# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 98fc502a-6a74-511d-a342-3d7c5deed7c1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-11-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 10.11.2017 80.2016.102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-102_2017-11-10.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.102

  80.2016.103

  	
  Lugano

  10 novembre 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 28 aprile 2016 contro la decisione del 1 aprile 2016 in materia di IC e IFD
  2013.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Il 6 dicembre 2012 è
stata costituita (e poi iscritta a Registro di commercio il 12 dicembre 2012) __________
Società Cooperativa, con lo scopo di svolgere attività di mediazione, prevenzione
e sostegno dei soci nel recupero di crediti e nelle tematiche riguardanti
l’incasso forzato di crediti e più in generale la Legge federale sulle
esecuzioni e il fallimento. Presidente con firma individuale è stato designato RI
1. 

                                         Nella dichiarazione
d’imposta per il periodo fiscale, RI 1 ha indicato di aver conseguito un
reddito del lavoro netto di fr. 54'347.–, proveniente dalla sua attività alle
dipendenze della __________. Ha inoltre dichiarato il valore locativo della sua
casa d’abitazione, commisurato in fr. 10'200.–. In una nota allegata alla
dichiarazione, il contribuente ha spiegato di aver ridotto al 50% l’impiego
presso la __________, essendo intenzionato a mettersi in proprio. Chiedeva
pertanto all’autorità fiscale di concedergli la deduzione di un importo di fr.
8'608.19, corrispondente a quanto pagato “per acquistare del materiale e marketing”.
La comunicazione all’Ufficio di tassazione si concludeva con le seguenti frasi:

                                         Considerato che ho adibito uno
spazio in casa per l’attività, alla società (__________, NdR) chiedo CHF 800
mensili di affitto (spazio, corrente) che anche non mi versa: questa cifra (CHF
9'600.00) non è inclusa nelle spese effettive: non so come mi devo comportare a
livello fiscale. È da considerarsi un mancato introito?

 

 

                                  B.   Con decisione del 15
luglio 2015, l’RS 1 ha notificato al contribuente la tassazione IC/IFD 2013. Il
reddito imponibile è stato commisurato in fr. 52'200.– per l’IC e in fr.
57'200.– per l’IFD. rispetto alla dichiarazione presentata, l’autorità di tassazione
ha in particolar modo aumentato i redditi immobiliari da fr. 10'200.– a fr.
19'800.–, mentre ha aggiunto agli attivi soggetti all’imposta sulla sostanza un
credito di fr. 18'208.–. Nella motivazione della decisione, ha precisato di
aver aggiunto ai redditi l’affitto della società __________ e alla sostanza il
credito del contribuente nei confronti della stessa società.

 

 

                                  C.   Il contribuente ha
impugnato la suddetta decisione, con reclamo all’Ufficio di tassazione. Dopo
essersi lamentato per il mancato accoglimento di una domanda di condono delle
imposte del 2012, il reclamante ha contestato l’aggiunta del reddito e del
credito da parte dell’autorità fiscale, argomentando di aver spiegato “che la
ditta non facendo utili non [gli] ha versato nulla”. A suo avviso, gli venivano
“conteggiate entrate che non h[a] avuto, dato che la società non ha mai realizzato
utili sufficienti e non ha mai potuto versare alcunché se non accumulare debiti
nei [suoi] confronti, che non verranno mai saldati visto che l’attività è cessata
con la fine del 2014”.

                                         L’Ufficio di tassazione ha
respinto il reclamo, con decisione del 1° aprile 2016, nella quale ha ribadito
che “il reddito da sostanza immobiliare (nel caso in esame dell’affitto
commerciale che la società cooperativa vicina al contribuente ha registrato
nella propria contabilità aziendale 2013 come costo) è imponibile nel periodo
di competenza anche se il medesimo non è ancora stato incassato dal locatario”.
Ha poi precisato che il mancato incasso è stato considerato aggiungendo il
relativo credito nel calcolo dell’imposta sulla sostanza. A tale credito è
stato aggiunto anche un prestito di fr. 8'608.19, “che il sig. RI 1 ha concesso
alla società per gli investimenti fatti dalla stessa per acquistare materiale e
marketing”. 

 

 

                                  D.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta nuovamente le aggiunte
ai redditi e alla sostanza imponibili, fatte dall’Ufficio di tassazione. Il
ricorrente ripropone la successione degli eventi che lo hanno portato ad intraprendere
l’attività per la società cooperativa e ad abbandonarla poi a causa
dell’insuccesso. Ritiene “scorretto” che, quando ha usato i suoi capitali
privati per investimenti, non gli è stato consentito di dedurli dal reddito,
mentre poi gli vengono “tassate entrate fittizie”. Dopo precedenti vertenze con
il Comune di __________, avanza “il sospetto che vi sia una certa tendenza
vessatoria nei [suoi] confronti”. 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         L’Ufficio di tassazione ha
aggiunto, al valore locativo dell’abitazione del ricorrente (fr. 10'200.–), un
ulteriore reddito della sostanza immobiliare di fr. 9'600.–, corrispondente al
canone di locazione fondato sul contratto stipulato con __________. In una nota
allegata alla dichiarazione d’imposta, lo stesso contribuente aveva infatti
informato l’autorità di tassazione dell’esistenza di tale contratto, precisando
tuttavia che la società non aveva versato la pigione dovuta.

 

                                         1.2.

                                         Secondo gli articoli 20
cpv. 1 lett. a LT e 21 cpv. 1 lett. a LIFD,
sono imponibili quali redditi della sostanza immobiliare i proventi
dalla locazione, dall’affitto, dall’usufrutto o da altro godimento.

                                         Inoltre, per gli articoli
20 cpv. 1 lett. b LT e 21 cpv. 1 lett. b LIFD,
è imponibile quale reddito della sostanza immobiliare il
valore locativo di immobili o di parti di essi che il contribuente ha a disposizione
per uso proprio in forza del suo diritto di proprietà o di un usufrutto
ottenuto a titolo gratuito. Le normative cantonale e federale si differenziano
fra loro quanto alle modalità di calcolo del valore locativo.

 

 

 

 

                                         1.3.

                                         Dottrina
e giurisprudenza sono concordi nell’affermare che un reddito è realizzato
quando il soggetto fiscale ne può disporre effettivamente, sia entrandone in
possesso, cioè incassando la somma, sia ricevendo sul medesimo una pretesa
giuridica ferma. Di solito, già l’acquisizione di un credito viene ritenuta
costitutiva di reddito, purché l’adempimento non appaia incerto (cfr., per
esempio, le sentenze del Tribunale federale n. 2C_94/2010 del 10 febbraio 2011
consid. 3.1, DTF 113 Ib 23 consid. 2e; ASA 66 p. 377 consid. 4a; ASA 66 p. 554
consid. 5d; ASA 65 p. 733 consid. 3b; StE 2003 B 21.1 n. 11 consid. 3.2). 

                                         Per quanto concerne in
particolare i redditi della sostanza immobiliare, il canone di locazione si
considera realizzato, finché perdura il contratto, nel momento in cui diviene
esigibile (Locher, Kommentar zum
DBG, vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 19 ad art. 21 LIFD, p. 527 e
giurisprudenza citata; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 69 ad art. 41 LIFD,
p. 798). 

 

                                         1.4.

                                         Nella fattispecie, vi sono
evidentemente stretti legami fra la società locataria e il ricorrente locatore.
Quest’ultimo è tuttora iscritto a Registro di commercio come presidente con
firma individuale de __________ Società Cooperativa. L’attività della società
si svolgeva del resto, nel periodo fiscale litigioso, proprio nella casa
d’abitazione dello stesso insorgente. Le parti avevano pattuito una pigione di
fr. 800.– al mese, come spiegato nella nota allegata alla dichiarazione
d’imposta del contribuente e come peraltro risulta anche dal conto economico
della società.

                                         In queste circostanze, non
si può contestare la decisione dell’autorità fiscale, che ha ritenuto che i
redditi risultanti dal contratto di locazione siano stati realizzati, sebbene
il ricorrente abbia, a suo dire, rinunciato ad incassarli. Proprio alla luce
dei rapporti fra i contraenti, non si può ritenere che il mancato versamento
della pigione sia riconducibile all’insolvenza della società locataria. Nei
conti della società, del resto, come sottolineato dall’autorità di tassazione,
le pigioni sono registrate come “debiti societari”. Al debito della società
corrisponde logicamente un credito del locatore. 

                                         Si deve tutt’al più
partire dal presupposto che il locatore abbia rinunciato all’incasso del suo
credito, per garantire liquidità alla società, della quale era presidente. Non
risulta, del resto, né il ricorrente lo sostiene, che egli abbia intrapreso
provvedimenti finalizzati all’incasso dei suoi crediti.

                                         Se si tiene conto dei
rapporti fra il ricorrente e __________ Società Cooperativa ed in particolar
modo dello svolgimento del contratto di locazione da loro stipulato, la
situazione descritta dall’insorgente potrebbe tutt’al più essere assimilata a
quella di un socio che rinuncia ad un credito nei confronti della società, allo
scopo di risanare dei conti deficitari. Le rinunce a crediti, da parte di
persone fisiche che detengono i diritti di partecipazione nella sostanza
privata, costituiscono infatti perdite di capitale private non deducibili ai
fini dell’imposta sul reddito (cfr. la Circolare n. 32 del 23.12.2010,
Risanamento di società di capitali e di società cooperative, par. 4.1.1.2). 

                                         1.5.

                                         Le considerazioni che
precedono impongono di concludere che la decisione dell’Ufficio di tassazione
di aggiungere al reddito della sostanza i canoni relativi al contratto di
locazione concluso con __________ Società cooperativa è legittima e deve essere
confermata.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         L’autorità fiscale ha
inoltre aggiunto, nel calcolo della sostanza imponibile, due crediti del
ricorrente nei confronti della stessa società. 

 

                                         2.2.

                                         Il riconoscimento della
legittimazione ricorsuale implica l’esistenza di un interesse degno di
protezione, sia esso un interesse di diritto o di fatto, direttamente connesso
con l’oggetto della contestazione ed attuale (Dubey/Zufferey,
Droit administratif général, Basilea 2014, n. 2082 ss., p. 733 ss.).

                                         In altri termini, perché
sia data la legittimazione, devono essere adempiuti i seguenti presupposti:

·         
l’interessato deve essere toccato e pregiudicato dalla
deci-sione: è irrilevante che si tratti di interessi giuridici o fattuali,
bastando che la decisione gli cagioni uno svantaggio econo-mico, ideale,
materiale o di altra natura;

·         
il ricorrente deve dimostrare di avere un interesse alla modifica
della decisione: si richiede pertanto che egli sia toccato in modo particolare
e diretto, in misura maggiore e con intensità superiore rispetto a chiunque
altro (Dubey/Zufferey, loc. cit. e
giurisprudenza citata).

 

                                         2.3.

                                         La decisione su reclamo qui
impugnata ha commisurato l’imposta sulla sostanza in zero franchi, sicché
è evidente che il contribuente non ha alcun interesse attuale degno di tutela
ad ottenere una pronuncia di questa Camera (cfr. anche Zweifel/Hunziker, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar
zum DBG, 3a ediz., Basilea 2017, n. 12 ad art. 132 LIFD; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar
zum DBG, 3a ediz., Zurigo 2016, n. 15 ad art. 132 LIFD, p.
1440; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, 2a ediz.,
Zurigo 2006, n. 16 ad § 140, p. 1200; Plüss,
in: Klöti-Weber/Siegrist/Weber [a cura di], Kommentar zum Aargauer
Steuergesetz, 3a ediz., Muri-Berna 2009, n. 17 ad § 192, p.
1870; v. anche la sentenza del Tribunale federale 2C_253/2014 dell’11 dicembre
2014 consid. 3.2).

 

                                         2.4.

                                         Del resto, l’autorità
materiale di cosa giudicata si riferisce soltanto al dispositivo di una
sentenza, per cui la legittimazione non può venir tratta dalla semplice contestazione
di alcuni punti della relativa motivazione (RDAF 2001 p. 261 ss. = StE 2001 B
96.11 n. 6).

                                         L’insorgente non è quindi
leso nei suoi interessi personali dalle decisioni impugnate e non è pertanto
legittimato a ricorrere (cfr., al proposito, sentenza del Tribunale federale n.
2P.345/2005 dell’11 maggio 2006).

 

                                         2.5.

                                         Ne consegue che, nella
misura in cui contesta il calcolo dell’imposta sulla sostanza, il ricorso è
irricevibile.

 

 

                                   3.   Visto l’esito del
ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico del
ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   1.1.  Il
ricorso è respinto, nella misura in cui concerne l’imposta sul reddito

                                         1.2.  Il
ricorso è irricevibile, nella misura in cui concerne l’imposta sulla
sostanza.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    400.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    480.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
  -;
  

  -;
  

  -;
  

  -. 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: