# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c174b1ba-9a12-58b3-b862-c854c741677c
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-30
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 30.11.2010 D-8108/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8108-2010_2010-11-30.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8108/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3 0  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice François Badoud; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Algeria, alias 
B._______, Tunisia, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 18 novembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8108/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  22 otto-
bre 2010 in Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 2 novembre 2010 (di seguito: verbale 1) e del 
9 novembre 2010 (di seguito: verbale 2);

la decisione dell'UFM del 18 novembre 2010, notificata all'interessato 
il giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso del  19 novembre 2010  (cfr. timbro del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 22 novembre 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(di seguito: il Tribunale) in data 22 novembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribuna-
le, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi  
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA) e che è pertanto legittimato ad 
aggravarsi contro di essa;

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere im-
pugnato non può essere esteso alla questione della concessione del -
l'asilo, che presuppone una decisione nel merito della domanda stes-
sa;

che, per conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla conces-
sione dell'asilo è inammissibile;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i  ricorsi  manifestamente infondati,  ai  sensi  dei considerandi che 
seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal 
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art.  111 lett. e 
LAsi)  e  la  decisione  è  motivata  soltanto  sommariamente  (art. 111a 
cpv. 2 LAsi);

che, giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino algerino di etnia araba, nato e 
con ultimo domicilio ad Algeri (cfr. verbale 1, pagg. 1-2);

che il richiedente, avrebbe lasciato l'Algeria in data 25 settembre 2010 
per  il  timore  di  essere  bersaglio  di  ritorsioni  da  parte  di  un  certo 
C._______, il quale avrebbe dovuto scontare una pena di un anno di  
carcere dopo che l'interessato l'avrebbe denunciato per furto ed ag-
gressione  nell'estate  del  2009  (cfr.  verbale  1,  pag.  5  e  verbale  2, 
pag. 6); che il ricorrente avrebbe quindi deciso di espatriare, partendo 
con  una  nave  da  D._______  dalla  quale  sarebbe  sbarcato  a 
E._______ (Italia); che avrebbe continuato il  suo itinerario,  nascosto 

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sull'asse di  un camion francese; che quando sarebbe sceso dal  ca-
mion, lo stesso camion sarebbe passato sopra la sua gamba; che sa-
rebbe quindi stato ricoverato ed operato in un ospedale a F._______ 
dove sarebbe rimasto per 18 giorni; che in seguito sarebbero arrivati i 
carabinieri e gli avrebbero preso le impronte in caserma per poi dargli  
un foglio di via; che avrebbe quindi preso un treno per G._______ ed 
avrebbe poi  proseguito il  viaggio sempre in treno fino a H._______, 
dove ha depositato la propria domanda di asilo in data 22 ottobre 2010 
(cfr. verbale 1, pagg. 6-7 e verbale 2, pag. 3);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso l'Algeria siccome lecita, esigibile e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione; che ha aggiunto che, una decina di giorni dopo la  
seconda audizione, sarebbe riuscito a contattare i suoi familiari spie-
gando loro la sua esigenza di presentare in Svizzera la sua carta di  
identità,  ma quest'ultimi  non sarebbero finora riusciti  a  trovare detto 
documento; che, pertanto, ci sarebbero dei motivi scusabili a giustifica-
zione della sua mancata consegna di documenti di identità;

che, per quanto riguarda i suoi motivi d'asilo, ha riproposto i fatti che 
l'avrebbero portato all'espatrio; che, inoltre, ha allegato di aver bisogno 
di utilizzare una stampella per camminare a causa dei suoi grossi pro -
blemi alla gamba e quindi sarebbe irrealistico un suo allontanamento 
verso l'Algeria in tali condizioni;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo;  che,  inoltre,  egli  ha  chiesto  di  essere  ammesso  provvisoria-

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mente qualora non gli venisse accordato asilo politico; che, infine, ha 
presentato una domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a 
copertura delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (DTAF 2007/7 consid. 5);

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2 
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (DTAF 2007/7 consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, inoltre, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di aver posse-
duto una carta d'identità, ma di averla lasciata in patria e di non aver  
mai richiesto il passaporto; che le dichiarazioni del ricorrente circa le 
misure prese per procurarsi detto documento sono poco credibili; che, 
peraltro, interrogato circa la mancata produzione della carta d'identità, 
egli ha dapprima dichiarato di avere contattato la sua famiglia per farsi 
spedire  la  carta  di  identità  per  poi  allegare  di  non  aver  ancora  in-
trapreso alcunché, in quanto privo dei numeri di telefono per chiamare 
casa sua aggiungendo in seguito che, durante il suo soggiorno in Ita -

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lia, aveva incaricato un suo connazionale di ritornare in patria e procu-
rarsi i suddetti numeri telefonici (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 
2); che tale affermazione non è palesemente credibile, in quanto egli,  
avendo dichiarato di avere una vasta rete sociale in loco, avrebbe al -
meno dovuto essere in grado di ricordarsi di un numero telefonico, op-
pure avrebbe potuto scrivere alla sua famiglia avendo declinato l'indi -
rizzo  preciso  in  Algeria  (cfr.  verbale  1,  pagg.  2-3  e  verbale  2, 
pagg. 2-3); che, confrontato con la possibilità di poter scrivere alla sua 
famiglia, egli si è limitato ad allegare di non averci pensato (cfr. verbale  
2, pag. 3); che, infine, egli ha affermato in sede di ricorso di essere riu -
scito a contattare i suoi familiari, ma che quest'ultimi non avrebbero fi -
nora trovato la sua carta di identità (cfr. ricorso, pag. 2); che tale affer-
mazione risulta inattendibile, in quanto avendo egli dichiarato di aver 
lasciato  la  sua  carta  di  identità,  ossia  un  documento  importante,  a 
casa sua, avrebbe dovuto essere stato in grado di indicare ai suoi pa-
renti  il  luogo preciso dove l'aveva lasciata e quindi risulta incredibile 
che quest'ultimi non siano stati capaci di  trovarla;  che con tale com-
portamento  egli  ha  chiaramente  dimostrato  di  non  volere  in  alcun 
modo collaborare con le autorità elvetiche per dimostrare la sua vera 
identità;

che, oltre a ciò, egli ha altresì dichiarato di non avere subito controlli 
durante il suo viaggio d'espatrio (cfr. verbale 1, pag. 6);

che argomentazioni come quelle addotte appaiono tutte assolutamente 
inattendibili;

che,  oltracciò,  giova rilevare  che varcare il  confine  Schengen senza 
subire alcun controllo, come l'insorgente ha dichiarato di aver fatto, ri -
sulta a tutt'oggi quantomeno difficoltoso;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il Tribunale ha 
ragione di concludere che il ricorrente del gravame dissimuli i suoi do-
cumenti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

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che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5);

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Algeria per il timore di subire delle rappresaglie da parte di un cer-
to C._______;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente evidenziato dall'au-
torità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della 
sua domanda d'asilo non presenta alcun elemento di verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente non è stato in grado di  
datare precisamente il suo racconto; che, infatti, in merito al furto del  
suo cellulare  ha dichiarato in  modo generico  che sarebbe successo 
quindici  mesi  fa,  oppure  tra  luglio  ed  agosto  2009  (cfr.  verbale  1, 
pag. 5 e verbale 2, pag. 7); che, inoltre, ha allegato di non ricordarsi 
neppure quando avrebbe sporto denuncia, oppure che sarebbe stato 
un venerdì, ed ha asserito altresì in modo vago che C._______ sareb-
be stato condannato nell'estate del 2009, oppure otto giorni dopo, os-
sia un lunedì (cfr. verbale 1, pagg. 5-6 e verbale 2,  pagg. 7-8); che, 
inoltre appare assurdo che l'insorgente non abbia dapprima cercato di 
trovare rifugio da altri familiari prima di scegliere la via dell'espatrio ol -
tretutto compiuto nell'illegalità; che, infatti, interrogato su questo punto 

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egli ha affermato che, non ci aveva pensato, oppure che la casa dei 
nonni era troppo piccola o che non poteva trasferirsi né da sua sorella 
I._______, né dalla sua sorellastra, in quanto sarebbe vergognoso es-
sere ospitato da donne sposate (cfr. verbale 2, pagg. 8-9); che, infine, 
non ha nemmeno chiarito i suddetti punti nel atto ricorsuale e si è limi-
tato a ribadire quanto già dichiarato in sede di audizione circa i suoi 
motivi d'asilo (cfr. ricorso, pag. 2);

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa  un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. Giurisprudenza ed infor-
mazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2006 n. 18);

che, a titolo abbondanziale, mal si comprende la necessità per il ricor-
rente di  dover fuggire all'estero, posto che avrebbe potuto senz'altro 
chiedere protezione insistendo presso la polizia locale, rivolgendosi in 
particolare agli ufficiali o ad istanze superiori;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50 consid. 8 pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della leg-
ge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri  (LStr, RS 142.20) o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 

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diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art.  32 OAsi 1; 
GICRA 2001 n. 21);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 LStr, giusta il 
quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 
LStr);

che, la situazione vigente in Algeria non appare caratterizzata da guer -
ra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della 
popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una discreta formazione scolastica, in quanto ha terminato la 
scuola elementare ed il primo anno della scuola media; che, inoltre, ha 
pure una buona esperienza professionale avendo operato cinque anni 
come venditore di vestiti ad un mercato ad D._______ (cfr. verbale 1,  
pag. 3); che egli ha ancora i nonni, i genitori, due sorelle, una sorella-
stra  e  tre  fratelli  ad  D._______  (cfr. verbale  1,  pag.  3  e  verbale  2,  
pag. 8); che, pertanto, si può partire dal presupposto che disponga an-
cora di una fitta rete sociale in patria;

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che l'insorgente non ha preteso nel gravame di soffrire di gravi proble-
mi di  salute che possano giustificare la  sua ammissione provvisoria 
(cfr. GICRA 2003  n. 24),  senza  che  da un  esame d'ufficio  degli  atti 
emerga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici; 
che, per quanto riguarda la sua gamba, si rileva che si tratta di una ba-
gatella e che non necessita ulteriori cure (cfr. act. A11/3);

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr. DTAF 2008/34 con-
sid. 12 pagg. 513-515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque 
pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'e-
senzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  
spese processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

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che la presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorren-
te. Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammi-
nistrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizio -
ne della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente, tramite il J._______ (Raccomandata; allegato: bollettino 
di versamento);

- all'UFM, J._______ con ordine di notificare la sentenza al ricorrente 
e  di  ritornare  l'avviso  di  ricevimento  allegato  al  Tribunale 
amministrativo federale (via fax per l'incarto N [...]; allegato: copia 
del ricorso del 19 novembre 2010);

- K._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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