# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7d5cf622-5e65-504c-b0cc-f06b714378df
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-07-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.07.2010 D-1906/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1906-2007_2010-07-06.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1906/2007/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  l u g l i o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Bruno Huber e Robert Galliker;
cancelliere Federico Pestoni.

A._______, alias
B._______,
Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 21 febbraio 2007 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1906/2007

Fatti:

A.
Il ricorrente, originario della Mongolia, nato a C._______ (D._______, 
E._______) con ultimo domicilio ad F._______, ha presentato doman-
da d'asilo in Svizzera il (...).

Nel  corso delle  audizioni  sui  motivi  d'asilo,  egli  ha dichiarato, in  so-
stanza e per quanto è qui di rilievo, di essere espatriato per il timore di  
essere ucciso in patria, posto che, avendo operato in qualità di guardia 
del corpo del parlamentare G._______, egli sarebbe a conoscenza di 
fatti concernenti il citato politico e sui quali starebbe indagando il Cen-
tro di spionaggio dello Stato. Proprio a causa di ciò, il ricorrente sareb-
be stato interrogato una prima volta il 26 giugno 2006 ed una seconda 
volta il 3 luglio 2006. In quest'ultima occasione gli sarebbero stati se-
questrati il passaporto e la tessera d'accesso al parlamento. Malgrado 
gli fosse stato intimato di mantenere il più assoluto riserbo sulle inda -
gini,  egli  ha dovuto avvertire G._______, in quanto senza documenti 
era impossibilitato a svolgere la propria funzione. Il politico nonché suo 
datore di lavoro lo avrebbe tranquillizzato dicendo che avrebbe siste-
mato  le  cose. Tuttavia,  in  data  8  luglio  2006,  l'interessato  ha subito 
un'aggressione ad opera di quattro o cinque uomini, per la quale sa-
rebbe stato ricoverato in ospedale per oltre un mese. Durante la sua 
degenza egli avrebbe ricevuto una telefonata da parte di G._______ 
che lo avrebbe minacciato intimandogli di cessare di fare la spia. A se-
guito di ciò, il ricorrente avrebbe avvertito la polizia circa i propri so-
spetti sul coinvolgimento di G._______ nell'organizzazione dell'aggres-
sione subita. Malgrado le rassicurazioni e le promesse di intervento da 
parte delle forze dell'ordine, una volta dimesso dall'ospedale, nel mese 
d'agosto del 2006, alcuni individui avrebbero sequestrato e condotto il  
ricorrente presso un cimitero, dove sarebbe stato gettato in una buca, 
minacciato,  picchiato  e  finanche  violentato. Infine,  l'interessato,  pro-
mettendo di sparire, sarebbe stato risparmiato e si sarebbe nascosto 
in campagna, ad H._______ fino al mese di (...) del (...) quando ha de-
ciso di lasciare il Paese.

B.
Con  decisione  del 21 febbraio 2007,  l'UFM  ha  respinto  la  domanda 
d'asilo suesposta. Detto Ufficio  ha pure pronunciato l'allontanamento 
del richiedente dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 

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il  suo Paese d'origine,  ossia la  Mongolia,  siccome lecita,  esigibile  e 
possibile.

C.
In data 14 marzo 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso dinnanzi al Tri-
bunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  TAF)  contro  la  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  con 
conseguente concessione dell'asilo in Svizzera, subordinatamente, la 
concessione  dell'ammissione  provvisoria  vista  l'inesigibilità  e  l'inam-
missibilità  dell'esecuzione dell'allontanamento  verso il  proprio  Paese 
d'origine. Egli ha altresì presentato una domanda di esenzione dal pa-
gamento anticipato delle spese di giustizia.

D.
Il TAF, con decisione incidentale del 20 marzo 2007,  ha autorizzato il 
ricorrente a soggiornare in Svizzera fino al  termine della  procedura. 
Ha  inoltre rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di  motivi  particolari 
(art. 63 cpv. 4 della legge federale sulla procedura amministrativa del 
20 dicembre 1968 [PA, RS 172 021]), a chiedere al ricorrente il versa-
mento di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

E.
In medesima data, con decisione incidentale, il  TAF ha concesso un 
termine di 15 giorni all'UFM per prendere posizione sul ricorso deposi -
tato dall'insorgente.

F.
Con osservazioni del 28 marzo 2007, l'UFM ha confermato quanto già 
espresso con decisione del 21 febbraio 2007, posto che dalle dichiara-
zioni  del  richiedente  non emergono elementi  tali  da  giustificare  una 
modifica del precedente atto.

G.
Con decisione incidentale del 4 aprile 2007, il TAF ha concesso al ri -
corrente un termine di 15 giorni per produrre un memoriale di replica.

H.
In data 18 aprile 2007, il ricorrente ha introdotto il proprio scritto, rile -
vando che l'UFM, nelle proprie osservazioni, si è dilungato sulla que-
stione della violenza sessuale da egli asserita, ma della quale non ha 
eccepito  nulla  in  sede  ricorsuale. Inoltre,  l'insorgente  non  si  spiega 
come mai l'autorità di prime cure gli oppone tutta una serie di contrad-

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dizioni senza aver preso in considerazione le motivazioni da egli espo-
ste in sede di seconda audizione, quando è stato confrontato con tali  
discrepanze.

I.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dal la legge sul Tri-
bunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32) 
e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno 2005  (LTF,  RS 
173.110),  in  quanto la  legge sull'asilo  del  26 giugno 1998 (LAsi,  RS 
142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Giusta il capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica della 
LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento del -
l'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù 
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 
PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

Il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della  stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a  – c PA); è pertanto legittimato ad 
aggravarsi contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e  
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

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2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del TAF 
D-4917/2006 del 12 luglio 2007, consid. 3; PIERRE MOOR, Droit admini-
stratif, vol. II, 2. ed., Bern 2002, no. 2.2.6.5).

3.
3.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato le allegazioni del 
richiedente come insufficienti a soddisfare le condizioni richieste dalla 
legge per il riconoscimento dello statuto di rifugiato e pertanto all'am-
missione della sua domanda d'asilo. In particolare, l'autorità di prima 
istanza ha messo in evidenza le diverse contraddizioni emerse nelle 
due audizioni sostenute dal richiedente, giudicando inoltre, inefficaci ai 
fini della presente causa, i documenti versati agli agli atti dal ricorren -
te, e meglio la tessera di guardia del corpo e l'estratto del casellario 
giudiziale in quanto essi non provano in alcun modo che egli abbia ef-
fettivamente lavorato per G._______ né tantomeno che sia stato vitti -
ma dei soprusi e delle persecuzioni allegate. Inoltre, l'esecuzione del-
l'allontanamento sarebbe ammissibile, esigibile e possibile.

3.2 Nel  gravame, l'insorgente sostiene di  aver addotto validi  e  suffi -
cienti motivi a suffragio della propria domanda di asilo e che le con-
traddizioni rilevate dall'UFM sarebbero già state da lui chiarite nel cor -
so delle audizioni. Egli ritiene inoltre che il suo rientro in Patria non sa-
rebbe  ragionevolmente  esigibile,  in  quanto  troverebbe  applicazione 
l'art. 3 CEDU,  e  ciò  perché,  se  allontanato,  egli  sarebbe  esposto  a 
quei trattamenti vietati dalla disposizione in questione. Per questi moti -
vi il  ricorrente ritiene di adempiere le condizioni necessarie all'otteni -
mento dell'asilo e, subordinatamente l'ammissione provvisoria non es-
sendo l'esecuzione del suo allontanamento ragionevolmente esigibile 
ne ammissibile.

3.3 In  conclusione, l'insorgente ha chiesto l'accoglimento del ricorso 
con  il  conseguente  annullamento  del  provvedimento  impugnato  e  la 
concessione dell'asilo  in  Svizzera,  subordinatamente  la  concessione 
dell'ammissione provvisoria. Egli ha altresì presentato una domanda di 

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assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal versamento delle 
spese anticipate di giustizia.

4.
4.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di -
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifu -
giate le persone che, nel Paese d'origine o di ultima residenza, sono 
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionali -
tà, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-
nioni  politiche, ovvero hanno fondato timore di  essere esposte a tali 
pregiudizi.

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al -
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

4.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve pro-
vare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di  rifugiato. La 
qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 
probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in par-
ticolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 
o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo deter-
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de -
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  

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giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GICRA 
1995 n. 23, GICRA 2005 n. 21, consid. 6.1).

5. Il  ricorrente ha  allegato  di  essere  stato  vittima,  nel  suo  Paese 
d'origine,  di  ripetute  minacce  e  violenze  fisiche  da  parte  di  alcuni 
individui assoldati verosimilmente dal politico G._______, per il quale 
egli  lavorava in  veste di  guardia del  corpo ed a proposito del  quale 
sarebbe  stato  più  volte  interrogato  dagli  agenti  del  Centro  di 
spionaggio dello Stato, in quanto sarebbe stato a conoscenza di alcuni 
affari poco chiari del politico.

5.1 Questo Tribunale osserva preliminarmente che, come rettamente 
rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazio-
ni determinanti in materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in 
mere, generiche ed imprecise affermazioni di  parte, contraddittorie e 
non corroborate dal benché minimo elemento di seria consistenza, in 
sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

In  particolare  questo  Tribunale  tiene  a  sottolineare  che  l'insorgente 
non ha saputo fornire indicazioni precise sui  fatti  addotti  a sostegno 
dei motivi presentati a fondamento della sua domanda d'asilo, ragione 
per cui v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza.

A titolo di esempio, quo alla cronologia degli eventi, si rileva che in oc-
casione della prima audizione testimoniale il ricorrente ha affermato di  
essere  rimasto  in  ospedale  dall'8  luglio  fino  al  25  agosto  2006 e di  
aver ricevuto la telefonata minatoria di G._______ il  15 agosto 2006 
(cfr. verbale d'audizione del 29 dicembre 2006, pag. 6), mentre in sede di 
seconda audizione egli ha cambiato versione dicendo che di aver rice-
vuto la predetta telefonata il 15 luglio 2006 e di essere stato dimesso 
in  data 15 agosto  2006  (cfr. verbale d'audizione del 29 gennaio 2007, 
pagg. 3 e 4). Inoltre, il ricorrente ha inizialmente dichiarato che, in oc-
casione della seconda aggressione, egli sarebbe stato prelevato dalla 
sua abitazione da due persone, mentre altri due individui erano già al -
l'interno della macchina nella quale è stato condotto (cfr. verbale d'au-
dizione del 29 dicembre 2006, pagg. 5 e 6). Successivamente, di conver-
so, egli ha riferito che le persone venute a prenderlo erano due e che 
ve n'era una terza ad attenderli in macchina, specificando che al cimi -
tero sarebbe poi comparsa una quarta persona (cfr. verbale d'audizione 
del 29 gennaio 2007, pag. 4). Stanti le suesposte incongruenze nel rac-
conto dei fatti precedenti all'asserito stupro, ritenuto che il ricorrente, 
pur messo in condizione di farlo, non ha voluto fornire dettagli a questo 

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proposito, v'è da ritenere che, come rettamente rilevato dall'UFM, pure 
questo fatto non sia avvenuto nelle circostanze evocate dall'interessa-
to. Infine, a proposito dell'incontro che in data 26 giungo 2006 il ricor-
rente avrebbe avuto con gli  agenti del Centro di spionaggio di Stato, 
egli ha riferito in un primo momento di essere stato fermato da due uf-
ficiali  fuori  dal  parlamento  (cfr.  verbale  d'audizione  del  29 dicem-
bre 2006, pag. 6), riportando in seguito che gli agenti lo avrebbero cer-
cato al proprio domicilio (cfr. verbale d'audizione del 29 gennaio 2007, 
pag. 3).

Tutto ciò stante, vista l'inverosimiglianza delle dichiarazioni, vengono a 
far difetto argomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa va-
lutazione rispetto a quella di cui alla decisione impugnata.

5.2 In virtù del principio della sussidiarietà della protezione internazio-
nale per rapporto alla protezione nazionale, si deve poter esigere da 
un richiedente d'asilo che abbia esaurito, nel proprio Paese, le possibi -
lità  di  protezione  contro  eventuali  persecuzioni  prima  di  sollecitare 
quella  di  uno  Stato  terzo. Infatti,  tali  situazioni,  ancorché  spiacevoli, 
non sono determinanti  per il  riconoscimento dello statuto di  rifugiato 
se la persona che ne è vittima beneficia nel suo luogo d'origine di un 
accesso concreto a delle strutture efficaci di protezione e che può es-
sere ragionevolmente richiesto che egli faccia appello a questo siste-
ma  di  protezione  interna  (cfr.  decisione  del  TAF  D-7847/2006  del 
18 agosto 2009; GICRA 2006 n. 18 pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 
n. 15 pagg. 107 e segg.).

Il ricorrente avrebbe denunciato all'autorità locale la prima aggressio-
ne, avvenuta l'8 luglio 2006 ed all'origine del suo lungo ricovero all'o-
spedale, così come la telefonata minatoria da parte di G._______ du-
rante la sua degenza, ricevendo peraltro delle rassicurazioni da parte 
della polizia. Tuttavia non lo ha più fatto dopo la seconda aggressione, 
a seguito della quale si sarebbe trasferito in campagna, ad H._______, 
facendo perdere le sue tracce. Da un lato, dunque, dopo la denuncia 
della prima aggressione, il ricorrente non si sarebbe più informato cir-
ca lo stato dell'inchiesta onde poterla eventualmente sollecitare, dal-
l'altro, sembrerebbe che il ricorrente non abbia insistito presso le auto -
rità mongole affinché esse lo proteggessero e difendessero i suoi dirit -
ti, rivolgendosi per esempio ai superiori di polizia o meglio ancora al 
Centro di spionaggio dello Stato che stava indagando su G._______. 
Pertanto non si può ritenere che, nel caso in rassegna, le forze dell'or -

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dine abbiano rinunciato a proteggerlo o siano state impossibilitate a 
farlo. Perciò, si deve ritenere che il ricorrente non ha intrapreso tutte le 
procedure che ci si poteva attendere da lui al fine di far valere i propri  
diritti presso le autorità competenti. Del resto, il ricorrente non è riusci-
to a dimostrare che le autorità mongole non gli accorderebbero un'ap -
propriata protezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di  terzi 
nei suoi confronti.

5.3 A  titolo  meramente  abbondanziale,  occorre  rilevare  che  dal 
25 agosto  2006  all'(...)  il  ricorrente  si  è  trasferito  ad  H._______,  in  
campagna, e lì non ha più avuto alcun problema né con G._______ né 
con terze persone. Ciò conferma la possibilità per l'interessato di ricor-
rere alla fuga interna senza dover espatriare per risolvere gli asseriti  
disagi vissuti in patria.

Alla luce di quanto precede, a mente di questo Tribunale – anche indi-
pendentemente dall'inverosimiglianza delle dichiarazioni dell'insorgen-
te rettamente rilevata dall'UFM – i fatti addotti dal ricorrente nella pre-
sente procedura d'asilo, non sono propri a motivare la qualità di rifu -
giato.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

6.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione;  tiene  però  conto  del  principio  dell'unità  della  famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi).

Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM avreb -
be  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera 
(art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Or-
dinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 agosto 1999 
[OAsi 1, RS 142.311]).

Nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione del -
l'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può 
prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), 
generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubbli-

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co ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo sta-
tuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

7.
Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) 
prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e pos-
sibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di queste condizioni,  
l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr).  
Tuttavia, questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato di colla-
borare all'accertamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (v. la senten-
za del TAF D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; GICRA 2005 
no 1, consid. 3.2.2; WALTER KÄLIN, Grundriss des Asylverfahrens, Basel 
und Frankfurt  am Main,  1990,  pag. 262). Si  tratta  di  un  tipico  caso 
d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA.

7.1 Quo all'ammissibilità,  dalle  carte  processuali  non emergono ele-
menti da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-
rente in Mongolia possa violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione fede-
rale della Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101),  
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per  
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'autore  del  gravame è 
ammissibile.

7.2
Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'esecu-
zione non può essere ragionevolmente esigibile  qualora,  nello  Stato 
d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concretamen-
te in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, violenza 
generalizzata o emergenza medica.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 

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che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute,  all'invalidità  o persino la  morte. Per contro, le  difficoltà  socio  
economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposi -
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 
militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24, consid. 10.1 pag. 215).

Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti se 
l'interessato conclude a giusta ragione o meno al carattere inesigibile 
dell'esecuzione del suo allontanamento, tenuto conto della situazione 
generale vigente attualmente in Mongolia, da un lato, e la sua situazio-
ne personale, dall'altro.

Nella circostanza, codesto Tribunale non può ammettere che la situa-
zione attuale prevalente in Mongolia è in sé costitutiva di un impedi -
mento alla reintegrazione del ricorrente. Infatti,  è notorio che questo 
paese non conosce una situazione di guerra, di guerra civile o di vio -
lenza generalizzata.

Quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli è ancora giovane, 
può vantare un'ottima formazione scolastica avendo egli ottenuto la licen-
za universitaria di istruttore sportivo ed una buona esperienza lavorativa 
sia come istruttore sia come guardia del corpo (cfr. verbale d'audizione 
del 29 dicembre 2006, pag. 2). Stando a quanto riferito, il  ricorrente ha 
ancora entrambi i genitori ed un fratello in patria e, oltre a ciò, ha vissuto 
per diverso tempo a C._______, E._______, ed in seguito ad F._______ 
(cfr. verbale d'audizione del 29 dicembre 2006, pag. 1). Pertanto si può 
partire dal presupposto che abbia ancora una discreta rete sociale nel 
Paese d'origine. Infine si rileva che l'insorgente non ha preteso nel grava-
me di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la sua 

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ammissione provvisoria (cfr. sulla problematica, GICRA 2003 n. 24), sen-
za che da un esame d'ufficio degli atti emerga la necessità di una perma-
nenza in Svizzera per motivi medici.

Pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente deve essere 
considerata ragionevolmente esigibile.

7.3 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio.

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

7.4 Sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione dell'al-
lontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile.  Di 
conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il 
gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

8.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

9.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

10.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 
succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegati:  incarto  N (...)  e  copia  del 

ricorso del 22 gennaio 2007, per corriere interno; in copia)
- I._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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