# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fa4edcd0-5159-5ec1-9d63-20586deef33a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.01.2023 32.2022.59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2022-59_2023-01-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  32.2022.59

   

  cs

  	
  Lugano

  9 gennaio 2023        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 agosto 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

  rappr. da:   RA 2   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 24 giugno 2022 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  RI 1, nato il __________ 2019, a
causa di una patologia congenita (piede equino varo adotto supinato congenito a
destra ed avampiede adotto e supinato congenito a sinistra), il 29 luglio 2019,
tramite i suoi genitori, ha inoltrato una domanda di provvedimenti sanitari.

 

                          1.2.  Il 3 settembre 2019 “__________” ha
inoltrato all’Ufficio assicurazione invalidità (di seguito: UAI) un preventivo
di fr. 2'792.80 per un’ortesi della gamba-piede destro, un modello di gesso,
prima consegna, una staffa di abduzione Alpha Flex ed il montaggio della stessa
(pag. 31 incarto AI). Il 19 novembre 2019 il medesimo fornitore ha emesso un
preventivo di fr. 2'167.82 per il rinnovo dell’ortesi a destra in seguito alla
crescita del bambino (pag. 43 incarto AI), mentre il 10 dicembre 2019 ha
trasmesso un preventivo di fr. 184.51 per un sandalo sinistro per la staffa
Alpha Flex (allegato doc. 22 incarto AI).

 

                          1.3.  Con comunicazioni del 3 dicembre
2019 (pag. 49 incarto AI) e del 2 gennaio 2020 (pag. 58 incarto AI) l’UAI ha
riconosciuto i provvedimenti sanitari per la cura dell’infermità congenita n.
182 OIC (piede varo equino congenito), rispettivamente la fisioterapia
ambulatoriale ai sensi dell’art. 13 LAI. 

 

                          1.4.   Con progetto di decisione del 17
gennaio 2020, l’amministrazione, dopo aver verificato, tramite la __________
(di seguito: __________), i preventivi de __________, ne ha rifiutato la presa
a carico, considerati i principi di semplicità, adeguatezza ed economicità.
L’UAI ha ritenuto che in luogo di mezzi su misura, l’assicurato avrebbe potuto
far capo a mezzi prefabbricati e/o preconfezionati (pag. 65 incarto AI). 

 

                          1.5.  In seguito alle osservazioni
presentate dall’interessato, acquisito un nuovo rapporto dalla __________ di
data 8 aprile 2020 (pag. 96 incarto AI), con decisione dell’11 maggio 2020
l’UAI ha confermato il rifiuto dell’assunzione dei costi dei preventivi de __________.

 

                          1.6.  RI 1, rappresentato dal padre, RA 2,
a sua volta rappresentato dall’avv. RA 1, è insorto al TCA contro la predetta
decisione, chiedendo la garanzia di assunzione dei costi relativi ai mezzi
ausiliari dei tre preventivi de __________ di __________ del 3 settembre 2019
(per ortesi tibiale destra e staffa di abduzione per fr. 2'792.80), del 10
dicembre 2019 (per scarpina sinistra preconfezionata per fr. 184.51) e del 19
novembre 2019 (per rinnovo ortesi destra causa crescita per fr. 2’167.82). 

 

                          1.7.  Con STCA 32.2020.65 del 7 dicembre
2020 questo Tribunale ha accolto il ricorso ai sensi dei considerandi,
annullato la decisione e rinviato gli atti all’Ufficio AI per ulteriori
accertamenti. Il TCA ha affermato che:

 

 

" (…)
Entrambe le soluzioni, sia quella adottata dal medico curante, dr. med. __________
di mezzi ausiliari su misura, sia quella indicata dall’UAI di mezzi ausiliari
preconfezionati sono adeguate (cfr. anche presa di posizione della __________
dell’8 aprile 2020: “[…] sia la soluzione preventivata, sia quella da noi
ipotizzata come alternativa, includono questa componente identica e quindi in
termini di funzionalità e per così dire adeguatezza, non c’è differenza”). 

In generale, le ortesi e le stecche preconfezionate/prefabbricate
sono inoltre maggiormente semplici ed economiche rispetto a quelle su misura
come proposte dal dr. med. __________ (cfr. presa di posizione del 30 dicembre
2019 della __________: CHF 908.30 IVA inclusa per un sistema prefabbricato
completo e CHF 344.25 IVA inclusa per la sostituzione di entrambe le scarpine
in luogo dei preventivi di fr. 2'792.80 per un’ortesi della gamba-piede destro,
un modello di gesso, prima consegna, una staffa di abduzione Alpha Flex ed il
montaggio della stessa, di fr. 2'167.82 per il rinnovo dell’ortesi a destra in
seguito alla crescita del bambino e di fr. 184.51 per un sandalo sinistro per
la staffa Alpha Flex).

Tuttavia l’amministrazione non ha effettuato alcun accertamento medico
per stabilire se, nel preciso caso di specie, e non solo in generale, la
soluzione adottata dal dr. med. __________ era necessaria, come da lui
sostenuto (cfr. da ultimo lo scritto del 5 ottobre 2020: “[…] Per mantenere
la correzione ottenuta grazie ai gessetti, ed evitare un accorciamento del
tendine d’Achille, ho posto l’indicazione di un’ortesi su misura in posizione
di ipercorrezione sia del retropiede varo, che dell’avampiede addotto che
dell’equinismo (…) nel caso specifico di RI 1 la necessità di una stecca su
misura per il mantenimento delle correzioni ottenute è necessaria”) ed in
particolare se era l’unica possibile, oppure se quella proposta dall’UAI era
sufficiente. L’assicurato non ha infatti diritto alla migliore soluzione
possibile nel suo caso specifico (sentenza 9C_640/2015 del 6 giugno 2016,
consid. 2.3), bensì, tra due soluzioni possibili, a quella necessaria ma anche sufficiente
(DTF 143 V 190 consid. 2.3 e DTF 142 V 523 consid. 6.3) e che si trova in un
rapporto ragionevole con i costi preventivati (sentenza 9C_640/2015 del 6
giugno 2016, consid. 2.3).

In una sentenza 9C_279/2015 del 10 novembre 2015,
al consid. 3.1, a proposito di una protesi tibiale, il Tribunale federale ha
rammentato che “Comme
pour tout moyen auxiliaire, la prise en charge de frais de renouvellement d'une
prothèse tibiale doit répondre aux critères de simplicité et d'adéquation (art.
8 al. 1 et 21 al. 3 LAI). Ces critères, qui sont l'expression du principe de la
proportionnalité, supposent, d'une part, que la prestation en cause soit propre
à atteindre le but fixé par la loi et apparaisse nécessaire et suffisante à
cette fin et, d'autre part, qu'il existe un rapport raisonnable entre le coût
et l'utilité du moyen auxiliaire, compte tenu de l'ensemble des circonstances
de fait et de droit du cas particulier.“ Al consid. 4.2. il Tribunale
federale ha poi affermato che la questione da risolvere non è quella di sapere
se il mezzo ausiliario di cui è stato chiesto il rimborso risponde in maniera
maggiormente appropriata alla situazione della ricorrente, ma di sapere se i
criteri di semplicità e adeguatezza sono adempiuti, alla luce delle circostanze
di fatto e di diritto del caso particolare (“La question qu'il
convient de résoudre en l'espèce n'est toutefois pas de savoir si le pied
prothétique "Echelon" répond de manière mieux appropriée à la
situation de la recourante, mais de savoir si les critères de simplicité et
d'adéquation sont remplis, eu égard aux circonstances de fait et de droit du
cas particulier”).

Per poter stabilire se l’assicurato ha diritto, nel preciso caso
di specie, ad ortesi e stecche su misura e non a un sistema
preconfezionato/prefabbricato, è necessaria una valutazione specialistica (cfr.
DTF 143 V 190, consid. 6.1). 

In concreto l’UAI si è limitata ad acquisire il parere della __________,
che ha competenze in ambito tecnico (cfr. marginale 3009 CMAI), senza
tuttavia né interpellare il medico curante specialista, dr. med. __________,
circa le eventuali particolarità del caso di specie e circa il motivo per il
quale il piccolo RI 1 necessiterebbe di soluzioni su misura e, soprattutto,
senza sottoporre la fattispecie par un parere specialistico in ambito sanitario
alla propria medico SMR, dr.ssa med. __________, FMH pediatria, che si è
espressa unicamente in merito al riconoscimento dell’infermità congenita e
della fisioterapia (pag. 47 incarto AI), ma non in relazione alla eventuale
necessità di utilizzare mezzi di cura su misura in luogo di quelli preconfezionati/prefabbricati.

In assenza di qualsiasi valutazione medica relativa al caso
concreto, non è possibile confermare la decisione impugnata. Non va del resto
dimenticato che anche l’amministrazione rammenta come, in generale, “rimane
aperta la possibilità di prevedere altre soluzioni qualora i mezzi di cura
preconfezionati non siano applicabili” (doc. XVI).

Per poter valutare, con la necessaria tranquillità, l’intera
fattispecie, in un caso come quello in esame, dove il medico curante sostiene
che, perlomeno in un primo tempo, i mezzi di cura su misura sono
necessari (doc. XII/3), occorre procedere con un approfondimento medico atto a
stabilire se le misure proposte dall’UAI sono invece sufficienti.”

 

                          1.8.  Esperiti gli accertamenti ritenuti
necessari, con annotazione del 26 gennaio 2022 il medico SMR ha stabilito che
l’UAI deve rimborsare il costo delle ortesi su misura solo a partire dall’11
agosto 2020 (doc. 102 incarto AI).

 

                          1.9.  Con comunicazione del 28 gennaio
2022, l’UAI ha informato RI 1 che avrebbe preso a carico i costi di fr. 184.51
per scarpina preconfezionata, fr. 327.94 per scarpe ortopediche speciali, fr. 2'614.79
per ortesi gamba-piede e fr. 4'525.24 per ortesi coscia destra, sulla base
della richiesta del 4 ottobre 2021 de “__________” che aveva presentato un
nuovo preventivo per ortesi causa crescita (doc. 104-107 incarto AI). 

 

                        1.10.  Con decisione del 24 giugno 2022
(doc. A), preavvisata dal progetto dell’11 maggio 2022 (doc. 115 incarto AI),
l’Ufficio AI ha confermato il rifiuto per le soluzioni su misura preventivate
prima dell’11 agosto 2020 ed ha riconosciuto il rimborso di fr. 908.30 (IVA
inclusa) quale contributo equivalente ad una prima fornitura di un’ortesi con
sistema prefabbricato e fr. 344.25 (IVA inclusa) per la sostituzione causa
crescita. L’amministrazione ha affermato:

 

" (…) A
seguito della Sentenza del Tribunale Cantonale delle Assicurazioni del
07.12.2020, abbiamo proceduto a sottoporre al nostro Servizio medico regionale
la richiesta per una valutazione specialistica da parte del Dott. med. __________
(specializzato in chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato
locomotore).

Dal rapporto medico del Dott. med. __________ del 26.02.2022 si
evince chiaramente che la prima volta che si riscontra e giustifica
medicalmente la necessità di incrementare l’intensità terapeutica della cura
del piede destro dell’assicurato tramite delle ortesi su misura sussiste ma
unicamente a partire dal 11.08.2020 (riferimento rapporto medico del Dott. __________).
Infatti il Dott. __________ nel suo rapporto indica che precedentemente al 2020
secondo il principio della probabilità preponderante l’assunzione dei costi
delle ortesi su misura non sono giustificati.” (doc. A)

 

                        1.11.  RI 1, rappresentato dal padre RA 1,
a sua volta rappresentato dall’avv. RA 2, è insorto al TCA contro la predetta
decisione, chiedendo la garanzia dell’assunzione dei costi da parte dell’AI
relativi ai mezzi ausiliari proposti nei due preventivi della ditta __________
di __________ n. __________ del 03.09.2019 per CHF 2'792.390 e n. __________
del 19.11.2019 per rinnovo ortesi destra causa crescita per CHF 2'167.82. 

                                  Secondo il ricorrente l’Ufficio
AI ha dato seguito in modo inadeguato all’ordine di svolgere ulteriori
accertamenti. L’insorgente afferma che l’amministrazione ha incaricato il
Servizio medico regionale, nella persona del dr. med. __________, di chinarsi
sulle valutazioni esposte nei diversi rapporti medici specialistici stilati dai
curanti dalla nascita dell’assicurato, procedendo all’interpretazione dei
rapporti medici al fine di determinare da quando vi è un’esigenza per ortesi su
misura, senza chiedere espressamente agli specialisti di esprimersi in merito.

                                  Per l’assicurato, il dr. med. __________
e la dr.ssa med. __________ avrebbero proceduto ad un’esegesi dei rapporti
medici specialistici allestiti nel corso della cura e si sarebbero concentrati
su alcuni passaggi di questi rapporti per concludere, sembrerebbe, che anche i
curanti, dr. med. __________ e dr. med. __________, condividerebbero la loro
opinione di una non esigenza di ortesi su misura fin dalla nascita.

                                  L’insorgente non comprende
l’interesse di interpretare i rapporti specialistici altrui per giustificare
una propria conclusione invece di chiedere all’estensore di tali rapporti di
esprimersi in merito. Secondo il ricorrente nel rapporto del 26 gennaio 2022 il
medico SMR, dr. med. __________, esprime considerazioni di natura piuttosto
personale e non verificate, che avrebbero dovuto essere sottoposte al medico
specialista curante nella misura in cui divergono dalle sue indicazioni
terapeutiche, ovvero l’applicazione precoce di un’ortesi su misura. 

                                  Per l’assicurato non è
comprensibile che il medico SMR si esprima con riferimento a ipotesi che i
curanti specialisti avrebbero espresso tacitamente oppure ritenga di cogliere
contraddizioni nei loro rispettivi rapporti medici. Vi sarebbe
un’incomprensione di fondo riguardo i termini (e i tempi) delle prescrizioni
medico terapeutiche tra il medico dell’AI che interpreta i rapporti e lo
specialista che ha in cura l’assicurato fin dalla nascita e che è l’unico
specialista che lo ha visitato.

 

                                  Il ricorrente sottolinea che se
già con l’utilizzo precoce di ortesi su misura non si sono evitate delle
complicazioni di decorso (con peggioramento della posizione del piede destro
durante la fase dinamica della deambulazione) si deve per forza di logica
concludere che l’uso di ortesi preconfezionate che “hanno una minore spinta
e una minore funzionalità” avrebbe comportato complicanze ancora maggiori
con costi medico chirurgici (e sofferenze) superiori.  

 

                                  Di conseguenza, secondo l’insorgente,
il primo argomento dei medici dell’SMR circa le complicazioni nonostante le
ortesi su misura, non è rilevante per la loro conclusione ma al contrario la
contraddice e non consente di escludere la semplicità, l’adeguatezza e
l’economicità del mezzo ausiliario prescritto dal medico specialista che ha in
cura il piccolo RI 1 e che è l’unico ad averlo visitato. 

 

                                  Secondo l’insorgente se da un
canto nell’annotazione del 18 marzo 2021 la dr.ssa med. __________ aveva
riconosciuto come fin dall’inizio il trattamento fosse mirato, tramite
l’applicazione di ortesi su misura, ad evitare la recidiva dell’equinismo e
mantenere le correzioni ottenute, dall’altro, non si comprende per quale
motivo, nella stessa annotazione, la medica SMR riscontra una divergenza o
modifica della prescrizione terapeutica nel senso di una prescrizione iniziale
di ortesi preconfezionate e successivamente di quelle su misura.

 

                                  Per l’insorgente, alla luce dei
fatti e della logica, la prescrizione di ortesi su misura è stata nel caso
concreto sicuramente corretta, adeguata ed economica ritenuto che ha in tutta
evidenza consentito di evitare complicazioni ben più perniciose e costose. 

                                  Infine l’assicurato chiede di
interpellare formalmente il dr. med. __________ affinché si esprima in merito
al parere espresso dal dr. med. __________ sui suoi rapporti medici e sulle sue
indicazioni medico terapeutiche con esplicito riferimento a quando è data
l’esigenza di ortesi su misura.  

 

                        1.12.  Con risposta del 23 settembre 2022,
cui ha allegato una presa di posizione di 3 pagine e mezza del medico SMR, dr.
med. __________ (doc. IV/1), l’UAI propone la reiezione del ricorso, con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. IV). 

 

                        1.13.  Con scritto del 14 ottobre 2022
l’assicurato si è nuovamente espresso in merito, contestando il referto del
medico SMR (doc. VI). Egli rileva in particolare che il trattamento precoce con
ortesi su misura indicato dallo specialista ha consentito di risparmiare i
costi, i rischi e le sofferenze di un intervento chirurgico che seppure di
routine comporta rischi intrinsechi e avrebbe potuto non essere risolutivo. Le
osservazioni sono state trasmesse per conoscenza all’Ufficio AI in data 17
ottobre 2022 (doc. VII).

 

considerato                 in diritto

 

                                  in ordine

 

                          2.1.  Il 1° gennaio 2022 è entrata in
vigore una (importante) modifica della LAI e dell’OAI (cfr. RU 2021 705).

 

                                  Occorre
tuttavia ricordare che per la disamina del diritto a una prestazione
eventualmente già insorto in precedenza, di norma, occorre rifarsi alle regole
generali del diritto intertemporale secondo cui sono applicabili le
disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che
deve essere valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF
130 V 445 consid. 1, pag. 446 seg. con riferimento a DTF 130 V 329). 

 

                                  In
concreto, poiché viene chiesta l’assunzione dei costi di mezzi ausiliari per un
periodo antecedente l’11 agosto 2020, si applicano le norme in vigore prima di
tale data, già citate nella STCA 32.2020.65 del 7 dicembre 2020 e riprese qui
di seguito.

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  L'art. 8 cpv.
1 LAI prevede che gli assicurati invalidi o direttamente minacciati
d'invalidità (art. 8 LPGA) hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione, per
quanto: a. essi siano necessari e idonei per ripristinare, conservare o
migliorare la loro capacità al guadagno o la loro capacità di svolgere le
mansioni consuete; e b. le condizioni per il diritto ai diversi provvedimenti
siano adempiute.

                                  Il diritto ai provvedimenti
d’integrazione non dipende dall’esercizio di un’attività lucrativa prima
dell’invalidità. Per determinare questi provvedimenti occorre tener conto della
durata probabile della vita professionale rimanente (art. 8 cpv. 1bis LAI).

 

                                  Secondo l’art. 8 cpv. 2 LAI il
diritto alle prestazioni previste negli articoli 13 e 21 esiste
indipendentemente dalla possibilità d’integrazione nella vita professionale o
di svolgimento delle mansioni consuete.

 

                                  Per l’art. 8 cpv. 2bis LAI il
diritto alle prestazioni previste nell’articolo 16 capoverso 2 lettera c esiste
indipendentemente dal fatto che i provvedimenti d’integrazione siano necessari
o meno per conservare o migliorare la capacità al guadagno o la capacità di
svolgere le mansioni consuete.

                                

                                  L’art. 8 cpv. 3 LAI rammenta che
i provvedimenti d’integrazione sono:

                                  

                                  a.      i provvedimenti
sanitari; 

abis
   i provvedimenti di reinserimento per preparare all’integrazione
professionale; 

b.      i
provvedimenti professionali (orientamento, prima formazione professionale,
riformazione professionale, collocamento, aiuto in capitale); 

c.      ... 

d.      la consegna di mezzi
ausiliari.

 

                                  Conformemente alla giurisprudenza
(DTF 143 V 190; STF 9C_439/2012 del 1° ottobre 2012 consid. 2 e riferimenti;
DTF 119 V 421) di regola l'assicurato ha diritto solo ai provvedimenti idonei a
raggiungere il fine di integrazione prefisso e non ai migliori provvedimenti
possibili nel caso di specie (DTF 143 V 190, consid. 2.3; DTF 110 V 102). La
legge infatti riconosce la reintegrazione solo nella misura in cui essa sia
necessaria e sufficiente (DTF 143 V 190, consid. 2.3; DTF 142 V 523 consid.
6.3; DTF 139 V 115, consid. 5.1; DTF 115 V 198 consid. 4.e)cc) e 205-206
consid. 4.e)cc). Inoltre, deve esistere una proporzione ragionevole tra il
successo prevedibile del provvedimento e il costo dello stesso (DTF 143 V 190,
consid. 2.2; DTF 132 V 215 consid. 3.2.2; DTF 110 V 102 consid. 2; 107 V 88
consid. 2 e 103 V 16 consid. 1b).

                                  Fra i provvedimenti di
integrazione concessi in virtù della LAI è, in particolare, prevista la
consegna di mezzi ausiliari (art. 8 cpv. 3 lett. d LAI). 

                                  Per la nozione e una casistica in
merito ai mezzi ausiliari vedi Erwin Murer, Stämpflis Handkommentar,
Invalidenversicherungsgesetz (Art. 1-27bis IVG), Berna 2014, ad Art.
21-21quater, pagg. 850-852.

 

                                  Questi provvedimenti (il cui
concetto e i cui presupposti sono regolati analogamente anche
nell’assicurazione infortuni e nell’assicurazione militare: “(…) Das UVG und das MVG halten sich weitgehend an den Hilfsmittebegriff
der IV, so dass zur Auslegung ebenfalls die Rechtsprechung und Lehre zu diesen
Versicherungszweigen heranzuziehen ist (z. B. MAESCHI, Art. 21). (…)”
Murer, op. cit., ad art. 21-21quater, pag. 850)) sono molto importanti in
quanto eliminano rispettivamente riducono le conseguenze del danno alla salute
e sostituiscono, nell'ambito dell'attività svolta o dell'integrazione sociale,
la perdita di alcune parti o funzioni del corpo (Locher/Gächter, Grundriss des
Sozialversicherungsrechts, 4a edizione, Berna 2014, § 36 n. 1 e 2, pag. 255).

 

                                  Il marginale 1004 della Circolare
sulla consegna di mezzi ausiliari nell’assicurazione invalidità (CMAI) prevede
che l’AI fornisce mezzi ausiliari di tipo semplice, adeguato ed economico. Sono
considerati soltanto i mezzi ausiliari con un rapporto qualità/prezzo ottimale.
L’assicurato non ha diritto al mezzo ausiliario migliore nel suo caso specifico
(sentenza 9C_640/2015 del 6 giugno 2016, consid. 2.3). Questo concetto è stato
ribadito nella DTF 143 V 190, consid. 2.3.

 

                          2.3.  Fra i diversi provvedimenti di
integrazione previsti dalla LAI vi sono i provvedimenti sanitari per la cura
delle infermità congenite. L’art. 13 cpv. 1 LAI stabilisce che gli assicurati, fino
al compimento dei 20 anni hanno diritto ai provvedimenti sanitari necessari
per la cura delle infermità congenite (art. 3 cpv. 2 LPGA). 

                                  Il Consiglio federale designa le
infermità per le quali sono concessi tali provvedimenti. Esso può escludere le
prestazioni se l'infermità è di poca importanza (art. 13 cpv. 2 LAI).

 

                                  Facendo uso della delega di
competenza di cui sopra, l'Esecutivo federale ha emanato l'Ordinanza sulle
infermità congenite del 9 dicembre 1985 (OIC; RS 831.232.21). 

                                  

                                  Secondo l'art. 1 cpv. 2 OIC, le
infermità congenite sono enumerate nell'elenco in allegato. Il Dipartimento
federale dell'interno può qualificare delle infermità congenite evidenti, che
non figurano nell'elenco in allegato, come infermità congenite giusta l'articolo
13 LAI.

                                  L’art. 2 cpv. 1 OIC dispone che
il diritto nasce con l’inizio dei provvedimenti sanitari, ma al più presto a
nascita avvenuta.

                                                   Se la
cura di un’infermità congenita viene assunta perché è necessaria una terapia
precisata nell’allegato, il diritto nasce con l’inizio del provvedimento; esso
si estende in seguito a tutti i provvedimenti sanitari necessari alla cura
dell’infermità congenita (cpv. 2). Sono reputati provvedimenti sanitari
necessari alla cura di un'infermità congenita tutti i provvedimenti ritenuti
validi dalla scienza medica e intesi a conseguire nel modo più semplice e
funzionale lo scopo terapeutico (art. 2 cpv. 3 OIC). 

 

                          2.4.  In concreto è pacifica la presa a
carico da parte dell’AI del trattamento della patologia congenita n. 182 OIC
(piede varo equino congenito), in particolare al piede destro, come da garanzia
di provvedimenti sanitari resa per la cura dell’infermità congenita in base
all’art. 13 LAI.

 

                                  Nel caso di specie, la patologia
di cui è affetto il ricorrente è trattata con il metodo “Ponseti”. 

 

                                  Come emerge dalla STCA 32.2020.65
del 7 dicembre 2020, consid. 2.5., tale trattamento consiste, sin dalla
nascita, in interventi e sedute di manipolazione del piede con applicazione di
gessi allo scopo di correggere la posizione del piede grazie a principi
biomeccanici specifici. 

                                  Al termine della prima fase, se
necessario, si procede con una tenotomia del tendine d’Achille. 

                                  L’ultima fase concerne la
conservazione della correzione con l’uso di un tutore e una barra per mantenere
il piede in abduzione. Si tratta di apparecchiature dotate di scarpette
collegate tra loro da una barretta nominate tutore di tipo Ponseti od altre che
tendono ad evitare la recidiva della deformità, mantenendo la posizione di
correzione ottenuta. L’apparecchio è mantenuto nel bimbo sino all’età di circa
3-4 anni. 

 

                                  Nel caso in esame il medico
curante, dr. med. __________, accertato che alla fine del trattamento con i
gessetti la correzione ottenuta era soddisfacente, non ha posto l’indicazione per
l’intervento di tenotomia. Egli ha invece ritenuto necessaria la confezione di
un’ortesi su misura in posizione di ipercorrezione sia del retropiede varo che
dell’avampiede adotto che dell’equinismo e di una stecca su misura per il
mantenimento delle correzioni ottenute (cfr. STCA 32.2020.65 del 7 dicembre
2020).

 

                                  L’UAI non ha riconosciuto i mezzi
di cura su misura confezionati da __________, ma ha stabilito che i mezzi
preconfezionati costituiscono una soluzione semplice, adeguata ed economica per
la fattispecie ed ha deciso di rimborsare un importo complessivo di fr.
1'252.55, IVA inclusa, pari a fr. 908.30 per una prima fornitura di un’ortesi
con sistema prefabbricato e fr. 344.25 per la sostituzione causa crescita.

 

                                  Il ricorrente chiede invece la
garanzia dell’assunzione dei costi da parte dell’AI relativi ai mezzi ausiliari
proposti nei due preventivi della ditta __________ di __________ n. __________
del 03.09.2019 per CHF 2'792.390 e n. __________ del 19.11.2019 per rinnovo
ortesi destra causa crescita per CHF 2'167.82

 

                          2.5.  Secondo il marginale 1215 della
Circolare sui provvedimenti sanitari d’integrazione dell’assicurazione
invalidità (CPSI) se sono necessari apparecchi di cura per l’attuazione di
provvedimenti sanitari accordati dall’AI (p. es. inalatori, occhiali correttivi
di anomalie congenite della vista, nebulizzatori, apparecchi per distillare e
cuscini di gomma piuma in caso di mucoviscidosi, sfere e tappeti nonché, ad es.
in caso di gravi disturbi motori come la paralisi cerebrale, Haverich a tre
ruote), le relative spese vanno a carico dell’AI giusta gli articoli 3 LPGA e
12–13 LAI. 

 

                                  Il marginale 1217 CPSI prevede
che gli apparecchi per la cura sono utilizzati su prescrizione medica;
eventualmente sarà necessario presentare un preventivo delle spese vistato dal
medico. Devono essere consegnati apparecchi semplici ed adeguati. Qualora l’uso
ulteriore di un simile apparecchio sia possibile e ragionevole, la consegna è
fatta in prestito. Se possibile, gli apparecchi che saranno presumibilmente
usati soltanto per poco tempo devono essere noleggiati. Le disposizioni
relative alla consegna di mezzi ausiliari si applicano per analogia (p. es.
proprietà, apparecchi più cari del modello usuale, noleggio, uso ulteriore
ecc.) (…).

 

                                  Va ancora evidenziato che per
l’art. 59 cpv. 3 LAI gli uffici AI possono far capo a specialisti dell’aiuto
privato agli invalidi, ad esperti, a centri d’osservazione medica e
professionale, a servizi specializzati nell’integrazione degli stranieri, a
servizi d’interpretariato interculturale, nonché a servizi di altre istituzioni
preposte alle assicurazioni sociali.

 

                                  Secondo l’art. 59 cpv. 5 LAI per
lottare contro la riscossione indebita delle prestazioni gli uffici AI possono
far capo a specialisti.

 

                                  A questo proposito, circa la
FSCMA, la Circolare sui mezzi ausiliari in ambito AI (CMAI) prevede, ai
marginali 3009 e seguenti quanto segue.

 

                                  È compito dell’ufficio AI
verificare che i mezzi ausiliari consegnati siano di tipo semplice e adeguato.
La FSCMA sostiene l’ufficio AI nella procedura di accertamento tecnico dei
mezzi ausiliari (marginale 3009 CMAI). 

 

                                  La FSCMA esegue accertamenti
tecnici su richiesta dell’ufficio AI in particolare per i mezzi ausiliari
seguenti: – elevatori per scale; – misure architettoniche (inclusi gli
adattamenti di bagni); – trasformazione di veicoli; – tecnica ortopedica (senza
scarpe); – carrozzelle; – scooter a partire da 4000 franchi – apparecchi di
comunicazione e di controllo ambientale (compresi gli strumenti di lavoro di
cui al n. 13.01* dell’Allegato OMAI; marginale 3010 CMAI). 

 

                                  Di regola la richiesta di una
seconda offerta è effettuata dall’assicurato o dalla FSCMA (marginale 3011
CMAI). 

 

                                  I documenti che l’ufficio AI deve
mettere a disposizione per un accertamento da parte della FSCMA devono
contenere le informazioni seguenti: – genere e evoluzione dell’invalidità; – mezzi
ausiliari di cui l’assicurato ha usufruito fino a oggi e di cui usufruisce
attualmente; – scopo concreto del mezzo ausiliario previsto; – eventualmente
ulteriori informazioni utili (ad es. provvedimenti professionali; marginale
3012 CMAI). 

                                  Dopo la consegna di un rapporto
di accertamento, la FSCMA deve essere in ogni caso informata sulla decisione
(positiva o negativa) dell’ufficio AI (marginale 3013 CMAI). 

 

                                  La FSCMA deve facilitare il
lavoro dell’ufficio AI: – stabilendo in modo obiettivo i bisogni degli
invalidi; – verificando se i mezzi ausiliari consegnati sono di tipo semplice e
adeguato ai sensi della legislazione dell’AI; – motivando sufficientemente le
consegne ritenute non giustificate; – valutando il rapporto qualità/prezzo
delle prestazioni; – esaminando i diversi aspetti di una consegna di mezzi
ausiliari alla luce delle relative disposizioni dell’OMAI e della CMAI; –
restando a disposizione dell’ufficio AI per ulteriori informazioni (marginale
3014 CMAI). 

 

                                  Gli accertamenti della FSCMA
costituiscono solo raccomandazioni. La responsabilità della decisione incombe
all’ufficio AI. Gli assicurati devono essere sempre informati di questo fatto
dai consulenti della FSCMA (marginale 3015 CMAI). 

 

                                  La FSCMA fattura agli uffici AI
gli accertamenti eseguiti in ogni singolo caso (marginale 3016 CMAI). 

 

                          2.6.  Nel caso di specie in seguito alla
sentenza di rinvio del 7 dicembre 2020 (inc. 32.2020.65), l’Ufficio AI, come emerge
dalla risposta di causa, ha effettuato numerosi accertamenti, e meglio:

 

-       
verifica della situazione medica del ricorrente con richiesta della
produzione della documentazione al medico curante, dr. med. __________ (lettera
del 12 febbraio 2021; doc. 54-55 dell’incarto AI);

-       
risposta del dr. med. __________ del 10 marzo 2021 e successiva
richiesta di completazione (doc. 60, 61 e 62 incarto AI);

-       
richiesta di rapporti medici in data 1° aprile 2021 (doc. 65 incarto
AI);

-       
trasmissione di 18 rapporti medici da parte del dr. med. __________ per
il periodo dal 12 agosto 2019 al 4 marzo 2021 (doc. 67 incarto AI);

-       
scritto all’UFAS del 31 maggio 2021, con risposta del 29 giugno 2021
(doc. 70 e 74 incarto AI);

-       
richiesta di nuova documentazione in relazione ai referti radiologici
eseguiti ed una foto recente dei piedi del ricorrente al dr. med. __________
(doc. 78 incarto AI);

-       
valutazione dell’SMR del 24 settembre 2021 (doc. 81 e 82 incarto AI);

-       
valutazione dell’SMR del 26 gennaio 2022, con conferma della presa a
carico delle ortesi su misura dall’11 agosto 2020 (doc. 102 incarto AI).

 

Nello specifico, l’Ufficio AI
il 12 febbraio 2021 ha in sostanza chiesto al dr. med. __________, capoclinica
presso l’Istituto __________, oltre alla trasmissione della documentazione
medica e scientifica a sua diposizione, (1) di indicare le ragioni cliniche che
l’hanno indotto a modificare l’approccio nel trattamento attuato da ortesi
preconfezionata a quella su misura; (2.1) di precisare nell’applicazione del metodo
Ponseti, se non procede con l’intervento chirurgico di tenotomia del tendine
d’Achille, se opta di regola per un trattamento con ortesi su misura al posto
di quelle preconfezionate; (2.2) per quali motivi clinici nel caso di specie
un’ortesi preconfezionata non può dare i medesimi risultati di quella su
misura, se risultano particolarità morfologiche del piede destro del ricorrente
tali da rendere non proponibile l’approccio con un’ortesi preconfezionata; (3)
come è evoluta la situazione del piccolo RI 1 dal 2019 ad oggi, se è stata
rivalutata la necessità o meno di continuare ad utilizzare un’ortesi tibiale su
misura per il piede destro (pag. 202-203 incarto AI).

 

Il dr. med. __________, il 10
marzo 2021, ha affermato:

 

" (…) 

1. L’indicazione di ortesi per piede equino varo a destra ed
ortesi d’accompagnamento a sinistra con staffa d’abduzione su misura, si tratta
di un’ortesi tipo Dennis Brown. Non è stato modificato l’approccio del
trattamento.

 

2. Il trattamento viene definito solo una volta terminati i
gessetti, quest’ultimi vengono cambiati ogni settimana. Alla fine del
trattamento gessato, si decide in base al risultato ottenuto sul piede, con
quale terapia continuare il trattamento, se con ortesi su misura o con ortesi
preconfezionata. Non è esclusa la necessità di entrambi i trattamenti, questo
dipende unicamente dal piede del paziente.

 

2.2. Le ortesi preconfezionate non sono adattabili alle necessità
personali di ogni paziente, nel caso particolare di RI 1 abbiamo scelto un’ortesi
preconfezionata. L’inizio del trattamento era mirato ad evitare la recidiva
dell’equinismo e mantenere le correzioni ottenute. Durante la crescita e le
visite successive, abbiamo avvertito una debolezza dei muscoli eversori in
confronto ai muscoli supinatori, per questo motivo ritengo necessario
continuare ad utilizzare le ortesi su misura.

 

3. Siamo riusciti ad ottenere un piede plantigrado. Come risposto
alla domanda 2.2 riteniamo necessario continuare ad utilizzare un’ortesi su
misura che permette, con un appoggio tibiale, di effettuare una correzione del
blocco calcaneo pedidio, sia per la adduzione dovuta all’aumento del tono
dell’adduttore dell’alluce, sia per l’eversione dovuta alla debolezza dei
muscoli peronei.” (pag. 219 incarto AI)

 

Il 18 marzo 2021 la medica SMR,
dr.ssa med. __________, ha rilevato:

 

" (…) Al
punto 2.2 del suo scritto il Dr. med. __________ scrive che (sottolineatura
della redattrice) Le ortesi preconfezionate non sono adattabili alle
necessità personali di ogni paziente, nel caso particolare di RI 1 abbiamo
scelto un’ortesi preconfezionata. L’inizio del trattamento era mirato ad
evitare la recidiva dell’equinismo e mantenere le correzioni ottenute. Durante
la crescita e le visite successive, abbiamo avvertito una debolezza dei muscoli
eversori in confronto ai muscoli supinatori, per questo motivo ritengo
necessario continuare ad utilizzare le ortesi su misura. 

A partire da questo rapporto medico si evince che all’inizio il
trattamento è stato impostato su ortesi preconfezionate, che però non hanno
portato ai risultati attesi, costringendo gli ortopedici a modificare la
terapia ed a prescrivere l’utilizzo di ortesi su misura, al fine di arrivare ad
ottenere un buon risultato dal punto di vista dell’appoggio del piede destro.

Siccome tale indicazione diverge da quella fornita nel rapporto
dello stesso Dr. med. __________ del 12.02.2020, dove indicava che alla fine
del trattamento con gessetti è stato deciso di posizionare un’ortesi tibiale
preconfezionata su misura, è necessario chiedere al Dr. med. __________ di
precisare la risposta data al punto 2.2, indicando espressamente se l’ortesi
preconfezionata sia stata effettivamente provata.

Il medico non ha allegato, come invece richiesto, nessun rapporto
medico riguardante il percorso terapeutico di RI 1.” (doc. 61 incarto AI)

 

Ricevuti i referti medici, la
medica SMR, dr.ssa med. __________, FMH pediatria, ha affermato:

 

" (…) Al punto
2. viene specificato che il trattamento viene definito solo una volta
terminati i gessetti (…) alla fine del trattamento gessato si decide in base al
risultato ottenuto sul piede con quale terapia continuare il trattamento, se
con ortesi su misura o con ortesi preconfezionata. (…)

Inoltre al punto 2.2. il medico scrive che le
ortesi preconfezionate non sono adattabili alle necessità personali di ogni
paziente, nel caso particolare di RI 1 abbiamo scelto un’ortesi preconfezionata.

Ora, in base alle informazioni ottenute dai rapporti medici di
consultazione, differentemente da quanto dichiarato dall'ortopedico, risulta
che in data 27.08.2019 (cioè al 6° controllo clinico, quindi a 6 settimane
dall'inizio del trattamento, ndr) il Dr. __________ scrive che alla

visita era presente l'ortotecnico che ha preso le misure per la
stecca che RI 1 dovrà portare quando terminerà il trattamento con i gessetti.

Non vi è nessun commento riguardo ad ortesi preconfezionate, come
invece scritto nella risposta attuale del Dr. __________ (nel caso particolare
di RI 1 abbiamo scelto un'ortesi preconfezionata) e non sembra siano state
mai prese in considerazione.

Il primo preventivo agli atti per ortesi è datato 03.09.2019 (GED
17.09.2019). Non vengono proposte ortesi pre-confezionate.

Sempre al punto 2.2 il medico ortopedico scrive che durante
la crescita e le visite successive, abbiamo avvertito una debolezza dei muscoli
eversori in confronto ai muscoli supinatori, per questo motivo ritengo
necessario continuare ad utilizzare le ortesi su misura.

Per la prima volta in data 09.06.2020 il Dr. med. __________
scrive che RI 1 gattona in modo asimmetrico e talvolta caricando completamente
entrambi i piedi, facendo più forza con il piede sinistro che con il destro.
Rispetto al piede sinistro abbiamo una lieve diminuzione della forza, in corrispondenza
dei tendini peronei, quindi nell'eversione dei piedi.

Al controllo clinico del 11.08.2020 il Dr. med. __________
descrive che Durante la fase dinamica si nota una diminuzione della forza
dei muscoli peronei. soprattutto a destra, creando quindi una lieve asimmetria
dei due piedi ed un aumento dell'abduzione che, come detto, è visibile solo in
fase dinamica.

Il medico nelle sue conclusioni scrive che Per ora abbiamo
avuto degli ottimi miglioramenti.

Piano piano RI 1 sta aumentando la propriocettività a
livello del piede e si dovrebbe risolvere questa lieve tendenza alla flessione
delle dita, dovuta molto probabilmente ad una fase di propriocettività che è ancora
in via di sviluppo.

Il medico specifica però che a questo punto anche delle ortesi
pre-confezionate vengono prese in considerazione, ma scartate per una carenza
nell'effetto che si vuole ottenere (Abbiamo discusso il procedere con
l'ortotecnico e abbiamo convenuto di rifare delle stecche nuove su misura
(ricordando che l'AI potrebbe non pagarle) oppure delle ortesi preconfezionate
che però hanno una minore spinta e una minore funzionalità).

Alla consultazione successiva, datata 20.10.2020 il Dr. med. __________
scrive che (il piede, ndr) destro presenta una buona mobilità passiva, una
flessione dorsale e un'eversione del piede leggermente più difficile rispetto
al piede sinistro. In fase dinamica si apprezza talvolta

questa permanente adduzione dell'avampiede, soltanto però
quando RI 1 deve eseguire delle rotazioni interne con l'arto inferiore in cui
vi è un'attivazione maggiore del tendine tibiale posteriore e del flessore lungo
dell'alluce, che porta a far modificare la stecca aumentando

ancora un po' l’eversione (...) e aumentare se
possibile anche la flessione dorsale, magari a 100° invece che a 90°. Per
quanto riguarda le scarpe anti-varo per ora aspettiamo, vista la buona
evoluzione avuta in questi ultimi mesi e visto che RI 1 ora deambula in maniera
autonoma, con notevoli miglioramenti, sia della stabilità che della
propriocettività a livello del piede).

Pertanto, per quanto apprezzabile dai rapporti medici agli atti,
dal punto di vista medico pediatrico appare giustificato a livello ortopedico
il cambio di terapia con ortesi su misura al momento dell'osservazione
dell'insufficiente spinta da parte delle ortesi e

dell'insorgere di una posizione patologica del piede destro
durante la fase dinamica, all'inizio della deambulazione, quindi al più presto
dal controllo del 11.08.2020.

Vi è da notare che in ogni caso il trattamento con ortesi su
misura, iniziato su RI 1 molto precocemente e ritenuto necessario dagli
ortopedici di __________, non ha impedito lo sviluppo delle possibili
complicazioni che si sono presentate nel decorso, con peggioramento

della posizione del piede destro durante la fase dinamica della
deambulazione.

Vista la complessità tecnica del caso e trattandosi di ortopedia,
branca di cui io non sono specialista, credo sia utile chiedere un parere anche
all’UFAS.” (pag. 271-272 incarto AI)

 

Interpellato in merito, il 29
giugno 2021 l’UFAS ha affermato:

 

" (…)
Riteniamo che la conclusione del vostro SMR sia corretta: dal punto di vista
medico ortopedico, la modifica della terapia con ortesi su misura è indicata
dal momento in cui si osserva una spinta insufficiente delle ortesi e insorge
una posizione patologica (cioè, dopo il controllo dell’11 agosto 2020).

Per rispondere definitivamente alla vostra domanda sono necessarie
conoscenze specifiche nel campo dell’ortopedia pediatrica, di cui non
disponiamo. Non siamo quindi in grado di darvi una raccomandazione definitiva e
vi consigliamo di far esaminare il caso da uno specialista in ortopedia e
ortopedia pediatrica.” (pag. 278-279 incarto AI)

 

Nuovamente interpellato, il dr.
med. __________ il 17 settembre 2021, ha affermato:

 

" (…) Non
sono state eseguite radiografie.

Per quanto riguarda le ortesi prescritte, i genitori hanno
spiegato che non riescono a farle portare a RI 1 come indicato, in quanto non
le tollera, si sveglia durante la notte e rifiutandole la mattina. Nei
controlli successivi abbiamo notato una recidiva per quanto riguarda la
supinazione e alla adduzione dell’avampiede, più evidenti durante la marcia,
motivo per il quale abbiamo indicato di riprendere il trattamento con i
gessetti seriali.

Attualmente sta eseguendo i gessetti per passare ulteriormente ad
un’ortesi rigida tipo Codivilla (coscia-piede) per riuscire a mantenere le
correzioni ottenute.

Alla fine del trattamento dei gessetti, verrà discussa anche
l’eventuale utilizzo di un’ortesi per il cammino tipo AFO articolata.” (pag.
292 incarto AI)

 

Il 26 gennaio 2022 il medico
SMR, dr. med. __________, specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia
dell’apparato locomotore, ha affermato:

 

" Per
rispondere alle domande poste nei mandati del 16.03.2021, 10.05.2021, 24.09.2021
e 14.12.2021 dopo consultazione collegiale con la Dr.ssa __________, FMH in
pediatria, siamo giunti alla conclusione di poter condividere solo parzialmente
le valutazioni esposte nel rapporto medico del Dr __________ del 12.02.2020 che
non collimano alle costatazioni riportate all'interno dei rapporti medici del
Dr __________ del 2020 rendendo non data secondo il principio della probabilità
preponderante l'assunzione dei costi delle ortesi su misura fino alla data dell'11.08.2020:
la prima volta che si riscontra la necessità di incrementare l'intensità terapeutica
alla cura in essere al piede destro dell'assicurato la si evince dai contenuti del
rapporto medico del Dr __________ dell'11.08.2020 il quale riportò: "Vedo RI
1 in data odierna assieme all'ortotecnico. Esegue regolare fisioterapia. RI 1
oggi ha 12 mesi e mezzo i genitori riferiscono che nelle ultime settimane non
ha più portato le stecche, in quanto sono diventate piccole e non sono più
tollerate da RI 1. Abbiamo discusso il procedere con l'ortotecnico e abbiamo
convenuto di rifare delle stecche nuove su misura (ricordando che l'AI potrebbe
non pagarle) oppure delle ortesi preconfezionate che però hanno una minore
spinta e una minore funzionalità" lasciando quindi intendere chiaramente
l'indicazione all'utilizzo di ortesi su misura in quanto le ortesi
preconfezionate porterebbero ad una "minore spinta ed una minore
funzionalità"; i rapporti medici antecedenti la data dell'11.08.2020,
incluso il rapporto medico del 12.02.2020 del Dr. __________, non chiarirono
mai le motivazioni alla base della prescrizione di ortesi su misura invece di
ortesi preconfezionate, lasciando il dubbio circa della presa a carico dei
costi allo stesso Dr. __________ il quale nel suo rapporto medico
dell'11.08.2020 spiegò ai genitori dell'assicurato, riferendosi alle nuove
stecche su misura, che "l'AI potrebbe non pagarle".

Contestualmente si conferma invece la presa a carico delle ortesi
su misura preventivate successivamente la data dell'11.08.2020.

Per chiarire le motivazioni di tali decisioni è utile ricordare
che indipendentemente dalla tipologia di ortesi preconfezionata o su misura,
risulta indicata l'assunzione dei costi per le ortesi necessarie alla cura
della patologia al piede destro dell'assicurato affetto alla nascita da una
problematica di piede addotto varo supinato congenito, mentre il disturbo
presente al piede sinistro di avampiede addotto fu trattato con un'ortesi di accompagnamento.

Dalla nascita dell'assicurato (__________.2019) fino alla data del
11.02.2020 si procedette ad un trattamento conservativo della problematica ad
entrambe i piedi con gessetti; con rapporto medico del 12.02.2020 il Dr. med. __________,
riferendosi alla cura del piede destro, riferì: "RI 1 ha eseguito il
"metodo Ponseti" che prevede la confezione di gessetti seriale che
vanne cambiati una volta a settimana. Alla fine del trattamento con i gessetti,
abbiamo deciso di non eseguire l'intervento chirurgico di tenotomia del tendine
d'AchilIe motivo per cui, è stato deciso di posizionare un'ortesi tibiale
confezionata su misura e mirata, per evitare la recidiva dell'equinismo del retropiede.
Logicamente durante la crescita verrà rivalutata la necessità o meno di continuare
ad utilizzare un'ortesi tibiale su misura sul piede destro, ma riteniamo necessario
per il momento visto gli ottimi risultati ottenuti, di continuare con le stesse
procedure. (...)": da tale rapporto medico emerge la costatazione che il
trattamento con i gessetti portò ad un buon risultato terapeutico tale da non
richiedere il trattamento chirurgico.

D'altra parte invece nel rapporto medico dell'11.08.2020 il Dr __________
riportò: “Valutazione e procedere: Per ora abbiamo avuto degli ottimi
miglioramenti.

Piano piano RI 1 sta aumentando la propriocettività a livello del
piede e si dovrebbe risolvere questa lieve tendenza alla flessione delle dita,
dovuta molto probabilmente ad una fase di propriocettività che è ancora in via
di sviluppo.

Abbiamo lungamente discusso con i genitori e con l'ortotecnico la
necessità di avere ancore delle ortesi su misura, quindi verranno confezionate
nuovamente.

Come sappiamo, queste ortesi più vengono portate e più viene
diminuito il rischio di recidiva. Rivedrò RI 1 per il collaudo delle ortesi con
l'ortotecnico" chiarendo specificamente le motivazioni che indussero
all'indicazione alla prescrizione di ortesi su misura; anche il Dr.med. __________
nel suo rapporto medico del 10.03.2021 riferendosi sempre al piede destro
riportò di aver riscontrato nei vari controlli clinici: "una debolezza dei
muscoli eversori in confronto ai muscoli supinatori ed un aumento del tono dell'adduttore
dell'alluce anche per reversione dovuta alla debolezza dei muscoli peronei"
condizioni quest'ultime che chiarirebbero proprio la necessità di agire funzionalmente
sull'incremento del grado di dorsiflessione della tibiotarsica (spinta), in maniera
più marcata, giustificando l'utilizzo di una ipercorrezione meglio attuabile
con tutori dedicati anziché preconfezionati (si chiarisce la non esistenza in
commercio di tutori preconfezionati che permettano un aumento del talismo e
della dorsiflessione della tibiotarsica contemporaneamente).” (pag. 321-322
incarto AI)

 

In sede di risposta, il dr.
med. __________ ha prodotto una nuova annotazione del 9 settembre 2022, con la
quale ha affermato:

 

" (…) Per
rispondere alla domanda al punto 2 dell' Avvocato RA 2 ed ossia "per
quale ragione si è proceduto all'interpretazione dei rapporti medici
specialistici, al fine di determinare da quando vi un'esigenza per ortesi su
misura, e non si è invece espressamente chiesto agli specialisti di esprimersi
chiaramente in merito" si deve ricordare che le valutazioni offerte
nell'annotazione per/da SMR del 26.01.2022 sono espresse in risposta ad un
mandato dell'amministrazione dell'Assicurazione Invalidità e le risposte ai
quesiti devono risultare pertinenti nel merito; nella fattispecie si dovevano
rispettare le richieste demandate all'interno della sentenza del TCA del 07.12.2020
al punto 2.8 e 2.9 e volendo entrare nello specifico all'interno
dell'annotazione per/da SMR del 26.01.2022 veniva riportato testualmente: "Per
chiarire le motivazioni di tali decisioni è utile ricordare che indipendentemente
dalla tipologia di ortesi preconfezionata o su misura, risulta indicata
l'assunzione dei costi per le ortesi necessarie alla cura della patologia al
piede destro dell'assicurato affetto alla nascita da una problematica di piede
addotto varo supinato congenito, mentre il disturbo presente al piede sinistro
di avampiede addotto fu trattato con un'ortesi di accompagnamento", quindi
veniva chiaramente palesato il concetto che l'indicazione alla prescrizione
delle ortesi era data e si conveniva con tutte le decisioni terapeutiche
proposte dal Dr.med. __________ e Dr.med. __________; oggetto della
problematica era solo la scelta di aver utilizzato ortesi su misura in una fase
iniziale del trattamento terapeutico anziché ortesi preconfezionate, ma mai si
è messa in dubbio l'indicazione all'utilizzo delle ortesi nelle varie fasi indicate
dagli specialisti ed appare intuitivamente razionale comprendere che essendo
trascorso cronologicamente il tempo utile per una valutazione oggettiva, nel
merito di una visita di seconda opinione, per poter esprimersi sul quesito
prima esposto, l'unico mezzo su cui poter discriminare è dalla lettura della
documentazione medica agli atti, non essendo stati eseguiti esami radiologici nella
fase iniziale.

Non si possono condividere le osservazioni dell'Avvocato RA 2 al
punto 3 del ricorso del 31.08.2022, quando afferma: "Il Dr. Med. __________
(così come la Dr.ssa med. __________) si è dunque lanciato nell'esegesi dei
rapporti medici specialistici allestiti nel corso della cura e si è concentrato
su taluni passaggi di questi rapporti per concludere, sembrerebbe, che anche
gli specialisti curanti Dr. Med. __________ e Dr. Med. __________
condividerebbero la sua opinione di una non esigenza di ortesi su misura fin
dalla nascita" in quanto non si è mai affermato che anche gli
specialisti curanti Dr. Med. __________ e Dr. Med. __________ avrebbero condiviso
l'opinione di una non esigenza di ortesi su misura fin dalla nascita, ma si è
costatato

dalla lettura della documentazione medica agli atti un decorso
clinico tutto sommato nella norma, con una buona risposta terapeutica; e ad
avvalorare tali costatazioni vi fu l'evidenza che si giunse alla scelta di non
procedere all'intervento chirurgico di tenotomia del tendine di Achille ma di trattare
la problematica in maniera conservativa tanto erano stati considerati positivi
i progressi raggiunti utilizzando il trattamento del confezionamento di
gessetti seriati; inoltre la prima volta che si riscontrò la necessità di
incrementare l'intensità terapeutica alla cura in essere al piede destro del
piccolo RI 1, la si evinse dal tenore delle considerazioni riportate
all'interno del rapporto medico del Dr __________ dell'11.08.2020; infine è
giusto ricordare anche che non furono mai chiarite le motivazioni scientifiche,
nel periodo di cura antecedente la data dell'11.08.2020, alla base della
decisione di procedere ad una scelta terapeutica di ortesi su misura invece
delle ortesi preconfezionate. Ed in effetti dalla lettura della documentazione medica
agli atti, dopo il confezionamento del sesto apparecchio gessato seriato al
piede destro del piccolo RI 1, fu constatata una risposta clinica tutto sommato
positiva ove nel rapporto medico del Dr. med. __________ del 03.09.2019, data
del confezionamento del sesto apparecchio gessato, fu riportato:

"Abbiamo analizzato la documentazione fotografica, abbiamo un
notevole miglioramento per quel che riguarda la posizione del piede destro,
ricordiamo che per quel che riguarda il piede sinistro abbiamo già terminato
l'utilizzo dei gessetti metodo Ponseti, abbiamo solo eseguito dei taping con la
fisioterapia. A livello del piede destro abbiamo un notevole miglioramento
nella Scala Pirani, una risoluzione completa dell'adduzione, un notevole
miglioramento della supinazione e anche un notevole miglioramento
dell'equinismo, ed è per questo che abbiamo deciso di non ancora eseguire la
tenotomia del tendine Achilleo. Eseguiamo quindi un nuovo gesso con il metodo
Ponseti in Soft Cast. In data odierna l'ortotecnico ha eseguito la misura per
il confezionamento delle stecche di Brown, che RI 1 dovrà portare fino ai 3
anni. Valutazione e procedere: Rivedremo RI 1 a distanza di una settimana per
fare un nuovo punto della

situazione" palesando quindi un decorso ed una risposta
terapeutica senza particolari complicazioni.

Non si possono condividere le valutazioni offerte dall'Avvocato RA
2 al punto n.4 del suo scritto del 31.08.2022 quando riferisce: "Al
ricorrente questo procedere e questa motivazione, alla base della decisione
impugnata, risultano alquanto stravaganti poiché non si comprende l'interesse
di interpretare i rapporti specialistici altrui (con il rischio di sbagliarsi)
per giustificare una propria conclusione invece di chiedere chiaramente
all'estensore dei detti rapporti specialistici di esprimersi in merito"
in quanto da un lato con viene mai chiarito dove il procedere finora eseguito
sia stato singolare o al di fuori di un ordine prefissato dalla consuetudine o
dalla norma in quanto non si è mai divagato, non si è mai usciti fuori dai
limiti della dottrina medica e dai dettami della buona pratica clinica mentre
per quanto attiene la necessità di interpretare i "rapporti medici
altrui", si ribadisce ancora una volta che non si sono mai messe in
discussione le scelte terapeutiche e le indicazioni ai trattamenti (con quindi
nessun rischio di sbagliarsi), si è solo palesata l'assenza di motivazioni
scientifiche dottrinali a sottendere la scelta di procedere all'utilizzo di
ortesi su misura anziché di ortesi preconfezionate nella prima fase del
trattamento della deformità al piede destro dell'assicurato, ma la scelta
dell'utilizzo delle ortesi la si è condivisa pienamente; inoltre è stato
chiesto direttamente al Dr. med. __________ di esprimersi nel merito con
risposta scritta del Dr.med. __________ in data 10.03.2021.

Non si possono condividere le valutazioni offerte dall'Avvocato RA
2 al punto n.5 del suo scritto del 31.08.2022 quando riferisce: "Orbene;
nel suo Rapporto 26.01.2022 il Dr. med. __________
esprime dunque, a parere del ricorrente, considerazioni di natura
piuttosto personale e non verificate, che avrebbero dovuto essere sottoposte al
medico specialista curante nella misura in cui divergono dalle sue indicazioni
terapeutiche, ovvero: l'applicazione precoce di un'ortesi su misura. Non è
comprensibile che il medico incaricato dall'Ufficio Al si esprime con
riferimento a ipotesi che i curanti specialisti avrebbero espresso tacitamente
oppure ritenga di cogliere contraddizioni nei loro rispettivi rapporti medici
("D'altra parte invece nel rapporto medico 11.08.2020 il dr. med. __________
riportò ..."; cfr. il Documento d'istruttoria 26.01.2022, pag. 2). A
parere del ricorrente vi è un'incomprensione di fondo riguardo i termini (e i
tempi) delle prescrizioni medico terapeutiche tra il medico dell'AI che
interpreta i rapporti e lo specialista che ha in cura rassicurato fin dalla
nascita e che è l'unico specialista che lo ha visitato", in quanto
tutte le considerazioni riportate provengono dalla lettura della documentazione
medica agli atti e possono essere verificate all'uopo; inoltre sempre dalla
lettura della documentazione medica non emerge in alcuna forma e neppure è
stato mai riportato dagli stessi medici specialisti, che ci sia stata una
tacita indicazione a continuare il trattamento terapeutico utilizzando un
trattamento con ortesi su misura, anzi chiamato ad esprimersi nel merito, il
Dr. med. __________, nel suo rapporto medico del 10.03.2021 riportò: "L'indicazione
di

ortesi per piede equino varo a destra ed ortesi
d'accompagnamento a sinistra con staffa di abduzione su misura, si tratta di
un'ortesi tipo Dennis Brown. Non è stato modificato l'approccio nel
trattamento. 2. Il trattamento viene definito solo una volta terminati i
gessetti, quest'ultimi vengono cambiati ogni settimana. Alla fine del trattamento
gessato, si decide in base al risultato ottenuto sul piede, con quale terapia
continuare il trattamento, se con ortesi su misura o con ortesi preconfezionata.
Non è esclusa la necessità di entrambi i trattamenti, questo dipende unicamente
dal piede del paziente. 2.2. Le ortesi preconfezionate non sono adattabili alle
necessità personali di ogni paziente, nel caso particolare di RI 1 abbiamo
scelto un'ortesi preconfezionata. L'inizio del trattamento era mirato ad
evitare la recidiva dell'equinismo e mantenere le correzioni ottenute.

Durante la crescita e le visite successive, abbiamo avvertito
una debolezza dei muscoli eversori in confronto ai muscoli supinatori, per
questo motivo ritengo necessario continuare ad utilizzare le ortesi su misura.
3. Siamo riusciti ad ottenere un piede plantigrado. Come risposto alla domanda
2.2 riteniamo necessario continuare ad utilizzare un'ortesi su misura che
permette, con un appoggio tibiale, di effettuare una correzione del blocco
calcaneo-pedidio, sia per la adduzione dovuta all'aumento del tono
dell'adduttore dell'alluce, sia per reversione dovuta alla debolezza dei
muscoli peronei”, certificando l'iniziale decisione di approcciare una fase
iniziale del trattamento terapeutico con delle ortesi preconfezionate e che
solo in un secondo tempo, avendo constatato la "debolezza dei muscoli
eversori in confronto ai muscoli supinatori", fu intrapresa la scelta
terapeutica di continuare il trattamento correttivo utilizzando le ortesi su
misura.

Infine non si possono condividere le valutazioni offerte
dall'Avvocato RA 2 ai punti n. 6 e n. 7 del suo scritto del 31.08.2022 quando
riporta: "Il ricorrente sottolinea ancora il ragionamento logico
secondo cui se già con l'utilizzo precoce di ortesi su misura non si sono
evitate delle complicazioni nel decorso (con peggioramento della posizione del
piede destro durante la fase dinamica della deambulazione) si deve per forza di
logica concludere che l'uso di ortesi preconfezionate che "hanno una
minore spinta e una minore funzionalità" avrebbe comportato complicanze
ancora maggiori con costi medico chirurgici (e sofferenze) superiori. Si ha
pertanto, che il primo argomento sostenuto dai medici incaricati dall'Ufficio
Al, circa delle complicazioni nonostante le ortesi su misura, non sia rilevante
per la loro conclusione e anzi la contraddica. Di certo non consente di
escludere la semplicità, l'adeguatezza e, in fondo, l'economicità del mezzo ausiliario
prescritto dal medico specialista che ha in cura il bambino – il quale finora è
l'unico ad averlo visitato. Pertanto, se da un canto, nell'Annotazione 18.03.2021,
la Dr.ssa med. __________ aveva ben riconosciuto come fin dall'inizio il
trattamento fosse mirato, tramite applicazione di ortesi su misura, ad evitare
la recidiva dell'equinismo e mantenere le correzioni ottenute, dall'altro, non
si comprende perché, nella stessa 1 Cfr. rapporto 12.02.2020 del Dr. med. __________:
... Alla fine del trattamento con i gessetti, abbiamo deciso di non eseguire
l'intervento chirurgico di tenotomia del tendine d'Achille motivo per cui, è
stato deciso di posizionare un'ortesi tibiale confezionata su misura e mirata,
per evitare la recidiva dell'equinismo del retropiede. 4 annotazione, la Dr.ssa
__________ riscontra una divergenza o modifica della prescrizione terapeutica
nel senso di una prescrizione iniziale di ortesi preconfezionate e
successivamente di quelle su misura.

È dunque alla luce dei fatti e della logica che la prescrizione
precoce di ortesi su misura sia stata nel caso concreto sicuramente corretta,
adeguata ed economica nella misura in cui ha in tutta evidenza consentito di
evitare complicazioni ben più perniciose e costose" in quanto dalla
lettura della documentazione agli atti emerge l'oggettiva constatazione del
raggiungimento di un buon risultato clinico per quanto attiene la deformità del
piede destro del piccolo RI 1, a seguito del trattamento conservativo con il
confezionamento dei n.6 apparecchi gessati di correzione della deformità, al
punto tale da decidere di continuare il trattamento conservativo e non
procedere

invece al trattamento invasivo di tenotomia del tendine d'Achille,
pratica terapeutica chirurgica riconosciuta all'interno del metodo Ponseti.

Per queste motivazioni si chiarisce che le osservazioni riportate
dall'Avvocato RA 2 all'interno del ricorso del 31.08.2022 non modificano nel
merito le conclusioni riportate all'interno dell'annotazione per/da SMR del
26.01.2022.” (doc. IV/1)

                                

                          2.7.  Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo
contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

 

                                  Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura
senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su
un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008).

 

                                  Va
poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto, in
caso di lite di principio deve essere considerato con la necessaria prudenza
l’avviso dei medici curanti anche se specialisti (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio
2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), a causa dei
particolari legami che essi hanno con il paziente (cfr. STF 9C_275/2022 del 6
settembre 2022, consid. 4.2 con rinvio alla DTF 125 V 351 consid. 3b/cc), come
pure in relazione allo scopo di trattamento del curante rispetto a quello di un
medico perito (cfr. STF 9C_275/2022 del 6 settembre 2022, consid. 4.2 con
rinvio alla STF 9C_662/2021 del 2 agosto 2022, consid. 5.2.1), per cui, secondo
esperienza comune, il medico curante tende generalmente, in caso di dubbio, a
pronunciarsi in favore del proprio paziente in ragione del rapporto di fiducia
che lo unisce a quest’ultimo (STF 9C_275/2022 del 6 settembre 2022, consid.
4.2).

 

                          2.8.  Nel
caso di specie questo Tribunale, chiamato a verificare se, nel preciso caso di specie,
lo stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato
dall’amministrazione prima dell’emanazione della decisione impugnata, dopo
attento esame della documentazione agli atti, non ha alcun motivo per scostarsi
dalle conclusioni dei medici SMR, dr.ssa med. __________, FMH pediatria e dr.
med. __________, specialista in chirurgia ortopedica e traumatologia
dell’apparato locomotore che, per i motivi che seguono, deve fare proprie.

 

                                  I
due specialisti hanno esaminato approfonditamente tutta la documentazione messa
loro a disposizione dai curanti, dr. med. __________, capoclinica presso
l’Istituto __________, e dr. med. __________, anch’esso capoclinica presso il
medesimo istituto e, come stabilito con la STCA 32.2020.65 del 7 dicembre 2020,
hanno operato tutti gli accertamenti utili atti a stabilire se nel preciso caso
di specie il piccolo RI 1 necessitava di soluzioni su misura o se le ortesi
preconfezionate erano sufficienti (consid. 2.9 della citata sentenza).

 

                                  Conformemente
a quanto evidenziato dal dr. med. __________, non essendo stati eseguiti esami
radiologici nella fase iniziale del trattamento con le ortesi, è stato
necessario far capo alla documentazione medica dei curanti, dr. med. __________
e dr. med. __________ (cfr., per la loro descrizione, il doc. 69 incarto AI). 

 

                                  Correttamente,
sulla base dei referti medici acquisiti agli atti (cfr. doc. 69 e 102 incarto
AI), i sanitari dell’SMR sono giunti alla conclusione che l’assicurato, nato il
__________ 2019, avrebbe potuto essere inizialmente curato tramite i gessetti e
le ortesi preconfezionate e solo dall’11 agosto 2020 avrebbe dovuto utilizzare
ortesi su misura.

 

                                  Il
dr. med. __________ ha infatti accertato un decorso clinico nella norma, con
una buona risposta terapeutica, che non ha portato i dr. med. __________ ed __________
a procedere con un intervento chirurgico di tenotomia del tendine di Achille,
previsto, in caso di necessità, dal metodo Ponseti, ma che li ha indotti a
trattare la patologia in maniera conservativa, alla luce dei progressi positivi
raggiunti grazie all’utilizzo della tecnica dei gessetti. 

 

                                  Tant’è
che il 3 settembre 2019, poco tempo dopo la nascita di RI 1, il dr. med. __________
ha constatato una risposta clinica positiva dopo il confezionamento del sesto
apparecchio gessato al piede del ricorrente (“Abbiamo analizzato la
documentazione fotografica, abbiamo un notevole miglioramento per quel che
riguarda la posizione del piede destro, ricordiamo che per quel che riguarda il
piede sinistro abbiamo già terminato l’utilizzo dei gessetti del metodo
Ponseti, abbiamo solo eseguito dei taping con la fisioterapia. A livello
del piede destro abbiamo un notevole miglioramento nella Scala Pirani, una
risoluzione completa dell'adduzione, un notevole miglioramento della
supinazione e anche un notevole miglioramento dell'equinismo, ed è per questo
che abbiamo deciso di non ancora eseguire la tenotomia del tendine Achilleo.
Eseguiamo quindi un nuovo gesso con il metodo Ponseti in Soft Cast. In data
odierna l'ortotecnico ha eseguito la misura per il confezionamento delle
stecche di Brown, che RI 1 dovrà portare fino ai 3 anni”). 

 

                                  Non
vi erano pertanto motivi oggettivi, vista la buona aderenza alla terapia con i
gessetti, per far capo alle ortesi su misura.

 

                                  Solo
il 15 giugno 2020, il dr. med. __________, per la prima volta, indica che “RI 1
gattona in modo asimmetrico e talvolta caricando completamente entrambi i
piedi, facendo più forza con il piede sinistro che con il destro. Rispetto al
piede sinistro abbiamo una lieve diminuzione della forza, in corrispondenza dei
tendini peronei, quindi nell'eversione dei piedi” (pag. 239 incarto AI) ed
al controllo dell’11 agosto 2020 lo stesso curante rileva che “Durante la
fase dinamica si nota una diminuzione della forza dei muscoli peronei,
soprattutto a destra, creando quindi una lieve asimmetria dei due piedi ed un
aumento dell'abduzione che, come detto, è visibile solo in fase dinamica”
(pag. 237 incarto AI), precisando che vengono prese in considerazione, ma
scartate, le ortesi preconfezionate a causa della carenza dell’effetto che si
vuole ottenere (“Abbiamo discusso il procedere con l'ortotecnico e abbiamo
convenuto di rifare delle stecche nuove su misura (ricordando che l'AI potrebbe
non pagarle) oppure delle ortesi preconfezionate che però hanno una minore
spinta e una minore funzionalità”; pag. 237 incarto AI).

 

                                  Per
cui è con le considerazioni del dr. med. __________ dell’11 agosto 2020, che il
medico SMR, dr. med. __________ e la medica SMR dr.ssa med. __________, hanno giustamente
rilevato la necessità di incrementare l’intensità terapeutica della cura del
piede destro del ricorrente, tramite l’utilizzo di ortesi su misura.

 

                                  D’altra
parte non sono state indicate le motivazioni scientifiche alla base della
decisione di procedere con ortesi su misura precedentemente a tale data,
neppure in seguito alle domande poste dall’UAI il 12 febbraio 2021 (doc. 54
incarto AI) ed il 1° aprile 2021 (doc. 65 incarto AI, con richiesta, rimasta
inevasa [cfr. doc. 67 incarto AI] di indicare se l’ortesi preconfezionata è
stata provata) al dr. med. __________, il quale ha comunque confermato la
scelta terapeutica iniziale di un trattamento con delle ortesi preconfezionate,
che solo successivamente, vista la "debolezza dei muscoli eversori in
confronto ai muscoli supinatori", è stata modificata utilizzando le
ortesi su misura (cfr. doc. 63 incarto AI: [“2.2. Le ortesi
preconfezionate non sono adattabili alle necessità personali di ogni paziente,
nel caso particolare di RI 1 abbiamo scelto un’ortesi preconfezionata. L’inizio
del trattamento era mirato ad evitare la recidiva dell’equinismo e mantenere le
correzioni ottenute. Durante la crescita e le visite successive, abbiamo
avvertito una debolezza dei muscoli eversori in confronto ai muscoli
supinatori, per questo motivo ritengo necessario continuare ad utilizzare le
ortesi su misura”]).

 

                                  Come
sottolineato dal medico SMR, dr. med. __________, dalla lettura della
documentazione agli atti emerge di conseguenza che è stato raggiunto un buon
risultato clinico per quanto attiene la deformità del piede destro del
ricorrente a seguito del trattamento conservativo con il confezionamento dei 6
apparecchi gessati di correzione della deformità, tale da indurre i curanti a
non procedere al trattamento, più invasivo, di tenotomia del tendine d’Achille.

 

                                  Da
cui la conclusione secondo la quale a livello ortopedico è giustificato un
cambio di terapia con ortesi su misura al momento dell’osservazione
dell’insufficiente spinta da parte delle ortesi e dell’insorgere di una
posizione patologica del piede destro durante la fase dinamica, all’inizio
della deambulazione, ossia dall’11 agosto 2020. Del resto il trattamento con
ortesi su misura non può essere considerato efficace visto che non ha impedito
lo sviluppo delle possibili complicazioni che si sono presentate nel decorso,
con peggioramento della posizione del piede destro durante la fase dinamica
della deambulazione (cfr. pag. 271-272 incarto AI).

 

                                  È
pertanto a partire dall’11 agosto 2020 che vi è un’indicazione per le ortesi su
misura, e meglio è da quella data che si può concludere che le ortesi su misura
siano, nel caso specifico, una misura semplice, adeguata ed economica (cfr.
anche presa di posizione dell’UFAS del 29 giugno 2021, pag. 278-279 incarto
AI).

                                  In
precedenza, invece, la proposta dell’UAI di far capo ad ortesi preconfezionate era
sufficiente (cfr. STCA 32.2020.65 del 7 dicembre 2020, consid. 2.8, pag. 21-22,
con rinvio alla DTF 143 V 190 consid. 2.3 e DTF 142 V 523 consid. 6.3.) e si
trovava in un rapporto ragionevole con i costi preventivati (cfr. STCA
32.2020.65 del 7 dicembre 2020, consid. 2.8, pag. 21-22, con rinvio alla STF
9C_640/2015 del 6 giugno 2016, consid. 2.3).

 

                                  Le valutazioni dei medici SMR
sono da considerare dettagliate ed approfondite e quindi rispecchianti i
parametri giurisprudenziali ricordati al considerando precedente. 

                                  I
medici hanno esaminato approfonditamente l’evolversi dello stato di salute del
ricorrente prendendo in considerazione tutta la documentazione medica prodotta
dall’assicurato ed acquisita nel corso della procedura amministrativa. 

 

                                  A
questo proposito va rammentato che i servizi interni del SMR, se ritengono la
documentazione prodotta sufficiente, apprezzano sotto l’aspetto medico i
reperti esistenti. Il loro compito è di sintetizzare – a beneficio
dell’amministrazione e dei tribunali che altrimenti non dispongono
necessariamente di simili conoscenze specialistiche – la situazione medica. Non
è dunque indispensabile che la persona assicurata venga visitata. Il SMR esegue
direttamente esami medici solo se lo ritiene necessario. L’assenza di propri
esami diretti non costituisce, di per sé, un motivo per mettere in dubbio la
validità di un rapporto SMR se esso soddisfa altrimenti le esigenze di natura
probatoria generalmente riconosciute (sentenza 9C_323/2009 pubblicata in SVR
2009 IV n. 56 pag. 174; cfr. anche sentenza 9C_294/2011 del 24 febbraio 2012,
consid. 4.2 e sentenza 9C_787/2012 del 20 dicembre 2012, consid. 4.2.1).

 

                                  Inoltre, a proposito dei medici
SMR, non va dimenticato che per l’art. 59 cpv. 2bis LAI i servizi medici
regionali sono a disposizione degli uffici AI per valutare le condizioni
mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono la capacità funzionale
dell'assicurato - determinante per l'AI secondo l'articolo 6 LPGA - di
esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le mansioni consuete in una
misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti per quanto concerne le
decisioni in ambito medico nei singoli casi. Scopo e senso del disposto come
pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli uffici AI, di fare
capo a propri medici per la valutazione degli aspetti sanitari del diritto alla
rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche conoscenze
medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità funzionale
della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara separazione
di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla base delle
indicazioni del SMR, l'Ufficio AI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in
SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).

 

                                  Nel caso di specie, per i motivi
testé addotti, la refertazione medica agli atti contiene elementi chiari e
sufficienti per valutare se l’insorgente necessitava di ortesi su misura fino
ad agosto 2020, senza che si renda necessario l'esperimento di ulteriori
accertamenti, come l’interpello del curante, dr. med. __________, chiesto dal
ricorrente. Non va del resto dimenticato, da una parte che lo specialista è
stato già interpellato dall’UAI in data 12 febbraio 2021 (doc. 54 incarto AI) e
1° aprile 2021 (doc. 65 incarto AI) e dall’altra che se l’interessato,
rappresentato da un legale, ed in possesso di copia dell’incarto AI (cfr. doc.
108-109 incarto AI), avesse voluto produrre un’ulteriore presa di posizione del
suo curante, avrebbe potuto farlo. Infatti, occorre evidenziare che il principio inquisitorio che regge
la procedura davanti al Tribunale delle assicurazioni (a proposito del
principio inquisitorio, dell’obbligo di collaborare delle parti e delle
conseguenze concrete dell’applicazione di tali principi: sentenza 9C_384/2019
del 1° ottobre 2019, consid. 4.1 e seguenti) non è incondizionato, ma
trova il suo correlato nell'obbligo delle parti di collaborare; quest'obbligo
non può perciò tradursi in una mera contestazione della presa di posizione di
controparte senza addurre degli elementi oggettivi a sostegno delle proprie
argomentazioni.

 

                                  Infine, va fatto presente che se
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr. DTF
130 II 425 consid. 2.1 e rinvii). Un tale modo di procedere non lede il diritto
di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 p.
28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d).

 

                          2.9.  Visto
quanto precede, il ricorso va respinto e la decisione impugnata confermata.

 

                        2.10.  Secondo
l'art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni in caso di controversie relative a prestazioni
dell’AI è soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1000
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008
del 24 settembre 2008).

 

                                  Visto l’esito della vertenza, le
spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Le spese di fr. 500.-- sono poste
a carico del ricorrente.

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti