# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee72c0a2-18df-59a0-9e92-55e21637d555
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 07.03.2001 12.2000.196
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2000-196_2001-03-07.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2000.00196

  	
  Lugano

  7 marzo 2001/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente 

  Chiesa e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per statuire nella causa OA.98.00089  della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud promossa con
petizione 18 settembre 1997 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dallo St.leg. __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

	
   

   

  	
   

  __________

  __________ 

  rappr. dallo St.leg. __________

   

  	 

 

con cui
l'attore ha chiesto il disconoscimento del debito di fr. 54'000.-- nell'ambito
dell'esecuzione n. __________dell'UE di Mendrisio (in materia di locazione);

 

domanda
avversata dai convenuti e che il Pretore con sentenza 19 settembre 2000 ha
respinto;

 

appellante
l'attore che con atto di appello 13 ottobre 2000 chiede che il primo giudizio
venga riformato in accoglimento della petizione;

 

mentre i
convenuti, con osservazioni 9 novembre 2000, postulano la reiezione del gravame
avversario.

 

Letti e esaminati gli atti

ritenuto 

 

 

in fatto:                           A.    __________
ha concluso il 9 febbraio 1989 in qualità di conduttore un contratto di
locazione con __________ e la CE fu __________, avente per oggetto un locale
adibito a negozio sito a __________ in __________.

                                                  La
locazione ha avuto inizio il 1° aprile 1989 e la sua scadenza, inizialmente
prevista per il 31 marzo 1994, è stata protratta fino al 31 dicembre 1997 mediante
modifica contrattuale dell'8 marzo 1990.

 

 

                                          B.    Dal
gennaio 1994 è stato sospeso il pagamento delle pigioni, motivo per cui i
locatori hanno avviato una procedura esecutiva nei confronti di __________,
sfociata nella decisione 19 giugno 1996 di rigetto provvisorio
dell'opposizione, limitatamente all'importo di fr. 54'000.-- oltre accessori.

 

 

C.       
Con la petizione 18 settembre 1997
__________ ha sostenuto di non essere debitore dell'importo posto in esecuzione,
ritenuto che il contratto di locazione per il negozio di __________ sarebbe
stato ceduto alla società __________ con accordo 13 dicembre 1990.

 

 

                                          D.    Nell'impugnato
giudizio il Pretore ha seguito la tesi di controparte, secondo cui detto
contratto non configura un trasferimento della locazione a terzi, ma semplicemente
un contratto di sublocazione. Secondo il primo giudice il trasferimento della
locazione non sarebbe stato approvato per iscritto dai locatori (art. 263 cpv.
1 CO); inoltre, il contratto tra __________ e la __________ non può che essere
interpretato come una sublocazione a tutti gli effetti, sia per il suo tenore
letterale che ricercando la volontà delle parti.

 

 

                                          E.    Con l'appello qui in esame __________ rileva che la locazione del
negozio è stata trasferita con il pieno accordo dei proprietari, che dal 1991
in poi hanno percepito i canoni locatizi direttamente dalla __________. I locatari
hanno pertanto accettato per atti concludenti il trasferimento della locazione,
non essendo il consenso scritto una condizione inderogabile secondo il parere
della dottrina dominante. Dalle circostanze risulterebbe poi in modo chiaro che
il contratto da lui stipulato con la ditta __________ non può essere interpretato
come una sublocazione.

                                                  Chiede
pertanto che il primo giudizio venga riformato nel senso del disconoscimento
del proprio debito nei confronti dei locatori.

 

 

                                          F.     Nelle
proprie osservazioni i locatori chiedono la reiezione delle tesi appellatorie
con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario nei considerandi in
diritto.

 

 

Considerato 

 

 

in diritto:                         1.     La
causa che ci occupa è retta dalla procedura per le controversie in materia di locazione
e tale individuazione deve, per forza di cose, essere nota alle parti. Infatti,
con decisione 15 aprile 1998, questa Camera, dovendo giudicare questioni
procedurali riguardanti l'inoltro di questa stessa causa ha espressamente
indicato che, contrariamente alle convinzioni dell'attore dott. __________ e
del giudice, la procedura da applicarsi non era quella ordinaria appellabile
(consid. 1) ed il termine d'appello era quello ridotto di 10 giorni dell'art.
411 CPC (consid. 5).

L'appellante non sembra aver tratto insegnamento dalle indicazioni di quel giudicato
e propone il suo appello in data 13 ottobre 2000 dopo che la sentenza che
impugna gli è stata intimata il 22 settembre 2000 e ricevuta il giorno 25 settembre
2000 come si deduce dai suoi calcoli relativi alla scadenza del termine per
ricorrere di venti giorni. 

Il termine di 10 giorni dell'art. 411 CPC scadeva invece il 5 ottobre 2000 e di
conseguenza l'appello deve essere respinto siccome tardivo.

Il fatto che il Pretore abbia indicato, nella sentenza impugnata, che la
procedura era quella ordinaria appellabile non cambia nulla poiché
l'irregolarità della procedura applicata in prima sede non comporta il
protrarsi di tale irregolarità anche in sede di ricorso (Cocchi/Trezzini, CPC-TI ad art. 308
m. 10).

 

                                          2.     Ma
anche nel merito l'appello sarebbe stato respinto per i seguenti, abbondanziali
motivi.

 

                                          2.1.  Giusta
l'art. 263 cpv. 1 CO, il conduttore di un locale commerciale può trasferire la
locazione ad un terzo con il consenso scritto del locatore. Come pertinentemente
rilevato dall'appellante, il fatto di prevalersi dell'assenza della forma scritta
può costituire un abuso di diritto da parte del locatore che ha manifestato oralmente
o per atti concludenti il proprio consenso al trasferimento della locazione (Higi, Commentario zurighese, no. 28
ad art. 263 CO). Ciò è segnatamente il caso quando il locatore ha preso
conoscenza del trasferimento ed ha accettato per un lungo periodo i pagamenti
da parte del nuovo conduttore (Lachat,
Le bail à loyer, Losanna 1997, pag. 387 no. 3.3.5). Più in generale, il fatto
di invocare un vizio di forma accettato per lungo tempo può costituire abuso di
diritto giusta l'art. 2 CC (DTF 104 II 101).

 

 

                                          2.2.  Nella
fattispecie è pacifico che i locatori fossero al corrente che dal gennaio 1991
il negozio di via __________ era occupato dalla __________, il cui direttore
commerciale __________ così si è espresso: "noi eravamo intenzionati a
prendere anche questo e abbiamo chiesto ai proprietari se era possibile averlo.
Questi ci dissero che per loro non c'era nessun problema, ma che non volevano
cambiare il contratto del __________. Ne abbiamo parlato con __________ e ci
siamo accordati di tenere il contratto di __________ e continuare a pagare il
suo affitto come se fosse lui (verbale del 19 settembre 2000). 

                                  Da
simile dichiarazione risulta difficile trarre il convincimento che i locatori
abbiano accettato, seppur oralmente, il trasferimento della locazione. Al
contrario, l'intenzione di non cambiare il contratto in essere con il dr.
__________ indica piuttosto l'assenza d’un accordo in tal senso. Tant'è che i locatari,
tramite l'Immobiliare __________, hanno continuato anche negli anni successivi
a rimettere le polizze per il versamento della pigione a __________ (doc. 1 e
3).

                                                  D'altra
parte, l'istruttoria ha accertato che dal gennaio 1991 la pigione è stata
versata direttamente dalla __________. Questa circostanza non basta tuttavia a
dimostrare che i locatori abbiamo accettato la sostituzione del conduttore, potendo
anche essere interpretata come una modalità di pagamento semplificata, in
quanto direttamente soluta da un sublocatore, ipotesi che trova conforto nel
tenore del contratto stipulato tra __________ e la __________ 

 

                                          2.3.  __________
e la __________ hanno concluso un contratto che le parti stesse hanno
qualificato di sublocazione (doc. C, ultimo foglio). In effetti esso prevede
che la pigione, le spese accessorie e i relativi conguagli sono da versare al locatore
__________ o a chi per esso. Anche la garanzia bancaria di fr. 6'500.-- e
prevista a favore di __________. Vi sono inoltre delle divergenze rispetto al
contratto di locazione principale, segnatamente quanto ai termini di disdetta,
ciò che contraddice le premesse per un trasferimento della locazione originaria.

                                                  Benché
l'appellante sostenga che la volontà delle parti era quella di trasferire la
locazione, dal contratto in esame traspaiono unicamente gli elementi di una sublocazione.
Né è risolutiva la circostanza che i locatori hanno esercitato il diritto di
ritenzione verso i beni immobili della __________, visto che a norma dell'art.
268 cpv. 2 CO il diritto di ritenzione del locatore si estende anche agli
oggetti introdotti dal subconduttore insolvente. 

 

 

                                          2.4.  In
assenza di consenso scritto dei locatori, l'appellante avrebbe dovuto provare
(art. 8 CC) che vi è effettivamente stato un trasferimento della locazione e
che locatori ne erano a conoscenza e l'hanno ratificata con atti concludenti.
In realtà l'attore non è riuscito dimostrare né l'elemento oggettivo del
trasferimento del contratto originario, né tantomeno quello soggettivo del
tacito consenso dei locatori. L’appello deve pertanto essere respinto, con
conseguente attribuzione di spese e ripetibili all’appellante. 

 

 

                                          3.     L'appellante
sopporta, perché soccombenti, le spese della procedura d'appello e le
ripetibili.

 

 

 

Per i quali motivi 

visti gli art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                          1.     L’appello 13 ottobre 2000 di __________ è respinto.

 

 

                                          2.     Le
spese giudiziarie della procedura di appello di complessivi fr. 1'500.-- (con
una tassa di giustizia di Fr. 1'450.-- e spese di fr. 50.--), già anticipate
dall’appellante, restano a suo carico già anticipate. Questi rifonderà ai
convenuti fr. 1'200.-- a titolo di ripetibili.

 

 

                                          3.     Intimazione
a:  - __________                                         -           __________

                                                  Comunicazione
alla Pretura della Giurisdizione di 

                                                  Mendrisio-Sud.

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                         
Il segretario