# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6e7e5cea-8bda-5129-a23d-42fafe5397bf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-11-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 20.11.2008 35.2008.87
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2008-87_2008-11-20.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2008.87

   

  rs

  	
  Lugano

  20 novembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 settembre 2008
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 12 agosto
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da: RA 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 12 agosto 2008 l’CO 1 ha confermato la propria
decisone dell’11 giugno 2008 (cfr. doc. A2), con la quale ha ritenuto estinto, a
decorrere dal 23 novembre 2004, il nesso causale tra i disturbi alla schiena
accusati da RI 1 e l’evento traumatico occorsogli il 14 ottobre 2004 praticando
lo sci nautico (cfr. doc. A4).

 

                               1.2.   Con ricorso
spedito il 30 settembre 2008 e pervenuto al TCA il 1° ottobre 2008 l’assicurato
ha contestato la decisione su opposizione menzionata, asserendo, in buona
sostanza, che lo stato della sua colonna vertebrale è stato causato da una
ipertensione della stessa al momento della partenza con gli sci nell’ottobre
2004 che ha provocato una torsione del tronco e un dolore intenso lasciandolo
inerte in acqua senza possibilità di muoversi (cfr. doc. I).

 

                               1.3.   Il 2 ottobre
2008 questa Corte ha assegnato un termine di quindici giorni alle parti per
presentare precise osservazioni riguardo alla tempestività del ricorso (cfr.
doc. III).

 

                               1.4.   L’assicurato,
con scritto pervenuto al TCA il 16 ottobre 2008, ha rilevato, segnatamente, che
durante il mese di agosto 2008 era in vacanza, per cui non ha potuto ritirare
la raccomandata relativa all’invio della decisione su opposizione del 12 agosto
2008. Inoltre egli ha indicato che, avendo ricevuto il provvedimento in
questione il 1° settembre 2008, il termine di trenta giorni scadeva il 30
settembre 2008. L’insorgente ha, altresì, precisato che durante questo lasso di
tempo era in __________ e che l’invio dell’impugnativa gli è costato non poche
difficoltà (cfr. doc. IV).

 

                               1.5.   L’assicuratore
LAINF resistente, dal canto suo, ha osservato che il ricorso spedito il 30
settembre 2008 risulta irricevibile, in quanto presentato oltre trenta giorni
dopo la scadenza - al 21 agosto 2008 - del termine di sette giorni di giacenza
all’Ufficio postale del plico postale non ritirato. A mente dell’CO 1, poi, il
fatto che l’atto raccomandato non sia stato ritirato e sia stato nuovamente
inviato per posta semplice non impedisce che il termine di ricorso sia iniziato
a decorrere già alla scadenza del termine di giacenza di sette giorni (cfr.
doc. V).

 

                                         Inoltre
l’Istituto assicuratore resistente, il 28 ottobre 2008, in merito alle
motivazioni espresse dall’assicurato (cfr. consid. 1.4.), ha asserito che il
fatto di non aver potuto ritirare la posta in quanto in vacanza non è un motivo
di restituzione dei termini, perché il ricorrente sapeva o doveva sapere che
gli sarebbe potuta essere intimata una decisione relativa all’opposizione da
lui interposta l’11 luglio 2008. Secondo l’CO 1 era, pertanto, compito
dell’assicurato organizzarsi, ad esempio comunicando alla CO 1 di __________ la
sua assenza e invitandola a non notificare atti procedurali (cfr. doc. VIII).

 

                               1.6.   L’assicurato
si è pronunciato nuovamente al riguardo con scritto del 7 novembre 2008,
ponendo in particolare la domanda, peraltro già formulata nello scritto
pervenuto al TCA il 16 ottobre 2008, se esiste una legge che prevede che se un
atto viene effettuato con pochi giorni di ritardo rispetto al relativo termine,
il lavoro di qualche anno decade (cfr. doc. IV).

 

                               1.7.   Il doc. VIII
è stato trasmesso per conoscenza a RI 1 (cfr. doc. X).

 

                                         Il doc.
IX è, invece, stato inviato per conoscenza all’CO 1 (cfr. doc. XI).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF  H
180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA
H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA       H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H
220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in
RDAT  I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98
del 26 ottobre 1999).

 

                               2.2.   Questa Corte
deve verificare la tempestività del ricorso inoltrato da RI 1.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 60 cpv. 1 LPGA, il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione è
esclusa.

                                         Secondo
il capoverso 2, gli articoli 38-41 sono applicabili per analogia.

                                      

                                         Giusta
l'art. 40 cpv. 1 LPGA il termine legale non può essere prorogato.

 

                                         Secondo
l'art. 39 cpv. 1 LPGA le richieste scritte devono essere consegnate
all'assicuratore oppure, a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a
una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo
giorno del termine.

                                         Se la
parte si rivolge a un assicuratore incompetente, si considera che il termine è
stato rispettato (cpv. 2).

 

                                         L'art. 38
cpv. 1 LPGA prevede che se il termine è computato in giorni o in mesi e deve
essere notificato alle parti, inizia a decorrere il giorno dopo la
notificazione. 

                                         Una
comunicazione consegnata soltanto contro firma del destinatario o di un’altra
persona autorizzata a ritirarla è considerata avvenuta il più tardi il settimo
giorno dopo il primo infruttuoso tentativo di recapito (cpv. 2bis).

                                         Se
l'ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo
riconosciuto dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno
feriale seguente. È determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o
sede la parte o il suo rappresentante (cpv. 3).

                                         I termini
stabiliti dalla legge o dall'autorità in giorni o in mesi non decorrono dal
settimo giorno precedente la Pasqua al settimo giorno successivo alla Pasqua
incluso, dal 15 luglio al 15 agosto incluso, dal 18 dicembre al 2 gennaio
incluso (cpv. 4).

 

                                         Dopo
l'entrata in vigore della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in
relazione all’art. 20 PA, il termine di ricorso in caso di notifica della
decisione durante la sospensione dei termini comincia a decorrere il primo
giorno dopo la scadenza della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STFA 2 novembre
2006 nella causa B. [I 643/06]; Pratique VSI 1998 p. 217, Mosimann, in:
Praktische Anwendungsfragen des ATSG, 2003, pp. 130s).

 

                                         Se
il termine di ricorso è spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso
tardivo, per cui la decisione contestata cresce in giudicato (cfr. DTF 110
V 37 consid. 2; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr.
9, p. 479).

 

                               2.4.   Un invio
raccomandato è reputato notificato al momento in cui il destinatario l’ha
ricevuto. Nel caso in cui il destinatario non è reperibile e perciò un invito
di ritiro è stato depositato nella sua buca delle lettere o nella sua casella
postale, l’invio raccomandato è considerato notificato al momento in cui
avviene il ritiro; se ciò non avviene entro la scadenza del termine di ritiro,
che è di sette giorni, l’invio si considera notificato allo scadere di questo
periodo (cfr. STFA del 13 settembre 2000 nella causa S., K 125/00; DTF 119 V 94
consid. 4b/aa con riferimenti; Condizioni generali della Posta "Servizi
postali", cifra 2.3.7. dell'edizione dell’aprile 2008). 

 

                                         Generalmente
un secondo invio e la susseguente ricezione non modificano tale risultato. Essi
sono giuridicamente irrilevanti, riservati i casi in cui vada tutelata la buona
fede di un assicurato, come nell’ipotesi in cui la seconda notificazione abbia luogo
prima che sia scaduto il termine originario senza riserve e con l’indicazione
dei rimedi giuridici (cfr. STF C 189/05 del 5 gennaio 2006; I 366/04 del 27
aprile 2005).

 

                                         Con
sentenza 9C_481/2007 del 7 gennaio 2008, pubblicata in DTF 134 V 49, l’Alta
Corte ha, poi, stabilito che la finzione riconosciuta in passato, in
applicazione analogica della giurisprudenza in materia di spedizioni a una
cassetta per le lettere o presso una casella postale, pure in presenza di un
ordine di trattenuta della corrispondenza e secondo la quale un invio
raccomandato si considera notificato al più tardi l’ultimo giorno di un termine
di sette giorni dal suo arrivo all’ufficio postale del destinatario mantiene la
sua validità anche sotto l’imperio del nuovo diritto – ora in analogia all’art.
38 cpv. 2bis LPGA.

 

                                         La
finzione di notifica vale, tuttavia, nell'ipotesi in cui il soggetto di diritto
debba ragionevolmente attendersi, secondo il principio della buona fede,
l'intimazione di un atto.

                                         Pertanto
chi si assenta, pendente una procedura, dal proprio domicilio deve fare in modo
che gli atti connessi possano essergli agevolmente notificati, comunicando
correttamente e tempestivamente il suo nuovo recapito (cfr. DTF 127 I 31
consid. 2; DTF 119 V 94 consid. 4b/aa; DTF 117 V 132
consid. 4a; DTF 116 Ia 92 consid. 2a; STFA del 9 agosto
2001 nella causa G., H 61/00; STFA del 13 febbraio 2001 nella causa S., H
338/00).

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza federale, affinché un atto possa essere ritenuto
notificato, non è necessario che il diretto interessato lo ritiri, a tal fine è
sufficiente che l’atto entri nella sua sfera d’azione (cfr. DTF 122 I 139
consid. 1, pag. 142-144).

 

                                         La
giurisprudenza prevede che chi, pendente una procedura, potendo prevedere con
una certa probabilità la notificazione di un atto dell'autorità, si assenta per
una durata prolungata dal suo indirizzo abituale conosciuto da quest'ultima,
senza preoccuparsi di far inoltrare la posta al nuovo recapito o di informare
l'autorità del nuovo indirizzo o di designare un rappresentante abilitato ad
agire a suo nome durante la sua assenza, deve considerare come valida la
notificazione tentata all'indirizzo abituale (cfr. DTF 107 V189 consid. 2; RCC
1991 pag. 476 consid. 2b; STFA 1° settembre 2003 nella causa R., U 95/03; STFA
del 13 settembre 2000 nella causa S., K 125/00). 

 

                                         Nel caso
di assenza di breve durata - di qualche settimana - è usuale avvertire
l'autorità dinanzi alla quale è pendente una procedura e pregarla di attendere
il proprio rientro prima di emanare una decisione o una sentenza. Questa
comunicazione, formulata tempestivamente, deve essere tenuta in considerazione
dall'autorità secondo il principio della buona fede, a meno che l'assicurato
non tenti tramite tale avviso di arrogarsi un vantaggio che non gli spetta. 

                                         Questa
prassi non è incompatibile con la massima ufficiale e l'obbligo dell'autorità
di condurre la procedura diligentemente. 

                                         Se
l'assicurato, che sta aspettando l'assegnazione di una prestazione, si
allontana dal suo domicilio, mentre è pendente una procedura, informandone
l'amministrazione, cosicché quest'ultima differisce l'emissione della
decisione, egli è comunque responsabile del ritardo della procedura. In simili
circostanze, è indicato che l'amministrazione venga informata anche di
un'assenza di lunga durata, per esempio di qualche mese (cfr. STFA del 14
settembre 2001 nella causa S., K 128/00, consid. 2a; RCC 1991 pag. 476 consid.
2b; RCC 1987 pag. 574 consid. 3b).

 

                                         Al
riguardo cfr. pure RtiD I-2005 N. 45 pag. 172 segg.

 

                               2.5.   Nell'evenienza
concreta occorre, innanzitutto, osservare che RI 1 doveva attendersi
l’emanazione di una decisione su opposizione da parte dell’CO 1, avendo lo
stesso, l’11 luglio 2008, inoltrato opposizione contro la decisione formale
dell’11 giugno 2008 con cui l’assicuratore LAINF resistente ha ritenuto
estinto, a decorrere dal 23 novembre 2004, il nesso causale tra i disturbi alla
schiena accusati dall'assicurato e l’evento traumatico del 14 ottobre 2004
(cfr. doc. A3, A2).

 

                                         Il
ricorrente, pertanto, era tenuto a provvedere affinché la decisione su
opposizione potesse essergli agevolmente notificata (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         Dalla
documentazione agli atti non risulta, per contro, che RI 1 abbia avvisato
anticipatamente l’autorità competente della sua assenza di breve durata dal suo
domicilio di __________, chiedendole, inoltre, di attendere il proprio rientro
prima di emettere il provvedimento in questione.

 

                                         In simili
condizioni, questo Tribunale deve concludere che, nel caso in esame, la
decisione su opposizione dell’CO 1 del 12 agosto 2008 è stata notificata
all’assicurato il 20 agosto 2008.

                                         In
effetti il provvedimento menzionato è stato spedito per plico raccomandato il
12 agosto 2008 (cfr. doc. II). Il 13 agosto 2008 nella buca delle lettere
dell’assicurato è stato depositato il relativo invito di ritiro (cfr. doc. II).
La decisione su opposizione contestata non è, tuttavia, mai stata ritirata
dall’interessato. L’ufficio postale di destinazione, decorso il periodo di
giacenza di sette giorni (cfr. consid. 2.4.), l’ha quindi rinviata al mittente
il 21 agosto 2008 (cfr. doc. II). La decisione su opposizione del 12 agosto
2008 è poi stata rispedita all’insorgente per posta semplice il 1° settembre
2008 (cfr. doc. A5).

                                         L’ultimo
giorno del termine di giacenza di sette giorni, che definisce il giorno in cui
ha luogo la notifica di una decisione, spedita per raccomandata ma non
ritirata, corrisponde in casu al 20 agosto 2008.

 

                                         La
circostanza che il 1° settembre 2008 la decisione su opposizione del 12 agosto
2008 sia stata nuovamente spedita all’assicurato mediante posta semplice si
rivela, nel caso in esame, ininfluente.

                                         A tale
invio è stata allegata una lettera dell’CO 1 datata 1° settembre 2008, in cui è
stato precisato, da un lato, che il citato provvedimento inviatogli per posta
raccomandata non è stato ritirato. Dall’altro, che il termine di impugnazione
correva dal giorno della prima notifica (cfr. doc. A5).

                                         In
concreto, dunque, la seconda notificazione del provvedimento impugnato ha avuto
luogo con riserva (cfr. consid. 2.4.). 

                                         L’assicuratore
LAINF ha puntualizzato che il termine di ricorso decorreva dalla prima notifica
(cfr. doc. A5). 

                                         Ne
discende che in casu la buona fede dell’insorgente non può comunque essere
tutelata (cfr. consid. 2.4.).

 

                                         Risulta,
di conseguenza, che il termine di trenta giorni per ricorrere ha iniziato a
decorrere il 21 agosto 2008 ed è scaduto venerdì 19 settembre 2008. 

 

                                         Entro
questa data, dunque, l'assicurato avrebbe dovuto consegnare l’impugnativa a
questo Tribunale o a un ufficio postale svizzero.

 

                                         Consegnato
alla Posta, per contro, solo martedì 30 settembre 2007 (cfr. il timbro postale
apposto sulla busta di invio raccomandato), il ricorso dell’insorgente si
rivela tardivo.

 

                                         L’impugnativa
dell’assicurato è, perciò, tardiva.

 

                               2.6.   Occorre ora
esaminare se l’assicurato può prevalersi della restituzione del termine.

 

                                         Ai sensi
dell'art. 41 LPGA, se il richiedente o il suo rappresentante è stato impedito,
senza sua colpa, di agire entro il termine stabilito, lo stesso è restituito,
sempre che l'interessato lo domandi adducendone i motivi entro 30 giorni dalla
cessazione dell'impedimento e compia l'atto omesso.

 

                                         Prima
dell'entrata in vigore della LPGA, l'Alta Corte aveva stabilito che la
restituzione di un termine inosservato per motivi indipendenti dalla propria
volontà, costituisce un principio generale del diritto e deve dunque trovare
sempre applicazione, sia in sede ricorsuale sia nella procedura non contenziosa
(cfr. STFA del 18 gennaio 2000 nella causa L., C 366/99; DLA 1996/1997 N. 13,
consid. 2b, pag. 71; DTF 123 V 106 consid. 2a; DLA 1988 N. 17, consid. 3b, pag.
128 e DTF 114 V 123, consid. 3b, pag. 125).

 

                                         Secondo
dottrina e giurisprudenza è necessario che il richiedente sia stato impedito
senza sua colpa di agire entro il termine e che nessun rimprovero possa
essergli mosso per questo ritardo. 

                                         Per
"impedimento non colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità
oggettiva o la forza maggiore, ma anche l'impossibilità che risulta da
circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze devono
comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente non deve
potere essere rimproverata una negligenza (cfr. DTF 96 II 265 consid. 1a; STFA del 21 novembre 2001 nella causa Fondazione X., I 393/01;
U. Kieser, ATSG-Kommentar, Schultess 2003, N. 4 ad art. 41, p. 417; U. Kieser,
Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 170s.;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo
1998, n. 151). 

 

                                         La giurisprudenza federale ammette in particolare che il decesso o
una grave malattia contratta improvvisamente possa costituire un impedimento
non colposo. Non basta, però, che l'interessato medesimo sia stato impedito di
agire entro il termine stabilito, lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure
stato impossibilitato ad incaricare un terzo di compiere gli atti di procedura
necessari (RDAT II-1999 n. 8, p. 32; DTF 119 II 86, consid. 2a, DTF 112 V 255,
consid. 2a; cfr., pure, STFA del 2 luglio 2003 nella causa D.S., K 34/03). 

                                         In una
sentenza 8C_50/2007 del 4 settembre 2007 il TF ha, inoltre, stabilito che:

 

" 
(…)

Une erreur est excusable, en particulier,
lorsqu'elle découle d'un renseignement erroné sur lequel l'administré pouvait
se fonder au regard des circonstances, conformément au droit à la protection de
la bonne foi (art. 9 Cst.; cf. ATF 112 Ia 305 consid. 3 p. 310, 111 Ia 355 et
les références). L'intéressé ne peut pas s'en prévaloir s'il aurait dû
reconnaître le caractère erroné du renseignement donné par l'administration en
prêtant l'attention raisonnablement exigible (ATF 124 I 255 consid. 1a/aa p.
258, 123 II 231 consid. 8b p. 238). Ces principes valent également lorsque le
renseignement erroné ne porte pas sur les voies de droit comme telles (autorité
de recours, moyen de droit, délai de recours), mais concernent les
circonstances pertinentes pour l'utilisation de ces voies de droit (arrêt B
107/01 du 23 juillet 2003, consid. 2.2)."

 

                                         Deve
ancora essere sottolineato che l'istituto della restituzione in intero
costituisce un rimedio di carattere straordinario che incide profondamente
nella sicurezza del diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei
requisiti con rigore e seguire criteri restrittivi (cfr. STFA del 2 luglio 2003
nella causa D., K 34/03).

 

                               2.7.   Questo
Tribunale ritiene che, nel caso di specie, non sono dati i presupposti per
restituire il termine per interporre ricorso contro la decisione su opposizione
del 12 agosto 2008.

 

                                         In
effetti, in concreto questa Corte non ravvede alcun valido motivo che renda
scusabile l’inoltro tardivo dell’impugnativa. 

 

                                         In primo
luogo, l’assenza all’estero per vacanza o per lavoro non giustifica il ritardo
con cui è stato interposto il ricorso al TCA, in quanto non impediva all’assicurato,
che doveva attendersi l’emanazione di un provvedimento da parte dell’CO 1, di
incaricare, prima della partenza, un terzo di compiere gli atti di procedura
necessari (cfr. STFA K 43/03 del 2 luglio 2003).

 

                                         In
secondo luogo, per quanto concerne l’affermazione dell’assicurato, secondo cui “appena
ottenuto l’incarto dalla CO 1 ho telefonato all’Avvocata __________ che mi ha
informato del rispetto dei termini, che per me erano 30 giorni dall’ottenimento
dello stesso, perciò 1.9.2008 dunque il 30.09.2008” (doc. IV), giova
osservare che, indipendentemente da quale sia stata effettivamente
l’indicazione fornita dall’avv. __________ circa il termine di ricorso, la
stessa non può essere in ogni caso determinante ai fini della presente vertenza
a fronte dell’esplicito scritto dell’CO 1 del 1° settembre 2008 - peraltro
ricevuto dall’assicurato con il provvedimento citato - in cui, come già
esposto, è stato specificato che il termine di ricorso decorreva dalla prima
notifica della decisione su opposizione del 12 agosto 2008 (cfr. doc. A5).

                                         Prestando
l’attenzione da lui ragionevolmente esigibile, e confrontato al chiaro tenore
della lettera del 1° settembre 2008, l’insorgente avrebbe dovuto perlomeno
nutrire dei dubbi circa le eventuali indicazioni afferenti al termine di
ricorso dategli dall’avv. __________ (cfr. consid. 2.6.; STF 8C_50/2007). 

                                         Egli
avrebbe così dovuto chiedere ragguagli in merito, precisando il contenuto dello
scritto del 1° settembre 2008. Il ricorrente, per contro, mai ha addotto di
avere proceduto in tale senso.

 

                               2.8.   L'assicurato
ha indicato di non potersi permettere un avvocato (cfr. doc. IX).

 

                                         A
prescindere dalla questione di sapere se in concreto siano o meno adempiute le condizioni
per ottenere il gratuito patrocinio giusta gli art. 61 lett. f LPGA e 21 cpv. 2
vLPTCA, applicabile sulla base della disposizione transitoria di cui all’32
Lptca in vigore dal 1° ottobre 2008 (assistenza giudiziaria necessaria o
comunque indicata, stato di indigenza dell’assicurato e conclusioni non sprovviste
di esito favorevole), va osservato che secondo l'art.
21 cpv. 1 del vLPTCA (cfr. nuovo art. 28 Lptca), il ricorrente ha diritto di
farsi patrocinare. Se il giudice lo riconosce incapace a difendersi gli assegna
un avvocato o un patrocinatore idoneo.

 

                                         In una
sentenza del 27 febbraio 2006 il TCA nella causa C., inc. 35.2005.53, ha negato
ad un assicurato il patrocinatore d'ufficio rilevando:

 

" 
Nel caso di specie, la qualità degli allegati
prodotti da X, ingegnere elettrotecnico di professione, dimostra che egli è
stato in grado di difendere adeguatamente i propri interessi davanti al TCA, di
modo che non vi era necessità di assegnargli un patrocinatore d’ufficio."

 

In una sentenza dell'8
novembre 2004 nella causa F., C 116/03, il TFA è giunto allo stesso risultato,
sottolineando:

 

" 
Eine unentgeltliche Verbeiständung fällt ausser
Betracht, da der

Beschwerdeführer seine Interessen in diesem
Prozess selber gehörig wahren konnte und nicht ersichtlich ist, welchen
zusätzlichen Nutzen in dieser Situation eine anwaltliche Vertretung erbracht
hätte. (BGE 103 V 47, 98 118;
vgl. auch BGE 128 I 232 Erw.
2.5.2 mit Hinweisen)."

 

                                         In concreto l’assicurato,
nel suo ricorso e negli scritti successivi,   è stato in grado di motivare adeguatamente
le proprie conclusioni.

                                         In simili circostanze, nel
caso in esame, non vi era la necessità di assegnare al ricorrente un
patrocinatore d’ufficio.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti