# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 277bc939-036d-560e-8527-23ce4cc1b149
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-04-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 14.04.2003 52.2002.205
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2002-205_2003-04-14.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2002.205

   

  	
  Lugano

  14 aprile 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 13 maggio 2002 della

 

 

	
   

  	
  __________, 

  patrocinata da: avv. __________, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 23 aprile 2002 (no. 1941) del Consiglio
  di Stato, che ha accolto l'impugnativa presentata da __________, __________ e
  __________ avverso la risoluzione 28 giugno 2001 con cui il municipio di
  __________ ha negato loro la licenza edilizia in sanatoria per la
  sistemazione di una pista agricolo-forestale al mapp. __________ di
  __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    21 maggio 2002 del Consiglio
di Stato;

-    28 maggio 2002 del
municipio di __________;

-    10 giugno 2002 di
__________, __________ e __________;

 

preso atto della replica 10 luglio 2002 della
ricorrente e delle dupliche:

-    5 agosto 2002 del
municipio di __________;

-    6 agosto 2002 di
__________, __________ e __________;

-    20 agosto 2002 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________,
__________ e __________ sono proprietari in ragione di 1/3 ciascuno del mapp.
__________ di __________, un fondo di 21'611 mq così descritto a RF:

 

A)  casa agreste             mq      147

B)  rustico                        mq         
4

C)  prato-bosco               mq 21'460

 

                                         Il
terreno, costeggiato dal fiume __________ (O), è adagiato su un pendio in
località __________ (600 m.s.m.), a valle della part. __________ della CE fu
__________ (S) sulla quale insiste un rustico trasformato, accessibile mediante
una pista agricola che si diparte dalla strada della Valle __________. Verso E
il mapp. __________ confina invece con una estesa area boschiva di proprietà
del patriziato di __________ (part. 448), attraversata in senso latitudinale
dalla via che porta al fabbricato rurale della famiglia __________.
Quest'ultima ha sempre consentito ai vicini di raggiungere il proprio podere
transitando sul mapp. __________.

 

 

                                  B.   La
proprietà __________, unitamente all'intera giurisdizione di __________, appartiene
ad un comprensorio, quello del Monte __________, censito dal 1977 quale oggetto
no. 1803 nell'inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza
nazionale (IFP). A livello cantonale, la particella è inclusa in una zona
naturale protetta del PD (vedi scheda 1.2.20), oltre che nel territorio
agricolo, segnatamente negli "altri terreni idonei all'utilizzazione
agricola " (scheda 3.2). Anche il PR comunale l'ha collocata in zona
agricola, mentre l'inventario degli edifici situati fuori dalla zona
edificabile ha classificato il rustico esistente tra quelli meritevoli di conservazione
1a nonostante una parte della costruzione fosse ormai diroccata.

                                  C.   Tra il 1997
ed il 2000 i proprietari del mapp. __________ hanno presentato al municipio di
__________ diverse domande di costruzione al fine di cambiare la destinazione
del rustico nel contesto di una ristrutturazione e dotarlo di un accesso proprio.

 

                                         a) Per
quanto concerne l'edificio rurale, dopo vicissitudini che qui non occorre evocare
nel dettaglio, il 3 luglio 2000 il municipio di __________ ha autorizzato i
fratelli __________ ad intraprendere lavori di conservazione del manufatto,
compreso l'integrale rifacimento del tetto. La CE __________ ha rinunciato ad
impugnare il permesso al cui rilascio si era peraltro tempestivamente opposta,
ma ha sollecitato un parere all'Ufficio federale dello sviluppo territoriale,
il quale ha escluso con fermezza che l'immobile al mapp. __________ potesse
essere legittimamente oggetto di un qualsiasi intervento edilizio stante la
situazione di avanzato degrado in cui si trovava.

La stessa CE ha peraltro denunciato svariati
abusi commessi durante la rinnovazione del rustico, provocando l'avvio di
procedure di accertamento in esito alle quali l'autorità cantonale ha impartito
disposizioni per il sollecito ripristino di una situazione conforme al diritto.

 

                                         b) Per
quanto attiene invece alla strada, nel dicembre 1997 i fratelli __________
hanno chiesto il permesso di costruire ex novo una pista agricola sui mapp.
__________ e __________. Il progetto prevedeva di realizzare una via
consolidata lunga circa 250 m che staccandosi da quella patriziale esistente in
corrispondenza del confine tra i mapp. __________ e __________ avrebbe permesso
di raggiungere direttamente il rustico sottostante transitando nel bosco patriziale.
Alla domanda si è tuttavia opposto il Dipartimento del territorio, annotando
che l'opera - avversata dalla Sezione agricoltura, dalla Sezione forestale e dall'Ufficio
protezione natura - disattendeva gli art. 24 LPT, nonché 71/72 e 75 LALPT.
Esperito invano un tentativo di conciliazione, gli istanti in licenza hanno
rinunciato al proseguo della procedura e il 18 maggio 1998 hanno presentato una
nuova domanda di costruzione chiedendo di poter "prolungare la pista
agricola esistente" sul mapp. __________ in modo da poter guadagnare la
part. __________ con mezzi agricoli idonei allo sfalcio dei prati. Rispetto al
progetto precedente, quello aggiornato prospettava l'esecuzione di una pista
identica ma più breve, che dopo aver attraversato il bosco al mapp. __________
si sarebbe immessa nella parte alta del mapp. __________ arrestandosi dopo qualche
metro senza scendere verso il diroccato. La richiesta è stata tuttavia
avversata dal Dipartimento del territorio per le stesse ragioni che l'avevano
indotto a rigettare quella precedente. Due mesi dopo il Consiglio di Stato ha
però autorizzato il dissodamento necessario alla realizzazione della nuova
strada sul mapp. __________ di proprietà del patriziato. Il 9 ottobre 1998 il
Dipartimento del territorio ha dunque annullato la sua precedente presa di
posizione, preavvisando positivamente l'esecuzione dei lavori a condizione che
sul mapp. __________ la pista agricola restasse in erba e non superasse la
lunghezza di 60 m. Il 14 ottobre seguente il municipio di __________ ha quindi
accordato la licenza edilizia, integrandovi le clausole imposte dall'autorità
cantonale.

 

 

                                  D.   Il 5 aprile
2000 l'Ufficio protezione della natura ha comunicato alla Sezione dell'agricoltura
che nel corso di un sopralluogo a __________ aveva constatato la creazione di
una pista agricola non autorizzata sul mapp. __________.

                                         A seguito
di un'ulteriore ispezione dei luoghi, presenti le autorità cantonali e comunali
nonché i proprietari del mapp. __________, il 10 agosto 2000 quest'ultimi hanno
inoltrato al municipio di __________ una domanda di costruzione in sanatoria
per il tratto di strada abusivo, adducendo di essersi limitati a sistemare
adeguatamente - per ragioni di sicurezza - la pista esistente.

                                         La
richiesta ha suscitato l'opposizione della CE fu __________ e del Dipartimento
del territorio, i quali hanno sottolineato in particolare l'inammissibilità
dell'opera mirante a realizzare al di fuori della zona edificabile un nuovo
accesso veicolare al rustico insistente sul mapp. __________. Nonostante il
parere vincolante dell'autorità cantonale, il 5 febbraio 2001 il municipio ha
concesso il permesso a posteriori che il Consiglio di Stato - adito da entrambi
gli opponenti - ha poi dichiarato nullo con sentenza 15 maggio 2001.

                                         Mediante
risoluzione 28 giugno 2001 l'esecutivo di __________ ha quindi negato la postulata
licenza edilizia in sanatoria.

 

 

                                  E.   __________,
__________ e __________ si sono aggravati davanti al Consiglio di Stato, che
con giudizio 23 aprile 2002 ha annullato la predetta decisione e disposto la
retrocessione degli atti al municipio affinché rilasciasse il permesso
richiesto.

                                         Vagliata
la documentazione in suo possesso, l'autorità di ricorso di prime cure ha
ritenuto in sostanza che l'opera potesse essere autorizzata in base all'art.
24c LPT siccome concernente la semplice sistemazione di un sentiero esistente
da tempo immemorabile.

 

 

                                  F.   Avverso la
predetta pronunzia governativa la CE __________ è insorta innanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, postulando che venga annullata.

                                         Rievocati
i fatti salienti, la ricorrente ha evidenziato i grossolani errori di
valutazione nei quali è incorso il Governo laddove ha ritenuto che i lavori
oggetto della domanda in sanatoria avevano interessato un sentiero già
esistente. Prove fotografiche e documentali alla mano, l'insorgente ha ribadito
che nei primi mesi del 2000 i vicini hanno invece costruito senza permesso un
nuovo tratto di strada in modo da congiungere il rustico con il recente
impianto eseguito sulla scorta del permesso ottenuto il 14 ottobre 1998.

                                         Poste
queste premesse d'ordine fattuale, in diritto la proprietaria del contiguo mapp.
__________ ha negato che i lavori abusivi possano essere autorizzati a
posteriori in virtù del vecchio diritto federale e cantonale (art. 24 vLPT e 75
LALPT). A prescindere dal fatto che la domanda di costruzione in sanatoria
contempla solo una parte delle opere attuate senza permesso, in casu non
sussisterebbero neppure i presupposti per il rilascio di una licenza in base al
nuovo diritto (art. 24c nLPT) trattandosi di un impianto eseguito ex novo.

 

 

                                  G.   All'accoglimento
del gravame si è opposto il Consiglio di Stato, che ha sollecitato la conferma
della decisione impugnata senza formulare particolari osservazioni.

                                         Ad
identica conclusione sono pervenuti i fratelli __________ ed il municipio di
__________, i quali hanno avversato le tesi della ricorrente con argomenti che
saranno ripresi - per quanto necessario - in appresso.

 

                                  H.   In sede di
replica e di duplica le parti si sono riconfermate essenzialmente nelle rispettive,
contrapposte posizioni.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente
e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 21 LE, nonché 43 e 46
PAmm.

                                         Il
ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso sulla scorta delle
tavole processuali, integrate dall'ampia documentazione prodotta in questa sede
dalla ricorrente. Ulteriori atti istruttori non sono necessari ai fini del
giudizio che questo Tribunale è chiamato a rendere (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Edifici o
impianti possono essere costruiti o trasformati solo con la licenza edilizia
(art. 1 cpv. 1 LE). I permessi rilasciati a posteriori per opere
realizzate senza permesso o in contrasto con il permesso ricevuto non si
differenziano da quelli rilasciati preventivamente. Anche nell’ambito del
rilascio di un permesso destinato a sanare il difetto di un valido titolo autorizzativo,
l’autorità statuisce soltanto sulla conformità, per rapporto alle normative
edilizie concretamente applicabili, delle opere raffigurate sui piani
presentati con la domanda. L'autorità non si pronuncia, per contro, sulla legittimità
delle opere effettivamente eseguite. Se i piani non corrispondono alle opere
eseguite abusivamente, la licenza eventualmente rilasciata non pone rimedio al
permesso mancante. L'abuso formale continua a sussistere fintanto che
l'autorità non si pronuncia sulla conformità di una domanda di costruzione
corredata da piani e da relazioni corrispondenti alle opere effettivamente
riscontrabili sul terreno (cfr. STA inedita 9.5.2001 in re S., consid. 2).

 

 

                                   3.   Di
principio, l'autorizzazione a costruire può essere rilasciata soltanto per
impianti conformi alla funzione prevista dal piano regolatore per la zona di
utilizzazione (principio della conformità funzionale, art. 22 cpv. 2 lett. a
LPT e 67 cpv. 2 LALPT).

                                         Nel caso
di specie, l'intervento in esame è stato realizzato su un fondo che il PR assegna
alla zona agricola e che il PD contempla nei terreni idonei ad un utilizzo agricolo.

 

                                         3.1.
Secondo la giurisprudenza, nella zona agricola possono essere autorizzate solo
costruzioni che siano in connessione sufficientemente stretta con
l'utilizzazione agricola del terreno o destinate a consentire l'esercizio di
certe attività agricole o di allevamento. Edifici e impianti devono dunque
essere adeguati, segnatamente per quanto riguarda dimensioni, ubicazione e destinazione,
ai bisogni oggettivi di tale attività (DTF 125 II 278 consid. 3a e rinvii;
DFGP/UPT, Commento LPT, N. 1 ad art. 16; Scolari, Diritto amministrativo, parte
speciale, N. 911 e giurisprudenza ivi citata).

 

                                         3.2. In
concreto, il tratto di pista edificato senza licenza non soddisfa alcuna esigenza
di natura agricola, dato che per l'attività di sfalcio esercitata in loco il mapp.
__________ risulta già servito in modo più che sufficiente dall'apposito
impianto viario autorizzato nell'autunno del 1998 (cfr. parere della Sezione
agricoltura, che ha determinato l'avviso cantonale 20081 del 9 ottobre 1998).
Ne segue che il controverso pezzo di strada non può beneficiare di un permesso
ordinario in assenza del requisito della conformità funzionale (cfr. UFPT,
Commento alla LPT, N. 15 e 16 ad art. 18; RDAT I-1996, N. 24).

 

 

                                   4.   Resta da
esaminare se l'opera realizzata può essere autorizzata tramite il rilascio di
un'autorizzazione eccezionale, tenendo presente che il 1°settembre 2000 è
entrata in vigore la modifica 20 marzo 1998 della LPT e la relativa ordinanza,
applicabili a tutte le procedure pendenti a quel momento (cfr. art. 52 nOPT).
La domanda di costruzione all'esame, datata 10 agosto 2000, concerne tuttavia
una costruzione abusiva eseguita prima dell'avvento del nuovo diritto. Va
quindi valutata alla luce della vecchia normativa vigente all'epoca
dell'infrazione (sull'argomento vedi Scolari, Commentario, II ed., N. 1282 ad
art. 43 LE), con la possibilità di far capo alla nuova LPT qualora dovesse
giovare maggiormente all'istante in licenza (principio della lex mitior; DTF
127 II 209).

                                         4.1.
Giusta l'art. 24 cpv. 1 vLPT, fuori delle zone edificabili potevano essere eccezionalmente
rilasciate autorizzazioni per la costruzione o il cambiamento di destinazione
di edifici o impianti non conformi alla funzione prevista per la zona di
utilizzazione soltanto se la loro destinazione esigeva un'ubicazione fuori
della zona edificabile (lett. a) e non vi si opponevano interessi preponderanti
(lett. b). I due requisiti dovevano essere adempiuti cumulativamente (DTF 123
II 256 consid. 5, 119 Ib 442 consid. 4a, 118 Ib 17 consid. 2b; Hänni, Planungs-,
Bau- und besonderes Umweltschutzrecht, p. 207).

                                         Il requisito
dell'ubicazione vincolata aveva carattere oggettivo e alla realizzazione di
tale presupposto dovevano essere poste esigenze severe (v. Scolari, Diritto amministrativo,
parte speciale, N. 909 e rinvii). Occorreva infatti che fosse necessario costruire
l'edificio o l'impianto fuori della zona edificabile per motivi tecnici,
d'esercizio o di conformazione del terreno (DTF 119 Ib 442 consid. 4a). Il
vincolo poteva anche essere negativo, imposto dall'esclusione di ogni altra
ubicazione in zona edificabile (DTF 115 Ib 295 consid. 3a e c, 114 Ib 180 consid.
3ca).

                                         L'adempimento
del secondo requisito di cui all'art. 24 cpv. 1 lett. b vLPT presupponeva
l'assenza di interessi preponderanti che si opponessero all'autorizzazione sollecitata.
Il criterio che presiedeva alla valutazione degli opposti interessi in gioco ruotava
attorno alle finalità ed ai principi della pianificazione del territorio giusta
gli art. 1 e 3 LPT (DTF 117 Ib 28 consid. 3, 114 Ib 268 consid. 3b); in
particolare quelli miranti a proteggere le basi naturali della vita, ad
integrare nel paesaggio gli impianti ed a conservare i siti naturali (art. 1
cpv. 2 lett. a, 3 cpv. 2 lett. b/d LPT). 

                                         Con
l'avvento del nuovo diritto questa impostazione non ha subito modifiche di rilievo,
atteso che il testo dell'art. 24 cpv. 1 vLPT è semplicemente confluito
nell'art. 24 nLPT.

 

                                         4.2.
Sulla scorta dell'art. 24 cpv. 2 vLPT il diritto cantonale permetteva la
rinnovazione, la trasformazione parziale o la ricostruzione di edifici o
impianti non conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione, in
quanto compatibili con le importanti esigenze della pianificazione
territoriale. L'art. 75 LALPT consentiva in particolare di trasformare
parzialmente le costruzioni esistenti fuori della zona edificabile in contrasto
con la funzione prevista per la zona di utilizzazione se l'intervento (ampliamento
o cambiamento parziale di destinazione) veniva attuato una volta tanto
("una tantum"), era limitato tanto dal profilo quantitativo, quanto
dal profilo qualitativo, ovvero se non alterava in misura significativa
l'identità della costruzione preesistente, era indispensabile per la
continuazione dell'utilizzazione attuale ed era compatibile con le importanti
esigenze della pianificazione territoriale. Per beneficiare di un'eccezione
fondata sull'art. 24 cpv. 2 vLPT e della relativa legislazione cantonale di
applicazione, l'intervento doveva essere dunque contenuto sia dal profilo
qualitativo, sia dal profilo quantitativo. Tale insomma da non alterare in modo
significativo l'identità della costruzione originaria. Scopo delle
facilitazioni rette dall'art. 24 cpv. 2 vLPT era infatti soltanto quello di
permettere la conservazione della sostanza edilizia esistente fuori della zona
edificabile (garanzia delle situazioni acquisite). Interventi di maggiore
entità ricadevano invece sotto l'art. 24 cpv. 1 vLPT (cfr. DFGP, op. cit., N.
29 ad art. 24; Aemisegger, Leitfaden zum RPG p. 95; DTF 110 Ib 143 consid. 3b).

                                         Anche
l'art. 24c nLPT mira a tutelare le situazioni acquisite fuori delle zone
edificabili. In queste zone, gli edifici e impianti utilizzabili in base alla
loro destinazione ma non più conformi alla destinazione della zona, sono per
principio protetti nella propria situazione di fatto (cpv. 1). Con
l’autorizzazione dell’autorità competente, tali edifici e impianti possono
tuttavia essere rinnovati, trasformati parzialmente, ampliati con moderazione o
ricostruiti, purché siano stati eretti o modificati legalmente. In ogni caso è
fatta salva la compatibilità con le importanti esigenze della pianificazione
territoriale (cpv. 2). L’articolo 24c nLPT è applicabile a edifici e impianti,
costruiti o trasformati a suo tempo in conformità al diritto materiale, ma che,
per effetto di modifiche posteriori di atti legislativi o piani, sono divenuti
non conformi alla destinazione della zona (art. 41 nOPT). 

 

                                         4.3.
Nell'evenienza concreta, l'intervento attuato senza permesso dai resistenti va
configurato alla stregua di un nuovo impianto realizzato fuori della zona
edificabile in contrasto con la funzione assegnata alla zona di utilizzazione.
Contrariamente a quanto assume il Consiglio di Stato, non si tratta della
sistemazione di una via preesistente. Come dimostrano senz'ombra di dubbio le
numerose prove fotografiche prodotte dalla ricorrente, prima della costruzione
della pista autorizzata nel 1998 la cotica erbosa del mapp. __________ si
presentava integra, senza tracce di sentieri o passaggi di sorta. I reperti
fotografici relativi alla situazione presente in loco nel 1999 (doc. 12 e 31),
così come le foto esibite in prima istanza di ricorso dal municipio di
__________, comprovano peraltro che i resistenti si sono ampiamente discostati
dalla licenza ricevuta già al momento della realizzazione dell'opera, tant'è
che hanno inciso nel pendio prativo una strada ben più lunga di quella
approvata e poi l'hanno ulteriormente allungata richiamando l'attenzione
dell'Ufficio protezione della natura. Per accorgersene basta confrontare la
situazione emergente dal doc. 31 con la planimetria acclusa alla domanda di costruzione
del 18 maggio 1998. Il carattere dell'intervento originario e di quello
parzialmente dedotto in sanatoria è d'altronde confermato dalle stesse domande
di costruzione presentate nel 1997 e nel 1998 dai proprietari del fondo, che
hanno sempre descritto i lavori prospettati come intesi a costruire ex novo una
pista agricola (vedi relazione tecnica annessa alla domanda 18 dicembre 1997),
rispettivamente a prolungare la strada patriziale di cui al mapp. __________
(cfr. domanda 18 maggio 1998). Le deduzioni tratte dal Governo in esito ad una
lettura superficiale delle varie copie del piano corografico Ticino no. 109d
acquisite agli atti si appalesano manifestamente errate. In corrispondenza del mapp.
__________ i passi disegnati su quel piano non trovano infatti alcun riscontro
nelle fotografie aeree della regione scattate nel 1971 (doc. 3) e nel 1976
(doc. 2 allegato al gravame innanzi al Consiglio di Stato). Né vi è consonanza
di tracciato tra il sentiero pedonale riprodotto sulla carta corografica e la
strada costruita dai resistenti in una fascia di terreno che si presenta
integra sia sulle fotografie antecedenti al 1998, sia sul documento edito
dall'Ufficio cantonale delle bonifiche e del catasto di __________.

                                         Gli esiti
del sopralluogo tenutosi il 28 marzo 2002 non consentono di scalfire queste
conclusioni, trattandosi di accertamenti contestati in questa sede e fondati in
gran parte sulle risultanze vuoi inaffidabili vuoi ininfluenti ai fini del
giudizio emergenti dal piano corografico di cui si è ripetutamente parlato in
antecedenza.

 

                                         4.4.
Definita la natura dell'opera controversa, ne consegue che l'intervento non può
essere valutato in funzione delle condizioni agevolate di cui agli art. 24 cpv.
2 vLPT e 75 LALPT, nonché 24c nLPT e 43 nOPT, bensì unicamente in virtù
dell'art. 24 cpv. 1 vLPT, i cui contenuti sono rimasti sostanzialmente
invariati nel tempo.

                                         A tale
riguardo, ponendo mente a quanto esposto al consid. 3.1. e tenuto conto della
giurisprudenza resa in materia (cfr. in particolare DTF 123 II 499 consid.
3b/cc; SJ 2001 p. 579 ss.), non si può di certo sostenere che il manufatto
litigioso sia a ubicazione vincolata. Le pretestuose necessità agricole o i
motivi di sicurezza addotti dai resistenti non consentono di ritenere
soddisfatto il requisito di cui all'art. 24 cpv. 1 lett. a LPT (DTF 124 II 252 consid.
4a; RDAT II-2001 N. 33 e rinvii).

                                         Al
rilascio di un permesso eccezionale si oppongono d'altronde interessi preponderanti
legati ad esigenze di protezione della natura e del paesaggio, così come alla
necessità di salvaguardare il più possibile l'integrità del territorio e la sua
pianificazione. L'opera litigiosa si trova infatti in una zona censita nell'IFP
e quindi contrasta con gli art. 5, 6 e 18 ss. LPN, con l'OIFP e con i principi
di protezione stabiliti dal PD (zona naturale protetta).

                                         Se ne
deve concludere che le censure sollevate dalla ricorrente per combattere il
rilascio del permesso disposto dal Consiglio di Stato si avverano fondate.

 

 

                                   5.   Sulla scorta
di quanto precede il ricorso va accolto, con il conseguente annullamento del
giudizio governativo impugnato siccome lesivo del diritto.

                                         La tassa
di giustizia e le ripetibili seguono la soccombenza dei resistenti (art. 28 e
31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 3, 16, 22, 24 ss. LPT; 67, 75 LALPT;
1, 2, 21 LE; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60 e 61 PAmm;

 

 

 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

                                         Di
conseguenza, la decisione 23 aprile 2002 (no. 1941) del Consiglio di Stato è annullata.

 

                                   2.   La tassa di
giudizio di fr. 1'200.- è posta a carico dei resistenti __________, __________
e __________ in solido.

 

 

                                   3.   I
resistenti __________, __________ e __________ in solido verseranno alla ricorrente
fr. 1'800.- a titolo di ripetibili di entrambe le istanze.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario