# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7d697db4-0075-5f8c-93b3-bdf85c46a5f5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-09-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 04.09.2018 52.2018.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2018-68_2018-09-04.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2018.68

   

  	
  Lugano

  4 settembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale amministrativo

  
	
  Matteo
  Cassina, vicepresidente

  
	
   

  
	
  assistito

  dalla
  vicecancelliera:

  	
  Elisa Bagnaia

  
						

 

 

statuendo
sul ricorso del 29 gennaio 2018 di

 

 

	
   

  	
  RI
  1, 

  patrocinato
  da: PA 1   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione del 17 gennaio 2018 (n. 173) del Consiglio di Stato che annulla la risoluzione
  del 13 novembre 2017 con cui la Sezione della popolazione del Dipartimento
  delle istituzioni ha ritenuto decaduto il permesso di dimora del ricorrente e
  rinvia gli atti all'autorità di prime cure (limitatamente all'importo fissato
  a titolo di ripetibili);

  

 

 

ritenuto,                      in
fatto

 

                                  che
a RI 1, cittadino angolano, è stato rilasciato un permesso di dimora annuale
per motivi umanitari, rinnovato sino al 25 aprile 2005, e per il quale il 16
febbraio 2005 il ricorrente ha chiesto il rinnovo;

che, dopo una serie di fatti che non è necessario riportare in questa sede, con
decisione del 13 novembre 2017 la Sezione della popolazione ha ritenuto il
permesso di dimora decaduto ai sensi dell'art. 61 cpv. 1 lett. c della legge federale
sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr; RS 142.20);

che con giudizio del 17 gennaio 2018 il
Consiglio di Stato ha annullato la predetta decisione rilevando che il
ricorrente aveva inoltrato una domanda di rinnovo del suo permesso di
dimora il 16 febbraio 2005, procedura ancora pendente, e ha pertanto rinviato
gli atti all'autorità precedente perché, esperiti i necessari atti istruttori,
decidesse in merito al rinnovo del permesso;

che il Governo ha nel contempo fissato le spese ripetibili da riconoscere al
ricorrente, quantificandole in fr. 700.-;

che, contro il predetto giudizio governativo, RI 1 si aggrava ora dinanzi al
Tribunale cantonale amministrativo contestando l'importo delle spese ripetibili
riconosciutegli e postulando che lo stesso venga modificato assegnandogli
un'indennità di fr. 4'959.10; il ricorrente chiede inoltre di essere posto a beneficio
dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio;

che all'accoglimento del gravame si oppone il Consiglio di Stato sostenendo, in via principale, che il ricorso di RI
1 sia irricevibile poiché diretto contro una decisione incidentale non immediatamente impugnabile e, in via subordinata,
ritenendo che l'importo delle ripetibili sia stato correttamente fissato; ad
identica conclusione perviene la Sezione della popolazione considerando congrue
le ripetibili assegnate dall'Esecutivo cantonale;

 

considerato,                in
diritto

che, secondo l'art. 49 cpv. 2 della legge sull'organizzazione giudiziaria
del 10 maggio 2006 (LOG; RL 177.100), il Tribunale can-tonale amministrativo
può decidere nella composizione di un giudice unico le cause che non pongono
questioni di principio o che non sono di rilevante importanza, evenienza che si
realizza in concreto;

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, e per esso del giudice delegato, a statuire nel merito
della presente vertenza è data dall'art. 9 cpv. 2 della legge di applicazione
alla legislazione federale in materia di persone straniere dell'8 giugno 1998
(LALPS; RL 143.100);

che il gravame in oggetto, tempestivo giusta
l'art. 68 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre
2013 (LPAmm; RL 165.100) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 65 cpv. 1 LPAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere
deciso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm); resta
tuttavia da verificare se la decisione censurata sia impugnabile in quanto tale;

che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, la decisione che rinvia
la causa per nuova decisione all'istanza inferiore è in linea di principio una
decisione incidentale ai sensi dell'art. 93 della legge sul Tribunale federale
del 17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110; DTF 134 II 124 consid. 1.3, 135 V 141
consid. 1.1, 133 V 477 consid. 4.1.3); ciò vale anche quando il giudizio impugnato
statuisce su una questione di fondo parziale (DTF 134 II 124 consid. 1.3 con
rinvii, 133 V 477 consid. 4.2); resta riservato il caso in cui all'istanza inferiore
a cui vengono retrocessi gli atti non resta più alcun margine decisionale,
dovendosi limitare ad eseguire quanto disposto dall'autorità superiore (DTF 138
I 143 consid. 1.2, 135 V 141 consid. 1.1, 134 II 124 consid. 1.3);

che, nell'interesse di una congruente interpretazione del diritto processuale federale e cantonale, occorre
riferirsi a questa giurisprudenza anche per le decisioni simili rette dalla
LPAmm, la quale prevede un ordinamento analogo alla legge federale sulla procedura
amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA; RS 172.021; Messaggio del
Consiglio di Stato 23 maggio 2012 [n. 6645] sulla revisione totale della legge di procedura per le cause amministrative
del 19 aprile 1966, in: RVGC 2013-2014, vol. 3, pag. 1947 segg., pag
1985 ad 2.2.);

che, in concreto, nella misura in cui il
giudizio impugnato non pone fine al procedimento, ma rinvia gli atti
all'autorità inferiore per l'esperimento dell'istruttoria e l'emissione di una
nuova decisione, senza dare istruzioni vincolanti, esso rappresenta uni-

camente una tappa verso l'emanazione del giudizio finale e configura quindi
una decisione incidentale;

che la decisione con cui l'autorità statuisce accessoriamente su tasse, spese e
ripetibili deve ricevere la medesima qualifica della decisione principale alla
quale si riferisce (STF 4A_634/2012 del 15 gennaio 2013 consid. 1.2.3,
2C_155/2010 del 20 aprile 2010; DTF 135 III 329 consid. 1.2; STA 52.2015.36 del
5 ottobre 2015 consid. 3.2); in specie si tratta come visto di una decisione
incidente;

che, a tenore dell'art. 66 cpv. 2
LPAmm, le decisioni pregiudiziali o incidentali possono essere impugnate
soltanto se possono provocare al ricorrente un pregiudizio irreparabile (lett.
a), o l'accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione
finale, consentendo di evitare una procedura probatoria defatigante e
dispendiosa (lett. b); 

che, per costante giurisprudenza, il giudizio sulle spese ripetibili non causa
al ricorrente un pregiudizio irreparabile poiché lo stesso potrà essere
impugnato una volta emessa la decisione finale di merito (STF 2C_155/2010 del
20 aprile 2010; DTF 135 III 329 consid. 1.2.1 e 1.2.2; STA 52.2015.36 del 5
ottobre 2015 consid. 3.2); neppure il ricorrente, che non si confronta in
realtà con le particolari esigenze poste all'impugnazione delle decisioni incidentali,
pretende il contrario;

che trattandosi qui di un ricorso contro il
solo giudizio riferito alle spese ripetibili, l'ipotesi prevista alla lett. b
non entra manifestamente in linea di conto, poiché l'accoglimento del ricorso
non permetterebbe comunque a questa Corte di rendere una decisione
finale sull'oggetto della lite (STF 2C_155/2010 del 20 aprile 2010; DTF 135 III
329 consid. 1.2.1 e 1.2.2), né ciò consentirebbe di evitare una procedura
probatoria defatigante e dispendiosa (STA 52.2015.36 del 5 ottobre 2015 consid.
3.2); 

che, di conseguenza, il dispositivo
accessorio sulle spese contenuto in una decisione incidentale può essere
impugnato unicamente nell'ambito del ricorso contro la decisione incidentale 

alla quale si riferisce, qualora tale rimedio di diritto sia dato (STF
2C_155/2010 del 20 aprile 2010; DTF 135 III 329 consid. 1.2.1 e 1.2.2), ciò che
in specie non è avvenuto e sarebbe stato ad ogni modo tutt'altro che scontato;

che, in difetto dei presupposti prescritti
dall'art. 66 cpv. 2 LPAmm, la decisione contestata non è dunque impugnabile e
il ricorso deve essere dichiarato irricevibile;

che la richiesta di assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio presentata in
questa sede va anch'essa respinta, ritenuto che l'impugnativa appariva sin dall'inizio sprovvista della possibilità di essere
accolta (art. 3 cpv. 3 della legge sull'assistenza giudiziaria e sul patrocinio
d'ufficio del 15 marzo 2011; LAG; RL 178.300)

che la tassa di giustizia è posta a carico del ricorrente, secondo soccombenza
(art. 47 cpv. 1 LPAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                             1.  Il ricorso è irricevibile.

 

 

                             2.  La tassa di giustizia, di fr. 200.-,
è posta a carico del ricorrente.

 

 

                             3.  Contro la presente decisione è
dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna
entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).
Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto pubblico, entro il
medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al
Tribunale federale (art. 113 segg. LTF).

 

 

	
                               4.  Intimazione a:

  	
    

      ; 

   
  ;

   
  .

  

 

 

 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale amministrativo

  	
  La vicecancelliera