# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ba271d16-fbd4-58ed-aa96-203b830df57b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.10.2003 32.2003.11
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-11_2003-10-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.11

   

  BS/tf

  	
  Lugano

  6 ottobre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 gennaio 2003 di

 

	
   

  	
  ___________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 novembre 2002 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________
classe 1963, ha svolto l’attività di magazziniere sino al 1998, percependo in
seguito, dal 1° ottobre 1999 al 20 settembre 2001, delle indennità di
disoccupazione (cfr. doc. AI _).

Dal 1999 lamenta dolori lombari (cfr. rapporto 31 gennaio 2002 del dr.
__________, doc. AI _). 

In data 5/8 novembre 1999 egli ha presentato una domanda di prestazioni AI per
adulti, volta in particolare ad ottenere una riformazione professione (doc. AI
_).

                               1.2.   Dopo aver
esperito degli accertamenti medici ed economici, tra cui una perizia
reumatologica a cura del dr. __________, con progetto di decisione 26 novembre
2002 l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha respinto la richiesta
dell’assicurato in quanto:

 

" 
Dall'esame della documentazione medico-economica
acquisita agli atti AI si rileva che il danno alla salute presentato
dall'assicurato comporta una invalidità del 12%. Senza danno alla salute il
richiedente oggigiorno avrebbe potuto guadagnare un salario annuo lordo di fr.
44120.- nel 2001 (reddito calcolato indicizzando l'ultimo salario completo
guadagnato dall'assicurato nel 1994 – __________). Svolgendo un'attività
lucrativa adeguata al suo stato di salute (attività non qualificata, leggera ed
adeguata), il richiedente, secondo i dati statistici UFS (Ufficio federale di
statistica), potrebbe in via teorica ricavare un reddito annuo di fr. 38820.-
(valori 2001)." (doc. AI _)

 

                                         Non
avendo ricevuto alcuna osservazioni in merito, con decisione formale del 17
dicembre 2002 l’amministrazione ha confermato la reiezione della domanda di
prestazioni assicurative (doc. AI _).

                               1.3.   Contro la
succitata decisione amministrativa __________ è tempestivamente insorto al TCA.

Contestando la valutazione peritale, egli ha chiesto di essere sottoposto ad un
ulteriore controllo medico.

                               1.4.   Mediante
risposta di causa 10 febbraio 2003 l’UAI ha proposto la reiezione del gravame,
confermando l’esattezza della decisione impugnata.

                               1.5.   Con scritto
17 febbraio 2003 il ricorrente ha in particolare osservato 

 

" 
Dalla perizia reumatologica fatta dal Dr. Med.
__________ in data 12 marzo 2002 scrive.

Dopo l'allenamento medico consigliato,
l'assicurato è abile al lavoro nella misura del 100% ad un rendimento del 100%,
in un'attività con carichi variabili (Carico massimo a 20 kg).

Questo non lo ritengo esatto, in quanto le mie
terapie per alleviare i dolori sono iniziate in data 07.12.1998 quando sono
incominciati i miei problemi alla schiena, queste terapie continuano tutt'oggi.

 

Ho potuto verificare i miei problemi anche con
dei pesi minimi, lavorando presso il programma d'occupazione __________ dal
15.02.1999 al 10.03.2001 e lavorando presso il programma d'occupazione
__________ dal 20.03.2001 al 22 gennaio 2002, data in cui, ho dovuto arrendermi
all'idea che le mie condizioni fisiche non mi permettevano più di svolgere
lavori anche con dei pesi minimi, visto il peggioramento delle mie
condizioni." (doc. _)

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria
civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti
al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa
H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29
gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella
causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22
dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa
C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è accertare se __________ ha diritto a delle prestazioni AI.

                               2.3.   Con il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché,
secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non
tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento
determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non
pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid.
1, 121 V 366 consid. 1b). 

Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 17
dicembre 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI
corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

                               2.4.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, come l'incapacità al
guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla
salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o
infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi:

     

-  un danno alla salute
fisica o psichica conseguente a   infermità  

                                           
congenita, malattia o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Affinché
il caso possa essere sottoposto all’AI, occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno (G. Scartazzini, Les
rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va
inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40 %.

 

                               2.5.   Va altresì
rilevato che, secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata
stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e
il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido.

                                         Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit
et pratique de l’assurance invalidité, Les prestations, Lausanne 1985, pagg.
200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).                                                            

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G.
Scartazzini, op. cit, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de
réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la
giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua
capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                               2.6.   L’art. 17
LAI prevede in particolare che:

 

"  L’assicurato ha diritto alla formazione in una nuova attività
lucrativa, se la sua invalidità esige la riformazione professionale e se con
questa la capacità al guadagno possa essere presumibilmente conservata o
migliorata, in misura essenziale.”

                                      

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 111
consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b; SVR 1998 IV Nr. 24).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI

 

"  per riformazione professionale vanno intesi i provvedimenti di
formazione necessari a mantenere o migliorare sensibilmente la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.” 

 

                                         Con riformazione
professionale la giurisprudenza intende, in particolare, l'insieme delle misure
reintegrative necessarie e adeguate a procurare al richiedente un'opportunità
di guadagno approssimativamente equivalente a quella offerta dalla vecchia
attività e meglio i provvedimenti atti a ripristinare, nel limite del
possibile, la capacità di guadagno (DTF 124 V 110 consid. 2a; SVR 1996 IV pag.
230 consid. 1 b.; STFA non pubbl. del 12 aprile 1994 in re S.; Valterio, op.
cit., pag. 136; DTF 99 V 34; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
IVG, Zurigo 1997, pag.127/128). Di regola è dato il diritto ad un provvedimento
adeguato e necessario allo scopo integrativo, se esso corrisponde alle capacità
dell'assicurato, non tuttavia ad una formazione professionale nettamente
superiore o che supera le esigenze medie (per esempio da muratore a pilota, DTF
122 V 79 consid. 3b.bb; Meyer-Blaser, op. cit. pag. 128; DTF 99 V 35). La legge
intende infatti assicurare una riformazione necessaria e sufficiente (DTF 124 V
110 consid. 2a). La misura dev’essere quindi adeguata e deve esistere una
proporzione ragionevole tra i costi che provoca e il risultato che ci si può
attendere (Meyer-Blaser, op. cit., pag. 130/131). 

                               2.7.   Nel caso in
esame, l’amministrazione ha ordinato una perizia reumatologica, affidata al dr.
__________, al fine di accertare l’effettivo stato di salute dell’assicurato e
le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa.

Nel rapporto 12 marzo 2002 lo specialista in reumatologia ha posto la diagnosi di
sindrome lombospondilogena cronica recidivante a sinistra con piede rachide
piatto, decondizionamento muscolare e alterazioni degenerative lombari
(condrosi L5/S1, piccolissima ernia discale mediana L5/S1).

Dopo aver proceduto ad una dettagliata valutazione medica, il perito è giunto
alle seguenti conclusioni riguardo alla capacità lavorativa:

                                         

" 
Dopo l'allenamento medico consigliato,
l'assicurato è abile al lavoro nella misura del 100% ad un rendimento al 100%
in un'attività con carichi variabili (carico massimo a 20 kg), con la
possibilità di cambiare spesso al posizione del corpo, evitando possibilmente
lavori che richiedono il doversi chinare ripetitivamente o movimenti di
rotazione ripetitivi della colonna vertebrale." (doc. AI _)

 

                                         Ritenuto
quindi che l’assicurato è da considerare abile al 100% in attività leggere con
le succitate limitazioni fisiche, l’amministrazione ha proceduto al raffronto
dei redditi giungendo ad un grado d’invalidità del 12%, negando quindi
qualsiasi prestazione dell’AI (doc. AI _). 

                               2.8.   Va ricordato che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).      

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

Per quel che riguarda il medico di
fiducia, infine, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli
attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3b/cc), cfr. Meyer -Blaser,
op. cit., pag. 111).

 

                               2.9.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscano di far proprie le
conclusioni cui è pervenuto il dr. __________, specialista delle affezioni
invalidanti di cui il ricorrente è portatore. 

                                         Egli ha
compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurato sulla
base di accertamenti approfonditi e completi, giungendo a conclusioni logiche e
motivate in merito alla piena capacità di lavoro in attività con carichi
variabili non superiori a 20 chili, con possibilità di cambiare spesso la
posizione del corpo, evitando lavori che richiedono ripetutamente il chinare e
la rotazione della colonna vertebrale. Il tutto previo periodo di
terapia/allenamento.

                                        

                                         Il
ricorrente contesta la valutazione peritale sostenendo di svolgere dal 1998 una
terapia senza ottenere alcun miglioramento.

Ora, nella perizia lo specialista in reumatologia ha rilevato che la “terapia
deve rivolgersi verso … la muscolatura decondizionata” , proponendo una
fisioterapia attiva rivolta al ricondizionamento sotto forma di un
allenamento medico (ginnastica anche agli attrezzi, 45 minuti/seduta, 3 volte
alla settimana per 3 mesi)” (sottolineatura del redattore doc. AI _, pag.
3). Questo in luogo delle misure passive a cui l’assicurato è stato
sottoposto (doc. AI pag. 3).

Con lettera 19 aprile 2002 l’amministrazione ha del resto raccomandato
all’assicurato di contattare il medico curante per attuare la fisioterapia
descritta dal perito (doc. AI _).

                                         Infine,
il rapporto 31 gennaio 2002 del medico curante, in cui fra l’altro è attestato
che l’assicurato potrebbe lavorare come magazziniere o in lavori leggeri di
manutenzione per quattro ore al giorno (quindi un’abilità del 50%), non
permette di discostarsi dalla valutazione del dr. __________ (doc. AI _). 

Da una parte l’attività di magazziniere non può essere equiparata, per quel che
concerne la tipologia lavorativa, ai lavori leggeri di manutenzione;
dall’altra, tale rapporto non è così dettagliato ed approfondito come lo è la
perizia resa da uno specialista in reumatologia.

                                       

                                         In queste
circostanze, dunque, considerato come al referto del dr. __________ debba
essere attribuita forza probante piena (cfr. consid. 2.8), appare dimostrato, con il grado della
verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni sociali
(cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid.
8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid.
2b), che l’assicurato presenta una piena capacità lavorativa nelle attività
leggere rispettose delle limitazioni riportate in perizia. 

                             2.10.   Posto come
l’amministrazione abbia ritenuto l’assicurato non abile nella sua precedente
attività, al fine di determinare l’incapacità al guadagno mediante il
metodo ordinario dell’art. 28 LAI (cfr. consid. 2.5), occorre confrontare il
reddito che l’assicurato avrebbe conseguito, senza il danno alla salute, quale
magazziniere (reddito da valido) con quello risultante dalle attività leggere
adeguate (reddito da invalido). 

                                         

Secondo una recente sentenza del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in
ambito LAINF, per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione). L’Alta Corte ha altresì precisato che l’amministrazione è
comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a
esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale diritto non sia
eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati ipotetici di
riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere ad
un’ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

Tale principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità
(cfr. STFA inedite 9 agosto 2002 nella causa S. consid. 3.1, I 26/02 e 18
ottobre 2002 nella causa L consid. 3.1, I 761/01; cfr. anche STFA inedita 13
giugno 2003 nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

Siccome dalla perizia si evince che verso la fine del 1998 il ricorrente ha
cessato la sua precedente attività a seguito dell’apparizione di stringenti
dolori lombari (cfr. doc. AI _ pag. 2), l’eventuale
diritto alla rendita sorgerebbe, trascorso l’anno di carenza (art. 29 cpv. 1
lett. b LAI), nel 1999, ciò che costituisce quindi l’anno di riferimento per il
raffronto dei redditi. 

                                         Dalla
risposta di causa risulta inoltre come l’amministrazione abbia considerato
quale salario da valido – non contestato – un importo pari a fr. 44'120 ed un
reddito da invalido di fr. 43'530 rettamente determinato sulla base dei rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (VSI 2002 pag. 68 consid. 3b,
DTF 126 V 76 consid. 3b/bb, RCC 1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid.
3b), tenuto anche conto di una riduzione massima di rendimento del 25%, a
motivo della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc., cfr. DTF 126 V 80 consid. 5b/cc e Pratique VSI 2002 pag.
64).). 

Dal raffronto dei due succitati importi risulta un’incapacità al guadagno del
10.95%.

                                         Sebbene
i redditi di riferimento sono stati aggiornati al 2002 e non al 1999, molto
verosimilmente si giunge allo stesso risultato, poiché i dati salariali
riferiti al 1999 sono sicuramente inferiori a quelli del 2002 ed in entrambi i
casi l’assicurato non presenta una perdita di guadagno
pari almeno al 20% necessaria per
avere diritto ad una riformazione professionale (cfr.
consid. 2.6), né un grado
d’invalidità del 40% che apre il diritto ad una rendita.

Ne consegue che rettamente l’UAI ha respinto la domanda del ricorrente.

                             2.11.   L'assicurato
ha chiesto al TCA di essere sottoposto ad un altro controllo medico.

 

                                         Al
proposito si osserva che se l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c
con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere
sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V
162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
concreto, alla luce delle risultanze degli atti di causa, questo Tribunale
ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario
procedere ad una perizia giudiziaria.

                                         Né vi
sono motivi per ritenere inaffidabile la valutazione peritale del dr.
__________.

                                         Sulla
scorta dei precedenti considerandi, essendo confermata la decisione contestata,
il ricorso va respinto.

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti