# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7d786cfa-e939-55b0-b07c-5d7c6a07d69d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 04.07.2019 80.2018.250
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2018-250_2019-07-04.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2018.250

  	
  Lugano

  4 luglio 2019

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Gianola-Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

  rappr.
  da:   RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 12 novembre 2018 contro la decisione del 12 ottobre 2018 in materia di revisione
  dell’imposta di successione e donazione.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   L’11 marzo 2015 è
deceduta a __________ __________. Il testamento della defunta è stato
pubblicato il 24 aprile 2015. Dal testamento del 9 novembre 2001 risulta, in
particolare, che la testatrice ha disposto un legato di fr. 200'000.–, “al
netto delle imposte di successione”, ai suoi impiegati __________ e RI 1, “in
ringraziamento della fedeltà ed attaccamento dimostrati in tutti questi anni”.
La testatrice ha anche precisato che “le imposte di successione andranno a
carico del capitale disponibile e verranno pagati tramite gli esecutori
testamentari”. Con un codicillo del 23 giugno 2005, in complemento del
testamento citato, __________ ha disposto di lasciare ai suoi impiegati a
titolo di legato un ulteriore importo di fr. 200'000.–, “oltre al legato già
previsto al punto 2b del [suo] testamento”. 

 

 

                                  B.   Il 23 dicembre 2016
l’esecutore testamentario __________ ha inoltrato all’RS 1 l’inventario
dettagliato della sostanza di proprietà della defunta __________. Tenuto conto
del fatto che __________ era deceduto il 12 marzo 2012, l’esecutore ha
menzionato RI 1 fra i legatari. Precisamente, l’ha inserita, dapprima, fra i
“legati con imposte a loro carico”, per un importo di fr. 100'000.–; in secondo
luogo, fra i “legati in contanti con imposta pagata dalla massa”, per un
ulteriore importo di fr. 100'000.–.

 

 

                                  C.   Il
24 gennaio 2018 l’RS 1 ha notificato a RI 1, tramite l’esecutore testamentario,
il progetto di tassazione dell’imposta di successione dovuta per il legato di
fr. 100'000.–. Nella motivazione del progetto, l’autorità di tassazione ha
sottolineato che il calcolo dell’imposta deve tener conto del fatto che ha
ricevuto un “prelegato” di fr. 100'000.–, la cui imposta è stata posta a carico
della successione. È stato quindi proposto il seguente calcolo:

                                         prelegato
tassato a parte                fr.    100'000.–

                                         imposta
a carico della successione fr.    23'842.50     imposta  fr.  31'125.30

                                         legato
attuale                                 fr.    100'000.–

                                                                                              fr.   223'842.50     imposta  fr.  63'607.20

                                         a
carico della Signora RI 1                                                      fr.  32'481.90

 

                                         Con decisione del 23 marzo
2018, l’RS 1 ha notificato a RI 1 la tassazione dell’imposta di successione,
per un ammontare di fr. 32'481.90.

 

 

                                  D.   Con istanza del 14
giugno 2018, RI 1, rappresentata da RA 1, ha chiesto la revisione della
decisione di tassazione dell’imposta di successione. L’istante ha affermato di
essere “venuta a conoscenza dell’esistenza di una doppia imposizione solo negli
scorsi giorni – tramite comunicazione per telefonino da terzi – e questo per il
tramite di uno scritto datato 3 aprile 2018 dell’esecutore testamentario __________
al suo precedente rappresentante legale, l’avv. __________”. Con la lettera in
questione, l’esecutore testamentario inviava al legale della legataria la
bolletta di fr. 32'481.– da pagare e aggiungeva che “per quanto riguarda i
restanti CHF 31'125.30, provvederò ad effettuare il pagamento nei prossimi
giorni per conto della signora __________”. Secondo l’istante, la volontà
chiara della testatrice era di farla beneficiare del legato “integralmente,
senza prelievo di imposte”, sicché imporre il legato contro la sua volontà
sarebbe stato arbitrario. Inoltre, dal calcolo dell’imposta la contribuente
concludeva che vi era stata una doppia imposizione, in contrasto con l’art. 127
della Costituzione federale. L’istante chiedeva all’RS 1 di poter esaminare gli
atti e l’annullamento della decisione di tassazione.

 

 

                                  E.   Con decisione del 12
ottobre 2018, l’RS 1 ha respinto l’istanza di revisione. Secondo l’autorità
fiscale, non le competerebbe “l’interpretazione delle disposizioni
testamentarie”, ma si sarebbe “attenuta a quanto scritto dalla defunta nel
codicillo olografo” al testamento. La revisione sarebbe inoltre esclusa, per il
fatto che l’istante era stata informata il 24 gennaio 2018, “per il tramite
dell’avv. __________, che il primo legato sarebbe stato con imposta a carico
della successione mentre per il secondo l’imposta sarebbe stata a carico della
beneficiaria”. Di conseguenza, a suo avviso, non sussisteva alcun fatto nuovo.
Il motivo di revisione avrebbe del resto potuto essere fatto valere con un
reclamo.

 

 

                                  F.   Con ricorso del 12
novembre 2018, RI 1 postula nuovamente l’annullamento della decisione di
tassazione. A suo parere, la decisione dell’RS 1 dovrebbe essere annullata già
per il fatto che non indica il rimedio giuridico e non sarebbe adeguatamente
motivata. Nel merito, la ricorrente ribadisce che la volontà della testatrice
era di farla beneficiare di due legati alle stesse condizioni, cioè al netto di
ogni imposta di successione, come pure che l’autorità di tassazione avrebbe
violato il divieto di doppia imposizione. 

 

 

                                  G.   Nelle sue
osservazioni dell’11 gennaio 2019, la Divisione delle contribuzioni propone di
dichiarare irricevibile il ricorso, per il fatto che, come peraltro indicato
nella decisione impugnata, la decisione avrebbe potuto essere impugnata con
reclamo allo stesso RS 1. 

                                         La ricorrente ha replicato
in data 30 gennaio 2019. Nell’eventualità in cui la Camera di diritto
tributario dovesse riconoscere l’inammissibilità del ricorso, chiede che gli
atti siano trasmessi d’ufficio all’autorità competente.

 

                                  H.   Nel corso
dell’udienza del 27 maggio 2019, i rappresentanti della ricorrente, nonostante
le censure proposte a tale riguardo nel ricorso, hanno riconosciuto che la
decisione impugnata dell’ufficio imposte successione e donazione può essere
considerata “esaustivamente motivata”, secondo l’art. 206 cpv. 2 LT. In tal
modo, con il consenso anche delle autorità fiscali, il ricorso può essere
esaminato dalla Camera di diritto tributario, senza che occorra una decisione
su reclamo dell’RS 1.

                                         I rappresentanti della
ricorrente hanno poi riproposto le loro censure in merito alla decisione di
tassazione dell’imposta di successione. Per quanto riguarda il motivo di
revisione, sarebbe costituito dal fatto che il rappresentante legale della
ricorrente nell’ambito della procedura di tassazione, l’avv. __________, non
l’aveva compiutamente informata in merito allo svolgimento della procedura ed
in particolar modo l’aveva tenuta all’oscuro della lettera che il 3 aprile 2018
gli era stata inviata dall’esecutore testamentario __________.

                                         Da parte sua, l’autorità
fiscale ha ricordato che l’avv. __________ si era rivolto all’autorità fiscale
nel corso della procedura di tassazione, ma contestava il fatto che alla
signora RI 1 non fosse stato riconosciuto anche il legato a favore del suo
defunto marito. Parallelamente, un altro legatario aveva per contro contestato
l’assoggettamento all’imposta di uno solo dei legati che gli erano stati
riconosciuti e si trovava quindi in una situazione analoga a quella della
signora RI 1. Copia della lettera 10 marzo 2017 dell’avv. __________ e della
lettera 24 gennaio 2018 dell’RS 1 è stata consegnata seduta stante ai
rappresentanti della ricorrente.

                                         Secondo l’autorità fiscale,
la mancata comunicazione fra la ricorrente e l’avv. __________ sarebbe una
questione di diritto contrattuale fra le due parti e non potrebbe pertanto
costituire un motivo di revisione della decisione passata in giudicato.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Per quanto attiene alle
censure formali presentate dalla ricorrente, le stesse sono superate, in
seguito agli sviluppi intervenuti nel corso dell’udienza del 27 maggio 2019.

                                         L’insorgente lamentava, da
un lato, la mancata indicazione dei rimedi giuridici contro la decisione
impugnata e, dall’altro, la carente motivazione della decisione stessa.

                                         Da parte sua, nelle
osservazioni dell’11 gennaio 2019, l’autorità di tassazione aveva proposto di
dichiarare irricevibile il gravame, per il fatto che la decisione era
suscettibile di reclamo allo stesso RS 1. 

 

                                         1.2.

                                         L’art. 234 cpv. 1 LT
attribuisce infatti la competenza decisionale in materia di revisione
all'Ufficio che ha preso la decisione oggetto della domanda. La reiezione della
domanda di revisione e la nuova decisione o sentenza possono essere impugnate
con gli stessi rimedi giuridici ammessi contro la decisione o sentenza
anteriori (art. 234 cpv. 3 LT).

                                         Ne consegue che, contro la
decisione con cui l’RS 1 aveva respinto l’istanza di revisione, che concerneva
una decisione di tassazione, era ammesso reclamo allo stesso RS 1, trattandosi
dello stesso rimedio giuridico che era ammesso contro la decisione anteriore.

 

                                         1.3. 

                                         Per l’art. 206 cpv. 1 LT,
contro la decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto
all’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione. Il reclamo
presentato contro una decisione di tassazione già esaustivamente motivata può
tuttavia essere trasmesso come ricorso, con il consenso del reclamante e degli
altri proponenti, alla Camera di diritto tributario (art. 206 cpv. 2 LT).

                                         Come anticipato, nel corso
dell’udienza del 27 maggio 2019, i rappresentanti della ricorrente, nonostante
le censure proposte a tale riguardo nel ricorso, hanno riconosciuto che la
decisione impugnata dell’Ufficio imposte di successione e donazione può essere
considerata “esaustivamente motivata”, secondo l’art. 206 cpv. 2 LT. 

                                         In tal modo, con il
consenso anche delle autorità fiscali, il ricorso può essere esaminato dalla
Camera di diritto tributario, senza che occorra una decisione su reclamo dell’RS
1.

 

                                         1.4.

                                         Ne consegue che il ricorso
è ricevibile in ordine e che le censure relative alla mancata indicazione dei
rimedi giuridici e alla carente motivazione della decisione impugnata sono
venute meno.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Sono quattro i motivi di
revisione, a vantaggio del contribuente, di una decisione o sentenza cresciuta
in giudicato: 

a)   la scoperta di
fatti rilevanti o mezzi di prova decisivi; 

b)   la mancata
considerazione, da parte dell’autorità giudicante, di fatti rilevanti o di
mezzi di prova decisivi, che conosceva o doveva conoscere, oppure un’altra
violazione di principi essenziali della procedura; 

c)    il fatto che
un crimine o un delitto abbia influito sulla decisione o sulla sentenza; 

                                         d)  se,
in caso di conflitti in materia di doppia imposizione intercantonale o
internazionale, l’autorità che ha deciso giunge alla conclusione che, secondo
le norme applicabili per evitare la doppia imposizione, il Cantone deve
limitare il proprio diritto di imporre 

                                         (art. 232 cpv. 1 LT). 

 

                                         2.2.

                                         La revisione è tuttavia
esclusa se l’istante, ove avesse usato la diligenza che da lui poteva essere
ragionevolmente pretesa, avrebbe potuto far valere già nel corso della
procedura ordinaria il motivo di revisione invocato (art. 232 cpv. 2 LT). 

                                         L’istituto della revisione
non è dato, cioè, per addurre fatti che si sarebbero potuti invocare già nella
procedura di reclamo o di ricorso. Decidere altrimenti, e ammettere automaticamente
la revisione in caso di violazione di norme essenziali di procedura,
significherebbe abolire ogni distinzione tra mezzi d’impugnazione ordinari e il
rimedio straordinario della revisione, che non può supplire a un’omissione
imputabile allo stesso contribuente, che ha diritto di avvalersi dei rimedi
ordinari (cfr. p. es. la sentenza del Tribunale federale 2C_47/2016, 2C_48/2016
del 22 agosto 2016 consid. 3.2 con riferimenti; inoltre: Locher, Kommentar zum DBG, vol. III,
Basilea 2015, n. 30 ad art. 147 LIFD, p. 773 s.; Looser, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 3a
edizione, Basilea 2017, n. 24 ad art. 147 LIFD, p. 2474 ss.; Casanova/Dubey, in: Noël/Aubry Girardin
[a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a ediz.,
Basilea 2017, n. 15 ad art. 147 LIFD, p. 1802 s.). 

                                         Di conseguenza, la revisione
è esclusa, per esempio, nel caso dell’errore di dichiarazione, cioè quando, per
trascuratezza del contribuente o del suo rappresentante, si è omesso di far
valere nella procedura di tassazione o con i rimedi giuridici ordinari elementi
di fatto essenziali, oppure nel caso in cui il contribuente avrebbe potuto
scoprire subito l’errore di fatto o di diritto dell’autorità, controllando la tassazione
notificatagli (Casanova,
Änderungen rechtskräftiger Verfügungen und Entscheide, in ASA 61 p. 450-451). 

 

                                         2.3.

                                         Se esiste un motivo di
revisione, l’autorità annulla la decisione o la sentenza precedente e pronuncia
di nuovo (art. 149 cpv. 2 LIFD; art. 234 cpv. 2 LT). Di solito, l’autorità
competente fa le due cose mediante una sola decisione: in una prima fase,
cosiddetta rescindente, annulla la decisione che è oggetto dell’istanza di
revisione; nella seconda, detta rescissoria, adotta una nuova decisione (cfr.
la sentenza del TF 2F_2/2013 del 5.6.2013 consid. 7.2).

                                         Si tratta quindi anzitutto
di verificare l’esistenza di un motivo di revisione della decisione di
tassazione passata in giudicato. Solo dopo aver riconosciuto l’esistenza di un
presupposto per la revisione, può essere modificata la decisione contestata.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nella sua istanza di
revisione, la contribuente ha affermato di essere “venuta a conoscenza
dell’esistenza di una doppia imposizione solo negli scorsi giorni – tramite
comunicazione per telefonino da terzi – e questo per il tramite di uno scritto
datato 3 aprile 2018 dell’esecutore testamentario __________ al suo precedente
rappresentante legale, l’avv. __________”. La lettera, del cui contenuto la
ricorrente sarebbe stata tenuta all’oscuro, era stata inviata dall’esecutore
testamentario all’avv. __________ il 3 aprile 2018. Oltre a inviare la
decisione di tassazione e la relativa bolletta di fr. 32'481.– per il pagamento
dell’imposta, l’esecutore testamentario spiegava all’avvocato della ricorrente che
“per quanto riguarda i restanti CHF 31'125.30, provvederò ad effettuare il
pagamento nei prossimi giorni per conto della signora RI 1”. 

 

                                         3.2.

                                         Come ricordato in
narrativa, la ricorrente ha beneficiato di due liberalità da parte della
defunta __________. Il primo legato era previsto dal testamento del 9 novembre
2001, il secondo è stato disposto con un codicillo del 23 giugno 2005. In
considerazione del fatto che la testatrice aveva precisato, solo con
riferimento al primo, che le imposte di successione dovessero essere poste “a
carico del capitale disponibile” ed “essere pagate tramite gli esecutori
testamentari”, l’RS 1 ha messo a carico della legataria solo l’imposta relativa
al secondo legato, attribuendo invece l’imposta di successione sul primo agli eredi.

                                         In questa prospettiva, le
affermazioni contenute nella menzionata lettera dell’esecutore testamentario
devono essere intese proprio nel senso che distinguono fra due debitori diversi
dell’imposta di successione. La frase secondo cui, “per quanto riguarda i
restanti CHF 31'125.30, provvederò ad effettuare il pagamento nei prossimi
giorni per conto della signora RI 1”, si riferisce al primo legato, per il
quale l’imposta era dovuta dagli eredi. Piuttosto che “per conto della signora RI
1”, il pagamento dell’imposta di successione sul primo legato è avvenuta sulla
liberalità a favore di RI 1, proprio perché la testatrice aveva voluto che
quest’ultima ricevesse l’importo al netto dei tributi.

                                         Tenuto conto di queste
circostanze, si fatica a comprendere in qual modo la comunicazione telefonica,
mediante la quale la contribuente avrebbe appreso dell’esistenza dello scritto
del 3 aprile 2018 dell’esecutore testamentario, possa costituire un motivo di
revisione. Secondo l’istanza di revisione del 14 giugno 2018, dalla lettera in
questione l’insorgente avrebbe appreso dell’esistenza di una “doppia
imposizione”. Proprio perché i due debiti fiscali si riferiscono a due distinti
legati, deve essere chiaramente esclusa una doppia imposizione. 

                                         Per le ragioni che
seguono, la questione non necessita tuttavia di essere approfondita.

 

                                         3.3.

                                         Ravvisando il motivo di
revisione della decisione di tassazione in una omissione del suo legale, la
ricorrente rimprovera a quest’ultimo una perlomeno negligente tutela dei suoi
interessi nella procedura di tassazione dell’imposta di successione.

                                         Gli effetti giuridici di
atti processuali e omissioni del rappresentante sono imputabili al
contribuente. Se un rappresentante non adempie degli obblighi procedurali o lo
fa in modo inadeguato, il contribuente ne deve sopportare le conseguenze, per
esempio dovendo sottostare a una tassazione d’ufficio. Analogamente, se il
rappresentante non esercita dei diritti procedurali, per esempio omettendo di
interporre reclamo o presentandone uno con vizi di forma, il contribuente non
può sottrarsi a questi effetti invocando la negligenza del suo rappresentante (Zweifel/Hunziker,
in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum DBG, 3a ediz., Basilea
2017, n. 23 ad art. 117 LIFD, p. 2100 e giurisprudenza citata). 

                                         Di fronte a una decisione
passata in giudicato, si deve ritenere che un contribuente non possa rimetterne
in discussione il contenuto, solo perché a suo avviso il suo mandatario non ha
tutelato in modo adeguato i suoi interessi. Altrimenti, verrebbe seriamente
pregiudicata la certezza del diritto. 

 

                                         3.4.

                                         Circa il ruolo dell’avv. __________,
come ha ricordato in udienza l’RS 1, aveva in particolar modo indirizzato all’autorità
fiscale uno scritto, con il quale tuttavia non aveva messo in discussione le
modalità di calcolo dell’imposta di successione né aveva contestato il diverso
trattamento fiscale riservato ai due legati. Nella lettera del 10 marzo 2017,
indirizzata all’esecutore testamentario e inviata in copia all’RS 1, aveva piuttosto
affermato che RI 1 riteneva “di essere beneficiaria di due legati da CHF
200'000.– e non di due legati da CHF 100'000.–“, nonostante il decesso del
marito. Con lettera del 24 gennaio 2018, contestuale all’invio del primo
progetto di tassazione, l’autorità di tassazione aveva risposto al legale,
confermando la “tassazione dei 2 legati per totali fr. 200'000.– alla signora RI
1” e precisando che “con il primo legato di fr.100'000.– l’imposta è a carico
della successione; con il secondo l’imposta è a carico della beneficiaria”. 

                                         Non risulta che l’avvocato
__________ abbia reagito a questo scritto né che abbia successivamente
contestato l’imposizione del secondo legato. Dagli atti dell’RS 1 risulta peraltro
che un altro legatario, che a sua volta era stato menzionato una volta nel
testamento e una seconda volta in un successivo codicillo, aveva contestato
l’assoggettamento all’imposta del secondo legato. Al suo rappresentante
l’autorità fiscale ha risposto il 24 gennaio 2018, sottolineando la circostanza
che, diversamente da quanto indicato in altri codicilli, in quello relativo al
legato in questione la testatrice non aveva precisato che l’imposta di
successione “sarà a carico della successione”. 

 

                                         3.5.

                                         Ne consegue che, qualunque
sia il motivo per cui, solo quando ormai la decisione di tassazione era passata
in giudicato, la ricorrente ha ritenuto di essere stata penalizzata per il
fatto che il suo legale non aveva contestato l’imposizione del secondo legato,
non vi è comunque alcun motivo di revisione che consenta di riaprire la
decisione in questione. 

                                         Va del resto ricordato che
la giurisprudenza del Tribunale federale esige dal contribuente una certa
diligenza nella salvaguardia dei suoi diritti nel contesto della procedura di
tassazione. Egli non può in particolare avvalersi del rimedio della revisione
per invocare argomenti che ha omesso di sollevare nella procedura di ricorso
ordinaria (cfr. le sentenze 2P.34/2006 e 2A.56/2006 del 16 giugno 2006, in:
RtiD I-2007 n. 16t consid. 3.3; DTF 111 Ib 209 consid. 1; sentenza 2A.451/1996
del 21 maggio 1997, in: ASA 67 p. 391 consid. 3d). 

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Non essendo adempiuto
alcun motivo di revisione, la decisione di tassazione del 23 marzo 2018,
passata in giudicato, non può essere rimessa in discussione. 

                                         La ricorrente non ha
peraltro dimostrato che la decisione litigiosa sia in contrasto con il diritto
vigente. 

                                         4.2.

                                         Secondo l’art. 141 lett. b
LT, sono sottoposti all’imposta sulle successioni, in particolare, le
trasmissioni di beni e di diritti e le liberalità per disposizione a causa di
morte, segnatamente mediante istituzione di erede o legato (per testamento o
contratto successorio), sostituzione volgare, sostituzione fedecommissaria,
fondazione o donazione.

                                         Poiché la ricorrente ha
beneficiato di due legati, è chiaro che entrambi siano soggetti all’imposta di
successione. La sola differenza, che abbia rilevanza per l’autorità fiscale
competente, è data dal fatto che per uno dei due legati la testatrice ha
disposto che la legataria beneficiasse dell’importo di 100'000 franchi al netto
dell’imposta di successione. 

                                         Quando il testatore ha
stabilito che l’imposta di successione debba essere pagata dagli eredi, il
legatario riceve il legato stabilito dal testatore, libero da ogni aggravio
d’imposta. La relativa imposta di successione viene soluta dagli eredi
attingendo ai beni loro pertoccati (Primi,
Le imposte di successione e di donazione ticinesi, Agno 1995, p. 108 e
giurisprudenza citata).

                                         La particolarità del
legato al netto dell’imposta è che la liberalità, consistente nel porre a
carico degli eredi l’imposta dovuta dal legatario, rappresenta una ulteriore
devoluzione soggetta all’imposta di successione (Richner/Frei, Kommentar zum Zürcher Erbschafts- und
Schenkungssteuergesetz, Zurigo 1996, § 3, n. 29, p. 109; Hindersmann/Myssen, Die Erbschafts- und
Schenkungssteuern der Schweizer Kantone, Colonia 2003, n. 529, p. 186 s.).

                                         Ai fini fiscali il valore
imponibile del legato va determinato aggiungendo allo stesso l’ammontare della
relativa imposta; sul totale così ottenuto si calcola l’imposta applicando
l’aliquota corrispondente al grado di parentela intercorrente tra il de
cuius e il legatario (Primi,
loc. cit.).

 

                                         4.3.

                                         Come già ricordato,
presentando l’inventario all’RS 1, il 23 dicembre 2016, l’esecutore
testamentario __________ ha elencato i legati previsti dal testamento e dai
codicilli pubblicati, distinguendo fra i “legati con imposte a loro carico” e i
“legati in contanti con imposta pagata dalla massa”. Per quanto riguarda i
legati a favore della ricorrente, uno è stato menzionato nella prima lista e
l’altro nella seconda.

                                         L’autorità di tassazione
non ha fatto altro che riprendere le indicazioni fornite dall’esecutore
testamentario e allestire su questa base i due progetti di tassazione, sottoposti
ai contribuenti, e infine la decisione di tassazione del 23 marzo 2018. 

                                         Se la ricorrente avesse
ritenuto che le spettavano due legati al netto dell’imposta di successione,
avrebbe dovuto rivolgersi all’esecutore testamentario e rivendicare 200'000
franchi netti. È evidente che una simile pretesa avrebbe influito
sull’ammontare della liberalità spettante agli eredi, che sono i debitori dei
legati. Il legatario ha un'azione personale contro il debitore del legato (art.
562 cpv. 1 CC). L'azione del legatario si prescrive in dieci anni dal giorno
della comunicazione della disposizione, o dal giorno dell'esigibilità del
legato, o da quello in cui il legato diventò posteriormente esigibile (art. 601
CC).

                                         Alla luce delle
considerazioni che precedono, non si comprende come l’insorgente possa
pretendere di essere semplicemente esonerata dal pagamento dell’imposta di
successione, della quale è debitrice secondo la legge tributaria. L’eventuale
legato dell’imposta stessa dovrebbe infatti risultare dalle disposizioni di
ultima volontà della testatrice, che avrebbe in tal modo posto a carico dei
suoi eredi un ulteriore obbligo nei confronti della legataria e avrebbe
attribuito a quest’ultima un’ulteriore liberalità. 

                                         Tutte le considerazioni,
proposte nel ricorso, in merito all’interpretazione delle disposizioni
testamentarie, sono pertanto fuori luogo. Non compete infatti all’autorità di
tassazione di dirimere eventuali divergenze di interpretazione delle
disposizioni testamentarie, fra esecutore testamentario, eredi e legatari.

 

                                         4.4.

                                         Qualora la contribuente
ritenesse di essere creditrice di due legati di 100'000 franchi ciascuno,
entrambi al netto dell’imposta di successione, dovrebbe far valere la sua
pretesa promuovendo un’azione nei confronti degli eredi di __________. 

                                         A questo riguardo, si può
ancora rilevare che, secondo l’art. 153 cpv. 1 LT, lo Stato ha il diritto di
percepire l’imposta anche in caso di contestazione fra gli eredi, legatari o
donatari, in base al patrimonio accertato, alla legge e, ove vi siano
disposizioni a causa di morte o liberalità, in base alle stesse. Tuttavia, in
caso di successiva modificazione della posizione dell’erede, legatario o
donatario, decretata dal giudice, è data la facoltà di rettifica della
tassazione entro 10 anni dalla fine dell’anno in cui ebbe luogo l’apertura
della successione o l’esecuzione delle liberalità (art. 153 cpv. 2 LT).

 

                                         4.5.

                                         Indipendentemente
dall’esistenza di un motivo di revisione, la decisione di tassazione contestata
non rivela pertanto vizi, che debbano essere rimossi con una nuova decisione. Al
contrario, la tassazione litigiosa appare conforme alle disposizioni legali.

 

                                   5.   Il ricorso è
integralmente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a carico
della ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.  1’500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr. 1’600.–

                                         sono a carico della
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorn

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: