# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a9b48c9-e52f-5488-bab2-37a5aa694808
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 16.04.2002 80.2002.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2002-42_2002-04-16.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2002.00042

  	
  Lugano

  16 aprile 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente della Camera di diritto tributario 

  del Tribunale d'appello

  
	
  giudice Alessandro Soldini

  
	
   

  
	
  segretario:

  	
  Fiorenzo Gianinazzi

  
						

 

statuendo sul ricorso del 13 marzo 2002

 

in materia di:                 IC 2001-02

 

	
  presentato da:

  	
  __________ __________ - __________, __________ __________, __________
  __________,

   

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                     -   che la
Comunione ereditaria __________ è proprietaria di diversi immobili a
__________, tra cui il mapp. __________ in zona __________, su cui sorge un'abitazione
di mq 43, il mapp. n. __________, pure in zona Campedei, su cui sorge un'altra
abitazione di mq 44 e il mapp. n. __________, in zona __________, su cui sorge
una terza abitazione di mq 88; 

 

                                     -   che
l'Ufficio di tassazione ha stabilito il valore locativo, conformemente alle
istruzioni per la compilazione della dichiarazione d'imposta 2001-2002,
applicando il coefficiente del 6,25% alla somma dei tre valori di stima (fr.
295'000.-) desunta dal catastrino comunale, ridotta del 30% (fr. 206'500.-)
(cfr. decisione su reclamo dell’11 febbraio 2002); 

 

                                     -   che con
il presente, tempestivo ricorso __________ __________ contesta il valore
locativo espostole dall'Ufficio di tassazione, argomentando che la casa sarebbe
affittata per soli fr. 1'000.- all'anno;

 

                                     -   che,
conformemente all’art. 26c cpv. 2 della legge organica giudiziaria civile e penale
del 24 novembre 1910, modificata il 14 maggio 1998, la Camera di diritto tributario
decide nella composizione di un Giudice unico la presente causa, che non pone
questioni di principio e non è di rilevante importanza;

 

                                     -   che,
giusta l'art. 20 cpv. 1 lett. b LT, l'uso da parte del proprietario del suo
immobile o di parte di esso è fiscalmente imponibile quale reddito della
sostanza immobiliare: ad esso viene attribuito un valore locativo;

 

                                     -   che la
legge non indica tuttavia come debba essere valutato ai fini dell'imposizione
il vantaggio economico derivante dall'uso personale della proprietà fondiaria;

 

                                     -   che per
ragioni di praticità e di praticabilità del diritto, il valore locativo di
abitazioni unifamiliari verrà stabilito, di massima, come accennato sopra,
applicando al valore di stima ufficiale dell'immobile il tasso del 5% risp. del
6,25%, se la stima è entrata in vigore dopo il 1° gennaio 1990, del 6,5% se la
stima risale a un periodo compreso tra il 1° gennaio 1986 e il 1° gennaio 1989
e del 7,25% se la stima risale al 1° gennaio 1985 o è anteriore a tale data (Istruzioni
2001-2002 per la compilazione della dichiarazione d'imposta);

 

                                     -   che il
tasso del 6.25% viene applicato soltanto ai comuni in cui le stime sono entrate
in vigore a partire dal 1° gennaio 1991, ritenuto che il valore ufficiale venga
preventivamente ridotto del 30%;

 

                                     -   che in
linea di principio il modo di procedere dell'Ufficio di tassazione appare corretto;

 

                                     -   che per
la locazione di una casa monofamiliare a un congiunto contro una pigione di
favore è, di regola, determinante l'ammontare della pigione incassata e non il
valore locativo dell'abitazione, sempreché non debba ammettersi un contratto
diretto ad eludere l'imposta dovuta (STF 115 Ia pag. 329; inoltre CDT n.
__________.__________.__________ del 24 aprile 1997 in re A. C., consid. 3.2.);

 

                                     -   che nel
caso in esame, prima ancora di pronunciarsi su una simile eventualità, vista
l’enorme discrepanza tra quanto dichiarato e il valore locativo calcolato
secondo i parametri usuali, questo Giudice si vede costretto ad annullare la
decisione impugnata ed a retrocedere gli atti all'Ufficio di tassazione per
ulteriori accertamenti;

 

                                     -   che è in
effetti emerso da un colloquio del segretario della Camera con il Segretario
comunale di __________ che non si è in presenza di un'unica abitazione, ma di
tre diversi mappali su cui sorgono altrettante abitazioni, una delle quali e,
meglio quella con il valore di stima maggiore, sembrerebbe essere regolamente
occupata da familiari o conoscenti e un'altra invece sarebbe in fase di
radicale ristrutturazione e meglio di rifacimento della soletta;

 

                                     -   che in
simili condizioni appare quanto meno necessario accertare, con riferimento al
periodo di computo che entra in considerazione (anni 1999-2000), quale fosse la
reale situazione delle diverse abitazione, segnatamente se tutte e tre fossero
abitabili, oppure soltanto una di loro ed anche se le due abitazioni censite in
località Campedei non formino di fatto un’unica unità abitativa;

 

                                     -   che solo
dopo simili accertamenti sarà possibile stabilire con cognizione di causa il valore
locativo e, se del caso, se l’asserito canone locativo di favore di mille
franchi, che dovrà eventualmente essere documentato, non sia da riguardare dal
profilo dell’elusione d’imposta.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto nel senso che, annullata la decisione su reclamo dell’11 febbraio
2001, gli atti del procedimento sono retrocessi all’Ufficio di tassazione per
nuova decisione dopo ulteriori accertamenti, come indicato nei considerandi.

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Il
presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il presidente:                                                       Il
segretario: