# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 708712ed-3345-501a-9667-9c39673ee06f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 11.09.2017 14.2017.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2017-85_2017-09-11.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2017.85

  	
  Lugano

  11 settembre 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Villa

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2017.882 (rigetto provvisorio dell’opposizione) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 20 febbraio
2017 da

 

	
   

  	
  CO 1 

  (patrocinato dall’avv. PA 1,)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 22 maggio 2017 presentato da RE 1 contro la
decisione emessa l’11 maggio 2017 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Con precetto esecutivo n. __________
emesso il 1° dicembre 2016 dall’Ufficio di esecuzione di Lugano, CO 1 ha escusso
RE 1 per l’incasso di fr. 26'200.– oltre agli interessi del 5% dal 30
settembre 2016, indicando quale titolo di credito l’“acqui­sto azioni come da contratto di compravendita
del 15.06.2016”.

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza 20 febbraio 2017
CO 1 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 5. All’udienza di discussione rinviata all’11
maggio 2017 a domanda della
convenuta, è comparsa la sola parte istante, che ha con­fermato la sua domanda.

                                  C.   Statuendo con decisione dello stesso 11 maggio 2017, il Pretore ha
accolto l’istanza e rigettato in via provvisoria l’opposizione interposta dalla
parte convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 250.– e
un’indennità di fr. 600.– a favore del­l’istante.

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata RE 1 è insorta a questa Camera con un reclamo del 22 maggio 2017 per poter “spiegare la situazione”
in merito alla sua mancata comparizione all’u­­dienza indetta dal Pretore. Stante l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato
notificato alla controparte per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC).
Presentato il 22 maggio 2017 contro la sentenza notificata a RE 1 il 12 maggio,
in concreto il reclamo, inoltrato l’ultimo giorno del termine, è tempestivo.

 

                                1.2   La Camera decide in linea di principio in
base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2
CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle censure motivate
(art. 321 cpv. 1 CPC)
contenute nel reclamo (DTF 142 III 417 con­sid. 2.2.4). Secondo l’art. 320 CPC con
il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento
manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono inammissibili
conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

                                   2.   In
virtù dell’art. 82 LEF, il giudice pronuncia il rigetto provvisorio dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su un riconoscimento di debito
constatato mediante atto pubblico o scrittura privata (cpv. 1), a meno che l’escusso
sollevi e giustifichi immediatamente eccezioni tali da infirmare il riconoscimento
di debito (cpv. 2). La procedura di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess),
il cui scopo non è di accertare l’esisten­­za del credito posto in esecuzione
bensì l’esistenza di un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza
probante del titolo prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi
conferisce forza esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili
eccezioni liberatorie (DTF 132 III 142 consid. 4.1.1). La decisione di rigetto
provvisorio dispiega solo effetti di diritto esecutivo, senza regiudicata
quanto all’esistenza del credito (DTF 136 III 587 consid. 2.3). Il pronunciato,
quindi, non priva le parti del diritto di sottoporre nuovamente il litigio al
giudice ordinario (art. 79 o 83 cpv. 2 LEF; DTF 136 III 530 consid. 3.2).

                                   3.   Nella
decisione impugnata, il Pretore ha accolto l’istanza dopo aver considerato che
il contratto di compravendita sottoscritto dalle parti il 15 giugno 2016
costituisce un valido titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione nel senso
dell’art. 82 cpv. 1 LEF per il saldo del prezzo pattuito.

                                   4.   Nel
reclamo RE 1 si duole anzitutto di non aver potuto comparire all’udienza indetta
dal primo giudice l’11 maggio 2017 alle ore 9.00 per il fatto che quel giorno
non ha trovato subito il palazzo della Pretura, confondendolo inizialmente con
quello del Palazzo di giustizia, per lei situato in via Pretorio 16, dove è poi
stata indirizzata verso l’entrata dell’Amministrazione cantonale in via Bossi
2, per poi arrivare finalmente a destinazione in via Bossi 3 alle 9.20 quando l’udienza
era ormai terminata. Chiede di poter spiegare la situazione in sede di reclamo
e produrre la ricevuta sottoscritta il 10 giugno 2016 dall’istante, con cui
dichiara di avere ricevuto da lei fr. 50'000.–.

 

                                4.1   Orbene,
la reclamante non adduce alcuna prova in merito alla serie d’inconvenienti che
l’avrebbe portata ad arrivare in Pretura quando l’udienza era ormai terminata.
In particolare, essa non dimostra di essersi comunque presentata – nonostante
il ritardo – allo sportello della sezione 5 alle ore 9.20, annunciandosi per l’udienza
delle 9.00 e spiegando il motivo del suo ritardo. In queste circostanze la sua
assenza all’udienza risulta imputabile a sua colpa – per tacere del fatto ch’essa
non ha comunque formalmente chiesto al Pretore di essere citata a una nuova
udienza nel senso dell’art. 33 cpv. 4 LEF (sull’applicabilità di tale norma, si
veda la sentenza della CEF 14.2016.122 del 21 giugno 2016 consid. 2.2) – di
modo che l’omessa sua comparizione va considerata alla stregua di una rinuncia
a determinarsi sul­l’istanza. Tutte le allegazioni di fatto contenute nel reclamo
e la ricevuta del 10 giugno 2016 risultano così nuove e, siccome inammissibili
(v. sopra, consid. 1.2), non possono essere esaminate (sentenza della CEF
14.2015.228 del 31 marzo 2016, consid. 3).

 

                                4.2   Ciò
posto, merita conferma la sentenza impugnata, che dando giustamente atto del
riconoscimento di debito sottoscritto il 15 giugno 2016 da RE 1 (doc. B accluso
all’istanza) per fr. 50'000.– e del pagamento di un acconto di fr. 23'800.–
effettuato il 24 giugno 2016 indicato in calce allo stesso, ha rigettato l’opposizione
in via provvisoria per il saldo di fr. 26'200.– richiesto con l’esecuzione,
oltre agli interessi di mora del 5% (art. 104 cpv. 1 CO) dal 30 settembre 2016
(data di scadenza del saldo del prezzo di acquisto delle azioni, doc. B ad 3).

 

                                         Per
mera abbondanza sia aggiunto che la ricevuta del 10 giugno 2016 non concerne
verosimilmente le stesse 20 azioni di quelle oggetto del contratto del successivo
15 giugno (doc. B), altrimenti non si spiegherebbe perché la reclamante avrebbe
pagato un “acconto” supplementare di fr. 23'800.– il 24
giugno 2016 (doc. B).

                                   5.   La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di
ripetibili, la controparte, cui il reclamo non è stato notificato per
osservazioni, non essendo incorsa in spese in questa sede.

                                   6.   Circa i rimedi
esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso,
di fr. 26'200.–, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.–
ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Le spese processuali di complessivi fr. 260.–
relative al presente giudizio, già anticipate dalla reclamante, sono poste a
suo carico.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).