# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d6d2a52b-3bb9-59e5-bc99-d34235ca807a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2019-06-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.06.2019 C-4049/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4049-2018_2019-06-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-4049/2018 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 1  g i u g n o  2 0 1 9  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 

Daniel Stufetti e Caroline Gehring, 

cancelliera Marcella Lurà. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Italia), 

rappresentato dall'avv. Annalaura Carbone, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

autorità inferiore. 

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; necessità di accertamenti peri-

tali pluridisciplinari in Svizzera (decisione incidentale del 4 

giugno 2018). 

 

 

 

C-4049/2018 

 

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Fatti: 

A.  

A.a Con decisione dell’8 settembre 2014, l’Ufficio dell’assicurazione per 

l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha respinto la do-

manda di rendita d’invalidità svizzera presentata il 21 febbraio 2014 da 

A._______, cittadino italiano, nato il (…). Nella motivazione della deci-

sione, era indicato che dagli atti risultava che a causa del danno alla salute 

l’interessato presentava una capacità al lavoro del 50% nell’attività di ope-

raio agricolo e del 100% in un’attività sostitutiva adeguata. Dopo effettua-

zione del raffronto dei redditi, è risultato un grado d’invalidità dell’1%, insuf-

ficiente per giustificare il diritto ad una rendita d’invalidità svizzera (doc. 

31). 

A.b Con sentenza del 6 settembre 2016, il Tribunale amministrativo fede-

rale ha parzialmente accolto il ricorso dell’11 febbraio 2015, annullato la 

decisione dell’8 settembre 2014 e rinviato gli atti di causa all’UAIE affinché 

procedesse a completare i necessari accertamenti sullo stato di salute 

dell’interessato (segnatamente con un complemento dell’esame ortope-

dico-reumatologico, neurologico, cardiaco e psichico [doc. 95]). 

B.  

B.a Con lettera dell’8 novembre 2016 (doc. 101), l’UAIE ha informato l’in-

teressato che sarebbe stato sottoposto ad una visita medica (con valuta-

zione in reumatologia, neurologia, cardiologia e psichiatria) in Svizzera. 

Con scritto del 27 novembre 2016 (doc. 107), l’interessato ha indicato di 

non essere in grado di affrontare il viaggio in Svizzera per l’espletamento 

della perizia (allegato in copia un certificato neurochirurgico del novembre 

2016), ma di essere disponibile a sottoporsi a qualsiasi esame necessario 

presso la propria residenza, avvalendosi di una struttura ospedaliera pub-

blica in grado di offrire tutti gli esami richiesti. 

B.b Ritenuto che il Tribunale amministrativo federale, nella propria sen-

tenza del 6 settembre 2016, non ha stabilito che gli esami medici dovevano 

svolgersi in Svizzera (doc. 108), il 29 novembre 2016 (doc. 109), l’UAIE ha 

quindi chiesto all’INPS di B._______ di sottoporre l’interessato ad una 

nuova visita medica e di far pervenire un esame cardiologico (rapporto dat-

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tiloscritto), un esame psichico, un esame neurologico (rapporto dattilo-

scritto), un esame ortopedico (rapporto dattiloscritto) ed un esame reuma-

tologico (rapporto dattiloscritto). 

B.c Dalle carte processuali risulta che sono stati prodotti, oltre al rapporto 

E 213 del 21 dicembre 2016 (doc. 134), documenti medici di data anteriore 

alla sentenza del TAF (e intercorrente da agosto 2015 a gennaio 2016 [doc. 

118 a 132]) nonché un rapporto di un neurochirurgo del 25 novembre 2016 

(doc. 133) e uno di un chirurgo e psichiatra del 19 luglio 2017 (doc. 150). 

B.d Dai rapporti SMR del 14 marzo 2017 (del dott. C._______, esperto 

certificato SIM) e dell’11 settembre 2017 (del dott. D._______, psichiatra), 

risulta che l’interessato (affetto da artrosi del rachide con discopatie multi-

ple, delle ginocchia e delle mani, periartrite alla spalla destra e cardiopatia 

ipertensiva compensata) presenta una totale incapacità lavorativa nell’atti-

vità di operaio agricolo, ma una capacità lavorativa del 100%, a decorrere 

dal 2013, in attività confacenti al suo stato di salute (doc. 138 e 152). 

B.e Con progetto di decisione del 12 ottobre 2017, l’UAIE ha prospettato 

all’interessato – conto tenuto della valutazione effettuata dai medici SMR 

sulla base dei documenti medici prodotti agli atti – il respingimento della 

sua domanda di rendita d’invalidità svizzera (dal raffronto dei redditi deter-

minanti risultava un grado d’invalidità del 15%, insufficiente per giustificare 

il diritto ad una rendita d’invalidità svizzera [doc. 153]). 

B.f Con scritto d’obiezione del 1° dicembre 2017, l’interessato ha indicato 

di non essere d’accordo con il progetto di decisione. Non sarebbe accetta-

bile che un soggetto in Italia sia considerato da un Ente pubblico inabile al 

lavoro all’80% in qualsiasi attività (pesante o leggera che sia) e in Svizzera, 

per contro, lo stesso soggetto sia considerato abile al lavoro al 100% in 

un’attività sostitutiva adeguata. Ha altresì contestato il calcolo del raffronto 

dei redditi e chiesto il riconoscimento di una rendita svizzera per l’invalidità 

nella misura più adeguata all’effettiva perdita di guadagno (doc. 159). 

B.g L’UAIE ha pertanto sottoposto l’incarto a due altri medici SMR. I dott. 

E._______, specialista in psichiatria, e F._______, specialista in medicina 

interna, dopo esame dell’incarto hanno ritenuto indispensabile, nel loro 

rapporto del 28 febbraio 2018, l’effettuazione di una perizia medica in Sviz-

zera (con valutazione in psichiatria, cardiologia, neurologia e reumatolo-

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gia), dal momento che la documentazione medica giunta dall’Italia è ca-

rente sia dal punto di vista psichiatrico sia da quello somatico. Peraltro, la 

più recente giurisprudenza del Tribunale federale (DTF 143 V 409 [sen-

tenza del 30 novembre 2017]) imporrebbe un esame psichiatrico struttu-

rato fondato su precisi indicatori (doc. 166). 

B.h Con provvedimento del 10 aprile 2018, l’UAIE ha comunicato all’inte-

ressato che doveva sottoporsi ad una perizia pluridisciplinare (psichiatria, 

cardiologia, neurologia e reumatologia) in Svizzera (doc. 172). 

B.i Con scritto del 20 aprile 2018, l’interessato ha segnalato che – provato 

fisicamente e psicologicamente dall’intera vicenda – non intendeva acco-

gliere la richiesta di sottoporsi ad una visita medica in Svizzera, eviden-

ziando un, a suo giudizio, abuso di potere da parte dell’UAIE. Detto Ufficio 

avrebbe arbitrariamente ritenuto, senza alcuna spiegazione, indispensa-

bile sottoporlo ad una perizia pluridisciplinare in Svizzera. L’assicurato con-

sidera inaccettabile che si impongano delle visite mediche in Italia quando 

poi le stesse sono comunque ritenute insufficienti. Inaccettabile sarebbe 

pure che un soggetto in Italia sia considerato inabile al lavoro all’80% in 

qualsiasi attività, mentre in Svizzera lo stesso soggetto sia ritenuto abile al 

lavoro al 100% in attività sostitutive ragionevolmente esigibili (doc. 179). 

B.j Con decisione incidentale del 4 giugno 2018, l’UAIE ha deciso che la 

perizia (medica pluridisciplinare) sarebbe stata effettuata da un centro pe-

ritale in Svizzera e che la stessa avrebbe comportato dei consulti peritali in 

reumatologia, neurologia, cardiologia e psichiatria (sono altresì state ripor-

tate le considerazioni essenziali della nota interna del servizio medico 

dell’UAIE del 28 febbraio 2018, allegata in copia; doc. 182). 

C.  

C.a Il 7 luglio 2018, l’interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale contro la decisione incidentale dell’UAIE del 4 giu-

gno 2018 mediante il quale ha chiesto d’annullare la decisione incidentale 

impugnata nonché di (accertare) e poi dichiarare il suo diritto a percepire 

una rendita intera d’invalidità svizzera. A suo parere, l’UAIE ha ritenuto in-

giustificatamente, e senza alcuna motivazione, indispensabile sottoporlo 

ad ulteriori accertamenti medici in Svizzera, nonostante che gli esami me-

dici siano stati effettuati in Italia e l’INPS abbia prodotto i referti delle visite 

specialistiche richieste. L’insorgente si è poi doluto di un’errata valutazione 

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del suo stato di salute e del suo grado d’invalidità, precisando di essere 

stato riconosciuto, a seguito di diverse patologie di cui soffre, inabile al la-

voro all’80% in una qualsiasi attività lucrativa dalle autorità italiane (doc. 

TAF 1). 

C.b Il 25 luglio 2018, il Tribunale amministrativo federale ha fatto ordine 

all’UAIE, a titolo super-provvisionale, di tralasciare l’esecuzione della deci-

sione incidentale del 4 giugno 2018 fino alla decisione sulla restituzione 

dell’effetto sospensivo rispettivamente alla sentenza di questo Tribunale 

sul ricorso in esame (doc. TAF 3). 

C.c Nella risposta al ricorso del 7 agosto 2018, l’UAIE ha proposto la reie-

zione del ricorso. Ha segnalato che, secondo il proprio servizio medico, 

una perizia medica in Svizzera è necessaria, il ricorrente essendo affetto 

sia da patologie somatiche che da affezioni psichiche ed i documenti me-

dici agli atti non permettendo di pronunciarsi sull’entità dei disturbi e sulla 

residua capacità lavorativa. Infine, l’autorità inferiore ha rilevato che l’insor-

gente non ha prodotto alcun documento (medico) a sostegno del suo rifiuto 

di sottoporsi ad una visita medica in Svizzera (doc. TAF 4). 

C.d Nella replica del 1° ottobre 2018, il ricorrente si è riconfermato nelle 

argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 7 luglio 2018, segna-

lando che, qualora questo Tribunale dovesse ritenere necessario un com-

plemento d’istruttoria, egli si rende disponibile (per valutare lo stato di sa-

lute). Ha prodotto un certificato allergologico del luglio 2018 (doc. TAF 8). 

C.e Nella duplica del 15 novembre 2018, l’UAIE ha ritenuto, in virtù del 

rapporto del 13 novembre 2018 del proprio servizio medico, che il viaggio 

in Svizzera è esigibile dal profilo medico. Ha nuovamente proposto la reie-

zione del ricorso (doc. TAF 10). 

C.f In una presa di posizione del 12 dicembre 2018, il ricorrente si è ricon-

fermato nelle argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 7 luglio 

2018 ed alla replica del 1° ottobre 2018, sottolineando che continua a sot-

toporsi ad accertamenti medici periodici per i disturbi di cui soffre. Ha esi-

bito documenti medici di data da ottobre a dicembre 2018 (doc. TAF 13). 

C.g Con osservazioni del 16 gennaio 2019, l’UAIE, dopo aver rilevato che 

l’insorgente non ha allegato alcun fatto suscettibile di giustificare un diverso 

apprezzamento, ha nuovamente proposto la reiezione del ricorso (doc. 

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TAF 15), scritto di osservazioni che è poi stato trasmesso al ricorrente con 

provvedimento del 28 gennaio 2019 (notificato l’11 febbraio 2019; doc. TAF 

17 [avviso di ricevimento]), con facoltà di inoltrare delle osservazioni nel 

termine di 15 giorni a decorrere dalla notificazione del provvedimento me-

desimo (doc. TAF 16). L’insorgente non ha fatto uso della facoltà accorda-

tagli. 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d’ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF) rispettivamente l’am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all’art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell’art. 31 LTAF in combinazione 

con l’art. 33 lett. d LTAF e l’art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell’art. 5 PA, rese dall’Ufficio dell’assicurazione 

per l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero. Conseguentemente, 

questo Tribunale è pure competente ad esaminare i ricorsi contro le deci-

sioni incidentali in materia rese dall’UAIE nel corso dell’istruttoria di una 

domanda di rendita dell’assicurazione svizzera per l’invalidità. 

1.3 In virtù dell’art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l’art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all’assicurazione per l’invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4  

1.4.1 L’oggetto litigioso nella presente procedura ricorsuale è la decisione 

incidentale dell’UAIE del 4 giugno 2018 concernente l’effettuazione da 

parte di un centro peritale in Svizzera di una perizia medica pluridisciplinare 

con consulti peritali in reumatologia, neurologia, cardiologia e psichiatria, 

decisione resa nell’ambito dell’istruttoria della domanda di rendita d’invali-

dità svizzera ripresa dall’UAIE dopo la sentenza di cassazione di questo 

Tribunale del 6 settembre 2016 (doc. 101). 

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1.4.2 In virtù dell’art. 46 cpv. 1 PA, il ricorso contro decisioni incidentali no-

tificate separatamente è ammissibile se tali decisioni possono causare un 

pregiudizio irreparabile (lett. a) o se l’accoglimento del ricorso comporte-

rebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una 

procedura probatoria defatigante e dispendiosa (lett. b). 

1.4.3 Secondo giurisprudenza, l’esistenza di un pregiudizio irreparabile 

non viene valutata in base ad un unico criterio, occorre piuttosto esaminare 

l’impugnata decisione nel suo insieme. In tale ambito, non deve essere 

considerato irreparabile soltanto il pregiudizio che non può essere comple-

tamente riparato da una decisione favorevole al ricorrente. Di principio, un 

interesse degno di protezione è sufficiente per annullare o modificare la 

decisione impugnata (DTF 131 V 362 consid. 3.1). Un pregiudizio di fatto, 

segnatamente economico, costituisce già un pregiudizio irreparabile ai 

sensi dell’art. 46 PA (DTF 130 II 149 consid. 1.1). 

1.4.4 Il Tribunale federale ha modificato la giurisprudenza in relazione alle 

formalità necessarie in caso di allestimento di una perizia specialistica. In 

particolare sono stati potenziati i diritti di partecipazione degli interessati. 

In caso di disaccordo tra le parti sull’allestimento di una perizia medica, 

l’UAIE è tenuto a rendere una decisione incidentale suscettibile, a determi-

nate condizioni, di essere impugnata dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (DTF 137 V 210, segnatamente consid. 3.4.2.6). Secondo giuri-

sprudenza (DTF 138 V 271 consid. 1.1), allorquando è stato designato un 

centro peritale, la persona assicurata può fare valere dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale, oltre alla ricusa dei periti, delle obiezioni materiali 

contro l’effettuazione della perizia in quanto tale (per esempio perché si 

tratterebbe di un’inutile seconda opinione), contro la natura e la portata 

della perizia (per esempio riguardo alla scelta delle discipline mediche) o 

contro determinati periti designati (per esempio per quanto attiene alla loro 

competenza specialistica). 

1.4.5 Il Tribunale federale ha anche precisato che un danno irreparabile è 

dato quando gli accertamenti medici comportano un aggravio che incide in 

maniera rilevante sull’integrità fisica e psichica della persona da peritare 

(DTF 138 V 276 consid. 1.2.2 in fine). 

 

 

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1.4.6  

1.4.6.1 Di principio, nella procedura di ricorso in materia amministrativa 

possono essere esaminati unicamente i rapporti giuridici sui quali la com-

petente autorità amministrativa si è già determinata con una decisione vin-

colante. Se non è (ancora) stata emessa una decisione (o una decisione 

su opposizione) manca in effetti l’oggetto impugnato e quindi un presuppo-

sto processuale (sentenza del TF 9C_1011/2010 del 15 dicembre 2011 

consid. 1.1; DTF 131 V 164 consid. 2.1). Nella decisione incidentale impu-

gnata del 4 giugno 2018, l’autorità inferiore si è pronunciata esclusiva-

mente sulla necessità per il ricorrente di sottoporsi ad una perizia medica 

pluridisciplinare in Svizzera, di modo che la conclusione ricorsuale ten-

dente al riconoscimento di una rendita intera d’invalidità svizzera è mani-

festamente inammissibile in questa sede, l’UAIE non avendo ancora sta-

tuito su tale questione. Peraltro, il ricorrente ha pure chiesto l’annullamento 

del progetto di decisione del 12 ottobre 2017. Sennonché, non è manife-

stamente dato ricorso contro un progetto di decisione dell’UAIE, avuto ri-

guardo al fatto che lo stesso non costituisce una decisione ai sensi dell’art. 

5 PA (cfr. sentenze del TAF C-7319/2015 del 26 novembre 2015 e C-

2416/2015 del 23 aprile 2015 con rinvio). 

1.4.6.2 Il ricorso contro la decisione incidentale dell’UAIE del 4 giugno 2018 

– peraltro presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e 

avente un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua 

modifica (art. 59 LPGA) – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) è, con le ecce-

zioni di cui al consid. 1.4.6.1 del presente giudizio, ammissibile nella misura 

in cui il ricorrente contesta la necessità dell’effettuazione di una perizia me-

dica pluridisciplinare in Svizzera (sarebbe già stato sottoposto ai richiesti 

esami medici in Italia e l’INPS di B._______ avrebbe prodotto i rapporti 

delle visite specialistiche richieste; una nuova/ulteriore perizia in Svizzera 

costituirebbe dunque – a suo dire – un’inutile seconda opinione). 

2.  

2.1 Giusta l’art. 43 cpv. 1 LPGA, l’Ufficio AI esamina le domande, intra-

prende d’ufficio i necessari accertamenti e raccoglie le informazioni di cui 

ha bisogno. L’art. 69 OAI (RS 831.201) prevede, se le condizioni assicura-

tive sono adempite, che l’Ufficio AI procura gli atti necessari, in particolare 

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Pagina 9 

 

circa lo stato di salute, l’attività, la capacità di lavoro e l’idoneità all’integra-

zione; a tale scopo, possono essere domandati rapporti e informazioni, or-

dinate perizie, eseguiti sopralluoghi e consultati specialisti dell’aiuto pub-

blico o privato agli invalidi. 

2.2 Nel rispetto del principio inquisitorio, spetta all’amministrazione deter-

minare, tenuto conto dello stato di fatto da accertare e dell’opinione degli 

assicurati, le misure istruttorie che devono essere effettuate nel singolo 

caso, fermo restando che la stessa beneficia a tal fine di un certo margine 

d’apprezzamento (DTF 137 V 210 consid. 3.4.1.1; cfr. pure sentenza del 

TF I 906/05 del 23 gennaio 2007 consid. 6; DTF 111 V 219 consid. 2). 

2.3 In particolare, affinché un rapporto medico acquisti valore di prova rile-

vante è determinante che esso sia completo in merito ai temi sollevati, si 

fondi in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria (anam-

nesi) su esami approfonditi, tenga conto di tutte le affezioni di cui si lamenta 

l’assicurato e sia chiaro nell’esposizione delle correlazioni mediche o 

nell’apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell’esperto de-

vono inoltre essere motivate. Determinante quindi per stabilire se un rap-

porto medico ha valore di prova non è né la sua origine né la sua denomi-

nazione, ad esempio, quale perizia o rapporto, ma il suo contenuto (DTF 

134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid. 3a). Il rapporto medico deve al-

tresì essere redatto da medici che dispongono delle qualifiche specialisti-

che richieste nel singolo caso (sentenze del TF 9C_855/2017 del 22 no-

vembre 2017 consid. 3.1 e 9C_826/2009 del 20 luglio 2010 consid. 4.2). 

3.  

3.1 La necessità di sottoporre il ricorrente ad accertamenti medici (pluridi-

sciplinari) in ortopedia-reumatologia, neurologia, cardiologia e psichiatria, 

riservato ogni ulteriore esame che pure l’evoluzione dello stato di salute 

dell’insorgente dovesse ancora rendere necessario, è stata stabilita dal Tri-

bunale amministrativo federale nella sentenza C-6655/2014 del 6 settem-

bre 2016 (v. considerando 12.1 e dispositivo n. 1 della sentenza del TAF 

C-6655/2014 del 6 settembre 2016; doc. 95). A tal proposito, giova ram-

mentare che la sentenza di cassazione di questo Tribunale del 6 settembre 

2016 è di principio vincolante per le parti e per il Tribunale medesimo.  

 

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Pagina 10 

 

3.2  

3.2.1 Questo Tribunale rileva che, come richiesto all’INPS di B._______ 

dall’UAIE il 29 novembre 2016 (doc. 109), il ricorrente avrebbe dovuto es-

sere sottoposto ad un esame cardiologico, un esame neurologico, un 

esame ortopedico, un esame reumatologico ed un esame psichico. Nel 

caso in esame, sono però stati prodotti agli atti di causa, fino alla data della 

decisione impugnata, solo quattro documenti medici di data posteriore 

all’ulteriore istruttoria prevista nella sentenza di rinvio del settembre 2016 

di questo Tribunale, ossia il rapporto neurochirurgico del 25 novembre 

2016 (doc. 133), la perizia medica E 213 del 21 dicembre 2016 (doc. 134), 

una relazione di esame reumatologico del 21 dicembre 2016 (doc. TAF 1, 

allegato 9) ed un rapporto psichiatrico del 19 luglio 2017 (doc. 150). 

3.2.2 Ora, la relazione di esame reumatologico del 21 dicembre 2016 (do-

cumento prodotto dal ricorrente in sede ricorsuale [doc. TAF 1, allegato 9], 

non reperibile negli atti di causa dell’autorità inferiore) si limita ad un’enu-

merazione di affezioni di cui soffrirebbe l’insorgente senza riferimento 

all’evoluzione delle stesse nel tempo. Detta relazione non comporta alcun 

esame obiettivo e non conclude ad una specifica incapacità lavorativa. Lo 

stesso dicasi, nella sostanza, del rapporto neurochirurgico del 25 novem-

bre 2016. In particolare, nello stesso l’esame obiettivo effettuato appare 

estremamente impreciso e generico, fermo restando che non è dato sapere 

a quali precisi e specifici ed obiettivi esami strumentali (prodotti agli atti) si 

riferiscano le conclusioni tratte. Nel rapporto psichiatrico del 19 luglio 2017 

è indicato che il ricorrente è affetto da disturbo depressivo persistente (F 

34.1) e presenta umore depresso, ritiro sociale, deficit “attentivi” e riduzione 

della spinta volitiva ed emozionale. Mancano, tuttavia, necessari, precisi e 

dettagliati ragguagli sullo stato psichico del paziente, sulla terapia cui si 

allude e sulla residua capacità di lavorativa (generiche affermazioni al ri-

guardo essendo manifestamente insufficienti). Inoltre, secondo la più re-

cente giurisprudenza del Tribunale federale, la capacità lavorativa esigibile 

da una persona che soffre di disturbi depressivi anche di grado da leggero 

a medio deve essere valutata sulla base di una visione d’insieme, nell’am-

bito di una procedura d’accertamento dei fatti strutturata fondata su indica-

tori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti e, dall’altro, le risorse della 

persona (DTF 143 V 409; 141 V 281). Quanto alla perizia medica E 213 

del 21 dicembre 2016 (doc. 134), il medico incaricato dell’esame ha certo 

precisato che l’insorgente non è in grado di svolgere il suo ultimo lavoro né 

un lavoro adeguato alle sue condizioni a tempo pieno (doc. 134 pag. 9 n. 

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11.4 a 11.6). Non è tuttavia possibile attribuire pieno valore probatorio a 

detta generica perizia, dal momento che la stessa non è stata redatta da 

uno specialista in ortopedia-reumatologia, neurologia, cardiologia o psi-

chiatria e che l’esame ortopedico-reumatologico, neurologico, cardiologico 

e psichico effettuato dal medico dell’INSP dott. G._______ risulta estrema-

mente superficiale ed impreciso (v. doc. 134 pag. 4 n. 4.1, 4.5, 4.8 e 4.10), 

fermo restando che i menzionati accertamenti specialisti cui è fatto riferi-

mento nel perizia E 213 sono pure loro tutti estremamente generici ed im-

precisi, la maggioranza è di data anteriore alla sentenza di rinvio e sempre 

la maggioranza, se non la quasi totalità, non comporta alcuna valutazione 

intelligibile della residua capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate. 

In virtù di detta insufficiente ed incompleta documentazione medica – come 

rettamente ritenuto dai medici SMR nel loro rapporto del 28 febbraio 2018 

(doc. 166) – non era pertanto manifestamente consentito all’UAIE di rite-

nere come adempiti i criteri di un corretto e completo accertamento dei fatti 

giuridicamente rilevanti così come richiesto dal TAF nella più volte richia-

mata sentenza del 6 settembre 2016, tanto più dopo che il Tribunale fede-

rale aveva reso la succitata sentenza di principio DTF 143 V 409 il 30 no-

vembre 2017. Ciò premesso, non soccorre peraltro il ricorrente neppure il 

fatto che anteriormente a tale sentenza del Tribunale federale, l’UAIE 

avesse in un primo tempo ritenuto, su proposta di altri due medici SMR, di 

potere decidere – peraltro in senso negativo sulla base della documenta-

zione medica agli atti – la domanda di rendita depositata nel febbraio del 

2014. In sostanza, dovendosi tenere conto anche della più recente giuri-

sprudenza del Tribunale federale, la documentazione medica agli atti non 

permetteva né permette di pronunciarsi correttamente e definitivamente, 

con il grado della verosimiglianza preponderante, sulle patologie di cui sof-

fre il ricorrente rispettivamente sull’incidenza delle stesse sulla sua residua 

capacità lavorativa. 

3.2.3 Neppure la documentazione medica di data posteriore alla sentenza 

del TAF del 6 settembre 2016, prodotta dal ricorrente in sede ricorsuale, 

soddisfa le esigenze minime richieste dal diritto e dalla giurisprudenza sviz-

zere per poter conferire loro pieno valore probatorio, nella sostanza per i 

motivi già indicati al considerando 3.2.2 del presente giudizio (segnata-

mente genericità/imprecisione, mancanza di conclusioni intelligibili concer-

nenti la residua capacità lavorativa in attività sostitutive adeguate). 

3.2.4 Anche la censura del ricorrente secondo cui l’autorità inferiore 

avrebbe violato l’art. 4 del regolamento CE n. 883/2004 non statuendo sulla 

C-4049/2018 

 

Pagina 12 

 

base della documentazione agli atti dei medici italiani rispettivamente delle 

loro conclusioni – dette conclusioni dovendo esser univoche e andare oltre 

qualunque legge nazionale – è inconsistente, dal momento che per co-

stante giurisprudenza del Tribunale federale, il grado d’invalidità di un as-

sicurato che pretende una rendita dell’assicurazione svizzera per l’invali-

dità è determinato esclusivamente secondo il diritto svizzero, di modo che 

le autorità amministrative e giudiziarie svizzere non sono in alcun modo 

vincolate dalle decisioni delle autorità di uno Stato dell’Unione europea, 

neppure dopo l’entrata in vigore il 1° giugno 2002 dell’Accordo sulla libera 

circolazione (ACL) e dei regolamenti CE n. 1408/71 rispettivamente n. 

883/04 e 987/09 (DTF 130 V 253 consid. 2.4 con rinvii; cfr., fra le tante, 

pure le sentenze del TF 8C_352/2017 del 9 ottobre 2017 consid. 2, 

9C_514/2014 del 23 dicembre 2014 consid. 7 e 9C_317/2014 consid. 2 

con rinvii). Pertanto, e benché ovviamente nella valutazione del caso 

debba essere tenuto conto anche dei rapporti medici provenienti da spe-

cialisti del Paese di residenza dell’assicurato (in casu dell’Italia), il valore 

probatorio di un rapporto medico o di una perizia si valuta secondo il diritto 

svizzero e la relativa giurisprudenza (DTF 134 V 231 consid. 5.1 e 125 V 

351 consid. 3). In particolare, i referti affidati dagli organi dell’amministra-

zione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipendente di-

spongono di piena forza probatoria solo se fondano le proprie conclusioni 

su esami ed osservazioni approfonditi, dopo avere preso conoscenza 

dell’incarto, e giungono a risultati concludenti. Ciò non è il caso allorquando 

permangono dubbi sulla loro affidabilità (DTF 141 V 281 consid. 2.1 con 

rinvio, 137 V 210 consid. 6.2.4 [v. anche DTF 135 V 254 consid. 3.3. e 3.4 

sul valore probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico 

dell’amministrazione]). Il ricorrente appare altresì dimenticare che le istru-

zioni vincolanti della sentenza di rinvio del TAF, del 6 settembre 2016, in 

tutta evidenza non sono adempite già solo con la semplice raccolta formale 

della documentazione medica richiesta, ma solo nella misura in cui tale 

documentazione adempie i necessari requisiti materiali/sostanziali richie-

sta da legge e giurisprudenza svizzeri. Tale presupposto, per le ragioni pre-

cedente indicate, non è manifestamente adempito nella presente fattispe-

cie dai documenti medici finora presenti agli atti di causa. 

3.2.5 Peraltro, l’effettuazione di (nuovi/ulteriori) esami medici in Italia non 

appare garantire un miglior esito degli accertamenti. Da un lato, quelli già 

svolti presso l’INPS di B._______ si sono infatti rivelati insufficienti per la 

valutazione del caso e non si vede come una nuova perizia pluridisciplinare 

in Italia possa, peraltro in tempi ragionevoli, meglio rispondere dal profilo 

C-4049/2018 

 

Pagina 13 

 

materiale/sostanziale alle esigenze della menzionata giurisprudenza con 

riferimento ai quesiti rettamente posti dall’autorità inferiore ai periti SAM 

che dovevano effettuare la perizia pluridisciplinare prevista, fra l’altro in 

merito alla constatazione delle affezioni di cui soffre l’insorgente, segnata-

mente di natura psichiatrica, e alla residua capacità lavorativa del ricorrente 

(quesiti di cui al doc. 171 [domande per il perito], documento trasmesso 

all’insorgente con scritto dell’UAIE del 10 aprile 2018 [doc. 172]). Prova ne 

sia che l’UAIE, dopo avere constatato l’insufficienza probatoria della docu-

mentazione prodotta in un primo tempo dall’INSP, ha già cercato di far com-

pletare l’istruttoria in Italia con, fra l’altro, una richiesta di accertamento ag-

giuntivo dal profilo psichiatrico sottoposta ad uno specialista di detto Paese 

(doc. 147). Purtroppo, il risultato è stato insoddisfacente, nonostante che 

l’autorità inferiore abbia trasmesso allo specialista in questione un formu-

lario prestampato con domande precise cui rispondere. In effetti, da un lato, 

lo specialista italiano non ha risposto a numerose delle domande di cui al 

citato formulario (cfr. doc. 150 [e ciò benché manifestamente rilevanti per 

l’esito della causa]). Dall’altro lato, le risposte fornite dallo specialista ita-

liano sono generiche ed imprecise e chiaramente insufficienti nell’ottica 

della pertinente giurisprudenza del Tribunale federale svizzero in materia 

(DTF 143 V 410 e 143 V 409).  

3.2.6 In siffatte circostanze, una perizia medica pluridisciplinare con con-

sulti peritali in ortopedia-reumatologia, neurologia, cardiologia e psichiatria 

da effettuarsi in Svizzera è da ritenersi necessaria, anche nell’interesse del 

ricorrente medesimo, dal momento che la stessa è atta a adempire i requi-

siti giurisprudenziali con la dovuta celerità. La medesima non costituisce 

affatto un’inutile “seconda opinione”, ma una premessa indispensabile – 

nel caso di specie – per potere accertare correttamente l’adempimento 

delle condizioni per l’ottenimento di una rendita svizzera per l’invalidità. 

3.2.7 Quanto alla possibilità per l’insorgente di affrontare il viaggio dall’Italia 

alla Svizzera per sottoporsi alla perizia pluridisciplinare, la dott.ssa 

F._______, medico dell’UAIE, ha ritenuto, nel novembre del 2018, che la 

broncopneumopatia cronica ostruttiva (in trattamento con broncodilatatore 

e ossigeno al bisogno) di cui il ricorrente soffre (v. il certificato allergologico 

del 29 luglio 2018 del dott. H._______ [doc. TAF 8]), non gli preclude (in 

assenza, nel certificato medesimo, di informazioni sullo stato clinico e la 

funzione polmonare) il viaggio in Svizzera (v. il rapporto del 13 novembre 

2018 [doc. TAF 10]). Dall’insieme dei documenti medici agli atti, contraria-

mente a quanto pretende genericamente il ricorrente, non risulta altresì 

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Pagina 14 

 

plausibile che il suo viaggio in Svizzera debba considerarsi siccome ragio-

nevolmente inesigibile, tanto meno se organizzato in modo adeguato (se 

del caso con accompagnamento). Nel certificato neurochirurgico del 25 no-

vembre 2016 è stato certo indicato che il ricorrente non è in grado di af-

frontare viaggi anche per brevi percorsi (doc. 106). Siccome detta visita è 

anteriore di oltre 18 mesi all’emanazione della decisione incidentale impu-

gnata e ritenuto altresì che tale affermazione del neurochirurgo non è cor-

roborata da diagnosi e valutazioni convincenti ed intelligibili, alla stessa non 

può essere conferito pieno valore probatorio. Per il resto, basti rilevare che 

il ricorrente non ha esibito, oltre il menzionato rapporto neurochirugico del 

25 novembre 2016, alcun documento medico suscettibile di dimostrare che 

un viaggio in Svizzera per sottoporsi alla perizia pluridisciplinare non sia 

ragionevolmente esigibile. Non è peraltro dato sapere per quale motivo 

detto viaggio in Svizzera e la relativa valutazione pluridisciplinare, aventi 

per scopo una corretta determinazione del suo stato di salute in tempi ra-

gionevoli, dovrebbero causargli uno stress psicofisico “non indifferente”, cui 

non sarebbe stato esposto nell’eventualità che si fosse ordinata (potuto 

ordinare) siffatta, necessaria, perizia pluridisciplinare in Italia. 

4.  

Da quanto esposto, consegue che il ricorso non merita tutela e la decisione 

impugnata va confermata.  

5.  

5.1 Per eccezione, si rinuncia alla riscossione di spese processuali (art. 63 

cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 6 lett. b TS-TAF [RS 173.320.2]). 

5.2 Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 

cpv. 1 e 2 TS-TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’anche 

vincenti, non hanno di principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili (art. 

7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto (v., fra 

l’altro, DTF 127 V 205). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-4049/2018 

 

Pagina 15 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali.  

3.  

Non si attribuiscono spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di 

ricevimento) 

– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Marcella Lurà 

 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-4049/2018 

 

Pagina 16 

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono 

adempiute le condizioni di cui agli art. 82 segg. e 100 LTF. Il termine è 

reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale 

oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza 

diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 

48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 

l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: