# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9d1a8ed5-3892-5cdd-b467-5489bd256954
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-10-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.10.2021 A-2484/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2484-2021_2021-10-07.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-2484/2021 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  7  o t t o b r e  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio), Jürg Marcel Tiefenthal, Jérôme Candrian,  

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinato dall’avv. Nadir Guglielmoni,  

GS Law Studio legale e notarile,  

Corso Elvezia 9a, casella postale 6427, 6901 Lugano,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle dogane AFD, 

Centro HR IV,  

Via Pioda 10, casella postale 5525, 6901 Lugano,   

patrocinata dall’avv. Francesco Naef,  

CSNLAW studio legale e notarile,  

Via Nassa 21, 6901 Lugano,  

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Personale federale; abbandono di una procedura disciplinare. 

 

 

 

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Fatti: 

A.  

Il signor A._______ è stato assunto dall’Amministrazione federale delle 

dogane (AFD) nel luglio [anno]. Dal [data] egli ha svolto la funzione di 

ispettore doganale presso l’ispettorato doganale (ID) di X._______, con un 

contratto di lavoro di durata indeterminata. 

B.  

B.a Con scritto 28 aprile 2020, l’AFD, Centro HR IV (di seguito: AFD), ha 

revocato al signor A._______, con effetto immediato, la funzione di 

ispettore doganale e lo ha sospeso dal servizio con effetto dall’8 aprile 

2020, in correlazione con un suo possibile comportamento scorretto 

nell’ambito della prima ondata della pandemia da Coronavirus nella 

primavera del 2020, e più precisamente, una presunta violazione dei suoi 

doveri di servizio e di fedeltà in relazione alla gestione della situazione 

straordinaria della pandemia da Coronavirus presso l’ID di X._______. 

B.b Il 27 maggio 2020, l’AFD ha poi aperto nei confronti del signor 

A._______ un’inchiesta disciplinare, allo scopo di esaminare se e in che 

misura vi sia stata una violazione dei doveri di servizio rispettivamente di 

fedeltà e, in riferimento alla situazione straordinaria della pandemia da 

Coronavirus, se siano state adottate o meno tutte le misure necessarie o 

appropriate. Nel contempo ha confermato il mantenimento della 

sospensione dalla prestazione lavorativa. 

B.c Con scritto 4 settembre 2020, protestando tasse, spese e ripetibili, il 

ricorrente – per il tramite del suo patrocinatore – ha postulato la chiusura e 

l’archiviazione dell’inchiesta senza alcun seguito, ossia che sia accertato 

che non vi sarebbe stata alcuna violazione degli obblighi professionali. 

B.d Il 26 febbraio 2021 si è tenuto un incontro tra l’AFD e il signor 

A._______, accompagnato dal suo patrocinatore. In tale occasione, il 

datore di lavoro ha sottoposto al signor A._______ una proposta di accordo 

in merito ad una nuova funzione a causa di ristrutturazione, prospettandogli 

nel contempo l’esito della procedura disciplinare e l’intenzione di emanare 

nei suoi confronti una decisione nel seguente tenore, avendo concluso 

ch’egli abbia agito per negligenza nell’ambito della crisi pandemica da 

Coronavirus: 

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« […] a) il [recte al] signor A._______ viene impartito un ammonimento; 

b) al signor A._______ viene ridotto lo stipendio del 5% per la durata 

di un anno […] ». 

In tale contesto, l’AFD ha concesso al signor A._______ un termine per 

determinarsi sia sull’accordo in questione, sia sulla prospettata decisione 

relativa alla procedura disciplinare. 

B.e Con scritto 23 marzo 2021, il ricorrente – per il tramite del suo patro-

cinatore – ha trasmesso all’AFD l’accordo da lui accettato e sottoscritto in 

data 22 marzo 2021, esprimendosi nel contempo in merito all’esito della 

procedura disciplinare, di cui ha chiesto l’abbandono senza alcun seguito. 

B.f Con scritto 25 marzo 2021, l’AFD ha confermato al signor A._______ 

la ricezione dell’accordo firmato in merito ad una nuova funzione, comuni-

candogli l’inizio della predetta nuova attività presso la Y._______ per il 

giorno [data]. 

B.g Con decisione 23 aprile 2021, l’AFD ha poi formalmente abbandonato 

la procedura disciplinare aperta il 2 giugno 2020 nei confronti del signor 

A._______, la stessa avendo perso d’interesse a seguito della 

sottoscrizione dell’accordo per l’assunzione di una nuova funzione, 

decidendo che: 

« […] a) la procedura disciplinare è abbandonata; 

b) la presente decisione viene inserita negli atti personali del 

collaboratore […] ». 

C.  

C.a Avverso la predetta decisione, il signor A._______ (di seguito: 

ricorrente) – per il tramite del suo patrocinatore – ha inoltrato ricorso 

25 maggio 2021, postulandone in via principale l’annullamento e la riforma 

« […] nel senso dei considerandi, ritenuto che, accertata l’assenza di una 

violazione degli obblighi professionali, la procedura disciplinare nei 

confronti dell’insorgente è abbandonata e a quest’ultimo è riconosciuta un 

indennizzo di CHF … a titolo di spese legali […] », in via subordinata 

l’annullamento e il rinvio « […] all’autorità di prime cure nel senso dei 

considerandi […] », in entrambi i casi protestando tasse, spese e ripetibili.  

C.b Con risposta 14 luglio 2021, l’AFD (di seguito: autorità inferiore) – per 

il tramite del suo patrocinatore – ha postulato la reiezione del ricorso per 

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quanto ammissibile, sollevando il difetto di legittimazione ricorsuale del 

ricorrente e l’assenza di un interesse attuale alla base del suo ricorso. 

C.c Con osservazioni finali del 31 agosto 2021, il ricorrente – sempre per 

il tramite del suo patrocinatore – si è in sostanza riconfermato nella propria 

posizione, avanzando ulteriori argomenti a sostegno dell’interesse attuale 

del suo ricorso. 

D.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA, 

emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, riservate le eccezioni di 

cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In particolare, le decisioni ai sensi 

dell’art. 34 cpv. 1 della legge del 24 marzo 2020 sul personale federale 

(LPers, RS 172.220.1) emanate dall’AFD in qualità di datore di lavoro – 

come in concreto – sono impugnabili dinanzi al Tribunale (cfr. art. 36 cpv. 1 

LPers; art. 33 lett. d LTAF), sicché lo stesso risulta competente per dirimere 

la presente vertenza. 

La procedura dinanzi al Tribunale è di principio retta dalla PA, in quanto la 

LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). Pure la procedura disciplinare 

di prima istanza è disciplinata dalla PA (cfr. art. 34 cpv. 1 LPers in combi-

nato disposto con l’art. 98 cpv. 2 dell’ordinanza del 3 luglio 2001 sul perso-

nale federale [OPers, RS 172.220.111.3]). 

1.2 Il ricorso in oggetto è stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., 

art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di contenuto e – su riserva di quanto 

verrà indicato nel consid. 1.3 del presente giudizio in merito alla qualità 

ricorsuale del ricorrente – di forma previste dalla legge (art. 52 PA). 

1.3 Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio la qualità per 

ricorrere, che i ricorrenti devono comprovare (cfr. [tra le tante] sentenze del 

TAF A-1004/2020 e A-1022/2020 del 7 luglio 2021 consid. 1.3 con rinvii;  

A-6362/2015 del 16 gennaio 2017 consid. 1.3). 

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1.3.1 Giusta l’art. 48 cpv. 1 PA, dispone della qualità per ricorrere chiunque 

ha partecipato al procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato 

della possibilità di farlo (cfr. lett. a; aspetto formale della legittimazione), è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno 

di protezione al suo annullamento o alla sua modifica (cfr. lett. b-c; aspetti 

materiali della legittimazione). Affinché venga riconosciuta ad un ricorrente 

la qualità per ricorrere ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 PA i tre presupposti ivi 

elencati devono essere adempiuti cumulativamente (cfr. [tra le tante] sen-

tenza del TAF A-6362/2015 del 16 gennaio 2017 consid. 1.3.1 con rinvii). 

L’interesse che muove il ricorrente può essere giuridico o solo di fatto, oc-

corre però che sia pratico ed attuale (cfr. DTF 143 II 506 consid. 5.1; [tra le 

tante] sentenza del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 2014 consid. 1.2.1 con 

rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwal-

tungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.60 segg.). È altresì necessario che il 

ricorrente sia toccato in modo diretto e concreto, più di ogni altro dalla 

decisione impugnata e che egli si trovi in una relazione particolarmente 

stretta e degna di considerazione con l’oggetto della lite (cfr. [tra le tante] 

DTF 146 I 172 consid. 7.1.2; 143 II 506 consid. 5.1; [tra le tante] sentenza 

del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 2014 consid. 1.2.1 con rinvii). 

1.3.2 Per costante giurisprudenza, la crescita in giudicato concerne solo il 

dispositivo della decisione; non si applica invece ai motivi alla sua base, 

tranne nel caso in cui gli stessi siano parte integrante dell’oggetto litigioso, 

segnatamente allorquando il dispositivo rinvii a questi ultimi (cfr. DTF 144 

V 418 consid. 4.2; 140 I 114 consid. 2.4.2 con rinvii; sentenza del TAF  

A-3624/2012 del 7 maggio 2013 consid. 6 con rinvii; ADELIO SCOLARI, 

Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 853 e 855; MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 2.9-2.10). Di principio, la motivazione alla 

base di una decisione non è pertanto soggetta a ricorso (cfr. DTF 131 II 

587 consid. 4.2.1; 120 V 233 consid. 1a).  

1.3.3 Nel caso in disamina, con decisione 23 aprile 2021, l’autorità inferiore 

(cfr. atto n. A 23 dell’incarto prodotto dall’autorità inferiore su chiave USB 

[di seguito: inc. AFD]) – in qualità di datore di lavoro del ricorrente – ha 

disposto l’abbandono della procedura disciplinare aperta nei confronti del 

ricorrente in data 2 giugno 2020, poiché divenuta priva d’interesse a 

seguito della sottoscrizione dell’accordo per l’assunzione di una nuova 

funzione da parte dello stesso ricorrente, in data 22 marzo 2021 (cfr. atti 

n. A 14.1 e 14.2 dell’inc. AFD). L’abbandono della procedura disciplinare, 

senza conseguenza alcuna, è peraltro stato postulato dallo stesso 

ricorrente, con scritto 23 marzo 2021 (cfr. atto n. A 18 dell’inc. AFD). 

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Se non vi è dubbio alcuno che il ricorrente è il destinatario della predetta 

decisione e adempie al requisito formale (cfr. art. 48 cpv. 1 lett. a PA), non 

si può dire lo stesso per i due restanti requisiti materiali (cfr. art. 48 cpv. 1 

lett. b e c PA) alla base della legittimazione ricorsuale, è meglio la 

sussistenza di un interesse attuale e concreto, degno di protezione, al suo 

annullamento, che verrà esaminato qui di seguito. 

1.3.4 In concreto, il ricorrente chiede l’annullamento della decisione impu-

gnata, facendo valere fondamentalmente un interesse diretto, concreto e 

attuale alla modifica della motivazione alla base decisione di abbandono 

della procedura disciplinare di cui al alla lett. a del dispositivo. A suo dire, 

l’autorità inferiore avrebbe dovuto precisare che la procedura disciplinare 

è abbandonata per l’assenza di rimproveri nei suoi confronti e non per il 

fatto che il procedimento ha perso d’interesse con la sottoscrizione 

dell’accordo per l’assunzione di una nuova funzione. Egli chiede dunque 

che la decisione impugnata sia annullata e modificata nel senso 

sopracitato, « […] avendo un sicuro interesse a che negli atti personali che 

lo concernono non vi sia alcun provvedimento che, se non direttamente 

nell’esito ma sicuramente nelle motivazioni, gli imputi – come pretende la 

decisione impugnata – una violazione dei suoi doveri di servizio […] ». A 

suo avviso, una tale decisione potrebbe pregiudicare l’esito di un’eventuale 

futura procedura disciplinare, costituendo « […] un precedente ossia una 

circostanza aggravante, suscettibile di appesantire un eventuale futuro 

provvedimento disciplinare […]». In tal senso, egli contesta pure 

l’inserimento di tale decisione nei suoi atti personali, di cui alla lett. b del 

dispositivo (cfr. ricorso 25 maggio 2021, pagg. 5-6; osservazioni finali del 

31 agosto 2021, pag. 2).  

1.3.5 A tal proposito, il Tribunale osserva innanzitutto come, contrariamen-

te a quanto da lui ritenuto, così facendo il ricorrente non faccia che conte-

stare la motivazione alla base della decisione impugnata – anziché la lett. a 

del dispositivo in quanto tale – la quale non è chiaramente soggetta a 

ricorso, non essendoci nel dispositivo alcun rinvio esplicito ai considerandi 

(cfr. consid. 1.3.2 del presente giudizio). Le censure sollevate dal ricorrente 

circa la motivazione della decisione impugnata sono qui inammissibili. 

1.3.6 Ciò constatato, il Tribunale rileva poi che, quand’anche si conside-

rasse che il ricorrente voglia impugnare materialmente la lett. a del dispo-

sitivo della decisione impugnata, si dovrebbe comunque concludere ch’egli 

è sprovvisto di un interesse degno di protezione al suo annullamento.  

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Il ricorrente dimentica infatti che la procedura disciplinare è stata abban-

donata non a motivo che non sarebbe stata accertata una violazione degli 

obblighi professionali, bensì unicamente a seguito della perdita d’interesse 

in correlazione con la sottoscrizione dell’accordo proposto dal suo datore 

di lavoro. Invero, dagli atti dell’incarto risulta infatti – come del resto rilevato 

dallo stesso ricorrente (cfr. ricorso 25 maggio 2021, pag. 3) – che il datore 

di lavoro prospettava di ritenere nei suoi confronti una violazione per 

negligenza grave dei doveri di servizio nonché di fedeltà (cfr. art. 20 LPers) 

e di conseguentemente chiudere la procedura disciplinare con la pronuncia 

di un ammonimento e una riduzione del salario del 5% per un anno, confor-

memente all’art. 99 cpv. 2 e 3 OPers (cfr. scritto 26 febbraio 2021, di cui 

all’atto n. A 13 dell’inc. AFD). In tale contesto, il prospettato proscioglimen-

to da ogni imputazione appare poco realistico ed in ogni caso, fuori luogo. 

Ora, lo spostamento di funzione proposto dal datore di lavoro nell’accordo 

sottoscritto dal ricorrente è senz’altro una possibile misura disciplinare con-

templata dall’art. 99 cpv. 2 OPers. Con la differenza che nel caso specifico 

il datore di lavoro ha proposto al ricorrente la nuova funzione sotto forma 

di accordo, che quest’ultimo ha accettato con la sua sottoscrizione. Proprio 

perché si tratta di un accordo intervenuto tra le parti, nei confronti del 

ricorrente non è formalmente stata pronunciata alcuna misura disciplinare. 

Per effetto dell’intervenuto accordo, la procedura disciplinare è chiara-

mente divenuta priva d’oggetto e d’interesse, sicché è a giusta ragione che 

l’autorità inferiore ha sancito il suo abbandono, senza precisazione alcuna 

alla lett. a del dispositivo della decisione impugnata. Una tale formulazione 

è peraltro a favore del ricorrente e non pregiudica eventuali future proce-

dure disciplinari, dal momento che in casu non è stata formalmente 

accertata alcuna negligenza grave da parte del ricorrente. Contrariamente 

a quanto asserito dal ricorrente, detta decisione non gli imputa infatti alcuna 

violazione per negligenza dei suoi doveri di servizio e di fedeltà. 

In tale contesto, il Tribunale non intravvede alcun interesse attuale, con-

creto e diretto, del ricorrente a che la decisione impugnata venga annullata. 

Non si vede infatti quale sia l’interesse degno di protezione all’annulla-

mento di una decisione, che di fatto comporta l’abbandono della procedura 

disciplinare aperta nei suoi confronti, come da lui stesso postulato dopo la 

sottoscrizione dell’accordo, con scritto 23 marzo 2021 (cfr. atto n. A 18 

dell’inc. AFD). Su questo punto, il suo ricorso è pertanto inammissibile. 

1.3.7 Analogo discorso, vale circa la censura relativa all’inserimento della 

decisione d’abbandono nell’incarto personale del ricorrente, tale inseri-

mento essendo chiaramente nel suo interesse. Qualora tale decisione non 

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dovesse figurare nel suo incarto, non risulterebbe infatti più che la proce-

dura disciplinare è stata abbandonata, con il rischio di risultare erronea-

mente tutt’ora pendente, così come giustamente rilevato dall’autorità infe-

riore (cfr. risposta 14 luglio 2021, punto n. 3.3). Non si vede dunque quale 

sia l’interesse degno di protezione a che la lett. b del dispositivo venga 

annullata. Anche su questo punto, il suo ricorso è dunque inammissibile. 

1.3.8 Nulla cambia a tali conclusioni l’appello, per economia di procedura, 

all’art. 25a PA evocato dal ricorrente nelle sue osservazioni finali del 

31 agosto 2021 a sostegno dell’ammissibilità del suo ricorso. Il ricorrente 

ritiene infatti di poter esigere sulla base dell’art. 25a PA che « […] l’autorità 

inferiore accerti l’illeceità del proprio agire, rispettivamente revochi il suo 

atto materiale considerato illecito (l’abbandono del procedimento discipli-

nare sulla scorta di motivazioni pretestuose, in esito a procedura viziata 

dalla violazione del principio della buona fede), rispettivamente elimini le 

conseguenze di tale atto (che gli imputa una violazione per negligenza dei 

propri doveri di servizio) […]» e che in caso di rifiuto, lui «[…] ha [avrà] 

diritto di esigere una decisione formale dell’autorità competente, che possa 

poi essere deferita all’autorità giudiziaria […] ». Per tali motivi, ritiene che il 

Tribunale dovrebbe entrare nel merito del suo ricorso (cfr. citate osserva-

zioni, pag. 2 seg.). Sennonché, come già sottolineato dal Tribunale 

(cfr. consid. 1.3.6 del presente giudizio), la decisione impugnata non 

imputa al ricorrente alcuna violazione per negligenza dei suoi doveri di 

servizio, dal momento che la procedura disciplinare è stata abbandonata. 

Neppure quest’ultimo argomento permette di ritenere un interesse degno 

di protezione del ricorrente e l’ammissibilità del suo ricorso. Giova inoltre 

rilevare come l’argomentazione del ricorrente è contradittoria in quanto 

pretende avere il diritto di esigere una decisione da parte dell’autorità di 

prime cure in seguito ad un atto materiale ai sensi dell’art. 25a PA – segno 

quindi, che ritiene che non vi sia stata una decisione – per giustificare 

l’ammissibilità del suo ricorso – che quindi obbligatoriamente dovrebbe 

essere inoltrato contro una decisione ai sensi dell’art. 5 PA.  

1.3.9 In definitiva, l’unica censura qui ricevibile è quella inerente alla 

mancata assegnazione di spese ripetibili da parte dell’autorità inferiore, 

che verrà esaminata al consid. 2 del presente giudizio. Per il resto, il ricorso 

va dichiarato inammissibile (cfr. considd. 1.3.3-1.3.8 del presente giudizio). 

In effetti, le censure relative alle varie violazioni del diritto di essere sentito 

– nella misura in cui portano sulle questioni di merito – non verranno qui 

esaminate, in quanto il ricorrente non ha interesse al ricorso.  

 

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2.  

Da ultimo, il ricorrente ritiene che l’autorità inferiore avrebbe commesso un 

diniego di giustizia formale, non lasciandogli la possibilità di avanzare una 

richiesta di rifusione di spese di patrocinio prima della pronuncia 

dell’abbandono della procedura disciplinare (cfr. ricorso 25 maggio 2021, 

pag. 9; osservazioni finali del 31 agosto 2021, pag. 3).  

Al riguardo, il Tribunale rileva – alla stregua dell’autorità inferiore – come 

nell’ambito della procedura disciplinare di prima istanza non vi sia alcun 

diritto alla rifusione delle spese ripetibili, non sussistendo alcuna base 

legale in tal senso. In effetti, in virtù dell’art. 98 cpv. 2 OPers, alla procedura 

disciplinare di prima istanza è applicabile la PA (cfr. consid. 1.1 del pre-

sente giudizio), la quale prevede unicamente l’assegnazione di spese 

ripetibili per la procedura di ricorso (cfr. art. 64 PA), ma non per la proce-

dura di prima istanza. In assenza di una base legale specifica, non sussiste 

dunque alcun diritto a un’indennità di ripetibili in correlazione con la pre-

gressa procedura disciplinare (cfr. DTF 140 V 116 consid. 3.4.2 con rinvii). 

Ne consegue, che è a giusta ragione che l’autorità inferiore non si è pro-

nunciata sulla richiesta di ripetibili espressa dal ricorrente in correlazione 

con la procedura disciplinare. Ora, all’autorità inferiore può semmai essere 

rimproverato di non essersi espressa su tale censura esplicitamente, ma 

non di certo di non aver assegnato al ricorrente delle ripetibili, tale diritto – 

come detto – non sussistendo. In tale contesto, non è pertanto ravvisabile 

alcun diniego di giustizia, sicché pure tale censura va qui respinta.  

3.  

In definitiva, sulla base di quanto precede, il ricorso del ricorrente va respin-

to, per quanto ammissibile (cfr. consid. 1.3.9 del presente giudizio). 

4.  

In base all’art. 34 cpv. 2 LPers, rispettivamente dell’art. 7 cpv. 3 del regola-

mento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TS-TAF, RS 173.320.2), non 

vengono prelevate spese né assegnate indennità a titolo di spese ripetibili. 

(Il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

  

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Pagina 10 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto, per quanto ammissibile. 

2.  

Non si prelevano spese processuali, né vengono assegnate indennità a 

titolo di spese ripetibili. 

3.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Sara Pifferi 

 

 

  

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Pagina 11 

Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere patrimo-

niale il cui valore litigioso sia pari almeno a fr. 15'000.– rispettivamente – se 

ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione di diritto di importanza 

fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LTF). Se non si tratta di una 

contestazione a carattere pecuniario, il ricorso è ricevibile soltanto nella 

misura in cui concerna la parità dei sessi (art. 83 lett. g LTF). Se il ricorso 

in materia di diritto pubblico è ammissibile, esso deve essere interposto, 

nel termine di 30 giorni dalla notificazione della decisione contestata, 

presso il Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna (art. 82 e 

segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti 

scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, 

alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare 

svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti 

scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, 

i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione 

impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati 

come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: