# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cced7aa6-b5e8-5a8c-93b0-2c177b36a41c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-11-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.11.2000 32.2000.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2000-12_2000-11-02.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2000.00012

   

  RG/sc

  	
  Lugano

  2 novembre 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Raffaele Guffi

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 31 gennaio 2000
di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 7 gennaio 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Dal 1°
settembre 1992 __________, 1944, venditrice e, a partire dal 1994, assistente
domiciliare, beneficia di una mezza rendita AI per un grado d'invalidità del
50%. Tale grado è stato confermato in occasione della procedura di revisione
sfociata con decisione amministrativa 2 novembre 1997.

 

                               1.2.   In esito ad
una successiva procedura di revisione avviata d'ufficio, sulla base della
perizia pluridisciplinare a cura del Servizio accertamento medico dell'AI (SAM)
datata 5 novembre 1999, per decisione 7 gennaio 2000 l’Ufficio assicurazione
invalidità (UAI) ha confermato il diritto ad una mezza rendita per un grado del
50% motivando:

 

" 
(…)

Dopo gli accertamenti è stato confermato il
diritto alla rendita che viene attualmente corrisposta con un grado
d'invalidità del 50%.

- Una revisione della rendita è prevista per il
01.12.2002.

 

Infatti gli accertamenti medici peritali eseguiti
presso il Servizio di accertamento medico dell'AI di Bellinzona dal 2 al 14 novembre
1999 hanno chiarito che lo stato di salute dell'assicurata e la sua capacità di
lavoro possono essere considerati stazionari dal 1992, epoca della concessione
della mezza rendita AI.

Non vi sono pertanto i presupposti per
riconoscere un diritto a rendita intera, come auspicato dalla signora
__________." (Doc. AI _)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso 31 gennaio 2000 l'assicurata ha impugnato la decisione
dell’amministrazione chiedendo l'assegnazione di una rendita intera
d'invalidità.

                                         Nel
gravame è esposto:

 

" 
(…)

Come testimoniano i certificati medici la diagnosi completa nel
mio caso oltre a quella del sistema locomotorio che loro hanno constatato e
deciso già nel 1992 che è del 50% ci sono tantissimi altri fattori che
contribuiscono alla mia difficoltà di reinserimento nel campo lavorativo.

 

E' tutto certificato ai miei medici da tantissimi anni che oltre
ai gravi disturbi che creano le Flibromialgie‑artrosi e cose varie c'è
una forma di depressione con crisi d'ansia debilitanti che richiedono da parte
mia un continuo bisogno di rilassamento e riposo. 

Come ben dovrebbero sapere i medici che mi hanno visitata
all'ospedale di __________ che tutti questi malesseri messi assieme rendono la
sopravvivenza sofferente e complicata da sopportare.

Se poi ci si aggiunge anche l'ipertensione arteriosa alta ecco che
io se non ho il tempo per rilassarmi distesa sul letto vado in tilt causandomi
un malessere insopportabile.

Da anni i medici constatano inoltre diversi fenomeni causati da
neuro vegetativi ‑ causandomi cattiva circolazione con
conseguenti parti del corpo gelate ed altre con enormi sudorazioni e tutto
questo peggiorano i sintomi delle fibromialgie con paralisi continue alla nuca.
Alle braccia Spalle e via di seguito.

Ora ditemi voi come posso io mettermi a cercare lavoro in queste
condizioni e con la crisi che c'è e alla mia età (56 anni) chi mi da lavoro?
Allora perchè dovrò finire in assistenza quando ho diritto ad un'assicurazione
intera AI?" (Doc. _)

 

                               1.4.   Con risposta
29 febbraio 2000 l’UAI ha proposto di respingere l'impugnativa adducendo:

 

"  con
riferimento al ricorso in oggetto, osserviamo che lo stato di salute
dell'assicurata è stato esaminato con cura dal Servizio Accertamento Medico
presso l'Ospedale __________, con la predisposizione di un esame disciplinare
che ha beneficiato di diversi consulti specialistici.

 

La conclusione del SAM è chiara e inequivocabile, nonché motivata:
il grado d'invalidità del 50% rimane inalterato sia nella professione
precedente che nell'attività di casalinga.

 

D'altra parte, in sede di ricorso l'assicurata non porta argomenti
tali da far ritenere l'insorgenza di un peggioramento dello stato di salute
idoneo a incidere in modo sostanziale sulla capacità di guadagno e sulle
attività usualmente esercitate.

 

A nostro avviso, pertanto, le conclusioni del SAM non hanno motivo
di essere messe in dubbio e, di conseguenza, la valutazione dell'UAI dovrebbe
essere confermata." (Doc. _)

 

                               1.5.   Il 13 marzo
2000 l'assicurata ha presentato ulteriori osservazioni, che il TCA ha
provveduto a trasmettere in copia all'amministrazione (V,VI).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause
davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999
nella causa D.C.).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è l'assegnazione di una rendita intera d'invalidità chiesta da
__________. Con l'atto impugnato, in sede di revisione l'UAI ha infatti
confermato il precedente grado d'incapacità al guadagno del 50% e il con
conseguente diritto ad una mezza rendita AI.

 

                                         L'art. 4
cpv. 1 LAI definisce l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

 

·       
un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a   infermità congenita, malattia o infortunio, e

 

·       
la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.3.   Se il grado
d'invalidità del beneficiario della rendita subisce una modifica, che incide in
modo rilevante sul diritto alla rendita, questa sarà, per il futuro, aumentata
o diminuita in misura corrispondente oppure soppressa (cfr. art. 41 LAI). 

                                         La
revisione avviene d'ufficio o su domanda (cfr. art. 87 cpv. 1 OAI).

                                         Se la
capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che il
cambiamento determinante soppri­me, all'occorrenza, tutto o parte del diritto a
prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in consi­derazione allorché è durato
tre mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a
durare (cfr. art. 88 a cpv. 1 OAI). 

                                         Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole (cfr. art. 88 a cpv. 2 OAI).

                                         Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 in re St., RCC 1984 pag. 137).

 

                               2.4.   Anche ai
fini della revisione del grado di invalidità fa stato l'art. 4 LAI, secondo il
quale per invalidità si intende l'incapacità di guadagno cagionata da un danno
alla salute (consid. 2.1).

                                         Perciò,
la costante giurisprudenza ha stabilito che le rendite AI sono soggette a
revisione secondo l'art. 41 LAI non solo in caso di modifica rilevante dello
stato di salute che ha un influsso sull'attività lucrativa, ma anche quando lo
stato di salute è rimasto invariato, se le sue conseguenze sulla capacità di
guadagno hanno subito un cambiamento importante (STFA non pubbl. del 28 giugno
1994 in re P. P. p. 4; RCC 1989 pag. 323, consid. 2a; DTF 113 V 275, consid.
1a; DTF 109 V 116, consid. 3 b; DTF 105 V 30).

 

                                         Affinché
sia possibile la revisione di una rendita AI è dunque necessario che le condizioni
cliniche e/o economiche dell'assicurato abbiano subito una modifica, tale da
influire sulla perdita di guadagno.

                                         D'altra
parte la modifica deve essere notevole, non tanto da un punto di vista
astratto, ma piuttosto in relazione con l'art. 28 cpv. 1 LAI che prevede
l'assegnazione di un quarto di rendita se il grado d'invalidità è di almeno il
40%, una mezza rendita quando il grado d'invalidità è di almeno il 50% e una
rendita intera quando l'invalidità raggiunge almeno il 66 2/3%.

 

                                         In ogni
caso la revisione della rendita è possibile unicamente se, posteriormente alla
pronuncia della decisione iniziale, la situazione invalidante è effettivamente
mutata. Non basta invece che una situazione, rimasta sostanzialmente invaria­ta,
sia giudicata in modo diverso (RCC 1987, pag. 38, consid. 1a; STFA 29 aprile
1991 in causa G.C., Bellinzona, non pubblicata, consid. 4).

 

                               2.5.   Per
stabilire in concreto se vi è motivo di revisione, da un punto di vista
temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento della
decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della pronuncia
della nuova decisione. Da questo punto di vista un provvedimento che si limita
a confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 109 V 262; 105
V 30; Valterio, op. Cit. P. 268; Meyer-Blaser, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, p. 258).

 

                               2.6.   Nel caso in
esame, sulla scorta della perizia pluridisciplinare del SAM l'UAI ha confermato
il diritto ad una mezza rendita d'invalidità, il grado d'incapacità al lavoro e
di riflesso, al guadagno dell'assicurata non avendo subito importanti modifiche
rispetto alla situazione presente all'epoca delle precedenti decisioni di
rendita (settembre 1992 rispettivamente novembre 1994). 

 

                                         L'insorgente
dal canto suo contesta la liceità del provvedimento, adducendo in sostanza che
il danno alla salute di cui è portatrice le cagiona un'invalidità tale da
giustificare l'attribuzione di una rendita AI intera.      

                                      

                               2.7.   In concreto,
dalla perizia del SAM redatta in data 5 novembre 1999 a seguito di accertamenti
pluridisciplinari eseguiti dal 2 al 4 novembre 1999, emerge che l'assicurata è
affetta da:

 

" 
(…)

F         DIAGNOSI

 

F.1      Diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa

 

Sindrome depressiva ricorrente e sindrome di somatizzazione.

 

Fibromialgia.

 

Sindrome panvertebrale soprattutto a livello cervicale, con una
sindrome cervicobrachiale bilaterale e cervicocefale su alterazioni degenerative,
soprattutto a livello C5‑C6 ed in parte C6‑C7.

 

 

F.2      Diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa

 

Ipercolesterolemia.

 

Ipertensione arteriosa trattata.

 

Cefalea di tipo tensivo.

 

Colori spastico." (Doc. AI _, pag. 9)

 

                                         In merito
alla capacità al lavoro e ad un eventuale peggioramen-to dello stato di salute
rispetto alla situazione che ha giustificato l'assegnazione di una mezza
rendita d'invalidità, gli specialisti hanno osservato che

 

" 
(…)

L'A. va ritenuta inabile al lavoro nella misura del 50% nelle sue
professioni precedentemente esercitate ed in quella di casalinga.

La ridotta capacità lavorativa è presente a partire dal 1992,
motivo per il quale l'A. è a beneficio di una rendita Al del 50% a partire
dall'1.09.1992.

Da allora la capacità lavorativa non ha mostrato modifiche
importanti ed in futuro non ci può attendere ad un miglioramento, in quanto la
prognosi medico sociale appare incerta. (…)" (Doc. AI _ pag. 11)

 

                               2.8.   Per quanto
riguarda la valenza probatoria da attribuire a un rapporto medico, è
determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi,
si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si
lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti
(anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o
nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono
inoltre essere motivate (Ulrich Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialverziasicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3, 1997 pag. 123).

 

                                         Inoltre,
secondo costante giurisprudenza, le perizie mediche eseguite nell'ambito della
procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti hanno forza
probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS
1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungs-
rechts, Berna 1994, p. 332 ).

                                         Lo stesso
vale per quel che riguarda perizie dell'amministrazione fatte esperire da medici
esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Il TFA ha
inoltre precisato che, nell’ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di
prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il
diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). 

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                      

                                         In
un’altra recente sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una
perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l’Alta Corte questo
servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un
vincolo per cui l’istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare
considerazione gli interessi specifici dell’assicurazione invalidità (STFA non
pubbl. del 22 maggio 1995 in re A. C).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (U. Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).

 

                               2.9.   In casu, la
perizia del SAM, su cui l'UAI ha fondato il querelato provvedimento, soddisfa i
requisiti esposti al precedente considerando. Essa conferma sostanzialmente che
lo stato di salute dell'assicurata non ha subito rilevanti modifiche rispetto
agli accertamenti e valutazioni mediche eseguite in occasione di entrambe le
precedenti procedure di revisione, in esito alle quali  è stato sinora
confermato un grado d'invalidità del 50%.

 

                                         I periti,
infatti, dopo aver approfonditamente indagato lo stato di salute avvalendosi di
specialisti e sulla base di un completo esame anamnestico, hanno evidenziato
come sia dal profilo psichiatrico che reumatologico l'interessata presenti un'incapacità
lavorativa del 50% nella precedente attività come pure in attività domestiche.
E' per contro stata esclusa qualsivoglia incidenza sulla capacità lavorativa
dovuta alla "lieve ipercolesterolemia" riscontrata dai periti.

 

                                         Per
quanto concerne in particolare la componente psichiatrica, dal consulto
specialistico a cura del dott.  __________, è emerso in particolare che:

 

" 
(…)

La coscienza è lucida. Si nota un importante rallentamento
psicomotorio. Nessun disturbo del linguaggio. La mimica è povera e depressiva,
la partecipazione rallentata. Non si evidenzia nessun disturbo di tipo
dispercettivo, l'attenzione è buona. Diminuzione della memoria, ma buona
concentrazione. La capacità di critica è conservata. L'emotività è labile,
l'affettività è fortemente depressa, si nota un'importante ansia, angoscia e
preoccupazioni eccessive. Egli pone la diagnosi di sindrome depressiva
ricorrente ed una sindrome di somatizzazione. Ritiene la prognosi, a medio
lungo termine, sfavorevole. L'incapacità lavorativa, dal punto di vista
psichiatrico, è ridotta nella misura del 50%. Fa notare come si tratti di una
persona con struttura psichica fragile, a volte nevrotica, ma nello stesso
tempo molto fiera ed orgogliosa. Malgrado il difficilissimo periodo

dell'infanzia, dell'adolescenza e non meno quello dell'età adulta,
ha cercato sempre di reagire ed è riuscita in qualche modo a tirare avanti la
famiglia, con molta difficoltà. E' irritabile e presenta degli importante
sentimenti d'insufficienza, di colpa, di vergogna, anedonia, isolamento sociale
e manifestazioni somatiche dolorose multiple ed ubiquitarie in parte
giustificabili dalla sua patologia reale alla schiena, ma d'altra parte
sicuramente associate ad una componente ansiosa che viene trasmessa sottoforma
di somatizzazione. Ritiene prioritaria ed indispensabile una presa a carico di
tipo psichiatrico e l'introduzione corretta di una terapia ansiolitica
antidepressiva che potrà sicuramente aiutare e sollevare le sofferenze attuali
dell'A.. (…)" (Doc. AI _, pag. 8-9)

 

                                         mentre
dal consulto reumatologico del dott. __________ è emerco:

 

" 
(…)

Descrive l'anamnesi, i dati soggettivi e lo stato reumatologico
della paziente, nonché le radiografie in suo possesso. Pone la diagnosi di
fibromialgia, di sindrome panvertebrale soprattutto a livello cervicale, con
una sindrome cervicobrachiale bilaterale e cervicocefale su alterazioni
degenerative, soprattutto a livello C5‑C6 ed in parte C6‑C7.Egli
ritiene che, considerati i reperti clinici e radiologici obbiettivabili, dal
punto di vista reumatologico, l'A. presenti un grado d'incapacità lavorativo
nella misura del 50%. Ritiene che la paziente possa ancora svolgere un'attività
di venditrice almeno nella forma del 50%. Anche come casalinga ritiene l'A.
inabile nella misura del 50%. (…)" (Doc. AI _, pag. 9)

 

 

                                         L'assicurata,
come visto, contesta il grado d'incapacità al guadagno ritenuto
dall'amministrazione, senza tuttavia fornire alcun elemento idoneo a mettere in
dubbio l'affidabilità della perizia pluridisciplinare del SAM e a contraddirne
le conclusioni in merito alla capacità lavorativa, né tanto meno il fascicolo
contiene elementi o concreti indizi che giustifichino l'esperimento di
ulteriori accertamenti o valutazioni mediche, così come richiesto
dall'assicurata medesima nella pendente lite (cfr. scritto 13 marzo 2000, doc.
_, con cui l'assicurata ha chiesto una nuova valutazione da parte dei medici
curanti __________, __________, __________ e __________).

 

                                         Neppure
le due certificazioni dei medici curanti, dott. __________, generalista e
dr.ssa __________, reumatologa attestanti una completa incapacità lavorativa
quale venditrice e quale assistente domiciliare (cfr. doc. AI _ e _) paiono
idonei a sovvertire l'esito della presente procedura, gli stessi limitandosi in
realtà a rilevare, in maniera generica, un'incapacità lavorativa del 100%, a
partire dal mese di aprile 1999, senza tuttavia indicare quali sono,
soprattutto dal profilo reumatologico, le limitazioni che giustificano tale
grado d'incapacità e senza d'altronde fornire elementi che possano indurre a
ritenere che vi sia stato un peggioramento dello stato di salute rispetto alle
precedenti valutazioni.

 

                                         Quo alla
cennata richiesta d'assunzione di prove da parte dell'assicurata, occorre
inoltre osservare che, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predomi­nante e che altri provvedimenti probatori più non
potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si
rinuncerà ad assumere altre prove (RCC 1986 pag. 202 consid. 2 d; sentenza TFA
del 3 dicembre 1993 in re M.T., sentenza TFA del 27 ottobre 1992 in re A.B.P.,
sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O., sentenza TFA del 13 maggio 1991
in re A.A., sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274). Un tale modo di procedere non
lede il diritto di essere sentito sancito dall'art. 4 CF (RCC 1986 pag. 202,
consid. 2 d; RAMI 1985 pag. 238 consid. 2d; DTF 106 Ia 162 consid. 2b; Walter,
"Il diritto alla prova in Svizzera" in Rivista trimestrale di diritto
e procedura civile, 1991, pag. 1292).

                                         Poiché la
documentazione agli atti risulta sufficiente ai fini della pronuncia del
presente giudizio, la summenzionata richiesta d'assunzione di prove dev'essere
respinta.

 

                                         In queste
circostanze, alla perizia eseguita su incarico dell'amministrazione deve essere
attribuito valore probatorio pieno. Correttamente l'UAI ne ha tenuto conto per
pronunciare la decisione impugnata, la quale merita conseguentemente di essere
tutelata, essendo da ritenere nella fattispecie siccome dimostrato con la
certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (cfr. DTF 121 V 208
consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC
Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag. 210/211) che non vi è stata una modifica
rilevante dello stato di salute dell'assicurata e che quindi, rispetto a quanto
stabilito nella precedente decisione del novembre 1994, il grado d'incapacità
al guadagno di __________ non ha subito una modifica tale da incidere in
maniera rilevante sul diritto alla rendita.

 

                                         Per il
che, il ricorso deve essere respinto e la decisione querelata confermata.

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti