# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4e593aa5-d415-5d6c-a9e0-303fe9b5ca56
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-10-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.10.2009 36.2009.142
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2009-142_2009-10-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  36.2009.142

   

  cs

  	
  Lugano

  8 ottobre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 luglio 2009 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 10 giugno
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio dell'assicurazione malattia, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale
  contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Ritenuto,                         in
fatto

 

                                  A.   Con
decisione del 10 marzo 2009, confermata dalla decisione su reclamo del 10
giugno 2009, l’Ufficio dell’assicurazione malattia (di seguito: UAM) ha
respinto la richiesta di RI 1, nato nel 1943, cittadino __________, detentore
di un permesso di residenza CE/AELS “B”, che chiedeva di essere esonerato
dall’obbligo di assicurarsi contro le malattie in Svizzera.

 

                                         L’autorità
cantonale ha sostanzialmente considerato che nel caso di specie non sono
adempiute le condizioni di cui all’art. 2 cpv. 7 OAMal, poiché l’assicuratore
non ha rilasciato un attestato che contenga tutte le informazioni necessarie
per poter stabilire l’equivalenza dell’assicurazione __________ con quella
svizzera.

 

                                  B.   RI
1, rappresentato dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorto al TCA contro la
predetta decisione su reclamo facendo in sostanza valere un formalismo
eccessivo da parte dell’UAM. Il ricorrente rammenta di essere residente ad __________
dal 23 luglio 2007 e di essere soggetto ad una imposizione globale secondo il
dispendio sulla base di un reddito di fr. 300'000. L’insorgente rileva di aver
trasmesso all’autorità cantonale un’attestazione da cui emergerebbe una copertura
integrale dei costi di malattia anche in Svizzera e, successivamente,
nuovamente richiesto dall’UAM di ritornare il formulario TI 9.2 debitamente
compilato, ha trasmesso una nuova attestazione, del 9 aprile 2009, che
l’interessato ritiene sufficiente per adempiere le condizioni previste dalla
legge per ottenere l’esonero dall’obbligo assicurativo.

                                         Egli
sostiene che la richiesta di compilare il formulario TI 9.2, tra l’altro
redatto in italiano, configura un formalismo eccessivo e va contro lo spirito
dell’ALC che prevede una libera circolazione all’interno dei Paesi dell’UE e
degli Stati firmatari dell’accordo.

 

                                  C.   Con
risposta del 21 agosto 2009 l’UAM propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. IV).

 

                                  D.   Pendente
causa il TCA ha richiamato il parallelo incarto della moglie del ricorrente, la
quale ha ottenuto l’esonero dall’obbligo assicurativo, ha chiesto
all’insorgente di prendere posizione in merito e gli ha domandato di precisare
per quale motivo il suo assicuratore si rifiuta invece di compilare il
formulario TI 9.2 (doc. VIII).

 

                                  E.   Con
scritto dell’8 settembre 2009 l’insorgente ha chiesto una proroga del termine
indicando di voler chiedere direttamente al proprio assicuratore i motivi di
tale rifiuto (doc. X). Il 9 settembre 2009 il TCA ha concesso la proroga al
ricorrente, il quale ha trasmesso al Tribunale copia dello scritto inviato in __________
(doc. XII). L’assicuratore __________ è rimasto silente.

 

 

 

 

 

 

                                          in
diritto

 

                                         in
ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge sull'organizzazione
giudiziaria (sentenza del 21 luglio 2003, I 707/00).

 

                                         nel
merito

                                      

                                   2.   Oggetto
del contendere è quello di stabilire se il ricorrente, cittadino __________ a
beneficio di un permesso di dimora “B” CE/AELS, può ottenere l'esonero
dall'assicurazione obbligatoria svizzera in virtù del rapporto assicurativo in __________.

 

                                   3.   Secondo
l'art. 3 LAMal

 

"  1 Ogni persona domiciliata in Svizzera deve
assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure
medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita
in Svizzera.

2 Il Consiglio federale può prevedere eccezioni
all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali
e di Stati esteri.

3 Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone
non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:

a. esercitano un’attività in Svizzera o
vi hanno la propria dimora abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA);

b. lavorano all’estero per conto di un
datore di lavoro con sede in Svizzera".

 

                                         L'art. 1
cpv. 2 lett. f OAMal precisa che sono inoltre tenuti ad assicurarsi:

 

“Le persone con permesso di dimora di breve durata o permesso di
dimora ai sensi dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone o
dell’Accordo AELS, valevole almeno tre mesi.”

 

                                   4.   Ritenuto
che in concreto non è contestato che il ricorrente beneficia di un permesso di
dimora di tipo B rilasciato in virtù dell’Accordo sulla libera circolazione
delle persone (di seguito: ALC; RS 0.142.112.681), va esaminato se è tenuto ad
assicurarsi nel nostro Paese.

 

                                         L'art.
3 cpv. 2 e 3 LAMal dà infatti facoltà al Consiglio federale di prevedere
eccezioni all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono
godere dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di
organizzazioni internazionali e di stati esteri.

                                         Facendo
uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha
emanato l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di
assicurazione. 

                                         Tale
disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in vigore, il 1° giugno
2002, dell'”Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri, da una
parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione
delle persone" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC; a proposito della
conformità alla Costituzione ed all’ALC dell’art. 2 cpv. 2 e 8 OAMal: DTF 132 V
310).

 

                                         In
particolare, l’art. 2 cpv. 7 OAMal, prevede che:

 

                                        “7
A domanda, sono esentate dall'obbligo d'assicurazione le persone che dispongono
di un permesso di dimora per persone senza attività lucrativa secondo l’Accordo
sulla libera circolazione delle persone  o l’Accordo AELS, purché durante
l’intera validità dell’esenzione beneficino di una copertura assicurativa
equivalente per le cure in Svizzera. La domanda dev’essere corredata di un
attestato scritto dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni
necessarie. L’interessato non può revocare l’esenzione o la rinuncia
all’esenzione senza un motivo particolare.”

 

                                         Per
l’art. 2 cpv. 8 OAMAl:

 

" 
8 A domanda, sono esentate dall'obbligo
d'assicurazione le persone a cui l'assogget­tamento all'assicurazione svizzera
provoca un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura
dei costi e che a causa della loro età e/o del loro stato di salute non possono
stipulare un'assicurazione complementare equiparabile o lo possono fare solo a
condizioni difficilmente sostenibili. La domanda dev'essere cor­redata di un
attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte le informa­zioni
necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esen­zione
senza un motivo particolare."

 

                                   5.   Per
quanto concerne l’applicazione dell’art. 2 cpv. 7 OAMal, è necessario che
l’assicurazione estera sia equivalente a quella svizzera. Per accertare
l’equivalenza delle prestazioni l’assicuratore estero deve trasmettere all’UAM
un attestato con tutte le informazioni necessarie a questo scopo.

 

                                         Con
sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007 pubblicata in DTF 134 V 34, al consid.
5.6 l’Alta Corte ha evidenziato come il presupposto di "equivalenza"
richiesto dall'art. 6 cpv. 3 OAMal non differisce in maniera sostanzialmente
significativa da quello formulato dall'art. 2 cpv. 2 OAMal. Sebbene le versioni
francese e, quantomeno parzialmente (dato che l'aggettivo
"entsprechend" può significare sia "corrispondente" o
"equivalente" come anche solo "adeguato" o
"analogo"), tedesca dell'art. 6 cpv. 3 OAMal possano fornire
l'appiglio per un'interpretazione meno rigorosa - rispetto a quella imposta
dall'art. 2 cpv. 2 OAMal - per quanto concerne il livello di copertura
richiesto dall'assicurazione malattia dell'organizzazione internazionale per
concedere l'esenzione dall'obbligo assicurativo, né l'interpretazione letterale
né tantomeno un'interpretazione teleologica del disposto consentono comunque di
distanziarsi significativamente dai parametri fissati in relazione all'art. 2
cpv. 2 OAMal. La vicinanza semantica tra i due termini - che per la versione
italiana corrisponde a un'identità - e la ratio legis non giustificano
valutazioni sensibilmente divergenti.

                                         La
nostra Massima Istanza ha rammentato che questa valutazione non è di ostacolo
all'esercizio, indipendente e in piena libertà, delle proprie funzioni da parte
di un funzionario (ormai in pensione) di un'organizzazione internazionale. 

 

                                         Ne
discende pertanto che i principi sviluppati nella sentenza K 167/00 del 4
ottobre 2002 possono applicarsi, quantomeno a titolo orientativo, per stabilire
se la copertura offerta dall'assicurazione malattia possa considerarsi
equivalente a quella svizzera. A tal proposito giova ricordare che nella
sentenza di riferimento (K 167/00 del 4 ottobre 2002; cfr. DTF 134 V 36 e pag.
39) il TF aveva negato questa qualifica a un'assicurazione estera che copriva
unicamente l'80% delle spese di malattia.

 

                                         In
DTF 134 V 39 l’Alta Corte ha ricordato che per la dottrina sviluppata a
proposito dell'art. 2 cpv. 2 OAMal - a partire dalla quale, per quanto appena
detto, può effettuarsi, mutatis mutandis, anche l'analisi dell'art. 6 cpv. 3
OAMal -, l'equivalenza è data se l'assicurazione estera copre sostanzialmente
le spese integrali di trattamento ambulatoriale, ospedaliero e semiospedaliero in
caso di malattia, infortunio e maternità come pure quelle legate alla degenza
ospedaliera nel reparto comune di un ospedale pubblico o di una struttura
semiospedaliera in Svizzera. Va tenuto presente in quest'ambito che, al di
fuori del coordinamento internazionale delle prestazioni, le persone assicurate
contro le malattie all'estero non godono della protezione tariffaria in
Svizzera. La copertura dev'essere di conseguenza di principio illimitata. In
presenza di differenze corrispondenti all'importo della partecipazione ai costi
prevista per legge, l'equivalenza è comunque considerata salvaguardata (Gebhard
Eugster, Die obligatorische Krankenpflegeversicherung, in: Ulrich Meyer,
[editore], Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit
[SBVR], 2a ed., no. 34 pag. 411).

 

                                   6.   Nel
caso di specie l’UAM ha rifiutato l’esonero dall’obbligo assicurativo a causa
del rifiuto dell’assicuratore estero di compilare il formulario TI 9.2 e, più
in generale, di attestare l’equivalenza delle prestazioni coperte
dall’assicuratore __________ con quelle coperte dall’assicuratore svizzero.

 

Va qui evidenziato che questo Tribunale, dopo aver appreso dall’UAM
che la moglie era stata esonerata dall’obbligo assicurativo, ha richiamato il
suo incarto dal quale tuttavia emerge che l’interessata è affiliata presso un
altro assicuratore __________, il quale ha compilato il modulo TI 9.2 che le ha
permesso di essere esonerata.

 

                                         Va
poi rilevato come la sola circostanza di non compilare il modulo TI 9.2 non può
essere di per sé, senza un accurato esame del caso di specie, un motivo per
poter rifiutare d’acchito l’esonero dall’obbligo assicurativo (cfr. anche
sentenza del 25 gennaio 2005, inc. 36.2004.142-143). Il ricorrente rileva
infatti correttamente che l’ordinanza prevede unicamente che l’assicuratore
rilasci un’attestazione scritta con tutte le informazioni necessarie. Il
formulario TI 9.2 è sicuramente uno strumento efficace per permettere una
veloce risoluzione del caso; tuttavia l’assenza di compilazione non può portare
direttamente al rifiuto dell’esonero. 

 

                                         In
concreto l’assicuratore __________, invero senza spiegazioni, si rifiuta di
compilare il formulario TI 9.2 che avrebbe permesso al ricorrente, con estrema
facilità, di poter beneficiare dell’esonero richiesto se adempiute le
condizioni previste dalla legge.

 

                                         L’autorità
__________ ha invece rilasciato, il 12 agosto 2008, un’attestazione con la
quale afferma che il ricorrente:

 

“ist/sind seit __________
und für die Dauer der Zeit, während der die unter (1) erwähnte Person gemäss
dem Freizügigkeitsabkommen zwischen Schweiz und der EG sowie deren
Mitgliedstaaten wegen der Ausübung einer Erwerbstätigkeit, des Bezugs von Leistungen
der schweizerischen Arbeitslosenversicherung oder einer schweizerischen Rente
der Versicherungspflicht in der schweizerischen Krankenversicherung unterliegen
würde beim unterzeichneten Mitglied des __________ Verbandes der privaten Krankenversicherung
für Sachleistungen bei Krankheit und Nichtberufsunfall (Freizeitunfall) versichert.
Der Krankenversicherer bestätigt, dass diese Versicherung in der __________ gesetzlichen
Krankenversicherung gleichwertig ist. Die Versicherung deckt die Kosten der
Sachleistungen, die in __________, bei Aufenthalt in einem anderen
EG-Mitgliedstaat oder in der Schweiz erbracht werden.“ (allegato al doc. 4)

 

                                         Il
9 aprile 2009 l’assicuratore ha rilasciato un attestato del medesimo tenore
(doc. N).

 

                                         Chiamato
da questo Tribunale a precisare per quale motivo si rifiuta di compilare il
formulario TI 9.2, l’assicuratore __________ è rimasto silente.

 

                                         Ora,
a prescindere dalla questione a sapere se la circostanza di respingere
l’esonero assicurativo a motivo che l’assicuratore non ha compilato il
formulario TI 9.2 configura un formalismo eccessivo oppure no, va comunque
evidenziato come l’attestazione del 12 agosto 2008, simile a quella rilasciata
il 9 aprile 2009, non comprova l’equivalenza della copertura assicurativa __________
con quella svizzera. 

                                         L’assicuratore
estero si limita infatti a rilevare che l’interessato (anche se il riferimento
all’inizio dell’assicurazione al __________ sembra piuttosto concernere __________,
nato il __________, cfr. doc. L), se obbligato ad assicurarsi in Svizzera a
causa della sua attività lavorativa, della percezione di prestazioni
dell’assicurazione contro la disoccupazione o di una rendita svizzera (ossia
ipotesi che non concernono l’insorgente: cfr. doc. F: “I signori __________
non beneficiano di una rendita sociale svizzera o estera e non svolgono alcuna
attività né in Svizzera né all’estero”) è affiliato presso un assicuratore
privato contro le malattie e gli infortuni non professionali per prestazioni in
natura in __________, che questa assicurazione è equivalente nella legislazione
__________ relativa alle Casse malati (“Der Krankenversicherer bestätigt,
dass diese Versicherung in der __________ gesetzlichen Krankenversicherung
gleichwertig ist”) e che l’assicurazione copre i costi delle prestazioni in
natura in caso di residenza in Svizzera (oltre che in altri Paesi). 

                                         Questa
attestazione non indica tuttavia se l’assicurazione estera prevede una
copertura illimitata, se il rimborso è effettuato al 100% delle prestazioni o
se vi sono delle riserve per malattie pregresse che sono escluse
dall’assicurazione e non permette in questo modo all’autorità svizzera
competente (UAM) di esaminare se l’equivalenza è effettivamente data. Del
resto, la formulazione dell’attestazione non è chiara, è assai vaga e, come
rileva giustamente l’UAM in sede di risposta, mette in risalto l’estensione
territoriale della copertura ma non l’entità della medesima ed è sibillina
laddove afferma che “Der Krankenversicherer bestätigt, dass diese
Versicherung in der __________ gesetzlichen Krankenversicherung gleichwertig
ist“, non essendo chiaro se per “diese Versicherung” intenda quella __________
o quella svizzera.

 

                                         La
circostanza che l’assicuratore __________ si rifiuta di compilare il formulario
TI 9.2, che pone le domande che permettono di esaminare se l’assicurazione estera
è equivalente a quella svizzera, e che non ha neppure indicato per quale motivo
non vuole riempire il modulo preposto malgrado la richiesta di questo TCA,
nonché la vaghezza dell’attestazione del 12 agosto 2008 (e del 9 aprile 2009),
non solo non permette una verifica della posizione del ricorrente, ma potrebbe
semmai essere un indizio per ritenere che verosimilmente l’assicurazione __________,
nel preciso caso di specie, non è equivalente a quella svizzera.

 

                                         Va
ancora evidenziato come l’assicuratore __________, nelle citate attestazioni
del 12 agosto 2008 e del 9 aprile 2009, fa riferimento all’allegato VI, cifra 3
lettera b dell’ALC e all’art. 2 cpv. 6 OAMal. Ora, questi disposti si applicano,
di principio, alle persone che non risiedono in Svizzera. Queste norme non
riguardano invece i beneficiari di permessi di residenza “B” per persone senza
attività lucrativa e non sono pertanto d’aiuto al ricorrente.

                                         In
particolare l’Allegato II all’ALC, Sezione A, punto 1, lett. o
prevede:

 

" 
o) nell’allegato VI
è aggiunto il testo seguente:

 

(…)

 

3.
  Assicurazione obbligatoria nell’assicurazione malattia svizzera e possibilità
di esenzione.

 

a)   Le
disposizioni giuridiche svizzere sull’assicurazione malattia obbligatoria si
applicano alle seguenti persone che non risiedono in Svizzera:

i)
   le persone soggette alle disposizioni giuridiche svizzere in virtù del
titolo II del regolamento;

ii)
  le persone per le quali la Svizzera è lo Stato competente in virtù degli
articoli 28, 28bis o 29 del regolamento;

iii)
  le persone che ricevono indennità di disoccupazione dall’assicurazione
svizzera;

iv)
 i familiari delle persone citate ai punti i) e iii) o di un lavoratore
autonomo o dipendente che risiede in Svizzera ed è assicurato nel regime
assicurativo di quel paese, quando i suoi familiari non risiedono in uno dei
seguenti Stati: Danimarca, Spagna, Ungheria, Portogallo, Svezia e Regno Unito;

v)
  i familiari delle persone citate al punto ii) o di un titolare di pensione o
di rendita che risiede in Svizzera ed è assicurato dal regime di assicurazione
malattia svizzero quando questi familiari non risiedono in uno dei seguenti
Stati: Danimarca, Portogallo, Svezia e Regno Unito.

 

Per ’familiari’ si intendono quelle
persone ritenute familiari in conformità con la legislazione dello Stato di residenza;

 

b)
  le persone citate alla lettera a) possono, su richiesta, essere esentate
dall’assicurazione obbligatoria per tutto il tempo in cui risiedono in uno dei
seguenti Stati e dimostrano di beneficiare di una copertura in caso di
malattia:

Germania, Austria,
Francia, Italia e – nei casi di cui alla lettera a), punti iv) e v), Finlandia
e, nei casi contemplati alla lettera a), punto ii), Portogallo.

 

La domanda

aa) dev’essere
presentata entro i tre mesi successivi all’obbligo di assicurarsi in Svizzera;
quando in casi giustificati, la richiesta è presentata dopo questo termine,
l’esenzione diventa efficace dall’inizio dell’assoggettamento all’assicurazione
obbligatoria;

 

bb) si applicherà a tutti i familiari
residenti nello stesso stato."

 

                                         La
Svizzera ha recepito questo motivo di esonero nel diritto nazionale. 

                                         A
norma dell’art. 2 cpv. 6 OAMal a domanda, sono esentate dall’obbligo
d’assicurazione le persone residenti in uno Stato membro della Comunità
europea, purché possano esservi esentate conformemente all’Accordo sulla libera
circolazione delle persone e al relativo allegato II e dimostrino di essere
coperte in caso di malattia sia nello Stato di residenza e che durante un
soggiorno in un altro Stato membro della Comunità europea o in Svizzera.

 

                                         In
queste condizioni, ritenuto che comunque il ricorrente non ha reso verosimile
l’equivalenza della sua assicurazione privata estera con quella svizzera, a
giusta ragione l’UAM ha respinto la domanda di esenzione.

 

                                         Va
qui abbonanzialmente rilevato che in seguito al rifiuto di compilare il
formulario TI 9.2 e delle attestazioni lacunose rilasciate dall’assicuratore
estero non è neppure possibile esaminare se sono eventualmente date le
condizioni di esonero previste dall’art. 2 cpv. 8 OAMal.

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto la decisione su reclamo dell’UAM merita
tutela, mentre il ricorso deve essere respinto.

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti