# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c4edb664-9a25-5256-b724-2a30163fb523
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 07.09.2000 11.2000.82
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2000-82_2000-09-07.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.2000.00082

  	
  Lugano

  7 settembre
  2000/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa n. ___/______(cambiamento
di cognome) del Dipartimento delle istituzioni quale autorità di vigilanza
sullo stato civile promossa con istanza del 31 gennaio 2000 da

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________, 

  in nome della figlia __________ __________
  __________ (1989)

  
	
   

  	
   

  

istanza cui si è opposto

 

	
   

  	
  __________ __________,
  __________

  (patrocinato da __________ __________. __________,
  __________);

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 20 giugno 2000 presentato da __________ __________ contro la
decisione emessa il 31 maggio 2000 dal Dipartimento delle istituzioni quale autorità
di vigilanza sullo stato civile;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto 

 

in fatto:                          che
__________ Lajm__________ (1962), cittadino __________, e __________ __________
(1962) si sono sposati l'__________ 1988 a __________ e che dalla loro unione è
nata il 4 ottobre 1989 la figlia __________;

 

                                         che in
seguito al divorzio dei genitori, passato in giudicato il 12 febbraio 1992,
__________ __________ è stata affidata all'autorità parentale della madre;

 

                                         che il 31
gennaio 2000 __________ __________ ha chiesto al Dipartimento delle
istituzioni, quale autorità di vigilanza sullo stato civile, l'autorizzazione a
cambiare il cognome della figlia, da lei rappresentata, da __________ in
__________, in modo da uniformare il cognome della famiglia e rispondere ai
desideri della ragazza;

 

                                         che
__________ __________ ha sottoscritto il 31 gennaio 2000 una dichiarazione con
la quale acconsentiva al cambiamento di cognome della figlia;

 

                                         che con
decisione del 31 maggio 2000 la Divisione degli interni ha autorizzato il
cambiamento di cognome di __________ __________ __________ in __________,
ponendo la tassa di giustizia di fr. 200.– e le spese a carico dell'istante;

 

                                         che
__________ __________, rappresentato da __________. __________, è insorto
contro la citata decisione con un appello del 20 giugno 2000 in cui postula
l'annullamento della risoluzione impugnata, l'ammissione all'assistenza
giudiziaria e il rispetto del suo diritto di essere sentito prima
dell'eventuale cambiamento di cognome della figlia;

 

                                         che
l'appello, trasmesso a questa Camera solo il 18 agosto 2000, non è stato intimato
all'istante;

 

e considerando 

 

in diritto:                        che
nel Cantone Ticino la competenza per concedere il cambiamento di cognome a
norma dell'art. 30 cpv. 1 CC è stata delegata dal governo al Dipartimento delle
istituzioni (art. 15a cpv. 1 lett. a LAC), e più in particolare alla
Divisione degli interni (art. 9 cpv. 1 del regolamento sullo stato civile, RL
4.1.2.1);

 

                                         che la
decisione emanata dalla Divisione degli interni è impugnabile entro 20 giorni
mediante appello (art. 15a cpv. 2 LAC);

 

                                         che nel
termine impugnato __________ __________. __________ ha interposto appello per
conto di __________ __________, legittimandosi con una procura sottoscritta da
quest'ultimo;

 

                                         che il
rappresentante dell'appellante non è un avvocato ammesso al libero esercizio
della professione nel Cantone Ticino (art. 64 cpv. 1 CPC), né detiene una rappresentanza
legale, ragione per cui non è abilitato al patrocinio;

 

                                         che il
termine per appellare essendo perentorio, il difetto di legittimazione del rappresentante
comporta nullità dell'atto ricorsuale (Cocchi/Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, pag.
183, nota 208); 

 

                                         che, data
la manifesta inammissibilità dell'atto, non è il caso di intimare quest'ultimo
alla controparte;

 

                                         che
tenuto conto delle particolarità della fattispecie, si può rinunciare –
eccezionalmente – alla riscossione di tasse e spese;

 

                                         che non
si giustifica di accordare ripetibili alla controparte, cui l'appello non è nemmeno
stato notificato;

 

per questi motivi,

 

in applicazione dell'art. 313bis CPC,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è irricevibile.

 

                                   2.   Non si
riscuotono tasse o spese né si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione:

                                         –
__________ __________. __________, __________ __________

                                         –
__________ __________, __________.

                                         Comunicazione
al Dipartimento delle istituzioni quale autorità di vigilanza sullo stato
civile.

                                         

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        Il
segretario