# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f1b12a82-8664-5fea-82f8-4f99eb2c20ff
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-05-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.05.2020 F-5363/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-5363-2019_2020-05-26.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-5360/2019, F-5363/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 6  m a g g i o  2 0 2 0  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Susanne Genner, Fulvio Haefeli,  

cancelliere Lorenzo Rapelli. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, 

B._______,  

patrocinati dall’avv. Yasar Ravi,  

Via Soldino 22, c.p. 747,  

6903 Lugano,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale di polizia (fedpol),  

Guisanplatz 1a, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Espulsione e divieto d’entrata in Svizzera. 

 

 

 

F-5360/2019, F-5363/2019 

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Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadino italiano originario di C._______, è giunto in Sviz-

zera nel marzo del 2015 venendo posto al beneficio di un permesso di di-

mora di tipo B (cfr. atti fedpol […]). Egli è stato attivo in Svizzera dapprima 

come addetto alle vendite ed in seguito nell’amministrazione di X._______ 

SA, la cui ragione sociale è poi stata modificata in Y._______ SA. L’inte-

ressato ha anche svolto ruoli in seno ad altre persone giuridiche domiciliate 

sul territorio ticinese (cfr. atti fedpol […]).  

A.b Il 31 ottobre 2016 nei confronti del precitato è stato emesso un decreto 

d’accusa per titolo di guida in stato di inattitudine con condanna ad una 

pena pecuniaria di quarantacinque aliquote giornaliere da  

CHF 60.– cadauna (sospesa condizionalmente per tre anni) integrata da 

una multa di CHF 500.– (cfr. atti fedpol […]). Il 18 maggio 2019 egli è inoltre 

stato sentito in qualità di imputato a seguito dell’apertura di un procedi-

mento penale per aggressione, minaccia e lesioni semplici, subordinata-

mente vie di fatto (cfr. atti fedpol […]). 

B.  

Il padre del precitato, B._______ cittadino italiano originario di C._______, 

ha dichiarato di aver raggiunto il figlio in Svizzera nel novembre del 2018. 

Il 7 maggio 2019 è stata emessa in suo favore una “dichiarazione sostitu-

tiva” a carattere dichiarativo facente seguito ad una domanda volta al rila-

scio di un permesso per frontalieri di tipo G (cfr. atti fedpol […]).  

C.  

Il 19 luglio 2019 l’Ufficio federale di polizia (di seguito: fedpol) ha comuni-

cato agli stranieri di avere l’intenzione di emanare nei loro confronti 

un’espulsione corredata da un divieto d’entrata per la Svizzera ed il Liech-

tenstein, concedendogli un termine di 15 giorni per esprimersi al riguardo.  

Nelle rispettive comunicazioni, l’autorità inferiore ha fatto presente essere 

a conoscenza dell’appartenenza degli interessati ad un’organizzazione cri-

minale di stampo ‘ndranghetistico denominata “cosca D._______”, circo-

stanza che avrebbe giustificato le predette misure. 

D.  

Il 3 settembre 2019, gli interessati – per il tramite del loro legale e dopo 

aver usufruito di una proroga e dell’accesso agli atti – hanno segnatamente 

respinto ogni addebito quanto a loro presunte relazioni con il sodalizio cri-

minale in questione (cfr. atti fedpol […]). 

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Pagina 3 

E.  

Il 1° ottobre 2019 l’autorità inferiore ha emesso due separate decisioni per 

mezzo delle quali ha espulso gli interessati dal territorio elvetico pronun-

ciando contestualmente un divieto d’entrata in Svizzera e nel Liechtenstein 

della durata di dieci anni nei confronti di A._______ e di quindici anni nei 

confronti di B._______. Fedpol ha inoltre revocato l’effetto sospensivo a 

degli eventuali ricorsi e posto in essere una diffusione dei provvedimenti 

nel sistema di ricerca informatizzato di polizia. 

F.  

Con rispettivi memoriali del 15 ottobre 2019, A._______ e B._______ 

hanno impugnato le decisioni di fedpol del 1° ottobre 2019 dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale (di seguito: Tribunale) chiedendone l’annulla-

mento previa restituzione dell’effetto sospensivo. Hanno altresì protestato 

tasse, spese e ripetibili. 

G.  

Il 17 ottobre 2019 il Tribunale ha trasmesso copia dei ricorsi all’autorità in-

feriore invitandola ad esprimersi con particolare riferimento alla questione 

della restituzione dell’effetto sospensivo. 

H.  

Il 28 ottobre 2019 fedpol ha inoltrato al Tribunale due distinte risposte ai 

gravami. 

I.  

Il 18 novembre 2019 i ricorrenti hanno replicato alle considerazioni dell’au-

torità inferiore su invito del Tribunale. 

J.  

Per mezzo di ulteriori ordinanze del 25 novembre 2019, il Tribunale ha ri-

chiesto a fedpol di prendere nuovamente posizione concentrandosi segna-

tamente sui punti di questione dell’accesso agli atti e dell’effetto sospen-

sivo. 

K.  

Le dupliche dell’autorità resistente sono state trasmesse il 9 dicembre 2019 

a questo Tribunale. Le stesse sono state inviate per conoscenza ai ricor-

renti, ai quali è stata concessa facoltà di presentare osservazioni aggiun-

tive. 

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Pagina 4 

L.  

Con allegati indipendenti datati all’8 gennaio 2019, gli insorgenti hanno in 

particolare contestato le valutazioni dell’Ufficio federale relativamente ad 

accesso agli atti ed effetto sospensivo. 

M.  

Il 22 maggio 2020 il Tribunale ha evaso preliminarmente la questione 

dell’accesso agli atti, trasmettendo agli interessati una parte della docu-

mentazione designata come non accessibile dall’autorità inferiore e conce-

dendogli un ulteriore termine di sette giorni per la presentazione di even-

tuali osservazioni complementari.  

N.  

Nulla è pervenuto al Tribunale nel termine impartito ai ricorrenti. 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti saranno ripresi nei conside-

randi qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Secondo l’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale del 

17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i ricorsi contro 

le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 

sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), salvo nei casi elencati 

all’art. 32 LTAF, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF.   

1.2 In particolare, le decisioni rese da fedpol in materia di divieto d’entrata 

nei confronti di persone che possono avvalersi dei diritti derivanti dall’ac-

cordo tra la Confederazione Svizzera, da una parte, e la Comunità europea 

ed i suoi Stati membri, dall’altra, sulla libera circolazione delle persone (di 

seguito: ALC; RS 0.142.112.681) possono essere contestate dinanzi a que-

sto Tribunale (art. 32 cpv. 1 lett. a LTAF in relazione con l’art. 11 cpv. 3 ALC, 

sentenze del Tribunale F-1954/2017 dell’8 aprile 2019 consid. 1.1,  

F-7061/2017 del 10 dicembre 2019 consid. 1.1), le cui pronunce sono a 

loro volta suscettibili di ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale fe-

derale (art. 83 lett. a LTF; Sentenza del Tribunale federale 2C_584/2018 

del 9 luglio 2018 consid. 2.2).  

1.3 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi all’au-

torità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha 

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un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione 

della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro 

trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e conte-

nere le conclusioni, i motivi, l’indicazione dei mezzi di prova e la firma del 

ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la decisione 

impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA).  

1.4 In concreto, i ricorrenti, destinatari delle decisioni impugnate, hanno 

presentato i loro ricorsi tempestivamente e nel rispetto dei requisiti previsti 

dalla legge. Ne discende che i gravami sono ammissibili. 

2.  

Le impugnative che fanno riferimento alla medesima fattispecie, quandan-

che presentate separatamente, possono essere congiunte in una sola pro-

cedura a qualsiasi stadio della causa (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n° 3.17), 

Posto l’adempimento del summenzionato presupposto, in specie risulta 

giudizioso congiungere le procedure. 

3.  

Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invocati, 

giusta l’art. 49 PA in combinato disposto con l’art. 37 LTAF, la violazione del 

diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del potere di apprezzamento, 

l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti, non-

ché l’inadeguatezza. 

4.  

4.1 Giusta l’art. 68 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione 

(LStrI, RS 142.20) fedpol può disporre, previa consultazione del Servizio 

delle attività informative della Confederazione, l’espulsione nei confronti di 

uno straniero allo scopo di salvaguardare la sicurezza interna o esterna 

della Svizzera. Le situazioni contemplate riguardano le minacce alla prio-

rità statale in materia di prerogative militari e politiche. Si tratta segnata-

mente dei casi di terrorismo, estremismo violento, attività vietata di servizio 

d’informazione, criminalità organizzata, atti o tentativi volti a compromet-

tere gravemente le relazioni della Svizzera con altri Stati o a modificare 

mediante la violenza l’ordine dello Stato (Messaggio del Consiglio federale 

dell’8 marzo 2002 relativo alla legge federale sugli stranieri, FF 2002 3327, 

3429). Lo stesso Tribunale ha del resto avuto modo di precisare che la 

criminalità organizzata deve essere annoverata tra le casistiche che rien-

trano nella definizione di minaccia per la sicurezza interna ed esterna della 

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Svizzera per i quali è prevista la competenza esclusiva di fedpol (cfr. DTAF 

2013/3 consid. 4)  

4.2 La norma specifica poi che l’espulsione è accompagnata da un divieto 

d’entrare in Svizzera di durata determinata o indeterminata che fedpol può 

sospendere temporaneamente per motivi gravi (art. 68 cpv. 3 LStrI). 

5.  

5.1 Nel caso di specie l’autorità inferiore ha considerato che gli interessati 

rappresenterebbero una minaccia per la sicurezza interna ed esterna della 

Svizzera. B._______ sarebbe invero membro di un sodalizio criminale di 

tipo ‘ndranghetista la cui esistenza ed estensione in Svizzera sarebbe stata 

accertata in sede di giudizio in ltalia. La sua appartenenza al medesimo 

emergerebbe inequivocabilmente da un’ordinanza del giudice per le inda-

gini preliminari presso il Tribunale di (…) e da una sentenza della Corte di 

Cassazione di (…). I (cognome dei ricorrenti) avrebbero del resto legami 

stretti, anche di parentela, con E._______, capo indiscusso dell’organizza-

zione, e con altri esponenti di spicco della medesima quali F._______. 

A._______ si troverebbe nella sfera d’influenza di tali persone e non 

avrebbe fatto alcunché per sottrarvisi. In ragione dei fortissimi vincoli fami-

gliari che caratterizzerebbero la ‘ndrangheta, sarebbe ragionevole presu-

mere che la pericolosità sociale, assodata per B._______, si estenda an-

che al figlio. D’altro canto, ha argomentato l’autorità di prima istanza, il fatto 

che la sentenza della Corte di Cassazione di (…) riguarderebbe terze per-

sone, peraltro assolte, sarebbe una questione priva di influenza. L’unica 

discriminante nel contesto delle misure suelencate sarebbe infatti l’esi-

stenza di indizi di pericolosità sociale. B._______ sarebbe del resto stato 

coinvolto in altre inchieste nonché destinatario di un ordine di custodia cau-

telare. Il fatto che si siano saldate con un’assoluzione (di cui una per inter-

venuta prescrizione) non escluderebbe la sua pericolosità. Oltremodo, oc-

correrebbe sottolineare come altre persone coinvolte in operazioni di poli-

zia abbiano potuto soggiornare in Svizzera in tempi più o meno recenti, 

cosa che confermerebbe che gli interessati orbiterebbero nella sfera di in-

fluenza di un’organizzazione criminale. Di particolare rilevanza sarebbe il 

caso di G._______, presunto autore di un duplice omicidio e che avrebbe 

lavorato in seno alla società di cui A._______ era amministratore. Sempre 

con riferimento a quest’ultimo, un aspetto specifico riguarderebbe la valu-

tazione dei rapporti di parentela, che anche allorquando non costituiscano 

una prova risulterebbero rilevanti laddove suffragati da altri elementi. Il 

coinvolgimento di A._______ sarebbe pure deducibile sul piano materiale, 

viste le svariate società, molto verosimilmente fittizie, gestite di concerto 

con il padre. Da ultimo, occorrerebbe rilevare che B._______ sarebbe 

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iscritto al casellario giudiziale italiano in esito a diverse condanne da lui 

subite a seguito della violazione di normative urbanistiche ed edilizie; con-

danne sottaciute al momento della domanda volta al rilascio del permesso 

di tipo G. Le misure adottate, ha concluso fedpol, non si scontrerebbero 

con il principio di proporzionalità. L’espulsione degli interessati costitui-

rebbe una misura idonea e necessaria per contrastare in maniera efficace 

la minaccia alla sicurezza interna ed esterna della Svizzera. L’interesse 

pubblico a espellere i (cognome dei ricorrenti) dal paese, con il quale in-

tratterrebbero legami solo deboli, sarebbe da considerarsi elevato. I prin-

cipi della ‘ndrangheta, finalizzati a danneggiare o indebolire l’apparato sta-

tale sistematicamente, sarebbero in netta contrapposizione con quelli dello 

Stato di diritto e con i valori della Costituzione. La situazione economica e 

generale in ltalia non lascerebbe trasparire il rischio che gli interessati non 

trovino un’occupazione lavorativa accettabile. L’unica misura idonea al rag-

giungimento dello scopo qui perseguito sarebbe quella dell’espulsione a 

cui non osterebbe nemmeno il diritto al rispetto della vita privata e fami-

gliare né tantomeno il principio di non-refoulement. Quo ai divieti d’entrata, 

l’autorità di prima istanza ha rilevato che tali misure accompagnerebbero 

per legge l’espulsione. Le durate comminate sarebbero giustificate dal fatto 

che il caso in esame andrebbe considerato di alta gravità per via dell’ap-

partenenza degli stranieri ad un’organizzazione mafiosa ed il sostegno ad 

essa dal territorio svizzero. Le stesse risulterebbero proporzionate ed atte 

ad impedire, per un periodo di tempo prolungato, che gli interessati condu-

cano attività di stampo mafioso in Svizzera e dalla Svizzera. Considerato il 

pericolo sostanziale esistente e la mancanza di vincoli stretti con la Sviz-

zera, delle durate inferiori non sarebbero appropriate rispetto allo scopo 

perseguito. Alla luce di tali considerazioni, ne discenderebbe che anche il 

principio di esigibilità sarebbe rispettato. Fedpol ha altresì ritenuto vi fos-

sero in specie sufficienti elementi per disporre l’esecuzione immediata delle 

decisioni e per la revoca dell’effetto sospensivo. Per i medesimi motivi in 

base ai quali è stata disposta l’espulsione vi sarebbe un interesse prepon-

derante all’esecuzione immediata della stessa e pericolo nell’indugio. I (co-

gnome dei ricorrenti) non vanterebbero invece alcun interesse privato pre-

minente alla permanenza. 

5.2 Nei propri ricorsi gli interessati non mettono in discussione la compe-

tenza di fedpol quanto all’emissione dei provvedimenti avversati. Essi evi-

denziano però che avrebbero modo di prevalersi dei diritti conferiti 

dall’ALC, limitabili solo mediante misure giustificate dai motivi contemplati 

nel medesimo. Poste le debite premesse, gli insorgenti contestano il rea-

lizzarsi dei presupposti per ritenere data una minaccia alla sicurezza in-

terna ed esterna della Svizzera alla luce del diritto interno e convenzionale. 

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6.  

6.1 L’ALC è effettivamente applicabile alla fattispecie, nella misura in cui 

gli insorgenti, in quanto cittadini italiani, sono titolari dei diritti in esso con-

sacrati, concretizzati segnatamente nel diritto d’ingresso (art. 3 ALC e art. 

1 § 1 allegato I ALC) nonché nel diritto di soggiorno per i lavoratori dipen-

denti (art. 4 ALC e art. 6 a 11 allegato I ALC) e per gli autonomi (art. 4 ALC 

e art. 12 a 16 allegato I ALC). 

6.2 Secondo l’art. 5 allegato I ALC i diritti conferiti dal diritto convenzionale 

possono essere limitati solo da misure giustificate da motivi di ordine pub-

blico, pubblica sicurezza e sanità. Così, le deroghe alla libera circolazione 

devono essere interpretate in modo restrittivo. Il ricorso di un’autorità na-

zionale alla nozione di ordine pubblico deve lasciar presagire la sussi-

stenza di una minaccia attuale, effettiva e sufficientemente grave nei con-

fronti di un interesse fondamentale per la società (cfr. DTF 136 II 5 consid. 

4.2, sentenza del Tribunale F-7061/2017 consid. 7.1), la quale è da apprez-

zarsi in funzione dell’insieme delle circostanze e con particolare riguardo 

al bene giuridico minacciato ed alla potenziale gravità delle turbative (cfr. 

DTF 139 II 121 consid. 5.3; sentenza del Tribunale F-4618/2017 dell’11 

dicembre 2019 consid. 5.3).  

7.  

7.1 L’obbligo per l’autorità di motivare la sua decisione è corollario fonda-

mentale del diritto di essere sentito (art. 29 cpv. 2 Cost.; art. 26 – 35 PA). 

Detta prerogativa è finalizzata a permettere ai destinatari e a tutte le per-

sone interessate, di comprenderla, eventualmente di impugnarla, in modo 

da rendere possibile all’autorità di ricorso, se adita, di esercitare conve-

nientemente il suo controllo (DTF 139 V 496 consid. 5.1, 136 I 184 consid. 

2.2). Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo espli-

cito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi 

delle sole circostanze rilevanti per il giudizio (cfr. DTF 133 III 439 consid. 

3.3). Per adempiere a queste esigenze è necessario che menzioni, almeno 

brevemente, i motivi sui quali ha fondato la sua decisione, in modo da con-

sentire agli interessati di apprezzarne la portata impugnandola in piena co-

noscenza di causa (DTF 136 I 229 consid. 5.2; 136 V 351; 129 I 232 consid. 

3.2; DTAF 2011/37 consid. 5.4.1; sentenza del Tribunale federale 

2C_1020/2019 del 31 marzo 2020 consid. 3.4.2). 

7.2 Nel caso in narrativa, il Tribunale constata come l’autorità inferiore non 

abbia fatto riferimento ad alcuna disposizione dell’accordo nelle proprie de-

cisioni. Altresì, non vengono espresse considerazioni sulla natura della mi-

naccia che costituirebbero gli interessati e meglio alla luce delle esigenze 

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Pagina 9 

poste in essere dall’accordo; né tantomeno accenni al fatto che le deroghe 

a tale regime siano da interpretarsi restrittivamente. Difettano altresì osser-

vazioni sulla valutazione della durata del divieto d’entrata, la quale deve 

essere apprezzata in conformità con il diritto convenzionale oltre che pon-

derata secondo le esigenze della proporzionalità.  

7.3 Nonostante i criteri di cui all’ALC vadano ossequiati anche nel contesto 

di un’eventuale revoca dell’effetto sospensivo (cfr. sentenza del Tribunale 

federale 2C_616/2010 del 28 settembre 2010 consid. 4.2), il Tribunale os-

serva come faccia difetto ogni riferimento all’accordo nel vaglio dell’appli-

cazione dell’art. 65 cpv. 2 PA, per il che risulta fuori contesto anche la cita-

zione di giurisprudenza relativa a cittadini di stati terzi che manifestamente 

non possono prevalersene (cfr. le decisioni impugnate, punto IV, che rin-

viano alle sentenze del Tribunale federale 2C_517/2010 del 4 ottobre 2010, 

2C_304/2010 del 16 luglio 2010 e 2C_669/2009 del 4 febbraio 2009).  

7.4 Ora, seppur la giurisprudenza abbia già avuto modo di rilevare che in 

presenza di minacce ad interessi pubblici imperiosi quali la sicurezza in-

terna o esterna della Svizzera, si possa presumere il raggiungimento di una 

soglia di gravità tale da giustificare una misura di allontanamento di durata 

superiore a cinque anni (sentenza del Tribunale F-4618/2017 consid. 5.4) 

ciò non deve essere inteso nel senso della mancata applicazione dell’ALC, 

il quale accordo vincola il giudice svizzero anche se il solo diritto interno 

regolamenta espressamente l’istituto dell’espulsione (cfr. art. 2 cpv. 2 LStrI; 

vedi anche sentenza del Tribunale federale 6B_1146/2018 dell’8 novembre 

2019 consid. 6.3.2 riguardante un caso di espulsione penale; secondo il 

senso anche la già citata F-7061/2017 consid. 7.2).  

7.5 Ciò posto e dal momento che i presupposti per emettere un divieto 

d’entrata per le persone che possono appellarsi all’accordo sono diversi 

rispetto ai cittadini di Paesi terzi (DTF 139 II 121 consid. 5.3; sentenza del 

Tribunale amministrativo federale C-5826/2012 del 28 marzo 2013 consid. 

3.2.3), il Tribunale ritiene che fedpol abbia tralasciato o comunque non ab-

bia tenuto debitamente conto di un aspetto essenziale nella propria moti-

vazione (cfr.  sentenza del Tribunale Federale 2C_1020/2019 consid. 

3.4.5), incorrendo quindi nella violazione di un diritto fondamentale. 

8.  

8.1 La violazione del diritto di essere sentito, ritenuta la natura formale dello 

stesso, implica, di principio, l’annullamento della decisione impugnata a 

prescindere dalle possibilità di successo nel merito (DTF 132 V 387 consid. 

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Pagina 10 

5.1; 127 V 431 consid. 3d). Secondo la prassi del Tribunale federale, tutta-

via, una violazione del diritto di essere sentito può essere sanata nell’am-

bito di una procedura di ricorso qualora l’autorità adita goda dello stesso 

potere di esame di quella decidente (DTF 137 129 I 129 consid. 2.2.3; 126 

I 68 consid. 2; 124 II 132 consid. 2d pag. 138). La riparazione del vizio deve 

però, segnatamente in presenza di gravi violazioni, rimanere l’eccezione, 

non fosse altro perché la concessione successiva del diritto di essere sen-

tito costituisce sovente solo un surrogato imperfetto (DTF 137 I 195 consid. 

2.3.2; 136 V 117 consid. 4.2.2.2; 135 I 279 consid. 2.6.1). Una riparazione 

entra inoltre in considerazione solo se la persona interessata non abbia a 

subire pregiudizio dalla concessione successiva, rispettivamente dalla sa-

natoria. In nessun caso, comunque, può essere ammesso che l’autorità 

pervenga ad un risultato che non avrebbe mai ottenuto procedendo in 

modo corretto (DTF 129 I 129 consid. 2.2.3 pag. 135). 

8.2 Venendo alla presente disamina, il Tribunale rileva quanto segue. La 

giurisprudenza ha già sottolineato che l’art. 11 cpv. 1 e 3 ALC, che prescrive 

una doppia istanza di ricorso, va inteso quale “norma istitutiva di protezione 

giuridica direttamente applicabile a carattere preminente” con natura di “ga-

ranzia processuale diretta” (cfr. sentenza del Tribunale federale 

2C_375/2007 dell’8 novembre 2007). Posto che i principi del diritto con-

venzionale non sono stati affrontati in prima istanza, procedere con una 

riparazione del vizio in questa sede equivarrebbe a privare indebitamente 

gli interessati di un grado di giudizio. Inoltre, in specie la violazione del di-

ritto di essere sentito raggiunge un certo grado di gravità, visto che la lacu-

nosa considerazione dell’accordo incide sulla motivazione del provvedi-

mento nel suo insieme. Per di più, atteso che fedpol, quale autorità specia-

lizzata sulla materia, gode di un ampio potere di apprezzamento (sentenza 

F-1954/2017 consid. 6.3; nello stesso senso la sentenza del Tribunale fe-

derale 1C_522/2018 dell’8 marzo 2019 consid. 3.3), si impone in casu an-

che un accresciuto obbligo di motivazione (DTF 129 I 232 consid. 3.3; 112 

Ia 107 consid. 2b). Non di meno, detta autorità non ha preso atto dell’ap-

plicabilità dell’ALC nemmeno in sede di risposta, confrontandosi succinta-

mente con la questione solo con la duplica, circostanza che pregiudica ul-

teriormente le possibilità di ovviare all’inosservanza (cfr. DTF 125 I 2019 

consid. 9a; BENOÎT BOVAY, Procédure administrative, 2e ed. 2015, 

pag. 365).  

Una sanatoria è così esclusa.  

 

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Pagina 11 

9.  

9.1 Pertanto, i ricorsi sono accolti, le decisioni di fedpol del 1° ottobre 2019 

sono annullate e gli atti di causa sono ritrasmessi a tale autorità (art. 61 

cpv. 1 PA). L’annullamento delle decisioni sarebbe del resto stato giustifi-

cato anche sulla base del fatto che, avendo l’autorità inferiore omesso di 

applicare un accordo riservato dal diritto federale, essa ne ha comportato 

la violazione (cfr. art. 2 cpv. 2 LStrI in combinato disposto con l’art. 49 PA). 

9.2  

9.2.1 Emettendo dei nuovi provvedimenti, l’autorità di prima istanza li mo-

tiverà debitamente tenendo conto del diritto convenzionale. Illustrando le 

considerazioni che la guideranno, si sincererà segnatamente di valutare in 

concreto ed esporre dettagliatamente se e in che modo la limitazione del 

diritto alla libera circolazione sia giustificata da un motivo previsto all’art. 5 

allegato I ALC, commisurandone la durata sulla base dei medesimi criteri 

oltre che alla luce dell’art. 8 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti 

dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) e del principio di 

proporzionalità. 

9.2.2 Rispetto ad un’eventuale nuova revoca dell’effetto sospensivo, avrà 

ugualmente premura di circostanziare i motivi sui quali fonderà la propria 

determinazione alla luce delle predette limitazioni. Più generalmente, ana-

lizzerà le nozioni di minaccia per la sicurezza interna o esterna evitando di 

soffermarsi su concetti di rilevanza giuridica marginali quali ad esempio le 

modalità di abbandono del territorio elvetico.  

9.2.3 Da ultimo, illustrerà le modalità ed i termini in cui si è svolta la previa 

consultazione del Servizio delle attività informative della Confederazione 

prescritta all’art. 68 LStrI (cfr. sentenza del Tribunale F-1957/2017 consid. 

5.1). 

10.  

Con l’emanazione della presente decisione di merito, la domanda volta alla 

restituzione dell’effetto sospensivo in applicazione dell’art. 55 cpv. 3 PA è 

divenuta priva di oggetto (cfr. REGINA KIENER, in: Kommentar Zum Bun-

desgesetz Über Das Verwaltungsverfahren (Vwvg), 2019, n. marg. 19 ad 

art. 55 ; sentenza del Tribunale federale 2A.698/2005 del 17 gennaio 2006 

consid. 5.1). 

11.  

Visto l’esito della procedura non si prelevano spese processuali (art. 63 

cpv. 1 seg. PA).  

F-5360/2019, F-5363/2019 

Pagina 12 

12.  

Giusta l’art. 64 PA, l’autorità di ricorso se ammette il ricorso in tutto o in 

parte, può, d’ufficio o a domanda, assegnare al ricorrente un’indennità per 

le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. La parte 

vincente ha diritto alle ripetibili per le spese necessarie derivanti dalla 

causa (art. 7 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Le parti che chiedono la rifusione di ripetibili de-

vono presentare al Tribunale, prima della pronuncia della decisione, una 

nota particolareggiata delle spese ed il Tribunale fissa l’indennità dovuta 

alla parte sulla base di tale nota. In difetto di tale nota il Tribunale fissa 

l’indennità sulla base degli atti di causa (cfr. art. 14 TS-TAF). Nella fattispe-

cie, in difetto di una nota particolareggiata, l’indennità per spese ripetibili a 

carico di fedpol è fissata d’ufficio dal Tribunale sulla base degli atti di causa 

in CHF 1’800.– (disborsi e indennità supplementare in rapporto all’IVA 

compresi) (art. 14 cpv. 2 TS-TAF, art. 9 cpv. 1 lett. c TS-TAF, art. 7 TS-

TAF). 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

F-5360/2019, F-5363/2019 

Pagina 13 

 

il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Le procedure F-5360/2019 e F-5363/2019 sono congiunte. 

2.  

I ricorsi sono accolti. Le decisioni del 1° ottobre 2019 sono annullate e gli 

atti sono rinviati a fedpol affinché abbia a procedere ai sensi dei conside-

randi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali.  

4.  

Fedpol rifonderà ai ricorrenti complessivamente CHF 1’800.– a titolo di  

indennità ripetibili. 

5.  

Comunicazione: 

– ai ricorrenti (atto giudiziario);  

– all’autorità inferiore (atto giudiziario; n. di rif. […]). 

 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

Daniele Cattaneo Lorenzo Rapelli 

  

 

 

 

 

F-5360/2019, F-5363/2019 

Pagina 14 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una 

lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

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