# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 65907c88-8248-59d6-91d0-16ffb8f1f6b0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-12-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.12.2008 D-7282/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7282-2008_2008-12-22.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7282/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 2  d i c e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Maurice Brodard;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Pakistan, alias 
B._______, Pakistan, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 6 novembre 2008 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7282/2008

Fatti:

A.
Il  4  giugno  2003,  l'interessato  ha  presentato  una  prima  domanda 
d'asilo  in  Svizzera.  Il  29  agosto  2003,  l'Ufficio  federale  dei  rifugiati 
(UFR,  attualmente  e  di  seguito,  UFM)  ha  respinto  la  succitata 
domanda  d'asilo.  Il  10 dicembre 2003,  la  Commissione  svizzera  di 
ricorso in materia d'asilo (CRA) ha dichiarato inammissibile il  ricorso 
inoltrato dall'interessato il 1° ottobre 2003.

B.
Il  2  giugno  2008,  l'interessato,  dichiaratosi  originario  della  provincia 
del  C._______,  ha  presentato  una  seconda  domanda  d'asilo  in 
Svizzera.  Ha  allegato  di  aver  vissuto  fino  all'età  di  10  anni  a 
D._______  nella  provincia  del  C._______  ed  in  seguito  di  essersi 
trasferito  insieme  alla  sua  famiglia  a  E.______  nella  provincia  del 
F._______ ([...]). Inoltre, ha dichiarato di non essere rientrato in patria 
dopo la  conclusione infruttuosa della  sua prima procedura d'asilo  in 
Svizzera ([...]). Peraltro, ha asserito di  non potere più rientrare nella 
provincia del C._______, in quanto avrebbe il timore di essere ucciso, 
secondo la legge locale,  dai  talebani,  nel  caso in cui  si  rifiutasse di 
fare la Jihad. Infine, non potrebbe neanche andare a vivere in un'altra 
provincia del Pakistan in quanto il governo, vista la sua provenienza, lo 
considerebbe un terrorista.

C.
Il  6  novembre  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai  sensi  dell'art.  32  cpv. 2  lett. e  della  legge sull'asilo  del 
26 giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  L'autorità  inferiore  ha  pure 
pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  nonché 
l'esecuzione  dell'allontanamento  siccome  ammissibile,  esigibile  e 
possibile.

D.
Il  17  novembre  2008,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF).  Ha  chiesto  l'annullamento 
della  decisione  impugnata,  la  trasmissione  degli  atti  di  causa 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  e  la 
concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una 
domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo.

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E.
Il  21  novembre  2008,  il  TAF  ha  considerato,  nella  sua  decisione 
incidentale, il  gravame siccome privo di  probabilità d'esito favorevole 
ed  ha  respinto  la  summenzionata  domanda d'assistenza  giudiziaria. 
Ha quindi invitato il  ricorrente a versare entro il  4 dicembre 2008 un 
anticipo di CHF 600.- a copertura delle presumibili spese processuali, 
con  comminatoria  d'inammissibilità  del  ricorso,  in  caso  di  mancato 
versamento di detto anticipo.

F.
Il 2 dicembre 2008, il ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  [LTAF, RS 173.32], 
art. 105 LAsi  e  art. 83 lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1  e  all'art. 52  della 
legge federale sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art. 33a cpv. 2 PA,  applicabile  per  rimando  del-
l'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

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4.

4.1 Nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  osservato  che  per  quanto 
concerne  il  timore  del  reclutamento  forzato  da  parte  dei  talebani,  il 
ricorrente  avrebbe  fornito  delle  indicazioni  contraddittorie  e  quindi 
inverosimili  sulle  sue  origini  del  C._______.  Nella  prima  procedura 
d'asilo avrebbe allegato di essere nato a E._______ e di avervi vissuto 
dalla nascita fino alla partenza per la Svizzera nel 2003, mentre nella 
seconda  procedura  d'asilo  avrebbe  dichiarato  di  aver  vissuto  fino 
all'età  di  dieci  anni  nella  provincia  del  C._______  e  di  essersi  poi 
trasferito  a  E._______.  L'UFM  ha  quindi  presunto,  considerando  le 
indicazioni  inverosimili  fornite  dall'insorgente,  che  la  carta  d'identità 
presentata  ulteriormente,  recante  la  menzione  del  C._______  quale 
provincia d'origine, sia falsificata, in quanto non presenta pure alcuna 
caratteristica evidente che ne accerti  l'autenticità. Inoltre, l'insorgente 
non sarebbe riuscito a spiegare tale divergenza in maniera plausibile. 
Peraltro,  non  parlerebbe  neanche  il  paschtu.  Per  di  più,  l'UFM  ha 
rilevato  che,  giusta  l'art.  9  della  Costituzione  pakistana,  il  Pakistan 
garantirebbe  la  libertà  di  domicilio.  Il  ricorrente  potrebbe  pertanto 
stabilirsi nuovamente nel F._______ o in un'altra provincia pakistana. 
Inoltre, non vi sarebbero indizi secondo cui, data la situazione politica 
attuale,  l'insorgente,  essendo  lui  un  membro  della  Muslim  league 
Nawaz  (MLN),  rischierebbe  di  essere  svantaggiato  nel  F._______ 
(provincia del vincitore delle elezioni Nawaz Sharif). Peraltro, secondo 
l'autorità  inferiore,  non  sarebbero  emersi  indizi  che  dopo  la 
conclusione della prima procedura d'asilo siano intervenuti fatti propri 
a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione 
della protezione provvisoria. Infine, nulla si opporrebbe all'esecuzione 
dell'allontanamento  dell'insorgente  verso  il  suo  Paese  d'origine, 
ritenuto altresì ammissibile, esigibile e possibile.

4.2 Nel gravame, il ricorrente ha allegato di essere rimasto in Svizzera 
dopo  la  conclusione  della  prima  procedura  d'asilo.  In  aggiunta,  ha 
dichiarato in sostanza che un ragazzino non distinguirebbe tra la zona 
di provenienza e quella di nascita. Pertanto, secondo i documenti da 
lui  inoltrati,  sarebbe  nato  e  avrebbe  vissuto  per  qualche  tempo  nel 
C._______.  Inoltre,  l'insorgente  ha  contestato  l'apprezzamento 
dell'UFM  circa  la  falsità  dei  documenti  da  lui  forniti.  I  documenti 
sarebbero  veri  e  conterrebbero  tutte  le  indicazioni  necessarie  per 
l'accertamento  dell'autenticità  degli  stessi.  Peraltro,  non  gli 
sembrerebbe  corretto  supporre  la  falsità  di  un  documento  senza 

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provarlo e per conseguenza dovrebbe valere anche per lui il principio 
secondo cui le generalità fornite nella procedura d'asilo sono vere fino 
a prova contraria. Infine, ha ribadito che, nel caso dovesse tornare nel 
C._______,  sarebbe  costretto  a  combattere  con  i  talebani  e  quindi 
rischierebbe di essere ucciso nel caso si rifiutasse.

5.

5.1 Giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza,  a  meno  che  dall'audizione  non  emerga  che  siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria.

5.2 Preliminarmente,  il  TAF  osserva  che  la  precedente  procedura 
d'asilo si è definitivamente conclusa con la crescita in giudicato della 
decisione  dell'UFM  del  29  agosto  2003,  in  seguito  alla  sentenza 
d'inammissibilità del ricorso della CRA del 10 dicembre 2003.

5.3 Per  quanto  attiene  ai  motivi  d'asilo  addotti  nella  presente 
procedura,  questo  Tribunale  osserva  che  il  ricorrente  non  ha 
presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove 
suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione  delle  allegazioni 
decisive  in  materia  d'asilo,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata 
decisione,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento 
litigioso, cui può essere rimandato (art. 109 cpv. 3 LTAF in relazione 
all'art. 6 LAsi e all'art. 4 PA).

5.4 Inoltre,  l'insorgente ha non solo  affermato nel  corso della  prima 
procedura  d'asilo  di  essere  nato  a  E._______  e  di  avervi  sempre 
vissuto  fino  al  suo  espatrio,  ma  lo  ha  pure  ribadito  più volte  in 
occasione delle  varie  audizioni  in  merito  alla  sua mancata  partenza 
dalla  Svizzera  ([...]).  In  tutte  queste  occasioni,  inclusa  la  prima 
procedura d'asilo, il ricorrente non ha mai menzionato che i suoi motivi 
d'asilo  fossero  legati  alla  sua  presunta  origine  della  provincia  del 
C._______. Pertanto, questo Tribunale considera come inverosimile la 
provenienza  del  ricorrente  da  quest'ultima  provincia. Peraltro,  i  suoi 
timori di persecuzione, in caso di rientro in patria, si basano su mere 
affermazioni di parte, non corroborate da alcun elemento della benché 
minima  consistenza.  Basti  rilevare  che,  come  rettamente  ritenuto 

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dall'UFM,  sebbene  abbia  errato  l'articolo  di  legge  (art.  15  anziché 
art. 9  della  Costituzione  pakistana),  l'insorgente  avrebbe 
effettivamente la libertà di  movimento e di  domicilio al suo rientro in 
patria, nel caso in cui dovesse riuscire a dimostrare effettivamente di 
essere  originario  della  provincia  del  C._______. Infine,  anche il  suo 
timore di essere ritenuto a priori un terrorista dalle autorità pakistane 
per via della sua provenienza, viene considerata da questo Tribunale 
una  affermazione  di  parte  senza  fondamento  alcuno.  Per 
conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti  addotti  dal 
ricorrente nella presente procedura d'asilo, non sono propri a motivare 
la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della 
protezione provvisoria.

6.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

7.
Il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  2  LAsi  e  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

8.

8.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento  dell'insorgente  in  Pakistan possa violare  l'art. 25  cpv. 2 della 
Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del 
18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo 
statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS  0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o 
esporre  il  ricorrente  in  patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

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8.2 In  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile.

9.

9.1 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che  in  Pakistan  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

9.2 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non  imputabili  all'agire  umano.  Il 
ricorrente è ancora giovane ed ha una certa conoscenza delle lingue 
([...]).  Inoltre,  contrariamente  a  quanto  allegato  dal  ricorrente  nella 
seconda procedura d'asilo, v'è ragione di ritenere che lo stesso abbia 
ancora una rete sociale in patria ([...]). Egli non ha, altresì, preteso nel 
gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare 
un'ammissione  provvisoria  (v. sulla  problematica  GICRA 2003 n. 24), 
senza  che  da  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la 
necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi 
medici. In siffatte circostanze, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto 
siccome adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole 
con riferimento alle effettive possibilità per il ricorrente di un adeguato 
reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

9.3 Per  conseguenza,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  anche 
ragionevolmente esigibile.

10.
Infine, non risultano impedimenti  neppure dal  profilo  della possibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). L'insorgente, 
usando della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento 
indispensabile al rimpatrio.

11.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

12.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 

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soccombenza,  sono  poste  a  carico  dell'insorgente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  CHF  600.-,  versato  dal  ricorrente  il 
2 dicembre 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
L'anticipo  spese  di  CHF  600.-,  versato  il  2 dicembre 2008,  è 
computato con le spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia; 

n. di rif. N [...]; allegato: incarto UFM)
- G._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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