# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7d42e9ae-cb85-504f-864f-6f7b90bff7d1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-02-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.02.2022 32.2021.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2021-112_2022-02-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2021.112

   

  FC

  	
  Lugano

  21 febbraio 2022     

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Francesca Cassina-Barzaghini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 8 ottobre 2021 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 27 settembre 2021 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI 1, nata nel 1965, di professione
impiegata di commercio e contabile indipendente, nel febbraio 2020 ha presentato
una domanda di prestazioni, allegando di essere affetta da insufficienza renale
cronica dovuta a reni policistici bilaterali. Eseguiti i necessari accertamenti
medici ed economici, con decisione del 27 settembre 2021, confermativa di un
progetto del 29 luglio precedente, l’amministrazione ha accolto la domanda e
attribuito alla richiedente una mezza rendita a far tempo dal 1. gennaio 2021,
ossia dopo un anno dall’insorgenza dell’inabilità lavorativa (grado di
invalidità del 50%). Secondo l’Ufficio AI, gli accertamenti esperiti avevano
permesso di stabilire un’inabilità lavorativa in ogni attività del 50% dal 13
gennaio 2020, ossia dal momento in cui l’assicurata aveva iniziato a sottoporsi
a trattamento emodialitico tre volte la settimana (doc. A).

 

                          1.2.  Con ricorso al TCA l'assicurata ha in
sostanza contestato le conclusioni dell’amministrazione unicamente per quanto
riguarda l’inizio dell’inabilità lavorativa fatta risalire dal SMR al gennaio
2020, allegando una certificazione nella quale i curanti del Servizio di
Nefrologia dell’Ospedale __________ di __________ hanno chiesto che l’inizio
dell’incapacità lavorativa del 50% venga situata al gennaio 2019 (doc. I e A).

 

                          1.3.  Con la risposta di causa l’Ufficio AI,
rimandando alle allegate Annotazioni del dr. __________ del SMR, ha confermato
che l’inabilità lavorativa era iniziata già nel gennaio 2019, ciò che
comportava l’inizio della decorrenza del diritto alla mezza rendita già a far
tempo dal 1. gennaio 2020 e chiedendo quindi l’accoglimento del ricorso con
attribuzione della mezza rendita da tale data (cfr. X). L’amministrazione ha
nondimeno protestato tasse e spese, considerato come l’assicurata abbia
soltanto in sede ricorsuale prodotto la certificazione medica indicante l’inizio
dell’inabilità lavorativa già nel gennaio 2019 (doc. VI). 

                                  Interpellata in proposito, la
ricorrente ha affermato che “non ho osservazioni da formulare in merito”
(doc. XIII).

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio
2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  Oggetto del contendere è unicamente
la data di decorrenza del diritto ad una mezza rendita d’invalidità, la
ricorrente non contestando per contro il grado d’invalidità (del 50%)
determinato dall’amministrazione. 

 

                                  Va rilevato che il 1° gennaio 2022,
ossia dopo l’emanazione della decisione impugnata, è entrata in vigore una
(importante) modifica della LAI e dell’OAI che concerne (anche) il diritto alla
rendita (cfr. RU 2021 705).

                                  Occorre tuttavia ricordare che per
la disamina del diritto a una rendita di invalidità eventualmente già insorto
in precedenza, di norma, occorre rifarsi alle regole generali del diritto
intertemporale secondo cui sono applicabili le disposizioni in vigore al
momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato
giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1,
pag. 446 seg. con riferimento a DTF 130 V 329). 

                                  In concreto al ricorso contro la
decisione emanata il 27 settembre 2021 – data che, di principio, delimita
temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (cfr.
DTF 132 V 220 consid. 3.1.1) – si applicano le norme sostanziali in vigore fino
a quel momento. Ogni riferimento alle norme applicabili in concreto, salvo
indicazione contraria, va quindi inteso nel tenore in vigore fino al 31
dicembre 2021. 

 

                          2.3.  Secondo l’art. 4 cpv. 1 LAI in
relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità
al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno
alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité,
in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV,
Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2
LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che
egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit.,
pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84).

                                  Al proposito va precisato che,
secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, per il raffronto dei redditi
sono determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio
del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però
essere rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere
conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa
della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione)
e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222; STF I
600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STF I 475/01 del 13 giugno 2003,
consid. 4.1). 

 

                          2.4.  Per costante giurisprudenza (cfr.
sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità,
all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di
documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri
specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo
stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato
è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio
per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili
dall'assicurato (DTF 125 V 261 consid. 4; 115 V 134 consid. 2; 114 V 314 consid. 3c; 105 V 158 consid. 1). Spetta in seguito al consulente professionale,
avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali attività
professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

                                  Quanto alla valenza probante di un
rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano stati
oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi,
che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato
approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del
contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non
è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale
perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STF I 462/05 del 25
aprile 2007; U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid.
3a; 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique
VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con
rinvii).

                                  A
proposito delle perizie mediche esterne (art. 44 LPGA) eseguite nell'ambito
della procedura amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; 122 V 161, 104 V 212; SVR
1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189). 

                                  Va
poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a
scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di
regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF
9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3),
poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico
curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, in:      Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e che il solo
fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è
sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

                                  

                                  Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31;
RAMI 1993 pag. 95).

                                  Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, durante l’istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le conclusioni su indagini approfondite e giungono a risultati
concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non sussistano
indizi concreti atti a metterne in dubbio la credibilità (Pratique VSI 2001
pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STF I 462/05
del 25 aprile 2007).

 

                          2.5.  Dagli atti di causa risulta che in
evasione della domanda di prestazioni presentata dall’assicurata nel febbraio
2020, nella quale indicava di aver iniziato a sottoporsi a dialisi il 13
gennaio 2020 come conseguenza di “insufficienza renale cronica dovuta a reni
policistici bilaterali”, l’amministrazione ha interpellato i curanti. La
dr.ssa __________, internista, nei certificati del 19 marzo e 11 settembre
2020, ha attestato la presenza di insufficienza renale con necessità di
dialisi, indicando che l’assicurata poteva lavorare solo circa 4 ore al giorno
e prodotto la documentazione relativa alle cure dispensate dal servizio di
nefrologia dell’__________ (doc. AI pag. 117 e 146). Il dr. __________ dell’__________,
in data 27 agosto 2020, ha attestato un’inabilità lavorativa del 50% dal 13
gennaio 2020, con l’inizio della dialisi (doc. AI pag. 137).  

                                  

                                  Alla luce di questi atti il medico
SMR, con rapporti del 1. ottobre 2020 e 11 giugno 2021, posta la diagnosi di “malattia
renale policistica condizionante insufficienza renale cronica terminale in
trattamento emodialitico tre volte la settimana”, ha concluso per un’inabilità
lavorativa, nella sua professione di contabile indipendente e in ogni altra
attività, del 50% dal 13 gennaio 2020 (doc. AI pag. 167 e 216). L’amministrazione
ha quindi dato mandato al Servizio ispettorato, il quale, eseguita l’inchiesta
per l’attività professionale indipendente il 15 luglio 2021, con dettagliato
rapporto del 28 luglio 2021, tenendo conto delle limitazioni evidenziate dal
profilo medico nel rapporto finale del SMR, ha concluso per un grado
d’invalidità del 50% (doc. AI pag. 227). Tale valutazione è stata
posta a fondamento del progetto di decisione del 29 luglio 2021 e, quindi,
considerata l’assenza di osservazioni da parte dell’assicurata, della decisione
del 27 settembre 2021 che ha statuito come segue:

 

" 
(…)

Decidiamo pertanto:

Dal 01.01.2021 (dopo l'anno d'incapacità
lavorativa, senza notevoli interruzioni) lei ha diritto ad una 1/2 rendita d'invalidità (grado Al del 50%).

 

Esito degli accertamenti:

Esaminati gli atti acquisiti in sede
d'istruttoria, segnatamente sotto il profilo medico-teorico, risulta
giustificato riconoscere che il danno alla salute le ha comportato
un'incapacità lavorativa nella sua attività abituale di contabile indipendente
ed in tutte le attività dal 13.01.2020, e più precisamente:

 

in attività abituale ed in attività
adeguata alle limitazioni funzionali.

50% dal 1 3.01.2020 e continua

(da intendersi come riduzioni di
presenza, senza riduzione di rendimento).

 

Su tali presupposti medici abbiamo
richiesto il parere del nostro ispettore che in data 15.07.2021 ha effettuato un'inchiesta per indipendenti.

Valutazione dell'invalidità per
l'attività indipendente

 

Reddito da valido:

Per definire il suo reddito senza
invalidità prendiamo a riferimento gli anni 2017 e 2018 dei quali consideriamo
il dato registrato nel conto individuale e aggiungiamo il dato dichiarato dalla
ditta SA.

ll reddito rappresentativo è pari a Fr.
69'001 .-.

 

Osservazioni:

nel 2019 lei ha creato una ditta
individuale e ha suddiviso solo a livello contabile alcune mansioni. Inoltre nel 2020 con l'avvento della pandemia i numeri
sono stati sfalsati.

Per queste ragioni si ritiene corretto
procedere con la valutazione appoggiandosi sul metodo straordinario.

Prendiamo a riferimento la tabella
Svizzera dei salari statistici TA1 skill level 2018. Per le sue mansioni consideriamo la posizione 96 Servizio pompe
funebri e attività connesse, donne, livello di competenze 4 - salario definito di franchi 5'206 su 40h lavorative.

Le ore statistiche per tale mansione sono
state considerate 4"l.8 di conseguenza il salario aggiornato è di Fr.
5'440.- mensili.

Dati aggiornati per gli anni:

2019 = Fr. 5'490.- e 2020 = Fr. 5'536.-.

 

	
  Metodo straordinario di valutazione

  
	
                                                                                 
                                                                   Numero di
  salari versati 12

  
	
  Campi di attività senza danno alla salute

  	
  Ponderazione senza danno

  	
  Incapacità al lavoro nei campi di attività

  	
  Base salariale mensile

  	
  Reddito annuale senza danno

  	
  Diminuzione del reddito dell’attività professionale
  dovuta al danno

  
	
  Direzione

  	
  100%

  	
  50%

  	
  1) SFr. 5 536

  	
  SFr. 66 432

  	
  Sfr. 33 216

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  2)

  	
  SFr. 0

  	
  Sfr. 0

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  3)

  	
  SFr. 0

  	
  Sfr. 0

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  4)

  	
  SFr. 0

  	
  Sfr. 0

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  5)

  	
  SFr. 0

  	
  Sfr. 0

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
  6)

  	
  SFr. 0

  	
  Sfr. 0

  
	
  Totale

  	
  100%

  	
  50%

  	
   

  	
  Sfr. 66 432

  	
  Sfr. 33 216

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Secondo l’inchiesta svizzera sulla struttura dei
  salari 2018 aggiornato al 2020

  	
   

  	
   

  
	
  1) TA 01. pos. 99 livello di qualificazione 01,
  donnei

  	
   

  	
   

  
	
  2) CA XX pos. XX livello di qualificazione XX,
  donne/uomini

  	
   

  	
   

  
	
  3) CA XX pos. XX livello di qualificazione XX,
  donne/uomini

  	
   

  	
   

  
	
  4) CA XX pos. XX livello di qualificazione XX,
  donne/uomini

  	
   

  	
   

  
	
  5) CA XX pos. XX livello di qualificazione XX,
  donne/uomini

  	
   

  	
   

  
	
  6) CA XX pos. XX livello di qualificazione XX,
  donne/uomini

  	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  	
   

  
	
  Reddito ipotetico senza invalidità

  	
  SFr. 66 432

  
	
  Reddito da invalido

  	
  SFr. 33 216

  
	
  Diminuzione del reddito dell’attività prof.
  imputabile al danno

  	
  SFr. 33 216

  
	
  Tasso di diminuzione del reddito dell’attività
  professionale

  	
  50%

  

 

Lei presenta quindi una capacità di
guadagno residua del 50% ed un grado d'invalidità del 50%.

Reintegrazione

Attualmente non sono previsti provvedimenti
di reintegrazione.

Una nuova verifica della situazione
medica, personale e lavorativa non escluderà, se sarà indicata, l'adozione di provvedimenti reintegrativi con
lo scopo di migliorare la capacità al guadagno.”
(doc. III/1)

                                  

                                  Di fronte a questo giudice l’assicurata
non contesta in sostanza la valutazione medico-teorica o quella del Servizio
ispettorato, e, quindi, le conclusioni sul grado d’invalidità, ma unicamente la
data a partire dalla quale ella sarebbe inabile in misura del 50%, che, a detta
della dr.ssa __________ dell’Ambulatorio di nefrologia dell’__________, sarebbe
da situare non al gennaio 2020, ma al gennaio 2019. Nella certificazione del 4
ottobre 2021 la dr.ssa _________ ha in effetti affermato:

 

" 
La summenzionata paziente è affetta
da insufficienza renale terminale su policistosi autosomica dominante
dell'adulto (ADPKD).

In data 04.01.2019 la summenzionata
paziente veniva sottoposta ad intervento di confezionamento di fistola
artero-venosa midarm sinistra, con conseguente limitazione dell'attività fisica ad essa correlata. Nel corso dei mesi seguenti si oggettivava una rapida progressione
dell'insufficienza renale con una riduzione del filtrato glomerulare > 5
ml/min/1.73m", con conseguente peggioramento della sintomatologia
caratterizzata da importante astenia e relative limitazioni dell'attività quotidiana,
tali da rendere necessario il debutto di una terapia emodialitica intermittente
trisettimanale dal 13.01 .2020.

La presente pertanto per chiedere cortesemente
di poter rivalutare l'inizio dell'incapacità lavorativa della paziente al 50% a
partire dal 04 gennaio 2019.” (doc. A)

                                  In merito si è espresso il medico
SMR il 25 ottobre 2021 (cfr. doc. VI/1 e in esteso al consid. 2.6). 

                                

                          2.6.  Nella concreta fattispecie, dopo
attento esame della documentazione agli atti, questo Tribunale, non può
confermare la decisione dell’Ufficio AI per quanto concerne il momento in cui è
intervenuto il peggioramento delle condizioni di salute e, quindi, l’inizio
dell’inabilità lavorativa parziale che giustifica l’attribuzione della mezza
rendita. 

                                  In effetti, dalla documentazione
prodotta agli atti si evince che le condizioni di salute dell’assicurata,
affetta dalla nota problematica renale, sono peggiorate all’inizio del 2019, allorquando,
il 4 gennaio 2019, si è reso necessario un “intervento di
confezionamento di fistola artero-venosa midarm sinistra”, che ha
comportato, secondo la dr.ssa __________, la conseguente limitazione
dell'attività fisica ad essa correlata. La curante ha quindi riferito che nei
mesi seguenti si è oggettivata “una rapida progressione dell'insufficienza
renale con una riduzione del filtrato glomerulare > 5 ml/min/1.73m, con conseguente
peggioramento della sintomatologia caratterizzata da importante astenia e
relative limitazioni dell'attività quotidiana, tali da rendere necessario il
debutto di una terapia emodialitica intermittente trisettimanale dal 13.01.2020”.
Alla luce di questo deterioramento ulteriore delle condizioni di salute della
ricorrente, la specialista in nefrologia ha certificato un'incapacità
lavorativa del 50% dal 4 gennaio 2019 (doc. A).

                                

Ora,
al riguardo, vista la citata attestazione medica, è da ritenere dimostrato, secondo il grado
della verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali (DTF 138 V 218 consid. 6 con riferimenti), 

che i
problemi ai reni di cui soffre l’assicurata, che l’hanno portata alla necessità
di sottoporsi a dialisi tre volte la settimana, abbiano subito un decisivo peggioramento
con una conseguente inabilità lavorativa del 50% già in epoca precedente
rispetto a quanto stabilito dall’amministrazione nella decisione contestata. 

                                  Del
resto, esaminata la certificazione prodotta con il ricorso, nell’annotazione
del 25 ottobre 2021 il medico SMR ha concluso:

 

" 
Assicurata con domanda al 13.2.2020

Diagnosi: insufficienza renale

- inizio emodialisi 13.1 .2020

 

Certificazione medica:

IL 50% dal 13.1.2020 (rapporto dr. __________
27.8.2020)

Attuale certificato del 4.10.2021 nel
quale si attesta una ridotta CL del 50% sin dal 4.1.2019, data confezionamento fistola.

 

Valutazione:

- in considerazione della patologia è
medicalmente verosimile una CL ridotta sin dal 4.1 .2019. In considerazione dell'attuale certificazione OK per inizio
IL dal 4.1. 2019, prognosi stazionaria.”
(doc. VI/1)

 

                                                 Alla luce di questa presa di posizione del SMR e di quella del 26
ottobre 2021 del responsabile del Servizio ispettorato (per il quale “Considerando
la data rivista di inizio della IL dell'assicurata, in relazione all’analisi
economica svolta in sede d'inchiesta per indipendenti, possiamo confermare che
il diritto con grado Al definito nell'inchiesta sussiste a partire dal
04.01.2019 erogabile secondo i termini di legge”, doc. VI/2), l’amministrazione, nella risposta del 29 ottobre 2021, ha concluso nel
senso che “alla luce di quanto precede, lo scrivente Ufficio
propone l'accoglimento del ricorso con attribuzione di mezza rendita Al dal
01.01.2020, ossia alla scadenza dell'anno d'attesa che risulta decorso dal
gennaio 2019” (doc. VI). 

                                  

Questa
Corte deve quindi condividere, con il SMR e con l’Ufficio AI, che l’inizio del deterioramento
delle condizioni di salute dell’assicurata che ha portato all’attribuzione del
diritto a mezza rendita va situato già nel gennaio 2019, come ha fatto valere la
curante della ricorrente nel certificato allegato al gravame.

 

                          2.7.  In simili circostanze, visto tutto
quanto precede, come proposto dall’Ufficio AI nella risposta di causa (doc. VI),
la decisione contestata va riformata nel senso che il diritto alla mezza rendita
d’invalidità va riconosciuto già a far tempo dal 1. gennaio 2020 (art. 28 cpv.
1 lett. b/c LAI).                     

                                  

                          2.8.  Secondo l'art. 69 cpv. 1bis LAI in
vigore dal 1° gennaio 2021 ed applicabile in concreto (cfr. la disposizione
transitoria dell’art. 82a LPGA in combinazione con gli art. 61 lett. a e f bis
LPGA nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2021) la procedura di ricorso dinanzi
al tribunale cantonale delle assicurazioni in caso di controversie relative a
prestazioni dell’AI è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra
200 e 1000 franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al
valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

                                  

                                  Visto l’esito della vertenza, che
si conclude con l’accoglimento del ricorso, le spese per fr. 500.-- sarebbero
quindi di principio da porre a carico dell’Ufficio AI quale parte soccombente. 

                                  

                                  L’Ufficio AI contesta tuttavia
l’accollamento delle spese, facendo rilevare che “(…) in tutti gli atti
all’incarto, compresa la domanda di prestazioni, I’ incapacità lavorativa è
sempre stata indicata dal 13.01.2020 e la certificazione medica con incapacità
lavorativa dal 04.01.2019 è stata trasmessa all'amministrazione soltanto in
sede ricorsuale, sebbene l'assicurata abbia avuto la possibilità di formulare
osservazioni al progetto di decisione del 29.07.2021l ma sia rimasta invece
totalmente silente. Considerato ciò, non appare giustificato accollare
all'amministrazione le spese di procedura, in quanto l'assicurata ha provocato
inutilmente la procedura sub judice, che avrebbe potuto essere evitata
applicando la dovuta diligenza (v. art. 29 cpv. 3 Lptca) e in violazione
dell'obbligo di collaborare”.

                                  Ora, con STF 9C_967/2009 del 2
giugno 2010, il TF aveva accolto il ricorso di un Ufficio AI che si lamentava
di vedersi accollate le spese, malgrado l’accoglimento del ricorso da parte
dell’istanza cantonale fosse dovuto alla produzione di documenti non trasmessi
in precedenza e la rendita fosse dovuta per un periodo successivo all’emissione
della decisione impugnata.

                                  Nella fattispecie, dalla
certificazione della dr.ssa ________ del 4 ottobre 2021 si evince una ridotta
capacità lavorativa per l’assicurata sin dal 4 gennaio 2019, data del confezionamento
della fistola artero-venosa che ha comportato una conseguente limitazione
dell’attività fisica per l’assicurata. 

                                  Ora,
ritenuto che il 29 luglio 2021 era stato preavvisato all’assicurata il diritto
ad una mezza rendita d’invalidità a far tempo dal 1. gennaio 2021 a dipendenza
di un’inabilità lavorativa dal gennaio 2020, richiamato anche il dovere delle parti di collaborare
all'istruzione della causa (dovere che comprende in particolare l'obbligo delle
parti di apportare, ove ragionevolmente esigibile, le prove necessarie, avuto
riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti
rischiano di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove; cfr. DTF
122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c, 117 V 264 consid. 3b con
riferimenti), si deve effettivamente ritenere che all’insorgente non
poteva sfuggire l’importanza (ai fini della determinazione del diritto a
prestazioni) di comunicare immediatamente all’amministrazione l’effettivo inizio
del peggioramento delle sue condizioni di salute a dipendenza dell’intervento
di confezionamento della fistola artero-venosa e questo nel termine di 30
giorni previsto per le osservazioni al progetto di decisione o comunque prima
della resa della decisione contestata (per un caso diverso in cui il TF, ritenute
le motivazioni addotte nel preavviso, non ha ravvisato una violazione
dell’obbligo di collaborare, cfr. la STF 9C_612/2014 del 5 novembre 2014). 

                                  D’altra parte, come fatto
giustamente rilevare dall’amministrazione, dall’insieme dei documenti agli atti
non era possibile dedurre l’inizio dell’inabilità lavorativa del 50% in data precedente
al gennaio 2020. Se infatti dalla “lista diagnosi” allestita dall’__________
e allegata al rapporto medico del dr. __________ del 27 agosto 2020 si evince
la “confezione mid-arm fistula avambraccio sinistro” il 4 gennaio 2019,
da tale documento nulla era possibile dedurre circa la sussistenza di una
conseguente limitazione dell’abilità lavorativa (doc. AI pag. 137). 

                                  

                                  Viste le suesposte
risultanze e ricordato che nella STF 9C_670/2013 del 4 febbraio 2014 il TF ha
ribadito la validità del principio giuridico generale secondo il quale i costi
vanno caricati a chi li ha causati, questo Tribunale deve concludere che se
l’insorgente avesse comunicato per tempo che a dipendenza della posa della
fistola artero-venosa ella aveva subito una rilevante limitazione dell’attività
fisica e, quindi,  della capacità lavorativa,  con ogni verosimiglianza
l’Ufficio AI avrebbe subito fatto decorrere la mezza rendita dal gennaio 2020 e
non si sarebbe resa necessaria la presente procedura. 

                                  

                                  Di conseguenza, ancorché vincente
in causa, le spese per fr. 500 sono poste a carico della ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                             1.  Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

 

                             2.  Le
spese di fr. 500 sono poste a carico della ricorrente. 

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3 esemplari,
deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere
una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il
Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                           Il segretario di
Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                   Gianluca
Menghetti