoro, sull’ambiente sociale e sull’integrità fisica e
psichica ed ha quindi implicazioni non solo d’ordine psichico ma anche
biologico e sociale. Gli effetti secondari del tinnito, come vertigini o
sensibilità abnorme ai rumori, favoriscono lo scompenso, come pure una
predisposizione depressiva o di altro genere psichico e gravano sul contesto
sociale. Un tinnito scompensato ha quindi un’importanza notevole sulla nascita
di un’incapacità lavorativa ( STFA inedita 27 marzo 2003 nella causa D, U
71/03, consid. 6.1)."

 

                                         In
quell’occasione, esaminate le perizie psichiatriche del dr. __________ 28
ottobre 2003 e 11 ottobre 2004, nonché della valutazione ORL 13 agosto 2004
della dr.ssa __________, questo TCA aveva concluso che al momento della
decisione su opposizione contestata (20 aprile 2005), che
delimitava dal punto di vista temporale il potere cognitivo del Tribunale (DTF
132 V 215 consid. 3.1.1 p. 220 con riferimenti), l’assicurata
non presentava un grado d’invalidità pensionabile.

                                         In merito
alla documentazione medica raccolta durante l’istruttoria LAINF (rapporto 11
ottobre 2005 della dr.ssa __________; rapporto 27 luglio 2006 del neurologo dr.
__________, rapporto 14 settembre 2006 della psichiatra dr.ssa __________),
successiva alla decisione contestata, questo TCA aveva evidenziato che la
stessa (sottolineatura del redattore)  “… non ha purtroppo permesso di
arrivare ad un pieno convincimento sull’eventuale grado d’invalidità dell’assicurata
subentrato dopo il peggioramento del tinnito accertato la prima volta nel
mese di settembre 2005. Spetterà comunque all’amministrazione esprimersi
sull’eventuale diritto alla rendita dopo il citato momento, tenuto conto di
quanto detto al considerando precedente. Gli atti vengono quindi a tale scopo
trasmessi all’Ufficio AI.”         

 

                               2.5.   L'Ufficio AI
ha di conseguenza disposto una perizia multidisciplinare a cura del SAM. Dal
referto 28 aprile 2008 (doc. Al 90) risulta che i periti, dopo aver esposto
dettagliatamente l'anamnesi, riportate le indicazioni soggettive e le
constatazioni obiettive, hanno fatto capo a consultazioni specialistiche
d’ordine psichiatrico (dr. __________), reumatologico (dr. __________),
neurologico (dr. __________) e ORL (dr. __________).

                                         Sulla
base delle risultanze dei singoli consulti specialistici, nonché dei
rilevamenti eseguiti durante la degenza presso il SAM, i periti hanno posto le
seguenti diagnosi:

 

" 
(…)

5.1    Diagnosi con influenza sulla capacità
lavorativa:

 

Tinnito auricolare bilaterale grado III.

 

Agorafobia con sindrome da attacchi di panico
(ICD-10 F 40.01).

 

Fobia specifica (ICD-10 F. 40.2) alla guida e sociale.

 

Sindrome depressiva ricorrente, episodio attuale
lieve (ICD-10 F 33.0), con sindrome biologica.

 

Sindrome da somatizzazione (ICD-10 F 45.0).

 

 

5.2    Diagnosi senza influenza sulla capacità
lavorativa:

 

Cefalee di tipo principalmente emicranico, con
possibile componente tensionale.

 

Sindrome pan vertebrale con componente
spondilogena cronica, in:

 

         -    canale
spinale lombare stretto di origine mista, congenito-degenerativa, accentuato in
L4-L5, senza sintomatologia claudicante;

 

         -    disturbi statici del rachide;

 

         -    decondizionamento muscolare:

 

         -    obesità (peso 105 kg per una statura di 176,5 cm).

 

Periartropatia dell'anca des., con:

 

         -    tendenza e iperlassità articolare.

 

Metatarsalgie in:

 

         -    piedi trasverso piatti bilaterali
con dita a martello. (…)" (Doc. AI 90/40-41)

 

                                         L’assicurata
è stata ritenuta inabile al 30% a causa della patologia psichiatrica; per
motivi reumatolgici abile al 100%, ma con rendimento ridotto del 10%, nella
propria professione ma abile al 100% in attività adeguate;  inabile al 20% in
ragione delle affezioni neurologiche ed, infine, inabile al 30% per motivi ORL.

                                         I periti
del SAM, premettendo che “si tratta di un caso molto complesso, con atti
contraddittori, un’anamnesi contraddittoria e quindi una grande difficoltà nel
fare il punto della situazione “, hanno ritenuto le singole incapacità
lavorative non sommabili, ma integrate, valutando al 70% l’abilità lavorativa
medico-teorica globale nell’ultima attività svolta d’impiegata d’ufficio,
addetta alla vendita ecc. ed in qualsiasi altra attività lavorativa e questo dalla
fine di settembre 2005 in avanti (cfr. pp. 53 e 57 della perizia, in doc. AI
90-53 e 57).

                                                                                                                          

                               2.6.   Con il presente ricorso l’assicurata contesta la perizia del SAM, in
particolare la valutazione medico-teorica in ambito ORL e psichiatrico.  

 

                                         L’insorgente
ha evidenziato il peggioramento del tinnito da III a IV grado, con conseguente
incapacità lavorativa di almeno il 50% attestato nella valutazione 11 ottobre
2005 della dr.ssa  __________ (esaminata nella STCA 22 dicembre 2006; cfr. consid.
2.6), nonché il rapporto 8 marzo 2007 del reparto di psicosomatica
dell’Ospedale universitario di __________ in cui è stata valutata un’incapacità
lavorativa del 70% (documento esaminato in sede SAM), per sostenere un’inabilità
lavorativa maggiore di quella riconosciuta dall’Ufficio AI. 

                                         Essa ha
poi fatto riferimento al rapporto 19 novembre 2009 della dr.ssa __________, la
quale ha sostenuto come l’assicurata sia ora inabile al lavoro al 50%,
proponendo a titolo di reinserimento lavorativo un’attività in un ambiente
protetto inizialmente al 50% con un aumento graduale al 70% (doc. AI 119/ doc.
B). 

 

                                         L’insorgente
ha poi prodotto il rapporto 9 febbraio 2010 (doc. C) della psichiatra curante
ed il rapporto 8 febbraio 2010 del dr. __________, specialista in reumatologia
(doc. D). Con annotazioni 23 marzo 2010 i medici del SMR hanno osservato che i
citati due atti medici non evidenziano una modifica dello stato di salute
dell’interessata (X/bis).

                                      

                                         Con
scritto 12 maggio 2010 la ricorrente ha prodotto un ulteriore rapporto della
psichiatra curante, datato 7 maggio 2010. In quel documento la dr.ssa __________ ha attestato un peggioramento delle condizioni psichiche negli ultimi due
mesi, per un’incapacità lavorativa non superiore al 50% (doc. E). 

                                         Al
riguardo, con annotazioni 21 maggio 2010 il SMR ha valutato un possibile
peggioramento dello stato di salute psichico dal marzo 2010 (XVI/bis),
peggioramento che l’Ufficio AI ha evidenziato di non poter tenere in
considerazione essendo subentrato dopo l’emissione della decisione contestata 
(cfr. osservazioni 27 maggio 2010, doc.  XVI).

 

                                         Considerate
le summenzionate contrastanti valutazioni mediche agli atti, al fine di avere
un quadro chiaro dell’evoluzione dello stato di salute e delle ripercussioni
sulla capacità lavorativa dal gennaio 2005 (cfr. STCA 22 dicembre 2006; cfr.
consid. 2.4), questa Corte ha ordinato l’esecuzione di una perizia multidisciplinare
a cura del __________.                

 

                               2.7.
  In data 12 luglio 2011 il __________ ha redatto il rapporto peritale, dettagliato
e completo (XXXIII).

                                         Dallo
stesso risulta che i periti hanno esaminato l’assicurata dal punto di vista
internistico, reumatologico, ORL e psichiatrico. È stata inoltre eseguita
un’indagine neuropsicologica.

                                         Dopo
aver proceduto ad una dettagliata anamnesi, hanno posto le diagnosi che
sostanzialmente corrispondono a quelle evidenziate nella valutazione SAM,
tranne che quella relativa alla patologia psichiatrica. La sindrome depressiva
ricorrente in episodio attuale lieve posta dal SAM è peggiorata in episodio di
media gravità (perizia p. 52).

                                         

                                         Dal punto di vista internistico
non è stata accertata alcuna patologia con influenza sulla capacità lavorativa
(perizia p. 28). 

 

                                         Dal lato reumatologico, il
perito ha sostanzialmente confermato la perizia 6 dicembre 2007 del dr. __________,
come pure le limitazioni fisiche (pp. 32 e 33). La fibromialgia attestata nel
rapporto 8 febbraio 2010 del dr. __________ non è stata invece confermata (p.
33).

 

                                         Per quanto riguarda
l’aspetto ORL, in particolare la problematica del tinnito, partendo da un grado
III lo specialista ha in particolare ritenuto che l’assicurata dovrebbe
lavorare in ambienti silenziosi ma non senza rumore, in un’attività che non
richieda troppa concentrazione, con limitata comunicazione acustica, possibilmente
in dialoghi a due. Egli ha poi precisato che se in queste condizioni
l’interessata possa riprendere una piena capacità lavorativa non dipende dal
tinnito ("… Meines Erachtens sollte die
konkrete Auswirkung des Tinnitus auf den Alltag und die Arbeit bestimmend sein
für die zukünftige berufliche Tätigkeit. So bieten sich ihr Tätigkeiten in
ruhiger, aber nicht geräuschloser Umgebung mit nicht allzu hoher Anforderung an
die konzentrationsfähigkeit und mit eingeschränkter akustischer Kommunikation,
wenn möglich nur in Zwiegesprächen an. Auf dieser Basis sollte die Explorandin
längerfristig eine für sie befriedigende und zumutbare Arbeit gefunden werden.
Ob sie allerdings eine 100 %-ige Arbeitsfähigkeit erlangen wird, hängt nicht
nur vom Tinnitus ab …" (doc. XXXIII, p. 37).   

 

                                         Infine, il perito
specialista in psichiatria ha accertato un tinnito persistente, depressione
ricorrente con episodio medio grave (ICD-10 F32), dolore somatoforme (ICD 10 F 45) e disturbi fobici con attacchi di panico (IDC 10 F 40).  La capacità lavorativa è stata
valutata al 60% e l’assicurata deve evitare di stare in posti affollati, di
avere frequenti contatti con clienti o carichi di lavoro molto pesanti ("…
Bezüglich der Arbeits- und Leistungsfähigkeit der
Explorandin steht heute aus psychiatrischer Sicht das depressive Syndrom
wesentlich im Vordergrund, darüber hinaus  muss allerdings auch die phobische
Symptomatik der Explorandin berücksichtigt werden. Aus psychiatrischer Sicht
erachte die Explorandin heute unter Aufbietung allen guten Willens zu maximal
60 % arbeitsfähig hierbei sollte die Explorandin nicht in grossen
Menschenmengen, mit häufigem Kundenkontakt oder mit hohen Arbeitsspitzen
belastet werden …" (doc. XXXIII, p. 46).
Il peggioramento, conformemente al rapporto 9 febbraio 2010 della dr.ss ____________________,
è stato fatto risalire al febbraio 2010 (p. 58). Il perito ha debitamente motivato
la maggiore capacità lavorativa rispetto a quanto certificato dalla psichiatra
curante (cfr. risposta alla domanda no. 7b, p. 5).

 

                                         In
conclusione, i periti del ZMB hanno concluso per un’incapacità al lavoro
globale del 40% nella sua attività di impiegata di commercio e in altre
attività (risposta alle domande no. 8.2, 8.3 e 8.4, pp. 60 e 61).          

 

                                2.8   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determi-nante che
esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamen-to
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (STFA 26 agosto 2004 nella causa G.S., I
355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U
330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 31; Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18
marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A proposito delle perizie mediche
eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di
evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella
causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA 24 dicembre 1993 nella
causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189). 

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         In
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF
125 V 354).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Per
quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht
im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, p. 230).

 

                                         Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il
giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare
i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA
25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,     U 329/01 e S., U 330/01).

                                         

                                         Infine,
va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto
affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione
dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in
RDAT 2003-II p. 628-629, in particolare la nota 158, nella quale vengono citate
alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 p. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il perito
deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa da
parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri, quali
il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche croniche, la
perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia, il
carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della stessa con
sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a trattamenti
medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve essere fatta in
base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124; STFA del 12 marzo 2004, I
683/03 pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del 23 settembre 2004, I
384/04).

 

                               2.9.   Ritornando
al caso in esame, questo Tribunale non intravvede ragioni che gli impediscano
di far proprie le conclusioni esposte dal __________ nel dettagliato, esaustivo
e convincente  rapporto del 12 luglio 2011. Né del resto le parti hanno
sollevato alcuna critica al riguardo.                     

                                         Va poi rilevato che in
caso di perizia giudiziaria, il giudice - di regola - non si
scosta, senza motivi imperativi dalle conclusioni del perito medico, il cui
ruolo consiste, appunto, nella messa a disposizione della giustizia della
propria scienza medica per fornire un'interpretazione scientifica dei fatti
considerati (DTF 125 V 352 consid. 3b/aa e riferimenti ivi menzionati). 

                                         Il
giudice può disattendere le conclusioni del perito giudiziario nel caso in cui
il rapporto peritale contenesse delle contraddizioni oppure sulla base di una
controperizia richiesta dal medesimo tribunale, che porti a un diverso
risultato (DTF 101 IV 130).

                                         Il
giudice può scostarsene anche nel caso in cui, fondan­dosi sulla diversa
opinione di altri esperti, ritiene di avere sufficienti motivi per mettere in
dubbio l'esattezza della perizia giudiziaria.

                                         

                                         Ne
consegue che, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze della
perizia __________, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati), il TCA ritiene dimostrato con il
grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (DTF 126 V 360; 125 V 195 consid. 2 e riferimenti), che dal febbraio 2010 l’assicurata presenta un’incapacità
lavorativa del 40% nella propria professione di impiegata d’ufficio ed in altre
attività adeguate. 

 

                                         Ora, con
osservazioni 27 luglio 2011 alla perizia __________ l’Ufficio AI ha rilevato
che tale peggioramento è avvenuto dopo l’emanazione della decisione contestata
datata 31 novembre 2009 e che pertanto deve essere valutato nell’ambito di una
revisione della rendita (XXXVII). In effetti, per costante giurisprudenza il
giudice delle assicurazioni sociali esamina la legalità delle decisioni in base
alla situazione di fatto esistente al momento in cui la decisione impugnata è
stata resa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno modificato questa
situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo atto amministrativo (DTF 132 V 215 consid. 3.1.1 p. 220 con riferimenti). Eccezionalmente, il giudice può anche tener conto, per motivi
d'economia procedurale, dei fatti intervenuti posteriormente, a condizione che
questi ultimi siano stabiliti in modo sufficientemente preciso (RCC 1980 p.
263), siano suscettibili di influenzare il giudizio e i diritti procedurali
delle parti, in particolare il diritto di essere sentito, siano ossequiati
(cfr. DTF 130 V 138 consid. 2.1), condizioni che, come verrà indicato nel
prosieguo, nel caso in esame sono date.

 

                                         Per
quanto riguarda il periodo precedente, in merito all’evoluzione della capacità
lavorativa retrospettiva dal 1° aprile 2005 (n.b.: la precedente decisione su
opposizione, oggetto del primo ricorso, è del 20 aprile 2005; cfr. consid.
2.4), i periti del __________ hanno evidenziato:

 

"  (…)

Insgesamt war Verlauf seit 21.04.2005 bis heute
sehr wechselhaft, beschrieben sind Besserungen und auch erhebliche
Verschlechterungen des Gesundheitszustandes, vor allem ab 10/05 als der
Tinnitus der Explorandin als verschlechtert angesehen wurde.

Bereits damals wurde aber auch auf eine nicht HNO-Verursachte
AUF hingewiesen.

Entsprechend kann nur auf die verschiedenen
damaligen ärztlichen Beurteilungen verwiesen werden, dortige Einschätzungen
schwanken zwischen 70% AUF und voller AF. 

Eine medizinisch begründbare Einschätzung der
AF im Verlauf seit 9/2005 bis heute kann mit der notwendigen Sicherheit
retrospektiv nicht angegeben werden, geschätzt wird die durchschnittliche AUF
auf ca. 30-50%. Diese Arbeitsfähigkeit gilt auch
für eine andere geeignete Tätigkeit. (…)" (sottolineatura del
redattore; doc. XXXIII, pp. 57-58)

 

                                         Facendo riferimento al
succitato passaggio, nelle osservazioni 5 settembre 2011 la ricorrente ha
evidenziato:

 

"  (…)

Ora, ritenuto come questo lod. Tribunale abbia, con decisione 22
dicembre 2006 (inc. no. 32.2005.64), accertato il peggioramento del Tinnitus
dal mese di settembre 2005; tenuto contro del fatto che la perizia del SAM non
ha per nulla tenuto in considerazione tale decisione ignorando e
contraddicendo, senza motivazione alcuna, fatti accertati con la stessa;
ritenuto, quindi, come la perizia del SAM, per le motivazioni ampiamente
descritte nel ricorso in data 14 gennaio 2010 (che qui vengono ribadite e alle
quali si rinvia) non possa assurgere a rango di perizia neutra; considerate le
indicazioni dei periti del __________ e di quelli incaricati dalla __________,
alla ricorrente deve essere riconosciuta dal mese di settembre 2005
un'incapacità lavorativa del 50% almeno nella sua attività precedente ed in
altre attività adeguate." (doc. XXXVIII)

 

                                         In primo luogo va fatto presente
che, secondo questa Corte, la perizia __________ non ha sconfessato la
valutazione multidisciplinare del SAM. Certo che in merito alla media
dell’incapacità lavorativa retrospettiva, non potendola quantificare con
sicurezza, i periti del __________ hanno accertato un’evoluzione tra il 30% ed
50% a causa dello stato di salute fluttuante. 

                                         Tuttavia ciò non
giustifica di riconoscere, come sostenuto dalla ricorrente, un’incapacità
lavorativa del 50% dal mese di settembre 2005.

                                         Vero che nella sentenza 22
dicembre 2006 questo TCA aveva rilevato un peggioramento dello stato di salute nel
settembre 2005, dovuto principalmente alla problematica legata al tinnito
(passaggio, secondo la valutazione 11 ottobre 2005 dalla
dr.ssa  __________, dal tinnito di grado III a quello massimo di grado IV).
Questa problematica è stata comunque relativizzata, almeno per quel che
concerne le ripercussioni sulla capacità lavorativa, dal __________. Spiegando
che dalla sola diagnosi di tinnito non si può dedurre un’incapacità lavorativa;
che per la valutazione della capacità lavorativa di tale affezione, in analogia
alle sindromi somatoformi, occorre un esame psichiatrico poiché attualmente al
medico somatico (“Somatiker”) non sono disponibili oggettivi criteri che
permettono di accertare con sufficiente cognizione eventuali limitazioni delle
capacità lavorativa, il perito specialista ha concluso che il peggioramento del
tinnito attestato dalla dr.ssa __________ non può essere confermato e tantomeno
costituire fondamento di ripercussioni sull’abilità lavorativa (“…Desgleichen
ist aus organischer Sicht die von Frau Dr. __________ festgestellte
Verschlimmerung des Tinnitus weder zu begründen noch eine Auswirkung auf di
Arbeitsfähigkeit festzulegen”; p. 57).     

                                         Ricordato che il rilevante
peggioramento (sindrome depressiva in episodio lieve a medio grave), causante
un’incapacità lavorativa del 40%, è stato accertato nel mese di febbraio 2010, secondo
questa Corte va confermata la valutazione del SAM e di conseguenza anche la decisione
30 novembre 2009.

 

                                         Per quel che concerne il
periodo successivo, come già detto, le conclusioni peritali del __________,
sottoposte ad un presa di posizione delle parti in causa, sono rilevanti e per
motivi di economia processuale sono da considerare nel presente giudizio.

 

                                         Visto che dal 1° febbraio
2010 l’assicurata presenta un’incapacità lavorativa del 40% nella propria
attività di impiegata d’ufficio ed in altre attività confacenti, è quindi indicato un raffronto percentuale dei redditi (DTF
114 V 313 consid. 3a e riferimenti; STF 9C_856/2010
del 27 giugno 2011,  I 759/2005 del 21 agosto 2006.). 

                                         In
effetti, per la giurisprudenza se il danno alla salute non è tale – come in
casu in base alle perizie - da imporre un cambiamento di professione, di regola
il giudizio sull’incapacità al guadagno non esprimerà valori superiori
all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché si suppone che
esplicando tutto l’impegno professionale che la restante capacità lavorativa medico-teorica
ancora permette di sviluppare, l’assicurato esprima una capacità di guadagno
della medesima proporzione (RAMI 1993 U 168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b;
STCA del 21 marzo 1995 nella causa S. F., del 31 maggio 1995 nella causa E. D.,
del 7 giugno 1995 nella causa M. Z. e del 26 febbraio 1996 nella causa G).

                                         Pertanto,
il reddito da invalido che essa potrebbe conseguire mettendo a frutto la sua
capacità lavorativa residua corrisponde al 60% del reddito realizzabile senza
il danno alla salute, ciò che apre il diritto ad un quarti di rendita,
trascorso l’anno di attesa ex art. 28 cpv. 1 lett. b LAI, dal 1° febbraio 2011.

                                         In
questo senso il ricorso va accolto e la decisione contestata va annullata         

 

                             2.10.   Ai sensi
dell’art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA e dell’art. 30 Lptca il ricorrente che vince
la causa ha diritto alla ripetibili.

 

                                         Nel caso in esame va fatto presente che da
un punto di vista prettamente formale, l'assicurata non ha vinto la presente causa
giudiziaria, poiché questa Corte, pur avendo accolto ai sensi dei considerandi
il ricorso contro la decisione contestata di rifiuto di prestazioni, ha nella
sostanza confermato, nel risultato, il provvedimento stesso (cfr. STFA I 65/03
del 27 ottobre 2004 consid. 4).  Ne consegue che l’insorgente non ha diritto
alle ripetibili.  

 

                                         Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Vista la
particolarità della vertenza, non si accollano tasse né spese di giustizia.  

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

1.Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

§    La
decisione 30 novembre 2009 è annullata.

                                         §§ RI
1 ha diritto ad un quarto di rendita dal 

                                              1°
febbraio 2011.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti