# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c9c6d77d-b4c0-5435-8193-82df6a992a93
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 18.01.2000 11.1998.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-23_2000-01-18.html

## Full Text

Incarto n.

  11.1998.00023

  	
  Lugano,

  18 gennaio
  2000/ld

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Pellegrini

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.__._____ (accesso
necessario) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2, promossa con petizione
del 25 luglio 1994 dal

 

	
   

  	
  __________. __________ __________, __________ __________

  (patrocinato dall'avv. __________ __________,
  __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________. __________ __________, __________, e

  __________. __________ __________, __________;

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello presentato il 30 gennaio 1998 da __________ __________ ed __________
__________ contro la sentenza emessa il 29 dicembre 1997 dal Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 2;

 

                                         2.   Se
dev'essere accolto l'appello adesivo presentato il 16 marzo 1998 da __________
__________ contro la medesima sentenza;

 

                                         3.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ __________ è proprietario della particella n.
__________RFP di __________, acquistata nel dicembre del 1993 dall__________
__________ __________ di __________ e ricavata dal frazionamento del vecchio
fondo 

                                         n.
__________. __________ __________ è proprietario, a sud, della contigua particella
n. __________, che confina a sua volta, a sud, con la particella n.
__________appartenente a __________ __________a. Limitrofa a quest'ultima è,
sempre a sud, la particella n. __________, comproprietà degli stessi __________
__________ ed __________ __________ in ragione di un mezzo ciascuno. I fondi n.
__________, __________ e __________sono attraversati da una strada privata,
carrozzabile, che dalla pubblica via raggiunge – passando anche su altri fondi
– la parte più elevata del terreno appartenente a __________ __________. Il
lato est di tale fondo è lambito da un'altra strada privata, carrozzabile e
larga 2.80 m, che corre sulla particella n. __________di __________ __________,
ricavata essa pure dal vecchio fondo n. __________.

 

                                  B.   Intenzionato
a costruire una casa unifamiliare, il 25 luglio 1994 __________ __________ ha
promosso causa contro __________ __________ ed __________ __________ perché
fosse riconosciuto in favore della sua particella n. __________ un diritto di
passo necessario lungo la strada che attraversa – fra gli altri – i fondi n.
__________, __________e __________, offrendo un'indennità di fr. 8000.– a ciascun
convenuto. __________ __________ ed __________ __________ hanno chiesto di
respingere l'azione o quanto meno, in caso di accoglimento della domanda, il
versamento di un'indennità di almeno fr. 75 000.– ciascuno. Esperita l'istruttoria,
nel suo memoriale conclusivo del 27 febbraio 1997 l'attore ha aumentato le offerte
d'indennizzo a fr. 16 409.– in favore di __________ __________ e a fr. 20 970.–
in favore di __________ __________. I convenuti hanno ribadito la loro
posizione. Per finire, al dibattimento finale del 4 marzo 1997 l'attore ha
ridotto le offerte a fr. 5500.– per il primo e a fr. 7000.– per il secondo.
__________ __________ ha mantenuto il suo punto di vista. __________ __________
non è comparso all'udienza.

 

                                  C.   Con
sentenza del 29 dicembre 1997 il Pretore ha accolto parzialmente la petizione,
ha riconosciuto un diritto di passo pedonale e veicolare in favore del fondo n.
__________sul tracciato risultante dalla planimetria allegata alla sentenza, ha
ordinato all'ufficiale dei registri del Distretto di Lugano di iscrivere la
servitù nel registro fondiario e ha imposto all'attore di versare un'indennità
di 

                                         fr. 11
094.– per __________ __________ e una di fr. 13 375.– per __________ __________
entro 30 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza. La tassa di
giustizia di fr. 1500.– e le spese sono state poste per un terzo a carico
dell'attore e per il resto a carico dei convenuti in solido, tenuti a rifondere
alla controparte, sempre con il vincolo di solidarietà, fr. 1500.– per ripetibili
ridotte.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata __________ __________ ed __________ __________ sono
insorti con un appello del 30 gennaio 1998 nel quale postulano il rigetto della
petizione o, se non altro, un aumento delle indennità in loro favore a fr. 55
250.– per il primo e a fr. 68 500.– per il secondo, importi da versare
contestualmente all'iscrizione del diritto di passo nel registro fondiario.
Nelle sue osservazioni del 16 marzo 1998 __________ __________ propone di
respingere l'appello e con appello adesivo dello stesso giorno chiede che le
note indennità siano ridotte a fr. 5500.– per __________ __________ e a 

                                         fr.
7000.– per __________ __________, come pure che le ripetibili fissate dal Pretore
siano portate da da fr. 1500.– a fr. 5000.–. I convenuti non hanno presentato osservazioni
all'appello adesivo.

 

Considerando

 

in diritto:                   I.   Sull'appello
principale

 

                                   1.   L'appellante chiede preliminarmente che questa Camera disponga un
nuovo sopralluogo, oltre a quelli già esperiti dal Pretore il 30 ottobre 1995
(act. XIII, pag. 5) e dal perito il 3 maggio 1996 (act. XVI, pag. 2), per
"comprendere appieno la portata delle tesi fattuali delle parti", nel
rispetto "del diritto di essere sentiti dei contendenti" (appello,
punto III, pag. 3 in mezzo). Ora, per la formazione del proprio convincimento
il giudice può ordinare d'ufficio l'assunzione in appello delle prove indicate
dall'art. 88 CPC (art. 322 lett. a CPC), fra cui il sopralluogo. Ciò rientra nondimeno
nella sua latitudine di apprezzamento e non costituisce un obbligo (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura
civile ticinese annotato, Lugano 1993, n. 3 ad art. 322 CPC con riferimenti).
Nella fattispecie gli atti processuali sono sufficientemente chiari e completi.
Un ulteriore sopralluogo non porterebbe quindi, con ogni verosimiglianza, altri
elementi suscettibili di influire sull'esito del giudizio. Ciò premesso, nulla
osta all'emanazione della sentenza.

 

                                   2.   Il Pretore ha accolto la domanda di passo necessario perché,
sebbene le due strade private che collegano il fondo dell'attore con la
pubblica via "costituiscono, a prima vista, soluzioni parimenti
attuabili", l'accesso attraverso le proprietà dei convenuti è inserito
"nel piano regolatore di __________ quale strada di quartiere" (sentenza,
consid. 4, pag. 5 in mezzo). Gravando il fondo n. __________, di conseguenza,
"si verrebbe (…) a creare una lesione della proprietà che perderebbe ogni
motivo di esistere al momento dell'inevitabile concretizzazione del progetto di
strada comunale già inserito nel piano regolatore" (sentenza, consid. 4,
pag. 6 in alto). Gli appellanti rimproverano al Pretore di avere attribuito
importanza soverchia al vincolo di diritto pubblico che grava le loro
proprietà. Contrariamente all'opinione del primo giudice – essi sostengono – la
costruzione della strada di quartiere non è affatto certa né tanto meno
imminente. L'attore ritiene, per converso, che presto o tardi l'opera dovrà essere
eseguita, conformemente all'obbligo di urbanizzazione imposto dall'art. 19 LPT,
e che nulla induce a far presumere un'eventuale modifica del tracciato da parte
del Comune.

 

                                         a)   Dagli
atti si evince, in effetti, che il 20 novembre 1995 l'assemblea comunale di
__________ ha accettato di stanziare un credito di fr. 455 000.– per creare, attraverso
i fondi degli appellanti e le particelle n. __________, __________, __________,
__________, __________, __________, __________, __________6, __________,
__________, __________e __________, una strada di quartiere nella zona
__________ -__________ (doc. AF; fascicolo richiamato dal Municipio di
__________; piano d'espropriazione allegato P1 alla perizia). La risoluzione
tuttavia è stata annullata con sentenza 8 novembre 1996 dal Tribunale cantonale
amministrativo (doc. 7) e non risulta che dopo di allora siano stati votati
nuovi crediti o che siano stati compiuti altri passi in vista di concretare il
progetto. Nulla consente dunque di ritenere che la costruzione della strada sia
imminente o anche solo prossima. La testimonianza di __________ __________,
municipale di __________, lascia presagire anzi che l'opera rischia di rimanere
inattuata. Al proposito egli ha dichiarato testualmente: "Il progetto di
strada non mi sembra verrà realizzato entro breve termine perché posso dire non
c'è la volontà nell'esecutivo di realizzarla. (…) Devo anche dire che sono
stati preventivati costi per oltre fr. 650 000.– tra espropri e costruzione
della strada. Conoscendo bene __________, penso che questo investimento verrà
bocciato" (verbale dell'11 maggio 1995, pag. 5 a metà).

 

                                         b)   Nelle
circostanze descritte l'"inevitabile concretizzazione del progetto di
strada comunale" non può costituire un criterio unico e sufficiente per
giustificare la domanda dell'attore. La petizione, in altre parole, non poteva
essere accolta per il solo motivo che un giorno l'attuale accesso privato
diventerà una strada pubblica. Data l'incertezza che regna non solo sui tempi
di esecuzione, ma addirittura sull'attuazione della strada così com'è prevista
nel piano regolatore, il vincolo di diritto pubblico che grava i fondi degli
appellanti non basta a legittimare una servitù di passo necessario lungo
l'accesso privato esistente. Quanto all'attore, egli si limita a invocare
l'obbligo per l'autorità comunale di urbanizzare la zona edificabile in
località __________ -__________, ma non contesta che dopo l'annullamento della
citata risoluzione assembleare da parte del Tribunale cantonale amministrativo,
il 20 novembre 1995, nulla di concreto sia più stato intrapreso, né tanto meno
allega che un progetto di strada analoga sarà attuato a breve termine. Ciò
premesso, rimane da esaminare se, a prescindere dalla sua motivazione, la
sentenza del Pretore sia nondimeno conforme – nel suo risultato – al prescritto
dell'art. 694 CC.

 

                                   3.   Il
proprietario che non abbia un accesso sufficiente dal suo fondo a una strada pubblica
può pretendere che i vicini gli consentano il passaggio necessario dietro piena
indennità (art. 694 cpv. 1 CC). Il tracciato della servitù deve gravare
anzitutto il fondo che, per intervenute modifiche (frazionamenti, alienazioni
di uno o più terreni di uno stesso proprietario, cancellazioni di servitù di passo
dovute a realizzazione forzata, spostamenti di tracciato stradale e così via),
ha sottratto alla particella del richiedente la possibilità di accesso alla
pubblica via, possibilità che prima era data in virtù di un diritto reale o
obbligatorio (art. 694 cpv. 2 prima frase CC; Steinauer,
Les droits réels, vol. II, 2ª edizione, pag. 163 n. 1865a; Meier-Hayoz in: Berner Kommentar, 3ª
edizione, n. 30 e 31 ad art. 694 CC). Occorre quindi esaminare anzitutto, nel
caso specifico, se la particella n. __________non sia stata privata di accesso
sufficiente in seguito a mutazioni nello stato dei fondi.

 

                                         Dall'inserto
processuale si desume che la particella n. __________ è dovuta al frazionamento
del vecchio fondo n. __________, appartenuto __________ __________ __________
di __________ (osservazioni all'appello, ad 2, pag. 3 in fondo; piano di
mutazione n. __________nel fascicolo richiamato dall'amministrazione
parrocchiale di __________). Tale particella confinava con la strada pubblica
(doc. 1; proposta di frazionamento nel fascicolo appena citato; interrogatorio
formale dell'attore, verbale del 30 ottobre 1995, pag. 2, risposta n. 1), com'è
del resto il caso per il nuovo fondo n. __________, proprietà di __________
__________ (planimetria allegata alla sentenza impugnata). La particella n.
__________è quindi stata privata dell'accesso alla pubblica via in seguito al
predetto frazionamento. In siffatte condizioni l'onere di passo necessario
grava primariamente il fondo vicino risultante dalla parcellazione (Rep. 1989
pag. 143 consid. 2), ossia il nuovo mappale n. __________, senza riguardo al
fatto che la mutazione sia da imputare all'attuale o al precedente proprietario
del terreno.

 

                                   4.   Del
resto, si volesse anche prescindere dallo stato anteriore dei fondi e ponderare
i contrapposti interessi dei vicini, l'esito non cambierebbe. Un passo
necessario, infatti, deve gravare le particelle per le quali il transito è di
minor danno (art. 694 cpv. 2 seconda frase CC; DTF 86 II 240 consid. 4), sicché
il giudice deve tenere conto di tutte le particolarità del caso, come la
presenza di costruzioni, il genere di coltura esistente e le possibilità d'uso
futuro dei mappali (Haab/Simonius/Scherrer/Zobl
in: Zürcher Kommentar, 2ª edizione, n. 12 ad art. 694 CC). Non entrano
in linea di conto, invece, i rapporti personali tra l'obbligato e il beneficiario,
poiché il bisogno d'accesso dev'essere giudicato in base a criteri oggettivi (Meier-Hayoz, op. cit., n. 32 ad art.
694 CC; Caroni Rudolf, Der Notweg,
Berna 1969, pag. 97). Di norma il minor aggravio è dato dal percorso più corto,
ma situazioni particolari possono far apparire più oneroso un passo breve rispetto
a uno più lungo su altri fondi aperti e liberi (I CCA, sentenza del 30 luglio
1996 nella causa R. contro B., consid. 5 con riferimenti). 

 

                                         Nella
fattispecie sia le particelle n. __________, __________e __________di proprietà
degli appellanti sia la particella n. __________appartenente a __________
__________ sono attraversate da una strada privata carrozzabile che dalla
pubblica via raggiunge il fondo dell'attore. Dagli atti risulta però che il passaggio
attraverso il fondo a valle è notevolmente più breve e meno tortuoso rispetto a
quello attraverso i fondi degli appellanti (planimetria allegata alla sentenza
impugnata; doc. 2). Inoltre esso tocca un solo proprietario, che si è dichiarato
disposto a "esaminare la possibilità di concedere un diritto di passo
anche veicolare" sul suo fondo, seppure "a titolo obbligatorio, senza
iscrizione a RF" (testimonianza __________ __________, verbale dell'11
maggio 1995, pag. 3 in basso). A differenza poi della strada privata situata
sulla particella n. __________, che è interamente asfaltata (verbale di sopralluogo
del 30 ottobre 1995, pag. 5 in basso), la via che attraversa le particelle n.
__________, __________e __________ è in parte sterrata (doc. R, foto n. 8, 9,
10, 11, 12 e 13), ciò che cagiona maggiori inconvenienti (rumori, polvere,
fango) e aggravi di manutenzione (solchi sul terreno). Per di più, lungo la
strada privata __________ -__________ sorgono diverse case d'abitazione – fra
cui quelle degli appellanti (doc. B e B1; petizione, ad 1 pag. 2 in alto) – sicché
il passaggio graverebbe svariati proprietari, mentre il fondo n. __________ è
libero e non risulta dover essere edificato, quanto meno in un futuro prossimo.

 

                                   5.   Si
aggiunga che l'accesso attraverso il fondo n. __________non è neppure in contrasto
con interessi preponderanti del richiedente nel senso dell'art. 694 cpv. 3 CC.
Certo, l'attore sostiene che il passaggio verso est "non sarebbe possibile
o [sarebbe] comunque onerosissimo considerato che la parte a valle è ripida",
che in tali condizioni la costruzione di un ascensore o di una monorotaia
potrebbe essere richiesta all'attore "unicamente qualora i fondi degli
appellanti non fossero (…) già gravati dall'esistenza di fatto di una strada e
dovrebbe invece essere realizzato un manufatto stradale ex novo che
potrebbe pregiudicare e modificare sostanzialmente l'uso del loro fondo"
(osservazioni all'appello, pag. 20 in alto). Egli disconosce tuttavia che
l'art. 694 cpv. 1 CC assicura bensì il diritto di accedere in automobile a un
fondo edificato, ma non necessariamente quello di arrivare in vettura fin
davanti alla porta di casa (I CCA, sentenza citata del 30 luglio 1996 nella
causa R. contro B., consid. 4 con riferimenti; Rep. 1989 pag. 143 consid. 2).
Al momento in cui si vede garantire una possibilità di accesso veicolare al
proprio fondo, il richiedente deve dimostrare – ove insista per ottenere un
altro passo, più gravoso per i vicini – che l'accesso in questione non consente
un uso razionale del suo fondo (Meier-Hayoz,
op. cit., n. 49 ad art. 694 CC) oppure cagiona costi sproporzionati.

 

                                         Nel caso
in esame non vi è motivo per ritenere che la strada carrozzabile attraverso il
fondo n. __________, interamente asfaltata e larga 2.80 m (verbale di
sopralluogo del 30 ottobre 1995, pag. 5 in basso), dia un accesso insufficiente
alla particella n. __________ (si veda anche la sentenza impugnata, consid. 4,
pag. 5 nel mezzo). È vero che, ove l'attore erigesse la propria abitazione sulla
parte alta del fondo, l'accesso veicolare non sarebbe garantito fin davanti
alla porta di casa, ma nulla risulterebbe impedire in tal caso la costruzione
di una scalinata, di un ascensore o di una monorotaia. L'attore afferma invero
che l'accesso attraverso il fondo n. __________risulterebbe "onerosissimo"
(memoriale conclusivo del 27 febbraio 1997, pag. 9 in alto; osservazioni, pag.
20 in alto), ma invano si cercherebbe negli atti un qualsiasi riferimento alle
relative spese, ciò che non permette sicuramente di ravvisare costi
sproporzionati. Inoltre, se un proprietario deve poter sfruttare il suo fondo
come meglio crede (Rep. 1989 pag. 143 consid. 2), nella scelta del luogo di
costruzione egli non può ignorare gli eventuali aggravi derivanti ai vicini dalla
soluzione adottata. Tanto meno se si pensa che la parte bassa del fondo n.
__________, ancorché in pendenza, non consta essere inedificabile. Se ne conclude
che, in concreto, nulla giustificava la concessione di diritto di passo
necessario sui fondi degli appellanti. L'appello si rivela dunque fondato e la
sentenza impugnata deve essere riformata di conseguenza.

                                         

                                   II.   Sull'appello
adesivo

 

                                   6.   Dato che l'attore si vede respingere la domanda d'accesso necessario
sui fondi dei convenuti, l'appello adesivo volto alla diminuzione delle
indennità da versare a questi ultimi per la concessione del passo diviene privo
d'oggetto. Sulla questione delle spese e delle ripetibili si tornerà in
appresso.

 

                                  III.   Sulle
spese e le ripetibili

 

                                   7.   Gli oneri dell'appello principale vanno a carico dell'attore
(art. 148 cpv. 1 CPC). L'indennità per ripetibili tiene conto della circostanza
che gli appellanti non si sono dovuti rivolgere a un legale; si limita quindi a
rimunerare equitativamente il dispendio di tempo loro occorso per far valere le
loro ragioni davanti a questa Camera. L'esito dell'attuale giudizio impone di
riformare anche il dispositivo sulle spese di prima sede, che seguono a loro
volta la soccombenza. L'indennità di fr. 3000.– per ripetibili chiesta dai convenuti
(appello principale, pag. 2) appare congrua, gli interessati essendosi difesi
personalmente anche davanti al primo giudice, senza far capo all'assistenza di
un patrocinatore.

 

                                   8.   Gli
oneri dell'appello adesivo, diventato senza oggetto, si attengono per analogia
al dettato dell'art. 72 PC (I CCA, decreto del 1° giugno 1993 in re F., consid.
1; sentenza del 12 ottobre 1989 in re G.). Ciò significa che il giudice
statuisce con motivazione sommaria sulle spese, "tenendo conto dello stato
delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite". Il
problema è di valutare, in concreto, quale possibilità di buon esito avrebbe
avuto il gravame – a un primo esame – se la concessione dell'accesso necessario
non fosse stata impugnata o fosse stata confermata in appello (cfr. DTF 111 Ib
191 consid. 7a).

 

                                         a)   L'appellante
adesivo contestava anzitutto l'ammontare dell'indennità riconosciuta ai
convenuti per la concessione del passo, stabilita in fr. 11 094.50 per il proprietario
della particella n. __________e in fr. 13 375.– per il proprietario della
particella n. __________. Il Pretore è giunto a tali importi dimezzando il
valore venale dei fondi, che è stato stimato dal perito in fr. 85.– il metro
quadrato per la superficie edificabile e in fr. 2.– il metro quadrato per
quella non edificabile (perizia, pag. 8 in fondo). La decurtazione è stata
giustificata per il motivo che "la superficie interessata dal diritto di
passo è già oggi destinata esclusivamente ad accesso veicolare per i fondi dei
due convenuti, per cui il fatto che la strada esistente venga utilizzata anche
da un terzo (l'attore) non pregiudica l'entità fisica dei loro fondi né la loro
utilizzazione, ma arreca solo un disturbo (comunque contenuto) causato
dall'aumento del transito di autoveicoli" (sentenza impugnata, consid. 5,
pag. 7 in alto).

 

                                         b)   A
mente dell'appellante adesivo la valutazione del primo giudice non è sostenibile
poiché l'indennità avrebbe dovuto essere calcolata in funzione dello svantaggio
arrecato ai proprietari dei fondi gravati dalla servitù, che in concreto non è
stato dimostrato. Egli trascura tuttavia che, secondo la più recente
giurisprudenza, se il passo necessario si confonde con un accesso già
esistente, l'indennizzo dev'essere stabilito per principio – in deroga al
criterio generale ripreso dall'art. 9 cpv. 3 CPC – sulla base del valore venale
della superficie concretamente toccata dal passo (DTF 120 II 424 consid. 7a con
commento in DC/BR 1995 pag. 96 n. 25; I CCA, sentenza del 14 agosto 1996 nella
causa B. contro R., consid. 9). Contrariamente a quanto assevera l'appellante,
quindi, nel caso precipuo l'indennità per la concessione dell'accesso ai fondi
n. __________, __________ e __________sarebbe finanche dovuta corrispondere al
valore pieno della superficie gravata. A un esame di verosimiglianza l'appello
adesivo sarebbe quindi risultato, su questo punto, sprovvisto di buon diritto.

 

                                         c)   L'appellante
adesivo postulava altresì l'aumento dell'indennità per ripetibili in suo favore
da fr. 1500.– a fr. 5000.–, argomentando che davanti al Pretore i convenuti
avevano rivendicato in contropartita del passo necessario fr. 75 000.– ciascuno
(risposta, pag. 13 in mezzo), sicché il valore litigioso ammonta a fr. 150
000.–. Dato quanto precede, nondimeno, l'appellante esce soccombente su tutta
la linea, in entrambi i gradi di giurisdizione. Per di più, davanti al Pretore
egli aveva chiesto che le ripetibili fossero stabilite in base a un valore
litigioso di fr. 37 379.– (memoriale conclusivo, pag. 11 nel mezzo), di modo
che l'indennità stabilita dal primo giudice sarebbe in ogni caso rientrata nei
limiti – indicativi (art. 150 seconda frase CPC) – previsti dalla tariffa
dell'Ordine degli avvocati. Ne discende che, comunque sia, gli oneri
dell'appello adesivo avrebbero seguito la verosimile soccombenza
dell'appellante. Non si sarebbe giustificata invece l'attribuzione di
ripetibili ai convenuti, che non hanno presentato osservazioni all'appello
adesivo.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:               I.   L'appello
principale è accolto e la sentenza impugnata è così riformata:

 

1.  La petizione è respinta.

2.  La tassa di giustizia di
fr. 1500.– e le spese sono poste a carico dell'attore, che rifonderà ai convenuti
fr. 3000.– complessivi per ripetibili.

                                      

                                   II.   Gli oneri
dell'appello principale, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 750.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
800.– 

                                         da
anticipare dagli appellanti, sono posti a carico di __________ __________, che
rifonderà alle controparti fr. 1000.– complessivi per ripetibili.

 

                                   III.   L'appello
adesivo è dichiarato senza oggetto e la causa è stralciata dai ruoli.

 

                                 IV.   Gli oneri
dell'appello adesivo, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 350.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
400.– 

                                         sono
posti a carico dell'appellante adesivo. Non si assegnano ripetibili.

 

                                  V.   Intimazione:

                                         –
__________. __________ __________, __________;

                                         –
__________. __________ __________, __________;

                                         – avv.
__________ __________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        Il
segretario