# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c965f4e-5a8d-59c0-be24-ae320d25f963
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-10-04
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 04.10.2012 RR.2012.119
**Docket/Reference:** RR.2012.119
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2012-119_2012-10-04

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Trasmissione di mezzi di prova (art. 74 AIMP). Termini ricorsuali(art. 80k AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Trasmissione di mezzi di prova (art. 74 AIMP). Termini ricorsuali(art. 80k AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Trasmissione di mezzi di prova (art. 74 AIMP). Termini ricorsuali(art. 80k AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale all'Italia. Trasmissione di mezzi di prova (art. 74 AIMP). Termini ricorsuali(art. 80k AIMP).

Sentenza del 4 ottobre 2012 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 
Giorgio Bomio e Roy Garré,  
Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   
Parti   

A., rappresentata dall'avv. Giacomo Talleri,  
Ricorrente 

 
   
  contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  
Controparte 

 
   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 

all’Italia 
 
Trasmissione di mezzi di prova (art. 74 AIMP) 
Termini ricorsuali (art. 80k AIMP) 
 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2012.119 

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 Fatti: 

A. Il 23 dicembre 2010, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cro-
tone ha presentato alla Svizzera una domanda di assistenza giudiziaria 
nell’ambito di un procedimento a carico di B., per bancarotta fraudolenta (art. 
216 e 223 R.D. 267/1942), malversazione a danno dello Stato (art. 316-bis 
CP italiano), falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico (art. 483 
CP italiano), falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici 
(art. 476 CP italiano), falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in at-
ti pubblici (art. 479 CP italiano), truffa aggravata per il conseguimento di ero-
gazioni pubbliche (art. 640-bis CP italiano), associazione per delinquere (art. 
416 CP italiano), riciclaggio (art. 648-bis CP italiano) ed impiego di denaro, 
beni o utilità di provenienza illecita (art. 648-ter CP italiano) (act. 1.7). Con la 
sua domanda, l'autorità rogante ha chiesto di individuare, con la perquisizio-
ne e il sequestro della relativa documentazione bancaria, natura e effettiva 
provenienza o destinazione dei flussi finanziari che hanno interessato la sfe-
ra finanziaria del gruppo B. In particolare viene richiesto il sequestro della 
documentazione bancaria, a partire dal 2007, del conto intestato alla ricor-
rente e in essere presso la banca C. SA di Lugano, segnatamente la verifica 
di operazioni bancarie effettuate a partire da tale relazione bancaria a favore 
di B. e della D. SA (act. 7.1). 

 

B. Con decisione del 13 settembre 2011 (act. 7.3), il Ministero pubblico della 
Confederazione (in seguito: MPC) è entrato in materia sulla domanda roga-
toriale e successivi complementi datati 17 maggio 2011, 21 giugno 2011 e 
10 gennaio 2011 (act. 7.1). Con scritto del 27 ottobre 2011, il MPC ha quindi 
ordinato alla banca C. SA di Lugano l'individuazione della relazione bancaria 
intestata alla ricorrente e l'edizione di documentazione relativa a tale conto 
bancario (act. 7.4), imposizione a cui la banca C. SA ha dato seguito con in-
vio del 9 novembre 2011 (act. 7.5). 

 

C. Con decisione di chiusura del 15 marzo 2012, il MPC ha accolto la rogatoria 
ordinando la trasmissione all’autorità rogante dei documenti acquisiti presso 
la banca C. SA di Lugano e relativi alla relazione bancaria n. 1 intestata ad 
A., e meglio la documentazione di base, gli atti relativi alla gestione e contatti 
con la cliente e gli estratti conto con i relativi giustificativi contabili (act. 1.1).  

 

D. La decisione di chiusura succitata, notificata unicamente alla banca C. SA, è 
stata da questa trasmessa, il 20 marzo 2012, alla ricorrente (cfr. act. 1.1; act. 
1.2, 1.3). 

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Il 29 marzo 2012 la ricorrente, rappresentata dall'avv. Giacomo Talleri, ha ri-
chiesto al MPC la concessione di una proroga di almeno 30 giorni del termi-
ne per interporre ricorso avverso la decisione di chiusura del 15 marzo 2012 
(act. 1.4), proroga autorizzata il 3 aprile 2012 (act. 1.4). 

Con scritto del 24 aprile 2012, il MPC ha confermato all'avv. Talleri di essere 
incorso in un errore concedendo la proroga in questione, trattandosi di un 
termine legale e dunque improrogabile (act. 1.5, 1.6).  

 

E. Il 16 maggio 2012, A. ha interposto ricorso avverso la decisione di chiusura 
del 15 marzo 2012 dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale 
federale, postulandone l'annullamento e, in via subordinata, l'esclusione dal-
la trasmissione di alcuni documenti (act. 1). 

Nelle loro osservazioni, l’Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) e il 
MPC hanno concluso all'inammissibilità del ricorso, rispettivamente alla reie-
zione del gravame nella misura della sua ammissibilità (act. 7 e 8). Con me-
moriale di replica del 23 luglio 2012, trasmesso per informazione al MPC e 
all’UFG, la ricorrente si è riconfermata nelle conclusioni espresse in sede ri-
corsuale (act. 11). 

Le argomentazioni di fatto e di diritto delle parti saranno riprese, per quanto 
necessario, nei considerandi di diritto. 

 

 Diritto: 

1.  
1.1 In virtù degli art. 37 cpv. 2 lett. a della legge federale sull'organizzazione 

delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS 173.71) e 19 cpv. 1 
del regolamento del 31 agosto 2010 sull’organizzazione del Tribunale pe-
nale federale (ROTPF, RS 173.713.161; nuovo testo giusta il n. I dell'ordi-
nanza del 23 agosto 2011, in vigore dal 1° gennaio 2012, RU 2011 4495) la 
Corte dei reclami penali giudica i gravami in materia di assistenza giudizia-
ria internazionale. 

 
 

1.2 In questa materia la procedura è retta dalla legge federale sulla procedura 
amministrativa (PA; RS 172.021) e dalle disposizioni dei pertinenti atti nor-
mativi in ambito di assistenza giudiziaria, segnatamente la legge federale 
sull'assistenza internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1). 

 
 

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1.3 Giusta l'art 80m cpv. 1 AIMP, l'autorità d'esecuzione e l'autorità di ricorso 
notificano le loro decisioni all'avente diritto abitante in Svizzera e all'avente 
diritto residente all'estero, se ha eletto domicilio in Svizzera. Con riferimen-
to al titolare di una relazione bancaria, la giurisprudenza considera che al-
lorquando quest'ultimo è domiciliato all'estero, compete alla banca di infor-
mare il suo cliente così da permettergli di eleggere domicilio ed esercitare 
tempestivamente il diritto di ricorso riconosciutogli dall'art. 80h lett. b AIMP 
e dall'art. 9a lett. a OAIMP (DTF 136 IV 16 consid. 2.2). Di principio, la noti-
ficazione alla banca determina il punto di partenza del termine di ricorso e 
pertanto, se essa decide di informare il suo cliente, deve farlo senza indu-
gio. Il cliente deve infatti essere in grado di manifestarsi entro i trenta giorni 
della notificazione alla banca indicando a quale momento ha avuto cono-
scenza effettiva della decisione (DTF 136 IV 16 consid. 2.4). 

 
1.3.1 A. ha preso effettiva conoscenza della decisione impugnata datata 15 mar-

zo 2012, il 20 marzo successivo (cfr. act. 1 pag. 1, act. 1.2 e act. 1.4). L'im-
pugnativa avverso tale decisione è stata presentata il 16 maggio 2012, do-
po che il 29 marzo 2012 il rappresentante della ricorrente aveva richiesto al 
MPC la concessione di una proroga di almeno trenta giorni del termine per 
presentare ricorso, proroga accordata con timbro del 3 aprile 2012 (act. 1, 
act. 1.4). 

 
 
1.3.2 Giusta l'art. 80k AIMP, il termine di ricorso è di trenta giorni o, se si tratta di 

una decisione incidentale, di dieci giorni dalla comunicazione per scritto 
della decisione. L'art. 12 cpv. 1 AIMP prevede che, salvo diversa disposi-
zione dell'AIMP, le autorità amministrative federali applicano per analogia la 
PA e le autorità cantonali le prescrizioni vigenti per esse; per gli atti proce-
durali, vige il diritto procedurale determinante in materia penale.  
La prorogabilità di un termine stabilito dalla legge viene negata da tutte le 
normative richiamate all'art. 12 AIMP: l'art. 22 PA, secondo cui il termine 
stabilito dalla legge non può essere prorogato; l'art. 89 CPP, giusta il quale 
i termini legali, ossia quelli per cui la legge stabilisce espressamente la du-
rata, non sono prorogabili, fatta eccezione per i casi di restituzione del ter-
mine.  
 
Per i termini legali è la legge medesima a fissare la durata, mentre per i 
termini giudiziari o amministrativi è il giudice, rispettivamente l'autorità am-
ministrativa, a stabilire il momento entro il quale un determinato atto deve 
essere adempiuto. La proroga di un termine fissato dalla legge non può es-
sere concessa né da un giudice, federale o cantonale, né ottenuta tramite 
un mezzo straordinario di diritto cantonale o l'accordo delle parti. Ciò in 
contrapposizione ai termini fissati dalle autorità, che invece possono essere 
prorogati o differiti (MAITRE/THALMANN, in: Waldmann/Weissenberger, Pra-
xiskommentar zum Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, Zuri-

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go/Basilea/Ginevra 2009, n. 4 e segg. ad art. 22 PA; GALLIANI/MARCELLINI, 
Codice svizzero di procedura penale [CPP] – Commentario, [Bernasco-
ni/Galliani/Marcellini/Meli/Mini/Noseda, ed.], Zurigo/San Gallo 2010, n. 1 ad 
art. 89 CPP; STOLL, Commentaire Romand, Code de procédure pénale 
suisse, Basilea 2011, n. 1 segg ad art. 94 CPP). Se un termine viene la-
sciato decorrere infruttuosamente, si ricade in un caso di inosservanza 
(BRÜSCHWEILER, Kommentar zur schweizerischen Strafprozessordnung 
[StPO], [Donatsch/Hansjakob/Lieber, ed.], Zurigo/Basilea/Ginevra 2010, n. 
1 e segg. ad art. 89 CPP), circostanza che implica, tra altri, la decadenza 
del diritto (STOLL, op. cit., n. 2 ad art. 94 CPP).  

 
 
1.3.3 Nel caso concreto, non vi è dubbio – e neppure è oggetto di contestazione 

– che il termine di 30 giorni previsto dall'art. 80k AIMP sia un termine lega-
le, termine per il quale nessuna proroga poteva essere concessa. Il ricorso, 
presentato il 16 maggio 2012, risulta pertanto tardivo. 

 
 

1.4 La ricorrente sostiene che, indipendentemente da quanto sopra, il suo ri-
corso dovrebbe essere ritenuto tempestivo, dovendo la sua buona fede in 
merito alla concessione della proroga, essere protetta.  

 
 
1.4.1 Secondo la giurisprudenza non esiste alcun diritto alla tutela della buona 

fede se l'errore era riconoscibile da parte del ricorrente o del suo avvocato 
semplicemente consultando il testo di legge (cfr. DTF 135 III 374 consid. 
1.2.2.1; sentenza del Tribunale federale 6B_746/2011 del 28 novembre 
2011, consid. 2.3; sentenza del Tribunale federale 6B_295/2011 del 26 a-
gosto 2011, consid. 1.3).  

 
 
1.4.2 Nel caso concreto la ricorrente, patrocinata da un avvocato, avrebbe 

senz'altro dovuto accorgersi che un termine legale non può essere proroga-
to, come stabilito in maniera chiara dagli art. 22 PA e 89 CPP. In base alla 
predetta giurisprudenza non vi è dunque margine per una tutela della sua 
buona fede. 
 

 
1.5 La tesi sostenuta dalla ricorrente, secondo cui la richiesta di proroga do-

vrebbe essere considerata come restituzione del termine ai sensi dell'art. 
94 CPP, va anch'essa disattesa e ciò per i seguenti motivi. 

 
 
1.5.1 Giusta l'art. 94 CPP, la parte che, non avendo osservato un termine, ha 

subito un pregiudizio giuridico importante e irrimediabile può chiederne la 
restituzione; a tal fine deve rendere verosimile di non avere colpa dell'inos-

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servanza (cpv. 1). L'istanza di restituzione va motivata e presentata per 
scritto entro 30 giorni dalla cessazione del motivo dell'inosservanza all'au-
torità presso cui avrebbe dovuto essere compiuto l'atto procedurale omes-
so; entro lo stesso termine occorre compiere l'atto omesso (cpv. 2). 

 La restituzione dei termini è prevista anche all'art. 24 cpv. 1 PA: se il richie-
dente o il suo rappresentante è stato impedito senza sua colpa di agire nel 
termine stabilito, quest'ultimo è restituito in quanto, entro 30 giorni dalla 
cessazione dell'impedimento, ne sia fatta domanda motivata e sia compiuto 
l'atto omesso; giusta l'art. 32 cpv. 2 PA, l'autorità può comunque tener con-
to delle allegazioni tardive che sembrino decisive. 

  
Condizione necessaria per la restituzione è che l'inadempiente, che può 
essere la parte o il suo rappresentante legale, non abbia rispettato un ter-
mine o una scadenza contro la sua volontà e che da ciò derivi un irrimedia-
bile pregiudizio giuridico (ad esempio la perdita di una possibilità di ricorso). 
È in particolare importante che non vi sia alcuna colpa, neppure lieve, nel 
mancato rispetto dei termini; una colpa, anche se leggera, esclude la pos-
sibilità di restituzione. La restituzione è pertanto possibile unicamente 
quando vi siano motivi oggettivamente riscontrabili, che abbiano reso im-
possibile alla persona di rispettare i termini, rispettivamente le scadenze 
(GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., n. 1 e seg. ad art. 94 CPP). 
Quale motivo di inosservanza, giurisprudenza e dottrina citano ad esempio 
l'incapacità passeggera di discernimento, l'incidente e le sue conseguenze, 
la malattia improvvisa e grave, la ricezione tardiva di una decisione notifica-
ta correttamente, le indicazioni erronee fornite dall'autorità competente in 
merito alle vie di ricorso a condizione tuttavia che il destinatario non potes-
se rendersi subito conto che l'indicazione era inesatta (DTF 98 Ia 602 con-
sid. 4; STOLL, op. cit., n. 6 ad art. 94 CPP e rinvii). Quando l'errore in merito 
all'errata indicazione delle via di ricorso è riconoscibile, la parte toccata de-
ve rivolgersi immediatamente all'autorità e richiedere una rettifica 
(GALLIANI/MARCELLINI, op. cit., n. 3 ad art. 94 CPP). 

 
 
1.5.2 Già da tali considerazioni deriva che, nella fattispecie, non vi è spazio alcu-

no per una restituzione dei termini, in quanto la ricorrente, regolarmente pa-
trocinata, non poteva non sapere che il termine di cui all'art. 80k AIMP è un 
termine legale non prorogabile, e ciò semplicemente consultando il testo di 
legge. Il mancato rispetto dei termini deriva quindi perlomeno da sua con-
colpa, ciò che rende inapplicabili sia l'art. 24 cpv. 1 PA che l'art. 94 CPP. 

 
 
1.6 A prescindere dalle suddette considerazioni, va rilevato che la proroga in 

oggetto, oltre ad essere errata, è stata emessa da un'autorità che non era 
nemmeno competente in questo ambito visto l'effetto devolutivo del ricorso 
(v. SEILER, in: Waldmann/Weissenberger, op. cit., n. 3 e segg. ad art. 54 
PA; sull'effetto devolutivo del ricorso v. anche KIENER/RÜTSCHE/KUHN, Öf-

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fentliches Verfahrensrecht, Zurigo/San Gallo 2012, p. 290). Come tale essa 
è nulla (DTF 132 II 342 consid. 2.1; v. anche DTF 136 II 415 consid. 1.2; 
decisione del Tribunale penale federale BB.2012.45 del 9 maggio 2012) e 
non può esplicare alcun effetto giuridico.  

 
 

2. Da quanto sopra discende che il ricorso, tardivo, è irricevibile. Le spese 
seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 PA richiamato l'art. 39 cpv. 2 
lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 
LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 
2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura 
penale federale (RSPPF; RS 173.713.162). La tassa di giustizia va fissata 
a fr. 3'000.-- ed è posta a carico della ricorrente. Essa è coperta dall'antici-
po già versato di fr. 5'000.-- e l'eccedente sarà restituito alla ricorrente dalla 
cassa del Tribunale.  

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è irricevibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 3'000.-- è posta a carico di A. Essa è coperta 
dall'anticipo dei costi già versato. La cassa del Tribunale restituirà alla ricor-
rente la differenza di fr. 2'000.-- rispetto all'anticipo richiesto. 

 
Bellinzona, 5 ottobre 2012 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Giacomo Talleri 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- Ufficio federale di giustizia, Settore Assistenza giudiziaria 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale 
deve essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale 
della decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne 
un’estradizione, un sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni 
inerenti alla sfera segreta e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un 
caso è particolarmente importante segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati 
violati elementari principi procedurali o che il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 
2 LTF).