# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c1ff3fa9-650f-588c-9d97-e0d84a550eec
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-11-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 04.11.2008 60.2008.339
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2008-339_2008-11-04.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2008.339

   

  	
  Lugano

  4 novembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Daniela Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 28/29.10.2008
presentata dal

 

 

	
   

  	
  IS 1 

   

  

 

	
   

  	
  tendente ad ottenere la proroga del
  carcere preventivo cui è astretto CO 1, __________ (patr. da: avv. PR 1, __________),
  in vista del pubblico dibattimento;

  

 

 

visto il preavviso favorevole 3.11.2008 del procuratore pubblico Luca Maghetti;

 

 

preso atto che l'interessato non si oppone
alla proroga, come comunicato con lettera 31.10/3.11.2008 del suo patrocinatore;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

                                   1.   Nei
confronti di CO 1 , in
detenzione preventiva dall’8.5.2008, il procuratore pubblico PI 1 ha emanato il 3.10.2008 l’atto d’accusa (ACC __________), rinviandolo a processo per infrazione aggravata
alla LStup, infrazione alla LStup e contravvenzione alla LStup. 

 

                                         Il pubblico
dibattimento è stato aggiornato a lunedì 15.12.2008 con continuazione nei giorni seguenti.

 

 

                                   2.   Con la
presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise criminali
di __________ chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui è
astretto l'imputato fino al 15.12.2008, rispettivamente fino al termine del
dibattimento.

 

 

                                   3.   L'art.
230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta
giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della
Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è
prolungato sino a sessanta giorni.

                                         Entro questo
lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato è prorogata ope
legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora, eccezionalmente,
il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di legge, di per sé
d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata dalla Camera dei ricorsi
penali (CRP) su istanza motivata del presidente della Corte d’assise (art. 103
cpv. 1 lit. b CPP).

 

                                         Le istanze di
proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv. 2 CPP):
per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto d’accusa, il giudice
del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive che impediscono di aggiornare
celermente il dibattimento in aula. Ulteriore requisito è che la durata della
proroga, cumulata alla detenzione preventiva già sofferta, non conduca a superare
la durata della pena detentiva che verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga
della carcerazione preventiva implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto
del principio di proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce
della durata della proroga.

 

                                         Queste due
prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti
di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di
recidiva o di collusione), visto che la carcerazione è già in atto al momento
dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché,
quando vi è contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di
regola ben prima dell’atto d’accusa ed è di conseguenza già stata risolta dal giudice
dell’istruzione e dell’arresto o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una
proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la
proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi
di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto è eventualmente
avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del
nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito
della proporzionalità.

 

 

4.Nel caso in esame, sono dati tutti i
presupposti per l’accoglimento dell'istanza, ritenuta anche la situazione del
presidente istante, come descritta, e più in generale la situazione di
sovraccarico del Tribunale penale cantonale.

 

 

5.Nel presente caso sono dati seri indizi di
colpevolezza ai sensi dell’art. 95 CPP a carico di CO 1, viste anche le sue
ammissioni (verbale 11.6.2008, p. 5, AI 70, verbale 21.7.2008, p. 5, AI 84).

                                         Inoltre, in
presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato vanno
ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell’istruzione e
dell’arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. __________; cfr. anche M. RUSCA /
E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano
1997, n. 13 ad art. 103 CPP).

 

 

6.Il mantenimento della carcerazione
preventiva presuppone inoltre la presenza di preminenti motivi di interesse
pubblico.

 

 

7.Il pericolo di recidiva deve essere
concreto (DTF 105 Ia 26) e risultare da una valutazione dell’insieme delle
circostanze. Bisogna quindi fondarsi su circostanze concrete che rendano tale eventualità
assai verosimile e riferita a reati gravi (M. LUVINI, in REP. 1989, 294),
rispettando anche in tale modo il criterio della proporzionalità. Esso non può essere desunto solo dalla
protratta attività delittuosa dell’accusato anteriormente all’arresto (M.
SCHUBARTH, Die Rechte des Beschuldigten im Untersuchungsverfahren, besonders
bei Untersuchungshaft, Berna 1973, p. 117). Neppure la gravità delle accuse giustifica, da sola,
la detenzione preventiva per pericolo di recidiva: è necessario che anche altre
condizioni, segnatamente gli antecedenti e la personalità dell’accusato rendano
plausibile il rischio di recidiva e adeguata la misura della detenzione.
Bisogna inoltre valutare il carattere deterrente del procedimento penale in
corso. Ciononostante, la commissione di reati durante il procedimento penale,
dopo una prima scarcerazione o una condanna, depone a favore del pericolo di
recidiva (N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo 2004, n. 701b). In
particolare il Tribunale federale stabilisce che il pericolo di recidiva è dato
con una certa verosimiglianza se si è in presenza di una prognosi molto
sfavorevole sul detenuto e se i delitti di cui si teme la reiterazione sono
gravi (decisioni TF 1P.750/2004 del 21.1.2005, 1P.198/2006 del 25.4.2006 cons.
4.1).

 

 

8.Nel presente caso, premesso che la proroga
del carcere preventivo non sia contestata, deve essere ammesso un pericolo di recidiva,
in considerazione dei precedenti specifici di CO 1 (AI 3) nonché della sua
situazione personale (verbale 11.6.2008, p. 2, AI 70).

 

 

9.La carcerazione preventiva cui è astretto CO
1 è pertanto giustificata da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi
di interesse pubblico.

 

 

10. Nell’ottica del principio della proporzionalità, in
relazione alla durata del carcere preventivo, il Tribunale federale ha
stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni carcerazione preventiva
la cui durata complessiva superi quella della pena privativa della libertà che
presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice di merito (DTF 116 Ia 147
consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; REP.
1980, p. 46 consid. 3b). 

                                         Il protrarsi
del carcere preventivo deve ossequiare anche il principio della celerità,
stando al quale in presenza di un accusato in detenzione preventiva l’autorità
deve dar prova di particolare diligenza nel condurre rapidamente e senza
interruzione l’inchiesta, ciò che si valuta con riferimento alle circostanze concrete,
in particolare, alla vastità e complessità dell’inchiesta, al comportamento
dell’autorità penale e, a certe condizioni, al comportamento dell’arrestato.

 

 

 

 

11. Occorre ritenere che la durata della proroga è di una decina
di giorni. Considerati i reati oggetto dell’atto di accusa e la situazione personale
dell’accusato CO 1, la domanda di proroga rispetta il principio della
proporzionalità, in quanto la detenzione preventiva e quella in attesa del
processo sono certamente inferiori alla possibile pena (cfr. anche decisione
10.7.2007 del giudice dell'istruzione e dell'arresto, p. 7, inc. GIAR __________,
AI 4.6) e l’inchiesta non presenta particolari tempi morti o violazioni del
principio della celerità.

 

 

12. L’istanza è accolta; non si prelevano tassa di
giustizia e spese.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di legge,

 

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L'istanza è
accolta.

                                         § Di
conseguenza il carcere preventivo cui è astretto CO 1 è prorogato fino al 15.12.2008, rispettivamente fino alla conclusione del processo.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano tassa di giustizia e spese.

 

 

                                   3.   Rimedio di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato,
entro trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF),
il ricorso in materia penale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli
art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a
ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria