# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 61128f47-5fdb-52a6-b87f-d5d6f01fff2f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-08-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.08.2015 38.2015.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2015-22_2015-08-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  38.2015.22

   

  CL/RS

  	
  Lugano

  12 agosto 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Christiana Lepori, giurista

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 marzo 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 2 marzo 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con la
decisione su opposizione del 2 marzo 2015 la Sezione del lavoro, confermando la propria decisione del 1° dicembre 2014 (cfr. doc. 8), ha ritenuto RI 1 inidonea
al collocamento dal 1° novembre 2014 al 14 marzo 2015.

                                         L’amministrazione,
al riguardo, ha rilevato che l’assicurata si è iscritta in disoccupazione dal
1° novembre 2014 ed ha sottoscritto un contratto di lavoro stagionale, in
qualità di ausiliaria di cucina, a valere dal 15 marzo 2015 al 23 ottobre 2015
presso il __________ di __________ (cfr. doc. 3; 12), osservando quanto segue,
circa la durata dell’assenza per vacanza della ricorrente nel periodo appena
citato e la sua inidoneità al collocamento:

 

" (…)

L’assicurata ha ridotto il periodo di vacanze non
maturate ed in particolare dal 14 gennaio 2015 (mercoledì) al 12 febbraio 2015
(giovedì) invece che dal 14 gennaio 2015 all’8 marzo 2015. Tuttavia, la durata
rimane comunque di quasi un mese (un giorno in meno) e di conseguenza, vista la
poca differenza, rispetto a quanto previsto dalla prassi, è ancora possibile
applicare la Prassi LADI B 377.

Ora, conformemente alla menzionata Prassi LADI (B
377), durante le vacanze non maturate ella non ha diritto alle indennità di
disoccupazione. Per quanto riguarda invece il periodo precedente la sua
partenza, l’assicurata era a disposizione del mercato del lavoro per poco meno
di 2 mesi e mezzo. Tale lasso di tempo risulta tanto breve da limitare
eccessivamente la possibilità di essere assunta da un datore di lavoro .
Pertanto, richiamate la prassi e la dottrina citate – secondo cui è richiesto
di principio una disponibilità di almeno 3 mesi – considerato in particolare
come le concrete possibilità di trovare un’occupazione per soli due mesi e
mezzo, rispettivamente un impiego che le permettesse un’assenza durante il mese
di gennaio 2015 e febbraio 2015, fossero troppo esigue, ella non può essere
ritenuta idonea al collocamento durante il periodo in questione. Infatti,
l’assenza – di un mese – dall’eventuale posto di lavoro poco dopo l’entrata in
servizio è una circostanza certamente inusuale, che non agevola la conclusione
di un’assunzione ma piuttosto la ostacola. Infatti, il nuovo datore di lavoro
dovrebbe essere disposto ad accettare un’assenza prolungata, con tutto quanto
questo comporta per l’organizzazione del lavoro, poco dopo essere riuscito ad
occupare una posizione vacante.

Pertanto, visto quanto precede e alla luce della
giurisprudenza e dottrina menzionate (cfr. punto 2.1), l’opponente non può
quindi essere ritenuta idonea al collocamento nel periodo dal 1. novembre 2014
al 12 febbraio 2015 compreso.

 

5. Tuttavia, non è possibile ritenere l’assicurata
idonea al collocamento nemmeno per il periodo successivo, segnatamente dal 13
febbraio 2015, per i seguenti motivi.

L’assicurata dal 2006 lavora con un contratto di
durata determinata  presso l’albergo __________, __________. Al termine di ogni
stagione, ella si iscrive in disoccupazione ed in seguito, verso la metà marzo,
riprende a lavorare presso il predetto datore di lavoro. Considerato che anche
quest’anno la signora RI 1 è nuovamente partita all’estero, nonostante sia
stata correttamente avvisata con la comunicazione 12 novembre 2014, con la
lettera dell’amministrazione 14 novembre 2014 e 23 dicembre 2014, circa le
possibili conseguenze di tale agire, è necessario concludere che l’interessata
non ha alcuna volontà soggettiva di reperire un’occupazione dal termine della
stagione lavorativa, all’inizio della nuova. Tant’è che anche dalle ricerche di
lavoro svolte dalla signora RI 1 durante tutto l’arco dell’anno è possibile
dedurre tale assenza di volontà soggettiva, essendo tutte candidature spontanee
presso datori di lavoro che non cercavano nuovo personale. Non risultano invece
candidature mirate in risposta a delle reali offerte presenti sul mercato del
lavoro.

Inoltre a conferma di tale mancanza di volontà di
reperire un’occupazione duratura o perlomeno durante la stagione morta, vi è il
fatto che ella durante la sua assenza all’estero ha fatto svolgere le ricerche
di lavoro da una terza persona e non è stata lei ad effettuarle. Questo fatto,
oltre a configurare una colpa grave sanzionabile conformemente all’art. 30 cpv.
1 lett. e LADI, denota, come detto, l’assenza totale di volontà soggettiva di
reperire un lavoro di durata indeterminata oppure almeno durante la chiusura
dell’albergo in parola.

 

Inoltre, anche il periodo in cui ella ha svolto le
vacanze all’estero, segnatamente dopo due mesi e mezzo dall’inizio del
controllo della disoccupazione – della durata di circa un mese - , restando
pertanto solo un mese a disposizione del collocamento, prima dell’inizio del
nuovo lavoro, rende estremamente difficile il reperimento di un impiego per un
periodo così breve. Infatti, per il periodo dal 13 febbraio 2015 sino
all’inizio del lavoro stagionale alla signora RI 1 non è possibile applicare la
giurisprudenza relativa agli assicurati che per adempiere il proprio obbligo di
ridurre il danno, dopo essere stati licenziati, accettano un lavoro non
immediatamente disponibile e che pertanto sono ritenuti idonei al collocamento
sino all’inizio del lavoro (cfr. DTF 110 V 207 segg., Boris Rubin, op. cit. N
59 ad art. 15 LADI, pag. 165 e riferimenti ivi citati). Infatti, il breve
periodo dal 13 febbraio 2015 al 14 marzo 2015 è ascrivibile alla scelta
dell’interessata e non alla conseguenza di un licenziamento da parte di un
datore di lavoro. Scegliendo di andare in vacanza, l’assicurata ha volontariamente
e ulteriormente ridotto il periodo prima dell’inizio del lavoro e non è stata
in condizione, dettata dal fatto che ella ha reperito un lavoro che prendeva
avvio solo dopo un mese dall’inizio della disoccupazione. (…)” (cfr. doc. 13;
A)

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione del 2 marzo 2015 (cfr. doc. 13; A) RI 1 ha interposto
in data 17 marzo 2015 un tempestivo ricorso al TCA, chiedendo di ritenerla
idonea al collocamento sulla base delle seguenti argomentazioni:

 

" (…)

In relazione al mio diritto alle vacanze, il
12.11.2014 non era ancora stato definito dalla Cassa Disoccupazione (__________,
__________) i giorni precisi che mi spettavano. Di sicuro una settimana, ma
facilmente, tenuto conto dell’intero periodo di controllo della disoccupazione,
saranno due settimane. Preso in considerazione i mesi controllati a fine
2013/inizio anno 2014 e i mesi controllati a fine anno 2014, avrò diritto a due
settimane. 

 

Per quanto riguarda la mia assenza per vacanze. Dopo
aver ricevuto dall’Ufficio giuridico la decisione d’inidoneità al collocamento,
con la motivazione che il periodo di assenza era superiore alle quattro
settimane, ho rivisto e comunicato, il 23.12.2014, il mio nuovo tempo di
assenza, riducendolo ad un periodo inferiore alle quattro settimane.
Sottolineando: “Resta inteso che dev’essere l’elemento decisivo per sospendere
la decisione circa la mia inidoneità al collocamento.”

L’Ufficio giuridico prima di dare il benestare alla
mia assenza ha voluto le prove di quanto modificato, ossia la copia del
biglietto d’aereo che dimostrava la partenza, il 14.01.2015, e il ritorno, il
12.02.2015. Documentazione fornita all’Ufficio giuridico il 30.12.2014.

La decisione, relativa al periodo preciso per poter
avere le vacanze retribuite, poteva essere preso solo dopo la conferma della
Cassa disoccupazione. Decisione lasciata in sospeso dalla Cassa disoccupazione
viste le prese di posizione dell’Ufficio giuridico.

Ricordo che dal 01.11.2014 fino al 14 gennaio 2015
ho controllato regolarmente la disoccupazione, senza nessuna contestazione da
parte dell’URC di __________, circa la mia disponibilità al collocamento.

 

Per quanto riguarda i periodi nei quali mi sono
iscritta all’UCR di __________, e il mio impegno a reperire un posto di lavoro
nel periodo invernale, affermo che mi sono sempre attenuta alle disposizioni
ricevute dal/dalla mio/mia consulente.

Ho seguito le direttive di svolgere le ricerche di
lavoro mirate, in subordine spontanee. Svolte in forma scritta e di persona.
Ricerca lavoro svolta, con delle condizioni e difficoltà oggettive che il
periodo e il settore professionale comporta. 

Situazione che coinvolge il 70/80% delle persone
iscritte all’URC di __________ nel periodo invernale. Periodo nel quale la
maggior parte dei ristoranti e alberghi è chiuso, e il numero di persona che
cercano lavoro è aumentato in relazione alla chiusura degli esercizi pubblici e
affini.

 

Per le ricerche di lavoro svolte durante il periodo
della mia assenza (dal 14.01.2015 al 12.02.2015) sarà da definire il periodo
preciso (dopo decisione della Cassa disoccupazione __________) per il quale
dovevo svolgere le ricerche lavoro e il periodo nel quale ero esentata potendo
usufruire delle vacanze riconosciute.

Riguardo le modalità di ricerca lavoro durante la
mia assenza in __________. Vista la distanza dal luogo di ricerca lavoro, ho
incaricato una persona di mia fiducia di contattare i potenziali datori di
lavoro, proprio in funzioni di non tralasciare nessuna eventuale opportunità di
lavoro. Era chiaro che il signor __________ (n.ro di cellulare __________)
comunicava al datore di lavoro le mie conoscenze professionali e la mia assenza,
con l’impegno, se esistevano possibilità di lavoro, che al mio rientro prendevo
contatto con il datore di lavoro interessato al mio profilo. Informazioni già
comunicate in forma scritta alla mia consulente URC in data 02.03.2015. 

 

Concludo ribadendo la mai disponibilità a
collocarsi, anche per i periodo brevi, in particolare nel periodo invernale. La
disponibilità a lasciare l’attuale posto di lavoro stagionale per un posto di
lavoro a durata indeterminata, senza mettere a repentaglio l’attuale e sicura
occupazione.

La mia decisione di partire per le vacanze (che
all’inizio intendevo revocare visti i presupposti di inidoneità), è maturata
dopo lo scambio di informazioni con l’Ufficio giuridico, per il quale doveva
ridurre a quattro settimane il periodo di assenza. Cosa che in seguito ho
fatto, con ulteriori costi finanziari, dati dall’acquisto di un nuovo biglietto
aereo.

La difficoltà nel reperire un lavoro non sono dovute
alla mia cattiva volontà, di cercare lavoro e collocarmi, visto che seguo alla
lettera le indicazioni datemi dalla consulente (svolgo le ricerche e lavoro
regolarmente per almeno 7 mesi) ma alle condizioni oggettive del settore professionale
e alla stagionalità dell’attività. (…)” (cfr. doc. I)

 

                               1.3.   Nella propria
risposta di causa del 27 aprile 2015, la Sezione del lavoro, postulando la reiezione dell’impugnativa, ha in particolare rilevato, da una parte, che la
ricorrente non aveva maturato alcun giorno esente dall’obbligo di controllo
(“(…) Infatti, come si evince dai dati SIPAD, al termine dell’ultimo periodo di
controllo ella aveva maturato 5 giorni esenti dall’obbligo di controllo, che
tuttavia aveva riscosso (doc. 1, foglio 5) e dal 1. novembre 2014 al momento
della partenza (14 gennaio 2015, doc. 11/1) non aveva ancora raggiunto i 60
giorni di disoccupazione controllata (art. 27 cpv. 1 OADI).”; cfr. doc. III
pag. 2) e che la medesima, nel periodo antecedente alla sua partenza, non
poteva essere ritenuta idonea al collocamento in ragione della poca probabilità
di reperire un impiego limitato a due mesi e mezzo.

                                         Dall’altra,
che l’idoneità al collocamento deve essere negata anche per il periodo
successivo al rientro in Ticino dal 13 febbraio al 14 marzo 2015, in quanto l’assenza all’estero non era stata autorizzata dall’Ufficio giuridico e le ricerche
di lavoro durante l’attività lavorativa ed in seguito manifestano che non era
soggettivamente idonea al collocamento. 

                                         Il breve
periodo dal 13 febbraio al 14 marzo 2015 è del resto ascrivibile ad una scelta
dell’assicurata e non è conseguenza di un licenziamento (cfr. doc. III).

 

                               1.4.   Nella propria
replica del 5 maggio 2015RI 1, contestando le allegazioni dell’amministrazione,
ha rilevato di aver sempre concordato le proprie assenze con il/la consulente
di riferimento e di non aver, nelle precedenti occasioni in cui si era
assentata per recarsi all’estero durante i periodi di disoccupazione, mai avuto
problemi. 

                                         Ella ha
altresì affermato di aver maturato la decisione di partire in seguito alle
difficoltà riscontrate nel trovare un’occupazione, alla luce della ristrettezza
del mercato, da una parte, e della forte concorrenza, dall’altra (cfr. doc. V)

 

                               1.5.   Mediante la
duplica datata 18 maggio 2015, la Sezione del lavoro ha in particolare
evidenziato, in primo luogo, di aver reso attenta l’assicurata circa le
possibili conseguenze in cui poteva incorrere in caso di prolungata assenza, in
secondo, di non aver riscontrato la disponibilità ad ampliare l’ambito delle
ricerche di lavoro asserita dalla medesima (cfr. doc. VII).

 

                               1.6.   Nelle proprie
osservazioni del 30 maggio 2015, RI 1 ha riconfermato che la decisione da lei
assunta circa la riduzione delle vacanze a meno di quattro settimane, al fine
di non compromettere la propria collocabilità, è stata il risultato di un
accordo intervenuto con l’Ufficio giuridico della Sezione del lavoro.

 

                                         Ella ha
altresì rilevato che le proprie ricerche di lavoro non erano state ripetitive,
bensì effettuate nel settore lavorativo in cui da anni era attiva (cfr. doc.
IX).

 

                               1.7.   La Sezione del lavoro, con lo scritto del 3 giugno 2015, riconfermandosi in quanto deciso ed
osservato, ha chiesto la reiezione del ricorso (cfr. doc. XI)

 

                               1.8.   L’assicurata,
in data 12 giugno 2015, si è riconfermata nelle argomentazioni esposte il 5
maggio 2015, il 30 maggio 2015 ed in sede ricorsuale (cfr. doc. XIII; IX; V;
I).

 

                               1.9.   In data 22
giugno 2015 la Sezione del lavoro ha comunicato di non avere ulteriori osservazioni
(cfr. doc. XV).

 

                             1.10.   Il documento XV
è stato trasmesso senza indugio per conoscenza alla ricorrente (cfr. doc. XVI).

 

 

in diritto

 

                               2.1.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se correttamente o meno la Sezione del lavoro ha ritenuto RI 1 inidonea al collocamento dal 1° novembre 2014 al 14 marzo
2015.

 

                               2.2.   Fondamentale presupposto per
il riconoscimento del diritto all'indennità di disoccupazione è, tra l'altro,
che l'assicurato sia idoneo al collocamento (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. f LADI).

 

                                         Il nuovo tenore dell'art.
15 cpv. 1 LADI, in vigore dal 1° luglio 2003, non ha modificato le condizioni
necessarie per poter considerare un assicurato idoneo al collocamento e quindi
la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua validità.

                                         Infatti, secondo l'art. 15
cpv. 1 LADI, nel tenore in vigore fino al 30 giugno 2003, "Il disoccupato
è idoneo al collocamento se è disposto, capace e autorizzato ad accettare
un'occupazione adeguata". A questa formulazione il nuovo testo, in vigore
dal

1° luglio 2003, aggiunge solo "(…) e a partecipare a provvedimenti di
reintegrazione".

                                         Inoltre, nel Messaggio
concernente la revisione della legge federale sull'assicurazione contro la
disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale, circa l'art. 15
LADI, ha rilevato che:

 

" Art. 15
Idoneità al collocamento

 

Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale, l’idoneità al collocamento comporta in particolare anche la
disponibilità dell’assicurato a essere collocato, vale a dire la sua volontà di
accettare un lavoro adeguato e di seguire le istruzioni degli organi dell’AD in
materia di ricerca di un posto di lavoro, assegnazione a un posto di lavoro o a
un programma di lavoro temporaneo (PLT) ecc. E' pertanto decisivo il
comportamento dell’assicurato. L’idoneità al collocamento che è stata negata
può quindi essere nuovamente ottenuta se l’assicurato modifica radicalmente il
suo comportamento e non solo se accetta di partecipare a un provvedimento
isolato. E' quanto intende esprimere la nuova nozione di «provvedimenti di
reintegrazione» che comprende tutti i provvedimenti (compresi i colloqui di
consulenza e di controllo)." 

(cfr. FF N 23 del 12 giugno
2001, pag. 2002)

                                         

                                         L'idoneità
al collocamento deve essere quindi valutata da un duplice punto di vista.

                                         Oggettivamente
l'assicurato deve essere idoneo al collocamento per le sue condizioni fisiche e
mentali (cfr. STF 8C_406/2010 del 18 maggio 2011 consid. 5.1.;
STFA C 119/04 del 3 gennaio 2005; DLA 2001 consid. 1 pag. 146; DLA 1998 consid.
3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1a pag. 265, DLA 1995 pag. 173, DLA 1995 pag.
63; DTF 125 V 51, consid. 6a, pag. 58 e DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216,
entrambe con riferimenti; U. Stauffer "Die
Arbeitslosen-versicherung", Schultess Polygraphischer Verlag, Zurigo 1984,
pag. 34 - 41 e, per il vecchio diritto: DTF 110 V 208 consid. 1).

                                         Soggettivamente la sua
situazione personale deve essere tale da non impedirgli praticamente di essere
collocato. Ciò implica dunque, oltre che la volontà, anche la disponibilità
dell'assicurato a cercare ed accettare un'occupazione adeguata ai sensi
dell'art. 16 LADI, senza restringere oltremodo le possibilità di collocamento,
ponendo ad esempio condizioni di orario, di durata ed altre ancora più
strettamente legate alla sua persona (cfr. STF 8C_406/2010 del 18
maggio 2011 consid. 5.1.; STFA C 119/04 del 3 gennaio 2005; DLA 2001
consid. 1 pag. 146; DLA 1998 consid. 3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1b pag.
265, DLA 1995 pag. 54; DLA 1993/1994 pag. 222; DTF 125 V 51, consid. 6a pag. 58
e DTF 123 V 214, consid. 3 pag. 216, entrambe con riferimenti; DTF 120 V 388;
DTF 115 V 436; DLA 1993/94, pag. 54; DLA 1992 pag. 123; DLA 1992 pag. 127; DLA
1992 pag. 131-132; DLA 1992 pag. 135-136; DTF 112 V 137 consid. 3; DTF 112 V
217 consid. la; DLA 1986 n. 21; DLA 1986 n. 26; per il vecchio diritto cfr. DTF
109 V 275 consid. 2.a, 108 V 101; DLA 1977 n. 15, 1979 n. 7, 1980 n. 24, 38,
40, 1982 n. 2).

                                         L'assicurato dimostra una
sufficiente disponibilità al collocamento quando può dedicare un ragionevole
tempo all'esercizio di un'attività lucrativa e quando il numero di datori di
lavoro in grado di assumerlo non è eccessivamente esiguo (cfr. STF 8C_459/2007
dell’11 giugno 2008 consid. 6.1.; DTF 113 V 137 consid. 3 = DLA 1986 n. 20).

                                         Vi è invece inidoneità al
collocamento, ad esempio, quando un assicurato per motivi personali o familiari
non può o non vuole impegnare la sua capacità lavorativa come normalmente lo
pretende un datore di lavoro.

                                         Assicurati che, a causa di
ulteriori impegni o di particolari circostanze personali, vogliono lavorare
soltanto durante certi giorni o durante un certo numero di ore settimanali,
possono essere riconosciuti idonei al collocamento soltanto molto
condizionatamente.

                                         Quando l'assicurato è
talmente limitato nella scelta di un’occupazione da rendere molto incerto il
ritrovamento di un posto di lavoro occorre pronunciare l'inidoneità al
collocamento. Il motivo della limitazione nelle possibilità di lavoro non ha
nessuna importanza (cfr. STF 8C_459/2007 dell’11 giugno 2008 consid. 6.1.; STFA
C 245/04 del 10 febbraio 2005; STFA 

                                         C 119/04 del 3 gennaio
2005; DLA 1998 consid. 3a pag. 101-102, DLA 1998 consid. 1b pag. 265, DLA 1995
pag. 59; DTF 120 V 388, DLA 1992 pag. 123, DTF 112 V 137 consid. 3, DTF 112 V
217, DLA 1986 n. 21 e n. 26; per il vecchio diritto cfr.: DTF 110 V 208, 109 V
275 consid. 2; DLA 1982 n. 10, 1980 n. 38, 1979 n. 7, 1977 n. 16 e n. 27).

 

                                         In una sentenza C 108/03
del 2 settembre 2003 il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; Tribunale
federale dal 1° gennaio 2007), in proposito, ha rilevato che:

 

" (…)

1.3 Für die Frage der Vermittlungsfähigkeit
entscheidend sind die konkreten Aussichten auf eine Anstellung auf dem für die
versicherte Person in Betracht fallenden allgemeinen Arbeitsmarkt, wobei nicht
nur die zeitliche Verfügbarkeit, sondern auch die herrschenden konjunkturellen
Verhältnisse sowie alle anderen Umstände, insbesondere auch die Art der
Tätigkeit zu berücksichtigen sind (ARV 1991 Nr. 3 S. 24). Die (tatsächlichen)
Anstellungschancen sind allein mit Blick auf die der versicherten Person
zumutbaren Stellen zu beurteilen (Art. 15 Abs. 1 AVIG)."

 

                                         L'idoneità
al collocamento dell'assicurato non deve inoltre essere ostacolata dal mancato
rispetto di norme di diritto pubblico (cfr. Stauffer, op.cit., pag. 37 e pag.
53-56).

                                         Riguardo a quest'ultimo
aspetto va sottolineato che se e fintanto che l'assicurato non beneficia di
un'autorizzazione di lavoro l'idoneità al collocamento, e, di conseguenza, il
diritto all'indennità di disoccupazione, deve essere negato (cfr. SVR 2001 ALV
Nr. 3, pag. 5, DTF 125 V 465; DTF 120 V 379 - 380; DTF 120 V 395; DLA
1993/1994, pag. 12; vedi inoltre Nussbaumer, op. cit., cifra marginale 217,
pag. 87 e Gerhards, "Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz",
Vol. I, note 10 e 55 all'art. 15).

 

                               2.3.   Il Tribunale federale delle
assicurazioni esige costantemente la disponibilità a cercare e ad accettare
impieghi duraturi, affinché sia riconosciuta l'idoneità al collocamento di un
assicurato che ricorre regolarmente all'assicurazione contro la disoccupazione
soltanto per alcuni mesi all'anno.

                                         In una sentenza del 3
gennaio 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 150 seg., il TFA ha ad esempio
stabilito che:

 

" Se un
assicurato - nella fattispecie un musicista - cerca volutamente soltanto
rapporti di lavoro stagionali e limita sistematicamente le sue ricerche di
lavoro a occupazioni di durata limitata, occorre negargli l'idoneità al
collocamento. Per soddisfare il suo obbligo di diminuire il danno, l'assicurato
è infatti tenuto a estendere le proprie ricerche a impieghi durevoli, anche al
di fuori della sua professione. Nel caso specifico, né l'età, né la formazione,
né l'attività precedente o la situazione economica esonerano l'assicurato da
tali ricerche."

 

                                         In una sentenza del 3
novembre 2000, pubblicata in DLA 2001 pag. 147 segg., la nostra Massima Istanza
ha inoltre deciso che:

 

" Un regista
della televisione che ha concluso un contratto di lavoro che gli garantisce 170
giorni interi di lavoro all'anno non è collocabile durante i brevi periodi di
inattività che sono d'altronde inerenti alla professione. Questa circostanza e
il fatto che per lui è fuori discussione accettare un impiego durevole al di
fuori della sua professione conducono all'inidoneità al collocamento dell'interessato."

 

                                         In un'ulteriore decisione
del 12 gennaio 2001 pubblicata in DLA 2001 pag. 145 seg., il Tribunale federale
delle assicurazioni ha affermato che:

 

" L'assicurato
che, al termine di un lasso di tempo ragionevole durante il quale non è riuscito
a trovare un nuovo posto di lavoro nella professione appresa, non è disposto e
non è in grado di cercare e accettare un'altra occupazione al di fuori di tale
professione, non è idoneo al collocamento." 

 

                                         In una sentenza C 157/04
del 24 dicembre 2004, il TFA ha negato il diritto alle indennità di
disoccupazione ad un assicurato,  durante l’interstagione, in quanto egli
non aveva cercato un lavoro duraturo, bensì voleva continuare a svolgere le due
attività stagionali che aveva da parecchi anni. Del resto nemmeno aveva cercato
un impiego a tempo pieno per evitare la perdita di entrate nell’interstagione.

                                         Inoltre in quel caso di
specie, contrariamente a quanto fatto valere dall’assicurato, non trovava
applicazione la giurisprudenza secondo cui non deve essere penalizzato un
assicurato che, in adempimento all’obbligo di ridurre il danno, fa tutto quanto
ragionevolmente esigibile per trovare un nuovo impiego che inizi prima (cfr.
consid. 2.6).

                                         Infatti egli non aveva
compiuto alcuna ricerca di lavoro e quindi non aveva effettuato tutto quanto
necessario per evitare in futuro la perdita di salario nell’interstagione.

 

                                         In una sentenza C 53/06
del 20 marzo 2007, la nostra Massima Istanza ha stabilito che un assicurato che
è stato impiegato nel 2002, 2003 e 2004 quale lavoratore interinale sulla base
di contratti di durata determinata di alcuni mesi era inidoneo al collocamento.

                                         Il Tribunale federale ha
così motivato la propria sentenza:

 

" (…)

Il convient donc d'examiner si l'intimé était
disposé à accepter un emploi durable qui s'offrirait à lui. L'assuré s'est
inscrit au chômage en décembre 2003. Après avoir bénéficié d'indemnités
journalières en janvier et février 2004, il a sollicité à nouveau de telles
prestations à partir du 24 décembre 2004. Il n'a fourni aucune recherche
d'emploi pour les deux périodes précédant ses inscriptions au chômage. On doit
dès lors admettre qu'il se limitait essentiellement à exercer des activités
temporaires par l'intermédiaire de X SA, comme le démontre d'ailleurs le fait qu'il
a repris une occupation par l'entremise de cette même agence en mars 2005. Quoi
qu'il s'en défende, il entre dans la catégorie des assurés dont la
disponibilité se limite uniquement aux emplois de durée et de fréquence
irrégulière, qui ne veulent ou ne peuvent pas accepter d'emploi fixe et qui ont
ainsi en principe à leur charge, du point de vue de l'aptitude au placement, le
risque inhérent d'une perte de travail entre deux emplois (ATF 120 V 385
consid. 3b p. 388; Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungs-recht [SVBR], Soziale Sicherheit, 2ème
édition, ch. 286 p. 2266; Boris Rubin, Assurance-chômage: Droit fédéral, survol
des mesures cantonales, procédure, 2ème édition, ch. 3.9.8.6. p. 228)."

 

                                         Infine, in una sentenza
8C_459/2007 dell’11 giugno 2008, l’Alta Corte, confermando la sentenza
38.2007.19 del 26 luglio 2007 del TCA, ha ribadito l’inidoneità al collocamento
di un’assicurata, osservando:

 

" (…)

Come affermato dalla Corte cantonale non risulta dagli atti in
alcun modo la volontà di S.________ di voler effettivamente cercare
rispettivamente accettare, sia nel suo settore che in altri adeguati, un lavoro
a tempo indeterminato. Le ricerche di lavoro infatti si sono limitate al
settore della ristorazione, che comprende in parte attività di carattere
stagionale (gerente di esercizi pubblici). Inoltre la ricorrente si è rifiutata
di partecipare a eventuali programmi occupazionali e ha addotto che nel caso in
cui le fossero stati sottoposti lavori annuali, avrebbe dovuto "valutare
bene con il potenziale datore tale proposta" e che non si sarebbe
"mai posta questo quesito da quando si è iscritta in disoccupazione ad
oggi" (colloquio di consulenza del 21 novembre 2006).

 

Dagli atti emerge del resto che essa lavora da quattro anni
stagionalmente per la medesima società, la quale gestisce un ristorante a
conduzione familiare, in cui per sua stessa ammissione è attiva praticamente
tutta la famiglia. Alla luce di quanto sopra esposto le circostanze parlano
tuttalpiù a favore della volontà - ben comprensibile - dell'assicurata di
continuare a gestire, durante la stagione estiva, l'attività di ristorazione a
carattere stagionale avviata nel 2003 dalla famiglia. In tale ipotesi tuttavia,
il rischio della perdita di lavoro tra una stagione e l'altra va posto a suo
carico.

 

Non va inoltre dimenticato che S.________ ha reiteratamente, e
meglio per ben quattro anni, e per sua stessa ammissione, eseguito ricerche di
lavoro insufficienti non raggiungendo il numero pattuito con il consulente
competente e limitandole all'ambito della propria professione.

 

Che tale procedere non era corretto le doveva inoltre essere ben
chiaro, in quanto le era stato ripetutamente comunicato dai consulenti, che
doveva cercare un impiego a tempo indeterminato anche al di fuori del suo campo
di attività."

 

                               2.4.   Per costante giurisprudenza,
questo Tribunale ha deciso che nel caso di assicurati che controllano la
disoccupazione tra una stagione e l’altra o durante le vacanze scolastiche, e
quindi si annunciano in disoccupazione soltanto alcuni mesi ogni anno, le
esigenze relative alla ricerca costante di un impiego duraturo devono essere
molto severe, al fine di evitare che venga decretata la loro inidoneità al
collocamento dal profilo soggettivo (cfr. consid. 2.3). In particolare questi
assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il periodo in cui
lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o almeno un'occupazione,
di breve durata, per la "stagione morta" fuori dalla propria
professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro. Essi
sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo ufficialmente
assegnato (cfr. RDAT II/2001 N. 92; STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001; STCA
del 16 marzo 2000 nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T.
contro URC di Biasca, STCA del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. de S.P. contro
UCL e N.Q contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo, op. cit. pag. 21; 24-25).

                                         Il TCA ha pure stabilito
che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti sufficienti sforzi
per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione, deve riferirsi a
tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa e non solo agli
ultimi mesi di lavoro (cfr. RDAT II/2001 N. 92; STCA 38.2001.15 del 17 agosto
2001 ; STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001).

 

                               2.5.   Giova, inoltre,
rilevare che in una sentenza C 215/97 del 29 aprile 1998, confermando il
precedente giudizio del TCA, il TFA ha negato l’idoneità al collocamento nel
caso di un assicurato che era disponibile per il mercato del lavoro per soli
due mesi prima di partire per un perfezionamento linguistico all'estero.

 

                                         In
un'altra sentenza C 236/05 del 10 novembre 2005 il TFA ha confermato una
decisione del TCA che aveva ritenuto inidoneo al collocamento un assicurato che
aveva seguito un corso di tedesco in Germania e che era stato disponibile sul
mercato del lavoro soltanto per un breve periodo di circa un mese prima
dell'inizio del corso. L'Alta ha in particolare rilevato:

 

" Ad ogni modo
si osserva che anche nel merito l'atto sottoposto a questo Tribunale risulta
comunque sprovvisto di fondamento, questa Corte avendo già avuto modo di
stabilire che una persona assicurata che a causa di impegni prestabiliti
risulta disponibile sul mercato del lavoro solo per un periodo limitato, non
può di regola essere considerata idonea al collocamento (DTF 123 V 217 consid.
5a e riferimento; cfr. inoltre DTF 126 V 520, nel cui ambito si è pure trattato
di esaminare - e negare - la collocabilità di un assicurato annunciatosi al
collocamento poco più di otto settimane prima di un periodo di formazione
presso una scuola di lingue di tre mesi e mezzo)."

 

                                         In
una sentenza pubblicata in DTF 131 V 473 consid. 1 il TFA è arrivato alla
stessa conclusione nel caso di un assicurato che era a disposizione del mercato
del lavoro per due mesi e mezzo prima di recarsi all'estero per cinque mesi per
effettuare un perfezionamento linguistico.

 

                                         In
una sentenza C 37/05 del 6 luglio 2005 il TFA ha stabilito che un assicurato,
iscrittosi per il collocamento il 15 dicembre 2003 e che il 13 febbraio 2004 è
stato dichiarato abile al servizio ed ha poi iniziato la scuola reclute il 15
marzo 2004, doveva essere ritenuto idoneo al collocamento fino al 13 febbraio
2004 (visto che in un primo tempo aveva pensato di svolgere il servizio miliare
nell'estate 2005). Per il periodo successivo egli doveva invece essere ritenuto
inidoneo al collocamento.

 

                                         Infine,
in una sentenza C 169/06 del 9 marzo 2007, il Tribunale federale ha negato
l'idoneità al collocamento ad un'assicurata disponibile sul mercato del lavoro
per soli due mesi, argomentando:

 

" Erschwerend war insbesondere, dass die Monate Juli und August für
kaufmännische Tätigkeiten - nicht wie beispielsweise für das Gastgewerbe - typische
Ferienmonate sind (vgl. auch den nicht publizierten Teil der E. 3b des Urteils BGE 126 V 520). Daran vermag nichts zu ändern, dass die Versicherte ab 27. Juni
2005 eine befristete Stelle gefunden hat, denn angesichts der damaligen Lage
auf dem Arbeitsmarkt konnte - wie das kantonale Gericht dargelegt hat - bei
prospektiver Beurteilung nicht mit überwiegender Wahrscheinlichkeit von einer
Anstellung ausgegangen werden, sondern musste eine solche als Glücksfall
bezeichnet werden." 

 

                               2.6.   Dalla giurisprudenza menzionata al considerando precedente
risulta il principio generale secondo cui l’assicurato, che prende un impegno a
partire da una determinata data e, di conseguenza, è disponibile sul mercato
del lavoro soltanto per un breve periodo, è, in principio, inidoneo al
collocamento (cfr. consid. 2.5.).

                                         

Il Tribunale
federale delle assicurazioni ha stabilito che il principio giurisprudenziale
appena esposto concernente l’idoneità al collocamento non deve però condurre a
penalizzare il disoccupato che trova e accetta un posto di lavoro appropriato
anche se non immediatamente disponibile. Secondo l’Alta Corte non sarebbe
ragionevole esigere da un assicurato che ha fatto tutto il possibile per
diminuire il danno e che ha trovato un impiego per una data relativamente
vicina, di rifiutare tale posto di lavoro nella speranza di trovare un’altra
occupazione disponibile a partire da una più prossima data, ma a rischio - in
definitiva – di restare disoccupato più a lungo (cfr. STFA C 240/06 del 25
ottobre 2007 consid. 4; DTF 123 V 214 consid. 5a pag. 217; DTF 110 V 207
consid. 1 pag. 209).

La nostra Massima
Istanza, ha precisato che occorre quindi valutare in maniera meno rigida
l’idoneità al collocamento di un assicurato che, adempiendo il suo obbligo di
ridurre il danno, accetta un posto di lavoro anche se, di conseguenza, sarà
difficilmente collocabile nel mercato del lavoro durante il periodo precedente
alla sua entrata in funzione.

In dottrina,
Boris Rubin (Commentaire del la loi sur l’assurance - chômage, ed. Schulthess,
Ginevra – Zurigo – Basilea 2014, ad. art. 15 N. 59 pag. 165) rileva al riguardo
quanto segue:

 

" Le fait d’accepter un emploi ou une indépendante non libre
immédiatement ne doit pas conduire à pénaliser le chômeur, même si sa disponibilité
avant l’entrée en service est faible (ATF 111 V 38 consid. 3b p. 40 ; 110 V
207; DTA 1981 p. 85 consid. 3 p. 88). Les chômeurs qui acceptent une place non
libre de suite ne se retirent pas du marché du travail et ne font que respecter
leur obligation de diminuer le dommage à l’assurance. C’est pourquoi l’aptitude
au placement doit alors être admise jusqu’ à la date de l’entrée en service.
Dans l’éventualité dont il est question ici, l’espoir hypothétique de trouver
une place plus tôt est contrebalancé par le risque de rester au chômage plus
longtemps. Cette jurisprudence ne s’applique pas lorsque l’activité non libre
immédiatement est un stage n’ayant pas les caractéristiques d’un emploi (DTA
1996/1997 p. 197 consid. 2c ; arrêt du 25 octobre [C 240/06]
consid. 4).”

 

                                         Il Tribunale
federale delle assicurazioni ha in ogni caso precisato che tale eccezione
giurisprudenziale va applicata restrittivamente (cfr. STF C 240/06 del 25
ottobre 2007, consid. 4).

 

                                         In tale
contesto va soprattutto sottolineato che la giurisprudenza secondo la
quale l'assicurato, che allo scopo di adempiere il suo obbligo di diminuire il
danno pone fine alla sua disoccupazione avviando un'attività indipendente, non
deve essere svantaggiato significa che l'idoneità al collocamento non può
essere negata, perché l'assicurato non trova più lavoro per il breve periodo.
Essa non cambia nulla al fatto che l'assicurato deve inoltre restare idoneo al
collocamento (cfr. DLA 1993/1994 N. 29 pag. 206; STCA 38.2002.244 del 29 aprile
2003 e STCA 38.2002.180 del 3 aprile 2003).

 

                               2.7.   La Segreteria
di Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve
adoperarsi per garantire un’applicazione uniforme del diritto ed impartire le
istruzioni generali (cfr. art. 110 LADI; STFA C 340/00 dell’8 aprile 2004,
consid. 4; STFA C 176/00 del 10 marzo 2003, consid. 3; STFA C 260/99 dell’8
agosto 2001, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid. 3a p. 61), nella
Prassi LADI ID A1 valida dal gennaio 2015, al punto B260,
relativamente all’idoneità al collocamento e contratti stagionali ha indicato
che:

 

" Idoneità al collocamento e contratti stagionali

B260

 

Un assicurato che cerca soltanto degli impieghi
stagionali e che limita le sue ricerche di lavoro a impieghi di durata
determinata non è considerato idoneo al collocamento. 

Per adempiere il suo obbligo di ridurre il danno,
l’assicurato deve estendere le sue ricerche di lavoro a impieghi di durata
indeterminata, anche al di fuori della sua professione. 

Né la sua età, né la sua formazione, né la sua ultima
attività o la situazione del mercato regionale del lavoro lo esonerano da tale
obbligo.

 

Giurisprudenza

DLA 2000 n. 29 pag. 150 (Un
pianista di pianobar che accetta volutamente soltanto impieghi stagionali e che
limita le sue ricerche di lavoro a impieghi di durata determinata non è
considerato idoneo al collocamento)

DTFA C 28/07 del 25.9.2007
(Gli assicurati che accettano volutamente soltanto un’attività durante la
stagione estiva e la stagione invernale e che chiedono l’ID unicamente per i
brevi periodi tra le 2 stagioni non sono idonei al collocamento)."

 

                                         Nella Prassi
LADI ID A1, ai punti B226 e B227, relativamente ai casi di disponibilità del
mercato del lavoro per un periodo limitato, la SECO ha indicato che:

 

" Disponibilità per un periodo limitato

 

B226

 

L'assicurato che ha pianificato il proprio tempo a
partire da una determinata data e può pertanto mettersi a disposizione del
mercato del lavoro soltanto per un periodo relativamente breve, non è in genere
considerato idoneo al collocamento. La questione dell'idoneità al collocamento
va verificata caso per caso. In particolare bisognerà esaminare le possibilità
dell'assicurato di trovare un lavoro in considerazione del suo profilo, della
situazione congiunturale e delle altre circostanze. Se le sue possibilità di
essere assunto sono basse, l'idoneità al collocamento deve essergli negata.

 

Se viene a conoscenza del fatto che l’assicurato ha
pianificato il proprio tempo a partire da una certa data (p. es. viaggio
all’estero, formazione, ecc.), l’URC deve informare l’assicurato in merito alle
possibili conseguenze giuridiche riguardo alla sua idoneità al collocamento
(DTF 131 V 472).

 

 

B227

 

L’assicurato che, al momento in cui si annuncia alla
disoccupazione, può mettersi a disposizione del mercato del lavoro soltanto per
un periodo relativamente breve in quanto ha pianificato il proprio tempo a
partire da una certa data (es.: viaggio all’estero, rientro definitivo al Paese
d’origine per un cittadino straniero, servizio militare, formazione, o inizio di
un’attività lucrativa indipendente), non è in linea di massima idoneo al
collocamento siccome le probabilità di essere assunto da un datore di lavoro
sono minime.

Se è disponibile per il collocamento per almeno 3
mesi, l’assicurato è considerato idoneo al collocamento. In caso di
disponibilità inferiore a 3 mesi, l’assicurato può essere riconosciuto idoneo
al collocamento se, considerata la situazione del mercato del lavoro e la
flessibilità dell’assicurato (ad esempio se è disposto a esercitare un’attività
che non rientra nell’ambito della professione da lui appresa e ad accettare
impieghi temporanei), ha buone probabilità di essere assunto da un datore di
lavoro.”

 

 

                                         In merito
alle vacanze non pagate, la Prassi LADI ID A1, al punto B377 prevede quanto segue:

 

" Vacanze non pagate

 

Principio

 

B377

 

L’assicurato non ha diritto all’indennità di
disoccupazione durante le«vacanze non pagate». Egli deve avvertire in anticipo
l’URC della sua assenza.

Se le vacanze non pagate di una durata superiore a 4
settimane iniziano nei primi 3 mesi di disoccupazione, l’idoneità al
collocamento deve essere esaminata per il periodo che precede l’interruzione
della disoccupazione rispetto alla disponibilità dell’assicurato ad assumere
una nuova occupazione durante il lasso di tempo che precede l’inizio delle
vacanze (cfr. B227)."

 

                                         Sulla portata delle
direttive amministrative, cfr. DTF 132 V 121 consid. 4.4 pag. 125; STF
2C_105/2009 del 18 settembre 2009; STF E 1/06 del 26 luglio 2007 consid. 4.3).

 

                               2.8.   Nell’evenienza
concreta dalla documentazione agli atti emerge che RI 1, impiegata
stagionalmente presso il __________ di __________ quale ausiliario di cucina,
si è iscritta in disoccupazione il 16 ottobre 2014 a valere dal 1° novembre 2014. Le è stato conseguentemente aperto un quarto termine quadro per
la riscossione delle prestazione dal 1° novembre 2014 al 31 ottobre 2015 (cfr.
doc. 3).

 

                                         In data 23
ottobre 2014 l’assicurata ha comunicato all’Ufficio regionale di collocamento
di __________ la sua intenzione di assentarsi per un periodo di vacanza
compreso tra il 14 gennaio 2015 e l’8 marzo 2015 (cfr. doc. 3; 6).

 

                                         Con
comunicazione del 14 novembre 2014, la Sezione del lavoro ha prospettato all’insorgente una decisione di inidoneità al collocamento, ritenuta la prevista
assenza all’estero di più di 4 settimane nei primi 3 mesi di disoccupazione,
assegnando alla medesima un termine di 14 giorni per formulare delle
osservazioni (cfr. doc 7). 

                                         A tale
comunicazione l’assicurata non ha fornito alcun riscontro.

 

                                         Con la
decisione del 1° dicembre 2014 la Sezione del lavoro ha ritenuto RI 1 inidonea
al collocamento, in ragione del breve periodo in cui la medesima era a
disposizione del mercato del lavoro (cfr. doc. 8),

 

                                         In data 22
dicembre 2014 la ricorrente ha interposto tempestiva opposizione contro la
decisione del 1° dicembre 2014, affermando di doversi assentare per
accompagnare il marito ad un intervento medico e di poter ridurre il suo
periodo di assenza a 4 settimane (cfr. doc. 9).

 

                                         Il 30
dicembre 2014, su richiesta della Sezione del lavoro del 23 dicembre 2014 (cfr.
doc. 10), l’assicurata ha trasmesso all’amministrazione via fax i biglietti
d’aereo attestanti la durata della propria assenza dal 14 gennaio (cfr. doc.
11/1) al 12 febbraio 2015 (cfr. doc. 11/2).

 

                                         Il 12 gennaio
2015 RI 1 ha sottoscritto un contratto di lavoro stagionale con il precedente
datore di lavoro, il __________ di __________, a valere dal 15 marzo 2015 sino
al 23 ottobre 2015 (cfr. doc. 12)

 

                                         Con la
decisione su opposizione del 2 marzo 2015 la Sezione del lavoro, con gli argomenti di cui al considerando 1.1., ha confermato nella sostanza la propria decisione
del 1° dicembre 2014, ritenendo l’assicurata inidonea al collocamento a far
tempo dal 1° novembre 2014 sino al 14 marzo 2015 (cfr. doc. 13; A).

 

                                         Rilevando
quanto esposto al considerando 1.2. l’insorgente ha interposto in data 17 marzo
2015 un tempestivo ricorso al TCA contro la decisione su opposizione del 2
marzo 2015 (cfr. doc. I).

 

                               2.9.   Chiamata ora a
pronunciarsi in merito alla fattispecie, questa Corte rileva innanzitutto che RI
1 si è iscritta in disoccupazione il 16 ottobre 2014 a valere dal 1° novembre 2014 alla ricerca di un impiego a tempo pieno come
aiuto-cucina/lavapiatti e ausiliaria di pulizia (cfr. doc. 3).

 

                                         A tal
riguardo si evidenzia, da una parte, che la ricorrente, in data 12 gennaio 2015, ha sottoscritto un contratto di lavoro stagionale a valere dal 15 marzo sino al 23 ottobre 2015
con il datore di lavoro presso cui era stagionalmente attiva dal 2006 nel
periodo estivo (cfr. doc. 2; 12).

                                         Dall’altra,
si pone in particolare evidenza che nel periodo tra l’iscrizione in
disoccupazione del 1° novembre 2014 e la ripresa dell’attività lavorativa
avvenuta il 15 marzo 2015, l’assicurata, di origini __________ (cfr. doc. 2),
si è recata in __________ per oltre 4 settimane, ossia poco meno di un mese, e
più in particolare dal 14 gennaio 2015 al 12 febbraio 2015 (cfr. doc. 11/1;
11/2). 

 

                                         Giova
ribadire, in primo luogo, che la ricorrente era stata chiaramente avvisata
delle possibili conseguenze di un suo lungo periodo all’estero già a far tempo
dal novembre 2014 (cfr. doc. 7).

                                         In secondo
luogo, si pone in particolare evidenza il fatto che l’assicurata fosse o
comunque avrebbe dovuto essere ben conscia, già in data 23 dicembre 2014, del
fatto di non aver maturato alcun giorno esente dall’obbligo di controllo, come
risulta dal protocollo di colloquio del 23 dicembre 2014 davanti all’URC
firmato dalla medesima (cfr. doc. 4)

                                      

                                         Il TCA non
ignora che nell’opposizione del 22 dicembre 2014 l’insorgente ha indicato di
aver programmato la propria assenza per accompagnare il marito ad un intervento
medico (cfr. doc.9). 

                                      

                                         Tuttavia, in
merito al supposto intervento al quale avrebbe dovuto sottoporsi il marito
della ricorrente, questa Corte rileva che non è stato fornito alcun tipo di
delucidazione riguardo alla natura del medesimo, né sono stati trasmessi
documenti che attestassero la partenza di __________ e l’effettiva esecuzione
dell’operazione.

                                         Il TCA
constata anzi che RI 1, sia in sede di ricorso, che nelle successive
osservazioni non ha più menzionato l’eventuale intervento del marito. Ha invece
sostenuto di volersi recare nel proprio Paese d’origine per trascorrervi le
vacanze, evidenziando in particolare di aver deciso di partire solo nel momento
in cui ella credeva di avere la certezza che le venissero corrisposte le
indennità di disoccupazione (cfr. doc. I; V; IX; XIII).

                                      

                                         Per quanto
concerne il periodo fino al ritorno dalla __________, più in particolare dal 1°
novembre 2014 al 12 febbraio 2015, questa Corte rileva che l’assicurata era a
disposizione del mercato del lavoro per meno di due mesi e mezzo (cfr. doc. 3;
11/2).

                                      

                                         In ossequio
alla Prassi ed alla giurisprudenza di cui ai considerandi precedenti, la Sezione del lavoro ha correttamente ritenuto RI 1 inidonea al collocamento vista l’esiguità
del periodo nel quale la medesima sarebbe stata a disposizione del mercato del
lavoro, inferiore peraltro a 3 mesi (cfr. consid. 2.4.; 2.5.; 2.7.).

 

                                         Parimenti,
la ricorrente non risultava idonea al collocamento nemmeno per quanto attiene
al periodo seguente il suo rientro dalla __________ ed antecedente l’inizio
dell’attività lavorativa presso il __________ di __________, e più
specificamente dal 13 febbraio al 12 marzo 2015.

                                         Conformemente
alla giurisprudenza di cui ai considerandi precedenti, nel caso di specie
questa Corte rileva che la brevità (4 settimane) del lasso temporale in cui
l’assicurata era disponibile sul mercato del lavoro la rende inidonea al
collocamento. 

 

                                         Nel caso di
specie non torna peraltro applicabile la giurisprudenza citata al considerando
2.6. secondo cui non deve essere penalizzato, decretandone l’inidoneità al
collocamento, il disoccupato che trova e accetta un posto di lavoro appropriato
anche se non immediatamente disponibile. 

                                         In effetti
in concreto, come asserito dalla parte resistente, il breve periodo dal 13
febbraio al 14 marzo 2015 è ascrivibile alla scelta dell’assicurata e non alla
conseguenza di un licenziamento da parte del datore di lavoro (cfr. doc. A;
III).

 

                                         Nemmeno
risulta che RI 1 abbia fatto tutto il necessario per trovare un impiego che le
impedisse di subire una perdita di salario nell’interstagione (cfr. consid.
2.3.; STFA C 157/04 del 24 dicembre 2004).

                                         Nel periodo
del 2014 precedente l’iscrizione in disoccupazione non risulta, infatti, che
l’assicurata avesse cercato specificatamente un’occupazione annuale o almeno un
impiego di breve durata per la stagione morta. Le ricerche, nello specifico 4
al mese, sono state effettuate di persona non rispondendo ad annunci specifici
e limitando principalmente l’area di ricerca al __________ dove risiede (cfr.
doc. 5).

                                      

                                         Anche le
ricerche di lavoro dalla medesima svolte dal mese di ottobre 2014 al marzo 2015
si configurano, come rettamente sostenuto dalla Sezione del lavoro, essere,
malgrado le indicazioni ricevute dall’amministrazione nell’ottobre 2014 (cfr.
doc. 3 pag. 8; 13; A; VII), candidature ripetitive e spontanee.

                                      

                                         A tal
proposito si rileva inoltre scarso l’interesse dell’assicurata che, durante il
periodo di assenza, invece di candidarsi ad esempio tramite lettera, ha
incaricato una terza persona di svolgere le ricerche di lavoro a suo nome, ma
senza indicarlo sull’apposito formulario dove ha invece precisato di averle
effettuate di persona (cfr. doc. I; 5). 

 

                                         In simili
condizioni, occorre concludere che a ragione la Sezione del lavoro ha ritenuto l’insorgente inidonea al collocamento del 1° novembre 2014 al
14 marzo 2015.

 

                                         La decisione
su opposizione del 2 marzo 2015 impugnata deve conseguentemente essere
confermata.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti