# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f3384804-8ee8-5249-ba9b-408e4a96e9df
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-10-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 31.10.2000 52.2000.182
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-182_2000-10-31.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00182

   

  	
  Lugano

  31 ottobre
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretaria:

  	
  Lorenza Ponti Broggini, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 7 luglio 2000 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 21 giugno 2000, no. 2582, del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa dell'insorgente avverso la risoluzione
  24 gennaio 2000, no. DIM 21, della Sezione dei permessi e dell'immigrazione
  che gli ha negato il rinnovo del permesso di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    14 luglio 2000 della
Sezione dei permessi e dell'immigrazione;

-    30 agosto 2000 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Dopo
vicissitudini che non occorre rievocare, il 26 settembre 1997 il cittadino marocchino
__________ è giunto nel nostro Paese al beneficio di un visto della durata
massima di 90 giorni in attesa di sposarsi con la cittadina svizzera
__________, madre della piccola __________ nata il __________. Le nozze sono
state celebrate il giorno seguente dinanzi l'Ufficiale dello stato civile di
__________. A seguito del matrimonio, allo straniero è stato rilasciato un
permesso di dimora annuale, regolarmente rinnovato e con ultima scadenza il 25
settembre 1999. Dal 24 dicembre 1998 i coniugi si sono separati e dal 1.
gennaio 1999 il marito ha locato un appartamento per uso personale dapprima a
__________ e poi a __________. L'8 febbraio 1999 il pretore di Locarno-Campagna
ha dichiarato decaduto il tentativo di conciliazione promosso da __________, la
quale il 18 febbraio 1999 ha inoltrato una petizione di divorzio. Il 24 gennaio
2000 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha deciso di non rinnovare al
ricorrente il permesso di dimora. Considerato che egli viveva separato dalla
moglie e che una riconciliazione appariva esclusa, era venuta meno la ragione
per la quale era stato rilasciato il permesso. L'autorità dipartimentale gli ha
dunque intimato di lasciare il territorio del nostro Cantone entro il 31 marzo
2000. 

 

 

                                  B.   Il 21
giugno 2000 l'Esecutivo cantonale ha respinto l'impugnativa presentata da
__________, confermando la risoluzione dell'autorità dipartimentale. Posta in
evidenza l'inesistenza di una relazione prematrimoniale, la breve durata
dell'effettiva convivenza e la differenza di età tra i coniugi, il Consiglio di
Stato ha ritenuto che fossero dati forti indizi di un matrimonio fittizio e
che, in ogni caso, il richiamarsi ad un legame che esisteva ormai soltanto
formalmente rappresentava un chiaro abuso di diritto.

 

 

                                  C.   Contro tale
risoluzione __________ è insorto davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
postulando il suo annullamento ed il rilascio del permesso di dimora. Sostiene
di essersi sposato in quanto la moglie era incinta ed egli riteneva di essere
il padre del nascituro. Soltanto in un secondo momento la moglie ha asserito
che il padre era un'altra persona. Dopo un iniziale rifiuto, essa ha ora
acconsentito a sottoporre la bambina alla prova del DNA per accertarne la
paternità. Non si sarebbe tuttavia ancora proceduto in tal senso in quanto le
modeste entrate dell'interessato non gli permettono di far fronte alle spese
peritali. Dalla sua venuta nel nostro Cantone egli si è sempre comportato
correttamente ed è sempre stato autosufficiente economicamente. I debiti della
famiglia __________ sono invece stati contratti dalla moglie. L'insorgente ha
posto in evidenza che la decisione dell'autorità dipartimentale causerebbe
gravi conseguenze alla sua attività lavorativa e l'impossibilità di completare
la formazione postscolastica iniziata nel corso del mese di settembre 2000.
Egli ha chiesto il richiamo dell'incarto di divorzio e di quello della
delegazione tutoria di __________ concernente la moglie.

 

 

                                  D.   All'accoglimento
dell'impugnativa si sono opposte la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ed
il Consiglio di Stato. Delle argomentazioni addotte si dirà, per quanto d'interesse,
nel seguito. 

 

 

                                  E.   Con scritto
13 settembre 2000 l'insorgente ha ribadito quanto esposto nel proprio gravame
ed ha chiesto di poter replicare. Ritenuto che tale facoltà è data soltanto in
casi eccezioni (art. 49 cpv. 3 PAmm), che qui non ricorrono, il tribunale non
accede alla richiesta. 

 

 

                                  F.   Preso
conoscenza che questa corte aveva richiamato dalla Pretura di Locarno-Campagna
l'incarto di divorzio, il ricorrente non ha formulato osservazioni al proposito.

Con scritti 9 e 25 ottobre 2000 egli ha tuttavia
riconfermato di non ritenersi responsabile per la situazione venutasi a creare
ed ha prodotto una dichiarazione di frequenza della scuola cantonale degli
__________ di __________.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
è data soltanto nella misura in cui la decisione è suscettibile di essere impugnata
con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 10 lett.
a LALPS).

 

1.2. In materia di polizia degli stranieri
il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non è esperibile
contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la legislazione
federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità competente
decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei trattati
con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di domicilio.
Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile permesso solo
laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare del diritto
federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a, 388 consid. 1a
con rinvii).

 

1.3. Non esiste tra la Svizzera ed il
Marocco alcun trattato che regoli in modo specifico il soggiorno in Svizzera
dei cittadini marocchini, accordo dal quale potrebbe scaturire un diritto al
rilascio di un permesso di dimora.

 

1.4. Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase
LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e
alla proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale
giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg. consid. 2c). In concreto,
l'interessato è sposato con __________ dal 27 settembre 1997. Di principio egli
ha dunque diritto al postulato rinnovo del permesso di dimora. Pertanto,
essendo la decisione impugnata suscettibile di essere dedotta davanti al
Tribunale federale mediante un ricorso di diritto amministrativo, si deve concludere
che la competenza di questa corte a statuire sulla presente impugnativa è data.
Se il permesso sollecitato possa essere in concreto rifiutato è una questione
di merito, non di ammissibilità.

 

1.5. L'impugnativa, tempestiva (art. 46 cpv.
1 PAmm) e presentata da una persona legittimata a ricorrere (art. 43
PAmm), è dunque ricevibile in ordine e può essere giudicata sulla base degli
atti, integrati dalle risultanze del complemento istruttorio esperito (art. 18
cpv. 1 PAmm; richiamo dell'incarto di divorzio dalla Pretura di Locarno-Campagna).
Non appare invece necessario richiamare dalla delegazione tutoria gli atti
concernenti __________, in quanto non porterebbero alcun elemento di rilievo
per il presente giudizio. Neppure si ritiene opportuno sentire oralmente il
ricorrente. D'altronde né la legislazione cantonale né quella federale
garantiscono alla parte il diritto di essere udita oralmente, essendo
sufficiente che essa possa far valere le proprie ragioni per scritto (DTF 117
II 132, consid. 3b, pag. 137 e rinvii; A. Scolari, Diritto amministrativo,
parte generale, Bellinzona / Cadenazzo 1988, n. 141 e 146). Facoltà,
questa, ampiamente sfruttata dal ricorrente, che davanti al Consiglio di Stato
ha pure presentato un allegato di replica. 

 

 

                                   2.   L'art. 7
cpv. 1 prima frase LDDS dispone che il coniuge straniero di un cittadino
svizzero ha diritto al rilascio ed alla proroga del permesso di dimora. Questo
diritto non sussiste se il matrimonio è stato contratto per eludere le
prescrizioni in materia di dimora e domicilio degli stranieri, segnatamente
quelle sulla limitazione dell'effettivo degli stranieri (art. 7 cpv. 2 LDDS).
Il permesso può anche essere negato in caso di abuso di diritto. L'abuso
sussiste quando un diritto viene invocato per realizzare degli interessi che la
legge non vuole proteggere (U. Häfelin/G. Müller, Grundriss des Allgemeinen
Verwaltungsrechts, 3. ed., Zurigo 1998, n. 597 segg.; M. Imboden/R.
Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 6. ed., Basilea/Francoforte
sul Meno 1986, n. 74 e 78). In particolare ciò si verifica quando lo straniero
si richiama ad un matrimonio che sussiste solo formalmente unicamente per
ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di dimora (cfr. DTF 121 II 97,
consid. 4). La volontà di creare un'autentica unione coniugale non può essere
dedotta dal solo fatto che i coniugi abbiano vissuto per un certo periodo o
vivano al medesimo indirizzo, ritenuto che tale comportamento può essere stato
adottato al solo fine di trarre in inganno le autorità (DTF 122 II 295 consid. 2b
e rif.; 121 II 1, consid. 2d). Tuttavia, una separazione di fatto dei coniugi
non provoca necessariamente la perdita del diritto ad un permesso di soggiorno
(DTF 118 Ib 150, consid. 3b). Questa soluzione è stata scelta al fine di evitare
che la presenza in Svizzera dello straniero dipenda dalla volontà del coniuge.
Si è infatti inteso garantire al cittadino straniero il diritto di richiedere
egli stesso l'adozione di misure di protezione dell'unione coniugale,
segnatamente anche il diritto alla separazione giusta l'art. 175 CC, senza
per ciò dover temere di essere allontanato dalla Svizzera.

 

 

                                   3.   3.1. Il
cittadino marocchino __________ è stato autorizzato a dimorare in Svizzera al
fine di convolare a nozze e vivere con la moglie. Tuttavia, dopo appena un anno
e tre mesi dalla celebrazione del matrimonio i coniugi __________ si sono
separati e nel corso del mese di febbraio 1999 la moglie ha avviato la procedura
di divorzio. Sebbene sia stata la moglie a promuovere l'azione di divorzio, con
risposta 5 maggio 1999 il ricorrente non vi si è semplicemente opposto, ma ha a
sua volta chiesto la pronuncia della separazione a tempo indeterminato.
Successivamente egli ha poi acconsentito allo scioglimento del vincolo
matrimoniale (cfr. scritto 12 luglio 2000 del ricorrente alla pretura di
Locarno - Campagna), mentre restano da stabilire le conseguenze accessorie del
divorzio. Nel frattempo non è più intervenuta alcuna riconciliazione, né vi
sono motivi per ritenere che i coniugi riprenderanno la vita coniugale in
comune in un prossimo futuro, tanto più che il ricorrente si è trasferito a
__________ e convive attualmente con __________ (cfr. verbale dell'udienza 13 luglio
2000 tenutasi davanti al pretore di Locarno-Campagna). Pertanto l'unione coniugale
si è ormai interrotta da un anno e nove mesi. 

 

3.2. Da quanto
precede risulta in modo manifesto l'abuso dell'insorgente nell'invocare il
proprio matrimonio, svuotato di ogni contenuto e scopo da quasi due anni, al fine
di continuare a beneficiare del permesso di soggiorno. Va inoltre osservato
che, come si è detto, l'interessato ha ottenuto un permesso di dimora al fine
di vivere con la moglie e non per altri motivi. Il fatto che egli sia poi stato
autorizzato a svolgere un'attività lucrativa in Svizzera e che nel frattempo
frequenta una scuola di perfezionamento professionale è infatti soltanto una
conseguenza dell’unione coniugale e non costituisce lo scopo della sua dimora.

 

 

                                   4.   4.1.
Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata
e famigliare, del suo domicilio e della sua corrispondenza (n. 1). Non può
esservi ingerenza della pubblica autorità nell'esercizio di tale diritto se non
in quanto tale intromissione sia prevista dalla legge ed in quanto costituisca
una misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza
nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione
dei reati, la protezione della salute o della morale, o la protezione dei
diritti e delle libertà altrui (n. 2). Per appellarsi alle garanzie sancite da
tale norma, lo straniero deve dimostrare che con la persona che beneficia del
diritto di risiedere in Svizzera egli intrattiene una relazione stretta, intatta
ed effettivamente vissuta (DTF 122 II 5 consid. 1e, 289 consid. 1c, 385 consid.
1c; 118 Ib 145).

 

4.2. Nel caso concreto, __________ non può
nemmeno richiamarsi con successo all'art. 8 CEDU a protezione dell'unione coniugale.
Infatti non si può ritenere che esista un legame familiare intatto ed
effettivamente vissuto con la moglie, essendo stata accertata la natura
meramente formale del vincolo matrimoniale che non merita alcuna tutela siccome
abusiva. Va inoltre osservato che il ricorrente, il quale soggiorna in Svizzera
da poco meno di due anni, non invoca nemmeno l'impossibilità di un suo rientro
in Patria, dove è nato e cresciuto.

 

 

                                   5.   Lo
straniero chiede infine di essere autorizzato a soggiornare sul nostro
territorio in virtù del rapporto di filiazione che lo legherebbe alla piccola
__________. 

 

5.1. La nostra legislazione non conosce
alcuna norma che conferisca al genitore straniero di un bambino che soggiorna
in Svizzera il diritto a risiedere nel nostro Paese. Tale diritto può essere
fatto discendere unicamente dall'art. 8 CEDU, se esiste una relazione intatta e
realmente vissuta con il figlio. Ciò vale anche se al genitore non è stata
attribuita l'autorità o la custodia parentale (STF 16 febbraio 2000 pubblicata
in: AJP 2000, p. 879 seg.; DTF 120 Ib 1 segg.).

 

5.2. Nella fattispecie non è dato sapere chi
sia il padre di __________. Il ricorrente sostiene che la piccola sarebbe sua figlia,
mentre la madre asserisce che il padre sarebbe un altro cittadino marocchino.
La versione dell'interessato non può essere tutelata nella presente procedura,
per i motivi che seguono. 

Sebbene __________ sapesse che il curatore
di __________ si era adoperato per accertarne la paternità, egli non ha mai
riferito di ritenersi il padre della piccola (cfr. lettera 12 maggio 2000 del
curatore __________). D'altra parte se __________ fosse effettivamente figlia
dell'insorgente, sarebbe stato logico da parte sua riconoscerne la paternità
una volta convolato a nozze con la madre. Ciò che egli non ha fatto.
L'insorgente non può neppure giustificare la propria inattività in tale
frangente, che si protrae da tre anni, asserendo che dopo la celebrazione del
matrimonio la moglie vi si sarebbe opposta, sostenendo che il padre era un
altro uomo. Infatti il riconoscimento ai sensi dell'art. 260 CC
consiste in una dichiarazione unilaterale davanti all'ufficiale dello stato civile
che non presuppone il consenso della madre, la quale può opporvisi soltanto
avviando un'azione di contestazione giusta l'art. 261 segg. CC. Neppure
giova al ricorrente asserire che sarebbe impossibilitato ad affrontare le spese
peritali del costo di circa fr. 3'000.-- per procedere all'accertamento
della propria paternità, in ragione delle sue modeste condizioni finanziarie.
Lo stipendio mensile che egli percepisce di fr. 3'100.-- lordi appare infatti
sufficiente per farvi fronte; in caso contrario egli avrebbe comunque potuto
chiedere un prestito bancario. Va inoltre sottolineato che nel corso della
procedura di divorzio il ricorrente ha sostenuto di essere padre di __________
soltanto dopo la notifica della decisione dell'autorità dipartimentale. Nei
propri allegati responsoriali (cfr. risposta 5 maggio 1999 e duplica 16
settembre 1999) l'interessato non ha infatti contestato l'asserzione di
__________ che la figlia era nata da una precedente relazione. Soltanto con le
conclusioni 28 febbraio 2000, ossia quando era già pendente il ricorso davanti
al Consiglio di Stato, egli ha rivendicato per la prima volta la paternità di
__________. Tuttavia mai si è offerto di pagare un contributo alimentare per la
piccola o ha chiesto che venisse fissato dal pretore il suo diritto di visita.
Si rileva infine che nella domanda di entrata in Svizzera sottoscritta
dall'insorgente l'8 luglio 1997, allorquando __________ era già nata, egli non
ne ha indicato l'esistenza, limitandosi a precisare di voler venire nel nostro
Paese per contrarre matrimonio con __________. 

 

In conclusione la versione addotta dal
ricorrente secondo cui sarebbe il padre di __________ appare priva di
fondamento ed addotta con meri fini processuali. In ogni caso anche se il
rapporto di filiazione fosse dimostrato, non vi sono agli atti elementi tali
per poter ritenere che tra __________ ed __________ esista un rapporto intatto
e concretamente vissuto ai sensi dell'art. 8 CEDU. 

 

 

                                   6.   Sulla
scorta di quanto precede, l'impugnativa va respinta. La tassa di giustizia e le
spese di complessivi fr. 800.-- sono poste a carico del ricorrente (art. 28
PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 8 CEDU; 7 LDDS; 175, 260 e 261 CC; 10
lett. a LALPS; 1 segg. PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese di complessivi fr. 800.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
di Losanna nel termine di 30 giorni dalla notifica.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             La
segretaria