# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 150ef42e-0788-527a-9525-6a0cf46b4d11
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 16.12.2004 14.2004.118
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2004-118_2004-12-16.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2004.118

  	
  Lugano

  16 dicembre
  2004

  B/sc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli,
  vicecancelliera

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza
3 settembre 2004 presentata da

 

	
   

  	
  AO 1 

  patr. da PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  patr. da PA 2 

   

  

 

sulla quale istanza la Pretore del __________, con
sentenza 

22 ottobre 2004 ha così deciso: 

 

“1. È pronunciato il fallimento di ____________________,
a far tempo

     da venerdì 22 ottobre 2004 alle ore 14.00.

 

 2./3./4. Omissis”.

 

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP
1 che con atto 

4 novembre 2004 ne postula l’annullamento;

 

preso atto che la parte appellata non ha
presentato osservazioni;

 

rilevato che con ordinanza presidenziale 11
novembre 2004 all’appello 

è stato concesso effetto sospensivo parziale;

 

ritenuto 

 

In fatto:

 

A.    
Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________
__________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per l’incasso di fr. 1'842.55
oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

 

B.    All’udienza di contraddittorio del 20 ottobre 2004 nessuno è
comparso.

 

C.    Con decisione 22 ottobre 2004 la Pretore __________, __________, ha
dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da venerdì 22 ottobre 2004 alle
ore 14.00.

 

D.    Con atto d’appello 4 novembre 2004 la AP 1 ha postulato la
declaratoria di nullità del decreto di fallimento asserendo di avere pagato il suo
debito nei confronti della creditrice e producendo uno scritto 26 ottobre 2004
del patrocinatore di quest’ultimo, in cui viene confermato il versamento da parte
della debitrice di fr. 2'156.65 a saldo dell’esecuzione in oggetto (doc. B).
L’appellante ha poi sostenuto di essere solvibile, versando agli atti un
estratto 25 ottobre 2004 delle sue esecuzioni (doc. D) e 10 ricevute relative
al pagamento, avvenuto il 18 agosto 2004 rispettivamente il 6 rispettivamente
il 29 settembre 2004 di un debito e di esecuzioni pendenti nei suoi confronti
(doc. da E a N). Essa ha poi prodotto un ulteriore estratto delle sue
esecuzioni, più recente, datato 4 novembre 2004 (doc. O) e un fax pure datato 4
novembre 2004 della __________ (doc. P), relativo al ritiro, in seguito a
pagamento, dell’esecuzione n. __________.    

 

 

Considerato

 

In diritto:

 

                                   1.                                           

                                  a)   In
virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare
la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende
verosimile la sua solvibilità e provi per mezzo di documenti che nel frattempo:

 

                                         1)  il
debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2)  l'importo
dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria superiore a
disposizione del creditore; o che

                                         3)  il
creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                      

                                  b)   L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
Nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte Nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1- 3 LEF. I nova
autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve
espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile
la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte
dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza
senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità
deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi
creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una
difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo
indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere
dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali
nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento
in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi
indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di
riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti
bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore
sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua
solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa
verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal
debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti
dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti
pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG,
vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des
Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14
p. 305; Jürgen Brönnimann, Novenrecht
und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG,
p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo
1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                  c)   Dalla dichiarazione 26 ottobre 2004
dell’avv. __________ PA 1 (doc. B) si evince che l'appellante ha saldato,
posteriormente alla dichiarazione di fallimento, il suo debito nei confronti
del creditore, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto dall'art. 174
cpv. 2 cifra 1 LEF.

                                         Per quel
che riguarda il requisito della solvibilità va rilevato che dall'estratto 25
ottobre 2004 __________  (doc. D) risulta che nei confronti di AP 1 erano
pendenti 11 esecuzioni, tre delle quali giunte all’emissione della comminatoria
di fallimento, mentre le rimanenti erano pervenute allo stadio di opposizione. Da
un più recente estratto, datato 4 novembre 2004 (doc. O), emerge che le
esecuzioni ancora pendenti nei confronti dell’appellante ammontano a 9. L’unica
procedura esecutiva, in cui è stata emessa la comminatoria di fallimento,
risulta ritirata con scritto 4 novembre 2004 della creditrice __________
all’Ufficio __________ (doc. P). Le altre 8 esecuzioni sono invece giunte allo
stadio di opposizione. Orbene in questa fase di procedura non si può ancora concludere
che l’appellante sia effettivamente debitrice degli importi posti in
esecuzione. Di conseguenza non può essere ritenuto che essa si trovi in uno
stato d'illiquidità e che non sia in grado di saldare i debiti accertati, atteso
che come risulta dai doc. da E a N il 18 agosto 2004 rispettivamente il 6
rispettivamente il 29 settembre 2004 essa ha saldato un debito di fr. 2'995.20
relativo a imposte alla fonte (doc. E) e diverse esecuzioni pendenti nei suoi
confronti per un importo complessivo di fr. 19'268.20 (doc. da F a N). Anche il
presupposto della solvibilità appare quindi come reso sufficientemente
verosimile. Risultando adempiuti i requisiti, di cui all’art. 174 cpv. 2 LEF, la
dichiarazione di fallimento pronunciata dal primo giudice può essere annullata.

 

                                   3.   L'appello 4 novembre 2004 di AP 1 va pertanto accolto.

                                         La tassa
di giustizia è posta a carico dell'appellante in sede d’appello (art. 49 OTLEF).

                                         Non si
assegnano indennità, non avendo la parte appellata presentato osservazioni
(art. 62 cpv. 1 OTLEF).

                                         Le spese
dell’Ufficio fallimenti vanno caricate all’appellante. 

 

 

 

Per questi motivi,

 

richiamato l'art. 174 cpv. 2 LEF

 

pronuncia:               I.   L'appello 4 novembre __________, __________, è accolto.

 

                                         “1. La
dichiarazione di fallimento 22 ottobre 2004 pronunciata 

                                          dalla
Pretore del __________, 

                                          inc. EF.__________
nei confronti di __________,

                                          __________,
è annullata.

 

II.    __________: 

      -  
avv. __________ PA 2 Lugano

      -RA
2

                                         -   Ufficio
__________                                          -      Ufficio __________;

                                         -     Ufficio
__________.

 

                                         Comunicazione
alla Pretura __________

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

	
  Terzi implicati

  	
  PI 1 Lugano 

   

  
	
  Tzi implicati

  	
   

  
	
   Implicati