# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1b69347b-2f94-5771-ad36-30a3d4264ece
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-04-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.04.2001 INC.2001.6203
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2001-6203_2001-04-04.html

## Full Text

N. 62.2001.3 M                                                          Lugano,
4 aprile 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
inoltrata personalmente in data 27/28 marzo 2001 da

__________,                        

(difeso di fiducia dall’avv.
__________)

e trasmessa
in data 30 marzo / 2 aprile 2001 con preavviso negativo dal Procuratore
Pubblico avv. __________;

concesso alla
difesa, con ordinanza 2 aprile 2001, di formulare osservazioni al preavviso
negativo del magistrato inquirente, e preso atto che entro il termine indicato
non sono state presentate osservazioni;

convocato in
udienza ex art. 283 CPP l’accusato istante in data 4 aprile 2001;

letti ed
esaminati gli atti formanti l’inc. MP __________;

ritenuto e considerato

in fatto ed in
diritto:

che

-       
____________ è stato arrestato in data 30 gennaio 2001 ad Airolo,
in quanto sospetto responsabile della sparizione del mobilio con il quale era
arredato l’appartamento da lui locato a ____________ durante i mesi di agosto-dicembre
2000;

-       
a questo giudice, che ha confermato l’arresto il giorno
successivo, con contestuale intimazione della promozione dell’accusa per titolo
di appropriazione indebita, sub. appropriazione semplice e furto (v. inc. Giar
62.2001.1 doc. 1), dopo iniziale reticenza ____________ ha ammesso le proprie
responsabilità, segnatamente di aver ceduto i mobili a persona contattata
tramite la rivista Cerca e Trova (loc. cit., doc. 5 p. 2);

-       
in sede d’inchiesta, l’accusato ha poi spiegato che aveva consegnato
i mobili a garanzia di un prestito ricevuto, in ciò smentito dalla persona che
aveva preso in consegna gli oggetti (v., per tutti, verbale MP 5 marzo 2001,
inc. MP doc. 46, p. 1 risp. p. 3);

-       
con l’istanza qui discussa, l’accusato personalmente chiede di
essere rimesso in libertà provvisoria, non sussistendo pericolo di fuga poiché
residente a ____________ dove ha il centro dei suoi affetti (istanza, inc. Giar
62.2001.3 doc. 1 pto. 2), ed avendo egli, con il comportamento tenuto durante
la detenzione preventiva, dimostrato senza dubbio alcuno il proprio
ravvedimento e la sua volontà di dare alla sua vita “una impostazione più
corretta e consona al normale vivere sociale” (loc. cit., pto. 3 p. 2);

-       
il Procuratore Pubblico ha preavvisato negativamente l’istanza:
pur non sussistendo più bisogni istruttori (v. preavviso 30 marzo / 2 aprile
2000, inc. Giar 62.2001.3 doc. 2, p. 2), è il “manifesto, non indifferente e
reiterato pericolo di recidiva” (loc. cit., p. 2) ad ostare ad una messa in
libertà dell’accusato istante prima del pubblico dibattimento. Ricorda che
oltre all’atto d’accusa nel quale sfocerà la presente inchiesta, altri quattro
sono pendenti presso il Tribunale penale cantonale: sempre scarcerato con la “promessa
di non più delinquere” (ibid.), ha dimostrato che le sue erano “promesse da
mercante”. Non si giustificherebbe allora una “ennesima dimostrazione di
fiducia da parte dell’autorità requirente” (ibid.). Inoltre il Procuratore
Pubblico rende noto che su richiesta dell’accusato medesimo, ____________ è
stato trasferito lo scorso 2 aprile 2001 presso ____________ a ____________ per
un collocamento ai sensi dell’art. 44 CPS:  la sua contestuale istanza di
libertà provvisoria dimostrerebbe “le sue reali intenzioni in merito”
(loc. cit., p. 3);

-       
la difesa non ha formulato osservazioni;

-       
sentito in udienza ex art. 283 CPP in data 4 aprile 2001,
l’accusato istante dichiara che a suo modo di vedere non vi è pericolo di
recidiva, poiché residente in comunità. Comunque, non sussisterebbe pericolo di
recidiva anche se dovesse essere messo in libertà provvisoria: egli, infatti,
riafferma di non avere commesso reato, poiché avrebbe affidato la mobilia a
garanzia di un prestito ricevuto. Altri reati, quali furti e simili, non ne ha
comunque commessi. In conclusione, ribadisce la propria istanza;

-       
l'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla
revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 (per cui mantiene
validità la pregressa giurisprudenza: v. decisione 10 gennaio 1996 in re T. H.,
inc. GIAR 2.96.2) - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
ed eventualmente proroga del carcere preventivo a norma dell'art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità
per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - segnatamente i bisogni
dell’istruzione e pericolo di recidiva (senza dimenticare che l’arresto, quale
misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni
dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo
e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e
riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P.477/1993, consid. 3; Rep. 132 [1999] n. 116);

-       
i menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore
nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà
e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (Rep. 1988 pag. 416;
1989 pag. 287 ss.) – ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (Rep.
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). Ed anche questo
giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione
all'arbitrio (Rep. 1980 pag. 128);

-       
con la verosimiglianza sufficiente a questo stadio del
procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità concludere per la
presenza di seri e concreti indizi di colpevolezza a carico di ____________,
nella sostanza reo confesso;

-       
se poi egli abbia agito con l’intenzione di costituire in pegno
la mobilia, come lui afferma, oppure allo scopo di rivenderla, come afferma
l’acquirente, è questione che non può essere dibattuta in questa sede.
Trattandosi di obiezione di natura sostanziale, essa compete alla Corte di
merito e non a questo giudice – ed è comunque ininfluente per la valutazione
della legittimità della carcerazione preventiva;

-       
dato atto all’accusato che non sussistono ulteriori atti
istruttori da effettuare (fatto salvo il diritto del suo difensore di formulare
istanza di complemento probatorio nell’ambito del deposito degli atti
attualmente in corso), e potendosi prescindere da un approfondito esame del pericolo
di fuga, invero neppure allegato dal magistrato inquirente, resta – a sostegno
del preavviso negativo – il paventato grave pericolo di recidiva;

-       
notoriamente, il pericolo di recidiva deve essere concreto (DTF
105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra
le quali i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica, e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati, così
che la reiterazione appaia assai verosimile (v. Mario Luvini, I
presupposti materiale del carcere preventivo nel processo penale ticinese, in:
Rep. 122 [1989], p. 287 ss., pto. 3 p. 294; Gérard Piquerez, Précis de procédure
pénale suisse, 2ème éd. Lausanne 1994, margin. 1388 s.);

-       
nel caso di specie, il pericolo di recidiva è manifesto già per
il rilevante numero di atti d’accusa pendenti a suo carico. Certo, non è colpa
sua se gli stessi non sono ancora stati evasi. È invece concreto ed evidente
indizio dell’esistenza di effettivo pericolo di recidiva, il fatto che
____________ abbia continuato imperterrito a delinquere nonostante la sua
consapevolezza che sarebbe stato chiamato in aula a rispondere di pregressi
delitti;

-       
né va eccessivamente enfatizzato, a suo favore, il comportamento
tenuto in sede d’istruttoria. Poiché se da un lato gli va riconosciuto il
merito di avere spontaneamente confessato il reato qui discusso, non si deve
dimenticare che ha tentato di proporre una giustificazione (la teoria del
pegno) ponendo addirittura in atto comportamenti al limite della rilevanza
penale, e sicuramente suscettibili di configurare serio pericolo di collusione:
è discorso, qui, del messaggio SMS fatto pervenire alla persona che aveva
ritirato i mobili, proprio in concomitanza con la citazione di lei a verbale
(v. verbale MP 5 marzo 2001, inc. MP doc. 46, p. 1);

-       
quanto alla coincidenza temporale dell’istanza qui discussa con
il collocamento dell’istante a ____________, coincidenza che il magistrato
inquirente interpreta quale prova della carente motivazione di ____________ per
un proprio ravvedimento (v. preavviso negativo, cit., p. 3), non resta che
sperare che il Procuratore Pubblico si sbagli. Quel che è certo, in ogni caso,
è che una sua messa in libertà a questo momento vanificherebbe anche quelle
residue speranze legate all’assolvimento, con successo, di un periodo in
comunità – e sarebbe, in ultima analisi, contrario agli interessi dell’istante
medesimo;

-       
visto il relativamente breve lasso di tempo intercorso fra
l’arresto e l’istanza qui discussa, va infine rilevato che il carcere
preventivo sofferto e prospettabile appare ampiamente rispettoso del principio
di proporzionalità, con riferimento sia alla presumibile pena (che, lo si
rammenta, dovrà comprendere i reati contemplati in ben cinque atti d’accusa),
sia ai tempi necessari per la completazione dell’istruttoria formale (che si
prospettano ristretti in considerazione dell’avanzato stadio dell’inchiesta).
L’inchiesta, in ogni caso, sembra essere proceduta a ritmo sufficientemente
celere, in consonanza con i dettami di legge. Resta sottinteso l’obbligo, per
il magistrato inquirente, di trattare con priorità i casi in cui l’accusato è
in detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP);

-       
in conclusione, l’istanza in discussione dev’essere respinta, con
la presente decisione impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi
penali del Tribunale di appello (art. 284 cpv. 1 lit. a CPP), e senza
conseguenza di tassa e spese.

*   *   *

Per i quali motivi,

visti gli artt.
95 ss., 107 s., 279 ss. e 284 cpv. 1 lit. a CPP

d e c i d e :

1.   L’istanza di libertà
provvisoria inoltrata personalmente in data 27/28 marzo 2001 da ____________ è
respinta.

2.   Non si percepiscono né
tassa né spese giudiziarie.

3.   Contro la presente
decisione è dato il rimedio del ricorso alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale di appello entro 10 (dieci) giorni dall’intimazione.

4.   Intimazione:

-          
avv. __________, per sé quale difensore dell’accusato
____________;

-          
all’accusato ____________, c/o ____________, ____________,
personalmente;

-      Procuratore
Pubblico avv. __________.

giudice __________