# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 871445cb-0c1d-571b-ad50-f4b255de338f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-08-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.08.2001 35.2000.40
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2000-40_2001-08-27.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2000.00040

   

  mm/DC

  	
  Lugano

  27 agosto 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 maggio 2000 di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 2 marzo 2000 emanata da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 21
dicembre 1996, __________ - all'epoca alle dipendenze dell'Impresa di
costruzioni __________ in qualità di muratore - è rimasto coinvolto in un
incidente della circolazione stradale, riportando una frattura biossea distale
esposta di III° della gamba sinistra. 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative.

 

                               1.2.   Alla
chiusura del caso - sentito il parere del proprio
medico di circondario (cfr. doc. _) - l'Istituto assicuratore, con decisione
formale 16 dicembre 1999, ha riconosciuto all'assicurato una rendita
d'invalidità del 20% a far tempo dal 1° ottobre 1999 ed un'indennità per
menomazione dell'integrità del 25% (cfr. doc. _).

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'__________, in data 2 marzo 2000, ha sostanzialmente ribadito
il contenuto della sua prima decisione (doc. _).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso 17 maggio 2000, __________ c, sempre patrocinato dall'avv.
__________, ha chiesto che l'assicuratore LAINF venga condannato a
riconoscergli una rendita d'invalidità del 40% almeno ed un'IMI della medesima
entità (cfr. I, p. 6).

 

                                         Queste,
segnatamente, le considerazioni sviluppate dall'insorgente a sostegno delle
proprie pretese ricorsuali:

 

" 
(…).

Come si evince quindi dalla perizia del dottor
__________, il qui insorgente potrebbe essere abile al lavoro al 100%
unicamente per delle attività molto leggere. L'opposizione è quindi stata
mantenuta e motivata. Del resto, nell'ambito della
decisione formale impugnata, la __________ aveva calcolato un guadagno assicurato
del ricorrente in fr. 57'692.--.

 

Ora, tenuto conto del fatto che la giurisprudenza
del TCA (confermata anche dal TFA, checché ne dica la __________) stabilisce
che il reddito ipotetico per la manodopera maschile, in un mercato equilibrato
del lavoro e per attività leggere sino a medio pesanti svolte a tempo pieno e
con un rendimento completo ammonta a fr. 35'000.--, il grado d'invalidità del
signor __________ è in ogni caso di almeno il 40% e non del 20% come calcolato
dalla __________. Si noti del resto che il sinistro risale al 1996.

Si noti peraltro che il ricorrente è abile al
lavoro unicamente per attività particolarmente leggere, e ci si chiede quindi
se, quale reddito ipotetico, non debba venire calcolato il minimo UFIAML per le
donne, per fr. 22'500 annui.

 

(…).

 

È quindi recisamente contestato che il reddito
ipotetico venga valutato in fr. 40'000.-- ed è comunque pura fantasia, al
limite della correttezza, sostenere che ad una persona assolutamente non
qualificata ed in ogni caso menomata come il qui ricorrente (non per nulla gli
viene riconosciuta pure una IMI e di una qualche rilevanza) debba venire
riconosciuto un tale reddito ipotetico (e si tralascia di commentare i fr.
52'548.-- che nel 1995 che secondo la __________ guadagnerebbe un operaio
chiamato a svolgere dei lavori semplici e non ripetitivi, ma si precisa in ogni
caso che le organizzazioni sindacali sembra stiano rivendicando un salario di
fr. 3'000.-- per tutti, ciò che quindi non è ancora acquisito…). Del resto la
teoria è una cosa, la realtà è un'altra.

 

(…).

 

In ogni caso va detto che il 40% è proprio il
minimo da pretendere, ritenuto che il dottor __________ ha chiaramente
stabilito che il signor __________ risulta essere abile al lavoro al 100%
unicamente in lavori leggeri, dove occorre stare in prevalenza seduti
(vorwiegend sitzende Arbeit), dove non bisogna sollevare pesi, camminare sul
terreno sconnesso ed usare le scale. Del resto il dottor __________, alla
risposta n. 10, precisa quanto segue:

 

"Es besteht in einer fast vollständigen
Unfähigkeit, den linken Fuss zu gebrauchen infolge schmerzhafter Versteifung
des oberen und unteren Sprunggelenkes und der übrigen Gelenke der Fusswurzel
und des Mittelfusses"

 

Si noti peraltro che la formazione scolastica del
signor __________ è da considerare assai carente (nel suo paese d'origine ha
svolto la scuola pubblica di muratore oltre alle scuole dell'obbligo).

 

(…).

 

Per quanto riguarda la IMI, anzitutto non
stupisce più di qual tanto che i medici di circondario della __________ non si
smentiscano fra di loro. Del resto, se è vero che i medici della __________
vengono considerati dal TFA medici "neutri" (ciò che deve essere
ritenuto perlomeno curioso), è ben vero che il dottor __________ è comunque un
luminare nell'ambito dei problemi agli arti inferiori.

 

Si noti del resto che il medico, alla risposta n.
10, precisa che vi è una quasi completa incapacità di utilizzare il piede
sinistro, mentre alle risposte n. 12 e 13 la questione IMI è stata attentamente
valutata. Non è quindi assolutamente vero che nessun indizio concreto deponga
contro l'attendibilità dei medici "neutri"" (I). 

 

                               1.4.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. IV). 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   L'oggetto
della lite è circoscritto al grado dell'invalidità e della menomazione
dell'integrità presentate da __________.

 

                               2.2.   Rendita
d'invalidità

 

                            2.2.1.   Definizione
dell'invalidità

                                         L'art. 4
LAI definisce l'invalidità come la diminuzione della capacità di guadagno,
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.

 

                                         Due sono
dunque di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). 

 

                            2.2.2.   Commisurazione
dell'invalidità

                                         Giacché
il danno alla salute e la perdita della capacità di guadagno devono essere in relazione
causale, il primo avrà giuridica rilevanza solo nella misura in cui riduca la
se­conda.

 

                                         L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si mi­sura in base alla riduzione della
capacità di guada­gno e non se­condo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         Tuttavia,
poiché l'incapacità di guadagno importa uni­camente nella misura in cui dipende
da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in que­­­­­­­­stione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determi­nate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può an­co­ra svolgere la sua professione,
precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre
analoghe. 

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti,
risp. le precauzioni rese necessarie dal danno alla salute provocano sia nella
professione at­­­­­­­­tua­le che nelle altre relativamente confacenti.

                                         La
valutazione della ripercussione di simili inconvenienti sul piano reddituale
spetta invece all'amministrazione e all'occorrenza al giudice.

                                         L'invalidità,
evento di natura essenzialmente eco­nomica, si misura raffrontando il reddito
che l'as­sicu­rato avrebbe po­tuto con­seguire se non fosse divenuto invalido
con quello ch'e­gli può tuttora realiz­zare, benché invalido, sfruttando la
residua capacità lavora­tiva in at­tività da lui ragione­vol­mente esi­gi­bili
in condizioni normali del mer­cato del lavo­ro, pre­via adozione di even­tuali
provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF; RAMI
1994 p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re P.).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La
giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella
determinazione dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una
valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che
occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Il TFA ha
ancora avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un
rapporto di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato
può esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la
sua residua capacità lavorativa (STFA 30.6.1994 in re P.).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che utilizza al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (cfr. RAMI
1991 p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (cfr. RAMI 1991 succitata consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

 

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 p. 97ss.,
consid. 5a, b). 

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (RAMI 1994 p.90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA 30.6.1994 in re
P.).

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (STFA 15.12.1992 in re G. I. M., non
pubbl.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se per
modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o se
partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(RAMI 1993 p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il
reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico,
conseguibile da invalido.

 

                            2.2.3.   In concreto,
è pacifico che se, da un lato, l'originaria professione di muratore non può più
entrare in linea di conto, dall'altro, __________ è perfettamente in grado di
mettere a frutto la sua restante capacità lavorativa in un'attività alternativa
fisicamente leggera, che rispetti le limitazioni poste dai medici. Contestata è
unicamente l’entità del reddito che l'assicurato potrebbe conseguire
esercitando delle attività cosiddette sostitutive (reddito da invalido). 

                                         A mente
dell’Istituto assicuratore convenuto, il quale ha compiuto degli accertamenti
presso alcune aziende del Cantone Ticino (cfr. doc. _), l’insorgente - malgrado
i postumi residuali dell'evento traumatico del dicembre 1996 - potrebbe conseguire
un reddito annuo ammontante a fr. 40’000.-- circa.

                                         __________,
da parte sua, disapprova tale valutazione e postula, invece, l’applicazione di
un reddito da invalido di fr. 35’000.--.

 

                            2.2.4.   Per quel che
concerne la determinazione del reddito ipotetico da invalido conseguibile da
manodopera maschile nel Cantone Ticino in attività leggere e non qualificate,
svolte a tempo pieno e con rendimento completo in un mercato del lavoro
equilibrato, questo Tribunale, utilizzando dati salariali concreti, ha
stabilito, in una sentenza di principio pubblicata in SVR 1996, UV N° 55 pag.
183, che il reddito annuo ammonta:

 

                                         per il
1992 fr. 34'000.--

                                         per il
1993 fr. 34'500.--

                                         per il
1994 fr. 35'000.--

                                         per il
1995 fr. 35'000.--

 

                                         Lo
scrivente TCA ha, poi, escluso cambiamenti nella remunerazione e ritenuto,
anche per il 1996, l'importo di fr. 35'000.-- (STCA 27 agosto 1996 in re J.
M.). Simile aumento è, poi, stato escluso anche per il 1997 (STCA 18.3.1998 in
re Y. O. c. H.), per il 1998 (STCA 19.6.1998 in re E. M. c. H.) e per il 1999
(cfr. STCA 28 gennaio 2000 in re B. C. c. INSAI).

 

Nel passato,
questi parametri sono sempre stati approvati dal TFA, in particolare nella
sentenza pubblicata in RAMI 1998 U292 pag. 223 (= SVR 1998 UV N° 6 p. 15s.). 

 

                                         In una
sentenza del 27 ottobre 1999 nella causa T. S., pubblicata in SVR 2000 IV N°
21, il TCA ha riconfermato la propria giurisprudenza, dopo avere constatato che
i salari di riferimento sarebbero praticamente identici anche utilizzando i
risultati dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari dell'ufficio
federale di statistica (cfr. DTF 124 V 324 = Pratique VSI 1999 pag. 51 seg.;
Pratique VSI 2000 pag. 84-85) riducendoli, se del caso, conformemente a quanto
stabilito dall'Alta Corte (cfr. DTF 124 V 323-324 = Pratique VSI 1999 pag.
55-56; Pratique VSI 2000 pag. 85-86).

 

                                         La
giurisprudenza federale relativa alla fissazione del reddito da invalido è
stata oggetto di una completa verifica da parte del
Tribunale federale delle assicurazioni.

                                         In una
sentenza del 30 giugno 2000 nella causa V. B. (I 411/98) - pervenuta al TCA il
24 luglio 2000 - l'Alta Corte si è in particolare così espressa riguardo alle
conclusioni del suo esame:

 

"  3.-

(…)

b) Contrariamente all'UAI, l'autorità giudiziaria cantonale
ha invece proceduto al prescritto confronto dei redditi. Per quel che riguarda,
in particolare, il reddito ipotetico d'invalido, essa, facendo capo alla
propria giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di
riferimento ai fini del calcolo della capacità di guadagno residua, finora più
volte confermata dal Tribunale federale delle assicurazioni, ha ritenuto
l'importo di fr. 35'100.‑, che corrispondeva nel 1994 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate (SVR 1996
UV no. 55 pag. 186 consid. 2.11). Orbene, la questione dei salari medi fondati
su dati statistici, cui pure la predetta prassi giudiziaria ticinese si
riferisce, è stata oggetto di una recente sentenza del 9 maggio 2000 del
Tribunale federale delle assicurazioni nella causa A. (I 482/99), destinata
alla pubblicazione.

 

4.- In tale sentenza di principio la Corte ha in sostanza
stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa stato, in
primo luogo, la situazione salariale concreta in cui versa l'assicurato.
Qualora i dati economici effettivi difettino per l'inattività di quest'ultimo,
possono essere ritenuti, conformemente alla giurisprudenza, i dati forniti
dalle statistiche salariali.

La questione di sapere se e in quale misura i salari medi
fondati su dati statistici devono essere ridotti dipende dall'insieme delle
circostanze personali e della situazione professionale del caso concreto
(limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio,
nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi
che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente facendo un uso corretto
del potere di apprezzamento che le compete. La Corte ha precisato, al riguardo,
come una riduzione complessiva massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità che possono influire sul
reddito di lavoro.

Questa Corte ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza,
che nell'ambito dell'esame della riduzione globale da operare - percentuale che
è stimata e deve essere succintamente motivata dall'amministrazione -, il
giudice delle assicurazioni sociali non può senza valido motivo sostituire il
proprio apprezzamento a quello dell'amministrazione. (n.d.r., in quella
sentenza il TFA ha operato una riduzione del 15% invece del 40% effettuata dai
giudici cantonali).

 

5.- Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo
cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un mercato del lavoro
equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in attività confacenti
allo stato di salute è valutato senza particolare riferimento alle circostanze
specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non soddisfa le
esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata.

 

In queste condizioni, il giudizio di prima istanza e la decisione
amministrativa devono essere annullati, nel senso che gli atti sono rinviati
all'Ufficio ricorrente perché, stabilito il tasso d'invalidità fondandosi sulla
recente giurisprudenza di questa Corte, statuisca di nuovo sul diritto ai
provvedimenti professionali in lite" 

                                         (STFA succitata).

 

                                         La nostra
Corte federale ha pure prolato, di recente, alcune
sentenze in materia d'assicurazione contro gli infortuni. Si tratta di fattispeci
in cui questo TCA aveva proceduto a quantificare il reddito da invalido in
applicazione della suesposta prassi, a discapito della valutazione operata dall'_____
sulla base dei dati risultanti dalla documentazione sui posti di lavoro (DPL). 

                                         La prima
di queste pronunzie è stata emanata nella causa INSAI c/ M. L. (U181/98) e reca
la data del 22 maggio 2001. Essa è stata successivamente confermata con i
seguenti giudizi: STFA 31.5.2001 in re INSAI c/ S. M. (U286/98), 31.5.2001 in
re INSAI c/ T. M. (U275/98), 31.5.2001 in re INSAI c/ U. M. (U279/98),
11.6.2001 in re INSAI c/ S. M. (U17/99), 11.6.2001 in re INSAI c/ R. S.
(U285/98), 19.6.2001 in re INSAI c/ J. M. P. (U 271/98), 21.6.2001 in re M. R.
c/ INSAI (U349/98), 27.6.2001 in re INSAI c/ M. B. (U362/98), 28.6.2001 in re
INSAI c/ M. C.-D. C. (U18/99), 2.7.2001 in re INSAI c/ D. F. (U4/99) e, infine,
9.7.2001 in re INSAI c/ A. M. (U142/99). 

                                         Sostanzialmente,
il TFA ha approvato i dati salariali utilizzati dall'INSAI, dopo aver anche
verificato, in applicazione della DTF 126 V 75ss., che, nel caso di specie,
l'importo ritenuto dall'assicuratore LAINF appariva plausibile alla luce dei
dati dedotti dall'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari edita dall'Ufficio
federale di statistica, considerata la possibilità di ridurre il salario
statistico fino al limite massimo del 25%:

 

" 
(…).

 

Ai fini di stabilire le ripercussioni economiche
dell'impossibilità, per l'assicurato, di svolgere la precedente attività, le istanze
inferiori hanno fatto capo ad un paragone dei redditi, come lo prescrive l'art.
18 cpv. 2 LAINF, già citato. Per quel che riguarda, in particolare, il reddito
ipotetico da invalido, i primi giudici, in modifica di quanto stabilito nel
provvedimento amministrativo impugnato e prevalendosi della propria
giurisprudenza sviluppata in tema di determinazione del salario di riferimento
per il calcolo della capacità di guadagno residua, hanno ritenuto l'importo di
fr. 35'000.--, che corrispondeva negli anni dal 1994 al 1998 alla retribuzione
annua media conseguibile sul mercato del lavoro ticinese da operai o impiegati
non qualificati con problemi di salute in attività leggere adeguate. Orbene, la
questione dei salari medi fondati su dati statistici, cui pure la predetta
prassi giudiziaria ticinese si riferisce, è stata oggetto di una recente
sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni pubblicata in DTF 126 V 75
segg.

 

c) In tale sentenza di principio la Corte ha in
sostanza stabilito che ai fini della determinazione del reddito da invalido fa
stato in primo luogo la situazione professionale e salariale concreta
dell'interessato. Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono,
conformemente alla giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle
statistiche salariali. La questione di sapere se e in quale misura al caso i
salari fondati su dati statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme
delle circostanze personali e professionali del caso concreto (limitazione
addebitabile al danno alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione
è tenuta a valutare globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una
deduzione massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto
delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il
Tribunale federale delle assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima
sentenza, che, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione.

 

d) Ora, la prassi della Corte cantonale ticinese, secondo cui il presunto reddito d'invalido realizzabile, su un
mercato del lavoro equilibrato, da un lavoratore poco o non qualificato in
attività confacenti allo stato di salute è valutato senza particolare
riferimento alle specifiche del caso concreto, ma secondo criteri uniformi, non
soddisfa manifestamente le esigenze poste dalla nuova giurisprudenza precitata
(nello stesso senso: sentenze 19 aprile 2001 in re P., I 226/00, 31 gennaio
2001 in re R., I 10/00 e 30 giugno 2000 in re B, I 411/98). Il giudizio querelato
non può quindi essere tutelato.

 

e) Per determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'istituto ricorrente ha compiuto degli accertamenti
presso alcune aziende del Cantone Ticino appurando come in attività leggere,
che anche l'interessato sarebbe in grado di esercitare dal profilo sanitario, i
dipendenti di tali ditte percepissero un reddito annuo medio pari a fr.
42'030.--. Orbene, il Tribunale federale delle assicurazioni può aderire alla
valutazione del guadagno ipotetico di invalido operata dall'INSAI. L'importo
stabilito appare plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei
salari editi dal competente Ufficio federale - dati secondo i quali la
retribuzione annua media dei lavoratori di sesso maschile attivi in occupazione
semplici e ripetitive nel settore privato ammontava, nel 1997, a fr. 54'245.--
(fr. 4'294.-- : 40 x 41,9 x 12 x 100,5%) - quando si consideri come, ai sensi
della giurisprudenza in DTF 126 V 75 sopra indicata, le specifiche circostanze
del caso concreto siano suscettibili di comportare una riduzione del salario
statistico fino, realizzate tutte le premesse, al limite massimo del 25%.

 

3.- In tali condizioni, ritenuto che il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità (fr. 50'568.-- annui) non è mai stato contestato
dalle parti in causa, la decisione amministrativa in lite che riconosce
all'opponente il diritto ad una rendita calcolata su un'invalidità del solo 17%
merita di essere ristabilita"

                                         (STFA
22.5.2001 in re M. L. c/ INSAI, p. 4ss.). 

 

                                         L'Alta
Corte nelle sentenze menzionate non ha comunque risolto la questione di
principio a sapere quale deve essere, in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il rapporto tra i dati dell'Ufficio federale di statistica (ai quali
il TFA fa costantemente riferimento nella giurisprudenza pubblicata, cfr. DTF
124 V 323-324 e DTF 126 V 75) e le DPL. 

 

                            2.2.5.   Nel caso di specie, __________ è inattivo ormai da
parecchi anni. Va da sé, pertanto, che non è affatto possibile fondarsi sulla
situazione salariale concreta. In ossequio alla più recente giurisprudenza
federale, occorre, dunque, basarsi sui dati statistici e, concretamente,
sull'inchiesta svizzera sulla struttura dei salari 1998 (l'ultima edizione
disponibile), edita dall'Ufficio federale di statistica.

                                         Secondo
questo studio, un uomo, esercitando nel 1998 un'attività semplice e ripetitiva
in Svizzera, avrebbe potuto realizzare, mediamente, un salario mensile lordo
pari a 

                                         fr.
4'268.-- (considerando soltanto il settore privato, visto che __________ non ha
evidentemente accesso a quello pubblico), quindi, riportandolo su 41.9 ore
(cfr., per quest'ultimo aspetto, DTF 126 V 81 consid. 7a), fr. 4'470.--. Per il
1999 - dopo adeguamento all'indice dei salari nominali ("Nominallohnindex"
- cfr. DTF 126 V 81 consid. 7a e STCA 20.2.2001 in re G. R.) - si raggiunge un
reddito mensile di fr. 4'477.-- oppure di fr. 53'724.-- per
l'intero anno (fr. 4'477.-- x 12, ritenuto che la quota di tredicesima è già
compresa, cfr. STFA 18.2.1999 in re G. B. c/ INSAI, p. 5
consid. 3a).

                                         L'importo 
stabilito dall'Istituto assicuratore convenuto (fr. 40'000.--) appare
plausibile alla luce dei dati statistici sulla struttura dei salari, quando si
consideri come, ai sensi della giurisprudenza di cui alla DTF 126 V 75, le
specifiche circostanze del caso concreto siano suscettibili di comportare una
riduzione del salario statistico fino - realizzate tutte le premesse - al
limite massimo del 25% (il 75% di fr. 53'724.-- corrisponde a fr. 40'293.--).

 

                            2.2.6.   Va ancora
rilevato che nelle pronunzie citate al considerando 2.2.4., il TFA ha proceduto
a quantificare il reddito da invalido partendo dal salario mediamente
percepito, a livello nazionale, da un uomo, rispettivamente da una
donna, esercitanti attività semplici e ripetitive nel settore privato (TA1).

                                         A questo
preciso proposito, lo scrivente TCA, nel recente passato, ha avuto modo
d'affermare che l'applicazione di dati salariali statistici validi per tutta la
Svizzera - quali quelli utilizzati dal TFA - si rivela essere discriminante per
gli assicurati attivi in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più
bassi rispetto alla media nazionale, ritenuto che il reddito da non invalido è
quello che verrebbe effettivamente percepito dagli assicurati nel nostro
Cantone senza il danno alla salute. In questo ordine d'idee, questa Corte, con
una sentenza del 4 settembre 2000 nella causa N. R., pubblicata in RDAT I-2001,
p. 250ss. - successivamente confermata in più di un'occasione (cfr., ad
esempio, STCA 17.4.2001 in re F. B. c/ INSAI e 22.5.2001 in re T. M. c/ SWICA
Assicurazioni SA) - sentito preliminarmente il parere del direttore
dell'Ufficio federale di statistica, dottor ___________ , ha così precisato la
propria giurisprudenza:

 

" 
In data 26 luglio 2000 il Presidente del TCA ha
inviato al dottor __________, __________ dell'Ufficio federale di statistica,
uno scritto del seguente tenore:

 

"(…)

Il Tribunale federale
delle assicurazioni in una recente, chiara giurisprudenza prescrive di
fondarsi, in molti casi, sulle vostre inchieste allorché dobbiamo determinare
il reddito da invalido ancora conseguibile da lavoratori non qualificati con
problemi di salute, che sono abili al lavoro soltanto in attività leggere
adeguate.

Al riguardo vengono
in particolare utilizzati i salari fissati nella tabella TA1 (ad esempio fr.
4294.-- nel 1996, cfr. "L'enquête suisse sur la structure des salaires
1996" pag. 17, e per la giurisprudenza, Pratique VSI 2000 pag. 85).

 

Al fine di applicare
la giurisprudenza federale, in modo corretto, nel Cantone Ticino (considerato
che l'altro termine di paragone per fissare il grado di invalidità è
sostanzialmente il salario conseguito nel nostro Cantone dall'assicurato
prima dell'insorgenza del danno alla salute), mi occorre sapere:

 

-   possiamo utilizzare il valore statistico medio (ad es. fr.
4294.-- nel 1996) così come è anche per il Cantone Ticino? Per quale motivo?

 

-   In caso di risposta negativa:

  Perché
no? Quale coefficiente di riduzione occorre applicare, al salario citato, per
adattarlo alla situazione del nostro Cantone? 

(…)" (cfr. doc. Vbis)

 

Il dottor ___________ ha così risposto in data 14
agosto 2000:

 

"  (…)

Benché il campione dell'indagine svizzera sulla struttura dei salari sia
definito per poter disporre di risultati rappresentativi a livello nazionale, è
possibile ottenere anche una serie d'indicatori salariali per singole entità
regionali, beninteso nel rispetto dei criteri di validità e di qualità
statistiche ed evidentemente ad un livello di aggregazione superiore. I valori
dell'indagine sulla struttura dei salari del 1996 che Lei cita nella sua
lettera possono dunque essere utilizzati legittimamente, dal punto di vista
statistico, per il Cantone Ticino.

In allegato Le invio tre tabelle relative ai salari mediani per l'anno 1998
(ultimi risultati disponibili), ripartiti in base al sesso e al livello di
qualificazione richiesto dal posto occupato.

I valori specifici per il Cantone Ticino sono i seguenti:

-   Nel 1998 (settore pubblico e settore privato), il salario lordo
mediano per un uomo esercitante attività semplici e ripetitive (livello 4) era
di 3'813.-- franchi al mese (cfr. tabella TA13).

-   È ancora possibile precisare che il 50% dei lavoratori
dipendenti di questa stessa categoria guadagnava fra 3060 e 4704 franchi.
Considerando unicamente il settore privato, il salario mediano (sempre per la
stessa categoria di lavoratore dipendente) era di 3'611 franchi (cfr. TA 14)

 

A titolo di confronto
Le invio anche la tabella TA1 relativa ai salari mediani della Svizzera
(settore privato), ripartiti stavolta per settore economico (…)" (cfr.
doc. Vbis).

 

Al fine di non discriminare gli assicurati attivi
in Ticino, Cantone in cui i salari sono notoriamente più bassi rispetto alla
media nazionale, visto che il reddito da non invalido è quello che verrebbe effettivamente
percepito dagli assicurati nel nostro Cantone senza il danno alla salute, questo
Tribunale ritiene che nell'applicazione dei dati statistici occorre utilizzare
la tabella che riflette i salari versati nella nostra regione.

Se si ignorasse questo aspetto, sostenendo per
ipotesi che siccome la LAI è una legge federale occorre riferirsi ad un unico
dato salariale statistico valido per tutto il paese (ad esempio fr. 4628.-- nel
1998 per un uomo, cfr. TA1; DTF 124 V 323; Pratique VSI 2000 pag. 85), si
finirebbe per utilizzare dati salariali irrealistici ed in definitiva giungere
ad un risultato che non garantisce l'uguaglianza di trattamento (cfr. DTF 126 V
36; DTF 126 V 48; STFA del 22 maggio 2000 nella causa I. (I 312/99); DTF 126 I
76).

Del resto, il TFA, nella sua giurisprudenza, ha
per lungo tempo giustamente e regolarmente tenuto conto dei salari vigenti nel
Cantone in cui opera l'assicurato (cfr. RCC 1989 pag. 485 "du Canton
concerné"; sentenza del 26 agosto 1998 nella causa K.W. citata in SVR 1996
UV Nr. 55 pag. 185: "Im Wohnsitz Kanton des Beschwerdegegners (Thurgau)".

Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 IV Nr. 21,
il TCA ha al riguardo precisato:

 

"  La
necessità di adattare i salari medi nazionali alla situazione del Ticino
risulta peraltro implicitamente nella risposta del Consiglio di Stato del 28
settembre 1999 ad una interrogazione dell'On. __________ del 14 agosto 1999
«Bassi salari e reddito famigliare» con la quale chiedeva di pubblicare, dati
disponibili per documentare la situazione relativa al reddito e alle
condizioni  sociali della famiglie in Ticino, nonché di presentare i dati
aggiornati sui livelli salariali nel nostro Cantone:

 

«(…)

Su scala federale la
statistica ufficiale fornisce diversi dati che permettono di conoscere l'evoluzione
e la struttura dei salari in Svizzera.

 

A livello regionale, le
informazioni di cui si dispone sono molto ridotte e riguardano unicamente la
struttura dei salari, i cui dati vengono rilevati ogni due anni. Si ricorda al
lettore che nel 1994 la statistica è stata sottoposta a profonda revisione, e
per quell'anno, eccezionalmente. Il Ticino ha potuto disporre di informazioni
supplementari.

 

Il calcolo dei dati
regionali (grandi regioni) si basa tuttavia sullo schema di ponderazione
dell'economia svizzera, schema che, come noto, presenta diversità anche
importanti rispetto al Ticino.

Non si è certi tuttavia
in che misura questo accorgimento provochi delle distorsioni nei dati
pubblicati.

 

Per i prossimi anni è
inoltre probabile che l'UST, ritenuta l'importanza della tematica in questione,
riesca a mettere a disposizione delle regioni un numero più elevato di
informazioni. Per il Ticino si tratterebbe in questo caso di applicare ai dati
lo schema di ponderazione della struttura economica cantonale»"

 

Va pure ricordato che, secondo il TFA, occorre
prendere in considerazione il salario, risultante dalla tabella, di un uomo, se
si tratta di un assicurato, e di una donna se si tratta di un'assicurata (cfr.
Pratique VSI 2000 pag. 84-85):

 

"  Dans
ce cas, en raison des inégalités de salaires entre les deux sexes révélées par les
statistiques, il faut se référer, pour les femmes, aux salaires des femmes et, pour
les hommes, aux salaires des hommes. Il n'est pas question de se baser sur une valeur
moyenne entre les salaires des femmes et des hommes"

 

(…)"

                                         (STCA
succitata - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Nel caso
sub judice - per le medesime ragioni diffusamente
indicate nella STCA 4 settembre 2000 in re N. R. - a questa Corte parrebbe più
coerente determinare il reddito ancora esigibile malgrado il danno alla salute,
utilizzando i valori specifici per il Cantone Ticino. 

 

                                         Ora,
applicando i dati salariali che risultano dalla tabella TA14, il reddito annuo
realizzabile da __________ in occupazioni semplici e ripetitive nel settore
privato ticinese ammontava, nel 1999, a fr. 45'462.-- (fr.
3'611.-- : 40 x 41.9 + fr. 6.-- d'adeguamento all'indice dei salari nominali x
12), importo che - analogamente a quello che è stato dedotto dalla tabella TA1
(cfr. consid. 2.2.5.) - dimostra, tenuto sempre
conto del fatto che il salario statistico è suscettibile d'essere ridotto a
seconda delle circostanze del caso concreto, l'attendibilità del reddito di fr.
40'000.-- considerato dall'Istituto assicuratore convenuto (riduzione del
reddito di fr. 45'468.-- leggermente superiore al 10%). 

 

                            2.2.7.   In esito ai
considerandi che precedono, il grado d’invalidità di __________ - determinato
confrontando i fr. 40’000.-- al reddito che egli avrebbe potuto conseguire se
non fosse intervenuto l’infortunio, e cioè fr. 51'000.-- (cfr. doc. _), dato
quest'ultimo non contestato dal ricorrente - risulta effettivamente essere del
20%. Se ne deduce, pertanto, che l'impugnata
decisione su opposizione dell'__________ non presta il fianco a censure di
sorta. 

 

                               2.3.   Indennità
per menomazione dell'integrità

 

                            2.3.1.   Secondo
l'art. 24 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto ad un'equa indennità se, in
seguito all'in­fortunio, accusa una menomazione importante e dure­vole all'in­tegrità
fisica o mentale.

                                         Tale
indennità è assegnata in forma di prestazione in capitale.

                                         Essa non
deve superare l'ammontare massimo del guadagno annuo assicurato all'epoca
dell'infortunio ed è scalata secondo la gravità delle menomazioni.

                                         Il
Consiglio federale emana disposizioni particolareggiate sul calcolo
dell'indennità (art. 25 cpv. 1 e 2 LAINF).

 

                            2.3.2.   L'art. 36
cpv. 1 OAINF definisce i pre­supposti per la concessione dell'indennità giusta
l'art. 24 LAINF: una menomazione dell'integrità è considerata durevole se vero­similmente
sussisterà tutta la vita al­meno con identica gravità ed importante se
l'integrità fisica o mentale è alterata in modo evidente o grave.

                                         In questa
valutazione dovrà essere fatta astrazione dalla capacità di guadagno ed anche
dalle circostanze personali dell'assicurato: secondo la giurisprudenza,
infatti, la gravità della menomazione si stima soltanto in funzione di
accertamenti medici senza ritenere, all'opposto delle indennità per torto
morale secondo il diritto privato, le eventuali particolarità dell'assicurato
(DTF 113 V 218 consid. 4; RAMI 1987 pag. 438).

                                         La parte
della riparazione del torto morale contemplata dagli artt. 24ss. LAINF è,
dunque, soltanto parziale: gli aspetti soggettivi del danno (segnatamente il pretium
doloris e il pregiudizio estetico) ne sono esclusi (cfr. Ghélew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992,
pag. 121).

 

                            2.3.3.   Giusta l'art.
36 cpv. 2 OAINF, l'indennità è calcolata in base alle direttive contenute nel­l'Allegato
3 dell'OAINF. 

 

                                         Una
tabella elenca una serie di le­sioni indicando per cia­scuna il tasso normale
di indenni­z­zazione, corrispondente ad una percentuale dell'ammontare massimo
del guadagno assicu­rato. 

 

                                         Questa
tabella - riconosciuta conforme alla legge - non costituisce un elenco
esaustivo (DTF 113 V 219 consid. 2a; RAMI 1988 U48 pag. 235 consid. 2a e
sentenze ivi cita­te). Deve essere intesa come una norma valida "nel caso
normale" (cifra 1 cpv. 1 dell'allegato).

                                         Le
menomazioni extra-tabellari sono indennizzate se­condo i tas­si previsti tabellarmente
per menoma­zioni di ana­loga gra­vità (cifra 1 cpv. 2 dell'allegato).

                                         La
perdita totale dell'uso di un organo è equiparata alla perdita dell'organo
stesso. In caso di perdita parziale l'indennità sarà corrispondentemente
ridotta; tuttavia nes­suna indennità verrà versata se la menomazione dell'inte­­­­­­gri­tà
risulta inferiore al 5% (cifra 2 dell'allegato).

                                         Se più
menomazioni all'integrità fisica o mentale, causate da uno o più infortuni sono
concomitanti, l'indennità va calcolata in base al pregiudizio complessivo (art.
36 cpv. 3 1a frase OAINF).

                                         Si terrà
adeguatamente conto di un aggravamento prevedibile della menomazione
dell'integrità. È esclusa la revisione.

 

                            2.3.4.   L'__________
ha allestito una serie di tabelle, dalla griglia molto più serrata, che
integrano quella dell'ordinanza.

                                         Semplici
direttive di natura amministrativa, esse non hanno valore di legge e non
vincolano il giudice (cfr. DTFA 7.12.1988 in re A. P.; RAMI 1989, U71, pag. 221ss.).

                                         Tuttavia,
nella misura in cui esprimono unicamente valori indicativi, miranti a garantire
la parità di trattamento di tutti gli assicurati, esse sono compatibili con
l'annesso 3 all'OAINF (RAMI 1987, U21, pag. 329; DTF 113 V 219, consid. 2b; DTF
116 V 157, consid. 3a).

 

                            2.3.5.   In concreto,
l'assicuratore LAINF convenuto ha assegnato all'assicurato un'indennità per
menomazione dell'integrità del 25%, facendo
riferimento, in primo luogo, all'apprezzamento enunciato dal medico di
circondario, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia, in occasione della
visita medica di chiusura 27 maggio 1999:

 

" 
REFERTO

 

L'assicurato è portatore dei seguenti postumi
infortunistici importanti e durevoli: stato dopo frattura tibiale e peronea
esposta di III° grado a sinistra, trattate cruentemente a varie riprese, con il
risultato di un'artrodesi tibio-tarsica, sotto-astragalica ed astragalica-navicolare.

Un difetto osteocutaneo tibiale fu sistemato con
un trapianto osteocutaneo peduncolato (prelevamento sulla cresta iliaca a
sinistra).

La frattura risulta ben consolidata, il lembo
cutaneo ben vitale.

Il complesso cicatriziale non è caratterizzato da
nessuna instabilità.

Un accorciamento complessivo di 1.5 cm della
gamba sinistra è conseguenza dell'infortunio del 1996.

L'assicurato, probabilmente in modo duraturo,
avrà bisogno della calzatura adatta, non necessariamente invece dell'ortesi e
della calza elastica.

 

VALUTAZIONE

 

25%.

 

GIUSTIFICAZIONE

 

Tabella 5.2 e 2.3 del Volume Indennità alla
menomazione dell'integrità della __________, edizione 1990: stato dopo
resezione dell'articolazione tibio-tarsica e sotto-astragalica,
rispettivamente una loro artrodesi, danno diritto al 20%.

Un tale procedere operatorio automaticamente
contiene anche il danno fisico causato da un relativo raccorciamento, il quale
nel caso concreto non supera 1.5 cm (ci vuole un raccorciamento di 2 cm per un
ulteriore tasso d'IMI del 5%).

Visto comunque la particolare configurazione
delle parti molli e l'ipestesia, è giustificato un aumento nella misura del 5%.

Effettivamente la menomazione complessiva
di cui è portatore l'assicurato, non supera il danno fisico causato da
un'amputazione subtotale del piede, rispettivamente un moncone residuale
dopo un procedere secondo Pirogoff o Spitz (25%, tabula 9 della tabella 4.3).

 

Totale: 20% + 5% = 25%" (doc. _).

 

                                         Nell'ambito
della procedura d'opposizione, __________ ha postulato l'assegnazione di una
IMI del 40% (cfr. doc. _). Egli ha fondato la propria pretesa sulla perizia di
parte allestita, in data 6 agosto 1999, dal dottor __________, spec. FMH in
chirurgia. In effetti, il poc'anzi menzionato sanitario ha valutato nel 40% la
menomazione all'integrità di cui è portatore
l'assicurato:

 

" 
… Integritätsschaden

Die Tabelle 2 der __________ zu den Integritätsschäden
gemäss UVG führt die Funktionsstörungen der unteren Extremität folgendes an:

 

"oberes Sprunggelenk steif in leichtem Spitzfuss                   20%"

"subtalare Arthrodese                                                   15%"

 

Diese beiden Tatbestände liegen bei Herrn
_______ unbestreitbar vor. Dazu kommt die schmerzhafte Versteifung der übrigen Mittelfussknochen,
die leichte Varusdeformität des Fusses und die Beinverkürzung von 2 cm.

Die Summe dieser Störungen ergibt m.E. einen Integritätsschaden
von 40%.

 

… Bemerkungen

Der Vergleich mit einer Amputation nach Pirogoff und
Bewertung nach Tabelle 4 ist unverständlich, da der Versicherte kein Glied verloren
hat resp. nicht amputiert worden ist, sondern an den Folgen einer schmerzhaften
Versteifung leidet. Die Integritätsschaden nach Versteifungen sind in
der Tab. 2  klar und eindeutig aufgelistet" (doc. _).

 

                                         Prima di
emanare l'impugnata decisione su opposizione, l'assicuratore LAINF ha
interpellato la propria Divisione medica di __________ e specificatamente il
dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, al quale si è provveduto
a sottoporre il rapporto 6 agosto 1999 del dottor __________. Queste le
considerazioni espresse dal dottor __________ a proposito dell'entità della
menomazione dell'integrità:

 

Im Vordergrund steht die Frage nach der Höhe der
Integritätsentschädigung. Diese Frage lässt sich anhand von Akten alleine
besser und zuverlässiger beurteilen, da abstrakt und egalitär und nicht anhand
einer Zumutbarkeit entschieden wird.

Dr. __________ ha dafür 25% geschätzt und dies
ausführlich begründet. Im wesentlichen hat er sich an der Athrodese von oberem
und unterem Sprunggelenk orientiert, wofür laut Tabelle 5, Integritätsschaden
bei Arthrosen, publiziert von den Ärzten der ____, 20% vorgeschlagen werden.
Dass darin zwangsläufig eine gewisse Verkürzung des Unterschenkels inbegriffen
ist, ist klar und schlüssig dargelegt worden; das ist korrekt. Für die für das
Übliche nach einer Arthrodese hinausgehenden Weichteilprobleme wurden weitere
5% geschätzt. Die Transplantatentnahmeorte sind offenbar nicht als entschädigungsberechtigt
eingestuft worden, d.h. ausser vielleicht etwas unschöner Narbenbildung (vgl.
Foto vom 6.10.1998) finden sich keine erheblichen oder gar augenfälligen
Störungen. Dr. ________ hat zudem einen Quervergleich zu einer subtotalen
Fussamputation angestellt (Tabelle 4 Bild Nr. 9, Amputation nach Pirogoff).

 

Quervergleiche sind immer dann angebracht, wenn
mehrere Einzelschäden zu addieren sind, insbesondere wenn sie das gleiche Organ
betreffen. Dies wird sofort klar, wenn man z.B. sämtliche Werte, welche für
Arthrosen im Fussbereich vorgegeben sind (vgl. Tabelle 5), addieren würde: die
100%-Grenze würde problemlos erreicht.

 

Dr. ______ hat nun gerade dieses Vorgehen
gewählt, indem er mehrere einzelne Schäden addiert hat und somit auf eine Summe
von 40% gelangt ist. Selbstverständlich hat er zu recht eingeräumt, dass es
sich nicht um eine Amputation handle, sondern dass der Fuss noch vorhanden sei,
was einen Vergleich verunmögliche. Diesen Standpunkt erachten wir Ärzte der ______ indessen als falsch. Das vollständige
fehlen (allenfalls der vollständige Funktionsverlust) einer Gliedmasse oder
eines Teiles der Gliedmasse ist in aller Regel als oberer Grenzwert für Schäden
im "amputierten" Bereich anzusehen. Nun unter ganz speziellen Voraussetzungen
- wenn überhaupt - sollte eine Schätzung für eine nicht vollständige
Funktionseinbusse dem vollständigen Funktionsverlust oder der Amputation
gleichgesetzt werden. Insofern kann eine Schätzung von 40%, welche laut UVG
Art. 36 Abs. 2 Anhang 3 dem Verlust eines Beines im Kniegelenk entsprechen
würden nicht stimmen; auch 30% wären zu hoch, da diese dem Verlust des Fusses
entsprechen würden.

 

Noch ein Letztes: Mit hohem Aufwand und hoher
Sachkunde ist es nicht nur gelungen den Fuss zu erhalten, sondern auch ein für
die meisten alltäglichen Verrichtungen belastbares Bein zu schaffen. Es wäre
nun sehr unbefriedigend, wenn bezüglich Integritätsentschädigung kein
Unterschied gemacht würde, ob schliesslich der Fuss verloren geht oder nicht;
Es wäre vielleicht sogar letztlich schwierig zu begründen, wieso die
Versicherung für derart aufwendige Behandlungen bezahlen soll wenn ohnehin kein
Gewinn (d.h. gleiche oder sogar höhere Integritätsminderung), sondern sogar nur
ein Verlust, erreicht werden kann"
(doc. _). 

 

                                         Da parte
sua, lo scrivente TCA è dell'avviso che il grado di menomazione dell'integrità
proposto dal dottor __________ appaia come inadeguato, e ciò alla luce di
menomazioni comparabili secondo la tabella di cui all'Allegato 3 all'OAINF (e
secondo le tabelle INSAI). Va ricordato, al proposito, che a norma della cifra
1 dell'Allegato 3 all'OAINF, per le menomazioni speciali dell'integrità o non
indicate di seguito, l'indennità verrà calcolata secondo il valore della
tabella in funzione della gravità della menomazione. Ciò vale anche quando
l'assicurato ha subito più menomazioni dell'integrità fisica e mentale (cfr. A.
Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 417s. e Th. Frei,
Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung,
Tesi Friborgo 1998, p. 44ss.). 

                                         Così come
pertinentemente osservato dal dottor __________ della Divisione medica dell'__________
(cfr. doc. _), una IMI del 40% viene riconosciuta, ad esempio, in caso di
perdita di una gamba all'altezza del ginocchio (cfr. tabella delle menomazioni
dell'integrità prevista dall'Allegato 3 all'OAINF). Ora,
non può essere seriamente contestato che il danno di cui __________ è portatore
alla gamba sinistra, è parecchio meno importante rispetto all'amputazione di
una gamba all'altezza del ginocchio. In casu, quindi, la semplice
addizione delle singole menomazioni conduce ad un risultato manifestamente
insoddisfacente, peraltro contrario al principio della parità di trattamento
degli assicurati. 

                                         Ne
discende che il referto allestito dal dottor __________ non adempie i requisiti
posti dalla giurisprudenza per conferire ad un attestato medico valore
probatorio (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a; VSI 2001 pag. 108 consid. 3a). 

 

                                         Tutto ben
considerato, quindi, questa Corte ritiene che i rapporti allestiti dai medici
di fiducia dell'__________ - che rispettano manifestamente le condizioni poste
dal TFA in RAMI 1996 U252, p. 191ss. - possano validamente costituire da
supporto probatorio al giudizio che ora la occupa.

Va ricordato che, per costante giurisprudenza,
quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato
(valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (RCC
1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re A.B.P.; sentenza
TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.; sentenza TFA del 13 maggio 1991 in re
A.A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,
Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege
des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117) senza che ciò costituisca una lesione del
diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 nCost. (DTF 124 V 94
consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata). 

Come poc’anzi detto, il TCA, chiamato a
pronunciarsi su una questione sostanzialmente di carattere medico, non ha in
concreto motivi di scostarsi dalla valutazione enunciata dagli specialisti
consultati dall'assicuratore convenuto, se si considera che, per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re
S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 30 seg.).

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. e 6 n. 1
CEDU non può essere dedotto un diritto formale di essere sottoposto a perizia
medica esterna da parte dell'istituto assicuratore quando si tratti di lite in
materia di prestazioni. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove é, in
linea di principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle
assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di
giudizio interne dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però,
essere poste esigenze severe per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove (cfr., pure, RAMI 1999 U356, p. 572). 

                                         Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss.), la
nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Per quel
che concerne il valore probante di un rapporto medico determinante é che il
rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure dell'assicurato, che sia stato
redatto in piena conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi),
che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni
siano chiare, motivate e condivisibili (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996
pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA 29.9.1998 in re
UAI c. F. non pubbl., ).

                                         Determinante
dal profilo probatorio non é, dunque, di principio, l'origine del mezzo di
prova o la sua designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto
(DTF 122 V 160 in fine).        

 

 

Per questi motivi

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si percepisce
tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse
24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

 

                                         Al 
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti