# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9407c61c-7ed3-5c39-be63-697bdf1017ec
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-04-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.04.1999 35.1999.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-1999-19_1999-04-22.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  35.99.00019

   

  mm

  	
  Lugano

  22
  aprile 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

statuendo sul ricorso del 12 febbraio 1999 di

 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 29 ottobre 1998 emanata da

  
	
   

  	
  __________ In materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   In data 5 aprile 1997,
__________ __________, alle dipendenze
della Società __________ __________ __________ in qualità di __________,
scendendo, con un balzo, da un tetto, ha riportato la frattura del calcagno
sinistro (doc. 1 e 3 - inc. __________ III).

 

                                         Il caso é stato assunto
__________, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
In particolare, l’infortunato é stato riconosciuto abile al lavoro al 50% dal 7
luglio 1997, al 66 2/3% dal 16 luglio 1997 e al 75% dal 1° ottobre 1997. 

 

                                         A notare che __________
__________, già nel giugno del 1978, rimase vittima di un infortunio,
interessante il ginocchio destro.

 

                               1.2.   Alla chiusura del caso,
l’Istituto assicuratore - dopo aver esperito i necessari accertamenti
medico-amministrativi - ha, con decisione 8 settembre 1998, assegnato
all’assicurato un’indennità per menomazione dell’integrità del 5%. Per contro,
__________ ha rifiutato di riconoscere ad __________ __________ una rendita d’invalidità,
sostenendo che “... i postumi dell’infortunio non pregiudicano in misura
apprezzabile la capacità di guadagno” (cfr. doc. __________).

 

                                         Dopo l’opposizione
interposta dall’assicurato, l’assicuratore LAINF ha ribadito, in sostanza, il
contenuto della sua prima decisione (doc. __________).

 

                               1.3.   Con tempestivo ricorso,
__________ __________, rappresentato dal Sindacato __________, ha chiesto
d’essere posto al beneficio di una rendita d’invalidità del 25%, facendo
valere, segnatamente, quanto segue:

 

" 
La __________, con decisione su
opposizione del 29/30 ottobre 1998, ha negato la rendita d’invalidità, poiché
il signor __________ ha ripreso, dopo il colloquio intercorso con un ispettore
dell’assicurazione, a svolgere la sua attività in misura completa.

 

Il medico curante, dottor __________, sostiene per
contro che il ricorrente non é in grado di continuare a svolgere a tempo pieno
l’attività lavorativa, in ragione dei problemi lombari di cui soffre, che,
secondo il medico, sarebbero dovuti alla frattura calcaneare, e meglio
all’incedere claudicante, provocato dalla imperfetta guarigione della lesione.

 

Il curante chiede pertanto l’erezione di una perizia,
da tenersi in ambiente specializzato, onde verificare la giustezza della sua
teoria e porre rimedio ai lacunosi accertamenti effettuati dall’assicurazione
(cfr. Doc. __________). 

 

(...).

 

Il fatto che l’assicurato abbia ripreso l’attività
lavorativa, come richiestogli dall’ispettore della __________, non é decisivo
ai fini della valutazione della presente fattispecie.

 

Il rapporto del funzionario indica infatti che
quest’ultimo ha lasciato intendere al ricorrente che la __________ avrebbe
comunque erogato una rendita d’invalidità.

 

Il signor __________ ha pertanto ripreso l’attività
lavorativa. Peraltro con un rendimento ridotto (non solleva alcun peso, deve
abbandonare il posto di lavoro soventemente) e unicamente grazie all’assunzione
di forti dosi di analgesico.

Per terminare deve essere sottolineato che l’ultimo
rapporto redatto dall’ispettore della __________ risale al 7.9.1998 (cfr. Doc.
__________). Nel frattempo, le assenze del ricorrente si sono moltiplicate.

 

Il ragione di quanto sopra esposto, il signor
__________ chiede di essere sottoposto ad una perizia medica.

 

Prudenzialmente, egli chiede già sin d’ora che gli
venga riconosciuta da codesto lodevole TCA una rendita d’invalidità del 25%”
(I). 

 

                               1.4.   __________, in risposta, ha
postulato un’integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per
quanto occorra, nei considerandi di diritto (IV). 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 2
cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle
assicurazioni sociali.

 

                                         Nel merito

 

                               2.2.   L’oggetto della lite é
circoscritto alla questione di sapere se __________ __________ ha diritto ad
una rendita d’invalidità giusta l’art. 18 LAINF. La questione riguardante
l’indennità per menomazione dell’integrità non può qui venire ridiscussa,
essendo, su questo punto, la decisione su opposizione 29 ottobre 1998 cresciuta
in giudicato (DTF 119 V 347ss.). 

 

                               2.3.   A norma dell'art. 18 LAINF
l'assicurato invalido a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita
d'invalidità.

                                         Le rendite sono calcolate
in base al guadagno assicurato (art. 15 cpv. 1 LAINF).

                                         In caso d'invalidità
totale, l'ammontare della rendita è pari all'80 per cento del guadagno
assicurato; esso è ridotto in proporzione in caso di invalidità parziale (art.
20 cpv. 1 LAINF).

                                         L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si mi­sura in base alla riduzione della capacità di
guada­gno e non se­condo il grado di menomazione dello stato di salute. In
questo ordine d’idee, la giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il
principio secondo cui, nella determinazione dell’invalidità, non c’é la
possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute
dovuto all’infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze
economiche di tale danno (cfr., ad esempio, RAMI 1991 U130, p. 272 consid. 3b).

                                         Si confronta perciò il
reddito che l'as­sicu­rato avrebbe po­tuto con­seguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'e­gli può tuttora realiz­zare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavora­tiva in at­tività da lui ragionevol­mente
esi­gi­bili in condizioni normali del mer­cato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integra­tivi (art. 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; DTF
116 V 249 consid. 1b).

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono, in certi casi, ipote­ti­ci (Ghélew, Ramelet, Ritter,
Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents, Losanna 1992, pag. 99).
L'ipotesi deve però pog­giare su solide basi, avere un fonda­mento oggettivo.
In particolare la determinazione dei redditi non deve fondarsi su possibilità
d'impiego irrealistiche (RCC 1991, pag. 332, consid. 3b).

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del
lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (DTF 110 V 276 consid. 4b; STFA inedita 17 dicembre 1992 in
causa C.M.).

 

                               2.4.   Le parti hanno espresso
pareri divergenti riguardo alla questione di sapere se per i disturbi lombari
lamentati da __________ __________i, l’Istituto assicuratore convenuto possa o
meno essere chiamato a rispondere. 

                                         Da un lato, il medico
curante dell’assicurato, il dottor __________, spec. FMH in medicina generale,
ha espresso l’opinione secondo cui i succitati disturbi alla schiena sarebbero
una conseguenza indiretta degli infortuni interessanti il ginocchio destro,
rispettivamente, il calcagno sinistro (cfr. rapporto 23.9.1998 allegato al doc.
__________: “Sono anche dell’opinione, tra l’altro lo conosco come mio paziente
già da oltre 15 anni e non l’ho mai curato per mal di schiena, che i dolori
insorti alla colonna lombare abbiano un nesso causale con l’evento della gamba
infortunata. I problemi statici al piede ed al ginocchio infortunato portano ad
un disequilibrio del bacino con susseguente peggioramento della situazione
statica anche a livello della colonna lombare, ...”). 

                                         Dall’altro, __________ -
fondandosi sull’apprezzamento espresso dal proprio medico di circondario, così
come su dottrina medica generalmente riconosciuta - ha categoricamente negato
il carattere postinfortunistico della problematica a livello del rachide
lombare (una spondilolisi con listesi L5 bilateralmente, secondo la TAC
eseguita in data 23 marzo 1998, cfr. doc. __________ III), problematica
ritenuta essere di natura morbosa. L’assicuratore LAINF ha, in particolare,
evidenziato il fatto che - contrariamente a quanto sostenuto dal curante -
__________ __________ aveva, già nel passato (per la precisione, nel 1990),
sofferto di dolori localizzati nella regione lombo-sacrale, responsabili
persino di un periodo d’incapacità lavorativa (doc. __________- inc. __________
III). Nel 1996, perlomeno secondo quanto dichiarato dall’assicurato stesso
(cfr. doc. __________), una TAC avrebbe permesso di diagnosticare la presenza
di un’ernia discale, caso allora assunto dall’assicurazione contro le malattie.

 

                                         Da parte sua, questa Corte
ritiene di potersi esimere dal decidere circa l’eziologia dei disturbi alla
schiena di cui il ricorrente soffre e, in ultima analisi, riguardo ad un
corrispondente obbligo contributivo __________, poiché - anche nell’ipotesi in
cui gli stessi si trovassero in una relazione di causalità, naturale ed
adeguata, con l’uno o l’altro degli eventi traumatici assicurati - il gravame
presentato da __________ __________ non potrebbe, così come verrà meglio
dimostrato in seguito, trovare accoglimento. In questo ordine d’idee, va,
ovviamente, respinta la richiesta tendente a che venga ordinato l’allestimento
di una perizia medico giudiziaria (I, p. 3). 

 

                               2.5.   In occasione della visita di
chiusura, avvenuta il 12 maggio 1998, il medico di circondario __________, il
dottor __________ r, spec. FMH in chirurgia, ha espresso il seguente puntuale
apprezzamento riguardante la questione dell’esigibilità lavorativa:

 

" 
L’assicurato può continuare a
lavorare come operaio di manutenzione dove pulisce porte, finestre, rolladen,
mobili, scansie, e macchine durante l’intera giornata. L’assicurato può molto
spesso sollevare e portare pesi di 5 kg e da 5 fino a 10 kg ai fianchi. Può
spesso portare pesi da 10 fino a 25 kg fino ai fianchi e talvolta portare pesi
da 25 fino a 45 kg, rispettivamente da 45 kg in su.

Può molto spesso portare pesi fino a 5 kg e oltre
sopra il petto.

Il paziente può molto spesso maneggiare attrezzi di
leggera e di media entità. 

Può talvolta anche maneggiare attrezzi di pesante e di
rado anche di molto pesante entità. Può molto spesso fare la rotazione manuale.

Il paziente può molto spesso fare lavori sopra la
testa con rotazioni, spesso fare lavori in posizione seduta inclinata in
avanti, spesso fare lavori in piedi inclinato in avanti, spesso fare lavori
inginocchiato e fare lavori inginocchiato e accovacciato.

Il paziente può molto spesso mantenere la posizione
seduta e in piedi per molto tempo.

L’assicurato può molto spesso camminare fino e oltre
50 m. Può spesso camminare per lunghi tragitti, può talvolta camminare sul
terreno accidentato, può spesso salire scale normali e di rado anche salire
scale a pioli.

L’impiego delle due mani é possibile. Può stare in
equilibrio” (doc. __________ - inc. __________). 

 

                                         La valutazione espressa
dal dottor __________ non é stata, invero, condivisa dal medico curante
dell’insorgente, il quale sostiene che il suo paziente potrebbe svolgere la
propria attività nella misura massima dell’80/85% (cfr. rapporto accluso al
doc. __________ - inc. __________). 

 

                                         Al di là dell’aspetto
medico, dalle tavole processuali emerge che l’assicurato, a decorrere dal mese
di luglio 1998, ha ripreso ad esercitare la propria attività professionale, a
tempo pieno e con un pieno rendimento.

                                         Dal rapporto ispettivo 7
settembre 1998 - steso alla presenza dell’assicurato, del reponsabile del
personale e del capo-reparto - si evince, in primo luogo, che __________ __________,
dopo l’infortunio, continua ad esercitare la medesima attività di prima.
Risulta, inoltre, che:

 

" A
partire dal 7.7.1998, egli presenzia in ditta durante l’orario di lavoro usuale
e anche oltre in caso di necessità. Egli ha finora sempre portato a termine i
compiti affidatigli senza pregiudizio alcuno per quanto concerne il suo
rendimento. A partire da tale data il salario gli viene peraltro
corrisposto in misura completa” (doc. __________ III - la sottolineatura
é del redattore). 

 

                                         Proprio sulla base delle
indicazioni contenute nel summenzionato rapporto ispettivo, l’Istituto
assicuratore convenuto ha corrisposto all’insorgente un’indennità giornaliera
corrispondente ad un’inabilità lavorativa del 25% sino al 6 luglio 1998, per
poi chiudere il caso senza rendita d’invalidità, a decorrere dal 7 luglio 1998.

 

                                         Ora, é da ritenere
assodato che __________ Cas__________elli
é in grado di svolgere la propria attività a tempo pieno e con un pieno
rendimento, tanto che il suo datore di lavoro gli versa, a far tempo dal 7
luglio 1998, un salario integrale, il quale non corrisponde, neppure
parzialmente, ad un cosiddetto salario sociale (cfr. doc. __________ da cui
risulta che, fintantoché il ricorrente ha presentato un rendimento ridotto, il
salario gli é stato decurtato). 

                                         In siffatte condizioni, lo
scrivente TCA non può che concludere che i postumi infortunistici, di cui
l’assicurato é indubbiamente portatore, non hanno la benché minima incidenza
sulla sua capacità lucrativa, di modo che la decisione __________ di negargli il diritto a percepire la rendita
d’invalidità non presta il fianco ad alcuna censura. 

 

                                         In sede di ricorso,
l’assicurato ha sostenuto d’aver sì ripreso il proprio lavoro presso la Società
__________, ma “... con un rendimento ridotto ...”. 

                                         Tale affermazione non
trova, tuttavia, il benché minimo riscontro negli atti di causa. Da
quest’ultimi risulta, in effetti, che __________
__________, a contare dal 7 luglio 1998, percepisce dal proprio datore
di lavoro una retribuzione piena, versatagli a fronte delle prestazioni di
lavoro da lui regolarmente fornite. 

 

                                         Di nessun soccorso può,
d’altronde, essere il fatto, sollevato sempre dall’insorgente, secondo cui
l’ultimo rapporto ispettivo risale al mese di settembre 1998 e che, nel frattempo,
le circostanze sarebbero mutate (leggi, ripetute assenze dal posto di lavoro). 

                                         In primo luogo, si ricorda
all’assicurato che, per consolidata giurisprudenza, il giudice delle
assicurazioni sociali deve, di regola, valutare la decisione amministrativa
deferitagli sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui
essa é stata emanata (STFA 30.9.1998 in re F.; STFA 1.10.1998 in re F.; DTF
121 V 366 consid. 1b). Qualora ritenesse che il suo stato di salute sia, nel
frattempo, peggiorato, all’assicurato rimane riservata la facoltà di richiedere
all’Istituto assicuratore convenuto l’assegnazione di una rendita d’invalidità
(cfr., al riguardo, RAMI 1994 U189 p. 139 consid. 3a). 

                                         D’altro canto, e
soprattutto, il capo del personale della Società __________ __________ __________ - interpellato __________ in
merito alle presunte numerose assenze dal posto di lavoro di __________
__________ - ha dichiarato, in data 24
febbraio 1999, che dall’ultima visita dell’ispettore __________, l’assicurato si
é assentato soltanto per due giorni, nel corso del mese di ottobre, e
che, per il resto, presenta sempre un pieno rendimento e, pertanto, continua a
parcepire un salario completo (doc. __________). 

                                         Le affermazioni contenute
nell’atto di ricorso appaiono del tutto prive di fondamento e, pertanto, non
possono certo supportare la tesi difesa dall’assicurato. 

 

                                         Da ultimo, l’insorgente
rimprovera all’assicuratore-infortuni convenuto d’averlo, in qualche modo,
indotto a riprendere a tempo pieno la propria attività professionale,
lasciandogli intendere che sarebbe stato, comunque, posto al beneficio di una
rendita d’invalidità. 

                                         Al riguardo, il TCA si
limita ad osservare che se __________
__________, ad un certo punto, é stato in grado di riprendere, a tempo
pieno e con pieno rendimento, la propria occupazione, non é, evidentemente,
perché glielo ha chiesto l’ispettore __________, ma poiché il suo stato di
salute é migliorato a tal punto da rendere possibile un’integrale ripresa
lavorativa. 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

La vicepresidente                                                 Il
segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti