# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 532bbbb1-37ac-5386-9fb2-41944737eae6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.03.2012 32.2011.281
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-281_2012-03-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.281

   

  LG/DC/sc

  	
  Lugano

  7 marzo 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Luca Giudici, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 3 novembre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 4 ottobre 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
nel 1988, in data 19 aprile 1993 ha presentato una richiesta volta
all’ottenimento di prestazioni AI per adulti a causa di una “spasticità congenita”
(doc. AI 2-1; 6-3).

 

                               1.2.   Con
decisione dell’11 maggio 1993 l’Ufficio AI ha messo l’assicurato al beneficio
dei provvedimenti sanitari necessari alla cura dell’infermità congenita no. 390
OIC dal 13 aprile 1993 al 31 dicembre 2000 (doc. AI 7-1).

 

                               1.3.   In data 30
marzo 2009 RI 1 ha presentato una nuova domanda di prestazioni AI per adulti
(provvedimenti d’integrazione professionale) segnalando di essere affetto da “diverse
piccole ernie tra TH4 e TH8 + significativa ernia paramediana dx TH7 – TH8 lussata
con compressione su filamenti radicolari” (doc. AI 10-1/7).

 

                               1.4.   Esperiti gli
accertamenti medici ed economici del caso, l’UAI con decisione del 17 giugno 2009 ha assunto i costi per un accertamento professionale in qualità di impiegato di commercio al
dettaglio presso la ditta __________A, __________, dal 15 giugno 2009 al 26
giugno 2009 (doc. AI 31-1).

 

                                         Con
decisione del 2 luglio 2009 l’UAI ha quindi assunto i costi per la preparazione
ad una prima formazione professionale, presso la medesima ditta, dal 27 giugno
2009 al 31 agosto 2009 (doc. AI 34-1) e con il provvedimento del 26 agosto 2010 ha preso a carico i costi supplementari per il secondo anno di prima formazione dal 1° settembre
2010 al 31 agosto 2011 (doc. AI 64-1).

 

                               1.5.   L’assicurato,
dopo aver interrotto il tirocinio presso il __________, è stato assunto dal __________
di __________ (doc. AI 68-1; 70-1). Tuttavia, anche questo contratto di
tirocinio non è stato concluso (cfr. disdetta __________, doc. AI 71-1). 

                                         

                                         RI 1 ha comunque ultimato la formazione professionale presso il Centro Professionale e Commerciale di __________
ed il __________ conseguendo il relativo attestato federale di capacità. Egli si
è quindi iscritto all’Ufficio di collocamento (doc. AI 80-1; 86-1)

 

                               1.6.   Con decisione
del 4 ottobre 2011 (doc. AI 96-1), anticipata dallo scritto del 24 agosto 2011 (doc.
AI 88-1), l’UAI ha comunicato all’assicurato che il diploma di impiegato del
commercio al dettaglio gli permetterebbe raggiungere un salario annuo di fr.
67'640.--. Questo salario, confrontato con quello dell’attività di montatore
d’impianti idraulici di fr. 71'982.--, consente il quasi totale recupero della
capacità di guadagno residua (grado AI del 6%). RI 1 viene dunque ritenuto
integrato, senza diritto alla rendita (doc. AI 88-1). 

 

                               1.7.   Contro
questa decisione l’assicurato, patrocinato dall’avv. RA 1, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA postulando in via principale il riconoscimento di un
grado d’invalidità del 50% e in via subordinata la retrocessione degli atti
all’UAI affinché si determini sul grado d’invalidità del ricorrente (doc. I)

 

                                         La
rappresentante dell’assicurato ha così motivato il proprio ricorso:

 

" 
(…)

Il ricorrente non condivide la decisione,
segnatamente il mancato riconoscimento di una rendita. Egli reputa che la
l'Ufficio AI sia incorso in un errore nel determinare il reddito da impiegato
di commercio. In effetti, secondo i parametri del contratto di lavoro per
impiegati nel commercio al dettaglio (vendita), formazione biennale, il salario
2010 ammontava a fr. 3'410.- lordi oltre la tredicesima (cfr. doc. B), per
complessivi fr. 44'310.- annui. Sussiste pertanto una differenza marcata per
rapporto al salario medio di riferimento considerato dall'Ufficio Al. Che il
dato considerato dal medesimo sia errato è manifesto. Lo stesso
corrisponderebbe a fr. 5'203.- per 13 mensilità, importo che nel nostro cantone
nessun giovane impiegato, con il solo diploma di apprendista, senza esperienza,
conoscente appena le lingue straniere (livello scolastico), mai incasserà.

 

Raffrontando dunque il salario che il ricorrente
avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuta l'incapacità (fr. 71'982.-)
con quello di impiegato di vendita (fr. 44'310.-), ne deriva un grado di
invalidità del 40%.

 

(…)

 

La decisione suddetta non ha poi minimamente
considerato che, comunque, il danno alla salute fisica permane e che in ogni
caso il ricorrente deve seguire tutta una serie di comportamenti volti a
limitare i dolori, che influiscono sul lavoro. In particolare, deve muoversi
frequentemente, deve sedersi su una sedia apposita (riconosciuta dall'AI come
mezzo ausiliario), deve costantemente assumere antidolorifici che ne
condizionano la resa e la concentrazione. Se da un lato è ben vero che, grazie
alla forza di volontà e malgrado le avversità, egli è riuscito a completare con
successo la riqualifica, non si può dimenticare che si tratta comunque di un
ripiego e che con la malattia dovrà convivere (visto che non è operabile, come
accertato dai medici, e che non c'è margine di guarigione). Anche nel privato
la malattia causa tutta una serie di limitazioni, sia nella normale vita
corrente, sia per rapporto al tempo libero (attività sportive, passeggiate in
montagna, viaggi, lavori pesanti in casa, traslochi ....).

 

L'Ufficio Al avrebbe pertanto dovuto tenere
debito conto delle suddette limitazioni, ciò che non è stato il caso, è
considerare l'effetto indiretto.

 

(…)

 

Dal dossier dell'Ufficio Al emerge che il
ricorrente era già stato annunciato nel 1993 con una diagnosi di leggera
spasticità agli arti inferiori, emersa a seguito di un infortunio e segnalata
ai genitori dai curanti del Pronto soccorso, che non se ne erano resi conto.
L'effetto che si riscontrava era quello di una rigidità alle gambe.

 

Tale problema è stato del tutto dimenticato
nell'ambito della valutazione dello stato di salute del ricorrente, ritenuto
che l'Ufficio si è concentrato sul puro e semplice calcolo matematico di cui ai
paragrafi precedenti. Egli non è guarito, ma convive con il problema, assommato
ai disturbi provenienti dalle ernie.

 

In definitiva, il ricorrente ritiene che la
decisione in questione vada riformata e che gli debba essere riconosciuto un
grado di invalidità del 50%” (doc. I).

 

                                         Il
rappresentante del ricorrente ha inoltre postulato la concessione
dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la presente procedura
(doc. I).

 

                               1.8.   In risposta
l’UAI ha confermato la valutazione economica svolta e sottolineato come la
professione di impiegato di commercio dettaglio si possa conciliare
perfettamente con il danno alla salute (doc. IV).

 

                               1.9.   In data 7
dicembre 2011 l’insorgente si è riconfermato nelle proprie argomentazioni, in
particolare per quanto riguarda la contestazione del reddito da invalido, ritenuto
troppo elevato, e sull’inadeguatezza della riformazione professionale in
considerazione dello stato di salute di RI 1. 

                                         A tal
proposito viene chiesto dal legale l’allestimento di una valutazione medica 
(doc. VI).

 

                             1.10.   Nelle
osservazioni del 21 dicembre 2011 l’UAI ha ribadito la correttezza dei dati
statistici utilizzati per determinare il reddito da invalido e il conseguente
raffronto dei redditi eseguito. 

                                         Per
quanto riguarda il quadro clinico – a mente dell’UAI – l’insorgente è da
ritenere completamente abile al lavoro quale impiegato di commercio al
dettaglio (doc. VIII).

 

                                         I doc.
VII e VIII sono stati inviati all’assicurato per conoscenza (doc. IX).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF  9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011 ; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’amministrazione era legittimata a negare
all’assicurato il diritto ad una rendita d’invalidità oppure no.

 

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamente minacciati
d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a
ripristinare, migliorare, conservare o avvalorare la capacità di guadagno. Per
stabilire tale diritto deve essere considerata tutta la durata di lavoro
prevedibile.

                                         Fra i
provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono previsti pure i
provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che comprendono
l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione professionale
(art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI) ed il collocamento
(art. 18 cpv. 1 LAI).

 

                               2.3.   L’art. 17 LAI
prevede in particolare che:

 

" 
L’assicurato ha diritto alla formazione in una
nuova attività lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione
professionale e se con questa la capacità al guadagno possa essere
presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale."

 

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b;

AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 6 cpv. 1 OAI

 

"  per
riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di formazione necessari
a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di guadagno al termine della
prima formazione professionale o dopo l’inizio di un’attività lucrativa senza
previa formazione professionale a causa dell’invalidità." 

 

                                         Con riformazione
professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure
reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità
di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia
attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid. 2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag.
495 consid. 2a). 

                                         L'assicurato
ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel
suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b). 

                                         Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto
del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 131).

                                         Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a
carico dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione
professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la
reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e
se egli solo con tali provvedimenti supplementari possa essere in grado di
conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza
invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti
completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di
guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai
provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella
causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998
pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità
(Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         L’art. 28
cpv. 2 LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, prescrive che gli assicurati hanno
diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di
rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi
almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%. 

                                         

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni
normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che
egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da
valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique
de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta
perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse
divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,
come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche
e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit,
p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il
TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         

                                         Al
proposito va infine ancora rilevato che, secondo la
giurisprudenza del TFA, per il raffronto dei redditi sono determinanti le
circostanze esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla
rendita ed i redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla
medesima base temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali
modifiche dei redditi di paragone intervenute fino alla resa della decisione
(rispettivamente, in regime di LPGA, decisione su opposizione) e suscettibili
di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222, cfr. anche cfr. STFA inedite 26 giugno 2003 nella causa R
consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa R, I 670/01 pubblicata in
SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01
pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I
26/02 e cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I
475/01).

 

                               2.5.   Dal profilo
medico agli atti vi è il rapporto del 18 maggio 2009 della Dr.ssa __________
del SMR, che ha posto la diagnosi di “Ernia discale paramediana lussata con
compressione sui filamenti radicolari Th7/Th8 dal lato destro e diverse piccole
ernie trattenute tra Th4 e Th8” (doc. AI 25-1).

 

                                         Come
limiti funzionali il medico ha indicato quelli che emergono dalla valutazione
del 7 maggio 2009 del Dr. __________, vice-primario di neurochirurgia
all’Ospedale regionale di __________ (doc. AI 22-1), ovvero che l’assicurato
non può svolgere tutto il giorno attività esclusivamente in posizione seduta,
attività esclusivamente in posizione eretta, attività prevalentemente
camminando su terreni accidentati, chinarsi, accovacciarsi, inginocchiarsi,
ruotare in posizione seduta, sollevare/trasportare (vicino/lontano dal corpo) 20 kg, salire su scale a pioli/impalcature) salire le scale. Tali indicazioni valgono per una
restrizione temporale del 50% (doc. AI 25-1).

 

                                         L’assicurato
non può quindi svolgere tutto il giorno attività esclusivamente dove è
necessario accovacciarsi, inginocchiarsi (restrizione temporale del 20%),
mentre può tutto il giorno lavorare con mani sopra la testa, senza restrizioni
temporali (doc. AI 25-1).

 

                                         Secondo
la Dr.ssa __________ l’insorgente dovrebbe svolgere un lavoro che può cambiare
posizione e che non deve alzare pesi, quali il venditore (doc. AI 25-1). Lo
stesso medico curante Dr. __________ indicava che l’assicurato “dovrebbe
svolgere un lavoro che può cambiare posizione, che non deve alzare pesi”
come il venditore (doc. AI 17-3).

 

                                         Per
quanto riguarda la capacità lavorativa il medico del SMR ha ripreso le
indicazioni del Dr__________ (cfr. doc. AI 17-2) e indicato nell’attività di montatore
di impianti idraulici un’incapacità del 50% dal 27 ottobre al 22 dicembre 2008
e del 100% dal 30 gennaio 2009, mentre in attività adeguata è posta un’abilità
completa (100%) dal 20 aprile 2009 (doc. AI 25-2).

 

                                         Sollecitato
dall’Ufficio AI, in data 5 aprile 2011, in merito allo stato di salute del paziente, il Dr. __________ nel referto dell’11 aprile 2011 concludeva per una
ripresa del lavoro al 1° aprile 2011 (doc. AI 78-1).

 

Il TCA non ha dunque motivo per distanziarsi dalla
valutazione medica del SMR, che non è del resto stata smentita da certificati
medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti, in
grado di influire sulla capacità lavorativa residua dell’interessato.

 

                                         In merito
ai provvedimenti professionali intrapresi va evidenziato che l’amministrazione
ha assunto i costi per la preparazione ad una prima formazione professionale,
dal 27 giugno 2009 al 31 agosto 2009 (doc. AI 34-1) e dal 1° settembre 2010 al
31 agosto 2011 (doc. AI 64-1) quale impiegato di commercio al dettaglio. Dopo
aver incontrato delle difficoltà nella conclusione del tirocinio RI 1 ha comunque ultimato la formazione professionale presso il Centro Professionale e Commerciale di __________
ed il Garage __________ e si è quindi iscritto all’Ufficio di collocamento
(doc. AI 86-1).

 

                                         L’argomentazione
del ricorrente secondo cui l’Ufficio AI sarebbe incorso in un errore
nell’indirizzare l’assicurato verso una professione inadeguata dal profilo
medico, non trova agli atti un oggettivo riscontro.

 

                               2.6.   Occorre ora
esaminare le conseguenze del danno alla salute subìto dal ricorrente dal
profilo economico.

 

                                         Per
quel che concerne la determinazione del grado d’invalidità, l’Ufficio AI ha
raffrontato il reddito da montatore di impianti da riscaldamento (reddito da
valido), non contestato, con il reddito da impiegato di commercio e riparazione
autoveicoli (reddito da invalido), professione appresa a seguito della riformazione
professionale.

 

                            2.6.1.   Per quanto
riguarda il reddito da valido, secondo l’art. 28a cpv. 1
LAI per valutare l’invalidità di un assicurato che esercita un’attività
lucrativa si applica l’articolo 16 LPGA. Il Consiglio federale definisce il
reddito lavorativo determinante per la valutazione dell’invalidità. 

 

                                         L'art. 26
OAI, che regola la situazione degli assicurati senza formazione professionale,
enuncia che:

 

" 
Se l'assicurato non ha potuto, a cagione
dell'invalidità, acquisire sufficienti conoscenze professionali, il reddito
lavorativo che potrebbe ottenere se non fosse invalido corrisponde al tasso
percentuale, graduato secondo l'età, del valore medio attualizzato ogni anno
secondo il rilevamento dell'Ufficio federale di statistica sulla struttura dei
salari (cpv. 1).

_______________________________________________________

 

Dopo … anni compiti           Prima
… anni compiti           Tasso in per cento

_____________________________________________________________

 

                                          21                                          70

21                                      25                                          80

25                                      30                                          90

30                                                                                 
100

_____________________________________________________________

 

 

Se un assicurato non ha potuto, a cagione
dell'invalidità, completare la sua formazione professionale, il reddito che gli
si potrebbe attribuire presumendolo non invalido, corrisponde al reddito medio
di un lavoratore della professione alla quale egli si preparava (cpv. 2)."

 

                                         Il
capoverso 1 si riferisce a invalidi alla nascita oppure invalidi precoci che non
hanno potuto, a causa del danno alla salute, acquisire delle conoscenze
professionali sufficienti (STFA 

                                         I 24/03 del
13 luglio 2005; STFA dell'11 febbraio 1993 nella causa B. p. 9; STFA I 358/85 del
6 maggio 1986; Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, p. 207;
direttive UFAS sull'invalidità e la grande invalidità N 3035-3039). Con questo
concetto si intende il conseguimento di una formazione professionale conclusa
(cfr. STFA I 612/02 del 2 settembre 2003, consid. 2.2.; STFA del 6 maggio 1986 in re D consid. 1c). Il capoverso 1 sancisce in pratica il principio dell'accertamento generale
e astratto del reddito da valido sulla base delle tabelle salariali (STFA
dell'11 febbraio 1993 in re B. p. 9).

 

 

 

                                         Rappresenta
un’eccezione a questo principio, sempre nel contesto dell'art. 26 cpv. 1 OAI,
la fattispecie in cui un assicurato diventa invalido poco prima di iniziare la
formazione professionale e da elementi univoci ed evidenti risulta che senza
l’invalidità questi avrebbe appreso una determinata professione. In tale
evenienza il calcolo del reddito da valido va effettuato facendo riferimento a
questa professione (cfr. STFA I 543/04 del 26 gennaio 2005, consid. 3.3.1; STFA
I 472/02 del 10 febbraio 2003, consid. 1.2.).

 

                                         Qualora,
tuttavia, un assicurato abbia concluso una formazione professionale,
l’invalidità va determinata secondo il metodo generale del raffronto dei
redditi (cfr. STFA I 612/02 del 2 settembre 2003, consid. 2.2.; STFA U 360/01 del
7 luglio 2003, consid. 3.2.).

 

                                         L'art. 26
cpv. 2 OAI presuppone, invece, in particolare che l'invalido abbia cominciato
una determinata formazione ed esistano indizi concreti secondo cui
l'interessato, se non fosse divenuto invalido, avrebbe concluso quella
formazione. Le sole dichiarazioni d'intenti in tal senso oppure
"Mutmassungen" non bastano (STFA del 11 febbraio 1993 in re B. consid. 5b; STFA    I 748/01 del 20 agosto 2002, consid. 4;
STFA I 612/02 del 2 settembre 2003 ("konnte die Versicherte Person wegen
der Invalidität eine begonnene berufliche Ausbildung nicht
abschliessen…"); STFA U 360/01 del 7 luglio 2003 ("In quest'ultimo
ambito, l'art. 26 cpv. 2 OAI recita in particolare che
se un assicurato non ha potuto, a cagione dell'invalidità, completare la
sua formazione professionale, il reddito che gli si potrebbe attribuire

                                         presumendolo non invalido,
corrisponde al reddito medio di un lavoratore della professione alla quale egli
si prepara. Orbene, anche in questo caso il Tribunale federale delle
assicurazioni ha circoscritto il campo di applicazione di tale disposto alla
formazione di base (sentenza inedita del 10 marzo 1997 in re W., I 104/96, consid. 2a).).

                                         Il
reddito che si potrebbe attribuire all’assicurato presumendolo non invalido
corrisponde al reddito medio di un lavoratore nella professione che stava
seguendo. In questo caso il Tribunale federale delle assicurazioni ha
circoscritto il campo di applicazione di tale disposto alla formazione di base
(cfr. STFA U 360/01 del 7 luglio 2003, consid. 3.2.).

 

 

 

                                         Dalla
Circolare sull’invalidità e la grande invalidità nell’assicurazione per
l’invalidità (CIGI) emanata dall’UFAS e valida dal 1° gennaio 2004 emerge,
inoltre, che l’art. 26 cpv. 2 OAI:

 

" 
(…) Si applica anche ad assicurati che a causa
dell’invalidità hanno dovuto seguire una formazione meno qualificata di quella
iniziata o prevista (RCC 1973 p. 538). Per formazione prevista si intendono
programmi di studio precisi che un giovane ha dovuto abbandonare essendo
diventato invalido poco prima" (CIGI n. 3040). 

 

                                         Nel caso
di RI 1 la consulente in integrazione professionale, nel rapporto del 12 agosto
 2011, ha ritenuto applicabili le tabelle statistiche RSS TA1, settore
montatore impianti idraulici (categoria 45, persona con qualifica), in quanto
se non fosse subentrato il danno alla salute l’assicurato avrebbe portato a
termine la formazione di montatore di impianti idraulici (doc. AI 86-1).

 

                                         Alla luce
della giurisprudenza appena esposta, secondo il TCA tale modo di procedere è
corretto. Si può dunque ammettere, quale reddito da valido, il salario dedotto
dalle tabelle statistiche nella professione di montatore di impianti idraulici.
Vi sono infatti indizi concreti che l’insorgente, se non fosse divenuto
invalido, avrebbe comunque concluso quella formazione. 

 

                                         Il
ricorrente non ha peraltro contestato l’importo del reddito da valido (cfr.
doc. I, IV).

 

                                         RI 1 ha svolto l’apprendistato di montatore di impianti di riscaldamento presso la ditta __________ di __________
dal 1° settembre 2005 al 31 agosto 2008. Dal 1° settembre 2008 sino al febbraio
 2009 ha proseguito la formazione presso la ditta __________ e stava terminando
l’ultimo anno di apprendistato presso la SPAI di __________ prima di
interrompere il tirocinio a causa del danno alla salute (doc. AI 13-1,19-1; 23-1).

 

                                         Quindi in
applicazione dei dati statistici nazionali di cui alla Tabella TA1, riferita
all’anno 2008, categoria 3, conoscenze professionali e specializzate p.to
45 “Costruzioni” si ottiene un importo mensile di fr. 5’602.-- che
riportato su 41.6 ore corrisponde a fr. 5'826.08.-- al mese, pari a fr. 69'912.96
all’anno che aggiornati al 2010 (+2,1% per il 2009; + 0,8% per il 2010) sono
pari a fr. 71'952.17.

 

                            2.6.2.   Per quanto
riguarda invece il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla
base della situazione professionale concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

 

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il
TFA ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del
salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi
sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione
deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire
il suo apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80
consid. 5b/cc).

 

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04). 

 

                                         In questo
caso l’Ufficio AI ha correttamente applicato i dati statistici nazionali di cui
alla Tabella TA1, riferita all’anno 2008, categoria 3, conoscenze
professionali e specializzate p.to 50 “Commercio e riparazione di
autoveicoli”, in quanto l’insorgente al termine della formazione
professionale ha conseguto l’attestato federale di capacità (AFC). Si ottiene quindi
un importo mensile di fr. 5'177.-- che riportato su 41.6 ore corrisponde a fr. 5'384.08.--
al mese, pari a fr. 64'608.96 all’anno che aggiornati al 2010 (+2,1% per il
2009; + 0,8% per il 2010) sono pari a fr. 66'493.46.

 

                                         Procedendo
quindi al raffronto dei redditi, partendo da un salario da invalido di fr. 66'493.46 e confrontando
ora questo dato con l’ammontare del reddito da valido nel medesimo anno di fr. 71'952.17
(consid. 2.6.1.) emerge un tasso d’invalidità del 7,5% arrotondato all’8% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V
121 consid. 3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 pag. 41), percentuale
che non dà diritto ad una rendita d’invalidità come stabilito
dall’amministrazione.

 

                                         Nella
misura in cui l’UAI ha rifiutato il riconoscimento di una rendita d’invalidità
la sua decisione del 4 ottobre 2011 merita quindi conferma

 

                               2.7.   L’assicurato
nello scritto del 7 dicembre 2011 ha postulato l’esecuzione di una valutazione
medica (doc. VI, pag. 2).

 

                                         Va
qui ricordato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con
riferimenti).

                                         In
concreto, alla luce delle risultanze di cui sopra, questo Tribunale ritiene la
fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario procedere
ad altri accertamenti medici.

 

                               2.8.   Secondo
l'art. 29 cpv. 2 Lptca e 69 cpv. 1bis LAI, la procedura di ricorso in caso di
controversie relative all'assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese. L'entità delle
spese è determinata fra 200.-- e 1'000.-- franchi in funzione delle spese di
procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402; STF 9C_156/2009
del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.- andrebbero poste a
carico dell’assicurato, il quale ha tuttavia chiesto l'assistenza giudiziaria (cfr.
consid. 2.9.).

 

                                         Al
riguardo il Consiglio federale nel Messaggio concernente la modifica della
legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (misure di semplificazione
della procedura) del 24 maggio 2005 in FF 2005 pag. 2751 seg. si è così
espresso:

 

" 
(...)

Quando sono adempite le condizioni del gratuito
patrocinio, la procedura di ricorso in materia di AI continuerà ad essere
gratuita (con riserva di una successiva restituzione) per gli assicurati
interessati, come negli altri settori del diritto amministrativo.

Si intende così garantire che saranno prese in
considerazione le particolarità del singolo caso, in modo tale che anche le
persone meno abbienti possano accedere ai tribunali.

(...)

Le stesse considerazioni valgono a proposito
delle procedure di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni
e, per le persone residenti all'estero, dinanzi alla Commissione di ricorso
AVS/AI. In altri termini, quando non può essere concesso il gratuito patrocinio
in seguito a circostanze particolari che riguardano il singolo caso, per le
controversie concernenti prestazioni dell'AI i Cantoni devono stabilire limiti
di spesa inferiori rispetto agli altri settori del diritto amministrativo.

Al fine di tener conto della componente di
politica sociale, fisseranno questi limiti non in funzione del valore
litigioso, ma in funzione dell'onere effettivo. È stato fissato un limite di
spesa (dai 200 ai 1000 franchi) equivalente a quello stabilito nella revisione
totale dell'organizzazione giudiziaria. Si è così dato seguito al suggerimento
espresso dalla maggioranza dei Cantoni nella procedura di consultazione.
(...)"

 

                               2.9.   Deve essere,
infine, esaminato se l'assicurato può essere posto al beneficio dell'assistenza
giudiziaria e del gratuito patrocinio, come da lui richiesto (doc. I+C).

 

                                         Ai sensi
dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito
il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il
ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS,
rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità
di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se del caso,
l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 lett. f LPGA mantiene il principio che i
presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza giudiziaria si
esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa
indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, op. cit., ad art.
61, n. 86, pag. 626).

 

                                         A norma
dell’art. 3 cpv. 1 della Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio
d’ufficio [LAG], nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011, l’assistenza
giudiziaria si estende all’esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni;
all’esenzione dalle tasse e spese processuali; all’ammissione al gratuito patrocinio.

                                         

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid.
5b e riferimenti).

 

                                         Dalle
tavole processuali si evince che il ricorrente, celibe, percepisce unicamente l’indennità
giornaliera dell’assicurazione disoccupazione (fr. 1'924.40 nell’agosto 2011;
fr. 2'352.10 nel settembre 2011) (cfr. doc. C).

 

                                         In tali
circostanze l’indigenza deve essere ammessa.

 

                                         L’assicurato non possiede
inoltre le necessarie conoscenze giuridiche, per cui l’intervento di un legale
appare giustificato e di primo acchito il ricorso non pareva essere privo di
fondamento.

 

                                         Essendo dunque nella fattispecie soddisfatti i requisiti cumulativi per la
concessione dell'assistenza giudiziaria a favore dell'assicurato, il gratuito
patrocinio va quindi concesso, riservato l'eventuale obbligo di rimborso,
qualora la situazione economica dell'assicurato dovesse in futuro migliorare
(cfr. art. 61 lett. f LPGA; Kieser, Kommentar ATSG, 2003, ad art. 61, n. 93;
cfr. art. 9 Lag; relativamente al gratuito patrocinio nella procedura davanti
al TFA cfr. art. 152 cpv. 3 OG; STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I
569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio 2002 nella causa D., U 234/00, consid.
5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

                                         Ne
consegue che il ricorrente è per il momento esonerato dal pagamento delle spese
processuali (cfr. art. 69 cpv. 1bis LAI; STF I 885/06 del 20 giugno 2007).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

                                            

                                   2.   L’istanza
tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è accolta.

 

                                   3.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente. A seguito
della concessione dell'assistenza giudiziaria esse sono per il momento assunte
dallo Stato.

                                      

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti