# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 820da973-4424-5d24-aaaf-dfd8d8db0775
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.10.2004 30.2004.67
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-67_2004-10-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.67

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  8 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  vicecancelliera:

  	
  Cinzia Raffa 

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 26 luglio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 luglio 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   A seguito
del controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 segg. OAVS) relativo al
periodo 1° gennaio 2000-31 dicembre 2003 presso la società RI 1, affiliata come
datrice di lavoro, la Cassa CO 1 ha effettuato delle riprese per complessivi
fr. 44'000 (cfr. doc. A1).

 

                               1.2.   Ritenendo
tali rimunerazioni come reddito determinante, con tassazione d'ufficio dell'11
giugno 2004 la Cassa CO 1 ha fissato in fr. 7'426.95 – già compresi gli
interessi di mora – i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD/AF dovuti dalla
società RI 1 (cfr. doc. VI 2).

                               1.3.   Il 25 giugno
2004 la società, rappresentata dalla RA 1, ha inoltrato opposizione contro
detta decisione presso la stessa Cassa, sostenendo:

 

"  (…)

-   i
rilevamenti effettuati e concernenti gli onorari dei membri del Consiglio di
Ammini­strazione, come pure i salari non notificati e gli altri accertamenti
menzionati, posso­no trovare il consenso della contribuente;

 

-   quello che
invece non può venir accolto è la ripresa di Fr. 6'000.-- annui a persona, in
totale Fr. 18'000.--, per spese di rappresentanza forfetari contabilizzati
nell'anno 2001.

    A tale proposito si rileva che:

 

    a)  la ditta RI
1, da diversi anni attiva sulla piazza e da considerare come una buona
contribuente, raggiunge una cifra d'affari che si aggira sui Fr. 4'000'000.- e
oltre annui.

                                                                      Essa
ha una massa salariale, oneri sociali compresi, che tocca i Fr. 800'000.--.

Pertanto essa rappresenta un'entità
economica di tutto rispetto e che riveste una certa importanza anche nel
contesto economico generale del Cantone;

 

    b)  le spese
generali, alle quali deve far fronte, sono quelle compatibili con lo svolgi­mento
di una tale attività e le stesse non hanno dato adito a osservazioni partico­lari
da parte del vostro ispettore;

 

    c)  ora non
c'è chi non veda come, in una simile realtà confrontata con fornitori e cli­enti
che risiedono pure fuori Cantone, per non dire all'estero, le spese di viaggio
e di rappresentanza siano una componente ineluttabile per portare a termine i
propri affari e salvaguardare così i propri interessi - con le ricadute sociali
positi­ve dianzi indicate.

                                                                      Quindi
spese di carattere prettamente aziendale che nel mondo delle transazioni
commerciali sono inequivocabilmente necessarie;

 

    d)  se, come
rilevato dall'ispettore e per pura coincidenza, questi esborsi nell'anno 2001
non sono stati suffragati da comprova alcuna, ciò non vuol dire tuttavia che
questi costi non siano stati sostenuti.

                                                                      E
lo si noti, ancora una volta, per poter lavorare in maniera redditizia!

 

    e)  in altre
parole - e da non dimenticare l'ampiezza di questi forfaits, che
risultano essere conformi e compatibili con l'attività svolta e pertanto, anche
se tali, non considerati e contabilizzati in maniera inusuale e abnorme -
l'autorità inquirente deve comprendere la realtà di fatti e cose, per non
ulteriormente penalizzare il già tartassato contribuente!

 

    f)   infine ed
è quello che conta, simili esborsi sono veramente avvenuti, anche se in
questa occasione non comprovati e sono di natura aziendale, legati
perciò in ma­niera inscindibile allo svolgimento dell'attività e al
conseguimento del risultato aziendale.

Un altro modo di pensare e quindi la
ripresa effettuata a questo titolo, sono da ritenere non conformi, fuori dalla
realtà e penalizzanti fino all'arbitrio.

 

Per tutto quanto precede si domanda di risolvere:

 

1.      la
ripresa di Fr. 18'000.-- per spese di rappresentanza forfetarie dell'anno 2001
è abbandonata;

 

2. di essere sentiti in caso di disaccordo." (Doc. A2)

 

                               1.4.   Con
decisione su opposizione del 13 luglio 2004 la Cassa cantonale ha respinto
integralmente le lagnanze della ricorrente. L'Amministrazione ha esposto gli
articoli di legge applicabili per le riprese delle spese (artt. 7 e 9 OAVS) e
la relativa giurisprudenza, affermando in particolare:

 

" 
(…)

2.2.   Nel caso in
esame, la Cassa ha ripreso gli importi forfetari versati nel 2001 ai signori __________,
__________ e __________ che non sono stati giustificati (RCC 1960 pag. 34), né
al momento della revisione, né in sede di opposizione.

 

2.3.   La Cassa
tiene anche a sottolineare che il TCA ha
ancora recentemente confermato in numerose sentenze una ripresa di rimborsi
spese forfetari per spese di trasferta e di rappresentanza non giustificate
(STCA del 7 gennaio 2004 nella causa L. SA, inc. 30.2003.54; STCA del 22
settembre 2003 nella causa P., inc. 30.2003.50; STCA del 22 luglio 2003 nella
causa G. SA, inc. n. 30.2003.21; STCA del 6 giugno 2003 nella causa G.M. SA e
L.C., inc. n. 30.2002.228/237; STCA del 24 marzo 2003 nella causa S.Z. &
S.Z. e Co., inc. n. 30.2002.176/178; STCA del 20 febbraio 2003 nella causa F.
SA & L.B., inc. 20.2002.150/151; STCA del 10 settembre 2002 nella causa T.
SA, P.M, N.C., inc. n. 30.2001.154/160/162; STCA del 18 ottobre 2002 nella
causa C. SA, inc. n. 30.2002.16; STCA del 5 giugno 1996 nella causa E., inc. n.
30.1995.307, confermata dalla STFA dell'11 settembre 1997 (H/216/96; STCA del
18 agosto 1995 nella causa R.I., inc. n. 20.1995.54)." (Doc. A3)

 

 

                               1.5.   Con ricorso
del 26 luglio 2004 la società RI 1, sempre rappresentata dalla RA 1, ha
contestato la summenzionata decisione su opposizione, confermando le proprie
allegazioni espresse con l'opposizione e osservando:

 

" 
(…)

-   con questa
impugnativa si vuole innanzitutto ribadire le osservazioni e giustificazioni
presentate con la nostra opposizione del 25 giugno 2004 e ciò ovviamente nel
meri­to e non solo nella forma.

Cosa che invece la Cassa CO 1 non ha
saputo - o voluto? - fare, decidendo "a tavolino" e pertanto
ignorando la realtà e i fatti della vita quotidia­na, "fuori dalla finestra"!

 

-   infatti non
è solamente con il citare una sequela di sentenze, che peraltro non cal­zano
alla nostra fattispecie, che si può assurgere a giudice imparziale e quindi ri­solvere,
in maniera corretta, le controversie del tutto normali e abituali che sorgono
fra chi non vive sotto una campana di vetro;

 

-   se
l'articolo 7 OAVS prevede espressamente che il rimborso delle spese sostenute
non costituisce salario determinante, allora bisogna innanzitutto esaminare
l'ampiez­za e la conformità di tali esborsi con l'importanza e le esigenze
dell'attività svolta. 

Poi, se del caso, si procederà a
richiedere anche una efficiente comprova di quanto preteso;

 

-   l'ammontare di queste rifusioni deve
costituire punto di partenza e elemento determinante per rendere verosimile che
le stesse possano essere state sostenute.

Dato
questo assunto, del tutto comprensibile e normale nello svilupparsi e svolgersi
di qualsiasi relazione commerciale, allora la prova è data anche se tali uscite
sono conteggiate e pagate a forfait;

 

-   nella nostra opposizione sono indicate in
maniera corretta le coordinate essenziali, desunte dalla contabilità e per le
quali le spese di rappresentanza forfettarie conta­bilizzate nell'anno 2001 possono
e devono trovare posto e accoglienza. L'ispettore AVS e i signori relatori
e sottoscrittori della decisione su opposizione, non hanno invece saputo - e
non ci sembra di poter affermare per pura mancanza di co­gnizione - cogliere il
vero senso e la portata di quanto fatto dagli operatori in primis e dalla ditta
in un secondo tempo;

 

-   quando ci si deve muovere lontano da casa per sbarcare
il lunario, si è confrontati inevitabilmente a sopportare spese di diversa
natura e non da ultimo, proprio per portare a termine una trattativa o un
affare, quelle denominate distintamente "di rappresentanza" e
"di viaggio",

 

-   il giudicare come l'ha fatto la Cassa di
Compensazione, vuol dire negare la realtà e l'iter normale e abituale nel quale
si svolgono le quotidiane attività del lavoro imprenditoriale indipendente.

Altrimenti
detto non è la parola e la caratteristica dei forfait che deve prevalere e infi­ciare
il giudizio e il comportamento, a priori del funzionario inquirente e a
posteriori di quello giudicante, bensì il fatto che questo forfait possa e sia
conforme alla particolarità del caso.

E la
sua consistenza e ampiezza, per rapporto alla mole dell'attività svolta, ne è
un indice inoppugnabile e veritiero!

 

Per tutto quanto precede si
chiede:

 

1. la decisione su opposizione 13 luglio 2004 della
Cassa CO 1 è integralmente cassata;

 

2. la ripresa effettuata per spese di
rappresentanza nell'anno 2001 e di Fr. 18'000.-­ complessivamente, è
stralciata." (Doc. I)

 

                               1.6.   Nella
propria risposta di causa del 16 agosto 2004 la Cassa ha proposto di respingere
il ricorso, riprendendo per intero le motivazioni offerte con la decisione su
opposizione e precisando:

 

" 
(…)

2.2.   Nel caso in
esame, la Cassa ha ripreso gli importi forfetari versati soltanto nel 2001 ai
signori __________, __________ e __________ - i quali già beneficiano di un
rimborso effettivo delle spese generali, come si può evincere da un esame della
contabilità - che non sono stati giustificati (RCC 1960 pag. 34), né al
momento della revisione, né in sede di opposizione e neppure in sede di ricorso.
(…)" (Doc. III)

 

                               1.7.   La
ricorrente non ha prodotto nuovi mezzi di prova (cfr. doc. IV).

 

                               1.8.   Pendente
causa la Cassa ha provveduto, su esplicita richiesta del TCA (cfr. doc. V), a
trasmettere al Tribunale la decisione di tassazione d'ufficio dell'11 giugno 2004
e il relativo rapporto di revisione allegato, che non risultavano agli atti
(cfr. doc. VI).

 

                                         in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

Nel merito

 

                               2.2.   Con
l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte
generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000,
sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.

Da un punto di vista temporale sono di principio
determinanti le norme sostanziali in vigore al momento in cui si
realizza la fattispecie che esplica degli effetti (SVR 2003, IV Nr. 25 pag. 76
consid. 1.2; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 126 V 136
consid. 4b; DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA del 9
gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3 pag. 4; STFA del 9 gennaio
2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella
causa P., H 345/01, consid. 2.1 pag. 3).

Il Tribunale federale delle assicurazioni, ai
fini dell'esame di una vertenza, si fonda infatti di regola sui fatti che si
sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa
contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02;
DTF 121 V 366 consid. 1b).

Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene
quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16
dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa
R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA
del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).

Dal profilo del diritto materiale si applicano
così le disposizioni in vigore prima delle modifiche apportate dalla LPGA.

 

Per contro, le norme procedurali, in
assenza di disposizioni transitorie, trovano immediata applicazione (SVR 2003
IV Nr. 25 pag. 76 consid. 1.2; DTF 117 V 93 consid. 6b; DTF 112 V 360 consid.
4a).

 

                                         In
concreto le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate dal 1.1.2000 fino
al 31.12.2003, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state
emanate nel corso del 2004. 

 

                                         Per cui,
mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme
della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda la
ripresa delle spese forfetarie contabilizzate nel 2001 vanno applicate le
vecchie norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.3.   I contributi
degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in percento
del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e
indipendente (art. 4 cpv. 1 LAVS).

 

Dal reddito di un'attività dipendente, chiamato
qui di seguito "salario determinante", è prelevato un contributo del
4,2% (art. 5 cpv. 1 LAVS).

Giusta l'art. 5 cpv. 2 LAVS,

 

" 
Il salario determinante comprende qualsiasi
retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per tempo determinato o
indeterminato. Esso comprende inoltre le indennità di rincaro e altre indennità
aggiunte al salario, le provvigioni, le gratificazioni, le prestazioni in
natura, le indennità per vacanze o per giorni festivi ed altre prestazioni
analoghe, nonché le mance, se queste costituiscono un elemento importante della
retribuzione del lavoro."

 

Questo reddito ingloba dunque tutte le
prestazioni percepite dal salariato che hanno una relazione economica con il
rapporto di lavoro (DTF 124 V 100 consid. 2 pag. 102 con riferimenti), incluse
le indennità che il salariato ha ricevuto, indipendentemente se sono state
effettuate durante il tempo libero ed i fine settimana.

 

                               2.4.   Nel caso di
specie, la società ricorrente non ha contestato quanto ripreso dalla Cassa per
onorari versati ai membri del Consiglio di amministrazione e per salari non
notificati, indicando espressamente in sede di opposizione di essere d'accordo
con quanto operato dall'amministrazione (cfr. doc. A2).

                                         Discorso
analogo non vale invece per quanto concerne la ripresa complessiva di fr.
18'000, ovvero fr. 6'000 a testa, effettuata nei confronti di tre dipendenti
per spese di rappresentanza forfetarie contabilizzate nell'anno 2001, ripresa
decisamente contestata dalla società (cfr. doc. A2 e doc. I). 

A mente della ricorrente, dunque, la Cassa
dovrebbe riconoscere che questi rimborsi spese non devono venire assoggettati
al pagamento dei contributi sociali e dovrebbe di conseguenza ridurre la
tassazione d'ufficio dell'11 giugno 2004 di fr. 18'000.

 

Dal canto suo, nella decisione su opposizione
l'Amministrazione ha fondato la propria presa di posizione sugli artt. 7 e 9
OAVS, ritenendo che non essendo state debitamente comprovate con documentazione
le spese di rappresentanza forfetarie contabilizzate nell'anno 2001, non
possono essere escluse dal salario determinante e quindi devono essere
assoggettate al prelievo dei contributi sociali (cfr. doc. A3).

 

                               2.5.   Per ottenere
il salario determinante ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità
versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che
incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di
lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel salario
quali spese generali (art. 9 OAVS).

Secondo l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese
sostenute non costituisce salario determinante.

Ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 OAVS, sono
considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (recte: il
salariato) deve far fronte nell’ambito della propria attività.

Non fanno parte di queste spese le indennità
periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di
lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro;
queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2
OAVS).

Infine, l'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che per i
salariati che sopportano loro stessi, interamente o parzialmente, le spese
generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori, queste spese possono
essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10% del salario versato.
La norma non è invece applicabile per le spese che il datore di lavoro rimborsa
separatamente dal salario versato. Queste spese devono essere tenute in
considerazione anche se sono inferiori al 10% del salario determinante (RCC
1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b; RCC 1979 pag. 77 consid.
2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2).

 

La prassi amministrativa considera spese generali
rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio); le spese di
rappresentanza e quelle per la clientela; le spese per il materiale e per il
vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in
cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese
supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono
considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti
che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del
domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il
pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento
professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.),
che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato
(Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT
II-1992 n. 60, pag. 140).

Di principio si deve dedurre l'importo effettivo
delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).

 

                               2.6.   Conformemente
alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono
fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere
siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b;
Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il
risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve
corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate
(Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a
fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente
dettagliato ed allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34;
STFA dell'11 settembre 1997 nella causa E. SA (H 216/96)). Le prove offerte
devono essere concrete e non generiche.

 

Nei casi in cui è stabilita l'esistenza delle
spese generali, ma queste non possono essere comprovate in modo certo a causa
di circostanze speciali, la loro valutazione incombe alla Cassa di
compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il
salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata
(Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA;
RCC 1990 pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag.
140; KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a
edizione, Berna 1996, N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC
1982 pag. 356).

 

L'amministrazione non può tuttavia limitarsi a
costatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile
l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le
necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive
difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355,
RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).

A tale scopo è sufficiente invitare il
contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i documenti utili
(RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella causa T. & Co.
N.J.).

 

Se le spese generali non vengono indicate
separatamente ed il salariato deve quindi coprire personalmente le spese generali
necessariamente legate alla sua professione, il salario determinante deve
essere fissato come segue (N. 3007 DSD):

 

                                         -
    si devono prendere in considerazione le spese generali separatamente per
ogni periodo di pagamento del salario;

                                         -
    non è ammessa la deduzione di spese generali inferiori al 10% del
versamento globale (art. 9 cpv. 3 OAVS).

 

Se le spese effettivamente sostenute vengono
indicate separatamente di caso in caso, il salario pagato costituisce il
salario determinante. La regola del 10% secondo l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è
applicabile.

 

Se l'indennità per le spese generali viene
versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria, questa deve
corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè essere
adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve
basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011 DSD).

 

                               2.7.   Come
ricordato al considerando precedente, il risarcimento per le spese concesso
sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese
che sono effettivamente risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170) e le stesse
devono essere accompagnate dalle relative pezze giustificative (RCC 1960 pag.
34), tale giurisprudenza è senz'altro nota al patrono della ricorrente attivo
quale fiduciario ed è valida per tutte le aziende attive sul territorio
nazionale ed aventi quale scolpo lo svolgimento di attività redditizia.
L'amministrazione si attiene a questa prassi.

 

Nel caso in esame gli importi rimborsati
separatamente dalla società ricorrente ad __________, __________ e __________
nel 2001 ammontano a fr. 6'000 a testa, cifra tonda identica per tutti e tre i
lavoratori, ciò che dimostra che i rimborsi delle spese avvenivano
forfetariamente e non su presentazione di giustificativi.

 

Questo Tribunale osserva che indipendentemente
dalla ragione e natura delle stesse (spese di viaggio e di rappresentanza), né
al momento della revisione contabile né in sede sia di opposizione che di
ricorso presso questo TCA e nemmeno durante i dieci giorni di tempo concessi
alla società ricorrente per produrre nuove prove, quest'ultima non ha
infatti saputo produrre alcuna pezza giustificativa atta a comprovare l'entità
delle spese postulate con il ricorso in esame, ossia che le stesse siano state
effettivamente sostenute dai dipendenti nell'esercizio della loro attività
(cfr. consid. 2.6.).

 

Al proposito si ricorda che questo Tribunale ha
già avuto modo di confermare delle riprese effettuate dalla Cassa per dei
rimborsi spese forfetari concessi a dei dipendenti, poiché non comprovate (fra
le ultime: STCA del 5 agosto 2004 nella causa M.E. SA, Inc. n. 30.2003.94; STCA
del 7 giugno 2004 nella causa B. SA, Inc. n. 30.2004.11; STCA del 21 gennaio
2004 nella causa A. SA, Inc. n. 30.2003.52; STCA del 9 ottobre 2003 nella causa
E. SA, Inc. n. 30.2003.48; STCA del 22 settembre 2003 nella causa T.P., Inc. n.
30.2003.50; STCA del 22 luglio 2003 nella causa G.T. SA, Inc. n. 30.2003.21;
STCA del 5 giugno 1996 nella causa E. SA, Inc. n. 30.1995.307, confermata dalla
STFA dell'11 settembre 1997 (H 216/96)).

 

In quest'ultima sentenza federale, l’Alta Corte
ha in particolare ricordato che “(…) il risarcimento per le spese concesso
sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente agli esborsi
effettivi, per cui gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise,
producendo un conteggio esaurientemente dettagliato e allegando le relative
pezze giustificative.” (H 216/96 pag. 3).

 

Queste sentenze - almeno in parte - sono state
segnalate dalla Cassa al fiduciario che rappresenta la ricorrente e,
contrariamente a quanto sostenuto nel diligente ricorso, esse "calzano
alla nostra fattispecie", sarebbe infatti inammissibile - come propone la
ricorrente - lasciare alla Cassa la possibilità di guardare "fuori dalla
finestra" ai "fatti della vita quotidiana" fissando poi - od
accettando - le spese indicate dalla società o dalle persone fisiche datrici di
lavoro senza la presentazione di prova alcuna.

Non v'è chi non veda - in tale agire - il grande
rischio di arbitrio nell'applicazione della legge.

Tale motivo - e non certo volontà persecutoria
nei confronti di aziende e persone tassate - ha guidato da ultimo il Tribunale
Federale. D'altro canto, come sostiene la ricorrente, per gli esborsi realmente
avvenuti e necessari per l'attività aziendale la semplice tenuta delle pezze
giustificative permette di non considerare gli importi quale salario.

 

                               2.8.   Come
anticipato, secondo questo Tribunale, a nulla vale la motivazione fornita dalla
ricorrente secondo cui "(…) se, come rilevato dall'ispettore e per pura
coincidenza, questi esborsi nell'anno 2001 non sono stati suffragati da
comprova alcuna, ciò non vuol dire tuttavia che questi costi non siano stati
sostenuti. E lo si noti, ancora una volta, per poter lavorare in maniera
redditizia! (…) Infine, ed è quello che conta, tali esborsi sono veramente
avvenuti, anche se in questa occasione non comprovati e sono di natura
aziendale, legati perciò in maniera inscindibile allo svolgimento dell'attività
e al conseguimento del risultato aziendale. Un altro modo di pensare e quindi
la ripresa effettuata a questo titolo, sono da ritenere non conformi, fuori
dalla realtà e penalizzanti fino all'arbitrio" (cfr. doc. A2).

 

E nemmeno può trovare accoglimento la giustificazione
fornita dalla citata società in sede ricorsuale, laddove ha indicato che "(…)
l'ammontare di queste rifusioni deve costituire punto di partenza e elemento
determinante per rendere verosimile che le stesse possano essere state
sostenute. Dato questo assunto, del tutto comprensibile e normale nello
svilupparsi e svolgersi di qualsiasi relazione commerciale, allora la prova è
data anche se tali uscite sono pagate e conteggiate a forfait. (…) Quando ci si
deve muovere lontano da casa per sbarcare il lunario, si è confrontati
inevitabilmente a sopportare spese di diversa natura e non da ultimo, proprio
per portare a termine una trattativa o un affare, quelle denominate
distintamente "di rappresentanza" o "di viaggio" (…)"
(cfr. doc. I).

 

A tal proposito, occorre rilevare che oggetto
della presente controversia non è il fatto che la società abbia riconosciuto ai
propri dipendenti un rimborso spese di viaggio e di rappresentanza sotto forma
di importi forfetari - cosa del tutto lecita e riconosciuta - bensì il fatto di
non avere apportato la prova, tramite giustificativi, che queste spese siano
state effettivamente sostenute.

 

Come giustamente rilevato dalla Cassa (cfr. doc.
A3 e doc. III), la società ricorrente non ha provveduto a produrre nessun
conteggio e/o pezza giustificativa atti a comprovare i costi effettivi
sopportati dai lavoratori dipendenti e questo né al momento della revisione, né
in sede di opposizione e nemmeno con il ricorso.

 

Ciò che manca, in realtà, è la dimostrazione
dell'effettiva spesa professionale sostenuta nell'ambito della loro attività
per conto della società.

Fanno quindi essenzialmente difetto, nel senso
esatto dalla summenzionata giurisprudenza, le fatture relative ad ogni loro
singola spesa. La motivazione e giustificazione data dalla società RI 1 -
ovvero la sostanziale sufficienza dell'iscrizione contabile della spesa, del
suo pagamento ai collaboratori e lo sguardo alla realtà quotidiana - non è
pertanto sufficiente. Come detto per poter ritenere queste spese come non
rientranti nel conteggio del salario determinante di ogni salariato, il datore
di lavoro (che con tutta verosimiglianza ha ottenuto dal collaboratore
dipendente, o comunque può chiedere ed ottenere dallo stesso, i giustificativi
di spesa) deve in effetti apportare tutte le necessarie prove e produrre tutti
i giustificativi attestanti dette spese.

Stante quanto precede, a buon diritto s'imponeva
una ripresa salariale per spese di rappresentanza forfetarie nei confronti dei
tre dipendenti della società, così come individuate dalla Cassa nel suo
rapporto di revisione dell'11 giugno 2004 (cfr. doc. A1) e nella relativa
tassazione d'ufficio dell'11 giugno 2004 (cfr. doc. VI2).

 

Alla luce di quanto precede, il ricorso deve
essere integralmente respinto e la decisione su opposizione della Cassa
confermata.

Nonostante la temerarietà delle argomentazioni si
prescinde dal carico di tassa di giustizia e spese.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti