# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4a640203-bcd5-585d-8341-429d2c4cb076
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.09.2016 32.2015.155
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2015-155_2016-09-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2015.155

   

  FS

  	
  Lugano

  21 settembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 ottobre 2015 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 16 settembre 2015 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, nato il __________ 1954, in data 23 agosto 2007 ha presentato una domanda
volta all’ottenimento di prestazioni AI per adulti (doc. AI 1/1-7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, l’Ufficio AI, con decisione del
26 marzo 2009 cresciuta incontestata in giudicato (doc. AI 30/1-3 e le
motivazioni sub doc. AI 28/1-2), ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad
una rendita intera dal 1. agosto 2006.

 

 

                               1.2.   L’Ufficio
AI, nell’ambito della revisione intrapresa nell’ottobre 2011 (doc. AI 31/1),
con decisione del 16 maggio 2012 cresciuta incontestata in giudicato (doc. AI
56/1-4 e le motivazioni sub doc. AI 55/1-3) –
dopo che con STCA del 18 aprile 2012 (doc. AI 52/1-5) questo Tribunale, in
accoglimento del ricorso del 26 gennaio 2012 (doc. AI 41/3-4), aveva annullato
la decisione incidentale del 21 dicembre 2011 con la quale l’amministrazione
aveva sospeso in via provvisionale il versamento della rendita con effetto dal
1. gennaio 2012 (doc. AI 40/1-2) –,
ha ridotto la rendita intera ad un quarto con effetto dal 1. luglio 2012 (doc.
AI 56/1-4 e motivazioni sub doc. AI 55/1-3).

 

                               1.3.   Il
17 marzo 2015 l’assicurato ha chiesto una revisione del suo grado AI (doc. AI
59/1-2).

                                         In
esito a suddetta domanda, accertato un peggioramento dello stato di salute
dall’ottobre 2014 (cfr. doc. AI 73/1), l’Ufficio AI, con decisione del 16
settembre 2015 (oggetto della presente vertenza) ha aumentato il diritto alla rendita
da un quarto a intera con effetto dal 1. marzo 2015 (ovvero dal mese in cui è
stata inoltrata la domanda di revisione ex art. 88bis cpv. 1 lett. a OAI; doc.
AI 77/1-3 e le motivazioni sub doc. AI 75/1-3).

 

                               1.4.   Contro
la decisione del 16 settembre 2016 RI 1 ha inoltrato il presente ricorso con il
quale ha contestato l’importo della rendita intera di fr. 1'755.--.
L’insorgente – osservato che con
una tale rendita fa fatica a sostenersi e al fine di poter vivere
dignitosamente – ha chiesto il versamento di un importo maggiore
adducendo che “(…) secondo il mio modo di pensare il reddito medio di fr.
40'890.--, mi porterebbe a fr. 3'400.-- mensili calcolando pure una rendita
all’80% (fr. 2'700.--) circa, ciò mi permetterebbe di vivere con più dignità.
(…)” (I).

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa, spiegando il calcolo dell’importo della rendita,
l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso.

 

                               1.6.   Con
lettera del 19 novembre 2015 (VI) – trasmessa per conoscenza all’Ufficio
AI (VII) – l’insorgente ha ribadito che con fr. 1'755.-- non è possibile
vivere dignitosamente.

 

 

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di princi-pio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31
agosto 2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio
2011).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è l’ammontare della rendita intera spettante all’insorgente dal
1. marzo 2015.

 

                               2.3.   Ai
sensi dell’art. 36 cpv. 1 LAI hanno diritto alle rendite ordinarie gli
assicurati legittimati alla rendita che, quando l'invalidità si manifesta,
hanno pagato i contributi per almeno tre anni. Il capoverso 2 prevede che le
disposizioni della legge sull'AVS sono applicabili per analogia al calcolo
delle rendite ordinarie.

                                         A
seconda che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti
oppure che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive,
egli ha diritto ad una rendita completa o parziale (art. 29 cpv. 2 lett. a, b
LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44 (rendita
completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; art. 52 OAVS e 32 OAI).

                                         Il
calcolo della rendita è determinato dagli anni di contribuzione, dai redditi
dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti educativi o
d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente diritto ha
compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell'evento assicurato
(art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

 

                                         I
periodi di contribuzione tra il 31 dicembre precedente l'insorgere dell'evento
assicurato e il sorgere del diritto alla rendita possono essere computati per
colmare lacune di contribuzione. I redditi provenienti da un'attività lucrativa
realizzati durante questo periodo non sono tuttavia presi in considerazione per
il calcolo della rendita (art. 52c OAVS).

 

                                         Il
periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso numero
di anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art. 29 ter
cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali:

 

                                         -  una
persona ha pagato i contributi (lett. a);

                                         -  il
suo coniuge, secondo l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato almeno il doppio del
contributo minimo (lett. b);

                                         -  possono
essere computati accrediti per compiti educativi o d’assistenza (lett. c).

 

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio (RAM) dell'assicurato
(art. 29 quater LAVS).

 

                                         Esso
si compone:

 

                                         -  dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a);

                                         -  degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         -  degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

 

                                         La
somma dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il
fattore di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

                                         Il
reddito annuo medio è determinato sommando i redditi da attività lucrativa
rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e divisi per
il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione) non corrisponde dunque
necessariamente all'ultimo reddito conseguito dall'assicurato, ma serve
unicamente a fissare la corrispondente rendita.

 

                                         Sono
presi in considerazione unicamente i redditi da un’attivi-tà lucrativa
sui quali sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di contribuzione
previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come reddito di
un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS).

 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se:

 

                                         -  entrambi
i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a);

                                         -  una
persona vedova ha diritto a una rendita di vecchiaia (lett. b);

                                         -  il
matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c).

                                         

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

 

                                         -  tra
il 1° gennaio che segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che
precede l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per
primo diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         -  i
periodi durante i quali entrambi i coniugi sono stati assicurati all’AVS, con
riserva dell’art. 29 bis cpv. 2 LAVS (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. b LAVS).

 

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti
educativi agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato
l’autorità parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi
cfr. art. 52e e f OAVS).

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio (marg.
5316 delle Direttive sulle rendite edite dall’UFAS [DR]) e cessa con il
compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio (marg. 5320 DR).

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies cpv.
2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS).

 

                               2.4.   Nel
proprio ricorso l’assicurato, come accennato (cfr. consid. 1.4), ha contestato l’importo
della rendita versata in quanto ritenuto troppo basso.

                                         Al
riguardo va precisato quanto segue.

 

                                         Secondo
l’art. 37 LAI l'importo delle rendite d'invalidità corrisponde a quello delle
rendite di vecchiaia dell'AVS.

 

                                         Giusta
l’art. l’art. 34 LAVS, che regola il calcolo e l’importo della rendita completa,
la rendita mensile di vecchiaia si compone di (formula delle rendite): a. una
frazione dell'importo minimo della rendita di vecchiaia (parte fissa della
rendita); b. una frazione del reddito annuo medio determinante (parte variabile
della rendita) (cpv. 1).

                                         Sono
applicabili le disposizioni seguenti: a. se il reddito annuo medio determinante
è inferiore o uguale all'importo minimo della rendita di vecchiaia moltiplicato
per 36, la parte fissa della rendita equivale all'importo minimo della rendita
di vecchiaia moltiplicato per 74/100 e la parte variabile equivale al reddito
annuo medio determinante moltiplicato per 13/600; b. se il reddito annuo medio
determinante è superiore all'importo minimo della rendita semplice di vecchiaia
moltiplicato per 36, la parte fissa della rendita equivale all'importo minimo
della rendita di vecchiaia moltiplicato per 104/100, e la parte variabile
equivale al reddito annuo medio determinante moltiplicato per 8/600 (cpv. 2).

                                         L'importo
massimo della rendita corrisponde al doppio dell'importo minimo (cpv. 3).

                                         L'importo
minimo è pagato fino a un reddito annuo medio determinante uguale a dodici
volte il suo ammontare e l'importo massimo a partire da un reddito annuo medio
determinante uguale o superiore a settantadue volte l'importo minimo (cpv. 4).

                                         L'importo
minimo della rendita completa di vecchiaia di 1175 franchi corrisponde a un
indice delle rendite di 213,6 punti (cpv. 5).

 

                                         Ne
discende che, contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, l’importo della
rendita non corrisponde ad una percentuale dell’ultimo reddito percepito prima
dell’insorgenza dell’invalidità. I criteri per fissare l’importo della rendita
sono infatti fissati dalla legge.

 

                                         Dall’esame
degli atti della Cassa __________ (competente per eseguire il calcolo della
rendita; art. 60 cpv. 1 lett b LAI) risulta che la Cassa ha correttamente
proceduto al calcolo della rendita fondandosi sugli anni di contribuzione dal
1° gennaio 1975 (anno susseguente il compimento del 20esimo anno di età) al 31
dicembre 2005 (anno precedente l’inizio del diritto alla rendita) e applicando
(non risultando delle lacune contributive durante questo periodo) la scala 44.

 

                                         La
somma dei redditi da attività lucrativa del ricorrente, in concreto fr. 629'872
(cfr. doc. 98 incarto Cassa), va rivalutata in funzione dell’indice previsto
per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi e dei salari di cui
all’art. 33ter LAVS (art. 30 cpv. 1 LAVS). Il fattore di rivalutazione è stabilito
dall’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di
calcolo esposte all’art. 51bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto
nelle tavole per la determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il
cui uso è obbligatorio (art. 30bis LAVS, art. 51 OAVS) e varia a seconda della
prima registrazione sul conto individuale dell’assicurato determinante per la
rendita.

                                         Nel
caso che ci occupa la prima registrazione determinante da prendere in
considerazione è quella del 1975.

                                         Pertanto,
dalle citate tavole, il fattore di rivalutazione risulta essere l’1.142.

                                         La
somma dei redditi rivalutati va poi divisa per il periodo effettivo di contribuzione
(in concreto: 31 anni).

                                         Ne
discende che la media dei redditi da attività lucrativa, anno livello 2006, si
fissa in fr. 23'204 (629'872 x 1.141 : 31 anni).

 

                                         Per
ogni anno in cui l’assicurato ha provveduto all’educazione dei figli minori di
16 anni è assegnato un accredito per compiti educativi. Dal matrimonio sono
nati i figli __________ (1981) e __________ (1986) (cfr. il libretto di famiglia
sub doc. 116-118 incarto Cassa).

                                         Vanno
pertanto attribuiti accrediti dal 1982 (anno susseguente la nascita del 1°
figlio) al 2002 (compimento del 16° anno di età dell’ultimogenito).

                                         L’accredito
per le persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è ripartito per
metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS).

                                         La
media dell’accredito per compiti educativi (intero) è determinata secondo la
seguente formula: rendita di vecchiaia annua minima x 3 x numero di bonifici
educativi : durata di contribuzione computabile.

                                         In
concreto, computati 21 mezzi accrediti, nel 2006 gli accrediti ammontavano a
fr. 13'108 (1'075 x 12 x 3 x 10.5 : 31).

 

 

 

 

                                         Alla
luce di quanto sopra esposto il reddito annuo medio della rendita corrisponde,
nel 2006 al momento del primo calcolo della rendita d’invalidità, a fr. 37'410
(23'204 + 13'108; arrotondato al limite superiore conformemente alle tabelle
edite dall’UFAS), mentre aggiornato allo stato attuale corrisponde a fr. 40'890
per un importo mensile di rendita di fr. 1'755.

 

                                         In
conclusione, nel caso di specie, dopo attento esame degli atti dell'incarto,
questo TCA non può che confermare l'esattezza del calcolo operato dalla Cassa.

 

                                         A
titolo abbondanziale va ricordato che qualora la rendita d’invalidità non fosse
sufficiente per far fronte al fabbisogno minimo, l’assicurato può richiedere,
per il tramite dell’agenzia AVS del Comune di domicilio, una prestazione
complementare (art. 112a Cost. fed.).

 

                               2.5.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico
del ricorrente.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                         Gianluca
Menghetti