# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f95882a5-41cc-5c8a-b6cb-2e1249deec10
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 17.01.2000 15.1999.8
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-8_2000-01-17.html

## Full Text

Incarto n.

  15.1999.00008

  15.1999.00011

  	
  Lugano

  17 gennaio
  2000 /FA/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso
13 gennaio 1999 di

 

                                         __________

 

                                         contro

 

l’operato dell’UEF di Locarno e meglio
contro l'avviso d'incanto 7 gennaio 1999 relativo alla messa all'asta, il
__________, di beni pignorati a favore di vari gruppi di esecuzione nei
confronti del ricorrente; 

 

viste
le osservazioni  11 febbraio 1999 dell'Ufficio esazione e condoni, Bellinzona;

 14
e 17 febbraio 1999 dell'UEF di Locarno;

 

ritenuto che  con ordinanza presidenziale 18 gennaio 1999 è stato
concesso effetto sospensivo al ricorso;

 

 

esaminati
atti e documenti;

 

ritenuto

 

 

in fatto:                     A.   Nell'ambito
dei gruppi di esecuzione n. 30, 31, 32 , 33, 34, 35 e 36 riferiti a __________,
l'UEF di Locarno ha inviato alle parti interessate l'avviso d'incanto 7 gennaio
1998 [recte: 1999] relativo alla vendita all'asta, fissata per il 29 gennaio
1999, di numerosi oggetti di proprietà del ricorrente, a suo tempo pignorati.

 

                                  B.   Con
ricorso 13 gennaio 1999 contro l'avviso di incanto, __________ ha postulato la
sospensione dell'incanto previsto per il 29 gennaio 1999. A suo dire la
sentenza 18 settembre 1998 di questa Camera nell'incarto 15.97.170 avrebbe
chiarito definitivamente la problematica della proprietà su diversi beni
pignorati, che sarebbe da attribuire al figlio __________. Siccome l'UEF di
Locarno non sarebbe dello stesso avviso, la sentenza abbisognerebbe di
interpretazione.

 

                                  C.   Con le rispettive osservazioni l'Ufficio esazione e condoni e
l'UEF hanno postulato la reiezione del ricorso.

 

 

Considerato 

 

in diritto:                  1.   A norma degli art. 107 e 108 LEF, il debitore e il creditore
possono contestare presso l'ufficio la pretesa del terzo, quando questa
riguarda un bene mobile in possesso esclusivo del debitore. Se la pretesa viene
contestata l'ufficio d'esecuzione impartisce al terzo un termine di venti
giorni per promuovere l'azione di accertamento del suo diritto nei confronti di
colui che lo contesta. Se il terzo non promuove l'azione, la sua pretesa non è
presa in considerazione nell'esecuzione in atto.

                                         In
concreto l'escusso __________, in occasione di tutti i pignoramenti, ha
affermato che alcuni beni erano di proprietà del figlio __________. Nei gruppi
di esecuzione n. 33, 34 e 35 uno dei creditori ha contestato la rivendicazione.
L'ufficio, in data 25 maggio (gruppo 33), 26 maggio (34) e 17 agosto 1998 (35),
ha assegnato un termine di 20 giorni per promuovere l'azione di cui all'art.
107 LEF a __________, che lo ha lasciato decorrere infruttuoso. L'UEF di Locarno
si è quindi rettamente determinato dando seguito alla procedura esecutiva con
l'avviso di incanto 7 gennaio 1999.

 

                                   2.   Oggetto della sentenza CEF 18 settembre 1998, citata dal
ricorrente, era un verbale per la formazione di un inventario degli oggetti vincolati
da un diritto di ritenzione. Il locatore-creditore si era aggravato contro
l'atto, in particolare contro la dichiarazione del locatario __________ circa
la proprietà di terzi su alcuni beni (in sostanza quelli rivendicati pure nei
successivi pignoramenti). La Camera di esecuzione e fallimenti si è limitata a
rilevare che l'indicazione delle rivendicazioni era un atto dovuto da parte
dell'UEF e che, comunque, la controversia circa la proprietà degli oggetti
sarebbe dovuta essere risolta nell'eventuale procedura ex art. 106-109 LEF. Non
risulta peraltro il minimo accenno ad un presunto diritto di proprietà di
__________ sui beni pignorati. La decisione 18 settembre non abbisogna quindi
di alcuna interpretazione.

 

                                   3.   Il
ricorso 13 gennaio 1999 deve quindi essere respinto. L'istanza di
interpretazione ex art. 30 ss. LPR, contenuta nel ricorso e peraltro ampiamente
tardiva (cfr. art. 32 LPR), deve pure essere respinta. Non si prelevano spese
(art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2
OTLEF), perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art.
106-109 LEF e 30 ss. LPR,

 

 

pronuncia:              1.   Il ricorso 13 maggio 1999 di __________, è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
di interpretazione 13 maggio 1999 di __________ è respinta.

 

                                   3.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   4.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   5.   Intimazione
a:

                                         -
__________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                           La
segretaria