# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1a118302-a722-51e2-b96c-794da8cbd583
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 06.02.2007 30.2007.46
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2007-46_2007-02-06.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2007.46

  2259/890

  	
  Bellinzona

  6
  febbraio 2007

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con Francesca
Ferrara in qualità di segretaria per statuire sul ricorso 12 febbraio 2007
presentato da

 

	
   

  	
  RI 1,
  ,

  difeso da: DI
  1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  26 gennaio 2007 n. 2259/890 emessa dalla Sezione della circolazione, Camorino,
  

  

 

viste                                  le osservazioni 23 febbraio 2007
presentate dalla Sezione della circolazione, Camorino;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La Sezione della
circolazione con decisione 26 gennaio 2007 ha inflitto a RI 1 una multa di fr.
2'300.-, oltre alla tassa di giustizia di fr. 100.- e alle spese fr. 100.-, per
i seguenti motivi:

                                         “Ha autorizzato a circolare
con i veicoli della ditta __________ SA per trasporto professionale di persone
i signori __________ e __________ senza che gli stessi fossero detentori della
richiesta licenza di condurre”.

 

                                         Fatti accertati il 27 settembre
2006 in territorio di Lugano. 

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione dell’art. 95 cifra 1 cpv. 3 LCStr.

 

                                 B.     Contro la predetta
pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice chiedendone
l'annullamento.

 

                                 C.     La Sezione della
circolazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la
decisione impugnata sia confermata.

 

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti - comprensivi
dell’incarto della Sezione della circolazione relativo alla procedura
contravvenzionale aperta nei confronti dell’insorgente e del rapporto
d’inchiesta di polizia giudiziaria 12 ottobre 2006, formante parte integrante
del primo - a norma dell'art. 12 LPContr.

 

                                 2.     Giusta l’art. 95 cpv. 1 cifra
3 LCStr chiunque mette un veicolo a motore a disposizione di un conducente, del
quale sa o dovrebbe sapere, prestando tutta l’attenzione imposta dalle
circostanze, che non è titolare della licenza richiesta è punito con la multa.

 

                                 3.     La Sezione della
circolazione - in applicazione delle norme predette - ha rimproverato al
multato di avere autorizzato a circolare i signori __________ e __________ con
veicoli della __________ SA per trasporto professionale di persone senza che
gli stessi fossero detentori della richiesta licenza di condurre.

 

                                 4.     Il ricorrente, dal canto
suo, contesta l’infrazione ascrittagli, precisando che i dipendenti in
questione “hanno guidato unicamente dei furgoni con un numero massimo di 12
passeggeri. Per questi veicoli non è necessaria la patente D ma è sufficiente
una comune patente B, come quella in possesso a tutti gli automobilisti. Gli
autisti in questione non hanno mai guidato un bus della __________ SA, ma
unicamente, dei piccoli furgoni. Per effettuare un servizio
professionale, era tuttavia necessaria una ulteriore indicazione sulla patente
di fianco alla lettera B nel relativo elenco dei permessi. In caso di patente
per servizio professionale l’autorità aggiunge infatti un numero”. 

 

                                         Soggiunge che “non era
assolutamente a conoscenza di questa particolarità, visto che gli autisti in
questione non avrebbero mai dovuto guidare dei bus grandi, ma unicamente dei
furgoni che ogni persona in possesso di una patente normale di per sé può
condurre. Ad ulteriore conferma di questo fatto, gli autisti in questione erano
stati più volte controllati dalla polizia, compreso il controllo dei permessi,
delle licenze internazionali e della loro patente. Ebbene, nessuno aveva mai
sollevato nulla di particolare, per cui nemmeno [lui] aveva potuto presumere
che qualcosa non fosse in ordine con i permessi” (cfr. ricorso, pag. 2).

 

                                         Conclude quindi per
l’annullamento della multa - che ritiene in ogni caso sproporzionata e
eccessivamente pesante per lui - poiché “in buona fede non sapeva e non
poteva neanche ragionevolmente sapere di aver commesso una violazione di una
norma legale, che soggettivamente non ha mai voluto commettere”.

 

                                 5.     In merito a quanto
asserito dal ricorrente, è d’uopo ricordare che giusta l’art. 10 cpv. 2 (primo
periodo) LCStr chi conduce un veicolo a motore deve essere in possesso della
licenza di condurre. L’art. 14 cpv. 1 (prima frase) LCStr specifica che la
licenza è rilasciata solo se dall’esame ufficiale è risultato che il
richiedente conosce le norme della circolazione e sa condurre con sicurezza i
veicoli della categoria per la quale essa vale.

 

                                         La licenza di guida per la
categoria B autorizza alla guida di autoveicoli e tricicli a motore con peso
totale non superiore a 3500 Kg e con non più di otto posti a sedere, conducente
non compreso (art. 3 cpv. 1 OAC). È quindi a torto che il ricorrente sostiene
che tale tipo di patente era sufficiente per la guida di veicoli con numero
massimo di 12 passeggeri (si noti, ancorché irrilevante, che gli autisti hanno
invece affermato di aver guidato veicoli con non più di 14, rispettivamente 16
posti a sedere; cfr. verbale di interrogatorio 29 settembre 2006 __________,
pag. 1/5; 3 ottobre 2006 __________, pag. 1/4).

 

                                         Per quel che concerne la
mancanza dell’autorizzazione al trasporto professionale di persone da parte dei
summenzionati autisti, il multato non può esimersi da responsabilità in
considerazione del fatto che ignorasse quella che definisce una particolarità, ovvero
l’ulteriore indicazione sulla patente dell’autorizzazione richiesta per il
trasporto professionale di persone. Ciò anche in considerazione della sua
posizione di responsabilità all’interno della ditta __________ SA, della quale
è presidente con firma individuale, e di referente verso gli autisti. In
proposito, le affermazioni rilasciate a verbale sulla
sua presunta estraneità alla verifica delle licenze appaiono dubbie, poiché smentite
dagli autisti stessi, i quali lo hanno più volte menzionato come interlocutore
(unitamente alla di lui moglie). In tale veste, egli aveva l’obbligo di esperire
le dovute verifiche presso l’autorità per sincerarsi che gli autisti fossero in
regola, a maggior ragione se si considera che, come si evince dal fascicolo
processuale, la ditta in parola si occupa del trasporto pubblico di persone,
percorrendo tratte di lunga distanza (si pensi in particolare al servizio di
linea tra il Ticino e l’aeroporto di __________).

 

                                         In ogni caso, giova rilevare
che l’ignoranza della legge non è scusabile (DTF 124
V 215, consid. 2b/aa). Neppure la buona fede invocata dal ricorrente è
liberatoria. Del resto, si osserva che le infrazioni
alle norme sulla circolazione stradale sono punibili anche se commesse per negligenza,
a meno che la legge non disponga altrimenti, ciò che non è il caso
all’occorrenza (art. 100 cifra 1 LCStr; art. 333 cpv. 7 CP).

 

                                         Si
noti che, contrariamente a quanto addotto nel gravame, la situazione di irregolarità
dei due autisti non poteva essere sanata con la semplice indicazione sulla
patente del codice relativo all’autorizzazione per il trasporto professionale;
in effetti, la stessa poteva essere ottenuta unicamente previo esame teorico
complementare ex art. 21 OAC.

 

                                         Pure
smentita dagli atti – e comunque sia non liberatoria - è la circostanza per cui
gli autisti in questione erano stati più volte controllati dalla polizia;
emerge infatti dalle loro dichiarazioni che durante l’attività svolta presso la
ditta non hanno fatto oggetto di controlli (ad eccezione di uno subito dal
signor __________ in Italia; cfr. verbale di interrogatorio 3 ottobre 2006,
pag. 3/5). 

 

                                         In
definitiva, l’insorgente non evoca circostanze, né adduce argomentazioni che
consentano a questo giudice di scostarsi dalla decisione impugnata. 

 

                                 6.     Quanto alla
commisurazione della pena, non può essere disatteso che la situazione di
irregolarità si è protratta per due, rispettivamente tre mesi, e che
trattandosi di una norma volta a garantire la sicurezza della circolazione, la sola
violazione della stessa è già di per sé grave, a prescindere dalla messa in
pericolo concreta di utenti. La multa inflitta risulta pertanto confacentemente
proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al
grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge. D’altronde, una
riduzione della stessa non si giustifica, essendosi il ricorrente limitato ad
asserire che la stessa si rivela per lui pesante, senza tuttavia specificare
ulteriormente tale circostanza.

 

                                         Il ricorso va pertanto
respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).

 

per questi motivi,                visti gli art. 95 cifra 1 cpv. 3 LCStr;
1 segg. LPContr;

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto e
la decisione impugnata confermata.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 200.- e le spese di fr. 50.- sono a carico ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

   

  

 

 

Il presidente:                                                                            La
segretaria:

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso in materia penale al
Tribunale federale di Losanna (art. 78 e segg. LTF) entro 30 giorni dalla
notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

                     Entro
lo stesso termine può essere, con medesima istanza, interposto ricorso in
materia costituzionale (art. 119 LTG).