# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 78165854-bcb2-5987-8a07-becc229612de
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-05-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 18.05.1999 12.1999.38
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1999-38_1999-05-18.html

## Full Text

Incarto n.

  12.99.00038

  	
  Lugano

  18 maggio 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

   

  

 

 

sedente
per statuire nella causa -inc. no. OA.97.00012 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio sud- promossa con
petizione 17 febbraio 1997 da

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall’avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall’avv. __________ 

   

  

con cui
l’attore ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 35’465.-
oltre interessi in conseguenza di un licenziamento in tronco;

 

domanda
avversata dalla controparte, che ha postulato la reiezione della petizione, e
che il Pretore con sentenza 7 gennaio 1999 ha accolto per fr. 12’662.90;

 

appellante
la convenuta con atto di appello 15 febbraio 1999, con cui chiede la riforma
del querelato giudizio nel senso di respingere la petizione con protesta di
spese e ripetibili di entrambe le sedi; 

 

mentre
l’attore, con osservazioni 29 marzo 1999, postula la reiezione del gravame,
protestando spese e ripetibili;

 

letti ed esaminati
gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

                                  A.   Nel 1994 __________,
proveniente dalla __________ è stato assunto
dalla __________ Trasporti
Internazionali, ditta che si occupa di import - export di merci di vario
genere, in qualità di acquisitore del settore “moda”. Nell’agosto 1996 egli ha
informato la datrice di lavoro della sua intenzione di trasferirsi presso una
ditta concorrente ed ha perciò disdetto il contratto per il 1° dicembre di
quell’anno.

                                         Con lettera 18 ottobre
1996 __________ lo ha licenziato con
effetto immediato insieme al vicedirettore __________, rimproverandogli -come
meglio precisato l’8 novembre- di aver cercato di accaparrare clientela a
favore del loro nuovo datore di lavoro e di aver gettato discredito sulla
ditta.

 

 

                                  B.   Ritenendo
ingiustificato il provvedimento, con la petizione in rassegna __________ ha
chiesto che __________ fosse condannata
a rifondergli quanto egli avrebbe guadagnato nel periodo di disdetta ordinaria
(fr. 8’495.-) nonché a versargli un’indennità per licenziamento ingiustificato
pari a sei salari mensili (fr. 26’970.-).

                                         La convenuta si è opposta
alle richieste di controparte, ribadendo il ben fondato del licenziamento
immediato.

 

 

                                  C.   Con la sentenza qui
impugnata il Pretore ha accolto la petizione per fr. 12’662.90 più interessi.

                                         Il giudice di prime cure
ha in sostanza ritenuto che la convenuta non avesse sufficientemente provato le
circostanze giustificanti un licenziamento in tronco e di conseguenza ha
riconosciuto all’attore il diritto a fr. 8’167.90 per salari dovuti fino allo
scadere del termine di disdetta ordinario e a fr. 4’495.- a titolo di indennità
per licenziamento ingiustificato.

 

 

                                  D.   Con l’appello la
convenuta, invocando un arbitrario apprezzamento delle prove -segnatamente
della testimonianza __________ (doc. 7)-
ed evidenziando che la posizione dell’attore non poteva essere scissa da quella
del vicedirettore di __________ ribadisce nuovamente la legittimità del
licenziamento e chiede pertanto in riforma del primo giudizio che la petizione
sia integralmente respinta.

                                         Delle osservazioni con cui
l’attore postula la reiezione del gravame si dirà, se necessario, nei
successivi considerandi.

 

 

Considerando

 

 

in diritto

 

                               1.      In base all'art. 337
cpv. 1 CO, norma sostanzialmente immutata anche dopo la riforma legislativa in
vigore dal 1° gennaio 1989, il datore di lavoro e il lavoratore possono in ogni
tempo recedere immediatamente dal rapporto di lavoro per cause gravi.

                                         Presupposto è l’esistenza
di un motivo grave, cioè di un motivo che renda oggettivamente intollerabile la
pro­secuzione del contratto fino al normale termine di disdetta, secondo il principio
generale della buona fede (art. 337 cpv. 2 CO; Streiff/Von Känel, Arbeitsvertrag,
Zurigo 1992, N. 2 ad art. 337 CO; DTF 111 II 245).

 

                                         In linea di principio,
dottrina e giurisprudenza ammettono l’esistenza di "cause gravi",
tali da permettere una rescissione in tronco del contratto di lavoro ai sensi dell'art.
337 CO, quando viene commesso un atto illecito nei confronti del partner contrattuale,
oppure ancora in presenza di gravi violazioni del rapporto contrattuale.

                                         Non si può tuttavia
escludere che anche mancanze lievi possano giustificare la rescissione
immediata del rapporto di lavoro: la loro ripetizione deve però portare a una
situa­zione oggettivamente insostenibile e grave per quanto riguarda la fiducia
su cui deve fondarsi il rapporto con­trattuale (DTF 116 II 150; Rehbinder,
Schweizerisches Arbeitsrecht, 13. ed., Berna 1997, p. 135 e seg.). Inoltre il
datore di lavoro deve preventivamente aver avvertito, senza successo, il
lavoratore delle conseguenze del suo agire anticontrattuale (Rapp, Die fristlose
Kündigung des Arbeitsvertrages, in BJM 1978, p. 176; Decurtins,
Die fristlose Entlassung, Muri bei Bern 1981, p. 27). 

                                         In altre parole, per
l'applicazione dell'art. 337 CO, vale la regola per cui, quanto più lievi sono
le infrazioni, tanto più altri elementi devono concorrere a rendere
oggettivamente insostenibile la situazione fra le parti: in particolare la
ripetitività e una chiara minaccia da parte del datore di lavoro (DTF
117 II 561, 116 II 150, 112 II 50; IICCA 1° febbraio 1991 in re G.
SA/C.). 

                                         Le circostanze invocate
per il licenziamento in tronco -per l’esistenza delle quali il disdicente è
gravato dell’onere della prova (Rehbinder, op. cit., p. 137; JAR
1989, 139; IICCA 3 agosto 1993 in re M./P. SA, 5 marzo 1996 in re S./A.,
25 novembre 1997 in V.A./G. SA)- devono essere esaminate dal giudice secondo il
suo libero apprezzamento, tenendo conto della singola fattispecie ed in
particolare in rapporto alla qualifica del lavoratore, alla natura e alla
durata del con­tratto, come pure al genere e alla gravità delle mancanze che
hanno dato luogo al provvedimento (art. 337 cpv. 3 CO; DTF 108 II 446; Rep.
1985 p. 130). Il giudice non deve inoltre prendere in considerazione il sentire
soggettivo di colui che recede con effetto immediato dal contratto, bensì la
situazione oggettiva venutasi a creare (Rapp, op. cit., p. 171 e segg.; Brühwiler,
Handkommentar zum Einzelarbeitsvertrag, Berna 1978, p. 201), ed esaminare se
fosse o meno impensabile esigere da colui che recede dal contratto la continuazione
dello stesso sino al prossimo termine di disdetta (Guhl, Das Schweizerische
Obligationenrecht, 8. ed., Zurigo 1991, p. 464).

 

 

                               2.      Nel caso di specie
all’attore è stato unicamente rimproverato il tentativo di accaparrare la
clientela della convenuta in favore della ditta concorrente, sua futura datrice
di lavoro, rispettivamente di aver denigrato la convenuta davanti ai clienti,
il tutto d’accordo con il vicedirettore __________ e.

                                         Tali rimproveri non sono
tuttavia stati provati.

 

 

                               3.      L’esistenza di
un’azione concertata da parte dell’attore e del vicedirettore __________ intesa
a danneggiare la convenuta, per cui le due posizioni non potrebbero essere
scisse e le eventuali colpe ascrivibili all’uno andrebbero riportate all’altro,
non è stata assolutamente provata -l’appellante del resto non ha saputo
indicare con precisione da quale atto istruttorio si potesse evincere tale
connivenza- ed è in definitiva rimasta allo stadio di pura ipotesi. 

                                         Ad ogni modo, la
circostanza fosse anche provata, va rilevato che con separato giudizio di data
odierna -a cui espressamente si rinvia- questa Camera ha confermato il
carattere ingiustificato del licenziamento immediato del vicedirettore
__________ (inc. 12.99.00039), così che
in questa sede ci si può limitare ad esaminare gli episodi che concernono il
solo attore. 

                                   

 

                               4.      L’appellante ritiene
che la testimonianza __________ (doc. 7)
inchioderebbe senz’ombra di dubbio l’attore alle sue responsabilità. A torto.

 

                                         La teste ha in sostanza
dichiarato di aver sentito l’attore dire a dei clienti che egli avrebbe
lasciato la convenuta e che poi avrebbe detto loro dove sarebbe andato.

                                         Ebbene, da tale
testimonianza non si evince l’intenzione dell’attore di accaparrarsi la
clientela (ZR 1951 Nr. 197; IICCA 11 febbraio 1994 in re G./B.
SA), ma unicamente la sua volontà di comunicare ai clienti, da lui per altro
conosciuti personalmente in quanto oggetto di visite regolari da parte sua
(teste __________), dove potevano trovarlo in seguito.

                                         In assenza di ulteriori
riscontri -il teste __________, pur accennando al fatto che prima della
sottoscrizione del contratto con l’attore, poi non andato in porto, erano stati
allacciati alcuni contatti con clienti che quest’ultimo avrebbe portato alla
nuova ditta, non ha in effetti saputo precisare in che cosa consistessero quei
contatti rispettivamente se gli stessi non si fossero limitati alla semplice
comunicazione ai clienti, come riferito dalla teste __________ - questa Camera
non ritiene (ancora) che l’attore con il suo agire abbia effettivamente inteso
accaparrarsi la clientela della convenuta.

 

 

                               5.      Per il resto, nemmeno
le altre testimonianze agli atti, a cui l’appellante ha fatto un -invero
generico- riferimento nel gravame, permettono di sovvertire tale stato di
fatto.

 

                                         Nessun teste ha in effetti
affermato che l’attore sia stato sorpreso ad accaparrare clienti o a parlar
male della convenuta.

                                         I testi __________ e __________ (doc.
7) hanno invero dichiarato, non però per cognizione diretta ma solo per sentito
dire (il che rende priva di rilevanza probatoria la loro testimonianza su quei
fatti: Cocchi/Trezzini, op. cit., N. 9 ad art. 90; IICCA 5
gennaio 1995 in re R./R., 27 aprile 1995 in re H./G., 11 agosto 1995 in re
V./C., 3 gennaio 1996 in re T./J. SA, 15 marzo 1996 in re R. SA/F., 23
settembre 1996 in re T./D. SA e lc., 30 ottobre 1997 in re J./C., 14 luglio
1998 in re I./R., 22 luglio 1998 in re B./F. SA, 30 settembre 1998 in re C./A.,
4 novembre 1998 in re M./B. SA) che ad alcuni clienti sarebbe stato chiesto di
rivolgersi in futuro alla ditta concorrente, poiché sembrava che la convenuta
dovesse chiudere: sennonché, a parte la teste __________ -della cui testimonianza già si è detto nel precedente
considerando- nessuno è stato in grado di confermare tali voci, rispettivamente
che alla base delle stesse vi fosse direttamente o indirettamente -con una sua
eventuale responsabilità quale mandante- l’attore.

 

 

                               6.      Dovendosi con ciò
confermare l’illiceità del licenziamento in tronco, ne discende, atteso che
nell’appello non è stato contestato l’ammontare delle pretese salariali e
dell’indennità per licenziamento ingiustificato dovute all’attore, la conferma
del giudizio pretorile e la reiezione del gravame.

                                         La tassa di giustizia, le
spese e le ripetibili di questa sede seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello 15
febbraio 1999 __________ è respinto.

 

 

                                   II.   Le spese della
procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa di giustizia                                    fr.
    480.-

                                         b) spese                                                      fr.      
20.-

                                         Totale                                                           fr.    
500.-

 

                                         da anticiparsi
dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere alla parte
appellata fr. 500.- per ripetibili.

 

 

                                  III.   Intimazione a:      -   __________

                                         Comunicazione alla Pretura
della giurisdizione di Mendrisio sud.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario