# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5f498891-26c6-5d07-8d1e-9380b7b0a3b0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.07.2019 38.2019.22
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2019-22_2019-07-08.html

## Full Text

Incarto
  n.

  38.2019.22

   

  rs

  	
  Lugano

  8 luglio 2019

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 aprile 2019 di

 

	
   

  	
  RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 14 marzo 2019 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro la disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione del 27 novembre
2018 l’Ufficio regionale di collocamento di __________ (in seguito: URC) ha
sospeso RI 1 per undici giorni dal diritto alle indennità di disoccupazione a
causa di ricerche di lavoro insufficienti nel periodo dal mese di giugno al
mese di ottobre 2018 precedente l’iscrizione in disoccupazione del 15 ottobre
2018, quando era attivo professionalmente quale lavoratore stagionale presso l’Hotel
__________ di __________ (cfr. doc. A4). 

 

                               1.2.   A seguito dell’opposizione
interposta dall’assicurato (cfr. doc. A3) l’URC, con decisione su opposizione del
14 marzo 2019, ha ridotto da undici a otto giorni la sanzione inflittagli,
rilevando quanto segue:

 

" (…)

3. Nel caso concreto il signor RI 1 avrebbe
dovuto attenersi alle istruzioni ricevute e riportate sul documento “Linee
guida per le ricerche di lavoro di disoccupati stagionali”, ricevuto il
18.01.2018, dove è chiaramente indicato che le ricerche di lavoro svolte
durante il periodo lavorativo vanno svolte in modo mirato, di qualità e
rispondendo agli annunci di lavoro presenti sui mezzi di comunicazione.

 

La modalità utilizzata dall’assicurato non
rispecchia la direttiva tant’è che il signor RI 1 si è limitato a inviare
candidature spontanee, senza minimamente tener conto degli annunci apparsi sui
mezzi d’informazione normalmente accessibili, limitando così le possibilità di
reperire una nuova occupazione ed evitare di riannunciarsi in disoccupazione.

 

Per la valutazione delle ricerche di lavoro
si ritiene adeguato il periodo dei tre mesi precedenti all’iscrizione in
disoccupazione (15.07.2018 – 14.10.2018). Si decide di conseguenza la seguente
modifica della sanzione: 8 giorni (1 giorno dal 15 al 31.07.2018, 3 giorni dal
01 al 31.08.2018, 3 giorni dal 01 al 30.09.2018 e 1 giorno dal 01 al
14.10.2018) per ricerche di lavoro qualitativamente insufficienti.” (Doc. A1)

 

                               1.3.   Contro
la decisione su opposizione del 14 marzo 2019 l’assicurato ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA, chiedendo l’annullamento della sospensione.

                                         A
sostegno della sua pretesa ricorsuale l’insorgente ha, in particolare, addotto:

 

" (…)

Ritengo di aver fatto tutto il possibile
per evitare l’onta della disoccupazione inviando candidature spontanee che però
purtroppo, secondo l’Ufficio Regionale di Collocamento, non sono state tenute
valide in quanto non ho rispettato le linee guida delle ricerche di lavoro per
i disoccupati stagionali. Anche in questo caso ritengo che, nella mia ignoranza,
debba esserci una direttiva ma che questa non debba essere imperativa.
Bisognerebbe dare la possibilità alle persone di una libera scelta nel modo di
inviare ricerche di lavoro. Questo per evitare di cadere in questa triste rete
sociale. Per fortuna che, pagandola, possiamo almeno attingere
all’assicurazione disoccupazione per non finire in assistenza. (…)” (Doc. I)

 

                               1.4.   L’URC,
in risposta, ha postulato la reiezione dell’impugnativa con argomenti di cui si
dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   Il
23 aprile 2019 il TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per
presentare eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV). 

                                         Le
parti sono rimaste silenti.

 

 

 

                                         in diritto

 

                                         in
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid.
5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11
luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H
212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98
del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del
22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014
del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015).

 

                                         nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto della
vertenza è la questione di sapere se l’URC ha a ragione o meno sospeso l’assicurato
dal diritto all’indennità di disoccupazione a causa di ricerche di lavoro
insufficienti dal profilo qualitativo nel lasso di tempo dal 15 luglio al 14
ottobre 2018 precedente l’iscrizione in disoccupazione.

 

                               2.3.   Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 cpv. 1 e 2 LADI il cui
tenore non è stato modificato dalla quarta revisione della LADI), se necessario
anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI il cui testo
è rimasto invariato in occasione della quarta revisione LADI) ed anche fuori
del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo di
controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA C 77/91 del
29 gennaio 1992 nella causa E.R., non pubblicata). 

 

 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1 OADI:

 

"
L'assicurato deve
finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

                                      

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI prevede
che:

 

"
L’assicurato deve inoltrare la prova delle ricerche di lavoro per ogni
periodo di controllo al più tardi il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. Se l’assicurato lascia scadere il
termine senza valido motivo, le ricerche di lavoro non potranno più essere
prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3
OADI stabilisce che:

 

"
Il servizio competente
verifica ogni mese le ricerche di lavoro dell'assicurato."

 

                                         La LADI ha, dunque, previsto
che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue possibilità per evitare o
ridurre lo stato di disoccupazione.

 

                                         Tale principio non è stato
messo in discussione contestualmente alla quarta revisione della LADI (cfr.
Messaggio concernente la modifica della legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione del 3 settembre 2008, FF N. 38 dl 23 settembre 2008).

                                         L'obbligo di ridurre il danno,
valido anche nell'assicurazione contro la disoccupazione (cfr. DTF 125 V 197
consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, p.
48), è violato, fra l'altro, quando l'assicurato compie sforzi insufficienti
per trovare lavoro.

 

                                         Se non adempie il suo obbligo
egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI,
secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il suo
possibile per ottenere un'occupazione adeguata (al riguardo cfr. STF
8C_180/2010 del 4 agosto 2010; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010; STFA C
221/02 del 3 agosto 2003).

 

                                         L’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI
è stato ritenuto dal Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; dal 1°
gennaio 2007 Tribunale federale) conforme alle disposizioni della Convenzione
OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (cfr. DTF 124 V
228-230; D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation
de l'assurance chômage", Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e
Francoforte sul Meno 1992, pag. 193s.).

 

                                         La
giurisprudenza ha stabilito che deve essere sospeso dal diritto all'indennità
l'assicurato che non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo
che precede l'adempimento dell'obbligo di controllo (cfr. STF 8C_589/2009 del
28 giugno 2010).

 

                                         Per
costante giurisprudenza, chiunque si accinge ad iscriversi in disoccupazione
deve attivarsi per cercare un nuovo impiego.

                                         In
una sentenza C 138/05 del 3 luglio 2006 la nostra Alta Corte ha così
sottolineato che l'obbligo di cercare un'occupazione adeguata nel periodo
precedente la disoccupazione vige anche con l'entrata in vigore della LPGA.
Tale dovere è ancorato nella legge stessa (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI), cosicché
gli assicurati non possono discolparsi asserendo di non aver saputo di essere
tenuti a intraprendere dei validi sforzi anche antecedentemente all'iscrizione
in disoccupazione.

                                         L'assicurato deve così, ad
esempio, adoperarsi già durante il periodo di disdetta (e cioè a partire dal
momento in cui gli viene notificato il licenziamento) per trovare una nuova
occupazione (cfr. STF 8C_209/2018 del 14 novembre 2018 consid. 3.2.; STF
8C_192/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3.1.; STF 8C_463/2016 del 20
settembre 2016 consid. 3.2.; STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.2.;
STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.2. pubblicata in DTF 139
V 524; STF 8C_589/2009 del 28 giugno 2010, consid. 3.1; STF
8C_800/2008 dell'8 aprile 2009, consid. 2.1; STFA C 208/03 del 26 marzo 2004,
consid. 3.1 in DLA 2005 n. 4 p. 56; STFA C 77/91 del 29 gennaio 1992; SVR 1998
ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di
collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo
n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett.
a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. STF 8C_44/2018 del 4 luglio 2018
consid. 5 in cui è stato confermato un periodo di valutazione delle ricerche di
impiego di tre mesi prima del termine del contratto di durata determinata; STF
8C_863/2014 del 16 marzo 2015 consid. 2.2., pubblicata in DTF 141 V 365; D.
Cattaneo, “Alcuni compiti…”, pag. 17).

 

                               2.4.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA C 49/00 del 15 gennaio 2001).

 

                                         Per
quel che attiene all’aspetto quantitativo, va evidenziato che la LADI non
prevede un numero minimo di ricerche di impiego da svolgere mensilmente.

                                         La giurisprudenza cantonale ha, tuttavia, stabilito quale linea di
riferimento (e non quale regola con carattere assoluto), che per ogni periodo
di controllo vanno comprovate almeno quattro ricerche qualitativamente valide
(cfr., per tutte, la STCA AD 247/86 del 28 gennaio 1987). 

                                         L'Alta Corte, pur confermando
tale principio (cfr. STFA C 33/87; STFA C 286/02 del 3 luglio 2003), ha
precisato che occorre valutare nel singolo caso concreto quante ricerche
mensili siano esigibili da ogni assicurato, sottolineando che la prassi
amministrativa esige in media da dieci a dodici ricerche di impiego al mese
(cfr. STF 8C_209/2018 del 14 novembre 2018 consid. 3.3.; STFA C 106/04 del 12
luglio 2005 consid. 2.1.; STFA C 199/05 del 29 settembre 2005; STFA C 6/05 del
6 marzo 2006 consid. 3.2.).

                                         In una sentenza 8C_589/2009
del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha confermato la propria
giurisprudenza e ha rilevato:

 

"
(…)

3.2 Pour trancher le point de savoir si l'assuré
a fait des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises (ATF 124 V 225 consid. 4a p. 231). Sur le plan quantitatif,
la jurisprudence considère que dix à douze recherches d'emploi par mois sont en
principe suffisantes (cf. ATF 124 V 225 consid. 6 p. 234; arrêt C 258/06 du 6 février
2007 consid. 2.2). On ne peut cependant pas s'en tenir de manière schématique à
une limite purement quantitative et il faut examiner la qualité des démarches
de l'assuré au regard des circonstances concrètes, des recherches ciblées et
bien présentées valant parfois mieux que des recherches nombreuses (arrêt C
176/05 du 28 août 2006 consid. 2.2;
RUBIN, op. cit. p. 392). (…)"

 

                                         Al
riguardo cfr. pure STF 8C_278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.4.,
pubblicata in DTF 139 V 524; STF 8C_544/2014 del 26 novembre 2014 consid. 4.4.;
STF 8C_192/2016 del 22 settembre 2016 consid. 3.2. (al consid. 5 l’Alta Corte
ha in particolare precisato che non va effettuata alcuna distinzione tra il
numero di ricerche da svolgere in un periodo di controllo e il relativo numero
durante il periodo di disdetta); STF 8C_463/2016 del 20 settembre 2016 consid.
3.2.

                                         Sulle modalità con le quali
bisogna effettuare le ricerche di lavoro, il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il
suo impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio
competente le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26
cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74).

 

                                         La legge non prevede nessun
modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire effettuate
sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi datori di
lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla fine di ogni
periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio competente d'avere
realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del 29 gennaio 1992
nella causa E. R., non pubblicata).

                                         Concretamente ciò significa
che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

                                         In caso di ricerca personale
il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei datori di
lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è necessario che il
datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo "timbro" sul
formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la
ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28 gennaio 1987 nella
causa S. P., AD 5/87).

                                         Inoltre
deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il disoccupato si
è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre 1999 nella causa
P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

 

                                         L'assicurato potrà servirsi
dell'apposito formulario messo a disposizione dalla SECO (dal 1° luglio 1999 la
Segreteria di Stato dell'economia ha sostituito l’Ufficio federale dello
sviluppo economico e del lavoro).

 

                                         In caso di rifiuto del datore
di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà comunque
limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al servizio
competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 pag. 95). 

 

                                         In
una sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

 

                               2.5.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI la
durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. cfr. art. 45 cpv. 3 OADI in vigore dal 1° aprile 2011; 45 cpv. 2 vOADI).

                                         La sua durata è determinata
secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv. 5
OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità, la
durata della sospensione è prolungata in modo adeguato. Per determinare il
prolungamento sono prese in considerazione le sospensioni degli ultimi due
anni. 

                                         Nella già
citata sentenza 8C_589/2009 del 28 giugno 2010 il Tribunale federale ha
ricordato che "la gravité de la faute dépend de l'ensemble des
circonstances du cas, en particulier des recherches d'emploi qui peuvent être
mises au crédit de l'assuré malgré le caractère globalement insuffisant de ses
démarches, ou encore d'éventuelles instructions de l'ORP qu'il n'aurait pas
suivies en dépit de leur pertinence".

                                         Per quel che attiene
alla sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata sull'art.
30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione da 4 a 6
giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni per
insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo
successivo i parametri della SECO e della Sezione del lavoro prevedono da 5 a 9
giorni di sanzione per mancate ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione
per insufficienti ricerche di lavoro, in caso di prima sospensione, con
proporzionali aumenti per i periodi successivi, visto l'art. 45

cpv. 5 OADI (cfr. Prassi LADI ID D79 punto 1 dell’ottobre 2011; Lista delle
sospensioni SdL n. 464 del 23 dicembre 2011).

 

                                         Queste
direttive sono conformi alla legge (cfr. D. Cattaneo,
"Alcuni compiti …”, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte
dall'amministrazione su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA.

                                         Anche il TFA ha approvato il
modo di procedere dell'amministrazione (cfr. STFA C 10/05 del 25 aprile 2005;
STFA C 210/04 del 10 dicembre 2004; STFA C 275/02 del 2 maggio 2003; STFA C
286/02 del 3 luglio 2003; STFA C 280/01 del 23 gennaio 2003; STFA C 338/01 del
6 agosto 2002).

 

                               2.6.   Nella presente evenienza
dalla documentazione agli atti si evince che RI 1 (nato il __________ 1983;
cfr. doc. 14), dal 2003 è attivo professionalmente quale stagionale, in
particolare quale portiere ai piani presso hotel (soltanto nelle stagioni
invernali 2003-2005 ha lavorato come “Tuttofare Office” e nella stagione estiva
2011-2012 in qualità di aiuto cuoco; cfr. consid. 14).

                                         Dal 19 febbraio al 14
ottobre 2018 l’assicurato è stato impiegato quale portiere presso __________ a __________
in virtù di un contratto stagionale (cfr. doc. 1).

 

                                         Il 15 ottobre 2018, al 5°
termine quadro per la riscossione di prestazioni, il ricorrente si è iscritto
in disoccupazione, ricercando un impiego quale portiere, magazziniere, aiuto
cucina. Il 1° gennaio 2019 è stato aperto a suo favore il 6° termine quadro
(cfr. doc. 9; 10; A1).

 

                                         La
consulente del personale, il 14 novembre 2018, constatato - esaminando i relativi
formulari “Prova degli sforzi personali intrapresi per trovare lavoro” - che
l’assicurato, nei mesi da giugno a ottobre 2018, non si era candidato per posti
di lavoro effettivamente vacanti, in particolare non aveva risposto a cinque
annunci specifici apparsi in quel periodo, gli ha inviato una “Richiesta di
giustificazione” con cui l’ha invitato a motivare, entro il 21 novembre 2018,
il suo comportamento, allegando l’eventuale documentazione a sostegno delle
proprie dichiarazioni.

                                         La
collocatrice ha pure precisato che, oltre la data indicata, l’autorità
cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando
espressamente l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la
sospensione di un assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per
ottenere un’occupazione adeguata (cfr. doc. 4=A6).

 

                                         L’insorgente,
il 19 novembre 2018, ha indicato, da un lato, di non avere visto gli annunci
indicati dall’URC e che due erano adatti a lui in base alla sua esperienza
professionale, mentre gli altri tre no. Dall’altro, di avere svolto le ricerche
di impiego come sempre fatto in tutti questi anni (cfr. doc. 5).

 

                                         Dal profilo
procedurale l’URC ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito del
ricorrente garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. e dall’art. 42 LPGA (al
riguardo cfr. DTF 136 V 115-116; DTF 136 V 124).

 

                                         L’amministrazione,
con decisione formale del 27 novembre 2018, ha sospeso l’assicurato dal diritto
alle indennità di disoccupazione per undici giorni a causa di insufficienti
ricerche di lavoro da giugno a ottobre 2018 (cfr. doc. A4; consid. 1.1.).

 

                                         Con
decisione su opposizione del 14 marzo 2019 l’URC ha ridotto la sospensione a
otto giorni, ritenendo adeguato, per la valutazione delle ricerche di lavoro
precedenti all’annuncio per il collocamento, il lasso di tempo di tre mesi dal
15 luglio al 14 ottobre 2018 (cfr. doc. A1; consid. 1.2.). 

 

                                         L’assicurato,
il 18 dicembre 2018, ha concluso un nuovo contratto di lavoro stagionale con la
__________ in qualità di portiere presso l’Hotel __________ di __________
dall’11 marzo al 13 ottobre 2019 (cfr. doc. 1). 

 

                               2.7.   Per quanto attiene agli assicurati che controllano la disoccupazione
tra una stagione lavorativa e l’altra (ad es. nel settore dell’edilizia o della
ristorazione) o durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in
disoccupazione soltanto alcuni mesi ogni anno, va osservato che questo
Tribunale ha stabilito che le esigenze relative alla ricerca costante di un impiego
duraturo devono essere molto severe, al fine di evitare che venga decretata la
loro inidoneità al collocamento dal profilo soggettivo. In particolare questi
assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il periodo in cui
lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o almeno un'occupazione,
di breve durata, per la "stagione morta" fuori dalla propria
professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro. Essi
sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo ufficialmente
assegnato (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA 38.2000.190 del 17 aprile 2001; STCA
del 16 marzo 2000 nella causa P.B.; STCA del 21 settembre 1999 nella causa A.T.
contro URC; STCA del 21 aprile 1999 nelle cause T.B. e S.P. contro UCL e N.Q
contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo, Alcuni compiti …,
pag. 21; 24-25).

                                         Il
TCA ha pure stabilito che l'amministrazione, per valutare se sono stati
compiuti sufficienti sforzi per reperire un impiego e decidere un'eventuale
sanzione, deve riferirsi a tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività
lucrativa e non solo agli ultimi mesi di lavoro (cfr. RDAT
II-2001 N. 92; STCA 38.2001.15 del 17 agosto 2001; STCA 38.2000.190 del 17
aprile 2001).

 

                                         In
tale contesto è utile segnalare che in una sentenza C 53/06 del 20 marzo 2007
il TF ha accolto il ricorso del Servizio pubblico dell’impiego del Canton
Friborgo inoltrato contro un giudizio con il quale il Tribunale cantonale
amministrativo aveva annullato una decisione su opposizione di inidoneità al
collocamento di un assicurato che non aveva compiuto alcuna ricerca di lavoro
durante l’attività stagionale precedente la disoccupazione e aveva rinviato gli
atti per, se del caso, infliggergli una sospensione dal diritto all’indennità
di disoccupazione.

                                         La
nostra Massima Istanza ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"
(…)

5.

Il ressort des pièces du dossier que l'intimé
a travaillé, de manière tout à fait temporaire, au service de l'agence Creyf's
pour le compte de JPF Construction SA, huit mois en 2002, 7 mois et demi en
2003 et six mois en 2004. A chaque occasion, un nouveau contrat de durée
déterminée a été conclu, si bien que l'on est en présence d'un pur rapport de
travail intérimaire (à l'instar de la situation de l'arrêt ATF 119 V 46 consid.
2a et 2b p. 49 sv.).

 

Il convient donc d'examiner si l'intimé était
disposé à accepter un emploi durable qui s'offrirait à lui. L'assuré s'est
inscrit au chômage en décembre 2003. Après avoir bénéficié d'indemnités
journalières en janvier et février 2004, il a sollicité à nouveau de telles
prestations à partir du 24 décembre 2004. Il n'a fourni aucune recherche
d'emploi pour les deux périodes précédant ses inscriptions au chômage. On doit
dès lors admettre qu'il se limitait essentiellement à exercer des activités
temporaires par l'intermédiaire de Creyf's SA, comme le démontre d'ailleurs le
fait qu'il a repris une occupation par l'entremise de cette même agence en mars
2005. Quoi qu'il s'en défende, il entre dans la catégorie des assurés dont la
disponibilité se limite uniquement aux emplois de durée et de fréquence
irrégulière, qui ne veulent ou ne peuvent pas accepter d'emploi fixe et qui ont
ainsi en principe à leur charge, du point de vue de l'aptitude au placement, le
risque inhérent d'une perte de travail entre deux emplois (ATF 120 V 385
consid. 3b p. 388; Thomas Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungs-recht [SVBR], Soziale Sicherheit, 2ème
édition, ch. 286 p. 2266; Boris Rubin, Assurance-chômage: Droit fédéral, survol
des mesures cantonales, procédure, 2ème édition, ch. 3.9.8.6. p. 228). (…)."

 

                                         L’Alta Corte, in un’ulteriore
sentenza C 22/07 del 21 agosto 2007, ha, poi, dichiarato inidoneo al
collocamento per i mesi interstagionali invernali un assicurato che dopo 17
anni presso una ditta con contratto di durata indeterminata è stato licenziato
e riassunto dalla stessa azienda con contratto di durata determinata.

                                         Contestualmente il TF ha
rilevato che:

 

"
(…) der Wille, eine unbefristete Stelle
anzutreten, hat nicht wegen fehlender Arbeitslosenentschädigung zu erfolgen,
sondern weil die Unterbrüche in der Erwerbstätigkeit vermieden werden wollen.
Doch bereits die Arbeitsbemühungen in der hier interessierenden Zeit machen
deutlich, dass eine Festanstellung nicht angestrebt wurde. Im Gegenteil suchte
der Versicherte ausschliesslich im Baugewerbe, wo er davon ausgehen konnte,
dass in den Wintermonaten nicht mit einer Anstellung zu rechnen war (vgl.
Urteil C 216/06 vom 8. März 2007). Indem er seine Arbeitsbemühungen nicht auf
andere Branchen ausweitete, hat er nicht alle Vorkehrungen getroffen, um im
Sinne der Schadenminderungspflicht die Arbeitslosigkeit zu vermeiden, sondern
nahm seine kurzen Verdienstausfälle in Kauf. Diese sind aber nicht Jahr für
Jahr von der Arbeitslosenversicherung zu tragen.“ 

 

                                         Inoltre
con giudizio 8C_459/2007 dell’11 giugno 2008 il Tribunale federale ha
confermato l’inidoneità al collocamento di un’assicurata dal 1° dicembre 2006
al 31 marzo 2007 sia perché non aveva svolto un numero sufficiente di ricerche
di lavoro, sia in quanto non era disposta ad accettare, se si fosse presentata
l'occasione, un lavoro a tempo pieno.

                                         In
proposito la nostra Massima Istanza ha rilevato che:

 

"
(…)

Come affermato dalla Corte cantonale non risulta dagli
atti in alcun modo la volontà di S.________ di voler effettivamente cercare
rispettivamente accettare, sia nel suo settore che in altri adeguati, un lavoro
a tempo indeterminato. Le ricerche di lavoro infatti si sono limitate al
settore della ristorazione, che comprende in parte attività di carattere
stagionale (gerente di esercizi pubblici). Inoltre la ricorrente si è rifiutata
di partecipare a eventuali programmi occupazionali e ha addotto che nel caso in
cui le fossero stati sottoposti lavori annuali, avrebbe dovuto "valutare
bene con il potenziale datore tale proposta" e che non si sarebbe
"mai posta questo quesito da quando si è iscritta in disoccupazione ad
oggi" (colloquio di consulenza del 21 novembre 2006).

 

Dagli atti emerge del resto che essa lavora da quattro
anni stagionalmente per la medesima società, la quale gestisce un ristorante a
conduzione familiare, in cui per sua stessa ammissione è attiva praticamente
tutta la famiglia. Alla luce di quanto sopra esposto le circostanze parlano
tuttalpiù a favore della volontà - ben comprensibile - dell'assicurata di
continuare a gestire, durante la stagione estiva, l'attività di ristorazione a
carattere stagionale avviata nel 2003 dalla famiglia. In tale ipotesi tuttavia,
il rischio della perdita di lavoro tra una stagione e l'altra va posto a suo
carico.

  Non va inoltre dimenticato che S.________ ha reiteratamente, e
meglio per ben quattro anni, e per sua stessa ammissione, eseguito ricerche di
lavoro insufficienti non raggiungendo il numero pattuito con il consulente
competente e limitandole all'ambito della propria professione.

Che tale procedere non era corretto le doveva inoltre
essere ben chiaro, in quanto le era stato ripetutamente comunicato dai
consulenti, che doveva cercare un impiego a tempo indeterminato anche al di
fuori del suo campo di attività.”

 

                               2.8.   Chiamata a pronunciarsi in
merito alla fattispecie, questa Corte ritiene che effettivamente le modalità
con le quali il ricorrente ha ricercato una nuova occupazione nel periodo dal
15 luglio al 14 ottobre 2018 non siano conformi a quanto stabilito dalla
giurisprudenza e dalla prassi amministrativa. 

 

                                         Al
riguardo va osservato che l’insorgente nell’arco di tempo in questione ha
effettuato 24 ricerche di lavoro unicamente candidandosi
spontaneamente (cfr. doc. 3).

 

                                         Tuttavia
un assicurato deve principalmente intraprendere sforzi mirati rispondendo ad
annunci pubblicati nella stampa cartacea oppure online che si riferiscono
quindi a posti vacanti concreti (cfr., ad esempio, STCA 38.2014.22 del 20
agosto 2014 consid. 2.8.; STCA 38.2012.59 del 4 febbraio 2013 consid. 2.8.;
STCA 38.2012.36 del 10 dicembre 2012 consid. 2.7. - il TF ha dichiarato
inammissibile il ricorso inoltrato contro tale sentenza dall’assicurata con
giudizio 8C_1017/2012 del 10 dicembre 2012; 38.2008.72 del 18 marzo 2009; STCA
38.2003.18 del 19 gennaio 2004 consid. 2.12; STCA 38.2006.4 del 12 giugno 2006
consid. 2.12.).

                                         È
in caso di carenza di annunci pubblicati che vanno svolte anche ricerche di
lavoro spontanee.

 

                                         In proposito cfr. pure
STCA 38.2018.9 del 16 luglio 2018.

 

                                         L’insorgente
doveva, peraltro, essere ben al corrente di tale prescrizione, ritenuto, in
particolare, che il 18 gennaio 2018 (durante il precedente periodo di
disoccupazione) gli sono state consegnate le direttive inerenti alle ricerche
di lavoro per coloro che svolgono attività stagionale (cfr. doc. 2: protocollo
del colloquio del 18 gennaio 2018 sottoscritto dall’assicurato; A1; III).

                                         Dalle
linee guida menzionate si evince segnatamente che le ricerche d’impiego devono
essere:

 

"
- effettuate rispondendo
prevalentemente ad annunci che appaiono sui mezzi di informazione normalmente
accessibili, per esempio: annunci dei datori di lavoro pubblicati su giornali,
riviste settoriali, servizio di informazione presso l’URC;

(…)” (Doc. 2)

 

                                         Non va del resto
dimenticato che il ricorrente, quando si è nuovamente iscritto in
disoccupazione il 15 ottobre 2018, era al suo 5° termine quadro per la
riscossione di prestazioni (cfr. consid. 2.6.). Di conseguenza gli dovevano
essere note le modalità secondo le quali svolgere le ricerche di impiego.

                                         Se ancora nutriva dei
dubbi al riguardo, in particolare se qualche punto delle direttive fornitegli
nel gennaio 2018 non gli fosse stato chiaro, avrebbe dovuto chiedere ragguagli
in merito all’URC.

 

                                         Per quanto attiene alla
censura formulata dall’assicurato, e meglio di non essere abbonato a giornali
(cfr. doc. A3), è utile rilevare che un disoccupato non deve necessariamente
essere abbonato ai quotidiani della Svizzera italiana, visto che i giornali possono
essere liberamente letti nelle biblioteche pubbliche, come ad esempio nella
biblioteca cantonale di Locarno (cfr. www.sbt.ti.ch/bclo/index.jsp?m=ser; STCA 38.2012.12 del 4
ottobre 2012; STCA 38.2008.72 del 18 marzo 2009 consid. 2.7.) e pure presso gli
URC (cfr. STCA 38.2012.4 del 22 marzo 2012 consid. 2.9.).

 

                                         Inoltre gli annunci di
lavoro sono consultabili gratuitamente facendo capo alla versione online della
maggior parte dei quotidiani svizzeri, ticinesi compresi (cfr. www.cdt.ch;
www.laregione.ch;
www.nzz.ch; cfr. STCA 38.2012.12 del 4 ottobre 2012; STCA
38.2012.4 del 22 marzo 2012 consid. 2.9.; STCA 38.2008.72 del 18 marzo 2009),
rispettivamente tramite piattaforme specifiche per la ricerca di lavoro (cfr. www.indeed.ch;
www.carriera.ch).

 

                                         L’URC
di __________, nella Richiesta di giustificazione del 14 novembre 2018, ha indicato
che durante l’attività stagionale dell’insorgente erano apparsi alcuni annunci
di posti di lavoro per i quali, però, quest’ultimo non si era candidato, e
meglio nel periodo determinante in concreto:

 

" (…) 

Addetto alle pulizie       __________      
(…) 24.08.2018

Lavapiatti                      __________          26.09.2018

Addetti cassa, 

ausiliaria pulizia            __________              del
15.10.2018”

(Doc. 4=A6)

 

                                         Il
ricorrente ha obiettato, in generale, che alcuni impieghi menzionati
dall’amministrazione non erano adatti a lui ritenuta la sua esperienza
professionale (cfr. doc. 5).

 

                                         In
proposito giova ribadire che l’assicurato ha lavorato principalmente come
portiere ai piani, ad eccezione della stagione estiva 2011-2012 in cui è stato
attivo quale aiuto cucina, rispettivamente delle stagioni invernali 2003-2005
in cui è stato impiegato quale “Tuttofare Office”; cfr. doc. 14; consid. 2.6.).

 

                                         Inoltre
va rilevato che il Tribunale federale, nella sentenza 8C_
278/2013 del 22 ottobre 2013 consid. 2.1.3., pubblicata in DTF 139 V 524 e già
citata sopra, se, da una parte, ha stabilito che gli assicurati
professionalmente qualificati (ciò che non è, però, il caso del
ricorrente che ha frequentato unicamente le scuole dell’obbligo in __________;
cfr. doc. 14), nel periodo antecedente l’annuncio per il collocamento, hanno il
diritto di limitare le ricerche di impiego dapprima al loro ambito
professionale specifico, dall’altra, ha tuttavia precisato che ciò vale nel
caso in cui il settore professionale in questione offra posti liberi
(cfr. DTF 139 V 524 consid. 2.1.3.).

 

                                         Va,
infine, evidenziato che le ricerche svolte nell’arco di tempo dal 15 luglio al
14 ottobre 2018 sono state compiute quasi esclusivamente in ristoranti e hotel
nella zona limitrofa al domicilio di __________ dell’assicurato, in particolare
ad __________stessa, ____________________(cfr. doc. 3).

                                         Al
riguardo è utile sottolineare che nel Cantone Ticino, oltre alla zona del __________,
vi sono in ogni caso altre regioni a vocazione turistica, come le __________
(cfr. STCA 38.2018.15 del 17 maggio 2018; STCA 38.2016.6 del 14 aprile 2016
consid. 2.8.; STCA 38.2012.4 del 22 marzo 2012 consid. 2.9.). 

 

                                         Alla
luce di tutto quanto esposto, questo Tribunale deve concludere che il
comportamento del ricorrente, nel periodo da metà luglio a metà ottobre 2018,
non corrisponde a quanto richiesto dalla legge e dalla giurisprudenza federale,
non risultando le relative ricerche di impiego valide dal profilo qualitativo.

 

                                         L’assicurato,
in tale arco di tempo, ha così violato l’obbligo di ridurre il danno che la
legge gli impone (cfr. consid. 2.3.). 

                                         A
ragione, dunque, l’URC l’ha sospeso dal diritto alle indennità di
disoccupazione giusta l’art. 30 cpv. 1 lett. c. (cfr. consid. 2.3.).

 

                               2.9.   Per
quanto concerne la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato
che il 27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare
interna no 114a, la quale è stata esaminata da questa Corte nell'ambito di una vertenza
analoga alla presente (cfr. STCA 38. 2001.201 del 5 febbraio 2002). Essa indica
segnatamente che:

 

"
(…)

3.  Durata della sospensione

 

La durata della sospensione avviene in
considerazione della colpa dell'assicurato, operando una valutazione complessiva
degli sforzi svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la
disoccupazione e durante tutta la durata dell'impiego stagionale. Per garantire
omogeneità d'applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di
sospensione dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:

 

3-4 giorni per ogni mese di ricerche
insufficienti o inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione,
aumentati di 1‑2 giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi
insufficienti o inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18
giorni." (Doc. 10, inc. 38.2001.201)

 

                                         Nell'ambito della vertenza
sopra menzionata, il TCA ha considerato tale direttiva conforme a quanto
previsto dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali
(cfr. consid. 2.7.; STCA 38.2001.201 del 5 febbraio 2002).

 

                                         La
Circolare 114a non indica in modo preciso quando, relativamente agli ultimi tre
mesi di attività lavorativa, infliggere 3 o 4 giorni per mese e, per quanto
riguarda i mesi precedenti gli ultimi tre prima della disoccupazione, quando
irrogare 1 o 2 giorni.

                                         Il
TCA ha ritenuto, in analogia con quanto enunciato dalla "Circulaire
relative à l'indemnité de chômage" emanata dalla SECO in vigore dal 1°
gennaio 2002 (p.to D68) - corrispondente alla Prassi LADI/ID p.to D79 della
SECO in vigore dall’ottobre 2011 (cfr. consid. 2.5.) - la quale prevede per il
periodo di disdetta sanzioni più severe per mancate ricerche che per
insufficienti ricerche, che per i tre mesi antecedenti l'annuncio in disoccupazione
si debbano applicare 3 giorni per insufficienti ricerche e 4 giorni per mancate
ricerche. 

                                         Il
medesimo ragionamento vale per i giorni di sanzione da irrogare nei mesi
precedenti gli ultimi tre di attività, per cui 2 giorni vanno applicati per mancate
ricerche e 1 giorno è da infliggere per insufficienti ricerche (cfr. STCA
38.2001.262 del 30 settembre 2002 consid. 2.10.; STCA 38.2012.4 del 22 marzo
2012 consid. 2.10.).

 

                                         Al
riguardo giova segnalare che la direttiva n. 477 relativa a sospensioni nel
caso di attività stagionali emessa dalla Sezione del lavoro il 30 aprile 2010,
in modo concorde alla giurisprudenza e alla circolare n. 114a, prevede che:

 

"
(…)

La durata della sospensione avviene in considerazione
della colpa dell’assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi
svolti durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante
tutta la durata dell’impiego stagionale. Per garantire omogeneità
d’applicazione e offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione
dovranno essere determinati tenendo conto di quanto segue:

-      
durante i tre mesi prima della
disoccupazione

             ricerche insufficienti 3 giorni / per
ogni mese

             ricerche inesistenti 4 giorni / per ogni
mese

-      
durante ogni mese nel resto
dell’anno

             ricerche insufficienti 1 giorno

             ricerche inesistenti 2 giorni

 

in totale, in qualsiasi caso, senza superare in ogni
caso il massimo di 18 giorni fissato dalla Lista delle sospensioni SdL.” (cfr.
STCA 38.2012.12 del 4 ottobre 2012 consid. 2.11.)

 

                                         In
proposito cfr. pure STCA 38.2018.9 del 16 luglio 2018 consid. 2.9.; STCA
38.2018.15 del 17 maggio 2018 consid. 2.9.; STCA 38.2016.37 del 23 marzo 2017
consid. 2.12.

 

                                         Nel caso in esame
l'URC, che ha valutato le ricerche d’impiego svolte dal ricorrente dal 15
luglio al 14 ottobre 2018 (cfr. consid. 2.6.; 2.8.), l’ha sospeso dal diritto
alle indennità di disoccupazione per otto giorni (1 giorno per il periodo dal
15 al 31 luglio 2018 + 3 giorni per il mese di agosto 2018 + 3 giorni per il
mese di settembre 2018 + 1 giorno per il periodo dal 1° al 14 ottobre 2018;
cfr. doc. A1; consid. 1.2.).

                                                                                

                                         Tutto
ben considerato, la sanzione di otto giorni inflitta all’insorgente risulta
conforme al principio della proporzionalità (cfr. consid. 2.5.). 

 

                                         Questa
soluzione si giustifica tanto più se si considera che il giudice non può
mettere in discussione senza validi motivi il margine di apprezzamento
dell’amministrazione (cfr. STF 8C_747/2018 del 20 marzo 2019 consid. 4.3.; STF
8C_767/2017 del 31 ottobre 2018 consid. 4.3.; STF 8C_758/2017 del 19 ottobre
2018 consid. 4.3.; STF 8C_777/2017 del 2 agosto 2018 consid. 4.3., pubblicata
in DLA 2018 N. 11 pag. 265; STF 8C_342/2017 del 28 agosto 2017 consid.4.2.; STF
8C_22/2016 del 3 marzo 2016; DLA 2016 Nr. 3 pag. 58 seg.; DTF 137 V 75; STFA C
221/2002 del 4 agosto 2003; STCA 38.2012.43 del 24 settembre 2012, il cui
ricorso al TF è stato dichiarato inammissibile con sentenza 8C_841/2012 del 3
dicembre 2012; STCA 38.2011.84 del 6 febbraio 2012).

 

                                         La
decisione su opposizione del 14 marzo 2019 deve, conseguentemente, essere
confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti