# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6ce9a4eb-2e52-53a8-a0fb-52a5ad870f7d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-10-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.10.2004 35.2004.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2004-32_2004-10-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2004.32

   

  rs/td

  	
  Lugano

  13 ottobre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 4 maggio 2004 di

 

	
   

  	
  RI1 

  rappr. da: RA1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 9 febbraio 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO1 

  rappr. da: RA2 

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 18 aprile
2002 RI1, di professione macchinista presso la __________ di __________, ma a
quell'epoca al beneficio delle prestazioni dell'assicurazione contro la
disoccupazione per la stagione invernale 2001-2002 (cfr. doc. 49), provando la
propria moto, è scivolato, schiacciandosi la mano destra tra il manubrio e un
muretto. Il piede destro gli è rimasto sotto il pedalino (cfr. doc. 1).

                                          Egli ha
riportato una frattura multiframmentaria della prima falange D4 e D5 della mano
destra, la frattura della testa del metacarpo IV della mano destra, la frattura
della base del metacarpo V mano destra e una contusione con ferita lacero
contusa del piede destro (cfr. doc. 2; 8).

                                         Il
medesimo giorno i sanitari dell'Ospedale __________ di __________ hanno
proceduto al completamento dell'amputazione del quinto dito della mano destra a
livello della base della falange prossimale (cfr. doc. 6; 8).

 

                               1.2.   Il caso è
stato assunto dall'CO1, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni
assicurative.

 

                               1.3.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l'Istituto assicuratore, con
decisione formale del 20 novembre 2002 ha assegnato all'assicurato un'indennità
per menomazione dell'integrità del 7.5% e l'ha ritenuto abile al lavoro nella
misura del 100% a partire dal 2 dicembre 2002 (cfr. doc. A).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta da RI1, tramite l'avv. RA1 (cfr. doc. 29), e dopo
aver interpellato sia il __________, Dr. med. __________, che il Dr. __________
della __________ (cfr. doc. 33; 39; 45), l'assicuratore LAINF ha annullato il
provvedimento del 20 novembre 2002 e ha emesso, il 28 luglio 2003, una nuova
decisione formale, con cui ha accordato all'assicurato una rendita di
invalidità del 15% dal 1° dicembre 2002 al 30 novembre 2004 e un'IMI del 10%
(cfr. doc. 60).

 

                               1.4.   Avverso
quest'ultima decisione, l'avv. RA1, in nome e per conto dell'assicurato, il 22
agosto 2003, ha inoltrato opposizione (cfr. doc. 63).

                                         L'CO1, il
9 febbraio 2004, ha confermato quanto deciso il 28 luglio 2003 (cfr. doc. A).

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso RI1, patrocinato dall'avv. RA1, ha chiesto che l'CO1 venga
condannato a corrispondergli un'IMI del 20% e una rendita per incapacità
lavorativa nella misura del 50% di durata indeterminata, argomentando:

 

" 
(…)

 

1. 

In data 18 aprile 2002 il signor RI1 ha subito un incidente della
circolazione a seguito del quale ha perso il dito della mano destra, che ha
dovuto essere amputato. Egli ha subito inoltre diverse fratture articolari.

Il medico curante Dr. __________, __________, specialista di
chirurgia generale della mano, ha proposto al paziente anche l'amputazione del
quarto dito della mano destra.

Attualmente a detta del medico il paziente risulta inabile al
lavoro nella misura del 100%.

L'infortunio ha cagionato al signor RI1, che al momento
dell'infortunio esercitava la professione di selvicoltore macchinista, tutta
una serie di problemi alla salute ed in particolare egli ha sofferto e soffre a
tutt'oggi di forti dolori all'arto interessato, con impossibilità di movimento
dello stesso, nonché seri problemi alla motricità fine.

 

Nel dettaglio l'assicurato lamenta a tutt'oggi ancora forti dolori
ed incapacità di utilizzare la mano vittima della grave lesione e dell' amputazione
del dito. Nell'arto interessato sussiste oltre al dolore costante una mancanza
di forza nei movimenti ed un inutilizzo della mano quantificabile nella misura
del 50%.

 

I dolori patiti si presentano costanti ed anche durante la notte,
ciò che cagiona a volte all'assicurato anche fastidiosi ed insormontabili
periodi d'insonnia.

 

Prove: doc., testi, rich. ediz. doc., perizia medica

 

 

2.

Con la decisione qui avversata viene confermata un'IMI del 10% e
viene anche deciso che il signor RI1 a far tempo dal 1 dicembre 2004 verrà
considerato abile al lavoro nella misura del 100%.

 

In pratica il signor RI1 ha perso due dita di una mano, di cui uno
completamente amputato ed un altro completamente da amputare. Egli ha pertanto
una mano che risulta essere inservibile nella misura della metà, considerato lo
stato critico delle altre tre dita della mano destra.

La valutazione relativa al grado IMI é pertanto errata, ritenuto
che allo stesso dovrà essere riconosciuta una menomazione all'integrità fisica
pari almeno al 20%, ossia pari alla metà di perdita di una mano.

 

Anche la valutazione relativa al grado d'abilità al lavoro del
signor RI1 é sicuramente errata e poggia su considerazioni prive di sufficienti
riscontri medici probatori.

Detta valutazione non può che venir contestata dall'assicurato,
ritenuto che come risulta dagli accertamenti medici del Dr. __________ il
signor RI1 risulta inabile al lavoro sicuramente nella misura del 50%.

 

Le conseguenze dell'incidente causano in effetti all'interessato
dei seri problemi alla salute, i quali impediscono per esempio di espletare
un'attività lucrativa nella misura del 100% in qualità di
selvicoltore-macchinista.

 

Prove: doc., testi, rich. ediz. doc., perizia medica

 

 

3.

Viene inoltre recisamente contestata la limitazione dell'erogazione
della rendita d'invalidità al 30.11.2004.

La situazione dell'assicurato in seguito all'incidente é
sicuramente purtroppo stazionaria, se non tendente al peggioramento.

 

Ne discende che risulta arbitrario, immotivato limitare
l'erogazione di una rendita AI (recte: LAINF) sino al 30.11.2004,
ritenuto che l'assicurazione ha se del caso a sua disposizione la possibilità
di una revisione della rendita.

Limitando la stessa ad un determinato periodo mette l'assicurato
nella condizione di dover provare dopo solo qualche mese il diritto al
prosieguo del versamento della rendita; sconvolgendo così l'eventuale onere
probatorio, che in realtà spetterà alla CO1, qualora,
stabilita la rendita dovesse ritenere riabile al 100% l'assicurato.

 

Nessun motivo giustifica la limitazione dell'erogazione della
rendita LAINF al 30.11.2004, ragione per cui chiedesi che la stessa venga
fissata per una durata indeterminata." (Doc. I)

 

                               1.6.   Il 4 maggio
2004 l'assicurato, tramite il proprio legale, ha presentato un'istanza tendente
alla concessione dell'assistenza giudiziaria (cfr. doc. II).

 

                               1.7.   L'CO1, in
risposta, ha postulato l'integrale reiezione dell'impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. IV).

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Questa Corte
deve innanzitutto esaminare se la pretesa ricorsuale concernente l'IMI sia da
ritenere o meno ricevibile.

 

                                         Nella DTF
119 V 347ss., la nostra Corte federale ha statuito che l'obbligo di articolare
le censure vale, di principio, anche nella procedura d'opposizione, di modo
che, nella misura in cui la decisione non è oggetto di impugnativa nella
procedura di opposizione e non è riesaminata d'ufficio, essa passa parzialmente
in giudicato. Queste le considerazioni sviluppate dal TFA:

 

" 
Das Einspracheverfahren gemäss Art. 105 Abs. 1
UVG gehört nicht zur steitigen Verwaltungsrechtspflege im eigentlichen Sinn,
weist jedoch wesentliche Elemente eines streitigen Verfahrens auf (BGE 117 V
409 Erw. 5b). Auch stellt die Einsprache nicht bloss ein Wiedererwägungsgesuch
(vgl. Botschaft zum UVG vom 18. August 1976, Separatausgabe S. 85. sowie
MAURER, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht S. 610), sondern eine
rechtsmittelmässige Anfechtung der Verfügung dar (GYGI, a.a. O. S. 33). Es ist
im Sinne des Rügeprinzips daher auch im Einspracheverfahren in erster Linie
Sache des Versicherten, den zu überprüfenden Gegenstand zu bestimmen. SUVA oder
Privatversicherer haben die Streitige Verfügung in der Regel nur insoweit zu
überprüfen, als sie angefochten ist und aufgrund der Parteivorbringen oder
anderer sich aus den Akten ergebender Anhaltspunkte Anlass zur Überprüfung
besteht. Hieran ändert nichts, dass der Einspracheentscheid an die Stelle der
vorgängig erlassenen Verfügung tritt (auch soweit er diese iediglich bestätigt)
und Anfechtungsgegenstand des nachfolgenden Beschwerdeverfahrens allein der
Einspracheentscheid bildet (RKUV 1992 Nr. U 152 S. 199 Erw. 3b, 1991 Nr. 86 S.
94, 1988 Nr. U 38 S. 104).

Damit wird lediglich gesagt, was nach Art.
106 Abs. 1 UVG Anfechtungsgegenstand im kantonalen Beschwerdeverfahren bildet
(vgl. RKUV 1991 Nr. U 86 S. 94). Dagegen ergibt sich hieraus nicht, dass der
Einspracheentscheid die angefochtene Verfügung stets als Ganzes ersetzt und der
Versicherungsträger auf Einsprache hin sämtliche durch die primär ergangene
Verfügung geregelten Rechtsverhältnisse (auch soweit sie mit der Einsprache
nicht angefochten wurden) zu überprüfen und hierüber neu zu entscheiden hätte.
Die genannte Rechtsprechung ist somit in dem Sinne zu verdeutlichen, dass der
Einspracheentscheid die angefochtene Verfügung nur im Umfang des durch die
Einsprache bestimmten Streitgegenstandes und der effektiv neu beurteilten
Rechtsverhältnisse ersetzt. Dementsprechend schliesst das Einspracheverfahren
eine Teilrechtskraft der Verfügung, soweit sie unangefochten geblieben ist,
nicht aus, in welchem Sinn das Eidg. Versicherungsgericht bereits in den nicht
veröffentlichten Urteilen G. vom 7. Mai 1991 (vgl. dazu Rechtsprechungsbericht
der SUVA, 1991, Nr. 2) und V. vom 27 Juli 1992 entschieden hat. Soweit das
Gericht im ebenfalls unveröffentlichten Urteil De G. vom 19. August 1992 etwas
anderes gesagt hat, kann daran nicht festgehalten werden."

 

                                         In una sentenza pubblicata in RAMI 1999 U323, p. 98s., il TFA ha avuto modo di precisare che, anche se
la richiesta nella procedura d'opposizione non si riferisce espressamente
all'indennità per menomazione dell'integrità, la prima decisione non può
crescere in giudicato su questo punto, qualora l'oggetto principale del litigio
(diritto alla rendita d'invalidità) sollevi delle questioni di causalità.

 

                                         Il
TCA constata che tale situazione non si riscontra nel caso concreto. 

                                         Con
giudizio del 10 ottobre 2001 nella causa C., U 217+225/00 l'Alta Corte ha
confermato una precedente sentenza del TCA, in cui la pretesa ricorsuale
concernente l'IMI è stata ritenuta irricevibile, in quanto, relativamente a
questo punto, la decisione formale era cresciuta in giudicato, non essendo
stata oggetto di impugnazione nella procedura di opposizione. In particolare la
nostra Massima Istanza ha rilevato:

 

" 
(…) Dagli atti all'inserto, in particolare dal
verbale di opposizione 11 agosto 1999 e dallo scritto del successivo 30 agosto,
non emerge in effetti il benché minimo indizio che possa lasciar supporre
l'inten- zione dell'assicurato di contestare, oltre all'entità della rendita
d'invalidità, anche quella dell'indennità per menomazione all'integrità
riconosciutagli con il provvedimento originario dell'INSAI. Alla luce della
giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 119
V 347, il giudice cantonale ha quindi rettamente stabilito - senza tuttavia
menzionarlo espressamente nel dispositivo - che la pretesa ricorsuale
concernente l'indennità per menomazione all'integrità fosse da considerare
irricevibile. Il giudizio di primo grado merita in tal punto conferma. A ciò
nulla mutano le considerazioni nel ricorso di diritto amministrativo
dell'assicurato." (cfr. STFA del 10 ottobre 2001 nella causa C., U
217+225/00, consid. 2.b)

 

                                         Nel caso
di specie dall'opposizione del 22 agosto 2003 risulta quanto segue:

 

" 
in nome e per conto del Signor RI1, formulo
OPPOSIZIONE avverso la succitata decisione, ritenuto che la stessa pone
l'assicurato a beneficio di una rendita unicamente fino al 30.11.2004.

 

La rendita dovrà invece essere di durata
indeterminata, ritenuto che il problema di salute di cui soffre a tutt'oggi il
Signor RI1, a seguito dell'incidente occorsogli il 18.4.2002, risulta un danno
oramai stabile.

Di conseguenza non ci sarà nessuna speranza di
ripresa totale della capacità lucrativa.

 

Ciò viene attestato dai medici curanti,
rispettivamente dalla perizia già espletata per conto del vostro servizio.

 

Sulla base della sua situazione medica, chiedo
che la rendita per incapacità lavorativa fissata al 15%, venga erogata in
maniera indeterminata." (Doc. 63)

 

                                         Attentamente
esaminato tale atto, questa Corte constata come anche nel caso presente non vi
sia il benché minimo indizio che possa lasciar supporre che l'assicurato abbia
inteso contestare, oltre alla rendita del 15% erogata per due anni, anche
l'indennità per menomazione dell'integrità del 10% riconosciutagli con
decisione formale del 28 luglio 2003. 

                                         L'insorgente
ha, del resto, concluso la propria opposizione chiedendo, specificatamente,
solo che "la rendita per incapacità lavorativa fissata al 15% venga
erogata in maniera indeterminata" (cfr. doc. 60).

 

                                         In simili
condizioni, il TCA non può che considerare la decisione formale del 28 luglio
2003 - relativamente all'IMI - passata in giudicato. 

                                         Su questo
punto il ricorso presentato dall'assicurato è, pertanto, irricevibile.

 

                               2.3.   Anche per
quanto attiene al grado della rendita di invalidità, fissato al 15% con
decisione formale del 28 luglio 2003 (cfr. doc. 60) e contestato nel ricorso
(cfr. doc. I), ci si potrebbe chiedere se il provvedimento del 28 luglio 2003 è
o meno passato in giudicato e conseguentemente se la pretesa ricorsuale è o
meno irricevibile. Infatti, come visto, l'insorgente nell'opposizione del 22
agosto 2003, nulla ha espressamente obiettato circa il grado della rendita
assegnatagli, bensì ha postulato che la rendita fosse di durata indeterminata
(cfr. doc. 63). 

                                         D'altra
parte si potrebbe sostenere che il fatto di avere contestato che la rendita è
stata limitata a due anni ha implicato l'esclusione della crescita in giudicato
della decisione formale relativamente al grado della stessa.

                                         Tale
questione, può tuttavia, restare insoluta, poiché, come sarà esposto più
approfonditamente in seguito, l'impugnativa su questo punto deve, comunque,
essere respinta per ragioni di merito.

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la LPGA, la quale ha modificato numerose
disposizioni contenute nella LAINF.

                                         Al riguardo va, tuttavia,
segnalato che unicamente le norme di procedura, in linea di principio, entrano
immediatamente in vigore (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr.
25, consid. 1.2., pag. 76; STFA del 27 gennaio 2004 nella causa P., I 474/03;
STFA del 23 ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003
nella causa J., K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; DTF
117 V 93 consid. 6b, DTF112 V 360 consid. 4a, RAMI 1998 KV no 37 pag. 316
consid. 3b). Tali disposizioni pertanto si applicano a tutte le decisioni
emesse dopo il 1° gennaio 2003.

                                         Per quanto concerne invece
le norme di diritto materiale, nel diritto delle assicurazioni sociali, sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1 consid. 1.2.; DTF 127 V
466 consid. 1; DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV Nr. 25 consid.
1.2.).

                                         Di conseguenza nel caso in
esame, visto che l'infortunio in questione ha avuto luogo il 18 aprile 2002 e
oggetto della lite è la rendita di invalidità stabilità al 15% per la durata di
due anni con effetto dal 1° dicembre 2002, non tornano applicabili le
disposizioni di diritto materiale della LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003,
eventualmente pertinenti, bensì le norme della LAINF valide fino al 31 dicembre
2002 (cfr. STFA del 26 novembre 2003 nella causa J., U 158/03; STFA del 24
maggio 2004 nella causa M., C 205/03 consid. 1).

 

                               2.5.   L'art. 4 LAI
definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno, presunta
permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

 

                                         Lo stesso
con­cet­to vale negli altri set­tori delle assicura­zio­ni sociali e nello
stesso sen­so va letto l'­art. 18 cpv. 2 LAINF secondo cui "è considerato
invalido chi è presu­mi­bilmente altera­to nel­la sua ca­pacità di guada­gno in
modo per­manente o per un pe­riodo ri­levante". 

 

                                         Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico)

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). Nell'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni dev'esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il
dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                                         Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
se­conda.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA del 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI
1994 pag. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133).

                                         Il grado
d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Ciò
nondimeno, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di
professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà
valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché
si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante
capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato
esprima una capacità di guadagno della medesima proporzione (cfr. RAMI 1993 U
168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b; STCA del 23 marzo 2004 nella causa R.,
35.03.80; STCA del 7 giugno 1995 nella causa M. Z., 32.95.55; STCA del 26
febbraio 1996 nella causa G. P. 32.94.123; STCA del 21 marzo 1995 nella causa
S. F.; STCA del 31 maggio 1995 nella causa E. D.).

 

                               2.6.   Nell'evenienza
concreta l'assicurato, di formazione lattoniere di carrozzeria, in passato ha
svolto, quale dipendente, l'attività di operaio forestale e in proprio il
segantino di tronchi. Nel 2001 ha lavorato presso la __________ di __________
in qualità di macchinista/traxista. Durante la stagione invernale 2001/2002 si
è iscritto in disoccupazione, con l'intenzione di ricominciare a lavorare
presso la ditta citata nel mese di maggio 2002. A causa dell'evento traumatico
del mese di aprile 2002 non ha più ripreso tale impiego (cfr. doc. 9; 25; 49).

 

                                         Il 18
aprile 2002, mentre stava provando la propria moto, è infatti scivolato e si è
schiacciato la mano destra fra il manubrio e un muretto. Il piede destro gli è
rimasto sotto il pedalino (cfr. doc. I).

 

                                         Egli è
stato immediatamente trasportato all'Ospedale di __________ e poi al Pronto
Soccorso dell'Ospedale __________ di __________, dove gli è stato
diagnosticato:

 

" 
Frattura multiframmentaria prima falange D4 e D5
mano destra

Frattura testa metacarpo IV della mano destra

Frattura base metacarpo V mano destra

Contusione con FLC dorso del piede destro

St. d. osteosintesi del metacarpo V mano destra 

Contusione con FLC dorso del piede destro

St. d. osteosintesi del metacarpo V mano destra
dopo frattura pluriframmentaria nel maggio 2000." (Doc. 8)

 

                                         L'assicurato
è rimasto degente in tale nosocomio fino al 27 aprile 2002. Dalla "Lettera
di uscita" del 30 aprile 2002" emerge:

 

" 
La sera del ricovero procediamo al completamento
dell'amputazione del dito mignolo destro. Per i metacarpi non è eseguibile una
stabilizzazione. Il giorno seguente discutiamo le possibilità di trattamento
con il paziente e la moglie, che optano per un'osteosintesi. Eseguiamo quindi
in un primo tempo una stabilizzazione delle fratture con fissatore esterno ed
in seguito procediamo all'osteosintesi del capitello del IV metacarpo.

Il decorso post-operatorio è favorevole. Durante
la degenza il paziente approfitta di una copertura antibiotica con Kefzol.

La ferita al dorso del piede destro non mostra
segni d'infezione, alla radiografia del piede non vi sono segni per lesioni
ossee. Il paziente deambula con scarico del piede per i primi giorni, per
tornare a caricare secondo dolori prima della dimissione." (Doc. 8)

 

                                         Il 23
luglio 2002 ha avuto luogo una visita medica ____________________. Il Dr. med. __________,
spec. FMH in chirurgia generale, ha così valutato lo stato della mano destra
dell'assicurato e la sua capacità lavorativa:

 

 

 

" 
(…)

STATO LOCALE  

 

Mano destra 

Manca il dito V. 

Il moncone è ben imbottito. 

Troficità normale.

Nessun disturbo della sensibilità.

Si trova un dito IV con un deficit d'estensione nell'articolazione
interfalangeale prossimale di 55°.

Riesce a fare la flessione fino a distanza polpastrello-dito IV
fino alla vola della mano di 4 cm.

Riesce a fare la flessione dell'articolazione interfalangeale
distale fino a 30° paragonando a 90° alla mano sinistra presso un paziente
destrimano.

Sudorazione aumentata nella vola della mano destra. Sensibilità
delle dita normale.

Troficità normale.

Nel vigorimetro (JAMAR) si trova una forza di 75 pounds a sinistra
e 35 pounds a destra.

 

 

DIAGNOSI

 

-   Ipomobilità
e diminuzione della forza rozza della mano destra dopo trauma complesso del
19.4.2002 con frattura aperta e sub-amputazione del dito V a livello della
falange prossimale, frattura alla base e dislocazione ad axim verso ulnare del
V metacarpo, frattura dislocata pluri-frammentaria della testa del V metacarpo
e frattura pluri-frammentaria aperta poco dislocata della falange prossimale
del dito IV.

-   Stato dopo
posa di un fissatore esterno combinato tra metacarpale IV e V e ­la
falange II del dito IV della mano destra il 19.4.2002.

-   Stato dopo
AMO del mini-fissatore esterno e tre fili di Kirschner e débride­ment
delle ferite e applicazione di una spugna di Garamicina il 14.5.2002. 

-   Stato dopo débridement delle ferite, curettage e lavaggi il 24.5.2002.

 

 

CONCLUSIONI

 

Soggettivamente l'assicurato lamenta ancora una certa
disabilità e una diminuzione della forza rozza della mano destra.

 

Oggettivamente si trova uno stato nel quale manca il dito V
e dove al dito IV si trova un semiflessione con un deficit d'estensione di 55°
nell'articolazione in­terfalangeale prossimale e dove la capacità di flessione
dell'articolazione inter­falangeale distale è diminuita a 30° paragonando con
una capacità di flessione di 90° al dito della mano sinistra.

Vi è una diminuzione della forza rozza del 50% paragonando con la
mano sinistra presso un paziente destrimano.

Sudorazione lievemente aumentata.

 

 

 

Procedere

Il paziente finisce la fisioterapia.

Farà ancora due sedute la settimana fino al 19.8.2002.

Abbiamo deciso di organizzare una prova di lavoro e il paziente si
recherà dal suo datore per discutere la reintegrazione.

 

Capacità lavorativa

Abbiamo fissato una capacità lavorativa nella misura del 50% come
macchinista in cava dal 19.8.2002 (per sbaglio nel certificato d'infortunio è
stata segnata la data 19.7.2002!)." (Doc. 17)

 

                                         L'11
novembre 2002, il Dr. med. __________, chirurgia generale e della mano,
dell'Ospedale __________ di __________, medico curante dell'assicurato, nel
"Rapporto intermedio" CO1 ha evidenziato che l'assicurato era abile
al lavoro al 50% dal 19 agosto 2002, che a quel momento non effettuava più
alcuna cura e che gli ha consigliato l'amputazione del D4 della mano destra,
che però il ricorrente non ha accettato. Inoltre il sanitario ha risposto
"sì" alle domande "Dobbiamo adoperarci presso l'impresa per
l'attribuzione di un lavoro confacente?" e "Presumibilmente danno
permanente?" (cfr. doc. 23).

 

 

                                         In
occasione di un'ulteriore visita __________ del 12 novembre 2002, il Dr. med. __________,
spec. FMH in chirurgia ortopedica, ha allestito il seguente rapporto:

 

" 
(…)

 

DICHIARAZIONI
DELL'ASSICURATO

 

Sta sempre meglio.

A casa sta svolgendo parecchi lavori sia in giardino che nel
bosco.

Esegue anche lavori con la motosega. 

Avverte però ancora qualche difficoltà in quanto manca il V dito e
l'estensione al IV dito non è completa.

 

È in disoccupazione però vuole qualificarsi come autista. Prima
della disoccupazione lavorava come traxista.

 

 

STATO LOCALE

 

Mano destra

Manca il V dito che è stato amputato a livello della falange prossimale.
Al IV dito manca l'estensione all'AIFP con un deficit di 50°. All'articolazione
MF IV si trova una funzione di 0-0-45°.

Dalla punta del dito V fino al palmo della mano mancano 2,5 cm.
Forza rozza della mano destra 60 pounds, a sinistra 80 pounds.

 

 

 

 

DIAGNOSI

 

-   Deficit
d'estensione dell'AIFP IV e deficit di flessione dell'AMF IV in sta­to dopo
frattura aperta e sub-amputazione del dito V a livello della falange
prossimale, frattura alla base e dislocazione ad axim verso ulnare del V
metacarpo, frattura dislocata pluri-frammentaria della testa del V metacarpo e
frattura pluri-frammentaria aperta poco dislocata della falange prossimale del
dito IV.

-   Stato dopo
posa di un fissatore esterno combinato tra metacarpale IV e V e la falange II
del dito IV della mano destra il 19.4.2002.

-   Stato dopo
AMO del mini-fissatore esterno con 3 fili di Kirschner e débride­ment
delle ferite e applicazione di una spugna di Garamicina il 14.5.2002.

 

 

VALUTAZIONE

L'assicurato sta abbastanza bene, è ancora lievemente disturbato
dalla mancanza del V dito e della mancanza dell'estensione dell'articolazione
AIFP IV.

 

Clinicamente l'uso della mano destra è abbastanza buono,
manca ancora una certa assuefazione ed adattamento.

 

Procedere medico

Attualmente nessuna cura è indicata o da proporre.

 

Procedere amministrativo e professionale

L'assicurato viene dichiarato abile al lavoro al 100% a partire
dal 2.12.2002. Lavori, come ad esempio autista o traxista, sono senz'altro
esigibili nella misura completa." (Doc. 25)

 

                                         Relativamente
alla richiesta di riconoscergli un'inabilità lavorativa del 50%, postulata
dall'assicurato nell'opposizione del 17 dicembre 2002 (cfr. doc. 29) -
inoltrata contro la decisione del 20 novembre 2002 con cui il medesimo era
stato ritenuto abile al lavoro nella misura del 100% dal 2 dicembre 2002 (cfr.
doc. 28)-, il Dr. med. __________ si è così espresso:

 

" 
(…)

Chiedere un'invalidità del
50%, per la mancanza del mignolo e una riduzione della funzione del II dito, è
veramente una pretesa eccessiva.

Questa lesione non
giustifica una riduzione della capacità lavorativa come traxista.

 

Altrimenti, dovrebbe
essere valutato anche il permesso di condurre la macchina." (Doc. 33)

 

                                         Il Dr.
med. __________, spec. FMH in chirurgia, della __________ dell'CO1, il 13 marzo
2003, ha affermato:

 

" 
(…)

Trotz der Unfallfolgen an
der rechten Hand ulnarseits erachten wir nach kurzer Angewöhnung und Anpassung
weiterhin eine volle Leistung als "macchinista" oder "autista"
als zumutbar. Selbstverständlich ist eine grobmanuelle Arbeit mit der rechten
Hand nicht mehr möglich." (Doc. 39)

 

                                         Inoltre
lo specialista, l'8 maggio 2003, ha precisato:

 

" 
In Ergänzung dazu erachten wir wegen der
Unfallfolgen an der rechten Hand zur Zeit eine Leistungseinbusse von 15%
noch als plausibile. Nach Angewöhnung und Anpassung sollte jedoch
erfahrungsgemäss spätestens nach 2 Jahren wieder eine volle Leistung zu
erwarten sein. Wir empfehlen der Administration deshalb eine entsprechende
terminierte Rente ab 01.12.2002. Selbstverständlich kann nach Ablauf dieser
Zeit der konkrete Zustand kreisärztlich überprüft werden." (Doc. 45)

 

                                         Con
l'atto ricorsuale l'assicurato ha trasmesso un certificato del 20 aprile 2004
del Dr. med. __________, del seguente tenore:

 

" 
(…) il sopraccitato paziente non sarà più abile
al lavoro al 100% (né ora né in futuro) in qualità di selvicoltore macchinista;
dopo importante infortunio alla mano destra (infortunio il 18.04.2002)."
(Doc. C)

 

                                         Secondo
la costante giurisprudenza del TFA, l'autorità giudicante deve limitare l'esame
del caso alla situazione effettiva che si presenta all'epoca in cui è stata
resa la decisione impugnata (fra le tante: DTF 130 V 138; Pratique VSI 2003
pag. 282; STFA del 3 dicembre 2001 nella causa R., I 490/00; STFA del 9 ottobre
2001 nella causa C., U 213/01; STFA del 12 aprile 2001 nella causa M., I
561/00; STFA del 22 febbraio 2001 nella causa J., I 30/99; DLA 2000 pag. 74;
DTF 121 V 102; STFA del 6 dicembre 1991 in re C., pag. 5, non pubblicata; RCC
1989 pag. 123 consid. 3b; DTF 116 V 248 consid. 1a; DTF
112 V 93 consid. 3; DTF 109 V 179 consid. 1; DTF107 V 5
consid. 4a; DTF 105 V 141 consid. 1b), ritenuto che fatti verificatisi
ulteriormente possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo
della situazione anteriore alla decisione stessa (cfr. RAMI 2001 pag. 101; STFA
del 17 gennaio 2003 nella causa A., I 134/02; STFA del 28 giugno 2001 nella
causa G., I 11/01; STFA del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA 17
febbraio 1994 in re P., non pubblicata, STFA 5 gennaio 1993 in re W. Schw., non
pubblicata; STFA 1° marzo 1993 in re F., non pubblicata).

                                         Eccezionalmente,
il giudice può anche tener conto, per motivi d'economia procedurale, dei fatti
intervenuti posteriormente, a condizione che questi ultimi siano stabiliti in
modo sufficientemente preciso (RCC 1980 pag. 263) e siano suscettibili di
influenzare il giudizio (cfr. DTF 130 V 138; RCC 1989 pag. 123 consid. 3b, RCC
1974 pag. 192 consid. 4, RCC 1970 pag. 582 consid. 3; STCA 10 gennaio 1996
nella causa G.R. consid. 2.6.). 

 

                                         Nel caso
di specie l'attestazione medica del 20 aprile 2004 del Dr. med. __________ è
stata allestita posteriormente all'emissione della decisione impugnata. Essa,
tuttavia, è stata allegata con l'intento di sostanziare la pretesa di una
rendita di invalidità di grado superiore al 15% e di durata indeterminata a
seguito dell'infortunio del 18 aprile 2002. Non è poi stato indicato che lo
stato della mano destra del ricorrente sia cambiato rispetto al periodo
antecedente il 9 febbraio 2004

                                         Pertanto
tale referto è rilevante ai fini del presente giudizio. Esso è suscettibili di
mettere in evidenza elementi di accertamento retrospettivo della situazione
antecedente alla decisione su opposizione (cfr. STFA del 2 settembre 2003 nella
causa L., U 299/02).

 

                               2.7.   L'CO1 ha
assegnato all'assicurato una rendita del 15% dal 1° dicembre 2002 al 30
novembre 2004, fondandosi sulla valutazione medica espressa l'8 maggio 2003 dal
Dr. med. __________, il quale si è pure riferito al suo rapporto del 13 marzo
2003 (cfr. doc. 39; 45; 60; doc. A). Secondo il citato medico l'insorgente, a
causa dei postumi infortunistici alla mano destra, pur potendo ancora svolgere
la propria attività di macchinista, era limitato nel rendimento in misura del
15%.

 

                                         Con il
proprio ricorso l'assicurato ha criticato l'operato dell'CO1, il quale avrebbe
ritenuto un grado di invalidità del 15%, basandosi su considerazioni prive di
sufficienti riscontri medici probatori. D'altro canto, con specifico
riferimento a quanto certificato dal Dr. med. __________, il ricorrente ha
affermato di essere inabile al lavoro nella misura del 50% (cfr. doc. I;
consid. 1.5.).

 

                                         In tale
contesto va ricordato che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B.,
U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999
U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Il
TFA ha peraltro precisato che i pareri redatti dai medici dell'INSAI hanno
pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente in
base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr. STFA
del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996 nella
causa A., U 49/95).

                                         Infine,
la somma Istanza - in una sentenza dell'8 settembre 2000 nella causa C., U
291/99, inedita - ha precisato che la circostanza che il medico di fiducia si
sia pronunciato dopo che l'affare è divenuto contenzioso, non è, di per sé,
sufficiente per suscitare dei dubbi circa la sua imparzialità.

                                         Per quel
che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione,
il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono
degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. DTF
125 V 353, consid. 3b/bb). 

 

                                         Trattandosi
del valore probante di un rapporto medico, determinante è che esso sia completo
sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga conto
delle censure dell'assicurato, che sia stato redatto in piena conoscenza della
pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi), che sia chiaro nella presentazione
del contesto medico e che le conclusioni siano chiare, motivate e condivisibili
(cfr. STFA del 18 aprile 2002 nella causa P., I 550/00; RAMI 1991 pag. 311
consid. 1; RAMI 1996 pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti;
STFA 29.9.1998 in re UAI c. F. non pubbl.).

                                         Determinante
dal profilo probatorio non è, dunque, di principio, l'origine del mezzo di
prova o la sua designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto
(cfr. STFA dell'8 ottobre 2002 nella causa C., I 673/00; DTF 125 V 352; DTF 122
V 160 in fine).

 

                               2.8.   Nella
presente fattispecie, attentamente vagliata la documentazione presente
all'inserto, il TCA ritiene che l'opinione del Dr. med. __________ può
validamente costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza che
si riveli necessario sentire l'assicurato, come da lui richiesto (cfr. doc. I;
consid. 1.5.), o dare seguito ai provvedimenti probatori pretesi dal medesimo
(perizia medica giudiziaria, testi - di cui peraltro non sono stati indicati i
nominativi -, edizione documenti; cfr. doc. I; consid. 1.5.). 

 

                                         In
particolare l'audizione dell'insorgente può essere rifiutata senza per questo
ledere il diritto d’essere sentito, sancito dagli art. 29 cpv. 2 Costituzione
federale e 6 n. 1 CEDU, del ricorrente.

                                         Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01, consid. 4; STFA
dell'8 marzo 2001 nella causa C.R., H 115/00 H132/00, consid. 7; STFA del 24
gennaio 2000 nella causa B., H 180/99, consid. 3; STFA dell'8 novembre 1999
nella causa H., H 74/99, consid. 5; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90,
consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

                                         Il TFA ha
pure stabilito che il rifiuto di differire un'udienza pubblica fondato su
motivi obiettivi non è in contrasto con il diritto federale e, in particolare,
con l'art. 6 n. 1 CEDU (cfr. DTF 127 V 491).

 

                                         Inoltre,
più in generale, per quanto concerne i provvedimenti probatori richiesti, va
rilevato che, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. SVR 2003 IV
Nr. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio
2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H
299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15
novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.;
STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.;
STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

 

                                         Giova,
poi, ricordare che non può essere richiesta in termini generici l'edizione di
documentazione, ritenuto che è preciso dovere processuale delle parti indicare
con esattezza i documenti atti a dimostrare i fatti addotti in causa; cfr. STFA
del 15 novembre 2002 nella causa R., H 177/01; STFA del 16 settembre 2002 nella
causa Z., B., A., H 10+ 45/01).

                                      

                                         Il
rapporto medico del Dr. __________ non contiene contraddizioni. Esso presenta,
pure, tutti i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché possa essere
riconosciuta, ad una valutazione medica, piena forza probante (cfr. RAMI 1991
U133, pag. 311 segg. consid. 1b): in particolare, il medico ha espresso il suo
apprezzamento relativo alla residua capacità lavorativa in modo chiaro e
convincente, sia basandosi sull'intera documentazione medica e i referti
radiologici riguardanti l'assicurato, che riferendosi all'approfondito rapporto
del Dr. med. __________ del 12 novembre 2002 (cfr. doc. 25; consid. 2.6.). 

                                         Dal
profilo del diritto alle prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni,
egli, ritenendo il ricorrente limitato nel rendimento della sua attività di
macchinista al 15%, ha peraltro concluso in modo più favorevole per
l'assicurato rispetto al medico di __________. In effetti quest'ultimo ha
considerato il ricorrente abile al lavoro al 100% dal 2 dicembre 2002,
precisando che attività come autista o traxista erano senz'altro esigibili
nella misura completa (cfr. doc. 25).

 

                                         E'
inoltre utile sottolineare che nel referto della visita del 12 novembre 2002 è
stato menzionato che il ricorrente medesimo ha asserito di stare meglio, che a
casa svolgeva parecchi lavori sia in giardino che nel bosco e che, benché
avesse ancora qualche difficoltà a causa dell'amputazione del V dito e
dell'incompleta estensione del IV dito, eseguiva anche lavori con la motosega
(cfr. doc. 25; consid. 2.5.). 

                                         L'insorgente
non ha mai contestato le sue dichiarazioni.

 

                                          Quanto
attestato dal Dr. med. __________, riguardo all'incapacità lavorativa
dell'assicurato, non è poi atto a scalfire il valore probatorio della
valutazione del Dr. med. __________. 

                                          In
primo luogo la certificazione del Dr. med. __________ dell'11 novembre 2002,
secondo cui l'insorgente presentava un'abilità al lavoro del 50% a far tempo
dal 19 agosto 2002 (cfr. doc. 23), è ininfluente ai fini della presenta
vertenza, in quanto ciò è stato riconosciuto anche dai medici dell'CO1. Essi
hanno infatti limitato la capacità lavorativa dell'assicurato al 50% proprio
dal 19 agosto 2002, come risulta dal rapporto del Dr.med. __________ del 23
luglio 2002 (cfr. doc. 17; consid. 2.6.). 

                                          Il
Dr. med. __________ e il Dr. med. __________ hanno, invece, valutato di grado
più elevato l'abilità lavorativa del ricorrente in attività come
traxista/macchinista/autista soltanto a decorrere dal 2 dicembre 2002 (cfr.
doc. 25,39, 45 consid. 2.5.).

                                          In
secondo luogo quanto attestato dallo specialista curante dell'assicurato il 20
aprile 2004, ossia che questi è incapace al lavoro al 100% quale
selvicoltore-macchinista, è privo di qualsiasi motivazione (cfr. doc. C;
consid. 2.5.).

                                         Occorre,
poi, ricordare che la nostra Massima Istanza ha ripetutamente deciso che le
attestazioni del medico curante, benché specialista, hanno un valore probatorio
ridotto, a causa del rapporto di fiducia che lo lega al paziente (cfr. RAMI
2001 U 422, pag. 113ss.= AJP 1/2002 pag. 83; DTF 125 V 353 consid. 3b/cc; STFA
del 7 dicembre 2001 nella causa M., U 202/01, consid. 2b/bb; STFA del 10
ottobre 2003 nella causa C., U 278/02, consid. 2.2.; R. Spira, La preuve en
droit des assurances sociales, in Mélanges en l'honneur de Henri-Robert
Schüpbach, Basilea 2000, pag. 269 segg.).

 

                                          Stante
quanto precede, va ritenuto dimostrato, perlomeno con il grado della
verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali
(cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360
consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02;
STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28
novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa
K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3,
p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983
p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112
V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63) che l'assicurato, nonostante i postumi
infortunistici residuali, era in grado di riprendere l'attività di macchinista
con uno scapito di rendimento del 15%.

 

                                         Ricordato,
poi, che quando il danno alla salute non è tale - come in casu - da imporre un
cambiamento di professione, di regola, il giudizio sull’incapacità al guadagno
non esprimerà valori superiori all’inabilità lavorativa indicata dal medico
(cfr. consid. 2.5.), nella presente evenienza bisogna concludere che il grado
dell'incapacità al guadagno dell'insorgente era, di riflesso, del 15%.

 

                                         Di
conseguenza, a mente del TCA, l'CO1 ha correttamente, riconosciuto al
ricorrente una rendita di invalidità del 15%.

 

                               2.9.   Per quanto
concerne la circostanza che la rendita di invalidità assegnata al ricorrente è
stata limitata nel tempo, dal 1° dicembre 2002 al 30 novembre 2004, va
osservato che secondo la giurisprudenza, l’assicuratore può accordare rendite
temporanee o degressive anche se l’art. 18 LAINF non ne fa cenno (cfr. STFA del
20 novembre 2001 nella causa A., U 354/00; STFA del 4 settembre 2001 nella
causa P., U20/01; RAMI 1993 pag. 146 consid. 2; RAMI 1986, p. 258ss., consid.
2a; 1987, p. 306, consid. 2; DTF 106 V 48; 109 V 23 consid. 2b; Ghélew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents, Losanna 1992, p.
105ss.).

 

                                         Simili
rendite vanno accordate se, al momento della loro fissazione, è già prevedibile
e verosimile che l’incidenza delle affezioni consecutive all’infortunio sulla
capacità di guadagno diminuiranno completamente o in parte in un avvenire più o
meno vicino a causa di assuefazione o adattamento (cfr. STFA del 26 luglio 2002
nella causa V., U 101/00; STFA del 25 gennaio 2002 nella causa K, U 38/00; DTF
106 V 50 consid. 1; RAMI 1987 pag. 306).

                                         L’adattamento
risulta da mutamenti anatomici e, inoltre, dal fatto che le funzioni perse da
un organo sono progressivamente riprese dagli organi vicini. Ad esempio,
un’articolazione completamente bloccata può essere compensata da un’accresciuta
mobilità di altre articolazioni.

                                         L’assuefazione
è, invece, l’attitudine funzionale massima che acquista l’organo leso in
ragione della ripetizione continua di un’attività (Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 370; Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 105). 

                                         Al
momento in cui la riduzione o la soppressione della rendita prendono effetto, è
ancora possibile verificare l'esattezza delle previsioni iniziali. Tale esame
va fatto tramite l'apertura d'ufficio di una procedura di revisione oppure
mediante la presentazione da parte dell'assicurato di una domanda di revisione
(RAMI 1993 145ss.; Rumo-Jungo, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo
1995, pag. 128; STFA inedita 15 dicembre 1992 nella causa G.L.M.; STFA inedita
15 dicembre 1995 nella causa G.L.M. consid. 2b; STFA del 20 novembre 2001 nella
causa A., U 354/00).

 

 

                             2.10.   Alla luce
delle valutazioni mediche dei Dr. med. __________, __________ e, __________
(cfr. consid. 2.6.) e delle dichiarazioni dell'insorgente, ossia che già nel
mese di novembre 2002 eseguiva parecchi lavori sia in giardino che nel bosco e
con la motosega (cfr. doc. 25), il TCA ritiene che la prognosi, espressa dal
Dr. med. __________, relativa alla possibilità di miglioramento della capacità
lavorativa dell'assicurato nella sua attività di macchinista (cfr. doc. 39;
consid. 2.6.), risulta del tutto verosimile, poiché è nota la capacità generale
di assuefazione e adattamento nelle persone con lesioni alle mani o alle dita
simili ai disturbi lamentati dal ricorrente (cfr. P. Omlin, Dauerrenten -
Zeitrenten- Terminierte Renten, in: Schaffhauser/Schlauri, Die Revision von
Dauerleistungen in der Sozialversicherung, S. Gallo 1999, pag. 134; STFA del 26
luglio 2002 nella causa V., U 101/00).

                                         A questo
proposito si può fare riferimento ad un'abbondante giurisprudenza, tanto
federale quanto cantonale, dalla quale questa Corte non vede, nel caso di
specie, ragioni per doversi scostare.

                                         Infatti
le sentenze qui di seguito citate riguardano, tutte, assicurati esercitanti
attività lucrative di tipo manuale (il meccanico, il falegname, il carrozziere,
ecc.), senz'altro comparabili - da un profilo dell'impegno delle mani - a
quella praticata dall'insorgente, che precedentemente all'iscrizione in disoccupazione
per la stagione invernale 2001/2002, aveva svolto l'attività di
macchinista/traxista e avrebbe dovuto riprendere tale lavoro nel mese di maggio
2002 (cfr. doc. 49). Inoltre le fattispecie oggetto di tali decisioni
concernono delle lesioni alle estremità superiori sia della stessa entità e
importanza di quella subita dall'insorgente in occasione dell'evento traumatico
del 18 aprile 2002, che di maggiore gravità:

 

 

                                  a)   DTF
106 V 48ss.: rendita limitata del 20-10% dal 18.1.1976 al 

                                         31.1.1979
per frattura trasversale dell’indice sinistro con frattura 

                                         del
vertice distale della falange intermedia di un meccanico:

 

"  Es ist
eine Erfahrungstatsache, dass Fingerverstümmelungen geringeren Ausmasses trotz
des bleibenden Defekts nach einer gewissen Phase der Anpassung und Angewöhnung
keine oder nur noch eine minimale Verminderung der Erwerbsfähigkeit bewirken.
Dieser Faktor ist bei der Festsetzung der Rente zu berücksichtigen und daher in
solchen Fällen in der Regel eine zeitlich befristete Rente zuzusprechen (EVGE
1952 S. 81, 1951 S. 78, 1938 S. 81; unveröffentlichte Urteile Vinals vom 26.
Januar 1977 und Jeandupeux vom 18. Juni 1959).

                                        Da der
Unfallschaden des Beschwerdeführers einen 

                                        verhältnissmässig
geringen Funktionsausfall der linken Hand bewirkt, hat die SUVA zu Recht der
vorstehend genannten Praxis des Eidg. Versicherungsgerichts Rechnung getragen.
Es konnte aufgrund der unfallmedizinischen Erfahrung beim Beschwerdeführer
erwartet werden, dass er die Behinderung der linken Hand durch vermehrte funktionelle
Umstellung auf die rechte allmählich wettmache. Der Beschwerdeführer kann sich
im weiteren damit behelfen, dass er kleine und kleinste Gegenstände etwa mit
dem Daumen und dem Mittelfinger der linken Hand fasst und handhabt. Nach
einiger Übung dürfte so auch für kompliziertere Handgriffe die frühere
Fertigkeit der linken Hand annähernd wieder erreicht werden. Aufgrund dieser
erfahrungsgemäss zu erwartenden Anpassung und Angewöhnung an den Unfallschaden
durfte die SUVA berechtigtermassen annehmen, die Invalidität würde sich im
Laufe der Zeit verringern und schliesslich unter den von der Praxis für die
Ausrichtung einer Rente angenommenen Grenzwert fallen (unveröffentlichtes
Urteil Romano vom 11. April 1975; maurer,
a.a.O., S. 229). Die Bemessung der Invalidität (20% bis 31. Juli 1978,
ab dann 10%) und der erforderlichen Anpassungs- und Angewöhnungszeit ist nicht
zu beanstanden."

 

 

                                         b)  sentenza TFA 29 gennaio 1992 nella causa S.:

                                              rendita
limitata per due anni del 10% per amputazione subtotale del pollice destro
di un muratore;

 

                                         c)   sentenza
TFA 27 maggio 1993 nella causa M.:

                                              rendita
limitata per tre anni del 10% per amputazione parziale di indice e medio
destri di un falegname;

 

                                         d)  sentenza
TFA 21 aprile 1995 nella causa M.:

                                              rendita
per due anni del 15% per deformazione pollice destro di un carrozziere;

 

                                         e)  sentenza
TCA 4 settembre 1995 nella causa B. - inc. 35.95.133:

                                              rendita
limitata nel tempo del 20-10% dall'1.1.1994 al 31.12.1995 per amputazione di
medio e indice della mano destra;

 

                                         f)    sentenza
STFA 8 luglio 1997 nella causa L.: la decisione dell'INSAI di accordare solo
una rendita limitata nel tempo (15% per 3 anni) a un carpentiere che aveva
riportato la sezione del tendine estensore all'altezza della falange
interdigitale prossimale dei diti indice - medio - anulare, è stata
tutelata dalla nostra Corte federale, la quale ha, tra l'altro, ribadito che,
segnatamente in caso di lesioni alle mani, è da attendersi per esperienza un
processo di adattamento;

 

                                         g)  sentenza
TCA 14 ottobre 1998 nella causa N. - inc. 35.96.78:

                                         rendita
limitata nel tempo del 20-10% dal 1.7.1995 al 30.6.1997 per amputazione
subtotale della falange distale del III° e IV° dito della mano destra di
un’addetta alla lavorazione della pasta;

 

                                         h)   sentenza TCA 20 maggio
1999 nella causa G. - inc. 35.99.33:

rendita limitata
nel tempo del 15-10% dall'1.6.1998 al 1.6.2001 per frattura aperta
dell'interfalangea e lesione del flessore lungo del pollice sinistro, frattura
aperta dell'interfalangea prossimale e lesione del flessore lungo dell'indice
sinistro e perdita di sostanza alla punta del dito medio sinistro di un
carpentiere. 

 

                                         i)    sentenza
TCA del 4 settembre 2000 nella causa P., pubblicata in RDAT I-2001, pag. 276:

                                              rendita
limitata nel tempo del 20%-10% dal 1° ottobre 1999 al 1° ottobre 2001 per amputazione
dell'anulare e del mignolo della mano sinistra a livello della falange
intermedia di un aiuto-meccanico mentre utilizzava una sega elettrica.

 

                                         l)    sentenza
TFA del 20 novembre 2001 nella causa A., U 354/00:

                                              rendita
limitata nel tempo del 10% dal 1° dicembre 1998 al 31 maggio 2000 per il distacco
dell'indice della mano destra che ha implicato, a causa di un'infezione
grave, l'amputazione della falange distale e, a seguito di un'evoluzione
problematica, l'amputazione anche della seconda falange, oltre che per
un taglio profondo del dito medio occorsi a un assicurato adoperando una
sega elettrica mentre lavorava su un cantiere.

 

                                         m) sentenza
TFA del 25 gennaio 2002 nella causa K., U 38/00:

                                              rendita
limitata nel tempo del 10% dal 1° aprile 1998 al 31 marzo 2001 per amputazione
della falange distale del dito medio della mano sinistra e per lesione al
polpastrello dell'anulare di un manovale che, mentre effettuava dei lavori
di giardinaggio per la sua datrice di lavoro, è caduto con la mano sinistra
dominante sulla lama roteante della tosaerba.

 

                                         n)   sentenza
TFA del 26 luglio 2002 nella causa V., U 101/00:

                                              rendita
limitata nel tempo del 15% dal 1° novembre 1997 al 30 aprile 2000 per amputazione
parziale di indice, anulare e mignolo destri di una tessitrice causata
dall'utilizzo di un telaio meccanico.

 

                             2.11.   In simili
condizioni, dovendo, per costante giurisprudenza, limitare l'esame del caso
alla situazione effettiva che si presenta all'epoca in cui è stata resa la
decisione impugnata (cfr. fra le tante: STFA del 17 gennaio 2003 nella causa
A., I 134/02; STFA del 30 settembre 2002 nella causa N., C 43/00; RAMI 2001
pag. 101; STFA del 3 dicembre 2001 nella causa R., I 490/00; STFA del 9 ottobre
2001 nella causa C., U 213/01; DLA 2000 pag. 74; DTF 121 V 366; STFA del 6
dicembre 1991 in re R. C., pag. 5, non pubblicata; RCC 1989 pag. 123 consid. 3b; DTF 116 V 248 consid. 1a; DTF 112 V 93 consid. 3; DTF 109 V 179 consid.
1; DTF 107 V 5 consid. 4a; DTF 105 V 141 consid. 1b),
lo scrivente TCA non può che constatare la fondatezza della decisione su
opposizione emessa dall'CO1 il 9 febbraio 2004.

                                         Diversa
è, invece, la questione a sapere se la prognosi effettuata dai medici dell'CO1
troverà poi effettiva realizzazione pratica. Tale questione dovrà, comunque,
essere valutata nell'ambito di una procedura di revisione avviata secondo
quanto indicato al considerando 2.8. In questo senso, i diritti dell'assicurato
non appaiono dunque compromessi.

 

                             2.12.   Deve essere,
infine, esaminato se l'assicurato può essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio, come da lui richiesto (cfr. doc. II;
consid. 1.6.).

 

                                         Come già
indicato al consid. 2.3., il 1° gennaio 2003, è entrata in vigore la LPGA.

Secondo la dottrina e la giurisprudenza, le disposizioni formali della LPGA
(art. 27-62 LPGA), tra cui l’assistenza giudiziaria (art. 61 lett. f LPGA),
sono immediatamente applicabili con l’entrata in vigore della nuova legge (cfr.
SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 23
ottobre 2003 nella causa K., H 73/03; STFA del 23 ottobre 2003 nella causa J.,
K 55/03; STFA del 20 marzo 2003 nella causa E., I 238/02; U. Kieser,
ATSG-Kommentar, Ed. Schulthess, Zurigo 2003, art. 82 N. 8 pag. 820). 

                                         Ai sensi
dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere
garantito il diritto di farsi patrocinare. 

                                         Se le
circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio. 

                                         Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002 (cfr. STFA del 3
luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid. 2.1.).

                                         L’art. 61
lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla
concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto
federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto
cantonale (cfr. DTF 110 V 362 consid. 1b; Kieser, op. cit., art. 61 N. 86, p.
626).

                                         Le
condizioni cumulative per la concessione dell’assistenza giudiziaria
rimangono invariate rispetto al vecchio diritto, per cui trova ancora
applicazione la giurisprudenza elaborata in riferimento al v.art. 108 cpv. 1
lett. f LAINF (cfr. STFA del 3 luglio 2003 nella causa X., U 114/03, consid.
2.1.). 

                                         Tali
presupposti sono adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia
necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le
sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. Kieser, op.
cit., art. 61 N. 88s., cfr., anche, DTF 108 V 269; 103 V 47; 98 V 117; Zbl
94/1993 p. 517; STFA del 23 maggio 2002 nella causa Winterthur Assicurazioni c/
D., U 234/00; STFA del 15 marzo 2002 nella causa A., U 220 + 238/00; STFA del 5
settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; STFA del 7 dicembre 2001 nella causa B., I 194/00; DTF 125 V 202; DTF
121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a, DTF 124 I 1,
consid. 2a, pag. 2; SVR 1998 UV, Nr. 11, consid. 4b, pag. 31; SVR 1998 IV, Nr.
13, consid. 6b, pag. 47; STCA del 23 marzo 1998, nella causa G.I., 38.97.323;
STFA del 18 giugno 1999 nella causa D.V.). 

 

                                         Inoltre
va rilevato che dal 30 luglio 2002 è in vigore la legge cantonale sul
patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (cfr. art. 38 Lag e BU
30/2002 p. 213 segg.), la quale si applica alle domande di assistenza
giudiziaria introdotte dopo la sua entrata in vigore .

                                         L'art. 3
della citata legge, alla quale la legge di procedura per i ricorsi al TCA
rinvia espressamente (cfr. il nuovo art. 21 cpv. 2 LPTCA in vigore dal 30
luglio 2002), prevede:

 

" 
1L'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica 

indigente la tutela adeguata dei suoi diritti
dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone.

 

2E' ritenuta
indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri
agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio".

 

                                         Le altre
condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite
negativamente all'art. 14 Lag:

 

" 
1L'assistenza
giudiziaria non è concessa:

a)
  la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito
favorevole;

b)
  una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a
causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione
al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di
procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è
necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta
difficoltà particolari."

 

                                         I criteri
posti nella legge cantonale sono dunque identici a quelli fissati dalla
giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale
relative alle assicurazioni sociali (cfr. v.art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS), che
sono validi anche sotto l'egida della LPGA.

                                         In questo
senso la Lag è conforme all'art. 61 lett. f LPGA (cfr. DTF 130 V 320).

 

                                         Il TCA,
chiamato ora a pronunciarsi, ritiene che nella fattispecie non sia soddisfatto
il requisito della probabilità di esito favorevole (cfr. STFA del 10 ottobre
2001 nella causa F., U 347/98; STFA dell'8 febbraio 2001 nella causa B., I
446/00; STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N., U 220/99; STFA del 17
ottobre 2001 nella causa X, 1P.569/2001; STFA del 6 marzo 2001 nella causa E. e
E., 5P.426/2000; STFA del 17 maggio 2000 nella causa B., 1P 281/2000; DTF 119
Ia 253 consid. 3b).

 

                                         Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe
al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA del 26
settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;
DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese
massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).

                                         A tal
proposito si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si
deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di
primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere
accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente
ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA non pubbl. del
29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c). 

                                         Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si
eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125
II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F.
Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).

 

                                         Nel caso
di specie, a prescindere dal quesito di sapere se l'insorgente si trovi
effettivamente nel bisogno, alla luce della LAINF, della dottrina e della
giurisprudenza federale pubblicata sia nella Raccolta ufficiale che nel sito
internet della Confederazione (cfr. www.bger.ch), della giurisprudenza
cantonale pubblicata in RDAT I-2001 pag. 276 (con riassunto delle principali
sentenze federali e cantonali) la presente vertenza appariva, dopo un esame
forzatamente sommario, destinata all'insuccesso già al momento della
presentazione dell'istanza, in quanto le prospettive di esito favorevole erano
considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.

                                         Infatti,
come visto, dalla qualificata documentazione medica presente all'inserto (cfr.
consid. 2.6.) emerge in modo indubbio, ai fini della determinazione del grado
di invalidità a seguito dell'infortunio del 18 aprile 2002, in che misura
l'abilità lavorativa dell'assicurato era limitata e la fondatezza
dell'assegnazione di una rendita della durata di due anni.

                                         Inoltre
gli atti medici specialistici non lasciano spazio al potere di apprezzamento
del TCA.

                                         Di primo
acchito, dunque, si doveva concludere che il procedimento non aveva probabilità
di esito favorevole (cfr. DTF 125 II 265 consid. 4c; per alcuni casi analoghi:
STCA del 21 maggio 2002 nella causa l., 35.2002.12; STCA del 9 luglio 2002
nella causa C., 35.2002.32).

 

                                         Di
conseguenza l'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria
gratuita deve essere respinta.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   In quanto
ricevibile, il ricorso è respinto. 

 

                                 2.-   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria è respinta.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti