# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b41de4ff-de96-5538-9340-12df64f2a3e8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-10-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 05.10.2018 11.2017.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2017-95_2018-10-05.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2017.95

  	
  Lugano,

  5 ottobre 2018/jh

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Giannini
  

  

 

 

sedente
per statuire nella causa SO.2015.63 (ipoteca
legale degli artigiani e imprenditori: iscrizione provvisoria) della Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 2, promossa con istanza dell'8 gennaio 2015 dall'

 

	
   

  	
  AP 1  

  (patrocinata
  dall'avv.  RA 1 )

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
   AO
  1  

  (patrocinata
  dall'avv.  PA 1 ),

  

 

giudicando sull'appello
del 19 ottobre 2017 presentato dall'Impresa AP 1 contro la sentenza emessa dal
Pretore il 2 ottobre 2017;

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il
15 settembre 2012 AO 1 ha appaltato all'AP 1 la ristrutturazione di una villa e
l'edificazione di una nuova accanto a quella esistente, come pure la
costruzione di una piscina e di un locale interrato con giardino pensile sulla
sua particella n. 678 RFD di __________ per l'ammontare complessivo di 

fr. 2 450 000.–
più IVA. Nel corso dei lavori essa ha commissionato inoltre modifiche e opere
supplementari per fr. 140 000.– nel
febbraio del 2013, per fr. 520 000.– il
23 maggio successivo e per almeno fr. 325 781.30
il 31 ottobre seguente. Il 12 mag­gio 2014 poi essa ha frazionato il fondo n.
678, su cui sorge la villa ristrutturata, ricavando la nuova particella n. 883
RFD di __________, sulla quale si trova la seconda villa. Infine con raccomandata
del 10 settembre 2014 essa ha rescisso il contratto di appalto.

 

                                  B.   L'8
gennaio 2015 AP 1 ha inviato alla committente una fattura finale a saldo di fr.
1 482 065.30
complessivi 

                                         (fr.
5 199 124.30
complessivi, meno acconti per fr. 3 717 059.–), IVA inclusa. Simultaneamente essa si è
rivolta al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 3, chiedendo che fosse
iscritta in via provvisoria un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori in
suo favore di fr. 787 955.85 con
interessi al 5% dall'11 settembre 2014 sulla particella n. 678 e una di fr. 694 112.95 con interessi al 5% dal­l'11 settembre
2014 sulla particella n. 883. Con decreto cautelare di quello stesso giorno,
emanato senza contraddittorio, il Pretore ha ordinato le iscrizioni richieste.
L'addebito delle spese processuali (con una tassa di giustizia di fr. 2000.–)
è stato rinviato alla decisone che sarebbe stata presa dopo il contraddittorio.

 

                                  C.   All'udienza
del 27 gennaio 2015, indetta per il contraddittorio, AO 1 ha proposto di
respingere l'istanza sulla scorta di un memoriale scritto. La discussione è proseguita
il 4 marzo 2015, quando l'istante ha confermato in replica la propria posizione
e la convenuta ha ribadito in duplica il proprio punto di vista. Entrambe le
parti hanno notificato prove. L'istruttoria è cominciata il 1° aprile 2015 ed è
terminata il 27 agosto successivo. Al dibattimento finale le parti hanno rinunciato,
limitandosi a conclusioni scritte. Nei loro rispettivi memoriali del 28
settembre 2015 le parti hanno mantenuto le loro domande. Statuendo con sentenza
del 2 ottobre 2017, il Pretore ha respinto l'istanza e ha ordinato la radiazione
delle due ipoteche legali litigiose dal registro fondiario. Le spese
processuali di complessivi fr. 8500.–, così come le spese del decreto
cautelare emesso inaudita parte l'8 gennaio 2015, sono state poste a carico del­l'istante, tenuta a rifondere alla convenuta
fr. 10 000.– per ripetibili.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata AP 1 è insorta a questa Camera con un appello del 19
ottobre 2017, chiedendo che la decisione impugnata sia riformata nel senso di
confermare l'iscrizione prov­visoria delle ipoteche legali di fr. 787 955.85 oltre interessi al 5% dall'11
settembre 2014 sulla particella n. 678 e di fr. 694 112.95 oltre interessi al 5% dall'11 settembre 2014 sulla particella
n. 883 decretate dal Pretore senza contraddittorio

                                         l'8
gennaio 2015. Nelle sue osservazioni del 10 novembre 2017 AO 1 propone di
respingere l'appello, non senza criticare la sentenza del Pretore. 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   L'iscrizione
provvisoria di un'ipoteca legale degli artigiani e imprenditori è
trattata con la procedura sommaria degli art. 248 segg. CPC (art. 249 lett. d
n. 5 CPC). Le decisioni del Pretore in tale materia sono appellabili perciò
entro dieci giorni dalla notifica (art. 314 cpv. 1 CPC), sempre che il valore
litigioso raggiungesse almeno fr. 10
000.– “secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella
decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). In concreto tale presupposto
è dato, ove appena si consideri l'ammontare delle ipoteche legali rimaste
controverse in prima sede (di fr. 787 955.85
e di fr. 694 112.95). Quanto
alla tempestività del rimedio giuridico, la decisione impugnata è per­venuta
al patrocinatore della convenuta il 9 ottobre 2017
(attestazione Track & Trace n. 98.__________, agli atti). Inoltrato il
19 ot­to­bre 2017, ultimo giorno utile, l'appello in esame è di
conseguenza ricevibile.

 

                                   2.   Un appello diretto
contro una decisione in materia di provvedimenti cautelari, alla cui stregua va
assimilata la decisione in esame (DTF 137 III 567), non sospende l'esecutività
della sentenza impugnata (art. 315 cpv. 4 lett. b CPC). In concreto il Pretore
ha disposto nondimeno che l'invito all'ufficiale del registro fondiario perché
cancellasse le iscrizioni provvisorie delle due ipoteche legali decretate senza contraddittorio l'8 gen­naio 2015
sarebbe stato fatto seguire solo dopo il passaggio in giudicato della
decisione. Le due iscrizioni provvisorie
figurano tuttora, di conseguenza, nel registro fondiario. In condizioni
del genere l'appello continua a essere provvisto di interesse pratico e attuale
(I CCA, sentenza inc. 11.2015.23 del 16 marzo 2016 consid. 3
con rinvio a DTF 119 II 433 consid. 3c; Steinauer,
Les droits réels, vol. III, 4ª edizione, pag. 326 n. 2900b).

 

                                   3.   Nella sentenza
impugnata il Pretore ha accertato anzitutto che il termine di quattro mesi per
l'iscrizione provvisoria delle ipoteche legali degli artigiani e degli imprenditori
risultava osservato, quand'anche si volessero prendere in considerazione
decorrenze diverse per le due annotazioni. Ciò posto, egli ha ritenuto che
l'ammontare dei pegni richiesti appare verosimile alla luce delle testimonianze
assunte nel corso dell'istruttoria, tranne un importo di fr. 80 850.– per “prolungo cantiere”, mentre problemi
inerenti alla fatturazione o al minor valore per difetti sarebbero state da
approfondire nella procedura volta all'iscrizione definitiva delle ipoteche
legali. Quanto il Pretore ha reputato ostare alla conferma delle iscrizioni
cautelari decretate senza contraddittorio è, invece, la ripartizione dell'aggravio
ipotecario sui due fondi. In proposito egli ha rilevato che l'impresa si limitava
a suddividere aritmeticamente la sua pretesa sulle due particelle in proporzione
alle rispettive superfici, mentre avrebbe dovuto allestire conteggi separati dei
lavori eseguiti per l'una e per l'altra particella. Il che era senz'altro alla
sua portata e, quand'anche ciò non fosse, le sarebbe stato possibile chiedere
una perizia. Non essendo dato di sapere quali opere l'impresa abbia eseguito su
un fondo e quali sull'altro, il Pretore ha così respinto l'istanza e ordinato
la cancellazione delle ipoteche legali decretate in via cautelare senza
contraddittorio.

 

                                   4.   A norma
dell'art. 837 cpv. 1 n. 3 CC, tanto nella versione in vigore fino al 31 dicembre
2011 quanto nella versione in vigore dal 1° gennaio 2012, l'iscrizione di
un'ipoteca legale può avvenire solo per materiali e lavoro, o lavoro soltanto,
destinati a un'opera eseguita su un determinato fondo. Il privilegio degli artigiani
e imprenditori può quindi sussistere unicamente per prestazioni eseguite su uno
specifico immobile in relazio­ne a un concreto progetto di costruzione (DTF 136
III 6 consid. 6 in fine; I CCA, sentenza
inc. 11.2014.98 del 10 ottobre 2016, consid. 5). Nella misura in cui
materiali e lavoro, o lavoro soltanto, siano stati impiegati per un'opera
eseguita su anche un altro fondo (fosse pure contiguo), va gravato
quest'ultimo. Non è possibile invece gravare di ipoteca legale un solo fondo per materiali e lavoro, o lavoro soltanto,
destinati a un'opera eseguita su fondi diversi. Un'ipoteca legale
collettiva è lecita unicamente, dopo il contraddittorio, se i fondi da gravare
appartengono al medesimo proprietario o a proprietari che si sono vincolati
solidalmente nei confronti dell'artigiano o del­l'imprenditore (RtiD I-2011
pag. 669 consid. 4 con richiami; più di
recente: sentenza del Tribunale federale 5A_924/2014 del 7 maggio 2015,
consid. 4.1.3).

 

                                         a)    Nel caso di lavori su due o più immobili, l'ipoteca
legale deve essere chiesta sotto forma di pegno parziale gravante ogni singolo
immobile per la frazione del credito di cui il proprietario risponde (art. 798
cpv. 2 CC), e ciò a prescindere dal fatto che l'artigiano o l'imprenditore
abbia compiuto il lavoro sulla base di uno o più contratti. Incombe all'artigiano
o imprenditore allestire un conteg­gio separato per ogni fondo e fatturare i
lavori separatamente, tanto riguardo all'ammontare del credito quanto all'ammontare della relativa garanzia. Ne
segue che, per principio, l'artigiano o l'imprenditore non può suddividere il costo
del proprio intervento in modo astratto tra la superficie dei diversi fondi, né
ripartire l'insieme delle sue prestazioni secondo la volumetria delle eventuali
costruzioni, ma deve specificare quali prestazioni (materiali e lavoro, o
lavoro soltanto) sono stati eseguiti per un determinato fondo e a quale prezzo.
La pattuizione di costi globali o forfettari non lo esonerano da tale obbligo (sentenza
del Tribu­nale federale 5A_924/2014 del 7 mag­gio
2015, consid. 4.1.3.1 con rinvii). E non spetta
al giudice suddividere per apprezzamento una pretesa indeterminata su
più fondi (ZBGR/RNRF 2011 pag. 217). I principi testé enunciati si applicano
non solo alle iscrizioni definitive, ma anche alle iscrizioni provvisorie, sebbene
cifrare l'ammontare del pegno per queste ultime possa apparire arduo, vista
l'esigenza di ottenere l'iscrizione entro
quattro mesi e l'impossibilità di aumentare in seguito l'ammontare della garanzia
iscritta (sentenza del Tribunale federale 5A_924/2014 del 7 maggio 2015, consid. 4.1.4).

 

                                         b)   Nell'appello
la ditta istante contesta che non sia dato di sapere – come reputa il
Pretore – quali opere essa abbia eseguito su un fondo e quali sull'altro. Invoca
un suo elenco particolareggiato delle prestazioni che distin­gue tra i lavori
svolti sulla particella n. 678, per un totale di fr. 2 530 841.–
più IVA, e i lavori svolti sulla particella
n. 883, per un totale di fr. 2 229 419.– più IVA (doc. F). E siccome gli anticipi versati dalla
committente assommano a fr. 3 659 016.– senza attribuzione specifica a un fondo o
all'altro, essa precisa di avere ascritto tali versamenti nella misura del
53.166% alla particella n. 678, per complessivi fr. 1 945 352.45, e nella misura del 46.834% alla particella n. 833, per
complessivi fr. 1
713 670.35.
La suddivisone del credito – essa sottolinea – non è avve­nu­ta quindi in
proporzione alla superficie dei due fondi (sentenza impugnata, pag. 6 a metà),
bensì in proporzione al­l'en­tità dei lavori effettivamente compiuti sull'una e
sull'altra particella. Mal si comprende dunque – essa soggiunge – perché occorresse
una perizia, trattandosi di iscrizioni meramente provvisorie, le quali nel
dubbio vanno ordinate dal giudice.

 

                                         c)   Che
in concreto AP 1 abbia suddiviso al 

                                               centesimo,
nel citato elenco, l'ammontare della sua pretesa complessiva (fr. 4 760 260.–
più IVA) per le singole prestazioni svolte sulla particella n. 678 e sulla particella n. 883 è indiscutibile (doc. F).
L'opinione del Pretore, secondo cui essa avrebbe ripartito la pretesa in proporzione
alla superficie dei due fondi, è dunque priva di pertinenza. Certo, la tabella
prodotta dal­l'istante è un documento di parte allestito dalla stessa impresa edile.
Inoltre gli importi esposti sono privi di riferimenti a un capitolato di appalto
o a una liquidazione finale. Sta di fatto che ciò riguarda, se mai, la verosimiglianza
del credito, su cui si tornerà oltre. Quali prestazioni l'istante ha eseguito
su un fondo e quali sull'altro dal documento risulta con chiarezza. Sotto tale
profilo l'impresa ha quindi ottemperato al proprio onere di allegazione. Su
questo punto l'appello si rivela provvisto così di buon diritto.

 

                                   5.   Nelle osservazioni
all'appello la convenuta eccepisce che, comunque sia, foss'anche in qualche
modo difendibile la suddivisio­ne tra un fondo e l'altro della pretesa a saldo avanzata
dalla ditta istante (fr. 1 482 064.80, IVA inclusa), tale pretesa manca di
verosimiglianza. Il Pretore è stato di altro avviso. Egli ha ritenuto, con
riferimento alle testimonianze assunte nel corso dell'istruttoria, che l'istante
ha sufficientemente reso verosimile la propria spettanza, salvo in relazione a
un importo di fr. 80 850.– per “prolungo cantiere” (sentenza impugnata, consid. 5.2),
suddiviso nella misura di fr. 40 000.– sulla
particella n. 678 e nella misura di fr. 40 850.–
sulla particella n. 883 (doc. F, pag. 2). L'appellata contesta tale l'opinione.
Sottolinea in primo luogo che la direzione dei lavori ha riconosciuto prestazioni
dell'istante solo fino a concorrenza di fr. 3 545 219.– complessivi più
IVA (rispetto ai fr. 4 760 260.– fatturati dalla ditta), comprese le
modifiche e le opere supplementari, e rammenta di avere già versato acconti per
non meno di fr. 3 659 016.–. Essa contesta inoltre svariate voci
della fattura finale indirizzatale dall'impresa edile l'8 gennaio
2015 (doc. E), facendo valere che il saldo di fr. 1 482 064.80 preteso dalla ditta non è
confortato da un solo elemento oggettivo e risulta, anzi, smentito dagli atti.

 

                                         a)   L'artigiano o imprenditore che intende ottenere
l'iscrizione provvisoria di un'ipote­ca legale deve rendere verosimile l'entità
delle prestazioni e delle forniture eseguite. La procedura essendo sommaria, il
giudice non pone esigen­ze trop­po severe al riguardo; in caso di dubbio, egli ordina
l'iscrizione provvisoria e rinvia la decisione sulla legittimità dell'ipoteca
legale alla sentenza sull'iscrizione definitiva (RtiD I-2015 pag. 897
consid. 5 con riferimenti). La verosimiglianza
tuttavia non può fondarsi solo su dichiarazioni della parte istante o su
documenti da questa redatti unilateralmente (come bollettini o rapporti non
firmati dal committente o da un suo rappresentante, richieste di anticipo o fatture),
a meno che tali dichiarazioni o tali documenti non siano contestati (I CCA,
sentenza inc. 11.2016.8 del 31 ottobre 2017 consid. 6a). Se sono contestati,
spetta all'artigiano o imprenditore recare elementi che li confortino con
sufficiente verosimiglianza, per esempio citando come testimoni gli estensori
dei bollettini o dei rapporti che attestano i lavori eseguiti o gli operai che
materialmente vi han­no proceduto oppure chiamando a deporre il direttore dei
lavori (RtiD I-2004 pag. 614 n. 128c). Ammettere il contrario significherebbe
iscrivere un'ipoteca legale – fosse solo provvisoria – in base a semplici
affermazioni di parte.

 

                                         b)   In
appello l'impresa giustifica la propria istanza di iscrizione provvisoria unicamente
con la citata tabella in cui ha suddiviso l'ammontare della pretesa di fr. 4 760 260.– complessivi
(IVA non compresa) in funzione delle prestazioni svolte sulla particella n. 678
e delle prestazioni svolte sulla particella n. 883 (doc. F). Essa non
invoca più la fattura finale del­l'8 gennaio 2015 (doc. E), le cui cifre sono
raggruppate secondo altri criteri e con cifre diverse. Anzi, essa nemmeno
menziona più tale fattura nel memoriale. Invano l'appellata contesta perciò quel
documento (osservazioni, punti 23 e 24), anticipando delicate questio­ni di
merito che andranno esaminate – se mai – con pieno potere cognitivo nell'ambito
del giudizio sulle iscrizioni definitive. Ai fini della presente decisione occorreva
confrontarsi con la tabella di cui si vale l'appellante, rendendone verosimile
l'inattendibilità già a un sommario esame. La convenuta solleva invero, “a mero
titolo esem­plificativo”, cinque contestazioni circa la suddivisione delle
opere tra un fondo e l'altro (osservazioni al­l'appello, pag. 17,
n. 57). Si tratta però di argomenti che
non sono stati sollevati in prima sede e che non possono essere fatti
valere adesso, per la prima volta, in appello (art. 317 cpv. 1 CPC). Essi
sfuggono perciò a ulteriore esame.

 

                                         c)   Non
si disconosce che davanti al Pretore la convenuta aveva criticato la tabella in
rassegna (doc. F), definendola inveritiera e sostenendo che le opere destinate
alla riattazione della villa sulla particella n. 678 erano già state interamente
pagate (me­moriale accluso al verbale di udienza del 27 gennaio 2015, pag. 10
in basso). A parte il fatto però che gli argomenti addotti in prima sede, se
non riproposti, non vanno riesaminati in appello, la convenuta non pretende di
avere dato seguito alle generiche richieste di acconto dell'im­presa indicando a
quale manufatto si riferissero i suoi pagamenti. Non può pretendere dunque di
avere già saldato il conto per la riattazione della villa. E che in simili
circostanze la ditta abbia suddiviso i versamenti in propor­zione al valore
delle opere eseguite sui due fondi – metodo che la convenuta nemmeno discute – risponde
ai principi del­l'art. 87 cpv. 2 CO. Quanto all'affermazione per cui la ripetuta
tabella sarebbe inveritiera, spettava alla convenuta spiegare quali cifre fossero
inattendibili e per quale ragione (art. 222 cpv. 2 seconda frase CPC). Che
l'elenco sia privo di riferimenti a un capitolato di appalto o a una
liquidazione finale ancora non significa, di per sé, ch'esso sia inattendibile.
Ne discende che, seppure per motivi diversi da quelli esposti nella decisione
impugnata, la pretesa avanzata dal­l'istante non può dirsi inverosimile già a
un sommario esame.

 

                                   6.   Sempre
nelle osservazioni all'appello la convenuta obietta che, ad ogni buon conto,
l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale sulla particella n. 678 è tardiva,
poiché è avvenuta ben oltre i quattro mesi previsti dall'art. 839 cpv. 2 CC, mentre
la ristrutturazione della villa era già stata ultimata nel febbraio del 2014, quando
l'autorità amministrativa ne aveva certificato l'abitabilità e l'impresa
le aveva consegnato la garanzia prevista dall'art. 181 della nor­ma SIA 118
(doc. 1). Se non che, il Pretore ha accertato la tempestività dell'iscrizione
provvisoria adducendo due motivazioni, l'una indipendente dal­l'altra. Da un lato
ha rilevato che “le opere appaltate alla ditta istante
interessavano inizialmente un unico fondo, e meglio l'originaria particella n.
678 RFD __________, e sono state comprese in un unico ʽquadro contrattualeʼ
(contratto di appalto 14/15 settembre 2012 e successivi contratti aggiuntivi
per opere supplementari)”, di modo che “deve essere presa in considerazione
un'unica data dalla quale far decorrere il termine di quattro mesi entro il
quale l'ipoteca legale deve essere iscritta”. E tale data – egli ha
proseguito – può essere solo quella del momento in cui la committente ha rescisso
il contratto d'appalto. D'altro lato il Pretore ha accertato che “i lavori
sulla particella n. 678 sono continuati sino al mese di settembre 2014
(cfr. teste Pietro Travella), per cui anche da que­sto punto di vista il
termine di quattro mesi fissato dal­l'art. 839 cpv. 2 CC risulta
rispettato” (sentenza impugnata, consid. 4).

 

                                         Nel caso in cui un giudizio impugnato sia sorretto da più motivazioni
indipendenti, alternative o sussidiarie, un appellante deve contestare ciascuna
di esse (cfr. DTF 142 III 368 consid. 2.4 con richiami). In concreto
l'appellata contesta la seconda motivazione del Pretore, ripetendo che i lavori
riguardanti la villa riattata sono terminati nel febbraio del 2014. Riconosce
però che __________ T__________ ha dichiarato altro, ovvero che i lavori “sono
andati avanti fino all'ultimo, fino a settembre 2014” (deposizione del 1°
aprile 2015, verbali pag. 4 in alto). In circostanze del genere la questione
non è chiara e non può dirimersi già a livello di vero­simiglianza. Quanto poi alla
prima motivazione, la convenuta si limita a rammentare che qualora un contratto
d'appalto riguardi più costruzioni, il termine per chiedere l'iscrizione di
un'ipoteca legale decorre separatamente per ciascun edificio. Essa non si
confronta però con l'opinione del Pretore, secondo cui i contratti stipulati
nella fattispecie formano un'unità dal punto di vista economico, nel senso che
sono embricati l'un l'altro al punto da formare un tutt'uno, sicché il termine
di quattro mesi comincia a decorrere solo con la fine dell'ultimo lavoro formante l'insieme (DTF 125 III 118 consid. 3b;
più recentemente: sentenza del
Tribunale federale 5A_426/2015 dell'8 ottobre 2015, consid. 3.2). Ne discende che, a ben vedere, le due motivazioni
del Pretore non risultano smentite né l'una né l'altra. A un giudizio di
verosimiglianza l'iscrizione provvisoria dell'ipoteca legale sulla particella
n. 678 non può quindi dirsi intempestiva.

 

                                   7.   Se ne conclude che a
ragione l'appellante sostiene di avere sud­diviso la sua pretesa complessiva in
proporzione all'entità dei lavori apparentemente svolti sulla particella n. 678
e n. 883, mentre a torto l'appellata definisce la pretesa non verosimile e per
di più tardiva. Senza dimenticare, per altro verso, che l'impresa non ha
censurato l'accertamento del Pretore, stando al quale dalla pretesa complessiva
vanno detratti fr. 80 850.– per
“prolungo cantiere”, suddivisi nella misura di fr. 40 000.– sulla particella n. 678 e di
fr. 40 850.– sulla particella
n. 883 (sopra, consid. 8 

                                         in principio). Gli
interventi verosimilmente svolti sulla particella n. 678 si riducono così da fr. 2 530 841.– a fr. 2 490 841.– 

                                         (fr. 2 690 108.20
IVA inclusa) e quelli sulla particella n. 883 da fr. 2 229 419.–
a fr. 2 188 569.–
(fr. 2 363 654.50
IVA inclusa). Dedotti acconti per complessivi fr. 3
717 059.– (doc. 12, non contestato),
rimane una differenza di fr. 1 336 703.70, IVA inclusa. Ripartito sui due fondi in proporzione all'entità dei lavori apparentemente
svolti, l'aggravio sulla particella n. 678 risulta di 

                                         fr. 711 526.40 e quello sulla particella n. 883 di fr. 625 177.30. In definitiva l'appello merita
accoglimento entro tali limiti. La decorrenza degli interessi moratori dall'11
settembre 2014 non è contestata.

 

                                   8.   Le
spese e le ripetibili del giudizio odierno seguono il vicendevole grado di soccombenza
(art. 106 cpv. 2 CPC) in entrambi i gradi di giurisdizione. L'istante ottiene
causa vinta per nove decimi. Deve sopportare di conseguenza un decimo degli
oneri processuali, mentre la convenuta va chiamata ad assumere la rimanenza,
con obbligo di rifondere all'istante un'indennità per ripetibili ridotta.

 

                                   9.   Circa i rimedi giuridici esperibili contro la presente
sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso
raggiunge agevolmente la soglia di fr. 30 000.– ai fini dell'art.
74 cpv. 1 lett. b LTF, fermo restando che contro decisioni in materia di
provvedimenti cautelari, alla cui stregua va assimilata l'attuale sentenza
(consid. 2 in principio), può essere fatta valere soltanto la violazione di
diritti costituzionali (art. 98 LTF).

 

Per questi motivi,

 

decide:                      I.   L'appello è parzialmente accolto,
nel senso e la sentenza impugnata è così riformata:

1.  L'istanza
è parzialmente accolta, nel senso che l'ufficiale del registro fondiario del
Distretto di Lugano è invitato a iscrivere, in sostituzione di quanto disposto
con decreto cautelare emanato senza contraddittorio l'8 gennaio 2015 dal
Pretore di Lugano, sezione 2, le seguenti iscrizioni provvisorie:

a)  ipoteca
legale degli artigiani e imprenditori per fr. 711 526.40 con interessi al 5%
dall'11 settembre 2014 in favore dell'AP 1 sulla particella n. 678 RFD di __________,
proprietà di AO 1;

b)  ipoteca
legale degli artigiani e imprenditori per fr. 625 177.30 con interessi al 5%
dall'11 settembre 2014 in favore dell'AP 1 sulla particella n. 883 RFD di __________,
proprietà di AO 1.

2.  All'istante è assegnato un termine
di 30 giorni dal passaggio in giudicato della presente sentenza per promuovere
la causa volta all'iscrizione definitiva dell'ipoteca legale.

3.  Le spese processuali di fr. 8500.–,
come pure la tassa di giustizia di fr. 2000.– e le spese del decreto
cautelare emesso senza contraddittorio l'8 gennaio 2015 (inc. CA.2015.6), da
anticipare dall'istante, sono poste per un decimo a carico dell'istante
medesima e per il resto a carico della convenuta, che rifonderà all'istante
fr. 8000.– per ripetibili ridotte.

 

                                   II.   Le spese di appello di fr.
8500.– complessivi, da anticipare dal­l'appellante, sono poste per un decimo a
carico dell'appellante stessa per il resto a carico di AO 1, che rifonderà al­l'appellante
fr. 5000.– per ripetibili ridotte.

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.   ;

  –
  avv.   ;

  –
  Ufficio del registro fondiario del Distretto di Lugano

     (dopo il passaggio in giudicato).

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario il ricorso in
materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per 

i
motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al
Tribunale federale è sospeso durante le ferie giudiziarie, ma non nei
procedimenti concernenti l'effetto sospensivo né altre misure provvisionali
(art. 46 cpv. 2 LTF).