# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f665c32-3b37-5246-a43b-672931559d49
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-10-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 12.10.2017 12.2016.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-77_2017-10-12.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.77

  	
  Lugano

  12 ottobre 2017/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OA.2009.108
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord - promossa con petizione 13
novembre 2009 da

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. da RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’attrice ha
chiesto la condanna della convenuta al pagamento dell’importo accertato
giudizialmente di fr. … oltre interessi al 5% dal 13 novembre 2009, ritenuto
che in sede conclusionale ha poi chiesto a tale titolo fr. 128.55 oltre
interessi al 5% dal 6 agosto 2009, fr. 117.45 oltre interessi al 5% dal 5
settembre 2009, fr. 457.05 oltre interessi al 5% dal 18 settembre 2009, fr.
113’500.- oltre interessi al 5% dal 4 novembre 2009, fr. 3'670.- oltre
interessi al 5% dal 21 aprile 2010, fr. 12'600.- oltre interessi al 5% dal 27
gennaio 2012, fr. 12'000.- oltre interessi al 5% dal 16 gennaio 2013 e fr.
3'500.- oltre interessi al 5% dal 13 luglio 2015, il tutto per complessivi fr. …
oltre interessi al 5% dall’avvenuto versamento, riservandosi il diritto di
azionare nuovamente la controparte per l’eventuale maggiore differenza tra i
costi di ripristino stabiliti dal perito e quelli effettivi; 

 

domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione della petizione, e che il Pretore con
sentenza 2 maggio 2016 ha integralmente respinto;

 

appellante l'attrice
con appello 3 maggio (recte: giugno) 2016, con cui ha chiesto la riforma
del querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione per fr. 128.55
oltre interessi al 5% dal 6 agosto 2009, per fr. 117.45 oltre interessi al 5%
dal 5 settembre 2009, per fr. 457.05 oltre interessi al 5% dal 18 settembre
2009, per fr. 113’500.- oltre interessi al 5% dal 4 novembre 2009, per fr.
3'670.- oltre interessi al 5% dal 21 aprile 2010, per fr. 12'600.- oltre
interessi al 5% dal 27 gennaio 2012, per fr. 12'000.- oltre interessi al 5% dal
16 gennaio 2013 e per fr. 3'500.- oltre interessi al 5% dal 13 luglio 2015, il
tutto per complessivi fr. 188'317.75 (alla data della sentenza di primo grado),
con riserva del diritto di azionare nuovamente la controparte per l’eventuale
maggiore differenza tra i costi di ripristino stabiliti dal perito e quelli
effettivi, protestando spese e ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con risposta
18 luglio 2016 ha postulato la reiezione del gravame pure con protesta di spese
e ripetibili;

 

preso atto della replica spontanea 29 luglio 2016
dell’attrice e della duplica spontanea 18 luglio (recte: 11 agosto) 2016
della convenuta; 

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                   1.   Nella primavera del
2004 AP 1 ha incaricato la società in nome collettivo AO 1 di effettuare le
opere da impresario costruttore nell’ambito dell’edificazione di una casa di
abitazione sul fondo n. __________ RFD di __________, lavori che sono poi stati
portati a termine agli inizi del 2006. 

                                        Con lettera 17 luglio 2009
(doc. N) essa, lamentando la persistenza di infiltrazioni d’acqua
nel piano seminterrato, ha invitato l’impresario ad intervenire per
porre rimedio al problema entro il 31 luglio 2009, segnalandogli nel contempo
che, in caso di mancato intervento, si sarebbe rivolta direttamente a ditte
terze per l’esecuzione delle indispensabili opere di risanamento addebitandogli
tutti gli oneri e i costi che ne sarebbero derivati.  

 

 

                                   2.   Con petizione 13
novembre 2009 AP 1 ha convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura della
giurisdizione di Mendrisio nord per ottenerne la condanna al pagamento
dell’importo accertato giudizialmente di fr. … oltre interessi al 5% dal 13
novembre 2009. Essa, in estrema sintesi, ha lamentato la difettosità
rispettivamente la mancata completazione di alcune opere previste nel contratto
(cfr. elenchi di cui ai doc. C1 e O) e soprattutto la difettosità dei lavori di
impermeabilizzazione eseguiti nel piano seminterrato, che la
controparte non era in grado o non era intenzionata ad eliminare, ed ha così
adito il giudice per far accertare l’entità del pregiudizio da lei
complessivamente subito, che avrebbe poi dovuto esserle rimborsato dopo
l’esecuzione, se del caso autorizzata dal giudice, dei lavori di ripristino da
parte di terzi, dei quali essa avrebbe provveduto ad anticipare le spese. 

                                         La convenuta si è
integralmente opposta alla petizione.

 

 

                                   3.   In sede
conclusionale le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle loro
precedenti allegazioni di fatto e di diritto. L’attrice ha tuttavia provveduto
a quantificare esattamente le sue richieste: essa ha così chiesto fr. 128.55
oltre interessi al 5% dal 6 agosto 2009 per danni prese elettriche (doc. F),
fr. 117.45 oltre interessi al 5% dal 5 settembre 2009 per danni prese
elettriche (doc. G), fr. 457.05 oltre interessi al 5% dal 18 settembre 2009 per
ricerca infiltrazioni (fr. 145.-, doc. H) e per impermeabilizzazione voluta
dalla controparte (fr. 312.05, doc. I), fr. 113’500.- oltre interessi al 5% dal
4 novembre 2009 per danno secondo perizia arch. __________ C__________ (fr.
110’000.-, p. 7), per riparazione beton a vista secondo perizia arch. __________
R__________ (fr. 1’000.-, p. 13), per eliminazione bave secondo perizia arch. __________
R__________ (fr. 1’000.-, p. 13), per rinfianco del tubo con calcestruzzo frattazzato
secondo perizia arch. __________ R__________ (fr. 500.-, p. 14), per porta di
comunicazione secondo perizia arch. __________ R__________ (fr. 500.-, p. 15) e
per tappi di chiusura secondo perizia arch. __________ R__________ 

(fr. 500.-, p. 15), fr. 3'670.- oltre interessi al 5% dal 21 aprile 2010 per
prova a futura memoria ing. __________ R__________, fr. 12'600.- oltre
interessi al 5% dal 27 gennaio 2012 per perizia arch. __________ R__________,
fr. 12'000.- oltre interessi al 5% dal 16 gennaio 2013 per perizia arch. __________
R__________ e fr. 3'500.- oltre interessi al 5% dal 13 luglio 2015 per perizia arch.
__________ C__________, il tutto per complessivi fr. … oltre interessi al 5%
dall’avvenuto versamento, riservandosi il diritto di azionare nuovamente la
controparte per l’eventuale maggiore differenza tra i costi di ripristino
stabiliti dal perito e quelli effettivi.

 

 

                                   4.   Il Pretore, con la
sentenza 2 maggio 2016 ora oggetto di impugnativa, ha respinto la petizione
(dispositivo n. 1), ponendo la tassa di giustizia di fr. 5’000.- e le spese di
fr. 28'540.- a carico dell’attrice, tenuta altresì a rifondere alla controparte
fr. 7’000.- a titolo di ripetibili (dispositivo n. 2). Egli ha in sostanza
ritenuto che il difetto all’origine delle infiltrazioni d’acqua nel piano seminterrato
fosse stato notificato tardivamente, ciò che aveva comportato la perenzione dei
diritti dell’attrice derivanti dallo stesso, e che, in ogni caso, la domanda volta
al rimborso delle spese di ripristino fosse da respingere siccome riferita a
opere non ancora eseguite, rispettivamente la domanda volta al risarcimento dei
danni conseguenti ai difetti, che per altro non poteva comprendere le spese delle
due perizie assunte in quanto si trattava di spese di causa, fosse stata
quantificata tardivamente solo in sede conclusionale. 

