# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9c146056-d2f0-51d4-937c-8a7ee323adcf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 25.08.2010 35.2010.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2010-13_2010-08-25.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  35.2010.13

   

  CI

  	
  Lugano

  25 agosto
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Carlo Iazeolla, vicecancelliere

  	 

						

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10 marzo 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 1°
  febbraio 2010 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   L’8 agosto
2007 RI 1, allora dipendente della __________ di __________ in qualità di
addetto impianti misti e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni
presso l’CO 1, circolava alla guida della propria autovettura in direzione di __________
quando è entrato in collisione con un’altra autovettura che, svoltando a
sinistra da un incrocio, non aveva rispettato il segnale di stop.

                                         Egli ha
riportato contusioni varie alla parte sinistra del corpo, alla schiena e alla
testa (cfr. doc. 1).

                                         L’assicuratore
LAINF ha assunto il caso e corrisposto le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   In seguito
all’infortunio l’assicurato ha interrotto la propria attività lavorativa. Esperiti
alcuni accertamenti medico-amministrativi, tra cui una risonanza magnetica (RM)
del 26 settembre 2007 che ha messo in risalto una grossa
ernia discale paramediana sinistra lussata verso craniale da L5-S1 (cfr. doc. 17), un’ulteriore risonanza magnetica del 18 febbraio
2008 (cfr. doc. 70) ed una terapia di 20 giorni presso la Clinica __________ di
__________ (cfr. doc. 61), e visto il netto miglioramento dello stato di salute
attestato dalle dichiarazioni dell’assicurato stesso in occasione della visita
medica __________ del 23 ottobre 2008 (cfr. doc. 131), con decisione del 6
febbraio 2009 l’assicuratore LAINF ha chiuso il caso dichiarando l’assicurato
nuovamente abile al lavoro in misura completa a partire dal 3 novembre 2008
(cfr. doc. 173).

 

                                         Non
essendo più disponibile la precedente attività lavorativa, RI 1 ha iniziato un
nuovo lavoro al 30%, con la prospettiva di aumentare progressivamente la
percentuale lavorativa (cfr. doc. 149). In conseguenza di un’importante
riacutizzazione dei disturbi alla schiena, il 23 dicembre 2008 l’assicurato ha
sospeso l’attività lavorativa (cfr. doc. 158).

 

                                         In
seguito all’opposizione interposta dall’assicurato tramite la propria
rappresentante (cfr. doc. 189), l’CO 1 ha ripristinato il versamento
dell’indennità giornaliera in misura completa (cfr. doc. 192).

 

                               1.3.   Esperiti
ulteriori accertamenti medico-amministrativi, tra cui un’ulteriore RM alla
colonna lombare (cfr. doc. D), una nuova terapia di tre settimane presso la
Clinica __________ di __________ (cfr. doc. 215), una perizia biomeccanica
relativa all’incidente della circolazione di cui l’assicurato è stato vittima  (cfr
.doc. 238) ed un’ultima visita medica __________ (cfr. doc. 242), con decisione
del 14 ottobre 2009 l’assicuratore LAINF ha chiuso il caso dichiarando estinto
il nesso di causalità tra l’infortunio ed i disturbi ancora presenti a partire
dal 31 ottobre 2009 (cfr. doc. 246). In seguito all’opposizione interposta
dall’assicurato ancora tramite la propria rappresentante (cfr. doc. 255), con
decisione su opposizione del 1° febbraio 2010 l’CO 1 ha confermato la propria
precedente decisione (cfr. doc. B).

 

                               1.4.   Con ricorso
del 10 marzo 2010 l’assicurato, sempre tramite la propria rappresentante, ha
richiesto l’annullamento della decisione impugnata ed il ripristino delle
prestazioni assicurative da parte dell’CO 1 a partire dal 1° novembre 2009.

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali, l’assicurato ha addotto che vari
pareri dei medici curanti dimostrerebbero che i disturbi attualmente lamentati
dall’assicurato costituiscono la diretta conseguenza del sinistro dell’8 agosto
2007. Non sarebbe intervenuto alcun elemento che possa fondare un’inesistenza
del rapporto di causalità per questo caso inizialmente assunto dall’CO 1. I
presupposti per una soppressione delle prestazioni LAINF non sarebbero
adempiuti. Nell’evenienza di soppressione del diritto alle prestazioni LAINF
l’onere della prova incombe non all’assicurato, ma all’assicuratore. Il
ricorrente ha infine richiesto l’esecuzione di una perizia (cfr. doc. I).

 

                               1.5.   In risposta
l’CO 1, tramite il proprio rappresentante, ha postulato l’integrale reiezione
dell’impugnativa confermandosi negli argomenti già espressi in sede di
decisione su opposizione (cfr. doc. III).

 

                               1.6.   La
rappresentante del ricorrente ha prodotto ulteriori atti medici (cfr. doc. V/G,
doc. XII/H, doc. XIV) ed ha postulato un approfondimento peritale (cfr. doc.
XII).

 

                               1.7.   L’assicuratore
LAINF ha valutato gli atti prodotti dal ricorrente attraverso un apprezzamento
del proprio medico di __________ (cfr. doc. XVIIbis) e si è riconfermata nelle
proprie allegazioni (cfr. doc. XVII).

 

                               1.8.   La
rappresentante dell’insorgente ha contestato l’apprezzamento del medico di __________
(cfr. doc. XIX).

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT  I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Giusta
l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
(cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da
attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del
trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello
stato di salute (cfr. Ghélew/Ramelet/Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

                                         D'altro
canto, nella misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione
importante e durevole all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad
un'indennità per menomazione all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.

 

                               2.3.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque
provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a
dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121
V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto
2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468
consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche,
quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF
119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V
164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die
Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

 

                                         Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio
sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione del diritto
alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato, ma
all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi
citati). 

 

                               2.4.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181
consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e
382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des
Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.5.   Conformemente all'esperienza acquisita in materia di medicina
infortunistica, praticamente tutte le ernie discali sono causate da
preesistenti alterazioni degenerative che interessano i dischi intervertebrali.
Solo eccezionalmente - qualora siano soddisfatti determinati presupposti - può
essere ammessa l'esistenza di una relazione di causalità fra infortunio e ernia
del disco (cfr. STFA U 194/05 del 25 ottobre 2006; RAMI 2000 U 378, p. 190, U
379, p. 192).

                                         Un'ernia
discale va considerata di natura traumatica unicamente - e le condizioni sono
cumulative - se l'evento infortunistico presenta una particolare gravità, se è
di per sé idoneo a danneggiare il disco intervertebrale e se i sintomi
dell'ernia discale (sindrome vertebrale o radicolare), così come la relativa
incapacità lavorativa, sono insorti immediatamente (cfr. STF U 547/06 del 22
febbraio 2007, consid. 5 e riferimenti ivi citati). 

 

                                         Nella
sentenza U 194/05, già menzionata in precedenza, il TFA ha al riguardo ribadito
che:

 

" 
(…)

3.3.2 Richiamando
la giurisprudenza del Tribunale federale delle assicurazioni, la Corte
cantonale ha ricordato che solo eccezionalmente un infortunio può costituire la
causa di un'ernia discale, quest'ultima inserendosi praticamente sempre in un
contesto di alterazione dei dischi intervertebrali di origine degenerativa
(RAMI 2000 no. U 378 pag. 190). Essa ha quindi correttamente esposto che
un'ernia discale può essere considerata di natura traumatica unicamente se -
cumulativamente - l'evento infortunistico era di particolare gravità, se era di
per sé idoneo a danneggiare il disco e se i sintomi dell'ernia discale
(sindrome vertebrale o radicolare), così come la relativa incapacità
lavorativa, sono insorti immediatamente (RAMI 2000 no. U 378 pag. 190 e no. U
379 pag. 192).

 

3.3.3 Ora,
giustamente i primi giudici, che peraltro, ai fini della loro pronuncia, si
sono pure fondati sulle conclusioni di una perizia resa in altra vertenza dal
prof. __________, direttore della Clinica di neurochirurgia dell'Ospedale __________
di __________, secondo il quale in caso di lesione traumatica del disco
intervertebrale la capacità di deambulazione e di mantenere la posizione eretta
viene immediatamente soppressa, hanno rilevato come già solo il fattore
temporale dell'insorgenza immediata della sintomatologia vertebrale o
radicolare farebbe difetto nel caso di specie. Infatti, né da verbale di pronto
soccorso del 28 gennaio 2003, né dal certificato rilasciato tre giorni dopo dal
dott. X, né tantomeno dal rapporto 3 febbraio 2003 dell'Azienda ospedaliera di
Y risulta il benché minimo accenno a disturbi nella regione lombare."

 

                                         I criteri
appena esposti valgono di principio anche in caso di peggioramento duraturo
(direzionale) di uno stato morboso preesistente (cfr. STFA U 218/04 del 3 marzo
2005, consid. 6.1). 

                                         In
particolare, è necessario che vi siano, citiamo: "… attendibili reperti
radioscopici suscettibili di fare ritenere un aggravamento significativo e
duraturo dell'affezione degenerativa preesistente alla colonna vertebrale (RAMI
2000 No. U 363, pag. 46, cfr. pure sentenza inedita del 4 giugno 1999 in re S., U 193/98, consid. 3c)." (STFA U 194/05 del 28 ottobre 2006, già citata)

 

                                         Qualora
un’ernia del disco preesistente sia stata solo resa manifesta dall’infortunio, i
disturbi scatenati in tal modo devono apparire entro un breve lasso di
tempo, affinché possano essere ancora considerati conseguenza naturale
dell’evento in questione. 

                                         Nella più
volte evocata pronunzia U 194/05 del 28 ottobre 2006, il TFA si è al proposito
così espresso:

 

" 
3.3.4 Quanto poi
alla possibilità che l'infortunio del 28 gennaio 2003 possa, se non proprio
avere provocato, quantomeno avere reso mani­festa l'ernia discale, con
conseguente obbligo di assunzione, a carico dell'assicuratore infortuni, della
sindrome dolorosa legata all'incidente (RAMI 2000 no. U 378 pag. 191; cfr. pure
sentenza del 14 marzo 2000 in re P., U 266/99, consid. 2), tale ipotesi non
trova riscontro sufficien­te nelle tavole processuali. La precedente istanza ha
giustamente osservato che affinché si possa ammettere che l'infortunio abbia
reso manifesta un'ernia discale preesistente, i disturbi così scatenati devo­no
essere insorti entro un breve
lasso di tempo, la giurisprudenza tol­lerando a tal riguardo un periodo di latenza massimo di 8-10 giorni
dall'infortunio (sentenza del 3 marzo 2005 in re W., U 218/04, con­sid. 6.1).
Ora, il primo (in ordine di tempo) accenno alla presenza di siffatti disturbi
è, quantomeno indirettamente, desumibile dalla prenotazione, avvenuta il 17
febbraio 2003, dell'esame radiologico lombo­sacrale poi messo in atto il 6
marzo 2003. In tali condizioni, considerato il periodo di latenza di circa tre settimane, la Corte cantonale
poteva effettivamente ritenere non avere l'infortunio del 28 gennaio 2003
neppure scatenato l'ernia discale di cui è affetto L.”

 

                                         Occorre
precisare che, secondo la giurisprudenza, la durata tollerata della latenza
varia a seconda del segmento interessato dall’ernia del disco (rachide
lombare/toracale oppure cervicale):

 

" 
Wird eine vorbestandene Diskushernie durch den
Unfall lediglich manifest, müssen die dadurch ausgelösten Beschwerden innerhalb
einer kurzen Zeitspanne auftreten, um als natürlich kausale Folgen des
fraglichen Ereignisses zu gelten. Für den Brust- und Lendenwirbelbereich wird
eine Latenzzeit von höchstens acht bis zehn Tagen angegeben (Alfred M.
Debrunner/Erich W. Ramseier, Die Begutachtung von Rückenschäden, Bern 1990, S.
55). Bei einer vorbestehenden Diskushernie der Halswirbelsäule beträgt das
beschwerdefreie Intervall in der Regel lediglich wenige Stunden (Krämer, a.a.O.
S. 355; nicht veröffentlichtes Urteil S. vom 4. Juni 1999 [U 193/98]).“ 

                                         (STFA U 218/04 del 3 marzo
2005, consid. 6.1)

 

                                         In tale
ipotesi (ossia quella in cui l’infortunio ha giocato un ruolo semplicemente
scatenante), l'assicurazione assume la sindrome dolorosa legata all'evento
traumatico.

 

                                         Le
conseguenze di una eventuale ricaduta devono essere assunte soltanto se
esistono dei chiari sintomi che attestano una relazione di continuità tra
l'evento infortunistico e la ricaduta (cfr. STFA U 170/00 del 29 dicembre 2000
e la dottrina medica e la giurisprudenza ivi citate; STFA U 149/99 del 7
febbraio 2000, parzialmente pubblicata in RAMI 2000 U 378, p. 190).

 

                               2.6.   In una
sentenza 8C_290/2008 del 17 marzo 2009 il Tribunale federale ha confermato una
precedente sentenza del TCA (35.2007.84 del 4 marzo 2008) ed ha rilevato:

 

" 
(...)

La Corte cantonale ha negato l'esistenza del
necessario nesso causale tra le affezioni lamentate dall'insorgente al rachide
lombo-sacrale, oggetto dell'intervento chirurgico del 15 gennaio 2007, e
l'evento infortunistico del 18 giugno 2005 fondandosi sostanzialmente sulle
valutazioni del dott. O, specialista FMH in chirurgia ortopedica e medico di __________
dell'CO 1, e del dott. I, anch'egli specialista in chirurgia ortopedica, attivo
presso la divisione infortuni dell'istituto assicuratore a __________.
Richiamando la giurisprudenza federale, il primo giudice ha ricordato che solo
eccezionalmente un infortunio può costituire la causa di un'ernia discale,
quest'ultima inserendosi praticamente sempre in un contesto di alterazione dei
dischi intervertebrali di origine degenerativa. Egli ha quindi correttamente
esposto che un'ernia discale può essere considerata di natura traumatica
unicamente se - cumulativamente - l'evento infortunistico era di particolare
gravità, se era di per sé idoneo a danneggiare il disco e se i sintomi
dell'ernia discale (sindrome vertebrale o radicolare), così come la relativa
incapacità lavorativa, sono insorti immediatamente, soggiungendo che gli stessi
criteri valgono di principio anche nel caso di aggravamento significativo e
duraturo di un'affezione degenerativa preesistente. Ciò implica, come
rettamente precisato dal giudice cantonale, che l'esistenza di un nesso di
causalità con l'infortunio può entrare in linea di conto soltanto se
quest'ultimo sarebbe stato idoneo anche a danneggiare un disco intervertebrale
integro.

 

Seguendo il parere dei succitati specialisti, il
giudice cantonale è giunto alla conclusione che l'infortunio in oggetto - un
incidente della circolazione in occasione del quale lo spigolo anteriore
sinistro dell'autovettura condotta dall'insorgente è stato urtato dallo spigolo
anteriore sinistro di un veicolo proveniente in senso opposto, che aveva invaso
la corsia di contromano - non era, per gravità e dinamica, idoneo a causare la
lesione discale diagnosticata nel prosieguo, né a provocare un peggioramento
durevole di uno stato preesistente. La precedente istanza ha pure escluso
l'ipotesi che l'evento del 18 giugno 2005 possa, se non avere provocato,
quantomeno avere reso manifesta l'ernia discale di cui è affetto K,  con
conseguente obbligo di assunzione da parte dell'CO 1 della sindrome dolorosa
legata all'incidente, facendo notare che al momento in cui l'interessato è
rimasto vittima dell'infortunio, già era inabile al lavoro in misura completa
proprio a causa di disturbi alla colonna lombo-sacrale.

 

5.

5.1 Le considerazioni del Tribunale cantonale
sono convincenti e meritano tutela, il ricorrente non facendo valere elementi
di giudizio suscettibili di infirmare la pronunzia di prime cure. Ne segue che,
nella misura in cui è ammissibile, il ricorso dev'essere respinto, la richiesta
assunzione di accertamenti medici completivi non potendo trovare accoglimento,
poiché l'incarto contiene tutte le indicazioni necessarie ai fini decisionali (DTF 122 V 157 consid.
1d pag. 162 con riferimento)."

 

                                         In una
sentenza U 194/05 del 25 ottobre 2006 il TFA aveva ricordato che:

 

" 
(...)

E ad ogni modo, anche nella denegata ipotesi in
cui si volesse ammettere che l'infortunio in esame avrebbe scatenato l'ernia
discale, l'esisto del gravame non muterebbe nella sua sostanza. In assenza di
attendibili reperti radioscopici suscettibili di fare ritenere un aggravamento
significativo e duraturo dell'affezione degenerativa preesistente alla colonna
vertebrale (RAMI 2000 no. U 363, pag. 46; cfr. pure sentenza inedita del 4
giugno 1999 in re S., U 193/98, consid. 3c), la contusione lombare avrebbe
infatti comunque, in virtù della dottrina medica recepita da questa Corte,
cessato di produrre i propri effetti qualche mese (di norma sei o nove) dopo
l'insorgenza dell'evento traumatico (cfr. ad es. sentenze del 28 maggio 2004 in
re A., U 122/02, consid. 4.2.1, del 9 luglio 2001 in re S., U 483/00, consid.
4c, del 6 giugno 2001 in re A., U 401/00, del 29 dicembre 2000 in re F., U 199/00).
Di modo che anche in questa ipotesi, il rifiuto di assegnare prestazioni
assicurative con effetto retroattivo al 1° luglio 2003 (n.d.r.: l'infortunio
era avvenuto il 28 gennaio 2003) avrebbe potuto considerarsi legalmente
corretto. (...)"

 

                                         Analoghe
considerazioni figurano in una sentenza 8C_412/2008 del 3 novembre 2008 nella
quale l'Alta Corte si è così espressa:

 

" 
(...)

5.1.1 Es entspricht einer medizinischen
Erfahrungstatsache im Bereich des Unfallversicherungsrechts, dass praktisch
alle Diskushernien bei Vorliegen degenerativer Bandscheibenveränderungen
entstehen und ein Unfallereignis nur ausnahmsweise, unter besonderen
Voraussetzungen, als eigentliche Ursache in Betracht fällt. Als weitgehend
unfallbedingt kann eine Diskushernie betrachtet werden, wenn das Unfallereignis
von besonderer Schwere und geeignet war, eine Schädigung der Bandscheibe
herbeizuführen, und die Symptome der Diskushernie (vertebrales oder radikuläres
Syndrom) unverzüglich und mit sofortiger Arbeitsunfähigkeit auftreten. In solchen
Fällen hat die Unfallversicherung praxisgemäss auch für Rezidive und allfällige
Operationen aufzukommen (RKUV 2000 Nr. U 379 S. 192 E. 2a, U 138/99, mit
Hinweis auf das nicht veröffentlichte Urteil U 159/95 vom 26. August 1996, E.
1b, und medizinische Literatur; aus jüngster Zeit etwa: Urteile 8C_344/2008 vom
13. Oktober 2008, 8C_637/2007 vom 11. August 2008, E. 2.2, 8C_239/2007 vom 7.
August 2008, E. 5.3, und 8C_614/2007 vom 10. Juli 2008, E. 4.1.1).

5.1.2 Ist indessen die Diskushernie bei
degenerativem Vorzustand durch den Unfall nur aktiviert, nicht aber verursacht
worden, so hat die Unfallversicherung nur Leistungen für das unmittelbar im
Zusammenhang mit dem Unfall stehende Schmerzsyndrom zu erbringen (a.a.0.).
Solange der Status quo sine vel ante noch nicht wieder erreicht ist, hat der
Unfallversicherer diesfalls gestützt auf Art. 36 Abs. 1 UVG in aller Regel
neben den Taggeldern auch Pflegeleistungen und Kostenvergütungen zu übernehmen,
worunter auch die Heilbehandlungskosten nach Art. 10 UVG fallen. Demnach hat
die versicherte Person auch Anspruch auf eine - operative Eingriffe mit
einschliessende - zweckmässige Behandlung (vgl. Urteile U 351/04 vom 14.
Februar 2006, publ. in: ASS 2006 2 S. 14; U 266/99 vom 14. März 2000).

5.1.3 Nach derzeitigem medizinischen Wissensstand
kann das Erreichen des Status quo sine bei posttraumatischen Lumbalgien und
Lumboischialgien nach drei bis vier Monaten erwartet werden, wogegen eine
allfällige richtunggebende Verschlimmerung röntgenologisch ausgewiesen sein und
sich von der altersüblichen Progression abheben muss; eine traumatische
Verschlimmerung eines klinisch stummen degenerativen Vorzustandes an der
Wirbelsäule ist in der Regel nach sechs bis neun Monaten, spätestens aber nach
einem Jahr als abgeschlossen zu betrachten (Urteil des Eidg.
Versicherungsgerichts U 354/04 vom 11. April 2005, E. 2.2, mit Hinweisen auch
auf die medizinische Literatur).

 

5.2 Aufgrund der zahlreichen klinischen- und
Akten-Begutachtungen und dem Ereignis an sich steht fest, dass die nach dem
Unfall diagnostizierte Diskushernie L5/S1 von diesem nur ausgelöst und nicht
verursacht wurde. Auch wenn der Beschwerdeführer vor dem 24. Juni 2000 keine
Rückenbeschwerden hatte, wird seine Wirbelsäule als "vorgeschädigt"
und "übermässig verschleissverändert" beschrieben. Es handelt sich
daher um einen klassischen Fall, bei dem der natürliche Kausalzusammenhang
zwischen dem Unfall und den bleibenden Restbeschwerden nur für einen begrenzten
Zeitraum bejaht werden kann. Dem hat die Unfallversicherung Rechnung getragen,
indem sie ihre Leistungspflicht für die Dauer von zwei Jahren nach dem Ereignis
anerkannte. Der Beschwerdeführer wendet ein, die __________ habe mit
überwiegender Wahrscheinlichkeit zu beweisen, dass der natürliche
Kausalzusammenhang auf diesen Zeitpunkt weggefallen sei, also der status quo
sine eingetreten sei. Wie in Erwägung 5.1 ausgeführt, hat die Rechtsprechung im
Falle traumatisch ausgelöster Diskushernien den konkreten medizinischen Beleg
des natürlichen Verlaufs durch eine richterliche Vermutung - die sich
ihrerseits auf die medizinische Literatur stützt - ersetzt. Demnach ist eine
traumatische Verschlimmerung eines klinisch stummen degenerativen Vorzustandes
an der Wirbelsäule in der Regel nach sechs bis neun Monaten, spätestens aber
nach einem Jahr, als abgeschlossen zu betrachten (E. 5.1.3 mit Hinweis). Der
Beschwerdeführer bringt nichts vor, was diese Vermutung vorliegend in Zweifel
ziehen würde. Die Beschwerde ist daher abzuweisen.
(...)"

 

                                         Tale giurisprudenza è
stata ancora confermata con STF 8C_523/2009 del 1° ottobre 2009, consid. 2.2.,
e con STF 8C_638/2009 del 18 dicembre 2009, consid. 5.3.

 

                                         In una sentenza
8C_677/2007 del 4 luglio 2008, pubblicata in SVR 2009 UV Nr. 1, il Tribunale
federale ha stabilito che non soltanto in caso di aggravazione traumatica di
uno stato degenerativo preesistente non manifesto alla colonna vertebrale (8C_
326/2008), ma pure in caso di alterazioni degenerative della colonna vertebrale
sopraggiunte soltanto dopo l'infortunio occorre ammettere, in via di massima,
che un rapporto di causalità non è più dato dopo un anno. Ed ha ancora ricordato
che:

 

"  (...)

2.3.2 Nach derzeitigem medizinischen Wissensstand
kann das Erreichen des Status quo sine bei posttraumatischen Lumbalgien und
Lumboischialgien nach drei bis vier Monaten erwartet werden, wogegen eine
allfällige richtunggebende Verschlimmerung röntgenologisch ausgewiesen sein und
sich von der altersüblichen Progression abheben muss; eine traumatische
Verschlimmerung eines klinisch stummen degenerativen Vorzustandes an der
Wirbelsäule ist in der Regel nach sechs bis neun Monaten, spätestens aber nach
einem Jahr als abgeschlossen zu betrachten (statt vieler: zuletzt Urteil
8C_326/2008 vom 25. Juni 2008, E. 3, sowie Urteil U 354/04 vom 11. April 2005,
E. 2.2, mit Hinweisen auch auf die medizinische Literatur).

 

(...)

 

6.1 Nicht näher in Erwägung gezogen hat das
kantonale Gericht dagegen die Möglichkeit, dass der Unfall bereits
vorbestandene, degenerativ bedingte Bandscheibenprobleme ausgelöst haben könnte.
Angesichts der unter E. 2.3.2 dargelegten Erfahrungstatsachen zum Erreichen des
Status quo sine bei einer traumatischen Verschlimmerung eines klinisch stummen
degenerativen Vorzustandes an der Wirbelsäule wäre indessen gegebenenfalls
ohnehin von einem zwischenzeitig erfolgten Wegfall einer Teilursache des
Unfalls auszugehen. Abgesehen davon spricht der Umstand, dass Dr. med.
H.________ erst rund eineinhalb Jahre nach dem Ereignis erstmals auf
Auffälligkeiten im Segment L5/S1 gestossen ist, ohnehin für die Annahme einer
erst nach dem Ereignis sich entwickelnden Diskushernie. 

 

6.2 Die von der Beschwerdeführerin in diesem
Zusammenhang ins Zentrum gestellte Frage, ob der Unfall für einen erst nach dem
Ereignis sich entwickelnden degenerativen Prozess eine Teilursache darstelle,
ist ebenfalls zu verneinen. Wenn selbst bei einem erheblichen, vorbestehenden
degenerativen Wirbelsäulenleiden lediglich eine vorübergehende Verschlimmerung
von maximal einem Jahr die Regel ist (E. 2.2.3), ist nicht einzusehen, inwiefern
eine erst später erkannte Degeneration der Wirbelsäule ohne ausgewiesene
strukturelle Läsion noch in einem kausalen Zusammenhang zum Trauma stehen
könnte. Besondere Umstände, die vorliegend dennoch für eine solche Annahme
sprechen, sind keine auszumachen. Ob die Versicherte bereits kurze Zeit nach
dem Unfall neben den damals im Vordergrund gestandenen zervikalen tatsächlich
auch an lumbalen Beschwerden gelitten hat oder nicht, ist ohne Belang. Soweit
die Versicherte sodann das Urteil U 69/03 vom 7. April 2004 anruft, sah sich
darin das Gericht auf Grund divergierender, darüber hinaus unklarer oder auf
falschen Annahmen beruhender ärztlicher Aussagen ausser Stande, abschliessend
zu beurteilen, ob rund sechs Jahre nach einem Unfall anlässlich einer erneuten
Exacerbation von Nackenschmerzen erkannte Diskushernien auf der Höhe C4/5 und
C5/6 (ausnahmsweise doch) mit dem Unfall in Verbindung zu bringen seien und
wies deshalb die Angelegenheit für weitere Abklärungen an die Vorinstanz
zurück. Betroffen waren dort - anders als im vorliegenden Fall - mit C4/5 und
C5/6 Bereiche der Wirbelsäule, die nahe dem am Unfall primär im Mitleidenschaft
gezogenen Nacken lagen und es mangelte ebenso an einer den degenerativen
Prozess begünstigenden Konstitution. Dr. med. O.________ durfte demnach eine
Teilursächlichkeit des Unfalls für die rund sechs Jahre später vorgelegenen
Bandscheibenauffälligkeiten ohne nähere Erörterung ausschliessen. 

(...)"

 

                               2.7.   Dalle
tavole processuali emerge che il 27 settembre 2007 l’assicurato si è sottoposto
ad una prima RM lombosacrale, eseguita su incarico dell’CO 1 dal Dr. med. __________,
specialista FMH in radiologia, presso l’Istituto __________ di __________. Nel
suo rapporto del 27 settembre 2009 il Dr. __________ si è così espresso:

 

" 
DATI CLINICI

Sindrome lombospondilogena sinistra con
irradiazione di tipo pseudo radicolare.

 

(...)

 

REFERTO

Rappresentazione di un voluminoso prolasso
discale originato dalla parte paramediana sinistra del disco intersomatico
L5-S1 e lussato verso craniale che oblitera buona parte del canale spinale.

La radice L5 è leggermente spostata verso caudale
ed è schiacciata contro il legamento giallo.

Vi sono contatti con il materiale erniato anche
da parte delle altre radici sacrali di sinistra e di S1 destro. Il bordo
superiore del sequestro discale si trova in contatto con una lieve protrusione
discale a base larga di L4-L5 che non causa ulteriori restringimenti.

Gli altri dischi intersomatici sono di aspetto normale, il cono terminale si
situa all’altezza del corpo vertebrale L1 e non si rilevano alterazioni delle
articolazioni sacro-iliache.

 

CONCLUSIONI

Grossa ernia discale paramediana sinistra lussata
verso craniale da L5-S1." (cfr. doc. 17)

 

                                         Il
18 febbraio 2008 è stata eseguita una seconda RM della zona della colonna
lombare, ancora su incarico dell’CO 1 e presso l’Istituto __________ di __________,
stavolta ad opera del Dr. med. __________, specialista FMH in radiologia. Nel
suo rapporto del medesimo giorno il Dr. __________ ha rilevato quanto segue:

 

" 
REFERTO

Esame paragonato con il precedente di settembre
2007:

La grossa ernia ascendente del disco L5-S1 dal
lato sinistro è per la maggior parte scomparsa. Esiste ancora una piccola
sporgenza in contatto con l’origine di S1 sinistra ed indentando il plesso
epidurale (i 12, 13 se 8) ma la radice di S1 è completamente libera e presenta
un decorso regolare intra-/estraspinale.

In sede retro somatica di L5 persiste una
struttura ipointensa che delimita il sacco tecale antero-lateralmente dal lato
sinistro (i 8 se 8) e che corrisponde ad una struttura fibrosa residuale che
non esercita nessun effetto massa.

Lieve faccettopatia con piccolo versamento.

A livello L4-L5 situazione del disco invariata
con una discreta ernia trattenuta e rottura radiale dell’anello fibroso ed una
piccola sporgenza al polo inferiore anche trattenuta.

 

CONCLUSIONI

·        
Spettacolare regressione dell’erniazione discale
descritta e documentata in precedenza. Persiste una piccola focalità che
lambisce l’origine di S1 sinistra e delle alterazioni fibrotiche peridurali
antero-laterali sinistra in sede retrosomatica di L5.

·        
L’ernia trattenuta a livello L4-L5 è
stazionaria." (cfr. doc. 70)

 

                                         L’11
marzo 2009 ancora il dr. __________ ha eseguito una terza RM della zona della
colonna lombare, stavolta su incarico del curante Dr. med. __________,
specialista FMH in medicina generale. Il sanitario dell’Istituto __________ di __________
ha espresso le seguenti considerazioni:

 

" 
REFERTO

Nota erniazione discale lussata cranialmente
proveniente del disco di L5-S1 dal lato sinistro nel ‘07 (la massa visibile in
sede retrosomatica di L5 non era completamente dovuta a materiale discale ma
anche a componenti emorragiche).

L’erniazione è nettamente regredita sull’esame di
’08. In paragone con questo esame notasi una situazione di nuovo lievemente
migliorata nel senso che il contatto neuro discale con l’origine di S1 sinistra
è meno marcato sull’esame odierno però ancora presente (da paragonare i 11 se 8
con i 10 se 6). Persiste anche un ispessimento perite cale antero-lateralmente
invariato.

A livello L4-L5 ernia trattenuta con fessurazione
nell’anello fibroso, faccettopatia con versamenti e liscia indentazione sul
sacco tecale invariata (i 8 se 5 rispetto ad i 6 se 5).

Il disco L5-S1 sembra anche più cicatrizzato a
livello della rottura (i 12 se 8 rispetto ad i 11 se 6).

Faccettopatia invariata.

Regressione dell’osteocondriti L5-S1.

 

CONCLUSIONI

·        
Rispetto all’esame di ’08 di nuovo una lieve
regressione dell’erniazione discale soprattutto per quanto concerne il contatto
diretto con S1 sinistro. Invariata l’erniazione discale a livello L4-L5 e la
faccettopatia agli due ultimi livelli." (cfr. doc. D)

 

                               2.8.   Il 19
agosto 2009 __________, assicuratore di responsabilità civile del conducente
del veicolo che ha provocato l’incidente della circolazione stradale di cui è
stato vittima RI 1, ha commissionato ad __________ una perizia biomeccanica
volta a chiarire la dinamica dell’incidente. Nella sua presa di posizione del
22 settembre 2009 il perito ing. __________, esperto tecnico in analisi di
incidenti, si è in particolare così espresso:

 

"  (...)

 

Beteiligte Fahrzeuge:    Opel Zafira 1,8
(in diesem sass der Geschädigte)

                                      (...)

                                      BMW 328i

                                      (...)

 

Vorgang:                                                                VN
wollte mit seinem BMW 328 nach links in die bevorrechtigte Strasse einbiegen
und missachtete die Vorfahrt des von rechts kommenden Opel Zafira des AS.

 

Die stossbedingte Geschwindigkeitsänderung (Delta
V) des Opel Zafira 1,8 betrug 5 bis 8 km/h. 

 

Stellungnahme:

Anhand des Unfallherganges, in Verbindung mit den
Schäden an beiden Fahrzeugen und dem Massenverhältnis der Fahrzeuge muss von
einer stossbedingten Geschwindigkeitsänderung des Opel Zafira 1,8 im Bereich
von 5 bis 8 km/h, weitgehend in seitlicher Richtung ausgegangen werden." (cfr. doc. 238)

 

                                         Visto
il basso valore di variazione di velocità dovuta all’impatto – aspetto peraltro
non contestato dall’insorgente – secondo questo Tribunale l’incidente in
questione non costituisce un evento adeguato a provocare la fessurazione
dell’anello fibroso riscontrata attraverso le RM e quindi a considerare di
natura traumatica l’ernia discale lamentata dall’assicurato. Conformemente
all'esperienza acquisita in materia di medicina infortunistica, ripresa anche
nella costante prassi del Tribunale federale, in concreto bisogna dedurre che
l’infortunio occorso a RI 1 ha giocato un ruolo semplicemente scatenante,
rendendo manifesta un’ernia discale di natura degenerativa.

 

                                         In
questo contesto va sottolineato che la perizia richiesta dal ricorrente
potrebbe essere istruita solamente in base ai medesimi dati e documenti che
hanno permesso ad __________ di eseguire la perizia biomeccanica agli atti.
Considerato l’esito con ogni probabilità identico o comunque molto simile di
un’eventuale ulteriore ricostruzione biomeccanica dell’incidente, questa Corte
sarebbe portata alle medesime conclusioni per quanto concerne la natura non
traumatica dell’ernia discale in questione. La perizia richiesta in sede di
ricorso si rivela dunque non necessaria.

 

                                         In simili
condizioni non è nemmeno necessario procedere all’audizione del teste Dr. med. __________
postulata dall’assicurato (cfr. doc. I).

                                         Al
riguardo giova osservare che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STF U
349/06 dell’11 luglio 2007 consid. 6; STFA dell'11 dicembre 2003 nella causa
R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo
2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 pag. 1; STFA dell'11 gennaio
2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H
103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA del 26
novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella causa
P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p. 202
consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F.
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo
1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., Zurigo
1998, p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         D’altro
canto, il TFA ha stabilito che quando, nell'ambito della procedura
amministrativa, una perizia ordinata ad un medico indipendente è eseguita da
uno specialista riconosciuto, sulla base di investigazioni approfondite e
complete, nonché in piena conoscenza dell'incarto, e che l'esperto perviene a
delle conclusioni convincenti, il Tribunale non deve scostarsene se non vi è
alcun indizio concreto che consenta di dubitare della loro fondatezza (cfr.,
pure, STFA del 10 luglio 2003 nella causa C., U 168/02, consid. 3.2.2 e del 19
aprile 2000 nella causa S., U 264/99, consid. 3b). 

 

                               2.9.   Anche per
quanto riguarda un eventuale peggioramento direzionale dell’ernia discale in
questione, questo Tribunale non può che confermare l’operato dell’assicuratore
LAINF.

                                         Infatti
confrontando, conformemente alla STF 8C_412/2008 parzialmente riprodotta al
consid. 2.6., i referti e le conclusioni delle tre RM a cui l’assicurato si è
sottoposto, non è riscontrabile un peggioramento direzionale dell’ernia
lamentata dall’assicurato, al contrario.

                                         A livello
L5-S1, in seguito alla RM del 18 febbraio 2008 il Dr. __________ conclude per,
citiamo, una “spettacolare regressione dell’erniazione discale descritta e
documentata in precedenza” (cfr. doc. 70), mentre la RM dell’11 marzo 2009
porta a concludere per un ulteriore, seppur lieve, miglioramento (cfr. doc. D).

                                         A livello
L4-L5, invece, i referti delle due risonanze appena menzionate rilevano una
situazione stazionaria rispetto alla prima RM del 26 settembre 2007 (cfr. doc.
70, doc. D).

 

                                         Il
sinistro dell’8 agosto 2007 ha quindi provocato un peggioramento solamente
transitorio di una situazione di ernia discale preesistente. L’CO 1 ne ha
tenuto conto riconoscendo le proprie prestazioni per circa due anni. Visto che,
in base alle attuali conoscenze in campo medico e come rilevato nella STF 8C_677/2007
citata al consid. 2.6., non soltanto in caso di aggravazione traumatica di uno
stato degenerativo preesistente non manifesto alla colonna vertebrale, ma pure
in caso di alterazioni degenerative della colonna vertebrale sopraggiunte
soltanto dopo l'infortunio occorre ammettere, in via di massima, che un
rapporto di causalità non è più dato dopo un anno, nel caso concreto l’CO 1 era
legittimato a chiudere il caso in seguito all’ultima visita medica __________
del 5 ottobre 2009 (cfr. doc. 242).

 

                                         La
decisione su opposizione del 1° febbraio 2010 deve pertanto essere confermata.

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti