# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** db191747-5bdf-5951-a389-b38ad990e365
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-05-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 23.05.2024 80.2022.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2022-54_2024-05-23.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2022.54

  80.2022.55

  	
  Lugano

  23 maggio 2024   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria

  	
  Mara
  Regazzoni

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   RI
  2  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 2 marzo 2022 contro la decisione del 2 febbraio 2022 in materia di IC e IFD
  2019.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Il 16.12.2020 i
coniugi RI 1 e RI 2 presentavano la dichiarazione d’imposta anno 2019.

                                         Per il marito, impiegato
presso __________ AG (in seguito __________) in qualità di specialista contro
gli abusi assicurativi, facevano valere le seguenti deduzioni professionali:

                                         Automobile
(14'080.00 km/anno)       CHF    8'448.-

                                         Spese per i pasti fuori
casa                CHF    3'200.- 

                                         Deduzione
forfettaria (IC)                    CHF    2'500.-

                                         La moglie aveva svolto dal
01.03.2019 un’attività dipendente con grado di occupazione del 50% presso __________
(__________) e per il restante 50% l’attività indipendente di avvocato (studio
legale). Nella dichiarazione i contribuenti chiedevano la deduzione delle
seguenti spese professionali:

                                         Automobile
(5’220.00 km/anno)         CHF    3'132.-

                                         Spese per i pasti fuori
casa                CHF    1'350.-

                                         Deduzione
forfettaria (IC)                    CHF   2’500.-

                                         Il reddito dichiarato per
l’attività lucrativa indipendente della coniuge ammontava a CHF 61'977.-. 

 

 

                                  B.   Con decisione del
10.03.2021 l’RS 1 (in seguito UT) notificava ai contribuenti la tassazione IC e
IFD 2019, nella quale commisurava il reddito imponibile in CHF 183'300.- per
l’IC e in CHF 195'800.- per l’IFD. 

                                         Il reddito da attività
lucrativa indipendente della moglie veniva rettificato in CHF 67'000.-, con la
motivazione che parte delle spese indicate nella contabilità “(spese di
rappresentanza, auto, vitto, ecc.)” erano di natura privata e pertanto non
deducibili. La ripresa fiscale ammontava quindi a CHF 5'023.-.

                                         Per quanto attiene alle
spese professionali del marito venivano ammesse le seguenti deduzioni:

                                         Trasporto
dal domicilio al luogo di lavoro   CHF   1’269.-

                                         Spese per i pasti fuori
casa                          CHF    3'200.-

                                         Deduzione
forfettaria (IC)                             CHF           0.-

                                         Secondo l’UT, la deduzione
delle spese per il veicolo privato non era ammissibile e aveva ammesso il costo
annuale dell’abbonamento del mezzo pubblico di trasporto. Le spese forfettarie
venivano interamente escluse poiché, “in caso di versamento da parte del
datore di lavoro di un’indennità forfettaria atta a coprire le spese sopportate
dal proprio dipendente, si presuppone che tale indennità copra effettivamente
tutte le spese sopportate quale dipendente”.

                                         In relazione alle spese
professionali della moglie venivano ammesse le seguenti deduzioni:

                                         Trasporto
dal domicilio al luogo di lavoro   CHF   1’269.-

                                         Spese per i pasti fuori
casa                          CHF   1’350.-

                                         Deduzione
forfettaria (IC)                             CHF   1’250.-

                                         Le deduzioni per le spese
di trasporto erano state ridotte con le stesse motivazioni fornite per il
marito. Le spese forfettarie erano state dimezzate, poiché secondo l’UT i
presupposti per la deduzione intera non erano adempiuti.

 

 

                                  C.   Con reclamo del
09.04.2021 i contribuenti impugnavano la decisione di tassazione, chiedendo la
deduzione delle rispettive spese di trasporto dal domicilio al luogo di lavoro
con il veicolo privato e dell’importo forfettario massimo per le “altre spese
professionali”.

                                         Per le spese di trasporto argomentavano
di dipendere entrambi dal veicolo privato nell’esercizio della loro attività
lavorativa. Quali mezzi di prova allegavano le dichiarazioni dei rispettivi
datori di lavoro e un’attestazione delle rendite. 

                                         Con riferimento alle
deduzioni forfettarie per “altre spese professionali”, sostenevano che il
rimborso spese di CHF 4'800.-, pagato dalla __________ al marito, fosse
unicamente destinato all’indennizzo delle “spese di rappresentanza” e non
includesse tutte le “altre spese professionali”, che restavano a carico dei
contribuenti. 

                                         Si opponevano inoltre al
dimezzamento della deduzione forfettaria della moglie (per l’IC), indicando che
il rapporto di lavoro con __________ era durato più di 6 mesi e aveva un grado
di occupazione del 50%, ciò che avrebbe giustificato la deduzione completa. 

 

 

                                  D.   Con lettera del
17.11.2021 l’UT invitava i contribuenti a trasmettere i seguenti documenti:
contratti di lavoro e regolamento spese dei rispettivi datori di lavoro;
comprova delle trasferte effettuate a titolo professionale; giustificativi per
le “altre spese professionali” eccedenti il rimborso forfettario del marito;
comprova relative a spese escluse dalla contabilità, ma necessarie
all’esercizio dell’attività lucrativa dipendente della moglie.

                                         Il 07.12.2021 i reclamanti
trasmettevano all’autorità la seguente documentazione:

·        
per il marito: 

­     contratto
di lavoro e regolamento spese di __________; 

­     alcune
buste paga anno 2019; 

­     email
datata 07.12.2021 del dipartimento delle risorse umane della __________
inerente le spese di trasferta riconosciute nel 2019; 

­     una
dichiarazione del datore di lavoro;

·        
Per la moglie: 

­     una
dichiarazione del datore di lavoro;

­     una
tabella concernente le trasferte rimborsate dall’__________ alla contribuente.

 

                                  E.   Con decisione del
02.02.2022 l’UT respingeva integralmente il reclamo, con la seguente
motivazione:

 

                                         […] Nel caso in esame,
analizzata la documentazione prodotta dopo richiesta dell'autorità fiscale si
evince unicamente che il datore di lavoro del contribuente abbia versato
indennità denominate "Spese bolletta" e abbia confermato che lo
stesso si è servito del proprio mezzo privato per numerosi spostamenti di
carattere professionale; non compare da nessuna parte la richiesta da parte
dello stesso che il contribuente utilizzi il proprio mezzo privato, piuttosto
che un mezzo pubblico. Il regolamento spese prevede infatti il rimborso in caso
di utilizzo di mezzi pubblici, oltre a quello per mezzi privati. Per quanto
afferente l'esercizio dell'attività lucrativa dipendente da parte della moglie
del contribuente, l'esame della tabella indennità di trasferta lascia
trasparire che, anche in questo caso, l'utilizzo del mezzo privato non sia una
necessità (senza contare che alcuni costi per veicoli sono già stati
contabilizzati nell'ambito dell'attività lucrativa indipendente). Venendo poi
alle altre spese professionali forfettarie, la deduzione per il marito viene
riconfermata in CHF 0.- non essendo state comprovate spese effettive che
superino il rimborso spese forfettario concesso da parte del datore di lavoro;
anche per la moglie la deduzione ammessa in prima istanza viene riconfermata,
poiché non sono state comprovate altre spese escluse dalla contabilità
necessarie all'esercizio dell'attività lucrativa. […]

.

 

                                  F.   Con tempestivo
ricorso alla camera di diritto Tributario, i coniugi RI 1 e RI 2 postulano
l’annullamento della decisione di tassazione, chiedendo la deduzione integrale
delle spese per il veicolo privato del contribuente e del coniuge, così come
delle “altre spese professionali” della moglie. 

                                         Per quanto concerne le spese
di trasporto con il veicolo privato del marito, secondo i ricorrenti la deduzione
sarebbe giustificata in considerazione della “necessità dell’uso del veicolo
per motivi professionali”. Infatti, “non solo l’utilizzo del veicolo per motivi
professionali è relativamente frequente, ma sovente non programmabile in quanto
dipendente dalla tipologia dei casi trattati e dalle segnalazioni che giungono
o il decorso che prende una determinata inchiesta”. A sostegno delle loro
allegazioni gli insorgenti allegano tre nuovi documenti: una dichiarazione
scritta della __________, un riassunto “generico” delle spese rimborsate al
contribuente nel corso del 2019 e uno “dettagliato” relativo al periodo dal
01.10.2018 al 29.03.2019.

                                         In relazione alle spese di
trasporto con il veicolo privato della moglie, quest’ultima dovrebbe servirsi
dell’automobile nell’esercizio dell’attività di Segretario generale dell’__________
e in particolare in relazione a diversi eventi che si sarebbero svolti sul
territorio ticinese. L’utilizzo dei mezzi pubblici sarebbe “di difficile
attuazione” a causa dell’attività part-time, che implicherebbe lo spostamento
tra __________ (attività dipendente, __________) e __________ (attività
indipendente, Studio legale).

                                         Quanto alla deduzione
forfettaria per la moglie, i ricorrenti censurano un errato accertamento dei
fatti. La ricorrente sarebbe stata impiegata dal 01.03.2019 al 31.12.2021 con
un grado di occupazione del 50%, ragione per cui i presupposti per ammettere la
deduzione forfettaria massima sarebbero adempiuti. I contribuenti contestano
inoltre l’argomentazione fornita dall’UT, secondo cui la moglie avrebbe
inserito a conto economico la totalità delle spese cagionate dall’esercizio di
entrambe le attività lucrative (dipendente e indipendente). Tale motivazione sarebbe
in contrasto con la ripresa fiscale effettuata nella decisione del 10.03.2021.

                                         Infine, i contribuenti
rimproverano all’UT la violazione dell’obbligo di motivazione e un formalismo
eccessivo “in determinate richieste”.

 

 

Diritto

 

 

                                    I.   Censure formali

 

                                   1.   1.1.

                                         Devono preliminarmente
essere esaminate le censure che si riferiscono ad una pretesa violazione del
diritto di essere sentiti dei ricorrenti, da parte dell’autorità di tassazione.
In caso di loro accoglimento, infatti, la decisione impugnata dovrebbe essere annullata.

 

                                         1.2.

                                         Adita dal contribuente con
reclamo, l’autorità di tassazione deve prendere una decisione motivata (art.
208 cpv. 2 LT; art. 135 cpv. 2 prima frase LIFD), fondandosi sui risultati
dell’inchiesta (art. 208 cpv. 1 LT; art. 135 cpv. 1 LIFD; v. anche Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum
Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 422).

                                         L’art. 29 della
Costituzione federale impone alle autorità amministrative e giudiziarie di
pronunciarsi sulle allegazioni delle parti nei considerandi delle loro
decisioni, riferendosi agli argomenti da queste addotti. Una motivazione può
comunque essere ritenuta sufficiente quando l’autorità menziona, almeno
brevemente, i motivi che l’hanno spinta a decidere in un senso piuttosto che
nell’altro e pone quindi l’interessato nelle condizioni di rendersi conto della
portata del giudizio e delle eventuali possibilità d’impugnazione presso
un’istanza superiore (DTF 114 Ia 242 consid. 2, 112 Ia 109 consid. b e rimandi,
111 Ia 1; inoltre decisione TF del 5 dicembre 1990 in re A.W).

                                         Per far ciò l’autorità
giudicante non deve pronunciarsi necessariamente su tutti gli argomenti e le
eccezioni sollevati, ma può limitarsi a prendere posizione su quelli principali
ed essenziali, atti a influire sulla decisione di merito (cfr. DTF 111 Ia 1,
cons. 3a; DTF 107 Ia 248, cons. 3a; DTF 105 Ib 248/9, cons. 2a; DTF 101 Ia 3;
decisione TF dell’8 gennaio 1987 in re S. McL, cons. 3;
decisione CDT n. 381 del 30 luglio 1981 in re St.; Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,
Basilea 1986, vol. I, n. 85 B III a, p. 535; Känzig/Behnisch, Direkte Bundessteuer, 2ª ediz.,
Vol. III, Basilea 1992, p. 249).

                                         La motivazione deve dunque
consistere nell'esposizione della fattispecie ed in una motivazione giuridica,
dalla quale risulta su cosa si fonda il dispositivo della decisione: solo in
tal modo, infatti, il contribuente è in condizione di motivare il suo ricorso e
l'autorità di ricorso di sottoporre a verifica la decisione stessa (Känzig/Behnisch, op. cit., p. 249;
inoltre sentenza CDT n. 80.2002.205 del 5 agosto 2003 in RtiD I-2004 n.19t).

 

                                         1.3.

