# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a7843e39-5127-5b49-b732-65b2c53cceb8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.09.2010 C-424/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-424-2009_2010-09-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-424/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig, Francesco Parrino, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 29 dicembre 2008.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-424/2009

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  coniugato  e  padre  di  una 
figlia, frontaliere, lavora in Svizzera come parrucchiere dipendente dal 
1995,  versando  i  contributi  obbligatori  all'assicurazione  per  la 
vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI; doc. 1 e 4-2). Il 16 ottobre 
2007,  facendo  valere  un  danno  alla  salute  dovuto  a  malattia, 
l'assicurato ha formulato all'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità del  
canton  Ticino  (UAI-TI)  una  domanda  di  rendita  d'invalidità  svizzera 
(doc. 1). 

B.
Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAI-TI  ha 
acquisito, in particolare, i documenti seguenti: 

-  l'incarto  dell'assicuratore  malattia  collettivo  del  datore  di  lavoro, 
l'Helsana,  tra  cui  diversi  rapporti  cardiologici  del  2006  (incarto 
Helsana,  doc.  2/1  a  9),  dai  quali  si  evince  che  l'assicurato  è  stato 
sottoposto  in  Italia,  il  10  maggio  2006,  nel  quadro  di  un  soggiorno 
clinico  protrattosi  dal  3 al  22 maggio,  ad un intervento  chirurgico  di 
sostituzione  valvolare  aortica  con  posizionamento  di  una  protesi 
meccanica  St. Jude  n. 23,  e  che  egli  soffre  pure  di  un'insufficienza 
venosa cronica agli arti inferiori, di un'ulcera peptica e di una sindrome 
ansioso-depressiva.  Dall'incarto  risulta  inoltre  che  l'assicurato  ha 
effettuato una degenza ospedaliera in Italia, dall'11 al 16 giugno 2007, 
per  un'emorragia  subaracnoidea  (incarto  Helsana,  doc.  4),  e  che 
l'Helsana gli ha versato l'indennità giornaliera completa dal 12 giugno 
al 30 settembre 2007, e del 50% dal 1° ottobre al 31 dicembre 2007 
(incarto Helsana, doc. 7), 

- il questionario per il datore di lavoro, del 17 novembre 2007 (doc. 13), 
dal  quale  si  apprende,  in  particolare,  che l'assicurato  ha iniziato  ad 
esercitare  la  professione  di  parrucchiere  in  Svizzera  il  5  dicembre 
1995,  con  un  orario  normale  di  lavoro  pari  a  quarantacinque  ore 
settimanali  ed  un  salario  annuale  di  Fr.  36'000.-,  egli  ha  dovuto 
assentarsi per malattia dal 2 gennaio al 15 marzo 2005, dal 3 maggio 
al  1°  settembre 2006 e dal  12 giugno al  30 settembre 2007, dal  1° 
ottobre 2007 ha ripreso l'attività al 50%, 

- un rapporto del medico curante dell'assicurato, del 27 dicembre 2007 

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(doc. 16),  in  cui  è  posta  la  diagnosi  di  cardiopatia  con  sostituzione 
valvolare  e  impianto  di  un  pace-maker,  di  sindrome  depressiva,  di 
cefalea  emicranica,  di  emorragia  subaracnoidea,  di  varici  agli  arti 
inferiori,  d'esofagite  da  reflusso  e  di  frattura  della  base  del  quarto 
metatarso del piede destro, e nel quale sono evidenziati le limitazioni  
funzionali  nonché  lo  stato  delle  risorse  psichiche  dell'assicurato,  e 
sono elencati i diversi periodi d'incapacità lavorativa, 

-  una  presa  di  posizione  del  servizio  medico  dell'UAI-TI,  del  23 
gennaio 2008 (doc. 18), facente stato della necessità di eseguire una 
perizia interdisciplinare vista la polipatologia di cui soffre l'assicurato,

- la perizia pluridisciplinare del Servizio d'accertamento medico (SAM; 
doc. 21/1 a 27),  redatta dalle dott.sse B._______ e C._______ il  20 
giugno 2008, dopo visite ambulatoriali  avvenute il  21, 23 e 30 aprile 
nonché il 7 maggio 2008, sulla base di un rapporto angio-cardiologico 
del  dott.  D._______,  del  19  maggio  2008  (doc.  21/16  a  18),  di  un 
rapporto  neurologico  del  dott.  E._______,  del  2  maggio  2008  (doc. 
21/19 a 22),  e di  un rapporto psichiatrico del  dott. F._______, del 9 
maggio 2008 (doc. 21/23 a 27), dove è posta la diagnosi, con influenza 
sulla  capacità  lavorativa,  d'emicrania  con  rari  episodi  d'aura  visiva 
(dimensione neurologica), come pure la diagnosi, senza influsso sulla 
capacità  lavorativa,  di  stato  dopo  sostituzione  valvolare  aortica  per 
stenosi su bicuspidia, di leggera ectasia dell'aorta ascendente, di lieve 
insufficienza  mitralica,  di  blocco  della  branca  destra  con  emiblocco 
anteriore sinistro, di stato dopo la posa di un pace-maker bicamerale, 
d'insufficienza  venosa  cronica,  d'ipercolesterolemia,  di  stato  dopo 
un'emorragia subaracnoidea e di temperamento nervoso. La capacità 
lavorativa è valutata,  come parrucchiere,  allo  0% dal  3 maggio al  5 
settembre 2006, al 50% dal 6 settembre al 5 ottobre 2006, al 100% dal 
6  ottobre  2006  al  10  giugno  2007,  allo  0%  dall'11  giugno  al  30 
settembre 2007,  al  50% dal  1°  al  31  ottobre  2007 e  al  75% dal  1° 
novembre  2007.  I  periti  hanno  inoltre  rilevato  che,  a  causa  della 
patologia  cardiologica,  sono  da  evitare  attività  pesanti  e  medio 
pesanti, e che la capacità lavorativa, dal punto di vista neurologico, è 
pari al 75% anche in altre attività confacenti. 

C.
L'UAI-TI ha quindi sottoposto la documentazione medica raccolta alla 
valutazione  del  proprio  servizio  medico,  nella  persona  del  dott. 
G._______,  internista,  il  quale,  nella  sua  presa  di  posizione  dell'11 

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luglio  2008 (doc. 22),  ha  osservato  sostanzialmente,  riferendosi  alle 
risultanze della perizia del SAM, che l'assicurato è inabile al lavoro al  
25%, a decorrere dal 1° novembre 2007, per l'attività di parrucchiere e 
per altre attività esigibili. 

Il  consulente  in  integrazione  professionale  dell'UAI-TI  ha  quindi 
proceduto al calcolo del grado d'invalidità, il 17 luglio 2008 (doc. 23 e 
24), ritenendo per il 2007 un salario da valido di Fr. 36'000.- (27'000.- 
al  75%),  secondo  le  indicazioni  del  datore  di  lavoro  (doc.  13),  e, 
conformemente ai  dati  dell'Ufficio svizzero di  statistica (UFS) relativi 
ad attività leggere e non qualificate (tabelle RSS, categoria 4.2, valore  
mediano),  adattati  ad  un  orario  di  lavoro  settimanale  di  41.7  ore 
(tabella B 9.2, La Vie économique, 1/2-2006, pag. 94), un salario da 
invalido di  Fr. 60'144.-,  ridotto del  15% in funzione delle circostanze 
personali dell'assicurato e considerato nella misura del 75%, ossia Fr. 
38'342.-, ed ha pertanto concluso che il danno alla salute non provoca 
alcuna perdita di guadagno.  

D.
L'assicurato  ha  trasmesso  all'UAI-TI  della  nuova  documentazione 
medica  il  28  luglio  2008  (doc.  25/1),  tra  cui  un  referto 
d'ecocardiogramma del 2 luglio 2008 (doc. 25/3), nel quale è concluso 
che  la  protesi  valvolare  aortica  presenta  normali  gradienti 
transprotesici e un rigurgito di grado moderato a severo di verosimile 
origine paraprotesica, e due rapporti del dott. H._______, cardiologo, 
uno  del  5  luglio  2008  (doc.  25/5),  in  cui  è  consigliata  una  visita  
cardiochirurgica, l'altro del 21 luglio 2008 (doc. 25/7), facente stato di  
un  riscontro  di  distacco  parziale  della  protesi  valvolare  aortica 
meccanica e di  esiti  di  episodio emorragico cerebrale, e nel quale è 
proposta una terapia anticoagulante orale. 

Il dott. G._______ si è pronunciato su questi documenti con presa di 
posizione  del  21  agosto  2008  (doc.  27).  Egli  ha  riconfermato  le 
conclusioni  della  perizia  del  SAM,  rilevando  tuttavia  che  si  è 
manifestato  un  peggioramento  dello  stato  di  salute  dell'assicurato 
dopo  la  detta  perizia,  il  rigurgito  sulla  protesi  della  valvola  aortica 
avendo assunto delle dimensioni tali da rendere necessario un nuovo 
intervento cardio-chirurgico, e ha stabilito un'inabilità  al  lavoro totale 
dal luglio 2008 fino al termine della convalescenza postoperatoria. 

Malgrado il tenore di questa presa di posizione, l'UAI-TI ha approntato 

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un progetto di decisione il 9 settembre 2008 (doc. 28), con il quale ha 
preannunciato  all'assicurato il  rigetto  della  sua domanda d'invalidità, 
invitandolo nel contempo a formulare eventuali osservazioni entro un 
termine di trenta giorni. 

E.
Rappresentato dall'Istituto nazionale confederale italiano di assistenza 
(INCA), l'assicurato, dopo avere chiesto ed ottenuto in visione l'incarto, 
si  è  opposto  al  progetto  di  decisione con scritto  del  6  ottobre  2008 
(doc. 31/1), al quale ha allegato dei nuovi documenti medici, ossia un 
rapporto del dott. H._______, del 29 settembre 2008 (doc. 31/2 e 3), 
nel  quale,  oltre  alla  nota  diagnosi,  sono  menzionate  una  varicosi 
importante  dell'arto  inferiore  sinistro  ed  una  sindrome  depressiva 
insorta  dopo  i  plurimi  ricoveri  ed  interventi,  ed  è  stabilito  che 
l'interessato  deve  evitare  un  eccessivo  sovraccarico  e  lo  stress,  un 
referto  d'elettrocardiogramma  dell'ottobre  2008  (doc.  31/4),  un 
certificato medico del 3 ottobre 2008 (doc. 31/5),  ed un rapporto del 
dott. I._______, medico generalista, del 4 dicembre 2008 (doc. 31/6 a 
7),  in cui,  da un lato, è precisato che l'assicurato non ha sofferto di  
un'insufficienza valvolare paraprotesica da posizionamento difettoso o 
scollamento, ma di un'insufficienza valvolare intraprotesica moderata, 
per  cui  l'intervento  cardio-chirurgico  previsto  è  stato  annullato,  e, 
dall'altro lato, è rilevato che, visti i disturbi del sistema venoso agli arti  
inferiori, è poco proponibile un'attività implicante la posizione in piedi  
per  oltre  quattro  ore,  la  capacità  lavorativa  dovendo  quindi  essere 
valutata al 50%. 

Il dott. G._______ e il Prof. L._______, cardiologo, si sono pronunciati  
sui  documenti  medici  citati  mediante  rapporto  del  4  dicembre  2008 
(doc.  33),  affermando  che  essi  non  contengono  aspetti  diagnostici  
nuovi e che si limitano a valutare in modo diverso le ripercussioni del 
danno alla salute dell'assicurato sulla sua capacità lavorativa. 

L'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero  (UAIE)  ha  quindi  emanato,  il  29  dicembre  2008,  una 
decisione di reiezione della richiesta di prestazioni dell'assicurazione 
per  l'invalidità,  non essendo sta  rilevata alcuna perdita  di  guadagno 
(doc. 35). 

F.
Contro questa decisione, sempre per il tramite dell'INCA, l'assicurato 

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ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale il  21 gennaio 
2009, chiedendo che gli sia attribuita una mezza rendita d'invalidità a 
decorrere dal giugno 2008.

G.
Con rapporto  del  6 marzo 2009, il  dott. G._______ ha chiarificato  il 
senso della propria presa di posizione del 21 agosto 2008 (doc. 27), 
sottolineando  che  l'inabilità  al  lavoro  dal  luglio  2008  fino  al  termine  
della  convalescenza  postoperatoria,  era  stata  da  lui  formulata 
unicamente  in  considerazione  dell'intervento  chirurgico  previsto  per 
una lieve insufficienza paravalvolare, che si è in seguito rivelata essere 
un'insufficienza intraprotesica, la quale è stata invece trattata con una 
terapia conservativa. Fatta questa precisazione,  il  medico dell'UAI-TI 
ha  nuovamente  evidenziato  che  i  documenti  medici  esibiti  dal 
ricorrente con l'opposizione (doc. 31), non contengono nuovi elementi  
diagnostici  denotanti  un  peggioramento  dello  stato  di  salute,  ma  si 
limitano ad esporre una diversa valutazione della capacità lavorativa 
fissata  al  50%.  Egli  ha  pure  ricordato  che  la  perizia  del  SAM  ha 
puntualizzato che un'insufficienza venosa non giustifica, praticamente 
mai, una limitazione significativa della capacità lavorativa. 

L'UAI-TI  ha risposto  al  ricorso il  10  marzo 2009,  chiedendo che sia 
respinto e che la decisione impugnata sia confermata,  sottolineando 
cionondimeno che il ricorrente è stato incapace di lavorare in media,  
sull'arco di un anno, per almeno il 40%, ma che, al termine dell'anno di  
attesa,  non  emerge alcuno  scapito  economico  dovuto  al  danno  alla 
salute, ed ha quindi segnalato la necessità di correggere la decisione 
su  questo  punto. Il  13  marzo 2009  l'UAIE ha  comunicato  di  aderire 
pienamente alle conclusioni dell'UAI-TI. 

H.
Il  ricorrente  ha  replicato  il  24  aprile  2009,  ribadendo  le  proprie 
conclusioni, e ha esibito un rapporto cardiologico del dott. M._______, 
del  24 febbraio  2009,  nel  quale  è  segnalata,  in  sostanza,  l'assoluta 
intolleranza alla stazione eretta prolungata oltre tre o quattro ore, vista  
la lieve progressione della patologia venosa agli arti inferiori, per cui è 
necessario astenersi dalla stazione eretta prolungata e da sforzi fisici  
moderati  o  intensi,  ed  è  consigliata  una  visita  specialistica  da  uno 
psicologo clinico.  

Il dott. N._______, medico generalista dell'UAI-TI, si è pronunciato sul 

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citato rapporto cardiologico mediante presa di posizione del 25 maggio 
2009,  nella  quale  ha osservato  che non vi  è  stato il  peggioramento 
sospettato a livello della protesi valvolare aortica, per cui, in presenza 
di  un  compenso  cardiocircolatorio,  rimane  valido  l'apprezzamento 
della capacità lavorativa contenuto nella perizia del SAM.   

L'UAI-TI e l'UAIE hanno replicato il 4, rispettivamente l'11 giugno 2009, 
riproponendo le loro univoche conclusioni. 

Il  ricorrente ha brevemente duplicato il  10 luglio  2009, confermando 
quanto richiesto con il ricorso. 

I.
Con  decisione  incidentale  del  14  luglio  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo pagamento è stato effettuato il 
31 luglio 2009. 

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla  
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

Di  conseguenza,  questo  Tribunale  è  competente  a  giudicare  il 
presente ricorso. 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali  (LPGA, RS 830.1). In conformità 

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con l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono applicabili  
alle assicurazioni sociali  disciplinate dalla legislazione federale, se e 
per  quanto  le  singole  leggi  sulle  assicurazioni  sociali  lo  prevedano. 
Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili  
all'assicurazione per  l'invalidità  (art.  1a-26bis e  28-70),  sempreché la 
LAI non deroghi alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi,  
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti  
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art.  
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di  Fr. 300.-,  relativo alle spese processuali,  è stato versato 
nel termine impartito.  

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21 marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data  
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di trattamento tra i cittadini di uno Stato membro della Comunità 

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europea,  ivi  risiedenti,  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  2  e  3  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II, gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  italiano  che  risiede 
nell'Unione europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del 
Consiglio del 14 giugno 1971 e (CEE) n° 574/72 del Consiglio del 21 
marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.
Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, 
a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla LAI 
nel  suo  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006  (V  revisione),  ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e,  a partire  dal  1°  gennaio 2008,  in  conformità con le  nuove 
disposizioni. 

4.
Il ricorrente  contesta  la  validità  materiale  della  decisione  dell'UAIE, 

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chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una  mezza  rendita 
d'invalidità dal giugno 2008.   

5.
In  deroga  all'art.  24  cpv. 1  LPGA,  il  quale  prevede  che  il  diritto  a 
prestazioni arretrate si estingue cinque anni dopo la fine del mese per 
cui  era dovuta la  prestazione,  l'art. 48 cpv. 2 LAI,  nel  suo tenore in 
vigore  fino  al  31  dicembre  2007,  precisa  che,  se  l'assicurato  si 
annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  dodici  mesi  precedenti  la 
richiesta. 

In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  23 
ottobre 2007. Questo Tribunale può quindi limitarsi ad esaminare se il 
ricorrente avesse diritto ad una rendita il 23 ottobre 2006 (ossia dodici  
mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un diritto 
alla rendita fosse sorto tra tale data e il 29 dicembre 2008, data della 
decisione  dell'UAIE.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 
stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata  
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

6.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  per  l'invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  avere  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  almeno  un  anno 
intero  (art.  36  cpv. 1  LAI,  nel  tenore  in  vigore  fino  al  31  dicembre 
2007).  A  partire  dal  1°  gennaio  2008,  è  tuttavia  necessario  avere 
versato  contributi  durante  almeno  3  anni  (art.  36  LAI  nel  tenore 
modificato  il  6  ottobre  2006  ).  A  tale  fine  è  possibile  prendere  in 
considerazione anche i  contributi  versati  ad un'assicurazione sociale 
assimilata  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o 
dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a condizione che 
almeno  un  anno  di  contributi  sia  registrato  all'AVS/AI  svizzera  (FF 
2005 p. 4065; art. 45 del regolamento 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 

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durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

7.

7.1 In base all'art. 8 cpv. 1 LPGA è considerata invalidità l'incapacità 
al guadagno totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga 
durata.  L'art.  4  cpv.  1  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere 
conseguente  ad  infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2 
della  stessa norma stabilisce che l'invalidità  è considerata insorgere 
quando, per natura e gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per  
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003, la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno ed alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66.67%). In seguito all'entrata in 
vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1 ter  LAI  (art. 29 
cpv. 4 LAI, a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le rendite 
per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono  versate  solo  ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace 
al  lavoro per almeno il  40% in media (lettera b). La prima lettera si 
applica  allorché lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  stabilizzato; la 
seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire  suscettibile  di 
evolvere  verso  un  miglioramento  od  un  peggioramento  (DTF  121  V 
264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, l'art. 28 cpv. 
1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita alle seguenti  
condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua  capacità  di 
svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, mantenuta o 
migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili; (b) ha avuto un'incapacità di lavoro (art. 6 LPGA) almeno del  

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40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e (c)  al 
termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno  è  definita  all'art.  7  cpv. 1  LPGA e  consiste  nella  perdita, 
totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA, nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

7.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è  
di carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 
1b). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 
LAI (art. 28a cpv. 1 LAI,  dal  1° gennaio 2008),  per valutare il  grado 
d'invalidità, il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando 
l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e 
l'eventuale esecuzione di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di 
una situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla  
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

8.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti  

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elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti  
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di  
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

9.

9.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in special modo, dalla perizia medica pluridisciplinare del SAM, del 20 
giugno 2008 (doc. 21/1 a 27), si evince la diagnosi, avente un influsso 
sulla  capacità  lavorativa,  d'emicrania  con  rari  episodi  d'aura  visiva 
(dimensione neurologica),  e, senza una tale influenza,  di  stato dopo 
sostituzione  valvolare  aortica  per  stenosi  su  bicuspidia,  di  leggera 
ectasia dell'aorta ascendente, di lieve insufficienza mitralica, di blocco 
della branca destra con emiblocco anteriore sinistro, di stato dopo la 
posa  di  un  pace-maker  bicamerale,  d'insufficienza  venosa  cronica, 
d'ipercolesterolemia,  di  stato  dopo  un'emorragia  subaracnoidea  e  di 
temperamento nervoso. 

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, del resto non contestata  
dal ricorrente, il collegio giudicante non vede nessun valido motivo per  
scostarsene.

9.2 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così,  
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile l'art. 29 cpv. 1 let. a LAI (nella versione in vigore fino al 31 
dicembre 2007), per cui può entrare in considerazione solo la lettera b 
della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un 
anno.  Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 

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dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui abbia subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa 
di almeno il 40% durante almeno un anno. 

10.

10.1 Rispetto  alle  conseguenze  invalidanti  dello  stato  di  salute  del 
ricorrente, i periti del SAM hanno ritenuto una capacità lavorativa del 
75%, dal  1° novembre 2007, per l'attività di  parrucchiere e per altre 
attività  confacenti  leggere,  specificando  che,  dal  punto  di  vista 
cardiologico,  si  è  in  presenza  di  una  condizione  emodinamica 
fisiologica,  malgrado  l'esistenza  di  una  lieve  insufficienza 
paravalvolare,  e che il  risultato  dell'esame cicloergometrico dimostra 
una  buona  riserva  funzionale,  come  pure  che  l'insufficienza  venosa 
agli  arti  inferiori  non  giustifica  una  limitazione  significativa  della 
capacità  lavorativa,  una  corretta  contenzione  elastica  (classe  II  a 
sinistra e classe I a destra) essendo in grado di alleviare i sintomi. I  
periti  del  SAM hanno quindi  chiaramente  concluso che,  dai  punti  di 
vista cardiologico, angiologico e flebologico, il ricorrente deve essere 
considerato  pienamente  abile  al  lavoro  nella  sua  professione  di 
parrucchiere.  Essi  hanno  però  precisato  che,  dal  punto  di  vista 
cardiologico, devono essere evitate attività pesanti e medio pesanti, e 
che,  sotto  il  profilo  neurologico,  sussistono  delle  limitazioni:  il  
ricorrente  ha  infatti  subito  una  piccola  emorragia  subaracnoidea, 
benché  le  indagini  effettuate  (angio-TAC)  abbiano  escluso 
malformazioni vascolari e, in particolare, aneurismi cerebrali, e soffre 
inoltre di cefalee recidivanti (dai sei ai sette giorni al mese) che, sulla 
base  dei  dati  anamnestici,  corrispondono  ad  un'emicrania  con  rari 
episodi di aura visiva. L'incapacità lavorativa massima che ne deriva è 
stata  valutata  dai  periti  al  25%.  Per  quanto  riguarda  la  patologia 
psichiatrica,  all'infuori  di  un  incremento  della  quota  ansiosa,  dalla 
perizia risulta che il ricorrente non denota problemi psichici e che non 
si riscontra pertanto un'incapacità lavorativa psichiatrica e nemmeno la 
necessità di un trattamento psichiatrico. 

Questo  apprezzamento  è  stato  riproposto  integralmente  dal  dott. 
G._______, medico internista dell'UAI-TI, che ha formulato, nella sua 
presa  di  posizione  dell'11  luglio  2008  (doc.  22),  un'incapacità 
lavorativa del 25%, dal 1° novembre 2007, per l'attività di parrucchiere 
e per altre attività confacenti. Egli si è riconfermato nella sua presa di 
posizione del 21 agosto 2008 (doc. 27), nella quale tuttavia, partendo 

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dal presupposto erroneo che urgeva eseguire un intervento chirurgico 
per  rimediare  ad un problema di  rigurgito  sulla  protesi  della  valvola 
aortica, aveva inoltre fissato un'incapacità lavorativa totale temporanea 
dal luglio 2008 fino al termine della convalescenza postoperatoria, la 
quale incapacità non si  è però realizzata per il  motivo che non si  è 
proceduto ad alcun intervento (cfr. consid. 10.2).

10.2 In  fase d'opposizione,  il  ricorrente  ha esibito  diversi  documenti 
medici, di cui uno solo si è pronunciato espressamente sulla capacità 
lavorativa, ossia il rapporto del dott. I._______, medico generalista, del 
4 dicembre 2008 (doc. 31/6 a 7). Quest'ultimo ha innanzitutto precisato 
che  il  ricorrente  non  ha  sofferto  di  un'insufficienza  valvolare 
paraprotesica  da  posizionamento  difettoso  o  scollamento,  ma  di 
un'insufficienza valvolare intraprotesica moderata, per cui l'intervento 
cardio-chirurgico  previsto  non  è  stato  eseguito.  Egli  ha  in  seguito 
considerato che,  visti  i  disturbi  del  sistema venoso agli  arti  inferiori,  
un'attività lavorativa implicante la posizione eretta per oltre quattro ore, 
è poco proponibile, per cui ha fissato la capacità lavorativa al 50%. 

Mediante  presa  di  posizione del  4  dicembre 2008 (doc. 33),  il  dott. 
G._______  e  il  Prof.  L._______,  cardiologo,  hanno  affermato  che  i 
detti  documenti  medici  e,  in  modo  particolare,  il  rapporto  del  dott.  
I._______,  non  contengono  nuovi  elementi  diagnostici,  ed  hanno 
quindi  concluso  che  l'apprezzamento  della  capacità  lavorativa 
rimaneva invariato rispetto a quello espresso nella perizia del SAM. 

10.3 In questa sede, il ricorrente ha prodotto un rapporto cardiologico 
del dott. M._______, del 24 febbraio 2009, nel quale è stabilito, da un 
lato, che il ricorrente è asintomatico e in buon compenso, e, dall'altro  
lato,  che  si  è  in  presenza  di  un'assoluta  intolleranza  alla  stazione 
eretta prolungata per più di tre o quattro ore, e ciò in considerazione 
della lieve progressione della patologia venosa agli arti inferiori, senza 
beneficio  dall'indossare  calze  elastiche,  e  tenuto  conto  anche 
dell'impossibilità di effettuare un intervento chirurgico. Nel rapporto è 
pure consigliata una visita specialistica presso uno psicologo clinico e 
raccomandata l'astensione dalla stazione eretta prolungata e da sforzi 
fisici moderati o intensi. 

Il dott. N._______, medico generalista dell'UAI-TI, si è pronunciato su 
questo  rapporto  con  presa  di  posizione  del  25  maggio  2009, 
osservando, da un lato, che la situazione cardiologica non è mutata, e, 

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dall'altro  lato,  che  mancano  elementi  oggettivabili  attestanti  un 
peggioramento  determinante  sia  della  patologia  venosa  agli  arti 
inferiori,  visto  che  il  dott.  M._______  ha  evidenziato  solamente  una 
lieve progressione della stessa, sia dello stato psichico del ricorrente,  
in  assenza di  qualsiasi  corrispondente  documentazione,  e  ha quindi 
confermato in toto le risultanze della perizia del SAM. 

10.4 Considerato  quanto  precede,  fondandosi  specialmente  sulle 
risultanze  della  perizia  pluridisciplinare  del  SAM,  confermate  dai 
medici  dell'UAI-TI,  il  collegio giudicante è dell'avviso che la capacità 
lavorativa  del  ricorrente,  è  pari  al  75%  in  attività  leggere,  e  ciò  a 
decorrere  dal  1°  novembre  2007.  Per  quanto  concerne  l'attività  di 
parrucchiere, che si svolge prevalentemente in posizione eretta, non 
appare per  contro,  alla  luce del  certificato  del  dott. I._______ del  4 
dicembre  2008,  che  ritiene  una  capacità  massima  del  50%, 
ragionevolmente esigibile che essa possa essere svolta nella misura 
del  75%. Tuttavia,  come si  vedrà  in  seguito,  anche  ritenendo  che  il 
ricorrente sia in grado di svolgere al 75% solo attività leggere, ciò non  
permette di riconoscergli  il  diritto a prestazioni dell'assicurazione per 
l'invalidità svizzera.

11.

11.1 Come già esposto al  consid. 7.5.,  secondo l'art. 16 LPGA, per 
valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  invalido 
potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esigibile da 
lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti 
d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del mercato 
del  lavoro (reddito da invalido),  è  confrontato con il  reddito che egli 
avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da 
valido).

In concreto, l'UAI-TI  ha proceduto al  calcolo del  grado d'invalidità  in 
applicazione  del  metodo  generale  del  confronto  dei  redditi.  Dal 
rapporto finale del consulente in integrazione, del 17 luglio 2008 (doc. 
23  e  24),  si  evince  che  il  ricorrente,  secondo  i  dati  forniti  dal  suo 
datore di lavoro, avrebbe potuto guadagnare nel 2007 per un'attività al 
100% un salario  di  Fr. 36'000.-. Svolgendo la sua attività  al  75%, il  
ricorrente subirebbe pertanto una perdita di guadagno del 25%.

Secondo  i  dati  dell'UFS  relativi  ad  attività  leggere  non  qualificate 

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(tabella  TA1,  categoria  4.2),  indicizzati  al  2007  ed  adattati  ad  una 
settimana lavorativa di 41.7 ore (tabella B 9.2 e tabella B 10.2, La Vie  
Économique, 12-2008), il ricorrente potrebbe ottenere un salario di Fr. 
60'144.-, ridotto del 15% in funzione delle sue circostanze personali e 
del carattere leggero delle attività proposte, e considerato nella misura 
del  75%,  ossia  Fr.  38'342.-.  L'UAI-TI  ha  pertanto  concluso  che  il 
ricorrente, in questo caso, non subirebbe alcuna perdita di guadagno, 
visto  che  il  suo  salario  da  invalido  sarebbe  superiore  al  salario  da 
valido. 

11.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, allorquando il 
reddito  da  valido  è  inferiore  alla  media  dei  salari  per  un'attività 
equivalente  e  la  persona  assicurata,  per  motivi  estranei  alla  sua 
invalidità,  ha  realizzato  un  reddito  considerevolmente  inferiore  alla 
media nazionale svizzera senza spontaneamente accomodarsene, si 
procede  ad un parallelismo dei  due redditi  di  paragone. Il  Tribunale 
federale  ha  poi  precisato  che  un  reddito  è  inferiore  alla  media  dei 
salari  per  un'attività  equivalente  allorquando  il  guadagno 
effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% del salario statistico 
usuale nel settore. Pertanto, il parallelismo dei redditi di paragone va 
effettuato soltanto per la parte percentuale eccedente la soglia del 5%. 
Ciò può avvenire aumentando in maniera adeguata il reddito da valido 
effettivamente conseguito oppure riducendo opportunamente il reddito 
statistico  da  invalido.  In  un  secondo  tempo,  occorre  esaminare  la 
questione  di  un'eventuale  deduzione  per  circostanze  personali  e 
professionali, applicabile al reddito da invalido ottenuto sulla base dei 
valori medi statistici. A questo riguardo, i fattori estranei all'invalidità di 
cui si dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo dei redditi, non 
possono essere presi in considerazione una seconda volta nell'ambito 
della deduzione per circostanze personali e professionali (DTF 134 V 
322 e 135 V 297). 

In concreto, la differenza tra il salario realizzato in Ticino dal ricorrente 
quale  parrucchiere  ed  il  salario  statistico  ottenibile  in  Svizzera  nel 
2007  nell'ambito  dei  servizi  personali  per  una  persona  con 
conoscenze professionali specializzate, indicizzato ed adattato al 2007 
(Fr. 54'521.-  [Tabella  TA1, categoria 3,  Tabella B9.2 e B10.2,  La Vie 
Économique,  12-2008]),  si  aggira  intorno  al  34%. Questa  differenza 
deve  essere  quindi  qualificata  di  considerevole  ai  sensi  della 
giurisprudenza del Tribunale federale, visto che inoltre non emergono 
dagli atti sufficienti elementi idonei e concludenti per poter ritenere che 

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il  ricorrente si  sia  spontaneamente accontentato del reddito inferiore 
conseguito.

Conseguentemente, l'UAI-TI avrebbe dovuto procedere al parallelismo 
dei redditi e ridurre del 29%, ossia della differenza tra i due redditi di  
paragone superiore al 5%, il salario da invalido di Fr. 60'144.- (oppure 
aumentare della stessa percentuale quello da valido), ottenendo così 
un  valore  di  Fr.  42'702.-,  in  ragione  del  75%  (capacità  lavorativa 
residua)  e  diminuito  ulteriormente  del  15%  in  funzione  delle 
circostanze  personali  del  ricorrente  non  già  considerate  con  il 
parallelismo dei redditi e del carattere leggero delle attività confacenti,  
si ottiene un reddito di  Fr. 27'223.-. Confrontando il  salario da valido 
con  quello  da  invalido,  ne  risulta  una  perdita  di  guadagno  del  24% 
[(36'000 – 27'223) : 36'000 x 100]. Ora, un grado d'invalidità del 24% 
non  dà  diritto  al  ricorrente  all'ottenimento  di  una  rendita  d'invalidità 
svizzera. 

11.3 Pertanto,  sia  esercitando  la  sua  professione di  parrucchiere  al 
75%,  sia  eseguendo  altre  attività  da  lui  ragionevolmente  esigibili 
tenuto conto del suo stato di salute, allo scadere del termine di attesa 
di  un  anno  che  decorre  dall'11  giugno  2007  (data  del  ricovero  per 
emorragia subaracnoidea), la perdita di guadagno subita dal ricorrente 
non supera il 25%.

12.
È  necessario  a  questo  punto  ricordare  che,  secondo  un  principio 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha 
l'obbligo di ridurre il  danno conseguente alla sua invalidità (sentenza 
del  Tribunale  federale I  147/01 del  9  maggio  2001; DTF 123 V 230 
consid.  3c  e  DTF  117  V  275  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid. 4a).

13.
Di  conseguenza,  in  applicazione  delle  norme  legali  e  della 
giurisprudenza  sopraccitate,  il  ricorso  è  respinto  e  la  decisione 
impugnata del 29 dicembre 2008 confermata. 

Pagina 18

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14.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a  carico  della  parte  soccombente.  In  concreto,  visto  l'esito  della 
procedura, le spese processuali sono poste a carico del ricorrente e 
compensate con l'anticipo versato il 31 luglio 2009. 

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 
(spese ripetibili). Considerato l'esito della procedura, non si assegnano 
al ricorrente indennità per spese ripetibili.  

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

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C-424/2009

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e 
compensate con l'anticipo versato il 31 luglio 2009.

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Atto giudiziario);
- all'autorità inferiore (n. di rif. ...; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata). 

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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