# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 63ff7997-7735-59d3-a91b-3de264edc9c5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-09-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.09.2005 38.2004.70
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-70_2005-09-14.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.70

   

  mm/DC/gm

  	
  Lugano

  14 settembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 settembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26 luglio
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione del 3 giugno 2004, la Cassa CO 1 di disoccupazione ha comunicato a RI
1, iscrittosi in disoccupazione a contare dal 1° gennaio 2004, che il diritto
alle indennità di disoccupazione sarebbe stato calcolato sulla base di un
salario ipotetico mensile di fr. 6'038.50 lordi, corrispondente al salario
percepito da un giurista neo assunto presso l’Amministrazione cantonale (cfr.
doc. 28).

 

                               1.2.   A seguito
dell’opposizione interposta dall’assicurato (cfr. doc. 6), la Cassa, il 26
luglio 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha confermato
la sua decisione del 3 giugno 2004, osservando che:

 

" 
(...)

In applicazione delle seguenti disposizioni:

• LADI,
art. 24 e art. 16

• OADI art. 41a

 

La decisione del 03 giugno 2004 viene confermata e
l’opposizione del 03 luglio 2004 è respinta.

Il diritto alle indennità di disoccupazione compensative è
calcolato sulla base di un salario ipotetico mensile di fr. 6'038.50 lordi a
tempo pieno.

 

 

Fattispecie e motivi:

 

È considerato guadagno intermedio il reddito proveniente da
un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene
entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della
perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’art. 22. Il
Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito
proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

 

È considerata perdita di guadagno la differenza tra il guadagno
intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno
all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato.

 

Nella fattispecie lei ha iniziato un’attività pressoi la Città di __________
in qualità di giurista per il periodo dal 22 marzo 2004 per una durata di 6
mesi percependo un salario mensile lordo di fr. 3'500.00 (attività a tempo
pieno, 40 ore settimanali).

 

Onde poter corrispondere le indennità compensative, la
Cassa avrebbe dovuto prendere in considerazione un salario ipotetico per un
giurista neo assunto. Vista la difficoltà oggettiva a stabilire il salario
ipotetico, non vigendo nella categoria un contratto collettivo, la Cassa di
disoccupazione ha contattato in data 04 maggio 2004 il servizio giuridico del
SECO (Segretariato di Stato e dell’economia, Berna) per un loro parere.

 

Con risposta del 06 maggio 2004, il Servizio giuridico del SECO,
comunicava testualmente “Per quanto riguarda l’assicurato deve essergli
contato un salario fittizio (dura lex, sed lex). Secondo l’ispettorato, se non
è possibile ottenere una risposta da parte del Comune di __________, occorre
informarsi presso l’Autorità di un comune di grandezza equivalente (p.es __________
o __________). In caso d’insuccesso, sarà determinante il salario versato in
una simile funzione presso l’Amministrazione cantonale.

 

Il Comune di __________, con scritto del 26 aprile 2004,
comunicava di considerare tale attività lavorativa uno stage professionale e
pertanto retribuito con un salario lordo di fr. 3'500.00. Abbiamo pertanto
contattato il Comune di __________ che, con scritto del 26 maggio 2004,
comunicava quale retribuzione minima di un giurista neo assunto un salario di fr.
10'052.15 lordi.

 

Infine, tramite e-mail, del 03 giugno 2004, l’Amministrazione
cantonale comunicava che un giurista neo assunto avrebbe percepito un reddito
di fr. 6'038.50 lordi.

In considerazione di quanto sopra, la Cassa ha preso in
considerazione il salario ipotetico comunicato dall’Amministrazione cantonale,
in quanto lo stesso era nettamente inferiore a quello  indicato dal Comune di __________.

 

La nostra Cassa, sia telefonicamente, allo sportello e per
iscritto, l’ha resa attenta sul fatto che in virtù dell’art. 24 LADI avrebbe
dovuto applicare un salario ipotetico (vedi nostro scritto del 08.04.2004) ed
in seguito tramite scritto del 27 aprile 2004 le ha indicato nel dettaglio
anche il sistema di calcolo per la compensazione salariale.

 

Per tale motivo la nostra prima decisione del 03 giugno 2004 non
entrava nel dettaglio.

 

In considerazione di quanto sopra, e tenuto conto di tutta la
documentazione, la Cassa ritiene di confermare la decisione del 03 giugno 2004
e respinge l’opposizione del 03 luglio 2004." 

                                         (I)

 

                               1.3.   Contro la
decisione su opposizione, l’assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al
TCA del seguente tenore:

 

" 
(...)

1.

Tra le argomentazioni addotte con l'opposizione ho affermato:

 

"Non vi è né un dispositivo
finale né tanto meno, in assenza del primo, una frase che permetta di
comprendere il contenuto, la portata, le conclusioni e le disposizioni che la
Cassa prende, statuendo nei miei confronti di assicurato.

La totale
assenza di qualsivoglia spiegazione, motivazione e precisazione di principi e
di calcoli
effettuati non può in alcun modo mettere l'assicurato in condizioni di
esercitare in modo
adeguato i propri legittimi diritti di difesa, rendendo di conseguenza nulla la
decisioneimpugnata.

Un semplice lavoro di
trascrizione in ingresso del contenuto dell'art. 24 cpv. 1 e 3 LADI,
un succinto, impreciso ed errato resoconto della fattispecie per quanto attiene
all'attività da me svolta (quale
giurista stagiaire e non invece in qualità di giurista) non soddisfano di certo le imperanti esigenze sopra
elencate (con riferimento alla definizione di decisione) " (doc.H).

 

Sulla scorta di quanto sopra si constata innanzitutto che
l'affermazione di controparte "per
tale motivo la nostra prima decisione
del 03 giugno 2004 non entrava nel dettaglio" (decisione nr.180B/04,
ad pag.2) altro non é che l'esplicita ed inequivocabile ammissione da parte
della Cassa delle gravi censure mosse nei suoi confronti. Ma vi è di più: non
solo la decisione "non entrava nel dettaglio", ma neppure nel merito
della controversia.

 

La decisione di prima istanza deve essere quindi ritenuta nulla,
non potendo essa giuridicamente e validamente assurgere a decisione ai sensi
della legge e non avendo permesso all'assicurato in alcun modo di esercitare i
propri legittimi diritti di difesa.

 

Essendo solo ora possibile una valida contestazione delle peraltro
succinte argomentazioni di controparte, il qui ricorrente "ha perso per
strada una via di ricorso".

 

Questa, insieme ad altre gravi negligenze ed imprecisioni della
Cassa, non possono e non devono arrecare
danno all'assicurato.

 

(...)

 

2.

Dal profilo formale si contesta inoltre (non essendosi la Cassa in
alcun modo espressa) la validità delle decisioni in quanto non firmate dai
funzionari dirigenti e responsabili, che a quanto pare permettono ai propri funzionari, facendo loro firmare per procura, di
emanare delle decisioni formali (doc.H e I). Con la decisione nr.180B/04
compare addirittura una terza persona non nominata in precedenza che firma la
decisione "in sostituzione" del sostituto capo ufficio (doc.I, pag.3).

 

Ci si domanda pertanto se i tre firmatari delle decisioni siano
effettivamente autorizzati e se la presenza della firma del Capo ufficio e del
sostituto Capo ufficio non sia, a questo punto, del tutto superflua.

 

(...)

 

3.

Ribadisco che prima di accettare la presente attività lavorativa
mi sono presentato agli sportelli della Cassa onde definire con precisione la
mia situazione, non da ultimo anche finanziaria, vista la minor retribuzione
(fr.3'000.--) rispetto all'attività precedente svolta presso la __________ (fr.6'763.90).
In occasione di tale approfondito colloquio con la Signora __________ della
Cassa non sono emersi impedimenti di sorta in ordine al pieno riconoscimento
del guadagno intermedio. Sostengo con assoluta fermezza che sulla base del
guadagno assicurato e del nuovo salario proposto, mi è stato presentato e
confermato, calcolatrice alla mano (!), l'importo
esatto del guadagno intermedio al quale avrei avuto pieno diritto.

 

Tengo a precisare che al momento della conferma di cui sopra, il
salario pattuito con la Città di __________ era addirittura inferiore (fr.3'000.--)
a quello successivamente stipulato (fr.3'500.--).

A maggior ragione agli occhi della funzionaria, ma anche della
Cassa, doveva sorgere un minimo dubbio circa il riconoscimento del guadagno
intermedio che invece, in tutta tranquillità, mi è stato assicurato esistere.

 

Questi fatti sono stati evidenziati e portati all'attenzione della
Cassa con mio scritto 14 aprile 2004 (doc.E). Non avendo ottenuto riposta ho
quindi richiesto ed ottenuto un colloquio con il sostituto capo ufficio Signor __________.
Anche in quella occasione ho reso attenta la Cassa dell'errata informazione
ricevuta, richiedendo in sua presenza, la possibilità di interpellare la
Signora __________ che in quell'istante era presente agli sportelli e che senza
alcuna difficoltà poteva, se lo si voleva, essere chiamata a dare la sua
versione dei fatti. Così invece non è stato!.

 

Neppure la richiesta di udire la Signora __________ nell'ambito
della procedura in prima istanza è stata presa in considerazione. E nemmeno la
decisione si china sui motivi del diniego di tale legittima richiesta.

 

Si richiede pertanto di poter udire in questa sede la Signora __________
della Cassa CO 1 di assicurazione contro la disoccupazione,__________, __________
in quanto persona a conoscenza degli avvenimenti sopra esposti, nonché il
sostituto capo ufficio della Cassa Signor __________ affinché possano emergere
con chiarezza fatti e responsabilità.

 

La conferma del riconoscimento del guadagno intermedio mi ha
indotto ad accettare la presente attività lavorativa. Si potrà naturalmente
obiettare del mio diritto a recedere dalla presente attività una volta messo a
conoscenza delle difficoltà sorte. Sono tuttavia dell'opinione che dal profilo etico-professionale,
non si "possa e debba piantare in asso" il proprio nuovo datore di
lavoro, potendo io comunque approfittare con questo stage per migliorare le mie
conoscenze e per cercare di inserirmi convenientemente nel mercato del lavoro.

 

Ciò nondimeno la negligenza degli organi addetti all'applicazione
della LADI non può e non deve arrecare danno
all'assicurato.

 

(...)

 

4.

Le informazioni fornite dalla Cassa all'assicurato, oltre ad
essere imprecise sono palesemente contraddittorie, facendo essa dipendere il
riconoscimento del guadagno intermedio da due (assai) diverse e contrapposte
condizioni.

 

In un primo momento, con scritto 8 aprile 2004 la Cassa ha infatti
comunicato

"che essa è tenuta a verificare che il salario conseguito
sia confacente agli usi locali e che per fare ciò avrei dovuto inoltrare uno
scritto attestante i miei compiti ...
senza il quale (scritto) la Cassa sarebbe stata impossibilitata a
verificare se il reddito fosse confacente o meno" (doc.C, pag.2).

 

In un secondo momento tuttavia, con scritto 27 aprile 2004 la
Cassa ha invece comunicato di essere "... tenuta a verificare quale sia
il salario d'uso nella professione..." (doc.L, pag.2).

 

In buona sostanza: la Cassa ha fatto dipendere il riconoscimento
del guadagno intermedio da due distinte condizioni:

1. dai compiti svolti in qualità di giurista stagiaire, facendo
così credere che l'adeguatezza del salario di fr.3'500 fosse in
relazione con i compiti da me svolti, 

2. dal salario d'uso
nella professione di un giurista.

 

L'agire della Cassa si contraddistingue purtroppo, una volta
ancora, per essere alquanto impreciso ed approssimativo.

 

(...)

 

5.

La Cassa persiste inoltre nel fondare il proprio giudizio su di un
accertamento errato dei fatti rilevanti, valutando e ritenendo, a torto, la mia
funzione all'interno della Polizia Città di __________ essere quella di giurista, quando in realtà la funzione assegnata è di: giurista stagiaire!.

 

Tale determinante distinzione risulta fondamentale ai fini del
presente giudizio.

 

Non vi è chi non veda come la mia attività si differenzi
enormemente da quella di un giurista, che, nominato tramite pubblico concorso è
assoggettato ad un preciso mansionario dal quale si evincono con meticolosa
precisione: compiti, mansioni e responsabilità. L'entità del salario deve
quindi avere degli oggettivi parametri di calcolo, che sono per l'appunto: i
compiti svolti, le mansioni attribuite e le responsabilità connesse con
l'attività.

 

Orbene, il mio compito é limitato "all'aggiornamento ed
alla redazione di alcune ordinanze municipali
e regolamentazioni di Polizia", mentre le responsabilità sono
limitate dovendo, a giusta ragione, "... sottostare alla supervisione
del vicecomandante di polizia" (doc. A e D).

 

La Cassa dimentica inoltre che l'attività di giurista stagiaire,
per sua stessa definizione, presuppone anche un'attività di ulteriore
formazione finalizzata ad un miglior inserimento nel mondo del lavoro, forse
addirittura in vista di una futura assunzione presso la Polizia Città di __________.
Per questi motivi è richiesta un'attiva partecipazione sia all'interno delle
tematiche inerenti alla Polizia sia a quelle giornate di formazione indette
dalla polizia medesima o che quest'ultima ritiene di utilità (doc. M).

 

Il limitato numero di compiti e responsabilità, nonché l'attuale
fase di ulteriore formazione giustificano pertanto il salario di fr.3'500.--,
il cui importo deve essere ritenuto determinante ai fini del calcolo.

 

Non si giustifica di riflesso il salario ipotetico preso in
considerazione della Cassa già solo per essere riferito ad un giurista anziché
ad un giurista stagiaire!.

 

(...)

 

6.

Se questo Tribunale dovesse per denegata ipotesi ritenere quale
base di calcolo il salario ipotetico attribuito ad un giurista (anziché ad un
giurista stagiaire), allora l'esame della problematica non può prescindere
dalle seguenti considerazioni.

 

a)

Innanzitutto contesto il salario ipotetico di fr.6'038.50 perché,
oltre a non essere documentato, non permette di comprendere a quale funzione ed
a quale classe di stipendio di un giurista la Cassa faccia riferimento.

È infatti risaputo che all'interno dell'amministrazione cantonale
vigono, a dipendenza della funzione occupata, dei compiti assolti e delle
responsabilità assunte, diversificate classi di stipendio.

 

b)

Non miglior sorte merita l'affermazione della Cassa secondo cui
"... il Comune di __________
... comunicava quale retribuzione minima per un giurista neo assunto un salario
di fr.10'052.15" (decisione nr.180/04, pag.2).

Ciò evidenzia con sufficiente
chiarezza, una volta ancora, l'imprecisione e l'assoluta mancanza di una
benché minima verifica delle informazioni che la Cassa fornisce, comunicandole
addirittura nell'ambito della propria
decisione!.

Anche agli occhi della persona meno cognita appare ovvio non poter
esistere per la stessa funzione una differenza di salario così imponente, di
addirittura fr. 4'013.65 (fr. 10'052.15 - fr. 6'038.50)!!!. Questo fatto deve
far ben riflettere questo Tribunale circa le inesatte informazioni che vengono
costantemente date dalla Cassa!.

 

Se un giurista neo assunto a __________ ha lo stesso stipendio di
un direttore impiegato presso l'amministrazione della Città di __________,
allora sarà mia premura cercare di ottenere un impiego a __________!

 

c)

Propongo di prendere in considerazione ai fini della
determinazione del salario ipotetico l'unica proposta di lavoro che lo stesso
URC di __________ mi ha sottoposto ed il cui salario (di fr. 4'500.--), oltre
ad essere ritenuto una possibile base di calcolo, ben riflette la reale
situazione salariale dell'attuale mercato
del lavoro.

 

L'URC di __________ mi ha contattato telefonicamente per
sottopormi un'offerta di lavoro, comunicando al contempo le qualifiche
professionali richieste dal datore di lavoro, i compiti che avrei dovuto
svolgere, il salario (fr. 4'500.--) ecc. A
conferma del colloquio telefonico è immediatamente seguito lo scritto di
cui al doc.N, ossia l'offerta di lavoro sottopostami proprio oggi dallo studio legale __________ (doc. O).

Compiti e responsabilità dell'offerta pervenutami sono presto
riportati e di seguito tradotti: 

-   orario di lavoro settimanale: minimo 50 ore

-   approfondite
conoscenze del diritto civile, fiscale, commerciale ed internazionale 

-   acquisizione di clienti e
mandati

-   avvio
"ex novo" e conduzione unica (ossia senza collaboratori e
segretariato) di uno studio legale quale sede principale in Svizzera da
affiancare alle esistenti sedi di __________ (Germania) e __________ (Spagna).

 

Facendo una debita proporzione, tenendo unicamente conto del
numero delle ore di lavoro, (tralasciando quindi quali oggettivi parametri di
calcolo del salario i compiti e le responsabilità) la nuova attività è in
realtà retribuita con fr. 3'600.--/mese ( 40 ore/settimana) che equivale a fr. 4'500.--/mese
(50 ore/settimana).

Viste e considerate le
importanti responsabilità, i gravosi compiti e la retribuzione di fr. 3'600.--/mese
( 40 ore/settimana), vi è seriamente da domandarsi se il mio attuale e
contestato salario di 

fr. 3'500.-- non debba
addirittura essere considerato troppo alto visto che i miei compiti e le mie responsabilità
sono indiscutibilmente minori.

 

Sorge un ulteriore legittimo dubbio: "la proposta di lavoro
dello studio __________, sicuramente vagliata con attenzione perché propostami
dallo stesso URC di __________, non rappresenta forse un tentativo di dumping
salariale a mio danno? E cosa dire, di chi invece di tutelare i miei interessi,
evitando appunto tali spiacevoli situazioni,
mi sottopone invece tali proposte?" Ma sicuramente non è così, l'operato
dell'URC va difeso, essendo a disposizione dell'assicurato e predisposto per la
tutela dei suoi interessi.

 

Ma quale spiegazione può essere data allora? Sono sicuro trattarsi
semplicemente della momentanea, difficile, precaria, ma attuale e reale
situazione salariale che regna nell'ambito della mia attività professionale.

 

Ritengo quindi che il salario di fr. 3'600.--/mese possa
validamente essere considerato quale salario ipotetico per la determinazione
del guadagno intermedio.

 

(...)

 

7.

A fronte delle argomentazioni sin qui esposte, la decisione
impugnata, non può in alcun modo assurgere a decisione ai sensi della legge. La
decisione è pertanto nulla, priva di efficacia, giuridicamente inesistente
perché inficiata di vizi qualificati, gravi e manifesti.

 

Per contro il salario di fr. 3'500.--/ fr. 3'600.-- deve essere
ritenuto quale salario che corrisponde all'aliquota
usuale per la professione ed il luogo. (...)" 

                                         (I)

 

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 29 settembre 2004 la Cassa si è confermata nelle proprie
allegazioni (cfr. III).

 

                               1.5.   In corso di
causa, il TCA ha interpellato la Cassa, invitandola a prendere posizione in
merito all’assunto ricorsuale secondo cui le persone che hanno firmato la
decisione formale del 3 giugno 2004 e quella su opposizione impugnata non erano
autorizzate a farlo (V). 

 

                                         Le
risposte dell’amministrazione datano dell’11 e del 15 aprile 2005 (VI e VII +
allegato). 

 

                                         L’insorgente
ha presentato le proprie osservazioni al riguardo il 28 aprile 2005 (IX +
allegati). 

 

                               1.6.   In data 10
agosto 2005, il Presidente del TCA ha proceduto all’audizione testimoniale di __________
e di __________, entrambi funzionari della Cassa CO 1 di disoccupazione (cfr.
XIII).

 

                               1.7.   Il 10 agosto
2005, questa Corte ha chiesto al Servizio del personale della Città di __________
di comunicare a quanto ammonta il salario lordo mensile che verrebbe
corrisposto a un giurista neo assunto (XIV).

 

                                         La
risposta è pervenuta il 16 agosto 2005 (XV) ed è stata trasmessa per conoscenza
alle parti (XVI). 

 

                               1.8.   In data 24 e
30 agosto 2005, il ricorrente ha inviato ulteriori scritti al TCA concernenti
un'occupazione che gli è stata assegnata dall'URC di __________ (cfr. XVII e
XVIII + allegati).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   Il
ricorrente ha, in primo luogo, sostenuto che la Cassa non avrebbe
sufficientemente motivato la decisione formale del 3 giugno 2004, con il
risultato che gli sarebbe stato impedito di fare valere, citiamo: “… i propri
legittimi interessi di difesa” (cfr. I, p. 4).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 29 cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto di essere sentite. 

                                         Per
costante giurisprudenza, il diritto di essere sentito comprende pure la pretesa
di ottenere una decisione motivata, che impone all'autorità di pronunciarsi nei
considerandi sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse
addotti. Tale obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi
poteri decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro
canto, consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della
decisione che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. 

                                         A tale
fine, ogni atto decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le
considerazioni che hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che
l'autorità non è tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione
di fatto o di diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle
argomentazioni di parte atte ad influire sul giudizio (cfr. DTF 121 III 331 consid.
3b, 118 V 58; STF del 5 marzo 2002 nella causa A.,
2A.418/2001, parz. pubblicata in PRA 8/2002, p. 679ss.; Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1993, p.
100; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch auf rechtliches Gehör im
Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000, p. 368ss.). 

                                         In caso di carenza nella motivazione, la decisione viene di regola
annullata, indipendentemente dall’interesse materiale delle parti, in quanto il
diritto in questione è di natura formale (DTF 116 V 184, 115 V 305). In via
eccezionale ciò non accade se il difetto - non particolarmente grave (DTF 116 V
185) - può essere sanato, in quanto l’istanza di ricorso dispone di piena
cognizione, alla parte vengono resi noti tutti i fatti rilevanti ed egli viene
sentito su questi fatti, di regola sulla base di un secondo scambio di allegati
(DTF 116 V 39, 110 V 113; Kölz/Häner, op. cit., p. 102). 

                                         Il TFA ha
tuttavia statuito che il diritto di essere sentito viene sanato solo
eccezionalmente (DTF 118 V 315 consid. 3c, 116 V 186).

 

                                         Il TCA constata
che, seppur motivata in maniera piuttosto succinta, la decisione formale
rilasciata dalla Cassa contiene tutti gli elementi necessari all’assicurato per
comprendere gli estremi della vertenza, ovvero la presa in considerazione,
nell’ottica di stabilire il diritto alle prestazioni di cui all'art. 24 LADI,
di un salario lordo mensile di fr. 6'038.50, corrispondente alla retribuzione
versata dall’Amministrazione cantonale ad un giurista neo assunto, anziché
quello effettivamente pagatogli dalla Città di __________ (cfr. doc. 28).

                                         Del
resto, non può essere dimenticato che, già precedentemente all’emanazione della
decisione formale in discussione, i funzionari della Cassa avevano fornito a __________,
di professione avvocato, informazioni generali a proposito delle modalità di
calcolo del guadagno intermedio (cfr. i doc. 62 e 64), di modo che egli è ora malvenuto
a sostenere che l’autorità amministrativa l’avrebbe posto nella condizione di
non poter difendere convenientemente i propri interessi. 

 

                               2.2.   In secondo
luogo, l’insorgente mette in dubbio che le decisioni emanate dalla Cassa siano
state firmate da funzionari autorizzati a farlo (cfr. I, p. 5). 

 

                                         In corso
di causa, il TCA ha chiesto all’amministrazione convenuta di prendere posizione
in proposito (V).

 

                                         In data
11 aprile 2004, __________, Capo dell’Ufficio __________, ha comunicato quanto
segue:

 

" 
(…)

con riferimento alla richiesta del 4 aprile 2005
si precisa che le persone che hanno firmato sia la decisione sia la decisione
su opposizione erano autorizzate a firmare le stesse.

 

In effetti, in assenza del capo ufficio, il
sostituto firma in sostituzione del capo ufficio ed il collaboratore per il
sostituto.

 

Nella fattispecie, la decisione del 3 giugno 2004
è stata firmata dal sostituto capo ufficio signor __________ e dal
collaboratore che ha trattato la pratica ossia __________.

 

La decisione su opposizione è stata firmata dal
sostituto capo ufficio e dal collaboratore signor __________.”

                                         (VI) 

 

                                         Il 15
aprile 2005, il Direttore dell’__________, avv. __________, ha inoltre
precisato che il diritto di firma in seno alla Cassa è disciplinato dal Seco
soltanto per quanto concerne i pagamenti, per il resto, esso è regolato
internamente all’Istituto stesso:

 

" 
come indicato telefonicamente, il diritto di
firma delle decisioni della Cassa CO 1 di assicurazione contro la
disoccupazione è regolato internamente al nostro Istituto. Il seco regola
unicamente i diritti di firma per i pagamenti (vedi allegato).

 

Le decisioni sono firmate dal capo dell’Ufficio __________
e dal capo del Servizio __________. In assenza del capoufficio firma il suo
sostituto.

 

Nel caso particolare, il capo del Servizio __________
è anche sostituto del capo dell’Ufficio __________. In assenza del capo
dell’Ufficio __________, il capo del Servizio __________ firma quindi in sua
vece, un collaboratore firma in vece del capo del Servizio __________."

                                         (VII +
allegato)

 

                                         Con le
proprie osservazioni del 28 aprile 2005, RI 1 solleva una serie di obiezioni in
merito al contenuto delle risposte fornite dai funzionari dell’__________,
riconfermandosi nella conclusione secondo cui le decisioni della Cassa
sarebbero viziate (cfr. IX).

 

                                         A
prescindere dal fatto che in entrambe le decisioni figura perlomeno la firma di
__________, il quale, nella sua qualità di sostituto Capo-ufficio, è senza
dubbio titolare di un diritto di firma, la questione non merita una maggiore
considerazione in quanto, secondo dottrina e giurisprudenza, nel diritto delle
assicurazioni sociali, la firma non costituisce un presupposto di validità per
una decisione, presupposto che, d’altronde, non viene richiesto né dalla LPGA,
né dalle singole leggi (cfr. ZAK 1987, p. 210 consid. 1;
Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3. edizione, Berna 2003,
p. 460; U. Kieser, ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003, n. 20 ad
art. 49). 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Il 1° luglio
2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal popolo il
24 novembre 2002 (cfr. FF N. 14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg.; RU N. 24 del
24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Poiché
nel diritto delle assicurazioni sociali è determinante il disciplinamento
legale in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie
giuridicamente rilevante (cfr. STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C
154/03; DTF 129 V 1, consid. 1.2, pag. 4; DTF 128 V 315 = SVR 2003 ALV Nr. 3;
DTF 127 V 466, consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 163, consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44; DTF 123 V 70, consid.
2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid. 1, pag. 36 con
riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 20 gennaio 2003
nella causa V. e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H
114/01), visto che la presente fattispecie si riferisce a una questione (il
diritto alle indennità di disoccupazione in base alle norme che regolano il
guadagno intermedio) che si è posta successivamente (e cioè nel mese di marzo
2004, momento in cui l’assicurato ha iniziato l’attività alle dipendenze della Città
di Lugano) all’entrata in vigore delle nuove disposizioni, si applicano le
norme valide dal 1° luglio 2003.

 

                                         Il nuovo
tenore dell’art. 24 LADI non ha modificato il contenuto di quello vecchio e
quindi la giurisprudenza sviluppata in precedenza mantiene tutta la sua
validità.

 

                                         Al
riguardo, nel Messaggio concernente la revisione della legge federale
sull’assicurazione contro la disoccupazione del 28 febbraio 2001, il Consiglio
federale, circa l’art. 24 LADI, ha rilevato che:

 

"  Art.
24 Computo del guadagno intermedio

 

Capoverso 1: i capoversi 1 e 2 sono riuniti in un unico capoverso.

 

Il capoverso 2 è abrogato.

 

I capoversi 3 e 4 sono ordinati in modo più preciso per motivi di
sistematica e per tener conto della giurisprudenza, ma il loro contenuto, ad eccezione
del capoverso 3, rimane invariato.

 

Capoverso 3bis (nuovo):
secondo la formulazione attuale dell’articolo 24 capoverso 2 terzo periodo
LADI, non può essere versato alcun pagamento compensativo dopo una
disdetta a seguito di una modifica del contratto di lavoro o in caso di
riassunzione nell’intervallo di un anno da parte dello stesso datore di lavoro
a un tasso di occupazione inferiore, anche se il salario proposto è usuale per
la professione e il luogo.

Il legislatore voleva semplicemente impedire il dumping salariale
a carico dell’assicurazione contro la disoccupazione dopo una disdetta dovuta a
una modifica del contratto di lavoro. Non v’è invece il rischio di abusi se il
datore di lavoro è costretto, per motivi legati all’impresa, a ridurre il tasso
di occupazione con una riduzione proporzionale del salario e se il lavoro
proposto è rimunerato a un’aliquota usuale per la professione e il luogo.

Il nostro Consiglio non rifiuterà di prendere in considerazione un
eventuale guadagno intermedio, e quindi si opporrà alla concessione di
pagamenti compensativi secondo la disposizione dell’attuale articolo 41a capoverso
3 OADI soltanto se il rapporto di lavoro è mantenuto o ripreso nell’intervallo
di un anno fra le due parti a una delle condizioni seguenti:

 

a)                                   il
tempo di lavoro è stato ridotto e la rispettiva diminuzione del salario è
eccessiva;

b)   il tempo di lavoro è mantenuto, ma il salario ridotto.

 

Con questa clausola contro gli abusi e con il criterio
dell’aliquota usuale per la professione e il luogo, occorre evitare che i costi
salariali siano trasferiti all’assicurazione contro la disoccupazione (dumping
salariale). In particolare, il guadagno intermedio non deve portare a un
degrado generale delle condizioni di lavoro e salariali né a una trasformazione
dei posti di lavoro «normali» in posti di lavoro «con guadagno intermedio». A
tal fine, da un lato l’importo dei pagamenti compensativi deve rispettare i
salari usuali per la professione e il luogo (art. 24 cpv. 3 LADI) e,
dall’altro, i guadagni intermedi presso il datore precedente sono ammessi o
presi in considerazione solo se il salario non è stato ridotto in misura
eccessiva. Con questa disposizione si vuole impedire di finanziare la
riassunzione a un salario eccessivamente basso a spese dell’assicurazione
contro la disoccupazione (guadagno intermedio).

Questo disciplinamento tiene conto delle contingenze economiche,
del principio delle assicurazioni sociali della diminuzione del danno, del
principio dell’assicurazione contro la disoccupazione «lavorare è redditizio» e
impedisce inoltre che gli assicurati
accettino importanti sacrifici salariali a spese dell’assicurazione contro la
disoccupazione.

 

Capoverso 4: la modifica del rinvio è necessaria in considerazione
della fusione dei capoversi 1 e 2."

                                         (cfr. FF N. 23 del 12
giugno 2001, p. 2005-2006).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 24 cpv. 1 LADI é considerato guadagno intermedio il reddito proveniente
da un’attività lucrativa dipendente o indipendente che il disoccupato ottiene
entro un periodo di controllo. L’assicurato ha diritto alla compensazione della
perdita di guadagno. Il tasso d’indennità è determinato secondo l’articolo 22.
Il Consiglio federale determina in che modo deve essere calcolato il reddito
proveniente da un’attività lucrativa indipendente.

                                         In virtù
dell’art. 24 cpv. 3 LADI è considerata perdita di guadagno la differenza tra il
guadagno intermedio ottenuto nel periodo di controllo, ma corrispondente almeno
all’aliquota usuale per la professione ed il luogo, e il guadagno assicurato.
Un guadagno accessorio (art. 23 cpv. 3) non è preso in considerazione.

 

                                         Il
Consiglio federale, competente a emanare le disposizioni esecutive (cfr. art.
109 LADI) e sulla base della delega di cui all’art. 24 cpv. 1 LADI, ha emanato
l’art. 41a OADI.

                                         In particolare
il cpv. 1 dell’art. 41a OADI stabilisce che se il reddito è inferiore
all’indennità di disoccupazione, l’assicurato ha diritto, nell’ambito del
termine quadro per la riscossione della prestazione, a indennità compensative.

 

                               2.5.   In una
sentenza pubblicata in SVR 1994, ALV Nr. 20, p. 45 seg. e in DTF 120 V 233 seg.
il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA) ha avuto modo di stabilire che
tutte le forme di attività dipendente, comprese in passato sotto le diverse
norme relative al lavoro a tempo parziale (art. 18 cpv. 1 in relazione con
l'art. 22 seg. LADI), al guadagno intermedio (vecchio art. 24 LADI), e del
lavoro sostitutivo (vecchio art. 25 LADI), costituiscono l'oggetto del nuovo
art. 24 LADI.

                                         In tale
contesto, dopo avere precisato che decisiva è la perdita di guadagno e non la
perdita di lavoro (cfr. SVR 1994 ALV Nr. 20 p. 46: "die während einer oder
mehrerer Kontrollperioden erzielten Verdienste sollen nach dem Prinzip des Verdienstausfalls
und nicht nach jenem des Arbeitsaufalls entschädigt werden, von welchen das Gesetz
sonst primär ausgeht"), la nostra Massima istanza ha stabilito che
l'assicurato ha diritto all'indennizzo della perdita di guadagno secondo l'art.
24 cpv. 1 a 3 LADI fino a quando non assume, nel periodo di controllo in questione,
un'occupazione adeguata ai sensi dell'art. 16 LADI, e segnatamente dell'attuale
art. 16 cpv. 2 lett. i LADI.

 

                                         L’art. 16
cpv. 2 lett. i LADI prevede che:

 

" 
Non è considerata adeguata e di conseguenza è
esclusa dall’obbligo di accettazione un’occupazione che:

 

i.  procura all’assicurato un salario inferiore
al 70 per cento del         guadagno assicurato, salvo che l’assicurato riceva
prestazioni  compensative giusta l’articolo 24 (guadagno intermedio); con il                                consenso
della commissione tripartita, l’ufficio regionale di       collocamento può
eccezionalmente dichiarare adeguata     un’occupazione la cui rimunerazione è
inferiore al 70 per cento del          guadagno assicurato”.

 

                                         L’art.
41a cpv. 2 OADI recita invece:

 

" 
Se non sussiste il diritto a indennità
compensative secondo l’articolo 24 capoverso 4 LADI, si ritiene adeguato un
reddito a partire dal 70 per cento del guadagno assicurato”.

 

                                         Pertanto,
secondo il TFA, se durante il periodo di controllo litigioso l'assicurato
accetta - specialmente riguardo al salario - un'occupazione adeguata, cioè
un'attività che gli procuri un guadagno corrispondente almeno all'indennità di
disoccupazione, ogni guadagno intermedio non è più ammissibile (cfr. SVR 1994
ALV Nr. 20, p. 46-47).

 

                                         Contestualmente,
il TFA ha in particolare rilevato che:

 

" 
(…)

Die Vorinstanzliche Auffassung, dass auch
Tätigkeiten, die dem Versicherten ein Einkommen verschaffen, das zwar über dem
Taggeld, aber unter dem versicherten Verdienst liegt, der
Zwischenverdienstregelung gemäss Art. 24 AVIG zu unterstellen seien, ist zwar
nach dem Wortlaut von Art. 24 AVIG (insbesondere dessen Abs. 3) nicht
ausgeschlossen, lässt sich aber letzlich aus systematischen Gründen nicht
bestätigen. Das Argument, der Gesetzgeber habe auch in solchen Fällen das die
Versicherung entlastende Ausüben von Teilerwerbstätigkeiten fördern wollen,
widerspricht im Ergebnis Art. 15 Abs. 1 i.V.m. Art. 16 und Art. 17 Abs. 1 und 3
AVIG, wonach der Versicherte ohnehin bereit sein muss, eine zumutbare Arbeit
anzunehmen, ansonsten er mit der Einstellung im Taggeldbezug (Art. 30 Abs. 1
lit. c und d AVIG; ARV 1991 Nr. 9 S. 88, 1990 Nr. 5 S. 34, 1984 Nr. 14 S. 167)
oder mit der Aberkennung der Anspruchberechtigung wegen fehlender
Vermittlungsfähigkeit (BGE 112 V 326; ARV 1992 Nr. 10 S. 122, 1990 Nr. 3 S. 25
und Nr. 14 S. 83) zu rechnen hat. Es erscheint daher nicht sachgerecht, bei
Erfüllung einer gesetzlichen Obligenheit Kompensationsleistungen nach Art. 24
AVIG zusprechen, ganz abgesehen von den damit verbundenen
Abgrenzungsschwierigkeiten bezuglich Beendigung der Arbeitslosigkeit. (…)" 

                                         (cfr. SVR
1994 ALV Nr. 20, p. 47).

 

                                         Questi
concetti sono stati ribaditi dal TFA in un'altra sentenza pubblicata in SVR
1994, ALV Nr. 21, p. 49-50.

                                         In questo
giudizio l'Alta Corte ha negato il diritto all'indennizzazione ad un assicurato
che, in un periodo di controllo, aveva conseguito un salario di franchi
2'986.35, inferiore al guadagno assicurato di fr. 3'000.--, ma superiore
all'indennità di disoccupazione di fr. 2'400.--.

                                         Su questi aspetti, cfr. pure G. Gerhards "ALV: Stempelferien,
Zwischen verdienst und Kurzarbeitsentschädigung - Drei Streitfragen" in
SZS 1994, p. 321 seg., in particolare p. 335-337; OFIAMT, "Bulletin AC
94/1", p. 3/2).

 

                                         Nelle successive sentenze pubblicate in DTF 120 V 502 e in SVR 1995,
ALV Nr. 47, il TFA ha poi riconfermato la propria giurisprudenza.

 

                                         In
un'altra sentenza pubblicata in SVR 1995, ALV Nr. 48, il TFA ha stabilito che
nel caso di assicurati impiegati con salario mensile il guadagno giornaliero
lordo si determina mediante il divisore 21,7. Se il guadagno giornaliero lordo
é inferiore all’indennità giornaliera lorda si tratta di guadagno intermedio; i
presupposti per una compensazione della differenza secondo l’art. 24 cpv. 2 e 3
sono quindi adempiuti.

                                         Nel caso
concreto, per determinare il diritto all’indennità di disoccupazione di un
assicurato che conseguiva un guadagno intermedio, il TFA ha proceduto come
segue:

 

" 
(…)

Ausgehend vom versicherten Monatsverdienst von
Fr. 3141.- ergibt sich im vorliegenden Fall ein versicherter Tagesverdienst von
Fr. 144,70 (Fr. 3141.- : 21,7). Das Bruttotaggeld beträgt demzufolge Fr. 115,75
(80% von Fr. 144,70). Der auf einen Tag umgerechnete Bruttolohn beläuft sich
auf Fr. 111.83 (Fr. 2426.95 : 21,7). Da dieser Betrag tiefer ist als das Bruttotaggeld,
handelt es sich um Zwischenverdienst im Sinne von Art. 24 Abs. 1 AVIG mit der
Folge, dass die Beschwerdegegnerin für den Monat Februar 1993 grundsätzlich
Anspruch auf Differenzausgleich nach Massgabe von Art. 24 Abs. 2 und 3 AVIG
hat. Mit Bezug auf die Berechnung der Differenzzahlung ist zunächst die
Differenz zwischen dem versicherten Monatsverdienst und dem Zwischenverdienst
zu ermitteln. Dieser beträgt im vorliegenden Fall Fr. 714.70 (Fr 3141.67 -
2426.94), woraus sich ein Differenzausgleich von Fr. 571.60 (80% von Fr.
714.70) ergibt. (…)"

                                         (cfr. SVR
1995 ALV Nr. 48, pag. 143, consid. 5).

 

                                         Questi
concetti circa la determinazione del diritto all’indennità di disoccupazione in
un preciso periodo di controllo, trattandosi di assicurati che conseguono un
guadagno intermedio, sono poi stati ribaditi dal TFA nelle sentenze pubblicata
in SVR 1999, ALV Nr. 8 e in SVR 1996, ALV Nr. 69 = DTF 121 V 353.

                                         In
particolare, nell’ultima sentenza citata, il TFA ha stabilito che il metodo di
calcolo illustrato nelle DTF 112 V 229 e 237 non é più applicabile (cfr. DTF
121 V 353, consid. 4a, pag. 358 in fine).

                                         Va
rilevato che questa giurisprudenza permette di tener convenientemente conto del
fatto che in ogni periodo di controllo vi é una variazione del numero di
indennità di disoccupazione spettante all’assicurato.

 

                               2.6.   Nella già
citata decisione pubblicata in DTF 120 V 502, chiamata a pronunciarsi sulla
nozione del guadagno intermedio nell'ambito di uno stage, la nostra
Massima istanza ha, in particolare, rilevato che:

 

" 
(…)

La jurisprudence admet, par exemple, que lorsqu'il
apparaît clairement qu'un assuré rémunéré proportionellement aux ventes
effectuées ne peut pas, durant des mois, obtenir un salaire atteignant le
minimum vital malgré un engagement total et un travail exigeant, on ne saurait,
dans les limites du travail de remplacement, parler de rémunération conforme
aux usages professionnels et locaux en invoquant des critères d'ordre
économique (DTA 1986 n° 22 p. 89 consid. 2). De même, le Tribunal fédéral des
assurances a jugé qu'il n'appartient pas à l'assurance-chômage de compenser la
différence de traitement existant entre le salaire usuel qui est versé à un
psychologue diplômé, et la rémunération dont bénéficie un stagiaire; en
l'espèce, le canton employeur n'avait offert à un psychologue diplômé qu'une
place et un salaire de stagiaire, en raison de restrictions budgétaires (arrêt
non publié F. du 29 août 1986). Enfin, la "rémunération habituelle"
dont il est question ci-dessus entre en ligne de compte lorsque l'assuré exerce
une activité pour la quelle il a été formé; en revanche, s'il pratique un
métier pour le quel il ne dispose pas de qualification, seule la rémunération
habituelle dans cette profession est déterminante (arrêt non publié H. du 10
novembre 1989).

Dans ses directives relatives à l'indemnisation des
assurés qui suivent des stages (Bulletin AC 86/2, p. 4), l'OFIAMT a d'ailleurs
opéré une distiction entre les différentes catégories de stagiaires. Ainsi,
l'assurance-chômage ne doit pas être mise à contribution lorsque le stage fait
partie intégrante de la formation professionelle de base (à l'instar d'un
avocat ou d'un médecin [ch. 1]). Par ailleurs, des indemnités peuvent être
allouées en cas de perfectionnement professionel ou de recyclage, à titre de mésures
préventives (art. 59 ss LACI; ch. 2). Lorsque, pour dimunuer son chômage,
l'assuré accepte d'occuper une place de stage qui ne correspond ni à une
formation de base ni à un perfectionnement professionel, l'art. 25 LACI peut
alors précisément trouver application, quand la rémunération obtenue est certe
inférieure à l'indemnité de chômage, mais correspond au moins aux usages professionels
et locaux (ch. 3, 1re e 2e phrases). En revanche, la
dernière phrase du ch. 3, selon la quelle "il ne suffit donc pas que cette
rémunération soit usuelle pour les stagiaires", ne se concilie pas avec
les principes jurisprudentiels exposés aux arrêts DTA 1986 n° 22 p. 88 et F. du
29 août 1986 précités, dans la mesure ou elle ne s'applique qu'aux personnes
disposant déjà d'une formation professionelle. Mais si l'assuré ne bénéficie
pas d'une telle formation, il ne doit pas être indémnisé selon ces critères
(arrêt non publié H. du 10 novembre 1989).

(…)" 

                                         (cfr. DTF
120 V 502, consid. 6c, pag. 508-509).

 

                                         In una sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 7 p. 36 seg., il TFA ha
avuto modo di stabilire che i periodi di pratica quale psicologa effettuati
dopo aver ottenuto una licenza universitaria in psicologia non costituiscono un
guadagno intermedio.

                                         Secondo
l'Alta Corte, lo scopo di formazione e l'acquisizione di conoscenze
professionali predominano in tale caso rispetto al conseguimento di un reddito
proveniente da un'attività lucrativa. Il fatto che l'assicurata abbia ottenuto
un impiego quale psicologa ancora durante la sua seconda pratica non cambia
nulla al carattere di formazione di quest'ultima.

                                         La nostra
Massima Istanza ha, in particolare, così motivato l'inapplicabilità dell'art.
24 LADI, relativo al guadagno intermedio:

 

" 
(…)

Il n'existe cependant pas de droit à une
compensation de la perte de gain au sens de ces dispositions en faveur d'un
assuré qui poursuit une formation. Dans un tel cas, le but de formation et
l'acquisition de connaissances professionnelles prédominent par rapport à
l'obtention du revenu d'une activité lucrative (Gerhards, Arbeitslosenversiche-
rung: “Stempelferien”, Zwischenverdienst und Kurzarbeitsentschä- digung für öffentliche
Betriebe und Verwaltungen - Drei Streitfragen, RSAS, 1994, p. 350 let. h et la
référence à l'arrêt non publié F. du 1er juin 1994 [C83/93)]; cf.
aussi ATF 120 V 509 consid. 6c et 246).

 

2.- En l'espèce, les deux stages suivis
successivement par la recourante avaient un caractère de formation nettement
prépondérant. Ainsi le second stage est-il décrit par l'employeur comme “un
stage post-licence consacré à la formation dans le domaine du psycho-diagnostique”
(attestation du DUPA du 23 juin 1995). La recourante a d'ailleurs toujours
insisté sur le fait qu'il s'agissait, en l'occurrence, “d'emplois de formation”,
attendu qu'il n'était pas possible, pour un licencié en psychologie, de trouver
un emploi de psychologue sans avoir effectué des stages préalables. Désireuse
d'obtenir un emploi de psychologue, auquel la destinaient naturellement ses
études universitaires, la recourante a donc cherché à compléter sa formation
théorique par une formation pratique indispensable à l'exercice de sa
profession future. Le fait qu'elle a obtenu un emploi de psychologue, alors
qu'elle n'avait pas terminé son second stage, n'enlève rien au caractère de
formation de celui-ci. On peut supposer, en effet, que la durée totale et la
diversité de sa formation pratique étaient suffisantes, en janvier 1995, pour
justifier un engagement professionnel.

 

C'est dire que la recourante n'a pas entrepris les
stages en question pour abréger son chômage, ni pour satisfaire à son
obligation de réduire le dommage en se procurant un gain intermédiaire. Dans
ces conditions, sa rémunération ne pouvait pas être pris en compte comme gain
intermédiaire. Une indemnisation par la biais de l'art. 24 LACI est donc exclue
dans ce cas. Par ailleurs, l'allocation de prestations en vertu des art. 59 ss
LACI (dans leur version qui était en vigueur à l'époque des faits) n'entre pas
en ligne de compte s'agissant d'une formation de base (voir par exemple ATF 111
V 274 consid. 2b).

(…)" (cfr. DLA 1998 N. 7, p.
38-39).

                                         In
un'altra sentenza pubblicata in DLA 1998 N. 49 p. 286 seg., il TFA ha stabilito
che l’assicurato non può far valere quale guadagno intermedio un'attività
assunta non per evitare la disoccupazione, ma essenzialmente a scopo di
formazione (nella fattispecie: pratica come infermiere), vale a dire al fine di
acquisire ulteriori conoscenze.

 

                                         L’Alta
Corte ha in particolare rilevato:

 

" 
(…)

3.- In der Verwaltungsgerichtsbeschwerde wird
dagegen eingewendet, dass die Praktikumsstelle in der
Psychiatrischen Klinik M. nicht Bestandteil einer beruflichen Grundausbildung
sei, sondern vielmehr dazu diene, die Eignung des Beschwerdeführers für den
Pflegeberuf abzuklären. Ebensowenig gehe es an, dem Beschwerdeführer im Sinne
des berufs- und ortsüblichen Lohnes den Verdienst eines Hilfspflegers
anzurechnen.

 

a) Diesen Ausführungen kann nicht beigepflichtet
werden. Nach Lage der Akten steht fest und ist unbestritten, dass es sich bei
der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdeführers um ein Praktikumhandelt. Dieses
mag zwar nicht bereits integrierenden Bestandteil der Ausbildung zum Beruf des
Pflegers gebildet, sondern in erster Linie der Eignungsabklärung sowie dazu gedient
haben, dem Beschwerdeführer ein genaues Bild dieser Tätigkeit zu vermitteln.

Indes kann kein Zweifel daran bestehen, dass das
Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend - jedenfalls
im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dies ergibt sich mit aller
Klarheit aus der vorinstanzlichen Beschwerde. Dabei wird durchaus zugleich das
Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit vermeiden. Dass
diese Motivation indes nicht im Vordergrund stand, der Beschwerdeführer vielmehr
nach einer beruflichen Neuausrichtung trachtete, kann insofern als erstellt
gelten, als praktisch sämtliche seiner Arbeitsbemühungen nicht auf seinen
früheren breitgefächerten Tätigkeitsbereich (PTT-Betriebsbeamter, Kellner,
Magaziner, Packer/Lagerist, Speditionsangestellter, Chauffeur), sondern auf
eine Stelle als Pfleger oder Betreuer abzielten. Wäre es ihm in erster Linie um
die Beendigung der Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er seine Bemühungen fraglos
anders ausgerichtet. Stand folglich dieses Bestreben nicht im Vordergrund,
vermag der Beschwerdeführer aus der in BGE 120 V 246 und 509 Erw. 6c angesprochenen
Verwaltungspraxis nichts abzuleiten.

 

b) Fällt nach dem Gesagten die Annahme eines
Zwischenverdienstes ausser Betracht, erübrigen sich weitere Ausführungen zur
Frage, ob dem Beschwerdeführer anstelle des real erzielten (im Sinne von Art.
24 Abs. 3 AVIG) ein fiktives Einkommen anzurechnen wäre."

                                         (cfr.
DLA 1998 N. 49, p. 288-289).

 

                                         Chiamata a stabilire se,
nel caso di un’assicurata (rimasta disoccupata il 30 novembre 2001 che il 15
maggio 2002 ha iniziato un “Praktikum im Hinblick auf eine allfällige Ausbildung
zur sozio-kulturellen Animatorin”), il salario di praticante andava trattato
alla stregua di un guadagno intermedio, la nostra Massima Istanza, in una
decisione del 4 agosto 2003 nella causa L. (C 21/03), si è confermata nella
propria giurisprudenza e, tra l’altro, ha sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

"  (…)

3.1 Nach den Akten steht fest und ist
unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit der Beschwerdegegnerin
um ein Praktikum handelt. Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden
Bestandteil der Ausbildung zum Beruf der sozio-kulturellen Animatorin gebildet,
sondern in erster Linie der Eignungsabklärung gedient und der Beschwerdegegnerin
ein genaueres Bild dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein
Zweifel daran, dass das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der
Grundausbildung dienend - jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten
wurde. Dies räumt die Versicherte in der kantonalen Beschwerde selber ein.
Dabei mag durchaus auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende
Arbeitslosigkeit zu vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im
Vordergrund. Vielmehr trachtete die Beschwerdegegnerin nach einer beruflichen
Neuausrichtung. Dies ergibt sich daraus, dass die Arbeit als sozio-kulturelle
Animatorin völlig ausserhalb der bisherigen Tätigkeitsbereiche der Versicherten
(Verkäuferin in der Textilbranche, Gastgewerbe) lag und der Praktikumslohn
deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der bisherigen
Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Die Beschwerdegegnerin nahm somit bewusst
eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Sie hätte keine derartige
Ausbildung ins Auge gefasst, wenn sie in erster Linie die Arbeitslosigkeit
hätte beenden wollen.

 

3.2 Ging es jedoch vorab um den Antritt einer
neuen Grundausbildung, kann die Versicherte nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw.
1 und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,
wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu
erfolgen habe, kann nicht beigepflichtet werden. Vielmehr ist daran
festzuhalten, dass für eine solche Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die
betreffende Tätigkeit in erster Linie zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde.
Daran vermag auch der Hinweis des kantonalen Gerichts auf BGE 122 V 265 nichts
zu ändern.

Arbeitslose, die einen nicht bewilligten Kurs
besuchen, befinden sich in einer andern Situation als Personen, welche eine
neue Grundausbildung anfangen. Diese Kurse sind in der Regel zeitlich
beschränkt und stellen keine vollständige, neue Grundausbildung dar. Zudem
dienen sie oft der Vervollständigung bereits vorhandener Kenntnisse.

(…)" 

                                         (cfr.
STFA del 4 agosto 2003 nella causa L., C 21/03).

 

                                         In
un’altra sentenza del 14 giugno 2004 nella causa S. (C 297/03) il TFA ha
confermato la decisione di una cassa disoccupazione che, dopo aver considerato
un salario pari a fr. 3'510.-- corrispondente all’aliquota usuale per la professione
ed il luogo, ha rifiutato ad un assicurato (di formazione meccanico per
automobile e di professione impiegato di commercio) il diritto alle indennità
di disoccupazione durante la sua attività di praticante presso un ospedale.

                                         Anche in questo caso
l’Alta Corte si è confermata nella propria giurisprudenza e, in particolare, ha
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

"  (…)

Zu ergänzen ist, dass nach der Rechtsprechung für
die Annahme eines Zwischenverdienstes jedoch kein Raum bleibt, wenn die in Frage
stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit, sondern in erster
Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb von Kenntnissen, aufgenommen
wurde (ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f. mit Hinweisen; Gerhards,
Arbeitslosenversicherung: "Stempelferien", Zwischenverdienst und
Kurzarbeitsentschädigung für öffentliche Betriebe und Verwaltungen - Drei
Streitfragen, SZS 1994 S. 350 lit. h mit Hinweisen; Urteil L. vom 4. August
2003, C 21/03).

 

3.

3.1 Der Beschwerdegegner gab bei seiner Bewerbung
beim Spital X. vom 16. Dezember 2002 an, dass er auf Grund seiner beruflichen
Neuorientierung und gemäss Abklärungen durch die Berufsberatung sowie den
Laufbahnberater die Ausbildung als Krankenpfleger DN2 im Frühjahr 2003 beginnen
möchte. Von der Leiterin Hilfspflegepersonal des Spitals X.________ wurde
ausgeführt, der Beschwerdegegner benötige auf Grund seiner Bewerbung als
Krankenpfleger ein Vorpraktikum. Dieses betrage meistens drei Monate und diene
der Eignungsabklärung für einen Pflegeberuf.

 

3.2 Nach den Akten steht damit fest und ist
unbestritten, dass es sich bei der fraglichen Tätigkeit des Beschwerdegegners
um ein Praktikum handelt.

Dieses mag zwar nicht bereits integrierenden
Bestandteil der Ausbildung zu einem Pflegeberuf gebildet, sondern in erster
Linie der Eignungsabklärung gedient und dem Versicherten ein genaueres Bild
dieser Tätigkeit vermittelt haben. Indessen besteht kein Zweifel daran, dass
das Praktikum - wenn nicht bereits selbst der Grundausbildung dienend -
jedenfalls im Hinblick auf eine solche angetreten wurde. Dabei mag durchaus
auch das Bestreben mitgespielt haben, die bestehende Arbeitslosigkeit zu
vermeiden. Diese Motivation stand indes nicht im Vordergrund. Vielmehr
trachtete der Versicherte nach einer beruflichen Neuausrichtung. Dies ergibt
sich auch daraus, dass ein Pflegeberuf völlig ausserhalb der bisherigen
Tätigkeitsbereiche des Beschwerdegegners (Automechaniker, Kaufmann) lag und der
Praktikumslohn deutlich niedriger war als der Verdienst, der sich in einer der
bisherigen Tätigkeiten hätte erzielen lassen. Der Versicherte nahm somit
bewusst eine erhebliche finanzielle Einbusse in Kauf. Er hätte keine derartige
Ausbildung ins Auge gefasst, wenn er in erster Linie die Arbeitslosigkeit hätte
beenden wollen.

Ging es jedoch vorab um den Antritt einer neuen
Grundausbildung, kann der Beschwerdegegner nach ARV 1998 Nr. 49 S. 287 f Erw. 1
und 3a keinen Zwischenverdienst abrechnen. Der Auffassung der Vorinstanz,
wonach selbst bei Ausübung eines Praktikums eine Zwischenverdienstanrechnung zu
erfolgen habe, kann deshalb nicht beigepflichtet werden, abgesehen davon, dass
das kantonale Gericht ohnehin den Praktikumslohn nicht als ortsüblichen Lohn
hätte betrachten dürfen. Vielmehr ist daran festzuhalten, dass für eine solche
Anrechnung dort kein Raum bleibt, wo die betreffende Tätigkeit in erster Linie
zu Ausbildungszwecken ergriffen wurde (vgl. Urteil L. vom 4. August
2003, C 21/03).

(…)" 

                                         (cfr. STFA del 14 giugno
2004 nella causa S., C 297/03).

 

                                         In un’ulteriore, recente,
sentenza del 27 luglio 2005 nella causa F., C 308/02, riguardante un assicurato
che, dopo aver perso il proprio impiego presso una ditta di costruzione di
macchinari, ha intrapreso uno stage lavorativo nel reparto di ergoterapia di
una clinica, l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione a sapere se quest’ultima
attività aveva quale obiettivo primario quello di ovviare alla situazione di
disoccupato oppure se si era trattato di un perfezionamento professionale:

 

"  (…)

Nach ständiger Rechtsprechung bleibt für die
Annahme eines Zwischenverdienstes im Sinne von Art. 24 AVIG kein Raum, wenn die
zur Diskussion stehende Tätigkeit nicht zur Vermeidung von Arbeitslosigkeit,
sondern in erster Linie zu Ausbildungszwecken, mithin zum Erwerb beruflicher
Kenntnisse und Fertigkeiten aufgenommen wird. Letztes liegt in der Regel vor,
wenn die versicherte Person nach Abschluss einer Grundausbildung ein Praktikum
absolviert. In diesen Fällen betrachtet das Eidgenössische Versicherungsgericht
die aufgenommene Tätigkeit als zur Grundausbildung gehörig, wofür der enge
sachliche und zeitliche Zusammenhang mit dem abgeschlossenen Studium sowie die
geringe Entlöhnung sprechen (ARV 1998 Nr. 7 S. 36, 1997 Nr. 35 S. 195; Urteile
Z. vom 16. Januar 2004 [C 193/03] und Z. vom 25. Januar 2000 [C 203/99]; nicht
veröffentlichte Urteile S. vom 26. Mai 1998 [C 320/96], S. vom 5. September
1996 [C 158/96] und F. vom 1. Juni 1994 [C 83/93]). Auch in Fällen, wo die
versicherte Person einschlägige Berufserfahrung mitbringt, jedoch ein gering
entlöhntes Praktikum in einem völlig andersgearteten Berufsbereich beginnt, sei
es mit dem Ziel, später eine entsprechende Grundausbildung zu absolvieren, sei
es zur Abklärung der Eignung einer entsprechenden Arbeit, steht in der Regel
der Erwerb von Kenntnissen und Fertigkeiten im Vordergrund (ARV 1998 Nr. 49 S.
286; Urteile S. vom 14. Juni 2004 [C 297/03], L. vom 4. August 2003 [C 21/03]
und B. vom 9. Juni 2000 [C 385/99]; nicht veröffentlichte Urteile S. vom 11. März
1999 [C 412/98] und S. vom 4. April 1995 [C 191/94]).

 

3.1 Es steht fest und ist im Übrigen
unbestritten, dass der Beschwerdeführer sich während der Kündigungsfrist bis am
31. Mai 2002 u.a. als Leiter und Betreuer in einer geschützten Werkstätte
beworben hat. Seinen eigenen Angaben zufolge befürchtete er, im gelernten Beruf
als Maschinenkonstrukteur und als Projektleiter im Maschinenbaugewerbe
angesichts seines Alters keine Neuanstellung mehr zu finden, weshalb er sein
Tätigkeitsfeld zu erweitern suchte. Am 24. Mai 2002 schloss er einen Vertrag
mit der Klinik B.________ ab, gemäss welchem er ein Arbeitspraktikum in der
Abteilung Ergotherapie zu absolvieren beabsichtigte, das vom 10. Juni 2002 bis
30. November 2002 dauern sollte, bei einer wöchentlichen Arbeitszeit von 42
Stunden und einem monatlichen Verdienst von Fr. 1000.-. Der Beschwerdeführer
trat die Stelle am 10. Juni 2002 an und löste den Vertrag am 6. August 2002 mit
sofortiger Wirkung auf.

 

3.2 Aus diesen Umständen zog das kantonale
Gericht den Schluss, dass die Beschäftigung bei der Klinik B.________ nicht als
Zwischenverdiensttätigkeit, sondern als Weiterbildung zu werten sei. Das
Vorbringen des Beschwerdeführers, er habe die Arbeitslosenkasse finanziell
entlasten wollen, sei nicht glaubhaft, zumal er eine mögliche Anstellung mit
einem Einkommen von Fr. 4000.- monatlich mit der Begründung abgelehnt habe,
dieser Verdienst sei zu tief. Wäre es ihm tatsächlich um die Beendigung der
Arbeitslosigkeit gegangen, hätte er diese Stelle angenommen und bei der
Arbeitslosenkasse Kompensationszahlungen beantragt. Es fehle mithin an der
Anspruchsvoraussetzung der Arbeitslosigkeit im Sinne von Art. 8 Abs. 1 lit. a
AVIG im Zeitraum vom 10. Juni bis 6. August 2002. Vom 1. bis 9. Juni 2002 sei
die Vermittlungsfähigkeit zu verneinen, da für eine derart kurze Zeitspanne auf
dem allgemeinen Arbeitsmarkt keine Anstellung gefunden werden könne. Ein
Anspruch auf Arbeitslosenentschädigung sei daher ab 1. Juni bis 6. August 2002
zu verneinen.

 

3.3 Der Beschwerdeführer bringt im Wesentlichen
vor, er habe das Arbeitsverhältnis mit der Klinik B.________ jederzeit auflösen
können. Während der Arbeitszeit habe er Bewerbungen geschrieben, Gespräche mit
potentiellen Arbeitgebern geführt und sich persönlich vorgestellt.

 

3.4 Dem vorinstanzlichen Ergebnis ist insoweit
beizupflichten, als es sich bei der Tätigkeit in der Klinik B.________ um einen
völlig andersgearteten Berufsbereich handelt, auch wenn berücksichtigt wird,
dass der Beschwerdeführer seine technischen Fertigkeiten und die als
Projektleiter erworbene Sozialkompetenz einbringen konnte, wie er in der
Stellungnahme an das AWA vom 22. August 2002 geltend machte. Zudem sprechen die
tiefe Entlöhnung und der Umstand, dass der Versicherte nach Abschluss des
Praktikums nicht mit einem Verdienst in der Höhe des bisher erzielten
Erwerbseinkommens rechnen konnte, eher gegen die Absicht, Arbeitslosigkeit zu
vermeiden. Auf der anderen Seite liegen Anhaltspunkte vor, die den Willen zur
Schadenminderung belegen. So war eine an das Praktikum anschliessende
Ausbildung unstreitig weder beabsichtigt noch notwendig. Weiter hat der
Beschwerdeführer mündlich vereinbart, dass er, sollte er eine andere Anstellung
finden, das Arbeitsverhältnis ohne Einhaltung einer Frist werde auflösen können
(vgl. Schreiben der Klinik B.________ vom 16. August 2002).

Nachdem er vom Schreiben des AWA vom 5. August
2002, in welchem die Ablehnung des geltend gemachten Anspruchs auf
Arbeitslosenentschädigung in Aussicht gestellt wurde, Kenntnis erhalten hatte,
kündigte er das Praktikum am 6. August 2002.  Es ist anzunehmen, dass der Beschwerdeführer
von einer Kündigung abgesehen hätte, wenn er vor allem ein Ausbildungsziel verfolgen

 wollte. In Anbetracht dieser Umstände ist
fraglich, ob nicht eher dem Erwerbscharakter des Praktikumsbesuchs der Vorrang
gegenüber dem Ausbildungsziel einzuräumen ist. Von einer abschliessenden
Beurteilung kann indessen abgesehen werden, wie sich aus dem Folgenden ergibt.“

                                         (STFA
succitata, consid. 2 e 3). 

 

                               2.7.   In una sentenza del 14 agosto
2000 nella causa X., inc. 38.1999.388, cresciuta in giudicato, questa Corte -
chiamata a stabilire se un assicurato che, dopo avere conseguito la laurea in criminologia, era stato assunto dall'Ufficio Analisi
Criminale Operativa della Polizia del Cantone Ticino, aveva o meno diritto a
delle indennità di disoccupazione compensative – ha sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

" 
(…).

Nell'evenienza concreta l'assicurato contesta che
l'impiego presso l'ufficio Analisi Criminale Operativa della Polizia del
Cantone Ticino configuri una normale attività lavorativa e sostiene che si
tratta invece di uno stage di specializzazione (cfr. doc. V).

 

Questo Tribunale rileva innanzitutto che,
quand'anche, come sostenuto dall'assicurato, la sua attività fosse stata
equiparabile ad uno stage, in ogni caso non potrebbero trovare applicazione le
norme che regolano il guadagno intermedio (cfr. art. 24 LADI).

Infatti, quel periodo di pratica non è stato
iniziato dall'assicurato principalmente per sfuggire alla disoccupazione, bensì
per completare la propria formazione. L'assicurato stesso parla di
"specializzazione" o "riqualificazione professionale" (cfr.
doc. I e V).

Di conseguenza, in tale ipotesi, alla luce della
giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.7), al ricorrente andrebbero
rifiutate le indennità di disoccupazione in quanto inidoneo al collocamento (cfr.
consid. 2.1 e 2.2).

Va peraltro ricordato che, alla presente
fattispecie, non è applicabile la giurisprudenza cantonale secondo la quale,
nel caso in cui un assicurato decide di seguire uno stage, non per soddisfare
un proprio desiderio, bensì per ridurre il danno (visto che non era riuscito a
procurarsi un impiego), non si può a priori concludere che egli è inidoneo (cfr.
RDAT II-1999, N. 73, pag. 262 e la giurisprudenza cantonale ivi citata).

Infatti il ricorrente si è iscritto alla
disoccupazione subito dopo gli studi universitari ed ha praticamente
immediatamente iniziato lo stage presso l'ufficio Analisi Criminale Operativa
della Polizia del Cantone Ticino.

 

Volendo invece seguire l'opinione
dell'amministrazione che, secondo l'esito degli accertamenti del TCA (cfr. doc.
VI, VII e allegati; e consid. 1.5), sembrerebbe la più credibile (infatti,
nonostante la denominazione di "stage", durante l'impiego non era
previsto e neppure era strutturato alcun tempo specifico per la formazione;
inoltre all'assicurato non sono stati offerti né ha dovuto frequentare dei
corsi particolari; infine l'attività svolta dal ricorrente è stata denominata
"stage" unicamente in quanto questa era l'unica possibilità di
impiego che non tenesse conto dei posti autorizzati e perché si trattava del
primo impiego; cfr. doc. VI, risposte no. 3, 5 e 6), occorre stabilire se
l'art. 24 LADI è stato applicato correttamente.

Ritenuto l'esonero dal pagamento dei contributi
vista la precedente formazione scolastica durata più di 12 mesi (cfr. art. 14
cpv. 1 lett. a LADI) a giusto titolo la Cassa di disoccupazione ha fissato al
ricorrente un guadagno assicurato pari a fr. 3'320.-- in base alle quote
globali valide per gli assicurati che hanno svolto studi completi in un'università
(cfr. art. 23 cpv. 2 LADI e art. 41 cpv. 1 lett. a OADI; cfr. inoltre il doc.
28).

Inoltre, come indicato dalla Sezione delle
risorse umane, il salario per un criminologo si situa nella classe della scala
stipendi 28/31 (34) (cfr. doc. 29 e 30).

Dunque, conformemente alla giurisprudenza
federale citata (cfr. consid. 2.4) e ritenuto che dal salario indicato sulla
scala degli stipendi deve essere dedotto il contributo di solidarietà (2.5%
esenti i primi fr. 40'000.--; cfr. doc. 29 e 30), durante l'attività lavorativa
presso l'ufficio Analisi Criminale Operativa della Polizia del Cantone Ticino,
quale salario usuale dell'assicurato avrebbe dovuto venire considerato
l'importo di fr. 5'897.65 al mese.

Pertanto, ritenuto il salario ipotetico minimo di
X. e visto il suo guadagno assicurato, il ricorrente non aveva diritto ad
alcuna prestazione in base alle norme che regolano il guadagno intermedio (cfr.
consid. 2.3).

Infatti, considerato il suo guadagno assicurato
di fr. 3'200.-- la sua indennità lorda di disoccupazione ammonta a fr. 2'656.--
(fr. 3'200 x 80%) e quella giornaliera a fr. 122.40 (fr. 3'200 x 80% : 21.7).

D'altra parte il guadagno intermedio minimo e
ipotetico conseguibile dall’assicurato ammonta a fr. 5'897.65.

Ne consegue che il guadagno intermedio
giornaliero lordo ammonta a fr. 271.80 (fr. 5897.65 : 21.7).

Pertanto, conformemente alla giurisprudenza
federale citata (cfr. consid. 2.5 e 2.6), poiché i guadagni ipotetici
giornalieri intermedi lordi sono superiori all’indennità giornaliera lorda (fr.
271.80 contro fr. 122.40), non trova applicazione l’art. 24 cpv. 2 e 3 LADI.”

                                         (STCA
succitata, consid. 2.7.). 

 

                               2.8.   Nella
Circolare relativa alle indennità di disoccupazione (ID) (nella versione in
francese del gennaio 2003: Circulaire IC, Janvier 2003), il Segretariato di
Stato dell'economia (SECO), quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi
per garantire un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni
generali (cfr. art. 110 LADI; STFA dell'8 aprile 2004 nella causa H., C 340/00,
consid. 4; STFA del 10 marzo 2003 nella causa C. C 176/00, consid. 3; STFA
dell'8 agosto 2001 nella causa K., C 260/99, consid. 6b e DTF 127 V 57, consid.
3a pag. 61), in merito alle tematiche relative alla nozione di guadagno
intermedio e al diritto alle indennità compensatorie ha, tra l'altro, rilevato
che:

 

"  (…)

C95    La caisse examine
si le salaire est conforme aux usages professionnels et locaux en se fondant
sur les prescriptions légales, la statistique des salaires, l'échelle des
salaires usuels de l'entreprise ou de la branche, les contrats types ou les
conventions collectives de travail. Elle peut le cas échéant se procurer les
directives émises par les associations professionnelles.

 

Un salaire conforme aux
usages professionnels et locaux est pris en compte dès le début du gain
intermédiaire, même si aucun revenu n’a été réalisé pendant les premiers mois.

 

Lorsque la rétribution
à la commission ne correspond pas aux prestations de travail, on ne peut parler
d'un salaire conforme aux usages professionnels et locaux.

 

Il arrive parfois qu'un
assuré voulant remplir son obligation de diminuer le dommage accepte une
activité tout à fait normale mais dont la rémunération ne correspond pas aux
usages professionnels et locaux parce que cet emploi est dénommé
"stage".

L'autorité compétente
versera l'indemnité compensatoire pendant ce soi-disant "stage" que
sur la différence entre le salaire conforme aux usages professionnels et locaux
et le gain assuré.

 

Si elle doit recalculer
le gain assuré dans un nouveau délai-cadre, elle tiendra compte en revanche du
salaire effectivement versé.

(…)" 

                                         (cfr.
Circulaire IC, Janvier 2003, ch. marg. C95).

 

                               2.9.   Nella presente fattispecie,
dalle tavole processuali emerge che RI 1, conseguito il brevetto di avvocato dopo
la licenza in diritto, ha lavorato quale segretario giudiziario presso la __________,
beneficiando di un contratto di durata determinata, dal 1° maggio 2003 al 31
dicembre 2003 (cfr. doc. 70).

 

                                         In precedenza, il
ricorrente aveva lavorato, quale “dipendente-stagiaire”, alle dipendenze del
Dicastero del __________ della Città di __________ (dal 1° gennaio al 15 aprile
2002; cfr. doc. 63). 

 

                                         In data 29 dicembre 2003
l’assicurato si è iscritto al collocamento alla ricerca di un’attività a tempo
pieno quale avvocato (cfr. doc. 64-65).

 

                                         A contare dal 22 marzo
2004, RI 1 ha iniziato un’attività lavorativa a tempo pieno, della durata
determinata di sei mesi, quale “stagiaire-giurista” presso la Polizia della
Città di __________, percependo un salario lordo mensile pari a fr. 3'500.—
(doc. 55 e 56). 

 

                                         Rispondendo ad una
richiesta di informazioni rivoltagli dalla Cassa, in data 9 aprile 2004, il vicecomandante
della Polizia, avv. __________, ha precisato quanto segue a proposito delle
mansioni affidate all’assicurato:

 

"  Gli
incarichi affidatigli e specificati mediante risoluzione municipale 8 marzo
2004 (già ai suoi atti), vertono su tematiche concernenti l’aggiornamento e la
redazione di alcune ordinanze municipali e regolamentazioni di polizia
conseguentemente alle avvenute aggregazioni comunali. L’attività viene svolta
sotto la supervisione del sottoscritto vicecomandante.

 

Lo scopo dello stage è quello di permettere all’avv. RI 1 di
acquisire ulteriori competenze professionali per così facilitare il suo inserimento
nel mondo del lavoro.

Come d’uso presso l’Amministrazione Comunale stage professionali a
favore di giovani laureati prevedono indennizzi fino a fr. 3'500.--mensili
lordi tutto compreso."

                                         (doc. 53) 

 

                                         Ulteriori indicazioni
circa la natura dell’impiego offerto a RI 1 dalla Città di __________, sono
state fornite alla Cassa dal Direttore del Servizio del personale, con il suo
scritto del 26 aprile 2004:

 

"  (…)

-   l’Amministrazione comunale della Città di __________ offre          ricorrentemente
possibilità di stages professionali a favore di        persone alla ricerca di
impiego, per permettere loro di acquisire                                  maggiori
nozioni professionali e competenze professionali e così                          facilitare
l’inserimento nel mondo del lavoro.

    Si tratta di periodi di avviamento alla professione di durata             determinata
durente i quali gli stagiaires, seguiti appositamente da       nostri
funzionari, hanno la possibilità di arricchirsi                      professionalmente;

 

-   a seguito di apposita richiesta del Signor RI 1,        giurista/avvocato
disoccupato, la Città gli ha permesso di effettuare                        uno
stage professionale della durata di 6 mesi, con possibilità di                                       addentrarsi
fattivamente e praticamente in tematiche giuridiche  attinenti al diritto
pubblico.

    Durante questo periodo, sotto la guida del vicecomandante
della  Polizia Comunale, avv. __________, il Signor RI 1 avrà la                 possibilità
di seguire e partecipare ai lavori in atto attinenti     all’aggiornamento e
alla redazione di regolamentazioni e ordinanze                      di polizia;

 

-   a nostro giudizio l’offerta di stage è un’opportunità non
comune per          permettere a disoccupati di mantenersi oltretutto attivi              professionalmente
in attesa dell’inserimento nel mondo del lavoro;

 

-   nel caso degli stages professionali a favore di licenziati con
titolo  accademico, che comportano particolare impegno e fattivo             coinvolgimento
di nostri funzionari, l’indennizzo mensile     corrisponde a fr. 3'500.--;

 

-   non intendiamo addentrarci sulle modalità compensative del         guadagno
intermedio che vorrete adottare. Ci sia comunque                 permesso rilevare
che nel caso in questione ci si trova confrontati                            unicamente
con uno stage, il cui indennizzo non può essere                                   paragonato
ad un reddito determinato da un’attività lucrativa per                                      posizioni
tipo e di ruolo ai sensi dell’art. 24 LADI.

    Con questa nostra offerta di stage tra l’altro si sgrava        temporaneamente
l’assicurazione disoccupazione e si offrono         maggiori potenzialità al
disoccupato di inserimento nel mondo del                                    lavoro.

(…)”

                                         (doc. 48-49). 

 

                                         Con la
propria impugnativa, RI 1 contesta quanto deciso dalla Cassa (cfr. doc. 3 e
30), ovvero che l’impiego presso la Polizia della Città di __________ configuri
una normale attività lavorativa, e sostiene invece trattarsi di uno stage
lavorativo (cfr. I, p. 7: “Non vi è chi non veda come la mia attività si differenzi
enormemente da quella di un giurista che, nominato tramite pubblico concorso, è
assoggettato ad un preciso mansionario dal quale si evincono con meticolosa
precisione: compiti, mansioni e responsabilità. L’entità del salario deve
quindi avere degli oggettivi parametri di calcolo, che sono per l’appunto: i
compiti svolti, le mansioni attribuite e le responsabilità connesse con
l’attività. Orbene, il mio è limitato “all’aggiornamento ed alla redazione
di alcune ordinanze municipali e regolamentazioni di Polizia”, mentre le
responsabilità sono limitate dovendo, a giusta ragione, “… sottostare alla
supervisione del vicecomandante di polizia”).

                                         Egli
pretende quindi che le indennità compensative ex art. 24 LADI vengano calcolate
prendendo in considerazione il salario effettivamente corrispostogli (fr.
3'500.--), anziché quello usuale per il luogo e la professione espletata (fr. 6'038.50, secondo la Cassa)

 

                                         A mente di questa Corte, a
prescindere da come essa sia stata qualificata da parte del datore di lavoro (“stage
professionale”, cfr. risoluzione municipale 8.3.2004, doc. 56), l’attività
svolta da RI 1 presso la Polizia della Città di __________ costituiva, un vero
e proprio lavoro.

 

                                         Al proposito, è utile
ricordare che l’assicurato è titolare di un brevetto di avvocato, ottenuto dopo
avere conseguito la licenza in diritto ed avere superato un esame di capacità,
al termine di un periodo di pratica di due anni, esame che ha lo scopo di accertare
se il candidato ha conoscenze giuridiche teoriche e pratiche per l’esercizio
corretto della professione (cfr. art. 9 cpv. 1 Legge sull’avvocatura). 

                                         Pertanto, colui che ha
ottenuto il brevetto è reputato possedere sufficienti conoscenze, teoriche e
pratiche, per occuparsi di tutte quelle problematiche che normalmente rientrano
nella professione di avvocato. 

 

                                         In casu, il lavoro
che il ricorrente era chiamato a svolgere consisteva nel, citiamo: “…
aggiornamento e redazione di alcune ordinanze municipali e regolamentazioni di
polizia conseguentemente alle avvenute aggregazioni comunali” (cfr. doc. 53),
dunque un’attività per l’esercizio della quale egli già possedeva le necessarie
qualifiche.

                                         Oltrettutto, occorre
considerare che quella svolta alle dipendenze della Polizia della Città di __________,
per RI 1 non era la prima esperienza lavorativa.

                                         In effetti, già in
precedenza, conseguito il brevetto di avvocato, egli aveva lavorato tre mesi e
mezzo per il Dicastero del __________ della Città di __________ e otto mesi per
la __________.

 

                                         Il fatto che l’assicurato
dovesse sottostare alla supervisione di un suo superiore gerarchico,
specificatamente del vicecomandante della Polizia, non costituisce un valido
criterio per concludere all’esistenza di uno stage di lavoro, piuttosto che di
un lavoro vero e proprio.

                                         Qualunque lavoratore
dipendente sottostà normalmente alle direttive del proprio superiore
gerarchico, rispettivamente, del proprio datore di lavoro. 

 

                                         Questo Tribunale prende
atto che è prassi della Città di __________ proporre ai disoccupati con titolo
accademico la possibilità di effettuare dei periodi di stage in seno alla
propria amministrazione (rimunerandoli con un salario massimo di fr.
3'500.--/mese), grazie ai quali, citiamo: “… si sgrava temporaneamente
l’assicurazione disoccupazione e si offrono maggiori potenzialità al
disoccupato di inserimento nel mondo del lavoro” (doc. 49).

                                         Il TCA, pur riconoscendo i
vantaggi per gli assicurati di poter beneficiare di un'esperienza lavorativa
presso un'importante amministrazione pubblica, è chiamato a applicare le leggi
federali secondo l’interpretazione data loro dal TFA.

                                         Ora, l’Alta Corte ha già
avuto modo di precisare nella STFA del 29 agosto 1986 nella causa F., citata in
DTF 120 V 508s., che non spetta all’assicurazione contro la disoccupazione
compensare la differenza di retribuzione esistente fra il salario usualmente
corrisposto ad un giurista/avvocato e quello invece versato ad uno stagista,
qualora, per ragioni finanziarie, ad un giurista/avvocato viene offerto un
impiego e un salario da stagista. 

 

                                         In conclusione, secondo
questa Corte, é a giusta ragione che la Cassa ha ritenuto che quello svolto da RI
1 alle dipendenze della Polizia della Città di __________, fosse un vero e
proprio lavoro. 

                                         Si tratta ora di stabilire
l’eventuale perdita di guadagno patita dall’insorgente, riferendosi al salario
in uso per la professione e il luogo, conformemente all’art. 24 cpv. 3 LADI. 

 

                                         Può peraltro essere
lasciata aperta la questione a sapere se il ricorrente ha o meno assunto
l’occupazione presso la Città di __________ principalmente per ovviare alla sua
situazione di disoccupato e, quindi, anche quella a sapere se le
indennità di disoccupazione non gli andrebbero già rifiutate in quanto inidoneo
al collocamento (cfr. sul tema la sentenza riprodotta al consid. 2.7).

 

                             2.10.   Allo scopo di determinare il
salario in uso per la professione e il luogo, la Cassa ha interpellato
l’Ufficio del personale della Città di __________ (doc. 47), rispettivamente,
quello dell’Amministrazione cantonale (doc. 32), chiedendo loro quale salario
verrebbe corrisposto ad un giurista neo assunto.

 

                                         Secondo il Capo del
personale della Città di __________, un giurista neo assunto viene stipendiato
con il minimo della classe 22, ossia con fr. 130'678.--/anno oppure fr. 10'052.15/mese
(cfr. doc. 36 e 37).

                                         In seno
all’Amministrazione cantonale, un giurista neo assunto consegue, tenuto conto
delle misure di risparmio attuate dal Consiglio di Stato, un reddito annuo pari
a fr. 72'462.— oppure a fr. 5'574.--/mese (e non fr. 6'038.50, come
erroneamente indicato dalla Cassa, siccome l’importo di fr. 72'462.— é
notoriamente comprensivo della tredicesima mensilità). 

 

                                         L’amministrazione ha preso
in considerazione il salario più basso, ossia quello comunicatole dal Cantone,
e cioè fr. 6'038.50/mese (come detto, si tratterebbe in realtà di un importo di
fr. 5'574.--/mese).

 

                                         RI 1 contesta il dato
ritenuto dalla Cassa e propone invece di considerare, citiamo: “… l’unica
proposta di lavoro che lo stesso URC di __________ mi ha sottoposto ed il cui
salario (di 

                                         fr. 4'500.--), oltre ad
essere ritenuto una possibile base di calcolo, ben riflette la reale situazione
salariale dell’attuale mercato del lavoro”.

                                         Inoltre, sempre secondo il
ricorrente, “facendo una debita proporzione, tenendo unicamente conto del
numero delle ore di lavoro, (tralasciando quindi quali oggettivi parametri di
calcolo del salario i compiti e le responsabilità) la nuova attività è in
realtà retribuita con fr. 3'600.--/mese (40 ore/settimana) che equivale a fr.
4'500.--/mese (50 ore/settimana)” (I, p. 8).

 

                                         A complemento di quanto
già accertato direttamente dalla Cassa, il TCA ha interpellato il Servizio del
personale della Città di __________, invitandolo a comunicare a quanto ammonta
il salario lordo corrisposto a un giurista neo assunto (cfr. XIV). 

 

                                         Secondo il Direttore di
questo Servizio, un giurista impiegato in una funzione di ruolo, in possesso
del brevetto di avvocato e comprovata esperienza professionale, percepisce uno
stipendio lordo di fr. 7'408.--/mese, mentre un giurista impiegato in una
funzione istituita a titolo provvisorio senza specifica esperienza
professionale, fr. 5'313.--/mese (XV). 

 

                                         Chiamato a pronunciarsi,
questo Tribunale constata che nemmeno nell’ipotesi in cui si volesse
considerare il salario ipotetico più basso (fr.
5'313.--, per un posto precario di giurista, senza esperienza professionale,
alle dipendenze della Città di __________), l’insorgente potrebbe beneficiare
di prestazioni in base alle norme che regolano il guadagno
intermedio. 

                                         In effetti, considerato il suo guadagno assicurato di fr. 7'327.--, la sua
indennità lorda di disoccupazione ammonta a fr. 5'128.90 (fr. 7'327.-- x 70%) e
quella giornaliera a fr. 236.35 (fr. 7'327.-- x 70% : 21.7).

                                         D'altra
parte il guadagno intermedio minimo e ipotetico conseguibile dall’assicurato
ammonta a fr. 5'313.--.

                                         Ne
consegue che il guadagno intermedio giornaliero lordo ammonta a fr. 244.80 (fr.
5'313.-- : 21.7).

                                         Pertanto,
conformemente alla giurisprudenza federale citata (cfr.             consid. 2.4
e 2.5), poiché i guadagni ipotetici giornalieri intermedi                               lordi
sono superiori all’indennità giornaliera lorda (fr. 244.80                                 contro
fr. 236.35), non trova applicazione l’art. 24 LADI.

 

                             2.11.   Il ricorrente rivendica il
diritto alle prestazioni invocando pure una violazione del principio della
buona fede da parte dell’amministrazione.

 

                                         Il
diritto alla protezione della buona fede di cui all'art. 9 Cost. fed. - che
permette al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e
che essa eviti di contraddirsi - è garantito e impone all'autorità di
discostarsi dal principio della legalità, allorché essa, intervenendo in una
situazione concreta nei confronti di persone determinate, era competente a
rilasciarle, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza e, sempre che
l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidente nelle informazione
ricevute egli abbia preso delle disposizioni non reversibili senza pregiudizio
(cfr. STFA del 28 gennaio 2004 nella causa Arbeitslosenkasse der Gewerkschaft Bau
& Industrie GBI c/ A., C 218/03, consid. 2; STFA del 29 agosto 2002 nella
causa Amt für Arbeit St. Gallen c/ S., C 25/02; STFA del 22 agosto 2000 nella
causa B., C 116/00; DTF 121 V 65, consid. 2a p. 66-67 e la giurisprudenza ivi
citata; RAMI 1993 p. 120-121, Pratique VSI 1993 p. 21-22, RCC 1991 p. 220 consid.
3a, RCC 1983 p. 195 consid. 3, RCC 1982 p. 368 consid. 2,
RCC 1981 p. 194 consid. 3, RCC 1979 p. 155, DLA 1992 p. 106, DTF 118 V 76 consid.
7, RDAT I-1992 n° 63; A. Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, p. 390ss; B. Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n°
509, p. 108-109; A. Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, p.
217ss).

 

                                         Nella
già menzionata pronunzia del 27 luglio 2005 nella causa F., il TFA ha
riconosciuto la buona fede dell’assicurato e ha rilevato:

 

" 
4.2 Der Beschwerdeführer meldete sich am 30.
April 2002 ab 1. Juni 2002 zur Arbeitsvermittlung bei seiner Wohngemeinde an.
Gemäss  Stellungnahme an das AWA vom 22. August 2002 hat er sich im Mai 2002 im
Zusammenhang mit einer allfälligen Praktikumstätigkeit mit einer Mitarbeiterin
des RAV in Verbindung gesetzt und die Auskunft erhalten, ein Praktikum könne
als Zwischenverdienst gelten. Am 18. Mai 2002 besprach er sich mit dem
Berufsberater des RAV. Laut dessen Stellungnahme vom 5. September 2002 wurde
vereinbart, dass der Beschwerdeführer sich bei der Klinik B.________ für ein
Praktikum bewerben, werde er sich wieder mit dem Berufsberater in Verbindung
setzen, damit weitere Möglichkeiten ausgearbeitet werden könnten. Mit dem
Formular "Angaben der versicherten Person für den Monat Juni 2002"
vom 10. Juni 2002 stellte der Beschwerdeführer der Arbeitslosenkasse den
Arbeitsvertrag vom 24. Mai 2002 zu.

 

4.3 Auf Grund dieser Umstände steht fest, dass
der Beschwerdeführer sich beim RAV nach Kompensationszahlungen bei einem
Praktikum erkundigt hat. Die erhaltene Auskunft allein vermag jedoch keinen
Vertrauensschutz auf behördliches Verhalten zu begründen, weil sie in jenem
Zeitpunkt nicht in Kenntnis eines konkret in Aussicht stehenden Praktikums
erfolgte. Sie bestärkte jedoch den Beschwerdeführer in seinem Bestreben, eine
entsprechende Beschäftigung zu suchen. Der Berufsberater unterstützte die
Absichten des Versicherten, woraus zu schliessen ist, dass er weder auf die
Problematik der Anrechenbarkeit von Ausbildungstätigkeiten als
Zwischenverdienst, noch auf die Möglichkeit, arbeitsmarktliche Massnahmen zu
beantragen, aufmerksam gemacht worden ist. Hierüber hätte der Berufsberater
jedoch den Beschwerdeführer in Anbetracht der Rechtslage aufklären müssen. Nach
dem Gesagten ist festzustellen, dass der Praktikumsbesuch auf eine unterlassene
Information seitens der Verwaltung zurückzuführen ist, womit die erste
Voraussetzung für die Annahme berechtigten Vertrauens auf behördliches
Verhalten erfüllt ist. Ob der Berufsberater des RAV zuständigkeitshalber
aufklärungspflichtig gewesen war, ist nicht weiter zu prüfen, da diese Frage
dem Beschwerdeführer, wie die Vorinstanz zutreffend begründet hat, aus
zureichenden Gründen nicht erkennbar war. Auch die weiteren drei
Voraussetzungen liegen vor, weshalb dem Beschwerdeführer gestützt auf den
Grundsatz von Treu und Glauben während der Absolvierung des Praktikums in der
Klinik B.________ ein Anspruch auf Differenzzahlungen im Sinne von Art. 24 AVIG
zusteht (vgl. nicht veröffentlichtes Urteil I. vom 7. Oktober 1998, C 383/97).”

                                         (STFA succitata consid.
4.2 e 4.3)

 

 

                             2.12.   Nella presente fattispecie, RI
1 sostiene che, prima di accettare l’impiego presso la Polizia della Città di __________,
avrebbe ricevuto, da parte di una funzionaria della Cassa, assicurazioni circa
un integrale riconoscimento del guadagno intermedio (cfr. I, p. 5s.: “In
occasione di tale approfondito colloquio con la signora __________ della Cassa
non sono emersi impedimenti di sorta in ordine al pieno riconoscimento del
guadagno intermedio. Sostengo con assoluta fermezza che sulla base del guadagno
assicurato e del nuovo salario proposto, mi è stato presentato e confermato,
calcolatrice alla mano (!), l’importo esatto del guadagno intermedio al quale
avrei avuto pieno diritto. (…). La conferma del riconoscimento del guadagno
intermedio mi ha indotto ad accettare la presente attività lavorativa”). 

 

                                         In sede di risposta di
causa, la Cassa riconosce che fra l’assicurato e la funzionaria __________ ebbe
effettivamente luogo un colloquio, tuttavia essa contesta che, in quell’occasione,
citiamo: “… fosse già chiaro che la retribuzione pattuita fosse già stata
dichiarata conforme agli usi locali: in quell’occasione si procedette ad un
calcolo che si limitata a stabilire la possibile indennizzazione stante un
guadagno assicurato di fr. 7'327.— ed una retribuzione di fr. 3'000.— (poi
divenuta fr. 3'500.—)”.

 

                                         In data
10 agosto 2005, il Presidente del TCA ha proceduto all’audizione testimoniale
di __________ e di __________, entrambi funzionari della Cassa CO 1 di
disoccupazione. 

 

 

                                         Questo il
tenore della testimonianza di __________:

 

" 
Ho già visto in ufficio l'avv. RI 1.

 

Faccio il calcolatore all'interno della Cassa CO
1 di disoccupazione. Allo sportello vi è una persona che lavora al 70%. Quando
non lavora 3 calcolatori si alternano nei lavori di sportello.

 

Ho conosciuto l'avv. RI 1 quando si è presentato
allo sportello. Il caso del sig. RI 1 era di competenza del sig. __________.

 

Non so precisamente il giorno in cui ha avuto
luogo il colloquio con l'avv. RI 1. Le informazioni le dà la persona che si
trova allo sportello, quel giorno ero io di turno ed è per questo che ho
parlato io con il sig. RI 1.

 

Se non ci sono problemi particolari non
interpelliamo la persona che si occupa normalmente del caso, anche se è
presente.

 

Ricordo che in un'occasione il sig. RI 1 mi ha
sottoposto la questione del guadagno intermedio. 

So che abbiamo parlato di come si calcola una
differenza di salario ai fini dell'indennizzazione per guadagno intermedio.
Abbiamo lavorato su dei dati teorici, nel senso che non vi era un contratto.

 

Non ricordo cosa mi ha chiesto con precisione. In
particolare non ricordo se mi abbia indicato con precisione il datore di
lavoro. E' possibile.

 

Non ricordo se in quell'occasione il sig. RI 1 ha
fatto riferimento ad uno stage. 

 

Sulla base della cifra che il sig. RI 1 mi ha
indicato ho calcolato se esisteva una differenza di salario fra il guadagno
assicurato del sig. Croci e il guadagno che avrebbe potuto percepire lavorando.

Il risultato è che vi era effettivamente una
differenza di salario. 

 

Il sig. __________ non è stato interpellato in
quanto si tratta di informazioni che si danno spesso allo sportello.

 

Non ricordo cosa mi ha detto il sig. RI 1 alla
fine del colloquio in merito all'eventualità di assumere l'impiego in
questione.

 

Non penso di avere rivisto successivamente il
sig. RI 1.

 

La teste precisa che non è sua abitudine
affermare su delle basi soltanto teoriche se vi è o no un diritto
all'indennità.

 

Talvolta capita che si presentano degli
assicurati che mi informano che avrebbero in vista una possibilità di svolgere
uno stage. In questi casi si verifica innanzitutto quanto è l'importo del
salario durante lo stage. Se è più basso rispetto al salario d'uso si informa
l'assicurato che verrà calcolato il salario d'uso e versata soltanto la
differenza.

 

Non ricordo che nel caso del sig. RI 1 si sia
parlato di stage e neanche delle mansioni che lui aveva all'interno del Comune.

 

L'avv. RI 1 precisa che il colloquio è avvenuto
all'inizio del mese di gennaio 2004. 

 

Rispondendo al ricorrente la teste afferma di
ricordare di avere effettuato un calcolo, calcolatrice alla mano.

 

La teste precisa di avere effettuato un calcolo
teorico. Il ricorrente contesta questo fatto e chiede alla teste di precisare
cosa intende con calcolo teorico. La teste risponde che si è trattato di un
calcolo senza avere le mansioni, senza avere il contratto alla mano.

In questo senso si è trattato di un calcolo
teorico, cioè sulla base di cifre teoriche.

 

L'avv. RI 1, con riferimento a quanto
precedentemente affermato dalla teste a proposito delle informazioni che
vengono fornite quando l'assicurato fa accenno ad uno stage, chiede alla teste
se lui personalmente è stato reso attento della possibilità di considerare un
salario ipotetico.

La teste risponde che non ricorda che nel suo
caso si sia parlato di stage e che in ogni caso non vi è stata una descrizione
delle mansioni.

(…)”

                                         (XIII –
verbale di interrogatorio 10.8.2005 di __________).

 

                                         Da parte
sua, il teste __________ si è così espresso:

 

" 
Ho la funzione di calcolatore di prestazioni
presso la Cassa CO 1 di disoccupazione. Conosco l'avv. RI 1. E' un assicurato
di mia competenza.

 

Il presidente del TCA chiede al teste se è stato
interpellato dall'avv. RI 1 a proposito di un problema di guadagno intermedio.
Il teste risponde di si e precisa che l'assicurato aveva parlato in prima
battuta con due colleghe (la sig.ra __________ e la sig.ra __________). Se ben
ricordo ques'ultima mi ha chiamato.

 

Credo che questo colloquio sia avvenuto nel corso
del mese di marzo 2004 ma non ricordo con precisione il giorno.

 

La sig.ra __________ non mi ha detto nulla. La
sig.ra __________ mi ha detto che c'era un calcolo da effettuare per guadagno
intermedio. Mi sono presentato allo sportello e ho parlato col sig. RI 1. 

 

Il sig. RI 1 mi disse che avrebbe iniziato
un'attività lavorativa presso il Comune di __________ con un salario di 3'500.-
franchi e che era stato assunto per un periodo determinato in relazione
all'aggregazione della nuova __________.

 

Mi ha detto che si trattava di uno stage. Per me
è invece un'attività lavorativa.

 

Il problema è che non sapevo se quel salario era
adeguato all'attività in questione. Peraltro non conoscevo con precisione le
mansioni.

 

Gli dissi che avrei dovuto effettuare degli
accertamenti.

 

Il sig. RI 1 non mi consegnò nessuna
documentazione in quell'occasione. Non so se era già stato assunto oppure no. 

 

Il Presidente del TCA rileva che l'assicurato è
stato assunto l'8 marzo 2004 (cfr. doc. 56) e che dal doc. B emerge che vi è
stato un colloquio telefonico il 5 marzo 2004. In realtà dal contenuto dello
scritto sembrerebbe più verosimile che il colloquio telefonico ha avuto luogo
il 5 aprile 2004. Il sig. __________ precisa peraltro che ogni anno si reca in __________
fino all'inizio del mese di marzo, per cui è poco verosimile che abbia avuto il
colloquio prima dell'8 marzo.

 

Non ho mai detto al sig. RI 1 durante il primo
colloquio che i 3'500.- franchi sarebbero stati la base su cui indennizzarlo.

 

Rispondendo all'avv. RI 1 il sig. __________
precisa che effettivamente ha firmato lui la decisione.

 

Il presidente del TCA chiede spiegazioni al sig. __________
circa il contenuto dell'e-mail al SECO (doc. 34). Egli precisa che in tale
scritto vengono tra l'altro riportate le osservazioni del Comune di __________.

 

Il presidente del TCA chiede al teste in
conclusione se può riconfermare che sin dall'inizio non ha ritenuto confacente
il salario. La risposta è si, viste le conoscenze che doveva avere la persona
assunta dal Comune di __________ e i compiti che gli erano stati assegnati.

 

Il presidente del TCA chiede all'assicurato se
contesta l'affermazione del sig. __________ secondo cui non ha potuto
effettuare il calcolo preciso in quanto doveva compiere ulteriori accertamenti.
L'assicurato precisa di non potere contestare tale affermazione.”

                                         (XIII –
verbale di interrogatorio 10.8.2005 di __________)