# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2e0b79d9-3d54-51c3-8f81-527a9847a2b9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-31
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 31.01.2001 INC.2000.76502
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-76502_2001-01-31.html

## Full Text

N.765.2000.2 L                                                          Lugano,
31 gennaio 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 22 gennaio 2001 da

 

 

____________,      attualmente presso le Carceri
pretoriali di Bellinzona

                                 (patrocinato
dall'avv. __________)

 

 

e qui trasmessa con preavviso
negativo il 26/29 gennaio 2001 dal Procuratore pubblico avv. __________;

 

 

viste le osservazioni 31 gennaio
2001 dell'accusato, che si conferma in contenuti e conclusioni dell'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto e considerato

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

 

____________ venne arrestato dopo
la mezzanotte del 5 dicembre 2000, scovato all'interno di uno stabile, dove - a
suo dire - era penetrato in combutta con altri senza neppure essendo al
corrente della prevista refurtiva (v. rapporto di arresto e annesso verbale,
doc. 1 - secondo l'attuale numerazione - dell'inc. 

__________, e verbale di conferma dell'arresto, doc. 7): nei suoi confronti è
stata quindi promossa l'accusa per titolo di furto, danneggiamento e violazione
di domicilio (doc. 3).

Dopo aver comunque riconosciuto
quella sua partecipante presenza a scopo di furto ha negato altre precedenti
operazioni del genere (verbale di polizia 6 dicembre 2000: "A domanda
rispondo che non ho mai commesso furti in Svizzera"), a partire dal 12
dicembre 2000, ____________ ha via via ammesso la sua collaborazione a numerosi
furti. Complessivamente e per quanto sin qui accertato, l'accusato istante ha
così commesso con altri 14 furti di autovetture e 4 di parti staccate di
automobili, 6 furti con scasso in automobili e in magazzini e 3 furti d'uso: il
valore della refurtiva ammonta ad oltre fr. 350'000 (v. riassunto del 24
gennaio 2001, doc. 50)

 

 

 

2.

 

 

L'istanza di libertà provvisoria
sottolinea la conclusione delle indagini, grazie alla collaborazione degli
accusati, anche spontanea, con comportamento processuale quindi "eccezionalmente
positivo": d'altro canto, nonostante l'apparenza del numero di furti
commessi, la loro sostanza "non si configura certo tra le più gravi",
tanto da poter prevedere la sospensione condizionale della pena. Non vi è
pertanto più pericolo di collusione, mentre prevalgono l'opportunità ed anche
la necessità di riprendere l'attività lavorativa (che arrischia di perdere), la
residenza stabile a pochi chilometri dal confine con la Svizzera e
l'inconsistenza dei precedenti ad escludere pericolo di fuga e di recidiva.

 

Sinteticamente il preavviso
negativo del Procuratore pubblico rinvia alla gravità degli addebiti, con la
necessità di procedere agli interrogatori istruttori conclusivi, e fa cenno di
riserva della prognosi, da valutare in aula in uno con il pericolo di recidiva.
Vi è comunque pericolo di fuga, per la situazione personale dell'accusato
istante. In ogni modo il principio di proporzionalità è rispettato.

 

____________, nelle sue
osservazioni al preavviso negativo, assevera che il magistrato inquirente non
ha sostanziato alcun presupposto a giustificazione del mantenimento del carcere
preventivo, a parare il pericolo di fuga potendo bastare il versamento di una
cauzione. Per quanto concerne la proporzionalità, questa sarà violata, per i
tempi lunghi di aggiornamento del processo, "tenendo conto del notorio
carico di lavoro del Tribunale penale".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3.

 

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni
dell'istruzione, il pericolo di recidiva e quello di fuga (senza dimenticare
che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non serve unicamente ai bisogni
dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la presenza dell’accusato al processo
e a garantire l’eventuale espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e
riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H.,
1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

4.

 

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di ____________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, sino al dibattimento
processuale. E sono preminenti rispetto alla pur comprensibile preoccupazione
per il posto di lavoro

 

 

4.1

 

Gravi e concreti indizi di
colpevolezza emergono dalle ammissioni dello stesso accusato istante e non sono
ovviamente contestati, per cui bastano i riferimenti in entrata. I reati
commessi non vanno tuttavia banalizzati, come preteso 

nell'istanza: si è trattato infatti di un'attività criminosa finalizzata e
importante per numero di colpi messi a segno, con costanza e ripetitività, dai
risultati alquanto impressionanti per il valore complessivo della refurtiva.

 

 

4.2

 

Neppure si può dire che
____________ sia stato pienamente collaborante, come rilevato sopra, e
l'istruttoria deve essere ancora conclusa con i dovuti chiarimenti dinnanzi al
Procuratore pubblico (che si vogliono solleciti), eventualmente con confronti
da eseguire senza tema di collusione, nell'interesse di puntuale accertamento
della verità, anche a vantaggio degli stessi accusati.

 

 

4.3

 

L'illustrato comportamento criminoso
consente di considerare dato il presupposto del pericolo di recidiva,
richiamando come lo stesso debba essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da
una valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti
dell’accusato, il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità,
la sua costituzione fisica e soprattutto psichica e le modalità di commissione
dei reati che gli vengono addebitati, così che la reiterazione appaia assai
verosimile (LUVINI, loc. cit., pag. 294; Gérard PIQUEREZ, Précis de procédure
pénale suisse, Lausanne 1987, n. 1186/7).

In questo ambito il peso deriva
dall'elevato numero di azioni finalizzate a preciso profitto, senza alcuna
remora né ritegno, così che l'ottenimento della libertà provvisoria - dopo
relativamente breve carcerazione - sarebbe tale da infondere sentimento
minimalista su quanto commesso, se non addirittura di impunità, allora con
facile ricaduta negli stessi reati.

 

 

4.4

 

Per quanto concerne il pericolo
di fuga, si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se questo
presupposto sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio,
la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato
in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C.
del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94).
L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di
fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per
l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati 

comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo
senso Mario Luvini; in REP 1989,
pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in
re S.V., CRP 341/94).

____________ è cittadino
straniero senza particolari contatti con il nostro territorio, salvo quelli
deleteri del reato, e si trova confrontato con gravi addebiti, che fanno
verosimile corrispondente rilevante sanzione. Così la latitanza sarebbe per lui
effettivamente scelta da privilegiare. Ed in questa prospettiva a poco serve
una cauzione, proposta con le osservazioni al preavviso negativo senza
quantificazione.

 

 

 

5.

 

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
ipotizzabile sino al deferimento al giudice del merito (per i cui tempi valgono
quelli di legge), in un procedimento che risulta essere condotto senza
soluzione di continuità, è pienamente rispettoso del principio di
proporzionalità, tenuto anche conto del complesso dei fatti da accertare e
delle persone coinvolte, nonché della prevedibile pena privativa della libertà.

E certamente il Procuratore pubblico
provvederà a chiudere la fase predibattimentale in tempi brevi nel rispetto
della sollecitudine voluto dalla legge (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP).

 

 

 

6.

 

 

L’istanza è così respinta con la presente
decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 lett. f TG e contrario)
e suscettibile di impugnazione alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1
lett. a CPP).

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.      
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      
Intimazione:

-    avv. __________, per sé e per l’istante;

       -    Procuratore pubblico avv. __________ (con copia delle
osservazioni dell’istante e con gli atti dell’incarto MP __________ di
ritorno).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________