# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4d2d9d8d-d0b2-5822-b913-4f4a16ef6bbe
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-10
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 10.09.2008 A-1591/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1591-2006_2008-09-10.pdf

## Full Text

Corte I
A-1591/2006
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 0  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudici Markus Metz (presidente del collegio), 
Pascal Mollard, Michael Beusch, 
cancelliere Marco Savoldelli.

X._______,
ricorrente,

contro

Amministrazione federale delle contribuzioni, 
Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto, 
Schwarztorstrasse 50, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Imposta sul valore aggiunto, aliquota a saldo, deduzione 
dell'imposta precedente, quota privata per veicoli a moto-
re, diritto di essere sentiti.

Periodo  1.1.1995-31.12.1999  (1.1.1995-31.12.1996,  in 
funzione delle controprestazioni ricevute, procedura sem-
plificata; 1.1.1997-31.12.1999, in applicazione del meto-
do dell'aliquota a saldo).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

A-1591/2006

Fatti:

A.
La  Y._______  era  una  società  in  nome  collettivo  (...).  Essa  veniva 
sciolta (...) a seguito del decesso del Signor Z._______. A partire da 
quel  momento,  X._______,  proseguiva  l'attività  a  titolo  individuale 
adottando a registro di  commercio la ragione sociale K._______. Lo 
scopo perseguito restava per contro il medesimo, ovvero la gestione di 
un'impresa di costruzioni rispettivamente di uno studio tecnico.

B.
In data 30 dicembre 1994 la Y._______ formulava all'Amministrazione 
federale delle  contribuzioni  (AFC) la  richiesta di  allestire i  rendiconti 
per  il  pagamento  dell'imposta  sul  valore  aggiunto  in  funzione  delle 
controprestazioni  ricevute  secondo  la  procedura  semplificata.  Tale 
richiesta  veniva  accolta  il  24  gennaio  successivo,  con  effetto  dal  1. 
gennaio 1995. In base ad una sua ulteriore domanda del 22 novembre 
1996, il 26 novembre 1996 essa riceveva l'autorizzazione ad allestire i 
rendiconti  d'imposta secondo il  metodo dell'aliquota a saldo al  tasso 
del 4%, con effetto dal 1. gennaio 1997.

C.
Nel mese di  novembre 2000 la Y._______ veniva fatta oggetto di  un 
controllo  da  parte  dell'AFC,  a  seguito  di  cui  –  con  riferimento  al 
periodo fiscale dal 1. gennaio 1995 al 31 dicembre 1999 – il 23 novem-
bre 2000 l'AFC le notificava una ripresa per un importo di fr. 51'855.-- 
oltre a interessi di mora del 5% dal 30 aprile 1998 (conto complemen-
tare no. ...). Constatate varie  lacune nella contabilità dell'impresa,  la 
ripresa veniva sostanzialmente messa in relazione con la necessità di 
revocare retroattivamente l'autorizzazione ad allestire i rendiconti d'im-
posta secondo il metodo dell'aliquota a saldo in quanto non ne erano 
dati gli estremi. Nel medesimo rapporto, l'AFC constatava inoltre che, 
nel periodo tra l'1.1.1995 e il 31.12.1999, i titolari della ditta avevano 
fatto  uso  indebito  di  veicoli  aziendali  a  scopi  privati.  La  ripresa  era 
quindi  il  risultato  di  un nuovo calcolo  dell'imposta  dovuta  in  base ai 
documenti forniti.

D.
L'importo richiesto veniva formalmente confermato con decisione del 
14 giugno 2001 dell'AFC. Contro la  decisione dell'AFC la Y._______ 
interponeva reclamo il 4 luglio 2001. Con tale atto, essa  si opponeva, 

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in via principale, alla revoca retroattiva dell'autorizzazione concessa. In 
via  abbondanziale,  con  specifico  riferimento  al  calcolo  dell'imposta 
effettuato in occasione della revoca di quell'autorizzazione, essa con-
testava quindi  che  i  veicoli  della  ditta  venissero  utilizzati  anche  per 
scopi  privati,  opponendosi  al  pagamento  di  un'imposta  in  base  al 
consumo proprio, e stigmatizzava l'ammontare dell'imposta precedente 
dedotta per i subappaltanti osservando che – a suo parere – doveva 
essere quella indicata sulle loro fatture e non quella calcolata sul saldo 
netto  corrisposto.  Accludendo  ulteriore  documentazione  in  merito  a 
subappalti risalenti al 1998 e promettendo di inviare quella inerente il 
1999  appena  le  sarebbe  stata  ritornata  dal  suo  legale,  concludeva 
all'annullamento della decisione impugnata.

E.
Il 30 marzo 2006 l'AFC accoglieva parzialmente il citato reclamo ridu-
cendo la ripresa fiscale da fr. 51'855.-- a fr. 49'795.-- sempre oltre a in-
teressi. Nella sostanza, essa confermava però la decisione emanata il 
14 giugno 2001, sottolineando la tenuta carente della contabilità della 
reclamante come pure il  mancato invio della documentazione rispet-
tivamente dei giustificativi  nella forma da lei  richiesta. Per quanto ri-
guarda la revoca retroattiva dell'autorizzazione a procedere ad allesti-
re  i  rendiconti  d'imposta  secondo  il  metodo  dell'aliquota  a  saldo,  il 
provvedimento veniva motivato – con generico riferimento alle indica-
zioni  in  diritto  –  con  il  superamento  della  cifra  d'affari  annua  di  fr. 
667'000.-- come pure del debito fiscale annuo massimo di fr. 30'000.--. 
In proposito, l'AFC osservava unicamente che “in simili circostanze, la 
reclamante non aveva diritto all'applicazione dell'aliquota a saldo”. 

F.
La decisione su reclamo dell'AFC veniva impugnata con ricorso del 9 
maggio  2006  davanti  all'allora  Commissione  di  ricorso in  materia  di 
contribuzioni (CRC). Con questo atto, la K._______, e per essa il suo 
titolare Signor X._______ (ricorrente) riproponeva le censure sollevate 
in  sede  di  opposizione.  In  particolare,  egli  postulava  l'annullamento 
della decisione impugnata, contestando nuovamente la revoca dell'au-
torizzazione  ad  allestire  i  rendiconti  d'imposta  secondo  il  metodo 
dell'aliquota a saldo. Subordinatamente, il ricorrente si opponeva alle 
correzioni attuate dall'AFC per gli  anni 1998 e 1999 sostenendo che 
l'AFC non avrebbe tenuto in considerazione tutta la documentazione 
inviatale; ribadiva pure l'erroneità  dell'ammontare dell'imposta prece-
dente dedotta per i  subappaltanti  e la mancanza degli  estremi per il 

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prelevamento  di  un'imposta  in  base  al  consumo proprio;  contestava 
infine il pagamento degli  interessi conteggiati  e sollevava l'eccezione 
dell'intervenuta  prescrizione.  Su  tali  basi,  il  ricorrente  concludeva 
all'annullamento  della  decisione  impugnata,  rispettivamente  alla  sua 
modifica in base alla documentazione recapitata all'AFC.

Da parte sua, con risposta dell'11 luglio 2006, l'AFC invitava la CRC a 
respingere il ricorso protestando spese e ripetibili.

G.
Al momento dello  scioglimento della  CRC, il  31 dicembre 2006,  l'in-
carto veniva trasmesso al Tribunale amministrativo federale. Con lette-
ra del 19 gennaio 2007 quest'ultimo confermava alle parti  la ripresa 
del dossier e comunicava loro la composizione del collegio giudicante.

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno menzionati, per quanto neces-
sario, in diritto.

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale è competente per decidere il 
presente gravame in virtù degli art. 1, 31, 32 e 53 cpv. 2 della legge fe-
derale del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF; 
RS 173.32).

Sempre  giusta  l'art. 53  cpv. 2  LTAF, esso  giudica  i  ricorsi  pendenti 
presso le commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi 
dei ricorsi dei dipartimenti al 1. gennaio 2007, nella fattispecie la CRC, 
applicando il nuovo diritto processuale. 

Fatta eccezione per  quanto direttamente  prescritto  dalla  LTAF come 
pure da normative speciali (cfr. art. 37 LTAF, art. 2 e art. 4 della legge 
federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA; RS 
172.021]), la presente procedura soggiace alla PA.

1.2 Il ricorso è stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 
PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla 
legge (art. 52 PA). Quando è stato inoltrato, pacifica era anche la com-
petenza della CRC, istanza da cui il Tribunale amministrativo federale 
ha ricevuto il gravame. 

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1.3 In  quanto destinatario  della  decisione impugnata,  che gli  revoca 
un'autorizzazione precedentemente accordatagli e lo condanna al pa-
gamento di un importo quale ripresa fiscale, il ricorrente, titolare della 
ditta K._______, ha senz'altro qualità per ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA). 

Al  momento  del  decesso  del  Signor  Z._______  l'attività  della 
Y._______ è infatti passata – con tutti i suoi crediti e oneri – nelle mani 
di  X._______ ex art. 579 della  legge federale del  30 marzo 1911 di 
complemento del  codice civile  svizzero (CO; RS 220;  DANIEL STÄHLIN, 
Basler Kommentar zum Schweizerischen Privatrecht, art. 579 OR, no. 
2, 2. edizione, Basilea 2007).

Per quanto precede, il ricorso è ricevibile in ordine e dev'essere esami-
nato nel merito.

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l’accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l’inadeguatezza (art. 49 PA). Da 
parte sua, il  Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai 
motivi  addotti  (art. 62  cpv. 4  PA),  né  dalle  considerazioni  giuridiche 
della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (PIERRE 
MOOR, Droit administratif, vol. II, 2. edizione, Berna 2002, no. 2.2.6.5.). 
Anche in ambito fiscale, i principi della massima inquisitoria e dell’ap-
plicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia limitati. L’autorità competen-
te  procede  infatti  spontaneamente  a  constatazioni  complementari  o 
esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti 
risultino indizi in tal senso (DTF 122 V 157, consid. 1a; 121 V 204, con-
sid. 6c; DTAF 2007/27, consid. 3.3; XAVIER OBERSON, Le contentieux fis-
cal,  in: Les procédures en droit  fiscal,  2. edizione, Berna 2005, pag. 
722 segg.).

Nella fattispecie il ricorrente si oppone alla revoca retroattiva dell'auto-
rizzazione ad allestire i rendiconti d'imposta secondo il metodo dell'ali-
quota a saldo; contestualmente al calcolo alla base della ripresa effet-
tuata  a  seguito  della  revoca  citata,  rileva  in  particolare  l'erroneità 
dell'ammontare dell'imposta precedente dedotta per i  subappaltanti e 
la mancanza degli estremi per il prelevamento di un'imposta in base al 
consumo proprio. Egli nega infine di non avere fornito la documenta-
zione  richiesta  dall'AFC,  ritiene  di  non  dovere  affatto  pagare  gli  in-
teressi conteggiati e solleva l'eccezione dell'intervenuta prescrizione.

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3.
Per l'art. 93 cpv. 1 della legge federale del 2 settembre 1999 concer-
nente  l'imposta  sul  valore  aggiunto  (LIVA; RS 641.20),  le  operazioni 
eseguite prima della sua entrata in vigore soggiaciono al diritto previ-
gente. La LIVA e l'ordinanza del 29 marzo 2000 relativa alla legge fe-
derale concernente l'imposta sul valore aggiunto (OLIVA; RS 641.201) 
sono entrate in vigore il 1. gennaio 2001, la presente fattispecie ha in-
vece  per  oggetto  il  periodo  1.1.1995-31.12.1999: alla  stessa  risulta 
pertanto applicabile l'ordinanza del 22 giugno 1994 concernente l'im-
posta sul  valore aggiunto (OIVA, RU 1994 1464 e successive modifi-
che; cfr. decisione del  Tribunale federale 2A.25/2005 del  17 gennaio 
2006,  consid. 2;  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale 
A-1649/2006 del 5 febbraio 2008, consid. 4.1).

4.
Con la sua impugnazione il ricorrente solleva, tra l'altro, l'eccezione di 
prescrizione di un'eventuale credito dell'AFC nei suoi confronti e il di-
ritto da parte dell'AFC di riscuotere degli interessi sullo stesso. 

4.1 Tutti i crediti di diritto pubblico, e in particolare quelli di natura fi-
scale, sono soggetti a prescrizione in base ai principi generali del dirit-
to, anche in assenza di norme specifiche (DTF 112 Ia 262, consid. 5). 
Per quanto riguarda l'IVA, la prescrizione è regolata dall'art. 40 OIVA. 
In base a questa norma, il  credito fiscale si prescrive in cinque anni 
dalla fine dell'anno civile in cui è sorto (cpv. 1). La prescrizione è inter-
rotta da qualsiasi atto d'esazione o rettifica da parte dell'autorità com-
petente (cpv. 2). Per giurisprudenza, tra gli atti che hanno come conse-
guenza l'interruzione della prescrizione vi sono pure semplici comuni-
cazioni al  contribuente da parte dell'AFC, dalle quali  risulti,  con rife-
rimento ad una fattispecie specifica, che egli è considerato sottoposto 
all'imposta. Una semplice  lettera dell'AFC può essere  sufficiente. La 
OIVA non conosce inoltre nessun termine di prescrizione assoluto. Do-
po ogni interruzione comincia quindi a decorrere un nuovo termine di 
prescrizione  della  durata  di  cinque  anni  (cfr.  decisioni  del  Tribunale 
amministrativo federale A-1402/2006 del  17 luglio  2007,  consid. 2.4; 
A-1427/2006 del 23 novembre 2007, consid. 2.6).

4.2 Il caso in esame ha per oggetto crediti fiscali per l'imposta sul va-
lore aggiunto riguardanti il periodo 1.1.1995-31.12.1999. 

A seguito della revisione svolta, essi sono stati fatti valere una prima 
volta con conto complementare del 23 novembre 2000. La notifica di 

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tale conto ha validamente interrotto il termine di prescrizione di 5 anni 
concernente i crediti  in questione prima della sua scadenza. Da quel 
momento ha cominciato a decorrere un nuovo termine di prescrizione 
– sempre di 5 anni – che è stato poi a sua volta nuovamente interrotto 
a  più  riprese,  in  particolare  con l'emanazione delle  decisioni  del  14 
giugno 2001 e del 30 marzo 2006, qui impugnata. Per quanto precede, 
contrariamente  a  quanto  sostenuto  dal  ricorrente,  i  crediti  d'imposta 
fatti valere dall'AFC, il cui fondamento è oggetto del presente procedi-
mento, non sono affatto prescritti (decisione del Tribunale amministrati-
vo federale A-1591/2006 del 17 luglio 2007, consid. 3.1; Giurispruden-
za delle autorità amministrative della Confederazione [GAAC] 69.109, 
consid. 56 segg., con ulteriori riferimenti).

4.3 Al pari  della prescrizione, anche il  diritto di riscuotere degli  inte-
ressi di mora è espressamente previsto dall'OIVA. Giusta l'art. 38 cpv. 
2 OIVA, gli interessi sono dovuti senza diffida e pure nel caso in cui il 
credito fiscale vantato non sia ancora definitivo, inoltre essi sono indi-
pendenti da un'eventuale comportamento colpevole delle parti (GAAC 
68.126, consid. 3g. bb.; decisione del Tribunale amministrativo federale 
A-1402/2006 del 17 luglio 2007, consid. 2.5). 

In base all'art. 81 lett. i OIVA, i  tassi d'interesse vengono stabiliti  dal 
Dipartimento federale delle finanze (DFF). Giusta l'art. 1 dell'ordinanza 
del  DFF  concernente  il  pagamento  degli  interessi  del  14  dicembre 
1994 (RU 1994, 3170) rispettivamente dell'ordinanza del DFF concer-
nente  l'interesse  moratorio  e  rimuneratorio  del  4  aprile  2007  (RS 
641.201.49), l'interesse moratorio dovuto ammonta al 5% l'anno (al ri-
guardo cfr. anche decisione del Tribunale federale 2A.534/2003 del 5 
novembre 2003, consid. 3.4).

5.

5.1 In materia di IVA, la dichiarazione e il pagamento dell'imposta av-
vengono secondo il  principio dell'autotassazione (art. 37 OIVA; deci-
sione del Tribunale amministrativo federale A-1405/2006 del 21 giugno 
2007,  consid.  6.2  confermata  con  decisione  del  Tribunale  federale 
2C_382/2007 del 23 novembre 2007; GAAC 64.81, consid. 6a; GAAC 
63.80,  consid.  2a;  GAAC 63.27,  consid.  3a;  ERNST BLUMENSTEIN/PETER 
LOCHER, System des schweizerischen Steuerrechts, 6. edizione, Zurigo 
2002, pag. 421 segg.). Secondo tale principio, il contribuente è tenuto 
a dichiarare spontaneamente l'imposta e l'imposta precedente all'AFC. 
Solo responsabile del completo ed esatto assoggettamento delle sue 

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operazioni  imponibili  e  del  calcolo  corretto  dell'imposta  precedente, 
egli deve versare all'AFC l'imposta dovuta entro sessanta giorni dalla 
fine del periodo di rendiconto (al riguardo cfr. anche Commento del Di-
partimento federale delle finanze dell'ordinanza concernente l'imposta 
sul  valore  aggiunto  del  22  giugno  1994  [Commento  DFF],  pag.  41 
segg.). Sempre in base al principio dell’autotassazione, dal contribuen-
te sottoposto all'imposta si può pretendere che faccia prova di una par-
ticolare conoscenza degli obblighi che gli incombono (in merito cfr. ad 
esempio Archiv für Schweizerisches Abgaberecht [ASA] 48, pag. 433, 
consid. 3; NICOLAS SCHALLER/YVES SUDAN/PIERRE SCHEUNER/PASCAL HUGUENOT 
[editori], TVA annotée, Zurigo 2005, art. 46).

5.2 Giusta l'art. 47 cpv. 3 OIVA, se l'accertamento esatto dei singoli 
fatti essenziali al calcolo dell'imposta grava eccessivamente il contribu-
ente, l'AFC può accordare facilitazioni, alle condizioni da essa stabi-
lite, o permettere una valutazione approssimativa dell'imposta. L'impo-
sta non deve però risultare notevolmente diminuita o aumentata, non 
si deve verificare una distorsione notevole della concorrenza e non de-
vono diventare eccessivamente difficoltosi  la compilazione dei  rendi-
conti  di altri contribuenti  ed i controlli  fiscali. Il  calcolo dell'imposta in 
base a una valutazione approssimativa presuppone sempre l'autoriz-
zazione da parte dell'AFC (Commento DFF, pag. 48 seg.). 

5.3 L'AFC  ha  fatto  uso  della  facoltà  concessale  dall'art.  47  cpv.  3 
OIVA, introducendo la  possibilità  di  conteggiare  l'imposta  secondo il 
metodo dell'aliquota a saldo (cfr. GAAC 66.14, decisione in cui viene 
confermata la costituzionalità dell'art. 47 cpv. 3 OIVA). Questa opzione 
è stata in particolare concepita per facilitare dal profilo amministrativo 
– non però finanziario – l'allestimento dei rendiconti d'imposta alle pic-
cole e medie imprese (DTF 126 II 443 consid. 9; cfr. inoltre ERNST HÖHN/
ROBERT WALDBURGER,  Steuerrecht, vol. I,  9. edizione, Berna 2001, § 24 
no. 204).

5.4 Vigente l'OIVA, l'AFC ha dapprima accordato la possibilità di appli-
care il metodo dell'aliquota a saldo a contribuenti con una cifra d'affari 
annua massima di  500'000.--. Dal  1. gennaio 1997,  l'AFC ha esteso 
questa opzione anche a contribuenti che realizzano una cifra d'affari 
annua  massima  di  fr.  1'500'000.--  e  un  debito  fiscale  netto  di  fr. 
30'000.--, poi aumentato a fr. 35'000.-- a partire dal 1. gennaio 1999 
(cfr. opuscolo “Aliquote saldo per l'imposta sul valore aggiunto” valido 
dal 1. gennaio 1997, cifra 1.1 e il relativo supplemento contenente le 

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modifiche introdotte dal 1. gennaio 1999; decisione del Tribunale am-
ministrativo  federale  A-1405/2006  del  21  giugno  2007,  consid.  4; 
GAAC 65.22, consid. 3c). A partire dal 1. gennaio 1997, l'AFC ha nel 
contempo  stabilito  che  quando  il  limite  annuo  di  cifra  d'affari  di  fr. 
1'500'000.--  e/o di  debito fiscale netto di  fr. 30'000.--  viene superato 
durante  due  anni  civili  consecutivi,  il  contribuente  deve  conteggiare 
l'imposta secondo il  metodo legale dal 1. gennaio del terzo anno. In 
questi  casi  il  contribuente  è  obbligato  ad  adottare  in  tempo  utile  i 
provvedimenti contabili che il cambiamento comporta e ad informare in 
forma scritta l'AFC al più tardi entro la fine di gennaio del terzo anno. 
Quest'ultima  si  è  quindi  pure  riservata  la  facoltà  di  revocare  retro-
attivamente l'autorizzazione al conteggio dell'imposta secondo il meto-
do dell'aliquota a saldo nei casi di un massiccio superamento di uno o 
di ambedue dei suddetti limiti (cfr. opuscolo “Aliquote saldo per l'impo-
sta sul valore aggiunto” valido dal 1. gennaio 1997, cifra 5.2). 

6.
Nel caso in esame, l'AFC ha concesso l'autorizzazione ad allestire i 
rendiconti d'imposta secondo il metodo dell'aliquota a saldo al 4% il 26 
novembre 1996 in base ai dati dichiarati dal contribuente, che a quel 
tempo indicava il conseguimento di una cifra d'affari annua massima 
prevista – per gli anni 1996 e 1997 – pari a fr. 667'000.-- (cfr. richiesta 
del 22 novembre 1996). Tale autorizzazione permetteva di far capo al 
metodo dell'aliquota a saldo a far tempo dal 1. gennaio 1997. 

L'autorizzazione è stata poi revocata – con effetto sempre al 1. genna-
io 1997, quindi retroattivamente – con decisione del 14 giugno 2001, 
confermata con decisione su opposizione del 30 marzo 2006 qui impu-
gnata. 

Con quest'ultimo atto – rilevato, in base ai dati da lei accertati, che la 
cifra d'affari del contribuente si attestava a fr. 926'183.-- nel 1995, fr. 
1'000'184.-- nel 1996 e fr. 1'046'881.-- nel 1997 e che il debito fiscale 
annuo netto dichiarato raggiungeva in quegli stessi anni fr. 29'276.--, fr. 
51'380.--  rispettivamente  fr.  30'021.--  –  l'AFC  ha  rinviato  generica-
mente agli estremi per l'applicazione del metodo dell'aliquota a saldo 
indicati  nell'opuscolo  (ovvero  al  massimo  il  conseguimento  di  fr. 
1'500'000.--  di  cifra  d'affari  e/o  fr.  30'000.--  di  debito  fiscale  annuo 
netto)  e  quindi  giustificato il  provvedimento preso sia  con il  supera-
mento da parte del contribuente della cifra d'affari annua dichiarata di 
fr. 667'000.-- sia del debito fiscale annuo netto massimo di fr. 30'000.--. 

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Senza diffondersi ulteriormente in merito – né sulle cifre, né sui criteri 
da  lei  concretamente  applicati  per  procedere  alla  revoca  retroattiva 
dell'autorizzazione  concessa  –  essa  ha  quindi  concluso  osservando 
che “in simili circostanze, la reclamante non aveva diritto all'applicazio-
ne dell'aliquota a saldo, la quale perciò le è stata giustamente revoca-
ta”.

7.
Sennonché una simile motivazione non risulta essere sufficientemente 
sostanziata rispettivamente comprensibile e, come tale, comporta una 
lesione del diritto di essere sentiti garantito dalla Costituzione federale 
del 19 aprile 1999 (Cost; RS 101).

7.1 Ancorato nell'art. 29 cpv. 2 Cost, ed inteso quale garanzia minima, 
il diritto di essere sentiti ha tra l'altro quale conseguenza l'obbligo da 
parte di un'autorità di motivare, almeno in modo succinto, le decisioni 
rese (DTF 130 II 530, consid. 4.3). Tale diritto non impone all'autorità 
di esporre e di discutere tutti i fatti, i mezzi di prova e le censure solle-
vate (DTF 126 I 97, consid. 2b), è necessario tuttavia che l'autorità citi 
i motivi su cui fonda il suo ragionamento e che l'hanno condotta alla 
decisione presa. La motivazione addotta deve infatti permettere all'in-
teressato ed a un'eventuale autorità di ricorso di rendersi conto della 
portata e della correttezza della decisione che lo concerne (DTF 133 
III  439,  consid.  3.3;  130  II  530,  consid.  4.3;  129  I  232,  consid.  3.2 
segg.;  126  I  97,  consid.  2b;  decisione  del  Tribunale  amministrativo 
federale  A-1752/2006  del  22  novembre  2007,  consid.  3.3;  GIOVANNI 
BIAGGINI, Kommentar BV, Zurigo 2007, ad art. 29 no. 6 e no. 25; LORENZ 
KNEUBÜHLER, Die Begründungspflicht, Bern 1998, pag. 94 segg.).

7.2 Nella fattispecie, così però non è stato. In luogo di prendere posi-
zione sui dati da lei accertati indicandone l'origine e – facendo riferi-
mento alla sua prassi –, metterli in relazione con i limiti massimi di fr. 
1'500'000.-- e fr. 30'000.-- rispettivamente fr. 35'000.--, quindi di spie-
gare perché e in che misura i  limiti  in  questione sarebbero stati  su-
perati,  nella  propria decisione l'AFC si  è infatti  limitata a tirare delle 
conclusioni generiche e non circostanziate che non permettono al let-
tore di comprenderne la reale portata.

7.3 Una volta constatato il superamento dei limiti previsti, l'AFC avreb-
be inoltre – e soprattutto – dovuto prendere posizione in merito  alle 
condizioni per una revoca retroattiva dell'autorizzazione concessa, ov-
vero per il provvedimento da lei concretamente prospettato e deciso. 

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Una misura, quella della revoca retroattiva dell'autorizzazione conces-
sa, espressamente considerata dall'AFC stessa di “carattere straordi-
nario” (decisione impugnata, consid. 2.2). 

Anche sotto questo ulteriore aspetto, invero centrale per la fattispecie 
in esame, la decisione impugnata risulta però essere carente. Invece 
di definire concretamente e quindi confrontarsi con i criteri da essa in-
dicati nell'opuscolo cui fa riferimento anche la dichiarazione di adesio-
ne fatta sottoscrivere dal ricorrente, in particolare con quello di “mas-
siccio  superamento”,  durante  due  anni  civili  consecutivi,  della  cifra 
d'affari annua massima consentita e/o del debito fiscale annuo netto, 
l'AFC ha unicamente concluso che l'autorizzazione è stata “giustamen-
te revocata”, determinando l'insufficienza di motivazione riscontrata. 

Il fatto che nell'ambito dell'applicazione dell'art. 47 cpv. 3 OIVA la giu-
risprudenza riconosca un ampio spazio di manovra all'AFC (decisione 
della CRC 2002-140 del 31 marzo 2004, consid. 3e.bb; GAAC 66.14, 
consid. 3c) non giova inoltre affatto a quest'ultima. Proprio tale libertà, 
le  avrebbe  semmai  imposto  ancor  maggior  rigore  nel  motivare  la 
decisione resa (DTF 133 I 270, consid. 3;  REGINA KIENER/WALTER KÄLIN, 
Grundrechte, Berna 2007, pag. 426; GEROLD STEINMANN , Die schweizeri-
sche  Bundesverfassung,  Kommentar,  2.  edizione,  Zurigo  2008,  ad 
art. 29, no. 27).

7.4 Facendo astrazione dalla ripresa effettuata per la quota privata al-
le spese d'automobile, che riguarda anche il 1995 e il 1996, dalla deci-
sione impugnata non risulta infine neppure chiaro come e in che misu-
ra il  periodo fiscale 1.1995-31.12.1996 – di  per sé non direttamente 
influenzato dall'autorizzazione concessa il 26 novembre 1996 a proce-
dere  secondo il  metodo  dell'aliquota  a  saldo,  valida  a  partire  dal  1. 
gennaio 1997 – sia toccato dalla decisione impugnata. 

Dopo aver specificato (p.to. A dei fatti), che il 25 gennaio 1995 il contri-
buente aveva ricevuto l'autorizzazione per l'allestimento trimestrale dei 
rendiconti secondo le controprestazioni ricevute (incassato), mentre – 
a partire dal 1. gennaio 1997 – al ricorrente era stata concessa l'auto-
rizzazione a procedere secondo il metodo dell'aliquota a saldo, l'AFC 
dichiara infatti di aver proceduto – in occasione del controllo svolto – a 
determinare il  diritto alla deduzione dell'imposta precedente secondo 
l'origine dei costi sulla base delle fatture pagate nel periodo tra il 1995 
e il  1999, senza sostanziare però ulteriormente tale affermazione, in 

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particolare, senza chiarire se, in quale misura e su quali basi la situa-
zione fiscale degli anni 1995 e 1996 sia pure ancora in discussione.

Anche tale modo di agire viola l'obbligo da parte dell'AFC di motivare 
le proprie decisioni nel senso sopra descritto (cfr. precedente consid. 
7.1). Esso non permette infatti né al ricorrente, né all'autorità di ricorso 
di  prendere  conoscenza –  nemmeno attraverso il  rinvio  alla  volumi-
nosa ducumentazione componente l'incarto – dei motivi su cui l'auto-
rità inferiore ha fondato il  suo ragionamento e che l'hanno concreta-
mente condotta alla sua decisione (DTF 133 III 439, consid. 3.3; 133 III 
235, consid. 5; 121 I 54, consid. 2c).

7.5 Per altro, occorre aggiungere che, benché una motivazione possa 
essere accompagnata pure da rinvii ad altri  atti  componenti l'incarto, 
per giurisprudenza del Tribunale federale questa maniera di  agire ha 
un suo chiaro limite quando ostacola oltremodo la comprensione della 
decisione o addirittura la preclude, ad esempio quando viene fatto ri-
ferimento a un numero rilevante o generico di documenti (cfr. decisioni 
del Tribunale federale 2A.199/2003 del 10 ottobre 2003, consid. 2.2.2 
[in cui la consultazione di documenti contenuti in un classificatore fe-
derale corredato di indice viene considerata ancora accettabile] rispet-
tivamente 1P.708/1999 del 2 febbraio 2000, consid. 2 [in cui un gene-
rico rinvio ad atti non viene considerato sufficiente]). 

La carenza di  motivazione in concreto riscontrata non è necessaria-
mente  dipendente  da un rinvio  ad ulteriori  atti.  In  ogni  caso,  il  solo 
rinvio a un calcolo – non ulteriormente spiegato né chiaramente com-
prensibile – figurante su un conto complementare o su un rapporto di 
controllo di un ispettore – come nella fattispecie – non è ammissibile. 

8.
Constatata la violazione del diritto di essere sentiti da parte dell'AFC, 
occorre ancora chiedersi se a tale violazione non sia stato posto rime-
dio nel corso della procedura che ci occupa. In via eccezionale, la giu-
risprudenza ammette infatti  che se l'autorità di  ricorso adita dispone 
dello stesso potere di esame dell'istanza inferiore, quando ciò non co-
stituisca un pregiudizio per il ricorrente ed egli abbia potuto esprimersi 
compiutamente davanti a tale istanza in merito a nuovi elementi addot-
ti dall'autorità inferiore (quali ad esempio, un complemento di motiva-
zione della decisione impugnata), vi è effettivamente la possibilità che 
una violazione del  diritto  di  essere  sentiti  possa essere  considerata 
sanata  (DTF 126 V 130,  consid. 2b; 124 II  132,  consid. 2d;  MICHELE 

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ALBERTINI, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im 
Verwaltungsverfahren,  Berna 2000,  pag. 458 segg.;  PIERRE MOOR,  op. 
cit., no. 2.2.7.4).

Così  però non è nella  fattispecie. Benché il  Tribunale amministrativo 
federale abbia un pieno potere d'esame (art. 49 PA) e sia chiamato di 
regola a statuire esso stesso senza far uso della facoltà di rinvio del 
gravame all'autorità  inferiore  (art.  61  cpv. 1  PA), nel  caso in  esame 
esso non dispone degli  elementi  necessari  per  esprimersi  in  merito 
all'esattezza del montante richiesto al ricorrente. Non desumibili dalla 
decisione impugnata e dai suoi annessi,  tali  elementi non sono nep-
pure emersi in corso di procedura, in particolare con la risposta dell'11 
luglio  2006  (ULRICH HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX UHLMANN, Allgemeines 
Verwaltungsrecht,  5.  edizione,  Zurigo  2006,  no.  1710  seg.;  MICHELE 
ALBERTINI, op. cit., pag. 462). 

In conseguenza, l'incarto dev'essere rinviato all'AFC. Quest'ultima do-
vrà nuovamente pronunciarsi,  nel  rispetto dei criteri  indicati,  facendo 
concerto riferimento alla prassi da lei sviluppata e quindi sostanziando 
il ben fondato della pretesa avanzata. L'AFC potrà fare rinvio anche ad 
altri  documenti, a condizione che li indichi puntualmente come tali  in 
modo che siano facilmente identificabili e verificabili.

9.
Riassumendo, il  ricorso dev'essere parzialmente accolto ai  sensi dei 
considerandi (p.ti 4, 7 e 8). Di conseguenza, la decisione del 30 marzo 
2006 è annullata e l'incarto rinviato all'AFC, affinché si pronunci nuo-
vamente in merito.

10.
In applicazione dell'art. 63 cpv. 2 PA, non si prelevano spese proces-
suali.  Con riferimento all'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio 
2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 
amministrativo federale (TS-TAF; RS 173.32), al ricorrente, agente in 
prima persona, non viene riconosciuta nessuna indennità per ripetibili.

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è parzialmente  accolto ai sensi dei considerandi (p.ti 4, 7 e 
8). Di conseguenza, la decisione del 30 marzo 2006 è annullata e l'in-
carto rinviato all'Amministrazione federale delle contribuzioni, affinché 
si pronunci nuovamente in merito.

2.
Non si prelevano spese processuali. Ad avvenuta crescita in giudicato 
del presente giudizio, l'anticipo spese di fr. 3'500.-- versato dal ricor-
rente gli verrà restituito.

3.
Non si assegnano ripetibili. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (atto giudiziario)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Markus Metz Marco Savoldelli

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un ter-
mine di 30 giorni  dalla sua notificazione, nella misura in cui  sono ri-
spettate le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della 
legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110). Gli 
atti  scritti  devono essere redatti  in  una lingua ufficiale,  contenere le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte – i do-
cumenti indicati  come mezzi di  prova devono essere allegati  (art. 42 
LTF).

Data di spedizione: 

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