# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 81bdd53f-6217-5315-8561-61da6a7d5c7f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.05.2004 32.2003.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-77_2004-05-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.77

   

  BS/tf

  	
  Lugano

  26 maggio
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  giudice
  Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 settembre 2003
di

 

	
   

  	
   

  rappr. da: __________o
  RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 15 luglio 2003 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________ RI
1, classe 1966, nel 1982 ha subito una resezione di un osteocondroma del femore
destro con lesione del nervo peroneo ed in data 28 settembre 1994 è stato
sottoposto ad un intervento esplorativo con ablazione di una recidiva
dell’osteocondroma del femore e simultanea neurolosi del nervo peroneo (cfr. rapporto
11 settembre 1996 del dr. __________, doc. AI 4).

In data 28/30 agosto 1996 egli ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per
adulti, volta segnatamente all’ottenimento di una riformazione professionale,
facendo presente di non poter svolgere la propria attività di falegname (doc.
AI 1).

                               1.2.   Dopo un
periodo di accertamento professionale presso la ditta __________ Sagl di __________
(doc. AI 17), CO 1 (__________), su proposta del consulente in integrazione
professionale (doc. AI 20), ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una
riformazione professionale deliberando pertanto l’assunzione dei costi relativi
al corso di restauratore di mobili antichi presso l’Istituto __________ di __________
(1° giugno 1997 – 30 giugno 1999), nonché un periodo di pratica presso la __________
a __________ (cfr. comunicazioni 27 maggio 1997 e 18 settembre 1997, doc. AI 24
e 30) e l’erogazione delle indennità giornaliere di legge (doc. AI 31, 32 e
40). 

Interrotto nel dicembre 1998 il corso quale restauratore di mobili a __________
per motivi familiari (doc. AI 39) e una volta rientrato in __________,
l’assicurato ha continuato la formazione empirica di restauratore, dapprima
presso il laboratorio di restauro del signor __________ di __________ (cfr. rapporto
21 gennaio 1999 del consulente in integrazione professionale, doc. AI 41), per
riprendere in seguito a lavorare alla __________ a __________ (cfr. doc AI 46 e
47).

Nel mese di gennaio 1998 egli ha subito una nuova neurolisi del nervo peroneo
destro con resezione alta di un neuroma sul primo ramo cutaneo sensitivo alla
gamba (cfr.  rapporti 1° e 15 marzo 1999 del dr. __________, doc. AI 45).

                               1.3.   Al fine di
completare la documentazione dal profilo clinico, con delibera 27 gennaio 1999
l’__________ ha disposto l’esecuzione di una  perizia presso la __________ di __________
(doc. AI 60).

Impossibilitato a procedere ad una valutazione della residua capacità
lavorativa, essendosi infatti l’assicurato presentato con un gesso
all’avambraccio a seguito di una ferita riportata alla mano, il dr. __________,
responsabile del settore ergonomia e reinserimento della succitata clinica, ha
comunque ritenuto le affermazioni del peritando affidabili e coerenti con la
sintomatologia riscontrata.

Evidenziando come le affezioni neurologiche di cui l’assicurato è portatore
rendano difficoltoso l’accertamento delle residue capacità funzionali, il
succitato medico ha pertanto concluso che non valga la pena di eseguire una
simile valutazione, considerando chiuso il caso affidatogli dall’__________
(cfr. rapporto 15 maggio 2000 doc. AI 64). 

L’amministrazione ha tuttavia disposto un orientamento professionale presso il
centro di professionale __________ di __________ (doc. 80), poi eseguito, su
sollecitazione dell’assicurato (doc. AI 81), al centro d’osservazione __________
di __________ (cfr. comunicazione 15 gennaio 2001, doc. AI 82).

Dopo un soggiorno di quattro settimane, con rapporto 13 novembre 2001 i
responsabili del __________ hanno concluso che l’assicurato presenta una
capacità lavorativa del 50 – 70% nell’attività di falegname e restauratore.

Essi hanno inoltre ritenuto esisigibili, a tempo pieno, attività leggere e
medio pesanti che permettono il cambiamento di posizione, inclusi lavori da
svolgere in modo limitato in posizione accovacciata o inginocchiata, con
esclusione di attività ripetitive dove vi sia la necessità di martellare,
vibrare o picchiare con il braccio destro, così come condurre veicoli di
trasporto persone o merci (doc. AI 91).

                                         

                               1.4.   Con progetto
di decisione 22 aprile 2002 – in seguito annullato - l’amministrazione ha
rifiutato l’erogazione di ulteriori prestazioni, motivando:

 

" 
Dalla documentazione raccolta agli atti ed in
particolare dal rapporto stilato dagli specialisti del __________ risulta che
il signor RI 1potrebbe svolgere attività semplici, che non richiedono una
formazione specifica e potrebbe conseguire fr. 42'502.- annui.

 

Nella sua professione di falegname, se non fosse
insorto il danno alla salute, l'assicurato potrebbe oggi conseguire fr.
62'530.- annui.

 

Dal confronto dei redditi risulta una perdita
economica/grado AI pari al 32%.

 

Le condizioni per l'assegnazione di una rendita
AI non sono pertanto assolte.

 

Per quanto riguarda i provvedimenti professionali
facciamo riferimento alla nostra lettera raccomandata del 22.2.2002 (recte:
22.4.2002)." (Doc. AI 100)

 

                                         Nella
menzionata lettera 22 aprile 2002 l’__________, pur rilevando come
l’interessato durante il soggiorno presso il __________ abbia dichiarato di non
essere intenzionato a seguire ulteriori provvedimenti professionali, ha fissato
all’assicurato un termine di 10 giorni per comunicare per iscritto il proprio
impegno a sottoporsi con diligenza e tempestività a simili provvedimenti, pena
l’emanazione di una decisione di sanzione ai sensi dell’art. 10 LAI (doc. AI
99).

                                         Con
lettera 2 maggio 2002 l’assicurato ha espresso il suo consenso ad eventuali ulteriori
provvedimenti professionali, contestando nel contempo di essersi opposto alla
continuazione di misure integrative (doc. AI 102).

In data 7 maggio 2002 l’assicurato ha presentato le proprie osservazioni al
rapporto del __________, sottolineando come fosse prematuro decidere un diniego
di rendita senza conoscere l’esito dei provvedimenti professionali (doc. AI
107).

                               1.5.   Nel
frattempo, il 17 marzo 2000, causa incidente della circolazione, __________ RI
1 ha subito una frattura al polso destro ed il caso è stato annunciato all’__________.

A seguito di tale evento, egli ha subito tre operazioni alla mano: una
osteosintesi per frattura intrarticolare dislocata radio-distale destro
eseguita il 18 marzo 2000; un’asportazione del materiale d’osteosintesi al 17
agosto 2000 ed, infine, un’ulteriore asportazione del processo stiloideo ulna a
destra il 12 settembre 2000 (cfr. rapporto 23 gennaio 2001 del medico
circondariale dell’__________ subo doc. AI 14).

Dopo aver sospeso l’erogazione dell’indennità giornaliere, mediante decisione 5
febbraio 2004 l’assicuratore infortuni ha riconosciuto all’assicurato una
rendita d’invalidità del 18% ed un’indennità per menomazione dell’integrità del
5% (VII bis).

 

                                1.6   Proseguendo
con le misure integrative, in occasione dell’incontro 12 giugno 2002 la
consulente in integrazione professionale ha proposto all’assicurato un periodo di
osservazioni professionale presso il __________ di __________ __________ al
fine di individuare una strada lavorativa (cfr. rapporto 11 luglio 2002 della consulente,
doc. AI 112).

Dopo la ricezione di alcuni certificati medici trasmessi dall’assicurato (doc.
AI 111), l’amministrazione ha sottoposto gli atti al proprio __________ (__________)
per una presa di posizione (doc. AI 114). 

In data 17 settembre 2002 l’__________AI
ha poi confermato l’accertamento professionale presso il citato centro (cfr. comunicazione
17 settembre 2002, doc. AI 116), soggiorno che si è protratto sino al 31
gennaio 2003.

Con rapporto 18 febbraio 2003 il responsabile del __________ ha evidenziato
come l’assicurato non abbia espresso alcun interesse verso le professioni del
centro, ritenendo tuttavia necessario un chiarimento medico del danno alla
salute prima di mettere in atto ulteriori provvedimenti professionali (doc. AI
122).

 

                                         Sottoposti
nuovamente gli atti al __________, che ha confermato la piena abilità
lavorativa dell’assicurato in attività leggere (doc. AI 114), con decisione 31 marzo
2003 l’__________AI ha infine respinto
qualsiasi prestazione, facendo valere quanto segue:

 

" 
Dalla documentazione raccolta agli atti ed in
particolare dal rapporto stilato dagli specialisti del __________ risulta che
il signor RI 1potrebbe svolgere attività semplici, che non richiedono una
formazione specifica e potrebbe conseguire fr. 42'502.- annui. I rapporti
medici trasmessici dal Dr. __________ e Dr. __________ confermano uno stato di
salute stazionario. Di tale avviso è anche il medico CO 1 per cui si conferma
che malgrado il danno alla salute l'assicurato può oggi conseguire l'importo
sopra indicato.

 

Nella sua professione di falegname, se non fosse
insorto il danno alla salute, potrebbe conseguire fr. 62'530.- annui. Dal
confronto dei redditi risulta una perdita economica e quindi un grado AI del
32%.

 

Le condizioni per l'assegnazione di una rendita
AI non sono pertanto assolte.

 

Abbiamo valutato la possibilità di provvedimenti
professionali tramite il __________ di __________ __________. Dal rapporto
stilato da questo ente risulta che il signor RI 1ha dimostrato buone capacità
globali che gli potrebbero permettere di intraprendere molte attività.
Purtroppo la scarsa motivazione, il modo di rapportarsi al lavoro con frequenti
interruzioni per la ricerca della posizione antidolorifica, il dover assentarsi
dal posto di lavoro per svolgere l'attività natatoria rendono impensabile una
riformazione o un reinserimento nell'ambito lavorativo.

Non vi sono quindi i presupposti per
l'attribuzione di una rendita o provvedimenti professionali." (Doc. AI
132)

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall’interessato,  rappresentato dall’avv. __________RA
1 (doc. AI 133), mediante decisione su opposizione 15 luglio 2003
l’amministrazione ha confermato il diniego di prestazioni (doc. AI 139).

                               1.7.   Contro la
succitata decisione su opposizione RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1,
ha presentato al TCA un tempestivo atto di ricorso, chiedendone l'annullamento
e l’esecuzione di una perizia medica.

Egli ha poi postulato, in esito agli accertamenti medici, di beneficiare di una
riformazione professionale, eventualmente  una valutazione sulla perdita di
capacità economica residua con fissazione del relativo grado d’invalidità.

In estrema sintesi egli ritiene che l’amministrazione non abbia integralmente
considerato il suo stato di salute, in particolare il peggioramento delle sue
affezioni. Dei singoli motivi si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di
diritto.

 

                               1.8.   Con risposta
17 ottobre 2003 l’__________ ha per contro chiesto la reiezione del ricorso,
confermando il proprio operato.

                               1.9.   Il 3 novembre
2003 il ricorrente ha presentato una replica (V).

Con atto 9 febbraio 2004 l’__________ ha trasmesso al TCA copia della decisione
5 febbraio 2004 dell’__________ con cui ha assegnato all’assicurato una rendita
d’invalidità del 18% e un’indennità di menomazione del 5% (VII).

Su richiesta dello scrivente Tribunale, il 24 febbraio 2004 l’amministrazione
ha presentato la propria posizione in merito alla decisione dell’__________
(IX), mentre l’assicurato è rimasto silente.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

                               2.2.   Il
ricorrente ha innazitutto fatto presente di non essere stato convocato
dall’amministrazione, contrariamente a quanto concordato con la consulente in
integrazione professionale, ad un colloquio per una valutazione dell’accertamento
professionale eseguito a __________ __________ (doc. AI 133 pag. 5), facendo
sostanzialmente valere una violazione del diritto di essere sentito.

Ai sensi dell'art. 29
cpv. 2 Cost. le parti hanno diritto d'essere sentite. Per costante
giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in particolare essere
dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa di una
decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa i fatti
suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere visione
dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di prenderne
conoscenza e di determinarsi al riguardo (DTF 127 I 56 consid. 2b, DTF 126 V
130 consid. 2a; cfr., riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui
giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF 126 I 16 consid. 2a/aa,
DTF 124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate). 

                                         Una
violazione di tale diritto di natura formale comporta, indipendentemente
dall'esito del ricorso, l'annullamento della decisione impugnata (DTF 126 V 132
consid. 2b, DTF 124 V 183 consid. 4, DTF 122 II 469 consid. 4a, DTF 121 I 232
consid. 2a, DTF 120 V 362 consid. 2a, con i relativi riferimenti di
giurisprudenza).

                                         In
via eccezionale ciò non accade se il difetto ‑ non particolarmente grave
(DTF 126 V 132, consid. 2b, pag. 132 e DTF 116 V 185 con riferimenti) ‑
può essere sanato, in quanto l'istanza di ricorso dispone di piena cognizione,
alla parte vengono resi noti tutti i fatti rilevanti ed essa viene sentita su
questi fatti, di regola sulla base di un secondo scambio di allegati (DTF 116 V
39; DTF 110 V 113).

Per quel che concerne la procedura amministrativa, invece, l’art. 49 LPGA
prevede che le parti hanno il diritto di essere
sentite, ma non devono obbligatoriamente essere sentite prima di
decisioni impugnabili mediante opposizione (sottolineatura del redattore).

                                         Ora, se
da un lato, secondo la volontà del legislatore, la concessione del diritto di
essere sentito non è obbligatoria prima della decisione impugnabile (cfr. FF
1999 4599, citato da Locher, Grundriss des Sozialvericherungsrechts, 3a
edizione, Berna 2003, § 68, nota 21, pag. 447) - visto che, ai sensi dell’art.
52 LPGA, l’assicurato può interporre opposizione -, dall’altro, parte della
dottrina ritiene tuttavia giustificato concedere all’assicurato la facoltà di
potersi esprimere prima dell’emissione della decisione formale,
segnatamente in quelle fattispecie in cui l’interessato è particolarmente
toccato dal provvedimento da prendere e/o che è stato oggetto di diversi
accertamenti (cfr. Locher, op. cit., § 68, nota 22, pag. 448; vedi anche
Kieser, ATSG Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 42 nota 21 pag. 426).

Tuttavia, in una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J., H 272/03, il
TFA, al consid. 3.3., si è tuttavia espresso:

 

" 
(…) Selon un principe général de la procédure
administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de
prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2
let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière
d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA".

                                         In
un’altra fattispecie, con una sentenza del 13 novembre 2002 nella causa B., U
45/02, la Corte federale, lasciando aperta la questione a sapere se
l’assicuratore infortuni avrebbe dovuto trasmettere all’assicurato il parere
della propria Divisione medica nel corso della procedura di opposizione, ha
ritenuto che un'eventuale violazione del diritto di essere sentito è in ogni
caso stata sanata, nella misura in cui al ricorrente è stata concessa facoltà
di prendere visione dell'incarto ed ha potuto fare valere le proprie ragioni
dinanzi ad un'autorità di ricorso che gode di un pieno potere cognitivo
(l'istanza cantonale e, in seguito, lo stesso TFA). 

 

                                         Ritornando
alla fattispecie in esame, dagli atti risulta che il ricorrente, su sua
richiesta, ha avuto modo di esprimersi in merito ad ogni accertamento sia
medico che professionale svolto dall’__________.

Non è stato invece il caso per quel che concerne il rapporto 30 gennaio 2003
del __________. Avendo comunque avuto l’assicurato la possibilità di
consultarlo prima d’inoltrare opposizione e visto che davanti a questo TCA, che
gode di un pieno potere cognitivo, egli ha potuto esprimere le proprie
considerazioni in merito, un’eventuale violazione del diritto di essere sentito
risulta pertanto essere sanata e non vi è quindi motivo per non entrare nel
merito del ricorso che ci occupa.

                                      

                                         Nel
merito

                               2.3.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

Non applicabili per contro sono le nuove norme di legge introdotte a seguito
della 4a revisione della LAI, entrata in vigore al 1° gennaio 2004.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

                                      

                                2.4   Oggetto del
contendere è sapere se l’assicurato ha diritto ad ulteriori provvedimenti
professionali, rispettivamente, in caso negativo, ad una rendita d’invalidità. 

 

                               2.5.   L’art. 17
LAI prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato
ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua
invalidità esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al
guadagno possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura
essenziale."

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

"  per
riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari
a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della
prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza
previa formazione professionale a causa dell’invalidità." 

 

                                         Con
riformazione professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme
delle misure reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente
un'opportunità di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla
vecchia attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110
consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid. 2a). 

La nozione di “ equivalenza approssimativa” si riferisce in primo luogo, non
tanto al livello di formazione, quanto alle aspettative di guadagno dopo la
riformazione ( VSI 2000 pag. 27; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb, RCC 1988 pag. 497
conisd. 2c). 

Di regola è dato il diritto ad un provvedimento adeguato e necessario allo
scopo integrativo, se esso corrisponde alle capacità dell'assicurato, non
tuttavia ad una formazione professionale nettamente superiore o che supera le
esigenze medie (per esempio da muratore a pilota, DTF 122 V 79 consid. 3b.bb;
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 128;
DTF 99 V 35). La legge intende infatti assicurare una riformazione necessaria e
sufficiente (DTF 124 V 110 consid. 2a). La misura dev’essere quindi adeguata e
deve esistere una proporzione ragionevole tra i costi che provoca e il
risultato che ci si può attendere (Meyer-Blaser, op. cit., pag. 130/131).                 

                                         Vengono
in particolare considerati necessari e adeguati tutti quei provvedimenti di
tipo professionale che sono direttamente necessari alla reintegrazione. Per
stabilire quali provvedimenti entrano in linea di conto, ci si deve pertanto
fondare sulle circostanze del caso concreto (DTF 124 V 110 consid. 2a; STFA non
pubbl. del 21 luglio 1995 in re F consid. 2b). 

L'assicurato ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare
necessaria nel suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua
capacità di guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in
re F. consid. 2b). 

                                         Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto
del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora  raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b;
Meyer-Blaser, op. cit., pag. 131). 

Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a carico
dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione
professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la
reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e
se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di
conseguire un guadagno pacificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza
invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti
completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di
guadagno del 20 %: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai
provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella
causa C, I 237/00, VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998 pag. 294;
RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

                                         Nel caso
in cui la formazione è adeguata, ma non necessaria, l'interessato deve
sopportare personalmente i costi supplementari (STFA non pubbl. del 21 luglio
1995 in re F consid. 2b).

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio.

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi:

 

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra, pag. 216ss).

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

 

                                         Va
altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali
provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid.
2).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se
non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi: DTF 128 V 30 consid.1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84
consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato
(RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c;
Scartazzini, op. cit., pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation
de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).    

 

                               2.7.   Nella
fattispecie in esame, il ricorrente assevera che l’amministrazione non ha
esaurientemente chiarito la capacità lavorativa dal punto di vista medico, motivo
per cui il diniego di ulteriori provvedimenti professionali apparirebbe
prematuro. 

Fra i diversi accertamenti a cui l’assicurato è stato sottoposto, figura il
soggiorno, avvenuto dal 6 al 31 agosto 2001, presso il centro
medico-professionale __________ di __________ (doc. AI 88).

Con rapporto 13 novembre 2001 i periti di tale centro, dopo aver esposto
dettagliatamente l’anamnesi, lo status soggettivo ed oggettivo del peritando,
hanno concluso riguardo alla capacità lavorativa medico-teorica:

 

" 
Der Versicherte ist in der Lage, ganztags
leichte bis knapp mittelschwere, wechselnd belastende Arbeiten auszuführen.

 

Ausgeschlossen sind repetitive, schleudernde,
vibrierende oder schlagende Einwirkungen und Bewegungen mit der rechten oberen
Extremität sowie gewerblicher Personentransport und das Führen von Lastwagen.

 

Eingeschränkt möglich, das heisst selten
auszuführen, sind Arbeiten in der Hocke, in kniender und bückender Position.

 

In seiner erlernten Tätigkeit als Schreiner und
Restaurator besteht eine Arbeitsfähigkeit von 50-70%.

Eine volle Arbeitsfähigkeit kann Herr RI 1 beispielweise im Bereich technisch
Zeichnen (CAD) oder in der Arbeitsvorbereitung (AVOR) einer Schreinerei
erreichen. Der Versicherte verfügt in diesen Sektor über solide
Basiskenntnisse, die er mittels spezifichen Kursen weiter ausbauen könnte"
(Doc. AI 91 pag. 1)

                                         Quindi, secondo il __________, l’assicurato può svolgere a tempo
pieno attività leggere e medio-pesanti con la possibilità di cambiare
posizione, evitando tuttavia attività ripetitive in cui vi è la necessità di
martellare, vibrare o picchiare con il braccio destro, così come condurre
veicoli per il trasporto professionale di persone e di merci. I periti hanno
inoltre ritenuto esigibili lavori in posizione inginocchiata o accovacciata, da
svolgere in misura ridotta (“selten auszuführen”). 

Nell’attività appressa di falegname e di restauratore, i periti hanno fissato
la capacità lavorativa tra il 50 ed il 70%, precisando comunque che
l’assicurato può raggiungere una piena abilità al lavoro segnatamente quale
disegnatore tecnico o nei lavori preparatori di una falegnameria, con
possibilità di implementare con corsi mirati le sue specifiche conoscenze
professionali in quei settori. 

                               2.8.   Va qui ricordato che affinché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung,
BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189).        

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss.), la nostra Corte federale ha ribadito
che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve
essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino
essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni
e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Per
quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta
a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer‑Blaser,
op. cit. , pag. 111).

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, questo TCA non intravede ragioni che gli impediscono di far proprie
le conclusioni cui sono pervenuti i periti del __________, i quali hanno
compiutamente valutato le differenti affezioni di cui l’assicurato è affetto,
giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla ridotta capacità
lavorativa (50 –70%) nella precedente professione di falegname esercitata
dall’interessato ed alla capacità completa in attività leggere, medio - leggere
con le limitazioni esposte nella perizia.

Vero che, come sottolineato dal ricorrente nelle osservazioni 7 maggio 2002 al
succitato rapporto peritale (doc. AI 107), nel referto 13 novembre 2001, al
capitolo 2.1 (“ Allgemeines Verhalten”), è stato rimarcato l’atteggiamento
spensierato e rilassato del peritando il quale si è presentato al __________ abbronzato
ed in tenuta sportiva come se dovesse andare in vacanza (“Der äusserlich
locker und unbekümmert wirkende Versicherte machte mit seiner braungebrannten,
sportlichen Erscheinung den Eindruck, di __________ als Ferienaufenthalt zu
betrachten”, doc. AI 91 pag. 2)..

Ciò non significa tuttavia che questo approccio, ritenuto dall’assicurato
subdolo e discreditante, abbia influenzato negativamente i periti. Da una
parte, non risulta che il ricorrente si sia dimostrato poco collaborante - ciò
che ha sicuramente contribuito alla buon riuscita dell’accertamento professionale
- , dall’altra, la valutazione del __________ è frutto di una sinergia
medico-professionale, resa, tra l’altro, dopo un’osservazione prolungata. 

Nondimeno va sottolineato come le conclusioni del __________ in merito alla
residua capacità lavorativa sostanzialmente collimano con quanto rilevato dal
medico curante del ricorrente nel 1999. 

Interpellato dall’__________ al fine di valutare l’adeguatezza della
riformazione professionale avviata nel campo del restauro del mobile, nel
rapporto 15 marzo 1999 all’__________I il dr. __________, specialista in
neurochirurgia, aveva infatti precisato che (sottolineatura del redattore):

 

" 
In pratica l'attività di restauratore non è
fisicamente molto più leggera della precedente attività di falegname e a più
riprese sul giorno il P. deve interrompere il lavoro, camminare o cambiare
posizione a causa dei dolori alla gamba, con un rendimento che sicuramente non
raggiunge il 100%. In attività più leggere, o che comportino parzialmente
lavori d'ufficio il rendimento potrebbe essere maggiore. Il P. stesso non è ancora in chiaro sul proprio avvenire
professionale, rimangono aperte diverse possibilità (aiuto-restauratore presso
altri laboratori, intraprendere una maturità professionale, riprendere in
futuro l'azienda paterna nel ramo del rame-stagnatura, ev. tornare all'iniziale
attività dei falegname). Si tratta di una situazione da ridiscutere con i
responsabili AI a seconda delle possibilità che si offriranno nei prossimi
mesi.

Nonostante la buona volontà e l'impegno del
paziente non è da escludere una rendita AI parziale." (Doc. AI 45)

                                         Anche il
dr. __________, del __________, con rapporto 30 settembre 1999 ha proposto,
quale professione adeguata a pieno rendimento giornaliero, un’attività leggera,
“possibilmente d’ufficio” (doc. AI 57).

Circa l’evoluzione del danno alla salute, il 29 aprile 2002 il dr. __________ ha
attestato che:

 

" 
Dal lato neurologico la situazione è praticamente
invariata rispetto all'ultimo controllo del marzo '99, il P. accusa tuttavia un
peggioramento dei dolori all'arto inferiore ds probabilmente di tipo misto, in
parte neurogeni, in parte di tipo cicatriziale, ora associati a una componente
spondilogena pseudoradicolare. Negli scorsi anni un tentativo con Tegretol era
stato mal sopportato, la phenytoine era rimata inefficace, ho prescritto
Neurontin fino a 3x400 mg, in caso di dolori invalidanti si potrebbe ancora
discutere con i colleghi della Neurochirurgia a Lugano una stimolazione
modollare.

Dal lato professionale non ho l'impressione che il
P. potrà riprendere in futuro un lavoro a tempo pieno anche in attività
leggere, oltre ad una riformazione professionale mi chiedo se non valga la pena
ridiscutere la possibilità di una rendita AI parziale, anche solo del 40%, che
permetterebbe al P. di proseguire l'attuale mestiere di restauratore con orario
flessibile." (Doc. AI 105a)

Il medico curante ha quindi certificato che, dal punto di vista neurologico, la
situazione rispetto all’ultimo controllo del 1999 è praticamente rimasta
invariata.

Tuttavia, alla motivazione del dr. __________ in merito al giudizio sulla
parziale capacità lavorativa in attività adeguate leggere non può essere data
adesione trattandosi di una valutazione basata su un’impressione soggettiva ( “Dal
lato professionale non ho l’impressione che il paziente potrà riprendere
in futuro un lavoro a tempo pieno anche in attività leggere….”,
sottolineatura del redattore, doc. AI105a). 

Inoltre dallo scritto 27 agosto 2003 del dr. __________, allegato al ricorso,
si può desumere che la componente neurologica è rimasta sostanzialmente
invariata, tuttavia con un rischio di peggioramento della componente
spondilogena ( “Dal lato neurologico è molto improbabile che la sindrome
dolorosa migliori col tempo, vi è anzi il rischio di un peggioramento dei
disturbi (effetto da cronicizzazione, componente spondilogena)”, cfr. doc.
A2).

Per quanto riguarda invece il polso destro, allegato al ricorso l’assicurato ha
prodotto un certificato del dr. __________, attivo presso il reparto di
chirurgia dell’Ospedale “__________” di __________, datato 15 luglio 2003, del
seguente tenore:

 

" 
Esiti da osteosintesi per frattura
intrarticolare dislocata radio-distale ex il 18.03.2000, esiti da asportazione
fissatore esterno, vite e rondella metallica al 17.08.2000.

Esiti da asportazione processo stiloideo ulna a
dx il 12.09.2000.

 

Il paziente lamenta ancora dolori al polso dx che
gli rendono difficile il lavoro di restauratore di mobili, destrimane, il
paziente lavora con una polsiera in cuoio, non riesce a svolgere tutte le
attività che il suo lavoro richiede. La forza al braccio dx è invece normale. I
dolori sono presenti in particolare modo ai movimenti di rotazione e prono e
supinazione all'avambraccio.

 

Polso dx:

- leggero gonfiore a livello della testa dell'ulna,
le cicatrici sono calme, movimenti attivi di estensione e flessione
articolazione radio-carpica = 70°-0°-60°, movimenti dita completi.

Leggero deficit di pronazione, supinazione
completa, i movimenti di rotazione dell'avambraccio sono molto dolorosi, anche
nelle fasi finali e nella ipersupinazione e iperpronazione passive.

 

Il paziente desidererebbe continuare il suo
lavoro di restauratore di mobili, in quest'attività non è però da prevedersi un
rendimento superiore al 50%, visto anche che il paziente non può fare tutte le
mansioni inerenti strettamente a questa attività. Per quanto riguarda una
riqualificazione professionale resterebbe eventualmente la diminuzione di
rendimento, e il paziente preferisce la continuazione nel suo lavoro abituale.
In data odierna non sono state fatte nuove radiografie del polso dx.

 

IL: continua 50%, lavorando tutta la giornata. Un
intervento di denervazione al polso dx visto i risultati insicuri di
quest'ultimo, non entra per il paziente in linea di conto." (Doc. A1)

                                         Ora, va
rilevato come la sintomatologia ed i limiti funzionali all’arto superiore
destro descritte del dr. __________ (la questione della riformazione
professionale verrà affrontata in seguito)  collimano sostanzialmente con
quanto già riscontrato nel 2001 dal __________ (“Rechtes Handgelenk. Mit
diesem ist das kraftvolle, repetitive Arbeiten weiterhin eingeschränkt. Keine
schleudernden und hämmerden, vibrirenden Einwirkungen oder Tätigkeiten. Keine
ripetiven Pronationen und Supination unter Belastung. Eine verbesserte
Belastbarkeit darf erwartet werden” doc. AI 91 pag. 5), i cui periti, come
detto, hanno accertato una piena capacità lavorativa in attività adeguate.

Del resto va sottolineato che anche l’assicuratore LAINF, per i postumi della
frattura al polso, ha accertato una piena capacità lavorativa. Infatti, con
decisione 5 febbraio 2004 l’__________ ha erogato una rendita d’invalidità del
18%, evidenziato in particolare che “ dagli accertamenti medici ed economici
è risultato che si può esigere che svolgiate un lavoro più leggero per tutto il
giorno”, menzionando quali attività possibili quella di sorvegliante,
operaio di fabbrica, operaio generico o magazziniere (doc. VII).

                                         Anche la
sintomatologia alla gamba destra è stata vagliata dai periti del citato centro
(cfr. perizia pag.4), i quali hanno dettagliatamente elencato i limiti
funzionali (“ Wenig Behiderung sehen wir von Seiten des rechten Beines und
des N. ischiadicus poplital. Hier sollte nur wenig kauern, praktisch keine
Arbeiten auf Knien oder mit gebeugten Knien und keine repetitiven belasteten
Bewegungen notwendig sein”, perizia pag. 6).

Con le osservazioni 3 novembre 2003 il ricorrente ha comunicato di sottoporsi
regolarmente a sedute di agopuntura presso il dottor __________ __________ “allo
scopo di lenire le aumentate fitte dolorose alla schiena (lombalgie
ricorrenti), conseguenti alla lesione alla gamba destra “ ( V pag. 3, punto
5). Dal relativo certificato medico allegato non si desumono tuttavia le
eventuali conseguenze sulla capacità lavorativa (doc. A5).

Vero che nel rapporto 18 febbraio 2003 il direttore del __________ ha rimarcato
che durante il periodo di permanenza l’assicurato “ è stato influenzato in
modo importante da problemi di ordine fisico che rendono difficile ipotizzare lo
svolgimento di qualsiasi attività ed il suo collocamento presso qualsiasi
datore di lavoro”, motivo per cui egli ha ritenuto “necessario un
chiarimento a livello medico sull’effettiva incidenza del danno alla salute
prima di mettere in atto ulteriori provvedimenti professionali” (doc. AI
122), che la consulente in integrazione professionale, nel rapporto 6 marzo
2003, ha lasciato “il compito di verificare la necessità di ulteriori
accertamenti medici al nostro __________” (doc. AI 123) – necessità che il __________
non ha riscontrato (doc. AI 125) - e che accertamenti (a livello di SAM) sono
stati da ultimo richiesti anche dal dr. __________ nel certificato 27 agosto
2003 (doc. A2).

Tuttavia, come detto, a seguito del lungo periodo di osservazione i periti del __________
hanno fornito una valutazione medico – professionale approfondita e dettagliata
dell’assicurato, le cui condizioni di salute sono sostanzialmente rimaste
invariate, almeno sino alla decisione impugnata.

Né d’altronde la documentazione prodotta pendente causa fornisce alcun valido
motivo per scostarsi dalle conclusioni dei periti e quindi non è necessario
procedere, come richiesto dal ricorrente, ad ulteriori accertamenti medici
(cfr. consid. 2.12).

                                         Va infine
fatto presente che, come sottolineato dall’__________ in sede di risposta, le
lamentele dell’assicurato non sempre rispecchiavano l’effettivo stato di
salute. Se, ad esempio, da un lato durante il soggiorno a __________ __________
l’interessato da “seduto cambiava spesso la posizione, usufruendo del
supporto di una seconda sedia per apporgiarci la gamba destra” (rapporto 30
gennaio 2003 pag. 6, doc AI 122), dall’altro, “nelle conversazioni di gruppo
o davanti al computer ha mostrato tutt’altro atteggiamento mantenendo la
posizione (seduta o eretta) per ben oltre mezz’ora” (rapporto pag. 1, doc.
Ai 122).

A titolo di completezza, va detto che dal lato puramente psichiatrico,
l’assicurato non presenta alcuna incapacità lavorativa, così come è stato
accertato dal dr. __________, specialista in psichiatria e psicoterapia, nel
rapporto 26 agosto 1999 (doc. AI 53). Né sussistono indizi per ritenere
un’evoluzione invalidante della sindrome depressiva-ansiosa reattiva
diagnostica nel 1999.

 

                             2.10.   Dagli
accertamenti professionali è risultato che il ricorrente dispone di buone
capacità cognitive e competenze professionali che gli aprirebbero diverse
opportunità lavorative (“ Aufgrund seiner ausgewiesenen handwerkliche
Fertigkeiten, des guten Lern- und Auffassungsvermögens sowie der Fähigkeit zu
selbständiger, strukturiertere Arbeitsweise ist Herr RI 1vielseitig einsetzbar.
Er verfügt über verschiedene Grundkenntnisse, auf die er bei guter Motivation
aufbauen konnte (Beispiel PC, technisch Zeichnen), cfr. rapporto 13
novembre 2001 __________, pag. 6, doc. AI 91).

Tuttavia, va qui rilevato come in precedenza l’assicurato non abbia dimostrato
interesse per altre attività .

A tal proposito i periti del __________ hanno evidenziato come in buona
sostanza l’assicurato non fosse disposto a seguire alcuna formazione, poiché
intenzionato a continuare l’attività di restauratore al 50%, beneficiando per
il resto una rendita o di un aiuto in capitale (“Sein erklärtes Ziel ist die
Tätigkeit als Restaurator zu 50%, zusätzlich einer Rente oder Kapitalhilfe del
IV für die Gründung eines eigenen Ateliers. Realistiesce Alternative sieht er
nicht, da er keine Ausbildung machen möchte”, cfr. rapporto __________ pag.
6).

Nel già citato rapporto 31 gennaio 2003 del __________ si legge inoltre che
(sottolineatura del redattore):

 

" 
Fin dall'inizio l'A. ha espresso una serie di aspettative
precise, alcune difficilmente compatibili col suo danno alla salute e altre
troppo ambiziose per la sua preparazione.

- educatore; assistente sociale ed ergoterapista
sono i mestieri che, secondo noi, sono incompatibili col suo danno alla salute.

- designer SUP; tecnico di radiologia; fotografo
(scuola a __________) sono scuole che per accedervi necessitano della maturità
professionale o equivalente che lui non possiede.

 

Nei frequenti colloqui individuali, durante i
quali abbiamo cercato di invogliarlo a trovare altre professioni più confacenti
alla sua portata sia al Centro o all'esterno, non è mai emerso niente.

 

Buon livello di cultura generale; scolasticamente
situabile attorno ad una 2-3. media.

 

Dal profilo manuale ha delle buone competenze e
conoscenze che ha espresso solo parzialmente a causa dei suoi impedimenti
fisici." (doc. AI 122)

 

                                         Quindi,
da una parte, il ricorrente non ha manifestato interesse alle proposte
professionali fatte dai responsabili del centro. Gli stessi responsabili del __________
hanno anche fatto presente che le aspettative professionali non erano adeguate.
Ad esempio, le attività di designer SUP, tecnico in radiologia e fotografo necessitano
di competenze scolastiche (maturità professionale o equivalenti titoli)
superiori a quelle che l’assicurato attualmente possiede (sul concetto di
equivalenza approssimativa, cfr. consid. 2.5).

Lo stesso discorso, a mente del TCA, vale anche per altre professioni a cui il
ricorrente ha manifestato la propria disponibilità, quali l’assistente sociale
e l’ergoterapista, attività che, secondo il parere del __________, non sono
nemmeno compatibili con il suo stato di salute (doc. AI 122 pag. 6).

                                         In queste
circostanze, dunque, rettamente l’__________ ha deciso di non concedere ulteriori
provvedimenti professionali, ritenuto del resto come l’iter reintegrativo abbia
avuto inizio sin dal 1996.

 

                             2.11.   Escluse
pertanto ulteriori misure integrative, occorre determinare il grado d’invalidità
secondo il metodo ordinario (cfr. consid. 2.6).

                                         

                                         Nell’evenienza
concreta, nel rapporto 18 aprile 2002 la consulente in integrazione
professionale ha segnatamente rilevato:

 

" 
Dai dati medici, l'assicurato potrebbe svolgere
attività semplici, che non richiedono una formazione specifica.

La media RSS, riguardante attività semplici è
fissata in Fr. 47'224.- annui. Considerato che il signor RI 1 può svolgere solo
attività leggere o medio leggere, si considera una riduzione del 10% ottenendo
dunque Fr. 42'502.- annui.

Nella sua professione di falegname, senza il
danno alla salute, l'assicurato potrebbe guadagnare Fr. 62'530.- annui
(indicazione datami in data 18.04.2002 dall'ex datore di lavoro, Falegnameria __________
__________, __________o).

La CGR è dunque pari al 68%." (Doc. AI 98)

                          2.11.1.   Per accertare
il reddito senza l'invalidità è decisivo stabilire, secondo il principio della
verosimiglianza preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento
della nascita del diritto alla rendita, se fosse sano (STFA inedite 13 giugno
2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio 2000 nella causa T., U 243/99; RAMI
1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96
consid. 4a). Il reddito dev'essere fissato il più concretamente possibile.

                                         Determinante
è dunque il reddito che l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto
delle competenze professionali come pure delle circostanze personali per un
prospettato avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio
di studi ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito
(cfr. DTF 96 V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168
pag. 100s. consid. 3b).

                                         Un
salario di punta può essere ammesso solo se vi sono circostanze particolari che
lo giustificano (RCC 1980 pag. 560 pag. 560 con riferimenti). I salari medi
pagati nel settore hanno in ogni caso la precedenza sui salari fissati in base
a contratti collettivi di lavoro (RCC 1986 pag. 434 consid. 3b).

                                         Siccome
di norma una simile valutazione professionale parte dal presupposto che, senza
il danno alla salute, l’assicurato avrebbe continuato ad esercitare la
precedente attività lucrativa, devono essere considerati eventuali adeguamenti
ed aumenti salariali (RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid. 3b , ZAK 1990 pag.
519 consid. 3c).

                                         Se nel
caso concreto non è possibile quantificare l’ipotetico reddito che l’assicurato
avrebbe potuto percepire senza l’invalidità, allora si può ricorrere a dati
ottenuti da valori statistici e d’esperienza (cfr. Pratique VSI 1999 pag. 248
consid. 3b; cfr. anche STFA inedita del 30 dicembre 2002 nella causa B., I
56/02). 

In casu, il ricorrente ha sostenuto che, sulla base del relativo contratto di
categoria, “ ci si può aspettare un reddito annuo superiore a quello
indicato e di almeno CHF 65'000.— (salario minimo orario più 10% con incluso
qualche supplemento per straordinari)” (cfr. ricorso punto 23.1 pag. 13).

Al succitato importo, dedotto da un calcolo approssimativo, va preferito quello
definito dall’amministrazione (fr. 62'530), basato sulle indicazioni ricevute
dell’ex datore di lavoro relative al 2002 (rapporto 18 aprile 2002 del
consulente, doc. AI 98). Del resto va sottolineato come l’__________ abbia
preso, quale reddito senza invalidità, la cifra di fr. 61'672.-.

                           2.11.2   Riguardo al
salario da invalido, va precisato che, secondo la giurisprudenza, il reddito da invalido va determinato sulla base
della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione però che
quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa
residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia
adeguato e non costituisca una paga sociale ("Soziallohn"; DTF 126 V
76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC
1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

Per gli assicurati che, a causa della particolare situazione personale o
professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di
dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto
la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono
di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata
una riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc, confermato in VSI 2002 pag. 64).

 

                                         In applicazione dei succitati criteri, secondo
costante giurisprudenza di questo Tribunale, conformemente ai dati statistici
salariali (valore mediano) pubblicati dall'Ufficio federale di statistica
("L'enquête suisse sur la structure des salaires 2000"), il salario
ipotetico nel 2000 conseguibile in attività leggera e ripetitiva
adeguata esercitata a tempo pieno nel Cantone Ticino e prima di eventuali
riduzioni per motivi particolari, che possono arrivare al massimo al 25% (DTF
124 V 323; VSI 2000 pag. 85 e, soprattutto, STFA inedita del 9 maggio
2000 nella causa A, I 482/99), riportato su 41,8 ore (cfr. “La vie économique” 2/2002”, Tabella B9.2, pag. 88), nel settore privato corrisponde a fr. 50’498.--
(fr. 4027 : 40 x 41,8 x 12) per gli uomini e fr. 36'328.-- (fr. 2’897: 40 x
41,8 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato), mentre che nel settore
privato e pubblico l’ammontare è di fr. 51'702.-- (fr. 4123: 40 x 41,8 x 12)
per gli uomini e fr. 36'679.-- (fr. 2925: 40 x 41,8 x 12) per le donne (cfr.
Tabella TA 13 privato e pubblico).

 

                                         Secondo i recenti dati statistici salariali
elaborati dall’Ufficio federale di statistica per l'anno 2002, il salario
mediamente percepito in tale anno in Ticino, riportato su una media di 41,7 ore
settimanali (cfr. “La vie économique” 5/2004”, Tabella
B9.2, pag. 94), per un’attività
leggera e ripetitiva nel settore privato corrisponde a fr. 51'266.-- (fr. 4098
: 40 x 41,7 x 12) per gli uomini e fr. 40’945.-- (fr. 3273 : 40 x 41,7 x 12)
per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato). Nel settore privato e pubblico
l’ammontare è di fr. 52’755.-- (fr. 4217 : 40 x 41,7 x 12) per gli uomini e fr.
41’195.-- (fr. 3293 : 40 x 41,7 x 12) per le donne (cfr. Tabella TA 13 privato
e pubblico).

Va inoltre fatto presente che il TFA ha ritenuto non criticabile l’utilizzo
della citata tabella TA 13, che si riferisce ai salari statistici presenti
nelle grandi regioni della Svizzera, al posto di quella relativa ai valori
nazionali (tabella TA 1) (cfr. STFA non pubblicata del 13 giugno 2003 in re G.,
I 475/01, consid. 4.4; del 10 agosto 2001 in re. R., I 474/00, consid. 3c/aa;
del 27 marzo 2000 in re P., I 218/99, consid. 3c e del 28 aprile 1999 in re T.,
I 446/98, consid. 4c. Vedi anche STFA inedita 20 aprile 2004 nella causa K., I
871/02, consid. 6.4, in cui l’Alto Tribunale ha lasciato aperta la questione a
sapere se devono essere applicati i valori regionali oppure quelli nazionali).

Nella fattispecie concreta, per calcolare il reddito da invalido (2002),
sulla base dei recenti dati statistici, si deve partire da un salario di fr.
51'266.-- riferito al settore privato ( cfr.”…. in primo luogo sono
applicabili i rilevamenti salariali applicabili nel settore privato” cfr.
RAMI 2001 p. 348).

Considerando una riduzione di rendimento del 10% stabilita dalla consulente, la cui valutazione non è nella specie suscettibile di essere messa
in discussione da parte di questo TCA non essendo ravvisabili validi motivi che
ne giustifichino la disattenzione (cfr. STFA non pubblicata del 30 giugno 2000
in re B p. 5; DTF 126 V 75), si giunge ad un reddito da invalido di fr.
45’139.--.

Dal raffronto tra tale dato ed i fr. 62’530 — di reddito da valido, risulta un’incapacità
al guadagno del 26,21 % (62’530 – 46'139 x 100 : 62’530), arrotondata al 26% ai sensi della più recente giurisprudenza federale, secondo la quale
l’arrontondamento per difetto o per eccesso, in applicazione delle regole della
matematica, va eseguita in caso di tassi d’invalidità con cifre decimali (cfr.
STFA inedita del 19 dicembre 2003 in re R., U 27/02, consid. 3 prevista per la
pubblicazione; in ambito AI cfr. STFA non pubblicata del 26 gennaio 2004, I 359/03, consid. 2.2.3). 

Questa circostanza non permette quindi di
assegnare una rendita d’invalidità, essendo il grado d’incapacità al guadagno
inferiore al 40%, e ciò, con ogni verosimiglianza, anche volendo considerare
l’evoluzione di entrambi i redditi di riferimento sino al 2003.

Sulla scorta di quanto precede, la decisione contestata
deve essere confermata e il ricorso respinto.

 

                             2.12.   L'insorgente
ha chiesto l’esecuzione di una perizia giudiziaria,

                                         Va qui
rammentato che, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca
l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non
potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita per
cui rinuncia all'assunzione di ulteriori mezzi prova, inclusa una perizia
giudiziaria.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti