# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5e7bbaff-28f8-5a18-92a1-2002e9787a74
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 22.01.2018 12.2016.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2016-5_2018-01-22.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2016.5

  	
  Lugano

  22 gennaio 2018/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna (giudice supplente)

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Federspiel
  Peer

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OR.2011.67 della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con petizione 24 giugno
2011 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

  rappr. dall’ RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

  rappr. dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui l’attore postula la
condanna della controparte al pagamento di fr. 448'220.- (equivalenti a USD 450'994.-) 
oltre interessi al 5% dal 24 novembre 2009 nonché il rigetto definitivo
dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE di Lugano per pari
importo,

 

domanda avversata dalla
convenuta che ne ha postulato la reiezione, sollevando pure l’eccezione di
incompetenza territoriale, e che il Pretore ha accolto integralmente con
sentenza del 23 novembre 2015, respingendo nel contempo l’eccezione di
incompetenza territoriale,

 

appellante la convenuta
con atto di appello dell’8 gennaio 2016, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di dichiarare, in via principale, la petizione
irricevibile e, in via subordinata, di respingerla nel merito, protestando
tasse, spese e ripetibili, 

 

mentre l’attore con
risposta del 26 febbraio 2016 postula la reiezione del gravame pure con
protesta di tasse, spese e ripetibili, 

 

letti ed esaminati gli atti e i
documenti prodotti,

 

ritenuto

 

in fatto:

 

A.    
Il 15 aprile 2008 AO 1
ha firmato una proposta di acquisto immobiliare relativa all'impegno di
acquistare da AP 1 tre appartamenti (identificati con le sigle SF506, OB703,
SF804) siti nel grattacielo in costruzione a D__________, chiamato “__________”,
per l'importo complessivo di USD 907'000.-. La pattuizione prevedeva il
pagamento di un primo acconto di USD 136'050.- alla sottoscrizione dell’accordo
e di altri acconti successivi in seguito (cfr. doc. F, paragrafo 3), importi che
AO 1 ha effettivamente versato in ragione di USD 450'994.- (cfr. doc. G, H, I,
L). Il contratto prevedeva, oltre all'applicazione del diritto materiale degli
Emirati Arabi Uniti, anche il foro esclusivo alla Corte di D__________ (cfr.
doc. F paragrafo 7). La consegna degli appartamenti era prevista per il 30
settembre 2009, ma, come si dirà meglio in seguito, non si è mai perfezionata.

 

B.   
In data 30 settembre
2009 AP 1 ha comunicato ad AO 1 un ritardo nella consegna dei tre appartamenti
fino, approssimativamente, al quarto trimestre del 2011 (cfr. doc. Q, BB).
Termine che è poi stato nuovamente riportato al primo trimestre 2013 (cfr. doc.
6), ma che già allora appariva come irrealistico in quanto nel marzo 2012 vi
erano unicamente tre - quattro piani fuori terra sui 36 progettati.

In data 11 novembre 2009  AO 1 ha rescisso il
contratto per inadempimento della convenuta rimproverando alla stessa la
mancata consegna gli appartamenti nei termini fissati; nel contempo egli ha richiesto
la restituzione degli acconti pagati. Pretesa ribadita con scritto del 18
novembre 2009 (doc. N) inviato a __________ N__________, direttore di AP 1,
presso gli uffici di L__________ della società. La richiesta non è stata
soddisfatta da AP 1. 

 

C.   
AO 1 ha quindi chiesto
ed ottenuto il sequestro  dei beni di AP 1 presso la Banca __________ di L__________
sino a concorrenza dell’importo di fr. 448'220.- (doc. A)  e, a titolo di
convalida, ha poi fatto spiccare il PE n. __________ dell'UE di Lugano al quale
AP 1 ha interposto opposizione (doc. A1).

 

D.   Con petizione 24 giugno 2011 AO 1 ha avviato
il presente procedimento a convalida del sequestro, postulando la condanna di RE
1 al pagamento di fr. 448'220.- importo poi mutato in USD 450'994.- oltre
interessi al 5% dal 24 novembre 2009, nonché il rigetto definitivo
dell’opposizione al PE n.__________ dell’UE di Lugano, il tutto con protesta
delle spese giudiziarie. In sintesi, egli ha argomentato di esigere la
rescissione del contratto a seguito delle gravi inadempienze contrattuali di AP
1 e più precisamente per il mancato rispetto dei termini di consegna e di
trasferimento della proprietà. Egli ha quindi fatto valere il suo diritto alla
restituzione immediata degli acconti versati. 

          L’attore ha sostenuto la competenza del giudice
adito sulla base dell’art. 4 LDIP ed ha affermato che la proroga di foro
contenuta nella proposta di acquisto è nulla sia in virtù dell’art. 5 cpv. 2
LDIP, sia dell’art. 4 cpv. 3 della Conv. dell’Aja sugli accordi di proroga di
foro.

 

          Con risposta di causa del 17 ottobre 2011 AP 1 si
è opposta alla petizione ed ha sollevato, tra l’altro, l’eccezione d'incompetenza
territoriale, rilevando che il punto 7 della proposta di acquisto immobiliare prevedeva
la competenza esclusiva della Corte di D__________. La convenuta ha, inoltre, negato
il carattere abusivo della proroga di foro. Parallelamente, essa ha contestato
la ricezione della disdetta e ha sostenuto che la stessa sarebbe giuridicamente
inefficace siccome non conforme alle prescrizioni del diritto applicabile a D__________.

          In particolare, la convenuta ha aggiunto che in
base alle leggi di D__________ l’attore non ha il diritto di risoluzione del contratto
quando, come nel caso di specie, un’azione di forza maggiore ha reso
l’adempimento da parte della convenuta temporaneamente impossibile. 

 

          Nei successivi allegati di replica e duplica le
parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle loro antitetiche allegazioni e
richieste. Parte attrice ha posto l’accento sui legami della convenuta con L__________
ed ha aggiunto di non condividere l’applicazione del diritto di D__________.

Esperita l'istruttoria, le parti sono
state convocate per l’arringa finale nella quale si sono riconfermate nelle
rispettive posizioni.

 

E.     Con
sentenza del 23 novembre 2015 il Pretore ha respinto l’eccezione d’incompetenza
territoriale e ha accolto la petizione condannando AP 1 al pagamento di USD 450'994.-
oltre interessi. Nel contempo, egli ha pronunciato il rigetto definitivo
dell’opposizione interposta al PE n. __________ dell’UE di Lugano. In sintesi, il
giudice ha ritenuto legittima la disdetta data da AO 1 e la richiesta di
ripristino della statu quo ante. Parallelamente, il magistrato ha ritenuto
abusiva la proroga di foro in considerazione, tra l’altro, dei legami
dell’operazione con L__________ e del mancato rispetto della forma pubblica che
avrebbe necessitato un simile contratto.   

 

F.     Con
atto di appello dell’8 gennaio 2016 AP 1 chiede la riforma del querelato
giudizio nel senso di dichiarare, in via principale, la petizione irricevibile
e, in via subordinata, di respingerla nel merito, e nel contempo di concedere
l’effetto sospensivo, con protesta di tasse, spese e ripetibili. Mentre
l’attrice con risposta del 26 febbraio 2016 postula la reiezione del gravame
pure con protesta di tasse, spese e ripetibili. 

 

e considerato,

 

 

in diritto:                     

                                   1.   Il
1° gennaio 2011 è entrato in vigore il nuovo Codice di diritto processuale
civile svizzero (CPC) che trova applicazione in entrambe le sedi siccome la
procedura innanzi al Pretore è stata avviata dopo tale data (art. 404 seg.
CPC).

           Per quanto attiene alla
richiesta di concessione dell’effetto sospensivo si ricorda all’appellante che
in virtù dell’art. 315 cpv. 1 CPC l’atto di appello preclude l’efficacia e
l’esecutività della decisione impugnata. 

 

                                   2.   È pacifico che la
vertenza riveste carattere internazionale ai sensi dell’art. 1 LDIP in quanto
vede opposti un cittadino italiano residente in Italia e una società avente la
sua sede alle S__________ ed ha per oggetto una pretesa connessa all’acquisto
di un appartamento sito in un immobile in costruzione a D__________ negli
Emirati Arabi Uniti.

                                         Pure incontestata è
l’applicabilità al caso di specie della LDIP, ed in particolare degli art. 4 e
5 LDIP. Non trova invece applicazione la Convenzione di Lugano non avendovi
aderito gli Emirati Arabi Uniti, ai giudici del cui Stato rinvia la clausola in
esame.

                                         Giusta l’art. 4 LDIP se la
presente legge non prevede altro foro in Svizzera, l’azione di convalida del
sequestro può essere promossa nel luogo svizzero del sequestro. Questo foro non
è però esclusivo. Una deroga è possibile a condizione di rispettare le premesse
fissate dall’art. 5 LDIP. In particolare, il cpv. 1 prevede la possibilità per
le parti di pattuire il foro per una controversia esistente o futura in materia
di pretese patrimoniali derivanti da un determinato rapporto giuridico. Il
patto può essere stipulato per scritto, per telegramma, telex, facsimile o
altro mezzo di trasmissione che ne consenta la prova per testo. Salva diversa
stipulazione, il foro prorogato è esclusivo. Il cpv. 2 della stessa norma precisa
però che la proroga di foro è inefficace se una parte si trova
abusivamente privata di un foro previsto dal diritto svizzero.

 

                                   3.   Nel proprio giudizio
il Pretore ha ritenuto data la propria competenza in virtù del fatto che la
prestazione contrattuale litigiosa andava eseguita in Svizzera e più
precisamente a L__________, questo poiché la banca su cui andavano accreditati
gli acconti - di cui l’attore chiede la restituzione mentre la convenuta vi si
oppone - era la Banca __________ di L__________. Subordinatamente il primo
giudice ha ritenuto data la sua competenza anche in virtù dell’art. 4 LDIP
quale foro del sequestro.

                                         Il magistrato ha quindi
spiegato come le ragioni della disdetta data da AO 1 siano da ricercare negli
evidenti ritardi di edificazione e nelle conseguenti inadempienze contrattuali
della convenuta. Il magistrato ha ritenuto la rescissione del contratto
legittima e, sulla base delle risultanze peritali, ha precisato che la stessa è
conforme anche alle leggi di D__________. Relativamente alla questione della
competenza territoriale il magistrato ha osservato che l’applicazione dell’art.
113 LDIP propugnava a favore della sua competenza. In merito alla proroga di
foro a favore dei tribunali di D__________, il Pretore ha giudicato non provato
il fatto che detti tribunali avrebbero ammesso la loro competenza con
riferimento a un contratto che non era una compravendita immobiliare bensì una
proposta di acquisto di un immobile perfezionata in Svizzera, in forma scritta,
tra una venditrice che non ha dimostrato di esserne proprietaria e un
potenziale acquirente. Secondo il magistrato di prima sede l’esecuzione di
questa promessa avendo carattere personale poteva essere eseguita ovunque e dagli
atti traspariva l’intenzione delle parti di eseguirla a L__________. Sulla base
delle risultanze istruttorie il Pretore ha ritenuto che il centro di tutta
l’operazione fosse L__________.

                                         Il magistrato ha, inoltre,
osservato come siffatto contratto sarebbe stato nullo dal punto di vista del
diritto svizzero per mancato rispetto della forma pubblica prescritta dall’art.
216 CO.

                                         Il primo giudice ha
inoltre ritenuto non provato che in base alle leggi di D__________ sarebbe
bastata la sola forma scritta e non ufficiale per ammettere la validità di un
simile accordo. 

                                         In forza di queste carenze
allegatorie e probatorie il Pretore ha ritenuto non valida la proroga di foro.
Da ultimo, egli ha ritenuto giustificato anche l’invocazione dell’abuso di
diritto da parte dell’attore.

 

                                   4.   Con l’appello AP 1
censura un erroneo apprezzamento dei fatti e delle prove come pure un’erronea
applicazione del diritto. Più nel dettaglio, l’appellante contesta la
competenza territoriale del Pretore di Lugano e ribadisce la validità della
proroga di foro, negando tra l’altro che l’avvalersi della stessa possa essere
qualificato di abusivo. In questo ambito essa rinvia a due sentenze di questa
Camera emesse, a suo dire, in fattispecie identiche, dove sarebbe stata
riconosciuta la validità di una proroga identica a quella qui in esame. AP 1
prosegue enunciando i principi che reggono il riconoscimento in Svizzera di
sentenze estere. L’appellante contesta, inoltre, i legami della fattispecie con
la Svizzera. Essa continua rimproverando al Pretore di aver applicato solo
parzialmente, e in modo errato, alla fattispecie le leggi degli Emirati Arabi
Uniti e cita alcuni articoli del codice civile degli EAU che, sempre secondo
l’appellante, escluderebbero la possibilità per AO 1 di rescindere validamente
il contratto.

                                         Nel contempo AP 1 parrebbe
invocare una violazione del proprio diritto di essere sentita lamentando, in
più punti, una carente motivazione della sentenza pretorile (cfr. appello pag. 8
in fine, 9 e 21). 

                                         A questo
stadio della procedura la ricezione della disdetta da parte di AP 1 non è più
contestata.

 

                                   5.   La censura dell’appellante
relativa alla violazione del diritto di essere sentito va trattata
preliminarmente. Come accennato sopra, in questa sede, AP 1 rimprovera al
Pretore una carente motivazione della decisione. Il diritto di ottenere una
decisione motivata, che deriva dal diritto di essere sentito sancito dall’art.
29 cpv. 2 Cost., impone all’autorità giudicante di indicare le ragioni che
l’hanno portata a decidere in un senso piuttosto che in un altro, in modo tale
da permettere al destinatario di capire la portata della decisione e di
proporre i rimedi adeguati con cognizione di causa (DTF 134 I 83 consid. 4.1;
II CCA 8 agosto 2014 inc. n. 12.2012.185). 

                                         Nel caso concreto la
motivazione addotta dal giudice di prime cure a sostegno della propria
competenza territoriale e della non validità della proroga di foro, riassunta
sopra, era decisamente chiara e permetteva alla convenuta di capire le ragioni
di fatto e di diritto alla base della decisione pretorile e di presentare il
rimedio giuridico appropriato con cognizione di causa, come per altro la stessa
ha fatto trasmettendo a questa Camera un lungo e finanche prolisso atto di
appello (TF 11 agosto 2010 4A_585/2009 consid. 7.1). La censura è pertanto
infondata.

 

                                   6.   Fatta
questa premessa è necessario ora ricordare che per sua natura l’atto di appello
deve contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere
motivato (art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L‘appellante deve pertanto confrontarsi
criticamente con la decisione impugnata spiegando per quali motivi di fatto e
di diritto la stessa sarebbe errata e con ciò da riformare (v. Reetz/Theiler in:
Sutter-Somm/Hasenböhler/ Leuenberger, ZPO Kommentar, 2a ed., n. 36
ad art. 311; ZPO-Rechtsmittel, Kunz,
n. 92 ad art. 311; sentenza TF del 7 dicembre 2011, inc. n. 4A_659/2011,
consid. 4; sentenza II CCA del 18 aprile 2013, inc. n. 12.2011.119 e
riferimenti). L’appello in esame in alcuni punti non contiene una critica
puntuale al giudizio di prima istanza ma si limita a fornire una propria tesi e
una propria lettura dei fatti. L’appello in oggetto viene quindi
esaminato nella misura in cui rispetta i principi sopraindicati e espone
critiche circostanziate al giudizio pretorile, mentre non verranno analizzati e
sono irricevibili quei passaggi che non contengono alcuna critica al giudizio
impugnato.

 

                                   7.   Come
accennato sopra, l’appello verte essenzialmente sulla competenza del giudice
adito, che l’appellante nega, e sulla validità o meno della proroga di foro,
che per l’appunto AP 1 ritiene data. Al riguardo essa ribadisce che la proroga
in esame adempie perfettamente i presupposti dell’art. 5 cpv. 1 LDIP. In
sintesi,  AP 1 critica la decisione pretorile nella misura in cui il magistrato
ha ritenuto detta proroga abusiva e ha rimproverato alla qui appellante di non
aver adempiuto al proprio obbligo probatorio dimostrando che i tribunali di D__________
avrebbero effettivamente ammesso la loro competenza in relazione alla
fattispecie qui in esame.   

 

                               7.1.   A questo stadio della
procedura è pacifico che la proroga in esame adempie i presupposti dell’art. 5
cpv. 1 LDIP. 

                                         Più complessa si
presenta invece l’analisi della questione dal punto di vista dell’art. 5 cpv. 2
LDIP, invocato dall’attore che sostiene l’abusività della proroga.

                                         Prima di addentrarsi in
questa problematica è necessario ricordare che, diversamente da quanto traspare
dall’atto di appello, la contestazione concerne un contratto di riservazione,
ossia una promessa di compravendita, di un immobile e non già una compravendita
immobiliare. 

                                         Dagli atti risulta che la
prestazione contrattuale dovuta da AO 1, ovvero il pagamento degli acconti,
doveva realizzarsi in Svizzera, a L__________. Essendo questa la prestazione
litigiosa la competenza del foro di L__________ sarebbe data sia quale foro di
esecuzione che, sussidiariamente, quale foro del sequestro (art. 4 LDIP).
Parallelamente l’esecuzione della promessa di compravendita, prestazione dovuta
dalla qui appellante, avendo natura personale, poteva essere eseguita ovunque.
Nello specifico, a prescindere da quello che sostiene ora in sede giudiziaria AP
1, dagli atti traspaiono diversi elementi che rivelano l’intenzione
dell’appellante di realizzare detta prestazione proprio a L__________, luogo
dove - è utile sottolinearlo - lavorava __________ N__________, direttore di AP
1. Suffraga ulteriormente questa intenzione anche il fatto che il documento di
accettazione annesso al doc. F (“accettazione di proposta d’acquisto
immobiliare di data 15/04/08”) è stato sottoscritto dal direttore
dell’appellante proprio a L__________ e indica quale conto su cui versare gli
acconti quello che AP 1 detiene presso la Banca __________ di L__________. 

                                         Alla luce di queste
considerazioni, l’affermazione del Pretore secondo cui pure l’art. 113 LDIP
propugna a favore del foro di L__________ non può essere ritenuta errata. 

                                         E’ innegabile che i legami
della fattispecie con L__________ sono molteplici, infatti, come accennato
sopra, a L__________ lavorava __________ N__________, direttore di AP 1,
proprio sul conto di una banca di L__________ sono stati versati - su richiesta
dell’appellante - gli acconti e, inoltre, su vari scritti agli atti figura
quale recapito di AP 1 quello del suo ufficio di rappresentanza sito in via __________
a L__________. A questo vada aggiunto che il doc. F è stato redatto in lingua
italiana e che il documento “accettazione di proposta d’acquisto immobiliare
di data 15/04/08”) ad esso annesso è stato sottoscritto dal direttore della
qui appellante proprio a L__________, in data 29 maggio 2008.  

 

                               7.2.   AP 1, per dimostrare
l’infondatezza della tesi di AO 1 secondo cui la proroga di foro la priverebbe
abusivamente della protezione conferitale dal foro svizzero del sequestro,
avrebbe dovuto, come rettamente osservato dal Pretore, provare che i giudici di
D__________ avrebbero certamente ammesso la propria competenza; ciò non è però
avvenuto. Infatti, la perizia del 21 maggio 2012 redatta dall’ISDC (cfr. inc.
rich. OR.2010.598 della Pretura di Lugano sez. 1, qui data per trascritta)
indica che secondo l’art. 21 al. 1 ch. 3 CPC degli EAU “les tribunaux sont
competents pour juger d’une action introduite à l’encontre d’un étranger qui
n’a ni son domicile ni sa résidence aux EAU lorsque l’action se fonde sur une
obligation conclue, exécutée ou qui doit être exécutée aux EAU”; ciò che
non è però il caso della prestazione qui in discussione, che - come visto sopra
- avendo carattere personale può essere eseguita ovunque. La
perizia precisa altresì che “L’état des sources accessibles ne permet
toutefois pas une détermination définitive sur le principe de la force
obligatoire d’une prorogation en faveur des tribunaux des EAU” (cfr.
perizia cit. pag. 3 paragrafo 1 a metà). 

                                         Non
è qui condivisa ed esula comunque dall’analisi peritale la considerazione
giuridica espressa nel referto - e poi ripresa dall’appellante nel proprio
ricorso a sostegno della propria tesi - secondo cui la promessa di vendita
relativa a un immobile sito negli EAU avrebbe dovuto essere eseguita negli EAU.

                                         Parallelamente, come
giustamente osservato dal primo giudice, non risulta neppure provato che
secondo la legge in vigore a D__________ basterebbe la sola forma scritta - e
non quella ufficiale -  per ammettere la validità dell’accordo qui in esame,
carenza probatoria che va posta a carico dell’appellante. Relativamente a
questo aspetto è utile ricordare che in base al diritto svizzero il predetto
contratto sarebbe nullo per mancanza della prescritta forma pubblica prevista
dall’art. 216 CO.

 

                                         Per quanto attiene alle
due sentenza di questa Camera del 18 settembre 2012 menzionate da AP 1 (inc.
12.2011.192 e inc. 12.2011.193) a sostegno delle proprie argomentazioni, si
osserva che pur essendo le fattispecie analizzate simili le questioni
giuridiche trattate divergono sensibilmente. Infatti, nelle sentenze citate la
validità della proroga di foro è stata analizzata a titolo pregiudiziale, senza
entrata nel merito, e unicamente nell’ottica dell’art. 5 cpv. 1 LDIP mentre che
la problematica dell’art. 5 cpv. 2 LDIP non è stata sollevata dalle parti.  Nel
caso ora in esame, invece, il Pretore è entrato nel merito analizzando, tra
l’altro, anche la problematica dal punto di vista della variabile dell’abuso di
diritto di cui all’art. 5 cpv. 2 LDIP, argomentazione correttamente sollevata
dal patrocinatore di AO 1. Ne consegue, pertanto, che la presente analisi si
rivela più approfondita e tratta questioni che non erano state valutate nelle
sentenze del 18 settembre 2012 citate dall’appellante.  

 

                                         Alla luce di tutto quanto
precede è pertanto a giusta ragione che il Pretore ha ritenuto non valida la
proroga di foro prevista nell’accordo qui in esame. 

 

                                   8.   L’appellante
prosegue rimproverando al Pretore di aver applicato in maniera solo parziale il
diritto applicabile a D__________ e comunque di averlo applicato in maniera
errata.  

 

                               8.1.   La censura si rivela
infondata. Contrariamente a quanto sostiene l’appellante, dalla sentenza
impugnata traspare in maniera chiara che il Pretore si è chinato sulla
legislazione di D__________, si è confrontato con le risultanze dei referti
peritali ed ha correttamente ripreso le stesse nel proprio giudizio. In
particolare, il primo giudice, sulla base della perizia di data 13 marzo 2013
allestita dall’ISDC (qui data per trascritta) ha ritenuto legittima la disdetta
del contratto per inadempimento. Infatti, contrariamente a quanto sostenuto da AP
1, la fattispecie in esame pare rientrare proprio tra quelle che legittimano
una risoluzione del contratto, in particolare sulla base degli art. 271 e 272
CC degli EAU. La tesi appellatoria secondo cui AO 1 non avrebbe potuto
legittimamente chiedere la rescissione del contratto, in quanto, da un canto,
il ritardo nell’esecuzione dei lavori sarebbe stato giustificato e, dall’altro,
una volta terminati gli eventi di forza maggiore AP 1 avrebbe adempiuto agli
obblighi che le spettavano per contratto avanzando con la costruzione
dell’immobile, non convince. Nel caso in esame, infatti, non si può ignorare
che i ritardi nell’edificazione sono stati considerevoli (v. consid. B). A
queste condizioni anche secondo il diritto e il buon senso di D__________, come
giustamente rilevato dal primo giudice, non può essere precluso all’investitore
di recedere dal contratto esigendo la restituzione degli acconti versati.  

                                         Al riguardo è
indispensabile rinviare agli esempi illustrati nella perizia e nella
delucidazione peritale dell’ISDC e dai quali traspare che, di regola, conformemente
alla giurisprudenza delle Corti degli EAU è ammessa la risoluzione contrattuale
in presenza di ritardi superiori a un anno, termine che nel caso concreto è
stato largamente superato (cfr. perizia del 13 giugno 2013 pag. 9 seg. e
delucidazioni perizia del 14 marzo 2014, pag. 7, qui date per trascritte).

                                         A giusta ragione il
Pretore ha pertanto riconosciuto il diritto di AO 1 di rescindere l’accordo in
parola e di esigere la rifusione degli acconti versati. Anche su questo punto
la sentenza pretorile merita pertanto conferma.

                                         

                                   9.   In virtù di quanto
esposto sopra, si può prescindere dall’entrare nel merito delle altre
argomentazioni sollevate dall’appellante.

 

                                10.   In definitiva,
l’appello deve essere respinto. Le spese processuali seguono la soccombenza
dell’appellante la quale rifonderà a controparte un’adeguata indennità per
ripetibili. Il valore litigioso ai fini di un eventuale ricorso al Tribunale
federale è superiore a fr. 30'000.-.

                                         L’importo di fr.
8'700.- versato dall’appellante a titolo di cauzione per le ripetibili in base
alla decisione 12 aprile 2016 del presidente della Camera sarà riversato ad AO
1 ad avvenuta crescita in giudicato di questa sentenza. 

 

 

Per questi motivi

richiamati gli art 96 e 106 CPC e la LTG, 

 

 

decide:                     1.   L’appello 8 gennaio 2016 di
AP 1 è respinto. 

 

                                   2.   Le spese processuali
d’appello di complessivi fr. 12’000.-, sono poste a carico di AP 1.
L’appellante rifonderà alla controparte fr. 8’700.- per ripetibili di appello.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

Rimedi giuridici (pagina
seguente)

Contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso
è ammissibile se il valore litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in
materia di diritto del lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi.
Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale o se una legge federale
prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato
il ricorso in materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso
sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che
intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso
in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e
medesima istanza (art. 119 LTF).