# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8243db89-4a70-540e-8f59-aecbf88782e4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.12.2008 D-5153/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5153-2008_2008-12-04.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5153/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  4  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Christa Luterbacher;
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Georgia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM dell'8 agosto 2008 / N 

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5153/2008

Fatti:

A.
Il  6  luglio  2008,  l'interessato  ha  presentato  una  domanda d'asilo  in 
Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali  d'audizione  del  17  e  del  31  luglio  2008)  di  essere  nato  a 
B._______ (Ossezia del Sud), dove avrebbe vissuto fino all'età di otto 
anni,  prima di  recarsi  con la propria famiglia a C._______. Ha prima 
affermato  d'essere  espatriato  nel  giugno  2008,  poi  nel  2006,  per 
fuggire dalle autorità statali, le quali avrebbero minacciato la sua intera 
famiglia,  da  un  lato,  a  causa  delle  origini  sudossete  del  padre, 
dall'altro  lato,  per  via  delle  attività  politiche  anti-governative  di 
quest'ultimo. 

B.
L'8 agosto 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
d'asilo  ai  sensi  dell'art. 32 cpv. 2 lett. a  della  legge sull'asilo  del  26 
giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  anche  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  verso  la  Georgia  siccome  lecita, 
esigibile e possibile. 

C.
L'8 agosto 2008, l'interessato ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
ulteriori  indagini  ed  una  nuova  decisione  nel  merito  della  domanda 
d'asilo, la  concessione  dell'asilo  politico  e,  in  via  sussidiaria, 
l'ammissione  provvisoria. Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali. 

D.
Il 14 agosto 2008, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso. 

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E.
Il 29 agosto 2008, l'UFM, nell'ambito della sua risposta, ha proposto la 
reiezione del gravame.

F.
Il  10  novembre  2008,  il  ricorrente  ha  inoltrato  l'atto  di  replica, 
chiedendo l'accoglimento del suo ricorso.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.

2.1 Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa. 

2.2 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021) nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

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4.
Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha considerato,  da  un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva esibizione di  documenti  di  viaggio o d'identità,  essendosi 
egli  limitato,  al  riguardo,  a  dichiarare  di  non  avere  la  possibilità  di 
procurarli. Inoltre, non avrebbe reso verosimile la propria provenienza 
dall'Ossezia.  Dall'altro  lato,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  siccome 
vaghe, stereotipate e contraddittorie le allegazioni decisive in materia 
d'asilo  presentate dall'insorgente. Quest'ultimo non è stato  in  grado, 
senza  valide  ragioni,  di  fornire  indicazioni  precise  sull'Ossezia  e 
sull'attività politica del padre. L'autorità inferiore ha altresì considerato 
non  necessari  ulteriori  chiarimenti  ai  fini  dell'accertamento  della 
qualità  di  rifugiato o dell'esistenza di  un impedimento all'esecuzione 
dell'allontanamento dell'insorgente.

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  di  avere  una  valida  giustificazione 
per  la  mancata  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità, 
considerato che non potrebbe ottenerne. Fa inoltre valere che nel caso 
di  specie  si  giustifica  l'entrata  nel  merito  della  sua domanda d'asilo 
perché  i  suoi  motivi  sarebbero  meritevoli  d'approfondimento.  Infine, 
afferma  che  la  situazione  tra  la  Georgia  e  l'Ossezia  si  sarebbe 
aggravata,  motivo  per  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento 
sarebbe, al momento, inesigibile. 

6.

6.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c). 

6.2 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 

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permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  d'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi quelli  emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.3 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché  dalla  evidente  esistenza  di  un'alternativa  di  rifugio  interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.

7.1 L'insorgente non è manifestamente riuscito a rendere verosimile la 
propria provenienza dall'Ossezia del Sud. Nel corso delle audizioni, ha 
affermato di  essere nato e cresciuto a B._______ (Ossezia del Sud) 
fino  all'età  di  otto  anni,  frequentando due anni  di  scuole  elementari 
(cfr. verbale d'audizione del 17 luglio 2008 pag. 1 e verbale d'audizione 
del 31 luglio 2008 pag. 3). Nell'ambito delle audizioni l'insorgente ha 
però  più  volte  affermato  di  non  conoscere  né la  lingua (cfr. verbale 
d'audizione  del  17  luglio  2008  pag.  2),  né  la  cultura  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  31  luglio  2008  pag. 7)  dell'Ossezia,  avendo  lasciato 
tale  regione  da  piccolo. Il  ricorrente,  la  cui  madre  è  georgiana  (cfr. 
verbale d'audizione del  17 luglio  2008 pag. 1),  viene quindi  ritenuto 
come cittadino georgiano. 

7.2 Questo Tribunale osserva,  inoltre,  che il  ricorrente,  senza valide 
ragioni,  non  ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o 
d'identità  ai  sensi  di  legge.  In  tal  contesto  giova  rilevare,  che 
l'insorgente  era  stato  invitato  a  presentare  tali  documenti  sin  dal  6 
luglio  2008 (formulario  agli  atti). Non v'è,  altresì,  ragione di  ritenere 
che  se  avesse  effettuato  dei  seri  e  concreti  sforzi  per  procurarsi 
tempestivamente un tale documento, detti sforzi non avrebbero potuto 
avere  esito  favorevole.  Per  di  più,  in  particolare  e  nella  sua 
imprecisione, non può essere ritenuto plausibile che il ricorrente abbia 

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vissuto in Georgia senza documento valido, identificandosi presso le 
autorità  statali  indicando semplicemente il  proprio  nome ed indirizzo 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  31  luglio  2008  pag.  12).  Inoltre,  non 
soccorre  il  ricorrente  nemmeno  la  generica  e  vaga  affermazione, 
secondo  la  quale  in  Georgia  gli  avrebbero  detto  di  procurarsi  un 
documento in Ossezia, cosa che non avrebbe potuto fare, visto che lì 
c'era “confusione” (v. ibidem pag. 11). 

8.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le 
allegazioni decisive in materia d'asilo da lui presentate s'esauriscono, 
infatti,  in  mere  affermazioni  di  parte  non  corroborate  da  alcun 
elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni 
indicate nel provvedimento litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 
cpv. 3 LTF in relazione all'art. 6 LAsi, all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). 
Basti  rilevare  che  l'insorgente  ha  fornito  versioni  manifestamente 
contraddittorie del proprio racconto nell'ambito delle due audizioni. In 
particolare ed al contrario dell'audizione del 17 luglio 2008, nell'ambito 
della quale aveva asserito di essere espatriato nel giugno 2008 (pag. 
1), nell'audizione del 31 luglio 2008 ha sostenuto di essere espatriato 
nel  2006 per recarsi  prima in  Ucraina ([...]),  poi  in  Slovacchia ([...]), 
Austria ([...]), Italia ([...]), Francia ([...]) e poi ancora in Italia prima di 
arrivare  in  Svizzera  (pag.  5).  Avrebbe,  altresì,  presentato  domanda 
d'asilo  in  Slovacchia,  Francia  ed  in  Austria  (ibidem).  Inoltre, 
l'insorgente ha affermato di essere stato perseguitato in patria a causa 
delle  attività  politiche  del  padre,  asserendo  che  in  data  [...]  dieci  o 
quindici  persone  avevano  fatto  irruzione  in  casa,  minacciando  e 
pestando  tutta  la  sua  famiglia  (cfr. verbale  d'audizione  del  17  luglio 
2008  pag.  5).  A  prescindere  dal  fatto  che,  secondo  la  seconda 
versione dei fatti presentata dal ricorrente, in data [...] egli si trovava 
già all'estero, nell'ambito dell'audizione del 31 luglio 2008 ha affermato 
di non ricordare la data esatta del summenzionato evento, sostenendo 
che, comunque, sarebbero state cinque le persone a fare irruzione in 
casa  (cfr.  verbale  d'audizione  del  31  luglio  2008  pag.  8  e  9).  Per 
conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato come inverosimili, con 
riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  le dichiarazioni determinanti 
rese dall'insorgente.

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9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate  (v.  considerando  8  del  presente  giudizio),  non  risultano 
elementi  da  cui  dedurre  la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini 
della determinazione della qualità  di  rifugiato del   ricorrente (art. 32 
cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Georgia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) od esporre il ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se  per  impedimenti  all'esecuzione  dell'allontanamento  ai  sensi 
dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi debbano intendersi anche quelli di diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento) oltre a quelli  di diritto internazionale pubblico. In 
effetti,  anche  in  materia  d'esigibilità  e  di  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento  non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun 
elemento suscettibile d'imporre degli ulteriori chiarimenti.

10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che,  dopo  l'armistizio  del  12 agosto 2008  negoziato, 
tramite l'Unione Europea (UE),  da Russia e Georgia,  in  quest'ultimo 
Paese non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o 
violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella 
totalità  del territorio  nazionale. Inoltre, a fine novembre 2008, hanno 
preso il via a Ginevra i secondi negoziati di pace fra Russia e Georgia. 
A tali colloqui hanno preso parte, oltre ai mediatori delle Nazioni Unite, 

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Stati  Uniti,  UE  e  Osce,  anche  rappresentanti  delle  due  regioni 
separatiste di Abkhazia e Ossezia del Sud. Per di più, l'UE prevede di 
instaurare  una  missione  d'inchiesta  per  indagare  sulle  cause  del 
conflitto  in  Georgia.  Oltre  a  ciò,  questo  Tribunale  osserva  che  la 
situazione  nella  capitale  Tbilisi,  dove  si  troverebbero  i  genitori  del 
ricorrente, si è decisamente stabilizzata. 

10.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale (come insegnante di judo; cfr. verbale d'audizione del 17 
luglio 2008 pag. 2). Egli non ha altresì preteso nel gravame di soffrire 
di  gravi  problemi  di  salute  tali  da  giustificare  un'ammissione 
provvisoria (v. sulla problematica GICRA 2003 n. 24), senza che ad un 
esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una 
permanenza dell'insorgente in Svizzera per motivi  medici. Infatti,  per 
quanto concerne gli allegati disturbi da parte del ricorrente ([...],  [...], 
[...]; cfr. verbale d'audizione del 31 luglio 2008 pag. 3, 6 e 10), giova 
rilevare che, di principio, incombe al ricorrente medesimo di dimostrare 
l'esistenza  dei  presupposti  per  la  pronuncia  di  un'ammissione 
provvisoria in Svizzera, fermo restando che non compete all'autorità di 
ricorso  d'assumere  d'ufficio  quegli  elementi,  come  fra  l'altro  un 
certificato medico, che l'insorgente, usando della necessaria diligenza, 
avrebbe potuto e dovuto produrre di moto proprio (GICRA 1995 n. 23). 
Non v'è altresì ragione di ritenere che,  se del caso, il  ricorrente non 
possa ottenere in patria le cure ed i medicamenti eventualmente a lui 
occorrenti. Tra l'altro, l'insorgente stesso ha dichiarato di essersi recato 
da uno psicologo in patria per farsi curare (cfr. verbal d'audizione del 
31  luglio  2008  pag.  10).  Per  di  più,  in  relazione  ai  mezzi  finanziari 
necessari per accedere alle cure mediche, il TAF rileva che il ricorrente 
ha  la  facoltà  di  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi 
dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi.  In siffatte circostanze, l'autorità inferiore 
ha rettamente ritenuto siccome adempiti  i  presupposti  per  formulare 
una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per 
l'insorgente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  nel  suo  Paese 
d'origine.

10.5 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Il 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

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11.
Pertanto, in materia di non entrata nel merito il ricorso, destituito d'ogni 
e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione 
impugnata va confermata.

12.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14  cpv. 1  e  cpv. 2 LAsi  e  art. 44  cpv. 1  LAsi  nonché 
art. 32  dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

13.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando  10 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

14.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali,  di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- D._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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