# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0a8931db-da30-5f7f-80e9-362fd954ccb1
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-09
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 09.12.2014 U 2013 95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2013-95_2014-12-09.pdf

## Full Text

TRIBUNALE AMMINISTRATIVO 
DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 13 95

1a Camera 

presieduta da

Priuli, vicepresidente, e composta dai giudici Audétat e Stecher, 

attuaria Krättli-Keller

SENTENZA
del 9 dicembre 2014

nella vertenza di diritto amministrativo

A._____ SA in liquidazione,

rappresentata dall'Avvocato lic. iur. Rocco Taminelli,

ricorrente

contro

Comune X._____,

rappresentato dall'Avvocato lic. iur. Mario Molo,

convenuto

concernente contributo comunale trasporto materiale di scavo 

(restituzione)

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1. Per il periodo dal 1. gennaio 2010 al 31 dicembre 2017, il 26 ottobre 2009 

il Municipio del Comune X._____ approvava un decreto riguardo il 

compenso di fr./m3 30.-- per il trasporto di materiale di scavo pulito fuori 

paese. Nella seduta del 4 maggio 2011 questo regolamento veniva 

dall'esecutivo in seguito abrogato, anche se per i materiali di scavo 

concernenti licenze edilizie accordate prima dell'abolizione del 

regolamento comunale veniva applicata la previgente normativa a 

condizione che le domande di indennizzo venissero introdotte entro il 31 

marzo 2012. Con domanda 19 aprile 2011, la A._____ SA faceva valere 

per la B._____ SA, committente per la costruzione sul mappale no. 1902 

(poi frazionato nei fondi ni. 1902 e 3031) della casa Y._____, una 

richiesta di compenso per il trasporto di materiale di scavo di fr. 29'340.-- 

(978 m3 x fr. 30.--). Queste due ditte fanno capo ad B._____ che dal 2 

novembre 2011 era assunto dal Comune X._____ ….. Su richiesta 

dell'ufficio tecnico venivano nel luglio 2011 ancora fornite indicazioni 

particolareggiate riguardanti i materiali di scavo di cui al mappale no. 

3031 di 647.57 m3 e del fondo no. 1902 di 324.93 m3. Dopo aver 

esaminato la pretesa, il Comune X._____ comunicava alla A._____ SA in 

data 5 ottobre 2011 di approvare la richiesta per il ristorno delle spese 

dovute per il trasporto dei materiali di scavo per l'insediamento abitativo 

Y._____ alle discariche C._____ SA e D._____ SA da parte della ditta 

E._____ SA. Il pagamento veniva poi effettuato sul conto della 

committente, ovvero la ditta B._____ SA. 

2. Il 16 ottobre 2013, il Comune X._____ revocava la decisione 5 ottobre 

2011 e intimava alla A._____ SA, nel frattempo in liquidazione, la 

restituzione dell'importo di fr. 29'340.--, poiché il sussidio sarebbe stato 

corrisposto sulla base di una documentazione almeno in parte falsa. 

Giusta il regolamento comunale, il compenso sarebbe stato subordinato 

all'inoltro dei bollettini di consegna e della fattura della discarica di 

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materiale pulito autorizzata. Invece la A._____ SA avrebbe introdotto dei 

bollettini allestiti dal titolare della ditta E._____ SA anziché da parte della 

ditta C._____ SA. 

3. Nel tempestivo ricorso proposto al Tribunale amministrativo in data 18 

novembre 2013, la A._____ SA in liquidazione chiedeva l'annullamento 

del provvedimento impugnato. La quantità di materiale indicata sui 

bollettini sarebbe effettivamente stata trasportata dal cantiere. Il materiale 

terroso sarebbe stato caricato su camion della C._____ SA e trasportato 

presso le discariche di questa ditta, mentre il materiale alluvionale 

sarebbe stato trasportato sia da camion della E._____ SA alla discarica 

della D._____ SA sia dalla C._____ SA alla propria discarica. Per la ditta 

ricorrente, il fatto che fosse stato E._____ per la E._____ SA o chi per 

essa ad allestire i bollettini anziché la C._____ SA dovrebbe essere ai fini 

del giudizio irrilevante.  

4. In attesa dell'esisto del procedimento penale avviato nei confronti di 

B._____ e E._____ la procedura di ricorso veniva nel frattempo sospesa. 

Il 21 luglio 2014 il procedimento penale terminava con un decreto 

d'abbandono in quanto non erano dati né i presupposti della truffa né 

quelli della falsità in documenti. 

5. Nella risposta di causa del 31 luglio 2014 il Comune X._____ riconosceva 

in parte il ben fondato del ricorso e riduceva la pretesa di restituzione a fr. 

15'360.-- con interessi del 5 % dal 5 ottobre 2011. La richiesta restituzione 

permarrebbe in parte giustificata in quanto detto importo 

corrisponderebbe a 512 m3 di materiali trasportati e smaltiti gratuitamente 

dalla C._____ SA e per i quali non sarebbero pertanto sorte spese 

all'istante. 

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6. Replicando, l'istante ribadiva di non essere stata interessata ai dettagli 

riguardanti il trasporto, lo smaltimento ed i costi effettivi dovuti ai materiali 

di scavo, in quanto la committenza sarebbe stata legata alla ditta E._____ 

SA da un contratto d'appalto comprendente tutte le opere da capomastro 

con la posizione scavi al prezzo forfettario di fr. 50'000.--. Pertanto, per la 

committenza anche i 512 m3 consegnati alla ditta C._____ SA non 

sarebbero stati gratuiti, ma semmai ne avrebbe approfittato solo la 

E._____ SA. Infine, in almeno due casi analoghi l'esecutivo non avrebbe 

richiesta la restituzione del sussidio, pur essendo il pagamento 

intervenuto sulla base degli stessi giustificativi allestiti dalla ditta E._____ 

SA ovvero senza alcuna fatturazione da parte della discarica. 

7. Duplicando il comune contestava qualsivoglia precedente a lui noto e 

reputava che l'istante non potesse in ogni caso appellarsi all'uguaglianza 

di trattamento nell'illegalità. Per il resto venivano confermati gli argomenti 

già addotti in precedenza.

8. Il 9 ottobre 2014, l'istante trasmetteva al Tribunale il protocollo 

dell'audizione di B._____ del 21 febbraio 2013 nell'ambito del quale 

veniva fatto accenno al parallelo caso di trasporto di materiale. Per la 

ricorrente sarebbe allora comprovato che almeno due membri dell'attuale 

esecutivo avrebbero preso parte alla seduta e sarebbero quindi stati a 

conoscenza dei trattamenti riservati ad altri cittadini. 

9. Nella ulteriore presa di posizione, il comune convenuto precisava di non 

essere stato a conoscenza del fatto che, nel precedente invocato dal 

ricorrente, il bollettino fosse stato allestito dalla ditta E._____ SA. 

10. Il 16 ottobre 2014 l'istante si rivolgeva nuovamente al Tribunale 

amministrativo essendosi accorta che la beneficiaria del sussidio sarebbe 

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la B._____ SA e non la A._____ SA in liquidazione. Pertanto la pretesa 

oltre che infondata sarebbe stata fatta valere verso la persona giuridica 

sbagliata. 

11. Per il comune resistente, essendo B._____ anche unico membro della 

B._____ SA la richiesta restituzione fatta valere nei confronti della 

A._____ SA in liquidazione non darebbe adito a critiche. 

Considerando in diritto:

1. È controversa la legittimità della richiesta di restituzione di un sussidio alle 

spese di trasporto per il deposito di materiale di scavo pulito fuori paese. 

La ricorrente, dal punto di vista formale, considera la richiesta censurabile 

in quanto verrebbe pretesa la restituzione da una diversa persona 

giuridica della originaria beneficiaria del compenso. Materialmente invece, 

la ricorrente non reputa di aver commesso alcun atto illecito che potrebbe 

giustificare la pretesa restituzione. Giova ancora premettere che dal 

profilo penale, l'atteggiamento della persona che fa capo alla società 

ricorrente in quanto amministratore e unico azionista è stato considerato 

irrilevante. 

2. a) La ricorrente contesta la richiesta di restituzione considerandola 

indirizzata alla persona giuridica sbagliata e già questo argomento è 

pertinente. Committente nell'ambito della procedura di licenza edilizia che 

ha prodotto materiali di scavo era la ditta B._____ SA ed è in nome di tale 

ditta che al comune convenuto veniva richiesto il sussidio. Non vi sono 

dubbi che la ricorrente aveva introdotta la domanda di sussidio a nome 

della committente che giusta la dicitura in epigrafe allo scritto del 19 aprile 

2011 figurava essere la B._____ SA. Che il comune abbia poi corrisposto 

l'importo a detta ditta sul conto a questa intestato presso una Banca è 

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pure incontestato. Non vi è allora alcuna identità tra la persona giuridica 

alla quale è stata richiesta la restituzione e la precedente beneficiaria del 

sussidio.

b) Per il comune convenuto il fatto che ambedue le ditte facciano capo allo 

stesso amministratore unico renderebbe il vizio sanabile, trattandosi in 

sostanza della stessa persona fisica. Evidentemente l'argomentazione 

non regge. Come il Tribunale amministrativo ha già avuto modo di 

precisare (vedi procedimento U 13 49), anche se due società hanno lo 

stesso gerente e direttore amministrativo, in termini giuridici esse 

permangono due entità distinte che fanno semplicemente capo alla 

stessa persona fisica. Per questo motivo la richiesta restituzione 

dell'importo ad una persona giuridica diversa da quella che ha incassato il 

sussidio non è possibile. Deve anche all'autorità comunale apparire chiaro 

che le entrate e le uscite di una società anonima non possono essere 

mescolate con quelle di un'altra società anonima in funzione del fatto che 

facciano capo alle stesse persone naturali o agli stessi azionisti. Ne risulta 

che la restituzione è stata chiesta ad una persona giuridica che non è 

identica alla beneficiaria, mentre era nelle intenzioni dell'esecutivo 

comunale esigere la restituzione della prestazione da colei che aveva 

ottenuto il sussidio. Infatti, dopo aver lasciato cadere gli aspetti penali 

della questione, il compenso veniva preteso sulla base di un versamento 

avvenuto senza motivo o per errore e poteva concernere solo l'effettiva 

beneficiaria della prestazione. Già per questo motivo la richiesta di 

restituzione è infondata. 

3. a) Giova comunque precisare che anche nel merito la pretesa, peraltro 

ridotta nel corso della presente procedura dagli iniziali fr. 29'340.-- a 

fr. 15'360.--, sarebbe priva di possibilità di successo. Non contestato è il 

quantitativo di materiali di scavo estratti e depositati fuori comune, che 

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corrisponde anche a quanto è stato fatto valere davanti all'autorità 

comunale in vista dell'ottenimento del compenso. Allorquando la ditta 

aveva introdotta la propria domanda di sussidio il 19 aprile 2011, 

venivano allegati alla richiesta la copia dei bollettini e la conferma della 

ditta esecutrice. La richiedente il sussidio, a nome della committente, 

invitava l'autorità a verificare i dati trasmessile ed a voler contattare la 

ricorrente per eventuali ulteriori ragguagli. In seguito da parte dell'ufficio 

tecnico veniva chiesto il calcolo particolareggiato dei volumi di scavo, 

benché il regolamento prevedesse espressamente l'invio di "bollettini di 

consegna" e "fattura della discarica". Contrariamente quindi a quanto 

preteso dal chiaro testo del regolamento comunale, la fattura della 

discarica di materiale pulito giusta la documentazione richiesta non veniva 

pretesa e pertanto tutte le posteriori illazioni su quanto sarebbe stato o 

non sarebbe stato pagato ed a beneficio di chi è ai fini del giudizio 

irrilevante. Se l'autorità comunale non applica alla lettera il regolamento 

che si à data, la stessa non può in seguito opporre al cittadino la sua 

omissione o addirittura addebitarla ad altri. 

b) Se poi la questione del compenso è vista come una controprestazione al 

fatto che il comune non è in grado di mettere a disposizione la dovuta 

infrastruttura sul proprio territorio, l'effettività dei costi sopportati 

dall'utente per il trasporto dei materiali ad una discarica autorizzata non 

dovrebbe essere determinante, essendo previsto un importo forfettario. 

Viceversa, se il compenso accordato dal comune dovesse essere inteso 

come un aiuto finanziario alle spese effettivamente sostenute dall'utente, 

la tesi sostenuta nel presente ricorso si rivelerebbe corretta. A questo 

riguardo però il decreto municipale non è chiaro, per cui la condizione che 

possano essere riconosciuti solo i costi anche effettivamente sopportati 

dall'utente non trova il debito riscontro nella normativa invocata. 

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c) Infatti, contrariamente a quanto sembra pretendere il comune convenuto, 

il regolamento comunale prevede sì la presentazione di una fattura da 

parte della discarica, ma poiché l'indennità è stabilita in modo forfettario, 

nulla lascia supporre che il materiale depositato debba necessariamente 

costare qualche cosa. La necessità di presentare una fattura della 

discarica nella documentazione da inoltrare, giusta quanto previsto dal 

regolamento, può infatti essere intesa anche solo quale prova della 

consegna dei materiali presso una discarica autorizzata. La pretesa che 

dei materiali puliti ancora utilizzabili e quindi ritirati dalla discarica a costo 

zero non possano essere oggetto di sussidio, come fatto valere 

dall'autorità comunale, è pertanto un'interpretazione che non trova 

riferimenti concreti nel regolamento in oggetto, dove si pretende di 

compensare "le spese di trasporto", ma non espressamente i costi 

fatturati dalla discarica. 

4. In conclusione, il ricorso, per quanto non sia già stato riconosciuto, è 

accolto e la decisione 16 ottobre 2013 è annullata. Le spese giudiziarie 

seguono la soccombenza (art. 73 della legge sulla giustizia 

amministrativa [LGA; CS 370.100]), per cui vanno messe a carico del 

comune convenuto. Quest’ultimo deve inoltre in virtù dell’art. 78 cpv. 1 

LGA rifondere alla ricorrente, patrocinata da un avvocato, le spese 

necessarie occasionate dal presente procedimento. Dalla nota d'onorario 

inviata in data 16 ottobre 2014 vanno dedotte le spese di cancelleria di fr. 

534.--, le quali sono comprese nella tariffa oraria del professionista. Per 

questo l'indennità dovuta a titolo di ripetibili ammonta a fr. 3'888.50 (IVA 

inclusa). 

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Il Tribunale decide:

1. Nella misura in cui non è già stato riconosciuto, il ricorso è accolto e la 

decisione 16 ottobre 2013 annullata. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'500.--

- e le spese di cancelleria di fr. 194.--

totale fr. 1'694.--

il cui importo sarà versato dal Comune X._____ entro trenta giorni dalla 

notifica della presente decisione all’Amministrazione delle finanze del 

Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune X._____ versa alla A._____ SA in liquidazione fr. 3'888.50 a 

titolo di ripetibili (IVA inclusa). 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]