# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fd4be44c-5d2f-5679-bcf3-6c5f3797dbc9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-11-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.11.2022 34.2022.27
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_34-2022-27_2022-11-22.html

## Full Text

Incarto
  n.

  34.2022.27

   

  rg/sc

  	
  Lugano

  22 novembre 2022

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	 
	
   

  
	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	 

									

 

 

 

statuendo sulla petizione del 16 settembre 2022 di

 

	
   

  	
  AT 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  CV 1   

   

   

  (contributi della previdenza professionale)

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

                           1.1  Con
contratto d’adesione sottoscritto il 29 gennaio/28 giugno 2016 (contratto n. __________)
la CV 1 quale datore di lavoro ha affidato l’attuazione della previdenza
professionale obbligatoria dei suoi dipendenti alla AT 1, __________ con
effetto dal 1. gennaio 2016 (doc. A/1).

 

                           1.2
 Stante il mancato pagamento dei premi dovuti da parte del datore di lavoro per
un importo di fr. 26'574.15 (importo comprensivo degli interessi sino al 27
giugno 2022, cfr. doc. A/9) anche dopo l’invio di una diffida (doc. A/7) e dopo
aver disdetto il contratto d’adesione per il 31 maggio 2022 (doc. A/8), adite
le vie esecutive con PE n. __________ dell’UE di __________ del 24 agosto 2022
(doc. A/10), con l’“istanza” (recte: petizione) in rassegna la fondazione attrice
chiede la condanna della CV 1 al pagamento di fr. 26'210.60 con interessi al 5%
dal 1. agosto 2022, fr. 436.70 per interessi sino al 30 luglio 2022, nonché
delle “spese regolamentazione di esecuzione e altri costi”. Postula
altresì il rigetto definitivo dell’opposizione interposta al suddetto precetto
come pure la rifusione di spese e ripetibili.

 

                           1.3  La
società convenuta non è intervenuta in causa, nonostante la fissazione,
trascorso il termine per la presentazione della risposta di causa, di un ultimo
termine perentorio ai sensi dell’art. 13 cpv. 4 Lptca (cfr. II, III).

 

                           2.1  La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’i-struttoria o della valutazione delle prove). Il TCA
può dunque decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell’art.
49 cpv. 2 LOG.

 

                           2.2  L'art.
11 LPP impone al datore di lavoro che occupa lavoratori da assicurare
obbligatoriamente di affiliarsi a un istituto di previ­den-za regolarmente
registrato. Tale affiliazione ha effetto retro­attivo e comporta, per il datore
di lavoro, l'obbligo del paga­mento dei contributi (art. 66 LPP). Per quel che
riguarda l'ammontare dei contributi l'art. 66 LPP prevede che l'istituto di
previdenza stabilisce nelle disposizioni regolamentari l'importo dei contributi
del datore di lavoro e dei lavoratori. Il contributo del datore di lavoro deve
essere almeno uguale a quello complessivo dei suoi lavoratori. Il datore di
lavoro deve all'istituto gli interi contributi e deduce dal salario la quota
del lavoratore stabilita nelle disposizioni regolamentari. Egli è
l'unico debitore dei contributi (Brühwiler, Obligatorische Berufliche Vorsorge,
in: Schw. BVR, 1998 p. 46; Lüthy, Das Rechtsverhältnis
zwischen Arbeitgeber und Personalvorsorgestiftung, 1989, p. 32). Sui
contributi non pagati alla scadenza l'istituto può pre­tendere interessi di
mora (art. 66 cpv. 2 LPP). Secondo l'art. 49 cpv. 1 LPP inoltre gli istituti di
previdenza possono strutturare liberamente le prestazioni, il finanziamento di
queste e l'organizzazione. Di conseguenza i contributi non devono
necessariamente corrispondere agli accrediti di vecchiaia di cui all'art. 16
LPP (Messaggio del Consiglio federale sulla LPP, p. 98). I primi servono per il
finanziamento del fondo di previdenza, i secondi a stabilire le prestazioni
minime previste dalla legge. 

 

                           2.3
 Nel processo riguardante il versamento di contributi della previdenza
professionale l'istituto di previdenza deve sostanziare la pretesa in maniera
completa al fine di permetterne l'esame, il principio indagatorio vigente nell'ambito
delle assicurazioni sociali (SVR 1998 UV n. 1; DTF 117 V 263 consid. 1b) avendo
i suoi limiti nell'obbligo delle parti di collaborare all'istruzione della
causa (DTF 125 V 195 consid. 2, 122 V 150 consid. 1a con riferimenti). D'altro
canto il datore di lavoro deve sostanziare i motivi per cui la pretesa non
sarebbe fondata. Se la richiesta risulta sufficientemente sostanziata, le
contestazioni immotivate non vengono considerate, ritenuto come i fatti da
dimostrare vanno sostanziati in maniera sufficiente e meglio vanno indicati in
modo completo al fine di poter assumere le prove necessarie (SZS 2003 p. 500,
2001 p. 562). 

 

                           2.4
 Nel caso di specie la pretesa attorea appare sufficientemente so-stanziata e
documentata.

 

Le persone
assicurate, l'obbligo contributivo, le modalità di finanziamento, calcolo,
fatturazione e versamento dei contributi sono disciplinati in particolare
all’art. 10 del contratto d'adesione (doc. A/1; cfr. anche art. 6 per gli
interessi sui conti contributi), agli artt. 2.1, 3, 5 del regolamento di
previdenza (doc. A/3) e nel piano di previdenza (doc. A/4). In particolare i
premi, il cui intero versamento incombe al datore di lavoro, si compongono
dell'accredito di vecchiaia, del premio di rischio e delle spese accessorie LPP
(art. 66 cpv. 2 LPP; cfr. contratto d'adesione e piano di previdenza).

 

Dagli atti di
causa emerge che il calcolo dei contributi previdenziali (sino alla disdetta
del contratto) e gli interessi (passivi) dovuti dalla convenuta è stato
eseguito secondo le disposizioni legali e regolamentari, tenuto conto del
salario coordinato LPP, delle persone assicurate, dei salari erogati. Il
calcolo dei contributi rimasti insoluti si fonda su questi elementi e su quelli
precedentemente esposti e risulta sufficientemente sostanziato. Quo alle spese
(comprese, per quanto è dato di capire, nell’importo di cui al petitum), le
stesse risultano documentate (cfr. doc. A/5 e 6) e conformi al regolamento
delle spese (sub doc. A/1) e vanno per tal ragione riconosciute (DTF 117 II
258). Trattasi segnatamente delle spese per scioglimento del contratto (fr.
500; cfr. doc. A/8 e 9, cfr. anche doc. A/5), per diffida (fr. 100; cfr. doc.
A/7 e sub doc. A/5) e per allestimento piano di pagamento (fr. 250; cfr. doc.
A/9).

 

Parte convenuta
non ha del resto mai contestato né l'obbligo contributivo, né l'ammontare dei
contributi, delle spese e dei conteggi inviatile dall’attrice. 

 

Oggetto di
condanna devono pure essere i costi relativi alla domanda di esecuzione (fr.
300), fatti valere in aggiunta a suddetto importo, indicati pure nel precetto
esecutivo della cui opposizione è qui chiesto il rigetto (doc. A/10) e
contemplati nel menzionato Regolamento.

 

                                  Alla
fondazione attrice spetta pertanto un importo complessivo di fr. 26'947.30 (26'210.60
+ 436.70 + 300).

 

                           2.5  L’attrice
chiede anche il versamento di interessi di ritardo al 5% dal 1. agosto 2022.

 

                                  Secondo
l’art. 66 cpv. 2 LPP, sui contributi non pagati alla scadenza l'istituto di
previdenza può pretendere interessi di mora (Brühwiler, Obligatorische
Berufliche Vorsorge, in: Schw. BVR, 2007, n. 174; SZS 1990 p. 89). L’ammontare
degli interessi è fissato nel regolamento dell’istituto di previdenza; in caso
contrario si applica l’art. 104 CO che prevede un interesse moratorio del 5%
(STFA B 2/02 dell’11 dicembre 2002 consid. 6.1; DTF 117 V 350; Brechbühl, cit.,
ad art. 66, n. 36, p. 1082 e ivi riferimenti). 

                                  

                                  Nel
caso in esame, il tasso d’interesse richiesto corrisponde a quello legale e la
convenuta è palesemente in mora. La domanda attorea merita pertanto
accoglimento. Gli interessi di ritardo al 5% sono dovuti dal 1. agosto 2022 su
fr. 26'210.60.

 

                           2.6  L’attrice
postula pure la pronuncia del rigetto definitivo dell'oppo-sizione al
summenzionato PE n. __________ dell’UE di __________ del 24 agosto 2022.

 

                                  Il
creditore che a seguito dell'opposizione ha fatto riconoscere i propri diritti
conformemente all'art. 79 LEF, può chiedere diretta-mente la continuazione
dell'esecuzione senza dover esperire la procedura speciale di rigetto dell'opposizione
prevista dall'art. 80 LEF; lo stesso vale laddove la decisione pronunciata ai
sensi dell'art. 79 LEF sia emanata da un'autorità o da un Tribunale
amministrativo della Confederazione o del cantone del foro dell'esecuzione (DTF
107 III 60). Il principio è che qualora il creditore segua la procedura
dell'art. 79 e quindi intenti un'azione in riconoscimento del credito non
debba, vistosi riconoscere definitivamente il credito, adire successivamente la
procedura dell'art. 80 LEF (Adler, in: Droit privé et assurances
sociales, 1990, pp. 241ss, 251s). La condizione aggiuntiva introdotta
dalla citata giurisprudenza è che il giudice dell'azione ordinaria (che può
essere a seconda della natura del credito il giudice civile o il giudice
amministrativo e per la precisione, in casu, il Tribunale cantonale delle
assicurazioni) faccia preciso riferimento, nel dispositivo che accoglie in
tutto o in parte il petitum, all'esecuzione in corso e rigetti formalmente
l'opposizione per la parte del credito ricono­sciuto.

                                

                                  La
presente sentenza varrà pertanto quale titolo per la prosecuzione
dell'esecuzione senza che la fondazione creditrice debba previamente chiedere
il rigetto definitivo dell'opposizione al giudice dell'ese­cuzione. 

 

                           2.7  Giusta
l’art. 29 cpv. 1 Lptca la procedura è di principio gratuita. La giurisprudenza
federale ha tuttavia stabilito che l'esclusione della gratuità della procedura
in caso di introduzione di procedimenti temerari o per leggerezza costituisce
un principio processuale generale del diritto federale delle assicurazioni
sociali (DTF 124 V 285, 118 V 319; SZS 1998 p. 64; cfr. art. 29 cpv. 3
Lptca). Un processo è temerario o sconsiderato se la parte fonda la propria
richiesta su fatti di cui conosce o dovrebbe conoscere l'inesattezza. La temerarietà
è tra l'altro data nel caso in cui una parte si attiene ad un’opinione
palesemente illegale e anche nel caso in cui un cui questa violi un obbligo che
le compete (ad esempio l'obbligo di collaborare o di astenersi dal compiere un
determinato atto; DTF 124 V 288s, 112 V 335). Nell'ambito di un’azione
in materia di contributi LPP, il solo fatto di non intervenire in causa non è
sufficiente per ritenere temerario il comportamento della parte convenuta.
Tuttavia, in tale contesto il comportamento della parte debitrice dev'essere
valutato tenendo conto anche del suo agire prima del processo. Se, quindi, il
datore di lavoro non rispetta fatture e solleciti, provoca l'avvio di procedure
esecutive, obbliga l'istituto di previdenza, malgrado una situazione
palesemente infondata, a intentare un'azione giudiziaria e non interviene in
causa, agisce in modo temerario. In simili condizioni si può infatti ritenere
che egli abbia messo in atto manovre dilatorie passibili d’essere sanzionate
tramite il pagamento delle spese di giustizia (DTF 124 V 288, 290; STCA 28
gennaio 1998 nella causa FICLPP).

 

                                  Nel
caso in esame la società convenuta non ha dato seguito alle richieste di
pagamento inviatele dalla fondazione attrice, ha interposto opposizione al
precetto esecutivo e non è intervenuta in causa. In tali circostanze, alla luce
della suesposta giurisprudenza, ad essa vanno accollate tasse e spese di
procedura per fr. 200.

 

                           2.8
 L'assicuratore che vince la causa non ha, di regola, diritto a ripetibili (DTF 128 V 133, 126 V 150, 112 V 361; SZS
2001 p. 174). All’assicuratore vincente e non patrocinato in causa si
giustifica eccezionalmente l’assegnazione di ripetibili se il comportamento
processuale della controparte si dimostra temerario (o quest’ultima abbia agito
con leggerezza) e, cumulativamente, se la causa è complessa, ha valore
litigioso elevato e richiede notevole impiego di tempo e gli sforzi profusi
sono ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (DTF 128
V 133, 323, 127 V 207, 126 V 150, 110 V 135; AHI Praxis 2000 p. 337; RCC 1984
p. 278). Suddette condizioni non essendo nella specie adempiute, non si
giustifica l’assegnazione di ripetibili.

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                            1.-  La
petizione è accolta.

 

                                  §   La
CV 1 è condannata a versare alla AT 1 la somma di fr. 26’947.30 oltre interessi
al 5% dal 1. agosto 2022 su fr. 26'210.60.

 

                                  §§
 È rigettata in via definitiva l’opposizione al PE n. __________ dell’UE di __________
del 24 agosto 2022 per l’importo di fr. 26'947.30 oltre interessi al 5% dal 1.
agosto 2022 su fr. 26'210.60.  

 

                            2.-  Tasse
e spese per complessivi fr. 200 sono poste a carico della parte convenuta. Non
si assegnano ripetibili.

 

                            3.-  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                           Il
segretario di Camera

 

giudice Raffaele Guffi                                   Gianluca
Menghetti