# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 538b2a64-b826-5dac-aa68-cf542bbbb606
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-04-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.04.2002 35.2002.13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2002-13_2002-04-16.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2002.00013

   

  mm

  	
  Lugano

  16 aprile 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  presidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 febbraio 2002
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 1° febbraio 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 22
settembre 2000, __________ - titolare di un'impresa di costruzioni a __________
ed assicurato contro gli infortuni presso l'__________ - stava alzando una
tavola, quando è scivolato ed è caduto da un'altezza di circa 2.5 metri.

                                         Egli ha
riportato una ferita lacero-contusa al cuoio capelluto, al naso ed all'orecchio
sinistro nonché una frattura composta del radio distale a sinistra.

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'Istituto assicuratore, il quale ha regolarmente corrisposto
le prestazioni di legge.

 

                               1.2.   Esperiti i
necessari accertamenti, l'__________, con decisione formale dell'8 gennaio
2002, ha dichiarato l'assicurato abile al lavoro nella misura del 75% dal 23
agosto 2001 e nella misura del 100% dal 24 settembre 2001 (cfr. doc. _). 

 

                                         A seguito
dell'opposizione interposta dall'avv. __________ per conto dell'assicurato
(cfr. doc. _), l'assicuratore LAINF, in data 1° febbraio 2002, ha
sostanzialmente ribadito il contenuto della sua prima decisione (cfr. doc. _). 

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 21 febbraio 2002, __________, sempre patrocinato
dall'avv. __________, ha chiesto che l'__________ venga condannato a versargli,
anche dopo il 22 agosto 2001, indennità giornaliere corrispondenti ad una
incapacità lavorativa del 50% (cfr. I, p. 3). 

                                         Egli ha
sostanzialmente fatto valere di essere ancora portatore di disturbi invalidanti
- soprattutto delle cervicalgie accompagnate da cefalee e vertigini -
conseguenze, naturali ed adeguate, dell'evento traumatico del settembre 2000.

 

                               1.4.   L'__________,
in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. V). 

 

                               1.5.   In replica,
__________ si è limitato a chiedere al TCA di ordinare una perizia medica
giudiziaria (cfr. VII). 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza
(ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre
1999 nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'oggetto
della vertenza è circoscritto alla questione a sapere se l'__________ - a
fronte dei soli postumi residuali dell'infortunio assicurato - era o meno
legittimato a dichiarare __________ abile al lavoro al 75% dal 23 agosto 2001
ed al 100% dal 24 settembre 2001. 

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare a
seguito d'infortunio o di malattia professionale ha diritto all'indennità
giornaliera.

                                         Conformemente
alla costante giurisprudenza, la nozione di incapacità di lavoro è identica in
tutti i campi dell'assi­curazione sociale: viene considerata incapace di lavoro
una persona che per motivi di salute non è più in grado di svolgere la propria
attività o lo è soltanto in misura ridotta oppure, ancora, soltanto con il
rischio di aggravare il suo stato di salute (DTF 111 V 239 consid. 1b; A. Maurer,
Schweizerisches Sozialversicherungsrecht, vol. I, pag. 286ss.; Ghélew, Ramelet,
Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p.
91). 

 

                                         La
questione a sapere se l'assicurato sia o meno incapace di lavorare in misura
giustificante il riconoscimento del diritto a prestazioni deve essere valutata
sulla base dei fatti forniti dal medico.

 

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determi­nate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può an­co­ra svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività.

 

                                         Determinante
ai fini della graduazione dell'incapacità lavorativa non è comunque
l'apprezzamento medico-teorico, bensì la diminuzione della capacità di lavoro
che effetti­vamente risulta dall'impedimento (RAMI 1987 K 720, p. 106 consid.
2, U 27 p. 394 consid. 2b e giuri­sprudenza ivi citata; RJAM 1982 n. 482 pag.
79 consid. 2).

 

                                         L'assicurato
che rinuncia a utilizzare la sua residua capacità oppure che non mette in atto
i provvedimenti da lui ragionevolmente esigibili per sfruttare al meglio la propria
capacità lavorativa è, ciò nono­stante, giudicato per l'attività che egli
potrebbe esercitare dimostrando buona volontà. 

                                         Carenze
di volontà risultanti da un'anomalia caratteriale non sono prese in
considerazione nell'ambito dell'assicurazione infortuni: possono essere,
tutt'al più, considerate nell'ambito dell'assicurazione malattia se la loro
causa é da ricercare in un'affezione patologica (DTF 101 V 145 consid. 2b; 111
V 239 consid. 1b e 2a; RAMI 1986 p. 56; 1987 p. 105 consid 2; 1987 p. 393
consid. 2b; 1989 p. 106 consid. 1d; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 91).

 

                               2.4.   In concreto,
__________ è rimasto vittima di un infortunio professionale il 22 settembre
2000, a causa del quale egli ha riportato una ferita lacero-contusa al cuoio
capelluto, al naso ed all'orecchio sinistro nonché una frattura composta del
radio distale a sinistra (cfr. doc. _).

                                         Dopo aver
ricevuto le prime cure presso il PS dell'Ospedale regionale di __________,
l'assicurato è entrato in cura dal proprio medico curante, il dottor
__________, in ragione sostanzialmente della persistenza di disturbi al rachide
cervicale (cfr. doc. _).

                                         In data
22 dicembre 2000, ha avuto luogo una visita di controllo a cura del dottor
__________, medico di circondario supplente dell'__________, il quale ha
attestato una capacità lavorativa del 50%, prevedendo una ripresa completa del
lavoro a decorrere dalla fine di gennaio 2001 (cfr. doc. _). 

                                         Dal 23
dicembre 2000 in poi, __________ ha effettivamente lavorato al 50%; egli si è
nondimeno dichiarato impossibilitato ad incrementare ulteriormente la propria
capacità lavorativa (cfr. doc. _). 

                                         L'8 marzo
2001, l'insorgente ha privatamente consultato il dottor __________, spec. FMH
in neurologia, il quale ha segnatamente constatato l'assenza di una sindrome cervico-vertebrale,
di segni radicolari irritativi oppure ancora di segni deficitari agli arti
superiori. Egli ha quindi concluso per una, citiamo: "sindrome piuttosto irritativa
ai polsi, cervicalgie spondilogene ed ev. tendomialgiche, alterazioni statiche
e posizioni viziose a livello cervicale" (doc. _). 

                                         Il 15
maggio 2001, il ricorrente è stato visitato dal dottor __________, spec. FMH in
chirurgia ortopedica. 

                                         Questo lo
status clinico osservato dal summenzionato medico di circondario:

 

" 
STATO LOCALE

 

Cinto scapolare diritto. Funzione delle spalle
libera. Scroscii peri-articolari da ambo i lati. Nessun indizio per una lesione
della cuffia.

Muscolatura paravertebrale alto-toracico e
cervicale non contratta. Lieve limitazione funzionale terminale simmetrica sia
in rotazione che in antero/flessione. Esame funzionale segmentale C0-C3 senza
particolarità di rilievo. 

Presenza di una dolenzia ben circoscritta in sede
paravertebrale destra circa all'altezza di C6. Muscolo elevator scapolae
indolente, non contratto, nessuna nodosità di rilievo della parte ascendente
del trapezio.

Quadro neurologico sommario agli arti superiori
senza particolarità di rilievo.

 

Polso sinistro

Nessun referto infiammatorio locale. Nessuna
deviazione assiale. Funzione simmetrica, nessuna particolare dolenzia."
(doc. _, p. 2)

 

                                         e questa
la valutazione da lui finalmente enunciata:

 

" 
- Sindrome vertebrale cervicale focalizzata nei
segmenti inferiori accentuata dai movimenti di rotazione e latero-flessione del
collo.

- Stato dopo trauma contusivo il 22.9.2000.

 

L'intervallo libero di circa 2 giorni fino
all'apparizione dei disturbi permette praticamente di escludere la presenza di
una lesione strutturale allo scheletro osseo. In accordo con il quadro clinico
odierno con presenza soprattutto di un punto di irritazione paravertebrale basso-cervicale
destra, la natura, così come le modalità di apparizione dei disturbi descritti
dal signor ________ rispecchiano piuttosto una componente muscolare
intersegmentale.

 

Sul piano terapeutico mi sono quindi permesso di
redigere direttamente una prescrizione di fisioterapia secondo la tecnica di
Maitland, rivolta specificatamente alla muscolatura corta intersegmentale. In
funzione del decorso da valutarsi eventualmente pure l'indicazione a un
soggiorno di alcune settimane in un Centro riconosciuto. Questo passo necessità
tuttavia di un'organizzazione del lavoro da parte del paziente, rimasto solo
nella sua piccola impresa (un operaio infortunato, il secondo dato a un'altra
impresa). 

 

Tenuto conto degli elementi attualmente a
nostra disposizione, anamnestici, clinici, radiologici, la situazione
complessiva non sembra giustificare un'inabilità lavorativa nella misura
attuale al di là dei periodi di fisioterapia sopra indicati"

                                         (doc. _,
p. 2/3 - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Una terza
visita di controllo presso il dottor __________ è avvenuta il 23 agosto 2001.
In quell'occasione, il medico di circondario - constatato un quadro clinico
addirittura migliore rispetto a quello osservato nel mese di maggio - ha
dichiarato __________ abile al lavoro nella misura del 75% a partire dal 27
agosto 2001 e in misura totale a far tempo dal 24 settembre 2001, una volta
terminato il ciclo di fisioterapia prescrittogli:

 

" 
(…).

Come già fatto notare in occasione dell'esame
medico-circondariale del 15.5.2001 l'apparizione relativamente tardiva (da 1 a
2 giorni) dei disturbi al rachide cervicale permette praticamente di escludere
una lesione strutturale dello scheletro osteo-articolare evocando piuttosto un
disturbo di natura muscolare/funzionale. Vedi in questo contesto la presenza
concomitante pure di *balordoni e cefalea", nel frattempo regrediti.

 

Dal punto di vista clinico il referto odierno
risulta essere favorevole, addirittura migliorato rispetto a quello riscontrato
in precedenza (vedi per esempio la scomparsa delle contratture muscolari …).
Soggettivamente per contro il paziente descrive dei disturbi stazionari con
tendenza verso il peggioramento.

 

Dal punto di vista terapeutico mi sono permesso
di prescrivere al paziente ancora una serie di fisioterapia di accompagnamento
in relazione con l'aumento del grado di capacità lavorativa del 75% a
decorrere dal 27.8.2001. A decorrere dal 24.9.2001, alla conclusione
cioè della serie di fisioterapia sopra descritta, il paziente verrà nuovamente
ritenuto abile al lavoro nella misura completa.

 

Il signor __________ ha manifestato il proprio
disappunto verso questo aumento della capacità lavorativa preannunciando un
certificato da parte del suo medico curante." 

                                         (doc. _ -
la sottolineatura è del redattore).

 

 

                                         Nel corso
del mese di ottobre 2001, l'assicurato si è sottoposto ad una risonanza
magnetica della colonna cervicale presso il Reparto di radiologia diagnostica
ed interventistica dell'Ospedale regionale di __________. 

                                         Il
suddetto accertamento non ha permesso di mettere in luce alcuna alterazione
strutturale di natura post-traumatica (cfr. doc. _: "Non si notano protusioni
o ernie discali. Presenza di un moderato restringimento del forame intervertebrale
C4-C5 a destra senza una chiara compressione della radice di C5. Ulteriori
reperti nei limiti della norma, in particolare non si evidenziano sicure
lesioni post-traumatiche. Le dimensioni del canale spinale sono nella norma.
Non segni per una mielopatia"). 

                                         Prima di
procedere all'emanazione della decisione formale dell'8 gennaio 2002,
l'Istituto assicuratore convenuto ha ancora interpellato il dottor __________,
il quale - presa conoscenza delle risultanze della RM cervicale - non ha potuto
fare altro che ribadire la propria valutazione della capacità lavorativa (cfr.
doc. _).

 

 

                               2.5.   Con il
proprio gravame, __________ ha, in sostanza, preteso di non essere in grado di
svolgere la propria attività lavorativa nella misura indicata dai medici,
lamentando costantemente dolori al rachide cervicale, e ciò sin dal giorno in
cui rimase vittima dell'evento traumatico del settembre 2000 (cfr. I).

                                         Attentamente
esaminate le tavole processuali, questo TCA non ritiene di dover dar seguito
alle censure sollevate dall’insorgente, ritenendo che l’opinione del dottor
__________ - compatibile con la restante documentazione medica presente
all'inserto, specificatamente con il rapporto 8 marzo 2001 del neurologo dottor
__________ e con le risultanze della RM cervicale del 24 ottobre 2001 - possa
validamente costituire da supporto probatorio al giudizio che ora lo occupa,
senza che si riveli necessario compiere degli ulteriori atti istruttori
(perizia medica giudiziaria).

 

                                         Al
proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; STFA
del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

                                         Il TCA,
chiamato a pronunciarsi su una questione sostanzialmente di carattere medico,
non ha in concreto motivi di scostarsi dall'apprezzamento espresso dallo
specialista in chirurgia ortopedica consultato dall'________ (cfr. consid.
2.4), se si considera che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 nella
causa S., 5 aprile 1984 nella causa M. e 2 novembre 1983 nella causa M.; U. Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. e 6 n. 1
CEDU non può essere dedotto un diritto formale di essere sottoposto a perizia
medica esterna da parte dell'istituto assicuratore quando si tratti di lite in
materia di prestazioni. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove é, in
linea di principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle
assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di
giudizio interne dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però,
essere poste esigenze severe per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove. 

                                         Nella DTF
125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV10, p. 33ss. e RAMI 1999 U356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento. 

                                         Per quel
che concerne il valore probante di un rapporto medico determinante é che il
rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure dell'assicurato, che sia stato
redatto in piena conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi),
che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni
siano chiare, motivate e condivisibili (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996
pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA del 29 settembre
1998 nella causa F., H 201/97, consid. 7d).

 

 

                                         Nella
presente fattispecie, __________ si è genericamente lamentato per dei dolori
che interesserebbero la colonna cervicale, dolori che, comunque, conformemente
all'opinione espressa dal dottor __________ (parere che ha trovato piena
conferma nelle risultanze della risonanza magnetica), non correlano con lo
stato oggettivamente constatato. Ora, questa Corte è tenuta a fondare la
propria pronunzia sulla capacità lavorativa medicalmente accertata e,
quindi, non su valutazioni di tipo soggettivo.

 

                                         Il TCA
non ignora, beninteso, il fatto che il dottor __________, generalista, ha
costantemente attestato un'abilità lavorativa ridotta (cfr., ad esempio, doc.
_). 

                                         Il medico
curante dell'assicurato si è, tuttavia, sempre limitato ad esprimere una
valutazione del tutto astratta dell'incapacità al lavoro, alla quale non può
naturalmente venir attribuito il necessario valore probante richiesto per
vagliare la lite (cfr. DTF 122 V 160, consid. 1c).

 

 

                                         In simili
condizioni il TCA ritiene provato - e si ricorda che, nell’ambito del diritto
delle assicurazioni sociali, è sufficiente che i fatti vengano provati secondo
il criterio della verosimiglianza preponderante (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr.,
pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung,
Zurigo 1995, p. 338) - che l’assicurato aveva
riacquistato la capacità lavorativa nei tempi e nei modi indicati dall’_______
nella decisione impugnata.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti