# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8f0b0052-2f3c-51d5-a020-128ec1ca497c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-05-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 07.05.1998 80.1997.209
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1997-209_1998-05-07.html

## Full Text

Incarto n.

  80.97.00209

  	
  Lugano

  7 maggio 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto
  tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro
  Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Andrea
  Pedroli

  

 

statuendo
sul ricorso del 13 dicembre 1997

 

in
materia di:                 IC/IFD 97/98

 

	
  presentato
  da:

  	
  __________
  e __________ __________, __________
  __________,  

  rappr.
  da: __________. __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

ritenuto

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Con decisione del 20
ottobre 1997, l'Ufficio di tassazione di __________ notificava a __________
__________, __________ in proprio, e alla moglie __________ __________
casalinga, la tassazione IC/IFD 1997/98, nella quale commisurava il reddito
imponibile in fr. 36’984.– in media annua per l’IC ed in fr. 39’627.– per l’IFD.

                                         I contribuenti impugnavano
la suddetta decisione con reclamo all’autorità di tassazione, contestando la
modifica del reddito aziendale, da loro commisurato in fr. 41’500.– e stimato
per contro nella tassazione in fr. 48’000.–. Lamentavano inoltre lo stralcio
delle deduzioni per figli e per figli agli studi, argomentando che il figlio
__________ era tuttora apprendista.

                                         L’Ufficio di tassazione
ammetteva parzialmente il reclamo e, con decisione del 9 dicembre 1997,
riduceva il reddito aziendale da fr. 48’000.– a fr. 46’000.– in media annua.
Quanto alle deduzioni per il figlio __________, ribadiva per contro di non poterle
ammettere, essendo quest’ultimo economicamente autosufficiente.

 

 

                                   2.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, i coniugi __________ e __________
__________ ripropongono le censure già sottoposte all’autorità di tassazione.
Ritengono ingiustificata la commisurazione del reddito aziendale e definiscono
una “illusione” la tesi che il figlio sia autosufficiente con un reddito
mensile di fr. 1’600.–.

 

                                         Pendente causa, la Camera
di diritto tributario ha incaricato un proprio ispettore di procedere ad una
verifica della contabilità dei ricorrenti. Il rapporto dell’ispettore è stato
rassegnato in data 16 aprile 1998. 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Per gli articoli 17 cpv. 1
LT e 18 cpv. 1 LIFD, sono imponibili tutti i proventi dall’esercizio di
un’impresa commerciale, industriale, artigianale, agricola o forestale, da una
libera professione e da ogni altra attività lucrativa indipendente. 

 

                                         3.2.

                                         L’autorità fiscale si è
discostata dall’utile risultante dalla contabilità prodotta dal ricorrente,
avendo ravvisato una palese sproporzione fra i ricavi dichiarati e le spese
aziendali fatte valere. Il contribuente, da parte sua, ribatte invece che «si
può conseguire una stessa cifra d’affari avendo minori acquisti nel periodo
usando le scorte in esistenza».

                                         Per disporre di una nuova
valutazione dell’attendibilità dei conti prodotti dal ricorrente, la Camera di
diritto tributario ha incaricato il proprio ispettore di procedere ad una
verifica presso la sede della sua azienda.   

                                         Dal rapporto del 10 aprile
1998, redatto dopo esame dei libretti con le registrazioni degli incassi e
delle spese giornalieri, risulta che i costi di gestione sono inferiori a
quelli esposti nei rendiconti annuali allegati alla dichiarazione; quanto alla
cifra d’affari, anche la sua attendibilità è messa in dubbio, alla luce di due
versamenti del gennaio e del febbraio 1995, che farebbero sorgere un problema
di mancanza di disponibilità. In conclusione, per l’ispettore il reddito di fr.
46’000.– in media annua appare condivisibile.

                                         Di fronte alle risultanze
della perizia citata, questa Camera ritiene di poter confermare il reddito
aziendale stabilito nella decisione su reclamo.

 

                                   4.   I ricorrenti
lamentano inoltre il mancato riconoscimento delle deduzioni per figli e per
figli agli studi.

 

                                         4.1.

                                         Ai sensi dell’art. 34 cpv.
1 lett. c LT, «sono dedotti dal reddito netto... per ogni figlio fino al
venticinquesimo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede e
che, senza beneficiare di assegni o borse di studio, frequenta una scuola o
corsi di formazione, oltre al periodo dell’obbligo, un massimo di 5’400.–
franchi secondo le modalità e nei limiti fissati dal Consiglio di Stato tenuto
conto dei costi supplementari sopportati». Il decreto esecutivo del Consiglio
di Stato concernente l’imposizione delle persone fisiche (art. 10) stabilisce,
a tale proposito, che le deduzioni ammontano a:

                                         -  fr.
800.– se il figlio può rientrare giornalmente al proprio domicilio;

                                         -  fr.
3’000.– se il figlio non può rientrare giornalmente al proprio domicilio e
frequenta scuole o corsi di formazione nel Cantone;

                                         -  fr.
5’400.– se il figlio non può rientrare giornalmente al proprio domicilio e
frequenta scuole o corsi di formazione fuori Cantone.

                                         Il Consiglio di Stato
precisa ulteriormente che deve trattarsi di scuole, studi o corsi a tempo
pieno, estesi per la durata di almeno due semestri, senza retribuzione né indennità
agli studenti e che rilasciano un titolo o preparano ad un esame riconosciuto.

 

                                         4.2.

                                         Per l’art. 34 cpv. 1 lett.
a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a
tirocinio o agli studi fino al 25.mo anno di età, al cui sostentamento il
contribuente provvede, 6.000.–franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in
materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 5’100.– (cfr. art.
35 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum
Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p.
149).

 

                                         4.3.

                                         I presupposti per il
riconoscimento delle deduzioni citate sono enunciati, oltre che nella legge, in
apposite circolari dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) e
della Divisione delle contribuzioni (ACC). Si veda, in particolare, la
circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 della DdC, da cui emerge che il requisito
fondamentale, per la concessione delle deduzioni sociali in questione, è che i
genitori che fanno valere il loro diritto alle detrazioni contribuiscano
effettivamente alle spese di sostentamento e di studio del figlio. 

                                         D’altronde, la funzione
delle deduzioni sociali è proprio di tener conto della situazione economica
personale del contribuente, al fine di avvicinarsi il più possibile alla
capacità contributiva soggettiva (Blumenstein/Locher, System des Steuerrechts,
5a ediz., Zurigo 1995, p. 235). La dottrina parla anche, con riferimento
alle deduzioni sociali, di “progressione indiretta”. In altri termini, il fine
di una imposizione proporzionale può essere perseguito, oltre che applicando
un'aliquota sempre crescente con l'accrescersi del valore dell'oggetto
(“progressione diretta”), anche con questo ulteriore strumento che consente di
ridimensionare le basi di computo (Blumenstein/Locher, op. cit., p.
215).

                                         Per queste ragioni, le
deduzioni in questione possono essere concesse solo nella misura in cui la
capacità economica del contribuente che le fa valere sia effettivamente
diminuita dalle spese sostenute per i figli.

                                         D'altra parte, la
giurisprudenza del Tribunale federale e delle commissioni cantonali di ricorso
in materia tributaria ha sempre evidenziato la correlazione che deve sussistere
fra le spese effettivamente sostenute ed il corrispondente diritto alla deduzione.
Il problema si è posto, in particolare, per quei figli che, facendo un
apprendistato, sono in grado di provvedere, almeno in gran parte, al proprio
fabbisogno. 

                                         L'Alta Corte ha pertanto
stabilito che il contribuente ha diritto alla deduzione per figli quando spende
per il loro sostentamento una somma pari almeno a quella concessa in deduzione
(cfr. STF del 14 giugno 1968 in ASA 37, p. 213 ss.; analogamente, la giurisprudenza
del Canton Argovia, in ASA 37, p. 32). Altri cantoni propongono, in
relazione alla legislazione tributaria cantonale, soluzioni diverse, ma fondate
sugli stessi presupposti; per il Tribunale amministrativo di Berna, p. es., se
il figlio dispone di un reddito che copre almeno la metà del suo fabbisogno, i
genitori perdono il diritto alla deduzione per figli (cfr. StE 1990 B
29.3 n. 7). Da tutte le soluzioni esaminate si perviene comunque alla
conclusione che, in considerazione del fatto che le deduzioni sociali sono
concesse in una misura forfettaria - a differenza delle altre deduzioni, che si
fanno in base alle spese effettivamente sostenute - occorre evitare che possano
beneficiarne anche contribuenti che sostengono spese per figli in una misura
irrisoria.

 

                                         4.4.

                                         Nel caso in esame,
l’autorità fiscale ha negato le detrazioni rivendicate dai ricorrenti,
argomentando che il figlio __________, nato nel 1975 e pertanto maggiorenne
alla data determinante, riceverebbe un salario di fr. 1’600.– al mese e sarebbe
pertanto in grado di provvedere al proprio mantenimento senza che si richieda
un ulteriore contributo dei genitori.

                                         Un reddito mensile di fr.
1’600.– è infatti certamente superiore ai minimi di esistenza stabiliti dalla
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello in relazione al
diritto esecutivo e dovrebbe di conseguenza coprire le spese di mantenimento
del giovane __________. Né i ricorrenti fanno valere particolari spese per la
formazione del figlio in questione.

 

                                         4.5.

                                         Si tenga inoltre presente
che giurisprudenza e dottrina tendono a distinguere, all'interno della
collaborazione che il contribuente deve prestare alla propria tassazione esatta
e completa, quelli che sono dei veri e propri obblighi procedurali di collaborazione
e quelli che invece sono dei semplici diritti procedurali (cfr. Zweifel,
Die Verfahrenspflichten des Steuerpflichtigen im Steuereinschätzungsverfahren,
in ASA 49, pp. 513 - 547; Zuppinger/Schärrer/Fessler/Reich, Kommentar zum
Zürcher Steuergesetz, Ergänzungsband, II ediz., Berna 1983, num. 11-14 all'art.
72 StG ZH, p. 340, con riferimenti alla giurisprudenza zurighese; Zweifel,
Die Sachverhaltsermittlung im Steuerveranlagungsverfahren, Zurigo 1989, p. 48 ss.);
in questo quadro, le norme concernenti l'onere di provare circostanze che
diminuiscono l'onere fiscale o ne provocano la cessazione appartengono ai
diritti procedurali del contribuente e non agli obblighi (cfr. Zweifel,
Die Verfahrenspflichten des Steuerpflichtigen im Steuereinschätzungsverfahren,
cit., p. 520; inoltre Zuppinger/Schärrer/Fessler/Reich, op. cit., num.
11-14 all'art. 72 StG ZH, p. 340). I diritti procedurali, a differenza degli
obblighi, costituiscono una facoltà del contribuente, della quale l'autorità fiscale
non può obbligarlo a fare uso, ma deve unicamente limitarsi ad avvertirlo che
in caso di mancato uso del diritto procedurale in questione le circostanze che
diminuiscono l'onere fiscale (debiti, interessi, spese di manutenzione, ecc.)
non verranno prese in considerazione (cfr. Zuppinger/Schärrer/Fessler/Reich,
n. 11-14 all'art. 72 StG ZH, p. 340 e giurisprudenza citata).

                                         Poiché, nella fattispecie,
i ricorrenti non provano – né rendono almeno verosimile – di spendere per il
mantenimento del figlio un importo pari o superiore a quello di cui rivendicano
la detrazione, questa Camera non può che confermare la decisione dell’autorità
fiscale. Neppure la circostanza, addotta dai ricorrenti, secondo cui i genitori
dovrebbero pagare la pigione per un appartamento più grande a causa della
convivenza con il figlio __________, porta ad una diversa conclusione, se si
considera che essi pagano comunque poco più di mille franchi al mese di affitto
e che, d’altronde, hanno un altro figlio minorenne in casa.

 

 

                                   5.   Il ricorso è
pertanto integralmente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali,
compresi i costi per l’ispezione fiscale, sono a carico dei ricorrenti,
soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    200.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         c. nelle spese di verifica
di                                   fr.    300.–

                                         per un totale di                                                       fr.    580.–

                                         sono a carico dei ricorrenti.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

 

 

per
la Camera di diritto tributario

del
Tribunale d’appello

Il
Presidente:                                                          Il
Segretario: