# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 79b1014f-0e61-54bf-bd47-80605a7abfbb
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-10-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.10.2010 D-7008/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7008-2010_2010-10-04.pdf

## Full Text

Corte IV
D-7008/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  4  o t t o b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del giudice Bruno Huber;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, alias
B._______, alias
C._______, alias
D._______,
Iraq,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisio-
ne dell'UFM del 23 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-7008/2010

Visti: 

la prima domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presentato in 
data (...);

la decisione del 30 settembre 2009 dell'Ufficio federale della migrazio-
ne (UFM) che ha respinto la menzionata domanda ed ha ordinato l'al -
lontanamento,  unitamente  alla  sua  esecuzione,  dell'interessato  dalla 
Svizzera,  frattanto  cresciuta  in  giudicato  poiché non avversata  dalle 
parti;

la seconda domanda d'asilo in Svizzera che l'interessato ha presenta-
to in data (...);

i verbali d'audizione del 1° settembre 2010 e del 23 settembre 2010;

la decisione dell'UFM del 23 settembre 2010, notificata all'interessato 
il medesimo giorno (cfr. agli atti avviso di notifica e di ricevuta) con la 
quale l'istanza inferiore non è entrata nel merito della seconda doman-
da di asilo del ricorrente in applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e della 
legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi, RS 142.31), pronunciando il  
suo allontanamento dalla Svizzera rispettivamente l'esecuzione di tale 
misura;

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 27 settembre 2010 (cfr. timbro del  
plico raccomandato, data d'entrata 28 settembre 2010) per mezzo del 
quale chiede l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissio-
ne degli atti di causa all'autorità inferiore per una nuova decisione nel  
merito  della  sua  domanda  d'asilo  subordinatamente  la  concessione 
dell'ammissione  provvisoria,  come  pure  la  dispensa  dal  pagamento 
delle spese di giustizia e del relativo anticipo;

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei consi -
derandi che seguono;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-

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gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti 
(art. 6 LAsi);

che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del-
l'art. 5 PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguono, 
sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice uni -
co, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la  
decisione è motivata solo sommariamente;

che quando è chiamato a pronunciarsi su un ricorso contro una deci -
sione di non entrata nel merito su una domanda di asilo, il TAF si limita 
ad esaminare  la  fondatezza di  una tale  decisione (cfr. DTAF 2007/8 
consid. 2.1. pag. 73; GICRA 2004 n. 34 consid. 2.1. pag. 240 e segg.;  
GICRA  1996  n.  5  consid.  3  pag.  39;  GICRA  1995  n.14  consid.  4 
pag. 127 e segg.);

che egli ha dichiarato di essere originario dell'Iraq; di  aver lasciato il 
territorio svizzero nel mese di (...) del (...), dopo la conclusione infrut -
tuosa della sua prima procedura d'asilo in Svizzera; che egli ha dichia-
rato,  in  sostanza  (cfr.  verbale  d'audizione  del  1° settembre 2010)  di 
non essere rientrato in patria, bensì di essersi trasferito in Italia, dove 
ha depositato una domanda di asilo; che le autorità italiane in materia 
di  asilo  lo  hanno  informato  che,  in  base  alla  procedura  Dublino,  la 
Svizzera è competente per trattare la sua richiesta; che pertanto, egli  

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avrebbe, sua sponte, fatto ritorno in Svizzera giungendo a E._______ 
il (...), data in cui ha depositato la seconda domanda d'asilo presso il  
Centro  di  registrazione  e  di  procedura  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
1° settembre 2010);

che, quo ai motivi d'asilo, il ricorrente ha affermato che quelli già solle -
vati durante la prima procedura sono tutt'ora validi ed esistenti, ma che 
a questi se ne sono aggiunti altri; che infatti, nel periodo in cui egli ha  
soggiornato in Italia, egli  sarebbe venuto a conoscenza del fatto che 
suo padre e suo fratello sono accusati dalle autorità in patria per aver 
commerciato  armi  con il  F._______; che tuttavia essi  sono riusciti  a 
fuggire in G._______ e che stanno cercando una soluzione per prova-
re la loro innocenza; che il ricorrente avrebbe ottenuto queste informa-
zioni dalla madre, con la quale è rimasto in contatto telefonico; che ella 
avrebbe inoltre riferito all'insorgente che le autorità lo stanno cercan -
do; che pertanto, egli teme, in caso di ritorno in patria di essere arre -
stato fintanto che i suoi parenti non si costituiscono (cfr. verbale d'audi -
zione del 1° settembre 2010 pag. 5);

che, con decisione del 23 settembre 2010, l'UFM ha constatato che la  
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che i fatti addotti  
dal ricorrente nella presente procedura non sono propri a motivare la  
qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione 
provvisoria;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi; che detto Ufficio ha an-
che pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e -
secuzione dell'allontanamento  verso l'Iraq  siccome lecita,  esigibile  e 
possibile;

che nel gravame, l'insorgente fa valere che - dopo la prima procedura 
d'asilo conclusasi con decisione dell'UFM del 30 settembre 2009, frat -
tanto cresciuta in giudicato – sarebbero intervenuti fatti completamente 
nuovi rispetto a quelli posti a fondamento della prima procedura d'asilo 
in Svizzera; che tali fatti sono propri a motivare la sua qualità di rifugia -
to  o  determinanti  per  la  concessione della  protezione provvisoria,  e 
per i  quali l'autorità inferiore avrebbe dovuto entrare nel merito della  
sua domanda d'asilo; che, inoltre, il ricorrente ha chiesto che sia verifi -
cato il carattere di inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento, con 
la  conseguente  concessione  dell'ammissione  provvisoria,  in  quanto 
sarebbe originario di un paesino nei pressi di H._______;

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che, in conclusione, l'insorgente ha chiesto, l'annullamento del provve-
dimento impugnato e la trasmissione degli atti di causa all'autorità in -
feriore per una nuova decisione nel merito della sua domanda d'asilo 
e, subordinatamente, la concessione dell'ammissione provvisoria; che 
egli ha altresì presentato una domanda di  assistenza giudiziaria, nel 
senso della dispensa dal versamento delle spese di giustizia e del re-
lativo anticipo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente la procedura d'asilo, è rientrato nel Paese d'origine o di pro-
venienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano in -
tervenuti  nel frattempo fatti  propri  a motivare la qualità di  rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria;

che, preliminarmente, il TAF osserva che la precedente procedura d'a-
silo  si  è  definitivamente  conclusa  con  la  decisione  del  30 settem-
bre 2009, frattanto cresciuta in giudicato poiché non avversata, con la 
quale l'UFM ha respinto la prima domanda di asilo dell'interessato e de-
cretato l'esecuzione del suo allontanamento dalla Svizzera;

che, questo Tribunale ritiene che, nella presente come nella preceden-
te procedura,  il  ricorrente  non ha presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure, argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valu-
tazione, rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata 
nel merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi);

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo, s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato;

che codesto Tribunale tiene a sottolineare che - sebbene il ricorrente 
sostiene che i motivi d'asilo addotti nella presente procedura si riferi -
scano ad avvenimenti accaduti dopo il suo allontanamento dalla Sviz-
zera e sarebbero nuovi e completamente distinti da quelli addotti nella 
prima procedura – egli non è riuscito a renderli verosimili, limitandosi 
ad allegare un racconto stereotipato;

che, anzitutto, occorre  rilevare che l'insorgente non ha addotto alcun 
elemento o documento atto a dimostrare la verosimiglianza degli stes -

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si motivi fatti valere a sostegno della sua prima domanda d'asilo, i qua -
li hanno già condotto ad una decisione negativa regolarmente cresciu-
ta in giudicato; che inoltre, neppure riguardo alle telefonate con le qua-
li la madre lo avrebbe avvertito che il padre ed il fratello sarebbero ac-
cusati in patria per aver trafficato armi a favore del F._______ – e che 
egli pure sarebbe ricercato – il ricorrente ha saputo fornire alcun ele-
mento od informazione atti  a confortare le sole, scarne e generiche, 
dichiarazioni di parte; che a titolo di esempio, si rileva che i nuovi moti-
vi addotti dal ricorrente avrebbero avuto origine già nel mese di (...) e 
che gli  sono stati comunicati telefonicamente dalla madre, ma che in 
tutto questo tempo, pur restando in contatto telefonico con ella, il ricor-
rente non ha richiesto maggiori dettagli ed informazioni, riuscendo so-
lamente a fornire un quadro della situazione scevro di ogni e qualsiasi 
particolare; che oltre a ciò, occorre ritenere che la sua famiglia si è af -
fidata ad un avvocato in patria, ma che il ricorrente non ha mai cercato 
di mettersi in contatto con lui o per lo meno non si è mai premurato di  
farsi mandare – nemmeno per interposta posta persona – la benché 
minima documentazione a conforto delle proprie allegazioni; che infine 
pare alquanto illogico ed infondato il fatto che il ricorrente verrebbe ar-
restato in caso di rientro in patria come mezzo di pressione in vista di 
una spontanea costituzione da parte del padre e del fratello maggiore,  
quando il ricorrente ha altri fratelli in patria – uno peraltro maggiorenne 
– che non hanno subito alcuna persecuzione;

che, alla  luce di  quanto evocato, v'è,  dunque, ragione di  concludere 
che i  motivi  fatti  valere  dal  ricorrente  nell'ambito  della  procedura  in 
esame sono, come facilmente riconoscibili,  palesemente inverosimili;  
che, indipendente da ciò,  in  tutta evidenza,  non costituiscono di  per 
sé, un indizio proprio a giustificare la qualità di rifugiato ai sensi del -
l'art. 3 LAsi, tanto meno determinante per la concessione della prote -
zione provvisoria;

che, per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato che i fatti nuo-
vamente addotti  dall'insorgente nella presente procedura d'asilo,  poi-
ché inverosimili, non sono propri a motivare la qualità di rifugiato o de -
terminanti per la concessione della protezione provvisoria;

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito  il  ricorso, destituito  d'ogni  e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata;

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che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or-
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20), 
entrata in vigore il 1° gennaio 2008; che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, l'e-
secuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art.  83  cpv. 2 
LStr),  ammissibile  (art.  83  cpv.  3  LStr)  e  ragionevolmente  esigibile 
(art. 83 cpv. 4 LStr);

che, quo alla liceità, dalle carte processuali, non emergono elementi 
da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente in 
Iraq possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Con-
federazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della 
Convenzione sullo statuto dei  rifugiati  del  28 luglio 1951 (Conv.,  RS 
0.142.30), l'art. 5 LAsi (divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 
LStr o esporre il  ricorrente in patria al  rischio reale ed immediato di  
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4  novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, infatti, il ricorrente non ha fat-
to valere alcunché in tal senso;

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile;

che nel caso di specie, come ritenuto già nel corso della prima proce-
dura dall'autorità inferiore, e dalle cui considerazioni questo Tribunale 
non ha motivo per  cui  scostarsene,  le  affermazioni  del  ricorrente  in 
merito alla propria cittadinanza sono manifestamente confutate dall'e-
same linguistico e di provenienza (LINGUA), al punto tale che può es-
sere esclusa con certezza la sua provenienza da Faydé (cfr. rapporto  
LINGUA del 15 giugno 2009 pagg. 1 e 5) e contestualmente qualsivo-
glia  impedimento  al  rientro  del  ricorrente  nel  Paese  d'origine,  come 
egli pretenderebbe far valere in sede di ricorso con generiche e sem-
plici affermazioni (cfr. ricorso pag. 2);

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che va pure osservato che alla luce del rapporto LINGUA, il ricorrente 
parla fluentemente la lingua Badinani, il Curdo Kurmanji, che è tipica  
della zona occidentale della regione di I._______, e ciò senza alcun 
accento o inflessione che lasci presupporre una provenienza diversa;

che oltretutto il documento di identità prodotto è il medesimo già alle-
gato  in  sede  di  prima  procedura e  giudicato  falso  con  rapporto  del  
26 giugno 2009 (cfr. Atto A20/2);

che, peraltro, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, dissimulando la sua 
provenienza, il ricorrente ha reso impossibile la ricerca di pericoli con-
creti e suscettibili di minacciarlo nella sua effettiva regione d'origine;

che  premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontana-
mento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, sulla base dell'esame LIN-
GUA citato, potendosi determinare con certezza che egli proviene dal -
la  provincia di  I._______,  nel  nord  dell'Iraq (cfr. rapporto  sull'esame 
LINGUA, pagg. 1 e 5), in merito allo stato della sicurezza in Iraq, que-
sto Tribunale ha già  avuto  modo di  precisare che nelle  tre  province 
curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Suleimaniya) non vige, al mo-
mento, una situazione di violenza generalizzata e la situazione politica 
non è talmente tesa da considerare un rimpatrio come generalmente 
inesigibile; che segnatamente, lo stato della sicurezza è più stabile ed 
equilibrato rispetto al resto del Paese e, inoltre, la situazione dei diritti  
dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq; 
che in particolare, l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre provin-
ce curde è esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in 
buona salute e giovani,  a  condizione che la persona interessata sia 
originaria della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga 
di una rete sociale, segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppu-
re di relazioni con i partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in parti -
colare 7.5.1 e 7.5.8);

che,  quanto  alla  situazione  personale  dell'insorgente,  egli  è  ancora 
giovane, malgrado non abbia mai frequentato le scuole, dispone di una 
buona esperienza lavorativa avendo egli dapprima aiutato il padre nel-
la conduzione di un negozio ed in seguito lavorato in qualità di tutto 
fare  presso  un  ristorante  (cfr.  verbale  d'audizione  del  1° settem-
bre 2010, pag. 2);

che non emergono dagli atti elementi che possano fare escludere che 
il ricorrente non disponga in patria di una rete sociale;

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che, a questo riguardo, stando a quanto riferito, fatta eccezione per il 
padre  ed  il  fratello  maggiore  che  al  momento  si  troverebbero  in 
G._______, il  ricorrente ha ancora tutta la  sua numerosa famiglia  – 
composta dalla madre, quattro fratelli e sei sorelle – in patria (cfr. ver-
bale d'audizione del 1° settembre 2010, pag. 3);

che, l'insorgente non ha, altresì, preteso nel gravame di soffrire di gra-
vi problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provviso-
ria (GICRA 2003 n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di 
causa emerga la necessità di una permanenza dell'insorgente in Sviz-
zera per motivi medici;

che  sulla  base  di  queste  considerazioni,  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è anche ragionevolmente esigibile;

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ri -
corrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni do-
cumento  indispensabile  al  rimpatrio;  che  l'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

che essendo le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste di  probabilità  d'esito 
favorevole,  la  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  di-
spensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art.  65 
cpv. 1 PA);

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1  e  cpv. 5 PA nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle 
tasse e sulle spese ripetibili  nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-
strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

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che la presente decisione non può essere impugnata con ricorso in 
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF),

che la pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell'esenzione dal pa-
gamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale ammini-
strativo federale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione 
della presente sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
E._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- all'UFM, Centro di  registrazione e di  procedura di  E._______ con 
ordine di notificare la sentenza al ricorrente e di ritornare l'avviso di 
ricevimento  allegato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (allegati: 
incarto N [...] e copia del ricorso del 27 settembre 2010, per corriere 
interno; in copia)

- L._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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