# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 80e9e829-c7d8-5a22-bea2-9fbe80f1be61
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-12-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 31.12.2018 PVG 2018 13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2018-13_2018-12-31.pdf

## Full Text

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Assicurazione contro la disoccupazione. Indennità per in- 
temperie (IPI). Errata compilazione del formulario. Conse- 
guenze nel caso concreto.
– Manifesta errata indicazione degli operai occupati sul 

cantiere, anche a seguito della mancanza di chiarezza del 
formulario di richiesta di prestazioni (cons. 2).

– Essendo nell’evidenza chiaro che il diritto alla IPI non era 
esaurito e avendo la ditta di fondo diritto a tale indenni- tà, 
l’interesse all’applicazione del diritto materiale deve 
prevalere sul semplice formalismo (cons. 3).

Arbeitslosenversicherung. Schlechtwetterentschädigung. 
Falsche Angaben auf dem Formular. Folgen im konkreten 
Fall.
– Offensichtlich falsche Angabe der auf der Baustelle be- 

schäftigen Mitarbeiterzahl auch wegen mangelnder 
Klarheit des Antragsformulars (E.2).

– Da im konkreten Fall das Recht auf Schlechtwetterent- 
schädigung unbestritten und die Entschädigung noch 
nicht ausgeschöpft war, scheint das Interesse an der 
Durchsetzung des materiellen Rechts gewichtiger als die 
Anwendung eines strengen Formalismus (E.3).

Considerando in diritto:
2. a) A questo stadio del procedimento, contrariamente al

preavviso del 12 maggio 2017, non è più posto in discussione che 
l’istante adempia le condizioni per aver diritto all’IPI per quanto ri- 
guarda il settore di attività svolta e le condizioni atmosferiche che 
vigevano nel marzo 2017, non essendole stato possibile procede- 
re alla posa della pavimentazione stradale con delle temperature 
sempre inferiori a 15°C. Malgrado le diverse allegazioni sostenute 
in precedenza dall’UCIAML, pure incontestato in questa sede è il 
fatto che la ditta nel 2017 avesse ancora una mole di lavoro da ese- 
guire sul cantiere qui in discussione per un importo di fr. 250’000.–. 
Per il servizio cantonale tale mole di lavoro sarebbe stata già in- 
dennizzata in ragione di fr. 240’000.– tramite l’IPI corrisposta per 
il mese di febbraio 2017 in base a 15 lavoratori che non avrebbero 
potuto essere occupati sul cantiere per tutto il mese, come indicato 
sul rispettivo annuncio della perdita di lavoro dovuta ad intemperie 
e sull’approvazione della richiesta del 29 marzo 2017.

b) Per l’ufficio cantonale la domanda riguardo al mese di 
febbraio e marzo 2017 sarebbe stata presentata al termine del mese

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per il quale sarebbe stata richiesta la prestazione, per cui l’indica- 
zione dei lavoratori avrebbe necessariamente dovuto conformarsi 
alla reale situazione del cantiere. Dai dati forniti dalla ditta per feb- 
braio 2017 (15 lavoratori per 52 giorni) è indubbio che la maggior 
parte del volume di lavoro sarebbe stato già indennizzato (20 gior- 
nate per il mese di febbraio per 15 lavoratori a 8 ore al giorno per 
fr./h 100.– = fr. 240’000.–).

c) Per la ricorrente, l’errore nella redazione dell’annuncio 
sarebbe in primo luogo da ascrivere alla poca chiarezza del formu- 
lario, che avrebbe del resto già dato adito a problemi, come dimo- 
strerebbero le misure intraprese a questo riguardo dalla Sezione 
del lavoro del Cantone Ticino, che redigeva un promemoria per la 
compilazione del punto 5 del formulario «Annuncio della perdita di 
lavoro per intemperie» nel quale spiegava ai richiedenti quali dati 
andassero indicati nelle due caselle «no. di giorni lavorativi» e «no. 
di lavoratori». L’indicazione dei lavoratori dovrebbe poi riguardare 
tutti quelli occupati e non solo quelli che avrebbero subito la perdi- 
ta computabile, come pretenderebbe l’ufficio cantonale. Nel vicino 
Ticino, il formulario redatto in modo errato verrebbe semplicemen- 
te ritornato alla ditta per le necessarie correzioni a comprova di una 
applicazione molto meno rigorosa della stessa legge federale. Ma 
anche se la ditta fosse effettivamente incorsa in un errore di com- 
pilazione del formulario, il suo interesse ad una decisione material- 
mente corretta dovrebbe prevalere su quello dell’amministrazione 
a dover decidere in base ai dati forniti. Una simile applicazione nel 
caso concreto rappresenterebbe un formalismo eccessivo, non 
giustificabile.

d) In effetti, nella compilazione del formulario per la richie- 
sta dell’IPI è necessario indicare il numero di giorni e di operai che 
ancora sono necessari per completare l’opera, indipendentemen- 
te dalla questione di sapere quanti dei lavoratori indicati abbiano 
anche effettivamente e concretamente diritto all’IPI. Questa infor- 
mazione ha lo scopo di permettere al preposto ufficio cantonale 
di verificare se il volume della commessa giustifica la richiesta in 
virtù dei lavori ancora da svolgere e/o di quelli che sono già stati 
indennizzati o lavorati. Contrariamente a quanto preteso dall’istan- 
te non è quindi il numero di operai impiegati sul cantiere e che 
hanno diritto all’IPI che necessitava o pretendeva l’UCIAML, bensì 
l’indicazione del numero di operai previsto per detto cantiere nel 
2017 ed i giorni che un simile numero di operai avrebbe impiegato 
per completare l’opera. Dalle indicazioni fornite dalla ditta per il 
cantiere in oggetto erano ancora necessari al completamento dei

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lavori del primo cantiere 15 operai per 52 giornate. Eseguendo un 
calcolo del volume della commessa ancora da eseguire in base a 
tali dati (52 giornate per 15 operai a 8 ore al giorno alla tariffa di 
fr./h 100.–) la mole di lavoro ancora da eseguire nel 2017 doveva 
aggirarsi sui fr. 624’000.–, indicazione che come tale risulta essere 
indubbiamente errata. Non possono allora esservi dubbi sul fatto 
che il formulario fosse stato compilato in modo erroneo. Da parte 
sua l’ufficio cantonale accoglieva la richiesta per il mese di febbra- 
io 2017 per 15 operai per cui evidentemente partiva dal presuppo- 
sto che per una mole di lavoro corrispondente a fr. 240’000.– fosse 
stata versata la relativa indennità.

3. a) Resta in queste condizioni da stabilire se l’errore nella 
dichiarazione possa aver come conseguenza la perdita del diritto 
alla prestazione. L’assicuratore esamina le domande, intraprende 
d’ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui 
ha bisogno (art. 43 cpv. 1 LPGA). Con questo disposto il legislatore 
ha inteso assegnare agli organi esecutivi il compito di stabilire i 
fatti giuridicamente determinanti secondo il principio inquisitorio, 
intraprendendo d’ufficio i necessari accertamenti e raccogliendo le 
informazioni di cui abbisognano, in modo tale da consentire l’emis- 
sione di una decisione sulla prestazione richiesta. L’art. 28 LPGA 
prevede, dal canto suo, che gli assicurati e il loro datore di lavoro 
collaborino gratuitamente all’esecuzione delle varie leggi d’assi- 
curazione sociale (cpv. 1). Se l’assicurato o altre persone che pre- 
tendono prestazioni, nonostante un’ingiunzione, rifiutano in modo 
ingiustificato di compiere il loro dovere d’informare o di collabo- 
rare, l’assicuratore può, dopo diffida scritta e avvertimento delle 
conseguenze giuridiche e dopo aver impartito un adeguato termine 
di riflessione, decidere in base agli atti o chiudere l’inchiesta e de- 
cidere di non entrare in materia (art. 43 cpv. 3 LPGA).

b) Nella comunicazione 12 maggio 2017, l’UCIAML venti- 
lava all’istante il rifiuto delle prestazioni richieste non essendo la 
perdita plausibile e per non essere stata causata esclusivamente 
da condizioni meteorologiche. Nella motivazione veniva prima di 
tutto messo in forse il diritto all’IPI a causa delle buone condizio- 
ni atmosferiche del marzo 2017 e poi precisato che una perdita di 
lavoro per febbraio e marzo 2017 per complessivi 43 giorni per 15 
operai non sarebbe stata plausibile né in considerazione del man- 
dato di complessivi fr. 416’000.– né tenuto conto dell’inizio dei 
lavori già nel novembre 2016. La ditta prendeva posizione su tali 
censure adducendo di aver svolto nel 2016 un volume di lavori di 
circa fr. 250’000.– e insistendo sul persistere di condizioni atmo-

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sferiche sfavorevoli alla concreta esecuzione dei lavori. La qui de- 
terminante questione che il formulario indicasse 15 operai anziché 
solo i 7 che erano previsti sul cantiere e che ottenevano anche l’IPI 
non veniva tematizzata a livello di diritto di audizione, ma solo in 
sede di opposizione.

c) Nell’ambito dell’opposizione 29 giugno 2017, l’istante 
comprovava in modo inequivocabile che l’IPI corrispostale per il 
mese di febbraio 2017 era stata calcolata sulla base di 7 operai e 
non di 15. Per l’ufficio cantonale l’errore non sarebbe correggibile 
in quanto non scusabile dopo che tale indicazione sarebbe stata 
apposta dalla richiedente alla fine del mese per il quale chiedeva 
l’indennità e quindi allorquando essa doveva essere in chiaro ri- 
guardo al numero di operai che il cantiere avrebbe occupato. La 
tesi sostenuta dall’ufficio cantonale è difendibile solo in parte. Giu- 
stamente, va generalmente ammesso che colei che richiede pre- 
stazioni sia tenuta a fornire le indicazioni corrette per la trattazione 
della propria pratica. D’altro canto la procedura su opposizione pre- 
vista dalla LPGA vuole propriamente permettere un riesame della 
situazione giuridica del caso in modo rapido, gratuito e poco buro- 
cratico. La decisione su opposizione giusta l’art. 52 LPGA, trattata 
nel merito, subentra alla decisione impugnata e ed è la decisione 
su opposizione che chiude la procedura amministrativa. Per que- 
sto nell’ambito della procedura su opposizione occorre tenere in 
considerazione l’evoluzione dello stato di fatto fino all’emanazione 
della decisione su opposizione (U. Kieser, ATSG-Kommentar, Zuri- 
go, Basilea, Ginevra 215, nota 60 all’art. 52 LPGA; DTF 132 V 368 
cons. 6.1). Scopo della procedura su opposizione è quello di ovvia- 
re in modo informale e gratuito a degli insufficienti accertamenti, 
a errori di valutazione o a delle incomprensioni di cui potrebbe es- 
sere affetta la decisione impugnata, senza che sia necessario adire 
l’istanza cantonale di ricorso (DTF 132 V 368 cons. 6.1 e 131 V 412 
cons. 2.1.2.1 e riferimenti). In quest’ottica, la tesi sostenuta dall’U- 
CIAML appare troppo formalistica anche se indubbiamente dettata 
da motivi di praticabilità. È indubbio che una verifica del diritto a 
prestazioni a titolo di IPI – per quanto riguarda la plausibilità della 
domanda – dipenda in primo luogo dai dati forniti dalla richiedente 
e che l’ufficio debba necessariamente fondarsi su tali dati per pren- 
dere la propria decisione.

d) Nel caso concreto è però indubbio che il formulario in 
oggetto non sia del tutto chiaro e che la compilazione dello stesso 
abbia già dato adito a incomprensioni, come dimostrano anche le 
misure adottate nel vicino Cantone Ticino per ovviare a tale caren-

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za. Né dalle indicazioni contenute sul formulario stesso, né consul- 
tando l’opuscolo «Informazione per i datori di lavoro Indennità per 
intemperie», edito dal Segretariato di Stato dell’economia (SECO), 
è dato sapere cosa vada esattamente inteso alla domanda no. 5 
come «numero di lavoratori». In tali condizioni, l’errore nel quale 
la ditta è incorsa non può essere ritenuto tale da compromettere 
il suo diritto a prestazioni, dal momento in cui l’istante ha sapu- 
to incontestabilmente dimostrare per quali precise perdite era già 
stata indennizzata il mese di febbraio 2017. Questo Giudice consi- 
dera che l’interesse a che il diritto materiale trovi la sua applica- 
zione prevalga sull’interesse dell’amministrazione ad una corretta 
compilazione del formulario. Ne consegue che il rifiuto dell’IPI sulla 
base delle motivazioni fornite dall’UCIAML in sede di opposizione 
non può in questa sede essere protetto.
S 17 156 Sentenza del 13 febbraio 2018