# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 88e625db-dbb7-5b86-adf3-8f80c5818dbe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 31.07.2003 52.2003.66
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-66_2003-07-31.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.66

   

  	
  Lugano

  31 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Athos Mecca, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 26 febbraio 2003 di

 

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 11 febbraio 2003 del Consiglio di
  Stato (n. 662), che ha respinto l’impugnativa presentata dagli insorgenti
  avverso la decisione 9 dicembre 2002 del Dipartimento della sanità e della socialità,
  Ufficio del veterinario cantonale, in materia di protezione di animali da
  reddito;

  

 

 

viste le risposte:

-        
18 marzo 2003
dell'Ufficio del veterinario cantonale;

-        
18 marzo 2003 del
Consiglio di Stato;

 

preso atto della replica 28 marzo 2003 di __________ e
__________;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che i
ricorrenti __________ e __________ gestiscono un’azienda agricola ubicata sul
fondo n. __________ RF, nell’abitato di __________, nella quale vengono custoditi
una ventina di bovini in una stalla a stabulazione fissa;

 

                                         che già
da controlli esperiti negli anni 1999 e 2000, l’Ufficio del veterinario
cantonale aveva constatato l’inosservanza, da parte degli insorgenti,
dell’obbligo di far uscire regolarmente il bestiame durante il periodo
invernale;

 

                                         che a
seguito di una visita di controllo, sempre condotta allo scopo di valutare la
conformità delle infrastrutture della suddetta azienda alle disposizioni in
materia di protezione degli animali, eseguita il 18 novembre 2002 da parte
dell’Ufficio del veterinario cantonale, è nuovamente emerso che nel periodo
invernale l’uscita all’aperto degli animali era insufficiente;

 

                                         che,
fondandosi sulle predette emergenze, l’autorità cantonale ha così prescritto a
__________ nel rapporto di ispezione 9 dicembre 2002, quale misura di adeguamento,
l’obbligo di uscita all’aperto dei bovini per almeno 90 giorni all’anno di cui
almeno 30 durante il periodo invernale, fissando quale termine per la
realizzazione di quanto necessario a tal fine il 31 dicembre 2003;

 

                                         che il
Consiglio di Stato, con risoluzione 11 febbraio 2003, ha respinto il gravame
interposto da __________ e __________ contro la decisione 9 dicembre 2002
dell’Ufficio del veterinario cantonale; il Governo, richiamato l’art. 76 cpv. 1
ter OPAN ed apportando alcune proposte concrete per un adeguamento, ha ritenuto
che non sussistesse alcun impedimento oggettivo alla sortita invernale dei
bovini ed ha così confermato il termine fissato precedentemente dall’Ufficio
del veterinario cantonale per l’adozione delle misure necessarie;

 

                                         che
contro il predetto giudicato governativo, __________ __________ insorgono ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l’annullamento; in
sostanza, i ricorrenti ritengono che tale decisione sia irrealizzabile dal
profilo materiale, in quanto lo spazio esterno alla stalla non sarebbe né sufficiente,
né idoneo all’uscita del bestiame; ritengono inoltre che una simile imposizione
potrebbe pregiudicare l’esistenza stessa dell’azienda agricola; 

 

                                         che
all’accoglimento del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato, sia
l’Ufficio del veterinario cantonale, quest’ultimo con osservazioni di cui si
dirà se del caso, in seguito;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         che la
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data conformemente all’art.
8 cpv. 2 della Legge di applicazione alla legge federale sulla protezione degli
animali (LALPDA), il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la
legittimazione dei ricorrenti certa (art. 43 PAmm); il gravame è dunque
ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm); non è necessario procedere al sopralluogo
richiesto dai ricorrenti; la situazione dei luoghi emerge in modo sufficiente
dai piani e dalle fotografie annesse all’incarto;

 

                                         che
l’Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn) attribuisce particolare importanza
alla possibilità di moto regolare degli animali; in particolare, giusta l’art.
18 OPAn, il bestiame bovino tenuto attaccato deve potersi muovere regolarmente
fuori dalla stalla almeno durante 90 giorni all’anno; 

 

                                         che le
“Direttive per la custodia dei bovini” emanate dall’Ufficio federale di veterinaria
il 26 febbraio 1998 (Direttiva 800.106.02, DCB), precisando la portata e
l’importanza della suddetta ordinanza, indicano al punto 2.17, come del totale
minimo dei 90 giorni durante i quali l’animale deve potersi muovere fuori dalla
stalla, almeno un terzo (30 giorni) deve essere concesso durante il periodo di
foraggiamento invernale;

 

                                         che,
all’obbligo di concedere movimento ai bovini, l’autorità cantonale può, in casi
fondati e su richiesta, autorizzare eccezioni limitate nel tempo (art. 76 cpv.
1ter OPAn);

 

                                         che,
conformemente al punto 2.18 DCB, l’autorità cantonale può prevedere deroghe in
tal senso esclusivamente per risolvere problemi insormontabili, segnatamente a
causa di restrizioni topografiche, edili o legate alle circostanze;

 

                                         che a
norma degli art. 3 LALPDA e art. 2 del relativo Regolamento di applicazione,
l’autorità competente incaricata dell’esecuzione della legislazione federale e
cantonale sulla protezione degli animali è l’Ufficio del veterinario cantonale;

 

                                         che, in
concreto, i ricorrenti sostengono che con decisione 5 agosto 1999 l’Ufficio del
veterinario cantonale li avrebbe autorizzati, per un tempo indeterminato, a non
far uscire il bestiame durate i mesi di stabulazione invernale;

 

                                         che una
simile decisione non risulta tuttavia conforme ai predetti disposti di legge in
materia, tanto che l’autorità amministrativa ha esperito successivamente un
nuovo sopralluogo, sulla scorta del quale ha emanato un rapporto di ispezione 6
febbraio 2001, che imponeva l’immediata adozione di misure di adeguamento circa
l’obbligo d’uscita all’aperto per almeno 30 giorni durante il periodo invernale;

 

                                         che tale
provvedimento non è stato impugnato dai ricorrenti al Consiglio di Stato ed è
pertanto cresciuto in giudicato;

 

                                         che dalla
predetta notifica di constatazione, avvenuta il 6 febbraio 2001, ad oggi, i
ricorrenti hanno beneficiato passivamente di un periodo di adeguamento ben superiore
a due anni; 

 

                                         che,
oltre a ciò, la decisione qui impugnata riserva comunque la possibilità di chiedere
una proroga supplementare del termine di adattamento fissato per il 31 dicembre
2003, nel quadro di una soluzione definitiva del problema;

 

                                         che, la
decisione qui impugnata risulta pertanto ampiamente conforme al principio della
proporzionalità;

 

                                         che
infondati sono poi gli argomenti sollevati dagli insorgenti quando pretendono
che non sarebbe loro imponibile l’adattamento dell’azienda per l’uscita del
bestiame durante il periodo invernale siccome gli animali pascolerebbero
all’esterno già oltre 90 giorni durante il periodo estivo e che lo spazio a disposizione
attorno alla stalla non sarebbe né sufficientemente grande, né atto a tale
scopo;

 

                                         che non è
compito di questo Tribunale passare in rassegna le differenti possibilità di
adeguamento proposte a titolo abbondanziale sia dall’Ufficio del veterinario
cantonale, sia dal Consiglio di Stato, ritenuto che le stesse non rivestono
certo un carattere vincolante, trattandosi solo di semplici suggerimenti di
attuazione;

 

                                         che, in
ogni caso, le alternative proposte sembrano ampiamente attuabili in concreto,
in particolare la formazione di un parco esterno nelle vicinanze della stalla,
e ciò se si considera pure la possibilità, avanzata per altro dagli stessi
ricorrenti, di un’eventuale ampliamento della superficie dell’azienda con
l’aggiunta dei terreni di __________, fratello di __________;

 

                                         che in
esito alle considerazioni che precedono, la decisione 11 febbraio 2003 del
Consiglio di Stato deve venire pertanto confermata ed il ricorso respinto;

 

                                         che la
tassa di giustizia è posta a carico dei ricorrenti in solido secondo soccombenza
(art. 28 PAmm);

 

 

 

per questi motivi,

visti gli art. 3, 8 LALPDA, 18, 76 OPAn, 3, 18, 28,
43, 46, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese per complessivi fr. 600.-- sono poste a carico degli
insorgenti in solido.

	
                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario