# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 385d19ef-8d9a-523d-b720-eef00780ada3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.2003.192
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-192_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.192

   

  	
  Lugano

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano Bernasconi, vicepresidente

  Matteo Cassina e …………….., quest'ultimo in
  sostituzione del giudice Lorenzo Anastasi, impedito;

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 giugno 2003 di

 

 

	
   

  	
  1. __________
  

  2. __________ 

  tutti patrocinati da: avv.
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 3 giugno 2003 (n. 2409) del Consiglio
  di Stato, che respinge l’impugnativa presentata dagli insorgenti avverso la
  risoluzione 6 febbraio 2003 con cui il municipio di __________ ha sospeso la
  decisione sulla domanda di costruzione concernente la posa di un apiario
  nella porzione del mapp. __________ RF posta in zona agricola;

  

 

 

viste le risposte:

-    24 giugno 2003 del
Consiglio di Stato;

-    25 giugno 2003 del
Dipartimento del territorio, Ufficio delle domande di costruzione e dell'esame
di impatto ambientale;

-    30 giugno 2003 di
__________, __________, __________, __________ e __________;

-    31 luglio 2003 del
municipio di __________;

 

 

richiamate le sentenze 23 novembre 2001 e 2 luglio
2003 di questo Tribunale;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che
__________ e __________ sono comproprietari del mapp. __________ RF di
__________, un fondo situato nella frazione di __________ a cavallo di tre zone
di utilizzazione diverse (zona nucleo, zona R3 e zona agricola); nella parte
inclusa in zona nucleo sorge una casa di due appartamenti, realizzata nel 1994
mediante trasformazione di una vecchia stalla;

 

                                         che il
fondo ospita inoltre due apiari; il primo (14 arnie), sito nella parte del
fondo assegnata alla zona agricola, è stato autorizzato in sanatoria dopo un
lungo iter procedurale conclusosi con giudizio 1° ottobre 2002 del Consiglio di
Stato;

 

                                         che il
secondo (22 arnie), sistemato abusivamente a ridosso dell’abitazione in occasione
della ristrutturazione del rustico, è stato oggetto di un ordine di rimozione
la cui legittimità - fin qui ammessa da tutte le istanze adite (cfr. da ultimo
STA 2 luglio 2003) - è tuttora al vaglio del Tribunale federale;

 

                                         che per
parare alla perdita dell'apiario in caso di conferma definitiva della suddetta
ingiunzione, il 17 ottobre 2002 __________ ha chiesto al municipio il permesso
di installare un ulteriore apiario per 30 arnie CH nella porzione del mapp.
__________ collocata in zona agricola, a pochi metri dal confine con la zona
residenziale;

 

                                         che alla
domanda si sono opposti diversi vicini, mentre il Dipartimento del territorio
l'ha preavvisata favorevolmente (avviso cantonale no. 38361 del 29 novembre
2002);

 

                                         che con
decisione 6 febbraio 2003 il municipio di __________ ha sospeso l'esame della
domanda giusta l'art. 65 LALPT, ritenendola in collisione con una variante di
PR allo stadio dell'esame preliminare concernente anche la zona agricola;

 

                                         che con
giudizio 3 giugno 2003 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento,
respingendo l’impugnativa contro di esso presentata dai ricorrenti;

 

                                         che
__________ e __________ hanno impugnato questa pronunzia davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento; eccepite diverse violazioni
procedurali nel contesto di una vertenza secondo loro di carattere prevalentemente
pianificatorio, i ricorrenti hanno negato in sostanza la sussistenza dei presupposti
per l'applicazione dell'art. 65 LALPT a distanza di oltre due mesi dall'emissione
del preavviso favorevole dell'autorità cantonale;

                                      

                                         che il
Consiglio di Stato, il municipio di __________ e i vicini opponenti hanno proposto
la reiezione del gravame con argomentazioni di cui si dirà - per quanto necessario
- in appresso;

                                         il
Dipartimento del territorio ha rinunciato a formulare proposte di giudizio,
allegando alla sua risposta uno scritto della Sezione della pianificazione
urbanistica contenente un estratto delle valutazioni esperite nell'ambito
dell'esame preliminare della variante di PR;

 

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che il
ricorso è ricevibile in ordine giusta gli art. 65 cpv. 3 LALPT, 21 LE, 43 e 46
PAmm; data la natura delle questioni poste a giudizio, l'impugnativa può essere
evasa sulla base degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori,
segnatamente all'esperimento di un sopralluogo (art. 18 cpv. 1 PAmm);

                                         che
giusta l'art. 65 cpv. 1 LALPT, in mancanza di una zona di pianificazione, il
municipio deve sospendere per due anni al massimo la sua decisione
quando la domanda di costruzione appare in contrasto con uno studio
pianificatorio in atto;

 

                                         che
siffatte decisioni di sospensione, ancorché configurabili alla stregua di
misure di salvaguardia della pianificazione (cfr. art. 20 LE e 57 LALPT), non
hanno valenza pianificatoria nel senso propugnato dai ricorrenti; trattasi di
provvedimenti resi nel contesto della procedura di licenza edilizia retta dalla
LE, volti a paralizzare l'applicazione del diritto vigente fino all'entrata in
vigore di quello in via d'elaborazione (Scolari, Commentario, N. 425 ad art. 57
LALPT);

 

                                         che in
quanto disciplinata dalla LE (cfr. art. 65 cpv. 3 LALPT) e dalla PAmm (vedi il
rinvio di cui all'art. 50 LE), la procedura davanti all'autorità di ricorso di
prime cure si è svolta in modo del tutto corretto; i vizi d'istruttoria
denunciati dagli insorgenti si avverano inesistenti;

 

                                         che in
particolare, il Consiglio di Stato non poteva escludere dal procedimento ricorsuale
i vicini opponenti senza incorrere in una crassa disattenzione del loro diritto
di essere sentiti; quanto al "mancato contraddittorio sulla chiamata in
causa di terzi", gli insorgenti avrebbero potuto tranquillamente chiedere
di essere ammessi a replicare (art. 49 cpv. 3 PAmm);

 

                                         che la
controversa misura di salvaguardia della pianificazione adottata dal municipio
di __________ in base all'art. 65 LALPT presuppone l'esistenza di uno studio
sufficientemente concreto, che permetta di valutare l'incidenza dell'intervento
previsto sulle possibilità di attuazione del piano; semplici documenti di
lavoro o concetti di massima per una pianificazione non sono sufficienti (RDAT
II-1994 N. 39 e N. 59; Scolari, Commentario, N. 455 ad art. 65 LALPT);

 

                                         che,
nell'evenienza concreta, quando il municipio ha adottato il provvedimento in
contestazione aveva già in mano la variante di PR allestita dal proprio
pianificatore per creare un impianto di innevamento artificiale, istituire una
nuova ZEIT e adeguare alcune NAPR, segnatamente il disposto (art. 20)
concernente la zona agricola;

 

                                         che tale
documento, definito in ogni suo aspetto e contenente proposte puntuali, integra
senz'altro gli estremi di uno studio pianificatorio suscettibile di legittimare
una decisione sospensiva ex art. 65 LALPT;

 

                                         che la
domanda di costruzione inoltrata da __________ appariva chiaramente in
conflitto con le risultanze della suddetta proposta di variante, segnatamente
con le prescrizioni del nuovo art. 20 NAPR; 

 

                                         che
sospendendo la decisione su tale domanda il municipio di __________ non ha
dunque abusato della latitudine di giudizio che gli va riconosciuta
nell'applicazione dell'art. 65 LALPT;

                                         differenze
nelle distanze non giustificano di regola decisioni di sospensione (art. 25
cpv. 3 RLALPT), ma nel caso di specie occorre considerare che il progetto contrastava
proprio con una disposizione mirata di diritto autonomo comunale, destinata ad
imporre agli apiari collocati nella zona agricola un distacco di almeno 30
metri dai limiti della zona edificabile;

 

                                         che a
dispetto delle tesi avanzate dai ricorrenti, il ritardo tutto sommato contenuto
con il quale il municipio ha evaso la pratica non è suscettibile, di per sé, di
invalidare la risoluzione adottata dal municipio; secondo la dottrina (Scolari,
op. cit., N. 430 ad art. 57 LALPT), a prescindere dalle misure vere e proprie
di salvaguardia della pianificazione, l'autorità può procrastinare la decisione
su una domanda di costruzione in contrasto con il diritto in formazione a
condizione che la mora resti contenuta in tempi accettabili;

 

                                         che il
termine di cui all'art. 10 cpv. 1 LE non è d'altronde di natura imperativa;
trattasi invero di un semplice termine d'ordine la cui eventuale disattenzione
non inficia la decisione resa (Scolari, op. cit., N. 818 ad art. 10 LE);

 

                                         che se il
municipio omette di pronunciarsi sulla domanda di costruzione e sulle opposizioni
contro di essa inoltrate entro un lasso di tempo ragionevole, può essere
tutt'al più convenuto innanzi all'autorità di ricorso per denegata o ritardata
giustizia (art. 45 PAmm) dall'istante in licenza, unica parte lesa di regola
dal ritardo e legittimata di conseguenza a contestarlo (cfr. Scolari, ibidem, e
giurisprudenza citata); a dipendenza delle circostanze, l'autorità comunale può
inoltre incorrere in una responsabilità civile per atto illecito giusta l'art.
5 LResp (cfr. Scolari, La nuova procedura della licenza di costruzione, RDAT
II-1991 p. 419).

 

                                         che dalla
tavole processuali non emergono comunque prove certe di un abuso di diritto o
di un ritardo nel disbrigo della pratica edilizia scientemente accumulato dall'ente
pubblico per favorire l'allestimento di una variante pianificatoria avversa ai
ricorrenti;

 

                                         che la
relazione accompagnante le varianti di PR in discussione è datata 15 gennaio
2003 e le rappresentazioni grafiche ivi contenute risalgono al mese di dicembre
2002; tenuto conto della fase di studio che normalmente precede la stesura di
proposte pianificatorie concrete, l'elaborazione delle modifiche di PR è verosimilmente
iniziata prima del deposito della domanda di costruzione;

 

                                         che
altrettanto verosimilmente, il municipio avrebbe potuto emanare la propria decisione
di sospensione già il mese di dicembre del 2002, entro i termini dell'art. 10
LE; basta infatti un progetto sommario di piano per legittimare una simile
determinazione (cfr. art. 24 RLALPT; Scolari, Commentario, N. 455 ad art. 65
LALPT);

 

                                         che sulla
scorta di quanto precede il ricorso va respinto, confermando il giudizio governativo
impugnato siccome immune da violazioni del diritto; la tassa di giustizia e le
ripetibili sono poste a carico dei ricorrenti soccombenti (art. 28 e 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 57, 65 LALPT; 24, 25 RLALPT; 10, 21, 50
LE; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 500.- è posta a carico dei ricorrenti in solido.

 

                                   3.   I
ricorrenti in solido verseranno fr. 800.- di ripetibili al comune di __________
e complessivi fr. 800.- per identico titolo a __________, __________,
__________, __________ e __________.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario