# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7af22933-b465-54a6-b3b5-309c3daf1d56
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-04-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 10.04.2012 11.2011.180
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2011-180_2012-04-10.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2011.180

  	
  Lugano

  10 aprile
  2012/rs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Celio

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F. Bernasconi

  

 

 

sedente per statuire nella causa SO.2011.2910 (protezione
dell'unione coniugale) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promossa
con istanza del 21 luglio 2011 da

 

	
   

  	
  AO 1 , 

  (patrocinata dall' PA 1) 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 ,

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando
sull'appello del 23 novembre 2011 presentato da AP 1 contro la decisione emessa
dal Pretore aggiunto il 7 novembre 2011;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   AP 1 (1971) e AO 1 (1983) si sono sposati a __________ il 6
luglio 2007. Dal matrimonio è nata A__________, il 17 ottobre 2007.
Nell'aprile del 2009 i coniugi si sono trasferiti da __________ a __________, dove
il marito lavora come assicuratore per la __________. Nell'autunno 2010 la
moglie si è stabilita con la figlia a __________, mentre il marito ha preso
residenza a __________ (__________).

 

                                  B.   Con
decisione del 7 novembre 2011 il Pretore aggiunto del Distretto di Lugano, sezione
 6, ha autorizzato i coniugi a vivere separati, ha affidato A__________ alla
madre, ha disciplinato il diritto di visita paterno, ha condannato AP 1 a versare dal 22 luglio 2011 un contributo di mantenimento di fr. 1683.– mensili per A__________,
assegni familiari compresi, e ha posto le spese processuali di fr. 1000.– a
carico del medesimo, con obbligo di rifondere alla moglie fr. 3647.– per ripetibili.
AO 1 è stata ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria.

 

                                  C.   Contro
la decisione appena citata AP 1 è insorto a questa Camera con il seguente
appello del 23 novembre 2011:

                                                       Poiché il sottoscritto non ha avuto modo di
ritirare gli avvisi al proprio indirizzo ed estraneo alla cosa non essendo
presente al proprio domicilio dal mese di maggio 2011 sino a oggi.

                                          Confidandomi
alla vs. comprensione mi riservo e nell'immediatezza ricerco un legale in territorio
elvetico, per meglio appellarmi.

                                          In
fede  

                                          (segue
la firma)

 

                                         Non sono
state chieste osservazioni a AO 1.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   Le misure a protezione dell'unione coniugale (art. 172 segg. CC)
sono emanate, dal 1° gennaio 2011, con la procedura som­maria dell'art. 271
segg. CPC, in esito alla quale il Pretore statuisce mediante decisione
impugnabile entro 10 giorni (art. 314 cpv. 1 CPC). Se l'appello verte
esclusivamente su questioni patrimoniali, il valore litigioso secondo l'ultima
conclusione riconosciuta nella decisione impugnata dev'essere di almeno
fr. 10 000.– (art. 308
cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto è senz'altro dato, ove appena si
consideri l'entità dei contributi alimentari in discus­sione. La decisione
impugnata è stata notificata al convenuto il 17 novembre 2011. Introdotto il 23
novembre 2011, l'appello in esame è pertanto tempestivo.

 

                                   2.   L'appellante
non formula richieste di giudizio esplicite. Si duole che l'intero procedimento
a tutela dell'unione coniugale sia stato condotto in sua assenza, sostenendo di
non avere “avuto modo di ritirare gli avvisi al proprio indirizzo ed estraneo
alla cosa non essendo presente al proprio domicilio dal mese di maggio 2011
sino a oggi”. Ora, dagli atti risulta che il Pretore aggiunto ha spedito
all'indirizzo italiano di AP 1, mediante invio raccomandato con ricevuta di
ritorno, i seguenti atti, tutti rinviati al mittente dalla posta italiana “per
compiuta giacenza”:

                                         –   il 25 luglio 2011, l'istanza di AO  1 a protezione dell'unione coniugale, del 21 luglio 2011, con una “decisione e
ordinanza” del 25 luglio 2011 mediante la quale il Pretore aggiunto respingeva una
richiesta supercautelare della moglie, fissava al convenuto un termine di 15
giorni per presentare eventuali osservazioni scritte con i documenti
giustificativi e citava le parti il 30
agosto 2001 alle ore 10.45 per la discussione; 

                                         –   il 30 agosto 2011, il
verbale d'udienza con una decisione “nelle more istruttorie” del giorno stesso;

                                         –   il 15 settembre 2011, la
citazione alla discussione finale indetta il 20 ottobre 2011 alle ore 14.00. 

 

                                         Infine, il
7 novembre 2011, il Pretore aggiunto ha intimato la decisione impugnata, che AP
 1 ha ritirato, questa volta, il 17 novembre 2011.

 

                                   3.   Che
le notificazioni del Pretore aggiunto potessero avvenire per invio postale raccomandato
non è posto in dubbio, a ragione, nemmeno dall'appellante (RtiD II-2010 pag.
749 n. 80c). E in caso di invio postale raccomandato non ritirato la
notificazione si dà per avvenuta il settimo giorno del tentativo di consegna
infruttuoso (RtiD II-2010 pag. 750 consid. 4 in fine con richiamo). Se prevede di assentarsi, l'interessato deve adottare i provvedimenti opportuni, ad esempio
comunicando alla posta il suo recapito temporaneo o incaricando un rappresentante
di ritirare gli invii. In concreto l'appellante afferma di essere rimasto
assente da __________ dal maggio al novembre del 2011, ma non pretende di non
avere ricevuto gli avvisi di ritiro né di avere preso la benché minima
disposizione perché a quegli avvisi potesse dar seguito. Privo di consistenza,
l'appello si rivela destinato all'insuccesso già per questo motivo.

 

                                   4.   È
vero che la finzione dell'avvenuta notifica alla scadenza infruttuoso del
termine per ritirare il plico vale solo qualora il destinatario debba aspettarsi una notificazione (art. 138 cpv. 3 lett. a
CPC). Non si può certo dire tuttavia che nel maggio del 2011 l'appellante non potesse attendersi una citazione in giudizio. Il 20 aprile 2011 l'PA 1 gli aveva scritto che la moglie, da lei patrocinata, intendeva divorziare e promuovere
causa davanti alla Pretura del Distretto di Lugano. Invitato a mettersi in
relazione con lei per esaminare la possibilità di un'istanza di divorzio comune,
AP 1 non aveva reagito. Che nelle descritte circostanze egli dovesse aspettarsi
una notificazione giudiziaria a breve termine è evidente. Le notificazioni del
25 luglio 2001, 30 agosto 2011 e 15 settembre 2011 (sopra, consid. 3) sono quindi
regolarmente avvenute. Destituito di fondamento, l'appello vede la sua sorte
segnata.

 

                                   5.   Le
spese del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 106 cpv. 2 CPC). Non si
pone invece il problema delle spese ripetibili, l'appello non essendo stato
intimato per osservazioni.

 

                                   6.   Quanto
ai rimedi giuridici esperibili contro l'odierna decisione (art. 112 cpv. 1
lett. d LTF), il valore litigioso supera ampiamente la soglia di fr. 30 000.– prevista
dall'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF ai fini di un ricorso in materia civile.

 

Per questi motivi,

 

decide:                    1.   L'appello
è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   2.   Le spese
processuali di fr. 500.– sono poste a carico dell'appellante.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  –;

  –.

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause senza carattere
pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14,
è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100
cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il
ricorso in materia civile è am­missi­bile solo se il valore litigioso ammonta
ad almeno 30
000
franchi; quando il valore
litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ri­correre è disciplinata
dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è
dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF).
La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.