# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a4065e9e-6f2d-5b63-8fd2-c7c1d5f6f287
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-01-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 27.01.1997 15.1996.191
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1996-191_1997-01-27.html

## Full Text

Incarto n.

  15.96.00191

  	
  Lugano

  27 gennaio 1997 /B/fc/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul reclamo 14 novembre 1996 di

 

	
   

  	
  __________

  patr.
  dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

l’operato
dell’Ufficio esecuzione e fallimenti di Bellinzona nell’esecuzione dei
sequestri n. __________ e __________ decretati il 1. ottobre 1996 dal Pretore
di Bellinzona contro il reclamante su istanza di

 

	
   

  	
  __________

  ambedue
  rappr. da: __________

   

  

 

 

viste le osservazioni 15 novembre 1996 dell’UEF di Bellinzona;

 

 

rilevato che con decreto presidenziale 19 novembre 1996 al reclamo
è stato 

concesso effetto sospensivo;

 

 

 

 

 

ritenuto

 

 

in fatto 

 

 

                                  A.   Il Pretore di
Bellinzona con decreti  1. ottobre 1996 ha sequestrato “i beni immobili di
proprietà del debitore, siti in territorio del Comune di __________, part. n.
__________; presso l’Ufficio dei conti correnti postali di Bellinzona il conto
corrente postale n. __________ intestato al debitore, il tutto fino a
concorrenza del credito.”

 

 

                                  B.   Con provvedimenti 24
ottobre/4 novembre 1996 l’UEF di Bellinzona ha proceduto al sequestro del conto
corrente postale n. __________ per l’importo di Fr. 3’379.25 dandone
comunicazione all’Ufficio dei conti correnti postali.

 

 

                                  C.   Contro
il predetto provvedimento si è aggravato __________ argomentando che in seguito
al licenziamento, comunicatogli dalla sua precedente datrice di lavoro con
effetto al 1. aprile 1995, si trova a beneficio dell’indennità di
disoccupazione. Negli ultimi 20 mesi ha percepito un'indennità media di Fr.
3’555.40 mensili. Questi importi gli vengono versati sul c.c.p  n. __________ e
gli servono per coprire il suo minimo di esistenza che, sulla base del seguente
computo, ammonta a Fr. 3’917.70:

 

 

                                         minimo
base                     Fr. 1’025.--

                                         pigione                               Fr.   
800.--

                                         cassa
malati                      Fr.    492.70

                                         alimenti
per la moglie       Fr. 1’000.--

                                         imposte                              Fr.   
400.--

                                         spese
per l’automobile    Fr.    200.--

                                         totale                                  Fr.
3’917.70 

 

                                         Il
debitore pretende che gli vengano riconosciute almeno parzialmente le spese per
l’automobile, che gli serve per la ricerca di un nuovo posto di lavoro. Il
veicolo gli è inoltre assolutamente indispensabile per lo svolgimento della sua
professione di commerciante.

 

 

                                  D.   Con
le sue osservazioni l’UEF di Bellinzona si è rimesso alla decisione di questa
Camera.

 

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

                                   1.

                                  a)   Nel
procedere al sequestro o al pignoramento del salario, le autorità di esecuzione
sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento
dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore
e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21 cons. 2a; 108 III 12
cons. 3; 106 III 13 cons. 2; 102 III 15 cons. 4; Amonn in ZBJV 1984 p. 470),
ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto
conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

 

                                  b)   Ex
art. 93 LEF le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione non
possono essere pignorate, se non in quanto, a giudizio dell’ufficiale, non
siano assolutamente necessari al sostentamento del debitore e della sua famiglia.

 

 

                                  c)   Dall’esame
della documentazione prodotta si evince che l’indennità di disoccupazione viene
versata al reclamante sul conto corrente postale bloccato con l’esecuzione dei
predetti sequestri.

                                         Ex
art. 93 LEF le prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione
percepita da __________ non possono tuttavia essere pignorate, se non in
quanto, a giudizio dell’ufficiale, non siano assolutamente necessarie al
sostentamento del debitore e della sua famiglia. 

                                         Il
reclamante ha fatto valere un minimo di esistenza di Fr. 3’917.70. Tuttavia non
tutte le spese computate possono venirgli riconosciute:

 

                                aa)   __________
ha fatto valere un importo di Fr. 492.70 per la cassa malati. 

                                         Dal
certificato d’assicurazione della __________, valido dal 1. gennaio 1997,
prodotto dal reclamante, emerge che l’importo di Fr. 492.70 comprende oltre
all’assicurazione obbligatoria delle cure, per malattia ed infortunio,
ammontante a Fr. 176.--, anche l’assicurazione indennità giornaliera perdita di
guadagno, malattia ed infortunio di Fr. 180.--, l’assicurazione complementare
__________ di Fr. 22.--, l’assicurazione complementare d’ospedalizzazione,
malattia ed infortunio di Fr. 107.--, l’assicurazione indennità di decesso di
Fr. 4.70 e l’assicurazione complementare per ospedalizzazione all’estero di Fr.
3.--. Considerato che quale assicurazione malattia può essere riconosciuta
unicamente l’assicurazione obbligatoria, nel calcolo del minimo di esistenza
del debitore può essere computato solo l’importo di  Fr. 176.--.

 

 

                                bb)   Per
quel che riguarda le spese per il pagamento delle imposte va rilevato quanto
segue. Nel computo del minimo vitale dell’escusso si deve tenere conto delle
spese assolutamente necessarie al sostentamento del debitore e della sua
famiglia (cfr. DTF 102 III 19 e rif. ivi).

                                         La
giurisprudenza si è già espressa nel senso che nel computo del minimo vitale
non si può tener conto delle spese occorrenti al pagamento delle imposte (cfr.
DTF 95 III 42; Kurt Amonn, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna
1993, § 23 m. 55 p. 186).

                                         Perché
si diano privilegi in diritto a determinati creditori occorre un’espressa norma
di legge in tal senso. La giurisprudenza del Tribunale federale ha attenuato il
rigore di questo principio stabilendo in DTF 112 III 18 (cfr. Kurt Amonn in
ZBJV 1988 p. 329-330) che determinati creditori sono privilegiati di fatto
(cfr. Pierre-Robert Gilliéron in JdT 1989 II 9) nel senso che, in caso di
pignoramento di salario o di redditi, il debitore è autorizzato ad eseguire
interamente le proprie obbligazioni nei loro confronti: è questo il caso in
particolare per il venditore di generi alimentari, per il fornitore di beni
indispensabili alla sopravvivenza o all’esercizio del lavoro del debitore e per
il locatore di locali indispensabili per l’esercizio dell’attività
dell’escusso.

                                         Siffatto
indirizzo giurisprudenziale concretizza l’intento del legislatore di lasciare
all’escusso e alla sua famiglia quanto è assolutamente indispensabile ex art.
92 e 93 LEF per soddisfare i bisogni più elementari.

                                         E`
di tutta evidenza che il versamento mensile prospettato dal reclamante per il
pagamento delle imposte non può entrare in linea di conto per il calcolo del
minimo vitale: alla luce dei principi giurisprudenziali richiamati, nulla
giustifica il privilegio che il debitore pretende sia concesso al __________,
al Comune di __________ e alla __________ quali creditori di imposte. Abbondanzialmente
si annota che non vi sarebbe poi alcuna garanzia che l’importo di cui si chiede
la deduzione venga effettivamente versato ai citati creditori. 

 

 

                                cc)   Il
reclamante pretende il riconoscimento delle spese per l’uso dell’automobile.

                                         Le
spese fisse e correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo
vitale del debitore solo se il veicolo venga dichiarato impignorabile ex art.
92 n. 3 LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l’esercizio della
sua professione (cfr. DTF  104 III 75 cons. 2.a) e b); Kurt Amonn,
Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1993, § 23 n. 23 p
178).

                                         __________
ha sostenuto che l’automobile gli serve per cercarsi un posto di lavoro e,
essendo di professione commerciante, per i suoi spostamenti. Questi motivi non
possono tuttavia essere ritenuti sufficienti per riconoscergli un supplemento
di Fr. 200.- al mese per le spese connesse con l’uso della vettura. Infatti non
può essere affermato che la disponibilità di un’automobile abbia facilitato il
reclamante nella ricerca di un lavoro, se si considera che egli ha dichiarato
di essere disoccupato dal 1. aprile 1995 e che lo è purtroppo tuttora, dopo
quasi due anni di ricerche. Il debitore, che abita a __________, può inoltre
disporre dei mezzi pubblici per presentarsi ad un eventuale posto di lavoro.
D’altro canto potrà far valere la necessità di far uso della vettura per
svolgere la sua professione di commerciante, allorquando ricomincerà a svolgere
tale attività.

 

 

                                  d)   Il
minimo di esistenza del reclamante va quindi calcolato come segue:

 

                                         minimo
base                     Fr.  1’025.--

                                         pigione                               Fr.    
800.--

                                         cassa
malati                      Fr.     176.--

                                         alimenti
per la moglie       Fr.  1’000.--

                                         totale                                  Fr. 
3’001.--

 

                                         Pertanto
il sequestro del conto corrente postale __________ va limitato a Fr. 378.25
(Fr. 3’379.25 ./. Fr. 3’001.--). 

                                   2.   Il
reclamo 14 novembre 1996 __________ va quindi parzialmente accolto.

                                         Non
si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità
(art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 17 e 93 LEF

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   Il
reclamo 14 novembre 1996 __________, è parzialmente accolto.

 

                               1.1.   Di
conseguenza l’esecuzione del sequestro del conto corrente postale n. __________
intestato al __________ presso l’Ufficio dei conti correnti postale di
Bellinzona è limitata a Fr.  378.25.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità. 

 

                                   3.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro 10 giorni alla Camera delle esecuzioni e
dei fallimenti del Tribunale federale, Losanna 14, in conformità dell’art. 19
LEF.

 

                                   4.   Intimazione:       -    __________

 

 

per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                           La
segretaria