# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 441e1eb9-defa-53c9-bebf-f5d7c3bd40e2
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-01-18
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 18.01.2022 S 2020 77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2020-77_2022-01-18.pdf

## Full Text

Comunicata in data

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 20 77

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Meisser

Attuario Rogantini

SENTENZA

del 18 gennaio 2022

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____,

ricorrente

contro

B._____ SA, 

resistente

concernente prestazioni assicurative LAINF

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I. Ritenuto in fatto:

1. A._____ è attiva quale aiuto domiciliare (Spitex) presso J._____ (_____), 

in precedenza al tasso d'impiego del 60% e dal 1° gennaio 2020 con un 

volume d'impiego del 50%. Al momento qui di rilievo era assicurata contro 

gli infortuni, professionali e non professionali, presso la B._____ SA.

2. Con notifica d'infortunio-bagatella LAINF del 23 dicembre 2019 (act. C.1) 

fece valere di aver subito un evento infortunistico il 10 dicembre 2019, 

descrivendo l'infortunio come segue: "salto con minitramp, capriola, 

appoggiata male la testa". Nel questionario del 10 gennaio 2020 (act. C.2 

= doc. C della ricorrente) dichiarò di essersi apprestata a percorrere per la 

seconda volta il percorso a ostacoli in palestra a C._____, quando, arrivata 

al trampolino elastico, avrebbe appoggiato il piede sinistro in malo modo 

e il piede le sarebbe scivolato fuori dal quadrato elastico. Per evitare di 

perdere l'equilibrio avrebbe fatto forza sulla gamba destra e sarebbe 

riuscita a saltare. Subito dopo sarebbe atterrata sul pavimento della 

palestra, anziché sul tappeto di protezione. Con lo slancio avrebbe 

eseguito una capriola sul pavimento, battendo con forza il collo. Sul 

momento avrebbe avuto un dolore improvviso al collo con conseguente 

capogiro, passati quasi subito. Dopo due giorni, però, sarebbero iniziati 

dolori fortissimi alla scapola sinistra. Nei giorni seguenti il dolore sarebbe 

aumentato e si sarebbe irradiato al braccio sinistro con intorpidimento 

delle dita anulare e mignolo sinistro.

3. Ad A._____ fu attestata un'inabilità al lavoro piena dal 30 dicembre 2019 

fino al 29 febbraio 2020, poi ridotta fino al 26 gennaio 2020 (act. C.5, C.6 

e C.7). A._____ stessa precisò a tal proposito d'un canto di aver atteso ad 

annunciare l'infortunio, in quanto avrebbe già fissato dei giorni di vacanza 

e avrebbe sperato che nel frattempo il dolore sarebbe diminuito (act. C.2 

in fine), e d'altro canto che le sue condizioni di salute sarebbero 

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progressivamente migliorate, permettendole di riprendere l'attività 

lavorativa già a fine gennaio (act. C.12 e in sede di ricorso anche act. A.1).

4. Il medico curante, Dr. med. D._____, aveva deferito A._____ all'Istituto 

Radiologico Collegiata di Bellinzona per una risonanza magnetica della 

colonna cervicale che fu eseguita il 18 dicembre 2019 (act. C.3 = doc. H 

della ricorrente). Secondo il referto del Dr. med. E._____, medico 

specialista in radiologia, risultarono: un quadro di artrosi del rachide 

cervicale con riduzione di ampiezza nel canale spinale e di multipli forami 

di coniugazione bilaterale, una protrusione discale paramediana-

intraforaminale destra a C3-C4 con contatto del disco con la radice 

emergente di C4, un bulging discale ad ampio raggio a C4-C5 con contatto 

del disco con entrambe le radici emergenti di C5 e allo stesso livello 

protrusione discale erniaria mediana che determinerebbe iniziale 

compressione sul midollo cervicale, e infine un ulteriore bulging discale ad 

ampio raggio a C6-C7 con contatto del disco con entrambe le radici 

emergenti di C7.

5. Nel seguito il Dr. med. D._____ rinviò A._____ anche al Neurocentro – 

Istituto di neuroscienze cliniche della Svizzera Italiana presso l'Ospedale 

Civico di Lugano per ulteriori accertamenti. Con rapporto del 17 gennaio 

2020 (act. C.4) il Dr. med. F._____, medico specialista in neurochirurgia, 

costatò una radicolopatia C8 sinistra su stenosi foraminale C7-T1 su base 

artrosico-degenerativa, ritenendo che essa non sarebbe correlata 

all'incidente recente.

6. La B._____ SA interpellò il proprio medico consulente, sottoponendogli 

l'insieme degli atti medici disponibili. Con un primo apprezzamento del 

5 febbraio 2020 (act. C.9) il Dr. med. G._____ ritenne che il trauma 

avrebbe reso manifesta l'ernia discale preesistente a livello C3-C4, con 

conseguente sindrome radicolare insorta subito dopo il trauma. Nel 

secondo apprezzamento del 4 marzo 2020 (act. C.10) considerò che il 

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nesso di causalità tra l'evento infortunistico e la radicolopatia C8 sinistra 

su stenosi foraminale C7-T1 non risulterebbe perlomeno prevalentemente 

probabile. I disturbi neurologici subentrati subito dopo il trauma potrebbero 

essere correlati a una sofferenza radicolare C3-C4 resa manifesta dal 

trauma. Di conseguenza l'agopuntura eseguita dal Dr. med. H._____ non 

andrebbe a carico dell'assicurazione contro gli infortuni, poiché non 

sarebbe in relazione di causalità con l'evento annunciato.

7. Con lettera del 16 marzo 2020 (act. C.11 = doc. D della ricorrente) la 

B._____ SA comunicò ad A._____ che tutti i trattamenti per la 

radicolopatia come in particolare le sedute di agopuntura non sarebbero a 

carico della B._____ SA. La invitarono pertanto a rivolgersi alla sua cassa 

malati.

8. A._____ si rivolse alla B._____ SA con scritto del 23 marzo 2020 (act. 

C.12 = doc. E della ricorrente), contestando essenzialmente la mancanza 

di nesso causale fatta valere dall'assicurazione. Sostenne che l'evento 

traumatico sarebbe stato importante e che in precedenza lei non avrebbe 

sofferto di disturbi al tratto cervicale. Avrebbe tratto buon giovamento 

dall'agopuntura, l'ultimo consulto essendo avvenuto verso metà febbraio. 

Chiese perciò che l'assicurazione riconosca le prestazioni, oppure 

proceda al rilascio di una decisione formale. Mandò una copia del suo 

scritto alla sua cassa malati.

9. La B._____ SA emise la decisione formale in data 14 aprile 2020 (act. 

C.13 = doc. F della ricorrente), rifiutando la presa a carico delle sedute di 

agopuntura eseguite dal 14 gennaio 2020 all'11 febbraio 2020, poiché 

esse non sarebbero in relazione di causalità con l'infortunio annunciato. 

Una copia della decisione fu spedita alla cassa malati dell'assicurata.

10. A._____ sollevò opposizione il 4 maggio 2020 (act. C.14 = doc. G della 

ricorrente), sempre trasmettendone una copia alla cassa malati, la quale 

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nel seguito chiese e ottenne una copia degli atti (vedi act. C.15), senza 

però esprimersi. 

Oltre a ribadire rispettivamente a rinviare a quanto già scritto il 23 marzo 

2020, A._____ fece valere che non si tratterebbe di disquisire sul fatto post 

hoc ergo propter hoc, bensì nel contesto di una traumatizzazione 

importante in concomitanza con quanto emerso dalla risonanza magnetica 

della colonna cervicale del 18 dicembre 2019 assolutamente asintomatica. 

Nel corrente mese compierebbe i 60 anni e vorrebbe ben vedere quale 

persona a questa età si sottoponesse agli stessi esami che risultino ad 

integrum. Cionondimeno, anche persone più giovani potrebbero scivolare, 

cadere e traumatizzare una specifica parte del corpo affetta da patologia 

pregressa e asintomatica o non. Sarebbe riduttivo concludere che ad 

esempio una persona sopra i 40 anni di età di fatto non avrebbe più diritto 

alle prestazioni LAINF pur essendo tenuta a pagare i premi. L'agopuntura 

da lei effettuata sarebbe stata benefica e salutare al raggiungimento dello 

status quo ante. Difatti non avrebbe più alcun disturbo e il caso potrebbe 

essere ritenuto chiuso. Lei non sarebbe in possesso dell'onorario del 

Dr. med. H._____, comunque si tratterebbe di poche sedute per un costo 

contenuto. Spererebbe di non dover scomodare il tribunale con questa 

questione.

11. Con decisione su opposizione del 4 giugno 2020 (act. C.17 = doc. A della 

ricorrente), la B._____ SA respinse l'opposizione. Considerò d'un canto 

che non vi sarebbe stato qualsivoglia influsso esterno improvviso, 

cosicché quanto successo non rientrerebbe nel concetto giuridico di 

infortunio. A prescindere, però, dalle considerazioni espresse nel referto 

medico del 17 gennaio 2020 del Dr. med. F._____ risulterebbe che la 

radicolopatia non sarebbe correlata all'incidente recente. Ne 

discenderebbe che il nesso di causalità naturale difetti e di conseguenza 

non sia dato qualsivoglia obbligo prestativo a carico dell'assicuratore. La 

decisione fu trasmessa per conoscenza alla cassa malati dell'assicurata.

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12. A._____ ha interposto ricorso contro questa decisione al Tribunale 

amministrativo del Cantone dei Grigioni in data 15 giugno 2020 (act. A.1), 

chiedendo l'annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento 

delle prestazioni LAINF pro rata temporis per tre mesi interessante il 

trattamento di pertinenza (tratto cervicale) con raggiungimento dello status 

quo ante.

Oltre a quanto già addotto in sede di opposizione fa valere che ciò che 

risulterebbe dalla risonanza magnetica del 18 dicembre 2019 sarebbe 

stato di assoluta novità per lei. Difatti in passato non avrebbe mai sofferto 

di disturbi alla colonna cervicale. Sarebbe fuori discussione che la 

radicolopatia in questione non sarebbe stata causata dall'evento 

traumatico di fine 2019 ma sarebbe una progressività degli anni che 

passano. Lei non avrebbe mai preteso dalla resistente un riconoscimento 

post-trauma di tale patologia. Avrebbe semplicemente richiesto il 

riconoscimento delle terapie per il transitorio aggravamento, dovuto al 

trauma subito, dell'affezione fino ad allora totalmente silente.

13. La B._____ SA ha presentato la sua risposta al ricorso il 30 giugno 2020 

(act. A.2) con in grandi linee lo stesso identico testo della motivazione della 

decisione impugnata. Propone la reiezione del ricorso.

14. Con replica del 6 luglio 2020 la ricorrente ribadisce quanto affermato nel 

ricorso e approfondisce la sua argomentazione.

Sostiene fra l'altro che il concetto infortunistico non sarebbe meritevole 

d'entrata in materia, poiché non parte integrante del contenzioso aperto 

con la decisione del 14 aprile 2020. Aggiunge poi che in neurochirurgia le 

si sarebbe offerto l'indicazione terapeutica di procedere con delle 

infiltrazioni di cortisone. Lei non sarebbe una medica ma qualcosina di 

medicina ne capirebbe. Avrebbe perciò optato per una soluzione più 

naturale, meno invasiva e senza controindicazioni. L'agopuntura avrebbe 

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risolto tutti i suoi problemi in poche sedute. Se si riconoscerebbe 

l'infortunio ed emergerebbero delle preesistenze asintomatiche, si 

valuterebbe un pro rata temporis sulla base di un congruo periodo. Se i 

disturbi rientrerebbero in un breve lasso di tempo, come nel suo caso, si 

stabilirebbe un chiaro termine con uno status quo ante. Per il periodo da 

riconoscere si terrebbe conto del rapporto di causalità adeguata, senza 

fare un "pastrocchio" come avrebbe messo in atto la resistente. In merito 

alla valutazione del Dr. med. G._____ sostiene che egli avrebbe confuso 

l'ernia discale con una semplice protrusione discale. Avrebbe inoltre 

indicato che il trauma avrebbe reso manifesta l'ernia discale. La ricorrente 

chiede come il trauma avrebbe potuto farlo se non traumatizzandola. 

Conclude la sua replica recitando una conversazione telefonica fittizia di 

come la ricorrente si auspica si sarebbe dovuto svolgere la chiusura del 

caso, evitando opposizione e ricorso. In essa la resistente avverte 

espressamente la ricorrente che ella deve rivolgersi all'assicurazione 

malattia per eventuali futuri problemi risultanti dalla protrusione discale 

appalesata dalla risonanza magnetica e non causata dall'infortunio e la 

ricorrente lo accetta e si dichiara d'accordo di chiudere il caso.

15. La resistente, invitata a presentare osservazioni in merito alla replica 

trasmessale, non si è più espressa.

16. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 

del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

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II. Considerando in diritto:

1. Ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione contro gli 

infortuni del 20 maro 1981 (LAINF; RS 832.20) in unione con l'art. 56 cpv. 1 

e con l'art. 58 cpv. 1 della Legge federale sulla parte generale del diritto 

delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1) contro le 

decisioni su opposizione delle assicurazioni contro gli infortuni la persona 

assicurata può interporre ricorso al tribunale delle assicurazioni del 

cantone in cui è domiciliata nel momento in cui interpone ricorso.

Nell'occorrenza la ricorrente è domiciliata a C._____ nel Cantone dei 

Grigioni. La competenza per materia è anch'essa data in base all'art. 57 

LPGA in unione con l'art. 49 cpv. 2 lett. a della Legge sulla giustizia 

amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; CSC 370.100). Questa Corte è 

dunque competente per trattare la pratica in giudizio.

In quanto destinataria formale e materiale della decisione su opposizione, 

la ricorrente è particolarmente toccata dalla decisione impugnata, ha un 

interesse degno di protezione all'annullamento o alla modifica della stessa 

ed è quindi legittimata a presentare ricorso (art. 59 LPGA). Sul ricorso 

tempestivo e presentato nella dovuta forma può perciò essere entrato nel 

merito (artt. 60 e 61 lett. b LPGA).

2. Nonostante la richiesta ben più ampia formulata dalla ricorrente che tende 

al "riconoscimento delle prestazioni LAINF pro rata temporis per tre mesi 

(dal 10 dicembre 2019 al 9 marzo 2020) interessante il trattamento di 

pertinenza (tratto cervicale)", realmente controversa è qui soltanto la presa 

a carico delle spese per il trattamento di agopuntura eseguito dal Dr. med. 

H._____ dal 14 gennaio 2020 all'11 febbraio 2020. La decisione 

impugnata si esprime solo su questo punto e nient'altro. Oggetto della 

presente procedura di ricorso può dunque essere soltanto ed 

esclusivamente il rifiuto da parte della resistente di assumersi le spese 

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dell'agopuntura. Tale rifiuto va del resto giudicato puramente sotto aspetti 

giuridici. Non possono invece essere discussi in questa sede 

l'atteggiamento o il modo di comunicare della resistente – lamentati dalla 

ricorrente –, non rientrando nei compiti della Corte esprimersi in merito. 

Visto quanto addotto dalle parti, in particolare dalla ricorrente non 

patrocinata da un avvocato, conviene per contro specificare su quali basi 

giuridiche questa Corte è chiamata a decidere.

3. Dapprima vanno ricordati i presupposti per la presa a carico di spese di 

cura da parte di un'assicurazione contro gli infortuni ai sensi della LAINF.

3.1. Giusta l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, 

le prestazioni assicurative sono effettuate in caso d'infortuni professionali, 

d'infortuni non professionali e di malattie professionali. L'assicurazione 

effettua le prestazioni anche per fratture e altre lesioni corporali, sempre 

che non siano dovute prevalentemente all'usura o a una malattia (cpv. 2). 

Effettua le prestazioni pure per lesioni causate alla persona infortunata 

durante la cura medica (cpv. 3).

3.2. Secondo l'art. 10 cpv. 1 LAINF una persona assicurata ha diritto alla cura 

appropriata dei postumi d'infortunio. Devono dunque esserle pagate o 

indennizzate le spese per prestazioni sanitarie createsi in tal senso. Tale 

diritto non comprende però tutti gli atti medici possibili e immaginabili, 

bensì unicamente i trattamenti necessari, grazie all'impiego di mezzi 

adeguati, per ristabilire la salute. Ai sensi dell'art. 54 LAINF le misure 

sanitarie devono essere limitate a quanto richiede lo scopo del 

trattamento. La persona assicurata ha diritto al pagamento delle spese di 

cura previste dalla legge solo fino al momento in cui è preventivabile un 

notevole miglioramento dello stato di salute.

3.3. Anche se qui non di particolare rilievo, si ricorda che secondo l'art. 16 

cpv. 1 LAINF ha diritto all'indennità giornaliera la persona assicurata 

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totalmente o parzialmente incapace al lavoro ai sensi dell'art. 6 LPGA in 

seguito a infortunio. Il diritto si estingue con il ripristino della piena capacità 

lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte della persona 

assicurata (cpv. 2).

3.4. Presupposto essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte 

dell'assicurazione contro gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità 

naturale fra l'evento e le sue conseguenze che nel caso delle indennità 

giornaliere si riassumono nel danno alla salute da cui deriva l'incapacità al 

lavoro. Questo presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa 

ammettere che senza l'evento infortunistico il danno alla salute non si 

sarebbe potuto verificare o non si sarebbe verificato nello stesso modo. 

Non occorre invece che l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del 

danno alla salute; è sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad 

altri fattori, abbia comunque provocato un danno all'integrità corporale o 

psichica della persona assicurata, vale a dire che l'evento appaia come 

una condizione sine qua non del danno. È questione di fatto lo stabilire se 

tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di causalità 

naturale. Su detta questione l'assicurazione e il tribunale si determinano 

secondo il principio della probabilità preponderante. Ne discende che ove 

l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sia possibile, ma 

non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato 

dall'infortunio assicurato deve essere negato (DTF 129 V 177 consid. 3.1). 

Secondo la giurisprudenza, il nesso di causalità deve inoltre essere 

adeguato. Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato 

effetto quando, secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della 

vita, il fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si 

è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato 

dall'evento in questione (DTF 129 V 177 consid. 3.2).

4. La ricorrente fa valere che la resistente si sarebbe assunta i costi del 

medico curante di base (Dr. med. D._____), l'indennità giornaliera 

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sostitutiva del salario per la successiva e transitoria inabilità lavorativa, 

nonché la risonanza magnetica. Riconoscerebbe dunque de facto 

l'infortunio a norma dell'art. 4 LPGA.

4.1. Benché la resistente paia metterlo in discussione nella sua risposta al 

ricorso del 30 giugno 2020, in base agli atti a disposizione della Corte non 

vi è dubbio che nell'occorrenza vi sia stato un infortunio ai sensi dell'art. 4 

LPGA. L'evento del 10 dicembre 2019 ha causato un danno alla salute 

fisica della ricorrente e l'ha resa inabile al lavoro, secondo le attestazioni 

mediche, in misura del 100% almeno fino a fine gennaio 2020, il che non 

è stato contestato. Perlomeno una parte delle spese di cura paiono inoltre 

essere state assunte dalla resistente, la quale ha del resto 

apparentemente pagato anche delle indennità giornaliere.

4.2. Trattasi ora di sapere esattamente quali conseguenze concrete abbia 

avuto l'incidente del 10 dicembre 2019 e quali obblighi di prestazioni ne 

risultino per la resistente o, dall'ottica inversa, a quali prestazioni abbia 

diritto la ricorrente. Come detto, unico punto ancora da decidere è quello 

delle spese per il trattamento d'agopuntura.

5. Gli accertamenti medici fatti hanno messo in evidenza fra l'altro il 

sussistere di una protrusione discale a C3-C4, dei bulging discali a C4-C5 

e a C6-C7, così come una radicolopatia C8 sinistra su stenosi foraminale 

C7-T1. Ora, da quanto dichiarato dalla ricorrente non è del tutto chiaro 

quale di tali disturbi costatati secondo lei presenti un nesso causale con 

l'infortunio. Tantomeno si può desumere dagli atti per quale di esso sia 

stata prediletta l'agopuntura. Vanno perciò esaminati singolarmente, 

giudicando se sussista d'un canto un nesso causale naturale e d'altro 

canto anche un nesso causale adeguato ai sensi della giurisprudenza 

citata. Trattandosi di questioni di fatto, conviene rammentare i principi del 

diritto probatorio.

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5.1. Sia la procedura amministrativa sia quella dinanzi al tribunale cantonale 

delle assicurazioni sono governate dal principio inquisitorio. Secondo 

questo principio, l'amministrazione e il tribunale devono garantire d'ufficio 

l'accertamento corretto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. 

art. 43 cpv. 1 e art. 61 lett. c LPGA). L'assicuratore sociale quale organo 

di decisione e, in caso di ricorso, il tribunale possono accettare un fatto 

come provato soltanto se sono convinti della sua esistenza. Nel diritto delle 

assicurazioni sociali, a meno che la legge non preveda altrimenti, il 

tribunale deve prendere la sua decisione secondo il grado di prova della 

probabilità preponderante. La semplice possibilità di una certa circostanza 

non soddisfa i requisiti della prova. Piuttosto, il tribunale deve seguire il 

resoconto dei fatti che considera il più probabile tra tutti i possibili corsi 

degli eventi.

5.2. Il dovere inquisitorio dura fino a quando non vi è sufficiente chiarezza sui 

fatti necessari per la valutazione della pretesa. Il principio inquisitorio è 

strettamente legato al principio della libera valutazione delle prove a livello 

amministrativo e giudiziario. Se, con una valutazione delle prove completa, 

accurata, obiettiva e orientata sul contenuto, gli accertamenti da effettuare 

d'ufficio nell'ambito del principio inquisitorio portano l'assicuratore sociale 

o il tribunale alla convinzione che un certo fatto è da considerarsi 

prevalentemente probabile e che ulteriori misure di prova non potrebbero 

più modificare questo risultato stabilito, la rinuncia all'assunzione di 

ulteriori prove non costituisce una violazione del diritto di essere sentiti 

(valutazione anticipata delle prove). Tuttavia, se permangono dubbi 

significativi sulla completezza e/o sulla correttezza delle costatazioni di 

fatto finora effettuate, devono essere effettuati ulteriori accertamenti, nella 

misura in cui dalle ulteriori misure di prova ci si possono ancora attendere 

nuovi risultati essenziali (cfr. per il tutto le sentenze del Tribunale federale 

8C_831/2019 del 13 febbraio 2020 consid. 3.2.1 e 8C_281/2018 del 

25 giugno 2018 consid. 3.2.1).

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5.3. Per poter valutare lo stato di salute l'amministrazione rispettivamente il 

tribunale adito in caso di ricorso dipendono da documenti che devono 

essere allestiti e forniti da medici o eventualmente da altri specialisti, il cui 

compito consiste nel valutare lo stato di salute. In altre parole sono 

chiamati a fornire referti, in base a esami medici professionali e tenendo 

conto dei lamenti soggettivi, e fare una diagnosi basata su questo. In tal 

modo il perito medico svolge il suo compito originale, per il quale 

l'amministrazione e il tribunale adito non sono competenti.

5.4. Quanto alla valenza probatoria di un rapporto medico, secondo la 

giurisprudenza è determinante che i punti litigiosi importanti siano stati 

oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami 

completi, che consideri parimenti i disturbi lamentati dall'assicurato, che 

sia stato stilato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la 

descrizione del contesto medico e della situazione medica sia chiara e che 

le conclusioni dell'esperto siano ben motivate. Di conseguenza in linea di 

principio per stabilire se un rapporto medico abbia valore di prova o meno 

non è decisivo né l'origine né la sua denominazione, ad esempio quale 

perizia o rapporto (DTF 134 V 231 consid. 5.1, DTF 125 V 351 consid. 3a).

5.5. Alle perizie ottenute nell'ambito della procedura amministrativa di medici 

specialisti esterni che rilasciano i propri rapporti in base a indagini e 

osservazioni approfondite e dopo aver preso visione di tutta la 

documentazione medica e che nella descrizione dei loro referti giungono 

a risultati concludenti va riconosciuto pieno valore probatorio nella 

valutazione delle prove, a meno che non sussistano indizi concreti a 

mettere in causa la loro attendibilità (DTF 137 V 210 consid. 1.3.4, 

DTF 125 V 351 consid. 3b/bb). Anche i rapporti e le perizie dei medici 

impiegati dall'assicurazione hanno un valore probatorio comparabile, a 

condizione che appaiano conclusivi, comprensibilmente motivati e privi di 

contraddizioni e che non vi siano indizi atti a mettere in causa la loro 

attendibilità (vedi la DTF 137 V 210 consid. 1.2.1, sentenza del Tribunale 

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federale 8C_839/2016 del 12 aprile 2017 consid. 3.1 seg.). Il semplice fatto 

che il medico interpellato sia impiegato dall'assicuratore sociale non 

permette di per sé di concludere a una mancanza di obiettività o a una 

parzialità. Piuttosto sono richieste circostanze speciali che fanno apparire 

oggettivamente giustificata la sfiducia nell'imparzialità della valutazione. 

Vista la notevole importanza delle perizie mediche nel diritto delle 

assicurazioni sociali, occorre però applicare uno standard rigoroso 

all'imparzialità del perito (cfr. per il tutto le DTF 125 V 351 consid. 3b/ee, 

DTF 122 V 157 consid. 1c). In caso di dubbi, anche minimi, sull'affidabilità 

e la conclusività delle costatazioni mediche interne dell'assicuratore, 

devono essere fatti ulteriori accertamenti (DTF 139 V 225 consid. 5.2, 

DTF 135 V 465 consid. 4.3.2 e 4.4; sentenze del Tribunale federale 

9C_415/2017 del 21 settembre 2017 consid. 3.2, 8C_452/2016 del 

27 settembre 2016 consid. 4.2.2 seg. e 8C_245/2011 del 25 agosto 2011 

consid. 5.3).

6. Nel caso qui in giudizio si costata che agli atti vi sono soltanto pochi 

documenti rilevanti in merito alla questione da decidere. Non è ad esempio 

del tutto chiaro quali fossero stati il motivo e l'obiettivo del trattamento di 

agopuntura eseguito dal Dr. med. H._____ e quale sia stata l'evoluzione 

dello stato di salute della ricorrente. Perlomeno si osserva che, come 

dichiarato dalla resistente, la terapia di agopuntura pare essere durata dal 

14 gennaio 2020 all'11 febbraio 2020, cioè in gran parte dopo che la 

ricorrente ha riguadagnato la piena capacità lavorativa e ha ripreso il 

lavoro. Inoltre si nota che la ricorrente dichiara di sentirsi di nuovo bene 

circa da metà febbraio 2020.

6.1. Sotto un'ottica medico-scientifica non si può ignorare il fatto che 

l'agopuntura è una medicina alternativa derivante dalla medicina 

tradizionale cinese, la cui efficacia non è stata provata scientificamente 

(oltre all'effetto placebo). Se può, al limite, essere ritenuta come possibile 

trattamento alternativo per pazienti affetti da una radicolopatia, trattandosi 

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di dolori cervicali dovuti a una compressione meccanica o infiammazione 

di una radice nervosa spinale, d'altra parte per gli altri problemi di salute 

della ricorrente manifestatisi dopo l'infortunio come le protrusioni e i 

bulging discali costatati non appare certamente indicata. A mente della 

Corte è dunque prevalentemente probabile che la ricorrente abbia scelto 

questa terapia proprio per trattare o attenuare la radicolopatia, il che pare 

abbia avuto l'effetto desiderato. Occorre perciò disaminare il nesso di 

causalità fra l'infortunio e la radiocolopatia.

6.2. Nell'occorrenza la radicolopatia è stata costatata grazie alla risonanza 

magnetica. I vari referti medici agli atti, benché siano pochi e brevi, si 

basano su uno studio approfondito del caso e su esami e anamnesi 

completi. Essi sono sufficientemente motivati, chiari e conclusivi. Il 

Dr. med. E._____ ha ad esempio ritenuto che la radicolopatia sia di natura 

artrosico-degenerativa. Già questo primo apprezzamento medico rende 

difficile concludere che possa sussistere il nesso di causalità richiesto con 

l'infortunio. Il Dr. med. F._____ ha poi concluso espressamente e in modo 

univoco che la radicolopatia non sia correlata all'incidente del 10 dicembre 

2019. Questa valutazione è stata confermata dal medico assicurativo, 

Dr. med. G._____. Tale medico ha considerato che il trauma abbia reso 

manifesta l'ernia (o la protrusione) discale preesistente a livello C3-C4 con 

conseguente sindrome radicolare insorta dopo il trauma. Non ha spiegato 

precisamente cosa intenda con "reso manifesta", come censura la 

ricorrente, ma con probabilità preponderante si può partire dall'idea che 

ciò significhi che si è potuto rilevare la protrusione soltanto grazie alla 

risonanza magnetica eseguita in seguito al e a causa dell'infortunio. Ciò 

non significa però che ha confermato il sussistere di un qualsivoglia nesso 

causale. Ha anzi ribadito in un secondo apprezzamento che il nesso di 

causalità tra l'evento infortunistico e la radicolopatia non risulti perlomeno 

prevalentemente probabile. In questo secondo referto si è spiegato 

meglio, dicendo che il trauma ha reso manifesta una sofferenza radicolare, 

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sottintendendo che quest'ultima non era mai stata reclamata dalla 

ricorrente in precedenza, come lei stessa conferma in sede ricorsuale. In 

altre parole, i disturbi radicolari esistevano già prima; l'infortunio non ha 

fatto altro che rendere necessari gli esami che hanno permesso di 

costatarli. Dai referti medici non risulta invece che vi sia una sufficiente 

probabilità che l'incidente abbia aggravato tali disturbi, anzi. È per questi 

motivi che la resistente è giunta alla conclusione – ritenuta condivisibile 

dalla Corte – che agli atti vi sono esclusivamente referti medici che si 

esprimono chiaramente contro un nesso di causalità naturale (e 

tantomeno adeguato) fra l'infortunio e la radicolopatia, dimodoché le 

sedute di agopuntura a scopo di curare o alleviare i dolori dovuti alla 

radicolopatia non vanno a carico dell'assicurazione contro gli infortuni.

6.3. Nelle sue memorie scritte al Tribunale la ricorrente pare concedere lei 

stessa che la radicolopatia non sia stata causata dall'incidente (vedi la 

frase nella memoria di ricorso "circostanza questa che mai è stata 

contestata" e altre dichiarazioni simili) e che lei avrebbe piuttosto dovuto 

rivolgersi alla cassa malati perché questa si assuma le spese della terapia 

di agopuntura. È pur vero che l'art. 64 cpv. 1 LPGA, da lei citato, recita che 

"la cura medica è assunta esclusivamente da un'unica assicurazione 

sociale nella misura in cui le prestazioni sono prescritte dalla legge". 

Tuttavia ciò non significa necessariamente che tutte le spese di tutte le 

varie cure e terapie intraprese in seguito a un evento infortunistico per 

disturbi di qualsiasi tipo debbano in ogni caso sempre e comunque essere 

prese a carico di una sola assicurazione, qui ad esempio quella contro gli 

infortuni. La legislazione distingue fra infortunio e malattia e, assieme al 

nesso di causalità, pretende che vada giudicato per ogni singola misura 

se, come qui ci interessa, i presupposti per l'assunzione dei costi da parte 

dell'assicurazione contro gli infortuni siano dati. Se un disturbo non ha ad 

esempio un nesso causale naturale e adeguato con l'infortunio, le spese 

di cura non possono essere prese a carico dall'assicurazione contro gli 

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infortuni, ma possono ciononostante eventualmente ancora essere 

assunte dalla cassa malati, purché tali presupposti siano dati. In tal senso 

è possibile che diverse assicurazioni assumano spese per cure diverse, 

poiché è possibile che una persona assicurata oltre ad avere dei postumi 

d'infortunio soffra anche di una malattia, indipendente dall'evento 

infortunistico.

6.4. Riassumendo, nel caso che qui ci occupa la resistente non ha violato 

alcuna norma di legge nel rifiutare di assumersi i costi della terapia di 

agopuntura in questione. I referti medici sono sufficientemente chiari nel 

escludere un nesso causale fra l'infortunio del 10 dicembre 2019 e la 

radicolopatia costatata successivamente, per la quale la ricorrente ha 

optato per una terapia di agopuntura presso il Dr. med. H._____.

7. Per questi motivi la decisione su opposizione qui impugnata si rivela 

corretta. Di conseguenza il ricorso va respinto.

8. Non si prelevano spese per la presente procedura (art. 61 lett. a nella 

versione in vigore fino al 31 dicembre 2020 in unione con l'art. 82a LPGA). 

Al resistente (INSAI) non va riconosciuta un'indennità a titolo di ripetibili 

(art. 61 lett. g LPGA e contrario).

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III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si prelevano spese.

3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia di diritto 

pubblico ai sensi degli artt. 82 segg. della Legge sul Tribunale federale del 

17 giugno 2005 (LTF; RS 173.110). Il ricorso è da inoltrare al Tribunale 

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, per scritto entro 30 giorni 

dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto 

dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti 

e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 82 segg. e 90 segg. 

LTF.

4. [Comunicazioni]