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**Case Identifier:** 1203b836-4406-521e-b32d-c510f8f12602
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-10-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.10.2017 B-2784/2017
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-2784-2017_2017-10-05.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte II 

B-2784/2017 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  5  o t t o b r e  2 0 1 7   

Composizione 

 
Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),  

Hans Urech, Marc Steiner,  

cancelliere Dario Quirici. 
 

 
 

Parti 

 
Consorzio A._______, composto da:  

1. X._______ S.p.A., 

2. Y._______ SA,  

entrambe patrocinate dall'avv. Ivo Wuthier, 

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Consorzio B._______, composto da:  

1. A._______ SA,   

2. B._______ SA,  

3. C._______ SA,  

4. D._______ AG,   

5. E._______ SA,  

c/o F._______ AG, 

tutte patrocinate dall'avv. Dr. Lorenzo Anastasi,  

controparti,  

 

Ufficio federale delle strade USTRA,  

Servizio giuridico e acquisti di terreno, 3003 Berna, 

patrocinato dall'avv. Romina Biaggi-Albrici,   

autorità aggiudicatrice.  

 

Oggetto 

 
Acquisti pubblici. Decisione di aggiudicazione concernente il 

progetto "N2 EP 04 Airolo-Quinto, Lotto 301, tracciato  

comparto Quinto: opere da capomastro e pavimentazione", 

pubblicata in SIMAP del 25 aprile 2017  

(n. della pubblicazione 965383). 

 

 

 

B-2784/2017 

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Fatti: 

A.  

Il 27 novembre 2015, l'Ufficio federale delle strade (USTRA) ha pubblicato 

un bando di concorso nel “Sistema informativo sulle commesse pubbliche in 

Svizzera” (Simap; n. della pubblicazione 892231), avente per oggetto la 

commessa edile, impostata secondo la procedura libera, relativa al progetto 

“N2 EP 04 Airolo-Quinto, Lotto 301, tracciato comparto Quinto: opere di 

capomastro e pavimentazioni”, il quale consiste in un “intervento di 

conservazione del tratto autostradale N2 compreso tra il km 97.300 

(Comune di Quinto) e il km 108.550 (galleria autostradale del San Gottardo). 

Il tratto complessivo è pari a ca. 11.5 km e coinvolge gallerie, aree di servizio, 

svincoli autostradali, manufatti importanti e minori. Il progetto è suddiviso in 

due comparti: comparto Airolo e comparto Quinto” (bando di concorso, nn. 

1.7, 1.8 e 2.5). Più dettagliatamente, si tratta di pavimentare il tracciato con 

le sue arterie di raccordo, di risanare ponti, sottopassi, tombinoni, gallerie, 

edifici tecnici nonché centri di manutenzione ed aree di sosta, di eseguire 

protezioni foniche, di costruire impianti di trattamento delle acque 

meteoriche e di realizzare la segnaletica, e ciò durante il periodo da marzo 

2017 a dicembre 2021 (bando di concorso, nn. 2.5 e 2.10).  

B.  

I criteri d’idoneità per partecipare al concorso sono quattro (bando di 

concorso, nn. 3.7 e 3.8).  

B.a Il primo criterio concerne l’esperienza dell’impresa, da provare mediante 

una referenza paragonabile (referenza dell’impresa), e si rapporta al tipo di 

infrastruttura (autostrada o strada a forte traffico), al tipo di opera 

(sottostruttura e soprastruttura, compresi la pavimentazione bituminosa e i 

manufatti in calcestruzzo), all’attività (nuova costruzione e/o risanamento), 

all’importo fatturato complessivo dei lavori da impresario costruttore (25 mio 

di franchi almeno, di cui 5 mio perlomeno in opere di pavimentazione 

bituminosa), e alle condizioni d’esecuzione (in presenza di traffico). 

B.b Il secondo criterio riguarda le “persone chiave”, ossia il “direttore 

tecnico” e i “capicantiere”, le quali “dovranno effettivamente svolgere le 

funzioni indicate […] avranno quindi l’obbligo di presenza richiesta per tali 

funzioni e dovranno garantire la disponibilità necessaria durante tutto l’arco 

del programma”. In particolare, il “direttore tecnico” deve dimostrare 

“disponibilità e capacità tecniche nel campo delle costruzioni autostradali”, e 

i suoi requisiti sono da provare tramite una referenza, come “direttore tecnico 

o sostituto in un progetto” (referenza del direttore tecnico, criterio d’idoneità 

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CI2), nell’ambito di lavori corrispondenti al tipo di infrastruttura, al tipo di 

opera, all’attività, all’importo fatturato (15 mio di franchi almeno, 

pavimentazione inclusa) e alle condizioni d’esecuzione descritti al consid. 

B.a (bando di concorso, n. 3.8).  

B.c Il terzo criterio attiene alle caratteristiche economico-finanziarie 

dell’impresa, la quale deve attestare un giro d’affari superiore a 80 mio di 

franchi sia per il 2013, che per il 2014, eventuali subappalti potendo 

raggiungere al massimo il 30% della prestazione.  

B.d Il quarto criterio si riferisce alla disponibilità di “capicantiere”, i quali 

devono essere due, uno per ogni sciolta, presenti al 100% sia nel 2017, che 

nel 2018 (referenza del capocantiere). 

C.  

I criteri per l’aggiudicazione sono il prezzo (ponderazione del 50%), il piano 

di costruzione (ponderazione del 20%), la qualità e la plausibilità del piano 

di costruzione e delle procedure di costruzione previste (ponderazione del 

10%), nonché il tenore e la qualità della documentazione presentata 

(ponderazione del 20%). Quest’ultimo criterio si suddivide in diversi 

sottocriteri, tra i quali quello relativo alle “persone chiave”, la cui valutazione 

(ponderazione del 3%: direttore tecnico [30%], capi cantieri [35% ciascuno]) 

deve avvenire in base alle referenze proposte dagli offerenti (“analogia della 

funzione e dell’opera della referenza con la funzione e l’opera del bando”) 

ed ai curricula vitae degli interessati (“valutazione della formazione e 

dell’esperienza lavorativa con riferimento al progetto”; bando di concorso, n. 

3.9).  

D.  

Entro il termine di chiusura per presentare le offerte, ossia il 1° aprile 2016 

(bando di concorso, n. 1.4), all'USTRA ne sono pervenute cinque, tra le quali 

quella delle ricorrenti (prezzo: fr. 89'879’901.05, IVA esclusa) e quella delle 

controparti (prezzo: fr. 98'406'746.04, IVA esclusa). L’apertura delle offerte 

da parte dell’USTRA è avvenuta l’8 aprile 2016.  

E.   

E.a Le ricorrenti hanno addotto, come referenza dell’impresa (primo criterio 

d’idoneità; cfr. consid. B.a), il progetto d’ammodernamento ed adeguamento 

di un tratto di ca. 10 km dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria (ASR), 

svincolo di Serre-Mileto, dato in appalto dall’Anas S.p.A. 

(www.stradeanas.it), consistente in lavori di ampliamento, costruzione e 

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rifacimento, con opere di sottostruttura e soprastruttura, compresi la 

pavimentazione bituminosa e manufatti in calcestruzzo, svolti, in presenza 

di traffico, dal 7 maggio 2002 al 6 ottobre 2009, per un importo di lavori, 

eseguiti dalla X._______ S.p.A., pari a fr. 102'306'053.64, IVA inclusa 

(offerta delle ricorrenti, allegato III.2.1.1).  

E.b  

E.b.a Le ricorrenti hanno proposto, come direttore tecnico (secondo criterio 

d’idoneità; cfr. consid. B.b), l’ing. ..., laureato in ingegneria civile dei trasporti, 

per avere funto da “direttore tecnico operativo / project manager” sul cantiere 

dell’ASR (svincolo di Serre-Mileto), descritto al consid. E.a (offerta delle 

ricorrenti, allegato III.2.1.2).  

E.b.b Il curriculum vitae dell’ing. ... rivela, in particolare, che egli è stato attivo 

per la X._______, nel quadro dei lavori sull’ASR, sia come “project manager” 

(lotto Rosarno-Mileto, di 10 km) dal 1° giugno 2002 al 1° gennaio 2009, sia 

come “direttore tecnico operativo / project manager” (lotto Serre-Mileto, di 

21 km [sic]) dal 1° gennaio 2004 al 30 aprile 2010 (offerta delle ricorrenti, 

allegato III.2.1.3).  

E.c Da notare ancora che le ricorrenti hanno indicato, come capicantiere 

(secondo criterio d’idoneità; cfr. consid. B.b), i geometri … e …, e ciò in 

relazione alla loro attività svolta su due cantieri autostradali.  

F.  

Il 27 maggio 2016, l’USTRA ha comunicato alle ricorrenti di necessitare di 

chiarimenti in merito al primo criterio d’idoneità, chiedendo loro di 

“specificare l’importo dei lavori di pavimentazione per l’oggetto di referenza 

indicato”, nonché al secondo criterio d’idoneità, invitandole a fornire la 

“certificazione provante l’esecuzione delle attività inerenti all’oggetto di 

referenza indicato da parte del direttore tecnico previsto dall’offerente”, e ciò 

entro il 3 giugno 2016.  

G.  

Il 31 maggio 2016, la X._______ ha risposto alle due domande poste 

dall’USTRA.  

G.a Riguardo all’importo dei lavori di pavimentazione, la X._______ lo ha 

cifrato a fr. 10'974'788.20, IVA inclusa, e questo in base ad un attestato 

dell’Anas (già consegnato in sede di offerta), di cui ha riprodotto la pag. 6.  

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G.b In relazione ai requisiti dell’ing. ..., la X._______ ha precisato che 

quest’ultimo ha ricoperto, per i lavori sull’ASR (svincolo di Serre-Mileto, di 

ca. 10 km), il ruolo di “responsabile di commessa e direzione tecnica”. A 

suffragio di questa precisazione, essa ha esibito un documento, denominato 

“Procura notarile repertorio n. … – Raccolta n. …”, del …, attestante la 

nomina dell’ing. ... come “procuratore speciale”, con la qualifica di “capo 

commessa” avente il potere, con firma singola, di “intrattenere rapporti […] 

con le Amministrazioni e/o soggetti appaltanti […]”, di “rappresentare la 

X._______ […]”, di “firmare gli elaborati progettuali […]”, di “iscrivere […] le 

riserve secondo quanto previsto dalle norme contrattuali e capitolari”, di 

“stipulare, modificare e risolvere contratti di locazione per uffici […]”, di 

“stipulare, modificare e risolvere contratti di locazione di terreni […]”, di 

“stipulare, modificare e risolvere contratti di somministrazione e prestazioni 

di servizi di telefonia […]”, di “stipulare, modificare e risolvere contratti di 

acquisto di materiali minuti di consumo […]”, di “assumere e licenziare 

operai”, di “stipulare, modificare e risolvere contratti di subappalto […]”, di 

“operare con tutti gli opportuni provvedimenti per superare eventuali 

problemi con gli Enti committenti […]”, di “compiere tutte le formalità relative 

ai contratti di trasporto […]”, e di “sottoscrivere la corrispondenza ordinaria 

nei limiti delle predette facoltà”.  

H.  

Il 19 settembre 2016, l’USTRA ha risottomesso alle ricorrenti l’elenco di 

domande/risposte prodotto con la loro offerta, invitandole a completarlo e a 

rispondere a determinate nuove domande entro il 29 settembre seguente. 

Le ricorrenti si sono eseguite puntualmente, precisando in particolare che “il 

direttore tecnico sarà presente in cantiere al 100%”, e che “nei periodi in cui 

non sarà presente fisicamente in cantiere delegherà ai capicantiere […]” 

(elenco di domande/risposte, punto 300, R1).  

I.  

Il 25 ottobre 2016, l’USTRA ha richiesto alle ricorrenti di partecipare ad una 

discussione sulla loro offerta, da tenersi il 10 novembre successivo, 

pregandole nel contempo di fornire i documenti necessari per attestare il 

pagamento da parte della X._______ degli oneri sociali. La discussione ha 

avuto luogo e il suo contenuto è stato messo a verbale dall’USTRA. Dal 

breve protocollo traspare, in particolare, che l’ing. ..., presente alla riunione, 

è stato confermato dalle ricorrenti come persona chiave in quanto “direttore 

tecnico”, di cui le stesse hanno descritto l’attività sul cantiere di referenza (il 

protocollo non riporta tale descrizione).  

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J.  

Il 9 novembre 2016, su richiesta dell’USTRA pervenutale il 20 ottobre, l’Anas 

ha comunicato a quest’ultimo l’importo del contratto d’appalto ASR (svincolo 

Serre-Mileto), pari a ca. 95 mio di euro, la durata di esecuzione dei lavori 

(7.5.2002 – 6.10.2009), il fatto che i lavori erano stati eseguiti in presenza di 

traffico, i nominativi dei diversi direttori tecnici dei lavori susseguitisi 

dall’inizio alla fine del cantiere, nonché le mansioni svolte dal “direttore 

tecnico dei lavori”, ossia “quelle previste dall’art. 26 del DPR [Decreto del 

Presidente della Repubblica] 34/2000”.  

K.  

Il 23 novembre 2016, su richiesta dell’USTRA pervenutale il 16 novembre, 

l’Anas ha informato quest’ultimo che, nel quadro dell’appalto ASR (svincolo 

Serre-Mileto), l’ing. ... è risultato essere, sia secondo l’organigramma 

inoltrato dalla X._______ il 7 maggio 2002, sia secondo le trasmissioni 

relative alla presenza del personale sul cantiere nonché le sottoscrizioni 

degli atti tecnico-amministrativi, “il tecnico che sostituiva il direttore tecnico 

in caso di sua assenza”. L’Anas ha inoltre precisato che l’ing. ... ha rivestito, 

nel corso dell’appalto, la funzione di “capo commessa” e, dall’aprile 2009, 

anche la funzione di “direttore cantiere / datore di lavoro” ai sensi del Decreto 

legislativo 81/08.  

L.  

Il 30 novembre 2016, l’USTRA ha comunicato alle ricorrenti che 

l’aggiudicazione della commessa non sarebbe intervenuta nel corso del 

2016, chiedendo loro di prolungare, per questo motivo, la validità della loro 

offerta fino al 30 giugno 2017. Le ricorrenti hanno tempestivamente 

confermato di prorogare la loro offerta fino a tale data.  

M.  

Il 9 febbraio 2017, l’USTRA ha redatto una nota integrativa intitolata “Esame 

supplementare sull’adempimento dei criteri d’idoneità CI2 – persone chiave, 

referenza”. Al punto 4.1 della nota è affermato che “l’ente appaltante intende 

senza ombra di dubbio un direttore tecnico del cantiere, non il direttore 

tecnico d’impresa, dirigente d’impresa secondo la terminologia italiana 

sconosciuta in Svizzera”. Al punto 4.2 è definita la figura del direttore tecnico 

nella terminologia italiana, secondo la legge italiana sugli appalti (Decreto 

legislativo n. 163/2006). Al punto 4.3 è precisato che i termini “capo 

commessa” e “project manager” equivalgono, il capo commessa non 

dovendo pertanto essere confuso con il “direttore tecnico di cantiere”. Ai 

punti 4.4 e 4.5 è rilevato, in particolare, che l’ing. ... sostituiva, in caso di sua 

assenza, il “direttore tecnico” secondo l’art. 26 Decreto del Presidente della 

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Repubblica, ma non il “direttore tecnico di cantiere”, che la funzione di 

“direttore cantiere/datore di lavoro”, ai sensi del Decreto legislativo 81/08, è 

assimilabile alla funzione di “direttore tecnico” richiesta nel bando di 

concorso, e che l’ing. ... ha assunto tale ruolo, sul cantiere di referenza, 

dall’aprile 2009. Al punto 5 segue la valutazione, secondo la quale, in 

sostanza, può essere ammessa, come mansione di “direttore tecnico”, 

solamente quella di “direttore di cantiere”, svolta dall’ing. ... durante 7 mesi 

(aprile – inizio novembre 2009) su una durata complessiva del cantiere di 89 

mesi (7.5.2002 – 6.10.2009), periodo insufficiente quale referenza del 

direttore tecnico secondo il bando di concorso. Al punto 6 è quindi concluso 

che le ricorrenti non adempiono i requisiti posti nel bando di concorso al 

criterio d’idoneità CI2.  

N.  

Il 24 aprile 2017, con scritto per posta A, l’USTRA ha comunicato alle 

ricorrenti la loro esclusione dalla valutazione per l’aggiudicazione della 

commessa, e questo per il motivo che “le attività svolte dalla persona chiave 

nella referenza presentata non adempiono a quanto richiesto dal bando 

Simap”. Esso le ha inoltre informate dell’avvenuta aggiudicazione a favore 

delle controparti, annunciando la pubblicazione della relativa decisione, 

corredata dei rimedi giuridici, sul sito www.simap.ch, per il 25 aprile 2017 

(n. della pubblicazione 965383). Da notare che l’USTRA non ha valutato 

l’offerta delle ricorrenti sotto il profilo dei criteri d’aggiudicazione (cfr. allegato 

E “Valutazione: riepilogo”).  

O.  

Il 27 aprile 2017, le ricorrenti hanno chiesto all’USTRA di essere convocate 

ad un incontro per meglio comprendere le ragioni della loro esclusione dal 

concorso.  

Il 3 maggio 2017, l’incontro ha avuto luogo, ma le ricorrenti, a causa del 

rifiuto dell’USTRA, non ne hanno potuto redigere il verbale. Cionondimeno, 

esse ne hanno in parte rivelato il contenuto nella loro impugnativa (ricorso, 

lett. H e I; cfr. qui sotto, consid. P). 

Il 12 maggio 2017, su loro richiesta, l’Anas ha trasmesso alle ricorrenti una 

copia della sua lettera spedita all’USTRA il 23 novembre 2016 (ricorso, lett. 

J; cfr. qui sotto).  

P.  

Il 15 maggio 2017, disapprovando sia la decisione d’esclusione del 24 aprile 

2017, sia la decisione d’aggiudicazione del 25 aprile 2017, le ricorrenti 

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hanno adito il Tribunale amministrativo federale (TAF) con un ricorso 

corredato di una domanda di concessione dell’effetto sospensivo e munito 

dei documenti A a V.  

P.a  

P.a.a Sotto il profilo procedurale, le ricorrenti concludono che sia ordinato 

all’USTRA, in via supercautelare, di “astenersi da qualsiasi misura di 

esecuzione dell’aggiudicazione […] in particolare […] di perfezionare [con le 

controparti] il contratto d’appalto […]”, che sia conferito al ricorso l’effetto 

sospensivo, con “divieto […] di perfezionare […] il contratto d’appalto […] 

come pure di intraprendere qualsiasi atto preparatorio al suo adempimento”, 

e che sia data loro la facoltà di consultare liberamente tutti gli atti relativi al 

concorso e prendere posizione sulle eventuali osservazioni in proposito 

formulate dall’USTRA e dalle controparti (ricorso, pag. 16).  

P.a.b Riguardo al merito del litigio, le ricorrenti chiedono, in via principale, di 

annullare le due decisioni impugnate e pronunciare l’aggiudicazione della 

commessa litigiosa a loro favore, in via subordinata, di annullare le due 

decisioni impugnate e retrocedere gli atti all’USTRA, affinché attribuisca loro 

la commessa litigiosa, oppure, in via ulteriormente subordinata, se l’USTRA 

dovesse concludere, nelle more del procedimento, il contratto con le 

controparti, di accertare l’illiceità della decisione impugnata del 24 aprile 

2017 (ricorso, pagg. 16 e 17). 

P.b  

P.b.a A motivazione delle loro conclusioni procedurali, le ricorrenti 

sottolineano in sostanza, con riferimento alla dichiarazione dell’Anas del 

23 novembre 2016 (cfr. consid. K), che il ruolo svolto dall’ing. ... sul cantiere 

ASR (svicolo Serre-Mileto) corrisponderebbe alle esigenze espresse nel 

bando di concorso, da cui la parvenza del buon diritto materiale del gravame 

(ricorso, pag. 6), che, per ammissione dello stesso USTRA durante l’incontro 

del 3 maggio 2017 (cfr. consid. N), la commessa non sarebbe urgente, ciò 

che comproverebbero le tempistiche del concorso, e che, in fin dei conti, 

esse si vedrebbero aggiudicare la commessa dato il miglior prezzo della loro 

offerta (cfr. consid. D), concludendo alla fondatezza dell’istanza di 

concessione dell’effetto sospensivo (ricorso, pag. 7). Quanto all’accesso 

integrale agli atti, le ricorrenti lo motivano in base, secondo loro, alla dottrina 

e alla giurisprudenza di questo Tribunale (ricorso, pag. 8).  

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P.b.b Motivando le loro conclusioni di merito, dopo avere precisato che “la 

documentazione di concorso non chiariva in alcun modo, neanche facendo 

riferimento a condizioni generali o quant’altro, la funzione di direttore 

tecnico” (ricorso, pag. 10), le ricorrenti affermano, in riferimento alla dottrina 

e alla giurisprudenza del Tribunale federale e di questo Tribunale, che la 

nozione di “direttore tecnico” deve essere interpretata secondo i principi 

dell’affidamento, del favor negotii, in dubio contra stipulatorem e in dubio 

mitius. In quest’ottica, esse esprimono la convinzione, grazie ad un’analisi 

comparativa di altri concorsi prevedenti le figure chiave di “capo cantiere”, 

“direttore di cantiere” e “direttore tecnico”, che l’USTRA “confonda la 

mansione di direttore tecnico con quella di direttore di cantiere, ruolo 

neanche previsto dalle condizioni di concorso nelle figure chiave dell’appalto 

oggetto di vertenza” (ricorso, pagg. 11 e 12). In proposito, esse citano la 

definizione data dall’USTRA del termine “direttore tecnico” nel quadro della 

procedura che è sfociata nella sentenza TAF B-3255/2009 del 4 agosto 2009 

(“Il direttore tecnico è in sostanza colui che coordina, controlla, dirige e 

gestisce l’appalto. Egli deve rispettare i tempi, i costi e la qualità 

nell’allestimento dei piani di officina. Ha inoltre il compito di coordinare e 

trattare il materiale, nonché di trasportare e montare in cantiere gli elementi 

di carpenteria metallica”), a dimostrazione che questa funzione non si 

limiterebbe “all’attività sul fronte nel cantiere”, come preteso dall’USTRA, ma 

sarebbe orientata “alla direzione tecnica completa dell’appalto per conto 

dell’appaltatore, e corrisponde al ruolo di project manager tecnico”, ossia alle 

mansioni svolte dall’ing. ... sul cantiere dell’ASR (svincolo Serre-Mileto) 

(ricorso, pag. 13).  

Le ricorrenti considerano pure che l’USTRA avrebbe dovuto far prova di 

riserbo nell’escluderle per inidoneità, dovendo piuttosto, in caso di imperfetta 

aderenza del ruolo di direttore tecnico dell’ing. ... sull’ASR (svincolo Serre-

Mileto) con quello del bando di concorso, tenerne conto nella valutazione 

per l’aggiudicazione stessa (ricorso, pag. 13; cfr. consid. C).  

Per finire, le ricorrenti invocano una violazione, ritenuta insanabile, del loro 

diritto di essere sentite, nella misura in cui l’USTRA le avrebbe tenute 

all’oscuro delle sue richieste all’Anas e del contenuto delle risposte di 

quest’ultima (cfr. consid. J e K), omettendo così di interpellarle sulle 

qualifiche dell’ing. ..., ciò che renderebbe inoltre la decisione di esclusione 

sproporzionata, contraria alla buona fede e, in definitiva, arbitraria (ricorso, 

pagg. 14 e 15).  

  

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Pagina 11 

Q.  

Il 16 maggio 2017, mediante decisione incidentale superprovvisionale, 

questo Tribunale, accusando ricevimento e prendendo atto del ricorso, ha 

vietato all’USTRA di intraprendere qualsiasi misura esecutiva suscettibile di 

pregiudicare l’esito del ricorso, come la conclusione del contratto con le 

controparti, prima che fosse stato deciso sull’istanza di conferimento 

dell’effetto sospensivo.  

R.  

Il 17 maggio 2017, tramite decisione incidentale, questo Tribunale ha 

chiesto, da un lato, all’USTRA e alle controparti di prendere posizione, entro 

il 1° giugno 2017, sulle conclusioni procedurali del ricorso, invitando il primo 

a produrre gli atti preliminari del concorso, con l’indicazione degli eventuali 

passaggi da oscurare, e le seconde ad indicare, in caso di rinuncia ad 

esprimersi sulle conclusioni procedurali, se avessero voluto costituirsi 

formalmente controparti nella causa principale. Dall’altro lato, questo 

Tribunale ha informato le ricorrenti che, in assenza di una loro 

comunicazione entro il 23 maggio 2017, gli allegati al ricorso sarebbero stati 

trasmessi alle controparti, invitandole nel contempo a versare, entro il 

29 maggio 2017, un anticipo equivalente alle presunte spese processuali di 

fr. 18'000.–, con la comminatoria che, trascorso infruttuoso il termine, il 

ricorso sarebbe stato dichiarato inammissibile e le spese processuali 

sarebbero state loro accollate.  

S.  

S.a Il 19 maggio 2017, le ricorrenti hanno versato l’anticipo sulle presunte 

spese processuali e, il 23 maggio seguente, hanno comunicato di non 

opporsi alla trasmissione degli allegati del ricorso alle controparti.  

S.b Il 24 maggio 2017, questo Tribunale ha quindi fatto pervenire alle 

controparti i detti allegati, precisando che l’ordinanza sul diritto delle 

ricorrenti di visionare gli atti dell’appalto, nonché sulla sua portata, sarebbe 

stata emanata dopo l’inoltro degli atti preliminari da parte dell’USTRA.  

S.c Il 30 maggio 2017, le controparti hanno fatto sapere di rinunciare a 

pronunciarsi sulle conclusioni procedurali del ricorso, ma di opporsi alla 

trasmissione alle ricorrenti della propria offerta e della valutazione della 

propria idoneità, precisando inoltre di costituirsi formalmente controparti 

nella causa principale.  

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Pagina 12 

T.  

Il 12 giugno 2017, dopo aver ottenuto una proroga del primo termine, 

l’USTRA ha presentato, per il tramite del suo legale, la sua risposta al 

ricorso, munita degli atti preliminari con un elenco commentato dei 

documenti consultabili, liberamente o anonimizzati, oppure non consultabili 

dalle ricorrenti.  

T.a In sostanza, rispetto alla questione litigiosa del “direttore tecnico”, 

l’USTRA precisa che, a suo modo di vedere, “era pacifico che il direttore 

tecnico dovesse essere un direttore tecnico di cantiere, che è una figura 

operativa presente in cantiere la maggior parte del tempo” (risposta, § 3, 

pag. 6), e che le attività svolte dall’ing. ... sull’ASR (svincolo di Serre-Mileto) 

“non adempivano a quanto richiesto nel bando” (risposta, § 18), il quale 

esigeva appunto un “direttore tecnico di cantiere” (risposta, § 20), che non è 

“una persona con ruoli amministrativi” (risposta, § 3.2.2). Esso sottolinea che 

non esiste, nel diritto svizzero, una definizione fissa di questa nozione, e che 

la sua interpretazione deve quindi effettuarsi in funzione delle caratteristiche 

di ogni commessa. Ciò implicherebbe in concreto, “confrontati con una 

commessa edile, senza progettazione, relativa ad un’opera plurimilionaria 

che si svolge in una situazione di traffico e con la presenta di due 

capicantiere che lavorano a sciolte”, che “era evidente che il direttore tecnico 

dovesse essere inteso come un tecnico di cantiere, con il compito in 

particolare di coordinare le due sciolte”, più precisamente “di condurre 

l’esecuzione dei lavori, sovrintendendo tutte le varie attività previste in 

cantiere, e coordinando in particolare i due capi cantiere e l’impianto di 

produzione in loco delle miscele bituminose, tutte attività operative e non 

amministrative” (risposta, § 3.2.2, pag. 23). In proposito, esso esprime 

l’opinione che le ricorrenti stesse avrebbero inteso la nozione di “direttore 

tecnico” come “direttore tecnico di cantiere”, avendo esse posizionato 

questa funzione, nell’organigramma di cantiere annesso alla loro offerta, 

sotto la “direzione amministrativa”, da loro indicata quale “direzione tecnica”, 

e sopra i capicantiere (risposta, § 3.2.2, pagg. 23 e 24). Perdipiù, in 

riferimento alle tre funzione svolte dall’ing. ... nel quadro dei lavori sull’ASR 

(svincolo di Serre-Mileto), ossia “capo commessa”, “sostituto del direttore 

tecnico” e “direttore di cantiere” (cfr. consid. G.b, J e K), esso pretende che 

la prima corrisponda a quella di “project manager”, e sia quindi prettamente 

amministrativa, che la seconda, di carattere tecnico amministrativo (rimandi 

all’art. 26 Decreto del Presidente della Repubblica 34/2000 nonché agli art. 

118 cpv. 7 e 131 cpv. 3 Decreto legislativo del 12.4.2006, n. 163), possa 

essere esercitata, per sua natura, unicamente a titolo occasionale, in caso 

di assenza del direttore tecnico, e che la terza sia stata assunta 

dall’interessato solamente dall’aprile 2009 fino alla fine del cantiere, 

B-2784/2017 

Pagina 13 

intervenuta il 6 ottobre 2009, ossia per un periodo di sette mesi su un totale 

di ottantanove mesi, quando le attività lavorative principali erano ormai 

praticamente concluse (risposta 3.2.3, pagg. 24 e 25). Per finire, esso nega 

di aver violato il diritto delle ricorrenti di essere sentite, visto che avrebbe 

dato loro la possibilità di giustificare il soddisfacimento del criterio d’idoneità 

litigioso, puntualizzando che “spettava comunque [loro] inoltrare un’offerta 

che permettesse […] di verificare l’adempimento dei criteri richiesti, senza 

[…] ulteriori accertamenti”, come pure di avere disatteso un suo eventuale 

obbligo di interpello, l’esclusione delle ricorrenti essendo stata pronunciata 

per inidoneità, ma non “per carenza di documentazione e/o informazioni” 

(risposta, § 3.3, pagg. 25 e 26).  

T.b Rispetto al conferimento dell’effetto sospensivo, l’USTRA sostiene che, 

alla luce degli argomenti esposti nella sua risposta (cfr. consid. S.a), il ricorso 

si rivelerebbe, prima facie, manifestamente infondato, senza necessità di 

chinarsi sulla ponderazione degli interessi in gioco, per cui l’istanza delle 

ricorrenti sarebbe da rigettare.  

T.c Riguardo al diritto di consultare gli atti, dopo avere chiesto che le offerte, 

con la relativa documentazione, vengano mantenute confidenziali, l’USTRA 

espone quali siano, a suo avviso, i documenti consultabili, senza o con 

limitazioni (anonimizzati), e i documenti non consultabili. Per quanto possa 

occorrere, più ampi dettagli in proposito saranno forniti nel prosieguo.  

U.  

Il 19 giugno 2017, in attesa di un’eventuale decisione incidentale sull’effetto 

sospensivo e riservando ulteriori ordinanze processuali, questo Tribunale 

ha, da un lato, trasmesso alle ricorrenti i documenti indicati dall’USTRA (il 

CD sulla documentazione d’appalto solo su richiesta), tra cui la “Nota 

integrativa del 9.2.2017 – Esame supplementare sull’adempimento dei criteri 

d’idoneità CI2 / Persona chiave, referenza” (allegato D), nonché, malgrado 

il parere contrario dell’USTRA, la lettera dell’Anas del 20 ottobre (recte: 

9 novembre) 2016 (doc. 3.11), accordando loro la facoltà di completare il 

ricorso entro il 30 giugno 2017, e, dall’altro lato, invitato le controparti a 

comunicare, entro il 27 giugno 2017, quali dei detti documenti intendessero 

a loro volta consultare.  

Il 21 giugno 2017, questo Tribunale ha fatto pervenire alle ricorrenti il CD 

sulla documentazione d’appalto, da esse puntualmente restituito.  

  

B-2784/2017 

Pagina 14 

V.  

V.a Il 22 giugno 2017, le ricorrenti hanno fatto richiesta di potere consultare, 

in particolare, le referenze dell’impresa e delle persone chiave indicate 

nell’offerta delle controparti, chiedendo nel contempo una proroga del 

termine per completare il ricorso.  

Il 23 giugno 2017, le controparti hanno indicato quali documenti 

intendessero visionare. 

V.b Il 27 giugno 2017, questo Tribunale ha, tra le alte cose, ritrasmesso alle 

ricorrenti l’allegato D, questa volta intero, e prorogato loro il termine per 

completare l’impugnativa fino al 10 luglio 2017, invitando l’USTRA e le 

controparti, se del caso, a manifestarsi in relazione alla richiesta formulata 

dalle ricorrenti il 22 giugno 2017.  

Il 28 giugno 2017, le ricorrenti hanno dichiarato di opporsi alla trasmissione 

di parte dei documenti richiesti in visione dalle controparti.  

Il 6 luglio 2017, l’USTRA ha confermato la sua posizione riguardo ai 

documenti visionabili, espressa con la sua risposta del 12 giugno 2017, e le 

controparti hanno comunicato di condividere quanto disposto da questo 

Tribunale rispetto all’accesso agli atti.  

W.  

Il 7 luglio 2017, le ricorrenti hanno inoltrato il loro ricorso completato, con 

domanda di concessione dell’effetto sospensivo, munito di tre allegati, ossia 

i documenti W, X e Y, il primo consistente in una “dichiarazione giurata” del 

27 giugno 2017, davanti al legale delle ricorrenti agente in qualità di pubblico 

notaio, fatta dall’ing. ..., nella quale quest’ultimo descrive, in particolare, la 

sua attività di “direttore tecnico operativo e capocommessa/project-

manager”, dal 2004 al 2010, sul cantiere dell’ASR (svincolo Serre-Mileto), il 

secondo consistente, da un lato, in una tabella relativa al “volume delle opere 

svolte dall’ing. ... agente anche quale direttore di cantiere dal 2009 a fine 

cantiere”, e, dall’altro lato, in diversi scritti, essenzialmente contabili, 

dell’Anas, e il terzo consistente in una copia del ricorso con le parti 

completate aggiunte in rosso. 

In sostanza, le ricorrenti contestano le riflessioni che l’USTRA ha messo nero 

su bianco nella nota integrativa del 9 febbraio 2017 (allegato D), alla quale 

oppongono il contenuto della “dichiarazione giurata” del 27 giugno 2017 

(ricorso completato, pagg. 8 e 13). Esse esprimono la convinzione che il 

B-2784/2017 

Pagina 15 

“direttore tecnico” non possa essere equiparato ad un “direttore di cantiere”, 

poiché il “ruolo operativo della sola conduzione “sul fronte” dei capicantiere 

non è in buona fede attribuibile al direttore tecnico, ma è caratteristico del 

direttore di cantiere”, dimodoché “l’interpretazione che ora l’USTRA vuol 

dare alla figura del direttore tecnico, confondendola con quella del direttore 

di cantiere, non solo è contraria al principio di affidamento, ma è addirittura 

insostenibile” (ricorso completato, § 10). Esse sostengono pertanto che “il 

ruolo e le mansioni avute dall’ing. ... quale direttore tecnico operativo e 

capocommessa/project manager per tutta la durata della commessa di 

referenza […] soddisfano appieno il requisito del direttore tecnico previsto 

dalle condizioni di concorso” (ricorso completato, § 10).  

X.   

X.a L’11 luglio 2017, questo Tribunale ha fatto pervenire un esemplare del 

ricorso completato all’USTRA, con gli allegati W, X e Y, nonché alle 

controparti, con il solo allegato Y, invitando entrambe ad inoltrare le loro 

osservazioni entro il 27 luglio 2017. Esso ha pure inoltrato alle controparti, 

per consultazione, una parte degli atti preliminari da loro richiesti, ed ha 

indicato alle ricorrenti che, senza loro comunicazione contraria entro il 

17 luglio 2017, gli allegati W e X sarebbero stati trasmessi alle controparti. 

X.b Il 14 luglio 2017, le ricorrenti hanno fatto sapere di opporsi, per questioni 

di reciprocità e di segretezza, alla trasmissione degli allegati W e X alle 

ricorrenti.  

X.c Il 17 luglio 2017, questo Tribunale ha quindi comunicato alle controparti 

di rinunciare, allo stato attuale della procedura, ad accordare loro il diritto di 

visionare gli allegati W e X, indicando brevemente, cionondimeno, di cosa si 

trattava.  

Y.  

Il 24 luglio 2017, l’USTRA ha presentato le sue osservazioni sul ricorso 

completato. In sostanza, esso mette in rilievo il proprio ampio potere 

d’apprezzamento, particolarmente quando si tratta di “stabilire se i lavori 

menzionati negli oggetti di referenza possono essere ritenuti paragonabili 

alla prestazione messa in concorso, valutare se una referenza basti a 

dimostrare che un’impresa sia in grado di adempiere il mandato messo in 

concorso, oppure definire quali sono i criteri che una referenza deve 

soddisfare” (osservazioni, pag. 3), per ribadire come “le ricorrenti non 

riescano a dimostrare l’equivalenza tra le attività svolte nella referenza con 

quelle pretese nel presente concorso” (osservazioni, pag. 4). Esso sostiene 

B-2784/2017 

Pagina 16 

inoltre che, visti i dati contenuti nel curriculum vitae dell’ing. ..., relativi ai 

periodi 1.4.2004 – 30.4.2010, 1.6.2006 – 1.7.2008, 1.7.2007 – 2.2.2008 e 

1.1.2008 – 30.4.2009, non è possibile concludere che quest’ultimo sia stato 

costantemente presente sul cantiere di referenza, come invece richiesto nel 

bando di concorso (osservazioni, pag. 6).  

Z.  

Il 27 luglio 2017, le controparti hanno inoltrato la loro risposta al ricorso e al 

ricorso completato, concludendo al respingimento dello stesso ed alla 

conferma della decisione impugnata (risposta, pag. 25). In sostanza, le loro 

considerazioni vertono sulla figura del “direttore tecnico” e ricalcano quelle 

formulate dall’USTRA nella sua risposta al ricorso e nelle sue osservazioni 

al ricorso completato. Così, esse pretendono, principalmente, che “il previsto 

impiego di due capicantiere, operanti in sciolte, [avrebbe dovuto] 

necessariamente indurre anche un profano a concludere che il committente 

intendesse attribuire al direttore tecnico la funzione di organizzarne, 

dirigerne, coordinarne e sorvegliarne l’attività”, per cui alla funzione di 

direttore tecnico “poteva […] essere attribuito soltanto il significato di 

dirigente esecutivo in ambito tecnico-operativo” (risposta, §§ 40 e 41). 

D’altra parte, esse chiedono che gli allegati W e X del ricorso completato 

siano loro trasmessi, se del caso anonimizzati, oppure che non siano 

considerati nella procedura.  

AA.  

Il 7 agosto 2017, questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza un 

esemplare delle osservazioni dell’USTRA, del 24 luglio 2017, alle ricorrenti 

e alle controparti, ed un esemplare della risposta delle controparti, del 

27 luglio 2017, alle ricorrenti e all’USTRA, annunciando nel contempo la 

conclusione, in linea di principio, dello scambio degli scritti, salvo eventuali 

nuove misure istruttorie o memorie delle parti, e la prossima prevedibile 

emanazione di una decisione sull’effetto sospensivo o, eventualmente, di 

una decisione ponente fine alla procedura di ricorso.  

BB.  

Il 25 agosto 2017, le ricorrenti hanno presentato delle osservazioni 

spontanee sulle osservazioni dell’USTRA del 24 luglio 2017 (cfr. consid. X), 

ribadendo in sostanza che l’ing. ... sarebbe stato presente costantemente 

sul cantiere di referenza “fino all’aprile 2010, per permettere il 

completamento delle opere accessorie e lo smantellamento di tutto il 

cantiere”, svolgendo il ruolo di direttore tecnico operativo e di 

capocommessa/project-manager per conto della X._______ da gennaio 

2004 ad aprile 2010. Esse sottolineano inoltre che i ruoli assunti dall’ing. ... 

B-2784/2017 

Pagina 17 

su altri cantieri durante i lavori relativi all’ASR (svincolo Serre-Mileto) non 

sono inconciliabili con la nozione di presenza costante, “ossia regolare e 

molto intensa, ma non necessariamente sempre continua”, che esige il 

bando di concorso per la commessa litigiosa, considerato che i detti cantieri 

si trovavano ad una distanza di cento chilometri al massimo dal cantiere di 

referenza (osservazioni, pagg. 2 e 3).  

CC.  

Il 29 agosto 2017, questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza le 

osservazioni spontanee delle ricorrenti all’USTRA e alle controparti, dando 

loro la facoltà di esprimersi in proposito fino all’11 settembre 2017.  

DD.  

L’8 settembre 2017, l’USTRA e le controparti si sono manifestati in relazione 

alle ultime osservazioni spontanee delle ricorrenti. Mettendo in dubbio 

l’attendibilità del loro contenuto, essi ribadiscono la necessità di confermare 

la decisione d’esclusione e di respingere il ricorso.  

EE.  

Il 12 settembre 2017, questo Tribunale ha trasmesso per conoscenza alle 

parti gli scritti da ultimo pervenutigli. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 In materia di acquisti pubblici la procedura è retta dalla legge federale 

del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), 

sempre che la legge federale sugli acquisti pubblici del 16 dicembre 1994 

(LAPub, RS 172.056.1) non disponga altrimenti (art. 26 cpv. 1 LAPub). 

Riguardo ai rimedi giuridici, la LAPub prevede che il Tribunale amministrativo 

federale giudica i ricorsi contro le decisioni del committente, in particolare 

quelle sull’aggiudicazione e sull’esclusione (art. 5 PA nonché art. 2 cpv. 1, 

27 cpv. 1 e 29 lett. a e d LAPub). 

1.2 La LAPub regola le commesse pubbliche di forniture, di servizi e di 

costruzioni o edili (art. 1 cpv. 1 lett. a e 5 cpv. 1 lett. c LAPub), che sono 

subordinate all'Accordo sugli appalti pubblici (“Government Procurement 

Agreement” [GPA], RS 0.632.231.422), concluso il 15 aprile 1994 nell'ambito 

dell’“Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio” (Accordo 

GATT/OMC, RS 0.632.20 e 0632.21; art. 4 lett. a LAPub; DTAF 2008/48, 

B-2784/2017 

Pagina 18 

consid. 2.1 con rinvii), ed è applicabile soltanto se il committente vi sottostà 

(art. 2 cpv. 1 LAPub), se non esistono eccezioni alla sua applicazione 

materiale (art. 3 LAPub) e se il valore stimato della commessa raggiunge i 

valori soglia (art. 6 cpv. 1 LAPub).  

1.3 In concreto, l’USTRA fa parte dell’Amministrazione generale della 

Confederazione (art. 2 cpv. 1 lett. a LAPub), e le sue decisioni d’esclusione, 

del 24 aprile 2017, nonché d’aggiudicazione, del 25 aprile 2017, sono 

dunque, in linea di principio, impugnabili davanti a questo Tribunale. Inoltre, 

la commessa litigiosa è soggetta al GPA (cfr. l’allegato 5 dell’appendice I del 

GPA; bando di concorso, n. 1.9), non sussistono eccezioni rispetto al campo 

d’applicazione materiale della LAPub (art. 3 LAPub) e il prezzo dell’offerta 

formulata dalle controparti, pari a fr. 98’406'746.04 (cfr. consid. D), supera 

chiaramente il valore soglia previsto per le opere edili (art. 6 cpv. 1 lett. c 

LAPub). 

Ne deriva che la competenza di questo Tribunale a giudicare il presente 

ricorso è pacifica.  

2.  

2.1 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi 

all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità di farlo, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e ha un interesse degno 

di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 

1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro venti giorni dalla notificazione 

della decisione (art. 30 LAPub) e contenere le conclusioni, i motivi, 

l'indicazione dei mezzi di prova e la firma del ricorrente o del suo 

rappresentante, con allegati, se disponibili, la decisione impugnata e i 

documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo 

equivalente alle presunte spese processuali deve essere saldato entro il 

termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA).  

2.2  Gli offerenti esclusi dalla valutazione sono legittimati a contestare la loro 

estromissione dalla procedura, come risulta dall'art. 48 PA in relazione con 

l'art. 26 cpv. 1 LAPub (DTAF 2007/13 consid. 1.4). Per contro, il diritto di 

ricorrere contro l'aggiudicazione della commessa potrebbe essere 

riconosciuto, in linea di massima, solo se la decisione di esclusione 

risultasse infondata, l'ammissibilità del ricorso contro l'aggiudicazione 

trovandosi quindi in un rapporto d’interdipendenza con l'esito del ricorso 

contro l'esclusione (cfr., per es., la sentenza del Tribunale cantonale 

amministrativo del Cantone Ticino, del 7 gennaio 2013, n. d’incarto 

B-2784/2017 

Pagina 19 

52.2012.387, consid. 1.1 e 3.1, citata nella sentenza TAF B-1927/2014 del 

16 luglio 2014, consid. 1.3; MATTEO CASSINA, Principali aspetti del diritto 

delle commesse pubbliche nel Cantone Ticino, 2008, pag. 65 e segg.; 

CHRISTOPH JÄGER, Ausschluss vom Verfahren – Gründe und der 

Rechtsschutz in ZUFFEREY/STÖCKLI [ed.], Aktuelles Vergaberecht 2014, pag. 

355 e segg.). 

2.3 In concreto importa sottolineare, per cominciare, che le ricorrenti 

chiedono non soltanto l'annullamento della decisione d’esclusione, di cui 

sono le destinatarie, ma anche della decisione d’aggiudicazione, di cui non 

sono le destinatarie. Alla luce di quanto esposto al consid. 2.2, si può per il 

momento riconoscere soltanto la legittimazione delle ricorrenti ad impugnare 

la decisione d’esclusione. Quanto al loro eventuale diritto di ricorrere anche 

contro la decisione d’aggiudicazione, la questione sarà affrontata, se del 

caso, una volta esaminata la fondatezza del ricorso contro la decisione 

d’esclusione.  

Per il resto, le ricorrenti, come già detto, sono le destinatarie della decisione 

d’esclusione, hanno presentato il loro ricorso tempestivamente e nel rispetto 

dei requisiti previsti dalla legge, versando inoltre l'anticipo di fr. 18'000.–, 

relativo alle spese processuali, nel termine impartito.  

Ne discende che il ricorso è ammissibile e nulla osta quindi all’esame del 

merito del litigio.  

3.   

Con il deposito del ricorso, la trattazione della causa, oggetto della decisone 

impugnata, passa al Tribunale amministrativo federale (effetto devolutivo; 

art. 54 PA), il cui potere d’esame, in materia di acquisti pubblici, è limitato 

alla violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere 

di apprezzamento, e all'accertamento incompleto o inesatto dei fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. a e b PA), non potendo essere infatti 

addotto il motivo dell’inadeguatezza (art. 31 LAPub [art. 49 lett. c PA]). 

L'esclusione della censura dell'inadeguatezza concerne non soltanto la 

scelta delle specificazioni tecniche e dei criteri di idoneità e d'aggiudicazione, 

ma anche la valutazione delle offerte (PETER GALLI/ANDRÉ 

MOSER/ELISABETH LANG/MARC STEINER, Praxis des öffentlichen 

Beschaffungsrechts, Zurigo/Basilea/Ginevra, nn. 1286 e 1388 con i 

riferimenti). Si noti ancora che l'interpretazione del testo del bando di 

concorso, che avviene in virtù del principio dell'affidamento, costituisce di 

per sé una questione di diritto che deve essere esaminata con pieno potere 

di cognizione (sentenza TAF B-3255/2009 del 3 novembre 2011, consid. 

B-2784/2017 

Pagina 20 

5.1.3, in riferimento alla relativa decisione incidentale B-3255/2009 del 

4 agosto 2009; cfr., in seguito, il consid. 7.2).  

4.  

Come già anticipato (cfr. consid. 2.2 e 2.3), l’oggetto del litigio deve essere, 

in un primo tempo, circoscritto all’esclusione delle ricorrenti pronunciata 

dall’USTRA con la decisione del 24 aprile 2017. Infatti, se la decisione 

d’esclusione è conforme al diritto, le questioni procedurali relative all’effetto 

sospensivo e alla legittimazione delle ricorrenti ad impugnare la decisione 

d’aggiudicazione, non si porranno più. Si noti che, in relazione all’esclusione 

delle ricorrenti, il litigio verte essenzialmente sulla definizione e 

l’interpretazione del termine di “direttore tecnico” alla luce delle circostanze 

particolari della fattispecie, e, in quest’ottica, su un’eventuale violazione del 

diritto federale da parte dell’USTRA (art. 49 lett. a PA). Altrimenti detto, 

occorre stabilire se la funzione di “direttore tecnico operativo / project 

manager”, svolta dall’ing. ... sul cantiere italiano di referenza (ASR, svincolo 

Serre-Mileto), corrisponda alla funzione attribuita al “direttore tecnico” nel 

bando di concorso. È quindi necessario, di seguito, esporre le disposizioni 

in materia d’esclusione, con le dovute referenze giurisprudenziali e dottrinali, 

non prima però di avere trattato le censure formali sollevate dalle ricorrenti, 

essenzialmente quella relativa alla violazione del loro diritto di essere 

sentite, in senso lato, da parte dell’USTRA nel corso della procedura 

d’aggiudicazione. 

5.  

5.1 Il diritto di essere sentiti, secondo l’art. 29 cpv. 2 della Costituzione 

federale (Cost., RS 101), include i diritti di esaminare gli atti, di essere 

informato dall'autorità e di pronunciarsi, prima del rilascio di una decisione, 

sulle memorie delle parti, sulle osservazioni delle autorità, nonché sugli atti 

usati come mezzi di prova, quali scritture, perizie, pareri e preavvisi di organi 

e uffici interessati, deposizioni testimoniali, verbali e decisioni notificate 

(ADELIO SCOLARI, Diritto amministrativo, parte generale, 2002, n. 483 e 

segg.), però esso non implica il diritto di esprimersi oralmente davanti 

all'autorità (DTF 134 I 140 consid. 5.3). In proposito, anche la procedura 

davanti al Tribunale amministrativo federale si svolge essenzialmente per 

scritto, non esistendo un diritto a prendere posizione oralmente (sentenza 

TAF C-3597/2012 del 7 marzo 2013, consid. 3). Siccome il diritto di essere 

sentiti è una garanzia di carattere formale, la sua violazione comporta di 

principio l'annullamento della decisione impugnata, indipendentemente dalle 

probabilità di successo nelle questioni di merito; eccezionalmente, una 

violazione del diritto di essere sentiti, occorsa nella procedura precedente, 

B-2784/2017 

Pagina 21 

può reputarsi sanata, tra l’altro, se il ricorrente può esporre la propria causa 

davanti ad un'autorità di ricorso che esamina con pieno potere cognitivo tutte 

le questioni che avrebbero potuto porsi dinanzi all'autorità inferiore se 

quest'ultima avesse sentito regolarmente il ricorrente (DTF 132 V 387 

consid. 5 con rinvii).  

5.2 In concreto non si può non convenire con le ricorrenti, alla luce degli atti 

all’incarto, che l’USTRA ha contattato per scritto l’Anas, nell’ottobre e nel 

novembre 2016 (cfr. consid. J e K), senza avvertire le ricorrenti, e che, dopo 

avere ottenuto le risposte scritte dall’Anas, il 9 novembre e il 23 novembre 

2016, l’USTRA non le ha portate a conoscenza delle ricorrenti, chiedendo 

loro eventualmente di prendere posizione in proposito (cfr. consid. J a N). In 

questo senso occorre sottolineare che, trattandosi di mere informazioni sul 

cantiere di referenza, non sussiste un obbligo di concedere il diritto di 

audizione. Cionondimeno, considerata anche l’importanza delle informazioni 

fornite dall’Anas sul cantiere di referenza e le funzioni assunte dall’ing. ..., 

l’agire dell’USTRA potrebbe apparire, di primo acchito, come una violazione 

del diritto di essere sentite delle ricorrenti. Tuttavia, pur volendo ammettere 

una tale violazione, bisogna notare due aspetti che la mitigano, rendendola 

in fin dei conti non particolarmente grave: innanzitutto, il carattere di pura 

riflessione interna all’USTRA della nota integrativa, necessaria a formarsi 

un’opinione definitiva sulla questione del “direttore tecnico”, che, in quanto 

tale, non doveva essere obbligatoriamente portata a conoscenza delle 

ricorrenti, per una loro presa di posizione, prima che fosse emanata la 

decisione d’esclusione; in secondo luogo, come rilevato dallo stesso USTRA 

(risposta, § 3.3, pag. 25), incombeva alle ricorrenti presentare da subito 

un’offerta chiara e senza contraddizioni, in particolare riguardo ad un criterio 

così fondamentale come quello delle persone chiave, o in seguito alle 

diverse sollecitazioni dell’USTRA dopo l’inoltro della loro offerta (cfr. consid. 

F, H e I), senza che quest’ultimo fosse costretto a lanciarsi in ulteriori 

chiarificazioni ed accertamenti, direttamente presso l’Anas, per formarsi un 

parere sufficientemente fondato sulla questione.  

Parallelamente a quanto appena riferito, si deve mettere in rilievo il fatto che 

le ricorrenti hanno potuto, nella presente procedura, non solo commentare 

la lettera dell’Anas del 23 novembre 2016, ma anche esprimersi sulla lettera 

dell’Anas del 9 novembre 2016, di cui una copia è stata loro trasmessa da 

questo Tribunale il 19 giugno 2017. Le ricorrenti hanno dunque potuto 

formulare, senza ombra di dubbio, quegli argomenti che avrebbero esposto 

all’USTRA se esso le avesse sentite sulla sua nota integrativa prima di 

emettere la decisione d’esclusione.  

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Pagina 22 

Date queste circostanze, non si può ragionevolmente sostenere, come 

fanno le ricorrenti, che il loro diritto di essere sentite sarebbe stato 

pregiudicato dall’agire dell’USTRA in modo tale da non essere sanabile nella 

presente procedura (ricorso, § 12). Al contrario, come or ora dimostrato, 

questo vizio procedurale è stato ampiamente sanato in questa sede, per cui 

la relativa censura risulta infondata.  

5.3 In relazione alle altre censure formali (interpello, proporzionalità, buona 

fede, arbitrio; cfr. consid. P.b.b), con riferimento esplicito all’art. 5 Cost., è 

necessario precisare quanto segue. Le ricorrenti pretendono di non essere 

state interpellate dall’USTRA sulla questione delle qualifiche dell’ing. ... in 

rapporto alle esigenze del bando di concorso, ciò che si sarebbe tradotto in 

un complesso di violazioni riconducibili al diritto di essere sentiti, alla 

proporzionalità, alla buona fede e all’arbitrio (ricorso, § 12). In proposito, 

l’estratto dottrinale citato dalle ricorrenti a supporto delle loro considerazioni, 

specifica bene che l’obbligo di interpello (“Rückfragepflicht”) interviene in 

caso di mancanza o insufficienza di prove (“[…] Fehlen oder Ungenügen von 

Nachweisen” […]), circostanza non riscontrabile in concreto. Infatti, l’USTRA 

ha optato per l’esclusione delle ricorrenti in piena conoscenza di causa, 

disponendo delle prove necessarie, in particolare quelle prodotte dalle 

stesse ricorrenti con la loro offerta (cfr. nota integrativa, punto 2, lett. b; 

consid. M), che ha interpretato in funzione del proprio potere 

d’apprezzamento, anche con l’ausilio di testi legislativi italiani (cfr. nota 

integrativa, punto 2, lett. g-i). Se è vero che l’USTRA si è basato pure sulle 

due lettere dell’Anas (cfr. nota integrativa, lett. d-e), che esso non ha 

comunicato alle ricorrenti, il loro contenuto si limita ad informazioni esigibili 

in virtù del bando di concorso, che le stesse ricorrenti avrebbero dovuto in 

fin dei conti fornire, senza spingere l’USTRA ad attivarsi per ottenerle. 

Peraltro, come già evidenziato, la nota integrativa ha un carattere 

meramente interno, rappresentando il coronamento della riflessione 

condotta dall’USTRA allo scopo di determinarsi sull’idoneità o meno delle 

ricorrenti (cfr. consid. 5.2). A ciò si deve aggiungere che, secondo una prassi 

consolidata, di cui le ricorrente dovevano perciò essere consapevoli, 

l’USTRA procede liberamente, quando occorra secondo il suo 

apprezzamento, ai controlli necessari per ottenere conferma dei dati relativi 

alle referenze fornite dagli offerenti (cfr. il consid. 6).  

Ne discende che le censure relative all’interpello, alla proporzionalità, alla 

buona fede e all’arbitrio, così come intese dalle ricorrenti, appaiono prive di 

fondamento.  

  

B-2784/2017 

Pagina 23 

6.  

6.1 Secondo l’art. 9 LAPub (criteri d’idoneità), il committente può esigere 

dall'offerente la prova dell'idoneità finanziaria, economica e tecnica; a tal 

fine, precisa i criteri di idoneità (cpv. 1). I criteri e le prove d'idoneità sono 

resi noti nel bando o nella relativa documentazione (cpv. 2).  

I criteri d’idoneità devono essere distinti dai criteri d’aggiudicazione. Con i 

criteri d’idoneità viene prodotta la prova della capacità d’adempimento del 

mandato sotto l'aspetto finanziario, economico e tecnico. Essi si riferiscono 

all'impresa offerente e alle sue qualità, mentre i criteri d’aggiudicazione 

concretizzano la nozione dell'offerta più favorevole dal profilo economico. I 

criteri d’idoneità e quelli d’aggiudicazione hanno quindi due funzioni 

differenti: il mancato adempimento dei criteri d’idoneità implica l'esclusione 

dalla gara, e un criterio d’idoneità non adempiuto non può essere 

compensato in ragione di un eccesso di soddisfazione rispetto ai rimanenti 

criteri d’idoneità. D'altra parte, i criteri d’aggiudicazione servono a valutare 

le offerte ammesse e, in tale ambito, una valutazione peggiore di un criterio 

d’aggiudicazione può essere compensata con una valutazione migliore di un 

altro o altri criteri d’aggiudicazione (sentenza del Tribunale federale 

2C_91/2013 del 23 luglio 2013, consid. 2.2.4; GALLI/MOSER/LANG/STEINER, 

op. cit., n. 580). Per riassumere, dalla differenza funzionale tra i criteri 

d’idoneità e i criteri d’aggiudicazione risulta chiaro che, nell'ambito 

dell'esame dell'idoneità, non vi è spazio, in linea di principio, per una 

valutazione peggiore o migliore; il risultato dell'esame dell'idoneità ha solo 

due alternative: l'ammissione dell'offerta all'esame dei criteri 

d’aggiudicazione oppure l'esclusione dalla gara (sentenza TAF B-6533/2013 

del 14 gennaio 2014, consid. 5). 

6.2 Conformemente all’art. 9 OAPub (esame dell’idoneità), il committente 

può in particolare richiedere e vagliare, per l'esame dell'idoneità degli 

offerenti, i documenti menzionati nell'allegato 3 (cpv. 1). Nell'indicare i 

documenti necessari, esso tiene conto del genere e dell'entità della 

commessa (cpv. 2).  

Nell’allegato 3 dell’OAPub, in una lista di diciassette documenti, sono 

segnatamente menzionati la dichiarazione riguardante le capacità in 

personale e i mezzi tecnici in vista del mandato da aggiudicare (documento 

4), i documenti di studio e attestati di capacità professionale dei collaboratori 

dell'azienda e/o dei quadri dirigenziali, segnatamente delle persone 

responsabili previste per l'esecuzione del mandato da aggiudicare 

(documento 5), l’elenco delle prestazioni più importanti fornite negli ultimi 

B-2784/2017 

Pagina 24 

cinque anni precedenti il bando (documento 8), come pure le referenze 

presso cui il committente può accertare l'esecuzione regolare di queste 

prestazioni e segnatamente procurarsi le seguenti informazioni: valore della 

prestazione, data e luogo della prestazione, parere (dell'allora committente) 

sull'esecuzione regolare e sulla conformità della prestazione alle regole 

riconosciute della tecnica (documento 9).  

6.3 Ai sensi dell’art. 11 LAPub (esclusione o revoca dell’aggiudicazione), il 

committente può revocare l'aggiudicazione o escludere determinati offerenti 

dalla procedura, in particolare qualora (a) non adempiano più i criteri 

d'idoneità previsti dall'articolo 9 LAPub, (b) abbiano dato al committente 

indicazioni false, (c) non abbiano pagato imposte o oneri sociali, (d) non 

abbiano ottemperato agli impegni derivanti dall'art. 8 LAPub (principi 

procedurali), (e) abbiano pattuito comportamenti tali da impedire un'effettiva 

libera concorrenza o da ostacolarla in modo rilevante, oppure (f) penda nei 

loro confronti una procedura di fallimento.  

6.4 Il committente accerta d'ufficio i fatti e si serve come mezzi di prova, se 

necessario, di documenti, d'informazioni delle parti, d'informazioni o 

testimonianze di terzi, di sopralluoghi e di perizie (art. 12 PA). Esso deve 

apprezzare i fatti tenendo conto di tutti gli elementi di cui dispone. A proposito 

del grado della prova, la PA non prevede regole rigide e non presuppone 

una certezza indubbia: determinante è unicamente la convinzione 

dell'autorità circa l'esistenza o l'inesistenza di un determinato fatto, secondo 

un grado di probabilità così elevato da dissipare qualsiasi ragionevole 

dubbio (WALDMANN / WEISSENBERGER, Praxiskommentar zum 

Bundesgesetz über das Verwaltungsverfahren, 2a ed., Zurigo 2016, nn. 213 

a 215 ad art. 12 PA, con i riferimenti giurisprudenziali citati).  

7.   

7.1 Nella giurisprudenza e nella dottrina è ammesso che l'autorità giudiziaria 

di ricorso, anche se dispone di un potere d’esame completo, eserciti il suo 

potere d'apprezzamento con riserbo qualora si tratti di questioni legate 

strettamente a delle circostanze di fatto o a questioni tecniche (DTAF 

2008/23 consid. 3.3). Quando si devono giudicare questioni tecniche 

speciali per le quali l'autorità di prima istanza dispone di conoscenze 

specifiche, l'autorità di ricorso non si discosterà senza validi motivi 

dall'apprezzamento di chi l'ha preceduta (DTF 133 II 5 consid. 3 e 131 II 680 

consid. 2.3.2; sentenza TAF A-7836/2008 del 21 dicembre 2011, consid. 3; 

MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren vor dem 

Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2008, nota marginale 2.154 e segg.). 

B-2784/2017 

Pagina 25 

7.2 Per quanto riguarda più precisamente gli acquisti pubblici, il committente 

dispone di un ampio potere discrezionale nel formulare ed applicare i criteri 

d’idoneità, ma è però limitato dal principio dell’affidamento (art. 5 cpv. 3 e 9 

Cost.) e dal principio della trasparenza vigente nel diritto degli appalti 

pubblici (art. 1 cpv. 1 lett. a LAPub). I criteri d’idoneità descritti nel bando di 

concorso devono essere interpretati ed applicati come gli offerenti potevano 

e dovevano, in buona fede, comprenderli, indipendentemente dalla volontà 

soggettiva del committente o delle persone ivi operanti. Le istanze di ricorso, 

quando procedono al controllo dei fatti e del diritto, facendo uso della loro 

facoltà d’interpretazione, non devono vanificare il potere discrezionale del 

committente. Se più interpretazioni sono possibili, l’istanza di ricorso non 

deve scegliere quella che le sembra opportuna (“zweckmässig 

scheinende”), ma delimitare il perimetro di ciò che è legalmente ammissibile 

(“die Grenzen des rechtlich Zulässigen abzustecken”). In presenza di nozioni 

tecniche è inoltre necessario tenere conto di come esse vengono comprese 

dagli specialisti (“Fachwelt”) oppure di come gli offerenti le hanno intese in 

relazione al progetto concreto dato in appalto (sentenza del Tribunale 

federale 2C_1101/2012 del 24 gennaio 2013, consid. 2.4.1, e DTF 141 II 14 

consid. 7.1; sentenze TAF B-3596/215 del 3 settembre 2015, consid. 4.3.6, 

e B-6327/2016 del 21 novembre 2016, consid. 4.5.3). 

L’ampio potere discrezionale del committente vale, per esempio, nello 

stabilire se i lavori menzionati negli oggetti di referenza possano essere 

ritenuti paragonabili alla prestazione messa in concorso (decisione 

incidentale TAF B-7393/2008 del 14 gennaio 2009, consid. 3.2.2.2; sentenze 

TAF B-4366/2009 del 24 febbraio 2010, consid. 2.1 e 5, nonché B-3803/2010 

del 2 febbraio 2011, consid. 4.3; cfr. anche GALLI/MOSER/LANG/STEINER, op. 

cit., n. 564 e segg.), quando si tratta di valutare se una referenza basti a 

dimostrare che un'impresa è in grado di adempiere il mandato messo in 

concorso (decisioni incidentali TAF B-1687/2010 del 19 luglio 2010, consid. 

4.5.1, B-6253/2009 del 16 novembre 2009, consid. 4, e B-504/2009 del 

3 marzo 2009, consid. 6.1) oppure quando bisogna definire quali siano i 

criteri che una referenza deve soddisfare (decisione incidentale della 

Commissione di ricorso in materia di acquisti pubblici [CRAP] del 22 agosto 

2008 CRAP 11/06, consid. 5c/bb; sentenza TAF B-6533/2013 del 14 gennaio 

2014, consid. 5). 

7.3 L’autorità agisce in violazione del diritto ai sensi dell'art. 49 lett. a PA, tra 

l’altro, quando eccede il proprio potere d’apprezzamento o ne abusa 

(THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, Ginevra/Zurigo/Basilea 

2011, nn. 512 e 516; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER; op. cit., note marginali 

2.166, 2.184 e segg.; PIERMARCO ZEN-RUFFINEN, Droit administratif, partie 

B-2784/2017 

Pagina 26 

générale et éléments de procédure, Neuchâtel, 2011, n. 1247). Vi è abuso 

nel potere d'apprezzamento quando l'autorità, pur rimanendo nei limiti del 

suo potere d'apprezzamento, si fonda su delle considerazioni prive di 

pertinenza ed estranee allo scopo perseguito dalle disposizioni legali 

applicabili, o viola i principi generali del diritto, quali il divieto dell'arbitrio e 

della disparità di trattamento, il principio della buona fede ed il principio della 

proporzionalità. Commette invece un eccesso positivo del proprio potere 

d'apprezzamento, l'autorità che esercita il suo apprezzamento quando la 

legge lo esclude, o che, invece di decidere tra due soluzioni possibili, ne 

adotta una terza. Si è pure in presenza di un eccesso del potere 

d'apprezzamento nel caso in cui l'eccesso è negativo, ossia quando l'autorità 

considera a torto di essere legata, mentre invece la legge l'autorizza a 

statuire secondo il suo apprezzamento, o che rinuncia di colpo, in tutto o in 

parte, all'esercizio del proprio potere d'apprezzamento (DTF 137 V 71 

consid. 5.1 con i rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER; op. cit., nota marginale 

2.184 seg. con rinvii; TANQUEREL, op. cit., nn. 513-515; BENOÎT BOVAY, 

Procédure administrative, Berna 2000, pag. 394; sentenza TAF A-3716/2010 

del 26 marzo 2013, consid. 2.1.1).  

7.4 Quanto all’onere della prova in relazione ad un preteso eccesso o abuso 

del potere d’apprezzamento, occorre ricordare che, secondo questo 

Tribunale, l’art. 8 del Codice civile (CC, RS 210), a tenore del quale chi vuole 

dedurre il suo diritto da una circostanze di fatto da lui asserita, deve fornirne 

la prova, è applicabile anche nel campo del diritto amministrativo in generale 

(sentenza TAF 6357/2016 del 27 giugno 2017, consid. 2 con i riferimenti). 

7.5 Da notare ancora che, secondo la giurisprudenza, una decisione è 

arbitraria quando contraddice in modo palese la situazione di fatto, quando 

viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro e incontestato, 

non sia sorretta da ragioni serie e obiettive, non abbia né senso né scopo, 

violi in modo evidente una norma o un principio giuridico incontestato o 

contrasti in modo intollerabile il sentimento di giustizia e di equità. Non vi è 

arbitrio per il solo fatto che un'altra soluzione potrebbe pure essere 

immaginabile, e sembrare persino migliore. L'annullamento di un giudizio si 

giustifica tuttavia solo quando esso è arbitrario nel suo risultato e non 

unicamente nella motivazione (DTF 134 I 140 consid. 5.4, 132 I 17 consid. 

5.1, 131 I 217 consid. 2.1 e 131 I 467 consid. 3.1; sentenza TAF A-2878/2013 

del 21 novembre 2013, consid. 5.2). 

  

B-2784/2017 

Pagina 27 

8.  

I ricorrenti pretendono che la decisione impugnata si fondi su una violazione 

del principio dell’affidamento e che sia quindi contraria al diritto federale (art. 

49 lett. a PA).  

8.1 Il punto 3.8 del bando di concorso indica, come persona chiave, oltre ai 

capicantiere, il “direttore tecnico”. Al posto di dare una definizione astratta di 

questo termine, come si potrebbe trovare in un dizionario, il bando determina 

l’ambito delle funzioni in cui la persona proposta dagli offerenti come 

“direttore tecnico” o, eventualmente, come “sostituto del direttore tecnico”, 

deve provare di avere già svolto (referenza, requisiti minimi), e che si 

rapporta ai tipi di infrastruttura e di opera, all’attività, all’importo fatturato 

nonché alle condizioni d’esecuzione. In questo senso, il bando non definisce 

le funzioni che il “direttore tecnico” deve dimostrare di avere già assunto “in 

un [altro] progetto”, ma appunto il loro campo (autostrada o strada a forte 

traffico, sottostruttura e soprastruttura, costruzione nuova e/o risanamento, 

importo dei lavori da impresario costruttore, esecuzione in presenza di 

traffico). Il bando precisa poi, a dire il vero in modo tautologico, che “la 

persona chiave proposta nell’ambito della realizzazione dell’opera dovrà 

effettivamente svolgere le funzioni indicate” (bando di concorso, n. 3.8 [cfr. 

consid. B.a e B.b]). Nulla di più è precisato in proposito. Come si vede da 

quanto precede, il bando di concorso non parla esplicitamente del “direttore 

tecnico o sostituto” in un cantiere, ma “in un progetto” e “nell’ambito della 

realizzazione dell’opera”.  

Ora, sulla base di questi elementi, le ricorrenti, da un lato, e l’USTRA con le 

controparti, dall’altro lato, traggono due conclusioni diverse: le prime 

pretendono che la funzione di “direttore tecnico” sia da intendere nel senso 

di “project manager tecnico” (ricorso, pag. 13 [cfr. consid. P.b.b]), mentre i 

secondi asseriscono che essa deve essere compresa come quella di 

“direttore tecnico di cantiere” o di “dirigente esecutivo in ambito tecnico-

operativo” (risposta dell’USTRA, § 20 [cfr. consid. T.a]; risposta delle 

controparti, §§ 40 e 41 [cfr. consid. Z]).  

8.2  A sostegno della loro tesi, le ricorrenti fanno valere che esisterebbe una 

definizione astratta del termine “direttore tecnico”, applicabile in ogni caso 

indipendentemente dalle circostanze delle diverse fattispecie. Secondo 

questa definizione, il “direttore tecnico” assumerebbe dei compiti di 

coordinazione, controllo, direzione e gestione dell’appalto, e ciò dai punti di 

vista della tempistica, dei costi e della qualità dell’esecuzione (ricorso, pagg. 

12 e 13 [cfr. consid. P.b.b]). Le ricorrenti ne derivano che il mansionario 

descritto nel bando di concorso “non è limitato all’attività – sul fronte – nel 

B-2784/2017 

Pagina 28 

cantiere, ma è orientato alla direzione tecnica completa dell’appalto per 

conto dell’appaltatore, e corrisponde al ruolo di project manager tecnico”, e 

che perciò l’attività svolta dall’ing. ... sull’ASR (svincolo di Serre-Mileto) “è, 

secondo i principi dell’affidamento, perfettamente aderente con la figura di 

direttore tecnico richiesta dall’USTRA nelle condizioni di concorso” (ricorso, 

§§ 9 e 10, pag. 13). Si può quindi affermare, senza rischio di errori, che le 

ricorrenti hanno compreso il termine di “direttore tecnico” come “direttore 

tecnico del progetto N2 EP 04 Airolo-Quinto, Lotto 301, tracciato comparto 

Quinto” (project manager tecnico, il termine inglese “manager” significando 

“direttore” in italiano), vale a dire che hanno attribuito al termine “direttore 

tecnico” un senso più ampio di quello di “direttore tecnico di cantiere”.  

8.3 A supporto del loro parere, l’USTRA e le controparti partono dal 

presupposto che, in funzione delle persone chiave indicate nel bando di 

concorso (un direttore tecnico e due capicantiere), la nozione di “direttore 

tecnico” non poteva essere intesa che come “direttore tecnico di cantiere”. 

In proposito, l’USTRA precisa che non esiste, nel diritto svizzero, una 

“nozione fissa” di direttore tecnico, la cui interpretazione “deve [quindi] 

avvenire caso per caso, a dipendenza dell’impostazione e delle esigenze di 

uno specifico concorso”, e contesta in questo modo la pertinenza della 

definizione di “direttore tecnico” che le ricorrenti hanno mutuato dalla 

decisione incidentale, vertente sulla concessione dell’effetto sospensivo, 

relativa alla procedura TAF B-3255/2009 (risposta, § 3.2.2, pag. 23; cfr. 

consid. P.b.b). Dal canto loro, le controparti pretendono che, dato il contesto 

descritto nel bando di concorso (impiego di due capicantiere, operanti in 

sciolte), il direttore tecnico debba assumere, per forza di cose, le funzioni 

d’organizzazione, di direzione, di coordinazione e di sorveglianza dei lavori 

concreti nel cantiere, ossia agire come “dirigente esecutivo in ambito 

tecnico-operativo” (cfr. consid. Z).  

9.  

Allo scopo di stabilire come il termine “direttore tecnico” avesse potuto e 

dovuto essere inteso, in buona fede, dagli offerenti, e di determinare 

l’eventuale equivalenza delle attività svolte dall’ing. ... nel cantiere di 

referenza con le attività richieste nel bando di concorso, l’USTRA ha 

identificato, con l’ausilio delle prove documentali listate al punto 2 della nota 

integrativa, le funzioni designate dai termini “capo commessa”, “project 

manager” (“direttore tecnico operativo”), “sostituto del direttore tecnico” e 

“direttore cantiere / datore di lavoro”.  

9.1 Per cominciare, l’USTRA ha così determinato che la legislazione italiana 

sugli appalti conosce sia la figura del “direttore tecnico”, competente per “gli 

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Pagina 29 

adempimenti di carattere tecnico - organizzativo necessari per la 

realizzazione dei lavori” (art. 26 cpv. 1 Decreto del Presidente della 

Repubblica 34/2000), o “direttore tecnico di cantiere”, responsabile “del 

rispetto del piano [di sicurezza nel cantiere] di tutte le imprese impegnate 

nell'esecuzione dei lavori” (art. 118 cpv. 1 Decreto legislativo 163/2006), sia 

la figura del “direttore di cantiere”, il quale “[…] vigila sull’osservanza dei 

piani di sicurezza” (art. 131 cpv. 3 Decreto legislativo 163/2006). Questa 

distinzione si rispecchierebbe anche all’art. 189 cpv. 4 lett. b Decreto 

legislativo 163/2006, secondo cui “l'adeguato organico tecnico e dirigenziale 

è dimostrato b) dalla presenza in organico di almeno un - direttore tecnico - 

con qualifica di dipendente o dirigente, nonché di - responsabili di cantiere - 

o di progetto […]”. L’USTRA ne ha concluso che il “direttore tecnico” o 

“direttore tecnico di cantiere”, secondo la legislazione italiana, “è una figura 

operativa, presente in cantiere con mansioni precise in particolare in merito 

alla sicurezza sul lavoro” (nota integrativa, punto 4.2).  

9.2 In secondo luogo, l’USTRA ha stabilito l’equivalenza dei termini “capo 

commessa” e “direttore tecnico operativo / project manager”, sulla base 

dell’offerta delle ricorrenti, della lettera della X._______ del 31 maggio 2016 

(cfr. consid. G) e del curriculum vitae dell’ing. ..., concludendone che il ruolo 

di capo commessa non deve essere confuso con quello di direttore tecnico 

di cantiere (nota integrativa, punto 4.3).  

9.3 In terzo luogo, fondandosi sulle due lettere dell’Anas, l’USTRA ha 

evidenziato il fatto che all’ing. ... incombeva di sostituire il direttore tecnico, 

inteso secondo l’art. 26 cpv. 1 Decreto del Presidente della Repubblica 

34/2000, in caso di sua assenza, ma che egli non rivestiva la funzione di vice 

del direttore tecnico (nota integrativa, punto 4.4). In aggiunta a ciò, l’USTRA 

ha considerato che il ruolo di “direttore cantiere / datore di lavoro”, come 

inteso dal Decreto legislativo 81/08 (cfr. consid. K), può essere ritenuto 

assimilabile a quello di “direttore tecnico” ai sensi del bando di concorso.  

In proposito, questo Tribunale deve sottolineare che l’USTRA non spiega i 

motivi che l’hanno condotto a considerare equivalenti le due ultime funzioni 

appena menzionate. Essi sono però ricostruibili sulla base della sentenza di 

Cassazione penale italiana (CPI), Sezione 4, del 6 luglio 2015, n. 28613, 

(http://olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1

3700:cassazione-penale-sez-4-06-luglio-2015-n-

28613&catid=17&Itemid=138, da ultimo consultato il 4.9.2017), in cui è 

dichiarato che “il direttore di cantiere”, assimilabile al “direttore tecnico di 

cantiere”, è una “figura apicale […] incaricato dell’organizzazione, della 

gestione e della conduzione del cantiere, mantiene i rapporti con la direzione 

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Pagina 30 

dei lavori, coordina e segue l’esecuzione delle prestazioni in contratto e 

sovrintende all’adattamento, all’applicazione e all’osservanza dei piani di 

sicurezza” (sentenza, § 3.4; cfr. anche l’articolo dell’”Ente per la formazione 

edile ed affini” (EFMEA) di Potenza, intitolato “Direttore di cantiere, direttore 

tecnico e direttore lavori: la Cassazione fa il punto”, 

http://www.efmea.it/index.php?option=com_content&view=article&id=439:di

rettore-di-cantiere-direttore-tecnico-e-direttore-lavori-la-cassazione-fa-il-

punto&catid=42:news, da ultimo consultato il 4.9.2017, il quale è indicato, 

con un hyperlink non funzionante, nell’elenco dei documenti al punto 2 della 

nota integrativa).  

9.4 In quarto luogo, l’USTRA ha ritenuto che l’ing. ... è stato attivo, sul 

cantiere di referenza, come “capo commessa” da settembre 2002 a 

novembre 2009, e come “direttore di cantiere / datore di lavoro” da aprile ad 

inizio novembre 2009 (nota integrativa, punto 4.5).  

In proposito, questo Tribunale non può che constatare che i periodi indicati 

dall’USTRA corrispondono effettivamente, grosso modo, a ciò che risulta 

dagli atti disponibili (cfr. consid. G.b, J e K).  

9.5 In ultimo luogo, dopo avere ribadito che la mansione di “direttore di 

cantiere” è assimilabile a quella di “direttore tecnico” secondo il bando di 

concorso, l’USTRA ha valutato, in base alla lettera dell’Anas del 

23 novembre 2016, che l’ing. ... ha rivestito la detta funzione, sul cantiere di 

referenza, solamente durante gli ultimi 7 mesi di lavori, da aprile ad inizio 

novembre 2009, ossia per un periodo troppo corto in confronto alla loro 

durata complessiva di 89 mesi, da cui ha concluso che l’offerta delle 

ricorrenti non soddisfa il criterio d’idoneità CI2 posto dal bando di concorso 

(nota integrativa, punti 5 e 6).  

10.  

10.1 Nel quadro di quanto esposto ai consid. 8 e 9, si deve constatare che il 

passaggio controverso del bando di concorso (punto 3.8, CI2: persone 

chiave, referenza) parla di “direttore tecnico” in relazione alla “realizzazione 

dell’opera”, enumerando i tipi di lavoro edile ad essa connessi.  

Occorre dunque esporre, in ossequio al principio dell’affidamento, il senso 

comunemente ammesso, in generale e, se del caso, nell’edilizia, dei termini 

utilizzati nel passaggio in questione:  

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Pagina 31 

- il “direttore” è “chi dirige, chi ha la direzione di un istituto, di un’azienda, di 

un ufficio, di un’attività, ecc.: … direttore tecnico di miniera, di cava, ecc.” 

(www.treccani”);  

- “tecnico” significa, tra l’altro, “riferito a persone e a funzioni: direttore tecnico 

(in uno stabilimento industriale, in un cantiere di lavoro, ecc.), chi dirige la 

parte pratica dell’esecuzione del lavoro (distinto dal direttore amministrativo, 

ecc.)” (www.treccani.it);  

- “realizzazione” significa “il tradurre in realtà un piano e simili: realizzazione 

di un progetto” (www.treccani.it [sinonimi e contrari]); 

- “opera” significa, tra l’altro, il “risultato di un lavoro materiale, soprattutto 

nel campo della tecnica, delle costruzioni: opera di bonifica, idraulica, di 

irrigazione, di consolidamento, ecc.” (www.treccani.it); 

- “operativo” significa “che agisce” (www.treccani.it); 

- il “project manager” è “the person in overall charge of the planning and 

execution of a particular project” (https://en.oxforddictionaries.com), e si 

traduce abitualmente, in italiano, con “direttore o responsabile di progetto”.  

10.2 Da quanto precede è pacifico che, nel passaggio controverso del bando 

di concorso, il termine “direttore”, senza qualificativi, può riferirsi sia al 

cantiere, come sostengono l’USTRA e le controparti, sia al progetto nel suo 

insieme, come affermano le ricorrenti. Questo implica che gli offerenti 

potevano comprendere inizialmente, in buona fede, il termine direttore, di 

per sé, sia come “direttore di cantiere” che come “direttore di progetto”.  

È però l’aggettivo “tecnico” che funge da discriminante tra queste due 

possibilità di comprensione. Esso denota infatti la funzione che consiste nel 

dirigere “la parte pratica dell’esecuzione del lavoro”, ossia in concreto 

l’attività edile nel cantiere oggetto del bando di concorso, svolta in loco per 

realizzare l’opera data in appalto, e include, in particolare, la guida e la 

sorveglianza delle maestranze, con l’appoggio dei due capicantiere, nonché 

il controllo della fedele esecuzione del progetto (cfr. sentenza CPI n. 28613, 

citata al consid. 9.3). In questo senso, il “direttore tecnico” non può essere 

che il “direttore tecnico di cantiere” e non il “direttore / responsabile di 

progetto (o di commessa) o project manager”, figura che assumerebbe 

l’intera responsabilità per la messa in atto del progetto appaltato (“in overall 

charge of the planning and execution of [the] project”) e che equivarrebbe 

così, a ben vedere, alla funzione di “direttore amministrativo” (cfr., in 

B-2784/2017 

Pagina 32 

proposito, il contenuto della procura del 10.9.2002 a favore dell’ing. ..., 

riportato al consid. G.b). Questo implica che gli offerenti dovevano 

comprendere il termine “direttore tecnico”, in buona fede, come “direttore 

tecnico di cantiere”, e che non potevano invece comprenderlo come 

“direttore tecnico di progetto (o di commessa) o project manager”. Ciò vale, 

a maggior ragione, se si tiene conto del fatto che, parallelamente al senso 

comunemente ammesso del termine “direttore tecnico”, non esiste, come 

mostrato in precedenza (cfr. citazioni da www.treccani.it), un vero e proprio 

senso specialistico del termine nel settore dell’edilizia, con un’eventuale 

connotazione diversa in Italia. In questo contesto, peraltro, il principio “in 

dubio contra stipulatorem”, fatto valere dalle ricorrenti (ricorso, pag. 12), è 

quindi privo di pertinenza.  

10.3 È basandosi su quest’interpretazione che l’USTRA ha poi indentificato, 

nel complesso dell’attività dell’ing. ... in relazione con il cantiere di referenza, 

quella parte di mansioni assimilabili ai compiti di un direttore tecnico ai sensi 

del bando di concorso. Per fare ciò l’USTRA si è riferito alla procura esibita 

dalla X._______ (cfr. consid. G.b), nonché alle lettere dell’Anas del 9 e 23 

novembre 2016 (cfr. consid. J e K). Ora, l’attendibilità della detta procura, 

che elenca tutta una serie di mansioni amministrative del “capo commessa”, 

come sopra precisato, è pacifica, tanto più che è stata prodotta dalla stessa 

X._______. Quanto alle lettere dell’Anas, non possono sussistere dubbi sul 

loro valore probatorio se si tiene conto del fatto che l’Anas, essendo stata 

l’autorità appaltatrice del cantiere di referenza (cfr. consid. E.a), era 

senz’altro in grado di fornire informazioni oggettive sullo stesso, e che, non 

avendo alcun interesse nella presente causa, non si può ragionevolmente 

dubitare della sua imparzialità. Per contro, la dichiarazione giurata dell’ing. 

..., del 27 giugno 2017, ammesso che permetta di trarre una conclusione 

diversa da quella dell’USTRA riguardo alle mansioni assimilabili ai compiti di 

un direttore tecnico ai sensi del bando di concorso, è caratterizzata da 

parzialità nella misura in cui è precisamente stata rilasciata, in dirittura finale 

della presente procedura, nella propria causa (“nemo iudex in causa sua”).  

10.4 Così, alla luce delle considerazioni che precedono, appare chiaro, 

senza bisogno di passare in rivista ogni singolo argomento delle ricorrenti 

ed ogni singola argomentazione contraria dell’USTRA e delle controparti, 

che la censura relativa alla violazione del diritto federale nella forma di 

un’infrazione al principio dell’affidamento e, nel contempo, di un eccesso o 

abuso del potere d’apprezzamento (art. 49 lett. a PA; ricorso, § 13), è 

infondata.  

B-2784/2017 

Pagina 33 

11.  

Riguardo alla durata dell’attività dell’ing. ... assimilabile a quella di un 

“direttore tecnico di cantiere”, e alla sua sufficienza o insufficienza rispetto 

alle esigenze del bando di concorso, occorre rilevare quanto segue.  

11.1 L’USTRA ha ammesso che l’ing. ... ha svolto, in quanto “direttore di 

cantiere / datore di lavoro” nel cantiere di referenza, un’attività equivalente a 

quella di “direttore tecnico (di cantiere)” ai sensi del bando di concorso, e ciò 

da aprile ad inizio novembre 2009, ossia per circa sette mesi (cfr. consid. 9.3 

e 9.4). L’USTRA ha tuttavia valutato che questo periodo, considerata la 

durata complessiva di 89 mesi di quel cantiere, sarebbe insufficiente per 

soddisfare il criterio d’idoneità CI2 (cfr. consid. 9.5).  

Importa quindi verificare se, così facendo, l’USTRA abbia, da un lato, 

accertato i fatti in modo inesatto o incompleto (art. 49 lett. b PA), e, dall’altro 

lato, esercitato il suo potere d’apprezzamento in maniera eccessiva o 

abusiva (art. 49 lett. a PA). Anche se le ricorrenti non hanno esplicitamente 

formulato una censura in relazione a quest’ultimo motivo (ricorso, § 13), 

questa verifica s’impone nella misura in cui l’USTRA ha più volte ribadito 

che, valutando come insufficiente la durata dell’esperienza italiana dell’ing. 

... in qualità di “direttore di cantiere / datore di lavoro”, esso avrebbe 

esercitato l’ampio potere d’apprezzamento di cui gode conformemente al 

diritto federale (osservazioni dell’USTRA del 24 luglio 2017, § 6).  

11.2 Va premesso che il problema, di per sé, non concerne le qualifiche 

dell’ing. ... e, tanto meno, la sua esperienza professionale pluriennale di 

ingegnere in tutte le sue forme possibili. Non appare infatti ragionevolmente 

sostenibile, perlomeno da un punto di vista astratto, che egli non sarebbe in 

grado, nonostante le sue qualifiche e la sua esperienza, di fungere da 

direttore tecnico in un cantiere come quello oggetto del bando di concorso. 

La questione riguarda invece, e unicamente, le attività svolte concretamente 

dall’ing. ... in relazione al cantiere di referenza, secondo la descrizione che 

le ricorrenti, e l’Anas, ne hanno dato, ed alla luce, dove occorra, della 

legislazione e della giurisprudenza italiane.  

Ora, questo Tribunale non ha motivi per dubitare della fondatezza dell'analisi 

esposta dall’USTRA nella nota integrativa, e delle conclusioni trattene. 

Infatti, tenendo in mente l’ampio potere discrezionale dell’USTRA nello 

stabilire se una determinata referenza basti a dimostrare la capacità di 

un’impresa ad eseguire i lavori descritti nel bando di concorso (cfr. consid. 

7.2), non si riscontrano all’incarto indizi per credere che il l’ing. ... abbia 

svolto, nel cantiere di referenza, un’attività equivalente a quella di “direttore 

B-2784/2017 

Pagina 34 

tecnico di cantiere” per una durata superiore a sette mesi e sufficiente 

nell’ottica dei requisiti del bando di concorso.  

A proposito della durata dell’attività di “direttore tecnico di cantiere”, le 

ricorrenti hanno da ultimo fatto valere il periodo da aprile 2009 ad aprile 2010 

(cfr. consid. BB), che però non corrisponde alla data accertata di conclusione 

della commessa (ottobre/novembre 2009; cfr. consid. J e 9.4), e ciò senza 

preoccuparsi minimamente di esporre le ragioni per le quali questi eventuali 

sei mesi supplementari garantirebbero il rispetto del criterio d’idoneità CI2. 

Per un altro verso, le ricorrenti hanno tentato di mostrare, per quanto si 

possa capire, che la presenza dell’ing. ... nel cantiere di referenza sia stata 

costante, malgrado la sua attività omnicomprensiva, includente sia l’attività 

di “direttore tecnico di cantiere”, sia l’attività, per sua natura più generale e a 

maggiore responsabilità, di direzione amministrativa dell’intero appalto in 

quanto “project manager”. Questo tentativo non ha però convinto l’USTRA, 

e non convince nemmeno questo Tribunale, tra l’altro per il fatto che 

l’esecuzione simultanea di queste due funzioni non appare fattibile sotto il 

profilo della loro coordinazione, in particolare temporale e spaziale, dato che 

la prima è di carattere operativo, ed implica una presenza costante nel 

cantiere, mentre la seconda è di natura dirigenziale e, in quanto tale, non 

può svolgersi in loco (osservazioni dell’USTRA del 24 luglio 2017, § 5, pag. 

6). In relazione all’insufficienza della durata accertata di sette mesi, come 

già anticipato, le ricorrenti non hanno spiegato per quali motivi, a loro modo 

di vedere, anche un’esperienza di soli sette mesi, nella fase finale di un 

cantiere durato 89 mesi, avrebbe potuto essere valutata come sufficiente.  

Così stando le cose, è indubbio che la conclusione dell’USTRA 

sull’insufficienza della durata dell’esperienza italiana dell’ing. ..., come 

“direttore tecnico di cantiere” ai sensi del bando di concorso, non 

rappresenta né un eccesso, né un abuso dell’esercizio del suo potere 

d’apprezzamento, e non può dunque essere considerata come arbitraria.  

11.3 Ne deriva che l’USTRA ha accertato correttamente la durata di sette 

mesi dell’esperienza della persona chiave “direttore tecnico”, proposta dalle 

ricorrenti (art. 49 lett. b PA), e che, ritenendo questa durata insufficiente 

rispetto ai requisiti del bando di concorso, non ha commesso alcun eccesso 

o abuso del suo potere d’apprezzamento (art. 49 lett. a PA). La decisione 

impugnata, relativa all’esclusione delle ricorrenti dal concorso, è quindi 

conforme al diritto federale.  

B-2784/2017 

Pagina 35 

12.  

In conclusione, il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata 

confermata.  

13.  

Alla luce dell’esito della presente procedura, la concessione dell’effetto 

sospensivo al ricorso, avvenuta, a titolo supercautelare, con l’ordinanza del 

16 maggio 2017 (cfr. consid. Q), scade o, rispettivamente, diviene obsoleta. 

Questo implica pure che non sussiste più alcuna ragione di trattare la 

richiesta di concessione dell’effetto sospensivo in via cautelare.  

14.  

Per quanto concerne l’accesso agli atti occorre rilevare che le ricorrenti 

hanno ottenuto, nel quadro della presente procedura, tutti i documenti che 

hanno contribuito a condurre l’USTRA ad escluderle dalla gara, comprese la 

nota integrativa (allegato D) e la lettera dell’Anas del 9 novembre 2016 (cfr. 

consid. U), e ciò in conformità con l’art. 26 cpv. 1 lett. a e b PA. Rispetto 

all’offerta delle controparti bisogna sottolineare, da un canto, che non esiste 

un diritto generale alla consultazione delle offerte dei concorrenti senza il 

loro consenso, e, dall’altro canto, che il diritto generale di consultare gli atti, 

usuale in altri campi giuridici, deve retrocedere nei procedimenti in materia 

di appalti pubblici di fronte all'interesse degli offerenti al trattamento 

confidenziale dei loro segreti d'affare e del loro know-how commerciale 

risultante dai documenti d'offerta (decisione incidentale TAF B-2562/2009 

del 29 gennaio 2010; cfr. art. 27 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 PA).  

Dal punto di vista delle controparti si deve notare che il fatto di non aver 

potuto visionare i documenti W e X esibiti dalle ricorrenti, dei quali hanno 

tuttavia avuto modo di conoscere la tematica principale, grazie all’ordinanza 

di questo Tribunale del 17 luglio 2017 (cfr. consid. X.c), non ha causato loro 

visibilmente alcun inconveniente procedurale e/o sostanziale, come 

testimonia l’esito della procedura (cfr. art. 28 PA).  

Ne consegue che non è più necessario, prima di emanare la presente 

sentenza, concedere alle ricorrenti e alle controparti, secondo le loro 

richieste formulate nel corso della procedura, un ulteriore accesso agli atti.  

15.  

Da tutto quanto precede, peraltro, discende ancora che le conclusioni del 

ricorso tendenti all’annullamento della decisione d’aggiudicazione del 

25 aprile 2017, sono inammissibili (decisione incidentale TAF B-6824/2014 

del 13 febbraio 2015, consid. 1.3 con i riferimenti; cfr. consid. 4).  

B-2784/2017 

Pagina 36 

16.  

Le spese processuali, consistenti in una tassa di decisione, nelle tasse di 

cancelleria nonché negli esborsi, sono fissate a fr. 13'000.–, poste a carico 

solidalmente delle ricorrenti che soccombono (art. 63 cpv. 1 PA), e prelevate 

sull'anticipo di fr. 18'000.– da esse già versato. La differenza di fr. 5'000.– 

sarà restituita alle ricorrenti dopo la crescita in giudicato della presente 

sentenza. Si noti che la rettifica delle spese processuali rispetto all’anticipo 

si giustifica in base al fatto che non è stata emanata alcuna decisione 

incidentale cautelare sull’effetto sospensivo.  

Per quanto concerne le spese ripetibili, alle ricorrenti non si assegnano 

indennità conformemente al principio della soccombenza (art. 64 cpv. 1 PA 

a contrario). Lo stesso vale per l’USTRA, considerato che le autorità federali 

non hanno diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

Per contro, alle controparti vincenti, rappresentate da uno studio legale, 

bisogna accordare un’indennità per spese ripetibili. Considerato che esse 

sono intervenute sul merito della causa a due riprese, mediante la loro 

risposta al ricorso, del 27 luglio 2017, che consta di venticinque pagine, e le 

loro osservazioni dell’8 settembre 2017, di quattro pagine, è adeguato 

fissare l’indennità, in funzione delle particolarità della procedura, a fr. 4'000.– 

a carico delle ricorrenti. 

  

B-2784/2017 

Pagina 37 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto nella misura della sua ammissibilità.  

2.  

Le spese processuali sono fissate a fr. 13'000.–, poste a carico delle 

ricorrenti in solido e prelevate sull’anticipo di fr. 18'000.– da loro già versato. 

Il rimanente importo di fr. 5'000.– verrà restituito alle ricorrenti dopo la 

crescita in giudicato della presente sentenza.  

3.  

Alle controparti è assegnata un’indennità per spese ripetibili di fr. 4'000.– a 

carico, in solido, delle ricorrenti. 

4.  

Comunicazione: 

– alle ricorrenti (atto giudiziario;  

allegato: formulario indirizzo per il pagamento); 

– alle controparti (atto giudiziario); 

– all’autorità aggiudicatrice (n. di rif. Simap ID del progetto 133503;  

atto giudiziario). 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio: 

 

 

Francesco Brentani 

Il cancelliere: 

 

 

Dario Quirici 

 

  

 

  

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Pagina 38 

Rimedi giuridici: 

La presente decisione può essere impugnata presso il Tribunale federale 

svizzero entro trenta giorni dalla notifica del testo integrale della decisione 

(art. 100 cpv. 1 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, 

RS 173.110]), se il valore stimato della commessa raggiunge la soglia 

determinante secondo la legge federale del 16 dicembre 1994 sugli 

acquisti pubblici o secondo l'Accordo del 21 giugno 1999 tra la 

Confederazione Svizzera e la Comunità europea su alcuni aspetti relativi 

agli appalti pubblici (art. 83 lett. f cifra 1 LTF), e se si pone una questione 

di diritto di importanza fondamentale (art. 83 lett. f cifra 2 LTF). 

Data di spedizione: 18 ottobre 2017