# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a67f61e5-99d4-5207-84aa-d42998d2fc37
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-02-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 12.02.2001 52.2000.219
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2000-219_2001-02-12.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2000.00219

   

  	
  Lugano

  12 febbraio
  2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso  20 settembre 2000 della

 

 

	
   

  	
  Comunione ereditaria fu __________

  patr. da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 30 agosto 2000 (n. 3356) del Consiglio
  di Stato che ha respinto il ricorso dell'insorgente contro la decisione 30
  novembre 1999 con cui il municipio di __________ le ha negato il rilascio
  della licenza edilizia concernente la costruzione di un portico e ripostiglio
  al mapp. __________ di quel comune;

  

 

 

viste le risposte:

-    27 settembre 2000 delle
__________;

-      5 ottobre 2000 del
municipio di __________;

-      3 ottobre 2000 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La
comunione ereditaria fu __________, composta da __________, __________,
__________ e __________, è proprietaria del mapp. __________ di __________,
censito quale prato e riva di 295 mq. Il fondo è delimitato, sul lato
nord-ovest, dal lago Ceresio e, sul lato opposto, dalla linea ferroviaria del
San Gottardo. E' assegnato dal PR alla zona residenziale estensiva a lago
(R2-03) ed è gravato, per la maggior parte, da una linea di arretramento delle
costruzioni rispetto al lago.

 

 

                                  B.   a) Il 30
settembre 1999 la comunione ereditaria fu __________ ha inoltrato al municipio
di __________ una domanda di licenza edilizia concernente la costruzione di un
portico e ripostiglio a confine con il lato sud-est del fondo, ossia verso la
linea ferroviaria. Le __________ si sono opposte al rilascio della licenza edilizia
invocando la violazione delle distanze da confine e motivi di sicurezza.

 

b) Raccolto l'avviso, favorevole, del
dipartimento del territorio, con decisione 30 novembre 1999 il municipio di
__________ ha negato il rilascio della licenza edilizia. Esso ha ritenuto che
l'opera in rassegna non poteva essere eretta sul confine poiché non poteva
essere considerata costruzione accessoria. Con pronuncia 30 agosto 2000 il
Consiglio di Stato ha condiviso tale motivazione, respingendo il ricorso inoltratogli
dalla proprietaria il 13 dicembre 1999.

 

 

                                  C.   Con
impugnativa 20 settembre 2000 la comunione ereditaria fu __________ insorge
avverso il giudicato governativo dinanzi a questo Tribunale, al quale chiede di
riformarlo nel senso di retrocedere gli atti al municipio di __________
affinché quest'ultimo le rilasci la licenza edilizia. L'insorgente sostiene che
il manufatto costituisce una costruzione accessoria.

 

Il Consiglio di Stato ed il municipio di
__________ chiedono la reiezione del gravame. Le FFS subordinano il loro
consenso ad edificare alla sottoscrizione di una convenzione che hanno sottoposto
alla ricorrente. Il Tribunale ha pertanto richiamato tale atto da quest'ultima.

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data (art. 21 cpv. 1 LE). Il ricorso è tempestivo
(art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione della ricorrente certa (art. 21 cpv.
2 LE; 43 PAmm). Il gravame è pertanto ricevibile in ordine. Può inoltre essere
deciso sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Il
controverso portico e ripostiglio è progettato sulla linea di confine tra il
mapp. __________, di proprietà della ricorrente, e il mapp. __________, di
proprietà delle FFS, che ospita la linea ferroviaria. Quest'ultima particella
deve essere trattata, per quanto concerne il rispetto delle distanze delle
costruzioni previste su mappali confinanti, come un fondo appartenente all'area
pubblica, destinato ad attrezzature pubbliche, che richiede l'applicazione
delle stesse distanze rispetto a un fondo privato (art. 17 1.a frase NAPR;
inoltre art. 54 NAPR; RDAT II-1992 n. 36 consid. 3.2.): in concreto 5 m, giusta
l'art. 42 NAPR. La linea ferroviaria non può invece essere assimilata ad una
strada (RDAT cit., ibidem): assimilazione che, del resto, peggiorerebbe la situazione
della ricorrente, in ragione del principio dell'obbligo di arretramento - per
tutte le costruzioni - sancito all'art. 47 NAPR. Il manufatto in esame può
pertanto sorgere a confine solo se può essere annoverato tra le costruzioni
accessorie giusta l'art. 22 NAPR.

 

                                         2.2. E'
inoltre necessario rilevare che il mapp. __________ è vincolato dal PR da un
percorso pedonale, di 2 m di larghezza, che corre lungo il confine con il mapp.
__________. Tale percorso, non essendo a tracciato libero, non impone arretramento
(cfr. art. 50 NAPR). L'imposizione di questo vincolo sul mapp. __________ non
annulla tuttavia l'obbligo di rispettare le distanze dal confine con tale
fondo. Al più, come sembrerebbe logico, esso implica il solo spostamento del
punto di misurazione della distanza che devono ossequiare le costruzioni
progettate al mapp. __________ da un lato (sul confine dei due fondi) all'altro
(ove inizia la superficie effettivamente destinata ad attrezzatura pubblica)
del percorso pedonale: in altre parole la distanza per le costruzioni da
erigere al mapp. __________ viene ridotta, di fatto, a soli 3 m dal confine con
il mapp. __________. Questo aspetto non merita comunque approfondimento e
soluzione. Anche volendo ammettere, a favore della ricorrente, la menzionata
conseguenza derivante dall'imposizione - a carico del mapp. __________ - di un
vincolo di percorso pedonale, non sarebbe difatti possibile rilasciarle la
licenza edilizia concernente la controversa costruzione imponendo il suo
arretramento di soli 3 m rispetto al confine, poiché una buona parte del
manufatto sconfinerebbe a quel momento oltre la linea di arretramento delle costruzioni
verso il lago, entro la quale non é lecito costruire edifici né principali né
accessori (art. 27 NAPR).

 

 

                                   3.   3.1.
Giusta l'art. 22 NAPR per costruzioni a carattere accessorio si intendono
quelle che non servono all'abitazione o al lavoro ma sono al servizio di una
casa d'abitazione, non hanno un fine industriale, artigianale o commerciale e
la cui altezza misurata dal terreno sistemato al punto più alto del filo superiore
del cornicione di gronda o del parapetto non superi i 3 m. Possono sorgere a
confine, purché sia rispettata una distanza di m 4 dagli edifici principali
sorgenti su fondi adiacenti.

 

La definizione di costruzione accessoria
data all'art. 22 NAPR corrisponde a quella sviluppata dalla giurisprudenza e
dalla dottrina, che considerano accessorie quelle costruzioni che sono poste al
servizio di una costruzione principale, sono prive di funzioni autonome ed
indipendenti e non superano determinate dimensioni (Scolari, Commentario,
Cadenazzo 1996, n. da 849 a 851 ad art. 11 LE, con rinvii alla giurisprudenza).
Per rispondere confacentemente a questi requisiti, le costruzioni accessorie devono,
in linea di massima, sorgere sullo stesso fondo sul quale è posta la
costruzione principale. Tale requisito non è tuttavia assoluto. Determinante è
- e rimane - il rapporto di subordinazione che deve intercorrere tra la
costruzione accessoria e quella al cui servizio essa è posta. Rapporto che può
comunque venir compromesso da una diversa intavolazione delle costruzioni a registro
fondiario (ibidem).

 

 

 

 

 

3.2. Il controverso manufatto, unica
costruzione prevista sul mapp. __________, ha forma trapezoidale ed occupa una
superficie di 59 mq. Destinato a portico e ripostiglio, esso è altresì dotato
di un servizio igienico e di una doccia. Esso è chiuso sui quattro lati
(mediante vetrata sul lato verso il lago). E' previsto quale supporto per le
attività ricreative, soprattutto di balneazione, delle famiglie dei membri
della comunione ereditaria proprietaria, di cui alcuni abitano a __________.

 

3.3. Sulla scorta delle caratteristiche
suddette dev'essere escluso che l'edificio in rassegna possa essere considerato
accessorio. Intanto esso sarebbe il solo a sorgere sul mapp. __________. Questa
premessa, invero, non appare di per sé determinante. Le abitazioni di proprietà
dei coeredi __________ e __________, ai mapp. __________ e __________ rispettivamente
(quest'ultima abitata dal figlio __________), sono difatti ubicate a poca
distanza: la prima sorge dall'altro lato delle linea ferroviaria, la seconda,
dietro la prima, si situa ad una quarantina di metri dal mapp. __________. Dal
momento tuttavia che il controverso edificio non è finalizzato a soddisfare le
precise necessità di chi risiede in una delle abitazioni appena menzionate,
bensì dei membri della comunione ereditaria che è proprietaria del mapp.
__________ e dei loro congiunti, esso non si situa - né potrebbe situarsi - in
un rapporto di subordinazione rispetto ad un preciso edificio principale. Al
riconoscimento della natura accessoria del manufatto si oppongono inoltre, in
concreto, le sue rilevanti dimensioni, sia in quanto tali (59 mq di superficie)
sia in rapporto a quelle del fondo (l'edificio consuma, da solo, l'intero
indice di occupazione della particella) e, infine la sua dotazione di servizi
igienici e doccia, che favorisce il carattere indipendente ed abitativo
dell'opera.

 

 

                                   4.   Il PR di
__________, analogamente ad altri PR (cfr. RDAT I-1992 n. 31 consid. 3; II-1992
n. 36 consid. 4), prevede la possibilità di derogare alle distanze che le costruzioni
devono osservare dal confine, a condizione che il vicino sia disposto ad assumersi
la distanza necessaria ad assicurare quella prescritta per gli edifici. Lo si deduce
dall'art. 19 NAPR, secondo cui "quando le distanze minime tra edifici
sono garantite da un accordo tra i proprietari confinanti senza modificazione
dei confini dei rispettivi fondi, il municipio può rilasciare la licenza
edilizia solo con la presentazione di un estratto del registro fondiario attestante
l'avvenuta iscrizione della relativa servitù a favore del comune." Nel
concreto caso, tanto la ricorrente che le FFS accennano a trattative volte alla
sottoscrizione di una convezione che permetta l'erezione del manufatto. Né
l'una né l'altra parte hanno tuttavia preventivamente sottoposto all'esame del
municipio tale documento, che non é a tutt'oggi stato sottoscritto. Dall'esame
della bozza di quell'atto, che il Tribunale ha ricevuto, dietro sua richiesta,
dalla ricorrente, risulta inoltre che il suo oggetto non concerne lo sfruttamento
delle possibilità di derogare alle distanze dai confini concesse dall'art. 19
NAPR tramite la corrispondente assunzione di una maggior distanza da parte
delle FFS nel caso di nuova costruzione. Del resto, a prescindere dall'estrema
vicinanza della linea ferroviaria al fondo e, pertanto, dall'oggettiva
difficoltà a raccogliere un accordo in tal senso, è quantomeno dubbio che tale
disposto possa trovare applicazione nel concreto caso, ove uno dei due fondi
interessati, ossia l'area ferroviaria, alla quale dovrebbe oltretutto essere
imposto l'onere della maggior distanza da confine per permettere l'erezione del
controverso manufatto, non è assoggettata alla disciplina edilizia del PR.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta di quanto precede il ricorso deve pertanto essere respinto. La tassa di
giudizio deve essere posta a carico della ricorrente (art. 28 PAmm).

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE, 3, 18, 28, 43, 46, PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giudizio e le spese, per complessivi fr. 800.--, sono poste a carico della
comunione ereditaria ricorrente, e meglio a carico dei coeredi elencati al
consid. A, con vincolo di solidarietà.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario