# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b29e7a2c-5bad-5903-9a16-54c20f181efb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2020-05-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.05.2020 32.2019.112
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2019-112_2020-05-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2019.112

   

  BS

  	
  Lugano

  8 maggio 2020

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 29 maggio 2019 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 23 aprile 2019 emanate da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in fatto

 

                               1.1.   Con
quattro decisioni del 23 aprile 2019, debitamente preavvisate, RI 1, classe
1961, è stato posto al beneficio delle seguenti prestazioni AI:

                                         

·        
una rendita intera d’invalidità dal 1° ottobre 2014 al 31
dicembre 2014 per complessivi fr. 888.-- con pagamento retroattivo interamente
compensato con le indennità perdita di guadagno per malattia versate da __________
(in seguito: __________) per il medesimo periodo;

·        
tre quarti di rendita dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 per
complessivi fr. 2'676.--, di cui fr. 1'828,60 versati ad __________ a
compensazione delle indennità perdita di guadagno per malattia anticipate ed il
restante importo di fr. 847,40 versato all’assicurato;

·        
una rendita intera dal 1° gennaio 2016 al 31 gennaio 2019 con
versamento retroattivo direttamente all’assicurato.

 

                               1.2.   Contro
la succitata decisione RI 1, rappresentato dall’avv. RA 1, è tempestivamente
insorto al TCA postulando l’annullamento delle compensazioni a favore di __________.
Sostiene come nelle decisioni contestate non risulti alcuna spiegazione al
riguardo, rilevando inoltre che non vi è documentazione che comprovi la natura,
l’estensione ed a quale periodo e causale le prestazioni di __________ si
riferirebbero. Rileva altresì “che non si ricordata di aver ricevuto
prestazioni da __________, pertanto queste sono contestate, anche perché
l’inabilità al lavoro era stata originata da due successivi infortuni”. 

 

                               1.3.   Con
la risposta di causa, allegando la presa di posizione della Cassa di
compensazione e l’intero incarto, l’Ufficio AI ha proposto la reiezione del
ricorso.

 

considerato                    in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Secondo
l'art. 60 cpv. 1 LPGA il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione è
esclusa. Trattandosi di un termine legale, esso non può essere prorogato (art.
40 cpv. 1 LPGA). Secondo l'art. 39 cpv. 1 combinato con l'art. 60 cpv. 2 LPGA
il termine legale di 30 giorni è rispettato solo se l'atto ricorsuale è
consegnato al tribunale delle assicurazioni oppure, a lui indirizzato, a un
ufficio postale svizzero o a una rappresentanza diplomatica o consolare
svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine. Se quest'ultimo decorre
inutilizzato, la decisione amministrativa passa (formalmente) in giudicato e il
tribunale cantonale deve dichiarare inammissibile un eventuale ricorso
presentato tardivamente (DTF 134 V 49 consid. 2
pag. 51).  

                                         

                                         Nel
caso concreto, con la risposta di causa l’Ufficio AI rileva che le decisioni
impugnate del 23 aprile 2019 sono state inviate al rappresentante dell’assicurato
per posta ordinaria. Precisa tuttavia che dalle stesse (allegate al ricorso)
risulta il timbro “RICEVUTO 29 APR. 2019”, ciò che determina il termine ultimo
per interporre ricorso, vale a dire il 29 maggio 2019, e che pertanto lo stesso
risulta essere tempestivo.

 

                                         Questo
TCA non ha motivo per non confermare la tempestività del ricorso. Considerato
che le decisioni contestate non sono state intimate per raccomandata e che
quindi l’amministrazione non può provare, con il grado della verosimiglianza
preponderante, la ricezione delle stesse da parte dell’assicurato,
rispettivamente del suo legale (secondo costante giurisprudenza l'onere della
prova circa l'atto e il momento della notifica di una decisione amministrativa
incombe, di principio, all'autorità che intende trarne conseguenze giuridiche e
la circostanza deve perlomeno essere stabilita con il grado della
verosimiglianza preponderante richiesto in materia di assicurazioni sociali;
DTF 136 V 295 consid. 5.9 pag. 309-310 e la giurisprudenza e dottrina ivi
citati), è verosimile ritenere che il giorno della notifica sia quello indicato
nel timbro recante la scritta “RICEVUTO 29 APR: 2019” apposto sulla decisione. Di
conseguenza, tenuto conto del termine di 30 giorni per ricorrere (art. 60 cpv.
1 LPGA), il presente ricorso risulta tempestivo essendo stato inoltrato il 29
maggio 2019 (cfr. timbro postale), ultimo giorno utile.

 

                               2.2.   Con
il ricorso l’assicurato sostiene che le decisioni contestate non contengono
alcuna spiegazione in merito alla compensazione eseguita, rilevando che non vi
è alcuna documentazione che comprovi la natura, l’estensione ed a quale periodo
e causale le prestazioni di __________ si riferirebbero. 

 

                                         Il
ricorrente fa implicitamente valere una violazione del diritto di essere
sentito.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per
costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di
una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i
fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere
visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (STFA del 29 giugno 2006
nella causa J. e D., H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b,
127 III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art.
4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF
126 I 16 consid. 2a/aa, 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi
citate).

Il diritto di essere sentito comprende l’obbligo
per l’autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da
un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le
ragioni poste a fondamento della decisione, di rendersi conto della portata del
provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro, di
permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione
medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo
esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi
delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla
decisione (sentenza del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I
232 consid. 3.2). 

 

                                         In concreto nelle
decisioni impugnate l’Ufficio AI ha esposto il beneficiario, l’ammontare ed il
periodo della compensazione eseguita. 

 

                                         Con la risposta di
causa l’amministrazione ha prodotto gli atti della Cassa di compensazione dai
quali si deduce le modalità della compensazione. Ha poi fatto riferimento, come
si vedrà, all’assenso dato dall’assicurato ad una simile compensazione. 

 

                                         L’assicurato ha
poi avuto la possibilità di visionare gli atti e di presentare delle
osservazioni al riguardo, facoltà di cui non ha tuttavia fatto uso. Il
ricorrente ha unicamente chiesto una proroga per inoltrare nuovi mezzi di prova
(VIII), proroga che è stata concessa dal TCA (IX), senza che egli abbia
successivamente inoltrato alcunché.

 

                                         Rammentato
che una violazione del diritto di essere sentito è sanabile se l'interessato,
come in concreto, riceve la possibilità di esprimersi dinanzi a un'autorità di
ricorso che gode del pieno potere di esame sui fatti e sul diritto (DTF 135 I
279 consid. 2.6.1 pag. 285; 124 V 180 consid. 4a pag. 183) e che nel caso di
specie il TCA dispone di un pieno potere di esame (cfr. anche sentenza
8C_923/2011 del 28 giugno 2012, consid. 2.3) e, in applicazione del principio
inquisitorio, può assumere le prove che ritiene necessarie per il chiarimento
della fattispecie (art. 61 lett. c LPGA), l’eventuale carenza di motivazione
relativamente all’indicazione delle condizioni complementari applicabili è
comunque stata sanata in questa sede.

                                         Non
va poi dimenticato che il TF ha già avuto modo di stabilire che è possibile
prescindere da un rinvio della causa all'amministrazione se una simile
operazione si esaurirebbe in uno sterile esercizio procedurale e
procrastinerebbe inutilmente il processo in contrasto con l'interesse - di pari
rango del diritto di essere sentito - della parte ad essere giudicata
celermente (DTF 132 V 387 consid. 5.1 pag. 390 con riferimenti, cfr. anche
sentenza 9C_937/2011 del 9 luglio 2012, consid. 2.3).

 

                                         Il TCA può pertanto entrare
nel merito del ricorso. 

 

                                         nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto del contendere è sapere se
l’Ufficio AI ha correttamente compensato le rendite AI arretrate (periodo 1°
ottobre 2014 – 31 dicembre 2015) spettanti all’assicurato con le indennità
perdita di guadagno per malattia erogate da __________ dal 1° ottobre 2014 al 6
settembre 2015. 

 

                               2.4.
  Giusta l'art. 22 cpv. 1 LPGA, il diritto alle prestazioni non può essere
ceduto né costituito in pegno. Qualsiasi cessione o costituzione in pegno è
nulla.

                                         Per
l'art. 22 cpv. 2 LPGA, i versamenti retroattivi di prestazioni
dell'assicuratore sociale possono tuttavia essere ceduti: a. al datore di
lavoro o all'assistenza pubblica o privata, se questi versano anticipi; b. a
un'assicurazione che fornisce prestazioni anticipate.

                                         L'art.
85bis OAI, che regola il versamento dell’arretrato di una rendita a terzi che
hanno effettuato anticipi, precisa in proposito che:

 

" 1 I
datori di lavoro, gli istituti di previdenza professionale, le assicurazioni
contro le malattie, gli organismi d'assistenza pubblici o privati o le assicurazioni
di responsabilità civile con sede in Svizzera che, in vista della concessione
di una rendita dell'assicurazione invalidità, hanno effettuato anticipi possono
esigere che si versi loro l'arretrato di questa rendita come compensazione e
fino a concorrenza dei loro anticipi. È fatta salva la compensazione prevista
dall'articolo 20 LAVS. Gli organismi che hanno consentito anticipi devono far
valere i loro diritti per mezzo di un formulario speciale al più presto
all'atto della domanda di rendita e, al più tardi, al momento della decisione
dell'Ufficio AI.

 

2 Sono
considerati anticipi le prestazioni:

 

    a.  liberamente consentite, nella
misura in cui l'assicurato si sia impegnato a rimborsarle e abbia acconsentito
per scritto al pagamento dell'arretrato al terzo che gli ha concesso
l'anticipo;

 

    b.  versate contrattualmente o
legalmente, nella misura in cui il diritto al rimborso, in caso di pagamento di
una rendita, possa essere dedotto senza equivoco dal contratto o dalla legge.

 

3 Gli arretrati
di rendita possono essere versati all'organismo che ha effettuato anticipi fino
a concorrenza di questi ultimi e per il periodo nel quale sono stati
forniti."

 

                                         Va
qui evidenziato che affinché si possa parlare di un diritto al rimborso senza
equivoco nei confronti dell’AI (art. 85bis cpv. 2 b OAI), il diritto deve
riferirsi direttamente ad una norma legale o contrattuale (DTF 133 V 14 consid.
8.3 con riferimenti; sentenza 8C_215/2019 del 24 ottobre 2019, consid. 3.2).

                                         La
citata disposizione di legge non è stata modificata dall'art. 22 cpv. 2 LPGA
(SVR 2007 IV Nr. 14 pag. 52) e nemmeno dalla 5a revisione dell'AI, entrata in
vigore il 1° gennaio 2008.

 

                                         Secondo
la nota marginale 10065 delle Direttive concernenti le rendite (DR) dell'assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità, edite dall'UFAS, sono considerati anticipi
che possono essere direttamente rimborsati a terzi che li hanno concessi:

 

                                         -  le prestazioni concesse
facoltativamente nell’attesa del versamento di una rendita che l’assicurato ha
ottenuto con riserva del rimborso approvando per iscritto la restituzione diretta
al terzo che le ha concesse (marginale 10066 DR);

 

                                         -  le prestazioni concesse per
contratto o per legge se dal contratto o dalla legge risulta esplicitamente il
diritto al rimborso in caso di pagamento retroattivo della rendita (in questo
senso, non è sufficiente che un contratto o la legge preveda semplicemente una
clausola di divieto di sovrassicurazione) (marginale 10067 DR).

 

                                         La nota marginale 10068 DR
prevede che sono considerate prestazioni concesse per contratto quelle che sono
state versate sulla base delle condizioni assicurative generali di
un’assicurazione collettiva dell’indennità giornaliera, sono state erogate come
assicurazione contro gli infortuni in campo sovraobbligatorio o sulla base di
statuti di una cassa pensioni. Nel caso di prestazioni erogate in base ad una
regolamentazione di legge, vanno menzionate soprattutto quelle dell’aiuto
sociale pubblico. 

 

 

                                         Per la nota marginale 10068.1
DR nel caso della prestazione di un terzo, si può valutare se si tratti di un
anticipo solo nel momento in cui si hanno a disposizione tutte le richieste di
versamento a terzi. Se si constata che il terzo in questione avrebbe dovuto
effettuare un pagamento del medesimo importo anche nel caso in cui la rendita
fosse stata versata dall’inizio del diritto, non si tratta di un anticipo. 

 

                                         Secondo la marginale 10068.2
DR se ad esempio l’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia è
tenuta per contratto a pagare dall’inizio del diritto alla rendita AI solo la
differenza tra la rendita e l’indennità giornaliera convenuta e l’importo del
versamento retroattivo copre soltanto il pagamento delle prestazioni
dell’assicurazione, le spese non coperte assunte dall’aiuto sociale nello
stesso periodo non sono considerate un anticipo (Bollettino AVS n. 241 [d/f]). 

 

                                         Ai sensi della marginale 10069
DR l’accordo sottoscritto è necessario in tutti i casi in cui dal contratto o
dalla legge non risulta esservi un diritto esplicito e diretto di esigere il
rimborso nei confronti dell’AVS o dell’AI. 

 

                                         Per il marg. 10070 DR il terzo
che ha concesso anticipi e che ne rivendica il rimborso deve presentare la sua
richiesta per iscritto alla cassa di compensazione competente in ogni caso
prima dell’emanazione della decisione d’attribuzione di una rendita. A questo
scopo è preferibile utilizzare il modulo 318.183 (VSI 1993 pag. 89). 

                                         Secondo il marg. 10071 DR si
può tener conto delle richieste di versamento retroattivo presentate da terzi
che hanno concesso anticipi solo a condizione che gli organi esecutivi di altre
assicurazioni sociali non facciano valere pretese nei confronti di questo
pagamento. 

 

                                         Ai sensi del marg. 10072 DR
non appena la cassa di compensazione è a conoscenza dell’importo e della durata
del diritto retroattivo alla rendita, ma ancora prima di emanare la relativa
decisione, invita il terzo che ha concesso anticipi a comunicarle entro 20
giorni l’importo degli anticipi, giustificando il suo diritto di richiedere il
rimborso o allegando l’autorizzazione scritta dell’assicurato. A tal fine, la
cassa di compensazione può utilizzare il modulo 318.183. 

 

 

                                         Il marg. 10073 DR prevede che
le richieste di versamento retroattivo inoltrate da terzi che hanno concesso
anticipi possono essere ammesse solo nella misura in cui le condizioni formali
poste per questo pagamento sono adempite senza eccezione. Bisogna verificare in
particolare se si tratta effettivamente di anticipi e se questi sono stati
concessi per lo stesso periodo in cui la rendita può essere pagata
retroattivamente. La rendita relativa al mese in cui è emanata la decisione non
può essere compensata. 

 

                               2.5.   Nel
caso in esame l’Ufficio AI ha posto in compensazione il versamento retroattivo della
rendita intera alla quale l’assicurato ha diritto dal 1° ottobre 2014 al 31
dicembre 2014 per complessivi fr. 888.-- con indennità per perdita di guadagno,
derivanti dal contratto collettivo stipulato dal datore di lavoro in caso di
malattia, versate da __________ per il medesimo periodo. La compensazione è
stata fatta anche per i tre quarti di rendita (periodo 1° gennaio 2015 al 31
dicembre 2015) limitatamente a fr. 1'828,60. 

 

                                         Nel
formulario “Compensazione di pagamenti retroattivi dell'AVS/AI”
l’Ufficio AI ha elencato in dettaglio le prestazioni di cui l’assicurato ha
diritto dal 1° ottobre 2014 al 31 gennaio 2019 per totali fr. 14'556.-- e risulta
che __________ ha chiesto la compensazione di fr. 2’716,60 per indennità
giornaliere erogate dal 1° ottobre 2014 al 6 settembre 2019. Il formulario è
stato sottoscritto da quest’ultimo il 19 aprile 2019 (doc. 25 inc. Cassa). 

 

                                         Con
scritto del 16 aprile 2019, il succitato assicuratore, con riferimento all’art.
E9 cpv. 1 delle Condizioni Generali d’Assicurazione (CGA) riportato
integralmente, ha informato l’assicurato che chiederà “all’istituto delle
assicurazioni sociali, conformemente al contratto assicurativo, di dedurre
dalla rendita alla quale lei ha diritto, l’importo di fr. 2'716,60 e di girarlo
a nostro favore”. Dallo stesso risulta che dal 1° ottobre 2014 al 6
settembre 2015 __________ gli ha versato indennità perdita di guadagno per
complessivi fr. 64'374.-- (doc. 29 inc. Cassa). 

 

                                         L’art.
E9 cpv. 1 delle CGA prevede che se, durante lo stesso periodo, l’assicurato ha
diritto a prestazioni in denaro dell’assicurazione per l’invalidità (LAI),
dell’assicurazione contro gli infortuni (LAINF), dell’assicurazione militare
(LAM), dell’assicurazione contro la disoccupazione, della previdenza
professionale, di analoghe assicurazioni estere oppure da parte di un terzo
civilmente responsabile, __________ integra dette prestazioni – entro i limiti
del proprio obbligo di prestazione – fino a concorrenza dell’ammontare
dell’indennità assicurata. Nel caso di rendite di vecchiaia o per superstiti
versate dall’AVS non viene effettuato alcun computo.

                                         Infine,
tramite email del 18 febbraio 2015 Axa ha prodotto all’Ufficio AI una
“dichiarazione d’accordo” sottoscritta dall’assicurato che, con riferimento
all’art. E9 CGA, dichiara di essere:

 

" …
d’accordo che __________ rinunci a ridurre le prestazioni d’indennità
giornaliera fino a quanto verrà presa la decisione dell’Assicurazione
Invalidità (AI) o dell’Assicurazione sulla previdenza professionale (LPP) e che
__________ continui ad effettuare le sue prestazioni sotto forma di versamento
anticipato secondo il contratto collettivo convenuto.

 

… d’accordo che i versamenti retroattivi della rendita AI o LPP
siano compensati con le prestazioni dell’indennità giornaliera. Accetto che
questi assicuratori effettuino il rimborso direttamente con __________” (cfr. doc.
32/33 inc. AI).

 

                                         In
primo luogo l’assicurato sostiene che “… non si ricorda di aver ricevuto
prestazioni da __________, pertanto queste sono contestate, anche perché
l’inabilità al lavoro era stata originata da due successivi infortuni”. Con
riferimento al succitato scritto del 16 aprile 2019 di __________
all’assicurato (il quale mai ha sostenuto di non aver ricevuto), chiaramente si
evince come quest’ultimo abbia percepito complessivamente fr. 64'374.-- d’indennità
giornaliere (doc. 29 inc. Cassa), dovute – come chiaramente esposto in sede di
risposta – a seguito di un annuncio di malattia all’assicuratore collettivo per
perdita di guadagno il 25 agosto 2014 con ripresa lavorativa il 7 settembre
2015 e come l’importo chiesto in compensazione ammonti a fr. 2'716,60. Non sono
state pertanto compensate, come parrebbe intendere l’assicurato, indennità
giornaliere erogate dall’assicuratore LAINF di cui egli ha in seguito
beneficiato (cfr. inc. 35.2018.114).

                                         

                                         Premesso
quanto sopra, trattandosi incontestatamente di prestazioni anticipate secondo
la LCA, occorre esaminare se il versamento fatto dall’Ufficio AI ad __________
è stato eseguito in conformità dell’art. 85bis OAI (cfr. a tal riguardo STF
9C_938/2008 del 26 novembre 2009 consid. 5.1 con riferimento
giurisprudenziale).

 

                                         Con
riferimento all’art. E9 cpv. 1 CGA il diritto di rimborso a favore di __________
non può essere "dedotto senza equivoco" ai sensi dell'art.
85bis cpv. 2 lett. b OAI, trattandosi, come riportato sopra, del diritto
dell’assicurato di ricevere da __________, nei limiti del proprio obbligo di
prestazione, la differenza tra le prestazioni delle assicurazioni sociali
elencate (o di analoghe assicurazioni estere o di un terzo responsabile) e
l'indennità assicurata. A tal riguardo va fatto riferimento alla citata STF
9C_938/2008 concernente un’analoga causa in cui l’allora __________, ora __________,
quale assicuratore collettivo d’indennità giornaliera LCA, aveva chiesto ed ottenuto
dall’Ufficio AI un rimborso diretto ex art. 85bis OAI per le indennità
giornaliere anticipate. In quell’occasione l’Alta Corte aveva fra l’altro
ritenuto che l’art. 4.1 CGA allora in vigore, corrispondente in sostanza
all’attuale art. E9 cpv.1 CGA, non fosse sufficiente per fondare il diritto al
succitato pagamento (cfr. consid. 6.2 della stessa STF). 

                                         Nella
medesima vertenza, contrariamente a quanto aveva stabilito il TCA, il TF aveva tuttavia
ritenuto quale valido assenso dato dall’assicurato al diretto versamento ad __________,
la sottoscrizione da lui fatta del formulario “compensazione di pagamenti
retroattivi dell’AVS/AI” in cui l’assicuratore collettivo indennità giornaliera
aveva chiesto all’Ufficio AI il rimborso delle prestazioni anticipate (cfr.
consid. 6.3 STF citata). 

                                         Ora, nel caso in esame,
nonostante che il succitato formulario compilato da __________ il 16 aprile
2019 non risulta essere stato controfirmato dall’assicurato (doc. 25 inc.
Cassa), a mente del TCA, l’assenso di quest’ultimo è da considerare dato con “la
dichiarazione d’accordo” di cui all’email del 18 febbraio 2015, in cui
l’assicurato si è dichiarato d’accordo che “i versamenti retroattivi della
rendita AI o LPP siano compensati con le prestazioni dell’indennità
giornaliere” e di accettare che “questi assicuratori effettuino il
rimborso direttamente con __________” (doc. 32/33 inc. AI). A tal riguardo
occorre rilevare che il marginale 10069 DR prevede che l’accordo scritto
dell’assicurato è necessario in tutti i casi in cui dal contratto o dalla legge
non risulta esservi un diritto esplicito e diretto di esigere il rimborso nei
confronti dell’AVS o dell’AI (sul significato e la portata delle direttive cfr.
DTF 139 V 125 consid. 3.3.4., 133 V 257 consid. 3.2, 131 V
45 consid. 2.3). 

                                         Va
poi ricordato che, come visto sopra, il 16 aprile 2019 Axa aveva informato
l’assicurato che avrebbe chiesto “all’istituto delle assicurazioni sociali,
conformemente al contratto assicurativo, di dedurre dalla rendita alla quale
lei ha diritto, l’importo di fr. 2'716,60 e di girarlo a nostro favore” (doc.
29 inc. Cassa). Non risulta che tale scritto sia mai stato contestato dal
diretto interessato.

 

 

                                         In
queste circostanze, accertata la corrispondenza temporale tra gli arretrati di
rendita AI ed il versamento delle indennità giornaliere, visto l’assenso
dell’assicurato, la compensazione va confermata.

 

                                         Con
riferimento a quanto precede, le decisioni impugnate sono da confermare, mentre
il ricorso va respinto.

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L’entità delle spese è
determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese di procedura
e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del
ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese di fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti