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**Case Identifier:** e697f022-fbf7-5265-ac5b-c90e25b24714
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-10-03
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 03.10.2012 BB.2012.99
**Docket/Reference:** BB.2012.99
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BB-2012-99_2012-10-03

## Full Text

Sospensione del procedimento penale (art.314 in relazione con l'art. 322 cpv. 2 CCP).;;Sospensione del procedimento penale (art.314 in relazione con l'art. 322 cpv. 2 CCP).;;Sospensione del procedimento penale (art.314 in relazione con l'art. 322 cpv. 2 CCP).;;Sospensione del procedimento penale (art.314 in relazione con l'art. 322 cpv. 2 CCP).

Decisione del 3 ottobre 2012 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 

Tito Ponti e Roy Garré, 

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

   

Parti   

A., 

B., SA 

 

 

entrambi rappresentati dall'avv. Giacomo Talleri, 

 

 

Reclamanti 

 

   

  Contro 

   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE, 

 

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Sospensione del procedimento penale (art. 314 in rela-

zione con l'art. 322 cpv. 2 CPP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BB.2012.99+100 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. In data 6 aprile 2011 l’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di 

denaro (in seguito: MROS) ha trasmesso al Ministero pubblico della Confe-

derazione (in seguito: MPC) una comunicazione in cui veniva segnalata 

l’esistenza, presso la banca C. di Ginevra della relazione bancaria n. 1 inte-

stata alla B. SA Ginevra, di cui A. è direttore e avente diritto economico. Nel-

la comunicazione MROS veniva ipotizzato che sulla relazione bancaria 

summenzionata sarebbero confluiti – attraverso l’interposizione di una socie-

tà lussemburghese controllata da A. – valori patrimoniali di possibile origine 

criminale. 

B. Il giorno successivo il MPC ha ordinato l’apertura di un’istruzione per il reato 

di riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305
bis

 CP nei confronti di A. ed ignoti, 

essendo a suo parere ipotizzabile che i valori patrimoniali confluiti sulla rela-

zione oggetto di segnalazione siano attinenti ad operazioni dolose commes-

se in danno di società cadute in fallimento e connesse con attività corruttive 

all'estero, precisando che nei confronti dell’interessato sarebbe stata ordina-

ta ed eseguita la misura cautelare dell’arresto. Nell’ambito del procedimento 

elvetico, il giorno stesso il MPC ha inviato alla Procura della Repubblica 

presso il Tribunale di Crotone una comunicazione spontanea di informazioni, 

giusta gli art. XXVIII dell’Accordo completivo con l’Italia (RS 0.351.945.41) e 

67a della legge federale sull’assistenza internazionale in materia penale 

(AIMP; RS 351.1), segnalando l’esistenza del menzionato conto. 

C. Con decisione del 30 dicembre 2011, il MPC ha ordinato il sequestro di tutti i 

valori patrimoniali depositati sulla relazione bancaria n. 1 presso la banca C. 

di Ginevra intestata alla B. SA, nonché l’edizione della documentazione ine-

rente il conto. Con reclamo del 16 gennaio 2012 A. e la B. SA sono insorti 

contro la menzionata decisione dinanzi alla Corte dei reclami penali, postu-

landone l’annullamento con conseguente sblocco del conto menzionato. 

D. In data 23 marzo 2012 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di 

Milano ha presentato alla Svizzera una domanda d’assistenza giudiziaria, 

completata il 27 marzo seguente, nell’ambito di un procedimento penale av-

viato nei confronti di D., A. e E. per riciclaggio (art. 648-bis Codice penale ita-

liano) e per infedeltà a seguito di dazione o promessa di utilità (art. 2635 Co-

dice civile italiano). L’autorità rogante chiede di individuare le relazioni ban-

carie riconducibili agli imputati, di sequestrarne la relativa documentazione, 

nonché di sequestrare e bloccare relazioni bancarie riferibili a D. e A. presso 

istituti di credito elvetici. In esecuzione di questa rogatoria, il 4 aprile 2012 il 

MPC ha decretato un nuovo sequestro a titolo cautelare ai sensi dell'art. 18 

cpv. 1 AIMP del conto n. 1. presso la banca C. SA di Ginevra. 

- 3 - 
 
 

E. Con decisione dell'8 maggio 2012 (v. incarto BB.2012.6-7) la presente Corte 

ha dichiarato irricevibile il reclamo presentato il 16 gennaio 2012 da A. ma 

accolto quello presentato dalla B. SA, e ordinato l'immediato dissequestro 

della relazione bancaria sequestrata. 

F. Il 16 giugno 2012 il MPC ha deciso la sospensione del procedimento penale 

a carico di A. per titolo di riciclaggio di denaro, ordinando nel contempo il 

dissequestro con effetto immediato della relazione bancaria n. 1 presso la 

banca C. SA limitatamente alla procedura federale, precisando tuttavia nei 

considerandi della decisione che il blocco della relazione decretato nell'ambi-

to dell'assistenza giudiziaria internazionale rimaneva in vigore (v. act. 1.1, 

pto. 16, pag. 3).  

G. Il 25 giugno 2012 A. e la B. SA sono insorti contro questo decreto di sospen-

sione con un reclamo dinanzi alla Corte dei reclami penali; essi chiedono, in 

sostanza, l'immediato dissequestro del conto bancario in questione anche 

nell'ambito del procedimento di assistenza giudiziaria internazionale. A loro 

dire, la decisione di sospensione del MPC viola la sentenza 8 maggio 2012 

del TPF in quanto non provvede alla liberazione immediata e totale del conto 

bancario sequestrato.  

H. Nelle proprie osservazioni al reclamo il MPC ribadisce la decisione impugna-

ta, osservando che la procedura di assistenza internazionale è distinta da 

quella nazionale, ora sospesa, e che la decisione dell'8 maggio 2012 della 

Corte dei reclami penali riguardava solo quest'ultima. Non essendo stata im-

pugnata, la decisione di sequestro e blocco della relazione bancaria emessa 

il 4 aprile 2012 dal MPC in esecuzione della richiesta di assistenza giudizia-

ria rimane valida a tutti gli effetti (v. act. 3, pag. 4). 

I. Con replica del 30 luglio 2012 i ricorrenti hanno in sostanza ribadito le alle-

gazioni e conclusioni formulate in sede di reclamo. Le ulteriori argomenta-

zioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, nei considerandi di 

diritto.   

 

 Diritto: 

1.  

- 4 - 
 
 

1.1. In virtù dell’art. 393 cpv. 1 lett. a CPP e 37 cpv. 1 della legge federale del 

19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione 

(LOAP; RS 173.71) in relazione con l’art. 19 cpv. 1 del regolamento del 

31 agosto 2010 sull'organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; 

RS 173.713.161), la Corte dei reclami penali giudica i gravami contro le deci-

sioni e gli atti procedurali del pubblico ministero.  

   

Il Tribunale penale federale esamina d'ufficio e con piena cognizione l'ammis-

sibilità dei ricorsi che gli sono sottoposti senza essere vincolato, in tale ambito, 

dagli argomenti delle parti o dalle loro conclusioni (JdT 2012 IV 5 n. 199 e rife-

rimenti). 

 

 

1.2. Interposto tempestivamente contro una decisione di sospensione del MPC, il 

reclamo è ricevibile sotto il profilo degli art. 314 cpv. 5 con rinvio all'art. 322 

cpv. 2 e 396 cpv. 1 CPP. La legittimazione di A., destinatario della decisione 

impugnata, è pacifica (v. art. 321 cpv. 1 lett. a, 322 cpv. 2 e 382 cpv. 1 CPP). 

La legittimazione a ricorrere contro questa decisione di sospensione deve es-

sere riconosciuta pure alla reclamante B. SA: oggetto del gravame in epigrafe 

è infatti unicamente la questione del dissequestro del conto bancario n. 1 

presso la banca C. SA di Ginevra, di cui la reclamante è unica titolare (v. deci-

sione BB.2012.6-7 del 8 maggio 2012, consid. 1.4). Essa dispone pertanto di 

un interesse giuridicamente protetto all'annullamento o alla modifica della de-

cisione di sospensione ai sensi dell'art. 382 cpv. 1 CPP.  

 

2. L'oggetto dell'impugnativa è – come detto – limitato alla questione del mante-

nimento del sequestro sul conto n. 1 presso la Banca C. SA di Ginevra, tuttora 

in vigore in virtù della decisione adottata dal MPC il 4 aprile 2012 nell'ambito 

della procedura di assistenza giudiziaria internazionale all'Italia di cui al riferi-

mento RH.0052-MAS. Ora, giova preliminarmente osservare che il blocco del-

la relazione bancaria adottato nell'ambito della procedura di assistenza inter-

nazionale esula dalla procedura federale, procedura nella quale è stato adot-

tato il contestato decreto di sospensione ai sensi dell'art. 314 CPP; il dispositi-

vo del decreto impugnato è peraltro chiaro, laddove indica (v. act. 1.1, pag. 4) 

che il procedimento penale avviato nei confronti di A. è sospeso e che la rela-

zione bancaria intestata alla B. SA è dissequestrata con effetto immediato. Il 

richiamo ad un blocco della stessa relazione bancaria avvenuto nell'ambito di 

una procedura di assistenza giudiziaria internazionale è contenuto solo nei 

considerandi di fatto del decreto (act. 1.1, pag. 3 in basso, punto 16). Se ne 

deduce che il presente reclamo, giacché interposto contro un decreto sospen-

sivo adottato nell'ambito di una procedura nazionale, è irricevibile nella misura 

in cui chiede la revoca di una decisione adottata nell'ambito di una procedura 

di assistenza giudiziaria internazionale.  

 

- 5 - 
 
 

3. A questo nulla cambia anche l'insistente richiamo, nel reclamo, della prece-

dente sentenza emessa da questa Corte l'8 maggio 2012 (BB.2012.6-7): tale 

decisione era stata presa nell'ambito di un reclamo interposto contro il seque-

stro adottato nella procedura federale, e le condizioni del mantenimento 

(o della levata) del sequestro erano state esaminate alla luce dei presupposti 

vigenti nella procedura penale federale, che, come già evidenziato al con-

sid. 4.2 della predetta sentenza, differiscono da quelli vigenti nell'assistenza 

giudiziaria internazionale (v. DTF 130 II 329 consid. 3; 126 II 462 consid. 5e; 

TPF 2007 124 consid. 8 e rinvii). Dal momento che non è contestata la deci-

sione di sequestro e blocco adottata nella procedura rogatoriale a salvaguar-

dia di interessi giuridici minacciati in relazione al procedimento all'estero, non 

è possibile nemmeno la non meglio precisata congiunzione delle procedure di 

cui nel reclamo a pag. 9. Essendo quella una decisione incidentale ai sensi 

dell'art. 80e cpv. 2 lett. a AIMP, la titolare del conto avrebbe infatti potuto im-

pugnare l'ordine di sequestro del 4 aprile 2012 facendo valere l'esistenza di un 

pregiudizio immediato e irreparabile, ma non l'ha fatto; questo ovviamente non 

pregiudica la facoltà della B. SA di impugnare la futura decisione di chiusura 

dell'autorità federale d'esecuzione, congiuntamente alle decisioni incidentali 

anteriori, come previsto dall'art. 80e cpv. 1 AIMP, rispettivamente di domanda-

re la revoca del sequestro rogatoriale, provocando così una nuova decisione 

incidentale impugnabile alle restrittive condizioni poste dall'art. 80e cpv. 2 

AIMP (riservata la giurisprudenza di cui in TPF 2007 124).  

 

4. Stante quanto precedentemente esposto, il reclamo deve essere dichiarato 

irricevibile. Giusta l'art. 428 cpv. 1, prima frase, CPP le parti sostengono le 

spese della procedura di ricorso nella misura in cui prevalgono o soccombono 

nella causa. La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 cpv. 2 LOAP 

nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 2010 sulle spese, gli emo-

lumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale federale (RSPPF; 

RS 173.713.162), ed è fissata nella fattispecie a fr. 1'500.--, in ragione di 

fr. 750.- cadauno con vincolo di solidarietà  fra i due reclamanti. 

 

- 6 - 
 
 

Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

 

1. Il reclamo è irricevibile. 

2. La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è posta a carico dei reclamanti a titolo soli-
dale. 

 
 
Bellinzona, 4 ottobre 2012 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: La Cancelliera: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Giacomo Talleri 

- Ministero Pubblico della Confederazione 

 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 30 giorni 
dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge federale del 17 
giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).