# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b67f9e2d-55e2-5de7-9d0b-f1cf303af9bc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2015-01-28
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 28.01.2015 C-2183/2013
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-2183-2013_2015-01-28.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
 
 

 

 

  

 
 Corte III 

C-2183/2013 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 8  g e n n a i o  2 0 1 5  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 

Michela Bürki Moreni e Markus Metz, 

cancelliera Marcella Lurà. 

 

 
 

Parti 

 
A._______, 

rappresentato dall'avv. Lina Ratano, 

ricorrente, 

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE), 

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2, 

autorità inferiore. 

 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità; domanda di rendita (decisione 

del 14 marzo 2013). 

 

 

C-2183/2013 

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Fatti: 

A.  

A._______, cittadino italiano, nato l'(…), ha lavorato in Svizzera nel periodo 

da marzo del 1980 a dicembre del 1981 e da marzo del 1987 a luglio del 

1990 (53 mesi), solvendo contributi all'assicurazione svizzera per la vec-

chiaia, i superstiti e l'invalidità (doc. 45). L'interessato ha dichiarato che, 

rientrato in Italia, ha lavorato nel settore dell'edilizia e dell'agricoltura, dal 

21 maggio 2002 come operaio agricolo (il datore di lavoro ha peraltro pre-

cisato che dal 1° novembre 2002 ha svolto lavori più leggeri). Ha interrotto 

il lavoro il 31 dicembre 2002 per motivi di salute (doc. 31). Il 28 agosto 

2012, ha formulato una richiesta volta all'ottenimento di una rendita dell'as-

sicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 27). 

B.  

Nel corso dell'istruttoria, l'UAIE ha in particolare assunto agli atti documenti 

medici di data da ottobre 2008 ad ottobre 2012 (doc. 1 a 9 e 11 a 23) e la 

perizia medica E 213 del 20 settembre 2012, in cui è posta la diagnosi di 

calcolosi renale in trattamento continuo, esiti di microdiscectomia L4-L5 e 

recalibraggio articolare in spondilodiscoartrosi ed ipertensione arteriosa, 

indicato che le condizioni di salute dell'interessato sono peggiorate, che lo 

stesso è ritenuto in grado di svolgere regolarmente lavori leggeri, ma non 

il suo ultimo lavoro né un lavoro adeguato alle sue condizioni a tempo 

pieno, e segnalato che il medesimo è considerato invalido al 65%, confor-

memente alle disposizioni di legge del Paese di residenza, nella prece-

dente attività (doc. 25). Tra gli atti di causa vanno annoverati pure il que-

stionario per l'assicurato del 1° dicembre 2012 ed il questionario per il da-

tore di lavoro (doc. 31) 

C.  

Nel rapporto del 9 gennaio 2013, il dott. B._______, medico dell'UAIE, ha 

rilevato che l'interessato ha subito, dal 2009, ripetuti ricoveri ospedalieri per 

calcoli ai reni, affezione che può essere curata, senza che sia evidenziata 

alcuna complicanza, che il medesimo presenta una mobilità leggermente 

ridotta alla colonna vertebrale e che l'esame sullo stato di salute non fa 

stato di alcuna limitazione funzionale significativa. Detto medico ha quindi 

ritenuto che l'interessato presenta una capacità lavorativa del 100% sia 

nella precedente attività sia in un'attività confacente allo stato di salute 

(doc. 33). 

 

 

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D.  

D.a Il 17 gennaio 2013, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, 

ha comunicato all'interessato che la domanda di prestazioni è (recte sa-

rebbe stata) respinta, ritenuto in particolare che malgrado il danno alla sa-

lute, l'esercizio di un'attività lucrativa è da considerare esigibile in misura 

sufficiente per escludere il diritto ad una rendita (doc. 34). 

D.b Il 5 febbraio 2013 (doc. 37), l'interessato ha segnalato che, secondo il 

certificato medico del 5 febbraio 2013 del dott. C._______, allegato in copia 

(doc. 35), le patologie di cui è affetto "riducono permanentemente (la sua 

capacità) di svolgere attività redditizie". 

D.c Nel rapporto del 5 marzo 2013, il dott. B._______ ha ritenuto che non 

vi erano motivi per modificare la precedente presa di posizione (doc. 39). 

E.  

Il 14 marzo 2013, l'UAIE ha respinto la domanda di prestazioni dell'assicu-

razione svizzera per l'invalidità. Ha osservato che l'interessato non ha su-

bito un'incapacità al lavoro media sufficiente per un anno, ai sensi delle 

disposizioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. In particolare, ha 

precisato che dagli atti risulta che malgrado il danno alla salute, l'esercizio 

di un'attività lucrativa è da considerare esigibile in misura sufficiente per 

escludere il diritto ad una rendita (doc. 40). 

F.  

Il 16 aprile 2013, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al Tribunale am-

ministrativo federale contro la decisione dell'UAIE del 14 marzo 2013 me-

diante il quale ha chiesto d'accogliere il gravame, d'annullare la decisione 

impugnata nonché di accertare (e poi dichiarare) il suo diritto a percepire 

una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità, disponendo a tal fine 

una consulenza tecnica medico-legale per la verifica delle sue condizioni 

psico-fisiche invalidanti. Il ricorrente si è doluto in particolare di una viola-

zione dell'obbligo di motivare la decisione impugnata nonché di un difetto 

di istruttoria. L'insorgente ha poi segnalato che le patologie di cui è affetto 

nonché le cure mediche a cui si sottopone comportano una completa inca-

pacità al lavoro in qualsivoglia attività lucrativa. Ha fatto valere che è stato 

riconosciuto invalido al 75% da giugno del 2011 dalle autorità italiane. Ha 

esibito documenti medici già agli atti di causa nonché una cartella clinica 

ortopedica dell'ottobre 1998, un referto di risonanza magnetica del giugno 

2008, una relazione medica del febbraio 2012, rapporti urologici dell'otto-

bre 2012 nonché gennaio ed aprile 2013, un certificato medico dell'aprile 

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2013 ed una sentenza del Tribunale di D._______ dell'aprile 2012 (doc. 

TAF 1). Il 21 maggio 2013, il ricorrente ha esibito il formulario "domanda di 

gratuito patrocinio" (doc. TAF 5). 

G.  

Nella risposta al ricorso del 26 giugno 2013, l'autorità inferiore ha proposto 

la reiezione del ricorso. In virtù dei rapporti del 9 gennaio e 5 marzo 2013 

del proprio servizio medico, l'interessato è stato ritenuto in grado di svol-

gere la precedente attività. Per conseguenza, non ha mai subito un'inca-

pacità lavorativa di livello pensionabile. Detta autorità ha altresì rilevato che 

i documenti medici esibiti in sede ricorsuale, sottoposti ad esame del pro-

prio servizio medico (v. il rapporto del 13 giugno 2013 del dott. B._______ 

[doc. 42], secondo cui l'assicurato soffre altresì di dolori lombari, ma senza 

compressione radicolare), non evidenziano nuovi elementi oggettivi atti a 

modificare la valutazione clinica-lavorativa dell'interessato (doc. TAF 9). 

H.  

Nella replica del 2 agosto 2013, l'insorgente si è riconfermato nelle argo-

mentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso del 16 aprile 2013. In partico-

lare, si è doluto di un'errata valutazione delle sue condizioni di salute e 

della sua capacità lavorativa. Ha esibito un rapporto urologico dell'aprile 

2013 ed un referto di esame radiologico del maggio 2013 (doc. TAF 13). 

I.  

Nella duplica del 23 settembre 2013, l'autorità inferiore ha ritenuto, in virtù 

del rapporto dell'11 settembre 2013 del proprio servizio medico (doc. 44), 

che la documentazione medica prodotta in replica non apporta nuovi ele-

menti oggettivi tali da modificare la precedente valutazione. Ha nuova-

mente proposto la reiezione del ricorso (doc. TAF 15). 

J.  

In una presa di posizione del 4 novembre 2013, l'interessato si è nuova-

mente riconfermato nelle argomentazioni in fatto e in diritto di cui al ricorso 

del 16 aprile 2013. Ha poi chiesto, sulla base dell'allegata nota spese, il 

riconoscimento dell'importo di EUR 2'808.00 a titolo di spese ripetibili. Ha 

prodotto un referto di esami medici del settembre 2013 (doc. TAF 18). Con 

provvedimento del 26 novembre 2013, la presa di posizione è stata tra-

smessa all'autorità inferiore per conoscenza (doc. TAF 19). 

 

 

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Pagina 5 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena co-

gnizione la sua competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente l'am-

missibilità dei gravami che gli vengono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 

e relativi riferimenti). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio AI per le persone 

residenti all'estero. 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 

ammissibile. 

2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

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2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3 e 130 V 445 consid. 1.2). La domanda di una rendita AI essendo stata 

presentata il 28 agosto 2012, al caso in esame si applicano di principio le 

disposizioni della 6a revisione della LAI (primo pacchetto) entrate in vigore 

il 1° gennaio 2012. 

3.2 Il ricorrente, come già menzionato, ha presentato la domanda di rendita 

il 28 agosto 2012. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI prevede che il 

diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui l'assi-

curato ha rivendicato il diritto alle prestazioni conformemente all'art. 29 cpv. 

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1 LPGA (riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. consid. 5.3 

del presente giudizio]). Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di que-

sto Tribunale è delimitato dalla data della decisione impugnata. Il giudice 

delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata sulla base 

della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa. Tiene 

tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi possano im-

porsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situazione anteriore 

alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2 e 121 V 362 consid. 1b), in 

altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'oggetto litigioso e 

se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giudice al momento 

in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenza del TF 

8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5 nonché 9C_116/2010 del 20 

aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

4.  

Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una ren-

dita dell'assicurazione invalidità svizzera, deve adempiere cumulativa-

mente le seguenti condizioni: essere invalido ai sensi della LPGA e della 

LAI (art. 8 LPGA nonché art. 4, 28 e 28a LAI) ed aver pagato i contributi 

all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione sociale assimilata (FF 2005 p. 

4065; art. 45 del regolamento 1408/71 [art. 46 del regolamento (CE) n. 

883/2004 {che rinvia al Capitolo 5}]) di uno Stato membro dell'Unione eu-

ropea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), durante 

tre anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo con-

tributivo minimo in Svizzera di un anno (art. 36 cpv. 2 LAI in combinazione 

con l'art. 29 cpv. 1 LAVS; cfr. DTF 130 V 335 consid. 3 e 4). Il ricorrente ha 

versato contributi all'AVS/AI svizzera per più di 4 anni (doc. 45) e, pertanto, 

adempie in ogni caso la condizione della durata minima di contribuzione. 

5.  

5.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al 

guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mer-

cato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un 

danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sotto-

posto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente 

esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere 

prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). 

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5.2 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. 

5.3 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se 

la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-

suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-

dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-

capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 

senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-

lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

6.  

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di 

carattere economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b e 

110 V 273; v. pure sentenze del TF 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 con-

sid. 3 e 9C_529/2008 del 18 maggio 2009). In base all'art. 16 LPGA, appli-

cabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il 

reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragione-

volmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di 

provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una si-

tuazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che 

egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da 

valido; metodo generale del raffronto dei redditi). 

6.2 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-

pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 

o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente 

incapacità lavorativa. 

6.3 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni 

mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno in-

validante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esi-

gibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2 e 114 V 310 consid. 3c). 

7.  

In virtù dell'art. 43 LPGA nonché degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in 

relazione con l'art. 40 PCF (RS 273), il tribunale accerta, con la collabora-

zione delle parti, i fatti determinanti per la soluzione della controversia, as-

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Pagina 9 

sume le prove necessarie e le valuta liberamente. Secondo giurispru-

denza, se il giudice ritiene che i fatti non sono sufficientemente delucidati, 

può, peraltro non senza qualche limitazione (cfr. DTF 137 V 210 consid. 

4.4.1.4), sia rinviare la causa all'amministrazione per completamento dell'i-

struzione sia procedere lui medesimo a tale istruzione complementare. Un 

rinvio all'amministrazione che ha per scopo di completare l'accertamento 

dei fatti non viola né i principi della semplicità e della celerità né il principio 

inquisitorio. In particolare, un siffatto rinvio appare in generale siccome giu-

stificato se l'amministrazione ha proceduto ad una constatazione dei fatti 

sommaria nella speranza che in caso di ricorso sarebbe poi stato il Tribu-

nale ad effettuare i necessari accertamenti fattuali (cfr. sentenza del TF 

9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e relativi riferimenti). 

8.  

Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiettiva 

tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi de-

cidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad un 

giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio me-

dico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in merito 

ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situa-

zione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto delle 

censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fon-

date, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 134 V 231 consid. 5.1 e 125 V 351 consid. 3). 

9.  

9.1 Nella fattispecie in esame, occorre esaminare se prima della resa della 

decisione impugnata, l'UAIE avrebbe dovuto procedere ad ulteriori misure 

istruttorie per potersi determinare con cognizione di causa sullo stato di 

salute e sulla capacità lavorativa dell'insorgente, come quest'ultimo fa va-

lere nel ricorso. 

9.2  

9.2.1 Nel gravame, il ricorrente rimprovera all'autorità inferiore di non avere 

sufficientemente motivato la decisione impugnata e fa valere una viola-

zione del diritto di essere sentito in quanto l'autorità inferiore non gli ha 

trasmesso le diverse prese di posizione del servizio medico. 

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9.2.2 Secondo giurisprudenza, dal diritto di essere sentito deve in partico-

lare essere dedotto il diritto per l'interessato di esprimersi prima della resa 

di una decisione sfavorevole nei suoi confronti, quello di fornire prove circa 

i fatti suscettibili di influire sul provvedimento, quello di poter prendere vi-

sione dell'incarto, quello di partecipare all'assunzione delle prove, di pren-

derne conoscenza e di determinarsi in proposito (sentenza del TF 

9C_903/2011 del 25 gennaio 2013 consid. 6.3; DTF 132 V 368 consid. 3.1). 

9.2.3 L'obbligo della motivazione (art. 35 PA) è formalità essenziale e se, 

da un lato, rappresenta un limite intrinseco alla libertà di convincimento, 

costringendo l'autorità giudicante a rendere ragione della razionalità del 

percorso seguito per giungere alla decisione, dall'altro si configura quale 

premessa logica imprescindibile per l'esercizio del successivo controllo 

sulle linee di formazione di quel convincimento. Per conseguenza, attra-

verso doverosi passaggi argomentativi imperniati sull'indicazione delle ri-

sultanze probatorie legittimamente acquisite nonché sull'indicazione dei 

criteri di valutazione impiegati, l'autorità giudicante dovrà in concreto rico-

struire, anzitutto per la propria consapevolezza, il percorso logico-conosci-

tivo che l'ha condotta ad apprezzare in un certo modo le prove disponibili 

e a trarne determinate conclusioni. Pertanto, essa ha l'obbligo d'esplicitare, 

nel modo più rigoroso e completo, la motivazione posta a fondamento della 

decisione adottata, ancorando così il principio del libero convincimento 

all'esigenza d'indicazione specifica dei risultati acquisiti e dei criteri adot-

tati, allo scopo d'evitare che detto principio venga attuato per un uso arbi-

trario. Invero, nella motivazione della decisione, l'autorità non è tenuta a 

compiere un'analisi approfondita di tutte le deduzioni delle parti e a pren-

dere in esame dettagliatamente tutte le risultanze processuali, essendo 

sufficiente che, anche attraverso una valutazione globale di quelle dedu-

zioni e risultanze, spieghi, in modo logico ed adeguato, le ragioni che 

hanno determinato il suo convincimento, dimostrando d'avere tenuto pre-

sente ogni fatto decisivo (DTF 129 I 232 consid. 3.2; sentenza del TAF C-

6774/2007 del 21 dicembre 2009 consid. 4.1). Peraltro, l'esigenza della 

motivazione aumenta allorquando l'applicazione della legge implica l'eser-

cizio del potere di apprezzamento o l'interpretazione di una norma giuridica 

indeterminata (DTF 134 I 83 consid. 4.1, 129 I 232 consid. 3.3 e relativi 

riferimenti nonché sentenza del TF 2C_105/2009 del 18 settembre 2009 

consid. 5.1). Se questi precetti vengono disattesi, il vizio formale comporta 

di norma l'annullamento della decisione, senza che il ricorrente debba di-

mostrare un interesse, in altri termini indipendentemente dalle possibilità di 

successo del ricorrente nel merito (DTF 118 Ia 17 consid. 1a, 117 Ia 7 con-

sid. 1a e 115 Ia 10 consid. 2a). 

C-2183/2013 

Pagina 11 

9.2.4 La censura riguardante la violazione dell'obbligo di motivare la deci-

sione è manifestamente fondata ove solo si rilevi che né nel progetto di 

decisione del 17 gennaio 2013 né nella decisione del 14 marzo 2013 l'UAIE 

ha indicato con la necessaria precisione gli elementi determinanti alla base 

della valutazione medica. Dagli atti di causa non risulta altresì che l'autorità 

inferiore abbia trasmesso all'insorgente le prese di posizione del gennaio 

e marzo 2013 del servizio medico dell'UAIE (doc. 33 e 39). Con riferimento 

alla valutazione medica sullo stato di salute e sulla capacità lavorativa del 

ricorrente non soccorrono l'autorità inferiore neppure i rapporti del medico 

dell'UAIE del gennaio e marzo (precedentemente menzionati e poi tra-

smessi da questo Tribunale al ricorrente il 5 luglio 2013) né quelli del giu-

gno e settembre 2013 (doc. 42 e 44). Gli stessi sono succinti e generici e 

non è desumibile su quali precise riflessioni sia fondata la conclusione di 

una capacità al lavoro intatta sia nella precedente attività sia in un'attività 

sostitutiva adeguata. In altri termini, non è stato indicato né nella decisione 

impugnata né nei diversi rapporti del servizio medico dell'UAIE per quale 

ragione, malgrado il danno alla salute, l'ultima attività esercitata di brac-

ciante agricolo – come ogni altra sostitutiva – sarebbe ancora esigibile e 

perché nella misura del 100%. Da quanto esposto, discende che non è 

dato sapere né all'insorgente né a questo Tribunale sulla base di quali ef-

fettive riflessioni il servizio medico dapprima e poi l'autorità inferiore ab-

biano potuto giungere alla conclusione ritenuta, ossia quella, come già ac-

cennato, di una completa capacità lavorativa sia nella precedente attività 

sia in un'attività confacente allo stato di salute. 

9.3 In considerazione di quanto precede, e nonostante che gli siano state 

trasmesse in sede ricorsuale copie delle diverse prese di posizione del ser-

vizio medico dell'UAIE (doc. TAF 11 e 16), il ricorrente non ha potuto difen-

dersi con cognizione di causa e neppure è possibile a questo Tribunale 

decidere la causa nel merito, mancando totalmente un apprezzamento me-

dico intelligibile. La decisione impugnata, resa in violazione dell'obbligo di 

motivare correttamente la propria decisione, incorre pertanto nell'annulla-

mento già per questo motivo. 

9.4 Va comunque rilevato che la decisione impugnata poggia pure su un 

insufficiente accertamento dei fatti giuridicamente rilevanti. In effetti, in virtù 

delle risultanze processuali, il ricorrente soffre segnatamente (cfr., fra l'al-

tro, la perizia medica E 213 del 20 settembre 2012) di problemi ortopedico-

reumatologici (segnatamente esiti di microdiscectomia L4-L5 + recalibrag-

gio articolare in spondilodiscoartrosi), urologici (calcolosi renali e uretrali in 

trattamento continuo) e cardiocircolatori (ipertensione arteriosa). 

C-2183/2013 

Pagina 12 

9.4.1 Con riferimento alla perizia medica E 213 del settembre 2012 (doc. 

25), che certo non appare redatta da uno specialista in urologia o ortope-

dia-reumatologia o cardiologia, essa è basata su un esame superficiale 

delle affezioni di cui soffrirebbe il ricorrente secondo la documentazione 

agli atti e non fornisce spiegazioni sufficienti riguardo all'evocata incapacità 

lavorativa del 65% nella precedente attività lavorativa (pag. 9 n. 11.7) e ad 

un'impossibilità a svolgere un'attività sostitutiva adeguata a tempo pieno 

(pag. 9 n. 11.6). Essa non consente pertanto di fondare un giudizio defini-

tivo con cognizione di causa (secondo il necessario grado della verosimi-

glianza preponderante) sulla residua capacità lavorativa dell'insorgente. 

Tuttavia, essa diverge fondamentalmente dalla valutazione del medico 

dell'UAIE su cui si è fondata l'autorità inferiore nella decisione impugnata, 

senza che né il medico né l'UAIE abbiano fornito argomenti convincenti, 

sulla base di documentazione medica oggettiva, che potessero confermare 

le loro conclusioni sulla pretesa intatta capacità lavorativa del ricorrente. I 

dubbi al riguardo sono seri e trovano fondamento anche nella relazione 

tecnica del dott. E._______ del febbraio 2012 – ordinata dal competente 

Tribunale di D._______ e poi ripresa nella sentenza del Tribunale mede-

simo del 18 aprile 2012 poiché giudicata fondata su accurati esami (cfr. 

doc. TAF 1, allegati 12 e 13) – secondo cui l'insorgente deve ritenersi inva-

lido nella misura del 75% da giugno 2011, non solo per l'affezione ortope-

dica-reumatologica, ma in particolare per la progressiva evoluzione della 

patologia renale e della comparsa della patologia cardiovascolare. Certo, 

questa valutazione, fondata su una metodologia specifica al diritto italiano, 

non può fondare un giudizio definitivo secondo il diritto svizzero. Essa è 

comunque sufficiente, da un lato, a far sorgere ulteriori seri dubbi sulla ge-

nerica ed immotivata valutazione del medico dell'UAIE e, dall'altro lato, a 

giustificare delle ulteriori indagini da parte dell'autorità inferiore, la quale ha 

pertanto deciso la causa anche in violazione dell'art. 43 LPGA. 

9.4.2 Da quanto esposto, discende che la decisione impugnata incorre 

nell'annullamento anche perché fondata su un accertamento insufficiente 

dei fatti giuridicamente rilevanti. 

10.  

10.1 Quando il Tribunale amministrativo federale annulla una decisione, 

esso può sostituirsi all'autorità inferiore e giudicare direttamente nel merito 

o rinviare la causa, con istruzioni vincolanti, all'autorità inferiore per un 

nuovo giudizio (cfr. sentenza del TAF C-329/2012 dell'11 febbraio 2014 

consid. 12.1). In particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti 

sono completi e comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto 

C-2183/2013 

Pagina 13 

federale (v. sentenza del TF 9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 e 

relativi riferimenti; DTF 126 II 43 e 125 II 326). Tale non è il caso nella 

presente fattispecie per i motivi precedentemente indicati. 

10.2 Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore affinché la 

stessa proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridicamente rile-

vanti e ad emanare una nuova decisione. La cassazione si giustifica per il 

fatto che dovranno essere eseguiti per la prima volta rispettivamente com-

pletati i necessari accertamenti medici, segnatamente con perizie (urolo-

gica e ortopedica/reumatologica) rispettivamente rapporto dettagliato (car-

diologico; cfr., sulla possibilità di un rinvio all'autorità inferiore in siffatte cir-

costanze, DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4) nonché ogni ulteriore esame che 

pure l'evoluzione nel tempo dello stato di salute del ricorrente dovesse an-

cora rendere necessario. Per il resto, e se del caso, l'UAIE dovrà pure ef-

fettuare un confronto dei redditi determinanti sulla base delle possibili atti-

vità sostitutive adeguate ritenute. 

10.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da 

esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non 

sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-

sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4) dal momento 

che nella decisione impugnata del 14 marzo 2013 l'autorità inferiore ha 

considerato che l'insorgente non ha subito un'incapacità lavorativa di livello 

pensionabile, perlomeno fino alla data della decisione impugnata (che co-

stituisce il limite della cognizione temporale di questo Tribunale nel caso di 

specie), ed ha respinto la domanda del medesimo volta all'ottenimento di 

una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità. Non era pertanto ne-

cessario conferire al ricorrente la facoltà di ritirare il proprio gravame. 

11.  

11.1 Visto l'esito della procedura, non sono prelevate delle spese proces-

suali (art. 63 PA). La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della 

dispensa dal versamento delle spese processuali, è pertanto divenuta 

senza oggetto. 

 

11.2  

11.2.1 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da un 

mandatario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità 

C-2183/2013 

Pagina 14 

a titolo di spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con gli art. 7 e segg. 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). 

11.2.2 In virtù dell'art. 7 cpv. 1 TS-TAF, la parte vincente ha diritto alle ripe-

tibili per le spese necessarie derivanti dalla causa. Secondo gli art. 8 e 9 

cpv. 1 TS-TAF, le ripetibili comprendono, fra l'altro, le spese di patrocinio, 

ossia l'onorario dell'avvocato, ed i disborsi, quali, segnatamente, le spese 

di fotocopiatura, le spese di porto e le spese telefoniche. L'art. 10 cpv. 1 e 

2 TS-TAF precisa che l'onorario dell'avvocato è calcolato in funzione del 

tempo necessario alla rappresentanza della parte; la tariffa oraria per gli 

avvocati oscilla tra un minimo di 200 e un massimo di 400 franchi. Peraltro, 

secondo l'art. 14 cpv. 1 TS-TAF, le parti che chiedono la rifusione di ripetibili 

e gli avvocati d'ufficio devono presentare al Tribunale, prima della pronun-

cia della decisione, una nota particolareggiata delle spese. Infine, giusta 

l'art. 14 cpv. 2 TS-TAF, il Tribunale fissa l'indennità dovuta alla parte e 

quella dovuta agli avvocati d'ufficio sulla base della nota particolareggiata 

delle spese. Se quest'ultima non è stata inoltrata, il Tribunale fissa l'inden-

nità sulla base degli atti di causa. 

11.2.3 Secondo giurisprudenza, nell'ambito del suo potere d'apprezza-

mento, questo Tribunale determina l'onorario dell'avvocato in funzione 

dell'importanza e delle difficoltà della lite nonché dell'ampiezza del lavoro 

e del dispendio orario. Per valutare l'importanza del lavoro e del tempo 

consacrato, occorre tenere conto del fatto che la procedura in materia di 

assicurazioni sociali è retta dalla massima inquisitoria, ciò che, di regola, 

facilita il compito del mandatario. Quanto all'attività di quest'ultimo suscet-

tibile di essere considerata, essa non può comprendere le azioni inutili o 

superflue. Inoltre, le iniziative intraprese prima della promozione della fase 

processuale non possono – di principio e salvo eccezioni – essere ritenute 

(cfr., per il principio, la sentenza del TF I 452/05 del 27 novembre 2006 

consid. 5.5 e relativi riferimenti; cfr., per le eccezioni, DTF 112 Ib 353 con-

sid. 3a in fine [possono quindi essere ritenuti gli atti anteriori alla fase pro-

cessuale quando questi sono necessari alla preparazione della procedura 

di ricorso]). 

 

11.2.4  

C-2183/2013 

Pagina 15 

11.2.4.1 Nel caso concreto, con atto di replica del 2 agosto 2013, il ricor-

rente ha chiesto il riconoscimento dell'importo di EUR 2'808.00 a titolo di 

spese ripetibili, secondo l'allegata nota spese (doc. TAF 13, allegato 2). 

11.2.4.2 Tuttavia, la nota spese presentata è generica, non contemplando 

il tempo di lavoro, la tariffa oraria nonché i disborsi di cui alle diverse fasi 

processuali. Non si giustifica pertanto la rifusione di ripetibili sulla base di 

tale nota (v., sulla questione, la sentenza del TAF C-1139/2014 del 23 set-

tembre 2014 consid. 16.2.2). 

11.2.4.3 Ritenuto che la fattispecie è relativamente semplice dal profilo fat-

tuale e del diritto e conto tenuto del lavoro utile e necessario della rappre-

sentante del ricorrente (segnatamente per lo studio della causa, la consu-

lenza con il cliente e l'allestimento di un ricorso, di un atto di replica e di 

uno scritto di osservazioni), le spese ripetibili a favore dell'insorgente sono 

fissate in fr. 2'000.- (senza IVA; v., sulla questione, fra le tante, la sentenza 

del TAF C-1139/2014 del 23 settembre 2014 consid. 16.2.2). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

C-2183/2013 

Pagina 16 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto, nel senso che la decisione impugnata del 

14 marzo 2013 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE affinché 

proceda al completamento dell'istruttoria ed emani una nuova decisione ai 

sensi dei considerandi. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. La domanda di assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali, è per-

tanto divenuta senza oggetto. 

3.  

L'UAIE rifonderà al ricorrente fr. 2'000.- a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di 

ricevimento) 

– autorità inferiore (n. di rif. ; Raccomandata) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

Vito Valenti Marcella Lurà 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione, nella misura in cui sono 

adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Gli 

atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati 

(art. 42 LTF). 

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