# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 06dad525-df8c-500d-a164-23ed60cc7776
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.11.2023 D-1216/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1216-2020_2023-11-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-1216/2020 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Constance Leisinger, Gérald Bovier,  

cancelliere Adriano Alari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Iran,  

(…),   

ricorrente,   
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento; 

decisione della SEM del 28 gennaio 2020 / N (…). 

 

 

 

D-1216/2020 

Pagina 2 

 

Fatti: 

A.  

L'interessato, cittadino iraniano di etnia curda, è espatriato il (…) ed ha 

presentato domanda d’asilo in Svizzera il (…) (cfr. atto SEM [{…}]-A1/2). 

B.  

Il (…) novembre 2018 si è tenuto con il richiedente il verbale di rilevamento 

dei suoi dati personali (cfr. atto SEM A7/14, di seguito: verbale 1), invece, 

il (…) settembre 2019 il medesimo ha sostenuto la prima audizione circa i 

suoi motivi d’asilo (cfr. atto SEM n. A16/23, di seguito: verbale 2).  

Nelle predette audizioni, egli ha dichiarato, in sunto e per quanto qui di 

rilevanza, di essere stato sorpreso dalla polizia cittadina a consumare al-

colici in un parco di B._______ con due amici nel corso dell’anno (…). Per 

questo motivo sarebbe stato arrestato e condotto presso gli uffici della po-

lizia, insultato, picchiato, detenuto due giorni e infine condannato da un 

giudice a 74 frustate e a ulteriori due mesi di carcere. Alla quattordicesima 

frustata sarebbe svenuto e dopo un mese sarebbe stato liberato, dietro 

garanzia fornita dal padre e con la promessa di non compiere reati per un 

anno. Nell’ambito della sua attività professionale quale riparatore di cellu-

lari egli avrebbe conosciuto una ragazza di nome C._______. Il ricorrente 

l’avrebbe invitata, congiuntamente ad un'altra amica, presso la sua abita-

zione. In tale occasione, i vicini avrebbero allertato la polizia, che si sa-

rebbe recata presso la sua abitazione. L’insorgente, accortosi della pre-

senza dei poliziotti, sarebbe fuggito salendo sul tetto della propria abita-

zione, rifugiandosi dal fratello. Il giorno seguente, quest’ultimo avrebbe 

constatato la sparizione dalla casa del ricorrente della sua carta Melli, del 

cellulare e dell’attrezzatura per produrre alcolici. A seguito di tale notizia, 

l’insorgente avrebbe deciso di espatriare, in quanto temeva una nuova con-

danna per consumo di alcolici. Successivamente, il fratello del ricorrente, 

avrebbe rinvenuto una notifica di comparizione in tribunale a lui destinata. 

Il ricorrente, inoltre, da quando sarebbe in Svizzera si interesserebbe al 

Cristianesimo, leggerebbe la Bibbia e frequenterebbe una chiesa (cfr. atto 

SEM n. A7/14 e A16/23). 

A supporto delle proprie allegazioni il ricorrente ha prodotto una documen-

tazione così composta: 

- fotocopia libretto di famiglia (MdP 1) 

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- certificati medici (MdP 2) 

- diversi articoli di giornale (MdP 3) 

- attestato missione popolare evangelica, E._______ (MdP 4) 

- diverse foto di chiese e foto religiose (MdP 5) 

- certificato di studio con traduzione (MdP6) 

- due foto del richiedente (MdP 7) 

- copia patente di guida del richiedete e originale (MdP 9) 

- copia e originale della carta Melli (MdP 10) 

- CV del richiedente (MdP 11) 

C.  

Con decisione del (…) gennaio 2020, notificata il (…) gennaio 2020 (cfr. 

avviso di ricevimento), la Segreteria di Stato della migrazione (di seguito: 

SEM) ha respinto la succitata domanda d'asilo e pronunciato l'allontana-

mento del richiedente dalla Svizzera. Al contempo ne ha ritenuto ammissi-

bile, ragionevolmente esigibile e possibile l'esecuzione. 

D.  

In data (…) marzo 2020 (cfr. timbro del plico raccomandato; data d'entrata: 

[…] marzo 2020), il ricorrente è insorto contro la summenzionata decisione 

con ricorso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tri-

bunale), chiedendo, in via principale, l’accoglimento del gravame, l'annul-

lamento della decisione impugnata nonché il riconoscimento della qualità 

di rifugiato e la concessione dell'asilo e, in via subordinata, la concessione 

dell'ammissione provvisoria. Ha altresì presentato una domanda d'assi-

stenza giudiziaria, nel senso della dispensa dalle spese processuali e dal 

relativo anticipo. 

A sostegno del gravame, il ricorrente ha prodotto una copia in lingua stra-

niera non tradotta di una convocazione in tribunale, oltre che copia di una 

dichiarazione della missione popolare evangelica di E._______. 

 

 

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Pagina 4 

E.  

Con decisione incidentale del 16 aprile 2020, il Tribunale ha invitato il ricor-

rente a produrre l’originale del documento in lingua straniera allegato al 

ricorso e a tradurlo in una lingua ufficiale svizzera. 

F.  

Con scritto del (…) maggio 2020, il ricorrente ha trasmesso tre fermi-im-

magine dal sito web https://eblagh1.adliran.ir/Dashboard/NoticeIndex con 

relative traduzioni, un’ulteriore copia del documento allegato al ricorso con 

relativa traduzione, copia di un mandato di arresto e relativa traduzione, 

copia dei contratti di lavoro con (…) rispettivamente con D._______ e copia 

di un messaggio di posta elettronica da parte del Dicastero Integrazione e 

Informazione sociale della Città di E._______. 

G.  

(…) giugno 2020, l’autorità inferiore ha inoltrato al Tribunale la risposta al 

gravame e al successivo scritto del ricorrente, riconfermandosi nelle pro-

prie valutazioni e proponendo il respingimento del ricorso. In particolare, la 

SEM indica che la nuova documentazione prodotta dal ricorrente sia in-

tempestiva e non inficia la valutazione circa l’inverosimiglianza del racconto 

di quest’ultimo. Inoltre, la partecipazione ad una festa con donne e uomini 

e il consumo di alcolici e la successiva convocazione in tribunale non co-

stituirebbe un motivo d’asilo rilevante ai sensi dell’art. 3 legge sull’asilo 

(LAsi, RS 142.31), in quanto la partecipazione a suddetta festa può essere 

considerata come una violazione delle leggi iraniane di cui l’insorgente era 

a conoscenza. Dipoi, la procedura non ha avuto alcun seguito procedurale 

successivo il (…). Per quanto concerne il percorso di conversione al cri-

stianesimo la SEM afferma che il ricorrente non si fosse ancora convertito 

sino a quel momento. I contratti di lavoro invece sarebbero inconferenti 

circa i motivi dell’asilo. 

H.  

Con replica del (…) luglio 2020, il ricorrente non ha modificato le conclu-

sioni ricorsuali, indicando al contempo come è entrato in possesso dei 

nuovi documenti prodotti con il precedente scritto del (…) maggio 2020.  

I.  

Con scritto del (…)agosto 2020, il ricorrente ha trasmesso la copia di una 

dichiarazione di battesimo da parte della Chiesa persiano-cristiana in Sviz-

zera e di una fotografia. 

D-1216/2020 

Pagina 5 

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla LTF, 

in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

La presente procedura è retta dal diritto anteriore (cfr. cpv. 1 delle Disposi-

zioni transitorie della modifica del 25 settembre 2015 della LAsi). 

Fatta eccezione per le decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale, in virtù 

dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA 

prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. La SEM rientra tra dette 

autorità (art. 105 LAsi). L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi 

dell'art. 5 PA. 

Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore, è 

particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un interesse de-

gno di protezione all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 

cpv. 1 PA). Pertanto è legittimato ad aggravarsi contro di essa. 

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 vLAsi), alla forma e al 

contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti. 

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

3.  

3.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha considerato inverosi-

mili ex art. 7 LAsi i motivi d’asilo allegati dal ricorrente. Le allegazioni ri-

guardanti il primo episodio, relativo all’arresto e alla detenzione a seguito 

del consumo di bevande alcoliche in pubblico, conterrebbero delle incon-

gruenze in merito al periodo di detenzione e le giustificazioni addotte 

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dall’insorgente, dopo essere stato confrontato con tali contraddizioni, non 

sarebbero convincenti. La SEM ritiene che il racconto relativo alle circo-

stanze dell’arresto appare altresì contradditorio. Dapprima l’interessato ha 

indicato che la bottiglia di vodka che stava consumando sarebbe stata na-

scosta nelle vicinanze, mentre durante la seconda audizione ha indicato 

che la bottiglia sarebbe stata posta sotto una coperta. La giustificazione 

apportata dal ricorrente confrontato su tale aspetto non è poi risultata es-

sere convincente, altresì vista la consapevolezza del rischio che comporta 

consumare bevande alcoliche pubblicamente in Iran. Risulterebbe inoltre 

illogico il consumo di vodka quando il ricorrente stesso ha indicato di distil-

lare a casa propria del raki turco, in quanto gli alcolici disponibili sul mer-

cato iraniano sarebbero avvelenati. Dipoi, l’insorgente si sarebbe contrad-

detto circa il numero di agenti di polizia che sarebbero giunti nel parco, 

infatti dapprima avrebbe indicato che fossero due, mentre durante il se-

condo verbale ha fatto menzione di un solo agente. Anche in tale frangente 

le giustificazioni dell’interessato in merito a tale contraddizione non paiono 

all’autorità di prime cure convincenti. Di conseguenza, le circostanze 

dell’arresto, come pure i periodi e la durata della detenzione non sarebbero 

credibili. 

Per quanto concerne il secondo episodio, relativo al presunto ritrovamento 

di attrezzatura per la produzione di alcolici a casa dell’interessato da parte 

della polizia e che quest’ultima abbia aperto una procedura per recidiva per 

consumo di alcolici, fatto che l’ha indotto ad espatriare, l’autorità di prime 

cure ritiene che sarebbe unicamente frutto di mere supposizioni. Infatti, l’in-

teressato non ha addotto in tal senso alcuna prova a sostegno di tale alle-

gazione. Inoltre, l’insorgente non ha prodotto agli atti l’asserita convoca-

zione in tribunale ritrovata dal fratello presso la sua abitazione, episodio 

menzionato unicamente al termine del verbale 2. Pertanto, la SEM ha re-

putato come non credibile che la polizia iraniana sia entrata in possesso 

dell’attrezzatura per la produzione di bevande alcoliche.  

I mezzi di prova versati agli atti dal ricorrente non sono reputati dall’autorità 

di prime cure adeguati a rendere verosimili motivi rilevanti in materia 

d’asilo. La SEM ha dipoi rilevato delle incongruenze circa le modalità di 

ottenimento dei mezzi di prova. Infatti, secondo il ricorrente, la carta d’iden-

tità originale (Kart-e-Melli) versata agli atti il (…), si sarebbe trovata presso 

l’abitazione dei genitori (verbale 1), mentre in seguito ha indicato che il do-

cumento sarebbe stato portato via dalla polizia (verbale 2).  

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Per quanto concerne la conversione del ricorrente al cristianesimo, l’auto-

rità di prime cure sostiene che le autorità iraniane non ne sarebbero venute 

a conoscenza.  

3.2 Con il gravame, il ricorrente ripercorre nuovamente i fatti, in particolare 

relativi ai due episodi di consumo di bevande alcoliche. In seguito prende 

puntualmente posizione circa le incongruenze del racconto sollevate 

dall’autorità di prime cure e ribadisce la verosimiglianza delle proprie alle-

gazioni, sostenendo che le contraddizioni e le illogicità rilevate dalla SEM 

sarebbero infatti state spiegate o da lui giustificate in maniera convincente. 

Per quanto concerne la data dell’arresto egli sosterrebbe che non si sa-

rebbe ricordato precisamente il periodo durante il verbale 1, mentre nel 

corso del verbale 2 ha precisato le proprie affermazioni precedenti. Invece, 

in merito alle incongruenze relative alla posizione della bottiglia di vodka 

durante il giorno dell’arresto al parco, l’insorgente sostiene che sarebbe 

inesistente, in quanto indicare che la stessa fosse “sotto la coperta della 

tavola” oppure “vicino a noi” non dovrebbe essere considerata quale con-

traddizione. Egli indica a tal proposito che ai tempi dell’arresto non viveva 

solo e non produceva ancora raki turco. In merito alla contraddizione circa 

il numero di poliziotti in motocicletta durante l’arresto, l’insorgente sostiene 

di essersi spiegato male e che a lui sembrava scontato che siano sempre 

due. Invece, per quanto concerne il sequestro da parte della polizia dell’ap-

parecchiatura per produrre il raki turco, il ricorrente sostiene che si tratte-

rebbe di una logica conseguenza di un’incursione delle autorità. Dipoi, egli 

indica che la carta Melli prodotta agli atti sia quella vecchia ed è precedente 

a quella sequestrata dalle autorità iraniane. A comprova dell’apertura di 

una nuova procedura nei suoi confronti, l’insorgente allega copia della con-

vocazione in tribunale per rispondere del reato di partecipazione ad una 

festa con uomini e donne e consumo di bevande alcoliche. Infine sostiene 

che il suo interesse nella religione cristiana è sincero e si è iscritto ad un 

corso di preparazione per il battesimo e pertanto il proprio timore di essere 

esposto a persecuzioni in Iran per la conversione religiosa è fondato. 

3.3 Con lo scritto del (…) maggio 2020, il ricorrente produce alcuni estratti 

del portale statale iraniano “Adliran”, sul quale i cittadini possono verificare 

lo stato delle proprie procedure giudiziarie. Uno dei documenti presenti sul 

profilo del ricorrente sarebbe la citazione in tribunale per i reati di festa con 

uomini e donne e consumo di alcolici, mentre il secondo sarebbe un man-

dato di arresto per non essersi presentato in tribunale a seguito della cita-

zione precedente. Egli allega altresì alcuni documenti a comprova della 

propria attività lavorativa in Svizzera.  

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Pagina 8 

3.4 Nella propria risposta al ricorso datata (…) giugno 2020, l’autorità di 

prime cure ribadisce la propria valutazione circa l’inverosimiglianza delle 

allegazioni del ricorrente. In particolare i nuovi documenti prodotti in data 

(…) marzo 2020 e (…) maggio 2020 sarebbero tardivi e il ricorrente 

avrebbe leso l’obbligo di collaborare. La SEM aggiunge inoltre che un pro-

cedimento penale per aver partecipato ad una festa con uomini e donne e 

per aver consumato bevande alcoliche non sarebbe un motivo d’asilo rile-

vante ai sensi dell’art. 3 LAsi. Non vi sarebbe infine stato alcun seguito 

della procedura penale dal (…). Per quanto concerne la conversione al cri-

stianesimo, l’autorità di prime cure indica che il ricorrente non ha apportato 

nuovi motivi nella propria impugnativa e che in data della stessa non era 

ancora stato battezzato. Infine, in merito ai contratti di lavoro, l’autorità in-

dica che l’attività lavorativa e di volontariato dell’insorgente sono inconfe-

renti circa i motivi d’asilo.  

3.5 Nella replica del (…) luglio 2020, il ricorrente contesta di aver contrav-

venuto all’obbligo di collaborare, illustrando come sia entrato in possesso 

degli estratti dal portale iraniano “Adliran”. Inoltre indica il proprio percorso 

di conversione al cristianesimo. Infine, si conferma nelle proprie posizioni, 

sostenendo che gli elementi agli atti siano sufficienti per dimostrare il fon-

dato timore di subire seri pregiudizi ai sensi dell’art. 3 LASi. In subordine 

chiede di venire posto al beneficio dell’ammissione provvisoria.  

3.6 Con scritto del (…) agosto 2020, il ricorrente comunica di essersi bat-

tezzato in data (…) luglio 2020, producendo al contempo un certificato e 

una fotografia dell’evento. 

4.  

La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposizioni 

della LAsi (art. 2 LAsi). L'asilo comprende la protezione e lo statuto accor-

dati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiato. Esso 

include il diritto di risiedere in Svizzera. 

Sono rifugiati le persone che, nel paese di origine o di ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore d'essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pe-

ricolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). 

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Come stabilito all'art. 3 cpv. 4 LAsi non sono rifugiati le persone che fanno 

valere motivi sorti a causa del loro comportamento dopo la partenza dal 

loro paese d’origine o di provenienza e che non sono l’espressione o la 

continuazione di una convinzione o di un orientamento già ivi esistente. 

Rimangono riservate le disposizioni della Convenzione del 28 luglio 1951 

sullo statuto dei rifugiati (Conv. rifugiati, RS 0.142.30). 

5.  

Il fondato timore di esposizione a seri pregiudizi, come stabilito all'art. 3 

LAsi, comprende nella sua definizione un elemento oggettivo, in rapporto 

con la situazione reale, e un elemento soggettivo. Sarà quindi riconosciuto 

come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente riconoscibili da terzi 

(elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) d'essere esposto, in 

tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, ad una persecuzione (cfr. 

DTAF 2011/51 consid. 6.2 e 2010/57 consid. 2.5). Sul piano soggettivo, 

deve essere tenuto conto degli antecedenti dell'interessato, segnatamente 

dell'esistenza di persecuzioni anteriori, nonché della sua appartenenza ad 

una razza, ad un gruppo religioso, sociale o politico, che lo espongono 

maggiormente ad un fondato timore di future persecuzioni. Infatti, colui che 

è già stato vittima di persecuzione ha dei motivi oggettivi di avere un timore 

(soggettivo) di nuove persecuzioni più fondato di colui che ne è l'oggetto 

per la prima volta (DTAF 2010/57 consid. 2.5 e relativi riferimenti). Sul 

piano oggettivo, tale timore deve essere fondato su indizi concreti e suffi-

cienti che facciano apparire, in un futuro prossimo e secondo un'alta pro-

babilità, l'avvento di seri pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi. Non sono suffi-

cienti, quindi, indizi che indicano minacce di persecuzioni ipotetiche che 

potrebbero prodursi in un futuro più o meno lontano (cfr. DTAF 2010/57 

consid. 2.5 e relativi riferimenti). 

6. 

6.1 È d’uopo rammentare preliminarmente che la definizione dello statuto 

di rifugiato, così come stabilita all’art. 3 cpv. 1 LAsi, è esaustiva, nel senso 

che esclude tutti gli altri motivi suscettibili di condurre una persona a la-

sciare il proprio Paese di origine o di residenza (cfr. tra le tante: sentenza 

del Tribunale D-1287/2018 del 13 novembre 2019 consid. 6). 

6.2 Di principio, secondo la prassi giurisprudenziale in vigore, la fuga a 

seguito di un procedimento penale nello Stato d'origine non costituisce un 

motivo per concedere asilo. Non di meno, la stessa giurisprudenza ha già 

avuto modo di precisare che l'implicazione in una procedura penale, rispet-

tivamente la comminazione di una sanzione possa, in determinate circo-

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Pagina 10 

stanze, configurare un trattamento contrario all'art. 3 LAsi. Ciò è in partico-

lare il caso quando ad una persona viene imputata un'infrazione di diritto 

comune con lo scopo di perseguirla o punirla per una sua caratteristica 

intrinseca e meglio per uno dei motivi elencati nel disposto citato o se la 

condizione di questo individuo arrischi di essere aggravata per l'uno o l'altro 

di questi motivi (cfr. DTAF 2014/28 consid. 8.3.1; DTAF 2013/25 consid. 

5.1). Questo "Politmalus" è in particolare dato in tre distinte costellazioni: 

quando viene pronunciata una pena sproporzionatamente severa in senso 

assoluto o se commensurata ad altri autori; qualora una procedura penale 

non rispetti i principi dello Stato di diritto; se il richiedente l'asilo con il tipo 

di pena o con l'espiazione della stessa rischi di subire una violazione dei 

suoi diritti umani, segnatamente di essere torturato o essere trattato in ma-

niera disumana o degradante (cfr. ibidem). Tuttavia, come già rilevato in 

precedenza, per poter ritenere un procedimento penale quale motivo rile-

vante in materia d'asilo, non è sufficiente trovarsi in uno dei tre casi elen-

cati, ma una seconda condizione deve sussistere: l'illegittimità del procedi-

mento penale deve infatti fondarsi su un motivo d'asilo ai sensi dell'art. 3 

LAsi (cfr. DTAF 2014/28 consid. 8.3.1). In altre parole un'inchiesta penale 

è pertinente in materia d'asilo soltanto se risponde ad un intento persecu-

torio ai sensi dell'art. 3 LAsi (cfr. Giurisprudenza ed informazioni della Com-

missione svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 1996 n. 34 consid. 3 

e 4). 

6.3 Ciò detto, appare indubbio che le asserite vicissitudini di natura penale 

per consumo di alcolici e per festa notturna con uomini e donne, come cor-

rettamente indicato dall’autorità di prime cure nelle proprie osservazioni 

dell’(…) giugno 2020, non siano ingenerate da uno dei motivi di cui all’art. 

3 LAsi (razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato 

gruppo sociale o opinioni politiche). I divieti di consumare bevande alcoli-

che e di partecipare a feste miste non rappresentano principi cardine della 

religione di Stato iraniana, le cui violazioni verrebbero interpretate come 

espressione di una fede politica d’opposizione. Nella motivazione religiosa 

(persino fondamentalista) o etica dello Stato, che definisce alcuni compor-

tamenti come penalmente perseguibili, non è di principio ravvisabile una 

persecuzione ai sensi del diritto d’asilo. Una tale persecuzione sarebbe al 

massimo ammissibile se le norme penali fossero state introdotte per colpire 

in maniera mirata un dato gruppo della società (cfr. DTAF 2014/28 consid. 

8.4.2). Ciò non è tuttavia il caso nella fattispecie, poiché i suddetti divieti 

non valgono solo per determinate cerchie della popolazione e tutte le per-

sone che non li rispettano si rendono punibili. In particolare, le corrispon-

denti disposizioni penali non sono affatto rivolte in maniera mirata contro 

persone appartenenti all’etnia curda. Il ricorrente non allega – né risulta 

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dagli atti – perché i suddetti divieti dovrebbero essere per le autorità ira-

niane particolarmente centrali e di un’importanza tale, che da una loro vio-

lazione se ne dovrebbe dedurre un atteggiamento politico contrario allo 

Stato. Il ricorrente non risulta essere mai stato attivo politicamente, né ha 

reso verosimile di aver già attirato su di sé l’attenzione delle autorità ira-

niane per ragioni ai sensi dell’art. 3 LAsi. Sembra quindi poco probabile 

che egli debba temere una pena motivata politicamente, che sia a causa 

degli atti specifici o della sua etnia curda (cfr. in questo senso anche sen-

tenza del Tribunale D-2176/2018 del 21 novembre 2018 consid. 5.3.5). 

Pertanto, le procedure penali iraniane che interessano il ricorrente - riser-

vato un ulteriore esame della verosimiglianza sulla scorta dei nuovi mezzi 

di prova - sono effettivamente prive di pertinenza e non giustificano, ad 

esse sole, il riconoscimento della qualità di rifugiato né la concessione 

dell’asilo. 

7. 

7.1 Proseguendo nell’analisi, occorre ora determinare se la conversione 

del richiedente al cristianesimo giustifichi in casu il riconoscimento dello 

statuto di rifugiato. 

7.2 In tal senso, circa la conversione al cristianesimo avvenuta in Svizzera, 

v’è da dirimere se questa sia atta a giustificare il riconoscimento della qua-

lità di rifugiato all’interessato, ad esclusione della concessione dell’asilo 

(cfr. art. 54 LAsi). 

7.2.1 In Iran, l'apostasia dall'Islam è vietata. Il diritto islamico non riconosce 

infatti la facoltà per un musulmano di abiurare la fede islamica. Vieppiù, il 

Corano equipara tale agire ad un tradimento della comunità islamica, pu-

nendolo con la morte. Nondimeno, il diritto penale iraniano codificato non 

conosce al momento l'apostasia quale fattispecie; il giudice non può quindi 

condannare a morte un apostata ancorandosi al diritto penale codificato, 

ma solamente alla sharia. Ad ogni modo, in assenza di proselitismo, la sola 

apostasia non conduce di principio ad una persecuzione individuale da 

parte dello Stato iraniano. Piuttosto, una prevaricazione da parte delle au-

torità entra in considerazione solo laddove la conversione è resa nota e 

viene seguita di pari passo da attività che il regime percepisce come ostili 

allo Stato (cfr. sentenze della CorteEDU A. contro Svizzera del 19 dicembre 

2017, 60342/16, n. 26-31; F.G. contro Svezia del 23 marzo 2016, 43611/11; 

DTAF 2009/28 consid. 7.3.4; sentenze del Tribunale D-5903/2018 del 17 

aprile 2020 consid. 7.4, D-6142/2019 del 20 giugno 2018 consid. 7.3.2 e 

E-3408/2021 del 10 luglio 2023, consid. 8.3, con riferimenti ivi citati). 

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7.2.2 Si pone quindi la questione di sapere se le autorità iraniane sono 

venute a conoscenza della conversione del richiedente e se la sua, even-

tuale, attività sia intesa come un attacco allo Stato. Orbene, ciò non risulta 

essere il caso nella fattispecie concreta. Dagli atti non si evincono elementi 

che permettano di ritenere che le autorità iraniane abbiano appreso della 

conversione dell’interessato al cristianesimo. L’interessato non ha mai so-

stenuto di aver effettuato azioni di proselitismo, ad eccezione della pubbli-

cazione di alcune fotografie di stampo religioso sul proprio profilo social 

network “Instagram” denominato “(…)” non più esistente o non accessibile 

pubblicamente (ultimo accesso avvenuto in data […] giugno 2023). Inoltre, 

l’insorgente ha indicato di aver parlato della propria conversione al cristia-

nesimo – in Iran – unicamente con la propria cerchia famigliare ristretta, 

quali i genitori e gli amici intimi (atto SEM n. 16, D133-136). Queste circo-

stanze non sono tuttavia in grado di dimostrare che egli starebbe effet-

tuando del proselitismo ai sensi della giurisprudenza testé citata. 

7.2.3 Pertanto, nel caso in rassegna v'è da ammettere che la conversione 

religiosa del ricorrente non gli abbia conferito un profilo che, in caso di ri-

torno in Iran, potrebbe attirare l'attenzione delle autorità statali e tradursi in 

un comportamento rilevante secondo i dettami dell'art. 3 LAsi. 

8. 

8.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'esecuzione (art. 

44 LAsi). 

8.2 Nella misura in cui il Tribunale ha confermato la decisione della SEM 

relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può prevalersi 

del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), generalmente 

riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubblico ed espressa-

mente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 

28 luglio 1951 (RS 0.142.30). 

8.3 L'insorgente non adempie, inoltre, le condizioni in virtù delle quali la 

SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla 

Svizzera ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 OAsi 1. Il Tribunale è pertanto tenuto 

per legge a confermare tale provvedimento. 

8.4 L'esecuzione dell'allontanamento è invece regolamentata all'art. 83 

LStrI (RS 142.20), giusta il quale la stessa dev'essere possibile (art. 83 cpv. 

2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente esigibile (art. 

83 cpv. 4 LStrI). In particolare, l'esecuzione non è possibile se lo straniero 

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non può partire né alla volta dello Stato d'origine o di provenienza o di uno 

Stato terzo, né esservi trasportato (art. 83 cpv. 2 LStrI). Inoltre, l'esecuzione 

non è ammissibile se la prosecuzione del viaggio dello straniero verso lo 

Stato d'origine o di provenienza o verso uno Stato terzo è contraria agli 

impegni di diritto internazionale pubblico della Svizzera (art. 83 cpv. 3 

LStrI), in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione contro la 

tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 di-

cembre 1984 (RS 0.105; di seguito: Conv. tortura). L'applicazione di tali 

disposizioni presuppone, tuttavia, l'esistenza di serie e concrete ragioni per 

ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel paese verso il quale 

sarà allontanato, a dei trattamenti contrari alle succitate disposizioni. Infine, 

l'esecuzione non è ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine 

o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo 

in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o 

emergenza medica (art. 83 cpv. 4 LStrI). Motivi medici rendono inesigibile 

l'esecuzione dell'allontanamento esclusivamente quando le cure necessa-

rie ed essenziali non sono ottenibili nel Paese di origine e un rimpatrio com-

prometterebbe rapidamente lo stato di salute della persona mettendone a 

rischio la vita (cfr. DTAF 2009/2 consid. 9.3.2). 

9. 

9.1 Il Tribunale constata che la procedura sotto il profilo dell’esecuzione 

dell’allontanamento, allo stato attuale, non è matura per il giudizio e per-

tanto, sulla scorta dell’art. 61 cpv. 1 PA, rinvia la causa all’autorità inferiore 

in modo che quest’ultima accerti in modo completo i fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 12 PA) e proceda con una nuova decisione. Ciò per i motivi 

elencati di seguito. 

9.2 Il ricorrente ha prodotto con il proprio allegato ricorsuale nuovi docu-

menti giudiziari, che potrebbero confermare, riservata una disamina 

dell’autenticità, l’apertura nei suoi confronti di una procedura penale per i 

reati di festa notturna mista con uomini e donne e consumo di bevande 

alcoliche. Con le proprie osservazioni dell’(…) giugno 2020, l’autorità infe-

riore non ha effettuato un esame sufficientemente approfondito dell’auten-

ticità dei nuovi mezzi di prova, omettendo di considerare nella propria va-

lutazione i fermo-immagine acclusi, che potrebbero confermare che i do-

cumenti siano stati effettivamente stati ottenuti tramite il portale statale ira-

niano “Adliran”. Inoltre, la SEM ha erroneamente indicato che il ricorrente 

non avrebbe mai fatto menzione della festa notturna con uomini e donne, 

quando in realtà egli ha chiaramente indicato che ciò sarebbe stato il mo-

tivo che l’avrebbe spinto ad espatriare (cfr. atto SEM n. A7/14 pag. 8 e 9; 

A16/23, Q67, pag. 9). In più, l’autorità di prime cure ha analizzato in modo 

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sintetico la rilevanza della possibile procedura penale sotto il profilo della 

rilevanza ex art. 3 LAsi, omettendo d’altro canto di valutarla sotto il profilo 

dell’esecuzione dell’allontanamento (per rinvio dell'art. 44 LAsi, l'art. 83 

LStrI [RS 142.20]), con particolare riferimento alla potenziale sanzione, tra 

cui le frustate, che lo attenderebbe in Iran per i reati che potrebbero essergli 

imputati e la rilevanza che potrebbe assumere ai sensi dell’art. 3 CEDU 

(RS 0.101) e dell’'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tor-

tura, RS 0.105). 

9.3 In tal senso, il Tribunale osserva che, sulla scorta del rapporto Country 

of Origin Information (COI): “Iran, Criminal procedures and documents”, re-

datto congiuntamente dal “Norwegian Country of Origin Information Cen-

tre”; dall’”Office of the Commisioner General for Refugees and Stateless 

Persons (CGRS), e dalla SEM nel dicembre 2021, pagg. 87-88, la banca 

dati “Adliran” sarebbe accessibile dalla Svizzera tramite l’utilizzo di un VPN, 

oppure tramite un’applicazione per lo smartphone, a patto che la persona 

interessata sia già registrata nel sistema in Iran. Di conseguenza, il proce-

dimento descritto dal ricorrente nel proprio scritto datato (…) maggio 2020 

sembrerebbe plausibile e pertanto l’accesso alla banca dati dovrebbe es-

sere ancora attualmente possibile. 

9.4 In assenza di una fattispecie sufficientemente matura per il giudizio e 

non essendo in casu giudizioso privare il ricorrente di un’istanza di ricorso 

su aspetti non trattati nella decisione sindacata, si giustifica la ritrasmis-

sione degli atti all’autorità di prime cure per il completamento dell’istruttoria 

e l’emanazione di una nuova decisione (art. 61 cpv. 1 PA). 

9.5 La SEM è pertanto invitata ad accertare la fattispecie così come indi-

cato d’appresso. 

9.6 Il Tribunale ritiene, visti i nuovi mezzi di prova prodotti durante la pro-

cedura ricorsuale, che sia necessario sentire nuovamente l’interessato 

circa l’asserita procedura penale aperta nei suoi confronti in Iran, al fine di 

verificarne la verosimiglianza ed ottenere aggiornamenti in tal senso. La 

SEM, al fine di verificare l’attendibilità dei documenti giudiziari prodotti 

dall’insorgente e l’entità della potenziale condanna, dovrà valutare la pos-

sibilità di accedere, in presenza dell’interessato, alla banca dati “Adliran” 

per verificare l’effettiva esistenza sul portale di tali documenti. A tal propo-

sito si rammenta al ricorrente l’obbligo di collaborare ai sensi dell’art. 8 

LAsi; egli dovrà pertanto permettere all’autorità di prime cure di verificare il 

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proprio profilo “Adliran”. Gli ulteriori atti istruttori dovranno essere volti per-

tanto ad accertare la verosimiglianza e l’entità di un’eventuale sanzione 

che sarebbe comminata al ricorrente in Iran per il reato di festa notturna 

con partecipazione di uomini e donne con consumo di bevande alcoliche. 

In seguito, se necessario, l’autorità di prime cure dovrà effettuare una va-

lutazione della possibile sanzione sotto il profilo dell’esecuzione dell’allon-

tanamento (tra gli altri artt. 3 CEDU e 3 Conv. Tortura). Se necessario, per 

giungere a determinarsi in merito, l’autorità inferiore procederà con ulteriori 

accertamenti nei termini di cui all’art. 12 PA. In tale contesto, terrà in debita 

considerazione i mezzi di prova prodotti e ne apprezzerà il valore alla luce 

del reale profilo di rischio in capo all’insorgente. 

10. 

Visto l’esito della procedura, non sono riscosse delle spese processuali 

(art. 63 cpv. 1 PA). All'insorgente, non patrocinato in questa sede, non 

viene assegnata alcuna indennità di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA in 

relazione con l'art. 7 del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 

[TS-TAF, RS 173.320.2]).  

11.  

La decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con ri-

corso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF). 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto circa la richiesta di annullamento dei punti 1, 2 e 3 del 

dispositivo della decisione della SEM del 28 gennaio 2020. 

2.  

Il ricorso è accolto limitatamente ai punti 4 e 5 del dispositivo della deci-

sione della SEM del 28 gennaio 2020, relativi all’esecuzione dell’allontana-

mento, che vengono di conseguenza annullati e gli atti di causa trasmessi 

all’autorità di prima istanza per il completamento dell’istruttoria e la pronun-

cia di una nuova decisione ai sensi dei considerandi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Non si attribuiscono indennità ripetibili. 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Adriano Alari 

 

 

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