# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** df6aaa94-b2bc-5a82-b09b-5e4c19a70030
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-10-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.10.2005 30.2004.96
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2004-96_2005-10-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2004.96

   

  cs/td

  	
  Lugano

  10 ottobre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei
  giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 24 novembre 2004
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 25 ottobre
  2004 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1 

   

  in materia di contributi AVS

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 25 ottobre 2004 la Cassa CO 1 ha confermato la
ripresa dell’importo di fr. 1'278'500.-- derivante dal reddito percepito ____________________
__________, cittadino __________, nato nel __________, con residenza secondaria
a __________, domiciliato in __________, per il lavoro svolto a favore della RI
1 nel 2000 e 2001.

                               1.2.   La società,
rappresentata dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorta contro la predetta
decisione, affermando:

 

"3.
   Con tempestiva opposizione del 12.10.04 RI 1 ha contestato la
decisione di tassazione d'ufficio dal 15.09.04, argomentando
sostanzialmente che:

L'__________ __________ era ed
è tuttora al beneficio di un permesso temporaneo di lavoro di 120 giorni
in __________, che gli permette di fornire prestazioni professionali in favore
di RI 1, con una retribuzione mensile di Fr. 15'400.-- per 13
mensilità.

L'__________ __________ era
stato assunto dalla RI 1 in quanto responsabile e garante dal profilo
professionale di un contratto di progettazione, direzione lavori e sviluppo di
un'area a __________ denominata __________.

Tenuto conto dell'importanza
dell'investimento di circa __________ e della mole di lavoro prevista, RI 1 non
poteva fornire tutte le prestazioni richieste, avvalendosi unicamente delle
prestazioni personali offerte dall'__________ __________ , nell'ambito
dei 120 giorni autorizzati.

Di conseguenza RI 1 ha dovuto
conferire un mandato aggiuntivo all'__________ __________, __________,
affinché fornisse in outsourcing le prestazioni richieste.

L'__________ __________, ha quindi
emesso delle note d'onorario per i mandati svolti all'estero per conto e
nell'interesse di RI 1.

I pagamenti effettuati all'__________ __________
nel corso del 2000 e 2001 per un ammontare complessivo di Fr.
1'278'500.--, non corrispondevano pertanto ad un salario, sottoposto al
prelievo dei contributi paritetici, ma ad un onorario versato a un architetto
indipendente che aveva svolto la sua attività all'estero .

 

      Prove: doc C: copia apposizione del 12.10.04.

 

4.   La Cassa,
senza peraltro fornire alcuna motivazione, ha respinto le argomentazioni
fornite da RI 1 e si è limitata, apoditticamente, a ritenere che gli importi
versati all'__________ __________, per complessivi Fr. 1'278'500.--, fossero
assimilabili ad un salario determinante in virtù dell'art. 5 cpv. 2 LAVS.

 

      Prove: doc A: copia decisione 25.10.04 della Cassa, consid.
2. 3.

 

5.   Orbene: la
decisione impugnata appare, già a prima vista, carente di motivazione, nella
misura in cui la Cassa si è limitata a respingere le argomentazioni sollevate
da RI 1 senza fornire alcuna spiegazione.

La carenza di motivazione rappresenta
una violazione del diritto di essere sentiti, nella misura in cui non permette
alla ricorrente di rendersi conto con sufficiente certezza dei motivi alla base
della decisione negativa, pregiudicando l'esercizio della sua facoltà ricorsuale.

 

 

6.   Nella
denegata ipotesi che la decisione impugnata sia ritenuta sufficientemente
motivata o nell'eventualità che in sede ricorsuale tale vizio procedurale possa
essere integralmente sanato, la ricorrente osserva che la Cassa, nel
considerando 2.2, afferma, in modo errato e fuorviante, che RI 1 non avrebbe
documentato il versamento di USD 390'000.-- e USD 380'000.- ­in favore dell'__________
__________, per le prestazioni effettuate all'estero quale indipendente
residente all'estero, pur ammettendo di aver ricevuto copia delle note
d'onorario dell'8.11.2000 e del 18.12.2001.

 

      Prove: doc A e doc B.

 

7.   La ricorrente
ribadisce che il salario di Fr. 15'400 per 13 mensilità, regolarmente corrisposto
all'__________ __________ e notificato alla Cassa, deriva dal
salario "storico" proposto e accettato dall'__________ quando venne
concesso il permesso di dimora B in data 22.04.1998.

Dal 2.08.2000 l'__________ __________
ha trasformato il suo permesso B in un permesso L (120 giorni) senza
tuttavia diminuire proporzionalmente il salario pattuito con l'__________.

 

A prescindere dall'effettiva
permanenza in __________ (comunque non superiore ai 120 giorni autorizzati),
nell'interesse delle buone relazioni con l'__________ e del __________, RI 1 ha
mantenuto intatto il salario "storico" senza pretendere una riduzione
del corrispettivo, proporzionalmente alla durata limitata del permesso di
lavoro temporaneo. Tuttavia è inammissibile che le ulteriori prestazioni
fornite dall'__________ __________ fornite in outsourcing in esecuzione
di un mandato professionale, siano arbitrariamente assimilate ad una
retribuzione salariale soggetta ai contributi paritetici.

D'altra parte ipotizzare che la
retribuzione salariata per l'anno 2000 sia di Fr. 904'294.-- e per l'anno 2001
di Fr. 865'980.-- per i 120 giorni di attività lavorativa in __________
appare a prima vista azzardato, quando i diretti interessati negano che ciò sia
avvenuto ed in modo trasparente dimostrano che i pagamenti eccezionali del 2000
e 2001 corrispondono a due note d'onorario emesse per prestazioni fornite
dall'estero.

 

8.   Gli organi
responsabili di RI 1 e lo stesso __________ __________ sono disponibili
in ogni momento a partecipare all'istruttoria in modo attivo. Il Tribunale
delle assicurazioni può chiedere tutta la documentazione che riterrà utile per
chiarire la fattispecie litigiosa.

In particolare dovrebbe essere
richiamato l'intero incarto amministrativo di RI 1 e dell'__________ __________,
relativo alla concessione del permesso di dimora B e della sua
trasformazione in permesso L, nonché in particolare le trattative con l'__________.

 

 

Per questi motivi si chiede che, richiamate le norme di legge
applicabili alla fattispecie e previa istruttoria sia

 

 

GIUDICATO

 

 

1. Il ricorso è integralmente accolto

    §   La
decisione 25 ottobre 2004 della Cassa CO 1, con cui ha respinto
l'opposizione interposta in data 12 ottobre 2004 contro la decisione di
tassazione d'ufficio del 15 settembre 2004, è annullata.

 

    §§ Di
conseguenza la decisione di tassazione d'ufficio del 15 settembre 2004 è
annullata.

 

2. Protestate spese e ripetibili." (Doc. I)

 

                               1.3.   Con risposta
del 3 gennaio 2005 la Cassa propone la reiezione del ricorso e afferma:

 

"  La
Cassa tiene dapprima a contestare l'affermazione della ricorrente secondo cui
la decisione su opposizione "(...) appare, già a prima vista, carente di
motivazione, nella misura in cui la Cassa si è limitata a respingere le
argomentazioni sollevate da RI 1 senza fornire alcuna spiegazione" (cfr. consid.
5, ricorso 24 novembre 2004).

 

Infatti, nella sua decisione su opposizione 25 ottobre 2004 (già
in possesso del TCA), la Cassa, ritenuto che l'opponente non aveva prodotto dei
giustificativi comprovanti che l'attività esercitata dal signor __________
fosse stata svolta all'estero, ha ripreso gli importi versati all'__________ __________
per complessivi Fr. 1'278'500 sulla base dell'art. 5 cpv. 2 LAVS.

 

 

Ad. 7-8 Contestati

 

La Cassa tiene a ricordare che il signor __________ ha ottenuto un
permesso B a partire dal 22 luglio 1998 (valido fino al 21 luglio 2000).

In data 19 giugno 2000 egli è però partito da __________ direzione
__________, per poi ritornare a __________ il 2 agosto 2000, trasformando il
suo permesso B in un permesso L di 120 giorni.

 

La Cassa tiene pure a sottolineare che il contratto 13 dicembre
1999 tra __________ e RI 1 concernente l'area denominata __________ (allegato
1) per un onorario complessivo pari a USD 1'000'000.-- ha avuto inizio il 1
gennaio 2000, quando il signor __________ risiedeva a __________ con un
permesso B, il quale è poi stato trasformato in uno di durata di 120 giorni ma
soltanto a decorrere dal 2 agosto 2000.

 

Di conseguenza appare perlomeno azzardato affermare, in relazione
al suesposto contratto, che "(...) RI 1 non poteva fornire tutte le
prestazioni richieste, avvalendosi unicamente delle prestazioni personali
offerte dall'__________, nell'ambito dei 120 giorni autorizzati. Di conseguenza
RI 1 ha dovuto conferire un mandato aggiuntivo all'__________, architetto
indipendente e residente a __________ (..) affinché fornisse in outsourcing le
prestazioni richieste". (consid. 3 ricorso 24 novembre 2004).

 

Appare inoltre fuorviante sostenere che "(. ..) D'altra
ipotizzare che la retribuzione salariata per l'anno 2000 sia di Fr. 904'294.--
e per l'anno 2001 di Fr. 865'980.-- per i 120 giorni di attività lavorativa in __________
appare a prima vista azzardato, quando i diretti interessati negano che ciò sia
avvenuto ed in modo trasparente dimostrano che i pagamenti eccezionali del 2000
e 2001 corrispondono a due note d'onorario emesse per prestazioni fornite
all'estero" (cfr. consid. 7, pag. 5, ricorso 24 novembre 2004).

 

Al proposito, la Cassa ribadisce che il signor __________ era
domiciliato a __________ con un permesso B al momento della stipulazione del
contratto tra la ricorrente e la __________ e che la durata del permesso è
stata modificata soltanto in una fase successiva. A mente della Cassa questo
modo di agire appare a prima vista perlomeno ambiguo.

 

Per contro, la ricorrente continua a sostenere che l'__________ ha
ricevuto oltre al salario (fr. 15400 al mese) due versamenti (USD 390'000,
8.11.2000 e USD 380'000, 18.12.2001, vedi nota d'onorario, allegato 2),
inerenti il contratto sopraccitato, per prestazioni di un indipendente
residente all'estero che ha svolto l'attività all'estero, senza però aver
fornito dei giustificativi comprovanti tale affermazione, né al momento della
revisione, né in sede di opposizione che di ricorso.

 

Conseguentemente la Cassa deve considerare gli importi versati
all'__________ per un importo complessivo di fr. 1'278'500.-- quale salario
determinante per attività svolta in __________, ritenuto che la controparte non
abbia finora dimostrato che tale attività sia stata effettuata all'estero."
(Doc. III)

 

                               1.4.   Il 14
gennaio 2005 la ricorrente ha trasmesso la seguente documentazione:

 

"  Ÿ  
copia permesso di dimora temporaneo L (__________) 

rilasciato all'__________,
valido dal 2.08.2003 al 31.07.2005, limitatamente a 120
giorni all'anno per l'esercizio di un'attività lucrativa dipendente, con la
precisazione che l'assunzione di un'attività lucrativa indipendente necessita
di un permesso;

 

•    fotocopia del team di
progettazione dell'area "__________" - __________; 

 

•    copia del contratto di
sublocazione di locali e di concessione onerosa di utilizzo di strutture di
studio tra __________ e __________, dal 1.10.1999 al 28.02.2001, con
fatture relative;

 

da cui risulta che, per il tramite della società __________,
l'__________ ha potuto utilizzare - dal 1 ottobre 1999 al 28 febbraio
2001 - le strutture logistiche, tecniche e i supporti informatici
all'interno dello __________, per poter svolgere l'attività di progettazione
per la quale ha emesso a carico di RI 1 le note d'onorario 2000 e 2001 per un
ammontare complessivo di Fr. 1'278'500.--." (Doc. VII)

                               1.5.   Pendente
causa il TCA ha richiamato dal __________, l’incarto relativo all’__________ e
dall’__________ il dossier relativo alla società ricorrente (doc. da VIII a
XI).

 

                               1.6.   Il 3
febbraio 2005 l’__________ è stato sentito dal giudice delegato. Dall’udienza è
emerso quanto segue:

 

" 
Preliminarmente il giudice comunica alle parti
di avere acquisito gli atti in fotocopia dell'__________ relativi alla RI 1 (__________qui
di seguito) oltre ai doc. della __________. Questi ultimi doc. saranno elencati
in dettaglio e solo parte del dossier sarà acquisita agli atti. L'elenco ed i
doc. fotocopiati saranno trasmessi alle parti. __________ non ha obiezioni da
sollevare a questa modalità di procedura. Il Giudice informa inoltre che l'avv.
RA 1 ha fatto pervenire al Tribunale un plico denominato doc. VII che sarà
consegnato in copia alla Cassa nel corso dell'udienza.

 

e si procede all'esame del teste:

 

- __________;

 

(…)

 

Sono giunto nel corso del __________ in __________
con un permesso L che mi permetteva di svolgere attività lavorativa per 120
giorni. Ero già allora attivo presso la RI 1. Non sono in grado di dire quando
la Società fosse stata fondata. Non ricordo di avere partecipato alla
fondazione della Società. Io sono azionista della RI 1 nella misura del 100%
sin dalla mia acquisizione al momento della fondazione e quindi da sempre.
Tengo a precisare che ho una residenza a __________, dove posseggo una casa
vera e propria che si trova in __________. 

A __________ presso il condominio __________
dispongo di un appartamento di 2 locali di proprietà della RI 1 sono stati
acquistati appositamente per me . Prendo atto che vi sono 2 contratti di
locazione agli atti della __________ ma che sono relativi al medesimo oggetto e
ad un solo contratto. 

Nel corso degli anni il mio primo permesso L è
stato tramutato in un permesso B e nel corso del giugno del 2000 ho chiesto
nuovamente che si passasse ad un permesso L, l'istanza è stata accolta dalla
competente autorità amministrativa.

 

Specifico subito per evitare confusioni preciso
subito che la __________ è stata successivamente fusa con altra Società e ha
assunto la denominazione di __________. La fusione è avvenuta nel corso del
2003.

Preciso che non sono socio e non lo sono stato
della __________, non sono socio neppure della società __________ che so essere
proprietaria di questa __________ non ho interessi e interessenze economica
nella __________ e non le ho avute. 

 

L'avv. RA 1  con il doc. VII ha prodotto agli
atti (D3) il contratto concluso tra __________ e lo __________ qui di seguito).

Questo contratto data del 1.10.1999 e vede la __________
rappr. dal __________.

La __________ era proprietaria di una grossa area
molto grande alle __________. 

Vi è stato un incarico dato da __________ alla RI
1 per la progettazione dell'area delle __________. Il contratto data del
13.12.1999. 

__________ avendo l'intenzione di edificare le __________
ha avviato le necessarie procedure trovando degli ostacoli di natura
amministrativa per la progettazione stessa. Ne è conseguito un iter procedurale
sfociato nella sentenza del __________, che ha autorizzato l'edificazione
attraverso la nomina di un __________ nella persona di un __________. La
sentenza di giugno è stata pubblicata solo nel settembre 1999 e da lì era
possibile organizzare il lavoro.

In tutte queste varie fasi procedurali io ho
sempre rappr. la Soc. in qualità di procuratore. Questa mia veste derivava dal
fatto che la precedente proprietaria prima di __________ era Società nella
quale io avevo un interesse economico ed ero io quindi la persona più indicata
per portar avanti quelle trattative. 

La RI 1 ha uffici propri in __________ ma non ha
adeguate strutture per la progettazione come quelle delle __________ ed era
quindi necessario trovare strutture adeguate. Vista la vittoria della causa __________
la progettazione in divenire e la mia intenzione di far lavorare la RI 1 la
Società qui ricorrente è stata incaricata da __________ di eseguire la
progettazione che però materialmente non poteva avvenire presso i suoi uffici e
per tale motivo già nell'ottobre 1999 è stato concluso un contratto con lo
studio __________. Questo studio metteva a disposizione spazi fisici e
personale. È giusto rilevare che contraente è stata la __________ e non la
ricorrente. Devo premettere che l'idea iniziale era quella di operare in __________
con incarico della RI 1 trovando spazi fisici qui adeguati e uno studio di
architettura su cui appoggiarsi. Non si è trovato la struttura adeguata per cui
l'opzione è andata su __________. Devo dire che l'idea iniziale di fare in __________
la progettazione mi ha condotto a tramutare da L in B il mio permesso. Visto
questa situazione c'è stato un ritorno al permesso L. Salvo errore da parte mia
il permesso B è stato da me tenuto due anni, luglio 1998, luglio 2000.

È giusto dire che __________ avendo concluso il
contratto il 13.12.1999 con la RI 1 ha poi demandato a me l'esecuzione di
questo lavoro con un contratto che però si situa al di fuori del contratto
d'impiego per personale commerciale (doc. V) del dossier __________. 

Il Giudice mi chiede come mai l'incarico di
progettare l'area delle __________ conferitomi da RI 1 che lo aveva ricevuto
dalla __________ di cui io ero tra l'altro procuratore mi sia stato dato al di
fuori del contratto di lavoro e di collaborazione che avevo con la RI 1. Io devo
dire francamente che non conosco le motivazioni che hanno spinto i miei
consulenti a procedere in questo modo. Io sono un tecnico mi occupo di
progettazione. È vero che ho vinto delle cause in __________ ma esclusivamente
sulla base di questioni tecniche. 

 

Ribadisco di essere proprietario attraverso un __________
di una casa a __________ da molti anni. La mia residenza __________ risale al
1992 prima avevo un'altra casa e da ultimo ho acquistato questa. Io risiedo
abitualmente a __________, nella mia casa vi è anche un ufficio che io uso per
questioni personali ma non è adeguato ad una progettazione come le __________,
mia moglie risiede con me a __________. 

 

Agli atti sono consegnati le fatturazioni per le
mie prestazioni svolte in favore della RI 1 per i lavori da questa ricevuti da __________,
ho indicato sulla fatturazione il mio indirizzo __________ perché io risiedo li
ed era giusto agire in questo modo. 

 

Il Giudice mi chiede se gli importi di cui si
tratta sono stati sottoposti alla percezione di imposte del __________ o
rispettivamente se sono stati percepiti su queste somme contributi analoghi a
quelli percepiti dell'AVS. Rispondo che non ne sono a conoscenza, mi avvalgo di
un consulente __________, mi impegno ad interpellarlo ed a fornire al Tribunale
una informazione in merito. So solo che pago imposte a __________. 

 

Io viaggio molto e faccio comunque sempre ritorno
a __________. A __________ l'appartamento lo uso saltuariamente. 

 

Devo dire che quando era necessaria la mia
presenza intensa a __________ capitava che  alloggiassi sia a __________ presso
la __________ della __________,  a __________ ma anche capitava di rientrare a __________
per le mie necessità personale e professionali. A __________ ho attività
professionale indipendente per cui ogni settimana io sono comunque a __________.

 

Il GD mi chiede se sull'importo di 1'278'500
siano state da me pagate delle spese connesse alla mia progettazione quali
consulenze. Sinceramente non lo so specificare è possibile che già sia
avvenuto. La fatturazione mia è avvenuta da __________ alla Società __________
quindi mi sento di escludere che siano state percepite imposte dallo Stato __________
o contributi sociali dallo Stato __________. 

 

Preciso che la RI 1 ha conseguito un guadagno perché
ha rifatturato le mie prestazioni alla __________ per un milione di dollari
mentre a me ne ha versati 770'000. Su questi soldi sono stati debitamente
solute le imposte in __________.

 

A domanda della Cassa preciso che gli importi dei
miei onorari sono stati da me incassati presso un Istituto bancario di __________.

 

Il teste produce fotocopia della sua CI scaduta
del 1998 da cui si desume l'indirizzo __________ e la residenza __________, la
relazione tecnico descrittiva del progetto __________, un documento della __________
relativo al parere tecnico per la progettazione come pure la delega a __________
progetti per prestazioni d'ingegneria il tutto per dimostrare il periodo di
attività. Il giudice comunica che verranno estratte fotocopie dei doc. tranne
che della relazione che rimarrà agli atti e verrà resa all'avv. RA 1 con il mio
consenso.

 

A domanda della Cassa preciso che io in __________
ho chiuso tutte le mie posizioni. Per il mio lavoro svolto non sono stato
assoggettato e nemmeno considerato residente, non ho avuto uno statuto
contributivo per la mia attività svolta lì in quel periodo." (Doc. XII)  

 

                               1.7.   In data 18
febbraio 2005 questo Tribunale ha chiesto ulteriore documentazione all’__________.
In particolare ha assegnato un termine di 10 giorni per produrre la
documentazione attestante che sulla somma versata dalla ricorrente, in __________
(o eventualmente in __________) sono state prelevate le imposte e/o contributi
analoghi a quelli percepiti dall’AVS in __________, nonché la documentazione
ufficiale della società __________, ossia le __________ (doc. XIII).

 

                               1.8.   L’interessato
ha trasmesso al TCA la documentazione richiesta per quanto concerne la __________,
nonché uno scritto della “__________” di __________, del seguente tenore:

 

 

" 
Certificate of Fiscal Residence

 

The __________ tax authorities certify that,

 

To the best of their knowledge, between 1 January 2000 and 31 December 2001,

 

Mr. __________

 

was resident in the __________ for tax purposes,

 

within the meaning of the __________ tax convention."
(doc. E)

 

                               1.9.   Le parti hanno potuto
esprimersi in merito. Mentre la cassa si è limitata a riconfermarsi nella sua
risposta, la ricorrente ha affermato:

 

1.                             Si
ribadisce che RI 1 ha corrisposto all'__________, residente nel __________, la
somma litigiosa a titolo di mercede e non quale salario.

 

Tale mercede era dovuta per le
prestazioni fornite dall'__________ quale libero professionista
indipendente.

 

RI 1 non detiene evidentemente
alcuna documentazione attestante che su tale somma siano stati pagati
all'estero contributi analoghi a quelli percepiti in __________ dall'AVS,
poiché tale questione le era estranea e non la concerneva in alcun modo.

 

2.   RI 1 prende
atto che l'__________ ha prodotto al TCA il doc. XV, da cui risulta la
sua posizione fiscale nel __________, dove egli aveva la propria residenza dal 1.01.2000
al 31.12.2001.

A tal riguardo va menzionata
l'applicabilità dell'art. 14 della Convenzione tra la Confederazione __________
per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito __________,
in virtù del quale:

"I redditi che un residente
di uno Stato contraente trae dall'esercizio di una libera professione
o da altre attività di carattere indipendente sono imponibili
soltanto in detto Stato, a meno che detto residente non disponga
abitualmente di una base fissa per l'esercizio delle sue attività nell'altro
Stato contraente.

 

Se dispone di una tale base fissa,
i redditi sono imponibili nell'altro Stato contraente, ma limitatamente alla
parte attribuibile a detta base fissa.

L'espressione "libero
professionista" comprende in particolare le attività indipendenti di
carattere scientifico, letterario, artistico, educativo o pedagogico, nonché le
attività indipendenti dei medici, avvocati, ingegneri, architetti, dentisti
e ragionieri".

 

Così stando le cose la posizione
fiscale dell'__________ in relazione alle mercedi versategli da RI 1 è
chiara, nella misura in cui egli era residente fiscale nel __________ dal 1.01.2000
al 31.12.2001.

 

3.   RI 1, all'infuori
dell'esistenza della Convenzione sulle sicurezze sociali fra la __________, non
è a conoscenza della legislazione sulla sicurezza sociale vigente nel __________
e non è quindi di alcun aiuto al riguardo.

 

A tutela del diritto di essere
sentito, RI 1 chiede perciò di essere preventivamente informata in merito alla
legislazione straniera che la Cassa di compensazione o il TCA intendesse
eventualmente richiamare, anche solo a titolo pregiudiziale, nella misura in
cui siffatta legislazione avesse una qualsiasi influenza, anche indiretta,
nell'esame dell'oggetto del contendere." (Doc. XXII)

                                          

                             1.10.   Pendente causa il TCA ha
assegnato alle parti un termine per esprimersi circa l’applicabilità della
Convenzione del __________ relativa alla sicurezza sociale.

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   Va
innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge
sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha
comportato diverse modifiche della LAVS.

 

                                         Da un
punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22
luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF
130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF
126 V 166 consid. 4b).

                                         Per
contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già
avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la
questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al
principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano
immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF
130 V 4 consid. 3.2).

 

                                         In concreto
le riprese si riferiscono a prestazioni effettuate dal 1.1.2000 fino al
31.12.2001, mentre le decisioni (formale e su opposizione) sono state emanate
nel corso del 2004.  

 

                                         Per cui,
mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme
della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAVS, per quanto riguarda le
riprese vanno applicate le norme in vigore fino al 31 dicembre 2002.

                                         Ne
discende che ogni riferimento alle norme della LAVS va inteso nel tenore in
vigore fino al 31 dicembre 2002, tranne indicazioni in senso contrario.

 

                               2.2.   L’insorgente
fa innanzitutto valere una carenza di motivazione.

 

                                         La
contestazione della società ricorrente si riferisce alla pretesa di
ottenere una decisione motivata che rientra nella nozione del
diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 29 cpv. 2 Cost. fed. Riguardo
all'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. si applica, senza eccezione alcuna, la
giurisprudenza sviluppata a proposito del vecchio art. 4 Cost. fed. (cfr. Pratique
VSI 2001 pag. 114 segg. = SVR 2001 IV Nr. 16; DTF 126 V 130 = SVR 2001 ALV Nr.
12 pag. 37).                          

                                         La pretesa a un
provvedimento motivato impone all'autorità di pronunciarsi nei considerandi
sulle allegazioni delle parti, riferendosi agli argomenti da esse addotti. Tale
obbligo intende evitare che l'autorità, nell'esercizio dei suoi poteri
decisionali, si lasci guidare da ragioni non pertinenti e, d'altro canto,
consentire al cittadino di farsi una chiara idea della portata della decisione
che lo riguarda per poterla, se del caso, impugnare. A tal fine ogni atto
decisionale deve menzionare, anche se brevemente, le considerazioni che ne
hanno determinato il convincimento, ritenuto comunque che l'autorità non è
tenuta a prendere esplicitamente posizione su ogni allegazione di fatto o di
diritto, ma può limitarsi ai punti essenziali e all'esame delle argomentazioni
di parte atte a influire sul giudizio (cfr. STFA del 2 novembre 2004 nella
causa M., I 458/03; STFA dell’11 ottobre 2004 nella causa T., H 180/03; DTF 126
V 80 consid. 5b/dd; Albertini, Der verfassungsmässige Anspruch
auf rechtliches Gehör im Verwaltungsverfahren des modernen Staates, Berna 2000,
pag. 368 seg. con numerosi rinvii).

 

                                         Nel
caso di specie, pur essendo la motivazione della decisione su opposizione assai
stringata, l’insorgente ha potuto comunque comprenderne la portata, impugnarla
e confrontarsi con il contenuto della stessa. 

 

                                         Inoltre, la ricorrente ha
potuto esprimersi in merito alla risposta presentata dalla Cassa ed alle
risultanze dell’istruttoria condotta da questo TCA, di modo che, comunque,
un’eventuale carente motivazione nel caso di specie è stata sanata, avendo questo
Tribunale lo stesso potere cognitivo dell’amministrazione.

 

                                         Il TCA deve pertanto
entrare nel merito del ricorso.

 

                                         Nel merito

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è la questione a sapere se l’importo di fr. 1'278'500 versato dalla
società ricorrente all’__________ va assoggettato in __________ siccome versato
per un'attività dipendente svolta in territorio elvetico.

 

                                         In
particolare la ricorrente afferma che l’interessato, domiciliato in __________
e che beneficiava unicamente di un permesso di tipo L in __________, ha svolto
la propria attività lucrativa in __________. Per cui non vi sarebbero relazioni
con la __________ per quanto concerne l'attività svolta. 

                                         Da parte
sua la Cassa rileva invece alcune incongruenze nell’agire dell’__________ e
ritiene che in realtà il lavoro è stato effettivamente svolto nel nostro Paese.

 

                               2.4.   E'
assicurata obbligatoriamente alla LAVS la persona che adempie uno dei criteri
d'assoggettamento previsti dall'art. 1 cpv. 1 LAVS (domicilio o attività
lucrativa in Svizzera) senza trovarsi in un caso di esenzione (art. 1 cpv. 2
lettere a e c), senza aver domandato e ottenuto l'esenzione (art. 1 cpv. 2
lettera b) e senza che il diritto internazionale designi un altro diritto
nazionale o esoneri l'interessato (Greber,
Duc, Scartazzini, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse
et survivants (LAVS), Basilea 1997, n. 82 ad art. 1 LAVS, pag. 52). I criteri d'assoggettamento previsti dall'art. 1 LAVS sono
alternativi ed è pertanto sufficiente adempierne uno solo (il domicilio o
l'attività lucrativa in Svizzera) per essere obbligatoriamente assicurato.

                                         Nel
diritto internazionale, allo scopo di evitare sia i conflitti di legge positivi
che negativi, esiste la regola generale dell'unicità della legislazione
applicabile. Gli strumenti di coordinazione designano di regola un diritto
nazionale (Greber, Duc, Scartazzini,
op. cit., n. 55 ad art. 1 LAVS, pag. 41) e il criterio principale utilizzato per determinare
il sistema di sicurezza sociale competente è quello del luogo di lavoro (Greber,
Duc, Scartazzini, op. cit., n. 57 ad art. 1 LAVS, pag. 42).

 

                                         Tutte le
convenzioni concluse dalla Svizzera contengono regole sul diritto applicabile,
ossia la designazione del sistema di sicurezza sociale competente. Queste norme
internazionali sono direttamente applicabili e prevalgono sul diritto interno
(DTF 110 V 72).

 

                                         In
concreto, trattandosi di stabilire se la ricorrente deve versare i contributi
sul reddito versato all’__________ nel 2000 e 2001, gli "Accordi
bilaterali tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri da una parte e la
Confederazione svizzera dall'altra" sulla libera circolazione delle
persone (ALC), non sono applicabili in concreto, poiché i fatti determinanti
che hanno portato l’amministrazione ad effettuare la ripresa contestata si sono
svolti prima della loro entrata in vigore il 1° giugno 2002 (cfr. DTF 128 V
315).

 

                                         Nemmeno la
Convenzione sulla sicurezza sociale fra la Confederazione __________ e il __________
e d’__________ entrata in vigore il __________ (RS __________) e conosciuta
dall’insorgente (cfr. doc. XXII, consid. 1.9), per i motivi che seguono, trova
applicazione in concreto.

 

                                         L’art. __________
della Convenzione prevede che, con riserva di articoli qui non pertinenti, i
cittadini di una delle Parti contraenti che esercitano un’attività
professionale sul territorio di una delle Parti soggiacciono alla legislazione
di questa Parte; ai fini del calcolo delle quote giusta la pertinente
legislazione, non è tenuto conto del reddito professionale conseguito sul
territorio dell’altra Parte. 

                                         Ora, già
solo per il motivo che l’__________ ha dichiarato di non aver svolto l’attività
litigiosa in __________, la Convenzione non può essere applicata (cfr. verbale
di audizione: “Devo premettere che l'idea iniziale era quella di operare in __________
con incarico della RI 1 trovando spazi fisici qui adeguati e uno studio di
architettura su cui appoggiarsi. Non si è trovato la struttura adeguata per
cui l''opzione è andata su __________.” e “Io risiedo abitualmente a
__________, nella mia casa vi è anche un ufficio che io uso per questioni
personali ma non è adeguato ad una progettazione come le __________”).

 

                                         Inoltre,
come visto, l’art. __________ della Convenzione si applica ai cittadini di una
delle due Parti. L’art. __________ della Convenzione precisa che “cittadino”
significa, per quanto concerne la __________, una persona con cittadinanza __________
e, per quanto concerne il __________, un cittadino del __________ e __________.”

 

                                         Dagli
atti emerge che l’__________ è cittadino __________ (doc. D1). 

 

                                         Trova invece
applicazione la Convenzione del __________ tra la __________ __________. 

 

                                         Ai sensi
dell'art. __________ della Convenzione, la legislazione applicabile è di regola quella
della Parte contraente sul cui territorio viene esercitata l’attività
determinante ai fini dell’assicurazione. Il criterio utilizzato per determinare
il diritto applicabile (sistema competente) è, dunque, quello del luogo di
lavoro (Greber, Duc, Scartazzini, op. cit., n. 63ss. ad art. 1 LAVS). Di
regola, la nozione del luogo di lavoro non è definita dalle convenzioni: sono
di conseguenza le norme relative all'AVS che trovano applicazione (DTF 124 V
100 consid. 3a, 119 V 68 consid. 3a, 117 V 270), in particolare l'art. 1 cpv. 1
lett. b LAVS che contiene la nozione d'attività lucrativa esercitata in
Svizzera (Greber, Duc, Scartazzini, op. cit., n. 63 ad art. 1, pag. 43). A
questo proposito il TFA ha affermato:

 

" 
(…)

n'est pas déterminant pour considérer qu'il y a
activité en Suisse le domicile ou le lieu de séjour mais l'endroit où se trouve
le centre des circostances économiques qui donnent à cette activité son
caractère lucratif." (Pratique VSI 1994 pag. 138 segg.,
consid. 5b pag. 142)."

 

                                         Per
l’art. __________ della Convenzione nei casi in cui, per le attività esercitate
nel territorio di ambedue le Parti contraenti, siano applicabili, in base alla regola
enunciata al paragrafo 1, le legislazioni delle due Parti, i contributi alle
assicurazioni di ciascuna delle due Parti sono dovuti unicamente sulla parte di
reddito realizzata sul rispettivo territorio.

 

                                         L’art. __________
della Convenzione prevede che il principio stabilito all’articolo __________, è
soggetto a diverse eccezioni. In particolare per la lettera a, i lavoratori
dipendenti occupati da una impresa con sede nel territorio di una delle Parti
contraenti e distaccati per un periodo di tempo limitato nel territorio
dell’altra Parte, rimangono soggetti, durante i primi dodici mesi della loro
occupazione nel territorio di quest’ultima Parte, alla legislazione della Parte
dove ha sede l’impresa. Se l’occupazione nel territorio dell’altra Parte si
protrae oltre tale periodo, l’applicazione della legislazione della prima Parte
potrà in via eccezionale essere mantenuta per un ulteriore periodo di dodici
mesi, a condizione che vi sia un accordo in proposito tra le autorità
competenti delle due parti.

 

                               2.5.   In una
sentenza del 4 giugno 1998, pubblicata in Pratique VSI 1999, pag. 18 e seguenti,
a proposito dell’applicazione della Convenzione di sicurezza sociale con il
Regno Unito di Gran Bretagna, il TFA ha stabilito che un cittadino svizzero in
possesso anche della cittadinanza greca attivo in Europa nel settore della
consulenza internazionale per acquisti e vendite d’imprese (Cross Border Mergers
and Acquisitions) domiciliato a Londra, ma renumerato da una società per azioni
con sede in Svizzera e la cui attività, in termini di tempo, non può essere
divisa per singoli Paesi se non arbitrariamente, è considerato esercitare
un’attività lucrativa in Svizzera:

 

" 
(...)

N.R. occupait un poste de cadre supérieur auprès de
la société C. SA, dans le domaine du conseil en matière de vente et d'achat
d'entreprises et de par­ties d'entreprises au niveau international (cross
border mergers and acquisitions).

 

   Par décision du 23 août 1995, la caisse de
compensation compétente a établi que N. R. était soumis à l'obligation
d'acquitter des cotisations AVS sur les rémunérations versées par la C. SA dans
la localité suisse de Z. Par jugement du 2 septembre 1996, l'autorité cantonale
de recours a rejeté le re­cours formé contre cette décision. N. R. interjette
un recours de droit admi­nistratif en demandant que le jugement de l'instance
précédente soit annulé et qu'on établisse que « les revenus perçus par le
recourant auprès de la C. SA ne sont pas soumis à cotisations AVS». Le TFA
rejette le recours, en particulier sur la base des considérants suivants:

 

   2a. Sont notamment soumises à l'assurance
obligatoire selon l'art. 1 al. 1 LAVS (dans la version valable jusqu'à fin 1996
et applicable ici) les person­nes qui ont leur domicile civil en Suisse (let.
a) ou qui exercent en Suisse une activité lucrative (let. b). Dans le deuxième
cas, les assurés sont tenus de payer des cotisations tant qu'ils exercent une
activité lucrative en Suisse (cf. art. 3 al. 1 phrase 1 LAVS). Aux termes de
l'art. 5 al. 1 de la Convention de sécurité sociale entre la Suisse et le
Royaume-Uni de Grande-Bretagne et d'Irlande du Nord du 21 février 1968,
lorsqu'une personne exerce une ac­tivité professionnelle sur le territoire de
l'une des parties contractantes, les dispositions légales de cette partie sont
applicables, à moins que la conven­tion n'en dispose autrement. La Convention
institue par conséquent, en ce qui concerne l'assujettissement à l'assurance et
l'obligation de cotiser qui en découle, le principe du lieu de travail. Elle ne
définit pas avec plus de préci­sion ce qu'il faut entendre par lieu de travail
au sens de cette disposition. On n'a toutefois pas d'indices permettant de
croire que la Convention ait cher­ché à instituer des règles s'écartant du
droit national. De ce fait, il y a lieu d'examiner à la lumière des
prescriptions du droit de l'AVS si le recourant exerce une occupation ou une
activité en Suisse au sens de l'art. 5 de la con­vention (ATF 119 V 68 = VSI
1993 p. 103 consid. 3a; ATF 117 V 270 = RCC 1992 p. 434; VSI 1994 p. 138 consid.
6a).

 

   b. Selon l'art. 5 al. 2 LAVS, le salaire
déterminant comprend toute ré­munération pour un travail dépendant, fourni pour
un temps déterminé ou indéterminé. Aux termes de l'art. 12 al. 1 LAVS, est
considéré comme em­ployeur quiconque verse à des personnes obligatoirement
assurées une ré­munération au sens de l'art. 5 al. 2 LAVS. Selon la
jurisprudence, il faut con­sidérer comme employeur, en règle générale, celui
qui paie aux salariés le salaire déterminant. Cela ne signifie toutefois pas
qu'il faille considérer comme employeur tenu de faire les décomptes et de payer
les cotisations aussi celui qui verse le salaire sur l'ordre d'un tiers. L'art.
12 al. 1 LAVS in­dique seulement qu'en cas de doute, c'est-à-dire lorsqu'on se
demande qui est le véritable employeur, il faut considérer comme tel celui qui
paie le sa­laire (RCC 1990 p. 141 consid. 5b, 1987 p. 32 consid. 2b avec des
références).

 

   3. Le litige porte sur le point de savoir si des
cotisations AVS/AI doivent obligatoirement être perçues sur les rémunérations
versées au recourant par la C. SA. A cet égard, il est établi que le recourant
n'a pas de domicile civil en Suisse, raison pour laquelle il faut rejeter la
qualité d'assuré du point de vue de l'art. 1 al. 1 let. a LAVS. En revanche, il
s'agit de savoir s'il a exer­cé une activité professionnelle en Suisse et se
trouve de ce fait soumis à l'as­surance obligatoire (art. 1 al. 1 let. b LAVS).

 

   4. Les premiers juges ont répondu par
l'affirmative à cette question, en s'appuyant essentiellement sur le contrat
conclu entre la C. SA et le recou­rant en date du 20 juillet 1992.

 

(…)

 

   Selon la jurisprudence, en cas de doute, il faut
considérer comme em­ployeur celui qui paie le salaire (consid. 2b ci-dessus ;
RCC 1990 p. 141 con­sid. 5b, 1987 p. 32 consid. 2b avec des références). Dans
le cas présent, la pré­somption que l'employeur est la C. SA est renforcée par
la lettre du 20 juil­let 1994 mentionnée et par le contenu du contrat du 20
juillet 1992. Les allégations du recourant se limitent en revanche
principalement à objecter, sans avancer de preuve plus concrète, qu'il n'a
jamais travaillé pour la C. SA et n'a pas non plus été soumis aux instructions
de cette compagnie. Il ne peut ainsi pas renverser la présomption suscitée par
le versement de la rémunéra­tion considérée, et l'argument selon lequel le
second contrat concerne une réglementation spéciale dite «UK ex pat» ne change
rien à cela. Car il n'est pas établi par là que la C. SA, comme le prétend le
recourant, assume la fonc­tion de simple organe de décompte et de paiement. Par
ailleurs, la mention apposée à la main en marge du paragraphe 18 du contrat («never
execut­ed!») ne permet pas de tirer une conclusion favorable au recourant." 

 

 

                               2.6.   Chiamato ora a pronunciarsi il TCA ritiene che la società
deve pagare i contributi in __________.

 

                                         Infatti,
nel caso di specie il centro economico dell’attività, a non averne dubbio, era
la __________ ed in particolare la società ricorrente la quale ha versato il
salario all’interessato, suo direttore, nonché azionista unico. Va qui
rammentato che secondo la giurisprudenza, in caso di dubbio, occorre
considerare come datore di lavoro colui che paga il salario (Pratique VSI 1999
pag. 21 e riferimenti). In concreto l’__________ è stato pagato dalla società
ricorrente per i lavori ricevuti dalla __________. La società ricorrente ha
conseguito un guadagno nella misura in cui ha rifatturato le prestazioni
dell’architetto alla __________ per un milione di dollari mentre ne ha versati
770'000 all’architetto. 

                                         

                                         Altro
indizio che il centro economico dell’attività è la __________ è pure la
circostanza che il regolamento per le prestazioni e gli onorari al contratto
fra la ricorrente e la __________ prevede che il diritto applicabile, oltre al
contratto e il regolamento, è il diritto __________.

 

                                         La
ripresa della Cassa merita dunque conferma l'__________ avendo svolto
un'attività dipendente su incarico della ricorrente, e non invece - come
adombrato in sede di ricorso - attività autonoma quale progettista incaricato a
RI 1. Ne sono ulteriore chiara dimostrazione, oltre a quanto già evidenziato,
il mandato conferito alla ricorrente da parte della società __________, la
fatturazione da parte dell'__________ alla ricorrente e non alla società __________
e le modalità di versamento del salario.

 

                               2.7.   In una
sentenza del 21 marzo 2005 pubblicata in DTF 131 V 97 il TFA ha applicato la
nozione di abuso di diritto nel seguente caso: “partecipazione di centinaia
d’investitori stranieri a una società in accomandita anche allo scopo di
ottenere future rendite dell’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS),
essendo la posizione di accomandante considerata, dal profilo del diritto delle
assicurazioni sociali, quale attività lucrativa indipendente. Poiché nel caso
concreto gli interessati intendono conseguire un rendimento individuale più
elevato possibile sfruttando i meccanismi di solidarietà tecnico-assicurativa,
l’AVS funge da mero oggetto d’investimento. L’operazione configura un abuso di
diritto. I partecipanti non possono invocare l’assoggettamento all’AVS.”

 

                               2.8.   Nel caso di
specie in data 2 febbraio 1998 l’allora rappresentante dell’__________ ha
inoltrato all’__________ un’istanza di trasformazione del permesso di dimora
“L”, limitato a 120 giorni di permanenza sul territorio __________ e detenuto
dal 1991, in permesso annuale.

 

                                         All’istanza
è stato allegato il contratto di locazione dal quale risulta che l’interessato,
assieme a sua moglie, ha locato a __________ un appartamento di due locali, di
complessivi m2 96.53 per una pigione mensile di fr. 1'500, oltre a fr. 500 di
spese, dal 1.1.1998. Egli ha affermato, in data 18 novembre 1997, nella
procedura tendente all’ottenimento del permesso di dimora annuale in __________
di:

 

" 
essere fermamente intenzionato di far del __________,
ove risiederà in maniera continua e regolare, il centro dei propri
interessi;"

 

                                         e di 

 

" 
aver già sottoscritto un contratto di locazione
con la proprietaria RI 1, __________." 

(doc. 80).

 

                                         Il 14
novembre 1997 l’interessato ha sottoscritto un contratto con la ricorrente dal
quale risulta che è stato assunto dal 1.1.1998 in qualità di direttore, per una
durata del lavoro di 40 ore settimanali dal lunedì al venerdì, con un diritto a
4 settimane di vacanze ed una retribuzione lorda annua di fr. 200'200 (doc. 60).

 

                                         L’autorità
competente ha rilasciato il permesso richiesto con effetto dal 22 luglio 1998
(doc. 46).

 

                                         Il 27
giugno 2000, ossia pochi giorni dopo aver chiesto il rinnovo del permesso annuo
(6 giugno 2000), la società e l’architetto hanno notificato all’__________ la
disdetta del rapporto di lavoro per il 30 giugno 2000 (doc. 36). 

                                         L’interessato
ha inoltre dichiarato di mantenere il contratto di locazione per l’appartamento
di __________ “in quanto vi abiterò saltuariamente” ed ha chiesto la
trasformazione del suo permesso annuale in permesso di dimora di 120 giorni
all’anno (doc. 34). 

                                         A questo
proposito va segnalato lo scritto del 26 giugno 2000 della società ricorrente
all’__________, dove viene indicato quanto segue:

 

" 
vi chiediamo l’annullamento della richiesta di
rinnovo del permesso in oggetto, inviatavi il 6 giugno 2000.

 

Per ragioni nostre interne, di lavoro, non è più
necessaria la presenza continuata in __________ del nostro dipendente Signor __________;
per questo motivo alleghiamo una richiesta per il rilascio di un permesso di
dimora limitatamente a 120 giorni all’anno; infatti 120 giorni sono più che
sufficienti a coprire il periodo in cui ci necessita la sua presenza presso la
sede della società.

 

Vi informiamo inoltre, come potrete rilevare
dalla nuova domanda di permesso, che manterremo invariato lo stipendio mensile
ammontante a CHF 15'400.-- per 13 mensilità." (doc. 33)

 

                                         Il 20
luglio 2000 l’autorità competente ha accolto l’istanza ed ha deciso che l’interessato
“può esercitare l’attività di direttore con un permesso della durata massima
di 120 giorni sull’arco di un anno.” (doc. 32)

 

                                         In altre
parole la ricorrente ed il suo direttore hanno chiesto, pochi giorni prima del
versamento del primo importo dovuto per i lavori oggetto del litigio (30 giugno
2000, cfr. allegato 1, contratto tra la __________ e la ricorrente, art. 4, di
cui si dirà in seguito), la trasformazione del permesso di dimora annuale in
permesso temporaneo, mantenendo tuttavia la stessa retribuzione (fr. 15'400 per
13 mensilità). In seguito alla trasformazione del permesso di lavoro,
l’insorgente e l’__________ hanno sottoscritto, in data 17 luglio 2000, un
nuovo contratto (denominato contratto d’impiego per il personale commerciale)
dal quale emerge che il direttore è stato riassunto in qualità di consulente e
gli sono attribuiti i seguenti compiti particolari: promozione per la gestione
a livello di direttore, la progettazione sia in materia di ingegneria che in
materia di architettura, la super-visione ai progetti, le vendite, marketing,
contatto clientela, ossia ciò che, come si vedrà, ha poi fatto nell’ambito del
contratto con la __________.

                                         Il
Direttore, malgrado la trasformazione del permesso da B a L che gli permette di
restare in __________ al massimo 120 giorni all’anno continua a percepire un
salario lordo mensile (art. 5) di fr. 15'400 all’anno, oltre alla tredicesima e
beneficia di 5 settimane di vacanze (art. 7). Egli ha beneficiato di una
riduzione del tempo di lavoro del 66% circa, riuscendo a mantenere lo stesso
stipendio.

 

                                         Per
quanto concerne il lavoro svolto dall’interessato e soggetto a ripresa da parte
della Cassa, va rilevato che agli atti è stato prodotto un contratto
concernente l’area denominata “__________”, sita a __________, dalla quale
emerge che la società __________ e la ricorrente hanno concluso una convenzione
il cui scopo è “la progettazione e la collaborazione alla progettazione, lo
sviluppo dell’area oggetto del presente contratto a livello di ingegneria e
architettura per mezzo di personale qualificato fornito direttamente dalla RI 1
o da altre strutture. Ed inoltre l’assistenza qualificata per il marketing – la
ricerca di mercato – contratti con possibili acquirenti sia dell’area nuda che
dell’area con il progetto approvato – in parte lottizzato o nella sua totalità”
(allegato 1). 

                                         Per
quanto concerne l’onorario il contratto prevede che è rappresentato dal valore
commerciale stimato del progetto, in proprio, allo 0,2% dell’intero progetto,
pari a USD 1'000'000.--. I pagamenti avvengono in acconti semestrali di USD
250'000.—alle scadenze 30.6.2000, 31.12.2000, 30.06.2001 e 31.12.2001.

 

                                         Il
mandato comprende le seguenti prestazioni: assistenza qualificata al progetto
di massima, progetto definito, appalti e confronto delle opere, progetto
esecutivo, direzione generale dei lavori, direzione locale dei lavori,
documentazione dell’opera, sorveglianza dei lavori di garanzia, esame finale,
contatti con possibili acquirenti, marketing, ricerche di mercato, ecc.
(allegato 1). La durata del contratto va dal 1.1.2000 al 31.12.2001.

 

                                         Va ancora
rilevato che l’__________, oltre ad essere azionista unico della ricorrente (cfr.
verbale di udienza: “Io sono azionista della RI 1 nella misura del 100% sin
dalla mia acquisizione al momento della fondazione e quindi da sempre”),
nonché direttore della società ricorrente (cfr. contratto d’impiego per il
personale commerciale), è “procuratore ad negotia”, consigliere e
consigliere delegato della __________, ed è dunque titolare di cariche o
qualifiche della società con ampi poteri.

 

                                         Dagli
atti risulta infine che, per portare a termine il progetto, il 1° ottobre 1999 è
stato sottoscritto un “contratto di sublocazione di locali e di concessione
onerosa di utilizzo di strutture di studio” tra la __________ e __________,
dal quale emerge che quest’ultima società “per motivi di opportunità – per
la realizzazione di propri disegni e compiti pertinenti una specifica
iniziativa in formazione – intende utilizzare (rectius: far utilizzare al
procuratore ed a persone che si riserva di indicare) per periodo limitato
strutture tecniche e supporti informatici funzionali e già collaudati
all’interno di uno Studio di architettura. Intende anche avvalersi di eventuale
apporto professionale di coadiutori qualificati già operativi nello Studio. Da
parte sua __________ mette a disposizione della società alcuni locali e le
strutture richieste.”

                                         Questo
contratto, a mente del TCA, è tuttavia irrilevante, trattandosi di un accordo
tra la __________ e uno studio di architettura __________ per la messa a
disposizione di locali. Non emerge tuttavia dagli atti una relazione diretta con
la ricorrente. 

 

                               2.9.   Alla luce
della descrizione dei fatti emerge che la società insorgente, il cui direttore e
azionista unico è l’__________, è stata incaricata dalla società __________, il
cui amministratore delegato è l’__________, della progettazione dell’area delle
__________ (che a pagina 24 della relazione tecnico-descrittiva un giornalista
chiama “area di proprietà __________”) ed ha affidato l’attuazione del
progetto all’__________. 

                                         La stessa
società ricorrente pochi giorni dopo aver chiesto il rinnovo del permesso
annuale, ha domandato alla stessa autorità __________ la trasformazione in
permesso temporaneo alcuni giorni prima di incassare il primo importo
dell’onorario derivante dal contratto in esame. 

 

                                         Nel
caso di specie, a non averne dubbio, vi è un abuso di diritto.

 

                                         Infatti
appare singolare che nel ricorso l’insorgente afferma che “non poteva
fornire tutte le prestazioni personali richieste, avvalendosi unicamente delle
prestazioni personali offerte dall’__________, nell’ambito dei 120 giorni
autorizzati”” e di essere pertanto stata costretta a conferire all’__________
un mandato “aggiuntivo” allorché è stata la stessa società a chiedere la
trasformazione del permesso di dimora annuale in permesso di dimora temporaneo
di soli 120 giorni, affermando, nello scritto all’autorità __________ del
giugno 2000 (ossia 6 mesi dopo l’inizio del lavoro) che  “Per ragioni nostre
interne, di lavoro, non è più necessaria la presenza continuata in __________
del nostro dipendente Signor __________; per questo motivo alleghiamo una
richiesta per il rilascio di un permesso di dimora limitatamente a 120 giorni
all’anno; infatti 120 giorni sono più che sufficienti a coprire il periodo in
cui ci necessita la sua presenza presso la sede della società.” e che viene
chiesto l’annullamento della richiesta del rinnovo del permesso annuale
(inoltrata pochi giorni prima, ossia il 6 giugno 2000), 4 giorni prima della
data prevista dal contratto per il versamento del primo importo di USD 250'000
(allegato 1), allorché nessuna autorità aveva chiesto una modifica in tal senso
agli interessati e allorché questo lavoro richiedeva un impegno continuo da
parte dell’architetto (cfr. ricorso doc. I).

 

                                         Non va
poi dimenticato che l’__________, dopo la trasformazione del permesso per
stranieri, continuava a beneficiare del medesimo salario (di tutto rilievo),
malgrado una riduzione del tempo di lavoro del 66%. Inoltre anche
all’interessato sfugge il motivo per il quale egli non abbia ottenuto un
incarico diretto, nell’ambito della sua attività dipendente, dalla ricorrente
(“Il Giudice mi chiede come mai l'incarico di progettare l'area delle __________
conferitomi da RI 1 che lo aveva ricevuto dalla __________ di cui io ero tra
l'altro procuratore mi sia stato dato al di fuori del contratto di lavoro e di
collaborazione che avevo con la RI 1 Io devo dire francamente che non conosco
le motivazioni che hanno spinto i miei consulenti a procedere in questo modo”).

 

                                         Infine va
sottolineato come dalle stesse affermazioni dell’__________ risulta che in __________
non sono stati pagati né contributi sociali, né tasse su quell’importo (“A
domanda della Cassa preciso che io in __________ ho chiuso tutte le mie
posizioni. Per il mio lavoro svolto non sono stato assoggettato e nemmeno
considerato residente, non ho avuto uno statuto contributivo per la mia
attività svolta lì in quel periodo”), mentre in __________ l’interessato
risulta assoggettato unicamente in ambito fiscale sulla base della Convenzione
tra __________ e __________ sulla doppia imposizione fiscale (cfr. doc. E, consid.
1.8) ma non risulta che l’importo litigioso sia stato oggetto di prelievo di contributi
sociali.

 

                                         Per cui,
viste le evidenti manovre poste in atto per eludere il pagamento dei contributi
sociali in __________, __________ ed __________, nel caso concreto,
analogamente a quanto recentemente giudicato dal TFA con sentenza del 21 marzo
2005 (H 199/03), pubblicata in DTF 131 V 97, questo TCA deve concludere che vi
è, in concreto, un abuso di diritto (art. 2 cpv. 2 CC). 

                                         Certo, in
quel caso si trattava di residenti germanici che con il pagamento del
contributo minimo, tramite una società in accomandita, hanno cercato di
ottenere il versamento di rendite dell’AVS violando, con il loro comportamento,
il principio della solidarietà insito nelle assicurazioni sociali. Anche in
concreto, tuttavia, tramite costruzioni ad arte, si è cercato di non pagare i
contributi che invece erano dovuti.

                                         Anche per
questo motivo la ripresa operata dalla Cassa va comunque confermata.

 

                             2.10.   L’insorgente
afferma di essere a disposizione per ogni ulteriore accertamento e, in
particolare, richiama il suo incarto amministrativo e quello dell’__________
relativo alla concessione del permesso B.

                                         

                                         Alla luce
delle risultanze degli accertamenti effettuati da questo TCA (richiamo
dell’incarto della ricorrente dall’__________, dell’incarto dell’arch. __________,
audizione dello stesso __________, richiamo dalla __________ e della
possibilità accordata alle parti di esprimersi in merito, questo Tribunale
rinuncia ad assumere ulteriori prove.

 

                                         Infatti
gli atti dell’incarto permettono a questo TCA di decidere in merito, senza che
ulteriori accertamenti siano necessari.

 

                                         Va qui
ricordato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria
da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad
assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren
in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no.
320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122
III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere
sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.;
DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e
riferimenti).

 

                                         In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all’assunzione di ulteriori
prove.

 

                             2.11.   Va ancora
infine, rilevato che l’insorgente nella sua opposizione rammenta che l’__________
“ha gestito in passato e gestisce attualmente (ndr: ossia 2004) anche
altri progetti non per nostro esclusivo conto” (cfr. doc. C), questo TCA,
in virtù dell’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) in vigore
dal 1° giugno 2002, indipendentemente dall’esito del presente ricorso, invita
la Cassa a mettere in atto le procedure internazionali previste dall’ALC ed in
particolare di notificare e/o chiedere agli Stati esteri (in concreto __________
ed __________) le necessarie informazioni atte ad accertare la posizione
assicurativa dell’interessato, applicando la procedura prevista a livello
europeo tramite il formulario E 001. La ricorrente e l’__________ saranno
naturalmente tenuti a collaborare.

 

                             2.12.   Nella misura
in cui il presente giudizio ha attinenza a contributi imposti dal diritto
federale è data facoltà di impugnativa al Tribunale Federale delle
Assicurazioni mediante ricorso di diritto amministrativo.

 

                                         Per
quanto il presente giudizio si riferisca invece alla richiesta di versamento di
contributi per assegni familiari - che attengono al diritto cantonale - non vi
è controllo giudiziario da parte del Tribunale federale delle assicurazioni
mediante ricorso di diritto amministrativo (v. DTF 124 V 146 c. 1 e
riferimenti) ed il giudizio cantonale è definitivo.

 

                                         Copia
della presente va intimata anche all’__________, quale cointeressato (cfr. STFA
del 2 maggio 2005 nella causa S., H 14/04, consid. 2.5; DTF 113 V 1), anche se
domiciliato all’estero.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Nella
misura in cui le liti hanno per oggetto la richiesta di contributi per assegni
familiari, la presente decisione è definitiva.

 

                                 4.-   Per quanto
attiene ai contributi di diritto federale la presente decisione viene
comunicata agli interessati, i quali possono impugnare il presente giudizio con
ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti