# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d8d7c052-5995-507f-8093-7e58c93cf554
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2001-10-10
**Language:** it
**Title:** Bundesgericht Eidgenössisches Versicherungsgericht 10.10.2001 U 347/98
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BGer/CH_BGer_016_U-347-98_2001-10-10.html

## Full Text

[AZA 7] 

U 347/98 Ws 

Ia Camera 

 

composta dei giudici federali Lustenberger, Presidente, 

Schön, Borella, Rüedi e Leuzinger; Scartazzini, cancelliere 

 

 

 

Sentenza del 10 ottobre 2001 

 

nella causa 

 

F._________, Italia, ricorrente, rappresentato da 

N._________, 

 

contro 

 

Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli 

infortuni, Fluhmattstrasse 1, 6002 Lucerna, opponente, 

 

e 

 

Tribunale cantonale delle assicurazioni, Lugano 

 

 

F a t t i : 

 

A.- F._________, nato nel 1951, minatore stagionale 

alle dipendenze della Ditta G._________ SA di S._________ e 

come tale assicurato presso l'Istituto nazionale svizzero 

di assicurazione contro gli infortuni (INSAI), dopo aver 

esercitato la sua professione nell'anno 1994 durante tre 

mesi e aver previsto di lavorare altrettanto a lungo 

nell'anno 1995, è in data 16 ottobre 1995 rimasto sepolto 

sotto una frana di sassi e terriccio, riportando fratture 

in diverse parti del corpo. Il caso è stato assunto 

dall'INSAI, il quale ha versato le prestazioni assicurative 

prendendo a suo carico segnatamente le spese di cura e di 

degenza ospedaliera, protrattasi in particolare dal 13 al 

27 novembre 1996 presso la Clinica X._________. 

Alla chiusura del caso, l'Istituto assicuratore ha assegnato 

all'interessato, con decisione 25 luglio 1997, una 

rendita d'invalidità del 15 % a contare dal 1° maggio 1997, 

calcolata su un guadagno assicurato di fr. 17 677.-, nonché 

un'indennità per menomazione dell'integrità fisica, pure 

del 15 %. Il provvedimento è stato confermato con decisione 

su opposizione del 4 febbraio 1998. 

 

B.- F._________, rappresentato da N._________, è 

insorto contro questa decisione con ricorso al Tribunale 

delle assicurazioni del Cantone Ticino. In ordine, 

l'insorgente ha in primo luogo censurato il rifiuto di 

traduzione di una sentenza richiamata nel provvedimento 

impugnato, lamentando un'insufficiente motivazione dello 

stesso. Nel merito, ha postulato che la rendita d'invalidità, 

ritenuti il proprio statuto di stagionale e l'usuale 

durata di attività aziendale praticata dalla ditta che lo 

aveva impiegato, venisse calcolata fondandosi su un guadagno 

assicurato di fr. 53 031.-, pari a nove mesi di lavoro, 

anziché su quello di fr. 17 677.-, dedotto da un periodo 

lavorativo di tre mesi. Ha inoltre contestato il grado 

d'invalidità stabilito al 15 %, chiedendo che il medesimo 

fosse "oggetto di revisione". 

Con giudizio 29 ottobre 1998, statuente nella composizione 

di un giudice unico, l'autorità di ricorso cantonale 

ha respinto il gravame. Il Tribunale ha innanzitutto concluso 

che la censura d'ordine formale si appalesava come 

manifestamente infondata. Nel merito, ha considerato che 

l'Istituto assicuratore aveva correttamente ritenuto, prescindendo 

dall'infortunio, essere stata la durata normale 

dell'attività svolta dal ricorrente al massimo di tre mesi. 

L'impugnativa doveva essere disattesa anche per quel che 

atteneva al grado dell'invalidità, osservato che l'INSAI, 

fondandosi su accertamenti specialistici circostanziati ed 

approfonditi, senza che si fosse rivelato necessario dar 

seguito alla richiesta di ulteriori provvedimenti probatori, 

aveva chiaramente stabilito essere la capacità lucrativa 

esigibile dall'interessato valutabile all'85 %, nonostante 

i postumi infortunistici. 

 

C.- Tramite il suo rappresentante, F._________ interpone 

al Tribunale federale delle assicurazioni un ricorso 

di diritto amministrativo avverso il giudizio cantonale. 

Protestate spese, chiede di essere posto al beneficio dell'assistenza 

di un avvocato. In ordine, censura che in sede 

cantonale la causa sia stata trattata da un giudice unico e 

che ci si sia riferiti a giurisprudenza in lingua tedesca. 

Contesta, nel merito, il guadagno assicurato ritenuto dalle 

precedenti istanze nonché il tasso d'invalidità da esse applicato. 

Conclude pertanto postulando che il giudizio impugnato 

sia dichiarato nullo e ritornato al Tribunale cantonale 

per nuova pronunzia collegiale, che il guadagno assicurato 

sia stabilito prendendo a fondamento un importo di 

fr. 53 031.-, pari ad un impiego di nove mesi, e che la 

questione del grado d'invalidità, criticata la valutazione 

operata dall'INSAI, venga nuovamente sottoposta a quest'ultimo 

affinché provveda a rivederla. 

L'Istituto assicuratore domanda che il gravame, in 

quanto ricevibile, sia integralmente respinto. L'UFAS ha 

rinunciato a determinarsi. 

 

D.- Il Tribunale federale delle assicurazioni ha 

indetto un'udienza pubblica, che si è tenuta il 10 ottobre 

2001. 

 

D i r i t t o : 

 

1.- a) In ordine, l'insorgente contesta in primo luogo 

la composizione del Tribunale cantonale delle assicurazioni, 

adducendo che tale Corte avrebbe dovuto statuire collegialmente. 

 

Il ricorso di diritto amministrativo può essere esperito 

per violazione del diritto federale, nozione che comprende 

anche il diritto costituzionale federale ed i principi 

generali di diritto quali quelli della parità di trattamento 

e della proporzionalità. Ne deriva che questo ricorso 

assume il ruolo del ricorso di diritto pubblico per 

quel che concerne la violazione dei diritti costituzionali 

commessa da un'autorità cantonale nelle materie sottoposte 

al controllo del Tribunale federale delle assicurazioni 

quale giudice amministrativo (DTF 121 V 288 consid. 3 e 

sentenze ivi citate). Ritenuta la sussidiarità assoluta del 

ricorso di diritto pubblico, il ricorso di diritto amministrativo 

si sostituisce pertanto a quest'ultimo nella sua 

funzione di protezione dei diritti costituzionali dei cittadini 

(DTF 118 Ib 62 consid. 1b, 132 consid. 1a, 112 Ia 

358 consid. 4a, 110 Ib 257, 110 V 363 consid. 1c, 108 Ib 73 

consid. 1a, 104 Ib 120-121; Auer, La juridiction constitutionnelle 

en Suisse, pag. 122 no. 212; Grisel, Traité de 

droit administratif, tomo II, pag. 908-909; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 

2a ed., pag. 92 segg. e 235). 

 

b) Il diritto delle parti ad una composizione regolare 

del tribunale discende direttamente dall'art. 30 cpv. 1 

Cost. (e in precedenza dall'art. 58 cpv. 1 vCost.), tale 

principio imponendo esigenze di base alla procedura cantonale 

(DTF 124 I 261 consid. 4a, 118 Ia 285 consid. 3d, 117 

Ia 325 consid. 2, 115 V 260 consid. 2a con riferimenti). 

Secondo la giurisprudenza, dev'essere annullato d'ufficio 

un giudizio reso a torto da un giudice unico in una 

vertenza in cui giusta l'ordinamento cantonale è competente 

il tribunale (sentenza inedita 6 luglio 1994 in re F., I 

56/94). 

 

c) L'art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le 

cause davanti al Tribunale cantonale ticinese delle assicurazioni 

dispone, concretizzando quanto stabilito dall'art. 

26 lett. c cpv. 2 LOG, che i membri del Tribunale possono 

decidere nella composizione di un giudice unico le cause 

che non pongono questioni di principio o che non sono di 

rilevante importanza. 

Con la riforma legislativa conferente all'autorità 

giudiziaria la possibilità di statuire nella composizione 

di un giudice unico il legislatore cantonale ticinese intendeva, 

prendendo a base il criterio delle cause che non 

pongono questioni di principio o che non sono di rilevante 

importanza, accelerare la definizione delle pratiche. Avuto 

riguardo allo scopo della riforma, esso ha lasciato ad ogni 

singola camera del Tribunale di appello la competenza di 

definire più precisamente i criteri da rispettare. Nel Messaggio 

del 17 febbraio 1998 concernente l'introduzione della 

possibilità, per le Camere della Sezione di diritto pubblico 

del Tribunale di appello, di decidere nella composizione 

di un solo giudice, il Consiglio di Stato ha in particolare 

rilevato che la proposta con la quale si persegue 

lo scopo di disporre di una delega facoltativa della competenza 

a decidere a favore di un solo giudice permette 

quale obiettivo principale di migliorare sensibilmente le 

condizioni in cui ha luogo il giudizio collegiale nei casi 

che realmente meritano di essere esaminati e dibattuti dall'intera 

Camera, sgravata a questo punto dall'obbligo di 

giudicare nella composizione completa anche le liti ritenute 

meno importanti. Infatti, solo alcune decisioni, complesse 

o di principio, giustificano una deliberazione in 

Camera di consiglio, rispettivamente non tutte le decisioni 

meritano approvazione collegiale, fosse anche solo per via 

di circolazione. È stato inoltre rilevato che non tutte le 

Camere della Sezione di diritto pubblico faranno largo uso 

della decisione a giudice unico, in quanto tale soluzione 

sarà soprattutto praticata nelle Camere con entrate molto 

elevate quali il Tribunale cantonale delle assicurazioni e 

il Tribunale cantonale amministrativo. Il Consiglio di Stato 

ticinese ha precisato rendersi conto che la delega facoltativa 

della competenza a decidere a favore di un solo 

giudice poteva apparire relativamente ampia, ma l'ha ritenuta 

necessaria, segnatamente nei casi di routine o di 

scarsa rilevanza. 

Il legislativo ticinese ha approvato la norma sulla 

questione oggetto del presente esame nel tenore proposto 

nel Rapporto della Commissione della legislazione sul messaggio 

17 aprile 1998. Riferitasi a quanto esposto dall'Esecutivo 

cantonale, la Commissione si era sostanzialmente 

limitata, determinandosi su modifiche puntuali del disegno 

di legge, a esprimere il parere secondo cui meritava di essere 

stralciata, in quanto inutile e ridondante, la seconda 

parte della frase del cpv. 2 dell'art. 26quater LOG, in cui 

si era inizialmente riservata la facoltà per ogni giudice 

di chiedere che la sentenza venisse emessa dalle Camere 

nella loro composizione completa, parere ritenuto nel testo 

finale. 

Vero è che la Commissione della legislazione ha nel 

summenzionato rapporto indicato essere il sistema della 

delega facoltativa comunque riservata ad una ristretta cerchia 

di casi di scarsa rilevanza. Orbene, in questa asserzione 

non può essere ravvisata l'intenzione di volersi scostare 

dalle chiare linee direttrici, come formulate dal 

Consiglio di Stato. Prescindendo dal fatto che l'affermazione 

è riferita all'insieme delle sezioni di diritto pubblico 

del Tribunale d'appello e non specificatamente al 

Tribunale cantonale delle assicurazioni, non se ne capirebbe 

bene la portata dal momento che la Commissione ha 

dato piena adesione al testo presentato dall'esecutivo, il 

quale verteva a snellire la procedura presso esse sezioni e 

segnatamente presso il Tribunale delle assicurazioni. La 

medesima, intesa nel suo senso letterale, apparirebbe tantomeno 

spiegabile quando si ricordi che con l'unica sostanziale 

modifica proposta, quella di sopprimere il surricordato 

passaggio del capoverso 2 dell'art. 26quater LOG, la 

Commissione ha, nei confronti della versione del Consiglio 

di Stato, accresciuto il potere del giudice delegato di 

optare per una decisione monocratica. Da un profilo più 

generale infine, non si vede bene, quantomeno per il Tribunale 

cantonale delle assicurazioni, che principalmente 

necessitava di misure di alleggerimento, quale sarebbe il 

senso della riforma legislativa, avuto riguardo al fatto 

che nel suo precedente tenore l'art. 2 cpv. 1 della legge 

di procedura già consentiva a detta autorità di statuire 

con giudice unico limitatamente alle cause di minor rilievo. 

 

Nell'ambito della presente lite il Tribunale delle assicurazioni 

del Cantone Ticino è stato invitato da questa 

Corte a determinarsi sull'interpretazione data all'art. 2 

cpv. 1 della legge di procedura in discussione, in particolare 

circa i criteri applicati per decidere quando una causa 

non ponga questioni di principio e quando essa non sia 

di rilevante importanza. Nella sua determinazione del 25 

giugno 2001 la Corte cantonale ha essenzialmente esposto di 

ritenere, nell'ottica degli intenti del legislatore, non 

porre questioni di principio o di rilevante importanza le 

cause nelle quali il tema giuridico è già risolto da consolidata 

giurisprudenza federale, quelle che non presentano 

particolari difficoltà nell'apprezzamento delle prove (ad 

esempio allorché i fatti sono stati chiariti in modo convincente 

dopo una perizia medica) o quelle nelle quali il 

valore di causa è estremamente ridotto. 

Emerge da quanto suesposto che i criteri indicati dal 

Tribunale delle Assicurazioni del Cantone Ticino nella sua 

risposta del 25 giugno 2001 sono conformi all'intenzione 

del legislatore cantonale. Ne deriva essenzialmente che 

l'importanza di una procedura va riferita all'aspetto giuridico 

o istruttorio della medesima, mentre tale importanza 

non può dipendere dal valore della causa né dall'interesse 

che la causa soggettivamente rappresenta per la parte. Giova 

rilevare di transenna, per quanto attiene ai criteri 

adottati, che essi corrispondono in larga misura a quelli 

predisposti dalla, non più vigente, ODCR, per la quale, all'art. 

22 cpv. 2, solo i ricorsi che sollevavano questioni 

difficili di fatto o d'apprezzamento o questioni di diritto 

non elucidate venivano sottoposti alla competenza di un 

collegio di tre giudici. 

Dalle considerazioni che precedono si deduce poi che i 

criteri posti dalla novella legislativa si applicano indistintamente 

a tutte le materie rientranti nell'ambito di 

competenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni, ragione 

per cui alle sentenze con le quali il Tribunale federale 

delle assicurazioni ha da questo profilo discriminato 

certe materie o, meglio, certe tematiche nei confronti di 

altre non deve essere fatto riferimento. 

 

d) Alla luce di quanto suesposto non può essere affermato 

che l'autorità giudiziaria cantonale, statuendo con 

giudizio 29 ottobre 1998 ed esprimendosi dopo essere stata 

invitata da questa Corte a determinarsi sul tema in discussione, 

abbia dato all'art. 2 cpv. 1 della legge di procedura 

in parola un'interpretazione non conforme all'art. 30 

cpv. 1 Cost. e all'art. 6 CEDU. In particolare non è sostenibile 

che in tale disposto di procedura cantonale, il quale 

non espone specifici criteri suscettibili di stabilire 

quali siano le cause di non rilevante importanza, difetti 

la base legale delegante al giudice unico la competenza per 

determinarli. Né può essere affermato che detta norma sia 

lesiva del principio della parità di trattamento in quanto 

disciplinerebbe in modo discriminante la procedura praticata 

dal Tribunale cantonale delle assicurazioni rispetto alla 

soluzione adottata per quel che riguarda le altre sezioni 

di diritto pubblico del Tribunale d'appello. Ne deriva 

che dev'essere disattesa anche la censura secondo la quale 

la norma in discussione sarebbe, nel suo tenore medesimo, 

viziata da arbitrio. 

 

e) In concreto, dal momento che si trattava di calcolare 

il guadagno assicurato e di valutare l'invalidità sulla 

base della giurisprudenza del Tribunale federale delle 

assicurazioni, il caso poteva pertanto essere evaso da un 

giudice unico; né la causa presentava particolari difficoltà 

nell'apprezzamento delle prove. Non si giustificava 

quindi un giudizio reso da una Camera di tre giudici. 

Discende da quanto precede che su questo punto il ricorso 

dev'essere respinto, il giudizio impugnato non essendo 

viziato da un'arbitraria interpretazione e applicazione 

del diritto processuale cantonale. 

2.- Il ricorrente censura altresì, sempre in ordine, 

il fatto che le precedenti autorità si siano richiamate a 

precetti di giurisprudenza in lingua tedesca. A questo proposto, 

il Tribunale federale delle assicurazioni ha avuto 

modo di affermare come, in difetto di norme al riguardo, un 

istante non abbia il diritto di chiedere la traduzione della 

documentazione che lo concerne (RCC 1983 pag. 392 consid. 

1, con riferimento a Marti-Rolli, La liberté de la 

langue en droit suisse, tesi Losanna 1978). A maggior ragione 

ciò deve valere per quanto riguarda la giurisprudenza 

(cfr., nello stesso senso di Marti-Rolli, Viletta, Grundlage 

des Sprachenrechts, tesi Zurigo 1978, pag. 141 segg. e 

Malinverni, La liberté de la langue, in Commentaire de la 

Constitution fédérale de la Confédération suisse, IV, ad 

art. 116 Cost.). 

Discende da quanto precede che anche questa censura 

dev'essere disattesa. 

 

3.- Nel merito, la lite verte innanzitutto sul tema di 

sapere se sia stato correttamente stabilito il guadagno assicurato 

in base al quale venne calcolata la rendita d'invalidità. 

 

 

a) L'art. 15 LAINF dispone che le rendite sono calcolate 

in base al guadagno assicurato (cpv. 1) e che, per il 

calcolo delle stesse, è considerato guadagno assicurato il 

salario riscosso durante l'anno precedente l'infortunio 

(cpv. 2). Ai sensi dell'art. 15 cpv. 3 LAINF, il Consiglio 

federale emana disposizioni inerenti al guadagno assicurato 

in circostanze particolari, segnatamente qualora l'assicurato 

sia occupato in modo irregolare. Facendo uso di questa 

delega di competenza normativa, l'esecutivo federale ha 

emanato l'art. 22 cpv. 4 OAINF, il quale disciplina che se 

il rapporto di lavoro non è durato un anno intero, il salario 

ottenuto durante questo periodo è convertito in pieno 

salario annuo. Nel caso di un'attività temporanea la conversione 

è limitata alla durata prevista. Nella giurisprudenza 

sviluppata in merito a quest'ultimo disposto, il Tribunale 

federale delle assicurazioni ha riconosciuto la conformità 

a legge di tale norma (DTF 118 V 301, 112 V 315; 

Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in SBVR, n. 

56). 

 

b) Nel caso di specie, l'autorità di ricorso cantonale 

ha correttamente applicato i suesposti principi, rilevando 

a ragione che il ricorrente aveva lavorato durante tre mesi 

nell'anno 1994 e che datore di lavoro e dipendente avevano 

preso le necessarie disposizioni affinché le relazioni contrattuali 

e quelle di permesso di dimora consentissero di 

dedicarsi ad un identico impiego anche nel 1995. Dette 

considerazioni appaiono pertinenti sotto ogni aspetto e non 

danno luogo a censura alcuna. 

Nel ricorso di diritto amministrativo l'insorgente 

nulla asserisce che possa rimettere in forse quanto stabilito 

dalle precedenti istanze. In particolare, non è ravvisabile 

in quale modo, come lo asserisce il ricorrente, 

un'assicurazione complementare avesse potuto incidere sul 

guadagno assicurato preso in considerazione, né come il lavoro 

svolto anteriormente all'anno 1994 potesse influire su 

detta entità di calcolo. 

Deriva da quanto precede che anche su questo punto il 

gravame si appalesa infondato. 

 

4.- a) Il ricorrente rimprovera poi all'INSAI di aver 

stabilito in modo errato il grado d'invalidità. A sostegno 

delle proprie censure si limita però ad ipotizzare, senza 

fornire il benché minimo elemento di carattere medicoscientifico 

o economico, che i rilievi richiamati dall'Istituto 

assicuratore sarebbero poco attendibili, oppure che 

egli avrebbe subito un graduale e importante peggioramento 

della sua capacità lavorativa. Conclude che tale fattispecie 

dovrebbe dar luogo ad una revisione della rendita da 

parte dell'INSAI. 

 

b) Nell'impugnato giudizio la precedente istanza ha 

debitamente rammentato che ai sensi dell'art. 18 cpv. 1 

LAINF è considerato invalido chi è presumibilmente alterato 

nella sua capacità di guadagno in modo permanente o per un 

periodo rilevante. Essa ha pure esposto i principi di giurisprudenza 

sviluppati in questo contesto e li ha applicati 

in modo pertinente al caso di specie. 

F._________, a seguito dell'infortunio occorsogli in 

data 16 ottobre 1995, ha riportato fratture plurime. Egli è 

stato esaminato dai medici di circondario dell'INSAI, in un 

primo tempo dal dott. K._________ in data 19 febbraio 1996 

ed in secondo luogo dal dott. C._________ il 4 aprile 1996. 

L'assicurato è poi stato visitato dal dott. P._________, e, 

durante il periodo dal 13 al 27 novembre 1996, ha 

soggiornato presso la Clinica X._________. Una visita 

medica di chiusura è stata eseguita dal summenzionato dott. 

C._________ in data 4 febbraio 1997. Il 27 marzo 1997, 

l'assicurato, unitamente al suo datore di lavoro, è stato 

sentito dall'ispettore dell'INSAI, il quale ha valutato 

l'incapacità lavorativa attorno al 10-15 %, ritenendo che 

l'interessato potesse continuare ad esercitare l'attività 

di minatore con un leggero discapito di rendimento. Questo 

parere ha ottenuto il benestare dell'anzidetto medico di 

circondario. Ravvisata un'apparente contraddizione fra 

diversi atti all'inserto, anche il Tribunale cantonale si è 

rivolto al dott. C._________, il quale ha confermato il suo 

punto di vista in un circostanziato parere espresso in un 

referto del 2 ottobre 1998. 

Le surricordate indagini permettevano senz'altro di 

determinare chiaramente la residua capacità lavorativa dell'infortunato 

e di dedurne un'incapacità di guadagno del 

15 %. Il ricorrente, anche con il gravame interposto in 

questa sede, pretende di aver diritto ad una rendita d'invalidità 

di grado maggiore senza addurre qualsiasi riscontro 

oggettivo. Le sue censure, con le quali nulla fa valere 

che possa inficiare il parere delle precedenti istanze, non 

sono pertanto suscettibili di sovvertire le convincenti 

conclusioni cui sono giunti l'INSAI ed il Tribunale cantonale. 

Ne deriva che il grado d'invalidità dell'assicurato è 

stato valutato in modo corretto e che anche da questo profilo 

il giudizio impugnato merita conferma. 

 

5.- In esito alle suesposte considerazioni, il ricorso 

dev'essere respinto. 

 

6.- La procedura è gratuita (art. 134 OG). Il ricorrente 

ha implicitamente domandato la concessione del gratuito 

patrocinio. 

A norma di legge (art. 152 OG) e secondo la giurisprudenza, 

i presupposti per la concessione dell'assistenza 

giudiziaria sono di massima adempiuti se il richiedente si 

trova nel bisogno, se le sue conclusioni non sembrano dover 

avere esito sfavorevole e se l'assistenza di un avvocato è 

necessaria o perlomeno indicata (DTF 125 V 202 consid. 4a e 

372 consid. 5b, ambedue con riferimenti). Ora, a prescindere 

dal quesito di sapere se il ricorrente si trovi nel bisogno, 

non può essere asserito che le sue conclusioni riguardanti 

l'addebito relativo alla composizione della Corte 

di prima istanza (consid. 1) dovessero avere senz'altro esito 

sfavorevole. Tuttavia, trattandosi di un tema che il 

Tribunale federale delle assicurazioni esamina d'ufficio, 

l'intervento di un patrocinatore non si sarebbe comunque 

giustificato nel caso di specie. Viceversa, per quel che 

concerne le censure di merito, attinenti al guadagno assicurato 

ed al grado d'invalidità, le conclusioni del ricorrente 

risultavano sprovviste di ogni probabilità di esito 

favorevole, per cui la richiesta di gratuito patrocinio 

dev'essere respinta per tale motivo, i requisiti posti 

dall'art. 152 cpv. 2 OG in relazione con l'art. 135 OG non 

apparendo adempiuti in concreto (RAMI 1994 n. U 184 pag. 78 

consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. pure DTF 119 Ia 253 

consid. 3b e sentenza 14 settembre 2001 in re M., I 

616/00). Infine, nella misura in cui la concessione del 

gratuito patrocinio fosse stata richiesta per l'intervento 

di N._________, la stessa dev'essere negata in quanto il 

rappresentante dell'insorgente non poteva assumerne gli 

interessi in qualità di avvocato. In tali circostanze la 

richiesta di gratuito patrocinio va quindi respinta. 

 

 

Per questi motivi, il Tribunale federale delle assicurazioni 

 

p r o n u n c i a : 

 

I. Il ricorso di diritto amministrativo è respinto. 

 

II. La domanda di gratuito patrocinio è respinta. 

 

III. Non si percepiscono spese giudiziarie. 

 

IV. La presente sentenza sarà intimata alle parti, al Tribunale 

cantonale delle assicurazioni, Lugano, e all'Ufficio 

federale delle assicurazioni sociali. 

 

Lucerna, 10 ottobre 2001 

In nome del 

Tribunale federale delle assicurazioni 

Il Presidente della Ia Camera : 

 

 

 

 

Il Cancelliere :