# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d638593b-fe08-59b8-9778-b00be1ed576f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.04.2014 36.2014.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2014-8_2014-04-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2014.8

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  16 aprile 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

statuendo sul ricorso del 9 gennaio 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 12 dicembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione Ufficio delle
  prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Mediante richiesta 22
dicembre 2012, pervenuta il successivo 27 dicembre al Servizio sussidi
assicurazione malattia dell’Ufficio Prestazioni della Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG a Bellinzona (qui appresso: SSAM), RI 1 (1951),
coniugato, domiciliato a __________ con la moglie __________, assicurato presso
__________ e padre di __________, 1988, studente presso il __________, ha
chiesto di essere posto al beneficio della riduzione del premio
dell’assicurazione contro le malattie (RIPAM qui di seguito) per il 2013 (doc.
1).

 

                                         Con il formulario
prestabilito per la richiesta RI 1 ha prodotto, all’attenzione del SSAM, uno
scritto in cui fornisce spiegazioni sulla sua situazione economica segnalando
di essere stato posto al beneficio del pensionamento anticipato dal 1 aprile
2010 e chiedendo l’applicazione degli art. 30 cpv. 2 LCAMal e 14 cpv. 1 e 3
RLCAMal. L’assicurato ha calcolato la riduzione fissandola in CHF 1'831.--.

 

                               1.2.   Con decisione formale del 31
gennaio 2013 (doc. 2) il SSAM ha riconosciuto un diritto alla riduzione del
premio da attribuirsi unicamente in favore del figlio del richiedente (__________)
limitata ad un importo di CHF 141,60 con l’avvertenza che gli importi inferiori
a CHF 240.-- riconosciuti agli assicurati d’età compresa tra i 18 ed i 25 anni
“non saranno comunicati all’assicuratore malattia”.

 

                                         Il 6 febbraio 2013, verbalmente,
l’assicurato ha chiesto spiegazioni in merito al calcolo. Con scritto del medesimo
giorno (doc. 3) il SSAM ha fornito dettagliate spiegazioni indicando che il
reddito disponibile accertato (RD qui di seguito) nel caso concreto è di CHF
126'347.-- considerato il premio di riferimento ritenibile, il limite di
reddito disponibile per la RIPAM massima e la quota di partecipazione di
finanziamento dei premi, oltre al coefficiente cantonale di finanziamento
l’amministrazione non ha potuto che confermare l’importo di CHF 141,60.

 

                                         Il 1° marzo 2013 RI 1 ha
formalizzato un reclamo alla Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG.
L’assicurato ha contestato il calcolo dell’amministrazione. Considerando
corretto il reddito disponibile di riferimento calcolato il signor RI 1 indica
che il diritto al sussidio richiama l’art. 35 cpv. 2 LCAMal recentemente
modificato (pubblicazione sul FUCT n. 7 dell’8 febbraio 2013) osservando che “la
riduzione massima si estende fino al limite di bisogno che per un’unità di
riferimento di 3 persone ammonta a CHF 35'164.--“. L’assicurato ritiene
quindi che, per l’art. 36 LCAMal, la quota di sussidio debba essere di CHF
1'742.--.

 

                                         Nelle ulteriori
argomentazioni del reclamo il signor RI 1 evidenzia che le norme cantonali
emanate dal Cantone per concretizzare il diritto alla riduzione dei premi
dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie, debbano rispettare
i principi del diritto federale e non possono derogare il diritto federale. In
concreto l’assicurato considera in ogni modo violato il senso e svuotato della
sua portata l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal (doc. 4).

 

                               1.3.   Dopo avere verificato il
calcolo (doc. 5), avere corrisposto con l’assicurato (doc. 6/7) ed avere
ottenuto dallo stesso (con scritto 8 luglio 2013, doc. 9) una serie di
documenti tra cui la decisione di tassazione 2011, l'attestazione di versamento
di contributi personali AVS e di versamento di premi assicurativi contro gli
infortuni, documenti attestanti il pagamento di interessi passivi ad una banca
nonché un conteggio del mese di gennaio 2013 della pensione versata,
l'amministrazione ha rivisto la sua posizione. Eseguita ulteriore verifica dei
calcoli sulla scorta della nuova documentazione presentata (doc. 10 – 14) il
SSAM ha infatti comunicato all’assicurato (il 24 luglio 2013, doc. 15) di avere
annullato la decisione impugnata mediante reclamo e l’intenzione di emanare
ulteriore provvedimento.

 

                                         Il 31 luglio 2013 il SSAM
ha trasmesso all’indirizzo di __________, due nuove decisioni, riferite a due
distinti periodi dell’anno 2013. Per il periodo compreso tra il settembre ed il
dicembre è stato riconosciuto al figlio del ricorrente l’importo di CHF 345,25;
per i primi 8 mesi dell’anno invece CHF 188.-- (doc. 16 e 17). Anche queste
nuove decisioni sono state oggetto di una richiesta di RI 1 relativa alla
giustificazione del calcolo eseguito dall’amministrazione. (doc. 20 del 17
agosto 2013). Quest’ultima ha eseguito dapprima ulteriori verifiche (doc. 18 e
19), ed il 30 agosto 2013 (doc. 21) ha comunicato al ricorrente quanto
richiesto richiamando l’applicazione dell’art. 14 RLCAMal, la determinazione di
un RD di CHF 124'805.--, un limite di reddito di CHF 35'164.--  ed un diritto
confermato per i primi 8 mesi del 2013 di CHF 188.--. Per gli ultimi 4 mesi del
2013 è stato ritenuto invece un reddito di CHF 116'525.--, che ha comportato il
riconoscimento di una RIPAM maggiore (CHF 345,20) ma questo solo in favore di __________.

 

                               1.4.   Mediante reclamo formale del
3 settembre 2013, RI 1 ha contestato puntualmente il calcolo evidenziando come lo
stesso, applicato l’art. 36 LCAMal, sia errato e l’ammontare da riconoscere
maggiore. Nel suo reclamo nuovamente l’assicurato fa valere una violazione del
diritto federale e dell’art. 65 cpv. 1 bis LAMal (doc. 22 di uguale tenore del
doc. 23, i due reclami sono riferiti alle decisioni relative ai 2 periodi in
discussione). A seguito di una richiesta di precisazione l’assicurato ha
fornito alcune spiegazioni così esprimendosi:

 

" (…)

Periodo gennaio – agosto 2013

Con un reddito disponibile di riferimento di Fr. 124'805.--, in
applicazione degli articoli 35 cpv. 2 e 36 LCAMal, e confermati dalle
istruzioni alla pagina 5, un assegno di Fr. 1'254.65.

Periodo settembre – dicembre 2013.

Segnalate un RD di Fr. 116'525.-- e considerate quale
premio medio di riferimento dell'unità di riferimento l'importo dei Fr. 14'342.--
mentre che l'unità di riferimento relativa al periodo sopracitato gode di
un premio medio di riferimento di Fr. 14'724.--.

 

Con un reddito disponibile di riferimento ricalcolato in Fr.
116'143.--,  --, in applicazione degli articoli 35 cpv. 2 e 36 LCAMal, e
confermati dalle istruzioni alla pagina 5, un assegno di Fr. 979.35.
(…)" (doc. 27)

 

                                         Con due distinte decisioni
emanate su reclamo il medesimo giorno (12 dicembre 2013) e trasmesse entrambe
(questa volta) a RI 1 (nella sua veste di rappresentante dell’unità di
riferimento, UR qui di seguito) l’amministrazione ha confermato i provvedimenti
impugnati. La decisione 2013/50483-1 si riferisce ai mesi da gennaio ad agosto
(compreso) 2013, la decisione 2013/50483-2 si riferisce invece al periodo da
settembre a dicembre 2013.

 

                               1.5.   Mediante ricorso del 9/14
gennaio 2014 (doc. I) RI 1 impugna la decisione riferita ai primi 8 mesi del
2013, ossia la decisione no. 2013/50483-1 del 12 dicembre 2013 producendo l’atto
impugnato di cui contesta la fondatezza. Il ricorrente rileva che l’importo di
CHF 188.-- calcolato dalla Cassa non è corretto, questo perché il Gran
Consiglio “ha votato il nuovo art. 36 LCAMal che, con entrata in vigore
retroattiva al 1.1.2013 …, ha conferito la base legale per le calcolazioni
effettuate in precedenza dall’Istituto”. Richiamando poi i suoi precedenti
scritti RI 1 ribadisce che l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal non verrebbe rispettato,
tale norma imponendo una RIPAM pari ad almeno il 50% del premio. RI 1 chiede
che venga quindi riconosciuto un versamento di CHF 702,60 per __________
riferito al periodo corrente dal gennaio all’agosto 2013.

 

                                         L’atto è stato intimato
all’amministrazione il 14 gennaio 2014 con invito a produrre una risposta di causa
e gli atti della procedura (doc. II). Il 27 gennaio 2014 la Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG, Ufficio delle Prestazioni, ha proposto di respingere
il gravame con una dettagliata e puntuale presa di posizione sulla quale si
tornerà, laddove necessario, in corso di motivazione.

 

                                         Il 27 gennaio 2014 (doc.
III) alla parte ricorrente è stato concesso il termine di legge per richiedere
l’assunzione o proporre nuove prove, rispettivamente per esprimersi sulla
risposta di causa. Il termine è decorso infruttuoso. Non sono state acquisite
ulteriori prove.

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il gravame 9/14 gennaio 2014
di RI 1 è adeguatamente motivato e preciso nelle sue contestazioni giuridiche.
Le conclusioni, pur non essendo formulate separatamente dal contesto delle
motivazioni, appaiono in maniera chiara e precisa sicché il ricorso è
ricevibile in ordine.

 

                               2.2.   A norma dell’art. 76 cpv. 1 e
2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),
contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima
legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,
ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono
impugnabili al Tribunale cantonale delle Assicurazioni le decisioni emanate su
reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta.

                                         In concreto la decisione
su reclamo impugnata resa dalla Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG,
Ufficio delle Prestazioni, è del 12 dicembre 2013, il signor RI 1 ha reagito il
successivo 9 gennaio 2014, il ricorso è stato consegnato alla Posta il 13
gennaio 2014 ed è pervenuto al Tribunale cantonale delle Assicurazioni il 14
gennaio successivo. Considerato la consegna alla Posta della decisione
impugnata il precedente 12 dicembre 2013 il ricorso è tempestivo ed il
Tribunale cantonale delle Assicurazioni può esaminarlo nel merito.

 

                               2.3.   Come rilevato nella decisione
13 agosto 2012 in re R. (inc. 36.2012.20) ed ancora nella decisione 21 gennaio
2013 (36.2012.71) con vigenza a partire dall’inizio del 2012 le norme contenute
nella Legge di applicazione della LAMal del 26 giugno 1997 sono state
radicalmente riviste ed il precedente sistema di concessione dei sussidi,
basato su un modello scalare che faceva riferimento all’imponibile cantonale, è
stato sostituito con un sistema che pone alla base il reddito complessivo
contenuto nella decisione applicabile secondo l’annuale decreto del Consiglio
di Stato (art. 40 LCAMal), per definire un reddito disponibile calcolato in
maniera semplificata per la successiva determinazione del diritto alla
riduzione del premio (RIPAM qui di seguito). Le nuove norme tendono a
conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla
realtà sociale e vogliono considerare maggiormente la diversa capacità, in
specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni.
Il sistema adottato non vuole però solo evitare “gli effetti indesiderati”
del precedente ma tende a “tenere conto della reale situazione dell’offerta
assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del
premio medio di riferimento” (PMR qui di seguito) che sostituisce la
nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.

 

                                         Le nuove regole tendono
all’adempimento degli obiettivi di politica sociale cantonale dettati dalla
Laps (Legge sull’armonizzazione ed il coordinamento delle prestazioni sociali
del 5 giugno 2000) e fanno riferimento specifico a tale legge per la fissazione
del fabbisogno minimo che serve a determinare l’entità dell’aiuto sociale.

 

                                         Va ribadito che è il
Cantone che accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) e che le nuove norme mantengono il
principio di concedere la RIPAM, tranne per le particolari situazioni dei
beneficiari di prestazioni complementari AVS ed AI nonché di prestazioni Laps
(art. 42 e 43 LCAMal), a fronte della presentazione di un’istanza scritta (art.
25 LCAMal) accompagnata dalla necessaria documentazione. Per gli assicurati tassati
in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la fine
dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto.

 

                                         Per la determinazione
della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del
premio si deve far capo al concetto di unità di riferimento (UR qui di seguito).
La stessa è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale
(art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi
sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza
stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per
l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché non
coniugate, senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei
redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del
fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.

 

                                         Per quanto attiene al
premio riconosciuto l’art. 28 LCAMal ritiene un premio per ogni assicuratore,
premio che è determinato per ogni possibile categoria di assicurati a norma
dall’art. 61 cpv. 3 LAMal secondo cui per gli assicurati che non hanno ancora
compiuto i 18 anni (minorenni), l’assicuratore deve fissare un premio più basso
rispetto a quello degli assicurati d’età superiore (adulti) ed é legittimato a
fare altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto i 25 anni
(giovani adulti). Il PMR è calcolato a partire dalla media ponderata dei premi
approvati dal Dipartimento federale dell'interno (DFI) considerando una
franchigia ordinaria (e quindi minima di legge) e comprensivo del rischio
infortunio ed è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti e del
numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti
per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il PMR è determinato
annualmente dal Consiglio di Stato per ogni singola categoria di assicurati
prevista dalla LAMal (art. 40 LCAMal).

 

                                         Alla base del diritto alla
riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai
dati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo
anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia
invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento
del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al
periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza viene fissata
sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale
decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o
ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che emerge
dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il
regolamento di applicazione della legge (RLCAMdel 29 maggio 2012,  pubblicato
sul BU il 1 giugno successivo, regolamento che ha sostituito il precedente del
5 aprile 2011 entrato in vigore il 1 gennaio 2012 che a sua volta aveva
abrogato il previgente regolamento del 13 novembre 2007 tranne eccezioni che
qui non giova evocare), all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la
cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo
del reddito di riferimento vengano considerati i valori di sostanza antecedenti
la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o
della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi
e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

 

                                         L’art. 31 LCAMal definisce
il reddito disponibile. Lo stesso è frutto di un calcolo che parte dal reddito
lordo, ovvero la somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la
LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella
tassazione. Contrariamente al diritto previgente non viene più ritenuta
franchigia per la sostanza. Dall’importo così calcolato sono ammesse le precise
e specifiche deduzioni che vedremo nelle considerazioni successive per giungere
al reddito disponibile semplificato (RDS qui di seguito).

 

                                         Per determinare quindi il
parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire
il RDS che si fissa partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di
tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal
Consiglio di Stato, maggiorato della quota parte della sostanza computabile,
dedotti i valori riconosciuti dalla legge in deduzione. L’amministrazione si basa
quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che
consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione
del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario
acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi.

 

                                         Dall’importo del reddito
complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente
riconosciute dall’art. 31 cpv. 2 LCAMal. La legge ha fissato in maniera
esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia
fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della
Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che
riprende il Rapporto 15 settembre 2009 DSS pag. 17). Ci si può domandare quali
criteri abbiano condotto il legislatore ad ammettere determinate spese per
ometterne altre. Il criterio discriminante sembra essere stato quello della
necessità della spesa e del suo vincolo.

                                         La legge annovera in
deduzione il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro
le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PRM, in merito si
veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,
IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali
(secondo la LT ma fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per
interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT ma sino ad un importo
massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto, altri premi assicurativi
(ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e
tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della
LAMal), rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le
deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia
non sono considerate nel testo legale.

 

                               2.4.   Fissato il RDS il nuovo
sistema prevede la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è
accordato l’importo massimo della prestazione sociale, limiti che dipendono
dall’UR ciò che “garantisce l’equità di trattamento orizzontale, perché
tiene conto della reale situazione di reddito della famiglia, che dipende in
primo luogo dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag. 31). Questo
contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di
differenziazione per l’importo massimo della prestazione. La parte del reddito
che supera i limiti superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione
sociale deve, per volontà esplicita del legislatore, essere messa a
contribuzione del pagamento dei premi. In questo caso occorre procedere
mediante un calcolo articolato. In questa costellazione (superamento del limite
di reddito per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo
della RIPAM diminuisce in maniera progressiva e proporzionata a dipendenza
dell’incremento del reddito da computare. La diminuzione é “pari a una
percentuale del reddito che supera il limite che da diritto all’importo
massimo” e “determina la velocità di riduzione della prestazione” (Rapporto DSS pag. 31). Le percentuali
della riduzione variano a seconda della tipologia dell’unità di riferimento.
L’art. 36 LCAMal fissa le seguenti percentuali: 8% (persone sole con figli),
13% (persone coniugate con figli), 20% (persone sole senza figli) e 21% (persone
coniugate senza figli).

 

                                         Su questi aspetti
torneremo ulteriormente nei consid. 2.5 e 2.7 più avanti.

 

                                         Le nuove norme prevedono
poi che l’importo effettivo della riduzione del premio si ottenga moltiplicando
l’importo normativo di riduzione dei premi (definito all’art. 34 cpv. 1 LCAMal
e corrispondente alla somma dei premi medi di riferimento, per categoria ed
assicurato dell’UR) per il coefficiente cantonale che determina l’effettiva
entità del sussidio che lo Stato riconosce all’UR interessata. Il legislatore
aveva inizialmente fissato (all’art. 37 LCAM) il coefficiente cantonale nel
78,5% (a fronte di una proposta del Consiglio di Stato contenuta nel disegno di
legge fissata al 76%, l’aumento essendo dettato dalla volontà di non conseguire
un risparmio con il nuovo modello legislativo). 

                                         Successivamente
all’adozione delle nuove norme il coefficiente cantonale è stato ridimensionato
(ancora prima dell’entrata in vigore delle norme) al 73,5% (a fronte
dell’evolvere dei costi nell’assicurazione malattia e del conseguente aumento
dei premi). La volontà di non penalizzare le fasce di reddito meno abbienti ha
indotto il legislatore, a fronte della richiesta dell’esecutivo di abbassare il
coefficiente al 70% (Messaggio 6689 del 27 settembre 2012), a modulare il
coefficiente di finanziamento (Rapporto 6689R sul Messaggio 27 settembre 2012
relativo alla modifica della LCAMal: adeguamento coefficiente cantonale nella
riduzione dei premi, datato 4 dicembre 2012 concretizzato nella modifica di
legge approvata il successivo 8 febbraio 2013, BU 7/2013). Per il 2013 quindi
il coefficiente di finanziamento cantonale è determinato nel 73.5% per le unità
di riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà del
limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della Laps e del
70% per le altre unità di riferimento.

 

                               2.5.   Determinato quindi il RDS
riferito all’istante, e quindi dopo avere dedotto dal reddito lordo le spese
vincolate riconosciute, l’importo va raffrontato ad un limite determinato dalla
legge mediante richiamo dei principi contenuti nella Laps, cifra variabile a
dipendenza della dimensione dell’UR. Come indicato nel considerando precedente
se il RDS risulta inferiore al valore limite l’UR beneficia dell’importo
massimo del sussidio. Se invece è superiore a questo limite (come rammenta il
Rapporto 6264 dell’8 giugno 2010 pag. 4) “una percentuale fissa del reddito
che eccede tale soglia dovrà essere destinata al finanziamento dei premi,
mentre il resto costituirà la prestazione del Cantone. Man mano che il reddito
aumenta la prestazione cantonale si riduce, fino ad arrivare a zero. Il limite
di reddito fino al quale è riconosciuto il diritto ad una prestazione massima è
stato definito nella legge alla metà del fabbisogno minimo in base alla Laps,
ciò senza il computo della pigione”. 

 

                                         Il valore limite per il
riconoscimento della massima RIPAM era pari al fabbisogno determinato secondo
l’art. 10 Laps. Dal 2013 è invece unicamente del 50% di detto valore. Per l’anno
2013 il Consiglio di Stato aveva introdotto la novità a livello del regolamento
(art. 48 RLCAMal) senza però averne le competenze in assenza di una valida
delega legislativa (art. 84 LCAMal, che l’art. 48 RLCAMal cita espressamente,
rispettivamente all’art. 40 LCAMal). Il valore è stato finalmente modificato
con un ritocco dell’art. 35 cpv. 2 LCAMal. Più avanti vedremo come questa
modifica, senza parallelo adeguamento dell'art. 36 LCAMal, causasse difficoltà
di interpretazione che hanno comportato, in una procedura trattata da questo
Tribunale cantonale delle Assicurazioni nel 2013 (inc. 36.2013.28 in re M.V.
sfociata nella decisione del 5 dicembre 2013 impugnata al TF ma da questi
dichiarata inammissibile per ragioni formali), delicata istruttoria ed
emanazione di una decisione di principio. Il limite di reddito disponibile di
riferimento, valido a partire dal 1 gennaio 2013, per la determinazione
dell'importo normativo massimo di riduzione dei premi LAMal si estende quindi fino
al limite di fabbisogno, senza computo della pigione.

 

                                         Nelle decisioni di questo
Tribunale cantonale delle Assicurazioni riferite al sussidio 2012 (STCA
36.2012.71 relativa al qui ricorrente ed a lui nota; 36.2012.20 in re M. del 13
agosto 2012 nonché 36.2012.14 del 3 settembre 2012 in re F. pubblicata in RTiD 2013 I pag. 44 e segg. no. 11) questa Corte ha evidenziato che
l’art. 10 Laps fissa nel seguente modo la soglia di intervento:

 

	
  a) per il titolare
  del diritto:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per la persona sola

  
	
  b)
  per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente alla metà del limite minimo previsto dalla legislazione sulle
  prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

  
	
  c)
  per la seconda e la terza persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il primo figlio

  
	
  d)
  per la quarta e quinta persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il terzo figlio

  
	
  e)
  per la sesta e ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di
  riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il quinto figlio.

  

 

2Per limiti minimi secondo
la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende:

a)    fr. 16’540.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a);

b)    fr.  
8’270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);

c)    fr.  
8’680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);

d)    fr.  
5’787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);

e)    fr.  
2’893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

 

3I limiti dell’art. 10 cpv.
2 vengono adeguati contemporaneamente ai limiti della legislazione sulle
prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura dell’incremento deciso
dall’autorità federale per le prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         Il legislatore ha –
tramite la Laps – accostato i valori di calcolo della LCAMal a quelli della
legislazione in materia di prestazioni complementari, non senza dimenticare
infatti che una fetta importante dei beneficiari della riduzione del premio
dell’assicurazione obbligatoria delle cure è parallelamente beneficiario di PC
(e gode di trattamento di favore per le modalità di ottenimento della
riduzione).

                                         Con riferimento al cpv. 3
dell'art. 10 Laps va ricordato come  l’Ordinanza 09 del Consiglio Federale
datata 26 settembre 2008 sugli adeguamenti all’evoluzione dei prezzi e dei
salari nell’AVS/AI/IPG prevedeva un incremento del 3,2% rispetto
all’anno precedente mentre l’incremento dell’Ordinanza 11 è dell’1.8%
(art. 3 cpv. 2). Quest’ultima percentuale altro non è che l’arrotondamento del
tasso percentuale tecnico calcolato nel’1,7543%. La giurisprudenza ha
chiarito, alla luce della comunicazione acquisita presso l’UFAS (lettera 24
luglio 2012 destinata alla Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG,
Bellinzona) che “l’aumento percentuale reale delle rendite non corrisponde
al tasso indicato dal CF che non viene quindi letteralmente applicato
dall’amministrazione. Gli importi delle rendite subiscono infatti un
arrotondamento. Nell’ambito della RIPAM la Cassa ha applicato il tasso
percentuale tecnicamente calcolato dal raffronto degli importi” delle
rendite vecchiaia singole minime (STCA 36.2012.33 del 4 settembre 2012
riassunta in RTiD 2013 I pag. 63 e 64 no. 12 e STCA 36.2012.71 del 21 gennaio
2013 relativa al qui ricorrente, consid. 2.7.). Analogamente occorrerà
procedere con l’Ordinanza 13 del Consiglio Federale datata 21 settembre 2012
sugli adeguamenti all’evoluzione dei prezzi e dei salari nell’AVS/AI/IPG che
prevede un incremento (arrotondato) dello 0,9% ma che in realtà assomma allo
0,86209, rebus sic stanti bus, per i sussidi del prossimo anno (2014). Per
quanto attiene alla RIPAM 2013, correttamente, l’amministrazione ha evidenziato
che occorre ritenere gli adeguamenti sino e compreso il 2012 (art. 18 RLCAMal).

 

                                         Nel caso di specie
l’importo è stato correttamente cifrato dalla Cassa in complessivi CHF
35’164.--, pari agli importi riportati nella norma citata in precedenza aumentati
in virtù delle percentuali appena riprese (ci si riferisca alla STCA
36.2012.71, consid. 2.7. in fine in particolare). Il ricorrente non ha
contestato l’importo ritenuto dal SSAM.

 

                               2.6.   Nel caso di
specie la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG si è scostata dalla
decisione di tassazione del ricorrente poiché questi si è ritirato dalla vita
attiva professionale ponendosi al beneficio della pensione anticipata. Il SSAM
ha quindi accertato, in conformità alla documentazione prodotta dallo stesso
ricorrente, rendite per complessivi CHF 84'047 ed altri introiti (riportati su
base annua) per complessivi CHF 101'491.--. Questo importo è stato maggiorato
della quota di sostanza da ritenere sulla scorta della decisione di tassazione
ultima a disposizione e cresciuta in giudicato (art. 14 cpv. 3 Reg LCAMal) pari
a CHF 46'627.-- che corrisponde ad 1/15 di CHF 681'381.-- cui si assomma la
sostanza di __________ per un importo di CHF 1'202.--. Da questo importo vanno
dedotti i premi medi d’assicurazione riconosciuti con il DE 3 ottobre 2012 (RL
6.4.6.1.6.) fissati in CHF 4'908.-- per il signor RI 1 e
per la moglie ed in CHF 4'525.-- per il figlio _________ per un totale di
14'341.-- (la Cassa ha riconosciuto la deduzione di un franco in più:
14'342.--). Il SSAM ha ammesso poi la deduzione dei contributi obbligatori ed
interessi passivi per ulteriori CHF 8'971.-- per giungere ad un reddito
disponibile di riferimento di CHF 124'805.-- che supera decisamente il limite
di reddito che consente l’attribuzione del sussidio massimo (come visto: CHF
35'164.--). Quanto eseguito dall’amministrazione è dunque corretto e va
confermato.

 

                               2.7.   La Cassa ha determinato
l’importo che l’UR deve mettere in concreto a contribuzione per il pagamento
dei premi in applicazione dell’art. 36 LCAMal. La norma prevede letteralmente
quanto segue:

 

" Oltre il
limite di cui all’art. 35, la parte di reddito supplementare da destinare al
finanziamento dei premi è definita come segue: 

"  

a)   persone sole
senza figli: 20% del RD che supera il 50% del limite di cui all’art. 35; 

b)   persone sole
con figli: 8% del RD che supera il 50% del limite di cui all’art. 35; 

c)   persone
coniugate senza figli: 21% del RD che supera il 50% del limite di cui all’art.
35; 

d)   persone
coniugate con figli: 13% del RD che supera il 50% del limite di cui all’art.
35."

 

                                         Come hanno evidenziato le
parti nei loro allegati il tenore di questa norma è stato cambiato nel corso
dell’anno 2013. Come rammenta la nota posta in calce alla norma nella sua
pubblicazione nella RL (e recante il n. 77) l’articolo di legge è stato
modificato dalla legge del 25 novembre 2013 con sua entrata in vigore
retroattiva al 1 gennaio 2013 (BU 2014, 9). Il tema della retroattività di
questa norma e comunque del RD che supera il 50% del limite di cui all’art. 35
LCAMal è stato oggetto di approfondita analisi nella STCA 36.2013.28 in re V.M.
del 5 dicembre 2013 dove questa Corte ha evidenziato quanto segue:

 

" In merito
al tema che si pone in concreto relativo alla interpretazione delle norme dell'art.
35 e 36 LCAMal va ricordato, come ha fatto il TF nella sentenza 12 dicembre
2011 8C_311/2011 (pubblicata in DTF 138 V 50 e segg.) al considerando 4 che, di
principio, la legge va interpretata secondo il suo senso letterale. Se il testo
non è chiaro e se più interpretazioni sono possibili occorre ricercare la
volontà reale del legislatore. (…)

L'interpretazione del testo di legge ha quale scopo quello di
determinare con precisione il senso della regola. Il compito del giurista in
genere e del giudice, che deve applicare le norme, è quello di stabilire a
quale situazione di fatto concreta la norma – con le conseguenze in essa
contenuta – debba applicarsi:

 

Non si dimentichi che il giudice non é semplicemente “la bocca che
ripete le parole della legge” (Montesquieu, L’ésprit des lois, 1777, Libro XI
capitolo VI) ma deve provvedere ad interpretare le norme, a comprenderne senso,
portata, applicabilità alla situazione concreta che gli si presenta di fronte.

 

Per ciò fare il giudice deve partire dal senso letterale e quindi
dall'espressione utilizzata dal legislatore. Il primo metodo interpretativo è,
infatti, quello grammaticale che costituisce 

l' "Ausgangspunkt jeder Auslegung"
(Häfelin/Haller/Keller, op.cit. n° 91).

 

La giurisprudenza federale, su questo aspetto, è chiara:

 

" Ausgangspunkt jeder Auslegung bildet der
Wortlaut der Bestimmung. Ist der Text nicht ganz klar und sind verschiedene
Interpretationen möglich, so muss nach seiner wahren Tragweite gefragt werden
unter Berücksichtigung aller Auslegungselemente. Abzustellen ist dabei
namentlich auf die Entstehungsgeschichte der Norm und ihren Zweck sowie auf die
Bedeutung, die der Norm im Kontext mit anderen Bestimmungen zukommt. Die
Gesetzesmaterialien sind zwar nicht unmittelbar entscheidend, dienen aber als
Hilfsmittel, um den Sinn der Norm zu erkennen." (DTF 131 II 697 e 4.1.)

 

In effetti dal testo chiaro usato dal legislatore ci si può
scostare soltanto

 

" wenn triftige Gründe dafür bestehen, dass
er nicht den wahren Sinn der Bestimmung wiedergibt. Solche triftigen Gründe
können sich aus der Entstehungsgeschichte, aus dem Sinn und Zweck der
Vorschrift und aus dem Zusammenhang mit anderen Normen ergeben."
(Häfelin/Haller/Keller, op.cit., 4° 92).

 

In questo senso la giurisprudenza del TF che in DTF 131 II 217
ss., pag. 221 consid.  2.3 rileva:

 

" Nach der Rechtsprechung darf die Auslegung
vom klaren Wortlaut eines Rechtssatzes nur dann abweichen, wenn triftige Gründe
dafür bestehen, dass er nicht den wahren Sinn der Bestimmung wiedergibt. Solche
triftigen Gründe können sich aus der Entstehungsgeschichte, aus dem Sinn und
Zweck der Vorschrift und aus dem Zusammenhang mit anderen Gesetzesbestimmungen
ergeben. Entscheidend ist danach nicht der vordergründig klare Wortlaut einer
Norm, sondern der wahre Rechtssinn, welcher durch die anerkannten Regeln der
Auslegung zu ermitteln ist. Auch Bundesgesetze sind einer Auslegung wider den
Wortlaut zugänglich. Art. 191 BV setzt dem nur insoweit Schranken, als er
verbietet, vom klaren Wortlaut und vom Sinn und Zweck einer Vorschrift
abzugehen, um diese in den Rahmen der Verfassung zu stellen. Der Wortlaut
allein aber stellt kein Hindernis dar, selbst wenn er klar ist. Bestehen
triftige Gründe dafür, dass er den wahren Rechtssinn einer Vorschrift - die
ratio legis - nicht wiedergibt, ist es nach dem Gesagten zulässig, von ihm
abzuweichen und die Vorschrift entsprechend zu deuten, insbesondere dann, wenn
der  wahre Rechtssinn entgegen dem Wortlaut
verfassungskonform erscheint (BGE 111 Ia 292 E. 3b S. 297; BGE 131 II 13 E.
7.1, mit Hinweisen)."

 

Nell'ambito dell'interpretazione grammaticale il punto di partenza
del giudice, come indicato, è il testo legale stesso, ciò che comprende anche
l'eventuale marginale. Per l'interpretazione di norme federali si fa capo alle
redazioni nelle diverse lingue nazionali con il rilievo che alcuna ha la
priorità sulle altre (Häfelin/Haller/Keller, op.cit., n° 95 e DTF 125 UI 402).

 

L'attività interpretativa del giudice deve quindi considerare,
oltre il testo normativo, e nella misura in cui lo stesso non sussidi
pienamente, anche la sistematica della regola. La cosiddetta "systematische
Auslegung" ossia la determinazione della portata e del senso preciso
della norma alla luce della sua relazione con le altre norme del corpo
legislativo in discussione.

Un esempio illuminante di questo metodo interpretativo è
consegnato dalla giurisprudenza in DTF 105 Ib 225 consid. 3b con cui, nella
trattazione di un caso di acquisizione della cittadinanza, il concetto di
domicilio è stato collegato dal TF non alla LCit stessa (art. 36) ma all'art.
23 CCS. Il TF così si è espresso in merito all'uso della sistematica della
legge:

 

" Eine systematische Betrachtung des
Bürgerrechtsgesetzes ergibt, dass es unter I. den "Erwerb und Verlust (des
Schweizer Bürgerrechts) von Gesetzes wegen" und unter II. den "Erwerb
und Verlust durch behördlichen Beschluss" regelt. II.A. trägt den Titel:
"Erwerb durch Einbürgerung". Unter diesem Titel werden in den Art. 12
bis 41 die folgenden Materien behandelt: "a. Ordentliche
Einbürgerung" (Art. 12-17), "b. Wiedereinbürgerung" (Art.
18-25), "c. Erleichterte Einbürgerung" (Art. 26-31) und "d.
Gemeinsame Bestimmungen" (Art. 32-41). Beim Art. 36 BüG handelt es sich
demnach um eine gemeinsame Bestimmung des Erwerbs durch Einbürgerung. Aufgrund
ihrer Stellung im Gesetz kann diese Bestimmung daher lediglich auf die
ordentliche Einbürgerung, die Wiedereinbürgerung und die erleichterte
Einbürgerung Anwendung finden, nicht aber auf den Erwerb und Verlust des
Bürgerrechts von Gesetzes wegen (so auch OSWALD/STEINER, Bundesgesetz über
Erwerb und Verlust des Schweizer Bürgerrechts, Zürich 1953, S. 35; BURGER, Die
erleichterte Einbürgerung, Diss. Bern 1971, S. 60).  Anders
verhielte es sich, wenn sich diese Bestimmung am Anfang oder an Schluss des
Gesetzes unter dem Titel "Gemeinsame Bestimmungen" befinden
würde.Eine andere Frage ist, ob der Gesetzgeber mit der in Art. 36 BüG
verwendeten Formulierung "als Wohnsitz im Sinne dieses Gesetzes
gilt..." die Bedeutung der Bestimmung weiter fassen wollte, als es deren
Stellung im Gesetz nahelegen würde; diese Frage kann indessen nicht mit der
systematischen Auslegungsmethode beantwortet werden."

 

Per la determinazione del senso della norma il giudice può
ricorrere all'interpretazione storica od all'interpretazione teleologica ossia
la "Zweckvorstellung, die mit einer Rechtsnorm verbunden ist"
(Häfelin/Haller/Keller, op.cit. n° 120).

 

Secondo i medesimi autori:

 

" Der Wortlaut einer Norm soll nicht
isoliert, sondern im Zusammenhang mit den Zielvorstellungen des Gesetzgebers betrachtet
werden. Dabei ist aber nicht allein der Zweck, den der historische Gesetzgeber
einer Norm gegeben hat, massgeblich; vielmehr kann sich der Zweck einer Norm in
gewissem Rahmen wandeln und von zeitgebundenen historischen Vorstellungen
abheben. Die teleologische Auslegung kann sich also je nach Fall sowohl mit der
historischen wie auch mit der zeitgemässen Auslegung verbinden. (…)Immer aber
muss der Zweck in der Norm selbst enthalten sein; unzulässig ist es, normfremde
Zwecke in die Norm hineinzulegen." (op.cit. n° 121 e 122)

 

Per un esempio di questa modalità di interpretazione si faccia
riferimento alla DTF 117 Ia 387 consid. 3 dove il TF era confrontato con
l'interpretazione dell'art. 6 CEDU con riferimento all'esclusione del pubblico
dalla sala del processo penale. In quella sentenza la nostra Alta Corte ha
ritenuto come un passaggio del testo dalla norma non fosse felicemente espresso
andando conseguentemente ad esaminare quali fossero gli intendimenti e la
volontà del legislatore.

 

La dottrina ci ricorda anche, per questa modalità di
interpretazione delle norme, che

 

" Auch bei der teleologischen Auslegung ist
der Ausgangspunkt stets der Wortlaut der auszulegenden Norm. Jedoch kann gemäss
der ständigen Rechtsprechung des Bundesgerichts vom Wortlaut abgewichen werden,
wenn triftige Gründe für die Annahme vorliegen, dass der Wortlaut nicht dem
Sinn der Norm entspricht. Gerade bei der Auslegung gegen den Wortlaut kommt der
Besinnung auf den Zweck einer Gesetzesbestimmung eine vorrangige Bedeutung zu."
(Häfelin/Haller/Keller, op. cit., n. 124)

 

L'Alta Corte ammette un'interpretazione teleologica che si scosta
dal testo legale in casi rari ed in situazioni particolari; lo ha fatto nella
sentenza DTF 131 II 217 in materia di LAVI dove ha considerato che, contrariamente
al testo della legge concernente l'aiuto alle vittime di reati, le prestazioni
ricevute dalla vittima a titolo di risarcimento del danno materiale devono
essere dedotte dall'indennità anche quando siano già state considerate nel
calcolo dei redditi determinanti secondo la legge federale sulle prestazioni
complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità.

 

La dottrina tende ad evidenziare comunque che questi casi sono
rari e debbano rimanere l'eccezione, essendo possibile provvedere in tal modo:

 

" wenn der Zweck eindeutig feststeht und
diesem Zweck innerhalb der rechtlichen Regelung eine grosse Bedeutung zukommt. (Häfelin/Haller/Keller,
op. cit., n. 126)

 

Nel caso concreto la modifica di una norma (art. 35 cpv. 2 LCAMal),
cui rimanda l'art. 36 LCAMal, e l'assenza di una modifica di quest'ultima
norma, rilevato poi l'ulteriore rinvio dell'art. 35 cpv. 2 LCAMal all'art. 10
Laps in uno con l'interpretazione data dall'amministrazione in concreto, 
impongono una verifica del senso della norma e della sua applicabilità
concreta.

 

(…)

 

Per chiarire il motivo per il quale, a fronte della modifica
legislativa posta in essere come descritto, la Cassa abbia  applicato la
percentuale dell'art. 36 LCAMal al reddito che supera il 50% del limite Laps e
non invece l'intero reddito determinato come impone l'art. 35 cpv. 2 LCAMal, il
Tribunale cantonale delle Assicurazioni – come descritto nelle considerazioni
relative ai fatti – ha dapprima interpellato la Cassa (il 7 agosto 2013 doc. IX)
e quindi indetto un’udienza e sentito, il 3 ottobre 2013, i responsabili della
Cassa (doc. XVIII).

 

Alla luce degli accertamenti svolti può essere qui ritenuto come
il legislatore abbia modificato l'art. 35 cpv. 2 LCAMal che, per la RIPAM
riferita all’anno 2013, ha il seguente tenore:

 

B.  Limite di reddito per la riduzione massimo di premio

 

Art. 35

Il limite di reddito disponibile di riferimento per la
determinazione dell'importo normativo massimo di riduzione dei premi LAMal è
differenziato a dipendenza della dimensione dell'unità di riferimento.

Esso si estende fino al limite di fabbisogno, senza computo
della pigione, ai sensi della legge sull'armonizzazione e il coordinamento
delle prestazioni sociali (Laps) del 5 giugno 2000.

 

Il legislatore non ha invece modificato in alcun modo l'art. 36
LCAMal per l'anno 2013, mentre l’esecutivo ha proposto soltanto il 24 settembre
2013 con Messaggio 6851 (doc. XVIII/2) una modifica “formale” (come ricordato
dal Direttore della Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG in corso
dell’udienza del 3 ottobre 2013) della norma rapportando le percentuali
dell’art. 36 LCAMal (tutte) al reddito disponibile che supera “il 50% del
limite di cui all’art. 35”. L'estensione del reddito disponibile (calcolato
in maniera semplificata) che conferisce il diritto alla RIPAM massima, secondo
il modificato art. 35 cpv. 2 LCAMal, assomma all'intero importo determinato
conformemente all'art. 10 cpv. 3 Laps. La Cassa ritiene però, in caso di
superamento di detto limite, che il RDS che va messo a contribuzione per pagare
il premio è quello che supera il 50% dell'importo dell'art. 10 Laps. Questa
interpretazione delle norme (art. 36 in relazione con l'art. 35 cpv. 2 LCAMal),
emergerebbe, secondo la Cassa, con sufficiente chiarezza dalla documentazione
prodotta dall'amministrazione stessa ed annessa al doc. XIII, e meglio come
evocato nello scritto 9 aprile 2013 del Consiglio di Stato alla Commissione
della gestione e delle finanze del Gran Consiglio (doc. XIII/4) con cui si
indica come:

 

" Coerentemente con la volontà del Parlamento di formalizzare i
miglioramenti decisi dal Consiglio di Stato per i bassi redditi nel settore
della riduzione di premio (cioè per gli assicurati con un reddito disponibile
inferiore o uguale al 100% del limite di fabbisogno minimo, senza computo della
pigione, ai sensi della Laps), si è modificato l'art. 35 cpv. 2 LCAMal (vedi
rapporto CGF del 4 dicembre 2012 n. 6689R, capitolo 2.2) che è entrato in
vigore il 1° gennaio 2013. In  considerazione dei semplici rinvii alla
disposizione modificata contenuti nell'art. 36 LCAMal, quest'ultima norma
avrebbe dovuto essere oggetto, per motivi di tecnica legislativa, di un
contestuale e conseguente adeguamento." (doc. XIII/4)

 

Come indicato, ad oggi e comunque per l'anno 2013, una tale
modifica, che la Cassa ritiene formale, non è stata attuata. Ne discende che,
da un profilo prettamente letterale, per l'art. 35 cpv. 2 LCAMal il limite
massimo per l'ottenimento della massima RIPAM si estende fino al limite di
fabbisogno (senza computo della pigione) fissato dalla Laps mentre in virtù
dell'art. 36 LCAMal i redditi che vanno "Oltre il limite di cui
all'art. 35" devono contribuire al pagamento del premio e vanno
considerati, secondo precise percentuali, e portati in deduzione dell'importo
del sussidio. Il giudice delegato ha chiesto spiegazioni in merito alla Cassa,
e la stessa, nel suo scritto 30 agosto 2013 (doc. XIII), ha evidenziato che: 

 

" (…)

La
volontà del Consiglio di Stato, della Commissione della gestione e delle
finanze del Gran Consiglio e del Parlamento non è mai stata quella di
modificare la formula di calcolo della RIPAM per le persone con un reddito
disponibile superiore al 100% del limite di fabbisogno minimo, senza pigione,
ai sensi Laps, rispetto a quella in vigore per la RIPAM dell'anno 2012.
(…)" (doc. XIII)

 

Vista la lacunosa spiegazione e la divergenza in essere tra testo
legislativo e l’interpretazione dello stesso da parte dell'amministrazione che
ha ritenuto la volontà del legislatore, come emergerebbe dagli annessi prodotti
con lo scritto doc. XIII (in particolare dai calcoli eseguiti all’attenzione
della Commissione della Gestione e delle finanze del Gran Consiglio scritto 27
novembre 2012 CDS/Commissione Gestione doc. XIII/2), il Tribunale cantonale
delle Assicurazioni ha voluto approfondire il tema indicendo l'udienza del 3
ottobre 2013. In quella sede è stata evidenziata la reale volontà del
legislatore relativa alla modifica dell’art. 35 cpv. 2 LCAMal e l’influenza
della stessa sull’art. 36 LCAMal; ciò che si ritrova nel Messaggio 6851 del 24
settembre 2013 (doc. XVIII/2) relativo (anche) alla modifica (formale)
dell'art. 36 LCAMal e quindi della volontà in esso contenuta di rendere
letteralmente conforme il testo legale alla  volontà del Parlamento, e prima ancora
del Governo, di non estendere eccessivamente il riconoscimento della RIPAM
allargando la cerchia dei beneficiari ma aiutando maggiormente gli assicurati
più bisognosi. Tale volontà emerge chiaramente dai dibattiti parlamentari
avvenuti il 17 dicembre 2012 (doc. XVIII/1) in particolare relativi alla
modifica del coefficiente di finanziamento cantonale del sussidio. In specie
negli interventi dei deputati Gianora, Guidicelli e del Direttore del DSS
Beltraminelli, anche se in maniera non esplicita. Il senso e la portata delle
norme in questione appare anche dallo scritto 27 novembre 2012 del Consiglio di
Stato destinato alla Commissione della gestione, e da questa integrato nelle
sue proposte, da cui emerge, in maniera implicita nei calcoli e nelle cifre proposte,
la fissazione del limite del 50% del RD oltre il quale le percentuali dell’art.
36 LCAMal iniziano ad applicarsi se il RD superiore al fabbisogno (doc.
XIII/2). 

 

Nel rapporto di maggioranza del 12 novembre 2013 della Commissione
della gestione e delle finanze del Gran Consiglio sul già citato Messaggio n.
6851 figura la seguente indicazione:

 

" Si tratta di un adeguamento formale, già anticipato a questa
Commissione dal Consiglio di Stato con la sua corrispondenza del 9 aprile 2013
(vedi risoluzione governativa n. 1658 del 9 aprile 2013), che essa interessa
l'art. 36 LCAMal e che corrisponde alla volontà politica espressa da questa
Commissione con il suo rapporto del 4 dicembre 2012 sul messaggio n.
6689."

 

Anche nel Rapporto di minoranza del 12 novembre 2013 della
Commissione della gestione e delle finanze, tale modifica formale viene
approvata:

 

" La modifica formale che interessa l'art. 36 LCAMal e che corrisponde
alla volontà politica espressa dal Parlamento con l'approvazione del rapporto
del 4 dicembre 2012 sul messaggio n. 6689 è approvata anche dalla minoranza
commissionale e può entrare in vigore secondo le indicazioni governative."

 

Questo Tribunale non può esimersi dal criticare il fatto che una
divergenza tra lettera della norma e volontà del legislatore sia stata lasciata
in essere per tutto il 2013, creando dubbi interpretativi che in un ambito così
delicato e sensibile socialmente, non debbono essere lasciati. 

 

La conclusione cui è pervenuta la Cassa, e quindi
l'interpretazione delle norme secondo la reale volontà del legislatore, va
confermata in questa sede e deve prevalere. L’interpretazione della norma
secondo la (sufficientemente chiara) volontà del legislatore deve quindi essere
ammessa e condivisa. In effetti l’art. 35 cpv. 2 LCAMal, applicabile ai sussidi
2013, prevede che la RIPAM massima venga concessa a coloro che hanno un RDS
inferiore (o uguale) fabbisogno secondo l'art. 10 Laps  (senza computo della
pigione) mentre l'applicazione della riduzione del sussidio per la doverosa messa
a contributo del reddito secondo le percentuali dell'art. 36 LCAMal deve
iniziare con il superamento del 50% del fabbisogno se il RD superiore al
fabbisogno stesso. Con questa interpretazione la manifestata volontà di aiutare
i meno favoriti è effettivamente conseguita nonostante la stessa non si sia
riverberata in una norma chiara ed esplicita.

L'interpretazione secondo la volontà del legislatore palesa quindi
l'intenzione di favorire i redditi più modesti riuscendo comunque a coniugare
un contenimento della spesa complessiva e deve qui prevalere anche se ciò, come
ammesso dal Direttore della Cassa sentito in corso dell’udienza del 3 ottobre
2013, comporta la reintroduzione di una soglia di reddito che il legislatore
intendeva, con il primordiale progetto di legge, eliminare (rispetto al diritto
previgente) con l’adozione di un modello lineare. Questa reintroduzione di un
effetto soglia va anche a contraddire la volontà iniziale di conseguire una
uguaglianza orizzontale tra gli assicurati. Più che la coerenza del sistema e
la sua linearità, nel ragionamento mal espresso (e meglio: non esplicito) del
legislativo, è prevalso il desiderio di aggiustamento del sistema per favorire
i redditi più modesti evitando però parallelamente  una crescita (che sarebbe stata
significativa economicamente) della spesa complessiva. Si pensi infatti che
l'applicazione delle norme secondo il loro senso letterale avrebbe causato al
cantone una maggiore spesa “di diversi milioni di franchi” (doc. XVIII pag.
3) difficilmente sopportabile per casse esauste come quelle ticinesi.

 

Come indicato la coerenza del sistema viene intaccata
dall’introduzione di un effetto soglia le cui conseguenze sono facilmente
desumibili dall’esempio seguente: se una UR dispone di un RDS sino a CHF 26'052.--
(che per l’ipotesi di due adulti coniugati e senza figli costituisce il tetto
del fabbisogno Laps) beneficia dell’importo massimo della RIPAM (normativo)
pari ai valori dei PMR cumulati dall’UR ossia CHF 9'816.--. Se invece lo stesso
nucleo dispone di un reddito superiore di un solo franco deve mettere a
contribuzione la somma che esorbita il 50% del RDS. Nel nostro esempio con un
RDS di CHF 26'053.--, la RIPAM ammonta a: 

 

{9'816 – [26'053 – 50% (26'052) x 21%]} = CHF 7'080.35

 

Quindi un solo franco di RDS superiore al fabbisogno pieno
comporta una diminuzione reale della RIPAM (normativa) di CHF 2'735.65 rispetto
a quella massima. Non è certo questa soluzione che rispetta i precetti di
linearità, proporzionalità, ed equità orizzontale (oltre che verticale) esposti
nel messaggio che ha accompagnato le norme entrate in vigore il 1° gennaio
2012; nonostante ciò questo Tribunale ritiene di dovere interpretare le norme
in questione secondo la volontà che il legislatore ha manifestato in maniera
sufficientemente chiara."

 

                                         Da quanto precede discende
che la modifica della norma intervenuta con la legge del 25 novembre 2013, ed
avente effetto retroattivo al 1° gennaio 2013, non ha fatto altro che
ratificare l’interpretazione della norma stessa eseguita dalla giurisprudenza
di questo TCA.

 

                               2.8.   Visto quanto precede occorre
allora verificare il calcolo dell’amministrazione partendo dal RD fissato in
CHF 124'805.-- e secondo la formula correttamente riportata
dall’amministrazione nella sua decisione a p. 6. I premi medi di riferimento
(che sono stati indicati in precedenza con la differenza di CHF 1.-- in favore
del ricorrente) assommano a CHF 14'342.-- (recte: 14'341.--), il limite del
reddito che consente l’attribuzione della RIPAM massima è di CHF 35'164.-- (come
indicato nelle considerazioni che precedono) e la quota di partecipazione al
finanziamento è determinata dall’art. 36 litt. d LCAMal nel 13%. Il
coefficiente cantonale di finanziamento è determinato secondo l’art. 37 cpv. 1
litt. b LCAMal nel 70%. Il valore che ne risulta deve essere rapportato ad 8
mesi su 12 dell’anno. Il calcolo dell’amministrazione si rivela corretto e va
pienamente condiviso.

 

                               2.9.   Nelle sue motivazioni il
ricorrente lamenta il fatto che le norme cantonali di applicazione non rispettino
la preminenza del diritto federale come impone l’art. 49 Cost. Fed. siccome non
gli concederebbero il 50% dell’importo del premio del figlio __________ come
impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal.

 

                             2.10.   In merito alla natura del
diritto cantonale che regola la RIPAM va ribadito qui che, per volontà del
legislatore chiara (come i TF ha indicato ripetutamente: a titolo d’esempio si
vedano le DTF 136 I 220; 131 V 202 e 125 V 183 rispettivamente 124 V 298 nonché
le DTF 8C_612/2013 e 8C_614/2013 del 30 dicembre 2013) le regole cantonali non
debbono violare la preminenza del diritto federale. In DTF 136 I 220 consid.
6.1. il TF così si esprime:

 

" Der Grundsatz der derogatorischen Kraft des Bundesrechts nach Art.
49 Abs. 1 BV schliesst in Sachgebieten, welche die Bundesgesetzgebung
abschliessend regelt, eine Rechtsetzung durch die Kantone aus. In Sachgebieten,
die das Bundesrecht - wie bei der Prämienverbilligung - nicht abschliessend
ordnet, dürfen Kantone nur solche Vorschriften erlassen, die nicht gegen Sinn und
Geist des Bundesrechts verstossen und dessen Zweck nicht beeinträchtigen (ZBl
109/2008 S. 311, 2P.229/2006 E. 3). Die kantonalen Bestimmungen über die
Prämienverbilligung müssen sich somit an Sinn und Geist des KVG halten und
dürfen den mit der Prämienverbilligung angestrebten Zweck nicht vereiteln (BGE
122 I 343 E. 4a S. 349; GEBHARD EUGSTER, Krankenversicherung, in: Soziale
Sicherheit, SBVR Bd. XIV, 2007, S. 764 Rz. 1071; URS CH.
NEF, Die Prämienverbilligung in der Krankenversicherung, in: LAMal - KVG, Recueil
de travaux en l'honneur de la société suisse de droit des assurances, 1997, S.
489)."

 

                                         In
sostanza il legislatore federale ha concesso ai cantoni di determinare il
concetto di condizioni economiche modeste dell’art. 65 cpv. 1 LAMal. Con
l’introduzione del cpv. 1 bis della medesima norma il legislatore federale ha
voluto imporre ai cantoni unicamente di versare importi incidenti e
sufficientemente significativi per favorire non solo gli assicurati viventi in
disagio economico ma anche per le famiglie di ceto medio. La definizione del
concetto di condizione economica modesta è stato lasciato, anche in questa
costellazione, sempre alla legislazione cantonale. Nel Messaggio di
accompagnamento della modifica legislativa qui in discussione (pubblicata in FF
2004 3869) e nella bozza di legge (FF 2004 3895) il Consiglio federale aveva
proposto di cambiare radicalmente il sistema di riconoscimento e versamento
delle riduzioni dei premi. Il progetto non è stato però seguito da Parlamento e
ne è rimasta la norma discussa dal ricorrente che, come detto, impone solo che
per i redditi medi e bassi i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi
dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione. Come indicato però
la definizione di questi redditi medi e bassi il cantone è pienamente autonomo.
Il sistema scelto in Ticino prevede in sostanza di andare oltre ai limiti
fissati nel diritto federale poiché il modello voluto è un sistema che calcola
in base a percentuali ed i valori che decrescono quanto più aumenta il reddito
a disposizione. In sostanza anche per le classi di reddito che non possono
francamente essere considerate medie, tra le quali non può non essere
annoverato il ricorrente alla luce del significativo reddito, dell’importante
sostanza e della pochezza degli oneri ipotecari in uno con un significativo
valore locativo, viene ammesso il versamento di un importo a sussidio del
pagamento del premio LAMal. In fondo il cantone avrebbe potuto limitare ad
importi di reddito e sostanza inferiori la definizione di “redditi medi”
escludendo situazioni economiche quali quella del ricorrente che aderisce
maggiormente alla definizione di condizione economica agiata. Si ricorda qui
che, in virtù delle previgenti norme cantonali, la sostanza detenuta dal ricorrente
sarebbe stata preclusiva del diritto a percepire qualsiasi aiuto statale.

 

                             2.11.   Alla luce di quanto precede,
il ricorso va respinto senza carico di tassa di giustizia e spese al ricorrente
e senza il carico di ripetibili. Le vie di ricorso contro il presente giudizio
sono indicate nel dispositivo.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano tasse e
spese e non si attribuiscono ripetibili in questa sede.

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti