# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c325d2b3-c32d-5b0e-ae83-f8af569b7da0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-03-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.03.2002 52.2001.422
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2001-422_2002-03-07.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2001.00422

   

  	
  Lugano

  7 marzo 2002

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso  27 novembre 2001 di

 

 

	
   

  	
  __________

  patr. dal lic. iur. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 6 novembre 2001 (n. 5228) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto "ai sensi dei considerandi"
  l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso la decisione 25 luglio 2001
  del Dipartimento delle istituzioni, Sezione permessi e immigrazione, in
  materia di decadenza del permesso di domicilio in seguito a prolungato soggiorno
  all'estero;

  

 

 

viste le risposte:

-    13 dicembre 2001 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    16 gennaio 2002 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   __________,
cittadino italiano, è entrato in Svizzera nel 1971. Nel 1982, egli si è
trasferito dalla Svizzera tedesca in Ticino. Al beneficio di un permesso di
domicilio, con ultimo termine di controllo fissato per il 10 marzo 2000, il
ricorrente è sposato con la connazionale __________, anch'essa titolare di un
permesso C. Dalla loro unione sono nati __________, __________ e __________.
Nel 1996, i coniugi __________ si sono separati.

 

 

                                  B.   Il 2 marzo
2000, l'Ufficio regionale degli stranieri di Lugano (in seguito: URS) ha
chiesto alla Polizia cantonale di accertare se __________ risiedesse
effettivamente in Ticino, per questi motivi:

 

"Lo
straniero in oggetto è titolare del permesso sopraindicato. Da tempo non abita
più a __________: dall'1.4.98 al 15.1.99 ha abitato a __________ in via
__________, dall'1.2.99 al 31.3.99 ad __________ presso il __________ e dall'1.4.99
si è trasferito a __________ presso il __________. Il responsabile del
ristorante ci comunica in data odierna che, sebbene abbia ancora suoi effetti
personali in camera, da circa un mese non lo vede più. L'__________ si era
presentato ai nostri sportelli il 15.7.99, promettendo che stava cercando un
appartamento confacente e che sarebbe ritornato portando uno scritto dove
spiegava perché non aveva ancora un'abitazione fissa. Visto che non si è più
ripresentato, favorite cortesemente verificare se ha lasciato il nostro
territorio (se sì, per dove e quando)".

 

Il 6 marzo 2000, la Polizia cantonale ha
trasmesso all'URS il seguente rapporto di esecuzione:

 

"Da
informazioni assunte, l'__________ abita saltuariamente dalla ex moglie
__________ a __________ in via __________. Preso contatto con quest'ultima, è
stata resa edotta sulla situazione ed invitata ad avvertire il marito appena lo
vede sul da farsi".

 

Sulla scorta delle premesse emergenze, visto
pure che __________, nonostante diversi richiami, non aveva chiesto la proroga
del termine di controllo del suo permesso di domicilio, il 10 aprile 2000 l'URS
ha ritenuto che il 10 marzo precedente l'interessato avesse lasciato il
territorio cantonale per una "destinazione sconosciuta".

 

 

                                  C.   a) Nel
gennaio 2001, __________ si è rifatto vivo presso l'URS. Egli ha chiesto la
proroga del termine di controllo del suo permesso C, sostenendo in sostanza di
aver alloggiato presso il __________ di __________ e di essersi nel frattempo
trasferito presso l'abitazione di sua moglie a __________ per il bene di sua figlia
__________.

 

b) Il 9 luglio 2001, il municipio di
__________ ha preavvisato negativamente la proroga del permesso di domicilio
del ricorrente a causa dei suoi debiti, rilevando inoltre che, nel febbraio 2001,
la Polizia comunale di __________ aveva interpellato telefonicamente
__________, la quale aveva dichiarato che suo marito risiedeva in Italia e
alloggiava saltuariamente a __________.

 

c) Con decisione 25 luglio 2001, la Sezione
dei permessi e dell'immigrazione del Dipartimento delle istituzioni ha
dichiarato decaduto il permesso di domicilio di __________. L'autorità ha ritenuto
che con la domanda di ripristino del gennaio 2001, l'interessato avesse
riconosciuto che la validità del suo permesso era venuta meno. Ha inoltre
rilevato che il ricorrente non aveva dimostrato la necessità di soggiornare in
Ticino, visto che non viveva da tempo con sua figlia __________ e che poteva
risiedere nella fascia di confine e mantenere così un rapporto padre-figlia regolare.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 6 novembre 2001, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da __________. Il Governo
ha precisato che il ricorrente, contrariamente a quanto indicato dall'autorità
di prime cure, non aveva mai annunciato la propria partenza dal territorio
cantonale, ma si era semplicemente reso irreperibile. Di conseguenza, il 10
marzo 2000 il permesso dell'interessato non aveva perso immediatamente di
validità. L'Esecutivo cantonale ha comunque confermato il provvedimento
dipartimentale, ritenendo che __________ avesse risieduto in modo effettivo
all'estero per un periodo superiore a sei mesi, precisamente dal 10 marzo 2000
al 19 gennaio 2001. A sostegno dalla sua tesi, il Consiglio di Stato ha
rilevato che l'insorgente, siccome da tempo domiciliato in Svizzera, sapeva
quali erano i suoi obblighi circa la proroga del termine di controllo dello
stesso e che il suo comportamento non faceva altro che confermare la sua
assenza dal territorio elvetico. Tanto più, ha soggiunto il Governo, che egli
non aveva apportato alcuna prova che confutasse gli accertamenti della Polizia
cantonale e dell'URS.

 

 

                                  E.   Contro la
predetta pronuncia governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone l'annullamento. Contesta che, nel caso di specie,
sussistano i presupposti legali per ritenere decaduto il suo permesso di domicilio.
Sostiene che la decisione impugnata si fonda su insufficienti elementi
probatori e che non spetta a lui dimostrare i fatti posti a fondamento della
stessa. Sostiene di aver sempre risieduto nel nostro cantone, a parte saltuari
soggiorni di vacanza presso sua madre in provincia di __________. Inoltre sua moglie,
soggiunge l'interessato, non ha mai dichiarato alla polizia che egli risiedeva
all'estero e il gerente dell'Albergo __________ di __________, __________, si è
limitato ad affermare che non lo vedeva da un mese e che vi erano sempre i suoi
effetti personali in camera. Critica le autorità inferiori per non averlo nemmeno
interrogato personalmente. In questa sede, il ricorrente versa agli atti
diversa documentazione, richiama diversi incarti e chiede di sentire diversi
testi, tra i quali sua moglie e __________. Postula infine che venga concesso
l'effetto sospensivo al gravame.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3
OG, in ambito di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo
al Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di
permessi al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.
Sennonché, indipendentemente dalla sussistenza o meno di un diritto, il ricorso
di diritto amministrativo è ammissibile contro decisioni concernenti la revoca
di permessi (art. 101 lett. d combinato con l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG)
o la constatazione della loro decadenza (DTF 99 Ib 1 consid. 2; Wurzburger, La
jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers,
in: RDAF 53/1997, pag. 325). Anche la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo a statuire sull'impugnativa inoltrata da __________ è pertanto
data.

 

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
10 LALPS e 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine. Come si vedrà in
seguito (consid. 5), può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria
(art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   Giusta
l'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS, il permesso di domicilio perde ogni validità non
appena lo straniero notifica la propria partenza o quando egli risiede
effettivamente all'estero durante sei mesi. Questo termine può essere
prolungato fino a due anni, se la domanda è presentata prima della scadenza dei
sei mesi. La residenza effettiva è stabilita mediante criteri oggettivi e non
secondo il volere soggettivo dell'interessato (DTF 120 Ib 369 consid. 2c). Non
sono quindi di rilievo considerazioni che attengono al trasferimento del
domicilio, rispettivamente al luogo ove lo straniero conserva il centro dei
propri interessi: il legislatore ha, in effetti, voluto evitare di considerare
la nozione di domicilio, la cui interpretazione risulterebbe difficile, e, per
ragioni pratiche, ha scelto due concetti semplici e formali: la notifica della
partenza e la residenza effettiva all'estero (DTF 120 Ib 369 consid. 2c; 112 Ib
1 consid. 2a; Wurzburger, op. cit., pag. 325 segg.). Se entrano in
considerazione più luoghi di residenza, è determinante quello in cui il
ricorrente risiede maggiormente. Se la durata della residenza nei due luoghi
non è molto diversa, è parimenti rilevante lo scopo della stessa (STF inedita
20 ottobre 1994 in re F. consid. 3b).

 

 

                                   3.   In
concreto, come ha rettamente rilevato il Consiglio di Stato, il fatto che __________
fosse irreperibile, non significa che egli avesse notificato la sua partenza
per l'estero che, per di più, non ha mai sottoscritto. Ferme queste premesse,
il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, rilevando che l'insorgente,
siccome da tempo domiciliato in Svizzera, sapeva quali erano i suoi obblighi
circa la proroga del termine di controllo dello stesso e che, pertanto, il suo
comportamento non faceva altro che confermare che egli aveva lasciato il
territorio elvetico durante almeno sei mesi. Il Governo ha pure dato
particolare evidenza al fatto che il gerente dell'albergo di __________ non
aveva più visto l'insorgente da circa un mese e che la moglie del ricorrente
aveva dichiarato telefonicamente a un agente della Polizia comunale di
__________ che suo marito abitava in Italia ed alloggiava ogni tanto presso di
lei.

 

 

                                   4.   4.1. Il 12
marzo 1999 l'URS ha convocato il ricorrente, affinché presentasse il suo
permesso di domicilio e il suo passaporto, sollecitandolo nuovamente il 6
luglio 1999 e il 13 gennaio 2000. A tutti questi scritti, inviati al domicilio
di __________ di sua moglie, l'insorgente non ha dato riscontro, mentre va
osservato che l'avviso di scadenza del permesso C, inviato a __________ il 3
gennaio 2000 all'indirizzo di __________, è stato retrocesso all'URS in quanto
l'interessato aveva da tempo traslocato. Il 2 marzo 2000, l'URS ha quindi
chiesto alla Polizia cantonale di verificare se __________ avesse lasciato il
territorio cantonale ("se sì, per dove e quando"), precisando
che il ricorrente aveva abitato dall'1.4.98 al 15.1.99 a __________ in via
__________, dall'1.2.99 al 31.3.99 ad __________ presso l'albergo __________, e
che l'1.4.99 si era trasferito presso il __________ a __________, dove il responsabile
dell'esercizio pubblico non lo vedeva più da circa un mese, nonostante la presenza
dei suoi effetti personali in camera. L'URS ha pure sottolineato che __________
non si era più visto dal 15.7.99, dopo che si era presentato ai suoi sportelli,
promettendo di cercare un appartamento confacente e di tornare per portare uno
scritto per spiegare i motivi per cui non aveva un'abitazione fissa.

 

Dando seguito alla richiesta dell'URS, il 6
marzo 2000 la Polizia cantonale ha accertato che:

"Da
informazioni assunte l'__________ abita saltuariamente dalla ex moglie
__________ a __________ in via __________. Preso contatto con quest'ultima, è
stata resa edotta sulla situazione ed invitata ad avvertire il marito appena lo
vede sul da farsi".

 

Il 9 luglio 2001 il municipio di __________
ha preavvisato negativamente la proroga del permesso di domicilio del
ricorrente, rilevando, tra l'altro, che egli non era più affiliato a una cassa
malati dal 31.12.2000 e che, nel febbraio 2001, la Polizia comunale di
__________ aveva interpellato telefonicamente __________, la quale aveva
dichiarato che suo marito risiedeva in Italia e alloggiava ogni tanto a
__________.

 

4.2. Ora, sulla scorta delle premesse
emergenze, non vi sono sufficienti elementi per ritenere che __________, dal 10
marzo 2000 al 19 gennaio 2001, abbia effettivamente soggiornato all'estero per
un periodo superiore a sei mesi. In altre parole, gli elementi ritenuti
dall'Esecutivo cantonale non dimostrano l'assenza semestrale all'estero
dell'interessato. Certo, il ricorrente si è reso troppe volte irreperibile,
omettendo di dar seguito alle convocazioni dell'URS. Come se non bastasse, egli
non ha richiesto tempestivamente la proroga del termine della sua autorizzazione
di domicilio. D'altra parte, l'avviso di scadenza del suo permesso C del 3
gennaio 2000 è stato retrocesso all'URS in quanto l'interessato non abitava più
a __________ e tale fatto era conosciuto dall'autorità, la quale aveva inviato
diversi scritti di convocazione del ricorrente a __________ presso la figlia
__________ (v. scritti 12 marzo e 6 luglio 1999, 13 gennaio 2000 dell'URS
nonché la richiesta del 2 marzo successivo alla Polizia cantonale). Tali indizi
non significano tuttavia che __________, nel periodo preso in considerazione
dal Governo a fondamento del proprio giudizio, si trovasse prevalentemente
all'estero. Tanto meno le informazioni raccolte dalle diverse autorità presso
la moglie del ricorrente: dal rapporto di esecuzione della Polizia cantonale
del 6 marzo 2000 risulta soltanto che __________ abitava saltuariamente la
moglie, mentre dal preavviso 9 luglio 2001 del municipio di __________ si
evince, per quanto qui interessa, che la consorte dell'insorgente avrebbe
dichiarato alla Polizia comunale di __________, del resto telefonicamente, che
egli abitava in Italia. Non è dato tuttavia sapere a partire da quando. Ancor
meno dalla dichiarazione di __________, responsabile del __________, allegata
all'istanza del 5 gennaio 2001, il quale confermava la presenza di __________ a
__________ dal 4 aprile 1999. E' vero che tale dichiarazione non è datata;
d'altra parte, ciò non significa ancora che l'interessato non fosse presente
sul territorio elvetico dopo il marzo 2000. In sostanza, gli atti di causa si
rivelano insufficienti per pronunciarsi nel merito.

 

 

                                   5.   In simili
circostanze si giustifica annullare la decisione impugnata e rinviare gli atti
all'autorità inferiore affinché provveda ad accertare ancora una volta se siano
adempiuti tutti i requisiti di cui all'art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS. Essa
verificherà se __________ ha effettivamente risieduto all'estero dal 10 marzo
2000 al 19 gennaio 2001. Il Governo provvederà in questo senso ad interrogare
l'interessato, sua moglie e __________. Valuterà inoltre l'incidenza delle
dichiarazioni prodotte in questa sede rilasciate da diverse persone, e
acquisirà agli atti, se necessario, la notifica delle presenze dell'interessato
presso l'Albergo __________ di __________. E' vero che il ricorrente poteva
notificare i diversi mezzi di prova e versare agli atti la documentazione in
precedenza, senza attendere di adire questo Tribunale, ma è altrettanto vero
che l'Esecutivo cantonale non poteva rinunciare in tutti i casi ad esperire un'istruttoria
per i motivi esposti in precedenza.

 

 

 

 

                                   6.   Il ricorso
va pertanto accolto e la risoluzione del Consiglio di Stato annullata. Con
l'emanazione della presente decisione, la domanda di concedere l'effetto
sospensivo al gravame diviene priva d'oggetto. Visto l'esito del ricorso, si
prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e delle spese. Lo Stato del
Cantone Ticino rifonderà all'insorgente, assistito da un legale, un'adeguata indennità
per ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 9 cpv. 3 lett. c LDDS; 100 cpv. 1 lett.
b n. 3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28 43, 46, 47, 60, 61, 64, 65 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza:

1.1.   la decisione 6
novembre 2001 (n. 5228) del Consiglio di Stato è annullata;

1.2.   gli atti sono
ritornati al Consiglio di Stato affinché proceda ad ulteriori accertamenti come
illustrato nei considerandi.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tasse né spese di giustizia.

 

 

                                   3.   Lo Stato
del Cantone Ticino rifonderà al ricorrente fr. 600.– a titolo di ripetibili.

 

 

                                   4.   Contro la
presente decisione, è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

 

 

 

	
   

                                      5.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario