# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f6912ca5-d951-5341-a23c-5686cac479a5
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht Praxis des Verwaltungsgerichts (PVG) 00.00.0000 PVG 2013 1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_006_PVG-2013-1_0000-00-00.pdf

## Full Text

25

Politische Rechte 1
Dretgs politics Dirit i 
politici

Elezioni a sistema proporzionale. Momento a partire dal quale le 
persone in lizza devono avere il proprio domicilio sul territo- rio 
comunale.
– La condizione del domicilio riguarda l’eleggibilità di una per- sona 

ed è quindi deferibile al Tribunale amministrativo nell’ambito 
di un ricorso contro at entati al dirit o di voto (cons. 1 – 3).

– Se giusta la legislazione comunale possono essere elet e 
solo persone domiciliate nel comune, è sufficiente che det a 
condizione sia soddisfat a alla data dell’elezione, non sussi- 
stendo motivi impellenti per ritenere che questo presuppo- sto 
vada già adempiuto al momento della presentazione delle 
liste (cons. 4, 5).

– In principio, un avvocato che difende la propria causa non ha dirit 
o a ripetibili (cons. 6).

Proporzwahlen. Zeitpunkt der Wohnsitznahme in der Ge- 
meinde von Kandidierenden.
– Die Wohnsitzvoraussetzung betrifft die Wählbarkeit einer 

Person, weshalb eine solche Bedingung mit Stimmrechts- 
beschwerde beim Verwaltungsgericht anfechtbar ist  (E. 1 – 
3).

– Sind gemäss kommunaler Gesetzgebung nur Personen, die in 
der Gemeinde Wohnsitz haben, wählbar, reicht es aus, wenn 
diese Voraussetzung vor dem Wahldatum erfüllt ist; es sind 
keine zwingenden Gründe ersichtlich, um anzuneh- men, dass 
diese Voraussetzung schon bei der Einreichung der Listen zu 
erfüllen ist (E. 4, 5).

– Grundsätzlich hat ein die eigene Sache vertretender Rechts- 
anwalt keinen Anspruch auf eine aussergerichtliche Ent- 
schädigung (E. 6).

Considerando in diritto:
1. E’ controversa la questione di sapere se i candidati in liz-

za per l’elezione suppletiva del municipio siano eleggibili a condi- 
zione che abbiano il loro domicilio sul territorio comunale al mo-

1

26

1/1 Politische Rechte PVG 2013

mento dell’elezione, come stabilito nella pubblicazione ufficiale 
delle liste, o se due di essi debbano essere, come preteso dai ri- 
correnti, stralciati dalle liste ufficiali, per non aver avuto, o per aver 
detenuto solo in modo fittizio, il loro domicilio sul territorio del co- 
mune convenuto al momento della presentazione delle liste. La 
controversia è legata, per il convenuto 3, alla pretesa assenza di 
domicilio sul territorio comunale al momento della presentazione 
delle liste e, per il convenuto 2, alla creazione di un semplice do- 
micilio fittizio onde consentire una candidatura altrimenti impro- 
ponibile.

2. Giusta l’art. 57 cpv. 1 lett. b LGA, in veste di Corte costi- 
tuzionale il Tribunale amministrativo giudica ricorsi contro atten- 
tati al diritto di voto, nonché elezioni e votazioni. In caso di ricorsi 
contro attentati al diritto di voto, nonché contro elezioni o vota- 
zioni il termine è di dieci giorni dalla pubblicazione ufficiale dei ri- 
sultati della votazione (vedi art. 60 cpv. 1 lett. b LGA). E’ legittimato 
a ricorrere contro attentati al diritto di voto, nonché contro elezioni 
e votazioni chiunque abbia diritto di voto nel rispettivo circondario 
elettorale o di votazione (art. 58 cpv. 2 LGA). Nell’evenienza 
l’istanza è stata presentata entro 10 giorni dalla pubblicazione 
delle liste ed è pertanto indubbiamente tempestiva e la legittima- 
zione al ricorso è data, essendo i ricorrenti maggiorenni e domici- 
liati nel comune convenuto. E’ allora irrilevante sapere se tutti gli 
istanti abbiano un domicilio effettivo a Roveredo, essendo almeno 
una parte di questi incontestabilmente legittimati a ricorrere (PTA 
2012 no. 7 cons. 1c).

3. a) Il ricorso contro attentati al diritto di voto include il di- 
ritto di eleggere e di essere eletto e permette di invocare la viola- 
zione di tutte le disposizioni che sono in relazione con l’esercizio 
dei diritti politici (DTF 123 I 97 cons. 1b/aa e 120 Ia 194 cons. 1b). 
Con il ricorso contro attentati al diritto di voto possono in partico- 
lare essere fatte valere anche violazioni di disposizioni sull’incom- 
patibilità e sull’ineleggibilità (DTF 123 I 97 cons. 1 e 1 9 Ia 167 cons. 
1). L’obbligo di eleggere il domicilio in un determinato luogo non 
conta tra le disposizioni sull’incompatibilità in senso classico, ma 
rappresenta solitamente una condizione legale per l’esercizio del 
mandato nel senso che si parte dal presupposto che il candidato, 
una volta eletto, prenderà pure domicilio nel rispettivo comune o 
cantone e che se non dovesse farlo, non potrà entrare in carica 
(DTF 128 I 37 cons. 1d). Per l’elezione dei municipali, questa situa- 
zione è ad esempio tipica dei Cantoni Soletta e Turgovia, dove i 
candidati in lizza non devono avere il loro domicilio sul territorio

1/1 Politische Rechte PVG 2013

27

comunale il giorno della votazione, ma al momento della loro ent- 
rata in carica. Nel cantone di San Gallo, l’esigenza di eleggere do- 
micilio sul suolo comunale può addirittura avvenire dopo l’inizio 
del mandato. Diversa è invece la  situazione  quando  l’ob-  
bligo di eleggere il domicilio è una condizione di eleggibilità. In 
questi casi, l’assenza di domicilio non permette al candidato di es- 
sere eletto e lo stesso non può neppure iniziare il proprio mandato 
(DTF 128 I 37 cons. 1d; HANGARTENER/KLEY, Die demokratischen 
Rechte in Bund und Kantonen der Schweizerischen Eidgenossen- 
schaft, Zurigo 2000, marginali 224 s. e 243 ss.). Questa è la situa- 
zione conosciuta dalla maggior parte degli altri cantoni Svizzeri tra 
i quali anche i Grigioni. Contrariamente al nostro cantone però, al- 
cuni cantoni svizzeri conoscono ancora un periodo di carenza 
(HANGARTENER/KLEY, op. cit., marginali 124). In ogni caso, trattan- 
dosi di disposizioni che riguardano l’eleggibilità, rispettivamente 
l’ineleggibilità, il presupposto del domicilio è quindi una que- 
stione propria a tangere il diritto di voto dei cittadini ed è pertanto 
deferibile a questo Giudice nell’ambito di un ricorso contro atten- 
tati al diritto di voto.

b) In ossequio alla prassi di questo Giudice, per potersi 
appellare mediante ricorso a errori o vizi di procedura avvenuti 
nel corso di una votazione o di un’elezione, è indispensabile che 
questi difetti vengano fatti valere tempestivamente e quindi per 
quanto possibile prima della votazione o dell’elezione stessa, per 
evitare che il cittadino insorga contro una votazione o un’elezione 
solo dopo essere venuto a conoscenza del risultato conseguito 
(cfr. PTA 2012 ni. 3 e 7, 1997 no. 4, 1988 no. 1, 1996 no. 4, 1985 no. 
3). Nell’evenienza, anche questo presupposto è stato rispettato, 
essendo i ricorrenti tempestivamente insorti adducendo la pre- 
tesa ineleggibilità di due dei candidati in corsa per il municipio 
già al momento della pubblicazione delle liste e prima quindi 
dell’elezione.

4. a) Per quanto ha tratto al diritto applicabile, LDPC disci- 
plina le elezioni e votazioni in affari cantonali, distrettuali e di cir- 
colo. Giusta il capoverso 3 di detto disposto le disposizioni canto- 
nali si applicano per analogia alle votazioni ed elezioni in affari 
comunali, per quanto il diritto comunale non preveda disposizioni 
al riguardo. Nell’evenienza il comune convenuto si è dotato di una 
propria regolamentazione in materia tramite lo Statuto comunale 
(Costc) e il regolamento comunale sulle elezioni e votazioni (REV). 
In base all’art. 5 Costc, il diritto di voto spetta a tutte le persone di 
cittadinanza svizzera che hanno compiuto il diciottesimo anno

1/1 Politische Rechte PVG 2013

28

d’età, che sono domiciliate nel Comune o risiedono all’estero, e 
che godono dei diritti civili. Giusta l’art. 7 Costc, il diritto di eleggi- 
bilità spetta a tutte le persone di cittadinanza svizzera che hanno 
compiuto il diciottesimo anno d’età, che sono domiciliate nel Co- 
mune o risiedono all’estero, e che godono dei diritti civili. Per le 
condizioni di eleggibilità, analogamente a quanto previsto dallo 
Statuto comunale, l’art. 1 REV, precisa che il diritto di voto e di 
eleggibilità spetta ai cittadini svizzeri e alle cittadine svizzere che 
godono dei diritti civili, che hanno compiuto 18 anni e che sono 
domiciliati e domiciliate nel comune (cpv. 1). Ad eccezione della si- 
tuazione per le svizzere e gli svizzeri all’estero, in base alla legisla- 
zione comunale è conseguentemente innegabile che il domicilio 
sia un presupposto per essere eletto e non solo una condizione 
per l’esercizio del mandato. Come non viene del resto neppure 
contestato, la persona che non ha domicilio sul territorio del co- 
mune convenuto non è eleggibile.

b) Resta da stabilire se l’elezione di domicilio debba già es- 
sere intervenuta al momento della deposizione delle liste o se ba- 
sta invece che la condizione di eleggibilità sia soddisfatta al mo- 
mento dell’elezione, come espressamente statuito dall’esecutivo 
nella pubblicazione qui impugnata. La normativa comunale è al 
proposito silente e l’art. 35 cpv. 3 REV prevede che qualora non 
tornasse applicabile il presente regolamento, facciano stato a ti- 
tolo sussidiario le norme della LDP di volta in volta in vigore. 
Come legislazione d’applicazione, il legislatore cantonale ha al 
proposito emanata anche la relativa OECN. Allo stato attuale delle 
cose, per essere eletti in Consiglio Nazionale basta avere il proprio 
domicilio in Svizzera. Sulla particolare questione legata al domici- 
lio il rinvio di cui all’art. 35 cpv. 3 REV non è pertanto specificata- 
mente di alcun aiuto. Nel proprio ricorso i ricorrenti elencano al- 
lora tutta una serie di motivi che imporrebbero la presa di un do- 
micilio nel comune già a partire dalla data del deposito delle can- 
didature.

c) Per gli istanti, con il deposito delle liste e la loro sot- 
toscrizione la candidatura diverrebbe vincolante per gli interessati 
e solo in questo modo sarebbe possibile controllare se gli stessi si 
prestino o meno ad essere eletti. Per questo le condizioni di eleg- 
gibilità dovrebbero essere soddisfatte a partire da detto momento. 
Nel sistema di voto proporzionale, la procedura che precede l’ele- 
zione è caratterizzata dal deposito delle candidature, dell’epura- 
zione delle stesse (art. 10 cpv. 4 REV) e poi dalla pubblicazione uf- 
ficiale delle liste. E’ pertanto intrinseco al sistema di epurazione

1/1 Politische Rechte PVG 2013

29

delle liste, che anche dopo la deposizione delle stesse vi siano can- 
didati che vengano radiati (ad esempio perché candidati di due li- 
ste), pur avendo questi convalidata la loro candidatura apponendo 
la loro firma sulla lista (art. 10 cpv. 2 prima frase REV). In questo 
senso pertanto, la pretesa che dopo la sua deposizione la lista non 
possa più subire modifiche non è corretta. La normativa comunale 
in materia di elezioni e votazioni non prevede nulla quanto alla 
possibilità di sostituire candidati nell’ambito dell’epurazione delle 
liste, ma l’art. 29 LDP, disposizioni a cui l’art. 35 cpv. 3 REV rinvia 
in generale, assegna al cantone, nel capitolo riservato all’elezione 
al Consiglio nazionale, il compito di esaminare le proposte e di as- 
segnare al rappresentante dei firmatari un termine per rettificarle, 
per modificare denominazioni che si prestano a confusione e per 
sostituire i candidati stralciati d’ufficio. Per questi nuovi candidati, 
la questione delle condizioni di eleggibilità non può necessaria- 
mente porsi che dopo la data di presentazione delle liste, fatto che 
potrebbe ingenerare pertanto una diversità di trattamento tra can- 
didati in lizza per lo stesso mandato e che non depone a favore 
della tesi di ricorso. Come poi praticamente comprovato anche 
dalla candidatura del convenuto 2, con l’adempimento della con- 
dizione legata al domicilio già a partire dalla data di presentazione 
delle liste non vi è comunque alcuna garanzia che il domicilio sus- 
sista ancora al momento dell’elezione stessa, mentre dovrebbe 
essere innegabile – come tutte le parti al procedimento concor- 
dano – che a quel momento la condizione vada in ogni caso sod- 
disfatta.

d) Il principale motivo per cui le condizioni di eleggibilità 
andrebbero soddisfatte già al momento della presentazione delle 
liste viene dai ricorrenti intravisto nella possibilità data dalla nor- 
mativa comunale di procedere a delle elezioni tacite. Tale conclu- 
sione troverebbe la propria giustificazione se la presentazione dei 
candidati e l’elezione tacita avvenissero in un unico atto, ma così 
non è. In conformità al REV, anche nell’elezione tacita occorre, 
dopo la presentazione delle candidature, previamente procedere 
all’epurazione delle liste, alla quale possono seguire eventuali pat- 
teggiamenti tra rappresentanti delle diverse fazioni «per eventual- 
mente addivenire a nomine tacite» giusta quanto previsto all’art. 
12 REV, e solo in un secondo tempo avviene l’avviso all’albo co- 
munale da parte dell’esecutivo. Nel caso di patteggiamenti in vi- 
sta di nomine tacite, lo stralcio di un candidato è ammesso solo 
con il suo consenso scritto (art. 12 REV). L’iter che caratterizza la 
nomina tacita non permette però in queste condizioni di conclu-

1/1 Politische Rechte PVG 2013

30

dere che le condizioni di eleggibilità vadano imperativamente 
adempiute già al momento della presentazione delle liste giacché 
è possibile, in applicazione alla normativa comunale, apportare 
anche in questa eventualità delle modifiche alle candidature, nel 
senso di stralci automatici (art. 10 REV) o con il consenso del can- 
didato (art. 12 REV). In ogni caso, poiché spetta all’esecutivo di- 
chiarare la nomina tacita mediante avviso all’albo pubblico, do- 
vrebbe per questo gremio essere senz’altro possibile stabilire 
chiaramente se al momento della dichiarazione il candidato sia 
eleggibile, in quanto domiciliato, o meno. Non vi sono pertanto 
motivi imperativi per ritenere che il domicilio debba essere dato 
sin dalla presentazione delle candidature, per il fatto che la nor- 
mativa comunale conoscerebbe le nomine tacite.

e) ll rinvio alle disposizioni sull’elezione tacita dei membri 
dei tribunali distrettuali di cui agli art. 19a ss. LDPC non giova 
neppure alla tesi di ricorso. In primo luogo, per quanto esposto al 
considerando 4a che precede, la normativa cantonale non trova 
nell’evenienza applicazione, avendo il comune convenuto adot- 
tata una propria regolamentazione e dichiarando il REV applica- 
bile a titolo sussidiario non la normativa cantonale in materia di 
diritti politici bensì quella federale, valida per le elezioni del Con- 
siglio nazionale. In alcuni casi – vedi ad esempio l’art. 21 cpv. 1 
REV – la normativa comunale rinvia al diritto cantonale, ma tale 
rinvio è legato ad una specifica questione e non è di carattere ge- 
nerale. Le elezioni dei membri dei tribunali distrettuali avvengono 
poi con il sistema di voto maggioritario e non con quello propor- 
zionale. Nel sistema proporzionale, anche se un candidato non do- 
vesse rivelarsi eleggibile, i voti che questi raccoglie andrebbero 
comunque a favore del suo gruppo come voti di partito ed even- 
tualmente quindi di un altro candidato dello stesso gruppo. Con- 
cretamente, gli istanti chiedono un’applicazione analoga dell’art. 
19f cpv. 4 LDPC, stando al quale una volta scaduto il termine di an- 
nuncio, non è più possibile eliminare vizi e quale difetto insanabile 
essi intendono il difetto di domicilio. In effetti, nel Messaggio del 
Governo al Gran Consiglio del 2010 – 201 la verifica progressiva 
delle proposte di candidatura giusta il primo capoverso dell’art. 
19f era reputata includere anche l’esigenza del domicilio (vedi 
Messaggio citato a pag. 10), benché tale intenzione, sia quanto alla 
qualifica del difetto che per quanto attiene all’esigenza del domi- 
cilio stesso, non risulti comunque espressamente dal testo legale. 
La disposizione di cui al capoverso 4 trova però la propria 
giustificazione nella necessità – espressamente sottolineata dal

1/1 Politische Rechte PVG 2013

31

Governo nel proprio Messaggio – di procedere ad una verifica pro- 
gressiva delle candidature e dalla conseguente possibilità di cor- 
reggerle prima  della  scadenza  del  termine  (vedi  art.  19f  cpv.  
2 LDPC). A livello comunale, la situazione non è necessariamente 
tale, ma la verifica delle candidature può avvenire e avviene soli- 
tamente dopo il termine di presentazione delle liste, quindi ad 
un’epoca alla quale secondo l’art. 19f cpv. 4 LDPC non sarebbe più 
possibile sanare alcun vizio, ciò che però non corrisponde  
neppure alla volontà del legislatore cantonale, che prevede 
espressamente tale possibilità anche all’art. 19f cpv. 2 LDPC. Ne 
consegue che anche quanto previsto dalla legislazione cantonale 
per l’elezione tacita dei membri dei tribunali distrettuali non raf- 
forza necessariamente le tesi di ricorso.

f) Per i ricorrenti sarebbe poi aberrante che un candidato 
come il convenuto 2 possa esercitare indisturbato i propri diritti po- 
litici nel Catone Ticino ed essere candidato nei Grigioni. Un tale 
agire contravverrebbe all’art. 39 cpv. 3 Cost il quale sancisce che 
nessuno possa esercitare i diritti politici in più di un Cantone. Que- 
sto articolo costituzionale non è stato introdotto per impedire il ve- 
rificarsi di situazioni come quella che si presenta nel caso in og- 
getto, poiché il requisito del domicilio per esercitare il diritto di voto 
(attivo) era reputato bastare in generale per ovviare alla possibilità 
di esercitare il diritto di voto in due luoghi, non essendo possibile 
avere due domicili civili contemporaneamente. La norma era in- 
vece stata introdotta per evitare ingerenze territoriali tra cantoni 
dopo che il Giura, cantone nel quale era stato introdotto il voto ai 
18enni allorquando in Svizzera la maturità politica era ancora ge- 
neralmente fissata a 20 anni, aveva accordato il diritto di voto ai 
giurassiani tra i 18 ed i 20 anni che abitavano in un cantone dove 
non potevano ancora esercitare tale diritto prima del compimento 
del ventesimo anno d’età (ANDREAS KLEY, St. Galler Kommentar 
all’art. 39 Cost, 2a edizione, Zurigo e altri 2013, marginale 12). In ap- 
plicazione all’art. 39 cpv. 3 Cost, un cittadino può votare solo in un 
cantone, ma può essere candidato in un altro, dove ad esempio il 
requisito del domicilio non è richiesto, non essendo il domicilio im- 
perativamente presupposto per l’esercizio del diritto di voto pas- 
sivo (vedi (HANGARTENER/KLEY, op. cit., marginale 237). Per il resto, il 
convenuto 2 non può contemporaneamente votare o eleggere in 
due cantoni diversi, poiché egli è attualmente domiciliato solo inTi- 
cino. Per il convenuto 3 la situazione è la stessa, essendo questi 
iscritto solo nel catalogo elettorale del comune convenuto egli può 
esercitare il prorio diritto di voto solo presso detta comunità.

1/1 Politische Rechte PVG 2013

32

g) Per gli istanti, la soluzione auspicata nel ricorso per- 
metterebbe poi di rispettare al meglio l’obbligo di trasparenza che 
l’autorità ha nei confronti degli elettori. Questi avrebbero il diritto 
di sapere se le persone in lizza siano o meno eleggibili e tale di- 
ritto potrebbe essere salvaguardato solo ammettendo quali candi- 
dati coloro che adempiono fin dall’inizio le condizioni di eleggibi- 
lità e che quindi avrebbero il loro domicilio sul territorio comunale 
al momento della presentazione delle liste. L’argomentazione è 
plausibile, ma non giustifica per questo un diverso giudizio. Come 
è già stato esposto in precedenza, la legislazione comunale è si- 
lente su questa questione e la restrizione che gli istanti intende- 
rebbero imporre agli attuali candidati non è di portata indifferente. 
Nel caso concreto, con la pubblicazione delle liste, il municipio ha 
esposta agli aventi diritto di voto la particolare situazione di due 
dei candidati e ribadita la necessità che essi risultino domiciliati ef- 
fettivamente sul territorio comunale al momento dell’elezione. Ne 
consegue che i votanti erano stati resi attenti alla problematica in 
oggetto e con questo il dovere di trasparenza va reputato per 
quanto possibile salvaguardato. E’ vero che al momento dell’ele- 
zione per l’elettore non sarà forse possibile sapere con certezza se 
il candidato eletto potrà effettivamente esercitare il proprio man- 
dato, ma tale insicurezza si verifica anche ogni volta che la candi- 
datura di una persona può essere affetta da incompatibilità con 
quella di un altro candidato o con una persona già eletta. Anche in 
questi  casi  non  è  dato  sapere  se  la  persona   pre-   
scelta potrà effettivamente anche esercitare il mandato per cui è 
stata eletta, benché evidentemente la condizione del domicilio è 
presupposto per l’elezione e quindi ha comunque una portata 
giuridica diversa dalle altre norme sull’incompatibilità. Come è 
già stato esposto in precedenza poi, anche il fatto di essere domi- 
ciliato nel comune al momento della presentazione della candida- 
tura non è comunque garanzia del mantenimento del domicilio 
anche al momento dell’elezione.

h) Gli istanti invocano poi gli art.10 cpv. 2 Costc e 31 REV, 
giusta i quali l’unico motivo per non accettare una carica in caso 
di elezione sarebbe l’incompatibilità e non la mancanza di domici- 
lio. Per quanto esposto in precedenza, è incontestato che al mo- 
mento dell’elezione il candidato debba avere il proprio domicilio 
sul territorio comunale, altrimenti non può neppure essere valida- 
mente eletto, per cui la questione di sapere a quali condizioni egli 
non possa accettare la carica neppure si pone.

1/1 Politische Rechte PVG 2013

33

5. a) Giusta l’art. 2 REV, il catalogo elettorale può venir 
consultato in ogni momento dagli aventi diritto di voto e viene 
messo a disposizione dei capigruppo dei partiti che partecipano 
alle nomine comunali (cpv. 2). Prima di un’elezione o di una vota- 
zione, vanno fatte iscrizioni o radiazioni fino a due giorni prima 
dell’inizio della votazione anticipata se risulta che alla data di vo- 
tazione sono adempiute le condizioni di partecipazione (cpv. 3). 
Anche se solo implicitamente, questo disposto lascia però perlo- 
meno presupporre la legittimità dell’affermazione fatta dal co- 
mune convenuto nella pubblicazione delle liste qui contestata. Le 
iscrizioni nel catalogo elettorale e quindi la facoltà di poter eserci- 
tare il diritto di voto e di essere eletto è data se al momento della 
richiesta di iscrizione le condizioni per il suo esercizio non sono 
ancora soddisfatte, ma lo saranno almeno due giorni prima che 
inizi la procedura di elezione, con la votazione anticipata. Una re- 
gola analoga, anche se con termini diversi, è conosciuta pure dal 
diritto cantonale all’art. 5 della LDPC a cui l’art. 6 OECN espressa- 
mente rinvia. Avendo però la normativa comunale prevista la pos- 
sibilità di modificare il catalogo elettorale a delle condizioni più se- 
vere (termini più lunghi) di quelle previste dal diritto cantonale, 
sono le norme previste dal REV ad essere determinanti per l’ele- 
zione comunale. Alla luce delle considerazioni che precedono, per 
ilTribunale amministrativo l’agire dell’esecutivo non dà adito a cri- 
tiche. Senza una diversa disposizione al riguardo non vi è motivo 
per ritenere che relativamente alla specifica questione del domici- 
lio la stessa regola che vale per l’esercizio stesso del diritto di voto 
non possa trovare analoga applicazione, anche perché solita- 
mente la presa di un domicilio politico va di pari passo con la 
presa di un domicilio civile.

b) Come risulta dal considerando 4 che precede, i motivi 
invocati dagli istanti per ritenere imperativa la necessità di avere 
il proprio domicilio sul territorio comunale già al momento della 
presentazione delle liste, anche se per certi versi comprensibili, 
non meritano protezione. Non avendo la normativa comunale di- 
sciplinata espressamente la questione, non si giustifica imporre a 
posteriori in questa sede una restrizione dei diritti politici, senza 
che ve ne sia un’impellente necessità (cfr. anche DTF 134 I 177 
cons. 2.1). Per questo quanto deciso dall’esecutivo nella propria 
pubblicazione merita conferma e per essere eletti i candidati do- 
vranno avere l’esercizio dei diritti politici e il loro domicilio effet- 
tivo sul territorio comunale al momento dell’elezione nel senso es- 
posto nella presente sentenza.

1/1 Politische Rechte PVG 2013

34

c) ...
6. In conclusione, per i motivi indicati in precedenza il ri- 

corso deve essere respinto e giusta quanto previsto all’art. 73 LGA 
le spese occasionate dal presente procedimento seguono la soc- 
combenza. In applicazione all’art. 78 LGA, nella procedura di ri- 
corso, la parte soccombente viene di regola obbligata a rimbor- 
sare alla parte vincente le spese necessarie causate dalla proce- 
dura (cpv. 1). Ai comuni non vengono di regola assegnate ripeti- 
bili, se vincono la causa nell’esercizio delle loro attribuzioni uffi- 
ciali (cpv. 2). Nell’evenienza, solo il convenuto 3 ha diritto alle 
ripetibili. Nella nota d’onorario del 2 luglio 2013, accanto alla ta- 
riffa oraria di fr. 250.– vengono separatamente conteggiate delle 
spese di cancelleria pari al 5 % dell’onorario e delle spese vive per 
invio e telefonate. Giusta la prassi di questa sede, o il computo 
delle spese avviene tramite percentuale sull’onorario o in base ai 
costi sostenuti. Nell’evenienza pertanto, le spese di cancelleria in 
percento dell’onorario vengono detratte dall’importo complessivo 
essendo incluse nella tariffa oraria. Per il resto i restanti fr. 4671.– 
sono reputati compresivi di IVA. Il convenuto 2, in qualità di avvo- 
cato in una causa propria non ha diritto a indennità di parte, per- 
ché le indispensabili premesse non sono nell’evenienza date (DTF 
125 II 518 cons. 5b e 1 0 V 72 cons. 7). L’enorme dispendio di tempo 
fatto valere dall’avvocato convenuto 2, di 57 ore e 15 minuti, oltre 
tre volte tanto quanto fatturato dagli altri due colleghi, non trova 
alcuna giustificazione oggettiva dalla complessità della causa e le 
argomentazioni che lo stesso adduce nelle proprie memorie, in 
gran parte non pertinenti, non hanno che marginalmente contri- 
buito a dirimere la vertenza. In ogni caso l’indennità a cui l’inter- 
essato può aver diritto nella propria causa si riduce alla rifusione 
parziale per i dispendi sostenuti e non può essere calcolata in base 
all’onorario di un avvocato. Il dispendio di tempo deve poi in que- 
sta sede essere ridotto ad un numero di ore equivalente circa a 
quelle fatturate dagli altri due colleghi. L’impiego di due  
giornate lavorative sull’arco di circa tre mesi per la difesa dei pro- 
pri interessi non esula però dal normale quadro di quanto è dalTri- 
bunale federale ritenuto normale nella gestione di una causa pro- 
pria.
V 13 2 Sentenza del 5 luglio 2013