# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 217906f7-9aab-5593-ae29-7df77caa6079
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-01-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.01.2000 INC.1999.54603
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-1999-54603_2000-01-28.html

## Full Text

N. 546.99.3 R                                                          Lugano,
28 gennaio 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

sedente per statuire sull'istanza
formulata in data 18 gennaio 2000 dal

 

 

Procuratore Pubblico avv.
__________             

 

 

tendente ad ottenere la proroga
della detenzione preventiva cui è astretto

 

 

__________                      detenuto presso PCT
"La Stampa", Lugano-Cadro

(patrocinato dal difensore
d'ufficio avv. __________)

 

 

sino e compreso il prossimo 9
luglio 2000;

 

 

lette le osservazioni 27 gennaio
2000 formulate dalla patrocinatrice dell'accusato che evidenzia come da mesi
__________ non venga interrogato da tempo e come appaia necessario procedere
celermente per ottenere nei tempi più ristretti la decisione di merito del PP
al fine di evitare (per la disgiunzione dei procedimenti contro altri
coaccusati) violazione dei diritti della difesa. L'accusato si oppone quindi
all'istanza rispettivamente postula accoglimento della stessa per un periodo di
tempo decisamente più breve di quanto chiesto dal magistrato d'accusa;

 

letti gli atti considerato

 

 

in fatto ed in
diritto

 

1.

 

Nei confronti di __________
(detto __________) il PP avv. __________ ha emanato, il 27 novembre 1998, un
ordine di arresto per infrazione alla LF sugli Stupefacenti. Il nome
dell'accusato era infatti emerso in un'inchiesta di polizia denominata
__________. In quel procedimento penale diversi acquirenti di cocaina avevano
fornito il nome di __________, indicandolo come un fornitore della piazza.

 

__________ è stato arrestato il 9
agosto 1999 nell'ambito dell'inchiesta denominata __________, rispettivamente
sue derivazioni, siccome ritenuto colpevole di avere venduto ad __________, a
Lugano, 2 kg. di cocaina. Egli è stato inoltre trovato in possesso di un
passaporto venezuelano fasullo ed è stato accusato di ripetuta entrata
illegale. Unitamente a __________ è stata arrestata la coppia __________
(__________e __________).

 

 

 

 

 

L'incarto trasmesso dal PP a
questo giudice in uno con l'istanza in discussione contiene un Rapporto
d'inchiesta di polizia giudiziaria del 16 novembre 1998 relativo all'inchiesta
__________, l'ordine di arresto 27 novembre 1998 del PP avv. __________
conseguente al citato rapporto, il Rapporto di arresto 10 agosto 1999 con la
richiesta di conferma dell'arresto e copia del verbale di conferma
dell'arresto. L'incarto contempla poi, per quanto riguarda personalmente
__________, la verbalizzazione resa dall'accusato alla Polizia (del 19 agosto
1999) nonché due verbalizzazioni rese al magistrato (la prima dinanzi alla PP
avv. __________ del 20 agosto 1999 e la seconda resa al PP avv. __________ del
17 novembre 1999). Da tale data l'accusato non risulta più essere stato
interrogato. Gli atti relativi all'accusata __________ contemplano
verbalizzazione a confronto tra __________ e __________ (del 10 settembre
1999).

 

Come rilevabile dall'istanza di
cui si tratta a carico di __________ il PP avv. __________, che è subentrato
nella trattazione del procedimento alla collega avv. __________, ritiene il
trasporto e la vendita di almeno 650 grammi di cocaina tra gli inizi del 1997
ed il febbraio 1998 in correità con i coniugi __________ e __________,
l'importazione in Svizzera di 200 grammi di cocaina contenuti in 48 ovuli
(secondo l'accusato di 5 gr cadauno), il tentativo di importazione in Svizzera
di 1 kg di sostanza stupefacente (cocaina) dal Venezuela con __________
rispettivamente il tentativo di importazione di analogo quantitativo della
medesima sostanza con __________ ed i coniugi __________ (sostanza sequestrata
al trasportatore svizzero a Caracas).

 

 

2.

 

Con istanza 20 gennaio 2000 il PP
avv. __________ chiede la proroga della detenzione preventiva cui è astretto
__________, prossima alla scadenza, per ulteriori 5 mesi. A fondamento della
richiesta il magistrato evidenzia i gravi e concreti indizi di colpevolezza, in
uno con esigenze istruttorie essendo necessario procedere a verbalizzazioni a
confronto con altre persone coinvolte nelle indagini, attendere il Rapporto
preliminare di polizia giudiziaria, e quindi provvedere al deposito degli atti
nonché alla formale chiusura dell'istruttoria. Per il magistrato d'accusa a
carico di __________ va ritenuto un concreto rischio di fuga e di recidiva
oltre alle necessità istruttorie di cui è cenno.

 

Dal canto suo la difesa
dell'accusato evidenzia come dal novembre 1999 __________ non venga sentito e
come i verbali a confronto cui accenna il PP non siano stati né specificati né
venga indicato che per la loro acquisizione vi siano difficoltà particolari. In
sostanza l'istanza del PP appare generica, lede il principio di celerità e di
proporzionalità e rischia di cagionare all'accusato un importante danno
nell'esercizio dei suoi diritti di difesa poiché risulta già stato emanato, a
carico di altri coaccusati, l'atto d'accusa sicché __________ rischia di essere
processato in epoca successiva e con "verità processuali" di altri
già acquisite. La difesa chiede quindi di limitare all'osso la proroga.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3.

 

In diritto, come rammentato nella
decisione 13 gennaio 2000 relativa allo stesso accusato, la materia è retta
dall'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito dalla revisione
parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del
principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al
cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel
contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali i bisogni
dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di recidiva (senza dimenticare
che l'arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai
bisogni dell'istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell'accusato al
processo e a garantire l'eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323
consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in
re A.H., 1P 477/1993, consid. 3). L'eccezione della cautelare privazione della
libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di
diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3), in corrispondenza ed a
superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi
penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il
rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413;
DTF 102 Ia 381).

 

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della  libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice,
come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione
all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Nel caso di specie sono dati
manifestamente tutti gli elementi giustificanti la detenzione preventiva
dell'accusato ed anche per concedere una proroga della stessa così come
richiesto dal PP, il quantum della proroga verrà invece discusso sub. 5.

 

 

4.1. Gravi e concreti indizi
di colpevolezza

 

La condizione legale è
manifestamente data e gli indizi si riferiscono a fatti di oggettiva importanza
posti in atto da persona apparentemente recidiva per reati analoghi (cfr. sub.
4.4). __________ ha, in parte almeno, ammesso sue responsabilità in importanti
traffici di sostanze stupefacenti. A suo carico vi sono poi le ammissioni di
correi (__________) che costituiscono chiamate in correità.

 

 

4.2. Necessità istruttorie

 

Il magistrato d'accusa pone
l'accento sulla necessità di procedere a verbalizzazioni a confronto. Si tratta
di esigenza, genericamente indicata, che da sola non basta a giustificare il
mantenimento della detenzione preventiva, neppure se accompagnata dalla
necessità di attendere il Rapporto preliminare di polizia rispettivamente per
ossequiare il deposito degli atti e raccogliere, semmai, eventuali prove a
scarico offerte dalla difesa.

 

 

 

 

 

 

Lo stadio della procedura appare
decisamente avanzato ed i tempi vuoti dell'istruttoria, durante i quali
__________ non è stato interrogato, non sono motivati dal magistrato
inquirente. Il PP, nell'istanza in discussione, indica come necessario
procedere alla stesura di verbali finali (ma di chi? dell'accusato od anche di
terzi? e quali terzi?) nonché la stesura di verbali a confronto (ma confronto
tra l'accusato e chi? unicamente viene indicato il nominativo della signora
__________. Quali verbali a confronto vanno esperiti prima del pubblico
dibattimento e quali invece possono essere rimandati al processo?). Per il PP
non può essere sottovalutato il rischio di inquinamento probatorio: ma non
viene specificato con chi, con quali altri accusati o nei confronti di quali
testi potrebbero essere poste in atto pressioni, non viene indicato chi è stato
già liberato ed è coinvolto nelle medesime indagini dell'accusato (e che
potrebbe essere oggetto di collusione), su quali punti le versioni di chi deve
ancora essere sentito a confronto sarebbero divergenti, e, soprattutto, come
mai le divergenze non sono state chiarite in epoca precedente e quali
impedimenti vi ostavano. L'istanza appare su questo aspetto, e di riflesso
anche sulla motivazione della durata della proroga, particolarmente carente.
Non possono essere allora ritenuti un rischio di collusione e di inquinamento
delle prove per motivare il perdurare della detenzione preventiva cui è
astretto l'accusato.

 

 

4.3. Rischio di fuga

 

Il pericolo
di fuga, per giustificare la carcerazione preventiva, deve essere concreto e
rivestire il carattere di una certa probabilità: in altri termini si ammette
siffatto pericolo quando l’accusato, fosse posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale e all’esecuzione della
pena. La gravità della presumibile pena, di per sé, non basta a motivare la
carcerazione preventiva; piuttosto, l’insieme delle circostanze, quali il
carattere dell’interessato, la sua morale, i suoi legami familiari, l’assenza
di un domicilio fisso, la sua professione, la sua situazione finanziaria e le
sue risorse economiche, deve essere valutato e vanno accertati motivi concreti
che rendano la fuga non solo possibile, ma probabile (così verbatim DTF
19 gennaio 1999 in re G.S., consid. 5a p. 7-8, con rinvio a DTF 117 Ia 69
consid. 4 e ad altra sentenza di imminente pubblicazione).

__________ è accusato di grave
infrazione alla LFStup., ripetuta nel tempo e riferita ad un quantitativo
decisamente rilevante di cocaina. L'accusato non ha, con il nostro territorio
nazionale, legame alcuno. Egli è venuto qui in Ticino unicamente per commettere
gli atti che gli vengono rimproverati. __________, in caso di giudizio di
condanna, rischia una forte pena detentiva ciò che accresce particolarmente il
rischio che - se liberato - egli certamente preferirebbe sottrarsi al procedimento
in corso ed alla verosimile espiazione della pena. Va quindi ammesso un grave e
serio rischio di fuga tale da giustificare il mantenimento della detenzione
preventiva per il periodo che verrà specificato sub. 5.

 

 

4.4. Rischio di recidiva

 

Per poter ritenere un rischio di
recidiva occorre che l'accusato possa, con verosimiglianza, delinquere
nuovamente e costituire così un rischio per la società. Al fine di ammettere un
rischio di recidiva la possibilità di ricaduta deve essere concreta (DTF 105 Ia
31) e risultare da una valutazione dell'insieme delle circostanze, tra cui i
precedenti, il comportamento in istruttoria, la personalità, la costituzione
fisica e soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati (Luvini,
REP 1989 p. 287 ss; Piquerez n.1186/7). In particolare, tenendo anche conto del
tempo trascorso dalla cessazione della attività criminosa, il rischio di
recidiva sarà più facilmente 

 

 

 

ammesso quando l'accusato sia un
delinquente abituale o uno squilibrato, più difficilmente quando si sia reso
colpevole di un solo reato o di più reati concentrati in un breve lasso di
tempo (Luvini con rif. a STF 12.8.81 consid. 5 in re C.).

Occorre quindi fondarsi su
circostanze concrete che rendano l'eventualità della reiterazione assai
verosimile, rispettando così anche in tal modo il criterio di proporzionalità e
senza dimenticare l'effetto deterrente del procedimento penale.

 

L'esame del rischio di recidiva
ritenuto dal magistrato d'accusa non si impone in questa sede visto quanto
precede. Va qui evidenziato come l'incarto trasmesso a questo giudice non
contempli i precedenti (nel senso delle precedenti condanne e quindi
dell'estratto del casellario giudiziale, agli atti esistendo unicamente
l'estratto svizzero che non riporta condanne). Nel classificatore prodotto è
contenuto un foglio intestato "Precedenti" cui segue il rapporto 16
novembre 1998 e l'ordine di arresto 27 novembre 1998 del PP avv. __________.
Dagli atti si evince un arresto di __________ a New York del 14 novembre 1991
per "drug offenses" con successiva liberazione dell'accusato il 22
ottobre 1992 a seguito di condanna negli USA. Il dato non è confortato da altri
elementi. La questione può comunque essere lasciata irrisolta.

 

 

5.

 

Resta da esaminare la
proporzionalità della detenzione preventiva sin qui subita e quella ancora
prevedibile per terminare l'istruttoria e giungere al processo. Si può allora
fare ampio riferimento alla decisione Giar 25 maggio 1999 in re R. (991.98.10):

 

"Giusta l’art. 102
cpv. 2 CPP la durata del carcere preventivo durante l’istruzione formale può
essere di sei mesi; tale termine può essere convenientemente prorogato (art.
103 CPP).

La prassi del Tribunale
federale ha comunque stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del
carcere preventivo deve comunque obbedire al principio della proporzionalità,
stando al quale la durata dipende anche dalle circostanze concrete, in
particolare, dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento
dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b)."

 

Nel concreto caso la fattispecie
oggetto d'istruttoria appare complessa, coinvolge più situazioni, e la
prevedibile pena - in caso di giudizio di condanna - appare elevata per i
quantitativi di droga trattati ed anche per il ripetersi delle ipotizzate
violazioni della legge che disciplina la materia. La misura chiesta dal PP,
ossia cinque mesi di proroga della detenzione preventiva, di primo acchito (e
nell'ottica dei principi scaturiti dalla giurisprudenza citata) appare - in uno
con la detenzione preventiva sin qui subita e quella prevedibile per giungere
alla celebrazione del processo - comunque inferiore alla prevedibile pena in
caso di giudizio di condanna. In realtà i cinque mesi di proroga auspicati dal
magistrato d'accusa violerebbero il principio della celerità dell'istruttoria
che vede coinvolte persone in stato di detenzione preventiva ed in definitiva
il  principio di proporzionalità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Pur trattandosi di inchiesta
complessa che vede coinvolte numerose persone e con fatti spesso intrecciati
tra loro e non facili da districare, in particolare __________ appare coinvolto
nelle inchieste __________ rispettivamente __________ e __________, non può
essere sottaciuto come, a distanza di quasi sei mesi dall'arresto, l'accusato
risulti essere stato interrogato ben poche volte, e non sia più stato sentito
dal novembre 1999.

 

L'ultima verbalizzazione resa al
PP è, tra l'altro, di molte settimane successiva al precedente interrogatorio.
Il magistrato d'accusa non giustifica minimamente il suo ritardo e i notevoli
intervalli di tempo tra un interrogatorio e l'altro. Non viene specificato,
nella richiesta di proroga, quali verbalizzazioni sarebbero ancora necessarie,
quali confronti sarebbero ancora auspicabili, i motivi per i quali questi
confronti non hanno potuto essere svolti in epoca precedente, quali difficoltà
pratiche, tecniche o d'inchiesta (ed in che modo) hanno imposto di ritardare
l'acquisizione degli elementi probatori a carico di __________.

 

Nella sua istanza il PP si sforza
unicamente di indicare l'esistenza di concreti e validi elementi indizianti i
reati ritenuti contro l'accusato. L'esistenza di detti indizi, pur seri e
rilevanti un traffico di stupefacenti di ampia portata e ripetuto nel tempo, da
solo non basta e non giustifica il perdurare in carcere di una persona.
Inaccettabile appare poi motivare al Giar l'esistenza di necessità istruttorie
non specificate nel dettaglio ed in maniera palese e liquida affinché la difesa
possa prendervi posizione. Non appare certo compito del Giar quello di
esaminare nel dettaglio l'incarto per sostituirsi al PP nella valutazione delle
necessità istruttorie non conclamate e quindi valutarle. I PP, nelle istanze
come quella in discussione, non possono e non devono contentarsi di argomentare
con frasi del tipo "In considerazione delle divergenze esistenti tra le
versioni dei fatti rese dai diversi coimputati occorrerà … esperire …
contraddittori". Ciò appare del tutto inaccettabile. Il magistrato d'accusa
deve precisare, in un contesto comunque ampio e complesso come quello in
discussione, quali divergenze debbano essere chiarite mediante verbalizzazione
a confronto, quali altri coaccusati debbano essere sentiti ancora nella fase
predibattimentale e quali invece i confronti che possono essere lasciati al
momento del pubblico dibattimento. Il PP appare quindi estremamente vago
nell'indicare quali atti istruttori appaiono ancora necessari per giungere alla
chiusura dell'istruzione, ritenuto che la semplice attesa del Rapporto
preliminare di polizia giudiziaria non basta a giustificare una proroga e
tantomeno una proroga di 5 mesi.

 

Questo giudice ritiene qui la
necessità per il PP di procedere alla raccolta di verbali di interrogatorio
finali (vista l'assenza di specifica si ritiene che gli stessi debbano
riferirsi all'accusato, non più interrogato da oltre 2 mesi), reputa necessario
per il PP procedere al deposito degli atti, e - prima - ritiene necessario
(vista l'assenza di indicazioni ed argomentazioni da parte del magistrato)
verbale a confronto con __________ (nell'istanza viene indicata una divergenza
circa i quantitativi ammessi dai due accusati).

 

Per procedere a queste
incombenze, riservata la possibilità per la difesa di postulare l'acquisizione
di complementi istruttori, appare utile non più di un mese e mezzo. Per tale
motivo, nell'ottica del rispetto del principio di proporzionalità, la
detenzione cui è astretto l'accusato va prorogata di quaranta giorni, ossia
sino e compreso il prossimo 20 marzo 2000. Invito è rivolto qui al PP a volere
condurre con la massima celerità possibile le indagini ancora occorrenti ed a
volere emanare la decisione di sua competenza nei tempi il più 

possibile ristretti affinché
l'accusato possa giungere a processo nei tempi più contenuti.

 

 

 

 

 

 

6.

 

Visto quanto precede l’istanza di
proroga della detenzione preventiva va solo limitatamente accolta con il
presente giudizio, esente da spese e soggetto ad impugnativa alla Camera dei
ricorsi penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

 

Pqm, visti le norme procedurali
citate e gli artt. 284 e segg. CPP;

 

 

decide:

 

 

1.     
L'istanza di proroga di cui in ingresso è parzialmente accolta.

 

 

Di conseguenza
la detenzione preventiva cui è astretto __________ è prorogata sino e compreso
il prossimo 20 marzo 2000.

 

 

2.     
Non si percepiscono tasse e spese.

 

 

3.     
Avverso la presente decisione è data facoltà di ricorso alla Camera dei
Ricorsi penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

 

4.     
Intimazione:

-         
all'accusato, per il tramite del difensore avv. __________;

-         
all'avv. __________, personalmente;

-         
ed al PP avv. __________, con gli atti trasmessi di ritorno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                           giudice
__________