# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 20ac72da-578c-5155-aafb-5e19db2ac266
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-12-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 11.12.2006 52.2006.372
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-372_2006-12-11.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.372

   

  	
  Lugano

  11 dicembre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli 

  

 

 

statuendo sul ricorso 15 novembre 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 3 novembre 2006 (no. 2006/88) della Commissione
  giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica, che ha respinto l'impugnativa
  presentata dall'insorgente avverso la decisione 18 ottobre 2006 con la quale
  il __________ ha disposto il suo ricovero coatto urgente alla clinica
  psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC);

  

 

 

viste le risposte:

-    16 novembre 2006 della
commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica;

-    27 novembre 2006 della
CPC;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

 

                                  A.   Il 18
ottobre 2006 RI 1 è stato privato della libertà a scopo di assistenza e
collocato presso la clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC) in forma
coatta. Questo terzo ricovero in ambito psichiatrico nello spazio di pochi mesi
è stato ordinato dal __________, suo medico curante presso il Servizio psico-sociale (SPS) di __________,
a dipendenza di una forte tensione endopsichica con eteroagressività su base
schizofrenica, pericolosa per sé e gli altri.

 

 

                                  B.   Mediante
ricorso 23 ottobre 2006 RI 1 è insorto contro il ricovero e la terapia farmacologica
impostagli dinanzi alla commissione giuridica in materia sociopsichiatrica
(CGASP), contestando la necessità di entrambi i provvedimenti.

                                         Dopo
l'udienza conciliativa preliminare, tenutasi il 31 ottobre 2006, il ricorrente
è stato sottoposto ad esame specialistico da parte del __________, psichiatra e
psicoterapeuta FMH. Alla luce delle risultanze di questa indagine, con
pronunzia 3 novembre 2006 la CGASP ha respinto il gravame.

 

 

                                  C.   Il 15
novembre 2006 RI 1 ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, ribadendo la sua avversione a qualsiasi misura restrittiva
della libertà.

                                         Il 24
novembre 2006 il ricorrente è stato dimesso dalla CPC ed è rientrato presso __________,
dove risiedeva già prima dell'internamento alla CPC.

 

 

                                  D.   La CGASP ha
rinunciato a presentare osservazioni al ricorso, mentre la CPC si è premurata
di illustrare le ragioni che impongono il trattamento psicofarmacologico
osteggiato dall'insorgente.

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del
ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e
52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm. 

                                         Il
gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli
atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Una
persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno
stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale,
alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza
personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397a cpv. 1 CC).
Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397a cpv. 3
CC).

 

2.2. Nel nostro Cantone il collocamento
coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona
indicata all'art. 397a CC ha luogo per decisione della delegazione tutoria del
comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore del settore
(psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b LASP). In caso di
urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria del luogo di
residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera (art. 22 cpv.
1 LASP). Per le persone tutelate è inoltre competente il tutore (art. 22 cpv. 2
LASP).

Il Direttore del settore o lo psichiatra
curante possono decidere un trattamento ambulatoriale coattivo se la situazione
dell'utente, pur non giustificando un collocamento, richiede comunque un intervento
restrittivo della libertà personale (art. 20 cpv. 2 LASP).

La decisione, motivata e corredata dal piano
terapeutico (art. 21 LASP), è impugnabile alla CGASP dapprima (art. 50 cpv. 1 e
2 LASP) ed a questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).

 

 

                                   3.   3.1. RI 1
è un giovane (26 anni) di origini __________, nato e cresciuto in Svizzera in
seno ad una famiglia operaia. Dopo le scuole dell'obbligo consegue il diploma
di impiegato di commercio, ma non riesce a trovare un'occupazione stabile, cosicché
segue un programma occupazionale e soggiorna per qualche mese in __________,
indi assume qualche lavoro temporaneo tramite un'agenzia di collocamento e
inizia uno stage presso l'__________ per formarsi come operatore sociale. In
questo periodo abusa nel consumo di bevande alcoliche e di sostanze stupefacenti.
Nel 2001 presenta il primo scompenso psicotico, a seguito del quale viene preso
a carico presso il SPS di __________ e curato con psicofarmaci (__________).
Tra il 2001 e il 2004 lavora qualche ora al giorno presso il garage di un
parente, fintanto che ottiene una rendita AI. All'inizio del 2005 presenta uno
scompenso acuto caratterizzato da delirio di persecuzione, allucinazioni,
eteroagressività e crisi pantoclastiche, che ne impongono il ricovero alla CPC
per circa un mese. Una volta dimesso, viene collocato al foyer __________ e
seguito dal SPS di __________. Grazie alla terapia neurolettica prescrittagli (__________),
riesce a condurre un'esistenza relativamente stabile e tranquilla per circa un
anno. A seguito dell'interruzione della cura, nella primavera del 2006 ricade
negli scompensi psicotici già manifestatisi nel 2005, in una forma però ancor
più grave ed inquietante. Internato alla CPC, viene rilasciato il 6 luglio 2006
con un trattamento dépôt di __________.

                                         La
decisione di collocamento del 18 ottobre seguente si inserisce in questo quadro
clinico, aggravato in quel momento da uno scompenso psichico acuto dovuto ad
una nuova sospensione della terapia farmacologica da tempo dispensatagli.

 

3.2. Nel giudizio qui impugnato, del 3
novembre 2006, la CGASP ha confermato il collocamento e la necessità del trattamento
farmacologico. L'autorità di ricorso di prime cure si è fondata in particolare
sul referto peritale del proprio membro __________, il quale ha rilevato che
gran parte degli scompensi psicotici e delle successive ospedalizzazioni subite
dal paziente erano dovuti alla sospensione della terapia medicamentosa. Il
medico specialista ha confermato, sul piano diagnostico, la sussistenza di uno
scompenso delirante in fase subacuta di una schizofrenia paranoide. Ha
soggiunto che la prognosi era estremamente riservata e che solo cure
stazionarie, associate alla prescrizione neurolettica in corso, avrebbero
potuto favorire la risoluzione clinica del disturbo attuale. Per finire, il
menzionato professionista ha quindi condiviso la necessità del collocamento coatto
stante la gravità dello scompenso manifestato dall'insorgente.

 

 

                                   4.   RI 1 è
stato rilasciato dalla CPC il 24 novembre 2006. L'impugnativa è quindi diventata
priva d'oggetto nella misura in cui contesta il collocamento. Rimane comunque
d'attualità laddove avversa l'obbligo di seguire la terapia farmacologica
confermato dalla CGASP. Pur essendo stato dimesso, il ricorrente è infatti
astretto ad un trattamento ambulatoriale coattivo, ovvero ad un provvedimento
restrittivo della sua libertà personale contro il quale gli è data facoltà di ricorso
(art. 20 cpv. 2 e 50 cpv. 2 LASP).

                                         Su questo
punto la decisione impugnata deve però essere senz'altro tutelata. Essa
dimostra ampiamente ed in modo convincente che per il momento il ricorrente può
essere convenientemente assistito, sia in termini protettivi che evolutivi, solo
tramite un'assidua frequentazione del servizio psico-sociale di __________ e la
regolare assunzione del medicamento neurolettico prescrittogli. La provata
relazione tra la mancata deposizione del farmaco ed il riacutizzarsi della
malattia di cui è affetto, con conseguente collocamento forzato, giustificano
senz'ombra di dubbio la misura adottata, certamente fondata anche dal profilo
della proporzionalità.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono il gravame va respinto. Non si preleva
tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 397a ss. CC; 19, 20, 22, 45, 50 e 52
LASP

 

 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Nella
misura in cui non è diventato privo di oggetto il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   Non si
preleva tassa di giudizio.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  Direzione Clinica psichiatrica cantonale,; 

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario