# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 317501fa-b327-577d-a273-16405293e296
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-07-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.07.2013 32.2013.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-93_2013-07-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2013.93

   

  FC/sc

  	
  Lugano

  25 luglio
  2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca
  Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 6 maggio 2013 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 aprile 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Nel
giugno 2007, RI 1nato nel 1960, di professione consulente assicurativo, ha
presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti lamentando i postumi di
un incidente della circolazione stradale avvenuto nel maggio 2005, in relazione al quale l’assicuratore LAINF ha corrisposto le prestazioni di legge.

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, con decisione 9 settembre 2011 l’Ufficio AI ha accolto
la domanda assegnando una mezza rendita di invalidità dal 1. agosto 2006, una
intera dal 1. novembre 2006, una mezza dal 1. aprile fino al 30 settembre 2007,
ritenendo quindi che dal 1. ottobre 2007 non vi era più alcun diritto a prestazioni.

                                         L’assicurato
si è aggravato contro questo provvedimento dinnanzi al TCA. Nell’ambito della
procedura ricorsuale, l’Ufficio AI, vista la documentazione prodotta dal
ricorrente, ha postulato il rinvio degli atti per effettuare ulteriori chiarimenti
di natura psichiatrica. Vista l’adesione a tale proposta del ricorrente, con
decisione del 19 gennaio 2012, il TCA ha omologato la transazione intervenuta
tra le parti e, quindi, stralciato la causa dai ruoli e
rinviato gli atti  all'amministrazione affinché procedesse agli accertamenti
necessari (STCA 32.2011.272).  

                                         

                               1.2.   Ricevuti
gli atti, l’Ufficio AI, alla luce di una perizia eseguita il 12 aprile 2012 dal
Centro Peritale per le Assicurazioni sociali (CPAS) e di una ulteriore
rivalutazione del 14 febbraio 2013 del dr. __________, psichiatra, mediante
decisione 9 aprile 2013, preceduta da un progetto del 5 ottobre 2012, ha sostanzialmente confermato le conclusioni del precedente provvedimento del 9 settembre 2011
e, quindi, l’assenza di un grado di invalidità rilevante ai fini
dell’attribuzione di una rendita a far tempo dal 1. ottobre 2007.  

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso al TCA l'assicurato, rappresentato dallo studio legale avv. RA
1, prodotta documentazione già agli atti oltre ad un certificato medico del 2
maggio 2013 del dr. __________, ha contestato le conclusioni dell’ammini-strazione
chiedendo l’attribuzione di una rendita intera dal 1. ottobre 2007.

                                      

                               1.4.   Con la risposta di causa l’Ufficio AI ha postulato il rinvio degli
atti per l’esecuzione di ulteriori accertamenti (di natura psichiatrica) proposti,
nell’allegata nota del 21 maggio 2013, dal proprio SMR e per la resa di una nuova
decisione. 

 

                               1.5.   Dal
canto suo, l’assicurato, tramite il suo legale, in uno scritto del 11 giugno 2013, ha fatto valere quanto segue:

 

" 
In merito alla procedura
in epigrafe, nella mia qualità di patrocinatore del signor RI 1, , faccio riferimento
al Suo scritto 3 giugno us per comunicarLe l'adesione del mio mandante alla
proposta dell'Ufficio AI; tale adesione è subordinata all'attribuzione di
congrue ripetibili, ritenuto che per costringere l'Ufficio AI ad ulteriori
accertamenti è stato necessario introdurre il ricorso 6 maggio 2013.

Va da sé che con l'adesione di cui sopra, il mio
mandante non rinuncia ad ogni e qualsiasi suo diritto che dovesse insorgere a
seguito degli ulteriori accertamenti e/o delle ulteriori decisioni che l'Ufficio
AI dovesse prendere.

Inoltre si postula che il perito debba essere scelto di
concerto dalle parti; egli dovrà inoltre indicare alle parti i nominativi degli
specialisti che verranno consultati per i diversi settori e per i diversi accertamenti,
qualora venissero incaricate terze persone." (doc. VIII)

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

                                      

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011;
STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         Nel merito

                                      

                               2.2.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.),
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
2007, p. 1411, n. 46). Secondo l’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI
l’assicurato ha diritto ad una rendita se ha avuto un’incapacità al lavoro
(art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione
(e, per la lett. c, se al termine di questo anno è invalido [art. 8 LPGA]
almeno al 40%). Secondo il cpv. 2 del medesimo art.  28 LAI gli assicurati
hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre
quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.
Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile
da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il
reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla
nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe
potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora
realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in
attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del
lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale
del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

                                         Per l’art. 29 cpv. 1 LAI il diritto alla rendita nasce al più
presto dopo sei mesi dalla data in cui l’assicurato ha rivendicato il diritto
alle prestazioni conformemente all’art. 29 cpv. 1 LPGA.

 

                               2.3.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977
p. 169; Pratique VSI 1996 p. 318, 321, 324; RCC 1992 p. 180; STFA I
148/98 del 29 settembre 1998; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht,
Berna 2003, p. 128).

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni fisici, possono
determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono essere
annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA I 148/98 del
29 settembre 1998)."

 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacoma-nia, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre
1999; I 148/98 del 29 settembre 1998; RCC 1992 p. 182 consid. 2a con
riferimenti). 

                                         

                               2.4.   Nell’evenienza concreta, l’Ufficio AI, in evasione della domanda
di prestazioni, ha dapprima fatto eseguire una perizia dal SAM, che, nel
referto del 14 luglio 2009, poste le diagnosi invalidanti di “Sindrome cervicospondilogena cronica con sindrome
cervicobrachiale cronica sin. di origine principalmente muscolotensiva con
possibile lieve sindrome radicolare cronica C6 sin. non deficitaria su ernia
discale C5-C6 sin. (ICD-10 M 47.9, Sindrome depressiva ricorrente, episodio
attuale di grado lieve (ICD-10 F 33.0), Sindrome somatoforme da dolore persistente
(ICD-10 F 45.4, Esiti di trauma distorsivo cervicale grado Il QTF (incidente
della circolazione del 24.05.2005) (ICD-10 S 13.4)”, concludeva per un’abilità lavorativa
completa dal 24 maggio al 31 dicembre 2005, del 20% dal 1. gennaio al 7 agosto
2006, totale dal 9 agosto al 31 dicembre 2006, del 30% dal 1. gennaio all’11
aprile 2007, totale dal 12 aprile al 1. giugno 2007 e dal 2 giugno 2007 del 30%
nell’attività precedentemente svolta di consulente assicurativo e finanziario,
attività da considerare particolarmente favorevole considerate le sue
condizioni di salute (doc. AI 37). 

                                         Interpellata
la consulente professionale (doc. AI 50), l’amministrazione aveva quindi
riconosciuto all’assicurato una mezza rendita di invalidità (grado di
invalidità del 52%) dal 1. agosto 2006, una rendita intera dal 1. novembre
2006, ad una mezza rendita (grado di invalidità del 59%) dal 1. aprile 2007
fino al 30 settembre 2007, ritenendo quindi che dal 1. ottobre 2007 non vi era
più alcun diritto ad una rendita (provvedimento del 9
settembre 2011, cfr. consid. 1.1). 

                                         Contestata
mediante ricorso al TCA, tale decisione è quindi stata annullata per avvenuta
transazione tra le parti e gli atti  retrocessi al fine di effettuare ulteriori
accertamenti di natura psichiatrica (decisione di stralcio del TCA del 19 gennaio
2012, 32.2011.272). 

                                         L’Ufficio
AI ha quindi fatto allestire una perizia dal CPAS, il quale, con referto 12
aprile 2012, a cura della dr.ssa __________ e del dr. __________, ha escluso
l’esistenza di diagnosi psichiatriche con valenza invalidante, ponendo unicamente
come diagnosi, senza influsso sulla capacità lavorativa, quella di “sindrome
somatoforme da dolore persistente” presente dal 2006. In merito alla capacità lavorativa la perizia ha concluso:

 

" 
II periziando non mostra
menomazioni qualitative e quantitative a livello psicologico e mentale che
incidano sulla sua capacità lavorativa.

L'attività lavorativa da lui svolta fino al 24.05.2005
è ancora praticabile nella misura del 100%. Non è constatabile una diminuzione
del rendimento.

La limitazione della capacità lavorativa precedente dal
profilo psichiatrico in relazione all'episodio depressivo così come constatato
dal Dr. med. __________ (era il 22.04.2009 di lieve gravità e si è risolto
completamente tra il 2009 e il 2010 secondo quanto riferito dal periziando al
perito) e così come da lui stabilito del 30% dal 02.06.2007 è stata recuperata
totalmente dal 01.01.2010. Con la risoluzione dell'episodio depressivo la
sindrome somatoforme da dolore persistente non ha incidenza sulla sua capacità
di lavoro.

La capacità lavorativa del periziando è da considerarsi
al 100% dal 01.01.2010. (…)" (doc. AI 109/23)

 

                                         L’assicurato
ha quindi prodotto due certificazioni dei curanti dr. __________, generalista,
e del dr. __________, psichiatra, entrambe attestanti una completa inabilità
lavorativa (doc. AI 128, 134), alla luce delle quali l’Ufficio AI ha predisposto
un ulteriore approfondimento a cura del dr. __________, psichiatra, il quale, con
perizia del 14 febbraio 2013, ha posto quale diagnosi con ripercussioni sulla
capacità lavorativa quella di “Episodio depressivo di medio
gravità con sintomi biologici (ICD 10 F32.11) dal novembre 2012” e quali diagnosi
senza ripercussioni sulla capacità di lavoro quella di Sindrome somatoforme da
dolore persistente (ICD10 F45.4) dal 2006" e sulla capacità lavorativa concluso
quanto segue:

 

" 
(…)

Le menomazioni qualitative e quantitative constatate a
livello psicologico e mentale sono attribuibili allo stato depressivo di media
gravità attualmente obiettivato. Tale condizione determina, da un punto di vista
esclusivamente psichiatrico, una inabilità lavorativa del 50% in qualsiasi
attività lucrativa da novembre 2012. Analogamente sull'arco dell'intera
giornata lavorativa c'è un rendimento ridotto del 50%. (…)" (doc. AI
144/7)

 

                                         Sulla
base di queste conclusioni l’Ufficio AI, nuovamente interpellato il consulente
professionale, mediante la decisione impugnata, per il periodo dal 1. agosto
2006 al 30 settembre 2007 ha confermato le prestazioni di invalidità già assegnate
con la decisione del 9 settembre 2011, confermando pure un grado di invalidità
insufficiente per l’erogazione di una rendita di invalidità per il periodo
successivo al 1. ottobre 2007 (doc. AI 147-3). 

 

                               2.5.   Unitamente
al suo ricorso, l’assicurato ha prodotto documentazione già agli atti oltre ad un
certificato medico del 2 maggio 2013 del dr. __________, attestante:

 

" 
Egregio avvocato,

le riferisco in merito all'evoluzione del quadro
clinico concernente il signor RI 1, in mia cura dal 2 novembre 2012.

Egli è stato peritato, per l'ufficio Assicurazione
Invalidità, dallo psichiatra dottor __________ (2 colloqui rispettivamente in
data 1 e 14 febbraio 2013).

Le conclusioni peritali hanno portato alla diagnosi di
episodio depressivo di media gravità, con sintomi biologici (ICD 10 F32.1) e,
conseguentemente, al riconoscimento di un'inabilità lavorativa del 50%.

Il dottor __________ ha quindi confermato la mia
diagnosi discostandosene parzialmente solo per'quanto concerne l'entità del
disturbo.

A questo proposito mi permetto di far notare come,
nell'ambito del disturbo citato, le oscillazioni del tono dell'umore siano
inevitabili e contemplate nel manuale di diagnostica ICD-10. Verosimilmente il
perito ha incontrato l'assicurato nel breve periodo durante il quale la
sintomatologia depressiva risultava essere meno accentuata.

Seguendo il signor RI 1 con regolarità dal mese di
novembre 2012 posso tuttavia confermare la persistente e prevalente grave
deflessione del tono dell'umore che, a questo punto, può essere ricondotta ad
una sindrome depressiva ricorrente.

La situazione è complicata dal fatto che detta
sindrome, nel caso specifico, risulta resistente al trattamento psicofarmaco
logico.

L'assicurato è stato trattato con Fluoxetina (fino a 60
mg/die), Bromazepam, Quetiapina, Bupropione e Trazodone (che assume attualmente
al dosaggio di 200 mg la sera).

II quadro psicopatologico è attualmente riconducibile
ad uno stato depressivo grave nell'ambito della menzionata sindrome depressiva
ricorrente.

L'esame psichico ci confronta con un uomo in condizioni
generali ridotte, trascurato nell'aspetto, vigile, orientato ma visibilmente
sofferente, scoraggiato ed amareggiato.

Evita il contatto visivo con l'interlocutore, risponde
alle domande in maniera molto sintetica e risulta vieppiù ermetico.

L'espressione del volto comunica tristezza, a tratti
disperazione, rabbia, risentimento, profonda sofferenza e rassegnazione.

La mimica e la gestica sono ridotte in presenza di
inibizione psicomotoria.

L'assicurato, pur se stimolato, risulta assente,
distratto e presenta importanti deficit della memoria e della concentrazione.

La forma del pensiero è corretta ma il contenuto è
povero e caratterizzato da spunti di stampo persecutorio.

Sono presenti sentimenti di disistima, vergogna, vuoto,
inutilità, impotenza ed autosvalutazione.

Il tono dell'umore è marcatamente deflesso in presenza
di un'ideazione suicidale passiva che potrebbe, su base impulsiva, portare ad
agiti auto aggressivi non prevedibili. Nulla la progettualità.

 

Viste le condizioni psichiche descritte, il signor RI 1
è da considerare inabile al lavoro nella misura del 100%, per qualsiasi
attività, dal mese di novembre 2012." (doc. L)

                                         

In
proposito, nelle “Annotazioni” del 21 maggio 2013, la dr.ssa __________, psichiatra
del SMR, ha ritenuto indispensabile una rivalutazione psichiatrica osservando:

 

" 
(…)

Visto il decorso descritto dallo psichiatra curante, è
indicata una nuova valutazione che accerti l'andamento longitudinale del
disturbo affettivo esordito nel 2007, andato poi in remissione (vedi perizia
Dr.ssa __________) e poi riacutizzatosi nel 2012 (vedi perizia Dr. __________ e
scritto Dr. __________).

Appare utile valutare il decorso clinico dal novembre
2012, data di inizio della nuova presa a carico psichiatrica, in particolare se
il quadro clinico evidenziato dal Dr __________ è rimasto costante nel tempo o
se come sostiene il curante si è trattato di un breve miglioramento del quadro
psicopatologico. Per questo motivo si chiede nuova valutazione psichiatrica
dove vengano fatti più colloqui ad adeguata distanza di tempo nell'arco di tre
mesi, anche con l'ausilio di test. Sono inoltre da valutare i criteri di
Foerster, in presenza di un disturbo somatoforme.

Si chiede poi al perito di valutare se le limitazioni
psichiatriche sono cumulabili o meno con quelle somatiche espresse in perizia
SAM dopo discussione plenaria con i periti interessati." (doc. VI/bis)

 

                               2.6.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; I 462/05 del 25 aprile 2007, U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio
2003; DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; Meyer Blaser, Die           Rechtspflege in der
Sozialversicherung, BJM 1989 p. 31), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; I 462/05 del 25 aprile 2007).

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354). Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Per quel
che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a/cc);
Pratique VSI 2001 p. 109 consid. 3a/cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, p. 230).

                                         Va inoltre ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/ 2007 del 25 aprile 2008, I 462/05 del 25 aprile 2007).

                                         

                               2.7.   Nella
fattispecie, l’Ufficio AI ha sostanzialmente negato l’attribuzione di una rendita
di invalidità per il periodo successivo al 1. ottobre 2007, concludendo per un
grado di invalidità del 21% e, quindi, insufficiente per l’attribuzione di una
rendita di invalidità (consid. 1.2.).  

Tale tesi è
contestata dal ricorrente, il quale, sulla base dei certificati prodotti, ha in
sostanza sostenuto di essere inabile in maniera superiore facendo inoltre valere
un peggioramento delle sue condizioni di salute. 

 

                                         Ora,
ricordato come per costante giurisprudenza il giudice delle
assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base
della situazione di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in
concreto il 9 aprile 2013 (doc. A1) - quando si ritenga che fatti verificatisi
ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione resa (DTF 132 V 215, 130 V 138, 129 V
4 consid. 1.2), i rapporti medici prodotti dall’interessato in sede ricorsuale
possono essere presi in considerazione poiché quanto descritto dal dr. Quirici si
riferisce anche alla situazione valetudinaria dell’assicurato antecedente
all’emissione della decisione contestata.

Al riguardo, viste
le citate attestazioni mediche, appare in particolare verosimile che i problemi
psichiatrici che affliggono l’assicurato abbiano subito un ulteriore
peggioramento rispetto alla situazione presente non solo all’epoca della
perizia del SAM del 14 luglio 2009 (doc. AI 37), ma anche rispetto alle
valutazioni psichiatriche del 12 aprile 2012 (doc. AI 109-23) e 14 febbraio
2013 (doc. AI 144). Inoltre appare verosimile che al momento della resa
dell’atto amministrativo litigioso lo stato di salute dell’assicurato e gli
effetti invalidanti ad esso riconducibili fossero tali da giustificare
l’esperimento di ulteriori indagini. 

                                         Del
resto, esaminate le certificazioni prodotte con il ricorso, anche
l’amministrazione, sentito il preavviso del medico SMR, ha dichiarato di
ritenere necessario procedere a nuovi accertamenti psichiatrici, posto come
dall’inserto non fosse possibile desumere l’evoluzione esatta della
problematica psichica di cui è sofferente il richiedente (cfr. IV e IVbis). 

Questa Corte deve
quindi condividere, con il SMR, la necessità di esperire ulteriori chiarimenti,
con mandato per una perizia psichiatrica, ritenuto come la documentazione
acquisita all’inserto non consenta di addivenire ad un chiaro
e attendibile giudizio sullo stato di salute dell'assicurato e sulle sue effettive
ripercussioni invalidanti sino al momento determinante della pronuncia
del provvedimento querelato (cfr. fra le tante DTF 132 V 215, 130
V 138). 

                                         

                               2.8.   Nella
STF 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (DTF 137 V 210) il Tribunale federale ha
precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una
perizia giudiziaria e in quali può invece rinviare gli atti all'assicuratore
per un complemento istruttorio. Lo scrivente Tribunale in precedenti vertenze ha
già avuto modo di rinviare l’incarto all’Ufficio AI o perché ha
ritenuto che vi erano accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che
necessitavano di un complemento (“Ergänzung von gutachtlichen
Ausführungen”; cfr STCA 32.2011.107 del 27 ottobre 2011),
o perché vi erano delle carenze negli accertamenti svolti
dall’amministrazione (“Eine Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich,
wenn sie allein in der notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten
Frage begründet ist. Ausserdem bleibt es dem kantonalen
Gericht (unter dem Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen,
wenn lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen
Ausführungen erforderlich ist”; cfr. STCA
32.2011.115 del 27 ottobre 2011).

                                         

                                         Nella fattispecie, l’amministrazione, chiesta la retrocessione degli
atti, conformemente a quanto concluso dal medico SMR, ha sostanzialmente
indicato che avrebbe proceduto direttamente ad effettuare gli opportuni
approfondimenti mediante mandato di allestimento di una perizia psichiatrica, riservandosi
altresì di sottoporre per valutazioni le relative risultanze ai periti SAM onde
definire l’eventuale cumulabilità delle limitazioni derivanti dalle affezioni
psichiche con quelle da ascrivere ai problemi somatici (VI). 

                                         Ora,
rilevato come ci troviamo di fronte ad un accertamento dei fatti lacunoso, considerate
le patologie di cui è portatore l’assicurato, si giustifica il rinvio
degli atti all’amministrazione, affinché metta in atto un
approfondimento a livello psichiatrico e, a dipendenza dell’esito dello stesso,
pluridisciplinare, ritenuto come la documentazione all’inserto non
consenta di addivenire ad un chiaro e attendibile giudizio
sulle condizioni  dell’assicurato ed ad una valutazione globale della residua
capacità lavorativa che tenga conto delle varie patologie di cui soffre,
nell’originaria professione di consulente assicurativo ed in attività adeguate,
sino al momento determinante della pronuncia del provvedimento
amministrativo querelato (DTF 132 V 215 e 121 V 362). Una
volta effettuata la perizia, l’Ufficio AI si determinerà nuovamente, mediante
la resa di una nuova decisione, sull’eventuale diritto alla rendita, se necessario
mediante il consueto raffronto dei redditi, e questo nel rispetto dei principi
legali e giurisprudenziali applicabili (cfr. in  proposito il consid. 2.2).  

 

                                         Quanto
alla richiesta del ricorrente, il quale postula che il perito venga scelto “di
concerto dalle parti”’ e che lo stesso indichi alle parti i nominativi
degli specialisti che verrebbero ulteriormente consultati (cfr. VIII), va detto
che la partecipazione dell’assicurato in caso di perizia allestita
dall’amministrazione è regolata esclusivamente dall’art. 44 LPGA che recita quanto
segue:

 

"  Se
per chiarire i fatti l’assicuratore deve far ricorso ai servizi di un perito
indipendente, ne comunica il nome alla parte. Essa può ricusare il perito per
motivi fondati e presentare controproposte. “

                                         

                                         Secondo
la giurisprudenza alla persona che verrà periziata deve essere reso noto in
anticipo l’identità del perito, con comunicazione anche della sua specializzazione,
al fine di permettergli di osservare i suoi diritti di partecipazione alla procedura
e in particolare di far valere l’esistenza di eventuali motivi di ricusa (SVR
2007 IV n. 27; cfr. anche DTF 132 V 376 e 93 in materia di perizia SAM). Non esiste per contro un diritto dell’assicurato di partecipare direttamente alla scelta
 del perito, tale prerogativa incombendo all’amministrazione.

                                         Resta
per contro riservata la facoltà per l’assicurato di contestare la scelta del
perito sulla base di validi motivi di ricusa così come quella di preventivamente
prendere posizione sulle domande peritali e di sottoporre propri quesiti supplementari
(cfr. in argomento la già citata DTF 137 V 210 consid. 3 e 136 V 113).   

                                         Del
resto non è superfluo osservare che ai sensi dell'art. 29 cpv.
2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza,
dal diritto di essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per
l'interessato di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei
suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire
sul provvedimento, quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di
partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi
al riguardo (STFA H 97/04 del 29 giugno 2006; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 126 V
131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui
giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa, 
124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).

                                         Infine,
a  proposito delle perizie mediche
eseguite nell'ambito della procedura amministrativa, si ricorda che il TFA ha
stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati
riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e
sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che
indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; 122 V
161, 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2). La Corte federale ha ribadito altresì che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di
dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento. Lo stesso vale per le perizie fatte
esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 p. 95).

                                         D’altra
parte, le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati,
in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi
specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini
approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria
piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro
credibilità (Pratique VSI 2001 p. 109; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008 e I 462/05 del 25 aprile 2007).

                                         Inoltre,
va osservato che secondo la giurisprudenza in un procedimento assicurativo
sociale, l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003,
consid. 2.1.1).

                                         

                               2.9.   Per quanto precede, il ricorso va accolto, la decisione impugnata
annullata e gli atti rinviati all’amministrazione affinché, effettuati gli
accertamenti sopra enunciati, si pronunci nuovamente sul diritto a prestazioni.

                                         

                                         Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

                                         Visto
l'esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
dell'Ufficio AI, il quale verserà inoltre al ricorrente, patrocinato da un
legale, un'indennità per ripetibili di fr. 1'500.-- (art. 61 cpv. 1 lett. g
LPGA). 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

                                         § 
  La decisione è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’Ufficio AI affinché proceda agli accertamenti di cui ai consid. 2.7. e 2.8
e renda una nuova decisione.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI, il quale verserà
all’assicurato fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti