# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a2f3d038-4582-5d51-98a3-68f95d159b09
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 26.01.2001 INC.2000.46304
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-46304_2001-01-26.html

## Full Text

N. 463.2000.4 L                                                         Lugano,
26 gennaio 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull’istanza
presentata il 17 gennaio 2001 dal

 

 

Procuratore pubblico
straordinario dott. __________

 

 

intesa ad ottenere la proroga di
due mesi del carcere preventivo cui è astretto

 

 

____________,        attualmente presso l'Ospedale
civico di Lugano

                                    (patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

nel procedimento pendente contro
quest’ultimo per titolo di complicità in corruzione passiva e infrazione
ripetuta alla legge federale concernente la dimora e il domicilio degli
stranieri;

 

 

 

viste le osservazioni 25 gennaio
2000 dell’accusato, che postula la reiezione dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

 

____________, già privato della
libertà personale a Zurigo (Rumlang) per pendente procedura estradizionale
promossa dalla competente autorità penale italiana, è stato arrestato il 6
agosto 2000 nel contesto del procedimento affidato al Procuratore pubblico
straordinario per sospetta connivenza con l'ex ____________ e con l'avv.
____________, che nel frattempo si è sposata con quest'ultimo, in relazione a
non trasparenti transazioni finanziarie e di interessamento in procedure nelle
competenze del coaccusato ____________, allora Presidente del Tribunale penale
cantonale. In sostanza la promozione dell'accusa per titolo di corruzione
attiva nei confronti di ____________ era fondata sui contatti tra questo
accusato e ____________ con comunicazioni di notizie riservate concernenti una
procedura di confisca, riguardante ____________, e sull'erogazione di asseriti
prestiti dell'ordine di mezzo milione di franchi all'avv. ____________ (v.
verbali 7 agosto 2000 dinnanzi al magistrato inquirente e di conferma
dell'arresto dinnanzi a questo, class. PPS 7/7.1 n. 19 e 20).

Il seguito delle emergenze
istruttorie ha portato alla precisazione delle imputazioni in complicità in
corruzione passiva aggravata (art. 25 CP in relazione al previgente art. 315
CP) ed in infrazione ripetuta alla LDDS (art. 23), come alle corrispondenti
promozioni dell'accusa del 9 novembre e del 5 dicembre 2000 (class. PPS 11, n.
11 e 21). Mentre il secondo reato concerne entrate e permanenze irregolari di
____________ sul territorio svizzero, l'aiuto prestato ad atti corruttivi si
inserisce nel concreto interesse dell'ex ____________ di poter ricevere gran
parte di una somma che sarebbe stata dissequestrata giudizialmente a favore di
____________.

Questo, oltre a confermare
l'arresto all'udienza del 7 agosto 2000 ("considerata l'esistenza a
carico dell'accusato di gravi e concreti indizi di colpevolezza come alla
promozione dell'accusa, rilevabili dagli atti istruttori, nonché la presenza di
preminenti motivi di interesse pubblico e segnatamente: il pericolo di fuga,
l'accusato essendo cittadino italiano, con interessi all'estero, confrontato
con divieto di entrata ed oggetto di procedura estradizionale [e] i
bisogni dell'istruzione e segnatamente il pericolo di collusione"), ha
respinto un'istanza di libertà provvisoria con decisione 23 novembre 2000 (inc.
GIAR 463.2000.3), avendo considerato che "… vi sono da un lato
sufficienti indizi di reato, ____________ avendo ammesso di aver fatto da tramite
tra l'allora ____________ e ____________ per favorire la rimessa al primo di un
importante somma di denaro da dissequestrare nel contesto di un procedimento di
confisca nella competenza dello stesso ____________ (v. verbale ____________
dell'11 agosto 2000, pag. 6 ss.; confronto 

____________ / ____________ del 17 agosto 2000 e verbale 13 ottobre 2000 di
____________), e dall'altro vi è palese pericolo di fuga, anche solo pensando
agli esiti della tuttora pendente procedura di estradizione (per contro non
ricorrono obbiettivamente bisogni dell'istruzione)".

Ritenuta chiusa l'istruzione
formale, con decreto 15 dicembre 2000 (class. PPS 11, n. 22), il Procuratore
pubblico straordinario ha disposto il deposito degli atti a norma dell'art. 196
CPP, con termine scadente il 19 gennaio 2001.

 

 

2.

 

 

Con l'istanza in oggetto, il
Procuratore pubblico straordinario chiede la proroga di due mesi del carcere
preventivo, al quale è astretto l'accusato ____________, a ragione
dell'evasione di eventuali complementi di prova proposti dalle parti, ritenuto
che continuerà ad operare con la massima celerità, così da emanare l'atto di
accusa in tempi brevi dopo la definitiva chiusura dell'istruzione formale.
Rilevata la gravità degli addebiti, in particolare come emersi dal confronto
tra ____________ e ____________ (v. verbale del 17 agosto 2000, class. PPS
7/7.1, n. 6 risp. 24) con un accordo corruttivo dell'ordine di almeno fr.
800'000.-, per cui sono dati gravi e concreti indizi di colpevolezza, il
magistrato inquirente sostiene esistenza di pericolo di fuga per un accusato in
attesa di estradizione e già colpito da divieto di entrata e paventa
possibilità di collusione "a dipendenza di preannunciati complementi
d'istruzione".

 

Con le sue osservazioni,
____________ chiede in limine la convocazione ad un'udienza, ritenuta "indispensabile
oltre che utile" al convincimento di questo, nonché acquisizione
documentale e testimoniale di dati medici sulla sua carcerabilità. Nel merito
evidenzia il ridimensionamento delle accuse nei suoi confronti, con ruolo
secondario rispetto all'autore principale, che pure - come altri - si trova in
libertà, e sottolinea la sua collaborazione. E' bensì in corso la procedura
estradizionale, ma questa non può essere causa della detenzione del resistente
e non pregiudicherà la sua presenza al processo, nel suo stesso interesse.
Quindi, avuto presente che la possibile pena verrà posta al beneficio della
sospensione condizionale, non vi è nessun pericolo di fuga, come è escluso
quello di collusione. La protrazione della carcerazione urta poi con il suo
stato di salute e non rispetta il principio di proporzionalità.

 

 

3.

 

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, 

perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando
esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità
per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni
dell’istruzione, segnatamente per evitare collusione, ed il pericolo di fuga
(senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non
serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la
presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della
pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del
Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo, come già la
Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

4.

 

 

Considerata superflua un'udienza
per la sufficienza dello scambio degli allegati, si ha pertanto che, nella
situazione personale e processuale in discorso, la convergenza dei presupposti
di legge, come esplicitati ed approfonditi dalla prassi e dalla giurisprudenza,
legittima e giustifica il perdurare della cautelare privazione della libertà
personale, cui è astretto ____________.

 

 

4.1

 

La presenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza non sono revocati in dubbio, salvo - per la difesa - a
minimizzarli in relazione al ridimensionamento delle accuse. Anche per evitare
pregiudizio al seguito processuale, basta in proposito quanto riassunto in
entrata, né è qui luogo per disquisire sulle qualifiche giuridiche del
comportamento di ____________, essendo in ogni modo opportuno osservare che, se
pure la complicità è una diminuente, il prestarsi a manovre corruttive di un
____________ e per importi considerevoli (la metà di quanto sarebbe stato
dissequestrato a favore di ____________ e cioè circa fr. 800'000.-) è di
particolare rilievo oggettivo e soggettivo.

 

 

 

 

 

 

4.2

 

Mentre di poco spessore è il
presupposto del pericolo di collusione, quando gli accertamenti essenziali sono
stati assicurati e non è posta in discussione la materialità dei fatti, ha
pregio quello del pericolo di fuga, per il quale i criteri determinanti di
giudizio sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua professione,
la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato in cui egli é
inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C. del Tribunale
federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94). L'apprezzamento di
tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di fuga, deve lasciar
presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per l’accusato come un male
minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore carcerazione, con
maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene edittali od
eventualità di pena concreta importanti (in questo senso Mario Luvini; in REP 1989, pag. 292, con i
riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V., CRP
341/94).

____________ è cittadino
straniero, oggetto di divieto di entrata sul territorio svizzero (punto
rispettato), confrontato con procedura estradizionale e coinvolto nel presente
procedimento - come detto sopra - in modo sicuramente grave che assolutamente
non permette di avere per sicura la sospensione condizionale della pena. La
conclusione alternativa della richiesta di estradizione - in caso di reiezione
dell'istanza in discussione - sarebbe ben concretamente tale da sottrarre
l'accusato alla nostra giustizia: in caso di accoglimento, egli verrebbe
indilatamente consegnato alle autorità penali richiedenti, mentre nell'altro,
di rifiuto, egli avrebbe maggior interesse alla latitanza rispetto al rischio
di una condanna con possibile sua esecuzione.

 

 

5.

 

 

Per quanto illustrato sopra in
punto alla gravità delle imputazioni, nell'ambito di un'istruttoria complessa
non da ultimo per le reticenze e le divergenze tra i protagonisti, ed avuto
presente che la privazione della libertà personale sofferta da ____________ si
è confusa con quella della procedura estradizionale, il principio di
proporzionalità risulta rispettato, anche con la contenuta proroga ora
postulata.

Quanto alla carcerabilità sotto
il profilo dello stato di salute dell'accusato, si ripetono i rilievi della
decisione del 23 novembre 2000: si tratta di problema di esclusiva competenza
clinica, se del caso da verificare peritalmente per moto del Procuratore
pubblico straordinario rispettivamente delle autorità giudiziarie che verranno
successivamente investite del procedimento. Ed allora qui non servono accertamenti
medici.

 

 

 

 

 

 

 

6.

 

 

Di conseguenza l’istanza di
proroga del carcere preventivo è accolta come proposta dal magistrato
inquirente, con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie
(art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera
dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

Per i quali motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

decide:

 

 

1.      L’istanza è accolta.

 

          Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto
____________ è prorogato di due mesi e cioè sino al 5 aprile 2001, compreso.

 

 

2.      Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei
ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

     -    avv. __________, per sé e per l’istante;

     -    Procuratore pubblico straordinario dott. __________ (con
copia delle osservazioni dell’accusato);

     -    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________