# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f2a33b5d-1f23-5bc3-8d34-b89b78d27128
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.07.2019 38.2019.18
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2019-18_2019-07-01.html

## Full Text

Incarto
  n.

  38.2019.18

   

  rs

  	
  Lugano

  1 luglio 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 marzo 2019 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 6 febbraio 2019 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 9 luglio
2018 la Cassa Disoccupazione CO 1 (in seguito: la Cassa) ha negato a RI 1 il
diritto a indennità di disoccupazione dal 2 luglio 2018, in quanto, da una
parte, non risultava ossequiato il periodo minimo di contribuzione dodici mesi,
dall’altra, non sussisteva un motivo di esenzione dall’adempimento del periodo
di contribuzione (cfr. doc. 32).

 

                               1.2.   A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1 (cfr. doc. 33), la
Cassa, il 6 febbraio 2019, ha emanato una decisione su opposizione con cui ha
confermato il proprio precedente provvedimento, rilevando:

 

" (…) Riassumendo
la sua attività lavorativa durante il termine quadro di contribuzione lei è
stato impiegato presso __________ dove suo padre è azionista ed è stato
direttore, l’amministratore unico risulta invece __________ che appare quale
amministratore unico o socio e gerente in un’altra decina di società, il ruolo
del signore __________ appare quindi equivalere a quella dell’”uomo di paglia”
che copre verso l’esterno attività eseguite da altri, nel caso concreto dal
signor __________ (suo padre). Il rapporto di lavoro è durato secondo lei 10
mesi, 9 invece secondo la scrivente cassa. I dipendenti della società erano lei
suo padre e sua madre.

Presso la società __________ ha invece
effettuato 2 mesi di lavoro che, sommati ai 10 da lei rivendicati presso __________,
porterebbero all’adempimento del periodo di contribuzione.

Anomalo il fatto però che la citata
società, dove suo padre è socio e gerente detiene il 100% del capitale azionario,
negli anni 2017 e 2018 abbia avuto quali unici dipendenti lei e sua madre, come
avvenuto peraltro presso la __________, unicamente per 2 mesi (maggio e giugno
2018) e che per entrambi tali mesi avrebbero portato a 12 mesi di
contribuzione.

Singolare che il considerevole aumento
delle vendite sia stato in concomitanza con il fallimento della società dove
era impiegato in precedenza.

Infine, contrariamente a quanto avvenuto
presso la __________, gestita sempre da suo padre, il salario per i 2 mesi è
stato versato in contanti anziché come avvenuto in precedenza tramite bonifico
bancario.

Tenuto conto di tutti gli elementi emersi la
cassa ritiene non adempiuto il periodo di contribuzione e di conseguenza
l’opposizione non può essere accolta. (…)” (Doc. A2)

 

                               1.3.   Con ricorso del 13 marzo 2019
RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto il riconoscimento del
diritto a indennità di disoccupazione dal 2 luglio 2018.

                                         Riguardo alla tempestività
dell’impugnativa il patrocinatore dell’insorgente ha addotto:

 

“(…) La decisione avversata, datata 6
febbraio 2019, è stata trasmessa per posta semplice indicando l’indirizzo del
ricorrente, al quale tuttavia non è mai pervenuta. Per contro, la stessa è
stata ricevuta dallo scrivente legale lunedì 11 febbraio 2019 (doc. B). Il
presente allegato è tempestivo, ritenuto che il termine di 30 giorni ex art. 52
cpv. 1 LPGA (scadenti mercoledì 13 marzo 2019) per presentare ricorso alla decisione
impugnata è rispettato. (…)” (Doc. I pag. 2)

 

                               1.4.   La Cassa, in risposta, ha indicato
che il ricorso non è tempestivo, motivando come segue:

 

" La
contestata decisione su opposizione è stata inviata (Posta A+) il giorno
venerdì 08.02.2019, il termine era dunque l’11.03.2019. Il ricorso è stato
redatto in data 13.03.2018 (recte: 2019) ed è pervenuto al Tribunale in
data 14.03.2019. (…)” (doc. III).

 

                               1.5.   Con replica del 26 aprile
2019 l’avv. RA 1, a nome e per conto del ricorrente, ha indicato che la
decisione su opposizione del 6 febbraio 2019, da un lato, riporta l’indicazione
“Posta A Plus (A1)” seguita dall’indirizzo di RI 1, dall’altro, non è
mai pervenuta a quest’ultimo, come confermato dallo stesso ricorrente (cfr.
doc. N). Il legale ritiene, quindi, che il provvedimento in questione sia stato
trasmesso - per posta semplice, in copia per conoscenza - unicamente a lui, il
quale si trovava peraltro in un periodo di lutto a seguito della morte di sua
madre, avvenuta il 17 gennaio 2019.

                                         L’avv. RA 1 ha precisato
di avere ritirato la lettera lunedì 11 febbraio 2019 e ha chiesto “(…) di
considerare adeguatamente il macroscopico errore di intimazione in cui è
incappata la resistente, volendo se del caso concedere al ricorrente, nella
denegatissima ipotesi, la restituzione in termini giusta l’art. 41 LPGA”
(Doc. V).

 

                               1.6.   Il 6 maggio 2019 la Cassa ha
specificato:

 

" (…) La
cassa ha, contrariamente a quanto asserito, trasmesso la decisione su
opposizione dl 6 febbraio 2019 tramite invio di posta A Plus allo Studio
Legale.

Lo Studio Legale, forse per una svista, non
ha notato che la decisione su opposizione aveva una lettera accompagnatoria
dove è chiaramente indicato il tipo di spedizione (Posta A Plus (A+)). (…)”
(Doc. VII)

 

                                         La parte resistente ha,
inoltre, prodotto la lettera accompagnatoria alla decisione su opposizione
impugnata del 6 febbraio 2019, l’elenco dei destinatari per tutti gli invii
scritti, il tracciamento dell’invio e la procura conferita dall’insorgente
all’avv. RA 1 dello Studio legale __________ il 29 agosto 2018 (cfr. doc. VII1-VII4).

 

                               1.7.   Il patrocinatore del
ricorrente si è nuovamente espresso in merito alla tempestività del ricorso del
13 marzo 2019 con scritto del 20 maggio 2019 (cfr. doc. IX).

 

                               1.8.   La Cassa, il 27 maggio 2019,
ha segnatamente evidenziato di avere trasmesso tramite posta A Plus soltanto
allo studio legale, in virtù della procura, la decisione su opposizione
unitamente alla lettera accompagnatoria indicante chiaramente che non si
trattava di una lettera per conoscenza, bensì per competenza (cfr. doc. XI).

 

                               1.9.   Il 13 giugno 2019 l’avv. RA 1
ha presentato ulteriori osservazioni in merito alla fattispecie (cfr. doc.
XIII) che sono state inviate per conoscenza alla parte resistente (cfr. doc.
XIV).

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Nel merito l’oggetto della
lite è circoscritto alla questione di sapere se rettamente oppure no la Cassa
abbia negato al ricorrente il diritto a indennità di disoccupazione dal 2
luglio 2018, poiché il periodo di contribuzione minimo di dodici mesi (cfr.
art. 8 cpv. 1 lett. e; 13 LADI) non risulta adempiuto, rispettivamente
l’assicurato non può essere esonerato dallo stesso (cfr. art. 14 LADI).

 

                                         Questa Corte, però, deve dapprima
verificare la tempestività del ricorso inoltrato dall’insorgente contro la
decisione su opposizione del 6 febbraio 2019.

 

                               2.2.   Giusta l'art. 60 cpv. 1 LPGA,
il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione o della decisione contro cui l'opposizione è esclusa.

                                         Secondo il
capoverso 2, gli articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

 

                                         L'art. 38
cpv. 1 LPGA prevede che se il termine è
computato in giorni o in mesi e deve essere notificato alle parti, inizia a
decorrere il giorno dopo la notificazione. Il cpv. 3 stabilisce che se l’ultimo
giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto
dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale
seguente. È determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la
parte o il suo rappresentante.

 

                                         Dopo l'entrata in vigore
della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in relazione all’art. 20 PA,
il termine di ricorso in caso di notifica della decisione durante la
sospensione dei termini comincia a decorrere il primo giorno dopo la scadenza
della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STF I 643/06 del 2 novembre 2006;
Pratique VSI 1998 p. 217; Mosimann, in: Praktische Anwendungsfragen des ATSG,
2003, pp. 130s).

 

                                         A norma dell’art. 39 cpv.
1 LPGA, le richieste scritte devono essere consegnate all’assicuratore oppure,
a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza
diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine.

 

                                         Se il termine di ricorso è
spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso tardivo, per cui la
decisione contestata cresce in giudicato (cfr. DTF 134 V 49 consid. 2;
Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr. 9, p. 479).

 

                               2.3.   Nell’evenienza concreta dalle
carte processuali emerge che RI 1, il 2 luglio 2018, si è annunciato per il
collocamento presso l’Ufficio regionale di collocamento di __________ con
effetto dalla medesima data (cfr. doc. 3).

 

                                         Nella “Domanda d’indennità
di disoccupazione” l’assicurato ha indicato che la sua ultima datrice di lavoro
è stata la __________ di __________ presso la quale ha svolto un impiego
temporaneo dal 2 maggio al 30 giugno 2018. Egli ha precisato di aver lavorato
in precedenza, dal 9 giugno 2017 al 30 aprile 2018, presso la __________ di __________
(cfr. doc. 4).

 

                                         Dall’estratto del Registro
di commercio della __________ (dal 25 aprile 2018 __________ in liquidazione a
seguito dello scioglimento della società per fallimento) si evince che dal
giugno al settembre 2017 direttore della SA con diritto di firma collettiva a
due è stato __________, padre del ricorrente (cfr. doc. 12; 23; A2).

 

                                         Per quanto riguarda la __________,
il padre dell’insorgente è stato unico socio e gerente con firma individuale
dal luglio 2013 all’aprile 2019. Dal maggio 2019 unico socio senza diritto di
firma è __________, cittadino __________ in __________, mentre __________ è
gerente con firma individuale (cfr. doc. 20; estratto RC reperibile al sito
www.zefix.ch).

 

                                         Il 9 luglio 2018 la Cassa
ha emesso una decisione con cui ha negato al ricorrente il diritto a indennità
di disoccupazione dal 2 luglio 2018, in quanto, da una parte, non risultava
ossequiato il periodo minimo di contribuzione dodici mesi, dall’altra, non
sussisteva un motivo di esenzione dall’adempimento del periodo di contribuzione
(cfr. doc. 32; consid. 1.1.).

 

                                         Tale provvedimento è stato
inviato all’assicurato tramite posta “A-Priority” (cfr. doc. 32).

 

                                         L’insorgente, il 29 agosto
2018, ha conferito procura all’avv. RA 1 dello Studio legale Si__________, “(…)
perché abbia a rappresentar-lo/i singolarmente, con facoltà di subdelega,
relativamente alla seguente partica: indennità di disoccupazione” (cfr. doc.
A annesso a doc. 33=doc. VII4).

                                         Il 3 settembre 2019 l’avv.
RA 1, a nome e per conto dell’assicurato, ha interposto opposizione contro la
decisione del 9 luglio 2018, allegando la relativa procura (cfr. doc. 33).

 

                                         La Cassa, il 6 febbraio
2019, ha emanato la decisione su opposizione impugnata davanti al TCA. 

                                         Il provvedimento riporta
sì in alto a destra il nominativo e l’indirizzo del ricorrente (“Signor RI 1 __________”),
nonché l’indicazione della modalità di invio, ossia “Posta A Plus (A+)” (cfr.
doc. A2=34; consid. 1.2.), tuttavia è stato spedito l’8 febbraio 2019 (cfr.
doc. VII2) tramite “Posta A PLus (A+)” all’avv. RA 1 “per vostra
competenza”, come risulta dalla lettera accompagnatoria (cfr. doc. VII1) -
menzionata anche dalla parte ricorrente (cfr. doc. IX). 

 

                                         Il tracciamento dell’invio
specifica che il plico postale relativo alla decisione su opposizione del 6
febbraio 2019 è stato recapitato via casella postale a __________ sabato 9
febbraio 2019 alle ore 6:54 (cfr.doc. VII3).

 

                                         Il ricorso inoltrato
dall’insorgente, patrocinato dall’avv. RA 1, contro la decisione su opposizione
del 6 febbraio 2019 è stato inviato per Raccomandata il 13 marzo 2019 dalla
Posta di __________ ed è pervenuto al TCA il 14 marzo 2019 (cfr. busta
d’intimazione allegata al ricorso, doc. I).

 

                               2.4.   L’art. 37 cpv. 1 LPGA enuncia
che la parte può farsi rappresentare, se non deve agire personalmente, o farsi
patrocinare nella misura in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo escluda.

 

                                         Giusta il cpv. 3 del
medesimo disposto, finché la parte non revochi la procura, l'assicuratore
comunica con il rappresentante.

 

                                         L’art. 11 cpv. 3 della Legge
federale sulla procedura amministrativa (PA) ha
il medesimo tenore dell’art. 37 cpv. 3 LPGA.

 

                                         Il principio secondo cui l'assicuratore, nel caso in cui la parte
sia rappresentata, comunica con il rappresentante
- preesistente all'entrata in vigore della LPGA - risponde a un'esigenza di
certezza del diritto e mira a eliminare ogni possibile dubbio sulla persona a
cui indirizzare le comunicazioni oltre a stabilire una regola chiara in merito
alla notificazione determinante per la decorrenza dei termini di ricorso (cfr. STF 9C_268/2019
dell’8 maggio 2019; STF 9C_460/2016 del 10 gennaio 2017 consid. 2.2.; STF
9C_85/2011 del 17 gennaio 2012 consid. 4.2.; STF 9C_791/2010 del 10 novembre
2010 consid. 2.2., pubblicata in SVR 2011 IV Nr. 32 pag. 93; DTF 99 V 177 consid. 3
pag. 182; SVR 2009 UV n. 16 pag. 62; SVR 2011 IV n. 32 pag. 93 consid. 2.2).

 

                                         Irregolare
è la notificazione di una decisione direttamente all'assicurato anziché al suo
rappresentante legale (cfr. STF 9C_85/2011 del 17 gennaio 2012 consid.
5.1.).

 

                                         In simili condizioni
occorre concludere che il modo di procedere della Cassa la quale, in virtù
della procura rilasciata il 29 agosto 2018 dal ricorrente all’avv. RA 1 a
seguito dell’emanazione della decisione del 9 luglio 2018 di diniego del
diritto a indennità di disoccupazione a far tempo dal 2 luglio 2018 (cfr. doc.
32; 33) e non revocata, ha intimato la decisione su opposizione del 6 febbraio
2019 al legale non presta il fianco a critica alcuna (cfr. STF 6B_304/2019 del
22 maggio 2019 consid. 2.3.5.).

 

                                         La censura della parte
ricorrente secondo cui non sarebbe stato corretto intimare la decisione su
opposizione impugnata con lettera accompagnatoria unicamente all’avv. RA 1
(cfr. doc. XIII) si rivela, dunque, infondata.

 

                                         In proposito cfr. STF
9C_268/2019 dell’8 maggio 2019, già citata sopra, con cui l’Alta Corte ha
ritenuto irricevibile, in quanto tardivo, il ricorso del 17 aprile 2019 contro
il giudizio del 3 settembre 2018 emesso dalla Camera delle assicurazioni
sociali della Corte di giustizia della Repubblica e Cantone di Ginevra (che
aveva respinto l’impugnativa contro una decisione dell’Ufficio AI di non
entrata in materia in merito a una nuova domanda di prestazioni). In effetti
determinante per la decorrenza del termine di ricorso era la data del 5
settembre 2018, ovvero la data della notifica della sentenza cantonale al
rappresentante del ricorrente e non il momento in cui l’insorgente - a cui non
era stata inviata copia del giudizio - era venuto a conoscenza di quest’ultimo.

 

                               2.5.   Come visto sopra (cfr.
consid. 2.3.), la decisione su opposizione del 6 febbraio 2019 è stata inviata
all’avv. RA 1, patrocinatore del ricorrente (cfr. consid. 2.4.), tramite posta
A Plus (cfr. doc. VII1).

 

                                         In una sentenza
8C_559/2018 del 26 novembre 2018, relativa all’assicurazione infortuni, mediante
la quale il giudizio di questa Corte era stato annullato in ragione di una
violazione del diritto di essere sentito del ricorrente, l’Alta Corte ha
sviluppato le seguenti considerazioni relative al sistema di spedizione Posta A
Plus:

 

" (…).

3.3. Nel sistema di spedizione
Posta A Plus alla busta è applicato un numero e analogamente a un plico
raccomandato, l'invio avviene con la menzione A Plus. A differenza della posta
raccomandata la ricezione dell'invio non è però attestata dal destinatario.
Conseguentemente il destinatario in caso di assenza non è informato tramite un
avviso di ricevimento. La notificazione è attestata elettronicamente, quando
l'invio è inserito nella casella postale o nella cassetta delle lettere del
destinatario. Così facendo, grazie al sistema di tracciamento degli invii Track
& Trace previsto dalla Posta Svizzera è possibile osservare la cronologia
dell'invio fino all'arrivo nella sfera di influenza del destinatario. Tuttavia,
in tale evenienza, il tracciamento Track & Trace non dimostra direttamente,
che la busta sia entrata effettivamente nella sfera di influenza del destinatario,
ma soltanto che la Posta Svizzera nel proprio sistema di tracciamento abbia
attestato una consegna dell'invio. Da ciò, si può unicamente dedurre alla
stregua di un indizio che la busta sia stata depositata nella cassetta delle
lettere o nella casella postale del destinatario. In assenza di un'attestazione
conferita dal sistema Track & Trace non si può concludere che qualcuno
abbia preso possesso in mano dell'invio e men che meno che qualcuno ne abbia
preso conoscenza (DTF 142 III 599 consid. 2.2
pag. 602 con riferimenti). 

 

3.4. Il Tribunale federale si è
già confrontato diverse volte con il sistema di spedizione Posta A Plus. In
quei casi ha stabilito come notificazione determinante per la decorrenza del
termine di ricorso, il deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella
casella postale del destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il
sabato. La circostanza che la persona interessata abbia ritirato la
corrispondenza il lunedì successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante
dal Tribunale federale (sentenze 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2
con riferimenti; cfr. anche sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e
8C_198/2015 del 30 aprile 2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii).

(…).

 

4.3.1. Contrariamente alle tesi
del ricorrente, la LPGA, diversamente da altri ordinamenti (per esempio il
CPP), non prescrive per gli assicuratori una particolare forma di notificazione
delle decisioni (DTF 144 IV 57 consid. 2.3.1
pag. 61 seg.; 142 III 599 consid. 2.4.1
pag. 603 e consid. 2.5 pag. 604 seg.; sentenza 9C_90/2015 consid. 3.1). Le
diffuse critiche del ricorrente cadono quindi nel vuoto. L'assicuratore può
lecitamente inviare le proprie decisioni (su opposizione) con il sistema Posta
A-Plus. 

 

4.3.2. Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale relativa al sistema di spedizione Posta A
Plus, un errore nella notificazione postale non deve essere escluso a priori.
Tuttavia, una consegna erronea non è da presumere, ma può essere ritenuta se
sulla base di tutte le circostanze sembra plausibile. Bisogna fondarsi sulla
descrizione dei fatti del destinatario, la quale solleva una consegna postale erronea,
se essa è ragionevole e sembra avere una certa probabilità, tenuto conto che
occorre presumere la buona fede del destinatario (DTF 142 III 599 consid.
2.4.1 pag. 603 con rinvio alle sentenze 9C_90/2015 consid. 3.2 e 2C_570/2011
consid. 4.3, in: StR 67/2012 pag. 301). Considerazioni del tutto ipotetiche del
destinatario, secondo cui la busta sia stata inserita nella cassetta delle
lettere del vicino (o di terzi), non giovano alle sue tesi (sentenza 9C_90/2015
consid. 3.2 con riferimenti).”

 

                                         Nella pronunzia 9C_90/2015
del 2 giugno 2015, citata nella sentenza 8C_559/2018 e relativa
all’assicurazione invalidità, confrontata all’obiezione del patrocinatore del
ricorrente, secondo la quale la registrazione Track&Trace (“Sa
10.05.2014 06.13 zugestellt via Postfach”) non documenterebbe il deposito
dell’invio nella sua casella postale ma soltanto il momento in cui esso è
pervenuto presso l’ufficio postale, precisato che, sapendo i funzionari dell’ufficio
postale (dei quali aveva chiesto l’interrogatorio) che egli non ritira mai la
corrispondenza di sabato, la decisione in questione sarebbe stata depositata
nella sua casella postale soltanto nel corso della mattinata di lunedì, la
Corte federale ha rilevato segnatamente che “die Darstellung des
Rechtsvertreters ist alles andere als plausibel. So wie der
Rechtsanwalt die Abläufe in der Poststelle X.________ schildert, würde die
Postdienstleistung A-Post Plus, welche die zuverlässige elektronische
Sendungsverfolgung von der Postaufgabe bis zur Zustellung ermöglichen soll,
geradezu sinnlos. Jedenfalls kann der Vorinstanz weder Willkür noch eine
Gehörsverletzung vorgeworfen werden, wenn sie in antizipierter Beweiswürdigung
auf die beantragte Zeugenbefragung verzichtete, auf den Track&Trace-Auszug
abstellte und das darin bescheinigte Zustellungsdatum (Samstag, den 10. Mai
2014) als Eröffnungszeitpunkt der Rentenaufhebungsverfügung vom 9. Mai 2014
betrachtete. Dabei spielt es keine Rolle, ob tatsächlich bereits am
Samstag, 10. Mai 2014, vom Verfügungsinhalt Kenntnis genommen wurde oder - wie
der Rechtsvertreter des Beschwerdeführers geltend macht - erst am
darauffolgenden Montag. Nach ständiger Rechtsprechung ist für die Zustellung
einer Sendung nämlich nicht erforderlich, dass der Adressat sie tatsächlich in
Empfang nimmt; es genügt, wenn sie in seinen Machtbereich gelangt und er
demzufolge von ihr Kenntnis nehmen kann.” – il corsivo è del redattore). 

 

                                         In una sentenza 1C_31/2018 del 14 gennaio 2019 (pianificazione ed
edilizia), sempre in tema di tempestività di un ricorso interposto contro una
decisione amministrativa inviata con il sistema Posta A
Plus, riguardante una fattispecie in cui il patrocinatore della ricorrente
aveva prodotto una dichiarazione, datata 23 giugno 2017, della sua segretaria,
secondo la quale, contrariamente a quanto risultava dall’estratto Track&Trace, la decisione non sarebbe stata notificata sabato 6 maggio 2017 alle
ore 8.23, in quanto proprio quel giorno, recatasi al lavoro per sbrigare delle
pratiche rimaste inevase, alle ore 11.30 circa avrebbe personalmente vuotato la
casella postale dello studio senza reperire l’invio in questione, il Tribunale
federale ha confermato la pronunzia cantonale d’irricevibilità, formulando in particolare
le seguenti considerazioni:

 

" (…).

3.3. Allfällige Fehler
bei der Postzustellung liegen nicht ausserhalb jeder Wahrscheinlichkeit. Eine
fehlerhafte Postzustellung ist allerdings nicht zu vermuten. Dies gilt sowohl
bei der Versandart A-Post Plus als auch bei eingeschriebenen Postsendungen
hinsichtlich des Avis, der in den Briefkasten oder in das Postfach des
Empfängers gelegt wird. In beiden Fällen ist somit zu vermuten, dass das
Zustelldatum von den Postangestellten korrekt registriert worden ist (BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604; 142 IV 201 E. 2.3
S. 204 f.). Die Vermutung kann durch den Gegenbeweis umgestossen werden. Es
müssen konkrete Anzeichen für einen Fehler vorhanden sein, sodass dieser
aufgrund der Umstände als plausibel erscheint (vgl. die leicht unterschiedlich
formulierten, inhaltlich jedoch gleichwertigen Erwägungen a.a.O., ebenso:
Urteile 2C_1038/2017 vom 18. Juli 2018 E. 3.2; 1C_330/2016 vom 27. September
2016 E. 2.5 mit Hinweisen).

(…). 

 

4.2. Die
Beschwerdeführerin bringt dagegen vor, das Verwaltungsgericht habe die
bundesgerichtliche Rechtsprechung missachtet und einen falschen Massstab bei
seiner Beweiswürdigung angewendet. Diesbezüglich weist sie zwar zu Recht darauf
hin, dass der gute Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604 mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies nichts
an der erwähnten Vermutung ändert, dass die Postzustellung korrekt erfolgte.
Weiter wirft sie dem Verwaltungsgericht vor, es habe Beweisanträge übergangen,
nämlich die angebotenen Beweisaussagen einer anderen Sekretärin sowie eines
Hauswarts, die beide die Postabfertigung am betreffenden Samstag bestätigen würden.
Was diese Personen konkret aussagen könnten, lässt sie jedoch offen. Eine
Verletzung des rechtlichen Gehörs ist deshalb nicht erkennbar und es kann
offenbleiben, ob ihre Ausführungen im vorinstanzlichen Verfahren tatsächlich
als Beweisanträge verstanden werden können, was das Verwaltungsgericht in
seiner Vernehmlassung bestreitet. 

Die Beschwerdeführerin beruft sich weiter darauf,
die betreffende Mitarbeiterin könne sich an den jenen Samstag noch genau
erinnern, weil es nur ganz selten vorkomme, dass sie an einem Samstag arbeite.
Das ändert allerdings nichts daran, dass die Erinnerung an einen
Ereignisablauf, dessen Relevanz zudem erst nachträglich erkennbar wurde, nach
fünf Wochen nicht mehr gleich zuverlässig ist. Zu berücksichtigen ist auch,
dass die Mitarbeiterin entgegen den internen Weisungen (vgl. E. 5.2 hiernach)
auf die "Track & Trace"-Nachforschung verzichtet und gemäss ihrer
eigenen Aussage die Anwaltskorrespondenz zu sich nach Hause genommen hat, wobei
nicht bekannt ist, ob es diesbezüglich Weisungen gab. Dass das
Verwaltungsgericht vor diesem Hintergrund und angesichts der Handwechsel, die
am Montag, dem 8. Mai 2017, stattgefunden hatten, nicht ausschloss, dass bei
der Postbearbeitung in der Kanzlei ein Fehler unterlief, ist nicht zu beanstanden.
Daran ändert auch nichts, dass das betreffende Couvert gross und auffällig
gewesen sein soll, wie die Beschwerdeführerin vorbringt. 

Entscheidend ist allerdings im Ergebnis weniger
die Frage, ob mögliche Fehlerquellen bei der nachträglichen Postbearbeitung in
der Kanzlei erkennbar sind, als vielmehr das Bestehen von konkreten Anzeichen
für einen Fehler bei der Postzustellung selbst. In dieser Hinsicht macht die
Beschwerdeführerin geltend, die Zustellung des vorliegend angefochtenen Urteils
des Verwaltungsgerichts habe ebenfalls nicht ordnungsgemäss funktioniert.
Allerdings weist sie selbst darauf hin, dass die betreffende Poststelle Ende
September 2017 geschlossen und als Hilfspoststelle in der neu eröffneten
Dorfapotheke weitergeführt worden sei. Aus einem nach diesem Wechsel erfolgten
Zustellungsfehler kann somit nicht auf die Zuverlässigkeit der Postzustellung
in der Zeit davor geschlossen werden. Dass sich schon vorher Fehler zugetragen
bzw. gehäuft hätten, wird in der Beschwerdeschrift zwar behauptet, jedoch nicht
belegt. 

Insgesamt lässt die Sachverhaltsfeststellung des
Verwaltungsgerichts keine Willkür erkennen (Art. 9 BV). Die Kritik der
Beschwerdeführerin ist unbegründet.”

 

                                         In una
sentenza 8C_747/2018 del 20 marzo 2019 consid. 2.2, relativa
a una sospensione del diritto all’indennità di disoccupazione per non avere consegnato
tempestivamente la prova degli sforzi compiuti per trovare un’occupazione, il
TF ha segnatamente ricordato quanto segue:

 

" (…).

Dans le domaine des assurances sociales, la procédure
est régie par le principe inquisitoire, selon lequel les faits pertinents de la
cause doivent être constatés d'office par l'autorité (cf. art. 43 LPGA [RS 830.1]). Cette règle n'est toutefois pas absolue. Sa portée est
restreinte par le devoir des parties de collaborer à l'instruction de
l'affaire. Cela comporte en partie l'obligation d'apporter, dans la mesure où
cela peut être raisonnablement exigé, les preuves commandées par la nature du
litige et des faits invoqués, faute de quoi la partie concernée s'expose à
devoir supporter les conséquences de l'absence de preuve. Malgré les pertes de
documents pouvant se produire dans toute administration, la jurisprudence a
presque toujours indiqué que les assurés supportaient les conséquences de
l'absence de preuve en ce qui concerne et la remise de la liste des recherches
d'emploi (cf. arrêt C 294/99 du 14 décembre 1999 consid. 2a, in DTA 2000 n° 25
p. 122; cf. aussi les arrêts 8C_239/2018 du 12 février 2019 consid. 3.2;
8C_460/2013 du 16 avril 2014 consid. 3; 8C_591/2012 du 29 juillet 2013 consid.
4) et la date effective de la remise (arrêt C 3/07 du 3 janvier 2008 consid.
3.2). Le fait que des allégations relatives à la remise des justificatifs de
recherches d'emploi (ou relatives à la date de celle-ci) soient plausibles ne
suffit pas à démontrer une remise effective des justificatifs (ou une remise à
temps). Une preuve fondée sur des éléments matériels est nécessaire (BORIS
RUBIN, Commentaire de la loi sur l'assurance-chômage, 2014, n° 32 ad art. 17,
p. 206).”

 

                                         In una sentenza 8C_179/2019 dell’11 aprile 2019, concernente il settore
dell’assicurazione infortuni, l’Alta Corte si è espressa nei termini seguenti
sempre a proposito della validità del metodo di spedizione A Plus: 

 

" 4.1. Invoquant la violation de l'interdiction
de l'arbitraire (art. 9 Cst.), du droit d'être entendu (art. 29 Cst.) et des
art. 39 al. 1 et 60 LPGA, la recourante fait valoir que l'envoi par courrier A
Plus ne tient pas compte des spécificités liées aux horaires d'ouverture des
bureaux qui ferment le samedi. Il serait donc important de distinguer entre les
personnes privées, d'une part, lesquelles reçoivent le courrier chez elles et
peuvent en prendre connaissance le samedi, et les entreprises, d'autre part,
pour lesquelles l'ouverture des courriers ne peut se faire que le premier jour
ouvrable suivant. Selon la recourante, les courriers adressés aux entreprises
ne devraient être transmis que par le biais de plis recommandés, soumis à
signature. 

 

4.2. Les griefs sont mal
fondés. En effet, selon une jurisprudence déjà bien établie, les communications
des autorités sont soumises au principe de la réception. Il suffit qu'elles
soient placées dans la sphère de puissance de leur destinataire et que celui-ci
soit à même d'en prendre connaissance pour admettre qu'elles ont été
valablement notifiées (ATF 144 IV 57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid. 2.4.1
p. 603; 122 I 139 consid. 1 p. 143;
115 Ia 12 consid. 3b p.
17). Autrement dit, la prise de connaissance effective
de l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de
recours. Par ailleurs, le Tribunal fédéral s'est déjà penché sur la question de
la notification des décisions par courrier A Plus, notamment dans le domaine
des assurances sociales. Il a exposé en particulier qu'il n'existait pas de
disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions
selon un mode particulier. Dès lors, les assureurs sont libres de décider de la
manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en
particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 précité; voir également, parmi d'autres, arrêts
8C_754/2018 du 7 mars 2019 consid. 5.3 et 8C_559/2018 du 26 novembre 2018
consid. 4.3.1). Dans ce contexte, le Tribunal fédéral a précisé, en outre, que
le dépôt de l'envoi dans la boîte aux lettres ou la case postale constitue le
point de départ pour le calcul du délai de recours, quand bien même la livraison
a lieu un samedi et que le pli n'est récupéré qu'à une date ultérieure, comme
le lundi suivant (arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 9C_655/2018 du 28
janvier 2019 consid. 4.4; 8C_559/2018 précité consid. 3.4; 9C_90/2015 du 2 juin
2015 consid. 3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2; 8C_573/2014 du 26
novembre 2014 consid. 3.1; 2C_1126/2014 du 20 février 2015 consid. 2.2). Il n'y
a pas lieu de revenir sur cette jurisprudence confirmée à de nombreuses
reprises. La recourante ne soutient d'ailleurs pas que les conditions d'un
changement de jurisprudence seraient remplies (à ce sujet cf. ATF 144 IV 265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Enfin, l'accès aux cases postales est en
principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le samedi
relève de la responsabilité du destinataire. 

 

5. 

5.1. Se prévalant du
principe de la bonne foi, la recourante se plaint du fait que la décision du 31
octobre 2018 n'a été distribuée que deux jours après son envoi par la CNA,
alors qu'une distribution dans les temps aurait permis une livraison le jeudi 1er
novembre 2018. 

 

5.2. En l'occurrence, on
peine à saisir en quoi le "retard" des services postaux dans la
distribution de l'envoi serait susceptible d'influer sur l'issue du litige sous
l'angle de la bonne foi. La recourante n'expose d'ailleurs pas avec précision
en quoi les conditions du principe de la bonne foi seraient réalisées. Au
demeurant, le temps de distribution mentionné à titre indicatif par la Poste
sur son site internet ne saurait être traité comme une promesse ou une
assurance faite à l'intéressée. En outre, le fait qu'un courrier A ou A Plus
n'a pas été distribué le jour suivant ne permet pas d'admettre que l'on est en
présence d'une notification irrégulière. Le grief, à supposer qu'il puisse être
considéré comme recevable, doit dès lors être écarté.”. 

 

                                         In
una sentenza 8C_61/2019 del 17 aprile 2019 consid. 3 segg., in ambito LAINF e riguardante
una fattispecie in cui il ricorrente pretendeva in particolare che la decisione
impugnata, trasmessagli con il sistema Posta
A Plus, sarebbe stata depositata nella cassetta delle lettere vicina,
comune a delle società di cui il suo patrocinatore era o era stato associato,
gerente, direttore o liquidatore, l’Alta Corte ha concluso che non vi era
motivo di discostarsi dalla data di distribuzione risultante dall’estratto Track&Trace:

 

" (…). 

3.

Se fondant sur l'attestation de suivi des envois
de la poste (relevé "Track & Trace"), la cour cantonale a
constaté que la décision sur opposition du 21 juin 2018 avait été distribuée le
samedi 23 juin 2018. Aussi, le délai de recours était-il arrivé à échéance le
vendredi 24 août 2018 (compte tenu des féries). Par conséquent, le recours,
déposé le 27 août 2018, ne l'avait pas été en temps utile. 

Par ailleurs, en ce qui concernait l'erreur de
distribution invoquée par le recourant - selon lequel la décision attaquée
aurait été déposée dans la boîte aux lettres voisine commune à des sociétés
dont le mandataire du recourant était ou est associé, gérant, directeur ou
liquidateur -, les premiers juges ont considéré qu'elle ne reposait que sur une
hypothèse, de sorte qu'elle n'avait pas été rendue plausible. Ils ont relevé en
particulier que le nom du mandataire figurait uniquement sur la boîte aux
lettres de l'étude et non sur celle des sociétés. En outre, en l'absence de
vérification du relevé "Track & Trace" par le personnel de
l'étude, la date inscrite au tampon ("reçu le 25 juin 2018") était un
indice trop faible pour admettre que la notification était survenue ce jour-là.
Au demeurant, même si la décision sur opposition de l'intimée avait été déposée
dans la boîte aux lettres voisine, elle devrait être réputée parvenue dans la
sphère de puissance du mandataire du recourant, compte tenu de ses liens avec
les sociétés.

 

4. 

4.1. Invoquant la
violation des art. 38 al. 1 et 60 LPGA, le recourant reproche à l'autorité
précédente d'avoir considéré qu'il n'avait pas rendu plausible l'erreur de
distribution.  

 

4.2. 

4.2.1. Selon la
jurisprudence, le relevé "Track & Trace" ne prouve pas
directement que l'envoi a été placé dans la sphère de puissance du destinataire
mais seulement qu'une entrée correspondante a été introduite électroniquement
dans le système d'enregistrement de la poste. L'entrée dans le système électronique
constitue néanmoins un indice que l'envoi a été déposé dans la boîte aux
lettres ou la case postale du destinataire à la date de distribution inscrite (ATF 142 III 599 consid. 2.2 p. 602; arrêt 8C_482/2018 du 26 novembre 2018 consid.
3.3). Une erreur de distribution ne peut dès lors pas d'emblée être exclue.
Cependant, elle ne doit être retenue que si elle paraît plausible au vu des
circonstances. L'exposé des faits par le destinataire qui se prévaut d'une
erreur de distribution, et dont on peut partir du principe qu'il est de bonne
foi, doit être clair et présenter une certaine vraisemblance (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 604). Dans ce contexte, des considérations
purement hypothétiques, selon lesquelles l'envoi aurait été inséré dans la
boîte aux lettres du voisin ou d'un tiers, ne sont pas suffisantes (arrêts
8C_482/2018 précité consid. 4.3; 9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.2 et les
arrêts cités). 

 

4.2.2. Le point de savoir
si le recourant a rendu plausible l'existence d'une erreur de distribution, au
sens de la jurisprudence précitée, est une question de fait que le Tribunal
fédéral ne peut pas examiner librement (supra consid. 1). 

 

4.2.3. En l'occurrence,
les arguments avancés par le recourant ne sont pas de nature à démontrer le
caractère arbitraire des constatations du jugement attaqué. Il fait valoir en
particulier que des erreurs de distribution se sont déjà produites mais les
copies des lettres auxquelles il renvoie - produites en instance cantonale -
n'apparaissent pas pertinentes en l'espèce, ni de nature à étayer son propos.
En effet, contrairement à la décision sur opposition de l'intimée, les lettres
prétendument mal distribuées mentionnent au dessus de l'adresse tant le nom des
sociétés que celui du mandataire du recourant (ou le titre "avocat"
sur un des documents). En outre, selon les constatations des premiers juges, le
nom du mandataire du recourant, à laquelle a été adressée la décision sur
opposition, figure uniquement sur la boîte aux lettres de l'étude et non sur
celle des sociétés. Quant à la proximité des deux boîtes, elle ne suffit pas à
rendre vraisemblable une erreur de distribution. Enfin, on ne peut pas non plus
déduire de la date inscrite au moyen du tampon de l'étude que la décision a été
déposée dans la fausse boîte aux lettres. Au final, le recourant n'a apporté
aucun élément concret permettant de conclure, au degré de vraisemblance requis,
à une erreur de distribution. Les premiers juges n'ont donc pas fait preuve
d'arbitraire en considérant que la version du recourant ne reposait que sur une
hypothèse. Dans ces conditions, il n'y a pas lieu de s'écarter de la date de
distribution inscrite dans le relevé "Track & Trace".”

 

                                         Infine, in una pronunzia 8C_124/2019 del 23 aprile 2019 consid. 5 segg.,
sempre concernente l’assicurazione infortuni, il TF ha ulteriormente ribadito
la validità del sistema di spedizione Posta A Plus, respingendo tutte le
obiezioni che erano state sollevate a tal riguardo dall’insorgente:

 

" (…). 

5.

Le recourant se plaint d'une constatation
incomplète des faits. Il reproche à l'autorité précédente de n'avoir pas pris
en considération plusieurs pièces produites en instance cantonale. Bien qu'il
l'affirme, il n'explique toutefois pas en quoi ces pièces auraient pu influer
sur l'issue du litige. Son grief ne répond pas aux exigences de motivation de
l'art. 106 al. 2 LTF et n'est pas de nature à démontrer une constatation manifestement
inexacte des faits ou une appréciation arbitraire des preuves.

 

6.

6.1. Invoquant la
violation du droit à la preuve (art. 29 al. 2 Cst.), le recourant reproche aux
premiers juges de n'avoir pas donné suite à sa requête tendant à la production
par l'intimée des statistiques des envois de ses décisions sur opposition sur
trois ans, en distinguant les jours et la méthode d'envoi. Il entendait ainsi
démontrer que l'intimée envoie volontairement ses décisions par courrier A Plus
le vendredi.  

 

6.2. Le droit d'être
entendu garanti par l'art. 29 al. 2 Cst. comprend notamment le droit pour
l'intéressé d'obtenir qu'il soit donné suite à ses offres de preuves
pertinentes, de participer à l'administration des preuves essentielles ou à
tout le moins de s'exprimer sur son résultat lorsque cela est de nature à
influer sur la décision à rendre (ATF 140 I 285 consid. 6.3.1 p. 299; 135 II 286 consid. 5.1 p. 293 et les arrêts cités). Toutefois, il est possible
de renoncer à l'administration de certaines preuves offertes, lorsque le fait
dont les parties veulent rapporter l'authenticité n'est pas important pour la
solution du cas, lorsque les preuves résultent déjà de constatations versées au
dossier ou lorsque le juge parvient à la conclusion qu'elles ne sont pas
décisives pour la solution du litige ou qu'elles ne pourraient l'amener à
modifier son opinion (ATF 140 I 285 consid. 6.3.1 précité et les arrêts cités; 136 I 229 consid. 5.3 p. 236). 

 

6.3. Comme l'ont relevé
les premiers juges, en droit des assurances sociales, il n'existe pas de
disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions
selon un mode particulier. Dès lors, la jurisprudence admet que les assureurs
sont libres de décider de la manière dont ils souhaitent notifier leurs
décisions. Ils peuvent en particulier choisir de les envoyer par courrier A
Plus (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; voir également, parmi d'autres, arrêt
8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Rien ne les empêche non plus
d'envoyer leurs décisions un vendredi. Dans ces conditions, l'acte
d'instruction sollicité par le recourant n'apparaissait pas pertinent et les
premiers juges pouvaient refuser d'y donner suite. Pour les mêmes raisons, il
n'y a pas lieu d'accéder à la requête formulée une nouvelle fois devant la Cour
de céans.  

 

7. 

7.1. Le recourant se
plaint d'un déni de justice (art. 29 al. 1 Cst.) et de la violation de son
droit d'être entendu (art. 29 al. 2 Cst. et 6 CEDH), du fait que la juridiction
cantonale n'a pas répondu à son argumentation relative à l'existence d'une
lacune proprement dite de la LPGA ainsi qu'à ses griefs tirés de l'interdiction
du formalisme excessif et du principe de la bonne foi. 

 

7.2. La jurisprudence a
déduit du droit d'être entendu le devoir pour le juge de motiver sa décision,
afin que le destinataire puisse en saisir la portée, le cas échéant, l'attaquer
en connaissance de cause et que l'autorité de recours puisse exercer son
contrôle (ATF 138 I 232 consid. 5.1 p. 238 et les arrêts cités). Pour répondre à ces
exigences, il suffit que le juge mentionne, au moins brièvement, les motifs qui
l'ont guidé et sur lesquels il a fondé sa décision; il n'est pas tenu de
discuter tous les arguments soulevés par les parties, mais peut se limiter à
ceux qui lui apparaissent pertinents (ATF 142 III 433 consid. 4.3.2 p. 436 et les arrêts cités). 

 

7.3. En l'espèce, les
premiers juges ont appliqué la jurisprudence du Tribunal fédéral, selon
laquelle un envoi expédié par courrier A Plus se trouve dans la sphère de
puissance du destinataire dès la date de dépôt dans la boîte aux lettres ou la
case postale de celui-ci, fût-elle un samedi. Dans cette mesure, ils ont
rejeté, à tout le moins implicitement, les griefs du recourant tendant à
démontrer que la notification par courrier A Plus ne pouvait pas intervenir le
samedi en cas de dépôt dans une case postale. La cour cantonale a également
exposé que ce mode de notification ne violait pas la garantie d'un procès
équitable ni de l'accès au juge. Cela étant, elle n'a pas violé son devoir de
motivation en renonçant à s'exprimer davantage sur les arguments du recourant,
lesquels ne sont pas fondés comme on le verra (infra consid. 9). 

 

8.

8.1. Invoquant la
violation du droit à un procès équitable et à l'accès au juge (art. 29 al. 1,
29a Cst. et 6 CEDH), le recourant fait valoir, en substance, que l'envoi par
courrier A Plus offre une protection moins importante que l'envoi par
recommandé ou courrier A, qu'il ampute de deux jours le délai de recours et
crée des incertitudes en fonction du destinataire. 

 

8.2.

8.2.1. Les critiques
formulées par le recourant sont mal fondées. 

En effet, selon le mode d'expédition A Plus, la
lettre est numérotée et envoyée par courrier A de la même manière qu'une lettre
recommandée. Toutefois, contrairement au courrier recommandé, le destinataire
n'a pas à en accuser réception. En cas d'absence, celui-ci ne reçoit donc pas
d'invitation à retirer le pli. La livraison est néanmoins enregistrée
électroniquement au moment du dépôt de l'envoi dans la boîte aux lettres ou la
case postale du destinataire. Grâce au système électronique "Track &
Trace" de la poste, il est ainsi possible de suivre l'envoi jusqu'à la
zone de réception du destinataire (ATF 142 III 599 précité consid. 2.2 p. 601 s. et les arrêts cités; arrêts
8C_586/2018 du 6 décembre 2018 consid. 5; 8C_53/2017 du 2 mars 2017 consid.
4.1; 8C_573/2014 du 26 novembre 2014 consid. 2.2).

 

8.2.2. En outre, le délai
de recours est le même pour toutes les formes de notification. Il commence à
courir lorsque l'envoi entre dans la sphère de puissance du destinataire et que
ce dernier peut prendre connaissance du contenu de l'envoi. En présence d'un
courrier sans signature (A Plus comme A), c'est le cas au moment du dépôt dans
la boîte aux lettres ou la case postale. Si l'envoi est distribué un samedi, le
délai de recours commence à courir le dimanche. En présence d'un courrier
recommandé, l'envoi entre dans la sphère de puissance du destinataire lorsqu'il
est retiré au guichet. A cet égard, la notification par lettre recommandée
n'offre pas un avantage significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le
destinataire ne connaît ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui
est adressée (arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3; 2C_1126/2014 du 20 février
2015 consid. 2.4).  

 

8.2.3. Par ailleurs,
l'accès aux cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de
ne pas vider la case postale le samedi relève de la responsabilité du
destinataire (privé ou commercial). Celui-ci ne saurait s'en prévaloir pour
reporter le dies a quo du délai de recours, alors que la date de distribution
d'un courrier A Plus est facilement déterminable au moyen du numéro apposé sur
l'enveloppe. Contrairement à ce que soutient le recourant, un tel procédé ne
présente aucune difficulté particulière, surtout pour un cabinet d'avocats, et
permet précisément de lever les éventuelles incertitudes liées à l'envoi sans
signature.  

 

9. 

9.1. Le recourant se
plaint de la violation du principe de la bonne foi de l'administration (art. 5
al. 3 et 9 Cst.) en reprochant à l'intimée d'induire en erreur les assurés en
transmettant ses décisions sur opposition par courrier A Plus. Il invoque
également l'interdiction du formalisme excessif (art. 29 al. 1 Cst.), soutenant
que ce mode d'envoi met en péril les droits des assurés.  

 

9.2. Ces griefs, dont la
motivation rejoint en substance celle développée au point précédent, ne sont
pas davantage fondés. On ne saurait en effet reprocher à l'intimée un
comportement déloyal et la mise en péril des droits des assurés pour avoir
choisi un mode de notification expressément admis par le Tribunal fédéral. En
outre, il n'y a pas lieu de remettre en cause le principe de la réception
auquel sont soumises les communications des autorités et dont il ressort que la
prise de connaissance effective de l'envoi ne joue pas de rôle sur la
détermination du dies a quo du délai de recours (cf. ATF 144 IV 57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 déjà cité consid. 2.4.1; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). On peut d'ailleurs attendre d'un avocat qu'il
tienne compte de ce principe bien établi et recoure en temps utile.

 

10. 

10.1. Le recourant
invoque enfin la violation de l'art. 60 al. 1 LPGA. Selon lui, il
appartiendrait au Tribunal fédéral de combler une lacune de la LPGA, en
énonçant clairement les modes de notification acceptables ou, tout au moins,
des règles claires sur l'utilisation du courrier A Plus. Se référant aux règles
sur le comblement des lacunes, en relation notamment avec l'art. 29 al. 7 de
l'Ordonnance du 29 août 2012 sur la poste (OPO; RS 783.01) et le ch. 2.5.3 des
conditions générales de la poste ("Prestations du service postal"
pour les clients commerciaux), il considère qu'une distribution le samedi doit
être exclue. 

 

10.2. Le grief est mal
fondé. En effet, au risque de se répéter, dans le domaine des assurances
sociales, le dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale d'un envoi, par
courrier A Plus, constitue le point de départ pour le calcul du délai de
recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et que le pli n'est
récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant. Il n'y a pas lieu de
revenir sur cette jurisprudence que le Tribunal fédéral a confirmée à maintes
reprises (cf. notamment arrêts 8C_754/2018 consid. 7.2.3 déjà cité; 9C_655/2018
du 28 janvier 2019 consid. 4.4; 8C_559/2018 déjà cité consid. 3.4; 9C_90/2015
du 2 juin 2015 consid. 3.4; 8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2;
8C_573/2014 déjà cité consid. 3.1). Le recourant ne prétend d'ailleurs pas que
les conditions d'un changement de jurisprudence seraient remplies (à ce sujet
cf. ATF 144 IV 265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Au demeurant, le fait que le samedi n'est pas
mentionné comme jour "ouvrable et de dépôt" à l'art. 29 al. 7 OPO ne
signifie pas pour autant que les envois ne peuvent pas être distribués ce
jour-là. Quant au ch. 2.5.3 "Dimanche et jours fériés" des conditions
générales susmentionnées, il prévoit que "si la date de distribution (=
échéance) tombe un dimanche ou un autre jour férié reconnu, au niveau étatique
ou par l'usage local, au lieu de la prestation, le premier jour ouvrable qui
suit ce dimanche ou jour férié est considéré date de distribution". On ne
peut pas en déduire que le samedi est un jour férié au sens de cette disposition,
auquel cas il serait mentionné au même titre que le dimanche. Par ailleurs et
comme l'ont indiqué les premiers juges, la référence à l'art. 1 de la loi
fédérale du 21 juin 1963 sur la supputation des délais (RS 73.110.3) n'est pas
davantage pertinente, car cette disposition ne concerne que la fin du délai de
recours et non son commencement. Enfin, la fermeture des bureaux de
l'administration, et à plus forte raison des cabinets d'avocats, ne suffit pas
en soi pour reconnaître au samedi le caractère de jour férié (cf. arrêts
6B_730/2013 du 10 décembre 2013 consid. 1.3.2 et les
arrêts cités; 1P.322/2006 du 25 juillet 2006 consid. 2.5).”

 

                               2.6.   In concreto il plico postale
contenente la decisione su opposizione del 6 febbraio 2019 inviato tramite Posta
A Plus l’8 febbraio 2019 (cfr.doc. VII2; VII3) è stato recapitato nella casella
postale dell’avv. RA 1 presso la posta di __________ dove peraltro si trova il
suo Studio legale (cfr. consid. 2.3.), sabato 9 febbraio 2019 alle ore 6:54
(cfr. doc. VII3).

 

                                         Il patrocinatore del
ricorrente ha affermato di avere ritirato la relativa lettera lunedì 11
febbraio 2019 (cfr. doc. V).

 

                                         Secondo il Tribunale
federale vi è la presunzione che il recapito postale, sia degli invii tramite
Posa A Plus che delle Raccomandate, abbia avuto luogo correttamente (cfr. STF 1C_31/2018 consid. 3.3: “… ist somit zu vermuten, dass das Zustelldatum von den
Postangestellten korrekt registriert worden ist …”, parzialmente riprodotta al
consid. 2.5.).

 

                                         Inoltre la
nostra Massima Istanza, confrontata diverse volte con il
sistema di spedizione Posta A Plus, ha stabilito come notificazione
determinante per la decorrenza del termine di ricorso il deposito dell'invio
nella cassetta delle lettere o nella casella postale del destinatario, benché
questa operazione sia avvenuta il sabato. La circostanza che la persona
interessata abbia ritirato la corrispondenza il lunedì successivo è stata
esplicitamente ritenuta irrilevante dal Tribunale federale (cfr. consid. 2.5.).

 

                                         Sul tema,
si veda pure l’articolo di T. Barth, Le courrier A Plus, apparso in
Anwaltpraxis/Pratique du barreau 3/2019, pag. 129: “Le courrier A+ ne
constitue nullement une révolution et ne fait que concrétiser la jurisprudence
développée sur le principe de la sphère d’influence. Il permet aux
administrations, tribunaux et avocats de réduire quelque peu leurs coûts en se
substituant, lorsque la loi permet cette forme d’expédition, à un envoi par pli
recommandé. Il appartient aux destinataires des courriers d’être attentifs à ce
mode d’envoi et de prendre les mesures appropriées afin de déterminer quand le
courrier a été déposé dans leurs boîtes aux lettres.”. Il medesimo autore
ha consigliato agli avvocati di rendere attento il personale incaricato
dell’apertura della corrispondenza all’etichetta A+ e “l’instruire de
systématiquement effectuer un suivi de l’envoi, par exemple en scannant
l’étiquette avec l’application mobile de La Poste, afin de déterminer le moment
du dépôt dans la boîte aux lettres et d’ainsi calculer correctement l’éventuel
délai.”

 

                                         Ne discende che nel caso
di specie - in cui la parte ricorrente non ha del resto specificatamente contestato
la correttezza del recapito del plico postale che, da quanto risulta dal
tracciamento dell’invio, ha avuto luogo sabato 9 febbraio 2019 (cfr. doc. VII3)
- determinante per la decorrenza del termine di ricorso di 30 giorni giusta
l’art. 60 cpv. 1 LPGA (cfr. consid. 2.2.) è il 9 febbraio 2019.

                                         Il fatto che la casella
postale sia stata vuotata e, pertanto, si sia presa conoscenza della decisione
su opposizione soltanto lunedì 11 febbraio 2019, non ha alcuna influenza sul
momento che definisce l’inizio del termine ricorsuale (cfr. consid. 2.5.). 

 

                                         Il termine di ricorso di
30 giorni ha, dunque, iniziato a decorrere, in virtù dell’art. 38
cpv. 1 LPGA, il giorno successivo, ossia domenica 10
febbraio 2019, ed è giunto a scadenza lunedì 11 marzo 2019. 

 

                                         Consegnato
all’Ufficio postale di __________ mercoledì 13 marzo 2019 (cfr. la busta
d’invio allegata all’impugnativa), il ricorso deve pertanto essere ritenuto
tardivo.

 

                               2.7.   Occorre ora esaminare se il
ricorrente può prevalersi della restituzione del termine.

 

                                         Ai sensi dell'art. 41
LPGA, se il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua
colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre che
l'interessato lo domandi adducendone i motivi entro 30 giorni dalla cessazione
dell'impedimento e compia l'atto omesso.

 

                                         Di analogo tenore è l’art.
14 Lptca relativo alla restituzione per inosservanza.

 

                                         Prima dell'entrata in
vigore della LPGA, l'Alta Corte aveva stabilito che la restituzione di un
termine inosservato per motivi indipendenti dalla propria volontà, costituisce
un principio generale del diritto e deve dunque trovare sempre applicazione,
sia in sede ricorsuale sia nella procedura non contenziosa (cfr. STFA C 366/99
del 18 gennaio 2000; DLA 1996/1997 N. 13, consid. 2b, pag. 71; DTF 123 V 106
consid. 2a; DLA 1988 N. 17, consid. 3b, pag. 128 e DTF 114 V 123, consid. 3b,
pag. 125).

                                         Per "impedimento non
colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità oggettiva o la forza
maggiore, bensì anche l'impossibilità soggettiva che risulta da circostanze
personali o da un errore scusabile. Queste circostanze devono comunque essere
valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente non deve potere essere
rimproverata una negligenza.

                                         L’assenza di colpa deve
essere manifesta (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.; STF
8C_898/2009 del 4 dicembre 2009 consid. 2; STFA I 393/01 del 21
novembre 2001; DTF 96 II 265 consid. 1a; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, pag. 170 segg.;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo
1998, n. 151).

 

                                         La
giurisprudenza federale ammette in particolare che un incidente o una grave
malattia contratta improvvisamente possono costituire un impedimento non
colpevole. Non basta, però, che l'interessato medesimo sia stato impedito di
agire entro il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure
stato impossibilitato ad incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura
necessari (cfr. STF 9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid. 2.2.; STF 8C_666/2014
del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.; RDAT II-1999 n. 8, pag. 32;
DTF 119 II 86, consid. 2a, DTF 112 V 255, consid. 2a; cfr., pure, STFA K
34/03 del 2 luglio 2003). 

 

                                         Tra gli impedimenti non
colpevoli ad agire tempestivamente che possono giustificare la restituzione del
termine va annoverata anche la morte di un parente se la stessa interviene poco
prima della scadenza del termine (cfr. STF 9C_54/2017 del 2 giugno 2017 consid.
2.2.).

 

                                         Per
la questione dell'impedimento senza colpa non fa differenza se esso colpisce
l'assicurato oppure il suo rappresentante, quest'ultimo - a maggior ragione se
integrato in una struttura più grande - dovendosi organizzare, segnatamente con
la designazione immediata di un sostituto laddove questa possibilità è ammessa
in modo tale da garantire il rispetto dei termini anche in caso di proprio impedimento
(cfr. STF 9C_749/2012 del 26 novembre 2012 consid. 3).

 

                                         Deve
ancora essere sottolineato che l'istituto della restituzione in intero
costituisce un rimedio di carattere straordinario che incide profondamente
nella sicurezza del diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei
requisiti con rigore e seguire criteri restrittivi (cfr. STFA K 34/03 del 2
luglio 2003).

 

                               2.8.   Nel caso di specie questa Corte ritiene che non siano dati i
presupposti per restituire il termine per interporre ricorso contro la
decisione su opposizione del 6 febbraio 2019.

                                         In
effetti il TCA non ravvede alcun valido motivo che renda scusabile l’inoltro
tardivo del ricorso.

                                         

                                         In particolare il decesso
della madre dell’avv. RA 1 è avvenuto il 17 gennaio 2019 (cfr. doc. V), ossia più
di sette settimane prima della scadenza - all’11 marzo 2019 (cfr. consid. 2.6.)
- del termine per ricorrere contro la decisione su opposizione del 6 febbraio
2019.

                                         Di conseguenza, pur
comprendendo la sofferenza del patrocinatore del ricorrente, la morte della
madre non giustifica la restituzione del termine (cfr. consid. 2.7.). 

 

                                         Va, infine,
rilevato che, per costante giurisprudenza, gli assicurati devono
sopportare le conseguenze delle azioni od omissioni delle persone alle quali
hanno affidato il compito di fare valere i propri diritti (cfr. STF 8C_126/2019
del 5 marzo 2019; STF 9C_739/2018 del 14 febbraio 2019 consid. 5.3.; STF
8C_431/2018 del 24 gennaio 2019 consid. 4.3.; STF 8C_787/2018 del 17 dicembre
2018; STF 8C_915/2014 del 26 febbraio 2015 consid. 4.1.; STF 8C_563/2010 del 29
settembre 2010 consid. 2.2.; STF 8C_984/2008 dell'11 maggio 2009; DLA 2002 pag.
259; STCA 38.2008.1 dell'8 maggio 2008 confermata dal TF con sentenza
8C_466/2008 del 1° aprile 2009; STCA 38.2014.42 del 20 novembre 2014 consid.
2.6.; STCA 35.2006.39 del 7 settembre 2006 consid. 2.7.; STCA 39.2002.67 del 20
febbraio 2003).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti