# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b734745-dcc9-5001-893b-b8e1e87b8ca7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-08-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.08.2023 D-2804/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2804-2020_2023-08-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2804/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 9  a g o s t o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Manuel Borla (presidente del collegio),  

Yanick Felley, Chiara Piras,  

cancelliera Francesca Bertini-Tramèr. 
 

 
 

Parti 
 A.______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato dall'avv. Ferhat Kizilkaya,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 28 aprile 2020. 

 

 

 

D-2804/2020 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

A.a A.______, cittadino turco di etnia curda e di fede alevita, originario di 

B.______ nella provincia di C.______, ha depositato una domanda d'asilo 

in Svizzera il (…) marzo 2018. 

A.b Il 3 aprile 2018 la SEM ha sentito l'interessato sulle generalità, mentre 

in data 25 luglio 2019 si è svolta un'approfondita audizione sui motivi  

d'asilo. In tale occasione il richiedente ha versato agli atti quali mezzi di 

prova la sua tessera di studente e l’estratto del libro di famiglia, entrambi 

in originale. 

B.  

Con decisione del 28 aprile 2020, notificata il giorno seguente, la SEM non 

ha riconosciuto la qualità di rifugiato all'interessato, ha respinto la sua do-

manda d'asilo ed ha pronunciato il suo allontanamento dalla Svizzera con-

siderando, nel contempo, l'esecuzione di tale misura come ammissibile, 

ragionevolmente esigibile e possibile. 

C.  

In data 2 maggio 2020 l'interessato ha conferito procura all'avv. Ferhat Ki-

zilkaya.  

D.  

D.a In data 29 maggio 2020 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'en-

trata: 2 giugno 2020), l'interessato è insorto contro detta decisione con ri-

corso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale 

o TAF), chiedendo, in via principale, l'annullamento della decisione impu-

gnata, nonché il riconoscimento della qualità di rifugiato e la concessione 

dell'asilo. In via subordinata, egli ha chiesto di essere posto al beneficio 

dell'ammissione provvisoria. Altresì, il ricorrente ha presentato un'istanza 

di concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, con pro-

testate spese e ripetibili,  

D.b A sostegno della sua impugnativa l’insorgente ha versato agli atti, in 

sede di ricorso, i seguenti mezzi di prova:  

- articolo della Firat News Agency (di seguito: ANF) del (…) 2019 (alle-

gato n. 4); 

- articolo della ANF del (…) 2019 (allegato n. 5); 

D-2804/2020 

Pagina 3 

- foto del ricorrente alla manifestazione per la liberazione di Abdullah 

Öcalan del (…) 2019 (allegato n. 6); 

- due foto profilo Facebook del ricorrente (allegato n. 7); 

- estratto del concerto (Facebook; allegato n. 8); 

- ordine di marcia turco (Sev Belgesi; allegato n. 9); 

- scritto dell'avv. D.______; non datato (allegato n. 10); 

- rapporto dell’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (di seguito: 

OSAR) del 14 giugno 2019 “Turkei: Grenzkontrolle nach Nichtbefolgen 

des Aufgebots zur Rekruzierung zum Wehrdienst” (allegato n.11); 

- rapporto dell’OSAR del 5 dicembre 2018 “Türkei: Gefährdung aufgrund 

der Veröfflichung von <<kritischen>> Informationen in sozial Netzwer-

ken” (allegato n.12); 

- attestato d'indigenza del 4 maggio 2020 rilasciato da “Dienststelle Asyl- 

und Flüchtlingswesen” del Canton E.______ (allegato n. 13).  

 

E.  

Il 2 giugno 2020 il Tribunale ha confermato la ricezione del ricorso. 

F.  

Con decisione incidentale del 21 luglio 2020, il Tribunale ha dapprima sta-

tuito che il procedimento si svolge in italiano. In seguito ha invitato il ricor-

rente a presentare entro il 5 agosto 2020, gli originali e la traduzione certi-

ficata in una lingua ufficiale svizzera degli allegati n. 9 e 10 e di illustrarne 

le modalità di ottenimento. Altresì, di presentare una traduzione certificata 

degli allegati n. 4 e 5 e di produrre su un supporto fisico il presunto video 

di cui allegato n. 8. Il termine è poi stato prorogato fino al 24 agosto 2020 

su richiesta del richiedente.  

G.  

Con scritto del 24 agosto 2020 l'insorgente ha trasmesso al Tribunale i do-

cumenti richiesti segnatamente: 

- ordine di marcia in originale (Sevk Belgesi) con la relativa traduzione 

(allegato n. 9/ n. 14); 

- scritto dell'avv. D.______ in originale con la relativa traduzione (alle-

gato n. 15); 

- traduzione dell'articolo della ANF del 1° aprile 2019 (allegato n. 16); 

- traduzione dell'articolo della ANF del 7 gennaio 2019 (allegato n. 17); 

- pennetta USB con diversi contenuti media (allegato n.18). 

H.  

Con decisione incidentale del 16 settembre 2020, il Tribunale ha accolto 

D-2804/2020 

Pagina 4 

l'istanza di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio nella persona 

dell'avv. Ferhat Kizilkaya ed ha nel contempo invitato l'autorità inferiore ad 

inoltrare una risposta al ricorso, esprimendosi anche in merito all'ulteriore 

documentazione prodotta con ricorso e con scritto del 24 agosto 2020. 

I.  

L'autorità inferiore ha preso posizione in merito al ricorso con osservazioni 

del 28 settembre 2020. 

J.  

Con scritto del 17 novembre 2020, l’insorgente ha replicato alle osserva-

zioni della SEM riconfermandosi sostanzialmente nelle proprie allegazioni 

e considerazioni ricorsuali. 

K.  

Con duplica del 4 dicembre 2020, la SEM si è a sua volta riconfermata 

nella decisione impugnata. Il Tribunale ha trasmesso le stesse all’insor-

gente, per conoscenza il 15 dicembre 2020, decretando anche la chiusura 

dello scambio scritti.  

L.  

Dagli atti di causa il Tribunale ha appreso che il 25 agosto 2022, l’Ufficio 

dello stato civile di E.______ ha chiesto alla SEM la facoltà di consultare 

l’incarto, in ragione della procedura di preparazione del matrimonio. Altresì, 

nel Sistema d’informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) sotto il profilo 

del richiedente è apparsa una nuova relazione con un bambino nato in data 

(…).  

M.  

Con decisione incidentale del 23 gennaio 2023, il Tribunale ha chiesto 

all’interessato informazioni circa lo stato della procedura di preparazione al 

matrimonio, l’identità della futura moglie e se quest’ultima sia la madre del 

bambino nato in data (…). Il Tribunale ha altresì chiesto al ricorrente se egli 

avesse riconosciuto il bambino come suo figlio, e nel qual caso la trasmis-

sione dei documenti dello stato civile, come pure di comunicare se avesse 

depositato presso le autorità cantonali competenti una domanda tendente 

al rilascio di un permesso di dimora. 

N.  

Con scritto del 27 gennaio 2023, l’insorgente ha informato il Tribunale di 

essersi sposato, in data (…), con la madre del bambino nato il (…) e di 

D-2804/2020 

Pagina 5 

essere il padre di quest’ultimo. Al riguardo ha trasmesso copia del Certifi-

cato di famiglia. Inoltre egli ha comunicato di aver depositato una richiesta 

volta all’ottenimento del permesso di dimora presso l’autorità cantonale 

competente.  

O.  

Con decisione incidentale del 3 febbraio 2023, il Tribunale ha concesso al 

ricorrente un termine scandente il 20 febbraio 2023 per comunicare se ed 

in che misura, intendesse mantenere il ricorso. 

P.  

Con lo scritto del 7 febbraio 2023 l’insorgente ha confermato la propria im-

pugnativa. 

Q.  

Con decisione incidentale del 29 marzo 2023, il Tribunale ha informato l’in-

teressato che per ragioni organizzative, il presente procedimento è stato 

riassegnato al giudice Manuel Borla in qualità di presidente del collegio ed 

ha inoltre postulato una copia della richiesta o del permesso di dimora ot-

tenuto. 

R.  

Tramite gli scritti del 13 aprile e 28 aprile, nonché del 15 maggio 2023, 

l’interessato ha continuato a ribadire di non avere informazioni in merito 

alla procedura di rilascio del permesso di dimora.  

S.  

In data 23 maggio 2023, l’autorità cantonale competente ha confermato su 

richiesta del Tribunale il deposito della richiesta (cfr. risultanze proces-

suali).  

T.  

Mediante scritto del 1° giugno 2023, il rappresentante legale ha trasmesso 

la sua nota d’onorario finale.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

D-2804/2020 

Pagina 6 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 

142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 In data 1° marzo 2019 è entrata in vigore la revisione parziale della 

LAsi (Raccolta ufficiale [RU] 2016 3101). In applicazione delle disposizioni 

transitorie, la presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 

delle Disposizioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015). 

1.3 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, tra le quali 

rientra la SEM (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione 

ai sensi dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, 

è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (vecchio art. 108 cpv. 1 LAsi), alla 

forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. Oc-

corre pertanto entrare nel merito del ricorso.  

3.  

3.1 Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-

ritto federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'i-

nadeguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).  

3.2 Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

4.  

4.1 In merito ai motivi d’asilo insorti prima della sua fuga, il ricorrente ha 

dichiarato di essere espatriato poiché – durante i suoi turni di guardia (…) 

– sarebbe stato più volte, fermato e messo sotto pressione, arrestato e 

minacciato da parte dei gendarmi, i quali avrebbero voluto che egli colla-

borasse con loro, diventando un agente/spia con lo scopo di aiutare a sma-

D-2804/2020 

Pagina 7 

scherare i membri della guerriglia, ossia i combattenti del Partito dei lavo-

ratori del Kurdistan (in seguito: PKK). Allo stesso modo, egli avrebbe rice-

vuto pressioni anche da parte dei guerriglieri, i quali avrebbero temuto di 

essere traditi dal richiedente. A ciò si aggiungerebbe anche il fatto che l'in-

teressato in Patria si sarebbe sottratto al servizio militare in ragione del 

timore di subire discriminazioni a causa della sua appartenenza etnica (cfr. 

atti SEM 7/14;13/24). 

4.2 Nel suo provvedimento, l'autorità inferiore ha dapprima concluso come 

le allegazioni rese dall'interessato in corso di procedura, siano inverosimili 

giusta l'art. 7 LAsi, poiché sarebbero, su punti rilevanti, contraddittorie e 

non sufficientemente motivate. In particolare, la SEM ha ritenuto discor-

danti le affermazioni in merito ai fermi da parte dei gendarmi e prive di det-

tagli nonché del tutto vaghe le dichiarazioni circa le violenze e le torture 

che egli avrebbe subito. Inoltre, anche le allegazioni rispetto alla renitenza 

alla leva risulterebbero contradditorie. Altresì, la SEM ha osservato che l'in-

teressato non avrebbe più menzionato le pressioni da parte di esponenti 

della guerriglia e ciò senza giustificazione alcuna. Pertanto, l’autorità infe-

riore ha ritenuto non attendibili queste allegazioni in quanto non sarebbero 

più state menzionate. 

4.3 Nel proprio gravame il ricorrente, in primo luogo riassume quanto già 

dichiarato in sede di audizioni e aggiunge, allegando diversi mezzi di prova, 

che dal suo arrivo in Svizzera a marzo 2018 si sarebbe impegnato in modo 

intenso e regolare a favore di associazioni vicine al PKK e al Partito Demo-

cratico dei Popoli (in seguito: HDP). Inoltre, egli avrebbe pubblicato sulla 

sua pagina Facebook diversi contenuti a favore dei diritti dei curdi e del 

PKK e il (…) 2019 avrebbe partecipato ad una manifestazione per la libe-

razione di Abdullah Öcalan. In secondo luogo, rimprovera all'autorità di 

prima istanza di aver accertato in modo inesatto i fatti e di aver ritenuto 

erroneamente le sue affermazioni non verosimili. In particolare, egli ritiene 

di non essersi contraddetto in merito ai fermi da parte dei gendarmi e di 

non essere entrato nei dettagli delle violenze subite, poiché la SEM non gli 

avrebbe posto domande approfondite al riguardo. Con riferimento all'ob-

bligo di prestare servizio militare, egli sottolinea di essersi confuso unica-

mente con le date, rivelando per altro come dallo scritto di un avvocato 

turco, emergerebbe la propria accertata renitenza, con la conseguenza che 

in caso di arresto egli verrebbe condannato a tre anni di carcere. Altresì, 

egli contesta all’autorità inferiore, di considerare contraddittorie le sue alle-

gazioni in merito alle pressioni da parte dei guerriglieri. Invero, egli avrebbe 

affermato in entrambe le audizioni che i guerriglieri l'avrebbero messo sotto 

pressione e ciò a suo dire non sarebbe in contrasto con il fatto di non aver 

D-2804/2020 

Pagina 8 

subito atti di violenza dai medesimi. Pertanto, l’insorgente afferma di avere 

esposto in modo coerente i suoi motivi d'asilo evidenziando che eventuali 

discrepanze sarebbero da ricondurre ad incomprensioni con l’interprete. 

4.4 Con risposta al ricorso la SEM osserva che l'atto ricorsuale non conter-

rebbe fatti o mezzi di prova che giustificherebbero una modifica della posi-

zione già espressa. In particolare, l'autorità intimata rileva come la reni-

tenza non costituisce per sé un motivo d'asilo valido ai sensi dell'art. 3 LAsi. 

Altresì, essa sottolinea che l'insorgente avrebbe confermato l'esattezza 

delle sue dichiarazioni apponendo la propria firma sui verbali, di conse-

guenza le considerazioni di incomprensione con l’interprete sarebbero 

prive di sostanza, ma soprattutto non invaliderebbero la valutazione d'in-

verosimiglianza. Infine, per quanto concerne l'impegno politico dell'interes-

sato, dopo il suo arrivo in Svizzera, l'autorità inferiore suddivide per la sua 

valutazione da un lato la partecipazione alle manifestazioni e dall'altro la 

condivisione di contenuti sui social media. Tuttavia, la SEM osserva come 

anche tali fatti risulterebbero del tutto irrilevanti ai sensi dell'art. 3 LAsi. In-

vero, non sembrerebbe che egli durante le manifestazioni avrebbe avuto 

un ruolo di rilievo, né che le autorità turche si sarebbero interessate a lui, 

come neppure risulterebbero esserci indagini o incriminazioni a suo carico.  

4.5 Con replica, il ricorrente ricorda che la qualità di rifugiato sarebbe da 

ammettere a colui il quale, in ragione della sua renitenza, avrebbe motivo 

di temere un trattamento che comporti seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 

cpv. 2 LAsi. In proposito egli ribadisce il suo timore a subire seri pregiudizi 

conseguentemente al rifiuto di servire. A causa delle sue origini curde e 

delle attività che egli avrebbe svolto per organizzazioni vicine al PKK egli 

sarebbe “nel mirino” delle autorità turche, tra cui anche l’esercito turco. 

Inoltre, il ricorrente citando nuovamente il rapporto “Türkei: Gefährdung 

aufgrund der Veröfflichung von <<kritischen>> Informationen in sozialen 

Netzwerken” dell’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati (OSAR) del 

5 dicembre 2018, contesta la valutazione della SEM in merito alla rilevanza 

delle condivisioni sui social media. Infine, a suo dire, i contenuti pubblicati 

sulla sua pagina Facebook sarebbero rilevanti per il riconoscimento della 

qualità di rifugiato, poiché presto verrà avviata una procedura nei suoi con-

fronti per appartenenza e sostegno ad un’organizzazione terroristica.  

4.6 Con duplica del 4 dicembre 2020 la SEM evidenzia come a tutt'oggi 

non risulterebbe che le autorità abbiano avviato alcuna procedura contro il 

ricorrente in seguito alle sue asserzioni di stampo politico messe in atto 

dopo il suo arrivo in Svizzera, né che le predette sarebbero interessate in 

qualche modo a lui. Non sarebbe pertanto in nessun modo dimostrato che 

D-2804/2020 

Pagina 9 

egli si troverebbe nel mirino delle autorità. Infine, la SEM adduce come la 

sola apparenza all'etnia curda non sarebbe sufficiente a rendere la sua re-

nitenza al servizio militare un motivo rilevante ai sensi dell'art. 3 LAsi.  

5.  

5.1 Preliminarmente occorre chinarsi sulla censura formale, sollevata dal 

ricorrente, relativa alle incomprensioni con l'interprete durante l'audizione 

suoi motivi d’asilo, in quanto potrebbe condurre alla cassazione della deci-

sione impugnata. 

5.2 Per constante giurisprudenza, il diritto di essere sentito, disciplinato 

dall’art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Sviz-

zera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101) comprende segnatamente il diritto 

per l’interessato di consultare l’incarto, di offrire mezzi di prova su punti 

rilevanti e di esigerne l’assunzione, di partecipare alla stessa e di potersi 

esprimere sulle relative risultanze nella misura in cui possano influire sulla 

decisione (cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1; 135 I 279 consid. 2.3). La por-

tata della facoltà di esprimersi non può essere determinata in maniera ge-

nerale ma dev’essere definita sulla base degli interessi concretamente in 

gioco. Il concetto a monte è che alla parte in causa debba essere concessa 

la facoltà di mettere in evidenza il suo punto di vista in maniera efficace 

(cfr. DTAF 2013/23 consid. 6.1.1 e relativi riferimenti; ed a titolo esemplifi-

cativo la sentenza del TAF D-4781/2021 dell’8 novembre 2021 con-

sid. 6.2). 

5.3 Ora, è vero nel quadro dell’audizione suoi motivi d’asilo l’interprete ha 

avuto inizialmente alcune difficoltà nel comprendere il richiedente (cfr. atto 

SEM 13/24 F105-106), tuttavia, egli ha subito segnalato il problema e le 

domande sono state ripetute. Va rilevato inoltre, che la persona incaricata 

di svolgere l’audizione si è assicurata che il turco fosse la lingua preferita 

dell’interessato (cfr. atto SEM 13/24 F107-108). L’audizione è poi conti-

nuata per diverse ore, senza che l’interprete o il richiedente sollevassero 

altri problemi di comprensione. Altresì, terminata l’audizione il richiedente 

ha sottoscritto entrambi i verbali, confermando che questi gli erano stati 

letti e tradotti in una lingua di sua comprensione, oltre ad essere completi 

e a corrispondere alle dichiarazioni da lui fatte liberamente (cfr. atto SEM 

13/24 pag. 23). A ciò si aggiunge che nemmeno il rappresentante delle isti-

tuzioni di soccorso, il quale ha osservato l’intera audizione, ha apportato 

delle osservazioni in tal senso. L’allegazione ricorsuale risulta dunque pre-

testuosa.  

D-2804/2020 

Pagina 10 

5.4 Ne discende, quindi, che la censura formale risulta infondata e va con-

seguentemente respinta.  

6.  

6.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. 

6.2 Giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese d'o-

rigine o d'ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore d'es-

sere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposi-

zione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le mi-

sure che comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 

LAsi). La definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all’art. 3 

cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscet-

tibili di condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di resi-

denza.  

6.3 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

6.4 È pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l'asilo siano suf-

ficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; in questo senso di-

chiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, contrad-

dittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna, incongrue ai fatti 

o all'esperienza generale di vita, non possono essere considerate verosi-

mili ai sensi dell'art. 7 LAsi. È altresì necessario che il richiedente stesso 

appaia come una persona attendibile, ossia degna di essere creduta. Que-

sta qualità non è data, in particolare, quando egli fonda le sue allegazioni 

su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), omette fatti importanti 

o li espone consapevolmente in maniera falsata, in corso di procedura ri-

tratta dichiarazioni rilasciate in precedenza o, senza motivo, ne introduce 

tardivamente di nuove, dimostra scarso interesse nella procedura oppure 

D-2804/2020 

Pagina 11 

nega la necessaria collaborazione. Infine, non è indispensabile che le alle-

gazioni del richiedente l'asilo siano sostenute da prove rigorose; al contra-

rio, è sufficiente che l'autorità giudicante, pur nutrendo degli eventuali dubbi 

circa alcune affermazioni, sia persuasa che, complessivamente, tale ver-

sione dei fatti sia in preponderanza veritiera. Il giudizio sulla verosimi-

glianza non deve, infatti, ridursi a una mera verifica della plausibilità del 

contenuto di ogni singola allegazione, bensì dev'essere il frutto di una pon-

derazione tra gli elementi essenziali a favore e contrari ad essa; decisivo 

sarà dunque determinare, da un punto di vista oggettivo, quali fra questi 

risultino preponderanti nella fattispecie (cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e re-

lativi riferimenti). 

7.  

7.1 Chiarito quanto precede, come rettamente considerato dalla SEM, il 

Tribunale ritiene che la versione dei fatti fornita dall’insorgente contiene ef-

fettivamente diversi indicatori di inverosimiglianza. 

7.2 Innanzitutto, le dichiarazioni in merito agli incontri e alle violenze subite 

da parte dei gendarmi risultano poco circostanziate e incoerenti. Il ricor-

rente, invitato a parlare delle pressioni subite, ha inizialmente riferito che i 

gendarmi l’avrebbero costretto a camminare nudo e scalzo sulla neve, ope-

rando su di egli una notevole pressione affinché diventasse un agente/spia 

e sostenesse loro nel rintracciare i membri della guerriglia (cfr. atto SEM 

13/24 F85, F150). Tuttavia, sorprende come egli non sia stato in grado di 

fornire maggiori dettagli in merito a tali episodi limitandosi ad un racconto 

estremamente vago (cfr. atto SEM 13/24 F85, F149, F154). Allo stesso 

modo, risulta poco convincente che egli non sia in grado di specificare 

maggiormente i dialoghi che avrebbe intrattenuto con i gendarmi (cfr. F85, 

F149-152), considerando in particolare che egli avrebbe avuto con 

quest’ultimi ripetuti incontri nell’ordine di 10, 20 o più volte (cfr. atto SEM 

13/24 F 117). Inoltre, sorprende che unicamente su precisa domanda in 

merito al tipo di violenza subita, il richiedente ha riferito che sarebbe stato 

picchiato e che ciò sarebbe avvenuto ad ogni suo rifiuto di collaborare 

(cfr. atto SEM 13/24 F161-162).  

7.3  Va altresì detto che le allegazioni dell’interessato sono anche caratte-

rizzate da molteplici contraddizioni, le quali riguardano aspetti essenziali 

della sua domanda d’asilo e minano ulteriormente la credibilità del suo rac-

conto. In particolare, sorprendono le versioni discordanti rispetto ai fermi 

vissuti. Nella prima audizione egli ha infatti riferito di essere stato oggetto 

di due fermi, il primo avvenuto a settembre 2017 e il secondo a ottobre 

2017 circa. Egli sarebbe stato portato dai gendarmi entrambe le volte alla 

D-2804/2020 

Pagina 12 

postazione di B.______ e trattenuto la prima volta per tre giorni/notti e la 

seconda volta per un giorno (cfr. atto SEM 7/14 pt. 7.02 pag. 10). Nella 

seconda audizione egli ha fornito una versione totalmente differente, asse-

rendo di esser stato portato alla gendarmeria ben quattro o cinque volte 

(cfr. atto SEM 13/24 F131; 136). Reso attento di tale contraddizione, l’in-

sorgente ha unicamente affermato che nella prima audizione gli sarebbe 

stato detto di non essere troppo dettagliato (cfr. atto SEM 13/24 F188), ciò 

che però non permette di giustificare la precitata discrepanza.  

Anche le allegazioni in merito al momento in cui egli avrebbe ricevuto la 

convocazione al servizio militare risultano contrastanti nelle due audizioni. 

Inizialmente egli ha affermato di aver ricevuto la convocazione nell’ottobre 

(…), la quale avrebbe indicato l’obbligo di prestare servizio militare a partire 

da novembre (…) (cfr. atto SEM 7/14 pt. 7.02 pag. 10). Nella seconda au-

dizione, egli ha invece dichiarato di essere oggetto di obbligo militare dal 

10 maggio (…) (cfr. atto SEM 13/24 F119). L’insorgente non ha saputo dare 

una risposta convincente anche a tale contraddizione, ribadendo di aver 

asserito – anche in precedenza – il 10 maggio (…) e insinuando un errore 

da parte dell’interprete (cfr. atto SEM 13/24 F189). A tal proposito si ri-

manda alle considerazioni precedenti (cfr. supra consid. 5.3), osservando 

in particolare come il ricorrente abbia confermato l’esattezza delle sue di-

chiarazioni apponendo la sua firma sul verbale (cfr. atto SEM 7/13). Oltre 

a ciò, l’ordine di marcia versato agli atti riporta quale data di partenza (Ab-

fahrtsdatum) il 2 novembre (…) e di arruolamento (Aufnahmedatum) il 

5 novembre (…) (cfr. allegato n. 9 e n.14).  

7.4 Infine, il Tribunale osserva che – come rettamente osservato anche 

dall’autorità inferiore – le pressioni da parte degli esponenti della guerriglia 

fatte valere nel corso della prima audizione (cfr. atto SEM 7/14 pt. 7.02 

pag. 8), non risultano credibili in quanto non sono più state riportate dall’in-

teressato durante l’audizione approfondita sui motivi d’asilo e in nessun 

modo specificate. Oltre a ciò, egli stesso, messo a confronto con tale omis-

sione, ha riferito come avrebbe subito pressioni da parte dei guerriglieri, i 

quali temevano di venir traditi, ma ciononostante non avrebbe subito al-

cuna violenza (cfr. atto SEM 13/24 F187).  

7.5 In conclusione, visto quanto precede le allegazioni del ricorrente non 

soddisfano le condizioni di verosimiglianza poste dall'art. 7 LAsi.  

8.  

8.1 Proseguendo nell’analisi, occorre ancora esaminare se la qualità di ri-

fugiato può essere riconosciuta, per dei motivi soggettivi insorti dopo la 

D-2804/2020 

Pagina 13 

fuga, in ragione delle sue allegazioni riguardo alle attività politiche svolte 

dall’arrivo in Svizzera, nonché in relazione all’asserita renitenza alla leva. 

8.2 Giusta l'art. 54 LAsi non è concesso asilo al richiedente che è divenuto 

rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi soltanto con la partenza dal Paese d'origine 

o di provenienza oppure in ragione del comportamento dopo la partenza. 

In applicazione dell'art. 54 LAsi sono segnatamente intesi come motivi l'u-

scita illegale dal Paese d'origine (Republikflucht), il deposito di una do-

manda d'asilo all'estero oppure le attività politiche effettuate in esilio che 

conducono ad un timore fondato di persecuzioni future (cfr. DTAF 2010/44 

consid. 3.5 e giurisprudenza ivi citata e 2009/29 consid. 5.1). Sulla base di 

tale disposto, al richiedente l'asilo che ha motivi d'asilo soggettivi insorti 

dopo la fuga è riconosciuta la qualità di rifugiato, negata la concessione 

dell'asilo e concessa l'ammissione provvisoria per inammissibilità dell'ese-

cuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine (cfr. DTAF 

2009/28 consid. 7.1 e [GICRA] 2006 n. 1 consid. 6.1). Il motivo d'esclu-

sione alla concessione dell'asilo previsto all'art. 54 LAsi ha portata assoluta 

e si applica indistintamente dal comportamento abusivo o meno dell'inte-

ressato all'estero (cfr. DTAF 2009/28 consid. 7.1 e relativi riferimenti).  

In tale contesto, è decisivo, nell'esame per il riconoscimento della qualità 

di rifugiato, verificare se le autorità del Paese d'origine o di provenienza 

considerano il comportamento dell'interessato come antistatale e se in 

caso di rientro in patria, abbia a temere di essere a rischio di persecuzioni 

associate ad uno dei motivi specificamente indicati nella definizione di cui 

ai sensi dell'art. 3 LAsi. Il timore fondato deve essere provato o, per lo 

meno, reso verosimile dal richiedente (art. 7 LAsi).  

8.3  

8.3.1 Nella fattispecie, occorre innanzitutto ribadire come il ricorrente mai 

abbia avuto problemi con le autorità prima del suo espatrio (cfr. atto SEM 

13/24 F176); oltre a ciò egli ha asserito a più riprese di non essere interes-

sato alla politica (cfr. atto SEM 13/24 F 109, F 172). Dal suo arrivo in Sviz-

zera a marzo 2018 egli ha invece riferito di essersi attivato politicamente, 

partecipando regolarmente e in modo intenso a diverse manifestazioni e 

condividendo contenuti sui social a sostegno del PKK e del HDP, ciò che a 

suo dire giustificherebbe il riconoscimento della qualità di rifugiato (cfr. me-

moriale ricorsuale, pag. 9).  

8.3.2 Quali mezzi di prova a dimostrazione del suo impegno politico l’insor-

gente ha versato agli atti due articoli apparsi sul sito della ANF relativi a 

delle proteste avvenute a F.______ e a E.______– rispettivamente il 

D-2804/2020 

Pagina 14 

(…) 2019 e il (…) 2019 – e alle quali egli avrebbe partecipato (cfr. allegati 

n. 4. e n. 5/ n. 16 e n. 17). Entrambi gli articoli contengono delle fotografie, 

dalle quali non è però possibili riconoscere l’interessato. Invero, nella prima 

fotografia egli sostiene di essere la persona con gli occhi bendati mentre 

nella seconda di essere uno tra i diversi manifestanti dietro le bandiere. 

Altresì, egli ha allegato diversi screenshot della sua pagina Facebook (cfr. 

allegati n. 6, n. 7 e n. 8). Nella prima immagine, datata (…) 2019, si vede 

l’interessato di passaggio sotto la bandiera raffigurante Abdullah Öcalan e 

con riportata la scritta “liberté pour Öcalan”, mentre le altre immagini risal-

gono al (…) e al (…) 2019 e riportano la sua foto profilo con l’aggiunta 

“Demirtaş’a Özgürlük” e “Save #Rojava”. Tali immagini, apparse sul preci-

tato social, risultano tuttavia essere state apprezzate da un numero esiguo 

di persone (cfr. allegati n. 6 e n. 7). Neppure il video – di un estratto di 

concerto – che egli avrebbe pubblicato sulla sua pagina Facebook e gli altri 

filmati relativi a manifestazioni alle quale avrebbe partecipato, permettono 

di ritenere che l’interessato sia una personalità di spicco (cfr. allegato n. 8/ 

n. 18). Infine, il Tribunale osserva che altri mezzi di prova più attuali non 

sono stati trasmessi e neppure risulta che – a differenza di quanto soste-

nuto in sede di replica – le autorità turche abbiano avviato nel frattempo 

una procedura per il reato di appartenenza e sostegno a un’organizzazione 

terroristica nei suoi confronti.  

8.3.3 In queste circostanze il Tribunale non ravvisa un impegno politico 

particolare dell’insorgente che lo avrebbe posto nel “mirino” delle autorità 

del suo Paese d’origine e che lo esporrebbe pertanto ad eventuali perse-

cuzioni rilevanti ai sensi dell’art. 3 LAsi in caso di un suo rientro nel Paese 

d’origine.  

8.4  

8.4.1 Riguardo all’allegata renitenza alla leva, occorre dapprima rammen-

tare che ogni Stato è legittimato a costituire un esercito ed a reclutare dei 

cittadini per formarlo. Nei paesi dove è obbligatorio, il servizio militare co-

stituisce un dovere civico ed il fatto di sottrarvisi costituisce un’infrazione 

punita per legge. Pertanto, né l’avversione al servizio militare né il timore 

di perseguimenti penali per aver rifiutato di prestare servizio militare o di-

sertato costituiscono un timore fondato di essere esposti a seri pregiudizi 

ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 e 2 LAsi (cfr. art. 3 cpv. 3 LAsi; DTAF 2020 VI/4 

consid. 5.1 che ha confermato la giurisprudenza esposta nella 

DTAF 2015/3 consid. 5; sentenze del TAF E-4621/2020 del 14 aprile 2022 

consid. 5.5.1, E-7080/2018 dell’11 novembre 2021 consid. 4.7.2, D-

2324/2020 dell’8 marzo 2021 consid. 8.2). Secondo la precitata giurispru-

D-2804/2020 

Pagina 15 

denza, la qualità di rifugiato può tuttavia essere eccezionalmente ricono-

sciuta ad un richiedente renitente o disertore, se costui può dimostrare di 

essere stato oggetto o di essere oggetto in futuro, di una pena dispropor-

zionata o altamente discriminatoria a causa della sua razza, religione, na-

zionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opi-

nioni politiche; o ancora allorché il compimento dei suoi obblighi militari 

l’avrebbero già esposto o l’esporrebbero in futuro a dei pregiudizi secondo 

l’art. 3 cpv. 1 LAsi, rispettivamente avrebbero implicato o rischierebbero di 

implicare la sua partecipazione a delle azioni proibite dal diritto pubblico 

internazionale (cfr. DTAF 2015/3 consid. 5.7.2 e 5.9; sentenze del TAF 

E-7080/2018 consid. 4.7.2, D-2324/2020 precitata consid. 8.2 e 

D-4909/2020 del 28 giugno 2022 consid. 7.4). 

8.4.2 Nella fattispecie, il Tribunale evidenzia come dagli atti di causa, da 

una parte non si ravvisano problemi riconducibili all’obbligo di leva in Patria 

e dell’altra nemmeno emergono criteri oggettivi a fondamento del timore 

per la propria incolumità qualora avesse espletato il servizio militare, e ciò 

in ragione della propria etnia curda (cfr. atto SEM 13/24 F165). 

8.4.3 Nella denegata ipotesi in cui il ricorrente sia stato effettivamente con-

vocato al servizio militare (cfr. supra consid. 7.3), con l’espatrio egli si è 

sottratto a tale obbligo e di conseguenza potrebbe essere sottoposto a una 

procedura penale. Tuttavia, né la lettera – non datata – dell’avv. D.______ 

(cfr. allegato n. 10/ n. 15), né le dichiarazioni dell’insorgente, sono in grado 

di corroborare, in modo oggettivo, il timore (soggettivo) dell’interessato di 

essere condannato, in caso di rientro in Turchia, ad una pena dispropor-

zionata per renitenza alla leva, nonostante il diritto legittimo dello Stato in 

questione al mantenimento di una forza armata (cfr. anche nello stesso 

senso la sentenza del TAF D-2324/2020 succitata consid. 8.3). Neppure il 

rapporto dell’OSAR del 14 giugno 2019, “Turkei: Grenzkontrolle nach 

Nichtbefolgen des Aufgebots zur Rekrutierung zum Wehrdienst”, allegato 

con ricorso, è in grado di supportare il timore dell’insorgente di essere 

esposto a dei pregiudizi rilevanti ai sensi dell’art. 3 LAsi a causa della sua 

renitenza alla leva, in caso di rimpatrio. 

8.5 Di conseguenza, anche la censura volta all’ottenimento della qualità di 

rifugiato per motivi soggettivi insorti dopo la fuga non merita tutela e la de-

cisione impugnata va confermata. 

9.  

9.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione; 

D-2804/2020 

Pagina 16 

essa tiene però conto del principio dell’unità della famiglia (art. 44 LAsi). In 

particolare, l’allontanamento non viene deciso qualora il richiedente l’asilo 

disponga di un permesso di soggiorno o di dimora valido (art. 32 lett. a 

OAsi 1), oppure abbia un diritto al rilascio di tale permesso. 

9.2 Se il richiedente l’asilo non dispone di un permesso di soggiorno o di 

dimora valido, l’autorità inferiore o il Tribunale è tenuta ad esaminare a ti-

tolo pregiudiziale l'esistenza, di massima, di un diritto del richiedente (ai 

sensi dell’art. 14 cpv. 1 LAsi) al rilascio di un tale permesso derivante dal 

diritto al rispetto della vita privata e famigliare. Se la legislazione sugli stra-

nieri o gli accordi di libero scambio non prevedono un diritto, esso potrebbe 

comunque essere dedotto dall’art. 8 CEDU. Per l’analisi di tale disposi-

zione è determinante la giurisprudenza del Tribunale federale 

(cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; sentenza del TAF D-6164/2020 del 9 

marzo 2021). 

9.3 Se in seguito all’esame pregiudiziale del caso da parte delle autorità in 

materia d’asilo, queste abbiano ritenuto sussistere, di massima, un diritto 

al rilascio di un permesso di dimora, non compete più ad esse, bensì alle 

autorità di polizia degli stranieri, di determinarsi sul vantato diritto e conse-

guentemente pure sull’allontanamento dello straniero (cfr. Giurisprudenza 

ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in materia d'asilo 

[GICRA] 2001 n. 21 consid. 8d). Altresì, se il richiedente l’asilo ha presen-

tato dinanzi all’autorità di polizia degli stranieri un’istanza volta al rilascio di 

un permesso di dimora successivamente al respingimento della domanda 

d’asilo – o della non entrata nel merito della stessa – la SEM non deve più 

pronunciare l’allontanamento, rispettivamente il Tribunale deve annullare 

una siffatta pronuncia (cfr. GICRA 2001 n. 21 consid. 9°, DTAF 2013/37 

consid. 4.4.2.2). Allorquando la competente autorità di polizia degli stranieri 

si è già pronunciata, in senso negativo, sull’esistenza di un diritto al rilascio 

di un permesso di dimora, le autorità in materia d’asilo non devono più 

esaminare l’art. 8 CEDU nell’ambito della liceità dell’esecuzione dell’allon-

tanamento (cfr. GICRA 2001 n. 21 consid. 12b e c nonché 14a).  

9.4 Nel caso in disamina, il ricorrente ha depositato una richiesta volta 

all’ottenimento del permesso di dimora presso l’autorità cantonale compe-

tente (cfr. risultanze processuali). Pertanto, visto le circostanze e quanto 

previsto dalla giurisprudenza testé enucleata, l’eventuale pronuncia dell’al-

lontanamento dell’interessato è divenuta di competenza dell’autorità can-

tonale preposta. Di conseguenza il Tribunale annulla i punti 3, 4 e 5 della 

decisione della SEM del 28 aprile 2020 e il gravame, limitatamente alla 

D-2804/2020 

Pagina 17 

questione della pronuncia e dell’esecuzione dell’allontanamento, va ac-

colto.  

10.  

10.1 Visto l'esito della procedura, le spese processuali ridotte sarebbero 

da porre a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b 

del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili dinanzi al Tribunale am-

ministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Tutta-

via, avendo il Tribunale accolto la domanda di assistenza giudiziaria con 

decisione incidentale del 10 febbraio 2022, non sono riscosse spese pro-

cessuali. 

10.2 Altresì, con decisione incidentale del 16 settembre 2020, il Tribunale 

ha accolto l'istanza di concessione del gratuito patrocinio ai sensi 

dell'art.  110a LAsi ed ha nominato l’avv. Ferhat Kizilkaya in qualità di pa-

trocinatore d'ufficio.  

10.3 Oltre a ciò, un’indennità a titolo d’onorario e disborsi è accordata a 

quest’ultimo (art. 12 TS-TAF). Poiché la parte ha presentato una nota par-

ticolareggiata delle spese, prima della pronuncia della sentenza, la stessa 

è fissata dal Tribunale sulla base della predetta (art. 14 TS-TAF). In confor-

mità alla prassi del Tribunale, ed in caso di rappresentanza d’ufficio in ma-

teria d’asilo, la tariffa oraria per gli avvocati oscilla di regola da CHF 200.–

a CHF 220.– (art. 12 TS-TAF in relazione con l’art. 10 cpv. 2 TS-TAF); solo 

le spese necessarie vengono indennizzate (art. 8 cpv. 2 TS-TAF). 

10.4 Giusta l’art. 64 PA, l’autorità di ricorso se ammette il ricorso in tutto o 

in parte, può, d’ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un’indennità 

per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La 

parte vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla 

causa (art. 7 cpv. 1 TS-TAF), se la parte vince solo parzialmente, le spese 

ripetibili sono ridotte in proporzione (art. 7 cpv. 2 TS-TAF). Secondo prassi 

del Tribunale nei casi in cui il ricorso viene accolto solamente sui punti re-

lativi alla pronuncia e all’esecuzione dell’allontanamento l’indennità am-

monta alla metà dell’indennizzo totale (cfr. sentenza TAF E-350/2018 del 9 

luglio 2020). 

10.5 Nella fattispecie, dalla nota particolareggiata finale del 1° giugno 2023 

risulta un totale di 16 ore e 20 minuti lavorativi a CHF 220.–, più 

CHF 120.10 di disborsi per un totale di CHF 3'967.80 (IVA inclusa). Essa 

appare adeguata rispetto agli atti di causa. Pertanto, il Tribunale verserà 

D-2804/2020 

Pagina 18 

CHF 1'983.90 a titolo di spese di patrocinio, mentre la SEM rifonderà 

CHF 1'983.90 a titolo di indennità ripetibili. 

11.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-2804/2020 

Pagina 19 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto limitatamente alla pronuncia e all’esecuzione dell’allon-

tanamento. I punti 3, 4 e 5 del dispositivo di cui alla decisione della SEM 

del 28 aprile 2020 sono annullati. Per il resto il ricorso è respinto.  

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La cassa del Tribunale verserà al patrocinatore d'ufficio del ricorrente un'in-

dennità di CHF 1'983.90 a titolo di spese di patrocinio. 

4.  

La SEM rifonderà al ricorrente complessivamente CHF 1'983.90 a titolo di 

indennità ripetibili.  

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Manuel Borla Francesca Bertini-Tramèr 

 

 

Data di spedizione: