# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9cc694eb-093a-5dea-8994-b7b8edca365f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 07.09.1999 90.1996.124
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-1996-124_1999-09-07.html

## Full Text

Incarto n.

  90.96.00124

  	
  Lugano

  7 settembre 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della
  pianificazione del territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Efrem Beretta, presidente, 

  Giovanna Roggero-Will, Michele Rusca

   

  

 

	
  vicecancelliere

  	
  Tito Ponti

  

 

statuendo
sul ricorso del 18 novembre 1996 di

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________,  

  rappr. da: Studio legale
  __________ e __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 16 ottobre 1996 del Consiglio di Stato che approva l’Inventario
  degli edifici situati fuori zona edificabile (IEFZE) del comune di __________
  

  	
  16 ottobre 1996

  

 

                                         vista la risposta 3
febbraio 1997 del Municipio di __________ e 10 marzo 1997 del Consiglio di
Stato,

 

                                         letti
ed esaminati gli atti,

 

                                         esperiti
i necessari accertamenti;

 

 

r
i t e n u t o

 

in
fatto

 

                                   a.   __________
__________ è proprietario del mappale n. __________RFP __________, situato in
località “__________ ”. Sul fondo sorgono una ampia e pregiata villa padronale
(sub. A) e un fienile (riattato) destinato oggi a deposito-autorimessa (sub.
b). 

 

                                  b.   L’Inventario degli
edifici fuori zona edificabile (IEFZE) del Comune di __________ è stato
adottato dal locale legislativo nella sua seduta del 6 giugno 1994. Le due
costruzioni presenti sul fondo n. __________sono state valutate entrambe a
titolo di edifici “meritevoli di conservazione”. 

 

                                   c.   In data 16 ottobre
1996 il Consiglio di Stato ha approvato, con due distinte risoluzioni, il PR
(revisione 1995) di __________ e l’IEFZE dello stesso comune. In quest’ultima
decisione il CdS ha modificato d’ufficio la qualifica degli oggetti censiti sul
fondo n. __________ RFP da “meritevoli di  conservazione” a “rilevati 4”. A
sostegno della modifica, l’autorità governativa ha fatto notare che i due
edifici in questione risultano già trasformati e adibiti, rispettivamente, alla
residenza (sub. a) e a deposito-autorimessa (sub. b).

 

                                  d.   Il proprietario del
fondo insorge ora dinanzi al TPT chiedendo l’annullamento delle modifiche
d’ufficio apportate dal CdS e la conferma della valutazione effettuata dal
Comune di __________.

                                         Egli osserva che le
costruzioni sono ancora oggi conformi al loro aspetto originario e che la
modifica d’ufficio del CdS rende di fatto impossibile l’eventuale
trasformazione del sub. b da autorimessa-deposito in abitazione.

 

                                   e.   Nelle sue
osservazioni il Comune postula l’accoglimento del ricorso e la riconferma della
propria valutazione nell’IEFZE (meritevole di conservazione).

                                         Da parte sua il Consiglio
di Stato giustifica le modifiche d’ufficio impugnate con il fatto di dover
adeguare le valutazioni degli edifici fuori zona edificabile con la
legislazione vigente, ed in particolare con le direttive cantonali in materia
applicate in tutti i comuni.

 

                                    f.   In data 29 aprile
1997 si è svolta l’udienza in contraddittorio. All’occasione le parti si sono
riconfermate nelle rispettive allegazioni e domande, rinunciando al
dibattimento finale. Alla parte ricorrente veniva intimato un termine di 30 giorni
per inoltrare le conclusioni.

                                         Queste sono pervenute al
TPT in data 23 giugno 1997 e ribadiscono integralmente le richieste formulate
in sede di ricorso.

 

 

 

 

 

 

c o n s i d e r a t o

 

in
diritto

 

                                   1.   A norma dell’art. 38
LALPT contro le decisioni del Consiglio di Stato è dato ricorso al Tribunale
della pianificazione del territorio (TPT), entro 30 giorni dalla notificazione.

                                         L’art. 38 LALPT legittima
a ricorrere il comune (cpv. 4 lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(cpv. 4 lett. b), e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno
di protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di Stato (cpv.
4 lett. c).

                                         In concreto la
legittimazione attiva del ricorrente è data a norma dell’art. 38 cpv. 4 lett.
c) LALPT.

                                         Presentato nei termini di
legge, e quindi tempestivo, il ricorso é ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   Il comune gode di
autonomia in quelle materie che il diritto cantonale o federale non regola
esaurientemente, ma lascia in tutto o in parte alla regolamentazione del
comune, conferendogli una notevole latitudine decisionale (DTF 115 Ia 44). Il
comune ticinese usufruisce di questa autonomia in materia di pianificazione del
territorio (DTF inedita 21 novembre 1990 in re comune di __________).

                                         L’autonomia non è però
assoluta. Giusta l’art. 33 cpv. 3 lett. b) LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del PR da parte di almeno un’istanza. Nel Cantone
Ticino l’autorità competente è, a norma dell’art. 37 LALPT, il Consiglio di
Stato, che decide i ricorsi ed approva il PR con pieno potere cognitivo. Ciò
significa controllo non solo della legittimità ma pure dell’opportunità delle
scelte pianificatorie comunali. A contemperare l’estensione di tale controllo
con l’autonomia  riconosciuta al comune interviene il principio dell’art. 2
cpv. 3 LPT: “Le autorità incaricate di compiti pianificatori badano di
lasciare alle autorità loro subordinate il margine d’apprezzamento necessario
per adempiere i loro compiti”. Il Consiglio di Stato non può, dunque,
semplicemente sostituire il proprio apprezzamento a quello  del comune, ma deve
rispettarne il diritto di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta
più opportuna. Il Consiglio di Stato non può però limitarsi a intervenire nei
soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio oggettivo,
sia manifestamente insostenibile. Nella sua veste di autorità superiore di
vigilanza esso veglia affinché la pianificazione comunale rispetti il diritto e
segnatamente i principi pianificatori fondamentali enunciati dalla LPT, si
conformi alla pianificazione cantonale, in particolare al Piano direttore (art.
6 LPT) e si armonizzi convenientemente con quella dei comuni vicini e
regionale. Se il PR presentatogli per approvazione non risponde a questi
requisiti o appare per altri versi insostenibile il Consiglio di Stato o lo
rinvia sui punti difformi ordinando al Comune di procedere alle necessarie
varianti oppure modifica il piano d'ufficio (art. 37 LALPT). 

                                         Di norma l'autonomia
comunale vuole che si segua la prima via. L'approvazione del PR da parte del
Consiglio di Stato quale autorità superiore di vigilanza non muta, malgrado
l'effetto costitutivo di cui è munita, la natura del piano che è e rimane di
diritto comunale. L'autorità di approvazione non può attraverso una modifica
d'ufficio del PR sostituirsi al comune nell'ambito delle sue competenze,
statuendo in suo luogo e vece contro la sua volontà,  eludendo il processo di
formazione democratica della volontà comunale: "nell'ambito della
procedura approvativa il governo è unicamente autorizzato a decidere ev.
modifiche del PR se il loro contenuto è chiaramente definibile e la modifica
serve a emendare carenze o errori pianificatori evidenti " (DTF 111
Ia 69-70, consid. 3d, rilievo nostro). Così quando la soluzione può essere una
sola, senza possibili alternative (cfr. Alfred Kuttler, Zum Schutz der Gemeindeautonomie
in der neueren bundesgerichtlichen Rechtsprechung, in RPG 1991, pag. 45 seg.,
in part. pag. 55).

                                         Quanto al Tribunale della
pianificazione del territorio non dispone, contrariamente al Consiglio di
Stato, del sindacato d’opportunità (tranne, in applicazione dell’art. 33 cpv. 3
lett. b LPT, se col ricorso è impugnata una modifica d’ufficio del PR). Il
ricorso è infatti proponibile solo contro la violazione del diritto (in
particolare contro l'errata o mancata applicazione di una norma stabilita dalla
legge o risultante implicitamente da essa, l'apprezzamento giuridico erroneo di
un fatto, l'eccesso o l'abuso di potere, la violazione di una norma essenziale
di procedura) e contro l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti rilevanti
per la decisione (art. 38 cpv. 2 e 3 LALPT). 

 

                                   3.   Scopo essenziale
della pianificazione è di “assicurare una funzionale utilizzazione del suolo e
una razionale abitabilità del territorio” (art. 22 quater Cost.).

                                         La LPT riprende e sviluppa
tale postulato. Secondo l’art. 1 LPT il suolo dev’essere utilizzato con misura,
l’insediamento ordinato in vista di uno sviluppo armonioso del paese. A questo
scopo la pianificazione deve tener conto delle condizioni naturali, dei bisogni
della popolazione e dell’economia. Deve proteggere le basi naturali della vita,
come il suolo, l’aria, l’acqua, il bosco e il paesaggio. Deve garantire la
difesa nazionale. Giusta l’art. 3 LPT il paesaggio va tutelato sia mantenendo
sufficienti superfici coltive per l’agricoltura, sia integrando in esso gli
insediamenti, conservando i siti naturali e gli spazi ricreativi, permettendo
al bosco di adempiere le sue funzioni. Gli insediamenti vanno strutturati
secondo i bisogni della popolazione e limitati nella loro estensione. Si dovrà
aver cura di preservare l’abitato da immissioni nocive e moleste, di inserire
molti spazi verdi e alberati, di creare vie pedonali e ciclabili. Si tratta di
esigenze spesse volte contrastanti, di una realtà troppo complessa per poter
essere gestita con formule riduttivamente rigide e schematiche. In realtà, solo
un’attenta ponderazione dei molteplici e contrastanti interessi in giuoco
consente di comporre in modo ottimale i conflitti tra le diverse utilizzazioni
del territorio, al fine di consentire un insediamento equilibrato, dallo
sviluppo armonioso, che rispetti la natura e più specificamente l’ambiente,
rispondendo in modo diversificato ai bisogni e alle aspirazioni della
popolazione (cfr. DTF 117 Ia 432 consid. 4b, 115 Ia 339 consid. 5, 113 Ia 461 consid.
5a).

 

                                         Secondo la LPT la
pianificazione deve avere luogo in diverse tappe: pianificazione direttrice,
pianificazione dell'utilizzazione e procedura del permesso di costruzione. Esse
stanno in reciproco rapporto e formano un tutto coerente, di cui ogni parte
adempie una specifica funzione. Il piano di utilizzazione - in Ticino detto PR
- viene adottato, secondo le indicazioni del piano direttore (art. 6 e segg.,
26 cpv. 2 LPT), sulla scorta di un'ampia coordinazione e valutazione (Art. 1
cpv. 1 2a frase, 2 cpv. 1 LPT) e nell'ambito di una procedura ove è garantita
protezione giuridica (art. 33 e seg. LPT) e partecipazione democratica (art. 4
LPT). Il PR disciplina l'uso ammissibile del suolo (art. 14 e segg. LPT): rende
vincolante verso i privati detto ordinamento oltre che il contenuto del Piano
direttore (art. 21 cpv. 1 LPT).

 

                                   4.   Attribuzione dei due
edifici alla categoria degli “edifici rilevati 4” dell’IEFZE

 

                                         L'Inventario, allestito in
applicazione dell'art. 24 cpv. 2 OPT(e dell'art. 73 LALPT), elenca e descrive
tutti gli edifici del Comune siti fuori zona edificabile, classificandoli in:
meritevoli di conservazione (categoria 1a); oggetti culturali (cat. 1c);
rustici agricoli meritevoli di conservazione (cat. 1d); edifici rustici già
trasformati (cat. 3); altri edifici rilevati, detti anche "rilevati
4" (cat. 4). Assente la cat. 1b (rustici diroccati siti in nuclei degni di
protezione), non esistendo nel comune nuclei fuori zona edificabile di quella
qualità.

                                         L'Inventario è corredato
dal (nuovo) art. 40 NAPR che stabilisce le diverse modalità per la riattazione
o la trasformazione degli edifici degni di conservazione (cat. 1a, c, d) e gli
interventi ammessi (manutenzione ordinaria e ricupero di parti originali) per
gli edifici rustici già riattati (cat. 3). 

                                         Gli interventi sugli altri
edifici rilevati ("rilevati  4") saranno autorizzati solo sulla base dell'art.
22 cpv. 2 lett. a) e dell'art. 24 LPT.

 

                               4.1.   L’ insorgente contesta
la modifica d’ufficio della valutazione dei due edifici soprattutto a
dipendenza della forte limitazione delle possibilità di intervento sugli stessi
che ne deriva. L’attribuzione alla categoria degli edifici “meritevoli di
conservazione -1a” avrebbe infatti permesso di procedere a lavori di
trasformazione e ampliamento (ancorché limitati) degli edifici in questione
senza dover sottostare al regime eccezionalmente restrittivo dell’art. 24 LPT.
Questo vale in particolare per il sub. b, ora adibito a deposito ed
autorimessa; a detta dell’insorgente questo potrebbe infatti venir trasformato,
con pochi e mirati interventi, in un’abitazione vera e propria.

 

                                         Le argomentazioni
sollevate dall’insorgente a sostegno della propria tesi non sono tuttavia
pertinenti in specie. 

                                         Va preliminarmente
ricordato che la categoria degli edifici “meritevoli di conservazione-1a” si
distingue da quella degli “edifici rilevati 4” per il fatto che si tratta di
costruzioni tradizionali tipiche dell’economia rurale che per ragioni
architettoniche, storiche o semplicemente paesaggistiche, meritano di essere
conservate, e per la cui conservazione si rende indispensabile un adeguamento
(ancorché limitato) della loro sostanza edilizia e il loro cambiamento di
destinazione in residenze (primarie o secondarie che sia). Non possono
evidentemente far parte di questa categoria edifici come quelli in esame, che già
hanno subito delle trasformazioni sostanziali (riattazioni, rifacimenti
parziali,..) e che sono già adibiti ad altri usi (residenziale o
utilitario). In tal caso la classificazione non può essere che la categoria
dei “trasformati”3, se si tratta di ex-rustici riattati che hanno mantenuto
le loro caratteristiche tradizionali, oppure la generica categoria dei
“rilevati 4”, che racchiude tutti gli altri casi possibili (dall’edificio
trasformato che ha perso ogni caratteristica tradizionale alla villa di
campagna, dalla stazione di partenza di una teleferica al deposito industriale,
ecc..). 

                                         In siffatte circostanze,
la valutazione operata dal CdS è sicuramente quella più corretta e conforme
alle indicazioni dell’IEFZE e merita pertanto di essere confermata.

                                   6.   Per le ragioni
precedentemente esposte il ricorso deve essere integralmente respinto. Tassa di
giudizio e spese sono messe a carico della parte soccombente.

 

 

Per
questi motivi,

viste
le normative al caso applicabili,

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Il ricorrente é condannato
al pagamento delle tasse di giudizio e 

delle spese per complessivi fr. 400.-- (quattrocento).

     3.   Intimazione:         - St. legale __________ e __________, _____, per  l’insorgente

         - Municipio di ________ 

         - Consiglio di Stato, Bellinzona

         - Sezione pianificazione urbanistica,                               Bellinzona

 

Tribunale
della pianificazione del territorio

Il
presidente                                                           Il
segretario