# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 62b703bd-09f1-5f36-9fd3-eee2b64db69f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.07.2010 D-4601/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4601-2010_2010-07-06.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4601/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  l u g l i o  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Jean-Pierre Monnet;
cancelliere Federico Pestoni;

A._______,
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisio-
ne dell'UFM del 23 giugno 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4601/2010

Visti:

la  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (...)  in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno 
e mediante il quale l'ha reso attento circa la necessità di consegnare, 
entro le 48 ore successive all'inoltro della sua istanza, un documento 
d'identità o di  viaggio, con la comminatoria che,  in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 18 maggio 2010 e del 2 giugno 2010;

la  decisione dell'UFM del  23 giugno 2010,  notificata  all'interessato  il 
giorno stesso (cfr. risultanze processuali);

il ricorso del 25 giugno 2010 (cfr. timbro del plico raccomandato, data 
d'entrata 28 giugno 2010);

gli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo federale 
(TAF) in data 28 giugno 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

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che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  nigeriano  di  etnia  Haussa, 
nato e con ultimo domicilio a B._______, C._______ State, trasferitosi 
per  qualche  tempo  a  D._______,  dove  ha  frequentato  le  scuole,  e 
successivamente  a E._______,  F._______  Reserve,  dove ha abitato 
presso il proprietario del negozio per il quale ha lavorato (cfr. verbale  
d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 1);

che il richiedente, avrebbe lasciato la Nigeria nel mese di (...) del 2010 
per il timore di essere ucciso dai musulmani che hanno dato vita agli  
scontri  religiosi  avvenuti  nella  regione  nel  mese  di  marzo;  che,  in 
occasione dei citati disordini il ricorrente avrebbe perso la madre ed il  
fratello,  mentre  il  padre sarebbe riuscito, pur  ferito, a  scappare; che 
egli sarebbe riuscito a fuggire saltando dalla finestra e raggiungendo 
la stazione di polizia poco distante ove avrebbe in seguito ritrovato suo 
padre; che il giorno seguente la polizia ha disperso con i lacrimogeni 
tutti coloro che si erano rifugiati presso la gendarmeria e che a causa 
di ciò il ricorrente avrebbe perso di vista il padre; che in seguito egli è  
fuggito  su  di  un  auto  nel  parco  animali  G._______  Reserve  e 
successivamente a D._______, da dove poi è espatriato  (cfr. verbale 
d'audizione del 18 maggio 2010, pagg. 5, 6 e 7); che di  qui,  in auto, 
attraversando  il  Niger  sarebbe  giunto  in  Libia  dove  si  sarebbe 
imbarcato alla volta dell'Italia; che una volta giuntovi, verosimilmente in 
Sicilia, dopo qualche giorno di clandestinità presso altri africani, grazie 
all'aiuto di una persona di colore che gli avrebbe pagato il biglietto, il  
ricorrente avrebbe raggiunto H._______ in treno, senza tuttavia essere 
in grado di descrivere minimamente il  percorso né tantomeno riferire 
se  e  dove  avrebbe  cambiato  convoglio  nonché  come  abbia  fatto  a 
superare lo stretto di Messina; che a H._______ ha deposto domanda 

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d'asilo  in  data  6  maggio  2010  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
18 maggio 2010, pagg. 7, 8 e 9);

che, nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che 
il  richiedente non ha consegnato alle  autorità  competenti  in  materia 
d'asilo alcun documento d'identità o di  viaggio valevole ai  sensi del -
l'art. 1a lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni proce-
durali  dell'11 agosto 1999 (OAsi 1, RS 142.311); dall'altro lato, detto 
Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art.  32 
cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi nonché pronunciato l'al-
lontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile,

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna di  documenti  d'identità, riconfermato quanto già affermato nei 
verbali di audizione, e meglio di non aver mai né posseduto né avuto 
bisogno di documenti di identità, ribadendo inoltre, che non sa come 
procurarsi tali documenti non avendone mai posseduto uno; che inoltre 
egli  ha  riferito  di  non aver  avuto  occasione di  richiedere  la  carta  di  
identità posto che la commissione che le rilascia è itinerante e passa 
solo alcune volte al suo villaggio e che l'ultima volta egli non aveva an-
cora diritto al rilascio dei documenti in quanto troppo giovane;

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo; che ha, altresì, presentato una domanda di esenzione dal ver-
samento anticipato delle presumibili spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -

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l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o  l'e-
sistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett.  c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative;

che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre un mese dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che,  per  di  più,  egli  si  è  semplicemente limitato  a  dichiarare di  non 
aver mai  posseduto un passaporto  o una carta d'identità,  allegando 
poi di non avere mai necessitato di possedere dei documenti di identi -
tà poiché si sarebbe sempre identificato verbalmente (cfr. verbale d'au-
dizione del 18 maggio 2010, pag. 4)  e inoltre  di non aver avuto occa-
sione di richiedere la carta di identità posto che la commissione che le 
rilascia è itinerante e passa solo alcune volte al suo villaggio e che l'ul -
tima  volta  egli  non  aveva ancora  diritto  al  rilascio  dei  documenti  in 
quanto troppo giovane (cfr. ricorso, pag. 2);

che, oltre a ciò, interrogato sul proprio viaggio, egli  è stato assoluta-
mente superficiale ed evasivo senza fornire alcun dettaglio del tragitto 
intrapreso; che ha dichiarato di  aver lasciato  la  Nigeria partendo da 
D._______ in auto o in camion a seconda delle differenti versioni (cfr. 
verbali  d'audizione del  18 maggio 2010, pag. 7 e del  2 giugno 2010, 
pag. 4), di aver attraversato il Niger e la Libia fino a giungere alla costa 
in pochi giorni; che di qui si sarebbe imbarcato alla volta dell'Italia, ve-
rosimilmente in Sicilia, dove, per qualche giorno, avrebbe soggiornato 
clandestinamente presso altri africani; che in seguito, grazie all'aiuto di 
una non meglio identificata persona di colore che gli avrebbe pagato il  
biglietto, avrebbe viaggiato in treno fino a H._______ dove ha deposto 
la propria domanda di asilo in data (...); che tuttavia egli non rammenta 
nulla del viaggio, e meglio da dove sia passato, se e dove abbia cam-

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biato convoglio e, infine, in che modo abbia superato lo stretto di Mes-
sina (cfr. verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pagg. 7, 8 e 9);

che, in aggiunta, l'autore del gravame ha fornito spiegazioni stereotipa-
te a conforto del proprio racconto sulle modalità e i tempi del viaggio 
intrapreso; che  egli  si  è  limitato  a  dire  di  non  ricordarsi  poiché  era 
stanco e poco lucido a causa dell'estenuante viaggio e che avrebbe 
dormito per gran parte del percorso;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte;

che, in particolare, appare totalmente inverosimile che egli sia giunto 
in  Svizzera  senza ricordare  nulla  di  un  viaggio  così  lungo,  e  senza 
aver mai subito alcun tipo di controllo;

che argomentazioni come quelle addotte appaiono tutte assolutamente 
inattendibili;

che, per di più ed a prescindere dalle allegazioni palesemente fanta-
siose di cui sopra, già varcare il confine Schengen senza subire alcun 
controllo, risulta a tutt'oggi quantomeno difficoltoso;

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il possesso dei documenti d'identità, il TAF ha ra-
gione di concludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documen-
ti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 

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meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5); 

che la manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese as-
senza  di  una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  
stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna 
dalle persecuzioni  statali  oppure di  un'appropriata protezione statale 
contro l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8, consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il fatto di essere rimasto solo e senza più nulla non-
ché per il timore di essere ucciso dai musulmani;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  a  mente  di  questo  Tribunale,  come  rettamente  evidenziato 
dall'autorità inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno 
della  sua  domanda  d'asilo  non  presenta  alcun  elemento  di 
verosimiglianza;

che basti rilevare innanzitutto che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago sugli eventi che lo avrebbero indotto a lasciare il  proprio  
Paese;  che,  a  titolo  d'esempio,  egli  si  è  ripetutamente  contraddetto 
sulle  dichiarazioni  a  proposito  dei  propri  motivi  d'asilo,  e  meglio  in 
relazione all'asserito  attacco avvenuto nel suo villaggio da parte dei 
musulmani  e  nel  quale  avrebbe  perso  la  madre  e  il  fratello;  che 
anzitutto,  già  nel  corso  della  prima  audizione  il  ricorrente  si  è 
contraddetto dicendo dapprima di  aver visto la  decapitazione di  suo 
fratello,  per  poi  correggersi  e  riferire  di  averlo  soltanto  sentito 
implorare  di  non  essere  ucciso  e  di  aver  saputo  soltanto  in 
successivamente che egli sarebbe morto (cfr. verbale d'audizione del 
18 maggio 2010, pag. 6); che sia come sia, in sede di prima audizione 
egli ha dichiarato che il fratello è stato ucciso nel cortile mentre stava 
tentando di fuggire (cfr. verbale d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 
6), mentre durante il secondo confronto ha affermato che suo fratello 
si trovava in un'altra stanza e che gli aggressori si trovavano lì e nel 
resto della casa,  ma che in cortile  non ce n'erano, tant'è  che egli  è 
potuto  fuggire  uscendo  dalla  finestra  di  camera  sua  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  2 giugno 2010,  pag.  9);  che,  appunto,  una  volta 

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svegliato  dai  rumori  della  sommossa,  aprendo  la  finestra,  egli  si 
sarebbe  accorto  della  presenza  degli  aggressori,  forse  una  decina, 
che  stavano  davanti  a  casa  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
18 maggio 2010, pag. 6), salvo poi riferire nella successiva audizione 
che nel cortile non c'era nessuno e che gli aggressori si trovavano tutti  
dentro casa (cfr. verbale d'audizione del 10 maggio 2010, pag. 9); che 
oltretutto, a proposito del tragico evento occorsogli, il richiedente non 
solo  non  ricorda  la  data  precisa,  ma  nemmeno  rammenta  se  sia 
accaduto  nel  mese  di  febbraio  o  quello  di  marzo  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  18 maggio 2010,  pag.  5);  che  persino  per  quanto 
riguarda  la  sua  fuga,  il  racconto  appare  alquanto  illogico  ed 
inverosimile  posto  che egli  ha dichiarato  di  aver  ritrovato suo padre 
alla stazione di polizia, ma di averlo abbandonato, ancorché ferito, la 
mattina seguente quando si è trattato di lasciare la gendarmeria (cfr.  
verbali d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 5 e del 2 giugno 2010, 
pag. 4); che infine, persino il racconto relativo al viaggio di espatrio è 
intriso  di  contraddizioni,  in  primis  quanto  al  mezzo  di  trasposto 
utilizzato per andare da D._______ alla costa libica, che nella prima 
audizione sarebbe un auto mentre nella seconda un camion sul quale 
c'erano  anche  altre  persone;  che  pure  sui  tempi  di  percorrenza  si 
rilevano  grossolane  discrepanze,  visto  che  stando  ad  una  prima 
versione  il  ricorrente  sarebbe  partito  da  D._______  all'inizio  di  (...)  
raggiungendo in pochi giorni la costa libica (cfr. verbale d'audizione del  
10 maggio 2010,  pag.  6),  mentre  nella  successiva  audizione  ha 
dichiarato di essere partito a fine (...) inizio (...) e di aver fatto diverse 
tappe durante le quali si è sempre fermato qualche giorno (cfr. verbale 
d'audizione del 2 giugno 2010, pagg. 7 e 8); che pure sulle domande 
riferite  alla  persona  si  evincono  grossolane  incongruenze  come,  ad 
esempio, a proposito dei luoghi dove il ricorrente avrebbe abitato; che 
infatti egli ha asserito di aver vissuto per un periodo abbastanza lungo, 
dal  2004  al  2010,  a  E._______  presso  tale  I._______,  ossia  il 
proprietario del negozio di biciclette per il quale lavorava (cfr. verbale 
d'audizione del 18 maggio 2010, pag. 1), salvo poi rimangiarsi tutto e 
affermare che egli non avrebbe mai potuto vivere con detta persona in 
quanto musulmani (cfr. verbale d'audizione del 2 giugno 2010, pagg. 7 
e 8);

che alla luce delle numerose e marcate contraddizioni suesposte non 
si  ritiene  necessario  approfondire  oltre  la  questione,  sollevata 
dall'UFM, relativa alla reale appartenenza etnica del ricorrente, posto 

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che  ciò  non  avrebbe,  comunque,  influenza  alcuna  sull'esito  della 
presente vertenza;

che, di conseguenza, i motivi d'asilo evocati sono stati esaminati e ret -
tamente  ritenuti  come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta 
l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; che, tanto meno, a mente di questo Tribuna-
le, le allegazioni prodotte sarebbero state di un'intensità tale da essere 
considerate decisive in materia d'asilo né che si evincono elementi da 
cui  dedurre  che  al  ricorrente  sarebbe  stata  preclusa  un'appropriata 
protezione contro le persecuzioni statali (cfr. GICRA 2006 no 18);

che,  a  titolo  abbondanziale,  mal  si  comprende  la  necessità  per  il  
ricorrente  di  dover  fuggire  all'estero,  posto  che  avrebbe  potuto 
senz'altro  chiedere  protezione  alla  polizia  locale,  ciò  che  si  era  già 
dimostrato  efficace  la  notte  degli  scontri;  che,  sia  come  sia,  egli 
avrebbe potuto trovare riparo, per esempio presso sua sorella, in altre 
regioni della Nigeria non toccate dagli scontri religiosi, avendo peraltro 
egli già vissuto anche in altri luoghi distanti dal proprio villaggio natale;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non risultano  elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, in aggiunta, non si giustificano neppure delle misure di istruzione 
complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedi -
mento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  (cfr.  DTAF 
2009/50, consid. 8, pagg. 730 e segg.);

che, dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
è ammissibile;

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  come detto,  l'esecuzione 
dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44  cpv. 2 LAsi  e  art. 83 
cpv. 3 LStr);

che, pur tenendo in considerazione i disordini occorsi nella regione di  
L._______ rispettivamente B._______ ed allegati  dal  ricorrete,  la  si-
tuazione vigente in Nigeria non appare caratterizzata da guerra, guer -
ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popola -
zione nell'integralità del territorio nazionale; che, sia come sia, nel frat-
tempo le autorità nigeriane hanno ripreso il controllo nella regione tea-
tro dei citati disordini; che dunque, tali  allegazioni non giustificano la 
concessione dello statuto di rifugiato, né tanto meno dell'ammissione 
provvisoria;

che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una buona formazione scolastica, in quanto ha frequentato, 
tra il 1992 e il 2004, la scuola primaria e la scuola secondaria; che egli 
inoltre ha pure una buona esperienza professionale come riparatore di 
biciclette presso un negozio di E._______ (cfr. verbale d'audizione del 
10 maggio 2010, pag. 2); che egli ha ancora il padre ed una sorella in 
patria e che inoltre, stando a quanto riferito, sarebbe nato a B._______ 

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e cresciuto in parte a B._______ ed in parte a D._______ dove ha fre-
quentato le scuole oltre che a E._______, dove ha lavorato e vissuto 
per alcuni anni presso il suo datore di lavoro; che, pertanto, si può par-
tire dal presupposto che abbia una discreta rete sociale in patria, oltre -
tutto in diversi luoghi; che l'insorgente non ha preteso nel gravame di  
soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua am-
missione  provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  in-
formazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo 
[GICRA] 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti emer-
ga la necessità di una permanenza in Svizzera per motivi medici;

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art.  44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio; che l'esecuzione dell'al-
lontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che il  ricorso, manifestamente infondato, è deciso in procedura sem-
plificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di un se-
condo giudice (art. 111 lett. e LAsi);

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza. 

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente, (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento);
- all'UFM, (per l'incarto N [..]; allegato: copia del ricorso del 

25 giugno 2010, per corriere interno; in copia);
- M._______ (in copia).

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione:

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