# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9d09d074-c985-5ea6-97bf-9341b54ea791
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-01-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.01.2002 32.2001.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2001-87_2002-01-14.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2001.00087

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  14 gennaio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 11 ottobre 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 settembre 2001
  emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L'assicurato,
nato nel 1939, di professione falegname in proprio, in data 24 gennaio 2001 ha
presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto affetto da
turbe degenerative importanti alla colonna vertebrale e alle ginocchia.

 

                               1.2.   Esperita
l'istruttoria, segnatamente accertamenti di natura medica ed economica di cui
si dirà  - per quanto occorra - nei considerandi di diritto, per decisione 17
settembre 2001 l'Ufficio assicurazione invalidità (UAI), confermando la propria
proposta di decisione 14 agosto 2001, ha respinto la richiesta di prestazioni
motivando:

 

" 
(…)

Dalla documentazione medica è oggettivata
l'inabilità del 50% nella sua professione di falegname indipendente, così come
l'inabilità in egual misura in attività generiche leggere che non richiedono
qualifiche professionali specifiche.

 

Il confronto dei redditi con quanto potrebbe
conseguire in questo tipo di attività e quanto ha conseguito nell'attività
esercitata prima dell'insorgenza del danno alla salute, permette di fissare il
grado d'invalidità al 14%.

 

Si precisa che il reddito ritenuto ancora
conseguibile è già stato decurtato al massimo (25%) in base a quanto consentito
dalla giurisprudenza.

 

Reddito annuo ragionevolmente esigibile             franchi

proveniente da un'attività lucrativa

 

senza invalidità                                                      19'700

con invalidità                                                          17'021

perdita di guadagno/grado d'invalidità                     
2679  =  14 %

                                                                                                ====

 

Le osservazioni presentate in data 27.08.2001
sono state attentamente esaminate tuttavia, non permettono di giungere ad una
differente valutazione infatti, il reddito aziendale era diminuito già prima
che il danno alla salute assumesse un carattere invalidante: medicalmente viene
oggettivata l'inabilità dal 1999 ed economicamente (vedasi notifica di
tassazione '99-'00, relativa ai redditi '97-'98) il reddito ha subito un calo
già in precedenza e quindi non imputabile allo stato di salute.

 

Pertanto essendo il grado d'invalidità inferiore
al minimo richiesto per l'erogazione di una rendita, la sua domanda di
prestazioni è respinta." (Doc. AI _)

 

                               1.3.   Tempestivamente
insorto contro la decisione dell'UAI l'assicurato postula dinanzi a questo TCA
il riconoscimento di un'invalidità del 50%, motivando:

 

" 
con riferimento al vostro scritto del 14 agosto
2001 inoltro ricorso alla vostra decisione in quanto riferendomi alla mia
incapacità di guadagno negli ultimi anni ho dovuto ridimensionare la mia
attività in seguito alla mia malattia. Ho tenuto duro per qualche anno ma
purtroppo visto la difficoltà di lavorare tutto il giorno ho fatto richiesta
alla cassa malati per perdita di salario la quale mi sta corrispondendo il 50%.
Dopo un'attesa di un anno ho fatto domanda all'AI in quanto la cassa malati ne
ha fatto richiesta e fra breve non avrò più diritto a prestazioni perché
raggiunto il periodo massimo dei giorni. Ritengo pertanto che una prestazione
da parte vostra del 50% sia più che giustificata anche dal fatto che negli
ultimi anni il mio reddito fiscale è diminuito a quasi il 40%.

Vi allego le ultime tassazioni fiscali per
visione." (Doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
29 aprile 2001, l'UAI si riconferma nella propria decisione e chiede la
reiezione del gravame, osservando:

 

" 
(…)

Giusta l'art. 4 della legge sul l'assicurazione invalidità (LAI)
l'invalidità corrisponde all'incapacità di guadagno, presunta permanente o di
lunga durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio.

 

L'art. 28 cpv. 3 LA] specifica che l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo la manifestazione dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti di integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro, ed il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido.

 

Il reddito conseguito prima dell'insorgere del danno alla salute è
scaturito dalla media delle ultime notifiche di tassazione (1999/2000 e
1997/1998). I rapporti medici agli atti attestano infatti che la patologia è
divenuta invalidante solo a far tempo dal 1999 (cf. rapp. dott. __________,
doc. n. _ inc. Al, rapp. dott. _________, doc. n. _ inc. AI).

 

Per quel che concerne il secondo termine di paragone, giova
ricordare che il reddito che l'assicurato può ancora ricavare nell'ambito
dell'attività lavorativa sinora svolta non è determinante.

Occorre infatti stabilire se in un'altra attività, più consona al
proprio stato di salute, il ricorrente sarebbe teoricamente in grado di
conseguire un guadagno maggiore.

Non va infatti dimenticato che all'assicurato incombe l'onere di
limitare per quanto possibile le conseguenze che il danno alla salute implica,
e che in virtù di tale principio è appunto esigibile che questi intraprenda
un'altra professione, se quest'ultima risulta essere più redditizia rispetto
all'attività sino ad allora esercitata.

 

In concreto è stata medicalmente stabilita un'inabilità lavorativa
del 50% riferita all'attività di falegname. Il relativo reddito conseguibile si
aggira attorno ai 10'000.‑ franchi annui. Con riferimento ai dati forniti
dall'Ufficio federale di statistica, si è stabilito che un uomo che esercita in
Canton Ticino un'attività semplice ed adeguata a tempo pieno è in grado di
guadagnare teoricamente fr. 46'000.‑ circa all'anno (fr. 46'008.‑
nel 2000). Anche volendo ammettere una limitazione della capacità lavorativa
pari al 50% in attività adeguata, ed anche considerando una diminuzione di tale
salario teorico nella massima misura consentita dalla giurisprudenza (25%),
otterremmo un reddito comunque maggiore a quello che l'assicurato potrebbe
conseguire come falegname.

Quale secondo termine di paragone è stato quindi adottato il
salario teorico riferito ad attività non qualificate.

 

Il grado di invalidità è quindi stato correttamente stabilito.

 

Visto quanto sopra, si chiede che codesto lodevole Tribunale
voglia confermare la decisione impugnata e, conseguentemente, respingere il
ricorso." (Doc. _)

 

                               1.5.   Con scritto
19 novembre 2001 l'assicurato ha prodotto della certificazione medica ed
economica, confermando la propria richiesta ricorsuale (V).

 

                               1.6.   Prendendo
posizione sulla documentazione prodotta dall'assicurato, con osservazioni 10
dicembre 2001 l'UAI ha ribadito la fondatezza della decisione impugnata (VIII).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C.,    I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

-  un danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de
la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Come è già
stato rilevato in numerose sentenze la valutazione dell'inva­lidità non va
stabilita unicamente in base a fattori medico-teorici (RAMI 1996 p. 34, p. 36
consid. 3b; STFA inedita 23.3.92 in causa F.A., consid. 4; DTF 110 V 275
consid. 4a, 105 V 207 seg.), bensì rilevanti sono gli effetti del danno alla
salute sulla capacità di guadagno (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b).

                                         La
documentazione medica costituisce un impor­tante elemento di giudizio per
determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato
(SVR 1996 IV Nr. 74 p. 214 consid. 2d; DTF 114 V 314 consid. 3a, DTF 105 V 158
consid. 1; RCC 1982 pag. 35 consid. 1). 

                                         Non
spetta invece al medico graduare l'invalidità dell'assicurato.

                                         Il
compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo stato di salute e
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro (RCC 1991, pag. 331 consid. 1c). Il medico non possiede invece né la
prepa­razione né gli strumenti per pronunciarsi sulla capacità di guadagno.
Questo giudizio spetta all'ammini­strazione, rispettivamente al giudice, e
dev’essere formu­lato sulla base del raffronto dei redditi (RCC 1986, pag.
432).

                                         I
documenti medici sono comunque sempre di rilievo quando permettono di dedurre
le conseguenze economiche delle affezioni accertate (STFA non pubbl. del 2
luglio 1996 in re M. N p. 4 consid. 2; DTF 114 V 314 consid. 3c).

                                         Di
conseguenza, il fatto che un assicurato sia, da un profilo medico, incapace al
lavoro ad un determinato grado, non significa ancora ch'egli debba
necessariamente benefi­ciare del riconoscimento dello stesso grado d'invalidità
da parte della Commissione AI. 

                                         L'incapacità
di guadagno (sulla quale si fonda il concetto d'invalidità ai sensi dell'art. 4
LAI) si distingue dall'incapacità di lavoro per il fatto che essa considera
quale guadagno può e deve ancora essere realizzato dall'interessato,
utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato del lavoro
equilibrato. L'incapacità di lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di
muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con
metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri
lavori e attività (G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit
suisse de la sécurité sociale, pag. 228).

                                         La LAI
tutela dunque non la malattia o la conseguente incapacità lavorativa, ma l'incapacità
al guadagno. 

                                         Di
regola, l'invalidità economica appare inferiore all'inabilità medica. In taluni
casi particolari, per contro, si deve ammettere che l'incapacità al guadagno
sia superiore al mero grado d'incapacità lavorativa sotto il profilo medico
(cfr. ad es. B. Schatz, Kommentar zur eidg. Militärversicherung, Zurigo 1952,
pagg. 140 e 141). 

 

                                         Quindi,
il grado d'invalidità di un assicurato non può essere fondato sulla mera valutazione
medica, bensì deve corrispondere al grado della sua incapacità al guadagno,
tenuto conto di ogni attività che da lui ragionevolmente si può richiedere e
delle possibilità di lavoro a lui aperte (cfr. SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss
consid. 2b; RCC 1962, pag. 126).

 

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell’incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete
(SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                               2.4.   Nella
concreta evenienza, con rapporto 7 febbraio 2001 il medico curante dott.
__________, generalista, ha diagnosticato una "sindrome
lombo-vertebrale cronica su gravi turbe statiche, discopatie, ernia discale
paramediana sin L3-L4, spondilartrosi / sindrome cervicale su turbe
degenerative" precisando che "dal 1999 la sintomatologia è nettamente
peggiorata con necessità di continue interruzioni del lavoro". Il
sanitario ha quindi indicato le seguenti percentuali d'incapacità lavorativa:
100% dal 24 dicembre 1999 al 23 gennaio 2000, 50% dal 24 gennaio al 13 febbraio
2001, 100% dal 27 marzo al 1. maggio 2001, 50% dal 2 maggio al 24 luglio 2000,
75% dal 25 luglio al 3 settembre 2000, 50% dal 4 al 30 settembre 2000 e 75% dal
1. ottobre 2000 in poi (doc. AI _).

                                         A
complemento del rapporto 7 febbraio 2001 in data 2 agosto 2001 il curante ha
precisato che l'assicurato è abile "quale falegname-artigiano in
proprio per alcune ore al giorno" ed è in grado di effettuare "solo
parzialmente lavori leggeri", escludendo altresì la possibilità di un
cambiamento d'attività lavorativa (AI 23).

 

                                         Dagli atti emerge inoltre che con referto 2 novembre 2000, il dott.
__________, chirurgo ortopedico, incaricato dalla __________ di peritare
l'assicurato in relazione ai disturbi lombari, ha in particolare osservato:

 

" 
(…)

Il quadro clinico è peggiorato confronto a quello
riscontrato durante la visita del 21.9.99. Ora vi è una componente radicolare
L4 sx (diminuzione riflesso rotuleo sx e atrofia coscia sx). A questo punto
ritengo che l'incapacità lavorativa attuale raggiunge il 50%. Non vi sono
speranze di miglioramento per il futuro."" (Doc. AI _, pag. 3)

 

                               2.5.   Con l'atto
impugnato l'UAI, ritenendo in sostanza l'assicurato - con riferimento alla
certificazione medica agli atti - abile al lavoro nella misura del 50% quale
falegname come pure in attività generiche leggere non richiedenti specifiche
qualifiche professionali, ha stabilito, raffrontando il reddito di fr. 19'700
conseguibile senza invalidità quale falegname con il reddito di fr. 17'021 che
__________ potrebbe ancora conseguire in attività leggere svolte in misura del
50% ulteriormente ridotto del 25%, un grado d'invalidità del 14% e
consequenzialmente negato il diritto alla rendita.

 

                                         Con il
suo gravame l'assicurato, rilevando come il danno alla salute lo abbia
costretto negli ultimi anni a ridurre e ridimensionare la propria attività di
falegname, postula in sostanza il riconoscimento di un'incapacità al guadagno
del 50%.

 

                               2.6.   Dopo attento
esame degli atti, questo TCA non può che rilevare come la refertazione medica
agli atti non consenta di addivenire, secondo il grado della verosimiglianza
preponderante valido nelle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 22 agosto 2000
in re K.B., C 116/00, consid. 2b, pag. 5, STFA del 23 dicembre 1999 in re A.F.,
C 341/98, consid. 3, pag. 6, STFA 6 aprile 1994 in re E.P.; SZS 1993 pag. 106
consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC 1983
pag. 250 consid. 2b; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimeti ivi citati, DTF121
V 47, DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid.
1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege in der Sozialversicherung",
in Basler Juristische Metteilungen (BJM) 1989 pag. 31-32; Scartazzini, "Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale",
Basilea 1991, pag. 63), ad un motivato e chiaro giudizio sia in merito al
momento in cui il danno alla salute ha effettivamente iniziato ad incidere
sulla capacità lavorativa dell'assicurato - e ciò ai fini della determinazione
del reddito ipotetico senza invalidità -, sia in merito alla graduazione
dell'incapacità lavorativa tanto nell'attività intrapresa di falegname quanto,
e soprattutto, in attività leggere adeguate in riferimento alle quali
l'amministrazione ha stabilito un reddito da invalido di fr. 17'021.

 

                                         Infatti,
da una parte gli atti all'inserto non consentono di stabilire con la necessaria
certezza e precisione se l'assicurato, come succintamente e genericamente
attestato dal medico curante con certificato 12 novembre 2001 (doc. _), ha
dovuto ridurre la propria attività già a far tempo dal 1994, anno a partire dal
quale vi è effettivamente stata una diminuzione del reddito aziendale
fiscalmente imposto (fr. 33'975 nel 1993 e 1994, fr. 22'000 nel 1995 e 1996,
fr. 17'400 nel 1997 e 1998, cfr. doc. AI _), ritenuto che per la fissazione del
reddito da valido deve essere tenuto conto del reddito - che in casu appare
giustificato determinare, trattandosi di attività svolta a titolo indipendente,
operando una media dei redditi percepiti negli ultimi 4-5 anni precedenti
l'insorgenza del danno alla salute) - conseguito allorquando l'assicurato
presentava una piena capacità al lavoro.

 

                                         D'altra
parte la certificazione medica all'inserto non permette di concludere, neppure
secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, per una incapacità di
___________ in attività leggere pari al 50%, atteso che tale giudizio non è in
realtà evincibile né dalla valutazione del medico curante (cfr. doc. AI _, cfr.
consid. 2.4), il quale si è limitato ad osservare in maniera generica che
l'assicurato è in grado di svolgere "solo parzialmente lavori leggeri"
indicando oltretutto un'incapacità quale falegname del 75% - e non del 50% come
riportato nell'atto impugnato - a partire dall'ottobre 2000, né dal referto del
dott. ________ del 2 novembre 2000, il quale non ha espresso alcuna valutazione
circa l'esigibilità di attività leggere (cfr. doc. AI _, cfr. consid. 2.4).

 

                                         A mente
di questo TCA la fattispecie palesa mancanze istruttorie e merita quindi
ulteriori approfondimenti di natura medica, ed eventualmente economica, da
parte dell'amministrazione, la quale dovrà procedere ai necessari accertamenti
atti a stabilire, ai fini della determinazione del reddito da valido, sino a
quando l'assicurato ha svolto senza limitazioni la propria attività di
falegname, rispettivamente a definire, quo alla fissazione del reddito da
invalido, in che misura l'assicurato è effettivamente in grado di svolgere
attività leggere adeguate.

 

                                         Visto
quanto precede, l'atto querelato deve essere annullato e la causa retrocessa
all'amministrazione perché renda un nuovo provvedimento sulla base dei nuovi
accertamenti sopra indicati.

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei
considerandi.

                                         §    La
decisione impugnata è annullata.

                                         §§ L'incarto
viene retrocesso all'UAI per nuova decisione dopo l'esperimento degli accertamenti
come ai considerandi.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti