# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 838a1294-e0a2-5f61-a32d-51730643a287
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.05.2020 32.2020.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2020-9_2020-05-04.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2020.9

   

  rg/sc

  	
  Lugano

  4 maggio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	 
	
   

  
	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	 

									

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 gennaio 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da: RA 1

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 dicembre 2019 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

considerato                    in fatto e in diritto

 

                                1.1   Per decisione 12 dicembre 2019
l’Ufficio AI, dopo aver in parti-colare esperito accertamenti medici e
un’inchiesta economica per persone occupate nell’economia domestica, ha respinto
la domanda di prestazioni presentata da RI 1 nel gennaio 2018, presentando
l’assicurata un tasso d’invalidità (35%) pensionabile determinato in
applicazione del metodo misto.

 

                                1.2   Contro suddetta decisione
s’aggrava al TCA l’assicurata patrocinata da RA 1. Producendo nuova
refertazione medica, rimprovera in particolare all’amministrazione una non
corretta valutazione sia medica (componente psichica) sia economica (calcolo
del reddito da valido e sua riduzione, valutazione degli impedimenti nelle attività
domestiche). Postula quindi l’assegnazione di ¾ di rendita da agosto 2018, in
subordine il ritorno degli atti all’Ufficio AI per nuovi accertamenti.

 

                                         Con la risposta di causa
l’Ufficio AI – sulla base dell’annota-zione 18 febbraio 2020 con cui il medico
SMR ha osservato che “ho preso visione del certificato della psichiatra
Dr.ssa S__________ del 17.01.2020, che rende verosimile una riduzione di
capacità lavorativa per patologia psichiatrica antecedente alla decisione
impugnata del 12.12.2019 con quindi necessità di un accertamento peritale psichiatrico”
(doc. IV-1) – l’amministrazione postula la retrocessione degli atti per
procedere a ulterio-ri accertamenti medici.

 

                                         Invitata a voler esprimersi
sulla proposta formulata da controparte (doc. V), l‘insorgente è rimasta
silente.

 

                                2.1   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'art. 49
cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015; STF 8C_855/2010 dell’11 luglio
2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011);

 

                                2.2   Giusta l’art. 4 cpv. 1 LAI in
relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende l'incapacità
al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno
alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité,
in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundes- verwaltungsrecht, Band XIV, Soziale
Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46). Secondo l’art. 28 cpv. 1
lett. b LAI l’assicurato ha diritto ad una rendita se ha avuto un’incapacità al
lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole
interruzione (e, per la lett. c, se al termine di questo anno è invalido [art.
8 LPGA] almeno al 40%). Secondo il cpv. 2 del medesimo art.  28 LAI gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo
il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che
egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit.,
p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié di pagina n. 264).
Si confronta perciò il reddito che l'assicurato a-vrebbe potuto conseguire se
non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttan-do la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 pag. 84). Per l’art. 29 cpv. 1 LAI il
diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui
l’assicurato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all’art.
29 cpv. 1 LPGA.

 

                                         Nel
caso in cui l’assicurato svolga (o comunque svolgerebbe in assenza dei fattori
invalidanti) solo parzialmente un'attività lucrativa, è applicabile l’art. 28a
cpv. 3 LAI, secondo cui se l'assicurato esercita un'attività lucrativa a tempo
parziale o collabora gratuitamente nell'azienda del coniuge, l'invalidità per
questa attività è valutata secondo l'articolo 16 LPGA. Se svol-ge anche le
mansioni consuete, l'invalidità per questa attività è determinata secondo il
cpv. 2. In tal caso, occorre determinare la parte dell'attività lucrativa o
della collaborazione gratuita nel-l'azienda del coniuge e la parte dello
svolgimento delle mansio-ni consuete e valutare il grado d'invalidità nei due
ambiti. Questo metodo di graduazione dell'invalidità (metodo misto) è stato
dichiarato conforme alla legge dal TFA in DTF 125 V 146; STFA I 276/05 del
24 aprile 2006, parzialmente pubblicata in Pladoyer 5/06 pp. 54ss; STF I 156/04
del 13 dicembre 2005, pubblicata in SVR 2006 IV Nr. 42 pp. 151ss). Gli
artt. 27 OAI (nozione di mansioni consuete) e 27bis cpv. 2 - 4 OAI (calcolo
dell’invalidità secondo il metodo misto) sono stati modificati con effetto
dal 1. gennaio 2018 (sul nuovo modello di calcolo cfr. STCA 32.2018.142 del 27
novembre 2019, 32.2017. 180 del 20 giugno 2018, 32.2017.153 del 22 agosto 2018; STF
8C_21/2018, 9C_553/2017, 8C_462/2017).

 

                                2.3   Nell’evenienza
concreta, come chiesto con il gravame in via subordinata e come indicato in
risposta di causa, alla luce degli atti medici all’inserto ed in particolare
sulla scorta della refertazione specialistica prodotta dalla ricorrente – trattasi
segnatamente del rapporto 17 gennaio 2020 della psichiatra dr.ssa Salari (doc.
A) che fa stato (dopo esposizione dei dati anamnestici, dei sintomi
soggettivi e dello status psichico, posta la diagnosi di “episodio
depressivo grave con sintomi psicotici congrui all’umore (ICD 10: F32.3)”, stato
depressivo descritto come “alimentato dalla perdita dell’integrità fisica e
di un eleva-to livello di efficienza personale, oltre che da dolori cronici,
presenti da più di due anni”, ed evidenziati i limiti funzionali
quali ridotta caricabilità, ridotta persistenza e capacità di adattamen-to e
relazionale) di una totale inabilità lavorativa [anche in attivi-tà
adeguate] a tempo indeterminato, nonché di una inabilità del 50% come casalinga – v’è effettivamente da ritenere che, on-de addivenire ad un chiaro e
completo giudizio sulla situazione invalidante dell’assicurata, la situazione
medica va ulteriormente indagata dal profilo psichiatrico.

                                     

                                         In STF
9C_243/2010 del 28 giugno 2011 (DTF 137 V 210) il Tribunale federale ha
precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una
perizia giudiziaria e in quali può invece rinviare gli atti all'assicuratore
per un complemento istruttorio. Lo scrivente Tribunale in precedenti vertenze ha già avuto modo di rinviare l’incarto all’Ufficio AI o perché ha
ritenuto che vi erano accertamenti peritali svolti dall’amministrazione che
necessitavano di un complemento (“Ergänzung von gutachtlichen
Ausführungen”; cfr STCA 32.2011.107 del 27 ottobre 2011), o perché
vi erano delle carenze negli accertamenti svolti dall’amministrazione (“Eine
Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der
not-wendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist.
Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem
Aspekt der Verfahrensgarantien) unbenommen, ei-ne Sache zurückzuweisen, wenn
lediglich eine Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen
Ausführungen erforderlich ist”; cfr. STCA
32.2011.115 del 27 ottobre 2011); 

 

                                         Considerato
come gli accertamenti eseguiti dall’amministrazione paiono incompleti, si
giustifica il rinvio degli atti affinché essa proceda nel senso sopra indicato.

                                         

                                         A tale
proposito, a dipendenza delle nuove indagini mediche peritali dovranno essere
rivalutati pure gli aspetti economici, sia per quanto riguarda la parte
d’attività salariata sia in relazione all’accertamento degli impedimenti che l’interessata
presenta nello svolgimento delle mansioni domestiche. Si rilevi a quest’ultimo
riguardo come in ogni caso ai giudizi espressi dall’assistente sociale nel suo
rapporto del 4 giugno 2019 in merito all’esigibilità delle singole attività non
può nella concreta evenienza essere attribuita (al di là delle censure mosse
dalla ricorrente in punto all’esigibilità di singole mansioni) forza probatoria
senza che vengano prima confermate l’esistenza di u-na patologia psichica (in
sé già attestata dal citato rapporto specialistico sub doc. A) ma soprattutto
le sue effettive ripercussioni invalidanti, nel qual caso l’ammissibilità delle
singole mansioni e quindi l’adeguatezza del giudizio espresso in sede
d’inchiesta devono essere sottoposte a valutazione da parte di un medico
psichiatra. Infatti, se di principio non vi
è motivo di mettere in dubbio le conclusioni delle inchieste effettuate dai
servizi sociali, in quanto essi dispongono di collaboratori specializzati, il
cui compito consiste nel procedere a tali inchieste (AHI-Praxis 1997 p. 291;
ZAK 1986 p. 235; RCC 1984 p. 143; STFA I 102/00 del 22 agosto 2001) e un
intervento da parte dell'autorità giudiziaria nell'apprezzamento della persona
incaricata dell'inchiesta si giustifica unicamente nei casi in cui esso appaia
chiaramente erroneo (DTF 128 V 93), tuttavia, se non è possibile determinare
con sufficiente certezza che l’impedimento è effettivamente dovuto
all’invalidità, nella misura in cui l’incapacità di lavoro constatata dal
medico non è unicamente teorica, questa risulta decisiva (RCC 1989 p. 131, 1984
p. 144). L’Alta Corte ha precisato che si deve far capo ad un medico,
affinché si esprima sull’ammissibilità delle diverse mansioni, solo in casi
eccezionali e meglio se le indicazioni dell'assicurata appaiono inverosimili e
in contrasto con gli accertamenti medici (STF 9C_896/2012 del 31 gennaio 2013;
STF 8C_843/2011 del 29 maggio 2012; AHI-Praxis 2001 p. 161), ritenuto tuttavia
che una presa di posizione da parte di uno specialista sull'esigibilità delle
singole mansioni accertate in sede d'inchiesta – strumento destinato
soprattutto alla valutazione di impedimenti dovuti ad un danno alla salute
fisica – è da considerarsi in ogni caso necessaria quando si è in presenza di disturbi
psichici (STFA I 681/02 dell’11 agosto 2003 e I 685/02 del 28 febbraio 2003;
STCA 32.2016.86 del 15 maggio 2017). Con riferimento agli assicurati che sono
portatori di affezioni psichiche, il TF ha inoltre ribadito che di massima alla
perizia specialistica in ambito psichiatrico occorre dare maggiore valenza
rispetto all’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia
domestica, giacché per l’assistente sociale è più difficile valutare le
limitazioni derivanti dalla patologia psichica (STF 9C_201/2011 del 5 settembre
2011, consid. 2 e ivi riferimenti giurisprudenziali e dottrinali [parzialmente
pubblicata in SVR 2012 IV Nr. 19 p. 86]).

                                      

                                        In esito
alle nuove indagini mediche ed economiche dovrà essere emessa, nel rispetto dei
dettami dell’art. 57a LAI, una nuo-va decisione soggetta a
ricorso ai sensi degli artt. 56 e segg. LPGA nel cui ambito l’assicurata
potrà far valere rispettivamen-te riproporre ogni censura di fatto e di
diritto, sia in relazione alla valutazione medica sia a quella economica; 

 

                                2.4   Giusta
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200 e 1'000 franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                        Visto l'esito della
vertenza, le spese di procedura di fr. 500 sono poste a carico dell'Ufficio AI.

 

                                         Patrocinata da
un sindacato, la ricorrente ha diritto ad un'indennità per
ripetibili (art. 61 lett. g LPGA e art. 30 cpv. 1 Lptca);

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso è accolto.

                                         §    La decisione del 12
dicembre 2019 è annullata.

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’Ufficio AI affinché proceda conformemente ai considerandi.

                                 2.-   Le spese di procedura di fr.
500 sono poste a carico dell’Uffi-cio AI che rifonderà alla ricorrente fr. 1'500
(IVA inclusa se dovuta) per ripetibili.

 

                                 3.-   Comunicazione agli interessati
i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario di Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                          Gianluca
Menghetti