                                         Tornando al caso in esame,
nella decisione impugnata sono state esposte le basi legali e i principi
giurisprudenziali sui quali l’autorità si è fondata. Anche gli elementi
fattuali sono stati esposti in modo sufficientemente chiaro da permettere al
contribuente di comprendere per quale motivo il reclamo è stato respinto.
L’autorità di tassazione si è infatti confrontata con tutte le quattro
tematiche sollevate dai contribuenti, fornendo per ognuna di esse una (breve)
spiegazione. Contrariamente a quanto sembrerebbero indicare i ricorrenti, l’UT
ha considerato in modo adeguato anche i documenti trasmessi nel quadro della
procedura di reclamo, spiegando contemporaneamente che gli stessi non
risultavano sufficienti per ammettere la deduzione delle spese in oggetto. 

                                         Riassumendo l’autorità ha
respinto il reclamo poiché 1) l’effettivo utilizzo del veicolo del marito per
spostamenti professionali non era stato quantificato; 2) l’utilizzo del veicolo
della moglie non appariva necessario nello svolgimento dell’attività
professionale; 3) non era stata comprovata l’esistenza di spese sostenute dal
marito che eccedessero il rimborso forfettario versato dal datore di lavoro; 4)
“non sono state comprovate altre spese escluse dalla contabilità [dell’attività
indipendente] necessarie all’esercizio dell’attività lucrativa [dipendente]”
della moglie e pertanto la deduzione forfettaria era stata ammessa solo in
ragione del 50%.

 

                                         1.4.

                                         Seppur
succinta, la decisione impugnata si pronuncia sui punti rilevanti per il
giudizio ed è stata senz’altro compresa dai ricorrenti, che l’hanno contestata
in questa sede con cognizione di causa, proponendo nuovi mezzi di prova volti a
suffragare le argomentazioni dell’autorità di tassazione. Essa appare pertanto
ancora rispettosa dell’obbligo di motivazione dedotto dalle leggi federale e
cantonale e dall’art. 29 cpv. 2 Cost. 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         I ricorrenti lamentano
anche “un formalismo eccessivo in determinate richieste effettuate
dall’ufficio”. 

 

                                         2.2.

                                         L'art. 29 cpv. 1
Cost. vieta il formalismo eccessivo quale forma particolare del diniego di
giustizia. Esso si realizza quando la rigorosa applicazione delle norme di
procedura non è giustificata da alcun interesse degno di protezione, diviene
fine a sé stessa, complica in maniera insostenibile la realizzazione del
diritto materiale o l'accesso al tribunale. L'eccesso di formalismo può risiedere
sia nella regola di comportamento imposta dal diritto sia nella sanzione che
implica la sua violazione.

 

                                         2.3.

                                         I ricorrenti non indicano
quali sarebbero i comportamenti dell’UT in contrasto con il divieto di
formalismo eccessivo. Giusta l’art. 227 cpv. 2 LT i ricorrenti devono indicare
nell’atto di ricorso le conclusioni e i fatti sui quali esse sono fondate. La
censura sollevata dai contribuenti è pertanto inammissibile, non essendo stato
spiegato quali siano gli atti ritenuti contrari al divieto di formalismo.

                                         Nella misura in cui fanno
riferimento a “determinate richieste effettuate dall’ufficio”, si ricorda che
le richieste di informazioni e di documentazione, indirizzate dall’UT ai
contribuenti durante la procedura di reclamo, erano nell’interesse di questi
ultimi. Quando un contribuente fa valere una deduzione e i fatti su cui la
stessa si basa non sono dimostrati, le conseguenze dell'assenza di prove
ricadono in effetti sul contribuente medesimo (sentenza del TF 2C_123/2022 del
24 novembre 2022 consid. 6.4 e giurisprudenza citata).

 

 

                                   II.   Spese
di trasporto

 

                                   3.   Nel
merito, i ricorrenti censurano il mancato riconoscimento delle spese per
l’utilizzo del veicolo privato, per recarsi dal domicilio al posto di lavoro e
viceversa, e chiedono la deduzione forfettaria massima per le “altre spese
professionali” sostenute della moglie nell’esercizio della sua attività
dipendente. 

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Sia secondo l’art. 25 cpv.
1 LT sia secondo l’art. 26 cpv. 1 LIFD rientrano fra le spese professionali
deducibili le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro.

 

                                         4.2.

                                         Con l’approvazione, nel
2014, da parte del popolo svizzero della legge federale del 21 giugno 2013
concernente il finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria
(nell’ambito del cosiddetto progetto __________, volto ad implementare un nuovo
sistema per finanziare l’esercizio, il mantenimento della qualità e
l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria), l’art. 26 cpv. 1 lett. a
LIFD è stato modificato nel senso che “le spese professionali deducibili sono:
[…] le spese di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro fino a un
importo massimo di 3000 franchi” (testo in vigore dal 1° gennaio 2016).

                                         Il 6 marzo 2015 è stata
modificata anche l’Ordinanza del DFF del 10 febbraio 1993 sulla deduzione delle
spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente
ai fini dell’imposta federale diretta (RS 642.118.1). L’art. 5 cpv. 1, nella
versione in vigore dal 1.1.2016, prevede che, a titolo di spese necessarie per
il trasporto dal luogo di domicilio a quello di lavoro il contribuente possa
dedurre un importo massimo di 3000 franchi (art. 26 cpv. 1 lett. a
LIFD).

                                         L’art. 5 cpv. 2 precisa
che sono considerati costi deducibili:

a.    le spese
necessarie per l’uso di mezzi di trasporto pubblici; o

b.    i costi
necessari sostenuti per ogni chilometro percorso con l'uso di un veicolo
privato, se non è disponibile un mezzo di trasporto pubblico o non è
ragionevole pretendere che il contribuente ne faccia uso.

 

                                         4.3.

                                         Per il calcolo
dell’imposta cantonale, l’art. 25 cpv. 1 lett. a LT stabilisce che “le spese
professionali deducibili sono […] le spese di trasporto necessarie dal
domicilio al luogo di lavoro”. La norma cantonale precisa ulteriormente che
“per le spese professionali secondo il capoverso 1 lett. a […] sono
stabilite deduzioni complessive entro i limiti fissati dal Consiglio di Stato”
(art. 25 cpv. 2 LT).

                                         Secondo l’art. 3 cpv. 1
del Decreto esecutivo concernente l’imposizione delle persone fisiche (RL
640.210; quello valido per il periodo fiscale 2019 qui in esame è del 12
dicembre 2018), sono considerate spese di trasporto quelle causate al
contribuente per trasferirsi dal luogo di domicilio a quello in cui lavora. Le
relative deduzioni sono stabilite come segue:

                                         a)  per
l’uso di mezzi di trasporto pubblici: la spesa effettiva; 

                                         b)  […]

                                         c)   per
l’uso di una motocicletta con targa di controllo su fondo bianco o di
un’automobile privata: le spese del mezzo pubblico disponibile.

                                         Eccezionalmente, se nessun
mezzo pubblico è a disposizione o se il contribuente non può servirsene (es.
infermità, distanza notevole dalla più vicina fermata, orario sfavorevole,
ecc.) è ammessa una deduzione fino a 40 cts. il km per le motociclette con
targa di controllo su fondo bianco e 60 cts. per le automobili (art. 3 cpv. 2
del Decreto esecutivo citato).

 

                                         4.4.

                                         La questione di sapere se
accordare la deduzione per l’uso dell’automobile o quella per l’uso dei mezzi
pubblici va in definitiva risolta secondo il criterio dell’idoneità: l’uso del
veicolo non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare la
soluzione più adatta e ragionevole, quella basata sul buon senso. Così se si
può pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c’è
diretta comunicazione fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia
obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276; cfr. Känzig, Direkte Bundessteuer, 2ª ediz.,
Vol. I, p. 682/83). Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le spese
di trasporto con un veicolo privato sono considerate necessarie per
l’acquisizione del reddito solo se non si può ragionevolmente pretendere dal contribuente
che si serva di un mezzo pubblico. Ciò si verifica in particolare se
l’interessato è infermo o cagionevole, se la fermata del mezzo pubblico è molto
distante dal domicilio o dal luogo di lavoro oppure se l’attività lucrativa
inizia o termina ad orari incompatibili con l’orario dei mezzi di trasporto
pubblici o ancora se il contribuente dipende da un veicolo per l’esercizio
della professione (cfr. p. es. la sentenza del 9 luglio 2012 n. 2C_807/2011,
consid. 2.3.1 e giurisprudenza citata; Genini,
Deduzioni per spese professionali cumulate, in NF 9/2018, pag. 399 e segg.;
sentenza 2C_745/2017 del 21.9.2017 in RDAF 2018 II p. 149 e segg.). A queste
condizioni, l’uso del mezzo privato appare necessario e i relativi costi sono
pertanto deducibili. Se per contro non sono adempiuti tali criteri, i costi che
eccedono quelli per l’uso del mezzo pubblico costituiscono spese per il
mantenimento personale, non deducibili (Koller,
Die Verfassungsmässigkeit einer Beschränkung des Fahrkostenabzuges bei der
direkten Bundessteuer, in ASA 80 p. 761 ss., in particolare p. 782 s., con
riferimento alla sentenza del Tribunale federale del 12 maggio 2003 n.
2P.254/2002, consid. 4.2).

 

                                         4.5.

                                         Di principio, in
applicazione analogica della regola generale prevista dall’art. 8 CC, nella
procedura fiscale l’onere della prova è ripartito nel senso che l’autorità
fiscale è tenuta a dimostrare l’esistenza di elementi che fondano o aumentano
l’onere fiscale, mentre è a carico del contribuente la prova di quei fatti che
concorrono ad escludere o a ridurre il debito verso l’erario (DTF 133 II 153 e
121 II 257; ASA 64 p. 493; StE 1990 B 13.1 n. 8).

 

 

                                   5.   Spese di trasporto del
marito

 

                                         5.1.

                                         I contribuenti sono
domiciliati a __________, in via __________ e il luogo di lavoro del marito,
presso la __________, si trova a __________, in Via __________.

                                         I contribuenti chiedono la
deduzione delle spese di trasporto dal domicilio al luogo di lavoro, indicando
che il mezzo è “usato su richiesta e con indennizzo del datore di lavoro” e
risulta quindi necessario per l’esercizio della professione. 

                                         Il contribuente è
dipendente presso la __________ in qualità di “specialista contro gli abusi
assicurativi”. Nella dichiarazione sottoscritta dal datore di lavoro il 01.03.2022
si legge che “l’utilizzo del veicolo privato è necessario per lo svolgimento
delle mansioni lavorative nell’ambito della lotta contro gli abusi
assicurativi, tra cui accertamenti, sopralluoghi, incontri con assicurati,
aziende” e che “gli spostamenti vengono eseguiti a dipendenza delle
esigenze dei casi trattati e avvengono regolarmente in luoghi e in circostanze
in cui l’utilizzo dei mezzi non è possibile”. 

                                         Nella dichiarazione della __________
del 07.12.2021 si legge: “Les frais de déplacement sont remboursés sur la
base de notes de frais selon notre règlement des frais et ne figurent ainsi pas
dans le certificat de salaire”. 

                                         Nel corso della procedura
di reclamo, il contribuente non ha fornito alcun dettaglio in merito al numero
effettivo delle trasferte in automobile e segnatamente al numero di giorni in
cui si sono verificate.

                                         Le summenzionate
dichiarazioni del datore di lavoro appaiono certamente compatibili con la
professione svolta dal contribuente, ma non permettono di determinare se e in
che misura il veicolo sia stato utilizzato a scopo lavorativo. Un utilizzo
sporadico non sarebbe infatti sufficiente per giustificare la deduzione delle
spese per l’uso del veicolo privato sull’arco dell’intero anno lavorativo. Nei
certificati di salario inoltrati durante la procedura di reclamo, risultano dei
rimborsi per “spese bolletta”. La nozione di “spese bolletta” non è reperibile
nel regolamento spese della __________ né il contribuente ha fornito spiegazioni
in merito. Non è quindi chiaro quali tipologie di spese siano state rimborsate.
In queste circostanze l’UT non ha potuto verificare l’esistenza di rimborsi del
datore di lavoro per l’utilizzo professionale del veicolo e quindi l’esistenza
dei presupposti per ammettere le deduzioni richieste dai contribuenti. 

 

                                         5.2.

                                         In sede di ricorso i
contribuenti hanno trasmesso nuovi documenti, in particolare 1) “Bestätigung
Spesenabrechnung” e 2) “Spesenabrechung/Reisekostennachweis
(Testausdruck)”. 

                                         Ancora una volta, dal
primo documento non si evince la natura delle spese che sono state rimborsate (trasferte
con mezzo privato / pubblico, pernottamenti, vitto, ecc.): vi è infatti un
semplice rinvio al regolamento spese della azienda. L’importo di CHF 5'013.20
(per l’anno 2019) non può quindi essere automaticamente ascritto all’utilizzo
del veicolo nell’esercizio della professione. Dal secondo documento, risulta
invece che il contribuente ha usato professionalmente il veicolo 13 volte nel
periodo 05.10.2018 – 31.12.2018 e 8 volte nel periodo 01.01.2019 - 29.03.2019. 

                                         Con lettera del 17.11.2021
(procedura di reclamo), l’UT aveva esatto una “comprova delle trasferte
effettuate per conto del datore di lavoro durante il periodo oggetto di
reclamo”. Ciononostante, in un primo momento i contribuenti non hanno
fornito dati concreti sull’utilizzo del veicolo nell’esercizio dell’attività
lucrativa, limitandosi a trasmettere all’autorità delle generiche dichiarazioni
del datore di lavoro e alcune buste paga. Solo con il ricorso alla Camera di
diritto tributario hanno prodotto un elenco dettagliato delle trasferte
effettuate e rimborsate dal datore di lavoro, ma limitatamente al primo
quadrimestre del periodo fiscale litigioso. I contribuenti non hanno mai indicato
quante siano le spese di trasferta rimborsate nel 2019. Non si comprende per
quale motivo abbiano omesso di esporre in modo trasparente e completo
l’utilizzo effettivo del veicolo, posto che il documento “Reisekostennachweis”
è stato creato in data 08.12.2021, quando i dati relativi all’anno fiscale 2019
erano verosimilmente disponibili e reperibili. Le informazioni fornite appaiono
frammentarie ed incomplete. La tesi argomentativa dei contribuenti, secondo la
quale “l’utilizzo del veicolo per motivi professionali è relativamente
frequente” non risulta dunque dimostrata e non permette comunque di verificare
la frequenza di tale utilizzo.

 

                                         5.3.

                                         Dai descrittivi delle
singole trasferte sembrerebbe inoltre che esse siano correlate a dei normali
appuntamenti di lavoro (“Incontro […]”, “Sitzung […]”, “Workshop […]”,
“visita nel ruolo di responsabile”), che come tali sono prevedibili e
programmabili. 

                                         Non vi sono elementi che
confermino l’argomentazione dei contribuenti, secondo la quale il marito
necessiterebbe costantemente di un veicolo per lo svolgimento della sua
attività lavorativa, in quanto sarebbe regolarmente confrontato con degli
impegni professionali “non programmabili”, che richiederebbero una reazione
immediata e l’utilizzo dell’automobile. 

                                         A tale riguardo si rileva
che in nessuna delle dichiarazioni scritte rilasciate dal datore di lavoro
(31.03.2021, 07.12.2021, 01.03.2022) viene esplicitamente indicato che
l’attività svolta si caratterizza da eventi non programmabili e imprevedibili,
né vi sono riferimenti in questo senso. 

 

                                         5.4.

                                         A fronte di quanto precede
non può essere riconosciuta la deduzione per l’uso del veicolo per tutti i 220
giorni lavorativi. Della documentazione fornita si può ritenere che il marito
utilizzi il veicolo nell’esercizio dell’attività professionale indicativamente
3-4 volte al mese, ossia mediamente una volta alla settimana. Questa stima
risulta, ad ogni modo, già particolarmente favorevole ai contribuenti, poiché
calcolata sulla media dei tragitti effettuati nel periodo dal 05.10.2018 al
29.03.2019, ossia 13 volte in 6 mesi, mentre considerando il solo periodo qui
in esame (anno 2019) il numero medio di utilizzi sarebbe addirittura inferiore.

                                         La deduzione per le spese
di trasporto dal domicilio al luogo di lavoro con il veicolo privato può
conseguentemente venir ammessa unicamente per 48 giorni.

 

                                         5.5.

                                         Per quanto riguarda la
misura della deduzione, si ricorda che il riconoscimento della deduzione delle
spese di trasferta per l’autovettura privata rappresenta comunque l’eccezione e
che, trattandosi di spese necessarie, le stesse vanno di regola calcolate,
secondo costante prassi, in base alla distanza media da una località all’altra,
e non in base al percorso più comodo scelto dal contribuente (cfr. ad esempio,
CDT 80.2002.130 del 5 settembre 2002, cfr. CDT 80.2018.162 del 5 novembre
2021).

                                         Nella dichiarazione di
tassazione i contribuenti hanno indicato 32 Km per la tratta __________ – __________,
per un totale di 64 km al giorno. Nel caso in esame, in applicazione della
giurisprudenza appena esposta, i essi possono pretendere unicamente la
deduzione del percorso più breve, ritenuto in particolare che la durata dei due
tragitti è pressoché identica. Ne consegue che la deduzione per l’utilizzo del
veicolo privato deve essere calcolata in misura di 23 km/tragitto oppure 46
km/giorno.

 

                                         5.6.

                                         Se il contribuente ha
utilizzato il veicolo nell’esercizio della sua attività lavorativa mediamente 1
volta a settimana, per un totale di 48 tragitti annui, la percorrenza annua
corrisponde a 2'208 Km (48gg x 46km/gg).

                                         Per il calcolo dell’IC
l’art. 3 cpv. 2 DE prevede una deduzione di 60 cts/km, mentre per l’IFD è
riconosciuta una deduzione di 70 cts/km, per un massimo di CHF 3’000.-
annui.

                                         Ne
consegue che i costi di trasporto dal domicilio al luogo di lavoro ammontano a:

	
   

  	
   

  	
  IC

  	
  IFD

  
	
  Automobile

  	
   

  	
  CHF 1’324.80

  	
  CHF 1’545.60

  
	
  Trasporti pubblici

  	
   

  	
  CHF 1’269.00

  	
  CHF 1’269.00

  
	
  Totale

  	
   

  	
  CHF 2’593.80

  	
  CHF 2’814.60

  

                                         Ai contribuenti viene
quindi riconosciuto la deduzione di CHF 2'594.- per l’IC, e di CHF 2'815.-
per l’IFD.

 

                                         5.7.

                                         Il fatto che nei periodi
fiscali precedenti l’UT abbia riconosciuto una deduzione maggiore, non fonda
alcun diritto acquisito. Va tenuto presente che l’autorità fiscale non è
vincolata dalle decisioni adottate nei periodi fiscali precedenti. Va al proposito
ricordato che la costante giurisprudenza del Tribunale federale ha escluso che
un ricorrente possa pretendere di ottenere un trattamento più favorevole
appellandosi al principio della buona fede (art. 9 Cost, DTF 131 II 627 consid.
6.1; 118 Ib 312 consid. 3b). 

 

                                   6.   Spese
di trasporto della moglie

 

                                         6.1.

                                         Il
luogo di lavoro della moglie, presso l’__________ (attività dipendente) si
trova a __________, in __________, mentre il suo studio legale (attività
indipendente) si trova a __________, in Via __________. Il domicilio è a __________.

                                         I ricorrenti si avvalgono
delle dichiarazioni del datore di lavoro, indicando che la contribuente,
nell’esercizio della sua funzione di segretario generale __________, ha fatto
uso del veicolo privato per svolgere “molteplici spostamenti sul nostro
territorio”. Le dichiarazioni rilasciate da __________ non attestano né che “il
contribuente dipende da un veicolo per l’esercizio della professione” -
limitandosi a confermarne l’utilizzo -, né che gli spostamenti non potevano
essere svolti con i mezzi pubblici o ancora che l’uso del mezzo privato è stato
esplicitamente chiesto dal datore di lavoro e non rappresenta una libera scelta
della dipendente. 

                                         Dalla tabella “indennità
di trasferta anno 2019” si evince che la ricorrente è stata indennizzata in
corrispondenza di 21 trasferte (avvenute in 20 giorni diversi). Tutti gli
spostamenti si sono svolti in aree ben __________ tra loro con i mezzi pubblici
(__________, __________ e __________). Nella dichiarazione d’imposta i
contribuenti hanno chiesto la deduzione per l’equivalente di 90 giorni, mentre
dalla documentazione risulta un utilizzo a scopo professionale sporadico e
limitato a poche evenienze. 

                                         La maggior parte degli
eventi per i quali la ricorrente ha ricevuto un’indennità di trasferta sono la
“seduta del consiglio” (9/21 degli eventi). Giusta il § 2 del Regolamento spese
del __________ (versione del 04.04.2022; fonte:https://__________.pdf,
consultato il 02.05.2024), “[i] collaboratori del Segretariato non ricevono
indennizzo forfettario o indennità di seduta. Hanno diritto alle indennità di
trasferta, escluso la trasferta dal luogo di domicilio al Segretariato. I punti
3-5 si applicano per analogia”. Il § 3 prevede che “[l]e spese di
trasferta nel Cantone variano da un minimo di CHF 20.00 (es.
Chiasso-Mendrisio) a un massimo di CHF 175.00”. Giova a tal proposito
rilevare che la contribuente è stata rimborsata per delle trasferte nella
località di __________ (cfr. Seduta di consiglio del 09.07.2019; 19.08.2019; 03.10.2019;
22.11.2019; 18.12.2019), ossia nel comune dove si trova il suo luogo di lavoro
(cfr. dichiarazione d’imposta). Alla luce del § 2 del Regolamento, ci si
domanda se il datore di lavoro non abbia in tal modo assunto i costi delle
trasferte dal domicilio al luogo di lavoro. Non sembra infatti comprensibile
che la contribuente abbia percepito un’indennità di trasferta pari a CHF 50.-
per uno spostamento all’interno della stessa città.

                                         Tralasciando quest’ultima
questione, esaminando gli atti si deve ammettere che la contribuente non ha
provato di dipendere da un veicolo per l’esercizio della sua attività
professionale: il numero di trasferte professionali eseguite nell’anno 2019 è
particolarmente ridotto e tutti gli eventi si sono svolti in città ben collegate
tra di loro. Non risulta che il datore di lavoro abbia esatto l’utilizzo del
veicolo privato per gli spostamenti professionali, ma piuttosto che si tratti
solo di una scelta di comodo fatta della contribuente. In linea di principio la
deduzione delle spese per il veicolo privato è quindi esclusa.

 

                                         6.2.

                                         Resta da verificare, se
l’utilizzo dei mezzi pubblici risulta idoneo per gli spostamenti dal domicilio
al luogo di lavoro. 

                                         Nel caso in oggetto i
ricorrenti sostengono (almeno implicitamente) che devono essere considerati
tutti gli spostamenti tra __________ (__________), __________ (Studio legale) e
__________ (domicilio), ciò che renderebbe l’uso dei trasporti pubblici
inadatto. A tal riguardo è opportuno rammentare che – in linea di principio –
il reddito da attività lucrativa dipendente (art. 16 ss. LT, art. 25 LT) deve
essere determinato in modo autonomo da quello da attività lucrativa
indipendente (art. 17 ss. LT, art. 27 LT). Come esplicitamente indicato
dall’art. 3 DE e dall’art. 1 dell’Ordinanza del 10 febbraio 1993, le spese
professionali deducibili sono, in generale, quelle necessarie al conseguimento del
proprio reddito e in rapporto di causalità diretta con quest’ultimo. E
contrario, non sono quindi deducibili a titolo di spese professionali le spese
che eccedono il necessario e che non sono in nesso di causalità diretta con il
conseguimento del relativo reddito.

                                         La deduzione per le “spese
di trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro” è prevista unicamente
in relazione all’esercizio dell’attività lucrativa dipendente. Ai fini della
determinazione dell’idoneità dei mezzi pubblici, va quindi considerato esclusivamente
il tragitto dal domicilio (__________) al luogo di lavoro (__________) e
viceversa, senza contemplare invece gli spostamenti eseguiti in relazione
all’attività indipendente (Studio legale a __________). Infatti, quest’ultimi
vengono svolti esclusivamente in relazione all’attività lucrativa indipendente,
e non presentano un nesso di causalità diretta con il conseguimento del reddito
da attività dipendente.

                                         Nel ricorso i contribuenti
hanno scritto che:

                                         L’utilizzo
dei mezzi pubblici solo per recarsi sul luogo di lavoro a __________ [__________
a far tempo da agosto 2019] sarebbe stato di difficile attuazione considerando
l’impostazione del 50% da dipendente: il tasso di occupazione del 50% presso __________
spesso significava recarsi a __________ nella fascia iniziale della giornata
per poi rientrare a __________ nel primo pomeriggio per l’esercizio
dell’attività da indipendente. 

                                         Le allegazioni dei
contribuenti sono generiche e non permettono di determinare per quale motivo l’uso
dei mezzi pubblici sarebbe “di difficile attuazione”. L’impostazione del lavoro
basata su due attività al 50% ciascuna non è infatti una motivazione
sufficiente per negare l’idoneità dei mezzi pubblici. Spetta al contribuente
dimostrare che la durata delle trasferte, le coincidenze o l’accessibilità ai
mezzi pubblici è problematica al punto tale da risultare una soluzione non
ragionevole secondo le circostanze concrete. L’onere di provare, allegare e
specificare in capo ai ricorrenti non è stato rispettato, sicché – già per
questo motivo - la richiesta di ammettere in deduzione delle spese per
l’utilizzo del veicolo privato non potrebbe essere accolta.

 

                                         6.3.

                                         6.3.1.

                                         In ogni caso, l’uso dei
mezzi pubblici appare del tutto idoneo, nella situazione della ricorrente.

 

                                         6.3.2.

                                         Il limite entro il quale è
possibile pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici si
determina in pratica in base a diversi fattori, laddove tuttavia non è
possibile stabilire delle regole rigide (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 109). Fra i
diversi criteri adottati dai cantoni, il più ricorrente è quello che considera
potersi concedere la deduzione delle spese per il mezzo privato quando ciò
consente di risparmiare quotidianamente almeno un'ora per lo spostamento da
casa al posto di lavoro e ritorno (cfr. Istruzioni di servizio alla legge
fiscale del Canton Zurigo, cifra 144bis, lett. a; Baur/Klöti-Weber/Koch/Meier/Ursprung,
Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 315; Weidmann/Grossmann/Zigerlig, Wegweiser
durch das st. gallische Steuerrecht, IV ediz., Berna 1987, p. 38; StE 1988 B
22.3 n. 21 [Canton Soletta]). Un altro criterio consiste nell'ammettere la
deduzione per l'automobile privata se lo spostamento con il mezzo pubblico
richiede più di un'ora e con l'automobile basta meno della metà del tempo (in
tal senso una sentenza del Tribunale amministrativo bernese, cfr. Gruber, Handkommentar zum bernischen
Gesetz über die direkten Staats- und Gemeindesteuern, 5a ediz.,
Berna 1987, p. 109). Più rigida la giurisprudenza dei Cantoni di
Basilea-Campagna e Basilea-Città, che non ammettono deduzioni aldilà di quelle
per i mezzi pubblici ogniqualvolta il tragitto da casa al luogo di lavoro
richieda meno di due ore e mezzo per l'andata al mattino ed il ritorno alla
sera (sentenze citate in: Funk,
Der Begriff der Gewinnungskosten nach schweizerischem Einkommenssteuerrecht, 2a
ediz., Coira/Zurigo 1991, p. 84, nota 17).

 

                                         6.3.3.

                                         Nella fascia oraria dalle 07.00
alle 09.00, i tempi di percorrenza tra domicilio e luogo di lavoro (sede OATi
di Mendrisio) sono di ca. 30-45 minuti (media 38 minuti) in automobile e di 1
ora con i trasporti pubblici. Il tragitto in direzione opposta ha una durata di
circa 26-40 minuti (media 33 minuti) in automobile e di 1 ora con i mezzi
pubblici (dati da: https://www.google.ch/maps,
https://www.sbb.ch/it/acquistare/pages/fahrplan/fahrplan.xhtml, consultati il
27.06.2022). La differenza tra i due mezzi di trasporto è di circa 22 minuti
all’andata, e di circa 27 minuti al ritorno, per un totale di 49 minuti al
giorno.

                                         Nel ricorso i contribuenti
indicano come luogo di lavoro Chiasso. Nel Modulo 4 della dichiarazione
d’imposta la deduzione viene però richiesta esclusivamente per il percorso da e
verso Mendrisio. Pur volendo ammettere che la domanda di deduzione sia riferita
ai tragitti da e verso la precedente sede __________ a __________ (__________),
il risultato non cambia: il tempo di percorrenza in automobile è di 35-50
minuti (media 42 minuti) e di circa 1 ora con i mezzi pubblici. Ne consegue una
maggior durata di circa 36 minuti al giorno. 

                                         Perfino considerando quale
tragitto di ritorno quello da __________/__________ (__________) a __________
(Studio legale) non si giunge a un esito radicalmente diverso: il tempo di
percorrenza in automobile è di 25-30 minuti, mentre con i mezzi pubblici di
circa 1 ora. 

 

                                         6.3.4.

                                         A fronte di quanto sopra
esposto, l’uso dei mezzi pubblici appare idoneo per svolgere il percorso dal
domicilio al luogo di lavoro. È doveroso precisare ancora che la valutazione di
50 minuti al giorno di maggior durata delle trasferte, rispetto allo
spostamento con il veicolo privato, risulta da una stima che è tuttavia
condizionata dalle condizioni del traffico e della viabilità, con la
conseguenza che la differenza potrebbe risultare ancor minore. 

 

                                         6.4.

                                         In
conclusione, l’UT ha correttamente applicato la legge e la giurisprudenza del
Tribunale federale riconoscendo in deduzione unicamente l’equivalente del costo
del mezzo pubblico. 

 

 

                                  III.   Deduzioni per “altre
spese professionali”

 

                                   7.   7.1.

                                         Secondo gli articoli 25
cpv. 1 lett. c LT e 26 cpv. 1 lett. c LIFD fra le spese
professionali deducibili rientrano le altre spese necessarie per l’esercizio
della professione. 

 

                                         7.2.

                                         Secondo l’art. 7 cpv. 2 DE
per l’IC è ammessa una deduzione nella misura complessiva di CHF 2’500.- l’anno
oppure delle spese effettive. Giusta il cpv. 3, la deduzione complessiva è dimezzata
se l’attività lucrativa dipendente è esercitata per meno di 6 mesi all’anno o
con un grado di occupazione inferiore al 50%.

                                         Dello stesso tenore l’art.
7 cpv. 1 dell’Ordinanza sulle spese professionali del 10 febbraio 1993 che, per
l’IFD, conformemente a quanto stabilito in appendice (art. 3 dell’Ordinanza
sulle spese professionali), fissa la deduzione al 3% del salario netto, ma a un
minimo di CHF 2’000.–  e un massimo di CHF 4’000.– all'anno, mentre al cpv. 2
stabilisce che la deduzione forfettaria va ridotta in modo adeguato se
l’attività lucrativa dipendente è esercitata solamente durante una parte
dell'anno o a tempo parziale.

 

 

                                   8.   Deduzioni per “altre
spese professionali” della moglie

 

                                         8.1.

                                         Per quanto concerne la
deduzione forfettaria per “altre spese professionali”, l’UT ha accordato una
deduzione di CHF 1’250.- per l’IC e di CHF 2'000.- per l’IFD.

                                         La moglie ha lavorato
presso l’__________ dal 01.03.2019 al 31.12.2019 con un grado di occupazione
del 50%. Ne consegue che nessuno dei due presupposti enumerato all’art. 7 cpv.
3 DE è adempiuto. Il rapporto lavorativo ha infatti avuto una durata maggiore a
6 mesi, e il grado di occupazione era del 50%. I ricorrenti hanno
conseguentemente diritto alla deduzione forfettaria completa, pari a CHF
2'500.- per l’IC. 

                                         Per quanto concerne l’IFD
è confermata la deduzione di CHF 2'000.-. 

 

                                         8.2.

                                         L’autorità di tassazione
sostiene che la coniuge “parrebbe” aver inserito nel conto economico dello
studio legale la totalità delle spese cagionate sia dall’esercizio
dell’attività lucrativa dipendente (__________) che quella indipendente (studio
legale) e che pertanto sia giustificato dimezzare la deduzione forfettaria.
L’UT giustifica la sua decisione indicando che i ricorrenti non hanno
dimostrato di sostenere delle “altre spese escluse dalla contabilità” e
necessarie per l’esercizio dell’attività dipendente.

                                         L’argomentazione non può
tuttavia essere condivisa.

                                         In primo luogo,
limitandosi a indicare in modo generico e non sostanziato che la coniuge
“parrebbe” aver inserito dei costi relativi all’attività lucrativa dipendente
e/o di carattere privato nella contabilità dell’attività lucrativa indipendente,
l’autorità di tassazione non permette alla Camera di diritto tributario di verificare
sulla base di quali elementi fattuali sia giunta a detta conclusione.

                                         In secondo luogo, con la decisione
di tassazione del 10.03.2021 l’UT ha eseguito una ripresa fiscale di CHF 5'023.-,
indicando che il reddito da attività lucrativa indipendente veniva “rettificato
tenuto conto delle spese di natura privata incluse nei costi aziendali”. 

                                         Non è in ogni caso ammissibile
negare una deduzione relativa all’esercizio dell’attività lucrativa dipendente,
indicando che tali costi sarebbero già stati considerati nella commisurazione
del reddito dell’attività lucrativa indipendente. 

 

 

                                   9.   Deduzioni per “altre
spese professionali” del marito

 

                                         9.1.

                                         Sebbene i ricorrenti
abbiano rinunciato a contestare la mancata deduzione delle “altre spese
professionali” per il marito, la deduzione deve essere riconosciuta in seguito
ad un intervenuto cambiamento di giurisprudenza.

 

                                         9.2.

                                         Con sentenza 9C_643/2022
del 24 luglio 2023 (DTF 149 II 454), il Tribunale federale ha infatti stabilito
che dovesse essere riconosciuto il diritto alla deduzione forfettaria per altre
spese professionali giusta l'art. 26 cpv. 1 lett. c LIFD, ad un contribuente che
aveva ottenuto un rimborso spese dal datore di lavoro, sulla base di un
regolamento approvato dall’autorità fiscale cantonale. La Suprema Corte ha
infatti ritenuto che, nel caso di un rimborso spese ottenuto in base a un
regolamento approvato dall'autorità fiscale, non solo non è più possibile
sostenere che quanto rimborsato sotto forma di un forfait eccede le spese
effettive del dipendente, ma non si può nemmeno più sostenere che le spese per
cui è previsto il rimborso siano (anche) spese diverse da quelle legate a un
intervento del dipendente, in nome e per conto del datore di lavoro (consid.
5.2.1). Inoltre, le altre spese professionali giusta l'art. 26 cpv. 1 lett. c
LIFD non sono delle spese legate a un intervento concreto del dipendente in
nome e per conto del datore di lavoro, il cui rimborso può essere oggetto di un
regolamento sottoposto ad approvazione dell'autorità fiscale, ma costituiscono
spese sostenute dal contribuente per il conseguimento del reddito, che restano
di principio a suo carico e possono essere quindi dedotte dal reddito
conseguito (consid. 5.2.2). 

 

                                         9.3.

                                         Nella decisione di
tassazione del 10.03.2021, l’UT ha negato la deduzione forfetaria per il
marito, facendo riferimento ad una “sentenza del Tribunale federale”,
secondo cui “in caso di versamento da parte del datore di lavoro di un’indennità
forfetaria atta a coprire le spese sopportate dal proprio dipendente, si
presuppone che tale indennità copra effettivamente tutte le spese sopportate
quale dipendente”.

                                         Secondo una consolidata
giurisprudenza, una nuova prassi si applica in linea di principio subito ed in
tutti i casi che al momento della modifica sono ancora aperti (cfr. p. es. DTF
132 II 153 consid. 5.1). La giustificazione di tale regola va ricercata nello
stesso principio di legalità, secondo cui le autorità incaricate di applicare
il diritto sono tenute ad applicare nei confronti di tutti la legge nel senso
riconosciuto corretto. Inoltre, un’applicazione immediata ed unitaria di una
nuova interpretazione della legge garantisce la certezza del diritto (cfr. Stampe, Die Praxisänderung im
Steuerrecht, Zurigo 2007, p. 23 s.: Bärtschi,
Die Voraussetzungen für Praxisänderungen im Steuerrecht, in zsis 2007, par.
2.6.3.).

                                         Ne consegue che ai
ricorrenti deve essere riconosciuta la deduzione forfetaria per altre spese
professionali, nella misura di CHF 2'500.- per l’imposta cantonale e di CHF
4'000.- per l’IFD.

 

 

                                10.   Il ricorso è
parzialmente accolto. La tassa di giustizia e le spese processuali sono a
carico dei ricorrenti in misura proporzionale alla loro soccombenza. 

                                         All’avvocato che agisce in
causa propria, non si riconoscono ripetibili (cfr. DTF 129 II 297 consid. 5).

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

1.    Il ricorso è parzialmente
accolto.

§    Di conseguenza,
la decisione su reclamo del 2 febbraio 2022 è riformata nel senso che:

-     la
deduzione per le spese di trasporto del marito è elevata a CHF 2'594.- per l’IC
e a CHF 2'815.- per l’IFD;

-     la
deduzione forfettaria per “altre spese professionali” per la moglie è elevata a
CHF 2'500.- per l’IC;

-     la
deduzione forfettaria per “altre spese professionali” per il marito è ammessa
in ragione di CHF 2'500.- per l’IC e di CHF 4'000.- per l’IFD.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr. 1’400.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 1’500.–

                                         sono poste a carico dei
ricorrenti in ragione di due terzi (fr. 1’000.–).

 

                                   3.   Contro il presen           Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di .

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: