# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2098083d-89cf-5ae4-8f16-e7c443e59ba8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-07-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.07.2017 38.2017.21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2017-21_2017-07-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2017.21

   

  KE/DC/sc

  	
  Lugano

  18 luglio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

	
  con redattrice:

  	
  Kathrin Erne, vicecancelliera

  

 

	
  segretaria:

  	
  Stefania Cagni

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 27 febbraio 2017 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 febbraio 2017 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, ____________

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su opposizione del 3 febbraio 2017 l’Ufficio
regionale di collocamento di __________ (in seguito: URC) ha modificato la decisione con la quale
aveva sospeso RI 1 per 10 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione a
causa della consegna tardiva, senza valida giustificazione, delle ricerche di
lavoro concernenti il periodo di controllo del mese di settembre 2015 (cfr. doc. C2 = 2), riducendo la sanzione
a 5 giorni e rilevando in particolare:

 

" (…)

Nel caso in esame, nella sua istanza di opposizione, la signora RI
1, in buona sostanza, non contesta la legittimità della decisione di sanzione
emanata nei suoi confronti, ma ritiene che 10 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità di disoccupazione, causa invio tardivo della ricerche di lavoro
del mese di settembre 2015, sia troppo severa, poiché il suo “errore” è stato
commesso in buona fede.

 

A causa degli orari particolari di apertura dell’ufficio postale
di __________, quando si è recata alla posta per spedire la prova delle
ricerche di lavoro il 5 ottobre 2015, dopo le 17.45, lo sportello era già
chiuso.

Essendo sprovvista di francobollo e non capendo come poteva
acquistarne uno dal distributore automatico, ha dovuto inviare la lettera il
giorno dopo.

 

Le argomentazioni sollevate dall’interessata possono essere
favorevolmente accolte.

Nella determinazione del numero di giorni di sospensione del
diritto alle indennità di disoccupazione da infliggere, il consulente del
personale, ha applicato l’aggravante della seconda volta, in considerazione di
una precedente decisione di sanzione, emanata in data 29 febbraio 2015 (recte:
2016).

Considerato tuttavia che tale decisione è stata annullata, con
decisione su opposizione del 2 febbraio 2017, viene a cadere l’applicazione
dell’aggravante. (…)” (Doc. A)

 

                               1.2.   Contro la decisione su
opposizione del 3 febbraio 2017 l’assicurata ha inoltrato una tempestiva opposizione
(recte: ricorso) al TCA, esprimendosi come segue:

 

" (…)

Non sono d’accordo con questa conclusione per le seguenti ragioni:

-   Siccome la
decisione di sanzione del 29 febbraio 2016 annullata in data 2 febbraio 2017
considerava che non fossi mai stata sospesa in passato e teneva presente la
qualità e la quantità delle mie ricerche (riducendo l’entità a 3 giorni) non
posso accettare che per un errore commesso in buona fede me ne siano inflitti
5.

-   Detto questo
ripeto che non sono mai stata sospesa in passato e ritengo questa sanzione
ancora troppo severa, considerando che sono già stata danneggiata sia
moralmente che finanziariamente causa la lunga attesa prima di ricevere
l’indennità di disoccupazione. (…)” (Doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 14 marzo 2017 l’URC propone di
respingere il ricorso (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   L’assicurata si è nuovamente
pronunciata in merito alla fattispecie con scritto del 24 marzo 2017 nel quale
ha precisato di non avere mai chiesto l’annullamento della decisione ma di
avere fatto presente che tale sanzione è troppo severa (cfr. doc. V).

 

                               1.5.   L’URC, il 27 marzo 2017, ha
ribadito la posizione espressa nella risposta di causa del 14 marzo 2014 (cfr.
doc. VII).

 

                               1.6.   Il doc. VII è stato inviato
per conoscenza alla parte ricorrente (cfr. doc. VIII).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06
del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999.
Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto del contendere è la
questione di sapere se a ragione o meno l’URC ha sospeso l’assicurata per
cinque giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione per aver consegnato
tardivamente le ricerche di impiego relative al periodo di controllo del mese di
settembre 2015.

 

                               2.3.   Tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (cfr. art. 16 cpv. 1 e 2 LADI), se necessario anche
fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori
del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di
ogni periodo di controllo egli dovrà, dunque, presenta-re al servizio
competente le prove documentali relative alle ricer-che di lavoro intraprese
(cfr. STFA C 77/91 del 29 gennaio 1992 non pubblicata). 

 

 

                                         Secondo
l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

" L'assicurato
deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L’art.
26 cpv. 2 OADI, il cui tenore è entrato in vigore il 1° aprile 2011 a seguito della quarta revisione della LADI, prevede che:

 

" L’assicurato
deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni periodo
di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo giorno
lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il termine
senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere prese in
considerazione.”

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha, dunque, previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per
evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale
principio non è stato messo in discussione contestualmente alla quarta
revisione della LADI (cfr. Messaggio concernente la modifica delle legge
sull’assicurazione contro la disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

 

                                         L’obbligo di
ridurre il danno, valido anche nell’assicurazione contro la disoccupazione
(cfr. DTF 125 V 197 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l’altro, quando l’assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non
adempie il suo obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv.
1 lett. c LADI secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se
non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr.
STF 8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30
cpv. 1 lett. c LADI è stato ritenuto dal Tribunale federale delle assicurazioni
(TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale) conforme alle disposizioni della
Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V 228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de
réadaptation de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea
e Francoforte sul Meno 1992, pag. 193s.).

 

                               2.4.   Secondo l'art.
30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla gravità
della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o,
nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La
sospensione dal diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 3 OADI).

                                         La sua
durata è determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

 

                                         In virtù
dell'art. 45 cpv. 5 OADI se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto
all'indennità, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per
determinare il prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli
ultimi due anni.

 

                                         Cfr. pure
STF 8C_556/2016 del 23 novembre 2016 consid. 4.

 

                                         Nella già citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale
federale ha ricordato che "La gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

 

                                         Per
quel che attiene alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione
fondata sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una
sanzione da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta, con proporzionale aumento
per le inadempienze successive (da 8 a 12 giorni per la seconda volta in caso
di mancate ricerche e da 6 a 8 giorni per la seconda volta in caso di ricerche
insufficienti).

Per ogni periodo di controllo successivo i parametri della SECO e
della Sezione del lavoro contemplano da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per le
inadempienze successive (da 10 a 19 giorni per la seconda volta), visto l'art.
45 cpv. 5 OADI (cfr. Prassi LADI/D72 punto 1.A. - 1C. dell’ottobre 2011).

Invece per le prove della ricerca di lavoro inoltrate oltre il
termine, è prevista una sanzione da 5 a 9 giorni in caso del primo invio oltre
il termine. Per il secondo invio oltre il termine è prevista una sanzione da 10
a 19 giorni e per il terzo invio oltre termine, l’incarto va rinviato al
servizio cantonale per la decisione (cfr. Prassi LADI/ID D72 punto 1.E.
dell’ottobre 2011).

                                      

                                         Queste direttive sono
conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli
Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni
inflitte dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate
dal TCA.

 

                                         Anche il
Tribunale federale delle assicurazioni ha approvato il modo di procedere
dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile 2005; STFA C 210/04 del
10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA C 286/02 del 3 luglio
2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del 6 agosto 2002).

 

                               2.5.   Nel caso concreto l’URC ha
sospeso l’assicurata, iscrittasi in disoccupazione dal 2 giugno 2014 (cfr. doc.
A), per cinque giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione, in quanto non
ha consegnato le ricerche di lavoro relative al mese di settembre 2015 entro il
termine legale contemplato dall’art. 26 cpv. 2 OADI (cfr. consid. 2.3.), senza
alcuna valida giustificazione.

 

                                         In una sentenza 38.2011.64
del 24 maggio 2012 questo Tribunale ha stabilito che il nuovo articolo 26 cpv.
2 OADI è conforme alla legge e si è in particolare così espresso:

 

" (…)

Alla luce di tutto quanto esposto, in particolare considerato quanto
sottolineato dall’Alta Corte nella sentenza 8C_183/2008 del 27 giugno 2008, pubblicata
in DLA 2009 N. 2 pag. 76, e meglio che il regime di cui all’art. 26 cpv. 2bis
vOADI risultava insoddisfacente, permettendo a certi assicurati di ritardare
sistematicamente la consegna delle ricerche di lavoro fino alla scadenza del
termine supplementare assegnato dall’amministrazione senza dover fornire alcuna
giustificazione (cfr. consid. 2.9., 2.10.), come pure quanto emerso dal Rapporto
esplicativo dell’avanprogetto OADI menzionato dalla SECO nel proprio scritto
del 28 febbraio 2012, nonché dal Rapporto concernente i risultati della
procedura di consultazione in merito alla revisione parziale dell’OADI dell’11
marzo 2011 (cfr. consid. 2.9.), questa Corte ritiene che il nuovo art. 26 cpv.
2 OADI sia conforme alla legge.

In effetti l’esigenza imposta agli assicurati di inoltrare
all’amministrazione la prova degli sforzi intrapresi per trovare un’occupazione
al più tardi il quinto giorno del mese seguente il periodo di controllo in
questione o il primo giorno lavorativo successivo a tale data deve essere
considerata una condizione per meglio adempiere all’obbligo di controllo degli
assicurati di cui all’art. 17 LADI e permettere al servizio competente di
verificare agevolmente le ricerche effettuate. (…)"

 

                                         Il Tribunale federale, in
una sentenza 8C_46/2012 dell'8 maggio 2012, ha peraltro applicato questa disposizione dell'ordinanza senza formulare alcuna considerazione circa la sua
conformità alla legge.

                                         In quell'occasione l'Alta
Corte, contrariamente all'autorità cantonale di ricorso, ha concluso che un
assicurato non è stato in grado di comprovare la tempestiva consegna delle
ricerche di lavoro ed ha confermato la sanzione di nove giorni che era stata
inflitta dall'amministrazione, argomentando:

 

" (…)

La juridiction cantonale a considéré que l'intimé
n'était certes pas parvenu à prouver qu'il avait remis le formulaire de
recherches d'emploi pour juillet 2011 dans le délai échéant au 5 août 2011.
Cependant, il avait toujours remis ses recherches d'emploi dans le délai
prescrit. Il avait du reste été en mesure de fournir - au stade de l'opposition
- une copie du formulaire relatif au mois de juillet 2011. En outre, il n'était
pas exclu que l'administration ait égaré ce formulaire, ce d'autant plus la
conseillère en personnel de l'assuré était absente au début du mois d'août
2011. De surcroît, il paraissait peu vraisemblable que l'intéressé ait
totalement oublié de remettre ce formulaire, même au moment où il avait
rencontré sa conseillère le 18 août 2011 et qu'il entreprenne cette démarche
seulement au moment où l'OCE l'informe de sa carence. Par ailleurs, il
ressortait du procès-verbal dudit entretien que l'assuré était une personne non
seulement sérieuse et consciencieuse, mais également motivée dans la recherche
d'un emploi, nonobstant une sanction dont il avait fait l'objet en mars 2011
(pour recherches d'emploi insuffisantes sur le plan qualitatif en janvier
2011).

 

4.

4.1 L'office recourant fait
grief à la juridiction cantonale d'avoir méconnu la portée de l'art. 26 al. 2
OACI en considérant la remise du formulaire de recherches à un employé de l'ORP
comme hautement vraisemblable. Se référant à la jurisprudence du Tribunal
fédéral (arrêts C 3/07 du 3 janvier 2008 et 8C_625/2009 du 26 février 2010), il
estime que le respect du délai prévu par cette disposition aurait dû être
déterminé avec certitude.

 

4.2 En matière d'indemnités de chômage, l'assuré
supporte les conséquences de l'absence de preuve en ce qui concerne la remise
de cartes de contrôle (arrêt C 90/97 du 29 juin 1998 consid. 2a, in DTA 1998 no
48 p. 284; arrêt C 360/97 du 14 décembre 1998 consid. 2b) ce qui vaut aussi
pour d'autres pièces nécessaires pour faire valoir le droit à l'indemnité,
notamment la liste de recherches d'emploi (cf. arrêt C 294/99 du 14 décembre
1999 consid. 2a, in DTA 2000 no 25 p. 122; cf. aussi arrêt 8C_427/2010 du 25
août 2010 consid. 5.1).

 

4.3 L'ensemble des éléments
retenus dans la décision attaquée ne constitue pas un faisceau d'indices
suffisants de la remise en temps utile des justificatifs de recherches
d'emploi. En fait, la juridiction cantonale s'est fondée sur les seules
déclarations de l'intimé et sur des considérations qui ne reposent sur aucun
élément matériel. Ainsi le dépôt de la copie d'une pièce ne dit rien sur la
remise de l'original à l'autorité. De même, la ponctualité passée d'un assuré
ne laisse pas présumer de l'absence de toute omission future. Sur ce dernier
point, l'argumentation des premiers juges reviendrait, en cas de contestation
de la part de l'assuré, à renoncer systématiquement à sanctionner un premier
manquement. On doit ainsi conclure que l'assuré n'a pas été en mesure d'établir
qu'il avait remis en temps utile (soit jusqu'au 5 août 2011) les justificatifs
de ses recherches d'emploi pour le mois de juillet 2011.

 

4.4 Il convient par conséquent d'annuler le jugement
entrepris et de confirmer la mesure de suspension prononcée par l'office
recourant, laquelle tient compte du fait qu'il s'agit du deuxième manquement de
l'intéressé. (…)"

 

                                         Con sentenza 8C_601/2012
del 26 febbraio 2013, pubblicata in DTF 139 V 164, in SVR 2013 ALV Nr. 7 pag. 21 e in DLA 2013 N. 9 pag. 181, il Tribunale federale ha stabilito la
conformità del nuovo art. 26 cpv. 2 OADI alla legge.

 

                                         L’Alta Corte ha precisato
che le conseguenze connesse alla mancata produzione entro il termine dei
documenti probatori relativi alle ricerche effettuate in un determinato periodo
di controllo non devono necessariamente fondarsi su una base legale formale. In
effetti l’art. 26 cpv. 2 OADI è in definitiva la concretizzazione dei disposti
legali di cui agli art. 17 cpv. 1 e 30 cpv. 1 lett. c LADI (un assicurato deve
comprovare gli sforzi intrapresi al fine di reperire un’occupazione sotto pena
di essere sanzionato).

                                         Inoltre il TF ha deciso
che la sospensione del diritto all'indennità soggiace esclusivamente alle
specifiche disposizioni dell'assicurazione disoccupazione (e non all'art. 43
cpv. 3 LPGA). Ne discende che, salvo motivo scusabile, se le prove non sono
fornite nel termine dell'art. 26 cpv. 2 OADI, una sospensione del diritto
all'indennità può essere pronunciata senza che si debba impartire un termine
supplementare. Poco importa che le prove vengano prodotte ulteriormente, per
esempio nell'ambito di una procedura di opposizione.

 

                                         Cfr. al riguardo STF
8C_365/2016 del 3 marzo 2017, STF 8C_40/2016 del 21 aprile 2016 e STF
8C_885/2012 del 2 luglio 2013.

                               2.6.   Nella presente
evenienza le ricerche d’impiego del mese di settembre 2015, in applicazione
dell’art. 26 cpv. 2 OADI, andavano prodotte all’amministrazione entro lunedì 5
ottobre 2015 (cfr. consid. 2.3.; STCA 38.2012.11 del 13 giugno 2012 consid.
2.7.).

 

                                         L'amministrazione,
come visto sopra, nella decisione del 28 luglio 2016 ha precisato di aver
ritenuto tardiva la consegna delle ricerche di lavoro, in quanto esse sono
state inoltrate dall’assicurata in data 6 ottobre 2015, ossia oltre il termine
legale (cfr. doc. C2 = 2).

                                          

                                         In concreto è incontestato
il fatto che la ricorrente abbia consegnato tardivamente le proprie ricerche
d’impiego relative al mese di settembre 2016 (cfr. doc. I, V, C5). 

 

                                         L’insorgente, a seguito
della Richiesta di giustificazione inviatale dal consulente del personale il 19
luglio 2016 (cfr. doc. C4), il 25 luglio 2016 ha addotto:

 

" In
risposta alla sua richiesta di giustificazione del 19.7.2016, le faccio
presente che durante il nostro colloquio di consulenza del 2.11.2015 ne avevamo
già discusso in merito.

Detto questo, le ribadisco che ho inoltrato
la prova delle ricerche di lavoro con un solo giorno di ritardo, causa la mia
disattenzione riguardo agli orari di apertura particolari dello sportello
postale di __________.” (cfr. doc. C5)

 

                               2.7.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ritiene che a ragione l’URC ha
considerato che non esistono in concreto valide giustificazioni
per la consegna tardiva delle ricerche di settembre 2015.

 

                                         In effetti
il fatto di aver inviato gli sforzi intrapresi nel settembre 2015 volti al
reperimento di un’occupazione il giorno successivo, siccome non era a conoscenza
degli orari dell’ufficio postale a __________ e non sapeva utilizzare il
distributore automatico per i francobolli, non può rappresentare un valido
motivo per non consegnare tempestivamente le ricerche di lavoro.

 

                                         Gli assicurati devono
prestare la debita attenzione alle date degli appuntamenti con l’URC,
rispettivamente dei termini per la consegna della documentazione richiesta, in
particolar modo dei formulari relativi agli sforzi intrapresi al fine di
reperire un’occupazione. Ciò implica anche la modalità dell’invio, ossia gli
orari degli uffici postali.

                                         Non va dimenticato che
l’esigenza imposta agli assicurati di inoltrare all’amministrazione la prova
delle ricerche di impiego svolte al più tardi il quinto giorno del mese
seguente il periodo di controllo in questione o il primo giorno lavorativo
successivo a tale data deve essere considerata una condizione per meglio
adempiere all’obbligo di controllo degli assicurati di cui all’art. 17 LADI e
permettere al servizio competente di verificare agevolmente le ricerche effettuate
(cfr. consid. 2.5.; STF 8C_40/2016 del 21 aprile 2016 consid. 4.2.).

 

Ne discende che la
ricorrente, avendo prodotto in ritardo le ricerche di settembre 2015 a causa di
una sua disattenzione, ha violato l’art. 26 cpv. 2 OADI e deve, conseguentemente,
essere sospesa dal diritto all'indennità di disoccupazione sulla base dell'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI (cfr. STCA 38.2016.4 del 13 aprile 2016 consid. 2.6.;
STCA 38.2014.60 dell’11 dicembre 2014 consid. 2.7.).

                                         Infatti, come già esposto
in precedenza (cfr. consid. 2.3.; 2.5.), l’assicurato è tenuto a fare
tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o ridurre lo stato di
disoccupazione. 

 

                               2.8.   Per quanto
attiene all’entità della penalità, va ribadito che nel caso di specie
l’amministrazione inizialmente ha inflitto all’assicurata dieci giorni di
sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione, riducendo la sanzione
con la decisione su opposizione a 5 giorni (cfr. consid. 1.1.).

 

                                         L’insorgente
ha inoltrato il 6 ottobre 2015 nove ricerche di lavoro per il mese di settembre
2015, ossia con un giorno di ritardo (cfr. consid. 2.6.; doc. C2 = 2) a seguito
di una sua disattenzione (non era a conoscenza degli orari di apertura
dell’ufficio postale di __________, cfr. consid. 2.7.).

                                         Come visto in precedenza
(cfr. consid. 2.4.), la SECO prevede da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro durante un periodo di controllo, in caso di prima
sospensione, con proporzionale aumento per le inadempienze successive (da 10 a
19 giorni per la seconda volta e rinvio al servizio cantonale per decisione
alla terza volta).

                                         Anche nel caso di prove
della ricerca di lavoro inoltrate oltre il termine la SECO contempla una
sospensione dal diritto all’indennità di disoccupazione da 5 a 9 giorni per il
primo invio oltre il termine, da 10 a 19 il secondo invio tardivo e il rinvio
al servizio cantonale per decisione alla terza volta (cfr. Prassi LADI/D72
punti 1.D; 1.E).

 

                                         In proposito va ricordato che
il Tribunale federale, in una sentenza 8C_64/2012 del 26 giugno 2012, ha
indicato che il fatto che dall’aprile 2011 la sanzione prevista dall’art. 26
cpv. 2 OADI, ovvero che le ricerche consegnate tardivamente senza valido motivo
non possono più essere prese in considerazione, intervenga già quando le prove
delle ricerche non sono consegnate entro il termine previsto dall’OADI stessa -
senza quindi assegnazione di un termine supplementare come in passato - non
significa ancora che una sanzione di durata identica si imponga all'assicurato
che non effettua ricerche di lavoro in un determinato periodo di controllo e a
quello che compie sforzi sufficienti dal profilo qualitativo e quantitativo e
consegna tuttavia le ricerche con un lieve ritardo.

                                      

                                         Inoltre in una sentenza
8C_257/2014 del 10 giugno 2014 l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione di
sapere se la direttiva della SECO che prevede la medesima sanzione nel caso di
mancate ricerche in un periodo di controllo e nel caso di consegna tardiva
delle ricerche (Prassi LADI p.to D.72) sia conforme alla legge, rispettivamente
all’ordinanza.

                                         In proposito il TF ha
ricordato che in ogni caso determinante per la commisurazione della durata
della sospensione è unicamente la gravità della colpa di un assicurato da
definire sulla base del suo comportamento generale.

 

                                         A quest’ultimo
proposito cfr. pure consid. 2.5.; art. 30 cpv. 3 LADI; STF 8C_257/2014 del 10
giugno 2014 consid. 4.3., pubblicata in DLA 2014 N. 11 pag. 219; DLA 2006 N.20
pag. 229 segg., consid. 2.3.

 

                                         Si segnala
inoltre che questa Corte, in una fattispecie paragonabile, ha ridotto una
sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto all’indennità a 3 giorni di
sospensione dal diritto all’indennità, tenendo conto in particolare del fatto
che il ricorrente ha inoltrato le ricerche di lavoro insieme alla risposta
della Richiesta di giustificazione (cfr. STCA 38.2016.26 del 9 agosto 2016
consid. 2.8.).

 

                                         La durata della penalità da
infliggere ad un assicurato non dipende, per contro, dalle sue condizioni
economiche (cfr. STCA 38.2015.24 del 30 luglio 2015 consid. 2.8.; STCA
38.2014.60 dell’11 dicembre 2014 consid. 2.8.).

 

                                         Nel caso concreto il
TCA rileva che le ricerche d’impiego sono state prodotte il 6 ottobre 2015, e quindi
solo un giorno dopo il termine legale (cfr. doc. 3).

 

                                         Tutto
ben considerato, a mente del TCA, si giustifica la riduzione
della sanzione da cinque a tre giorni di penalità (cfr. STF 8C_33/2012 del 26
giugno 2012).

 

                                         La decisione su opposizione
del 3 febbraio 2017 è, dunque, modificata nel senso che l’insorgente è sospesa
per tre giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione. 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è accolto
e la decisione su opposizione del 3 febbraio 2017 è modificata nel senso che
l’assicurata è sospesa per 3 giorni dal diritto all’indennità di disoccupazione.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          La
segretaria

 

Daniele Cattaneo                                                 Stefania
Cagni