# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 205571d7-3376-5e5d-a36a-733d9d2eb64b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-09-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.09.2014 32.2013.184
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2013-184_2014-09-02.html

## Full Text

CO 1O 1accomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  32.2013.184

   

  BS/sc

  	
  Lugano

  2 settembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 16 ottobre 2013 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 settembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1 

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1958, precedentemente attivo nel commercio d’olio di oliva, nel mese
di dicembre 2010 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti
indicando, quale danno alla salute, una depressione (doc. AI 7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici necessari, tra cui una perizia psichiatrica a cura del
CPAS (Centro peritale delle assicurazioni sociali) ed una valutazione internista
eseguita dal dr. __________, attivo presso il SMR (Servizio medico dell’AI), ritenendo
l’assicurato abile al 20% in attività adeguate, con tre decisioni dell’11
luglio 2012 (preavvisate il 18 aprile 2012) l’Ufficio AI, dopo aver proceduto
al consueto raffronto dei redditi, ha riconosciuto il diritto ad un quarto di
rendita dal 1° luglio 2011 (doc. AI 38 e 41).  

 

                               1.2.
  Avviata d’ufficio nell’agosto 2012 una procedura di revisione, l’amministrazione
ha ordinato l’esecuzione di una perizia pluridisciplinare eseguita dal SAM
(Servizio di accertamento dell’AI). Tenuto conto del rapporto 14 maggio 2013 di
detto servizio – che ha ritenuto l’assicurato abile al lavoro nella misura del
65% per l’attività da ultimo esercitata come in altre attività salariate –, e del
rapporto 18 maggio 2013 del consulente in integrazione professionale, con
decisione 13 settembre 2013, preavvisata il 16 maggio 2013, l’amministrazione
ha soppresso la rendita con effetto al 30 ottobre 2013 (fine del mese successivo
all’intimazione della decisione), togliendo l’effetto sospensivo ad un eventuale
ricorso. 

 

                               1.3.   Contro
la succitata decisione l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha interposto
il presente ricorso chiedendone l’annullamento ed il rinvio degli atti
all’Ufficio AI per l’espletamento di accertamenti medici. Contesta la valutazione
medica-teorica eseguita dall’amministrazione, sostenendo che la stessa non
rispecchi l’attuale situazione.

 

                              1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso. Esaminata
la documentazione medica prodotta con il ricorso, l’amministrazione rileva un
peggioramento delle condizioni di salute successivo alla decisione contestata
che non può essere preso in considerazione nella presente procedura, ma semmai
fatto valere tramite una seconda domanda di prestazioni.  

 

                               1.5.   Il
22 ottobre 2013 l’insorgente sostiene invece che tale peggioramento risale a
prima della pronunzia impugnata.

 

                                      

considerato                    in
diritto                        

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008 e giurisprudenza ivi citata).                                  

                                         Nel merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se l’Ufficio AI ha correttamente soppresso in via di
revisione il quarto di rendita di spettanza di RI 1.

                                      

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité,
in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale
Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46). Secondo l'art. 28 cpv. 2
LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno
al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe,
dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi
essere determinato dal raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la
giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 pag. 84).

                               2.4.   Se il grado d'invalidità del beneficiario della rendita subisce
una modifica, che incide in modo rilevante sul diritto alla rendita, questa
sarà, per il futuro, aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,
d’ufficio o su richiesta (art. 17 cpv. 1 LPGA).

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibile di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione
giusta l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano
subito una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid.
1a; vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste
sostanzialmente invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi
dell’art. 17 LPGA (DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Per
stabilire in una situazione concreta se vi sia motivo di revisione, da un punto
di vista temporale vanno in particolare paragonati i fatti esistenti al momento
della decisione formale iniziale con quelli esistenti nell’istante della
pronuncia della nuova decisione (DTF 130 V 351 consid. 3.5.2; cfr. anche DTF
133 V 108). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a
confermare una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts
zum IVG, 2010, p. 379).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole
(art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di
revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di
una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC
1984 p. 137).

 

                               2.5.   Nell’ambito
della revisione, l’Ufficio AI ha ordinato nella fattispecie in esame una
perizia multidisciplinare a cura del SAM. Dal referto datato 14 maggio 2013
(doc. AI 55) risulta che i periti hanno fatto capo a tre consultazioni specialistiche
esterne, di natura reumatologica (dr. __________), psichiatrica (dr.ssa __________)
e neurologica (dr. __________).  

                                         Sulla
base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno dell’insorgente
presso il citato centro, i periti hanno posto le seguenti diagnosi:

 

" 
(…)

 

6.1 Diagnosi con influenza sulla capacità lavorativa

Diagnosi reumatologica

 

Sindrome lombovertebrale cronica con:

 

     -     discopatia L4-L5 con piccola fissura mediale
dell'anulo fibroso,

     -     scoliosi dorsale di media importanza,

     -     disturbo di percezione ed elaborazione del
dolore.

 

Diagnosi psichiatrica

 

Sindrome ansiosa situazionale (ICD-10 F 41.9).

 

6.2  Diagnosi senza influenza sulla capacità
lavorativa:

 

Fissura anale cronica.

 

Stato dopo ernioplastica inguinale ds., 1981.

 

Stato dopo tonsillectomia, 1964. (…)" (doc. AI
55/27)

 

                                         Accertato
come dal punto di vista neurologico non sussista alcuna inabilità lavorativa, in
merito alle altre affezioni i periti hanno rilevato:

 

" 
(…)

La patologia reumatologica (sindrome lombo
vertebrale cronica) giustifica unicamente un'incapacità lavorativa dell'ordine
del 20% nella attività pesanti od in attività che richiedono movimenti molto
ripetitivi con il tronco o posizioni statiche molto prolungate, senza la
possibilità di sgranchirsi di tanto in tanto. Per l'attività commerciale svolta
dall'A. negli ultimi anni come pure per le attività svolte in precedenza nel
ramo alberghiero ed anche per quella di pilota d'aereo, la patologia
reumatologica non giustifica nessuna incapacità lavorativa. Il sospetto
diagnostico di sindrome somatoforme da dolore persistente avanzato dal Dr. med.
__________ non trova conferma nella valutazione psichiatrica. La valutazione
della capacità lavorativa formulata dal Dr. med. __________ si discosta nettamente
da quella effettuata in precedenza dal medico del Servizio Medico Regionale Dr.
med. __________ in giusto 2011.

Secondo il nostro consulente Dr. med. __________, l'A.
non ha mai presentato una patologia in ambito reumatologico che giustificasse
un'incapacità lavorativa per le professioni precedentemente svolte,
considerando il quadro clinico piuttosto dominato da segni comportamentali.

La patologia psichiatrica (sindrome depressiva
moderata, ICD-10 F 39) comporta un'incapacità lavorativa del 35%, intesa come
diminuzione del rendimento per il normale tempo di lavoro, da inizio 2012. Per
il periodo precedente, fa stato la valutazione peritale della Dr.ssa med. __________
del maggio 2011. La nostra consulente considera che da inizio 2012 sia
subentrato un miglioramento dello stato psichico dell'A., che lo ha indotto ad
interrompere la presa a carico psichiatrica da marzo 2012 e successivamente
anche a sospendere la farmacoterapia antidepressiva. Da inizio 2012 lo stato
psichico è rimasto stabile, con prognosi a medio-lungo termine che resta
dubbia. Una presa a carico specialistica psichiatrica ed una terapia
farmacologica sono indicate. L'incapacità lavorativa del 35% (diminuzione
(diminuzione del rendimento per il normale tempo di lavoro) è valida per ogni
attività salariata. Per l'attività di casalingo, la patologia psichiatrica
comporta un'incapacità lavorativa del 255. (…)" (doc. AI 55/29)

 

                                         Essi
hanno pertanto concluso:

 

" 
(…)

Sulla base delle nostre constatazioni, riteniamo che
solo la patologia psichiatrica abbia un influsso sulla capacità lavorativa per
le professioni precedentemente esercitate dall'A., sino ad inizio 2012 nella
misura stabilita in ambito peritale dalla Dr.ssa med. __________ in maggio 2011
e da inizio 2012 nella misura del 35%, intesa come diminuzione del rendimento
per il normale tempo di lavoro. Non abbiamo invece riscontrato la presenza di
patologie somatiche che comportino un'incapacità lavorativa per tutte le
attività leggere a medio pesanti. La patologia reumatologica giustifica unicamente
un'incapacità lavorativa del 25% per le attività pesanti, che andrebbe in ogni
caso integrata con l'incapacità lavorativa dovuta alla patologia psichiatrica,
dando complessivamente un'incapacità lavorativa non superiore al 35% anche per
un'attività che comporta sforzi fisici importanti. Per l'attività di casalingo,
riteniamo giustificata un'incapacità lavorativa del 25%, per motivi psichiatrici.
(…)" (doc. AI 55/29-30)

 

                                         A
seguito del consulto tra gli specialisti in merito alla valutazione globale
dell’incapacità lavorativa, i medici del SAM hanno valutato l’assicurato, da fine
2012, abile al lavoro nella misura del 65% per l’attività da ultimo esercitata,
come in ogni attività salariata, precisando che l’incapacità lavorativa del 35%
è da intendersi quale diminuzione di rendimento nell’arco del normale tempo di
lavoro. Qualificando come dubbia la prognosi a medio-lungo termine, i periti
hanno ritenuto necessario che l’assicurato segua una cura specialistica psichiatrica
ed una cura farmacologica. 

 

                                         Tenuto
conto di un’incapacità lavorativa del 35%, l’Ufficio AI ha poi proceduto alla definizione
del reddito da valido e da invalido, dal cui raffronto non è risultata alcuna invalidità.
Da qui la soppressione della rendita. 

                                         

                               2.6.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente,
che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione
del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito siano ben
motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di
prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio
quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122
V 160 consid. 1c; in fine con rinvii).

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di
Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione invalidità, l'Alta Corte nella DTF
132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di
rendere una perizia, devono essere osservati i diritti di partecipazione
conferiti dall'art. 44
LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore
probatorio delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità
del processo e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376.

                                         Nella
DTF 137 V 210 il TF ha concluso che l'acquisizione delle basi mediche
per poter emettere una decisione attraverso perizie effettuate da istituti
esterni come i SAM nell'assicurazione invalidità svizzera, come pure il loro
utilizzo nelle procedure giudiziarie, è di per sé conforme alla Costituzione e
alla Convenzione europea (consid. 2.1-2.3). Contestualmente la nostra Massima
Istanza ha inoltre ritenuto necessario adottare dei correttivi tanto a livello
amministrativo (assegnazione a caso dei mandati; differenze minime delle
tariffe della perizia; miglioramento e uniformizzazione dei criteri di qualità
e di controllo e rafforzamento dei diritti di partecipazione; consid. dal 3.2
al 3.3, 3.4.2.6 e 3.4.2.9) quanto a livello dell’autorità giudiziaria (in caso
di accertata necessità di ulteriori chiarimenti, il Tribunale cantonale o il
Tribunale federale amministrativo devono per principio essi stessi ordinare una
perizia medica i cui costi sono posti a carico dell'assicurazione invalidità;
consid. 4.4.1.3, 4.4.1.4 e 4.4.2).

                                         Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).

                                         Va infine evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid.
3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)
e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria
non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Infine,
nella sentenza del 5 ottobre 2001 pubblicata in DTF 127 V 294 e seg., il TFA ha
fatto proprie le considerazioni esposte da Mosimann (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in cui questo
autore ha descritto in dettaglio i compiti del perito medico che deve
esprimersi sul carattere invalidante di un'affezione somatoforme.

                                         Secondo
Mosimann, in ambito psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi
secondo una classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità
dell'affezione. Il perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di
un'attività lucrativa da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto
di diversi criteri, quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e
quelle organiche croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale
profitto tratto dalla malattia, il carattere cronico della malattia, la durata
pluriennale della stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità
di ricorrere a trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole
deve essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri. 

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni
fornite dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele
molto dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di
grandi handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA 32.1999.124
del 27 settembre 2001, DTF 130 V 352 e STFA I 384/04 del 23 settembre 2004).

 

                               2.7.   Nell’evenienza
concreta, richiamata la suesposta giurispru- denza in materia di valore
probatorio di rapporti medici questo Tribunale non intravede ragioni che gli
impediscano di far proprie le conclusioni cui sono giunti i periti del SAM, i
quali hanno compiutamente valutato le differenti affezioni di cui l’assicurato
è portatore. Tenuto conto delle proprie valutazioni, essi sono giunti ad una
conclusione logica e priva di contraddizioni attestante, rispetto alla perizia
del CPAS del 2011, un miglioramento della patologia psichica.  

 

                                         Con
il presente ricorso l’insorgente in definitiva sostiene un peggioramento delle
condizioni di salute, allegando due atti medici:

 

·    rapporto 2 ottobre 2013 del dr. __________,
specialista in psichiatria e psicoterapia, il quale, dopo aver visto in due occasioni
l’assicurato (il 19 e 27 settembre 2013), ha proceduto ad un esame psichiatrico,
ponendo la diagnosi di sindrome depressiva grave (ICD 10 - F32.2) e valutando
un’incapacità lavorativa del 100% (doc. B); 

 

·   scritto del 26 settembre 2013 del medico
curante, dr. __________, in cui segnatamente rileva come il suo paziente si
trovi in un grave stato depressivo, con ritiro sociale e abbandono delle
attività amministrative abituali, situazione che gli “ ha impedito di
rispondere ai formulari da voi (l’Ufficio AI n.d.r.) inviati con le
dovute annotazioni…” (doc. C).

 

                                         Con
annotazioni 22 ottobre 2013 i medici del SMR, dr. __________  e della dr.ssa __________,
quest’ultima specialista in psichiatria e psicoterapia, hanno concluso che la
succitata documentazione “certifica un peggioramento dello stato di salute
psichico con presa a carico posteriore alla decisione impugnata” (doc. IVbis).
Di conseguenza, nella risposta di causa l’Ufficio AI ha rilevato:

 

" 
(…)

In concreto, i rapporti del Dr. __________ e del Dr. __________
sono successivi all'emissione della decisione impugnata del 13.09.2013, che
delimita temporalmente il potere cognitivo del Tribunale. Inoltre, in
applicazione dell'art. 88° cpv. 2 OAI, se la capacità al guadagno peggiora, si
deve tenere conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni non
appena esso perdura da tre mesi senza notevole interruzione.

 

 

Rilevato che l'inizio dell'aggravamento in questione
può essere fatto risalire al più presto al momento in cui esso è stato
refertato per la prima volta da uno specialista e che agli atti non vi sono
certificati anteriori che attestano un peggioramento rispetto a quanto
accertato dalla perizia SAM del maggio 2013 esso non può essere preso in
considerazione nell'ambito della presente procedura né deve, semmai, essere
oggetto di una nuova domanda. (…)" (doc. IV, pag. 4)

 

                                         L’insorgente
contesta la tesi dell’amministrazione evidenziando in particolare di non essere
stato in grado di prendere posizione in merito al progetto di decisione AI,
così come attestato dal medico curante, motivo per cui il peggioramento è
anteriore alla resa della pronunzia qui impugnata.

 

                                         Orbene,
con osservazioni 12 giugno 2013 il ricorrente ha espresso il proprio disaccordo
al progetto di decisione 16 maggio 2013 perché “… secondo il parere del
medico curante e mio, la valutazione dei periti non è corretta alla luce delle
mie problematiche psico-fisiche e questo mi lascia alquanto perplesso. Quindi,
per completare la valutazione, richiedo che sia inviato l’incarto o copia al
mio medico curante, Dott. __________ (doc. AI 60). Il 27 giugno 2013
l’Ufficio AI ha inviato gli atti, sotto forma di CD, al dr. __________ (doc. AI
61). Non avendo ricevuto osservazioni scritte, il 13 settembre 2013
l’amministrazione ha emesso la decisione qui impugnata (in queste circostanze non
corrisponde al vero che, come sostenuto in sede ricorsuale, l’assicurato non
sia stato in grado di prendere posizione sul progetto di decisione). Quattro
giorni dopo, il 19 settembre 2013, l’assicurato è stato visto dal dr. __________.
Dopo una seconda visita (avvenuta il 27 settembre 2013), come visto, in data 2
ottobre 2013 egli ha certificato il peggioramento qui in discussione.

                                         Secondo
questo Tribunale il succitato peggioramento è molto verosimilmente reattivo
alla decisione impugnata. Non vi è del resto alcun indizio che permette d’individuare
una modifica dello status psichico durante il breve periodo intercorso tra i
due colloqui (il 21 marzo e 19 aprile 2013) avuti con la perita psichiatrica designata
dal SAM e la querelata decisione (13 settembre 2013). Non va altresì
dimenticato che, come evidenziato dalla dr.ssa __________ nel suo rapporto 20
aprile 2013, durante il mese di marzo 2012 l’assicurato aveva interrotto sia la
presa a carico psichiatrica presso il dr. __________ che la terapia
farmacologica (cfr. doc. AI 55/38). Sebbene tale interruzione non sia stata “adeguatamente
motivata”, la citata specialista ha comunque evidenziato che “dopo
l’interruzione di farmaci e presa a carico non si registra un peggioramento
clinico oggettivo” (cfr. doc. AI 55/38). 

                                         Visto
quanto sopra, questa Corte concorda con l’Ufficio AI nel far risalire il peggioramento
al più presto al momento in cui esso è stato certificato per la prima volta da
uno specialista, ossia dal dr. __________, quindi in un periodo successivo alla
decisione contestata.

                                         Pertanto,
prima della decisione impugnata, che delimita dal punto di vista temporale il
potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (DTF 132 V 215 consid.
3.1.1 pag. 220 con riferimenti), non vi sono motivi per discostarsi dalla perizia
del 14 maggio 2013 del SAM. Il citato peggioramento verrà pertanto esaminato
dall’Ufficio AI, al quale sono inviati gli atti di causa, nell’ambito di una
nuova domanda di rendita.

 

                               2.8.   Per
quel che concerne l’aspetto economico, rimasto del resto incontestato, dal
raffronto dei redditi definiti in occasione delle precedenti decisioni di
rendita dell’11 luglio 2012 (cfr. consid. 1.1) – altrettanto rimasti
incontestati – ed aggiornati al 2011, non risulta (più) un grado d’invalidità
pensionabile, così come si evince dal relativo calcolo esposto nella decisione
impugnata. 

 

                                         Visto
quanto sopra, rettamente l’Ufficio AI ha soppresso la rendita con effetto al 1°
dicembre 2013, ossia il primo giorno del secondo mese che segue la notifica
della decisione contestata (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI). 

 

                                         Ne
consegue che la decisione impugnata è confermata, mentre il ricorso va respinto.

 

                               2.9.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle
spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza le spese per fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e
pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Gli
atti sono inviati all’Ufficio AI conformemente al consid. 2.7.

 

                                   3.   Le
spese, per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                                   Il
segretario

 

giudice Raffaele
Guffi                                         Fabio Zocchetti