 

 

                                   5.   Con l’appello 3
giugno 2016 che qui ci occupa, avversato dalla convenuta con risposta 18 luglio
2016 (alla quale hanno poi fatto seguito due ulteriori allegati spontanei delle
parti, una replica recante la data 29 luglio 2016 dell’attrice e una duplica
datata 11 agosto 2016 della convenuta), l’attrice ha chiesto la riforma del
querelato giudizio nel senso di accogliere la petizione per 

fr. 128.55 oltre interessi al 5% dal 6 agosto 2009 per danni prese elettriche,
per fr. 117.45 oltre interessi al 5% dal 5 settembre 2009 per danni prese
elettriche, per fr. 457.05 oltre interessi al 5% dal 18 settembre 2009 per
ricerca infiltrazioni (fr. 145.-) e per impermeabilizzazione voluta dalla
controparte (fr. 312.05), per 

fr. 113’500.- oltre interessi al 5% dal 4 novembre 2009 per danno secondo
perizia arch. __________ C__________ (fr. 110’000.-), per riparazione beton a
vista secondo perizia arch. __________ R__________ (fr. 1’000.-), per
eliminazione bave secondo perizia arch. __________ R__________ (fr. 1’000.-),
per rinfianco del tubo con calcestruzzo frattazzato secondo perizia arch. __________
R__________ (fr. 500.-), per porta di comunicazione secondo perizia arch. __________
R__________ (fr. 500.-) e per tappi di chiusura secondo perizia arch. __________
R__________ (fr. 500.-), per 

fr. 3'670.- oltre interessi al 5% dal 21 aprile 2010 per prova a futura memoria
ing. __________ R__________, per fr. 12'600.- oltre interessi al 5% dal 27
gennaio 2012 per perizia arch. __________ R__________, per fr. 12'000.- oltre
interessi al 5% dal 16 gennaio 2013 per perizia arch. __________ R__________ e per
fr. 3'500.- oltre interessi al 5% dal 13 luglio 2015 per perizia arch. __________
C__________, il tutto per complessivi fr. 188'317.75 (alla data della sentenza
di primo grado), riservandosi il diritto di azionare nuovamente la controparte
per l’eventuale maggiore differenza tra i costi di ripristino stabiliti dal
perito e quelli effettivi, il tutto con protesta di spese e ripetibili di entrambe
le sedi. Essa ha in pratica contestato la tardività della notifica del difetto
relativo alle infiltrazioni d’acqua nel piano seminterrato e la conseguente
perenzione dei suoi diritti di garanzia, ed ha ribadito che tutte le domande da
lei formulate erano ammissibili in ordine e fondate nel merito.

 

 

                                   6.   Il 1° gennaio 2011 è
entrato in vigore il nuovo codice di diritto processuale civile svizzero (CPC).
Ritenuto che la procedura innanzi al Pretore è stata avviata prima di quella
data, la stessa, fino alla sua conclusione, resta disciplinata dal diritto
cantonale previgente (art. 404 cpv. 1 CPC) e meglio dal codice di procedura
civile ticinese (CPC/TI e vLTG). Non così invece la procedura ricorsuale in
rassegna, che, avendo preso avvio a seguito di una decisione pretorile
comunicata dopo quella data, è retta dalle nuove disposizioni federali (art.
405 cpv. 1 CPC).

 

 

                                   7.   Nella sua decisione
il Pretore ha innanzitutto concluso per la tardività, ai sensi dell’art. 367
cpv. 1 CO, della notifica del difetto all’origine delle infiltrazioni d’acqua
nel piano seminterrato, senz’altro comprovato (cfr. prova a futura memoria ing.
__________ R__________ p. 9 seg. con le relative fotografie e perizia arch. __________
C__________ p. 3 con le relative fotografie) ed imputabile alla convenuta (cfr.
prova a futura memoria ing. __________ R__________ p. 13 e perizia arch. __________
C__________ p. 3 seg. e 6), e per la conseguente approvazione dell’opera con
quel difetto. Egli ha al proposito accertato che il momento della completazione
dell’opera poteva essere situato nel mese di aprile del 2006 (cfr. certificato
di collaudo / abitabilità 14 aprile 2006 nel plico doc. I° rich.) o al più
tardi nel mese di giugno del 2006 (cfr. elenchi delle “opere incomplete”,
assai contenute, di cui ai doc. C1 e O). Ciò posto, ha quindi evidenziato che
l’attrice, nei propri allegati, aveva omesso di indicare quale fosse il momento
della comparsa del difetto in questione e il momento in cui lo stesso fosse
stato notificato, rilevando però che dalle emergenze istruttorie si poteva
evincere che la comparsa delle infiltrazioni fosse avvenuta ad inizio di marzo del
2009, allorquando l’attrice risultava essere stata confrontata con un “forte
danno acqua riscontrabile in molte murature perimetrali e divisorie interne”
(doc. M p. 2) al piano terra (teste M__________ __________ p. 1), mentre che
per la notifica ci si poteva appoggiare alla lettera 17 luglio 2009
dell’attrice (doc. N), che faceva riferimento ad un precedente scritto trasmesso
alla convenuta il 4 maggio 2009, con il quale si segnalavano “per l’ennesima
volta, abbondanti infiltrazioni d’acqua nel piano seminterrato”. Non
essendovi, a suo giudizio, alcun elemento in base al quale si potesse
determinare quando queste precedenti segnalazioni sarebbero avvenute, ne ha
dedotto che la prima notifica individuabile nel tempo poteva essere fissata in
data 4 maggio 2009, ossia a due mesi di distanza dalla manifestazione del
difetto, dal che, in base alla giurisprudenza (DTF 107 II 172 consid. 1b, 118
II 142 consid. 3b; TF 17 novembre 2003 4C.205/2003, 31 ottobre 2007 4A_336/2007
consid. 4.4, che riteneva tardiva la notifica di un difetto avvenuta dopo 14
giorni dalla sua comparsa), la sua manifesta intempestività.

 

 

                               7.1.   Nella risposta
all’appello la convenuta ha contestato, senza per altro aver fornito alcun
dettaglio o prova, la sua responsabilità per il difetto in questione. La
censura è manifestamente irricevibile, visto e considerato che essa, venendo
meno al suo obbligo di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC), non si è minimamente
confrontata con le circostanze, e meglio le risultanze istruttorie in senso
contrario di cui si è detto, che il Pretore aveva posto alla base del suo
giudizio sul tema, e non ha spiegato per quali ragioni di fatto o di diritto le
stesse fossero errate e non potessero essere condivise (TF 7 dicembre 2011
4A_659/2011 consid. 4, 27 settembre 2012 4A_252/2012 consid. 9.2.1, 10 marzo
2014 4A_474/2013 consid. 3.2; II CCA 16 agosto 2016 inc. n. 12.2015.150).

 

 

                               7.2.   Da parte sua,
l’attrice, nell’appello, ha censurato con tutta una serie di argomentazioni l’assunto
del Pretore secondo cui il difetto in parola sarebbe stato notificato tardivamente,
con la conseguente perenzione della responsabilità della convenuta.

 

 

                            7.2.1.   Essa ha dapprima
rimproverato al giudice di prime cure di non essersi avveduto del fatto che nel
contratto d’appalto (doc. A) veniva fatto riferimento alle norme SIA, che a suo
dire non prevedevano un termine per la notifica dei difetti, rispettivamente del
fatto che nello stesso, e meglio al suo art. 22, era stato indicato che “durante
l’intero periodo di garanzia l’impresa assuntrice” doveva “mantenere le
opere da essa eseguite in perfetto stato, eliminando qualsiasi difetto che
dovesse verificarsi e rifacendo a nuovo tutte le opere o parti di esse nelle
quali si riscontrassero manchevolezze tali da esigerne il rifacimento”. La
censura deve senz’altro essere disattesa. Nella misura in cui è riferita
all’art. 22 del contratto di cui al doc. A, riportato per altro in modo
incompleto, essa è in effetti irricevibile in ordine, visto e considerato che
il contenuto di quella clausola è stato addotto per la prima volta, e con ciò
in modo irrito, solo in questa sede (art. 317 cpv. 1 CPC). Nella misura in cui
è riferita alle norme SIA (e meglio, anche se ciò non è stato precisato, alle
norme SIA 118), menzionate e con ciò implicitamente ritenute applicabili, senza
alcuna motivazione in fatto e in diritto, nella petizione (p. 5), essa è invece
priva di fondamento. Non è infatti vero che le stesse non prevedevano un
termine per la notifica dei difetti; esse stabilivano invece, salvo diversi
accordi qui neppure evocati, un termine di garanzia di due anni dal giorno del
collaudo per i difetti evidenti (art. 172 cpv. 1 norma SIA 118), che, alla luce
degli accertamenti rimasti incontestati del Pretore, è qui però ormai trascorso,
ritenuto poi che in presenza di difetti occulti, ossia di quelli venuti alla
luce dopo quel termine, era richiesta una segnalazione subito dopo la loro
scoperta (art. 179 cpv. 1 e 2 norma SIA 118), che il Pretore ha qui pure negato
(questione, questa, su cui si tornerà nuovamente più oltre).

 

 

                            7.2.2.   L’attrice ha in seguito
lamentato il fatto che il Pretore non avesse riconosciuto l’esistenza di un
comportamento consapevolmente negligente o persino doloso della convenuta al
momento dell’esecuzione dei lavori, che aveva sottaciuto l’esistenza del
difetto, tale così da impedire la perenzione della sua responsabilità per lo
stesso (e ciò con implicito rinvio alle disposizioni dell’art. 370 cpv. 1 CO
rispettivamente dell’art. 179 cpv. 3 e 4 norma SIA 118). L’argomentazione è
irricevibile. È in effetti per la prima volta solo in questa sede, e con ciò in
modo irrito (art. 317 cpv. 1 CPC), che essa ha evocato le circostanze a sostegno
di un comportamento in tal senso della convenuta, che non possono dunque essere
prese in considerazione.

 

 

                            7.2.3.   L’attrice ha quindi
evidenziato che il problema delle infiltrazioni era da lei già stato segnalato
con lo scritto 31 marzo 2006 (doc. D). La censura dev’essere disattesa sia in
ordine che nel merito. La circostanza è in effetti stata evocata per la prima
volta, e con ciò in modo irrito, solo in questa sede (art. 317 cpv. 1 CPC).
L’infiltrazione segnalata a quel momento era in ogni caso dovuta ad altre cause
nel frattempo risolte, e meglio all’occlusione della canalizzazione delle acque
luride con degli stracci (cfr. doc. D), tant’è che la stessa attrice aveva
pacificamente dato atto che le sue precedenti lamentele, allora non meglio
precisate, “non riguardavano le infiltrazioni, oggetto principale della
presente vertenza” (replica p. 8).

 

 

                           7.2.4.   L’attrice ha infine
contestato che il difetto fosse stato da lei riconoscibile con certezza prima
del 29 aprile 2009 (ossia 5 giorni prima dell’avvenuta notifica), allorquando la
ditta N__________, in sua presenza, aveva eseguito l’indagine specialistica,
dalla quale era risultata la consistenza e la provenienza dell’infiltrazione
con il conseguente invito a rimuovere il ghiaione per verificare lo stato
dell’isolante impermeabile (cfr. doc. M p. 2). Il rilievo, per altro nuovo, è ampiamente
infondato. È in effetti incontestabile che il “forte danno acqua
riscontrabile in molte murature perimetrali e divisorie interne” al piano
terra, al quale, secondo il Pretore, l’attrice era stata confrontata il 6 marzo
2009, era già di per sé tale da permetterle in buona fede di rendersi conto dell’esistenza
del grave problema costruttivo imputabile all’impresario, e ciò anche se a quel
momento, come riferito dalla ditta N__________ (doc. M p. 2), che era stata ovviamente
interpellata proprio a seguito della riconoscibilità del problema, “la
patologia non era di entità tale da consentire l’identificazione delle cause
del degrado” (la dottrina e la giurisprudenza non esigono per altro che il
committente menzioni nell’avviso all’appaltatore le cause del difetto da lui
constatato, cfr. Gauch, Der
Werkvertag, 5ª ed., n. 2131; TF 6 gennaio 1999 4C.201/1998 consid. 3b). Del
resto il tecnico di quella ditta aveva esplicitamente confermato di aver già a
quel momento constatato gli effetti di un’infiltrazione d’acqua regressa (cfr.
teste M__________ __________ p. 1, il quale ha riferito come l’attrice avesse
allora un problema di rigonfiamento dell’intonaco), che indubbiamente non avrà mancato
di far notare alla sua cliente. Non si può in ogni caso passare sotto silenzio
che l’attrice aveva pacificamente ammesso negli allegati preliminari che, ogni
volta che pioveva, venivano riscontrate infiltrazioni rilevantissime,
dell’ordine di 30-40 litri ogni ora, ora e mezza (petizione p. 3), per cui essa
è assai malvenuta a sostenere di non aver potuto riconoscere sin dall’inizio il
carattere difettoso di quella situazione (cfr. pure petizione p. 5, in cui
aveva ammesso a chiare lettere che l’infiltrazione di acqua nell’abitazione
costituiva senza ombra di dubbio un difetto) e di essere stata inizialmente
confrontata con una “bagatella”.

 

 

                               7.3.   Dovendosi in tal modo
confermare il giudizio con cui il Pretore ha concluso per la tardività della
notifica del difetto all’origine delle infiltrazioni di acqua nel piano seminterrato
e per la conseguente approvazione dell’opera con quel difetto, senza che sia
con ciò innescata una responsabilità della convenuta, occorre già sin d’ora
concludere per l’infondatezza delle domande volte al rimborso delle relative
spese di ripristino (con riferimento alla pretesa di fr. 110’000.- per danno
secondo perizia arch. __________ C__________) e al risarcimento dei conseguenti
danni (con riferimento alle pretese di fr. 128.55 e di fr. 117.45 per danni
prese elettriche, di fr. 145.- per ricerca infiltrazioni, di fr. 312.05 per
impermeabilizzazione voluta dalla controparte nonché di 

fr. 3'670.- per prova a futura memoria ing. __________ R__________), e ciò a
prescindere dalla questione della loro proponibilità.

 

 

                                   8.   Resta da stabilire se
l’attrice possa pretendere, oltre alle spese per le due perizie giudiziarie
assunte (tema che verrà trattato nel prossimo considerando), il pagamento delle
altre opere difettose rispettivamente non completate dalla convenuta, e meglio
quelle contenute nei doc. C1 e O (fr. 1’000.- per riparazione beton a vista, fr.
1’000.- per eliminazione bave, fr. 500.- per rinfianco del tubo con
calcestruzzo frattazzato, fr. 500.- per porta di comunicazione e fr. 500.- per
tappi di chiusura).

                                         Respingendo integralmente
la petizione, il Pretore non ha di fatto riconosciuto nessuna di queste pretese.
Dai considerandi della sentenza si evince tuttavia che, mentre quelle volte al
rimborso delle spese di ripristino erano state respinte (assieme a quelle
relative alle infiltrazioni d’acqua) siccome riferite ad opere non ancora
eseguite, quelle volte al pagamento delle opere incomplete erano state passate
in rassegna (al momento in cui occorreva stabilire in che misura le opere non
fossero state terminate) e alcune di esse erano state persino ritenute fondate
(fr. 500.- per rinfianco del tubo con calcestruzzo frattazzato e 

fr. 500.- per tappi di chiusura).

 

 

                               8.1.   La richiesta
dell’attrice volta al pagamento delle tre opere difettose contenute negli
elenchi di cui ai doc. C1 (fr. 1’000.- per riparazione beton a vista e fr.
1’000.- per eliminazione bave) e O (fr. 500.- per porta di comunicazione), ancorché
quantificata solo con le conclusioni (il che invero non le può nuocere, almeno nel
caso in esame, cfr. TF 13 febbraio 2014 4A_543/2013 consid. 4.3 e 4.4), può
essere accolta, almeno parzialmente. 

 

 

                            8.1.1.   Nel caso concreto, l’attrice,
che aveva pacificamente instato per la riparazione gratuita di quei difetti ex
art. 368 cpv. 2 CO ed era intenzionata a farla poi eseguire da terzi, avrebbe teoricamente
potuto chiedere in causa o l’esecuzione di quei lavori da parte dei terzi a
spese della controparte previa anticipazione delle relative spese da parte di
quest’ultima (cfr. DTF 136 III 273 consid. 2.4 con rinvio a DTF 128 III 416 consid.
4.2.2) o il rimborso delle spese di riparazione già eseguite dai terzi senza il
preventivo permesso del giudice (cfr. DTF 136 III 273 consid. 2.4 con rinvio a
DTF 126 III 230 consid. 7a; cfr. pure, sul tema del rimborso di quelle spese, DTF
141 III 257 consid. 3.3; TF 6 gennaio 1999 4C.201/1998 consid. 2b). Chiedendo, nei
considerandi, l’autorizzazione a far eseguire le opere di riparazione da parte
dei terzi, di cui avrebbe poi provveduto ad anticipare le spese, e il loro rimborso
(cfr. supra consid. 2), essa parrebbe invero aver optato per la variante
dell’esecuzione di quei lavori da parte dei terzi a spese della controparte ma senza
anticipazione delle stesse da parte di quest’ultima (cfr. Gauch, op. cit., n. 1816, secondo cui il
committente non è tenuto ad anticipare quelle spese ma può chiederle
all’appaltatore), auspicando nel contempo, come previsto da quella variante per
il caso di anticipo delle spese da parte dell’appaltatore, il rimborso, qui
però in un momento successivo (non in anticipo), delle spese di riparazione da
eseguirsi. D’altro canto, però, auspicando, nel petitum, il pagamento
delle spese di ripristino da eseguirsi (cfr. supra consid. 2 e 3), essa
parrebbe invece aver ribadito che il pagamento delle stesse avrebbe dovuto
avvenire immediatamente e non in un secondo momento. In tali circostanze, a
prescindere dall’infelice e contraddittoria formulazione utilizzata (nei
considerandi prima e nel petitum poi), si può tutto sommato concludere
che nell’occasione essa avesse così inteso domandare, in modo ammissibile, l’esecuzione
dei lavori di ripristino da parte dei terzi a spese della controparte con
anticipazione delle stesse da parte di quest’ultima. 

 

 

                            8.1.2.   Ciò posto, nulla si
oppone al rimborso dei lavori di riparazione del beton a vista (fr. 1’000.-) e della
porta di comunicazione 

(fr. 500.-), il cui ammontare a carico della convenuta è stato accertato
peritalmente (cfr. perizia arch. __________ R__________ p. 13 e p. 15). L’altra
spesa rivendicata dall’attrice a questo titolo, quella relativa
all’eliminazione bave, non può invece esserle rimborsata, visto e considerato
che il Pretore ha ritenuto, senza che quel suo assunto sia qui stato censurato,
che in base al doc. C1 il difetto alla base della stessa non era riferito alla
casa dell’attrice bensì a quella, pure edificata a quel momento dalla
convenuta, della sua vicina e sorella D__________ __________.

 

 

                               8.2.   La domanda volta al pagamento
delle due opere non completate dalla convenuta contenute nel doc. O (fr. 500.-
per rinfianco del tubo con calcestruzzo frattazzato e fr. 500.- per tappi di
chiusura), di per sé ritenuta fondata anche dal Pretore, che però  - come detto
- l’ha per finire lasciata cadere per motivi non meglio precisati, può invece
essere accolta integralmente. Anche qui poco importa se sia stata quantificata
solo con le conclusioni.

 

 

                                   9.   Come detto, il
Pretore ha infine evidenziato che le spese per le due perizie assunte, quella dell’arch.
__________ R__________ e quella dell’arch. __________ C__________, non potevano
far oggetto di una domanda creditoria, ma, trattandosi di spese di causa ai
sensi dell’art. 95 cpv. 2 lett. c CPC, dovevano essere poste a carico delle
parti in base al principio della soccombenza (art. 106 CPC).

                                         In questa sede
l’attrice ha riproposto la richiesta di pagamento di quelle spese (fr. 12'600.-
e fr. 12'000.- per perizia arch. __________ R__________ e fr. 3'500.- per
perizia arch. __________ C__________), sennonché, non essendosi minimamente
confrontata con l’argomentazione che aveva indotto il Pretore a disattendere
quella domanda, la stessa dev’essere dichiarata irricevibile per carenza di
motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC), e ciò anche se è senz’altro a ragione che
essa ha osservato che il fondamento giuridico indicato dal giudice di prime
cure era errato, le disposizioni topiche sul tema, comunque sostanzialmente
identiche nel loro contenuto, dovendo invece essere individuate in quelle del diritto
cantonale previgente e meglio nell’art. 2 lett. b vLTG rispettivamente nell’art.
148 CPC/TI. 

 

 

                                10.   Ne discende, in
parziale accoglimento dell’appello dell’attrice, che la petizione può essere
accolta limitatamente a fr. 2'500.- 

(fr. 1’000.- per riparazione beton a vista, fr. 500.- per porta di
comunicazione, fr. 500.- per rinfianco del tubo con calcestruzzo frattazzato e fr.
500.- per tappi di chiusura) oltre interessi al 5% dalla data della petizione,
prima valida interpellazione agli atti, ritenuto che la modifica tutto sommato
lieve del dispositivo pretorile n. 1, che così ne risulta, non giustifica
ancora di riformare il giudizio sulle spese e sulle ripetibili di prima istanza.

 

 

                                11.   Le spese processuali e
le ripetibili della procedura di secondo grado, calcolate sulla base di un
valore litigioso di fr. 117'873.05 (gli interessi e le spese del procedimento
in corso [ossia quelle delle due perizie, cfr. art. 95 cpv. 2 lett. c CPC] non
potendo essere computati, cfr. art. 91 cpv. 1 CPC), seguono la pressoché
integrale soccombenza dell’attrice qui appellante (art. 106 CPC).

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il
RTar

 

 

decide:

 

 

                                    I.   L’appello
3 giugno 2016 di AP 1 è parzialmente accolto. Di conseguenza la sentenza
2 maggio 2016 della Pretura della
giurisdizione di Mendrisio nord è così riformata:

 

                                         1.     La petizione è parzialmente accolta.

                                                 Di
conseguenza AO 1 è condannata a pagare a AP 1 la somma di fr. 2’500.- oltre
interessi al 5% dal 13 novembre 2009.

                                         2.     (invariato)

                                      

 

                                   II.   Le
spese processuali di fr. 7’000.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà all’appellata
fr. 4’000.- per ripetibili di appello.

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio nord

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 74 cpv. 1
e 100 cpv. 1 LTF).