# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9737856b-278c-52ec-bfd8-03b30cafdbef
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 22.12.2003 11.2003.154
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2003-154_2003-12-22.html

## Full Text

Incarto n°

  11.2003.154

  	
  Lugano

  22 dicembre
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Locatelli, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa n. ____.____ (revoca
della tutela) della Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale
autorità di vigilanza sulle tutele, promossa con istanza del 10 novembre 2000
da

 

	
   

  	
  __________ e __________ __________, __________ 

   

  per ottenere la revoca della tutela
  istituita nei confronti della stessa __________ __________ su richiesta della

   

  Delegazione tutoria di __________

  (ora Commissione tutoria regionale __________,
  __________);

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se devono essere accolti gli
appelli del 5 dicembre 2003 presentati da __________ e __________ __________
contro la decisione emessa il 19 novembre 2003 dalla Sezione degli enti locali
quale autorità di vigilanza sulle tutele;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che,
su istanza della Delegazione tutoria di __________ (ora Com­missione tutoria
regionale __________), con decisione del 10 aprile 2000 la Sezione degli enti
locali, autorità di vigilanza sulle tutele, ha pronunciato l'interdizione di
__________ __________ (nata il ____________________ 1958) per infermità e
debolezza di mente (art. 369 CC);

 

                                         che la
Delegazione tutoria di __________ ha quindi nominato come tutrice __________
__________, poi sostituita dal tutore ufficiale __________ __________;

 

                                         che il 10
novembre 2000 __________ e la madre __________ __________ hanno chiesto la revoca
della tutela;

 

                                         che con
decisione del 19 novembre 2003 l'autorità di vigilanza sulle tutele ha respinto
la domanda, ponendo la tassa di giustizia di fr. 100.– a carico di __________
__________;

 

                                         che con
scritti del 5 dicembre 2003 __________ e __________ __________ sono insorte
contro tale decisione, la prima chiedendone la revoca e la seconda dichiarando
di non volere un tutore, ma di voler “vivere con mia figlia in gestione della nostra
vita, siamo persone normali”;

 

                                         che il
ricorso non è stato oggetto di intimazione;

 

e considerando

 

in diritto:                        che
gli atti in esame possono essere trattati solo come appelli, unico rimedio giuridico
esperibile contro le decisioni prese dall'autorità di vigilanza sulle tutele
(art. 48 legge sull'organizzazione e la procedura in materia di tutele e
curatele, cui rinvia l'art. 39 LAC);

 

                                         che un
appello deve contenere, fra l'altro, le richieste di giudizio (art. 309 cpv. 2
lett. e CPC), oltre ai motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda (art.
309 cpv. 2 lett. f CPC);

 

                                         che in
materia di tutele, nondimeno, tali esigenze di forma vanno per certi versi attenuate:
trattandosi di un tutelato – o di un tutelando – che insorga personalmente contro
una decisione a lui sfavorevole, è sufficiente che le richieste di giudizio e i
motivi di impugnazione possano desumersi dall'insieme dell'esposto (Geiser in: Basler Kommentar, ZGB II, 2ª
edizione, n. 41 ad art. 420);

                                         

                                         che, come
rileva l'autorità di vigilanza, una tutela può essere revocata qualora non si
riveli più giustificata o qualora, seppure giustificata, essa possa essere
sostituita da un provvedimento meno incisivo (art. 433 CC);

                                      

                                         che
l'appello di __________ __________ è così motivato:

                                         1. Farò pervenire prove mediche che non ho
questo disturbo. Sono una persona normale istruita e intelligente;

                                         2.
Vi saranno tutte le prove delle persone che conosco;

                                         3.
Non ho bisogno di persone di sostegno e tutore;

                                         4.
Al contratto di lavoro che avrò desidero gestire io la mia vita;

                                         5. Il
sig. __________ deve dimettersi dall'incarico;

                                         6. Contesto
testo __________ non nomina di fatti __________ __________;

 

                                         che con
ciò la ricorrente si limita – per quanto è dato di capire – a negare
l'esistenza dei disturbi della personalità che hanno indotto l'autorità di
vigilanza a respin­gere la revoca della tutela, contestando sostanzialmente la
perizia psichiatrica e la designazione di un tutore, senza però spiegare perché
gli accertamenti eseguiti non sarebbero più pertinenti;

 

                                         che non
si comprende di conseguenza per quali motivi occorrerebbe riformare la
decisione impugnata;

 

                                         che nelle
condizioni descritte l'appello, insufficientemente motivato, sfugge a un esame
di merito e dev'essere dichiarato irricevibile;

 

                                         che
analoghe considerazioni valgono per quanto attiene all'appello di __________
__________, onde l'inutilità di approfondire la di lei legittimazione a ricorrere;

 

                                         che,
infatti, l'appello di __________ __________ si esaurisce nell'afferma­zione di
non voler vivere con la figlia assistita da un tutore, senza indicare tuttavia
quali elementi renderebbero ormai inadeguata la tutela;

 

                                         che nelle
circostanze descritte gli oneri del giudizio odierno seguirebbero la soccombenza
(art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che in
concreto si può prescindere nondimeno dal prelevare spe­se, le appellanti essendo
sprovviste di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di un patrocinatore;

                                         

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   Gli
appelli sono irricevibili.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         – __________
__________, __________; 

                                         – __________
__________, __________; 

                                         – Commissione
tutoria regionale __________, __________;

                                         Comunicazione:

                                         – Sezione
degli enti locali quale autorità di vigilanza sulle tutele;

                                         –
__________ __________, Ufficio del tutore ufficiale, __________.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria