# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d6c59c71-d023-5f09-b69a-e46a157773eb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.10.2010 D-2765/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2765-2009_2010-10-07.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2765/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Thomas Wespi, Robert Galliker, 
cancelliere Federico Pestoni.

A._______,
B._______,
C._______,
Serbia,
via Ceresio 9, 6900 Massagno,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento ;
decisione dell'UFM del 31 marzo 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2765/2009

Fatti:

A.
In data (...) i richiedenti, provenienti dalla Serbia, di etnia rom, con ulti-
mo domicilio a D._______, hanno presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera.

Interrogati sui motivi di asilo, gli interessati hanno dichiarato, per quan-
to qui di rilievo, di essere espatriati a causa delle difficoltà e dei con-
trasti di natura etnica presenti in patria. Essi sarebbero stati vittime di 
continui attacchi verbali, sia da parte dei serbi sia da parte degli alba-
nesi. Oltre a ciò, in più di un'occasione, la casa dei richiedenti sarebbe 
stata oggetto del lancio di pietre da parte di ignoti. La denuncia dei so -
prusi  allegati  avrebbe inoltre  lasciato  indifferenti  le  autorità  locali,  le 
quali non vi avrebbero mai dato nessun seguito. Per questo e per il ti-
more di subire nuove violenze e discriminazioni, i ricorrenti hanno de-
ciso di espatriare verso la Svizzera.

B.
Con decisione del 31 marzo 2009, l'UFM ha respinto la domanda d'a-
silo suesposta. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento dei  
richiedenti  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  
loro Paese d'origine, ossia la Serbia, siccome lecita, esigibile e possi -
bile.

C.
In data 29 aprile 2009, gli interessati hanno inoltrato ricorso dinnanzi 
al Tribunale amministrativo federale contro la decisione dell'UFM. Han-
no chiesto l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione 
degli atti di causa all'autorità inferiore per ulteriori indagini, subordina-
tamente, la concessione dell'ammissione provvisoria vista l'inesigibilità 
dell'esecuzione dell'allontanamento verso il loro Paese d'origine. Essi 
hanno altresì  presentato  una domanda di  esenzione dal  pagamento 
anticipato delle presumibili spese processuali.

D.
Il  Tribunale  amministrativo  federale,  con  decisione  incidentale  del 
22 maggio 2009, ha autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera 
fino al termine della procedura. Ha inoltre rinunciato, ritenuta la sussi-
stenza di motivi particolari (art. 63 cpv. 4 della legge federale sulla pro-
cedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  [PA,  RS 172 021]),  a 

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chiedere al  ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali.

E.
In medesima data, con decisione incidentale, il Tribunale amministrati-
vo  federale  ha  concesso  un  termine  all'UFM,  scadente  il  22 giu-
gno 2009, per prendere posizione sul ricorso.

F.
Con scritto del 3 giugno 2009, l'UFM si è riconfermato integralmente 
nella  propria,  avversata decisione,  senza aggiungere nulla  a  quanto 
contenuto nella decisione del 31 marzo 2009.

G.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dal la legge sul Tri-
bunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) 
e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005  (LTF,  RS 
173.110),  in  quanto la  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 (LAsi,  RS 
142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale am-
ministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le 
decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art.  
33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, sono particolarmente toccati dalla decisione impugnata e vanta-
no un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica-
zione della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA); sono pertanto legitti -
mati ad aggravarsi contro di essa.

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I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e  
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del Tribu-
nale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12  luglio  2007,  con-
sid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2. ed.,  Bern  2002, 
no. 2.2.6.5).

3.
3.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni del 
richiedente come insufficienti a soddisfare le condizioni richieste dalla 
legge per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e pertanto all'am-
missione della sua domanda d'asilo rispettivamente ritenuto l'allonta-
namento  e  l'esecuzione  dello  stesso  come  ammissibile,  esigibile  e 
possibile.

3.2 Nel gravame, gli insorgenti sostengono di aver addotto validi e suf-
ficienti motivi a suffragio della propria domanda di asilo e che le con -
traddizioni rilevate dall'UFM sarebbero fondate su un accertamento in-
completo dei fatti rilevanti ai fini della presente procedura. Essi ritengo-
no inoltre che il loro rientro in patria non sarebbe ragionevolmente esi -
gibile, in quanto la situazione per i rom in Serbia sarebbe insostenibile 
dal profilo della sicurezza e della dignità umana. Per questi motivi i ri -
correnti ritengono siano adempiute le condizioni per un rinvio degli atti 
all'autorità inferiore, la quale dovrebbe procedere ad ulteriori indagini e 
che, subordinatamente, siano adempiute le condizioni per la conces-
sione in suo favore dell'ammissione provvisoria.

3.3 In conclusione, gli  insorgenti hanno chiesto l'accoglimento del ri -
corso con il conseguente annullamento del provvedimento impugnato 
e la trasmissione degli atti all'autorità inferiore per ulteriori indagini, su-
bordinatamente la concessione dell'ammissione provvisoria. Essi han-
no altresì presentato una domanda di assistenza giudiziaria, nel senso 

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della dispensa dal versamento anticipato delle presumibili spese pro-
cessuali.

3.4 Con osservazioni del 3 giugno 2009, l'UFM si è rinnovato, confer -
mandola  integralmente,  nella  propria  decisione  del  31 marzo 2009, 
senza aggiungere alcunché a quanto in essa riportato.

4.
La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi -
zioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifugiate le 
persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono esposte a 
seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità, apparte -
nenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politi -
che, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi.

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al -
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  deter -
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de -
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 

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limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GICRA 
1995 n. 23, GICRA 2005 n. 21, consid. 6.1).

5.
Questo Tribunale osserva preliminarmente che, come rettamente rile-
vato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata,  i fatti addotti dal 
ricorrente nella presente procedura d'asilo non sono propri a motivare 
la qualità di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi, in sostanza per le ragioni 
indicate nel provvedimento litigioso.

5.1 Anzitutto, in virtù del principio della sussidiarietà della protezione 
internazionale  per  rapporto  alla  protezione  nazionale,  si  deve  poter 
esigere da un richiedente d'asilo che abbia esaurito, nel proprio Pae-
se, le possibilità di protezione contro eventuali  persecuzioni prima di 
sollecitare  quella  di  uno  Stato  terzo. Infatti,  tali  situazioni,  ancorché 
spiacevoli, non sono determinanti per il riconoscimento dello statuto di 
rifugiato se la persona che ne è vittima beneficia nel suo luogo d'origi-
ne di un accesso concreto a delle strutture efficaci di protezione e che 
può essere ragionevolmente richiesto che egli faccia appello a questo 
sistema di protezione interna (cfr. decisione del TAF D-7847/2006 del 
18 agosto 2009; GICRA 2006 n. 18 pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 n. 
15 pagg. 107 e segg.).

5.2 Secondo le informazioni  a disposizione del TAF e la sua pratica 
costante, la sola appartenenza dei ricorrenti all'etnia Rom non giustifi -
ca il riconoscimento in loro favore di un timore fondato di essere espo-
sti a persecuzione o pregiudizi. Benché i membri di questa minoranza 
etnica  siano  frequentemente  vittime  di  soprusi  o  altre  ingiustizie  da 
parte di terzi o autorità locali, non si può considerare che i Rom di Ser -
bia siano vittime di atti sistematici di violenza o di gravi discriminazioni 
per il solo fatto della loro origine o che vi sia il rischio di che lo siano in 
futuro. A ciò si aggiungono gli sforzi ed i programmi messi in campo 
dalle autorità serbe allo scopo di migliorare le condizioni di vita, di la -
voro  e  di  alloggio  della  comunità  Rom  (cfr.  decisione  del  TAF  D-
7847/2006 del 18 agosto 2009). Inoltre, va detto che la Serbia ha pre-
so, nel giugno 2008, la presidenza del Decennio per l'integrazione dei 
Rom. Essa ha annunciato che la sua priorità è quella di legalizzare gli  
accampamenti dove vivono i Rom e di operare nella prevenzione alla 
discriminazione nell'insegnamento di questi ultimi. Dei corsi opzionali 

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di lingua Rom sono stati organizzati in luglio negli stabilimenti scolasti-
ci. Secondo informazioni convergenti ed emanate da fonti affidabili, le 
autorità giudiziarie o di polizia serbe non rinunciano, di regola, a per-
seguire gli  autori  di  sevizie ed estorsioni  commesse nei  confronti  di  
membri di minoranze etniche, né tollerano o avvallano tali modi di agi-
re  (cfr.  sentenze  del  TAF  D-7847/2006  del 18 agosto 2009;  E-
4666/2006 del  27 marzo 2009, consid. 2.2,  pag. 7. et consid. 4.3.2.1 
pag. 10; E-2506/2007 et E-2512/2007, entrambe del 26 gennaio 2009).

Ciò stante, sembrerebbe che i ricorrenti non abbiano insistito presso le  
autorità serbe affinché esse li proteggessero e difendessero i loro dirit -
ti, rivolgendosi per esempio ai superiori di polizia. Pertanto non si può 
ritenere che, nel caso in rassegna, le forze dell'ordine abbiano rinun-
ciato a proteggerli o siano state impossibilitate a farlo.

Perciò, si deve ritenere che i  ricorrenti  non hanno intrapreso tutte le 
procedure che ci si poteva attendere da loro al fine di far valere i propri  
diritti presso le autorità competenti.

5.3 Visto tutto quanto sopra, le allegazioni dei ricorrenti circa le asse-
rite persecuzioni di cui sarebbero oggetto in patria sono da ritenersi in-
sufficienti a giustificare la concessione dello stato di rifugiati rispettiva-
mente dell'ammissione provvisoria e, ad ogni modo, non vi è ragione 
di ritenere che essi non possano ottenere dalle competenti autorità in 
patria,  se  opportunamente  sollecitate,  un'appropriata  protezione 
contro  l'eventuale  futuro  agire  illegittimo  da  parte  di  terzi  nei  loro 
confronti. In conclusione, quindi, senza che sia necessario abbozzare 
ad ulteriori elementi di inattendibilità del racconto reso dagli insorgenti, 
questo Tribunale ritiene che l'UFM ha rettamente considerato che le di-
chiarazioni dei ricorrenti non soddisfano le condizioni per la concessio -
ne dello statuto di rifugiati previste dall'art. 3 LAsi.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

6.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione;  tiene  però  conto  del  principio  dell'unità  della  famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi).

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I  ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 ago-
sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

7.
Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) 
prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e pos-
sibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di queste condizioni,  
l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr). 

7.1 Quo all'ammissibilità,  dalle  carte  processuali  non emergono ele-
menti da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-
rente in Serbia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale 
della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101), 
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per  
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento degli autori del gravame è 
ammissibile.

7.2 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi -

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sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute,  all'invalidità  o persino la  morte. Per contro, le  difficoltà  socio  
economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposi -
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 
militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24, consid. 10.1 pag. 215).

7.3 Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti 
se gli interessati concludono a giusta ragione o meno il carattere inesi -
gibile dell'esecuzione del loro allontanamento, tenuto conto della situa-
zione generale vigente attualmente in Serbia, da un lato, e la loro si -
tuazione personale, dall'altro.

Ciò  posto,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento  ri -
conducibili all'art. 83 cpv. 4 LStr, il TAF osserva nondimeno che in Ser-
bia non vige attualmente una situazione di guerra, guerra civile o vio-
lenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popolazione nella to-
talità del territorio nazionale.

I  ricorrenti  sono  di  origine  Serba,  etnia  Rom,  e  provengono  da 
D._______. Trattandosi di membri di minoranze etniche nella regione, in 
particolare i Rom, il TAF rileva che essi, malgrado gli importanti sforzi del-
le autorità, attive nella promozione dell'uguaglianza, sono costantemente 
vittime di diverse discriminazioni sociali, in particolare negli ambiti dell'al-
loggio (accesso all'elettricità, all'acqua potabile, ambiente insalubre, pro-
miscuità, ecc.) dell'educazione, del lavoro e della salute. Di fatto, un gran 
numero di Rom vivono in condizioni di grande povertà – soprattutto per 
quel che concerne le condizioni di alloggio – e sono, inoltre, particolar-
mente colpiti dalla disoccupazione. Inoltre, tali difficoltà sono più marcate 
per i profughi interni e le persone che fanno ritorno da un soggiorno in un 
paese occidentale. I Rom non sono, inoltre, completamente al riparo da 
aggressioni fisiche o verbali (cfr. decisione del TAF D-7847/2006 del 18 
agosto 2009). In casu, i ricorrenti risiedono in Svizzera ininterrottamente 
dal mese di settembre del 2008 data alla quale hanno depositato la loro 

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domanda d'asilo. Un'assenza di soli due anni dal loro Paese non dovreb-
be avere la conseguenza di amplificare particolarmente le difficoltà di un 
reinserimento nella società serba posto che i ricorrenti, ancora in giovane 
età, dispongono ancora di una ampia rete famigliare e di conoscenze in 
loco.

Quanto alla situazione personale degli insorgenti, si rileva che il signor 
A._______ ha una minima formazione scolastica avendo frequentato le 
scuole fino al quarto anno ed una discreta esperienza quale (...) nel cari-
co e scarico merci e pure come (...) – (...) – a feste e ricevimenti, lavori  
che svolgeva prima di espatriare dalla Serbia. Pure la signora B._______, 
casalinga, possiede un discreto livello di formazione avendo frequentato 
sette anni di scuola quando si trovava in E._______. Inoltre, i ricorrenti 
non hanno, nelle loro allegazioni ricorsuali, preteso di soffrire di gravi pro-
blemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria (GI-
CRA 2003 n. 24), e nemmeno da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerge la necessità di una permanenza degli autori del gravame in Sviz-
zera per motivi medici.

In siffatte circostanze, considerati tutti gli elementi di fatto evidenziati, 
questa autorità ritiene, siccome adempiuti i presupposti per formulare 
una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità per i ri -
correnti, un adeguato reinserimento sociale nel suo Paese d'origine.

7.4 In caso di allontanamento di fanciulli, l'interesse superiore dei me-
desimi  è  un  elemento  che  deve  essere  preso  in  considerazione 
(cfr. GICRA 2005  n.  6,  consid.  6.1,  pag. 57  e  decisione  del  TAF D-
6597/2006 del 21 aprile 2008 consid. 9.5.1). Il benessere del fanciullo 
è  un  elemento  di  rilievo per  l'esame dell'esigibilità. In  tale  contesto, 
vanno  ponderate  tutte  le  circostanze  che  appaiono  rilevanti  in  vista 
dell'allontanamento (cfr. GICRA 1998 n. 13, consid. 5e aa, pag.  98 e 
seg.). Delle difficoltà di reinserimento nel Paese d'origine, causate da 
un'integrazione avanzata del fanciullo in Svizzera, possono comporta-
re l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento dell'intera famiglia 
(cfr. GICRA 2005 n. 6, consid. 6.2, pag. 57 e seg. nonché GICRA 1998 
n. 31, consid. 8c ff ccc, pag. 260 e seg.).

Nella fattispecie, i ricorrenti hanno una figlia di 1 anno e mezzo, nata 
in Svizzera. Il TAF è cosciente delle difficoltà che C._______ potrebbe 
incontrare al suo ritorno in Serbia. Tuttavia, ella, nonostante sia nata in 
Svizzera,  ove  ha  vissuto  finora,  vista  la  giovane  età,  è  totalmente 
impregnata del contesto culturale e del modo di vita dei suoi genitori, 

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in  modo  che  la  sua  integrazione  nel  Paese  d'origine  non  costituirà 
alcun problema, posto che oltretutto ad un anno e mezzo soltanto non 
si può parlare di vero e proprio distacco dalla realtà Svizzera.

A  queste  condizioni,  si  può  affermare,  a  non  averne  dubbio,  che 
l'allontanamento di C._______ verso la Serbia, non rappresenta per lei 
uno sradicamento che potrebbe pregiudicare il suo equilibrio e il suo 
sviluppo  futuro.  Pertanto,  il  suo  allontanamento  dalla  Svizzera  non 
viola l'art. 3 della Convenzione del 20 novembre 1989 relativa ai diritti  
del fanciullo (RS 0.107).

Pertanto, l'allontanamento dei ricorrenti deve essere considerata ragio-
nevolmente esigibile.

8.
Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'ese-
cuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricorrenti, usan-
do della dovuta diligenza potranno procurarsi ogni documento necessario 
al rimpatrio, oltre a quelli già allegati con la domanda d'asilo. 

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

9.
Ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ra-
gionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in materia 
d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la que-
relata decisione confermata.

10.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico dei  ricorrenti  (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

11.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

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D-2765/2009

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 
succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegati:  incarto  N [...]  e  copia  del 

ricorso del 29 aprile 2008, per corriere interno; in copia);
- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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