# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 613b64ff-b9ea-5ffd-9696-cc14a075911b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1996-05-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 03.05.1996 11.1996.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1996-58_1996-05-03.html

## Full Text

Incarto n.

  11.96.00058

  	
  Lugano

  3 maggio 1996

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

   

  

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

sedente
per statuire sul ricorso inoltrato il 16 aprile 1996 da

 

	
   

  	
  __________, __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

   

  	 

la
decisione 15 aprile 1996 del 

 

	
   

  	
  __________, __________, 

  __________, 
  

   

  

con
la quale è stata respinta l’istanza di revoca della tutela presentata il 29
luglio 1995 dal ricorrente (incarto n. __________/__________);

 

Ritenuto

 

in fatto:

                                         che __________ (1961) è
stato dichiarato interdetto ai sensi dell’art. 369 CC con decisione 19 maggio
1992 del Consiglio di Stato, su istanza presentata dalla Delegazione tutoria
del Comune di __________;

 

                                         che in data 29 luglio
1995 __________ ha chiesto la revoca dell’interdizione;

                                         che l’Autorità di
vigilanza sulle tutele ha istruito la procedura, convocando l’interessato per
audizione e assumendo informazioni mediche e psico-sociali;

 

                                         che agli atti sono così
stati assunti il verbale di audizione, del 26 gennaio 1996 (doc. 8), la
relazione sociale del responsabile della __________, ove risiede attualmente
l’interessato (doc. 5), la relazione psichiatrica redatta il 13 febbraio 1996
dal dott. __________ (doc. 4), la relazione psichiatrica allestita il 22 gennaio
1996 dal dott. __________ all’attenzione della Sezione della circolazione (doc.
3);

                                         che l’istante,
informato il 20 marzo 1996 della completazione dell’istruttoria e della facoltà
di presentare eventuali osservazioni entro 15 giorni, non si è pronunciato;

                                         che in data 15 aprile
1996 la Divisione degli interni ha respinto l’istanza di revoca
dell’interdizione, per il motivo che la situazione dell’istante giustificava
tuttora la tutela;

                                         che in data 16 aprile
1996 __________ ha inoltrato ricorso contro tale decisione;

                                         che il gravame non è
stato notificato alla Divisione degli interni;

 

considerato

 

in diritto:

                                         che ci si potrebbe
chiedere se il gravame sia ricevibile, vista la totale carenza di motivazione
sui motivi di fatto e di diritto su cui si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. d, e, f
CPC);

                                         che la sanzione della
nullità va applicata con cautela e che l’appello è ricevibile se dal suo
contenuto emerge chiaramente l’intenzione di impugnare la decisione di primo
grado, dal contesto si desumono i motivi a sostegno del ricorso e
l’insufficienza formale non reca pregiudizio alla controparte (Rep. 1986 pag.
272, 1985 pag. 338 in alto);

                                         che nella fattispecie
la richiesta di giudizio contenuta nel ricorso, benché succinta, è chiara e
l’ambito della contestazione non dà adito a dubbi;

                                         che il quesito può a
ogni modo rimanere indeciso, il ricorso dovendo comunque essere respinto nel
merito;

                                         che la procedura di
interdizione, stabilita dal diritto cantonale (art. 373 CC) è retta dal
principio inquisitorio (Deschenaux/Steinauer,
Personnes physiques et tutelle, 3a ed., Berna 1995, n. 888 pag.
341-342), motivo per cui questa Camera ha richiamato d’ufficio dall’Autorità di
vigilanza sulle tutele l’incarto relativo ad __________;

                                         che ai sensi dell’art.
433 cpv. 2 CC l’autorità è obbligata a ordinare la revoca non appena la causa
di tutela sia scomparsa;

                                         che nella fattispecie
il ricorrente è stato interdetto in applicazione dell’art. 369 CC, perché
affetto da debilità e infermità mentale che lo rendevano incapace di provvedere
ai propri interessi e bisognoso di durevole assistenza e protezione, come dettagliatamente
esposto nella perizia 8 aprile 1992 dell’Ospedale __________ __________ di
__________ (doc. 13);

                                         che la situazione psico-sociale
del ricorrente non è mutata, come emerge sia dal complemento di perizia redatto
il 13 febbraio 1996 dal dott. __________ dell’Ospedale __________ __________ di
__________ (doc. 4) che dal rapporto allestito il 22 gennaio 1996 dallo
psichiatra __________ all’attenzione della Sezione della circolazione (doc. 3);

                                         che entrambi gli
psichiatri ritengono tuttora necessaria una durevole assistenza e protezione
dell’interessato, incapace a loro giudizio di provvedere in modo autonomo ai
propri bisogni;

                                         che l’Autorità di
vigilanza sulle tutele ha sentito l’istante il 26 gennaio 1996 e ha disposto un
complemento della perizia su cui si era fondata la decisione originaria di interdizione,
così che la procedura seguita rispetta le norme stabilite dagli art. 373 e 374
CC, applicabili per analogia anche ai casi di revoca della tutela;

                                         che constatato il
perdurare della situazione che aveva a suo tempo giustificato l’interdizione ai
sensi dell’art. 369 CC, non vi è motivo per scostarsi dalla decisione della
Divisione degli interni, conforme alla legge;

                                         che il gravame,
infondato, può pertanto essere deciso con la procedura semplificata prevista dall'art.
313bis CPC;

                                         che viste le particolarità
del caso si può prescindere dal prelievo di spese;

 

Per questi motivi,

 

 

pronuncia:

                                   1.   L’appello è respinto e
la decisione impugnata è confermata.

                                   2.   Non si prelevano né
tasse né spese.

                                   3.   Intimazione a :

                                         -
__________, __________ __________, __________              - __________,
__________

                                         -
__________

                                         __________,
__________ 

 

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria