# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 32a0f91e-0343-5c83-9a0f-a08d5a63bd3e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 29.07.2003 52.2003.207
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2003-207_2003-07-29.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2003.207

   

  	
  Lugano

  29 luglio 2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Werner Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 17 giugno 2003 di

 

 

	
   

  	
  __________ 

  già rappr. da __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 27 maggio 2003 (n. 2319) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 25 marzo 2003 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di revoca del permesso
  di dimora per sé e per la figlia __________;

  

 

 

viste le risposte:

-    1° luglio 2003 del
Consiglio di Stato,

-    1° luglio 2003 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) La
cittadina cubana __________ è madre di __________, nata da una relazione con un
connazionale.

Entrata in Svizzera tramite un visto
turistico il 15 agosto 1998, la ricorrente ha risieduto presso il cittadino
elvetico __________, ottenendo in seguito un permesso di dimora temporaneo per
motivi di studio (approfondimento della lingua italiana), valido fino al 15
gennaio 1999. Alla scadenza del permesso essa è rientrata nel proprio Paese
d'origine, dove era rimasta la figlia.

 

b) Il __________ la ricorrente si è sposata
a Cuba con __________. A seguito del matrimonio, il 23 maggio 1999 __________ è
stata autorizzata a rientrare in Svizzera, ottenendo un permesso di dimora, in
seguito regolarmente rinnovato, l'ultima volta fino al 22 maggio 2003. Anche
__________ è stata posta al beneficio di identico permesso a titolo di
ricongiungimento famigliare con la madre.

La ricorrente e sua figlia sono andate a
vivere nella casa di famiglia del marito, situata in via __________ a
__________.

 

 

                                  B.   a) Il 10
marzo 2003 __________ ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione
del Dipartimento delle istituzioni la modifica dell'indirizzo. Essa ha indicato
che il 4 febbraio precedente si era separata dal marito e che si era trasferita
in via __________ a __________ con la figlia __________ presso __________. Nel
contempo, la ricorrente ha trasmesso all'autorità un contratto di locazione
stipulato con il nuovo convivente valido dal 1° dicembre 2001 e una convenzione
di separazione di fatto dal marito dell'11 febbraio 2002.

 

b) Fondandosi sulle premesse emergenze, il
25 marzo 2003 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha revocato il permesso
di dimora a __________, perché si era separata dal marito e viveva insieme a
un'altra persona.

La decisione, estesa alla figlia __________,
è stata resa sulla base degli art. 4, 7, 9, 12, 16 LDDS e 8 ODDS.

                                  C.   Con
giudizio 27 maggio 2003 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa interposta da __________ per sé e per la figlia
__________.

Il Governo ha ritenuto che, quantomeno
dall'11 febbraio 2002, non esistesse più una comunione coniugale di fatto tra i
coniugi __________. Secondo il Governo, visto che non sussisteva più tra i
coniugi un legame sentimentale, ha considerato manifestamente abusivo, da parte
dell'insorgente, appellarsi al connubio per conservare il permesso di soggiorno.

Date le circostanze, ha soggiunto
l'Esecutivo cantonale, non permetteva di mutare il giudizio il fatto che i
coniugi __________ avessero dichiarato in quella sede di aver ricomposto la comunione
domestica dal 3 aprile 2003, ritenendo tale modo di agire escogitato per puri
fini di causa.

Visto che la relazione coniugale non era più
intatta, ha soggiunto l'Esecutivo cantonale, l'interessata non poteva invocare
la protezione sancita dall'art. 8 CEDU.

Infine, ha considerato esigibile il suo
rientro nel Paese d'origine unitamente alla figlia.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia, __________ si aggrava ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinvio degli atti all'autorità
inferiore per un nuovo giudizio.

Contesta di aver invocato il vincolo
matrimoniale in maniera manifestamente abusiva al fine di soggiornare in
Svizzera, sostenendo che la decisione impugnata è stata emanata sulla base di
un accertamento dei fatti lacunoso.

Afferma di aver vissuto insieme al coniuge
fino al 4 febbraio 2003. Non sarebbe pertanto vero che avrebbe vissuto separata
dal marito per oltre un anno prima della loro riconciliazione avvenuta il 3
aprile successivo.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato,
quest'ultimo con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10
lett. a LALPS).

 

1.2. In concreto, il 25 marzo 2003 il
dipartimento ha revocato i permessi di dimora di __________ e della figlia
Indira, che erano validi sino al 22 maggio 2003. Contro questo genere di provvedimento
è, in linea di principio, ammissibile il ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale (v. art. 101 lett. d OG).

Sennonché, le autorizzazioni di soggiorno di
cui beneficiavano le insorgenti sono scadute prima dell'inoltro del ricorso.
Dato che esse non hanno un interesse pratico e attuale a impugnare tali
decisioni, il gravame è pertanto divenuto privo di oggetto.

 

1.3. Il giudizio impugnato non concerne
tuttavia solo la revoca, ma si riferisce anche al rifiuto di rinnovare a
__________ e alla figlia il permesso di dimora di cui erano titolari. Occorre
dunque esaminare se il ricorso di diritto amministrativo sia ricevibile sotto
questo profilo.

Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in
materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi
al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4
LDDS sancisce che l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni
della legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso
di dimora o di domicilio.

Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento
di un simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su una disposizione
particolare del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 127 II 60
consid. 1a, 126 II 425 consid. 1 con rinvii).

Non esiste alcun trattato conchiuso tra la
Repubblica di Cuba e la Svizzera dal quale potrebbe scaturire un diritto al
rilascio o al rinnovo di un permesso di soggiorno in favore dell'insorgente e
della figlia.

Giusta l'art. 7 cpv. 1 prima frase LDDS, il
coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al rilascio e alla
proroga di un permesso di dimora. Ai fini dell'applicazione della suddetta
norma, è determinante unicamente l'esistenza di un vincolo matrimoniale
giuridicamente valido (DTF 119 Ib 417 e segg. consid. 2c). In concreto, la ricorrente
è sposata con un cittadino elvetico. Di conseguenza essa ha, in linea di principio,
diritto al postulato rinnovo del permesso di dimora. 

Pertanto, potendo la decisione impugnata
essere dedotta davanti al Tribunale federale mediante un ricorso di diritto
amministrativo, si deve concludere che la competenza di questo Tribunale a
statuire sull'impugnativa inoltrata da __________ è data. Se il permesso
sollecitato possa esserle rifiutato è una questione di merito, non di ammissibilità.

 

1.4. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere reso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Per
costante giurisprudenza, vi è abuso di diritto laddove un determinato istituto
giuridico è invocato per realizzare interessi che il medesimo istituto non si
prefigge di tutelare (DTF 121 I 367, consid. 3b). In relazione all'art. 7 LDDS,
ciò è il caso allorquando il coniuge straniero di un cittadino svizzero si
richiama ad un matrimonio che sussiste solo a livello formale, unicamente per
ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno: un simile scopo
non risulta in effetti tra quelli tutelati dalla norma in questione (DTF 128 II
145, consid. 2.2.).

 

2.2. La prassi ha tuttavia precisato che
l'esistenza di una situazione di abuso non deve essere ammessa con eccessiva
facilità; in particolare non vi è abuso di diritto già per il fatto che i coniugi
vivono separati o perché tra loro è pendente una procedura di divorzio. Nel
formulare l'art. 7 LDDS, il legislatore ha infatti volontariamente omesso di
far dipendere il diritto del coniuge straniero di un cittadino svizzero all'ottenimento
di un permesso di soggiorno dell'esistenza di una comunione matrimoniale di
fatto (DTF 121 II 97 segg.): è per contro necessario che vi siano concreti
indizi tali da ritenere che i coniugi non siano (più) intenzionati a condurre
una vita in comune e rimangano uniti dal vincolo matrimoniale soltanto per
ragioni di polizia degli stranieri (DTF 127 II 49, consid. 5a e rif.). In altre
parole, il fatto che i coniugi vivano separati non è altro che un elemento -
più o meno importante a seconda delle circostanze - tra i tanti che la
competente autorità deve prendere in considerazione per valutare se sia data
una delle fattispecie contemplate dall'art. 7 cpv. 2 LDDS e per negare, se del
caso, il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno al coniuge straniero
di un cittadino svizzero.

In questo senso, giova ricordare che una
separazione di alcuni mesi dopo diversi anni di matrimonio non è un indizio
sufficiente per ritenere che i coniugi non avessero una reale volontà di ricomporre
la loro unione coniugale in maniera definitiva (STF 17 febbraio 2003,
2A.372/2002, consid. 4.4.).

 

 

                                   3.   3.1.
Accompagnata dalla figlia __________, __________ è giunta in Svizzera il 23
maggio 1999 per vivere insieme al marito nella casa di famiglia di quest'ultimo
in via __________ a __________.

Il 31 ottobre 2001 la ricorrente ha
sottoscritto un contratto di locazione per un appartamento di 3 locali in via
__________ a __________ con __________, valido dal 1° dicembre 2001. L'11
febbraio 2002 essa ha stipulato una convenzione di separazione di fatto e di
beni con il marito, indicando in particolare che con quest'ultimo intendeva "continuare
a vivere sotto lo stesso tetto coniugale pur rimanendo di fatto separati".

Il 10 marzo 2003 l'insorgente ha notificato
alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione il cambiamento d'indirizzo,
adducendo di essersi trasferita il 4 febbraio 2003 con __________ in via
__________ presso __________.

 

3.2. Ora, sulla scorta delle premesse
emergenze, non vi sono sufficienti elementi per ritenere che __________ abbia
effettivamente vissuto separata dal marito per oltre un anno fino al 3 aprile
2003. In altre parole, gli elementi ritenuti dall'Esecutivo cantonale non
dimostrano ancora che la ricorrente si sia appellata al connubio per conservare
il permesso di soggiorno in maniera manifestamente abusiva.

Certo, nell'autunno del 2001 l'insorgente ha
sottoscritto un contratto di locazione con una terza persona - che non è dato
sapere chi sia -, mentre l'11 febbraio 2002 essa ha stipulato una convenzione
di separazione di fatto e di beni con il marito. Tuttavia tali indizi non
significano ancora che __________, nel periodo preso in considerazione dal
Governo a fondamento del proprio giudizio, vivesse effettivamente separata dal
marito. Tanto più che in quella sede la ricorrente aveva contestato che la comunione
coniugale era cessata di fatto prima del febbraio 2003 e il suocero aveva
dichiarato che la separazione del figlio con l'interessata era avvenuta
soltanto di recente (v. doc. D: dichiarazione 5 aprile 2003 di __________, prodotta
dinnanzi al Consiglio di Stato). Va pure osservato che la locatrice di via
__________ aveva autorizzato l'insorgente a trasferirsi nell'appartamento del
__________ soltanto nel marzo 2003 (v. dichiarazione 8 marzo 2003 di
__________, agli atti). L'Esecutivo cantonale cade peraltro in contraddizione
laddove non esclude che la ricorrente si era trasferita già nel 2001 in via
__________, per poi rilevare che entrambi i coniugi vivevano separati, ma sotto
lo stesso tetto in via __________ (risoluzione governativa ad F2, pag. 7).

Visto che non è dato sapere a quando risale
la separazione tra i coniugi __________, il Governo non poteva concludere che
l'asserita riconciliazione tra i coniugi, documentata tramite la convenzione
sottoscritta dai coniugi il 3 aprile 2003 e prodotta dinnanzi a quella sede,
era stata escogitata per puri fini di causa.

In sostanza, gli atti di causa si rivelano
insufficienti per pronunciarsi nel merito.

 

 

                                   4.   In simili
circostanze si giustifica annullare la decisione impugnata e rinviare gli atti
all'autorità inferiore affinché provveda ad accertare se siano adempiuti tutti
i requisiti di cui all'art. 7 cpv. 2 LDDS. Essa verificherà se __________ ha
vissuto effettivamente separata dal marito prima del marzo 2003 e se la loro ripresa
della comunione coniugale è reale e sincera. Il Governo provvederà in questo
senso ad interrogare segnatamente l'interessata, suo marito, il suocero,
__________ e __________, nonché a verificare la struttura logistica
dell'abitazione famigliare di via __________, dove vivrebbero pure il suocero e
la famiglia del cognato. Valuterà inoltre l'incidenza delle dichiarazioni rilasciate
da diverse persone prodotte in questa sede (colleghi di lavoro del marito,
amici e vicini di casa) e ispezionerà se necessario presso la Pretura
competente se vi è in corso una procedura di separazione o di divorzio tra i
coniugi __________.

 

 

                                   5.   Il ricorso
va pertanto accolto e la risoluzione del Consiglio di Stato annullata. Visto
l'esito del ricorso, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia e
delle spese. Lo Stato del Cantone Ticino rifonderà all'insorgente, assistito da
un consulente giuridico, un'adeguata indennità per ripetibili (art. 31 PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 4, 7 LDDS; 100 cpv. 1 lett. b n. 3,
101 lett. d OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61, 65 PAmm;

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto come ai considerandi.

§.  Di conseguenza:

1.1    la decisione 27
maggio 2003 (n. 2319) del Consiglio di Stato è annullata;

1.2    gli atti sono
rinviati all'Esecutivo cantonale per nuova decisione previo completamento dell'istruttoria.

 

 

                                   2.   Non si
prelevano né tassa di giustizia né spese.

 

 

                                   3.   Lo Stato
del Cantone Ticino rifonderà alla ricorrente fr. 800.– a titolo di ripetibili.

 

 

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario