# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7f20e00f-f84d-5f67-9623-83751f277462
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.08.2001 35.1999.136
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-136_2001-08-27.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.1999.00136

  32.2000.00034

   

  mm

  	
  Lugano

  27 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sui ricorsi del 22 dicembre 1999
e del 5 aprile 2000 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 23 settembre 1999
  emanata da

  
	
   

  	
  __________,

   

  e la decisione 2 marzo 2000 emanata da 

  __________,

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni e d'assicurazione federale per l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 9
luglio 1993, __________ - all'epoca alle dipendenze del signor __________ in
qualità di governante e, perciò, assicurata d'obbligo contro gli infortuni
presso la __________ - è rimasta vittima di un infortunio professionale
interessante il gomito destro.

 

                               1.2.   Con decisione
formale 12 gennaio 1996, l'UAI - in applicazione del cosiddetto metodo misto -
ha stabilito al 43% il grado d'invalidità presentato da __________ e le ha
quindi concesso un quarto di rendita a far tempo dal 1° gennaio 1996.

                                         Con
un'ulteriore decisione, datata 13 febbraio 1996, la summenzionata autorità
amministrativa ha riconosciuto un quarto di rendita anche per il precedente periodo 1° luglio 1994-31 dicembre 1995.

                                         Con
pronunzia 10 dicembre 1997 - successivamente confermata dal TFA con sentenza
del 10 novembre 1998 (cfr. doc._) - questa Corte ha respinto il ricorso
presentato dall'assicurata, pur avendo aumentato il grado d'invalidità dal 43
al 45% (cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   Alla
chiusura del caso - sentito il parere del proprio medico di fiducia - la
__________, con decisione formale 25 aprile 1996, ha posto __________ al
beneficio di una rendita d'invalidità complementare del 25% a decorrere dal 1°
gennaio 1996. Per contro, all'assicurata è stato negato il diritto ad
un'indennità per menomazione dell'integrità (cfr. doc. _). 

 

                                         Il
suddetto atto amministrativo è cresciuto in giudicato incontestato.

 

                               1.4.   Verso la
fine del 1998, all'assicuratore LAINF è stata annunciata una ricaduta
dell'infortunio del luglio 1993 (cfr. doc._). Il medico curante dell'assicurata,
il dott. __________, ha, in effetti, fatto stato di una recrudescenza dei
disturbi all'arto superiore destro, con un'incapacità lavorativa totale a far
tempo dal 2 novembre 1998 (cfr. doc. _). 

 

                                         Un
analogo annuncio è stato fatto all'UAI (cfr. doc. _).

 

                               1.5.   Con
decisione formale 11 maggio 1999, l'assicuratore infortuni, da un lato, ha
negato il diritto a delle ulteriori prestazioni sanitarie giacché non si
sarebbe in presenza di una ricaduta dell'evento traumatico assicurato e,
dall'altro, ha ritenuto insoddisfatte le condizioni per procedere ad una
revisione della rendita d'invalidità ex art. 22 LAINF (cfr. doc. _). 

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta personalmente dall'assicurata (cfr. doc. _), l'__________, in data 23 settembre 1999, ha
sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _).

 

                               1.6.   Con
tempestivo ricorso 22 dicembre 1999, __________ ha chiesto che l'assicuratore
convenuto venga condannato a riconoscere le prestazioni sanitarie e le
indennità giornaliere relativamente alla ricaduta del novembre 1998, facendo
valere quanto segue:

 

" 
(…).

Sono stata in forza in qualità di collaboratrice
domestica dal 1978 presso la Famiglia __________ a __________, occupandomi dei
normali lavori di casalinga.

 

A norma di Legge era assicurata per gli infortuni
professionali e non professionali presso __________ (che ha recentemente
ripreso il contratto di assicurazione della __________).

Come descritto nella decisione su opposizione
sono stata vittima di un infortunio in data 16 agosto 1993 e il caso è stato
regolarmente riconosciuto dall'ente assicuratore LAINF, il quale ha versato
prestazioni di indennità giornaliera.

Il 4 novembre 1998 annunciavo tramite il mio
datore di lavoro una ricaduta suffragata da certificati medici del medico dr.
__________, spec. FMH in chirurgia doc. _.

In questo certificato il medico oltre ad
attestare l'inabilità riconduce chiaramente questo episodio all'infortunio 9
luglio 1993.

Questo concetto è pure ribadito nel certificato
22 gennaio 1999 doc. _ e nel successivo rapporto 21 maggio 1999 doc. _.

Con decisione 11 maggio 1999 la __________ ha
negato prestazioni di indennità giornaliera e di cura medica ritenendo che le
affezioni morbose erano predominanti sulle conseguenze dell'infortunio, non
ammettendo il nesso causale tra i dolori di cui soffro e l'infortunio del 1993.
Contro questa decisione ho inoltrato tempestivo ricorso.

È importante far notare che a seguito della
malattia del titolare la mia attività presso la famiglia __________ è diminuita
e questo perché, a seguito della ricaduta non potevo svolgere ulteriori
mansioni (esemplificando lavare il paziente, alzarlo dal letto, ecc.) lavori
che necessitano di uno sforzo non indifferente che non potevo e non posso
svolgere.

Contesto pertanto i considerandi _ dell'impugnata
decisione ma ribadisco che a causa della ricaduta dell'infortunio non ho potuto
svolgere le ore richieste dal datore di lavoro.

Per quanto concerne gli altri considerandi, in
forza dei certificati e dei rapporti medici agli atti, sono contestati.

Abbondanzialmente faccio notare che alfine
d'evitare disguidi con i medici curanti e con le farmacie ho provveduto al
pagamento delle fatture riguardanti il caso, senza per questo riconoscere la
tesi dell'assicuratore LAINF che si tratti di malattia.

Faccio pure notare che una precedente decisione
dell'ente assicuratore LAINF relativa ad un calcolo di sovrassicurazione è
sempre inevasa" (I - inc.
35.1999._).

 

                               1.7.   La
__________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr.
III- inc. 35.1999._).

 

                               1.8.   In replica,
__________ ha segnatamente chiesto che il TCA abbia ad ordinare una perizia
medica giudiziaria (cfr. V - inc. 35.1999._).

 

                               1.9.   Con
decisione formale 2 marzo 2000, l'UAI ha respinto l'istanza di revisione,
confermando il grado d'invalidità al 45% (cfr. doc. - inc. 32.2000._).

 

                             1.10.   Avverso la
decisione formale 2 marzo 2000 dell'UAI, l'assicurata si è aggravata, con atto
di ricorso 5 aprile 2000, innanzi a questo TCA, chiedendo la concessione di una
rendita d'invalidità intera, sulla scorta degli argomenti seguenti:

 

" 
(…).

Nella citata decisione non viene riconosciuto il
peggioramento da me segnalato e viene confermata la percentuale di inabilità al
lavoro. Presso codesto lodevole Tribunale è ancora pendente un ricorso in
materia di LAINF incarto n° 35.1999.00_ che si richiama agli atti.

In questo incarto sono presenti le prove fornite
dal medico curante Dr. __________ del peggioramento subito.

In modo particolare l'AI non ha fatto il
raffronto dei redditi se si pensa che sono stata licenziata in quanto non ero
più in grado di svolgere tutte le mansioni che la mia professione di aiuto
domestica comportava.

Ritengo opportuno che questo ricorso venga
esaminato tenendo conto della decisione LAINF non ancora evasa" (I - inc. 32.2000.00_).

 

                             1.11.   Con risposta
di causa 4 maggio 2000 (III - inc. 32.2000.00_), l'UAI ha postulato che il
ricorso 5 aprile 2000 venga integralmente respinto, riprendendo,
essenzialmente, le tesi già sviluppate nell'impugnata decisione formale.

 

                             1.12.   Con ordinanza
10 maggio 2000, questa Corte ha ordinato la congiunzione, in virtù degli artt.
24 LPTCA e 72 lett. b CPC, della causa dipendente dal ricorso 22 dicembre 1999
presentato contro la __________ con quella promossa con il ricorso 5 aprile
2000 (cfr. V - inc. 32.2000.00_).

 

                             1.13.   Con ordinanza
16 agosto 2000, il TCA ha ordinato una perizia medica giudiziaria a cura della
dottoressa __________ , spec. FMH in chirurgia ortopedica (cfr. IX - inc.
35.1999.00_). 

 

                             1.14.   In data 26
aprile 2001, la dottoressa __________ ha consegnato al TCA il proprio referto
peritale (cfr. XV - inc. 35.1999.00_), il quale è stato immediatamente intimato
alle parti per osservazioni (cfr. XVI - inc. 35.1999.00_). 

 

                             1.15.   La __________
Assicurazioni ha preso posizione il 9 maggio 2001 (cfr. XVII - inc.
35.1999.00_), mentre l'UAI, da parte sua, lo ha fatto il 14 maggio 2001 (cfr.
XVIII - inc. 35.1999.00_). 

                                         __________
ha presentato le proprie osservazioni il 31 luglio 2001.

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Onde
favorire una migliore comprensione, il TCA tratterà
in due momenti distinti la causa in materia d'assicurazione contro gli
infortuni e quella concernente l'assicurazione per l'invalidità.

 

                               2.2.   Assicurazione
contro gli infortuni

 

                            2.2.1.   Con il
proprio gravame, __________ - al beneficio di una rendita d'invalidità LAINF
del 25% a contare dal 1° gennaio 1996 - ha chiesto che le vengano riconosciute
le prestazioni sanitarie nonché le indennità giornaliere a dipendenza dei
disturbi annunciati all'assicuratore LAINF convenuto a titolo di ricaduta
dell'evento infortunistico del 9 luglio 1993 (cfr. I - inc. 35.1999.00_).
Implicitamente, dunque, essa pretende l'applicazione dell'art. 21 cpv. 1 lett.
b LAINF. 

                                         Da parte
sua, la __________ - fatto proprio il parere manifestato dal medico fiduciario
- ha negato che, in casu, siano soddisfatte le condizioni poste
dall'art. 21 LAINF e, pertanto, si è rifiutata di corrispondere all'assicurata
qualsivoglia ulteriore prestazione (cfr. doc. _ - inc. _: decisione su
opposizione 23 settembre 1999). 

 

                            2.2.2.   Giusta l'art.
10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da
attendersi un sensi­bile migliora­mento della salute dell'assicurato: nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del
trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello
stato di salute (cfr. Ghélew/Ramelet/Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), pag. 41ss.; Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna
1985, p. 274).

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

 

                                         A norma
dell’art. 21 cpv. 1 LAINF, il beneficiario di una rendita d’invalidità ha
diritto, segnatamente, alle prestazioni sanitarie di cui all’art. 10 LAINF,
soltanto se:

 

"  a. è
affetto da malattia professionale;

  b. soffre di
ricaduta o di postumi tardivi e la capacità di guadagno     può essere
migliorata sensibilmente con cure mediche o queste             ne possono
impedire una notevole diminuzione;

  c. abbisogna
durevolmente di trattamento e cure per mantenere la   capacità residua di
guadagno;

d. é incapace di guadagno e il suo stato di
salute può essere            migliorato sensibilmente con cure mediche o queste
ne possono          impedire un notevole peggioramento". 

 

                                         Il cpv. 3
della suddetta disposizione legale recita, da parte sua, che, in caso di
ricadute o di postumi tardivi o se l'assicuratore ordina il ripristino della
cura medica, il beneficiario della rendita ha diritto anche alle prestazioni
sanitarie e al rimborso delle spese. Il beneficiario della rendita, se subisce
durante questo periodo una perdita di guadagno, ha diritto all'indennità
giornaliera calcolata in base all'ultimo guadagno realizzato prima della nuova
cura medica. 

                                         A questo
proposito, va osservato che, secondo la dottrina dominante, lo specifico riferimento
alle ricadute ed ai postumi tardivi di cui al cpv. 3 dell'art. 21 LAINF, non
significa che il beneficiario della rendita ha diritto alla cura medica, ecc. a
prescindere dalla restrizione prevista dall'art. 21 cpv. 1 lett. b LAINF.
In questo senso, egli può pretendere ulteriori provvedimenti sanitari soltanto
se questi ultimi sono suscettibili di migliorare sensibilmente la sua capacità
di guadagno oppure ancora d'impedirne una notevole diminuzione (cfr. A. Maurer,
op. cit., p. 386s.; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 113). 

 

                            2.2.3.   Nondimeno,
presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte
dell'assicurazione contro gli infortuni è, in ogni caso, l'esistenza
di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue conseguenze (danno alla
salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr. pure sentenza inedita 17
ottobre 1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                            2.2.4.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale
fattore restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli
infortuni allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un
ruolo in presenza di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio,
dal momento che l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più
singolari e gravi che solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica
(cfr. DTF 118 V 286; DTF 117 V 365 in fine).

 

                            2.2.5.   Nel caso di
specie, facendo un passo a ritroso nel tempo, va ricordato che, con decisione
formale 25 aprile 1996, la __________ ha posto __________ al beneficio di una
rendita d'invalidità del 25% a decorrere dal 1° gennaio 1996. L'assicuratore
LAINF si era fondato, per l'essenziale, sulle risultanze della visita di
controllo 15 aprile 1996 effettuata dal dottor __________, spec. FMH in
ortopedia e chirurgia ortopedica, il quale aveva riconosciuto un'eziologia
traumatica unicamente ai disturbi localizzati al gomito destro, negandola,
invece, ai disturbi interessanti la mano destra, la spalla destra ed il rachide
cervicale:

 

" 
(…).

Epicondilite laterale e inserzionite bicipitale
del gomito destro.- I disturbi risultano invariati
nei confronti del controllo di 2 anni fa. Invece non si ritrovano più i segni
irritativi del nervo cubitale a questo livello. Procedendo ad un raffronto
attendo delle radiografie del gomito appena fatte con quelle del 28.09.93 e
16.06.94, ci si accorge che la calcificazione appena riscontrata sul lato dell'epicondilo
laterale esisteva già nel 93 e nel 94: nel 94 era non po’ meno marcata e nel 93
corrispondeva ca. alla metà di ciò che è ora (all'epoca risultava difficilmente
visibile sulle radiografie piuttosto scure). L'insorgenza di una calcificazione
appena 3 mesi dopo la contusione, pure risultando dubbiosa per quanto concerne
la causalità naturale, non può venire esclusa. Per altro, non esistono
documenti radiologici per dimostrare che l'incipiente calcificazione esisteva
già al momento dell'infortunio. Per quanto concerne i disturbi al gomito
destro, non è possibile ascrivere una parte dei disturbi a delle alterazioni
degenerative preesistenti. Ormai si è giunti ad una forma di cronicizzazione e
si dubita che ulteriori cure di qualsiasi genere possano ancora migliorare la
situazione.

 

Parestesie alla mano destra. - Due anni fa avevamo osservato dei lievi segni irritativi del
nervo cubitale a livello del gomito che attualmente sono completamente
scomparsi. Invece, si trovano dei segni clinici molto chiari di sindrome del
tunnel carpale con una sintomatologia tipica, soprattutto notturna. Si tratta
di una situazione completamente estranea all'infortunio del 06.08.93 e
riscontrabile nell'80% delle donne dopo l'età di 40 anni. L'affezione morbosa
in questione, pur risultando fastidiosa, non è invalidante nella forma in cui
si trova e potrebbe senz'altro migliorare con cure adeguate, come per esempio
una stecca di notte e delle infiltrazioni locali di cortisonici.

 

POS destra. - Si
tratta nel caso particolare di una forma assai contenuta di periartrite con
mobilità ancora completa arco doloroso verso 90° e dolenzia marcata lungo il
solco intertubercolare e soprattutto il tubercolo maggiore. Secondo l'unico
controllo radiologico appena fatto risulta chiaramente che si tratta di
alterazioni degenerative che nulla hanno a che vedere con l'infortunio del
06.08.93. Anzi esistono dei segni clinici sospetti per una lesione della cuffia
dei rotatori per cui ulteriori investigazioni, tali ecografia e esame di
risonanza magnetica, sarebbero indicati. Dall'esito degli esami dipenderebbe
anche l'indicazione delle ulteriori cure.

 

Sindrome cervicale tendomiotica soprattutto a
destra. - Di tratta di disturbi assai contenuti e
caratterizzati da un atteggiamento antalgico del collo senza evidenza
radiologica significativa. Una tale situazione può anche verificarsi
spontaneamente in una percentuale elevata di donne, anche giovani, soprattutto
se un po’ nervose e ansiose. A volte dei disturbi muscolo-tensivi del genere
possono far parte di una sindrome spalla-mano secondaria ad un disturbo
iniziato alla mano o al gomito. Ma, nel caso particolare, abbiamo una periartrite
della spalla collegabile ad un'artrosi sotto-acromiale e a delle alterazioni
degenerative del tubercolo maggiore (con forse anche una lesione degenerativa
della cuffia dei rotatori), fattori morbosi che facilmente possono venire
associati a delle manifestazioni tendomiotiche cervicali omolaterali" (doc. _, p. 4s.). 

 

                                         Esprimendosi
a proposito della capacità lavorativa, il dottor __________ aveva considerato
giustificata una sua riduzione del 50%, di cui solo
la metà (25%) originata dai disturbi di natura infortunistica (cfr. doc. _, p.
6: "Considerando l'insieme dei disturbi, sia morbosi che post-traumatici
al membro superiore destro, si deve ammettere che l'ulteriore inabilità
lavorativa del 50% quale domestica-donna delle pulizie rimane giustificata. Ma,
tenuto conto dei fattori morbosi, una riduzione del 50% delle prestazioni di
lunga durata risulta giustificata"). 

 

                                         Nel corso del mese di novembre 1998, __________ ha
annunciato al suo assicuratore LAINF una ricaduta dell'evento traumatico del
luglio 1993, riferendo di una recrudescenza dei dolori al braccio destro
divenuti, a suo dire, gravemente invalidanti (cfr.
doc. _). Da parte sua, il suo medico curante, il dottor __________, spec. FMH
in chirurgia, ha diagnosticato una epicondilite radiale omero destro
post-traumatica, certificando, costantemente, una completa inabilità lavorativa
(cfr. doc. _).

 

                                         Prima di
procedere all'emanazione della decisione formale, la __________ ha
interpellato, in due occasioni, il dottor __________, il quale ha espresso le
considerazioni seguenti:

 

" 
(…).

Relation de causalité entre l'accident du
06.08.1993 et les troubles pour lesquels Mme __________ a consulté le Dr.
__________ depuis le 4.11.98

probable,
possible ou exclue?

Je trouve surprenant que le dr. __________ ne
voie que l'epicondylite lat. et pas tous les autres probl. chronifiés sous
forme de sdr. épaule-main comme démontré en 1994 et 1996. Ses indications
particulièrement pauvres du point de vue objectif, ne permettent pas d'établir
un lien causal entre l'accident du 6.8.93 et la rechute actuelle avec un degré
de probabilité suffisante (prépondérante) pour accepter celle-ci. Cette
relation, à l'état actuel du dossier, n'est que possible. 

 

Proposition thérapeutiques susceptibles
d'apporter une sensible amélioration à l'état de santé de Mme __________?

 

Il s'agit d'un cas chronique déjà tel en 1994
et 1996 à l'occasion de mes contrôles fiduciaires. Il n'y a pas de traitement
particulier à conseiller. La patiente ne semble pas non plus intéressée à
tenter sa chance avec des traitements nouveaux puisqu'en 1994 elle a accepté de
se faire soigner chez moi à Mendrisio mais elle n'est jamais venue en
prétendant qu'elle n'avait pas reçu la permission de l'UAP alors que j'avait
depuis longtemps été autorisé à le faire par le dr. Knobloch et par l'UAP.

 

Incapacité de travail de 100% depuis le 2.11.98
(notre preneur: __________) chez cette femme de ménage est-elle justifiée pour
les seules suites accidentelles?

 

Probablement justifiée mais pour des
pathologies morbides"
(doc. _). 

 

" 
Relation de causalité entre l'accident du
06.08.1993 et les troubles pour lesquels Mme __________ a consulté le Dr.
__________ depuis le 4.11.98

probable,
possible ou exclue?

 

Selon le dossier, en partic. les rapports du
Dr. __________ dont le dernier est très récent (réponse aux demandes de l'AI,
rapp. du 7.4.99) la situation est toujours la même. Comme je l'avais précisé
dans mes précédents rapports (v. celui du 18.4.96), il s'agit d'une situation
chronique, donc stabilisée. Une rente de 25% a été d'ailleurs allouée selon
décision du 25.4.96 qui tient compte de facteurs morbides sans rapport avec
l'accident de 1993. En vertu de ce qui précède il n'y a pas eu de rechute en
nov. 98 au sens propre. Le dr. Knobloch n'en port certainement pas la
démonstration objective d'une aggravation. Pour moi rien n'a changé. Du point
de vue LAA l'exigibilité au travail est toujours de l'ordre de 75% depuis 1996.
Le dr. __________ (qui ne connaît pas les facteurs morbides et n'en tient pas
compte) est du même avis. 

 

Proposition thérapeutiques susceptibles
d'apporter une sensible amélioration à l'état de santé de Mme __________?

 

Comme moi-même en 1996, il vient d'expliquer
au dr. __________ (cfr. sa lettre du
4.2.99) qu'une intervention chirurgicale est contre-indiquée. Il y a
certainement aussi des facteurs psychiques négatifs qui influencent
défavorablement le décours. Depuis 1996 les traitement sont à la charge de la
c.m. car ils ne servent plus à améliorer la CT et ne sont pas non plus
nécessaires pour la maintenir dans le cadre de la rente AI/LAA de 1/4" (doc. _). 

                                         Il medico
di fiducia della __________ ha ancora avuto modo di
manifestare la propria opinione, prendendo posizione riguardo all'opposizione
interposta da __________ in data 9 giugno 1999:

 

" 
Dopo aver rivalutato attentamente la
documentazione a disposizione mi consta che né la paziente né il suo medico
curante hanno portato elementi nuovi che potrebbero giustificare una
rivalutazione della decisione impugnata.

 

Ricordo che si tratta di un caso oramai cronico e
chiuso con la concessione di una rendita d'invalidità. In tale ambito, ci sono
ancora degli alti e bassi naturali che l'assicurata deve poter gestire da sola
nei limiti della rendita concessale. La rendita è peraltro stata determinata
tenendo conto di fattori preesistenti sfavorevoli. Un'acutizzazione occasionale
dei disturbi a seconda dell'intensità delle attività è del tutto normale. 

 

Nel caso particolare, non si tratta di una
malattia professionale ed ulteriori cure non sono giustificate per migliorare
la capacità di guadagno e neppure per mantenerla nei limiti della rendita o
impedire un notevole peggioramento.

 

Tenuto conto dei fattori morbosi non imputabili
all'infortunio, non si può accettare una ricaduta, tanto più che non c'è
un'incapacità lavorativa. In altre parole, non vengono realizzate le condizioni
dell'articolo 21 LAINF concernenti il ripristino della prestazioni sanitarie
dopo concessione di una rendita d'invalidità" (doc. _).

 

                            2.2.6.   Alla scopo di
finalmente chiarire la fattispecie da un profilo medico, lo scrivente TCA ha
ordinato una perizia giudiziaria, affidandone l'allestimento alla dottoressa
__________ , spec. FMH in chirurgia ortopedica, già __________ presso il
Reparto di ortopedia traumatologica dell'Ospedale cantonale di __________.

 

                                         Dopo aver
ricostruito, in maniera minuziosa, l'anamnesi della ricorrente (cfr. XV, p.
1-9), averne, altrettanto puntualmente, descritto lo status clinico e
radiologico (cfr. XV, p. 10-12) ed aver, infine, chiesto un consulto al dottor
__________, spec. FMH in neurologia (cfr. rapporto 14.2.2001 del dottor
__________, accluso a XV), la dottoressa __________ ha posto le seguenti
diagnosi:

 

" 
·Chronische Epicondylopathia humeri radialis rechts

·Leichtes Impingment der rechten Schulter bei Supraspinatus Tendinopathie
mit geringradiger sekundärer Hypomobilität

·Leichtes cervicales Syndrom bei degenerativen Veränderungen (Chondrose
bis Osteochondrose C3-C7) und muskulärer Dysbalance

·Leichtes sensibles Karpaltunnelsyndrom rechts

·Klinische beginnende Coxarthrose bds." 

                                         (XV, p. 15 e risposta al quesito n. 2 di parte ricorrente). 

                                         Per
quanto qui d'interesse, il perito giudiziario - avallando in tal modo la
valutazione enunciata, a suo tempo, dal dottor __________ (cfr. doc. _) - ha
affermato che il nesso di causalità naturale fra i disturbi all'origine
dell'annuncio di ricaduta del novembre 1998, per intenderci quelli che hanno
indotto __________ a nuovamente interpellare il dottor __________ , e l'evento
traumatico 9 luglio 1993, non può essere dimostrato secondo il criterio della
verosimiglianza preponderante (cfr. XV, risposta al quesito n. 3 di
parte ricorrente), ciò che, in ultima analisi, non permette d'impegnare la
responsabilità della __________ (cfr. i principi giurisprudenziali evocati al
consid. 2.2.3.):

 

" 
Es sage der Experte - unter Berücksichtigung
der Zeugnisse des behandelnden Arztes Dr. __________ (vom 11.12.1998,
22.01.1999 und 21.05.1999) Bel. A, B, C - ob die von der Versicherten erlittene
Beschwerden in November 1998 in einem sicheren oder höchst wahrscheinlichen Kausalzusammenhang
mit dem versicherten Unfall vom 16.08.1993 stehen.

 

Aus meiner Sicht kann der Kausalzusammenhang mit dem
versicherten Unfall vom 16.08.93 nur als wahrscheinlich (Beweiskraft gleich
oder weniger als 50%) betrachtet werden"

                                         (XV, risposta al quesito n. 3 di parte ricorrente - la
sottolineatura è del redattore).

 

                                         In
effetti, la dottoressa __________ - rispondendo al quesito n. 5 dell'UAI - ha
sì ritenuto possibile che, posteriormente al 2
novembre 1998, sia sopravvenuto un qual certo peggioramento in relazione alla
problematica della spalla destra e del rachide cervicale ma, in ogni caso, tale
peggioramento non ha interessato la cronica limitazione funzionale a livello
del gomito destro, ossia il solo danno alla salute di natura traumatica di cui
__________ è portatrice (cfr., a quest'ultimo proposito, XV, risposta al
quesito n. 8 di parte ricorrente: "Ich bin mit der Beurteilung von der
__________ von 23.09.99 einig, dass es sich hier nicht lediglich um Folgen des Unfalles
handelt, sondern eben auch um ein krankhaft bedingtes Schulterproblem,
Nackenproblem sowie Carpaltunnelsyndrom - la sottolineatura ed il grassetto
sono del redattore).

 

                                         Tutto ben
considerato, questa Corte non vede ragioni - che, del resto, neppure le parti
sono riuscite ad evidenziare - che le impongano di scostarsi dalle conclusioni
a cui é pervenuta la dottoressa __________. In effetti, il suo referto peritale
non contiene contraddizioni. D’altra parte, esso presenta tutti i requisiti
posti dalla giurisprudenza affinché possa essere riconosciuto, ad un
apprezzamento medico, piena forza probante (cfr. RAMI 1991 U133, p. 311ss.
consid. 1b): in particolare, l’esperta giudiziaria ha espresso il suo apprezzamento
in modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto ad un esame
approfondito del caso.

                                         Sulla
scorta di quanto precede, lo scrivente Tribunale ritiene che non sia stato
sufficientemente dimostrato che __________, a contare dall'inizio del mese di
novembre 1998, abbia effettivamente presentato un peggioramento dei postumi
dell'infortunio del 9 luglio 1993. Se ne deduce che - contrariamente a quanto
preteso dalla ricorrente e dal suo medico curante - non si è affatto in
presenza di una ricaduta dell'evento traumatico assicurato, di modo che l'art.
21 cpv. 1 lett. b LAINF non può qui trovare applicazione. L'assicuratore
infortuni convenuto ha, pertanto, correttamente rifiutato di corrispondere
ulteriori prestazioni assicurative a dipendenza dei disturbi annunciatigli nel
novembre 1998. 

 

                               2.3.   Assicurazione
per l'invalidità

 

                            2.3.1.   Oggetto della
lite è l'assegnazione a __________ di una rendita d'invalidità intera, a
seguito di un preteso peggioramento della sue condizioni di salute.

                                         Poiché la
ricorrente beneficia già di un quarto di rendita, deve essere esaminato se sono
dati i presupposti per una revisione della rendita.

 

                            2.3.2.   Al proposito
va rilevato che se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce
una modifica, che incide in modo rilevante sul suo diritto, questa sarà, per il
futuro, aumentata o diminuita in misura corrispondente oppure soppressa (cfr.
art. 41 LAI). 

                                         La
revisione avviene d'ufficio o su domanda (cfr. art. 87 cpv. 1 OAI).

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, vi è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante soppri­me, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88a cpv. 1 OAI).

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88a cpv. 2 OAI). In base a quest'ultima disposizione, quindi, il
diritto ad un aumento delle prestazioni nasce soltanto trascorso il periodo
di carenza di tre mesi (cfr. RCC 1986, p. 362ss.). Va da sé che il
peggioramento dell'incapacità lucrativa deve ancora persistere alla scadenza
del succitato periodo di carenza. 

 

                            2.3.3.   Anche ai fini
della revisione del grado di invalidità fa stato l'art. 4 LAI, secondo il quale
per invalidità si intende l'incapacità di guadagno cagionata da un danno alla
salute.

                                         Perciò,
la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione secondo l'art. 41 LAI non solo in caso di modifica rilevante dello
stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo
stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di
guadagno hanno subito un cambiamento importante (cfr. STFA non pubbl. del 28
giugno 1994 in re P. P., p. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275,
consid. 1a; DTF 109 V 116, consid. 3 b).

 

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una notevole modifica,
tale da influire in modo diverso sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte, la modifica deve essere notevole, non tanto vista in astratto, ma
piuttosto in rapporto all'art. 28 cpv. 1 LAI.

 

                                         Una
revisione della rendita è possibile unicamente se, da quando è stata resa la
decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente mutata. Non
basta invece che una situazione - rimasta sostanzialmente invaria­ta - sia
giudicata in modo diverso (cfr. RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile
1991 in causa G.C., inedita, consid. 4). È qui opportuno ricordare che
l'istituto della revisione ha per scopo l'adeguamento della rendita
d'invalidità alle mutate circostanze e non la correzione di errori di
commisurazione dell'invalidità di cui sia stata viziata la decisione iniziale o
una revisione successiva. 

 

                            2.3.4.   In concreto,
__________ è stata posta al beneficio di un quarto di rendita a contare dal 1°
luglio 1994 (cfr. doc._).                              Dalle tavole processuali
emerge che le decisioni formali mediante le quali venne costituita la suddetta
rendita d'invalidità, hanno fatto oggetto d'esame giudiziario, sia da parte del
TCA che del TFA.

                                         Con
giudizio 10 dicembre 1997 - pienamente tutelato in sede federale (cfr. doc. _)
- questa Corte ha respinto il ricorso presentato dall'assicurata, che aveva
preteso il riconoscimento di una mezza rendita d'invalidità, pur avendo
finalmente aumentato il grado d'invalidità quale
casalinga dal 30 al 38% e, quindi, il tasso d'invalidità globale dal 43 al 45%:

 

" 
(…).

Nel caso in esame non è contestata l'applicazione
del metodo misto per stabilire il grado di invalidità della ricorrente. In
effetti, prima dell'infortunio e anche posteriormente, nei limiti
dell'invalidità, l'assicurata svolgeva attività lucrativa a tempo parziale
quale collaboratrice domestica.

Dagli atti emerge in particolare che la
ricorrente si occupa di preparare i pasti, tenere in ordine l'appartamento e
stirare gli effetti personali del suo datore di lavoro. In data 13 giugno 1997,
l'interessata ha inoltre precisato che del bucato e della spesa, si occupano
altri membri della famiglia.

Prima dell'infortunio l'interessata lavorava 4
ore al giorno durante 6 giorni.

Tenuto conto, quindi, di una settimana lavorativa
di 42 ore, il tempo dedicato all'attività lucrativa è pari al 57%, quello
all'attività quale casalinga al 43%.

L'incapacità lavorativa quale collaboratrice
domestica è stata fissata al 50%, mentre quella quale casalinga al 30%. In
quest'ultima attività il grado è stato stabilito sulla base di un'inchiesta
economica effettuata da un assistente sociale.

 

… In concreto, la ricorrente contesta in
particolare che l'invalidità quale collaboratrice domestica e quella quale
casalinga siano state valutate in maniera diversa. A suo dire, infatti, le
mansioni sono più o meno le medesime.

In proposito, va rilevato che già a prima vista
appare eccessiva una differenza di grado del 20% tra l'invalidità in un ambito
e quella nell'altro, considerato che, secondo la generale esperienza della
vita, le attività di collaboratrice domestica e di casalinga sono simili.

 

In particolare, dall'esame dell'inchiesta
esperita dall'assistente sociale emerge che se i punti 5.1.1 (condotta
dell'economia domestica), 5.1.2 (spesa), 5.1.4 (pulizia), 5.1.6 (cura dei figli
e di altri membri), 5.1.7 (diversi) sono stati valutati correttamente, sorge
invece qualche perplessità relativamente alla valutazione dei punti
alimentazione e bucato.

A mente di questa Corte l'invalidità relativa al
bucato dev'essere aumentata da 2 a 5 punti. In effetti, la ricorrente riesce
unicamente a fare il bucato piccolo, mentre per il resto (ceste pesanti,
lenzuola) non è autonoma. In tali circostanze, si giustifica di aumentare il
grado dell'impedimento di questa mansione.

Molto severo è pure il calcolo dell'invalidità
per quanto riguarda il punto alimentazione (invalidità pari a 5 punti su 40).
Essa andrebbe elevata a punti 10.

Il grado d'invalidità quale casalinga è dunque
del 38%.

 

(…).

 

Globalmente l'incapacità di guadagno è dunque del
45% (57% x 50% + 43% x 38%). 

 

Le censure sollevate dalla ricorrente devono
pertanto essere respinte"

                                         (doc. _).

                                         Il tasso
d'incapacità lucrativa del 50% quale collaboratrice domestica, è stato
estrapolato, segnatamente, dal referto 27 marzo 1995 del dottor __________ (cfr.
doc. _), posto come, in casu, si sia ritenuto che l’incapacità lucratica
si confondesse con quella lavorativa. In quella sede, il medico di fiducia
aveva, in effetti, considerata giustificata un'incapacità lavorativa del 50%,
tenuto conto dell'insieme delle affezioni accusate da __________, a prescindere
dalla loro eziologia. A notare ancora che lo stesso dottor __________, in
occasione di una successiva visita medica di controllo, aveva ulteriormente
ribadito la propria valutazione della capacità lavorativa (cfr. doc. _:
"Considerando l'insieme dei disturbi sia morbosi che post-traumatici al
membro superiore destro, si deve ammettere che l'ulteriore inabilità
lavorativa del 50% quale domestica-donna delle pulizie rimane giustificata"
- la sottolineatura è del redattore).

 

                            2.3.5.   Quelle
esposte qui sopra sono, in sintesi, le circostanze che portarono, nel 1996,
l'UAI ad assegnare a __________ un quarto di rendita d’invalidità. Si tratta
dunque di esaminare la situazione esistente nel 2000 (cfr. consid. 2.3.2. e
2.3.3.). 

 

                                         Così come
già indicato al considerando 2.2.6., lo scrivente
TCA, nel corso del mese di agosto 2000, ha ordinato l'esecuzione di una perizia
giudiziaria a cura della dottoressa __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica, con lo scopo, segnatamente, di stabilire se le condizioni di salute
di __________ fossero o meno, nel frattempo, notevolmente peggiorate. 

                                         Dopo aver
attentamente esaminato il referto peritale 24 aprile 2001, questa Corte
osserva, in primo luogo, che la dottoressa __________ ha diagnosticato
esattamente le medesime patologie che già erano
state poste in luce, a suo tempo, dal dottor __________, patologie interessanti
il gomito, la spalla, la mano e la colonna cervicale (cfr. XV, risposta al
quesito n. 1 dell'UAI e  doc. _). 

                                         In
secondo luogo - rispondendo al quesito n. 5 dell'UAI, mediante il quale le era
stato chiesto d'indicare se, a partire dal novembre
1998, fosse o meno accertabile un notevole
aggravamento nello stato di salute dell'assicurata - la specialista ha fatto
stato di una semplicemente possibile
accresciuta problematica in relazione all'impingement alla spalla destra ed
alla tendomialgia cervicale. D'altro canto, è stato categoricamente escluso un
peggioramento per quel che concerne la cronica limitazione funzionale a livello
del gomito destro e la sindrome del tunnel carpale:

" 
Wurde eine erhebliche Verschlechterung des
Gesundheitszustandes seit dem 2.11.1998 festgestellt, bzw. diagnostiziert?

Falls ja, aus welchem Grund und mit welcher
Auswirkung auf die restliche Erwerbsfähigkeit?

 

Am 02.11.98 kam es nach vermehrten Aktivitäten im
Haushalt zur Zunahmen der Beschwerden im rechten Ellbogen. Vom behandelnden Arzt
haben wir leider wenig Zusatzinformation, was die objektiven Befunde betrifft. Auch
die weiteren Briefe vom behandelnden Arzt Dr. med. __________ helfen nicht, um diese
Befunde zu präzisieren. Wir sehen auch im Bericht von Dr. __________ vom
21.12.1998, dass bereits nicht nur der Schmerz im Ellbogen rechts im Sinne der Epicondylitis
humeri lateralis bestanden hat, sondern bereits ein Problem des Schulterarmssyndroms.
Aus meiner Sicht hat es eigentlich keine eindeutige objektivierbare
Zunahme der funktionellen Beeinträchtigung auf Niveau des Ellbogens gegeben. Möglicherweise jedoch aufgrund meiner eigenen Befunderhebung,
siehe Status der HWS, der Schulter haben wir doch eine vermehrte Problematik vor
allem im Sinne des Impingements der Schulter sowie des cervikalen Hartspanns.
Auch das bewiesene Carpaltunnelsyndrom zeigt jetzt im Vergleich zur Vorsituation
nach dem Unfall keine Verschlechterung. Aus meiner Sicht haben wir es hier
mit einer Problematik auf Niveau der HWS, der Schulter, des Ellbogens un des Carpaltunnels
zu tun. 

(…)"

                                         (XV, p.
23 - la sottolineatura ed il grassetto sono del redattore).

 

                                         Ora, va
ricordato che l'amministrazione, nella sua veste di autorità che emana la
decisione, o il giudice delle assicurazioni sociali, in caso di ricorso,
possono considerare un fatto come provato solo se sono convinti della sua
esistenza (cfr. Kummer, Grundriss des Zivilprozessrechts, IV ed., p. 135). Nel
diritto delle assicurazioni sociali, il giudice deve rendere il suo giudizio -
se la legge non contempla una deroga - secondo il criterio della
verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità di certi fatti non è
sufficiente. Il giudice, dopo
un'analisi ed una valutazione oggettiva delle prove, deve piuttosto seguire quella
rappresentazione fattuale che ritiene essere la più verosimile tra i vari
scenari possibili (cfr. DTF 121 V 6 consid. 3b, 47 consid. 2a, 208 consid. 6b;
cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung,
Zurigo 1995, p. 338). 

                                         In esito
alle considerazioni che precedono - segnatamente nella misura in cui il perito
giudiziario si è espresso in termini di mera possibilità - lo scrivente TCA non
ritiene provato, secondo il criterio della verosimiglianza preponderante,
caratteristico del settore della sicurezza sociale, che __________, a contare
dal novembre 1998, abbia effettivamente accusato un notevole peggioramento
delle sue condizioni di salute. 

                                         Essendo
rimasto sostanzialmente immutato lo stato di salute dell'insorgente, la
possibilità di procedere ad una revisione della rendita d'invalidità ex art. 41
LAI è preclusa. Per il resto, non può neppure essere validamente preteso che,
rimasto invariato il danno alla salute, quest'ultimo si ripercuota diversamente
sulla capacità lucrativa dell'assicurata. A questo proposito, dagli atti
all'inserto emerge che - diversamente da quanto preteso in sede di ricorso
(cfr. I - inc. n. 32.2000.00_) - a motivare la cessazione del rapporto di
lavoro con __________ non furono le pretese cattive condizioni di salute di
__________, ma bensì il definitivo ricovero del suddetto datore di lavoro
presso una casa medicalizzata per anziani (cfr. doc. _: "Il sottoscritto
datore di lavoro, a causa delle sue condizioni di salute e a causa dell'età
avanzata, soggiorna ora definitivamente alla Casa per anziani __________. Per
questa ragione, è stata comunicata alla signora __________ la disdetta del
rapporto di lavoro, …"). 

 

                                         Il TCA
non ignora beninteso che la dottoressa __________ ha sostenuto che, sulla base
della problematica multifunzionale rachide cervicale-spalla destra-gomito
destro-sindrome del tunnel carpale, l'assicurata presenta un'incapacità
lavorativa del 50% e, dunque, un'invalidità d'uguale grado, lasciando così
sottintendere di non condividere completamente la posizione dell'UAI che, da
parte sua, ha invece confermato il grado d'invalidità del 45% (cfr. XV,
risposta al quesito n. 8 di parte ricorrente: "(…). Die
IV hält in ihrem Schreiben vom 6.3.2000 an einer 45% Invalidität fest. Aufgrund
der multifunktionellen Problematik HWS-Schulter rechts-Ellbogen rechts und Karpaltunnelsyndrom
rechts ist sicher eine 50% Invalidität festzustellen"; cfr., pure, risposta
al quesito n. 5 dell'UAI: "(…). Zusammengefasst ist diese Kettenproblematik
am rechten dominanten Arm sicher einschränkend. Aus meiner Sicht sollte jedoch immerhin
noch eine Arbeitsfähigkeit von 50% möglich sein und somit auch eine entsprechende
Erwerbsfähigkeit"). 

                                         Al proposito, si osserva che il dottor __________ aveva manifestato
una identica valutazione, riconoscendo un'incapacità lavorativa del 50%
nell'attività di governante, valutazione fatta propria dall'UAI e,
successivamente, anche dalle adite autorità giudiziarie. Tuttavia - in
applicazione del metodo misto, tenuto conto anche dell'attività di casalinga
(cfr. consid. 2.3.4.) - il tasso d'invalidità è finalmente stato fissato al
45%. L'impressione è, dunque, che il perito
giudiziario - al quale, del resto, neppure compete la quantificazione
dell'invalidità - confonda le nozioni d'incapacità lavorativa e d'incapacità
lucrativa, nozioni che non sono necessariamente sovrapponibili. 

                                         In
secondo luogo, anche ipotizzando che la valutazione della succitata specialista
in ortopedia sia corretta, si tratterebbe - non essendo sostanzialmente mutato
lo stato di salute dell'assicurata - solo e soltanto di una diversa opinione.
Proprio a questo proposito, é opportuno ricordare che l'istituto della
revisione ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle mutate
circostanze e non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di
cui sia stata viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (cfr.
consid. 2.3.3.), a meno che non si sia in presenza di un errore manifesto, ciò
che qui non è il caso. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
22 dicembre 1999 é respinto.

 

                                 2.-   Il ricorso
5 aprile 2000 è respinto. 

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti