# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 60218229-cc88-522c-b4ff-6a26483d430e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.03.2007 32.2006.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-96_2007-03-22.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.96

   

  FS/ll

  	
  Lugano

  22 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 maggio 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 19 aprile
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, di professione operaia nel ramo tecnico, nel febbraio
2004 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti in quanto affetta
da “dolori tendo-muscolari [agli] arti superiori ed inferiori, dolori alla
schiena che m’impediscono di muovermi e dormire normalmente” (doc. AI 47/1-7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia pluridisciplinare
eseguita dal Servizio di accertamento medico dell’AI (in seguito SAM), con
decisione 12 agosto 2005 l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurata il diritto
a una mezza rendita (grado d’invalidità 51%) dal 1° febbraio 2003 (doc. AI
14/1-2)

 

                               1.2.   A
seguito del “ricorso” inoltrato dall’assicurata tramite il RA 1 (doc. AI
12/1-2) che, producendo un certificato medico 3 settembre 2005 del dr. __________
(doc. AI 12/3), ha contestato la valutazione medica operata dai periti e la
possibilità di un apprendimento teorico-pratico, l’Ufficio AI, con decisione su
opposizione 19 aprile 2006 (doc. AI 5/1-5), ha confermato il diritto a una
mezza rendita adducendo:

 

"  (…)

5.      
In sostanza l'assicurata
in sede di opposizione chiede il riconoscimento di una rendita intera AI con un
grado di almeno il 70%, considerato come il suo stato di salute non
permetterebbe l'esercizio della precedente attività, e di altre attività
adeguate allo stato di salute, in misura del 60%.

 

Come visto il danno alla salute è stato valutato a
mezzo di esame peritale. I medici del SAM, in base agli accertamenti medici
precedenti, all'anamnesi famigliare, personale-sociale, professionale,
patologica e sistemica, alle affezioni attuali, alle constatazioni obiettive e
ai consulti esperiti dal Dr. __________ (spec. FMH psichiatria e psicoterapia
), dal Dr. __________ (spec. FMH neurologia) e dal Dr. __________ (spec. FMH
reumatologia) hanno valutato che la precedente attività di operaia e attività
simili sono ancora esigibili in misura del 60%.

 

Per quanto attiene al valore probatorio dell'esame
peritale, si rammenta che secondo costante giurisprudenza, le perizie mediche
eseguite nell'ambito della procedura amministrativa da medici riconosciuti
specializzati hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e
sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che
indizi concreti non inducano a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176).

 

In casu la valutazione espressa dai medici del SAM è
completa, motivata e coerente, e non offre quindi alcun spunto di critica,
risultando del tutto conforme ai criteri sovresposti.

 

Il rapporto peritale SAM, come pure le osservazioni
presentate in fase di opposizione, corredate dal rapporto medico stilato dal
Dr. __________ il 3 settembre 2005, sono state sottoposte per competenza al
vaglio del Servizio Medico Regionale AI (SMR). Quest'ultimo, con annotazione
del 27 settembre 2005 ha rilevato che le considerazioni espresse dal Dr. __________
non contengono elementi non presi in considerazione in sede di perizia SAM, sia
per quanto riguarda la sindrome del dolore cronico, sia per quanto riguarda
l'esigibilità a svolgere un'attività adeguata allo stato di salute. In
sostanza, per l'assenza di nuovi elementi oggettivi nel certificato presentato
dal Dr. __________, il medico SMR ritiene che le argomentazioni mediche
prodotte in fase di opposizione non presentino mezzi di prova atti a
sconfessare l'operato dell'amministrazione.

 

Si può quindi confermare che l'assicurata è da ritenere
abile in misura del 60% sia nella precedente attività sia in attività adeguate
al suo stato di salute.

 

6.      
Per quanto riguarda
l'aspetto economico è lecito affermare quanto segue. Come visto il grado
d'invalidità è stato stabilito nella misura del 51%, ritenuto un reddito senza
il danno alla salute pari a CHF 32'226.-- ed un reddito con il danno alla
salute pari a CHF 16'014.--. Dal confronto di questi redditi risulta un grado
AI pari al 50,3%.

Alla luce della lettera circolare nr. 193 del 13 aprile
2004 dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, il grado d'invalidità
effettivo deve essere stabilito in misura del 50%.

 

Ne discende in definitiva che la decisione di
attribuzione della mezza rendita appare corretta e merita quindi conferma,
considerato però un grado AI pari al 50% e non al 51%.

(…)” (doc. AI 5/3-4)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso, completato con scritto 12 maggio 2006, l’assicurata, sempre
tramite il RA 1, ha ribadito la contestazione della valutazione medica, la
possibilità di svolgere attività leggere senza importanti limitazioni e ha
chiesto il riconoscimento di un grado d’invalidità di almeno il 70%.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, rilevato che l’assicurata solleva le stesse obiezioni
già trattate in sede di opposizione senza addurre ulteriori mezzi di prova, si
è confermato nelle proprie allegazioni e ha chiesto di respingere il ricorso.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è la valutazione medica operata dal-l’Ufficio AI. L’assicurata
sostiene infatti che anche in attività leggere le sue limitazioni funzionali
sono importanti e, contestando le conclusioni circa la sua capacità lavorativa
residua cui sono giunti i periti del SAM, postula il riconoscimento di un grado
d’invalidità di almeno il 70%.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3%, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

                                         Nel
suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive
che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere
calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR
1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.4.   Nell’evenienza
concreta, con rapporto 13 ottobre 2004 (doc. AI 33/1-3), il dr. __________,
presa in considerazione la documentazione medica acquisita durante
l’istruttoria amministrativa, ha espresso la seguente raccomandazione:

 

"  (…)

Si tratta di una patologia mista
psichiatrica/reumatologica con inoltre problematica di abuso etilico.

 

Procedere: perizia SAM per valutazione capacità
lavorativa residua e determinazione limiti funzionali esatti al di fuori di
problematiche sociali

(…)” (doc. AI 33/2)

 

                                         L’Ufficio
AI ha quindi ordinato una perizia a cura del SAM (doc. AI 32/1-2).

                                         Dalla
perizia pluridisciplinare 20 gennaio 2005 (doc. AI 26/1-31) risulta che che i
periti, dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni obiettive,
hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche esterne, di natura psichiatrica
(dr. __________), neurologica (dr. __________) e reumatologica (dr. __________).

                                         Sulla
base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno della ricorrente
presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la seguente
diagnosi:

 

 

 

"  5.1      Diagnosi con influsso sulla capacità
lavorativa

 

Sindrome somatoforme da dolore persistente in disturbo
di personalità immatura e dipendente.

 

Sindrome lombospondilogena cronica su

 

                  -  modiche alterazioni degenerative
L2-S1.

 

Fibromialgia.

 

Emicrania senz’aura.

 

5.2      Diagnosi senza influsso sulla
capacità lavorativa

 

Ipercolesterolemia.

 

Stato da epatite B.

 

Lieve epatopatia di probabile origine nutrizionale.

 

Displidemia.

 

Stato da asportazione di polipo corde vocali.

 

Stato da asportazione di tumori cutanei.” (doc. AI 26/11)

 

                                         Sulla
base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione globale, i
periti del SAM, posta la seguente valutazione medico-teorica globale
dell’attuale capacità lavorativa: “l’attuale grado di capacità lavorativa
medico-teorica globale dell’A. è valutabile nella misura del 60% quale operaia”
(doc. AI 26/15), hanno concluso che:

 

"  8         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ LAVORATIVA

 

La patologia predominante in quest'A. risulta essere
quella psichiatrica. Infatti, i disturbi psichici dell'A., con ridotta
sopportabilità del dolore, ridotta resistenza allo sforzo fisico, aumentata
affaticabilità, meccanismi di difesa e di diniego della propria vulnerabilità
emotiva, la presenza di un disturbo di personalità immatura e dipendente, fanno
sì che la capacità lavorativa della peritanda sia ridotta nella misura del 40%
sia come operaia che in qualsiasi altra attività lavorativa. Intendiamo con ciò
che la signora RI 1 non è più in grado di produrre un rendimento costante, che
necessita di pause durante il lavoro e di maggior tempo anche per l'esecuzione
di attività ripetitive e semplici.

 

La problematica reumatologica è caratterizzata da una
sindrome lombospondilogena cronica su modiche alterazioni degenerative ed una
fibromialgia. Tale patologia concorre a ridurre la capacità lavorativa dell'A.
nella misura massima del 30% nell'attività di operaia di fabbrica, mentre
riduce la capacità lavorativa del 20% in un lavoro leggero e adatto come il
lavoro a cottimo che l'A. ha svolto al proprio domicilio per alcuni anni. 

 

La problematica neurologica si caratterizza della
presenza di emicrania senz'aura, patologia presente da oltre vent'anni, che
riduce la capacità lavorativa dell'A. nella misura massima del 15% e non oltre.
La patologia di sindrome somatoforme da dolore persistente amplifica i disturbi
modici a livello organico che l'A. presenta, sia neurologici sia reumatologici,
amplificandone l'ampiezza e l'influsso. Pertanto le patologie non possono
essere sommate. La diagnosi di disturbo da dolore somatoforme è compresa nella
valutazione psichiatrica e quindi riteniamo che un'incapacità lavorativa
complessiva del 40% sia adeguata. 

 

Lo stato di salute dell'A. è da considerare invariato a
partire dal 1.05.2004 in poi, quando l'A. ha ridotto l'attività lavorativa. Da allora
non sono subentrati cambiamenti significativi dello stato di salute dell'A..

 

9         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
D'INTEGRAZIONE

 

Riteniamo che l'A. possa svolgere un'attività
lavorativa nella misura del 60% con le limitazioni descritte dal nostro
reumatologo dr. __________.

 

10       OSSERVAZIONI e RISPOSTE a DOMANDE
PARTICOLARI 

 

           Le conclusioni peritali si
fondano su un'esauriente discussione fra tutti i medici periti del SAM.

 

Domande particolari non sono poste." (doc. AI
26/15-16)

 

                               2.5.   Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA
del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352
consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998
nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio
1995 in re A. C; cfr. anche DTF
123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione
e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne
all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità
di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V
157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

                                         Inoltre, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

                                         Infine,
va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto
affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag.
628-629, in particolare la nota
158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare
la DTF 127 V 294).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann.
In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                               2.6.   Nell’evenienza
concreta, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore
probatorio di rapporti medici, questo Tribunale non intravede ragioni che gli
impediscano di far proprie le conclusioni cui sono giunti i periti del SAM, i
quali hanno compiutamente valutato le differenti affezioni di cui l’assicurata
è portatrice, giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni in
merito alla sua capacità residua al lavoro del 60% sia come operaia che in
qualsiasi altra attività lavorativa.

                                         I
periti hanno infatti evidenziato che la patologia predominante è quella
psichiatrica e, ritenuto che la patologia di sindrome da dolore somatoforme
amplifica i disturbi modici presenti a livello neurologico e reumatologico,
osservato che le patologie non possono essere sommate concludendo per
un’inca-pacità lavorativa complessiva del 40% e la possibilità di svolgere
un’attività lavorativa nella misura del 60% con le limitazioni descritte dal
reumatologo dr. __________.

                                         Per
quanto riguarda la diagnosi di fibromialgia il dr. __________, nel suo consulto
di reumatologia del 9 dicembre 2004 (doc. AI 26/25-31), ha rilevato che “(…) è
stata ritenuta a livello psichiatrico anche la diagnosi di sindrome somatoforme
da dolore persistente. Questa diagnosi non esclude la diagnosi di fibromialgia,
al contrario vi è un’importante sovrapposizione tra queste 2 entità (…)”
(doc. AI 26/29 la sottolineatura è del redattore).

                                         Circa
la capacità funzionale residua il dr. __________ ha poi espresso la seguente
valutazione:

 

"  (…)

a) Sollevamento e trasporto di carichi:

La capacità funzionale residua per il trasporto di pesi
molto leggeri a leggeri è normale, per pesi medi è lievemente ridotta, per
oggetti pesanti è molto ridotta e per oggetti molto pesanti esigua. La capacità
funzionale per lavori sopra il piano delle spalle di peso inferiore a 5 kg è
lievemente ridotta e di peso superiore è ridotta. 

 

b) Manipolazione di oggetti, attrezzi,
pulsantiere:

La capacità funzionale per la manipolazione di oggetti
leggeri e per lavori di precisione è normale. Per oggetti medi è lievemente ridotta.
La capacità funzionale per lavori pesanti e di manovalanza è molto ridotta, per
lavori molto pesanti esigua. 

 

c) Posizioni di lavoro o dinamiche
particolari:

La capacità funzionale per posizioni a braccia elevate
è lievemente ridotta, la rotazione del tronco è ridotta, seduta e piegata in
avanti è lievemente ridotta, eretta e piegata in avanti è ridotta La paziente
può restare inginocchiata in modo normale e lavorare con ginocchia in flessione
in modo normale.

 

d) Mantenere posizioni statistiche:

La possibilità di mantenere la posizione seduta è
lievemente ridotta. La paziente dovrebbe poter beneficiare di pause di alcuni
minuti per sgranchirsi indicativamente ogni mezz'ora-1 ora: La possibilità di
mantenere la posizione eretta è lievemente ridotta. L'assicurata dovrebbe poter
alternare le posizioni al bisogno o almeno regolarmente.

 

 

 

e) Spostarsi, camminare:

La capacità funzionale per qualunque spostamento in
pianura, entro limiti ragionevoli tenendo conto dell'età e del
decondizionamento (al massimo 8 km al giorno), appare normale. Su rapide salite
e discese nonché lunghe rampe di scale la capacità funzionale è lievemente
ridotta a ridotta. Anche su terreni accidentati la capacità funzionale è
lievemente ridotta. Lavori in equilibrio, su ponteggi e scale a pioli
dovrebbero essere evitati, se non con particolari precauzioni, per ragioni di
sicurezza.

 

Nota: sulla base di un orario di lavoro di 8 ore, una
capacità funzionale residua definita come esigua equivale all'1,5%
rispetto alla prestazione di un soggetto sano, molto ridotta equivale al
6-33%, ridotta al 34-66%, lievemente ridotta al 67-100%. Per
carichi molto leggeri si intende un peso fino a 5 kg, leggeri
6-10 kg, medi  11-25 kg, pesanti 26-45 kg, molto pesanti >45
kg. 

(…)” (doc. AI 26/30-31)

 

                                         La
dettagliata ed approfondita valutazione pluridisciplinare del SAM non è stata
smentita da altri certificati da parte di medici specialisti attestanti un
peggioramento delle sintomatologie.

 

                                         Il
dr. __________, FMH in medicina interna, nel suo certificato medico 3 settembre
2005, non si è espresso sulla capacità lavorativa dell’assicurata e circa le
conclusioni in merito alle attività esigibili formulate dai periti si è limitato
ad osservare, senza tuttavia motivare e documentare adeguatamente, che “(…) a mio
parere non sono atte alla paziente, sia per il dolore fisico e soprattutto per
la scolarità non sufficiente e l’impossibilità ad imparare una nuova
attività/professione per via soprattutto della sindrome fibromialgica e della
mancanza dell’integrità psichica necessaria (…)” (doc. AI 13/3). Lo stesso
medico, senza addurre delle patologie sulle quali non si sia già espresso il
SAM, ha poi sostenuto in modo del tutto generico che “(…) a mio parere sarebbe
necessario rivedere la decisione della rendita, soprattutto in base al quadro
psico somatico della paziente (…)” (doc. AI 12/3).

 

                                         Al
riguardo anche il dr. __________, medico SMR, nelle sue annotazioni 27 settembre
2005 ha rilevato che “(…) l’assicurata ha prodotto un rapporto del dr. __________,
il quale invita ad un riesame del caso. Le sue considerazioni non contengono
elementi dei quali non si abbia già tenuto conto nell’ambito della perizia e
dell’integrazione professionale, sia per quanto riguarda la sindrome del dolore
cronico, sia per quanto riguarda l’esigibilità di svolgere un lavoro idoneo
allo stato di salute (…)” (doc. AI 10/1).

 

                                         Va
qui ricordato che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella causa B. (I
938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici
SMR sottolineando che in caso di divergenza tra il medico curante e il medico
SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova perizia. In
quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un
rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI)
- dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard
de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La
valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf.
consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors
aucune raison d'écarter le
rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour
le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au
regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et
du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance particulière
propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne
fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…).”

(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03,
consid. 3.2)

 

                                         Inoltre,
il consulente in integrazione professionale, nel suo rapporto finale 11 maggio
2005 (doc. AI 19/1-5), ha evidenziato che:

 

"  (…)

Tenuto conto del curriculum scolastico e professionale
dell’A. non è possibile intravedere dei provvedimenti professionali che possano
aumentare o mantenere la capacità di guadagno. La scolarità e l’esperienza
professionale specifica dell’assicurata ma soprattutto la capacità lavorativa
limitata al 60%, non permettono di proporre una riqualifica professionale.

 

Le limitazioni fisiche presentate dall’A. non si
configurano gravi al punto da giustificare una non reintegrabilità nel mercato
del lavoro.

Non ritengo opportuno segnalare il caso al servizio di
collocamento in quanto la presenza sul mercato del lavoro di diverse attività
direttamente accessibili e confacenti con il danno alla salute, mi fanno
pensare che l’A. sia direttamente integrabile nel ciclo produttivo. Va inoltre
segnalato il fatto che a mio avviso la signora RI 1 non presenta la motivazione
e la volontà sufficiente per poter far capo al nostro servizio di collocamento
poiché la valutazione soggettiva del suo danno alla salute si discosta in modo
importante dai dati oggettivi forniti dai medici. L’A. si sente infatti inabile
in modo importante in ogni attività per cui difficilmente accetterebbe proposte
lavorative al di fuori del lavoro che attualmente svolge a domicilio.

 

Peraltro, qualora l’A. trovasse un datore di lavoro
disposto ad assumerla si resta a disposizione per valutare il diritto ad un'eventuale
introduzione al posto di lavoro (formazione ad hoc), in un’attività confacente
con il danno alla salute che permetta di recuperare la capacità di guadagno
residua.

(…).” (doc. AI 19/5)

 

                                         In
conclusione, visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze
della perizia pluridisciplinare 20 gennaio 2005 del SAM, richiamato inoltre
l’obbligo che incombe all’assicurata di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61) – se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung
des Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) – è da ritenere dimostrato,
con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 126 V 360, 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi
citati), che l'assicurata è abile al lavoro al 60% in
un lavoro adeguato.

 

                                         Di
conseguenza la decisione impugnata va confermata e il ricorso respinto.

 

 

Per
questi motivi

 

 

dichiara
e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti