# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3c29e8d8-71c2-5ed3-9630-3afd939b957f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.05.2005 38.2004.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-80_2005-05-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.80

   

  FS/DC/td

  	
  Lugano

  23 maggio
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 ottobre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 6 ottobre
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro Ufficio giuridico, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L’8 luglio
2004 la Cassa Disoccupazione __________, __________ ha sottoposto per decisione
(cfr. art. 81 cpv. 2 LADI) alla Sezione del lavoro Ufficio giuridico il
seguente caso concernente RI 1:

 

" 
(…)

La persona summenzionata si è iscritta al
collocamento a tempo pieno, rivendicando il diritto alle indennità di
disoccupazione presso la nostra Cassa a decorrere dal 18.06.2004.

 

Il signor RI 1 dal 20.03.1973 al 31.05.2003 è
stato alle dipendenze del __________ di __________. A seguito di importanti
problemi di salute della moglie ha deciso di inoltrare le proprie dimissioni
per poter intraprendere un'attività indipendente e poter coinvolgere nella
stessa anche la moglie. A seguito del mancato finanziamento per un'attività che
avrebbe anche coinvolto la moglie, l'assicurato ha deciso di orientarsi in
un'altra attività  che consisteva nella vendita di video giochi. Infatti
risulta essere stato iscritto a Registro di commercio quale titolare della
ditta __________ di __________. Con lettera del 20.06.2004 l'assicurato espone
tutta la sua situazione, tra cui anche il fatto che non ha potuto mai iniziare
l'attività indipendente a seguito di infiltrazioni d'acqua verificatesi nei
locali presi in locazione. La ditta è stata cancellata dal Registro di
commercio per mancato inizio dell'attività ed il contratto di locazione é stato
disdetto per il 31.07.2004.

 

Facciamo notare come il 02.06.2003 sia stata
ritirata la somma di fr. 306'557.90 dalla Cassa Pensione per l'avvio di
un'attività lucrativa indipendente.

 

L'assicurato con il suo scritto del 20.06.2004
conclude indicando che è in trattative per vendere la propria casa onde poter a
breve reinvestire, per il benessere della moglie ed il futuro dei figli, in una
nuova ed adeguata attività e nel contempo di risanare il deposito della Cassa
pensione.

 

Dal certificato medico rilasciato il 24.06.2004
si evince come la moglie necessiti di un'assistenza a domicilio regolare causa
problemi di salute.

 

Questioni che devono formare oggetto di una
decisione

 

L’assicurato adempie il periodo contributivo?

L’assicurato può essere ritenuto idoneo al
collocamento?

(…)." (cfr. doc. 7)

 

                                         Con
decisione del 15 luglio 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha
stabilito che l’assicurato non ha adempiuto il periodo di contribuzione e non
può essere esonerato dall’adempimento dello stesso, argomentando:

 

" 
(…)

Conformemente alle disposizioni degli articoli
menzionati l'assicurato ha diritto all'indennità di disoccupazione, se ha
compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione
(art. 8 cpv. 1 lett. e LADI).

 

Per la riscossione della prestazione e per il
periodo di contribuzione vigono termini quadro biennali, sempre che la presente
legge non disponga altrimenti. Il termine quadro per la riscossione decorre dal
primo giorno nel quale sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla
prestazione. Il termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni
prima di tale giorno (art. 9 cpv. 1, 2 e 3 LADI).

 

Ha adempiuto il periodo di contribuzione colui
che, entro il termine quadro, ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione
soggetta a contribuzione (art. 13 cpv. 1 LADI).

 

Sono esonerate dall'adempimento del periodo di
contribuzione le persone che, entro il termine quadro, durante oltre 12 mesi
complessivamente, non sono state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei
seguenti motivi e non hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi:

a) formazione scolastica, riqualificazione o
perfezionamento, a 

condizione che durante
almeno 10 anni siano state domiciliate in Svizzera;

b) malattia, infortunio o maternità, a condizione
che durante questo 

    periodo siano state domiciliate in Svizzera;

c) soggiorno in un istituto svizzero per
l'esecuzione delle pene 

    d'arresto o d'educazione al lavoro o in un
istituto svizzero analogo (art. 14 cpv. 1 LADI).

 

Sono parimenti esonerate dall'adempimento del
periodo di contribuzione le persone che, in seguito a separazione o divorzio,
invalidità o morte del coniuge oppure per motivi analoghi o a causa della
soppressione di una rendita d'invalidità, sono costrette ad assumere o a
estendere un'attività dipendente. Questa norma è applicabile soltanto se
l'evento corrispondente non risale a più di un anno e la persona interessata
dall'insorgere di questo evento era domiciliata in Svizzera (art. 14 cpv. 2
LADI).

 

Nel caso in esame l'assicurato rivendica le
indennità di disoccupazione a decorrere dal 18 giugno 2004. Durante il termine
quadro per il periodo di contribuzione (dal 18 giugno 2002 al 17 giugno 2004)
l'assicurato ha esercitato un'attività soggetta a contribuzione presso il __________,
tuttavia per un periodo inferiore a 12 mesi (dal 18 giugno 2002 al 31 maggio
2003). Non ha quindi adempiuto il periodo di contribuzione.

Si osserva che l'assicurato ha sciolto il
rapporto di lavoro per intraprendere un'attività indipendente, tuttavia tale
attività non ha mai preso avvio. Non vi sono inoltre motivi per poter esonerare
l'assicurato dall'adempimento del periodo di contribuzione. Si rende attendo
l'assicurato che l'introduzione di una eventuale opposizione non modifica gli
obblighi di controllo per la durata della stessa.

(…)." (cfr. doc. 6)

 

                               1.2.   A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato (cfr. doc. 5), la Sezione del
lavoro Ufficio giuridico, il 6 ottobre 2004, ha emanato una decisione su
opposizione con la quale ha confermato la sua decisione del 15 luglio 2004 e ha
osservato che:

 

" 
(…)

1. Il signor RI 1 si è iscritto in disoccupazione
il 18 

giugno 2004, alla
ricerca di un impiego a tempo pieno come impiegato di commercio e
rappresentante.

 

Dal 20 marzo 1973 al 31
maggio 2003, l'assicurato è stato alle dipendenze della __________, __________.

 

2. Con scritto 8 luglio 2004 la Cassa di
disoccupazione __________ di 

__________ ha
sottoposto all'Ufficio giuridico della Sezione del lavoro (in seguito: UG) il
caso del signor RI 1 per decisione, formulando segnatamente la richiesta di
indicare se l'assicurato adempie il periodo contributivo e se può essere
ritenuto idoneo al collocamento.

 

Esperiti i necessari
accertamenti, con decisione 15 luglio 2003 il servizio cantonale ha stabilito
che l'assicurato non ha adempiuto il periodo di contribuzione e non può essere
esonerato dall'adempimento dello stesso.

 

Contro la predetta
decisione il signor RI 1 ha interposto opposizione in data 20/22 luglio 2004.

 

3. Giusta l'art. 8 cpv. 1 lett. e LADI,
l'assicurato ha diritto all'indennità 

di disoccupazione, tra
l'altro, se ha compiuto o è liberato dall'obbligo di compiere il periodo di
contribuzione (art. 13 e 14 LADI).

Per la riscossione
della prestazione e per il periodo di contribuzione vigono termini quadro
biennali, sempre che la presente legge non disponga altrimenti (art. 9 cpv. 1
LADI). Il termine quadro per la riscossione decorre dal primo giorno nel quale
sono adempiuti tutti i presupposti per il diritto alla prestazione (cpv. 2). Il
termine quadro per il periodo di contribuzione decorre due anni prima di tale
giorno (cpv. 3).

Ha adempiuto il periodo
di contribuzione colui che, ha svolto, entro il pertinente termine quadro (art.
9 cpv. 3 LADI) un'occupazione soggetta a contribuzione durante almeno 12 mesi
(cfr. art. 13 cpv. 1 LADI).

 

Sono invece esonerate
dall'adempimento del periodo di contribuzione, "le persone che, entro il
termine quadro (art. 9 cpv. 3), durante oltre 12 mesi complessivamente non sono
state vincolate da un rapporto di lavoro per uno dei seguenti motivi e non
hanno quindi potuto soddisfare i relativi obblighi:

 

    a.  formazione
scolastica, riqualificazione o perfezionamento, a 

    condizione che durante almeno 10 anni siano state domiciliate in
Svizzera;

    b.  malattia (art. 3 LPGA), infortunio (art.
4 LPGA) o maternità (art. 

5 LPGA), a
condizione che durate questo periodo siano state domiciliate in Svizzera;

    c.  soggiorno in un istituto svizzero per l'esecuzione
delle pene 

d'arresto o
d'educazione al lavoro o in un istituto svizzero analogo (art. 14 cpv. 1 LADI).

 

Sono parimenti
esonerate dall'adempimento del periodo di contribuzione le persone che, in
seguito a separazione o divorzio, invalidità (art. 8 LPGA) o morte del coniuge
oppure per motivi analoghi o a causa della soppressione di una rendita
d'invalidità, sono costrette ad assumere o a estendere un'attività dipendente.
Questa norma è applicabile soltanto se l'evento corrispondente non risale a più
di un anno e la persona interessata dall'insorgere di questo evento era
domiciliata in Svizzera (art. 14 cpv. 2 LADI).

 

4. L'art. 9a LADI prevede che "il termine
quadro per la riscossione 

della prestazione da
parte di un assicurato che ha intrapreso un'attività lucrativa indipendente
senza aver ricevuto le prestazioni previste negli articoli 71a-71d è prolungato
di due anni se:

 

 

    a.  l'assicurato intraprende l'attività
lucrativa indipendente durante 

         un termine quadro; e 

 

    b.  al momento in cui cessa l'attività
lucrativa indipendente e a 

causa di questa
attività, l'assicurato non adempie i presupposti di un periodo di contribuzione
sufficiente (cpv. 1).

 

Il termine quadro per
il periodo di contribuzione di un assicurato che ha intrapreso un'attività
lucrativa indipendente senza aver ricevuto prestazioni è prolungato della
durata dell'attività indipendente, ma al massimo di due anni (cpv. 2).

 

Si considera che
l'assicurato abbia avviato un'attività indipendente dal momento in cui la cassa
di compensazione AVS gli riconosce lo statuto di indipendente (cfr. Direttive
concernenti la revisione della LADI e dell'OADI (versione italiana), edite dal
Segretariato di Stato dell'economia (Seco), giugno 2003, valide dal 1° luglio
2003, pag. 2).

 

5. Nel caso che ci occupa l'assicurato si è
iscritto in disoccupazione il 

18 giugno 2004,
rivendicando le indennità di disoccupazione da tale data. Nel termine quadro
per il periodo di contribuzione e meglio nel periodo dal 18 giugno 2002 al 17
giugno 2004, l'assicurato ha svolto un'occupazione soggetta a contribuzione
della durata di 11 mesi e 13 giorni (dal 18 giugno 2002 al 31 maggio 2003). La
durata della stessa non raggiunge pertanto, la durata minima prevista dall'art.
13 cpv. 1 LADI (12 mesi).

 

Nella presente
fattispecie, l'assicurato, tra gli altri motivi, ha abbandonato l'occupazione
svolta presso il __________, per intraprendere un'attività indipendente.

Dalla documentazione in
nostro possesso si evince che a causa dell'umidità presente nel negozio preso
in locazione dall'opponente, l'attività non è mai concretamente iniziata.

Inoltre dagli ulteriori
accertamenti esperiti dall'UG è emerso che, l'assicurato non si è mai iscritto
presso la cassa di compensazione AVS quale indipendente, per cui conformemente
alla prassi citata, non si può concludere che l'attività indipendente abbia
preso avvio.

Di conseguenza,
l'assicurato non può beneficiare del prolungamento del periodo di
contribuzione.

 

Infine, rileviamo che
non vi sono altri motivi per poter esonerare l'assicurato dall'adempimento del
periodo di contribuzione.

 

6. Pertanto, tenuto conto degli argomenti
sollevati con l'opposizione in 

esame, non si ritiene
di poter giungere a una conclusione diversa rispetto a quanto stabilito con la
decisione contestata.

(…)." (cfr. doc. A1)

 

                                         In
precedenza l’amministrazione ha chiesto all’assicurato di comunicarle,
documentando, con quale statuto (dipendente o indipendente) si è registrato
presso la Cassa di compensazione AVS tra il giugno 2003 e il giugno 2004 (cfr.
doc. 4 e 4/1).

                                         Con
lettera del 27 settembre 2004 l’assicurato ha, in particolare, comunicato che:

 

" 
(…)

a seguito dell’opposizione in corso ed a
completamento della stessa vi comunico che da parte mia non ho provveduto a
registrarmi presso la Cassa di compensazione AVS in quanto come già descritto
nella documentazione in vostro possesso, a metà giugno 2003 si sono evidenziate
delle macchie di umidità nel negozio che non mi hanno permesso la regolare
apertura prevista per il 1. luglio 2003.

Inoltre gli addetti ai lavori incaricati di
risolvere il problema non mi hanno mai saputo dire con certezza fin quando i
lavori si fossero protratti in quanto le cause di queste infiltrazioni d'acqua
erano abbastanza oscure ed i modi di intervento relativamente semplici.

Per cui non avendo garanzie sui tempi necessari
al definitivo risanamento dell'oggetto e di conseguenza non beneficiando di
alcun reddito, ho ritenuto, momentaneamente, inutile procedere alla prassi
suddetta. Per gli stessi motivi non ho nemmeno provveduto a concludere i dovuti
contratti assicurativi necessari per l'apertura di un negozio.

(…)." (cfr. doc. 2)

 

                               1.3.   Contro la
decisione su opposizione l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA
nel quale ha rilevato che:

 

" 
(…)

Tutto ebbe inizio nel mese di settembre 2002
quando mia moglie percepì dei malesseri fisici che implicavano una stanchezza
persistente, dolori di testa, stomaco e mancanza di appetito.

Il medico di famiglia, dott. __________, le
consigliò di seguire una cura ricostituente in quanto egli pensò che la causa
fosse dovuta ad un rilassamento e calo vitaminico relativo al parto espresso il
21 giugno dello stesso anno.

In un primo momento tutto sembrò andare per il
meglio finquando ad inizio ottobre il suo stato di salute iniziò di nuovo a
peggiorare. Iniziarono a manifestarsi dei disturbi alla vista (oscuramenti
improvvisi del campo visivo), vertigini, stati d'ansia, panico e tachicardia. A
questo punto il Dott. __________ ebbe il sospetto che la causa potesse essere
individuata nella tiroide. Si sottomise a degli esami specifici
dall'endocrinologo Dott. __________ a __________, il quale confermò che si
trattava di una tiroide post-parto con la gravante che gli ormoni nel corpo
superavano di ben otto volte il valore della norma. Le prescrisse un farmaco
per rallentare i battiti cardiaci in quanto il cuore era sotto sforzo e per il
momento non si sarebbe stabilizzata da sola. Infatti dopo circa due settimane
si verificò un miglioramento che durò solo pochi giorni; in seguito la tiroide
fece un picco e smise di lavorare completamente. A novembre comparvero di nuovo
i disturbi accompagnati da una stanchezza smisurata. A questo punto mia moglie
smise di uscire anche di casa, rimanendo a letto anche di giorno senza alzarsi
nemmeno per i pasti, questo alla fine la portò in uno stato depressivo molto
preoccupante. Il Dott. __________ mi contattò dicendomi che le necessitava un
ricovero immediato presso la Clinica __________ di __________, dove vi restò
per una settimana. Ma una volta rientrata a casa i problemi persistettero per
cui fu nuovamente ricoverata ai primi di dicembre fino a metà gennaio 2003. Le
fecero un trattamento con delle flebo di Tranxilium e in seguito iniziò una
cura di antidepressivi di cui attualmente si serve ancora. In clinica iniziò
pure a seguirla uno psichiatra del centro sociopsichiatrico di __________ con
il quale ancora oggi segue una costante terapia. Tengo a precisare che in
questo periodo, grazie alla sensibilità dei miei superiori, rimasi a casa per
accudire i miei due figli in quanto l'assistenza domiciliare mi sarebbe costata
troppo (circa Fr. 2'600.-- mensili) mentre la Cassa malati Sanitas mi avrebbe
coperto con soli Fr. 10.-- al giorno.

In accordo con il primario della Clinica Dott. __________
si decise di provare a dimetterla in quanto la tiroide si era, nel frattempo,
parzialmente stabilizzata; per alcuni giorni tutto sembrò che andasse per il
meglio e decisi di conseguenza di riprendere normalmente a lavorare. Il 16.2.03
venne a mancare anche mia madre con la quale, mia moglie, aveva un legame
affettivo e di collaborazione reciproca molto stretti. Gradualmente iniziarono
di nuovo a manifestarsi i sintomi di panico, confusione mentale ed inappetenza,
e visto l'esperienza avuta in precedenza capii subito che il tutto si stava
ripetendo, mentre da parte mia mi resi conto di non poter più professare la mia
attività professionale in modo adeguato alle aspettative in quanto mi riusciva
difficile mantenere la necessaria concentrazione, continuità produttiva e
serenità interiore. Non avendo più nessun Santo a cui rivolgermi mi misi a
tavolino con mia moglie e, come già consigliatomi tempo prima dai medici
curanti, decisi di propormi per un'attività indipendente dove potessi coinvolgere
anche lei. Essendo ambedue appassionati di cani, ci balzò in mente l'idea di
aprire un Centro fitness per cani, soluzione che avrebbe richiesto uno spazio
adeguato di terra ed infrastrutture particolari.

Venni a sapere, tramite la Banca dov'ero
impiegato, che avrei potuto riscattare una proprietà relativa ad un fallimento,
perfettamente idonea al nostro scopo per la somma di Fr. 150'000.--.

A questo punto non persi tempo ed inoltrai le dimissioni
per il 30 maggio 2003 e, con l'accordo della Direzione, ottenni di lasciare
anzitempo il mio posto di lavoro per riorganizzarmi in questo progetto. Dopo
aver contattato architetti, impresari ecc., e preso coscienza di quanto avrei
dovuto investire, mi prefissi di riscattare la mia Cassa pensione ed in seguito
di vendere la casa di mia proprietà. Pochi giorni dopo la scadenza del mio
contratto di lavoro contattai un consulente della banca per richiedere il
finanziamento relativo alla proprietà fallimentare. Due giorni dopo venni
richiamato e mi annunciarono che, pur avendo come garanzia la cassa pensione,
il finanziamento non era fattibile in quanto non avrei più beneficiato di un
reddito fisso mensile.

A questo punto dovetti reagire ed iniziai una
ricerca di mercato e, dopo aver valutato molteplici opportunità, decisi di
aprire un negozio adibito alla vendita di videogiochi. Contattai il Sig. __________
della Società __________ di __________, leader, in Italia, nella vendita di
giochi elettronici in lingua italiana, con lui discussi e trattammo le varie
modalità finanziarie; confermate in seguito da un contratto che avrei dovuto
firmare, presso la loro sede di __________, solo dopo la prima richiesta di
fornitura di merce.

Mi recai all'Uff. dei Registri di __________ per
la relativa registrazione della Società nominativa "__________",
trovai un negozio presso il __________ di __________ e stipulai il relativo
contratto d'affitto (a partire dal 01.07.03) con l'amministratore Arch. __________.
Verso la fine di giugno contattai la Ditta "__________" di __________,
specializzata in arredamenti per interni commerciali, e dopo un sopralluogo del
loro Arch. __________ decisi di dare l'incarico e di procedere nei lavori di
arredamento. Durante la suddetta visita scoprimmo un alone di umidità che
correva orizzontalmente su tutta la lunghezza della parete principale del
negozio (7 metri). Il sig. __________ mi consigliò di procedere ad una verifica
in quanto se veramente fosse stata umidità, questa avrebbe potuto nuocere sia
ai videogiochi che all'arredamento. Contattai l'Arch. __________ il quale si
attivò in tal senso, vennero fatti diversi tentativi, pitturando e ripitturando
la parete fin quando a settembre si dovette procedere a frantumare il muro
intaccato d'umidità e risanare il tutto iniettando un prodotto idrorepellente.

Ai primi di novembre tutto sembrava pronto e
cercai così di accelerare i tempi in modo di poter essere operativo durante il
periodo natalizio. Ricontattai il Sig. __________ della __________ per la
relativa fornitura e durate il colloquio scaturì che, per motivi di riorganizzazione
interna ed ammodernamento dei loro sistemi informatici eseguiti nei loro 38
negozi sparsi in tutta l'Italia, i margini di guadagno per ogni singolo
videogioco sarebbero stati del 25-30% anziché dei preannunciato 40-45%. A
seguito di questa ennesima delusione e confrontato con i persistenti malesseri
di mia moglie, decisi di mantenere affittato il negozio, e di trovare man mano
nuove alternative che potessero essere compatibili con l'arredamento esistente.
Alternative che fino ad oggi non hanno dato frutti e che di conseguenza mi
hanno costretto, anche per motivi finanziari, a disdire il relativo contratto
d'affitto il 30 luglio 2004.

Durante tutto questo travagliato periodo ho
dovuto autofinanziarmi e nel contempo provvedere, fino ad oggi, al
sostentamento della mia famiglia usufruendo esclusivamente del capitale
versatomi dalla Cassa pensione. 

Attualmente vi posso confermare che mi sto attivando
per vendere la mia casa onde poter a breve reinvestire, per il benessere di mia
moglie ed il futuro dei miei figli, in una nuova ed adeguata attività
indipendente e nel contempo di risanare il deposito della mia Cassa pensione.

Tengo a precisare che il mio ex datore di lavoro
(__________) nel mese di agosto mi ha concesso, in via straordinaria, un
sorpasso in conto che mi ha permesso fino ad oggi di sostenere la mia famiglia
e fare fronte ai pagamenti relativi alle consuete fatture mensili con la speranza
che a breve riuscirò a vendere la casa (eventuali inf. Signorina __________
Tel. __________). Nel frattempo mi trovo però confrontato con dei pignoramenti
in corso che non so proprio come potrò affrontare in quanto il sostentamento
della mia famiglia è attualmente garantito da piccoli aiuti di parenti ed
amici, e non vorrei proprio che si arrivasse al punto di dover mettere all'asta
la mia casa.

Per informazioni in merito ai pignoramenti potete
contattare l'Ufficio esecuzioni e fallimenti sig. __________ /Tel. __________.

Ribadisco che la mia ritardata iscrizione in
disoccupazione è da ritenere come un fatto di pura e sacrosanta ingenuità in
quanto mai più avrei pensato che ci fossero dei termini imposti dalla legge.
Dal momento che mi sono licenziato dal __________ la mia volontà è sempre stata
quella di avere una mia attività indipendente che potesse conciliare con i
problemi relativi a mia moglie e che a tutt'oggi sussistono ancora. La
responsabile della __________ di __________ mi ha "giustificato" il
rifiuto di assistenza dicendomi che avrei potuto già iscrivermi nel mese di
luglio 2003. Le ho risposto che io ho lavorato alle dipendenze del __________
per 31 anni, pagando di conseguenza i relativi contributi, che ho dato le
dimissioni per dei problemi di salute di mia moglie, che avevo due piccoli a
cui badare e che comunque il mio scopo non è mai stato quello di voler
attingere alla cassa della disoccupazione ma semmai di rendermi autonomo ed
indipendente in una nuova attività.

Le ho comunque fatto presente che, se il mondo
gira così, alla prossima occasione non esiterò di certo ad iscrivermi il giorno
dopo.

A conclusione di questo scritto vi chiedo
gentilmente di voler esaminare al più presto quanto indicato e, appellandomi
alla vostra comprensione, chiedo che mi siano almeno riconosciuti gli
indennizzi dal mese di giugno alla fine di ottobre compreso, periodo in cui ero
regolarmente iscritto al DPL, dandomi la possibilità di sostenere la mia
famiglia per i prossimi 5 mesi e nel contempo di aver il tempo necessario di
continuare le trattative per la vendita della casa onde evitare una probabile
messa all'asta della stessa.

(…)." (cfr. doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 22 novembre 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico si è
confermata nelle proprie allegazioni e ha concluso che:

 

" 
(…)

Pur comprendendo la difficile situazione
dell’assicurato, non possiamo giungere ad una conclusione diversa rispetto a
quanto stabilito con la decisione impugnata.

 

Si chiede pertanto a codesto Tribunale di voler
respingere il ricorso e confermare la querelata decisione.

(…)." (cfr. doc. III)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il
24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del
24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Poiché
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie
giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C
154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70,
consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36
con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio
2003 nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa
L., H 114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione
(l’adempimento e/o l’esonero dell’adempimento del periodo di contribuzione) che
si è posta successivamente (e cioè il 18 giugno 2004 data d’iscrizione al
collocamento e dalla quale rivendica il diritto alle indennità di
disoccupazione; cfr. doc. 8 e 28) all’entrata in vigore delle nuove
disposizioni, si applicano le norme valide dal 1° luglio 2003.

 

                                         In una
decisione del 10 gennaio 2005 nella causa R. (C 181/04), l’Alta Corte, chiamata
a pronunciarsi sull’adempimento del periodo di contribuzione nel caso di un
assicurato che si è iscritto al collocamento il 7 luglio 2003 rivendicando
dalla stessa data il diritto alle indennità di disoccupazione, ha, tra l’altro,
osservato che:

 

" 
(…)

In zeitlicher Hinsicht sind grundsätzlich
diejenigen Rechtssätze massgeblich, die bei der Erfüllung des zu Rechtsfolgen
führenden Tatbestandes Geltung haben (BGE 127 V 467 Erw. 1, 126 V 136 Erw. 4b,
je mit Hinweisen). Der Versicherte ist nach dem 1. Juli 2003 arbeitslos
geworden (Mitte/Ende Juli 2003) und hat sich nach dem 30. Juni 2003 zur Arbeitsvermittlung
gemeldet (7. Juli 2003). Mit Blick darauf, dass sowohl der Eintritt der
Arbeitslosigkeit als auch die Anmeldung zur Arbeitsvermittlung nach dem 1. Juli
2003 liegen, gelangt die auf diesen Zeitpunkt in Kraft getretene Änderung von
Art. 13 Abs. 1 AVIG zur Anwendung (vgl. Urteil L. vom 20. September 2004, C
34/04).

Vorliegend ist daher zu prüfen, ob R.________,
damit die Beitragszeit als erfüllt gelten kann, innerhalb der dafür
vorgesehenen Rahmenfrist eine zwölfmonatige beitragspflichtige Beschäftigung
(Art. 13 Abs. 1 AVIG in der seit 1. Juli 2003 geltenden Fassung) ausgeübt hat.

(…)." (cfr. STFA del 10 gennaio 2005 nella causa R., C
181/04)

 

                               2.2.   L'assicurato
ha diritto all'indennità di disoccupazione, tra l’altro, se ha compiuto o è
liberato dall'obbligo di compiere il periodo di contribuzione (cfr. art. 8 cpv.
1 lett. e LADI).

 

                                         Secondo
l'art. 13 cpv. 1 LADI, ha adempiuto il periodo di contribuzione colui che,
entro il termine quadro (art. 9 cpv. 3), ha svolto durante almeno 12 mesi un'occupazione
soggetta a contribuzione.

                                         L'art. 2
cpv. 1 lett. a LADI stabilisce che é tenuto a pagare i contributi
all'assicurazione contro la disoccupazione (assicurazione) il salariato (art.
10 LPGA) che è assicurato obbligatoriamente ed è tenuto a pagare contributi per
il reddito di un'attività dipendente giusta la legge federale del 20 dicembre
1946 sull'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS).

                                         L'obbligo
di adempiere al periodo di contribuzione é dunque ossequiato quando
l'assicurato, quale dipendente, prova di aver svolto, nel pertinente termine
quadro, un'occupazione soggetta a contribuzione e di aver percepito durante
almeno dodici mesi un salario determinate ai sensi dell'art. 5 cpv. 2 LAVS
(cfr. DTF 122 V 249, consid. 2b, pag. 250-251 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                               2.3.   L'art. 14
LADI, che regola l'esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione,
prevede, tra l'altro, che sono parimenti esonerate dall’adempimento del periodo
di contribuzione le persone che, in seguito a separazione o divorzio,
invalidità (art. 8 LPGA) o morte del coniuge oppure per motivi analoghi o a
causa della soppressione di una rendita d'invalidità, sono costrette ad
assumere o a estendere un’attività dipendente. Questa norma é applicabile
soltanto se l’evento corrispondente non risale a più di un anno e la persona
interessata dall'insorgere di questo evento era domiciliata in Svizzera (cfr.
art. 14 cpv. 2 LADI, nuovo tenore dopo l'entrata in vigore della legge federale
concernente l'Accordo tra la Confederazione Svizzera da una parte, e la
Comunità europea ed i suoi membri, dall'altra parte, sulla libera circolazione
delle persone, modifica dell'8 ottobre 1999, in vigore dal 1° giugno 2002; cfr.
RU N. 18 del 7 maggio 2002, pag. 720 e 722).

 

                                         In particolare,
nel Messaggio concernente la revisione della legge federale sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001 il Consiglio federale, circa
l'Esenzione dall'adempimento del periodo di contribuzione", ha rilevato
che:

 

" 
(…)

Nell’avamprogetto relativo
alla legge federale su provvedimenti per eliminare svantaggi esistenti nei
confronti dei disabili inviato in consultazione il 5 giugno 2000 si è proposto
di estendere il campo d’applicazione dell’articolo 13 capoverso 2bis LADI affinché l’assistenza a familiari che
beneficiano di un’indennità per grandi invalidi sia equiparata al lavoro
educativo. Quale alternativa si è altresì accennato alla possibilità di
interpretare più ampiamente l’articolo 14 capoverso 2 LADI (esenzione
dall’adempimento del periodo di contribuzione). Per motivi di trasparenza e di
certezza del diritto, le cerchie consultate hanno optato per la prima
soluzione, ossia per una revisione dell’articolo 13 capoverso 2bis LADI, decidendo che i relativi lavori dovevano
essere intrapresi nell’ambito della revisione LADI 2003 e non nell’ambito della
legge sulla parità di diritti per i disabili (cfr. messaggio dell’11 dicembre
2000 relativo alla legge sulla parità di diritti per i disabili, n. 4.4.6).

 

Con la revisione LADI 2003 si propone
di abrogare l’articolo 13 capoverso 2bis LADI
conformemente a quanto postulato dalla mozione Baumann e di introdurre una
norma concettualmente nuova nell’articolo 9b LADI. Di conseguenza, il
tempo dedicato all’educazione dei propri figli non è più considerato in quanto
periodo di contribuzione, ma dà diritto ad un prolungamento di due anni del
termine quadro. In tal modo si impedisce che gli assicurati perdano i diritti
acquisiti al momento della nascita di un figlio.

 

Si è tuttavia rinunciato a emanare
una norma analoga per le persone che si dedicano all’assistenza di familiari
bisognosi di cure poiché, secondo la nuova concezione, riprendere l’attività
lucrativa al termine del lavoro educativo implica un cambiamento pianificabile
di statuto. La cura di familiari disabili non rientra pertanto in questo caso
poiché la decisione di cambiare statuto non dipende unicamente dalla
disponibilità dell’assicurato.

 

Dall’analisi effettuata
risulta tuttavia che la copertura sociale prevista dall’articolo 14 capoverso 2
LADI è sufficiente. Già oggi, le persone obbligate a riprendere un’attività
lucrativa per motivi legati all’invalidità o alla morte del coniuge o alla
soppressione di una rendita di invalidità (percepita direttamente o dalla
persona assistita) sono di fatto esentate dal periodo di contribuzione. In
particolare, hanno diritto sia alle indennità di disoccupazione sia alle altre
prestazioni previste dalla LADI, ossia in particolare alla consulenza degli URC
e alla partecipazione a provvedimenti inerenti al mercato del lavoro. Va
inoltre rilevato che la nozione di «motivi analoghi» di cui all’articolo 14
capoverso 2 LADI può essere interpretata in senso lato, consentendo pertanto di
applicare la disposizione a svariate fattispecie.

Da ultimo, le esigenze in
materia di trasparenza e di certezza del diritto emerse nell’ambito della
consultazione relativa alla legge sulla parità di diritti per i disabili per
quanto concerne l’articolo 14 capoverso 2 LADI potranno essere soddisfatte
nell’ambito dell’adeguamento dell’ordinanza sull’assicurazione contro la
disoccupazione (OADI) in seguito alla modifica della relativa legge.

(…)" (cfr. FF 2001, pag.
1982 e 1983)

 

                                         Il
nuovo art. 13 cpv. 1 bis dell'OADI, in vigore dal 1° luglio 2003 prevede quanto
segue:

 

" 
1bis Vi è
motivo analogo ai sensi dell'articolo 14 capoverso 2 LADI segnatamente se le
persone sono costrette ad assumere o a estendere un'attività dipendente in
quanto non devono più farsi carico di compiti assistenziali nei confronti di
persone bisognose di cure a condizione che:

a. le persone bisognose di cure necessitavano di
un aiuto 

    permanente;

b. tali persone vivevano in comunione domestica
con l'assicurato e

c. la durata dell'assistenza era superiore ad un
anno."

 

                               2.4.   Il nuovo art.
9a LADI, entrato in vigore il 1° luglio 2003, regola i “Termini quadro dopo
l’avvio di un’attività indipendente senza l’aiuto dell’assicurazione contro la
disoccupazione”.

 

                                         Secondo
il primo capoverso, il termine quadro per la riscossione della prestazione da
parte di un assicurato che ha intrapreso un’attività lucrativa indipendente
senza aver ricevuto le prestazioni previste negli articoli 71a – 71d è
prolungato di due anni se:

                                         a.   l’assicurato
intraprende l’attività lucrativa indipendente durante un termine quadro; e

                                         b.   al
momento in cui cessa l’attività lucrativa indipendente e a causa di questa
attività, l’assicurato non adempie i presupposti di un periodo di contribuzione
sufficiente.

                                         (cfr.
art. 9a cpv. 1 LADI).

                                         Il termine quadro per il periodo di contribuzione di un assicurato
che ha intrapreso un’attività lucrativa indipendente senza aver ricevuto
prestazioni è prolungato della durata dell’attività indipendente, ma al massimo
di due anni (cfr. art. 9a cpv. 2).

 

                                         Le indennità giornaliere non possono superare complessivamente il
numero massimo fissato nell’articolo 27 (cfr. art. 9a cpv. 3).

 

                               2.5.   Per costante
giurisprudenza federale, la legge va interpretata in primo luogo sulla base del
suo testo letterale (cfr. DTF 125 V 355; DTF 123 V 317; DTF 121 V 60; DTF 119 V
429 consid. 5a; DTF 112 V 168, DTF 108 V 240).

                                         Se il
testo non è perfettamente chiaro oppure se sono possibili più interpretazioni
conviene ricercare quale sia la vera portata della norma, prendendo in
considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo
della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui essa prende
fondamento. Pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (cfr. STFA
dell’8 aprile 2005 nella causa S., K 68/02; DTF 129 V 283=RAMI 2003 pag. 209
consid. 4.2.; DTF 128 V 207; DTF 127 V 194; DTF 124 V 276; STFA del 27 gennaio
2003 nella causa SECO c/ R., C 142/02; STFA del 6 luglio 1998 nella causa E.G.,
P 41/96; DTF 123 V 301; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 118 Ib 191 consid. 5; DTF
117 V 109; Pratique VSI 1993 pag. 3 consid. 3 e rif. ivi citati; DTF 116 II 415
consid. 5b, 527 consid. 2b e 578 consid. 2b; DTF 111 V
127 consid. 3b; DTF 110 V 122 consid. 2d; DTF 107 V 215 consid. 2b).

 

                                         D'altra
parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente dal senso
letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni
manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono
cioè esistere delle ragioni obiettive, ad esempio deducibili dai lavori
preparatori, dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla
sistematica della legge, che permettono di concludere che il testo di legge non
esprime il vero senso della disposizione in oggetto (cfr. STFA dell’8 aprile
2005 nella causa S., K 68/02; STFA del 30 marzo 2005 nella causa T., U 337/04; DTF
129 V 283=RAMI 2003 pag. 209 consid. 4.2; DTF 128 V 207; DTF 127 V 194; STFA
del 27 gennaio 2003 nella causa SECO c/ R., C 142/02; STFA del 6 luglio 1998
nella causa E.G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364
consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb,
DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b;
324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55
consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique
VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V
109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/ Krähenmann, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg., Nr. 21 B IV).

                                         L'interpretazione
letterale deve dunque condurre a dei risultati manifestamente insostenibili (zu
offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che contraddirebbero la vera
intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF
107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag. 228 consid. 2b).

 

                                         Quando
una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse
contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un
valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così
interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta
chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In
particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la
volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però
questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva
per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è
stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di
quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale
interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF
123 V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla
dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247
consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b
e 527 f consid. 2b).

 

                                         Il TCA è
chiamato a stabilire se l'art. 9a LADI entra in considerazione soltanto per gli
assicurati che hanno effettivamente esercitato un'attività lucrativa
indipendente o anche per coloro che hanno tentato di mettersi in proprio (fase
preparatoria) senza tuttavia mai iniziare ad esercitare un'attività
indipendente. Il testo della legge utilizza i termini "intraprende o ha
intrapreso un'attività lucrativa indipendente".

                                         

                               2.6.   Nel
Messaggio concernente la revisione della legge federale sull'assicurazione
contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio federale ha
sottolineato che:

 

" 
(…)

Il problema è analogo a quello per l’assicurazione complementare
facoltativa: anche per le persone esercitanti un’attività lucrativa
indipendente il rischio non può praticamente essere assicurato, poiché le
assicurazioni non sono in grado di adempiere i presupposti tecnici richiesti. È
quanto risulta anche da una perizia ordinata dalla commissione peritale. Il
nuovo articolo 9a si prefigge comunque di promuovere ulteriormente
l’attività indipendente prolungando i termini quadro a quattro anni per meglio
tenere conto dei maggiori rischi assunti dalle persone esercitanti un’attività indipendente.

 

(…)

 

Il nuovo articolo 9a permette agli assicurati che si sono
dedicati a un’attività indipendente senza chiedere indennità giornaliere in
virtù degli articoli 71a e seguenti di beneficiare, a talune condizioni,
di una proroga di due anni al massimo del termine quadro di riscossione delle
prestazioni o del termine quadro di contribuzione.

 

Il capoverso 1 disciplina il caso in cui il termine quadro per la
riscossione della prestazione scade durante l’attività lucrativa indipendente.
In questo caso entra in considerazione solo un prolungamento del termine quadro
per la riscossione della prestazione perché altrimenti vi sarebbe una
sovrapposizione dei due termini quadro.

 

Il capoverso 2 disciplina invece il caso in cui, in mancanza di un
termine quadro per la riscossione della prestazione, non entra in
considerazione nemmeno un suo prolungamento. In questo caso è opportuno un
prolungamento del termine quadro per il periodo di contribuzione della durata
dell’attività indipendente, ma al massimo di due anni. Con questa disposizione
si vuole evitare che l’assicurato sia penalizzato nel suo diritto all’indennità
a causa della sua attività indipendente.

 

Il capoverso 3 precisa che un prolungamento dei termini quadro non
comporta un aumento del numero di indennità giornaliere.

(…)." (cfr. FF 2001, pag.
1976 e 2000)

 

                                         L’art. 9a è stato
accettato dal Consiglio agli Stati durante la sessione estiva del 19 giugno
2001.

                                         In quell’occasione,
Christine Beerli, per la Commissione, ha rilevato che:

 

" 
Diesel Artikel befasst sich mit dem Wechsel zur
selbständigen Erwerbstätigkeit. Neu wird festgehalten, dass ein Versicherter
vor diesem Wechsel nicht arbeitslos sein muss, um von der verlängerten
Rahmenfrist zu profitieren."

(cfr. Amtliches Bulletin Ständerat
19.06.01-08h00)

 

                                         Dal
canto suo il Consiglio Nazionale lo ha accettato durante la sessione invernale
del 12 dicembre 2001 (cfr. Amtliches Bulletin Nationalrat 12.12.01-15h00).

 

                               2.7.   Da quanto appena esposto
(cfr. consid. 2.6) sembra dunque chiara la volontà del legislatore di estendere
la protezione, allungando il termine quadro a coloro che hanno effettivamente
esercitato un'attività lucrativa indipendente e che in assenza di ciò, non
potrebbero beneficiare del diritto all'indennità di disoccupazione.

 

                                         In dottrina Rubini (cfr.
B. Rubini, "Assurance-chômage", Délemont 2005, pag. 96 punto
3.4.4.1.2.) si riferisce all'esercizio di un'attività lucrativa indipendente e
sottolinea che:

 

" 
Selon l'art. 9a al. 2 LACI, le délai-cadre de
cotisation de l'assuré qui a entrepris une activité indépendante sans toucher
d'indemnités journalières est prolongé de la durée de l'activité
indépendante, mais de deux ans au maximum. Ainsi, les droits acquis avant
l'exercice de l'activité indépendante sont préservés. Le but de cette
disposition est d'éviter que l'assuré qui a exercé une activité indépendante
soit pénalisé dans son droit à l'indemnité du fait de l'exercice de son
activité indépendante. Une relation de causalité doit ainsi exister entre le
défaut d'exercice d'une activité soumise à cotisation et l'exercice d'une activité
indépendante. L'art. 9a al. 2 LACI régit donc le cas où
une prolongation du délai-cadre d'indemnisation n'est pas possible car aucun
délai-cadre d'indemnisation n'a été ouvert."

 

                                         Dal profilo dell'assicuratore
contro la disoccupazione la fase di progettazione viene peraltro distinta
dall'esercizio di un'attività  lucrativa indipendente. Ad esempio in una
decisione del 13 febbraio 2004 nella causa D. (C118/03), chiamata, tra l’altro,
a pronunciarsi circa il diritto al sostegno ai fini del promovimento
dell’attività lucrativa indipendente (cfr. art. 71a - 71d LADI), l’Alta Corte
ha, in particolare, sviluppato le seguenti considerazioni e così definito la
“fase di progettazione” ai sensi dell’art. 71a cpv. 1 LADI:

 

"  (…)

3.2 Nach der Verwaltungspraxis des Bundes
(Kreisschreiben des seco über die arbeitsmarktlichen Massnahmen [AMM], Rz K17,
gültig ab 1. Januar 2002) können grundsätzlich bei der Übernahme eines
bestehenden Betriebes keine besonderen Taggelder übernommen werden. Selbst wenn
man vorliegend von einer - wenn auch kurzen - Planungsphase ausgeht, ist
festzustellen, dass sich das Projekt der Versicherten aufgrund der dargelegten
tatsächlichen Gegebenheiten bei Gesuchseinreichung (11. Juli 2002) bereits in
der nicht mehr unterstützungsberechtigten Anlauf- oder Startphase befand. Denn
unter der Planungsphase nach Art. 71a Abs. 1 AVIG in Verbindung mit Art. 95a
AVIV wird nur die allererste Periode des Beginns der Selbstständigkeit
verstanden, nämlich diejenige Zeitspanne, in welcher die versicherte Person
ihrer bisher als blossen Idee bestehenden Absicht der selbstständigen
Erwerbstätigkeit konkrete Züge verleiht, indem sie sich ein die Grundlagen der
Geschäftstätigkeit umfassendes Dossier zusammenstellt und die dafür notwendigen
Abklärungsarbeiten vornimmt (Urteil N. vom 7. März 2003, C 160/02, Erw. 3.2).
Hier war bereits vor Gesuchseinreichung die gesamte Infrastruktur vorhanden
sowie die eigentliche Übernahme des Arbeitsplatzes vereinbart und die
Versicherte arbeitete ab Mai 2002 mit ihren Kunden. Damit besteht auch aufgrund
der am 11. Juli 2002 bereits weit fortgeschrittenen Umsetzung der geplanten
Selbstständigkeit kein Raum, den Anspruch auf Ausrichtung von besonderen
Taggeldern zur Förderung der selbstständigen Erwerbstätigkeit zu bejahen, womit
der vorinstanzliche Entscheid im Ergebnis zu bestätigen ist.

(…)." (cfr. STFA del 13 febbraio 2004 nella causa D., C
118/03)

 

                                         Nella citata STFA del 7
marzo 2003 nella causa N. (C 160/02), il TFA ha confermato la decisione con la
quale l’autorità cantonale ha rifiutato all’assicurato il diritto alle
prestazioni ex art. 71a - 71d LADI in quanto la fase di progettazione era già
terminata al momento della richiesta.

                                         La nostra Massima Istanza
ha, tra l’altro, osservato che:

 

"  (…)

3.3 Der Entscheid darüber, wann die Planungs- und
Vorbereitungsphase abgeschlossen ist und wann die - in der Regel fliessend
nachfolgende - Anlaufphase beginnt, ist jeweils wertend im Einzelfall zu
treffen, wobei der zuständigen Behörde ein Ermessensspielraum eingeräumt werden
muss. Eine Bevormundung des Versicherten durch amtlichen Entscheid über den
Zeitpunkt der Geschäftsaufnahme ist - entgegen der Vermutung in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde - jedenfalls nicht zu befürchten, da der
Versicherte selber den Zeitpunkt der Umsetzung der getroffenen Pläne bestimmt,
während die Verwaltung nur (aber immerhin) feststellt, wann die Planungsphase
im konkreten Einzelfall abgeschlossen ist. Der effektive Markteintritt kann
zwar einen Anhaltspunkt für den Abschluss der Planungsphase darstellen, ist
jedoch nicht das allein massgebende Kriterium (wie es der Beschwerdeführer
letzten Endes verlangt): Wegen des in den allermeisten Fällen fliessenden
Überganges zwischen den verschiedenen Phasen ist nicht klar, wann genau der
Markteintritt erfolgt und ob er überhaupt ohne Unterbruch an die Planungsphase
anschliesst. Vorliegend würde sich im Übrigen auch ein Abstellen auf den
effektiven Markteintritt nicht zu Gunsten des Versicherten auswirken, da er
bereits im Juli 2001 - also zur Zeit der Anmeldung bei der
Arbeitslosenversicherung - Aufträge abklärte sowie Kontakte geschaffen hatte
und damit schon als Selbstständigerwerbender in den Markt eingetreten war.

 

3.4 Der Beschwerdeführer hat in den Monaten Mai
und Juni 2001 - d.h. vor erfolgter Anmeldung bei der Arbeitslosenversicherung -
bereits an seinem Projekt der selbstständigen Erwerbstätigkeit gearbeitet: Er
hat ein "Label" entworfen, sich seine Ziele gesetzt, den (ihm von
seiner früheren Tätigkeit her bereits bekannten) Markt für seine künftigen Dienstleistungen
bestimmt sowie sich Gedanken über Werbung (Internet, Geschäftstafel,
Fahrzeugaufschrift) und Kundenakquisition gemacht; im Weiteren hatte er sich
schon vor der Gesuchseinreichung entschlossen, seine Tätigkeit durch Aufnahme
von EDV-Dienstleistungen zu diversifizieren. Die Infrastruktur war zur Zeit der
Anmeldung im Juli 2001 bereits vorhanden, ebenso das Layout des Briefpapiers,
der Korrespondenz, der Formulare und Visitenkarten sowie der Entwurf eines an
potentielle Kunden zu richtenden Werbebriefes; auch Kontakte sind bereits
geschaffen worden. Zwar hat der Versicherte in seinen Unterlagen angegeben, er
sei zur Zeit am Schreiben eines Konzeptes, jedoch ist nicht klar, inwiefern
dieses Konzept über sein zu diesem Zeitpunkt vollständiges Dossier zur
Umsetzung der selbstständigen Erwerbstätigkeit hinausgehen sollte (vgl. dagegen
das in Art. 95b Abs. 1 lit. c AVIV verlangte blosse Grobkonzept). Damit hatte
der Beschwerdeführer die Planungs- und Vorbereitungsphase gemäss Art. 95a AVIV
im Zeitpunkt der Gesuchseinreichung bereits abgeschlossen, denn das während der
Monate Mai und Juni 2001 zusammengestellte Dossier bildete eine genügende
Grundlage zur Umsetzung der getroffenen Pläne und Vorbereitungen. In dieser
Hinsicht haben Vorinstanz und Verwaltung den Sachverhalt genügend abgeklärt und
anhand dieser Fakten den Stand des Projektes korrekt bestimmen können; eine in
der Verwaltungsgerichtsbeschwerde als notwendig erachtete Einvernahme des
Versicherten trägt nichts weiter zur Sachverhaltsfindung bei.

 

Die vorzunehmenden - teilweise obligatorischen -
administrativen Anmeldungen beim Handelsregister, der Mehrwertsteuer und der
Ausgleichskasse sind - entgegen der Auffassung in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde - hier nicht mehr als organisatorische Vorbereitungen
für den Geschäftsbetrieb aufzufassen, sondern erfolgen schon in Ausführung der
getroffenen Pläne und Vorbereitungen, da die Geschäftsaufnahme vorliegend nicht
von diesen behördlichen Entscheiden abhängig oder gar bewilligungspflichtig
ist. Die vorzunehmenden Anmeldungen sind im Übrigen mit Kosten und anderen
Pflichten verbunden, welche erst nach dem definitiven Entschluss zur
Geschäftsaufnahme und während des Anlaufs des Unternehmens getätigt werden, so
dass die anfallenden Kosten mit den ersten Einnahmen bezahlt werden können und
nicht durch vorher (normalerweise mühsam) aufgebrachtes Kapital finanziert
werden müssen. In dieser Hinsicht ist im Weiteren zu berücksichtigen, dass ein
Selbstständigerwerbender in der Zeit der Anlaufphase in aller Regel noch nicht
ausgelastet ist und die behördlichen Anmeldungen (wie auch andere
administrative Vorbereitungshandlungen wie z.B. das Einrichten der Buchhaltung
oder eines Geschäftskontos) parallel zur aufgenommenen selbstständigen
Erwerbstätigkeit vornehmen kann.

 

Das kantonale Gericht hat alle für den Entscheid
über den Abschluss der Planungsphase notwendigen Gesichtspunkte berücksichtigt.
Es ist im Übrigen nicht verpflichtet, sich ausdrücklich mit jeder
tatbeständlichen Behauptung und jedem rechtlichen Einwand auseinanderzusetzen,
sondern kann sich auf die für den Entscheid wesentlichen Gesichtspunkte
beschränken (BGE 126 I 102 Erw. 2b, 124 V 181 Erw. 1a, je mit Hinweisen).
Entgegen der Auffassung des Beschwerdeführers ist die Vorinstanz ihrer
Begründungspflicht somit genügend nachgekommen; der vorinstanzliche Entscheid
ist jedenfalls ohne Weiteres nachvollziehbar.

 

3.5 Damit ist davon auszugehen, dass der
Beschwerdeführer im Zeitpunkt der Gesuchseinreichung die Planungsphase der
selbstständigen Erwerbstätigkeit bereits abgeschlossen hatte und somit kein
Anspruch auf besondere Taggelder gemäss Art. 71a Abs. 1 AVIG besteht. Das die
Gerichte bindende Gesetz (Art. 191 BV) sieht keinerlei Spielraum für eine
andere Lösung vor."

(cfr. STFA del 7 marzo 2003 nella causa N., C 160/02)

 

                                         In particolare, l’art. 71d
LADI, che regola la “Conclusione della fase di progettazione”, stabilisce che al termine della fase di progettazione, ma al più tardi con la
riscossione dell’ultima indennità giornaliera, l’assicurato deve informare il
servizio competente se intraprende un’attività lucrativa indipendente.
L’obbligo di comunicazione incombe alla cooperativa di fideiussione se
l’assicurato le ha sottoposto un progetto per valutazione (cfr. art. 71d cpv. 1
LADI).

                                                      Se l’assicurato intraprende un’attività lucrativa indipendente, per
l’eventuale versamento di altre indennità giornaliere si applica un termine
quadro di quattro anni. Le indennità giornaliere non possono superare
complessivamente il numero massimo fissato nell’articolo 27 (cfr. art. 71d cpv.
2 LADI).

 

                               2.8.   Secondo questo Tribunale,
visto il testo della norma, i lavori preparatori, lo scopo della disposizione
legale, (tenere conto dei maggiori rischi assunti dalle persone esercitanti
un’attività indipendente, cfr. consid. 2.6) e ritenuta la distinzione che
risulta da altre norme della LADI tra la fase di progettazione e quella di
esercizio dell'attività lucrativa, l’art. 9a LADI deve essere interpretato nel
senso che esso va applicato solo nel caso in cui l’assicurato inizia e
intraprende effettivamente l’esercizio di un’attività lucrativa indipendente.

 

                                         Ciò permette peraltro
un'applicazione della norma sulla base di dati oggetti, ciò che non sarebbe il
caso se si volesse estenderla anche alla fase preparatoria, anche perché
quest'ultima può avere una durata estremamente variabile.

 

                               2.9.   Dagli atti di causa risulta
che l’assicurato si è iscritto al collocamento il 18 giugno 2004 e che da
quella data ha rivendicato il diritto alle indennità di disoccupazione (cfr.
doc. 8 punto 2 e 28).

                                         Il suo ultimo datore di
lavoro è stato il __________ di __________ (cfr. doc. 28).

                                         Presso questa banca, prima
di inoltrare la sua disdetta del 26 febbraio 2003 “(…) per motivi di salute e
gravosi problemi legati alla mia stretta cerchia familiare (…).” (cfr. doc.
14), l’assicurato ha lavorato quale “__________(traffico dei pagamenti)” dal 20
marzo 1973 al 31 maggio 2003 (cfr. doc. 8 e 13).

 

                                         Nel pertinente termine
quadro per il periodo di contribuzione, meglio dal 18 giugno 2002 al 17 giugno
2004 (cfr. art. 9 cpv. 3 LADI, il ricorrente non ha dunque svolto durante
almeno 12 mesi un’occupazione soggetta a contribuzione (cfr. consid. 2.2).

 

                                         L’assicurato non può
nemmeno essere esonerato dall’obbligo del compimento del periodo di
contribuzione.

                                         In particolare egli non
può essere esonerato sulla base degli art. 14 cpv. 2 LADI e 13 cpv. 1bis OADI
invocando i “motivi analoghi” (cfr. consid. 2.3).

                                         Infatti, nel proprio
ricorso, circa lo stato di salute di sua moglie, l’assicurato ha, in particolare,
riferito di “(…) persistenti malesseri (…)” e di problemi “(…) che a tutt’oggi
sussistono ancora (…)”.

                                         Dunque, chiamato a
valutare la conformità alla legge della decisione su opposizione impugnata in
base alla situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa
(cfr. STFA del 27 ottobre 2004 nella causa M., I 65/03; STFA del 17 gennaio
2003 nella causa A., I 134/02; DTF 121 V 362, consid. 1b, pag. 366 e le
sentenze ivi citate), questo Tribunale deve concludere che, a quel momento, il
ricorrente doveva ancora farsi carico dei bisogni di sua moglie.

                                         Al riguardo il Dr. __________,
nel suo “Certificato medico” del 24 giugno 2004, circa le esigenze legate
all’assistenza della moglie dell’assicurato, ha attestato che:

 

"  (…)

Con il presente certifico che la paziente sopraccitata necessita
di un’assistenza a domicilio regolare causa problemi di salute iniziati
nell’ottobre 2002 e che persistono tutt’ora dovuti a malfunzionamento della
tiroide associati a frequenti episodi di attacchi di panico.

(…)." (cfr. doc. 12)

 

                                         In simili circostanze il
TCA deve quindi concludere che l’assicurato non ha adempiuto il periodo di
contribuzione ai sensi degli art. 8 cpv. 1 lett e) e 13 cpv. 1 LADI e che nemmeno
poteva essere esonerato da tale obbligo sulla base degli art. 14 cpv. 2 LADI e
13 cpv. 1bis OADI (cfr. consid. 2.2 e 2.3).

 

                                         A proposito dell’affermazione
dell’assicurato secondo la quale egli non si sarebbe iscritto prima in
disoccupazione per ingenuità e perché non sapeva che esistessero dei termini imposti
dalla legge (cfr. doc. I), il TCA rileva quanto segue.

 

                                         L'entrata in vigore
dell'art. 27 LPGA ha molto ridimensionato il principio, precedentemente in
vigore, secondo cui non è possibile invocare l'ignoranza della legge per
ricavarne dei vantaggi. Il giudice federale emerito R. Spira ("Du droit
d'être renseigné …" in SZS 2001 pag. 524 seg., in particolare pag. 531)
sottolinea che la presunzione della conoscenza della legge è stata rovesciata.
(Al riguardo vedi pure U. Kieser, "ATSG - Kommentar" ad art. 27 pag.
319; sul principio appena citato cfr. invece Pratique VSI 2003 pag. 207 segg.
(210); DLA 2002 pag. 113 (115); DLA 2000 pag. 99; DTF 124 V 220; STFA del 31
gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 28 novembre 2000 nella causa
P.S., H 407/99; DTF 124 V 220).

 

                                         Nel caso concreto non
risulta tuttavia che l’assicurato, prima di iscriversi al collocamento, abbia
mai chiesto all’amministrazione delle informazioni.

                                         Dunque, in ogni caso,
l’amministrazione non può aver violato il suo obbligo di informazione e
consulenza ai sensi dell’art. 27 LPGA e l’assicurato non può essere protetto
nella sua buona fede visto che nessuno gli ha garantito di avere diritto alle
indennità di disoccupazione indipendentemente dal momento nel quale egli si
sarebbe iscritto al collocamento.

 

                                         Il TCA deve comunque
ancora esaminare se il termine quadro di contribuzione può essere prorogato
(art. 9a cpv. 2 LADI).

 

                             2.10.   Nella presente fattispecie in
uno scritto del 20 giugno 2004 alla Cassa Disoccupazione __________ di __________,
dopo aver descritto l’inizio dei malesseri fisici, lo stato di salute e le cure
a cui è stata sottoposta sua moglie, l’assicurato ha, in particolare, rilevato
che:

 

"  (…)

Il 16.2.03 venne a mancare anche mia madre con la quale, mia
moglie, aveva un legame affettivo e di collaborazione reciproca molto stretti.
Gradualmente iniziarono di nuovo a manifestarsi i sintomi di panico, confusione
mentale ed inappetenza, questi incisero pure e di molto nella mia attività
professionale in quanto mi riusciva difficile mantenere la necessaria
continuità produttività, rispettivamente la serenità interiore e
concentrazione. Non avendo più nessun Santo a cui rivolgermi mi misi a tavolino
con mia moglie e, come già ventilatomi tempo prima dai medici curanti, decisi di
propormi per un’attività indipendente dove potessi coinvolgere e seguire anche
lei. Essendo ambedue appassionati di cani, ci balzò in mente l’idea di aprire
un Centro fitness per cani, soluzione che avrebbe richiesto uno spazio adeguato
di terra ed infrastrutture particolari. Venni a sapere tramite la Banca dov’ero
impiegato che avrei potuto riscattare una proprietà, relativa ad un fallimento,
perfettamente idonea al nostro scopo per la somma di Fr. 150'000.-. A questo
punto non persi tempo e inoltrai le dimissioni per la fine di maggio 2003 e,
con l’accordo della Direzione, ottenni di lasciare anzitempo il mio posto di
lavoro per riorganizzarmi in questo progetto. Dopo aver contattato architetti,
impresari ecc., e preso coscienza di quanto avrei dovuto investire, mi prefissi
di riscattare la mia Cassa pensione ed in seguito di vendere la casa di mia
proprietà. Pochi giorni dopo la scadenza del mio contratto di lavoro contattai
un consulente della banca per chiedere il finanziamento relativo alla proprietà
fallimentare. Due giorni dopo venni richiamato e mi annunciarono che il
finanziamento non era fattibile in quanto non avrei più beneficiato di un
reddito.

Senza dilungarmi sui retroscena scaturiti da questa assurda
decisione, faccio presente che la delusione e lo sconforto personale non furono
di poca entità e che a mia moglie contribuì a deteriorare ulteriormente il suo
stato di insicurezza e di ansia già marcatamente presenti. A questo punto
dovetti reagire ed iniziai una ricerca di mercato e, dopo aver valutato
molteplici opportunità, decisi di aprire un negozio adibito alla vendita di
videogiochi. Contattai il Sig. __________ della Società __________ di __________,
leader, in Italia, nella vendita di giochi elettronici in lingua italiano, con
lui discussi e trattammo le varie modalità finanziarie; confermate in seguito
da un contratto che avrei dovuto firmare, presso la loro sede di __________,
solo dopo la prima richiesta di fornitura di merce per un ammontare di Fr.
15'000.-.

Mi recai all’Uff. dei Registri di __________ per la relativa
registrazione della Società nominativa “__________”, trovai un negozio presso
il __________ di __________ e stipulai il relativo contratto d’affitto (a
partire dal 01.07.03) con l’amministratore Arch. __________. Verso la fine di
giugno contattai la ditta “__________” di __________, specializzata in
arredamenti per interni commerciali, e dopo un sopralluogo del loro Arch. __________,
decisi di dare l’incarico e di procedere nei lavori di arredamento. Durante la
suddetta visita scoprimmo un alone di umidità che correva orizzontalmente su
tutta la lunghezza della parete principale del negozio (7 metri). Il Sig. __________
mi consigliò di procedere ad una verifica in quanto se veramente fosse stata
umidità, questa avrebbe potuto nuocere sia ai videogiochi che all’arredamento.
Contattai l’Arch. __________ il quale si attivò in tal senso, vennero fatti
diversi tentativi, pitturando e ripitturando la parete fin quando a settembre
si dovette procedere a frantumare il muro intaccato d’umidità e risanare il
tutto iniettando un prodotto idrorepellente. Ai primi di novembre tutto
sembrava pronto e cercai così di accelerare i tempi in modo di poter essere
operativo durante il periodo natalizio. Ricontattai il Sig. __________ della __________
per la relativa fornitura e durante il colloquio scaturì che, per motivi di
riorganizzazione interna ed ammodernamento dei loro sistemi informatici
eseguiti nei loro 38 negozi sparsi in tutta l’Italia, i margini di guadagno per
ogni singolo videogioco sarebbero stati del 25-30% anziché dei preannunciati
40-45%. A seguito di questa ennesima delusione e confrontato con i persistenti
malesseri di mia moglie, decisi di mantenere affittato il negozio, e di trovare
man mano nuove alternative che potessero essere compatibili con l’arredamento
esistente. Alternative che fino ad oggi non hanno dato frutti e che di
conseguenza mi hanno costretto a disdire il relativo contratto d’affitto e di
procedere alla vendita del mobilio.

(…)." (cfr. doc. 11)

 

                                         Dalle dichiarazioni appena
riprodotte questo Tribunale deve concludere che, dopo aver rassegnato le
proprie dimissioni il 26 febbraio con effetto al 31 maggio 2003 e fino
all’iscrizione al collocamento del 18 giugno 2004 (cfr. doc. 1 e 14),
l’assicurato non ha mai intrapreso un’attività lucrativa indipendente.

 

                                         Infatti, le prospettate
attività indipendenti quale “Centro fitness per cani”, “negozio di videogiochi”
e le non meglio specificate “alternative” compatibili con il negozio già
affittato e l’arredamento esistente, hanno al massimo superato la fase di
progettazione ma, in ogni caso, mai superato la seguente “Anlaufphase”.

 

                                         In particolare, per quanto
riguarda il “negozio di videogiochi”, per il solo fatto di aver iscritto a
Registro di commercio la sua ditta individuale “__________di RI 1”, aver avuto
dei contatti orali con una ditta italiana che si occupa della vendita di giochi
elettronici e sottoscritto un contratto di locazione per un locale commerciale
e per un parcheggio veicoli (cfr. doc. 16-22), non è ancora possibile
concludere che l’assicurato ha intrapreso l’attività lucrativa indipendente
prospettata.

                                         Questo vale a maggiore
ragione visto che con la ditta italiana di giochi elettronici (è irrilevante
per quale motivo) non è stato concluso nessun contratto e di conseguenza
l’assicurato non ha mai comprato e nemmeno venduto per il suo negozio nessun
videogioco.

 

                                         Del resto è lo stesso
assicurato che, riferendosi al suo desiderio d’intraprendere un’attività
indipendente coinvolgendo sua moglie, nell’opposizione del 20 luglio 2004 ha,
in particolare, dichiarato che: “(…) Purtroppo, per i motivi già espressi, non
ho potuto intraprendere questa nuova attività, che fino in ultimo ho sempre
pensato di poter avviare in altro modo. (…).” (cfr. doc. 5).

                                         Anche nel proprio ricorso,
dopo aver esposto i motivi per i quali non ha sottoscritto alcun contratto con
la ditta italiana contattata, l’assicurato ha affermato che: “(…) A seguito di
questa ennesima delusione e confrontato con i persistenti malesseri di mia moglie,
decisi di mantenere affittato il negozio, e di trovare man mano nuove
alternative che potessero essere compatibili con l’arredamento esistente.
Alternative che fino ad oggi non hanno dato frutti e che di conseguenza mi
hanno costretto, anche per motivi finanziari, a disdire il relativo contratto
d’affitto il 30 luglio 2004. (…).” (cfr. doc. I).

 

                                         In precedenza, questo
Tribunale ha concluso che l’art. 9a LADI va applicato solo nel caso in cui l’assicurato
inizia e intraprende effettivamente l’esercizio di un’attività lucrativa
indipendente (cfr. consid. 2.4.-2.8.).

 

                                         Di conseguenza, nel caso
concreto, ritenuto che, dopo le sue dimissioni dal __________ di __________ e
prima di iscriversi al collocamento, l’assicurato non ha intrapreso alcuna
attività indipendente, il termine quadro per il periodo di contribuzione non
può essere prolungato in base all’art. 9a cpv. 2 LADI.

                                         Nella decisione su
opposizione la Cassa ha rilevato che il ricorrente non si è neppure iscritto
presso la cassa di compensazione AVS quale indipendente e che in base alle
Direttive concernenti la revisione della LADI e dell’OADI (ndr.: si fa
riferimento alle Direttive pubblicate dal Segretariato di Stato dell’economia
in PRASSI ML/AD 2003/3, Allegato 1, pag. 2) si considera che l’assicurato ha
avviato un’attività indipendente al momento in cui la Cassa di compensazione
AVS gli riconosce lo statuto di indipendente (cfr. doc. 2 e consid. 1.2).

 

                                         Al riguardo questo
Tribunale deve precisare che dall’iscrizione presso la cassa di compensazione
AVS quale indipendente si può solo desumere che l’attività indipendente
ha avuto inizio e non invece il contrario.

                                         Infatti è ben possibile
che l’inoltro della richiesta di iscrizione quale indipendente e la relativa
conferma di questo statuto avvengano dopo che l’assicurato ha già intrapreso
un’attività lucrativa indipendente (cfr. in questo senso la STFA del 7 marzo
2003 nella causa N., C 160/02 citata in esteso al consid. 2.7).

 

                                         Questa osservazione non
muta comunque l'esito della presente vertenza visto che l'assicurato non ha mai
iniziato un'attività indipendente. 

 

                                         In simili circostanze,
visto tutto quanto precede e tutto ben considerato, il TCA deve confermare la
decisione su opposizione impugnata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti