# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 61225a0a-4682-502d-a556-599e845322db
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-01-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.01.2015 35.2014.65
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2014-65_2015-01-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.2014.65

   

  mm

  	
  Lugano

  28 gennaio 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 agosto 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 14 luglio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1

  rappr. da: RA 1  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   In data 20 gennaio 1991, RI 1,
dipendente della ditta __________ di __________ in qualità di perito aziendale
e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, é caduto da
una scala a pioli e ha riportato un trauma assiale al rachide. 

 

                                         L’Istituto assicuratore ha
assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge. 

 

                               1.2.   Alla chiusura del caso, con
decisione formale del 24 febbraio 1995 - negata l’eziologia infortunistica ai
disturbi localizzati alle anche, alla colonna cervico-toracale e agli occhi -, l’amministrazione
ha riconosciuto un’indennità per menomazione all’integrità del 10% e dichiarato
l’assicurato abile al lavoro in misura completa (negandogli di fatto il diritto
a una rendita d’invalidità).

 

                                         Il successivo ricorso
interposto contro la decisione su opposizione, é stato ritirato dall’assicurato
a fronte di una possibile reformatio in pejus della decisione impugnata,
di modo che la causa é stata stralciata dai ruoli con decreto 35.95.220 del 22
marzo 1996 (cfr. doc. 98).

 

                               1.3.   Dalle tavole processuali
risulta che l’assicuratore ha continuato a rimborsare il costi delle cure medico-sanitarie
prestate a RI 1.

 

                                         Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 23 aprile 2014, l’CO
1 ha informato l’assicurato che la fisioterapia sarebbe stata assunta limitatamente
a 1-2 cicli/anno e, d’altra parte, che gli sarebbe stata negata l’assunzione
delle cure omeopatiche (cfr. doc. 253). 

 

                                         A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. __________ per conto dell’assicurato (cfr. doc. 257 e
260), in data 14 luglio 2014, l’Istituto assicuratore ha confermato il
contenuto della sua prima decisione (doc. 262). 

 

                               1.4.   Con tempestivo ricorso del 5
agosto 2014, RI 1 ha chiesto che, annullata la decisione su opposizione
impugnata, venga ripristinato il diritto alle prestazioni sinora riconosciute,
argomentando in particolare quanto segue: 

 

" (…). 

In realtà, che la fisioterapia e le cure del mio medico curante
non avrebbero portato ad un miglioramento era ben chiaro a tutti sin
dall’inizio. Tant’é che la stessa CO 1 mi ha riconosciuto il diritto ad
un’indennità per la menomazione dell’integrità fisica senza però riconoscermi
ulteriori diritti al pagamento di altre cure. In concreto, a parere di chi
scrive, l’oggetto della discussione dovrebbe riguardare piuttosto la questione
a sapere se, rispetto al passato, ad oggi esistono effettivamente motivi nuovi
e sufficienti per poter effettivamente rimettere tutto in discussione: gli
accordi presi e meglio il riconoscimento del diritto a 4 cicli di fisioterapia
con rispettive cure da parte del mio medico curante.

 

Come si legge nella decisione su opposizione, l’assicuratore può
tornare sulle proprie decisioni unicamente se emerge che la decisione in
oggetto era inconsapevolmente errata oppure solamente se si scoprono
successivamente fatti o mezzi di prova nuovi. 

 

 

In concreto non ci sono novità. Come già a suo tempo era ben
chiaro a tutti che i 4 cicli di fisioterapia e le rispettive cure mediche erano
indispensabili per poter conservare lo stato di salute e la conseguente
capacità di lavoro e quindi non per apportare dei miglioramenti. Ciò vale anche
oggi. Sin dall’inizio a tutti era ben chiaro che nessun ulteriore intervento di
fisioterapia o del medico avrebbe cambiato la situazione (erano rivolte alla
conservazione). È solamente a queste condizioni che il sottoscritto ha ritirato
il ricorso dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni. Non da ultimo, é
solamente a queste condizioni che la CO 1 ha continuato a fornire le sue
prestazioni (analogamente a quanto ha fatto prima l’AI e poi l’AVS). 

 

Visto tutto quanto precede, in concreto appare quindi
effettivamente legittimo domandarsi se la CO 1 può effettivamente rivedere i
propri accordi e meglio pure appare anche legittimo chiedersi se gli argomenti
che ha posto alla base della propria decisione sono effettivamente validi ma
soprattutto sufficienti per poter ridurre da 4 a 2 i cicli di fisioterapia e non da ultimo pure validi e sufficienti per poter sopprimere il
diritto alle cure del dr. med. __________. Il sottoscritto non lo crede.”

                                         (doc. I)

 

                               1.5.   L’CO 1, in risposta, ha
chiesto che venga respinta l’impugnativa dell’assicurato con argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III). 

 

                               1.6.   In corso di causa,
l’insorgente si é riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni (cfr.
doc. V + allegato). 

 

                                         L’assicuratore convenuto
si é pronunciato in proposito il 25 settembre 2014 (doc. VII). 

 

                               1.7.   In data 6 ottobre 2014, RI 1
ha chiesto che sia indetta un’udienza per precisare le proprie ragioni e
comprendere meglio i motivi alla base della decisione impugnata (doc. IX). 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del
12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto della lite é la
questione di sapere se l’Istituto assicuratore convenuto era legittimato a
limitare i cicli di fisioterapia sinora riconosciuti e a negare l’assunzione
delle cure omeopatiche, oppure no.

 

                                         Giusta l'art. 10 cpv. 1
LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio,
cura i cui elementi costitutivi sono, in seguito, precisati alle lett. a) a e)
dello stesso capoverso.

 

                                         Nondimeno, l'assicuratore
LAINF è tenuto a corrispondere prestazioni a titolo di spese di cura soltanto
qualora ci si possa attendere un sensibile miglioramento dello stato di
salute dell’assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF; Ghélew, Ramelet, Ritter,
Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 71ss.;
A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 274; Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1994, p. 186 n.
10).

 

                                         L’Alta
Corte ha inoltre precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di
cui all’art. 19 cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto
aumento oppure del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui
quest’ultima è pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109
consid. 4.3 e riferimenti).

 

                                         D'altro
canto, l'art. 54 LAINF istituisce il principio dell'economicità del
trattamento - previsto pure dall'art. 56 cpv. 1 LAMal - recitando che chi
pratica per l'assicurazione contro gli infortuni deve limitarsi a quanto
richiede lo scopo del trattamento quando procede a una cura, prescrive e
fornisce medicamenti, ordina o effettua trattamenti o analisi.

                                         La cura medica deve,
dunque, essere adeguata ed economica, ciò che implica una ricerca d'adeguatezza
fra il trattamento eseguito e lo scopo perseguito, secondo gli insegnamenti
della scienza e dell'esperienza, così come una scelta oculata fra i mezzi
diagnostici e terapeutici a disposizione.

                                         Conformemente alla
giurisprudenza federale, l'assicurato non può esigere illimitatamente che si
faccia ricorso a tutti i mezzi possibili e immaginabili per eliminare i postumi
del danno alla salute. Al contrario, l'obbligo contributivo dell'assicuratore
contro gli infortuni è vincolato al precetto della proporzionalità (cfr. STFA
del 16 dicembre 1982 nella causa J. Z., il cui estratto è pubblicato in Estr. INSAI 1985 n. 5, p. 9, citata da A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, p. 240).

 

                               2.3.   Dalle carte processuali emerge che l’assicuratore LAINF ha per
anni preso a proprio carico i costi della fisioterapia (in ragione di 4-6
cicli/anno - cfr. doc. 176 e doc. 188) e delle cure omeopatiche prescritte dal
reumatologo dott. __________. 

 

                                         Nel corso
del mese di marzo 2014, ha avuto luogo una visita fiduciaria di controllo a
cura del dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica. 

                                         In
quell’occasione, il medico di circondario dell’CO 1 ha in particolare
dichiarato che “a più di 24 anni di una fisioterapia intensiva senza un
effettivo miglioramento oggettivabile rispetto alla valutazione del 1993, non
si giustifica la continuazione della terapia intensiva in paziente in pensione
da due anni. Sono d’accordo con l’assicurato di assumere ancora uno - due serie
di fisioterapia all’anno. Le altre terapie medicamentose a base omeopatica non
sono efficaci e pertanto non verranno più assunte dalla CO 1. (…). Siccome
all’assicurato é stato insegnato come eseguire gli esercizi per rinforzare la
colonna vertebrale non vedo la necessità per ulteriori terapie. La problematica
attuale dalla parte lombosacrale dove lamenta unicamente dolori all’esame
odierno, é piuttosto una problematica degenerativa già preesistente
all’infortunio del 1991 e nella radiografia del 2010 con una situazione ben
spiegabile con l’età e con la degenerazione pre-esistente. Il resto della
colonna toracolombare é ben conservata, una resistenza intervertebrale molto
buona e stabile.” (doc. 249, p. 3s.). 

 

                                         Con la
decisione formale del 23 aprile 2014, l’amministrazione ha quindi limitato
l’assunzione della fisioterapia a 1-2 cicli/anno e ha negato il proprio obbligo
a prestazioni relativamente alle cure prestate dal dott. __________ su base
omeopatica (cfr. doc. 253). 

 

                                         Con la
propria impugnativa, l’assicurato mette in dubbio che l’CO 1 possa rivenire su
quanto sinora riconosciutogli, posto che un “… assicuratore può tornare
sulle proprie decisioni unicamente se emerge che la decisione in oggetto era
inconsapevolmente errata oppure solamente se si scoprono successivamente fatti
o mezzi di prova nuovi.” (cfr. doc. I, p. 2). 

 

                                         In
proposito, occorre rilevare che, con la DTF 130 V 380 (=SVR 2004 UV Nr. 16 p.
53), l’Alta Corte ha stabilito che l’assicuratore infortuni ha la possibilità
di porre fine, con effetto ex nunc e pro futuro, al proprio obbligo
prestativo, inizialmente riconosciuto mediante il versamento d’indennità
giornaliere e l’assunzione di spese di cura, senza doversi richiamare a un
motivo di revoca (riconsiderazione o revisione processuale). È solo nel
caso in cui pretenda la restituzione di prestazioni assicurative, indebitamente
versate, che esso deve richiamarsi a un tale motivo.

                                         In quella fattispecie, il
caso è stato liquidato invocando il fatto che un evento assicurato – dopo un
esame corretto della situazione – in realtà non si era mai verificato.

                                         Nella citata sentenza il
TFA ha, tuttavia, precisato che sono esclusi i casi relativi a prestazioni di
lunga durata, segnatamente a rendite di invalidità, in quanto in tali evenienze
il principio della protezione della buona fede si oppone all’atto di porre
termine con effetto immediato alle stesse.

 

                                         Nella presente
fattispecie, l’Istituto assicuratore ha limitato, rispettivamente negato le
prestazioni sanitarie sino ad allora riconosciute, con effetto per il futuro
(cfr. doc. 253), ragione per la quale, in ossequio ai principi
giurisprudenziali appena menzionati e contrariamento a quanto sostiene
l’assicurato, non era tenuto a verificare preliminarmente l’adempimento dei
presupposti per procedere a una riconsiderazione oppure a una revisione
processuale. 

 

                                         Fatta questa
premessa e a prescindere dalla questione riguardante l’eziologia dei disturbi
lamentati (su questo tema, si veda il doc. 249), il TCA constata che le parti
sono concordi nel ritenere che le cure sanitarie prestate a RI 1 non
sono suscettibili di migliorare notevolmente il suo stato di salute, ma che
hanno piuttosto una funzione conservativa (cfr. doc. I, p. 2: “Sin
dall’inizio a tutti era ben chiaro che nessun ulteriore intervento di
fisioterapia o del medico avrebbe cambiato la situazione (erano rivolte alla
conservazione).” - il corsivo é del redattore). 

 

                                         In esito a quanto precede,
in applicazione dell’art. 19 cpv. 1 LAINF (cfr. il consid. 2.3.),
l’assicuratore infortuni convenuto era dunque legittimato a porre fine alle
prestazioni di cura e dunque, a maggior ragione, a limitarne l’assunzione (così
come é stato fatto per i cicli di fisioterapia). 

 

                                         Del resto,
il diritto a ulteriori cure medico-sanitarie non può essere fondato nemmeno
sull’art. 21 cpv. 1 LAINF, in quanto quest’ultima disposizione torna
applicabile soltanto a quell'assicurato che si trova al beneficio di una
rendita d'invalidità ai sensi dell'art. 18 LAINF (cfr. STF 8C_81/2013 del
16 aprile 2013 consid. 3.2; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 382ss.; Ghélew/Ramelet/Ritter, op.
cit., p. 112s.; Messaggio del Consiglio federale per una legge federale
sull'assicurazione contro gli infortuni del 18.8.1976, p. 55), ciò che non é il
caso nella presente fattispecie. 

 

                               2.4.   In data 6 ottobre 2014,
l’insorgente ha sollecitato il Tribunale a indire un’udienza “… affinché mi sia
possibile precisare più dettagliatamente le mie ragioni, così come mi sia anche
eventualmente possibile comprendere meglio quanto mi viene ora, dopo 20 anni,
rimproverato.” (doc. IX). 

 

                                         Giusta
l'art. 6 n. 1 CEDU, ogni persona ha diritto a un'equa e pubblica udienza entro
un termine ragionevole, davanti a un tribunale indipendente e imparziale
costituito per legge, al fine della determinazione sia dei suoi diritti e dei
suoi doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che
gli venga rivolta. 

 

                                         Secondo
la giurisprudenza federale, confermata in DTF 122 V 54s. consid. 3, la
pubblicità del dibattimento, imposta dall'art. 6 n. 1 CEDU ed ormai ancorata
anche nella Costituzione svizzera all'art. 30 cpv. 3, dev'essere principalmente
garantita nella procedura di ricorso di prima istanza (cfr. STF 8C_504/2010 del
2 febbraio 2011). Tuttavia, lo svolgimento di un pubblico dibattimento in
materia di assicurazioni sociali presuppone l'esistenza di una richiesta chiara
e inequivocabile di una parte nel corso della procedura ricorsuale di prima
istanza (cfr. STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009 consid. 4.8.; DTF 122 V 55
consid. 3a con riferimenti). Una semplice richiesta di prove, così come delle
domande tendenti alla comparizione oppure a un interrogatorio personale, a un
interrogatorio delle parti, a un’audizione testimoniale oppure a un
sopralluogo, non sono sufficienti per fondare un simile obbligo (cfr. SVR 2009
IV Nr. 22 pag. 62; DTF 125 V 38 consid. 2).

                                         L’Alta
Corte ha, inoltre, stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica
fondato su motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in
particolare, con l'art. 6 n. 1 CEDU (sul tema, si veda tuttavia la DTF 136 I
279; DTF 127 V 491; STF 8C_504/2010 succitata).

 

                                         Nella
concreta evenienza, non essendo stata presentata una domanda esplicita di procedere
a un’udienza pubblica ma soltanto una richiesta di audizione personale, il TCA
rinuncia all’audizione in quanto superflua ai fini dell’esito della vertenza
(cfr. STF I 472/06 del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2). 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti