# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e0e07ba5-218d-54ef-a7da-f2d7af863da1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-12-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 19.12.2012 11.2009.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2009-112_2012-12-19.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2009.112

  	
  Lugano

  19 dicembre
  2012/mc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Celio, giudice presidente,

  Epiney-Colombo e Cerutti, supplente straordinario

  

 

	
  segretaria:

  	
  F. Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2005.163 (completamento
di sentenza di divorzio estera) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione
1 promossa con “istanza” del 7 marzo 2005 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  (patrocinata dall'avv. PA 2)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  (patrocinato dall'avv. PA 1),

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto l'appello
del 2 luglio 2009 presentato da AP 1 contro la sentenza emessa il 15 giugno
2009 dal Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolta la richiesta di assistenza giudiziaria contestuale al rimedio
giuridico;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili. 

 

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   CO 1 (1965) e IS 1 (1970), cittadini dell'ex Iugoslavia, si sono sposati
il 15 aprile 1990 a __________ (Repubblica di Serbia). Prima dell'unione è nata
__________a, il 16 settembre 1988 a __________, e dal matrimonio è nata K__________, l'11 agosto 1998 a __________. La famiglia risiede in Ticino dal
1996. I coniugi vivono separati dal 1° giugno 2000, quando il marito si è
trasferito a __________ con __________a, e la moglie a __________ insieme con K__________.
Dopo di allora, AP 1 ha avuto un figlio, __________r (26 marzo 2002), da __________
(1974), cittadina croata, con la quale si è sposato ad __________ (Repubblica di Serbia e Montenegro) il 14 febbraio 2003. Da questa nuova unione è poi nato L__________,
il 24 aprile 2007.

 

                                  B.   Nel
frattempo, con sentenza del 29 aprile 2002 il Tribunale comunale di __________ (Repubblica di Serbia e Montenegro) ha sciolto il matrimonio contratto da AP 1 e AO 1. A titolo di conseguenze accessorie del divorzio, il
Tribunale ha omologato una convenzione sottoscritta dalle parti, nella quale,
fra altri punti, __________a è stata affidata al padre e K__________ alla madre.

 

                                  C.   Con
istanza del 4 marzo 2005 IS 1 ha chiesto al Tribunale d'appello – previa concessione
dell'assistenza giudiziaria – di riconoscere e dichiarare esecutiva la sentenza
di divorzio serba in Svizzera. Il 15 marzo 2005 la richiesta di assistenza giudiziaria
è stata respinta. Inoltre, il 16 marzo 2005, l'interessata ha ritirato la propria istanza, sicché la procedura è stata stralciata dai ruoli per desistenza con
decreto del 21 marzo 2005 (inc. 10.2005.3).

 

                                  D.   Nel mentre, con “istanza” del 7 marzo 2005 AO 1 ha convenuto AP 1 davanti al Pretore del Distretto di Lugano per ottenere – previa concessione
dell'assistenza giudiziaria – il “completamento” della sentenza di divorzio
serba. L'interessata ha chiesto che la figlia K__________ le fosse affidata con
l'esercizio dell'autorità parentale, che __________a fosse affidata al padre,
che avrebbe avuto l'autorità parentale, che il genitore non affidatario avrebbe
beneficiato del “più ampio diritto di visita” e che l'ex marito fosse
condannato a versare a titolo di contributo alimentare in favore di K__________
fr. 1500.– mensili soggetti al rincaro. Identiche domande AO 1 ha formulato già in via “supercautelare” e cautelare.

 

                                  E.   All'udienza
del 26 aprile 2005, indetta per la discussione cautelare, AP 1 si è opposto alle pretese della ex moglie asserendo, fra l'altro,
che la sentenza serba è esauriente sul tema, avendo già disciplinato il
mantenimento della prole, sicché l'interessata avrebbe dovuto avviare una
procedura intesa alla “modifica” di quella decisione. Comunque sia – ha continuato
il convenuto – anche quest'azione sarebbe stata da respingere non ravvisandosi
in concreto gli estremi di una modifica. Le parti si sono mantenute nella
rispettiva e antitetica posizione in prosieguo di discussione. Terminata
l'istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale producendo
memoriali conclusivi. Nel proprio del 12 ottobre 2005 AP 1 ha ribadito la sua posizione. E lo stesso ha fatto AO 1 nel suo allegato del 13 ottobre 2005.
Statuendo il 24 ottobre 2005 il Pretore ha parzialmente accolto l'istanza
cautelare di AO 1, ordinando a AP 1 di versare fr. 500.– il mese quale
contributo alimentare in favore di K__________ a partire dal 5 marzo 2005. Il
Pretore non prelevato né tasse né spese “siccome l'istante è posta al beneficio
dell'assistenza giudiziaria gratuita”, ma ha nondimeno imposto a AO 1 di
versare all'ex marito fr. 800.– a titolo di ripetibili (DI.2005.307).

 

                                  F.   Con
istanza del 30 maggio 2007, AO 1 ha postulato – previa concessione dell'assistenza
giudiziaria – l'adozione di nuovi “provvedimenti cautelari” nel senso di aumentare
il contributo alimentare percepito da K__________ a fr. 1200.– mensili, facendo
valere un miglioramento nella situazione economica del padre. Quest'ultimo, all'udienza
del 2 luglio 2007 destinata alla discussione dell'istanza, ha proposto di respingerla.
Terminata l'istruttoria, alla discussione finale del 12 novembre 2007 le parti
hanno mantenuto il rispettivo e antitetico punto di vista. Con decreto del 22
febbraio 2008, il Pretore ha respinto l'istanza, non ha prelevato né tasse né
spese “siccome l'istante è posta al beneficio dell'assistenza giudiziaria
gratuita”, ma l'ha condannata a versare a controparte fr. 500.– a titolo di
ripetibili (DI.2007.672). 

 

                                  G.   Nel
merito con risposta del 10 settembre 2008 AP 1 ha proposto – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – di respingere l' “istanza”
della ex moglie, ribadendo una volta di più gli argomenti già presentati in
sede cautelare. Le parti si sono riconfermate nel proprio punto di vista nel
successivo scambio di scritti, la madre diminuendo la richiesta di contributo
alimentare a fr. 750.– mensili in aggiunta alla metà delle spese di “cura
ortodontica”. L'udienza preliminare si è tenuta il 3 febbraio 2009. L'istruttoria è cominciata e terminata quel giorno, le parti limitandosi a prove documentali.
Il dibattimento finale si è tenuto quello stesso 3 febbraio 2009, nel quale le
parti hanno riproposto, una volta di più, le proprie antitetiche tesi.

                                  H.   Statuendo
il 15 giugno 2009 il Pretore ha parzialmente accolto la petizione e ha obbligato
AP 1 a versare, in favore di K__________, i seguenti contributi alimentari:

 

                                         - fr. 850.– fino al compimento dei 12 anni
di età;

                                         -
fr. 900.– dai 12 anni alla maggiore età.

 

                                         Egli ha poi ammesso le parti al beneficio dell'assistenza giudiziaria
e non ha assegnato ripetibili (OA.2005.163).

 

                                    I.   Contro
tale sentenza AP 1 ha presentato appello a questa Camera il 2 luglio 2009 nel
quale chiede – previa concessione dell'assistenza giudiziaria – di riformare il
giudizio pretorile nel senso di respingere la petizione. L'appello non ha fatto
oggetto di intimazione.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La causa è stata trattata con la procedura ordinaria degli art. 165
segg. CPC ticinese. A quest'ultimo soggiacevano tutte le decisioni comunicate
entro il 31 dicembre 2010 (art. 405 cpv. 1
CPC). Nella procedura ordinaria il termine per
appellare era di venti giorni (art. 308 cpv. 1 CPC ticinese). Nella
fattispecie, la sentenza del Pretore è stata intimata il 16 giugno 2009 ed è
pervenuta al convenuto il giorno successivo (appello, n. 1 “In ordine”, pag.
2). Introdotto il 2 luglio 2009, l'appello è dunque tempestivo.

 

                                   2.   Il
Pretore ha dapprima disciplinato l'assetto provvisorio della vertenza il 24
ottobre 2006 (inc. DI.2005.307). Poi, con decreto del 22 ottobre 2008, egli ha
respinto una domanda di AO 1 intesa alla modifica della
prima pronuncia. Nel merito, il Pretore ha valutato la fattispecie alla luce di
eventuali modifiche rispetto alla situazione dell'ottobre 2008. Al riguardo, egli
ha accertato che AP 1, al momento del giudizio, conviveva con la nuova moglie –
__________ – e con i due figli avuti da lei, __________r e L__________. La
famiglia – a mente del Pretore – può contare su uno stipendio del padre di
circa fr. 4100.– netti il mese, su tredici mensilità, cui si aggiungono entrate
di __________, che “verosimilmente” si attestano all' “80% dello stipendio
precedente”, accertato dal giudice in fr. 2900.– mensili netti. Con tali entrate
per il Pretore la famiglia deve fare fronte a un fabbisogno minimo di fr.
4122.–. Onde un'eccedenza di fr. 2500.– mensili.

 

                                         Per
quanto riguarda AO 1, il Pretore ha accertato entrate
per complessivi fr. 3000.–, una parte delle quali nella forma del reddito
ipotetico. Egli, per contro, non ha vagliato il di lei fabbisogno minimo. Per
quel che attiene ai figli, il primo giudice non ha nemmeno appurato il loro
fabbisogno in denaro. In ogni caso, il Pretore è giunto al convincimento che
“vi è sicuramente spazio per aumentare il contributo di mantenimento per la
figlia K__________ e fissarlo in fr. 850.– fino al compimento dei 12 anni di
età e in fr. 900.– nel seguito, fino alla maggiore età”.

 

                                   3.   Nella
fattispecie, il Pretore ha fissato un contributo alimentare in favore di K__________
in via cautelare a partire dal 5 marzo 2005 (DI.2005.307). E nella sentenza qui
impugnata – di merito – il primo giudice ha pronunciato un aumento del
contributo a partire dal 1° giugno 2008. Ora, di principio, il giudizio finale
fa decadere tutti i provvedimenti cautelari a valere dalla litispendenza (v.
anche I CCA, sentenza inc. 11.2005.100 del 15 febbraio 2007, consid. 4).
In altre parole, una procedura provvisionale non sussiste senza una procedura
di merito né sopravvive a questa (cfr. art. 381 CPC ticinese; v. anche: Rep.
1989 pag. 127), sicché il giudice deve statuire su tutto il periodo che decorre
dalla litispendenza (DTF 130 I 350 consid. 1.2). È altresì pacifico che sino al
passaggio in giudicato della decisione di merito, le procedure cautelari
restano in vigore (DTF 120 II 2 consid. 2b). Se non che il Pretore – per quanto
è dato a comprendere – ha trattato la procedura di merito come modifica della
procedura cautelare.

 

                                         Certo,
nel diritto del divorzio attuale – che alcuni definiscono “costruttivo” (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura
civile ticinese commentato e massimanto, Lugano 2000, m. 5 ad art. 419c) – il giudice deve interpretare in maniera evolutiva la causa (Cocchi/Trezzini, eo. loc.), sicché le
misure cautelari prese in una tale procedura possono perdurare senza che sia
necessario che il loro mantenimento dopo lo scioglimento del matrimonio sia
previsto (Tappy in: Commentaire
romand, CC I, Basilea 2010, n. 24 ad art. 137 vCC). Ciò posto, si può
eccezionalmente in concreto soprassedere alla “retroattività” della decisione
di merito, siccome il contributo fissato nella procedura cautelare è – come si
vedrà nel seguito – alla concreta portata del padre.

 

                                   4.   Trattandosi di far completare una sentenza estera da parte di un
giudice svizzero (art. 64 LDIP), una formale procedura di delibazione non è
necessaria, in tali circostanze il giudice svizzero esaminando egli medesimo –
pregiudizialmente – se e in quale misura la sentenza estera sia suscettibile di
essere riconosciuta ed essere dichiarata esecutiva (art. 29 cpv. 3 LDIP). In
concreto il Pretore non ha speso una parola al riguardo, benché egli fosse
stato reso attento a ciò nella decisione di cui all'inc. 10.2005.3 del 15 marzo
2005. Ciò premesso, della sentenza esterà si dirà – per quanto necessario – nei
considerandi qui in appresso.

 

                                   5.   Il
convenuto ribadisce che la procedura in narrativa non può essere un'azione di
completamento di sentenza estera ai sensi dell'art. 64 LDIP, poiché la
decisione serba è esauriente al riguardo delle relazioni – anche finanziarie –
tra genitori e figli. L'appellante rimprovera al Pretore di avere condiviso la
propria argomentazione di una modifica nel “primo decreto cautelare del 25
ottobre 2005” in cui il primo giudice ha stabilito che “nella traduzione di
quella sentenza” figura che “ciascuno dei genitori dovrà anche provvedere al
mantenimento della figlia a lui affidata (doc. 4)”, sicché “[a]ppare dunque
inverosimile che la presente procedura possa configurarsi quale azione di
completazione di sentenza estera, ma piuttosto quale modifica”, salvo poi
vagliare la causa come se fosse – a mente dell'appellante – una “nuova sentenza
di divorzio”. In ogni caso – epiloga l'interessato – la petizione andava
respinta.

 

                                   6.   Il
Pretore, benché la causa denotasse d'acchito un elemento d'estraneità, non si è
espresso sulla sua eventuale competenza a dirimere la lite. Né, per avventura, egli
ha esaminato gli estremi della procedura. Giova dunque precisare quanto segue.

 

                                   a)  I tribunali svizzeri sono abilitati a completare sentenze estere,
sempreché la loro competenza discenda dagli art. 59 o 60 LDIP (art. 64 cpv. 1
LDIP; cfr. anche DTF 128 III 345, 124 III 178 consid. 4 prima frase). In
concreto, non vi è alcun trattato bilaterale che vincoli la Svizzera e la
Repubblica di Serbia e Montenegro su questo punto, sicché la LDIP è
applicabile. Ora, le parti risiedono in Svizzera dal 1996: è quindi dato il foro
del domicilio in virtù dell'art. 59 LDIP. Quanto alle relazioni tra genitori e
figli, l'art. 79 cpv. 1 LDIP precisa che sono competenti i tribunali svizzeri
della dimora abituale del figlio ovvero quelli del domicilio o, in mancanza di
domicilio, della dimora abituale del genitore convenuto. Il cpv. 2 di quella
norma riserva, in particolare, la protezione dei minori disciplinata all'art.
85 LDIP.

 

                                         Quest'ultimo
articolo rinvia – dal 1° luglio 2009 – alla Convenzione dell'Aia del 19 ottobre
1996 sulla competenza, la legge applicabile, il riconoscimento, l'esecuzione
e la cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di
protezione dei minori (RS 0.211.231.011). In precedenza, il rinvio era alla Convenzione
dell'Aia del 5 ottobre 1961 concernente la competenza delle autorità e la legge
applicabile in materia di protezione di minorenni (RS 0.211.231.01). Ed è sotto
l'egida di quest'ultimo trattato che va decisa la presente fattispecie. 

 

                                   b)  Questa
convenzione si applicava a tutti i minorenni che avevano la loro residenza
abituale in Svizzera (art. 13 cpv. 3). E per definire la “residenza abituale”
occorreva fondarsi sui criteri indicati all'art. 20 cpv. 1 lett. b LDIP (RSDIE
1999 pag. 335 consid. 3). A norma dell'art. 1, le autorità, giudiziarie o
amministrative, dello Stato di dimora abituale d'un minorenne erano, con
riserva delle disposizioni degli articoli 3, 4 e 5 capoverso 3
della Convenzione, competenti a prendere misure per la protezione della
persona o dei beni dello stesso. Come corollario dell'art. 1, l'art. 2 della Convenzione precisa che le autorità così competenti prendevano le misure previste
dalla loro legge interna. 

 

                                         Certo,
l'art. 4 della convenzione riservava una competenza alle autorità dello Stato di cui il minorenne era cittadino, le quali ove
lo giudicassero necessario al suo interesse, potevano, dopo averne avvisato le
autorità dello Stato della sua dimora abituale, prendere, secondo la loro legge
interna, misure intese a proteggerne la persona o i beni. Se non che, tale competenza
valeva solo per gli Stati firmatari della Convenzione, fra i quali non figurava
la Iugoslavia (DTF 126 III 302 consid. 2a/aa). Aggiungasi infine che la
competenza delle autorità dello Stato della dimora abituale del minorenne è
competenza esclusiva (DTF 126 III 302 consid. 2a/bb). 

 

                                   c)  In
concreto, al momento del divorzio, le figlie avevano la loro residenza abituale
in Svizzera. Onde l'incompetenza del giudice serbo a decidere in merito a
misure di protezione del figlio o di affidamento. Su questo punto dunque la
sentenza di divorzio andava completata dal giudice elvetico, con riferimento al
diritto svizzero.

 

                                   d)  Per
quel che riguarda i contributi alimentari, invero gli stessi non erano previsti
dalla citata convenzione né la Convenzione dell'Aia sulla legge applicabile
alle obbligazioni alimentari verso i figli del 24 ottobre 1956 (RS 0.211.221.431)
indica quale sia il tribunale competente, limitandosi a prevedere che la legge
della dimora abituale del figlio determina se, in quale misura e a chi, il
figlio può richiedere gli alimenti (art. 1; v. anche: DTF 124 III 179 consid.
4). Se non che, se la competenza per attribuire l'autorità parentale e
disciplinare il diritto di visita spetta ai tribunali svizzeri in virtù della
convenzione dell'Aia del 1961, allora questi ultimi sono parimenti competenti
per fissare i contributi di mantenimento (DTF 126 III 302 consid. 2a/bb). Onde
la competenza del Pretore a disciplinare l'assetto contributivo tra genitore
non affidatario e figlio. 

 

                                   e)  Certo,
la Corte di giustizia ginevrina non ha permesso a un coniuge divorziato di
avviare una procedura in Svizzera intesa all'ottenimento di contributi
alimentari che aveva trascurato di pretendere in tempo utile o nelle forme
previste di fronte al giudice del divorzio (RSDIE 1999 pag. 340 consid. 3b;
critico: Bucher in: RSDIE 1999
pag. 342 n. 4). Ma gli estremi concreti differiscono dal precedente citato, ove
appena si consideri che – in ogni caso – in materia di filiazione vige in Svizzera
il principio inquisitorio illimitato (DTF 128 III 414 verso l'alto), che è considerato
facente parte dell'ordine pubblico (DTF 126 III 303 consid. 2a/bb) e non il
principio dispositivo che, invece, governa le pretese economiche tra coniugi.

 

                                   f)   Il
Pretore avrebbe di conseguenza dovuto disciplinare, oltre all'aspetto contributivo
(sul quale si dirà nel seguito), l'affidamento delle figlie. Su questo punto la
sentenza del Pretore deve essere corretta d'ufficio. Non vi sono motivi per
scostarsi da quanto avevano pattuito a suo tempo le parti (v. qui sopra consid.
B), anche se la madre ha asserito di non avere partecipato personalmente alla
procedura, poiché “dovevo stare qui a lavorare per mantenere le figlie”
(interrogatorio formale di AO 1 del 22 settembre 2005,
risposta ad 2, pag. 3 in: DI.2005.307), ma è stata – in ogni caso –
rappresentata adeguatamente. __________a, invece, è ora
maggiorenne, sicché su questo punto la causa può dirsi divenuta priva d'oggetto.

 

                                   7.   L'appellante
si duole delle valutazioni finanziarie del Pretore, rilevando che la propria
situazione economica non gli permette di versare alcunché a K__________. Al riguardo,
il Pretore si è limitato ad affermare che “anche tenendo per buono il calcolo
del minimo vitale esposto in duplica (sommantesi in fr. 4'122.-), vi è sicuramente
spazio per aumentare il contributo di mantenimento per la figlia K__________”,
e ciò perché “la somma dei redditi dei coniugi AP 1 (calcolati su 12 mensilità)
si somma in ca. fr. 6'600.– al mese, con un'eccedenza di fr. 2'500.– mensili.
E' allora senz'altro giustificato devolverne questa percentuale in favore di K__________,
tenuto conto, da un lato, che le sue necessità contributive sono superiori
rispetto agli altri due figli piccoli del convenuto [...] e, dall'altro, che la
madre con il suo reddito (ipotetico) è in misura di prestare a sua volta un
contributo per la figlia [...]” (sentenza impugnata, pag. 3).

                                   8.   Dandosi
completamento di una sentenza di divorzio estera, il tribunale svizzero
competente (v. sopra consid. 6) deve porsi nella situazione esistente al
momento della pronucia del divorzio. Ora, della situazione economica delle
parti nell'aprile 2002 tutto si ignora. Né il Pretore ha eseguito accertamenti
al riguardo, salvo riconoscere che “verosimilmente” il padre guadagnasse “lo stipendio
indicato nel doc. 8” e la madre percepisse entrate comprese tra i fr. 2700.– e
i fr. 3000.– quale cameriera. Non si può certo ritenere che ciò completi una
sentenza di divorzio estero. Rinviare gli atti in prima sede perché integri l'incarto
offenderebbe il principio di celerità, dandosi in particolare la presenza di
figli minorenni. Aggiungasi che, in ogni caso, per il principio inquisitorio
illimitato che governa il diritto della filiazione (DTF 128 III 414), questa
Camera sarebbe comunque sia stata abilitata a rivedere compiutamente la
fattispecie. Sia come sia, come detto, la situazione nell'aprile del 2002 è
lacunosa, ma, dagli atti è possibile, almeno parzialmente e prudenzialmente,
ricostruire il quadro economico delle parti.

 

                                   a)  Per
quel che riguarda il padre, nel 2002 egli era attivo presso la __________ (doc.
18). Lo stipendio, per quanto è dato di sapere, era nel 2004 di fr. 3730.–
lordi mensili, pari a fr. 3367.50 netti (v. doc. 8), dai quali già è stata
dedotta l'imposta alla fonte, cui AP 1 non è più stato assoggettato
dal 29 settembre 2004 (v. lettera dell'avv. PA 1 del 27 giugno 2005 nella cartelletta
“II. Ed. doc. da convenuto” in: DI.2005.307). Con ciò
egli doveva fare fronte a un fabbisogno minimo di fr. 2509.90, composto di fr.
1250.– quale minimo vitale del diritto esecutivo, 

fr. 566.70 di locazione (in difetto di documenti va inserito un importo equo,
pari a quello riconosciuto alla ex moglie), 

fr. 276.50 quale premio dell'assicurazione malattia (doc. 10), fr. 45.– quale premio
dell'assicurazione malattia complementare (doc. 12), fr. 29.15 per l'assicurazione
economia domestica (doc. 11), fr. 51.35 di imposta di circolazione (doc. 13),
fr. 57.20 per l'assicurazione auto (doc. 13 e 14) e fr. 233.70 per un leasing
(doc. 15).

 

                                   b)  AO
1 viveva a __________ con la figlia K__________ (doc. F
e G). Nel 2003 essa ha percepito un salario di fr. 3526.75 il mese (v.
doc. P). Nel 2002, invece, l'attrice ha dichiarato di avere un'entrata mensile
netta compresa tra i fr. 2700.– e i fr. 3000.– su dodici mensilità
(interrogatorio formale del 22 settembre 2005, ad domanda 4, pag. 4 in alto in: DI.2005.307). Con ciò AO 1 doveva fare fronte a un fabbisogno minimo che può essere prudenzialmente
ricostruito e quantificato in fr. 2565.15 (fr. 1250.– minimo vitale del diritto
esecutivo, fr. 566.70 locazione [doc. M, nel 2003], fr. 276.50 premio
dell'assicurazione malattia [doc. L, per il 2005], fr. 157.35 premio
dell'assicurazione per l'automobile [doc. Q, per il 2004] e fr. 33.30 imposta
di circolazione [doc. R, per il 2005]; fr. 271.30 premio per l'assicurazione
vita [doc. S] e fr. 10.– imposte stimate [come proposto dall'attrice]).

 

                                   c)  Il
fabbisogno in denaro delle figlie va quantificato considerandole, ciascuna, “figlia
unica”, vivendo esse separate, ognuna con un genitore. __________a nel 2002 era
nell'ultima fascia d'età delle raccomandazioni edite dall'Ufficio della
gioventù e dell'orientamento professionale del Canton Zurigo (gennaio 2000) –
cui questa Camera si ispira per prassi ventennale nella fissazione dei
fabbisogni in denaro (Rep. 1994 pag. 301 consid. 5) – sicché il suo fabbisogno
in denaro ascendeva a fr. 1893.30 mensili, adeguando la posta per l'alloggio.
Quanto a K__________, esso va fissato in fr. 1798.30, adeguando, anche per lei,
la quota per l'alloggio.

 

                                   d)  Il
26 marzo 2002, poi, AP 1 è diventato papà di __________r,
nato a __________ (Repubblica di Croazia). Vivendo in Croazia al momento che qui interessa – per quanto è dato
di sapere –, il suo fabbisogno medio in denaro può essere equamente stimato
facendo capo agli indici sul livello dei prezzi (compresa la locazione)
periodicamente diramati dalla UBS (“Prezzi e salari”), senza trascurare che
tali coefficienti sono rapportati al costo della vita nel­l'area di Zurigo e
non alla media svizzera cui si riferiscono le note raccomandazioni (RtiD
II-2007 pag. 798). Nell'edizione
2006 della citata pubblicazione (quella più vicina al
2002 reperibile in: http://www.ubs.com/global/it/wealth_management/wealth_management_research/prices_earnings.html)
non figura alcuna città croata, ma una slovena, Lubiana con un indice del 55.8
e una ungherese, Budapest, con un indice del 53.5. A titolo di paragone, nel 2002 l'OCSE aveva valutato per la Croazia un indice 53 (OCSE 30 come base 100) per il livello di
prezzi paragonati, mentre la Svizzera figura con un indice 128 (tabella consultabile
in: http://www.oecd.org/dataoecd/32/63/34256785.pdf).

 

                                         In
concreto, nel 2001 la città di __________ contava 90 411 abitanti (dati
reperibili in: http://www.dzs.hr/Eng/censuses/
Census2001/Popis/E01_01_01/e01_01_01_zup14-3123.html). Essa si trova
a circa __________ km dal confine con la Serbia, a est e a circa __________ km
dal confine con l'Ungheria a nord. Essa non può però essere ragionevolmente equiparata
né a Lubiana (circa 280 000 abitanti) né a Budapest (circa 2 milioni di abitanti).
Tutto considerato, nel caso specifico il fabbisogno medio in denaro di __________r
può essere stimato, in definitiva, attorno al 30% per rapporto a quanto
prevedono le note raccomandazioni di Zurigo, pari a fr. 555.– il mese.

 

                                   e)  Dato
quanto precede il convenuto avrebbe potuto versare un contributo alimentare in
favore di K__________, ma non nell'ordine di grandezza indicato dal Pretore nel
suo decreto cautelare del 24 ottobre 2006. Egli infatti avrebbe avuto una disponibilità
di fr. 1324.30 mensili (v. DTF 137 III 59 per il metodo di calcolo). Egli
poteva contare su entrate di fr. 3367.50 il mese a fronte di un fabbisogno
minimo di fr. 2043.20 (minimo vitale del diritto esecutivo fr. 1100.–,
locazione fr. 566.70 [stima], cassa malati fr. 276.50 e trasporto fr. 100.– ],
con un agio di fr. 1324.30. Per __________a sarebbe stato tenuto a versare fr. 500.–
il mese, per K__________ fr. 250.– e per __________r fr. 75.– [per gli
importi vale – secondo la giurisprudenza poc'anzi citata – quanto previsto in
ambito LEF; cfr. al riguardo: BlschK 2001 pag. 19; per la riduzione possibile
del minimo vitale per chi vive all'estero: BlSchK 2000,
pag. 63). Ripartendo in modo proporzionale l'eccedenza rimasta, di fr. 499.30,
dopo avere saldato questi importi, si ha che per K__________ egli avrebbe
dovuto versare fr. 401.30.

 

                                   9.   Dato
quanto precede, si dovrebbe completare la sentenza serba, modificando la
decisione del Pretore, ma ciò offenderebbe il principio della sicurezza del
diritto intervenendo a oltre dieci anni di distanza dalla sentenza di divorzio.
Inoltre il Pretore, come già accennato, ha fatto decorrere – su richiesta
dell'istante – i contributi alimentari dal 5 marzo 2005 (DI.2005.307) e li ha
modificati dal 1° giugno 2008 (sentenza impugnata). Per finire, la modifica
retroattiva rischierebbe di cagionare serie difficoltà al debitore alimentare,
la cui situazione si è evoluta sensibilmente. Ciò posto, si giustifica di
soprassedere al completamento della sentenza serba al momento della sua
pronuncia. Ragioni d'equità e la modifica apprezzabile della situazione delle parti
impongono di vagliare la fattispecie ai momenti analizzati dal Pretore – ossia
nel 2005 e nel 2008 – per valutare se la decisione di prima sede sia sostenibile.

 

                                10.   Per
quanto riguarda la situazione al momento dell'inoltro della presente vertenza –
il 7 marzo 2005 – giova rilevare che il padre aveva ricevuto il proprio
licenziamento, e si è trovato di lì a poco in disoccupazione. Identica fase ha
vissuto la madre. Il Pretore, nel citato decreto cautelare, ha accertato
entrate del padre per 

fr. 3150.– netti­ il­ mese­ e della nuova moglie per fr. 2630.– il mese, di
indennità di disoccupazione, senza però vagliare il loro fabbisogno familiare.
Quanto all'attrice, il primo giudice ha accertato indennità assicurative per
fr. 2950.– il mese, ma non ha accertato il di lei fabbisogno minimo.

 

                                   a)  AP
 1 ha terminato la propria attività lavorativa presso la __________ al 31 marzo 2005 (doc. 18). Nei primi tre
mesi del 2005 egli ha percepito uno stipendio mensile netto medio di fr. 3071.–
(v. doc. 8 e distinta del salario del mese di marzo 2005 nella cartelletta “II.
Ed. doc. dal convenuto” in: DI.2005.307). Dopo di allora egli è stato al
beneficio dell'assicurazione disoccupazione, ottenendo indennità attorno ai fr.
3000.– netti mensili (v. estratti nella cartelletta “II. Ed. doc. dal
convenuto” in: DI.2005.307). 

 

                                               Quanto al fabbisogno
minimo dell'appellante, in una recente sentenza il
Tribunale federale ha precisato che nella commisurazione del contributo
alimentare per un figlio il debitore alimentare risposatosi nel frattempo può
invocare unicamente la garanzia del proprio minimo esistenziale secondo il
diritto esecutivo, e per di più limitato alla sua persona
(DTF 137 III 62 consid. 4.2.1). Del nuovo coniuge non si tiene conto, se
non ove questi sia chiamato – dandosene gli estremi – ad assistere
economicamente il debitore nei suoi obblighi di mantenimento verso i figli
avuti prima del matrimonio (art. 278 cpv. 2 CC). Le tre condizioni cumulative
cui ciò possa eventualmente avvenire sono enunciate nella sentenza del Tribunale
federale 5A_352/2010 del 29 ottobre 2010, consid. 6.2.2).

 

                                               Ciò posto, decisivo è
il minimo esistenziale del solo convenuto calcolato secondo i principi del
diritto esecutivo. Trattandosi di un debitore sposato, esso consiste nella metà
del minimo esistenziale per coniugi, cui si aggiungono i supplementi che
riguardano il solo debitore, in particolare un importo adeguato per il costo
dell'alloggio, le spese professionali indispensabili per il conseguimento del
reddito (in specie gli oneri di trasferta per raggiungere il posto di lavoro),
il premio della cassa malati e – in caso di attività indipendente – i contributi
della previdenza professionale (DTF 137 III 63 consid. 4.2.2). Il costo
dell'alloggio va riconosciuto per principio nella metà della locazione
dell'abitazione coniugale, senza riguardo a chi sia intestato il contratto di
locazione o a eventuali convenzioni interne fra coniugi sul riparto delle spese
comuni (cfr. DTF 130 III 765). Un'eccezione ricorre solo – ma è estranea alla
fattispecie – qualora il convivente non sia in grado di finanziare la propria
metà (RtiD I-2008 pag. 1083 n. 63c). Quanto ai premi delle assicurazioni non
obbligatorie, essi non vanno considerati (DTF 134 III 323), come non vanno
considerate le imposte (DTF 126 III 93 in alto). Tutto ciò posto, all'appellante va riconosciuto un fabbisogno minimo di fr. 1636.50 composto di: un mezzo
del minimo esistenziale del diritto esecutivo per coppia coniugata fr. 775.–,
un mezzo delle spese dell'alloggio fr. 485.–, cassa malati fr. 276.50, spese di
trasferta fr. 100.–. Con un agio di fr. 1636.50.

 

                                   b)  Per
quanto attiene ai fabbisogni in denaro di __________a, K__________ e __________r
gli stessi vanno fissati in fr. 500.– per __________a, fr. 350.– per K__________
e fr. 250.– per __________r (per il metodo di calcolo, v. qui sopra, consid.
8e). Ripartendo proporzionalmente fra di essi quanto rimane al padre dopo
averli saldati, a K__________ toccherebbero fr. 433.85, una cifra prossima a
quanto accertato dal Pretore.

 

                                11.   AP 1 è diventato di nuovo padre il il 24 aprile 2007 quando è nato L__________.
Nel frattempo __________a è diventata maggiorenne, il 16 settembre 2006. Di ciò
si sarebbe dovuto tenere conto. Certo è, comunque sia, che il convenuto mai ha
postulato la modifica del decreto cautelare né ha chiesto a sua volta un
provvedimento provvisionale che tenesse conto, se del caso, delle modifiche
testé indicate. E per evitare reiterate modifiche di calcolo giova – come detto
– limitarsi ai periodi vagliati dal Pretore.

 

                                12.   Da
ultimo occorre vagliare la situazione al momento del giudizio.

 

                                   a)  AP
1 è attivo, dal 1° giugno 2008, presso la __________,
percependo uno stipendio mensile netto di fr. 4103.40 (doc. 22). Egli ha un fabbisogno
minimo di fr. 1681.–, l'unica posta differente con quanto accertato sopra
(consid 10a) è il costo dell'alloggio, ora di fr. 529.50 (doc. 27). L'agio
mensile è di fr. 2422.40.

 

                                   b)  Per
quel che riguarda i contributi in favore dei figli minorenni, fino ai 12 anni K__________
avrebbe potuto pretendere fr. 350.– e fr. 500.– dopo di allora, __________r fr.
350.– e L__________ fr. 250.– (BlSchK 2001 pag. 19). Ripartendo l'agio residuo
del padre in maniera proporzionale fra i tre figli, si ottiene che AP 1 ha senz'altro la capacità finanziaria per onorare i contributi alimentari fissati dal Pretore.
L'appello va dunque respinto.

 

                                13.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC ticinese), che va
posta integralmente a carico dell'appellante. Se non che, la situazione del
padre, ridotto al minimo vitale secondo il diritto esecutivo, non può dirsi
rosea, sicché – in via del tutto eccezionale – si può rinunciare a prelevare
oneri processuali. Non si pone problema di ripetibili, l'appello non essendo
stato notificato per osservazioni. Quanto alla richiesta di assistenza
giudiziaria e di gratuito patrocinio, la stessa va dichiarata priva d'oggetto
riguardo agli oneri processuali. Va ammesso invece il gratuito patrocinio,
potendosi ammettere che l'appellante avesse avuto buoni motivi per ricorrere,
ove appena si consideri che il metodo di calcolo è stato precisato con la
giurisprudenza citata del Tribunale federale che ha modificato i parametri precedenti
(indicati da ultimo in: RtiD II-2010 n. 21c consid. 12 pag. 640). Ciò premesso,
al patrocinatore dell'appellante può essere riconosciuta un'indennità
prudenziale di fr. 800.–.

 

                                14.   Circa
i rimedi esperibili contro l'odierno pronunciato sul piano federale (art. 112
cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso supera la soglia dei fr. 30 000.–
ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui non è divenuto privo d'oggetto, l'appello è
respinto e la sentenza impugnata confermata.

 

                                   2.   Non si
prelevano oneri processuali. 

 

                                   3.   La
richiesta di assistenza giudiziaria formulata dall'appellante è dichiarata
priva d'oggetto per quanto attiene agli oneri processuali. 

 

                                   4.   Lo Stato
del Cantone Ticino rifonderà per l'appellante al patrocinatore d'ufficio un'indennità
di fr. 800.–.

 

                                   5.   Notificazione:

                                         –;

                                         –;

                                         – Stato
del Cantone Ticino, Ufficio dell'incasso e delle pene

                                            alternative,
Torricella-Taverne.

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il giudice presidente                                              La
segretaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere
pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
è ammissibi-le contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100
cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta
ad almeno 30
000
franchi; quando il valore
litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamen-tale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata dall'art.
76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro
lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.