# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6841a6d5-3b1e-579b-8fe1-eca68ec9b32a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-08-28
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 28.08.2023 13.2023.68
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2023-68_2023-08-28.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2023.68

  	
  Lugano

  28 agosto 2023

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente

   

  	 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  	 

	
   

  	
   

  	 

									

 

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. OR.2019.2 della Pretura della giurisdizione di Locarno-Città promossa con
petizione 8 febbraio 2019 da

 

	
   

  	
  RE
  1  

  rappr. da RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

   

  	 

	
   

  	
  CO
  1  

  patrocinato dagli  PA 1  e  PA 2  

   

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

e ora sul reclamo 30
giugno 2023 di RE 1 contro la decisione 9 giugno 2023 con cui il Pretore ha accolto
le istanze di assunzione di nuove prove 25 agosto, 8 settembre e 2 dicembre
2022 del convenuto;

 

ritenuto

in fatto:                   A.   Con petizione 8 febbraio 2019
RE 1 ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 245'766.75 oltre
accessori a titolo di onorari per prestazioni d’architettura.

 

                                         Con risposta 14 giugno
2019 il convenuto ha chiesto la reiezione della petizione. In via
riconvenzionale ha poi postulato la condanna dell’attrice al versamento di fr.
398'935 30 oltre accessori a titolo di risarcimento per inadempienza del
contratto, domanda questa avversata dall’attrice.

 

                                         Con gli ulteriori allegati
le parti hanno confermato le rispettive domande.

 

                                         Al dibattimento 3 febbraio
2021 le parti hanno chiesto l’assunzione delle rispettive prove sulle quali il
Pretore si è pronunciato con ordinanza 17 febbraio 2021.

 

                                  B.   Con istanze 25 agosto,
8 settembre e 2 dicembre 2022 il convenuto ha chiesto l’assunzione di nuovi
mezzi di prova. La parte attrice si è opposta con osservazioni 17 ottobre 2022.

 

                                         Con ordinanza 9 giugno
2023 il Pretore ha accolto le istanze.

 

                                  C.   Con reclamo 30 giugno
2023 RE 1 impugna la decisione in oggetto chiedendone l’annullamento e la
riforma nel senso che le istanze del convenuto siano respinte.

 

                                         Il reclamo non è stato
notificato alle parti.

 

Considerando

in diritto:                 1.   La reclamante impugna con
il medesimo reclamo quattro distinte decisioni del Pretore. Si prescinde qui
dall’ordinare la disgiunzione dei gravami, ritenuto che comunque si procederà
con decisioni separate.

 

                                   2.   La decisione con cui
il Pretore ha accolto le istanze di assunzione di nuove prove del convenuto è
una disposizione ordinatoria processuale (art. 124, 154 e 229 CPC). In
applicazione degli art. 319 lett. b cifra 2 e 321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra
1 LOG, la stessa è impugnabile con reclamo alla terza Camera civile del
Tribunale d’appello nel termine di dieci giorni.

 

                                         La decisione 9 giugno 2023
è pervenuta all’attrice il 19 giugno 2023. Spedito il 30 giugno 2023, il
reclamo è tempestivo (art.142 cpv.3 CPC) e, da questo punto di vista,
ammissibile.

 

                                   3.   Il CPC prevede che
con il rimedio del reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del
diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei
fatti (lett. b), ritenuto che nei casi non espressamente previsti dalla legge
il reclamo giusta l’art. 319 lett. b CPC è ammissibile solo quando vi è il
rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile (cifra 2).

 

                                   4.   L’impugnabilità
della decisione ordinatoria di cui trattasi non è espressamente prevista dal
CPC. È pertanto da rendere verosimile il rischio di un pregiudizio
difficilmente riparabile e produrre in tal senso un certo sforzo allegatorio,
ritenuto che l’enunciazione di proclami o principi generali non è sufficiente.
Il pregiudizio dev’essere concreto, di essenziale rilievo per l’andamento del
processo e non deve poter - interamente o parzialmente - essere riparato
neppure mediante una successiva sentenza finale favorevole. La rilevanza del
pregiudizio nel processo deve essere esaminata secondo il libero e ampio potere
di apprezzamento del giudice alla luce del principio di celerità perseguito dal
CPC.

 

                                   5.   In concreto la
reclamante medesima ha rilevato che il reclamo è ammissibile solo qualora sia
dato il rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile, ma essa ha poi
omesso di sostanziare siffatto pregiudizio.

                                         In assenza di un
pregiudizio difficilmente riparabile, premessa fondamentale del reclamo fondato
sull’art. 319 lett. b cifra 2 CPC, il gravame in esame non può che essere
dichiarato inammissibile.

 

                                   6.   Comunque sia,
gioverà ricordare che l’art. 321 cpv. 1 CPC dispone che il reclamo dev’essere
scritto e motivato e deve, segnatamente, contenere una domanda di giudizio.
Esso deve poi confrontarsi con la decisione impugnata e spiegare dove il primo
giudice avrebbe applicato in modo errato il diritto o accertato in modo
manifestamente errato i fatti. Nel proprio gravame - il cui contenuto appare
invero confuso e di difficile lettura - la reclamante si limita invero a
esporre generiche considerazioni di varia natura, senza alcun puntuale
riferimento o critica alle circostanziate motivazioni della decisione impugnata
e neppure spiega in cosa consisterebbe l’applicazione errata del diritto o
l’accertamento manifestamente errato dei fatti da parte del giudice di prime
cure. Il reclamo è quindi inammissibile anche perché carente di motivazione.

 

                                   7.   Le spese
processuali, stabilite in applicazione della legge sulla tariffa giudiziaria
(LTG), seguono la soccombenza della reclamante (art. 106 cpv. 1 CPC). La tassa
di giustizia per le decisioni su reclamo del Tribunale d’appello, fissata in
considerazione del valore, della natura e della complessità della causa (art. 2
cpv. 1 LTG), è stabilita in fr. 200.– in applicazione dell’art 14 LTG.

 

 

Per i quali motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo 30 giugno 2023 di RE
1 contro la decisione 9 giugno 2023, con cui il Pretore ha accolto le istanze di
assunzione di nuovi mezzi di prova di 25 agosto, 8 settembre e 2 dicembre 2022 del
convenuto, è inammissibile.

 

                                   2.   Le spese processuali
del reclamo di fr. 200.– sono poste a carico della reclamante.

 

                                   3.   Notificazione
(unitamente al reclamo 30 giugno 2023 alla controparte):

	
   

  	
  - ;

  - .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Locarno-Città.

 

 

Per la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Poiché
il valore litigioso è superiore a fr. 30'000.-, contro la presente sentenza è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1
LTF) con i limiti dell’art. 93 LTF.