# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3be60d97-888e-5742-b0f1-1f590888750e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 09.03.2010 (publiziert) 90.2002.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2002-96_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2002.96

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Stefano Furger, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 giugno 2002 di

 

 

	
   

  	
  1. __________
  __________, __________ __________ __________ di __________, 

  2. __________
  __________ __________, __________ __________ __________ di __________, 

  3. __________
  __________, __________ __________ __________ di __________, 

  4. __________
  __________, __________ __________ __________ di __________, 

  5. __________
  __________, __________ __________ __________ di __________, 

  6. __________
  __________, __________ __________ __________ di __________, 

  7. __________
  __________, __________ __________ __________ di __________, 

  8. __________
  __________, __________ __________ __________ di __________, 

  9. __________
  __________, __________ __________ __________ di __________, 

  1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 patr. da: avv.
  __________ __________, __________ __________, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 7 maggio 2002 (n. __________), con
  cui il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore di __________;

  

 

 

 

 

 

viste le risposte:

-    25 luglio 2002 del municipio
di __________;

-    27 settembre 2002 della
divisione della pianificazione territoriale del Dipartimento del territorio;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Nella
seduta del 23 febbraio 2000 il consiglio comunale di __________ ha adottato la
revisione generale del piano regolatore (revisione 96). Per il comparto
edificabile residenziale in località __________, il piano del traffico ha
previsto una nuova tratta che prolunga linearmente via __________, attualmente
a fondo cieco, collegandola in direzione del nucleo di __________ di __________
con via __________. In quella sede, questa tratta è stata classificata quale
strada prevalentemente pedonale (confinanti autorizzati) con un calibro di 3 m
(cfr. piano del traffico settore nord, legenda).

 

 

                                  B.   Con atto di
ricorso unico 23 giugno 2000 __________, __________, __________ e __________
__________, componenti la comunione ereditaria fu __________ __________,
__________ __________, __________ __________ -__________, __________ __________,
__________ e __________ __________, __________ e __________ __________ e,
infine, __________ e __________ __________ , tutti proprietari di fondi aventi
il loro accesso sulla via __________, si sono aggravati contro quella
deliberazione dinanzi al Consiglio di Stato, chiedendo lo stralcio dal piano
del traffico della succitata strada prevalentemente pedonale. A sostegno della
loro domanda, hanno invocato la violazione della garanzia della proprietà,
lamentando come la contestata strada fosse in contraddizione con gli obiettivi
che informano il piano regolatore. A mente degli insorgenti, il nuovo
collegamento viario era privo d'interesse pubblico, nella misura in cui fungeva
soltanto quale accesso per un numero limitato di fondi, favorendo quindi
l'interesse privato di pochi proprietari. Questi ultimi, comunque, avrebbero
potuto disporre di collegamenti alla pubblica via con allacciamenti su via ai
__________ e su via __________, soluzione prevista, peraltro, dal previgente
piano regolatore, poi inspiegabilmente abbandonata. Per contro, con l'apertura
di un'entrata al quartiere da via __________, strada cantonale che collega il
valico di __________, la nuova pianificazione avrebbe causato, creando un asse
di transito privilegiato verso il centro del paese, un apprezzabile incremento
del traffico parassitario, con il conseguente aumento di inquinamento fonico e
dell'aria. Traffico di transito che sarebbe stato inoltre favorito dalle
carenze della rete viaria del comprensorio circostante che, per la modestia dei
calibri delle sue strade, tali da non consentire l'incrocio tra due
autovetture, non era in grado a sua volta di sopportare.

 

 

                                  C.   Con
risoluzione 7 maggio 2002 (n. __________) il Consiglio di Stato ha approvato il
piano regolatore di __________, respingendo contestualmente la richiesta ricorsuale
di stralcio della strada prevalentemente pedonale (confinanti autorizzati) in
località __________. Il Governo ha ritenuto che la proposta comunale consentiva
un'urbanizzazione confacente ed idonea dei fondi edificabili del comparto,
oltre ad inserirsi efficacemente nel paesaggio e a risolvere adeguatamente gli
aspetti legati al traffico. Difatti, la definizione gerarchica di strada
prevalentemente pedonale con autorizzazione di accesso unicamente ai veicoli
dei confinanti, permetteva di risolvere i temuti problemi legati al traffico
parassitario e di transito, ritenuto che l'assetto delle strade preposte a
questo scopo era più che adeguato (cfr. risoluzione impugnata, pag. 97 segg.).

 

 

                                  D.   Avverso la
menzionata risoluzione governativa, i ricorrenti citati in ingresso insorgono
con atto congiunto 11 giugno 2002 innanzi a questo Tribunale, ripresentando in
sostanza le medesime censure proposte davanti al Consiglio di Stato e ribadendo
la domanda di stralcio del tracciato della strada prevalentemente pedonale
(confinanti autorizzati) dal piano regolatore.

 

 

                                  E.   La
divisione della pianificazione territoriale e il municipio postulano il rigetto
integrale dell'impugnativa, con argomentazioni che verranno, se del caso, riprese
nei considerandi di diritto.

 

                                  F.   In data 23
settembre 2003 si è tenuta l'udienza, durante la quale i rappresentanti del
comune hanno versato agli atti alcune fotografie raffiguranti i luoghi. I
ricorrenti hanno chiesto una perizia sull'impatto ambientale e un'ispezione
degli atti a registro fondiario in merito ad una possibile servitù di passo a
carico dei mapp. __________ e __________, a cui il patrocinatore del comune si
è opposto. Le parti hanno quindi confermato le rispettive allegazioni e
domande. Alla fine dell'udienza è stato esperito il sopralluogo in contraddittorio.

 

                                         

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data, il ricorso è tempestivo (art. 38 cpv. 1 LALPT)
e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. b LALPT).

 

 

                                   2.   Gli
insorgenti hanno domandato, in sede d'udienza, l'allestimento di una perizia sull'impatto
ambientale della strada contestata e un'ispezione degli atti a registro fondiario
in merito ad una possibile servitù di passo a carico dei mapp. __________ e
__________, volta a dimostrare la possibilità di un accesso alternativo ai
terreni edificabili del comparto __________.

 

                                         2.1. La
procedura amministrativa è retta dal cosiddetto principio inquisitorio (art. 18
cpv. 1 PAmm). In virtù di questo principio l'autorità deve accertare d'ufficio
gli elementi suscettibili di determinare la decisione ed assumere di sua
iniziativa le prove necessarie, raffrontando accuratamente i contrapposti
interessi e rispettando il divieto d'arbitrio, i principi della parità di
trattamento, della buona fede e della proporzionalità. In analogia all'art. 8
CCS, applicabile per la sua portata generale anche al diritto pubblico, la
parte può altresì chiedere l'assunzione delle prove offerte. In tal caso
l'autorità procede al loro apprezzamento anticipato, in esito al quale essa può
rinunciare ad assumere dei mezzi di prova il cui presumibile risultato non
porterebbe ad alcun nuovo chiarimento ai fini del giudizio (RDAT I-1995 n. 51 consid.
2a), come mezzi di prova superflui o non pertinenti (Borghi/Corti, Compendio di
procedura amministrativa ticinese, ad art. 18 n. 1b).

 

                                         2.2. Nel
caso di specie, la tempestività dell'offerta delle prove da assumere, indicate
per la prima volta all'udienza 23 settembre 2003, può apparire quantomeno
dubbia (cfr. art. 46 cpv. 2 PAmm). Il quesito non abbisogna di un
approfondimento, giacché la situazione di fatto che sta alla base della
controversia risulta in modo più che sufficiente dalla copiosa documentazione
versata agli atti dalle autorità intimate, completata dalla conoscenza del
settore territoriale in parola acquisita dal Tribunale durante lo svolgimento
del sopralluogo in contraddittorio.

 

                                         2.3. In
particolare, per quanto concerne gli effetti sull'ambiente del prolungamento di
via __________ fino a via __________, va considerato che, come verrà approfondito
in seguito, per il contesto territoriale in cui si inserisce la nuova tratta,
all'interno della zona edificabile del comune, per la destinazione di questa
zona, residenziale estensiva, in relazione alla funzione gerarchica della
tratta stradale esistente e di quella nuova, strada di servizio, la prima,
prevalentemente pedonale, la seconda, per l'assetto di queste strade,
caratterizzate da calibri modesti, e più in generale per l'organizzazione della
rete viaria del comune e gli obiettivi del piano del traffico, l'allestimento
di una perizia sull'impatto ambientale, oltre che apparire manifestamente
sproporzionato, non risulta necessario; comunque, date le circostanze,
superfluo ai fini del giudizio. Né, peraltro, la legge prevede un obbligo di sottomettere
la pianificazione di un percorso pedonale o di una strada di servizio, che dir
si voglia, ad un esame d'impatto ambientale, ritenuto che questi impianti non
sono contemplati dall'allegato dell'Ordinanza concernente l'esame dell'impatto
sull'ambiente (cfr. art. 9 cpv. 1 LPAmb, art. 1 OEIA e allegato, cifra n. 11).

 

2.4. Relativamente alla richiesta
d'ispezionare gli atti a registro fondiario per verificare l'esistenza di una
possibile servitù di passo a carico dei mapp. __________ e __________, che
consentirebbe eventualmente ad alcuni fondi all'interno del comparto edificabile
in località __________ di disporre di un allacciamento alla rete pubblica, va
ritenuto innanzitutto che oggetto della vertenza è la sussistenza di un interesse
pubblico a sostegno della contestata tratta stradale, se quest'ultima è supportata
da una pianificazione conforme agli obiettivi del piano regolatore e corretta
dal profilo legale. Accertare in che misura alcuni proprietari dei fondi
situati in località __________ siano in grado di attuare l'urbanizzazione dei
loro fondi, facendo capo ad eventuali istituti di diritto civile in alternativa
alla strada contestata, non ha rilevanza in questa procedura, ritenuto che
nelle competenze di questo Tribunale rientra invece l'esame di legalità delle
scelte operate dal comune e approvate dal Consiglio di Stato. La questione
evocata dai ricorrenti è difatti di natura eminentemente civile. Spetta in
primo luogo al diritto pubblico, segnatamente quello pianificatorio, assicurare
l'urbanizzazione dei fondi destinati all'edificazione. Soltanto se il
proprietario ha esaurito senza successo tutte le possibilità offerte dagli
istituti previsti dal diritto pianificatorio potrà chiedere in sede civile un
accesso necessario, sempre che ciò sia indispensabile per un uso conforme alla
sua destinazione (cfr. DTF 120 II 187 consid. 2c; DTF 121 I 70 consid. 4 b).

 

                                         2.5. In
considerazione di quanto precede, il Tribunale non accede pertanto alla richiesta
degli insorgenti di procedere all'allestimento di una perizia sull'impatto ambientale,
né di eseguire un'ispezione degli atti a registro fondiario.

 

 

                                   3.   In campo pianificatorio
il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è, però, assoluta. Secondo
l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve garantire il riesame
completo del piano regolatore da parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel
Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT),
che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno potere cognitivo: questo
significa controllo non solo della legittimità ma anche dell'opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. Le autorità incaricate di compiti pianificatori
badano tuttavia di lasciare alle autorità loro subordinate il margine
d'apprezzamento necessario per adempiere i loro compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il
Consiglio di Stato non può dunque semplicemente sostituire il proprio apprezzamento
a quello del comune, ma deve rispettare il diritto di questo di scegliere tra
più soluzioni adeguate quella ritenuta più appropriata, ragionevole od
opportuna. Esso non può però limitarsi ad intervenire nei soli casi in cui la
soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile.
Deve al contrario rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono
i principi e gli scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno
loro sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto
della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b;
II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il potere
cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT cit.,
ibidem; inoltre II-1997 n. 23); fanno eccezione - per poter ossequiare l'art.
33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una modifica del piano
regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   4.   Giusta l'art. 75 Cost., i Cantoni devono allestire dei piani d'azzonamento
per assicurare un'appropriata e parsimoniosa utilizzazione del suolo e un
ordinato insediamento del territorio. A livello legislativo l'obbligo di
pianificare è codificato all'art. 2 LPT. Secondo quest'ultima legge la
pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice,
pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse
stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte
adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto
piano regolatore - viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore
(art. 6 e segg., 26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e
valutazione (art. 1 cpv. 1 2.a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura
ove è garantita protezione giuridica (art. 33 e segg. LPT) e partecipazione
democratica (art. 4 LPT). Il piano regolatore disciplina l'uso ammissibile del
suolo (art. 14 e segg. LPT) e attua il contenuto del piano direttore,
rendendolo vincolante verso i privati (art. 21 cpv. 1 LPT). Il piano regolatore
si compone di un rapporto di pianificazione, di rappresentazioni grafiche, di
norme di attuazione e di un programma di realizzazione (art. 26 LALPT). Le
rappresentazioni grafiche comprendono i piani del paesaggio, delle zone, del
traffico, delle attrezzature e costruzioni di interesse pubblico e il piano
indicativo dei servizi pubblici (art. 28 cpv. 1 LALPT). Esse fissano, tra
l'altro, la rete delle vie di comunicazione per i mezzi di trasporto pubblici e
privati con la precisazione delle linee di arretramento, le vie ciclabili e
pedonali, i sentieri e i posteggi pubblici (art. 28 cpv. 2 lett. p LALPT).
Quest'ultimo disposto, unitamente alla legislazione di ordine superiore,
segnatamente l'art. 3 cpv. 3 lett. c LPT (che prescrive alle autorità
incaricate di compiti pianificatori di mantenere e costruire vie ciclabili e
pedonali) e la Legge sui percorsi pedonali ed i sentieri escursionistici del 9
febbraio 1994, abilita incontestabilmente i comuni a prevedere nei propri piani
regolatori percorsi pedonali, esistenti o futuri, aperti al pubblico (cfr.
anche art. 4 cpv. 2 Legge sulle strade).

 

 

                                   5.   Una
restrizione di diritto pubblico è compatibile con la garanzia della proprietà
sancita dall'art. 26 Cost. solo se si fonda su di una base legale, è
giustificata da un interesse pubblico preponderante, rispetta il principio
della proporzionalità, non viola la garanzia della proprietà quale istituto e
dà luogo a piena indennità ove equivalga ad una espropriazione (art. 36 Cost.).
Nella fattispecie, non è contestata la carenza di una base legale, comunque
data (cfr. consid. 4 in fine), né si pone il problema della violazione della
garanzia della proprietà quale istituto. Non resta quindi che esaminare
l'interesse pubblico e la proporzionalità dei vincoli in discussione.

 

 

                                   6.   I
ricorrenti contestano l'interesse pubblico della strada prevalentemente
pedonale all'esame, sostenendo che essa ha per unico scopo quello di favorire
gli interessi di pochi proprietari fondiari a scapito degli abitanti del
quartiere. Difatti, a mente degli insorgenti, la tratta litigiosa, per calibro
e dimensioni, costituirebbe una strada di collegamento mascherata da percorso
pedonale, atta a convogliare il traffico all'interno della zona abitata di
__________ in direzione delle scuole e dell'asilo comunale. Ciò in aperta
contraddizione con gli obiettivi del piano del traffico elencati nel rapporto
di pianificazione, che si prefiggono per contro di eliminare il traffico di
transito dalle zone residenziali e di ridurre il carico ambientale (cfr.
rapporto di pianificazione, pag. 24).

 

 

                                   7.   Prima di
entrare nel merito occorre rilevare che il concetto di interesse pubblico è un
concetto dinamico, che evolve con la società riflettendone esigenze ed aspirazioni
(Imboden / Rhinow / Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Nr.
57 B II). In linea generale è pubblico l'interesse che coinvolge la generalità
dei cittadini o una sua frazione significativa e che compete al potere pubblico
promuovere nell’esercizio delle sue funzioni. V’è interesse pubblico a un
provvedimento di pianificazione del territorio quando la sua adozione
corrisponde a un bisogno importante, chiaramente avvertito dalla collettività
(G. Müller, Commentaire de la Constitution fédérale, art. 22ter n. 34). Tale
interesse deve prevalere sui contrapposti interessi pubblici e privati in
giuoco.

 

                                   8.   8.1. Dal
profilo territoriale il comprensorio urbano di __________ gravita attorno all'asse
viario di via __________, che da __________ conduce alla dogana commerciale e
turistica del __________, marcando la separazione fra gli insediamenti abitativi
e quelli lavorativi. Difatti, a settentrione di questa strada cantonale,
laddove il territorio è orograficamente caratterizzato da un dolce andamento
collinare, sono insediati i nuclei tradizionali di __________ e __________
__________ connessi e attorniati da un tessuto formato dai nuovi quartieri
d'abitazione. Mentre a sud, sulla vasta pianura, naturale prolungamento della
__________ __________, hanno trovato spazio essenzialmente attività artigianali
ed industriali, oltre che importanti infrastrutture doganali. Il comparto
edificabile in località __________, che il nuovo piano regolatore attribuisce
alla zona residenziale estensiva, è ubicato nel comprensorio settentrionale,
nella fascia pedemontana che si estende a sud-ovest dal nucleo di __________
__________ verso la località __________. Il comparto, di forma rettangolare, è
delimitato a monte da via __________, oltre cui si estende sulla collina di
__________ un vasto comprensorio agricolo, mentre il tracciato parallelo di via
__________ circoscrive il lato a valle. Queste strade confluiscono entrambe in
via __________, che separa il comparto dal nucleo di __________ __________, mentre
sul lato opposto (a sud-ovest) sfociano nella perpendicolare via __________, su
cui confluisce anche via __________, che attraversa longitudinalmente e al
centro il quartiere per due terzi, terminando a fondo cieco.

 

8.2. Il sopralluogo esperito da questo Tribunale
ha permesso di appurare che questa zona costituisce nel suo complesso un
quartiere eminentemente residenziale, caratterizzato da un'edificazione
prevalentemente di tipo estensivo, composta da case monofamiliari di due o tre
piani. Il comparto non risulta tuttavia ancora completamente insediato. In
particolare, la lunga fascia in pendenza che si sviluppa fra via __________ e
via __________, lungo il versante della collina di __________, appare dal
profilo edilizio poco occupata, con edificazioni sparse alternate da vaste
superfici ancora prative o utilizzate a vigneto. Per contro, la fascia a valle
di via __________, fino a via __________, presenta una situazione ampiamente
edificata, sia per il numero delle costruzioni, sia per la compattezza dell'insediamento,
dato da una struttura fondiaria fortemente parcellizzata. Oltre l'apice cieco
di via __________, laddove il comune ha proposto il passaggio litigioso, si
apre sia a valle che a monte una vasta superficie prativa, ai cui margini sono
sorte alcune abitazioni.

 

8.3. Con la revisione del piano regolatore,
il comune ha riconsiderato l'organizzazione del traffico in funzione delle
nuove circostanze verificatesi nel frattempo, ponendo alla base del progetto pianificatorio
i seguenti obiettivi: individuare gli assi di collegamento diretti tra i
diversi comprensori del comune, garantire le migliori condizioni di
accessibilità all'area a est del nucleo in cui sono concentrati i principali
servizi pubblici e privati (cfr. ad esempio: Palazzo comunale, scuole
elementari, scuole medie, sala multiuso, casa per anziani, cooperativa di
consumo, cassa __________), eliminare (o ridurre fortemente) il traffico di
transito delle zone prevalentemente destinate alla residenza, con misure di
ordine pianificatorio, di tipo urbanistico e/o di moderazione del traffico e,
infine, ridurre (o moderare fortemente) il carico ambientale (impatto fonico,
aria) sulle zone insediate, in particolare residenziali e miste (cfr. rapporto
di pianificazione, pag. 24).

 

8.4. Per il comparto residenziale all'esame,
il previgente piano regolatore prevedeva già per il lato cieco di via
__________ una soluzione di aggancio alla rete viaria. Essa consisteva in un prolungamento
di un centinaio di metri in direzione del nucleo di __________ __________, a
cui si raccordava perpendicolarmente una nuova strada che la congiungeva a
monte con via __________, a valle con via __________, separando nel contempo la
zona edificabile da quella allora definita come zona residua. Il piano del
traffico definiva tutte queste tratte quali strade di quartiere, tranne via
__________, classificata come strada collettrice. Con la revisione del piano
regolatore, di cui ci occupa, il comune ha abbandonato parzialmente questa
soluzione, stralciando la strada perpendicolare di raccordo con via __________
e __________ e prolungando semplicemente via __________ sul suo asse esistente
fino a raggiungere il nucleo di __________ __________. Il territorio a valle,
che prima era attribuito alla zona residua, è stato assegnato alla zona residenziale
estensiva. Dal profilo della strutturazione della rete viaria, la differenza
fra queste soluzioni risiede essenzialmente nella semplificazione del raccordo:
in precedenza, via __________ risultava, per mezzo delle sopracitate strade, indirettamente
collegata con via __________, all'epoca classificata come strada principale,
mentre con la nuova pianificazione essa vi sfocia direttamente. La distinzione
sostanziale che si pone, tuttavia, è sul piano gerarchico: tutte le strade che
interessano il quartiere, via __________ compresa, sono ora definite come
strade di servizio, in modo da fungere esclusivamente da accesso ai singoli
fondi; alcune di queste, inoltre, assumono in parte la funzione di strada
prevalentemente pedonale (confinanti autorizzati), accompagnata da una
significativa riduzione del calibro (da 5.5 m a 3 m). È il caso di via
__________, di via __________, di via __________, proprio nel tratto
contestato, e di alcune traverse poste fra queste ultime due strade e via
__________.

 

8.5. Alla luce e degli scopi perseguiti con
il piano regolatore, occorre riconoscere la sussistenza di un interesse
pubblico a supporto della pianificazione comunale approvata.

 

8.5.1. Innanzitutto, malgrado i ricorrenti
lo neghino fermamente, la tratta contestata serve ad urbanizzare con ogni
evidenza una zona edificabile dalle dimensioni considerevoli (composta dai mapp.
__________, __________, __________-__________ e __________-__________, per una
superficie complessiva di circa 15'000 mq), caratterizzata da un basso tasso di
edificazioni, che dal profilo fondiario risulta già strutturata con una parcellazione
atta ad accogliere una quindicina di costruzioni monofamiliari, in linea con la
tipologia edilizia dominante che informa l'intero comparto. Questa zona,
proprio perché di grande importanza per la definizione pianificatoria del
quartiere __________, in quanto ne determina l'assetto conclusivo in direzione
del nucleo di __________ __________, necessita di essere completata e
strutturata anche dal profilo viario interno con la tratta posta in discussione
dai ricorrenti. Tant'è, che già il previgente piano regolatore aveva
contemplato una strada per urbanizzare quei terreni; soluzione mai realizzata
per motivi di cui si è già in parte accennato e di cui si dirà in seguito. Per
queste ragioni, l'Ente pianificante non poteva in questo caso delegare
all'iniziativa privata dei singoli proprietari l'urbanizzazione di una zona
così rilevante per il comprensorio residenziale comunale e perciò tale da
necessitare una visione globale, onde evitare l'affastellamento di frammenti
stradali, contrari ad un insediamento chiaro e ben strutturato e, in ultima
analisi, ad un uso parsimonioso del suolo. Va inoltre considerato, sempre dal
profilo pianificatorio, che la strada contestata si inserisce e completa
perfettamente l'ossatura viaria già esistente del comparto. Si è già detto in
precedenza che il quartiere è cinto da due assi viari paralleli, via __________
definisce il lato a monte, via __________ quello a valle. Con queste strade,
via __________ costituisce, per mezzo del suo completamento fino a via
__________, il terzo tracciato che percorre il quartiere, in questo caso al suo
centro, da un capo all'altro in senso longitudinale, allineandosi, peraltro,
allo schema viario che si riscontra anche negli altri quartieri della zona
residenziale (cfr. ad esempio: via __________ e via __________). Inoltre,
suddividendo il comparto in due ampie fasce territoriali, quella a monte caratterizzata
da una pendenza maggiore rispetto a quella a valle, più dolce, essa si inserisce
adeguatamente anche dal profilo paesaggistico, oltre che fungere da chiaro limite
di separazione, nell'ultimo centinaio di metri, della zona edificabile da
quella agricola. Per questi motivi e per quelli segnalati in precedenza, la
soluzione all'esame risulta sensibilmente migliore rispetto a quella
contemplata dal piano regolatore previgente: basti aggiungere che dal profilo
della realizzazione, il tracciato trasversale, che doveva collegare via
__________ con via __________ raccordandosi al centro con via __________, poneva
seri problemi tecnico-costruttivi e di sicurezza, dati dall'apprezzabile
dislivello intercorrente tra i piani stradali da allacciare.

 

8.5.2. Ciò detto, la strada contestata si
giustifica anche dal profilo dell'organizzazione del traffico, risultando
congruente con la gestione dei suoi flussi nel comprensorio comunale. Coerentemente
con gli obiettivi alla base della revisione del piano regolatore, il piano del
traffico individua nelle vie __________ e __________ gli assi di collegamento
atti a garantire il miglior accesso all'area est del nucleo, in cui sono
concentrati i principali servizi pubblici e privati, per il traffico
proveniente, attraverso via __________, dal valico di __________. Il piano
classifica quindi rettamente questi due assi come strade di raccolta con un calibro
di 7 m che, a norma della legge sulle strade (cfr. art. 6 cpv. 4 Lstr), hanno
per funzione, oltre a raccogliere e distribuire il traffico, di garantire i
collegamenti locali. In questo modo, i quartieri residenziali limitrofi, fra
cui quello in località __________, risultano senz'altro alleggeriti da un
eventuale traffico di transito, essendo serviti da una rete di strade che per
funzione, strade di servizio, per calibro, 5.5 m, e per configurazione,
tracciati meno diretti, risulta poco attrattiva per coloro che sono alla
ricerca di percorsi alternativi verso il nucleo. Non basta, ma il piano, prevedendo
in alcuni tratti delle strade di servizio un ulteriore restringimento del campo
stradale a 3 m, che non permette l'incrocio tra due autovetture, privilegiando
in aggiunta la funzione pedonale e concedendo l'accesso soltanto ai confinanti,
pone le debite premesse pianificatorie per ovviare anche ad un eventuale traffico
parassitario, sia esterno, che interno al quartiere, con ciò concretizzando gli
obiettivi che stanno alla sua base. Il quartiere __________ risulta in questo
senso particolarmente protetto, giacché può vantare questo tipo di soluzioni
sia in via __________, __________ e ovviamente nella stessa __________, a
favore, oltretutto, di una fruizione pedonale che si riperquote su tutto il
comparto. Né va dimenticato che il comune ha la facoltà, se del caso, di
adottare ulteriori misure per la regolamentazione del traffico, come ad esempio
l'impostazione dei sensi di marcia, un'adeguata segnaletica, misure di arredo
urbano tese alla moderazione del traffico e zone a 30 Km/h. A fronte di queste
circostanze, la censura secondo cui la strada contestata favorirebbe un aumento
del traffico nel quartiere causando un maggior carico ambientale è infondata e
va pertanto respinta. Certo, come rilevato in precedenza, il quartiere dispone
ancora, soprattutto nella fascia pedemontana, di notevoli riserve edificabili,
che una volta insediate daranno luogo ad un aumento del traffico dei residenti.
Tenuto però conto dei bassi indici di edificabilità della zona (cfr. art. 14
NAPR), tale aspetto risulta trascurabile, comunque congenito ad un quartiere
della taglia come quello all'esame, che proprio per tale motivo deve disporre
di un'adeguata rete viaria e un sufficiente numero di accessi. Mantenere via
__________ allo stato attuale come strada a fondo cieco, secondo quanto pretendono
i ricorrenti, sarebbe eventualmente giustificato soltanto se il comune non
avesse incluso in zona edificabile la fascia pedemontana, che più che apparire
come un comprensorio ampiamente edificato, sembrerebbe piuttosto costituire un'estensione
della zona edificabile, non giustificata da un piano regolatore ritenuto sovradimensionato
dallo stesso Governo (cfr. risoluzione impugnata, pag. 24). Questione, che gli
insorgenti, per ovvi motivi, si sono ben guardati dal sollevare.

 

8.5.3. Inconferente, da ultimo,
l'argomentazione ricorsuale, secondo cui alcune strade del comune sarebbero
inadeguate, per l'insufficienza dei calibri, ad assorbire il traffico, di modo
che, con l'apertura di un nuovo accesso su via __________, si produrrebbe
comunque un travaso di passaggi veicolari nel quartiere, a sua volta dotato di
strade troppo strette. A tale proposito, il Tribunale ha potuto constatare
durante il sopralluogo che lo stato in cui versano alcune strade è attualmente
insoddisfacente per una corretta circolazione stradale. Ma è proprio a questa
situazione che il piano regolatore, quale processo di organizzazione territoriale
volto al futuro, pone rimedio, come ampiamente illustrato ai paragrafi
precedenti. Il fatto che alcuni ampliamenti stradali non siano stati ancora
realizzati, non basta a mettere in discussione la strada prevalentemente
pedonale in oggetto. Va comunque ritenuto che secondo la programmazione
temporale delle opere previste, il passaggio in discussione sarà realizzato
nella fase III (2013-2018), vale a dire posteriormente alla risistemazione di
tutte le strade che interessano il quartiere (cfr. programma di realizzazione,
pag. 3, lett. C).

 

 

                                   9.   In
conclusione, ritenuto che la strada prevalentemente pedonale (confinanti autorizzati)
è sorretta da un manifesto interesse pubblico, congruente con tutti gli
obiettivi alla base del piano del traffico, essa risulta pure proporzionata. Il
ricorso deve dunque essere respinto. La tassa di giudizio e le spese devono
essere poste a carico dei ricorrenti in solido (28 PAmm), i quali vengono
inoltre tenuti a rifondere al comune, patrocinato da un avvocato, delle
adeguate ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   I
ricorrenti sono condannati al pagamento in solido delle tasse di giudizio e
delle spese per complessivi fr. 1'800.-- (milleottocento) e a rifondere al
comune di __________ identico importo per ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________ __________, __________ __________ __________ di __________, 

  __________ __________ __________, __________ __________ __________ di
  __________, 

  __________ __________, __________ __________ __________ di __________, 

  __________ __________, __________ __________ __________ di __________, 

  __________ __________, __________ __________ __________ di __________, 

   __________, __________ __________ __________ di __________, 

  __________ __________, __________ __________ __________ di __________, 

  __________ __________, __________ __________ __________ di __________, 

  __________ __________, __________ __________ __________ di __________, 

  patr. da avv. __________ __________, __________
  __________, 

  Comune di __________, __________ __________,

  rappr. da: municipio di __________, patr. da avv.
  __________ __________, __________ __________;

  Consiglio di Stato, __________ __________,

  rappr. da: Dipartimento del territorio, Div. pianificazione
  territoriale, __________ __________.

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
  1. Dipartimento
  del territorio Div. pianificazione territoriale, 6501 Bellinzona 1
  Caselle 

  2. Municipio
  di Stabio, 6855 Stabio 

   

  

Per il Tribunale della pianificazione del territorio

Il presidente                                                                                                Il
segretario