# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 13524e87-6a74-5078-89f0-f5bbf32bd5fe
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-04
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 04.05.2010 D-4071/2006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4071-2006_2010-05-04.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4071/2006/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  4  m a g g i o  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Christa Luterbacher, Fulvio Haefeli, 
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...), Tunisia, 
B._______, nata il (...), Marocco, 
C._______, nata il (...), Tunisia, 
D._______, nato il (...), Tunisia,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 23 marzo 2005 / N (…).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4071/2006

Fatti:

A.
L’interessato, cittadino tunisino originario di E._______, ha presentato 
una  domanda  d'asilo  il  (...).  Successivamente,  è  stato  raggiunto  in 
Svizzera  dalla  futura  moglie,  B._______,  cittadina  marocchina,  la 
quale  ha  depositato  a  sua  volta  una  domanda  d’asilo  il  (...).  Gli 
interessati si sono uniti in matrimonio il (...). Dalla loro unione è nata la 
figlia C._______, il (...) e il figlio D._______, il (...). 

B.
Il  richiedente  l’asilo  ha  dichiarato,  per  quanto  è  qui  di  rilievo 
(cfr. verbali d’audizione del 23 aprile 2001 e del 7 giugno 2001 nonché 
dell’11 maggio 2004),  d’essere  espatriato  nel  (...)  a  causa  di 
oppressioni  politiche  ed  economiche,  non  essendogli  permesso  di 
lavorare se non per le autorità, rispettivamente, poiché ricercato dalle 
autorità  tunisine  principalmente  per  aver  espletato  l’attività  di 
passatore  tra  la  Tunisia  e  la  Libia,  in  particolare  per  aver  aiutato  a 
partire dal (...), in tre occasioni, membri del movimento F._______ - di 
cui  egli  sarebbe  stato  solamente  simpatizzante  e  non  membro  -  a 
fuggire in Libia. A causa della simpatia per il  suddetto movimento e 
dell'attività  di  passatore  che  avrebbe  svolto  tra  il  (...)  e  il  (...), 
l'interessato tra il (...) e il (...),  sarebbe stato detenuto per un anno e, 
dopo  la  sua  scarcerazione,  sarebbe  stato  sottoposto  a  controllo 
amministrativo  sino  a  quando  non  si  sarebbe  reso  illegale. 
L'interessato sarebbe stato arrestato in tutto (...) volte. Nel (...), mentre 
si  apprestava  a  varcare  il  confine  tra  la  Tunisia  e  la  Libia  come 
passatore,  unitamente  a  (...)  clandestini,  sarebbe  stato  ferito  alla 
gamba. Sarebbe riuscito  a  raggiungere  la  Libia,  dove sarebbe stato 
curato e sarebbe rimasto per (...) mesi. Nel (...),  si sarebbe recato a 
G._______  (Siria),  dove  –  esercitando  l'attività  di  (...) – sarebbe 
rimasto  illegalmente  sino  al  (...),  senza  mai  più  tornare  in  Tunisia. 
Durante  questi  anni  trascorsi  sia  in  Siria  che  in  Libia,  avrebbe 
mantenuto  i  contatti  con  i  membri  del  movimento  F._______,  che 
l'avrebbero aiutato quando era rimasto ferito, senza tuttavia svolgere 
alcuna  attività  per  quest'ultimo.  Dalla  Siria,  l'interessato  si  sarebbe 
recato  una  volta  in  H._______  per  farsi  operare  e  sarebbe  poi 
ritornato.  Nel  (...),  rispettivamente  (...),  avrebbe  deciso  di  lasciare 
definitivamente la Siria a causa della situazione economica, in quanto 
il  lavoro scarseggiava e non aveva una dimora, nonché a causa del 
suo  stato  di  salute  e  per  il  timore  di  essere  rinviato  in  Tunisia. 

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Intenzionato a raggiungere la I._______, sarebbe stato ingannato dal 
passatore  e  condotto  in  Svizzera,  dove  avrebbe  appreso  di  essere 
sempre ricercato in Tunisia, a causa della sua attività di passatore. A 
sostegno  della  sua  domanda  d'asilo,  l'interessato  ha  depositato,  in 
occasione della  prima audizione, un'attestazione del  (...)  in originale 
rilasciata  dal  presidente  del  movimento  F._______  nella  quale  si 
confermerebbe la sua attività di oppositore politico e simpatizzante di 
detto movimento, nonché due lettere del (...), rispettivamente del (...), 
secondo cui le autorità tunisine continuano a cercarlo e i suoi familiari 
sono  perseguitati  e  controllati.  Infine,  ha  anche  presentato  un  libro 
scritto in arabo che descrive la situazione dei prigionieri in Tunisia. 

La  moglie,  dal  canto  suo,  ha  dichiarato  (cfr.  verbali  d’audizione  del 
27 maggio 2002 e dell’8 agosto 2002 nonché dell’11 maggio 2004) di 
essere espatriata al fine di contrarre matrimonio in Svizzera con il suo 
futuro marito, conosciuto tre mesi prima al telefono. Su consiglio dello 
stesso, ella ha presentato a sua volta una domanda d’asilo.

C.
Con scritto  del  12  agosto  2002,  sono  stati  esibiti  diversi  documenti 
medici, in particolare la segnalazione del (...) del caso medico relativo 
all'interessato per il tramite del Centro d'accoglienza della Croce rossa 
di J._______, la lettera del (...) degli specialisti di (...) dell'K._______ 
nonché  la  lettera  del  (...)  di  L._______  all'attenzione  del  medico 
curante dell'interessato,  il  risultato del  (...)  della  scintigrafia  ossea e 
infine il rapporto del (...) del Pronto soccorso dell'K._______. 

D.
Il 24 luglio 2004, i ricorrenti hanno presentato la copia, con la relativa 
traduzione  in  francese,  della  dichiarazione  giurata  resa  dal  fratello 
dell'interessata che attesta la perdita del di lei pasaporto all'interno del 
territorio nazionale. 

E.
Con decisione del 23 marzo 2005 (notificata agli  interessati  il  giorno 
seguente; cfr. risultanze processuali),  l'UFM ha respinto  la  succitata 
domanda  d'asilo,  pronunciando  nello  stesso  tempo  l'allontanamento 
dei  richiedenti  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento 
medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile. 

F.
Il  25  aprile  2005,  gli  interessati  hanno  inoltrato  ricorso  dinanzi  alla 

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Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
succitata  decisione  dell'UFM.  Hanno  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento  della  decisione  impugnata,  nonché  il  riconoscimento 
dello statuto di rifugiato e la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, 
il  rinvio  degli  atti  di  causa  all'UFM  per  un  nuovo  esame  e  la 
concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Hanno  altresì  presentato 
una domanda d’assistenza giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo. 

A  sostegno  del  loro  ricorso,  gli  insorgenti  hanno  presentato  un 
rapporto  medico  del  (...),  relativo  a  disturbi  fisici  e  psichici  di  cui 
soffrirebbe il ricorrente. 

G.
La CRA, con decisione incidentale dell'11 maggio 2005, ha rinunciato, 
ritenuta la sussistenza di motivi particolari  (art. 63 cpv. 4 della legge 
federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 
172.021]),  a  chiedere  ai  ricorrenti  il  versamento  di  un  anticipo  a 
copertura delle presumibili spese processuali. Il giorno successivo, la 
CRA ha altresì invitato l'autorità inferiore a presentare una risposta al 
ricorso,  segnalando  che  l'UFM  non  appare  aver  esaminato  un 
eventuale adempimento, da parte degli insorgenti, alle condizioni di un 
caso di rigore personale grave. 

H.
Con  osservazioni  del  15  giugno  2005,  l'autorità  inferiore  ha 
confermato, come sollevato dalla CRA, che la decisione in questione 
non  poteva  crescere  in  giudicato  prima  dello  scadere  del  termine 
ricorsuale.  Ad  ogni  modo,  secondo  l'UFM,  l'esame  di  un'eventuale 
realizzazione  di  un  caso  di  rigore  personale  grave  ai  sensi  degli 
abrogati cpv. 3-5 dell'art. 44 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31) può essere effettuato, in sede di preavviso al ricorso 
senza che ciò sia gravemente pregiudizievole per il  ricorrente (recte: 
i ricorrenti). Ciò considerato, l'autorità inferiore ha chiesto alla CRA di 
sottomettergli il caso per poter presentare un preavviso in tal senso. 

I.
Il  21 luglio  2005,  i  ricorrenti  hanno prodotto  un certificato  medico  – 
concernente l’insorgente – emesso il (...) dal M._______ e il rapporto 
medico d’uscita della Clinica N._______, presso la quale il medesimo 
era degente al momento dell’inoltro del ricorso, datato dell’(...).

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J.
L’11  agosto  2005,  gli  insorgenti  hanno  prodotto  un  nuovo  rapporto 
medico redatto il (...) dal loro medico curante.

K.
Con scritto del 27 febbraio 2006, il rappresentante degli insorgenti ha 
sollecitato l’evasione del gravame ed ha prodotto un certificato medico 
del (...), redatto dal M._______ e concernente il ricorrente, nonché il 
rapporto  medico  del  (...)  unitamente  al  risultato  dell'esame  medico 
effettuato il (...) relativi al figlio D._______. 

L.
Il 17 agosto 2006, gli insorgenti hanno presentato un ulteriore rapporto 
medico d’uscita del (...) della Clinica N._______, dove il marito è stato 
degente dall'(...) al (...). 

M.
Il  23 agosto 2006, la CRA ha concesso un ulteriore termine all'UFM 
per  poter  esaminare  la  possibile  appartenenza  degli  insorgenti  alla 
categoria dei casi di rigore personale grave e considerare, nell'ambito 
della  pronuncia  dell'esecuzione  dell'allontanamento,  dello  stato  di 
salute del ricorrente.

N.
Su  richiesta  dell'UFM,  il  (...)  l'allora  O._______  (attualmente 
P._______)  ha  dato  il  suo  preavviso  negativo  alla  concessione 
dell'ammissione provvisoria nei confronti dei ricorrenti, conformemente 
agli abrogati cpv. 3 a 5 dell'art. 44 LAsi, tenuto conto dello stato attuale 
di salute dell'insorgente e della loro totale dipendenza dall'assistenza 
pubblica.

O.
Il  12  gennaio  2007,  in  risposta  alla  richiesta  formulata  il 
23 agosto 2006  dalla  CRA,  l'UFM  ha  ritenuto  da  un  lato  che, 
nell'ambito  dell'esecuzione  dell'allontanamento,  con  particolare 
riferimento  ai  numerosi  rapporti  medici  presentati  dai  ricorrenti 
(cfr. medico del [...], dell'[...], del [...], del [...], del [...] e del [...] relativo 
al figlio del ricorrente), un'appropriata cura medica per il  ricorrente e 
suo  figlio  sarebbe  possibile,  considerato  che  il  sistema  sanitario 
tunisino  può  essere  classificato  come  discreto  e  a  E._______,  vi 
sarebbero  diverse  strutture  mediche,  oltre  a  numerosi  familiari  dei 
ricorrenti,  come  pure  nelle  principali  città,  dove  sarebbero  state 

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sviluppate  le  cure  mediche,  anche  psichiatriche,  nonché  sarebbero 
presenti  medici  specializzati.  Dall'altro  lato,  l'autorità  inferiore  ha 
considerato che – in conformità al summenzionato preavviso negativo 
– non sono dati  i  presupposti  per l'ammissione di  un caso di  rigore 
personale  grave,  secondo  gli  abrogati  cpv.  3  a  5  dell'art.  44  LAsi. 
Infatti,  i  ricorrenti  non  avrebbero  mai  esercitato  un'attività 
professionale  in  Svizzera  (ad  eccezione  di  quattro  programmi 
occupazionali effettuati dal marito), né intrapreso formazioni specifiche 
o  compiuto  sforzi  particolari  per  acquisire  nuove  conoscenze, 
malgrado i rapporti medici non concludono ad una impossibilità totale 
di esercitare qualsiasi attività professionale per il marito e, in tal senso, 
nulla  risulta  dagli  atti  per la  moglie. Gli insorgenti,  inoltre,  sarebbero 
totalmente  assistiti,  ed  avrebbero  ricevuto  oltre  CHF (...).  I  loro  figli 
sarebbero  ancora  in  giovane  età  e  non  ancora  scolarizzati,  nonché 
dipendenti  dai  genitori,  i  quali  avrebbero  trascorso  gran  parte  della 
loro  vita  nei  loro  rispettivi  Paesi,  che  presenterebbero  grandi 
similitudini  e  dove  risiederebbero  numerosi  loro  familiari.  Non 
risulterebbe pertanto  che i  ricorrenti  siano ben integrati  in  Svizzera. 
Per  il  resto,  l'UFM  ha  rinviato  ai  considerandi  della  decisione 
impugnata, ed ha proposto in conclusione la reiezione del gravame.

P.
Il  23  febbraio  2007,  i  ricorrenti  hanno  prodotto  due  nuovi  rapporti 
medici: il primo del (...), da cui emerge che il marito è stato ricoverato 
dal  (...)  al  (...)  all'K._______;  il  secondo  del  (...)  del  medico 
specializzato in medicina interna. In merito a quest'ultimo, essi hanno 
precisato che il ferimento alla gamba del ricorrente sarebbe avvenuto 
nel  (...),  come  risulterebbe  dai  verbali  delle  dichiarazioni  sui  motivi 
d'asilo, e non nel (...) secondo quanto riportato dal suddetto certificato 
medico. 

Q.
Il 3 ottobre 2008, gli insorgenti hanno presentato un rapporto medico - 
datato del (...) - redatto dal Q._______. Il 21 ottobre 2008, ne hanno 
presentato uno nuovo del (...) a completamento di quello precedente.

R.
Con  decisione  incidentale  del  17  settembre  2009,  il  Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  ha  concesso  ai  ricorrenti  un  termine 
scadente il 19 ottobre 2009 per produrre un certificato medico attuale 
e circostanziato relativo al loro stato di salute, in particolare a quello 

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del  padre e del figlio  D._______, nonché per  indicare quali  ostacoli, 
segnatamente  dal  profilo  medico,  si  opporrebbero  al  loro  rinvio  nel 
Paese d'origine. Entro lo stesso termine, il TAF ha dato ai ricorrenti la 
possibilità  di  introdurre  un'eventuale  atto  di  replica  alle  osservazioni 
dell'UFM del 15 giugno 2005 e del 12 gennaio 2007, segnalando loro 
l'abrogazione dell'art. 44 cpv. 3 a 5 LAsi e l'entrata in vigore del nuovo 
art. 14 cpv. 2 LAsi. 

S.
Il 19 ottobre 2009, i ricorrenti hanno inoltrato tempestivamente l'atto di 
replica alle osservazioni dell'UFM, allegando il  certificato medico del 
(...) del Dr. med. R._______ relativo all'insorgente, nonché il rapporto 
medico  del  (...)  del  Dr. med. S._______,  sottoforma  dell'apposito 
formulario prestampato dell'UFM, inerente allo stato di salute del figlio 
D._______.

T.
Il  26  ottobre  2009,  con  decisione  incidentale,  il  TAF  ha  invitato 
l'autorità  inferiore  a  presentare  entro  l'11  novembre  2009 le  proprie 
osservazioni all'atto di replica dei ricorrenti e riguardo ai nuovi rapporti 
medici prodotti. 

U.
Il  16  novembre  2009,  l'UFM  ha  riesaminato  parzialmente  la  sua 
decisione  del  23  marzo  2005.  Detto  Ufficio  ha  ritenuto  inesigibile 
l'esecuzione  dell'allontanamento,  avuto  riguardo  delle  circostanze 
attuali  del  caso  ed  ha,  di  conseguenza,  concesso  l'ammissione 
provvisoria  in  favore  dei  ricorrenti,  annullando  i  punti  4  e  5  della 
decisione del 23 marzo 2005. 

V.
Con decisione incidentale del 18 novembre 2009, il TAF ha concesso 
ai ricorrenti un termine per pronunciarsi sul mantenimento o meno del 
ricorso in materia d'asilo. 

W.
Il 30 novembre 2009, i ricorrenti hanno tempestivamente dichiarato di 
intendere mantenere il ricorso in materia d'asilo. 

X.
Con  decisione  incidentale  del  23  aprile  2010,  il  TAF ha  chiesto  ai 

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ricorrenti  di  produrre  la  necessaria  documentazione  a  comprova 
dell'asserito stato di indigenza. 

Y.
In  data  26 aprile  2010,  i  ricorrenti  hanno tempestivamente  prodotto 
copia  delle  decisioni  dell'T._______  del  (...),  l'una  relativa  alla 
copertura del canone di locazione, l'altra destinata alla garanzia delle 
spese di sostentamento, con validità fino al (...). 

Diritto:

1.
1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
(art. 31 e art. 33 lett. d della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno 2005 [LTAF, RS 173.32],  art. 105 della  legge sull'asilo 
del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31] e art. 83 lett. d  della legge sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

1.2 Inoltre,  dal  1° gennaio  2007,  il  TAF  giudica,  in  quanto  sia 
competente,  i  ricorsi  pendenti  al  31  dicembre  2006  presso  le 
commissioni federali di ricorso o d'arbitrato o presso i servizi dei ricorsi 
dei  dipartimenti.  Il  giudizio  si  svolge  secondo  il  nuovo  diritto 
processuale (art. 53 cpv. 2 LTAF).

1.3 Giusta il  capoverso 1 delle disposizioni  transitorie della modifica 
della LAsi del 16 dicembre 2005, ai procedimenti pendenti al momento 
dell'entrata in vigore della citata modifica è applicabile il nuovo diritto.

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48, all'art. 50 e all'art. 52 PA.

3.
3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  applicabile  per  rimando 
dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

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3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano, 
ed  il  ricorso è  stato  presentato  in  italiano,  di  modo che la  presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Il TAF esamina liberamente il diritto federale, l'accertamento dei fatti e 
l'inadeguatezza, senza essere vincolato dai motivi invocati dalle parti 
(art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione  impugnata 
(v. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.
Preliminarmente, il TAF osserva che – essendo stati i ricorrenti posti al 
beneficio dell'ammissione provvisoria con il riesame parziale da parte 
dell'UFM della  decisione impugnata del  23 marzo 2005,  il  ricorso in 
materia d'esecuzione dell'allontanamento contro la stessa è divenuto 
privo d'oggetto. Considerato inoltre che i ricorrenti hanno dichiarato di 
mantenere il ricorso in materia d'asilo, la presente procedura verterà 
su  tale  questione,  nonché  sulla  pronuncia  dell'allontanamento,  dato 
che quest'ultima non è divenuta priva d'oggetto. 

6.

6.1 Nella  decisione  impugnata, l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato, 
inversomili le allegazioni del richiedente su punti essenziali della sua 
domanda  d'asilo,  siccome  sostanzialmente  contraddittorie.  In 
particolare, il richiedente si sarebbe contraddetto in merito alla sorte 
dei  suoi  documenti  d'identità,  agli  arresti  che  avrebbe  subito  in 
relazione  alle  affermazioni  incredibili  rese  circa  l'inizio  della  sua 
collaborazione  con  i  membri  di  F._______,  nonché  in  merito  al 
momento a partire dal quale sarebbe stato ricercato. Il richiedente ha 
altresì reso versioni contraddittorie circa le circostanze dell'episodio in 
cui  sarebbe stato ferito  ad una gamba,  come sarebbe emerso dalle 
affermazioni che egli avrebbe rilasciato in occasione di visite mediche 
a cui si è sottoposto in Svizzera. In aggiunta, per quanto attiene alla 
simpatia  del  richiedente  per  il  summenzionato  movimento,  il 
richiedente  non  sarebbe  stato  in  grado  di  indicare  il  nome  di  detto 
movimento  e  si  sarebbe  contraddetto  sui  motivi  per  i  quali  avrebbe 
svolto l'attività di passatore in favore dello stesso e sul fatto di essere 
stato remunerato o meno per questo. Dall'altro lato, l'UFM ha ritenuto 
inadeguati  i  mezzi  di  prova  prodotti  dal  richiedente,  i  quali  non 
sarebbero pertanto atti a rendere verosimili i motivi d'asilo fatti valere. 
In particolare, il richiedente avrebbe reso dichiarazioni confuse, vaghe 

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e inconsistenti sulle circostanze in cui avrebbe ottenuto l'attestazione 
del  (...),  il  cui  contenuto  non  coinciderebbe  con  le  allegazioni  del 
richiedente  che  avrebbe  affermato  di  non  aver  mai  svolto  alcuna 
attività  politica  per  tale  movimento. Tale attestazione  –  che sarebbe 
stata  redatta  in  termini  generali  e  secondo un  modello   usato  dallo 
stesso autore per altre attestazioni – non confermerebbe altro che la 
qualità di simpatizzante del richiedente ma non certo quella di membro 
attivo dello  stesso e, d'altronde,  non farebbe alcun riferimento  né ai 
motivi d'asilo presentati, né ai timori di persecuzione del richiedente in 
ragione della sua attività di passatore per il suddetto movimento. Con 
riferimento  alle  stesse  conclusioni  a  cui  è  giunta  la  CRA  in  una 
decisione del  19 luglio  2004 (nella  causa N [...])  in  merito  al  valore 
probante  di  un'attestazione  di  simpatizzante  del  movimento 
F._______,  quella  in  questione  non  sarebbe  quindi  sufficiente  per 
fondare  un  timore  oggettivo  di  future  persecuzioni.  Inoltre,  il  libro 
depositato dal  richiedente  e  relativo alla  situazione dei  prigionieri  in 
Tunisia, così  come le due lettere secondo cui il  richiedente sarebbe 
ricercato e i suoi familiari perseguitati, non sarebbero altresì adeguati, 
in quanto nel  primo non figurerebbe alcun riferimento al  richiedente, 
come egli  stesso avrebbe dichiarato e, le seconde costituiscono solo 
degli scritti provenienti da terzi senza alcun valore probante. L'UFM ha 
concluso quindi che i mezzi di prova analizzati sarebbero inadeguati e 
le  allegazioni  presentate  non  soddisferebbero  le  condizioni  di 
verosimiglianza  previste  dall'art. 7 LAsi.  Per  conseguenza,  non 
sarebbe riconosciuta la qualità di rifugiato ai sensi dall'art. 3 LAsi nella 
fattispecie. 

6.2 Nel gravame, richiamati i fatti esposti sostanzialmente in sede di 
procedura,  l'insorgente  sostiene,  per  quanto  è  qui  di  rilievo,  di  non 
essere  stato  confrontato  alla  maggior  parte  delle  contraddizioni 
rilevate  dall'UFM  e  che  quindi  non  si  potrebbe  fare  altro  che 
argomentare per ipotesi. Quanto alle divergenze circa i suoi documenti 
d'identità,  esso  ritiene  che  sarebbero  dovute  ad  uno  stato  di 
confusione,  per  cui  egli  non  ricorderebbe  bene  le  date  degli 
avvenimenti  o  gli  avvenimenti  medesimi,  come  egli  stesso  avrebbe 
ripetuto  durante  le  audizioni. A  suo dire,  tale  stato  potrebbe essere 
dovuto al (...) di cui soffrirebbe e per il quale sarebbe stato ricoverato 
presso  la  Clinica  N._______,  dove  verrebbe  curato  con  (...)  e  (...), 
nonché  riceverebbe  un  supporto  psicoterapico  e  sarebbe  altresì 
sottoposto  a  test  neuropsicologici  per  la  valutazione  del  suo  stato 
cognitivo e la presenza o meno di deficit. Le divergenze riscontrate nel 

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racconto del ricorrente – tra cui la sorprendente divergenza di (...) anni 
tra  il  (...)  e  il  (...)  –  sarebbero  quindi  compatibili  con il  suo stato  di 
salute. Tale ipotesi apparirebbe oggettivamente sostenibile e potrebbe 
essere  supportata  dai  test  medici  in  corso  sulla  presenza  di  deficit 
cognitivi e di memoria importanti. Ad ogni modo, il ricorrente sottolinea 
che il passaporto gli sarebbe stato confiscato nel (...), allorquando ne 
avrebbe  richiesto  il  rinnovo,  nonché  nel  periodo  successivo  allle 
manifestazioni  del  sindacato,  mentre  che  la  sua  carta  d'identità  gli 
sarebbe  stata  confiscata  nel  (...),  quando  fuggiva  verso  la  Libia.  Il 
ricorrente si rifà a quanto invocato sul suo stato di salute, nonché al 
tempo  trascorso  tra  la  seconda  audizione  e  quella  federale  per  le 
contraddizioni  circa  il  fatto  di  aver  subito  o  meno  un  processo  in 
Tunisia. A tal proposito, egli sottolinea la tesi secondo cui si sarebbbe 
dimenticato di essere stato processato per un reato comune e avrebbe 
affermato  di  non  aver  subito  nessun  processo  in  relazione  alla 
simpatia  avuta  per  il  movimento  F._______.  Anche  in  merito  alla 
palese contraddizione quanto al momento in cui avrebbe conosciuto i 
membri  del suddetto movimento, il  ricorrente fa valere che la stessa 
deve essere relativizzata, essendo alquanto sorprendente che egli  si 
sia contraddetto nella stessa audizione così grossolanamente. Egli fa 
notare che l'arresto a cui  fa riferimento sarebbe avvenuto nel  (...)  e 
non  nel  (...)  come  è  stato  indicato  erroneamente  nella  decisione 
impugnata.  Quanto  alle  contraddizioni  sul  luogo  di  residenza,  il 
ricorrente  sostiene  che  non  avrebbe  pronunciato  le  parole  riportate 
dall'UFM,  spiegando  che  le  affermazioni  circa  il  suo  recapito  a 
E._______ dove avrebbe vissuto in Tunisia e che sarebbe ancora oggi 
il  medesimo, essendo la casa di proprietà del padre, non sarebbe in 
contraddizione  con  il  fatto  di  essere  stato  costretto  a  non  farvi  più 
riferimento per paura di essere arrestato. Non da ultimo, il ricorrente fa 
valere, quanto al nome del movimento in questione, di  aver fornito il 
nome di F._______ già nella prima audizione, senza quindi aver avuto 
bisogno di  consultare il  libro, come invece avrebbe sostenuto l'UFM. 
Peraltro,  sarebbe  anche  corretto  il  nome  di  "U._______"  fornito  dal 
ricorrente,  in  quanto  sarebbe  il  nome  precedente  del  suddetto 
movimento. Inoltre,  circa  le  contraddizioni  in  merito  al  ferimento alla 
gamba, il  ricorrente sottolinea che le avrebbe già spiegate nel corso 
dell'audizione  federale  e  che  egli  non  avrebbe  avuto  visione  dei 
certificati  medici  in  questione,  i  quali  forse  avrebbero  riportato 
informazioni inesatte. Infine, l'insorgente sostiene che la dichiarazione 
di  F._______  rileverebbe  una  grande  importanza,  in  relazione 
all'atteggiamento delle autorità tunisine e non riporterebbe attestazioni 

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false, dato che altrimenti V._______ – personaggio assai importante – 
ne sarebbe screditato. Il ricorrente ha quindi concluso che apparirebbe 
verosimile che egli abbia subito pregiudizi seri per uno dei motivi di cui 
all'art. 3 LAsi, contrariamente a quanto sostenuto dall'autorità inferiore 
e  pertanto  al  medesimo  dovrebbe  essere  riconosciuta  la  qualità  di 
rifigiato e l'asilo. 

7.

7.1 Sono  rifugiate  le  persone  che,  nel  Paese  d'origine  o  di  ultima 
residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza, 
religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale 
o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere 
esposte  a  tali  pregiudizi.  Sono  pregiudizi  seri  segnatamente 
l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della libertà, 
nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica 
insopportabile. Occorre altresì tenere conto dei motivi di fuga specifici 
della condizione femminile (art. 3 LAsi).

7.2 Chiunque  domanda  asilo  deve  provare  o  per  lo  meno  rendere 
verosimile  la  sua  qualità  di  rifugiato.  Per  poter  ammettere  la 
verosimiglianza,  ai  sensi  dell'art.  7  LAsi,  delle  dichiarazioni 
determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse 
abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in 
modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che 
quest'ultima  risulti  secondaria  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  1993 
n. 21). In altri  termini,  le dichiarazioni devono essere attendibili,  cioè 
resistenti  alle  obiezioni,  precise,  ovvero  non  generiche  e  non 
suscettibili  di  diversa interpretazione (altrettanto  o  più  verosimile),  e 
concordanti,  o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri 
dati  o  elementi  certi.  Peraltro,  il  giudizio  sulla  vero-simiglianza 
dev'essere  il  frutto  di  una  valutazione  complessiva,  e  non 
esclusivamente atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo 
da  consentire  di  limitare  al  minimo  il  rischio  dell'approssimazione, 
ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando, contro indiscutibili 
postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità 
giudicante (GICRA 1995 n. 23).

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8.

8.1 Il TAF osserva che, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore 
nella decisione impugnata, le dichiarazioni decisive rese dal ricorrente 
in corso di procedura si esauriscono in mere ed imprecise affermazioni 
di  parte,  non  corroborate  dal  benché  minimo  elemento  di  seria 
consistenza. Inoltre, l'insorgente si è limitato a mere congetture, non 
fondate su alcun indizio oggettivo, con riferimento agli evocati fatti. In 
particolare,  secondo  quanto  evidenziato  e  argomentato  giustamente 
dall'autorità inferiore, il ricorrente si è contraddetto sui punti essenziali 
del suo racconto. A tal proposito, si rileva innanzitutto che la censura 
ricorsuale  secondo  cui  l'insorgente  non  sarebbe  stato  confrontato  a 
gran  parte  delle  contraddizioni  –  sebbene  in  parte  veritiera  ad 
eccezione  dei  casi  di  cui  al  verbale  d'audizione  dello  stesso 
dell'11 maggio  2004  pag.  11  e  al  verbale  d'audizione  del 
7 giugno 2001 pag. 6  e 9  – non ha alcuna rilevanza,  ritenuto  che il 
ricorrente ha riconosciuto gran parte delle contraddizioni come tali in 
sede di  ricorso (cfr. pagg. 3-6)  e  sulle  altre,  rilevate  nella  decisione 
impugnata,  ha  potuto  esprimersi  liberamente  e  apportare  le  sue 
spiegazioni  e  giustificazioni.  Di conseguenza,  non  può  essere 
condivisa  l'asserzione  secondo  cui,  in  mancanza  di  un  asserito 
confronto,  egli  non  potrebbe  che  argomentare  per  ipotesi  le 
contraddizioni evidenziate (cfr. ricorso pag. 5), allorquando chi meglio 
del  ricorrente  potrebbe  raccontare  i  fatti  che  ha  addotto  di  aver 
personalmente vissuto. Ciò premesso, in primis per quanto attiene alle 
contraddizioni  che  il  ricorrente  ha  riconosciuto  come  tali  e  che  ha 
tentato  di  giustificare imputandole  al  suo stato  di  salute  (cfr. ricorso 
pagg.  4- 5),  il  TAF osserva  che  egli  si  è  limitato  a  semplici  ipotesi 
riguardo  ad  eventuali  deficit  cognitivi  o  di  memoria,  nonché  ad  uno 
stato confusionale, causato dalla malattia di cui soffrirebbe, il (... ) (cfr. 
ricorso pagg. 4- 5). Orbene, tali affermazioni – oltre che costituire delle 
semplici  allegazioni  di  parte – si  basano  su  una  mera  ipotesi  che, 
contrariamente a quanto sostiene il  ricorrente, non è oggettivamente 
sostenibile e non è stata suffragata in alcun modo, tantomeno dai test 
neuropsicologici invocati dal ricorrente, come da certificato medico del 
(...) allegato al ricorso (cfr. ricorso pag. 4). Infatti, sebbene i certificati 
medici – in particolare i primi prodotti nel corso della procedura d'asilo 
– indicano essenzialmente un disturbo (...)  o una sindrome (...)  essi 
riferiscono  soltanto  di  una  sintomatologia  ansioso-depressiva  con 

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disturbi del ritmo sonno-veglia, ansia, immagini intrusive e angosciose 
(cfr.  certificato  medico  del  [...];  certificato  medico  del  [...];  rapporto 
d'uscita  dell'[...]),  oppure  di  un  funzionamento  mentale  caotico  e 
confuso  (cfr. rapporto  psicologico  allegato  al  sopraccitato  rapporto 
d'uscita) oppure di crisi di (...) (cfr. rapporto medico del [...]), essi non 
attestano in  sostanza i  deficit  cognitivi  o  di  memoria  di  cui  allega il 
ricorrente e che avrebbero, a suo dire, potuto avere ripercussioni sulle 
sue dichiarazioni. Da un lato, infatti,  secondo il  rapporto  psicologico 
sopraccitato  risulta  che  i  "disturbi  della  memoria  non  hanno  potuto 
essere  quantificati  in  modo  attendibile  [...]"  e  "non  sono  stati  notati 
segni  significativi  di  sindrome  psico-organica"  (cfr. rapporto 
psicologico  allegato  al  rapporto  d'uscita  dell'[...]).  Dall'altro  lato,  il 
rapporto medico del (...) si limita a riferire di deficit della memoria però 
a corto termine (pag. 1). Ad ogni modo, si  sottolinea che, gli  evocati 
certificati medici inerenti al suo stato psicologico risalgono ben all'(...), 
ovvero sono di gran lunga posteriori alle audizioni a cui è stato posto il 
ricorrente nel (...) e nel (...). Dal certificato medico depositato in sede 
di  ricorso,  risulta  infatti  che  il  ricorrente  è  in  cura  soltanto  dal  (...) 
(cfr. certificato medico del  [...]). Pertanto, non v'è  ragione di  credere 
che lo stato di salute del ricorrente abbia potuto essere la causa delle 
contraddizioni rese dallo stesso e, di conseguenza, non v'è nemmeno 
motivo di  analizzare nel dettaglio tutti  i  certificati  medici,  che datano 
del  (...)  in  avanti,  in  rapporto  allo  stato  di  salute  del  ricorrente  con 
l'origine  delle  sue  contraddizioni.  Inoltre,  lo  stato  di  salute 
dell'insorgente  e  i  relativi  certificati  medici  presentati,  non  risultano 
essere né rilevanti né tantomeno suscettibili di apportare qualsivoglia 
elemento di verosimiglianza ai motivi d'asilo addotti. Infatti, nonostante 
inizialmente fosse stata diagnosticata al ricorrente una sindrome (...) 
([...];  cfr. certificato  medico  del  [...];  dell'[...]  e  del  [...]),  non  si  può 
concludere  che  tale  stato  sia  dovuto  effettivamente  ad  un'eventuale 
incarcerazione  subita  dal  ricorrente  (cfr. scritto  del  ricorrente  del 
17 agosto 2006) o in generale ai conseguenti pregiudizi che lo stesso 
avrebbe  subito  in  Patria,  i  quali  si  basano  unicamente  sulle  sue 
semplici  affermazioni  e  tanto  più  che  l'evocata  sindrome  appare 
essersi  esaurita  in  un  comune  grave  stato  di  (...)  (cfr. certificato 
medico del [...]) o sindrome da (...) ([...]; cfr. rapporto d'uscita del [...]), 
occupante oramai una posizione "sullo sfondo" dello stato di salute del 
ricorrente (cfr. rapporto medico del [...]), ciò che conferma qualsivoglia 
ininfluenza  della  stessa  sulla  verosimiglianza  dei  motivi  d'asilo  del 
ricorrente. In secondo luogo, anche per quanto attiene nello specifico 
alle  contraddizioni  contestate  all'insorgente  da  parte  dell'UFM,  il 

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ricorrente  in  sede di  ricorso  non  è  stato  in  grado né di  fornire  una 
spiegazione  plausibile  in  merito  alle  stesse,  né  di  rendere  chiara  e 
lineare  la  sua  versione  dei  fatti.  Infatti,  in  particolare  in  merito  agli 
arresti  subiti,  egli  si  è  limitato a rinviare a quanto affermato in  sede 
d'audizione  (cfr.  ricorso  pag.  4),  secondo  cui  il  suo  primo  arresto 
sarebbe  avvenuto  a  seguito  della  sua  partecipazione  ad  una 
manifestazione  sindacale  e  il  secondo  arresto  risalirebbe  invece  al 
funerale  di  sua moglie  (cfr. verbale  d'audizione dell'11  maggio 2004 
Q92-93) che sarebbe stato nel (...) (cfr. ibidem Q10). A tal proposito, in 
occasione della sopraevocata audizione, in maniera del tutto illogica e 
incomprensibile, egli non ha risposto alle domande postegli in merito 
alle circostanze del terzo arresto – di cui avrebbe asserito soltanto alla 
domanda  Q31  della  sua  seconda  audizione  perché  se  ne  sarebbe 
dimenticato – ed ha affermato che sarebbe stato detenuto tra il (...) e il 
(...),  perché  simpatizzava  e  collaborava  alla  fuga  dei  membri  del 
movimento F._______ (cfr. ibidem Q31 a confronto con Q92 e Q97). 
Orbene,  le  evocate  dichiarazioni  del  ricorrente  rimangono  in  netta 
contraddizione, nonché risultano illogiche a confronto con il resto delle 
sue affermazioni e con l'asserita realtà dei fatti. Segnatamente, oltre 
ad essere  impossibile  credere  che il  ricorrente  si  sia  dimenticato  di 
riferire del suo terzo arresto, allorquando quest'ultimo sarebbe proprio 
avvenuto in considerazione dell'asserita collaborazione con il suddetto 
movimento,  si  sottolinea che il  ricorrente  ha addirittura  affermato  di 
essere  stato  arrestato  in  totale  (...)  volte  ma  per  gli  stessi  motivi, 
ovvero in riferimento alle attività del movimento F._______ (cfr. ibidem 
Q89),  oppure  di  essere  stato  arrestato  più  volte  a  causa  della  sua 
attività di passatore (cfr. verbale d'audizione del 7 giugno 2001 pag. 6). 
Inoltre,  basti  ancora  rilevare  che,  indipendementemente  dalla 
questione a sapere se il ricorrente abbia indicato in maniera corretta e 
senza  contraddizioni  il  nome  del  suddetto  movimento,  egli  ha 
affermato – circa l'inizio  dei rapporti  con il  suddetto movimento – di 
aver conosciuto i membri di F._______, quando si trovava in carcere 
proprio tra il (...)-(...) (cfr. verbale dell'11 maggio 2004 Q46 - Q48) e di 
averli  aiutati  a  fuggire dalla  Tunisia a partire  dal  (...),  ciò  che risulta 
palesemente  e  senza  equivoci  in  netta  contrapposizione  con  i  fatti 
appena esposti circa il suo terzo arresto (cfr. ibidem Q31). Alla luce di 
tali  incongruenze,  le  quali  non  si  possono  certo  relativizzare  nei 
confronti  di  chi  avrebbe  vissuto  personalmente  gli  avvenimenti  resi 
come pretende il  ricorrente (cfr. ricorso pag. 5),  gli  arresti  evocati, in 
particolare quello tra il (...)-(...) in relazione alla sua collaborazione, in 
qualità  di  passatore,  con  il  suddetto  movimento  risultano 

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assolutamente inverosimili. Ciò stante, non v'è bisogno di evidenziare 
gli ulteriori elementi contraddittori del racconto reso dal ricorrente, per 
esempio  circa  i  processi  subiti  (cfr.  verbale  d'audizione 
dell'11 maggio 2004 Q96  a  confronto  con  verbale  d'audizione  del 
7 giugno 2001 pag. 7) oppure circa ulteriori arresti di cui sarebbe stato 
oggetto (cfr. verbale d'audizione dell'11 maggio 2004 Q42 a confronto 
con verbale d'audizione del 7 giugno 2001 pag. 7) tanto più che, alla 
luce delle chiare domande postegli, come ad esempio in relazione alla 
domanda Q96  dell'audizione  l'11 maggio 2004,  le  sue  affermazioni 
contraddittorie  non  si  lasciano  spiegare  da  interpretazioni  diverse, 
come  invece  ha  preteso  il  ricorrente  in  sede  di  ricorso  (cfr. ricorso 
pag. 5). Per quanto attiene agli avvenimenti che sarebbero seguiti alla 
soprevocata detenzione, il TAF osserva che l'insorgente ha affermato 
di  essere  stato  liberato  e  di  aver  dovuto,  tra  il  (...)  fino  al  (...), 
rispettivamente  fino  quando  si  sarebbe  nascosto,  sottoporsi 
semplicemente  ad un controllo  amministrativo e di  non essere stato 
più arrestato (cfr. verbale d'audizione dell'11 maggio 2004 Q89-91 e 
del  7 giugno 2001  pag.  7).  In  siffatte  circostanze,  non  soccorre 
l'insorgente  la  mera  allegazione  secondo  cui  egli  sarebbe  stato 
ricercato  dalla  Polizia  a  far  tempo  dal  (...),  nel  (...)  e  nel  (...) 
(cfr. verbale  d'audizione  dell'11 maggio  2004  Q39),  allorquando  egli 
avrebbe  saputo  di  essere  ricercato  soltanto  secondo  quanto  gli 
sarebbe  stato  riferito  dal  marito  di  sua  (...)  (cfr.  ibidem  Q99). 
D'altronde,  se egli  fosse stato effettivamente ricercato dalle autorità, 
quest'ultime non l'avrebbero di  certo  liberato – senza giustificazione 
alcuna  –  dalla  detenzione  che  egli  stava  scontando  e  non  gli 
avrebbero  altresì  permesso  di  continuare  l'attività  di  passatore, 
limitandosi  unicamente  a  sottoporlo  ad  un  controllo  amministrativo. 
Non  giova  l'insorgente  nemmeno  l'asserzione  secondo  cui  egli 
sarebbe stato in fuga ogni giorno (cfr. ibidem Q40), oppure si sarebbe 
nascosto,  ritenuto  che  non  è  stato  in  grado  di  indicare  quando  ciò 
sarebbe  avvenuto  (cfr.  ibidem  Q91).  Inoltre,  non  lascia  spazio  ad 
equivoci la domanda rispettivamente la risposta data dal ricorrente in 
merito  al  suo  ultimo  domicilio.  Essa  si  riferisce  chiaramente 
all'indicazione  del  periodo  in  cui  egli  ha  vissuto  fisicamente  al  suo 
domicilio.  Infatti,  se  così  non  fosse  stato,  egli  non  avrebbe  indicato 
l'anno (...), bensì – secondo la tesi del ricorrente (cfr. ricorso pag. 5) – 
avrebbe dichiarato che il suo domicilio era ancora attuale al momento 
dell'audizione  e  sino  ad  oggi,  ciò  che  non  è  stato  il  caso.  In  tali 
condizioni, è manifestamente inverosimile che il ricorrente tra il (...) e il 
(...) sia stato l'oggetto di persecuzioni da parte delle autorità tunisine 

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in  ragione  della  sua  collaborazione  con  il  movimento  F._______. 
Quanto  all'avvenimento  che  sarebbe  avvenuto  nel  (...),  in  cui  il 
ricorrente sarebbe rimasto ferito ad una gamba mentre aiutava quattro 
membri  dell'F._______  a  fuggire  dalla  Tunisia,  il  TAF osserva  che, 
indipendentemente dalla questione a sapere se egli si sia contraddetto 
sulla data o sul luogo di tale episodio (cfr. ricorso pag. 6), quest'ultimo 
risulta  ad  ogni  modo  inverosimile,  alla  luce  delle  considerazioni  già 
esposte da codesto Tribunale, circa l'inizio delle relazioni del ricorrente 
con  tale  movimento,  secondo  le  quali  è  risultato  assolutamente 
inattendibile che il ricorrente abbia collaborato in qualità di passatore 
per  il  movimento  F._______.  A  ciò  aggiungasi  inoltre  che,  come 
rettamente  evidenziato  dall'UFM, il  ricorrente  si  è  contraddetto  sulle 
circostanze  in  cui  avrebbe  svolto  l'attività  di  passatore.  Egli  ha 
affermato di svolgere tale attività perché aveva bisogno di soldi e che 
"erano  quelli  del  partito"  a  dargli  i  soldi  (cfr. d'audizione  del 
23 aprile 2001  e  del  7  giugno  2001  pag. 9)  per  poi  contraddirsi  e 
affermare di non essere stato pagato per la sua attività, in quanto si 
limitava ad offrire un aiuto ai membri del suddetto movimento per cui 
simpatizzava (cfr. verbale  dell'11  maggio  2004 Q45). Non da ultimo, 
anche in  merito  al  documento  presentato  come la  dichiarazione del 
(...) da parte del Presidente del suddetto movimento, non soccorrono 
le considerazioni ricorsuali del ricorrente (cfr. ricorso pag. 6), ritenuto 
che egli non ha saputo indicare in maniera precisa dove e come se la 
fosse procurata, né quando l'avrebbe ricevuta, affermando in maniera 
controversa  che  la  dichiarazione  l'avrebbe  ricevuta  a  G._______ 
(Siria),  da  dove  tuttavia  egli  era  già  partito  il  (...)  (cfr.  verbale 
d'audizione del 23 aprile 2001 pag. 6; dell'11 maggio 2004 Q80; del 7 
giugno 2001 pag. 5 e 9). Infine, il TAF rileva che il  ricorrente non ha 
nemmeno saputo rendere verosimile di essere ricercato dalle autorità 
del suo Paese. Infatti,  egli  si limita a mere congetture e ipotesi circa 
l'esistenza  di  un  timore  oggettivo  di  essere  ricercato  (cfr.  verbale 
d'audizione del 23 aprile 2001 pag. 6; dell'11 maggio 2004 Q101-105 e 
del  7 giugno 2001 pag. 7),  nonché di  essere  accusato  per  l'asserita 
attività di passatore, di cui tuttavia non ne fa nemmeno più riferimento 
(cfr. verbale d'audizione del 7 giugno 2001 pag. 9). A tal proposito, le 
due lettere presentate quali mezzi di prova da parte del ricorrente non 
sono  adeguate  a  comprovare  la  fondatezza  dei  timori  evocati  dal 
ricorrente, ritenuto che costituiscono semplicemente delle affermazioni 
di  terzi,  nemmeno  conosciuti,  le  quali  pertanto  non  hanno  nessun 
valore probante. Ciò vale altresì, come rettamente rilevato dall'autorità 
inferiore, anche per il documento presentato come il libro relativo alla 

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situazione  dei  prigionieri  in  Tunisia,  dove  non  figura  né  il  nome 
dell'insorgente né altri riferimenti a lui, come egli stesso ha dichiarato 
(cfr. verbale d'audizione dell'11 maggio  2004 Q2 pag. 2). Visto  tutto 
quanto  sopra, questo  Tribunale  ritiene  che  l'UFM  ha  rettamente 
considerato  che  le  dichiarazioni  del  ricorrente  non  soddisfano  le 
condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 7 LAsi.

8.2 In  considerazione  di  quanto  esposto,  il  ricorso  sul  punto  di 
questione  dell'asilo,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

9.

9.1 Sebbene gli insorgenti siano stati posti all'ora attuale al beneficio 
dell'ammissione  provvisoria  in  Svizzera  in  considerazione 
dell'insegibilità dell'esecuzione del loro allontanamento nel loro Paese 
d'origine, essi non adempiono le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento 
(art. 14 cpv. 1  e  cpv.  2  ed  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art.  32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21).

9.2 Di conseguenza, la pronuncia dell'allontanamento nei confronti dei 
ricorrenti  di  cui  alla  decisione  impugnata  del  23  marzo  2005  e  alla 
decisione di riesame parziale del 16 novembre 2009, va confermata.

10.

10.1 Ai  sensi  dell'art.  63  cpv.  1  PA,  l'autorità  di  ricorso  mette  nel 
dispositivo  di  regola  le  spese  processuali  a  carico  della  parte 
soccombente.  Se  questa  soccombe  solo  parzialmente,  le  spese 
processuali sono ridotte. 

10.2 Giusta l'art. 65 cpv. 1 PA, se una parte non dispone dei mezzi 
necessari  e  le  sue  conclusioni  non  sembrano  prive  di  possibilità  di 
successo,  l'autorità  di  ricorso,  il  suo  presidente  o  il  giudice 
dell'istruzione la dispensa, a domanda, dopo il deposito del ricorso, dal 
pagamento  delle  spese  processuali. In  particolare,  l'assistenza 
giudiziaria  viene  ammessa  solo  nei  casi  in  cui  le  probabilità  d'esito 
favorevole del ricorso siano superiori a quelle di rigetto, o, perlomeno, 
se  non  siano  eccessivamente  inferiori  a  quest'ultime.  L'autorità 
chiamata a pronunciarsi sulla richiesta deve, altresì, sulla base degli 

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atti  a sua disposizione, procedere ad un apprezzamento anticipato e 
sommario  dei  mezzi  di  prova per  determinare  l'esito  probabile  della 
procedura (Decisione del Tribunale federale [DTF] 124 V 89 consid. 6a 
pag. 89). Per la concessione dell'assistenza giudiziaria, il criterio della 
probabilità di successo del ricorso, secondo la dottrina e in base alla 
giurisprudenza  federale,  è  decisivo  (BENOIT BOVAY,  Procédure 
administrative,  Berna,  2000,  pag. 239  e  relativi  riferimenti).  Le 
suddette  condizioni  per  la  dispensa  dal  pagamento  delle  spese 
processuali devono essere analizzate secondo le circostanze concrete 
del  caso,  al  momento  della  presentazione  della  domanda e  devono 
essere realizzate cumulativamente. 

10.3 Nella  fattispecie,  da  un  lato,  le  allegazioni  ricorsuali  degli 
insorgenti al momento dell'inoltro del ricorso, in materia d'esecuzione 
d'allontanamento,  devono  considerarsi  presumibilmente  provviste 
d'esito  favorevole,  ritenuto  che  le  probabilità  di  successo  erano 
superiori  a quelle di rigetto. Infatti,  già dalla documentazione medica 
prodotta dai ricorrenti in sede di ricorso e nel corso dell'istruzione della 
presente procedura – senza contare l'ultimo certificato medico del (...) 
richiesto dal TAF per attualizzare la situazione medica degli  stessi – 
risultava  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dei  ricorrenti  ponesse 
seri  problemi.  Dall'altro  lato,  i  ricorrenti  hanno  dimostrato  di  non 
disporre  dei  mezzi  necessari  per  il  pagamento  delle  spese 
processuali,  come  risulta  dalle  decisioni  dell'T._______  prodotte  dai 
ricorrenti  in  data  26 aprile  2010,  su  richiesta  del  TAF, dalle  quali  si 
evince che essi sono totalmente assistiti, in quanto indigenti. In siffatte 
circostanze, le condizioni di cui all'art. 65 cpv. 1 PA sono adempiute. 

10.4 Pertanto,  la  domanda  di  assitenza  giudiziaria  nel  senso  della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  va  accolta. 
Di conseguenza, non si prelevano spese processuali.

11.

11.1 Inoltre, visto l'esito positivo che presumibilmente avrebbe avuto 
la  procedura  di  ricorso  in  materia  d'esecuzione  dell'allontanamento 
allo stato degli atti di causa prima che la medesima procedura fosse 
divenuta priva d'oggetto e  ritenuto che i  ricorrenti  sono difesi  da un 
mandatario, si giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di 
spese ripetibili (art. 64 PA e art. 15 del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). La stessa, in assenza di 

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D-4071/2006

una nota dettagliata, è fissata d'ufficio, conto tenuto del lavoro effettivo 
ed  utile,  svolto  dal  rappresentante  dei  ricorrenti  (art. 14 cpv.  2  TS-
TAF).

11.2 Nel caso concreto, sulla  base degli  atti  di  causa,  il  TAF ritiene 
che il lavoro svolto dal rappresentante dei ricorrenti si può calcolare in 
nove ore di lavoro. Considerata la soccombenza parziale dei ricorrenti 
ne  vengono riconosciute  solo  la  metà,  ovvero  4  ½ ore  di  lavoro,  le 
quali  –  secondo  una  tariffa  oraria  di  CHF  100.-,  ritenuto  che  il 
mandatario professionale dei ricorrenti non è avvocato (art. 10 cpv. 2 
TS-TAF)  –  corrispondono  alla  somma  di  CHF  450.-,  a  titolo  di 
indennità  per  spese  ripetibili,  a  cui  va  aggiunta  l'imposta  sul  valore 
aggiunto  (IVA)  pari  al  7,6%,  per  un  importo  complessivo  di 
CHF 484.20.

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto, nella misura in cui non è divenuto privo d'oggetto.

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali, è accolta. 

3.
Non si prelevano spese processuali.

4.
L'UFM rifonderà ai ricorrenti CHF 484.20 a titolo di spese ripetibili di 
questa sede.

5.
Comunicazione a:

- rappresentante dei ricorrenti (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Soggiorno, con allegato l'incarto N (...) (per corriere 

interno; in copia) 
- P._______ (in copia) 

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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