# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 71b94a64-bcef-5dd4-90eb-07c8d8ea2986
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-06-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.06.2002 11.2002.52
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-52_2002-06-21.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2002.00052

  	
  Lugano

  21 giugno
  2002/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.____.____  (modifica
di sentenza di divorzio) della Pretura del Distretto di Bellinzona promossa con
petizione del 15 novembre 2001 da

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinato dall'avv. __________ __________i,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ __________, nata
  __________, __________

  (patrocinata dall'avv. __________ __________,
  __________),

   

  

giudicando
ora sul decreto cautelare del 24 aprile 2002 con
cui il Pretore ha respinto un'istanza dell'attore intesa all'emanazione di
misure provvisionali;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti 

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'appellazione del 30 aprile 2002 presentata da __________ __________ contro il
decreto cautelare emesso il 24 aprile 2002 dal Pretore del Distretto di Bellinzona;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
con sentenza del 14 dicembre 1999 il Pretore del Distretto di Bellinzona ha pronunciato
il divorzio tra __________ __________ (1958) e __________ nata __________
(1962), omologando la convenzione sugli effetti accessori in virtù della quale
le figlie __________ (__________1986) e __________ (__________1989) erano
affidate alla madre;

 

                                         che con
petizione del 15 novembre 2001 __________ __________ ha convenuto __________
__________ davanti al Pretore del Distretto di Bellinzona per ottenere, già in
via cautelare, la modifica della sentenza di divorzio relativa all'affidamento
di __________, trasferitasi da lui nell'autunno 2001;

 

                                         che
all'udienza dell'11 dicembre 2001, indetta per la discussione dell'istanza cautelare,
le parti hanno concordato l'affidamento di __________
al padre, con esercizio congiunto dell'autorità parentale, e il giudice ha
omologato l'accordo;

 

                                         che con
risposta del 15 gennaio 2002 __________ __________ ha proposto di respingere la
petizione e in via cautelare ha chiesto l'affidamento della figlia con l'autorità
parentale, riservato al padre il diritto di visita a suo tempo concordato;

 

                                         che
all'udienza del 7 febbraio 2002 l'attore si è opposto alla domanda cautelare della
convenuta ed entrambe le parti hanno proposto mezzi di prova;

 

                                         che,
esperita l'istruttoria cautelare e sentita la figlia __________, le parti hanno
ribadito le rispettive domande al dibattimento finale del 

                                         23 aprile
2002;

 

                                         che con
decreto cautelare del 24 aprile 2002 il Pretore ha respinto l'istanza cautelare
di __________ __________ e ha posto le tasse e spese a carico di costei, senza
assegnare ripetibili al convenuto provvisionale;

 

                                         che
contro il citato decreto __________ __________ è insorto il 30 aprile 2002 con
un appello in cui chiede l'assegnazione di ripetibili in primo e in secondo
grado;

 

                                         che
l'appello non è stato intimato alla controparte;

 

 

 

e considerando

 

in diritto:                        che
per principio il giudice condanna la parte soccombente a rimborsare all'altra
parte le tasse, le spese giudiziarie e le ripetibili (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che in
concreto il primo giudice non ha assegnato ripetibili al convenuto provvisionale,
uscito vittorioso dalla procedura cautelare promossa il 15 gennaio 2002;

 

                                         che
l'appellante chiede l'attribuzione di ripetibili di primo e secondo grado,
senza tuttavia indicare – nemmeno approssimativamente – quale sarebbe
l'indennità rivendicata a tale titolo;

 

                                         che
dall'esigenza di precisare numericamente la pretesa per ripetibili si potrebbe
prescindere solo ove il Pretore avesse completamente trascurato di statuire al
riguardo (Cocchi/Trezzini, CPC
massimato e commentato, Lugano, 2000, n. 15 ad art. 309 CPC), ciò che non è il
caso in concreto;

 

                                         che
pertanto l'appello si dimostra d'acchito irricevibile (I CCA, sentenza del 28 novembre
1996, pubblicata in: Bollettino dell'ordine degli avvocati n. 14, pag. 12) e
può essere deciso con la procedura dell'art. 313bis CPC;

 

                                         che gli
oneri processuali del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1
CPC), mentre non si giustifica di assegnare ripetibili alla controparte, cui
l'appello non è nemmeno stato intimato;

 

                                         che nelle
circostanze descritte si impone nondimeno di avvertire il legale dell'appellante,
il quale ha già reiterato almeno a tre riprese con domande di giudizio non cifrate
davanti a questa Camera (I CCA, sen­tenze del 23 giugno 1997 in re L., consid.
1; del 31 luglio 1997 in re T., consid. 1; del 29 ottobre 1997 in re B.,
consid. 1), che nel caso in cui la Camera si trovasse a dichiarare irricevibile
un altro appello per la medesima inavvertenza, gli oneri processuali saranno
posti a carico del patrocinatore come spese inutilmente cagionate (art. 148
cpv. 3 CPC);

 

per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è irricevibile.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 150.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
200.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante. Non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

                                         – avv.
__________ __________, __________;

                                         – avv.
__________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario