# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9f0c49c5-66dd-5e66-b621-c80f8963c36c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-09-13
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 13.09.2018 32.2018.100
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2018-100_2018-09-13.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2018.100

   

  BS

  	
  Lugano

  13 settembre 2018

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 giugno 2018 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 17 maggio 2018 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1977, da ultimo attiva quale assistente di cura, è stata posta al
beneficio di una rendita intera con effetto dal 1° settembre 2003 (cfr. decisione
del 25 maggio 2005, doc. 21 incarto AI).

 

                               1.2.   Avviata
d’ufficio una procedura di revisione, con decisione del 13 aprile 2007 la
rendita è stata ridotta a metà con effetto dal 1° maggio 2007 (cfr. decisione
del 13 aprile 2007, doc. 57 inc. AI). 

 

                                         La
mezza rendita è stata confermata con decisione del 5 ottobre 2011 (doc. 124
inc. AI).

 

                               1.3.   Avviata
un’altra revisione, questa volta su domanda del medico curante dell’assicurata
(doc. 129 AI), l’Ufficio AI ha disposto una perizia pluridisciplinare presso il
SAM, nel cui rapporto 20 marzo 2017 i periti hanno concluso per una totale
inabilità lavorativa dal 22 ottobre 2015 al 15 giugno 2016 a seguito di un intervento
chirurgico, con successivo ripristino di una capacità lavorativa del 25%
nell’abituale attività e del 90% in attività adeguate (doc. 151 inc. AI). La
valutazione extra-somatica è stata confermata con complemento peritale del 13
aprile 2017 (doc. 155 inc. AI). Di conseguenza con preavviso del 7 giugno 2017
l’Ufficio AI, tenuto conto del temporaneo peggioramento, ha riconosciuto una
rendita intera dal 1° gennaio 2016 sino alla fine del mese seguente
l’intimazione della decisione, presentando successivamente l’assicurata un
grado d’invalidità non pensionabile del 23% (doc. 158 inc. AI).

 

                                         Con
osservazioni 31 luglio 2017 l’assicurata, tramite il suo legale, contestando la
valutazione medico-teorica dei periti SAM e sostenendo il diritto ad una
rendita intera, ha trasmesso uno scritto del suo psicologo curante (doc. 159
incarto AI).

 

                                         Dopo
aver sottoposto al SAM la nuova documentazione medica prodotta in diverse
occasioni dall’assicurata (doc. 175, 183, 186 e 191 inc. AI), con complementi
dell’11 ottobre 2017 e del 14 febbraio 2018 (doc. 180 e 195 inc. AI) i periti
hanno confermato la perizia pluridisciplinare. Rilevata ancora un’esigibilità
di diverse attività conformi alla residua capacità lavorativa dell’assicurata,
con decisione del 14 maggio 2018 l’amministrazione ha confermato l’erogazione
temporanea della succitata rendita intera, togliendo nel contempo l’effetto sospensivo
ad un eventuale ricorso (doc. 201 e 202 inc. AI). Contestualmente ha respinto la
domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio inoltrata in data 31
agosto 2017. 

 

                               1.4.   Contro
la succitata decisione l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, contestando
la valutazione medicoteorica, ha interposto il presente ricorso chiedendo il
ripristino dell’effetto sospensivo, il riconoscimento di una rendita intera illimitata
nonché dell’assistenza giudiziaria in ambito amministrativo e giudiziario. 

 

                                         In
data 6 luglio 2018 l’insorgente ha prodotto due rapporti del neurochirurgo dr.
med. __________ (VI). 

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, preso atto della nuova documentazione medica
allegata al ricorso, in particolare quella dello psichiatra curante, ha chiesto
di ritornare gli atti per un accertamento peritale di decorso della patologia extra-somatica,
confermando l’effetto sospensivo durante l’istruttoria a seguito del rinvio.
Respinge la richiesta di concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio in ambito amministrativo.

 

                               1.6.   Prendendo
posizione sulla risposta di causa, il 13 luglio 2018 l’assicurata ha dichiarato
di essere d’accordo con la proposta di rinvio e di esecuzione di una nuova
perizia pluridisciplinare, chiedendo il contestuale annullamento della
decisione contestata ed il versamento durante l’istruttoria di una mezza rendita.
Nel caso in cui la querelata decisione non dovesse essere annullata, postula il
ripristino dell’effetto sospensivo. Ribadisce la richiesta di assistenza
giudiziaria sia in ambito amministrativo sia giudiziario. Qualora non venisse
riconosciuto il gratuito patrocinio nella presente procedura, l’insorgente ha
chiesto la rifusione di adeguate ripetibili pari alla nota onorari e spese
allegata (IX). 

 

                               1.7.   Facendo
riferimento alla documentazione medica del 6 luglio 2018 ed alla succitata
presa di posizione, con osservazioni 13 agosto 2018 l’Ufficio AI ha precisato
di voler procedere anche ad un aggiornamento dell’aspetto neurologico e reumatologico,
rinviando alla risposta di causa per la questione dell’effetto sospensivo e
dell’assistenza giudiziaria amministrativa. Quanto alla rifusione di ripetibili
in sede giudiziaria rileva come il relativo importo debba essere stabilito dal
Tribunale. 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015;
8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se correttamente l’Ufficio AI ha riconosciuto in via di
revisione all’assicurata il diritto ad una rendita intera temporanea.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.),
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
2007, p. 1411, n. 46). 

 

                                         Per
incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale, derivante
da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un lavoro
ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività abituale.
In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese in considerazione
anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività (art. 6
LPGA).

                                         L'incapacità
al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che
entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o psichica
e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle misure
d'integrazione ragionevolmente esigibili.

                                         Secondo
l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                         La
nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di
carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

 

                                         L'art.
28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua
capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può
essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti d'integrazione
ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno
del 40% in media durante un anno senza notevole interruzione; e c. al termine
di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40%.

                                         L'art.
28 cpv. 2 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (Duc, op. cit., p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata
alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale
del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).                             

 

                                         Secondo
la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze
esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i
redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di
incidere sul diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222).

                               2.4.   Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una
modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà,
per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o
su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostanze suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano
subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid.
1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF
133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare
una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V
30). 

 

                                         Se la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o
parte del diritto a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il
miglioramento costatato perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in
considerazione allorché è durato tre mesi, senza interruzione notevole, e che
presumibilmente continuerà a durare (art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in
caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono
applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma anche di
assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel tempo
(STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI stabilisce che
la riduzione o la soppressione della rendita o dell’assegno per grandi invalidi
è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue la
notifica della decisione.

                                         L’art.
88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente dalla
data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione illecita è
causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato o se
quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente dall’articolo
77 OAI.

                                      

                               2.5.   Nella
fattispecie concreta, dopo attento esame degli atti, questo TCA concorda nel
ritenere necessaria l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare di decorso,
ritenuto che secondo giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali
valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione di
fatto esistente al momento in cui essa venne emanata - in concreto il 17 maggio
2018 -, ritenuto che fatti verificatisi ulteriormente
possono influire quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione
anteriore alla decisione stessa (DTF 130 V 140
e 129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b).

 

                                         Per
quel che concerne l’aspetto psichiatrico, si rileva che nell’ambito della perizia
SAM il dr. med. __________, specialista in psichiatria, dopo visita
dell’assicurata il 25 gennaio e l’8 febbraio 2017, nel rapporto 9 marzo 2017
non aveva riscontrato alcuna patologia extra-somatica (pag. 519 inc. AI), valutazione,
questa, confermata il 10 aprile 2017 (pag. 537 inc. AI; cfr. complemento SAM
del 13 aprile 2017, pag. 535 inc. AI).

                                         Con
il ricorso l’assicurata ha prodotto il rapporto 15 maggio 2018 del dr. med. __________,
il quale ha posto la diagnosi di sindrome depressiva di media gravità (ICD-10F32.1)
indicando una totale inabilità lavorativa dal 22 agosto 2017, giorno
dell’inizio della presa a carico (doc. H).

                                         Valutato
tale rapporto, con annotazioni del 4 luglio 2018 l’SMR ha concluso:

 

" Ho preso
visione della documentazione in dossier e in particolare dell’ultimo rapporto
medico psichiatrico del dr. med. __________.

Lo psichiatra diagnostica un episodio depressivo di media gravità
(ICD 10 F32.1) che renderebbe l’assicurata totalmente inabile a partire del
22.08.2017 data di inizio della sua presa a carico. A fronte di una patologia
normalmente buona, se curata, il medico psichiatrica invece ritiene
l’evoluzione negativa e la prognosi poco favorevole. Appare necessario, per
quanto concerne la patologia psichiatrica, un accertamento peritale neutrale di
decorso” (VII). 

 

                                         Riguardo
alla componente somatica, preso visione del rapporto 29 maggio 2018 del dr.
med. __________ (doc. C) e dei rapporti 24 maggio e 25 giugno 2018 del dr. med.
__________, neurochirurgo (il quale evidenzia un aggravamento delle lombalgie; doc.
VI/1), con annotazioni 8 agosto 2018 il dr. med. __________ del SMR ha ritenuto
che “in considerazione di un riferito peggioramento algico una rivalutazione
peritale dovrà pure comprendere una rivalutazione reumatologica e neurologica
per permettere una adeguata valutazione del caso” (XI/1).

 

                                         Benché
la maggior parte dei succitati nuovi rapporti sia stata redatta successivamente
all’emissione della decisone contestata (17 maggio 2018), essi si riferiscono
ad una situazione preesistente e quindi vanno presi in considerazione ai fini
del presente giudizio.

 

                                         Per
questi motivi, richiamato quanto sopra, gli atti sono rinviati
all’amministrazione affinché proceda alla perizia pluridisciplinare in esito
alla quale si determinerà nuovamente, mediante la resa di una nuova decisione,
sulla revisione della rendita. 

 

                               2.6.   Con
la decisione impugnata l’amministrazione ha pronunciato la soppressione del
diritto alla rendita AI con effetto dalla fine del mese che segue l’intimazione
della decisione, togliendo l’effetto sospensivo ad un eventuale ricorso (art.
66 LAI in relazione all’art. 97 LAVS). L’insorgente ha in sostanza postulato il
ripristino dell’effetto sospensivo pendente causa, ribadito in sede di
osservazioni alla (condivisa) proposta di retrocessione degli atti, e la conseguente
erogazione di prestazioni durante la procedura di rinvio.

                                         Al
riguardo va ricordato che in DTF 129 V 370 il Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale), confermando
la precedente giurisprudenza (DTF 106 V 18), ha ribadito che se l'effetto
sospensivo viene ritirato a un ricorso diretto contro una decisione di
revisione che sopprime o riduce una rendita (quest’ultimo è il caso in esame) o
un assegno per grandi invalidi, questo ritiro dura, nel caso di rinvio degli
atti all'amministrazione, anche durante questa procedura d'istruzione fino alla
notifica della nuova decisione. Questo a condizione che l’amministrazione non
abbia volutamente provocato arbitrariamente l’inizio dell’effetto della
revisione (sulle motivazioni e sulla presa di posizione in merito alle critiche
dottrinali cfr. DTF 129 V 377 consid. 4.4). La succitata giurisprudenza è stata
confermata nelle STF 9C_301/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2, 9C_288/2010
del 22 dicembre 2010 consid. 4, 8C_528/2010 del 20 dicembre 2010 consid. 2 e
8C_451/2010 (nella composizione del TF a cinque giudici) dell’11 novembre 2010
consid. 4;

 

                                         Conformemente alla suesposta
giurisprudenza federale, ritenuto che dagli atti non è possibile concludere che
l’ammini- strazione abbia in concreto inteso anticipare in modo abusivo la
decorrenza dell’effetto della revisione (DTF 106 V 18) – l’Ufficio AI ha
infatti avviato su richiesta dell’assicurata la revisione nel novembre 2015
facendo in particolare esperire una perizia pluridisciplinare e complementi
peritali e sottoponendo pure le certificazioni dei curanti al SMR – l’effetto
sospensivo tolto al ricorso con la decisione impugnata esplica dunque i suoi
effetti anche durante la procedura di rinvio. 

 

                                         D’altronde non è in concreto
possibile stabilire quale sarà l'esito finale della vertenza. Dal profilo
medico, a fronte delle risultanze peritali agli atti, la nuova documentazione
presentata non permette con ogni verosimiglianza di ipotizzare che in esito al
nuovo esame peritale la soppressione delle prestazioni non potrà essere
confermata, rispettivamente di ritenere che il provvedimento impugnato risulti
manifestamente errato. 

                                         Di conseguenza la domanda concernente
l’effetto sospensivo va respinta.

 

                               2.7.   Litigioso,
infine, è il rifiuto di concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio in ambito amministrativo richiesta dal legale dell’assicurata con le
osservazioni 31 agosto 2017 al progetto di decisione del 7 giugno 2017 (doc.
175 inc. AI). 

 

                                         L'art.
37 cpv. 1 LPGA, prevede che la parte può farsi rappresentare, se non deve agire
personalmente (cfr. ad esempio a: sottoporsi ad una perizia medica; DTF 132 V
443), o farsi patrocinare nella misura in cui l'urgenza di un'inchiesta non lo
escluda. Il capoverso 4 recita che, se le circostanze lo esigono, il
richiedente può beneficiare di patrocinio gratuito (cfr. DTF 132 V 200).

 

                                         Secondo
la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f LPGA, l'art. 37 cpv. 4
LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo esigono",
anziché quella "se le circostanze lo giustificano", significa
che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la quale,
quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa,
le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa (Kieser,
ATSG Kommentar, 2009, ad art. 37, n. 22, p. 504). 

                                         Per
il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza del
richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito favorevole e
la concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia con i corrispondenti
criteri applicabili nella procedura giudiziaria ex art. 61 LPGA (Kieser, op.
cit., ad art. 37, n. 23, p. 504).

                                         La
necessità di patrocinio da parte di un legale dipende dalle circostanze oggettive
e soggettive del caso concreto, ossia dalla particolarità della norme
procedurali applicabili, dalla complessità delle questioni giuridiche, dalla
fattispecie poco chiara, ma anche dal richiedente. Quest’ultimo, ad esempio,
non dev’essere capace di difendere i propri interessi. Qualora sussiste la
minaccia di un intervento particolarmente grave nello statuto giuridico
dell’indigente è di regola data la necessità di un patrocinio, altrimenti soltanto
nei casi in cui oltre alla relativa complessità della fattispecie si aggiungono
anche difficoltà reali e giuridiche che non possono essere risolte dal richiedente
stesso (“Falls ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des
Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls
bloss, wenn zur relativen Schwere des Falles besondere tatsächliche oder
rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich
alleine gestellt nicht gewachsen ist. , cfr. DTF 125 V 35 consid. 4b e riferimenti; DTF 119 Ia 265) oppure se l’assistenza di
rappresentanti di associazioni invalidi, assistenti sociali o altre persone nel
settore sociale non può essere presa in considerazione (“Eine anwaltliche Verbeiständung
drängt sich nur in Ausnahmefällen auf, in denen ein Rechtsanwalt beigezogen
wird, weil schwierige rechtliche oder tatsächliche Fragen dies als notwendig
erscheinen lassen und eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder
andere Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht
fällt“;  DTF 132 V 201 consid. 4.1 con riferimenti). La
necessità o meno dell’assistenza di un avvocato durante la procedura di
opposizione dipende dunque esclusivamente dal tipo di problematiche che vengono
trattate nella decisione impugnata (cfr. anche STF I 911/06 del 2
febbraio 2007; cfr. anche STF 8C-669/2016 del 7 aprile 2017).

 

                                         Occorre
poi ricordare che il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale
che amministrativa, può essere riconosciuto solo ad avvocato patentato (STFA 2
marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2 citata in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132
V 206 consid. 5.1.4; per quanto riguarda un avvocato non impiegato presso
un’organizzazione riconosciuta di utilità pubblica e non iscritto in un albo
cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181; giurisprudenza
nuovamente confermata nella STF 8C-399/2007 del 23 aprile 2008). 

 

                                         Nella
presente fattispecie, secondo questa Corte la necessità di un legale non è data
trattandosi, come rettamente evidenziato dall’Ufficio AI, di una procedura di
revisione che verte su questioni mediche ed economiche ordinarie nelle vertenze
AI, che non richiedono pertanto l’intervento di un patrocinatore al di fuori
della cerchia di persone attive nel settore delle assicurazioni sociali. 

                                         Pertanto
la reiezione della domanda di assistenza giudiziaria in ambito amministrativo risulta
corretta. Su questo punto la decisione contestata va confermata.

 

                               2.8.   In
simili circostanze, il ricorso va accolto conformemente a quanto sopra indicato
e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, effettuati i necessari accertamenti
medici sopra enunciati (cfr. consid. 2.6) e aggiornati i dati economici, si pronunci
nuovamente sulla revisione della rendita.

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

                             2.10.   La
ricorrente, patrocinata da un avvocato e vittorioso in causa, ha diritto ad
un’indennità per ripetibili (art. 61 lett. g LPGA e 30 cpv. 1 Lptca).

 

                                         L’importo
delle ripetibili è determinato in base all’importanza della lite e alla
complessità del procedimento, senza tener conto del valore litigioso (art. 61
lett. g LPGA e art. 30 cpv. 2 Lptca). L’art. 12 del Regolamento sulla tariffa
per i casi di patrocinio d’ufficio e di assistenza giudiziaria e per la
fissazione delle ripetibili (RL 3.1.1.7.1; di seguito Regolamento) stabilisce
per le pratiche senza valore determinato o determinabile una tariffa oraria di
riferimento di fr. 280.--, rimandando per il resto all’applicazione analogica
dell’art. 11 cpv. 5, il quale, per la fissazione delle ripetibili, fa anch’esso
riferimento al criterio della difficoltà e dell’importanza della lite (sulla
commisurazione delle ripetibili tenendo conto dei suddetti due criteri cfr.
Locher/Gächter, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2014, § 76 numeri
71-75, pagg. 609-610). Per quanto concerne le spese (spese di cancelleria, come
quelle di spedizione, di comunicazione, delle fotocopie e di apertura e archiviazione
dell’incarto), l’art. 6 cpv. 1 del Regolamento pone il principio secondo il
quale al patrocinatore può essere riconosciuto un importo forfetario in per
cento dell’onorario.

 

                                         Con
scritto del 13 luglio 2018 (XXI) l’avv. RA 1ha prodotto la “nota onorari e
spese”, relativa al periodo dal 14 giugno 2017 al 12 luglio 2018, per un
importo complessivo (senza IVA) di fr. 8'872,30 (8'202.-- onorario + 670.--
spese IX).

 

                                         Questo
Tribunale rileva innanzitutto che non possono essere riconosciute le posizioni
dell’onorario relative alla procedura amministrativa (14 giugno 2017 - 9 maggio
2017). Per quel che concerne invece il periodo 16 maggio 2018 – 12 luglio 2018,
corrispondente alla controversia giudiziaria, dalla somma delle singole
posizioni risulta un onorario di fr. 3'030.--; tenuto conto di una tariffa
indicata di fr. 300.-- all’ora, il dispendio è di 10 ore e 10 minuti. 

                                         Il
patrocinatore dell’assicurata ha steso un atto ricorsuale di 18 pagine. Oltre ai
due scritti di poche righe d’accompagna- mento alla documentazione necessaria
per la richiesta dell’assistenza giudiziaria (V) ed ai nuovi atti medici
prodotti (VI), egli ha inoltrato delle osservazioni di due pagine alla risposta
di causa (IX). 

 

                                         In
merito alle ore di patrocinio, va ricordato che nella sentenza I 50/01 del 26
ottobre 2001, la nostra Corte federale ha stabilito che per trattare una
vertenza relativa alla revisione di una rendita AI (aumento del grado
d'invalidità) 6 o 7 ore di lavoro sono troppo poche, mentre 12,5 potrebbero
essere troppe ("selbst wenn der geltend gemacht Zeitaufwand von 12,5
Stunden zu hoch sein sollte, was die Voristanz zu prüfen haben wird").

 

                                         Con
decreto del 5 agosto 2004 (inc. 38.2003.85), il TCA ha ridotto da 8 ore e 30
minuti a 6 ore il tempo di lavoro del patrocinatore di un assicurato nel caso
di una vertenza il cui oggetto era la questione di sapere se correttamente o
meno la Cassa gli aveva negato il diritto alle indennità di disoccupazione, in
quanto non aveva controllato la disoccupazione in violazione dell’art. 8 cpv. 1
lett. g LADI e nella quale si era svolta un'udienza davanti al TCA.

 

                                         Il
10 luglio 2007 (inc. 36.2006.111) il TCA ha ridotto da 12 ore e 10 minuti a 8
ore il tempo di lavoro del legale di un’attrice in una causa di diritto privato
inerente una controversia circa il diritto a percepire ulteriori indennità per
perdita di guadagno e nella quale il patrocinatore era intervenuto trasmettendo
varia documentazione e prendendo posizione sulle osservazioni in merito alla documentazione
prodotta dall’assicuratore. 

 

                                         Con
decreto del 18 febbraio 2011 (inc. 32.2010.192), questo Tribunale ha ridotto da
 7 a 5 ore l’impegno lavorativo necessario per una causa di media difficoltà
dove l’interessato chiedeva di essere messo al beneficio di una rendita AI.

 

                                         Il
23 agosto 2012 il TCA ha invece confermato un dispendio di 11 ore ed 1 minuto
per una causa in cui l’insorgente, sentito nel corso di un’udienza svolta
innanzi al Tribunale, ha chiesto di essere messo al beneficio di una rendita AI
o di una riqualifica professionale (inc. 32.2011.202).

 

                                         Nel
caso concreto, richiamata la succitata prassi, ritenuta la non complessità
della causa, stante il principio indagatorio vigente nel diritto delle assicurazioni
sociali e dovendo essere considerate unicamente le prestazioni necessarie per
lo svolgimento del patrocinio, appare giustificato riconoscere un onorario di fr.
2'300.--.

                                         Circa
le spese il legale ha indicato complessivamente fr. 670,30. In applicazione
dell’art. 4 del Regolamento, vanno invece computati fr. 230.-- (10%
dell’onorario) di spese. 

                                         Ne
consegue che l’ammontare delle ripetibili riconosciuto corrisponde a fr. 2'724,80
[2'300.-- + 230.-- + 194,80 d’IVA (7,7% su 2’530.--)]

                                         L’assegnazione
di ripetibili rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria (DTF
124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_274/2014 del 30 settembre 2014
consid. 5; 9C_335/2011 del 14 marzo 2012 consid. 5 e 9C_206/2011 del 16 agosto
2011 consid. 5).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi. 

                                         §
La decisione del 17 maggio 2018 è annullata per quel che riguarda la determinazione
del grado d’invalidità e gli atti sono rinviati all’Ufficio AI affinché proceda
agli accertamenti conformemente ai considerandi e renda successivamente una
nuova decisione. La decisione è confermata per quanto riguarda il rifiuto della
concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio in ambito
amministrativo.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI.

                                         L’Ufficio
AI verserà alla ricorrente fr. 2'724,80 a titolo di ripetibili (IVA inclusa)
ciò che rende priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma della
ricorrente o del suo rappresentante. 

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele
Guffi                                         Gianluca Menghetti