# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8a19a352-462f-5f47-a47f-e13ea9fe76e7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-01-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 28.01.2014 15.2013.130
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2013-130_2014-01-28.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2013.130

  	
  Lugano

  28 gennaio 2014

  EC/ww/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Walser,
  vicepresidente,

  Jaques
  e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso 4 dicembre 2013 di

 

	
   

  	
   RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio, o meglio contro il
verbale di pignoramento emesso il 16 ottobre 2013 nelle esecuzioni promosse
contro la ricorrente da

	
   

  	
  1.PI 1  

       rappr. dall’RA 1  

  2.PI 2  

       rappr. dall’RA 2  

  3.PI 3  

  4.PI 4  

  5.PI 5  

  6.PI 6  

   

  

viste le osservazioni 12 dicembre 2013
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio;

 

ritenuto in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che nell’ambito di varie
esecuzioni promosse contro RI 1, il 16 ottobre 2013 l’Ufficio esecuzione e
fallimenti di Mendrisio ha pignorato l’importo di fr. 7'610.– presente sul
conto della debitrice presso lo stesso ufficio e, limitatamente a fr. 36'221.–,
un conto bancario presso la __________;

 

                                         che con ricorso 2 dicembre
2013 RI 1 chiede di annullare il pignoramento, reputandolo abusivo;

 

                                         che per essa il
pignoramento è avvenuto contro la propria volontà e senza previa informazione;

 

                                         che a mente della
ricorrente il pignoramento dovrebbe essere annullato perché sono ancora
pendenti un ricorso di diritto amministrativo, alcune azioni risarcitorie e un
“esposto-denuncia”, che avrebbero effetto sospensivo;

 

                                         che costei chiede la
restituzione di quanto pignorato perché “già stanziato per lavori urgenti da
saldare” e necessario per il proprio sostentamento;

 

                                         che nelle sue osservazioni
l’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio reputa tardivo il ricorso
presentato solo il 4 dicembre 2013, ricordando in particolare che il verbale di
pignoramento è stato inviato all’escussa già il 5 novembre 2013 e che
l’Ufficiale, in occasione di una riunione tenutasi il successivo 15 novembre,
le aveva spiegato la procedura adottata dall’ufficio nell’ambito del pignoramento;

 

                                         che il ricorso è stato
trasmesso a questa Camera il 12 dicembre 2013 per la decisione senza che
l’ufficio abbia dapprima proceduto all’intimazione alle controparti;

 

                                         che per l’art. 9 cpv. 2
LPR l’Autorità cantonale di vigilanza può determinarsi sul merito del ricorso
senza intimazione alla controparte, se, come nella fattispecie, l'atto è
manifestamente infondato, atteso che nel caso di reiezione del gravame non può
darsi pregiudizio alcuno a carico di chi non è stato sentito (cfr. Cometta, Commentario alla LPR, Lugano
1998, n. 2.2.2. ad art. 9);

 

                                         che
giusta l’art. 17 cpv. 2 LEF il ricorso all’Autorità di vigilanza deve essere
presentato entro dieci giorni da quello in cui il ricorrente ebbe notizia del
provvedimento;

 

                                         che a differenza di quanto
sostiene, RI 1 ha avuto conoscenza del pignoramento al più tardi il 22 ottobre
2013;

 

                                         che infatti, come emerge
dagli atti prodotti unitamente al ricorso, essa ha indicato di proprio pugno di
aver ricevuto dal consulente bancario di __________ già il 22 ottobre 2013 la
comunicazione del pignoramento fatta dall’ufficio alla banca il precedente 16
ottobre;

 

                                         che una copia del verbale
di pignoramento trasmessole dall’ufficio per posta A il 5 novembre 2013 è del
resto accluso al ricorso;

 

                                         che pertanto il termine
d’impugnazione di dieci giorni era irrimediabilmente scaduto quando, il 4
dicembre 2013, Nivette Robbiani ha presentato il ricorso in esame;

 

                                         che tale atto, siccome
tardivo, è inammissibile;

 

                                         che anche se così non
fosse, lo stesso dovrebbe comunque essere respinto nel merito;

 

                                         che infatti per ciascuna
delle esecuzioni in esame l’escussa è stata avvisata che il pignoramento
avrebbe avuto luogo al suo domicilio il 18 marzo 2013 (cfr. avvisi di
pignoramento acclusi alle osservazioni dell’Ufficio);

 

                                         che a causa della sua
assenza alla data prevista, il pignoramento è stato eseguito senza che
l’escussa potesse essere sentita;

 

                                         che ad ogni modo i conti
pignorati non sono redditi nel senso del­l’art. 93 LEF e sono quindi illimitatamente
pignorabili, anche contro la volontà dell’escussa;

 

                                         che il “ricorso di diritto
amministrativo per ritardata e denegata giustizia” del 23 gennaio 2012, le
“azioni risarcitorie” del maggio-giugno 2005 e l’“esposto-denuncia” del 20
settembre 2013 citati dalla ricorrente (ma non prodotti) non sospendono per
legge le esecuzioni in corso;

 

                                         che dal profilo esecutivo,
infatti, oltre ai motivi previsti dagli art. 57
 a 62 e 123 LEF, solo un provvedimento giudiziario nel senso degli art. 85 o
85a cpv. 2 LEF è idoneo a sospendere un’esecuzione;

 

                                         che nessuno di quei motivi
risulta sussistere nella fattispecie e nemmeno la ricorrente lo pretende;

 

                                         che le altre
recriminazioni fatte valere dall’escussa non riguardano direttamente le
esecuzioni in questione ma pretese sulle quali né l’ufficio d’esecuzione né
l’autorità di vigilanza hanno la competenza di statuire;

 

                                         che non si preleva la
tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF).

 

 

per questi motivi,

 

richiamati gli art. 17 cpv. 2 LEF; 9 cpv. 2 LPR; 61 cpv. 2 lett. a
e 62 cpv. 2 OTLEF

 

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è
inammissibile per tardività.

 

                                   2.   Non si prelevano
spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
     ;

    urigo;

    ;

   ;

   ;

    ;

     .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio esecuzione e fallimenti di Mendrisio.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

Il vicepresidente                                                                       Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 (dieci) giorni
dalla notificazione, rispettivamente entro 5 (cinque) giorni dalla
notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata
nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.