# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3fb6888e-8bb1-5beb-bc53-c60356739850
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2007-04-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.04.2007 D-1670/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1670-2007_2007-04-23.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1670/2007
{T 0/2}

Sentenza del 23 aprile 2007 

Composizione: Giudici Valenti, Haefeli e Lang
Cancelliere Poretti

A._______, _______, Nigeria, 
Ricorrente

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,
Autorità inferiore

concernente

la  decisione  del  28  febbraio  2007  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
allontanamento ed esecuzione dell'allontanamento / N _______

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

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Ritenuto in fatto: 

A. Il richiedente ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 5 febbraio 2007. Ha 
dichiarato, nella sostanza e per quanto qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 13 
e 21 febbraio 2007), d'essere fuggito dalla Nigeria perché, al suo rifiuto d'accettare 
la  carica  di  nuovo  capo  di  una  setta  occulta  locale,  sarebbe  stato  aggredito  e 
picchiato  nonché minacciato  di  morte.  Non avrebbe sporto denuncia  in quanto i 
menzionati problemi non sarebbero presi a carico dalle forze dell'ordine.

B. Il  28  febbraio  2007,  l'UFM non è entrato  nel  merito  della  succitata  domanda ai 
sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 
142.31).  L'autorità  inferiore ha pure pronunciato l’allontanamento dell'interessato 
dalla Svizzera nonché l’esecuzione dell’allontanamento medesimo siccome lecita, 
esigibile e possibile. 

C. Il  5  marzo  2007,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  citata  decisione  dell'UFM.  Ha  chiesto 
l’annullamento della decisione impugnata e la conseguente entrata nel merito della 
domanda d’asilo. Ha altresì presentato una domanda di dispensa dal versamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

Considerato in diritto:

1. Il  TAF decide definitivamente  in  merito  ai  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31 e art.  33 lett.  d  della  legge sul  Tribunale  amministrativo 
federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32)], art. 105 cpv. 1 LAsi e art. 83 lett. 
d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

2. V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni 
d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48 e all'art.  52 della  legge federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021) nonché all'art. 108a LAsi.

3. Nella decisione impugnata, l'UFM ha osservato che il ricorrente non ha presentato 
alcun documento di viaggio o d'identità e non ha addotto alcun motivo suscettibile 
di giustificare la mancata consegna di un simile documento. L'esibito certificato di 
nascita, emesso da un ospedale, non sarebbe un documento ai sensi di legge in 
quanto  privo  di  fotografia  e  non  emesso  da  un'autorità  statale.  Non  avrebbe 
pertanto lo scopo d'identificare la persona ivi menzionata. L'UFM ha inoltre ritenuto 
siccome  manifestamente  inconsistenti  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo 
rese  dall'interessato.  In  particolare,  non  avrebbe  saputo  fornire  indicazioni 
concrete  e  precise  in  merito  alla  setta  ed  al  suo  precedente  capo  nonché 
all'aggressione  che  avrebbe  subito.  Secondo  l'autorità  inferiore  non  sarebbero 
inoltre necessari degli ulteriori chiarimenti né ai fini dell'accertamento della qualità 
di rifugiato né dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento. 

4. Nel  ricorso,  l'insorgente  fa  valere  che  il  certificato  di  nascita  esibito  dev'essere 
considerato  sufficiente  ai  fini  della  sua  identificazione,  come  peraltro  ritenuto 
nell'accordo  di  riammissione  tra  Svizzera  e  Nigeria.  Peraltro,  sarebbero  pure 

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necessari degli ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento della qualità di rifugiato 
o dell'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento sulla scorta 
delle  convincenti  dichiarazioni  da  lui  rese  in  corso  di  procedura  (in  caso  di 
rimpatrio  rischierebbe  d'essere  ucciso).  L'UFM  non  avrebbe  dunque  potuto 
pronunciare una decisione di non entrata nel merito.

5. Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una domanda d’asilo 
se il richiedente non consegna alle autorità alcun documento di viaggio o d’identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda. Giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 
2 lett.  a non si applica se il  richiedente può rendere verosimile di non essere in 
grado, per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 
48 ore dalla  presentazione della  domanda (lett.  a),  se la  qualità  di  rifugiato  del 
ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in base agli art. 3 e 7 LAsi (lett. 
b), o se l'audizione rileva che sono necessari ulteriori chiarimenti per accertare la 
qualità  di  rifugiato  o  l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontana-
mento (lett. c). 

5.1 Il TAF osserva che il ricorrente non ha tempestivamente presentato documenti di 
viaggio o d'identità ai sensi di legge, benché l'UFM l'abbia invitato ad esibirli  sin 
dal 5 febbraio 2007. Bisogna altresì convenire con l’autorità inferiore che egli non 
ha fornito valide giustificazioni per la mancata esibizione di siffatti documenti. Non 
v’è,  infatti,  ragione  di  ritenere  che  se  il  ricorrente  avesse  effettuato  dei  seri  e 
concreti tentativi per procurarsi tempestivamente simili documenti, questi tentativi 
non avrebbero potuto avere esito favorevole, ritenuta segnatamente la presenza di 
stretti  parenti  in patria.  La censura giusta la quale il  certificato di nascita esibito 
sarebbe un documento valido ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi è priva di ogni 
e benché minimo fondamento, a prescindere dalla questione di sapere quale tipo 
di documento possa essere rilevante ai sensi di detta norma. In effetti, il certificato 
di  nascita  esibito  è  manifestamente  inautentico.  Non  è  infatti  possibile  che  un 
certificato di nascita che sarebbe stato emesso il _______ del 1983 menzioni un 
indirizzo  di  posta  elettronica  del  fornitore  di  servizi  Internet  B._______.  Non  è 
altresì possibile che detto documento sia un duplicato, come allegato in sede di 
prima istanza, considerato che non vi è apposta la data in cui sarebbe intervenuta 
tale operazione,  ma comporta unicamente un timbro in originale con la data del 
_______  1983.  Il  certificato  di  nascita  in  esame  è  dunque  confiscato  ai  sensi 
dell'art.  10  cpv.  4  LAsi.  Peraltro,  ritenuto  che  l'insorgente  non  ha  fatto  valere 
persecuzioni statuali, avrebbe potuto e dovuto, usando della necessaria diligenza, 
rivolgersi ad una rappresentanza nigeriana all'estero per ottenere un documento ai 
sensi di legge. Inoltre, se un richiedente non aveva motivi validi per giustificare la 
mancata  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità  in  procedura  di  prima 
istanza,  non  vi  è  motivo  d’annullare  la  decisione  di  non  entrata  nel  merito 
quand’anche  avesse  a  presentare  un  siffatto  documento  in  sede  di  ricorso  (v. 
Giurisprudenza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia 
d'asilo [GICRA] 1999 n. 16). 

5.2 Il  TAF  rileva,  altresì,  che  il  ricorrente  non  ha  presentato  argomenti  o  prove 
suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui 
all’impugnata  decisione,  delle  allegazioni  decisive  presentate.  Le  stesse 
s'esauriscono,  in effetti,  in mere affermazioni di parte,  non corroborate da alcun 
elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel 

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provvedimento  litigioso  e  cui  può  essere  rimandato  (art.  109  cpv.  3  LTF  in 
relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF e all'art. 4 PA). Basti ancora rilevare che il 
racconto dell'insorgente è insussistente pure a causa della quasi totale assenza di 
riferimenti temporali precisi.

5.3

5.3.1 Ritenuta  l'inconsistenza  manifesta  delle  citate  allegazioni  decisive  (v. 
considerando  5.2  del  presente  giudizio),  non  v'è  neppure  necessità  d'ulteriori 
accertamenti  ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo.

5.3.2 Per i medesimi motivi, non emergono altresì neppure elementi da cui dedurre che 
l’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente possa violare l'art. 25 cpv. 2 della 
Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 
101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 14a cpv. 
3 della  legge federale concernente la dimora e il  domicilio  degli  stranieri  del  26 
marzo 1931 (LDDS, RS 142.20) o esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato di  trattamenti  contrari  all'art.  3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

5.3.3 Per  il  resto,  può  essere  lasciata  indecisa  la  questione  di  sapere  se  per 
impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi  dell'art  32  cpv.  3  lett.  c 
LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto nazionale (riguardanti l'esigibilità e 
la  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto 
internazionale  pubblico  (esaminati  al  precedente  considerando  5.3.2).  In  effetti, 
anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile  d'imporre  degli 
ulteriori  chiarimenti,  ritenuto altresì che il  ricorrente non ha indicato nel gravame 
che tipo d'accertamenti sarebbero ancora necessari.

5.3.4 Premesso  ciò,  con  riferimento  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento 
riconducibili  all'art.  14a  cpv.  4  LDDS,  s'osserva  che  in  Nigeria  non  vige 
attualmente  una situazione di  guerra,  guerra  civile  o violenza generalizzata  che 
coinvolge  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Da 
questo  profilo,  gli  accadimenti  di  cui  al  recente  fine  settimana  elettorale  non 
giustificano un diverso apprezzamento. Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe e ha 
dell’esperienza  professionale.  Peraltro,  non  emerge  dagli  atti  di  causa  che  egli 
soffra  di  problemi  di  natura  medica  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia 
dell’esecuzione dell’allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24).  In 
siffatte  circostanze,  l’autorità  inferiore  ha rettamente  ritenuto  siccome adempiti  i 
presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive 
possibilità per l’insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Nigeria.

5.3.5 Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  (art.  14a  cpv.  2  LDDS).  Peraltro,  usando  della  dovuta 
diligenza,  il  ricorrente  potrà  procurarsi  ogni  documento  necessario  al  rimpatrio. 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

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6. Da quanto esposto,  discende che in materia  di non entrata nel merito il  ricorso, 
destituito  d’ogni  e benché  minimo fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

7. Il  ricorrente  non adempie  le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM avrebbe dovuto 
astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2, art. 
44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni 
procedurali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

8. L'esecuzione  dell'allontanamento  è  lecita,  esigibile  e  possibile  per  le  ragioni 
indicate al consid. 5.3.

9. Di  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell’allontanamento il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

10. Il ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura semplificata (art. 111 
cpv. 1 e 3 LAsi). 

11. Il  TAF  avendo  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  d’esenzione  dal 
versamento dell’anticipo a copertura delle presumibili spese processuali è divenuta 
senza oggetto. 

12. Visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soccombenza, 
sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del 
regolamento  sulle  tasse  e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo federale dell'11 dicembre 2006 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

6

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

2. La domanda di dispensa dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto.

3. Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente.

4. Il certificato di nascita del _______ 1983 è confiscato. 

5. Comunicazione: 

- al ricorrente (plico raccomandato)

- all'autorità inferiore (in copia, n. di rif. N _______; allegato: incarto UFM)

- al C._______ (in copia)

Il Giudice: Il Cancelliere:

Vito Valenti Marco Poretti

Data di spedizione: