# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 05a58f73-318a-5916-af19-0acda57a39fd
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-03-03
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 03.03.2008 BE.2007.14
**Docket/Reference:** BE.2007.14
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BE-2007-14_2008-03-03

## Full Text

Levata dei sigilli (Art. 69 cpv. 3 PP);;Levata dei sigilli (Art. 69 cpv. 3 PP);;Levata dei sigilli (Art. 69 cpv. 3 PP);;Levata dei sigilli (Art. 69 cpv. 3 PP)

Sentenza del 3 marzo 2008  
I Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presiden-
te, Tito Ponti e Alex Staub,  
Cancelliere Lorenzo Egloff  

   
Parti   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIONE, 
 

Richiedente 
 

   
  contro 
   

Avv. A., 
 

Opponente 
 

   
Oggetto  Levata dei sigilli (Art. 69 cpv. 3 PP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

Numero dell’incarto: BE.2007.14 

 

- 2 - 
 

 

Fatti: 
 

A. A seguito di una denuncia del 3 febbraio 2004 dell’Ufficio federale di comu-
nicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), basata su una comu-
nicazione del 30 gennaio precedente della Banca B., il Ministero pubblico 
ha aperto, e dal marzo 2004 conduce, un’indagine preliminare di polizia 
giudiziaria.  

 
 
B. L’indagine è stata avviata per il sospetto che sull’arco temporale 1999-2004 

valori patrimoniali di ingente entità provento di attività criminale distrattiva 
perpetrata perlopiù in Italia (anche in epoca precedente al 1999) da vari 
soggetti nel quadro del dissesto finanziario del gruppo C. – quest’ultimo 
venuto alla luce nel dicembre 2003 – siano stati riciclati in Svizzera. 

 
 

C. Dalle prime battute le indagini hanno visto imputate per vari titoli di reato 
(fra i quali il riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305bis n. 2 CP) delle per-
sone fisiche che al momento dei fatti si trovavano, con varie mansioni e re-
sponsabilità, alle dipendenze della Banca B. di Z. Ad oggi, l’indagine preli-
minare di polizia giudiziaria è condotta anche per titolo di sospetto di truffa 
(art. 146 CP), appropriazione indebita (art. 138 CP) e falsità in documenti 
(art. 251 CP). Con riferimento all’aggravamento dello stato di dissesto del 
precitato gruppo C., attraverso gli strumenti dell’assistenza giudiziaria in 
materia penale il MPC ha appreso che sull’arco temporale 1999-2000 il no-
taio D. è perlomeno intervenuta nel dicembre 1999 nell’ambito di 
un’operazione di fittizio aumento di capitale per 30 milioni di USD autenti-
cando delle firme apposte su contratti e documentazione. 

 
 

D. Con ordine del 22 novembre 2007 il MPC ha incaricato la Polizia giudiziaria 
federale (in seguito: PGF) di perquisire il domicilio notarile dell’avv. D. al fi-
ne di mettere al sicuro, in vista del sequestro, prove, valori patrimoniali o 
documenti, eventualmente nella forma di atto notarile, suscettibili di costitui-
re elementi di prova o tracce. Interrogata dalla PGF, il notaio D. ha indicato 
all’autorità inquirente che all’epoca dei fatti era attiva presso lo studio legale 
E., presso i cui archivi dovrebbero trovarsi gli incarti in questione (v. act. 1, 
pag 3 e act. 1.2, pag. 4). 

 
 

E. Con ordine del 29 novembre 2007 il MPC ha incaricato la PGF di perquisi-
re, con lo stesso fine di cui all’ordine del 22 novembre 2007, il domicilio no-
tarile dell’avv. A. (v. act. 1.3). 

- 3 - 
 

 

 
 

F. La PGF ha eseguito l’ordine del MPC in data 3 dicembre 2007. Il detentore 
delle carte individuate dall’autorità inquirente come potenzialmente rilevanti 
si è opposto ad una loro perquisizione. Di conseguenza, queste ultime so-
no state suggellate e poste in luogo sicuro (v. act. 1.1). 

 
 

G. Con scritto del 24 dicembre 2007, il MPC ha presentato una richiesta di le-
vata dei sigilli alla I Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 
con riferimento alla documentazione n. 000167 requisita presso il domicilio 
notarile dell’avv. A. (act. 1). Esso chiede, altresì, che alla levata dei sigilli 
segua – alla presenza delle parti e secondo le modalità che questa Corte 
avrà a stabilire – la cernita delle carte rilevanti ai fini dell’indagine e 
l’allestimento di una copia dei documenti così individuati alfine del loro uti-
lizzo nel procedimento penale.  

 
 

H. Con risposta del 9 gennaio 2008 (act. 3), l’avv. A. si è opposto a tale richie-
sta invocando, nella sostanza, una violazione del segreto professionale del 
notaio nonché del principio della proporzionalità. Peraltro, asserisce che al 
MPC sarebbero stati spontaneamente consegnati due incarti completi in re-
lazione alle operazioni notarili effettuate dall’avv. D. Il 17 gennaio 2008 il 
MPC ha replicato riconfermandosi, nella sostanza, nelle posizioni prece-
dentemente espresse. 

 
 

I. Invitato ad indicare l’esatta limitazione temporale di cui alla richiesta di le-
vata dei sigilli, il 31 gennaio 2008 il MPC ha indicato che l’interesse degli 
inquirenti è focalizzato sull’arco temporale 1998-2003. Dal canto suo, il 
12 febbraio 2008, l’opponente ha ribadito d’aver già consegnato al MPC più 
di quanto richiesto nonché la necessità di salvaguardare il segreto profes-
sionale con riferimento alle rubriche notarili poste sotto suggello. 

 
Le argomentazioni delle parti e gli atti inoltrati saranno considerati in diritto 
secondo la loro pertinenza. 

 
 
 
 
 
 
 

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Diritto: 
 

1. La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale è competente per 
statuire sull’ammissibilità della perquisizione qui contestata in virtù dell’art. 
69 cpv. 3 PP. La richiesta di levata dei sigilli non è sottoposta ad un termine 
particolare. La legittimazione a presentare la richiesta del richiedente è pa-
cifica. 

 
 

2. Giusta l’art. 69 cpv. 3 PP, se il detentore si oppone alla perquisizione, le 
carte vengono suggellate e poste in luogo sicuro. In tal caso la decisione 
sull’ammissibilità o meno della perquisizione spetta, fino al dibattimento, al-
la Corte dei reclami. Per contro, durante il dibattimento tale decisione è di 
competenza del tribunale. 

 
 

3. La perquisizione di carte è ammissibile allorquando esistono indizi suffi-
cienti relativi alla commissione di un reato, se vi è il sospetto che delle pro-
ve concernenti l’inchiesta si trovino nel luogo della perquisizione e se il 
principio della proporzionalità è rispettato (v. TPF BK_B 039/04 consid. 2.1; 
SCHMID, Strafprozessrecht, 4a ediz. Zurigo, Basilea, Ginevra 2004 n. 734 
e segg.; PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2a ediz., Ginevra, 
Zurigo, Basilea 2006, n. 906 e segg.). Inoltre, le carte non devono essere 
esaminate se non quando si possa supporre che contengano scritti impor-
tanti per l’istruzione (art. 69 al. 2 PPF). Tale regola non va interpretata in 
maniera restrittiva e, come suggerito dalla formulazione tedesca, 
«…Papiere…die für die Untersuchung von Bedeutung sind», significa che i 
documenti per essere perquisiti devono perlomeno avere una pertinenza 
con l’inchiesta («untersuchungsrelevant» secondo la formulazione utilizzata 
da SCHMID, op. cit., n. 734). 

 
Infine, il segreto d’ufficio e professionale devono essere salvaguardati 
(69 cpv. 1 PPF). 
 
 

4. Nella fattispecie, contro la presente richiesta di levata dei sigilli l’opponente 
invoca la salvaguardia del segreto professionale del notaio in quanto la do-
cumentazione in questione sarebbe riconducibile al tipico esercizio della 
professione notarile. 

 
4.1. In tale ambito, giova preliminarmente rilevare che l’obbligo del segreto pro-

fessionale del notaio non differisce – nella sostanza – da quello 
dell’avvocato (RONDI, Il segreto professionale e le norme deontologiche, in: 

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Il segreto professionale dell’avvocato e del notaio, CFPG 2003, pag. 25 
segg., 36). Ne discende che dottrina e giurisprudenza sviluppate con riferi-
mento al segreto professionale dell’avvocato valgono, in analogia, anche 
per la professione di notaio.  

 
4.2. Orbene, dottrina e giurisprudenza concordano nel sostenere che le carte 

coperte dal segreto professionale dell’avvocato non possono, di principio, 
essere oggetto di sequestro o di perquisizione se non nella misura in cui 
l’avvocato stesso è perseguito penalmente. Pertanto, l’avvocato che non è 
oggetto di un’inchiesta penale non è tenuto a dare visione all’autorità inqui-
rente degli incarti sottostanti a segreto professionale e, di conseguenza, la 
relativa richiesta di levata dei sigilli dev’essere respinta (DTF 130 II 193 
consid. 4.4; 126 II 495 consid. 5e/dd; HAUSER/SCHWERI/HARTMANN, 
Schweizerisches Strafprozessrecht, 6a ediz., Basilea, Ginevra, Monaco 
2005, pag. 354 n. 21; ZÜRCHER, Blätter für Zürcherischen Rechtsprechung, 
ZR, 99, 2000, pag. 43). 

 
4.3. Nel caso concreto, il MPC non rimprovera all’opponente un suo eventuale 

coinvolgimento in un’inchiesta penale, il notaio in questione risultando inte-
ressato dalle indagini unicamente in quanto detentore di carte (v. act. 1, 
consid. 4, pag. 3). Inoltre, l’autorità inquirente nemmeno contesta, a ragio-
ne, il carattere tipicamente notarile della documentazione suggellata (bre-
vetti ed autentiche confezionati dal 14 maggio 1979 al 29 novembre 2007 
nonché atti notarili effettuati tra il 19 luglio 1968 al 12 giugno 2007 
[v. act. 1.1]). Peraltro, il notaio non risulta essere stato svincolato dai suoi 
clienti dall’obbligo di mantenere il segreto professionale. Premesso ciò e ri-
chiamata la dottrina e la giurisprudenza suesposta (v. consid. 4.1 e 4.2, 
“supra”), la richiesta di levata dei sigilli va pertanto respinta. 

 
 
5. Nel caso concreto, dicasi per sovrabbondanza, questa Corte esprime delle 

riserve con riferimento al rispetto del principio della proporzionalità nonché 
in relazione all’effettiva rilevanza ai fini dell’inchiesta della documentazione 
messa sotto suggello. Basti qui rilevare che l’oggetto della perquisizione in 
esame – vale a dire la documentazione notarile confezionata nel periodo 
fra luglio 1969 e novembre 2007 (v. act. 1.1) – non appare sufficientemente 
circoscritto in rapporto al sospetto vantato dal MPC, rischiando altresì di 
configurare – segnatamente in mancanza di precisazioni da parte del MPC 
sulla rilevanza per l’inchiesta dei documenti suggellati – un’inammissibile 
ricerca indiscriminata di prove (cosiddetta “fishing expedition”). Tali que-
stioni non necessitano tuttavia di ulteriore disamina nel caso concreto e 
possono rimanere indecise, atteso che la domanda di levata dei sigilli deve 

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essere respinta già per i motivi precedentemente addotti (v. consid. 4, “su-
pra”). 

 
 
6.  
6.1. Giusta l’art. 66 cpv. 4 LTF, all’autorità soccombente non vengono addossa-

te spese giudiziarie. 
 
6.2. Per costante giurisprudenza, alle parti vincenti non rappresentate da liberi 

professionisti non vengono di regola riconosciute ripetibili (DTF 113 Ib 357). 
Se le circostanze particolari lo giustificano, il Tribunale può accordare alla 
parte un’adeguata indennità per altre spese indispensabili causate dal pro-
cesso (art. 1 cpv. 2 del Regolamento sulle spese ripetibili nei procedimenti 
davanti al Tribunale penale federale del 26 settembre 2006, RS 
173.711.31) e ciò anche nei casi in cui un avvocato o una parte proceda 
per conto proprio (DTF 110 V 134). Ora, in concreto, l’opponente non fa va-
lere di aver dovuto far fronte a spese rilevanti o di adempiere i requisiti po-
sti dalla giurisprudenza ai fini del riconoscimento di un’indennità per ripetibi-
li. 

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Per questi motivi, la I Corte dei reclami penali pronuncia: 
 
1. La richiesta di levata dei sigilli n. 000167 è respinta. 
 
2. I documenti di cui all’inventario del 3 dicembre 2007 (sigillo n. 000167) sono 

restituiti all’opponente. 
 

3. Non si prelevano spese giudiziarie. 
 
 
Bellinzona, il 3 marzo 2008 
 
In nome della I Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 
 

- Ministero pubblico della Confederazione 
- Avv. A. 
- Avv. F. 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Le decisioni della I Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili entro 
30 giorni dalla notifica mediante ricorso al Tribunale federale (artt. 79 e 100 cpv. 1 della legge 
federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale; LTF). La procedura è retta dagli art. 90 ss 
LTF. 

Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui il giudice 
dell’istruzione lo ordini (art. 103 LTF).