# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a7d23c1-8476-5ca8-af29-630091733c8d
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-16
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 16.03.2010 A 2009 68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2009-68_2010-03-16.pdf

## Full Text

A 09 68

4a Camera  

SENTENZA
del 16 marzo 2010

nella vertenza di diritto amministrativo

concernente tassa sull'elettricità (contatore)

1. … è proprietaria in centro … della particella sopraedificata no. 489. In base 

alla stima ufficiale del 1997, il fondo era edificato con una casa (no. AF 214), 

una rimessa (no. AF 214-A) e un garage (no. AF 214-B) e …, madre della 

proprietaria, beneficiava di un diritto d’abitazione vita natural durante sulla 

casa. Il 3 maggio 2002, l’autorità edilizia comunale rilasciava la licenza di 

costruzione per la trasformazione della rimessa in un rustico comprendente, 

esternamente, un pergolato con un tavolo e un angolo con forno a legna, 

internamente, una cucina abitabile e, al primo piano, i servizi igienici nonché 

un soggiorno. Veniva pure autorizzato un nuovo allacciamento fognario. 

Sorgevano in seguito delle divergenze tra il comune ed i coniugi …, poiché 

l’autorità comunale riteneva che la nuova parte della casa (rustico) fosse 

sprovvista di contatore e che quindi parte dei consumi di energia elettrica non 

venissero debitamente conteggiati. Nel maggio 2007, il rustico veniva munito 

di un secondo contatore e in base ai nuovi computi del consumo di energia 

elettrica, che risultavano sproporzionati, i coniugi … contattavano 

ripetutamente l’autorità comunale chiedendo dei controlli, dai quali però 

inizialmente non risultava alcun errore. 

2. Il 18 settembre 2009, la proprietaria chiedeva allora all’autorità comunale 

l’eliminazione del separato contatore per lo stabile no. 214-A, non formando 

questa parte dell’edificio un appartamento separato dal resto della 

costruzione. Infatti, le camere e lo scaldaacqua sarebbero sottoposti al 

contatore della parte vecchia dell’abitazione. Poiché l’autorità comunale 

riteneva del tutto giustificata la posa di due contatori per due unità abitative, 

veniva dagli interessati richiesta l’emanazione di un provvedimento formale. 

Con decisione 27 novembre 2009, il Comune di … riteneva che il rustico fosse 

un’unità abitativa indipendente e come tale sottoposto all’obbligo di posa di 

un proprio contatore. 

Solo il 14 dicembre 2009 emergeva che il contatore dell’unità rustico oltre che 

conteggiare il consumo per conto proprio andava anche ad incrementare, dal 

giorno della sua posa il 4 maggio 2007, i consumi dell’abitazione di ...  

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 17 

dicembre 2010, … chiedevano la posa di un unico contatore per la loro 

abitazione a …, essendo questa una sola unità abitativa senza alcun 

comparto e utilizzata da persone di due generazioni. Del resto la recente 

decisione di stima non arrecherebbe alcuna distinzione tra le due pretese 

unità abitative, malgrado sarebbe propriamente nell’ambito della stima che 

andrebbero operate le classificazioni secondo la definizione d’uso degli 

oggetti. Del resto, alla proprietaria era stata a suo tempo rilasciata la licenza 

edilizia senza alcuna condizione quanto alla pretesa creazione di un’unità 

abitativa separata. Anche l’impiantistica sarebbe in parte di vecchia data e 

non certo concepita per una suddivisione dello stabile nel senso preteso 

dall’autorità comunale. Per i ricorrenti, la struttura andrebbe considerata come 

un semplice grottino interno alla casa principale e come tale sprovvisto di 

autonomia. Per quanto riguardava invece l’errore nella posa del contatore e 

quindi delle fatturazioni, oltre alla correzione dell’indebito versato, i ricorrenti 

chiedevano che in futuro qualsiasi lavoro al quadro elettrico fosse eseguito 

alla presenza di un installatore di loro fiducia. 

4. Nella propria presa di posizione il Comune di … chiedeva la reiezione del 

ricorso per quanto riguardava la distinzione in due unità abitative e la 

necessità della posa di due contatori. Per le modalità di collegamento del 

nuovo contatore e per la fatturazione del consumo di energia elettrica il ricorso 

sarebbe irricevibile, non essendo state tali questioni oggetto della decisione 

impugnata. L’esistenza di un’unità abitativa autonoma dovrebbe essere 

ammessa non solo in base alla stima, che distinguerebbe l’appartamento dal 

rustico, ma anche in considerazione delle infrastrutture che il rustico 

presenterebbe, con cucina abitabile, soggiorno e servizi. Anche la situazione 

impiantistica non gioverebbe alla tesi di ricorso non essendo possibile 

concludere all’assenza di due unità abitative solo dal fatto che le stesse 

usufruirebbero dello stesso scaldaacqua. 

5. Nell’ambito del secondo scambio di scritti processuali le parti si 

riconfermavano essenzialmente nelle loro precedenti allegazioni e proposte 

precisandole dove necessario. In data 8 marzo 2010 il Tribunale 

amministrativo eseguiva un sopralluogo a … In detto ambito ognuno aveva 

ancora modo di esprimersi sulla questione oggetto del presente contenzioso. 

Sul posto veniva confermata la presenza dei due contatori e quindi 

dell’(errato) addizionato computo del consumo di energia elettrica. La posa di 

un sottocontatore garantirebbe però la possibilità di stabilire - a giudizio 

conosciuto sulla presente vertenza - l’effettivo consumo dello stabile a seguito 

di una semplice sottrazione. Per esplicita richiesta dei ricorrenti … non veniva 

coinvolta nella presente procedura. Su quanto visto e sentito in sede di 

sopralluogo e su quanto avanzato dalle parti nell’ambito del secondo scambio 

di scritti processuali si tornerà, per quanto utile ai fini del giudizio, nelle 

considerazioni di merito che fanno seguito. 

Considerando in diritto:

1. a) I ricorrenti impugnavano inizialmente il principio della posa di un contatore per 

il rustico e criticavano i conteggi del consumo di energia fatti in base ad un 

errore del secondo contatore. Per quanto riguarda l’errore fatto nelle 

precedenti fatturazioni, questo non può essere oggetto di ricorso in assenza 

di un provvedimento impugnabile al riguardo. Come espressamente 

confermato in sede di sopralluogo, non è però da parte dell’autorità comunale 

contestato l’errore nel computo del consumo di energia elettrica e la necessità 

di procedere alle dovute correzioni a giudizio conosciuto sulla presente 

vertenza. Infatti, per il calcolo dell’indebito percepito è rilevante, accanto alla 

quantità di kWh annua consumata (art. 10 OTAE), anche la questione di 

sapere se l’abitazione debba o meno essere dotata di due contatori e quindi 

gravata con due tasse basi annuali. La pretesa espressa dagli istanti quanto 

alla supervisione di tutti i lavori al quadro elettrico da parte di un installatore di 

loro fiducia non è oggetto del provvedimento impugnato e non può pertanto 

essere oggetto di esame materiale nel corso del presente procedimento. 

b) I ricorrenti non contestano che in base a quanto previsto dal regolamento 

dell’azienda elettrica comunale (RAEC) e dall’ordinanza per le tasse di 

allacciamento e per l’erogazione di energia elettrica (OTAE) ogni unità 

abitativa (recte: economia domestica) necessiti di un contatore, ma solo che 

la costruzione in oggetto presenti due unità abitative autonome. Giusta il 

RAEC, le istallazioni interne che comprendono anche i contatori (art. 9 cifra 2 

lett. a ) devono essere eseguite e mantenute secondo le prescrizioni 

dell’azienda elettrica comunale (art. 9 cifra 3 in fine). L’OTAE, che ha la stessa 

valenza giuridica del RAEC, essendo parte integrante dello stesso ed 

essendo le modifiche delle tariffe di competenza dell’Assemblea comunale in 

virtù di quanto previsto dall’OATE stessa alla voce “II Tariffe per l’erogazione 

di energia elettrica” e all’art. 15 RAEC, sancisce il principio stando al quale è 

prelevata una tassa base annuale per “economia domestica” (art. 9 OTAE). 

2. a) Prima di procedere all’esame materiale della vertenza è ancora necessario 

precisare che la posa del contatore non dipende unicamente dall’esistenza di 

un’unità abitativa autonoma, come sembrano sostenere ambedue le parti al 

procedimento, ma dall’esistenza di un’economia domestica. Accanto quindi 

all’esistenza di un appartamentino separato, occorre ancora che lo stesso 

venga abitato da una determinata utenza, formando, fosse pure per un 

periodo limitato, quella che viene comunemente definita un’economia 

domestica. 

b) Per quanto riguarda l’esistenza di un’unità abitativa propria, la tesi sostenuta 

dal comune convenuto è suffragata da sufficienti indizi e merita protezione. Il 

rustico in oggetto è una costruzione annessa all’edificio principale, con 

accessi separati sia per quanto riguarda il piano terra che il primo piano e 

senza una porta comunicante direttamente con la casa principale. Tale parte 

della costruzione è poi dotata di un ampio pergolato per trattenersi e mangiare 

all’aperto, di una cucina abitabile del tutto funzionale al suo scopo (vetro 

cemento, forno, frigorifero, lavandino e armadi) che occupa tutto il piano terra 

e, al piano superiore raggiungibile oltre che direttamente dall’esterno anche 

da una scala a chiocciola interna, di un soggiorno - dove trovano posto la 

normale mobilia da tinello con un angolo TV - e dei servizi (WC, doccia e 

sauna). Per gli istanti, non potrebbe trattarsi di un’unità abitativa autonoma 

mancando le camere da letto. Questa pretesa non merita però protezione. La 

costruzione come si presenta può comodamente essere abitata senza la 

previa necessità di alcun accorgimento edilizio, per esempio collocando 

semplicemente un letto nel salotto o utilizzando a questo scopo uno dei divani. 

Come giustamente rilevato anche in sede di sopralluogo, se paragonato ad 

un monolocale, non può sussistere alcun dubbio sul carattere di unità abitativa 

del rustico in oggetto. Il fatto che i ricorrenti abbiano le loro camere nella casa 

e non dormano nel rustico è poco rilevante, essendo la destinazione oggettiva 

della costruzione ad essere determinante più che la sua utilizzazione 

soggettiva. Anche la questione dell’impiantistica non è suscettibile di mutare 

le sorti del giudizio. Nell’evenienza non si tratta della costruzione indipendente 

di un nuovo appartamento, ma della creazione di un nuovo appartamento in 

una costruzione esistente e quindi in base a delle costrizioni strutturali, 

spaziali e funzionali in parte già date. Che il locale soggiorno fosse già in 

passato utilizzato a tale scopo o per uno scopo analogo, come del resto 

confermato dai ricorrenti stessi al sopralluogo, non è neppure decisivo. 

Determinante è che con la ristrutturazione dei tre vani in parola sono state 

poste le indispensabili infrastrutture di base per la creazione di un’abitazione 

autonoma. 

c) Nel caso concreto, accanto all’unità abitativa propria, la costruzione viene 

abitata da due distinte utenze, ovvero dalla madre della ricorrente, da un lato, 

e dai due istanti, che hanno la loro famiglia e vivono durante la settimana 

lavorativa altrove, dall’altro. Contrariamente a quanto preteso nel ricorso, non 

si tratta pertanto della stessa identica situazione del proprietario che decide 

di rinnovare un locale e di farne un rustico, ma del rinnovo di un complesso di 

locali a esclusivo favore di una determinata utenza (i due ricorrenti) e non di 

tutti i membri della pretesa economia domestica (ovvero anche della madre 

della ricorrente). Relativamente alla creazione di una nuova cucina, in sede di 

sopralluogo i ricorrenti hanno espressamente ammesso di necessitare di uno 

spazio loro. Del resto l’esame sul posto non ha che confermato questa 

situazione (completa distinzione tra la casa e il rustico nonché delle due 

utenze). Evidentemente il saltuario consumo dei pasti in comune tra tutti gli 

abitanti della casa è ai fini del giudizio irrilevante. La situazione degli istanti 

sarebbe poi diversa qualora dovessero abitare tutta la casa da soli e quindi 

costituire un’unica economia domestica.  

3. a) Per gli istanti, l’autorità comunale sarebbe andata oltre le proprie competenze 

definendo la destinazione di una parte dei locali in contrasto con quanto 

ritenuto dai competenti organi incaricati della stima ufficiale. Poiché la stima 

ufficiale imporrebbe un solo valore locativo proprio (modulo B2 della stima del 

10 ottobre 2009) per tutto il complesso edilizio, l’autorità comunale non 

potrebbe certo concludere all’esistenza di due unità abitative. A questo 

proposito è bene ricordare che l’art. 4 dell’ordinanza sulle stime ufficiali 

(OStim) citato dai ricorrenti riguarda i fattori che possono influire sul valore 

dell’immobile e che vanno pertanto tenuti in considerazione nella stima ovvero 

anche il genere di costruzione, l'età, lo stato e la destinazione dei fabbricati 

(lett. a) nonché l'idoneità a scopi di abitazione, di vacanza o commerciali (lett. 

f). I dati della stima ed in particolare il valore locativo proprio non vincolano 

però l’autorità comunale nello stabilire se per l’erogazione di energia elettrica 

il rustico in oggetto vada considerato come un’unità abitativa autonoma. I dati 

e le definizioni contenute nella stima possono essere vincolanti dal profilo 

fiscale, per l’assicurazione fabbricati, per l’ispettorato del registro fondiario o 

per l’ufficio dell’agricoltura, ma non hanno alcuna relazione diretta con quello 

che è l’oggetto del contendere nel caso in parola. Inoltre, l’assenza di 

distinzione sostenuta dagli istanti per quanto riguarda il valore locativo proprio 

non è esattamente tale in base al formulario in possesso dell’autorità 

comunale. In detta distinta (modulo C2) anche la stima ufficiale quantifica il 

valore locativo in base alle diverse unità (per il rustico il valore è stato fissato 

a fr. 3'000.--) per giungere al valore complessivo di fr. 12'360.--. Ne consegue 

che dai dati della stima ufficiale gli istanti non possono dedurre argomenti a 

loro favore. 

b) Anche dal rilascio incondizionato della licenza di costruzione nel 2002 i 

ricorrenti non possono dedurre il diritto a mantenere un solo contatore. 

Nell’ambito della procedura di licenza edilizia, il compito principale dell’autorità 

comunale è quello di verificare la conformità del progetto presentato alla 

normativa comunale in materia di polizia delle costruzioni. Il progetto 

presentato riguardava un “rustico” che dal profilo del diritto edilizio poteva 

essere approvato. Per gli istanti, la necessità di procedere alla posa di un 

secondo contatore sarebbe dovuta risultare già della licenza di costruzione. 

Infatti, una simile condizione avrebbe potuto spingere la committenza a 

rinunciare all’intervento. La pretesa, anche se in parte comprensibile, non può 

però essere protetta. Spesso, il carattere di unità abitativa di una costruzione 

può subentrare anche solo dopo più interventi edilizi che singolarmente non 

giustificano una diversa destinazione. Nell’evenienza non era poi 

determinante solo la questione di sapere se con l’intervento edilizio progettato 

venisse creata un’unità abitativa autonoma, ma se questa unità costituisse 

pure un’economia domestica. 

4. In conclusione il ricorso è respinto per quanto è dato entrare nel merito dello 

stesso e la decisione impugnata viene integralmente confermata. Giusta l’art. 

73 cpv. 1 LGA, nella procedura di ricorso la parte soccombente deve di regola 

assumersi le spese e viene obbligata in base all’art. 78 LGA a rimborsare alla 

parte vincente tutte le spese necessarie causate dalla procedura (cpv. 1). Ai 

comuni e al Cantone invece non vengono di regola assegnate ripetibili, se 

vincono la causa nell'esercizio delle loro attribuzioni ufficiali (cpv. 2). 

Il Tribunale decide:

1. Per quanto ammissibile, il ricorso è respinto. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 212.--

totale fr. 712.--

il cui importo sarà versato da …, responsabili in solido, Coira, entro trenta giorni 

dalla notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira.