# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fcccf37d-8efb-5e06-a475-0b2ba3f0292a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.03.2004 32.2003.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-50_2004-03-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.50

   

  BS/tf

  	
  Lugano

  4 marzo 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 giugno 2003 di

 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 6 maggio 2003 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
classe 1958, è stato alle dipendenze dell’Hotel __________ a in qualità di
portiere.

In data 1° luglio 1002 è rimasto vittima di un incidente della circolazione
stradale avvenuto in __________, a seguito del quale ha riportato una
commozione cerebrale, una frattura del collo del femore sinistro, una
frattura-lussazione complessa del piede sinistro, una contusione della parete
toracica sinistra e, infine, una lacerazione al braccio sinistro.

Il caso è stato assunto dalla Cassa malati ________ nella sua qualità
d’assicuratore LAINF, la quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni
assicurative di corta durata, decidendo, tuttavia, in data 11 gennaio 1994, una
riduzione del 20% per colpa grave.

                                         Per la
copertura delle prestazioni di lunga durata, l’__________ ha invece stipulato
un accordo di collaborazione con la __________. Quest’ultima, con decisione 20
giugno 1996, - confermata in sede di decisione su opposizione 29 ottobre 1996 -
ha assegnato all’assicurato una indennità per menomazione dell’integrità del
15% e negato il diritto alla rendita d’invalidità ritenendo che l’interessato
avrebbe potuto ritrovare una piena capacità lavorativa nell’originaria attività
lucrativa.

Con decisione 10 luglio 1996 l’__________ ha invece disposto l’estinzione del
diritto all’indennità giornaliera con effetto immediato e l’assunzione dei
costi di fisioterapia limitatamente al 50%, quest’ultimi successivamente
riconosciuti integralmente, mediante decisione su opposizione 24 gennaio 1997.

Avverso le succitate due decisioni su opposizione l’assicurato, per il tramite
di __________, ha inoltrato al TCA due distinti tempestivi ricorsi. 

Con atto 21 gennaio 1997 egli ha chiesto la condanna della __________ a
corrispondergli una rendita d’invalidità del 69%, un’indennità per menomazione
dell’integrità del 20% nonché a “... porre una riserva di rivalutazione
della menomazione fisica per ciò che riguarda la sede coxofemorale (eventuale
coxartrosi precoce o necrosi del femore)” e l’annullamento retroattivo
della “... decisione relativa alla riduzione delle prestazioni in contanti
per colpa grave”, così come il rimborso dell’importo di fr. 638.55,
corrispondente al costo della perizia di parte eseguita dal dottor __________
in data 10 gennaio 1997. 

                                         Nel
successivo ricorso 4 marzo 1997 __________ ha postulato che l’__________
venisse obbligata a riprendere il versamento dell’indennità giornaliera e ad
assumersi i costi della cura medica, il tutto sino all’assegnazione della
rendita d’invalidità. D’altro canto, l’insorgente ha, nuovamente, preteso
l’annullamento della decisione 11 gennaio 1994, mediante la quale l’_________
aveva ridotto le prestazioni in contanti del 20% per negligenza grave, nonché
il rimborso di fr. 638.55, costo della perizia di parte redatta dal dottor
__________.

 

Congiunte le due procedura, con sentenza 7 giugno 1999 questo Tribunale ha
statuito nel modo seguente:

“1.-Nella
misura in cui l’assicurato ha postulato l’annullamento 

della
decisione 11.1.1994 della Cassa malati __________, il ricorso 4.3.1997 é irricevibile.

Nella misura in cui l’assicurato ha preteso il rimborso dei costi della perizia
10.1.1997 del dottor __________, il ricorso 4.3.1997 é respinto.

Per il resto, il ricorso 4.3.1997 é stralciato dai ruoli poiché privo
d’oggetto. 

                                  

2.-
Nella misura in cui l’assicurato ha postulato l’annullamento della

decisione
11.1.1994 della Cassa malati __________, il ricorso 21.1.1997 é irricevibile.

Nella misura in cui l’assicurato ha preteso il rimborso dei costi della perizia
10.1.1997 del dottor __________ ed il versamento di un’IMI del 20%, il ricorso
4.3.1997 é respinto.

Per il resto, il ricorso 21.1.1997 é parzialmente accolto.

Di conseguenza, la __________ é condannata a riconoscere all’assicurato una
rendita d’invalidità del 50%. 

3.-Non si percepisce tassa
di giustizia, mentre le spese sono poste a 

carico
dello Stato.

La __________ é tenuta a versare all’assicurato fr. 600.-- a titolo di
ripetibili.” (inc. 35.1997.10 + 25).

                                         Infine,
adito dalla __________, con sentenza 13 gennaio 2000 il TFA ha respinto il
ricorso e confermato la pronunzia cantonale (U 284/99). 

 

                               1.2.   Parallelamente
alla procedura LAINF, con domanda 1° settembre 1993 __________ ha chiesto di
essere posto al beneficio di prestazioni assicurative AI per adulti (doc. _).

Con proposta di decisione del 29 settembre 1999, l’Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) ha stabilito quanto segue:

 

" 
Il grado d’invalidità, determinato in base
all’art. 4 LAI, viene fissato all’80% con diritto alla rendita intera a
decorrere dal 1° luglio 1993; al 50% con diritto alla mezza rendita dal 1°
dicembre 1998. L’assicurato è stato vittima di un infortunio stradale il mese
di luglio 1992. Il diritto alla rendita nasce dopo un anno di attesa, giusta
l’art. 29, cpv. 1, lett.b LAI.

Dal 1° luglio 1993 l’assicurato ha diritto alla rendita d’invalidità intera. A
decorrere dal 1° novembre 1996 il grado d’invalidità viene ridotto al 50% sulla
base della sentenza del TCA del 7 giugno 1999.

Il 24 settembre 1998 l’assicurato è stato sottoposto a un intervento di ernia
discale. Conseguentemente l’incapacità lavorativa è nuovamente completa.
L’aumento viene corrisposto a decorrere dal 1° dicembre 1998, tre mesi dopo
l’intervento.” (Doc. _)

                                         Quanto
sopra, incluse le rispettive rendite completive per la moglie e per i figli, è
stato formalizzato dall’amministrazione con diciannove decisioni datate 21
aprile 2000 (doc. _).

 

                               1.3.   Ritenuto
come lo stato di salute dell’assicurato non si fosse completamente
stabilizzato, l’amministrazione ha subito iniziato una procedura di revisione
della rendita, predisponendo fra l’altro un accertamento medico-professionale
presso il centro __________.

Con rapporto 4 luglio 2000 i responsabili del menzionato centro hanno concluso
che l’assicurato presenta un’abilità del 50% in attività leggere (cfr. il
referto sub doc. _).

Sulla base delle risultanze _________ , il consulente in integrazione
professionale ha poi proceduto al raffronto dei redditi determinando un grado
d’inabilità del 63% (doc. _).

Di conseguenza, con progetto di decisione 5 ottobre 2001 l’UAI ha ridotto a
metà la rendita intera finora percepita da __________ adducendo la seguente
motivazione:

 

" 
Dagli accertamenti effettuati e dalla
documentazione medica all'incarto rileviamo che è esigibile che l'assicurato
svolga un'attività leggera, ripetitiva e semplice, in misura del 50%. Senza il
danno alla salute, nell'attività svolta in precedenza, lo stipendio attuale
annuo ammonterebbe a Fr. 45'500, mentre quello ottenibile oggi in un'attività
come descritta sopra e per cui non è necessaria una qualifica specifica, è di
Fr. 16'836. Dal confronto di questi redditi si ricava una perdita di guadagno
del 63%. Visto quanto precede, l'attuale grado d'invalidità, corrispondente ad
una mezza rendita, viene ridotto, con decorrenza secondo i termini di legge.
L'importo della mezza rendita corrisponde alla metà di quello di cui ha
beneficiato finora.

 

Reddito annuo ragionevolmente esigibile

proveniente da un'attività lucrativa                        franchi

 

senza invalidità                                                      45500

con invalidità                                                          16836

perdita di guadagno/grado d'invalidità                   28664  
=   63%

 

La riduzione della prestazione sarà effettiva a
partire dal primo giorno del secondo mese seguente la notifica della presente
decisione." (Doc. _)

                                         Tale
progetto di decisione è stato poi annullato, avendo l’assicurato nel frattempo
subito un infarto.

                               1.4.   Dopo aver
proceduto ad accertamenti medici suppletivi, tra cui uno presso il cardiologo
curante, con progetto di decisione 24 settembre 2002 l’UAI ha confermato la
riduzione della rendita sulla base delle medesime considerazioni riportate
nella delibera (annullata) del 5 ottobre 2001, precisando tuttavia che “ la
malattia coronarica (piccolo infarto il 12.10.2001) ha causato una totale
incapacità lavorativa e di guadagno per un periodo di 3 mesi “ e che “questo
evento non ha variato le limitazioni funzionali in attività leggere esposte in
precedenza” (doc. _).

 

                                         Con
decisione formale 24 gennaio 2003 l’amministrazione ha confermato l’erogazione
della mezza rendita dal 1° marzo 2003 (grado d’invalidità del 63%), togliendo
contestualmente l’effetto sospensivo ad un’eventuale opposizione (_).

Con atto 5 marzo 2003 __________, rappresentato da __________, facendo
segnatamente riferimento alla perizia privata 27 gennaio 2003 del dr.
__________, ha invece chiesto il ripristino della rendita intera (doc. _).

Interpretato l’invio della succitata perizia, avvenuto il 31 gennaio 2003,
quale volontà di interporre opposizione e rilevato come a suo tempo
all’interessato non sia stato impartito alcun termine per completarla,
l’amministrazione ha considerato lo scritto 5 marzo 2003 alla stregua di una
valida e tempestiva opposizione (cfr. decisione su opposizione 6 maggio 2003
pag. 3, doc. _).

Pertanto, con decisione su opposizione 6 maggio 2003 l’UAI ha confermato il
proprio operato, motivando:

 

" 
In concreto, l'assicurato è stato ritenuto
medicalmente abile al 50% nell'ambito di attività che non comportino importanti
sforzi fisici, ed offrano la possibilità di variare posizione.

Riesaminato il caso, lo scrivente Ufficio non
ravvede valide motivazioni che possano indurre a modificare il giudizio
espresso. Una prima valutazione in tal senso è stata espressa dal _________, il
quale ha proceduto non solo ad una valutazione medico-teorica, bensì anche ad
un accertamento pratico.

Il medesimo grado di inabilità è in seguito stato
espresso anche dal dottor __________.

 

Per quanto attiene poi ai disturbi cardiaci di recente
insorgenza, si rammenta che il cardiologo occupatosi del caso non ha ritenuto
che l'impatto della patologia fosse tale da influenzare la capacità lavorativa
dell'assicurato.

 

A medesima conclusione è infine giunto anche il
Servizio medico regionale, al quale il caso è stato più volte sottoposto.

Il medesimo Servizio ha d'altro lato avuto modo
di valutare la perizia presentata dal dottor __________, giungendo alla
conclusione che le diagnosi poste da quest'ultimo non differiscono da quelle
già considerate dall'amministrazione. In altri termini la perizia offerta non
ha presentato nuovi elementi di giudizio che necessitino di un'ulteriore
valutazione.

 

Per quanto attiene all'aspetto economico, il
consulente in integrazione ha stabilito sussistere un grado di invalidità pari
al 63%.

Al proposito giova specificare che il grado di
invalidità così stabilito determina la perdita di guadagno che il danno alla
salute ha comportato. Come già accennato, tale grado si ottiene dal paragone
del reddito conseguito prima dell'insorgere del danno alla salute, con quello
che l'assicurato potrebbe teoricamente conseguire attualmente nell'ambito di
un'attività adeguata al proprio stato valetudinario.

 

Tale valutazione differisce quindi completamente
da quella esposta al paragrafo precedente, che determina dal punto di vista
medico in quale misura l'assicurato è ancora in grado di svolgere un'attività
adeguata.

 

Ne discende che in concreto non sussiste alcuna
incongruenza fra i due gradi di inabilità, riferendosi l'uno all'aspetto
medico, l'altro a quello economico.

 

Per quel che concerne poi la contestazione
relativa all'idoneità dei posti di lavoro, si rileva che il compito del
consulente in integrazione professionale consiste proprio nel determinare se il
danno alla salute consente comunque all'assicurato un reinserimento nel mondo
del lavoro. In caso affermativo potranno quindi essere applicate  delle basi di
calcolo teoriche.

Il consulente è altresì la persona di riferimento
allorquando si tratta di determinare quali professioni sono esigibili in
ragione del danno alla salute presentato.

L'amministrazione ad ogni modo non si scosta dal
giudizio specialistico espresso dal consulente se non ravvede valide ragioni
che inducano a dubitare della bontà della valutazione.

In casu non si ritiene vi siano elementi atti a
far ritenere inadeguate le professioni proposte, anche considerando le
obiezioni sollevate in sede di opposizione, comunque formulate in modo
generico, e non sostenute da riscontri oggettivi.

 

Per quel che concerne inoltre la richiesta di
precisi nominativi relativi a datori di lavoro che potrebbero entrare in linea
di conto, si rileva che l'amministrazione può limitarsi a stabilire in
abstracto la capacità di guadagno, non essendo quindi tenuta a reperire posti
di lavoro concreti.

 

Anche da questo punto di vista la decisione
risulta quindi corretta, meritando conseguentemente piena conferma.

 

L'assicurato ha altresì richiesto un colloquio,
al fine di poter discutere del caso.

Esaminata la fattispecie, lo scrivente Ufficio
non ravvede la necessità di chiarire ulteriormente i fatti, che risultano già
sufficientemente descritti nella documentazione agli atti.

 

Resta beninteso salvaguardata la facoltà
dell'assicurato di domandare in ogni tempo ulteriori ragguagli od informazioni
dei quali necessitasse." (Doc. _)

 

                               1.5.   Contro la
succitata decisione __________, sempre rappresentato da __________, ha
presentato al TCA un tempestivo atto di ricorso.

Protestando spese, tasse e ripetibili, il ricorrente ha chiesto il ripristino
della rendita intera, nonché l’assunzione dell’UAI dei costi relativi alla
perizia 27 gennaio 2003 del dr. __________.

A motivazione delle richieste ricorsuali, l’assicurato ha rilevato che: 

 

" 
Al sig. __________ è stata elargita una rendita
intera (grado di invalidità 80%) con decisione emessa il 21.04.2000.

Solo pochi mesi dopo il mio assistito veniva
sottoposto ad un accertamento medico-professionale presso il centro __________.
Dal rapporto redatto è emerso che il sig. __________ avrebbe potuto svolgere
un'attività leggera nella misura del 50% (attività prevalentemente seduto).

 

Nel corso del mese di ottobre 2001 veniva emesso
un progetto di decisione con un grado di invalidità pari al 63%. Progetto
sospeso in seguito all'infarto che ha subito il mio patrocinato in data
12.10.2001.

 

Nel rapporto del Dr. __________ del 22.11.1999
veniva precisato che il sig. __________, oltre alle lesioni conosciute
bisognava considerare pure l'aspetto psico-sociale (fatto da me segnalato nel
precedente ricorso contro l'assicuratore LAINF). Chiedo quindi che venga
eseguita una perizia psichiatrica ordinata dalla codesta istanza che però
ritengo si possa evitare considerato la minima differenza di percentuale di
invalidità per ripristinare la rendita intera.

Il citato medico, in un ulteriore rapporto datato
26.11.2001, sconfessava quanto asserito dall'Istituto __________ e cioè che
l'attività che avrebbe potuto svolgere il ricorrente era piuttosto
prevalentemente in movimento o comunque prevalentemente in movimento, e che in
questo caso non dovrebbero esserci problemi per svolgere un'attività al
50% (ha usato comunque il condizionale).

 

Mi chiedo quindi come mai i pareri sono così
contrastanti, o l'attività deve essere prevalentemente seduta o in movimento.
Nel rapporto del Dr. __________ (allegato _) si rileva che il sig. __________,
considerati tutti i disturbi fisici, può esercitare un'attività leggera, con
l'impossibilità di restare in posizione seduta per più di 10-15 minuti, in
posizione eretta a lungo e a deambulare a lungo. A complicare il tutto vi è il
fatto che il ricorrente a difficoltà a riposare durante la notte a causa di
continui risvegli causati dai dolori fisici.

 

L'AI nella sua decisione su opposizione cita che
nel suo rapporto peritale il Dr. __________ (specialista in infortunistica
riconosciuto nel nostro Cantone) non apporta nuovi elementi che non sono già
stati riscontrati dal loro servizio medico. Il Dr. __________ ha chiaramente
precisato che la loro decisione è basata da una visita non recente e priva
di qualsivoglia riscontro di carico di lavoro. Inoltre, ha ritenuto che le
argomentazioni sostenute da AI circa la decisione emanata non siano convincenti
puntualizzando che le limitazioni concorrono a determinare un grado
d'invalidità ben superiore al 63%, decretato da AI su un calcolo prettamente
aritmetico che non ha considerato gli effettivi impedimenti del sig.
__________.

 

Già in sede di decisione LAINF ho avuto modo di
presentare ricorso presso codesto tribunale avverso il relativo assicuratore
sociale (__________). In sede di giudizio le mie argomentazioni per una
invalidità  esclusivamente per i postumi d'infortunio, furono accettate.
Ciò ha condotto l'assicuratore a statuire una rendita lainf pari al 50%.

Ora la situazione, come nota all'AI e bene indicata
agli atti, è aggravata da stati di malattia di certa significativa rilevanza.
Al tutto si aggiungano le componenti psichiche bellamente trascurate
dall'assicuratore sociale." (Doc. _)

                               1.6.   Mediante
risposta di causa 11 giugno 2003 l’amministrazione, confermando quanto
riportato nella decisione su opposizione, ha postulato la reiezione del ricorso
e contestato di dover rifondere le spese della perizia privata del dr.
__________.

 

                               1.7.   Con atto 23
giugno 2003 il rappresentante dell’assicurato ha sostanzialmente ribadito le
richieste e le argomentazioni ricorsuali (V) ed il 9 febbraio 2004 ha trasmesso
un certificato del dr. __________ (VIII).

                                      

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   In sede di
opposizione __________ ha fatto presente di essere “a disposizione per
un colloquio con la vostra consulente professionale affinché la stessa possa
valutare di persona l’effettiva collocabilità del signor __________ ” (doc.
_). 

Occorre innanzitutto precisare che ai sensi dell’art. 42 cpv. 1 LPGA le parti
hanno il diritto di essere sentite, mentre al capoverso 2 è precisato che non
devono obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione (sulla portata limitata dell’art. 42 cpv. 2 LPGA, cfr. U. Kieser,
ATSG Kommentar, 2003, ad art. 42, n. 7 e n. 19-23).

                                         

                                         Nel caso
in esame, a prescindere dal fatto che la richiesta di essere sentito da un
funzionario è stata formulata in via eventuale, dagli atti risulta tuttavia
come l’assicurato abbia avuto l’opportunità di potersi esprimere per iscritto
in merito alla presente fattispecie (cfr. ad esempio doc. _ e, da ultimo,
tramite l’opposizione), presentandosi tra l’altro personalmente allo sportello
dell’UAI (doc. _), oltre ad essere stato più volte reso edotto sull’andamento e
sull’esito della procedura (doc. _).

Né del resto un eventuale colloquio con la consulente in integrazione
professionale sarebbe stato necessario per accertare l’esigibilità lavorativa,
visto che l’amministrazione ha fondato il proprio giudizio sulla nutrita
documentazione medica (sul principio della valutazione anticipata delle prove
durante la procedura amministrativa: cfr. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in
der Sozialversicherung, Zurigo 1999, N 450, pag. 212 con riferimenti).

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito
della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                               2.4.   Oggetto del
contendere è sapere se a giusta ragione l’amministrazione ha ridotto, in via di
revisione, la rendita intera a  metà rendita. 

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a
e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini, op. cit, pag. 232; Cattaneo,
Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e
s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         

                               2.6.   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (cfr. art. 17
cpv. 1 LPGA). 

                                         La
revisione avviene d’ufficio quando, in previsione di una possibile
modificazione importante del grado d’invalidità o di grande invalidità, è stato
stabilito un termine nel momento dell’erogazione della rendita o dell’assegno
per grandi invalidi, o allorché si conoscono fatti o si ordinano provvedimenti
che possono provocare una notevole modificazione del grado d’invalidità o della
grande invalidità (art. 87 cpv. 2 OAI). 

                                         Invece,
se è stata inoltrata domanda di revisione, nella domanda si deve dimostrare che
il grado d’invalidità o d’incapacità dell’invalido a provvedere a sé stesso è
modificato in misura rilevante per il diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 3
OAI).

                                         Infine,
prescrive l’art. 87 cpv. 4 OAI che, ove la rendita o l’assegno per grandi
invalidi siano stati negati perché il grado d’invalidità era insufficiente o
perché l’invalido poteva provvedere a sé stesso, una nuova richiesta è
riesaminata soltanto in quanto siano soddisfatte le condizioni previste nel
capoverso 3.

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St.; RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.7.   La costante
giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a revisione non
solo in caso di modifica rilevante dello stato di salute che ha un influsso
sull'attività lucrativa, ma anche quando lo stato di salute è rimasto
invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un
cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno 1994 in re P. P. pag. 4;
RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid. 1a; DTF 109 V 116,
consid. 3 b; DTF 105 V 30).

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

 

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede
l'assegnazione di un quarto di rendita se il grado d'invalidità è di almeno il
40%, una mezza rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una
rendita intera quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

                                         In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla
pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente
mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,
sia giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile
1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

Per stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369
consid. 2 con riferimenti; DTF 109 V 262; 105 V 30; Valterio, op. cit., pag.
268; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.
258).

 

                                2.8   Nella
fattispecie in esame, con le decisioni 21 aprile 2000, (cresciute in giudicato)
l’UAI aveva riconosciuto a __________, sulla base degli atti raccolti
dall’assicuratore infortuni, una rendita intera dal 1° luglio 1993. 

A seguito della citata STCA 7 giugno 1999, resa in ambito LAINF (cfr. consid.
1.1), la rendita è stata ridotta a metà dal 1° novembre 1996.

Essendo stato l’assicurato in data 24 settembre 1998 sottoposto ad un
intervento di ernia al disco, i cui postumi gli hanno procurato una completa
inabilità lavorativa, a partire dal 1° dicembre 1998 gli è stata riconosciuta
nuovamente una rendita intera.

Occorre qui precisare che, secondo la giurisprudenza, la nozione di invalidità
nell'ambito dell'assicurazione invalidità coincide di massima con quella
vigente in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, motivo
per cui la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata
indipendentemente dal singolo assicuratore sociale , addebitabile ad un
medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127
V 135 consid. 4d, 126 V 291 consid. 2a, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti).

Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario
dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali (DTF 127 V 135
consid. 4d, 126 V 291 consid. 2c). 

Questo per evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi
assicuratori apprezzino in modo differente il grado d’incapacità la guadagno.
Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente
il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i
propri accertamenti, dall’altra parte esso non può determinare il tasso
dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso
da un altro assicuratore sociale (DTF 127 V 135 consid. 4d, 126 V 293 consid.
2d).

Secondo la giurisprudenza, non sono tuttavia escluse delle differenti
valutazioni (DTF 127 V 135 consid.4d; 126 V 292 consid. 2b, 119 V 471 consid.
2b).

                               2.9.   Come detto
al consid. 1.1, nell’ambito della causa LAINF questo TCA ha ordinato una
perizia pluridisciplinare a cura del Zentrum für Medizinische Begutachtung
(ZMB) di Basilea.

                                         Con
rapporto 3 dicembre 1998, i periti basilesi - dopo aver ricostruito, in maniera
minuziosa, l’anamnesi ed aver altrettanto puntualmente descritto lo status
ortopedico, neurologico e psichiatrico - hanno posto le diagnosi riportate qui
sotto, distinguendo i disturbi di carattere morboso da quelli di natura
post-infortunistica, quest’ultimi divisi tra quelli che incidono sulla capacità
lavorativa dell’insorgente e quelli che, invece, su tale aspetto non hanno
alcuna rilevanza: 

 

"  4.
Diagnosen

 

4.1.     Unfallbedingte
Hauptdiagnosen, mit Einfluss auf die 

           Arbeisfähigkeit

           - Zustand nach
mehrfachen Gelenk - und Skelettverletzungen 

             am linken
Mittel- und Vorfuss

           - mit
Belastungsschmerzen besonders am Vorfuss

           - belastungs-
und bewegungsabhängigen Beschwerden im                   Mittelfuss bei
posttraumatischen Arthrosen in den                                           Tarsometatarsalgelenken
II bis IV

           -
Leichtgradige motorische sowie sensible Residuen einer                            Ischiadicusläsion
am linken Bein

           - Anhaltende
somatoforme Schmerzstörung

 

4.2.     Unfallbedingte
Nebendiagnosen, ohne Einfluss auf die  Arbeisfähigkeit

           - Zustand nach
Schenkelhalsfraktur links

           - nach
Osteosynthese mit Verschraubung

           - mit
vollständiger Heilung, jedoch mit leicht eingeschränkter                  Innenrotation
im Hüftgelenk 

           -
Tendoperiostose, besonders links an der hinteren Spina iliaca

 

4.3.     Unfallfremde
Diagnosen, alle ohne Einfluss auf die        Arbeisfähigkeit

           - Coalitio
calcaneo-navicularis beidseits

           - Kongenitale
Missbildung mit sekundärer Arthrose im linken                         Intervertebralgelenk
L5/S1 

           - Adipositas 

(cfr. STCA 7 giugno 1999 pag. 14).

 

                                         Essi
hanno avuto modo d’affermare che l’infortunio del 1992 rappresenta la causa
sostanziale degli accertati disturbi alla salute e che le diagnosi
extra-infortunistiche sono praticamente prive di significato se raffrontate a
quelle di carattere infortunistico (cfr. STCA 7 giugno 1999 pag. 16). 

                                         Riguardo
agli effetti delle succitate patologie sulla capacità lavorativa, gli
specialisti del ZMB hanno manifestato il parere secondo cui ___________
continua a presentare un danno alla salute - tanto di natura organica quanto di
carattere psichico - che si trova, con verosimiglianza preponderante, in una
relazione di causalità naturale con l’infortunio 1° luglio 1992. 

Il TCA ha, da parte sua, stabilito che tale danno costituisce pure una
conseguenza adeguata dell’evento assicurato. 

A causa di ciò, __________ é stato ritenuto parzialmente inabile al lavoro
(50%, di cui il 20% é provocato dai disturbi somatici ed il 30% dalla
diagnosticata persistente sindrome dolorifica somatoforme) nella sua originaria
professione di portiere d’hôtel, così come in altre attività a lui accessibili,
con il conseguente riconoscimento di una rendita per un grado d’invalidità del
50% (cfr. STCA 7 giugno 1999 pag. 26).

 

                             2.10.   In sede di
revisione AI, il 6 ottobre 1999 l’amministrazione si è dapprima rivolta al dr.
__________, specialista in neurochirugia, per accertare se lo stato di salute
dell’assicurato, a seguito dell’intervento all’ernia del disco (24 settembre
1998) ed il relativo decorso postoperatorio, giustificava ancora l’erogazione
di una rendita intera, riconosciuta dal 1° dicembre 1998 (doc. _).

Con scritto 22 ottobre 1999, il succitato specialista, precisato che dopo
l’intervento del 1998 “il paziente non accusa più dolori alla gamba ma
unicamente alla dolori lombari”, ha fatto presente quanto segue
(sottolineatura del redattore):

 

" 
Come apprendo dal vostro scritto, in seguito a
quest'intervento il paziente ha usufruito di una rendita intera. Non ero a
conoscenza di questo fatto. Non sono assolutamente stupito che il paziente
abbia un decorso postoperatorio sfavorevole e in maniera abbastanza evidente.
Infatti, non può assolutamente essere nel suo interesse sentirsi meglio per poi
perdere la rendita intera. La possibilità che il paziente possa riprendere
un'attività lavorativa dopo 7 anni d'inabilità è una questione teorica. Del
resto, sono convinto che dopo quest'intervento una capacità lavorativa del 50%
sia realizzabile. A mio modo di vedere, il paziente potrebbe ancora essere
impiegato in attività molto leggere, nelle quali non debba sollevare
ripetutamente dei pesi o non debba ripetutamente effettuare dei movimenti di
flessione e di rotazione. L'ergonomia ha quindi un ruolo importante. E'
altrettanto importante che possa svolgere un'attività mista, nella quale sia in
parte seduto ed in parte in movimento. Trattandosi soprattutto di un dolore
lombare, quindi indotto da una certa discopatia degenerativa, l'attività in
movimento è senz'altro auspicabile.

 

Sono comunque convinto che per valutare la
capacità lavorativa residuale non sia sufficiente la valutazione somatica, ma
bisognerebbe tener conto anche dell'aspetto psico-sociale del paziente. Lascio
a voi comunque provvedere in tal senso, qualora lo riteneste opportuno."
(Doc. _)

 

                                         L’UAI ha
poi disposto un accertamento medico-professionale presso il __________, dove
l’assicurato ha soggiornato per venti giorni.

Nel dettagliato rapporto 4 luglio 2000 gli esperti hanno compiutamente valutato
lo status, tenendo fra l’altro in considerazione la citata perizia __________,
e proceduto ad un approfondito esame professionale. Essi hanno concluso che il
peritando presenta una capacità lavorativa del 50% in attività leggere
prevalentemente sedentarie, con possibilità di poter muovere la posizione
assunta, indicando quale professione adeguata quella di addetto alle macchine
industriali, come pure semplici lavori di montaggio medio-leggeri (“ Aus
medizinischer Sicht kann Herr __________ leichte Arbeiten in vorwiegend
sitzender Position verrichten mit der Möglichkeit, Positionswechsel
einzunehmen. Während einer täglichen Presenzzeit von 6 Stunden kann er eine
Gesamtleistung von 50% errichten. In Frage kommen Arbeitsplätze an
eingestellten Maschinen (Stanzen, Prägen, Tamponieren) oder einfache mittel-
bis grobmanuelle Montagetätigkeiten “ cfr. referto citato sub doc. _).

Sulla base di questo accertamento, con rapporto 31 gennaio 2001 il consulente
in integrazione professionale, procedendo all’usuale raffronto dei redditi, ha
determinato un’invalidità del 63%, facendo presente:

 

" 
Dal rapporto del Centro __________, risulta che
l'assicurato può eseguire lavori leggeri, in prevalenza seduto ma con la possibilità
di muoversi, che implichino motricità mediogrezza. In tali attività, il
rendimento equivale al 50%.

 

La media ESS riguardante attività ripetitive e
semplici è fissata in fr. 3'611.- mensili. Considerando la limitazione del 50%,
otteniamo fr. 1'805.50 mensili. Tenendo presente che il signor __________ può
svolgere solo attività leggere, che è straniero e che si tratta di un primo
stipendio, calcolo una riduzione ulteriore del 24%, giungendo così a fr.
1'403.- mensili pari a fr. 16'836.- annui.

 

Nella sua precedente attività, senza il danno
alla salute, il signor __________ potrebbe oggi guadagnare fr. 45'500.- annui.
In attività adeguate, tenute presenti le limitazioni di cui sopra, il reddito è
di fr. 16'836.- annui.

La CGR risulta dunque essere del 37%." (Doc.
_)

                                         Venuta a
conoscenza di un infarto subito dall’assicurato, che ha portato
all’annullamento del progetto di decisione 5 ottobre 2001, l’amministrazione ha
disposto degli accertamenti cardiologici.

Con rapporto 15 gennaio 2002 il dr. __________ del __________ ha in particolare
specificato che “l’attuale quadro angiografico non dovrebbe compromettere né
la qualità di vita né la capacità lavorativa “, facendo notare di non aver
disposto, dopo la dimissione del paziente dal citato centro, ulteriori
controlli (doc. _). 

                                         

Nuovamente interpellato dall’UAI, con rapporto 26 novembre 2001 il dr.
__________ ha fra l’altro precisato (sottolineatura del redattore):

 

" 
A mio modo di vedere il paziente può
senz'altro svolgere un'attività residuale, leggera non dovendo sollevare pesi
eccessivi e con un'ergonomia favorevole, quindi evitando soprattutto movimenti
di flessione e torsione ripetitivi e sotto carico. Tenendo conto del fatto che
il paziente soffre attualmente in maniera determinante di una sintomatologia
lombovertebrale per discopatia e non tanto per una problematica d'ernia del
disco, i dolori clinici dominanti consistono quindi in dolori lombari in
posizioni statiche. In questo caso l'attività lavorativa residuale dev'essere
tale da permettere al paziente di alternare in maniera molto frequente
posizioni statiche ed in movimento. Contrariamente
a quanto afferma la __________ sono dell'opinione che l'attività lavorativa non
dev'essere prevalentemente seduta ma piuttosto in movimento o comunque prevalentemente
in movimento, in questo caso non dovrebbero esserci problemi eccessivi per lo
svolgimento di un lavoro al 50%." (Doc. _)

                                         Il 31
gennaio 2003 __________ ha prodotto una perizia privata a cura del dr.
__________, esperto in medicina infortunistica.

Nel referto 27 gennaio 2003, circa gli impedimenti e l’esigibilità lavorativa,
il succitato medico ha concluso come segue:

 

" 
Si ricorda che il signor __________ ha lavorato
in qualità di portiere di notte con compiti di servizio al banco, trasporto di
bagagli, lavori di pulizia di scale, del giardino, aiuto in lavanderia.

Rispetto l'attuale rilevamento clinico e
radiologico si può affermare che sono subentrate due nuove patologie: la
malattia cardiaca per la quale è consigliabile che il paziente si astenga da
lavori pesanti e/o medio-pesanti nonché la sindrome lomboischialgica radicolare
S1 con impossibilità a rimanere in posizione seduta per oltre 10-15 minuti, a
riposare durante la notte a causa di risvegli ripetuti ogni 3 ore circa. A
seguito poi dei postumi infortunistici interessanti il piede sinistro, il
peritando è impossibilitato a rimanere in posizione eretta prolungata e a
deambulare a lungo.

Ritenuto quindi queste componenti, ci si chiede
obiettivamente quali siano le esigibilità concrete per questa persona.

Ricordiamo che la decisione AI è fondata su una
visita non recente ed è priva di qualsivoglia riscontro di carico di lavoro: si
ribadisce come l'insieme della situazione non comporti soltanto una difficoltà
del paziente a rimanere in piedi bensì vi sono impedimenti sia a rimanere in
piedi come pure in posizione seduta, ad eseguire lavori medio o medio pesanti a
causa della malattia cardiaca associati a disturbi al riposo notturno."
(Doc. _)

                                         Dopo aver
sottoposto il dossier all’esame del proprio Servizio medico regionale (SMR) –
secondo cui la perizia del dr. __________, in merito alle limitazioni
lavorative, non differisce dalle conclusioni esposte nel 2001 dal dr.
__________ (doc. _) - l’UAI ha confermato la limitazione di rendimento al 50%
in attività leggere ergonomicamente adeguate ed il conseguente grado
d’invalidità del 63% proposto dal consulente in integrazione professionale.

 

                             2.11.   Occorre
innanzitutto rilevare che dall’esame della nutrita documentazione medica, il
decorso dell’operazione all’ernia al disco (settembre 1998) non giustifica più
l’erogazione di una rendita intera, poiché rispetto al mese di dicembre 1998
(momento in cui l’amministrazione ha riconosciuto una totale incapacità
lavorativa) è subentrato un duraturo miglioramento della situazione
invalidante.

Infatti, da una parte, il dr. __________ ha evidenziato l’esito favorevole
dell’intervento chirurgico in parola [ “ Nelle ultime visite, a partire da
dicembre 1998, il paziente non accusa più dolori alla gamba ma unicamente
lombari “ (rapporto 22 novembre 1999, doc. _); “ Dopo l’intervento del
98 il decorso postoperatorio è stato abbastanza favorevole con dolori lombari
residuali ma in assenza di dolori radicolari” (rapporto 26 novembre 2001,
doc. _)]. Dall’altra, la valutazione fatta dal neurochirurgo in merito alla
residua capacità lavorativa (50%) in attività leggere ergonomicamente
favorevoli, rispecchia sostanzialmente le conclusioni della perizia 3 dicembre
1998 del __________ e quella del 4 luglio 2000 del __________ ( “ Del resto,
sono convinto che dopo quest’intervento – quello relativo all’ernia del disco,
ndr – una capacità lavorativa del 50% sia realizzabile. A mio modo di vedere,
il paziente potrebbe ancora essere impiegato in attività molto leggere nelle quali
non debba sollevare ripetutamente dei pesi e non debba ripetutamente effettuare
movimenti di flessione e di rotazione … È altrettanto importante che possa
svolgere un’attività mista, nella quale sia in parte seduto ed in parte in
movimento.” cfr. rapporto 22 novembre 1999, doc. _).

Inoltre, la descrizione delle attività lavorative ancora esigibili fornita dal
dr. __________, dovuta principalmente alla sintomatologia lombovertebrale,
corrisponde a quella fornita dal __________, almeno per quel che concerne la
tipologia leggera con possibilità di alternare la postura; ciò non è invece il
caso per quanto riguarda la caratteristica prevalentemente sedentaria delle
attività stesse 

(“In questo caso l’attività lavorativa residuale dev’essere tale da
permettere al paziente di alternare in maniera molto frequente posizione
statiche ed in movimento. Contrariamente a quanto afferma il __________ sono
dell’opinione che l’attività lavorativa non dev’essere prevalentemente seduta
ma piuttosto in movimento o comunque prevalentemente in movimento, in questo
caso non dovrebbero esserci problemi eccessivi per lo svolgimento di un lavoro
al 50%", cfr. rapporto 26 novembre 2001, doc. _).

Orbene, a prescindere dal fatto che la valutazione del citato centro è stata
eseguita dopo un soggiorno dell’assicurato durato ben venti giorni,
determinante è che le professioni giudicate esigibili sia dal __________ (cfr.
consid. 2.10) che dall’UAI nello scritto 19 febbraio 2003 (doc. _) sono da
considerare confacenti allo stato di salute del ricorrente, nella misura del
50%, ritenuto che i lavori leggeri industriali, nonché quelli di assemblaggio
permettono certamente di alternare la posizione da seduta ad eretta e non
comportano il sollevamento di pesi eccessivi.

 

                             2.12.   L’assicurato
ha fatto riferimento alla perizia privata 27 gennaio 2003 del dr. __________. 

Seppur partendo sostanzialmente dal medesimo status clinico accertato dai
sanitari che l’hanno preceduto, il suddetto medico ha fornito un elenco di
limitazioni più restrittive di quelle accertare, ad esempio, dal dr.
__________. Egli ha infatti evidenziato che il paziente non può rimanere in
posizione seduta per oltre 10/15 minuti, riposare tutta la notte a causa di
risvegli ripetuti ogni 3 ore circa, assumere una postura eretta prolungata e
deambulare a lungo.

Va qui tenuto presente che nel recente certificato 19 febbraio 2004, redatto a
seguito di una risonanza magnetica del rachide lombare eseguita il 14 gennaio
2004, il neurochirurgo non ha riscontrato un peggioramento delle condizioni
di salute del ricorrente rispetto all’ultima certificazione del 2001, avendo
infatti confermato la stazionarietà delle affezioni invalidanti. Egli ha in
particolare evidenziato (sottolineature del redattore):

" 
La situazione attuale è invariata con un
paziente che lamenta dolori lombari sotto carico ed in posizioni statiche,
ovviamente indotti da discopatia L5/S1 e dolori alla gamba sinistra in maniera
diffusa con una parestesia residuale nella parte distale di S1 che comunque non
mi sembra cambiata dal 2000 ad oggi.

Anche la nuova RM del rachide lombare non è sostanzialmente cambiata
e riconferma aderenze periradicolari S1 a sinistra e lo stesso piccolo
frammento ernario che non comprime direttamente la radice. Evidentemente,
tenendo conto della presenza delle aderenze non è da escludere che questo
piccolo frammento causi delle irritazioni.” (Doc. _).

                                         Pertanto,
visto quanto precede, la conclusione dell’amministrazione di ritenere il
ricorrente abile al 50% in attività leggere ergonomicamente adeguate, basata su
approfonditi ed esaurienti accertamenti singolarmente menzionati nei
considerandi precedenti, non può che essere confermata. 

Infine, per completezza, va detto che dagli atti non risulta come la
problematica cardiaca susseguita ad un piccolo infarto subito il 12 ottobre
2001 abbia avuto delle ripercussioni durature sulla capacità lavorativa (cfr.
certificato 15 gennaio 2002 del dr. __________, capo del servizio di
cardiologia al __________, doc. _, riportato al consid. 2.10), né del resto il
ricorrente ha sostenuto il contrario.

 

                             2.13.   Nel gravame
__________ ha evendenziato la natura extra somatica delle affezioni
invalidanti, sottolineando come nel già citato rapporto 22 novembre 1999 il dr.
__________ aveva fatto presente di dover tener conto dell’aspetto
pscico-sociale per poter valutare globalmente la capacità lavorativa residuale.

Premesso che, secondo costante giurisprudenza, un’affezione psichica presenta
un carattere invalidante se il danno
è di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi
della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino
intollerabile per la società (DTF 127 V 299 consid. 4c; 102 V 165; ZAK 1984
pag. 607; Pratique VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324
consid. 1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate; STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b), dalla perizia
3 dicembre 1998 del ZMB, ordinata da questa Corte nell’ambito della vertenza
LAINF, è risultato come l’assicurato presenti una persistente sindrome
dolorifica somatoforme (in merito al carattere invalidante di una simile
sindrome cfr. VSI 2000 pag. 149; STFA 3 dicembre 2003 nella causa Z consid.
6.1. con riferimenti, I 506/03 e Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, 3a edizione, Berna 2003 pag. 127), la cui sola
affezione, secondo i periti, giustificava un’inabilità lavorativa del 30% (cfr.
STCA 7 giugno 1999 pag. 26)

Al riguardo, nella perizia 4 luglio 2000 gli esperti del _________ hanno
sostenuto come negli ultimi due anni la sindrome da dolore somatoforme abbia
perso d’importanza ( “Die anhaltende somatoforme Schmerzstörung fällt
unserer Meinung noch weniger ins Gewicht als vor zwei Jahren. Eine gewisse
bewusstseinsnahe Verdeutlichung scheint uns gegeben.”; perizia pag. 5). 

                                         Vero
che nei diversi certificati medici citati in precedenza non viene riportata la
patologia psichiatrica in discussione, ma è altrettanto vero che dall’inserto
non risulta come, successivamente alla perizia giudiziaria del __________,
__________ sia stato visitato da uno specialista del danno alla salute che ci
interessa. 

Considerato del resto che per la sola componente somatica l’assicurato è da
considerare abile al 50% in attività lavorative adeguate, occorre pertanto
accertare, mediante una valutazione psichiatrica, se la sindrome somatoforme
continua ad essere invalidante ai sensi della giurisprudenza ed in che misura.

                                         Annullata
la decisione contestata e parzialmente accolto il ricorso, gli atti sono da rinviare
all’amministrazione affinché proceda conformemente a
quanto sopra indicato. 

Sulla base delle risultanze psichiatriche, l’UAI determinerà in seguito,
globalmente, il grado d’incapacità al guadagno dell’assicurato, tenendo
tuttavia conto delle limitazioni di
rendimento dovute alle affezioni somatiche descritte nel considerando
precedente, per poi valutare se vi sono effettivamente i presupposti per
ridurre, in via di revisione, la rendita d’invalidità.

                             2.14.   __________ ha
chiesto che l’UAI si assumi i costi della perizia 27 gennaio 2003 del dr.
__________.

Secondo l’art. 45 cpv. 1 LPGA, l’assicuratore assume le spese per
l’accertamento, sempre che abbia ordinato i provvedimenti. Se non ha
ordinato alcun provvedimento, ne assume ugualmente le spese se i provvedimenti
erano indispensabili per la valutazione del caso oppure se fanno parte di
prestazioni accordate successivamente.

 

                                         In tal
senso, l’art. 78 cpv. 3 OAI sancisce che le spese dei provvedimenti
d’accertamento sono assunte dall’assicurazione se questi furono ordinati
dall’ufficio AI o, altrimenti, se erano indispensabili all’erogazione delle
prestazioni, oppure erano inerenti ai provvedimenti integrativi concessi in
seguito. 

Visto quanto riportato al consid. 2.12, è evidente che il referto del dr.
_________ non sia stato indispensabile per delucidare dal profilo medico la
fattispecie in esame, motivo per cui la richiesta del ricorrente deve essere
respinta.

 

                             2.15.   Da ultimo, il
ricorrente ha postulato la rifusione delle spese ed il riconoscimento di
un’indennità per ripetibili.

Ai sensi dell’art. 61 cpv. 1 lett. LPGA la procedura davanti al Tribunale è
retta dal diritto cantonale, ma deve soddisfare le esigenze esposte ed elencate
alle lett. a- 1.

Di principio la procedura è gratuita, tuttavia la tassa di giudizio e le spese
di procedura possono essere imposte alla parte che ha un comportamento
temerario o sconsiderato (lett. 61 cpv. 1 lett. a), ciò che è previsto
dall’art. 20 della LPTCA.

Per quanto concerne l’indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di
regola, solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (art. 61 cpv. 1
lett. g LPGA e art. 22 LPTCA; DTF 112 V 86 consid. 4; DTF 110 V 81 consid. 7;
DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122; DTF 99 Ia 580 consid. 4). 

                                         L’indennità
é concessa non soltanto se l’assicurato é patrocinato da un avvocato, ma anche
quando il patrocinio é assunto da una persona particolarmente qualificata per
la questione giuridica considerata, purché non si debba ritenere che il
patrocinatore abbia agito a titolo gratuito (DTF 118 V 140 consid. 2= RCC 1992
p. 433 consid. 2a; RCC 1985 p. 411 consid. 4; DTF 108 V 271 = RCC 1983 p. 329).

 

                                         Nel caso
in esame, il tenore degli allegati presentati in sede ricorsuale ed
amministrativa dal rappresentante di ___________, permette di concludere che
egli possieda delle buone conoscenze nelle assicurazioni sociali. 

Visto inoltre che dagli atti non emerge alcun elemento che lasci supporre che
__________ abbia agito gratuitamente, al ricorrente è assegnata un’indennità
per ripetibili, come d’altronde questo TCA, rispettivamente il TFA, avevano
riconosciuto, in ambito LAINF, all’assicurato parzialmente vittorioso e
patrocinato dal medesimo rappresentante. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei
considerandi.

§ La decisione su opposizione 6 maggio 2003 è annullata.

                                         §§ Gli
atti sono rinviati all’amministrazione affinché proceda conformemente al
consid. 2.13 e renda una nuova decisione.

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                         L’UAI
verserà a __________ fr. 800.— di ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti