# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b28ef245-47b7-514b-b515-b2c506493211
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-11-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 05.11.2008 32.2007.359
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-359_2008-11-05.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.359

   

  BS/td

  	
  Lugano

  5 novembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 novembre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 15 ottobre 2007 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1959, nel dicembre 2006 ha presentato una richiesta di prestazioni AI
per adulti indicando, quale danno alla salute, dolori di natura reumatologica e
psichica (doc. AI 1).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una valutazione a cura
del SMR (Servizio medico regionale dell’AI), con decisione 15 ottobre 2007, preavvisata
il 27 agosto 2007, l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni. Dal
raffronto dei redditi (reddito da valido: fr. 59'267; reddito da invalido: fr.
44'529.--) è infatti risultato un grado d’invalidità del 25% (doc. AI 34).

 

                               1.2.   Avverso
la succitata decisione, l’assicurato, rappresentato dalla RA 1, ha presentato
tempestivo ricorso al TCA e postulato il riconoscimento di una rendita
d’invalidità del 100%. In via subordinata egli ha chiesto il rinvio degli atti
all’Ufficio AI affinché sia ordinata una perizia pluridisciplinare. In sintesi
egli ha sostenuto come l’amministrazione non abbia tenuto debitamente conto
delle affezioni di cui è portatore, in particolare della patologia psichica
che, a detta del suo psicologo curante, non permette di svolgere alcuna
attività lucrativa. 

 

                               1.3.   Con
risposta di causa l’Ufficio AI ha invece chiesto la reiezione del ricorso e la
conferma della decisione contestata.

 

                               1.4.   Il
13 dicembre 2007 l’insorgente, ribadendo la propria tesi ricorsuale, ha prodotto
un ulteriore attestato del medico curante (VI).

 

 

considerato                    in
diritto

 

In ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF H 180/06 e H 183/06 del
21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18
febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio
2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148). 

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è sapere se il ricorrente ha diritto ad una rendita
d’invalidità.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati han-no diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di
regola – non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostan-ze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, l’Ufficio AI ha disposto una valutazione medica presso il proprio
servizio medico (SMR) eseguita dai dr. __________ (psichiatra) e __________
(reumatologo). Dal referto 30 luglio 2007 (doc. Al 20) risulta che i succitati
medici, dopo aver esposto dettagliatamente l'anamnesi, riportate le indicazioni
soggettive e le constatazioni obiettive, hanno diagnosticato le seguenti
patologie: 

 

" 
Diagnosi

•    Disturbo misto di personalità (antisociale e narcisistico) (ICD 10 F
61.0)

•    Alterazioni degenerative del rachide con protrusioni discali L2-L3,
L3-L4, L4-L5

•    Canale spinale lombare stretto con claudicatio spinale intermittente
e con ricorrente irritazione radicolare sinistra.

•    Disturbo misto di personalità (antisociale e narcisistico) (ICD 10 F
61.0). " (Doc. AI 20)

 

 

                                         Dal
punto di vista reumatologico è stato riscontrato:

 

" 
Sul piano reumatologico,
assicurato in buone condizioni generali; l'A da più di 10 anni soffre di lombalgia
ricorrente su base degenerativa artrosica con dolore evocabile soprattutto al
mantenimento delle posizioni statiche per più di 15 minuti.

Saltuariamente riesce a sollevare fino a 20 kg.
Abitualmente può sollevare massimo 15 kg.

La mobilità complessiva è conservata. Cambi posturali
senza alcuna difficoltà.

Viene riferito dolore agli arti inferiori dopo una deambulazione
con limite 800 mt circa giustificata dalla presenza del noto canale lombare
stretto.

Coesiste iniziale tunnel carpale bilaterale non
dimostrato dalle manovre cliniche.

L'assicurato esegue settimanalmente fisioterapia con
beneficio." (Doc. AI 20)

 

                                         Nel
rispetto dei limiti funzionali sopra esposti, l’assicurato è stato considerato
abile al 100%.

                                         Anche
per quanto riguarda la componente extra-somatica non è stata riscontrata alcuna
incapacità lavorativa.

                                                                               

                                         Con
il presente ricorso l’assicurato contesta la valutazione medico-teorica della
residua capacità lavorativa, facendo in particolare riferimento alle
refertazioni del suo psicologo, dr. psic. __________, e del medico curante, dr.
__________.

 

                               2.6.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determi-nante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamen-to della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004
nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM
1989, p. 31; Pratique VSI
2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono
a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile
1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA 24 dicembre
1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986
p. 189). 

 

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF
125 V 354).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht, 1997, p. 230).

 

                                         Se vi
sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura
senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su
un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 e S., U 330/01).

 

                               2.7.   Ritornando
alla fattispecie concreta, questo TCA non ha motivi per
mettere in dubbio la valutazione effettuata dai medici del SMR. Essi hanno
debitamente tenuto conto delle singole affezioni di cui l’assicurato è portatore,
giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni circa la piena capacità
lavorativa in attività adeguate.

 

                            2.7.1.   In
merito alle problematiche reumatologiche, nel rapporto 17 ottobre 2006 il dr. __________,
specialista in neurochirurgia, riportate le note diagnosi e i referti esaminati
in sede SMR, non ha fornito alcuna valutazione della capacità lavorativa,
rimarcando comunque che l’assicurato è contrario ad ogni tipo d’intervento
chirurgico (doc. AI 8-5).

                                         Con
rapporto 15 gennaio 2007 il medico curante, dr. __________, facendo presente
che l’assicurato soffre di lombalgie su canale spinale e che dal 2004 non
riesce più a lavorare, egli ha valutato un’inabilità lavorativa del 50% anche
per problemi psichici, per i quali è in cura dallo psicologo dr. __________
(doc. AI 8-2). Tuttavia, di fronte alla dettagliata ed accurata valutazione del
dr. __________, reumatologo, quanto sostenuto dal medico curante non è convincente.
Il medico SMR, terminato l’esame dell’assicurato, ha riportato le diagnosi
d’ordine reumatologico descrivendo in seguito le limitazioni funzionali (cfr.
consid. 2.5).

 

                                         Pendente
causa l’insorgente ha trasmesso il certificato 11 dicembre 2007 del suo medico
curante, avente il seguente tenore:

 

" 
Con il presente
certifico che il paziente sopraccitato, a causa del canale spinale stretto in
particolare a livello dello spazio L3-L4, è limitato nelle funzioni di camminare,
non riesce a stare in piedi più di 10 minuti senza doversi muovere, fa fatica a
salire e scendere dall'auto e quando sollecita la schiena soffre di pollachiuria.

E' inoltre limitato nel sollevare le braccia a causa di
dolori già dopo solo alcuni minuti." (Doc. VI/1)

 

                                         Quanto
riportato sopra non permette di oggettivare una diversa situazione rispetto a
quella riscontrata durante la visita presso il SMR. Anche il dr. __________ ha
riscontrato le difficoltà dell’assicurato nel mantenere una posizione statica durevole,
come pure le limitazioni nel camminare e nel sollevare le braccia (cfr. consid.
2.5) .                                                           

 

                            2.7.2.   Per
quel che concerne l’aspetto extra-somatico, il ricorrente fa riferimento a quanto
attestato dal suo psicologo. Con certificato 21 settembre 2007 il dr. __________,
ricordato che la psicologia di sostegno è iniziata il 23 settembre 2006, ha evidenziato
che si tratta di un soggetto borderline con uno stato di agorafobia
caratterizzata da disadattamento alla vita sociale associato a una forte paura
del contatto e dell’ambiente sociale (ICD-10: F 60.31, F 40.0 e F 43) e che il
quadro clinico “è assolutamente incompatibile con qualsiasi attività professionale”
(doc. AI 31-2). 

                                         Inoltre,
nel certificato 13 novembre 2007 lo psicologo ha fra l’altro evidenziato: 

 

" 
Il paziente ha cessato
ogni attività professionale il 31.01.2004 oltre che per le motivazioni di
natura psichiatrica summenzionate anche a causa di problemi di natura fisica,
dove probabilmente esiste una componente di natura psicosomatica.

 

Essendo la mia conoscenza del paziente fondata non solo
su conoscenze cartacee, mi permetto di sottolineare che chi possiede una minima
conoscenza del canton Ticino e in particolare la realtà del __________ non
dovrebbe ignorare che le attività dell'industria del tabacco sono cessate da
molti anni e, anche considerata l'età del signor RI 1, lavorare nell'industria
tessile (peraltro in crisi da diversi anni) o nel trattamento del cuoio e delle
calzature implica conoscenze che lo stesso non possiede." (Doc. C)

 

                                         Va
qui ricordato che per quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da
un danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito
che il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere
dall'assicurato di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del
lavoro, o che ciò sia persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298
consid. 4c, 102 V 165 = RCC 1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321,
324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag. 342, 607; STFA del 29 settembre
1998 nella causa S. F. consid. 3b, I 148/98; Locher, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, Berna 2003, pag. 128).

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S.
F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA questi principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99, del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98 consid.
3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

 

                                         Orbene,
dall’esame psichiatrico SMR non risulta che l’assicurato presenti una comorbidità
psichica. In particolare lo status psichiatrico non denota delle anomalie
psichiche (cfr. pag. 5), né del resto vi sono degli indizi per giustificare la
presenza di un danno alla salute invalidante ai sensi della succitata
giurisprudenza. Nella valutazione psichiatrica SMR si legge infatti: 

 

" 
Al colloquio
psichiatrico l'A ha mostrato di avere un'intelligenza conservata ed assenza di
disturbi cognitivi ed attentivi. Non sono emersi elementi che indirizzino verso
una diagnosi di patologia psichiatrica maggiore. Ha inoltre negato l'uso di
sostanze stupefacenti che riferisce limitato al periodo di carcerazione. La presenza
del disturbo di personalità presente dall'adolescenza e che è apparso stabile
nel tempo, non ha precluso le capacità lavorative ma la capacità di riuscire ad
adattarsi e a tollerare le norme e le regole imposte dagli altri
ripercuotendosi in maniera negativa sui rapporti interpersonali e rendendo l'A
una "persona dal carattere difficile"." (Doc. AI 20)

 

                                         Lo
psicologo curante non fornisce una dettagliata spiegazione medica per cui il
suo paziente non possa esercitare alcuna attività lucrativa. Va poi segnalato
che l’insorgente non è in cura presso uno psichiatria, né segue una terapia
farmacologia in tal senso. In queste circostanze, dunque, non vi è da ritenere
la presenza di una patologia psichiatrica maggiore, invalidante. Da ultimo, in
merito alle considerazioni di natura economica esposte dal dr. __________ va
fatto riferimento al consid. 2.8.

 

                            2.7.3.   In
conclusione, sulla base dell'affidabile e concludente valutazione
SMR, alla quale va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6), richiamato
inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia
ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico
cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278
consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, 1999, pp. 57, 551 e 572), è da ritenere
dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito
delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati,
115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188
consid. 2b), che l’assicurato, sino al momento della decisione contestata (per
costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali esamina la
legalità delle decisioni in base alla situazione di fatto esistente al momento
in cui la decisione impugnata è stata resa. I fatti accaduti posteriormente e
che hanno modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un
nuovo atto amministrativo ; cfr. fra le tante DTF 130 V 138), presenta
un’abilità lavorativa del 100% in attività adeguate rispettose delle
limitazioni reumatologiche elencate nella valutazione SMR. 

 

                                         Infine,
questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi
chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario
l'esperimento di ulteriori accertamenti. Al riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare
d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, p. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2° ed., pag. 274; si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223
consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non
lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR
2001 IV no. 10 p. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost.,
cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti).

                                                                                

                               2.8.   Sulla
base della suesposta valutazione medica, con rapporto 20 agosto 2007 la
consulente in integrazione professionale ha rettamente elencato un lunga serie
di attività professionali ancora esigibili, riportate nella decisione
contestata (doc. AI 25-2).

                                         Al
riguardo occorre ricordare che per costante giurisprudenza (STF 9C 13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità, è necessario che l'amministrazione
(o il giudice in caso di ricorso) disponga di documenti che devono essere
rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del
medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare
in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure
nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano
ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pagg. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer-Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum IVG, pag. 228 seg.). Occorre
poi evidenziare che, ai fini
dell'accertamento dell'invalidità, ci si deve quindi fondare su un mercato del
lavoro equilibrato e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio
tra domanda e offerta di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in
relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta
pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 212). Un assicurato non può
pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto di
lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 pag. 347). 

 

                                         Nella
fattispecie, per la determinazione del grado d’invalidità, la consulente ha applicato
il consueto metodo ordinario mettendo a confronto il reddito che l’assicurato
avrebbe conseguito senza il danno alla salute quale meccanico (reddito da
valido) con quello risultante da un’attività leggera non qualificata, desunto dai
salari statistici (reddito da invalido) da cui è
risultato un grado d’invalidità del 25%. Il calcolo è stato ripreso in
dettaglio nella decisione impugnata.

 

                            2.8.1.   Riguardo
al reddito da valido, la consulente ha tenuto conto che l’assicurato, iscritto
presso l’assicurazione disoccupazione,  era alla ricerca di lavoro come
meccanico con esperienza CNC, meccanico affilatore oppure come meccanico
attrezzista. Considerato il suo profilo professionale essa ha pertanto quantificato
in fr. 58'680.-- (stato 2004) il reddito di queste attività, aggiornato al 2005
in fr. 59'267.--.  

 

                            2.8.2.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio
dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5
settembre 2006 nella causa P., I 222/04).  

                                         Con
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da invalido
va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit.,
in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

                                         Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45 consid.
6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007).

 

                                         Nel
caso di specie, utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1
elaborata dall'Ufficio federale di statistica relativi ad una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), la consulente ha fissato in fr.
57'830.-- (stato 2005) il relativo reddito. Partendo da un’esigibilità del 100%
in tali attività, essa ha inoltre operato una riduzione del 3% per attività
leggera e del 20% in considerazione della necessità di alternare la postura ogni
15 minuti. Il reddito da invalido è stato determinato in fr. 44'529.-. 

 

                            2.8.3.   Dal raffronto dei redditi (59'267 – 44'529 x 100 : 59'267) è
scaturito un grado d’invalidità del 25%. 

 

                                         Allo
stesso risultato si giungerebbe anche volendo tener conto dell’adeguamento dei
redditi di riferimento al 2007, anno della decisione contestata. Infatti lo
scarto percentuale per raggiungere il grado minimo del 40% è importante e molto
verosimilmente non può essere compensato dal citato adeguamento.

 

                                         In conclusione, non presentando l’assicurato un grado d’invalidità
pensionabile, la decisione impugnata va confermata e il ricorso
respinto.

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito del ricorso, le spese per fr. 200.-- sono a carico del ricorrente.

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti