# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 554f5205-7695-5e56-b7dd-b66dcd259bc9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-09-09
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 09.09.2008 D-5586/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5586-2008_2008-09-09.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5586/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  9  s e t t e m b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Christa Luterbacher,
cancelliera Chiara Piras.

A._______, Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 27 agosto 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5586/2008

Fatti:

A.
Il  19 luglio 2008, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo in 
Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo (cfr. 
verbali d'audizione del 30 luglio 2008 e del 20 agosto 2008), d'essere 
espatriato per paura d'essere ucciso dai B._______ o da membri della 
forza  C._______.  Gli  uni  o  gli  altri  avrebbero  infatti  ucciso  sia  il 
fornitore sia  il  proprietario  del  negozio di  superalcolici  a  D._______, 
nel  quale l'interessato aveva cominciato a lavorare nel  giugno 2008. 
Per timore d'essere la prossima vittima, l'interessato avrebbe lasciato il 
Paese per recarsi prima in Turchia, dove è rimasto per alcuni giorni, 
per  proseguire  il  proprio  viaggio  in  camion  per  l'Italia.  Il  [...],  ha 
cercato, una prima volta, di entrare in Svizzera. Fermato dalle guardie 
di confine elvetiche, il [...], è stato respinto in Italia, dove è rimasto per 
alcuni giorni prima di entrare una seconda volta in Svizzera. 

B.
Il 27 agosto 2008, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda 
ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 2 lett. a della  legge sull'asilo del  26 giugno 
1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento verso l'Italia siccome lecita, esigibile e possibile (v. 
Accordo di riammissione Italo-Svizzero del [...]). 

C.
Il  2  settembre  2008,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione  dell'UFM. Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda 
d'asilo, il riconoscimento dello statuto di rifugiato e in via sussidiaria, la 
concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una 
domanda d'esenzione dal versamento di un anticipo a copertura delle 
presumibili spese processuali. 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 

Pagina 2

D-5586/2008

materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  [LTAF,  RS  173.32], 
art. 105 LAsi,  e  art.  83  lett  d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA,  RS 
172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'altra lingua, 
il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano.

4.
Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato che il  14 dicembre 
2007, l'Italia è stata designata dal Consiglio federale come Stato terzo 
sicuro, dove sussiste la presunzione del rispetto del principio di divieto 
di respingimento. Detto Ufficio constata che l'insorgente ha dichiarato 
lui stesso di avere soggiornato in Italia prima di entrare in Svizzera e 
di  non  avere,  altresì,  presentato  dei  motivi  per  invalidare  la 
summenzionata  presunzione.  Avrebbe,  infatti,  semplicemente 
dichiarato di non volere rientrare in Italia poiché le autorità italiane non 
avrebbero provveduto alla sua sicurezza. L'UFM ha sottolineato che le 
autorità italiane, in data [...], si sono dichiarate disposte a riammettere 
l'interessato  sul  loro  territorio.  Inoltre,  in  Svizzera,  non  vivrebbero 
persone con le quali  il  ricorrente intratterrebbe rapporti  stretti  o suoi 
parenti  prossimi.  Peraltro,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  siccome 
inverosimili  le  allegazioni  decisive  in  materia  d'asilo  presentate 
dall'insorgente,  visto  che  avrebbe  reso  dichiarazioni  divergenti 
sull'uccisione  del  fornitore  del  negozio  e  sulle  modalità  del  suo 
espatrio. Infine, la situazione generale vigente in Iraq non costituirebbe 
una persecuzione determinante ai sensi della legge sull'asilo. 

Pagina 3

D-5586/2008

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  di  non  avere  alcun  legame  con 
l'Italia, ma di essersi trattenuto in tale paese poco prima di entrare una 
prima volta in Svizzera e in seguito a causa del proprio rinvio da parte 
delle autorità elvetiche. Inoltre, asserisce che, a causa di un'errore da 
parte  dell'UFM  riguardo  al  suo  nome  di  battesimo,  una  lettera 
contenente la propria carta d'identità mandatagli dai familiari sarebbe 
stata respinta al  Centro di  registrazione e di  procedura e rinviata al 
mittente.  Peraltro,  a  causa  della  propria  attività  nel  negozio  di 
superalcolici, tornando in patria correrebbe un serio pericolo di essere 
ucciso, come il fornitore ed il proprietario del negozio. 

6.

6.1 Secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
il Consiglio federale designa gli Stati terzi sicuri in cui, secondo i suoi 
accertamenti,  v'è una protezione effettiva dal  respingimento ai  sensi 
dell'art. 5 cpv. 1 LAsi.

6.2 Giusta l'art. 34 cpv. 2 lett. a LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  può  ritornare  in  uno  Stato  terzo 
sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. b LAsi nel quale aveva soggiornato 
precedentemente. Giusta l'art. 34 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 non si applica se 
in  Svizzera  vivono persone con cui  il  richiedente  intrattiene rapporti 
stretti  o  suoi  parenti  stretti  (lett.  a),  se  il  richiedente  adempie 
manifestamente la qualità di rifugiato secondo l'art. 3 LAsi (lett. b), o 
se  vi  sono  indizi  che  nello  Stato  terzo  non  vi  sia  una  protezione 
effettiva dal respingimento ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 LAsi (lett. c).

7.

7.1 Le  condizioni  d'applicazione  dell'art.  34  cpv. 2  lett.  a  LAsi  sono 
manifestamente  realizzate,  essendo incontestato  che l'insorgente ha 
soggiornato  in  Italia  prima  di  entrare  una  prima  volta  nel  territorio 
elvetico il [...] e poi dal [...] al [...], prima di presentare la sua domanda 
d'asilo  in  Svizzera.  A  tal  proposito  vale  rilevare,  che  la  durata  del 
soggiorno nello Stato terzo sicuro antecedente l'entrata del ricorrente 
in  Svizzera  non  è  decisiva  per  l'allontanamento  verso  tale  Stato 
(v. FF 2002 6125; Decisione del TAF E-2001/2008 del 4 aprile 2008). 
Infine,  l'Italia  –  designata  come  Stato  terzo  sicuro  dal  Consiglio 
federale  il  14  dicembre  2007  –  ha  dato  il  suo  accordo  alla 
riammissione  dell'insorgente,  in  applicazione  dell'Accordo  del  10 

Pagina 4

D-5586/2008

settembre  1998 tra il  Consiglio federale svizzero ed il  Governo della 
Repubblica  italiana  sulla  riammissione  delle  persone  in  situazione 
irregolare  (RS 0.142.114.549), in  data  [...].  Giusta  l'art.  6  n.  3  del 
succitato Accordo, l'autorizzazione di riammissione ha la validità di un 
mese dalla data della sua notifica e tale termine può essere prorogato 
su  domanda  della  Parte  contraente.  Nel  caso  concreto  è  da 
considerare  ancora  valida  la  riammissione  in  quanto  può essere 
ancora chiesta una proroga del termine di validità.

7.2  Questo  Tribunale  osserva  che  dalle  carte  processuali  non 
emergono  elementi  da  cui  si  possa  desumere  che  in  Svizzera  si 
trovino persone con le quali  il  ricorrente intrattenga rapporti  stretti  o 
siano  suoi  parenti  prossimi.  Da  quanto  esposto,  discende  che,  nel 
caso concreto,  non sono dati  i  presupposti  dell'art. 34  cpv. 3  lett. a 
LAsi.

7.3  Contrariamente a quanto preteso nel gravame, l'insorgente non è 
manifestamente  riuscito  a  comprovare  la  propria  qualità  di  rifugiato 
secondo l'art. 3 LAsi. Il TAF rileva, altresì, che il ricorrente in corso di 
procedura  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione.  Quest'ultime 
s'esauriscono in mere affermazioni di parte non corroborate da alcun 
elemento della benché minima consistenza, in sostanza per le ragioni 
indicate  nel  provvedimento  litigioso,  cui  può  essere  rimandato 
(art. 109 cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art.  6  LAsi,  all'art.  37  LTAF ed 
all'art.  4  PA).  Basti  rilevare  che  il  ricorrente  ha  evocato  in  maniera 
molto vaga le ragioni per le quali rischierebbe di essere vittima delle 
persone  che  avrebbero  già  ucciso  il  fornitore  ed  il  proprietario  del 
negozio. A  tal  proposito  l'insorgente  ha  dichiarato  di  avere  lavorato 
solo  per  tre  o  quattro  giorni  (cfr. verbale  d'audizione  del  20  agosto 
2008 pag. 3) nel negozio in questione. Sembrerebbe quindi discutibile 
affermare che la sua breve attività in tale ambito possa costituire un 
pericolo concreto in caso di rientro in patria. Inoltre, il ricorrente ha in 
più  occasioni  rilevato  di  avere  lasciato  il  suo  paese  d'origine  per 
potersi costruire un futuro (cfr. verbale d'audizione del 20 agosto 2008 
pag. 4)  e di  voler vivere in pace ed in sicurezza essendo “stanco di 
vivere con quella tensione e quella paura” (ibidem pag. 7).  In virtù di 
quanto  precede,  nel  caso  di  specie,  l'eccezione  prevista 
dall'art. 34 cpv. 3 lett. b LAsi non è applicabile.

Pagina 5

D-5586/2008

7.4 Dato  che  l'Italia  è  considerata  uno  Stato  terzo  sicuro,  incombe 
all'insorgente  invalidare  la  presunzione  di  protezione  effettiva  dal 
respingimento.  Nella  fattispecie,  il  ricorrente  non  è  manifestamente 
riuscito in tale intento. A tal proposito non soccorre il ricorrente la vaga 
affermazione  secondo  la  quale  la  situazione  degli  iracheni  in  Italia 
sarebbe difficile e che quindi avrebbe paura di finire per strada senza 
fare niente (cfr. verbale d'audizione del 30 luglio 2008 pag. 6). Infatti, 
nell'incarto  non  vi  sono  indizi  secondo  cui  le  autorità  italiane, 
confrontate ad elementi  e prove suscettibili  ad attestare la qualità di 
rifugiato,  non  accorderebbero  un'appropriata  protezione.  Le 
affermazioni  dell'insorgente  secondo  le  quali  l'Italia  non  sosterebbe 
adeguatamente i  rifugiati,  non gli  accorderebbe un'assistenza e  non 
sarebbe organizzata come la Svizzera sono perciò irrilevanti. Pertanto, 
l'art. 34 cpv. 3 lett. c LAsi non trova applicazione nella fattispecie.

8.
Di  conseguenza,  il  ricorso  in  materia  di  non  entrata  nel  merito, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata.

9.
L'insorgente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2,  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

10.

10.1 Non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  serio  indizio  da  cui 
desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in Italia 
possa  violare  l'art.  25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o esporre l'insorgente al rischio reale ed immediato 
di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia 
dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed 
altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del 
10 dicembre 1984 (Conv. Tortura, RS 0.105).

Pagina 6

D-5586/2008

10.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
che  né  la  nota  situazione  generale  esistente  in  Italia,  che  non  è 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio 
nazionale, né altri motivi deducibili dalle carte processuali conducono 
a pensare che, in caso d'allontanamento in questo Paese, vi sia una 
messa in pericolo concreta del ricorrente.

10.3 Inoltre,  l'insorgente  è  giovane,  ha  una  certa  esperienza 
professionale come orologiaio (cfr. verbale d'audizione del 20 agosto 
2008 pag. 3) e non ha altresì preteso nel gravame di soffrire di gravi 
problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria 
(v. sulla  problematica  GICRA 2003  n. 24),  senza  che  da  un  esame 
d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza del 
ricorrente in Svizzera per motivi medici.

10.4 Per di  più,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Le 
autorità italiane si sono dichiarate disposte a riammettere l'insorgente 
sul  loro territorio (v. Accordo di  riammissione Italo-Svizzero del [...]). 
L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

10.5 Infine, questo Tribunale constata che, nella decisione impugnata, 
è  stato  scorrettamente  ritenuto  ammissibile  un eventuale  ritorno  del 
ricorrente nel proprio paese (provvedimento litigioso pag. 3). 

11.
In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è da ritenere ammissibile, esigibile e possibile, per le ragioni indicate 
al considerando 10 del presente giudizio, esclusivamente se effettuata 
verso l'Italia. Per conseguenza, anche in materia d'allontanamento ed 
esecuzione dell'allontanamento verso l'Italia il gravame va disatteso e 
la querelata decisione confermata. L'esecuzione verso un altro Paese 
– in particolare verso l'Iraq – è, a questo punto, da escludere. 

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

Pagina 7

D-5586/2008

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  e 
cpv. 5 PA nonché 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 
21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 8

D-5586/2008

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto. 

2.
L'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  effettuata  unicamente 
verso l'Italia, all'esclusione di qualsiasi altro Paese, in particolare l'Iraq. 

3.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza. 

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM; Divisione dimora ed aiuto al ritorno (in copia; n. di rif. N )
- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

Pagina 9