# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 49231f28-ed7f-5d88-8347-e2bffa17fbfa
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-04-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.04.2025 F-2318/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-2318-2025_2025-04-09.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-2318/2025 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  9  a p r i l e  2 0 2 5   

Composizione 
 Giudice Basil Cupa, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice Aileen Truttmann;  

cancelliere Dario Quirici. 

   

Parti 

 
A._______,  

nato il (…), 

Turchia,  

ricorrente,  

  

  
contro 

  
Segreteria di Stato della migrazione SEM, 

Quellenweg 6,  

3003 Berna, 

autorità inferiore. 

   

Oggetto 

 
Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 28 marzo 2025 / N (…). 

 

 

 

F-2318/2025 

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Visto che: 

il 28 febbraio 2025, A._______ (il ricorrente) ha ottenuto dalla Spagna un 

visto Schengen C valido dal 9 marzo al 7 aprile 2025,  

il 13 marzo 2025, egli ha presentato in Svizzera una domanda d’asilo,  

il 28 marzo 2025, conclusa l’istruzione del caso, la SEM non è entrata nel 

merito della domanda, pronunciando il trasferimento del ricorrente in 

Spagna che ne aveva accettato la presa in carico, 

il 31 marzo 2025, il ricorrente ha ricevuto la decisione e SOS Ticino-Caritas 

Svizzera ha rinunciato a rappresentarlo ulteriormente,  

il 3 aprile 2025, il ricorrente ha inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo 

federale (TAF), chiedendo che la SEM esamini la sua domanda,   

il 4 aprile 2025, questo Tribunale ha ottenuto l’incarto della SEM e ordinato 

la sospensione provvisoria del trasferimento verso la Spagna,    

gli ulteriori fatti del caso saranno, se necessario, tematizzati in prosieguo,  

e considerato che: 

le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 

procedura amministrativa (PA), dalla legge sul Tribunale amministrativo 

federale (LTAF) e dalla legge sul Tribunale federale (LTF), in quanto la 

legge sull’asilo (LAsi) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),  

presentato tempestivamente contro una decisione in materia d’asilo della 

SEM (artt. 6, 105 e 108 cpv. 3 LAsi nonché gli artt. 31 a 33 LTAF), il ricorso 

è ammissibile (artt. 5, 48 cpv. 1 e 52 PA); i ricorsi manifestamente infondati, 

come in concreto, sono decisi in procedura semplificata dal giudice unico, 

con l'approvazione di un secondo giudice, e la decisione è motivata 

soltanto sommariamente (artt. 111 lett. e nonché 111a LAsi); 

la SEM non entra nel merito di una domanda d’asilo, di norma, se il 

richiedente può partire alla volta di uno Stato terzo a cui compete, in virtù 

di un trattato internazionale, l’esecuzione della procedura d’asilo e 

dell’allontanamento (art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi); in questo senso, la SEM 

esamina la competenza relativa al trattamento di una domanda d’asilo 

secondo i criteri previsti dal regolamento (UE) n. 604/2013 (Regolamento 

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Dublino/RD III), che stabilisce i criteri e i meccanismi di determinazione 

dello Stato membro competente per l'esame di una domanda di protezione 

internazionale presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo o da un apolide; se, in base a questa analisi, è individuato un 

altro Stato responsabile per l'esame della domanda d’asilo, la SEM 

pronuncia la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, 

di presa o ripresa in carico del richiedente l'asilo da parte dello Stato in 

questione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 6.2),  

l'art. 3 par. 1 RD III prevede che la domanda di protezione internazionale è 

esaminata da un solo Stato membro, ossia quello individuato in base ai 

criteri del capo III (artt. 7 a 15 RD III); nel caso di una procedura di presa 

in carico (“take charge”), come in concreto, ogni criterio del capo III è  

applicabile solo se quello precedente non lo è (art. 7 par. 1 RD III); se il 

richiedente è titolare di un visto in corso di validità, lo Stato membro 

competente per l’esame della domanda di protezione internazionale è 

quello che l’ha rilasciato (art. 12 par. 2 RD III),  

in concreto è assodato che il ricorrente era munito di un visto Schengen C 

spagnolo, valido dal 9 marzo al 7 aprile 2025, quando ha depositato la sua 

domanda d’asilo in Svizzera il 13 marzo 2025; inoltre, il 25 marzo 2025, su 

richiesta della SEM, la Spagna ha accettato espressamente il trasferimento 

del ricorrente in base all’art. 12 par. 2 RD III; ne deriva che la competenza 

della Spagna a prenderlo in carico è accertata; si osservi che il riferimento 

generale e astratto, senza alcun elemento di prova, tantomeno rispetto ad 

un suo eventuale rapporto di dipendenza, del ricorrente ai suoi “cugini/altri 

familiari” in Svizzera è ininfluente sulla determinazione della competenza 

della Spagna (cfr., per più dettagli, la decisione impugnata, pag. 3 [nozione 

di familiari: art. 2 lett. g RD III]);        

va ricordato che la Spagna, membro dell’UE, è vincolata innanzitutto dalla 

CartaUE, dalla Convenzione sullo statuto dei rifugiati con il relativo 

Protocollo aggiuntivo, dalla CEDU e dalla Convenzione contro la tortura ed 

altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; pertanto, si deve 

presumere che la Spagna rispetti la sicurezza dei richiedenti l'asilo, in 

particolare il diritto alla trattazione delle loro domande secondo una 

procedura giusta ed equa, e che garantisca una protezione conforme al 

diritto internazionale ed europeo (cfr. le direttive 2013/32/UE [direttiva 

procedura] e 2013/33/UE [direttiva accoglienza]); questa presunzione non 

è irrefragabile e non va ammessa se, nello Stato del trasferimento, è prassi 

comune violare sistematicamente le norme minime dell’UE, o se vi sono 

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seri indizi che, nel caso concreto, le autorità dello Stato in questione non 

rispetterebbero il diritto internazionale (cfr. le DTAF 2011/19 consid. 6), 

in concreto è notorio che, in Spagna, la procedura d’asilo rispetta il diritto 

internazionale e che gli asilanti beneficiano dell’accoglienza necessaria, 

ciò che il ricorrente non contesta del resto, per cui il suo trasferimento è 

esigibile (art. 3 par. 2 2a frase RD III);   

l’analisi dei fatti di causa e il loro apprezzamento giuridico appena effettuati 

non permettono, checché ne dica il ricorrente, di ravvisare eventuali motivi 

umanitari giustificanti l’applicazione della clausola di sovranità ai sensi 

dell’art. 17 par. 1 RD III in combinato disposto con l’art. 29a cpv. 3 

dell’ordinanza 1 sull’asilo (OAsi 1, RS 142.311);      

alla luce dell’insieme delle considerazioni che precedono, non si può quindi 

rimproverare alla SEM di aver accertato in modo inesatto o incompleto i 

fatti per determinare la competenza della Spagna o di aver ecceduto il 

proprio potere d’apprezzamento o di averne abusato nel qualificarli 

giuridicamente (cfr. artt. 106 cpv. 1 LAsi e 22 RD III), e nemmeno di non 

avere rinunciato al trasferimento del ricorrente in Spagna per motivi inerenti 

al funzionamento del sistema d’asilo di questo paese, per motivi medici o 

per motivi umanitari ai sensi dell’art. 17 RD III (cfr. art. 29a cpv. 3 OAsi 1; 

DTAF 2015/9 consid. 7),  

manifestamente infondato, il ricorso non ha probabilità di esito favorevole, 

per cui le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente 

(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché l’art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al TAF [TS-TAF, RS 173.320.2]),  

la sentenza è definitiva e non può essere impugnata con ricorso in materia 

di diritto pubblico davanti al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF), 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di fr. 750.– sono poste a carico del ricorrente. 

L’importo deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’Ufficio della 

migrazione del Canton Lucerna.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Basil Cupa Dario Quirici 

 

 

 

 

 

 

 

Data di spedizione: