# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7de5ccfd-4f4b-52b4-8908-c9f74fc885db
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-08-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.08.2011 32.2011.61
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-61_2011-08-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.61

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  29 agosto
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 febbraio 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 28 gennaio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1969, professionalmente attivo quale parrucchiere, nel giugno 2009 ha inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti indicando quale danno alla salute i
postumi di due infortuni occorsigli il 10 gennaio 2009 (caduta con frattura
radio destro) rispettivamente il 23 aprile 2009 (incidente della circolazione
con frattura tibia prossimale, lesione legamento crociato anteriore e frattura
radio distale sinistro).

 

                               1.2.   Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una valutazione, da
parte del SMR, della documentazione medica presente negli atti ed un’inchiesta
economica per persone con attività indipendente, con decisione 28 gennaio 2011 (preavvisata
il 22 settembre 2010) l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni (doc.
AI 54).

                                                                                

                               1.3.   Avverso
la succitata decisione, l’assicurato, rappresentato dall'avv. RA 1ha inoltrato
il presente ricorso postulando il riconoscimento di un quarto di rendita e, in
via subordinata, il rinvio degli atti all’Ufficio AI per nuovi accertamenti medici.
Sostanzialmente l’insorgente contesta la valutazione medica della residua
capacità lavorativa, come pure l’applicazione del metodo straordinario di calcolo
dell’invalidità. Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nel
prosieguo. 

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso, le cui motivazioni
verranno riprese, se del caso, nei considerandi in diritto

 

                               1.5.   Il
4 aprile 2011 l’insorgente ha inoltrato delle osservazioni alla risposta di
causa (VI). 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e
giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’assicurato ha diritto o meno ad una rendita
d’invalidità. 

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, p. 1411, n. 46).
Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc,
op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n.
264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire
se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare,
benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

 

                               2.4.   Secondo la giurisprudenza del TFA,
nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile,
occorre che la graduazione dell’invalidità avvenga, ispirandosi al metodo specifico
applicabile alla persone non esercitanti un’attività lucrativa (art. 27 OAI),
eccezionalmente secondo il metodo straordinario.

                                         Capita
in particolare nel caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente
preciso dei redditi da porre a confronto sia escluso (Pratique VSI 1998 p. 121;
p. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b; RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e
3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97 V 57; DTF 104 V 139; DTF 105
V 154ss consid. 2a; Duc, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, p.
456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 p. 121s; Valterio, op. cit., p. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata
considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento
sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto
invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In
tal caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza
del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i
quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122
consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo
consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito direttamente
sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale
raffronto, si constata l’impedimento dovuto al danno, poi si valutano gli
effetti di tale impedimento sull’incapacità di guadagno (metodo straordinario;
Pratique VSI 1998 p. 123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74
p. 213ss consid. 2b; DTF 105 V 151, 104 V 138). Una determinata
limitazione della capacità produttiva funzionale può, non deve tuttavia
forzatamente, produrre una perdita di guadagno della medesima entità (Pratique
VSI 1998 p. 123 consid. 1a).

                                                                                

                               2.5.   Nel
caso in esame, fondandosi sugli atti all’inserto, con rapporto 17 maggio 2010
il dr. __________ del SMR ha proceduto ad una valutazione della residua
capacità lavorativa dell’assicurato, ponendo le seguenti diagnosi invalidanti:
stato dopo frattura radio distale sinistro; esiti da frattura della tibia
prossimale con lesione del legamento crociato anteriore (artroscopia il 23.4.2009)
e esiti da frattura del polso destro (gennaio 2009). Quale altra diagnosi con
influenza sulla capacità lavorativa è stata riconosciuta una sindrome delle apnee
ostruttive del sonno (OSAS). Non invalidante è stata infine ritenuta la
sindrome da tunnel carpale sinistro di grado moderato.

 

 

                                         Dopo
esame degli atti, il succitato medico SMR ha proceduto alla seguente valutazione
della capacità lavorativa:

 

" 
Dalla valutazione della
documentazione clinica a disposizione risulta medicalmente giustificabile IL
100% dal 10.01.2009 al 28.02.2009. IL 50% dal 01.03.2009 al 02.04.2009.

IL 100% dal 23.04.2009 al 24.08.2009. IL 50% dal
25.08.2009.

Dal 12.10.2009 IL 0% in attività adatta allo stato di
salute e rispettosa dei limiti funzionali.

Dalla stessa data IL 20% in attività abituale di
parrucchiere.

IL giustificata dalla forza di presa prolungata della
mano destra, posizioni in ergonomiche dei polsi, facile stancabilità (per
OSAS).

Prognosi favorevole in senso di stazionarietà.
(…)" (Doc. AI 27/3)

 

                                         In
sede di osservazioni al progetto di decisione, l’assicurato ha allegato due perizie
specialistiche. La prima del 4 marzo 2010 del dr. __________, eseguita per __________
quale assicuratore LAINF, in cui lo specialista ha concluso per un’incapacità
lavorativa del 25% nell’abituale professione di parrucchiere dovuta alle
sequele dell’incidente della circolazione del 23 aprile 2009 (cfr. risposta
alla domanda n. 12a), individuando, quali attività adeguate, “attività
leggere con possibilità di scarico regolare del ginocchio destro, senza movimenti
ripetitivi delle mani, a sinistra in particolare, anche nello svolgimento di
attività fini ed di precisione” (risposta alla domanda n. 12c; doc. AI 45-27).
Alla medesima conclusione è giunto anche il dr. __________ nella perizia 28
giugno 2010. Incaricato dalla Assicurazione __________ (assicuratore
responsabilità civile auto in relazione all’incidente della circolazione del 23
aprile 2009) questo specialista ha segnatamente concluso per un’inabilità del
25% nella professione di parrucchiere (doc. AI 45-18). 

                                         Esaminate
le due perizie, con annotazioni 8 novembre 2010 il dr. __________ del SMR ha
fra l’altro evidenziato:

 

" 
(…)

Le IL risultano quindi coerenti e supportate da pareri
diversi che concludono comunque per un grado di IL clinicamente giustificato e
quantificato tra 20 e 25%.

Inoltre l'Assicurato dichiarava nella perizia del Dr. __________
(pag. 3) di svolgere la sua attività al 75% con possibilità anche di posizione
seduta." (Doc. AI 47/1)

 

                                         Certo
che, come evidenziato nel ricorso, l’incapacità lavorativa del 25% accertata
dai dr. __________ e __________ si riferisce unicamente ai postumi
dell’incidente della circolazione dell’aprile 2009, mentre che la valutazione
17 maggio 2010 del dr. __________ del SMR, fondata sull’esame degli atti (escluse
le due succitate perizie di cui egli è venuto a conoscenza posteriormente), circa
l’inabilità del 20% è comprensiva anche della “facile stancabilità”
dovuta alla OSAS, problematica di natura extra-infortunistica. Stanchezza che
comunque non risulta avere ripercussioni sulla capacità lavorativa visto che
l’assicurato, come dichiarato da lui stesso durante l’esame peritale del dr. __________,
“lavora attualmente nella misura del 75%” ….e, quando è possibile, tende a
lavorare in posizione seduta “ (doc. AI 45-21). 

                                         Inoltre,
come verrà detto al prossimo considerando, anche volendo tenere conto, per
ipotesi di lavoro, di un’incapacità lavorativa del 25% nell’attività di parrucchiere,
l’esito della presente vertenza non cambia.

                                         Infine,
per completezza va detto che per i postumi dell’in-fortunio dell’aprile 2009 l’insorgente
ha concordato con l’assicuratore LAINF per un grado d’invalidità del 20% (cfr.
decisione 29 luglio 2010 in doc. AI 45-29). 

                                                                                 

                               2.6.   Per
quel che concerne gli effetti economici dell’invalidità, l’Ufficio AI,
procedendo ad un inchiesta economica per gli indipendenti, ha determinato
l’incapacità al guadagno secondo il metodo straordinario (cfr. consid. 2.4.). A
mente del TCA tale modo di procedere non è corretto.

                                         Non
va dimenticato che, a seguito della trasformazione della sua ditta individuale
di parrucchiere, nell’aprile 2008 l’assicurato ha costituito, quale socio
gerente, la __________ Sagl (cfr. estratto RC in doc. AI 1-1). Dal 1° agosto
2008 egli è legato alla citata società con contratto di lavoro (doc. AI 53-3).
Alla __________ ed all’Ufficio AI l’assicurato ha prodotto il certificato di
salario per il periodo settembre – dicembre 2008 (atti LAINF in doc. AI 53-3;
doc. AI 13-5) ed i conteggi stipendio di gennaio – maggio 2009 (atti LAINF in
doc. AI 53-5-9; doc. AI 13/6-10). L’assicuratore LAINF lo ha considerato quale
dipendente, calcolando in fr. 87'603,60 il salario determinante (doc. AI
45-39). Quindi prima del danno (aprile 2009) l’insorgente era (ed è tuttora)
dipendente della succitata Sagl, motivo per cui è applicabile il consueto
metodo ordinario. 

 

                                         In
queste condizioni, dal momento in cui l’insorgente è ancora
capace di esercitare al 75% la sua originaria professione, appare indicato
procedere a un cosiddetto raffronto percentuale (DTF 114 V 310 consid.
3a e riferimenti ivi menzionati; STFA del 21 agosto 2006 nella causa R., I
759/05, consid. 8; P. Omlin, Die Invalidität in der
obligatorischen Unfallversicherung, tesi Friborgo 1995, p. 154).

 

                                         Pertanto, il reddito da invalido che egli può conseguire mettendo a
frutto la sua capacità lavorativa residua corrisponde al 75% del reddito
realizzabile senza il danno alla salute, ciò che non apre il diritto ad una
rendita d’invalidità.

 

                                         Ne
consegue che per i succitati motivi la decisione contestata merita conferma,
mentre il ricorso va respinto.

 

                               2.7.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni
dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti