# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7756e2b4-13f5-5fbf-acc6-9c5959a900aa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-02-17
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 17.02.2004 16.2003.42
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2003-42_2004-02-17.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2003.42

  	
  Lugano

  17 febbraio
  2004/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, vicepresidente,

  Giani e Chiesa

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 22
aprile 2003 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 8 aprile 2003 del Segretario assessore
della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud, nella causa a procedura
sommaria in materia di sequestro (inc. n. EF.2003.109) promossa con istanza
7 aprile 2003 nei confronti di

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  

 

 

 

per
ottenere il sequestro di determinate pretese del debitore, a garanzia di un suo
credito di fr. 2'700.- oltre interessi del 5% dal 7 gennaio 2003, domanda
respinta dal primo giudice;

 

 

letti ed esaminati
gli atti,

 

 

considerato

 

in fatto e in
diritto:       

 

                                         che con sentenza 22
novembre 2002 la seconda Camera civile del Tribunale d'appello, accogliendo
l'appello presentato da __________ contro la sentenza 5 febbraio 2002 della
Pretura della giurisdizione di __________ che aveva respinto l'opposizione da
questa interposta al precetto esecutivo civile notificatole da __________ per
ottenere l'adempimento dell'impegno assunto nella convenzione 27 dicembre 1999 “di provvedere per conto ed a rischio di detto fiduciante (__________) all’intestazione a titolo fiduciario della seguente
partecipazione: acquisto 30% delle quote della __________, Repubblica popolare
cinese” (…), ha riformato la sentenza pretorile accogliendo l'opposizione
interposta da __________ poiché la prestazione richiesta da __________ così
come indicata nel titolo posto alla base del precetto esecutivo civile, vale a
dire nella convenzione fiduciaria 27 dicembre 1999, non è espressa in modo
chiaro e definito (cfr. doc. A, consid. 6);

 

                                         che la
seconda Camera civile ha posto a carico di __________ il pagamento delle tasse,
spese e ripetibili di prima e seconda istanza, per un totale di fr. 2'700.-,
importo tutt'ora scoperto (doc. C);

 

                                         che con istanza 7 aprile
2003 __________ ha quindi chiesto il sequestro delle pretese di __________,
Pechino, nei confronti di __________, __________, di cui alla procedura avanti
alla Pretura di __________, promossa con petizione 20.12.2002., inc.
OA.2002.00801, petizione con la quale __________ ha chiesto che venisse
fatto ordine alla __________ di intraprendere tutte le formalità necessarie
secondo il diritto cinese per il trasferimento e l'intestazione a (suo
nome) della partecipazione del 30% delle quote della __________ (doc.
B); 

 

                                         che con sentenza 8 aprile
2003 il segretario assessore della Pretura della giurisdizione di __________ ha
respinto l'istanza non avendo l'istante reso verosimile l'esistenza di beni
appartenenti al debitore, non potendo in particolare essere oggetto di un
sequestro un ordine di fare; 

 

                                         che con
il presente tempestivo gravame __________ è insorta contro il predetto
giudizio, postulandone l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di
cui all'art. 327 lett. g CPC: la ricorrente rimprovera al segretario assessore
di aver erroneamente applicato il diritto sostanziale, non ritenendo verosimile
l'esistenza di beni appartenenti al debitore e costituiti, non da un
ordine di fare, ma dalla sua partecipazione nella misura del 30% nelle quote
azionarie della società __________ di Pechino, quindi di un valore patrimoniale
come tale pignorabile e possibile oggetto di sequestro;

 

                                         che con
scritto 19 maggio 2003 la controparte postula la reiezione del ricorso;

 

                                         che contro la decisione
che respinge una domanda di sequestro, assente qualsiasi specifica norma
positiva di diritto federale o cantonale, la giurisprudenza cantonale della
Camera esecuzione e fallimenti ammette il rimedio dell'appello anche nel regime
successivo alla revisione della LEF (Rep. 1996, n. 99; 1997 n. 81;
Cocchi/Trezzini, CPC–TI, ad art. 22 LALEF, m. 12);

 

                                         che, pur
non essendosi mai autonomamente espressa sulla possibilità di presentare
ricorso per cassazione contro una decisione di rigetto dell'istanza di
sequestro, questa Camera –esimendosi da qualsiasi considerazione di merito sull'accennata
giurisprudenza (CCC 5 settembre 2001 M.SA/B.) che comunque trova consensi in
dottrina, cfr. Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, 1998, n. 53 ad
art. 272) – considera opportuno, soprattutto nell'ottica della sicurezza del diritto,
di allinearsi alla scelta operata per le cause il cui valore non supera
l'importo di fr. 8'000.–;

 

                                         che
giusta l’art. 327 lett. g CPC, una sentenza del Pretore o del Giudice di pace
può essere annullata solo quando è stata manifestamente violata una norma di
diritto materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata
di atti di causa o di prove;

 

                                         che per i
crediti scaduti e non garantiti da pegno, il creditore può chiedere il sequestro
dei beni del debitore, quando sia data una delle cause di sequestro di cui
all'art. 271 cpv. 1 n. 1 a 5 LEF;

 

                                         che prima
di concedere il sequestro il giudice del
luogo in cui si trovano i beni esamina, sulla base dei soli elementi
addotti dal creditore, se è stata resa sufficientemente verosimile l’esistenza
del credito, di una causa di sequestro nonché di beni appartenenti al debitore
(art. 272 cpv. 1 LEF);

                                         che il
grado di verosimiglianza richiesto al giudice per valutare se vi è un credito,
se nel circondario di sua competenza vi sono beni appartenenti al debitore e se
si realizza almeno una delle cause di sequestro fatte valere dal creditore, è
dato se vi sono indizi oggettivi e concreti a conforto della tesi del sequestrante
(DTF 107 III 33; Stoffel, op. cit., n. 3 ad art. 272) e se dall’esame degli
allegati e mezzi di prova si ricava l’impressione che i fatti rilevanti per il
giudizio si siano comunque realizzati, pur non potendosi escludere il contrario
(cfr. CEF 15 maggio 2002 in re P./B.P.S. Inc.; Gilliéron, Commentaire de
la loi fédérale sur la porsuite pour dettes et la faillite, 2003, n. 12 ad art.
272);

 

                                         che
mentre è pacifica la causa del sequestro, il debitore essendo domiciliato
all'estero (art. 271 cifra 4 LEF), nonché l'esistenza del credito di fr.
2'700.- basato sulla sentenza 22 novembre 2002 della seconda Camera civile del
Tribunale d'appello regolarmente passata in giudicato, contestata dalla
ricorrente è la conclusione del primo giudice che non ha ritenuto verosimile
l'esistenza di beni appartenenti al debitore;

 

                                         che a mente della
ricorrente il segretario assessore avrebbe a torto negato l'esistenza di un
bene pignorabile con valore patrimoniale, dalla stessa individuato nella
partecipazione finanziaria del convenuto nella società __________ di Pechino;

 

                                         che contrariamente a
quanto preteso dalla ricorrente, la conclusione del primo giudice non è
arbitraria, ritenuto che i beni detenuti a titolo fiduciario da una persona
fisica o giuridica, sono considerati di proprietà di quest'ultima e non possono
essere sequestrati nell'esecuzione promossa contro il fiduciante (DTF 107 III
103; 106 III 89 consid. 2), ciò che esclude quindi la possibilità di
sequestrare la partecipazione finanziaria del convenuto nella società
__________ di Pechino, che l'istante detiene a titolo fiduciario;

 

                                         che neppure è ipotizzabile
il sequestro dell'obbligo assunto dall'istante nella convenzione sottoscritta
il 27 dicembre 1999 di trasferire al convenuto la menzionata partecipazione
dalla stessa detenuta a titolo fiduciario e di cui questi è
proprietario economico, trattandosi di una pretesa di natura personale che non
ha valore patrimoniale (JdT 1977 pag. 146 e 147);

 

                                         che alla luce di quanto
sopra esposto il ricorso, che non ha evidenziato il titolo di cassazione
invocato, deve essere respinto;

 

                                         che tasse
e spese seguono la soccombenza (art. 148 CPC), mentre al convenuto non si
assegnano ripetibili non potendo il suo scritto 19 maggio 2003 essere
considerato un allegato di osservazioni.

 

 

Motivi per i
quali,

richiamati gli
art. 327 segg. CPC, per le spese l'art. 148 CPC e la OTLEF

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso per cassazione 22 aprile 2003 di __________ è respinto.

 

                                2.      Tasse
e spese del presente giudizio, per complessivi fr. 180.–, già anticipati dalla
ricorrente, rimangono a suo carico. Non si assegnano ripetibili. 

 

                                3.      Intimazione
a:

                                         

 

	
   

   

  terzi implicati

  	
   

  

 

 

Per la Camera di
cassazione civile del Tribunale d’appello

Il vicepresidente                                                           La
segretaria