# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6768a6c4-2a20-5b92-a0b2-5337f25f65f4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 31.10.2011 32.2011.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-96_2011-10-31.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.96

   

  cs

  	
  Lugano

  31 ottobre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 marzo 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 16 febbraio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1976, ha inoltrato, il 14 giugno 2010, una domanda tendente alla
richiesta di provvedimenti d’integrazione professionale (doc. AI 1).

 

                                  B.   Con
decisione del 16 febbraio 2011 (doc. AI 39-1), preavvisata dal progetto del 13
dicembre 2010 (doc. AI 30-1), l’amministrazione ha respinto la domanda
dell’assicurato. L’UAI ha motivato la sua decisione affermando:

 

" 
(…)

Abbiamo preso atto
delle osservazioni presentate il 13.12.2010 e in considerazione delle stesse il
Servizio medico regionale (SMR) ha disposto una valutazione clinica funzionale
che è stata effettuata il 07.02.2011.

Dalla stessa è emerso
che le limitazioni nell’ultima attività risultano giustificate dal limite nella
caricabilità del rachide e la necessità di un’adatta ergonomia del rachide.
Tali limitazioni in attività abituale permettono di giustificare medicalmente
un’inabilità lavorativa del 15%. Inabilità lavorativa giustificata dal gennaio
2010 quando veniva medicalmente giustificato un breve periodo di incapacità
lavorativa per lombalgia.

 

Si può giudicare come
lavoro adatto allo stato di salute attuale un’attività che tenga pienamente
conto della capacità funzionale e di carico residua e di tutti i limiti
funzionali del caso. In attività lavorativa adatta allo stato di salute, lei
presenta un’incapacità lavorativa dello 0%.” (doc. AI 39)

 

                                  C.   RI
1, rappresentato dalla RA 1 __________, è insorto al TCA contro la predetta
decisione. 

                                         L’insorgente
ritiene innanzitutto che l’UAI non ha sufficiente-mente motivato il diniego
delle prestazioni richieste, non prendendo posizione sulle argomentazioni
sollevate in sede di osservazioni al progetto di decisione.

                                         Dopo
aver riassunto la fattispecie, sia per quanto concerne la situazione
valetudinaria che per quanto riguarda l’aspetto professionale, sostiene di non
poter più svolgere le medesime attività esercitate in passato. 

                                         Il
ricorrente contesta di aver svolto la professione di venditore, di cui non
beneficia di alcun attestato, presso il precedente datore di lavoro, la società
tessile __________, afferma di aver operato unicamente quale meccanico tessile
e rileva che soltanto negli ultimi tre anni di attività, in misura del 30%, ha
svolto mansioni di carattere amministrativo. Il ricorrente ritiene di non poter
lavorare quale venditore o impiegato d’ufficio e chiede di essere messo a
beneficio dell’orientamento professionale ai sensi dell’art. 15 LAI e della
riformazione professionale ai sensi dell’art. 17 LAI.

                                         L’interessato
si lamenta inoltre del fatto che la visita medica presso l’SMR è durata solo 15
minuti, un tempo ritenuto insufficiente per poter esprimere un giudizio sul suo
stato di salute. Tutto questo senza aver interpellato il reumatologo presso il
quale è in cura dal 2005.

                                         In
conclusione l’insorgente al fine di evitare l’aggravarsi della sua situazione
valetudinaria e per prevenire un’eventuale futura rendita d’invalidità chiede
di essere posto al beneficio di provvedimenti professionali, segnatamente di
poter svolgere dei corsi di formazione per l’apprendimento di una professione
più leggera (ad esempio quale impiegato d’ufficio) e rileva di aver cercato
varie volte un posto di lavoro in una professione più leggera ma la sua candidatura
è sempre stata scartata sin dall’inizio non possedendo le necessarie qualifiche
professionali (diploma, certificato di capacità, ecc.). 

 

                                  D.   Con
risposta del 17 maggio 2011 l’amministrazione propone la reiezione del ricorso
con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione (doc. VI).

 

                                  E.   Il
5 settembre 2011 l’interessato ha sollecitato l’emanazione della sentenza (doc.
VIII).

 

                                  F.   Il
26 settembre 2011 il TCA ha interpellato l’UAI (doc. IX) che ha preso posizione
il 10 ottobre 2011 (doc. X). Al ricorrente è stato assegnato un termine
scadente il 24 ottobre 2011 per presentare osservazioni scritte in merito (doc.
XI).

 

 

                                         in
diritto

                                         

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF  9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7
novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del
21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                   2.   L’insorgente
afferma che l’UAI ha emesso la propria decisione “ignorando pressoché
totalmente le argomentazioni” sollevate con le osservazioni al progetto di
decisione. Egli fa implicitamente valere una violazione diritto di essere
sentito.

                                         

                                         Ai
sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per
costante giurisprudenza dal diritto di essere sentito deve in particolare
essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di
una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i
fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere
visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di
prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (sentenza del 29 giugno
2006, H 97/04; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127 III 578 consid.
2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la
cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid.
2a/aa,  124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). Il diritto
di essere sentito comprende l’obbligo per l’autorità di motivare le proprie
decisioni. Tale obbligo ha lo scopo, da un lato, di porre la persona
interessata nelle condizioni di afferrare le ragioni poste a fondamento del
provvedimento e di poterlo impugnare con cognizione di causa, e dall’altro di
permettere all’autorità di ricorso di esaminare la fondatezza della decisione
medesima. Ciò non significa che l’autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo
esplicito ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi
delle sole circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla
decisione (sentenza del 24 gennaio 2007, U 397/05, con riferimenti; DTF 129 I
232 consid. 3.2).

 

                                         In
concreto l’amministrazione nella decisione impugnata ha, perlomeno in parte, preso
posizione sulle argomentazioni sollevate dall’insorgente in sede di
osservazioni al progetto di decisione evidenziando che, dopo averne preso atto,
ha fatto allestire una valutazione clinica funzionale ad opera dell’SMR (doc.
B).

 

                                         Certo,
l’UAI sembra insistere, nella decisione impugnata, sulla circostanza che
l’interessato avrebbe svolto l’attività di venditore (cfr. doc. B), allorché,
in realtà, egli ha lavorato presso la ditta __________ __________, da ultimo, nella
misura del 70% come meccanico tessile e per il restante 30% nell’amministrazione
(cfr. doc. AI 17-4) e poi presso la ditta __________ __________ come operaio
edile nei primi tre mesi del 2010 (doc. AI 24). 

                                         Per
questo motivo il TCA ha interpellato il medico SMR chiedendogli di prendere
posizione anche su questi aspetti (doc. IX). Ritenuto che l’insorgente ha
potuto determinarsi in merito alle osservazioni dell’UAI e che ha potuto
riproporre le sue censure innanzi  a questo Tribunale che gode del pieno potere
cognitivo, come l’istanza precedente, in ogni caso, un’eventuale violazione del
diritto di essere sentito è stata comunque sanata in questa sede (cfr. sentenza
9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201 consid. 2.2; DTF 127 V 431).

 

                                         Il TCA deve
pertanto entrare nel merito del ricorso.

                                         Nel
merito

 

                                   3.   Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamente minacciati
d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a
ripristinare, migliorare, conservare o migliorare la loro capacità di guadagno
o la loro capacità di svolgere mansioni consuete. Per stabilire tale diritto
deve essere considerata tutta la durata probabile della vita professionale
rimanente. Fra i provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono
previsti pure i provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che
comprendono l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione
professionale (art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI), il
collocamento (art. 18 LAI) e l’aiuto in capitale (art. 18b LAI).

 

                                         Per
l’art. 15 LAI gli assicurati, cui l’invalidità rende difficile la scelta
della professione o impedisce l’esercizio dell’attività svolta fino ad allora
da essi, hanno diritto all’orientamento professionale.

 

                                         L’art.
17 cpv. 1 LAI prevede che l’assicurato ha diritto alla
formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la
riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere
presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale.

 

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI per riformazione professionale vanno intesi i
provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.

 

                                         Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in
particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a
procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente
equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti
atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno
(Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid.
2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid. 2a).

                                      

                                         Va
ancora evidenziato che la circolare sui provvedimenti d’integrazione e
di ordine professionale prevede:

 

"  4010
Le seguenti condizioni devono essere adempiute cumulativa-mente: 

–  a causa di un’invalidità imminente o esistente la persona
assicurata non è più in grado di esercitare la precedente professione o di
compiere le mansioni consuete, lucrative o no; 

–  la persona assicurata deve essere idonea all’integrazione, ossia
essere oggettivamente e soggettivamente in grado di sottoporsi con successo ai
provvedimenti di formazione professionale; 

–  la formazione deve essere compatibile con l’invalidità e
corrispondere alle capacità della persona assicurata. Deve essere inoltre
semplice ed adeguata e offrire possibilità di guadagno pressappoco equivalenti
a quelle della precedente attività. Non sono rimborsate le spese di una
formazione che non prospetta una prestazione lavorativa economicamente
valorizzabile. 

(…)

4013 Se una persona
assicurata è sufficientemente integrata o se può esserle procurato un posto di
lavoro adeguato ed esigibile senza una formazione supplementare, una
riformazione professionale non è necessaria.”

 

                                   4.   In
concreto il 19 maggio 2010 il medico curante dell’insorgente, dr. med. __________,
medicina generale FMH, ha affermato:

 

"  (…)

Der Patient ist
deshalb in den bisher ausgeführten bzw. gelernten Tätigkeiten (gelernter
Automechaniker, später auch Tätigkeit im Baubereich) nicht voll einsetzbar. Die
körperlichen Limitierungen bezüglich mittelschwerer oder gar schwerer Arbeit
sind ausgeprägt.

 

(…)

 

Ich denke, dass man in
dieser Situation tatsächlich unbedingt eine Früherfassung mit dem Ziel von
beruflichen Massnahmen in die Wege leiten sollte, da der Patient grundsätzlich
sehr wohl voll arbeitsfähig ist, jedoch in den ursprünglichen und erlernten
Berufszweigen kaum in einem genügenden Mass weiterhin eingesetzt werden kann.“
(doc. 3-1)

 

                                         L’8
luglio 2010 il medesimo curante ha affermato:

 

"  (…)

3. Aktuell keine Arbeitsunfähigkeit
(vergleiche Bemerkungen am Schluss).

 

6. (…)

 

    2. Ja, eine
Erwerbsfähigkeit ist zeitlich grundsätzlich uneingeschränkt möglich, bedingt
aber einen Einsatz in einer angepassten Tätigkeit (und hiermit nicht in den
ursprünglich vom Patienten erlernten Berufen!).

Medizinisch-teoretisch
gilt diese Angabe bereits seit mehreren Jahren. Die Situation war aber über
längere Zeit hinein letzten Endes weitgehend irrilevant, da der Patient
vorübergehend nicht auf den erlernten, körperlich belastenden Berufen
gearbeitet hat.“ 

(doc. AI 14-2/3)

 

                                         Il
12 ottobre 2010 il dr. med. __________, medico SMR, ha affermato:

 

"  (…)

Venditore presso __________?? Per
diversi anni con attività cessata per trasloco all’estero della stessa ditta

 

Da gennaio a marzo 2010 attività su
cantiere (MANSIONI PESANTI ED INERGONOMICHE) terminata il 26.2.2010 su disdetta
del datore di lavoro

 

Sindrome da ipermotilità articolare
congenita

Sindrome lombare su disturbi statici
del rachide

Malfunzionamento della articolazione
sacroiliaca sinistra con blocchi ricorrenti

 

Documentazione medica anche
specialistica della CH interna esaustiva per poter convalidare che attività
pesanti ed inergonomiche sono controindicate sul lungo periodo in questo Ato

 

Per contro vi è esigibilità lavorativa
completa in attività ergonomiche medico leggere (…)” (doc. AI 22-1)

 

                                         Dopo
aver visionato l’intera documentazione medica prodotta dal ricorrente ed
acquisita dall’UAI, il 25 novembre 2010 il dr. med. __________ ha posto la
diagnosi di sindrome da ipermotilità articolare congenita, sindrome lombare su
disturbi statici del rachide e malfunzionamento dell’articolazione sacroiliaca
sinistra con esiti di blocco ed ha indicato alcuni limiti funzionali (non
sollevare/portare/spostare pesi > 10kg, non dover restare sempre in
piedi/seduto senza poter cambiare posizione di tanto in tanto, non dover anteflettere/ruotare
il rachide regolarmente specialmente da seduto. Non dover spostarsi su terreni
sconnessi o scale a pioli o per tragitti ripetitivi > 20m) ed ha certificato
una capacità lavorativa completa in qualsiasi attività evidenziando:

                                         

" 
Venditore presso __________ per diversi anni con attività medio leggera
senza prolungata inabilità lavorativa. Da ultimo attività pesante per 3 mesi
anche qui senza inabilità documentata di tipo duraturo. (vedi formulari datori
di lavoro)

 

In mancanza di limitazioni per le sopra
esposte attività svolte ed in presenza di esigibilità lavorativa totale per
attività medio leggere non vi è necessità di procedere ad ulteriori
accertamenti medici ai fini assicurativi.” (doc. AI 27-2)

 

                                         La
consulente AI, sulla base di quanto sopra, il 3 dicembre 2010 ha redatto il seguente verbale di chiusura:

 

"  (…)

Iter della pratica

 

15.07.2010 Colloquio di assessment.
L’assicurato ha lavorato alla __________ per diversi anni in qualità di
meccanico/tecnico tessile. Il reparto in cui lavorava ha chiuso (x spostamento
della produzione all’estero) e quindi è venuta a mancare la sua attività: il
contratto di lavoro è stato sciolto. Per il piano di integrazione si attenderà
l’inizio del percorso __________ proposto dall’__________. L’assicurato si
starebbe preparando per l’esame di ammissione alla __________, a sue spese.
Sostiene di voler fare la formazione, in ogni caso, anche se non ci fosse
diritto a prestazioni da parte dell’AI o dell’Ufficio del lavoro.

 

(…)

 

Si è discusso più volte con
l’assicurato la questione riguardante la conclusione del rapporto di lavoro con
la __________, si è fatto presente che risulta legata al mercato del lavoro e
non al danno alla salute. Un’attività, simile, per tipo di mansioni sarebbe
possibile reperirla in un altro settore dell’industria.

 

(…)

 

Discussione

 

In base al questionario del datore di
lavoro della __________, presso cui l’assicurato era impiegato dal 1997 al
2010, si evince che l’attività svolta di meccanico/tecnico tessile risulta
essere tuttora esigibile.

 

Dal 1996 al 2005 era impiegato presso
la __________, in qualità di meccanico/tecnico tessile (sostiene che il medico
curante gli aveva comunicato che non era adeguata già da circa il 2000). Su
questa considerazione l’assicurato vorrebbe precisare che dal 2005 egli era
impiegato alla __________ __________, quindi nell’ultima attività svolta,
l’assicurato si dichiara non d’accordo con la decisione di chiudere l’incarto
con assenza di invalidità, in quanto a suo avviso egli sta effettivamente riscontrando
della difficoltà nel reperire una attività simile a quella precedentemente
svolta, a causa della mancanza di attestati di formazione idonei a questa
formazione.

A suo avviso, se non vi fossero
limitazioni fisiche, farebbe le sue candidature di lavoro verso professioni
quali il meccanico d’auto o il meccanico industriale.

 

Conclusioni e decisioni

 

Si procede alla chiusura del mandato di
intervento tempestivo, ritenendo che l’assicurato non presenta alcuna perdita
di guadagno dovuta al danno alla salute” (doc. AI 28)

 

                                         Il
7 dicembre 2010 la dr.ssa __________, specialista FMH in radiologia, attiva
presso la Clinica __________, ha diagnosticato la presenza di una piccola ernia
paramediana a destra a livello L5-S1 senza conflitti radicolari (doc. AI 32-1),
rilevando:

 

"  Regolare allineamento
dei corpi vertebrali con dischi intersomatici conservanti
altezza e segnali normali per l’età. Modesta scoliosi destro-convessa della
colonna lombare. A livello L5-S1 si osserva una certa disidratazione del disco
con piccola ernia paramediana a destra, senza compressioni radicolari. Gli
altri dischi più craniali sono normali. Le sezioni
assiali confermano la normale morfologia del canale rachideo, le sue regolari dimensioni,
assenza di stenosi foraminali. Normale l’intensità e l’immagine del cono
midollare. Le articolazioni sacroiliache si presentano intatte.” (doc.
AI 32-3)

 

                                         RI
1 ha inoltre prodotto un attestato della __________ __________ firmato da __________,
datato 26 febbraio 2010, presso la quale ha svolto attività su cantiere, da cui
emerge:

 

"  (…)

Deine
Gesundheitssituation (Rückenschmerzen und Ellbogenschmer-zen) ermöglichen nicht,
die von mir an Dich gewünschte Leistung zu erbringen, obwohl Du dich mit grossen
Bemühungen versucht hast.“ (doc. AI 32-4)

 

                                         Sulla
base della predetta documentazione il medico SMR, dr. med. __________, ha
ritenuto opportuno procedere ad una valutazione clinica funzionale
presso l’SMR (doc. AI 34-1).

 

                                         Il
7 febbraio 2011 l’insorgente è stato sottoposto ad un esame ad opera del medico
SMR, dr. med. __________, che ha posto la diagnosi principale con influsso
sulla capacità lavorativa di sindrome lombovertebrale in paziente con
alterazioni statico degenerative del rachide lombare, appiattimento della
lordosi, discopatia L5-S1 ed epitrocleite bilaterale ricorrente, oltre alla
diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa di esiti di frattura
traumatica clavicola e omero sinistro (2005) e iperlassità tipo Marfan ed ha
concluso per una incapacità lavorativa del 15% dal gennaio 2010 nella
precedente attività e dello 0% in attività leggere.

                                         Il medico SMR ha
affermato tra l’altro:

 

"  (…)

Anamnesi socio lavorativa

Ultima attività lavorativa svolta con
mansioni organizzative per il 50% e mansioni manuali al 50% come addetto alle
ristrutturazioni edili.

 

(…) 

 

Assicurato di 34 anni in buone
condizioni generali.

Osservazioni al progetto di decisione.

Nuova documentazione con dimostrazione
di ernia L5-S1 senza significato clinico. La sintomatologia risulta
maggiormente imputabile alle alterazioni della statica con appiattimento della
lordosi.

Le limitazioni nell’ultima attività
risultano giustificate dal limite della caricabilità del rachide e la necessità
di un’adatta ergonomia del rachide.

Tali limitazioni in attività abituale
permettono di giustificare medicalmente una IL del 15%. IL giustificata dal
gennaio 2010 quando veniva medicalmente giustificato un breve periodo di
incapacità lavorativa per lombalgia.

 

Si può giudicare come lavoro adatto
allo stato di salute attuale un’attività che tenga pienamente conto della
capacità funzionale e di carico residua e di tutti i limiti funzionali
descritti nell’esame della funzionalità fisica allegato.

 

In attività lavorativa adatta allo
stato di salute, l’assicurato presenta un’incapacità lavorativa del 0%.

IL definite come tempo lavorativo.

Prognosi favorevole.

 

(…)

 

Le conclusioni cliniche del rapporto
medico SMR vengono definite sulla base della piena conoscenza dell’incarto e
degli accertamenti approfonditi a disposizione.” (doc. AI 38-4 e seguenti)

 

                                         Il
26 settembre 2011 il TCA ha scritto all’UAI chiedendo di sottoporre al dr. med.
__________ la seguente lettera:

 

"  Egregio
dr. med. __________, 

 

dal “rapporto
finale SMR con esame” datato 7 febbraio 2011, nell’anamnesi socio
lavorativa figura: “Ultima attività lavorativa svolta con mansioni
organizzative per il 50% e mansioni manuali al 50% come addetto alle
ristrutturazioni edili” (doc. AI 38-4). Nell’esame della funzionalità
fisica quale attività prima del danno alla salute è stato indicato: “operaio”
(doc. AI 38-7).

Quale incapacità
lavorativa nell’attività da ultimo svolta è stato attestato un grado del 15%
(doc. AI 38-5).

 

Dagli atti (cfr. doc.
AI 17-1 ed in particolare 17-5 e doc. AI 32-1), emerge che l’interessato in
precedenza, prima di svolgere l’attività in ambito edile, dal 2005 (e meglio
dal 2006, doc. AI 32-1) al 2009, ha esercitato, presso la ditta __________ __________,
l’attività di meccanico tessile per il 70% e attività amministrative per il
restante 30% (cfr. anche ricorso, doc. I).

 

Ai fini del giudizio,
sulla base della visita del 7 febbraio 2011, le chiediamo di voler precisare
qual è la capacità lavorativa del ricorrente nell’attività svolta presso la
ditta __________ __________ come descritta nel doc. AI 17-1 e seguenti (in
particolare doc. AI 17-5) e qual è la capacità lavorativa nella sola
attività di automeccanico con AFC da lui appresa (doc. AI 32-1), motivando la
risposta.” (doc. IX)

                                         Con
annotazioni del 3 ottobre 2011 il dr. med. __________ ha affermato:

 

" 
(…)

Risulta medicalmente giustificata una
IL 15% in attività lavorativa come auto meccanico con AFC, IL giustificata dai
limiti nella caricabilità del rachide e rispetto dell’ergonomia. In tale
attività la IL del 15% potrà essere intesa dal punto di vista medico teorico,
come riduzione del rendimento, in quanto l’A.to risulterà rallentato in alcune
attività inergonomiche con necessità di cambi di postura frequenti.

Dal punto di vista medico, quanto sopra
descritto risulta giustificato dall’alterazione della statica della colonna
vertebrale e non dalla discopatia L5-S1 che al momento della valutazione SMR
risultava senza significato clinico e non determinava limitazioni (manovre per
irritazione erniaria tutte negative).

In attività come meccanico tessile al
70% e mansioni amministrative al 30%, sempre in riferimento alle alterazioni
della statica oggettivate, risulta medicalmente giustificata una IL medico
teorica del 15% giustificata da quanto sopra descritto.

Le IL sopra descritte vengono definite
dalla valutazione dei limiti funzionali descritti nell’esame della funzionalità
fisica compilato in data 07.02.2011 (ritengo errata la data indicata sul
formulario da me compilato dove viene erroneamente indicato 7.1.2011).” (doc. X/Bis)

 

                                   5.   Per costante giurisprudenza (cfr. sentenza 9C_13/2007 del 31 marzo
2008), al fine di poter graduare l'invalidità,
all'amministra-zione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di
documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri
specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo
stato di salute, nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato
è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio
per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili
dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamen-te ipotizzabili (Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesge-richts zum IVG, pag. 228 seg.).

 

                                         Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. 

                                         

                                         Determinante
quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine
del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto
(STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U
329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160
consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il
suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TF ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1
pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

 

In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., l’allora TFA (dal
1° gennaio 2007: TF) ha però ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento
delle prove definire delle direttive per la valutazione di determinate forme di
rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie,
la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta senza motivi
imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è quello di mettere
a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare da un
punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non
fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza di affermazioni
contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti
validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti
citati; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01
del 25 febbraio 2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Per
quel che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell’assicurazione
invalidità, l’Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia,
devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA
(consid. 6 e 7).

 

                                         In
merito al valore probatorio delle perizie amministrative dei servizi
medici di accertamento (SAM), sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità
del processo e della parità delle armi, in una sentenza pubblicata in DTF 136 V 376 il Tribunale Federale ha specificato che la
qualità formale di parte dell'organo esecutivo dell'assicurazione per
l'invalidità nella procedura giudiziaria, rispettivamente la sua legittimazione
a presentare ricorso in materia di diritto pubblico, non consentono di
considerare come atti di parte le prove assunte dall'amministrazione nella precedente
fase non contenziosa. 

                                         In
una sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011 il Tribunale federale
ha preso posizione sulle critiche della giurisprudenza federale relativa al
valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico (SAM; Art.
72 bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla Costituzione,
formulate soprattutto nel parere del Prof. Dr. iur. Jörg
Paul Müller e del Dr. iur Johannes Reich dell’11 febbraio 2010.

                                         L’Alta Corte è arrivata alla conclusione che l’acquisizione delle basi
mediche per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da
istituti esterni come i SAM nell’assicurazione invalidità svizzera, come pure
il loro utilizzo nelle procedure giudiziarie é di per sé conforme alla
Costituzione e alla Convenzione (consid. 2.1-2.3). D’altra parte il Tribunale
federale ha riconosciuto che attraverso tali perizie vengono messe in pericolo
in modo latente le garanzie procedurali, visto il potenziale di ricavi
dell’attività dei SAM nei confronti dell’assicurazione invalidità e con ciò
anche della  loro dipendenza economica (consid. 2.4). La nostra Massima Istanza
ha perciò ritenuto necessario adottare dei correttivi:

                                         (a
livello amministrativo)

                                         -
assegnazione a caso dei mandati di perizia ai SAM (consid. 3.1),

                                         -
differenze minime delle tariffe della perizia (consid. 3.2),

                                         -
miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità e di controllo (consid.
3.3),

                                         -
rafforzamento dei diritti di partecipazione :

                                         --
in caso di divergenze l’amministrazione deve ordinare la perizia attraverso una
decisione incidentale impugnabile davanti al Tribunale cantonale delle
assicurazioni o al Tribunale federale amministrativo (consid. 3.4.2.6;
cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 132 V 93);

                                         --
alla persona assicurata spettano precedentemente i diritti di partecipazione
alla procedura (ad esempio: quello di esprimersi sui quesiti peritali; consid.
3.4.2.9; cambiamento della giurisprudenza secondo DTF 133 V 446); 

                                         (a
livello dell’autorità giudiziaria di prima istanza)

                                         In
caso di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o
il Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare
una perizia medica (consid. 4.4.1.3 e 4.4.1.4; cambiamento della giurisprudenza
secondo DLA 1997 Nr. 18 p. 85, C 85/95 consid. 5d con riferimenti, sentenza H
355/99 del 11 aprile 2000 consid. 3b), i cui costi sono posti a carico
dell’assicurazione invalidità (consid. 4.4.2).

 

                                         Infine,
il Tribunale federale ha concluso che le perizie raccolte secondo il vecchio
standard processuale non perdono di per sé il loro valore probatorio. Piuttosto
si dovrà decidere nel contesto dell’esame del singolo caso, alla luce delle sue
specifiche caratteristiche e delle critiche sollevate nel ricorso, se il fatto di
fondarsi esclusivamente sui mezzi di prova disponibili per prendere la
decisione impugnata è o no conforme al diritto federale (consid. 6). (Sul tema
cfr. STF 9C_120/2011 del 25 luglio 2011).

 

                                         Occorre
ancora evidenziare che l’allora TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse
dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante
ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia.
In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

La valeur probante des
rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard
des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il
n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un
doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs
rien valoir de tel." (…)

 

Per
quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht,
Zurigo 1997, pag. 230).

 

L’Alta
Corte in una sentenza 9C_142/2008 del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le
divergenze d’opinioni tra medici curanti e periti interpellati
dall’amministrazione o dal giudice ha precisato quanto segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de
divergence d'opinion entre experts et médecins traitants, il n'est pas, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF 125 V 351 consid. 3a
p. 352) qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard,
il convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la
jurisprudence entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I
170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références
[arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]), on ne saurait remettre en cause une expertise
ordonnée par l'administration ou le juge et procéder à de nouvelles
investigations du seul fait qu'un ou plusieurs médecins traitants ont une
opinion contradictoire. Il n'en va différemment que si ces médecins traitants
font état d'éléments objectivement vérifiables ayant été ignorés dans le cadre
de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en cause les
conclusions de l'expert.(…)

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori,
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I
462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                   6.   Nel
caso di specie, alla luce delle ulteriori precisazioni del medico SMR, dr. med.
__________, del 3 ottobre 2011 (doc. X/Bis), questo Tribunale deve concludere
che la decisione dell’UAI secondo cui, nel preciso caso di specie, l’insorgente
non ha diritto a provvedimenti professionali, è corretta.

 

                                         Infatti,
se da una parte il medico SMR, dr. med. __________, aveva inizialmente
effettuato la valutazione della capacità lavorativa dell’interessato sulla base
della professione di venditore, il dr. med. __________, anch’egli medico SMR,
ha invece esaminato la capacità lavorativa dell’insorgente nell’ultima attività
svolta (per tre mesi) di mansioni organizzative (50%) e addetto alle
ristrutturazioni edili (50%) ed ha fornito al TCA le indicazioni circa l’incapacità
lavorativa dell’interessato nell’attività svolta presso la __________ AG (meccanico
tessile al 70% e attività amministrative al 30%) e nell’attività di automeccanico
con AFC da lui appresa.

 

                                         Innanzitutto
il dr. med. __________, il 7 febbraio 2011, dopo aver visitato personalmente
l’assicurato, aver descritto l’anamnesi familiare e personale, fisiologica,
patologica remota e socio-lavorativa, la terapia farmacologica, i disturbi
soggettivi e lo status attuale, ha posto la diagnosi di sindrome lombovertebrale
in paziente con alterazioni statico degenerative del rachide, appiattimento
della lordosi, discopatia L5-S1 e epitrocleite bilaterale ricorrente. Il medico
SMR ha poi evidenziato come le limitazioni nell’ultima attività lavorativa
svolta con mansioni organizzative per il 50% e mansioni manuali al 50% come
addetto alle ristrutturazioni edili risultano giustificate dal limite della
caricabilità del rachide e la necessità di un’adatta ergonomia del rachide.
Queste limitazioni permettono di giustificare medicalmente una incapacità
lavorativa del 15%.

 

                                         Successivamente
il dr. med. __________, chiamato dal TCA a precisare il grado d’incapacità
lavorativa dell’insorgente per l’attività svolta precedentemente a quella di
operaio che aveva esercitato unicamente nei primi tre mesi del 2010 (doc. E), e
meglio l’attività di meccanico tessile al 70% e di attività amministrative al
30% presso la ditta __________ __________ oltre che per la professione da lui
appresa di automeccanico con AFC, ha confermato che anche in questo ambito
l’incapacità lavorativa è del 15%, intesa come riduzione del rendimento, giustificata
dai limiti nella caricabilità del rachide e rispetto dell’ergonomia. Ciò perché
l’assicurato risulta rallentato in alcune attività inergonomiche con necessità
di cambi di postura frequenti. Questa limitazione si fonda sull’alterazione
della statica della colonna vertebrale e non sulla discopatia L5-S1 che al
momento della valutazione SMR risultava senza significato clinico e non
determinava limitazioni (manovre per irritazione erniaria tutte negative). 

 

                                         Questo
Tribunale deve attribuire alle valutazioni del medico SMR, dr. med. __________,
pieno valore probante, giacché lo specialista, nei rapporti medici, che
giungono a conclusioni logiche, ha esaminato approfonditamente i punti
litigiosi importanti, si è fondato su esami completi, in piena conoscenza
dell’incarto (anamnesi) ed ha descritto chiaramente sia il contesto medico che
le sue conclusioni. 

 

                                         La
critica del ricorrente relativa alla durata della visita medica, che si sarebbe
limitata ad un colloquio di 15 minuti, non modifica la valutazione giacché il
TF ha già avuto modo di rilevare che il valore probatorio di un rapporto medico
non dipende, di massima, dalla durata della visita, quanto piuttosto dalla sua
completezza e concludenza (cfr. sentenza 9C_1013/2008 del 23 dicembre 2009, I
1094/06 del 14 novembre 2007, in RSAS 2008 pag. 393 consid. 3.1.1 con
riferimenti). Come spiegato in precedenza, nel caso di specie, il referto del
medico SMR, dr. med. __________, risponde alle condizioni poste dalla
giurisprudenza per conferirgli piena forza probatoria.

                                         Del
resto, di norma, una valutazione sulla base dei soli atti medici è possibile se
l’SMR dispone, come in concreto, di sufficienti elementi risultanti da altri
accertamenti personali (cfr., nel caso di una perizia, sentenza 9C_376/2007 del
13 giugno 2008).

Il rapporto
del dr. med. __________ è il risultato di un esame clinico approfondito al
termine del quale il medico SMR, preso atto dei dati anamnestici, dello status
oggettivo e dei disturbi lamentati dall’assicurato ha reso la propria attenta
valutazione sulla capacità lavorativa dell’insorgente dopo avere individuato
una serie di limiti funzionali descritti nell’esame della funzionalità fisica
allegata al referto (cfr. anche sentenza 9C_734/2010 del 18 maggio 2011).

 

                                         Non
va poi dimenticato che da parte sua l’insorgente non ha prodotto alcun
certificato medico successivo ai referti dell’SMR atto a sovvertire le sue
convincenti e motivate conclusioni, neppure dopo aver ricevuto la presa di
posizione del 3 ottobre 2011 del dr. med. __________ (doc. X + XI).

                                         La
differente valutazione medica del curante, dr. med. __________, antecedente
alla visita del ricorrente da parte dell’SMR, è spiegabile con la diversità
degli incarichi assunti (a scopo di trattamento piuttosto che di perizia: cfr.
anche sentenza 9C_949/2010 del 5 luglio 2011).

                                         

                                         A
questo riguardo va pure ricordato che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i
servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le
condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità
funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA -
di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi.

 

                                         Scopo
e senso del nuovo disposto come pure del nuovo art. 49 OAI risiedono nella
possibilità, per gli uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione
degli aspetti sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle
loro specifiche conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare
la capacità funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata
una chiara separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale.
Sulla base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in
SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).

 

                                         Infine,
non va dimenticato che l’insorgente ha cessato l’attività lucrativa esercitata
presso la __________ __________ per motivi economici (disdetta in seguito allo spostamento
delle attività all’estero) e non per problemi legati alla salute (cfr. doc.
17-7).

 

                                         In
conclusione, rilevato che il ricorrente, nelle precedenti attività da lui
svolte, nonché in quella da lui appresa, è incapace al lavoro al 15% (mentre in
attività leggere è totalmente abile al lavoro), non vi è spazio per
riconoscergli una riformazione professionale o altri provvedimenti
professionali.

 

                                         Conformemente
ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle assicurazioni
sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123 V 230
consid. 3c pag. 233; DTF 117 V 275 consid. 2b pag. 278, 394 consid. 4b pag. 400
e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka,
Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572). In
virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto è
ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle
conseguenze della sua "invalidità", segnatamente mettendo a profitto
la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione
(DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28 e sentenze ivi citate;
Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip
im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.).

 

                                         Visto
che l'assicurato presenta una capacità al
lavoro nella misura dell’85% nelle sue precedenti occupazioni, il
ricorrente, per ridurre il danno, deve continuare a mettere a frutto questa sua
capacità nelle sue precedenti professioni. In questo caso è quindi indicato un raffronto
percentuale dei redditi (DTF 114 V 313 consid. 3a e riferimenti; STF I
759/2005 del 21 agosto 2006; Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, tesi Friburgo 1995, pag. 154). Ritenuto che il grado
corrispondente di incapacità lavorativa del 15% del ricorrente nella precedente
attività non raggiunge il grado del 20%, l’interessato non ha diritto a
provvedimenti professionali.

                                         In
effetti, per la giurisprudenza se il danno alla salute non è tale da imporre un
cambiamento di professione, di regola il giudizio sull’incapacità al guadagno
non esprimerà valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico.
Questo perché si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la
restante capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare,
l’assicurato esprima una capacità di guadagno della medesima proporzione (RAMI
1993 U 168, pag. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b).

 

                                         A
questo proposito nella sentenza I 759/2005 del 21 agosto 2006 l’Alta Corte ha
rammentato che:

 

"  Du
moment que l'intéressé est capable d'exercer son ancienne profession, une
comparaison des revenus en pour-cent est indiquée (cf. ATF 114 V 313 consid. 3a
et les références). Ainsi, le revenu d'invalide qu'il pourrait escompter gagner
en mettant à profit sa capacité de travail correspond au minimum à 80% du
revenu réalisable sans invalidité, dès lors que les experts du MEDAS ont
attesté une diminution de rendement - de la capacité de travail - de 10% à 20%.
Son incapacité de gain doit donc être fixée à 20% au maximum, ce qui n'ouvre
pas le droit à une rente de l'assurance-invalidité.”

 

                                         In
concreto l’insorgente ha postulato di essere messo al beneficio dell’orientamento
professionale di cui all’art. 15 LAI e di una riqualifica professionale (art.
17 LAI). 

 

                                         La
prima norma prevede che gli assicurati, cui l’invalidità rende difficile la scelta
della professione o impedisce l’esercizio dell’attività da essi svolta fino ad
allora, hanno diritto all’orienta-mento professionale. Per l’art. 17 cpv. 1 LAI l’assicurato ha diritto alla
formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la
riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere
presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale.

 

                                         Ora,
invalido ai sensi dell’art. 17 LAI è un assicurato che, a causa del tipo e
della gravità del danno alla salute subito, patirebbe senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b).

 

                                         Inoltre
con sentenza 9C_734/2010 del 18 maggio 2011 il TF, in un caso in cui
un’assicurata invalida al 40% (percentuale calcolata secondo il metodo misto:
consid. A in fine) aveva chiesto di essere messa a beneficio di provvedimenti
integrativi di natura professionale, ha affermato che:

 

"  (…)

Sennonché, a
prescindere dalle argomentazioni esposte nel giudizio impugnato, cui si rinvia
per brevità, l’insorgente sembra dimenticare che nel momento determinante della
decisione amministrativa in lite le si presentava un ventaglio relativamente
ampio di professioni (leggere e ripetitive, poco qualificate) possibili che non
richiedevano necessariamente la messa in atto di particolari misure di
reintegrazione professionale (cfr. per analogia sentenze 9C_673/2009 del 14
aprile 2010 consid. 6.2, 9C_753/2008 del 26 ottobre 2009 consid. 3.5 e U 463/00
del 28 ottobre 2003 consid. 3.3).” 

 

Già solo per questo
motivo, la richiesta non può dunque trovare accoglimento.”

 

                                         In
concreto l’insorgente presenta un’incapacità lavorativa del 15% nelle
precedenti attività e dello 0% in attività leggere e confacenti al suo stato di
salute che non rende difficile la scelta della professione e non
impedisce, se non in tale misura, l’esercizio dell’attività svolta. Ne segue che a giusta ragione l’amministrazione ha respinto la
richiesta di provvedimenti d’integrazione professionale richiesti con la
domanda del giugno 2010.

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto la decisione dell’UAI merita conferma mentre
il ricorso va respinto.    

                                   7.   Il
ricorrente chiede l’assunzione di ulteriori prove, tra le quali una perizia
medica (doc. I).

 

                                         Questo
Tribunale rinuncia all’assunzione di ulteriori prove, ed in particolare
all’allestimento di una perizia medica, poiché i complementi istruttori
medico-specialisti chiesti dal ricorrente non sono necessari, dagli stessi non
potendosi attendere con ogni verosimiglianza nuovi elementi probatori di
rilievo in aggiunta a quelli che sono già stati evidenziati dai sanitari fin
qui intervenuti suscettibili di modificare l’esito del presente apprezzamento
(cfr. sentenza 8C_540/2011 del 21 settembre 2011, consid. 2.2 in fine).

 

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechts-pflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no.
320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122
III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere
sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4
vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e
riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficiente-mente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove.

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per complessivi fr. 500.--, sono poste a carico del ricorrente.

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti