# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2115c913-f24d-531a-851e-c997b41ec05a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-06-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 28.06.2010 33.2009.12
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2009-12_2010-06-28.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2009.12

   

  TB

  	
  Lugano

  28 giugno
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Tanja Balmelli, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 26 dicembre 2009
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 dicembre
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione - Ufficio
  delle prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di prestazioni complementari

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
nel 1962, beneficiario di una rendita d'invalidità e di prestazioni complementari, dal 1° novembre 2007
(doc. 157) è separato di diritto dalla moglie __________. Nell'ambito della causa di protezione dell'unione coniugale, durante la discussione
del 4 dicembre 2007 (doc. 157) il Pretore di __________ ha affidato la figlia __________,
1993, alla custodia della madre, riservato il diritto di visita del padre che
sarà esercitato secondo gli accordi che le parti prenderanno di volta in volta.

Il Pretore ha inoltre stabilito che dal 1°
dicembre 2007 il padre verserà un contributo alimentare per la figlia di Fr.
800.- al mese.

 

                               1.2.   Dal 1°
gennaio 2007 il diritto alle prestazioni complementari per tutta la famiglia
era di Fr. 3'534.- al mese
(doc. 96).

A seguito della modifica delle circostanze di
fatto, dal 1° novembre 2007 (doc. 71) il padre è stato posto al beneficio di
una PC mensile per sé stesso di Fr. 2'859.-, mentre dal 1° gennaio 2009 (doc. 11) questo suo diritto
ammontava a Fr. 2'890.-.

La figlia __________, beneficiaria di una rendita
AI per figli, ha chiesto individualmente delle prestazioni complementari (doc.
135), che le sono state concesse nella misura di Fr. 152.- al mese dal 1°
gennaio 2008 (doc. 131) e di Fr. 170.- dal 2009 (doc. 14).

 

                               1.3.   Durante l'audizione del 25 settembre 2009 (doc. 111),
il Pretore ha modificato il precedente accordo fra le parti, nel senso che dal
1° settembre 2009 il padre deve versare alla madre a titolo di contributo
alimentare per la figlia l'importo
corrispondente alla rendita completiva AI (a quel momento pari a Fr. 228.-),
che già era versata direttamente alla madre.

Pertanto, da quella stessa data la Cassa di
compensazione ha ricalcolato in Fr. 970.- il diritto alle PC di __________
(doc. 103), mentre con decisione del 19 novembre 2009 (doc. 6) ha ridotto dal
1° dicembre 2009 l'importo per
il padre a Fr. 2'090.-.

 

                               1.4.   Con
decisione su opposizione del 18 dicembre 2009 (doc. A1) la Cassa di compensazione
ha respinto l'opposizione del
1° dicembre precedente ed ha confermato la decisione del 19 novembre 2009,
spiegando che si è attenuta alla recente decisione della Pretura di __________.
Ha quindi modificato l'obbligo
alimentare dell'assicurato nei
confronti della figlia, eliminando dal suo fabbisogno l'importo di Fr. 9'600.-
all'anno (Fr. 800.- x 12 mesi).

 

                               1.5.   Contro
questa decisione è insorto il 26/29 dicembre 2009 (doc. I) RI 1, patrocinato
dall'avv. RA 1, chiedendo di
ripristinare la precedente somma. Il ricorrente ha invocato che la diminuzione
del suo diritto è avvenuta senza motivazione, perciò la decisione è arbitraria.
Ha inoltre evidenziato che la Cassa non si è pronunciata sull'assistenza giudiziaria, ciò che ha
comportato un diniego di giustizia. L'insorgente ha sollevato un abuso rispettivamente un eccesso del
potere discrezionale, poiché malgrado la figlia viva spesso da lui, la Cassa ha
sostenuto che la cessazione del versamento del contributo alimentare non lo
aggravi economicamente. Ha poi osservato che la rendita per figli di Fr. 228.-
dovrebbe essere computata nel suo fabbisogno e che quindi il contributo
alimentare che versava alla madre per __________ era in realtà di Fr. 1'028.-.

L'assicurato ha pertanto chiesto che sia accertato che "ha
diritto ad un versamento retroattivo a contare dal 1. novembre 2007 (…) corrispondente
ad un totale del fabbisogno aumentato di Fr. 228.- mensili a titolo di Prestazione
complementare.".

 

                               1.6.   Con risposta
di causa del 22 gennaio 2010 (doc. III) la Cassa cantonale di compensazione ha
confermato integralmente la propria decisione, respingendo le censure del
ricorrente con argomentazioni dettagliate. L'amministrazione ha spiegato che il mancato computo di una pensione
alimentare nel fabbisogno dell'assicurato
riflette unicamente quanto deciso dal Pretore nell'udienza del 25 settembre 2009, laddove quest'ultimo ha deciso che il contributo alimentare dovuto alla moglie per
il mantenimento della figlia è stato soppresso, poiché per il mantenimento di __________
è stato predisposto il versamento diretto della rendita completiva per i figli
direttamente nelle mani della moglie, che però non va considerata come una
pensione alimentare e che quindi non va ritenuta nel calcolo della PC del
ricorrente. Parallelamente, nei suoi redditi è stata computata unicamente la
sua rendita AI e non anche quella della figlia, versata alla madre. La Cassa ha
poi contestato che la decisione emessa non fosse sufficientemente motivata,
essendo peraltro di facile lettura. Ha infine spiegato i motivi per i quali non
ha accolto la domanda di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

 

                               1.7.   Il 5
febbraio 2010 (doc. V) l'insorgente
ha affermato che dall'inizio
dell'anno la sua situazione è
radicalmente cambiata: la figlia ha voluto tornare a vivere con lui come
dimostra il manoscritto allegato, gli è stato aumentato l'affitto da Fr. 1'351,60 a Fr. 2'138,60
e nemmeno è in grado di pagare la retta scolastica della figlia. Ha contestualmente
prodotto delle fatture mediche di __________, indicando di averle dovute
onorare personalmente siccome la madre, che però ha la custodia, non se ne è
occupata.

 

Il 19 febbraio 2010 (doc. VII) la Cassa di
compensazione ha osservato di non potere intervenire in luogo e vece del
giudice civile, motivo per il quale, finché la figlia è affidata legalmente
alle cure della madre, il calcolo delle PC del padre va confermato.

 

L'amministrazione ha ribadito che il ricorrente va ritenuto persona
sola che non deve versare dei contributi alimentari. Riguardo alle spese di
malattia di cui egli si fa carico, la Cassa ha evidenziato che beneficiando
anche la figlia di un diritto alle PC, oltre alla prestazione annua in denaro
ha pure il diritto al rimborso delle spese di malattia ed al sussidio di cassa
malati (doc. XI).

 

                               1.8.   Dalla nuova
documentazione prodotta emerge che la Pretura ha disposto un'inchiesta socio-ambientale dall'Ufficio famiglie e minorenni (doc. C3), che
è stata istituita una curatela educativa a favore di __________ (doc. C2) e che
l'assicurato ha chiesto la
modifica delle misure a protezione dell'unione coniugale (doc. C3).

 

La Cassa di compensazione, prendendo posizione,
ha ribadito che fintanto che la situazione a livello civile rimane quella
stabilita nel 2007 e nel 2009, la sua decisione è corretta (doc. XV).

 

Il ricorrente ha invocato un formalismo eccessivo
ed ha contestato le affermazioni della Cassa, specie sull'indigenza (doc. XVII).

 

 

considerato                    in
diritto

 

in ordine

 

                               2.1.   Il
ricorrente lamenta un vizio procedurale, nella misura in cui la decisione del
19 novembre 2009 con cui la Cassa di compensazione ha diminuito il suo diritto
alle prestazioni complementari non sarebbe per nulla motivata, ovvero non
sarebbero indicati "gli argomenti che giustificano una decurtazione
così massiccia" del suo diritto, "con la conseguenza che l'opponente non era in grado di prendere
posizione sulle singole motivazioni.". L'assicurato ha sollevato quindi l'arbitrarietà del provvedimento rispettivamente
"un manifesto abuso – eccesso del potere di apprezzamento"
nell'ambito della decisione su
opposizione (doc. I).

 

Ai sensi dell'art. 29 cpv. 2 Cost. fed., le parti
hanno diritto d'essere sentite. Per costante giurisprudenza, dal diritto di
essere sentito deve in particolare essere dedotto il diritto per l'interessato
di esprimersi prima della resa di una decisione sfavorevole nei suoi confronti,
quello di fornire prove circa i fatti suscettibili di influire sul provvedimento,
quello di poter prendere visione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione
delle prove, di prenderne conoscenza e di determinarsi al riguardo (sentenza H
97/04 del 29 giugno 2006; DTF 129 II 504 consid. 2.2, 127 I 56 consid. 2b, 127
III 578 consid. 2c, 126 V 131 consid. 2b; cfr. riguardo al previgente art. 4
cpv. 1 vCost. fed., la cui giurisprudenza si applica anche alla nuova norma, DTF
126 I 16 consid. 2a/aa,  124 V 181 consid. 1a, 375 consid. 3b e sentenze ivi citate).

Il diritto di essere sentito comprende l'obbligo per l'autorità di motivare le proprie decisioni. Tale obbligo ha lo scopo,
da un lato, di porre la persona interessata nelle condizioni di afferrare le
ragioni poste a fondamento del giudizio e di poterlo impugnare con cognizione
di causa e, dall'altro, di
permettere all'autorità di ricorso
di esaminare la fondatezza della decisione medesima. Ciò non significa che l'autorità sia tenuta a pronunciarsi in modo esplicito
ed esaustivo su tutte le argomentazioni addotte; essa può occuparsi delle sole
circostanze rilevanti per il giudizio, atte ad influire sulla decisione (STF
8C_729/2007 del 6 novembre 2008 consid. 2; STF U 397/05 del 24 gennaio 2007,
con riferimenti; DTF 129 I 232 consid. 3.2).

 

In concreto, nella decisione del 19 novembre 2009
(doc. 4) la Cassa ha specificato che si tratta di una "Decisione
emanata in seguito alla sua domanda di riesame.".

 

Durante l'udienza del 25 settembre 2009 (doc. 111) esperita alla presenza
delle parti, il Pretore di __________ ha stabilito che "dal 1°
settembre 2009 il padre verserà alla madre a titolo di contributo alimentare
per la figlia __________ l'importo corrispondente alla rendita completiva AI, attualmente di
fr. 228.- che viene già versata direttamente alla madre.".

In pari data (doc. 109), il patrocinatore della
figlia ha comunicato questa circostanza all'Istituto delle assicurazioni sociali di Bellinzona, a cui appartiene
la Cassa di compensazione, chiedendo quindi di rivedere la situazione stabilita
il 14 gennaio 2008.

Sulla scorta di questa richiesta, il 19 novembre
2009 (doc. 101) l'amministrazione
ha emanato una nuova decisione avente effetto retroattivo dal 1° settembre
2009, con cui ha ricalcolato il diritto alle PC di __________ e lo ha stabilito
in Fr. 970.- al mese, prendendo in considerazione come reddito soltanto il
contributo alimentare di Fr. 228.- sotto forma di rendita completiva AI.

 

Di pari passo, avendo modificato il diritto della
figlia, la Cassa era tenuta a rivedere pure la situazione del padre (docc. 7 e
8). Conseguentemente, lo stesso 19 novembre 2009 (doc. 4) l'amministrazione ha riesaminato la questione
ed ha emesso la decisione che il ricorrente ritiene non (sufficientemente)
motivata, tuttavia avente effetto dal 1° dicembre 2009 anziché dal 1° settembre
2009, ovvero dall'inizio del mese
in cui è stato annunciato il cambiamento (art. 25 cpv. 1 lett. c e cpv. 2 lett.
b OPC-AVS/AI).

 

Ora, è vero che quest'ultima decisione formale della Cassa di compensazione non è
particolarmente motivata.

La Cassa specifica comunque che l'emanazione è avvenuta a seguito della domanda
di riesame inoltrata dalla figlia che, forzatamente, interessa anche l'assicurato.

Pertanto, visto il periodo in cui questa
decisione è stata emessa, d'avviso
di questo Tribunale, non doveva apparire particolarmente difficile per l'interessato, peraltro patrocinato da un
avvocato, capire che la modifica del suo diritto alle PC è intervenuto a seguito
dell'interruzione da parte sua
del versamento dei contributi alimentari di Fr. 800.- al mese alla figlia. D'altronde, la differenza fra i due diritti
alle prestazioni complementari ammonta a circa Fr. 800.- (Fr. 2'859.- prima, Fr. 2'090.- poi).

 

Di conseguenza, le ragioni alla base della soluzione adottata dall'amministrazione
sono chiare ed erano facilmente intelleggibili dall'assicurato, rappresentato
da un legale, seppure non fossero specificate in dettaglio nella decisione. Da
un'attenta lettura della tabella di calcolo PC allegata il ricorrente era
quindi in grado di capire le motivazioni della diminuzione delle sue prestazioni
complementari. In effetti è ciò che è accaduto, visto che ha interposto
dapprima opposizione e poi ricorso sollevando la questione del contributo
alimentare a favore della figlia inizialmente fissato in Fr. 800.-, non più dovuto.

 

Alla luce di quanto precede, la censura di arbitrio nell'emanazione
della decisione formale del 19 novembre 2009 deve dunque essere respinta.

 

Peraltro, non si può pretendere da un'amministrazione di massa che
motivi per esteso le numerose decisioni formali che emette quotidianamente.
Qualora un assicurato non sia d'accordo con la decisione o, semplicemente,
necessiti informazioni al riguardo, ha la facoltà di interporre gratuitamente
opposizione presso la stessa autorità (art. 52 cpv. 1 e cpv. 3 LPGA).

 

La decisione del 19 novembre 2009 non va pertanto annullata per
arbitrarietà come richiesto dal ricorrente.

 

Ne discende che la susseguente decisione su opposizione del 18
dicembre 2009, peraltro unica decisione impugnabile dall'assicurato ex art. 56
LPGA davanti a questo Tribunale - ciò che è stato concretizzato con il ricorso
formulato il 26 dicembre 2009 -, può dunque essere esaminata nel merito.

 

 

 

nel merito

 

                               2.2.   Fondandosi
sull'art. 112 cpv. 2
lett. b Cost. fed. e sulla Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed., l'Assemblea
federale ha adottato il nuovo art. 112a Cost. fed.
specifico per le prestazioni complementari ed il nuovo art. 112c Cost.
fed. relativo all'aiuto agli anziani
ed ai disabili, fissandone l'entrata
in vigore il 1° gennaio 2008.

Giusta l'art. 112a Cost. fed., la Confederazione ed i Cantoni versano
prestazioni complementari a persone il cui fabbisogno vitale non è coperto dall'assicurazione vecchiaia, superstiti e
invalidità (cpv. 1) e la legge stabilisce l'entità delle prestazioni complementari
nonché i compiti e le competenze di Confederazione e Cantoni (cpv. 2).

In virtù dell'art. 112c Cost. fed., i Cantoni provvedono all'aiuto e alle cure a domicilio per gli
anziani e i disabili (cpv. 1) e la Confederazione sostiene sforzi a livello
nazionale a favore degli anziani e dei disabili. A questo scopo può utilizzare
fondi dell'assicurazione
vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 2).

In effetti, la Legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS/AI (LPC)
– tanto quella del 19 marzo 1965 entrata in vigore il 1° gennaio 1966, quanto
quella del 6 ottobre 2006 in vigore dal 1° gennaio 2008 - persegue lo scopo di
garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni
vitali" di cui al citato art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp.
Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346).

Questa nozione è più ampia rispetto al
"minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La
LPC contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e
invalide (su queste questioni: cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143
(145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito
minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in: RDAT
1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti
di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei
bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg.
52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio
concernente la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni
complementari all'AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

 

                               2.3.   In virtù
dell'art. 4 cpv. 1 lett. c LPC, hanno diritto a prestazioni complementari le persone
domiciliate e dimoranti abitualmente in Svizzera se hanno diritto ad una
rendita dell'assicurazione invalidità.

L'importo della prestazione complementare annua è pari alla quota
delle spese riconosciute che eccede i redditi computabili (art. 9 cpv. 1 LPC).

 

Per quanto riguarda le spese riconosciute, l'art. 10 cpv. 1 LPC prevede che:

 

" 
Per le persone che non vivono durevolmente o per
un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa),
le spese riconosciute sono le seguenti:

 

a. importo
destinato alla copertura del fabbisogno generale vitale, per anno:

1.      18 140 franchi per le persone sole,

2.      27 210 franchi per i coniugi,

3.      9480 franchi per gli orfani che hanno diritto a una rendita e per
figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI; per i due primi
figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per
altri due figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un terzo;

 

b. la
pigione di un appartamento e le relative spese accessorie; in caso di
conguaglio per le spese accessorie, non si tiene conto né del saldo attivo né
di quello passivo; l'importo massimo annuo riconosciuto è il seguente:

1.      13 200 franchi per le persone sole,

2.      15 000 franchi per i coniugi e le persone con orfani che hanno
diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS
o dell'AI,

3.      3600 franchi in più se è necessaria la locazione di un appartamento
in cui è possibile spostarsi con una carrozzella.".

 

Per l'anno 2009, il fabbisogno per persone sole assomma a Fr. 18'720.- (cfr. Decreto cantonale esecutivo del
4 febbraio 2009 concernente la LPC, in vigore dal 1° gennaio 2009, pubblicato
il 26 maggio 2009 nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi
n. 26/2009, RL 6.4.5.3.2).

 

Inoltre, giusta l'art. 10 cpv. 3 LPC, sia per le persone che vivono che per quelle che
non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale,
sono riconosciute, fra le altre, le spese seguenti:

 

" 
(…)

d.   importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria
delle cure medico-sanitarie; l'importo forfettario deve corrispondere al premio
medio cantonale o regionale per l'assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);

e.   pensioni alimentari versate in virtù del
diritto di famiglia.".

 

 

L'art. 11 cpv. 1 LPC enumera esaustivamente i redditi computabili, fra
i quali vi sono:

 

"  (…)

d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;

f.  gli assegni familiari;

h. le pensioni alimentari previste dal diritto di famiglia.".

 

                               2.4.   Il
ricorrente lamenta una diminuzione del suo diritto alle prestazioni
complementari dal 1° dicembre 2009, derivante dal fatto che la Cassa ha
ritenuto che non è più tenuto al pagamento di contributi alimentari a favore
della figlia minorenne nella misura di Fr. 800.- al mese, come risulta dal
verbale di udienza del 25 settembre 2009. In realtà, però, egli continuerebbe a
sostenere dei costi che la riguardano, sia perché spesso __________ viene a
trovarlo sia perché le paga le fatture dei medici e delle analisi.

 

Al proposito, questo Tribunale evidenzia che, in
effetti, il Pretore di __________, dopo avere sentito entrambi i genitori, il
25 settembre 2009 (doc. 111) ha modificato l'accordo di misure a protezione dell'unione coniugale del 4 dicembre 2007, stabilendo per l'insorgente l'obbligo di versare alla moglie, a titolo di contributo alimentare
per la figlia, l'importo
corrispondente alla rendita completiva AI, nel 2009 pari a Fr. 228.-, già
versata alla moglie.

In realtà, quindi, il contributo alimentare strictu
sensu è pari a zero, poiché la rendita completiva per figli dell'AI, spettante per diritto proprio alla
figlia, non è, a tutti gli effetti, un contributo alimentare del diritto
civile, ma è una rendita delle assicurazioni sociali che, giusta l'art. 285 cpv. 2 CC ("Salvo
diversa disposizione del giudice, gli assegni per i figli, le rendite d'assicurazione
sociale e analoghe prestazioni per il mantenimento del figlio, spettanti alla
persona tenuta al mantenimento, sono pagate in aggiunta al contributo"), deve essere aggiunta al contributo di mantenimento previsto dal
giudice civile.

 

In virtù di quanto stabilito dal Pretore nel
2009, dunque, è ben chiaro che è venuto a cadere l'obbligo per l'assicurato
di continuare a versare alla moglie, a favore della figlia, il contributo alimentare
vero e proprio di Fr. 800.- fissato in occasione dell'udienza del 4 dicembre 2007 (doc. 157). È invece rimasto dovuto, a
favore di __________, il versamento della rendita completiva per figli, seppure
non fosse stato esplicitamente menzionato nell'accordo del 2007, ma che era sottinteso secondo, peraltro, anche il
citato art. 285 cpv. 2 CC, essendo un diritto proprio della figlia.

 

Ne discende che è corretto che la Cassa di compensazione
abbia eliminato la voce del contributo alimentare dal fabbisogno del
ricorrente, dato che, a tutti gli effetti, dal 1° settembre 2009 non è più
tenuto giuridicamente al versamento di questo importo.

A riprova di ciò, dal calcolo delle PC della figlia
la Cassa ha giustamente eliminato l'ammontare di Fr. 9'600.-
(Fr. 800.- x 12) dai suoi redditi computabili, ritenuto che, effettivamente,
non percepisce più dal padre questa somma per il suo mantenimento.

 

                               2.5.   L'assicurato ha inoltre affermato che egli continua comunque a
mantenere la figlia, giacché quest'ultima "va e viene dal suo appartamento (la madre abita
molto vicino) dove ha anche una camera per sé stessa", e quindi la
presenza della figlia comporta dei costi, che devono dunque essere tenuti in
considerazione nel calcolo del suo fabbisogno. Prova ne è, a suo dire, che
spetta al ricorrente saldare le fatture dei medici a cui fa capo la figlia, poiché
la madre, sebbene ne abbia la custodia, non se ne occupa, tanto da averla
lasciata senza copertura dell'assicurazione
malattia obbligatoria. Nemmeno le ha pagato la retta scolastica.

 

In proposito, va rilevato che la lista dei costi
computabili (spese riconosciute) ai fini del calcolo della PC, elencati all'art.
10 LPC (cfr. consid. 4), è esaustiva e che quest'ultima disposizione è di diritto federale imperativo (Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur
AHV/IV, 2a ed., Zurigo-Basilea-Ginevra 2009, pag. 134; N. 3001
DPC), perciò non è possibile derogarvi.

Di conseguenza, tutte le spese che non risultano
nell'elenco di cui al citato art. 10 LPC non possono essere ammesse in
deduzione a favore dell'assicurato.

 

Con il fabbisogno vitale (limite di reddito) per
le persone non collocate in istituti (Fr. 18'720.- nel 2009) si deve dunque sopperire a tutto quanto non è
possibile far fronte tramite i costi speciali previsti dalla legge (quali il
vitto, i vestiti, il mobilio, il telefono, il canone radio-TV, la
responsabilità civile, ecc.; cfr. Carigiet, Ergänzungsleistungen
zur AHV/IV, pag. 23 N. 74, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, Basilea 1998).

 

Pertanto, le spese addotte dal ricorrente
riguardo al mantenimento della figlia nei momenti in cui la stessa va a
trovarlo e/o vive da lui non possono essere prese in considerazione a
titolo di spese riconosciute all'assicurato, non rientrando, infatti, nell'elenco di cui all'art.
10 LPC.

 

Peraltro, come ha affermato l'amministrazione, fintanto che la figlia è
legalmente affidata alla custodia della mamma, il padre non può pretendere di
conteggiare nel suo fabbisogno "la presenza" della figlia e quindi i
relativi costi che ne scaturiscono.

Questo TCA rileva, al riguardo, che le visite di __________
all'insorgente non sono poi
state così frequenti come il ricorrente lascia intendere. Tali visite non giustificano
un accresciuto costo di mantenimento, che le prestazioni complementari
dovrebbero riconoscere. Infatti, la lettera manoscritta della figlia, datata 25
gennaio 2010 (doc. B4), specifica chiaramente che i contatti tra padre e figlia
- presumibilmente nel 2009 - sono stati rari (pag. 3: "(…) le poche
volte che sono riuscita ad andare a trovarlo, dopo poco tempo cominciava a
chiamare al telefono sia me che mio padre e ci minacciava che dovevo rientrare
a casa entro dieci minuti."; pag. 5: "(…) venerdì 2 gennaio
2010 volevo andare un po' da mio padre perché ero un po' triste, visto che mi manca molto ed era un po' di tempo che non lo vedevo.").

 

D'altronde, come già evidenziato, ad oggi il ricorrente non è più
tenuto giuridicamente a versare alla figlia dei contributi alimentari e nemmeno
ne ha l'affidamento. Pertanto, finché
dal profilo civile la situazione è quella vigente dal 1° settembre 2009, per le
PC l'assicurato non può vantare
dal 1° dicembre 2009 alcun diritto a dipendenza del mantenimento (spontaneo)
della figlia.

 

                               2.6.   Quanto alle
fatture della cassa malati intestate a __________, che l'interessato ha affermato di avere talvolta
dovuto saldare personalmente in luogo e vece della madre, il Tribunale conferma
quanto ha già rilevato la Cassa di compensazione.

 

In particolare, non va dimenticato che la figlia
del ricorrente, beneficiaria di prestazioni complementari, ha automaticamente diritto
al pagamento del premio di cassa malati da parte della stessa Cassa di
compensazione e che quindi, a suo carico, vi sono unicamente le eventuali
partecipazioni ai costi.

 

Al proposito, occorre osservare che giusta l'art. 14 cpv. 1 lett. g LPC, i Cantoni rimborsano
ai beneficiari di PC le spese di partecipazione ai costi secondo l'art. 64 LAMal e designano le spese che
possono essere rimborsate secondo il capoverso 1 (art. 14 cpv. 2 LPC).

 

Nel Cantone Ticino, la Legge di applicazione
della LPC (LALPC) del 28 dicembre 2007, entrata in vigore il 1° gennaio 2008,
indica agli artt. 5-12 quali spese, in quale misura ed in che modo, le spese di
malattia sono assunte dal Cantone. L'art. 11 LALPC riprende inoltre il tenore del citato art. 14 cpv. 1
lett. g LPC.

 

È pertanto incomprensibile che il ricorrente si
sia assunto le partecipazioni ai costi di malattia della figlia – peraltro, v'è discrepanza tra l'assicuratore indicato sui cedolini di pagamento (doc. A4) e quello
che avrebbe sospeso la figlia (doc. A5) - quando si sa che la Cassa di
compensazione le rimborsa le prestazioni assunte dall'assicurazione obbligatoria giusta l'art. 24 LAMal, dato che sua figlia ha un diritto proprio alle
prestazioni complementari. Occorre soltanto che la domanda di rimborso sia
presentata alla Cassa entro quindici mesi dalla fatturazione (art. 7 LALPC).

In tal senso, dunque, non vi dovrebbe essere
alcun aggravio per il padre a dipendenza dei costi di cassa malati della
figlia.

 

Quanto all'indicazione che la copertura obbligatoria di cassa malati di __________
sarebbe sospesa poiché la madre non ha versato i premi dovuti, innanzitutto il TCA rileva che la decisione di sospensione delle prestazioni del 13 ottobre 2009 (doc. A5) a
dipendenza del "conteggio dei premi del Feb. 09 – Apr. 09 secondo LAMal"
è indirizzata alla moglie del ricorrente e che quest'ultima è indicata quale titolare del conto. Non vi sono prove,
quindi, che la sospensione si riferisca alla copertura della figlia.

 

In secondo luogo, va ricordato che per volere del
Cantone Ticino, i minorenni non possono essere sospesi dall'assicuratore qualora i loro genitori non
paghino i premi e/o le partecipazioni ai costi LAMal dei figli. Appare dunque
strana questa circostanza.

L'art. 45 del Regolamento della legge sull'assicurazione obbligatoria contro le malattie (RLCAMal) del 13
novembre 2007, in vigore dal 16 novembre 2007, prevede infatti chiaramente che
di principio il pagamento dei crediti scoperti verso gli assicuratori avviene
per gli assicurati minorenni e per quelli maggiorenni.

L'art. 46 precisa quanto segue per gli assicurati minorenni:

 

"  1 Previa segnalazione o richiesta, l'Istituto
delle assicurazioni sociali procede immediatamente al pagamento dei crediti
scoperti riguardanti gli assicurati minorenni.

2 Nel contempo:

a) richiama i genitori ai doveri di legge
relativi all'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie;

b) segnala la situazione
al Comune di domicilio o di residenza.

3 Anche in caso di pagamenti da parte del Cantone, l'assicuratore
mantiene la procedura di incasso forzato, nei confronti dei genitori, per
crediti scoperti riguardanti assicurati minorenni.

4 In caso di realizzazione nell'ambito della procedura
di esecuzione, l'assicuratore restituisce immediatamente all'Istituto delle
assicurazioni sociali, in via prioritaria, quanto già anticipato dal Cantone
per assicurati minorenni.

5 L'assicuratore
è tenuto a dar seguito immediatamente a ogni richiesta dell'Istituto delle
assicurazioni sociali riguardante crediti scoperti per assicurati minorenni, in
particolare per quanto attiene alla presentazione dei medesimi per i
pagamenti."

 

                               2.7.   Occorre
ancora rilevare che la circostanza, a detta dell'insorgente, che la decisione impugnata "rischia inoltre di
fargli perdere il sussidio per l'appartamento: in tal caso egli dovrebbe verosimilmente traslocare in
un appartamento più modesto – a discapito della camera per la figlia." (doc. I pag. 2 in fine e 3 in initio), non ha alcuna
rilevanza nell'ambito delle
prestazioni complementari, che riconoscono le spese di pigione fino ad un
massimo di Fr. 13'200.- all'anno per persone sole.

 

Spetta dunque soltanto all'assicurato responsabilmente trovare una
sistemazione adeguata tanto al numero di persone che la abitano quanto alle sue
capacità finanziarie.

 

Visto quanto esposto nei considerandi che
precedono, in alcun modo la dignità umana del ricorrente è stata lesa. Questo
Tribunale respinge dunque la censura di violazione dell'art. 7 Cost. fed. (doc. I punto 2).

 

                               2.8.   Il
ricorrente si è inoltre lamentato di un abuso rispettivamente di un eccesso del
potere discrezionale da parte della Cassa di compensazione (doc. I punto 3 pag.
3), che sia ha asserito che la disponibilità economica del ricorrente appare
immutata dopo la cancellazione del versamento del contributo alimentare di Fr.
800.- a favore della figlia, sia non ha computato nelle sue uscite la rendita
per figli derivante dall'assicurazione
invalidità.

 

L'insorgente ha evidenziato che nel 2007 egli percepiva una prestazione
complementare di Fr. 3'421,50
ed una rendita d'invalidità di
Fr. 774.- (doc. A2), per un totale di Fr. 4'195,50 al mese, mentre ora deve vivere con Fr. 2'560.- mensili (Fr. 2'090.- [PC] + Fr. 470.- [rendita AI]).

 

Questa differenza è subito spiegata: fino al 1°
novembre 2007, infatti, il calcolo delle PC veniva fatto per tutta la famiglia,
ovvero considerando il padre, la madre e la figlia come un nucleo familiare,
motivo per cui gli importi erano più consistenti. Anche la rendita AI era più
elevata, proprio perché comprendeva sia quella di sua spettanza sia quella
completiva per la figlia che, poiché conviveva con il padre, veniva versata a
quest'ultimo. Con la separazione
dei genitori e l'attribuzione
dell'affidamento della figlia
alla madre, questa rendita per figli è stata correttamente versata alla madre a
favore della figlia, ciò che ha forzatamente comportato una diminuzione del diritto
alle PC ed all'AI dell'assicurato.

 

Questa nuova situazione ha portato poi la Cassa
di compensazione a non più considerare la rendita completiva per figli nei
redditi computabili dell'insorgente,
proprio perché, a tutti gli effetti, non viene più versata a lui, ma alla madre
per la figlia.

 

Nemmeno la richiesta di computare questa rendita
di Fr. 228.- nel fabbisogno del padre dato che egli, insieme al contributo alimentare
di Fr. 800.-, la riversava alla figlia, non può essere accolta.

Va ribadito, al riguardo, che la rendita delle
assicurazioni sociali deve essere aggiunta ad un eventuale contributo
alimentare (art. 285 cpv. 2 CC) e quindi non può essere considerata un contributo
alimentare come tale. È vero che l'assicurato versava a favore della figlia, che viveva separata, un
importo mensile totale di Fr. 1'028.-, ma non va dimenticato che Fr. 228.- corrispondevano alla
rendita completiva AI derivante dal diritto proprio della figlia e Fr. 800.-, e
solo quelli, corrispondevano al contributo alimentare.

 

Ne discende, dunque, che la rendita per figli AI non
poteva e non può essere considerata come un'uscita del ricorrente, ossia non può essere conteggiata nel suo fabbisogno
né dal 2007 quando versava, inoltre, il contributo alimentare e che, esso soltanto,
era correttamente computato nel suo fabbisogno, né tanto meno dal 1° dicembre
2009, quando è stato esonerato dal continuare a corrispondere alla figlia il
contributo alimentare di Fr. 800.-.

La richiesta dell'interessato di aumentare la sua rendita PC dell'importo di Fr. 228.- deve dunque essere
respinta.

 

In tali circostanze, la censura di abuso
rispettivamente di eccesso di potere d'apprezzamento da parte della Cassa di compensazione sia per avere
affermato che il ricorrente ha un'immutata disponibilità finanziaria avendo cancellato dal suo fabbisogno
la somma di Fr. 9'600.-
destinata alla figlia e malgrado debba far fronte ad ulteriori spese quando
quest'ultima vive da lui (cfr.
consid. 5 e 6), sia per non avere a suo tempo computato quali spese
riconosciute anche il versamento della rendita completiva per figli, deve
essere manifestamente respinta.

 

                               2.9.   In
conclusione, finché la sua situazione dal profilo civile rimarrà quella attuale
con l'affidamento della figlia
alla madre, le spese riconosciute all'assicurato dal 1° dicembre 2009 ammontano a Fr. 36'614.- (Fr. 18'720.- [fabbisogno vitale per persona sola]
+ Fr. 4'224.- [contributo cassa
malati] + Fr. 470.- [contributo per AVS/AI/IPG] + Fr. 13'200.- [pigione massima netta riconoscibile]),
così come determinato a buon diritto dall'amministrazione.

I redditi computabili assommano alla sola rendita
AI del padre, quindi a Fr. 6'840.- ed anche tale posta va dunque
confermata.

 

Ne discende, quindi, che è a giusta ragione che
la Cassa cantonale di compensazione ha calcolato in Fr. 25'080.- il diritto alle prestazioni
complementari annue del ricorrente, rispettivamente in Fr. 2'090.- al mese,
già compreso il contributo per la LAMal.

 

Stanti così le cose, la decisione impugnata deve
essere confermata ed il ricorso integralmente respinto.

 

                             2.10.   Da ultimo,
occorre ancora verificare la lamentela dell'assicurato riguardo alla mancata concessione dell'assistenza giudiziaria. Il ricorrente ha
invocato una denegata giustizia da parte della Cassa cantonale di compensazione
(doc. I).

 

Nella fattispecie, il 19 novembre 2009 la Cassa di compensazione
ha emanato una decisione di concessione di prestazioni complementari, contro
cui l'assicurato ha interposto opposizione il 1° dicembre 2009 (opposizione non
presente agli atti). Con decisione su opposizione del 18
dicembre 2009 la resistente non si è espressa specificatamente sulla domanda di
assistenza giudiziaria, limitandosi infatti a respingere l'opposizione. È solo con la risposta di
causa che l'amministrazione ha preso
posizione su questa questione, negandogli il diritto al gratuito patrocinio.

 

Al riguardo, va rilevato che l'autorità di
ricorso può pronunciarsi su un determinato oggetto solo in presenza di una
decisione emessa dalla Cassa (SVR 2003 EL Nr. 2; STFA del 23 dicembre 2003, U
105/03, consid. 4; STFA del 19 novembre 2003, U 355/02, consid. 3; RAMI 2001
pag. 36; DTF 125 V 413 = SVR 2001 IV Nr. 27; DTF 118 V 313; DTF 110 V 51
consid. 3b, DTF 105 V 276 consid. 1, DTF 104 V 180, DTF
102 V 152; Gygi, Bundesverwaltungrechtspflege, pag. 44 in fine).

 

In una sentenza del 12 marzo 2004 pubblicata in
DTF 130 V 388, l'allora TFA (dal
1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha inoltre stabilito che, anche dopo l'entrata
in vigore della LPGA, applicabile ai settori delle assicurazioni sociali
disciplinati dal diritto federale, il rilascio di una decisione è una
condizione materiale necessaria per poter emanare un giudizio di merito nella
successiva procedura amministrativa o giudiziaria.

Secondo la giurisprudenza, a condizione che all'amministrazione
sia stata data l'opportunità di pronunciarsi in merito, la procedura
giudiziaria amministrativa può essere estesa, per ragioni di economia
processuale, a una questione non propriamente oggetto della lite purché essa
sia suscettibile di essere giudicata e così strettamente connessa all'oggetto
iniziale della controversia che si possa ravvisare un'unità fattuale (STF
8C_16/2010 del 3 maggio 2010; STFA I 712 /02 del 6 febbraio 2003, consid. 1.1;
DTF 122 V 36 consid. 2a).

 

In concreto, la questione dell'assistenza giudiziaria in sede di
opposizione è strettamente legata alla problematica di merito. La Cassa ha
avuto nuovamente la possibilità – colta - di prendere posizione al riguardo
anche nella risposta di causa, dato che l'insorgente ne ha fatto richiesta con il ricorso a questo TCA.

 

Già prima dell'entrata in vigore della LPGA, la giurisprudenza
(vedi, per l'assicurazione invalidità: DTF 114 V 228, per l'assicurazione
contro gli infortuni: DTF 117 V 408 precisata con la DTF 125 V 32) aveva
riconosciuto, senza imporre alcun limite temporale, il diritto al gratuito
patrocinio nell'ambito della procedura amministrativa in materia di
assicurazioni sociali, a condizione che fossero rispettati gli stessi presupposti
applicabili nella procedura giudiziaria, ovvero il richiedente deve trovarsi
nel bisogno, il patrocinio deve essere necessario o perlomeno indicato e le sue
conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (DTF 125 V 202 consid.
4a e 372 consid. 5b).

L'allora TFA aveva peraltro sottolineato che le condizioni per la
concessione del gratuito patrocinio dovevano essere valutate con rigore (SVR
2000 KV Nr. 2, consid. 4c, pag. 6, in fine).

 

L'art. 37 cpv. 4 LPGA, relativo alla
rappresentanza e patrocinio nella procedura davanti all'assicuratore, prevede
che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare del
patrocinio gratuito.

 

Qualora, dunque, un assicurato non disponga di
sufficienti mezzi finanziari, le sue conclusioni non siano sprovviste di
possibilità di successo e la lite non sia priva di difficoltà di ordine
fattuale o giuridico, egli ha diritto al gratuito patrocinio nella procedura di
opposizione del diritto delle assicurazioni sociali (SVR 2004 EL Nr. 4).

Queste condizioni di concessione dell'assistenza giudiziaria, poste dalla
giurisprudenza sotto l'egida
dell'art. 4 vCost. fed., sono
applicabili alla concessione dell'assistenza gratuita di un consigliere giuridico nella procedura d'opposizione (STFA I 557/04 del 29 novembre
2004, consid. 2.1; SVR 2007 EL Nr. 7, consid. 5.2.2). Tuttavia, la questione di
sapere se esse sono realizzate deve essere esaminata in virtù di criteri più
severi nella procedura amministrativa (Kieser, ATSG Kommentar,
2a ed., Ginevra, Basilea, Zurigo 2009, n. 18 e n. 22 ad
art. 37, pagg. 503 e 504).

 

A tal proposito, occorre tenere conto delle
circostanze del caso concreto, della particolarità delle regole di procedura
applicabili, così come delle specificità della procedura amministrativa in corso.
In particolare, occorre menzionare, oltre alla complessità delle questioni di
diritto e dei fatti, le circostanze concernenti la persona in oggetto, come la
sua capacità di orientarsi in una procedura. Quale regola generale, il gratuito
patrocinio è necessario quando la procedura è suscettibile di riguardare in
maniera particolarmente grave la situazione giuridica della persona interessata.
Altrimenti, una tale necessità esiste soltanto quando alla relativa difficoltà
del caso si aggiunge la complessità della fattispecie o dei quesiti giuridici,
alla quale il richiedente non è in grado di farvi fronte da solo (DTF 130 I 182
consid. 2.2; SVR 2007 EL Nr. 7, consid. 5.2.2).

 

Secondo la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f
LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo
esigono", anziché quella "se le circostanze lo giustificano",
significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la
quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura amministrativa,
le relative condizioni devono essere esaminate in maniera rigorosa (Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37, pag.
504 e seguenti; cfr., d'altronde, FF 1999 3965).

 

Peraltro, giusta l'art. 37 cpv. 4 LPGA, la concessione del gratuito patrocinio richiede
una domanda in questo senso (Kieser, op. cit., n. 21 ad art. 37, pag. 503).

 

Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono l'indigenza
del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di esito
favorevole (FF 1999 3965).

La concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia
con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria (Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37, pag.
504-505).

Quindi, le tre condizioni cumulative per la
concessione dell'assistenza
giudiziaria sono adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia
necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le
sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (STF I 134/06 del 7
maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA U 234/00 del 23 maggio
2002; DTF 125 V 202 consid. 4a; DTF 125 V 372 consid. 5b e riferimenti; DTF 124
I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a,
181 consid. 3a).

 

In una sentenza I 928/05 del 4 dicembre 2006 in una vertenza
relativa all'assicurazione invalidità, il TFA ha osservato che la necessità
dell'assistenza di un avvocato durante la procedura amministrativa va
riconosciuta solo in casi eccezionali e dipende dal tipo di problematiche che
vengono trattate nella decisione impugnata. In quell'occasione, l'Alta Corte ha
negato la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di
opposizione sviluppando le seguenti considerazioni:

 

" 
(…)

5.1 Was die von Vorinstanz und Verwaltung
verweigerte unentgeltliche Verbeiständung im Einspracheverfahren anbelangt, so
hat das kantonale Gericht zutreffend erwogen, dass der Gesuch stellenden Person
ein unentgeltlicher Rechtsbeistand im Verwaltungsverfahren gemäss Art. 37 Abs.
4 ATSG nur bewilligt wird, wo die Verhältnisse es erfordern, im kantonalen
Prozess dagegen bereits, wo die Verhältnisse es rechtfertigen (Art. 61 lit. f
Satz 2 ATSG). Richtig ist auch, dass die Offizialmaxime rechtfertigt, an die Voraussetzungen,
unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen
strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 36 Erw. 4b, 114 V 235 Erw. 5b); die
anwaltliche Vertretung im Verwaltungsverfahren drängt sich nur in
Ausnahmefällen auf (BGE 132 V 201 Erw. 4.1, 117 V 408 f. Erw. 5a, 114 V 238
Erw. 6). Verlangt werden qualifizierende, besondere Umstände. Dagegen kann
nicht bereits aus dem Umstand, dass eine Recht suchende Person während des
Verwaltungsverfahrens von einer Fürsorgebehörde betreut wurde, auf die fehlende
Notwendigkeit einer anwaltlichen Vertretung im Einspracheverfahren geschlossen
werden. Insoweit greift die Begründung der Vorinstanz zum ablehnenden Entscheid
zu kurz.

 

5.2 Umgekehrt kann aber auch nicht bereits
aufgrund der Tatsache, dass eine Rente - mithin eine finanzielle Leistung von
in der Regel erheblicher Bedeutung - zur Diskussion steht, automatisch von
einer notwendigen Verbeiständung ausgegangen werden. Wollte man bereits in
diesem Umstand einen besonders schweren Eingriff in die Rechtsstellung des
Versicherten erblicken, der regelmässig eine unentgeltliche Verbeiständung zur
Folge hat, würde dies darauf hinauslaufen, dass eine solche in praktisch allen
oder den meisten IV-Fällen zu gewähren wäre, was der gesetzlichen Regelung
widerspräche (Urteil R. vom 8. November 2006, I 746/06). Es sind vielmehr die
konkreten Umstände zu beurteilen.

 

5.3 Vorliegend hat die IV-Stelle ihre
Leistungsverweigerung in einer ersten Verfügung vom 9. Januar 2004 zunächst
damit begründet, dass die im Arztbericht von Frau Dr. med. L.________ vom 30. Dezember
2003 gestellte Diagnose weiterhin eine körperlich nicht belastende Tätigkeit
ganztägig ermögliche, was nach wie vor ein rentenausschliessendes Einkommen
zulasse. Auf anwaltliche Einsprache hin holte sie den zum Abklärungsbericht der
Institution X.________ vom 23. Juni 2003 abgefassten Zusatzbericht von Frau Dr.
med. L.________ vom 28. April 2004 ein, worin eine psychiatrische Begutachtung
empfohlen wurde, und hob die Verfügung deswegen auf (Einspracheentscheid vom
21. Juli 2004). Nach Eingang des psychiatrischen Berichtes von Dr. med.
H.________ vom 28. Januar 2005, worin auf das Fehlen eines psychischen oder psychosomatischen
Gesundheitsschadens geschlossen wurde, erneuerte die Verwaltung ihre ablehnende
Haltung mit Verfügung vom 7. Februar 2005. Aus medizinischer Sicht wies der
Fall demnach weder nach Erlass der ersten noch der zweiten Verfügung besondere
Schwierigkeiten auf. Auch sonst sind keine qualifizierten Umstände auszumachen.
Es galt lediglich, die offenkundige Diskrepanz zwischen den medizinischen Berichten
und jenem der Institution X.________ zu erkennen und aufzugreifen, wozu die den
Beschwerdeführer während des Verwaltungsverfahrens begleitende Fürsorgebehörde
ohne weiteres in der Lage gewesen wäre. Der vorinstanzliche Entscheid, mit welchem
die Notwendigkeit einer anwaltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren verneint
wurde, ist somit im Ergebnis zu bestätigen. (…)“.

 

Nella sentenza I 746/06 dell'8 novembre 2006, il TFA ha indicato i
seguenti casi di applicazione della propria giurisprudenza:

 

"  (…)

3.2 Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat
die Notwendigkeit einer unentgeltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren
etwa bejaht in Fällen, wo sich die versicherte Person mit mehreren Arztberichten
und Gutachten und einem Abklärungsbericht Haushalt auseinanderzusetzen und zu
dem im Rahmen der gemischten Methode vorgenommenen Einkommensvergleich Stellung
zu nehmen hatte (Urteil O. vom 27. April 2005 Erw. 7.3, I 507/04), oder wo die
Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sehr umstritten, die Einkommensberechnung in
der Verfügung nicht nachvollziehbar und zudem weitere Einkommensbestandteile
umstritten waren (erwähntes Urteil I 75/04 Erw. 3.3), oder in einem Fall, in
welchem sich der Versicherte während Jahren wiederholt und erfolglos an die
Verwaltung gewandt hatte, ohne dass für die ausserordentlich lange Verzögerung
fallbezogene Gründe ersichtlich waren (Urteil W. vom 12. Oktober 2004
Erw. 4.2, I 386/04). Verlangt werden somit qualifizierende, besondere Umstände.
(…)“.

 

Per un caso in cui, sempre in materia di assicurazione per l'invalidità,
il TFA ha invece ammesso la necessità dell'assistenza di un avvocato per la
procedura di opposizione visto che si trattava di applicare la giurisprudenza
relativa alla sindrome da dolore somatoforme, cfr. la sentenza I 319/05 del 14
agosto 2006.

 

A questo proposito, con sentenza dell'8 ottobre 2008 (inc. n. 32.2007.250), il TCA ha affermato:

 

" 
(…)

2.11.2. Nella presente fattispecie l'Ufficio AI –
lasciata aperta la questione a sapere se la vertenza non fosse di primo acchito
votata all'insuccesso – ha negato all'assicurata il diritto all'assistenza
giudiziaria in sede amministrativa in quanto ha ritenuto – rientrando il caso
nella casistica più consueta delle pratiche AI – non necessario o perlomeno non
indicato l'intervento di un avvocato.

Secondo questo Tribunale tali argomentazioni non
sono in concreto sufficienti per escludere il diritto al gratuito patrocinio.

Chiamata a pronunciarsi sui presupposti necessari
per riconoscere il diritto all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa,
in particolare sulla necessità dell'assistenza di un avvocato “sachliche
Gebotenheit des Beizugs eines Anwalts”, l'Alta Corte, in una sentenza I 911/06
del 2 febbraio 2007 si è confermata nella propria giurisprudenza e ha sviluppato
le seguenti considerazioni:

 

" (…)

Hinsichtlich der sachlichen Gebotenheit der unentgeltlichen anwaltlichen
Verbeiständung im Einspracheverfahren sind die Umstände des Einzelfalls, die
Eigenheiten der anwendbaren Verfahrensvorschriften sowie die Besonderheiten des
jeweiligen Verfahrens zu berücksichtigen. Dabei fallen neben der Komplexität
der Rechtsfragen und der Unübersichtlichkeit des Sachverhalts auch in der
Person des Betroffenen liegende Gründe in Betracht, wie etwa seine Fähigkeit,
sich im Verfahren zurechtzufinden (Schwander, Anmerkung zu BGE 122 I 8, in: AJP
1996 S. 495). Falls ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des
Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls
bloss, wenn zur relativen Schwere des Falls besondere tatsächliche oder
rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich
alleine gestellt nicht gewachsen ist (BGE 130 I 182 Erw. 2.2 mit Hinweisen),
und wenn auch eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder andere
Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt (BGE
125 V 34 Erw. 2, 114 V 236 Erw. 5b; AHI 2000 S. 163 f. Erw. 2a und b). Die sachliche Notwendigkeit wird nicht allein dadurch ausgeschlossen, dass das
in Frage stehende Verfahren von der Offizialmaxime oder dem Untersuchungsgrundsatz
beherrscht wird, die Behörde also gehalten ist, an der Ermittlung des
rechtserheblichen Sachverhaltes mitzuwirken (BGE 130 I 183 f. Erw. 3.2 und 3.3 mit Hinweisen). Die Offizialmaxime rechtfertigt es jedoch, an die Voraussetzungen,
unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten ist, einen
strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 35 f. Erw. 4b; Anwaltsrevue 2005/3 S. 123; Urteil H. vom 10. März 2006
Erw. 7.1, I 692/05). (…)” 

(STFA del 2 febbraio 2007 nella causa G., I 911/06)

 

La necessità o meno dell'assistenza di un
avvocato durante la procedura di opposizione dipende dunque esclusivamente dal
tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata (per dei
casi di applicazione cfr. consid. 2.11.1).

 

Ora, nel caso concreto, in cui si trattava di
valutare il diritto dell'assicurata ad una rendita AI o ad una riformazione
professionale, l'Ufficio AI, per stabilire il suo danno alla salute, ha dovuto
ricorrere ad una perizia pluridisciplinare SAM (cfr. doc. 35). 

Contro la decisione che negava all'assicurata il
diritto a prestazioni, l'avv. X ha poi interposto opposizione, criticando in
particolare la valutazione psichiatrica inerente la sindrome somatoforme
dolorosa.

Analogamente a quanto già deciso dal TFA, come
visto (consid. 2.11.1. in fine), trattandosi nel caso di specie dell'applicazione
della giurisprudenza relativa alla sindrome da dolore somatoforme, la necessità
dell'assistenza di un avvocato per la procedura di opposizione va quindi
ammessa (cfr. sentenza I 319/05 del 14 agosto 2006).

 

Alla luce di quanto appena esposto è a torto che
l'Ufficio AI ha ritenuto non necessario o perlomeno non indicato l'intervento
di un avvocato e concluso che l'insorgente poteva difendersi senza ricorrere ad
un legale.

 

Per quanto riguarda gli altri presupposti – non
analizzati dall'Ufficio AI – cumulativamente necessari per riconoscere il
diritto all'assistenza giudiziaria in sede amministrativa, il TCA rileva che l'assicurata, come verrà esposto di seguito (cfr. consid. 2.13.), non può essere
considerata indigente.

Il rifiuto dell'istanza di assistenza giudiziaria
con gratuito patrocinio, inoltrata dall'assicurata in data 17 ottobre 2006, deve
pertanto essere confermato."

 

Nella sentenza I 127/2007 del 7 gennaio 2008
sempre in ambito di assicurazione invalidità, riguardo all'assistenza giudiziaria nella procedura
amministrativa il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

 

" 
(…)

4.

4.1 Dans la procédure administrative en matière d'assurances
sociales, l'assistance gratuite d'un conseil juridique est accordée au demandeur
lorsque les circonstances l'exigent (art. 37 al. 4 LPGA). La LPGA a ainsi
introduit une réglementation légale de l'assistance juridique dans la procédure
administrative (ATF 131 V 155 consid. 3.1; Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37).

 

4.2 Selon la loi (art. 152 OJ) et la jurisprudence,
les conditions d'octroi de l'assistance judiciaire gratuite sont en principe
remplies si les conclusions ne paraissent pas vouées à l'échec, si le requérant
est dans le besoin et si l'assistance d'un avocat est nécessaire ou du moins
indiquée (ATF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b et les références).

Le point de savoir si l'assistance d'un avocat est
nécessaire ou du moins indiquée doit être tranché d'après les circonstances
concrètes objectives et subjectives. Pratiquement, il faut se demander pour
chaque cas particulier si, dans des circonstances semblables et dans l'hypothèse
où le requérant ne serait pas dans le besoin, l'assistance d'un avocat serait
judicieuse, compte tenu du fait que l'intéressé n'a pas lui-même des
connaissances juridiques suffisantes et que l'intérêt au prononcé d'un jugement
justifierait la charge des frais qui en découle (ATF 103 V 47, 98 V 118; cf.
aussi ATF 130 I 182 consid. 2.2, 128 I 232 consid. 2.5.2 et les références).

 

4.3 Ces conditions d'octroi de l'assistance
judiciaire, posées par la jurisprudence sous l'empire de l'art. 4 aCst., sont
applicables à l'octroi de l'assistance gratuite d'un conseil juridique dans la
procédure d'opposition (arrêt M. du 29 novembre 2004, I 557/04, consid. 2.1,
publié à la Revue de l'avocat 2005 n. 3 p. 123). Toutefois, le point de savoir
si elles sont réalisées doit être examiné à l'aune de critères plus sévères
dans la procédure administrative (Kieser, op. cit., n. 20 ad art. 37).

 

En ce qui concerne le point de savoir si l'assistance
d'un avocat est exigée (art. 37 al. 4 LPGA) et pas seulement justifiée par les
circonstances (art. 61 let. f LPGA; arrêt A.-A. du 24 janvier 2006, I 812/05,
consid. 4.3) dans la procédure d'opposition, il y a lieu de tenir compte des
circonstances du cas d'espèce, de la particularité des règles de procédure
applicables, ainsi que des spécificités de la procédure administrative en
cours. En particulier, il faut mentionner, en plus de la complexité des
questions de droit et de l'état de fait, les circonstances qui tiennent à la
personne concernée, comme sa capacité de s'orienter dans une procédure. Dès
lors, le fait que l'intéressé puisse bénéficier de l'assistance de
représentants d'associations, d'assistants sociaux ou encore de spécialistes ou
de personnes de confiance oeuvrant au sein d'institutions sociales permet d'inférer
que l'assistance d'un avocat n'est ni nécessaire ni indiquée (arrêt M. du 29
novembre 2004, I 557/04, déjà cité, consid. 2.2). En règle générale, l'assistance
gratuite est nécessaire lorsque la procédure est susceptible d'affecter d'une
manière particulièrement grave la situation juridique de l'intéressé. Sinon,
une telle nécessité n'existe que lorsque à la relative difficulté du cas s'ajoute
la complexité de l'état de fait ou des questions de droit, à laquelle le
requérant n'est pas apte à faire face seul (ATF 130 I 182 consid. 2.2 et
les références). (…)"

 

Per quanto concerne il diniego di giustizia
invocato dall'assicurato, non
va dimenticato che, giusta l'art. 56 cpv. 1 LPGA, le decisioni su opposizione e
quelle contro cui un'opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante
ricorso.

Secondo l'art. 56 cpv. 2 LPGA, il ricorso può
essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda
dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione.

 

Questa norma include sia i ricorsi per ritardata
giustizia che per denegata giustizia (Kieser, ATSG-Kommentar,
Zurigo-Basilea-Ginevra 2003, art. 56 nota 10 pag. 560).

 

Con l'entrata in vigore della LPGA, secondo il citato art. 56 cpv. 2,
spetta al competente Tribunale cantonale delle assicurazioni statuire in merito
ad un ricorso per denegata/ritardata giustizia (Kieser, op. cit., art.
56 nota 11 pag. 560; STFA inedita I 387/03, del 23 ottobre 2003, consid. 3).

 

Ora, come visto, l'assicurato ha chiesto con l'opposizione l'assistenza
giudiziaria, ma né una decisione formale né tanto meno una decisione su
opposizione in merito sono state emanate dalla Cassa. Di conseguenza, il
ricorrente non poteva rivolgersi direttamente al TCA, fatto salvo, appunto, il
ricorso per denegata giustizia.

 

Secondo l'allora TFA, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità
giudiziaria od amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui
risoluzione essa è competente (DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi
menzionati; Kieser, op. cit., art. 56 nota 10 pag. 560).

 

Sempre secondo la giurisprudenza, vi è diniego di
giustizia nel caso in cui l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare
una decisione, ma ciò non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto
conto della natura dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF
107 Ib 164 consid. 3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno
determinato il diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il
fatto che l'autorità non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in
maniera tempestiva (DTF 108 V 20 consid. 4c, 103 V 195 consid. 3c).

Il principio secondo cui la procedura innanzi al
Tribunale cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (art. 61
lett. a LPGA) è espressione di un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura
amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, pag. 243 n. 509).

 

L'allora TFA ha stabilito,
in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV Nr. 38, pag. 109, che l'oggetto di un
ricorso per denegata o ritardata giustizia è soltanto la verifica del preteso
diniego o del preteso ritardo: il tribunale non può, quindi, decidere in merito
alle prestazioni. Le prestazioni assicurative materiali, in effetti, non costituiscono
l'oggetto litigioso di questa procedura.

 

Questa giurisprudenza è valida
anche sotto l'imperio dell'art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56).

 

Da ultimo va rilevato che, in
caso di accoglimento di un ricorso per ritardata o denegata giustizia, il
Tribunale ordina all'assicuratore sociale di concludere entro un termine
ragionevole la procedura, rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren, op. cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001
KV Nr. 38, consid. 2b pag. 110).

 

Nel caso in esame, è evidente che vi è stato un
diniego di giustizia formale, nella misura in cui la Cassa cantonale di compensazione
ha preso posizione sulla richiesta di assistenza giudiziaria soltanto con la
risposta di causa, ma non con una decisione impugnabile.

In queste circostanze, il ricorso, su questo
punto, va accolto e l'incarto
rinviato all'amministrazione
per l'evasione della domanda di
gratuito patrocinio mediante l'emanazione
di una decisione.

 

                             2.11.   Per quanto
concerne la domanda di assistenza giudiziaria in sede ricorsuale, il TCA osserva che, ai sensi dell'art. 61 lett. f
LPGA, nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di
farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere
diritto al gratuito patrocinio.

 

Di principio, anche se un assicurato è
soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria, sempre
che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).

 

L'art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del
diritto alla concessione dell'assistenza
giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la
determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V
362, consid. 1b; Kieser,
op. cit., n. 102 ad art. 61, pag. 788).

 

In merito alla procedura per le cause davanti al TCA, l'art. 28 cpv. 2 LPTCA, in vigore dal 1°
ottobre 2008, rinvia la disciplina del gratuito patrocinio alla Legge cantonale
sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag).

 

I tre presupposti cumulativi per la concessione
dell'assistenza giudiziaria –
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (SVR 2004 AHV Nr. 5; STFA U
102/04 del 20 settembre 2004, consid. 4.1.1; STFA del 3 luglio 2003, U 114/03,
consid. 2.1; Kieser, op. cit., n.
104 segg. ad art. 61, pag. 788) – sono in principio dati se l'istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l'intervento dell'avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se le sue conclusioni non sembrano dover
avere esito sfavorevole (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; STF I 134/06 del 7
maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 125 V 202 consid. 4a e 372
consid. 5b con riferimenti; DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323
consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a).

 

I criteri posti nella legge cantonale sono quindi
identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando
le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. art. 85
cpv. 2 lett. f vLAVS; DTF 125 V 202; STFA I 396/99 del 28 novembre 2000).

 

L'intervento dell'avvocato
deve essere necessario o perlomeno indicato. Il TF ha stabilito che la
necessità dell'intervento di un
avvocato è data nella misura in cui le questioni controverse non sono di facile
soluzione e la parte oppure il suo rappresentante civile non possiedono
conoscenze giuridiche (DTF 119 Ia 265).

 

                             2.12.   Nel caso di specie la fattispecie non era d’immediata comprensione
per una persona non cognita in materia giuridica. Ciò nonostante il
ricorrente abbia formulato opposizione ed abbia trasmesso scritti al TCA.

 

In concreto andava esaminata la questione della
natura della rendita completiva AI per figli, e meglio sapere se la stessa dovesse
essere versata alla figlia dal padre e quindi conteggiata nel fabbisogno dell'assicurato, ritenuto che lo stesso Pretore
ha indicato, sempre nel verbale del 2009, che il padre avrebbe dovuto versare
alla madre, a titolo di contributo alimentare a favore della figlia, l'importo corrispondente alla rendita
completiva AI.

 

La fattispecie può essere definita complessa dato
l'intreccio fra procedure
civili ed amministrative. Peraltro, a livello civile, le procedure in essere,
tuttora pendenti, sono più di una (docc. C2, C3 e XIX), ciò che complica
ulteriormente la comprensione dei fatti e l'interazione con le prestazioni complementari.

Deve quindi essere ammessa, in questa sede, la
necessità di patrocinio.

 

                             2.13.   L'istante va considerato indigente quando non
è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare
il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR
1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11 segg.; DTF 103 Ia 100). Per
determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del
richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi
confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori; STF 4P.158/2002 del 16
agosto 2002; Cocchi/Trezzini, Codice
di procedura civile ticinese massimato e commentato, Appendice 2000/2004,
Lugano 2005, n. 8 ad art. 3 Lag, pag. 223). L'obbligo dello Stato di accordare l'assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di
mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11 segg.). Non
entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l'interessato
potrebbe far capo a norma dell'art.
328 e 329 CCS (Cocchi/Trezzini, Codice
di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 20 ad art.
155, pag. 479 e giurisprudenza ivi citata).

 

Dal punto di vista temporale, il presupposto del
bisogno dell'istante deve
essere determinato al momento in cui si statuisce sulla richiesta di assistenza
giudiziaria (STF 1P.542/2003 del 20 ottobre 2003; SVR 1998 UV Nr. 11 consid.
4a; DTF 108 V 265; Cocchi/Trezzini,
op. cit., Appendice, n. 18 ad art. 3 Lag, pag. 226), in particolare quando il
lasso di tempo trascorso tra domanda e decisione è importante (cfr. anche Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 39 ad art.
155, pag. 485. In senso contrario, cfr. DTF 108 Ia 108; DTF 120 Ia 179 consid.
3a; RDAT 1998-II n. 36; per un commento cfr. Cocchi/Trezzini,
op. cit., nn. 39, 40 e 41 con relative note, pag. 485-486).

Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai
sensi delle disposizioni sull'assistenza
giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto
esecutivo (STF 5P.321/2004 del 21 settembre 2004; SVR 2007 AHV Nr. 7, SVR 1998
IV Nr. 13 consid. 7b e 7c). All'importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e
il 25% (STFA U 102/04 del 20 settembre 2004). L'indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più
mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia
(RAMI 1996 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa
H., pag. 3). In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1, il TF ha precisato che
una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente
sostenendo che l'istante non è
indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un'automobile. Secondo l'Alta Corte, il richiedente deve piuttosto -
indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere
considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in
grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono
essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.

 

L'attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice
soltanto valore indicativo (Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 10 ad art. 156, pag. 490).

 

Nella commisurazione della capacità patrimoniale
del richiedente va considerata anche l'eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il
TFA, infatti, si tiene conto dell'intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre
1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.).
La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del
processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l'istanza e non solo alla fine della
procedura (DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369).

 

Oltre a tale condizione occorre ancora che il
processo non sia palesemente destituito di possibilità di esito favorevole.

Il requisito della probabilità di esito
favorevole difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe
ad avviare una causa o a continuarla in considerazione delle spese cui si
esporrebbe (STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA del 26 settembre 2000 nella
causa N.D.N.; DTF 129 I 135 consid. 2.3.1, DTF 128 I 236 consid. 2.5.3 e
sentenza ivi citata; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1 ad art.
157, pag. 492).

A tal proposito, si osserva che per valutare la
probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio
particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame
non presenti notevolmente meno possibilità di essere ammesso che di essere
respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non
lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid.
2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi di perdere il processo
si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi,
le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (DTF 125 II
275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; Cocchi/Trezzini, op. cit., nota 591 ad
art. 157, pag. 491).

 

                             2.14.   In concreto, l'assicurato non ha prodotto il certificato
per l'ammissione all'assistenza giudiziaria. Egli si è semplicemente
limitato a rinviare alla sentenza del Pretore del 25 settembre 2009, che gli ha
concesso l'assistenza
giudiziaria ed il gratuito patrocinio. Inoltre, ha affermato che, essendo
beneficiario di prestazioni complementari, la sua indigenza è nota. Tale
conclusione appare affrettata. Occorre infatti esaminare nel dettaglio le spese
che il ricorrente deve mensilmente affrontare e confrontarle con le sue entrate
mensili.

 

Dal 1° dicembre 2009, l'assicurato deve fare fronte mensilmente al pagamento della pigione
compreso l'acconto spese, la TV
via cavo ed il posteggio, pari a Fr. 1'351,60 (docc. 49-55), mentre dal 1° gennaio 2010 egli sostiene che
la pigione lorda è aumentata a Fr. 2'138,60 (doc. V).

 

Quanto al suo fabbisogno mensile, esso deve
essere calcolato sulla scorta dei minimi di esistenza agli effetti del diritto
esecutivo (art. 93 LEF). Si hanno così Fr. 1'200.- di minimo esistenziale per
una persona sola (cfr. circolare n. 35/2009 della Camera di esecuzione
e fallimenti del Tribunale d'appello, in vigore dal 1° settembre 2009), visto
che, come noto, all'ora attuale
la figlia non è stata legalmente affidata alle cure dell'interessato.

 

Quale supplemento, va ritenuta dunque la spesa di
Fr. 1'351,60 al mese effettivamente
pagata per la pigione lorda, dato che l'aumento indicato dall'assicurato non è stato minimamente comprovato e non può quindi
essere ritenuto da questo Tribunale.

Il premio LAMal ed i contributi AVS/AI/IPG sono
direttamente pagati dalla Cassa di compensazione, visto che l'assicurato beneficia di PC.

Dal profilo fiscale, l'assicurato è verosimilmente esente, come lo era già nel 2006 e come
risulta dalla dichiarazione IC 2007 agli atti.

Dalla documentazione in possesso del TCA, poi, non emergono altre spese.

Aggiungendo a queste spese l'importo base mensile del minimo di esistenza agli effetti del
diritto esecutivo LEF, Fr. 1'200.-, si ottiene nel complesso che il fabbisogno minimo mensile del
richiedente risulta dunque (almeno) di Fr. 2'531,60.

 

I redditi mensili dell'assicurato per il 2009 ed il 2010 ammontano a Fr. 2'660.- (Fr. 2'090.- [PC] + Fr. 570.- [rendita AI]).

 

L'eccedenza a favore dell'assicurato è di soli Fr. 130.- al mese.

 

Aggiungendo all'importo base LEF un supplemento variante fra il 15% e il 25% come
prevede la giurisprudenza, il ricorrente non dispone più di alcunché per far
fronte ad altre spese, come in specie l'onorario del suo legale.

 

Pertanto, egli va qualificato come
indigente.

 

Come visto, l'interessato non possedeva le necessarie conoscenze
giuridiche, perciò l'intervento di un legale appariva giustificato e di primo
acchito il ricorso, portante sulla contestazione della cancellazione del
contributo alimentare alla figlia e del versamento della rendita completiva di
quest'ultima, di non facile lettura, non pareva essere sin dall'inizio
sprovvista di fondamento.

 

Alla luce di quanto appena esposto, tutte e tre
le condizioni per l'ottenimento
dell'assistenza giudiziaria
sono date.

 

L'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio va
quindi concessa in sede ricorsuale, riservato l'eventuale obbligo di rimborso,
qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse più tardi migliorare
(art. 61 lett. f LPGA; Kieser, op.
cit., n. 110 ad art. 61, pag. 790; cfr. art. 9 Lag; STFA I 569/ 02 del 15
luglio 2003, consid. 5; STFA U 234/00 del 23 maggio 2002, consid. 5a = DTF 128
V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

 

                             2.15.   Il ricorrente
ha chiesto l'audizione della
figlia alfine di determinare gli esborsi a suo favore seppure non ne sia
giuridicamente tenuto (doc. I pag. 4).

L'audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere
il diritto d'essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n.
1 CEDU.

 

Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l'obbligo di organizzare
un dibattimento pubblico ai sensi dell'art. 6 n. 1 CEDU presuppone una
richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione
di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di
parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare
un simile obbligo (STF 9C_578/2008 del 29 maggio 2009; STF I
472/06 del 21 agosto 2007; nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90,
consid. 6, pag. 94 ed il rinvio alla DTF prima citata).

 

In concreto, non essendo stata presentata una specifica
domanda di procedere ad un'udienza
pubblica, questo TCA rinuncia all'audizione della figlia del ricorrente, peraltro superflua, come già
evidenziato, ai fini dell'esito
della vertenza (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2).

 

Conformemente alla costante giurisprudenza,
qualora l'istruttoria da
effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad
assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a
ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002, H 103/01; DTF 122 II 469
consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c
e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del
diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza
dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid.
3c e riferimenti).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è parzialmente accolto nel senso delle considerazioni esposte. Di conseguenza:

 

                               1.1.   È accertata una
denegata giustizia, non avendo la Cassa di compensazione emanato una decisione
formale in merito alla richiesta di assistenza giudiziaria in ambito
amministrativo formulata dall’assicurato. Gli atti sono rinviati
all'amministrazione, affinché si pronunci sul diritto dell'assicurato di beneficiare del gratuito
patrocinio per la procedura amministrativa.

 

                               1.2.   Nella misura
in cui è rivolto contro la decisione su opposizione 18 dicembre 2009 della
Cassa Cantonale di Compensazione, Ufficio delle prestazioni il ricorso è respinto.

 

                                   2.   L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria in sede ricorsuale è
accolta.

 

                                   3.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa cantonale di compensazione verserà al
ricorrente la somma di Fr. 300.- a titolo di ripetibili ridotte (IVA inclusa).

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti