# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f418433-5dc1-5b68-bbf7-636cabcce1db
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 09.03.2016 15.2016.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2016-5_2016-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2016.5

  	
  Lugano

  9 marzo 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) sul ricorso 21 gennaio 2016 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Acquarossa,
o meglio contro il pignoramento di un credito emesso il 25 giugno 2015 nelle
esecuzioni n. __________, n. __________ e   __________ promosse nei confronti
di

 

	
   

  	
  PI 1, __________ 

   

  da

   

  __________, __________

  __________, __________

   

  

ritenuto

 

in fatto:                A.  Nelle
esecuzioni n. __________ e __________ della __________ e
n. __________ della __________
promosse nei confronti di PI 1, il 25 giugno 2015
l’Ufficio d’esecuzione di Acquarossa ha pignorato fino a concorrenza
dell’importo di fr. 3'144.–, corrispondente al totale dei crediti dedotti
in esecuzione, il reddito annuale percepito dalla debitrice dalla __________ SA
per la vendita di uva. 

                            B.  Con
ricorso del 21 gennaio 2016, RI 1, marito dell’escussa, chiede l’annullamento
del pignoramento.

 

                            C.  Con
osservazioni 9 febbraio 2016 l’UE si è opposto al ricorso, mentre l’escussa e i
creditori sono rimasti silenti.

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  Il ricorso dev’essere interposto all’autorità di vigilanza cantonale
– nel Canton Ticino la Camera esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art. 3 LPR) – entro 10
giorni dalla notifica dell’atto impugnato (art. 17 LEF). Nella fattispecie,
come da lui stesso ammesso nel ricorso, RI 1 è venuto a conoscenza dell’atto
impugnato al più tardi il 27 novembre 2015. Ed egli ha atteso il 15 dicembre
2015 per scrivere al Pretore chiedendo se il credito vantato nei confronti
della __________ potesse essere pignorato per pagare debiti della moglie. Orbene
già quel 15 dicembre 2015, il termine di ricorso era inesorabilmente scaduto. Presentato
poi a questa Camera solo il 21 gennaio 2016, il ricorso è (a fortiori) tardivo
e pertanto irricevibile.

 

                             2.  Fosse
anche tempestivo, ad ogni modo, il ricorso sarebbe dovuto essere respinto per
le ragioni esposte nei seguenti considerandi.

 

                           2.1  Il
ricorrente evidenzia che fino al 2014 la moglie lo aiutava nel vigneto e i
proventi della vendita dell’uva erano ripartiti tra loro. Dalla vendemmia 2015,
dopo aver chiesto e ottenuto dal Pretore, a seguito di problemi famigliari, la
separazione dei beni, egli ha provveduto da solo a lavorare il vigneto e di
conseguenza tutto quanto ha a che vedere con questa attività è di sua spettanza.

 

                           2.2  Ora,
la rivendicazione di un terzo sui beni oggetto di pignoramento non impedisce l’esecuzione
di tale provvedimento, a meno che sia evidente che detti beni appartengono al
terzo, circostanza che renderebbe nullo il pignoramento (DTF 108 III 122
consid. 4; 106 III 86 consid. 1; Gilliéron,
Commentaire de la LP, vol. 2, 2000, n. 74 ad art. 106 LEF; sentenza della CEF
15.2013.94 del 24 ottobre 2013). Meri dubbi o litigi sulla proprietà delle cose
o dei diritti da pignorare non comportano la nullità del pignoramento, ma
obbligano unicamente l’ufficio ad aprire la procedura di rivendicazione ai
sensi degli art. 106 a 109 LEF (DTF 134 III 122 consid. 4.2), il cui scopo è
proprio quello di far accertare eventuali diritti di proprietà, diritti di
pegno od ogni altro diritto o pretesa di terzi incompatibile con il
pignoramento o di cui bisogna tener conto nella realizzazione dei beni (cfr. Gilliéron, Poursuite pour dettes,
faillite et concordat, 5a ed. 2012, n. 1121). Questioni di merito
inerenti alla proprietà dei beni pignorati rientrano nella competenza del
giudice abilitato a decidere sulla rivendicazione (cfr. DTF 108 III 122,
consid. 4), non invece in quella degli organi di esecuzione forzata né dell’autorità
di vigilanza. 

 

                           2.3  Nel
caso specifico, malgrado le affermazioni di RI 1 secondo cui i contratti di
affitto dei due fondi coltivati a vite sono a lui intestati, egli è iscritto nel
catasto viticolo relativo ai due fondi quale viticoltore e i certificati di
produzione 2015 sono stati rilasciati a nome suo, non si può escludere che i redditi
della vendita dell’uva merlot spettino alla moglie PI 1, considerato che il provento
della vendita dell’uva fino al 2014 è stato fiscalmente annunciato quale reddito
di lei. D’altronde i contratti di affitto dei due mappali coltivati a vigne non
sono di rilievo per determinare chi è il creditore della __________ SA, per tacere del fatto che il
contratto relativo al fondo n. __________ di __________, concluso per la durata,
rinnovabile, di un anno dal 1° novembre 2011, reca la data del 15 dicembre 2015
e pare così confezionato ad hoc ai fini della presente vertenza. Determinante
per la questione della titolarità del credito, in effetti, è il contratto concluso
con la __________ SA, in merito
al quale, tuttavia, RI 1 non ha prodotto alcun documento.

 

                           2.4  Non
essendo quindi manifesto che il ricorrente sia titolare del credito pignorato,
pignorandolo l’Ufficio si è correttamente determinato, ritenuto che
la questione sollevata dal ricorrente sulla proprietà del bene pignorato non
può essere decisa dall’organo di esecuzione, non potendosi quest’ultimo
sostituire al giudice civile competente per decidere sul merito. Se non l’ha
già fatto, l’Ufficio dovrà però avviare
la procedura di rivendicazione prevista dagli art. 106 e segg., nell’ambito
della quale la questione della pignorabilità del credito verrà risolta.

 

                             3.  Per
legge non si preleva la tassa di
giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a cpv. 2 n. 5 LEF, 61 cpv.
2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

 

pronuncia:            1.  Il ricorso è irricevibile siccome
tardivo.

 

                             2.  È
fatto ordine all’Ufficio di esecuzione di Acquarossa di determinarsi come al
considerando 2.4, avviando la procedura di rivendicazione di cui agli art. 106
e segg. LEF.

                             3.  Non
si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             4.  Notificazione a:

	
   

  	
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                                  Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Acquarossa.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.