# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0bef2a54-1443-5609-b145-773a9562cae1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-05-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 16.05.2022 12.2021.126
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2021-126_2022-05-16.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2021.126

  	
  Lugano

  16 maggio 2022/jh        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Stefani

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Bellotti

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OR.2016.237 della Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 12 dicembre 2016 da

 

	
   

  	
   AO 1  

   AO 2  

   entrambi
  patrocinati dagli avv. PA 2,

   

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1  

  (già  )

  patrocinata dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui gli attori hanno chiesto la condanna
della convenuta al pagamento in
loro favore

di fr. 100'675.65 oltre
interessi (cifra ridotta, in sede di conclusioni scritte, a fr. 90'335.65

oltre interessi) e di rigettare in via definitiva l’opposizione da lei
interposta al PE n.

__________ dell'UE di Lugano;

 

pretese avversate dalla convenuta e che
il Pretore ha parzialmente accolto nella misura

di fr. 88'778.65 oltre interessi con
decisione 26 luglio 2021;

 

appellante la convenuta con atto di appello del 14 settembre 2021, con cui ha

postulato in via principale la riforma del
giudizio nel senso di respingere la petizione e

porre le spese giudiziarie di prima sede
a carico della controparte, e in via subordinata il

suo annullamento e il rinvio
dell’incarto alla giurisdizione inferiore per il completamento

dell’istruttoria, il tutto con protesta
delle spese giudiziarie di seconda sede;

mentre gli attori con risposta 25
ottobre 2021 hanno postulato la reiezione del gravame,

pure con protesta di tasse, spese e
ripetibili di secondo grado;

 

letti ed esaminati gli atti e i
documenti prodotti; 

 

ritenuto 

 

in fatto: 

 

A.       
In data 10 marzo 2008 / 10 maggio 2008 la A__________
SA (ora AP 1) da una parte e AO 1e AO 2 dall’altra hanno stipulato un contratto
di mandato con il quale la prima, nella sua funzione di broker assicurativo, si
impegnava a pianificare la situazione assicurativa dei secondi, segnatamente
mediante un’analisi delle loro necessità e dei loro rischi e proposizione delle
soluzioni assicurative più adeguate allo scopo (doc. D). Il consulente di
riferimento è stato dapprima D__________, poi S__________ e successivamente F__________.

 

B.       
Conseguentemente, AO 1
e AO 2 hanno stipulato un’assicurazione economia domestica + stabili presso la __________
SA (qui di seguito anche solo “__________”) relativa alla loro casa di vacanza di
cui al fondo part. n. __________ RFD di __________ (doc. E, polizza n.
4.000.357.013; doc. U). 

 

C.       
In data 7 agosto 2013, in
occasione di alcune forti precipitazioni, una parte del muro in sasso presente
sulla proprietà di __________ è crollata (doc. I e 4). AO 1 e AO 2 hanno
notificato il sinistro all’assicurazione, la quale ha tuttavia rifiutato la copertura,
poiché la polizza non comprendeva i rischi particolari causati dai danni della
natura ai beni siti all'esterno del fabbricato (doc. F, CC). I proprietari
hanno dunque dovuto sopportare personalmente i costi della riparazione,
ammontanti a fr. 96'978.80 (lavori eseguiti dall’Impresa costruzioni P__________
di __________ P__________), e della fornitura e posa di un parapetto ad opera
di C__________, pari a fr. 3'696.85 (doc. H).

 

D.       
Scontenti di tale situazione,
in data 17 marzo 2016 AO 1 e AO 2 hanno disdetto con effetto immediato il
mandato assicurativo conferito alla A__________
SA in relazione alla polizza di cui al
doc. E (v. doc. O) e hanno in seguito stipulato autonomamente, dal 21 marzo 2016, una nuova polizza per la
loro casa di vacanza, questa volta comprendente anche l’ambiente esterno (doc.
P). Nel frattempo, i medesimi hanno altresì escusso la società mediante il PE
n. __________ dell'UE di Lugano per l’importo di fr. 100'675.65 oltre interessi
(doc. N).

 

E.       
Previo ottenimento dell’autorizzazione
ad agire (doc. B), con petizione 12 dicembre 2016 AO 1 e AO 2 hanno convenuto la
A__________ SA innanzi alla Pretura del Distretto di Lugano,
postulando la sua condanna al versamento di fr. 100'675.65 oltre interessi del 5% dal 22 aprile
2015, oltre che il rigetto in via definitiva dell’opposizione al predetto PE.
Essi hanno in sintesi preteso il
risarcimento del danno loro
causato dal negligente adempimento del mandato da parte della convenuta, rilevato
che l’incarico di consulenza a lei conferito mirava a ottenere una copertura
assicurativa completa che li tutelasse da qualsiasi danno a fabbricati (interni
ed esterni) della loro proprietà, compreso il muro di cui trattasi.

 

F.       
Con risposta 20 marzo 2017 la convenuta si è opposta alla petizione, evidenziando in
sintesi l’assenza di sue negligenze, la mancata collaborazione dei clienti
nella definizione delle loro esigenze assicurative, rispettivamente che le
piogge non sarebbero state la causa diretta del crollo del muro (il quale era
vetusto e instabile), e che una polizza estesa all’ambiente esterno non avrebbe
pertanto coperto il sinistro, contestando altresì la quantificazione del danno.

 

G.      
Con replica 6 giugno 2017 e duplica 7 settembre
2017 le parti si sono riconfermate nelle proprie antitetiche posizioni,
contestando quelle avverse.

 

H.       
Esperita l’istruttoria (ivi
compresa la perizia giudiziaria 26 luglio 2018 dell’ing. __________ B__________,
relativa agli aspetti tecnici del muro, del suo crollo e della sua ricostruzione,
e la perizia orale 27 maggio 2020 di __________ R__________, relativa alla
copertura assicurativa e all’ammontare di un eventuale risarcimento) le parti
hanno prodotto i propri rispettivi allegati conclusivi scritti. In particolare,
gli attori hanno ridotto la propria pretesa a fr. 90'335.65 oltre interessi. In
costanza di procedura, la convenuta ha modificato la propria ragione sociale in
AP 1.

 

I.         
Con decisione 26 luglio 2021
il Pretore ha parzialmente accolto la petizione per l’importo di fr. 88'778.65
oltre interessi del 5% dal 22 aprile 2015, rigettando in via definitiva, in
tale misura, l’opposizione al PE n. __________ dell'UE di Lugano, ponendo le
spese processuali, di complessivi fr. 9'940.-, a carico degli attori per il 12%
e della convenuta per l'88% e condannando quest’ultima a versare alla
controparte fr. 8'000.- a titolo di ripetibili.

 

J.        
Con appello 14 settembre 2021
la convenuta si è aggravata contro tale giudizio, chiedendone in via principale
la riforma nel senso di respingere la petizione e porre le spese giudiziarie
di prima sede a carico della controparte, e in via subordinata il suo
annullamento e il rinvio dell’incarto alla giurisdizione inferiore per il
completamento dell’istruttoria (delucidazione e completamento della perizia
giudiziaria), il tutto in ogni caso con protesta delle spese giudiziarie di
seconda sede.

 

K.       
Con risposta 25 ottobre 2021
gli attori ha postulato l’integrale reiezione del gravame, pure con protesta di
tasse, spese e ripetibili di secondo grado.

 

E considerato

 

in diritto:

 

1.        
L’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC
prevede che sono impugnabili mediante appello le decisioni finali di prima
istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso
secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr.
10'000.- (cpv. 2). Nella fattispecie tale valore supera la soglia testé
menzionata. 

I
termini di impugnazione e risposta sono di 30 giorni (art. 311 e 312 CPC). Nel
caso concreto l’appello 14 settembre 2021 contro la decisione 26 luglio 2021, notificata
il giorno successivo, è tempestivo (tenuto conto delle ferie giudiziarie), così
come è tempestiva la risposta all’appello inoltrata
il 25 ottobre 2021.

 

2.        
L’atto di appello deve
contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato
(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare non perché le sue
argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le
motivazioni del Pretore. Non può dunque limitarsi a proporre una propria tesi e
una propria lettura dei fatti, bensì deve offrire critiche puntuali, esplicite
e circostanziate al giudizio pretorile, pena l’irricevibilità delle medesime.

 

3.        
Con la decisione impugnata il
Pretore, fondandosi sui documenti agli atti, sulle audizioni testimoniali e gli
interrogatori, sulla perizia giudiziaria dell’ing. __________ B__________ e
sulla perizia orale di __________ R__________, ha in sintesi accertato una negligenza
dei consulenti della convenuta nell’adempimento del proprio mandato,
l’insorgere di un danno per gli attori pari a fr. 88'778.65 complessivi (mancata copertura
assicurativa) e l’esistenza di un nesso causale fra la negligenza della
mandataria e il danno, con conseguente dovere per la convenuta di risarcire gli
attori sulla base degli art. 97, 101, 321 e cpv. 2 e 398 cpv. 1 CO.

 

4.        
Una prima censura
dell’appellante è volta a confutare la valenza probatoria della perizia
giudiziaria dell’ing. __________ B__________, da lei ritenuta lacunosa, poco
chiara e inconcludente, in quanto il perito non ha esaminato lo stato del muro
prima del crollo o prima della ricostruzione e non ha adeguatamente suffragato
(mediante motivazioni e riscontri oggettivi) le sue conclusioni in particolare
in relazione ai seguenti punti: a) stato di concepimento "a gravità"
del muro ceduto; b) eventuali effetti della corona in calcestruzzo posta alla
sommità del muro; c) confronto fra il muro nuovo e quello ceduto
rispettivamente accertamenti relativi alla fedeltà del muro ricostruito a
quello crollato e al riutilizzo di tutte le pietre (malgrado non vi fossero i
mezzi per valutare lo stato di fatto del vecchio manufatto e le sue eventuali
lacune costruttive); d) assenza di spiegazioni sui motivi che lo hanno indotto
ad accertare la corretta esecuzione dei lavori di ricostruzione e la congruità
della relativa fattura; e) possibilità di ricondurre il crollo alle piogge e
all’accumulo di acqua malgrado l’impossibilità di esaminare la struttura
originaria. L’appellante rileva che dette carenze sono state prontamente
segnalate in occasione della sua istanza di delucidazione e completamento, e
che la stessa è stata a torto respinta, in violazione del suo diritto di essere
sentita.

 

4.1    Una
perizia giudiziaria è soggetta, come ogni mezzo di prova, al libero apprezzamento
del giudice (art. 157 CPC). Di fronte a una perizia giudiziaria, che viene
allestita proprio per il fatto che il giudice non dispone delle necessarie
competenze nella materia, quest’ultimo è obbligato a esaminare se il perito ha
tenuto conto dei fatti e degli argomenti a favore e contro le rispettive tesi e
se le conclusioni a cui costui è giunto sono logiche e convincenti, prive di
punti oscuri, lacune o contraddizioni. Cionondimeno, se egli decide di aderire
alle conclusioni del perito non è tenuto a darne una motivazione particolareggiata
nella sentenza. Per contro, in virtù delle conoscenze professionali specifiche
del perito, il giudice può scostarsi dal referto solo per motivi importanti, ovvero se in
base alle altre prove assunte e alle argomentazioni delle parti emergono serie
obiezioni circa la valenza degli accertamenti peritali, rispettivamente se esso
risulta contraddittorio o attribuisce un senso e una portata inesatti ai
documenti o alle dichiarazioni cui si richiama. In tale caso, il giudice deve
spiegare in modo concreto e rigoroso le ragioni che lo hanno condotto a
dissentire dall’opinione dell’esperto, illustrando in particolare, alla luce
degli argomenti della parte che la contesta, l’inconcludenza di determinate sue
affermazioni oppure la loro contraddittorietà con elementi di fatto o con
principi fondamentali della scienza o dell’arte che entrano in considerazione,
fermo restando che l’adduzione di mere congetture o considerazioni soggettive
di tale parte non è sufficiente. Egli è pure tenuto a raccogliere prove complementari
allorquando le conclusioni della perizia giudiziaria si rivelano dubbie su
elementi essenziali (IICCA del 22 aprile 2021, inc. 12.2020.80, consid. 8.2;
IICCA del 31 maggio 2021, inc. 12.2020.61, consid. 5.3; STF 4A_300/2019 del 17
aprile 2020 consid. 2.1 e 4A_535/2018 del 3 giugno 2019 consid. 1.2; DTF 142 IV 49 consid. 2.1.3). Di principio, non è compito del giudice di esaminare
la correttezza scientifica delle argomentazioni del perito, ricorrendo alla
letteratura specializzata. Piuttosto, il giudice può partire dall'assunto che
il perito si è basato sul livello attuale della scienza (STF 4A_48/2019 del 29
agosto 2019 consid. 5.1.2).

 

4.2     Nel caso concreto, la censura appellatoria è già irricevibile
per carenza di motivazione nella misura in cui non si confronta in alcun modo
con le motivazioni che hanno indotto il Pretore a respingere l’istanza di
delucidazione (cfr. decisione del 25
ottobre 2018, ove il primo giudice ha evidenziato che le domande poste non erano
volte a chiarire delle risposte parziali e incomplete, bensì a completare,
inammissibilmente, l’estensione tematica della perizia). L’appellante nemmeno
evidenzia contraddizioni o ambiguità della perizia, né spiega perché i punti a)
e b) sopra evidenziati possano essere determinanti ai fini del giudizio.
Comunque sia, la perizia risulta chiara e completa per rapporto ai quesiti
posti. L’esperto ha indicato gli elementi sui quali ha basato le proprie
valutazioni, ovvero il sopralluogo effettuato il 19 giugno 2018 (rilevato che una
porzione di muratura originale era ancora presente ed è stata semplicemente
sistemata, cfr. perizia p. 1 e 4) e gli atti processuali (comprendenti
segnatamente i rilievi fotografici del muro prima e dopo il crollo di cui ai
doc. I, V e 4, la liquidazione finale dei lavori di riparazione di cui al doc.
H e le informazioni meteorologiche al momento del sinistro), esponendo conclusioni
e deduzioni sulla base delle relative costatazioni e delle proprie conoscenze
tecniche. Egli ha in particolare indicato quali conclusioni è stato in grado di
trarre sullo stato del vecchio muro, sulle caratteristiche della corona in
calcestruzzo, sulle cause del crollo, sulla fedeltà del nuovo muro
all’originale e sulla congruità dei relativi costi di ricostruzione, segnalando
quali informazioni erano mancanti e quali approfondimenti non sono stati
possibili (v. ad esempio perizia, p. 4-5). La censura dell’appellante, oltre
che carente nella motivazione, è pertanto anche infondata. Sulla valenza delle
conclusioni peritali si dirà ancora nel proseguo della presente decisione.

 

5.        
Sul tema del carente
espletamento del mandato da parte della convenuta il giudice di prima sede,
dopo aver esposto pertinente dottrina e giurisprudenza sulla diligenza che
incombe al mandatario ex art. 398 CO e sull’onere di collaborazione del
mandante (cfr. p. 3 e 4 della decisione impugnata, a cui si rinvia), ha
rilevato che gli attori desideravano una copertura
assicurativa totale per l’ambiente interno ed esterno del proprio fondo.
Spettava al consulente, agente a titolo professionale e dietro remunerazione
(retrocessioni), di informarsi al riguardo, appurando le loro esigenze,
valutando il rischio, verificando la situazione concreta del fondo (mediante un
sopralluogo) nonché le polizze già esistenti e le eventuali lacune
assicurative, e spiegando loro le varie possibilità, ivi compresa quella di
includere nella polizza una copertura assicurativa per l’ambiente esterno (doc.
D, testi A__________, procuratore della convenuta, e S__________). Quanto al
cliente, soprattutto se laico (come nella fattispecie), collaborare significa
reagire alle richieste di spiegazioni e
documentazione e prendere una decisione sulle proposte fatte, e non suggerire
le coperture assicurative necessarie, censurare o correggere eventuali lacune,
trattandosi dei compiti che egli affida per l’appunto al professionista. Nel
caso concreto, il Pretore ha respinto la tesi della convenuta di una carente
collaborazione degli attori, in quanto non è dimostrato che essi fossero stati
sollecitati al riguardo; in particolare, non è dimostrato che la convenuta
abbia inviato loro un documento analogo al doc. 3 (richiesta di informazioni),
essendo le dichiarazioni di D__________ del tutto inattendibili al riguardo e
in contrasto non solo con le testimonianze di S__________ e F__________, ma anche
con l’assenza di qualsiasi documento attestante un invio o un relativo
sollecito, che D__________ neppure ricorda di aver fatto. Quest’ultimo si è
limitato a riprendere le polizze già esistenti presso un’altra assicurazione e
a farle confluire nella nuova polizza doc. E, senza operare verifiche o fornire
consulenza; attività neppure svolte dai successivi consulenti, i quali hanno
ciascuno cercato di esimersi dalle proprie responsabilità riversandole su
qualcun altro.

 

5.1    L’appellante
non contesta quali fossero i suoi compiti o le esigenze dei clienti, né che i
propri collaboratori non abbiano mai svolto un sopralluogo. Piuttosto, premesso
che la sostituzione del sopralluogo con l’ottenimento di informazioni scritte è
usuale in ambito assicurativo (testi A__________, S__________ e T__________, agente
generale di __________), ribadisce la carente cooperazione degli attori nella
definizione delle loro esigenze. A suo dire, i medesimi avrebbero difatti omesso
di dare riscontro alle sue richieste e di indicare l’esistenza del muro esterno
in tre diverse occasioni.

 

5.2    L’appellante
non può tuttavia sovvertire il giudizio di prima sede rinviando alla clausola
n. 4 del contratto doc. D: detta clausola si limita ad affermare in modo
generico che l’analisi dei rischi e delle necessità avviene con la
collaborazione dei mandanti e che questi devono compilare la scheda riassuntiva
dei loro dati personali nonché consegnare al broker copia di tutte le loro
polizze assicurative e l’eventuale ultimo certificato del secondo pilastro; ciò
non corrisponde evidentemente a una concreta e specifica richiesta di
informazioni in relazione all’oggetto da assicurare e in particolare all’esistenza
di manufatti esterni.

 

5.3    Anche
la censura appellatoria relativa all’invio a tutti i clienti, e quindi
asseritamente anche agli attori, di una circolare come quella di cui al doc. 3
(con allegato il “formulario valutazione stabili", ivi compresa una
check-list ove indicare i dati essenziali del proprio immobile) è
destituita di fondamento. L’appellante si limita difatti a sottolineare che il
principio del libero apprezzamento delle prove (art. 157 CPC) osta a una
gerarchia dei mezzi di prova e a privilegiare i documenti rispetto alle
testimonianze, per poi riproporre la propria visione secondo cui la ricezione
del documento da parte degli attori sarebbe confermata dalle dichiarazioni di D__________
e non potrebbe essere smentita dalle testimonianze di S__________ e F__________.
Essa però trascura che D__________ è stato sentito nella forma
dell’interrogatorio (art. 159 CPC) quale direttore della convenuta iscritto a
RC con diritto di firma collettiva a due (organo materiale; v. il rinvio all’art.
306 CPC contenuto nel suo verbale del 5 febbraio 2018 e il verbale di prime
arringhe dell’8 novembre 2017; sul tema v. anche DTF 141 III 80 consid. 1.3 e
141 III 159). Le sue dichiarazioni avevano pertanto una valenza probatoria
limitata, oltretutto se si considera che egli aveva un interesse a sottrarsi a
una responsabilità quale primo referente degli attori. L’appellante non si
confronta poi con il rilievo pretorile secondo cui il suddetto direttore (ora
presidente del suo CdA) si è limitato a presumere un invio, per poi derivarne
una certezza, senza però ricordare di avere mai indirizzato un sollecito ai
clienti. D’altronde, egli ha dichiarato di non aver mai fatto sopralluoghi o
richiesto documentazione (verbale del 5 febbraio 2018, p. 7), e l’assenza di
documenti che comprovino l’invio agli attori del doc. 3 o di un documento
simile alimenta ulteriormente i dubbi sulla fedefacenza delle sue affermazioni.
Ciò a maggior ragione se si considerano le testimonianze di segno opposto di F__________
e S__________. L’appellante le ritiene inattendibili, poiché il primo teste
nutriva a suo dire una grande inimicizia nei suoi confronti (essendo stato
licenziato in tronco per comportamenti sfociati in una condanna penale) e il
secondo si è limitato a presumere una mancata trasmissione del documento, senza
potersi esprimere con certezza. Ciononostante, essa in prima sede non si era
opposta alla loro assunzione (cfr. verbale di prime arringhe dell’8 novembre
2017) e omette ora di considerare che entrambi, per motivare la mancata
trasmissione del documento, hanno non solo rilevato che esso non è stato
reperito nella documentazione della società (teste F__________, verbale del 9
settembre 2019, p. 7), ma anche che il documento, nonché la cessazione della
collaborazione fra la società e M__________ (referente indicato in quello
scritto) sono antecedenti alla stipulazione del contratto qui in discussione (testi
S__________ e F__________, verbale del 9 settembre 2019, p. 3 e 7). Trattasi di
argomentazioni già esposte dal primo giudice, con le quali l’appellante non si
confronta. In definitiva, l’apprezzamento delle prove operato dal Pretore è
esente da critica.

 

5.4    L’appellante
neppure può essere seguita quanto afferma che i clienti hanno omesso di
collaborare allorché hanno ricevuto la nuova polizza con il dettaglio delle
coperture assicurative prescelte e l’invito a verificare che esse fossero
adeguate alle loro esigenze (doc. E, p. 1). Incontestato che un’opportuna
consulenza (anche in merito all’ambiente esterno dello stabile) e la
valutazione della situazione di fatto mediante richieste di informazioni o
sopralluoghi si sarebbero imposte (teste A__________, verbale del 5 febbraio
2018, p. 3-4; teste S__________, verbale del 9 settembre 2019, p. 2-3; teste T__________,
verbale del 9 settembre 2019, p. 4-5; perizia orale 27 maggio 2020 di __________ R__________,
p. 2) e acclarato che nessuno dei consulenti vi ha ottemperato (cfr. teste D__________,
verbale del 5 febbraio 2018, p. 7; testi S__________ e F__________, verbale del
9 settembre 2019, p. 2 e 7), limitandosi ad accorpare in un’unica polizza le
precedenti assicurazioni dei clienti senza verificare eventuali lacune
assicurative, l’appellante non può pretendere che tali lacune fossero
identificate e segnalate dai medesimi. Ovvero non può pretendere che essi
svolgessero il compito che lei medesima, nella sua veste professionale, era
stata incaricata di effettuare. D’altronde l’appellante neppure spiega perché AO
1, per il semplice fatto di essere stato per molti anni perito bancario e
dirigente di una fiduciaria, dovesse possedere anche competenze assicurative,
valutare autonomamente la portata della polizza e indicarle come procedere,
rispettivamente perché in tale caso egli avrebbe fatto capo ai suoi servigi. 

5.5    In
sintesi, l’appellante non può sfuggire alla propria responsabilità sostenendo
di essere stata legittimata ad agire in base agli atti a sua disposizione, né
può giustificarsi osservando che la copertura assicurativa prescelta era analoga
a quella delle precedenti polizze, poiché ciò non corrisponde a una diligente
esecuzione del mandato conferitole. Sul tema, la decisione pretorile merita
conferma.

 

6.        
In relazione alla causalità
fra la violazione contrattuale e il danno, il giudice di primo grado ha
evidenziato che se la convenuta (per il tramite dei suoi collaboratori) avesse
svolto le opportune verifiche e sollecitato la collaborazione dei clienti,
l’assicurazione sugli oggetti esterni sarebbe stata conclusa. Il Pretore ha in
particolare rigettato la tesi attorea secondo cui l’assicurazione non avrebbe
accettato la stipulazione della polizza a causa della vetustà e difettosità del
muro: trattasi di un ragionamento del tutto teorico, considerato che il muro ha
resistito intatto per oltre 50 anni, presentava un logorio normale per la sua
età e non mostrava segni premonitori di un crollo (perizia, p. 4), che comunque
più il rischio è alto, più le somme assicurate sono importanti, e che gli
attori (se così richiesto) avrebbero potuto facilmente posare dei drenaggi.
Detta polizza avrebbe coperto il sinistro (in quanto causato da un evento
naturale, ovvero dalle forti piogge e dall’accumulo dell’acqua), evitando
l’insorgere del danno (perizia, p. 5; teste peritale __________ P__________;
perizia orale di __________ R__________, teste T__________). 

 

6.1    Con
l’impugnativa, l’appellante non contesta che l’assicurazione avrebbe accettato
di stipulare la polizza per l’ambiente esterno. Ribadisce tuttavia che essa non
avrebbe coperto il sinistro in questione, non essendo dimostrato che la causa
del crollo sia riconducibile a un evento naturale piuttosto che alla
difettosità del muro e a un suo conseguente cedimento strutturale o a un
cedimento del terreno (cause che non sono coperte dall'assicurazione ma necessitano
di polizze speciali, cfr. doc. 6). Il perito non ha potuto svolgere
accertamenti sullo stato del muro originario e valutare se vi fossero difetti o
carente manutenzione (perizia p. 5). È poi incontestabile che lo stesso fosse
vetusto (oltre 50 anni). Per il resto, sulle cause del crollo il perito ha
potuto formulare solamente delle caute ipotesi, da cui non si può derivare con
certezza che le piogge siano state il fattore scatenante (“conditio sine qua
non”). Peraltro, le informazioni
meteorologiche ottenute dall’Ufficio federale di meteorologia e climatologia
MeteoSvizzera non permettono di determinare con chiarezza l’intensità delle
precipitazioni e indicano che il quantitativo d’acqua abbattutosi nell’area non
è di natura eccezionale, in quanto ciò si verifica all’incirca ogni 10 anni. 

 

6.2    Ora,
l’appellante sostiene che il crollo possa essere avvenuto per un cedimento del
terreno, ma senza renderlo neppure plausibile o dimostrarlo in alcun modo.
Rileva poi che il muro potesse essere difettoso o carente nella manutenzione,
ma non fornisce alcun elemento concreto atto a supporlo, se non con riferimento
alla sua vetustà. Evidentemente, essendo il crollo avvenuto in maniera
repentina, una precedente valutazione non è stata possibile. Il perito ha
comunque potuto basare il suo esame dello stato originario del muro non solo
sulle foto agli atti, ma anche sul suo sopralluogo, ritenuto che una parte
della muratura originale era rimasta intatta. Sulla base di questi riscontri,
pur non potendo verificare se vi fossero lacune costruttive nel basamento e non
conoscendo i dettagli sulla tipologia di fondazione del muro, ha osservato che
non vi erano difetti visibili che avrebbero potuto indicare il rischio di un
collasso, che esso era senz’altro adeguato e funzionale e, data l’età
della muratura, ha retto perfettamente e conformemente alla sua funzione per un
periodo non trascurabile di 50 anni (perizia, p. 1-2 e 4-6). È pacifico che il
giorno del sinistro, nella zona, si siano verificate precipitazioni importanti
e inusuali (definite dal perito __________ R__________ “bombe di pioggia”) con
forti accumuli di acqua soprattutto in __________ (circa 150 mm), che anche nei
giorni precedenti vi erano state consistenti piogge che avevano già impregnato
il terreno di acqua (sull’arco di 2 giorni, circa 280 mm) e che esse generavano
il rischio di danni (perizia, p. 5; perizia orale p. 2-3; informazioni scritte dall'Ufficio federale di meteorologia e
climatologia). Il perito giudiziario ha
poi rilevato che il crollo, con alta probabilità, è da ricondurre alle forti piogge e all’accumulo di acqua nel suolo e
verosimilmente dietro alla muratura e a uno scivolamento (come anche evincibile
dalla posizione del muro crollato), escludendo una rottura del muro stesso o
della sua fondazione (perizia, p. 5). L’appellante trascura poi il riferimento
fatto dal primo giudice a __________ P__________, che sulla questione si è
espresso quale testimone perito (art. 175 CPC) e che pure ha confermato la
conclusione del perito giudiziario. Il medesimo, occupandosi del rifacimento
del muro e incaricato da AO 1 di comprendere le dinamiche del sinistro, ha
potuto costatare la situazione subito dopo il crollo, osservando che a suo
parere il muro ha subito un cedimento improvviso (scivolamento) attribuibile
alle piogge e all’accumulo di acqua (verbale del 6 marzo 2018, p. 2). Ne
discende che la conclusione pretorile che ha ricondotto il crollo a un evento
naturale è perfettamente condivisibile. L’appellante non contesta che, in una
simile circostanza, una polizza relativa all’ambiente esterno dello stabile
avrebbe coperto il danno (come confermato dal teste T__________, verbale del 9
settembre 2019, p. 5, e dalla perizia orale di __________ R__________, p. 2-3).
Il doc. 6, del tutto generico, non può dunque sovvertire queste conclusioni.

 

7.        
Quanto all’ammontare del danno, il primo giudice ha
innanzitutto ricordato che esso va definito quale perdita patrimoniale causata
dalla mancata copertura del sinistro e dunque dal mancato risarcimento da parte
dell’assicurazione, che sarebbe corrisposto al costo a nuovo del medesimo oggetto
(cfr. perizia orale di __________ R__________, p. 3), sicché il valore
corrispondente all’ottenimento di un muro nuovo al posto di quello vetusto non
è detraibile dalla quantificazione; ha poi rilevato che i costi di riparazione
di fr. 96'978.80 + fr. 3'696.- sono stati confermati, oltre che dal teste __________
P__________, anche dal perito giudiziario (perizia, p. 7, ad. 5 e 7), che il
muro è stato ricostruito fedelmente rispetto all’originale (riutilizzando le
pietre del vecchio muro, v. perizia giudiziaria e teste __________ P__________),
che l’unica miglioria da tenere in considerazione e da porre in deduzione (cfr.
doc. EE pto A18) è il costo per la posa di una condotta di drenaggio
prima non presente (fr. 780.-), e che le altre due posizioni indicate nella
perizia giudiziaria non costituiscono vere e proprie migliorie, bensì modalità
costruttive moderne e sicure. Difatti secondo il perito non vi erano alternative
migliori o più economiche per effettuare la ricostruzione (perizia giudiziaria,
p. 6). Infine, il Pretore ha dedotto dai costi complessivi anche la franchigia
pari al 10% (fr. 10'067.-, v. anche perizia orale, p. 3) e il maggior premio che
gli attori avrebbero dovuto pagare in caso di copertura assicurativa
dell’ambiente esterno (fr. 600.- annui per 21 mesi, ovvero fr. 1'050.-; v.
perizia orale, p. 4). Di qui un danno pari a fr. 88'778.65 (fr. 100'675.65 -
fr. 780.- - fr.10'067.- - fr. 1'050.-), a cui aggiungere interessi di mora del
5% dal 22 aprile 2015.

 

7.1    Le
deduzioni operate dal Pretore a titolo di franchigia, posa di una condotta di
drenaggio e maggior premio, come pure il decorso degli interessi di mora, non
sono oggetto di censura. L’appellante sostiene che gli attori, gravati
dall’onere di prova piena, non avrebbero comprovato il danno da loro patito, in
quanto hanno proceduto con la
ricostruzione del muro senza accertare lo stato e il valore di quello originario
(accertamenti assenti nella perizia giudiziaria e in quella orale) e senza
condividere con lei alcunché in merito ai costi di ricostruzione. Essa
evidenzia che il muro era vetusto e potenzialmente difettoso e che non è in
alcun modo dimostrato che il suo valore ammontasse effettivamente ai 

fr. 100'675.65 fatturati per la riparazione. L’appellante ritiene questi costi esorbitanti
e confermati dal perito senza una sufficiente motivazione. Parimenti non
sarebbe dimostrato che è stato scelto il metodo di ricostruzione più economico.
In assenza dei necessari dati, neppure sarebbe possibile stabilire che il nuovo
muro sia identico al precedente. Oltre a essere nuovo, lo stesso ha una
struttura molto più solida, un basamento, un bordo superiore e un sistema di
drenaggio dell'acqua che il precedente muro non aveva. Trattasi pertanto, per
l’appellante, di un muro sostanzialmente e strutturalmente diverso da quello
crollato, e non di una semplice ricostruzione con le tecniche moderne.

 

7.2    L’appellante
non contesta che la quantificazione del danno è fondata sulla teoria della
differenza nel senso che i danneggiati devono essere posti nell’ipotetica
situazione in cui si troverebbero in caso di corretto adempimento contrattuale
(interesse positivo). Trattasi in altre parole di determinare l’ammontare del
risarcimento che l’assicurazione avrebbe loro versato. Già il Pretore ha
evidenziato che esso sarebbe equivalso al costo a nuovo di un identico
manufatto, escludendo le migliorie (aggiunte o modifiche del muro, come un
cambiamento di materiale) che avrebbero reso la ricostruzione più costosa
(perizia orale di __________ R__________, p. 3). Sono solo questo costo e la
relativa dimostrazione a essere di rilievo. 

In
merito alle censure suddette, l’appellante non spiega perché gli attori
avrebbero dovuto coinvolgerla nella ricostruzione o perché ciò avrebbe
un’influenza sull’esito del giudizio. Sugli accertamenti peritali dello stato e
delle caratteristiche del vecchio muro già si è detto sopra (consid. 6.2; v.
anche perizia, p. 1-2 e 4-6). Il perito ha inoltre illustrato per quale motivo
il muro dev’essere considerato una fedelissima ricostruzione dell’originale,
riferendosi al suo sopralluogo e alle fotografie e segnatamente al riutilizzo
delle pietre del muro crollato (evincibile anche dalla testimonianza di __________
P__________, verbale del 6 marzo 2018, p. 1-2), rispettivamente a un punto di
vista estetico e paesaggistico, tenuto pure conto della porzione di vecchio
muro rimasta intatta e integrata con le parti nuove (perizia, p. 2-3 e 7). La
perizia orale non mirava invece a simili accertamenti tecnici, bensì a
valutazioni puramente assicurative. Quanto alle presunte differenze fra vecchio
e nuovo muro, l’appellante non correda le proprie affermazioni con opportuni
riferimenti istruttori e si limita a riproporre la propria posizione in
opposizione agli accertamenti pretorili, per cui le sue censure sono
insufficientemente motivate. Comunque sia, il costo per la posa di una condotta
di drenaggio è già stato posto in deduzione dal primo giudice. In relazione al
bordo superiore del muro, l’appellante non fornisce specificazioni. Qualora
essa intendesse riferirsi al nuovo cordolo in calcestruzzo (corona), secondo
quanto emerso in sede istruttoria anche il precedente muro ne era provvisto ed
era costituito almeno in parte da piode larghe invece che di calcestruzzo; la relativa
ricostruzione era necessaria ai fini della finitura e dell’ancoraggio del
parapetto, ma non poteva più essere fatta con piode larghe; in ogni caso, il
prezzo sarebbe stato simile (teste __________ P__________, verbale del 6 marzo
2018, p. 2-3; perizia, p. 2-3 e 7). Non si sa invece se il vecchio muro avesse
un basamento. Secondo quanto dichiarato da __________ P__________, un
chiarimento non è stato possibile a causa del crollo, ritenuto in ogni caso che
esso poggiava in parte sulla terra e in parte sulla roccia, mentre quello nuovo
è stato ancorato alla roccia (verbale del 6 marzo 2018, p. 4). Il suddetto
teste e il perito giudiziario hanno comunque confermato che, per rapporto al
risultato che si doveva ottenere, non vi sarebbero state modalità più
economiche o razionali per una ricostruzione fedele, solida e stabile nel tempo, e
che quella messa in atto è stata la meno costosa possibile. Il perito ha inoltre
esaminato i lavori eseguiti, giudicandoli tecnicamente ineccepibili, nonché il
dettaglio di liquidazione doc. H, ritenendo la fatturazione del tutto congrua
(perizia, p. 3-4 e 6-7; teste __________ P__________, verbale del 6 marzo 2018,
p. 1-3). Dette valutazioni specialistiche, fondate su sapere tecnico, non
viziate da incongruenze né smentite da concreti elementi di segno opposto, portano
a concludere che, a conferma del giudizio impugnato, l’accresciuta stabilità
del muro è da ricondurre all’applicazione di tecniche di costruzione moderne e
non può essere considerata un maggiore costo da porre in deduzione al postulato
risarcimento.

 

8.        
Per tutti questi motivi, l’appello
dev’essere respinto. Il valore litigioso
della presente controversia (determinante anche per un eventuale ricorso al
Tribunale federale) ammonta a fr. 88'778.65.

9.        
Le spese giudiziarie di
seconda sede seguono la soccombenza dell’appellante (art. 106 cpv. 1 CPC). Le
spese processuali sono fissate in fr. 7’000.- (art. 2, 7 e 13 LTG), le
ripetibili (comprensive di spese e di IVA) in fr. 5’000.- (art. 11 cpv. 1, cpv.
2 lett. a e cpv. 5 RTar).

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il RTar

decide:

 

      1.   L’appello 14 settembre 2021 di AP 1 è
respinto.

      2.   Le
spese processuali della procedura d’appello, pari a fr. 7’000.-, sono a carico dell’appellante,
che rifonderà alla controparte 

fr. 5’000.- per ripetibili di seconda sede.

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  -     

    

  -   

    

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1
LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).