# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eaa5adea-e0d3-52b3-b72c-d2f2165dd1c8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.02.2012 35.2011.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2011-49_2012-02-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2011.49

   

  mm

  	
  Lugano

  29 febbraio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 settembre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 4 agosto
  2011 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 5
ottobre 2008, RI 1 - dipendente della ditta __________ di __________ in qualità
di gerente di bar e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso CO
1 -, è caduto dalle scale e ha riportato, secondo il certificato 18 ottobre
2008 del dott. __________, una contusione alla caviglia sinistra (doc. 45).

                                         L’esame
di RMN della caviglia sinistra, eseguito il 16 ottobre 2008, ha evidenziato, citiamo: “dei segni di artrosi nell’articolazione talo-calcaneare con
alterazioni sull’omonimo legamento, con segni di enhancement nell’ambito di una
sindrome del sinus e del canale trasale e con presenza di un ganglion
intraosseo a livello dell’incisura calcaneare e di una capsulo-sinovialite a
livello del processo posteriore del talo con due piccoli gangli anche a questo
livello.” (doc. 47).

 

                                         L’assicuratore
LAINF ha preso a carico il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge.

 

                               1.2.   Con
decisione formale del 13 febbraio 2009 - poi confermata in sede di opposizione
(cfr. doc. 22) -, CO 1 ha interrotto il versamento delle prestazioni a far
tempo dal 1° marzo 2009, siccome, da tale data, si sarebbe estinto il nesso di
causalità naturale con il sinistro dell’ottobre 2008 (doc. 10).

 

                               1.3.   Con sentenza
35.2009.66 del 5 ottobre 2009, il TCA ha annullato la decisione su opposizione
impugnata e ha rinviato gli atti all’amministrazione affinché disponesse
accertamenti specialistici più approfonditi riguardo all’eziologia dei disturbi
localizzati all’arto inferiore sinistro (doc. 29).

 

                                         La
pronunzia appena citata é cresciuta in giudicato incontestata. 

 

                               1.4.   Riprendendo
l’istruttoria, l’assicuratore LAINF ha ordinato una perizia presso il Fusszentrum
della Clinica __________. 

                                         Gli
specialisti hanno consegnato il loro referto nel corso del mese di agosto 2010
(cfr. doc. 80).

 

                               1.5.   Mediante la
decisione formale del 21 gennaio 2011, la CO 1 ha informato RI 1 che il suo
diritto a prestazioni si é estinto a contare dal 1° marzo 2009 (doc. 41).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (cfr. doc.
42), l’amministrazione, in data 4 agosto 2011, ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 44).

 

                               1.6.   Con
tempestivo ricorso del 12 settembre 2011, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA
1, ha chiesto, in via preliminare, che venga accertata la ritardata
giustizia in cui é incorso l’assicuratore convenuto nella trattazione della sua
pratica e, nel merito, che la CO 1 venga condannata a versargli
ulteriori prestazioni di corta durata a far tempo dal 1° marzo 2009 oltre gli
interessi di mora, in subordine, che essa valuti il diritto alla rendita di
invalidità e all’indennità per menomazione all’integrità. 

 

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali, l’insorgente ha in particolare
espresso le considerazioni seguenti: 

 

" 
(…).

…, la posizione di rifiuto assunta da CO 1 si
scontra con le inequivocabili risultanze contenute nei rapporti specialistici
allestiti dalla __________, alla quale CO 1 aveva demandato il compito di
procedere agli accertamenti specialistici ordinati da codesto Tribunale.

Al riguardo giova evidenziare quanto segue.

 

… La diagnosi posta dalla CO 1 é quella di
“Chronifizierter Schmerzzustand von neuropathischem Charakter des linken Fusses
bei Status nach Trauma am 05.10.2008” (cfr. perizia, doc. 5, pag. 8);

 

… secondo il precitato istituto peritale, “leidet
der Patient an einem ausgeprägten neuropathischen Schmerz im Rahmen des Unfalls
vom 05.10.2008. Der Patient ist durch seine Schmerzen stark beeinträchtigt”
(cfr. perizia, doc. 5, pag. 9);

 

… l’incapacità lavorativa del ricorrente é
totale. In effetti, a mente del referto peritale “in
seiner angestammten Tätigkeit ist der Patient 100% arbeitsunfähig. Auch bei
einer dem Leiden angepassten Tätigkeit, schätzen wir den Patienten als 100%
arbeitsunfähig ein aufgrund des ausgeprägten Ruheschmerzen, welcher sowohl die
Konzentrationsfähigkeit als die Nachtruhe beeinträchtigt.” (cfr. perizia, doc. 5, pag. 9);

 

… non sussistono fattori extra-infortunistici
oppure disturbi preesistenti idonei a giustificare i dolori alla caviglia
sinistra del ricorrente accertati dalla __________. In
effetti, “ Herr RI 1 beklagte vor dem Unfall vom 05.10.2008 keine Schmerzen
oder Probleme des linken Fusses, insbesondere nicht nach dem ersten erlittenen
Unfall von Ende 2007” (cfr. perizia, doc. 5, pag. 10);

 

… la lesione all’arto inferiore sinistro é con
probabilità preponderante da porre in relazione con l’evento del 5 ottobre
2008: “Unseres Erachtens ist die von uns festgestellten Gesundheitsschädigung
des linken Fusses mit überwiegender Wahrscheinlichkeit Folge des besagten
Unfalles vom 05.10.2008.” (cfr. perizia, doc. 7, pto.
1.1);

 

… fattori estranei non sono rilevanti: “Wir sehen
keine unfallfremde Faktoren” (cfr. perizia, doc. 7, pto. 2);

 

… “ist der Unfall vom 05.10.2008 ursächlich für
die von dem Patienten angegebenen Beschwerden” (cfr. perizia, doc. 7, pto. 4).

 

 

… Orbene, si vorrà concedere che la perizia della
____________________ conclude a favore della sussistenza di un nesso di
causalità adeguata secondo il principio della probabilità preponderante. Le
inequivocabili, lineari e convergenti risultanze peritali non sorreggono in
qualsivoglia maniera le tesi dell’istituto assicuratore, al quale, ripetasi,
incombe l’onere di dimostrare che l’infortunio non é più la causa naturale ed
adeguata degli attuali disturbi lamentati dal ricorrente. 

Tale onere probatorio non é stato soddisfatto da CO
1 nel caso di specie, la quale ha tentato - invano - di arrampicarsi sui vetri
a fronte delle inequivocabili risultanze peritali da essa stessa predisposte al
fine di sottrarsi ai propri obblighi assicurativi. 

Di tale atteggiamento ostruzionistico e
defatigatorio dovrà tenerne debitamente conto codesto Tribunale
nell’assegnazione a favore del ricorrente di congrue ripetibili.”

                                         (doc. I,
p. 10s.)

 

                               1.7.   L’amministrazione,
in risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti
di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V). 

 

                               1.8.   Nel corso
del mese di ottobre 2011, il ricorrente ha formulato alcune osservazioni sul
contenuto della risposta di causa presentata dalla CO 1, rilevando in
particolare che i medici della __________ “… hanno chiaramente riscontrato delle
lesioni a livello dei nervi cutanei dorsali intermedi, come pure una
iposensibilità nella regione dei nervi surale, tibiale e peroneale (corrisponde
in effetti alla regione dei dolori). Per queste patologie sono state
consigliate le relative cure mediche conservative quali Lyrica, agopuntura,
eventuali sedute fisioterapiche e terapia neurale sebbene la prognosi per
dolori di tipo neuropatico sia negativa a corto medio termine.” (doc. VII). 

 

                                         L’assicuratore
LAINF si é espresso in proposito il 18 novembre 2011 (doc. XI). 

 

                               1.9.   Il 23 g__________
Schulthess Klinik per ottenere una precisazione in merito agli esiti dell’esame
elettrofisiologico del 27 luglio 2010 (doc. XIII).

 

                                         La
risposta dei dottori __________ e __________ é pervenuta l’8 febbraio 2012 (doc.
XIV).

 

                                         La CO 1
si é espressa al riguardo in data 14 febbraio 2012 (doc. XVI), mentre
l’assicurato lo ha fatto il 17 febbraio 2012 (doc. XVII). 

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                               2.2.   Con la
propria impugnativa, in via preliminare, RI 1 ha chiesto al TCA di accertare
che la CO 1 si é resa colpevole nei suoi confronti di una ritardata
giustizia ex art. 56 cpv. 2 LPGA (cfr. doc. I, p. 6s.).

 

                                         Nella
concreta evenienza, la censura di ritardata giustizia si rivela intempestiva
e ormai priva di oggetto, avendo l’assicuratore LAINF convenuto nel
frattempo rilasciato la richiesta decisione su opposizione (cfr. doc. 44).

In proposito, è utile segnalare che, in
una sentenza pubblicata in SVR 2005 IV 26,
p. 101ss., il TFA ha stabilito che l'oggetto di un ricorso presentato in base
all'art. 56 cpv. 2 LPGA, é soltanto la verifica del preteso diniego o del
preteso ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito alle
prestazioni (cfr. SVR 2001 UV 38, p. 109s. a proposito dell’art. 106 cpv. 2
vLAINF).

                                         Questa
prassi trova il proprio fondamento nel principio secondo cui l’accoglimento di
un ricorso per ritardata, rispettivamente denegata giustizia, comporta il
rinvio della causa all’autorità amministrativa inadempiente (cfr. F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2. edizione, Berna 1983, p. 226; U.
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, cifra
507 e 516). 

                                         Gli
stessi principi continuano peraltro a valere anche dopo l’entrata in vigore
dell’art. 56 cpv. 2 LPGA, cfr. STFA I 328/03 del 23
ottobre 2003 consid. 4.2. 

 

                                         Visto
quanto precede, nella misura in cui si chiede che venga constatata l’esistenza
di una ritardata giustizia, il ricorso va dichiarato irricevibile. 

 

                               2.3.   L’oggetto
della lite é circoscritto alla questione di sapere se i disturbi denunciati da RI
1 costituivano una conseguenza, naturale e adeguata, dell’infortunio del 5
ottobre 2008, anche dopo il 1° marzo 2009.

 

                               2.4.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V
6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto
2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468
consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche,
quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF
119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V
164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die
Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                        Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con
l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza,
l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se
l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla
salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che
fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale
dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della
verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non
giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione
del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati). 

 

                               2.5.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181
consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e
382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità
adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni
vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des
Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard,
L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   Con la sentenza 35.2009.66 del 5 ottobre 2009, questo Tribunale ha
annullato la decisione su opposizione del 15 maggio 2009 e ha ordinato alla CO
1 di disporre l’allestimento di una perizia medica specialistica, posto che i
referti a disposizione - concretamente quelli elaborati dal fiduciario
dell’assicurazione e dai medici curanti dell’assicurato -, non presentavano un
sufficiente grado di affidabilità riguardo alla questione dell'eziologia
dei disturbi all’arto inferiore sinistro:

 

" 
(…).

Chiamato a pronunciarsi, il TCA ritiene che la
documentazione agli atti non gli consenta né di ammettere né di escludere, con
la necessaria tranquillità, che il nesso di causalità naturale tra i disturbi
all’arto inferiore sinistro e l’evento infortunistico del 5 ottobre 2008 (e con
esso l’obbligo a prestazioni della CO 1) si sia estinto a decorrere dal 1°
marzo 2009.

 

Questa Corte constata che tanto il dott. __________
quanto il PD dott. __________, entrambi specialisti in chirurgia ortopedica,
hanno formulato, quale diagnosi principale, quella di insufficienza del
tibiale posteriore (cfr. doc. 34, 39 e 43). 

Il dott. __________, nel suo referto del 13 marzo
 2009, ha inoltre precisato che la patologia in questione ha un’eziologia
traumatica (doc. 43).

Ora, a prescindere dal fatto che l’apprezzamento
dell’aspetto eziologico effettuato dal dott. __________ in occasione della
visita di controllo del 13 gennaio 2009, non brilla
certo per chiarezza, nella misura in cui questo specialista ha dichiarato che,
a quel momento, la causalità naturale stava iniziando a scemare, senza
alcuna ulteriore precisazione (in realtà la causalità naturale o è data o non è
data, cfr. consid. 2.4), occorre rilevare che la diagnosi di insufficienza del
tibiale posteriore a sinistra non figura tra quelle enumerate dal medico
fiduciario (cfr. doc. 42, p. 3: atrofia dell’arto inferiore sinistro,
nonché alterazioni degenerative a carico degli assi del ginocchio e della
caviglia come pure a livello talo-calcaneare e talo-navicolare), motivo per cui
alla sua valutazione non può essere senz’altro riconosciuto un pieno valore
probatorio. 

Secondo il TCA, prima di negare il proprio
obbligo a prestazioni, l’amministrazione avrebbe perlomeno dovuto invitare il
dott. __________ a prendere posizione sulla diagnosi in discussione, in
particolare a precisare se quest’ultima è o no suscettibile di modificare in
qualche modo le conclusioni contenute nel suo referto del 19 gennaio 2009.”

                                         (doc. 29)

 

                               2.7.   La CO 1 ha
affidato l’incarico di peritare RI 1 al Fusszentrum della Clinica __________.

 

                                         L’esame
clinico del ricorrente, eseguito dai dottori __________ e __________,
rispettivamente Primario e Capo-clinica, ha avuto luogo il 16 giugno 2010. RI 1
è inoltre stato sottoposto il 27 luglio 2010 a un esame elettrofisiologico da parte del dott. __________ (cfr. allegato al doc. 80). 

 

                                         I
sanitari __________ hanno diagnosticato uno stato da dolore cronico di carattere
neuropatico interessante il piede sinistro dopo trauma del 5 ottobre 2008, come
pure un piede piatto valgo bilaterale (doc. 80, p. 8). 

                                         Gli
specialisti incaricati dall’amministrazione hanno spiegato che, dal profilo
radiologico e strumentale per immagini, i disturbi denunciati dall’assicurato
non hanno trovato alcuna correlazione. In particolare, essi non sono imputabili
né al diagnosticato ganglioma calcaneare, né alla presenza di un piede piatto
valgo bilaterale. Per i dottori __________ e __________ la sintomatologia non
trova quindi alcuna spiegazione sul piano ortopedico (cfr. doc. 80, p. 9: “Aus
orthopädischer Sicht findet sich also keine Erklärung für die angegebenen
Schmerzen.”). 

                                         A loro
avviso, l’insorgente soffrirebbe invece di un dolore neuropatico, e ciò tenuto
conto che soggettivamente sussiste una iposensibilità nel territorio dei nervi
surale, tibiale e peroneo superficiale, ovvero laddove si concentrano i dolori,
e del fatto che il paziente risponde positivamente alla medicazione con il
Lyrica (doc. 80, p. 9: “In der elektrophysiologischen Untersuchung konnte eine
axonale betonte Läsion des N. cutaneus dorsalis intermedius links dokumentiert
werden. Subjektiv besteht eine Hyposensibilität im
Versorgungsgebiet des N. suralis, des N. tibialis und des N. peroneus
superficialis. In diesem Bereich werden auch die ausgeprägten Schmerzen
angegeben. Unseres Erachtens leidet der Patient an einem ausgeprägten
neuropathischen Schmerz im Rahmen des Unfalls vom 05.10.2008.”). 

 

                                         Per quanto qui di interesse, rispondendo ai quesiti delle parti, gli
specialisti in questione hanno ribadito che una parte dei disturbi può essere
spiegata con un dolore neuropatico (doc. 80, risposta al quesito n. 3), che
prima dell’infortunio dell’ottobre 2008, l’assicurato non presentava alcun
dolore o problema al piede sinistro (doc. 80, risposta al quesito n. 4) e,
infine, che i disturbi da lui denunciati sono difficilmente oggettivabili, per
cui essi sono stati costretti a riferirsi alle sue dichiarazioni (anche se la risposta
al Lyrica rafforza il sospetto di disturbi di carattere neuropatico) (doc. 80,
risposta al quesito n. 8: “Die von dem Patienten angegebenen Beschwerden sind
schwierig objektivierbar und wir sind auf die Angaben des Patienten angewiesen.
Die Tatsache, dass er auf die Lyrica angesprochen hat,
verstärkt unsere Verdachtsdiagnose eines neuropathischen Charakters und belegt
auch die Glaubhaftigkeit des Patienten.”). 

 

                                         Con il complemento peritale del 2 novembre 2010 (doc. 82), i dottori
__________ e __________ hanno affermato che il danno alla salute constatato a
livello del piede sinistro costituisce, con verosimiglianza preponderante, una
conseguenza dell’evento traumatico assicurato, posto che, prima
dell’infortunio, RI 1 non lamentava alcun disturbo ed era abile al lavoro al
100% (“Unseres Erachtens sit die von uns festgestellte Gesundheitsschädigung
des linken Fusses mit überwiegender Wahrscheinlichkeit Folge des besagten
Unfalles vom 05.10.2008. Herr RI 1 war vor diesem
Unfall von Seiten des linken Fusses absolut beschwerdefrei und konnte seiner
Tätigkeit zu 100% nachgehen.”). D’altro canto, essi
hanno negato che l’infortunio abbia provocato un peggioramento solo transitorio
dei dolori (“Es kam nicht zu einer vorübergehenden unfallbedingten Verschlimmerung
der Schmerzen. Die Schmerzen sind seit dem Unfall eher zunehmend.”). 

 

                                         In corso
di causa, questa Corte ha interpellato il dott. __________, al quale é stato
chiesto di precisare se e in quale misura i disturbi interessanti il piede
sinistro correlano con il reperto oggettivato grazie all’esame
elettrofisiologico del luglio 2010 (cfr. doc. XIII).

                                         Questo il
tenore della risposta datata 2 febbraio 2012:

 

" 
(…).

Bezugnehmend auf Ihren Brief vom 23.01.2012
möchte ich nochmals verifizieren, dass die Beschwerden des Patienten im Rahmen
eines neuropathischen Schmerzes zu sehen sind. Neurologisch konnte eine axonal
betonte Läsion des N. cutaneus dorsalis intermedius festgestellt werden. Nun
besteht subjektiv eine Hyposensibilität im Versorgungsgebiet des N. suralis,
des N. tibialis und des N. peroneus superficialis. In diesem Bereich werden
auch die ausgeprägten Schmerzen angegeben. Durch die axonal betonte Läsion
des N. cutaneus dorsalis intermedius können diese Beschwerden nicht erklärt
werden.” (doc. XIV - il
corsivo é del redattore)

                               2.8.   Attentamente
esaminata la perizia allestita dal Fusszentrum della Clinica __________
(compreso il complemento peritale del 2 novembre 2010 e la precisazione fornita
al TCA in data 2 febbraio 2012), appare evidente come i disturbi di cui soffre RI
1 al piede sinistro, siano stati approfonditamente indagati, da tutti i profili
possibili. 

                                         Non vi é pertanto
da attendersi che ulteriori provvedimenti istruttori mettano in luce nuovi e
rilevanti elementi di valutazione. 

 

                                         Questa
Corte osserva innanzitutto che le conclusioni a cui sono pervenuti gli esperti
zurighesi smentiscono di fatto la valutazione espressa a suo tempo dai chirurgi
ortopedici dottori __________ e __________, i quali avevano entrambi
diagnosticato un’insufficienza del tibiale posteriore (cfr. doc. 51, 56 e 57). 

                                         I dottori
__________ e __________ hanno infatti affermato che i disturbi denunciati non
trovano giustificazione sul piano ortopedico (cfr. doc. 80, p. 9). 

 

                                         D’altro
canto, il TCA prende atto che i sanitari della __________ hanno sospettato
(cfr. doc. 80, p. 10: „…, ergibt sich der Verdacht eines neuropathischen
Geschehens.“ - il corsivo é del redattore) la presenza di dolori di carattere
neuropatico, diagnosi formulata in base alle indicazioni fornite
dall’assicurato medesimo (doc. 80, p. 11: „Die von dem Patienten angegebenen
Beschwerden sind schwierig objektivierbar und wir sind auf die Angaben des
Patienten angewiesen.“ - il corsivo é del redattore), in quanto i dolori
non hanno potuto essere oggettivati né neurologicamente né mediante RMN (doc.
80, p. 10: „Die Beschwerden des Patienten sind im Rahmen eines neuropathischen
Schmerzes zu sehen, was neurologisch oder im MRI nicht nachgewiesen werden
kann.“ - il corsivo é del redattore). 

 

                                         Secondo la giurisprudenza
federale, in materia di assicurazione contro gli infortuni, i disturbi
risentiti dall'assicurato vengono di principio presi in considerazione soltanto
nella misura in cui procedono da un danno alla salute oggettivamente
dimostrabile.

                                         Nei casi
in cui i dolori lamentati non possono trovare una sufficiente correlazione sul
piano oggettivo, la decisione non può che essere sfavorevole all'interessato.
In effetti, qualora non sia stata individuata, dal profilo medico-scientifico,
l'origine dei disturbi, il giudice delle assicurazioni sociali - a maggior
ragione - non può riconoscere l'esistenza di una relazione di causalità
naturale con l'evento traumatico assicurato (in vedano, in questo senso, la
STCA 35.2002.4 del 22 settembre 2003, 35.2003.26 del 28 luglio 2003, 35.2002.49
del 25 novembre 2002, confermata dal TFA con sentenza U 14/03 del 28 luglio
2004, 35.1999.90 del 13 settembre 2001, confermata dal TFA con sentenza U
347/01 del 9 gennaio 2003, 35.1998.57 del 21 settembre 2000, confermata dal TFA
con giudizio U 429/00 del 13 marzo 2001, 35.1998.61 del 22 febbraio 1999 e 35.1998.10
del 19 febbraio 1999; cfr., inoltre, U. Meyer-Blaser, art. cit., p. 105s.:
“Lässt sich der medizinisch-wissenschaftliche Beweis für das Vorliegen
organischer Befunde, ihrer Verantwortlichkeit für die vorhandenen Beschwerden
und die Ursächlichkeit der unfallmässigen Einwirkung zum Eintritt des
organischen Befundes, nach derzeitigem Wissensstand, in einem konkreten Fall,
trotz sorgfältigen Abklärungen, nicht mit überwiegender Wahrscheinlichkeit
beweisen, entfällt insofern die Leistungspflicht der Unfallversicherer ohne
weiteres” - il corsivo è del redattore). 

 

                                         Ora, il
TF ha precisato che per poter parlare di lesioni traumatiche
oggettivabili dal punto di vista organico, i risultati ottenuti devono essere
confermati da indagini effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche o
di immagine radiologica e i metodi utilizzati riconosciuti scientificamente (STF
8C_310/2011 del 5 settembre 2011 consid. 4.1, 8C_421/2009 del 2 ottobre 2009
consid. 3 e sentenze ivi citate; cfr. pure DTF 134 V 109 consid. 9 p. 122). 

                                         Ad esempio, la Thoracic-outlet-Syndrom
oppure reperti miofasciali, tendinosici, rispettivamente miotendinosici,
non possono di per sé essere qualificati quale chiaro substrato organico dei
disturbi. 

 

                                         Nella concreta evenienza,
l’esame elettrofisiologico del 27 luglio 2010 ha sì consentito di oggettivare, a sinistra, una lesione assonale del nervo cutaneo dorsale
intermedio (allegato al doc. 80, p. 2). Interpellati al riguardo, i sanitari
della __________ hanno però dichiarato che non vi é correlazione tra questo
reperto e la sintomatologia presentata da RI 1 (cfr. doc. XIV: “Durch die axonal betonte Läsion des N. cutaneus dorsalis
intermedius können diese Beschwerden nicht erklärt werden.” - il corsivo
é del redattore). 

 

                                         Per il resto, null’altro può essere considerato oggettivato ai
sensi della giurisprudenza appena menzionata. In questo senso, non può
bastare che l’insorgente abbia segnalato la presenza di una zona di ipoestesia
proprio laddove si concentrano i dolori (cfr. doc. 80, p. 7: “Der Fussrücken
und der laterale Fussrand inkl. der Fussohle weisen eine eindeutige
Hyposensibilität auch im Vergleich zum rechten Fuss auf.”), come non può
bastare che lo stesso assicurato abbia riscontrato un miglioramento a seguito
dell’assunzione del farmaco Lyrica (cfr. doc. 80, p. 10: “Aus der Anamnese und
aus dem klinischen Untersuchung und der tatsache, dass der Patient positiv
auf die Medikation mit Lyrica angesprochen hat, …” - il corsivo é del
redattore), visto che la diagnosi del problema viene fatta dipendere da come, a
detta dell’interessato, il dolore è stato influenzato dalla terapia posta
in atto, quindi da un giudizio puramente soggettivo. 

 

                                         In esito
a quanto precede, questo Tribunale ritiene dimostrato, perlomeno secondo il
criterio della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della
sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter,
op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
2003, p. 343), che l'insorgente, al più tardi a far tempo dalla data
di chiusura del caso da parte della __________ (marzo
2009), non presentava
più alcun postumo organico oggettivabile
dell'infortunio del 5 ottobre 2008.

 

                                         Va
inoltre segnalato che, in una sentenza U 60/02 del 18 settembre 2002 consid.
2.1., il TFA ha chiarito che l’assicuratore infortuni non è tenuto a dimostrare
l’esistenza di una causa extra-infortunistica che spieghi i disturbi ancora
accusati dall’interessato. Decisivo è unicamente sapere se le cause traumatiche
abbiano perso il loro significato causale, ovvero se esse siano estinte.

 

                                         Il TCA non ignora che, in
sede di complemento peritale, i dottori __________ e __________
hanno sostenuto esservi una probabile relazione causale naturale tra i dolori e
il sinistro assicurato (cfr. doc. 82). La loro conclusione si rivela tuttavia
in contrasto con la giurisprudenza secondo la quale, nell’assicurazione contro
gli infortuni, i disturbi sono rilevanti soltanto nella misura in cui correlano
con un danno alla salute oggettivabile (il quale deve essere
conseguenza, naturale e adeguata, dell’infortunio). 

 

                                         Tutto ben
considerato, la decisione su opposizione mediante la quale la CO 1 ha
dichiarato estinto il proprio obbligo a prestazioni a contare dal 1° marzo 2009,
merita quindi di essere confermata. 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Per quanto
ricevibile, il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti