# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6d03a94d-6c4d-5ee0-b1c0-897d127f1431
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.10.2008 D-2903/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2903-2008_2008-10-21.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2903/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 1  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bruno Huber;
cancelliere Carlo Monti.

A._______, Mongolia,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 aprile 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2903/2008

Fatti:

A.
Il  3  marzo  2008,  l'interessata  ha  presentato  domanda  d'asilo  in 
Svizzera.  Ha  dichiarato  che  una  signora  di  nome  B._______  gli 
avrebbe offerto un posto di lavoro come badante in Cina, motivo per il 
quale  l'interessata  si  sarebbe recata  ad Ereen,  dove,  però,  sarebbe 
stata trattenuta in un albergo e costretta a prostituirsi. In seguito, dopo 
la  sua  fuga  dalla  Cina,  l'interessata  avrebbe  incolpato 
infruttuosamente  la  signora  B._______. L'interessata  avrebbe  quindi 
lasciato la Mongolia, per il timore d'essere uccisa.

B.
Il 25 aprile 2008, l'UFM non è entrato nel merito della domanda d'asilo 
ai  sensi  dell'art. 34 cpv. 1  della  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998 
(LAsi, RS 142.31). Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allontanamento 
dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso 
il  suo Paese d'origine,  ossia la  Mongolia,  siccome lecita,  esigibile  e 
possibile.

C.
Il 2 maggio 2008, l'interessata ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della decisione 
impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito e, in  via  sussidiaria,  la concessione 
dell'ammissione  provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  spese 
processuali.

D.
Il  14  maggio  2008,  il  TAF  ha  considerato  nella  sua  decisione 
incidentale il gravame siccome privo di probabilità d'esito favorevole ed 
ha respinto la summenzionata domanda d'esenzione dal versamento 
di un anticipo equivalente alle spese processuali. Ha quindi invitato la 
ricorrente  a  versare  un  anticipo  di  fr.  600.-  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali, con comminatoria d'inammissibilità del 
ricorso in caso di mancato versamento di detto anticipo.

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E.
Il 21 maggio 2008, la ricorrente ha tempestivamente versato l'anticipo 
richiesto.

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art. 31  e  art. 33 lett. d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  [LTAF, RS 173.32], 
art. 105 LAsi  e  art. 83 lett. d  della  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
V'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità  di  cui  all'art. 48 cpv. 1  e  all'art. 52  della 
legge federale sulla  procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968 
(PA, RS 172.021) nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art. 33a cpv. 2 PA,  applicabile  per  rimando  del-
l'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua 
della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio federale ha inserito la Mongolia nel novero dei Paesi sicuri 
con decreto  del  28 giugno 2000. Dall'altro  lato,  non ha ritenuto  che 
emergessero  dalle  carte  processuali  degli  indizi  d'esposizione 
dell'interessata a persecuzioni in  caso di  rientro in  patria. L'UFM ha 
inoltre considerato come in più punti vaghe, stereotipate, inattendibili e 
contraddittorie  le  allegazioni  della ricorrente.  In  particolare,  ha 
evidenziato  che  durante  l'audizione  sulle  generalità  l'insorgente 
avrebbe  dichiarato  d'essere  stata  sequestrata  insieme  al  suo 

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compagno,  portati  in  una  stanza  a  lei  ignota  e  picchiata,  mentre  in 
occasione della  seconda audizione avrebbe affermato di  non essere 
mai  stata  picchiata  durante  la  sua  prigionia.  Inoltre,  in  occasione 
dell'audizione  sulle  generalità,  l'insorgente  avrebbe  affermato  che, 
nella seconda sera di appostamento davanti alla caffetteria e dopo il 
fermo della signora B._______ da parte degli ufficiali di polizia, lei ed il 
suo  ragazzo  sarebbero  tornati  a  casa.  Invece,  durante  l'audizione 
federale diretta, la ricorrente avrebbe allegato che, dopo l'arresto della 
signora B._______, due poliziotti  l'avrebbero accompagnata assieme 
al suo compagno al posto di polizia per firmare un documento. Infine, 
l'UFM ha ritenuto le allegazioni della ricorrente come non verosimili.

5.
Nel ricorso, l'insorgente ha allegato, in sostanza e per quanto è qui di 
rilievo,  d'essere  stata  pure  violentata  in  occasione  del  sequestro. 
Inoltre, ha dichiarato di non essersi contraddetta e di avere parlato in 
entrambe le audizioni diffusamente del fatto di essere stata picchiata e 
violentata.  Peraltro,  non  si  sarebbe  contraddetta,  a  suo  avviso, 
nell'audizione  per  non  avere  menzionato  di  avere  firmato  dei 
documenti al posto di polizia, dopo il fermo della signora B._______, in 
quanto le era stato comunicato di descrivere in modo sommario i suoi 
motivi  d'asilo,  giacché  avrebbe  potuto  fornire  tutti  i  dettagli  nella 
seconda  audizione.  Per  di  più,  la  ricorrente  ha  asserito  che,  dopo 
esser  stata  visitata da un medico,  quest'ultimo le  avrebbe prescritto 
delle  cure  per  le  conseguenze  fisiche  delle  violenze  che  avrebbe 
subito. Infine, l'insorgente ha allegato di volere inoltrare al più presto 
una  copia  dell'articolo  di  giornale  in  cui  sarebbe  pubblicata  la  sua 
intervista, con il suo nome e cognome nonché la sua storia, per poter 
ulteriormente provare il suo racconto.

6.

6.1 Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda 
d’asilo se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

6.2 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione  d’assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese.  Incombe  al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

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6.3 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili  all'agire  umano  (Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 
2003 n. 18).

7.

7.1 Questo  Tribunale  osserva  che  siccome  il  Consiglio  federale  ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

7.2 Nella  fattispecie,  la  ricorrente  non è  riuscita,  per  quanto  attiene 
alla sua situazione personale, ad invalidare la presunzione d'assenza 
di  persecuzione,  ritenuto  segnatamente  che  dagli  atti  di  causa  non 
emergono  indizi  di  persecuzione.  In  particolare,  il  TAF  rileva  che 
l'insorgente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le allegazioni decisive 
in materia d'asilo s'esauriscono, infatti,  in mere affermazioni di  parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere  rimandato  (art.  109  cpv.  3  LTF  in  relazione  all'art. 6  LAsi, 
all'art. 37  LTAF  ed  all'art. 4  PA).  Per  di  più,  giova  rilevare  che  la 
ricorrente ha effettivamente negato d'esser stata picchiata durante la 
sua prigionia, in occasione della seconda audizione (cfr. audizione del 
15 aprile  2008 pag. 10). Peraltro, non soccorre l'insorgente neanche 
l'allegazione,  secondo  la  quale  nella  prima  audizione  non  avrebbe 
menzionato di  aver firmato dei  documenti  al  posto di  polizia  dopo il 
fermo della signora B._______, giacché le era stato detto di descrivere 
in modo sommario i suoi motivi d'asilo. Infatti, nella stessa audizione, 
la ricorrente ha descritto in modo dettagliato la sua storia e a nessun 
punto  sembra  esser  stata  richiamata  al  proposito  (cfr. audizione 
dell'11 marzo 2008 pag. 4 e segg.). Quindi non v'è ragione per cui la 
stessa  non  avrebbe  potuto  menzionare  anche  questo  fatto.  Inoltre, 
questo Tribunale rileva che secondo gli atti processuali l'insorgente ha 
ottenuto dei farmaci contro la cistite, in data 14 marzo 2008, mentre, il 
21  marzo 2008,  è  stata  trasportata  in  ospedale  per  accertamenti  e 

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rilasciata  lo  stesso  giorno  con  prognosi  di  cistite  sintomatica  e 
sospetta  vaginite. Pertanto,  il  TAF non considera  comprovato  il  fatto 
che la malattia della ricorrente sia dovuta ai presunti stupri subiti, visto 
che  i  documenti  presenti  nell'incartamento  non  si  esprimono  in  tal 
senso. Infine, va rilevato che l'insorgente non ha ancora presentato in 
sede di ricorso la copia dell'articolo di giornale, evocata nel gravame. 
Per sovrabbondanza,  anche la  rappresentante del  Soccorso operaio 
svizzero (SOS) ha sostenuto che non sono credibili i motivi d'asilo fatti 
valere dalla ricorrente. Quando precede non può che convalidare, agli 
occhi  di  questo  Tribunale,  la  fondatezza  della  conclusione  dell'UFM 
circa  l'inverosimiglianza  delle  allegazioni  della  ricorrente.  Per 
conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  non  sussistono 
indizi di persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi.

8.

8.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  della  ricorrente  in  Mongolia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) od esporre la ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

8.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

8.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non imputabili  all'agire  umano. La 
ricorrente è giovane, ha una certa esperienza professionale e non ha, 
altresì, preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di salute che 
possano giustificare un'ammissione provvisoria  (v. sulla problematica 

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GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa 
emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera 
per  motivi  medici.  In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha 
rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una 
prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per  la 
ricorrente  di  un  adeguato  reinserimento  sociale  nel  suo  Paese 
d'origine.

8.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). La 
ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

9.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

10.
La  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

11.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per  le  ragioni  indicate  al  considerando  8  del  presente  giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 
dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

12.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

13.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  della  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 

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spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del  21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). Esse sono computate 
con  l'anticipo  spese,  di  fr.  600.-,  versato  dall'insorgente  il 
21 maggio 2008.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico della ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 600.-, versato il  21 maggio 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Comunicazione a:

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione Dimora e aiuto al ritorno (in copia, n. di rif. 

N )
- C._______ (in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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