# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 240969f4-9cf0-5a40-a295-e84210de5cdc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-08-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.08.2017 D-3795/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3795-2016_2017-08-16.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-3795/2016 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 6  a g o s t o  2 0 1 7  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Jean-Pierre Monnet, Claudia Cotting-Schalch,  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A.________, nato il (…), 

con la moglie 

B.________, nata il (…), 

ed il figlio 

C.________, nato il (…), 

Siria,   

tutti patrocinati dall'avv. Ergin Cimen,  

Studio legale,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza allontanamento);  

decisione della SEM del 13 maggio 2016 / N (…). 

 

 

D-3795/2016 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a Gli interessati, cittadini siriani, di religione cristiana e confessione siro-

ortodossa nonché di etnia assira hanno vissuto nel quartiere al-Wusta di 

al-Qamishli (arabo) rispettivamente Qamişlo (curdo) nella provincia di  

al-Hasaka (arabo) rispettivamente Hesiçe (curdo) fino all'espatrio avvenuto 

il 6 settembre 2015. Il 13 ottobre 2015 A.________ e B.________ sono en-

trati in Svizzera ed hanno depositato domanda d'asilo il medesimo giorno 

(cfr. verbale di audizione del 19 ottobre 2015 di A.________, pagg. 3 seg.; 

verbale d'audizione sulle generalità del 19 ottobre 2015 di B.________, 

pagg. 3 seg.). Il figlio C.________ li ha raggiunti in Svizzera ed ha deposi-

tato domanda d'asilo il 3 novembre 2015 (cfr. verbale d'audizione sulle ge-

neralità di C.________ del 10 novembre 2015, pag. 2 seg.). 

A.b Sentito sui motivi d'asilo, A.________ ha dichiarato di essere espa-

triato in ragione della situazione di guerra. Egli temeva costantemente i 

bombardamenti e gli scontri e che il figlio fosse arruolato dai curdi. In oc-

casione di un'esplosione mentre si recava al lavoro il richiedente è stato 

ferito. Infine, egli ha allegato di temere delle persecuzioni a causa della sua 

confessione. In particolare, a Capodanno, nel quartiere cristiano di al-Wu-

sta dove abitava con la famiglia un individuo si sarebbe fatto esplodere 

causando la morte di 13 persone. Tre giorni dopo in un episodio analogo 

suo genero sarebbe rimasto ferito (cfr. verbale d'audizione sui motivi d'asilo 

del 2 maggio 2016 di A.________, Q25 segg.).  

A.c La moglie B.________, sentita separatamente ha fatto valere gli stessi 

motivi del marito ed in particolare le pressioni da parte dei curdi che arruo-

lavano i giovani cristiani e li mandavano al fronte, così come i timori dovuti 

alla presenza di Jabhat al Nusra e dello "Stato Islamico". L'interessata ha 

indicato di non aver avuto personalmente problemi né con i gruppi terrori-

stici, né con i curdi, né con le autorità siriane (cfr. verbale d'audizione sulle 

generalità del 19 ottobre 2015 di B.________, pagg. 3 seg.; verbale d'au-

dizione sui motivi d'asilo del 2 maggio 2016 di B.________, Q20 segg.).  

A.d Il figlio C.________ Sentito in merito ai motivi della sua domanda d'a-

silo, l'interessato ha dichiarato di essere espatriato a causa della guerra e 

per timore di essere arruolato dai curdi (cfr. verbale d'audizione sui motivi 

d'asilo di C.________ del 2 maggio 2016, Q18). 

D-3795/2016 

Pagina 3 

A.e Gli interessati hanno depositato a sostegno della domanda d'asilo i loro 

passaporti siriani originali. 

B.  

Con decisione del 13 maggio 2016, notificata ai richiedenti in data 19 mag-

gio 2016 (cfr. risultanze processuali), la Segreteria di Stato della migra-

zione (SEM, già Ufficio federale della migrazione, UFM) ha respinto la suc-

citata domanda d'asilo, mentre ha ritenuto attualmente non ragionevol-

mente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento verso la Siria concedendo 

loro l'ammissione provvisoria. 

C.  

In data 17 giugno 2016 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

20 giugno 2017) gli interessati sono insorti contro detta decisione dinanzi 

al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) chiedendo, in 

via preliminare di procedere ad uno scambio di scritti, ossia di concedere 

alla SEM la facoltà di inoltrare una risposta al ricorso ed ai ricorrenti la pos-

sibilità di replicare. Nel merito, hanno concluso all'accoglimento del ricorso 

con contestuale riconoscimento della qualità di rifugiato e conseguente an-

nullamento dei punti 1, 2, 3 e 6 del dispositivo della decisione impugnata. 

Hanno altresì presentato istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia e del re-

lativo anticipo. 

A sostegno dell'atto ricorsuale, gli insorgenti hanno prodotto i seguenti do-

cumenti: 

– una copia della decisione impugnata (all. A) e il tracciamento dell'invio 

raccomandato (all. B); 

– un articolo del 25 agosto 2014 intitolato "ONU: in Iraq ISIS compie puli-

zia etnica e religiosa" (all. C); 

– un articolo in lingua francese del 30 agosto 2014 intitolato "La situation 

humanitaire en Syrie continue de s'aggraver, prévient Valerie Amos" 

(all. D); 

– un articolo in lingua inglese del 16 giugno 2016 intitolato " UN condemns 

Isis genocide against Yazidis in Iraq and Syria" (all. E); 

– un articolo in lingua inglese del 16 giugno 2016 intitolato "UN: ISIL com-

mitting genocide against Yazidis" (all. F); 

D-3795/2016 

Pagina 4 

– un articolo in lingua francese del 5 aprile 2016 intitolato "Dans le désert 

syrien, l'EI s'est acharné sur un monastère symbole de coexistence" 

(all. G); 

– un articolo dell'11 aprile 2016 intitolato "Siria, patriarca denuncia strage 

di cristiani per mano dei jihadisti dell'Is" (all. H); 

– un articolo del 6 gennaio 2016 intitolato "Siria. A Qamishli attentato con-

tro i siriani" (all. I); 

– un articolo in lingua inglese del 31 dicembre 2015 intitolato "Twin suicide 

bombs in northeast Syria kill or wound dozens – Kurds, monitoring 

group" (all. L); 

– una copia della procura del 1° giugno 2016. 

D.  

Con scritto spontaneo del 30 giugno 2016 gli insorgenti hanno aggiornato 

il Tribunale in merito alla situazione dei cristiani in Siria allegando i seguenti 

documenti: 

– un articolo del 26 febbraio 2015 intitolato "Siria, almeno 15 uccisi tra I 

rapiti Distrutti I villaggi cristiani assiri" (all. M); 

– un articolo in lingua inglese del 14 gennaio 2016 intitolato "The <Islamic 

State> release 16 Assyrian kidnapped about year ago" (all. N); 

– un articolo in lingua inglese del 23 febbraio 2016 intitolato "For a ran-

som, The <Islamic State> closes the Assyrians citizens' file who were 

abducted from villages in the countryside of Tal Tamr" (all. O); 

– un articolo del 31 dicembre 2015 intitolato "Siria, duplice attentato kami-

kaze: decine di vittime" (all. P); 

– un articolo in lingua inglese del 31 dicembre 2015 intitolato "More cau-

salties rise the number of al-Qameshly bombings victims to 18" (all. Q); 

– un articolo in lingua inglese del 25 gennaio 2016 intitolato "15 causalties 

and injuries at least in an explosion at Al-Qameshly city center" (all. R); 

– un articolo del 19 giugno 2016 intitolato "Attentato in Siria" (all. S); 

D-3795/2016 

Pagina 5 

– un articolo in lingua inglese del 19 giugno 2016 intitolato "6 killed woun-

ded by Suicide attack in Qamishli" (all. T); 

– un articolo in lingua inglese del 19 giugno 2016 intitolato "Suicide attack 

targets the Patriarch Ignatius Ephrem II" (all. U). 

E.  

Con scritto spontaneo del 2 agosto 2016 gli insorgenti hanno allegato un 

articolo in lingua inglese del 23 maggio 2016 intitolato "ASIA/SYRIA – Yet 

another attack with three victims in the area of Qamishli inhabited by Chri-

stians" nel quale viene riportato l'attacco avvenuto al quartiere siriano di al-

Wusta il 21 maggio 2016. A seguito di tale episodio il nipote di A.________ 

è rimasto ferito (cfr. certificato medico del 28 maggio 2016).  

F.  

Il Tribunale, con decisione incidentale del 12 settembre 2016, ha accolto 

l'istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese di giustizia e del relativo anticipo ed ha nel 

contempo trasmesso un esemplare del ricorso e copia degli scritti succes-

sivi con i relativi allegati alla SEM invitandola a presentare una risposta al 

ricorso.  

G.  

Con risposta del 23 settembre 2016 l'autorità inferiore ha proposto la reie-

zione del gravame. 

H.  

In data 21 ottobre 2016 gli insorgenti hanno riferito di un nuovo attacco ter-

roristico da parte dell'ISIS avvenuto ad al-Qamishli il 27 luglio 2016. 

I.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la legge sull'asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 

LAsi). Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, 

in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

D-3795/2016 

Pagina 6 

dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rien-

tra tra dette autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una deci-

sione ai sensi dell'art. 5 PA. 

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un inte-

resse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi 

contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono soddisfatti.  

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non 

è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni 

giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti 

(cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

Preliminarmente, essendo stati i ricorrenti posti al beneficio dell'ammis-

sione provvisoria per inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento con 

decisione del 13 maggio 2016 e non avendo censurato la pronuncia dell'al-

lontanamento, oggetto del litigio in questa sede risulta pertanto essere 

esclusivamente la decisione riguardante il rifiuto della loro domanda d'a-

silo. 

4.  

La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni 

della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accor-

dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera. Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono ri-

fugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza, sono espo-

ste a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, appar-

tenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, 

ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi. Sono pre-

giudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità 

D-3795/2016 

Pagina 7 

fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psi-

chica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei 

motivi di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase 

LAsi). 

5.  

5.1 Nella querelata decisione la SEM ha anzitutto considerato che la situa-

zione di guerra in Siria non sarebbe rilevante in materia d'asilo. In secondo 

luogo, per quanto riguarda la questione di un'eventuale persecuzione col-

lettiva dei cristiani in Siria l'autorità inferiore ha rilevato che in Siria, stato 

laico, la percentuale di cristiani sull'insieme della popolazione sarebbe sti-

mata attorno al dieci per cento. In linea di massima la popolazione cristiana 

residente nelle zone controllate dal governo siriano non avrebbe motivo di 

temere persecuzioni di natura prettamente religiosa. Nelle zone cadute in 

mano ai ribelli sarebbero invece rimasti pochissimi cristiani anche se tale 

esodo non sarebbe da ricondurre in primis a persecuzioni per motivi reli-

giosi. Ad ogni modo, i cristiani residenti nelle zone controllate dall'opposi-

zione avrebbero possibilità molto limitate di praticare la loro fede nelle 

chiese. Sebbene il governo e l'opposizione tentino di ottenere il supporto 

da parte della comunità cristiana, la maggior parte dei cristiani manterrebbe 

una posizione neutra, riuscendo ad ottenere un accomodamento con en-

trambi a seconda della regione di residenza. Tornando quindi alle situa-

zione nelle zone controllate dal regime di al-Assad, la SEM ha riportato che 

vi sarebbero effettivamente evidenze quanto all'esistenza di singoli casi di 

cristiani caduti nel mirino delle autorità siriane per aver sostenuto l'opposi-

zione. Ella ha rilevato come tuttavia il carattere di tale persecuzione sa-

rebbe di tipo politico e non religioso e ha concluso pertanto che non vi sa-

rebbero gli estremi per riconoscere una persecuzione sistematica dei cri-

stiani da parte delle autorità della Repubblica Araba di Siria. 

Diversa sarebbe la situazione della comunità cristiana residente nelle re-

gioni controllate dal sedicente "Stato Islamico" laddove giungerebbero evi-

denze circa l'esistenza di conversioni forzate di non-musulmani, soprattutto 

di cristiani e iazidi e di imposizione di particolari tasse a sfondo religioso, il 

tutto corroborato dal divieto di praticare in pubblico una religione non mu-

sulmana. In ragione di ciò quasi tutti i cristiani residenti in tali regioni sareb-

bero fuggiti verso altre regioni della Siria. Il terrore non colpirebbe soltanto 

le minoranze religiose, bensì anche importanti gruppi islamici sunniti e 

sciiti. 

Ad ogni modo non si avrebbero dati attendibili riguardo al numero di vittime 

dello "Stato islamico" né vi sarebbero indicatori di esecuzioni pubbliche di 

D-3795/2016 

Pagina 8 

cristiani. Le vittime di esecuzioni pubbliche sarebbero piuttosto combattenti 

di gruppi ribelli avversi o di attivisti politici che avrebbero opposto resi-

stenza. In generale, in Siria sarebbero inoltre avvenuti pochissimi assassini 

di cristiani per motivi religiosi. Per queste ragioni, secondo la SEM, la si-

tuazione dei cristiani in Siria e quindi la minaccia che pesa su di essi varie-

rebbe da una regione all'altra. Solo una piccola parte dei cristiani sarebbe 

stata vittima di abusi. Le condizioni per il riconoscimento di una persecu-

zione collettiva della popolazione cristiana non sarebbero pertanto soddi-

sfatte. 

5.2 Con ricorso, richiamati e precisati i fatti esposti in corso di procedura 

come pure i fatti circa l'andamento della guerra civile in Siria, gli insorgenti 

contestano l'irrilevanza ritenuta dalla SEM circa i loro motivi d'asilo. 

I ricorrenti sono dell'avviso che vi siano gli estremi per riconoscere una 

persecuzione collettiva dei cristiani da parte dello "Stato Islamico". L'ONU 

avrebbe accusato più volte lo "Stato Islamico" di pulizia etnica e religiosa: 

i Jihadisti attaccherebbero sistematicamente uomini, donne e bambini in 

base alla loro appartenenza etnica, religiosa o settaria e condurrebbero in 

modo spietato tali atti nelle zone che sono sotto il loro controllo. Qualora 

non accettassero di convertirsi o di pagare un'apposita tassa, i cristiani ver-

rebbero rapiti, uccisi e addirittura crocifissi. Le chiese verrebbero occupate 

e dissacrate. Oltre ad imporre alle donne cristiane l'obbligo di indossare il 

velo, ai parroci sarebbe vietato celebrare messe. Due vescovi di Aleppo 

sarebbero stati rapiti ed un parroco sarebbe stato giustiziato. A ciò si ag-

giungerebbe il fatto che i ricorrenti abitavano nel quartiere cristiano al-Wu-

sta nella città di al-Qamishli il quale sarebbe stato preso di mira da diversi 

attacchi terroristici. Di conseguenza, i ricorrenti sarebbero espatriati poiché 

oggetto di una chiara persecuzione perché cristiani. Sarebbe quindi notorio 

che i cristiani siano particolarmente soggetti a sequestri da parte delle mi-

lizie islamiche le quali chiederebbero dei riscatti esorbitanti per la loro libe-

razione. L'avanzata dei fondamentalisti islamici si sarebbe de facto tradotta 

in un vero e proprio genocidio nei confronti di coloro che non fossero di-

sposti ad abbracciare la fede sunnita più oltranzista. In definitiva i cristiani 

(e quindi anche i ricorrenti) rischierebbero di subire una seria esposizione 

a pericolo della propria vita e della propria libertà a causa della loro appar-

tenenza religiosa. Per questi motivi agli insorgenti dovrebbe essere loro 

riconosciuta la qualità di rifugiato. 

5.3 Con scritti spontanei gli insorgenti menzionano il rapimento ad opera 

dei fondamentalisti islamici di oltre 350 cristiani nei villaggi cristiani nella 

loro regione di origine. Da ciò ne conseguirebbe il timore dei ricorrenti di 

D-3795/2016 

Pagina 9 

venire rapiti per richiedere un riscatto. Nel corso degli ultimi sei mesi inoltre 

ad al-Qamishli i cristiani sarebbero stati oggetto di diversi attacchi terrori-

stici. In uno di questi episodi, avvenuto il 19 giugno 2016, l'obiettivo sa-

rebbe stato quello di colpire il Patriarca, massima figura istituzionale della 

Chiesa siro-ortodossa. Mentre nell'attacco avvenuto il 21 maggio 2016 sa-

rebbe stato preso di mira il quartiere cristiano di al-Wusta, sarebbero stati 

uccisi tre cristiani ed in particolare il nipote del ricorrente sarebbe rimasto 

ferito.  

5.4 Nel suo atto responsivo, la SEM considera che i tragici eventi contenuti 

nei numerosi articoli allegati al ricorso ed agli scritti spontanei non sareb-

bero in grado di indurre l'autorità ad un cambiamento di opinione circa la 

sussistenza di una persecuzione collettiva contro i cristiani.  

5.5 In sede di replica, gli insorgenti osservano che al-Qamishli, città natale 

degli insorgenti, sarebbe nuovamente stata colpita da un attacco terrori-

stico ad opera dello "Stato Islamico" il quale avrebbe provocato la morte di 

oltre 50 persone ed il ferimento di oltre 170.   

6.  

Come si evince dall'atto ricorsuale, i ricorrenti contestano unicamente l'in-

sussistenza di una persecuzione collettiva dei cristiani in Siria. 

6.1 In merito all'esistenza di una persecuzione collettiva, occorre ammet-

tere che una persona può eccezionalmente allegare a fondamento della 

sua domanda d'asilo il timore di subire delle persecuzioni non mirate per-

sonalmente contro di lei. Tale è il caso in cui il richiedente l'asilo nel suo 

Paese d'origine o di provenienza appartiene ad un determinato gruppo di 

persone esposto in maniera effettiva ed intensa a persecuzioni rilevanti ai 

sensi dell'asilo (cfr. DTAF 2014/32 consid. 6.1; 2013/21 consid. 9). 

6.2 Per invalsa prassi, il Tribunale riconosce la sussistenza di una perse-

cuzione collettiva solo a condizioni molto restrittive, tant'è che la sola ap-

partenenza ad un determinato gruppo vittima di persecuzioni non è suffi-

ciente per motivare la qualità di rifugiato. Per essere rilevante ai fini dell'a-

silo, la persecuzione in ragione della sola appartenenza ad un determinato 

gruppo di persone deve soddisfare le condizioni previste all'art. 3 LAsi circa 

l'intensità dei pregiudizi o il timore fondato. In primo luogo la persona inte-

ressata deve dimostrare la sua appartenenza ad un determinato gruppo di 

persone. Dipoi v'è da verificare la sussistenza di una persecuzione mirata 

verso tale gruppo, ovvero bisogna valutare se i provvedimenti esistenti 

sono indirizzati contro un determinato gruppo di persone oppure in egual 

D-3795/2016 

Pagina 10 

misura contro il resto della popolazione. I provvedimenti devono essere 

caratterizzati da una considerevole intensità. Quest'ultima è data allor-

quando il provvedimento implica un intervento che compromette la vita, 

lede l'integrità fisica, nonché, in caso di restrizione della libertà, è di consi-

derevole durata e frequenza. Questi pregiudizi intensi e mirati devono 

avere l'obiettivo di colpire quanto più possibile tutti i membri di un determi-

nato gruppo ed essere di una portata considerevole in relazione alla gran-

dezza della comunità ("Verfolgungsdichte"). In tale contesto per apprez-

zare la verosimiglianza della persecuzione è di rilievo soppesare i gravi 

pregiudizi effettivamente subiti in passato da una porzione considerevole 

dello stesso gruppo di persone (cfr. DTAF 2014/32 consid. 7.2 con rinvii; 

2013/12 consid. 6 con rinvio; 2013/11 consid. 5.4.2 con rinvii). Solo ove le 

misure di persecuzione siano dirette contro tutti i membri della comunità, e 

siano nel contempo frequenti e persistenti, i singoli individui facenti parte 

di tale comunità potranno far valere con successo l'esistenza di un fondato 

timore di future persecuzioni (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della 

Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1995 n. 1 con-

sid. 6°; sentenze del TAF E-4468/2013 dell'8 aprile 2014 consid. 4.2.1 e E-

1686/2016 del 4 agosto 2016 consid. 4.2.1). 

6.3 In specie, l'appartenenza dei ricorrenti alla comunità cristiana siriana 

non è posta in discussione. 

6.4 Quo all'esistenza di una persecuzione collettiva, il Tribunale, vista la 

frammentazione del territorio susseguente alla guerra civile, ha ritenuto op-

portuno, adottare un approccio regionale (cfr. sentenza del TAF  

D-1495/2015 del 21 marzo 2016 consid. 9.4, pubblicata come sentenza di 

riferimento e riguardante la città di al-Qamishli). 

6.5 Il Tribunale ha inoltre già avuto modo di esaminare e constatare la 

precarietà della situazione in Siria a seguito della perdurante guerra civile 

(cfr. DTAF 2015/3 consid. 6.2.1-6.2.2). Secondo le frammentarie fonti 

disponibili, sin dall'inizio delle manifestazioni contro il governo, i cristiani e 

le altre minoranze avrebbero cercato di rimanere neutrali. Con 

l'intensificarsi del conflitto queste ultime si sarebbero tuttavia viste 

obbligate a schierarsi, sostenendo alternativamente il regime o 

l'opposizione. Seppur non si possa partire dal principio che tutti i cristiani 

siano sostenitori del regime, è verosimile ritenere che la maggioranza di 

quest'ultimi risulterebbe essere rimasta fedele ad al-Assad (cfr. sentenza 

D-1495/2015, consid. 9.2.2 e fonti citate). Con lo scoppio della guerra 

sembra che i cristiani più abbienti abbiano potuto espatriare dalla Siria e 

recarsi in Libano oppure nei paesi occidentali, mentre gli altri si sarebbero 

D-3795/2016 

Pagina 11 

invece spostati all'interno del territorio siriano verso città o regioni dove la 

situazione era meno pericolosa (cfr. sentenza D-1495/2015 consid. 9.2.3 e 

fonti citate). I principali motivi di fuga andrebbero ricondotti ai rischi 

derivanti dalle operazioni militari, ai bombardamenti, alla povertà e alla 

criminalità. Oltre ai motivi derivanti dalla situazione di violenza 

generalizzata, per i cristiani la fuga potrebbe trarre motivazioni anche dal 

timore di essere presi di mira per la sola appartenenza religiosa. In quanto 

minoranza, la situazione per questi ultimi sarebbe infatti precaria dal 

momento che i vari attori agenti nel conflitto li sospetterebbero di sostenere 

la fazione opposta. Ad aggravare il di per sé già teso contesto è la presenza 

dell'organizzazione terrorista autoproclamatosi "Stato Islamico" e di altri 

gruppi Jihadisti. Le minoranze religiose presenti in Siria, tra cui quindi 

anche i cristiani, temerebbero infatti di essere uccisi o perseguitati da 

questi attori allorché il governo siriano dovesse cadere (cfr. sentenza  

D-1495/2015 consid. 9.2.4 e fonti citate). Il quadro sarebbe reso ancor 

peggiore a causa dell'ubicazione delle zone da loro abitate, le quali 

avrebbero acquisito una certa importanza a livello strategico e militare (cfr. 

Ibidem).  

6.6 Gli atti di violenza subiti dai cristiani, quali omicidi, minacce, espulsioni 

e rapimenti non sarebbero, in linea generale, mossi da motivi religiosi, ma 

piuttosto da ascrivere alla situazione di violenza generalizzata causata 

dalla guerra civile. Nell'integralità del territorio siriano sarebbero relativa-

mente poche le uccisioni di cristiani documentate e riconducibili esclusiva-

mente all'appartenenza religiosa. Le fonti non sono tuttavia lineari: se da 

un lato alcuni indicano che gli attacchi di stampo religioso contro i cristiani 

sarebbero rari e vi sarebbero inoltre evidenze quanto al fatto che alcuni 

musulmani avrebbero protetto questi ultimi dai Jihadisti stranieri, dall'altro 

lato, la fuga massiva dei cristiani dalla Siria lascerebbe presagire una si-

tuazione di assoluta precarietà che sembra andare al di là delle mere risul-

tanze della situazione di violenza generalizzata causata dalla guerra civile 

(cfr. sentenza D-1495/2015 consid. 9.3 e fonti citate). 

6.7 In casu va rilevato che i ricorrenti provengono da al-Qamishli nella pro-

vincia di al-Hasaka. Ora, il Tribunale in una recente sentenza ha già avuto 

modo di esaminare nel dettaglio la situazione dei cristiani nella provincia di 

al-Hasaka, concludendo all'inesistenza di una persecuzione mirata nei loro 

confronti (cfr. sentenza del TAF E-7028/2014 del 6 dicembre 2016, pubbli-

cata come sentenza di riferimento, consid. 10; sono escluse da tale analisi 

alcune zone nel sud della provincia ancora sotto il controllo di alcuni gruppi 

Jihadisti). A pari conclusione giunge anche una precedente e già citata sen-

tenza riguardante proprio la città di al-Qamishli, laddove è stato concluso 

D-3795/2016 

Pagina 12 

che essendo tale centro controllato dalle forze filogovernative e milizie 

curde, non vi sia modo di riconoscere l'esistenza di una persecuzione col-

lettiva all'indirizzo dei cristiani in loco (cfr. sentenza D-1495/2015 pubbli-

cata come sentenza di riferimento, consid. 9). 

6.8 Alla luce di quanto precede e considerato il fatto che la situazione non 

si sia al momento modificata in modo sostanziale e meglio che la città di 

al-Qamishli così come la grande maggioranza della provincia di al-Hasaka 

non siano attualmente controllate da gruppi Jihadisti noti per il rischio  

di perpetramento di violenze sui cristiani (cfr. VAN LINGE THOMAS, the  

Situation in Syria, 01.07.2017, consultato su < http://ima-

ges.shoutwiki.com/acloserlookonsyria/7/7b/Situation_in_Syria.png >, con-

sultato il 12.07.2017), occorre concludere anche in questa sede all'insus-

sistenza, per i ricorrenti, di un rischio di subire delle persecuzioni per il 

semplice fatto della loro appartenenza alla minoranza cristiana.  

6.9 Senza pregiudizio alcuno per quanto esposto sin qui, occorre quanto-

meno rilevare il fatto che sia innegabile che la popolazione cristiana del 

luogo abbia dovuto e debba attualmente far fronte a carenze nella prote-

zione contro degli atti di violenza perpetrata da entità criminali – le quali 

possono in parte essere ricondotte anche ad attori attivi nel conflitto (se-

gnatamente il rischio di essere oggetto di rapimenti e violenze da parte di 

gruppi terroristici) – così come, più genericamente, al peggioramento delle 

condizioni di sussistenza e di sicurezza. Occorre tuttavia prendere atto del 

fatto che queste ultimi vicissitudini vanno classificate quali conseguenze 

del conflitto in essere, che, seppur spiacevoli e di indubbia gravità, non 

possono essere ricondotte a una persecuzione intensa e mirata contro la 

minoranza religiosa, non essendo peraltro l'appartenenza alla confessione 

decisiva. Pure l'incontestabile vicinanza con i vari fronti di guerra e le rela-

tive conseguenze nefaste, che, come si può ben comprendere, ha causato 

timori importanti nei ricorrenti, e più in generale, nei residenti della regione 

presa in esame, non può, ad essa sola, essere ritenuta fondante atti per-

secutori mirati nei confronti della popolazione cristiana. Queste ultime  

vicissitudini possono semmai essere prese in conto nell'ambito della  

valutazione dell'esigibilità dell'allontanamento (cfr. sentenze del Tribunale 

D-1163/2015 del 22 gennaio 2016 consid. 5.4 e D-1948/2015 del 19 aprile 

2016 consid. 6.4), come del resto avvenuto nel caso che ci occupa, lad-

dove la stessa non è stata considerata data dall'autorità di prime cure. 

Ne consegue che sul punto di questione della qualità di rifugiato il ricorso 

non merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 

D-3795/2016 

Pagina 13 

7.  

Ne discende che la SEM con la decisione impugnata non ha violato il diritto 

federale né abusato del suo potere d'apprezzamento ed inoltre non ha ac-

certato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). 

8.  

Visto l'esito della procedura, le spese processuali che seguono la soccom-

benza, sarebbero da porre a carico dei ricorrenti. Ciononostante, avendo il 

Tribunale accolto l'istanza di assistenza giudiziaria giusta l'art. 65 cpv. 1 PA 

con decisione incidentale del 12 settembre 2016, non sono riscosse le 

spese processuali. 

9.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d'estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-3795/2016 

Pagina 14 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali.  

3.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: