# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e1a70778-9ec5-57d7-bb33-387d6a5f77b9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-01-30
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 30.01.2001 16.2000.00094
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2000-00094_2001-01-30.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2000.00094

  	
  Lugano

  30 gennaio
  2001/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 20
settembre 2000 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la sentenza 17 luglio 2000 del Segretario assessore
della Pretura del Distretto di Bellinzona nella causa a procedura inappellabile
promossa con istanza 19 novembre 1998 da

 

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dallo studio legale __________ 

   

  

 

 

 

con la quale
l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 7'777.35 oltre accessori, nonché il 

rigetto in via
definitiva dell'opposizione interposta dal convenuto al PE n. __________dell'UEF
di Bellinzona, domande accolte dal primo giudice limitatamente a fr. 5'977.35
oltre interessi;

 

 

esaminati gli atti

considerato

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Con istanza 19 novembre 1998 __________ ha convenuto in giudizio
__________ al fine di ottenere il pagamento di fr. 7'777.35. L'importo
rivendicato corrisponde ai danni subiti dall’istante a seguito dell'aggressione
perpetrata nei suoi confronti dal convenuto la sera del 31 ottobre 1997. In
quel frangente alcuni giovani, amici dell'istante -allora quattordicenne-e ai
quali questi si era unito, hanno lanciato alcune uova all'interno
dell'esercizio pubblico di proprietà del convenuto per poi darsi alla fuga.
L'istante, raggiunto dal convenuto che l'aveva inseguito in automobile, è stato
da questi gettato a terra e violentemente picchiato, subendo le lesioni
corporali evidenziate nel certificato medico del dott. __________ ossia: perforazione
traumatica della membrana timpanica sx., contusioni addominali (epigastrio e
ipocondrio sx.), contusioni al viso (arco sopracciliare sx., labbro superiore,
naso) e contusione del rachide cervicale (doc. A). In seguito alla
perforazione della membrana timpanica, all'istante è stata praticata in urgenza
una miringoplastica, cui è seguita una breve degenza in ospedale, ossia
fino al 2 novembre 1997 (certificato dott. Lüönd: doc. B). Per questi fatti
__________ è stato ritenuto autore colpevole del reato di lesioni semplici e
condannato alla pena di 5 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per un
periodo di prova di 2 anni (cfr. decreto d'accusa 18 maggio 1998: doc. D). I
danni chiesti con l'istanza in esame invocando gli art. 41 e 47 CO,
corrispondono alle spese legali relative al procedimento penale (fr. 2'866.95),
alle spese mediche non coperte dalla cassa malati (fr. 110.40) e a un'indennità
per torto morale di fr. 4'800.- Il convenuto, che non contesta di essere
l'autore dei fatti, si è nondimeno opposto alle pretese risarcitorie dell'istante,
rilevando che questi non è esente da colpa, essendo all’origine dei danni
materiali dallo stesso patiti a dipendenza del lancio delle uova all’interno
del suo locale. In merito alle singole poste di danno, il convenuto non ha
contestato quella di fr. 110.40 relativa alla partecipazione alle spese
mediche, mentre si è opposto alle altre. Comunque ha opposto in compensazione
al credito dell'istante i danni da lui patiti a causa dell’agire illecito di
questi che cifra in fr. 800.- per il ritinteggio del locale e in fr. 7'000.-
come perdita di guadagno.

 

                                   2.   Con il querelato giudizio il segretario assessore, accertata la
realizzazione dei presupposti di cui agli art. 41 e 47 CO, ha accolto l'istanza
limitatamente a fr. 5'977.35. Il primo giudice ha infatti ammesso la richiesta
di rifusione delle spese mediche sostenute dall'istante e non contestate dal
convenuto (fr. 110.40), la richiesta di risarcimento delle spese legali
sopportate per il procedimento penale (fr. 2'866.95) e, limitatamente a fr. 3'000.-
l'indennità per torto morale.

                                      

                                   3.   Con il presente tempestivo gravame __________ è insorto contro il
predetto giudizio postulandone l'annullamento sulla  base del titolo di
cassazione di cui all'art. 327 lett. g CPC. Il ricorrente rimprovera al primo
giudice di aver arbitrariamente valutato le prove ed erroneamente applicato il
diritto sostanziale, in particolare ritenendo provate le pretese risarcitorie
dell’istante. Contestato è in particolare il riconoscimento dei costi di
patrocinio della sede penale, che il segretario assessore avrebbe erroneamente
ritenuto adeguati e necessari unicamente a dipendenza della minore età
dell'istante, così come l'indennità per torto morale di fr. 3'000.-, importo
che a mente del ricorrente non si giustifica e che comunque dev'essere ridotto
a un massimo di fr. 500.- Afferma che la sentenza impugnata, su questo punto,
non tiene conto della concolpa dell’istante che con il suo agire illecito
(lancio delle uova) ha provocato la sua reazione, né considera che l'istante
non è riuscito a provare le gravi sofferenze fisiche e psichiche lamentate. Da
ultimo il ricorrente rimprovera al segretario assessore di non aver ritenuto
provato il danno da lui opposto in compensazione e consistente nelle spese di
ritinteggio del locale adibito a esercizio pubblico.

 

                                         Con
osservazioni 23 ottobre 2000 la controparte ha postulato la reiezione del
ricorso.

 

                                   4.   Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può
essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti
di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una
decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio
giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il
sentimento della giustizia e dell’equità; arbitrio e violazione della legge non
vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere
manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può
essere ravvisato già nella circostanza che un’altra soluzione sarebbe
immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta
solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione
palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva e lesiva di
un diritto certo (DTF 126 I 170 consid. 3a).

 

                                   5.   Per
quanto attiene alle spese di patrocinio sostenute dall'istante in sede penale,
va rilevato che al proposito vale il principio secondo il quale le spese
connesse all'intervento di un legale prima dell'apertura del processo,
rispettivamente durante il medesimo, costituiscono un elemento del danno che
può fare oggetto di un’azione di risarcimento (Brehm in Commentario
bernese, n. 87 e 90 ad art. 41 CO; Oftinger/Stark, Schweizerisches
Haftpflichtrecht, 1995, Allg. Teil, Band I, p. 78 segg.; DTF 117 II 101
segg.). Occorre tuttavia che sia provata la necessità di tale intervento sia in
relazione alla situazione personale che in relazione alla natura del patrocinio
che, a sua volta, deve essere utile e appropriato (DTF 117 II 107
consid. 6b, 97 II 259 consid. 5b; Rep. 1989 p. 492).

 

                                         Nel
caso di specie, il segretario assessore, pur indicando esattamente i presupposti
per il riconoscimento del danno in esame, si è limitato ad accogliere la
richiesta di risarcimento, considerando l'intervento dei legali dell'istante
giustificato e necessario a dipendenza della minore età di questi e della sua
conseguente incapacità di tutelare i propri interessi. In genere, la necessità
della parte lesa di rivolgersi a un legale, dipende da una valutazione di tutte
le circostanze del caso concreto, ambito nel quale il giudice gode di un ampio
potere di apprezzamento (art. 90 CPC), ciò che limita, in parte almeno,
l'apprezzamento delle circostanze nella sede ricorsuale. In concreto, ancorché
opinabile, la decisione contestata non appare in sé arbitraria; infatti, se
risulta pacificamente dagli atti che l'istante è stato fin dall'inizio
accostato dal padre e che già in data 8 novembre 1997, ossia pochissimi giorni
dopo i fatti, sia il padre, sia il figlio hanno sporto regolare querela contro
il convenuto dopo essere stati interrogati dalla polizia, non è però
oggettivamente possibile escludere che l'allegato di querela e di costituzione
di parte civile 20 novembre 1997, sottoscritto dal lic. iur. __________ sia
stato necessario, utile e appropriato ai fini dell'esito penale: al proposito
lascia infatti almeno perplessi il fatto che nel seguito il Ministero pubblico
abbia considerato quello scritto come atto formale di querela e non quello
dell'8 novembre precedente (cfr. incarto penale richiamato, in particolare la
decisione 25 marzo 1998 di promozione dell'accusa). Per contro e in conformità
con l'assunto ricorsuale, non è nemmeno stato sostenuto e tanto meno provato
dall'istante che -al di fuori di tale intervento scritto- egli abbia avuto una
reale necessità di patrocinio. E ciò in particolare se si considera che il
procedimento penale si è concretizzato in una semplice istruttoria sui fatti e
nell'emanazione del decreto d'accusa, compiti spettanti autonomamente
all'autorità inquirente, e che contro quel decreto non è stata sollevata
opposizione, crescendo così in giudicato senza ulteriori atti processuali. Né
va disatteso che la successiva istanza di complemento d'inchiesta 9 aprile 1998
è stata respinta dal procuratore pubblico, costituendo un intervento inutile.
Si giustifica così, in parziale accoglimento della censura su questa parte del
giudizio pretorile e giudicando nel merito in base all'art. 42 cpv. 2 CO, di
ammettere questa posta del danno limitatamente all'importo globale di fr.1'000.-

 

                                   6.   L’art.
47 CO attribuisce a chi ha subito una lesione corporale il diritto a un'equa
indennità a titolo di riparazione morale. La riparazione del torto morale
presuppone da una parte una lesione dei diritti della personalità quali
l'integrità fisica o psichica

                                         (Brehm,
op.cit., n. 9 e 14 ad art. 47 CO; Schnyder, Commentario di Basilea,
1996, n. 13 ad art. 47 CO) e, d'altra parte, un aspetto soggettivo
rappresentato dalla sofferenza (fisica o psichica) della persona lesa. A questo
proposito si ritiene che il fatto di dover subire interventi chirurgici o una
degenza ospedaliera sia sufficiente per dimostrare l'esistenza di una
particolare gravità della sofferenza del leso (Brehm, op.cit., n. 14 e
29 segg. ad art. 47 CO; IICCA 16 agosto 1994 in re P./R.). Nella
valutazione dell'entità della pretesa per torto morale il giudice gode di ampia
libertà di apprezzamento delle circostanze (genere e gravità del pregiudizio,
intensità e durata delle conseguenze sulla personalità della vittima, grado di
colpa dell’autore, Schnyder, op.cit., n. 21 ad art. 47 CO; Brehm,
op.cit., n. 72 ad art. 47 CO).

 

                                          Nel
caso concreto, la censura attiene sia alla carente prova di sofferenze fisiche
oltre il breve periodo di ospedalizzazione, sia all'affermato danno psichico.
Al proposito è vero che delle circostanze indicate dall'istante non v'è stata
conferma probatoria; in particolare non risulta su quali basi il primo giudice
abbia potuto concludere per un danno di tipo psichico. Tuttavia, contrariamente
a quanto preteso dal ricorrente, la conclusione del segretario assessore che ha
accolto la richiesta di un’indennità per torto morale da parte dell’istante,
non è in sé arbitraria in quanto trova pur riscontro nelle risultanze
istruttorie. Dalle stesse è infatti emerso che a seguito dell’aggressione di
cui è stato vittima, l’istante, tra le varie lesioni enumerate nel certificato
medico di cui al doc. A, ha subito la perforazione della membrana del timpano
sinistro, lesione per la quale ha dovuto essere sottoposto a un intervento
chirurgico urgente ed essere ospedalizzato per un paio di giorni (doc. B). Per
quanto attiene alle conseguenze di quest’aggressione, contrariamente a quanto
preteso dal ricorrente che non ritiene essere stata provata l’intensità e la
durata delle sofferenze subite dall’istante (questione pressoché omessa dal
primo giudice), il dott. __________, medico curante di quest’ultimo, sentito
come teste, ha confermato che il suo stato di salute ancora nel gennaio 1999,
limitatamente ai disturbi di cui già soffriva (vertigini rotatorie, disturbi
dell’udito e cefalee pulsatili con nausea), ha subito un peggioramento con una
maggiore frequenza dei medesimi. Ciò che conforta il giudizio pretorile in
merito alla posta in discussione. Appare invece insostenibile l'importo
riconosciuto come indennità. Pur ammettendo le premesse fondamentali per il suo
riconoscimento e il potere d'apprezzamento del giudice, appare sproporzionato
l'importo attribuito in quanto troppo lontano da qualsiasi indicazione
giurisprudenziale; giurisprudenza che, nel tema specifico, offre al giudice
l'unico aggancio concreto per una corretta e coerente applicazione della legge.
Ancorché nell'ambito di un giudizio concernente l'arbitrio della decisione
impugnata, non può essere disatteso un certo rigore così che indennità
eccessive o eccessivamente ridotte possano essere corrette anche in questa sede.
Nel caso particolare, tutto ben considerato, in particolare la giovane età
della vittima, la violenza dell'aggressione da parte di un adulto e
l'intervento chirurgico resosi necessario per porre rimedio alla lesione del
timpano, deve ritenersi adeguata un'indennità massima di fr. 1'000.-
(cfr. Hütte / Ducksch, Die Genugtuung, ed. 3, periodo 1995-1997,
VIII/1-12; periodo 1998 e segg., VIII/1-7). Anche su questo punto il ricorso,
per i motivi esposti, dev'essere parzialmente accolto e, di conseguenza, la sentenza
di merito modificata.

 

                                    7.   Da ultimo il ricorrente rimprovera al segretario assessore di non
aver ritenuto provato il danno da lui opposto in compensazione alle pretese
avversarie e relativo al ritinteggio di un locale. Al proposito dev'essere osservato
che è pacifico in questa sede il fatto, accertato dal segretario assessore, per
cui l'istante, lanciando egli stesso o partecipando al lancio delle uova, si
è senza alcun dubbio reso colpevole di un atto illecito (sentenza, consid.
7). Nel seguito, la stessa decisione impugnata afferma che il convenuto,
formulata eccezione di compensazione del credito litigioso, non ha però fornito
nessuna prova che attesti l'esistenza e l'ammontare del danno da lui subito
(consid. 7 in fine). Sennonché -come rileva il ricorrente- fuori discussione
gli altri presupposti della responsabilità, sia il __________, sia il
__________ hanno riferito che il lancio delle uova ha avuto tra l'altro la
conseguenza di imbrattare le pareti del locale ristorante. In merito alla prova
dell'entità del danno, il ____________________ ha poi affermato di aver
ricevuto, per aver aiutato il convenuto nel lavoro di ritinteggio, la somma di
fr. 1'500.- Che altri testi, non abbiano confermato questa circostanza
(contrariamente a quanto assume l'istante) poco conta; la deposizione, rimasta
senza riscontro contrario, basta per confortare la domanda del convenuto, il
cui importo tuttavia non può essere riconosciuto oltre i limiti della
formulazione dell'eccezione di compensazione che -per questo titolo- rimane di fr.
800.-, così come indicato in sede di risposta e non smentito con le
conclusioni. La circostanza per cui il primo giudice ha ritenuto non provato il
danno appare così manifestamente discorde dalle risultanze di causa: pertanto,
su questo punto, il ricorso dev'essere accolto (art. 327 lett. g CPC).

                                    

                                8.      Accogliendo
il ricorso nella misura indicata e ricorrendo i presupposti d’applicazione
dell’art. 332 cpv. 2 CPC, la Camera decide il merito della controversia con il
conseguente accoglimento dell'istanza nella misura di fr. 1'310.40 oltre
interessi del 5% dal 31 ottobre 1997 (fr. 110.40 di spese mediche + fr. 1'000.-
di spese di patrocinio e fr. 1'000.- come indennità di torto morale ./. fr.
800.- per il danno opposto in compensazione).

 

                                          Tasse,
spese e ripetibili seguono la soccombenza; per la prima sede le spese devono
essere caricate all'istante in ragione di 5/6; per la seconda sede l'istante
risulta soccombente nella misura di 5/6 (art. 148 CPC).

 

 

                                    

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art.
148 CPC e la LTG

 

 

pronuncia:               I.   Il ricorso per cassazione 20 settembre
2000 __________ è parzialmente accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 17 luglio 2000 del Segretario assessore della Pretura
del Distretto di Bellinzona è annullata e sostituita dal seguente giudicato.

 

                                         1. In
parziale accoglimento dell'istanza __________ è 

                                            
condannato a versare a __________ l'importo di fr. 

                                            
1'310.40 oltre interessi del 5% dal 31 ottobre 1997.

                                         2. È
rigettata in via definitiva, limitatamente a tale somma, 

                                            
l'opposizione interposta al PE no. __________dell'UEF di 

                                            
Bellinzona.

                                         3. La
tassa di giustizia di fr. 600.- e le spese di fr. 350.- sono 

                                            
poste per 5/6 a carico dell'istante e per esso dello Stato, 

                                            
mentre la rimanenza è posta a carico del convenuto. L'istante

                                            
verserà inoltre al convenuto fr. 800.- a titolo di ripetibili.

 

                                   II.   Le
spese del presente giudizio, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia                                               fr. 300.-

                                         b)
spese                                                                 fr.  
50.-

                                                                                                                         fr.
350.-

 

                                         già
anticipate dal ricorrente, rimangono a suo carico per i 1/4 mentre la rimanenza
di 3/4 è posta a carico dell'istante. Questi verserà al ricorrente fr. 200.- a
titolo di ripetibili ridotte.

 

                                  III.
  Intimazione a: 

                                         –
__________

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Bellinzona.

 

                                    

                                    

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           La
segretaria