# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 13296922-7943-5bf6-b0da-fc3e85723aa7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-07-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 21.07.2000 11.1999.113
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1999-113_2000-07-21.html

## Full Text

Incarto n.

  11.1999.00113

  	
  Lugano

  21 luglio
  2000/ld

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima
  Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Ambrosini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa __.__.______
(servitù) della Pretura della giurisdizione di Locarno Città promossa con petizione
del 10 settembre 1997 da

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinato dall'avv. __________, __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patrocinato dall'avv. __________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta l'appellazione
del 13 settembre 1999 presentata da __________ contro la sentenza emanata il 30
giugno 1999 dal Pretore della giurisdizione di Locarno Città;

 

                                         2.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili. 

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   __________ r è proprietario della particella n. __________RFD di
__________, appartenuta ai coniugi _________  e ___________________ e prima
ancora a __________. Il fondo confina con la particella n. __________,
appartenente ad __________, e con la n. __________, già proprietà di __________
e ora di __________ SA. Nel dicembre del 1983 __________ e __________ d hanno
sottoscritto con __________ e __________, comproprietari della particella n.
__________, come pure con __________ e __________ __________, proprietari della
particella n. __________, un contratto di costituzione, modifica e
cancellazione di servitù mediante il quale hanno pattuito vari diritti reali
limitati a carico, rispettivamente a favore delle particelle n. __________,
__________, __________, __________e __________. In particolare essi hanno
stipulato quanto segue: 

                                         

                                         Diritto
di superficie quale servitù a carico della particella n. __________e a favore
della particella n. __________ (autorimessa
lettera A) e __________ (autorimessa lettera B) RFD di __________, per la
costruzione di due autorimesse, con relativo diritto di accesso, nella parte
inferiore della particella n. __________, a confine con la particella n.
__________.

                                         Le spese di
manutenzione delle due autorimesse e relativo accesso, vengono ripartite in
ragione di ½ (un mezzo) ciascuno tra i proprietari delle particelle n.
__________e __________ RFD di __________.

 

                                         A
registro fondiario quest'ultima servitù è stata iscritta come diritto di
superficie per la costruzione di un'autorimessa (con relativo accesso) a favore
delle particelle __________ e __________.

 

                                  B.   Il
30 gennaio 1997 __________, aggiudicatosi ai pubblici incanti la particella n.
__________, ha sottoscritto una dichiarazione nella quale si impegnava a riconoscere
ad __________ la proprietà sul posteggio nell'autorimessa contrassegnata con la
“lettera A”. Il 4 giugno 1997 __________, __________ e __________ SA hanno pattuito quanto segue:

 

                                         Premesso che a registro fondiario (dg.
__________) a favore della part. n. __________ e __________ RFD __________ è iscritto un diritto di superficie a carico
della part. __________RFD __________: i. D. di superficie per la costruzione di
una autorimessa con relativo accesso;

                                         visto che nel
frattempo sulla part. __________RFD Muralto sono stati costruite due
autorimesse con quattro posteggi: A,B,C,D e il contenuto della servitù iscritta
non rispecchia l'attuale situazione, si desidera regolare la stessa anche a registro
fondiario e si procede come segue:

                                         1.    l'attuale
servitù menzionata sopra (dg. __________) viene cancellata a registro
fondiario;

                                         2.    vengano
costituite le seguenti servitù:

                                         2.1  a
carico della part. n. __________RFD __________ e
a favore della part. n. __________RFD __________
viene costituita una servitù di diritto gratuito per un posto auto
nell'autorimessa, e meglio sul posteggio “D” colorato in blu sulla planimetria
allegata.

                                         2.2  a
carico della particella n. __________ RFD __________ e a favore della
particella n. __________RFD __________ viene
costituita una servitù di diritto gratuito per un posto auto nell'autorimessa,
e meglio sul posteggio “A” colorato in giallo sulla planimetria allegata.

 

                                         Le citate
operazioni sono state eseguite a registro fondiario il 6 giugno 1997. 

 

                                  C.   Il
10 settembre 1997 __________, sostenendo di essere stato dolosamente indotto in
errore, ha convenuto __________ davanti al Pretore della giurisdizione di Locarno
Città, chiedendo che fosse annullata la convenzione del 4 giugno 1997, che
fosse cancellata l'iscrizione a registro fondiario e che fosse reinscritta la
precedente servitù. In via cautelare egli ha instato perché fosse ordinato
all'ufficiale del registro fondiario di inscrivere in via provvisoria la
servitù cancellata e in subordine di inscrivere una restrizione della facoltà
di disporre a carico del fondo del convenuto. Il 12 settembre 1997 il Pretore
ha ordinato, senza contraddittorio, la postulata restrizione della facoltà di
disporre a carico della particella n. __________, confermando tale misura l'11
novembre 1997 a seguito dell'adesione formulata dal convenuto. __________ si è
nondimeno opposto, il 13 novembre 1997, alla petizione. Nei successivi atti
scritti le parti hanno mantenuto le loro posizioni. Esperita l'istruttoria, nei
rispettivi memoriali conclusivi le parti hanno confermato le loro domande,
rinunciando al dibattimento finale. 

 

                                  D.   Con
sentenza del 30 giugno 1999 il Pretore ha respinto la petizione. Le spese, con
una tassa di giustizia di fr. 1'000.–, sono state poste a carico dell'attore,
tenuto a rifondere al convenuto fr. 3'500.– per ripetibili. 

 

                                  E.   Contro
la sentenza predetta __________  è insorto il 13 settembre 1999 con un appello
nel quale chiede che la petizione sia accolta e il giudizio impugnato riformato
di conseguenza. Nelle sue osservazioni del 12 ottobre 1999 __________ propone
di respingere l'appello e di confermare la sentenza del Pretore. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Il Pretore ha escluso un comportamento doloso da parte del convenuto
(rispettivamente del suo patrocinatore), la convenzione del 4 giugno 1997
indicando chiaramente il contenuto delle iscrizioni a registro fondiario e
l'attore non potendo ignorare a che cosa si riferisse l'iscrizione di una
servitù riguardante un'autorimessa con due posti auto. Egli ha negato altresì
che il convenuto abbia ingannato l'attore per avere indicato a quest'ultimo che
il contenuto della servitù iscritta non rispecchiava la reale situazione d'uso
dei posteggi, anche perché dall'istruttoria era emerso che sin dalla
costruzione, nel 1980, il convenuto utilizzava due posteggi. Il Pretore ha
escluso infine l'eventualità di un errore essenziale, non intravedendo su quali
condizioni di fatto l'attore si fosse trovato in errore, e ha rimproverato allo
stesso di non avere assunto le necessarie informazioni sul contenuto della
servitù. Da ultimo il primo giudice ha negato l'esistenza di una lesione ai
danni dell'attore e nemmeno ha ravvisato un abuso da parte del convenuto.

 

                                   2.   L'appellante
ribadisce che le premesse alla nota convenzione sono manifestamente e
volutamente erronee e che la situazione è stata creata ad arte per indurlo in
errore. Egli rileva che già al momento della costruzione delle autorimesse, nel
1980, esistevano quattro posteggi e che il convenuto non ha mai usato i due
posteggi attribuiti alla particella n. __________, ma semmai quelli attribuiti
all'altro fondo. Afferma inoltre di avere firmato la convenzione in buona fede,
convinto dalle asserzioni della controparte e del suo legale, come pure da
quelle dei precedenti proprietari e dei nuovi proprietari della particella n.
__________.

 

                                   3.   Secondo l'art. 28 CO vi è dolo quando una parte determina l'altra
a concludere un contratto inducendola volutamente in errore o sfruttando
illecitamente un errore già esistente e del quale avrebbe dovuto renderla
attenta (Rep. 1993 pag. 172). Affinché tale disposizione sia applicabile devono
ravvisarsi i presupposti dell'illiceità e del rapporto di causalità tra
l'atteggiamento ingannevole e il consenso della parte (Schwenzer in: Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, OR
I, 2a edizione, n. 3–14 ad art. 28 CO). 

 

                                         a)  In
concreto risulta dagli atti che il 30 gennaio 1997, poco prima che la
particella n. __________finisse agli incanti, il precedente patrocinatore del
convenuto ha avvicinato l'attore, spiegandogli il problema dei posteggi e
dicendogli che il suo assistito avrebbe rinunciato ad avanzare offerte di
acquisto nel caso in cui gli fosse stato riconosciuto il diritto al posteggio
(deposizione avv. __________: verbali, pag. 9). La stessa sera le parti hanno
poi sottoscritto nell'ufficio del legale una dichiarazione mediante la quale
l'attore (e a quel momento la moglie) si impegnava a riconoscere al convenuto
la proprietà sul posteggio nell'autorimessa “lettera A colorata in blu sulla
planimetria” (doc. 10). Quattro mesi dopo le parti, unitamente alla nuova
proprietaria della particella n. __________, hanno sottoscritto la nota
convenzione del 4 giugno 1997 (doc. 12). 

 

                                         b)  Contrariamente
all'opinione dell'appellante, non può dirsi che le premesse della citata
convenzione siano manifestamente e volutamente erronee, ove appena si consideri
che esse riprendono sostanzialmente le iscrizioni del registro fondiario.
Certo, tenuto conto della deposizione dell'arch. __________ (per il quale le autorimesse sono state
costruite nel 1980: verbali, pag. 4), la frase “visto che nel frattempo sono
state costruite due autorimesse con 4 posteggi” non è un esempio di chiarezza,
ma ciò non basta a denotare un dolo nei confronti dell'attore. Tanto meno si
può affermare che il convenuto o il suo legale abbiano intenzionalmente voluto
ordire un inganno (cfr. Schwenzer,
op. cit., n. 11 ad art. 28 CO). È vero che la convenzione menziona solo il
diritto di superficie concesso al fondo dell'attore, ma la situazione con la
proprietaria dell'altra particella era già stata regolata il 4 ottobre 1996
(doc. 9), mentre con la firma della convenzione del 4 giugno 1997 costei ha
unicamente consentito a costituire un diritto su un'altra autorimessa (v. le
planimetrie allegate ai doc. 9 e 12).

 

                                         c)  La
situazione di fatto, del resto, non era conforme al contenuto della servitù. In
primo luogo, considerato che le quattro autorimesse erano già state edificate
nel 1980 (vedi anche doc. 3), l'indicazione contenuta nell'atto pubblico del 14
dicembre 1983 (doc. 4), il quale menziona due autorimesse e la relativa
iscrizione a registro fondiario (doc. A e B), non erano corrette. In secondo
luogo, i precedenti proprietari del fondo appartenente all'attore hanno
dichiarato che al momento dell'acquisto era stato loro detto che avrebbero
ottenuto un diritto di superficie per un'autorimessa (un posto auto) e un
posteggio. Per di più, il venditore __________ li aveva informati che avrebbero
potuto fruire anche di un secondo posto auto situato nell'autorimessa medesima.
Essi, inoltre, prelevavano un affitto per l'uso della seconda autorimessa, che
versavano a __________, allora proprietario della particella n. __________.
Infine, essi hanno aggiunto che il convenuto usava l'altra autorimessa con gli
altri due posti auto (deposizione __________: verbali, pag. 6 e doc. 10). Per
finire, anche la __________SA ha accettato di precisare tale stato di cose
(doc. 9). È possibile che per l'avv. __________, legale della banca, la
situazione giuridica per la sua cliente fosse apparentemente migliore, ma in
fin dei conti questa ha firmato l'accordo, né l'attore pretende che la banca
sia stata indotta in errore dal convenuto. Si aggiunga che l'appellante neppure
si confronta con l'argomentazione del Pretore, secondo cui al momento della
firma l'interessato non poteva ignorare di essere titolare di una servitù
iscritta a registro fondiario su un'autorimessa comprendente due posteggi,
anche perché “si può chiedere a qualcuno di riconoscere un diritto a favore di
qualcun altro quando si ammetta che il primo è titolare di questo diritto” (sentenza,
pag. 6).  Ciò posto, l'appello, su questo punto, è destituito di buon diritto.

 

                                   4.   L'appellante ribadisce che, comunque sia, la convenzione è nulla
poiché viziata da errore essenziale. Egli rileva di avere erroneamente
considerato che a registro fondiario vi era un'iscrizione che non rispecchiava
la realtà, ovvero che a carico del fondo del convenuto era iscritto un diritto
di superficie per una sola autorimessa, mentre nel frattempo erano state
costruite due autorimesse. Egli sostiene inoltre che, ove avesse saputo della
reale situazione, non avrebbe sottoscritto l'accordo, il convenuto non potendo
ignorare l'errore oggettivamente essenziale in cui egli versava. 

 

                                         a)   Per l'art. 23
CO il contratto non obbliga chi vi fu indotto da errore essenziale. L'errore è
essenziale segnatamente quando verte su una determinata condizione di fatto,
che la parte in errore considerava come un necessario elemento del contratto
secondo la buona fede nei rapporti d'affari e la cui importanza è riconoscibile
anche dal profilo oggettivo (art. 24 cpv. 1 n. 4 CO; Schwenzer, op. cit., n. 20–23 ad art.
24 CO; DTF 123 III 203 consid. 2). Non è essenziale, invece, l'errore che
riguarda solo i motivi del contratto (art. 24 cpv. 2 CO; DTF 118 II 62 consid.
3b). L'errore essenziale va ammesso solo con riserbo e deve prevalere
chiaramente sul carattere vincolante del contratto (Gauch/Schluep, Schweizerisches Obligationenrecht, Allgemeiner Teil,
vol. I, 6ª edizione, pag. 144 n. 785). 

 

                                         b)   Nella
fattispecie l'istruttoria non permette di riscontrare gli estremi denunciati dall'attore.
Come si è visto (consid. 3c), la situazione di fatto non coincideva con le
iscrizioni nel registro fondiario, né l'attore – come detto – è stato indotto
in errore dal convenuto. Inoltre mal si comprende, né l'interessato spiega, per
quale motivo egli avrebbe rinunciato a un posto auto se a registro fondiario vi
era l'indicazione di sole due autorimesse, anziché di quattro, e che
pacificamente l'una di esse era attribuita alla particella n. __________. Nemmeno
appare verosimile che l'attore, intenzionato ad acquistare l'immobile, non si
sia recato sul luogo e non abbia scorto le quattro autorimesse, chiaramente
visibili dalla strada (fotografie allegate al verbale di sopralluogo). Tanto
meno si può dire che l'interessato abbia rinunciato a un posteggio senza
controprestazione, poco prima dell'incanto il noto legale avendo spiegato
all'attore che il convenuto avrebbe rinunciato a formulare offerte di acquisto
qualora egli avesse riconosciuto il diritto al posteggio (deposizione avv. __________:
verbali, pag. 9). E siccome l'appellante non nega che ciò sia avvenuto, nemmeno
si può dire che la cessione del diritto di usare un'autorimessa sia avvenuta
senza contropartita.

 

                                   5.   L'appellante
invoca, in via abbondanziale, la nullità  della convenzione per manifesta
violazione dell'art. 21 CO. In base a tale norma, verificandosi una
sproporzione manifesta fra la prestazione e la controprestazione in un
contratto, la cui conclusione fu da una delle parti conseguita abusando dei
bisogni, della inesperienza o della leggerezza dell'altra, la parte lesa può,
nel termine di un anno, dichiarare che non mantiene il contratto e chiedere la
restituzione di quanto avesse già dato. Le condizioni, cumulative (Huguenin Jacobs in: Kommentar zum schweizerischen
Privat-recht, OR I, op. cit., n. 1 ad art. 21 CO), sono l'esistenza di una
sproporzione manifesta tra la prestazione e la controprestazione in un
contratto, da determinare in base ai rispettivi valori oggettivi (Huguenin Jacobs, op. cit., n. 6 ad art.
21 CO; Kramer in: Berner Kommentar,
n. 16 segg., in particolare n. 20 ad art. 21 CO; DTF 123 III 292 consid. 6),
l'esistenza di una situazione di bisogno di una parte (Huguenin Jacobs, op. cit., n. 11 ad art. 21 CO; Kramer, op. cit., n. 36 segg. ad art.
21 CO; DTF cit., consid. 5), oppure l'inesperienza o la leggerezza della parte
stessa (trattasi di presupposti alternativi: cfr. Kramer, op. cit., n. 34 ad art. 21 CO), come pure il fatto
che l'altra parte approfitti con consapevolezza di tale situazione per
concludere quel contratto a lei apertamente favorevole (Huguenin Jacobs, op. cit., n. 14 ad art. 21 CO; Kramer, op. cit., n. 33 ad art. 21 CO).

 

                                         Nella fattispecie, a prescindere dal fatto che non è dato a divedere
quale sia la manifesta sproporzione fra le due prestazioni, nulla induce a
supporre che la rinuncia a un'offerta di acquisto dell'immobile non compensi il
valore dell'uso di un posteggio coperto. L'interessato neppure pretende di
essersi trovato in una situazione di bisogno, né ha invocato una sua leggerezza
o la mancanza di esperienza, non bastando al riguardo che egli non sia un
giurista. Se mai la circostanza di essersi presentato da solo a un pubblico
incanto e di avere acquistato un immobile costituisce un indizio sulle sue
capacità di concludere negozi giuridici. Infine nemmeno può dirsi che egli sia
stato messo sotto pressione dal convenuto, già per il fatto che dalla prima
dichiarazione del 30 gennaio 1997 (doc. 11) alla convenzione 4 giugno 1997
(doc.12) sono trascorsi quattro mesi. Ciò posto l'appello, infondato, è
destinato all'insuccesso.

 

                                   6.   Gli
oneri processuali seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). L'appellante
rifonderà inoltre alla controparte un'adeguata indennità per ripetibili. 

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria, 

 

 

pronuncia:              1.   L'appello è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

                                      

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 500.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
550.–

                                         sono
posti a carico dell'appellante, che rifonderà alla controparte fr. 2'000.– per
ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a: 

                                         – avv.
__________, __________;

                                         – avv.
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città. 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        Il
segretario