# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8075b142-5175-53d2-9eaf-4c6a3d1625cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.12.2004 35.2004.33
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2004-33_2004-12-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2004.33

   

  rs/ss

  	
  Lugano

  1 dicembre 2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris,
  vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 maggio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 5 febbraio 2004 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   Il 16 gennaio 2001 la ditta __________,
Società del gruppo __________ di __________, ha informato l'CO 1 che il proprio
dipendente RI 1, il 6 gennaio 2001, è rimasto coinvolto in un incidente della
circolazione stradale, avvenuto a __________ (cfr. doc. 1).

                                         Dal certificato d'uscita
dell'Ospedale __________, dove l'assicurato è rimasto degente dal 6 al 17
gennaio 2001, risulta che a seguito dell'evento traumatico egli ha riportato la
frattura del tallone destro, una contusione alla gamba destra e una contusione
dorso-lombare (cfr. doc. 4).

 

                                         L'Istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità in merito e ha regolarmente corrisposto
le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   I disturbi al piede destro,
nonostante alcuni interventi, sono continuati, perlomeno fino al mese di
gennaio 2004, come emerge dalla documentazione medica agli atti (cfr. doc. 43;
82; 104; 116; 124; 131; 176). Il caso, relativamente a tale problematica, non
risulta ancora essere stato chiuso.

 

                                         Nel mese di maggio 2001
l'assicurato, in occasione di un colloquio con l'assicuratore LAINF convenuto,
ha asserito di accusare pure dei disturbi alla spalla destra (cfr. doc. 18).
Gli accertamenti effettuati, in particolare la risonanza magnetica, hanno
permesso di escludere una lesione della cuffia dei rotatori (cfr. doc. 54).

 

                                         Il 14 novembre 2002,
durante una visita presso la Clinica __________ ortopedica di __________, dove
era in cura per l'affezione al piede destro, RI 1 ha lamentato anche disturbi
alla spalla sinistra (cfr. doc. 109).

 

                                         Dalla radiografia, dalla
ecografia e dalla sonografia eseguite non sono emersi segni di lesione della
cuffia dei rotatori, né di alterazioni degenerative (cfr. doc. 44; 132). 

 

                               1.3.   Per quanto riguarda i
disturbi alla spalla sinistra, menzionati dal ricorrente a partire dal mese di
novembre 2002, esperiti i necessari accertamenti medico-amministrativi, l'CO 1,
su richiesta del mese di agosto 2003 dell'assicurato (cfr. doc. 147), il 6 ottobre
2003, ha emanato una decisione formale, con cui ha negato la propria
responsabilità per tale problematica, difettando un legame di causalità
naturale, perlomeno probabile con l'evento traumatico del 6 gennaio 2001 (cfr.
doc. 149).

 

                                         A seguito dell'opposizione
interposta dall'__________ e poi motivata dall'avv. RA 1 per conto
dell'assicurato (cfr. doc. 158; 168), l'Istituto assicuratore, il 5 febbraio
200, ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. A).

 

                                         Al riguardo va osservato
che anche la cassa malati __________ ha inoltrato opposizione contro il
provvedimento del 6 ottobre 2003. Tuttavia essa ha ritirato tale opposizione il
7 novembre 2003 (cfr. doc. 155; 160).

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso
l'assicurato, patrocinato dall'avv. RA 1, ha chiesto che gli vengano
riconosciute le prestazioni derivanti dall'affezione alla spalla sinistra,
essendo le stesse conseguenza dell'infortunio del 6 gennaio 2001 (cfr. doc. I).

 

                                         A motivazione
dell'impugnativa l'assicurato ha rilevato:

 

"  (…)

 

Prove:

Documenti, perizia giudiziaria sulle conseguenze post
infortunistiche relative alla spalla sinistra, richiamo documenti __________ relativamente
all'intervento chirurgico avvenuto il 13.08.2002.

 

In diritto

 

1.   Oggetto del contendere della presente vertenza consiste nella

valutazione dell'esistenza del nesso
di causalità naturale tra l'evento infortunistico del 6 gennaio 2001 e le
attuali affezioni della spalla sinistra del Signor RI 1.

 

Stando alla diagnosi del medico __________
della CO 1 infatti, i disturbi alla spalla sinistra non sarebbero in relazione
causale naturale almeno probabile con l'infortunio.

 

Il Signor RI 1 non può accettare in
alcun modo le conclusioni e le motivazioni della CO 1, per le seguenti ragioni.

 

2.                                   L'art.
6 LAInf e la giurisprudenza del Tribunale federale spiegano che le prestazioni
assicurative vengono corrisposte in caso d'infortunio professionale,
d'infortunio non professionale e di malattia professionale a condizione che le
conseguenze di un infortunio o di una malattia professionale abbiano un nesso
causale naturale e adeguato con un avvenimento assicurato.

 

Il diritto all'erogazione di
prestazioni assicurative è infatti sorretto dall'esigenza del nesso di
causalità naturale tra l'evento infortunistico e il danno alla salute.

 

A sensi della giurisprudenza, questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora sia lecito ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, viceversa, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale dell'assicurato, vale a
dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno. È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale (Cfr. Sentenza del TFA del 25
febbraio 2003 della IIla Camera in re U329/01 e U 330/01).

 

Su detta questione amministrazione e
giudice, fondandosi essenzialmente su indicazioni di natura medica, si
determinano secondo il principio della probabilità preponderante applicabile
generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di
assicurazioni sociali (DTF 119 V 337 cons. 1, 118 V 289 cons. 1 b e sentenze
ivi citate).

 

Per quanto attiene la valenza probante
di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano
stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si basi su esami
completi, che consideri parimenti le censure espresse, che sia stato approntato
con piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto
medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate.
Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non
è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione quale perizia o rapporto
(DTF 125 V 352 cons. 3° e 122 V 160 cons. lc).

 

3.   Nella
concreta evenienza, dallo stesso incarto CO 1, emerge una grande superficialità
nell'analisi delle affezioni alla spalla sinistra lamentate dall'assicurato.

 

L'Istituto assicurativo si limita
infatti a negare ogni legame di nesso causale naturale, ritenendo le prove
offerte dall'assicurato non sufficienti per comprovare il buon fondamento delle
sue pretese.

 

A tale uopo basti ricordare il fatto
che nella valutazione medica del dr. __________ non vi è parola in merito
all'intervento chirurgico effettuato in data 13 agosto 2002, nonostante lo
stesso abbia richiesto l'utilizzo delle stampelle per diversi mesi e che
proprio dopo tale periodo, i dolori alla spalla sinistra sono divenuti
insopportabili, come d'altronde accertato dal dr. med. __________, nel suo
referto medico del 15 novembre 2002.

      

      Prove: c.s.

 

4.   Il rapporto
medico del dr. med. __________ per contro, sorretto da una completa, motivata e
chiara valutazione medica, ha posto la diagnosi di capsulite retrattile (frozen
schoulder) conseguente al trauma subito in occasione dell'incidente del 6
gennaio 2001 e della prolungata marcia con le stampelle a causa di ben tre
interventi al tallone.

 

                                È mal
venuto l'Istituto assicurativo nel sostenere, senza essere sorretto da alcun
referto medico degno di rilievo, che

 

                                "Non
si vede poi per quali motivi l'assicurato, malgrado l'assunzione di forti
antidolorifici per il piede abbia potuto segnalare a distanza di pochi mesi
dall'infortunio i disturbi alla spalla destra mentre non ha potuto riferire
nulla per l'arto superiore sinistro, nemmeno quando è stato esaminato dal
medico __________ a tale parte del corpo. Il fatto di sapere se egli abbia o
meno riportato un ematoma può essere lasciato aperto in quanto, anche se ciò
fosse stato il caso, lo stesso risp. i disturbi alla spalla sono guariti entro
pochi giorni. "(Cfr. decisione su opposizione impugnata pag. 5, cons. 6).

 

                                Infatti
la diagnosi posta alla spalla destra, era diversa da quella posta attualmente
alla spalla sinistra, per modo che non si vede come le due affezioni, di
diverso genere, possano essere paragonate l'una all'altra.

                                Come
spiega il dr. med. __________ nel suo referto medico del 23 dicembre 2003, la capsulite
retrattile è in effetti caratterizzata da tre fasi contraddistinte fra loro e
che spiegano il motivo per cui un simile disturbo può affiorare sino a 40 mesi
dopo l'evento dannoso.

 

      Prove c.s.

 

5.   In aggiunta a
tale spiegazione, va nondimeno sottolineato un ulteriore elemento che
unitamente a tutte le circostanze della concreta fattispecie, dimostra ancora
una volta la superficialità con la quale la CO 1 ha trattato il caso del Signor
RI 1.

 

                                Nell'impugnata
decisione la CO 1 rifiuta di riconoscere al Signor RI 1 il carattere post -
infortunistico delle affezioni alla spalla sinistra, basandosi sul referto
medico dell'Ospedale __________ di __________ nonostante tale documento
presenti delle imprecisioni in due aspetti fondamentali per l'evasione della
presente vertenza.

 

                                In
primo luogo nel referto viene descritto un colpo al lato destro della vettura
del Signor RI 1 quando invece il medesimo è stato colpito alla sua sinistra.

 

                                Secondariamente
il rapporto medico non menziona minimamente la contusione alla spalla sinistra,
chiaramente descritta dall'infortunato in occasione dell'interrogatorio dinanzi
alla Polizia Cantonale, tenutosi il 24 gennaio 2001.

 

                                Come
risulta dalla lettera d'uscita dell'Ospedale __________ di __________, le
proposte di cura erano interamente concentrate sulla frattura del talo
posteriore destro, in quanto si trattava di una grave lesione peraltro molto dolorosa.

 

                                Il
Signor RI 1 ha quindi costantemente assunto antidolorifici, che chiaramente
lenivano anche le restanti contusioni patite a seguito dell'incidente, così
come anche le loro conseguenze.

 

                                Per
tutte queste ragioni, la contusione alla spalla sinistra inizialmente
evidentemente sottovalutata, ha manifestato le sue reali ripercussioni sulla
salute dell'assicurato soltanto dopo un lungo periodo di marcia con le
stampelle dovuta a due interventi chirurgici al piede, sino a raggiungere la
gravità di una capsulite retrattile.

 

                                Alla
luce delle sopra esposte considerazioni, la CO 1 - nella sua qualità di organo
amministrativo incaricato di eseguire la legge, avrebbe dovuto valutare la
problematica della spalla sinistra con un referto medico completo, che valuti
tutti gli aspetti atti a vagliare il diritto alle prestazioni assicurative in
modo approfondito e attendibile.

 

                                Atteso
che la CO 1 si è unicamente limitata a spogliare del valore probatorio il
rapporto medico del Dr. Med. __________ senza tuttavia fornire alcuna valida
motivazione medica per sorreggere il proprio ingiustificato rifiuto di
prestazioni, si chiede a questo Lodevole Tribunale di annullare la decisione
qui impugnata e di riconoscere al Signor RI 1 la corresponsione delle
prestazioni assicurative anche per la cura della spalla sinistra, si chiede che
venga ordinata una perizia medica specialistica che possa chiarire l'esistenza
di un nesso causale naturale e adeguato tra l'affezione alla spalla sinistra e
l'infortunio del 6 gennaio 2001.

 

      Prove: c.s.

 

6.                                   In
conclusione, senza l'evento dannoso del 6 gennaio 2001 le attuali problematiche
alla spalla sinistra non si sarebbero mai verificate.

 

                                Stando
infatti alla valutazione medica del dr. med. __________, in base alla quale il
legame causale naturale e adeguato con l'infortunio risulta pacifico, il grado
della verosimiglianza preponderante richiesto dalla giurisprudenza nell'ambio
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali è nella
fattispecie stato raggiunto.

 

                                In siffatte
condizioni, il Signor RI 1 ha pieno diritto alla prestazioni assicurative della
CO 1, anche per quanto attiene agli attuali disturbi alla spalla
sinistra." (Doc. I)

 

                               1.5.   L'CO 1, in risposta, ha
postulato un'integrale reiezione del ricorso, con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA
può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli
articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv.
1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del
18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa
B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del
10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   L'oggetto della lite è
circoscritto alla questione di sapere se l'Istituto assicuratore convenuto ha o
meno correttamente negato la propria responsabilità relativamente ai disturbi
lamentati dall'assicurato alla spalla sinistra.

 

                               2.3.   Il 1° gennaio 2003 è entrata
in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle
assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000.

                                         Con la stessa sono state
modificate numerose disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Dal profilo temporale il
giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le norme di diritto
materiale in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica
degli effetti (cfr. DTF 129 V 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V
467 consid. 1; DTF 126 V 166 consid. 4b; STFA del 4 giugno 2004 nella causa L.,
H 6/04; STFA del 10 settembre 2003 nella causa Cassa pensioni X. c/ C., B
28/01; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01).

                                         Inoltre, il Tribunale
delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda di regola sui
fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione amministrativa
contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV nr. 3; DTF 121 V 366 consid. 1b;
qui: il 5 febbraio 2004). 

                                         Di conseguenza, nel caso
in esame, visto che l'infortunio in questione ha avuto luogo il 6 gennaio 2001
e oggetto della presente vertenza è il diritto a prestazioni in relazione ai
disturbi alla spalla sinistra a partire dal mese di novembre 2002, non tornano
applicabili le disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore dal 1°
gennaio 2003, bensì le norme della LAINF valide fino al 31 dicembre 2002.

 

                               2.4.   Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a seguito
d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegna­zione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.

 

                                         Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro conti­nuazione non sia da attendersi un sensi­bile
migliora­mento della salute dell'assicurato: nemmeno persistenti dolori bastano
a conferire il diritto alla continuazione del trattamento se da questo non si
può sperare un miglioramento sensibile dello stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p.
41ss.).

 

                                         Se, al momento
dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle prestazioni
sanitarie.

                                         D'altro canto, nella
misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione importante e durevole
all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad un'indennità per menomazione
all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF. 

 

                               2.5.   Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è,
tuttavia, l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e
le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G.
Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale,
Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).

                                         Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia possibile ma non
possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406 consid.
4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                               2.6.   Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata (cfr.
DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure: Ghélew,
Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb,
118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.7.   In
virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è tenuto a riprendere
l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze
tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).

                                         Né la LAINF né l’OAINF
prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere
fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per
la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò
indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno
ancora assicurato. 

                                         Rilevante è soltanto
l’esistenza di un nesso di causalità (cfr. STFA del 31 luglio 2001 nella causa
H., U 122/00).

 

                                         Nella sentenza pubblicata
in RAMI 1994 U 206, p. 326ss., il TFA ha precisato che, trattandosi di una
ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non può essere ammessa
soltanto sulla base del nesso di causalità naturale riconosciuto in occasione
del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che rivendica le prestazioni
dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità naturale fra i “nuovi
disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il nesso di causalità è
provato secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, può essere
riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico dell’assicuratore-infortuni.
In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole all’assicurato, il quale
intendeva derivare diritti da un nesso di causalità naturale rimasto indimostrato.

 

                               2.8.   Il 6 gennaio 2001
l'assicurato è rimasto vittima di un incidente della circolazione. La sua
autovettura, dopo aver colliso, nella parte della fiancata sinistra, con
un'altra automobile che aveva attraversato un incrocio nonostante il semaforo
rosso, è andata a sbattere contro il palo di un semaforo (cfr. doc. 8).

 

                                         Nell'"Annuncio
d'infortunio" del 16 gennaio 2001 sotto "parte del corpo lesa",
rispettivamente "natura della lesione" figura che l'assicurato ha
riportato la frattura del tallone (cfr. doc. 1).

 

                                         I sanitari del reparto di
chirurgia dell'Ospedale __________ di __________, dove il ricorrente è stato
immediatamente ricoverato, hanno diagnosticato:

 

"  Frattura
talo posteriore destro.

Contusione gamba destra.

Contusione dorso-lombare.

Ipertensione arteriosa nota e trattata.

Ipercolesterolemia. " (Doc. 4)

 

                                         Nel verbale di
interrogatorio del 24 gennaio 2001 della Polizia cantonale l'assicurato ha
indicato:

"  (…)

Oltre alla rottura del tallone, ho
riportato delle contusioni al fianco sinistro (gamba, fianco, spalla). " (Doc.
8)

 

                                         Il decorso della lesione
al piede destro non è stato favorevole, per cui il medico __________ Dr. med. __________,
spec. FMH in chirurgia, ha consigliato una valutazione a livello universitario
(cfr. doc. 34, 43).

                                         L'assicurato è
conseguentemente stato visitato dal prof. Med. __________, primario del reparto
di ortopedia e traumatologia della Clinica __________ del __________ di __________
(cfr. doc. 76). 

                                         Egli si è poi sottoposto a
tre interventi al piede a __________ (cfr. doc. 86; 104; 124). 

                                         L'evoluzione non è
comunque stata soddisfacente. Il Prof. med. __________, nel mese di gennaio
2004, allorché ha esaminato l'assicurato, ha attestato che questi accusava
ancora dolori. Lo specialista ha, in ogni caso, chiuso la cura medica, in
quanto lo stato del piede destro dell'insorgente non avrebbe potuto essere migliorato
con ulteriori misure ortopediche (di intervento o conservative; cfr. doc. 176).

 

                                         In occasione di un
colloquio al suo domicilio con un ispettore dell'Istituto assicuratore, il
ricorrente, il 29 maggio 2001, oltre a indicare i problemi attinenti al piede
destro, ha pure asserito di avere disturbi alla spalla destra, che sarebbero
insorti dopo l'incidente stradale del 6 gennaio 2001 a seguito della collisione
laterale (cfr. doc. 18).

                                         Il 10 agosto 2001 ha avuto
luogo una visita medica __________. Il Dr. med. __________, relativamente agli
arti superiori, non ha constatato nessuna asimmetria, né mioatrofia al braccio
destro; la mobilità delle articolazioni omero-scapolari, dei gomiti e delle
dita di entrambe le braccia era completa e simmetrica. Il medico neppure ha
riscontrato segni di instabilità o riduzione della forza muscolare a livello
del sopra-, infraspinato e sotto-scapolare.

                                         Il Dr. med. __________ ha,
così, concluso, evidenziando, da una parte, una sintomatologia d'impingement
senza netti segni di insufficienza della cuffia rotatoria, dall'altra, che ecotomograficamente
delle zone ipoecogene deponevano per una lesione parziale della cuffia
rotatoria (cfr. doc. 43; 44).

                                         Tuttavia dal referto della
risonanza magnetica effettuata alla spalla destra il 28 agosto 2001 è
risultato:

 

"  Assottigliamento
con discrete irregolarità del tratto pre inserzionale del sovra spinoso e
discreto ispessimento delle porzioni superiori del tendine del sotto scapolare,
senza comunque segni per una rottura dei tendini.

Alterazioni degenerative dell'articolazione acromio-claveare.
Non evidenti lesioni ossee post-traumatiche o segni per un'atrofia muscolare.
Non evidenti segni per un chiaro impingement osseo. " (doc. 54)

 

                                         L'assicurato, durante il
controllo, al piede destro, del 14 novembre 2002 presso la Clinica __________
ortopedica di __________, ha poi dichiarato al Dr. med. __________, capoclinica,
di accusare dei dolori alla spalla sinistra da quando ha avuto luogo
l'incidente del gennaio 2001 (cfr. doc. 109).

                                         Lo specialista in
relazione alla spalla sinistra ha rilevato:

 

" 
(…) Die Beweglichkeit des linken Schultergelenkes
ist in der klinischen Untersuchung seitengleich und unauffällig. Schmerzen
lokalisiert der Patient in den Bereich der langen Bicepssehne, welche sich
funktionell in der Untersuchung allerdings völlig unauffällig darstellt. Auch
der übrige Schulter-Status, im speziellen die Prüfung der Rotatorenmanschette, Apprehension
sign bleibt unauffällig bis auf eine geringe subacromiale Druckdolenz,
allerdings ohne eigentliche Impingementzeichen im Cross-Body-Test. " (Doc.
109)

 

                                         E' utile, in proposito,
segnalare che l'ecografia delle spalle, effettuata in precedenza nel mese di
agosto 2001, in occasione della visita medica __________, aveva messo in luce
un reperto normale a carico della spalla sinistra (cfr. doc. 44).

 

                                         Il 6 maggio 2003 il Dr. med.
__________, medicina interna, spec. FMH in malattie reumatiche, che ha visitato
il ricorrente su indicazione del medico curante, Dr. med. __________, medicina
interna FMH, dopo aver effettuato una radiografia della spalla sinistra da cui
è risultato un reperto osteoarticolare entro i limiti di norma, ha così
valutato la situazione dell'insorgente:

 

"  Nel
decorso dell'incidente del 06.01.2001 (il paziente alla guida della sua
automobile viene investito lateralmente da sinistra da un altro autoveicolo),
persistono dolori alla spalla sinistra con manifestazioni prevalentemente
notturne e irradiazioni fino nella regione del deltoide con difficoltà alla
mobilizzazione specialmente per la rotazione interna massima e per
l'elevazione. La rotazione esterna è diminuita, i sintomi sono peggiorati negli
ultimi 3-6 mesi.

All'esame clinico assenza di irritazione/deficit radicolare
agli arti superiori, riflessi osteotendinei presenti e simmetrici. Buona
mobilità della colonna cervicale per le rotazioni, distanza mento-sterno 0/17, Flèche
0 cm. Mobilità delle spalle: elevazione a destra 140°, sinistra 120°, rotazione
esterna/interna a destra 40-0-110°, sinistra 10-0-105°, i movimenti della
spalla sinistra sono molto dolorosi in fase finale. Le prove per valutare
l'integrità della cuffia dei rotatori non mostrano sicuri elementi clinici per
una rottura benché il supra- e infraspinatus siano deboli e la loro contrazione
sia accompagnata da dolori. La manovra di impingement è pure dolorosa a
sinistra. " (doc. 132)

 

                                         Il Dr. med. __________, il
5 giugno 2003, ha nuovamente esaminato l'assicurato a causa di un'accentuazione
di dolori alla spalla sinistra. Il medico ha riscontrato:

 

"  (…)

La mobilità della spalla sinistra rimane
invariata rispetto al controllo del 06.05.2003 con elevazione 120°, rotazione
esterna/interna 10-0-105°. Ogni movimento è doloroso in fase finale. La cuffia
dei rotatori non presenta lesioni maggiori (reperto documentato sonograficamente),
si tratta pertanto di una capsulite retrattile della spalla sinistra. " (Doc.
135)

 

                                         Il 4 settembre 2003, il
medico __________ dell'CO 1, Dr. med. __________, ha affermato che, "visto
il lungo periodo post-infortunistico silente, il blando decorso oggettivo per
oltre un anno e mezzo e l'assenza di una documentazione strumentale di una
lesione strutturale post-traumatica, non è possibile stabilire un nesso causale
diretto fra l'infortunio del 6 gennaio 2001 e la "spalla congelata" a
sinistra descritta (la prima volta) nel mese di giugno 2003". Egli ha
precisato il suo apprezzamento nel modo seguente:

 

"  In
base alla documentazione medica ed ispettiva a nostra disposizione, dei
disturbi alla spalla destra vengono segnalati la prima volta solo a fine
maggio 2001 (infortunio del 6.1.2001!).

 

Già durante il nostro dettagliato esame in Agenzia del 10.8.2001.
abbiamo preso posizione circa l'affezione della spalla destra.

In tale occasione lo stato locale della spalla sinistra
risultò completamente normale, sia per quanto riguarda il raggio di mobilità
sia per la funzione (particolarmente assenza di lesioni della cuffia rotatoria,
nessuna nota d'instabilità).

Tutt'al più si è potuto sospettare una positività del segno d'impingement
sotto-acromiale a destra.

 

Va quindi sottolineato che l'assicurato ancora in tale data non
ha accusato alcuna difficoltà per quanto riguarda la spalla
sinistra.

 

In seguito la CO 1 ha disposto addirittura per un esame di RMI
(28.8.2001) della spalla destra, esame che non ha evidenziato delle
lesioni post-traumatiche, pure nessun segno per rottura tendinea.

 

Erano invece riscontrabili delle alterazioni degenerative
dell'articolazione acromio-claveare e un'irregolarità all'inserzione del
sopra-spinoso nonché ispessimento delle porzioni superiori del sotto-scapolare,
compatibile con un'affezione tendinotica a destra.

 

Solo oltre un anno più tardi (14.11.2002), quindi quasi 2 anni dopo
l'infortunio, l'ortopedico all'__________ di __________ menziona anamnesticamente
dei disturbi anche alla spalla sinistra, ma documenta una mobilità
simmetrica delle spalle, senza patologia ai test della cuffia rotatoria,
senza segni d'instabilità e senza discontinuità a livello del tendine
prossimale del bicipite sinistro. Soggettivamente viene accusata una lieve dolenzia
a livello sub-acromiale, tuttavia con negatività del segno d'impingement (a
sinistra).

 

Quasi 2 anni e mezzo dopo l'infortunio in parola, il curante,
dott. __________, descrive per la prima volta una "capsulite retrattile",
benché allo stesso momento indichi una rotazione interna di addirittura 105°!

 

Ritiene il "nesso di casualità naturale fra l'incidente del
6.1.2001 e la patologia della spalla", senza fornire ulteriori ragguagli
circa la natura precisa della postulata lesione traumatica (alla spalla
sinistra).

 

Rappresentando l'assicurato, lo stesso medico, ancora il 14.7.2003
chiede di conoscere le motivazioni mediche che hanno portato alla decisione di
negare il nesso di casualità, seguito dalla richiesta (dell'assicurato) di una
decisione formale. " (Doc. 148)

 

                                         Allo scritto di
motivazione dell'opposizione interposta contro la decisione formale del 6
ottobre 2003, con cui l'assicuratore LAINF ha negato la sua responsabilità per
i disturbi alla spalla sinistra non essendo in relazione di casualità, almeno
probabile, con l'evento traumatico del gennaio 2001 (cfr. doc. 149), il
ricorrente ha allegato un rapporto del 23 dicembre 2003 del Dr. med. __________,
da cui si evince:

 

"  (…)

 

Benché la ricostruzione dell'anamnesi con
il paziente non sia effettuabile in modo dettagliato per quanto concerne la
ricostruzione di date precise, tenendo conto di una completa asintomaticità anamnestica
prima dell'infortunio e del fatto che in 11/2002 il prof. __________ cita pure
nei suoi documenti dolori alla spalla sinistra, considerata la limitazione
funzionale della mobilità della spalla sinistra in assenza di segni clinici per
evidente rottura della cuffia dei rotatori né elementi radiologici artrosici,
ho considerato la situazione nel contesto di una capsulite retrattile (Frozen Shoulder),
fenomeno che, analogamente alle algodistrofie, può sopraggiungere anche mesi
dopo il trauma, specialmente se l'articolazione è sottoposta a stimolazioni
traumatiche ripetitive (contusione iniziale poi marcia con stampelle). Noto per
inciso che il paziente mi ha segnalato un ematoma della spalla sinistra,
fenomeno peraltro compatibile con la dinamica dell'evento del 06.01.2001.
" (Doc. 169)

 

                                         Il rapporto del Dr. med. __________
è stato sottoposto al Dr. med. __________, il quale, il 29 gennaio 2004, ha
osservato:

 

"  La
presa di posizione del dott. __________ non corrisponde ai dati
oggettivi e soprattutto le sue affermazioni basandosi su delle indicazioni
soggettive, non tengono conto della nostra dettagliata presa di posizione del
4.9.2003.

Segnatamente il dott. __________ tralascia completamente il fatto
importante che il sottoscritto stesso, ancora il 10.8.2001, quindi ben 7 mesi
dopo l'infortunio, aveva costatato che l'assicurato non accusava alcuna
difficoltà per quanto riguarda la spalla sinistra e oggettivamente non
era riscontrabile allo stato locale un qualsiasi referto patologico.

 

Sono questi i dati determinanti per la valutazione della casualità
e non tutte le considerazioni ipotetiche del dott. __________, come
detto in lampante contraddizione con quanto riscontrato e documentato in
precedenza.

 

In parole povere: se si vuole postulare una capsulite retrattile
quale conseguenza diretta di una lesione post-traumatica, lo stato
locale/esame ortopedico non può essere completamente normale, dopo un
lasso di tempo di ben 7 mesi! " (Doc. 172)

 

                               2.9.   L'CO 1 non ha riconosciuto la
propria responsabilità relativamente ai disturbi alla spalla sinistra
dell'assicurato, fondandosi sull'apprezzamento del suo medico __________, Dr. med.
__________, il quale ha indicato che, tenendo conto del lungo periodo silente
dall'infortunio e dell'assenza di documentazione strumentale di una lesione
post-traumatica, non poteva essere stabilito un nesso causale con l'evento
traumatico del mese di gennaio 2001 (cfr. doc. A; 148; 149; 172).

 

                                         Con il proprio ricorso
l'assicurato ha sostanzialmente criticato l'operato dell'CO 1, reo di avere
negato l'esistenza di un nesso casuale naturale fra l'infortunio assicurato e i
disturbi alla spalla sinistra, analizzando in modo superficiale le affezioni
lamentate dallo stesso. Egli ha considerato, infatti, che l'Istituto
assicuratore convenuto si è limitato a ritenere le prove da lui offerte non
sufficienti per comprovare il buon fondamento delle pretese, senza fornire
alcuna valida motivazione medica per sorreggere il proprio ingiustificato
rifiuto di prestazioni. 

                                         D'altro canto, con
specifico riferimento a quanto certificato dal Dr. med. __________, il
ricorrente sostiene che l'eziologia traumatica della problematica alla spalla
sinistra risulti pacifica (cfr. doc. I; consid. 1.4.). 

 

                                         Per completezza,
relativamente ai disturbi alla spalla destra, di cui l'assicurato si è
lamentato dal mese di maggio 2001 (cfr. doc. 18; consid. 2.8.), va osservato
che dalle tavole processuali risulta che dopo che la relativa risonanza
magnetica del 28 agosto 2001 non ha messo in luce segni di rottura di tendini,
né evidenti lesioni ossee post-traumatiche o segni per un'atrofia muscolare, né
segni per un chiaro impingement osseo, bensì unicamente un assottigliamento con
discrete irregolarità del tratto pre inserzionale del sovraspinoso, un discreto
ispessimento delle porzioni del tendine del sottoscapolare e alterazioni
degenerative dell'articolazione acromio claveare (cfr. doc. 54), egli non ha
più menzionato questa problematica.

                                         Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8
luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato
si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di
metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere
delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Il TFA ha peraltro
precisato che i pareri redatti dai medici dell'INSAI hanno pieno valore
probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in base agli atti,
dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA del 10 settembre
1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella causa A., U
49/95).

                                         Infine, la somma Istanza -
in una sentenza dell'8 settembre 2000 nella causa C., U 291/99, inedita - ha
precisato che la circostanza che il medico di fiducia si sia pronunciato dopo
che l'affare è divenuto contenzioso, non è, di per sé, sufficiente per
suscitare dei dubbi circa la sua imparzialità.

                                         Per quel che riguarda le
perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione, il TFA ha pure
loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi
concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. DTF 125 V 353, consid.
3b/bb). 

 

                                         Trattandosi del valore
probante di un rapporto medico determinante è che esso sia completo sui temi
sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto delle censure
dell'assicurato, che sia stato redatto in piena conoscenza della pregressa
vicenda valetudinaria (anamnesi), che sia chiaro nella presentazione del
contesto medico e che le conclusioni siano chiare, motivate e condivisibili (cfr.
STFA del 18 aprile 2002 nella causa P., I 550/00; RAMI 1991 pag. 311 consid. 1;
RAMI 1996 pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA
29.9.1998 in re UAI c. F. non pubbl.).

                                         Determinante dal profilo
probatorio non è, dunque, di principio, l'origine del mezzo di prova o la sua
designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto (cfr. STFA dell'8
ottobre 2002 nella causa C., I 673/00; DTF 125 V 352; DTF 122 V 160 in fine).

 

                             2.10.   Nella presente fattispecie,
attentamente vagliata la documentazione presente all'inserto, il TCA ritiene
che l'opinione del Dr. med. __________ può validamente costituire da supporto
probatorio al presente giudizio, senza che si riveli necessario dare seguito ai
provvedimenti probatori pretesi dall'insorgente (perizia medica giudiziaria ed
edizione dal __________ di __________ della documentazione relativa
all'intervento chirurgico del 13 agosto 2002; cfr. doc. I; consid. 1.4.). 

                                         Al proposito, va ricordato
che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle
prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV Nr. 1; STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA
del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                                         Il rapporto medico del Dr.
med. __________ non contiene in effetti contraddizioni. Inoltre esso presenta
tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere
riconosciuta, ad una valutazione medica, piena forza probante (cfr. RAMI 1991
U133, pag. 311 segg. consid. 1b): in particolare, il medico __________ ha
espresso il suo apprezzamento generale e le ragioni che lo hanno portato a
negare che i disturbi alla spalla sinistra fatti valere dal ricorrente possano
essere considerati una naturale conseguenza dell'infortunio assicurato in modo
chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto a un esame approfondito del
caso. 

 

                                         Benché l'assicurato nel
verbale di polizia del 24 gennaio 2001 abbia indicato di aver riportato delle
contusioni al fianco sinistro (gamba, fianco, spalla; cfr. doc. 8; consid.
2.8.), il medesimo non ha mai lamentato disturbi alla spalla sinistra fino al
mese di novembre 2002 in occasione della visita presso la Clinica __________
ortopedica di __________ (cfr. consid. 2.8.).

                                         Del resto
nell'"Annuncio di infortunio" del 16 gennaio 2001 è stata indicata
unicamente la frattura del tallone e nella "Lettera d'uscita"
dell'Ospedale __________ di __________, sempre del 16 gennaio 2001, alcunché è
stato menzionato in merito alla spalla sinistra (cfr. doc. 1 e 4; consid.
2.8.).

                                         Neppure durante la visita
medica __________ del 10 agosto 2001 l'insorgente ha accennato di accusare
problemi alla spalla sinistra, egli si è riferito unicamente ai disturbi al
piede destro e alla spalla destra. Il Dr. med. __________ ha, peraltro, potuto
constatare che gli arti superiori erano simmetrici, e che la mobilità delle
articolazioni omero-scapolari, gomiti e dita era completa e simmetrica. Anche
la relativa ecografia ha messo in luce un reperto normale a carico della spalla
sinistra (cfr. doc. 43; 44; consid. 2.8.).

                                                                                

                                         Ora, tenuto conto che,
secondo un'affermata giurisprudenza, più il
tempo trascorso fra l'infortunio e la manifestazione dell'affezione è lungo e
più le esigenze riguardanti la prova del legame di causalità naturale devono
essere severe (cfr. RAMI 1997 U 275, p. 188ss.; RJJ
1994, p. 46 consid. 1b; STFA del 15 ottobre 2003 nella causa P., U 154/03, consid.
2.3 e del 30 novembre 2000 nella causa M., U 298/99), il TCA, pur
non mettendo in dubbio che al momento dell'incidente del gennaio 2001 anche la
spalla sinistra dell'assicurato sia rimasta coinvolta, come risulta dal verbale
di interrogatorio davanti alla Polizia cantonale del 24 gennaio 2001 (cfr. doc.
8), ritiene che un intervallo
"libero" di un anno e dieci mesi, faccia apparire assai poco plausibile
l'esistenza di una relazione di causalità naturale fra l'evento infortunistico
del 6 gennaio 2001 e i disturbi alla spalla sinistra che il ricorrente ha
iniziato a lamentare dal novembre 2002.

                                         

                                         Inoltre va osservato che
effettivamente, come sostenuto dal Dr. med. __________ (cfr. doc. 148;172; consid.
2.8.), dai referti degli esami esperiti non risulta documentata una lesione
post-traumatica. 

                                         Il Dr. med. __________
stesso, nei mesi di maggio e giugno 2003, da un lato, ha riconosciuto che la
radiografia alla spalla sinistra del 6 maggio 2003 ha messo in luce un reperto osteoarticolare
entro i limiti di norma, senza segni di alterazioni degenerative, e che dalla sonografia
alla spalla sinistra non sono risultate lesioni maggiori alla cuffia dei
rotatori (cfr. doc. 132, 135; consid. 2.8.), dall'altro, ha diagnosticato una capsulite
retrattile unicamente basandosi sulla mobilità della spalla e sul dolore
lamentato dall'assicurato nella fase finale dei relativi movimenti (cfr. doc.
132, consid. 2.8.).

                                         Al riguardo va ricordato
che in materia di assicurazione contro gli infortuni, i disturbi risentiti
dall'assicurato vengono di principio presi in considerazione soltanto nella
misura in cui procedono da un danno alla salute oggettivamente dimostrabile
(un'eccezione a questa regola è prevista in materia di trauma d'accelerazione
alla colonna cervicale ed in materia di traumi cranio-cerebrali; cfr., in
questo senso, U. Meyer-Blaser, op. cit., p. 105s.: “Lässt sich der medizinisch-wissenschaftliche
Beweis für das Vorliegen organischer Befunde, ihrer Verantwortlichkeit für die vorhandenen
Beschwerden und die Ursächlichkeit der unfallmässigen Einwirkung zum Eintritt des
organischen Befundes, nach derzeitigem Wissensstand, in einem konkreten Fall, trotz
sorgfältigen Abklärungen, nicht mit überwiegender Wahrscheinlichkeit beweisen, enfällt
insofern die Leistungspflicht der Unfallversicherer ohne weiteres”).

 

                                         Anche i successivi
rapporti del Dr. med. __________ non contengono elementi atti a scalfire il
valore probante delle valutazioni del Dr. med. __________.

                                         Infatti la sua asserzione
del 23 dicembre 2003, secondo cui la capsulite retrattile può sopraggiungere
anche mesi dopo un trauma, specialmente se l'articolazione è sottoposta a
stimolazioni traumatiche (indicando per il caso di specie, quale trauma, una
contusione iniziale e, come stimolazioni traumatiche posteriori, la marcia con
le stampelle a causa dell'intervento al piede destro), non è suscettibile di
dimostrare, perlomeno secondo il grado della verosimiglianza preponderante (cfr.
consid. 2.5.), un nesso di causalità naturale tra l'infortunio del gennaio 2001
e i disturbi alla spalla sinistra.

                                         Il medico ha dato
un'indicazione generale, senza specificare i motivi per i quali nel caso
concreto la capsulite retrattile sarebbe conseguenza dell'incidente del mese di
gennaio 2001. Egli ha fatto unicamente riferimento all'uso delle stampelle dopo
l'intervento del 13 agosto 2002 al piede destro effettuato a __________ (cfr.
doc. 104). Tuttavia, in casu, non è stato oggettivato nessun reperto organico
che possa correlare i disturbi alla spalla con l'uso delle stampelle. Inoltre
il Dr. med. __________ si è espresso in termini di mera possibilità, la quale
non è sufficiente per ritenere la causalità naturale tra un evento traumatico e
determinati disturbi (cfr. consid. 2.5.). 

 

                                         In proposito occorre,
altresì, ricordare che la nostra Massima Istanza ha ripetutamente deciso che le
attestazioni del medico curante, benché specialista, hanno un valore probatorio
ridotto, a causa del rapporto di fiducia che lo lega al paziente (cfr. RAMI
2001 U 422, pag. 113ss.= AJP 1/2002 pag. 83; DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; STFA
del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01, consid. 2b/bb; STFA del 10
ottobre 2003 nella causa C., U 278/02, consid. 2.2.; R. Spira, La
preuve en droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de
Henri-Robert Schüpbach, Basilea 2000, pag. 269 segg.).

 

                                         Per
quanto attiene al fatto che l'assicurato avrebbe lamentato dolori solo dopo
l'infortunio del gennaio 2001 (cfr. doc. 168; 169), va osservato che la regola
"post hoc, ergo propter hoc" (dopo questo, dunque a causa di questo)
non ha valenza scientifica.

                                         La giurisprudenza del TFA
ha stabilito, al riguardo, che per il solo fatto d’essere insorto dopo
l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere ritenuto una sua
conseguenza (DTF 119 V 341s. consid. 2b/bb con riferimenti; STFA 3.4.1997 in re
V. inedita; Th. Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art.
24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Friborgo 1998, p. 30,
nota 96; A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, p. 41).

                                         Inoltre
giova rilevare che dal rapporto del 26 febbraio 2003 del Dr. med. __________,
indirizzato al Dr. med. __________, risulta comunque che nel 1996
all'assicurato era stata riscontrata una periartropatia omero-scapolare (cfr.
doc. 125).

 

                                         Infine quanto sostenuto
dal ricorrente circa il fatto che i disturbi alla spalla si sarebbero
manifestati con un certo ritardo, poiché prendeva degli antidolorifici a causa
della frattura del tallone destro (cfr. doc. 168; I), non è di alcuna utilità
ai fini della presente vertenza. Dagli atti risulta, in effetti, che egli, dopo
l'infortunio del gennaio 2001, ha sempre lamentato dolori al piede destro e per
un certo periodo, a partire dal mese di maggio 2001, anche alla spalla destra (cfr.
doc. 18; 43; 76; 89; 104). 

                                         Di conseguenza, visto che
egli, nonostante abbia asserito di aver fatto uso di farmaci contro il dolore,
soffriva comunque per le appena citate problematiche, se avesse realmente avuto
disturbi alla spalla sinistra già a decorrere dal mese di gennaio 2001, non
avrebbe potuto non accusarne i sintomi, perlomeno tra l'assunzione di un
medicamento e l'altra.

 

                             2.11.   In simili condizioni, posto
come non si sia potuto accertare, perlomeno con il grado di verosimiglianza
richiesta dalla giurisprudenza federale, un legame causale naturale tra i
disturbi alla spalla sinistra accusati dall'insorgente dal mese di novembre
2002 e l'infortunio assicurato, non può neppure essere riconosciuta la
responsabilità dell'CO 1 relativamente a tale problematica. 

 

                                         La decisione impugnata
deve di conseguenza essere confermata.

 

                                       

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso è respinto.

 

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

 

                                 3.-   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti