# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7e0351a0-b387-5efa-b46a-a3388fa9c033
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-03-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 27.03.2007 32.2006.73
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2006-73_2007-03-27.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2006.73

   

  cr/ll 

  	
  Lugano

  27 marzo 2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 22 marzo 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 24
  febbraio 2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, precedentemente attivo quale conduttore di funicolare,
nel mese di agosto 2003 ha
inoltrato una domanda di prestazioni AI per adulti con lo scopo di essere posto
al beneficio di una rendita d’invalidità, a causa dei numerosi infortuni subiti
(doc. AI 1). Il caso è stato assunto dalla __________, che ha regolarmente
corrisposto le prestazioni di legge.

 

                                         Alla
chiusura del caso, con decisione 2 dicembre 2003 l’assicuratore infortuni ha
comunicato all’interessato che, in base agli accertamenti esperiti successivamente
alla visita medica fiduciaria 4 agosto 2003, la responsabilità della __________
per i disturbi accusati al ginocchio sinistro non può più essere chiamata in
causa, motivo per il quale a decorrere dal 1° dicembre 2003 è da ritenere
estinto il nesso causale, con conseguente soppressione delle prestazioni assicurative.
L’assicuratore LAINF ha quindi riconosciuto le indennità giornaliere per una
capacità lavorativa parziale del 50% fino al 30 novembre 2003 (doc. 9-8 inc.
LAINF).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, con decisione 14 marzo 2005 l’Ufficio AI ha respinto
la domanda di prestazioni, motivando come segue:

 

" 
(...)

Dalla documentazione acquisita all'incarto si rileva
che a seguito dell'infortunio del 12.04.2003, la __________ ha riconosciuto un'incapacità
lavorativa del 100% dal 12.04.2003 e del 50% dal 09.05.2003 al 30.11.2003. Dal
01.12.2003 non viene più riconosciuto il nesso causale.

 

Dal punto di vista medico, la pratica è
sufficientemente documentata e le valutazioni dei due medici curanti sono
concordanti; incapacità lavorativa del 100% dal 12.04.2003 e 50% dal 10.05.2003
nella sua attività abituale quale conduttore di funicolare.

Mentre in attività adeguate, nel rispetto dei seguenti
limiti funzionali, presenta una piena capacità lavorativa:

-    non può deambulare su lunghi tragitti

-    non può deambulare su terreni sconnessi

-    non può salire e scendere scale a pioli, le altre
scale in modo ripetitivo

-    non può svolgere attività che
richiedono flessione delle ginocchia o la posizione accovacciata 

-    limiti di peso 20 kg.

 

L'esame sui dati economici/professionali, condotto
dalla nostra consulente in integrazione professionale, ha permesso di stabilire
che potrebbe mettere a profitto il certificato federale di capacità nell'ambito
della vendita quale commesso (attività diversificata: vendita al banco,
consiglio alla clientela, riempimento delle scanzie), o addetto all'incasso in
un negozio al dettaglio, in un do-it o stazione di servizio.

Potrebbe svolgere altre attività leggere, poco
qualificate, piuttosto sedentarie quale autista o operaio generico.

 

Dal lato salariale considerando un reddito ipotetico
senza il danno alla salute di circa Fr. 60'219.- (valori 2003) nella sua
abituale professione, una capacità di lavoro residua del 100% in attività adeguate
(categoria RSS 4 e quartile 2) e applicando una riduzione del 10% (per attività
leggera), ne risulta un reddito da invalido di circa Fr. 46'969.-.

 

II confronto dei due redditi determina il grado
d'invalidità, che nel caso specifico corrisponde al 22%. Essendo il grado
d'invalidità inferiore al 40%, il diritto alla rendita non esiste.

 

Vista la presenza sul mercato di diverse attività
direttamente accessibili e confacenti con il danno alla salute, lei viene
ritenuto direttamente integrabile nel ciclo produttivo. Provvedimenti
professionali non entrano quindi in considerazione.

Qualora trovasse un datore di lavoro disposto ad
assumerlo in un'attività confacente al danno alla salute e che permetterebbe di
recuperare la capacità di guadagno residua, la nostra consulente rimane a
disposizione per un riallenamento nell'ambito della vendita o un'introduzione
al posto di lavoro (formazione ad hoc). 

(…)." (doc. AI 40)

 

                               1.2.   A
seguito dell’opposizione dell’assicurato, rappresentato dalla __________ - con
la quale ha contestato in particolare la valutazione dell’amministrazione concernente
la sua piena esigibilità al lavoro in attività adeguate, rilevando che egli presenta
disfunzioni di tipo neuropsicologico che non sono state minimamente indagate da
parte dell’Ufficio AI, che gli impediscono di concentrarsi a lungo e che gli
provocano continue perdite di memoria, motivo per il quale le attività indicate
dal consulente in integrazione professionale appaiono assolutamente inesigibili
(doc. AI 46) - con decisione su opposizione 24 febbraio 2006 l’Ufficio AI ha
confermato che l’assicurato è totalmente abile al lavoro in attività leggere adeguate
e che, dal raffronto dei redditi, emerge un grado di invalidità del 22%, percentuale
che non dà diritto ad una rendita (doc. AI 54).

                                         L’amministrazione
ha in particolare osservato:

 

" 
(...)

6.  In sostanza, come visto, l'opponente contesta la
valutazione medica, ritenendo l'istruttoria esperita dall'amministrazione
carente in quanto non avrebbe considerato l'entità precisa delle disfunzioni di
tipo neuropsicologico e le relative ripercussioni sulla capacità lavorativa.
Altro punto contestato risulta essere il fatto che l'Ufficio Al ha ritenuto
l'assicurato reintegrabile nel normale ciclo produttivo. A mente
dell'opponente, infatti, i limiti dovuti all'età, il fatto di aver svolto per
più di 20 anni la stessa attività e di mancare quindi della necessaria
flessibilità, il fatto di essere in disoccupazione da quasi due anni, di aver
svolto la formazione in una lingua straniera, di presentare dei deficit di
apprendimento di tipo neurologico e delle limitazioni di tipo fisico, non
permetterebbero di reinserirsi nel mondo del lavoro senza adeguate misure
reintegrative.

 

Le osservazioni inoltrate in sede di
opposizione, corredate dalla valutazione neuropsicologica del 31 ottobre 2005,
sono state sottoposte per competenza al vaglio del SMR. Quest'ultimo ha avuto
modo di riesaminare tutta la documentazione agli atti, e quindi anche il
dossier trasmesso dalla __________, e di prendere nuovamente posizione in data
13 febbraio 2006.

In particolare il medico SMR ha potuto
indicare che la voluminosa documentazione __________ è stata visionata e presa
in considerazione già in occasione della prima valutazione SMR; infatti nel
rapporto SMR del 30 settembre 2004 viene menzionato lo stato da craniotomia per
ematoma epidurale traumatico del 1994 quale diagnosi senza influsso sulla
capacità lavorativa.

Le motivazioni per ritenere gli esiti del
trauma cranico senza influsso sulla capacità lavorativa si basano sui seguenti
ragionamenti e accertamenti medici eseguiti:

 

     1.   La valutazione medica __________
eseguita negli anni 1994 e 1995 in merito ai postumi neurologici,
rispettivamente neuropsicologici, è da definire esauriente e ha dato i seguenti
risultati:

           -     a livello neuro-otologico
lieve disturbo della funzionalità vestibolare centrale. A livello specialistico
questo disturbo, di entità molto discreta, spiega gli episodi sporadici di
vertigini soggettivi, ma non comporta una diminuzione della capacità lavorativa
tranne che per lavori da svolgere ad una certa altezza dal suolo;

           -     a livello neuropsicologico
(valutazione del 12 dicembre 1994) si trova un profilo generale nella norma.
L'apprendimento verbale, la memoria verbale, il pensiero categoriale, i calcoli
orali, la comprensione verbale, orale e scritta è normale. Risultano unicamente
dei deficit valutati come da lievi a moderati nell'apprendimento visivo, nella
memoria visiva e nella percezione visivo-spaziale.

 

     2.   Con decisione su opposizione del 5
dicembre 1996 la __________ ha rifiutato l'assegnazione sia di una rendita di
invalidità sia di un'indennità per menomazione dell'integrità, considerando il
signor RI 1 pienamente abile nella sua abituale attività lavorativa (conduttore
di funicolare nella misura del 50% e lavori di manutenzione e di controllo
della linea nella misura dell'altro 50%). Dal lato neuropsicologico
l'assicurato viene espressamente ritenuto abile al 100% nell'abituale attività
lavorativa compresa la guida della cabina, mentre per i disturbi
neuro-vestibolari lievi non può lavorare in altezza oltre i 5 metri dal suolo.

E' evidente che in caso di persistenza di deficit neuropsicologici
rilevanti con evidente ripercussione sul livello di concentrazione e di
attenzione l'assicurato sarebbe stato dichiarato non idoneo per una tale
attività che comporta il trasporto di persone.

 

     3.   L'opponente, dopo la chiusura del
caso da parte della __________, ha ripreso il suo lavoro in misura completa e
senza evidenti limitazioni della capacità lavorativa. Alla __________ non è mai
stato annunciato un peggioramento dello stato di salute in merito
all'infortunio dell'agosto 1994.

In tutta la successiva documentazione __________ che
concerne vari altri infortuni (in particolare ginocchia) non viene mai più
fatto accenno a delle limitazioni persistenti, rilevanti e significative in
merito all'infortunio con trauma cranico del 1994. Fino al momento
dell'infortunio al ginocchio sinistro dell'aprile 2003 l'assicurato svolgeva il
suo lavoro a tempo pieno; in ragione di circa il 70-80% del tempo lavorativo
era impiegato quale conduttore di funicolare, mentre il restante 20-30%
dell'attività lavorativa era dedicato ai lavori di manutenzione (fino al
momento dell'infortunio del 1994 l'assicurato svolgeva le attività in misura
del 50% ciascuna). Il salario versato era normale e corrispondente al
rendimento.

 

     4.                                                                                                Sempre
il medico SMR ha potuto evidenziare che l'esame neuropsicologico del 31 ottobre
2005 prodotto in sede di opposizione evidenzia uno stato neuropsicologico che,
in confronto a quello oggettivato in dicembre 1994, sicuramente non solo non è
peggiorato ma viene addirittura definito migliorato (pag. 3: "è evidente
la riduzione dei disturbi cognitivi avuta nel corso degli anni.").

                                       Persistono
disturbi di entità da lieve a moderata unicamente legati alla memoria visiva a
lungo termine (la memoria verbale risulta del tutto normale) e dell'attenzione
selettiva e divisa (capacità di prestare attenzione a più informazioni
simultaneamente) mentre l'attenzione sostenuta protrattasi per oltre due ore
viene valutata sufficiente.

La valutazione del neuropsicologo in merito alla
capacità lavorativa è piuttosto vaga ed espressa in maniera generale ("i
disturbi neuropsicologici che caratterizzano il paziente sono in grado di
limitare la sua capacità lavorativa generale").

Inoltre è una valutazione che non considera minimamente
tutto il contesto clinico noto della patologia post-infortunistica, comprese le
valutazioni __________ precedenti e il seguente iter lavorativo
dell'assicurato, il quale, come visto, malgrado i lievi deficit
neuropsicologici persistenti è stato ritenuto abile al lavoro in misura del
100% nella sua abituale attività lavorativa ed ha successivamente pure
dimostrato di esserlo, almeno fino al momento dell'insorgenza della nuova
patologia nel 2003.

 

                                       In conclusione,
i deficit neuropsicologici persistenti dal trauma cranico del 1994 sono di entità
da lieve a moderata, concernono unicamente una parte molto settoriale delle
funzioni cognitive, non sono peggiorati nel corso degli anni (anzi si sono
ulteriormente attenuati), non hanno avuto e non hanno alcun influsso sulla
capacità lavorativa abituale di conducente di funicolare con mansioni di
manutenzione e non hanno un influsso sulla capacità lavorativa in attività
intellettualmente comparabili a quella di conducente di funicolare con mansioni
di manutenzione (tipo operaio generico non specializzato).

 

In sostanza il medico SMR ha avuto modo di esaminare la
valutazione neuropsicologica del 31 ottobre 2005, mettendo però in luce
l'assenza di elementi particolari che possano indurre a valutare diversamente
la situazione clinica già approfonditamente apprezzata in sede di istruttoria.
Il SMR non ritiene quindi necessario procedere con ulteriori accertamenti
medici.

 

 

7.  Per quanto attiene alla richiesta di un aiuto al
collocamento il Tribunale Federale delle Assicurazioni (TFA) ha già avuto modo
di pronunciarsi in merito. In particolare ha indicato che hanno diritto a tale
prestazione gli assicurati che a causa del danno alla salute incontrano
maggiori difficoltà nel reperire un posto di lavoro (occorre nesso causale fra
danno alla salute e necessità del servizio di collocamento) e gli assicurati
che, sempre a causa del danno alla salute, necessitano di particolari
condizioni per quanto attiene al posto di lavoro (per esempio necessità di
supporti visivi), o per quel che concerne lo svolgimento del medesimo (per
esempio necessità di pause regolari).

Per quanto riguarda l'aver diritto o meno
all'aiuto al collocamento non vanno considerati i problemi che nella ricerca di
lavoro sono estranei all'invalidità (ad esempio l'età o problemi linguistici,
inteso come insufficiente conoscenza della lingua).

Sempre il TFA ha indicato che chi dispone di
una totale capacità lavorativa in attività adeguate, senza che vengano
dimostrate ulteriori limitazioni, non ha di regola diritto ad un aiuto al
collocamento, in quanto dispone di sufficienti posti di lavoro adeguati, per
tutte le prestazioni professionali determinanti dell'assicurazione invalidità
(Ulrich Meyer-Blaser, Legge federale sull'assicurazione invalidità, Zurigo
1997, pag. 8) nell'ipotetico ed equilibrato mercato del lavoro (si pensi in
particolare ad attività minori di controllo o sorveglianza). Per trovare questi
posti di lavoro non sono necessarie le conoscenze specifiche di un'autorità
incaricata dall'assicurazione invalidità. L'assicurato può disporre infatti dei
normali canali di collocamento (assicurazione disoccupazione, Ufficio regionale
di collocamento, agenzie di collocamento, ecc.).

 

Fatte queste osservazioni e considerato il
fatto che l'assicurato presenta una totale capacità lavorativa in attività leggere
con unicamente la limitazione a livello del ginocchio sinistro (non deambulare
per lunghi tragitti e su terreni sconnessi, evitare scale a pioli o scendere
scale in modo ripetitivo, evitare lavori con flessione delle ginocchia
prolungata o in posizione accovacciata, non sollevare pesi superiori a 20 kg) e
la limitazione di non poter lavorare in altezza superiore ai 5 metri o in
attività che chiedono prestazioni intellettuali elevate, si conclude che lo
stesso non può beneficiare di un aiuto al collocamento da parte
dell'Assicurazione Invalidità, in quanto i presupposti non sono adempiuti.

 

Dal lato medico si conferma quindi che il
signor RI 1 è da ritenere totalmente abile in attività adeguate allo stato di
salute, per cui viene pure confermata la perdita di guadagno, e quindi il grado
Al, pari al 22%.

                                             Non
vi è quindi diritto né ad una rendita d'invalidità né, come visto, ad un aiuto
al collocamento.

                                             Per
quanto riguarda il dubbio sollevato in sede di opposizione a riguardo dell'effettiva
collocabilità dell'assicurato, giova ricordare che la valutazione è stata fatta
dalla consulente in integrazione professionale Al, funzionaria espressamente
istruita in tale ambito. L'amministrazione si discosta dal giudizio espresso
dalla consulente solo se la valutazione appare manifestamente in contrasto con
le disposizioni vigenti.

 

                                             Nel
presente caso non si ravvede ragione alcuna che giustifichi di scostarsi da
quanto indicato dalla consulente per cui si conferma che il mercato del lavoro
offre all'assicurato diverse attività direttamente accessibili e confacenti al
suo stato di salute. (…)."(doc. AI 55-4+5+6)

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione amministrativa l’assicurato ha presentato un tempestivo
atto di ricorso con cui ha chiesto di poter beneficiare di una rendita.

                                         Sostanzialmente
egli ha rilevato che i suoi problemi neuropsicologici influiscono in modo
importante sulla sua capacità lavorativa ed avrebbero quindi dovuto essere
esaminati dall’amministrazione a mezzo di esame peritale. Egli ha osservato:

 

" 
Ho preso atto della decisione su
opposizione dell'Ufficio AI del 24 febbraio 2006 (notificata il 27 febbraio 2006), con la quale è stata respinta la
mia opposizione del 26 aprile 2005. L'Ufficio AI è giunto nella sua decisione su opposizione alla conclusione,
al contrario da quanto da me affermato, che i miei disturbi neuropsicologici
non sono tali da impedirmi di svolgere un'attività semplice, non impegnativa intellettualmente.
Questa decisione non mi trova d'accordo per i seguenti motivi:

 

1.                                   Dall'incarto __________ (10.31507.94.0) risulta chiaramente che il grave trauma cranico da me subito nel 1994 ha avuto delle conseguenze
di ordine neuropsicologico. Il fatto che la __________ mi
abbia ritenuto abile in misura completa nella mia professione precedente e non abbia riconosciuto un diritto ad una rendita o ad un'indennità
di menomazione risulta non dal fatto che io non presentassi problemi, ma
dal fatto che, avendo svolto già per anni l'attività lavorativa, riuscivo a compensare questi problemi con la mia esperienza.
Il mio datore di lavoro confermava infatti nel marzo 1995 che
soffrivo di sensazioni di vertigine, stanchezza, vuoti di memoria, che cadevo facilmente e che non potevo praticamente
essere lasciato solo. Lo stesso mese
confermava che necessitavo di pause per potermi riposare, manifestavo una perdita di memoria piuttosto rilevante, avevo perso
iniziativa e certe operazioni non le rammentavo
più e a distanza di un giorno le avevo dimenticate. Il fatto che la __________ non abbia approfondito i miei problemi neuropsicologici è
quindi dovuto al fatto che, grazie alla mia esperienza, nell'attività che
svolgevo prima, ero stato in grado di compensarli. Per questo motivo la __________ aveva focalizzato la sua attenzione sui problemi di
vertigini (che mi impedivano di svolgere una parte delle mie mansioni) e aveva trascurato
i problemi di concentrazione e memoria. Il basarsi sull'incarto e le decisioni __________ del passato da parte dell'Ufficio AI è quindi a mio
parere errato, visto che la __________ ha
valutato il mio caso solo sotto l'ottica dell'attività che svolgevo a quel tempo,
attività che però oggi (a causa di problemi alle ginocchia insorti in seguito, e
peggiorati ancora recentemente) sono in grado di svolgere solo in misura limitata.

 

 

2.      Che questi problemi sono però presenti e limitano la
mia capacità lavorativa risulta anche dall'esame
effettuato alla Clinica __________ nell'ottobre 2005, il quale ha
confermato che vi sono
delle carenze neuropsicologiche. I medici parlano di disturbi di entità da lieve
a moderata a livello
attentivo e mnestico, associati ad una riduzione della fluenza verbale fonemica. Essi sono del parere che
questi disturbi sono in grado di limitare la mia capacità lavorativa generale, permettendomi
di svolgere solo attività manuali semplici e di breve durata, prive di un
elevato impegno mnestico ed attentivo. L'Ufficio AI, sulla base delle conclusioni __________ e dei medici dell'__________, ha ritenuto nella sua decisione che io sono
in grado di svolgere
attività semplici ed intellettualmente non impegnative. Va però sottolineato che, come rilevato
dall'Ufficio AI stesso nella sua decisione su opposizione, la valutazione del neuropsicologo
della Clinica __________ è piuttosto vaga ed espressa in maniera generale, visto che il suo
esame non è stato effettuato sotto l'ottica assicurativa. Non capisco quindi come l'Ufficio AI,
pur valutando le indicazioni del neuropsicologo vaghe e generiche, abbia potuto concludere
con sicurezza che i disturbi di cui soffro non hanno conseguenze sulla mia capacità
lavorativa.

 

Per tutti questi motivi ritengo che il mio stato di
salute, soprattutto le conseguenze dei disturbi neuropsicologici sulla mia capacità lavorativa, non sia stato chiarito
con la dovuta cura e che l'istruttoria che ha portato alla
decisione prima e alla decisione su opposizione poi sia carente. Chiedo quindi a codesto lodevole
Tribunale che venga ordinata una perizia neuropsicologica e che la mia situazione venga valutata
nuovamente alla luce di questa perizia." (Doc. I)

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI, confermando la propria decisione, ha invece
postulato la reiezione del ricorso.

 

                               1.5.   In
data 6 aprile 2006 l’assicurato ha trasmesso al TCA un nuovo certificato medico
redatto dal dr. __________ (V).

 

Tale
scritto è stato trasmesso all’amministrazione (VI), con la facoltà di presentare
osservazioni scritte.

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’insorgente ha diritto ad una rendita.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità s’intende
l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata
da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA i due
redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno,
vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.4.   La nozione di invalidità in ambito AI coincide di massima con
quella vigente in materia LAINF (e di assicurazione militare), motivo per cui
la determinazione della stessa, anche se viene apprezzata indipendentemente dal
singolo assicuratore sociale, addebitabile ad un medesimo danno alla salute,
conduce in via generale ad un uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470
consid. 2b con riferimenti). Il TFA ha quindi ribadito la funzione
coordinatrice del concetto unitario dell’invalidità nei diversi settori delle
assicurazioni sociali. Questo per evitare che, in presenza della medesima
fattispecie, diversi assicuratori apprezzino in modo differente il grado
d’incapacità la guadagno (DTF 131 V 120). Ciononostante, il singolo
assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente il grado d’invalidità
fissato da un altro assicuratore senza predisporre i propri accertamenti,
dall’altra parte esso non può determinare il tasso dell’incapacità al guadagno
totalmente indipendentemente da quanto già deciso da un altro assicuratore sociale,
non essendo tuttavia escluse delle differenti valutazioni (DTF 127 V 135; 126 V
292, 119 V 471). In tal senso, in una
sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V 128ss (cfr. anche Pratique
VSI 2001 pp. 79ss), l’Alta Corte ha avuto modo di precisare che quando un infortunio
è l'unica causa dell'invalidità, l'AI deve in linea di principio attenersi alla
valutazione dell'invalidità cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in
casi eccezionali, in presenza di motivi pertinenti, può essere determinato un
diverso grado d'invalidità, ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe,
neppure se fosse sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In una decisione non pubblicata dell'8 luglio 1999 nella
causa A.F. (U183/98), il TFA ha stabilito che l'assicuratore infortuni non deve
scostarsi dalla valutazione dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si
fonda su un'istruzione approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista
professionale. Infine, gli organi dell'assicurazione invalidità
non sono vincolati e devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni,
allorquando, ad esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto
dei redditi (AHI-Praxis 1998 p. 170).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, nel rapporto medico 15 ottobre 2003 indirizzato all’Ufficio AI,
il dr. __________, medico aggiunto del Servizio di chirurgia ortopedica e traumatologia
dell’apparato locomotore dell’Ospedale __________ di __________, poste le diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “versamenti
articolari recidivanti dopo meniscectomia parziale mediale artroscopica
sinistra il 22.4.2003 con lieve gonartrosi mediale e femoro-patellare a
sinistra; stato dopo plastica osteo-condrale del condilo femorale interno e
della rotula a destra il 19.4.2003” ed indicato che lo stato di salute è
suscettibile di miglioramento, ha giudicato l’interessato abile al lavoro al 50%
nella sua precedente attività di conduttore di funicolare (dato che non può
portare dei pesi attraversando i binari), mentre è abile al 100% in un’attività
“che risparmia gli sforzi con le ginocchia, che evita l’uso delle scale e
che non comporta di dover portare pesi oltre i 20 kg”. Il dr. __________ ha inoltre
precisato che “l’abilità lavorativa attuale dipende dai dolori e dai
versamenti recidivanti al ginocchio sinistro, che mostrano una lenta tendenza
alla diminuzione di frequenza e di intensità. Ulteriori controlli sono previsti
presso il medico di famiglia, dr. __________ a __________, con valutazione
dell’ulteriore inabilità lavorativa” (doc. AI 17-1/3).

 

                                         Nel
suo rapporto medico 15 novembre 2003 indirizzato all’Ufficio AI, il dr. __________,
FMH in medicina interna, poste le diagnosi con ripercussioni sulla capacità
lavorativa di “condropatia e meniscopatia degenerativa bilaterali, aggravate
da traumi distorsivi successivi, con versamenti articolari recidivanti e
persistenti soprattutto a sinistra, stato da numerose punzioni-evacuative”
e quali diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa quella di “stato
da craniotomia in urgenza 1994 per ematoma epidurale su trauma cranico in
incidente della circolazione”, ha osservato che a causa di due distorsioni,
una al ginocchio destro (1999) e l’altra al ginocchio sinistro (2003) - di cui
la __________ ha riconosciuto l’origine post-traumatica, chiudendo il caso
nell’agosto 2003 – l’interessato ha presentato versamenti recidivanti su condropatia
degenerativa. A causa di tali diagnosi, a partire dal 10 maggio 2003 egli è, a
mente del curante, inabile al lavoro al 50% nella sua precedente professione, a
titolo definitivo (doc. AI 21-2).

Nell’allegato al
rapporto medico 15 novembre 2003 il dr. __________ ha rilevato che le
conseguenze del disturbo alla salute sulla capacità lavorativa dell’interessato
consistono nel fatto che “ad ogni carico meccanico appaiono versamenti recidivanti
al ginocchio e dolori”, motivo per il quale la precedente attività è
possibile solo al 50%. Il dr. __________ ha invece ritenuto che l’assicurato
possa svolgere altre attività “da subito, per tutto ciò che non carica il
ginocchio” come ad esempio “autista di veicoli comunali o di trenini
turistici”, o altre attività nelle quali non vi sia “nessuna
sollecitazione come salire e scendere le scale”: quale autista o guidatore
di trenini turistici egli è da considerare abile al 100% (doc. AI 21-3).

Il dr. __________
ha inoltre compilato in data 15 novembre 2003 il formulario E213 “perizia
medica particolareggiata”, indicando la seguente anamnesi patologica:

 

" 
(...)

Nello svolgimento del suo lavoro è stato vittima di due
distinte cadute, con trauma distorsivo del ginocchio a destra il 3.11.1999 e a
sinistra il 12.4.2003, per le quali è stata eseguita un’artroscopia con sharing
condrale e meniscectomia. Nei due casi dolori, tumefazioni e versamenti
recidivanti nel tempo, alla ripresa del carico di lavoro. A sinistra in
particolare, dopo il più recente trauma, i disturbi hanno tuttora impedito la
ripresa lavorativa al 100%. La __________ ha chiuso il caso, ritenendo ormai
estinta la componente dovuta al trauma. I disturbi attuali e la non guarigione
derivano quindi da una debolezza congenita dell’apparato cartilagineo-legamentario-meniscale
di entrambe le ginocchia.” (Doc. AI 20-2)

 

                                         Il
dr. __________ ha poi osservato che l’interessato, a parte quanto sopra, presenta
una buona salute abituale, segnalando quali antecedenti “un trauma cranico
con commotio e drenaggio in urgenza dell’ematoma intracranico che ne è risultato”.
Quali terapie in corso egli ha elencato “fisioterapia, antinfiammatori non steroidali,
evacuazioni ripetute dei versamenti articolari” (doc. AI 20-2).

                                         Il
dr. __________ ha indicato che l’assicurato “ha sempre lavorato come impiegato
presso la funicolare del __________ ha ripreso a lavorare al 50% dal 9
maggio 2003, con un rendimento insufficiente, motivo per il quale è stato licenziato.

                                         All’esame
obiettivo il curante ha segnalato delle condizioni psichiche normali, così come
condizioni fisiche generali buone (vista e udito normali, organi di senso nei
limiti, apparato respiratorio nei limiti, apparato cardiocircolatorio nei
limiti, apparato locomotorio nei limiti di norma per l’età con riferimento alla
colonna vertebrale e agli arti superiori). Solo con riferimento agli arti
inferiori il curante ha rilevato che “al momento della visita modico
versamento a sinistra, motilità dolorosa in flessione estrema con deficit di
15° per il dolore. Apparato legamentario stabile (crociati e collaterali
mediali e laterali). Modica atrofia quadriceps con -2 cm rispetto a sinistra” (doc. AI 20-5). Il dr. __________ ha poi osservato che
l’esame neurologico era “nei limiti”, con movimenti ed andatura normali
e riflessi “presenti e simmetrici ovunque”,  e sintomatologia
neurovegetativa “assente” (doc. AI 20-5). Quale diagnosi il dr. __________
ha indicato “condropatia e meniscopatia degenerativa bilaterale alle due
ginocchia, transitoriamente aggravate da traumi distorsivi 2001 e 2003 (stato
da sharing condrale e meniscectomia parziale), attualmente marcati a sinistra,
con tumefazioni dolorose e versamenti recidivi” (doc. AI 20-8). Quanto al
decorso della patologia ha segnalato che “il quadro sembra seguire un
progressivo peggioramento ed impedisce il lavoro al 100%, pena l’immediato
aggravamento del quadro infiammatorio e l’apparizione di versamenti”, con
conseguente “riduzione della capacità lavorativa di almeno il 50%” (doc.
AI 20-8).

                                         Il
dr. __________ ha osservato che rispetto alla precedente visita del 2002 le
condizioni sono peggiorate, rilevando tuttavia che l’interessato è in grado di
svolgere regolarmente “lavori leggeri” (doc. AI 20-8). Quali limitazioni
funzionali il curante ha indicato “frequenti flessioni, trasporto e
sollevamento di pesi; salita di piani inclinati, scale o scale a pioli”,
aggiungendo che l’interessato può lavorare solo “senza ritmi particolarmente
stressanti”, può lavorare davanti ad uno schermo, è autonomo nell’esercizio
della sua attività professionale sul posto di lavoro e a domicilio (doc. AI
20-9). Lo specialista ha quindi concluso che l’assicurato può svolgere il suo
ultimo lavoro solo al 50% (risposta 11.4 doc. AI 20-10), mentre è in grado di
svolgere un lavoro adeguato alle sue condizioni, a tempo pieno (risposta 11.6 e
11.8 doc. AI 20-10). Il curante ha poi aggiunto che le limitazioni
dell’assicurato hanno carattere permanente, che le condizioni di salute non
possono migliorare (doc. AI 20-10), che non esistono interventi atti a migliorare
la capacità di lavoro e che non è necessaria una visita di controllo (doc. AI
20-11).

 

Nel
suo rapporto medico 30 settembre 2004 la dr.ssa __________ del SMR, poste le
diagnosi principali di “versamenti articolari recidivanti su condropatia e
meniscopatia degenerativa in stato dopo meniscectomia parziale mediale sinistra
22.4.2003 e stato dopo plastica osteo-condrale condilo femorale interno e
rotula a destra 19.4.2003” e quale diagnosi senza influsso sulla capacità
lavorativa quella di “stato da craniotomia per ematoma epidurale traumatico 1994” ed elencati
quali limiti funzionali “limitazioni soprattutto a livello del ginocchio sinistro:
non deambulazione su lunghi tragitti, non deambulare su terreno sconnesso, non
scale a pioli, non salire e scendere le scale in modo ripetitivo. Non lavori
con flessione ginocchia prolungata o in posizione accovacciata. Limiti di peso 20 kg”, ha ritenuto l’interessato abile
al 50% nella sua precedente professione di conduttore della funicolare del __________
con mansioni di pulizia e manutenzione dal 10 maggio 2003, ma abile al 100% in
attività leggere adeguate a partire dalla stessa data (doc. AI 36-1). La dr.ssa
__________ ha commentato:

 

" 
 Il
caso dal punto di vista medico è sufficientemente documentato e le valutazioni
dei due medici curanti sono concordanti:

IL 50% nell'abituale attività di conduttore funicolare __________
(motivato dalla necessità di camminare attraversando i binari portando pesi).
Piena capacità lavorativa in attività adatta v.s.

Quindi ad valutazione CIP." (doc. AI 36-2)

 

L’amministrazione
ha quindi negato all’interessato il diritto a prestazioni. In sede di
opposizione egli ha contestato tale decisione, criticando la mancata presa in
considerazione dei suoi problemi neuropsicologici che, a suo dire, sono fortemente
limitanti, producendo a comprova di quanto asserito la valutazione neuropsicologica
31 ottobre 2005 redatta dal dr. __________, neuropsicologo e responsabile
dell’unità operativa di neuropsicologia e logopedia della clinica __________ e
dalla lic. psic. __________, neuropsicologa. Questi specialisti sono giunti
alle seguenti conclusioni:

 

" 
L'odierno esame
neuropsicologico evidenzia disturbi di entità da lieve a moderata a livello
attentivo e mnestico, associati ad una riduzione della fluenza verbale fonemica.
Quanto emerso è compatibile con la diagnosi di invio.

 

Sulla base di quanto riferitoci dai coniugi __________
e dopo un confronto con la valutazione neuropsicologica del 1994, è evidente la
riduzione dei disturbi cognitivi avuta nel corso degli anni.

Si tratta tuttavia di una remissione solo parziale, con
deficit residui di lieve-moderata entità che, tenuto conto del tempo trascorso
dal loro esordio, potrebbero essere ritenuti stabili e non soggetti ad ulteriori
apprezzabili miglioramenti, nemmeno attraverso un intervento di riabilitazione
specialistico.

 

I disturbi neuropsicologici che caratterizzano il
paziente sono in grado di limitare la sua capacità lavorativa generale, anche
se non in misura totale. Persone con problemi di memoria e attenzione come
quelli lamentati dal paziente, solitamente possono essere impiegate ma solo in
attività manuali, semplici e di breve durata, prive di un elevato impegno
mnestico ed attentivo. "

(doc. AI 50-5)

 

Nelle
sue osservazioni 13 febbraio 2006 la dr.ssa __________ ha rilevato:

 

"  Valutazione SMR del 30.09.2004:

Il caso dal punto di vista medico è sufficientemente
documentato e le valutazioni dei due medici curanti sono concordanti:

IL 50% nell'abituale attività di conduttore funicolare __________
(motivato dalla necessità di camminare attraversando i binari portando pesi).
Piena capacità lavorativa in attività adatta v.s.

Quindi ad valutazione CIP.

Valutazione consulente IP del 10.03.2005:

capacità di guadagno residua del 78% in un attività
leggera e poco qualificata, tipo operaio generico. Provvedimenti professionali
volti al conseguimento di una qualifica di base non sono proponibili.

Decisione UAI del 14.03.2005: grado di invalidità 22%, non diritto a
rendita.

 

Opposizione dell’aprile 2005 alla decisione
UAI:

il rappresentante legale fa presente che l'istruttoria
medica sia incompleta in quanto non sarebbero stati presi in considerazione gli
esiti del trauma cranico con ematoma epidurale dell’agosto 1994, infortunio
tutelato __________, con disfunzioni neuropsicologiche persistenti. Questi
deficit ora avrebbero un influsso sulla capacità lavorativa in attività
richiedenti un'alta concentrazione come quelle proposte dall'UAI e i deficit di
apprendimento non permetterebbero all'A. un reinserimento nel mondo del lavoro
senza adeguate misure integrative. A sostegno di tale tesi viene prodotta una valutazione
neuropsicologica del 31.10.2005 eseguita presso la Clinica __________ di __________.

 

Valutazione SMR del 13.02.2006:

la voluminosa documentazione __________ è stata
visionata e presa in considerazione in occasione della prima valutazione SMR (infatti
nel rapporto SMR viene menzionato lo stato da craniotomia per ematoma epidurale
traumatico 1994 quale diagnosi senza influsso sulla capacità lavorativa).

Le motivazioni per ritenere gli esiti del trauma
cranico senza influsso sulla capacità lavorativa si basano sui seguenti
ragionamenti ed accertamenti medici eseguiti:

 

1.  La valutazione medica __________ eseguita
negli anni 1994/1995 in merito ai postumi neurologici rispettivamente
neuropsicologici è da definire esauriente e ha dato i seguenti risultati:

                                              -
a livello neuro-otologico lieve disturbo della funzionalità vestibolare centrale.
A livello specialistico questo disturbo viene definito di entità molto discreta
che spiega gli episodi sporadici di vertigini soggettivi, ma che non comporta
una diminuzione della capacità lavorativa tranne che per lavori in altezza.

- a livello neuropsicologico (valutazione
del dicembre 1994) si trova un profilo neuropsicologico generale nella norma.
L'apprendimento verbale, la memoria verbale, il pensiero categoriale, i calcoli
orali, la comprensione verbale orale e scritta è normale. 

Risultano unicamente dei deficit valutati
come da lievi a moderati nell'apprendimento visivo, nella memoria visiva e
nella percezione visivo-spaziale.

 

2.  Con decisione su opposizione del 1996 la
__________ rifiuta l'assegnazione sia di una rendita di invalidità sia di
un'indennità per menomazione dell'integrità, considerando l'A. pienamente abile
nella sua abituale attività lavorativa svolta (guida della cabina della funivia
nella misura del 50% e lavori di manutenzione e di controllo della linea nella
misura del 50%). Da lato neuropsicologico viene espressamente ritenuto abile al
100% nell'abituale attività lavorativa compresa la guida della cabina, mentre
per i disturbi neuro-vestibolari lievi non può lavorare in altezza oltre 5 metri dal suolo.

È evidente, che in caso di persistenza di
deficit neuropsicologici rilevanti con evidente ripercussione sul livello di
concentrazione e di attenzione l'A. sarebbe stato dichiarato non idoneo per una
tale attività che comporta il trasporto di persone.

 

3.  L'A., dopo la chiusura del caso da parte
della __________, ha ripreso il suo lavoro in modo completo senza evidenti
limitazioni della capacità lavorativa. Alla __________ non è mai stato annunciato
un peggioramento dello stato di salute in merito all'infortunio dell’agosto 1994. In tutta la successiva documentazione __________ che
concerne vari altri infortuni (in particolare ginocchia) non viene mai più
fatto accenno a delle limitazioni persistenti rilevanti e significanti in
merito all'infortunio con trauma cranico del 1997.

Fino al subentrare della patologia
successiva a livello delle ginocchia nel 2003, svolgeva il suo lavoro a tempo
pieno come conduttore di funicolare in ragione di circa il 70-80% del suo tempo
lavorativo e il restante 20-30% dell'attività lavorativa è dedicata ai lavori
di manutenzione, con pieno salario, corrispondente al rendimento.

 

4.  L'esame neuropsicologico del 31.10.2005
prodotto in sede di opposizione evidenzia uno stato neuropsicologico che in
confronto a quello oggettivato in dicembre 1994, sicuramente non solo non è
peggiorato ma viene addirittura definito migliorato (è evidente la riduzione
dei disturbi cognitivi avuta nel corso degli anni).

Persistono disturbi di entità da lieve a
moderata unicamente legati alla memoria visiva a lungo termine (la memoria
verbale risulta del tutto normale) e dell'attenzione selettiva e divisa (capacità
di prestare attenzione a più informazioni simultaneamente) mentre l'attenzione sostenuta
protrattasi per oltre due ore viene valutata sufficiente. La valutazione del
neuropsicologo in merito alla capacità lavorativa è piuttosto vaga ed espressa
in maniera generale del tipo "... i disturbi neuropsicologici sono in
grado di limitare la capacità lavorativa generale”.

Inoltre è la valutazione espressa da un non
medico che non considera minimamente tutto il contesto clinico noto della
patologia post-infortunistica comprese le valutazioni __________ precedenti e
il seguente iter lavorativo dell'A., il quale, malgrado i lievi deficit
neuropsicologici persistenti, è stato ritenuto abile al lavoro in misura del
100% nella sua abituale attività lavorativa e ha successivamente pure
dimostrato di esserlo, almeno fino al momento dell'insorgenza di nuova patologia
del 2003.

                                             In
conclusione, i deficit neuropsicologici persistenti dal trauma cranico del 1994

        -  sono di entità da lieve a lieve-moderata

        -  concernono unicamente una parte molto
settoriale delle funzioni cognitive

        -  non sono peggiorati nel corso
degli anni (anzi si sono ulteriormente attenuati)

-  non hanno avuto e non hanno influsso
sulla capacità lavorativa abituale di conducente di funicolare con mansioni di
manutenzione

-  non hanno un influsso sulla capacità
lavorativa in attività intellettualmente comparabile a quella di conducente di
funicolare con mansioni di manutenzione (tipo operaio generico non specializzato)."
(Doc. AI 54-3+4)

 

Sulla
base di tali considerazioni, l’amministrazione ha quindi confermato il rifiuto
di prestazioni.

In
sede di ricorso, l’assicurato ha prodotto un nuovo certificato medico datato 7
aprile 2006 del dr. __________, del seguente tenore:

 

" 
Con il presente
certifico che il summenzionato soffre di disturbi degenerativi    posttraumatici
ad entrambe le ginocchia, stato da intervento di impianto di cartilagine 2001 a destra, stato da meniscectomia
2003 ginocchio sinistro, stato da meniscectomia
2005 a destra.

Stato da trauma cranico con frattura e grave commozione
cerebrale 1994 stato da craniotomia 1994 per evacuazione ematoma.

Non posso che confermare la stabilità del quadro
presentato da questo paziente che oltre alla
sintomatologia dolorosa alle ginocchia e all'impotenza funzionale (accentuazione
dei dolori e puntuale recidiva del versamento già dopo poco tempo di sforzi di
bassa intensità), soffre di una sindrome neuropsicologica residua in seguito
all'infortunio del 1994, con disturbi della memoria e dell'apprendimento.

 

Continuo a considerarlo totalmente inabile al lavoro
per le ragioni elencate qua sopra." (Doc.
B)

 

                               2.6.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004
nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989,
p. 31; DTF 125 V 352;
Pratique VSI 2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I
162/01). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria
piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile
1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332;
ZAK 1986 p. 189). In un'altra sentenza inedita il TFA
ha inoltre considerato rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA
al SAM. Secondo il l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato
parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe
obbligato a tenere in particolare considerazione gli interessi specifici
dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. 22 maggio 1995 in re A. C; cfr. anche DTF 123 V 178; Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove
è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la
propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per
quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono
tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento
(DTF 125 V 354). 

                                         Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da
medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 p. 109; STFA 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109;
MEYER-BLASER, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht,
1997, p. 230).

 

                                         Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 e S., U 330/01).

 

                               2.7.   Nell’evenienza concreta, questo TCA, chiamato a verificare se lo
stato di salute del ricorrente è stato accuratamente vagliato
dall’amministrazione prima dell’emissione della decisione qui impugnata, dopo attento esame della fattispecie, non ha motivo di mettere in dubbio
la valutazione effettuata dall’amministrazione e in particolare dal medico del
SMR dr.ssa __________. Essa ha debitamente tenuto conto delle singole affezioni
invalidanti di cui l’assicurato è portatore, giungendo ad una conclusione
logica e priva di contraddizioni in merito alla capacità lavorativa nella precedente
professione o in professioni compatibili con la sua formazione e le affezioni
invalidanti. Da notare inoltre che tali valutazioni coincidono perfettamente
con quanto attestato dai curanti, dr. __________ e dr. __________.

 

                                         Nel
suo ricorso l’assicurato critica l’operato dell’ammi-nistrazione, che a suo parere
ha omesso di vagliare i problemi neuropsicologici che lo affliggono.

                                         Oggetto
del contendere è quindi sostanzialmente la valutazione delle ripercussioni
sulla capacità lavorativa della presunta patologia neuropsicologica dell’interessato,
osservato come dagli atti non risulti che le altre diagnosi (versamenti articolari
recidivanti su condropatia e meniscopatia degenerativa in stato dopo
meniscectomia parziale mediale sinistra 22.4.2003 e stato dopo plastica
osteo-condrale condilo femorale interno e rotula a destra 19.4.2003), abbiano
avuto, fino al momento determinante della resa del provvedimento oggetto di ricorso
(DTF 130 V 140), delle ripercussioni maggiori rispetto a quanto già valutato
dall’Ufficio AI. Né del resto l’insorgente ha mai sostenuto il contrario. 

 

                                         Ora,
dalla documentazione agli atti, in particolare dalla valutazione neuropsicologica
31 ottobre 2005 prodotta in sede d’opposizione, risulta che rispetto alla
precedente valutazione neuropsicologica del 1994 vi è stata una evidente riduzione
dei disturbi cognitivi nel corso degli anni, anche se si tratta di una remissione
solo parziale, con deficit residui di lieve-moderata entità, che potrebbero
essere ritenuti stabili e non soggetti ad ulteriori apprezzabili miglioramenti,
nemmeno attraverso un intervento di riabilitazione specialistico (doc. AI 50-5,
la sottolineatura è della redattrice). Nel referto si legge infatti che
l’interessato è completamente autonomo sia nello svolgimento delle attività di
base, sia nell’adempimento delle attività strumentali della vita quotidiana;
quanto alla funzionalità cognitiva globale è vigile, cosciente, orientato nei
tre modi, collaborante e ad un test di screening di primo livello ottiene un
punteggio nella norma; le funzioni mnestiche sono nella norma per quanto
concerne la memoria a breve termine sia verbale che visuo-spaziale, così come
quella a lungo termine in modalità verbale, mentre è deficitaria in modalità
visiva; le funzioni attentive sono sufficienti durante la valutazione, nella
norma la capacità di spostamento attentivo, mentre deficitaria è l’attenzione
selettiva e l’attenzione divisa, con numerose omissioni e tempi di reazione
eccessivi; soddisfacenti si rivelano le capacità di astrazione, controllo e
inibizione, sensibilità all’interferenza e programmazione motoria, nella norma
la fluenza verbale semantica e deficitaria la fluenza verbale in modalità
fonetica; funzioni verbali e di calcolo nella norma (doc. AI 50-4).

Dall’esame
neuropsicologico eseguito il 7 dicembre 1994 dal servizio di neurologia
dell’Ospedale __________ di __________ emergeva che l’assicurato presentava “in
un contesto altrimenti nella norma dei deficit da lievi a moderati
nell’appren-dimento visivo, nella memoria visiva e di percezione
visivo-spaziale”. Veniva in particolare indicato che nonostante
l’assicurato si lamentasse di avere a volte delle anomie e di esprimersi con
fatica, nell’esame effettuato non venivano riscontrate tali
problematiche (eloquio spontaneo, denominazione di figure corretta). Inoltre,
il profilo neuro-psicologico generale era definito “nella norma”
(doc. 1-91 inc. LAINF, sottolineature della redattrice).

Nel
rapporto relativo alla visita medico-circondariale 27 dicembre 1994 effettuata
per conto dell’assicuratore infortuni, il dr. __________, FMH in chirurgia,
aveva indicato che a quattro mesi dall’incidente ciclistico che aveva comportato
la frattura composta della squama parieto-temporale a destra con ematoma
epidurale fronto-temporo-parietale a destra, lesione trattata d’urgenza con
craniotomia ed evacuazione dell’ema-toma, l’assicurato era da considerare dal
punto di vista neuro-psicologico abile al lavoro di conduttore di funicolare in
misura normale. Egli aveva tuttavia indicato che sussistevano dei deficit
neuro-vestibolari che precludevano lo svolgimento di lavori in luoghi
pericolosi, sulle scale a pioli, sui tetti o su terreno scosceso, motivo per il
quale occorreva meglio verificare tali deficit oto-vestibolari tramite un
consulto presso il dr. __________ (doc. 1-88 inc. LAINF).

Dal
rapporto 1° febbraio 1995 del dr. __________, Primario di otorinolaringoiatria
dell’Ospedale __________ di __________, emergeva che “gli esami otoneurologici
effettuati, sia dal punto di vista cocleare che dal punto di vista vestibolare,
se presi singolarmente e separatamente non possono essere considerati
patologici, sono al limite della linea significativa. Se presi tuttavia globalmente,
tenendo in debita considerazione anamnesi e disturbi soggettivi lamentati dal
paziente, la concordanza dei risultati sia a livello cocleare che vestibolare
permette di concludere per un lieve deficit post-traumatico cocleo-vestibolare
destro” (doc. 1-79 inc. LAINF). 

Sulla
base di tale consulto, nel rapporto di visita medico-circondariale 12 aprile
1995 il dr. __________ aveva quindi confermato la piena capacità lavorativa
dell’assicurato dal 15 marzo 1995, riservata una eventuale modifica a seguito
di un nuovo controllo oto-neurologico approfondito (doc. 1-66 inc. LAINF). Tale
ulteriore approfondimento oto-neurologico è stato compiuto dal dr. __________,
specialista FMH in otorinolaringoiatria, medico di fiducia della __________,
che nel suo rapporto 14 giugno 1995 ha ritenuto l’interessato pienamente abile al lavoro quale conduttore
di funicolare, prevedendo un controllo a distanza di sei mesi (“was die
arbeitsfähigkeit anbetrifft, so ist dieser Versicherte rein aus ORL-ärztlicher
Sicht voll arbeitsfähig, ausser auf ungesicherten Gerüsten, die sich über 5 m über dem Boden befinden. Auch sollte der Versicherte Arbeiten an allzu steilen Abhängen
meiden”, doc. 1-60 inc. LAINF). Nel successivo
controllo oto-neurologico 12 gennaio 1996 il dr. __________ ha confermato la
piena capacità lavorativa dell’interessato (“was die arbeitsfähigkeit
anbetrifft, so ist dieser Versicherte voll arbeitsfähig, ausser für Arbeiten
mit erhöhter Absturzgefahr, bzw. auf ungesicherten Gerüsten, die sich über 5 m über dem Boden befinden”, doc. 1-31 inc. LAINF). Anche il dr. __________, FMH in
chirurgia, medico di fiducia dell’assicuratore infortuni, chiamato a fornire
una valutazione del caso, nel suo rapporto 20 maggio 1996 era giunto alla conclusione
che l’assicurato fosse abile al lavoro al 100% quale conduttore di funicolare
(“was die Zumutbarkeit anbetrifft, kann man also aufgrund des Protokolls der
Arbeitsstellenbesichtigung vom 18.9.1995 sagen, dass Herr RI 1 zu 100% ohne
Rendement-Einbusse als Kabinenführer und bei Unterhaltsarbeiten an der
Bahnstrecke arbeitsfähig ist. Bei Arbeiten auf den beiden Brücken muss sich der
Versicherte anseilen, dies behindert ihn jedoch in seiner Tätigkeit nicht”,
doc. 1-20 inc. LAINF).

 

La dr.ssa __________
nelle sue osservazioni 13 febbraio 2006 ha evidenziato che l’esame
neuropsicologico 31 ottobre 2005 prodotto dall’assicurato mette in evidenza uno
stato neuro-psicologico sicuramente non peggiore rispetto a quello già valutato
nel 1994, ma addirittura migliorato, con una evidente riduzione dei disturbi
cognitivi. Il medico SMR ha inoltre rilevato che i disturbi residui sono di
entità da lieve a moderata, concernono unicamente una parte molto settoriale
delle funzioni cognitive (memoria visiva a lungo termine e attenzione selettiva
e divisa) e non hanno impedito nel passato all’interessato di compiere la sua
attività lavorativa, per lo meno fino al momento dell’insorgenza della nuova
patologia del 2003 (fino al momento dell'infortunio al
ginocchio sinistro dell'aprile 2003 l'assicurato svolgeva il suo lavoro a tempo pieno, impiegando circa
il 70-80% del tempo lavorativo come conduttore di funicolare, mentre il
restante 20-30% dell'attività lavorativa era dedicata ai lavori di manutenzione).
La dr.ssa __________ ha quindi concluso che i deficit neuro-psicologici che
persistono dopo il trauma cranico del 1994, di entità ridotta, che concernono
solo una parte molto settoriale delle funzioni cognitive, che non sono
peggiorati nel corso degli anni, ma si sono attenuati e che non hanno avuto nel
passato e non hanno influsso sulla capacità lavorativa abituale di conducente
di una funicolare con mansione di manutenzione, non hanno influsso sulla
capacità lavorativa in attività intellettualmente comparabili (come ad esempio
operaio generico non specializzato) (doc. AI 54-4).

                                         A tale valutazione della dr.ssa __________, posta dopo approfondito
esame degli atti, che non evidenzia contraddizioni e non si può affermare
essere fondata su accertamenti di fatto errati, può quindi senz’altro essere
attribuita forza probatoria piena conformemente ai ricordati criteri stabiliti
dalla giurisprudenza. 

 

                                         Non
è superfluo ricordare a questo proposito che il TFA, in una decisione del 24
agosto 2006 nella causa B. (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR, sottolineando che in caso di divergenza
tra il medico curante e il medico SMR non è per principio necessario procedere
ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente
considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant
d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a
admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de
l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le
SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion
entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale,
nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur probante des
rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard
des critères jurisprudentiels précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il
n'y a dès lors aucune raison d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui
préférer celui du médecin traitant, pour le seul motif que c'est le service
médical régional de l'AI qui l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen
clinique pratiqué par les médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne
relève, du reste, aucune circonstance particulière propre à faire naître un doute
sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de
tel. (…)”

(cfr. STFA del 24 agosto 2006 nella causa B., I 938/03,
consid. 3.2)

 

                                         Ne
discende che sulla base delle affidabili e concludenti risultanze mediche, richiamato
inoltre l’obbligo che per consolidata giurisprudenza incombe all’assicurato di
intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b,
400 e i riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstve-rantwortung,
Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im
schweizerischen Sozialversiche-rungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V
28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum IVG,
Zurigo 1997, pag. 221), è da ritenere dimostrato, con il grado della verosimiglianza
preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195
consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid.
2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che
sino al momento determinante dell’emana-zione del querelato provvedimento (cfr.
DTF 130 V 140) l'assicurato presentava una residua capacità lavorativa del 100%
in attività adeguate. 

 

                                         Del
resto, il ricorrente non ha apportato elementi oggettivi idonei a mettere in
dubbio la chiara valutazione stesa dal medico SMR, né ha prodotto della documentazione
medica che ne contraddica le conclusioni.

                                         Non
può infatti essere ritenuto tale lo scritto 7 aprile 2006 del dr. __________,
che indica che l’interessato presenta oltre ad una patologia dolorosa alle ginocchia
e all’impotenza funzionale anche una sindrome neuropsicologica residua in
seguito all’infortunio del 1994, con disturbi della memoria e
dell’apprendimento, giungendo alla conclusione che “continuo a considerarlo
totalmente inabile al lavoro per le ragioni elencate” (doc. B). 

                                         Innanzitutto,
il citato medico evidenzia la stabilità del quadro clinico
dell’assicurato, a dimostrazione che non vi sono stati mutamenti di rilievo.
Inoltre, come rilevato dalla dr.ssa __________, dopo la chiusura del caso da
parte dell’assicuratore LAINF l’interessato ha ripreso il suo lavoro in modo
completo, senza evidenti limitazioni della capacità lavorativa, senza che sia
mai stato annunciato un peggioramento dello stato di salute in merito all’infortunio
del 1994 e senza indicazione di limitazioni persistenti derivanti dal trauma cranico
del 1994. L’assicurato, fino al subentrare della patologia a livello delle
ginocchia nel 2003, svolgeva il suo lavoro a tempo pieno, in qualità di
conduttore di funicolare al 70%-80% e quale addetto a lavori di manutenzione
per il restante 20%-30%. Tutti questi elementi fanno supporre che nel corso
degli anni l’assicurato non ha avuto un’esacerbazione dei problemi neuro-psicologici
derivanti dall’infortunio del 1994 tale da incidere in maniera rilevante sulla
sua capacità lavorativa, in un lavoro, è bene ricordarlo, che implica il
trasporto di persone. Infine, va rilevato che non si capisce il motivo per il
quale il curante abbia indicato di “continuare” a ritenere l’interessato
inabile al lavoro al 100%, quando dalla documentazione agli atti emerge
chiaramente la sua valutazione relativa ad una capacità lavorativa del 50%
nella precedente attività di conducente di funicolare e operaio manutentore e
del 100% per attività leggere adeguate, come autista di veicoli comunali o di
trenini turistici (doc. AI 21-3 e 20-10).

Tale
scritto non può dunque portare ad una diversa valutazione della capacità lavorativa
rispetto a quanto motivatamente stabilito dal medico SMR.

 

                                         Va
qui ricordato all’assicurato che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio
inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere
accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non
è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di
collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210
consid. 6c con riferimenti).

                                         Il
dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle
parti di apportare ‑ ove ciò fosse ragionevolmente esigibile ‑ le
prove necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati,
ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della
carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

 

                               2.8.   Per
quanto riguarda la determinazione del grado di inabilità, richiamato l’art. 16
LPGA e quanto già esposto al consid. 2.3 che precede, va ricordato che l'invalidità nell'ambito delle assicurazioni
sociali svizzere è un concetto di carattere economico‑giuridico e non
medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a). I dati economici
risultano pertanto determinanti. 

Al medico compete la valutazione dello stato di salute
del peritando, della misura e del tipo di attività in cui l’interessato è
incapace al lavoro. Il medico stabilisce, quindi, in che misura il danno alla
salute limita l’interessato nelle sue funzioni corporali e psichiche. Egli si
limita in particolare alle funzioni importanti nelle attività lavorative che
secondo la sua esperienza di vita entrano in linea di conto nel caso concreto
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 227, cfr. anche DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 143
consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

                                         D’altro
canto compito dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in base
alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le
attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 228, Omlin, Die Invalidità in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

                                         In
ogni modo, ai fini
dell'accertamento dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro
equilibrato e quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra
domanda e offerta di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in
relazione con le capacità professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta
pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser,
op cit. p. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità
congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK
1984 p. 347). 

                                         Va ancora la pena di rilevare che, secondo la giurisprudenza del
TFA, per accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità è
decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza preponderante,
quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del diritto alla rendita,
se fosse sano (STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio
2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con
riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere
fissato il più concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che
l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze
professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato
avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi
ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96
V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s.
consid. 3b).

 

Nel caso in esame meritano sostanziale conferma gli accertamenti
eseguiti dall’amministrazione al fine di determinare il grado di invalidità
dell’assicurato.

In particolare, la consulente in integrazione professionale, in
merito alle attività esigibili e al raffronto dei redditi, ha affermato quanto
segue:

 

" 
(...)

	
  Attività esigibili - senza (ri)formazione specifica

  
	
  L'A. potrebbe
  mettere a profitto il CFC nell'ambito della vendita (2 anni) ottenuto nel 1970, quale commesso (attività diversificata: vendita al banco, consiglio alla clientela, riempimento delle scanzie), o addetto
  all'incasso in un negozio al dettaglio, in un do-it, o stazione di servizio

   

  Inoltre, sul mercato del lavoro
  supposto in equilibrio, l'A. potrebbe svolgere altre attività leggere, poco qualificate e confacenti con il
  danno alla salute, piuttosto sedentarie ad esempio quale autista o
  operaio generico.

   

  

 

	
  Calcolo CGR - senza (ri)formazione specifica

  
	
  Peraltro, considerando un reddito ipotetico senza
  danno alla salute (RH, 2003) di circa fr. 60'219.- (cfr. questionario DL),
  una capacità di lavoro residua del 100% in attività adeguata (categoria
  professionale RSS 4 e quartile 2) e applicando una riduzione del 10% (per
  attività leggera), secondo le statistiche RSS, risulta un reddito da invalido
  di circa fr. 46'969.- e una capacità di guadagno residua del 78% in
  un'attività leggera e poco qualificata. 

   

  

 

	
  Proposte formative (eventuali) o di chiusura del caso

  
	
  Visto quanto sopra e considerando il bagaglio
  attitudinale, la poca conoscenza della lingua (l’A. ha svolto tutta la
  scolarità in tedesco), ritengo che dei provvedimenti professionali volti al
  conseguimento di una qualifica di base, non siano proponibili.

   

  Tuttavia, l'A. é già titolare di un CFC (1970) nella
  vendita (2 anni) che potrebbe mettere a profitto sul mercato libero del
  lavoro. Inoltre, vista la presenza sul mercato di diverse attività
  direttamente accessibili e confacenti con il danno alla salute, ritengo che
  l'A. sia direttamente integrabile nel ciclo produttivo.

   

  Peraltro, qualora l'A. trovasse un datore di lavoro
  disposto ad assumerlo si resta a disposizione per un riallenamento
  nell'ambito della vendita o un'introduzione al posto di lavoro (es. formazione
  ad hoc), in un'attività confacente con il danno alla salute e che permetterebbe
  di recuperare la capacità di guadagno residua."

   

  

 

(Doc. AI 39-2+3)

 

                              Tali accertamenti e conclusioni, che
sono peraltro rimaste incontestate dal ricorrente, meritano conferma. 

 

                                         Per
completezza va fatto presente che con sentenza inedita del 5 settembre 2006
nella causa P. (I 222/04), il TFA ha stabilito che “secondo la giurisprudenza,
sono esclusivamente applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete,
i dati salariali nazionali risultante dalla tabella di riferimento TA1
dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di
statistica (cfr, tra altre, sentenza 10 agosto 2001 in re R., I 474/00, consid.
3a/aa). L’inapplicabilità dei valori desumibili dalla tabella TA13, che riferisce
dei valori in relazione alle grandi regione, è di recente stata decisa dalla
Corte plenaria in data 10 novembre 2005 (cfr. in tal senso sentenza 22 agosto 2006 in re K, I 424/05)”. Pertanto, nella determinazione del reddito da invalido occorre
d’ora in poi applicare i valori nazionali (Tabella TA1) e non più quelli
regionali (Tabella TA13) come sinora confermato dal TCA.

 

                                         Tale
circostanza non ha in ogni modo alcuna ripercussione sul caso in esame. In
effetti, essendo i valori nazionali maggiori di quelli regionali, il grado
d’invalidità risulterebbe ancora inferiore a quello stabilito in base alla
tabella TA13; in entrambi i casi il tasso d’incapacità al guadagno risulta comunque
essere inferiore al minimo pensionabile del 40%. 

 

                                         Visto quanto precede, la conclusione dell’amministrazione di ritenere
il ricorrente invalido nella misura del 22%, essendo basata su sufficienti
approfondimenti, non può che essere confermata.

Non essendo dato un grado d’invalidità giustificante l’eroga-zione di una
rendita d’invalidità (art. 28 cpv. 1 LAI), l’Ufficio AI ha di conseguenza rettamente
rifiutato la rendita. La decisione
contestata deve essere confermata e il ricorso respinto. 

 

                               2.9.   Da ultimo, l’assicurato ha chiesto l’allestimento di una perizia
neuropsicologica. 

 

                                         A
tal proposito va rilevato che, quando
l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungs-rechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundes-verwaltungsrechts-pflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344
consid. 3c con
riferimenti).

 

                                         Nel
caso in esame, già si è detto che la documentazione agli atti è sufficiente per
statuire nel merito della vertenza. Né vi sono validi motivi per ritenere
inaffidabili le certificazioni mediche citate nei considerandi precedenti. 

                                         Non
è pertanto necessario procedere ad una perizia giudiziaria.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti