# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ef5e52f6-0d45-5612-be8b-b1f0843d7001
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.06.2008 32.2007.208
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-208_2008-06-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.208

   

  BS/vm

  	
  Lugano

  12 giugno
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 giugno 2007 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 maggio 2007 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, precedentemente attivo quale operaio con le mansioni di
scarico/carico rifiuti, nel marzo 2003 ha presentato una richiesta di prestazioni
AI per adulti (doc. AI 1).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia multidisciplinare
18 ottobre 2006 dal SAM (Servizio medico regionale dell’AI) – il quale aveva valutato
una capacità lavorativa del 30-40% nella professione precedentemente svolta
dall’assicurato, ma un’abilità del 60% in attività adeguate (doc. AI 27) escludente,
mediante il raffronto dei redditi operato dalla consulente in integrazione
professionale (doc. AI 31), un grado d’invalidità pensionabile -, con decisione
14 maggio 2007, preavvisata il 22 gennaio 2007, l’Ufficio AI gli ha riconosciuto
il diritto a tre quarti di rendita dal 1° settembre 2005 limitata al 30 novembre
2006 (tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute peritato dal SAM)
(doc. AI 36). 

 

                               1.2.   Avverso
la succitata decisione amministrativa, l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA
1, ha presentato tempestivo ricorso al TCA e postulato il riconoscimento del
diritto a percepire tre quarti di rendita (in subordine mezza rendita ed in via
ancor più subordinata un quarto di rendita) dal 30 novembre 2006. 

                                         In
sostanza l’insorgente contesta il miglioramento dello stato di salute, rispettivamente
la valutazione medico-teorica operata dal SAM, nonché il raffronto dei redditi
eseguito dalla consulente che ha limitato l’erogazione della rendita al 30 novembre
2006. Delle singole motivazioni verrà detto, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto.

 

                               1.3.   Con
risposta di causa l’Ufficio AI ha invece chiesto la reiezione del ricorso e la
conferma della decisione contestata.

 

                               1.4.   Pendente
causa, il ricorrente ha trasmesso un nuovo certificato della psichiatra curante
(VII).

                                         Su
richiesta del TCA, con osservazioni 14 settembre 2007 l’Ufficio AI ha sostenuto
che la nuova documentazione non apporta alcun nuovo elemento di giudizio.

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148). 

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecendemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

                                      

                               2.3.   Oggetto
del contendere è sapere se il ricorrente, a far da tempo dal 1° dicembre 2006,
ha diritto ad una prestazione d’invalidità o meno. Pacifico è invece il diritto
a tre quarti di rendita dal 1° settembre 2005 al 31 novembre 2006. 

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.5.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF
125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I
597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre
2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04;
STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004
nella causa T., I 299/03). 

                                         A
sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che:

 

" 
Se il grado d’invalidità del
beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la
rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su
richiesta."

 

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente,
in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre tener conto del
cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena esso perdura da
tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è applicabile per
analogia (art. 88 a cpv. 2
OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della
rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione
limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 p. 137).

 

                               2.6.   Nel caso in esame, l’Ufficio AI ha ordinato una perizia
multidisciplinare presso il SAM. Dal referto 18 ottobre 2006 (doc. Al 27)
risulta che i periti, dopo aver esposto dettagliatamente l'anamnesi, riportate
le indicazioni soggettive e le constatazioni obiettive, hanno fatto capo a tre
consultazioni specialistiche esterne: psichiatrica (dr. __________), ortopedica
(dr. __________) e neurologica (dr. __________. Sulla base delle risultanze dei
singoli consulti specialistici, i periti hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" 
(...)

5.1   
Diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa 

Periartropatia omero-scapolare cronica, soprattutto a
dx con limitazione funzionale con/su:

-         
stato dopo intervento
alla spalla dx con resezione AC, acromioplastica,borsectomia e revisione della
struttura del sovra spinato in 03/2005.

 

Osteocondrosi cervicale C4/C5/C6 di media entità.

Obliquità pelvina moderata con relativo atteggiamento
scoliotico lombare.

Neuropatia cronica del nervo peroneo dx da localizzare
verosimilmente al capitulum fibulae.

Equinismo paretico discreto del piede dx.

Polineuropatia sensitivo-motoria agli arti inferiori.

Dipendenza delle bevande alcoliche.

Tratti di deprivazione emotiva e di dipendenza psicologica.

Leggero indebolimento globale delle funzioni cognitive.

                   
 

5.2   
Diagnosi senza
influsso sulla capacità lavorativa

Nota ipertensione arteriosa, in trattamento.

Lieve prolasso dei lembi della valvola mitralica.

Tabagismo cronico." (Doc. AI 27-8)

 

                                         Nell’attività
da ultimo esercitata i periti del SAM hanno valutato una capacità lavorativa
medico-teorica globale del 30-40%, intesa come riduzione della capacità
funzionale residua sull’arco di un’intera giornata lavorativa.

                                         Riguardo
all’evoluzione dell’incapacità lavorativa, sulla base degli atti, essi hanno evidenziato:

 

" 
(…)

Per quanto riguarda l'evoluzione e la valutazione
temporanea della capacità lavorativa, ricordiamo che negli atti è stata
attestata un'incapacità lavorativa al 100% dal 09.09.2004 in poi: a livello
della spalla dx era stata descritta una periatropatia omero-scapolare
dall'estate 2004, con conflitto sottoacromiale sintomatico, lesione parziale
del sopraspinato ed artrosi AC della spalla dx. Le misure conservative erano
risultate inefficaci e si era quindi proceduto il 07.03.2005 all'intervento di
revisione della spalla dx con resezione AC, acromioplastica, borsectomia e
revisione della strottura del sovra spinato.

Il dr. __________, FMH ortopedia, descrive il decorso
come favorevole, con ripristino della capacità lavorativa dal 07/2005 (vedasi
atto 29.09.2005). Secondo il nostro consulente psichiatra, che valuta una
limitazione della capacità lavorativa nella misura del 20-30%, lo stato
psichico dell'A. risulta pressoché invariato negli ultimi due anni.

Sulla base di queste considerazioni riteniamo pertanto
giustificare un'incapacità lavorativa totale da 09.09.2004 ed una capacità
lavorativa nella misura del 30-40% dal 07/2005." (Doc. AI 27-11)

                                         

                                         Per
quanto riguarda l’esigibilità in attività adeguate, i periti hanno in
particolare evidenziato:

 

" 
(...)

L'A. è ritenuto in grado di poter esercitare altre
attività: in un'attivita in cui si eviti il sollevamento ed il trasporto
ripetuto di pesi oltre i 15 kg, in cui vengono evitati i lavori che
esigono una posizione elevata delle mani al di sopra del livello del capo, che
eviti il lavoro in zone esposte dei cantieri ed in cui non sia necessaria una
funzione completa e precisa della motricità del piede dx (dunque attività che
sollecitano in modo molto pronunciato la funzionalità motoria del piede dx) la
capacità lavorativa globale, anche nella migliore delle ipotesi, può
raggiungere il 60%, inteso come riduzione della capacità funzionale residua
sull'arco di un intera giornata lavorativa.

 

L'A. potrebbe quindi essere orientato verso attività
alternative, sempre però di carattere manovale: si pensa ad esempio ad attività
in azendia di prodotti ortofrutticoli, in magazzino edilizio ed eventualmente
in stabilimenti di meccanica con esigenza  non complesse e non troppo pesanti
fisicamente. La diminuzione della capacità lavorativa è dovuta alla limitazione
funzionale del cinto omero-scapolare dx, alla capacità di prensione poco
vigorosa della mano dx e per la discreta astenia muscolare." (Doc. AI
27-11)

 

                                         Con
il presente ricorso l’assicurato contesta la valutazione medico teorica globale
e quindi il miglioramento dello stato di salute fatto risalire al luglio 2005.

 

                               2.7.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004
nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,
p. 31; DTF 125 V 352; Pratique
VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile 1998 nella
causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24 dicembre 1993
nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p.
189). In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre
considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM.
Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in
causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a
tenere in particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, 1997, p. 230).

 

                                         Se vi
sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura
senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su
un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 e S., U 330/01).

 

                                         Infine, va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto affidabile deve
adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia del disabile:
esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag. 628-629, in particolare la nota 158, nella
quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare la DTF 127 V 294). 

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann.
In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione. 

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124).

 

                               2.8.   

 

                            2.8.1.   Ritornando
al caso in esame, dal punto di vista ortopedico, i periti del SAM si sono
basati sul rapporto 28 settembre 2005 del dr. __________, il quale ha attestato
un decorso favorevole dell’intervento chirurgico del 7 marzo 2005 con ripristino
della capacità lavorativa nel luglio 2005 (doc. AI 18-1). Ora, anche se, come
evidenziato dall’insorgente, i periti hanno riscontrato che “la funzione
della spalla dx è peggiorata, soprattutto nei confronti dei controlli medici
eseguiti in giugno 2005” (perizia SAM pag. 9), non va dimenticato che nella
esauriente e dettagliata perizia 25 agosto 2006 (eseguita nell’ambito della
perizia multidisciplinare) il dr. __________, tenendo conto di tutte le
patologie ortopediche (cfr. vedi diagnosi riportate al consid. 2.6) ha valutato
un’incapacità lavorativa in attività adeguate del 40%. Rispetto al periodo precedente
l’intervento del marzo 2005, in cui l’assicurato presentava una totale
incapacità lavorativa, ciò costituisce un miglioramento delle condizioni di
salute.

 

                                         Per
quel che concerne l’aspetto neurologico, l’assicurato è stato peritato dal dr. __________.
Nel rapporto 17 agosto 2006 lo specialista in neurologia ha valutato
un’incapacità lavorativa del 15% legata alla lesione del nervo peroneo destro.
Con l’ausilio di un stecca Heidelberg, l’assicurato potrebbe essere considerato
abile al 100% in attività che non necessitano di una funzione completa e
precisa della motricità del piede destro (doc. AI 27-28). Non sono presenti
atti medici che comprovano un peggioramento della patologia neurologica.

 

                                         In
queste circostanze, dunque, appare giustificato parlare di un miglioramento
delle condizioni somatiche dell’assicurato.

                                      

                            2.8.2.   La
componente psichiatrica dell’assicurato è stata vagliata dal dr. __________.
Nel rapporto 21 agosto 2006 egli ha diagnosticato una dipendenza dalle bevande
alcoliche (ICD10-F10.2), tratti di deprivazione emotiva e di dipendenza psicologica
e leggero indebolimento globale delle funzioni cognitive, valutando un’incapacità
lavorativa tra il 20 ed il 30% (doc. AI 27-16).

                                         L’insorgente
fa riferimento al rapporto 7 febbraio 2007 della dr.ssa __________ la quale
rileva in particolare come il suo paziente soffra da due anni di una sindrome
ansioso depressiva di grado medio e che “la sua capacità lavorativa è compromessa
gravemente a tal punto che supera pienamente il grado di invalidità del 30% con
proposta di una percentuale maggiore almeno parziale del 50%....” (doc. AI
38-1). Tale valutazione è stata nuovamente formulata dalla psichiatra curante
nel rapporto 30 agosto 2007 prodotto pendente causa (VII). 

                                         Ora,
a prescindere dal fatto che nel rapporto 14 marzo 2006 la dr.ssa __________
aveva certificato un’incapacità lavorativa del 100% dal 9 settembre 2004 (doc.
AI 21-1), va fatto presente che la valutazione peritale si basa sul seguente esame
psichico:

 

" 
(…)

L'A. appare piuttosto trascurato nella persona mentre
nell'abbigliamento risulta sufficientemente curato. È lucido, orientato nei tre
domini del sensorio. L'esame delle facoltà cognitive evidenzia leggeri disturbi
ammnestici e di concentrazione nell'ambito di un impoverimento cognitivo globale.
L'intelligenza è normale. L'atteggiamento nei confronti dell'intervista e
dell'interlocutore è collaborante, gentile, disponibile. Il contatto affettivo
risulta cauto e prudente. L'eloquio è fluido e privo di incoerenze. Il comportamento
psicomotorio è tranquillo e adeguato. Non si costatano alterazioni della forma
e del contenuto del pensiero né della percezione sensoria. Il tono dell'umore è
eutimico. La quota ansiosa risulta leggermente incrementata. Non verbalizza
intenzioni anticonservative. (Doc. AI 27-15)

 

                                         Il
succitato status non denota quindi una comorbidità particolarmente importante.
Del resto, nella perizia 3 settembre 2005 resa per conto della __________ il
dr. __________, seppur partendo da una prognosi incerta, aveva comunque rilevato
che “non è probabile un recupero della capacità lavorativa a breve medio termine”
ossia “prima di almeno 3-4 mesi” (doc. AI 2-6,7). Recupero che è stato valutato
dal dr. __________ nella citata perizia specialistica completa, coerente e
priva di contraddizioni, alla quale questo TCA non può che conferire valore
probatorio pieno (cfr. consid. 2.7). 

                                         

                            2.8.3.   Riguardo
alla valutazione globale della capacità lavorativa il ricorrente sostiene che “non
sommare i gradi d’invalidità relativi alle tre patologie equivale a fare
completamente astrazione di una parte delle sofferenze…” .

 

                                         Al
riguardo va fatto presente che, secondo la giurisprudenza del TFA, per determinare
il grado di inabilità lavorativa di un assicurato che soffre di diverse patologie
non si devono semplicemente sommare le singole valutazioni, bensì si deve far
capo ad un giudizio globale che scaturisce dopo ponderata discussione plenaria
fra tutti gli esperti interessati; l'Alta Corte ha inoltre osservato che la questione
a sapere se i singoli gradi di inabilità si possano sommare e se del caso in
quale misura è una problematica squisitamente medica, che di principio il giudice
non rimette in discussione (cfr. STFA del 4 settembre 2001 nella causa D, I
338/01, pubblicata in RDAT 2002 I no. 72 pag. 485, confermata nella STFA del 19
agosto 2005 nella causa D., I 606/03).

Ritornando al caso in esame, i periti hanno valutato una capacità lavorativa globale
del 60% in attività adeguate.

                                      

In conclusione, sulla base dell'affidabile e concludente
perizia del SAM, alla quale va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6),
richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurata di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117
V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572), è da
ritenere dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante valido
nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i
riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid.
1c, 111 V 188 consid. 2b) che il ricorrente presenta un’abilità al lavoro del
60% in attività adeguate.

 

                               2.9.   Accertata
dunque una capacità lavorativa del 60% in attività leggere adeguate, con
rapporto 11 gennaio 2007 la consulente, tenuto conto dei dati medici e dopo
aver elencato le diverse attività esigibili, ha proceduto al consueto raffronto
dei redditi per determinare il grado d’invalidità.

                                          

                            2.9.1.   Riguardo
al reddito da valido, la consulente ha quantificato, sulla base del questionario
dell’ex datore di lavoro, in fr. 44'700 il reddito che l’assicurato avrebbe
potuto percepire da sano nel 2004.

 

                            2.9.2.   

 

                         2.9.2.1.   Conformemente
la giurisprudenza del TFA, il reddito da invalido è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni invalidanti,
età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non
possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in
lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio
dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni
economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla tabella di riferimento
TA1 dell’inchie-sta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica e non i valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei
valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5
settembre 2006 nella causa P., I 222/04).

 

                                         Va
poi ricordato che, qualora, già prima dell'insorgenza del danno alla salute, il
reddito di una persona assicurata si situi sotto la media dei salari per
un'attività equivalente e che non si possa sostenere che essa si sia
volontariamente accontentata di una retribuzione modesta, si deve ammettere che
gli stessi fattori che hanno inciso negativamente sul reddito da valido
potrebbero anche influenzare il reddito da invalido. Accertato che l'assicurato
ha realizzato un guadagno inferiore alla media per dei motivi estranei
all'invalidità, anche il reddito medio realizzabile sul mercato equilibrato del
lavoro (reddito da invalido) va ridotto in proporzione (AHI 1999, p. 329 consid.
1; ZAK 1989, p. 458s. consid. 3b; STFA del 5 dicembre 2003 nella causa S., I
630/02, consid. 2.2.2 e del 2 dicembre 2002 nella causa R., I 53/02, consid.
3.3). Di conseguenza, quando il salario da valido conseguito in Ticino in una
determinata professione è inferiore al salario medio nazionale in quella stessa
professione, anche il reddito da invalido va ridotto nella medesima percentuale
(STF 20 febbraio 2008 nella causa C. [U 8/07], in quella fattispecie la
differenza salariale era del 9,58%; al riguardo cfr. L. Grisanti, art.cit., in
RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327). Va ancora rilevato
che con sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha
lasciato aperta la questione a sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso
in cui il valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”).
Tale è di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag.
45 consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; cfr. inoltre,
tuttavia, sentenza 9C-404/2007 dell’11 aprile 2008, consid. 2.3: “Da der tatsächlich erzielte Verdienst von Fr. 53'365.-
nicht deutlich unter dem Tabellenlohn von Fr. 55'640.- liegt, besteht
nach der Rechtsprechung kein Anlass, vom Grundsatz abzuweichen und zu einer
Korrektur zu schreiten (Urteile des Eidgenössischen Versicherungsgerichts, R.
vom 30. September 2002, I 186/01, H. vom 7. Mai
2001, I 314/00, und K. vom 16. März 1998, I 179/97)”,
sottolineatura del redattore).

 

                                         Nel
caso di specie, utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1
elaborata dall'Ufficio federale di statistica relativi ad una professione che
presuppone qualifiche inferiori nel settore privato svizzero (a proposito della
rilevanza delle condizioni salariali nel settore privato, cfr. RAMI 2001 U 439,
p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.), la consulente ha fissato in fr.
57'258.-- il relativo reddito. Siccome da sano l’assicurato percepiva un
salario al di sotto della media statistica ticinese, la differenza è stata
quantificata in 4,40%. La consulente ha poi tenuto conto di una riduzione del
5% per attività leggera.

                                         Considerando
un reddito ipotetico senza il danno alla salute di fr. 57'258, una capacità
lavorativa residua del 60%, del correttivo salariale del 4,4% nonché una riduzione
personale del 5%, il reddito da valido è stato determinato in fr. 31'201.--. 

                                         Dal
raffronto dei redditi è scaturito un grado d’invalidità non pensionale del
30,20%.

 

                         2.9.2.2.   Contestato
è il grado di riduzione del reddito da valido per particolari circostanze. 

 

                                         Occorre innanzitutto ricordare che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare situazione
personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di
permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. Il TFA ha precisato, al riguardo, come una
deduzione globale massima del 25% del salario statistico permettesse di tener
conto delle varie particolarità suscettibili di influire sul reddito del
lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale
procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente motivare, il
giudice non può senza valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello
degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                         Nel
caso in esame, la consulente ha proposto una riduzione dell’5% per attività
leggere.

                                         Il
ricorrente, invece, contesta l’ammontare di tale riduzione che, a suo dire, dovrebbe
corrispondere al 20% poiché:

 

" 
(…)

Nella fattispecie concreta, le limitazioni del ricorrente
come detto sono riconducibili a diverse patologie (ortopedica, neurologica e
psichiatrica), come attesta anche la perizia SAM (cfr.p. 10). Anche non volendo
sommare queste tre patologie, non si può infatti fare astrazione del fatto che
le stesse esistano contemporaneamente e sono quindi suscettibili di rendere
l'attività lavorativa particolarmente pesante per il ricorrente e pertanto di
pregiudicarne la capacità di guadagno. Le patologie del ricorrente sono in
fatti di tale diversa natura da non permettergli di mettere completamente a
frutto la propria (e comunque contestata) capacità residua, nemmeno in lavori
leggeri.

 

Sulla scorta delle riduzioni testè elencate, anche in
questa denegata ipotesi, si ottiene un reddito da invalido pari a fr. 25'970.-
(60% di fr. 57'258.- dopo riduzioni 4,4% e 20%), e conseguentemente un grado di
invalidità perlomeno del 41% (fr. 44'700.- ./. fr. 25'970.- x 100).

 

4. Conclusioni

 

Alla luce di quanto sopra esposto e se del caso previ
nuovi accertamenti medici, in via principale si chiede l'accoglimento del
ricorso e la riforma della decisione impugnata nel senso di un accertamento di
un grado di invalidità per danno alla salute permanente minimo del 60%, con
diritto a ¾ di rendita. In via subordinata, nella denegata ipotesi in cui si
volesse considerare un qualsivoglia miglioramento dello stato di salute, si
chiede di accertare comunque un grado di invalidità minimo al 50%, con diritto
a una mezza rendita. In via ancora più subordinata e anche qualora codesto Tribunale
dovesse giungere alla conclusione che il ricorrente è in grado di esercitare le
attività ritenute adeguate ed esigibili dall'Ufficio AI, si chiede di tener
conto di una riduzione/correttivo personale pari al 20%, dalla quale discende
un grado di invalidità del 41%, con diritto ad un quarto di rendita."
(Ricorso pag. 5)

 

                                         In
una sentenza del 25 aprile 2005 nella causa R., inc. 35.2004.104, il TCA ha
fornito alcune indicazioni circa le modalità secondo le quali deve essere
applicata la riduzione percentuale sul reddito statistico da invalido,
argomentando:

 

" 
(…)

Al fine di garantire l’uguaglianza di trattamento fra
assicurati (circa la necessità di introdurre dei criteri obiettivi allo scopo
di evitare disparità di trattamento, cfr. DTF 123 V 104 consid. 3e, DTF 115 V
138ss. consid. 6-7, 405ss., consid. 4-6; STFA del 24 febbraio 2005 nella causa
S., U 80/04, consid. 4.2.1), questo Tribunale – chiamato peraltro, in talune
circostanze, a direttamente quantificare la riduzione percentuale (cfr., ad
esempio, la STFA del 25 febbraio 2003 nella causa P., U 329 + 330/01) – e visto
che il problema si pone in modo analogo in alcuni importanti settori delle
assicurazioni sociali (assicurazione per l’invalidità, previdenza
professionale, assicurazione contro gli infortuni e assicurazione contro le
malattie), ritiene di dover fornire le seguenti indicazioni.

 

Ad ognuno dei fattori di rilievo indicati dalla
giurisprudenza federale corrisponde una decurtazione del 5%. 

Per quanto riguarda specificatamente la riduzione percentuale
legata alla limitazione addebitabile al danno alla salute, l’esistenza, in un
caso concreto, di impedimenti di una particolare gravità, che in genere
limitano l’assicurato anche nell’esercizio di un’attività sostitutiva, può
comunque giustificare l’applicazione di una riduzione più elevata (cfr., in
questo senso, la STFA del 16 febbraio 2005 nella causa C., I 559/04, consid.
2.2, in cui la Corte federale ha avallato la riduzione decisa
dall’amministrazione (15%), trattandosi di un assicurato abile soltanto
parzialmente in attività leggere, la STFA del 17 febbraio 2005 nella causa B.,
I 1/04, consid. 4.3.4, in cui è stata applicata una decurtazione del 10% per
tenere conto delle difficoltà legate al danno alla salute e la STFA del 23 febbraio
2005 nella causa B., I 632/04, consid. 4.2.2, in cui è stata confermata una riduzione
del 15% per ragioni di salute).

La presenza cumulativa di più fattori legittima
l’applicazione della riduzione massima del 25% (cfr., in questo senso, la STFA
del 4 febbraio 2003 nella causa S., U 311/02, consid. 4.3).

 

Nella già citata sentenza del 23 febbraio 2004 nella
causa M., il TFA ha applicato una deduzione globale del 15% motivata dagli
impedimenti legati al danno alla salute, ritenendo assenti gli altri fattori di
riduzione (anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione). (…)" (STCA del 25 aprile 2005 nella causa R., inc.
35.2004.104)

 

                                         Inoltre,
secondo la giurisprudenza, non è possibile rinunciare a decurtare il reddito
statistico per il solo fatto che l’assicurato può svolgere un’attività adeguata
soltanto in misura parziale (cfr. STFA del 15 marzo 2006 nella causa L.,
U 471/05).

 

                                         Orbene,
stante quanto sopra, nel caso di specie non risulta essere stato tenuto
debitamente conto del fatto che l’assicurato può lavorare in attività leggere
adeguate solo nella misura dell’60% (fattore occupazione). Oltre a ciò, viste
le limitazioni dovute al danno alla salute, va debitamente considerata anche
una riduzione riconducibile alle affezioni invalidanti. Per il che appare
giustificato operare una riduzione complessiva del 15%. Pur
volendo inoltre considerare un’ulteriore  riduzione per correttivo salariale pari
al 4,4% (cfr. consid. 2.9.1.1), risulta un reddito da invalido di fr. 28’033.--
(fr. 57’258.-- x 60% ridotti del 19,40%).

 

                            2.9.3.   Raffrontando
il reddito da valido di fr. 44’700.-- con il reddito ipotetico
da invalido di fr. 28’033.--, risulta un grado d’invalidità del 37,8% ([44’700-
28’033] x 100 : 44’700) che non conferisce il diritto ad una rendita.                        

                                         La
soppressione della rendita con effetto dal 1° dicembre 2006 è pertanto giustificata
e la decisione contestata merita conferma. Il ricorso va di conseguenza respinto.

 

                              2.10   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito del ricorso, le spese per fr. 200.-- sono a carico del ricorrente.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto

 

                                   2.   Le
spese di procedura per fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti