# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2b0d20e-a809-5d1c-8d39-da9600e29ca3
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.04.2024 D-2311/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2311-2024_2024-04-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2311/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 2  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 
 Giudice Giulia Marelli, giudice unica,  

con l'approvazione della giudice Contessina Theis;  

cancelliera Sebastiana Bosshardt. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iran,  

(…),   

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino);  

decisione della SEM dell'11 aprile 2024 / N (…) 

 

 

 

D-2311/2024 

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Visto: 

la domanda di asilo che il ricorrente ha presentato in Svizzera il 

4 marzo 2024, 

l'estratto della banca dati dattiloscopica "EURODAC" del 5 marzo 2024, dal 

quale risulta che l'interessato aveva già depositato una domanda d'asilo in 

Finlandia il (…) giugno 2019 e il (…) luglio 2020, 

la procura del 7 marzo 2024 conferita dall'interessato alla rappresentanza 

legale assegnatagli, 

il colloquio personale del 14 marzo 2024 conformemente all'art. 5 del Re-

golamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta ufficiale dell'Unione euro-

pea [GU] L 180/31 del 29 giugno 2013; di seguito: Regolamento Dublino 

III), 

la richiesta del 18 marzo 2024 di ripresa in carico del richiedente presentata 

dalla Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: SEM) alle competenti 

autorità finlandesi fondata sull'art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III, 

l'accettazione del 28 marzo 2024 della suddetta richiesta da parte delle 

autorità finlandesi in applicazione dell'art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Du-

blino III,  

le visite mediche e l'intervento chirurgico a cui l'interessato è stato sottopo-

sto in corso di procedura, 

la decisione della SEM dell'11 aprile 2024, notificata il giorno successivo, 

mediante la quale la SEM non è entrata nel merito della domanda d'asilo 

ai sensi dell'art. 31a cpv. 1 lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 

(LAsi, RS 142.31) ed ha pronunciato il trasferimento dell'interessato verso 

la Finlandia, 

la dichiarazione del 12 aprile 2024 di rinuncia al mandato di rappresen-

tanza da parte della Protezione giuridica della Regione (…), 

il ricorso del 16 aprile 2024 (cfr. timbro del plico raccomandato) inoltrato 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) contro 

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la menzionata decisione della SEM con il quale il ricorrente ha chiesto l'en-

trata nel merito della sua domanda d'asilo, l'applicazione della clausola di 

sovranità e lo svolgimento della procedura d'asilo in Svizzera, con conte-

stuale richiesta di concessione dell'assistenza giudiziaria e dell'effetto so-

spensivo, 

le misure supercautelari del 18 aprile 2024 per il tramite delle quali il Tribu-

nale ha sospeso provvisoriamente l'esecuzione dell'allontanamento,  

 

e considerato: 

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dalla 

legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, 

RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

che presentato tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una deci-

sione in materia di asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31‒33 LTAF), il 

ricorso è di principio ammissibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1  

lett.a‒c e art. 52 PA ed occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 

sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dalla giudice unica, 

con l'approvazione di una seconda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la deci-

sione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che in sede di colloquio Dublino l'interessato ha dichiarato, in sostanza, di 

aver ricevuto tre volte una risposta negativa alla sua prima domanda d'asilo 

in Finlandia e un foglio con il quale avrebbe dovuto lasciare il Paese; che 

anche la sua seconda domanda d'asilo in Finlandia sarebbe stata respinta, 

che il suo rappresentante legale a più riprese lo avrebbe informato in merito 

al rischio di un'espulsione in Iran, motivo per cui avrebbe deciso di fuggire 

in Turchia; che dopo la sua seconda domanda d'asilo del (…) luglio 2020 

sarebbe rimasto in Finlandia fino al (…) febbraio 2022, data in cui si sa-

rebbe recato in Turchia, restandovi per due anni fino al 2024, quando 

avrebbe intrapreso il viaggio verso la Svizzera con l'aiuto di un passatore; 

che dal 2019 vivrebbe una vita da vagabondo, piena di paura e stress, 

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situazione che sarebbe riconducibile al rifiuto della Finlandia di concedergli 

protezione, 

che nella querelata decisione, l'autorità inferiore ha constatato la compe-

tenza della Finlandia per l'esame della domanda d'asilo, rispettivamente il 

suo proseguimento fino all'esecuzione del rinvio o alla regolarizzazione del 

soggiorno, sottolineando che non vi sarebbe alcuna prova agli atti dell'as-

serito soggiorno di due anni del ricorrente in Turchia ; che l'autorità di prime 

cure nella sua decisione ha escluso anche la sussistenza di carenze siste-

miche ai sensi dell'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III o di un rischio di 

trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti 

dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 

0.101) o di violazione del principio del divieto di respingimento; che altresì, 

non sussisterebbero motivi che giustificherebbero – secondo il senso – 

l'applicazione dell'art. 16 par. 1 Regolamento Dublino III o della clausola di 

sovranità ai sensi dell'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III e dell'art. 29a 

cpv. 3 dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali 

dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); che in particolare, i suoi pro-

blemi medici non sarebbero ostativi al trasferimento, 

che in sede ricorsuale l'insorgente ritiene, in sostanza, che si dovrebbe en-

trare nel merito della sua domanda d'asilo mediante l'applicazione 

dell'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III; che la sua incolumità fisica sa-

rebbe in pericolo in Finlandia; che egli non avrebbe potuto beneficiare di 

alcun aiuto medico nel corso della sua permanenza in tale Paese; che sa-

rebbe convinto che la sua domanda d'asilo non sarebbe stata trattata cor-

rettamente in Finlandia e che le autorità finlandesi non potrebbero garantire 

"una protezione efficace contro il respingimento" e sarebbero "state men-

zionate più volte" per non aver rispettato il diritto interno, comunitario ed 

internazionale, segnatamente anche negli ambiti dell'accoglienza e dell'e-

secuzione del rinvio, 

che ad ogni modo, a suo avviso, sarebbe competente la Svizzera per il 

trattamento della sua domanda d'asilo poiché sarebbero trascorsi due anni 

dalla sua domanda d'asilo in Finlandia,  

che giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento, 

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che prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal Regolamento Dublino III, 

che se in base a questo esame è individuato un altro Stato quale respon-

sabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia la non entrata 

nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di ripresa in carico del 

richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 

consid. 6.2), 

che ai sensi dell'art. 3 par. 1 Regolamento Dublino III, la domanda di pro-

tezione internazionale è esaminata da un solo Stato membro, ossia quello 

individuato in base ai criteri enunciati al capo III (art. 7–15), 

che la determinazione dello Stato membro competente avviene sulla base 

della situazione esistente al momento in cui il richiedente ha presentato 

domanda di protezione internazionale (art. 7 par. 2 Regolamento Dublino 

III), 

che nel caso di una procedura di ripresa in carico (inglese: take back), di 

principio non viene effettuato un nuovo esame di determinazione dello 

stato membro competente secondo il capo III (cfr. DTAF 2017 VI/5 con-

sid. 6.2 e 8.2.1), 

che giusta l'art. 3 par. 2 Regolamento Dublino III, qualora sia impossibile 

trasferire un richiedente verso lo Stato membro inizialmente designato 

come competente in quanto si hanno fondati motivi di ritenere che sussi-

stono delle carenze sistemiche nella procedura di asilo e nelle condizioni 

di accoglienza dei richiedenti, che implichino il rischio di un trattamento 

inumano o degradante ai sensi dell'art. 4 della Carta dei diritti fondamentali 

dell'Unione europea (di seguito: CartaUE), lo Stato membro che ha avviato 

la procedura di determinazione dello Stato membro competente prosegue 

l'esame dei criteri di cui al capo III per verificare se un altro Stato membro 

possa essere designato come competente, 

che lo Stato membro competente in forza del presente regolamento è te-

nuto a riprendere in carico – in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 

24, 25 e 29 – un cittadino di un paese terzo o un apolide del quale è stata 

respinta la domanda e che ha presentato domanda in un altro Stato mem-

bro oppure si trova in altro Stato membro senza un titolo di soggiorno 

(art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III), 

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che gli obblighi di cui all'art. 18 par. 1 lett. c–d vengono meno se l'interes-

sato si è allontanato dal territorio degli Stati membri per almeno tre mesi, 

sempre che l'interessato non sia titolare di un titolo di soggiorno in corso di 

validità rilasciato dallo Stato membro competente (cfr. art. 19 par. 2 Rego-

lamento Dublino III), 

che nel caso di specie, dall'estratto "EURODAC" risulta che l'interessato 

aveva già depositato una domanda d'asilo in Finlandia il (…) giugno 2019 

ed il (…) luglio 2020, 

che la richiesta di ripresa in carico presentata dalla SEM, la quale indicava 

in modo esplicito che il ricorrente ha sostenuto di aver lasciato il territorio 

degli stati membri Dublino per un periodo superiore ai 3 mesi, è stata 

espressamente accettata dalle autorità finlandesi competenti in applica-

zione dell'art. 18 par. 1 lett. d Regolamento Dublino III (cfr. atti SEM 20/10 

e 23/1), 

che il ricorrente afferma di aver lasciato il territorio degli stati membri Du-

blino per un periodo superiore ai 3 mesi tra il 2022 ed il 2024, motivo per 

cui la competenza della Finlandia sarebbe cessata, 

che tuttavia tale asserzione non viene corroborata da alcuna prova o indizio 

concreto, trattasi di conseguenza di una mera affermazione di parte senza 

riscontro concreto negli atti; che di conseguenza, la competenza della Fin-

landia non può esser ritenuta cessata in applicazione dell'art. 19 par. 2 Re-

golamento Dublino III (cfr. Allegato II del Regolamento di esecuzione [UE] 

N. 118/20214 della Commissione del 30 gennaio 2014 che modifica il re-

golamento [CE] n. 1560/2003 recante modalità di applicazione del regola-

mento [CE] n. 343/2003 del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi 

di determinazione dello Stato membro competente per l'esame di una do-

manda d'asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo, GU L 39/1 dell'8 febbraio 2014),  

che inoltre, come a giusto titolo rilevato dalla SEM nella decisione impu-

gnata – e per altro neppure contestato in sede ricorsuale – la sorella del 

ricorrente presente in Svizzera non risulta nella fattispecie pertinente poi-

ché ella non rientra nella nozione di membri della famiglia ai sensi dell'art. 2 

lett. g Regolamento Dublino III,   

che di conseguenza, la competenza della Finlandia è, di principio, data, 

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che proseguendo con l'esame, nel caso di specie, non si giustifica l'appli-

cazione dell'art. 3 par. 2 2a frase Regolamento Dublino III visto che non vi 

sono fondati motivi per ritenere che in Finlandia sussistano carenze siste-

miche ai sensi dell'art. 4 CartaUE, 

che il Paese in questione è legato alla CartaUE e firmatario della CEDU, 

della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105), della 

Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 

0.142.30), oltre che del relativo Protocollo aggiuntivo del 31 gennaio 1967 

(RS 0.142.301) e ne applica le disposizioni, 

che la presunzione secondo cui la Finlandia rispetti le disposizioni sopraci-

tate così come la sicurezza dei richiedenti l'asilo, in particolare il diritto alla 

trattazione della propria domanda secondo una procedura giusta ed equa 

ed una protezione conforme al diritto internazionale ed europeo (cfr. diret-

tiva 2013/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 

2013 recante procedure comuni ai fini del riconoscimento e della revoca 

dello status di protezione internazionale; direttiva 2013/33/UE del Parla-

mento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 recante norme relative 

all'accoglienza dei richiedenti protezione internazionale [di seguito: diret-

tiva accoglienza]) non è stata rovesciata dall'insorgente con le censure sol-

levate in sede ricorsuale, 

che resta ancora da stabilire se, come richiesto dal ricorrente, nel suo caso 

trovi applicazione la clausola di sovranità, 

che giusta l'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), 

in deroga ai criteri di competenza sopra definiti, ciascuno Stato membro 

può decidere di esaminare una domanda di protezione internazionale pre-

sentata da un cittadino di un paese terzo o da un apolide, anche se tale 

esame non gli compete, 

che tale disposizione è concretizzata in diritto interno svizzero dall'art. 29a 

cpv. 3 OAsi 1, secondo il quale se "motivi umanitari" lo giustificano la SEM 

può entrare nel merito della domanda anche qualora giusta il Regolamento 

Dublino III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della 

stessa, 

che nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 la SEM dispone di potere 

di apprezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.); che al contrario, se il 

trasferimento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad 

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una norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, 

l'autorità inferiore è obbligata ad applicare la clausola di sovranità e ad en-

trare nel merito della domanda d'asilo ed il Tribunale dispone di potere di 

controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 consid. 8.2.1), 

che in casu, nulla permette di concludere che le sue domande d'asilo in 

Finlandia siano state trattate in modo lacunoso,  

che come a giusto titolo rilevato dalla SEM nella decisione impugnata, no-

nostante le asserite decisioni negative con allontanamento nel suo Paese 

d'origine rilasciate dalle autorità finlandesi, non vi sono sufficienti e concreti 

elementi che permettano di ritenere che le suddette autorità non rispette-

rebbero il principio del divieto di respingimento e verrebbero dunque meno 

all'ossequio degli obblighi internazionali, 

che essendo la Finlandia uno stato di diritto con un sistema giudiziario fun-

zionante, nulla permette di ritenere che l'insorgente non possa far valere i 

suoi diritti di fronte alle istanze superiori in tale Paese – e perfino adire alla 

Corte europea dei diritti dell'uomo – se ritiene che le sue domande d'asilo 

non siano state valutate in modo corretto, 

che tramite l'esame della domanda da parte di un unico Stato membro 

("one chance only") il Regolamento Dublino III intende far fronte al feno-

meno delle domande di asilo multiple ("asylum shopping"), 

che agli atti non figurano elementi tali da indurre a concludere che un tra-

sferimento nello Stato in questione esporrebbe il ricorrente al rischio di es-

sere privato del sostentamento minimo e di subire delle condizioni di vita 

indegne in violazione della direttiva accoglienza, 

che, in altre parole, ella non ha fornito indizi seri suscettibili di comprovare 

che le sue condizioni di vita o la sua situazione personale sarebbero tali da 

contravvenire all'art. 4 della CartaUE, all'art. 3 CEDU o all'art. 3 Conv. tor-

tura in caso di esecuzione del trasferimento in Finlandia, 

che infine, dall'incarto non risultano problemi medici ostativi al trasferi-

mento,  

che invero, il respingimento forzato di persone che soffrono di 

problematiche mediche, costituisce una violazione dell'art. 3 CEDU 

unicamente in circostanze eccezionali; che ciò risulta essere il caso 

segnatamente qualora vi siano dei seri motivi di ritenere che la persona, in 

assenza di trattamenti medici adeguati nello Stato di destinazione, sarà 

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confrontata ad un reale rischio di un grave, rapido ed irreversibile 

peggioramento delle condizioni di salute comportante delle intense 

sofferenze o una significativa riduzione della speranza di vita (cfr. sentenza 

della Corte europea dei diritti dell'uomo [Corte EDU] Paposhvili contro 

Belgio del 13 dicembre 2016, 41738/10, § 181 segg.), 

che nel caso in disamina, il ricorrente soffre di un disturbo di ansia genera-

lizzata in trattamento farmacologico (cfr. atto SEM 23/2), 

che il 5 aprile 2024, egli è inoltre stato sottoposto ad un intervento chirur-

gico (sutura) del (…) presso l'Ospedale di giorno dell'Ospedale (…); che la 

lettera ambulatoriale del 5 aprile 2024 attesta un decorso senza compli-

canze e prevede la rimozione dei punti ed il cambio della medicazione il 17 

aprile 2024 (cfr. atto SEM 26/1), 

che pertanto, i problemi di salute di cui soffre l'insorgente non risultano es-

sere di particolare gravità ed il trattamento che sta seguendo attualmente 

non presenta eccezionali specificità, 

che seppure egli afferma in sede ricorsuale di non aver potuto beneficiare 

di alcun aiuto medico in Finlandia in passato, tale censura non viene né 

motivata ulteriormente né confermata da indizi concreti, 

che la Finlandia, in quanto Stato firmatario della direttiva accoglienza, deve 

provvedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanita-

ria comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il tratta-

mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces-

saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco-

glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi-

stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 della citata direttiva), 

che altresì, prima del trasferimento, sarà premura delle autorità competenti 

informare in maniera precisa e completa le autorità finlandesi dell'arrivo e 

dei problemi di salute del ricorrente (art. 31 Regolamento Dublino III), 

che infine, non risultano neppure esserci indizi che permettano di ritenere 

che la SEM abbia esercitato in maniera arbitraria il potere di apprezza-

mento di cui dispone nell'applicazione dell'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, 

che pertanto, non vi è motivo di applicare la clausola discrezionale di cui 

all'art. 17 par. 1 Regolamento Dublino III ("clausola di sovranità"), 

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che di conseguenza, in mancanza dell'applicazione di tale norma da parte 

della Svizzera, la Finlandia è competente per l'esame della domanda di 

asilo del ricorrente ai sensi Regolamento Dublino III ed è tenuta a ripren-

derlo in carico in ossequio alle condizioni poste agli art. 23, 24, 25, 29 Re-

golamento Dublino III, 

che quindi, è a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito della do-

manda di asilo dell'insorgente, in applicazione dell'art. 31a cpv. 1 lett. b 

LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Finlandia conforme-

mente all'art. 44 LAsi (cfr. art. 32 lett. a OAsi 1), 

che in siffatte circostanze, non vi è più luogo di esaminare in maniera di-

stinta le questioni relative all'esistenza di un impedimento all'esecuzione 

del trasferimento per i motivi giusta i cpv. 3 e 4 dell'art. 83 della legge sugli 

stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), dal 

momento che detti motivi sono indissociabili dal giudizio di non entrata nel 

merito nel quadro di una procedura Dublino (cfr. DTAF 2015/18 con-

sid. 5.2), 

che visto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione 

della SEM confermata, 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande di con-

cessione dell'effetto sospensivo e di esenzione dal versamento di un anti-

cipo spese sono divenute senza oggetto, 

che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– che 

seguono la soccombenza sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA nonché art. 1-3 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 

2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

che le misure supercautelari ordinate dal Tribunale il 18 aprile 2024 deca-

dono con la presente decisione finale (cfr. HANSJÖRG SEILER, in: Wald-

mann/Weissenberger [ed.], Praxiskommentar VwVG, 2a ed. 2016, n. 54 ad 

art. 56 PA), 

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che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali, di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. 

Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministra-

tivo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Giulia Marelli Sebastiana Bosshardt 

 

 

Data di spedizione: