# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 60f870df-f93b-5835-bfb4-97c91f6efc4a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-02-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 11.02.2005 16.2004.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2004-32_2005-02-11.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2004.32

  	
  Lugano

  11 febbraio
  2005/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 10
aprile 2004 presentato da

 

	
   

  	
   RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 4 aprile 2004 del Giudice di pace del
circolo di Sonvico nella causa civile inappellabile (inc. n. 4/04) promossa con
istanza 12 gennaio 2004 nei confronti di 

 

 

	
   

  	
   CO 1  

   

  

 

 

 

con la quale l’istante ha chiesto venisse fatto
obbligo alla convenuta di eliminare cinque piante d'alto fusto situate sul suo
fondo, domanda respinta dal giudice,

 

 

letti ed esaminati gli atti,

 

 

 

 

 

considerato 

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   __________RI
1 è proprietario della particella n. 250 RFD __________, che costeggia la
strada comunale al di là della quale si trova il fondo n. 249 appartenente a
Carla CO 1. Con istanza 12 gennaio 2004 __________RI 1 ha chiesto al Giudice di
pace del circolo di Sonvico che ordinato a __________CO 1 allontanare tre
betulle, un larice e un pino, con altezze varianti tra quindici e ventotto
metri, poiché fonte di una grave turbativa alla sua proprietà. A mente
dell'istante le cinque piante in discussione, data la loro altezza, impediscono
l'irraggiamento del sole e tolgono vista e luce alla sua proprietà, senza
contare la perdita di valore del fondo. La convenuta si è opposta all'istanza osservando
che la proprietà dell'istante non confina con la sua, e che le piante controverse
si trovano in quella posizione da numerosi anni e per di più a una distanza
superiore a quella prevista dalla LAC; rileva inoltre di aver sempre provveduto
alla potatura delle piante.

 

                                   2.   Con
sentenza 4 aprile 2004 il Giudice di pace, esclusa l'applicazione della LAC, le
piante controverse rispettando le distanze prescritte dal diritto cantonale, ha
respinto l'istanza non ritenendo dati i presupposti per l'applicazione degli
art. 679 e 684 CC a dipendenza del rispetto delle distanze e del carattere non
inusuale della situazione in considerazione della configurazione del territorio.
Il giudice ha concluso nel senso che una lettura più ampia degli articoli di
legge basilari sul problema (in particolare gli art. 679 e 684 CCS) non può che
spettare all'autorità superiore che ne ha la competenza e -godendo di una visione
più vasta dei vari casi- può, con cognizione di causa, distinguere le
situazioni eccezionali da quelle usuali.

 

                                   3.   Con
il presente tempestivo gravame J__________RI 1 è insorto contro il predetto
giudizio contestando le conclusioni del primo giudice.

 

                                         Con
osservazioni 13 maggio 2004 la controparte postula la reiezione del ricorso.

 

                                   4.   Lo
scritto 18 maggio 2004 con il quale il ricorrente prende posizione sulle osservazioni
di controparte deve essere estromesso dall’incarto poiché l'ordinamento processuale
non prevede la possibilità di formulare controsservazioni. Lo stesso dicasi per
lo scritto 9 luglio 2004 della Sezione degli enti locali trasmesso dal
ricorrente a questa Camera poiché l'art. 321 cpv. 1 lett. b CPC vieta alle
parti di addurre in questa sede nuovi fatti, prove o eccezioni. 

 

                                   5.   L'art.
679 CC abilita chi è leso nel suo diritto di proprietà da turbative provenienti
da un fondo altrui a chiedere la cessazione della molestia o un provvedimento
contro il danno temuto e il risarcimento del danno. La dottrina e la giurisprudenza
hanno già avuto modo di precisare, questa norma presuppone un uso eccessivo
della proprietà, che esplica gli effetti dannosi su di un altro fondo (Meier-Hayoz,
Berner Kommentar, 1975, n. 79 e 83, ad art. 679 CC). La distinzione tra l'uso
lecito e l'’eccesso nell'esercizio della proprietà avviene alla luce della
normativa del diritto di vicinato, in particolare degli art. 684 segg. CC. Secondo
l'art. 684 CC l’uso è considerato eccessivo quando le immissioni superano l'obbligo
di tolleranza imposto al vicino, da stabilire secondo criteri oggettivi, quali
l'uso locale, la situazione (luogo di ubicazione) e la destinazione dei fondi (Meier-Hayoz,
op. cit., n. 85 e 88 ad art. 679; Steinauer, Les droits réels, vol. II, 3a
ed., n. 1815 segg.). L'evento costitutivo di responsabilità può consistere non
solo in un’azione (atto positivo) ma anche in un'omissione, ad esempio nel
fatto di tralasciare l'adozione delle opportune misure di sicurezza (Meier-Hayoz,
op. cit., n. 91 ad art. 679). L'eccesso pregiudizievole non deve necessariamente
causare un danno in senso stretto, ma è sufficiente che al vicino derivino
incomodi che superino i limiti usuali (Steinauer, op. cit., n. 1813). Non occorre,
invece, che il fondo sia leso per forza nella sua integrità (Steinauer, op. cit., n. 1918; Meier-Hayoz,
op. cit., n. 95 ad art. 679). 

 

                                   6.   Le immissioni
pregiudizievoli alle quali si riferisce l'art. 684 cpv. 1 CC possono essere positive,
nel senso che nella la proprietà del vicino viene immesso un elemento materiale
o immateriale (ad esempio polvere, rumore, ecc.), oppure negative e atte a
privare il fondo vicino di un elemento di cui beneficiava in precedenza
(Steinauer, op. cit., n. 1809). In questo senso, recentemente il Tribunale
federale ha modificato la sua giurisprudenza estendendo l'applicazione dell'art.
684 CC anche alle immissioni negative quali la privazione di sole, luce e vista
che possono risultare dalla sola presenza sul fondo vicino di piante (DTF 126
II 452). Nel caso di immissioni negative causate dalla presenza di piantagioni,
l'art. 684 CC riveste un ruolo secondario, nel senso che l'art. 688 CC istituisce
una riserva a favore del diritto cantonale lasciando a quest'ultimo la
possibilità di fissare le distanze da rispettare in quest'ambito. Di
conseguenza, se le piante non rispettano le distanze previste dal diritto cantonale,
è sulla base di questa normativa che il proprietario leso può pretenderne la
soppressione senza che debba provare l'esistenza di immissioni eccessive. Per
contro, se le distanze previste dal diritto cantonale sono, come nel caso concreto,
rispettate, in presenza di immissioni eccessive torna applicabile l'art. 684 CC
(DTF 126 III 452; Steinauer, op. cit., n. 1811). Il carattere eccessivo delle immissioni
deve essere valutato dal giudice secondo criteri oggettivi, mettendosi al posto
di un uomo ragionevole mediamente sensibile e tenendo in considerazione
l'insieme delle circostanze  e degli interessi in gioco (Steinauer, op. cit,.,
n. 1812; Rep. 1994 pag. 319). La parte che si duole di un'immissione eccessiva,
può formulare le proprie conclusioni in modo generico, nel senso che spetta poi
al giudice determinare le misure da adottare nel caso concreto per porre fine
alla turbativa (DTF 102 Ia 96; Steinauer, op. cit., n. 1922a). 

 

                                   7.   Nella
fattispecie, contrariamente a quanto preteso dalla convenuta, il fatto che le
due proprietà siano separate dalla strada comunale, non impedisce
l'applicazione dell'art. 684 CC. Per fondi vicini non si intendono infatti solo
fondi contigui o situati in un delimitato perimetro ma tutti quelli che sono
toccati dalle immissioni anche se non si trovano nelle immediate vicinanze
(Steinauer, op. cit., n. 1808; DTF 109 II 308 e 309), ciò che è il caso in concreto.
Accertata la legittimazione dell'istante a prevalersi della citata norma,
spettava al primo giudice verificare se nel caso di specie erano dati i
presupposti dell'azione introdotta dall'istante e intesa al taglio di cinque alberi
di proprietà della convenuta, a suo dire fonte di immissioni eccessive. A tal
fine il giudice, cui compete un ampio potere d'apprezzamento, doveva soppesare
i reciproci interessi delle parti e contrapporre quello del proprietario
accusato di abusare del suo diritto (convenuta) a quello del vicino che si
lamenta dell'eccesso (istante: cfr. Rep. 1974 pag. 102 con riferimenti). Demandando
questo compito all'autorità superiore, il primo giudice ha violato l'art. 86
CPC che gli impone di pronunciarsi su tutta la domanda, e l'art. 327 lett. e
CPC che tutela il diritto di essere sentito delle parti, nel cui concetto
rientra anche l’obbligo per il giudice di chiarire ogni contestazione, non
rifiutando ingiustamente i mezzi di prova offerti e motivando la propria
decisione (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 327, m. 10 e 12).             

                                         

                                   8.   Alla
luce di quanto sopra esposto il ricorso deve essere accolto nel senso che la sentenza
impugnata deve essere annullata e gli atti ritornati al primo giudice affinché
si esprima nel senso dei considerando. Vista la particolarità del caso si
rinuncia, a titolo eccezionale, alla riscossione di tasse e spese né si
assegnano ripetibili, l'esito del ricorso essendo del tutto indipendente dalle
motivazioni del ricorrente.

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese
l’art. 148 CPC e la tariffa giudiziaria

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il
ricorso per cassazione 10 aprile 2004 di __________RI 1 è accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 4 aprile 2004 del Giudice di pace del circolo di
Sonvico è annullata e gli atti sono rinviati al primo giudice per nuovo
giudizio ai sensi dei considerandi.

 

                                   2.   Non
si prelevano tasse e spese per il presente giudizio, né si assegnano
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -   .

   

  

                                         Comunicazione
alla Giudicatura di pace del circolo di Sonvico.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                        La
segretaria