# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9660ada6-a5ba-56e0-a1a2-00f83528595c
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-26
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 26.06.2017 S 2017 73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2017-73_2017-06-26.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 17 73

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni 

Giudice unico Racioppi e attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 26 giugno 2017

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali 

A._____,

ricorrente

contro 

Ufficio per l'industria, arti e mestieri e lavoro dei Grigioni,

convenuto

concernente sospensione dal diritto all'indennità

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1. A._____, era da ultimo occupato in qualità di minatore con un contratto a 

termine dal 1. ottobre al 23 dicembre 2016. Dal 30 gennaio 2017 

rivendicava il diritto all'indennità giornaliera di disoccupazione, dopo 

essere stato completamente inabile al lavoro dal 28 novembre 2016. A 

seguito di un infortunio del 2014 all'assicurato venivano infatti impiantate 

tre viti a livello del femore che nel novembre 2016 dovevano essere 

rimosse, a causa dei dolori e delle limitazioni della mobilità che 

comportavano. Con la riapertura del cantiere dell'Albula, dal 1. marzo 

2017 l'assicurato ha ripreso regolarmente la propria attività. 

2. Con decisione 8 marzo 2017, A._____ veniva sospeso dal diritto 

all'indennità per la durata di cinque giorni per non aver fatto il possibile 

per trovare un'occupazione adeguata e per non aver forniti motivi a 

giustificazione dell'omissione. Per l'Ufficio per l'industria, arti e mestieri e 

lavoro dei Grigioni (UCIAML), durante il periodo precedente alla 

disoccupazione l'assicurato non avrebbe saputo fornire alcuna ricerca di 

lavoro. La tempestiva opposizione 17/22 marzo 2017 veniva respinta con 

decisione 25 aprile 2017.

3. Nel ricorso interposto al Tribunale amministrativo in data 18 maggio 2017, 

A._____ chiedeva l'annullamento della sospensione decisa. Prima della 

disoccupazione sarebbe stato inabile al lavoro a causa d'infortunio e non 

avrebbe potuto prevedere quando una ripresa dell'attività sarebbe stata 

possibile. Non avrebbe inoltre saputo di dover informare gli organi della 

disoccupazione a questo proposito e la sollecitazione a voler prendere 

posizione sulla eventuale sospensione del diritto all'indennità non gli 

sarebbe mai stata recapitata.

4. Nella risposta di causa del 9 giugno 2017, l'UCIAML chiedeva la conferma 

del provvedimento impugnato. Sapendo che il suo rapporto di lavoro era 

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terminato al 23 dicembre 2016, l'assicurato avrebbe dovuto cercare 

un'occupazione già prima del subentrare dell'inabilità lavorativa, questa 

inabilità sarebbe comunque stata debitamente considerata nella 

determinazione della sanzione che verrebbe a situarsi nel limite inferiore 

della colpa lieve. 

5. Replicando e duplicando le parti si riconfermavano essenzialmente nelle 

loro allegazioni e proposte. Su istanza del giudice dell'istruzione, 

all'UCIAML veniva chiesta l'edizione del tracciamento dell'invio del 20 

febbraio 2017. 

Considerando in diritto:

1. Giusta l'art. 43 della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 

370.100), il Tribunale amministrativo decide nella composizione di 

Giudice unico, quando il valore litigioso non supera i fr. 5000.-- e non è 

prescritta una composizione di cinque giudici. Nell'evenienza, l'indennità 

giornaliera di disoccupazione ammonta a fr. 279.40. Essendo litigiosa una 

sospensione di cinque giorni, il valore litigioso corrisponde a fr. 1'397.-- 

(fr. 279.40 x 5), per cui è data la competenza del giudice unico. 

2. Formalmente, nella decisione 8 marzo 2017 l'assicurato è stato sospeso 

dal diritto all'indennità in base all'art. 30 cpv. 1 lett. c della legge federale 

sull'assicurazione contro la disoccupazione (LADI; RS 837.0). In seguito 

sia nella decisione su opposizione che nello scritto di ricorso viene 

erroneamente richiamata la disposizione di cui all'art. 30 cpv. 1 lett. d 

LADI, anche se il testo della normativa si riferisce alla lettera c del 

disposto. Poiché è chiaro che nei confronti dell'assicurato è ritenuta una 

violazione dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non si giustificano ulteriori 

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esposizioni al riguardo, fermo restando che la prassi esige una corretta 

indicazione della fattispecie che viene opposta all'assicurato essendo 

possibile, in presenza di più motivi di natura diversa o di natura uguale, 

decidere una sospensione del diritto all'indennità separatamente per 

ciascuna fattispecie (DTF 123 V 150 cons. 1c).

3. Nel proprio ricorso l'istante sostiene di non aver saputo di dover informare 

gli organi dell'assicurazione contro la disoccupazione in merito all'inabilità 

lavorativa e considera che lo avrebbe comunque fatto qualora avesse 

ricevuto lo scritto del 20 febbraio 2017 con il quale veniva invitato a 

prendere posizione sulla prevedibile sospensione del diritto all'indennità 

per non aver cercato lavoro. In base alla documentazione messa a 

disposizione dall'UCIAML su richiesta del giudice dell'istruzione, il preteso 

invio del 20 febbraio 2017 risulta consegnato alla posta Coira 1 il 21 

febbraio 2017 e intimato via casella postale a X._____ il 22 febbraio 2017. 

Sia la lettera del 20 febbraio 2017 che l'atto di ricorso recando come 

indirizzo del ricorrente la casella postale 146 a Y._____. Ne consegue 

che, in base alle prove fornite da controparte, l'intimazione dello scritto 20 

febbraio 2017 all'istante non ha potuto essere comprovata, ma tale 

documento conferma semmai che l'intimazione è avvenuta altrove. A 

prescindere dalla violazione del diritto di audizione, la questione non 

riveste però alcuna rilevanza ai fini del giudizio giacché l'inabilità era 

perfettamente a conoscenza della parte convenuta che nella decisione 

dell'8 marzo 2017 dichiarava espressamente di aver "tenuto conto del 

fatto che l'assicurato è stato inabile al lavoro dal 28.11.2016 al 

31.01.2017." 

4. a) Giusta l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, l'assicurato è sospeso dal diritto 

all'indennità se non fa il suo possibile per ottenere un'occupazione 

adeguata. Come previsto all'art. 17 cpv. 1 LADI, l'assicurato che fa valere 

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prestazioni assicurative deve, con l'aiuto dell'ufficio del lavoro 

competente, intraprendere tutto quanto si possa ragionevolmente 

pretendere da lui per evitare o abbreviare la disoccupazione. In 

particolare, è suo compito cercare lavoro, se necessario anche fuori della 

professione precedente. Egli deve poter comprovare tale suo impegno. 

L'art. 26 OADI prescrive che l'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di 

ricerca di lavoro, di regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie. 

Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve 

provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare 

lavoro. In seguito, deve fornire la prova per ogni periodo di controllo. E' 

considerato periodo di controllo ogni mese civile (art. 27a OADI). 

L'obbligo di fornire degli sforzi personali nell'intento di trovare un lavoro 

implica, da parte dell'assicurato, che esso deve adoperarsi pienamente 

per far cessare la sua disoccupazione conformemente al principio della 

riduzione del danno ancorato nel diritto delle assicurazioni sociali (DTF 

123 V 233 cons. 3c, 117 V 278 cons. 2b, 400 e riferimenti). 

b) La giurisprudenza federale ha stabilito che questo motivo di sospensione 

è dato anche quando l'assicurato non si attiene all'obbligo della ricerca di 

un lavoro prima di essere disoccupato (sentenza del Tribunale federale C 

138/05 del 3 luglio 2006). L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi 

già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli 

viene notificato il licenziamento) e in generale già nel lasso di tempo 

prima di annunciarsi alla disoccupazione per trovare una nuova 

occupazione (DTF 139 V 524 cons. 4; sentenze del Tribunale federale 

8C_544/2014 del 26 novembre 2014 cons. 4.2, 583/2009 del 22 dicembre 

2009 cons. 3.1 ed i numerosi riferimenti). Inoltre gli assicurati con un 

contratto di lavoro di durata determinata devono compiere sforzi per 

cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che 

precede la fine del rapporto di lavoro. Questa giurisprudenza è stata 

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regolarmente confermata (sentenze del Tribunale federale C 200/03 del 

15 dicembre 2003 cons. 3.1 e C 210/04 del 10 dicembre 2004 cons. 

2.2.3). 

5. a) Nella fattispecie in oggetto l'assicurato è stato inabile completamene al 

lavoro i due mesi precedenti la disoccupazione e le parti concordano nel 

considerare che durante questo periodo di inabilità completa al lavoro egli 

era pure esonerato dall'obbligo di cercare lavoro (vedi anche art. 28 

LADI), come del resto era stato correttamente indicato all'interessato sia 

da parte degli incaricati del comune che del suo collocatore. 

Concretamente viene pertanto accollata all'istante una violazione dell'art. 

30 cpv. 1 lett. c LADI per non aver cercato lavoro già durante il mese di 

ottobre o novembre 2016, dovendo sapere che per la fine dell'anno 

sarebbe rimasto senza lavoro. In considerazione delle concrete 

circostanze del caso in esame la tesi della convenuta non è però corretta.

b) Come si è detto, gli assicurati con un contratto di lavoro di durata 

determinata devono compiere sforzi per cercare un'occupazione durante 

un "periodo ragionevole" che precede la fine del rapporto di lavoro o 

comunque "durante il periodo che precede la disoccupazione" (in tedesco 

"während der Zeit vor der Anmeldung"). Facendo forza al senso letterale 

e comune di queste nozioni, la convenuta sembra pretendere che le 

ricerche vadano nel caso di un contratto a termine intraprese subito dopo 

l'assunzione. In realtà invece, il periodo ragionevole per iniziare la ricerca 

di un lavoro durante il periodo che precede la disoccupazione va 

determinato in base alle concrete circostanze e alle qualifiche richieste al 

lavoratore. Per una forza lavoro non qualificata, due al massimo tre mesi 

di ricerche di lavoro prima della disoccupazione dovrebbero bastare, 

anche perché per detti lavoratori trovare un impiego oltre due o tre mesi 

prima di poter iniziare l'attività risulta difficile già in considerazione del 

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forte interesse che suscitano simili lavori per manodopera non qualificata. 

Nel caso in oggetto, l'assicurato è una persona che non ha imparato una 

professione e che era da ultimo impiegato quale minatore. Egli faceva 

valere il diritto all'indennità di disoccupazione a partire dal mese di 

febbraio 2017. Se come "periodo ragionevole" o "periodo che precede la 

disoccupazione" si dovessero intendere due mesi, l'atteggiamento 

assunto dall'istante andrebbe esente da critiche non essendo tenuto a 

cercare lavoro durante il periodo di inabilità completa per infortunio dal 28 

novembre 2016 al 30 gennaio 2017. Per l'ufficio convenuto, le ricerche 

avrebbero invece dovuto iniziare già nell'ottobre 2016, ovvero quattro 

mesi prima del subentrare della disoccupazione. Per questo giudice, nella 

concreta situazione, la pretesa appare perlomeno dubbia. Seguendo il 

ragionamento dell'ufficio convenuto infatti, un lavoratore con contratto a 

termine dovrebbe iniziare a cercare lavoro fin da subito. Si pensi 

all'incoerenza dell'assunto per un lavoratore impiegato a termine per un 

anno ad esempio. La questione di sapere a partire da quanto il lavoratore 

era tenuto ad iniziare la ricerca di lavoro può però nell'evenienza restare 

aperta in quanto il ricorso deve essere accolto anche per altri motivi. 

c) L'assicurato aveva nel 2014 subito una frattura del femore trattata 

mediante la posa di materiale osteosintetico. Ad un anno dalla posa delle 

viti era data l'indicazione per la loro rimozione. L'assicurato aveva però 

ritardato tale intervento, preferendo eseguire l'operazione alla scadenza 

del contratto di lavoro (verso la fine del 2016), per venire incontro alle 

esigenze del datore di lavoro. Da ultimo l'assicurato era impiegato con un 

contratto a termine dal 1. ottobre al 23 dicembre 2016. Già il 10 ottobre 

2016 subentravano però dolori al femore che rendevano necessaria una 

sospensione del lavoro per 8 giorni. Dalla consultazione con il chirurgo 

dott. med. B._____ del 13 ottobre 2016 emergeva la necessità di 

procedere al più presto alla rimozione del materiale d'osteosintesi. La 

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convocazione per l'intervento datata 2 novembre 2016 prevedeva l'entrata 

in clinica il 28 di novembre 2016. Incontestato è il fatto che a priori 

l'assicurato non potesse sapere quanto tempo la convalescenza avrebbe 

richiesto. Pure incontestato è il fatto che l'assicurato intendesse 

riprendere la propria attività alla ripresa della stagione attiva nel suo 

settore di attività come aveva già fatto da anni e come ha potuto fare 

anche questa volta, riprendendo il lavoro all'apertura del cantiere il 1. 

marzo 2017. 

d) Alla luce della concreta situazione come si presentava all'assicurato il 

mese di ottobre e novembre 2016 è allora riduttivo pretendere che 

l'interessato dovesse sapere che alla fine dell'anno sarebbe rimasto 

senza lavoro. In realtà, dal 13 ottobre 2016 l'istante sapeva che sarebbe 

stato operato al più presto e che all'intervento sarebbe certamente seguito 

un periodo di convalescenza. Senza però sapere quanto sarebbe stato 

convocato per l'intervento e quanto sarebbe durata la convalescenza, era 

per l'interessato difficile prevedere se vi sarebbe anche stato anche un 

periodo di disoccupazione. Infatti, se l'intervento avesse avuto luogo solo 

verso la fine dell'anno, con i due mesi di convalescenza, egli avrebbe 

probabilmente potuto riprendere il proprio lavoro senza alcun periodo di 

disoccupazione. A prescindere comunque da tali considerazioni, 

pretendere che un assicurato cerchi lavoro senza che sappia se sarà 

effettivamente temporaneamente disoccupato e a partire da quando 

sarebbe di nuovo abile al lavoro è discutibile. Dalla convocazione del 2 

novembre 2017 si evince che accanto alla rimozione delle viti era 

necessaria pure una borsectomia all'anca destra. Non è pertanto dato 

concludere che a priori l'assicurato avrebbe dovuto contare su di un 

periodo di disoccupazione tra la cessazione dell'attività nel 2016 e la 

ripresa dei cantieri nel 2017. Nei mesi di ottobre e novembre 2016 

l'assicurato sapeva pertanto con certezza che verso la fine dell'anno vi 

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sarebbe stato un periodo di inabilità, ma non necessariamente anche uno 

di disoccupazione. Per questo motivo la sospensione decisa non trova 

giustificazione. 

6. In conclusione, la sospensione decretata non resiste alle censure di 

ricorso e va annullata. La procedura davanti al Tribunale amministrativo è 

gratuita giusta quanto previsto all'art. 61 cpv. 1 lett. a della legge federale 

sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 

830.1).

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è accolto e la decisione di sospensione del diritto all'indennità di 

disoccupazione del 9 giugno 2017 è annullata. 

2. La procedura è gratuita.

3. Non vengono assegnate ripetibili.

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