# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 40d3739d-46a1-5dad-b156-b6e69386665a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-07-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.07.2008 C-8705/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-8705-2007_2008-07-31.pdf

## Full Text

Corte II I
C-8705/2007
{T 0/2}

Sentenza del 31 luglio 2008

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Antonio Imoberdorf, Blaise Vuille,
cancelliere Graziano Mordasini.

B._______ e C._______, 
patrocinati dall'Avv. Dott. Gianluca Airaghi,
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Rifiuto dell'autorizzazione d'entrata in Svizzera.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-8705/2007

Ritenuto in fatto e considerato in diritto:

che nelle estati del 2004 e del 2006, A._______, cittadino dominicano 
nato il...,  ha beneficiato di due visti  turistici di 90, rispettivamente 60 
giorni, al fine di rendere visita alla madre B._______ e al di lei marito 
C._______ domiciliati a D._______;

che  con  decisione  del  23 marzo  2007,  la  Sezione  dei  permessi  e 
dell'immigrazione di Bellinzona (di seguito: SPI) ha respinto la richiesta 
di  ricongiungimento familiare con la  madre ed il  patrigno presentata 
dall'interessato in data 13 dicembre 2006;

che con decisione del 15 maggio 2007, il Consiglio di Stato del canton 
Ticino (di seguito: CdS) ha respinto il ricorso interposto il 5 aprile 2007 
da B._______ e C._______ avverso la suddetta pronuncia;

che con lettera  del  23 giugno 2007,  B._______ e C._______ hanno 
invitato A._______ a venire in Svizzera per una visita dal 20 novembre 
2007  al  20 gennaio  2008,  garantendo  nel  contempo l'assunzione  di 
tutte  le  spese,  vitto,  alloggio  ed  ogni  altra  incombenza  di  ordine 
finanziario relative al soggiorno di quest'ultimo;

che  in  data  12 settembre  2007,  l'interessato  ha  presentato  al 
Consolato  generale  di  Svizzera  a  Santo  Domingo  una  domanda  di 
visto  turistico  per  la  Svizzera,  al  fine  di  soggiornare,  a  far  data  dal 
20 novembre  2007,  per  un  periodo  di  tre  mesi  presso  la  madre 
B._______  e  suo  marito  C._______,  precisando  nel  contempo  di 
essere celibe e studente;

che  a  sostegno  della  succitata  domanda  di  visto,  l'interessato  ha 
inoltre  prodotto  agli  atti  una  dichiarazione  attestante  la  sua 
immatricolazione presso un collegio in patria;

che  in  data  15 novembre  2007,  l'UFM ha  emesso  una  decisione  di 
rifiuto  dell'autorizzazione  d'entrata  in  Svizzera  nei  confronti  di 
A._______,  considerando  in  sostanza  che,  tenuto  conto  della 
situazione  socioeconomica  prevalente  nella  Repubblica  Dominicana, 
ed in particolare delle disparità economiche esistenti tra questo paese 
e  la  Svizzera,  la  sua  uscita  dal  territorio  della  Confederazione  alla 
scadenza del soggiorno previsto non poteva essere considerata come 
sufficientemente assicurata;

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che  l'autorità  intimata  ha  inoltre  sottolineato  come  il  fatto  che 
l'interessato  può  interrompere  senza  difficoltà  particolari  la  sua 
formazione scolastica per un periodo di tre mesi e che a quest'ultimo è 
stata negata l'autorizzazione di soggiorno presso la madre nell'ambito 
del  ricongiungimento familiare,  fa sorgere dei  seri  dubbi  sullo  scopo 
effettivo del soggiorno;

che con scritto del 21 dicembre 2007,  agendo per il  tramite del  loro 
patrocinatore,  B._______  e  C._______  hanno  interposto  ricorso 
avverso  la  precitata  decisione,  affermando  che  essa  si  fonda  su 
pregiudizi,  elementi  generici  e  semplici  supposizioni,  precisando  in 
particolare che il criterio relativo alle disparità economiche esistenti tra 
la Repubblica Dominicana e la Svizzera adottato dall'autorità inferiore 
sarebbe  tale  da  impedire  un  soggiorno  turistico  sul  territorio  della 
Confederazione  alla  stragrande  maggioranza  della  popolazione 
mondiale;

che i  ricorrenti  hanno inoltre  rilevato  che A._______ ha soggiornato 
presso di loro rispettivamente dal 1° giugno al 1° settembre 2004 e dal 
15 giugno al  15  agosto  2006  senza  mai  causare  alcun  problema di 
natura legale e facendo regolarmente ritorno in patria  alla scadenza 
delle  autorizzazioni  d'entrata  ricevute,  di  modo  che  il  diniego  in 
oggetto risulta incomprensibile;

che essi hanno poi dichiarato che la richiesta di visto non ha nulla a 
che vedere con quella di autorizzazione di soggiorno presso la madre 
nell'ambito  del  ricongiungimento  familiare,  che  l'interessato  ha 
attestato la sua volontà di rientrare nel suo paese d'origine al termine 
del  visto  concessogli  (cfr.  dichiarazione  agli  atti),  al  fine  di 
intraprendere degli studi universitari (cfr. attestazione di superamento 
degli esami di ammissione), ribadendo infine di prendersi carico di tutti 
i costi inerenti la visita del richiedente e garantendone nel contempo il 
rientro in patria al termine della durata del visto; 

che chiamato ad esprimersi sul ricorso, con preavviso del 19 febbraio 
2008, l'UFM ha postulato la reiezione del gravame, ritenendo come il 
rientro in patria di  A._______ non fosse sufficientemente garantito e 
sottolineando  che  la  presenza  in  Svizzera  della  madre  potrebbe 
costituire un ulteriore motivo per stabilirvisi;

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che,  invitati  a  prendere posizione in  merito  al  preavviso dell'autorità 
intimata, con replica del 31 marzo 2008, i  ricorrenti  hanno ripreso le 
argomentazioni sviluppate nel loro gravame del 21 dicembre 2007;

che  con  duplica  del  2 maggio  2008,  l'UFM  ha  sostenuto  che  il 
richiedente non può prevalersi di legami in patria, di natura familiare, 
professionale o di altra natura, affermando inoltre che egli ha raggiunto 
un'età  che  gli  consentirebbe,  senza  difficoltà  particolari,  di  cercare 
all'estero, in modo del tutto indipendente, condizioni di vita migliori di 
quelle che conosce nel paese d'origine;

che, riservate le eccezioni previste all'art. 32 della legge federale del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 
173.32),  giusta  l'art.  31  LTAF il  Tribunale  amministrativo  federale  (di 
seguito: TAF o il Tribunale) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura 
amministrativa (PA, RS 172.021) prese dalle autorità menzionate agli 
art. 33 e 34 LTAF;

che in particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione 
d'entrata  in  Svizzera  rese  dall'UFM  -  il  quale  costituisce  un'unità 
dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF - 
possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF, il  quale  statuisce  in  via 
definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 
della legge federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 
173.110]);

che l'entrata in  vigore,  il  1° gennaio 2008,  della  legge federale sugli 
stranieri  del  16  dicembre  2005  (LStr,  RS  142.20)  ha  comportato 
l'abrogazione della legge federale del 26 marzo 1931 concernente la 
dimora e il domicilio degli stranieri (vLDDS, CS 1 117), conformemente 
all'art. 125 LStr (in relazione con la cifra I del suo allegato), e di alcune 
ordinanze d'esecuzione, quali in particolare l'ordinanza del 14 gennaio 
1998 concernente  l'entrata  e la  notificazione degli  stranieri  (vOEnS, 
RU 1998 194), in virtù dell'art. 39 dell'ordinanza del 24 ottobre 2007 
concernente la procedura d'entrata e di  rilascio del visto (OPEV, RS 
142.204), e dell'ordinanza del 6 ottobre 1986 che limita l'effettivo degli 
stranieri  (vOLS,  RU  1986  1791),  conformemente  all'art.  91 
dell'ordinanza  del  24 ottobre  2007  sull'ammissione,  il  soggiorno  e 
l'attività lucrativa (OASA, RS 142.201);

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che la  domanda oggetto della  presente procedura di  ricorso è stata 
presentata  prima  dell'entrata  in  vigore  della  LStr,  il  vecchio  diritto 
(materiale) è quindi applicabile alla presente fattispecie, in conformità 
alla regolamentazione transitoria di cui all'art. 126 cpv. 1 LStr;

che, di contro, conformemente alla regolamentazione transitoria di cui 
all'art. 126 cpv. 2 LStr, la procedura inerente le domande presentate 
prima dell'entrata in vigore, il  1° gennaio 2008, della LStr è retta dal 
nuovo diritto;

che, salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura 
davanti  al  Tribunale amministrativo federale  è retta  dalla  PA (art. 37 
LTAF);

che B._______e C._______ hanno diritto di ricorrere (art. 48 PA) e che 
il  loro  ricorso,  presentato  nella  forma  e  nei  termini  prescritti  dalla 
legge, è ricevibile (cfr. art. 50 e 52 PA);

che per l'entrata in Svizzera gli  stranieri  devono disporre di  un visto 
(cfr. art. 1 cpv. 1 in fine e art. 3 vOEnS);

che, salvo disposizioni contrarie, il rilascio del visto compete all'UFM 
(art. 18 vOEnS in relazione con l'art. 25 cpv. 1 lett. a vLDDS);

che nelle loro decisioni, le autorità competenti a concedere i permessi 
terranno conto degli  interessi  morali  ed economici  del paese nonché 
dell'eccesso della popolazione straniera (cfr. art. 16 cpv. 1 vLDDS) e 
saranno tenute ad assicurare un rapporto equilibrato tra l'effettivo della 
popolazione  svizzera  e  quello  della  popolazione  straniera  residente 
(cfr. art. 1 lett. a vOLS);

che la  Svizzera non può accogliere tutti  gli  stranieri  che desiderano 
venire in  questo paese,  sia  che si  tratti  di  soggiorni  di  breve che di 
lunga  durata,  quindi  è  legittimo  applicare  una  politica  restrittiva  in 
materia di ammissione (cfr. DTF 122 II 1 consid. 3a p. 6 segg.;  ALAIN 
WURZBURGER,  La jurisprudence récente du Tribunal fédéral  en matière 
de police des étrangers, Revue de Droit administratif et de Droit fiscal 
[RDAF] 1997, p. 287);

che  esse  devono  quindi  assicurarsi  che  gli  stranieri  ammessi  in 
Svizzera dispongano sia della possibilità che della volontà di rientrare 

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nel  loro  paese  d'origine,  in  caso  di  bisogno  o  al  termine  del  loro 
soggiorno (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c e 14 cpv. 1 vOEnS);

che a questo proposito giova sottolineare che l'ordinamento giuridico 
svizzero  non  garantisce  alcun  diritto  all'entrata  in  Svizzera,  né  alla 
concessione di un visto (cfr. art. 4 vLDDS, in relazione con l'art. 9 cpv. 
1 vOEnS; cfr. inoltre PHILIP GRANT, La protection de la vie familiale et de 
la vie privée en droit des étrangers, Basilea/Ginevra/Monaco 2000, p. 
24;  PETER UEBERSAX,  Einreise  und  Anwesenheit  in:  Uebersax/Münch/ 
Geiser/Arnold, Ausländerrecht, Basilea/Ginevra/Monaco 2002, n. 5.28 
ss);

che  il  visto  è  rifiutato  se  lo  straniero  non  adempie  alle  condizioni 
d'entrata di cui all'art. 1 vOEnS (cfr. 14 cpv. 1 vOEnS), vale a dire in 
particolare se non fornisce garanzie necessarie che la sua partenza 
dalla  Svizzera  avverrà  nei  termini  prescritti  (cfr.  art.  1  cpv. 2  lett.  c 
vOEnS);

che un visto è inoltre rifiutato qualora sussistono fondati  dubbi  sullo 
scopo del soggiorno (cfr. art. 14 cpv. 2 let. c vOEnS);

che un permesso d'entrata in Svizzera non può quindi essere rilasciato 
allorquando  il  rientro  nel  paese  d'origine  non  è  assicurato,  sia  in 
ragione della situazione politica o economica difficile prevalente, sia in 
funzione della situazione personale del richiedente;

che  nella  fattispecie,  tenuto  conto  dell'insieme  delle  risultanze 
dell'incarto, il TAF ritiene che l'uscita dalla Svizzera di A._______ alla 
scadenza  del  soggiorno  previsto  non  può  essere  considerata  come 
sufficientemente assicurata;

che  in  effetti,  in  ragione  della  situazione  socio-economica  difficile 
regnante  nella  Repubblica  Dominicana,  e  viste  le  considerevoli 
disparità economiche esistenti tra questo paese e la Svizzera, il  TAF 
non  può  escludere  il  rischio  che  l'interessato  non  faccia  ritorno  in 
patria alla scadenza del visto richiesto;

che  l'esperienza  insegna  inoltre  che  sovente  i  beneficiari  di  un 
permesso d'entrata,  dal  momento  in  cui  si  trovano in  Svizzera,  non 
prendono più  in  considerazione  il  ritorno nel  loro  paese d'origine,  e 
che,  nonostante  le  promesse  di  lasciare  il  territorio  della 
Confederazione al termine del periodo di visita concesso, non esitano 

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ad utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione, mettendo a profitto il loro 
soggiorno in questo paese per risiedervi ad un titolo qualsiasi; 

che, in ragione della situazione personale di A._______, questa ipotesi 
non può essere esclusa nella fattispecie;

che  dalle  informazioni  fornite  alle  autorità  elvetiche  nel  corso  della 
procedura  si  evince  che  l'interessato  vive  con  i  nonni  materni  nella 
Repubblica Dominicana (cfr. lettera del 20 febbraio 2007 della madre 
all'intenzione  dell'Ufficio  regionale  degli  stranieri),  paese  in  cui  vive 
anche lo zio;

che, tenuto conto della suddetta situazione personale, e nella misura 
in cui A._______ ritrova in Svizzera sua madre e il patrigno, non si può 
escludere che, una volta giunto sul territorio della Confederazione, egli 
tenti con ogni mezzo di restarvici, tanto più che un soggiorno a titolo di 
ricongiungimento familiare era già stato prospettato in passato;

che alla luce di quanto esposto, il fatto che l'interessato abbia sempre 
fatto ritorno in patria al termine dei visti turistici di cui ha beneficiato 
nel  2004 e  nel  2006 non è  determinante,  tanto  più  che  A._______, 
celibe, in giovane età e senza obblighi familiari, è senz'altro in grado di 
costruirsi una nuova esistenza lontano dalla sua patria, senza che ciò 
comporti per lui delle difficoltà maggiori sul piano personale;

che  nel  quadro  della  procedura  l'interessato  ha affermato  di  essere 
studente  e  di  volere  intraprendere  una  formazione  universitaria  (cfr. 
domanda  di  visto  e  attestazione  di  superamento  degli  esami  di 
ammissione);

che dunque egli non possiede alcun legame professionale, né alcuna 
prospettiva economica propri  a  garantirne il  ritorno nella  Repubblica 
Dominicana;

che,  come  rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  intimata  nella  sua 
decisione  del  15 novembre  2007,  il  fatto  che  il  richiedente  possa 
interrompere senza difficoltà  particolari  la  sua formazione scolastica 
per  un  periodo  di  tre  mesi  e  che  a  quest'ultimo  sia  stata  negata 
l'autorizzazione  di  soggiorno  presso  la  madre  nell'ambito  del 
ricongiungimento familiare, è proprio a far sorgere dei seri dubbi sullo 
scopo effettivo del soggiorno (cfr. art. 14 cpv. 2 let. c vOEnS);

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che, di transenna, il rifiuto di cui è stato oggetto A._______ non è tale 
da costituire un ostacolo al mantenimento delle relazioni con la madre 
e il patrigno residenti in Svizzera, potendo quest'ultimi rendergli a loro 
volta visita,  e questo nonostante gli  inconvenienti  di  ordine pratico o 
economico che ne potrebbero derivare;

che le  garanzie  fornite  da B._______ e  C._______ in  relazione alla 
presa a carico delle spese cagionate dal soggiorno auspicato, nonché 
le  loro  assicurazioni  secondo  le  quali  l'invitato  avrebbe  lasciato  la 
Svizzera  allo  spirare  del  visto,  non  sono  tali  da  impedire  ad  un 
cittadino straniero,  una volta  sul  territorio  elvetico, di  intraprendere i 
passi  necessari  per  stabilirvisi  durevolmente  (cfr.  sentenza  del 
Tribunale federale 6S.281/2005 del 30 settembre 2005);

che  l'esperienza  ha  a  più  riprese  dimostrato  come  le  dichiarazioni 
d'intenzione formulate in merito all'uscita puntuale dalla Svizzera allo 
scadere  del  visto,  così  come  le  garanzie  finanziarie  fornite 
dall'ospitante,  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni  d'intenzione, 
prive di effetti giuridici e non sono pertanto sufficienti ad assicurare la 
partenza  di  un  cittadino  straniero  nei  termini  stabiliti  (cfr. 
Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione 
[GAAC] 57.24);

che  a  questo  proposito  occorre  precisare  che  il  rifiuto 
dell'autorizzazione  d'entrata  in  oggetto  non  è  tale  da  mettere  in 
discussione  la  buona  fede  di  persone  residenti  regolarmente  in 
Svizzera, le quali hanno invitato un terzo domiciliato all'estero per un 
soggiorno turistico;

che, alla luce di quanto esposto, il TAF ritiene che il ritorno in patria del 
richiedente  non  può  essere  considerato  come  sufficientemente 
garantito (cfr. art. 1 cpv. 2 lett. c vOEnS), e che sussistono dei fondati 
dubbi in merito allo scopo del soggiorno (art. 14 cpv. 2 let. c vOEns), di 
modo che le condizioni per il rilascio di un'autorizzazione d'entrata non 
sono adempiute;

che la decisione impugnata si rileva essere conforme al diritto (cfr. art. 
49 PA);

che il ricorso è respinto;

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che le spese di procedura sono pertanto poste a carico dei ricorrenti 
(cfr. art. 63 cpv. 1 prima frase PA in relazione con gli  art. 1  a 3 del 
Regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 
nelle cause dinanzi al  Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 
173.320.2]);

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le  spese  processuali,  pari  a  Fr.  600.-,  sono  poste  a  carico  dei 
ricorrenti e sono computate con l'anticipo dello stesso importo versato 
in data 26 gennaio 2008.

3.
Comunicazione a:

- ricorrenti (Raccomandata)
- autorità inferiore (incarto 5004766.9 di ritorno)
- Sezione  dei  permessi  e  dell'immigrazione,  Bellinzona,  per 

informazione (incarto cantonale di ritorno)

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Graziano Mordasini 

Data di spedizione:

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