# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4497c6a2-5bcd-5787-a05d-8e4d9fc17f91
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.07.2010 B-5877/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-5877-2009_2010-07-08.pdf

## Full Text

Corte II
B-5877/2009/brf/pai/rut
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  8 .  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio), 
Eva Schneeberger, Frank Seethaler, 
cancelliere Ciro Papini.

A._______,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della formazione professionale e 
della tecnologia UFFT,
autorità inferiore, che agisce tramite la,

Commissione federale di maturità professionale,

esami federali di maturità professionale - estate 2009.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-5877/2009

Fatti:

A.
In  data  del  1o  marzo  2008  A._______  (in  seguito  ricorrente)  si  
iscriveva  alla  prima  parte  degli  esami  federali  di  maturità 
professionale.  Dopo  aver  superato  i  primi  esami  parziali,  tenutisi 
nell'estate del 2008, la ricorrente partecipava ai secondi esami parziali  
nelle seguenti materie: Progetto Didattico Interdisciplinare (PDI), 1 a e 
2a lingua  nazionale,  3a lingua  nonché  Economia  politica,  Economia 
aziendale e Diritto. La ricorrente consegnava il  lavoro PDI in  coppia 
con  un'altra  esaminanda  (cfr.  Programmi  degli  Esami  federali  di 
maturità  professionale,  Indirizzo  commerciale,  pag.  33,  cifra  8.4). 
Nell'ambito della procedura di ricorso il fatto di aver svolto l'esame PDI 
in coppia non è stata oggetto né di censure dalla parte della ricorrente 
né di critiche da parte degli esaminatori.

Con missiva raccomandata datata 8 settembre 2009, la Commissione 
Federale di Maturità Professionale (in seguito Commissione federale) 
comunicava  alla  ricorrente  il  mancato  superamento  degli  esami  per 
l'ottenimento della maturità professionale, poiché sia la versione scritta 
del  PDI,  che  la  sua  presentazione  orale,  erano  state  ritenute 
insufficienti.  Sia  il  lavoro  scritto  che  l'esame orale  avevano  ottenuto 
infatti una nota 3,5. 

B.
Con ricorso del 7 ottobre 2009 la ricorrente contesta la nota ottenuta 
in  merito  al  lavoro  scritto,  ritenendo  scorretta  la  valutazione  degli 
esperti  per  quanto  riguarda  la  forma,  il  contenuto  e  la  struttura  del 
testo consegnato. La ricorrente contesta inoltre, che in occasione di un 
incontro con gli esaminatori dedicato ad un esame preliminare del PDI 
scritto, ai quali ne era stato inviato un abbozzo, non le era stato detto 
che  la  qualità  del  documento  fosse  carente.  Secondo  la  ricorrente, 
l'abbozzo inviato, rappresentava il lavoro "praticamente terminato" e se 
le  avessero  comunicato  allora  le  lacune  del  testo,  avrebbe  potuto 
effettuare le  necessarie modifiche prima di  consegnarne la  versione 
definitiva.  La  ricorrente  poneva  infine  l'accento  sull'impossibilità  di 
prendere posizione in merito alla valutazione dell'esame orale, poiché 
nonostante  avesse  richiesto  delle  informazioni,  non  aveva  ricevuto 
dalla Commissione federale alcun tipo di indicazione a riguardo.

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C.
Con ordinanza del 28 ottobre 2009 il Tribunale amministrativo federale 
chiedeva  all'autorità  inferiore  (nell'occasione  l'Ufficio  Federale  della 
Formazione e della Tecnologia, in seguito Ufficio federale) di inoltrare 
entro  il  27  novembre  2009  una  risposta  in  merito  al  ricorso  in 
questione. Questo termine è però trascorso infruttuoso.

D.
Con  lettera  raccomandata  del  16  dicembre  2009  la  Commissione 
federale  chiedeva  il  ripristino  del  termine  decorso  per  inoltrare  una 
risposta,  motivando  che  l'ordinanza  del  28  ottobre  2009  era  stata 
erroneamente  trasmessa  dal  Tribunale  scrivente  all'Ufficio  federale, 
nonostante  la  Commissione  federale  fosse  da  considerare  autorità 
inferiore responsabile  nella  procedura di  ricorso in  materia di  esami 
federali di maturità professionale di fronte all'autorità scrivente.

E.
Con ordinanza del 30 dicembre 2009 il Tribunale ripristinava il termine 
a favore della Commissione federale per rispondere al ricorso. Inoltre, 
menzionando  alcune  conseguenze  della  questione,  invitava  sia  la 
Commissione federale, che l'Ufficio federale, ad esprimersi  in merito 
alla domanda relativa a chi dovesse essere considerato come autorità 
inferiore  nella  procedura  in  corso,  mantenendo  che  fino  ad  avviso 
contrario, lo scrivente Tribunale continuava a ritenere l'Ufficio federale 
come tale.

F.
L'Ufficio federale non inoltrava in merito nessuna risposta. Con lettera 
raccomandata del 22 gennaio 2010 la Commissione federale chiede la 
reiezione del  ricorso e si  esprime in  intesa con l'Ufficio  federale,  in 
merito alla domanda relativa all'autorità inferiore.

Per  quel  che  riguarda  la  valutazione  dell'esame  della  ricorrente,  la 
Commissione  federale  si  basa  sulle  annotazioni  e  sulla  presa  di 
posizione degli esaminatori  allegate alla lettera del 22 gennaio 2010 
(allegati 11 e 14). La Commissione federale espone inoltre come essa 
stessa  dev'essere  considerata  autorità  inferiore  nella  procedura  di 
ricorso in merito ad un esame federale di maturità professionale. Nello  
scritto la Commissione federale motiva la sua risposta argomentando 
come  da  una  parte,  la  sua  posizione  di  autorità  inferiore  sarebbe 
desumibile dalla legge, dato che, rimandando alle disposizioni legali in 
vigore,  essa  ha  il  compito  di  svolgere  gli  esami  federali,  la  sua 

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direttrice ne è la responsabile, appone in intesa con l'Ufficio federale la 
sua  firma  sul  foglio  delle  note  e  ottiene  dall'Ufficio  federale  un 
segretariato  che  si  occupa  di  tutti  i  compiti  organizzativi  e 
amministrativi. 

Dall'altra  parte  la  Commissione  federale  sottolinea  come  l'Ufficio 
federale non intrattiene contatti né con gli esperti esaminatori, né con i  
candidati e viene informato solo in modo sommario sullo svolgimento 
degli  esami.  In  caso  di  ricorso  solo  la  Commissione  federale 
disporrebbe  dell'incarto  completo  relativo  ad  ogni  candidato  ed 
sarebbe quindi l'unica istanza in grado di esprimere un giudizio relativo 
ad un esame contestato. Per questi  motivi  la  Commissione federale 
sostiene  che  la  designazione  dell'Ufficio  federale  come  autorità 
inferiore  in  una  procedura  di  ricorso  di  fronte  al  Tribunale  non 
soddisferebbe la prassi.

G.
Su invito con ordinanza del 4 febbraio 2010, la Commissione federale 
inoltrava con lettera raccomandata del 26 febbraio 2010 una presa di  
posizione  degli  esperti  responsabili  in  merito  all'esame  orale  della 
ricorrente ritenendo così completa la risposta al ricorso con la quale 
se ne chiede la reiezione.

H.
Con lettera  raccomandata  del  22 marzo 2010  la  ricorrente  inoltrava 
una presa di posizione in merito alle valutazioni degli esperti relativa al 
suo esame orale ripetendo come gli  esaminatori avrebbero giudicato 
in modo scorretto la sua prestazione.

I.
Con  ordinanza  del  29  marzo  2010  la  scrivente  autorità  dichiarava 
concluso lo scambio di scritti.

J.
A. Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno 
ripresi  nei  considerandi  qualora  risultino  decisivi  per  l'esito  della 
vertenza.

Diritto:

1.
Il  Tribunale  amministrativo  federale  esamina  d'ufficio  e  con  pieno 

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potere  di  cognizione  la  questione  a  sapere  se  sono  adempiuti  i 
presupposti  processuali  e  se  si  deve  entrare  nel  merito  del  ricorso 
(DTAF 2007/6 consid. 1 con rinvii).

Giusta l'art. 31 della Legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 
giugno  2005  (LTAF, SR 173.32),  il  Tribunale  amministrativo  federale 
giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'articolo 5 della legge 
federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, SR 
172.021),  fatto  salvo  per  le  decisioni  elencate  all'art.  32  LTAF che 
rappresentano un'eccezione. Conformemente all'art. 33 lett. d LTAF, il 
ricorso è ammissibile contro le decisioni dei dipartimenti e dei servizi  
dell'Amministrazione  federale  loro  subordinati  o  aggregati 
amministrativamente.  L'atto  impugnato  è  una  decisione  ai  sensi 
dell'art.  5  PA.  Indipendentemente  dalla  domanda  di  chi  sia  da 
considerare  fondamentalmente  autorità  inferiore  nella  procedura  di 
ricorso in materia d'esame di maturità professionale (la domanda verrà 
trattata nel Considerando 2) è da notare come sia l'Ufficio federale che 
la  Commissione  federale  rappresentano  dei  servizi 
dell'Amministrazione federale ai  sensi  dell'art. 33 lett. d  LTAF. Inoltre 
nessuna di  esse ricade nella  lista delle  eccezioni  previste all'art. 32  
LTAF.

La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta dalla 
PA, in quanto la presente legge non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 
La  ricorrente  ha  in  ogni  caso  partecipato  alla  procedura  di  prima 
istanza indipendentemente dalla  questione di  chi  sia da considerare 
autorità  inferiore  (vedi  Considerando  2),  è  particolarmente  toccata 
dalla decisione impugnata e vanta un interesse degno di  protezione 
all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 PA). Essa è  
pertanto legittimata ad aggravarsi contro di essa.

Il  ricorso  deve  essere  depositato  entro  30  giorni  dalla  notificazione 
della decisione (art. 50 cpv. 1 PA). L'atto di ricorso del 7 ottobre 2009, 
inviato con missiva raccomandata del 8 ottobre 2009 è tempestivo.

I  requisiti  relativi  alla  forma e  al  contenuto  del  memoriale di  ricorso 
sono  soddisfatti  (art.  52  PA). L'anticipo  delle  spese  è  stato  versato 
tempestivamente (art. 63 cpv. 4 PA). Gli altri  presupposti processuali 
sono parimenti adempiuti (art. 44 segg. PA).

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

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2.
Il  Tribunale  amministrativo  federale  ha  richiesto  nel  corso  della 
procedura una presa di posizione da parte dell'Ufficio federale e della 
Commissione  federale  in  merito  alla  domanda  di  chi  sia  da 
considerare autorità inferiore nella procedura di  ricorso in materia di 
esami  federali  di  maturità  professionale.  La  domanda  è  scaturita  in 
fase  d'istruzione  quando  il  Tribunale  amministrativo  federale  con 
ordinanza  del  28  ottobre  2009  aveva  chiesto  all'Ufficio  federale  di 
prendere posizione al ricorso ed il termine era trascorso infruttuoso. La 
Commissione  federale  chiedeva  in  seguito  il  ripristino  del  termine 
indicando  che  l'ordinanza  era  stata  erroneamente  inviata  all'Ufficio 
federale e in seguito questa non le era stata trasmessa dallo stesso, 
nonostante la Commissione federale fosse chiaramente competente in 
merito.

2.1 La domanda in merito all'autorità inferiore è importante per diversi 
motivi. Per poter inoltrare un ricorso davanti al Tribunale amministrativo 
federale  l'atto  impugnato  emanato  dall'autorità  inferiore  deve essere 
una decisione ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 
1968  sulla  procedura  amministrativa  (art.  31  LTAF).  Dall'altra  la 
decisione impugnata deve essere emanata da un'autorità inferiore ai 
sensi  dell'art  33  LTAF e  non  rientrare  nelle  eccezioni  previste  dalla 
legge (art. 32 LTAF). Una chiara suddivisione dei  ruoli  processuali  è 
inoltre necessaria per poter applicare in modo coerente l'art. 57 PA e 
permettere quindi all'autorità che lo applica, di rivolgersi senza indugio 
all'autorità  interessata,  per  informarla  della  litispendenza,  chiederle 
una risposta  al  ricorso,  così  come di  poter  attuare  eventuali  misure 
cautelari,  il  tutto  evitando  rallentamenti  della  procedura.  Infine  la 
domanda  può  avere  ripercussioni  sulla  questione  legata 
all'assegnazione  di  eventuali  indennità  (art.  64  PA).  Mentre  da  una 
parte all'autorità inferiore soccombente non vengono messe a carico 
le  spese  procedurali,  essa  può  però  essere  chiamata  a  versare 
un'indennità a favore della ricorrente. È quindi necessario definire con 
chiarezza chi, nel caso, ne è responsabile.

2.2 Per determinare l'identità dell'autorità inferiore nella procedura di 
ricorso  in  materia  di  esami  federali  di  maturità  professionale  il 
Tribunale  amministrativo  si  basa  sulle  disposizioni  legali  in  materia.  
Esse sono in primo luogo quelle normative che ripartiscono in maniera 
generale  le  competenze  oppure  quelle  che  determinano  in  modo 
specifico  il  potere  decisionale  nell'ambito  in  questione.  La  Legge 

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federale sulla formazione professionale del 13 dicembre 2002 (LFPr, 
SR 412.10) prevede che la Commissione federale venga nominata dal 
Dipartimento  e  le  affida  compiti  esplicitamente  consultivi  per  le 
questioni inerenti alla maturità professionale, in particolare per quelle 
relative  al  riconoscimento  delle  procedure  di  qualificazione  (art.  71 
LFPr). La  LFPr delega inoltre,  la  competenza in  materia  di  maturità 
professionale federale, al Consiglio federale (art. 25 cpv. 5 LFPr) che 
in  base  a  tale  delega  ha  emanato  l'Ordinanza  sulla  maturità 
professionale federale (OMPr, RS 412.103.1),  con la  quale il  potere 
decisionale in materia, viene ridistribuito tra Cantoni (art. 8, 14, 20, 26 
e 34 OMPr) e Ufficio federale (art. 23, 28 cpv. 3, 29 cpv. 4, 30 cpv. 2,  
32 lett. c OMPr). L'OMPr prevede infine due tipi di esami di maturità 
professionale:  l'esame  di  maturità  professionale  previsto  alla  fine  di 
una  formazione  generale  approfondita  per  la  maturità  professionale 
acquisita  in  cicli  di  formazione  riconosciuti  e  l'esame  federale  di 
maturità per i titolari di un attestato federale di capacità che non hanno 
frequentato  un  ciclo  di  formazione  riconosciuto  (art.  4  OMPr). 
Quest'ultimo  tipo  di  esame  è  disciplinato  dall'Ufficio  federale  della 
formazione professionale e della tecnologia (art. 4 cpv. 2 OMPr). Le 
disposizioni transitorie dell'OMPr indicano che ai maturandi che hanno 
cominciato  la  formazione professionale  entro  il  2014 si  applicano  le 
disposizioni della vecchia OMPr (art. 36). Ciò vale sicuramente anche 
per  quelle  persone che hanno frequentato  un ciclo  di  formazione ai  
sensi dell'art. 4 cpv. 2 OMPr.

2.2.1 Le disposizioni della vecchia OMPr (RU 1999, 1367; in seguito 
OMPr 1998) rispecchiano quelle in vigore attualmente; anche in base 
al  diritto  precedente  è  infatti  prevista  una  distinzione  tra  esami  di 
maturità  professionale  e  esami  federali  di  maturità  professionale. 
Mentre al primo tipo d'esame si applicano direttamente le disposizioni  
dell'OMPr 1998, l'esame federale di maturità professionale è retto da 
una regolamentazione separata  per  la  quale  è  responsabile  l'Ufficio 
federale  (art.  32  OMPr  1998).  In  base  al  Regolamento  degli  esami 
federali  di  maturità  professionale  in  vigore  al  momento  degli  esami 
della  ricorrente  (Regolamento  degli  esami  federali  di  maturità 
professionale  entrato  in  vigore  il  1o  ottobre  2007,  in  seguito 
Regolamento  2007)  la  responsabilità  di  ordinare  e  organizzare  gli  
esami  federali  di  maturità  professionale  è  esplicitamente  affidata 
all'Ufficio  federale  che  a  sua  volta  ne  delega  l'organizzazione  e  lo 
svolgimento alla Commissione federale (art. 1 e 2 Regolamento 2007). 

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La formulazione  scelta  nel  Regolamento  è  esplicita  e  trasmette  alla 
Commissione  federale  compiti  puramente  organizzativi  e 
amministrativi, mentre l'ordinamento della materia è affidato all'Ufficio 
federale.

Oltre  alle  competenze  generali  sopra  menzionate,  ci  sono  diversi 
articoli che ripartiscono in modo specifico le competenze decisionali in 
materia:  il  Regolamento  2007  prevede  infatti,  che  le  decisioni  che 
possono  essere  impugnate  per  iscritto  mediante  ricorso  davanti  al 
Tribunale amministrativo federale, concernenti la mancata ammissione 
all'esame o, come nel caso attuale, il mancato rilascio dell'attestato di 
maturità  professionale,  sono  di  esplicita  competenza  dell'Ufficio 
federale (art. 24 Regolamento 2007). Anche la formulazione dei rimedi 
giuridici  legata alla  comunicazione del  risultato degli  esami,  designa 
l'Ufficio  federale  come  autorità  decisionale.  Infine,  è  da  notare  che 
nonostante sia la Commissione federale a svolgere gli esami, decisioni 
strettamente legate al loro svolgimento come le decisioni in merito ad 
un'eventuale  esclusione  immediata  dagli  esami,  a  causa  di  uso  di 
mezzi  illeciti  o  altro  comportamento  scorretto  spettano  chiaramente 
all'Ufficio federale (art. 17 cpv. 2 e 3, Regolamento 2007). Allo stesso 
modo, nonostante lo svolgimento degli esami così come la procedura 
d'ammissione, spetti alla Commissione federale, essa ha solamente la 
possibilità  di  proporre  all'Ufficio  federale  (e  non  di  decidere), 
l'ammissione o meno di un candidato o una candidata all'esame (art. 8 
cpv. 1 Regolamento 2007).

Tale suddivisione dei compiti  e del potere decisionale si riflette nelle 
norme  del  Regolamento  Interno  della  Commissione  federale  di 
maturità professionale (versione del 20 novembre 2007 approvato il 16 
gennaio  2008  dall'Ufficio  federale  della  formazione  professionale  e 
della tecnologia, in seguito Regolamento Interno). Esso prevede infatti, 
che la Commissione tratti  i compiti  che le vengono assegnati ed è a 
disposizione  a  titolo  consultivo  dell'Ufficio  federale  (art.  1  cpv.  2 
Regolamento Interno). Lo svolgimento degli esami federali di maturità 
professionale è espressamente delegato dalla Commissione federale 
al  Direttore  degli  esami  (art.  9  cpv.  1  Regolamento  Interno). 
Nonostante egli abbia l'incarico dello svolgimento degli esami non ha il  
potere  di  decidere  in  merito  al  superamento  o  al  mancato 
superamento  degli  esami,  ma  presenta  all'Ufficio  federale  la  sua 
richiesta per i singoli candidati (art. 9 cpv. 3 Regolamento Interno).

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Ad ogni livello normativo è possibile così notare come la responsabilità 
dell'ordinamento  dell'esame  federale  di  maturità  professionale  ed  il 
potere  decisionale  in  materia  sono  conseguentemente  affidati 
all'Ufficio  federale  (o  ai  Cantoni),  mentre  alla  Commissione  sono 
affidati  compiti  consultivi,  organizzativi  o  amministrativi.  Anche 
nell'ambito  di  quei  compiti  per  i  quali  la  Commissione  federale  è 
responsabile (lo svolgimento e l'organizzazione degli esami federali), il  
potere decisionale è affidato all'Ufficio federale.

Ne  consegue  che  nell'ambito  della  procedura  l'Ufficio  federale  è  da 
una  parte,  autorità  inferiore  ai  sensi  dell'art.  57  PA  e  quindi 
corrispondente  principale  del  Tribunale  amministrativo  federale. 
Dall'altra, rientra nelle responsabilità dell'Ufficio federale il compito di  
organizzare  e  coordinare  la  procedura  interna  con  la  Commissione 
federale.

2.2.2 Gli articoli  citati  dalla Commissione federale nella sua risposta 
del 22 gennaio 2010 a riguardo non sono pertinenti. L'art. 34 cpv. 2 
lett.  d  OMPr  1998  da  lei  citato  determina  solamente,  che  la 
Commissione  federale  è  responsabile  dello  svolgimento  degli  esami 
federali  di  maturità  professionale.  Anche  le  altre  competenze 
enumerate nell'art. 34 cpv. 2 OMPr 1998 riguardano compiti puramente 
organizzativi e amministrativi.

2.2.3 Mentre  da  un  punto  di  vista  pratico,  si  potrebbe  dedurre  un 
potere decisionale in materia a favore della Commissione federale e 
quindi un suo ruolo di autorità inferiore, le normative legali  in vigore 
che determinano i compiti ed il potere decisionale dell'Ufficio federale 
sono  preponderanti.  Il  Regolamento  che  ordina  l'esame  federale  di 
maturità professionale non prevede infatti potere decisionale a favore 
della Commissione federale. Questa suddivisione dei compiti, e quindi 
dei  ruoli, è  ancora  più  evidente  se  si  prendono  in  considerazione 
confrontandole,  le  disposizioni  della  LFPr,  dell'Ordinanza  sulla 
maturità  professionale  entrata  in  vigore  il  1o  agosto  2009  e  del 
Regolamento Interno.

Il  foglio  con  le  note  della  ricorrente  e  la  decisione  del  mancato 
superamento  degli  esami,  è  firmato  a  nome  della  Commissione 
federale dalla Direttrice degli esami. Nonostante la decisione menzioni  
correttamente nei rimedi giuridici l'Ufficio federale in qualità di autorità 
decisionale, si pone per i motivi sopra indicati, la domanda se revocare 
o annullare, per incompetenza, la decisione impugnata. A tal proposito 

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bisogna tener conto del fatto che le censure materiali (cfr. C. 3 segg.) 
sono mature per il  giudizio e che il  Tribunale amministrativo federale 
è processualmente prima e  ultima istanza di  ricorso in  materia. Dal  
punto  di  vista  della  ricorrente,  revocare  la  decisione  impugnata  e 
rimandarla  all'Ufficio  federale  competente  al  fine  di  emanarne  una 
nuova,  ma con lo  stesso contenuto,  equivarrebbe ad un eccesso di 
formalismo (cfr. TAF B-607/2009,  C. 3).  Si  può  anche  supporre  che 
l'Ufficio  federale,  così  come  nell'ambito  di  altri  esami  professionali 
dall'esito  negativo,  abbia  delegato  alla  Commissione  federale  la 
competenza in merito alla firma. Per quel che riguarda l'annullamento 
della decisione impugnata, vi è da sottolineare che in base alla prassi 
e alla dottrina in materia, il difetto in questione non è tale da imporre 
questa soluzione (cfr. DTF 132 II 21 C. 3.1 pag. 27; DTF 130 III 430 C. 
3.3  pag.  434;  cfr.  HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN,  Allgemeines 
Verwaltungsrecht,  Zurigo  2006,  N.  955  e  segg.; 
TSCHANNEN/ZIMMERLI/MÜLLER, Allgemeines Verwaltungsrecht, Berna 2009, 
pag. 285). 

La decisione impugnata, in base a quanto esposto, può quindi essere 
considerata come emanata in nome o su incarico dell'Ufficio federale.  
Se la Commissione federale volesse in  futuro continuare a firmare i  
risultati  delle  note a nome dell'Ufficio federale,  sarebbe consigliabile 
una modifica  in  tal  senso,  del  Regolamento  degli  esami  di  maturità  
professionale. 

2.3 Nella  risposta  al  ricorso  del  22  gennaio  2010,  la  Commissione 
federale  adduce  motivi  pratici  a  favore  del  proprio  ruolo  in  caso  di 
ricorso, motivando che è il segretariato degli esami in collaborazione 
con gli esperti e d'intesa con la direttrice degli esami ad esprimere un  
parere in  merito, poiché solo il  segretariato è in  grado di  esprimersi 
per quanto riguarda il contenuto degli esami.

Anche se è l'Ufficio  federale ad essere autorità  decisionale e quindi 
autorità inferiore in un'eventuale procedura di ricorso, ciò non esclude 
che la Commissione federale possa, in caso di ricorso ad un esame 
federale di  maturità professionale, intrattenere corrispondenza diretta 
con  l'autorità  scrivente.  È  evidente  che  l'organo  che  dispone  delle 
conoscenze specifiche legate ad un eventuale esame contestato come 
lo  possono  essere  il  suo  svolgimento,  l'analisi  delle  risposte  dei 
candidati,  la  valutazione  delle  loro  risposte  nel  loro  contesto,  è 
sicuramente la Commissione federale. Alla luce delle norme applicabili  

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in  materia  non  è  però  possibile  accettare,  che  la  Commissione 
federale  si  definisca  autorità  inferiore  e  che  l'Ufficio  federale  non 
intervenga  in  alcun  modo  nella  procedura  di  ricorso  (ad  esempio 
rinunciando ad una presa di posizione rinviando nel contempo a quella 
della Commissione federale). Sorprende inoltre, che l'Ufficio federale 
non  si  sia  pronunciato  in  prima  persona  nemmeno  in  merito  alla 
questione  formale  sorta  nel  corso  della  procedura,  nonostante 
l'esplicita richiesta da parte del Tribunale scrivente.

3.
Giusta l'art. 17 della LFPr, l'attestato federale di capacità, unitamente a 
una  formazione  generale  approfondita,  porta  alla  maturità 
professionale.

3.1 Il  1o  agosto  2009  è  entrata  in  vigore  la  nuova Ordinanza  sulla 
maturità  professionale  (OMPr).  Le  disposizioni  transitorie  di  detta 
ordinanza  prevedono  esplicitamente  che  ai  maturandi  i  quali  hanno 
iniziato la formazione di maturità professionale prima del 1o gennaio 
2014, si applichi il diritto anteriore (art. 36 OMPr). Gli esami sostenuti 
della ricorrente devono quindi senza dubbio essere trattati in base alle 
norme del diritto precedente. Nella fattispecie gli esami della ricorrente 
si  sono  quindi  svolti  nel  quadro  dell'OMPr  1998.  In  base  a  detta 
Ordinanza  è  possibile  conseguire  la  maturità  professionale  nei 
seguenti  tipi  e  curricoli  di  formazione  nelle  rispettive  istruzioni 
scolastiche:  nel  quadro  della  formazione  professionale  di  base  in 
scuole  medie  professionali  parallele  al  tirocinio  (SMP);  nel  quadro 
della formazione professionale di  base in scuole a tempo pieno e in 
scuole di arti e mestieri; dopo una formazione professionale di base in 
corsi di formazione in scuole a tempo pieno o a tempo parziale (art. 4 
cpv. 1 lett. a-c OMPr 1998). L'Ufficio federale può inoltre, su proposta 
dell'autorità  cantonale,  dare  il  proprio  assenso  a  tipi  di  curricoli  di  
formazione oppure a istituzioni scolastiche di altra natura (art. 4 cpv. 3 
OMPr 1998).

3.2 Chi, come la ricorrente, ha acquisito le conoscenze richieste per la 
maturità  professionale  altrimenti  che  attraverso  la  frequenza  di  un 
curricolo di formazione ai sensi dell'art. 4 OMPr 1998 può sostenere 
gli  esami  federali  di  maturità  professionale;  per  costoro  l'Ufficio 
federale emana un regolamento sull'ammissione agli esami e sul loro 
svolgimento (art. 32 OMPr 1998).

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3.3 Al  momento  dell'iscrizione  e  dello  svolgimento  dei  primi  esami 
parziali  così come al momento dell'iscrizione e dello svolgimento dei 
secondi  esami  parziali  della  ricorrente,  tenutisi  tutti  entro  la  fine 
d'agosto 2009, era applicabile il Regolamento degli esami di maturità 
professionale  entrato  in  vigore  il  1o  ottobre  2007  (in  seguito 
Regolamento  2007).  Questo  definisce  lo  scopo  degli  esami  come 
segue:  scopo  degli  esami  federali  di  maturità  professionale  è  di 
accertarsi che il candidato abbia raggiunto la maturità necessaria per 
frequentare  una  scuola  universitaria  professionale.  È  idoneo  chi  ha 
acquisito solide conoscenze fondamentali,  indipendenza di giudizio e 
la capacità di affrontare in maniera appropriata problemi di una certa 
difficoltà e di illustrarne in modo chiaro e convincente la soluzione (art.  
9 Regolamento 2007).

3.4 Le materie d'esame sono fissate in base all'art. 24 OMPr 1998 in 
concomitanza con l'art. 10 del Regolamento 2007. Le esigenze relative 
alle  singole  materie  sono  illustrate  nei  programmi  quadro 
d'insegnamento  e  nei  programmi  degli  esami  (art.  9  cpv.  3 
Regolamento 2007) emanati dall'Ufficio federale per tutti gli indirizzi di 
maturità professionale (art. 15 cpv. 6 e 34 cpv.1 lett. b OMPr 1998), 
così come nel Regolamento 2007 (art. 32 OMPr 1998). In quest'ultimo 
è definito che tutti gli indirizzi della maturità professionale richiedono la 
stesura  e  la  presentazione  di  un  Progetto  Didattico  Interdisciplinare 
(art. 10 cpv. 3 Regolamento 2007). L'esame di maturità professionale è 
superato  quando  la  nota  complessiva  raggiunge  o  supera  il  4, 
sussistono al  massimo tre insufficienze,  la  somma degli  scarti  della 
nota  4  verso  il  basso  non  supera  i  due  punti  e  la  nota  del  PDI  è 
sufficiente  (art.  20  Regolamento  2007).  Mentre  la  nota  complessiva 
degli esami è data dalla media, arrotondata ad un decimale, di tutte le  
note  finali  la  nota  del  PDI  viene  assegnata  in  base  alla  media 
ponderata  tra  la  nota  del  lavoro  scritto  (preso  due  volte)  e  della 
presentazione orale (preso una volta) arrotondata ad un decimale (art. 
16 cpv. 5 e 6 Regolamento 2007). 

4.
La  ricorrente  censura  sia  la  valutazione  dell'esame  scritto,  sia  la 
valutazione dell'esame orale PDI. Per quel che riguarda il lavoro scritto  
essa critica la valutazione negativa degli esperti in merito alla forma, 
alla struttura e al contenuto del lavoro scritto PDI. In merito all'esame 
orale biasima tra l'altro, che il metodo di presentazione orale scelto e il 
fatto che si  fosse interessata personalmente al  tema partecipando a 

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dibattiti  e  conferenze  non  sia  stato  preso  sufficientemente  in 
considerazione, mentre le eventuali lacune relative agli elementi storici  
sono state sopravvalutate.

Infine  critica  che  in  occasione  di  un  incontro  con  gli  esaminatori  ai 
quali  era  precedentemente  stata  inviata  per  un  primo  giudizio  una 
bozza  del  lavoro  scritto  (a  detta  della  ricorrente  del  lavoro 
"praticamente terminato") non le erano state comunicate le lacune del  
testo,  cosa che le  avrebbe ancora permesso di  apportare le  dovute 
modifiche.

La ricorrente fa valere quindi delle censure in merito ad aspetti formali  
e materiali dell'esame.

4.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina con piena cognizione 
le  censure  con cui  sono addotti  la  violazione del  diritto,  l'inesatto  o 
incompleto accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti e, salvo che 
un'autorità  cantonale  abbia  giudicato  quale  autorità  di  ricorso, 
l'inadeguatezza  (art.  49  PA). L'autorità  che esamina  siffatte  censure 
con cognizione limitata commette un diniego di giustizia formale.

In particolare, l'autorità ricorsuale esamina i vizi di forma concernenti  
lo svolgimento stesso dell'esame, come ogni altra violazione del diritto 
federale,  con  piena  cognizione.  Tutte  le  censure  concernenti  lo 
svolgimento procedurale dell'esame o il metodo di valutazione hanno 
carattere formale. Un vizio di forma concernente lo svolgimento di un 
esame  costituisce  però,  per  costante  prassi,  un  valido  motivo  di 
ricorso suscettibile  di  provocare  l'accoglimento  del  gravame soltanto 
se  siano  ravvisabili  indizi  che  il  vizio  invocato  abbia  potuto 
verosimilmente  esercitare  un  influsso  negativo  sull'esito  dell'esame 
(cfr. DTAF 2008/14 Consid. 3.3).

4.2 Tuttavia,  secondo  la  costante  giurisprudenza  del  Tribunale 
federale (cfr. DTF 131 I 467 Consid. 3.1, DTF 121 I 225 Consid. 4b), a 
cui  si  attiene  anche  lo  scrivente  Tribunale,  l'autorità  ricorsuale,  pur 
giudicando con piena cognizione, s'impone un certo riserbo, quando si 
tratta  di  verificare  nel  merito  la  valutazione  di  prestazioni  d'esame 
operata  dall'autorità  inferiore,  trattandosi  spesso  di  considerazioni 
legate  a  materie  e  problemi  specifici  e  non  conoscendo  il  Giudice 
l'ampiezza dell'insegnamento impartito, la personalità dell'esaminanda 
e le prestazioni fornite dagli altri candidati. (cfr. DTAF 2008/14 Consid. 
3.3, 2007/6 consid. 3, così come DTF 106 Ia 1 cons. 3c, DTF 105 Ia 

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190 consid. 2a). Il  Tribunale  federale  si  impone il  medesimo riserbo 
anche  nei  casi  in  cui  dispone  delle  conoscenze  necessarie  ad  una 
verifica più estesa (cfr. DTF 131 I  467,  DTF 118 Ia 448 Consid. 4c; 
DTAF 2008/14 Consid. 3).

4.3 Si è perciò affermata la prassi secondo cui, per quanto concerne il 
merito  delle prestazioni d'esame, il  Giudice riesamina l'operato delle 
istanze  precedenti  con  un  certo  riserbo  e  non  si  scosta  senza 
necessità  dal  loro  apprezzamento.  Esso  interviene  infatti,  solo  nel 
caso in cui l'autorità ha basato il suo giudizio su considerandi estranei 
alla materia oppure manifestamente insostenibili, in modo tale, che la 
sua decisione appaia ingiustificabile e quindi arbitraria da un punto di 
vista dello Stato di Diritto (DTF 131 I 467, C. 3.1).

4.4 In un procedimento ricorsuale gli  esperti,  le di  cui  note vengono 
contestate, prendono posizione nelle loro risposta (cfr. art. 57 cpv. 1 
PA).  Di  regola  in  quest'occasione  gli  esperti  esaminano  la  loro 
valutazione  ancora  una  volta  ed  indicano,  se  del  caso,  se  sia 
giustificata  una  correzione  del  punteggio.  Fintanto  che  non  vi  sono 
indizi di parzialità o che la valutazione degli esperti risulti insostenibile  
non v'è per prassi motivo di scostarsene. Condizione imprescindibile è 
che alle censure sollevate dal ricorrente venga data una risposta e che 
la versione degli esperti,  per quanto diverga da quella del ricorrente, 
sia comprensibile e condivisibile (cfr. anche decisione non pubblicata 
della REKO/EVD del 13 gennaio 1998 in re S. F. [97/HB-001] Consid. 
8).  Tutto  ciò  presuppone  che  le  censure  sollevate  siano 
sufficientemente  sostanziate  e  quindi  contenenti  argomenti  oggettivi 
corredati  dai  necessari  elementi  di  prova  (cfr.  DTAF  B-4385/2008, 
consid. 3).

D'altra parte, l'autorità adempie il suo obbligo di motivazione quando 
espone all'interessato quali soluzioni sarebbero state attese ed in che 
misura le sue risposte non avrebbero soddisfatto tali  aspettative (cfr. 
sentenza del Tribunale federale 2P.81/2001 del 12 giugno 2001). Per 
ossequiare il diritto di esser sentiti è sufficiente che l'autorità fornisca 
la motivazione nel corso del procedimento ricorsuale e che sia data 
l'occasione  all'interessato  di  prendere  posizione  (cfr.  sentenza  non 
pubblicata del Tribunale federale 2P.23/2004; Consid. 2.2 con rinvii).

5.
Come  visto  la  ricorrente  censura  lo  svolgimento  dell'incontro 
informativo del 16 maggio 2009 dedicato ad un'analisi preliminare del 

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lavoro svolto fino a quel momento. Critica infatti che se gli  esperti  le 
avessero  comunicato  allora  che  il  lavoro  consegnato  (a  detta  della 
ricorrente  si  trattava  del  lavoro  "praticamente  terminato")  non  era 
sufficiente,  essa  avrebbe  ancora  avuto  il  tempo  necessario  per 
effettuare le dovute modifiche.

5.1 Nella sua risposta al ricorso del 22 gennaio 2010 la Commissione 
federale rinvia completamente alle annotazioni degli esperti  (allegato 
11). Quest'ultimi sottolineano come l'incontro si sia svolto in due parti,  
nella  prima  delle  quali,  sono  state  ricordate  ai  candidati  e  alle  
candidate  agli  esami  presenti,  non  solo  le  informazioni  essenziali 
contenute nella Guida agli esami in loro possesso (Guida agli esami 
federali  di  maturità  professionale,  Indirizzo  commerciale,  versione 
valida dal 2008, versione ottobre 2008, in seguito Guida agli esami), 
ma è stato loro consigliato di definire meglio gli obiettivi, di dare una 
struttura  logica  al  lavoro  e  di  introdurvi  riflessioni  personali.  Nella 
seconda parte dell'incontro dedicata al lavoro inviato dalla ricorrente, 
gli  esperti  evidenziano,  come  questo  fosse  lontano  dagli  standard 
formali e contenutistici di un PDI e che alla ricorrente è stato indicato 
di  rivedere,  approfondire  e  completare  il  lavoro  in  merito  ai  suoi 
obiettivi, alla sua struttura e forma.

5.2 In occasione della sua risposta del 22 marzo 2010, la ricorrente 
trascura completamente le osservazioni  degli  esaminatori  legate allo 
svolgimento dell'incontro informativo dedicato ad un'analisi preliminare 
del lavoro PDI scritto. In sostanza la censura legata al suo svolgimento 
si  limita  all'affermazione  che  il  lavoro  consegnato  era  praticamente 
terminato e che a suo parere gli  esaminatori  non le avessero fornito 
sufficienti  informazioni  al  fine  di  migliorarlo,  non apportando nessun 
altro  elemento  a  sostegno  della  sua  argomentazione  (come  ad 
esempio una copia del lavoro consegnato nell'occasione dell'incontro 
o un elenco delle eventuali modifiche inserite dopo il colloquio oppure 
degli appunti presi durante lo stesso).

Per contro gli esperti elencano con precisione e in modo esaustivo gli  
argomenti trattati nel corso del consuntivo (crf. allegati 1-3 della presa 
di  posizione  degli  esperti  del  29  dicembre  2009). Già  le  indicazioni 
date a tutti i partecipanti nella parte generale del colloquio, in merito 
alla struttura e agli aspetti formali del lavoro, sono legate ad elementi 
del  PDI,  che  sono  in  seguito  stati  criticati  in  maniera  specifica  alla  
ricorrente (vedi sotto, Considerando 6.2). Anche gli aspetti evidenziati 

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dagli  esperti  nel  corso  del  colloquio  con  la  ricorrente  (come  ad 
esempio  la  descrittività  e  non  funzionalità  di  diversi  capitoli,  la 
mancanza  delle  fonti  a  piè  di  pagina  e  la  mancanza  di  messa  in 
relazione delle informazioni), si ripetono nella valutazione dell'esame e 
dimostrano quindi coerenza.

Per  l'autorità  scrivente  non  è  quindi  ravvisabile  un  eventuale 
comportamento arbitrario o scorretto da parte degli esaminatori tanto 
più che gli argomenti avanzati da questi ultimi non vengono ribattuti in 
alcun modo dalla ricorrente. Per questo motivo alla censura in merito  
agli aspetti formali dell'esame non viene dato seguito.

6.
6.1 Il  tema  del  PDI,  imposto  dalla  Commissione  federale,  doveva 
essere rivolto alla "Emancipazione di un gruppo sociale in Svizzera", 
mettendo  in  relazione  aspetti  storici  e  aspetti  relativi  alle  istituzioni 
dello  Stato  con  l'aspetto  linguistico  (cfr.  allegato  10  della  presa  di  
posizione  della  Commissione  federale  del  22  gennaio  2010).  La 
ricorrente ha scelto di scrivere in merito allo sciopero degli operai delle 
officine delle Ferrovie federali di Bellinzona.

Per ottenere una sufficienza (pari ad una nota 4) per quel che riguarda 
il  lavoro scritto sono necessari come minimo 55 punti su 100 (Guida 
agli esami, pag. 17). Il  totale dei punti  è suddiviso nei criteri  "forma" 
(max. 30 punti), "struttura" (max. 30) e "contenuto" (max. 40). Mentre 
per quel che riguarda la forma del PDI scritto la ricorrente ha ottenuto 
17  punti,  nei  criteri  "struttura"  e  "contenuto"  ne  ha  ottenuti  13 
rispettivamente 19. Il totale dei punti ottenuti equivale quindi a 49/100, 
che in base alle indicazioni fissate nella Guida agli esami equivalgono 
ad una nota 3.5 e quindi insufficiente. Alla ricorrente mancano quindi 6 
punti per ottenere la nota 4.

La valutazione dell'esame orale si  struttura invece in base a quattro 
criteri principali, in parte scomposti in diversi elementi. Il primo criterio  
tiene infatti conto della gestione del tempo, della correttezza e fluidità  
della  lingua,  della  forma  retorica,  della  struttura  e  articolazione, 
dell'introduzione,  dell'inizio  e  della  chiusura.  Il  secondo  criterio  è 
composto dal contenuto, il  terzo dai mezzi ausiliari ed il quarto della 
discussione e delle risposte alle domande. Mentre il primo, il secondo 
ed il quarto criterio valgono 15 punti ciascuno, il terzo ne vale 5 per un 
totale  di  50  punti.  In  base  alle  indicazioni  presenti  nella  Guida  agli 
esami la nota dell'esame orale viene calcolata addendo i punti ottenuti  

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dall'esaminanda,  dividendo  il  totale  per  10  e  aggiungendo  1.  La 
ricorrente ha ottenuto 7 punti (su 15) nel primo criterio, così come ne 
ha ottenuti 7 (su 15), 3 (su 5) e 7 (su 15) rispettivamente nel secondo, 
terzo e quarto criterio, per un totale di 25 punti su 50. Applicando la 
formula  menzionata  la  ricorrente  ha ottenuto  una nota  pari  al  3,5  e 
quindi insufficiente. Per ottenere una nota sufficiente mancano quindi 5 
punti.

La  nota  del  lavoro  scritto  conta  doppio  mentre  la  nota  della 
presentazione orale conta una sola volta. La nota finale del PDI è la 
media ponderata delle due note, arrotondata a un decimale (Guida agli  
esami, pag. 18). Ottenendo una nota pari al 4 nella materia PDI scritto 
e restando la nota dell'esame orale invariata la media della ricorrente  
corrisponderebbe ad un 3,8 finale, mentre nel caso contrario (nota 3,5 
nel PDI scritto e 4 nell'esame orale) otterrebbe una nota finale pari al  
3,7.

6.2 La ricorrente fa valere che la valutazione degli esperti in merito al 
lavoro  PDI  scritto,  sarebbe  stata  troppo  severa  e  sottolinea  alcuni 
elementi relativi alla forma, alla struttura e al contenuto del lavoro, dei 
quali gli esaminatori, ingiustamente, non avrebbero tenuto conto. 

6.2.1 Per quel  che  riguarda  la  forma del  lavoro  scritto  la  ricorrente 
precisa  che  tutte  le  citazioni  da  lei  riportate  sono  citazioni  originali  
"ottenute  parlando con le  persone o andando alle  riunioni  presso le 
officine  di  Bellinzona".  Inoltre  la  valutazione  della  lingua  le  sembra 
molto severa soprattutto alla luce della nota 5,5 ottenuta nella materia 
"italiano". La  ricorrente  espone  infine  i  motivi  che  l'hanno  portata  a 
scegliere una determinata bibliografia, scelta motivata dalla volontà di  
rispettare rigorosamente il tema trattato.

6.2.2 Nella  sua  presa  di  posizione  del  25  gennaio  2010  la 
Commissione  federale  risponde  a  tali  censure  rimandando 
completamente  ai  considerandi  degli  esaminatori  in  merito  al  lavoro 
scritto PDI della ricorrente (lettera del 29 dicembre 2009 della Signora 
Fiorini  e  del  Signor  Ghiringhelli,  allegato  11)  e alle  loro annotazioni  
(allegato 14). 

Per  valutare  il  lavoro  scritto  gli  esaminatori  precisano  in  un  primo 
momento di essersi basati sulle indicazioni della Guida agli esami che 
indica  i  criteri  di  valutazione  principali:  la  forma,  la  struttura  ed  il  
contenuto (lett. C della  Guida agli  esami,  pag. 17). Detti  criteri  sono 

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inoltre  suddivisi  in  criteri  specifici  che  permettono  un'analisi 
approfondita  di  alcuni  aspetti  del  lavoro  scritto  (per  citarne  alcuni: 
sintassi,  ortografia,  citazioni,  fonti  d'informazione,  concatenazione 
delle  singole  parti  del  lavoro,  argomentazione,  approccio 
interdisciplinare).

Nella  loro  risposta  gli  esperti  fanno  inoltre  notare  come  la  nota 
ottenuta nella  materia  "italiano"  sia irrilevante poiché le  competenze 
valutate  in  tale  esame riguardavano  la  conoscenza di  cinque  opere 
letterarie e quindi capacità diverse da quelle esaminate nell'ambito del 
lavoro scritto PDI; oltretutto quest'ultimo presentava molte imperfezioni 
linguistiche e in alcuni casi era privo delle necessarie citazioni  delle  
fonti,  oppure, queste erano state fatte in modo incompleto. In merito 
alle  censure  legate  alla  bibliografia  e  alle  citazioni  avanzate  dalla 
ricorrente,  gli  esperti  hanno  risposto  di  non  comprenderne  il 
significato.

Le critiche avanzate  dalla  ricorrente  non permettono di  intravvedere 
come  gli  esperti  avrebbero  commesso  arbitrio  nella  correzione  del 
lavoro PDI, attribuendogli in seguito un punteggio scorretto. Gli esperti 
criticano infatti che parti di testo sono state trascritte senza indicarne 
l'autore effettivo (in casu Gabriele Rossi, cfr. lettera degli esperti del 29 
dicembre 2009 e suo allegato 4) oppure che il testo corretto presenta 
diverse  imperfezioni  linguistiche. Un  breve  controllo  degli  argomenti 
degli  esperti  evidenzia  come  questi  siano  pertinenti.  Nel  PDI  in 
questione  è  possibile  infatti  notare  diversi  errori  grammaticali  e/o  di 
battitura. Inoltre alcune note a piè di pagina non sono complete così 
come alcuni  elementi  della  bibliografia  sono privi  di  relazione con  il 
testo. Il fatto di aver riportato citazioni "originali" intervistando persone 
coinvolte nel tema trattato non è un elemento che esonera dal citarle 
correttamente, non si contrappone alle critiche avanzate dagli esperti 
e  non  permette  alcuna  conclusione  in  merito  ad  eventuali  carenze 
formali  del  testo.  Che  la  bibliografia  venga  scelta  in  base  al  tema 
trattato è un'evidenza che non apporta nulla a favore della ricorrente.

6.2.3 Per quanto  concerne  la  struttura  del  PDI  la  ricorrente  espone 
come gli  argomenti  sviluppati  abbiano toccato  anche temi  collaterali 
cosa  che  dimostrerebbe  che  il  lavoro  non  si  è  limitato  a  elementi  
superficiali.

Secondo gli esperti l'argomentazione della ricorrente è invece basata 
spesso  su  passaggi  copiati  o  ripresi  (senza  indicazione  a  piè  di 

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pagina, come ad esempio un passaggio scritto dallo storico Gabriele 
Rossi  e  dei  testi  tratti  dai  siti  internet  www.unia.ch  o 
www.swissinfo.ch). A loro avviso molti elementi del lavoro (vengono ad 
esempio  citati  l'introduzione,  gli  obbiettivi,  la  conclusione)  non  sono 
chiari  e  mancano  di  sintesi,  interpretazione  e  confronti.  Infine, 
dichiarano che le osservazioni  della candidata non seguono sempre 
una struttura logica e che il testo è a volte ripetitivo e non lineare. 

In  casu la  ricorrente  sembra confondere aspetti  legati  alla  struttura, 
con censure legate al contenuto del testo (il fatto di aver approfondito  
temi  collaterali)  e  non  mette  in  questione  le  critiche  avanzate  dagli 
esperti.  Essi  sostengono infatti  che la  concatenazione del  testo  non 
sia in ogni caso lineare o logica ed in alcuni casi ripetitiva, citando ad  
esempio il  capitolo 4.2.3. "Lo sciopero un anno dopo",  che secondo 
loro  dovrebbe  concludere  il  lavoro  invece  di  essere  riportato  nella 
parte  centrale.  Il  fatto  di  aver  toccato  argomenti,  a  detta  della 
ricorrente  "collaterali",  può  essere  indice  di  interesse  personale  da 
parte  della  ricorrente  verso  il  tema  trattato  ma  non  porta 
automaticamente  alla  conclusione  che  il  lavoro  abbia  ottenuto  un 
"valore aggiunto". Come criticato dagli esperti la mancanza di legame 
e  struttura  tra  le  diverse  parti  ed  i  temi  toccati  di  un  lavoro  può 
eventualmente  creare  confusione  ed  incidere  negativamente  sulla 
valutazione. Che gli  esperti  abbiano  valutato  in  maniera  negativa  la 
mancanza di struttura tra i diversi temi toccati nonostante questi siano 
numerosi  e non direttamente  legati  al  tema dalla  ricorrente è quindi 
condivisibile.

6.2.4 Infine, per quel che riguarda il contenuto, la ricorrente ripete che 
gli approfondimenti esposti e le ricerche svolte anche in merito a fatti 
collaterali  non siano stati  considerati. Menziona inoltre come è stato 
sviluppato  l'approccio  interdisciplinare  "italiano"  e  "storia"  elencando 
gli  strumenti  utilizzati  (come  ad  esempio  giornali,  internet,  opere 
letterarie, canzoni).

Nella  loro  presa  di  posizione  gli  esperti  criticano  che  la  ricorrente  
abbia copiato e ripreso in modo poco originale pensieri e opere di terzi  
(senza citarli), che gli elementi storici nel lavoro manchino di una certa 
chiarezza e  un certo  approfondimento  (menzionando ad esempio  la 
mancanza  di  informazioni  legate  allo  sviluppo  più  recente  delle 
Ferrovie e alle conseguenze storiche degli scioperi operai del 1901 e 
del 1918), che la scelta di alcune citazioni (brano letterario e canzone) 

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non sia funzionale e che il Giornale di lavoro non documenti in modo 
esaustivo tutte le tappe del processo del PDI.

Anche in questo caso la ricorrente sembra supporre che il  semplice 
fatto che alcuni  temi siano stati  menzionati  all'interno del  suo lavoro 
scritto  sia  sufficiente  a  dimostrare  come  questo  sia  stato  svolto  in 
maniera  corretta  e  sottovalutato  da  parte  degli  esaminatori.  Non 
prendendo posizione in merito alle  critiche e correzioni  degli  esperti 
non permette però di poter giudicare se gli esperti abbiano commesso 
arbitrio  o  se  questi  si  siano  basati  su  elementi  estranei  nella 
correzione del PDI e di evidenziare quali parti del testo non siano state 
considerate o addirittura tralasciate nella valutazione.

Gli esperti  menzionano le lacune riscontrate, facendo degli esempi e 
citando gli  elementi  che la  ricorrente avrebbe dovuto, a loro parere, 
approfondire  per  ottenere  una  valutazione  migliore  (ad  esempio 
sviluppare  gli  elementi  storici  aggiungendo  informazioni  legate  agli 
sviluppi recenti delle Ferrovie) o mettendo in evidenza quei passaggi 
dei quali secondo loro, non è comprensibile la presenza. Il fatto di aver 
sviluppato  l'approccio  interdisciplinare  utilizzando  opere  letterarie, 
giornali,  canzoni,  opere  teatrali  e  interviste  porta  a  pensare  che  la 
ricorrente abbia voluto prepararsi e affrontare correttamente il  lavoro 
mettendo in luce la tematica da punti di vista diversi. Ciononostante gli  
esperti criticano che in merito agli elementi storici presentati nei primi 
capitoli le considerazioni espresse sugli operai e sulle organizzazioni 
sindacali sono poco chiare, in parte scorrette e mancano di accenni in 
merito agli sviluppi degli ultimi anni, cosa che nella valutazione di un 
lavoro  interdisciplinare  dedicato  alle  materie  "italiano"  e  "storia" 
potrebbe essere considerata una carenza e quindi espressione di un 
apprezzamento coerente e non arbitrario da parte degli esaminatori. 

6.3 Alla  luce  di  quanto  esposto  è  necessario  evidenziare  come  le 
censure  sollevate  dalla  ricorrente  si  limitino  all'elencazione  di 
tematiche  o  punti  relativi  al  lavoro  scritto  che  a  suo  parere  gli  
esaminatori avrebbero sottovalutato. Nell'esposto della ricorrente non 
si intravvede però, se e in che misura, gli elementi da lei menzionati  
sarebbero stati  sottostimati  e  comunque non si  evincono degli  indizi 
concreti  che  gli  esperti  avrebbero  effettivamente  adottato  delle 
modalità di valutazione arbitrari o posto delle esigenze più severe nella 
valutazione rispetto a quanto prescritto dalle direttive o rispetto ad altri  

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candidati. Questa censura infatti non viene sollevata in alcun momento 
del ricorso.

In concreto, la ricorrente non è andata oltre l'esternazione del proprio 
punto di vista contrapponendolo semplicemente a quello degli esperti,  
senza  dimostrare  perché  questi  avrebbero  commesso  arbitrio.  Essa 
non  approfondisce  le  sue  censure  neanche  quando  gli  esaminatori  
espongono chiaramente come alcune di queste siano incomprensibili, 
né ribatte gli argomenti inoltrati da questi ultimi, nonostante gliene sia 
stata  data  la  possibilità  (cfr.  ordinanza  del  Tribunale  amministrativo 
federale  del  2  marzo  2010).  Con  la  sua  presa  di  posizione  del  22 
marzo  2010,  infatti,  la  ricorrente  si  sofferma  solo  sulle  precisazioni 
degli esperti in merito alla valutazione dell'esame orale. 

Se  è  vero  che  l'autorità  chiamata  a  decidere  deve  esaminare  le 
censure sottopostegli,  è altrettanto vero che essa deve poter essere 
messa in condizione di esaminare il preteso vizio. In questo senso è 
compito della parte ricorrente fornire quegli elementi che permettano 
all'autorità  inferiore  di  confrontarsi  in  modo  più  concreto  con  le 
censure sollevate.

D'altro canto, al fine di correggere e valutare il lavoro presentatogli, gli  
esaminatori  si  sono  basati  su  criteri  coerenti  e  precedentemente 
definiti.  Nella  Guida  agli  esami  i  criteri  di  valutazione  generali  così 
come  quelli  specifici,  sui  quali  gli  esaminatori  si  sono  basati  per 
correggere  il  lavoro  della  ricorrente,  sono  chiaramente  menzionati. 
Questi  sono  ripresi  dal  Programma degli  esami  federali  di  maturità 
professionale,  programma  elaborato  dalla  Commissione  federale. 
Inoltre  la  presa  di  posizione  degli  esperti  risponde  alle  censure 
concrete della ricorrente, menziona passaggi precisi del lavoro scritto 
ed è concretizzata con l'aiuto di citazioni appropriate.

6.4 Per i  motivi  sopra  indicati,  non  vi  è  alcun elemento  che  induca 
l'autorità  scrivente  a  supporre  che  nel  corso  della  correzione  e 
dell'apprezzamento  del  lavoro  scritto  PDI,  gli  esaminatori  si  siano 
basati su criteri di valutazione infondati o insostenibili e abbiano quindi  
assegnato un giudizio arbitrario.

7.
7.1 Per quel che riguarda l'esame orale gli esperti criticano in sintesi 
l'insufficiente  preparazione  e  strutturazione  della  parte  introduttiva 
della  presentazione orale  (presentazione  power-point)  nella  quale  la 

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ricorrente non avrebbe suddiviso in modo efficiente i compiti con l'altra  
esaminanda,  ripetendosi  e  non  trattando  tutti  i  punti  presenti  sulle 
singole  diapositive.  Essa  non  sarebbe  inoltre  stata  in  grado  di 
rispondere a domande legate alla situazione attuale nelle officine delle 
Ferrovie  federali  di  Bellinzona,  nonostante  i  temi  sollevati  e  le 
espressioni  utilizzate  all'interno  del  lavoro  scritto  PDI  (come  ad 
esempio "democrazia dal basso"). Infine, non avrebbe saputo spiegare 
in modo chiaro e preciso l'apporto della materia "Storia" nel suo PDI. 

In risposta la ricorrente espone in sintesi motivi che l'hanno portata a 
scegliere un certo tipo di presentazione invece che un altro e lamenta 
che gli esaminatori abbiano giudicato questa scelta in modo negativo, 
senza fare alcun appunto in merito nel corso dell'esame. Inoltre pone 
l'accento sul fatto di aver menzionato gli scioperi del 1901 e del 1918 
come  introduzione  e  come  paragone  al  tema  dello  sciopero  delle 
officine  del  2008  e  giustifica  la  mancata  risposta  alle  domande 
menzionando la maturità commerciale e non una specializzazione in 
storia come scopo degli esami affrontati. La ricorrente reclama inoltre 
un valore aggiunto dell'esame orale motivandolo con la menzione dei 
progetti  nati  dallo sciopero e, non da ultimo, dell'interesse personale 
suscitato  dall'argomento  che  l'ha  portata  a  partecipare  a  diversi 
dibattiti e conferenze.

7.1.1 La  critica  del  fatto  che  gli  esperti  non  abbiano  fatto  nessun 
appunto  sul  tipo di  presentazione durante l'esame non convince. La 
legge  in  materia  non  prevede un obbligo  degli  esperti  ad  informare 
durante  un  esame  se  la  candidata  o  il  candidato  ha  affrontato 
correttamente  l'impostazione  dell'esame  oppure  se  gli  argomenti 
presentati  non  corrispondono  alle  aspettative  degli  esaminatori. 
Bisogna  quindi  assumere  che  la  decisione  se,  quando  e  come 
intervenire  nello  svolgimento  di  un  esame  orale  per  eventualmente 
correggerne l'andamento, con riguardo dell'esaminanda che potrebbe 
eventualmente trovarsi  ancora più sotto pressione, rientra nel potere 
discrezionale degli esperti. Alla luce delle normative in materia e degli 
argomenti  adotti  dalla  ricorrente  non  è  quindi  possibile  intravvedere 
nella modalità di gestione dell'esame orale da parte degli esperti, un 
atteggiamento  scorretto  o  addirittura  arbitrario  nei  confronti  della 
ricorrente. 

7.1.2 Neanche  l'argomento  della  ricorrente  in  merito  alle  risposte 
lacunose legate agli scioperi del 1901 e del 1918 può convincere: uno 

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degli  scopi  principali  del  PDI  è  l'approfondimento  interdisciplinare  di 
due materie (in questo caso "italiano" e "storia"). Era quindi lecito da 
parte  degli  esaminatori  aspettarsi  dalla  ricorrente  delle  risposte 
concrete  legate  ad  eventi  storici  legati  al  tema  trattato  che 
superassero nozioni di semplice funzione introduttiva o di paragone.

7.1.3 Le  osservazioni  degli  esaminatori  si  basano  sui  criteri  di 
valutazioni  fissati  nella  Guida  agli  esami  (Introduzione,  Inizio, 
Chiusura,  Gestione  del  tempo,  Correttezza  e  fluidità  della  lingua, 
Forma retorica, Struttura e articolazione, Contenuto, Mezzi ausiliari e 
Discussione).  Le  critiche  degli  esperti  esposte  nell'allegato  16  della 
lettera della Commissione federale del 25 febbraio 2010 riprendono gli 
appunti  del  Verbale dell'esame orale (allegato 2). In essi  è possibile  
notare  come  gli  esperti  abbiano  considerato  le  prestazioni  singole 
delle candidate (secondo prescrizione della Guida agli esami) e come 
le lacune esposte nella presa di posizione siano state testate nel corso 
dell'esame. Non ci  sono quindi elementi  che indicherebbero come la 
valutazione dell'esame orale sarebbe scorretta o addirittura arbitraria. 
Il ricorso si rivela quindi infondato e deve essere respinto.

8.
Visto l'esito della procedura è giustificato addossare alla ricorrente le 
spese processuali per un importo complessivo di fr. 700.–. Esso verrà 
computato  con l'anticipo  di  fr. 700.– versato  dalla  ricorrente  entro  il 
termine fissato con ordinanza del 15 ottobre 2009 (art. 63 cpv. 1 e 4 
bis PA).

9.
La presente decisione è definitiva e non può essere impugnata con 
ricorso di diritto pubblico al Tribunale federale (art. 83 let. t della Legge 
sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 700.– sono poste a carico della ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di fr. 700.–.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (raccomandata; allegati di ritorno)
- Autorità inferiore (n. di rif. --; raccomandata; allegati di ritorno)
- Commissione  federale  di  maturità  professionale  (raccomandata; 

allegati di ritorno)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Brentani Ciro Papini

Data di spedizione: 9. luglio 2010

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