# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f1b74b5-2b80-51cd-a191-d6cb25f1d5dc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-04-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 04.04.2022 15.2021.138
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2021-138_2022-04-04.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2021.138

  	
  Lugano

  4 aprile 2022

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso n. 41/2021
presentato il 10 dicembre 2021 dall’

	
   

  	
  RI 1 

  (patrocinata dall’avv.  PA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio d’esecuzione,
sede di Lugano, o meglio contro l’esecuzione dei sequestri avvenuta il 1°
dicembre 2021 nelle procedure n. __________, __________, __________ e __________
promosse nei confronti della ricorrente da

	
   

  	
  Confederazione Svizzera, Berna

  Stato del Cantone Ticino, Bellinzona

  Comune PI 3, 

  Comune PI 4, 

  (rappresentati dall’Ufficio
  esazione e condoni, Bellinzona)

   

  

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che il 30 novembre 2021 l’Ufficio esazione e condoni (UEC) ha emesso
nei confronti dell’RI 1 quattro richieste di garanzie e altrettanti decreti di
sequestro a garanzia delle imposte dirette federali, cantonali e dei Comuni di PI
3 e PI 4 rispettivamente di fr. 4'000'000.–, 4'500'000.–, 2'500'000.– e 850'000.–
oltre a interessi e spese, ordinando il sequestro degli averi della debitrice
presso due istituti bancari, della partecipazione azionaria in una società, di
ogni credito riconducibile alla debitrice a dipenden­za di prestazioni “e/o altro”, già
maturato ma non ancora pagato e di tutti i mobili e oggetti che si trovano alla
sua sede di __________, così come i veicoli intestati alla società nell’autorimessa
o nei parcheggi adiacenti;

 

                                         che
lo stesso giorno la sede di Lugano dell’Ufficio d’esecuzione (UE) ha notificato
i sequestri alle banche e l’indomani ha eseguito i sequestri presso la sede
della società escussa, notificandole i decreti di sequestro;

 

                                         che
con ricorso del 10 dicembre 2021 presentato “a titolo meramente cautelativo”, l’RI 1 chiede, in via principale, di dichiarare nulli, e in subordine di annullare tutti gli
atti, compresi i verbali, ef­fettuati dall’UE in esecuzione dei quattro
decreti di sequestro e di ordinargli di
procedere nuovamente alla loro esecuzione, come pu­re al calcolo del suo
minimo vitale;

 

                                         che
la domanda di effetto sospensivo contenuta nel ricorso è stata respinta dal
presidente della Camera con ordinanza del 15 dicembre 2021;

 

                                         che
– sostiene la ricorrente – l’UE ha violato l’art. 93 LEF, applicabile a suo
dire, almeno per analogia, anche all’esecuzione dei sequestri diretti contro
persone giuridiche per il rinvio dell’art. 275 LEF, nell’omettere di calcolare
il suo minimo vitale, impendendole così di far fronte ai propri impegni;

 

                                         che
così argomentando, la ricorrente misconosce che gli art. 92 e 93 LEF, già per i
riferimenti alla famiglia del debitore e i motivi di umanità (Gilliéron, Poursuite pour dettes,
faillite et concordat, 5a ed. 2012, n. 954) che li sottintendono,
non si applicano alle persone giuridiche (sentenze delle autorità di vigilanza
di Neuchâtel del 2 marzo 1998, BlSchK 1999, 63 consid. 2, e di Ginevra del 12
novembre 1975, BlSchK 1979, 46 seg.; Vonder
Mühll in:
Basler Kommentar, SchKG I, 3a ed. 2021, n. 3 ad art. 93 LEF;
Kren Kost­kiewicz in: SchKG, Kurzkommentar, 2a ed.
2014, n. 24 i.f. ad art. 93
LEF;
contra: sentenza del
Tribunale cantonale dei Grigioni del 23 gennaio 2006, PKG 2066, 125 segg., e BlSchK
2008, 137 consid. 3/a, che però non motiva
l’applicabilità dell’art. 93 LEF alle per­sone giuridiche, tanto da
meritarsi il commento di Hansjörg Peter
nelle BlSchK di decisione “originell, aber
nicht als Vorbild zu nehmen”; per l’art. 92 LEF: DTF 67 III 21; 80
III 16; sentenze del Tribunale federale 5A_783/2015 del 15 gennaio 2016 consid.
3.3.2 e della CEF 15.2020.36 del 2 luglio 2020, RtiD 2021 I 761 n. 42c, consid.
5.1);

                                         che
il ricorso va pertanto respinto;

 

                                         che
per legge non si preleva la tassa di giustizia e non si
assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62
cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Nella misura in cui è ammissibile il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –   

       ;

  –  .

   

  

                                         Comunicazione
all’Ufficio d’esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                            Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, ridotti a cinque ove la
decisione impugnata sia stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione
cambiaria (art. 74 cpv. 2 lett. c, 100 cpv. 2 lett. a e cpv. 3 lett. a LTF). Il
termine non è sospeso durante le ferie giudiziarie nei casi previsti all’art.
46 cpv. 2 LTF.