# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 86f1a226-a9f7-5125-95ef-f720a024bc20
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-08-19
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 4. Kammer 19.08.2014 A 2014 16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_004_A-2014-16_2014-08-19.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

A 14 16

4a Camera  

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dal giudice Stecher e dal  

presidente Meisser, attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 19 agosto 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ SA,

rappresentata dalla Fidenord SA,

ricorrente

contro

Amministrazione imposte del Cantone dei Grigioni,

convenuta

concernente imposta cantonale

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1. La A._____ SA è una società con sede principale a X._____ e che nel 

2004 apriva una succursale a Y._____. In conformità ai dati contenuti 

nella dichiarazione d'imposta introdotta dalla ditta l'8 febbraio 2010 (data 

della ricezione della comunicazione), l'Amministrazione imposte del 

Cantone dei Grigioni (qui di seguito semplicemente amministrazione 

imposte) imponeva - in data 20 ottobre/14 novembre 2011 - la società in 

funzione di un utile realizzato nei Grigioni di fr. 229'900.-- e di un capitale 

imponibile nei Grigioni di fr. 419'600.-- in base all'aliquota di fr. 704'600.--, 

come del resto stabilito dall'autorità di tassazione ticinese. 

Complessivamente per l'anno fiscale 2008 la A._____ SA veniva tassata 

con un importo complessivo di fr. 36'078.--, comprendenti un'imposta 

sull'utile d'esercizio della filiale grigionese di fr. 16'093.--, un'imposta sul 

capitale di fr. 955.--, di una sovrimposta di fr. 17'229.-- e di un'imposta di 

culto di fr. 1'791.--.

2. Il 28 novembre 2011, la A._____ SA, rappresentata dalla Fidenord SA, 

interponeva reclamo contro la tassazione grigionese adducendo la 

verosimile mancata veridicità dei conti annuali presentati dalla società, in 

particolare per gli utili dichiarati ma inesistenti, dopo la scoperta di 

numerose malversazioni operate dal precedente amministratore a carico 

di diverse clienti, tra le quali presumibilmente anche la reclamante. Il 

responsabile e amministratore della società sarebbe del resto nel 

frattempo stato posto in stato di detenzione. In considerazione di tali fatti 

la società chiedeva di essere sentita prima dell'emissione della decisione 

su reclamo e che la comunicazione venisse considerata come la formale 

richiesta di riapertura delle tassazioni precedenti in quanto viziate. 

3. Parallelamente, il 20 ottobre 2011, l'azionista unica della A._____ SA 

sporgeva denuncia penale contro l'amministratore della società e il 

revisore responsabile per correità in appropriazione semplice e indebita, 

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truffa, amministrazione infedele e falsità in documenti. Nell'ambito di tale 

procedimento penale la società veniva rappresentata da un avvocato, che 

dal canto suo cercava di ottenere in edizione anche parte della 

documentazione contabile propria a permettere di allestire le pratiche 

fiscali della sua cliente. Nell'ambito del colloquio avuto con detto 

rappresentante per comunicare l'insuccesso delle richieste di edizione 

contabili presentate sia nei confronti dell'allora amministratore della 

società che del revisore, l'amministrazione imposte - in data 3 dicembre 

2013 - invitava il legale a voler far uso del perorato diritto di audizione 

entro la fine dell'anno, pena la decadenza della pretesa. 

4. Con decisione 13 febbraio 2014, il reclamo presentato contro la 

tassazione 2008 della A._____ SA veniva respinto. Per l'amministrazione 

imposte, la pretesa fraudolenta gestione della ditta non avrebbe 

comunque alcun influsso sull'assoggettamento limitato della società alla 

fiscalità grigionese e i diversi negozi giuridici portati a termine dalla 

A._____ SA sarebbero avvenuti in nome della società e per mano di una 

persona ufficialmente abilitata a rappresentarla. Per questo, non vi 

sarebbero motivi validi per dubitare della regolarità giuridica dell'attività 

svolta nei Grigioni dalla ditta. Anche l'esito del procedimento penale in 

Ticino non veniva reputato passibile di incidere sulla situazione fiscale 

della società per cui il reclamo veniva respinto. 

5. Il 18 marzo 2014, la A._____ SA adiva il Tribunale amministrativo e 

chiedeva di accogliere il ricorso, annullare la decisione su reclamo e che 

all'amministrazione imposte venisse intimato di aspettare l'esito 

dell'inchiesta penale per procedere alla tassazione. Poiché dall'inchiesta 

penale potrebbero emergere elementi con rilevanza anche dal profilo 

fiscale, l'istante ritiene prematura la tassazione operata e chiede una 

sospensione del procedimento, come del resto sarebbe stato fatto 

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dall'autorità di tassazione ticinese dopo la presentazione di un reclamo 

contro la tassazione. Anche dal profilo formale la decisione impugnata 

sarebbe viziata, in quanto alla ricorrente non sarebbe stato concesso il 

diritto di essere sentita prima dell'emanazione del reclamo, malgrado ne 

avesse fatta esplicita richiesta. 

6. Nella risposta di causa del 9 aprile 2014, l'amministrazione imposte 

chiedeva la reiezione del ricorso con protesta di spese e ripetibili. 

Formalmente, l'autorità fiscale non ritiene di aver violato il diritto di 

audizione dell'istante avendole accordato, tramite il legale che poteva in 

buona fede essere considerato rappresentare la ricorrente anche in 

ambito fiscale, un termine fino al 31 dicembre 2013 per concretizzare la 

richiesta. Materialmente, l'amministrazione imposte ribatte l'assenza di 

qualsivoglia base legale per imporre la sospensione del procedimento 

anche all'autorità fiscale della succursale in base a quanto fatto presso 

l'autorità della sede fiscale principale. L'autorità grigionese non potrebbe 

essere vincolata dalla decisione di sospensione adottata dall'autorità 

fiscale ticinese. Oltre a non sussistere alcun indizio a conferma della 

mancata corrispondenza tra i fattori della contabilità aziendale e quelli 

dichiarati fiscalmente per il 2008, l'applicazione della presunzione di 

innocenza non darebbe motivi di agire diversamente. Se comunque 

dall'inchiesta penale dovessero emergere fatti suscettibili di modificare la 

tassazione operata in Ticino, l'istante potrebbe chiedere una revisione 

della tassazione o impugnare il provvedimento invocando il divieto di 

doppia imposizione. In ogni caso nulla di concreto giustificherebbe di 

aspettare oltre per tassare la ricorrente, anche tenuto conto dei lunghi 

tempi d'attesa che la procedura potrebbe comportare e avrebbe già del 

resto implicato. 

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7. Replicando e duplicando le parti si riconfermavano essenzialmente nelle 

loro precedenti allegazioni e proposte, precisandole. 

Considerando in diritto:

1. Formalmente, la controversia verte in primo luogo sulla pretesa violazione 

del diritto di audizione. 

2. a) Per costante giurisprudenza, dal diritto di essere sentito - dedotto dall’art. 

4 della vecchia Costituzione federale (vCost.; RS 101) ed ora 

esplicitamente disciplinato all’art. 29 cpv. 2 Cost., norma che del resto si 

limita a ribadire i principi sviluppati in tale ambito dalla giurisprudenza (FF 

1997 I 170) – deve in particolare essere dedotto il diritto dell'interessata di 

esprimersi su tutti i punti essenziali di un procedimento prima della resa di 

una decisione sfavorevole nei suoi confronti (DTF 133 I 277 cons. 3.1, 

126 I 16 cons. 2a/aa, 124 I 51 cons. 3a), di fornire prove riguardanti i fatti 

suscettibili di influire sul provvedimento, di poter prendere visione 

dell'incarto, di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne 

conoscenza e di determinarsi in proposito (DTF 132 V 370 cons. 3.1 e 

riferimenti) nonché quello di ricevere una decisione motivata almeno per 

quanto riguarda le circostanze rilevanti per il giudizio, e meglio atte ad 

influire sulla decisione (DTF 129 I 236 cons. 3.2, 126 I 16 cons. 2a/aa, 97 

cons. 2b; 125 II 372 cons. e 122 IV 14 cons. 2c).

b) L'art. 29 cpv. 2 Cost. offre, a titolo sussidiario, una garanzia minima, 

mentre la portata del diritto di audizione è determinata in primo luogo 

dalle norme cantonali di procedura (DTF 126 I 16 cons. 2a, 125 I 259 

cons. 3a). Giusta l'art. 138 cpv. 1 della legge sulle imposte per il Cantone 

dei Grigioni (LIG; CS 720.000), nella procedura di reclamo le autorità di 

tassazione e le contribuenti hanno gli stessi diritti e doveri come nella 

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procedura di tassazione. La contribuente può inoltre pretendere un 

colloquio con l'autorità di tassazione. Nella PTA 2002 no. 22 il Tribunale 

amministrativo si era già espresso sull'impossibilità di principio di sanare il 

vizio di un mancato colloquio giusta l'art. 138 cpv. 1 LIG nell'ambito della 

successiva procedura di ricorso scritta, anche se poi a titolo eccezionale 

esaminava comunque la conformità al diritto materiale della decisione 

impugnata per ragioni di opportunità. In principio però, se nell'ambito di 

una procedura di reclamo la legge prevede esplicitamente la possibilità di 

pretendere un colloquio con l'autorità di tassazione, non vi sono motivi di 

semplice opportunità che possano giustificare di prescindere dalla 

richiesta. 

c) Nell'evenienza in oggetto, l'amministrazione imposte non mette in dubbio 

che la contribuente andasse ulteriormente sentita nell'ambito del reclamo. 

Avendola però senza successo sollecitata agli inizi di dicembre 2013 a 

volersi determinare su tale aspetto della questione entro la fine dell'anno, 

non vi sarebbe stata alcuna violazione del diritto di audizione al 

trascorrere infruttuoso del termine comminato. Per la ricorrente invece, 

tale invito a volersi determinare entro la fine dell'anno non sarebbe stato 

fatto alla dovuta patrocinatrice dell'istante, per cui sarebbe giuridicamente 

irrilevante. 

3. a) In principio, se una parte è rappresentata, fintanto che essa non revochi 

la procura l'autorità è tenuta a comunicare con la rappresentante (vedi 

DTA 99 V 182 cons. 3; sentenza del Tribunale federale 2C_869/2013 del 

19 febbraio 2014; PTA 2002 no. 47 e art. 11 cpv. 3 della legge sulla 

giustizia amministrativa [PA; RS 172.021]). Non è contestato che la 

ricorrente fosse rappresentata davanti all'autorità fiscale grigionese dalla 

Fidenord SA. Detta fiduciaria oltre ad essere legittimata a rappresentare 

l'istante in sede di reclamo disponeva pure della regolare procura. L'invito 

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fatto da parte dell'amministrazione fiscale a volersi avvalere del diritto di 

audizione entro la fine dell'anno era invece stato formulato oralmente, 

nell'ambito di un colloquio telefonico, nei confronti del legale che 

rappresentava la società ricorrente in sede penale. L'amministrazione 

imposte pretende di aver in buona fede potuto supporre che detto legale 

fosse legittimato anche a trattare le questioni fiscali con l'autorità di 

reclamo. E' vero che giusta la giurisprudenza del Tribunale federale, una 

notifica difettosa, se essa raggiunge comunque lo scopo, produce effetti 

giuridici malgrado l'irregolarità. Questo principio deriva dall'applicazione 

delle disposizioni sulla buna fede o riguardanti il divieto di formalismo 

eccessivo (DTF 132 I 253 cons. 6 e 7). 

b) Nell'evenienza però la situazione è diversa. Nel reclamo presentato dalla 

patrocinatrice ufficiale della ricorrente veniva espressamente formulata 

una richiesta di audizione e questa pretesa non veniva esaudita dopo un 

colloquio telefonico nel quale veniva fatto accenno alla necessità di 

reagire entro la fine del 2013. Tale modo di procedere non soddisfa però i 

requisiti formali minimi imposti dalla legge. Come detto, nell'ambito del 

reclamo è dato chiedere un colloquio e questa richiesta è stata 

espressamente formulata dall'istante nella misura in cui essa chiedeva di 

essere sentita prima dell'emanazione di una decisione. Tale pretesa 

andava pertanto in principio esaudita indipendentemente dalla fondatezza 

o meno delle pretese materiali. La legge accorda un diritto alla 

contribuente e questa può pretendere il suo esercizio senza che da parte 

dell'autorità di reclamo possa venire opposta una implicita rinuncia a tale 

diritto per non aver reagito ad una sollecitazione telefonica entro un 

determinato tempo. Se in effetti la convenuta avesse inteso privare la 

ricorrente di tale diritto in assenza di una reazione entro la fine del 2013, 

tale intenzione andava notificata debitamente alla contribuente in forma 

scritta e con l'indicazione delle relative conseguenze. Pretendere che il 

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diritto al colloquio o ad essere sentiti sulla questione si sia estinto sulla 

base di una comunicazione telefonica avuta con un diverso 

rappresentante di parte che quello ufficiale non resiste alle censure di 

ricorso, indipendentemente quindi dalla questione di sapere se 

l'amministrazione imposte fosse o meno in buona fede riguardo la 

rappresentanza dell'istante.  

c) Concretamente comunque, neppure l'intimazione telefonica fatta al legale 

resisterebbe alle censure di ricorso. Che detto patrocinatore potesse 

essere considerato il nuovo rappresentante della ricorrente nella causa 

fiscale non viene neppure a giusto titolo preteso, in quanto la decisione su 

reclamo dell'amministrazione imposte veniva in seguito correttamente 

intimata alla Fidenord SA e non all'avvocato della procedura penale. 

L'amministrazione non ha pertanto mai pensato che fosse subentrato un 

nuovo rappresentate, ma essa reputa che quanto discusso con l'avvocato 

della sede penale fosse in buona fede imputabile alla rappresentata. La 

pretesa non merita però protezione. O la ricorrente aveva un altro 

rappresentante e allora era con questi che doveva necessariamente 

avvenire lo scambio di corrispondenza, cosa manifestamente non 

avvenuta, o l'avvocato restava il rappresentante di controparte nella mera 

causa penale e quanto discusso con detto rappresentante non poteva 

aver rilevanza per la causa fiscale come tale, senza perlomeno aver 

debitamente conferito con la rappresentante ufficiale. Del resto, da quanto 

emerge dalla documentazione agli atti, nell'ambito della procedura 

penale, la ricorrente cercava di ottenere della documentazione contabile 

che avrebbe potuto avere anche rilevanza dal profilo fiscale e il motivo 

per cui il legale della causa penale contattava l'amministrazione imposte 

era quello di informarla in primo luogo sull'insuccesso degli sforzi condotti. 

4. a) Il diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale, la cui 

violazione implica l'annullamento della decisione impugnata, a 

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prescindere dalle possibilità di successo nel merito (DTF 134 I 88 cons. 

4.1, 331 cons. 3.1 in fine, 133 I 277 cons. 3.1, 132 V 387 cons. 5.1 pag. 

390; 127 V 431 cons. 3d/aa pag. 437). Ai sensi della giurisprudenza della 

sede federale, una violazione del diritto di essere sentito è a determinate 

condizioni da ritenersi sanata, anche se la riparazione di un eventuale 

vizio deve comunque avvenire solo in via eccezionale (DTF 127 V 431 

cons. 3d/aa pag. 437). Nell'evenienza, considerata l'espressa possibilità 

offerta dalla normativa fiscale cantonale di avere un colloquio con 

l'autorità di tassazione in sede di reclamo, un sanamento del vizio in 

questa sede potrebbe entrare in considerazione solo se tale diritto 

potesse essere parimenti esercitato anche in proseguo di causa. 

b) Le garanzie di un equo processo di cui all’art. 6 della Convenzione 

europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà 

fondamentali (CEDU; RS 0.101) non si applicano al diritto fiscale (cfr. STF 

2C_24/2010 del 1° giugno 2010 e 2P.347/2005 del 3 gennaio 2006, cons. 

1) e l’art. 29 cpv. 2 Cost. non conferisce il diritto di essere sentito 

oralmente, bensì limita la garanzia alla possibilità di prendere posizione 

per iscritto, a meno che una norma non preveda espressamente il diritto a 

un’audizione orale (DTF 134 I 148 cons. 5.3 e riferimenti e STFA C 

128/04 del 20 settembre 2005). Nella procedura di ricorso un tale diritto 

non è dal Tribunale amministrativo stato riconosciuto (PTA 2012 no. 21). 

Ne consegue che quanto è stato negato alla ricorrente in sede di reclamo 

non può essere sanato in questa sede. Per questo si giustifica un rinvio 

degli atti all'autorità di tassazione per la presa di un nuovo provvedimento 

dopo aver debitamente dato alla ricorrente l'opportunità di esercitare il 

diritto di essere sentita perorato nel reclamo. 

5. Per motivi formali, il ricorso deve essere accolto. L'esito della controversia 

giustifica di conseguenza l'accollamento delle spese occasionate dal 

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presente procedimento alla convenuta in ricorso giusta quanto previsto 

all'art. 73 cpv. 1 la legge sulla giustizia amministrativa (LGA, CS 370.100). 

Conformemente all'art. 78 cpv. 1 LGA, l'amministrazione imposte è tenuta 

a rifondere alla ricorrente, patrocinata da una fiduciaria (vedi sentenza del 

Tribunale amministrativo A 13 28), un'indennità globale di fr. 1'000.-- (IVA 

inclusa) a titolo di ripetibili.

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata. Gli atti vengono 

inviati all'amministrazione imposte per la presa di una nuova decisione 

dopo aver accordato alla ricorrente il diritto al colloquio in sede di 

reclamo.   

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 230.--

totale fr. 1'730.--

il cui importo sarà versato dal Cantone dei Grigioni (Amministrazione 

imposte) entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Cantone dei Grigioni versa alla A._____ SA un'indennità di fr. 1'000.-- 

(IVA compresa) a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]