# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6fc95302-2caf-576c-9b16-6f6f9f541eb9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera civile dei reclami 17.04.2014 16.2013.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_004_16-2013-37_2014-04-17.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2013.37

  	
  Lugano

  17 aprile 2014/jh

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Giani,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Jurissevich

  

 

 

sedente
per statuire sul reclamo del 9 settembre 2013 presentato da

 

	
   

  	
  e
  RE 2 

   

  
	
   

  	
  contro
  la decisione emessa il 14 agosto 2013 dal Giudice di pace del circolo di
  Lugano Ovest nella causa n. 57/A/12/PE (mandato) promossa con petizione 7 agosto 2012 dall'

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1; 

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

esaminati gli atti

 

ritenuto

 

in fatto:                      che l'11 novembre 2011 i
coniugi RE 1 e RE 2 si sono rivolti all'CO 1 per rappresentarli in una pratica
“contenzioso edilizio part. __________ RFD __________”;

 

                                  che, per le sue prestazioni, il
legale ha trasmesso ai clienti, il 24 novembre 2011, una nota professionale di complessivi
fr. 675.–, corrispondenti a 2.08 ore di lavoro alla tariffa oraria di fr. 300.–
più IVA 8%;

 

                                  che RE 1 e RE 2 si sono rifiutati
di pagare la nota del legale;

 

                                  che con decisione 2 febbraio 2012
la Camera per l'avvocatura e il notariato del Tribunale d'appello ha concesso
all'CO 1 lo svincolato dal segreto professionale verso RE 1 e RE 2 nella misura
del necessario per procedere all'incasso della citata nota professionale e ha posto
le spese giudiziarie di fr. 300.– a carico dei mandanti, tenuti a rifondere al
legale un'indennità d'inconvenienza di fr. 300.–;

 

                                  che il 7 agosto 2012 l'CO 1, ottenuta l'autorizzazione ad agire, ha convenuto RE 1 e RE 2 davanti al Giudice di pace
del circolo di Lugano Ovest per ottenere il pagamento di fr. 675 più interessi
del 5% dal 7 marzo 2012;

 

                                  che nelle loro osservazioni del 13
settembre 2012 i convenuti hanno proposto di respingere l'azione;

 

                                  che in uno scritto del 24 ottobre
 2012 l'attore ha ribadito la sua pretesa;

 

                                  che con decisione
14 agosto 2013 il Giudice di pace ha accolto la petizione e ha condannato i
convenuti a pagare fr. 675.– oltre
interessi al 5% dal 7 marzo 2012 e fr. 600.– a titolo di tasse e indennità per la pratica alla Camera per l'avvocatura
e il notariato del Tribunale d'appello e ha posto la tassa di giustizia di fr.
100. a carico dei convenuti,
tenuti a rifondere alla controparte un'indennità di fr. 200.–;

 

                                  che il 9 settembre 2013
i convenuti sono insorti a questa Camera contro il giudizio appena citato;

 

                                  che l'atto non è
stato oggetto di notificazione; 

 

e considerando

 

in diritto:                   che le decisioni
emanate nella procedura semplificata sono impugnabili, trattandosi di
controversie patrimoniali con un valore litigioso inferiore a fr. 10 000.–, con
reclamo entro trenta giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 1 CPC);

 

                                  che nella fattispecie, il reclamo
consegnato alla Posta svizzera il 9 settembre 2013 (cfr. busta di intimazione)
è tempestivo;

 

                                  che secondo l'art. 320 CPC con il
reclamo può essere censurata l'errata applicazione del diritto (lett. a) e/o l'accertamento
manifestamente errato dei fatti (lett. b);

 

                                  che il reclamo deve essere
motivato (art. 321 cpv. 1 CPC), nel senso che il reclamante non può limitarsi a
criticare la sentenza impugnata contrapponendo la propria opinione a quella del
primo giudice, ma deve dimostrare, attraverso un'argomentazione
chiara e dettagliata, che l'autorità inferiore ha emanato una decisione
manifestamente insostenibile, destituita di fondamento serio e oggettivo o in
urto palese con il senso di giustizia ed equità (DTF 135 V 4, consid. 1.3 con rinvii; Trezzini in: Commentario
al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, art. 321 pag.
1411);

 

                                  che il Giudice di pace, pur non
potendo “escludere che vi siano legali ai quali se si chiede di occuparsi di
una certa questione e che poi, in seguito all'esame della documentazione,
rinunciano al mandato e non emettono alcuna fattura o simbolicamente chiedono
una cifra forfettaria di fr. 300.–”, ha accolto la petizione dell' attore, ritenendo
fondata la sua richiesta di ottenere il saldo della propria nota d'onorario;

 

                                  che nel loro scritto del 9
settembre 2013 i reclamanti ribadiscono la propria versione dei fatti,
chiedendo che “vengano debitamente considerate nel contesto del presente
reclamo le osservazioni già inoltrate dai sottoscritti nel corso della
vertenza” e contestano “il concetto che si possa fatturare al cliente l'analisi
di un mandato atto ad una preliminare valutazione di accettazione o di rifiuto
di un mandato quando tale mandato viene unilateralmente revocato da parte dello
studio di avvocatura senza un'entrata in materia, cioè senza prestazioni di consulenza
in quanto tale”;

 

                                  che a prescindere dal fatto che
il rinvio ad atti di procedura anteriori, in concreto alle osservazioni al
Giudice di pace, non è sufficiente a motivare un reclamo, i reclamanti non
formulano una sola critica nei confronti della decisione del Giudice di pace,
in particolare non pretendono che questi avrebbe accertato in modo
manifestamente errato i fatti o avrebbe applicato in modo errato il diritto; 

 

                                  che di conseguenza questa Camera
è nell'impossibilità di individuare e giudicare i presupposti per un eventuale
annullamento della decisione impugnata (Trezzini,
op. cit., art. 321 pag. 1411 e art. 311 pag. 1367; Jeandin: in: Code
de procédure civile commenté, Basilea 2011, n. 5 ad art 321),
donde l'irricevibilità del reclamo;

                                

                                  che altri avvocati rinuncino a
fatturare il primo colloquio con il cliente nel caso in cui il mandato poi non
si concretizzi è possibile, ma i reclamanti non indicano alcuna norma che
avrebbe imposto all'istante una simile condotta; 

                                  che, per di più, dalla
documentazione agli atti non si può ritenere che il legale si sia limitato a
valutare l'accettazione o meno del mandato, avendo egli proceduto a una
disamina giuridica, ancorché sommaria, del caso senza che dalla e-mail del 14 novembre
2011 si evinca una rinuncia dell'incarico, tale scelta incombendo ai clienti
(doc. G); 

 

                                  che, in circostanze del genere,
il reclamo può essere deciso in virtù dell'art. 48b lett. a n. 2 LOG; 

 

                                  che le spese giudiziarie
seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), ma le circostanze del caso
specifico inducono a rinunciare – eccezionalmente – a ogni prelievo, i reclamanti
essendo sprovvisti di cognizioni giuridiche e avendo agito senza l'ausilio di
un patrocinatore (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC);

 

                                  che non si pone problema di
indennità alla controparte, alla quale il reclamo non è stato notificato per
osservazioni.

 

Per questi motivi, 

 

decide:                 1.  Il reclamo è irricevibile.

 

                             2.  Non si prelevano spese giudiziarie.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –e;
  

  –.
  

   

  

                                  Comunicazione alla Giudicatura di
pace del circolo di Lugano Ovest.

 

Per
la Camera civile dei reclami del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                 La vicecancelliera

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle cause di carattere pecuniario che non raggiungono il valore
litigioso di almeno 30 000 franchi (o almeno 15 000 franchi nelle controversie
in materia di diritto del lavoro e di locazione), è ammissibile, entro trenta
giorni dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti
dagli art. 95 a 98 LTF (art. 72 e 74 LTF), solo se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamen­tale (art. 74 cpv. 2). La
legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere
è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.