# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99135c2d-90e3-5765-a806-f29149066e7f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-12-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 14.12.2005 50.2004.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-2004-1_2005-12-14.html

## Full Text

Incarto n.

  50.2004.1-3

   

  	
  Lugano

  14 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sui ricorsi 15 gennaio 2004 di

 

 

	
   

  	
  a) __________

   

  b) Comune di __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 28 novembre 2003 (no. 49/99-127) del
  Tribunale di espropriazione, prolata in merito alla domanda di indennizzo per
  titolo di espropriazione materiale che la __________ ha inoltrato il 10 novembre
  1999 nei confronti del comune di __________ relativamente al proprio mapp. __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    2° gennaio 2004 del
Tribunale di espropriazione,

-    11 febbraio 2004 del
comune di __________,

al ricorso sub a);

 

-    2° gennaio 2004 del
Tribunale di espropriazione,

-    18 febbraio 2004 della __________
SA,

al ricorso sub b);

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   La __________
SA di __________ è proprietaria del mapp. __________ di __________, un fondo di
1699 mq censito a RF quale prato.

                                         Il
terreno, di forma pressoché triangolare ed in leggero declivio, si trova in
località __________, a SE del nucleo tradizionale del villaggio. Verso valle (W)
confina con una via parzialmente asfaltata, la strada di servizio C3 __________.

 

 

                                  B.   Il PR di __________
entrato in vigore il 2 marzo 1993 ha inserito il mapp. __________ e altri fondi
contermini aventi una superficie complessiva di ca. 9'400 mq in una zona
edificabile di interesse comunale (Rp1) giusta gli art. 28 cpv. 2 lett. b e
85-92 LALPT volta a promuovere l'insediamento di residenze primarie. La proprietaria
ha impugnato tale assetto pianificatorio, ma il suo ricorso è stato respinto
dal Consiglio di Stato contestualmente all'approvazione del PR.

                                         A seguito
di una modifica di poco conto, nel 1996 la porzione meridionale della particella
è stata inoltre gravata da un vincolo AP-EP per la realizzazione di una piazza
di giro, in precedenza prevista sul prospiciente mapp. __________.

 

 

                                  C.   Dopo aver
rifiutato l'offerta del municipio di acquistare il mapp. __________ ad un
prezzo di 50.- fr. il mq e tentato invano di ottenerne l'esproprio formale,
mediante notifica di pretese 10 novembre 1999 la __________ SA ha convenuto in
giudizio il comune di __________ innanzi al Tribunale di espropriazione, postulando
il riconoscimento di un'indennità di espropriazione materiale di complessivi
fr. 767'500.- (fr. 450.- il mq per il terreno, oltre a fr. 3'000.-  per spese
di progettazione).

                                         In sede
di risposta il comune si è opposto fermamente alla domanda, sollecitando di
rimando l'esproprio formale della proprietà a fr. 50.- il mq.

                                         All'udienza
di conciliazione del 15 giugno 2000 e nelle memorie conclusive presentate al
dibattimento finale le parti si sono essenzialmente riconfermate nelle rispettive
posizioni avverse.

 

 

                                  D.   Esaurite le
formalità processuali, con decisione 29 gennaio 2002 il Tribunale di espropriazione
ha respinto l'istanza della __________ SA, ritenendo che il mapp. __________
non fosse stato colpito da espropriazione materiale in conseguenza dell'entrata
in vigore del PR.

                                         Il primo
giudice ha reputato in sostanza che il fondo era stato oggetto di una mancata
attribuzione alla zona edificabile e che in casu non sussisteva alcuna
circostanza eccezionale suscettibile di giustificare un risarcimento secondo la
giurisprudenza resa in materia dal Tribunale federale.

 

 

                                  E.   Mediante
ricorso 4 marzo 2002 la __________ SA ha impugnato la predetta pronunzia
innanzi al Tribunale cantonale amministrativo, riproponendogli le richieste avanzate
in prima istanza.

Con sentenza 25 luglio 2003 questo Tribunale
ha accolto il gravame e previo annullamento del giudizio gravato ha retrocesso
gli atti all’istanza inferiore affinché determinasse l’indennità dovuta
all’espropriata. La zona Rp 1 nella quale è stato inserito il mapp. __________
è infatti una zona edificabile di interesse comunale giusta gli art. 85-92
LALPT, gravata in quanto tale da particolari restrizioni volte a promuovere
l’insediamento di residenze primarie. Donde il riconoscimento di un esproprio
materiale a cagione della notevole incidenza che i vincoli di destinazione
apposti sul fondo hanno esercitato sul diritto di proprietà della __________
SA.

 

 

F.Il 28 novembre 2003 il Tribunale di espropriazione si è pronunciato
sulle indennità di spettanza dell’espropriata.

Esperite le usuali indagini a RF e
concentrata la propria attenzione sulla compravendita di un terreno (mapp. __________)
posto nelle immediate vicinanze di quello espropriato per il quale nel novembre
del 1990 era stato soluto un prezzo di fr. 100.80 il mq, il primo giudice ha
ritenuto che la particella della __________ SA, di sagoma più regolare e meglio
posizionata, potesse valere fr. 120.-/mq. Accogliendo la domanda di espropriazione
formale avanzata dal comune di __________ e operando una stima unica, ha quindi
accordato alla proprietaria un indennizzo complessivo di fr. 120.- il mq oltre
interessi a datare dal 1° settembre 1995, giorno in cui l’espropriata aveva manifestato
per la prima volta la sua chiara intenzione di farsi risarcire.

Le spese di giudizio (fr. 1'000.-) e le
ripetibili (fr. 2'800.-) sono state poste integralmente a carico del comune di __________.

 

 

                                  G.   Avverso
questo giudicato entrambe le parti in causa sono insorte davanti al Tribunale
cantonale amministrativo.

 

a) Con gravame 15 gennaio 2004 la __________
SA ha in sostanza rimproverato al primo giudice una scorretta applicazione del
metodo statistico-comparativo per aver limitato le sue ricerche al solo comune
di __________ e per aver considerato ai fini dell’estimo un terreno meno
attrattivo di quello espropriato.

A mente dell’espropriata, un esame
comparativo effettuato secondo le modalità indicate dalla giurisprudenza non
poteva prescindere da un accertamento preliminare del livello delle transazioni
realizzate negli ultimi anni in tutta l’area del Mendrisiotto, che per fondi di
non meglio precisata natura edificabile si fisserebbe attorno a 300.- fr. il
mq. Evocate le caratteristiche positive del mapp. __________, la ricorrente ha
quindi rivendicato un’indennità espropriativa non inferiore a quella cifra.

 

b) Mediante ricorso di pari data anche il
comune di __________ ha censurato l'ammontare dell'indennità stabilita dal
Tribunale di espropriazione, postulando che la stessa venga definita in fr.
50.- il mq.

Secondo l’ente espropriante, per stimare
correttamente il mapp. __________ non si dovevano prendere in considerazione le
quotazioni dei terreni edificabili di __________, ma quelle delle superfici
agricole, nella cui zona verrebbe ricollocato il fondo espropriato in caso di
mancata attuazione del progetto legato all’istituzione della ZEIC Lungur.
D’altro canto, la proprietà della __________ SA è priva di urbanizzazione, per
cui il suo valore non potrebbe eccedere la somma di 50.- fr. il mq.

Il ricorrente ha contestato infine
l’aggravio di spese e ripetibili disposto dal Tribunale di espropriazione.
Questi oneri andavano addossati all’espropriata, maggiormente soccombente per
aver avanzato in causa pretese manifestamente esagerate.

 

 

                                  H.   Il
Tribunale di espropriazione si è opposto all'accoglimento di entrambe le impugnative,
riconfermandosi nella propria decisione e nelle motivazioni ivi contenute. 

Le parti si sono avversate vicendevolmente
con argomentazioni che saranno riprese - ove occorresse - in appresso.

 

 

                                    I.   L’11
novembre 2004 si è tenuta un’udienza in contraddittorio preceduta da un sopralluogo
nel corso del quale il giudice delegato ha visionato il mappale oggetto di
espropriazione e i fondi circostanti.

Delle risultanze istruttorie si dirà, per
quanto necessario, nei considerandi seguenti.

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva
degli insorgenti e la tempestività delle impugnative sono date dagli art. 50
cpv. 1 e 3 Lespr, nonché 43 e 46 PAmm attraverso il rinvio di cui all'art. 70
Lespr.

I gravami sono pertanto ricevibili in ordine
e possono essere decisi con un unico giudizio (art. 51 PAmm) sulla scorta degli
atti, integrati dalle risultanze del sopralluogo esperito l’11 novembre 2004.
Il Tribunale rinuncia all’assunzione delle altre prove notificate dalla __________
SA (perizia, ispezione UR, testi) siccome insuscettibili di procurargli la
conoscenza di ulteriori elementi di rilievo per il giudizio (art. 18 cpv. 1
PAmm). Le caratteristiche del mappale espropriato e dei luoghi circostanti sono
ormai note al Tribunale. Quanto alla perizia, mezzo di prova sollecitato
dall’espropriata per accertare il valore commerciale del suo terreno e
l’ammontare dell’indennità dovutale, basterà ricordare che l'estimo compete al
Tribunale e che l'esproprio in discussione concerne un comune terreno
inedificato per la cui valutazione non occorrono nozioni specialistiche più
estese di quelle in possesso dei giudici delle espropriazioni.

 

 

2.Entrambe le parti contestano, con fini diametralmente opposti,
l’indennità espropriativa fissata dal Tribunale di espropriazione sulla scorta
delle transazioni rinvenute a RF concernenti fondi edificabili siti nel
comprensorio di __________.

Posto che l’espropriata non si è opposta
giustamente alla legittima domanda del comune di completare l’esproprio
materiale in via formale (sul tema cfr. STA 9 novembre 1998 in re Avosti), la
materia dell’odierno contendere ruota unicamente attorno all’ammontare
dell’indennizzo dovuto alla __________ SA per l’espropriazione totale della
part. __________ di __________.

 

2.1. Giusta l'art. 9 Lespr, l'espropriazione
ha luogo mediante piena indennità. La determinazione di questa è disciplinata
dal principio secondo cui l'espropriato non deve subire un danno individuale,
né conseguire particolari vantaggi per effetto dell'espropriazione. In altre
parole, all'espropriato deve essere garantita la stessa situazione economica in
cui si troverebbe se l'espropriazione non avesse avuto luogo, in modo che, per
effetto dell'espropriazione, non subisca danni né ricavi vantaggi pecuniari (Hess-Weibel,
Das Enteignungsrecht des Bundes, 1986, N. 3 ss. ad art. 16 LFespr; DTF 95 I
455).

L'importo dell'indennità è calcolato in base
all'intero valore venale del diritto espropriato (art. 11 lett. a Lespr). Essa
comprende pure l'ammontare di tutti gli altri pregiudizi subiti
dall'espropriato come conseguenza dell'espropriazione. Per quanto attiene in particolare
all’indennità di espropriazione materiale, essa corrisponde alla differenza tra
il valore che avrebbe avuto il fondo secondo la sua classificazione di zona e
il valore dello stesso fondo gravato dal vincolo pianificatorio (DTF 122 II 326
consid. 6c/bb). In altre parole, l'indennizzo si calcola deducendo dal valore
edilizio pieno del terreno il suo valore residuo, corrispondente di norma a quello
di una buona superficie agricola.

Nel contesto di un’espropriazione formale il
dies aestimandi si situa al momento dell'anticipata immissione in possesso,
rispettivamente al momento dell'emanazione della decisione da parte del
Tribunale di espropriazione (art. 19 Lespr). Allorquando si realizzano gli
estremi di un'espropriazione materiale, decisivo è per contro il giorno in cui
è entrato in vigore il vincolo pianificatorio che l’ha determinata (Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,
Aménagement du territoire, construction, expropriation, N. 1534; DTF 117 Ib 6
consid. 2b, 114 Ib 103 consid. 2). Se l'espropriazione materiale è seguita da
un'espropriazione formale, l'indennità va stimata secondo i principi inerenti a
ciascun genere di espropriazione anche laddove sia attuata una sola procedura
di stima (Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., N. 1550; DTF 114 Ib 108, in particolare
consid. 2a), ferma restando la possibilità di prescindere da una seconda valutazione
ai fini dell'espropriazione formale unicamente laddove i prezzi dei terreni
divenuti inedificabili non abbiano conosciuto un aumento nel corso degli anni
(DTF 108 Ib 334 consid. 4c).

 

2.2. In casu il dies aestimandi va situato
in corrispondenza del 2 marzo 1993, giorno in cui è entrato in vigore il PR di __________
che ha provocato l’esproprio materiale della part. __________ (vedi STA 25
luglio 2003 in re eadem).

L’indennizzo deve essere determinato tenendo
presente che in assenza del vincolo, volto a favorire l’insediamento di residenze
primarie e sancito mediante l’istituzione della ZEIC, il fondo – in quanto
fabbricabile e posto all’esterno del centro del paese – apparterrebbe alla zona
Re, unica zona edificabile prevista dal PR di __________ oltre a quelle dei
nuclei di villaggio (cfr. art. 33 NAPR). Contrariamente a quanto sostiene il
comune, ai fini dell’estimo e della quantificazione dell’indennità non possono
essere presi in considerazione i terreni di natura agricola. Così facendo, si
risarcirebbe all’espropriata solo il valore residuo della sua proprietà, mentre
la componente edilizia venuta meno con l’espropriazione materiale accertata da
questo Tribunale nella precedente sentenza del 25 luglio 2003 passata in
giudicato resterebbe insoluta.

Per il resto, l’indennità può essere
senz’altro stabilita in esito ad una stima unica, atteso che tra l’intervento
costitutivo di espropriazione materiale e la data determinante per la
fissazione del risarcimento dovuto a titolo di esproprio formale (il 28 novembre
2003, giorno dell’emanazione della sentenza del Tribunale di espropriazione) il
valore metrico residuo del fondo è certamente rimasto pressoché immutato, come
dimostrano ripetute indagini effettuate dai giudici delle espropriazioni in
punto alla recente evoluzione del mercato dei fondi inedificabili del cantone.

 

 

                                   3.   3.1.
Dottrina e giurisprudenza concordano nel ritenere che il valore venale di un terreno
inedificato venga di regola stabilito in base al metodo statistico-comparativo
(cfr. Hess-Weibel, op. cit., N. 80 ss. ad art. 19 LFespr; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,
op. cit., N. 1172 ss.; Moor, Droit administratif, p. 417; DTF 122 I 168, 122 II
337, 115 Ib 408). Secondo questo metodo il valore venale di un fondo viene
individuato confrontando i prezzi già soluti nella regione di cui si tratta per
analoghi terreni in libere contrattazioni; nel limite del possibile vengono di
norma prese in considerazione le contrattazioni attendibili realizzate
nell'anno precedente il dies aestimandi (DTF 122 II 337 consid. 5a). Di
eventuali differenze (per forma, situazione, dimensione, possibilità di sfruttamento,
ecc.) si tiene conto attraverso adeguati aumenti o diminuzioni. In sostanza il
valore corrisponde al prezzo che l'espropriato potrebbe conseguire in una
normale contrattazione, rispettivamente alla somma che un numero imprecisato di
acquirenti sarebbe disposto a pagare, tenuto conto dei prezzi praticati in
zona, corretti e adeguati alle peculiarità dei singoli terreni. Il prezzo di
gran lunga inferiore o superiore alla media convenuto in un contratto isolato
non è evidentemente determinante, e non può essere assunto quale esempio, dal
momento che vi possono influire elementi che impediscono di considerarlo
oggettivo (cfr. Hess-Weibel, op. cit., N. 87 ad art. 19 LFespr; Wiederkehr, Die
Expropriationsentschädigung, p. 36). L'applicazione del metodo comparativo
presuppone d'altro canto che esistano sufficienti contrattazioni relative a
fondi che possano essere paragonati a quello in esame, ma non è necessario che
si tratti di fondi identici. Richiesto è invece che i prezzi pagati per quei
fondi possano essere analizzati e che da essi si possano trarre conclusioni ragionevoli
circa il livello del mercato in generale (RDAT 1985 N. 92). Le cifre indicative
ottenute con questo approccio analitico vanno quindi corrette ed adeguate in
funzione delle peculiarità, siano esse negative o positive, riguardanti il fondo
oggetto dell'esproprio. Giova infine ricordare che il metodo comparativo non
conduce alla determinazione di valori assoluti, bensì serve a mettere in
evidenza una tendenza nell'evoluzione dei prezzi dei terreni in una determinata
zona, che può essere influenzata dalla situazione di fatto e di diritto che la
caratterizza.

 

3.2. Il Tribunale di espropriazione ha
concentrato le proprie ricerche sulle compravendite di terreni inedificati
posti in zona Re di __________ avvenute tra il 1990 e il 1993. Giustamente, poiché
al contrario di quanto pretende la __________ SA, ai fini di una corretta
applicazione del metodo statistico-comparativo vanno prese in considerazione le
transazioni effettuate prima del dies aestimandi nel comune di situazione del
fondo espropriato (vedi consid. 2.2.), non quelle concluse in altre località
del Mendrisiotto caratterizzate da realtà del tutto diverse per rapporto ai
paesini della valle di __________ (cfr., sul tema, DTF 122 II 344 consid. 5a).
Solo in assenza di qualsiasi dato di riferimento utilizzabile si possono
estendere le indagini ai comuni vicini (cfr. Zen-Ruffinen/ Guy-Ecabert, op. cit.,
N. 1173 in fine; ZBl 1998, p. 142).

Le ricerche effettuate presso i pubblici
registri hanno permesso di appurare che nei tre anni antecedenti la data
determinante il prezzo medio pagato a __________ nell’ambito delle uniche due
contrattazioni aventi per oggetto proprietà situate in zona Re di dimensioni
sufficienti per l’edificazione è stato di fr. 89.80/mq. Nel dettaglio, gli
importi soluti dagli acquirenti di questi fondi sono stati di:

 

fr. 100.80 il mq per il mapp. __________, di
1'091 mq (iscr. il 13.11.1990); fr. 78.80 il mq per il mapp. __________, di 825
mq (iscr. il 28.10.1993).

 

Trattasi di terreni di sagoma irregolare, ma
sfruttabili secondo le possibilità edificatorie concesse dalle NAPR (i.s. 0.50;
i.o. 30%; distanza dal confine 3 m). Il primo si trova immediatamente a valle
di quello dedotto in esproprio e si distingue da quest’ultimo unicamente per la
posizione meno elevata, tant’è che dal profilo dell’urbanizzazione sancita
dall’art. 19 LPT entrambi risultano per difetto assolutamente equivalenti. Il
secondo, nato dalla riunione delle vecchie part. __________, è collocato nello
stesso comparto territoriale, ma ad una quota ancor più bassa, lungo la strada
principale della valle che porta al nucleo di __________. Non v'è motivo per
ignorare questi negozi, soprattutto quello concernente il mapp. __________, ai
fini della determinazione del valore venale della particella espropriata. Vuoi
perché hanno per oggetto fondi che possono essere immediatamente comparati –
quantomeno per disciplina edilizia - alla proprietà della __________ SA, vuoi
perché gli insegnamenti della giurisprudenza in materia di corretta applicazione
del metodo statistico-comparativo non impediscono di far capo a singole
transazioni per trarre deduzioni circa il livello di mercato di particolari
fondi (DTF 122 I 174 consid. 3a); basta che l'operazione venga analizzata con
cura e si giunga alla conclusione che non è stata influenzata da circostanze
particolari (vendita tra parenti o comunque di compiacenza, vendita chiaramente
speculativa, ecc.). Orbene, sotto questo specifico aspetto, nulla lascia
supporre che le due transazioni siano state condizionate da elementi estranei
ad una normale compravendita immobiliare. Ha ragione il comune quando annota
che il mapp. __________ è stato comperato dal proprietario del fondo
contermine, che verosimilmente aveva un interesse particolare ad estendere il
proprio possedimento verso monte. Questo non significa però ancora che egli
abbia agito con intenti speculativi pagando una somma smaccatamente esagerata, insuscettibile
in quanto tale di essere considerata ai fini dell’estimo. Il ventaglio dei prezzi
reperiti dal Tribunale di espropriazione sul complesso delle transazioni di
ogni genere realizzate a __________ negli ultimi quindici anni dimostra
senz’altro che l’operazione è attendibile.

 

3.3. L’importo indicativo di cui sopra (fr.
90.- il mq) va ora corretto ed adeguato in funzione delle specificità giuridiche
e fattuali della proprietà espropriata, in modo da giungere al suo effettivo
valore venale.

Talune qualità del mapp. __________, in
particolare la sua posizione, hanno indotto il Tribunale di espropriazione ad
assegnargli un valore di 120.- fr. il mq in esito ad un paragone diretto con il
mapp. __________. Il fondo espropriato non si differenzia tuttavia in maniera
così marcata dalla particella sottostante. Per morfologia, ubicazione,
possibilità di sfruttamento e grado di urbanizzazione i terreni sono immediatamente
comparabili e si equivalgono. Il sedime della __________ SA è posto invero ad
un’altitudine superiore, ma questa peculiarità non gli consente di raggiungere
la quotazione fissata dalla prima istanza (+ 33% per rapporto al prezzo medio di
zona), né tanto meno gli permette di avvicinarsi ai valori rivendicati dalla
sua proprietaria. Tanto più che nell’ottica di un’edificazione plurima, la
porzione settentrionale del mapp. __________ risulta con certezza meno pregiata
rispetto a quella meridionale, favorita dalla forma allungata e dalla
disposizione longitudinale del fondo stesso.

Sulla scorta di quanto precede e tenuto
conto dell'andamento del mercato immobiliare susseguente alla crisi del 1990,
questo Tribunale ritiene che l’indennità espropriativa dovuta alla __________
SA debba essere determinata in fr. 105.- il mq.

 

 

                                   4.   Il comune
contesta infine l’aggravio di spese e ripetibili disposto dal Tribunale di espropriazione.

 

4.1. Nei procedimenti contenziosi di
espropriazione materiale le spese e le eventuali ripetibili vengono ripartite
come in una normale procedura amministrativa, ovvero a dipendenza dell'esito
del processo e del grado di soccombenza delle parti, conformemente al principio
in tal senso dedotto dagli art. 28 e 31 PAmm. Se l'esistenza
dell'espropriazione materiale è pacifica ed incontestata il proprietario avrà
invece diritto ad ottenere la stima dell'indennità a spese dell'ente
espropriante giusta l'art. 73 Lespr (RDAT I-1994 N. 48, 1987 N. 72, 1983 N.
82). Ai sensi di questa norma, le spese di procedura sono di regola interamente
a carico dell'ente espropriante, che è tenuto a versare all'espropriato un'equa
indennità a titolo di ripetibili. Una ripartizione delle spese e la rinuncia
all'assegnazione di ripetibili è consentita qualora le pretese dell'espropriato
fossero manifestamente esagerate o infondate (art. 73 cpv. 2 Lespr).

 

4.2. Nella decisione impugnata il Tribunale
di espropriazione si è limitato a stimare l’indennizzo dovuto alla __________
SA per l’esproprio totale della sua proprietà, atteso che la controversia sulla
ricorrenza dell’espropriazione materiale si era risolta definitivamente con la
crescita in giudicato della sentenza 25 luglio 2003 di questo Tribunale. È
quindi a giusto titolo che il primo giudice, in applicazione dell’art. 73 cpv.
1 Lespr, ha posto a carico del comune le spese e le ripetibili del giudizio di
stima. Ben ponderate tutte le circostanze, questo Tribunale non ravvisa peraltro
nella fattispecie gli estremi per ripartire gli oneri di procedura giusta
quanto disposto dall'art. 73 cpv. 2 Lespr.

 

 

5.Ferme queste premesse, il ricorso dell’espropriata deve essere
respinto e quello del comune di __________ parzialmente accolto. 

Questo esito impone di ripartire tra le
parti la tassa di giustizia, tenendo conto della preminente soccombenza della __________
SA sul complesso dei due ricorsi giudicati dal Tribunale cantonale
amministrativo. Al comune di __________, assistito da un legale iscritto nel
registro degli avvocati, vanno riconosciute ripetibili commisurate in funzione
della reiezione del gravame dell’espro-priata e del successo limitato della sua
impugnativa (art. 28 e 31 PAmm, applicabili in questa sede giusta il rinvio
dato dagli art. 50 cpv. 3 e 70 Lespr).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 9, 11, 19, 50, 52, 70, 73 Lespr; 18, 28, 31, 43, 46 e 51 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

1.    Il
ricorso della __________ SA è respinto.

 

 

2.    Il
ricorso del comune di __________ è parzialmente accolto.

Di
conseguenza il dispositivo 1 della sentenza 28 novembre 2003 (no. 49-99/127)
del Tribunale di espropriazione è annullato e riformato come segue:

 

1.  Per
l'espropriazione materiale e formale del mapp. __________ RF di __________ il
comune di __________ verserà alla proprietaria una indennità di fr. 105.- il mq,
oltre interessi al saggio usuale dal 1° settembre 1995.

 

 

3.    La
tassa di giudizio di fr. 2'000.- è posta a carico della __________ SA nella misura
di fr. 1'200.- e del comune di __________ per la differenza.

 

 

4.    La
__________ SA verserà al comune di __________ fr. 1'440.- a titolo di ripetibili.

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  .

  

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinato da: PA 2 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario