# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 342b9587-b6ee-501b-8a83-eaeb971812d2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-07-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 14.07.1998 52.1998.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-45_1998-07-14.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00045

   

  	
  Lugano

  14 luglio 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry
  Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  17 febbraio 1998 di

 

 

	
   

  	
  __________
  

  __________

  patrocinate
  dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 27 gennaio 1998 (n. 310) del Consiglio di Stato, che respinge
  l'impugnativa inoltrata dalle insorgenti avverso la decisione 11 dicembre
  1997 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione degli stranieri, in materia
  di rifiuto del permesso di dimora a __________ (ricongiungimento familiare);

  

 

 

viste le risposte:

-    24 febbraio 1998 del Consiglio di Stato,

-    26 febbraio 1998 della Sezione
degli stranieri;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) __________, cittadina
dominicana, è entrata in Svizzera nel dicembre 1991 tramite successivi permessi
di dimora di breve durata ("permessini") per lavorare come ballerina
in diversi Night Club. Dall'agosto 1993 ha ottenuto altri permessi di dimora temporanei:
dapprima sempre per l'attività di ballerina; dal settembre 1994 a scopo di cura
(gravidanza a rischio) con scadenza alla fine di dicembre 1994.

Nell'ottobre 1994 essa è andata a convivere a __________ con
__________, cittadino svizzero coniugato. Dalla loro unione è nata __________
il __________, la quale vive con i genitori ed è divenuta cittadina svizzera in
virtù dell'art. 31 LCit. La madre è stata in seguito posta al beneficio di un
permesso di dimora annuale, regolarmente rinnovato con prossima scadenza
fissata al 30 settembre 1998.

 

b) Durante il suo soggiorno nella Repubblica Dominicana
__________ ha avuto, nell'ambito di una relazione extraconiugale con
__________, una figlia di nome __________. Essa è venuta alla luce il
__________ e, al momento della partenza della madre per la Svizzera, è stata
lasciata presso la famiglia dello zio di quest'ultima, __________.

 

 

                                  B.   Il 14 agosto 1996 __________
ha presentato al Consolato generale della Confederazione Svizzera a Santo
Domingo una domanda di entrata sul suolo elvetico per vivere con la sorella.

Il 6 settembre 1996 la Sezione degli stranieri e, successivamente,
il 12 marzo 1997 il Consiglio di Stato su ricorso, hanno respinto l'istanza. In
estrema sintesi è stato considerato che alcuna norma interna né alcun accordo
internazionale consentiva a __________ di ottenere il rilascio della richiesta
autorizzazione.

La decisione del Consiglio di Stato è cresciuta in giudicato.

 

                                  C.   Il 1° giugno 1997 __________
ha richiesto alle autorità competenti di poter far entrare in __________ la
figlia __________ a scopo di visita. La madre ha dichiarato il 17 giugno 1997
che il soggiorno previsto, per vacanza, sarebbe stato temporaneo e limitato a 3
mesi. Ha pure indicato che la figlia avrebbe soggiornato presso il convivente
__________, il quale avrebbe provveduto al suo completo mantenimento e ad
assicurarla alla cassa malati durante il soggiorno.

Il 20 luglio 1997 veniva rilasciato a __________ un visto
turistico per la durata di 90 giorni.

 

 

                                  D.   Con decisione 11 dicembre
1997, fondata sugli art. 4, 9, 12, 16 LDDS e 8 ODDS, la Sezione degli stranieri
ha respinto la domanda presentata il 13 ottobre 1997 da __________ volta al rilascio
di un permesso di dimora annuale per la figlia __________.

In sostanza, l'autorità ha accertato che non sarebbe stata
dimostrata alcuna necessità inderogabile alla dimora nel nostro Cantone della
figlia, tenuto pure conto che nella domanda di invito la madre aveva
esplicitamente sottoscritto e garantito che al termine del previsto soggiorno a
scopo turistico __________ avrebbe lasciato la Svizzera.

 

 

                                  E.   a) Contro la decisione
dipartimentale, il 29 dicembre 1997 __________ ha ricorso al Consiglio di Stato
postulandone l'annullamento e sollecitando il rilascio di un permesso di dimora
a favore della figlia __________. A sostegno del proprio gravame ha in sostanza
addotto che il suo convivente, ancora coniugato, chiederà il divorzio non
appena le disposizioni di legge lo consentiranno e adotterà pure __________
provvedendo, come sta tuttora facendo, al suo integrale mantenimento. Ha sottolineato
come suo zio presso cui sua figlia abita nel proprio Paese d'origine non può
più occuparsi della stessa per gravi ragioni famigliari, e che la vera famiglia
di __________ sarebbe costituita dalla madre e dalla sorellastra, le quali vivono
in Svizzera.

 

b) Il Consiglio di Stato ha respinto il gravame con
risoluzione 27 gennaio 1998.

Il Governo, dopo aver dichiarato ricevibile il ricorso contro
la nuova decisione dipartimentale dal momento che __________ aveva fatto valere
nuovi elementi a suffragio della propria richiesta di riesame, ha in sostanza
considerato che non erano ossequiate le premesse per un ricongiungimento
familiare. In particolare, ha sottolineato come la figlia viva presso lo zio
sin dall'età di due anni e che le difficoltà di ordine famigliare di quest'ultimo
comportanti l'impossibilità di occuparsi della nipote non sarebbero state
confortate da elementi concreti e oggettivi. L'Esecutivo cantonale ha pure
stigmatizzato il comportamento della ricorrente, la quale avrebbe fatto entrare
in Svizzera la figlia e susseguentemente postulare il permesso di dimora dopo
neanche 7 mesi dalla crescita in giudicato della risoluzione governativa in
merito all'analoga richiesta.

Ha inoltre dato rilevanza all'inidoneità dell'appartamento in
cui già vivono la madre, il suo convivente e la loro figlia.

L'Esecutivo cantonale ha dichiarato infine la decisione
definitiva.

 

c) Preso atto della pronuncia governativa, il 4 febbraio 1998
la Sezione degli stranieri ha fissato a __________ un termine scadente al 15
marzo 1998 per lasciare il territorio cantonale.

 

 

                                  F.   Contro la predetta pronuncia
governativa __________, agente per sé e in rappresentanza di __________,
insorge ora davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento
e postulando che alla figlia __________ sia rilasciato un permesso di dimora.

Sostiene in ordine che questo Tribunale è competente per
statuire sul presente gravame. Nel merito l'insorgente contesta le argomentazioni
delle autorità inferiori a fondamento delle relative decisioni e ritiene che
nel caso di specie i presupposti per il ricongiungimento familiare previsti
dall'art. 8 CEDU sarebbero adempiuti. Dà rilievo in particolare al fatto che lo
zio della madre non sarebbe più fattivamente in grado di occuparsi della
nipote. Asserisce infine l'idoneità dell'appartamento a ospitare __________,
osservando come nell'evenienza concreta l'argomento ritenuto dal Governo non
potrebbe essere sollevato dal profilo legale.

Con istanza pedissequa al gravame, chiede che a quest'ultimo
sia conferito effetto sospensivo.

 

 

                                  G.   All'accoglimento del gravame
si oppongono sia la Sezione degli stranieri sia il Consiglio di Stato adducendo
delle argomentazioni di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

                                  H.   Il 2 marzo 1998 il
patrocinatore delle ricorrenti ha prodotto il certificato medico di data 17
febbraio 1998 redatto dal Dr. __________, cardiologo nella Repubblica Dominicana,
attestante che __________, convivente dello zio di __________, soffre di ipertensione
arteriosa sistemica severa stadio III.

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In materia di diritto
degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 1 della Legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a della legge
federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri
del 12 marzo 1997).

 

1.2. Giusta l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG, in materia di
polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento
la legislazione federale non conferisce un diritto. L'art. 4 LDDS sancisce che
l'autorità competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della
legge e dei trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di
dimora o di domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un
simile permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare
del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a,
388 consid. 1a con rinvii). 

 

                                         1.3. Giusta l'art. 7 cpv.
1 prima frase LDDS, il coniuge straniero di un cittadino svizzero ha diritto al
rilascio e alla proroga del permesso di dimora.

                                         Dato che __________ non è
sposata con il suo convivente di nazionalità svizzera, tale disposto non è applicabile.

 

                                         1.4. Non esiste tra la
Svizzera e la Repubblica Dominicana alcun trattato che regoli in modo specifico
il soggiorno in Svizzera dei cittadini dominicani, accordo dal quale potrebbe
scaturire un diritto al rilascio di un permesso di dimora.

 

                                         1.5. In concreto potrebbe
entrare in considerazione l'art. 8 CEDU. Affinché tale norma sia applicabile,
occorre - in particolare - che il membro della famiglia con il quale lo
straniero che domanda un permesso di dimora afferma d'intrattenere una relazione
stretta, intatta ed effettivamente vissuta, abbia il diritto di risiedere in
Svizzera: in altre parole, è necessario che questa persona sia al beneficio di
un permesso di domicilio oppure possieda la cittadinanza svizzera (DTF 118 Ib
157 consid. c). Lo straniero titolare di un permesso di dimora non può
prevalersi dell'art. 8 CEDU. Una deroga è consentita quando, in determinate
circostanze, lo straniero titolare di un permesso di dimora abbia il diritto di
risiedere in Svizzera, ossia abbia la certezza di vedersi accordato un permesso
di dimora (DTF 111 Ib 163 consid. 1a), ciò che è il caso della ricorrente
__________. Difatti essa è madre di __________, nata dall'unione con il
convivente svizzero, che in virtù dell'art. 31 LCit è divenuta svizzera (cfr. anche
dichiarazione 13 giugno 1996 di __________). Di conseguenza la ricorrente
conformemente all'art. 8 CEDU ha diritto al rilascio e alla proroga del permesso
di dimora e ha quindi il diritto di soggiornare in Svizzera (DTF 120 Ib 261
consid. 1d) e richiedere in principio il ricongiungimento della figlia.

Per contro, __________ non può invocare l'art. 8 CEDU in relazione
con la sua sorellastra svizzera, non esistendo tra le stesse un rapporto di
dipendenza (DTF 120 Ib 261 consid. 1d).

 

Ora, nell'ambito dell'art. 8 CEDU, se il legame di parentela
è intatto ed effettivamente vissuto, la libertà delle autorità cantonali di
rifiutare un permesso di soggiorno (cfr. art. 4 LDDS) è limitata e contro una
decisione di rifiuto è ammissibile il ricorso di diritto amministrativo dinanzi
al Tribunale federale in applicazione dell'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG (DTF
122 II 5 consid. 1e, 292 consid. 1e, 389 consid. 1b, 93 consid. 1c) e, di
riflesso, nella presente sede attraverso il rinvio di cui all'art. 1 della
legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a OG in materia di diritto degli
stranieri. Ciò vale pure quando il ricorso è presentato da un membro della
famiglia, in specie la madre, avente diritto di risiedere in Svizzera (DTF 119
Ib 84 consid. 1c). Correttamente dunque, __________ ha impugnato la risoluzione
governativa avanti a questo Tribunale. Nella fattispecie, la ricorrente
sostiene che il rapporto familiare con la figlia __________ sia in concreto vissuto,
quest'ultima essendo uno stretto membro della famiglia della madre e non
importando che sia nata nel contesto di una relazione extraconiugale. Per la
soluzione della vertenza non è ad ogni buon conto necessario esaminare più a
fondo la natura e l'intensità del legame familiare che lega la ricorrente alla
figlia. In effetti, per la ragioni che seguono, per quanto riguarda l'asserita
violazione dell'art. 8 CEDU e nella misura in cui è ammissibile, il ricorso va
comunque respinto nel merito.

 

1.6. Il gravame è inoltre tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e
la legittimazione delle insorgenti certa (art. 43 PAmm). L'impugnativa può
infine essere decisa sulla scorta degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1
PAmm).

 

 

                                   2.   Va innanzitutto ricordato
che il 12 marzo 1997 Consiglio di Stato ha confermato, su ricorso, il rifiuto
di autorizzare l'entrata in Svizzera di __________ per ricongiungersi con la
madre. La decisione è cresciuta in giudicato.

Con la nuova domanda di entrata in Svizzera, si fa valere un
nuovo elemento, ossia la presunta impossibilità dello zio di __________ di
riprendere nel suo Paese la figlia di primo letto di quest'ultima.

 

 

                                   3.   3.1. Giusta l'art. 8 CEDU
ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo
domicilio e della sua corrispondenza (n. 1). Non può esservi ingerenza della
pubblica autorità nell'esercizio di tale diritto se non in quanto tale ingerenza
sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società
democratica, è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il
benessere economico del paese, la prevenzione dei reati, la protezione della
salute o della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui (n.
2).

 

3.2. Un'ingerenza nella vita familiare è giustificata ai
sensi dell'art. 8 n. 2 CEDU dalla politica restrittiva in materia di soggiorno
degli stranieri praticata dalla Svizzera, segnatamente per garantire un
rapporto equilibrato tra l'effettivo della popolazione svizzera e quello della
popolazione straniera residente, come anche per migliorare la struttura del
mercato di lavoro e assicurare così un equilibrio ottimale dell'impiego (cfr.
art. 16 LDDS e art. 1 OLS). Il Tribunale federale ha già avuto modo di constatare
che questi scopi sono conformi all'art. 8 n. 2 CEDU (DTF 120 Ib 4 consid. 3b,
24 segg. consid. 4a con richiami).

L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la relazione familiare tra
genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona residente in Svizzera un
diritto assoluto di far venire nel nostro paese un suo familiare, segnatamente
quando essa stessa ha preso la decisione di vivere separata da quest'ultimo per
venire a risiedere in Svizzera. Tale principio vale, a maggior ragione, laddove
gli interessati dimostrano con il loro comportamento che il permesso richiesto
non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare comune, bensì al
raggiungimento di altri obiettivi (DTF 122 II 392 consid. 4b con rinvii).
Appare legittimo pertanto rifiutare un permesso di entrata e di soggiorno sul nostro
territorio al figlio di uno straniero, quando la separazione della famiglia
risulta dalla libera scelta o volontà del genitore residente in Svizzera, non
sussistono interessi familiari preponderanti che impongono una modifica delle
relazioni esistenti rispettivamente una modifica si appalesa imperativa ed
infine che la continuazione delle relazioni familiari non siano ostacolate dall'autorità
(ibidem). Va osservato inoltre che se i genitori sono separati o divorziati, il
diritto di farsi raggiungere dal figlio presuppone che questi intrattenga con
il genitore che vive in Svizzera una relazione familiare preponderante (DTF 118
Ib 159 segg. consid. 2b/c ).

La questione se, nel caso concreto, l'autorità di polizia
degli stranieri sia tenuta a rilasciare un permesso di dimora, conformemente
alle esigenze poste dall'art. 8 CEDU, va dunque risolta effettuando una
ponderazione di tutti gli interessi pubblici e privati in gioco (DTF 120 Ib 25
consid. 4a; 115 Ib 6 consid. 6).

 

3.3. In concreto, __________ è entrata la prima volta in
Svizzera nel 1991 beneficiando più volte di permessini per svolgere l'attività
di ballerina e rimanendovi fino alla fine di agosto 1992 (cfr. anche verbali di
interrogatorio Polizia cantonale 10 e 12 giugno 1992). E' in seguito ritornata
nella Repubblica Dominicana per rientrare nuovamente in Svizzera nel febbraio
1993 fino al 13 ottobre 1993. In Svizzera è rientrata il 1° gennaio 1994 al beneficio
di successivi permessi di soggiorno temporaneo. Il 1° settembre 1994 ha
ottenuto un permesso di dimora temporaneo, questa volta a scopo di cura
(gravidanza a rischio) e valevole sino al 31 dicembre 1994. Nell'ottobre 1994 è
andata a convivere presso __________ a __________; il __________ è nata dalla
loro unione __________. Da allora è al beneficio di un permesso di dimora
annuale.

__________ ha lasciato la figlia __________, nata dalla
relazione extraconiugale con __________ nella Repubblica Dominicana presso
parenti, e meglio presso lo zio __________ e la sua convivente alfine che la
accudissero, dal momento che il padre non se ne sarebbe mai occupato. Questa
non è oltretutto nemmeno mai stata menzionata nei formulari che __________ ha
compilato rispettivamente sottoscritto per conseguire il permesso di soggiorno
(1° settembre 1994) e il suo rinnovo (24 aprile 1995). L'esistenza di
__________ è stata indicata per la prima volta nella richiesta del 14 agosto
1996 volta a autorizzare la sua entrata in Svizzera. 

__________ non ha del resto fornito nessuna informazione
sulle sue relazioni con __________ tra il 1991 e il 1996 benché fosse rientrata
per brevi periodi nella Repubblica Dominicana, se non che gli alimenti per la
figlia sarebbero stati a suo carico e che regolarmente le mandava del denaro
dalla Svizzera (v. dichiarazione giurata 20 settembre 1996 di __________).

 

3.4. Sulla scorta delle premesse fattuali che precedono é da
escludere che l'art. 8 CEDU imponga il rilascio della controversa autorizzazione
od anche solo appaia violato.

Intanto __________ è partita volontariamente dalla Repubblica
Dominicana ed altrettanto volontariamente si è separata dalla figlia di primo
letto. Alla stessa non spetta quindi di principio un diritto di rivendicare la
sua presenza e residenza in Svizzera in applicazione dell'art. 8 CEDU.

In ogni caso anche qualora si dovesse ritenere la sussistenza
di simile diritto, il controverso rifiuto di autorizzazione di entrare in
Svizzera che ha colpito sua figlia appare conforme all'art. 8 n. 2 CEDU.
__________ è infatti nata e cresciuta nella Repubblica Dominicana, dove
possiede anche i legami sociali e culturali. Dall'età di tre anni, ossia dalla
partenza per la Svizzera della madre, vive con lo zio di quest'ultima e della
di lui convivente: rapporto che non ha fino ad oggi dato adito a problemi di
sorta e che può pertanto continuare a sussistere.

 

                                         La madre sostiene che a
differenza della precedente richiesta di autorizzazione di ricongiungimento
familiare, respinta in sede di ricorso dal Consiglio di Stato il 12 marzo 1997
e cresciuta in giudicato, sussisterebbero ora interessi familiari preponderanti
che esigono una modifica delle relazioni esistenti. A tal proposito, fa valere
che lo zio sarebbe ora impossibilitato ad occuparsi di __________ a seguito di
una patologia cardiaca della di lui convivente. Tale evento sarebbe confermato
dallo scritto 7 ottobre 1997 dello zio __________ e dal certificato medico di
data 17 febbraio 1998 redatto dal __________, cardiologo nella Repubblica
Dominicana, attestante che __________, convivente dello zio di __________,
soffre di ipertensione arteriosa sistemica severa stadio III. Ora, malgrado
l'accertamento di tale stato di salute che sarebbe tale da non poter più
permettere a __________ di occuparsi di __________, esso non è di natura a
costituire una sufficiente ragione per dover imprescindibilmente autorizzare la
venuta in Svizzera di quest'ultima e non è atto a controbilanciare le
difficoltà d'integrazione di una persona che ha nel proprio Paese d'origine il
centro dei suoi interessi, nonché vari contatti famigliari, la stessa vivendo
nella famiglia dello zio della madre (v. dichiarazione giurata 20 settembre
1996 e lettera 7 ottobre 1997 di __________). __________ è con la famiglia di
__________, residente nella Repubblica Dominicana, che intrattiene
principalmente le sue relazioni famigliari. Del resto non è stato dimostrato
che la famiglia dello zio non possa più occuparsi di lei. Dagli atti emerge
soltanto che lo zio sarebbe, oltre al motivo testé citato, "intensamente
occupato professionalmente" e che la madre non avrebbe nel suo paese
d'origine "parenti di fiducia", nonché il fatto che la figlia
si sarebbe a __________ "benissimo integrata ed è molto affezionata
alla sorellina __________ " (v. scritto 13 ottobre 1997 di __________
alla Sezione degli stranieri): fatti, comunque, non corredati da alcun supporto
probatorio. Va pure rilevato come la madre non abbia segnalato l'esistenza
della figlia di primo letto alle autorità competenti in occasione della domanda
del rilascio del permesso di soggiorno, bensì soltanto al momento della
richiesta di autorizzazione di entrata il 14 agosto 1996: ciò costituisce un
indizio supplementare della mancata intensità dei legami famigliari tra le ricorrenti.

L'insorgente adduce inoltre di aver atteso di chiedere il
ricongiungimento con la figlia affinché la sua situazione si stabilizzasse dal
profilo legale, ciò che è avvenuto nella primavera 1995. Essa ritiene pertanto
giustificato che abbia atteso un poco prima di richiedere che __________ la
raggiungesse in Svizzera "per motivi facilmente intuibili che non giova
ulteriormente disquisire" (ricorso ad 7 pagg. 7-8). A suo dire il
fatto che ciò sia successo soltanto l'anno seguente, con la richiesta del primo
visto, fa apparire il rapporto con la propria figlia intatto ed animato dalla
più sincera delle volontà di ricostituire il nucleo familiare. A torto.

Innanzitutto non è dato a sapere quali fossero i presunti "
motivi facilmente intuibili che non giova ulteriormente disquisire".
Inoltre, come fa notare l'Esecutivo cantonale nelle osservazioni al gravame,
dall'allegato 15 novembre 1996 relativo alla precedente procedura risulta che
la madre non ha richiesto il ricongiungimento al momento della sua entrata in
Svizzera in quanto __________ era troppo piccola e bisognosa di quelle cure e attenzioni
che essa, occupata sul lavoro non avrebbe potuto assicurarle. Orbene, la madre
ha cessato la sua attività alla fine del 1994, ovvero allorquando la figlia
aveva 6 anni; malgrado ciò la richiesta d'autorizzazione d'entrata è avvenuta
solamente il 14 agosto 1996, ossia circa due anni dopo.

 

3.5. In simili circostanze, poiché l'avversato diniego
d'entrata trae indiscutibilmente origine dalla politica restrittiva in materia
di stranieri praticata dal nostro paese, esso deve essere considerato
giustificato alla luce delle predetta normativa convenzionale (cfr. la
giurisprudenza citata sub 3.2.). Questa soluzione si impone a maggior ragione dal
momento che sussistono fondati motivi per dubitare che la sua venuta in
Svizzera poggi in misura preponderante sull'intenzione di riunire la famiglia e
non risponda piuttosto semplicemente al soddisfacimento di obiettivi volti a
condizioni di vita e di formazione migliori.

Ai fini del giudizio non appare pertanto nemmeno necessario
valutare la portata della presunta inidoneità dell'appartamento dove vivono già
la madre, il convivente nonché la figlia di secondo letto e composto di 3
locali adibiti, secondo il contratto di locazione, a 2 persone. Elemento a cui
il Governo cantonale aveva conferito rilevanza.

 

3.6. Va infine rilevato che il mantenimento di relazioni
personali con la figlia non è impedito. In effetti non risulta che la madre
abbia incontrato ostacoli nel richiedere dalla Svizzera un visto per un
permesso di soggiorno a scopo di visita per la propria figlia.

Va tenuto presente che l'1° giugno 1997 la madre ha inoltrato
una domanda di invito (turismo/affari) per la figlia __________ confermando con
scritto del 17 giugno successivo all'autorità competente che si trattava di un
soggiorno temporaneo con lo scopo di renderle visita. Essa ha dunque dichiarato
in entrambe le occasioni di farsi garante che la figlia avrebbe lasciato il
territorio elvetico alla scadenza del soggiorno autorizzato. A seguito di tali
garanzie, il 20 luglio 1997 __________ è potuta giungere in Svizzera per un
soggiorno massimo di 90 giorni.

Anche da questo punto di vista, la decisione impugnata è compatibile
con l'art. 8 CEDU.

 

 

                                   4.   Sulla scorta di quanto
precede il ricorso, nella misura in cui è ammissibile, deve essere respinto.
Quanto alla domanda di conferimento dell'effetto sospensivo, essa diviene priva
d'oggetto. La tassa di giudizio deve essere posta a carico delle ricorrenti
(art. 28 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. visti gli art. 1, 4, 7 LDDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG; 1
della Legge transitoria di applicazione dell'art. 98a della legge federale
sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri del 12
marzo 1997; 3, 18, 28, 43, 46, 47, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

 

                                   1.   Nella misura in cui è
ricevibile, il ricorso è respinto.

§.  Di conseguenza __________, cittadina dominicana, è tenuta a
lasciare il territorio del Cantone Ticino entro il 31 agosto 1998 notificandone
la partenza al competente Ufficio regionale degli stranieri.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di fr. 2'000.– sono a carico delle ricorrenti.

 

 

                                   3.   Contro la presente
decisione, nella misura in cui è fondata sul diritto pubblico federale, è dato
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale a Losanna nel termine
di 30 giorni dall'intimazione.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il segretario