# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 271c0a4c-5d4e-5fd4-9e9d-b01a147e515a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 16.12.2014 12.2014.135
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2014-135_2014-12-16.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2014.135

  	
  Lugano

  16 dicembre 2014/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa a procedura sommaria - inc. n. CA.2014.32 della Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 25 gennaio 2014 da

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1  

  rappr. dall’ RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

con cui l’istante ha
chiesto, in via supercautelare e cautelare, che alla banca B__________ __________,
__________, fosse immediatamente fatto ordine di non consegnare alla convenuta
direttamente o a qualsiasi altra persona fisica o morale che agisse in nome e/o
per conto della stessa le azioni D__________ __________ depositate con il
riferimento “consegna titoli a AO 1 __________” (avviso di consegna - No. di
riferimento __________); 

 

domanda avversata dalla
convenuta, che ha postulato la reiezione dell’istanza, e che il Pretore con
decisione cautelare 6 agosto 2014 ha integralmente respinto;

 

appellante l'istante con
atto di appello 21 agosto 2014, con cui chiede la riforma del querelato
giudizio nel senso di accogliere l’istanza cautelare, protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre la convenuta con risposta
29 settembre 2014 postula la reiezione del gravame pure con protesta di spese e
ripetibili;

 

letti ed
esaminati gli atti ed i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                  che l’8 febbraio 2012 la banca B__________
__________ ha avvisato AP 1 di aver prelevato 350 azioni del fondo
d’investimento di diritto lussemburghese D__________ __________ dal suo
portafoglio titoli e di averle trasmesse al portafoglio titoli di AO 1 (doc. A,
avviso di consegna - No. di riferimento __________);

 

                                  che con istanza cautelare 25
gennaio 2014 AP 1 ha convenuto in giudizio AO 1 innanzi alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 1, chiedendo che a B__________ __________ fosse
immediatamente fatto ordine di non consegnare alla convenuta direttamente o a
qualsiasi altra persona fisica o morale che agisse in nome e/o per conto della
stessa le azioni D__________ __________ depositate con riferimento all’avviso
di consegna di cui al doc. A: essa ha sostenuto che con contratto sottoscritto
nel maggio 2011 (doc. D) C__________ __________ (definito “il finanziatore”) si
era impegnato a mettere a disposizione di F__________ __________, __________ __________,
__________ __________ e __________ __________ (definiti “i finanziati”) un
importo di almeno € 1'500'000.- affinché questi potessero sottoscrivere
l’aumento di capitale della società __________ e costoro si erano impegnati a
mettere a sua disposizione, per garantire il finanziamento, 350 azioni D__________
__________ (al valore di N.A.V. pari a € 10'000.- ciascuna) depositate presso B__________
__________, sennonché, nonostante le azioni fossero poi state regolarmente
consegnate dall’istante - società facente capo ai “finanziati” - alla convenuta
- entità indicata dal “finanziatore” - C__________ __________ non aveva erogato
il finanziamento promesso ed anzi, contrariamente alle assicurazioni fornite,
si era reso attivo per prelevare le azioni;

 

                                  che in occasione dell’udienza del
21 febbraio 2014 la convenuta si è opposta all’istanza cautelare, rilevando che
la consegna delle azioni era avvenuta in base alla convenzione 31 gennaio 2012
(doc. 3), in virtù della quale F__________ __________ le aveva ceduto le 350 azioni
(al valore di N.A.V. pari a € 10'035.- ciascuna) a titolo di commissione per il
suo intervento nella vendita di alcune opere d’arte; da parte sua, l’istante ha
obiettato che la convenzione di cui al doc. 3 era invece un atto simulato;

 

                                  che il Pretore, con la decisione cautelare
6 agosto 2014 dedotta in appello dall’istante il 21 agosto 2014, ha integralmente respinto l’istanza cautelare, rilevando in sostanza di non aver maturato
l’impressione che i fatti fossero oggettivamente andati così come preteso
dall’istante;

 

                                  che, a sostegno della sua
conclusione, il Pretore ha innanzitutto evidenziato che nessuno dei testimoni
esaminati (il liquidatore del fondo d’investimento __________, il funzionario
della banca __________, l’amico comune delle parti __________ e l’amministratore
della convenuta __________) aveva riconosciuto il doc. D, rispettivamente aveva
collocato quella fattispecie nella vicenda di cui trattasi, e che quel
documento non era in ogni caso convincente, non solo per il fatto che nessun
testimone l’aveva confermato (nemmeno gli avv. __________ e __________), ma anche
siccome era da una parte illogico e contrario al buon senso commerciale
prestare la garanzia prima dell’erogazione del finanziamento, dall’altra era irragionevole
non aver in seguito pressato fortemente C__________ __________ a versare le
somme promesse e infine nemmeno vi era corrispondenza tra l’importo figurante
nel doc. D di € 1'500'000.- e il valore ben maggiore delle 350 azioni;

 

                                  che a questo proposito l’istante,
venendo meno al suo obbligo di motivazione (art. 311 cpv. 1 CPC), non ha assolutamente
censurato in questa sede che i testimoni indicati dal giudice di prime cure non
avevano riconosciuto il doc. D e non avevano collocato quella fattispecie nella
vicenda di cui trattasi, rispettivamente che nessun altro testimone aveva
confermato quel documento: in tali circostanze, a fronte della contestazione
della convenuta sulla validità del contratto (ritenuto non autentico e falso), ben
si può ritenere che non è stato reso sufficientemente verosimile che lo stesso
fosse invece valido, come preteso dall’istante, e ciò anche nel caso in cui per
ipotesi si volesse comunque dar credito alla sua censura secondo cui, avendo
concretamente a che fare con un VIP __________ (C__________ __________), non era
illogico e contrario al buon senso commerciale prestare la garanzia prima
dell’erogazione del finanziamento, né era irragionevole non aver in seguito
pressato fortemente il “finanziatore” a versare le somme promesse e vi era una
certa relazione (non però ancora una “corrispondenza”) tra l’importo figurante
nel doc. D e il valore delle azioni;

 

                                  che, sempre a sostegno della sua
conclusione, il Pretore ha quindi evidenziato che da una parte tutti i
testimoni esaminati (__________, __________, __________ e __________) avevano
riconosciuto il doc. 3 e confermato trattarsi del contratto che aveva generato
lo spostamento del deposito titoli di cui al doc. A, che dall’altra non aveva
miglior fondamento l’argomentazione del teste F__________ __________ secondo cui
la logica del doc. 3 era quella di creare un giustificativo che permettesse
alla banca di trasferire le quote del fondo (ciò che non sarebbe stato
possibile con il solo doc. D), e che infine l’esistenza della consulenza
oggetto del doc. 3 era stata messa in dubbio tardivamente solo con le
conclusioni 30 giugno 2014 e comunque era stata confermata dal teste __________;

 

                                  che, nonostante le puntuali
censure sollevate al proposito dall’istante, è incontestabile da un lato che,
se si prescinde dal teste F__________ __________ (che però, per sua stessa
ammissione, è interessato all’esito della lite, essendo un avente diritto
dell’istante), gran parte dei testimoni indicati dal giudice di prime cure (__________[poco
importando quanto possa avergli in seguito riferito F__________ __________, di
cui si è per altro già spiegata la scarsa valenza probatoria], __________ [la
cui attendibilità è stata eccepita per la prima volta - e con ciò irritualmente,
cfr. art. 317 cpv. 1 CPC - solo in questa sede e comunque non risulta certo
compromessa dall’esistenza di alcune incertezze o imprecisioni in merito alle
parti contrattuali e alle date] e __________, non però __________ [che in
realtà non si è espresso sulla questione]) avevano effettivamente riconosciuto
il doc. 3 e confermato trattarsi del contratto che aveva generato lo
spostamento del deposito titoli di cui al doc. A; dall’altro è pure
incontestabile che, qualora la logica del doc. 3 fosse stata quella di creare
un giustificativo tale da permettere alla banca di trasferire le quote del
fondo dall’istante alla convenuta ai sensi del doc. D, non era effettivamente chiaro
perché si sarebbe dovuto allestire una convenzione simulata di tutt’altro
contenuto (e nemmeno formalmente tale da permettere quel trasferimento, non
essendo stata sottoscritta dalle parti in causa ma solo dalla convenuta e da F__________
__________, che nell’occasione nemmeno risultava agire in rappresentanza
dell’istante) anziché eventualmente adattare o completare il precedente accordo;
e infine è pure vero che la contestazione dell’esistenza della consulenza
oggetto del doc. 3, che a detta dell’istante sarebbe avvenuta già in occasione
dell’allegato 22 (recte: 17) maggio 2014, era stata in tal modo
sollevata tardivamente (art. 229 CPC), e che comunque l’esistenza di quella
prestazione era stata confermata dai testi __________ (che nell’occasione non
si è limitato a dichiarare di aver visto il contratto) e __________ (che sul
tema ha riportato quanto dettogli da entrambe le parti e non solo da C__________
__________): in tali circostanze nemmeno è stato reso sufficientemente verosimile
che la convenzione di cui al doc. 3 costituisse un atto simulato, come preteso
dall’istante; 

 

                                  che, alla luce di quanto precede,
l’impressione avuta dal Pretore che i fatti non fossero oggettivamente andati
così come addotto dall’istante risulta pertanto condivisibile, ciò che implica la
conferma del giudizio di reiezione dell’istanza cautelare;

 

                                  che l’appello dell’istante deve in
definitiva essere respinto nella misura in cui è ricevibile;

 

                                  che le spese procedurali e le
ripetibili della procedura di secondo grado, calcolate sul valore delle azioni
litigiose (asseritamente pari a circa € 3'500'000.-, cfr. doc. D e 3), seguono
la soccombenza (art. 106 CPC).

 

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati l’art. 106 CPC e la TG

 

 

 

decide:

 

 

                              I.  L’appello 21 agosto 2014
di AP 1 è respinto nella misura in cui è ricevibile.

 

 

                             II.  Gli oneri processuali di
complessivi fr. 1’500.- sono a carico dell’appellante, che rifonderà all’appellata
fr. 3’000.- per ripetibili 

 

                            III.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                        Il vicecancelliere                       

                   

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale,  1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta
a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e
a fr. 30'000.- negli altri casi; per valori inferiori il ricorso è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2
LTF). Il ricorso è ammissibile contro le decisioni che pongono fine al
procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure ammissibile contro una decisione che
concerne soltanto talune conclusioni, se queste possono essere giudicate indipendentemente
dalle altre, o che pone fine al procedimento soltanto per una parte dei
litisconsorti (art. 91 LTF), oppure ancora contro decisioni pregiudiziali e
incidentali notificate separatamente e concernenti la competenza  o domande di
ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In presenza di altre decisioni pregiudiziali
o incidentali, il ricorso è ammissibile solo se le stesse possono causare un
pregiudizio irreparabile o se l’accoglimento del ricorso comporterebbe
immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una procedura
probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 LTF). Qualora non sia dato il
ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).