# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9ad6fcc1-b554-5fef-9240-ee90fd269794
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-11-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.11.2003 32.2003.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-30_2003-11-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.30

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  28 novembre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 aprile 2003 di

 

	
   

  	
  ____________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 marzo 2003 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nato nel 1949, il 26/27 settembre 2000 ha inoltrato una richiesta di
prestazioni AI per adulti, motivata da importanti dolori alla schiena (doc. AI
_).

                                         Esperiti
gli accertamenti di natura economica e medica del caso, con decisione 3 gennaio
2003 l’Ufficio assicurazione invalidità (in seguito: UAI) ha respinto la
domanda di prestazioni poiché:

 

" 
La pratica d'invalidità del Signor __________ ha
necessitato dell'allestimento di una perizia medica del Dr. __________ ed una
del Dr. __________, nonché del rapporto sui dati economici e professionali
forniti dal nostro consulente professionale.

Dall'insieme di tutta questa documentazione
risulta che altre attività sono ancora esigibili.

 

L'Assicurato ha un profilo attitudinale
lavorativo reintegrabile nel Secondario privato non qualificato.

In questo settore potrebbe svolgere attività
d'assemblaggio per esempio di semi lavorati di piccole-medie dimensioni (escludo
i micro componenti tipici per esempio del settore dell'orologeria e
dell'elettronica), di produzione (per esempio: stampa, taglio, lucidatura,
fresatura, scelta, confezione), di stoccaggio (per esempio: imballaggio,
controllo funzionamento/qualità, gestione magazzino).

Le industrie che operano nel campo della
farmaceutica, prodotti alimentari, cuoio, calzature, materie plastiche,
tessili, componenti elettrici o elettrodomestici, vetro, legno, metallurgia
leggera (produzione di monete, medaglie, quadranti, …), sollecitano il mercato
del Lavoro ticinese dell'Offerta e della Domanda non qualificata femminile o
maschile.

 

A titolo d'approfondimento, ecco qualche esempio
d'attività esigibile:

-   l'addetto al montaggio per esempio d'elettrodomestici, da svolgere
prevalentemente in posizione seduta con la possibilità di variare la postura,
con semi lavorati del peso inferiore ai 5-10 kg, la formazione è usualmente
semplice breve ed interna;

-   l'addetto alla confezione di prodotti alimentari (frutta,
verdura, carne) da svolgere prevalentemente in posizione eretta, con pesi che
molto spesso non superano i 5 Kg. da spostare usualmente sull'asse del nastro o
dei rulli (orizzontale), l'attività è semplice leggera e ripetitiva nessuna
formazione è richiesta o promossa;

-   l'addetto alla stampa, fresatura, lucidatura di componenti
metallici o plastici di dimensione variabile, con un peso del singolo semi
lavorato che non raggiunge i 10 Kg., nessuna formazione è richiesta.

 

Nel Terziario l'assicurato potrebbe svolgere nel
pieno rispetto della funzionalità esigibile, l'attività di cassiere o l'addetto
alla biglietteria o il sorvegliante.

 

Dal punto di vista economico le attività non
qualificate, appena menzionate, conseguono annualmente nel nostro Cantone e in
via teorica statistica, Fr. 51'710.--. Nel caso specifico viene applicata una
riduzione del 10%, giacché l'assicurato può svolgere lavori medio-leggeri
(limite 10-12 Kg).

Il reddito presumibile ammonta dunque a Fr.
46'539.--.

 

Pertanto per concludere, considerato il salario
che avrebbe ricavato senza il danno alla salute (circa Fr. 68'754.-- annui) e
quello ancora attualmente conseguibile in professioni non qualificate (Fr.
46'539.--) il pregiudizio economico equivale ad una grado AI di circa il 32%
che non da diritto al versamento di una rendita d'invalidità." (Doc. AI _)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall’assicurato (doc. AI _), l’amministrazione, in
data 12 marzo 2003, ha emanato una decisione su opposizione e confermato la
reiezione della richiesta di rendita (doc. AI _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso 4 aprile 2003, __________ ha postulato l'annullamento della
decisione su opposizione ed il riconoscimento di una rendita. 

Contestando sia il grado d’invalidità determinato dall’UAI che le perizie
specialistiche, egli sostiene, sulla base dell’ulteriore documentazione medica
prodotta con l’atto ricorsuale, come la sua attività lucrativa non superi il
50% e come ogni movimento sia per lui doloroso. 

L’assicurato ritiene inoltre che la sua età, la sua professione, il suo grado
di scolarità nonché la sua scarsa conoscenza della lingua italiana non gli
permettono di poter svolgere nemmeno un’attività cosiddetta leggera. 

Infine, egli è dell’avviso che le perizie non rispecchiano il suo stato di
salute, essendo le stesse state eseguite in modo frettoloso e solo
ambulatoriamente, motivo per cui s’impongono nuovi accertamenti medici.

 

                               1.4.   Mediante
risposta 23 aprile 2003 l’UAI ha per contro chiesto la reiezione del ricorso,
confermando la validità del proprio operato sulla scorta delle motivazioni di
cui si dirà, se necessario, nei considerandi in diritto.

 

                               1.5.   Il 5 maggio
2003 il ricorrente ha replicato ed ha prodotto altra documentazione (doc. _),
trasmessa dallo scrivente Tribunale all’UAI per delle osservazioni (VIII).

 

                                         L’8
maggio 2003 l’amministrazione ha ribadito la propria posizione ( IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

                                         Dal
profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b). Inoltre, il
Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si basa di
regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b).

Siccome nel caso in esame i fatti alla base della decisione impugnata si sono
realizzati prima del 1° gennaio 2003, dal punto di vista materiale risultano
applicabili le disposizioni di legge in vigore sino al 31 dicembre 2002. 

Le disposizioni formali della LPGA (art. 27 – 62 LPGA), in assenza di disposizioni
transitorie contrarie, sono invece immediatamente applicabili con l’entrata in
vigore della nuova legge e pertanto contro tutte le decisioni intimate dopo il
1° gennaio 2003 è data la facoltà di inoltrare opposizione ai sensi dell’art.
52 LPGA (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; cfr. anche Kieser, ATSG-Kommentar,
Basilea 2003, art. 82 N. 8 e 9 pag. 820/1). 

L’UAI ha quindi rettamente seguito l’iter procedurale sancito dall’art. 52
LPGA.

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita d’invalidità. 

 

                               2.4.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %. 

                                         Va
altresì rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.  

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
M. Valterio, Droit et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D.
Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La situazione
personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità
al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         

                                         Al proposito va rilevato che, secondo la recente giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi
sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio
del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però
essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere
conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa
della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione)
e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.5.   Nel caso
concreto, a seguito della domanda di prestazioni, l’UAI ha incaricato il dr.
__________ di esperire una perizia reumatologica ed il dr. __________ per una
valutazione psichiatrica. 

 

                            2.5.1.   Dal referto
21 novembre 2002 (doc. AI _) risulta che lo specialista in reumatologia, dopo
aver esposto dettagliatamente l’anamnesi, nonché le constatazioni obiettive, ha
posto la seguente diagnosi:

 

" 
(…)

4.-    DIAGNOSI

 

-   Sindrome lombovertebrale cronica di entità
lieve con/da

    ·   turbe
statiche del rachide (scoliosi destroconvessa in zona lombare)

    ·   alterazioni
degenerative (discopatia L4/5 con ernia discale centrale; spondilartrosi tra L4
ed S1).

-   Sindrome del dolore cronico (somatizzazione nell'ambito di
un'evoluzione depressiva?)

-   Osteopenia?

-   Possibile arteriopatia periferica a destra
(claudicatio intermittente?)

-   Tabagismo. (…)" (Doc. AI _, pag. 5)

 

                                         In merito
alla capacità lavorativa il dr. __________ ha evidenziato quanto segue (sottolineatura
del redattore):

 

" 
(…)

Su base delle constatazioni cliniche e della
documentazione radiologica si può ammettere un certo limite della caricabilità
fisica del paziente con ripercussioni anche sulla capacità lavorativa. Il
signor __________ non può alzare pesi dal suolo superiori a 10-12 kg. circa,
può effettuare movimenti di flessione con il tronco solo ad un ritmo ridotto
(con una frequenza non superiore ad una volta al minuto) ed è impedito a
svolgere lavori in flessione od estensione lombare prolungate (possibili solo
per 5-10 minuti senza interruzione).

Può invece effettuare lavori in posizione
inginocchiata.

Non trovo elementi clinici che potrebbero
impedirlo a rimanere in piedi o seduto anche per un'ora senza interruzione. Può
salire e scendere scale normali ed a pioli senza impedimento.

Può far uso delle braccia e delle mani in maniera
normale.

 

Con questi impedimenti il lavoro svolto di
muratore/piastrellista potrebbe essere ancora possibile nella misura del 50%.

 

Per quanto riguarda un'attività lucrativa più
confacente essa dovrebbe permettere al paziente di rispettare i limiti di cui
sopra con allora la possibilità teorica di raggiungere una capacità lavorativa
addirittura normale. Questa valutazione non tiene
conto degli aspetti extrareumatologici che a mio modo di vedere sono
addirittura dominanti e riguardano una sindrome algica diffusa interpretata
quale sindrome del dolore cronico, da ritenere espressione di un disagio di
natura psico-sociale con manifestazioni somatoformi. Non è di mia competenza
interpretare il terreno socio-culturale sul quale possono nascere dei disturbi
di autostima fino a ritenersi impossibilitato a svolgere qualsiasi attività
fisica. È evidente che il paziente si ritiene completamente invalido, con un
atteggiamento di sofferenza che rende impossibile qualsiasi misura
reintegrativa. In un consulto psichiatrico avvenuto durante la degenza del
paziente nella Clinica __________ si è evidenziato "una sidrome del dolore
somatoforme" senza che sarebbero state riscontrate turbe psichiche vere e
proprie (secondo lettera d'uscita del 01.09.2000).

Lascio all'AI giudicare l'opportunità di un
approfondimento in merito alla presenza di una sindrome depressiva (come
ipotizzata dal medico curante) che potrebbe contribuire al quadro clinico
attuale.

Trattandosi di una situazione cronicizzata,
apparentemente ribelle alle cure adeguate finora proposte non vi sono ulteriori
proposte terapeutiche del caso.

Il paziente non necessita di mezzi ausiliari.
(…)"

(Doc. AI _, pag. 7-8)

                                         

Il perito ha altresì suggerito al medico curante un approfondimento diagnostico
riguardante un’eventuale arteriopatia periferica alla gamba destra,
rispettivamente la presenza di un’osteoporosi, precisando comunque come tali
patologie non influiscano in modo determinante sulla valutazione della capacità
lavorativa (doc. AI _ pag. 8).

                            2.5.2.   Per quanto
riguarda la componente psichica del ricorrente, con rapporto 21 aprile 2002 il
dr. __________, specialista in psichiatria e psicoterapia, ha diagnosticato una
sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD 10: F 45.4),

Segnatamente egli ha rimarcato quanto segue (le sottolineature sono del
redattore):

 

" 
(…)

B.  Conseguenze sulla capacità di lavoro

 

 

A livello psicologico e mentale è presente una
sindrome somatoforme da dolore persistente con evidenti segni di aggravamento
ma senza alcun segno clinicamente rilevante deponente per una sindrome
ansiosa-depressiva o un altro quadro psicopatologico maggiore. Considerate le tendenze rivendicative, la personalità poco differenziata
e il desiderio del paz. di ritornare al suo paese d'origine, la prognosi, per
quanto concerne la ripresa di un'eventuale attività lavorativa è praticamente
nulla. È tuttavia esigibile e teoricamente possibile, da un punto
di vista psichiatrico, un'attività lavorativa al 100% per qualsiasi lavoro
ritenuto compatibile con le limitazioni reumatologiche. Con grande probabilità,
questa condizione (di capacità lavorativa) è sempre stata data (a livello
psichiatrico).

 

 

C.  Conseguenze sulla capacità di integrazione

 

Il paz. non è minimamente motivato a considerare,
neppure teoricamene, un qualsiasi progetto di reintegrazione professionale. In
teoria, da un punto di vista psichiatrico, non ci sarebbero degli impedimenti
di natura psicologica." (Doc. AI _, pag. 9)

 

                            2.5.3.   Infine, la
valutazione economica è stata eseguita dal consulente in integrazione
professionale (in seguito: consulente).

Basandosi sui referti peritali, nel rapporto 4 novembre 2002 egli ha elencato
una serie di attività adeguate che l’assicurato potrebbe ancora svolgere con il
danno alla salute - riportate nella decisione 7 gennaio 2003 (cfr. consid. 1.2)
- ed ha inoltre determinato il relativo reddito presumibile in fr. 46'539 (doc.
AI _). 

Dal raffronto di quest’ultimo importo con il salario che l’interessato avrebbe
potuto percepire senza l’invalidità 

(fr. 68'754), ne è risultata un’incapacità al guadagno di circa il 32%, non
sufficiente per l’erogazione di una rendita.

L’UAI ha inoltre escluso l’adozione di qualsiasi provvedimento professionale in
quanto nel citato rapporto il consulente ha riscontrato nel ricorrente
l’assenza di motivazione, interesse e volontà di esaminare qualsiasi altra
attività lucrativa (doc. AI _).

                                                                                 

 

                               2.6.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria
piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14
aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita,
STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329
e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione
e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne
all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità
di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V
157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 111).

 

                               2.7.   Nel caso in
esame, questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto il dr.__________, specialista in reumatologia. 

Egli ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall’assicurato
sulla base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni
logiche e motivate in merito alla parziale abilità lavorativa (50%) nella
precedente professione di piastrellista e alla totale abilità in altre attività
lucrative rispettose dei limiti funzionali esposti in sede peritale.

__________ ha contestato tale valutazione, ritenuta frettolosa e svolta in via
ambulatoriale ed ha prodotto della nuova documentazione medica.

Orbene, il fatto che la valutazione eseguita dal dr. __________ è stata
eseguita ambulatoriamente non è di per sé rilevante. 

Determinante è piuttosto che il rapporto peritale rispecchia i parametri
giurisprudenziali citati al consid. 2.6.

Riguardo alla nuova documentazione medica, trasmessa all’amministrazione per
osservazioni, va detto quanto segue.

Circa il rapporto 24 marzo 2003 della TAC spirale cevico-dorsale e spirale
lombare, eseguita presso la Clinica __________, rettamente il Servizio medico
regionale dell’AI (in seguito: SMR), ha rilevato come tali esami non portano
elementi diagnostici nuovi rispetto a quelli conosciuti e valutati in sede
peritale (V bis). Infatti, le conclusioni ivi contenute [ spondilosi deformante
al segmento C 3-6, moderata spondilartrosi cervico medio-inferiore, non segni
di ernia discale a livello C3-D2, ernia al disco L4-5 dorsomediale del rachide
lombare, spondilartrosi L3-S1, ispessimento delle trabecole ossee a livello
L3-5 ( artrofia ipertrofica o emagiongiomi vertebrali), cfr. doc. _],
corrispondono sostanzialmente al quadro clinico accertato dal dr. __________ (
cfr. consid. 2.5.1). 

Analogo discorso vale anche per la RM della colonna lombare del 5 febbraio 2002
da cui risulta “una sindrome dolorosa alla colonna lombare da due anni”
(doc. _), affezione già individuata dal perito nella sua valutazione del 21
novembre 2001.

                                         Per quel
che concerne gli esiti dell’elettroneurografia e dell’elettromiografia eseguite
presso l’Ospedale __________ nel febbraio 2002 (doc. _), il dr. __________ del
SMR, nelle annotazioni 22 aprile 2003, ha osservato che “ l’esame è normale
per tutti i nervi valutati ad eccezione del nervo ulnare sinistro che spiega la
sensazione di “formicolio” e di diminuita sensibilità alle dita 4 e 5 della
mano sinistra. Questa manifestazione può limitare la capacità lavorativa per
attività dove è richiesta una particolare sensibilità e precisione. L’esame
da solo poi non porta ancora a una diagnosi precisa, alla valutazione di una
eventuale terapia” (Vbis, sottolineatura del redattore). 

Quindi, anche questi due test non sono idonei a modificare il giudizio
sull’abilità lavorativa espresso dal perito, visto che le attività adeguate
elencate dal consulente non richiedono una particolare sensibilità e precisione
alle mani.

__________ ha trasmesso al TCA lo scritto 7 aprile 2003 del suo medico curante.
Facendo riferimento al succitato rapporto radiologico 24 marzo 2003 della
Clinica __________ il dr. __________ ha precisato quanto segue (sottolineatura
del redattore):

" 
(…)

L’ultima documentazione radiologica del
24.03.2003 è sostanzialmente simile a quella del 5.02.2003 del Dr. __________
(RM lombare citata sopra, n.d.r.) ma tutti e due i reperti sono, dal punto di
vista clinico, inquietanti: il paziente potrebbe essere anche portatore di
emangiomi che si estenderebbero dalla XIma vertebra toracale ad alcune vertebre
lombari. Questo dato, non menzionato dal Dr. __________, potrebbe essere
una delle causa per i continui dolori dorsolombari che perseguitano il paziente
e che si manifestano anche stando fermo. Questa patologia quindi è presente in
qualsiasi situazione che richieda sforzi medi ma anche piccoli sforzi e persino
a riposo." (Doc. _)

 

                                         Ora,
rettamente il SMR ha evidenziato come la presenza di un emangioma non abbia
valore patologico e quindi non rilevante ai fini della causa (Vbis). Infatti,
già nel referto 24 novembre 1999 dell’Ospedale __________ relativo alla RM
della colonna vertebrale, documento visionato dal dr. __________, era stato riscontrato,
quale reperto secondario, “un emangioma di 1.5 cm di diametro, a carico del
corpo di TH11, senza significato patologico” (sub. doc. AI _,
sottolineatura del redattore).

Non vanno tuttavia dimenticate le difficoltà incontrate dal dr. __________ durante
l’esecuzione della perizia, nonché la discrepanza tra le lamentele soggettive
espresse dall’assicurato ed il correlato quadro clinico. Su tale punto il
perito ha infatti rimarcato quanto segue (le sottolineature sono del
redattore):

 

" 
(…)

Il giudizio clinico è stato ostacolato da
un atteggiamento difensivo e dimostrativo (come già costato dai colleghi che
hanno esaminato il paziente in precedenza, vedi sopra). Vengono segnati dolori
lombari con delle psceudomanovre che non sollecitano alcuna pressione od
alcun movimento del tratto lombare (forza assiale sulla testa, rotazione
globale del corpo). Il limite della mobilità lombare dimostrato durante l’esame
contrasta con la scioltezza con la quale il paziente riesce a togliersi,
rispettivamente rimettersi le scarpe e le calze, movimenti durante i quali
sviluppa una flessione lombare armoniosa. I dolori segnalati alla palpitazione
delle parti molli lungo il rachide, rispettivamente nel cinto scapolare e nel
braccio destro non hanno un correlato anatomico. In assenza di
qualsiasi disfunzione muscolare od articolare e senza patologie neurologiche
evidenti non vi sono le basi per ritenerle d’origine organica. (…)"

(Doc. AI _, pag. 7).

 

                                         Infine,
nel medesimo scritto 7 aprile 2003 il medico curante si è così espresso in
merito capacità lavorativa:

 

" 
(…)

Il punto centrale del caso del __________ è
legato alla professione di muratore-piastrellista incompatibile con lo stato di
salute attuale, alla lunga assenza dal mondo del lavoro che è di tre anni e
mezzo circa e che risale al 24.11.1999 ed infine all'età del paziente e alla
mancanza di requisiti per una nuova qualifica per mancata conoscenza della
lingua ed istruzione in genere.

 

Ritornando ai miei rapporti del 21.11.2000 e del
06.02.2003 nei quali ritenevo il paziente inabile al 100% confermo la validità
di quanto detto ma naturalmente in qualità di muratore-piastrellista.

 

Del mio stesso parere è anche la Dr.ssa
__________ e la Dr.ssa __________. Persino la Clinica di __________ ritiene il
paziente abile al 50%.

 

I problemi nascono quindi nel momento di una
riqualificazione e quando si cerca di fare i conti con la capacità teorica
residua in questo tipo di paziente privo di ulteriori risorse psichiche, forza
vitale, che si perde nei meandri degli articoli di legge, che non capisce la
lingua e che ad ogni passo ha l'impressione di essere discriminato.

 

Concludendo chiedo di applicare, nel caso del
__________ specialmente basandomi sulla patologia dei corpi vertebrali
angiomatosi, il caso di rigore nell'accordare una rendita di almeno il
41%." (Doc. _)

 

                                         Su questo
punto il dr. __________ ha rettamente evidenziato che:

 

" 
(…)

ho l'impressione che, in modo simile al paziente,
si faccia confusione tra grado AI e grado IL. Un'integrazione viene poi messa
in dubbio per l'età e la mancanza di requisiti, per mancata conoscenza della
lingua italiana ed istruzione in genere. Sottolinea che valuta l'IL del 100%
per l'attività di muratore piastrellista pur non mettendo in dubbio la validità
della perizia reumatologica.

Non discute della valutazione delle attività
meglio adeguate allo stato di salute.

Non trova così sostegno la richiesta di accordare
al paziente una rendita del 41%." (Doc. _)

 

                                         Determinante
è comunque che, come riportato quanto sopra, non vi è alcun valido motivo che
permette di discostarsi dalla valutazione del dr. __________ sulla piena
abilità dell’assicurato nell’esercizio di attività adeguate. La stessa dr.ssa
__________, nel rapporto 24 ottobre 2000, ha del resto ritenuto possibile un
lavoro leggero (doc. AI _). 

 

 

                               2.8.   Per quel che
concerne la componente extra-somatica, nel rapporto 21 aprile 2001 il dr.
__________, specialista in psichiatria e psicoterapia, non ha riscontrato
un’affezione psichiatria invalidante. 

Analogamente a quanto espresso riguardo alla valutazione reumatologica, la
perizia in esame risulta essere approfondita e dettagliata, resa tra l’altro
previa consultazione dei medici curanti dr. __________ e dr. __________.

Con il ricorso l’assicurato ha trasmesso il rapporto 27 marzo 2002 del dr.
__________ inviato al dr. __________ in cui lo psichiatra curante ha osservato
quanto segue:

 

"  la
ringrazio per avermi affidato il paziente succitato, il quale ho visto per la
prima volta il 27.02.2002 e il 26.03.2002. L'anamnesi familiare le è già ben nota
e non mi sembra il caso di ripetere tutto. Si tratta di un quadro depressivo
maggiore trattato con Saroten in un soggetto che ha fatto la domanda
d'invalidità e che dovrebbe essere prossimamente peritato dal Dr. med.
__________.

 

Il quadro depressivo è insorto verosimilmente in seguito alle
menomazioni della colonna vertebrale, menomazioni che hanno impedito al
paziente di lavorare. Visti i problemi con la schiena, indipendentemente se si
tratta di alterazioni oggettive oppure della sindrome somatoforme, il paziente
sl e visto impedito a svolgere la  propria attività lavorativa. Ormai pensa che
non potrà più mantenere la famiglia in patria. Teme anche il rientro
in patria poiché non avrà più di cosa vivere, ma nel medesimo tempo non
desidera altro che ritornare a casa. È allarmato poiché gli avrebbero
annunciato che non può ritirare i secondo pilastro poiché non sa chi lo curerà
in patria. È convinto che è stato danneggiato da tutti. Esiste un'ideazione di
stampo persecutorio, basso tono d'umore, perdita d'interessi per le cose
normalmente ritenute piacevoli, classica ciclia circadiana con tono d'umore
relativamente migliore verso le ore serali. Si sente un uomo finito e spera
solo di tornare nella propria patria per essere seppellito vicino ai suoi famigliari.
È convinto che nessuno gli darà una mano, che i suoi documenti sono stati
manipolati, nascosti e che i medici curanti precedenti gli hanno fatto sola del
male poiché è uno straniero.

 

La sofferenza di quest'uomo mi è apparsa autentica e ho
l'impressione che ha accettato volentieri il trattamento, ma purtroppo la
somministrazione dei dosaggi maggiori di Saroten lo ha portato ad un'eccessiva
sonnolenza. In data odierna ho modificato il trattamento con i farmaci
proponendo del Dogmatil 200 mg ½ ½ 1, e Tolvon 30 mg 1 pastiglia la sera
unitamente al Tranxilium 20 mg." (Doc. _)

 

                                         Vero che
il dr. __________ ha diagnosticato un’affezione (sindrome depressiva) diversa
da quella riscontrata dal perito (sindrome da dolore somatoforme). Va tuttavia
detto che la dettagliata ed approfondita valutazione del dr. __________ si è
anche basata sul colloquio avuto con lo stesso psichiatra curante. Al riguardo
il perito ha rilevato quanto segue:

 

"  (…)

Secondo il medico si tratta di una sofferenza sociale e di una
"sindrome dell'emigrazione". E' un paz. poco differenziato convinto
che il nostro paese gli debba qualcosa. Ha visto il paz. solo due volte e la
valutazione è stata "genero­sa".

(Le conclusioni della presente perizia vengono discusse e comprese
dal medico che, per il resto, non menziona elementi nuovi e comunque tali da
incidere sulle nostre conclusioni). (…)" 

(Doc. AI _, pag. 5).

                                         Infine,
seppur diagnosticando una sindrome somatoforme da dolore persistente - tra
l’altro riscontrata la prima volta durante il soggiorno dell’assicurato presso
la Clinica __________ (cfr. rapporto 1°settembre 2000 : “ A nostro modo di
vedere le alterazioni degenerative non spiegano pienamente la sintomatologia
aspecifica tendenzialmente cronicizzante e non appaiono sufficienti ad inquadrare
il paziente che ostenta manifestazioni somatoformi”, sub doc. AI _, 
sottolineatura è del redattore) - , il dr. __________ ha reso la seguente
valutazione psichiatrica: 

"  (…)

Nel corso della nostra indagine diagnostica non abbiamo potuto
evidenziare una patologia psichiatrica maggiore, in particolare nessun segno
deponente per una depressione o per uno stato ansioso. Con grande probabilità,
la sindrome di dolo­re persistente ha una funzione appellativa e rivendicativa.
Lo indica l'atteggiamento teatrale con cui egli esprime le sue lamentele, già
costatate da al­tri medici e l'inattendibilità delle sue affermazioni quando
dice di non riuscire a camminare se non con molta difficoltà e di dover
prendere il bus per venire alla visita medica. In realtà, non solo non prende
il bus ma, non appena girato l'angolo, riesce a camminare con disinvoltura,
senza segni di zoppia, per un tratto di diversi chilometri. E' anche evidente
(e comprensibile) il desiderio di ritornare al suo paese, dove ha lasciato
moglie e figli, che ormai sono diventati adulti.

In base a queste considerazioni, riteniamo che da un punto di
vista psichiatrico non ci sia alcuna
limitazione per quanto concerne la capacità lavorativa nella professione
precedentemente svolta. (…)" (Doc. AI _, pag. 8.9)

A tal proposito va rimarcato che, riguardo all'invalidità cagionata da un
affezione psichica, il TFA ha avuto modo di stabilire come sia decisivo che il
danno debba essere di gravità tale da non poter praticamente esigere
dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del
lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 102 V 165; ZAK
1984 pag. 607; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324
consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate; STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b).

Orbene, dalla succitata valutazione psichiatrica, non risulta che il ricorrente
presenta una grave affezione psichiatrica invalidante, né può essere
argomentato che una ripresa del lavoro è da ritenere intollerabile alla
società. 

Ricordando infine che, secondo la giurisprudenza federale, il giudice deve tener conto del fatto che, in
dubbio, il medico di fiducia attesta a favore del suo paziente (cfr. consid.
2.6), secondo questa Corte, alla perizia del dr. __________ va di conseguenza
data la preferenza ed alla stessa va conferito valore probatorio pieno ai sensi
dei dettami giurisprudenziali di cui al consid. 2.6.

In conclusione, tenuto conto delle dettagliate e
complete perizie reumatologica e psichiatrica, è da ritenere dimostrato con la
certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208
consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC
Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag. 210/211) che __________ presenta una capacità
lavorativa medico-teorica del 100% in attività leggere rispettose delle
limitazioni funzionali descritte dal dr. __________. 

                               2.9.   Contrariamente
alla valutazione espressa dal consulente in integrazione professionale,
__________ sostiene che la sua età, la sua professione,
la sua scolarità, nonché la sua scarsa conoscenza dell'italiano gli precludono
l’accesso al mercato del lavoro. 

Va qui ricordato che compito dell’orientatore professionale è quello di stabilire,
in base alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili,
le attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido
(Meyer-Blaser, op.cit., pag. 228, Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 201).

                                         Ai fini dell'accertamento dell'invalidità ci si
deve quindi fondare su un mercato del lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci
dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e
un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali,
intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto
(DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, op cit. pag. 212). Un assicurato non può pertanto
avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto di lavoro per
pretendere una rendita (ZAK 1984 pag. 347). 

                                         Ciò
non è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente
limitata, che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se
il suo esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica
di un datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 pag. 322 consid. 4a; Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrecht, 2a edizione, Berna 1997, pag. 80).

Orbene, nel dettagliato ed esaustivo rapporto 4
novembre 2002 il consulente, tendendo conto delle risultanze peritali – in
particolare le limitazioni funzionali – ed escludendo qualsiasi misura
integrativa professionale, ha fra l’altro elencato una serie di professioni
esigibili nel settore del Secondario privato non qualificato (assemblaggio di
componenti semilavorati di piccole-medie dimensioni, produzione, stoccaggio
ecc.) e nel Terziario, (cassiere o addetto alla biglietteria, o sorvegliante,
cfr. doc. AI _).

In questo contesto, dunque, le diverse professioni elencate dal funzionario
(del resto riportate nella decisione 3 gennaio 2003) sono da ritenere adeguate,
visto che l’assicurato sostanzialmente deve evitare movimenti che gli
compromettono la schiena, quale la flessione o l’estensione lombare prolungata,
il sollevamento ed il trasporto di pesi oltre i 20 chili (cfr. perizia 21
novembre 2002 dr. __________ pag. 7 e rapporto 24 luglio 2002 del consulente
pag. 2).

Inoltre va precisato che l'assenza
di un'occupazione lucrativa per ragioni estranee ad un danno alla salute, quali
le particolari condizioni del mercato del lavoro in una determinata regione,
l'età, la mancanza di una formazione (sufficiente) o difficoltà linguistiche,
non consente di riconoscere il diritto ad una rendita, l'incapacità di lavoro
che ne risulta non essendo dovuta a una causa per la quale la legge impone all'assicurazione per l’invalidità di prestare
alcunché ( DTF 107 V 21 consid. 2c; VSI 1999 pag. 247 consid. 1). Sotto questo
aspetto va altresì ricordato che nell'ordinamento giuridico svizzero la
mancanza di lavoro dovuta a squilibri del mercato del lavoro viene considerata
nei limiti della legge dell'assicurazione contro la disoccupazione e non da
quello per l'invalidità.

 

                             2.10.   Al fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il
metodo ordinario dell’art. 28 LAI (cfr. consid. 2.4), occorre porre in
confronto il reddito che l’assicurato avrebbe conseguito senza il danno alla
salute quale piastrellista (reddito da valido) con quello risultante dalle
attività leggere ripetitive non qualificate (reddito da invalido).

                                         

Per quel che concerne il salario da valido (non
contestato), dalla citato rapporto 4 novembre 2002 del consulente, risulta che
l’amministrazione ha preso in considerazione l’importo annuo di fr. 68’754.---,
adeguato al 2002 (doc. AI _).

                                         Riguardo
al salario da invalido, considerato che l'assicurato non ha mai intrapreso un’attività adeguata, la
determinazione di tale reddito può essere ricavata dai rilevamenti statistici
ufficiali, editi dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli
stipendi medi nelle principali regioni e categorie di lavoro (VSI 2002 pag. 68
consid. 3b, DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag.
485 consid. 3b).

                                         Inoltre, va rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico statistico
che, a seconda delle circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF
126 V 80 consid. 5b/cc, recentemente confermato in VSI 2002 pag. 64).

In applicazione dei succitati criteri, secondo costante giurisprudenza
di questo Tribunale, conformemente ai dati statistici salariali (valore mediano)
pubblicati dall'Ufficio federale di statistica ("L'enquête suisse sur la
structure des salaires 2000"), il salario ipotetico nel 2000 conseguibile
in attività leggera e ripetitiva adeguata esercitata a tempo
pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali riduzioni per motivi particolari,
che possono arrivare al massimo al 25% (DTF 124 V 323; VSI 2000 pag. 85
e, soprattutto, STFA inedita del 9 maggio 2000 nella causa A, I 482/99),
riportato su 41,8 ore (cfr. “La vie économique”
2/2002”, Tabella B9.2, pag. 88), nel
settore privato corrisponde a fr. 50’498.-- (fr. 4027 : 40 x 41,8 x 12) per gli
uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella
TA 13 privato), mentre che nel settore privato e pubblico l’ammontare è di fr.
51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2925:
40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato e pubblico).

                                         Ora, dalla decisione su opposizione (punto 8) si
evince come l’amministrazione abbia determinato il reddito da invalido (stato
2002) sulla base dei succitati dati statistici ufficiali, giungendo ad un
importo di fr. 46’575.—, inclusa una riduzione
di rendimento del 10% stabilita dal consulente. 

Dal raffronto tra tale dato ed i fr. 68’754.— di reddito da valido, l’amministrazione ha
determinato un’incapacità al guadagno del 32, 26 %.

Sebbene per il raffronto dei redditi non è stato preso in considerazione il
momento dell’eventuale inizio del diritto alla rendita (cfr. consid. 2.4), in
casu il mese di novembre 2000 (la decorrenza dell’anno di carenza risale
infatti al 24.11.1999, data in cui il dr. __________ ha fatto iniziare
l’incapacità lavorativa al 100% nella professione di piastrellista, cfr. doc.
AI _), questa circostanza non permette tuttavia di assegnare una rendita
d’invalidità, essendo infatti i dati di reddito del 2000 inferiori a quelli del
2002 presi in considerazione dall’UAI (doc. AI _, doc. AI _), ritenuto per il
resto che anche per quanto riguarda il periodo successivo nessun elemento
consente di ipotizzare una rilevante modifica del grado d’invalidità sino alla
decisione su opposizione del 12 marzo 2003.

 

                             2.11.   Da ultimo,
__________ ha chiesto che venga esperita una perizia giudiziaria.

 

                                         Al
proposito si osserva che l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF
122 II 469 consid. 4a; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

                                         In
concreto, alla luce delle risultanze degli atti di causa, questo Tribunale
ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario
procedere ad altri accertamenti.

Non essendovi inoltre alcun motivo per ritenere inaffidabile sia la valutazione
del dr. __________ che quella del dr. __________, non è parimenti necessario
ordinare una perizia giudiziaria.

Sulla scorta del considerandi precedenti, la decisione su opposizione contestata merita conferma, mentre il ricorso
dev’essere respinto. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti