# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0ca95410-1d5d-5c51-830f-76c0a2ba8790
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 16.09.2008 30.2004.120
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_30-2004-120_2008-09-16.html

## Full Text

Incarto n.

  30.2004.120

  LCM 12/04

   

  	
  Lugano

  16 settembre 2008

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  
	
  e
  dai membri

  	
  ing.
  Eraldo Pianetti

  ing. Luciano Sulmoni

  
	
  segretario
  giudiziario

  	
  Enzo
  Barenco

  

 

 

statuendo
sul ricorso presentato in data 10 giugno 2004 da

 

	
   

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  
	
   

  	
  la
  decisione su reclamo emessa il 14 maggio 2004 dal Municipio di __________
  nell'ambito della procedura di imposizione di contributi di miglioria per la
  sistemazione del primo tratto di Via __________,

  

  relativamente al mapp. no. 1959 RFD di __________,

   

  

 

richiamato
l’inc. no. 10/2001 di questo Tribunale inerente la procedura di approvazione
del progetto e di espropriazione per la sistemazione del primo tratto di Via __________,

 

letti
ed esaminati gli atti, udite le parti ed assunte le necessarie prove,

 

considerato                     in
fatto e in diritto

 

1.          
1.1. Con risoluzione del 3.4.2000
il Consiglio Comunale di __________ ha approvato il progetto concernente la
sistemazione e l’allargamento del primo tratto di Via __________, ha stanziato
un credito per il finanziamento delle opere di fr. 390'173.50.- ed ha
autorizzato il prelievo di contributi di miglioria nell’ordine del 70% della
spesa determinante. Il tutto come proposto nel Messaggio Municipale 05/1999 del
22.3.1999.

Il progetto e gli atti di espropriazione sono stati pubblicati dal 12.3
all’11.4.2001. Il progetto è stato approvato da questo Tribunale con sentenze
del 18/28/29.5.2001 conformemente alla Legge sulle strade nella versione in
vigore fino al 31.12.2006, con contestuale stralcio dei procedimenti
espropriativi per intervenuto accordo (inc. no. 10/2001 richiamato).

1.2. Il Municipio di __________ ha avviato la procedura di prelievo dei
contributi di miglioria pubblicando il prospetto dal 25.8 al 25.9.2003, previo
invio di un avviso personale ai contribuenti.

I ricorrenti sono comproprietari in ragione di ½ ciascuno del mapp. no. 1959 ed
in tale veste sono stati assoggettati al pagamento di un contributo di
miglioria di fr. 11'080.53.

Il reclamo tempestivamente interposto contro il prospetto è stato respinto dal Municipio con
risoluzione del 14.5.2004.

Da ciò il ricorso in esame nel quale i proprietari hanno contestato la natura
dell’opera, il piano del perimetro, la spesa determinante ed il metodo di
riparto dei contributi.

Con osservazioni del 16.7.2004 Il Municipio ha postulato la reiezione del gravame.

All’udienza dell’11.7.2006 le parti si sono riconfermate nelle rispettive
allegazioni.

Costituito il nuovo collegio giudicante con decreto presidenziale
dell’8.4.2008, i ricorrenti hanno rinunciato a ripetere il dibattimento.

2.          
I ricorrenti sostengono che Via __________
è d’uso pubblico e che la cerchia di beneficiari dell’opera è assai vasta;
perciò l’interesse generale dell’utenza che percorre la strada limita
l’interesse particolare per i residenti riducendone i vantaggi.

Posta in questi termini, ossia propugnando la tesi di un vantaggio collettivo,
la contestazione allude al fatto che l’intervento si configuri come
urbanizzazione generale, e quindi tende a rimettere in discussione la natura
dell’opera e la quota addebitata ai privati. Siffatta tesi trascura, tuttavia,
che il Tribunale di espropriazione giudica con pieno potere cognitivo solo sul
prospetto dei contributi (art. 11 e 13 cpv. 2 LCM) mentre il principio
dell’imposizione e la natura dell’opera, come anche il piano di finanziamento e
la quota imponibile, sfuggono al suo sindacato essendo di competenza esclusiva
del legislativo comunale. E’ questo un postulato ripetutamente confermato dalla
giurisprudenza, oramai consolidata, stando alla quale le contestazioni vertenti
su tali elementi vanno sollevate, semmai, dinanzi al Consiglio di Stato nelle
forme e nei termini sanciti dagli art. 208 ss LOC che disciplinano i ricorsi
contro le decisioni degli organi comunali (cfr. RDAT II-1995 no. 46 c.
3b, II-1998 no. 29 c. 4b, I-1999 no. 41 c. 4; RtiD II-2005 no. 26,
I-2007 no. 29 c. 4.4.2).

In concreto il principio del prelievo di contributi di miglioria, la natura
dell’opera e la conseguente quota imponibile del 70% a carico dei privati sono
stati stabiliti dal Consiglio Comunale con la nota risoluzione del 3.4.2000.

Le censure sollevate in merito in questa sede sono dunque ampiamente tardive.

3.          
3.1. I Comuni sono tenuti a
prelevare contributi di miglioria per le opere pubbliche che procurano al
privato un vantaggio particolare (art. 1 cpv. 1 LCM), specie per le opere di
urbanizzazione generale e particolare dei terreni (art. 3 cpv. 1 let. a LCM).
Il vantaggio particolare è presunto (art. 4 LCM) quando l’opera è finalizzata
ad urbanizzare i fondi o a migliorarne l’urbanizzazione secondo uno standard
minimo, oppure quando migliora in modo evidente la redditività, la sicurezza,
l’accessibilità, la salubrità e la tranquillità dei fondi tenuto conto della
loro destinazione, oppure ancora quando elimina o riduce inconvenienti ed oneri
(Messaggio 2862 del 13.6.1984 concernente la nuova LCM, ad art. 5 p.
16-17).

La costruzione e la sistemazione di strade e marciapiedi sono opere di
urbanizzazione soggette al prelievo di contributi poiché, di principio, da esse
derivano indubbi vantaggi particolari per le proprietà servite (Reitter,
Les contributions d’équipement, plus particulièrement en droit neuchâtelois,
th. 1986, p. 64 ss; Blumer, Abgaben für Erschliessungsanlagen, th. 1989,
p. 38 ss; Marantelli-Sonanini, Erschliessung von Bauland, Diss. 1997, p.
93; Crespi, Il contributo di miglioria e la sua imposizione nel comune
ticinese, 1963, p. 66 e 70; RDAT II-1998 no. 29 c. 6b).

3.2. L’opera in esame, che ha connotazione di urbanizzazione particolare,
interessa il primo tratto di Via __________, tra Via __________ e Via __________,
una strada che serve un agglomerato residenziale ed il cimitero, e che nel PR è
contrassegnata come strada di servizio.

Conformemente alla relazione tecnica (inc. no. 10/2001 richiamato), sono stati
realizzati, sul lato verso la zona residenziale, un marciapiede di ml 1.20, e
sul lato opposto, lungo il muro del cimitero, una striscia di prato verde ed un
percorso pedonale con alberature e panchine. La carreggiata centrale è stata
portata a ml 4.30 peraltro inglobando elementi moderatori nel manto bituminoso,
mentre al posteggio pubblico situato a lato del cimitero, che ora consta di 13
posti auto, è stata sostituita la pavimentazione. L’opera è completata con la
posa di griglie stradali per la raccolta delle acque meteoriche e di un
impianto di illuminazione.

L’obiettivo del progetto, che era di migliorare lo sbocco di Via __________ su
Via __________ e di rivalutare tutta l’area circostante il muro del cimitero, è
senz’altro stato raggiunto. Oltre a conferire un aspetto esteticamente uniforme
e decoroso al tracciato stradale, dal profilo funzionale l’intervento ha
migliorato l’agibilità e la qualità di percorrenza adeguando le caratteristiche
della strada alla sua funzione di strada di servizio ed alle necessità del
quartiere. E’ quindi indubbio che l’urbanizzazione ne risulti migliorata e che
ciò si traduca in un vantaggio particolare per le proprietà servite; tra queste
si annovera anche il mapp. no. 1959 il cui unico accesso è dato da Via ______.

4.          
4.1. I ricorrenti contestano il
piano del perimetro e rimproverano al Comune di aver escluso dal comprensorio
imposto i mapp. no. 942 e 684 che pure confinano con l’opera e ne traggono un
vantaggio.

4.2. L’art. 9 LCM dispone che i beni imponibili sono individuati mediante un
piano del perimetro, con l’eventuale suddivisione in classi di vantaggio.

Il piano del perimetro racchiude i fondi o la porzione dei fondi che traggono
un effettivo vantaggio particolare dall’opera e che, per questo motivo, sono
assoggettati al contributo di miglioria (art. 5 cpv. 1 LCM).

La delimitazione del piano, che compete al Municipio (RDAT I-1994 no. 7), dipende da un
apprezzamento fattuale a carattere prevalentemente tecnico (cfr. Messaggio,
2862 del 13.6.1984 concernente la nuova LCM, ad art. 10 p. 22) e comporta
un’analisi di complessa attuazione, non da ultimo perché la normativa è priva
di spunti limitandosi ad accennare alla facoltà di suddividere il comprensorio
in classi di vantaggio. Si dovrà dunque ponderare le caratteristiche dell’opera
(funzionalità, concrete possibilità d’uso, accessibilità ecc.) per rapporto al
territorio circostante ed alla destinazione dei singoli fondi affinché,
conformemente allo scopo del contributo, nel perimetro siano incluse solo le
proprietà che, in esito a tale valutazione, risulteranno realmente
avvantaggiate (Reitter, op. cit., p. 95; Blumer, op. cit., p. 62;
Otzenberger, Die Grundeigentümerbeiträge im Kanton Luzern, Diss. 1976,
p. 46 ss).

Considerato che in tema di contributi di miglioria, e quindi anche nel
tracciare il comprensorio imponibile, l’ente pubblico gode di un ampio margine
di autonomia, il riesame da parte del Tribunale non può avvenire che con un
certo riserbo nell’ottica dei diritti costituzionalmente garantiti.

4.3. In concreto, come risulta dal piano del perimetro, sono state assoggettate
solo le proprietà private situate lungo il lato meridionale di Via __________:
sia quelle direttamente confinanti con l’opera che quelle retrostanti servite
dalla strada.

4.3.1. Il mapp. no. 942 è occupato dal cimitero, ha una superficie complessiva
di mq 7746 e confina lungo tutto il lato meridionale con Via __________; si
tratta di un bene appartenente al patrimonio amministrativo del Comune (cfr. RDAT
II-2003 no. 4 c. 2.2).

Stando alla dottrina dominante ed alla giurisprudenza i beni appartenenti al
patrimonio amministrativo devono essere assoggettati al pagamento di contributi
di miglioria, come quelli privati, beninteso a condizione che traggano
dall’opera un vantaggio particolare (Reitter, op. cit., p. 77; Blumer,
op. cit., p. 55; Marantelli-Sonanini, op. cit., p. 103-104; Staehelin,
Erschliessungsbeiträge, Diss.1980, p. 159; DTF 107 Ib 289 c. 8, 118 Ib
54 c. 2b/g; RDAT I-1999 no. 41).

Dalla documentazione agli atti emerge che inizialmente il Municipio
intendeva inserire il mapp. no. 942 nel piano del perimetro, seppur con una
classe di vantaggio distinta (cfr. MM 05/199 p. 4-5). Questa soluzione è stata
avallata nel rapporto di minoranza della Commissione opere pubbliche la quale
però, in ragione dell’importanza dell’accesso laterale del cimitero su Via __________,
ha specificato di non condividere l’attribuzione del fondo ad una classe
diversa da quella delle altre particelle (cfr. rapporto 7.7.1999 p. 3); il
rapporto di maggioranza ed il rapporto della Commissione della gestione non si
sono espressi in proposito (cfr. rapporti del 24.9.1999 e del 7.3.2000). Le proposte
Municipali sono state accolte senza emendamenti dal Consiglio Comunale, in seno
al quale la discussione si è accentrata essenzialmente sulla quota imponibile
(cfr. verbale seduta del 3.4.2000). In definitiva, al momento della
pubblicazione del prospetto, l’esecutivo ha tuttavia escluso il terreno dal
comprensorio imposto; decisione che, sia detto per inciso, era proceduralmente
ammissibile poiché il Consiglio Comunale non si è pronunciato sul piano del
perimetro, non avendone del resto la competenza (RtiD I-2007 c. 4.4.2).

Nella decisione su reclamo il Municipio ha giustificato l’esonero del mapp. no. 942
affermando che il cimitero è uno spazio simbolico per il quale un cambiamento
di destinazione e la conversione in bene patrimoniale alienabile sono inimmaginabili;
perciò la sistemazione di Via __________ non comporterebbe alcuna plusvalenza
per il fondo. Ammettendo nondimeno che si tratta di un caso particolare, il Municipio ha
osservato di averne comunque tenuto conto deducendo dalla spesa determinante i
costi per la formazione dei posteggi, ciò che in pratica è equivalso ad
inserire il terreno nel comprensorio imposto.

Il cimitero dispone di un ingresso laterale su Via __________ di importanza
almeno pari (se non addirittura superiore) a quello principale su Via __________,
specialmente per i mezzi di servizio ma anche per i visitatori, cosicché la
strada rappresenta una comoda via di transito e di accesso per l’utenza che su
questo lato può usufruire anche del posteggio pubblico. D’altronde il progetto
era finalizzato, oltre che al potenziamento della sicurezza stradale, anche
alla “rivalutazione di tutta l’area circostante il muro del cimitero, lungo il
lato sud” (cfr. MM 05/1999; relazione tecnica p. 2 inc. no. 10/2001
richiamato). Obiettivo, questo, che è stato raggiunto poiché dal profilo
estetico e funzionale, l’intervento stradale è stato di sicuro giovamento
rispetto alla situazione preesistente. Gli effetti della “rivalutazione” non si
fermano di certo alle proprietà private, bensì si ripercuotono in modo evidente
anche sull’altro lato della strada, e cioè sul cimitero, valorizzato da un
accesso veicolare ed un posteggio consoni e da una cornice di verde che ne
ingentilisce la facciata; opere di cui l’utenza inevitabilmente usufruisce. E’
indubbio, perciò, che la proprietà comunale goda di vantaggi concreti e
durevoli analoghi a quelli tratti dalle proprietà private imposte,
indipendentemente dal fatto che sia, di principio, inalienabile e che
difficilmente si possa supporre una possibilità di miglior uso. Il vantaggio è
anche di natura economica nella misura in cui, considerata la quota imponibile
del 70% autorizzata dal Consiglio Comunale, la spesa è in gran parte assunta
dai privati. Di conseguenza la tesi del Municipio che nega la sussistenza di un beneficio non è
ragionevolmente sostenibile.

E’ ben vero peraltro che l’obbligazione contributiva del Comune – che si
troverebbe ad essere contemporaneamente creditore e debitore del contributo –
per un bene di sua proprietà, si estinguerebbe per confusione (art. 118 CO; Staehelin,
op. cit., p. 172; Reitter, op. cit., p. 78; Blumer, op. cit., p.
55; Marantelli-Sonanini, op. cit., p. 104). Di principio, tuttavia,
neppure questo è un motivo sufficiente per escludere a priori un bene comunale
dal comprensorio imposto poiché in tale evenienza i contribuenti sarebbero
chiamati a versare un contributo più elevato di quello realmente dovuto;
infatti considerato che i singoli contributi sono interdipendenti, l’esonero
del fondo implica il ribaltamento di una parte della quota imponibile sugli
altri contribuenti concretizzando una violazione del principio della
proporzionalità.

Ferme restando queste premesse, non è tuttavia trascurabile la circostanza che
il Municipio ha dedotto dai costi soggetti al prelievo dei
contributi l’importo di fr. 38'868.20 ascritto alla pavimentazione del
posteggio (cfr. fascicolo elementi di calcolo del 26.6.2003). Anche se il mapp.
no. 942 non è inserito graficamente nel comprensorio, dal profilo economico il
Comune ha dunque partecipato alla spesa, in misura superiore alla quota del 30%
di sua competenza, accollandosi gli oneri del posteggio benché questo non sia
ad uso esclusivo del cimitero ma a disposizione anche dei residenti, e benché
non sia disciplinato da limitazioni particolari (cfr. ris. del 17.4.2007
dell’Area del supporto e del coordinamento sulla segnaletica da collocare su
posteggi vari nel Comune). Tale operazione potrebbe invero apparire discutibile
perché l’importo dedotto non è frutto di una ponderazione complessiva degli
interessi e perché i contributi non sono prelevati solo per il posteggio ma per
tutto un insieme di opere stradali. Ciò malgrado bisogna tener presente che il
mapp. no. 942 è adibito ad un uso speciale, che in quanto tale non è
paragonabile (nemmeno) ad una proprietà comunale assegnata alla zona AP-EP, e
che l’ipotesi di una possibilità di miglior uso nell’immediato futuro può
ragionevolmente essere esclusa; ne conseguono evidenti difficoltà giuridiche e
pratiche per individuare le potenziali possibilità di sfruttamento del fondo e
quindi anche la superficie edificabile teorica, criterio necessario (art. 8
cpv. 2 LCM) applicato anche nel prospetto ai fini del calcolo dei contributi.
In quest’ottica non è quindi insostenibile ritenere che il Comune abbia soluto
un contributo, ancorché sotto forma inusuale, tanto più che l’operazione si
risolve complessivamente a favore dei contribuenti: infatti, con la nota
deduzione, la quota a loro carico non corrisponde più al 70% bensì di fatto si
riduce al 63% circa. Se, oltre alla deduzione già considerata, il fondo fosse
anche inserito nel piano del perimetro, i contribuenti godrebbero del doppio
vantaggio (indebito) di poter usufruire gratuitamente del posteggio e di
vedersi ulteriormente ridotta la quota a loro carico.

Di conseguenza l’esclusione del mapp. no. 942 dal piano del perimetro non può
dirsi arbitraria.

4.3.2. Il mapp. no. 684 è un terreno prativo di mq 18665 appartenente alla __________
di __________. Il Municipio ne ha motivato l’esonero affermando che il fondo è
vincolato quale zona AP-EP per edifici a pigione moderata e che in base ad un
precedente giudicato di questo Tribunale, pubblicato in RDAT II-2000 no. 50, simili
terreni non conseguono un vantaggio particolare dall’opera. Esso ha peraltro
aggiunto che tutti i fondi con accesso dal secondo tratto di Via __________
sono stati esclusi dal comprensorio in esame, ma saranno inseriti nel perimetro
contributivo relativo alla procedura di prelievo di contributi per le opere che
verranno eseguite lungo il secondo tratto stradale.

Nel primo PR comunale approvato il 5.10.1976 il mapp. no. 684 era gravato con
un vincolo EP e riservato alla realizzazione di costruzioni scolastiche; questo
vincolo si è protratto ininterrottamente fino alla revisione del PR nell’ambito
della quale il Comune ha previsto l’assegnazione del fondo alla zona AP-EP
destinata alla costruzione di edifici a pigione moderata. Il Consiglio di Stato
ha tuttavia negato la sua approvazione a questa proposta di azzonamento dichiarando
che la necessità di simili infrastrutture non è sufficientemente dimostrata e
che in ogni caso esse non possono essere considerate come edifici pubblici
bensì vanno integrate nelle normali zone edificabili; di conseguenza ha invitato
il Comune a verificare l’opportunità del vincolo, a comprovarne l’interesse
pubblico e, se del caso, a stralciarlo dal piano AP-EP; parallelamente il
Consiglio di Stato ha respinto il ricorso interposto dalla proprietaria nella
misura in cui essa postulava l’attribuzione del terreno alla zona residenziale
intensiva per ragioni di sovradimensionamento manifesto delle zone edificabili (cfr.
ris. del Consiglio di Stato no. 2120 del 7.5.2002 p. 61-62, 123-125). Per
quanto possa interessare, ad oggi non risulta essere stata approvata alcuna
variante. 

Ciò considerato nel 2003, al momento della pubblicazione del prospetto, il
mapp. no. 684 non godeva dello statuto di terreno edificabile ed in queste
condizioni è sostenibile negare che abbia tratto un vantaggio particolare dalle
opere eseguite. Ai fini di un uso agricolo – unico sfruttamento ipotizzabile
per la proprietaria in base alla situazione pianificatoria – lo stato di
urbanizzazione preesistente era infatti ampiamente sufficiente. In ogni caso il
terreno confina in minima parte con il tratto stradale oggetto di intervento ed
è volontà dichiarata del Comune di imporre tutti i fondi accessibili dal
secondo tratto di Via __________ (esclusi quelli imposti nella presente
procedura di prelievo) quando questo segmento sarà oggetto di sistemazione. 

4.4. In conclusione le contestazioni inerenti il piano del perimetro non
possono essere accolte.

5.          
5.1. I ricorrenti contestano la
spesa determinante e chiedono che sia decurtata dei seguenti importi in quanto
riconducibili ad opere annesse al cimitero:

- fr. 6'800.80 per opere di metal costruttore

- fr. 15'681.80 per opere da giardiniere e rifiniture

- fr. 12'056.85 per opere a regia e imprevisti

- fr. 85'320.90 per onorari, spese di procedura e espropri

- fr. 5'000.- per camerette AEC ai quali vanno aggiunte le spese per le lampade
che non sono quantificate

- fr. 39'000.- per posteggi

5.2. Per il calcolo dei contributi sono determinanti le spese totali
d’esecuzione o di acquisto dell’opera, comprese quelle per i terreni necessari,
le indennità, i progetti, la direzione dei lavori e gli interessi di
costruzione. Così stabilisce testualmente l’art. 6 cpv. 1 LCM.

Nella spesa determinante vanno dunque inclusi tutti i costi necessari connessi
con la realizzazione dell’opera.

In concreto il Municipio ha chiesto un credito complessivo di fr. 390'173.50 ed
elencato il dettaglio della spesa già nel MM 05/1999 (p. 3). Conoscendo o
comunque avendo accesso a questi dati in quanto documenti pubblici consultabili
presso la cancelleria comunale, e sapendo che l’importo sarebbe servito per il
calcolo dei contributi, i ricorrenti avrebbero dovuto contestarlo impugnando
tempestivamente la risoluzione del Consiglio Comunale del 3.4.2000.

A prescindere da questa considerazione di ordine formale, la spesa totale
riportata nel prospetto pubblicato rispetta il limite di spesa stanziato dal
Consiglio Comunale ed ammonta a fr. 360'370.45, già dedotto l’importo di fr.
38'868.20 per la pavimentazione del posteggio. Tutte le altre spese si
riconducono ad interventi espressamente previsti dal progetto ed indispensabili
per un’esecuzione corretta e conforme alle regole dell’arte; progetto che dev’essere
considerato nel suo complesso e dalla cui messa in atto traggono beneficio,
come già rilevato, non solo il cimitero bensì anche le proprietà private
imposte.

Di conseguenza le deduzioni richieste non sono ammissibili.

6.          
6.1. I ricorrenti postulano,
infine, una nuova suddivisione del comprensorio in classi di vantaggio affinché
sia tenuto conto della situazione delle proprietà che non sono a diretto
contatto con la strada.

6.2. A norma dell’art. 8 LCM, la quota a carico degli interessati è ripartita
in funzione del vantaggio particolare (cpv. 1), tenuto conto della superficie
dei fondi e, per i terreni edificabili, del diverso indice di sfruttamento
(cpv. 2); sono applicabili fattori di correzione qualora speciali circostanze
lo giustificassero (cpv. 3). Considerato che l’entità del singolo vantaggio è
difficilmente determinabile, la prassi ammette l’applicazione di criteri di
calcolo schematici fondati su elementi consacrati dall’esperienza e di facile
applicazione e comprensione purché rispettino i principi della parità di
trattamento e del divieto di arbitrio (Messaggio cit., ad art. 9 p. 21; Marantelli-Sonanini,
op. cit., 98; RtiD I-2007 no. 29 c. 5.1 e rinvii).

Posto l’ampio margine di autonomia di cui gode il Comune, anche nell’ambito del
riesame del metodo di riparto il Tribunale si impone moderazione e riserbo
limitandosi a verificare che i criteri adottati rispettino la legge ed i
principi costituzionali (Reitter, op. cit., p. 95; Otzenberger,
op. cit., p. 47; RtiD II-2005 no. 25 c. 6.4, I-2007 no. 29 c. 5.1 e
rinvii).

6.3. Come risulta dal prospetto pubblicato i contributi sono ripartiti tenendo
conto delle superfici edificabili e di un unico fattore di ponderazione 1
applicato linearmente a tutte le proprietà. In sostanza il Comune ha diviso la
quota imponibile (fr. 252'259.30) per la somma delle superfici edificabili (mq
11'383) ottenendo un importo al mq di fr. 22.16. Quest’ultimo è poi stato
moltiplicato per le singole superfici ed il risultato corrisponde ai contributi
individuali.

Ora, pur tenendo presente che il Comune è autonomo, il Tribunale reputa che in
concreto esso abbia ecceduto nel suo potere di apprezzamento. Risulta infatti
di primo acchito che la scheda di riparto non è solo schematica, ma è
semplificata all’eccesso ed è priva di rigore, tanto da creare gravi lacune.
D’altra parte nell’incarto pubblicato manca una relazione esplicativa,
documento che invero non è formalmente richiesto dalla legge (cfr. art. 11 cpv.
1 e 2 LCM), ma che dovrebbe comunque essere logico corollario del prospetto per
consentire ai contribuenti (ma anche all’autorità di ricorso), di comprendere il
procedimento e le ragioni del calcolo.

Un commento generico sulla metodologia è contenuto nel MM 05/1999 (p. 4) nel
quale il Municipio afferma di non ravvisare motivazioni particolari che
possano giustificare la suddivisione in classi di vantaggio fra i terreni
inclusi nel comprensorio; infatti, sempre stando al MM, secondo dottrina e
giurisprudenza non dovrebbe esserci distinzione tra terreni confinanti e non
immediatamente confinanti con la strada, venendo i vantaggi del confinante
annullati dagli svantaggi (immissione di rumori, polvere ecc.).

Con riferimento al caso concreto il Comune si è limitato ad affermare che la
proprietà, pur non essendo situata lungo Via __________, gode di un accesso
solo su questa strada ed è quindi normale che sia trattata come tutti gli altri
terreni edificabili serviti.

Tali argomentazioni sono tuttavia riduttive e non si conciliano con il
principio di proporzionalità.

Infatti il metodo di riparto non consta di alcun criterio distintivo oltre a
quello delle singole superfici, poiché il fattore di ponderazione 1 è uguale
per tutti i contribuenti e non ha quindi alcuna incidenza sul calcolo; di fatto
si tratta di un dato meramente pleonastico. La conseguenza è che a tutte le
proprietà imposte è addebitato lo stesso importo al mq (fr. 22.16), circostanza
che è sintomo manifesto di un appiattimento dei valori e che dimostra come
situazioni diverse tra loro che richiedevano necessariamente un trattamento
diverso, siano invece state sottoposte ad un regime di calcolo identico (cfr. RtiD
II-2005 no. 25 c. 6.5).

In particolare, ammesso il principio dell’accessibilità all’opera, questo non
significa sic et sempliciter che tutto il comprensorio tragga il medesimo
vantaggio poiché quest’ultimo dipende dall’uso che le proprietà fanno
dell’opera e può variare in funzione della loro specifica situazione e del loro
sfruttamento. Posto che la ripartizione dei contributi dev’essere proporzionata
al vantaggio realmente tratto da ogni fondo, in concreto bisognava considerare che
il comprensorio imposto è abbastanza vasto e che è frazionato in modo intensivo
oltre che diversificato, e questo genera condizioni altrettanto diverse tra
loro. Per citarne alcune basti osservare che il comprensorio consta, ad
esempio, di particelle edificate a conformazione ampia e di particelle
edificate a schiera che dispongono di aree di sfogo assai contenute; di
particelle confinanti, con fronti stradali di diversa larghezza, e di particelle
retrostanti, queste ultime suddivisibili in tre fasce ideali; di particelle con
accesso diretto da Via __________ e di particelle che accedono attraverso una
coattiva o esercitando un diritto di passo; di particelle esposte alle
immissioni stradali (in parte anche a quelle di Via __________) e di particelle
situate in posizione tranquilla.

Di conseguenza l’affermazione del Comune, secondo cui non sussisterebbero
motivi per procedere ad una differenziazione, appare senz’altro troppo
semplicistica. Ben al contrario le singole caratteristiche sono facilmente individuabili
e ciò giustifica indubbiamente una differenziazione – con la suddivisione del
comprensorio in classi di vantaggio o quanto meno con l’applicazione di fattori
di correzione – onde mettere in risalto la situazione specifica di ogni
terreno.

Essendo ben lungi dal differenziare convenientemente ed a sufficienza i fondi
inclusi nel perimetro, la chiave di riparto è arbitraria.

Su questo punto il ricorso si rivela dunque fondato.

7.          
7.1. Per costante giurisprudenza
una decisione viziata è di regola solo annullabile e raramente è soggetta a
nullità: lo sarà se il vizio di cui è affetta è particolarmente grave, se tale
vizio è manifestamente o quanto meno agevolmente riconoscibile e se la certezza
del diritto non verrebbe seriamente ad essere compromessa nel caso in cui la
nullità fosse ammessa. Di norma sono considerati vizi particolarmente gravi
taluni errori di procedura. Al contrario, gli errori di merito provocano la
nullità dell’atto solo quando sono eccezionalmente gravi; ad esempio quando
l’atto in questione diviene in pratica privo d’effetto, è insensato o immorale,
è completamente sprovvisto di base legale o è d’esecuzione impossibile (DTF
129 I 361 c. 2.1, 132 II 21 c. 3.1; RDAT I-1996 no. 49 c. 4a).

7.2. Nel prospetto pubblicato è stato riscontrato un vizio che si riconduce alla
chiave di riparto e che non è, quindi, di ordine formale bensì attinente al
merito. Benché sia rilevante esso non appare a tal punto grave da imporre
l’annullamento dell’intera procedura. Nondimeno, in ragione della sproporzione
e della disparità di trattamento accertate che ne derivano, si impone la
necessità di procedere ad un nuovo calcolo dei contributi.

Il Tribunale non ritiene, tuttavia,di potersi assumere in questa sede l’onere
dell’operazione correttiva; infatti affinché i principi della proporzionalità e
della parità di trattamento siano pienamente rispettati, occorre che il
prospetto sia integralmente riformulato. Di conseguenza, considerato il diritto
al doppio grado di giurisdizione del contribuente (art. 13 LCM) e l’ampio
margine di autonomia di cui gode l’autorità comunale, tale compito non può che
essere demandato al Municipio al quale compete in primis l’elaborazione del
prospetto (RDAT I-1994 no. 7).

Pertanto, come ammette al giurisprudenza (RtiD I-2007 no. 29 c. 6.4.3), gli
atti sono rinviati al Municipio affinché proceda, senza nuova pubblicazione, ad
un nuovo calcolo dei contributi tenendo conto dei commenti che precedono e
quindi fondandosi su un nuovo piano di ripartizione che sarà in gran parte
teorico – perché privo di effetti concreti per i contribuenti che non hanno
impugnato il prospetto – ma rispettoso dei principi costituzionali.

Il nuovo contributo che ne risulterà a carico del mapp. no. 1959 potrà, se del
caso, essere nuovamente contestato nelle forme ed entro i termini sanciti
dall’art. 13 LCM.

8.          
Visto l’esito del ricorso la tassa
di giustizia e le spese sono a carico del Comune in quanto soccombente (art. 23
LCM e 31 LPamm.). I ricorrenti non si sono avvalsi della consulenza di un
legale e pertanto non si assegnano ripetibili.

 

 

per
questi motivi

richiamata                       la
Legge sui contributi di miglioria del 24.4.1990

 

 

dichiara

e pronuncia           1.     Il ricorso è accolto.

1.1. Gli atti sono ritornati al Comune affinché proceda come ai considerandi.

                                        

                                2.     La tassa di giustizia e le spese in fr. 500.-
sono a carico del Comune. Non si assegnano ripetibili.

                                        

                                3.     Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Losanna, entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 ss LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113 ss LTF).

                                        

                                4.     Intimazione a:

	
   

  	
  -    
  

  -     
  

   

  

 

 

per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                                        Il
segretario giudiziario

 

 

Margherita
De Morpurgo                                                       Enzo Barenco