# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99595f51-7cc2-5dbc-811d-cada2febdb2b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 09.07.2009 17.2009.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2009-27_2009-07-09.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2009.27

  	
  Lugano

  9 luglio 2009/lw

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Corte di cassazione e di revisione
  penale                                 del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei
  giudici:

  	
  Roggero-Will, presidente,

  Lardelli e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Isotta, cancelliere

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso per
cassazione presentato il 19 maggio 2009 da

 

	
   

  	
   RI 1

   e  attinente ,    pensionato

   

  
	
   

  	
  contro la sentenza emanata nei suoi
  confronti il 5 maggio 2009 dal giudice della Pretura penale 

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

esaminati gli atti;

 

posti i seguenti

 

punti in questione:   1.   Se dev'essere
accolto il ricorso per cassazione.

 

                                   2.   Il
giudizio sulle spese e sulle ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con decreto di accusa del 10 novembre 2008 il sostituto procuratore
pubblico ha riconosciuto RI 1 autore colpevole di ingiuria per avere, a __________,
il 28 luglio e il 4 agosto 2008, offeso l’onore di PC 1, accusandolo, mediante
scritti a lui indirizzati, di essersi impossessato di un libretto bancario che
sarebbe appartenuto alla defunta __________. 

 

                                         In applicazione
della pena, il sostituto procuratore pubblico ha inflitto all’accusato una pena
pecuniaria di 10 aliquote di fr. 70.–, per un totale di fr. 700.–, sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni. Egli ha inoltre inflitto
all’imputato una multa di fr. 300.– da sostituirsi, in caso di mancato
pagamento, con una pena detentiva di 3 giorni. RI 1 è stato, infine, condannato
al pagamento delle tasse e spese giudiziarie per complessivi fr. 100.–. 

 

                                         Contro il
decreto di accusa, RI 1 ha presentato opposizione.

 

                                  B.   Statuendo
sull’opposizione, con sentenza del 5 maggio 2009,  pronunciata in assenza
(autorizzata ai sensi dell’art. 229 cpv. 4 CPP) del prevenuto, il giudice della
Pretura penale ha riconosciuto RI 1 autore colpevole di ingiuria e lo ha
condannato alla pena pecuniaria di 5 aliquote (per un totale di fr. 350.–)
sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni nonché alla multa di
fr. 100.– che, in caso di mancato pagamento, verrà sostituita con una pena
detentiva di 2 giorni. 

                                    Il giudice lo ha, inoltre, condannato al pagamento delle tasse e
spese giudiziarie e al pagamento di fr. 250.- per ripetibili alla parte civile,
PC 1.

 

                                  C.   Dopo
la celebrazione del processo, avvenuta il 5 maggio 2009, con scritto
(non datato) inviato per posta raccomandata in data 18 maggio 2009, ricevuto dalla
Pretura penale il giorno seguente,  chiede l’annullamento della sentenza
pretorile, dolendosi del fatto che essa sia stata emessa
prima della conclusione di un altro procedimento penale (di cui trasmette copia
di alcuni atti). 

 

                                         Il
ricorso non ha fatto oggetto di intimazione. 

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Conclusa la discussione, il giudice emana la sentenza, che è
immediatamente comunicata verbalmente nei dispositivi con 

                                         l'esposizione dei motivi essenziali all’accusato, alla parte civile
e al procuratore pubblico (art. 276 cpv. 1 CPP). Il giudice avverte le parti altresì
del diritto di presentare – per il suo tramite – dichiarazione di ricorso alla
Corte di cassazione e di revisione penale entro cinque giorni e di chiedere,
pure entro cinque giorni, la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).
Alla dichiarazione di ricorso deve far seguito la motivazione scritta entro
venti giorni dalla notifica della sentenza (art. 289 cpv. 1 e 4, cui rinvia l'art.
278 cpv. 2 CPP).

 

                                   2.   Per costante giurisprudenza di questa Corte, l’ammissibilità di un
ricorso per cassazione contro sentenze pretorili è subordinata alla previa dichiarazione
di ricorso dell’interessato, che va presentata entro cinque giorni da quello in
cui il giudice ha comunicato oralmente la propria decisione. Ciò vale per tutte
le parti, compreso il procuratore pubblico, indipendentemente dalla loro presenza
o assenza al dibattimento (CCRP, sentenza
del 15 luglio 2003 inc. 17.2003.29, consid. 2 e 3 con richiami; sentenza
del 15 novembre 2006 inc. 17.2006.54, consid. 2). 

 

                                   3.   Ora,
il ricorrente non ha introdotto nessuna dichiarazione di ricorso nei termini di
legge (art. 276 cpv. 2 e 289 cpv. 1 CPP; sentenza, pag. 2), per cui il “ricorso”,
peraltro immotivato, è manifestamente irricevibile. 

 

                                          Nella
fattispecie, infatti, contro la sentenza pretorile l’accusato ha inoltrato
ricorso il 18 maggio 2009, senza avere presentato la necessaria dichiarazione di
ricorso nel termine di cinque giorni da quando il giudice ha comunicato
oralmente la sua decisione, rispettivamente – in caso di assenza degli interessati
(accusato, Procuratore pubblico), come nella fattispecie (al dibattimento si è
presentata solo la parte civile e il suo patrocinatore; v. verbale del
dibattimento, pag. 2) – da quando il giudice ha statuito, ossia entro l’11
maggio 2009, cadendo il 10 maggio di domenica (CCRP, sentenza del 15 luglio
2003, inc. n. 17.2003.29, consid. 2 con richiami). 

Il ricorrente sapeva, infatti, che il 5 maggio
2009 si sarebbe tenuto il dibattimento per cui spettava a lui, assente (giustificato)
al dibattimento, informarsi circa l’esito del procedimento, in modo da poter
formulare una tempestiva dichiarazione di ricorso (CCRP citata, consid. 3). Nulla
induce a ritenere che egli non fosse in grado di farlo. 

Nulla muta a questo obbligo il fatto di essere
stato autorizzato a non comparire in aula.

 

                                          Pertanto,
la mancata dichiarazione di ricorso ex art. 276 cpv. 1 CPP (cfr. anche art. 289
cpv. 1 CPP) comporta l’inammissibilità del rimedio. 

 

                                         Rimane da
esaminare se, indipendentemente da quanto precede, il ricorrente poteva esigere
dal primo giudice la motivazione scritta della sentenza. La risposta è
negativa. Dal 1° gennaio 2003 tale facoltà va esercitata entro lo stesso
termine di cinque giorni fissato per la dichiarazione di ricorso (art. 276 cpv.
2 CPP).

 

                                   3.   Gli
oneri del giudizio odierno, volutamente contenuti per tenere conto del fatto
che il pronunciato si esaurisce in una dichiarazione di inammissibilità,
seguono la soccombenza (art. 15 cpv. 1 combinato con l’art. 9 cpv. 1 CPP);

 

 

Per questi motivi,

 

richiamata per le spese la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Gli
oneri processuali, consistenti in:

 

a) tassa di
giustizia                    fr. 100.–          

b) spese
complessive               fr.   50.–

                                                     fr. 150.–          

 

sono posti a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione
a: 

                                      

 

	
   

  	
  P_GLOSS_TERZI

  

 

                                      

 

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente                                              Il
segretario

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Contro decisioni finali, contro decisioni
parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la
ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione
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Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non
sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine,
il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.