# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7a6b315a-33ce-5dd1-be6e-04a221c8a260
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 03.04.2007 10.2006.377
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_10-2006-377_2007-04-03.html

## Full Text

Incarto
  n.

  10.2006.377

  DA
  2763/2006

  	
  Bellinzona

  3 aprile 2007

   

  	
  Sentenza
  con motivazione

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Giudice della Pretura penale

  
	
  Giovanni Celio

  
	
   

  
						

sedente con Flavio
Biaggi in qualità di Segretario, per giudicare

 

	
   

  	
  ACCU 1 

  difeso da: avv. DI 1, __________ 

   

  

prevenuto colpevole di         infrazione alla Legge federale
concernente la dimora e il domicilio degli stranieri,

                                        per avere, a ____________________
nel periodo 27.4./17.5.2006, quale aiuto gerente dell’Albergo V__________, in
correità con il gerente ACCU 2, impiegato la cittadina brasiliana ____________________
dedita alla prostituzione, non autorizzata a svolgere attività lucrativa in
quanto priva del richiesto permesso della Polizia degli stranieri;

 

                                        contravvenzione alla
federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri,

                                        per avere, quale aiuto gerente
dell’Albergo V__________, in correità con il gerente ACCU 2, omesso di
notificare alla Polizia, entro le 24 ore previste durante il mese di maggio 2006,
33 notifiche di ospiti alloggiati presso l’albergo;

 

                                        fatti avvenuti nelle riferite
circostanze di tempo e di luogo;

 

                                        reati previsti dall’art. 23
cpv. 4, 5 e 6 LDDS, richiamati gli art. 2 cpv. 2 LDDS e 2 cpv. 2 ODDS;

 

perseguito                         con decreto d’accusa del 7 agosto
2006 n. 2763/2006 del AINQ 1 che propone la condanna: 

                                        1.  Alla pena di 10 (dieci) giorni di detenzione sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni.

                                        2.  Alla multa di fr. 1'000.00, con l'avvertenza che la stessa deve essere pagata entro 3 mesi ritenuto che in
caso di mancato pagamento, sarà commutata in arresto (art. 49 cifra 3 CPS).

                                        3.  Al pagamento della tassa di
giustizia di fr. 200.00 e delle spese giudiziarie di fr. 100.00.

ed inoltre                           la condanna verrà iscritta a casellario giudiziale e sarà cancellata trascorso il 

                                        periodo fissato dall'art. 80
CPS, rispettivamente dall'art. 41 cifra 4 CPS.

 

vista                                  l’opposizione al decreto
d’accusa interposta tempestivamente dall’accusato in data 18 agosto 2006;

 

indetto                               il dibattimento 3 aprile 2007, al
quale hanno presenziato l’accusato ed il difensore avv. DI 1,  mentre che il
Procuratore Pubblico con lettera 22 gennaio 2007 ha rinunciato ad intervenire, postulando nel contempo la conferma del decreto d’accusa
impugnato;

 

rilevato                              che con ordinanza 17 gennaio 2007
è stata ordinata la riunione del presente procedimento con quello dipendente da
decreto d’accusa n. 2764/2006 del 7 agosto 2006 nei confronti di ACCU 2,

 

                                        che i due procedimenti sono
stati disgiunti con menzione a verbale del dibattimento, preso atto che ACCU 2
non è comparso e dovendo di conseguenza procedere nei suoi confronti nelle
forme contumaciali;

 

accertate                           le generalità dell'accusato, data
lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;

 

sentito                               il difensore, il quale ha chiesto
il proscioglimento da ogni capo d’accusa postulando l’assegnazione di congrue
ripetibili;

 

sentito                               da ultimo l'accusato;

 

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

 

                                        1.    E’ ACCU 1 autore
colpevole di:

 

                                        1.1.  infrazione alla Legge
federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, per avere, a ____________________
nel periodo 27.4./17.5.2006, quale aiuto gerente dell’Albergo V__________, in
correità con il gerente ACCU 2, impiegato la cittadina brasiliana ____________________
dedita alla prostituzione, non autorizzata a svolgere attività lucrativa in
quanto priva del richiesto permesso della Polizia degli stranieri?

 

                                        1.2.  contravvenzione alla
federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, per avere, quale
aiuto gerente dell’Albergo V__________, in correità con il gerente ACCU 2,
omesso di notificare alla Polizia, entro le 24 ore previste durante il mese di
maggio 2006, 33 notifiche di ospiti alloggiati presso l’albergo?

 

                                        2.    In caso di risposta
affermativa quale deve essere la pena?

 

                                        3.    Può beneficiare della
sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale periodo di prova?

 

                                        4.    L'eventuale condanna va
iscritta a casellario giudiziale e, se sì, quando e a quali condizioni potrà
avvenire la cancellazione?

 

                                        5.    Devono essere assegnate
ripetibili e se si in quale misura?

 

                                        6.    A chi vanno caricate le
tasse e le spese?

 

Letti ed esaminati               gli atti;

 

preso atto                          che in data 4/5 aprile 2007 il
Procuratore Pubblico ha inoltrato tempestiva dichiarazione di ricorso a norma
dell’art. 289 cpv. 1 CPP, sebbene “cautelativamente”, chiedendo
contestualmente la motivazione della sentenza;

 

                                        da qui le presenti motivazioni;

 

considerato                        in fatto ed in diritto

 

                                 1.     ACCU 1, cresciuto in
Italia, è giunto in Svizzera nel 1969 e ha frequentato la scuola alberghiera a L__________.
Nel 1980 si è trasferito in Ticino e ha lavorato, cambiando frequentemente
luogo di lavoro, come cuoco, gerente di ristorante e direttore d'albergo.
Titolare della patente di esercizio pubblico di tipo 1, ha lavorato da ultimo quale gerente del locale notturno __________ ____________________ sino alla
fine di gennaio 2006. Da allora è senza lavoro e dal 1. gennaio 2007 percepisce
le indennità di disoccupazione.

                                        

                                 2.     A far tempo dal mese di marzo
2006 egli collabora (“dò una mano”) alla gestione dell’hotel V__________.
È bene precisare che sin dal 1992 gerente dell’albergo è ACCU 2, già proprietario
della struttura, il quale essendo piuttosto anziano (classe __________),
ancorché presente quotidianamente in albergo, fatica a sbrigare da solo tutte
le faccende amministrative, per far fronte alle quali ha assunto alle sue
dipendenze la moglie dell’accusato. Questa, visto che il marito (con il quale
nonostante la separazione ha mantenuto un buon rapporto) era rimasto senza
lavoro, gli ha chiesto di prestarle un aiuto in albergo, ciò che egli ha
accettato di buon grado e senza retribuzione.

                                        Al dibattimento l’accusato ha
precisato che gerente “de iure” e “de facto” dell’albergo V__________
è ACCU 2, coadiuvato da sua moglie alla quale sono affidate mansioni di réception
e “tuttofare”. L’accusato, oltre a collaborare con la moglie alla
ricezione, all’allestimento delle presenze, dei fogli paga, ecc., si trattiene
di tanto in tanto anche la notte.

                                        È in questi termini, così ha
insistito al dibattimento, che debbono intendersi le dichiarazioni consegnate
nei verbali di polizia 18 maggio 2006 (ACCU 2) e 30 maggio 2006 (ACCU 1), non
già dunque nel senso di una sua gestione effettiva. Men che meno egli si
attribuisce una qualsivoglia responsabilità per la gestione e l’annuncio delle
presenze, incombenze che competono alla “ex moglie”, secondo quanto
stabilito fra quest’ultima ed il gerente ACCU 2.

 

                                 3.     Sulla propria pagina web
l’hotel V__________ è definito “a conduzione familiare” e così descritto:
“immerso nel verde in zona tranquilla e soliva dominante la città. Confortevoli
camere con servizi TV, telefono e vista panoramica. Parcheggi. Grande giardino
con piscina. Ristorante Bar con terrazza, cucina casalinga. Fermata autobus a 400 metri. A 2 minuti dall'uscita autostradale di L__________. Prezzi
camera doppia: CHF 120 – 150, € 80 – 100. Prezzi camera singola: CHF 75 – 90, €
 50 – 60. Incluso la colazione al buffet, il servizio e le
tasse”. L’offerta “speciale” per il mese di marzo 2007 prevede inoltre che “per
soggiorni di almeno 3 notti pagate solo CHF 105 per la camera doppia e CHF 75
per la camera singola. Ricca colazione a buffet inclusa e parcheggio gratis.
Piccoli animali ammessi. Ulteriori sconti per famiglie in camere triple” 

                                        Al dibattimento l’accusato ha
spiegato che l’albergo dispone di 20 camere ed è frequentato da clientela
germanica e svizzero-tedesca, in prevalenza coppie, studenti, operai di ditte
estere operanti in Ticino, impiegati stranieri e collaboratori della R__________.

                                        Ai clienti dell’albergo viene
consegnata una chiave, di modo che gli stessi in particolare di notte possono
andare e venire indisturbati senza dover annunciarsi alla ricezione.

 

                                 4.     A seguito di una segnalazione
anonima il 17 maggio 2006 la polizia eseguiva un controllo presso la camera 19
dell’albergo __________ identificando all’interno tale S__________ __________,
cittadina brasiliana nata il __________ e tale C__________, pure cittadino
brasiliano ma residente a __________. Interrogata, la S__________ confessava di
essersi prostituita all’interno dell’hotel V__________, dichiarando in
particolare di essersi accompagnata con una quindicina di clienti durante il
suo soggiorno durato dal 27 aprile al 17 maggio 2006. È emerso poi che l’altro
cittadino brasiliano trovato nella camera è l’amico della S__________, con la
quale si è abbandonato alla prostituzione (in coppia) in tre occasioni durante
le prime due settimane di maggio 2006.

                                        

                                 5.     Per la qualità dell’accusato di
“aiuto gerente”  in correità con il gerente ACCU 2, l’accusa ha
ravvisato nel suo agire gli estremi di infrazione alla Legge federale
concernente la dimora ed il domicilio degli stranieri (LDDS), per avere gli
stessi “impiegato” la cittadina brasiliana S__________, dedita alla
prostituzione, non autorizzata a svolgere attività lucrativa in quanto priva
del richiesto permesso della polizia degli stranieri. 

                                        Oltre a ciò, avendo la polizia
recuperato in una busta nell’ufficio dell’albergo 33 primi fogli del modulo di
notifica degli ospiti datate a partire dal 2 maggio 2006, constatata
l’omissione, appunto, di 33 notifiche alla polizia entro il termie di 24 ore
come previsto dalla legge, il Procuratore Pubblico ha posto ACCU 1 in stato
d’accusa, sempre in correità con ACCU 2, anche per contravvenzione alla
LDDS.

 

                                 6.     Per l'art. 23 cpv. 4 LDDS
chiunque, intenzionalmente, impiega stranieri non autorizzati a lavorare in
Svizzera è punito, per ogni straniero impiegato illegalmente, con la multa fino
a cinquemila franchi, cumulata se del caso con la pena prevista nel capoverso
1. Se l'autore ha agito per negligenza, la multa non può eccedere i tremila
franchi. Nei casi di minima gravità, si potrà prescindere da ogni pena. Se
l'autore ha agito per fine di lucro, il giudice non è vincolato da questi
massimi.

                                        L'azione consiste nel fatto che
l'agente, svizzero o straniero, "impiega" stranieri non
autorizzati a lavorare in Svizzera. "Impiegare" nel senso
dell'art. 23 cpv. 4 LDDS significa dare la possibilità a qualcuno di esercitare
un'attività lucrativa rientrante nella nozione espressa all'art. 6 dell'Ordinanza che limita l'effettivo degli stranieri (cfr. DTF
128 IV 175; Roschacher, Die
Strafbestimmungen des Bundesgesetzes über Aufenthalt und Niederlassung der
Ausländer, pag. 122).

                                        Con
questa definizione l'applicazione della norma in esame non è limitata a datori
di lavoro in senso civilistico (cfr. DTF 128 IV 174).

 

                                 7.     Per quanto attiene alla sua
posizione in seno all’hotel V__________ l’accusato ha confermato alla polizia
la sua presenza quotidiana in albergo pur senza percepire uno stipendio (“collaboro
con il gerente e la mia ex moglie nell’attività della conduzione dell’albergo
…. sono comunque sempre presente sul giorno e aiuto come detto nella
conduzione”). Egli ha pure dichiarato che effettivamente il gerente ACCU 2
gli aveva delegato funzioni di gerenza.

                                        Al dibattimento egli è però
tornato sulle sue affermazioni, precisando che la sua posizione si limita ad un
aiuto alla “ex moglie”,  senza alcuna responsabilità di gerenza e/o
direzione della struttura. Ha tenuto inoltre a soggiungere che ACCU 2, laddove
dichiara di avergli delegato l’effettiva gerenza (verbale 18 maggio 2996, pag.
1), parla di ACCU 1 intendendo non la persona ma la famiglia __________, senza
distinguere ruoli che invero sono ben distinti: sua moglie è l’effettiva
sostituta del gerente ACCU 2, e come tale è stipendiata; l’accusato per contro,
non è altro che un collaboratore della moglie a titolo benevolo nelle mansioni
amministrative. Sempre a mente dell’accusato, è vero che, di fatto, nel periodo
considerato lo si poteva trovare all’accoglimento dei clienti, come portiere di
notte, oppure in ufficio ad allestire i fogli paga (fra cui anche il salario
del gerente ACCU 2), ma è altrettanto vero che queste attività, non remunerate,
non facevano di lui un responsabile della conduzione, e nemmeno, come vorrebbe
l’accusa, un “aiuto gerente”. A lui non spettava la conduzione
dell’albergo, neanche in ruolo di subalterno, tanto meno il potere di decidere
o scegliere il tipo di clientela dell’hotel.

 

                                 8.     L’assenza del gerente ACCU 2 al
dibattimento, e quindi l’impossibilità di procedere al confronto tra i due
accusati, non ha contribuito a chiarire se l’accusato si trovasse, o meno, in
una posizione suscettibile di “impiegare” stranieri non autorizzati, nel
senso dell’art. 23 cpv. 4 LDDS, con riferimento all’attività (prostituzione)
svolta dalla cliente brasiliana all’interno dell’albergo.

                                        Il dubbio deve quindi
profittare all’accusato.

                                        D’altra parte sembra perlomeno
strano che un gerente d’albergo deleghi le sue mansioni ad una persona “che
svolge l’attività di portiere di notte” (verbale ACCU 2 18 maggio 2006,
pag. 1) e che nemmeno viene stipendiata.

                                        Per la verità su questo punto
ci si poteva attendere un maggior approfondimento da parte dell’accusa: la
moglie andava in ogni caso sentita; e questo non solo per contestualizzare la
posizione del marito, ma anche per verificare eventuali sue responsabilità di
ordine penale.

 

                                 9.     Dal profilo dell’elemento
soggettivo l’infrazione di cui all’art. 23 cpv. 4 LDDS presuppone
l’intenzionalità. Per ritenere l’intenzionalità l’accusa era tenuta ad assodare
che l’accusato fosse a conoscenza del fatto che la cliente brasiliana
esercitava la prostituzione nella camera d’albergo. 

                                        L’accusa si è basata sul
rapporto di polizia che recita: “hanno pure dichiarato (__________, ndr)
che ACCU 1 era a conoscenza della loro attività illegale che svolgevano
nella camera e che ha omesso di notificarli”  (rapporto d’inchiesta 30
maggio 2006, pag. 2).

                                        Ciò che l’accusato ha
contestato sin dalle prime battute.

                                                                                                                             

                               10.     L’accusato ha dichiarato che la
clientela dell’hotel V__________ si compone prevalentemente di ospiti
germanici, svizzero-tedeschi, studenti, operai di ditte estere operanti in
Ticino, impiegati stranieri e collaboratori della R____________________. Questo
per rendere ben chiara l’idea che trattasi di un albergo, con ristorante,
piscina, ecc., e non di un postribolo; tanto che la procedura penale in
rassegna non è il frutto della classica retata nel solito albergo-bordello, ove
generalmente tutte le camere sono adibite all’esercizio della prostituzione e
tutte le clienti vi svolgono questa attività. Per questa ragione, e oltretutto
essendo lui presente a V__________ da soli due mesi, egli ha dichiarato di non
aver notato nulla di anomalo nel comportamento della cliente brasiliana né
degli altri clienti che alloggiavano in quel periodo. La S__________, poi,
siccome munita di una propria chiave, andava e veniva per lo più senza nemmeno
essere vista dal personale dell’albergo. Non a caso la medesima, alla domanda a
sapere se qualcuno dell’hotel notificava i clienti con i quali si accompagnava
ha risposto: “non c’è nessuno all’entrata dell’albergo quindi i clienti
vanno e vengono senza venire eventualmente notificati” (verbale 17 maggio
2006, pag. 9).

 

                               11.     Lo scrivente giudice ha richiamato
d’ufficio gli interrogatori di S__________ e M__________ (dal quale è stata
tratta l’affermazione di cui sopra) che non figuravano agli atti.

                                        A verbale 17 maggio 2006 la S__________
ha dichiarato di aver visto “lavorare” nell’albergo altre ragazze nella
camera 18 e 21 come pure in un appartamento facente parte dell’albergo. Da ciò
l’affermazione che l’accusato “è perfettamente al corrente di quello che
succede in alcune camere”  (pag. 9). 

                                        Analogamente, assunto a verbale
lo stesso giorno, il M__________, alla domanda a sapere se “i responsabili
dell’albergo erano a conoscenza che usavate la camera 19 per l’esercizio della
prostituzione”, ha risposto: “penso proprio che ne erano a conoscenza,
anche per il fatto che mi vedevano entrare ed uscire dalla camera, come pure
vedevano i clienti che raggiungevano la camera in questione” (verbale 17
maggio 2006, pag. 3).

                                        In entrambi i casi non trattasi
di fatti assodati dai testimoni ma di ragionamenti deduttivi che, presi a sé
stanti, non recano la prova della consapevolezza dell’accusato. Da notare poi
che il M__________ non si riferisce esplicitamente all’accusato ma in termini
più generici ai “responsabili dell’albergo”.

                                        Né gli atti riferiscono sulla
presenza di altre clienti di V__________ dedite alla prostituzione; non vi è
traccia di un verbale di interrogatorio, di un decreto d’accusa o quant’altro.

                                        Da osservare, inoltre, che tra
il personale di V__________ e la cliente brasiliana non vi era altro tipo di
rapporto al di fuori della normale relazione albergatore-ospite. Nessuna
subordinazione, nessun contatto né conoscenza precedenti, nessuna differenza di
prezzo della camera rispetto a quanto pagato dagli altri clienti. Né l’accusa
ha saputo provare un consenso tacito o espresso da parte dell’accusato
all’esercizio della prostituzione all’interno della struttura.

                                        Da ultimo non può essere
tralasciata la circostanza che durante la permanenza a V__________, durata 22
giorni, la S__________ ha dichiarato che si sarebbe accompagnata con “circa
15 clienti”, ossia mediamente poco più di un cliente ogni due giorni. In
queste circostanze, tenuto conto della diversificata tipologia dei clienti
dell’albergo e del fatto che perlopiù i clienti, siccome muniti di chiave,
vanno e vengono senza doversi annunciare, la tesi dell’accusato in punto alla
sua non consapevolezza dei fatti ben può apparire credibile.

 

                               12.     In applicazione del principio in
dubio pro reo occorre pertanto concludere che l’accusa non ha saputo
provare la realizzazione dell’elemento costitutivo oggettivo e soprattutto di
quello soggettivo del reato ascritto ad ACCU 1 che deve quindi essere
prosciolto dall’’accusa di infrazione alla LDDS.

 

                               13.     ACCU 1 è inoltre accusato di contravvenzione
LDDSi, per avere l’accusato, quale aiuto gerente dell’Albergo V__________, in
correità con il gerente ACCU 2, omesso di notificare alla Polizia, entro le 24
ore previste durante il mese di maggio 2006, 33 notifiche di ospiti alloggiati
presso l’albergo.

Il procuratore Pubblico si richiama qui agli art. 2 cpv. 2 e 24 cpv. 6 LDDS,
nonché all’art. 2 cpv. 2 ODSS. A tenore dell’art.  2 cpv. 2 LDDS “chiunque
alloggi uno straniero a pagamento deve notificarlo immediatamente alla polizia
locale (…)”. L’art. 2 cpv. 2 ODDS ribadisce
questo principio: “lo straniero è tenuto a dichiarare il suo
arrivo e il suo alloggiatore a notificarlo (…)”. 

 

                               14.     Come visto più sopra al
dibattimento l’accusato ha precisato la sua posizione presso l’hotel V__________,
dichiarandosi alieno da ogni funzione di gerente o anche solo di “aiuto gerente”.
In relazione alle notifiche degli ospiti ha affermato che lui veniva
incaricato, di tanto in tanto, unicamente di recapitare le notifiche alla
polizia, ritenuto che la responsabilità per il loro l’allestimento incombeva al
gerente ACCU 2 e/o a sua moglie. Del resto, l’accusato già aveva avuto modo di
dichiarare alla polizia che “si tratta di una dimenticanza da parte della
mia ex moglie, la quale ha lasciato i fogli di notifiche in albergo” (verbale
30 maggio 2006, pag. 4).

                                        Egli ha tuttavia ammesso di
aver allestito la notifica del cittadino svizzero che si era presentato in
albergo con la S__________ il 27 aprile 2006 (trattasi più che verosimilmente
di tale P__________, sul quale gli atti non fanno stato di accertamenti di
sorta), ma non quella della sua accompagnatrice.

Ora, a prescindere dal fatto che l’accusa non ha saputo provare in termini
sufficientemente chiari la posizione di “alloggiatore” dell’accusato,
non può essere disatteso che le 33 (omesse) notifiche riguardano il periodo 2
maggio 2006 – 16 maggio 2006. Nessuna di queste notifiche si riferisce alla S__________
__________, la quale, giunta in albergo il 27 aprile 2006, andava semmai
notificata prima dell’inizio di maggio. Ma oltre a ciò, nulla risultando agli
atti circa queste 33 notifiche, non è possibile affermare che la loro omessa
notifica alla polizia entro 24 ore assurga a violazione dei disposti della LDDS
rispettivamente della ODDS. Niente permette infatti di concludere che le 33
notifiche riguardassero (anche) ospiti stranieri. L’omessa notifica cade, in
questi termini, sotto le prescrizioni contravvenzionali di diritto cantonale
(art. 66 LesPubb in relazione con gli art. 53 cpv. 3 LesPubb e art. 1 e 5 RNot)
e come tale è stata oggetto di sanzione attraverso la multa di fr. 360.--
inflitta all’accusato in data 12 gennaio 2007 dalla Sezione dei permessi e
dell’immigrazione, Ufficio giuridico.

 

                               15.     Ne segue che ACCU 1 deve essere
prosciolto anche dall’accusa di contravvenzione alla LDDS.

 

 

P.Q.M.                              visti gli art. 1 segg. CP; 9 e segg.,
273 e segg. CPP; 39 LTG;

 

rispondendo                       negativamente ai quesiti posti sub
1.1. e 1.2., come segue ai quesiti posti sub 5 e 6, decaduti gli altri;

 

 

proscioglie                       ACCU 1

                                        dalle accuse di infrazione alla
Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri e di
contravvenzione alla Legge federale concernente la dimora e il domicilio degli
stranieri;

 

assegna                           la tasse e le spese allo
Stato, che dovrà rifondere ad ACCU 1 fr. 400.-- (quattrocento) a titolo di
ripetibili;

 

 

le parti                               sono state avvertite del diritto
di presentare, per il suo tramite, dichiarazione di ricorso alla Corte di
cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto
di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276
cpv. 2 CPP).

                                        La motivazione del ricorso per
cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20
giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione
dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

 

 

	
  Intimazione a:

  	
   

   

   

   

   Ministero
  pubblico della Confederazione, Berna

  

 

e,                                      alla crescita in giudicato
della sentenza,

 

intimazione a:                    Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

                                                                                                                             

                                        Ufficio del Giudice
dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.

 

 

 

 

Il giudice:                                                                                 Il
segretario:

 

 

 

 

 

 

Distinta spese                    a carico di ACCU 1 

 

                                        fr.                       250.--         tassa di giustizia

                                        fr.                       150.--         spese giudiziarie

                                        fr.                           -.--         testi                                                                    

                                        fr.                      400.--         totale