# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 88322853-ba91-59ff-92eb-98f289ad6565
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-04-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.04.2010 30.2009.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2009-32_2010-04-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2009.32

   

  cs

  	
  Lugano

  2 aprile 2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 (recte: 25) settembre
2009 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28 agosto
  2009 emanata da

  
	
   

   

   

   

   

   

  parte chiamata in causa:

   

   

  	
  Cassa CO 1

   

   

  in materia di contributi AVS

   

   

  PI 1

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1 è titolare della “__________” di __________.

 

                                         Con
decisione formale del 10 luglio 2009 la Cassa CO 1 ha stabilito che le
retribuzioni versate dal 2004 da RI 1 a PI 1, fino a quel momento affiliata
quale persona senza attività lucrativa, vanno considerate salario determinante,
poiché l’interessata ha lavorato unicamente per la “__________” di __________
(doc. 3). Il provvedimento è stato notificato ad entrambi gli assicurati.

 

                                  B.   Con
opposizione del 31 luglio 2009 RI 1 è insorto contro la predetta decisione,
affermando di essersi avvalso, limitatamente a due volte all’anno, dal 2004 al
2007, di PI 1, la quale, sin da subito, si è presentata come persona
indipendente. L’interessata, amante dell’arte ed esperta di porcellane, ha
un’ottima conoscenza dei sistemi informatici (Office), per cui, quando si è
proposta di collaborare in caso di bisogno, RI 1 ha accettato il suo aiuto.
L’opponente ha in particolare evidenziato che PI 1 fatturava le prestazioni in
base alla tipologia di lavoro svolto, alle ore o giorni impiegati e questo solo
quando la __________ richiedeva la sua collaborazione (in concreto due volte
all’anno). L’interessata ha svolto presso il suo domicilio tutti i lavori
amministrativi, di catalogazione, preparazione dei programmi e/o recandosi
direttamente presso i clienti per visionare e/o valutare la merce, senza
pertanto essere presente in negozio, poiché disponeva già di tutta la struttura
necessaria (doc. 2).

 

                                  C.   Anche
PI 1, il 3 agosto 2009, è insorta contro la decisione formale. L’assicurata ha
affermato che l’attività svolta per RI 1 era del tutto marginale, non avendo
mai avuto alcuna garanzia di regolarità. Quando c’era la necessità di un aiuto
per l’allestimento di un’asta, ciò che si verificava al massimo due volte
all’anno, si metteva a disposizione. L’interessata ha rilevato inoltre di aver
sempre pagato i contributi AVS (doc. 7).

 

                                  D.   Il
26 agosto 2009 PI 1 è stata sentita dall’amministrazione (doc. 5).

                                         

                                  E.   Con
due distinte decisioni su opposizione del 28 agosto 2009 la Cassa ha confermato
la qualifica di dipendente per l’attività svolta da PI 1 a favore di RI 1. Dopo
aver rammentato, nella decisione inerente PI 1, i redditi aziendali tassati a
livello fiscale (fr. 17'316 nel 2004, fr. 13'200 nel 2005, fr. 5'400 nel 2006 e
fr. 5'000 nel 2007), l’amministrazione ha precisato che RI 1, dal 2004 al 2007,
è stato l’unico committente e che PI 1 non sopporta il rischio economico tipico
dell’imprenditore (incasso, assunzione perdite, incarichi importanti; doc. 1 e
4). 

 

                                  F.   Il
25 settembre 2009 RI 1 è tempestivamente insorto contro la predetta decisione
su opposizione (doc. I). Il ricorrente, che rinvia in parte alle considerazioni
già espresse in sede di opposizione, ha ribadito di essersi avvalso della
collaborazione di PI 1 limitatamente a due volte all’anno, in periodi diversi e
solo nella misura in cui la sua attività professionale necessitava di una
collaborazione per l’organizzazione delle aste. Ciò solo fino al 2007.
L’interessata si è sempre presentata come indipendente, lavorava a casa sua con
le proprie attrezzature informatiche e con il proprio materiale, dimostrando
totale indipendenza e autonomia lavorativa. L’insorgente evidenzia che PI 1 si
spostava con la propria automobile, sosteneva i costi telefonici per i contatti
con la clientela, assumendosi un determinato rischio. La sua attività non era
soggetta ad un rapporto di subordinazione poiché organizzava le proprie
giornate lavorative con piena autonomia senza mai sottostare a direttive.

                                         Le
fatture indicavano un prezzo forfetario comprensivo di trasferte, pranzi fuori
casa e spese vive (telefono, fax, cancelleria, materiale ufficio, fotocopie,
ecc.) ed ogni altra spesa, comprese le fotografie degli oggetti da catalogare
che PI 1 effettuava e stampava a proprie spese.

                                         L’insorgente
sottolinea inoltre come l’interessata ha sempre regolarmente dichiarato gli
introiti percepiti e come PI 1, di cui richiama l’intero incarto dalla Cassa,
pagava regolarmente i conteggi e i contributi AVS.

                                         L’interessato
evidenzia inoltre che solo nel 2009 la Cassa ha deciso di affiliare PI 1 come
dipendente, per cui solo dalla data della decisione formale l’interessata può
eventualmente essere affiliata in tale qualità. Per il periodo precedente RI 1
fa valere la sua buona fede.

 

                                  G.   Con
risposta del 1° ottobre 2009 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del
ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione (doc. III).

 

                                  H.   L’8
ottobre 2009 il Giudice delegato del TCA ha chiamato in causa PI 1, ha
richiamato dalla Cassa l’intero incarto dell’assicurata ed ha fissato un
termine per determinarsi in merito (doc. V).

 

                                    I.   Il
24 marzo 2010 le parti sono state sentite nel corso di un’udienza da cui è
emerso quanto segue:

 

“La sig.ra PI 1
precisa di non avere una formazione specifica accademica nell'ambito dell'arte
e della consulenza in questo settore, ma di essersi formata sul
"campo" nel senso che con il marito prima del divorzio era riuscita a
costituire una collezione d'arte piuttosto significativa, forse la più
importante a livello ticinese ed in quest'ambito si è formata da autodidatta
approfondendo le sue conoscenze con letture specifiche. 

Questo l'ha condotta a
fornire le sue consulenze in particolare al sig. RI 1 e ciò dopo il divorzio
che aveva imposto un riassestamento della sua esistenza e la vendita di diversi
oggetti d'arte di sua proprietà.

La sig.ra precisa di
avere fornito anche consulenze a terzi senza fatturare queste sue prestazioni e
rendendole sostanzialmente a titolo grazioso nell'ottica di potere acquisire
clientela da portare poi alla casa d'aste del sig. RI 1. Tranne che in un'occasione
dove le sono state rimborsate le sole spese non ha quindi fornito una
consulenza specifica a clienti che le chiedevano un intervento ma si recava
presso gli stessi per una valutazione  e se la circostanza era data ossia se
gli oggetti valevano ed avevano un potenziale mercato, portava la circostanza a
conoscenza al sig. RI 1.

Di recente ciò è
avvenuto con una nobildonna __________ anche se in quell'occasione non si è
sviluppato poi la preconizzata vendita.

 

Sostanzialmente il
sig. RI 1 specifica che quando gli viene richiesto di procedere ad una vendita
all'asta di beni aventi valore artistico ed oggetti d'arte egli fa una
valutazione di quei beni per i quali è esperto (quadri, mobili, di argenti)
mentre che per le porcellane conferisce mandato alla sig.ra PI 1 per una
valutazione (porcellane, maioliche ed affini).

 

In sostanza la sig.ra PI
1 riceve l'incarico di occuparsi dell'elencazione, della valutazione, della
preparazione dei contratti, fotografie, visite accompagnanti i clienti ed
allestimento di piccoli cataloghi allestiti con computer mediante stampa di
fotografie.

Per fare questo
autonomamente si reca sui luoghi nel senso che si reca con i suoi mezzi ed
opera una valutazione dei beni cifrando pezzo per pezzo ciò che il cliente
vuole vendere all'asta.

 

Nella sua valutazione
la sig.ra è autonoma è capitato che ci fossero dei contrasti tra le valutazioni
della sig.ra PI 1 e quelle del sig. RI 1 ma in rarissimi casi. 

 

Questi pezzi laddove
il contratto veniva effettivamente concretizzato con il cliente da parte del
sig. RI 1, aveva il suo seguito, quindi i pezzi venivano venduti.

 

Per la determinazione
dell'onorario fissato nelle sue fatture dalla sig.ra PI 1 venivano considerati
da un lato le spese effettive d'altra parte il numero di ore messe a
disposizione, l'esito dell'asta ed in una certa misura anche il fatto che per __________
la sig.ra PI 1 ha portato il cliente. Questa circostanza che il sig. RI 1
valuta di procacciatrice d'affari è stata considerata nella fatturazione,
fatturazione che veniva anche discussa prima di essere formalizzata.

 

La sig.ra PI 1 osserva
che il rapporto con il sig. RI 1 è un rapporto di amicizia da anni, il rapporto
di collaborazione non è nato quindi mediante una ricerca del sig. RI 1 di
un'esperta del settore ma proprio a seguito di questo rapporto pluriennale.

Vengono prodotte le
fatture relative agli anni 2005-2006-2007 mentre quelle del 2004 sono già
consegnate agli atti.

 

La sig.ra PI 1 precisa
che gli importi del reddito aziendale sempre dichiarato e per il quale è stata
tassata nel 2004-2005-2006-2007 sono tutte esclusivamente derivanti dal lavoro
svolto su incarico del sig. RI 1, non ci sono fatturazioni a terzi.

 

Dal 1997 la sig.ra RI
1 è divorziata e dal 1998 paga quindi i suoi contributi quale persona senza
attività lavorativa.

 

Sia il sig. RI 1 che
la sig.ra invocano la loro buona fede.

 

Il sig. RI 1 attesta
di avere conferito procura all'avv. RA 1 ciò che conferma con la sottoscrizione
del presente verbale.” (doc. VIII)

 

                                         in
diritto

                                         

                                         in
ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF  H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         nel
merito

 

                                   2.   Oggetto
del contendere è la questione di sapere se PI 1 va considerata dipendente del
ricorrente.

 

                                   3.
  Sono assicurate obbligatoriamente in conformità della legge federale
sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che
hanno il loro domicilio civile nella Svizzera (art. 1 cpv. 1 lett. a LAVS).

A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa.

In applicazione dell'art. 4 cpv. 1
LAVS, i contributi degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono
calcolati in percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa
dipendente e indipendente.

Secondo l'art. 5 cpv.
2 LAVS, il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a
dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.

I contributi AVS degli assicurati
esercitanti un'attività lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto
di qualsiasi reddito che non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art.
9 cpv. 1 LAVS).

Il reddito proveniente da un'attività
lucrativa indipendente è stabilito deducendo dal reddito lordo le spese
generali necessarie per conseguire il reddito lordo (art. 9 cpv. 2 lett. a
LAVS).

Per l'art. 10 LPGA, è
considerato salariato chi per un lavoro dipendente riceve un salario
determinante secondo la pertinente legge.

L'art. 12 LPGA prevede
che è considerato lavoratore indipendente chi non consegue un reddito
dall'esercizio di un'attività di salariato (cpv. 1). Un indipendente può essere
contemporaneamente anche un salariato, se consegue un reddito per un lavoro
dipendente (cpv. 2).

 

Per quanto concerne la
qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, l'allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007:
Tribunale Federale) ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti,
la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato
a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi
per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente
o indipendente (STFA H 322/03 dell'11 marzo 2005; STFA H 31/04 del 21 marzo 2005).

In particolare,
insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo
statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).

 

                                   4.   Di
principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS,
quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne
l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere
dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato
non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige
la sua impresa e ne assume la responsabilità.

Questi princìpi non
comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita
economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è
necessario lasciare alla prassi delle autorità amministrative e alla prudenza
dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di
fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente
dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il
rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni
diverse (sentenza H 279/00 del 16 dicembre 2002; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF
122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161
consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere
quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (sentenza H 59/00 del 18
settembre 2000).

 

                                   5.   Secondo
la giurisprudenza del TFA ([dal 1° gennaio 2007: TF] ricapitolata in DTF 122 V
169 e DTF 122 V 284 consid. 2b; Pratique VSI 2001 pag. 252) i criteri
caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di
una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego
di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal
risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate
dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b).
Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome
proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante
società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982
pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori
di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni
singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).

Si è in presenza di
un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono
adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine
prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante
l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può
praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (Rehbinder,
Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; Vischer, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1,
pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono
indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di
stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture
sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato,
in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro
personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in
caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di
questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di
un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3b).

 

Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante
per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per
quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla
qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione
(Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; Greber/Duc/Scartazzini,
Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).

 

                                   6.   Il TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ha pure stabilito che la
qualifica dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto
puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta
personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un
assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come
tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale
dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività
lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.

 

Solo la natura di tale
attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è
determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a
priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come
indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (Pratique VSI 1993 pag.
226 consid. 3c = DTF 119 V 165).

Per questi motivi, un
assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro
e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna
esaminare se proviene da un’attività dipendente o no (Pratique VSI 1995 pag.
145 consid. 5a; DTF 104 V 127).

 

                                   7.   Nella più recente giurisprudenza il TF ha avuto modo di rammentare
che occorre tenere presente che la circostanza che un assicurato, all'inizio
della sua attività indipendente, svolga un lavoro principalmente per un solo committente,
è usuale (cfr. sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1, nonché
sentenza H 155/04 del 1° febbraio 2005, consid. 4.3) e come il processo, in
atto ormai da anni, del mutamento economico e sociale impone un cambiamento
radicale e celere del modo di agire e pensare un’attività lavorativa
indipendente. Asserire che la regolarità nel pagamento e nel quantum sia
sintomo di dipendenza significa fondare il proprio convincimento su stereotipi
preconcetti e avulsi dalla complessa realtà economica (sentenza H 82/05 del 30
gennaio 2007, consid. 4.3).

                                         Per
quanto concerne l’investimento, poco importante, in mezzi propri, il Tribunale
federale ha già evidenziato che per natura certe attività, in particolare nel
settore dei servizi, non necessitano di investimenti importanti. In tali casi,
ai fini della qualifica dello statuto, va quindi posto l’accento sul criterio
della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del rischio aziendale
(Pratique VSI 2001 pag. 55 consid. 6b pag. 60 con riferimenti; sentenza H
194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

 

                                         Infine
vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui occorre tenere
conto in relazione ad assicurati che esercitano contemporaneamente diverse
attività lavorative per diversi o per il medesimo mandante o datore di lavoro
(DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007,
consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per il medesimo
mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima attività per
diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in maniera differente,
in parte a titolo dipendente e in parte a titolo indipendente (DTF 119 V 161
consid. 3b pag. 164; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.4, sentenza
H 12/04 del 17 febbraio 2005, consid. 3 e 4.2.3 con riferimenti).

 

                                   8.   A
proposito dei consulenti va rammentato che in una sentenza pubblicata in DTF
110 V 72, in particolare pag. 79, consid. 4b, l’allora TFA ha stabilito che gli
elementi a favore di un'attività indipendente, in quel caso, erano predominanti
ed ha affermato:

 

" 
4(….)

 

Bei Beratungsverträgen wie dem vorliegenden liegt das typische
Unternehmerrisiko vielmehr gerade in dieser Einseitigkeit, welche durch die
erwähnten Möglichkeiten der Vertragsauflösung noch verschärft wird. Anderseits
liegt es in der Natur eines Beratungsauftrages, dass der Berater unter
Umständen keine oder nur wenige spezifische Investitionen vorzunehmen hat. Im
vorliegenden Fall dürften sich diese praktisch in der vorübergehenden
Einrichtung und Führung eines Büros in Brüssel erschöpft haben. Bei
Beratungsaufträgen wie dem vorliegenden geht es nicht an, das Merkmal des
Unternehmerrisikos und damit die selbständige Erwerbstätigkeit mit dem blossen
Hinweis auf fehlende erhebliche Investitionen zu verneinen, weil hier das
Unternehmerrisiko auf einer andern Ebene liegt. Falls die Beraterfunktion unter
Beizug eigener Angestellter und/oder durch Einsatz von Hilfsmitteln (Apparate,
Maschinen u.a.m.) ausgeübt würde, wären die dadurch bedingten Investitionen
lediglich als zusätzlicher Bestandteil des Unternehmerrisikos zu
betrachten."

 

                                         In un'altra sentenza del 18 settembre 2000 (inc. H 59/00), l’allora
TFA ha stabilito che il conferimento ad un fiduciario commercialista esterno
dell'incarico di tenuta della contabilità da parte di una persona giuridica
configura abitualmente gli estremi di un rapporto di mandato e quindi di una
retribuzione a seguito di attività lucrativa indipendente.

                                         In
quel caso l'assicurato, dipendente a tempo pieno presso una Casa medicalizzata
per persone anziane in qualità di contabile, nel tempo libero, in accordo con
il proprio datore di lavoro, si occupava della contabilità di alcuni clienti
che si erano rivolti a lui quando ancora svolgeva l'attività di fiduciario. Non
era in alcun modo integrato nell'organizzazione dell'associazione, non
possedeva alcun ufficio presso la medesima, aveva sempre svolto il mandato
affidatogli nei locali della propria abitazione, sopportava personalmente
l'affitto di tali locali e assumeva sia le spese per le infrastrutture che
quelle generali d'ufficio. Non esisteva alcun tipo di rapporto di
subordinazione con la sua mandante, non riceveva alcuna istruzione e sceglieva
liberamente tanto gli orari durante i quali svolgere il mandato quanto gli
strumenti necessari per fornire il risultato promesso. Egli sopportava inoltre
il rischio imprenditoriale nella misura in cui finanziava sia gli investimenti
effettuati per l'allestimento dell'ufficio che i premi di un'assicurazione
responsabilità civile stipulata a copertura di eventuali danni nell'esercizio
della sua professione di fiduciario.

 

                                         In
un'altra sentenza dell'8 luglio 2003 (inc. H 156/01), l’Alta Corte ha
confermato la qualifica di indipendente di un collaboratore libero e
indipendente che svolgeva lavori amministrativi e mandati di consulenza per
diverse società, tra le quali la ricorrente.

 

                                         In
una sentenza del 9 agosto 2004 (inc. H 117/03), l’allora TFA ha confermato che
un chimico industriale, che fungeva da consulente della ricorrente, andava
qualificato quale dipendente della società. L'Alta Corte ha inoltre rammentato
che:

 

"  si
può poi ancora ricordare - come già fatto dai giudici cantonali - che l'esistenza
di un'attività dipendente è possibile anche laddove, ad esempio, un
rappresentante non percepisce un salario fisso ma solo provvigioni, si assume
le spese generali, non è vincolato da una regione geografica, non è obbligato a
rispettare un determinato orario di lavoro e lavora per più ditte. Né va
dimenticato che i principi applicabili alla distinzione tra attività dipendente
e indipendente non comportano soluzioni uniformi e di applicazione automatica
quasi si trattasse di una scienza esatta. (…)"

 

                                         Con
sentenza 9C_324/2009 del 3 luglio 2009, il TF ha affermato:

                                         

„3.

Das
Sozialversicherungsgericht hat die Entschädigungen, welche die Gesellschaft
J.________ in den Jahren 2003 bis 2005 für seine Beratungstätigkeit bezahlt
hat, als massgebenden Lohn qualifiziert. Ausgehend davon, dass das
Unternehmerrisiko bei Beratungstätigkeiten als Unterscheidungsmerkmal in den
Hintergrund trete, legte es das Schwergewicht auf die Frage nach der
betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit. Dabei zog es
namentlich den Beratervertrag vom 13. Dezember
2006 heran, welcher verschiedene Klauseln aufweise, die als gewichtige Indizien
für eine betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorische Abhängigkeit sprächen.
Da die von J.________ übernommenen Tätigkeiten wie Akquisition, Projekt- und
Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und Vorfinanzierung von
Immobilienprojekten dem Gesellschaftszweck der Beschwerdeführerin entsprechen,
stünden sie in einem direkten Zusammenhang mit dem Verwaltungsratsmandat. Dies
erlaube den Schluss, dass J.________ diese Tätigkeit nicht ausführen würde,
wenn er nicht Verwaltungsrat der Gesellschaft wäre. Auch deshalb sei er mit
Bezug auf die für die Gesellschaft geleistete Arbeit als
Unselbstständigerwerbender zu betrachten.

 

(…)

 

4.3 Die Tatsache
sodann, dass Fachleute, die einmalig oder wiederholt als Berater zur Lösung bereichsspezifischer oder
organisatorischer Probleme hinzugezogen werden, rechtsprechungsgemäss
regelmässig als Selbstständigerwerbende gelten (BGE 110 V 72 E. 4b S. 78 f.),
führt zu keinem anderen Ergebnis, wie das BSV richtig bemerkt. Denn J.________
ist nicht nur oder in erster Linie in beratender Funktion tätig, sondern er hat
auch zahlreiche andere Aufgaben zu erfüllen: Akquisition, kundenbezogene
Beratung, Projekt- und Bauleitungsarbeiten sowie Vermittlung, Vermarktung und
Vorfinanzierung von Immobilienprojekten.“ (sottolineatura del redattore)

 

                                         Va
ancora evidenziato che con sentenza del 26 aprile 2007 (H 102/06, H 108/06),
l’Alta Corte, a proposito della qualifica dell’attività svolta da autori di
libri, ha affermato:

 

„6.4 Das kantonale
Gericht hat zunächst erwogen, zwar liege kein - für die Annahme einer
selbstständigen Erwerbstätigkeit sprechendes - spezifisches
Unternehmerrisiko der Autoren vor. Da die Tätigkeit eines Autors jedoch in
der Regel keine bedeutenden Investitionen erfordere, komme bei der Prüfung
des Beitragsstatuts dem Kriterium des Unternehmerrisikos eine deutlich
geringere Bedeutung zu als demjenigen der arbeitsorganisatorischen
(Un-)Abhängigkeit.

Das Eidgenössische
Versicherungsgericht hat in der Tat mehrfach entschieden, dass bei Tätigkeiten,
für deren Ausübung weder besondere Investitionen zu tätigen noch
Angestelltenlöhne zu bezahlen sind, das Unternehmerrisiko als Unterscheidungsmerkmal
zwar nicht gleich jede Bedeutung verliert (Urteil H 134/05 vom 4. April 2006,
E. 2), aber doch gegenüber dem Kriterium der
betriebswirtschaftlich-arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit in den Hintergrund
tritt. Es betraf dies Tätigkeiten im Dienstleistungsbereich, wie etwa
diejenige der Berater, welche einmalig oder
wiederholt zur Lösung von bereichsspezifischen oder organisatorischen Problemen
hinzugezogen werden, ohne eindeutig in einem Arbeitsverhältnis zum Auftraggeber
zu stehen (BGE 110 V 72 E. 4b S. 80; SVR 2005 AHV Nr. 3 S. 7, E. 3.1 mit
Hinweisen, H 7/03 und H 10/03; Urteil H 77/04 vom 19. Mai 2005, E. 3.2).

 

Wer als Autor ein Werk
verfasst, um es im Rahmen eines Verlagsvertrages dem Verlag zur Herausgabe zu
überlassen, erbringt in erster Linie eine mit Zeitaufwand verbundene
intellektuelle Leistung. Materielle Investitionen hat der Autor höchstens
in bescheidenem Rahmen, etwa für einen Arbeitsraum und einen Computer, zu
tätigen. Diese Infrastruktur wird zudem in der Regel auch privat, ausserhalb
der Autorentätigkeit für den Verlag, genutzt. Insofern besteht kein
Anlass, die Tätigkeit des Autors bei der Gewichtung der für die Beitragspflicht
massgeblichen Kriterien anders zu behandeln als etwa die des Beraters.

6.5 Die Vorinstanz hat
die demnach im Vordergrund stehende Frage der betriebswirtschaftlichen bzw.
arbeitsorganisatorischen Abhängigkeit der drei Autoren vom Verlag nach Massgabe
der gemäss den einzelnen Verträgen geltenden Regeln geprüft. Im Einzelnen
hat sie hauptsächlich erwogen, die Autoren hätten sich weder an Weisungen des
Verlags zu halten noch seien sie in dessen Arbeitsorganisation eingebunden.
Sie seien nicht verpflichtet, über ihre Tätigkeit oder ihre Zeit- und
Mittelverwendung Rechenschaft abzulegen, und es stehe ihnen frei, zu welchen
Zeiten sie sich ihrer schriftstellerischen Tätigkeit widmeten und auf welchen
Zeitpunkt sie ihr Werk fertigstellten. Sie benötigten überdies keine
Infrastruktur des Verlags für ihre Tätigkeit.

 

(…)

 

6.5.2 Dass bestimmte
Ablieferungs- oder Erledigungsfristen einzuhalten sind, bildet indessen
Bestandteil vieler Aufträge und Werkverträge, ohne dass die Auftragsnehmer
resp. Unternehmer deswegen als unselbstständigerwerbend betrachtet werden. Der
Einwand betreffend die Benützung von Infrastruktur des Verlages geht insofern
an der Sache vorbei, als hier massgebend ist, ob und inwieweit der Autor für
die eigentliche Erledigung seiner Tätigkeit Einrichtungen des Verlages
beanspruchen muss. Die Tätigkeit des Autors besteht nun aber in der Erstellung
des Manuskriptes. Und diese Arbeit erfolgt in der Regel mit der eigenen
Infrastruktur der Autoren ausserhalb der Räumlichkeiten des Verlages. Weiter
trifft zwar zu, dass zwei der hier zur Diskussion stehenden Werke periodisch
und unter Beachtung bestimmter Erledigungsfristen und formaler Vorgaben
(Regesten-Sammlung) zu aktualisieren sind. Die dadurch begründete Bindung an
den Verlag geht aber nicht darüber hinaus, was - mutatis mutandis - etwa für
Geschäftsbeziehungen betreffend die Instandhaltung und nötigenfalls Erneuerung
beispielsweise von Büromaschinen (sog. Serviceverträge oder - abonnements) oder
auch von Gartenanlagen gilt. Die Autoren sind überdies auch bei den Nachträgen
frei, zu welchen Zeiten sie die Bearbeitung vornehmen wollen. Die vertraglich vereinbarten
Konkurrenzverbote sodann gelten, wie vom kantonalen Gericht in nicht zu
beanstandender Weise erkannt, für ein so enges sachliches Gebiet, dass den
Autoren genügend Spielraum bleibt, in anderen Fachgebieten sowie für andere
Verlage Werke zu verfassen, und ihre betriebswirtschaftliche Unabhängigkeit nur
unwesentlich eingeschränkt ist. Schliesslich lassen auch die Bestimmungsrechte,
welche dem Verlag gemäss den vertraglichen Vereinbarungen unter anderem bei der
Festsetzung des Ladenpreises, der Auflagen und der Ausstattung der in den
Verkauf gelangenden Werke sowie bezüglich der Verwendung der nicht verkauften
Exemplare zukommen, die Autoren nicht als abhängig erscheinen. Dies gilt selbst
dann, wenn die Ausübung der Bestimmungsrechte durch den Verlag die sich nach
den Verkaufsergebnissen richtenden Honorare beeinflussen mag, zumal letztere,
wie S.________ bestätigt, ohnehin nicht annähernd eine Höhe erreichen, welche
beispielsweise zur Deckung eines Lebensunterhaltes zu genügen vermöchte.

 

(….) 

 

6.5.3 Wenn das
kantonale Gericht zum Ergebnis gelangt ist, die Autoren seien
arbeitsorganisatorisch praktisch vollständig unabhängig, lässt sich dies nach
dem Gesagten nicht beanstanden.

6.6 Die weitere
Beurteilung der Vorinstanz, wonach bei untergeordneter Bedeutung des Kriteriums
des Unternehmerrisikos und fehlender betriebswirtschaftlicher bzw.
arbeitsorganisatorischer Abhängigkeit der Autoren vom Verlag keine
unselbstständige Erwerbstätigkeit vorliegt, ist nicht bundesrechtswidrig und
hält sich im Rahmen dessen, was das Eidgenössische Versicherungsgericht in
ähnlichen Fällen, wie etwa betreffend die Vergütung eines Historikers für
die Redaktion einer Jubiläumszeitschrift (EVGE 1951 103), die Einnahmen
eines Musikers aus dem Verkauf von Schallplatten (BGE 114 V 129) sowie die
urheberrechtlichen Vergütungen, welche ein Komponist für die Verwendung seiner
Werke von der SUISA (Schweizerische Gesellschaft für die Rechte der Urheber
musikalischer Werke) erhält (SVR 1994 AHV Nr. 10 S. 23), entschieden hat.“ (sottolineature
del redattore)

 

                                   9.   L’insorgente
solleva innanzitutto implicitamente la prescrizione dei contributi, laddove
chiede che la qualifica di dipendente abbia valore al più presto dal 10 luglio
2009, ossia da quando la Cassa, tramite decisione formale, ha rifiutato il
carattere indipendente dell’attività svolta da PI 1.

 

Va rilevato che in
virtù dell'art. 16 cpv. 1 LAVS,
i contributi, il cui importo non è stato fissato in una decisione notificata
entro un termine di cinque anni dalla fine dell'anno civile per il quale sono dovuti, non possono essere né pretesi
né pagati. In deroga all'art.
24 cpv. 1 LPGA, trattandosi di contributi secondo gli art. 6, 8 cpv. 1 e 10
cpv. 1, il termine decorre dalla fine dell'anno civile in cui passa in giudicato la tassazione fiscale
determinante o la tassazione consecutiva a una procedura di ricupero d'imposta.

Il tenore di questa
seconda frase è stato reso più comprensibile il 24 settembre 2009 dalla
Commissione di redazione dell'Assemblea
federale (RU 2009 5021). Ora è il seguente:

 

"  In deroga all'art. 24 cpv. 1 LPGA,
trattandosi di contributi secondo gli articoli 6, 8 cpv. 1 e 10 cpv. 1, il
termine di prescrizione scade alla fine dell'anno
civile successivo a quello in cui passa in giudicato la tassazione fiscale determinante
o la tassazione consecutiva a una procedura di ricupero d’imposta."

 

In concreto la Cassa ha
affiliato PI 1 quale dipendente di RI 1 con decisione formale del 10 luglio
2009, confermata dalla decisione su opposizione del 28 agosto 2009, senza
tuttavia fissare l’ammontare dei contributi dovuti, ma indicando, e solo nella
decisione su opposizione rilasciata nei confronti di PI 1, l’ammontare del
reddito aziendale derivante dalle tassazioni (cfr. doc. 1 e 4). Nel confronti
di PI 1 sono state per contro rilasciate 3 distinte decisioni formali (11
novembre 2008, 9 febbraio 2009 e 11 agosto 2009) tramite le quali sono stati
fissati i contributi quale persona senza attività lucrativa nel 2004, 2005 e
2006 (doc. VI/18; VI/19 e VI/20).

 

                                         Kieser, ATSG Kommentar, 2a ed., Basilea Zurigo Ginevra 2009, ad art.
24, p. 347, N. 26, rammenta che “Mit dem Erlass einer Beitragsverfügung wird
die Verwirkung ein für allemal ausgeschlossen, und zwar auch dann, wenn die
Verfügung in der Folge gerichtlich oder wiedererwägungsweise aufgehoben und
durch eine neue ersetzt wird; allerdings dürfen dann kein höheren als die
bereits verfügten Beiträge festgesetzt werden (vgl ZAK 1992 316). Dabei reicht
es für die Wahrung der Verwirkungsfrist auch aus, wenn die Beitragssumme
lediglich geschätzt wird (ZAK 1992 316 f.)” (cfr.
anche Greber, Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi
fédérale sur l’assurance-vieillesse et survivants, Basilea 1997, n. 9 segg. ad
art. 16, pag. 409 seg.).

 

                                         Prima
che la perenzione diventi definitiva i contributi devono essere indicati in una
decisione notificata al debitore dei contributi (Greber, Duc, Scartazzini, op.
cit., pag. 409; cfr. tuttavia, per quanto concerne i contributi richiesti ai
datori di lavoro, l’art. 14 cpv. 3 LAVS e l’art. 51 LPGA, nonché la sentenza
del TCA del 6 agosto 2008, inc. 30.2008.12). 

                                         A
determinate condizioni, la decisione notificata allo scopo di evitare che un
credito contributivo sia perento può essere sufficiente anche se il suo
contenuto è lacunoso (per esempio indica l’importo globale a carico del datore
di lavoro, senza che figurino i dettagli per ogni dipendente). Tuttavia
l’ammontare richiesto successivamente non può superare quello della decisione
precedentemente notificata. 

 

                                         In
concreto dall’incarto completo prodotto dalla Cassa non sembra che i contributi
del 2004 siano stati fissati nei confronti del debitore dei contributi, ossia
il datore di lavoro RI 1, entro il termine dell’art. 16 LAVS (cfr. incarto
prodotto dalla Cassa). 

                                         Ci
si potrebbe pertanto chiedere se i contributi del 2004 quale dipendente siano
perenti.

 

                                         La
questione non merita tuttavia ulteriore approfondimento poiché comunque, come
si vedrà in seguito, la qualifica effettuata dall’amministrazione non è
corretta.

 

                                10.   Va
ancora evidenziato che l’Alta Corte ha stabilito che il
cambiamento dello statuto contributivo nei casi in cui i contributi
assicurativi in lite siano stati oggetto di decisione formalmente cresciuta in
giudicato è possibile solo quando siano dati i presupposti del riesame o della
revisione processuale. Se non si tratta di un cambiamento dello statuto con
effetto retroattivo, ma con effetto per il futuro, la questione dello statuto
viene di principio esaminata liberamente come per la prima volta, con il dovuto
riserbo nei casi limite. Se la questione del cambiamento dello statuto concerne
sia rimunerazioni dalle quali sono già stati prelevati contributi assicurativi,
sia rimunerazioni non ancora oggetto di decisione, deve essere esaminato, per
la parte già considerata del provvedimento formalmente cresciuto in giudicato,
se sono dati i presupposti del riesame o della revisione processuale, mentre lo
statuto contributivo per le rimanenti rimunerazioni, non ancora contemplate da
decisione, è apprezzato liberamente (DTF 121 V 1; cfr. anche Greber, Duc,
Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur
l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), n. 121 seg. ad art. 5 , pag. 183
seg., in particolare n. 127 pag. 185).

                                      

                                         In
concreto la Cassa non sembra aver esaminato se la suesposta giurisprudenza si
applica anche al caso concreto, ritenuto come PI 1 fosse affiliata quale
persona senza attività lucrativa.

 

                                         Anche
su questo aspetto, tuttavia, ritenuto l’esito del ricorso e la circostanza che
il medesimo è stato inoltrato dal solo presunto datore di lavoro, la questione
non va approfondita.

 

                                11.   Nel
caso di specie dagli accertamenti effettuati dal TCA è emerso che PI 1,
saltuariamente (due volte all’anno), ha svolto un’attività lucrativa a favore
di RI 1 limitatamente al periodo dal 2004 al 2007. 

 

                                         In
quegli anni RI 1, titolare di una casa d’aste, quando veniva incaricato di
procedere ad una vendita di oggetti d’arte e di beni aventi valore artistico (ciò
che avveniva ed avviene tuttora due volte all’anno), conferiva mandato a PI 1
di valutare il valore delle porcellane, maioliche ed affini, ossia di quei beni
di cui il ricorrente non è esperto, e le chiedeva di occuparsi anche dell’elencazione,
della valutazione, della preparazione dei contratti, delle fotografie e
dell’allestimento di piccoli cataloghi tramite computer. L’interessata, a
questo scopo, si recava, autonomamente, presso i clienti con i suoi mezzi ed
operava una valutazione dei beni, cifrando pezzo per pezzo ciò che il cliente
voleva vendere all’asta.

 

                                         L’onorario
veniva determinato prendendo in considerazione le spese effettive, il numero di
ore messe a disposizione, l’esito dell’asta e, in una certa misura, anche il
fatto che, ad esempio in un’occasione, PI 1 ha portato il cliente.

                                         Parte
della remunerazione dipendeva di conseguenza dal successo della vendita all’asta
e dalla segnalazione giunta a buon fine fatta dall’assicurata.

 

                                         L’attività
svolta da PI 1 era di tipo intellettuale e va catalogata nelle professioni
simili nell’ambito dei servizi (valutazione dei beni da vendere, in seguito
fotografie, preparazione ed allestimento dei cataloghi dell’asta). 

                                         Ora,
per loro natura certe attività, in particolare nel settore dei
servizi, come nel caso di specie, non necessitano di investimenti importanti.
In tali casi, ai fini della qualifica dello statuto va quindi posto l’accento
sul criterio della dipendenza organizzativo-lavorativa e non su quello del
rischio aziendale (Pratique VSI 2001, pag. 55 consid. 6b pag. 60 con
riferimenti; sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2). In caso
contrario questi collaboratori non verrebbero mai considerati indipendenti
(sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 5.2).

                                         Ciò
vale in particolare nell’ambito delle attività di consulenza dove la persona
interessata di principio non è integrata nella azienda con la quale collabora.

 

                                         In
concreto PI 1, che si è messa spontaneamente a disposizione del titolare della “__________”
in seguito ad un rapporto di amicizia, era chiamata a fornire le sue prestazioni
di volta in volta, in occasione della tenuta delle aste da parte di RI 1, senza
tuttavia essere integrata nella struttura della ditta del ricorrente per ciò
che concerne l’organizzazione del lavoro. Va qui rilevato che anche le
Direttive sul salario determinante [di seguito: DSD] al n. 4075 nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2007 (= n. 4074 DSD dal 1° gennaio 2008) prevedono
che il reddito di un interprete sarà considerato proveniente da un’attività
lucrativa indipendente se egli è chiamato a fornire le prestazioni di volta in
volta (in occasione di conferenze, seminari, congressi ecc.) senza essere
integrato, oltre a ciò, nell’azienda del datore di lavoro per ciò che riguarda
l’organizzazione del lavoro. Per quanto concerne la qualifica di giornalisti e
dei fotoreporter, il n. 4078 DSD nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007 (=
n. 4077 DSD dal 1° gennaio 2008), prevede che le indennità versate a
collaboratori occasionali per articoli e fotografie inviati spontaneamente e
pubblicati di tanto in tanto rappresentano un reddito da attività indipendente.

 

                                         L’interessata
inoltre utilizzava le strutture informatiche già presenti presso il proprio
domicilio per svolgere i lavori di allestimento della catalogazione e
preparazione dei programmi, si recava autonomamente presso i clienti per
valutare e visionare la merce ed organizzava le giornate lavorative con piena
autonomia, senza mai sottostare ad orari di lavoro o a direttive.

 

                                         L’attività
di valutazione di beni aventi valore artistico, per sua stessa natura, implica
inoltre l’indipendenza di colui che la esercita nei confronti della persona dalla
quale viene incaricata.

 

                                         Dalle
tavole processuali emerge inoltre che gli importi conseguiti dalla ricorrente
non sono affatto stati periodici o analoghi nel corso degli anni e che la
collaborazione, iniziata nel 2004 con un guadagno complessivo di fr. 17'750, ha
avuto il suo apice nel 2005 per poi diventare sempre meno intensa ed importante.

                                         

                                         Nel
2004 vi è stata un’asta nel mese di maggio 2004 presso la __________ a __________,
grazie alla quale PI 1 ha percepito un importo di fr. 11'000. Questa prima
collaborazione è stata il frutto dell’intermediazione dell’interessata che ha
portato il cliente alla Casa d’aste ed è pure stata una delle prestazioni maggiormente
remunerate nel corso dei quattro anni di collaborazione (doc. VI/7). Nel mese
di novembre 2004 l’interessata ha invece partecipato alla catalogazione ed
allestimento di una seconda asta che le ha apportato fr. 6'750 (doc. VI/8).

 

                                         Nel
2005 il reddito aziendale è stato tassato in fr. 13'200 (cfr. doc. VI/1; reddito
conseguito: fr. 23'850, e meglio: fr. 2’000 [doc. VIII/9], fr. 1'500 [doc.
VIII/5], fr. 1'500 [doc. VIII/4], fr. 1'650 [doc. VIII/3], fr. 15'000, doc.
VIII/2], fr. 2'200 [doc. 1/10]).

 

                                         Nel
2006 (tassata per fr. 5'400, cfr. doc. VI/1) l’interessata ha fatturato un
importo di fr. 8'000 per l’asta del mese di novembre (doc. VIII/10) e fr. 2'020
per le trasferte per le valutazioni presso il domicilio di potenziali clienti
nel bienno 2005/2006 (doc. VIII/8).

 

                                         Infine,
nel 2007, l’ammontare complessivo delle prestazioni ammonta a fr. 4'910 e
meglio fr. 2'910 per l’asta del mese di giugno 2007 (doc. VIII/6) e fr. 2'000
per l’asta del mese di dicembre 2007 (doc. VIII/7), tassati in fr. 5'000 (cfr.
doc. VI/1).

 

                                         Certo,
per quanto concerne in particolare il 2005, alcune prestazioni, comunque
minori, come l’”aiuto nell’allestimento della mostra __________ svoltasi
presso la __________” fatturata fr. 1'650 potrebbero far pensare anche ad
un’attività diversa rispetto a quella della semplice valutazione e
catalogazione di beni da vendere all’asta. Tuttavia si tratta di voci sporadiche
che non possono influire sulla valutazione complessiva dell’attività svolta
dalla ricorrente che deve essere qualificata di indipendente. Non va infatti
dimenticato che vanno considerate anche le esigenze di coordinazione di cui
occorre tenere conto in relazione ad assicurati che esercitano
contemporaneamente diverse attività lavorative per il medesimo mandante o datore
di lavoro (DTF 123 V 161 consid. 4a pag. 167; sentenza del 19 marzo 2007, H
194/05, consid. 7.4). Se possibile va infatti evitato che diverse attività per
il medesimo mandante o datore di lavoro, rispettivamente che la medesima
attività per diversi mandanti o datori di lavoro, vengano qualificate in
maniera differente, in parte a titolo dipendente e in parte a titolo
indipendente (DTF 119 V 161 consid. 3b pag. 164; STF del 19 marzo 2007, H
194/05, consid. 7.4, STFA del 17 febbraio 2005, H 12/04, consid. 3 e 4.2.3 con
riferimenti). 

                                         In
concreto poiché complessivamente l’attività indipendente incide maggiormente
sul tipo di lavoro svolto dall’insorgente a favore di RI 1, non può essere
ritenuta anche la qualifica di dipendente.

 

                                          Anche la circostanza che
l’interessata non ha svolto altre attività per altre persone va relativizzata
nel senso che la ricorrente ha comunque fornito consulenze anche a terzi, a
titolo grazioso, nell’ottica di poter comunque acquisire clientela e portarla
poi alla casa d’aste del ricorrente. Del resto il Tribunale federale nella più
recente giurisprudenza ha rammentato che non può essere ignorato che all’avvio
di una attività indipendente è abbastanza usuale che un unico grande cliente
costituisca la base degli affari, la conquista di nuovi clienti potendo per
contro avvenire a poco a poco con il passare del tempo (cfr. la sentenza del
Tribunale federale, H 149/06 e H 155/06 del 24 gennaio 2008, consid. 7.3;
sentenza H 194/05 del 19 marzo 2007, consid. 7.1 e sentenza H 155/04 del 14
febbraio 2005, consid. 4.3 dove la Massima Corte ha
affermato che “Zu berücksichtigen ist schliesslich in dieser Hinsicht auch,
dass bei Aufnahme einer selbständigen Erwerbstätigkeit zu Beginn oft nur ein
“Grosskunde” die Basis des neuen Geschäftes bildet, während neue Klienten erst
nach und nach gewonnen werden und zu einer breiteren Abstützung des
Kundenkreises führen.”).

                                          In concreto
l’attività della ricorrente è durata solo 4 anni ed è andata nettamente
diminuendo dopo il secondo anno di esercizio. Per cui dalla sola circostanza
che l’interessata non abbia da subito diversificato la clientela non può essere
concluso che l’attività svolta sia di carattere dipendente (cfr. ad esempio la
sentenza H 149/06 e H 155/06 del 24 gennaio 2008 dove il TF non ha escluso a
priori che un’attività avviata nel 2001 e che ha portato ad una
diversificazione consistente della clientela nel 2005, dopo aver aumentato il
numero dei propri clienti nel 2004, avrebbe potuto essere qualificata di
indipendente).

                                         

                                         In
conclusione il tipo di lavoro svolto nell’ambito dei servizi, la libertà
nell’organizzazione della propria attività, la costante riduzione dell’attività
a favore del ricorrente, concorrono al convincimento di questo Tribunale che RI
1 non sia da considerare il datore di lavoro di PI 1.

 

                                         In
queste condizioni non vanno esaminate oltre le ulteriori censure (in
particolare la violazione del principio della buona fede) sollevate
dall’insorgente (e da PI 1 in sede di udienza).

                                         Ne
segue che la decisione impugnata che qualifica PI 1 quale dipendente di RI 1 va
annullata.

                                         

                                         Va
abbondanzialmente rilevato che questa sentenza è opponibile anche a PI 1,
chiamata in causa nel corso della procedura (cfr. DTF 125 V 94). Essa, per il
lavoro svolto a favore di RI 1, non può pertanto essere ritenuta sua
dipendente. Se l’amministrazione vorrà calcolare i contributi dovuti dall’interessata
quale indipendente dal 2004 al 2007 dovrà esaminare da una parte se, e in che
misura, i contributi in tale qualità non siano eventualmente in parte perenti
(cfr. consid. 9), e, dall’altra parte, se e a quali condizioni un cambiamento
dello statuto contributivo sia possibile (cfr. consid. 10).

                                         

                                12.   Il
ricorrente, in sede di udienza, ha dato mandato all’avv. RA 1 di patrocinarlo
in lite (cfr. doc. VIII).

 

                                         L’indennità
per ripetibili può venire assegnata, di regola, solo al ricorrente vittorioso
patrocinato in causa (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA; DTF 112 V 86 consid. 4; DTF 110 V 81 consid. 7; DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122;
DTF 99 Ia 580 consid. 4).

                                         L’indennità
è concessa non soltanto se l’assicurato è patrocinato da un avvocato, ma anche
quando il patrocinio è assunto da una persona particolarmente qualificata per
la questione giuridica considerata, purché non si debba ritenere che il patrocinatore
abbia agito a titolo gratuito (DTF 118 V 140 consid. 2=
RCC 1992 p. 433 consid. 2a; RCC 1985 p. 411 consid. 4; DTF 108 V 271 = RCC 1983
p. 329).

 

                                         Nel caso in esame la rappresentante del ricorrente è un avvocato che
possiede buone conoscenze nelle assicurazioni sociali e che non si può ritenere
che abbia agito gratuitamente.

                                         Va
tuttavia tenuto conto che il patrocinio è avvenuto solo in occasione
dell’udienza tenutasi il 24 marzo 2010.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                         §
La decisione impugnata è annullata.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. 

                                         La
Cassa verserà ad RI 1 fr. 400.- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.         

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti