# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eb1faaab-f575-5c31-a096-f89941656591
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-05-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.05.2016 32.2015.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2015-90_2016-05-30.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2015.90

   

  PC/sc

  	
  Lugano

  30 maggio 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 maggio 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 aprile 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato il 12 marzo 1969, di
professione autista - fattorino e referente per i clienti, ha inoltrato il 18
aprile 2011 una domanda volta all'ottenimento di prestazioni AI per adulti, per
le sequele di un infortunio professionale occorsogli il 10 agosto 2009,
allorquando, nel trasportare un pacco contenente un televisore, è inciampato improvvisamente
e, dopo aver allungato il braccio sinistro, è caduto a terra protetto dalla
mano sinistra, riportando una rottura completa del legamento scafo-lunato del
polso (doc. AI 1-5; 1-7; 7-4; doc. LAINF 3-1; 4-1).

Dopo aver raccolto la pertinente documentazione infortunistica, aver avviato
una fase di intervento tempestivo mediante colloqui d'accertamento del 26
maggio 2011 e del 16 giugno 2011, aver acquisito agli atti i certificati medici
del 5 luglio 2011 del dr. med __________ e del 3 agosto 2011 del dr. med. __________
nonchè il questionario del datore di lavoro, __________ di __________, dell'8
settembre 2011, aver preso atto delle conclusioni del rapporto del 10 ottobre
2011 della visita medica __________ del dr. med. __________ dell'assicuratore
LAINF (in casu: __________) come pure della ripresa da parte
dell'assicurato della sua attività lavorativa abituale, in misura totale, a far
tempo dal 1 novembre 2011, l'UAI ha proceduto il 27 dicembre 2011 alla chiusura
della fase d'intervento tempestivo (doc. AI 3-1/10-5; 13-1; 16-1; 19-1/19-4;
21-1-21-6; 27-1; 29-1/29-3; doc. LAINF 40-1/40-5).

 

                                         Tenuto conto del fatto
che, sulla base della documentazione medica e di quella
assicurativo-infortunistica acquisita agli atti, RI 1 aveva presentato
un'incapacità ininterrotta al lavoro e, dunque, al guadagno dal mese di agosto
2010 alla fine di ottobre 2011 e che la richiesta era stata depositata nel mese
di aprile 2011, l'UAI con decisione del 27 marzo 2012 (doc. AI 32-1),
preavvisata dal progetto del 16 febbraio 2012 (doc. AI 31-1), ha rifiutato
qualsiasi prestazione per incapacità lavorativa inferiore all'anno d'attesa
(relativamente al periodo agosto 2010-luglio 2011) giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI
e per tardività della domanda (relativamente al periodo 1 agosto 2011-31
ottobre 2011) giusta l'art. 29 cpv. 1 LAI.

 

                                         Tale determinazione è
cresciuta incontestata in giudicato.

 

                               1.2.   Il 15 giugno 2012 la __________,
appurata l'inesigibilità dal profilo medico dell'attività originaria di
autista-fattorino a far tempo dal 4 aprile 2012 a causa dell'esacerbazione dei
postumi infortunistici, ha trasmesso all'UAI la documentazione
assicurativo-infortunistica aggiornata, invitandola nel contempo a voler
valutare la possibilità di mettere in atto delle misure reintegrative a favore
dell'assicurato (doc. 33-1).

 

                                         Ritenute assolte le
condizioni per entrare in materia di una nuova richiesta di prestazioni, il 3
luglio 2012 l'UAI ha invitato l'assicurato a compilare il relativo formulario,
ritornandolo firmato e provvisto degli allegati entro un termine di 30 giorni
(doc. AI 37-1).

 

                                         Dando seguito a tale
invito, il 25 luglio 2012 RI 1 ha inoltrato una nuova domanda di prestazioni AI
(doc. AI 39-1).

 

                                         Dopo aver completato l'incarto
con la pertinente documentazione infortunistica, prendendo in particolare atto
delle conclusioni del rapporto del 9 luglio 2012 della visita medica
circondariale di chiusura del 6 luglio 2012 e di quello del 28 maggio 2013
della visita medica __________ del 27 maggio 2013 del dr. med. __________ della
__________ (doc. AI 38-1/38-8; doc. LAINF 55-1/55-7), aver acquisito gli atti i
certificati medici del 19 settembre 2011, del 25 gennaio e del 31 maggio 2012 e
del 29 agosto 2013 del dr. med __________ (doc. AI 43-2/43-5; 67-1/67-3) e i
rapporti medici del 13 settembre 2012 e del 20 febbraio 2014 del dr. med. __________
(doc. AI 44-1/44-5; 65-1/65-4) nonché il questionario del datore di lavoro, __________
di __________ del 9 agosto 2012 (doc. AI 42-1/42-6), le distinte di salario
2008-2012 (doc. AI 46-1/46-6), le delucidazioni del datore di lavoro del 13
marzo 2014 (68-1/68-2) e quelle dell'assicurato del 20 marzo 2014 e del 19
giugno 2014 (doc. AI 73-1; 78-1/78-2), aver proceduto il 26 agosto 2014 al
colloquio del richiedente al fine di definire le mansioni da lui svolte a far
tempo dal 2001 (doc. AI 86-1/86-6), preso atto del rapporto d'inchiesta per
l'attività professionale indipendente del 28 agosto 2014 (doc. AI 84-1/84-15),
dell'annotazione del 4 settembre 2014 con relativi allegati (doc. AI 89-1;
90-1/90-5) e del rapporto finale del 19 novembre 2014 della consulente in
integrazione professionale (doc. AI 95-1/95-2; 96-1; 97-1/97-2), l'UAI, dopo
aver preso atto anche del rapporto complementare dell'8 aprile 2015 della
consulente in integrazione professionale (doc. AI 113-1/113-2), con decisione
del 29 aprile 2015 (doc. AI 117-1), preavvisata dal progetto del 22 dicembre
2014 (doc. AI 98-1), ha respinto la richiesta di prestazioni dell'assicurato poiché
presenta un grado d'invalidità dell'11%.

 

                               1.3.   Contro questa decisione RI 1,
patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
postulandone l'annullamento e sollecitando l’attribuzione di una rendita intera
d’invalidità dal 4 aprile 2012 (cfr. doc. I, pag. 5).

 

                                         L'insorgente contesta
sostanzialmente il raffronto dei redditi effettuato dall'UAI e chiede che quale
reddito da valido venga utilizzato quello da lui effettivamente conseguito
durante gli anni precedenti l'evento invalidante, mediamente fr. 120'000.--
annui tra il 2007 e il 2009, nella funzione dirigenziale che di fatto svolgeva all'interno
della __________ anziché l'importo di fr. 77'096.-- (ovvero il salario
estrapolato dalla tabella TA1 elaborata dall'Ufficio federale di statistica,
posizione 52, livello 3, uomini, 2010, fr. 75'735.-- aggiornato al 2012)
ritenuto dall'amministrazione.

Circa il reddito da invalido contesta il salario annuo di fr. 68'553.-- (ovvero
l'importo estrapolato dalla tabella TA1 elaborata dall'Ufficio federale di
statistica, posizione 49, trasporto terrestre e mediante condotte, livello di
qualifica 3 - conoscenze professionali e specializzate, uomini) considerato
dall'UAI perché lui non dispone di un titolo di studio o di una formazione. Tale
importo non terrebbe inoltre debitamente conto della sua reale situazione
medica che, essendo nel frattempo peggiorata, andrebbe rivalutata. A suffragio
di tale asserzione, produce il certificato medico del 6 maggio 2015 del dr. med.
__________.

In ogni caso ritiene di poter esigere, nel settore dei trasporti, con attività
fisiche adeguate, un reddito di tutt'al più fr. 30'000.-.

A fronte di una perdita di guadagno di fr. 90'000.-- (fr. 120'000.-- meno fr.
30'000.--), reputa di aver diritto ad una rendita intera.

 

                               1.4.   Con risposta 17 giugno 2015
l'UAI ha proposto la reiezione del ricorso con argomentazioni che, laddove
necessario, saranno riprese in corso di motivazione (doc. IV).

 

                               1.5.   In data 18 giugno 2015 il TCA
ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri
mezzi di prova (doc. V). A tutt'oggi non è pervenuto a questo Tribunale alcun
nuovo documento.

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è chiamato a stabilire
se a ragione oppure no l’UAI ha respinto la richiesta di prestazioni di RI 1.

 

                                         Secondo l’art. 4 cpv. 1
LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. 

                                         Occorre quindi che il
danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno,
perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28 cpv. 2 LAI, in
vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una
rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono
invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a
un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         

                                         Ai sensi dell'art. 16 LPGA
il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività
lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del
lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto
conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). 

                                         Si confronta perciò il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in
condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V
30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). 

 

                                         Nel confronto dei redditi
la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,
come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche
e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit,
p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il
TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Secondo la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono
determinanti le circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del
diritto alla rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere
rilevati sulla medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di
eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della
decisione e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V
222).

 

                               2.2.   Qualora
una prima richiesta di rendita sia stata negata perché il grado di invalidità
era insufficiente o perché l'invalido poteva provvedere a se stesso, una nuova
richiesta è riesaminata soltanto se l'assicurato rende verosimile che il grado
di invalidità si è modificato in misura rilevante per il diritto alle
prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI, fino al 31 dicembre 2011 cpv. 3 e 4 OAI). 

Il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale, TF), nella DTF 133 V 263, chiamato a pronunciarsi nel caso di nuova
domanda presentata dopo l’assegnazione retroattiva di una rendita limitata nel
tempo, ha precisato la propria giurisprudenza e stabilito che in una tale
evenienza la nuova domanda deve rispettare i requisiti posti dall’art. 87 cpv.
2 e 3 OAI. Scopo di questo requisito è quello di impedire che l'amministrazione
debba costantemente chinarsi su domande identiche e non motivate, quando la
prestazione in causa è già stata rifiutata da una precedente decisione
cresciuta in giudicato (DTF 130 V 64 consid. 5.2.3; 117 V 198 consid. 4b con
riferimenti). Se tale condizione non è soddisfatta l'amministrazione non entra
nel merito della domanda emanando una decisione in tal senso; se per contro è
resa verosimile una rilevante modifica suscettibile di influenzare il diritto
alla rendita l'amministrazione è obbligata ad entrare nel merito della
richiesta (DTF 130 V 64 consid. 3; 117 V 198 consid. 4b; 109 V
108 consid. 2b; SVR 2002 IV Nr. 10; Müller, Die materiellen Voraussetzungen der
Rentenrevision in der Invalidenversicherung, Universitätsverlag Freiburg
Schweiz, 2003, pagg. 84-86). Se l'amministrazione entra nel merito della
nuova domanda deve esaminare la fattispecie da un punto di vista materiale e in
particolare verificare se la modifica del grado di invalidità resa verosimile
dall'assicurato si è effettivamente realizzata (DTF 109 V 115). In tal caso
applicherà, per analogia, le disposizioni sulla revisione di rendite in corso
(art. 17 cpv. 1 LPGA, art. 41 vLAI, art. 87segg. OAI; Pratique
VSI 1999 pag. 84; Rüedi, Die Verfügungsanpassung als Grundfigur von
Invalidenrentenrevisionen, in Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, Veröffentlichungen des
Schweizerischen Instituts für Verwaltungskurse an der Uni St. Gallen, 1999,
pag. 15; DTF 117 V 198). La giurisprudenza sopra menzionata va applicata
anche dopo l’entrata in vigore della LPGA il 1° gennaio 2003, il nuovo tenore
dell’art. 87 OAI valido dal 1° marzo 2004 (STF I 630/06 del 20 giugno 2007,
consid. 3 con riferimenti; DTF 130 V 343 consid. 3.5) e l’entrata in vigore il
1. gennaio 2012 dei cpv. 2 e 3 dell’art. 87 OAI corrispondenti ai precedenti
cpv. 3 e 4 dello stesso articolo.

                               2.3.   Se il grado d'invalidità del
beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in modo rilevante
sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).
Qualsiasi cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul
grado d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una
revisione giusta l’art. 17 LPGA. 

                                         La rendita può essere
oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica sensibile dello
stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso sulla capacità di
guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito una
modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a; vedi
pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b). 

                                         Una semplice valutazione diversa
delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente invariate, non
giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372
consid. 2b e 390 consid. 1b). 

                                         Per stabilire in una
situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF 133 V 108).
Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare una prima
decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30;
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2010, p. 379). 

                                         Se la capacità al guadagno
dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il cambiamento
determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni
dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato perduri. Lo
si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre mesi, senza
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a
cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno,
occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non
appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2
OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della
rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione
limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137). 

 

                                         Va
ancora rilevato che con sentenza 8C_237/2014 del 21 gennaio 2015 pubblicata in
DTF 141 V 9 e SVR 4/5 2015 IV Nr. 21, pag. 62, il Tribunale federale ha
stabilito che se i fatti determinanti per il diritto alla rendita
si sono modificati a tal punto da lasciar apparire una notevole modificazione
dello stato di salute da giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve
essere stabilito nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e
completa, senza rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198
consid. 4b pag. 200; sentenze 9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2;
9C_226/2013 del 4 settembre 2013). Per questa ragione, nel quadro di una nuova
valutazione dello stato di salute e della capacità di lavoro, un trauma alla
spalla aggiuntivo al quadro clinico esistente non osta alla soppressione di una
rendita (consid. 5 e 6). 

                                         

                               2.4.   Tornando
al caso di specie, il TCA rileva che l'amministrazione è entrata nel merito
della nuova richiesta di rendita di RI 1 (cfr. comunicazione UAI del 3 luglio
2012 di cui al doc. AI 37-1) e che pertanto, conformemente alla giurisprudenza 

esposta ai considerandi 2.2 e 2.3, si deve situare al momento in cui l’UAI ha
respinto, con decisione del 27 marzo 2012 (doc. AI 32-1) cresciuta incontestata
in giudicato, la prima richiesta dell'assicurato per incapacità lavorativa
inferiore all'anno d'attesa (relativamente al periodo agosto 2010-luglio 2011)
giusta l'art. 28 cpv. 1 LAI e per tardività della domanda (relativamente al
periodo 1 agosto 2011-31 ottobre 2011) giusta l'art. 29 cpv. 1 LAI.

                                         In quell'occasione l’amministrazione
si era basata sul rapporto del 10 ottobre 2011 della visita medica
circondariale del 4 ottobre 2011 del dr. med. __________, specialista in
chirurgia generale e della mano FMH, della __________, il quale - dopo aver
descritto il decorso post-infortunistico secondo gli atti nonché i dati
soggettivi ed oggettivi - ha posto la diagnosi di "Infortunio
professionale del 10.08.2009 con: trauma di ipertensione polso sinistro con
lesione tipo Gaisler 4 del legamento scafolunato. Il 15.9.2010 artroscopia
polso sinistro con conferma della lesione summenzionata (dott. __________,
spec. chirurgia mano FMH). Il 28.1.2011 ricostruzione legamento SL polso
sinistro con tecnica secondo Brunelli modificata (dott. __________). Il
21.3.2011 infetto superficiale, asportazione fili di Kirschner, terapia
antibiotica (dott. __________)", fissando la ripresa della capacità
lavorativa totale nell'attività abituale dell'assicurato - già abile al lavoro
nella misura del 50% dall'11 luglio 2011 rispettivamente del 75% dal 21
settembre 2011 - a far tempo dal 1° novembre 2011 (doc. LAINF 40/1-40-5).

                            2.4.1.   Successivamente
alla decisione del 27 del marzo 2012 dell'UAI, RI 1 ha cessato la propria
attività di autista-fattorino a far tempo dal 4 aprile 2012 a causa di una
esacerbazione delle sequele infortunistiche. Su richiesta del medico __________,
che lo ha visitato il 20 aprile 2012, è stato quindi visto in consulta-zione il
31 maggio 2012 dal dr. med __________, specialista in chirurgia della mano FMH
che lo aveva operato e preso a carico anche nel decorso post-infortunistico
(doc. LAINF 44-1/44-6).

Nel relativo rapporto il dr. med. __________ ha osservato che:

 

"
(…) La F/E attiva oggi è di
35-0-40 e l'inclinazione radiale cubitale Indolente. La P/S è completa. La
forza di presa è di 18 kg controlaterale 48 kg e sale solo a 20 kg in alternato
rapido. La RX effettuata in data odierna mostra il noto allargamento
dell'intervallo SI a 4 mm con ancoretta in sede. Vi è una sclerosi
sottocondrale a livello della fossetta scafoidea ma questo potrebbe
corrispondere anche alla lesione osteoartritica già descritta nel rapporto di
artroscopia. La stiloide radiale è solo minimamente appuntita. Non vi è
sclerosi del polo prossimale del capitatum. La dorsiflessione del lunato è di
15° (…)". (doc. AI 43-2).

Nella medesima occasione lo specialista ha ritenuto che la capacità professionale
dell'assicurato in qualità di autista di mezzi pesanti non potesse più essere
data nella misura completa e soprattutto per il carico e lo scarico del mezzo. 

Nel contempo ha precisato che, laddove presso il datore di lavoro non vi
fossero possibilità di lavori compatibili col suo stato di salute, si sarebbero
dovuti valutare degli interventi palliativi, per esempio, la resezione della
prima filiera del carpo. Ha pure puntualizzato che in termini di mobilità e di
forza la situazione non avrebbe dovuto variare in maniera significativa e che anche
con questo intervento il paziente non sarebbe tornato a caricare e scaricare
camion pesanti. Da ultimo, dopo aver rilevato che sarebbe stato da valutare in
che misura fosse possibile una reintegrazione professionale, ha evidenziato che
l'assicurato era in possesso di una patente per la guida di un pullman e il
trasporto di persone e che in quella posizione era abile nella misura
praticamente completa, ciò che avrebbe permesso anche di procrastinare
l'intervento di resezione della prima filiera sulla quale prima o poi si
sarebbe comunque dovuto ritornare (doc. AI 43-2).

Il 6 luglio 2012 l'insorgente è stato nuovamente visitato dal dr. med. __________,
nell'ambito della visita medica __________ di chiusura della __________. Nel
relativo rapporto del 9 luglio 2012 lo specialista - dopo aver descritto il
decorso post-infortunistico secondo gli atti nonché i dati soggettivi ed
oggettivi e aver ribadito la nota diagnosi già posta nel proprio rapporto del 10
ottobre 2011 - ha osservato che, con l'annuncio della recidiva del caso, l'assicurato
era di nuovo inabile al lavoro in misura completa del 100% dal 04 aprile 2012 e
che concordava ampiamente con il dr. med. __________ che l'attività di autista-fattorino
di mezzi pesanti non era più esigibile già per il solo fatto di dover caricare
e scaricare il rimorchio (doc. AI 38-1/38-7). Il medico __________ ha quindi
espresso la seguente esigibilità del lavoro basata sulla problematica
post-traumatica al polso adominante sinistro:

 

" (…) sollevare
e portare pesi: l'assicurato può sollevare pesi molto leggeri fino a 5 kg e
leggeri fra i 5 e i 10 kg fino all'altezza dei franchi senza limitazione, pesi
medi fra i 10 e i 25 kg fino all'altezza dei fianchi senza limitazione, pesi
pesanti fra i 25 kg ei 45 kg fino all'altezza dei fianchi di raro, pesi molto
pesanti oltre i 45 kg fino all'altezza dei fianchi mai. Con le limitazioni
sovra-espresse può sollevare oltre all'altezza del petto pesi fino e oltre 5
kg.

Maneggio di attrezzi leggeri e di precisione medi senza
limitazione, lavoro pesante e manuale rozzo di raro, molto pesante mai, non
problemi di rotazione delle mani.

Posizione e mobilità: lavori sopra la testa, di rotazione del tronco, posizione
seduta e inclinata in avanti e in piedi e inclinata in avanti, posizione
inginocchiata e di flessione delle ginocchia possibili senza limitazioni.

Posizione di lunga durata seduta in piedi e a libera scelta senza limitazioni.

Nessun problema allo spostamento pure su terreno accidentato salire sulle scale
senza limitazioni, su scale a pioli talvolta. Uso delle due mani con le
limitazioni summenzionate, nessun problema di equilibrio o stare in equilibrio.
(…)” (doc. AI 38-7/38-8)

 

                                         Basandosi su questa
esigibilità il dr. med. __________ ha ritenuto l'assicurato idoneo quale
autista di bus, essendo in possesso della rispettiva patente della categoria D,
precisando che, senza carico e scarico di importanti pesi, l'idoneità alla
guida dei bus con trasporto di persone era praticamente completa. Ha quindi
concluso il proprio rapporto dichiarandolo "abile al lavoro nella
misura massima possibile dal 01.08.2012, completa quale autista di bus quando
troverà il rispettivo posto di lavoro" (doc. AI 38-8).

                                         Il rapporto del 13
settembre 2012 del dr. med. __________ rinvia sostanzialmente al precitato rapporto
del medico circondariale della __________, riprendendone pure le conclusioni (doc.
AI 44-1/44-5).

In seguito, il 27 maggio 2013 l'insorgente è stato nuovamente visitato dal dr.
med. __________ nell'ambito della visita medica __________ della __________.
Nel relativo rapporto del 28 maggio 2013 lo specialista - dopo aver descritto
il decorso post-infortunistico secondo gli atti nonché i dati soggettivi ed
oggettivi - ha posto la nota diagnosi precisando "Persistenti dolori e
limitazione funzionale al polso sinistro". Dopo aver rilevato che soggettivamente
vi era un peggioramento dei dolori al polso sinistro da 5-6 mesi nel senso che
queste algie subentravano sempre più spesso ma che oggettivamente vi era la
stessa limitazione funzionale e mancanza di forza come registrato nella sua ultima
visita del 6 luglio 2012, ha proposto una nuova visita specialistica di
chirurgia della mano dal dr. med __________ (doc. LAINF 55-1/55-7).

 

                                         Il 29 agosto 2013 quest'ultimo
ha quindi rivisto RI 1 in consultazione. Nel relativo rapporto lo specialista
ha osservato che:

 

" (…) Per
quanto concerne i disturbi, questi sono stabili come già riferito nei
precedenti rapporti e caratterizzati da dolori allo sforzo, da meteo dipendenza
ma da globalmente una situazione tollerabile in lavori leggeri e a riposo. Il
paziente può guidare il proprio veicolo ma non sta attualmente lavorando per la
ditta di trasporto non essendo egli abile al carico e allo scarico. 

Per quanto concerne l'esame obiettivo questo è praticamente
sovrapponibile a quello del 31.05.2012. La mobilità è in flesso - estensione di
35°/0/40 e l'inclinazione radiale è dolente con un impingement radio-scafoideo.
La pro supinazione è libera. La manovra di Watson è negativa ma dolente. La
forza di presa è di 18 kg controlaterale 54 kg. Sulle RX (CD allegato) con il
comparativo sul lato destro si notano gli esiti della ricostruzione con un
allargamento dell'intervallo scafo - lunato a 4 mm. Una persistente sclerosi
nella fossette scafoidea ma una fossetta lunarica libera. L'ancoretta è in
sede. Vi è un incipiente sclerosi del bordo prossimale del capitatum: La
stiloide radiale è leggermente appuntita ma non evolutivo. Per quanto attiene
alle possibilità chirurgiche palliative future queste vanno o in direzione
della resezione della 10 filiera del carpo (previa esecuzione di un CT-Scan a
tagli fini per accertarsi del quantum cartilagineo del polo prossimale del
capitatum) oppure verso l'artrodesi medio-carpica con placca tipo Spider.
Entrambi gli interventi sono palliativi e lascerebbero una mobilità e una forza
di presa praticamente simile a quelle attuale. In questo caso con l'esecuzione
di entrambi gli interventi non si otterrebbe un incremento significativo della
capacità di lavoro e soprattutto della possibilità di caricare e scaricare
mezzi pesanti. (…)” (doc. AI 67-1/67-3).

 

                            2.4.2.   Per
costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di
poter graduare l'invalidità, all'amministra-zione (o al giudice in caso di
ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal
medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo
nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in
quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un
importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora
ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente
professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanita-rie, valutare quali
attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.).

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25
febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF
122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1
pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

 

In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA
ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove
definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e
perizie. In partico-lare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la
giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi
dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere a
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un
punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni
contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti
validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti
citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio
2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         A proposito dei rapporti del medico
curante, l’Alta Corte ha stabilito che secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del legame di
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_947/2011 del 27 gennaio 2012;
8C_5/2011 del 27 giugno 2011; 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011; 8C_828/2007 del
23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc). 

 

                                         La giurisprudenza federale sottolinea così costantemente la
necessità di tenere conto della differenza, a livello probatorio, tra mandato
di cura e mandato peritale (cfr. STF 9C_697/2013 del 15 novembre 2013 consid.
3.2.; 9C_721/2012 del 24 ottobre 2012 consid. 4.4. con riferimenti; 9C_457/2012 del 28 agosto 2012, consid. 6.2.).

Se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

                            2.4.3.   Questo Tribunale, chiamato a
verificare se lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato
dall’amministrazione prima dell’emissione della decisione impugnata, dopo
attenta analisi della documentazione medica agli atti, deve concludere che non
vi è motivo per distanziarsi dalla valutazione operata dal medico __________
della __________ e fatta propria dall’UAI.

 

                                         L’amministrazione, non
risultando dalla documentazione agli atti alcuna patologia invalidante
extra-infortunistica (tant'è che neppure l'insorgente pretende il contrario),
poteva legittimamente basare la propria valutazione sugli accertamenti
effettuati dall’assicuratore infortuni presentando l’assicurato patologie con
influsso sulla capacità lavorativa esclusivamente di origine infortunistica.

 

                                         La valutazione operata dal
medico circondariale della __________ e fatta propria dall’UAI è da considerare
dettagliata, approfondita e quindi rispecchiante i parametri giurisprudenziali
ricordati al considerando 2.4.2. ll dr. med. __________, specialista in
chirurgia generale e della mano FMH, si è espresso su tutte le problematiche
postinfortunistiche lamentate dall'assicurato, ha esaminato accuratamente tutta
la documentazione messa a sua disposizione ed ha valutato la capacità lavorativa
dell'insorgente (sulla base delle indicazioni fornite dal dr. med. __________ -
spec. FMH in chirurgia della mano, e quindi specialista nella materia che qui
ci occupa, che ha operato l'assicurato e lo ha preso a carico anche in seguito -
e corroborate sia dai referti medici agli atti sia dalle visite effettuate
presso di lui in agenzia), motivando debitamente le sue conclusioni. Al referto
va dunque attribuita piena forza probante.

 

                                         Il rapporto medico 20
febbraio 2014 del dr. med. __________ (doc. AI 65-1/65-4) non permette di tutta
evidenza una diversa valutazione della fattispecie, già solamente per il fatto
che è stato allestito dal medico generico di fiducia dell'assicurato, in modo
invero alquanto sommario e con data di ultimo controllo presso di lui il 4
settembre 2013, ovvero pochi giorni dopo il preciso e dettagliato rapporto allestito
il 29 agosto 2013 dal dr. med. __________, previa nuova visita specialistica di
chirurgia della mano dell'assicurato, cosi come predisposto dal medico __________
il 6 luglio 2012, che ha sostanzialmente confermato valutazione operata il 9
luglio 2012 dal medico circondariale della __________ di cui si è già detto al
consid. 2.4.1.

                            2.4.4.   Con il ricorso del 19 maggio
2015 il rappresentante di RI 1 ha prodotto lo scritto del 6 maggio 2015 del dr.
med. __________, in seguito ad una nuova consultazione avvenuta il 4 maggio
2015, dal seguente tenore:

" (…) L'ENMG
si è rivelato normale (…). Il bilancio radiologico mostra invece una leggera
progressione dell'artrosi di natura postraumatica. Rispetto al 2012 vi è ora
un'artrosi anche medio-carpica mentre l'artrosi radio-carpica rimasta pressoché
stabile.

In questo contesto entrerebbe in linea di conto solo un intervento
futuro di tipo artrodesi essendo ipotecata già la superficie articolare radio
ma anche quella medio-carpica. L'alternativa potrebbe essere rappresentata da
infiltrazioni iterative oppure da una denervazione. Ho discusso con il paziente
di questa situazione. Per il momento ci siamo limitati alla confezione di
un'ortesi in cuoio riservando le infiltrazioni al futuro prossimo per cercare
di guadagnare il massimo di tempo sulla situazione professionale. Un'artrodesi
di polso terrebbe il paziente assente dalle attività professionali per almeno 6
mesi e la situazione attuale non è propizia per questa assenza. Mi permetterò
rivalutare il paziente in autunno." (doc. A-4)

Nella risposta di causa del 17 giugno 2015 (cfr. pag. 3) l'UAI ha osservato che
"dal lato medico, sulla base dell'ultimo scritto prodotto dal dr. med. __________
non emergono elementi clinici atti a definire diversamente il caso rispetto a
quanto già valutato e noto agli atti (limitazioni funzionali già note). Si
conferma che il danno è di natura infortunistica, a carico della __________. Il
rapporto 6 maggio 2015 fa stato di una situazione valetudinaria posteriore alla
decisione resa con valutazione semmai da attuare ulteriormente (lo specialista
citato indica una rivalutazione del caso ad autunno)".

Per costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la
legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di fatto
esistente al momento in cui essa venne emanata - in concreto il 29 aprile 2015 - quando si ritenga che
fatti verificatisi ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento
retrospettivo della situazione anteriore alla decisione resa (SVR 2003 IV n. 25
consid. 1.2; DTF 130 V 140 e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V
366 consid. 1b).

 

                                         Secondo questa Corte, il referto in discussione va
quindi preso in considerazione, in quanto visto il periodo di tempo breve
intercorso tra la decisione impugnata (29 aprile 2015) e il rapporto in
questione (6 maggio 2015, riferito però alla consultazione 4 maggio) non si può
escludere che faccia riferimento ad un quadro clinico antecedente
al provvedimento contestato.

D'altra parte, va rilevato che tale nuovo documento non permette comunque una
diversa valutazione della fattispecie, già solamente per il fatto che lo
specialista non ha certificato alcuna inabilità lavorativa dell'assicurato. Il
dr. med. __________ si è difatti unicamente limitato, per un verso, a
confezionare un'ortesi in cuoio, riservando le infiltrazioni al futuro prossimo
per cercare di guadagnare il massimo di tempo sulla situazione professionale e,
per altro verso, a osservare che un'artrodesi di polso terrebbe il paziente
assente dalle attività professionali per almeno 6 mesi e la situazione attuale
non è propizia per questa assenza. Lo specialista ha quindi concluso per una rivalutazione
del paziente in autunno (2015).

A questo proposito val qui la pena di rilevare che se, successiva-mente
all'emissione della decisione impugnata del 29 aprile 2015, l'insorgente
ritiene che vi sia stato un peggioramento del suo stato di salute, può
inoltrare in ogni caso una nuova domanda di prestazioni.

                            2.4.5.   In conclusione, stante quanto
sopra esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere
tutto quanto sia
ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico
cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF
113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), è da
ritenere dimostrato, secondo il grado della
verosimiglianza preponderante abitualmente applicato nel settore delle
assicurazioni sociali, che RI 1 è inabile al lavoro al 100% nella sua
ultima professione di autista-fattorino dal 4 aprile 2012, mentre in un'attività
adeguata – quale è quella di autista di autobus - la capacità lavorativa è
piena (100%), a far tempo dal 1° agosto 2012.

                               2.5.   Stante quanto precede, occorre
ora esaminare se la capacità di guadagno dell'assicurato ha subìto un
aggravamento tale da giustificare l'accoglimento della nuova richiesta di
prestazioni AI. 

                               2.6.   Circa
il reddito da valido, con la decisione impugnata l’UAI ha preso in
considerazione un importo di fr. 75'735.-- estrapolato dalla tabella TA1
elaborata dall'Ufficio federale di statistica, posizione 52, livello 3, uomini,
per il 2010 aggiornato a fr. 77'096.-- al 2012 (a fronte del miglioramento
dello stato di salute dell'assicurato intervenuto a decorrere dal 1° agosto
2012) rispettivamente a fr. 77'667.-- al 2013 (doc. AI 90-1 e 97-1).

Fondandosi sul rapporto d'inchiesta del 28 agosto 2014 (doc. AI 84-14) - dopo
aver rilevato che si passava da fr. 71'900.-- nel 2006 a fr. 94'900.-- nel 2007
(rectius 2008: cfr. doc. AI 84-10 e 12) lievitati a fr. 121'965.-- nel
2009 - l'amministrazione ha ritenuto che i salari percepiti nel 2009 e nel 2010
non erano rappresentativi dell'attività di autista-fattorino da lui svolta, neppure
alla luce del fatto che l'organizzazione del lavoro che eseguiva, comportava
una certa responsabilità e, quindi, il riconoscimento di un salario superiore a
quello degli altri collaboratori della __________. L'UAI ha quindi concluso per
l'applicazione di un valore statistico che tenesse conto di tale responsabilità
e apparisse nel contempo anche in linea con l'evoluzione salariale che
l'assicurato si sarebbe dovuto attendere dal 2006.

Il ricorrente chiede invece che per il raffronto dei redditi venga utilizzato
il reddito da lui effettivamente conseguito durante gli anni precedenti
l'evento invalidante, mediamente fr. 120'000.-- annui tra il 2007 e il 2009,
nella funzione dirigenziale che di fatto svolgeva all'interno della __________
(doc. I).

                                         In sede di risposta l’amministrazione
ribadisce, sulla base al rapporto d'inchiesta del 28 agosto 2014 (doc. AI
84-14), la propria posizione (doc. IV).

                               2.7.   Per determinare
il reddito ipotetico conseguibile dalla persona assicurata senza il danno alla
salute (reddito da valido), occorre stabilire quanto la stessa,
nel momento determinante (corrispondente all'inizio dell'eventuale diritto alla
rendita), guadagnerebbe, secondo il grado di verosimiglianza preponderante,
quale persona sana (DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224 con riferimento). Tale
reddito dev'essere determinato il più concretamente possibile. Di regola ci si
fonderà sull'ultimo reddito che la persona assicurata ha conseguito prima del
danno alla salute, se del caso adeguato al rincaro e all'evoluzione reale dei
salari (cfr. ancora DTF 129 V 222 consid. 4.3.1 pag. 224), o comunque sul
salario che potrebbe essere conseguito in un posto di lavoro identico nella
stessa azienda o in un'azienda simile. Nel caso in cui non fosse possibile
quantificare in maniera attendibile il reddito ipotetico che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire senza l'invalidità, si farà riferimento a valori
empirici o statistici (VSI 1999 pag. 248 consid. 3b). Per il resto, occorre
tenere conto del principio secondo cui - in assenza di indizi concreti che
impongano una diversa valutazione - la persona assicurata avrebbe di regola, e
conformemente all'esperienza generale, continuato l'attività precedentemente
svolta senza invalidità (RAMI 2000 no. U 400 pag. 381 consid. 2a). In tale
contesto la normale evoluzione professionale va senz'altro considerata.
Tuttavia gli indizi che l'assicurato avrebbe intrapreso una carriera e percepito
un salario più elevato devono essere concreti (DTF 96 V 29 pag. 30; RAMI 1993
no. U 168 pag. 100 consid. 3b). La mera dichiarazione d'intenti non è pertanto
sufficiente; necessario è infatti che tale intenzione sia suffragata da passi
concreti, quale ad esempio la partecipazione a corsi ecc. (VSI 2002 pag. 161
consid. 3b [I 357/01] e dottrina citata).

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

Siccome di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto
che, senza il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare
la precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali
adeguamenti ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b,
ZAK 1990 pag. 519 consid. 3c).

 

                            2.7.1.   In una sentenza 8C_611/2007
del 23 aprile 2008, a proposito del reddito da valido di un consulente
assicurativo che aveva conosciuto delle forti variazioni annuali del proprio
salario, il TF non ha censurato la presa in considerazione, da parte
dell’autorità inferiore, della media del reddito conseguito dall’assicurato
negli ultimi tre anni (“Wegen starker
Lohnschwankungen von Jahr zu Jahr stellte das kantonale Gericht zur Bemessung
des Valideneinkommens auf den Durchschnittsverdienst der letzten drei Jahre vor
Eintritt des Gesundheitsschadens ab. Als Bezugsgrösse wählte es die im
Individuellen Konto der gemeldenten beitragspflichtigen Einkommen (Art. 30ter
Abs. 1 AHVG und Art. 135 ff. AHVV) ausgewiesenen, vom Arbeitgeber bestätigten
Lohnsummen“), ma ha rinviato la causa all’autorità inferiore per una
determinazione più precisa del salario percepito dopo ulteriori accertamenti in
ambito fiscale. In sostanza l’Alta Corte ha stabilito che se da una parte il
reddito da valido può, di principio, essere evinto dalle registrazioni
figuranti nel conto individuale della persona assicurata, a quest’ultima non
può essere impedito di comprovare che il reddito ivi registrato non corrisponde
a quello effettivamente conseguito.

                                      

                                         Con
sentenza 9C_751/2011 del 30 aprile 2012, il TF ha giudicato il caso di
un’assicurata che aveva percepito nel corso dell’ultimo anno in cui ha svolto
un’attività dipendente (1999), prima di avere problemi di salute, un reddito
nettamente superiore rispetto a quello conseguito negli anni precedenti. L’Alta
Corte ha tutelato la decisione dei giudici cantonali che avevano preso in
considerazione, quale reddito da valido, la media degli ultimi 3 anni (dal 1997
al 1999; cfr. consid. 4.1: “[…] Il ressort en effet des constatations de la juridiction cantonale
que l'intimée a obtenu en 1999 un revenu nettement plus élevé que ceux réalisés
les années précédentes, alors qu'elle a travaillé auprès du même employeur
jusqu'à la fin de cette année-là. Ainsi, son salaire avait évolué de la manière
suivante: 49'140 fr. (1995), 54'833 fr. (1996), 57'486 fr. (1997), 56'110 fr.
(1998) et 69'651 fr. (1999). Dans un tel cas, lorsque le dernier salaire obtenu
par l'assuré avant la survenance de l'invalidité est nettement plus élevé que
les revenus obtenus jusqu'alors, il ne peut servir de référence pour le revenu
sans invalidité que s'il est établi, selon la vraisemblance prépondérante, que
l'assuré aurait continué à réaliser un tel salaire (arrêt 9C_5/2009 du 16
juillet 2009 consid. 2.3, in SVR 2009 IV n° 58 p. 181). L'intimée ne fait
valoir aucun argument qui permettrait de considérer qu'elle aurait continué à
gagner un salaire ayant subi une augmentation majeure par rapport à celles
accordées les années précédentes et d'établir que cette majoration n'était pas
due, comme on peut le penser, à la fin des rapports de travail. La juridiction
cantonale était donc en droit de ne pas se référer uniquement au dernier
salaire obtenu en 1999, mais de déterminer le revenu sans invalidité à l'aide
d'une moyenne des salaires obtenus dans les trois années précédentes.“).

 

                                         Con
sentenza 9C_5/2009 del 16 luglio 2009, pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 58, pag.
181, il TF ha stabilito che se l’ultimo salario conseguito prima del danno alla
salute è notevolmente superiore alla media, va preso in considerazione quale
reddito da valido solo se può essere stabilito, secondo il principio della
verosimiglianza preponderante, che l’assicurato avrebbe continuato a
conseguirlo (cfr. anche sentenza 8C_671/2010 del 25 febbraio 2011, consid.
4.5.1, pubblicata in SVR 2011 IV Nr. 55, pag. 163). Questa giurisprudenza è
stata confermata anche recentemente dal TF, segnatamente nelle sentenze 9C_212/2015
del 9 giugno 2015 al consid. 5.4 e 8C_85/2015 del 28 ottobre 2015 al consid.
4.2.

 

                               2.8.   Nel caso di specie dalla
documentazione prodotta emerge segnatamente che l’interessato dopo aver assolto
le scuole dell’obbligo in __________, non ha svolto alcun apprendistato, ma ha lavorato
insieme al padre, che aveva una ditta in proprio nel settore edile, quale
manovale e muratore. Nel 1991 è giunto in Svizzera ove ha inizialmente lavorato
come lavapiatti (per imparare la lingua), poi come manovale per qualche mese e,
a far tempo dal 1997 come autista per la ditta __________ di __________ mentre
dal 2001 all'estate 2007 si è messo in proprio tramite la __________, di cui
era associato con l'allora moglie nonché gerente con firma individuale. In tale
periodo, segnatamente nel corso dell'autunno 2002, ha conseguito le patenti del
camion (grossi pullman, categoria D). Ha poi deciso di cedere la ditta agli
attuali responsabili della __________, iscritta a RC dal 18 giugno 2007, per la
quale lavora dal 1° luglio 2007 in qualità di autista-fattorino, occupandosi
anche della manutenzione del camion, e di referente per il disponente delle
poste, organizzando e pianificando di conseguenza i trasporti necessari (doc.
AI 10-3 e 5; 11-1; 18-2 e 5; 21-1/6; 42-1/6; 56-1; 68-1; 73-1; 84-1/15; 86-1/6).

Il 27 marzo 2012 l’UAI ha respinto la precedente richiesta di prestazioni AI per
incapacità lavorativa inferiore all'anno d'attesa (relativamente al periodo
agosto 2010-luglio 2011) e per tardività della domanda (relativamente al
periodo 1 agosto 2011-31 ottobre 2011) e avendo ripreso la sua attività presso
la __________ a far tempo dal 1° novembre 2011, ripristinando in questo modo
l’abilità al lavoro in misura completa (doc. AI 32-1).

L’attività è tuttavia nuovamente cessata il 4 aprile 2012, a causa di un'esacerbazione
dei postumi relativi all’infortunio subito nel 2009, sino al 31 ottobre 2013 (doc.
AI 33-1; 101-3/5; doc. LAINF 55-1/7). Al suo rientro in ditta il 1° novembre
2013 è stato affiancato da un altro collaboratore che, in qualità di fattorino,
doveva eseguire le mansioni precluse all'assicurato a causa dei postumi
dell'infortunio professionale (doc. AI 68-1; 101-3/5). Nell'agosto 2014
l'interessato continuava a lavorare presso la __________, percependo un salario
mensile lordo di fr. 5'000.-, più tredicesima (doc. AI 87-1/3; 100-1).

Dai calcoli eseguiti dalla __________ risulta che l'assicurato, teoricamente,
se avesse continuato a lavorare, senza il danno alla salute, a decorrere dal
2010 avrebbe potuto conseguire un reddito annuo, senza gli assegni per i figli,
di fr. 130'000.-- lordi (inclusa la tredicesima; doc. AI 21-2/3; 42-2/3).

Egli tuttavia, avendo lavorato solo alcuni mesi, ha guadagnato fr. 64'932.-- al
netto delle IPG (oltre a fr. 10'000.-- quale vantaggi auto SA) nel 2010, fr.
51'247.-- (di cui fr. 5'600.-- quale reddito da attività accessoria) al netto
delle IPG (oltre a fr. 10'000.-- quale vantaggi auto SA) nel 2011 e fr.
44'899.-- (oltre a fr. 10'000.-- quale vantaggi auto SA) nel 2012 (oltre a fr.
10'000.-- quale vantaggi auto SA) (doc. AI 46-4/5; 84-10/11; 101-5).

Ne segue che il salario percepito da ultimo, nel corso di un intero anno prima dell'insorgere
del danno alla salute nell'estate 2010 causato dalle sequele dell'infortunio
del 10 agosto 2009 ed esacerbato - dopo un periodo relativamente breve
intercorrente tra l'11 novembre 2011 e il 3 aprile 2012, in cui l'assicurato ha
svolto in misura totale la sua attività lavorativa abituale - il 4 aprile 2012,
ammonta a fr. 130'965.-- (di cui fr. 9'000.-- quale vantaggio SA) ed è stato
conseguito nel 2009 (doc. AI 46-3; 84-2; 84-10/12).

Se da un lato le perplessità evidenziate dall'amministrazione sull'entità dei
salari percepiti dall'assicurato presso la __________ (fr. 6'100.-- per il
periodo gennaio-aprile 2008 e fr. 7'000.-- per il periodo maggio-dicembre 2008,
cfr. relativa scheda contabile di cui al doc. AI 46-2; fr. 7'700.-- nei mesi di
gennaio, febbraio e marzo 2009 rispettivamente fr. 8'800.-- per le restanti
mensilità del 2009, cfr. relativa scheda contabile di cui doc. AI 46-3) in
qualità di autista-fattorino, quale era precipuamente la sua attività (prima dell'insorgere
dei postumi infortunistici con i quali si è dovuto confrontare nel corso degli
anni), possono essere condivise, dall'altro occorre rilevare che non può che
trattarsi di una (legittima) scelta di politica aziendale della ditta in
questione, presso cui l'interessato era attivo da diversi anni (dapprima, sino
alla cessione avvenuta nel 2007, come proprietario e successivamente, a far
tempo dal 1° luglio 2007, come dipendente) anche come referente per il
disponente delle poste - permettendo alla ditta, grazie alle sue conoscenze
professionali ritenute di primaria importanza dai relativi vertici, di
garantire sia al committente sia al destinatario l'efficienza dei servizi
offerti (cfr. doc. AI 68-2 in fine) - e dove con ogni verosimiglianza
avrebbe continuato a lavorare senza il danno alla salute con tale remunerazione.

 

                                         Ferme queste premesse,
occorre nondimeno rilevare che, da quando, nel 1991, è giunto in Svizzera il
ricorrente ha sempre percepito salari nettamente inferiori rispetto al
precitato importo. Va in effetti osservato che, di recente, ha in particolare
conseguito fr. 84'500.-- (pari a fr. 63'375.-- per il periodo aprile-dicembre
rapportato sull'arco di un anno intero) nel 2004, fr. 53'300.-- nel 2005, fr.
71'900.-- (di cui fr. 3'000.-- quale vantaggio Sagl) nel 2006, fr. 54'250.--
(così composto: fr. 13'000.-- per il periodo gennaio-giugno e fr. 41'250.-- per
quello luglio-dicembre) nel 2007, fr. 104'772.-- (così composto fr. 94'900.-- +
fr. 2'872.-- + fr. 7'000.-- quale vantaggio SA) nel 2008 (doc. AI 84-12 e 13).

Ora a fronte del salario particolarmente elevato conseguito dal ricorrente a
far tempo dal 1° aprile 2009 (doc. AI 46-3) - e, quindi, prima dell'infortunio
occorsogli il 10 agosto 2009 (doc. LAINF 55-1) - come pure dell'importante
fluttuazione dei redditi poc'anzi evidenziata, conformemente alla
giurisprudenza esposta al considerando 2.7.1, il TCA ritiene giustificato prendere
in considerazione nel caso concreto una media dell'importo percepito
dall'assicurato tra il 2007 ed il 2009 e di non limitarsi a utilizzare l'ultimo
salario effettivamente conseguito dallo stesso.

 

                                         Si giunge così ad una retribuzione
annua di fr. 96'662.35 [(54'250.-- +104'772.--+130'965.--):3]. Ora, aggiornando
al 2015 tale importo, si ottiene un reddito da valido di fr. 101'093.60 (2010:
+ 0,8%; 2011: + 1%; 2012: + 0.8%; 2013: + 0,7%; 2014: + 0,8%; 2015: + 0,4%).

 

                                         In altri termini il TCA
non concorda né con il reddito da valido preso in considerazione dall'UAI nella
decisione impugnata né con quello rivendicato dall'insorgente.

 

                               2.9.   Circa
il reddito da invalido, con la decisione impugnata l’UAI ha preso in
considerazione un importo di fr. 68'553.-- estrapolato dalla tabella TA1
elaborata dall'Ufficio federale di statistica, posizione 49, trasporto
terrestre e mediante condotte, livello di qualifica 3 - conoscenze
professionali e specializzate, uomini, per il 2012, aggiornato a 69'265.-- per
il 2013 (doc. AI 90-1 e 97-1).

 

                                         Il
ricorrente contesta detto importo perché non dispone di alcun titolo di studio
o di formazione e in quanto, a fronte della sua reale situazione medica, nel
frattempo peggiorata, ritiene di poter esigere, nel settore dei trasporti, con
attività fisiche adeguate, un reddito di tutt'al più fr. 30'000.-- (doc. I).

 

                                         In sede di risposta
l’amministrazione ribadisce la propria posi-zione (doc. IV).

 

                             2.10.   Per quanto riguarda il reddito
da invalido, va ricordato
che lo stesso è determinato sulla base della situazione professionale concreta
dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa
e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito derivante
dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un salario
sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

 

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA I 222/04 del 5 settembre 2006).

 

                                         In una
sentenza 8C_695/2015 del 19 novembre 2015, il Tribunale federale ha applicato,
per la determinazione dei redditi da raffrontare, l’edizione 2012 della rilevazione
della struttura dei salari (RSS), senza alcuna particolare riserva (si vedano
pure, ad esempio, le sentenze UV.2014.00277 del 31 agosto 2015 consid. 3.2.2
del Tribunale delle assicurazioni del Canton Zurigo e 200 2015 853 del 17
dicembre 2015 consid. 4.6.2 del Tribunale amministrativo del Canton Berna).

 

                                         In una sentenza 9C_767/2015
del 19 aprile 2016 al consid. 3.4, il Tribunale federale ha confermato
l'applicazione da parte del Tribunale amministrativo federale, per la
determinazione dei redditi da raffrontare, dell'edizione 2010 della rilevazione della struttura dei salari (RSS), considerato
che la decisione amministrativa litigiosa era stata emessa il 4 gennaio 2013 e
l'UAIE non poteva pertanto disporre dei dati del 2012, la cui
pubblicazione era avvenuta solo nel corso del mese di ottobre 2014 (cfr.
lettera circolare AI n. 328 dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali,
UFAS, del 22 ottobre 2014), consolidando così la giurisprudenza secondo la
quale sono determinanti i dati statistici più attuali a disposizione al momento
della decisione di rendita (cfr. STF 8C_78/2015 del 10 luglio 2015 consid 4 e
9C_526/2015 dell'11 settembre 2015 consid. 3.2.2).

 

                          2.10.1.   La
decisione litigiosa è stata emanata il 29 aprile 2015 e pertanto il reddito da
invalido va stabilito facendo capo all’edizione 2012 della Tabella TA1 (cfr.
consid. 2.10 in fine).

 

                                         Ora,
utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1 2012 elaborata dall'Ufficio
federale di statistica, il ricorrente, svolgendo nel 2012 una professione nella
posizione 49-52 (trasporto terrestre, per acqua e aereo; magazzinaggio),
livello di qualifica 1 (attività semplici di tipo fisico e manuale), che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), avrebbe potuto realizzare, in media, un
salario mensile lordo pari a fr. 5'376.--, ossia fr. 64'512.-- all’anno (5'376.--
X 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già compresa, cfr.
STFA del 18 febbraio 1999, U 274/98, p. 5 consid. 3a). Da notare che viene
presa in considerazione l'ipotesi più favorevole all'assicurato.

 

                                         Secondo la più recente giurisprudenza
del TF (sentenza 8C_671/2013 del 20 febbraio 2014, consid. 4.2), per
l'indicizza-zione dei salari nell'ambito dell'accertamento del reddito
ipotetico da invalido occorre applicare la Tabella T1.1.10 (Indice dei salari
nominali, secondo il sesso, 2011-2014, pubblicata dall'Ufficio federale di
statistica, Indice svizzero dei salari per ramo, in: http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/themen/03/04/blank/data/02.html).

                                         Il salario statistico
svizzero adeguato al rincaro ammonta pertanto a fr. 64'770.05 [(fr. 64’512.--  : 101,4 x 101,4) + 0,4%)] nel 2015.

 

Questi dati si riferiscono,
però, ad un tempo lavorativo di 40 ore alla settimana.

Riportando così queste cifre su
un orario medio di lavoro settimanale di 42,4 ore nel 2015 (pari a
quanto annualmente computabile tra il 2007 e il 2013, fatta eccezione per il
2010, 43.5 ore e il 2012, 42.3 ore), il salario medio ipotetico
da invalido ammonta a fr. 68'656.20 (fr. 64'770.05 : 40 x 42,4).

 

Il TCA non può, dunque,
concordare né con il reddito da invalido preso in considerazione dall'UAI nella
decisione impugnata estrapolato dalla tabella TA1 2010, né con quello
rivendicato dall'insorgente.

 

                          2.10.2.   Secondo la giurisprudenza federale, per
gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o
professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto
la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono
di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata
una riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TFA ha
precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario
statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di
influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla
deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve
succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il
suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80
consid. 5b/cc).

 

                                         Con sentenza 9C_179/2013
del 26 agosto 2013 al consid. 5.4. il TF ha confermato il principio posto dal
TCA secondo cui la riduzione del salario statistico deve avvenire tramite
l’utilizzo di multipli di 5, ritenuto come l’applicazione di tassi più
frazionati si rivelerebbe problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero
difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede
giudiziaria. Questa giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal
TF, segnatamente nella sentenza 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 al consid. 4.6.

 

                                         Con
sentenza 8C_80/2013 del 17 gennaio 2014 al consid. 4.2 il TF ha rammentato che
non è necessario procedere con deduzioni distinte per ogni fattore entrante in
considerazione come le limitazioni legate all’età, gli anni di servizio, la
nazionalità, la categoria del permesso di soggiorno o ancora il tasso
d’occupazione. Occorre piuttosto procedere ad una valutazione globale, nei
limiti del potere di apprezzamento, degli effetti di questi fattori sul reddito
da invalido, tenuto conto dell’insieme delle circostanze concrete.

 

                          2.10.3.   Nel caso di specie l’UAI non ha
riconosciuto alcuna riduzione
percentuale sul salario teorico statistico. In concreto, il TCA che, di
massima, non può senza motivi pertinenti sostituire il proprio apprezzamento a
quello dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, consid. 5.2) non ha motivo di
scostarsi da tale valutazione. Tanto più che nemmeno il ricorrente pretende il
contrario.

 

                                         Val
qui comunque la pena di rilevare che, quand'anche si volesse riconoscere
all'insorgente una riduzione del 5% rispettivamente del 10% per attività
leggere (cfr. sentenza 9C_767/2015 del 19 aprile 2016 al consid. 4.6), egli non ne trarrebbe alcun giovamento,
come si vedrà meglio al considerando 2.11.

 

                             2.11.   In concreto, raffrontando, nel
2015, il reddito da valido di fr. 101'093.60 con quello da invalido di fr. 68'656.20, si ottiene un grado d’invalidità del 32,08%,
arrotondato al 32% (cfr. DTF 130 V 121, consid. 3.2), che non dà
diritto ad alcuna rendita.

 

                                         Raffrontando, nel 2015, il
reddito da valido di fr. 101'093.60 con quello da invalido di fr. 68'656.20, ridotto per ipotesi del 5% a fr. 65'223.40 (rispettivamente
del 10% a fr. 61'790.60), si otterrebbe un grado di invalidità del 35,48%,
arrotondato al 35% (rispettivamente del 38,87%,
arrotondato al 39%), che non darebbe parimenti diritto ad alcuna rendita.

 

                                         La decisione dell’UAI che
nega il diritto ad una rendita d’invalidità va di conseguenza tutelata.

 

                             2.12.   L’assicurato
nel proprio atto ricorsuale ha chiesto più volte l’esecuzione di una perizia
medica (doc. I, pag. 1 e ss.).

 

                                         Va qui ricordato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la
fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere
ad altri accertamenti.

 

                              2.13   Secondo l'art. 29 cpv. 2 Lptca
e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di controversie relative
all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al Tribunale cantonale
delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle spese è determinata fra
200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo
al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF
8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto l'esito della
vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’assicurato
ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese per complessivi
fr. 500.- sono poste a carico del ricorrente.

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti