# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50f3a70a-d59e-5a4d-a627-f964a074182a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-08-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.08.2008 12.2007.193
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2007-193_2008-08-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2007.193

  	
  Lugano

  8 agosto 2008/sc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Walser e Rampini (giudice supplente)

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2005.107
della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città promossa con petizione 23
agosto 2005 da

 

	
   

  	
  AO 1 

  rappr. dall’ RA
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  rappr. dall’ RA
  2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente
la condanna del convenuto al pagamento di fr. 20'682.05 e interessi al 5% dal
1° giugno 2005, oltre spese esecutive, e il rigetto definitivo dell’opposizione
interposta al P.E. n. __________ dell’Ufficio esecuzioni e fallimenti di
Locarno;

 

domanda
avversata dal convenuto e che il Pretore, con sentenza 22 agosto 2007, ha
parzialmente accolto, condannando il convenuto al pagamento di fr. 18'158.90,
oltre interessi al 5% dal 1° giugno 2005 e rimuovendo in via definitiva
l’opposizione al P.E. per tale importo;

 

appellante
il convenuto, che con gravame 13 settembre 2007 chiede la riforma del querelato
giudizio, nel senso che la petizione venga respinta, con protesta di spese e
ripetibili per entrambe le sedi;

 

mentre
l’attrice, con osservazioni 8 ottobre 2007, postula la reiezione dell’appello
con protesta di spese e ripetibili;

 

letti
ed esaminati gli atti,

 

considerato

 

in
fatto:

 

                                  A.   Il
23 agosto 2005 AO 1, al termine di una relazione intima con AP 1, lo ha
convenuto in giudizio per chiedere il rimborso di svariati mutui da lei concessi
al convenuto per liquidare diverse fatture che gli competevano in relazione a
spese per una costruzione di sua proprietà a Minusio, per la copertura del
premio di assicurazione della sua auto, per un biglietto aereo, per una
videocamera con accessori, nonché per far fronte al pagamento
di altre fatture, per complessivi fr. 21'282.05, dai quali occorreva detrarre
una somma di fr. 650.- che il convenuto aveva anticipato all’attrice per la
riparazione della sua automobile, nonché di fr. 240.- che erano stati
consegnati a quest’ultima per liquidare delle fatture che competevano al
convenuto. In definitiva l'attrice ha chiesto il rimborso di fr. 20'632.05,
oltre interessi al 5% a decorrere dal 1° giugno 2005, con contestuale rigetto
dell'opposizione che è stata interposta dal convenuto al PE. no. __________
dell'Ufficio esecuzioni e fallimenti di L__________. L'attrice poneva in
evidenza che il pagamento di queste somme di denaro per conto del convenuto fu possibile
in seguito all'accensione di un mutuo da parte dell'attrice di fr. 20'000.-,
erogato dalla banca __________, L__________. Alla petizione si è opposto il
convenuto, rilevando che egli non ha perfezionato alcun contratto di mutuo con
l'attrice. Pur dando atto che costei aveva ottenuto un mutuo di fr. 20'000.-
dalla banca __________, il convenuto ha negato che tale somma è stata destinata
a soddisfare dei debiti che egli aveva nei confronti di terzi, giacché per far
fronte a diversi suoi pagamenti, il convenuto aveva consegnato all'attrice una
somma di fr. 20'000.-ricavata dalla vendita di un’automobile di sua proprietà.
Con questa somma l'attrice ha potuto liquidare debiti per complessivi fr.
17'295,40 riferiti alla sua abitazione e all'assicurazione per la sua automobile. Per altre spese, come l'acquisto di
biglietti aerei, e della videocamera e di altre spese, o le stesse non sono
state pagate nell'interesse del cliente, o non sono state liquidate da
quest'ultima, oppure ancora si trattava di regali d'uso di cui non può esserne
riconosciuto il rimborso del prezzo d'acquisto. 

 

                                  B.   Con sentenza 22 agosto 2007 il Pretore ha parzialmente
accolto la petizione, condannando il convenuto al pagamento di fr. 18'158.90
oltre interessi al 5% dal 1° giugno 2005 all'attrice, e rigettando in via
definitiva il PE n. __________ dell'UEF di L__________ per tale importo. Per il
Pretore fra le parti è stato concluso un contratto di mutuo, mediante il quale
l'attrice ha eseguito una serie di pagamenti per liquidare dei debiti che il
convenuto aveva contratto con terzi. Diversamente da quanto ha preteso il
convenuto, non vi sono prove dalle quali risulti che costui avrebbe messo a
disposizione dell’attrice fr. 20'000.-, ricavati dalla vendita di
un'automobile, per procedere a questi pagamenti prima che egli partisse per
l'Argentina. In particolare il giudice di prima sede ha ammesso la condanna del convenuto alla rifusione di fr. 1'095.40
per il pagamento del premio assicurativo della sua automobile, di fr. 16'200.-  a
liquidazione di fatture di artigiani e fornitori che avevano lavorato o fornito
merce nell'abitazione di proprietà del convenuto (fr. 4'200.-; fr. 6'000.-; fr.
6'000.-), di fr. 392.90 a rimborso dell'acquisto di un biglietto aereo, di fr.
1'251.25 per l'acquisto di una videocamera con accessori. Dalla somma di fr.
18'939.55 il Pretore ha detratto fr. 650.- per un debito che l'attrice aveva
nei confronti del convenuto in relazione alla riparazione del suo veicolo e di
fr. 240.- che erano stati messi a disposizione del convenuto per l'attrice, in
vista di effettuare per suo conto dei pagamenti. Nel computo totale il Pretore
ha aggiunto una somma di fr. 109.35 per il rimborso degli interessi scaturenti
dal mutuo che l'attrice aveva contratto con __________ di L__________ (cfr.
pag. 6 sentenza impugnata consid. 6 e 7).  

 

                                  C.   Contro
il predetto giudizio il convenuto si è aggravato in appello, sostenendo che il
Pretore non ha considerato, a torto, che egli consegnò all'attrice la somma di
fr. 20'000.-, nonostante la presenza di numerosi indizi. L’appellante ha
soggiunto che l'attrice non ha recato la prova della conclusione di un
contratto di mutuo fra le parti, perché ella non ha consegnato alcuna somma di
denaro al convenuto. Parimenti dai documenti versati agli atti non è possibile
sapere chi abbia corrisposto la somma di fr. 1'095.40 per il pagamento del
premio di assicurazione, di fr. 4'200.- in favore di F__________ SA, di fr.
6'000.- a C__________ SA e di fr. 6'000.- a P__________. Anche l'importo di fr.
392.90 per il pagamento del biglietto aereo non poteva essere addebitato al
convenuto per il solo fatto che lo stesso fosse intestato a suo nome. In
relazione al costo per l'acquisto della videocamera (fr. 1'154.-) e degli
accessori (fr. 97.25), il contratto non poteva avere natura di mutuo, ma di
donazione, atteso che attrice e convenuto in quel periodo erano legati
sentimentalmente. Infine il convenuto ha contestato che gli potessero essere
addebitati gli interessi del mutuo ipotecario acceso dall'attrice per far
fronte al pagamento di sue fatture, stante che non v'è alcuna prova agli atti,
come pure non si può ragionevolmente far capo alla testimonianza di un teste
che è stato assunto irritualmente. 

 

                                         Con
tempestive osservazioni l'attrice ha ribadito che il convenuto non le ha mai
consegnato una somma di fr. 20'000.-, ha posto in evidenza che egli ha potuto
incassare il prezzo della compravendita della sua automobile solo nel corso del
mese di maggio del 2005, ovvero a un momento in cui l'attrice aveva già estinto
i debiti dell'allora compagno. Per far fronte ai pagamenti riconosciuti dal
Pretore nella sentenza, costei ha acceso un mutuo di fr. 20'000.- presso __________
SA di L__________. In relazione ai vari pagamenti eseguiti per conto del
convenuto, l'attrice si associa alle argomentazioni contenute nella sentenza
impugnata, di cui chiede la conferma. 

 

e considerando

 

in diritto:

 

                                   1.   Il
mutuo è un contratto per cui il mutuante si obbliga a trasferire al mutuatario
la proprietà di una somma di denaro o di altre cose fungibili, e questi a
restituirgli cose della stessa specie in eguale qualità e quantità (art. 312
CO). In generale l’attore che chiede la condanna del
convenuto all’adempimento di obbligazioni contrattuali è tenuto a dimostrare
l’esistenza di validi contratti dai quali si possano evincere gli obblighi del
debitore (Cocchi-Trezzini, CPC-TI, 2000, N. 35 all’art. 183). Il
mutuo è un contratto consensuale. L’obbligazione di restituire del mutuatario è
un elemento essenziale del contratto. Essa risulta non tanto dal versamento
operato dal mutuante, quanto dalla promessa di restituire dedotta dal contratto
di mutuo. La consegna di denaro da parte del mutuante non è che una condizione
dell’obbligo di restituire. Colui che chiede la restituzione di una somma
mutuata deve recare la prova non solo del versamento dei fondi ma, in primo
luogo, dell’esistenza di un contratto di mutuo e, di conseguenza, dell’obbligo
di restituire che ne deriva (DTF 83 II 210 consid. 2 con rinvii; Cocchi-Trezzini, op. cit., nota 660 e 31 all’art. 183; Schärrer/Maurenbrecher,
Basler Kommentar OR-I, 4a ed. N. 34 all’art. 318 e N. 11 all’art. 312). La consegna del
denaro può, secondo le circostanze, costituire un indizio sufficiente per
ammettere l’esistenza di un contratto di mutuo, con il relativo obbligo di
restituire. Non ci si trova nondimeno in presenza a una presunzione di diritto
che ha per effetto di capovolgere l’onere probatorio, ma di circostanze che il
Giudice può tenere in considerazione nel quadro dell’apprezzamento delle prove
(II CCA 29 ottobre 2004  inc 12.2003.147 consid. 6; 22 agosto 2003 inc.
12.2002.174, consid. 1). 

 

                                      

                                   2.   Nel
caso in esame la materia del contendere è incentrata sulla questione a sapere
se fra le parti in causa era insorto un contratto di mutuo, come pure se il
convenuto avesse lasciato a disposizione dell’attrice una somma di fr.
20'000.-- per liquidare alcune fatture di sua pertinenza. 

 

                                2.1   Dapprima occorre stabilire se,
come pretende l'attrice, fra le parti è stato perfezionato un contratto di
mutuo. Come si è ricordato qui sopra, il fatto di ricevere una somma di denaro
può, secondo le circostanze, essere un elemento indiziante per configurare un
contratto di mutuo, con il relativo obbligo di restituire detta somma, che
diventa una prova piena se agli occhi del giudice la consegna del denaro non
può ragionevolmente spiegarsi se non attraverso l'ipotesi di un mutuo (DTF 83
II 209/210). Diversamente da quanto pretende il convenuto, la consegna di
denaro da parte del mutuante al mutuatario non sussiste solo nei casi in cui il
mutuante consegna fisicamente nelle mani del mutuatario una somma di denaro. In
dottrina è generalmente ammesso – come ha avuto modo di precisare il Pretore -
che la consegna di denaro del mutuante al mutuatario può avvenire attraverso
altre modalità, in specie allorché il mutuante esegue per conto del mutuatario
dei pagamenti in favore di terzi addebitando il suo conto bancario o postale o,
più in generale, quando un soggetto esegue un pagamento in favore di terzi per
estinguere un un debito del mutuatario (Higi, Zürcher
Kommentar, N. 53 all'art. 312; Schärrer/ Maurenbrecher, op. cit., N. 7 all’art. 312). Nel caso in esame, tanto con la risposta di causa (pag. 3), quanto
con le conclusioni (pag. 2), il convenuto non ha contestato di aver incaricato
l’attrice di pagare alcune sue fatture. Costui ha però precisato di averle
messo a disposizione per pagare i suoi debiti una somma di fr. 20'000.- ricavata
dalla vendita della sua automobile. Questa circostanza è contestata dall'attrice,
mentre il Pretore ha ritenuto che il convenuto non ha recato la prova di aver
consegnato all'attrice questo importo. In dottrina e giurisprudenza è noto che
il debitore che pretende di essere svincolato da un obbligo che gli compete,
deve recare la prova dei fatti che consentono di stabilirlo (Weber,
Berner Kommentar, N. 117 ad Vorbemerkungen agli art. 68-96; Sprecher,
Kurzkommentar OR, N. 2 all'art. 88; Loertscher, Commentaire Romand CO I, N. 1
all'art. 88; TF 4P.260/1999 del 1° febbraio 2000 consid. 2b). Dal fascicolo risulta
che il 17 gennaio 2005 il convenuto ha venduto una VW Golf per il prezzo di fr.
20'000.- (Doc. 4). L'acquirente, sentito come teste, ha riferito di aver
corrisposto il prezzo in contanti al venditore il giorno della stipula del contratto
(cfr. verbale di udienza 31 maggio 2006 pag. 2), ma agli atti non risulta che
il convenuto consegnò, rispettivamente girò questa somma all'attrice per
provvedere ai suoi pagamenti. Con l'appello il convenuto non aggiunge nulla di
più a una affermazione che è rimasta priva di riscontri in causa. Il convenuto
non può sostenere che la sua pretesa di fr. 20'000.- possa essere ammessa
perché l’attrice non ha presentato l’allegato di replica e, quindi, deve essere
considerata acquiescente. Infatti non va confuso quello che è l’obbligo della
controparte di contestare chiaramente i fatti, pena la loro ammissione (art.
170 cpv. 2 CPC), con l’onere probatorio che compete a chi vuole dedurre il suo
diritto da una circostanza di fatto da lui asserita (art. 8 CC). In altre
parole, il disposto di cui all’art. 184 cpv. 2 CPC, secondo il quale solo i
fatti contestati devono essere provati, non esonera la parte dal suo obbligo di
provare il ben fondato e l’ammontare delle proprie pretese (Cocchi-Trezzini, op. cit., n. 17 all’art. 184).

 

                                2.2   Come
ha precisato il Pretore, i pagamenti di fr. 4'200.- alla F__________ SA per la
fornitura di un impianto idrotermosanitario al convenuto (doc. 5 ed E), di fr.
6'000.- alla C__________ SA per l'acquisto e l'installazione di un televisore nell'abitazione
del convenuto (doc. 6 e G), nonché di ulteriori fr. 6'000.- alla P__________
Sagl, quale acconto per una scala, una ringhiera, dei parapetti, una “portina
per camino”, e altre piccole forniture e opere (doc. 7 e I), sono tutti
avvenuti per posta il 31 gennaio 2005 (cfr. ricevute postali allegate ai doc.
citati di parte convenuta), ovvero a un'epoca in cui il convenuto si trovava
all'estero. Per sua stessa ammissione costui ha rilevato di essersi recato in
Argentina dal 20 gennaio al 20 marzo 2005 (cfr. risposta pag. 2 in fondo). Se
così stanno le cose, egli non poteva procedere direttamente al pagamento di
queste fatture. Il convenuto, per forza di cose, doveva aver incaricato
qualcuno di farlo e dagli atti emerge che solo l'attrice e nessun altro si era
occupato di questi pagamenti. Il convenuto non indica infatti altre persone
all’infuori dell’attrice nei suoi memoriali. Dagli atti risulta altresì che
proprio in quel periodo di tempo l'attrice aveva acceso un mutuo di fr.
20'000.- presso __________ di Locarno, la cui somma è stata prelevata dal suo
conto in contanti il 31 gennaio 2005, ovvero proprio il giorno in cui ella
eseguì i menzionati pagamenti e comunque prima di recarsi anch'essa in
Argentina (cfr. appello pag. 4). Il fatto che il convenuto avesse gli originali
delle fatture e delle ricevute di pagamento non è circostanza che permette di
adombrare quegli indizi circostanziati e convergenti, che consentono a questa
Camera di accertare che l'attrice ha effettivamente anticipato, e quindi
mutuato, le predette somme di denaro al convenuto per liquidare i debiti da
questi contratti. Posto che il convenuto non ha mai contestato il pagamento di
questi importi ai suoi creditori, in difetto di un contratto di mutuo, la
pretesa dell'attrice avrebbe potuto essere ammessa, come ha ricordato
diligentemente il Pretore, in applicazione dell'art. 422 CO. Infatti se un
terzo (gestore) paga dei debiti non contestati nell'interesse del padrone
(assente in Argentina), senza l'intenzione di compiere delle liberalità, ma con
quella di recuperare questi importi successivamente nei confronti del debitore
(Hofstetter, Le mandat et la gestion d'affaires in: TDPS Vol. VII/II,1, pag.
256, nota 14; Tercier, Les contrats spéciaux, 3a ed. n. 5330), sono dati gli estremi affinché quest'ultimo rifonda
al gestore tutte le spese sostenute o lo liberi  dalle obbligazioni contratte
(art. 422 cpv. 1 CO).

 

                                2.3   Per quanto
riguarda la rifusione di fr. 1'095.40 riferiti al pagamento del premio di
assicurazione per la polizza veicoli a motore n. __________, dagli atti v'è
solamente una dichiarazione nella quale G__________ Assicurazioni confermava di
aver incassato con valuta 4 febbraio 2005 il premio assicurativo. Col che, in
considerazione del fatto che il convenuto non ha mai sostenuto di averlo pagato
personalmente, accertato che a quell'epoca egli si trovava in Argentina e
ritenuto che nessun’altra persona, all’infuori dell’attrice, ha proceduto al
pagamento di questo debito per suo conto, si deve concludere, per i motivi già
esposti qui sopra al considerando 2.2, che il convenuto è tenuto a rifondere
all'attrice anche questo importo. 

 

                                2.4   In
ordine alla rifusione della somma di fr. 392.90, sborsata dall'attrice per
l'acquisto di un biglietto aereo intestato al convenuto (doc. M e N) __________,
l'appellante sostiene di non aver mai fruito di questo biglietto, come pure di
non averlo mai avuto a disposizione. Il pagamento è stato addebitato sulla
carta di credito dell'attrice il 15 marzo 2005, ossia quando il convenuto si
trovava in Argentina. Diversamente dai casi precedenti, l'attrice non ha
dimostrato con sufficiente verosimiglianza di aver messo a disposizione del
convenuto questo biglietto aereo, né vi sono prove che egli ne abbia
effettivamente fruito. In causa il convenuto ha parimenti negato di aver
incaricato la convenuta di acquistargli il biglietto ed il fatto che le parti
all'epoca si frequentassero, non è una circostanza, da sola, sufficiente per
configurare l'esistenza di un mutuo. Non vi sono neppure gli estremi per
riconoscere una gestione d'affari senza mandato, stante che il pagamento di
questo debito è contestato dal convenuto (DTF 86 II 26 consid. 4, Hofstetter,
op. cit. loc. cit.). Su questo punto l’appello può quindi essere accolto.

 

                                2.5   Da
ultimo occorre stabilire se il convenuto sia tenuto a rifondere all'attrice la
somma di fr. 1'154.- per l'acquisto di una videocamera Sony (doc. O) e di
accessori per fr. 97,25 (doc. D). Al riguardo il convenuto non contesta che i
pagamenti sono stati effettuati nel suo interesse (è il possessore e il
proprietario di questi apparecchi). L’appellante rimprovera invece al Pretore
di non aver considerato che le parti nel gennaio 2005 intrattenevano una
relazione sentimentale e che tanto la videocamera, quanto gli accessori gli erano
stati regalati dall’attrice. Come ha avuto modo di precisare il Pretore, la
donazione non è presunta e il negozio, che deve essere interpretato in favore
del donatore, è destinato a proteggere il patrimonio di quest'ultimo (Baddeley,
Commentaire Romand CO I, N. 20 all'art. 239). Solo la donazione di beni di
famiglia fra coniugi (CEF 29 ottobre 1999 inc. 14.1998.100 consid. 2.2; II CCA
19 giugno 1998 in re S/P) e partners registrati si presume (Liniger,
Kurzkommentar OR, N. 17 all'art. 239). Nel caso in esame il convenuto ha negato
una convivenza tra le parti e ha addotto che la loro relazione era di natura “amorosa”
in un primo momento e solo “occasionalmente sessuale”
successivamente (cfr. risposta pag. 1 ad 1). Se così stanno le cose si deve
ritenere che la relazione sentimentale/occasionalmente “sessuale” fra le parti
non era tale da far pensare a un grado di intimità e di stabilità assimilabile
a quella di un matrimonio o di un’unione domestica registrata. Il convenuto non
ha neppure preteso che la videocamera gli fu data in una ricorrenza speciale
come un compleanno, una promozione o un evento particolare che meritasse di
essere ricordato e segnalato. L'acquisto, rispettivamente il pagamento di
questi beni è avvenuto in concomitanza con la partenza del convenuto in
Argentina. Col che si deve ammettere che fra le parti fosse stato perfezionato
un contratto di mutuo o, al più, di una gestione d'affari nell'interesse del
padrone per i motivi ricordati qui sopra al considerando 2.2.

 

                                2.6   Nessuna
altra indennità è dovuta all'attrice. Nel computo di quanto il convenuto era
tenuto a rimborsare all'attrice, il Pretore, per errore, ha considerato pure
una somma di fr. 109.35 (consid. 7), concernenti il costo di interessi e della
tassa di bollo che ha sostenuto l'attrice per accendere il mutuo di fr.
20'000.- presso __________ di L__________, che però egli non aveva accolto al
considerando precedente del proprio giudizio (consid. 6). In queste condizioni,
in difetto di un appello adesivo da parte dell'attrice, si può escludere questa
posizione per i motivi che sono stati addotti dal Pretore nella sentenza
impugnata.

 

 

                                   3.   In
conclusione il convenuto dovrà rimborsare all'attrice la somma di complessivi
fr. 18'546.65 (fr. 1’095.40 + fr. 4'200.- + fr. 6'000.- + fr. 6'000.- +
fr. 1'154.- + fr. 97.25). Da questa somma vanno dedotti gli
importi di fr. 240.- che l'attrice aveva a disposizione per eseguire i pagamenti
del convenuto, unitamente a fr. 650.- che quest’ultimo ha anticipato
all'attrice per la riparazione di un'automobile, per un totale dovuto di complessivi
fr. 17'656.65, oltre interessi al 5% dal 1° giugno 2005.

 

 

                                   4.   Visto
quanto precede l'appello deve essere parzialmente accolto. Le spese e la tassa
di giustizia in sede di appello e davanti al Pretore seguono la reciproca
soccombenza delle parti (art. 148 CPC). 

 

 

 

Per i quali motivi

richiamati per le spese l’art. 148 CPC e la LTG

 

pronuncia:

 

                                    I.   L’appello 13 settembre 2007 di AP 1 è parzialmente accolto. Di
conseguenza la sentenza 22 agosto 2007 del Pretore della Giurisdizione di
Locarno-Città è così riformata:

 

                                         1. La
petizione è parzialmente accolta.

 

                                         1.1. Di
conseguenza AP 1, M__________, è tenuto  a versare a AO 1, L__________,
l’importo di fr. 17'656.65, oltre interessi al 5% dal 1° giugno 2005.

 

                                         1.2 Per
tale importo, oltre a spese esecutive, è rigettata in via definitiva
l’opposizione interposta dal convenuto al PE n. __________ dell’UEF di L__________.

 

                                         2. Omissis.

 

                                         3. Le
spese di fr. 706.- e la tassa di giustizia di fr. 900.- , da anticipare
dall’attrice, rimangono a suo carico per 1/8 e sono poste a carico di AP 1 per
7/8. Il convenuto rifonderà all’attrice fr. 1'900.- a titolo di ripetibili.

 

                                   II.   Le spese della procedura di
appello consistenti in:

                                         a) tassa
di giustizia      fr. 450.- 

                                         b) spese                         fr.  
50.-

                                         totale                              fr.
500.-

                                         già
anticipate dall’appellante, restano a suo carico nella misura di 9/10, e per 1/10 sono a carico della parte
appellata. L’appellante rifonderà alla parte appellata fr. 1'000.- a titolo di parziali
ripetibili di appello.

 

                                  III.   Intimazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno-Città

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Nelle cause a carattere pecuniario
con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.--  è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).