# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5e9412e2-03c1-56db-b4c6-89d4f3ad6f71
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-24
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 24.02.2012 14.2012.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2012-6_2012-02-24.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2012.6

  	
  Lugano

  24 febbraio 2012

  B/fp/lw

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Bozzini

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria in tema di esecuzione e fallimenti promossa
con istanza 5 aprile 2011 da

 

	
   

  	
  CO
  1 

  patrocinata
  dall’avv. PA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1 

  patrocinato
  dall’ PA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

tendente
ad ottenere il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta al PE n. __________
del 23/25 marzo 2011 dell’Ufficio esecuzione di Lugano;

 

sulla
quale istanza il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, con sentenza 2 gennaio 2012 (SO.2011.1375) ha così deciso:

 

“1.
L’istanza è accolta e di conseguenza l’opposizione interposta al summenzionato

    
precetto esecutivo è respinta in via provvisoria.

 

 2.
La tassa di giustizia in fr. 350.--, da anticipare dalla parte istante, è posta

   
a carico della parte convenuta, con l’obbligo di rifondere a controparte fr.
1'500.--

   
a titolo di ripetibili.”

 

Sentenza
tempestivamente impugnata da RE 1 che con reclamo 4 gennaio 2012 postula la reiezione dell’istanza, protestate spese e ripetibili;

 

lette
le osservazioni 25 gennaio 2012 di controparte;

 

preso
atto che con decreto presidenziale 4/5 gennaio 2012 al reclamo è stato concesso effetto sospensivo;

 

ritenuto

 

In
fatto:

 

A.  Con PE
n. __________ del 23/25 marzo 2011 dell’Ufficio esecuzione di Lugano CO 1 ha
escusso RE 1 per l’incasso di fr. 140'554.-- oltre interessi al 5% dal 31 ottobre 2007, indicando quale titolo di credito: “Riconoscimento di debito 17.08.07”.

Interposta tempestiva
opposizione dall’escusso, la procedente ne ha chiesto il rigetto provvisorio
alla Pretura del Distretto di Lugano. 

 

B.      L’istante
fonda la sua pretesa su un documento sottoscritto a __________ il 17 agosto 2007 da RE 1 del seguente tenore (doc. A):

 

“Frau
CO 1, casa norma, __________, ubergibt heute den 17.8.2007 ein Kouvert mit Diamanten (73 ct) zum schleifen und verkaufen an Herrn RE 1, __________, __________.
Im weiteren bezahlt Frau CO 1 heute den 17.08.2007 Herrn RE 1 12'000 Euro (zwölftausend) für die Kosten und Spesen. Herr RE 1 verpflichtet sich, an Frau CO 1 die
Summe von 109'500 Euro (Erlös Verkauf von Diamanten) (in Worten
hundertneuntausendfünfhundert) bis spätestens am 31.10.2007 zu bezahlen.

Einverstanden
und Erhalten:

 

Ort,
Datum __________ 17.8.2007

 

(firmato)

                                  RE 1”

 

                                                                   

 

                                  Con l’esecuzione in esame
l’istante chiede il pagamento di fr. 140'554.- corrispondenti alla somma di
Euro 109'500.- (cambio valuta 22 marzo 2011).

 

C.    All’udienza
di contraddittorio l’istante si è riconfermata nella propria pretesa, mentre il
convenuto vi si è opposto, sostenendo che il doc. A non costituisce valido
riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF e che egli ha
adempiuto tutti i suoi obblighi nei confronti dell’istante. L’escusso ha asserito
che il documento da lui sottoscritto il 17 agosto 2007 rappresenta la prova di un incarico affidatogli dall’istante consistente nel taglio e nella successiva
vendita di diamanti grezzi. Egli avrebbe poi dovuto consegnare all’istante il
ricavato dell’operazione, per cui il riferimento all’importo di Euro 109'500.-
era puramente indicativo e stimato in base alle condizioni di mercato esistenti
nell’agosto 2007, per cui non poteva essere stabilito a priori. Nell’ambito del
contratto concluso con il doc. A il prezzo rappresentava pertanto una variabile
soggetta alle citate possibilità di oscillazione, per cui per i motivi esposti
non si è impegnato a restituire all’istante Euro 109'500.-, bensì solo il
ricavato della vendita dei diamanti. Secondo il convenuto il doc. A non può
quindi costituire alcun riconoscimento di debito, riferendosi ad una
obbligazione non determinabile oggettivamente e la cui ampiezza era soggetta a
possibilità di modifiche. L’escusso ha poi sostenuto che l’accostamento della
locuzione “Erlös Verkauf von Diamanten” alla stima numerica del prezzo –
comunque variabile – rende la dichiarazione contenuta nel doc. A perlomeno
equivoca, discutibile e soggetta ad interpretazione. Considerate le
oscillazioni di mercato, i diamanti sono poi stati venduti per USD 23'000.--,
il quale importo, unitamente a Euro 1'400.-- è stato consegnato a __________ S__________,
di __________, che aveva assistito l’istante quando era stato redatto il doc.
A. Il convenuto ha poi rilevato che __________ S__________ ha firmato il 17 agosto 2007 in calce ad una copia del doc. A una ricevuta per USD 23'000.-- e Euro
1'400.-- (doc. 1), la quale è rimasta in suo possesso. Successivamente __________
S__________ ha versato CHF 26'151.-- all’istante, come risulta dalla lettera
del 23 agosto 2011 dell’avv. __________ e dal relativo allegato oltre a Euro
1'400.-- corrispondenti a fr. 2'338.78 (doc. 2). Il convenuto ha pertanto
ribadito di avere adempiuto tutti i suoi obblighi nei confronti dell’istante,
avendole versato in totale fr. 28'489.78. Egli ha infine contestato il tasso di
cambio Euro/Franchi applicato dalla procedente in quanto dal mese di marzo 2011
l’Euro ha subito una notevole svalutazione nei confronti del Franco svizzero.
Trattandosi di una diminuzione consistente, avvenuta in un contesto eccezionale
in cui la Svizzera si è trovata al centro di una tempesta valutaria, questa
situazione  non può essere messa a carico del convenuto, soprattutto per il
fatto che l’istante ha accettato che le venisse versato il ricavo della vendita
in una valuta estera, assumendosi quindi il rischio della fluttuazione
valutaria. Tenuto conto dell’eccezionalità della situazione, non è pertanto
corretto applicare il tasso di cambio del marzo 2011, dovendosi applicare
quello attuale.

 Replicando l’istante
ha contestato tutte le allegazioni di controparte sostenendo che le censure
sollevate vanno, se del caso, esaminate in sede di merito.

Con la duplica il
convenuto ha in sostanza ribadito la propria tesi.  

 

                            D.  Con sentenza 2 gennaio 2012 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 5, ha accolto l’istanza ritenendo la tesi dell’istante più plausibile di quella del convenuto.
Secondo il primo giudice l’escusso si è impegnato nei confronti dell’istante a
far tagliare e a vendere una precisa quantità di diamanti (ct. 73) e a pagare
una somma ben determinata (Euro 109'500.00) entro una data ben precisa (al più
tardi entro il 31.10.2007), quale provento della vendita, il che significa che
l’escusso ha valutato in tale importo il provento conseguibile dalla vendita
delle pietre e per tale motivo si è impegnato a consegnare una somma ben
precisa. Il doc. A, ha rilevato il primo giudice, non contiene alcuna riserva
in merito alle eventuali fluttuazioni del valore delle pietre sul mercato,
riserva che avrebbe potuto essere menzionata se tale fosse stata la volontà
delle parti. Secondo il Pretore, se poi la valutazione operata dal convenuto si
è rivelata eccessiva in quanto il provento della vendita è stato di soli USD
23'000.--, come da lui sostenuto, tale circostanza non infirma automaticamente
la validità del riconoscimento di debito sottoscritto dall’escusso. In prima
sede è stato osservato che dal doc. 3 prodotto dal convenuto emerge che quest’ultimo
è console onorario della Repubblica centrale africana che notoriamente è una
della maggiori produttrici di diamanti, per cui l’andamento del mercato
diamantifero non gli è sconosciuto. Di conseguenza l’escusso non si sarebbe improvvidamente
vincolato a una somma di denaro ben precisa. Il Pretore ha quindi rinviato l’escusso
alla procedura di merito per far accertare che la volontà delle parti, e la sua
in particolare, non era quella di pagare la somma determinata menzionata nel
doc. A, ma bensì il provento realmente conseguito con la vendita, non stabilito
a priori. In prima sede è poi stato ritenuto che il doc. 1, prodotto dal convenuto,
nulla aggiunge alla fattispecie, atteso che la scritta apposta in calce al
medesimo, ossia “heute, 3.11.07, in Lugano USD 23'000.00 (dreinundzwanzigtausend) und Euro 1'400.00 (tausendvierhundert) in cash erhalten” (firma
illeggibile) non fornisce alcuna indicazione in merito alla persona che avrebbe
ricevuto i citati importi e nemmeno in merito a chi li avrebbe versati e a
quale titolo. Infine è stata respinta la censura relativa al tasso di cambio, ritenuto
che per costante giurisprudenza va adottato il tasso di cambio in vigore al
momento in cui viene promossa l’esecuzione. 

                                                 

                             E. Con
il reclamo il convenuto sostiene che il Pretore erra quando ritiene che la tesi
dell’istante sarebbe più plausibile della sua; infatti la procedente
nell’istanza ha asserito che il doc. A rappresenta un riconoscimento di debito,
per poi, nell’ambito dell’udienza di discussione, limitarsi a contestare in
modo generico e non sostanziato le sue argomentazioni e rinviarlo alla
procedura ordinaria. Secondo il reclamante, per giurisprudenza, le
contestazioni non possono essere generiche, per cui ne consegue che le sue asserzioni
in relazione all’incarico di tagliare e di vendere i diamanti, di consegnare
all’istante il provento della vendita, il quale era soggetto a variazioni, al
fatto che la vendita era stata effettuata per USD 23'000.-- e che il ricavato
era stato accettato dall’istante e dal suo rappresentante __________ S__________,
il quale aveva consegnato alla procedente l’importo di USD 23'000.-- 
unitamente a Euro 1'400.--, complessivamente fr. 28'489.78, non sono state
contestate dalla procedente. L’insorgente rileva poi che il Pretore ha
accertato in modo manifestamente errato i fatti e ha applicato in modo non
corretto il diritto, nel senso che d’ufficio ed in modo comunque errato ha
considerato situazioni non provate. L’indicazione “Erlös Verkauf von
Diamanten” apposta accanto alla somma di Euro 109'500.-- indica infatti la
variabilità dell’importo, visto che il prezzo esatto sarebbe dipeso sia dal
risultato della lavorazione, sia dalle condizioni di mercato esistenti al
momento della vendita. Ne consegue che il doc. A non si riferisce ad una somma
di denaro determinata o facilmente determinabile. Secondo l’insorgente il testo
del documento è comunque perlomeno equivoco, discutibile e soggetto a
interpretazione. D’altro canto proprio per la sua conoscenza del mercato dei
diamanti, non si sarebbe assolutamente impegnato a restituire a priori una
somma di denaro ben precisa, dipendendo il prezzo infatti dalla lavorazione e
dalle condizioni di un mercato fluttuante. La specificazione “Erlös Verkauf
von Diamanten” costituisce una relativizzazione della somma di denaro
espressa e sta ad indicare come egli volesse impegnarsi unicamente a restituire
l’importo ricavato della vendita. L’avvenuto versamento del provento all’istante
emerge dal doc. 1, in cui __________ S__________ ha sottoscritto di avere
ricevuto USD 23'000.00 e Euro 1'400.-- e dal doc. 2 in cui l’avvocato di __________ S__________ conferma, allegando una ricevuta recante il medesimo
importo, l’avvenuto versamento. D’altro canto, rileva il reclamante, l’istante
non ne ha assolutamente contestato la ricezione. L’insorgente chiede infine
l’applicazione del cambio attuale Euro/Franchi, l’eccezionalità della
situazione valutaria internazionale giustificando un cambiamento di
giurisprudenza.                   

                                  

                                 F. Delle osservazioni di
controparte si dirà, se del caso, in seguito.

 

 

Considerato

 

In diritto

 

 

                                  1.   Secondo
l’art. 319 lett. a CPC sono impugnabili mediante

                                     reclamo,
tra l’altro, le decisioni inappellabili di prima istanza.

Tale è il caso per le
decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto
dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC).

 

                               2.   In
base all’art. 320 CPC con il reclamo possono essere 

                                                            censurati:

a.  l’applicazione errata del
diritto,

b.  l’accertamento
manifestamente errato dei fatti.

                                  

                                   3.   In
virtù dell’art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un riconoscimento di
debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata, il creditore può
chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.

 

4.   La
nozione di riconoscimento di debito constatato mediante scrittura privata ex
art. 82 cpv. 1 LEF, che non è definita dalla legge, implica necessariamente il
riconoscimento da parte dell'escusso o del suo rappresentante di
un'obbligazione in relazione ad una somma di denaro determinata o facilmente
determinabile. Il riconoscimento di debito può essere dedotto anche da un
insieme di documenti a condizione che da essi risultino gli elementi necessari
(DTF 132 III 480 consid. 4.1 pag. 481). Condizione essenziale è che la somma di
denaro riconosciuta sia facilmente determinabile secondo criteri oggettivi
stabiliti in precedenza e sottratti a possibilità di modifica unilaterale
dipendente dalla volontà delle parti (cfr. Cometta,
Il rigetto provvisorio dell'opposizione nella prassi giudiziaria ticinese, in Rep 1989, p. 338 con riferimenti). 

 

5.   Il
giudice del rigetto accerta d’ufficio ed in ogni stadio di causa (quindi anche
in sede di reclamo), e ciò a prescindere dalla presenza delle parti all’udienza
di primo grado e, se presenti, dalle ragioni da loro sostenute (CEF 30 giugno 1972 in re F., Rep 1972 p. 344 cons. 6; CEF 8 aprile 1974 in re D.V., Rep 1975 p. 101), se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di
debito e se vi è identità tra il creditore, il debitore ed il credito indicati
nel precetto esecutivo e nell’istanza, con il creditore, il debitore ed il
credito di cui ai documenti prodotti (cfr. Cometta, op. cit., p. 331;
Staehelin, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, 2. ed., Basilea 2010, n. 50 ad
art. 84; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. I, Losanna 1999, n. 73 ad art.
82 e n. 68 ad art. 84; Stücheli, Die Rechtsöffnung, tesi Zurigo 2000, p. 112 ad
c).

 

6.   La
dichiarazione di riconoscimento di debito è una dichiarazione di volontà con la
quale il debitore si obbliga a pagare una certa somma di denaro; essa deve
essere chiara, esplicita, non equivoca, non discutibile o soggetta a
interpretazione (cfr. Panchaud/Caprez, Die Rechtsöffnung, Zurigo 1980, § 1 n. 7
p. 3; anche DTF 132 III 480 consid. 4 p. 461).

 

                                  Il limitato potere di cognizione del giudice del rigetto provvisorio
non consente l’indagine volta a stabilire quale sia il reale significato di una
dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida, ritenuto che tale
accertamento è compito del giudice ordinario (Cometta, op. cit., in Rep 1989 p.
330).

                                  

                                  L’ammontare
della pretesa deve risultare determinato nel riconoscimento di debito oppure in
un altro documento al quale il riconoscimento di debito rinvia. Nel caso in cui
l’importo non risultasse dal riconoscimento di debito, ma dagli altri documenti,
la sua determinazione deve poter essere effettuata in modo semplice (Staehelin,
op. cit., n. 25 ad art. 82 LEF).  

 

                                  Orbene,
dall’esame del doc. A emerge che l’istante ha consegnato al convenuto dei
diamanti da tagliare (73 carati) e da vendere, versandogli contemporaneamente
un importo di Euro 12'000.-- per costi e spese e che RE 1 si è obbligato a pagare
a CO 1 la somma di Euro 109'500.--, entro e non oltre il 31 ottobre 2007. Con l’assunzione di questo obbligo il convenuto si è impegnato a versare all’istante
un importo determinato. In questo contesto l’aggiunta “Erlös Verkauf von
Diamanten” non può rappresentare la relativizzazione dell’obbligo assunto
di versare alla procedente Euro 109'500.-- quale ricavato dalla vendita dei
diamanti e non può essere interpretata quale indicazione della variabilità
dell’importo, atteso che si tratta di una somma ben precisa e non di una stima
numerica del prezzo. La citata aggiunta non può essere che l’indicazione del
motivo dell’assunzione dell’obbligo di pagamento. Va poi ritenuto che di fronte
al versamento da parte dell’istante al convenuto di un importo pure determinato
e piuttosto elevato di Euro 12'000.-- per costi e spese, al breve periodo
stabilito per la vendita dei diamanti (2 mesi e mezzo), alle conoscenze del
mercato da parte dell’insorgente, console della Repubblica Centro Africana,
importante produttrice di diamanti, e al fatto che l’importo è stato fissato
senza alcuna riserva di modifica, non appare convincente la tesi del convenuto
che sostiene si trattava di un prezzo variabile sottoposto alle oscillazioni
del mercato. Le precedenti considerazioni portano a concludere che la
dichiarazione di volontà contenuta nel doc. A è chiara, esplicita, non
equivoca, non discutibile o soggetta a interpretazione, per cui il citato
documento, in via di principio, costituisce un valido riconoscimento di debito
ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF per l’importo ivi indicato di Euro 109'500.-.

 

                                 7. Per
quel che concerne la censura relativa al cambio Euro/Franchi fatta valere dal
reclamante va osservato quanto segue. Per l’art. 67 cpv. 1 cifra 3 LEF la
domanda d’esecuzione deve essere presentata per iscritto o verbalmente
all’ufficio d’esecuzione. Essa deve enunciare l’ammontare del credito, in
valuta legale svizzera. Il cambio deve essere fatto al corso dell’offerta della
valuta legale svizzera del giorno della domanda di esecuzione. Il cambio in
valuta legale svizzera di un credito stipulato in valuta estera è una regola di
ordine pubblico ed è un’esigenza della pratica. Imponendo questa conversione,
il legislatore non ha inteso modificare il rapporto di diritto che lega le
parti e novare in un debito in franchi svizzeri quanto gli interessati hanno
liberamente fissato in valuta estera (cfr. DTF 135 III 88 consid. 4.1, con
rinvio a DTF 134 III 151 consid. 2.3 e rif. ivi). L’art. 84 CO regola
l’adempimento dell’obbligazione da parte del debitore e non l’esecuzione
forzata in Svizzera. Dovuta è sempre la valuta estera stipulata
contrattualmente, per cui  il debitore in principio può promuovere un’azione
per ripetizione dell’indebito giusta l’art. 86 LEF, nel caso egli in seguito a
oscillazioni valutarie ha pagato di più, rispettivamente il creditore può far
valere una pretesa supplementare con una nuova esecuzione, nel caso in cui la
valuta straniera fino alla conclusione della procedura esecutiva sia salita
(cfr. DTF 134 III 151 consid. 2.3). È pure necessaria una decisione del
giudice, per esempio nel caso in cui l’escusso abbia pagato una somma fissata
in valuta straniera direttamente al creditore; in applicazione dell’art. 85 LEF
egli deve, in tale caso, chiedere l’annullamento dell’esecuzione (cfr. DTF 112
III 86 consid. 2). La censura va quindi respinta.

 

                                 8. Per
l’art. 82 cpv. 2 LEF il giudice pronuncia il rigetto provvisorio
dell’opposizione a meno che il debitore sollevi e giustifichi immediatamente
delle eccezioni tali da infirmare il riconoscimento di debito; all’escusso
incombe l’onere di dimostrare la verosimiglianza delle eccezioni che deduce in
giudizio (DTF 132 III 142 cons. 4.1.1 con rinvii). Secondo la giurisprudenza le
eccezioni non solo devono essere esposte in modo convincente ma devono anche
essere sostanziate in modo perlomeno verosimile nel senso che a conforto delle
allegazioni devono esserci riscontri oggettivi (cfr. DTF 104 Ia 413 cons. 4; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung
und Konkurs, vol. I, 4a ed., Zurigo 1997, n. 28 ad art.
82; Gilliéron, op. cit., n. 82 ad art. 82; Stücheli, op. cit. p. 350 con rif.;
Staehelin, op. cit., n. 87 s. ad art. 82 LEF).

                                

                                  Il reclamante sostiene di avere versato, quale ricavato dalla vendita
dei diamanti, USD 23'000.--, ossia fr. 26'151.--, unitamente a Euro 1'400.--
all’istante, rilevando che quest’ultima non ha contestato l’asserito versamento,
essendosi limitata a respingere in generale le sue argomentazioni. Orbene,
contrariamente a quanto sostenuto dal convenuto, l’asserito pagamento del suo
debito nei confronti dell’istante non può essere dedotto dalla contestazione solo
generale delle sue allegazioni da parte dell’istante. È infatti compito dell’escusso
rendere verosimile l’avvenuto pagamento del suo debito sulla base di riscontri
oggettivi ai sensi dell’art. 82 cpv. 2 LEF. Nel caso di specie il
reclamante ha prodotto una copia del doc. A, in cui in calce è apposta
l’indicazione “Heute, 03.11.07, in Lugano USD 23'000 (dreiundzwanzigtausend) und Euro 1'400.-- (tausendvierhundert) in cash erhalten (firma illeggibile)”
(doc. 1). Come ritenuto in prima sede, va dapprima rilevato che non è dato
sapere chi ha firmato la predetta ricevuta relativa a USD 23'000.-- e Euro
1'400.--. Secondo le allegazioni dell’insorgente, Philipp Spahr avrebbe
assistito l’istante nell’ambito della vendita dei diamanti e avrebbe
sottoscritto la citata ricevuta. Che quest’ultimo sia stato autorizzato dalla
procedente a rappresentarla e a ricevere i citati importi non risulta dagli
atti e non è stato ammesso dall’istante. Lo scritto del 23 agosto 2011 dell’avv. __________ all’avv. __________ (doc. 2), in cui l’avv. __________ ha dichiarato
che il suo cliente __________ S__________ l’ha invitato a confermare per conto del
cliente dell’avv. __________, RE 1, che quest’ultimo, nell’ambito della
compravendita di diamanti, ha consegnato all’istante USD 23'000.--, non può
chiaramente sostituire la mancante dichiarazione di quest’ultima di avere
ricevuto il predetto importo, trattandosi della dichiarazione del
rappresentante legale di __________ S__________ e non del rappresentante legale
dell’istante. Questo scritto doc. 2 risulta poi essere in contraddizione con la
lettera di RE 1 del 29 gennaio 2011 all’avv. __________ (doc. 3), in cui il
convenuto afferma che egli stesso ha consegnato gli importi di USD 23'000.-- e
Euro 14'000.-- il 3 novembre 2007 a __________ S__________. RE 1 ha pertanto
consegnato gli importi in oggetto direttamente all’istante oppure a __________
S__________ ? Il rinvio dell’avv. __________ al documento allegato al suo
scritto, relativo al cambio di USD 23'000.-- in fr. 26'151.-- effettuato presso
la City Change di __________, nonostante indichi quale cliente “CO 1 /Diamanten
Geschäft”, l’indirizzo di quest’ultima e il numero di una carta d’identità,
non rappresenta una ricevuta confermante il ricevimento da parte dell’istante
della predetta somma, ma solo un documento relativo all’avvenuto cambio da USD
in Franchi Svizzeri. Che da questo documento sia deducibile che la procedente
medesima ha cambiato l’importo di USD 23'000.-- in fr. 26'151.--, non è stato
sostenuto dal convenuto. Anzi, quest’ultimo ha asserito nel suo reclamo di
avere affermato all’udienza di discussione che “successivamente il sig.
Spahr ha versato CHF 26'151.-- all’istante)” (cfr. reclamo pag. 5 paragrafo
5), da cui discende che il cambio di USD 23'000.-- in Franchi Svizzeri verosimilmente
non è stato effettuato dall’istante presso la City Change di __________, per
cui il predetto documento non può essere considerato un sufficiente indizio
atto a rendere verosimile che l’istante è entrata in possesso dell’importo ivi
indicato. Le precedenti considerazioni portano a concludere che il reclamante
non ha fornito i necessari riscontri oggettivi atti a rendere verosimile
l’avvenuto suo versamento all’istante dell’importo di fr. 28'489.78. Ne
consegue che il Pretore, accogliendo l’istanza, non è incorso nell’accertamento
manifestamente non corretto dei fatti e non ha applicato in modo errato il
diritto.

 

                              9.    Il reclamo va quindi
respinto.

                                  Tassa di giustizia, spese
processuali e indennità seguono la soccombenza (art. 48, 61 cpv. 1 OTLEF; 106
cpv. 1 CPC).

 

 

Per i quali motivi,

 

richiamati l’art. 82 LEF

 

 

pronuncia:

 

1.    
Il reclamo è respinto.

 

2.     La
tassa di giustizia e le spese processuali di fr. 800.--, già anticipate dal
reclamante, restano a carico di RE 1, il quale rifonderà a CO 1 fr. 1'000.- per
ripetibili.

 

3.     Notificazione:

- __________

- __________

Comunicazione alla
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                La
segretaria

 

 

 

 

 

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr. 140'554.--,
contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile
al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione
(art. 72 e segg. LTF).