# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9d464ff4-e0ad-5185-a55d-95f949e36545
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1995-08-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.08.1995 52.1995.360
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1995-360_1995-08-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.95.00360

  DP 121/95

  cm

  	
  Lugano

  24 agosto 1995

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo sui ricorsi  10 maggio 1995 di

 

 

	
   

  	
  __________
  

  indirizzo postale: __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 26 aprile 1995 (no. 2324) del Consiglio
  di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso le
  risoluzioni 5 febbraio 1992 e 28 febbraio 1992 con le quali il Dipartimento
  delle pubbliche costruzioni ed il Municipio di __________ hanno rilasciato a
  __________ e __________ il permesso in sanatoria per l'esecuzione di opere di
  sistemazione esterna e per l'ampliamento, su variante, dell'abitazione sita
  al mapp no. __________ RFD;

  

 

 

viste le risposte:

-    21 maggio 1995
di __________ e __________;

-    22 maggio 1995
del Municipio di __________;

-    2 giugno 1995
del Consiglio di Stato;

-    12 giugno 1995 del Dipartimento del territorio;

 

 

richiamate le sentenze 8 ottobre 1993 del Tribunale
cantonale amministrativo e 2 maggio 1994 del Tribunale federale;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                         in
fatto

 

                                         che
nel 1989 __________ e __________ hanno ottenuto il permesso di ampliare la loro
casa di abitazione sita sul mappale no. __________ RT (ora RFD) di __________,
fuori della zona edificabile;

 

 

                                         che
a lavori ultimati l'ufficio tecnico comunale ha riscontrato delle difformità
rispetto al progetto autorizzato: queste, consistenti in un maggior ampliamento
dello stabile (6,78 mq su 3 piani) e nell'esecuzione di un muro di sostegno
(alto da 0,40 a 2 ml e lungo 24,5 ml) a valle della proprietà, sono state
oggetto di una nuova domanda di costruzione in sanatoria;

 

 

                                         che
alla domanda si è opposto __________, proprietario di un fondo contermine;

 

 

                                         che
con decisioni 5 e 28 febbraio 1992 il Dipartimento delle pubbliche costruzioni,
rispettivamente il Municipio di __________, hanno autorizzato le opere
contemplate dalla domanda in sanatoria respingendo le opposizioni presentate
dal vicino;

 

 

                                         che
con risoluzione 26 gennaio 1993 il Consiglio di Stato ha confermato il permesso
di costruzione, respingendo l'impugnativa 28 febbraio 1992 contro di esso
interposta dall'opponente;

 

 

                                         che
adito dal soccombente, con sentenza 8 ottobre 1993 il Tribunale cantonale amministrativo
ha parzialmente accolto il gravame annullando la suddetta pronunzia governativa,
l'autorizzazione cantonale a costruire e la licenza edilizia comunale in quanto
lesive dell'art. 24 LPT; il Tribunale ha tuttavia omesso di pronunciarsi sulla
richiesta di demolizione di una canna fumaria presentata dall'insorgente, dato
che un simile provvedimento non era sub iudice e che il manufatto non era
oggetto della domanda di costruzione in sanatoria;

 

 

                                         che
con sentenza 2 maggio 1994 il Tribunale federale ha annullato il predetto giudizio,
accogliendo il ricorso di diritto pubblico contro di esso inoltrato dal vicino
opponente; l'Alta Corte federale ha considerato in breve che trascurando di
esaminare la questione legata alla presunta realizzazione abusiva della canna
fumaria entrambe le istanze cantonali di ricorso fossero incorse in un diniego
di giustizia formale;

 

 

                                         che
a seguito del rinvio degli atti, il Consiglio di Stato ha statuito nuovamente
sul ricorso 28 febbraio 1992 di __________ respingendolo; il Governo ha
ritenuto in sostanza provato che il controverso manufatto fosse preesistente ai
lavori oggetto della licenza in sanatoria (risoluzione no. 2324 del 26 aprile
1995);

 

 

                                         che
avverso quest'ultima decisione il soccombente - tramite ricorso 10 maggio 1995
- è puntualmente insorto innanzi al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendo:

 

  "...

 il ricorso è accolto e di
conseguenza è annullata la decisione 26 aprile 1995 del Consiglio di Stato;

 la demolizione dell'opera
edilizia illegale;

 la restituzione dell'importo
versato di fr. 100.- come decisione del Consiglio di Stato 07.05.91 N. 3425
"tasse di giudizio";

 la restituzione dell'importo
versato di fr. 300.- a titolo di ripetibili come decisione del Tribunale
cantonale amministrativo del 26.6.1991;

 un risarcimento danni di fr.
10'000.-.

 ..."

 

 

                                         che
all'accoglimento del gravame si oppongono il Consiglio di Stato e il Dipartimento
del territorio, i quali postulano la conferma del giudizio impugnato senza
formulare particolari osservazioni; ad identica conclusione pervengono il
Municipio di __________ ed i coniugi __________, che contestano succintamente
le tesi dell'insorgente con argomentazioni di cui si dirà semmai più avanti; 

 

 

                                         che
in data 10 maggio 1995 __________ ha presentato pure un ricorso per denegata e
ritardata giustizia al fine di ottenere la tempestiva emanazione di un ordine
di demolizione delle opere abusive;

 

 

Considerato,                in
diritto

 

                                         che
il ricorso per denegata e ritardata giustizia è irricevibile; in effetti,
l'inoperosità che l'insorgente addebita al Dipartimento del territorio andava
tutt'al più segnalata al Consiglio di Stato quale autorità competente a
statuire sui gravami inoltrati contro le decisioni dipartimentali (cfr. art. 45
e 55 LPamm);

 

 

                                         che
d'altra parte l'impugnativa in discussione è diventata nel frattempo priva
d'oggetto; con risoluzione 19 giugno 1995 il Dipartimento del territorio ha
infatti ordinato i provvedimenti di sua competenza;

 

 

                                         che
il ricorso diretto contro la pronunzia 26.4.1995 del Consiglio di Stato è
invece pacificamente ricevibile in ordine giusta l'art. 49 LE 1973, tuttora
applicabile in forza dell'art. 52 LE 1991; date le circostanze, può essere
deciso sulla base degli atti, senza ulteriori accertamenti (art. 18 LPamm),
ritenuto che eventuali lacune istruttorie potranno semmai venir colmate
mediante annullamento del giudizio impugnato e rinvio della pratica all'istanza
inferiore per nuova decisione, previa assunzione delle prove mancanti;

 

 

                                         che
oggetto del presente giudizio è soltanto la questione a sapere se una delle tre
canne fumarie attualmente presenti sul tetto dell'abitazione dei resistenti sia
stata edificata nel corso dell'ampliamento realizzato nel 1989;

 

 

                                         che
pur esulando manifestamente dalla domanda di costruzione in sanatoria inoltrata
dai coniugi __________ e dalla relativa autorizzazione cantonale a costruire 5
febbraio 1992 rilasciata loro dal Dipartimento delle pubbliche costruzioni, la
questione riferita alla preesistenza o meno del camino va esaminata perché così
ha deciso il Tribunale federale con sentenza vincolante del 2 maggio 1994;

 

 

                                         che
a mente del Consiglio di Stato tutte e tre le canne fumarie poste sul tetto
dell'abitazione __________ sono state edificate 28 anni or sono sulla base di
un regolare permesso edilizio; la tesi sarebbe avvalorata in particolare da una
fotografia del tetto che a detta dei proprietari è stata scattata nel 1980;

 

 

                                         che
da quella immagine non è assolutamente possibile trarre le conclusioni cui è
pervenuto il Governo; anzi, la nitida copia di quella stessa fotografia che i
resistenti hanno versato agli atti del presente procedimento comprova semmai
l'esatto contrario, tant'è vero che due camini hanno un'identica foggia antica
e tradizionale mentre il terzo si presenta con una forma del tutto differente e
assai più moderna;

 

 

                                         che
anche il diverso materiale impiegato per la costruzione della terza canna fumaria
dimostra che questa è stata edificata in epoca più recente;

 

 

                                         che
questa circostanza avrebbe nondimeno consentito di respingere il ricorso se il
Consiglio di Stato avesse rintracciato i progetti originali della casa o
acquisito la prova sicura che la foto risale al 1980;

 

 

                                         che
stante quanto precede, gli accertamenti sin qui effettuati dall'autorità di
ricorso di prime cure si appalesano insufficienti per individuare con certezza
il periodo in cui è stato costruito l'oggetto litigioso; in mancanza di prove
documentali affidabili il Consiglio di Stato avrebbe potuto interrogare i
precedenti proprietari dell'immobile o gli operai che hanno realizzato il controverso
ampliamento;

 

 

                                         che
previo annullamento della decisione impugnata gli atti vanno di conseguenza
ritornati al Governo affinché esperisca ulteriori indagini e si pronunci
nuovamente sulla questione in ossequio alle disposizioni impartite dal Tribunale
federale;

 

 

                                         che
in quanto volta ad ottenere la demolizione dell'opera edilizia illegale, la
restituzione di importi versati in altre procedure a titolo di tassa di
giudizio e di ripetibili, nonché un risarcimento danni di fr. 10'000.-,
l'impugnativa va respinta siccome palesemente infondata; siffatte domande
esulano infatti dall'oggetto del presente contendere;

 

 

                                         che
dato l'esito, si giustifica di porre a carico del ricorrente una parte della
tassa di giudizio commisurata al suo grado di soccombenza (art. 28 LPamm); 

 

 

 

Per questi motivi,

 

visti gli art. 4 Cost; 49 LE 1973; 52 LE 1991; 24 LPT;
75 LALPT; 3, 18, 28, 45, 55, 60, 61, 65 LPamm,

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso 10 maggio 1995 per denegata e ritardata giustizia è irricevibile.

 

                                   2.   Il
ricorso 10 maggio 1995 avverso la decisione 26 aprile 1995 del Consiglio di
Stato è parzialmente accolto.

§.  Di conseguenza:

2.1.   la decisione 26
aprile 1995 (no. 2324) del Consiglio di Stato è annullata;

2.2.   gli atti sono
rinviati al Consiglio di Stato per nuova decisione.

 

                                   3.   La
tassa di giudizio di fr. 800.- (ottocento) è posta per metà a carico dello
Stato e per il resto a carico del ricorrente.

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo:

Il presidente:                                                            Il
segretario: