# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a3ba447e-2dcc-5862-b859-2462c16ee858
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-07-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.07.2023 D-464/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-464-2023_2023-07-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-464/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 1  l u g l i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Walter Lang;  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), alias 

B._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…), alias 

A._______, nato il (…) 

Afghanistan, 

patrocinato dall'avv. Cristina Tosone, (…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento (procedura 

Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 18 gennaio 2023. 

 

 

D-464/2023 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A. 

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il (…) ago-

sto 2022. Da ricerche intraprese dalla SEM il (…) agosto 2022, è risultato 

che il richiedente era entrato illegalmente in Croazia nonché gli erano state 

ivi rilevate le impronte dattiloscopiche. 

A.b Il (…) ottobre 2022 si è tenuta con il richiedente la prima audizione 

RMNA durante la quale gli è stato pure concesso il diritto di essere sentito 

circa la competenza croata per la trattazione della sua domanda d’asilo, ai 

sensi dell’art. 5 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento europeo 

e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i meccanismi di 

determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una do-

manda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati membri 

da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gazzetta uffi-

ciale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di seguito: RD III).  

A.c In data (…) ottobre 2022, l’autorità elvetica preposta ha inviato alla sua 

omologa croata una richiesta di presa in carico dell’interessato fondata 

sull’art. 13 par. 1 RD III. 

A.d In data (…) ottobre 2022, la rappresentante legale ha trasmesso all’au-

torità inferiore copia della taskara dell’interessato.  

A.e In data (…) novembre 2022 il richiedente si è sottoposto alla perizia 

medico – legale relativa all’accertamento dell’età. I risultati indicano un’età 

media probabile del richiedente che si situa tra i 20 e i 24 anni e un’età 

minima di 19 anni.  

A.f Il (…) dicembre 2022, la SEM ha concesso all’interessato il diritto di 

essere sentito circa i risultati della perizia sulla sua età e sull’intenzione di 

modificare la sua data di nascita nel sistema SIMIC per fissarla al 1° gen-

naio 2004. Il successivo (…) dicembre 2022, la rappresentante legale ha 

avuto modo di esprimersi sulla questione. In seguito la SEM ha modificato 

l’identità principale con la data di nascita 1° gennaio 2004.  

A.g In data (…) dicembre 2022, la rappresentante legale ha trasmesso alla 

SEM copia della taskara della sorella del richiedente. 

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Pagina 3 

A.h In data (…) dicembre 2022, le autorità croate hanno respinto la richie-

sta di presa in carico, chiedendo al contempo di trasmettere una perizia 

medica sull’età dell’interessato.  

A.i In data (…) dicembre 2022, la SEM, sulla scorta dell’art. 5 par. 2 del 

regolamento (CE) n. 1560/2003 della Commissione delle comunità euro-

pee del 2 settembre 2003 recante modalità di applicazione del regola-

mento (CE) n. 343/2003 del Consiglio che stabilisce i criteri e i meccanismi 

di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di una do-

manda d’asilo presentata in uno degli Stati membri da un cittadino di un 

paese terzo (GU L 222/3 del 05.09.2003; modificato parzialmente dal re-

golamento di esecuzione [UE] n. 118/2014 della Commissione del 30 gen-

naio 2014 [GU L 39/1 del 08.02.2014]; di seguito: Regolamento CE), ha 

presentato una richiesta di riesame alle autorità croate, allegando i risultati 

della perizia sull’età del richiedente. 

A.j Il (…) gennaio 2023 le autorità croate hanno accettato la richiesta di 

presa in carico sulla scorta dell’art. 13 par. 1 RD III.  

B.  

Con decisione del (…) gennaio 2023, notificata il (…) gennaio 2023 (cfr. 

[atto della SEM] n. [{…}]-61/1), l’autorità inferiore non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo dell’interessato ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b 

della legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31), ha pronunciato il suo trasferimento 

verso la Croazia e l’esecuzione del predetto provvedimento, constatando 

inoltre l’assenza di effetto sospensivo di un eventuale ricorso contro la de-

cisione. 

C.  

Il (…) gennaio 2023 l’insorgente si è aggravato con ricorso dinanzi al Tri-

bunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale) avverso la succi-

tata decisione della SEM. Nelle sue conclusioni egli ha in limine postulato 

la sospensione dell’esecuzione dalla decisone in via supercautelare e la 

concessione dell’effetto sospensivo al ricorso. A titolo principale, l’insor-

gente ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e la restituzione 

degli atti alla SEM perché effettui un esame nazionale della domanda 

d’asilo. In subordine ha chiesto che gli atti vengano restituiti all’autorità in-

feriore per il completamento dell’istruttoria. Altresì, ha presentato istanza 

di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle 

spese processuali e del relativo anticipo. 

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Pagina 4 

D.  

In data (…) gennaio 2023 il Tribunale ha ordinato supercautelarmente la 

sospensione dell’esecuzione dell’allontanamento. 

E. 

In data (…) marzo 2023, (…) maggio 2023 e (…) luglio 2023 il ricorrente 

ha trasmesso nuova documentazione medica che lo concerne. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). Il ricorso, presentato 

tempestivamente (art. 108 cpv. 3 LAsi) contro una decisione in materia di 

asilo della SEM (art. 6 e 105 LAsi; art. 31-33 LTAF), è di principio ammis-

sibile sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 cpv. 1 PA. Oc-

corre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Il ricorso, manifestamente infondato per i motivi che seguono, è deciso dal 

giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e 

LAsi) e la decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 

LAsi). Altresì, giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scam-

bio di scritti. 

3.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

Inoltre si osserva come il Tribunale, adito con un ricorso contro una deci-

sione di non entrata nel merito di una domanda d’asilo, si limita ad esami-

nare la fondatezza di una tale decisione (cfr. DTAF 2017 VI/5 consid. 3.1). 

4.    

4.1  L’insorgente, nel ricorso, lamenta una violazione del principio inquisito-

rio, in quanto l’autorità inferiore avrebbe accertato in modo erroneo l’età del 

ricorrente, non prendendo in considerazione tutti gli elementi a favore della 

minore età. Inoltre, la SEM non avrebbe sufficientemente chiarito le 

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violenze ed i pushback subiti dal ricorrente sulla fascia di confine croata e 

non avrebbe accertato in modo completo il suo stato di salute. La SEM 

avrebbe pure omesso di accertare l’effettiva possibilità per l’insorgente di 

accedere ai necessari trattamenti medici. 

4.2  Le succitate censure formali sollevate dal ricorrente nel gravame in or-

dine ad un accertamento inesatto ed incompleto dei fatti giuridicamente 

rilevanti da parte dell’autorità inferiore, verranno esaminate d’ingresso dal 

Tribunale, in quanto sono suscettibili di condurre all’annullamento della de-

cisione avversata (cfr. DTF 144 I 11 consid. 5.3 e rif. ivi citati, 142 II 218 

consid. 2.8.1 e rif. cit., 138 I 232 consid. 5; DTAF 2019 VI/6 consid. 4.1, 

2013/34 consid. 4.2, 2013/23 consid. 6.1.3). 

4.3 Nella procedura d’asilo – così come nelle altre procedure di natura am-

ministrativa – si applica il principio inquisitorio. Ciò significa che l’autorità 

competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi in relazione all’art. 12 PA). In 

concreto, essa deve procurarsi la documentazione necessaria alla tratta-

zione del caso, chiarire le circostanze giuridiche ed amministrare a tal fine 

le opportune prove a riguardo. Il principio inquisitorio non dispensa comun-

que le parti dal dovere di collaborare all’accertamento dei fatti ed in modo 

particolare dall’onere di provare quanto sia in loro facoltà è quanto l’ammi-

nistrazione o il giudice non siano in grado di delucidare con mezzi propri 

(art. 13 PA ed art. 8 LAsi; cfr. DTAF 2019 I/6 consid. 5.1). 

4.4  In relazione alla censura di accertamento inesatto ed incompleto dei 

fatti giuridicamente rilevanti dello stato di salute dell’insorgente, il Tribunale 

osserva dapprima che al momento dell’emissione della decisione impu-

gnata, l’incarto della SEM conteneva già ampia documentazione medica 

attinente alla situazione valetudinaria del ricorrente, dalla quale sono evin-

cibili in modo limpido le diagnosi ed i trattamenti seguiti nonché le cure 

prescritte (cfr. atti SEM n. 11/4, 12/2, 14/3, 15/2, 16/2, 17/3, 18/2, 19/2, 

21/4, 31/2, 33/2, 41/2, 47/2, 48/3, 54/2 e 58/2). La stessa cronistoria me-

dica dell’insorgente è citata correttamente ed esaustivamente nella deci-

sione impugnata (cfr. p.to II, pag. 10 segg.), che si è espressa – in un ap-

prezzamento anticipato – anche riguardo alle visite mediche ancora previ-

ste (cfr. p.to II, pag. 11 della decisione avversata). Visto quanto precede, 

non si vede quindi quali ulteriori accertamenti medici avrebbe dovuto com-

piere la SEM circa lo stato di salute dell’insorgente. Del resto, la sola circo-

stanza che a seguito dell’emissione della decisione avversata, sono state 

effettuate ulteriori investigazioni specialistiche non è in grado di mutare la 

suddetta conclusione. Il fatto solo che il ricorrente nel gravame non con-

cordi con tale apprezzamento esposto dall’autorità inferiore nel 

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provvedimento sindacato, non risulta contrario al principio inquisitorio. Piut-

tosto, con tali censure in realtà l’insorgente intende ottenere un apprezza-

mento differente nel merito rispetto a quello di cui all’impugnata decisione 

riguardo sia alla competenza della Croazia nella trattazione del seguito 

della sua procedura sia in rapporto all’applicazione della clausola di sovra-

nità, questioni che verranno dunque esaminate di seguito. Per quanto poi 

attiene alle allegazioni di maltrattamenti e pushback che l’insorgente avreb-

bero subito da parte di agenti di polizia in Croazia, appare dalla decisione 

avversata come la SEM abbia esaminato la situazione individuale argo-

mentando in modo esplicito e sufficiente, i motivi per i quali non ritenesse 

che vi fossero indizi per l’applicazione delle clausole discrezionali, anche 

tenendo conto della situazione specifica del ricorrente (cfr. p.to II, pag. 13). 

Per quanto concerne la determinazione dell’età del ricorrente, il Tribunale 

ritiene che le censure sollevate dal ricorrente si confondano in realtà con il 

merito della vertenza, ovvero sono rivolte contro l'apprezzamento svolto 

dalla SEM in specie. In quanto tali, verranno quindi trattate nei considerandi 

seguenti. 

Ne discende quindi che anche le censure mosse dal profilo formale da 

parte dell’insorgente, nel senso di un accertamento inesatto ed incompleto 

dei fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM, sono in toto respinte. 

5. 

5.1 Giusta l'art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi, di norma non si entra nel merito di 

una domanda di asilo se il richiedente può partire alla volta di uno Stato 

terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecuzione della 

procedura di asilo e allontanamento. 

5.2 Prima di applicare la precitata disposizione, la SEM esamina la com-

petenza relativa al trattamento di una domanda di asilo secondo i criteri 

previsti dal RD III. Se in base a questo esame è individuato un altro Stato 

quale responsabile per l'esame della domanda di asilo, la SEM pronuncia 

la non entrata nel merito previa accettazione, espressa o tacita, di presa in 

carico del richiedente l'asilo da parte dello Stato in questione (cfr. DTAF 

2017 VI/5 consid. 6.2). 

5.3 In tale contesto, qualora la questione della minore età dell'interessato 

sia oggetto di disputa, si necessita di dirimere preliminarmente tale aspetto, 

essendo il medesimo determinante sia a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 

LAsi) sia nell'ambito della determinazione dello Stato responsabile per l'e-

same della domanda di asilo (cfr. art. 8 RD III). 

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Pagina 7 

6. 

6.1 Nel caso in disamina, nella sua decisione, l'autorità inferiore ha repu-

tato inverosimile l'asserita minore età dell'insorgente. Dapprima ha rilevato 

come il ricorrente non abbia prodotto alcun documento suscettibile di atte-

stare la sua identità, senonché una fotocopia della propria taskara e quella 

della sorella. Inoltre, la SEM ha evidenziato come il richiedente non sa-

rebbe stato in grado rendere verosimili le dichiarazioni riguardanti i dati 

personali e la sua biografia, rilasciando risposte vaghe e contraddittorie. 

Da ultimo, anche le conclusioni della perizia medico-legale esperita, esclu-

derebbero in maniera chiara che egli sia minorenne. Sulla base dell'ap-

prezzamento globale di tali elementi, l'autorità inferiore ha quindi ritenuto 

l'età del ricorrente superiore ai 18 anni per il seguito della sua procedura, 

modificando conseguentemente la data di nascita presente in SIMIC. 

6.2 Dal canto suo, l'insorgente nel proprio memoriale ricorsuale, contesta 

la succitata valutazione dell'autorità inferiore. A tal proposito, in primo 

luogo, l'interessato osserva di essere riuscito a recuperare oltre alla copia 

della sua taskara, anche la copia della taskara della sorella. In secondo 

luogo, egli avrebbe rilasciato delle allegazioni, seppur succinte, coerenti e 

congruenti con l'età da lui dichiarata, ulteriormente comprovate dalla tra-

smissione della taskara della sorella. Riguardo poi ai risultati della perizia 

medico-legale esperita, egli rileva come la stessa rappresenti uno solo de-

gli elementi che dovrebbero venir valutati dalla SEM per la determinazione 

dell’età. Inoltre, la stessa sarebbe unicamente una stima dell’età e non un 

dato certo. Dipoi, i dati relativi alla popolazione afghana sarebbero limitati. 

Egli pertanto ritiene che la valutazione operata dall'autorità inferiore non 

sarebbe il frutto di un giudizio complessivo di tutti gli elementi determinanti. 

7. 

7.1 Appare d'uopo ricordare all'insorgente che, per quanto concerne la mi-

nore età, è al richiedente l'asilo che incombe l'onere della prova al riguardo. 

In presenza di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, se la valuta-

zione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l'interessato 

la abbia resa verosimile, questi sarà tenuto ad assumersene le conse-

guenze, venendo pertanto considerato maggiorenne (cfr. DTAF 2019 I/6 

consid. 5.4 e rif. ivi citati). 

7.2 Nello specifico l'autorità si basa sui documenti d'identità autentici de-

positati agli atti, come pure sui risultati delle audizioni relativamente al qua-

dro personale dell'interessato nel paese d'origine, alla sua cerchia fami-

gliare ed al suo curriculum scolastico. Se necessario, ordina una perizia 

medica volta alla determinazione dell'età (cfr. art. 17 cpv. 3bis in relazione 

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all'art. 26 cpv. 2 LAsi; DTAF 2019 I/6 consid. 5.6; 2018 VI/3 consid. 4.2 e 

rif. cit.). Esperita l'istruttoria, l'autorità inferiore procede ad un apprezza-

mento globale degli elementi in ossequio ai principi sopra citati (cfr. DTAF 

2019 I/6 consid. 5.4 e rif. cit.). 

7.3 Nella fattispecie, dalle conclusioni peritali, si evince che l’età media 

dell’insorgente sia situata tra i 20 ed i 24 anni, mentre che l’età minima del 

medesimo sarebbe di 19 anni. Di conseguenza risulterebbe impossibile 

che egli sia minore di 18 anni, ovverossia la data di nascita dichiarata 

dall’insorgente al momento della visita, che supporrebbe che egli abbia 16 

anni (…) mesi e (…) giorni, non sarebbe verosimile (cfr. n. 38/12, pag. 12). 

Esaminando più in dettaglio tale perizia, le conclusioni della valutazione 

odontostomatologica danno unicamente atto della media dell’età (ovvero 

di 20,5 anni, fondata sui denti del giudizio 18, 28, 38 e 48). Tuttavia, dai 

risultati della tabella inerenti ai diversi metodi utilizzati per la stima dell’età 

precedente, si possono estrapolare anche le conclusioni riguardo alle età 

minime per l’insorgente (di cui l’età inferiore minima è di 18,11 secondo il 

metodo Mincer e coll. per i denti n. 18 e n. 28), nonché le età massime (di 

cui l’età superiore massima è di 26,4 anni secondo il metodo Kahl e Sch-

warze per il dente n. 38). Per quanto attiene invece ai risultati dell’esame 

della tomografia sterno-clavicolare, essi danno atto di un’età minima di 19 

anni ed un’età media di 23,6 anni. Anche se l’esame delle articolazioni 

sterno-clavicolari non riporta l’età massima, considerando le sole età mi-

nime e medie del predetto esame e di quello odontostomatologico, risulta 

come in entrambi gli esami le età minime rilevate siano superiori ai 18 anni. 

Di conseguenza, la perizia costituisce un indizio molto forte di maggiore 

età dell’interessato, per il che risulta essere tanto meno necessario proce-

dere ad un apprezzamento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 con-

sid. 4.2). Tale valutazione non viene minimamente scalfita dalle considera-

zioni addotte dal ricorrente. Come già più volte rimarcato dallo scrivente 

Tribunale difatti, il fatto che il campione statistico utilizzato non fosse riferi-

bile alla popolazione afghana o ancora alle possibili differenze di sviluppo 

che il ricorrente potrebbe presentare rispetto alla campionatura di riferi-

mento utilizzata per l’esame odontostomatologico, risultano essere delle 

circostanze ininfluenti (cfr. tra le altre le sentenze del Tribunale D-

4494/2022 del 14 ottobre 2022 consid. 6.3.3; D-3045/2022 del 20 luglio 

2022 consid. 7.3.3 e ulteriori rif. cit.). 

7.4 

7.4.1 Alla luce di quanto sopra, resta quindi soltanto un ridotto margine di 

apprezzamento delle ulteriori prove presenti agli atti, essendo l’esito degli 

accertamenti medici, in casu, particolarmente concludente. 

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7.4.2 In proposito, sia per quanto attiene alla documentazione presentata 

dal richiedente dinnanzi all’autorità inferiore, sia per quanto concerne le 

dichiarazioni da lui rilasciate riguardanti la sua data di nascita e la sua età, 

il Tribunale ritiene di poter rinviare alla decisione impugnata, onde evitare 

inutili ridondanze. 

7.4.3 Nelle surriferite circostanze, anche il Tribunale, in un’attenta valuta-

zione globale di tutti gli elementi evincibili dall’incarto ed in presenza di una 

fattispecie giuridica sufficientemente completa il ricorrente – al quale in-

combeva l’onere della prova in merito - non è stato in grado di rendere 

verosimile la sua allegata minore età. Pertanto, egli deve assumersene le 

conseguenze, ovvero che venga considerato maggiorenne. Le disposizioni 

normative relative ai minorenni non gli sono pertanto applicabili. 

8. 

8.1 Proseguendo nell’analisi, la SEM, nel contesto della procedura Dublino 

e nel caso di una procedura di presa in carico (inglese: take charge), come 

è il caso di specie, non entra nel merito ai sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b 

LAsi quando, dopo aver passato in rassegna gli art. 7–15 RD III, e previa 

accettazione espressa o tacita di presa in carico del richiedente l’asilo da 

parte dello Stato in questione, conclude che un altro Stato è competente 

per l’esecuzione della procedura d’asilo e allontanamento (cfr. DTAF 2017 

VI/5 consid. 6.2 e 8.2.1). Inoltre, lo Stato membro competente, in forza del 

RD III è tenuto a prendere in carico, alle condizioni specificate agli art. 21, 

22 e 29 RD III, il richiedente che ha presentato domanda in un altro Stato 

membro (cfr. art. 18 par. 1 lett. a RD III). 

8.2  Nel caso in parola, le investigazioni effettuate dalla SEM hanno rive-

lato, dopo consultazione dell’unità centrale del sistema europeo “Eurodac”, 

che all’interessato erano state rilevate le impronte dattiloscopiche in Croa-

zia il (…) luglio 2022 (cfr. atto SEM n. 8/1). Evenienza che è stata confer-

mata pure dall’insorgente (cfr. atto SEM n. 27/10). Su tali presupposti, in 

data (…) ottobre 2022, l’autorità inferiore ha formulato all’indirizzo delle au-

torità croate una richiesta di presa in carico dell’insorgente, basandosi 

sull’art. 13 par. 1 RD III (cfr. atto SEM n. 22/7). Quest’ultima autorità, in 

data (…) dicembre 2022 ha rifiutato la domanda di presa in carico, dichia-

randosi disposta a riesaminare la decisione nel caso in cui la SEM avesse 

trasmesso una perizia attestante la maggiore età del richiedente (cfr. atto 

SEM n. 50/1). L’autorità croata ha esplicitamente accolto la richiesta di 

presa in carico del ricorrente in data (…) gennaio 2023 (cfr. atto SEM n. 

57/1) dopo la domanda di riesame della SEM del (…) dicembre 2022, in 

ossequio dei termini di cui all’art. 5 par. 2 Regolamento CE (cfr. n. 51/2). A 

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tali condizioni, la Croazia è quindi tenuta, in principio, a prendere in carico 

gli insorgenti, al fine di trattare le loro domande d’asilo e d’allontanamento. 

8.3 Le censure sollevate in sede ricorsuale non sono atte ad inficiare la 

predetta conclusione. All’autorità inferiore non incombeva alcun obbligo di 

informare le omologhe croate circa le allegazioni del ricorrente – non sup-

portate da alcun elemento concreto – in merito al proprio abbandono per 

circa un mese del territorio degli Stati Dublino; infatti ai sensi dell’art. 19 

par. 2 RD III, la competenza dello Stato in questione cessa unicamente 

dopo 3 mesi, periodo i.c. non trascorso. 

9.    

9.1  Ciò posto, occorre tuttavia esaminare se, giusta l’art. 3 par. 2 RD III, vi 

siano fondati motivi di ritenere che sussistano delle carenze sistemiche 

nella procedura d’asilo e nelle condizioni di accoglienza dei richiedenti in 

Croazia, che implichino il rischio di un trattamento inumano o degradante 

ai sensi dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea 

(GU C 364/1 del 18.12.2000; di seguito: CartaUE). 

9.2  Nella sua recente giurisprudenza, il Tribunale ha certo ammesso la 

forte probabilità, per dei richiedenti che entrano per la prima volta sul terri-

torio croato, che dei respingimenti illeciti alla frontiera così come dei respin-

gimenti senza esame individuale direttamente alla frontiera (“hot returns”) 

o ancora delle violenze eccessive da parte degli agenti di polizia presenti 

possano prodursi regolarmente in Croazia (cfr. sentenza di riferimento del 

Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 consid. 9.3.2). Al contrario, per 

quanto attiene ai richiedenti trasferiti in Croazia sulla base del RD III, il Tri-

bunale è giunto alla conclusione, che questi hanno in principio accesso alla 

procedura d’asilo nel predetto Paese. Alla luce di tale constatazione, ha 

considerato che sia nel quadro di una procedura di presa in carico (“take 

charge”) sia in una di ripresa in carico (“take back”), le persone trasferite 

non rischiano, secondo un’alta probabilità, di essere esposte ad un rischio 

di violazione dei loro diritti derivanti dal principio di non-respingimento. Il 

Tribunale ha inoltre negato l’esistenza, nella procedura d’asilo e nelle con-

dizioni d’accoglienza in Croazia, di carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 

par. 2 2a frase RD III, che farebbe ritenere un trasferimento del richiedente 

come generalmente inammissibile. Ha inoltre precisato che non si deve 

rinunciare ad un trasferimento se non in casi eccezionali, ovvero allorché il 

richiedente dimostra, con degli argomenti fondati, che il principio sopra 

enunciato non si applica alla sua fattispecie (cfr. sentenza di riferimento del 

Tribunale E-1488/2020 del 22 marzo 2023 precitata consid. 9.5; cfr. anche 

tra le altre la sentenza del Tribunale D-134/2023 dell’11 maggio 2023 

D-464/2023 

Pagina 11 

consid. 5.5). Le censure sollevate in sede ricorsuale circa l’agire delle au-

torità croate nei confronti del ricorrente allorché egli avrebbe tentato di en-

trare in Croazia, non permettono di giungere ad un apprezzamento diverso 

da quanto sopra esposto. Neppure i rapporti citati dal ricorrente nel proprio 

allegato ricorsuale sono atti a mutare la predetta conclusione, come pure 

la giurisprudenza da egli citata di questo Tribunale, che fa riferimento ad 

una fattispecie non paragonabile, che è stata in ogni caso superata dalla 

recente sentenza di riferimento testé citata. Non è inoltre evincibile né dagli 

atti all’incarto né dal gravame alcun indizio serio e concreto suscettibile di 

dimostrare che lo Stato di destinazione non rispetterebbe il principio del 

divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno ai suoi obblighi interna-

zionali rinviando il ricorrente in un paese dove la sua vita, integrità corpo-

rale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove rischierebbe di 

essere respinto in un tale paese. 

9.3  Su tali presupposti, l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si 

giustifica nel caso di specie. 

10.    

10.1  Nel prosieguo, occorre esaminare se, come richiesto dal ricorrente 

nel gravame, malgrado la competenza di principio della Croazia, l’autorità 

inferiore debba esaminare la domanda di protezione internazionale del ri-

chiedente in applicazione dell’art. 17 par. 1 RD III (“clausola di sovranità”), 

disposizione concretizzata in diritto interno svizzero dall’art. 29a cpv. 3 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), che prevede che se “motivi umanitari” lo 

giustificano la SEM può entrare nel merito della domanda anche qualora 

giusta il RD III un altro Stato sarebbe competente per il trattamento della 

domanda. Nell’applicazione di tale norma, la SEM dispone di potere di ap-

prezzamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Al contrario, se il trasferi-

mento del richiedente nel paese di destinazione contravviene ad una 

norma imperativa del diritto internazionale, tra cui quelle della CEDU, l’au-

torità inferiore è obbligata a entrare nel merito della domanda d’asilo ed il 

Tribunale dispone di potere di controllo al riguardo (cfr. DTAF 2015/9 con-

sid. 8.2.1). 

10.2 L’insorgente, nel proprio ricorso, si prevale sia delle violenze che 

avrebbe subito in Croazia, sia del proprio stato di salute che non potrebbe 

essere curato nel predetto Paese, per rinunciare al suo trasferimento ap-

plicando la clausola di sovranità succitata, in quanto una sua riammissione 

in Croazia si porrebbe in contrasto con l’art. 3 CEDU. 

D-464/2023 

Pagina 12 

10.3  Nel caso in esame, in primo luogo, i maltrattamenti che il ricorrente 

ha addotto nel verbale PA RMNA di aver subito in Croazia da parte di 

agenti di polizia non sono decisivi dal profilo della conformità del trasferi-

mento dei richiedenti in relazione agli art. 3 CEDU o all’art. 3 della Conven-

zione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-

danti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105, Conv. tortura), in quanto non esiste 

alcuna ragione seria e concreta di ritenere che un trasferimento a Zagabria 

dell’insorgente (cfr. l’accettazione delle autorità croate) rischierebbe di 

esporlo ad una situazione simile a quella nella quale si sarebbe trovato in 

quanto persona straniera in situazione irregolare su suolo croato nella zona 

di frontiera o dopo la sua interpellazione. Inoltre il Tribunale non ha alcuna 

ragione – neppure considerando quanto riportato nel ricorso dall’insor-

gente – di mettere in dubbio che la Croazia sia uno Stato di diritto, con un 

sistema di giustizia funzionante, al quale l’insorgente potrà indirizzarsi per 

denunciare l’agito di alcuni funzionai di polizia nei suoi confronti o se in 

futuro i suoi diritti non venissero rispettati, anche con l’aiuto di organizza-

zioni non governative presenti su suolo croato. In secondo luogo il ricor-

rente non ha dimostrato in alcun modo, con degli elementi concreti e circo-

stanziati, né è desumibile dagli atti all’inserto, che lo Stato di destinazione, 

che ha accettato espressamente la presa in carico, non sia intenzionato a 

prenderlo in carico ed a portare a termine correttamente la procedura rela-

tiva alla domanda di protezione in violazione della direttiva procedura, o 

ancora che egli non avrebbe avuto accesso alla procedura d’asilo in Croa-

zia in passato o non l’avrà in futuro. A tal proposito, si ricorda che il ricor-

rente, non avendo formalmente depositato una domanda d’asilo nel preci-

tato Paese durante il proprio breve soggiorno dovrà, al ritorno in tale Stato, 

depositare una domanda d’asilo presso le autorità competenti, ciò che gli 

permetterà in particolare di beneficiare delle prestazioni previste dalle di-

rettive procedura e accoglienza. Per di più, i semplici asserti generici 

dell’insorgente ribaditi anche nel ricorso di essere stato respinto dalle au-

torità croate in Bosnia per due volte allorché tentava di entrare nel territorio 

croato, non risultano sufficientemente sostanziati, per ritenere che egli su-

birebbe un trattamento uguale nel caso di un loro ritorno in Croazia. Non si 

evince peraltro né dagli atti all’incarto né dal gravame, alcun indizio serio e 

concreto, suscettibile di dimostrare che lo Stato di destinazione non rispet-

terebbe il principio del divieto di respingimento e, dunque, verrebbe meno 

ai suoi obblighi internazionali rinviandoli in un paese dove la loro vita, inte-

grità corporale o libertà sarebbero seriamente minacciate o da dove ri-

schierebbero di essere respinti in un tale paese. 

 

D-464/2023 

Pagina 13 

10.4    

10.4.1  In merito allo stato di salute del ricorrente, si osserva dapprima 

come il respingimento forzato di persone che soffrono di problemi medici, 

costituisce una violazione dell’art. 3 CEDU unicamente in circostanze ec-

cezionali (cfr. sentenze della CorteEDU [Grande Camera] N. contro Regno 

Unito del 27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 di-

cembre 2016, 41738/10, §181 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). 

Concernente lo stato valetudinario dell’insorgente, si constata come 

nell’ambito del colloquio Dublino, egli ha allegato di stare benissimo, di es-

sere stato preso a carico psicologicamente a causa della sua insonnia e 

paura. Per quanto concerne la sindrome di Wolf Parkinson White, egli ha 

indicato che in Afghanistan non si ammalava mai e la malattia gli è stata 

diagnosticata in Svizzera (cfr. atto SEM n. 27/10). Per quanto concerne 

l’istoriato medico di dettaglio del ricorrente e le relative cure si rimanda alla 

decisione avversata (cfr. pt. II, pag. 10 e seg.). Al ricorrente sono state 

diagnosticate, tra le altre, una sindrome da stress post traumatico, follico-

lite, bronchite, scabbia, trauma in iperflessione articolazione IFP al dito 

della mano destra, cefalea, trauma contusivo al gomito sinistro ed è stato 

vaccinato contro il tetano. In data (…) ottobre 2022, il ricorrente è stato 

ricoverato a causa di un episodio sincopale con giramenti di testa, vomito 

e sincope. L’ECG svolto in tale contesto ha mostrato una bradicardia (cfr. 

atto SEM n. 21/4). Il seguente (…) novembre 2022, il medico ha ritenuto 

necessaria una terapia a base di Sertralina, ma ha atteso a prescrivere tale 

farmaco per dapprima valutare la compatibilità dello stesso con la sindrome 

di Wolf-Parkinson-White (cfr. atto SEM n. 31/2). In seguito, al ricorrente, è 

stata diagnosticata una gastrite acuta con bruciore, dolore epigastrico e 

nausea senza vomito, da trattare con Pantoprazolo, Riopan gel e Motilium 

(cfr. atto SEM n. 33/2). In data (…) novembre 2022, l’interessato si è sot-

toposto ad una visita specialistica cardiologica, durante la quale è stata 

confermata la diagnosi di Wolf-Parkinson-White oltre che il probabile di-

sturbo post-traumatico, mentre l’anatomia e le funzioni cardiache sono ri-

sultate normali. Il cardiologo ha inoltre consigliato di svolgere un ulteriore 

controllo dopo 6-12 mesi (cfr. atto SEM n. 48/3). Nei successivi mesi si 

sono tenute diverse visite psichiatriche, durante le quali è stato prescritto 

Sertralin 50 mg, non assunto dall’interessato (cfr. atti SEM n. 47/2 e 54/2). 

In data (…) dicembre 2022, è stata diagnosticata all’interessato una ga-

strite cronica, per cui sono stati prescritti Nexium, Amocillina e Claritromi-

cina (cfr. atto SEM n. 41/2). Il (…) gennaio 2023 il medico ha prescritto per 

la gastrite Motilium e Riopan gel. Dal controllo cardiologico non sono 

emersi particolari problemi (cfr. atto SEM n. 58/2). In data (…) febbraio 

2023, il ricorrente ha lamentato malessere generale, con febbre, vomito e 

D-464/2023 

Pagina 14 

secrezioni misto a sangue, oltre che dolori generalizzati (cfr. atto SEM n. 

67/2). Il successivo (…) febbraio 2023, durante il consulto psichiatrico, il 

medico ha aumentato il dosaggio della terapia farmacologica, prescrivendo 

Zoloft 75mg (cfr. atto SEM n. 68/2). In data (…) marzo 2023, il ricorrente è 

stato visitato presso il pronto soccorso dell’Ospedale regionale di Mendri-

sio a seguito di un episodio di agitazione causato dalla notizia secondo la 

quale la sua domanda d’asilo sarebbe stata rifiutata, con seguente tenta-

tivo di farsi del male e rifiuto di assumere la propria terapia farmacologica. 

I medici non hanno tuttavia rilevato la necessità di un ricovero coatto (cfr. 

atto SEM n. 69/2). In data (…) marzo 2023, l’insorgente si è sottoposto ad 

un ECG, per valutare l’aumento del dosaggio della Sertralina (cfr. risul-

tanze istruttorie). Il successivo (…) marzo 2023, durante un colloquio psi-

chiatrico, il medico ha rilevato un miglioramento clinico. Quest’ultimo ha 

concordato con l’interessato di mantenere invariata la terapia farmacolo-

gica impostata (cfr. atto SEM n. 72/2). Il successivo (…) aprile 2023, il ri-

corrente è stato visitato presso la struttura Ärztehaus Brunnen, durante la 

quale egli ha lamentato mal di stomaco e reflusso, oltre che problemi al 

gomito sinistro. La terapia impostata in quel momento prevedeva Panto-

prazol, Flectoparin, Magnesium diasporal e Sertralin (cfr. risultanze istrut-

torie). Presso la medesima struttura, in data (…) maggio 2023, il medico 

ha richiesto l’esecuzione di una gastroscopia, visto che il test Helicobacter 

ha dato risultati negativi. La terapia impostata in quel momento prevedeva 

Flectoparin, Magnesium diasporal, Sertralin, Esomeprazol, Weleda, Rela-

xane e Minalgin (cfr. risultanze istruttorie). In data (…) giugno 2023, il ricor-

rente si è sottoposto ad una gastroscopia. Dalla stessa è emersa una ga-

stroduodenite erosiva ed il medico ha ipotizzato quale causa una proble-

matica legata all’Helicobacter. Dalle successive analisi è stata esclusa la 

presenza di Helicobacter pylorum, come pure l’atrofia alle ghiandole, me-

taplasia intestinale displasia o malignità (cfr. risultanze istruttorie). Il suc-

cessivo (…) giugno 2023 il ricorrente si è sottoposto ad una visita cardio-

logica, durante la quale è stata diagnosticata una “ventrikuläres Präexita-

tionsyndrom” asintomatica. Nonostante ciò la prognosi è da considerarsi 

buona. Il medico ha infine consigliato ulteriori investigazioni specialistiche. 

La terapia farmacologica impostata in quel momento prevedeva Magne-

sium diasporal, Sertralin, Esomeprazol, Weleda, Relaxane (cfr. risultanze 

istruttorie). Nonostante ciò, agli atti non sono giunti ulteriori aggiornamenti. 

Si può pertanto concludere che lo stato di salute del ricorrente sia stato 

sufficientemente acclarato e le terapie farmacologiche impostate. Non ri-

sulta pertanto necessario attendere ulteriori investigazioni, di cui tra l’altro 

non v’è traccia agli atti. 

D-464/2023 

Pagina 15 

10.4.2  Alla luce dello stato di salute del ricorrente testé descritto, pur non 

volendo in alcun modo minimizzare le patologie di cui ha sofferto e di cui 

soffre tutt’ora, dagli atti all’inserto non sono evincibili degli elementi concreti 

e circostanziati, che inducano a ritenere come il suo stato di salute sia di 

una gravità tale da comportare una violazione dell’art. 3 CEDU ai sensi 

della giurisprudenza sopra referenziata nel caso di un suo rinvio in Croazia, 

che non potrebbe essere ivi trattato o di cui il trattamento non possa essere 

proseguito nel medesimo Stato. Non risulta in tale contesto inopportuno 

evidenziare come il Tribunale, in linea di principio – ed al contrario di quanto 

argomentato dall’insorgente nel proprio ricorso – ritenga che la Croazia di-

sponga di infrastrutture mediche adeguate (cfr. le sentenze del Tribunale 

D-440/2023 del 7 febbraio 2023 consid. 7.4.3, D-407/2023 del 1° feb-

braio 2023 consid. 8.2.2, D-1418/2022 del 4 aprile 2022 consid. 5.3.6, D-

1241/2022 del 25 marzo 2022 pag. 7). Ciò essendo rammentato come il 

Tribunale abbia già più volte ritenuto che l’aiuto apportato da organizza-

zioni non governative permetta segnatamente di supplire alle lacune delle 

infrastrutture psicoterapeutiche statali presenti in Croazia (cfr. a tal propo-

sito le sentenze del Tribunale D-5670/2022 del 3 febbraio 2023 con-

sid. 8.3.3 con ulteriori rif. cit., E-4859/2022 del 9 novembre 2022 con-

sid. 6.5.1). Pertanto, se il ricorrente dovesse necessitare di ulteriori cure o 

trattamenti medici, o proseguire quelli già iniziati in Svizzera, potrà senz’al-

tro fare capo all’infrastruttura medica presente in Croazia. Stato che si ri-

corda è firmatario della direttiva accoglienza ed in quanto tale, deve prov-

vedere affinché i richiedenti ricevano la necessaria assistenza sanitaria 

comprendente quanto meno le prestazioni di pronto soccorso e il tratta-

mento essenziale di malattie e di gravi disturbi mentali e fornire la neces-

saria assistenza medica o di altro tipo, ai richiedenti con esigenze di acco-

glienza particolari, comprese, se necessarie, appropriate misure di assi-

stenza psichica (cfr. art. 19 par. 1 e 2 direttiva accoglienza). Neppure il rap-

porto citato dal ricorrente della ONG “Solidarité sans frontières”, secondo 

il quale la ONG “Médecin du Monde” non sia più attiva nei centri per richie-

denti può far giungere a differente conclusione, in quanto il ricorrente - in 

caso di necessità - potrà rivolgersi ad altre organizzazioni attive sul territo-

rio croato. 

10.5  In siffatte circostanze, non si ravvisano indicatori per ritenere che l’au-

torità inferiore abbia esercitato in maniera arbitraria il suo potere di apprez-

zamento (cfr. DTAF 2015/9 consid. 7 seg.). Non vi è quindi alcun motivo di 

applicare le clausole discrezionali previste all’art. 17 par. 1 RD III (clausola 

di sovranità), rispettivamente all’art. 29a cpv. 3 OAsi 1. 

D-464/2023 

Pagina 16 

11.  

Di conseguenza, in mancanza dell’applicazione delle suddette norme da 

parte della Svizzera, la Croazia è competente per la presa in carico del 

ricorrente in ossequio alle condizioni poste agli art. 21, 22 e 29 RD III. 

12.  

Ne discende che è quindi a giusto titolo che la SEM non è entrata nel merito 

della domanda d’asilo del ricorrente, in applicazione dell’art. 31a cpv. 1 

lett. b LAsi ed ha pronunciato il suo trasferimento verso la Croazia confor-

memente all’art. 44 LAsi. In conclusione, con il provvedimento impugnato, 

l’autorità inferiore non ha violato il diritto federale né abusato del suo potere 

di apprezzamento ed inoltre non ha accertato in modo inesatto o incom-

pleto i fatti giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il ricorso deve 

quindi essere respinto e la decisione dell’autorità inferiore confermata. 

13.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, le domande dell’insor-

gente tendenti d’un canto alla concessione dell’effetto sospensivo al me-

desimo, e d’altro canto all’esenzione dal versamento di un anticipo sulle 

spese processuali, risultano divenute senza oggetto. 

14.  

Altresì, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito fa-

vorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta. Le spese processuali 

di CHF 750.– che seguono la soccombenza, sono quindi poste a carico del 

ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 1–3 del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

15.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione, e pertanto non può essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è quindi definitiva. 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

D-464/2023 

Pagina 17 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versa-

mento delle spese processuali, è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

Data di spedizione: