# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 542fdf97-e160-50e3-9264-827d91d613c6
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-01-07
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 07.01.2019 A 2018 28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2018-28_2019-01-07.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 18 28

4a Camera

Giudice unico Racioppi e attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 7 gennaio 2019

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

ricorrente

contro 

Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni,

convenuta

concernente condono fiscale

- 2 -

1. A._____ chiedeva già il 29 settembre 2017 il condono dalle imposte non 

ancora pagate cantonali, federali e comunali per gli anni 2013-2015. La 

richiesta concernente le imposte cantonali e comunali veniva respinta il 27 

dicembre 2017 sia dall'Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni 

(qui di seguito semplicemente amministrazione imposte) che, su ricorso, 

dal Tribunale amministrativo il 3 aprile 2018 (procedimento A 18 7), non 

avendo il contribuente saputo dimostrare la rinuncia di tutti i creditori a 

pretese nei di lui confronti. 

2. Il 25 aprile 2018, A._____ informava l'amministrazione imposte di non 

avere introdotta una rinuncia da parte dei suoi creditori a seguito di un 

malinteso e, su proposta dell'autorità fiscale, presentava in data 3 maggio 

2018 una nuova domanda di condono per le imposte non ancora 

corrisposte a livello cantonale e federale per gli anni 2014-2016 nonché per 

quelle comunali riguardanti il 2013 e fino al 2016. Giusta la richiesta, il 

petente sarebbe inabile al lavoro in ragione del 70 % e le sue uscite 

supererebbero le entrate. Alla domanda veniva allegata la rinuncia scritta 

da parte degli altri creditori. 

3. L'8 maggio 2018, l'amministrazione imposte respingeva la domanda per le 

imposte cantonali e federali per il periodo 2014-2016 dato che il richiedente 

avrebbe disposto di una sostanza netta di fr. 70'000.--. Infatti, 

l'appartamento che abiterebbe sarebbe in comproprietà con la moglie in 

ragione della metà. Il valore di stima di tale immobile sarebbe di fr. 

144'000.-- e l'ipoteca che lo graverebbe sarebbe ad esclusivo carico della 

moglie. Pertanto l'istante disporrebbe di una sostanza tale da escludere la 

possibilità di concedere un condono. Per le imposte comunali, la decisione 

spetterebbe al comune. 

4. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 6 

giugno 2018 (data del timbro postale), A._____ chiedeva l'accoglienza 

- 3 -

della domanda di condono. L'appartamento che abiterebbe sarebbe di fatto 

della moglie, la quale lo inserirebbe nella propria dichiarazione di imposta, 

ne onorerebbe il debito ipotecario e ne sopporterebbe le spese. L'istante 

non avrebbe menzionato tale bene immobiliare nella propria dichiarazione 

fiscale, non detrarrebbe spese al riguardo e si limiterebbe a corrispondere 

una pigione mensile di fr. 700.--. In attesa della decisione da parte 

dell'assicurazione per l'invalidità, a titolo sussidiario, l'istante propone di 

corrispondere delle rate mensili di fr. 100.-- per le rispettive imposte. 

5. Nella propria presa di posizione, l'amministrazione imposte chiedeva la 

reiezione del ricorso. Disponendo di una sostanza corrispondente a 

fr. 70'000.--, l'istante sarebbe in grado di far fronte al proprio debito fiscale 

alienando la propria quota di comproprietà. 

6. Replicando l'istante precisava che in considerazione del debito ipotecario 

di fr. 140'000.-- e della necessità di restituire gli importi per il secondo e 

terzo pilastro (previdenza professionale) investiti nell'abitazione per 

complessivi fr. 46'000.--, dall'alienazione dell'immobile al contribuente non 

resterebbe nulla di quanto teoricamente computato tra i suoi attivi. 

7. Per l'amministrazione imposte anche la restituzione della parte di 

previdenza professionale anticipata permetterebbe ancora all'istante di 

disporre di una quota di sostanza tale da poter far fronte ai propri obblighi 

fiscali. 

8. Nell'ambito dell'ulteriore scambio di scritti, le parti si riconfermavano 

essenzialmente nelle loro allegazioni e proposte. Su richiesta del Tribunale 

amministrativo il ricorrente confermava di aver ricevuto un preavviso in 

merito alla richiesta di prestazioni da parte dell'assicurazione per l'invalidità 

e di essersi nel frattempo opposto alla proposta di evasione della sua 

domanda. 

- 4 -

Considerando in diritto:

1. Giusta l'art. 43 cpv. 3 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CS 

370.100), il Tribunale amministrativo decide nella composizione di giudice 

unico, quando il valore litigioso non supera i fr. 5'000.-- e non è prescritta 

una composizione di cinque giudici. Nell'evenienza, il ricorrente chiede 

davanti al Tribunale amministrativo un condono dall'imposta cantonale e 

federale per complessivi fr. 4'874.80. In considerazione di un valore litigioso 

inferiore a fr. 5'000.--, la presente vertenza ricade nell'ambito di 

competenza del giudice unico.

2. La controversia verte sul rifiuto di accordare al ricorrente il condono per 

l'importo ancora dovuto di fr. 4'874.80 per l'imposta cantonale e federale 

per gli anni dal 2014 al 2016.

2.1. Gli artt. 167 cpv. 1 della legge federale sull'imposta federale diretta (LIFD; 

RS 642.11) e 156 della legge sulle imposte per il Cantone dei Grigioni (LIC; 

CS 720.000), anche se la loro formulazione è leggermente diversa, 

contemplano ambedue la possibilità di accordare al contribuente un 

condono dall'imposta. Giusta il disposto della LIC, le imposte possono 

essere condonate del tutto o in parte a contributori venuti a trovarsi nel 

disagio o ai quali il pagamento riuscirebbe oltremodo gravoso per altre 

ragioni. La domanda di condono, motivata e corredata dei mezzi di prova 

necessari, va presentata per iscritto all'amministrazione imposte. In virtù di 

quanto stabilito all'art. 156 cpv. 4 LIC, per domande di condono concernenti 

l'imposta federale diretta decide l'autorità competente per il condono 

dell'imposta cantonale. Il condono è la definitiva rinuncia dello Stato a 

percepire un tributo secondo il diritto vigente. Le ragioni di una simile 

rinuncia - che provoca l'estinzione di un credito fiscale spettante alla 

collettività pubblica - vanno essenzialmente ricercate nella persona del 

- 5 -

debitore, segnatamente nelle sue difficili condizioni personali e/o 

economiche, di cui non si è necessariamente tenuto conto nella procedura 

di tassazione. I motivi ultimi che reggono l'istituto del condono possono 

essere considerati di natura umanitaria, socio-politica oppure finanziaria. In 

definitiva, questa rinuncia viene concessa perché si ritiene che l'esistenza 

economica di un contribuente debba essere per quanto possibile 

preservata (decisione del Tribunale amministrativo federale no. A-

2250/2007 dell'11 marzo 2009). 

2.2. Partendo dal presupposto - come espressamente sancito all'art. 1 cpv. 1 

dell'ordinanza del DFF concernente l'esame delle domande di condono 

dell'imposta federale diretta (Ordinanza sul condono dell'imposta; RS 

642.121) - che una procedura di condono deve contribuire al risanamento 

stabile e duraturo della situazione economica del contribuente e deve 

pertanto giovare a quest’ultimo e non ai suoi creditori, uno dei presupposti 

per accordare tale richiesta è propriamente quello che i creditori abbiano 

rinunciato alle loro pretese. Senza tale rinuncia, un eventuale condono 

delle imposte ancora scoperte non favorirebbe tanto il ricorrente quanto 

piuttosto i suoi creditori privati. Nell'ambito del presente ricorso l'istante ha 

saputo comprovare la rinuncia da parte di tutti i suoi creditori, per cui non 

esistono più debiti del ricorrente verso terzi. In tali condizioni, un eventuale 

esonero fiscale sarebbe essenzialmente nell'interesse del richiedente e 

non più dei suoi creditori. Questa condizione posta all'esonero fiscale dalla 

prassi fiscale va pertanto nell'evenienza considerata attualmente 

ossequiata. 

2.3. Come si è detto, un condono fiscale viene concesso, per intero o in parte, 

se il contribuente si ritrova in una situazione di necessità o se per altre 

ragioni il pagamento dell'importo dovuto costituirebbe un onere troppo 

grave. Si riconosce uno stato di necessità in particolare in caso di 

mancanza di reddito e di sostanza o in caso di copertura dei costi di vita da 

- 6 -

parte dell'ente pubblico. È dato un onere troppo grave, se il pagamento 

dell'importo dovuto rappresenterebbe per il contribuente un sacrificio 

sproporzionato rispetto alla sua capacità finanziaria e se pertanto non è 

dato pretendere il versamento dell'importo fiscale scoperto. Che le entrate 

del ricorrente di fr. 1'950.-- non bastino a coprire le uscite di fr. 2'221.10 (fr. 

1'200.-- per il fabbisogno vitale, fr. 700.-- per l'affitto e fr. 321.10 per la cassa 

malati) non viene contestato. Problematica invece in quest'ottica è la 

sostanza di cui l'istante è formalmente proprietario. 

2.4. Giusta l'art. 12 dell'ordinanza sul condono, il pagamento delle imposte può 

avvenire anche tramite la realizzazione di parte della sostanza. 

Evidentemente, l'autorità di condono nella sua decisione deve prendere in 

considerazione questa opportunità e valutare quindi l'insieme della 

situazione economica del contribuente. Ai fini di un corretto apprezzamento 

della situazione finanziaria d'insieme del ricorrente, occorre allora 

considerare accanto alle fonti di reddito anche gli elementi della sostanza, 

anche se per contribuenti senza attività lucrativa occorre tenere in 

considerazione in che misura la sostanza non sia indispensabile al 

fabbisogno vitale (ZIGERLIG/OERTLI/HOFMANN, Das st. gallische Steuerrecht, 

7 ed., Muri-Berna 2014, VII. parte, marginale149). La presenza di sostanza 

esclude il condono quando è esigibile la sua realizzazione o un eventuale 

aggravio. In questo senso un condono fiscale è giustificato anche prima 

che il contribuente abbia esaurito i suoi ultimi risparmi. L'idea è che anche 

questi contribuenti possano ancora disporre di una parte di sostanza 

intoccabile (cfr. SCHORNO, in: KLÖTI-WEBER/SIEGRIST/WEBER [Hrsg.], 

Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, 4. ed., Muri-Berna 2015, § 230 

marginale12 e riferimenti). Per quanto però la sostanza superi tale riserva 

deve essere dal richiedente esigibile l'impiego del suo patrimonio per 

fronteggiare gli oneri che ha verso lo Stato (vedi sentenza del Tribunale 

federale 4P.313/2006 del 14 febbraio 2007, nella quale nell'ambito di una 

richiesta di assistenza giudiziaria era reputata esigibile la vendita della 

- 7 -

proprietà immobiliare anche a condizioni non propriamente vantaggiose). 

Per il resto, ai sensi dell'art. 12 cpv. 2 dell'ordinanza sul condono 

dell'imposta, in ogni caso è ragionevole il pagamento con la sostanza di 

imposte su proventi unici. La realizzazione della sostanza riguarda la parte 

mobile o immobile della stessa e non vi sono espresse disposizioni a 

salvaguardia dell'abitazione propria. È considerata sostanza la sostanza 

netta valutata al suo valore venale (art. 12 cpv. 3 prima frase dell'ordinanza 

sul condono dell'imposta). Se si tratta di sostanza che è parte integrante 

indispensabile della previdenza per la vecchiaia, l'autorità di condono può, 

in casi eccezionali e motivati, condonare l'imposta totalmente o 

parzialmente (art. 12 cpv. 4 ordinanza sul condono dell'imposta). In questi 

casi il condono non è d'obbligo, ma occorre verificare la possibilità di un 

suo eventuale accordo. Finora si è considerato che il condono potesse 

essere concesso nei casi di contribuenti in là con gli anni e sprovvisti di 

fonti di reddito e altra sostanza riguardo la necessità di ipotecare o alienare 

l'abitazione in cui vivono e che risulta in larga parte priva di ipoteche 

(BEUSCH/RAAS, Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer, 3a ed., 

Basilea 2017, Art. 167 marginale 15). Infine, come già esposto in 

precedenza, una procedura di condono deve contribuire al risanamento 

stabile e duraturo della situazione economica del contribuente.

2.5. Nell'evenienza in oggetto, da parte dell'amministrazione fiscale viene in 

pratica richiesta l'alienazione dell'appartamento nel quale l'istante vive (un 

ulteriore aggravio ipotecario è nella concreta situazione improponibile vista 

l'entità del mutuo che già grava l'immobile), malgrado lo stesso dichiari di 

essere impossibilitato a lavorare in ragione del 70 % ed abbia pendente 

una domanda di prestazioni sotto forma di rendita presso l'assicurazione 

per l'invalidità. Non va neppure dimenticato che l'istante corrisponde una 

modesta pigione mensile per l'appartamento di fr. 700.--. Considerato che 

già sin d'ora le entrate superano le uscite, che nell'abitazione sono stati 

investiti mezzi della previdenza professionale e che, nel caso di alienazione 

- 8 -

dell'immobile, la pigione potrebbe tradursi in costi di alloggio superiori 

all'attuale ammontare, la vendita dell'appartamento abitato dal ricorrente 

lascia sorgere dei dubbi quanto alla sua esigibilità. La questione di sapere 

se l'alienazione del bene in oggetto possa essere nelle concrete 

circostanze pretesa può però rimanere aperta in quanto già per altri motivi 

la sostanza dell'istante non può essere quantificata all'importo stabilito dalla 

convenuta in ricorso.

3.1. Giusta l'estratto dell'ufficio del registro fondiario (RF), l'istante con la moglie 

è comproprietario in ragione di ½ ciascuno della proprietà per piani (PPP) 

S 50339 costituita da un locale con nicchia cucina, bagno e balcone. A tale 

immobile appartengono per proprietà coatta una cantina ed un posteggio. 

Sulla quota di proprietà del ricorrente vi è una limitazione del diritto di 

disporre giusta l'art. 30e della legge federale sulla previdenza professionale 

per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPP; RS 831.40). In precedenza 

l'immobile era gravato da due ipoteche per un ammontare di fr. 120'000.-- 

(data 31 maggio 2006) e di fr. 20'000.-- (data 1 marzo 2011). Dal 15 

dicembre 2016, la sola moglie dell'istante ha contratto un nuovo mutuo 

ipotecario sull'immobile in sostituzione a quelli precedenti per fr. 140'000.-

-. In base alla stima ufficiale agli atti del 7 maggio 2009, il valore 

commerciale complessivo dell'immobile è di fr. 144'000.--, di cui fr. 72'200.-- 

a nome dell'istante. 

3.2. Sostanzialmente, essendo comproprietario in ragione della metà della PPP 

qui in oggetto, il cui valore commerciale corrisponde a fr. 144'000.--, 

l'amministrazione imposte computa all'istante una sostanza netta di 

fr. 72'000.--. L'ipoteca sarebbe stata stipulata unicamente a nome della 

moglie motivo per cui non sarebbe dato tenere in considerazione tale debito 

ipotecario nella parte spettante al marito. Per il ricorrente invece, al netto 

dell'ipoteca di fr. 140'000.--, la proprietà avrebbe un valore di soli fr. 4'000.--

. Inoltre la sua parte di comproprietà sarebbe gravata da un obbligo di 

- 9 -

garanzia a favore della previdenza professionale per un ammontare 

complessivo, tra secondo e terzo pilastro, di fr. 46'000.--. 

3.2.1. Per quanto riguarda il debito ipotecario, l'argomentazione proposta dalla 

convenuta in ricorso potrebbe essere condivisa nel caso di una 

comproprietà tra due persone, ma non per una comproprietà tra coniugi. In 

tale situazione infatti, l'assunto di parte convenuta presta fianco a critiche. 

L'immobile di cui dispongono i coniugi, che non vivono in comunione 

domestica, è gravato praticamente interamente da un'ipoteca a nome della 

moglie. Pretendere però nelle concrete circostanze che la quota parte 

spettante al marito vada intesa al netto dell'ipoteca è pretestuoso. Già 

all'epoca della sua assunzione a titolo di cessione volontaria tra coniugi il 

17 febbraio 2012, l'istante otteneva la metà della proprietà in comproprietà 

gravata però da due ipoteche per complessivi fr. 140'000.-- (vedi estratto 

del RF) che risalivano al 31 maggio 2006 (fr. 120'000.--) e al 1. marzo 2011 

(fr. 20'000.--) ed erano pertanto antecedenti alla cessione. Al momento 

della cessione nel febbraio 2012 quindi, il valore dell'immobile ottenuto dal 

ricorrente era da intendere al netto delle due ipoteche già contratte 

antecedentemente dalla moglie. In seguito, la nuova ipoteca del 2016 è 

stata stipulata solo dalla moglie probabilmente per il fatto che già le due 

precedenti erano state pattuite presso lo stesso istituto bancario dalla sola 

iniziale proprietaria dell'immobile. Non vi sono però dubbi sul fatto che il 

contratto di mutuo ipotecario del 15 dicembre 2016 fosse stato stipulato 

sull'oggetto S 50339 e non solo sulla metà dello stesso. In queste 

condizioni, la pretesa avanzata dall'amministrazione fiscale appare del tutto 

estranea alla reale situazione dell'immobile e dei due coniugi 

comproprietari e non merita di essere presa in considerazione. Per questo 

Giudice occorre allora considerare che sia al momento della sua 

acquisizione che attualmente, l'immobile di cui l'istante è divenuto 

comproprietario per cessione tra coniugi era ed è gravato da ipoteche per 

complessivamente fr. 140'000.--. La quota parte spettante all'istante dalla 

cessione del 2012 può allora corrispondere solo alla metà della differenza 

- 10 -

tra il valore commerciale dell'immobile di fr. 144'000.-- e quello dell'ipoteca 

di fr. 140'000.--, ovvero a fr. 2'000.--. Evidentemente per la realizzazione di 

tale importo, neppure sufficiente per estinguere il debito fiscale ancora 

scoperto e indubbiamente da considerare quale sostanza non intaccabile, 

è esclusa che possa essere richiesta l'alienazione della PPP. Del resto, 

anche solo le spese legate a una simile transazione potrebbero annullare 

qualsiasi possibilità di conseguire un ricavo. 

3.2.2. Nell'ambito del presente ricorso, l'istante pretende - e il RF ne attesta la 

pertinenza - che la sua quota di proprietà sia gravata da una limitazione di 

disporre, avendo finanziato in parte l'acquisto della proprietà dell'abitazione 

tramite un prelievo anticipato dell'avere di previdenza professionale. Visto 

quanto esposto in precedenza e considerato un avere quale sostanza di 

soli fr. 2'000.--, tale questione non riveste nell'evenienza più alcuna portata 

pratica, come però giustamente addotto anche dall'amministrazione fiscale, 

tale situazione se debitamente comprovata andrebbe necessariamente 

tenuta in considerazione nella verifica della possibilità di pagare le imposte 

tramite la sostanza (vedi art. 12 dell'Ordinanza sul condono dell'imposta). 

4.1. In esito a quanto precede e considerato che l'istante non può essere 

considerato in grado di effettuare il pagamento delle sue imposte tramite la 

sostanza, il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata. Con 

l'accoglienza del ricorso la richiesta di condono per l'importo ancora 

scoperto viene allora concessa. L'esito della controversia giustifica 

l'accollamento delle spese occasionate dal presente procedimento 

all'amministrazione imposte quale parte soccombente giusta quanto 

previsto all'art. 73 cpv. 1 LGA.

4.2. Giusta l'art. 83 lett. m della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 

(LTF; RS 173.110) è a determinate condizioni data la possibilità di 

impugnare provvedimenti sul condono tramite il ricorso di diritto pubblico 

- 11 -

(VORPE, Novità legislative nel campo del diritto tributario in: RDAT 2015 II 

pag. 516). Infatti giusta detto disposto, in deroga alla precedente 

disposizione, il ricorso è ammissibile contro le decisioni concernenti il 

condono dell'imposta federale diretta o dell'imposta cantonale o comunale 

sul reddito e sull'utile se concerne una questione di diritto di importanza 

fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente 

importante.

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata. A A._____ è 

riconosciuto il condono dalle imposte non ancora pagate cantonali e 

federali per gli anni 2014-2016. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 750.--

- e le spese di cancelleria di fr. 248.--

totale fr. 998.--

il cui importo sarà versato dall'Amministrazione imposte del Cantone dei 

Grigioni, entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]