# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0e08dad3-ad6c-5b36-8ea3-2487d89cb28c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.05.2006 12.2006.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2006-96_2006-05-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2006.96

  	
  Lugano

  8 maggio 2006/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Epiney-Colombo e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa -inc. n. OA.2005.332
della Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1- promossa con petizione 3
maggio 2005 da

 

	
   

  	
   AP 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO 1  

   

  

con cui
l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 27'000.-
oltre interessi, e che il Segretario assessore con decreto 11 aprile 2006 ha
stralciato dai ruoli per mancato versamento, nei termini, dell’anticipo per
tasse e spese di giudizio;

 

visto lo
scritto 3 maggio 2006 dell’attrice;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che con
la petizione in rassegna l’attrice ha chiesto la condanna della convenuta al
pagamento di fr. 27'000.- oltre interessi;

 

                                         che, dopo
aver respinto con decreto 10 febbraio 2006 la (nuova) istanza di assistenza
giudiziaria presentata dall’attrice, il Segretario assessore, con ordinanza 14
marzo 2006, ha assegnato a quest’ultima un termine di 20 giorni per versare
l’importo fr. 350.- quale anticipo della tassa di giustizia e delle spese,
precisando a quel momento che l’infruttuosa decorrenza del termine avrebbe
comportato lo stralcio della causa; 

 

                                         che con
decreto 11 aprile 2006 egli, preso atto che l’attrice non aveva dato seguito
alla richiesta di anticipo delle tasse e delle spese giudiziarie, ha senz’altro
stralciato dai ruoli la petizione;

 

                                         che con
lo scritto 3 maggio 2006 che qui ci occupa, l’attrice, dopo aver rammentato le
disavventure che l’avevano indotta ad inoltrare la presente causa, conclude
adducendo “che non c’è proprio nulla da stralciare !”;

 

                                         che lo
scritto in questione, sempre che possa effettivamente essere considerato un
appello da sottoporre all’autorità di ricorso e non invece un semplice sfogo
all’indirizzo del Segretario assessore, destinatario della missiva, può
senz’altro essere evaso già nell’ambito dell’esame preliminare dell’art. 313bis
CPC senza necessità di intimarlo alla controparte per eventuali osservazioni;

 

                                         che
giusta l’art. 11 cpv. 1 LTG il giudice può chiedere a chi è tenuto ad
anticipare le spese -ovvero all’attore o all’istante, oppure, in caso di
appello o ricorso, all’appellante o al ricorrente (art. 9 cpv. 2 LTG)- fissando
un termine da dieci a trenta giorni, di anticipare le spese giudiziarie presumibili,
ritenuto che per spese giudiziarie ai sensi della normativa s’intendono sia la
tassa di giustizia, sia le indennità ai testimoni, ai periti, ai traduttori ed
agli interpreti, le trasferte, le spese di bollo e, in genere, tutti i
disborsi, nonché le spese di cancelleria secondo un tariffario allestito dal
Dipartimento di giustizia (art. 2 LTG);

 

                                         che in
virtù dell’art. 12 cpv. 1 LTG se l’anticipazione non è fornita nel termine
fissato, la petizione, l’istanza o il ricorso sono stralciati dal ruolo, salvo,
se del caso, la continuazione di un’azione riconvenzionale;

 

                                         che nel
caso di specie l’attrice, pur avendo dichiarato di non condividere il giudizio
di stralcio intimatole, non indica in alcun modo per quale motivo quella
decisione sarebbe errata e dovrebbe pertanto essere riformata, dal che
l’irricevibilità del gravame (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC);

                                         che
l’impugnativa, fosse anche stata ricevibile, sarebbe stata in ogni caso
infondata nel merito;

 

                                         che in
effetti il querelato giudizio è perfettamente corretto e legittimo, essendo
pacifico che, dopo la reiezione della richiesta di assistenza giudiziaria
decretata dal primo giudice con decisione ormai cresciuta in giudicato,
l’attrice non ha assolutamente provveduto ad anticipare quanto richiestole con
ordinanza 14 marzo 2006, con l’esplicita comminatoria dello stralcio della
causa;

 

                                         che,
stante la particolarità della fattispecie, non si prelevano né tassa di
giustizia, né spese;

 

                                         

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Lo scritto/appello 3 maggio 2006 di AP 1 è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano né tasse, né spese. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -     

  -    

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Lugano, Sezione 1

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario