# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 22cc9bf9-1d93-5aa2-9fe6-dc011b02044d
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-07-04
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 04.07.2023 BH.2023.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BH-2023-9_2023-07-04.pdf

## Full Text

Decisione del 4 luglio 2023 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 

Roy Garré, Presidente, 

Daniel Kipfer Fasciati e Nathalie Zufferey,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti   

A., in detenzione preventiva 

 

rappresentato dall'avv. Nikolas Atasayar,  

Reclamante 

 

   

  contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE,  

Controparte 

 

UFFICIO DEL GIUDICE DEI PROVVEDIMENTI 

COERCITIVI,  

Autorità che ha reso la decisione impugnata 

 

   

Oggetto  Proroga della carcerazione preventiva (art. 227 in rela-

zione con l'art. 222 CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BH.2023.9 
Procedura secondaria: BP.2023.55 

 

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 Fatti: 

A. Con decisione del 24 maggio 2023, la Corte dei reclami penali del Tribunale 

penale federale ha statuito su un’istanza di fissazione del foro presentata dal 

Ministero pubblico del Cantone Ticino (in seguito: MP-TI) riguardante il perse-

guimento di A., in detenzione preventiva dal 9 aprile 2023, per i reati di riciclag-

gio di denaro (art. 305bis CP) e finanziamento del terrorismo (art. 260quinquies CP), 

attribuendo la competenza al Ministero pubblico della Confederazione (in se-

guito: MPC; v. decisione BG.2023.18). 

 

 

B. Preso atto della decisione di cui sopra, la Corte dei reclami penali del Tribunale 

d’appello del Cantone Ticino (in seguito: CRP-TI), con scritto del 31 maggio 

2023, ha informato questa Corte dell’esistenza di un reclamo del 22 maggio 

2023 presentato presso di lei da A. contro una decisione del Giudice dei prov-

vedimenti coercitivi (in seguito: GPC) del 17 maggio 2023 che ha prorogato la 

sua carcerazione preventiva fino al 17 giugno 2023, trasmettendo per compe-

tenza alla presente autorità gli atti del suo incarto (60.2023.117), quelli del GPC 

(INC.2023.11101 e INC.2023.11102) nonché quelli del MP-TI (INC.2023.2839) 

(v. act. 3).  

 

 

C. Con scritto del 1° giugno 2023, questa Corte, al fine di garantire il diritto di es-

sere sentito alle parti nella procedura federale, ha invitato, da una parte, il MPC 

e il GPC a pronunciarsi entro il 6 giugno 2023 sul reclamo del 22 maggio 2023 

e, dall’altra, il reclamante a replicare entro il 9 giugno 2023, invitando quest’ul-

timo a compilare inoltre il formulario concernente l’assistenza giudiziaria gratuita 

(v. act. 4). 

 

 

D. Con scritto del 6 giugno 2023, il MPC ha postulato la reiezione integrale del 

gravame (v. act. 5), mentre il GPC è rimasto silente.  

 

 

E. Con ordine del 7 giugno 2023, il MPC ha scarcerato A. (v. act. 6.1), informan-

done questa Corte lo stesso giorno (v. act. 6). 

 

 

F. Con scritto del 9 giugno 2023, il patrocinatore del reclamante ha informato que-

sta Corte della scarcerazione del suo assistito, precisando che “per quanto at-

tiene al formulario relativo alla domanda di assistenza giudiziaria, purtroppo, in 

ragione dell’avvenuta scarcerazione, non vi è stato il tempo materiale per la sua 

compilazione. Rinvio in ogni caso al formulario compilato e sottoscritto dal si-

gnor A. in occasione del suo fermo, allegato al verbale di polizia del  

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9 aprile 2023. Da tale documento si evince pacificamente la situazione di indi-

genza del signor A., pensionato ucraino con un’entrata mensile di soli EURO 

200.–“ (act. 8).  

 

 Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi di diritto. 

 

 

 

 Diritto: 

1.  

1.1 Alla luce della decisione del 24 maggio 2023 di cui sopra (v. Fatti lett. A), questa 

Corte, in ossequio al principio di celerità e di economia di procedura, ha imme-

diatamente ripreso la procedura pendente presso la CRP-TI (v. Fatti lett. B). 

 

1.2 Il carcerato può impugnare dinanzi alla giurisdizione di reclamo le decisioni che 

ordinano, prorogano o mettono fine alla carcerazione preventiva o di sicurezza 

(art. 222 e 393 cpv. 1 lett. c CPP). La Corte dei reclami penali del Tribunale 

penale federale è competente per statuire sui ricorsi contro le decisioni dei tri-

bunali dei provvedimenti coercitivi cantonali nei casi che sottostanno alla giuri-

sdizione federale (v. art. 37 cpv. 1 e 65 cpv. 1 e 3 della legge federale del 

19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione 

[LOAP; RS 173.71]). Il reclamo è ammissibile a condizione che il detenuto abbia 

un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della deci-

sione impugnata (art. 382 cpv. 1 CPP). Il reclamo contro decisioni comunicate 

per iscritto od oralmente va presentato e motivato entro dieci giorni (art. 396 

CPP). 

 

1.3 Nella fattispecie, interposto il 22 maggio 2023, il reclamo è tempestivo. La legit-

timazione del reclamante – destinatario della decisione che proroga la sua car-

cerazione preventiva – è pacifica. 

 

1.4 In qualità di autorità di reclamo, la Corte dei reclami penali esamina con piena 

cognizione in fatto ed in diritto i reclami che gli sono sottoposti (v. TPF 2021 97 

consid. 1.1). Essa non è vincolata dalle motivazioni delle parti (art. 391 cpv. 1 

lett. a CPP). 

 

 

2. Con ordine del 7 giugno 2023, il MPC ha scarcerato il reclamante (v. act. 6.1). 

Preso atto di quanto precede, questa Corte constata che, essendo venuto meno 

l’interesse attuale del reclamante, la presente procedura è divenuta priva d’og-

getto (v. sentenze del Tribunale federale 2C_1049/2011 del 18 luglio 2012 con-

sid. 1.2; 2C_77/2007 del 2 aprile 2009 consid. 3). 

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3. In base alla giurisprudenza di questa Corte in ambito di procedura penale ordi-

naria, quando una causa diventa priva d'oggetto, i costi e le ripetibili vengono 

addossati alla parte che è all'origine di tale fatto (v. TPF 2011 31). In concreto, 

la procedura è divenuta priva d’oggetto a causa dell’ordine di scarcerazione del 

7 giugno 2023 emesso dal MPC. Tale esito è dunque legato all'agire del MPC, 

per cui le spese procedurali concernenti il presente reclamo devono essere as-

sunte dalla Confederazione (v. art. 423 CPP; Messaggio concernente l'unifica-

zione del diritto processuale penale del 21 dicembre 2005, FF 2006 pag. 1230; 

SCHMID/JOSITSCH, Handbuch des schweizerischen Strafprozessrechts, 3a ediz. 

2017, n. 1777; GRIESSER, Commentario zurighese, 3a ediz. 2020, n. 4 ad art. 

428 CPP; DOMEISEN, Commentario basilese, 2a ediz. 2014, n. 8 ad art. 428 

CPP; GUIDON, Die Beschwerde gemäss schweizerischer Strafprozessordnung, 

2011, n. 566). Il MPC verserà al reclamante un'indennità per le spese sostenute 

ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali (v. art. 436 cpv. 1 CPP 

in relazione con art. 429 cpv. 1 lett. a CPP), la quale, in applicazione degli art. 

10 e 12 cpv. 2 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emolumenti, 

le ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; RS 

173.713.162), è fissata a fr. 2'000.– (IVA esclusa, dato che il reclamante ha il 

proprio domicilio all'estero, v. art. 1 cpv. 2 lett. a e 8 cpv. 1 della legge federale 

concernente l'imposta sul valore aggiunto; RS 641.20). 

 

 

4. Visto l’esito della procedura, la domanda di assistenza giudiziaria gratuita è di-

venuta priva d’oggetto (v. BP.2023.55). 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. La causa è stralciata dal ruolo. 

2. Non vengono prelevate spese. 

3. La domanda di assistenza giudiziaria gratuita è divenuta priva d’oggetto. 

4. Il Ministero pubblico della Confederazione verserà al reclamante un importo di 

fr. 2'000.– a titolo di ripetibili. 

 
 
Bellinzona, 4 luglio 2023  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Nikolas Atasayar 

- Ufficio del Giudice dei provvedimenti coercitivi 

- Ministero pubblico della Confederazione 

- Ministero pubblico della Confederazione, Servizio esecuzione delle sen-

tenze 

 

 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (art. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 giugno 
2005 sul Tribunale federale; LTF). Gli atti scritti devono essere consegnati al Tribunale federale oppure, 
all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 
tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). In caso di trasmissione per via elettronica, per il rispetto 
di un termine è determinante il momento in cui è rilasciata la ricevuta attestante che la parte ha eseguito 
tutte le operazioni necessarie per la trasmissione (art. 48 cpv. 2 LTF). 

La procedura è retta dagli art. 90 e segg. LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).