# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b308c320-21ae-5ec9-a99e-cf13b80260cd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-02-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 06.02.2012 13.2012.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2012-5_2012-02-06.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2012.5

  	
  Lugano

  6 febbraio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La terza Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Walser, presidente,

  Pellegrini e Celio

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Meyer

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 23 gennaio 2012
presentato da

 

	
   

  	
       RE 1  

  patrocinata
  dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
  nelle
  cause inc. n. CA.2012.1 e
  CA.2011.27 della Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord pendenti tra la
  reclamante e

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

	
   

  	
   CO 1  

  patrocinato dall’ 
  PA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

ritenuto

 

in fatto e diritto:           che
con istanza 2 gennaio 2012 CO 1 ha chiesto la modifica del dispositivo n. 2 del
decreto supercautelare del 15 ottobre 2005 di cui all’inc. DI.2005.151, nel
senso di revocare e sopprimere l’uso dell’abitazione denominata “Casa __________”,
di cui al mappale part. n. __________ RFD di __________, di sua integrale
proprietà e assegnata a RE 1 e ai figli __________ e __________ , con l’ordine
a quest’ultimi di restituirgli immediatamente l’uso della menzionata abitazione
sotto la comminatoria dell’art. 292 Codice penale (inc. CA.2012.1);

 

                                         che con
ordinanza 3 gennaio 2012 il Pretore ha citato le parti a comparire
personalmente il giorno 25 gennaio 2012 per procedere all’udienza di
discussione;

 

                                         che su
richiesta del patrocinatore dell’istante, avv.  PA 2, l’udienza è stata
anticipata al 18 gennaio 2012;

 

                                         che con
lettera 10 gennaio 2012 il legale della convenuta, avv.  PA 1, ha chiesto il rinvio dell’udienza causa impegni pregressi, comunicando che la sua cliente sarebbe
rientrata dal __________ soltanto in data 25 marzo 2012;

 

                                         che con
ordinanza 11 gennaio 2012 il Pretore ha rinviato l’udienza al 25 gennaio 2012,
dispensando RE 1 dalla comparsa personale;

 

                                         che su
rinnovata richiesta dell’avv. PA 2, il Pretore, con ordinan­za 16 gennaio 2012 ha spostato l’udienza al 1° febbraio 2012;

 

                                         che con
scritto 17 gennaio 2012 l’avv. PA 1 ha domandato che alla sua cliente sia
concessa la possibilità di assistere personalmente all’udienza;

 

                                         che con ordinanza
20 gennaio 2012 il Pretore ha confermato – sia per la summenzionata procedura
inc. CA.2012.1, sia per la causa a procedura di provvedimenti cautelari inc.
CA.2011.27, avviato con istanza 28 novembre 2011 da RE 1 nei confronti di CO 1
– che l’udienza di discussione per entrambe le procedure si sarebbe tenuta il
1° febbraio 2012 e che RE 1 era esonerata dal presenziare personalmente alla
stessa;

 

                                         che con
reclamo 23 gennaio 2012 RE 1 si aggrava contro le decisioni 11 rispettivamente
20 gennaio 2012, chiedendone la riforma nel senso di annullarle, facendo ordine
al Pretore di fissare una nuova data per l’udienza di discussione posteriore al
25 marzo 2012;

 

                                         che il
reclamo non è stato intimato alla controparte per osservazioni;

 

                                         che
l’art. 404 CPC prevede che fino alla loro conclusione davanti alla
giurisdizione adita, ai procedimenti già pendenti al momento dell'entrata in
vigore del nuovo codice si applica il diritto procedurale previgente;

 

                                         che, di
conseguenza, la causa di divorzio unilaterale promossa da CO 1, sulla quale si
innesta l’istanza di modifica dei provvedimenti cautelari di cui trattasi, essendo
pendente dal 14 settembre 2006 (inc. OA.2006.110), in applicazione del diritto
transitorio del CPC, allo stesso è da applicare il CPC-TI;

 

                                         che l’art.
405 cpv. 1 CPC stabilisce poi che alle impugnazioni si applica il diritto in
vigore al momento della comunicazione della decisione;

 

                                         che le
ordinanze 11, rispettivamente 20 gennaio 2012 con cui il Pretore ha confermato la
data del 1° febbraio 2012 per l’udienza di discussione, dispensando RE 1 dal
presenziare personalmente, sono delle disposizioni ordinatorie processuali, le
quali, in applicazione dei combinati art. 319 lett. b cifra 2 e 321 cpv. 2 CPC
e 48 lett. c cifra 1 LOG, sono impugnabili con reclamo nel termine di dieci
giorni alla terza Camera civile del Tribunale d’appello;

 

                                         che nel
caso concreto le decisioni impugnate sono pervenute al legale della reclamante il
12 rispettivamente il 23 gennaio 2012, sicché il gravame qui in esame, datato 23
gennaio 2012, è tempestivo e da questo punto di vista ammissibile;

 

                                         che
trattandosi di due diverse decisioni, la reclamante avrebbe dovuto impugnarle
con due gravami distinti;

 

                                         che si
prescinde eccezionalmente dall’ordinare la disgiunzione dei reclami, i medesimi
potendo essere esaminati congiuntamente per i motivi qui di seguito esposti;

 

                                         che il
nuovo CPC svizzero prevede che con il rimedio del reclamo possono essere
censurati soltanto l’applicazione errata del diritto (art. 320 CPC, lett. a) e
l’accertamento manifestamente errato dei fatti (lett. b);

 

                                         che,
inoltre, nei casi non espressamente previsti dalla legge, il reclamo secondo
l’art. 319 lett. b CPC è ammissibile soltanto quando vi è il rischio di un
pregiudizio difficilmente riparabile (cifra 2), dato quando non può, o non può
interamente, essere riparato neanche mediante una successiva sentenza finale
favorevole;

 

                                         che il
CPC non prevede espressamente l’impugnabilità delle decisioni qui in esame,
sicché la reclamante doveva perlomeno rendere verosimile il rischio di un
pregiudizio difficilmente riparabile e produrre in tal senso un certo sforzo
allegatorio, ritenuto che la sola enunciazione di proclami o principi generali
non è sufficiente (Trezzini, CPC
Comm., 2011, art. 319, pag. 1407);

 

                                         che, nel
caso in rassegna, la reclamante non si è in alcun modo confrontata con la decisione
pretorile, non ha spiegato in cosa consisterebbe l’applicazione errata del
diritto o l’accertamento manifestamente errato dei fatti da parte del giudice di
prime cure e neppure ha addotto né tantomeno reso verosimile l’esistenza del
rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile;

 

                                         che, in
mancanza di una delle premesse fondamentali del reclamo, il gravame dev’essere
dichiarato inammissibile, ciò che di per sé rende superfluo esaminare la
correttezza della decisione del Pretore;

 

                                         che in
via abbondanziale si osserva tuttavia che gli art. 273 e 278 CPC non concedono
alle parti un diritto di poter presenziare personalmente alle udienze e il
giudice può dispensarle d’ufficio e secondo il suo libero apprezzamento se
impedite da malattia, età avanzata o altri gravi motivi, tra cui un’indispensabile
assenza all’estero o fuori Cantone per lungo tempo o a grande distanza (Trezzini, CPC Comm., 2011, art. 278, pag.
1267; van de Graaf, in Oberhammer,
Kurzkommentar ZPO, 2010, n. 3 ad art. 273 e n. 4 ad art. 278; Sutter-Somm/Lazic, in
Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur Schweize­rischen
Zivilprozessordnung, 2010, n. 22-23 ad art. 273; Gusterer, in Baker & McKenzie, Schweizerische
Zivilprozess­ordnung, 2010, n. 5 ad art. 273 e n. 7-9 ad art. 278; Dolge, in Brunner/Gasser/Schwander, ZPO
Kommentar, 2011, n. 3-4 ad art. 278; Siehr,
Basler Kommentar ZPO, 2010, n. 4 ad art. 273);

 

                                         che nel
caso concreto sono poi state salvaguardate le garanzie procedurali previste
dall’art. 29 Cost., in particolare il diritto ad un equo processo, il diritto
di difesa e il diritto di essere sentito della reclamante, avendo essa potuto
senza problemi far valere i propri diritti per il tramite del suo patrocinatore
di fiducia;

 

                                         che nella
presente fattispecie la reclamante non ha neppure reso verosimile che la sua
lunga assenza all’estero sia indispensabile, né che non le sarebbe stato
possibile rientrare in Svizzera per tempo, anzi, essa ha preso la decisione di
non voler rientrare dal __________, decisione questa che non può andare
discapito dei diritti della contraparte, ragione per cui la decisione del
Pretore di dispensare la reclamante dal presenziare personalmente all’udienza
di discussione è corretta;

 

                                         che le
spese processuali, disciplinate dalla legge sulla tariffa giudiziaria (LTG)
entrata in vigore il 1° gennaio 2011, la quale dispone che la tassa di
giustizia è fissata in considerazione del valore, della natura e della
complessità della causa (art. 2 cpv. 1 LTG), seguono la soccombenza;

 

                                         che
giusta l’art. 14 LTG la tassa di giustizia delle decisioni su reclamo del
Tribunale d’appello essendo fissata tra fr. 100.- e 10'000.-, nel caso
concreto, le spese di giustizia vanno fissate in complessivi fr. 300.- e sono
poste a carico della reclamante, soccombente;

 

                                         che non
avendo la controparte dovuto inoltrare osservazioni, non si assegnano
ripetibili;

 

                                         che la
presente decisione rende priva d’oggetto la domanda di effetto sospensivo
contenuta nel reclamo;

 

Per i quali motivi

                                         

pronuncia:              1.   Il
reclamo 23 gennaio 2012 di RE 1 è inammissibile.

 

                                   2.   La
domanda di effetto sospensivo è priva d’oggetto.

 

                                   3.   Le
spese processuali di fr. 300.-, già anticipate dalla reclamante, restano a suo
carico.

 

                                   4.   Intimazione
(unitamente al reclamo 23 gennaio 2012 alla controparte):

	
   

  	
  -      

  -      

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio nord

 

Per la terza Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                            La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridice a tergo

Rimedi
giuridici

Contro la presente sentenza è dato ricorso in materia
civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione del testo integrale della decisione con i limiti dell’art. 93 LTF.
Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile se il valore
litigioso ammonta a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del
lavoro e di locazione e a fr. 30'000.- negli altri casi. Per valori inferiori
il ricorso è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto
di importanza fondamentale o se una legge federale prescrive un’istanza
cantonale unica (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in
materia civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in
materia costituzionale (art. 113, 117 LTF).  La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art. 119 LTF).