# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d2ca6bf2-1009-5009-9903-2e8d1f9390d8
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-24
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 24.11.2010 D-8018/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-8018-2010_2010-11-24.pdf

## Full Text

Corte IV
D-8018/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 4  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, 
con l'approvazione del Giudice Gérard Scherrer, 
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nata il (...), alias
B._______, nata il (...), 
ed il figlio
C._______, nato il (...),
Eritrea,
entrambi rappresentati da 
D._______,
ricorrenti,

contro

Bundesamt für Migration (BFM),
Quellenweg 6, 3003 Bern,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento 
(Dublino; art. 107a LAsi);
decisione dell'UFM del 9 novembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8018/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessata, accompagnata dal figlio e dichia-
ratasi cittadina dell'Eritrea, ha presentato il (...) in Svizzera; 

il confronto effettuato con il registro EURODAC in data (…) dal quale 
risulta  che  l'interessata  aveva  depositato  una  domanda  d'asilo  a 
E._______, in Italia, il (...) (cfr. A 4/2);

il  verbale  d'audizione dell'interessata del  12 ottobre 2010,  durante la 
quale le è stato concesso il diritto di essere sentita in merito al risulta-
to sopracitato e ad un'eventuale evasione della sua domanda tramite 
decisione di non entrata nel merito con il relativo allontanamento della  
stessa verso l'Italia;

le dichiarazioni della ricorrente al riguardo e segnatamente il fatto che 
ella contesta di aver domandato asilo in Italia, come pure che non po-
trebbe ritornare in Italia, poiché sarebbe malata ed avrebbe un bambi-
no in tenera età (cfr. verbale d'audizione del 12 ottobre 2010, pagg. 5 e 
6);

la richiesta di riammissione del 21 ottobre 2010 inoltrata alle autorità 
italiane  dall'UFM giusta  l'art.  16  par.  1  del  Regolamento  (CE)  n. 
343/2003 del 18 febbraio 2003 (GU L 50 del 25.2.2003, di seguito: Re-
golamento Dublino) e la relativa comunicazione dell'UFM dell'8 novem-
bre 2010 alle suddette autorità, tramite la quale l'autorità inferiore ha 
constatato  la  mancata  risposta  delle  autorità  italiane  entro  i  termini 
stabiliti per il che l'Italia è stata ritenuta competente dall'UFM per l'esa -
me della procedura d'asilo nella fattispecie;

la decisione dell'UFM del 9 novembre 2010 (notificata alla rappresen-
tante dell'interessata il  10 novembre 2010; cfr. risultanze processuali) 
di non entrata nel merito ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d della legge 
del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi, RS 142.31) nella quale detto Uffi -
cio  ha pronunciato l'allontanamento e l'esecuzione immediata dell'al-
lontanamento degli interessati in Italia ed ha constatato che un even-
tuale ricorso non avrebbe avuto effetto sospensivo in applicazione del-
l'art. 107a LAsi;

la medesima decisione nella quale l'UFM ha considerato l'esecuzione 
del  rinvio  in  Italia  come lecita,  possibile  e ragionevolmente  esigibile 

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posto che, da un lato, l'Italia rispetterebbe il principio del divieto di re -
spingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi e, dall'altro lato, non sussi-
sterebbero indizi fondati di violazione in detto Stato dei diritti garantiti  
dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liber-
tà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101); che, inoltre, 
la situazione in loco non rappresenterebbe un ostacolo all'esecuzione 
dell'allontanamento;

il  ricorso del 16 novembre 2010 inoltrato dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale (di seguito: il Tribunale) contro la menzionata decisio-
ne dell'UFM (cfr. timbro del plico raccomandato, data d'entrata 17 no-
vembre 2010) con il quale i ricorrenti concludono all'annullamento del -
la decisione impugnata e la trasmissione degli atti all'UFM per ulteriori 
accertamenti ed una nuova decisione nel merito della domanda d'asilo 
congiuntamente ad una domanda d'esenzione dal  versamento  di  un 
anticipo a copertura delle presumibili spese processuali;

l'ordinanza datata 17 novembre 2010 di sospensione in via supercau-
telare dell'allontanamento dei ricorrenti fino a ricezione degli atti  del -
l'autorità inferiore;

gli atti dell'UFM trasmessi al Tribunale in data 17 novembre 2010;

lo  scritto  del  23 novembre 2010 della  rappresentante dell'insorgente, 
pervenuto  al  Tribunale  in  data  24 novembre 2010,  tramite  il  quale  è 
stato trasmesso un certificato  medico concernente lo  stato di  salute 
della ricorrente e l'indirizzo di un documento scaricabile da internet ri -
guardo dati statistici prodotti dal Sistema di protezione per richiedenti 
asilo e rifugiati;

gli ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verran-
no  ripresi  nei  considerandi  qualora  risultino  decisivi  per  l'esito  della 
vertenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

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che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, 
in  virtù  dell'art. 31 LTAF, giudica i  ricorsi  contro le  decisioni  ai  sensi 
dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che i ricorrenti sono toccati dalla decisione impugnata e vantano un in -
teresse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della 
stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che sono pertanto legittimati ad  
aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for -
ma ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che la competenza d'esame dell'istanza ricorsuale si  limita alla  que-
stione se l'autorità  inferiore ha rettamente deciso la  non entrata nel  
merito di una domanda d'asilo;

che, ritenuta illegittima la decisione di non entrata nel merito, il Tribu -
nale si esime dall'entrare in merito, annulla la decisione impugnata e 
rimanda l'affare  per  nuova decisione  all'autorità  inferiore  (Giurispru-
denza ed informazioni della Commissione svizzera di ricorso in mate-
ria d'asilo [GICRA 2004] n. 34, consid. 2.1);

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti  su ricorso è determinante la lin-
gua della decisione impugnata e che, se le parti utilizzano un'altra lin-
gua ufficiale, il procedimento può svolgersi in tale lingua;

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in tedesco, 
ma il ricorso è stato presentato in italiano, per il che la presente sen-
tenza può essere redatta in italiano;

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi);

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che, in applicazione dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio 
di scritti;

che, giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi, di norma non si entra nel merito  
di una domanda d'asilo se il  richiedente può partire alla volta di uno 
Stato terzo cui compete, in virtù di un trattato internazionale, l'esecu-
zione della procedura d'asilo e d'allontanamento;

che nel Regolamento Dublino - al quale la Svizzera ha aderito il 12  di-
cembre 2008 (cfr. Accordo del 26 ottobre 2004 tra la Confederazione 
Svizzera e la Comunità europea relativo ai criteri e ai meccanismi che 
permettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una do-
manda di asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera (ADD, 
RS 0.142.392.68) - sono contenute le norme legali applicabili in rela -
zione all'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi;

che l'esame della  domanda d'asilo  non deve essere  confusa con la 
procedura di determinazione dello Stato responsabile, quest'ultima do-
vendo essere fatta sulla base della situazione esistente al momento in 
cui  il  richiedente ha presentato la sua domanda d'asilo per la  prima 
volta presso uno Stato membro o in Svizzera (cfr. art. 5 cpv. 2 del Re-
golamento Dublino);

che conformemente all'art. 3 cpv. 1 del Regolamento Dublino, gli Stati  
membri esaminano la domanda di asilo di un cittadino di un paese ter-
zo presentata alla frontiera o nel rispettivo territorio; 

che una domanda d'asilo è esaminata da un solo Stato membro, che è 
quello individuato come Stato competente in base ai criteri enunciati al 
capo III;

che in deroga all'art. 3 cpv. 1, ciascuno Stato membro può esaminare 
una domanda d'asilo presentata da un cittadino di un paese terzo, an-
che se tale esame non gli compete in base ai criteri stabiliti (cfr. clau-
sola  di  sovranità  stabilita  all'art.  3  cpv. 2  Regolamento  Dublino  e  la 
clausola umanitaria prevista all'art. 15 del citato regolamento, nonché 
l'art. 29a cpv. 3 OAsi); 

che, giusta l'art. 10 cpv. 1 del Regolamento Dublino, quando è accerta-
to, sulla base degli elementi di prova e delle prove indiziarie di cui ai 
due elenchi menzionati all'art. 18 cpv. 3, inclusi i dati di cui al capo III 
del Regolamento CE n. 2725/2000, che il richiedente asilo ha varcato 

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illegalmente, per via terrestre, marittima o aerea, in provenienza da un 
paese terzo, la frontiera di uno Stato membro, lo Stato membro in que-
stione è competente per l'esame della domanda d'asilo; che questa re-
sponsabilità cessa 12 mesi dopo la data di attraversamento clandesti -
no della frontiera;

che, secondo l'art. 17 cpv. 1 del Regolamento Dublino, lo Stato mem-
bro che ha ricevuto una domanda di asilo e ritiene che un altro Stato 
membro sia competente per l'esame della stessa può interpellare tale 
Stato membro affinché prenda in carico il richiedente l'asilo quanto pri-
ma e, al più tardi, entro tre mesi dopo la presentazione della domanda 
d'asilo ai sensi dell'art. 4 cpv. 2; 

che, se la richiesta di prendere in carico il richiedente asilo non è for-
mulata entro tre mesi, la competenza dell'esame della domanda d'asi -
lo spetta allo Stato membro al quale la domanda è stata presentata;

che lo Stato membro responsabile dell'esame di una domanda d'asilo 
è tenuto a riprendere in carico, alle condizioni previste all'art. 20 cpv. 1 
del  Regolamento  Dublino,  il  richiedente  d'asilo  la  cui  domanda è  in 
corso d'esame, è stata ritirata o respinta e che si trova sul territorio di 
un  altro  Stato  membro  senza  esserne  stato  autorizzato  (cfr. art.  16 
cpv. 1 lett. c-e del Regolamento Dublino);

che, ai sensi dell'art. 29a cpv. 1 dell'Ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 
sull'asilo relativa a questioni procedurali (OAsi 1, RS 142.311), l'UFM 
esamina la competenza per il trattamento della domanda d’asilo giusta 
i criteri previsti dal Regolamento Dublino; 

che, se da tale esame risulta che il trattamento della domanda d’asilo 
compete ad un altro Stato, l’UFM emana una decisione di non entrata 
nel merito, dopo che lo Stato richiesto ha accettato la presa o ripresa 
in carico del richiedente l’asilo (art. 29a cpv. 2 OAsi 1); 

che, come già detto, se motivi umanitari lo giustificano, l’UFM può de -
cidere di entrare nel merito della domanda anche qualora dall’esame 
risulti che il trattamento della domanda d’asilo compete a un altro Sta-
to (art. 29a cpv. 3 OAsi 1);

che, nella fattispecie, l'UFM non ha intravisto motivi per dover trattare 
direttamente  la  domanda  d'asilo  dell'interessata  ai  sensi  del -

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l'art. 29a cpv. 3 OAsi 1, bensì ha reso una decisione di non entrata nel 
merito della citata domanda ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi;

che il Tribunale ricorda che l'Italia ha aderito – come la Svizzera – al 
Regolamento Dublino; 

che, inoltre, l'UFM ha interpellato l'Italia, affinché prenda in carico la ri -
chiedente l'asilo, secondo le modalità ed i termini previsti  dall'art. 17 
del Regolamento Dublino; 

che,  infine,  nonostante l'Italia  non abbia espressamente accettato la 
presa in carico della richiedente, si ritiene che la stessa sia stata ac -
cettata,  conformemente  all'art. 20 cpv. 1 lett. c  del  suddetto  Regola-
mento;

che dinanzi all'autorità inferiore la ricorrente ha invocato di  non aver 
mai richiesto asilo in Italia,  come pure che non potrebbe ritornare in 
detto Paese a causa del suo stato di salute e del fatto che avrebbe un 
figlio in tenera età; 

che, nel ricorso, l'insorgente ha fatto valere, in sostanza e per quanto 
qui di rilievo, che l'UFM avrebbe dovuto entrare in merito della doman-
da d'asilo, in applicazione dell'art. 3 cpv. 2 Regolamento Dublino, conto 
tenuto della situazione in Italia che non permetterebbe di  accogliere 
una donna vulnerabile, come la ricorrente malata di diabete accompa-
gnata da un bambino di  4  anni,  con la  conseguente inesigibilità  del 
suo rientro in Italia; 

che  inoltre  secondo  quanto  scritto  nell'atto  ricorsuale,  sembrerebbe 
che la ricorrente si trovi attualmente ricoverata in ospedale;

che dal certificato del medico F._______ dell'"G._______" prodotto in 
data  24 novembre 2010  risulta  che  l'attuale  ricovero  ha  lo  scopo  di 
adeguare e adattare la necessaria presa di farmaci, con relativo riferi -
mento all'importanza di diminuire i fattori di stress dovuti alla situazio-
ne di insicurezza per lei e per il figlio al fine di intraprendere una buo-
na terapia;

che il Tribunale constata innanzitutto che sebbene la ricorrente sosten-
ga di non aver mai depositato una domanda d'asilo presso le autorità 
italiane, dal confronto dattiloscopico con il registro EURODAC è emer-

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so che la ricorrente è stata registrata ed ha depositato una domanda 
d'asilo in Italia in data (...);

che, peraltro, l'insorgente medesima ha dichiarato di essere entrata il -
legalmente  sia  in  Italia  che  in  Svizzera  (cfr. verbale  d'audizione del  
12 ottobre 2010, pagg. 5 e 6);

che inoltre, come rettamente osservato dall'autorità inferiore, le dichia-
razioni della ricorrente circa il fatto che in Italia le avrebbero probabil -
mente preso le impronte digitali in ospedale a seguito del suo ricovero 
(cfr. ibid.) non sono credibili e risultano alquanto illogiche; 

che la ricorrente si oppone al rinvio di lei e suo figlio verso l'Italia visto  
il  suo stato di  salute e il  suo particolare stato di  vulnerabilità,  come 
pure la situazione estremamente precaria che vige attualmente in Ita-
lia nel quadro dell'accoglienza di richiedenti d'asilo;

che giova ricordare che  l'Italia,  vincolata dall’Accordo d’associazione 
alla  normativa  di  Dublino,  è  firmataria  della  convenzione  del  28 lu-
glio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30) e della CEDU 
e ne applica le disposizioni; che lo Stato così designato – responsabile 
dell'esame di una domanda d'asilo – è tenuto a condurre la procedura 
d’asilo  nel  rispetto  delle  disposizioni  della  Conv. e  della  CEDU (cfr. 
Messaggio sugli accordi bilaterali  II, FF 2004 5331; cfr. ugualmente i 
considerandi introduttivi n. 2, 12 e 15 del Regolamento Dublino); 

che, in caso di trasferimento in Italia, le autorità elvetiche possono par-
tire dal principio che le regole imperative imposte dalle precitate con-
venzioni, in particolare il principio di divieto di respingimento consacra-
to all'art. 33 Conv. e all'art. 5 LAsi, così come il divieto di trattamenti  
inumani ai sensi dell'art. 3 CEDU, sono rispettate; che incombe di con-
seguenza  al  richiedente  l'asilo  d'invalidare  siffatta  presunzione  per 
quanto attiene alla sua situazione personale; 

che, peraltro, secondo la recente giurisprudenza del Tribunale, in Italia,  
oltre a strutture statali che garantiscono un alloggio ai richiedenti l'asi -
lo, vi sono altresì numerose organizzazioni caritative che si occupano 
dei  richiedenti  l'asilo  e  dei  rifugiati;  che,  infatti,  dal  1° gennaio 2009 
l'organizzazione “Arciconfraternita del SS. Sacramento e di S. Trifone” 
appare prendersi cura dei rifugiati presso l'aeroporto di Roma-Fiumici-
no ed offre una consulenza giuridica gratuita ai richiedenti l'asilo (cfr.  
tra le altre, la decisione del TAF D - 721/2010 del 15 febbraio 2010); 

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che pure per quanto concerne lo stato di salute della ricorrente e un 
eventuale  trattamento  dei  suoi  problemi  di  salute,  questi  possono 
senz'altro essere curati in Italia,  disponendo in effetti  detto Paese di 
infrastrutture mediche sufficienti per garantire le cure ed i farmaci ne-
cessari  (cfr. sulla problematica sentenza del Tribunale amministrativo 
federale E-7895/2010 del 15 novembre 2010 consid. 5.3);

che gli  elementi forniti  dopo l'inoltro del ricorso non soccorrono la ri -
corrente, per le ragioni illustrate poc'anzi;

che alla luce di quanto precede il trasferimento verso l'Italia degli inte-
ressati  è lecito  ed esigibile e non esistono neppure motivi  umanitari  
giusta l'art. 29a cpv. 3 OAsi 1 che permetterebbero di rinunciare al rin-
vio dei ricorrenti in detto Paese;

che pertanto, non v'è motivo di applicare la clausola di sovranità stabi -
lita all'art. 3 cpv. 2 Regolamento Dublino;

che l'UFM ha rettamente ritenuto competente l'Italia per l'esame della 
domanda d'asilo dell'insorgente;

che per di più, le autorità italiane non si sono opposte a riprendere il  
caso;

che, in considerazione di tutto quanto suesposto, ne discende che ret-
tamente l'UFM non è entrato nel merito della domanda d'asilo del ri -
chiedente ai sensi dell'art. 34 cpv. 2 lett. d LAsi ed ha pronunciato l'al -
lontanamento degli interessati verso l'Italia ex art. 44 cpv. 1 LAsi, non 
essendo realizzate in casu le eccezioni previste all'art. 32 OAsi; 

che in siffatte condizioni non v'è spazio per i provvedimenti sostitutivi  
ai sensi dell'art. 44 cpv. 2 LAsi in combinazione con l'art. 83 cpv. 1 del-
la  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS 
142.20), poiché l'esame delle questioni relative all'esistenza di even-
tuali impedimenti al rinvio secondo le ragioni di detti disposti sono in-
scindibili dal giudizio di non entrata nel merito nel quadro di una proce-
dura di Dublino (cfr. sentenza del Tribunale amministrativo federale E-
5644/2009 del 31 agosto 2010 consid. 10);

che, di conseguenza, il ricorso va respinto;

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che le misure supercautelari concesse in data 17 novembre 2010 ces-
sano di avere effetto con la pronuncia della presente sentenza;

che, avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda d'e-
senzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  
spese processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dei  ricorrenti 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che, di conseguenza, la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM,  Divisione soggiorno, per l'incarto  N [...] (per corriere interno; 
in copia)

- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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