# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e11cc2e2-9a89-59bf-adf4-dcd03212ea80
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-03-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.03.2022 D-839/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-839-2019_2022-03-24.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-839/2019 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 4  m a r z o  2 0 2 2  

Composizione 
 Giudici Chiara Piras (presidente del collegio),  

William Weber, Michela Bürki Moreni, 

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

B._______, nata (…), 

C._______, nato (…), 

Serbia,   

tutti rappresentati dalla lic. iur. Elisabetta Luda,  

(…),  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo senza esecuzione dell'allontanamento (termine del ri-

corso accorciato);  

decisione della SEM dell'8 febbraio 2019 / N (…). 

 

 

 

D-839/2019 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, insieme alla moglie B._______ ed al figlio C._______, 

cittadini di nazionalità serba, hanno depositato una domanda d'asilo in 

Svizzera il 6 dicembre 2018.  

A.b Il 14 dicembre 2018, rispettivamente il 21 dicembre 2018, si è svolta 

l'audizione sulle generalità dei richiedenti, mentre sui motivi d'asilo essi 

sono stati sentiti l'8 gennaio 2019, rispettivamente l'11 gennaio 2019. I ri-

chiedenti hanno dichiarato di essere espatriati in particolare per i problemi 

avuti da A._______, un (…) in pensione dal (…). Egli, infatti, alla fine del 

(…) avrebbe assistito a dei crimini di guerra perpetrati da diversi (…). Do-

podiché, egli avrebbe iniziato a rilasciare delle interviste per denunciare 

pubblicamente tali atti e per questo motivo, dal (…) a (…), avrebbe preso 

parte al programma protezione testimoni al fine di fornire testimonianza in 

merito ai crimini di guerra. Tuttavia, gli agenti che avrebbero dovuto pro-

teggere l'interessato e la sua famiglia si sarebbero comportati in maniera 

aggressiva nei loro confronti ed essi sarebbero stati esclusi dal pro-

gramma. Dopo tale esclusione, le cose sarebbero andate deteriorandosi 

ed i richiedenti sarebbero stati oggetto di frequenti perquisizioni e minacce 

ad opera della polizia. Inoltre, le persone accusate da A._______, l'avreb-

bero a loro volta denunciato e nei suoi confronti, tra il (…) e il (…), sareb-

bero stati aperti sette processi penali. Tuttavia, in uno soltanto egli sarebbe 

stato riconosciuto colpevole, ma la relativa condanna sarebbe già caduta 

in prescrizione. Altresì, l'interessato avrebbe dichiarato di essere scampato 

a numerosi tentativi di omicidio. In particolare, a (…) egli sarebbe stato vit-

tima di un'aggressione, con (…), alla quale avrebbe fatto seguito un rifiuto, 

da parte dell'ospedale, di prestargli le cure. Soltanto sette o otto giorni dopo 

l'aggressione e grazie all'intervento di un amico avvocato egli avrebbe ri-

cevuto le dovute cure. Infine, a (…), un (…) avrebbe informato l'interessato 

che sarebbe stato meglio lasciare la Serbia poiché altrimenti sarebbe stato 

ucciso. Temendo seriamente per la propria vita, A._______ avrebbe deciso 

di conseguenza di espatriare con la famiglia.  

A.c A sostegno dei loro motivi d'asilo i richiedenti hanno depositato un nu-

mero importante di mezzi di prova. 

B.  

Con decisione dell'8 febbraio 2019, notificata l'11 febbraio 2019 (cfr. risul-

tanze processuali), la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) ha respinto la domanda d'asilo senza ulteriori chiarimenti ai sensi 

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dell'art. 40 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) e 

pronunciato l'allontanamento dei richiedenti dalla Svizzera considerando, 

nel contempo, l'esecuzione dell'allontanamento ammissibile, ragionevol-

mente esigibile e possibile. L'autorità ha inoltre indicato che il Consiglio 

federale ha designato la Serbia come Stato esente da persecuzioni ai sensi 

dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi. 

C.  

In data 18 febbraio 2019 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

19 febbraio 2019), gli interessati sono insorti contro detta decisione con ri-

corso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), 

chiedendo preliminarmente la copia dei mezzi di prova acquisiti in corso di 

procedura o l'elenco dei mezzi di prova agli atti di causa corredato dalle 

date di ciascun documento e dal titolo completo e un termine per l'integra-

zione del ricorso. In via principale, essi hanno altresì richiesto l'accogli-

mento del ricorso ed il riconoscimento della qualità di rifugiati con conte-

stuale concessione dell'asilo, in subordine, la restituzione degli atti all'au-

torità inferiore per il completamento dell'istruttoria e in via ancor più subor-

dinata la concessione dell'ammissione provvisoria. Essi hanno altresì pre-

sentato una domanda di assistenza giudiziaria e protestato spese e ripeti-

bili.  

Al ricorso essi hanno allegato una fotocopia della procura del 23 gen-

naio 2019, della decisione impugnata nonché della lettera in lingua inglese 

del (…) in Serbia del (…) e dell'allegato del Rappresentante dell'opera as-

sistenziale (ROA) al verbale dell'audizione federale diretta dell'8 gennaio 

2019. 

D.  

Con decisione incidentale del 22 febbraio 2019, il Tribunale ha autorizzato 

gli insorgenti a soggiornare in Svizzera fino a conclusione della procedura, 

ha accolto l'istanza di concessione dell'assistenza giudiziaria, nel senso 

dell'esenzione dal versamento delle spese processuali e del relativo anti-

cipo, ed ha trasmesso un esemplare del ricorso e degli allegati alla SEM 

invitandola a presentare una risposta in merito.  

E.  

I ricorrenti, con scritto del 23 febbraio 2019, hanno trasmesso al Tribunale 

delle informazioni complementari al ricorso con allegati ulteriori mezzi di 

prova.  

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F.  

Il Tribunale, con ordinanza del 4 marzo 2019, ha trasmesso per informa-

zione alla SEM una copia di tale scritto e dei relativi allegati. 

G.  

Con scritto del 5 marzo 2019 l'autorità inferiore ha risposto al ricorso. 

H.  

Avendo constatato che la risposta al ricorso della SEM del 5 marzo 2019 

non conteneva osservazioni in merito alle informazioni complementari del 

23 febbraio 2019, con ordinanza del 21 marzo 2019 il Tribunale ha con-

cesso all'autorità inferiore un termine fino al 5 aprile 2019 – prorogato su 

richiesta dapprima fino al 30 aprile 2019 e poi fino al 22 maggio 2019 – per 

esprimersi. Entro il medesimo termine, il patrocinatore dei ricorrenti è stato 

autorizzato a rivolgersi alla SEM e recarsi presso i suoi uffici al fine di con-

sultare tutti i mezzi di prova depositati agli atti. Tale termine è stato proro-

gato dal Tribunale su richiesta degli insorgenti fino al 30 aprile 2019. 

I.  

Il 22 maggio 2019 la SEM ha presentato le proprie osservazioni in merito 

alle informazioni complementari.  

J.  

I ricorrenti hanno replicato con osservazioni del 19 giugno 2019. 

K.  

Con scritto del 16 luglio 2020 gli insorgenti hanno trasmesso dei rapporti 

medici relativi a B._______ – in cura (…) per il trattamento di (…) – una 

dichiarazione dell'avvocato difensore in Serbia di A._______ ed una chia-

vetta USB contenente dei documenti giudiziari serbi in formato digitale. 

Tale scritto ed i relativi allegati sono stati trasmessi il 22 luglio 2020 alla 

SEM con possibilità di esprimersi.  

L.  

La SEM, con decisione dell'11 agosto 2020, ha riesaminato parzialmente 

la propria decisione dell'8 febbraio 2019 annullandone i punti 4 e 5 ed ha 

concesso l'ammissione provvisoria ai ricorrenti. Ritenuti i problemi di salute 

di B._______, la sua esecuzione dell'allontanamento è stata giudicata at-

tualmente non ragionevolmente esigibile, mentre quella di A._______ e del 

figlio C._______ è stata ritenuta attualmente inammissibile in ragione del 

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principio dell'unità della famiglia. L'autorità inferiore ha altresì preso posi-

zione in merito ai mezzi di prova inoltrati dagli insorgenti con scritto del 

16 luglio 2020. 

M.  

Con decisione incidentale del 21 agosto 2020 i ricorrenti sono stati invitati 

ad informare il Tribunale se ed in che misura intendessero mantenere il loro 

ricorso. 

N.  

Con scritto del 7 settembre 2020 i ricorrenti hanno comunicato di voler 

mantenere il ricorso sul punto di questione del riconoscimento della qualità 

di rifugiato e di concessione dell'asilo. 

O.  

In seguito allo scritto di C._______ del 31 agosto 2020 alla SEM – tra-

smesso al Tribunale in copia in data 17 settembre 2020 – nel quale il ricor-

rente chiedeva copia del suo passaporto serbo per poterlo consegnare al 

suo datore di lavoro, il Tribunale, con decisione incidentale del 22 settem-

bre 2020, ha impartito ai ricorrenti un termine fino al 7 ottobre 2020, per 

informare circa le loro entrate e spese, segnatamente riempiendo il formu-

lario di richiesta dell'assistenza giudiziaria allegato, o, a difetto, producendo 

un'attestazione d'indigenza aggiornata e l'ultima decisione di prestazioni 

assistenziali, nonché copia del contratto di lavoro di C._______.  

P.  

In data 5 ottobre 2020 i ricorrenti hanno ritornato al Tribunale il formulario 

compilato. 

Q.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

R.  

Per ragioni organizzative, il presente procedimento è stato assegnato alla 

giudice citata in epigrafe in qualità di presidente del collegio. 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 In data 1° marzo 2019 è entrata in vigore la revisione parziale della 

LAsi (Raccolta ufficiale [RU] 2016 3101). In applicazione delle disposizioni 

transitorie, la presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 

delle Disposizioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015). 

1.3 Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 

PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

2.  

2.1 I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-

riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vantano un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Pertanto sono legittimati ad aggravarsi contro di 

essa. 

2.2 I requisiti relativi ai termini di ricorso (vecchio art. 108 cpv. 2 LAsi), alla 

forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.  

2.3 Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

3.  

3.1 Con ricorso al Tribunale possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi) e, in materia di diritto degli stranieri, pure l'ina-

deguatezza ai sensi dell'art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5).  

3.2 Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle argo-

mentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

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4.  

4.1 Preliminarmente, il Tribunale osserva che con decisione dell'11 ago-

sto 2020, la SEM ha riesaminato parzialmente la propria decisione 

dell'8 febbraio 2019 ed ha posto i ricorrenti al beneficio dell'ammissione 

provvisoria. Con scritto del 7 settembre 2020 i ricorrenti hanno comunicato 

di voler mantenere il ricorso sul punto di questione del riconoscimento della 

qualità di rifugiato e di concessione dell'asilo. Oggetto del litigio in questa 

sede risulta dunque essere esclusivamente il riconoscimento della qualità 

di rifugiato e la concessione dell'asilo. 

4.2 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto 

accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. 

Esso include il diritto di risiedere in Svizzera. 

4.3 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d'origine o d'ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-

ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Inol-

tre, occorre tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione fem-

minile (art. 3 cpv. 2 in fine LAsi). 

4.4 Vi è pressione psichica insopportabile quando una persona è vittima di 

misure sistematiche che costituiscono delle violazioni gravi o ripetute delle 

libertà e dei diritti fondamentali e che da un apprezzamento oggettivo rag-

giungono un'intensità e un grado tali da rendere impossibile, o difficile oltre 

i limiti del sopportabile, condurre un'esistenza degna di un essere umano 

nello Stato persecutore, di modo che la persona perseguitata può sottrarsi 

a questa situazione forzata unicamente tramite la fuga all'estero (cfr. DTAF 

2010/28 consid. 3.3.1.1 e relativi riferimenti). 

4.5 La definizione dello statuto di rifugiato, così come stabilita all'art. 3 

cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso che esclude tutti gli altri motivi, suscet-

tibili di condurre una persona a lasciare il proprio paese di origine o di resi-

denza. Inoltre, gli atti pregiudizievoli, per essere pertinenti, devono essere 

direttamente indirizzati nei confronti della persona del richiedente l'asilo. 

4.6 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

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rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). 

4.7 Altresì, il Consiglio federale designa come Stati sicuri gli Stati in cui, 

secondo i suoi accertamenti, non vi è pericolo di persecuzioni (art. 6a 

cpv. 2 lett. a LAsi; cfr. Stati d'origine o di provenienza sicuri da persecu-

zioni, Allegato 2 dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali 

dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]). Nel caso in cui lo Stato d'origine 

venga designato come sicuro ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, esiste 

una presunzione legale di assenza di persecuzioni statali e di protezione 

contro i pregiudizi da parte di terze entità (cfr. DTF 138 II 513 consid. 7.3). 

Tale presunzione ha natura relativa e può essere sovvertita in presenza di 

indizi concreti. 

4.8 In conformità all'art. 40 cpv. 1 LAsi, se in base all'audizione sui motivi 

d'asilo risulta evidente che il richiedente non è in grado di provare o di ren-

dere verosimile di possedere qualità di rifugiato e se nessun motivo si op-

pone all'allontanamento dalla Svizzera, la domanda è respinta senza pro-

cedere a ulteriori chiarimenti.  

5.  

5.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha anzitutto ritenuto la Serbia uno 

Stato di diritto con istituzioni democratiche stabili ed un apparato giudiziario 

indipendente. In seguito, l'autorità inferiore ha rilevato che il richiedente 

avesse esposto in maniera estesa e dettagliata le sue vicissitudini relative 

al periodo dal (…) al (…), ossia compatibilmente fino alla fine dell'ultimo 

processo a suo carico. Malgrado la lungaggine processuale, la giustizia 

serba avrebbe comunque dimostrato di fare il suo corso. La SEM non du-

biterebbe di quanto occorso al richiedente in quegli anni, benché non ci 

sarebbero prove oggettive di una volontà mirata da parte dello Stato serbo 

di designarlo quale bersaglio di persecuzione in quanto personaggio sco-

modo in Patria. In tal senso, anche i mezzi di prova A21 n. 2 (lettera di […] 

del […]) e A21 n. 3 (lettera […] del […]) attesterebbero la situazione di pe-

ricolo vissuta dall'interessato in passato ma non perorerebbero fattiva-

mente in alcun modo l'attualità del suo timore d'incorrere ancor oggi in seri 

rischi in seguito alla sua partecipazione ed estromissione dal programma 

protezione testimoni. Tale giudizio sarebbe pure rafforzato dall'esame degli 

ulteriori mezzi di prova prodotti. Dagli stessi ne discenderebbe chiaramente 

che il richiedente avrebbe realmente fatto affidamento sul sistema politico, 

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nonché sull'apparato di giustizia e di polizia serbo, sentendosi sempre li-

bero di esprimere pubblicamente tanto le sue richieste di aiuto quanto il 

proprio dissenso verso la disfunzionalità della macchina statale. La SEM 

non avrebbe escluso che in passato egli possa essere stato confrontato a 

situazioni pericolose da parte di persone non meglio identificate. Tuttavia, 

ciò non farebbe altro che confermare la necessità della presenza della po-

lizia a casa sua ai fini di protezione. L'autorità inferiore ha poi aggiunto che 

egli e la sua famiglia avrebbero continuato a risiedere stabilmente a 

D._______ anche dopo il pensionamento dell'interessato nel (…), nonché 

dopo la chiusura dell'ultimo processo nel (…). Ciò lascerebbe presagire 

che l'intensità di queste minacce non fosse più tale da ritenere che la sua 

famiglia incorresse in un serio pericolo e/o che comunque essi stessero 

ricevendo la protezione adeguata da parte delle autorità di polizia. Prose-

guendo nell'analisi, la SEM ha giudicato dettagliate, minuziose e sostenute 

da una documentazione appropriata le dichiarazioni degli interessati con-

cernenti il lasso di tempo dal (…) al (…), mentre quelle concernenti il pe-

riodo successivo – ed inerenti ai motivi di fuga – non sarebbero state at-

tendibili. In merito all'accaduto del (…), dove A._______ sarebbe stato ag-

gredito da sconosciuti a volto coperto, la SEM ha rilevato che proprio dalla 

denuncia fatta (cfr. mezzo di prova A26 n. 1) i fatti perderebbero d'incisività 

e di credibilità. Invero, la descrizione degli aggressori sarebbe pratica-

mente inesistente. L'autorità inferiore sarebbe incline a credere che la ca-

duta del (…) sarebbe piuttosto frutto di un increscioso ma fortuito incidente. 

D'altronde vi sarebbero pure dei dubbi quanto alle perquisizioni che si sa-

rebbero prodotte con cotanta insistenza nell'arco degli ultimi anni. In merito 

all'ultima incursione, A._______ non avrebbe ricordato né quanti agenti si 

fossero presentati né quando lo avessero fatto. D'altro canto, nemmeno 

B._______ avrebbe reso dichiarazioni credibili al riguardo, non avendo ella 

saputo indicare né la loro frequenza né approssimare il loro numero. Nem-

meno l'esposto di C._______ sarebbe poi stato considerato attendibile. In 

seguito, per quanto riguarda i numerosi SMS minatori che l'interessato 

avrebbe ricevuto, risulterebbe quantomeno curioso il fatto che egli non ne 

avrebbe conservato nemmeno uno. Dipoi, le dichiarazioni dei richiedenti in 

merito all'esistenza di un piano per eliminare la famiglia sarebbero inatten-

dibili. Sarebbe infatti inconcepibile che il richiedente avrebbe riportato tale 

fatto soltanto nel corso della seconda audizione senza averlo accennato 

durante la prima audizione, essendo tale avvenimento il fattore scatenante 

della partenza. Altresì, tali affermazioni sarebbero in contraddizione con 

quanto affermato in sede di prima audizione, ovvero che il decurtamento 

della pensione sarebbe stata l'ultima goccia che avrebbe fatto traboccare 

il vaso. Le dichiarazioni della moglie al proposito sarebbero state ritenute 

insussistenti. Ella non sarebbe stata in grado di riferire quando il marito 

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sarebbe venuto a conoscenza di tale informazione. Infine, l'autorità infe-

riore ha ritenuto che il timore nei confronti della sanità in Serbia sarebbe 

soggettivo, malgrado l'interessato sarebbe stato vittima di episodi di mala-

sanità e di diagnosi errate, tali episodi non potrebbero essere intesi come 

persecuzioni nei suoi confronti. Neppure la riferita ostilità di più persone 

mostrata nei confronti dei richiedenti giungerebbe ad un'intensità tale da 

costituire una persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi. In conclusione, non vi 

sarebbero indizi che permetterebbero di ritenere che essi sarebbero og-

getto di persecuzioni. Di conseguenza, non sarebbero neppure riconosci-

bili indizi che permetterebbero di capovolgere la presunzione confutabile 

dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi.  

5.2 In sede ricorsuale, gli insorgenti fanno una premessa a titolo prelimi-

nare in merito ai mezzi di prova forniti dinnanzi alla SEM. Invero, il ricor-

rente si sarebbe trovato in difficoltà non soltanto nel selezionare i fatti, ma 

anche i mezzi di prova, come indicato in sede d'audizione federale e come 

segnalato anche nel rapporto ROA. In seguito, essi ritengono che malgrado 

la loro provenienza da un Paese considerato come presuntivamente 

esente da persecuzioni, una siffatta mole di mezzi di prova come quella 

offerta e la massima inquisitoria che regge la procedura amministrativa, 

avrebbero dovuto portare ad un esame più approfondito della domanda 

d'asilo; in particolare, per quanto riguarderebbe l'esposizione mediatica del 

ricorrente, i profili e il potere d'influenza delle persone denunciate – le quali 

avrebbero a loro volta denunciato il ricorrente – e il contesto generale serbo 

in relazione alla delicata questione dei crimini di guerra. Nella decisione 

avversata, non risulterebbe esaminato in modo completo e convincente né 

il timore dei ricorrenti di incorrere in ulteriori persecuzioni giudiziarie o in 

nuove aggressioni, nonostante e proprio a causa delle tante persecuzioni 

già subite, né i rischi che potrebbero derivare dalla possibile testimonianza 

del ricorrente in nuovi procedimenti per crimini di guerra. Per quanto riguar-

derebbe invece il DVD consegnato dal ricorrente – il quale dovrebbe con-

tenere una copia del documentario "(…)" e diverse interviste a emittenti 

televisive rilasciate fino al (…) – l'autorità inferiore avrebbe dovuto quanto-

meno visionarne i contenuti e disporre un'audizione complementare per 

assicurarsi che tutti i motivi d'asilo ed i mezzi di prova pertinenti fossero 

stati adeguatamente approfonditi ed inclusi nella valutazione. La SEM con 

l'adozione di una decisione di respingimento "senza ulteriori chiarimenti" 

non avrebbe rispettato la massima inquisitoria e neppure assicurato piena-

mente il diritto di essere sentito degli interessati. Gli insorgenti ritengono 

poi che l'esame dell'attualità dei timori di persecuzione sarebbe da una 

parte incompleto e dall'altra non corrispondente alle loro allegazioni. Egli 

avrebbe portato, in sede d'audizione, anche una lettera del (…)  in Serbia 

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del (…), non menzionata nella decisione, la quale riassumerebbe gli eventi 

salienti della sua vita. Da tale scritto risulterebbe inoltre che la famiglia sa-

rebbe in pericolo e dovrebbe lasciare la Serbia il prima possibile. Anche la 

lettera del (…) del (…) (A21 n. 3) indicherebbe chiaramente che la sicu-

rezza del ricorrente e della sua famiglia non sarebbe garantita in Serbia. In 

merito all'attualità delle persecuzioni, essi osservano che non si potrebbe 

prescindere da una valutazione complessiva delle allegazioni e dei mezzi 

di prova, perché sarebbe proprio l'evoluzione dei fatti a rendere evidente 

la peculiarità della posizione dell'insorgente e la continuità del suo profilo 

di rischio. I ricorrenti riepilogano dunque i fatti essenziali che avrebbero 

portato A._______ ad assumere un ruolo peculiare tra i testimoni di crimini 

di guerra. La diffusa ostilità ai danni dell'interessato e dei suoi famigliari 

apparirebbe come la conseguenza della sua esposizione mediatica e della 

sua posizione rispetto a una questione delicata come i crimini di guerra in 

Kosovo, Bosnia e Croazia. Significativo sarebbe il mezzo di prova contras-

segnato come doc. 21, ovvero una convocazione del (…) per un interroga-

torio presso la polizia di D._______. Il documento sarebbe stato firmato da 

(…) che nel (…) era stato arrestato ed accusato dal ricorrente per aver 

commesso dei crimini di guerra. Il ricorrente, a sua volta sarebbe stato de-

nunciato proprio da (…) E._______ e dal suo vice F._______. Il processo 

sarebbe stato archiviato nel (…) per la caduta delle accuse. Secondo il 

ricorrente questo lungo procedimento sarebbe stato un tentativo di ritor-

sione, essendogli anche stato sequestrato il passaporto dal (…) al (…). I 

fatti, le ragioni del processo e la natura intimidatoria di questo tipo di accuse 

sarebbero inoltre state denunciate da alcune organizzazioni non governa-

tive. In seguito, il ricorrente precisa che le sue denunce alla giustizia serba 

e la sua esposizione mediatica sarebbero il risultato di una precisa scelta 

ideale e non potrebbero essere ricondotte ad un eventuale, e qui denegato, 

senso di sicurezza e libertà. Altresì, le visite della polizia al suo domicilio 

sarebbero state descritte come di natura essenzialmente persecutoria e 

non sarebbe dunque comprensibile per quale motivo la SEM le avrebbe 

considerate alla stregua di una misura di protezione da parte dello Stato. 

Per quanto riguarderebbe la supposta inverosimiglianza delle allegazioni 

relative all'aggressione del (…), l'insorgente giustifica la mancanza di ulte-

riori dettagli descrittivi in merito agli aggressori con le circostanze dell'ag-

gressione (il fatto che fosse buio, che gli aggressori avessero coperto il loro 

volto e non avrebbero parlato). Pertanto, anche la conclusione dell'autorità 

inferiore – secondo cui la caduta sarebbe frutto di un fortuito incidente – 

apparirebbe priva di una base solida, contraria alle allegazioni del ricor-

rente ed alla lettera del (…) del (…). L'aggressione, con le sue gravi con-

seguenze, sarebbe dunque verosimile. In seguito, gli insorgenti reputano 

di aver descritto in maniera complessivamente convincente le perquisizioni 

D-839/2019 

Pagina 12 

subite. L'autorità inferiore sembrerebbe aver assegnato un rilievo determi-

nante all'ultima perquisizione, attendendosi un grado di dettagli considere-

vole, che i ricorrenti non sarebbero stati in grado di fornire perché per loro, 

questa perquisizione sarebbe stata una delle tantissime che avrebbero vis-

suto continuamente da anni. Tuttavia, la decisione di espatriare non sem-

brerebbe riconducibile a tale avvenimento, ma piuttosto all'avvertimento ri-

cevuto dal ricorrente dell'organizzazione della sua "liquidazione". Pertanto, 

non vi sarebbero ragioni per ritenere che l'ultima perquisizione avrebbe do-

vuto avere un impatto tale sui ricorrenti da rimanere particolarmente vivida 

nella memoria e distinguersi dalle innumerevoli altre perquisizioni vissute 

negli anni. Infine, la SEM non avrebbe tenuto conto adeguatamente dell'in-

credibile sommatoria di atti, situazioni, minacce, procedimenti che la fami-

glia si sarebbe ritrovata ad affrontare negli anni e per i quali il ricorrente 

avrebbe offerto all'autorità inferiore un'enorme quantità di mezzi di prova. 

Per quanto non sarebbe possibile ricondurre con precisione tutti i singoli 

episodi a una precisa e accertata volontà persecutoria, risulterebbe estre-

mamente improbabile considerare che tale complesso di situazioni sia 

frutto di coincidenze.  

5.3 Per il tramite delle informazioni complementari del 23 febbraio 2019 gli 

insorgenti informano il Tribunale di essere stati vittima di minacce di morte 

e trasmettono lo stampato di due messaggi in lingua serba ricevuti via (…) 

([…]), la traduzione di uno di questi e la copia della denuncia penale pre-

sentata il 18 febbraio 2019 

5.4 Con risposta al ricorso, la SEM rettifica innanzitutto la nomenclatura 

dell'atto A21 n. 2 erroneamente registrato come lettera di (…) allorché si 

trattava della lettera del (…). Al proposito, l'autorità inferiore osserva che il 

documento si limiterebbe, tuttavia, ad enunciare una situazione di pericolo 

del ricorrente. L'autorità inferiore ritiene in seguito che i fatti sarebbero stati 

accertati in maniera completa ed esaustiva, segnatamente, i mezzi di prova 

sarebbero stati considerati e soppesati in funzione della loro portata pro-

batoria. Grazie alla documentazione versata agli atti ed alle dichiarazioni 

degli interessati sarebbe stato possibile ricostruire il lasso temporale dal 

(…) al (…) in maniera fedele. La SEM avrebbe per altro valutato la situa-

zione dell'interessato nel contesto di guerra. Quanto alla selezione dei 

mezzi di prova, il richiedente avrebbe avuto il tempo ritenuto adeguato per 

produrre i mezzi di prova volti a provare le persecuzioni allegate. L'autorità 

inferiore non avrebbe altresì interpretato i mezzi di prova per il lasso di 

tempo dal (…) al (…) a sfavore dell'insorgente. Egli avrebbe infatti debita-

mente provato i suoi timori oggettivi di incorrere in persecuzione da terzi 

e/o da alcuni personaggi appartenenti all'apparato statale serbo, nonché di 

D-839/2019 

Pagina 13 

temere di non ricevere l'adeguata protezione da parte dello Stato malgrado 

lo stesso nel corso degli anni avesse intrapreso i passi necessari per ga-

rantire la sicurezza dei suoi cittadini. Pertanto, non sarebbe stato ritenuto 

necessario sentire ulteriormente il ricorrente con un'audizione complemen-

tare. La SEM si sarebbe dunque concentrata sull'ultima parte della vita dei 

richiedenti ([…]), difatti, in sede di audizioni sui motivi, sarebbe stata atten-

tamente esaminata l'attualità del timore fondato del ricorrente d'incorrere 

in persecuzioni presenti e/o future. Tuttavia, gli interessati non sarebbero 

stati in grado di rendere verosimili le vicissitudini legate a tale periodo: né 

l'aggressione del (…), né le innumerevoli minacce per SMS mai denun-

ciate, né le frequenti perquisizioni (arbitrarie e/o legali), né il piano volto ad 

eliminare la famiglia. Inoltre, essi non sarebbero stati in grado di esporre in 

maniera attendibile uno scorcio comune del loro vissuto. Pertanto, alla luce 

delle audizioni ed in assenza di mezzi di prova volti ad avvalorare concrete 

vessazioni, la SEM nella decisione impugnata ha ritenuto inverosimili le 

allegazioni degli interessati e che non sussisterebbe un timore oggettivo di 

persecuzione credibile presente e/o futura.  

5.5 La SEM, con osservazioni del 22 maggio 2019, prende posizione in 

merito alle informazioni complementari dei ricorrenti del 23 febbraio 2019 

e rileva innanzitutto che non risulterebbero delle minacce di morte, ma si 

tratterebbe di insulti e illazioni che non seguirebbero alcuna regola lingui-

stica oltre a non avere senso. L'autorità inferiore evidenzia che chiunque 

potrebbe aver creato un profilo (…) e scritto tali messaggi, per questo mo-

tivo gli stessi non potrebbero essere considerati nella decisione di asilo. 

Per quanto riguarda la denuncia penale la SEM potrebbe soltanto pren-

derne atto e rinvia integralmente alle motivazioni della decisione impu-

gnata. 

5.6 In sede di replica, con scritto del 19 giugno 2019, gli insorgenti rimar-

cano che il fatto che i messaggi di minaccia siano carenti dal punto di vista 

formale non significherebbe che tale carenza si trasmetta al contenuto del 

messaggio. Inoltre, per quanto riguarda l'affermazione in ordine al fatto che 

tali minacce non sarebbero rilevanti in quanto inviate su (…), i ricorrenti 

precisano in primo luogo che (…) sarebbe sempre più attento a cancellare 

falsi profili. In effetti sarebbero copiose le pronunce in tutta Europa in rela-

zione a reati compiuti sui Social Network. In secondo luogo, essi osservano 

che non sarebbe possibile prescindere nella valutazione dell'impatto e 

della pericolosità di tali minacce dal contesto nel quale si troverebbero i 

ricorrenti, che hanno chiesto asilo in Svizzera in ragione delle persecuzioni 

subite e che potrebbero subire nel loro Paese d'origine a causa della de-

nuncia di A._______ in relazione a crimini di guerra. 

D-839/2019 

Pagina 14 

5.7 Con scritto spontaneo del 16 luglio 2020 gli insorgenti trasmettono, ol-

tre a diversi rapporti medici relativi ad B._______ anche una dichiarazione 

dell'avvocato difensore di A._______ in Serbia. Dalla stessa si evincerebbe 

che una causa civile sarebbe stata intentata nei confronti del ricorrente da 

G._______ per violazione dell'onore e della reputazione. L'insorgente, 

ospite di una trasmissione televisiva in H._______, avrebbe riportato le 

pressioni subite affinché non prestasse testimonianza in merito ai crimini 

di guerra ed avrebbe riconosciuto pubblicamente G._______. L'avvocato 

sottolinea che questo sarebbe soltanto uno dei procedimenti aperti nei con-

fronti del ricorrente poiché avrebbe deciso di denunciare dei crimini di 

guerra commessi da agenti di polizia. G._______ avrebbe a sua volta av-

viato una causa civile malgrado non ci fossero elementi per l'adozione della 

richiesta. Il Tribunale di prima istanza avrebbe altresì reso un giudizio in 

favore del qui ricorrente.  

5.8 La SEM, con decisione dell'11 agosto 2020, oltre ad aver riesaminato 

parzialmente la decisione impugnata ammettendo provvisoriamente i ricor-

renti, prende posizione in merito alla causa civile in corso in Serbia nei 

confronti di A._______. A questo proposito, l'autorità inferiore osserva che 

i nuovi mezzi di prova non permetterebbero di giustificare una modifica-

zione della sua posizione. I documenti non corroborerebbero la tesi se-

condo cui il ricorrente sarebbe attualmente perseguitato dallo Stato serbo. 

Gli stessi farebbero infatti riferimento ad una causa civile intentata da 

G._______ e poi proseguita con una richiesta dell'insorgente di risarci-

mento danni. Non si evincerebbero indizi e/o elementi che lascerebbero 

presagire un agire persecutorio da parte delle autorità statali. 

6.  

6.1 Ora, è innanzitutto d'uopo rilevare che il Consiglio federale, il 25 giu-

gno 2003, ha inserito la Serbia nel novero dei paesi esenti da persecuzioni 

ai sensi dell'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi (cfr. Stati d'origine o di provenienza 

sicuri da persecuzioni). 

6.2  

6.2.1 Nonostante ciò, nelle procedure d'asilo ‒ così come nelle altre pro-

cedure di natura amministrativa ‒ si applica il principio inquisitorio (cfr. 6 

LAsi in relazione con l'art. 12 PA, art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi; DTAF 2015/1 

consid. 4.2). Ciò sottintende che l'autorità competente deve provvedere 

d'ufficio all'accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 12 PA; DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). L'accertamento dei fatti è incom-

pleto allorquando tutte le circostanze di fatto e i mezzi di prova determinanti 

D-839/2019 

Pagina 15 

per la decisione non sono stati presi in considerazione. Esso risulta ine-

satto se l'autorità omette di amministrare le prova di un fatto rilevante, ap-

prezza in maniera erronea il risultato dell'amministrazione di un mezzo di 

prova o fonda la decisione su fatti non conformi all'incarto (cfr. DTAF 

2015/10 consid. 3.2; sentenze del TAF A-671/2015 del 3 agosto 2020 con-

sid. 2.1 e D-1079/2018 del 17 dicembre 2019 consid. 5.2; REGINA KIE-

NER/BERNHARD RÜTSCHE/MATHIAS KUHN, Öffentliches Verfahrensrecht, 3a 

ed. 2021, n. marg. 1585). Significativo è il substrato fattuale per le condi-

zioni di applicazione della norma giuridica (cfr. sentenza del TAF D-291/

2021 del 9 marzo 2021 consid. 7.3.1; ISABELLE HÄNER, in: Häner/Wald-

mann [ed.], Das erstinstanzliche Verwaltungsverfahren, 2008, n. marg. 34; 

PATRICK KRAUSKOPF/KATRIN EMMENEGGER/FABIO BABEY, in: Waldmann/

Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 17 ad 

art. 12 PA). In concreto, l'autorità deve procurarsi la documentazione ne-

cessaria alla trattazione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed am-

ministrare a tal fine le opportune prove a riguardo (cfr. DTAF 2012/21 con-

sid. 5). L'istruzione d'ufficio ("Amtsermittlung") è da ritenersi conclusa nel 

momento in cui i fatti giuridicamente rilevanti sono stati chiariti o quando, 

in modo non arbitrario, si può partire dall'assunto che ulteriori chiarimenti 

non porteranno a conoscenze aggiuntive sulla questione (cfr. DTAF 

2012/21 consid. 5).  

6.2.2 Il principio inquisitorio non dispensa in ogni caso le parti dal dovere 

di collaborare all'accertamento dei fatti ed in modo particolare dall'onere di 

provare quanto sia in loro facoltà e quanto l'amministrazione non sia in 

grado di delucidare con mezzi propri (art. 13 PA; DTAF 2019 I/6 con-

sid. 5.1). Se la parte rifiuta di dare il proprio contributo al chiarimento della 

fattispecie per ciò che ci si può ragionevolmente attendere da essa, l'auto-

rità può tenerne conto a suo sfavore nell'apprezzamento delle prove e, in 

determinate circostanze, può esimersi dall'indagare ulteriormente (cfr. per 

maggiori sviluppi DTF 130 II 482 consid. 3.2; DTAF 2015/1 consid. 4.2 e 

seg.; sentenza del Tribunale federale 2A.669/2005 del 10 maggio 2006 

consid. 3.5.2; anche KIENER/RÜTSCHE/KUHN, op. cit., n. marg. 710 e seg.). 

6.2.3 Quando in sede ricorsuale vengono identificate delle carenze nell'i-

struzione del caso, gli atti vanno di principio retrocessi all'autorità di prima 

istanza, di modo che questa possa procedere ad un nuovo e completo ac-

certamento dei fatti. Ciò nondimeno, il Tribunale amministrativo federale 

resta libero di raccogliere gli elementi necessari al giudizio se una tale so-

luzione appare giudiziosa per ragioni di economia procedurale (cfr. DTAF 

2019 I/6 consid. 5.2 e relativi riferimenti; cfr. ANDRÉ MOSER/MICHAEL 

D-839/2019 

Pagina 16 

BEUSCH/LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungs-

gericht, 2a ed. 2013, n. 2.191). 

7.  

7.1 Nel caso in disamina, l'autorità inferiore, alla luce dei numerosi mezzi 

di prova, la grande complessità del caso, nonché i numerosi episodi rac-

contati da A._______, in virtù del principio inquisitorio, non avrebbe potuto 

respingere la domanda d'asilo degli interessati senza prima effettuare degli 

ulteriori complementi istruttori. Non è, infatti, condivisibile il fatto che abbia 

emesso una decisione d'asilo negativa direttamente sulla base dell'art. 40 

cpv. 1 LAsi (rigetto senza ulteriori chiarimenti) nonostante l'importantissima 

mole di documenti e mezzi di prova forniti dagli insorgenti. 

7.1.1 Da una parte invero, non avendo l'autorità inferiore dubitato di quanto 

accaduto al richiedente nel periodo dal (…) al (…), non ha implicitamente 

messo in discussione la verosimiglianza di tali episodi. D'altro canto invece, 

la SEM ha ritenuto inverosimili gli episodi addotti dal (…) al (…) (in partico-

lare l'aggressione subita a […] e le perquisizioni da parte della polizia). Tale 

modo di procedere, tuttavia, non risulta condivisibile dal momento che non 

tiene conto di tutte le allegazioni dei ricorrenti nel loro complesso. L'autorità 

infatti, al fine di verificare se vi fosse un timore oggettivo di subire delle 

persecuzioni future, ha omesso di tenere conto degli episodi occorsi fino al 

(…). Ricondurre una supposta assenza di persecuzioni future unicamente 

all'inverosimiglianza degli ultimi episodi appare quantomeno riduttivo e 

semplicistico e dunque non conforme alla complessità del caso in disa-

mina. Invero, un'analisi in merito all'attualità del timore di subire persecu-

zioni future, avrebbe dovuto tenere conto del profilo personale di 

A._______ – in particolare della sua esposizione mediatica e degli eventi 

accaduti fino al (…) (per altro non contestati né messi in dubbio dalla SEM) 

– del profilo e del potere d'influenza delle persone denunciate, così come 

il contesto generale serbo in relazione alla questione dei crimini di guerra.  

7.1.2 Le medesime considerazioni valgono anche per quanto riguarda la 

questione dell'intensità dei pregiudizi. Su questo punto, non può essere 

seguita l'opinione della SEM secondo cui l'intensità delle minacce non 

fosse più tale da ritenere che la famiglia fosse in pericolo dal momento che 

i ricorrenti avrebbero continuato a vivere a D._______ anche dopo il pen-

sionamento del ricorrente nel (…) nonché dopo la fine dell'ultimo processo 

nel (…). La SEM, infatti, non tiene conto delle circostanze complessive ed 

in particolare del fatto che nell'ambito dell'ultimo processo al ricorrente 

fosse stato ritirato il passaporto proprio per evitare che espatriasse 

(cfr. A29/22, D33).   

D-839/2019 

Pagina 17 

7.1.3 In seguito, sollevano dei dubbi anche le considerazioni della SEM in 

merito all'assenza di prove oggettive di una volontà mirata da parte dello 

Stato serbo di designare A._______ quale bersaglio di persecuzione. Tale 

affermazione da una parte non risulta minimamente motivata mentre 

dall'altra è in contrapposizione ai numerosi mezzi di prova che il ricorrente 

ha fornito in procedura di prima istanza. La SEM non prende infatti posi-

zione in merito agli autori delle aggressioni di cui il ricorrente è stato vittima 

in Patria.  

7.1.4 Altresì, il Tribunale ritiene che alla luce dei numerosi documenti che 

riportano le vicende del ricorrente e dei suoi famigliari, l'esclusione dal pro-

gramma protezione testimoni – in relazione al quale diversi rapporti con-

fermano le allegazioni dei ricorrenti in merito ai maltrattamenti subiti all'in-

terno del programma – la SEM non poteva limitarsi ad asserire che egli ha 

potuto contare sull'apparato di giustizia e di polizia serbo, senza effettuare 

ulteriori indagini. D'altro canto, l'autorità inferiore ha anche omesso di veri-

ficare se le autorità serbe fossero effettivamente e concretamente in grado 

di proteggere il ricorrente ed i suoi famigliari. Invero, la SEM non poteva 

limitarsi ad allegare in maniera generale che le autorità hanno volontà di 

proteggere (cfr. anche nel senso la sentenza del Tribunale D-3282/2021 

del 19 agosto 2021). Il ricorrente ha fornito diversi documenti dai quali ri-

sulta che è stato più volte vittima di atti minatori proprio ad opera della po-

lizia, così come più volte nei suoi confronti sono stati aperti dei procedi-

menti penali dalle persone che egli aveva pubblicamente denunciato. Non 

può neppure essere seguita l'opinione dell'autorità inferiore secondo cui le 

perquisizioni e le visite della polizia, chiaramente a carattere intimidatorio 

e persecutorio, siano da ritenere come delle azioni che permettano di con-

siderare che le autorità abbiano attivamente protetto i ricorrenti. Tale argo-

mentazione si scontra altresì con quanto ritenuto dall'autorità inferiore se-

condo cui gli insorgenti non sarebbero stati in grado di rendere verosimili 

le perquisizioni da parte della polizia. 

7.1.5 Proseguendo nell'analisi, il Tribunale ritiene che la valutazione della 

SEM in merito all'inverosimiglianza delle perquisizioni da parte della polizia 

– poiché i ricorrenti non avrebbero fornito sufficienti dettagli in merito all'ul-

timo controllo – non può ad ogni modo essere seguita. La stessa risulta 

infatti essere particolarmente semplificativa e riduttiva rispetto a quanto al-

legato dai ricorrenti, i quali hanno riferito più volte del carattere ripetitivo e 

frequente delle visite. Pertanto, non ci si poteva aspettare dagli insorgenti 

che sapessero riportare particolari dettagli dell'ultimo episodio, non avendo 

essi mai allegato che tale avvenimento fosse stato il più importante, rispet-

tivamente che fosse stato quello determinante per decidere di espatriare. 

D-839/2019 

Pagina 18 

7.2 Di conseguenza, alla luce delle suesposte considerazioni e tenuto 

conto dei numerosi mezzi di prova forniti dai ricorrenti che inficiavano (se 

confermati) la presunzione di assenza di persecuzioni in Serbia, la SEM 

non poteva rendere una decisione negativa in applicazione dell'art. 40 LAsi 

e senza effettuare ulteriori chiarimenti, così facendo ha violato il principio 

inquisitorio.  

Pertanto appare giudizioso retrocedere gli atti di causa alla SEM per il com-

pletamento dell’istruttoria e l’emanazione di una nuova decisione. 

8.  

8.1 Di conseguenza, il ricorso è accolto, la decisione della SEM dell'8 feb-

braio 2019 è annullata e gli atti di causa le sono ritrasmessi (art. 61 cpv. 1 

PA) affinché la stessa proceda, in termini ragionevoli (art. 29 cpv. 1 della 

Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 

[Cost., RS 101]), a pronunciare una nuova decisione rispettosa dei consi-

derandi della presente sentenza e delle seguenti istruzioni vincolanti. 

8.2 L'autorità inferiore è anzitutto invitata a verificare la versione dei fatti 

proposta dai ricorrenti onde valutarne la verosimiglianza in maniera com-

plessiva, se del caso per il tramite dell'esperimento di ulteriori misure istrut-

torie e dell'analisi accurata dei mezzi di prova prodotti. In particolare, la 

SEM è tenuta a verificare l'attualità del timore di subire persecuzioni future 

degli insorgenti ed il timore di subire ulteriori persecuzioni giudiziarie o 

nuove aggressioni, tenuto conto del profilo dei ricorrenti e della totalità degli 

episodi già subiti. Altresì, l'autorità è invitata a verificare concretamente la 

capacità e la volontà di protezione delle autorità serbe nei confronti degli 

insorgenti.  

9.  

9.1 Visto l'esito della procedura, non si prelevano spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 e 2 PA).  

9.2 Giusta l'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in tutto o 

in parte, può d'ufficio o a domanda assegnare al ricorrente un'indennità per 

le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La parte 

vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla 

causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili de-

vono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una 

nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l'indennità dovuta 

D-839/2019 

Pagina 19 

alla parte sulla base di tale nota (art. 14 cpv. 1 TS-TAF). In difetto di tale 

nota il Tribunale fissa l'indennità sulla base degli atti di causa (art. 14 cpv. 2 

TS-TAF). 

9.3 Nella fattispecie, in difetto di una nota particolareggiata, l'indennità per 

spese ripetibili è fissata d'ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa 

in CHF 2'500.– (disborsi e indennità supplementare in rapporto all'IVA com-

presi; art. 8-13 TS-TAF). 

10.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo stato che hanno abbandona-

to in cerca di protezione, per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 

cifra 1 LTF). 

La pronuncia è quindi definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-839/2019 

Pagina 20 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è accolto. La decisione della SEM dell'8 febbraio 2019 è annullata 

e gli atti di causa le sono ritrasmessi per il completamento dell'istruttoria e 

la pronuncia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

La SEM rifonderà ai ricorrenti complessivamente CHF 2'500.– a titolo di 

spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Chiara Piras Sebastiana Bosshardt