# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 350c22b7-2a7c-549f-adbe-bd7ceeff53f7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-05-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.05.2022 F-5703/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-5703-2021_2022-05-03.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Decisione confermata dal TF con 

sentenza del 15.12.2022 (1C_339/2022) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-5703/2021 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  3  m a g g i o  2 0 2 2   

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Fulvio Haefeli, Claudia Cotting-Schalch,  

cancelliere Dario Quirici. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

…,   

patrocinato dall'avv. Yasar Ravi, 

Ravi Studio legale e notarile,  

Via Soldino 22, casella postale 747,  

6903 Lugano,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6,  

3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Naturalizzazione agevolata (procedura F-1719/2018); 

accoglimento parziale del ricorso da parte del Tribunale 

federale con sentenza del 21.12.21; decisione concernente  

i figli del ricorrente: B._______ (… 2014), C._______ (… 

2016) e D._______ (… 2017). 

 

 

F-5703/2021 

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Fatti: 

A.  

L’8 febbraio 2010, l’allora Ufficio federale della migrazione (UFM) ha 

accordato a A._______ (il ricorrente), coniugato con una cittadina svizzera, 

la nazionalità svizzera in base alla procedura di naturalizzazione 

agevolata.  

B.  

Il 20 luglio 2012, il matrimonio del ricorrente con la sua moglie svizzera è 

stato sciolto mediante divorzio.  

C.  

Il 2 gennaio 2013, il ricorrente ha sposato una cittadina nigeriana, 

E._______, dalla quale ha avuto tre figli, tutti venuti al mondo in Ticino: la 

primogenita, B._______, il … 2014, il secondogenito, C._______, il … 

2016, ed il terzogenito, D._______, il … 2017.    

D.  

Il 19 febbraio 2018, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM), nel 

frattempo subentrata all’UFM, ha annullato la nazionalità svizzera del 

ricorrente con, come corollario, “la perdita della cittadinanza svizzera 

anche per i membri della famiglia che l’hanno acquisita in virtù della 

decisione annullata” (decisione della SEM, punto 3 del dispositivo). 

E.  

Il 2 settembre 2020, mediante la sentenza F-1719/2018, il Tribunale 

amministrativo federale (TAF) ha respinto l’impugnativa del ricorrente 

contro la decisione della SEM, precisando che “l’esito della presente 

procedura implica, in mancanza di una esplicita decisione contraria, la 

perdita della cittadinanza svizzera anche per i figli del ricorrente, nati nel 

2014, 2016 e 2017 […]” (sentenza TAF, consid. 12). 

F.  

Il 21 dicembre 2021, con la sentenza 1C_563/2020, il Tribunale federale 

(TF), pur confermando l’annullamento della naturalizzazione agevolata del 

ricorrente, ha parzialmente accolto il suo gravame contro la sentenza TAF 

F-1719/2018, e ciò per il motivo che “né la decisione della SEM né la 

sentenza del TAF affrontano la questione dell’eventuale apolidia dei figli 

minorenni del ricorrente. Tali decisioni si limitano infatti a rilevare 

succintamente che l’annullamento della sua naturalizzazione agevolata 

comporta la perdita della cittadinanza anche per i suoi figli. Come visto, 

l’estensione dell’annullamento agli altri membri della famiglia non è però 

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automatico […]”; il Tribunale federale ha annullato la sentenza impugnata 

“nella misura in cui concerne la perdita della cittadinanza svizzera per i figli 

del ricorrente”, rinviando la causa a questo Tribunale “affinché siano 

eseguiti gli accertamenti concernenti la loro situazione e sia statuito 

nuovamente al riguardo” (sentenza TF, consid. 6.3 e 7.1 nonché il punto 1 

del dispositivo).   

G.  

Il 9 febbraio 2022, mediante ordinanza emanata nel quadro della presente 

nuova procedura F-5703/2021, questo Tribunale, dopo avere riprodotto il 

contenuto delle norme che reggono il diritto della cittadinanza nigeriano, 

ha dato al ricorrente la facoltà di esprimersi sulle medesime, invitandolo nel 

contempo ad esibire copie degli atti di stato civile e dei passaporti relativi a 

lui stesso, alla sua moglie nigeriana e ai loro tre figli, come pure ogni altro 

documento suscettibile di chiarire la situazione di quest’ultimi sotto il profilo 

del diritto della cittadinanza nigeriano. Questo Tribunale ha fissato al 

ricorrente un termine scadente il 24 febbraio 2022 per compiere quanto 

richiestogli, con la comminatoria che, a difetto di una presa di posizione 

motivata e sostenuta da elementi probatori, la causa sarebbe stata decisa 

in base ai documenti disponibili.  

H.  

Il 24 marzo 2022, dopo aver ottenuto una proroga del termine, il ricorrente 

ha inoltrato copie degli atti di stato civile dell’intera famiglia nonché dei 

passaporti nigeriani suo e di sua moglie (nn. A… e A…), precisando, da un 

lato, che i suoi figli “non dispongono di documenti nigeriani, siccome non 

hanno (mai avuto) nazionalità nigeriana”, e, dall’altro lato, che “sono nati in 

Svizzera (Ticino) e non hanno mai minimamente vissuto la realtà nigeriana. 

Al contrario, gli stessi (ormai già tutti alle prese con le scuole) si sono 

integrati perfettamente nella realtà svizzera, di modo che revocare la loro 

nazionalità, oltre che renderli apolidi, sarebbe del tutto ingiustificato e 

sproporzionato”. Il ricorrente conclude che la nazionalità svizzera dei suoi 

tre figli “non può essere annullata”.       

 

 

 

 

 

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Pagina 4 

Diritto: 

1.  

Per quanto concerne la competenza di questo Tribunale a trattare il ricorso 

e l’ammissibilità del medesimo, si rimanda alla sentenza TAF F-1719/2018, 

già citata, consid. 1, con la precisazione che il ricorrente, in quanto padre, 

agisce come rappresentante legale in nome e per conto dei suoi tre figli 

minorenni, e che l’uno e gli altri sono rappresentati in questa sede dal loro 

patrocinatore comune.      

2.  

Secondo l’art. 41 cpv. 3 della vecchia legge federale sulla cittadinanza 

(vLCit; RU 2016 2561), applicabile alla fattispecie, come stabilito in 

precedenza da questo Tribunale e dal Tribunale federale, l’annullamento 

della cittadinanza svizzera implica, salvo esplicita decisione contraria, la 

perdita della cittadinanza anche per i membri della famiglia che l’hanno 

acquisita in virtù della decisione annullata.  

In proposito, il Tribunale federale ha indicato che spetta alle autorità 

preposte all’applicazione di questa disposizione, dal tenore generale, 

elaborare i criteri e i principi da considerare per limitare gli effetti 

dell’annullamento della naturalizzazione al solo interessato o per estenderli 

anche ai membri della sua famiglia (cfr. le sentenze TF 1C_563/2020, 

sopracitata, consid. 6.2 e 1C_214/2015 del 6 novembre 2015 consid. 2.1 

con i riferimenti).  

 

La conseguente prassi elaborata dalla SEM, in relazione all’art. 41 cpv. 3 

vLCit, prevede, in particolare, che i figli della persona privata della 

cittadinanza non sono integrati nella decisione di annullamento se la 

medesima implica che diventino apolidi (cfr. il Manuale della SEM sulla 

cittadinanza per le domande fino al 31 dicembre 2017/Manuale SEM, cap. 

6 [www.sem.admin.ch, rubriche “Istruzioni e circolari”, “Cittadinanza”]; cfr. 

anche, per più dettagli sulla ragion d’essere di questo principio, la sentenza 

TAF F-5427/2019 del 31 maggio 2021 consid. 7).     

3.  

3.1 Conformemente all'art. 1 par. 1 della Convenzione del 28 settembre 

1954 sullo statuto degli apolidi (CSA, RS 0.142.40), entrata in vigore per la 

Svizzera il 1° ottobre 1972, il termine “apolide” indica una persona che 

nessuno Stato considera come proprio cittadino nell'applicazione della sua 

legislazione. 

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3.2 La definizione di apolidia dell’art. 1 par. 1 CSA implica che 

l’appartenenza giuridica di un individuo ad uno Stato fa difetto (“Fehlen der 

rechtlichen Zugehörigkeit zu einem Staate”), e concerne solo le persone 

che non possiedono, formalmente, alcuna cittadinanza (apolidi de iure). 

Non riguarda invece quelle persone che dispongono, formalmente, di una 

cittadinanza, ma che non possono o non vogliono prevalersene (apolidi de 

facto; cfr. DTF 115 V 4 consid. 2b; cfr. anche Alto Commissariato delle 

Nazioni Unite per i rifugiati/UNHCR, “Principes directeurs relatifs à 

l’apatridie n° 1” [PDRA], del 20 febbraio 2012, HCR/GS/12/01, n. 8).     

 

3.3 La giurisprudenza in materia, applicabile, mutatis mutandis, alla 

fattispecie in esame (eventuale/pretesa apolidia in caso di perdita della 

cittadinanza svizzera), ha puntualizzato che, in conformità alla definizione 

dell’art. 1 par. 1 CSA, è apolide chi è stato privato, senza che ciò gli sia 

imputabile, della sua cittadinanza e che non ha nessuna possibilità di 

ricuperarla. Non è invece apolide chi accetta, deliberatamente, di perdere 

la propria cittadinanza o che si rifiuta, senza valide ragioni, di riottenerla o 

di acquisirne una, pur avendone la possibilità, e ciò al solo scopo di poter 

beneficiare dello statuto di apolide. In questo modo, incombe alla persona 

che può rivendicare la qualità di cittadino di un determinato Stato, 

intraprendere tutte le misure necessarie ad ottenere la cittadinanza in 

questione, comprovata dai relativi documenti d’identità (cfr. la sentenza TF 

2C_415/2020 del 30 aprile 2021 consid. 5.3 con i rimandi giurisprudenziali). 

Sotto questo profilo, in applicazione analogica dell’art. 8 del Codice civile 

(CC, RS 201), relativo all’onere della prova, e degli artt. 12 e 13 della legge 

federale sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), concernenti i 

mezzi di prova ammissibili e l’obbligo di collaborare, la persona interessata 

ad essere riconosciuta come apolide deve fornire la prova completa (“der 

volle Beweis”) che non può acquisire o riacquisire una determinata 

cittadinanza (cfr. la sentenza TAF F-6622/2016 del 9 ottobre 2018 consid. 

3.3 e 4.5; cfr. anche, con alcuni appunti critici, MARC SPESCHA, in: Marc 

Spescha/Andreas Zünd/Peter Bolzli/Constantin Hruschka/Fanny de Weck 

[editori], Migrationsrecht – Kommentar, 5a ed., 2019, artt. 31 e 59 della 

legge federale sugli stranieri e la loro integrazione/LStrI [RS, 142.20], pagg. 

162 a 164 e 302 a 304).        

4.  

Il punto da chiarire è se l’estensione dell’annullamento della cittadinanza 

svizzera del ricorrente ai suoi tre figli li renda apolidi (cfr. la sentenza TF 

1C_563/2020, sopraindicata, consid. 6.2 con i riferimenti giurisprudenziali). 

Si noti già da ora che, siccome è comprovato e indiscusso che il ricorrente 

e sua moglie sono cittadini della Repubblica federale della Nigeria/RFN 

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(cfr. i passaporti nn. A… e A… [consid. H]), bisogna accertare se anche i 

loro figli siano cittadini nigeriani o, se non lo sono attualmente, determinare 

se possano acquisire la nazionalità nigeriana.    

5.  

Il diritto della cittadinanza della Repubblica federale della Nigeria è 

codificato esclusivamente nella sua Costituzione/CN (http://www.nigeria-

law.org/ConstitutionOfTheFederalRepublicOfNigeria.htm#Chapter_3; cfr. 

anche il “Report on Citizenship Law: Nigeria” (European University Institute 

– Robert Schuman Centre for Advances Studies, luglio 2020: 

https://cadmus.eui.eu/ [siti consultati il 21.4.22]).  

L’art. 25 par. 1 b/c CN prevede che “[…] are citizens of Nigeria by birth, 

namely: (b) every person born in Nigeria after the date of independence 

either of whose parents or any of whose grandparents is a citizen of 

Nigeria; (c) every person born outside Nigeria either of whose parents is a 

citizen of Nigeria” (“[…] sono cittadini nigeriani per nascita, segnatamente: 

(b) ogni persona, nata in Nigeria dopo la data dell’indipendenza, di cui 

entrambi i genitori od uno dei nonni sono cittadini nigeriani; (c) ogni 

persona, nata al di fuori della Nigeria, di cui entrambi i genitori sono cittadini 

nigeriani” [traduzione di questo Tribunale]).    

L’art. 28 par. 1 CN afferma che “[…] a person shall forfeit forthwith his 

Nigerian citizenship if, not being a citizen of Nigeria by birth, he acquires or 

retains the citizenship or nationality of a country, other than Nigeria, of 

which he is not a citizen by birth” (“[…] una persona perde la sua 

cittadinanza nigeriana se, non essendo un cittadino nigeriano per nascita, 

acquisisce o mantiene la cittadinanza o la nazionalità di un altro paese di 

cui non è un cittadino per nascita” [traduzione di questo Tribunale]).  

L’art. 30 par. 1 CN precisa che “the President may deprive a person, other 

than a person who is a citizen of Nigeria by birth […], of his citizenship, […]” 

(“il Presidente può privare una persona che non sia cittadina nigeriana per 

nascita […], della sua cittadinanza, […]” [traduzione di questo Tribunale]).   

6.  

In concreto, i passaporti nn. A… e A… in corso di validità attestano che il 

ricorrente e sua moglie sono cittadini nigeriani (cfr. le copie dei due 

passaporti allegate allo scritto del ricorrente del 24 marzo 2022 [consid. 

H]). È inoltre appurato che i tre figli del ricorrente e di sua moglie sono nati 

al di fuori della Nigeria, ossia in Svizzera, e più precisamente a … (cfr. le 

copie degli atti di nascita allegate allo scritto del ricorrente del 24 marzo 

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2022 [consid. H]). Questa configurazione fattuale corrisponde all’ipotesi 

contemplata dall’art. 25 par. 1 (c) CN, il quale è dunque applicabile.   

Di conseguenza, dato che i tre figli del ricorrente e di sua moglie sono nati 

al di fuori della Nigeria (“born outside Nigeria”), e che il ricorrente e sua 

moglie sono entrambi cittadini nigeriani (“either of whose parents is a 

citizen of Nigeria”), i loro figli sono cittadini nigeriani per nascita (“are 

citizens of Nigeria by birth”). Peraltro, il ricorrente e sua moglie non 

sostengono e non avanzano alcun elemento per credere che, essi stessi, 

non siano cittadini nigeriani per nascita (“by birth”), dimodoché gli artt. 28 

par. 1 e 30 par. 1 CN non trovano applicazione.         

Pertanto, contrariamente a quanto pretende il ricorrente (cfr. consid. H), 

l’estensione dell’annullamento della sua cittadinanza svizzera ai suoi tre 

figli non li rende apolidi. Questo significa che la perdita della nazionalità 

svizzera del ricorrente, definitiva dal 21 dicembre 2021 (cfr. la sentenza TF 

1C_563/2020, sopraindicata), implica, in assenza di qualsiasi esplicita 

decisione contraria, la perdita della cittadinanza svizzera anche per i suoi 

tre figli (cfr. art. 41 cpv. 3 vLCit e Manuale SEM cap. 6 [consid. 2]).  

7.  

7.1 A questo punto occorre sottolineare che il ricorrente tende ad 

amalgamare la questione della cittadinanza come appartenenza giuridica 

alla RFN in funzione della sua legislazione e la questione della prova di 

questa appartenenza tramite i relativi documenti d’identità. In altre parole, 

egli sostiene che il fatto che i suoi tre figli non dispongono attualmente di 

documenti d’identità nigeriani, sia la prova che non sono cittadini nigeriani, 

da cui la loro pretesa apolidia in caso di annullamento della loro nazionalità 

svizzera (cfr. consid. H).  

Ora, come esposto al considerando precedente, la RFN àncora al “ius 

sanguinis” il suo diritto della cittadinanza, la quale si acquisisce per il fatto 

della nascita da entrambi i genitori nigeriani (filiazione). Questo è il caso, 

senza ombra di dubbi, della fattispecie, nella quale il ricorrente e sua 

moglie, cittadini nigeriani, hanno trasmesso la loro cittadinanza nigeriana 

ai loro tre figli in virtù dell’art. 25 par. 1 (c) CN.     

7.2 Ciò posto, il problema che il ricorrente sembra dover affrontare è di 

natura pratica, e riguarda il rilascio dei documenti d’identità (passaporti) 

comprovanti la nazionalità nigeriana dei suoi tre figli (cittadinanza). Questa 

difficoltà non è assimilabile ad un’impossibilità, nemmeno temporanea, di 

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ottenere la cittadinanza nigeriana, dato che i suoi tre figli sono per nascita 

cittadini nigeriani (cfr., mutatis mutandis, la sentenza TAF F-6009/2019 del 

31 agosto 2021 consid. 7).  

A titolo indicativo, si osservi che nel “Report on Citizenship Law: Nigeria”, 

sopracitato, ci sono alcune indicazioni interessanti sul modo di procedere 

per ottenere il passaporto, con un rinvio all’autorità competente, ossia il 

“Nigeria Immigration Service” (https://immigration.gov.ng/ [consultato il 

21.4.22]). Peraltro, la richiesta del passaporto si può fare anche dall’estero, 

come illustra bene il sito appena menzionato, segnatamente dalla Svizzera 

(https://portal.immigration.gov.ng/pages/welcome [consultato il 21.4.22]).  

7.3 Il ricorrente pretende, per finire, che l’annullamento della cittadinanza 

svizzera dei suoi tre figli sarebbe ingiustificata e sproporzionata (cfr. consid. 

H). 

A questo proposito si deve rimarcare che l’estensione dell’annullamento 

della cittadinanza ai membri della famiglia di chi ne è colpito, è previsto 

esplicitamente dall’art. 41 cpv. 3 vLCit. Ora, la vLCit è una legge federale 

formale che, in quanto tale, è determinante per il Tribunale federale e le 

altre autorità incaricate dell’applicazione del diritto, come questo Tribunale, 

a prescindere da un eventuale esame della sua costituzionalità (cfr. l’art. 

190 della Costituzione federale [Cost., RS 101]; cfr. anche, mutatis 

mutandis, la sentenza TF 1C_457/2021 del 25 marzo 2022 consid. 7). 

Così, benché l’estensione dell’annullamento della cittadinanza svizzera ai 

suoi tre figli possa sembrare al ricorrente ingiustificata, sproporzionata e, 

in fin dei conti, troppo severa, essa è una conseguenza prevista dall’art. 41 

cpv. 3 vLCit, la cui portata è stata peraltro limitata dalla SEM in funzione 

del principio della prevenzione dell’apolidia (cfr. consid. 2). Su questa scia, 

si aggiunga ancora che la questione della futura permanenza in Svizzera 

della famiglia del ricorrente, in base alla LStrI, esula dall’oggetto del litigio 

(cfr. la sentenza TF 1C_457/2021, sopraindicata, consid. 7.2 in fine).    

8.  

In conclusione, annullando la cittadinanza svizzera dei tre figli del 

ricorrente, la SEM non ha infranto il diritto applicabile (cfr. l’art. 49 lett. a 

PA), dimodoché, sotto questo profilo, il ricorso deve essere respinto, e il 

punto 3 del dispositivo della decisione impugnata va confermato.  

9.  

Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte 

soccombente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv. 

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Pagina 9 

1 PA). Esse comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 cpv. 1 del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]); la tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e 

della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della 

situazione finanziaria delle parti (artt. 63 cpv. 4bis PA e 2 cpv. 1 TS-TAF). 

In concreto, alla luce delle particolarità della procedura, non si prelevano 

spese processuali nonostante l’esito negativo del ricorso.    

Per la medesima ragione al ricorrente non sono assegnate indennità per 

spese ripetibili (artt. 64 cpv. 1 PA e 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Si osservi ancora 

che la SEM, in quanto autorità federale, non ha diritto a un'indennità a titolo 

di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF).          

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pagina 10 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto nella misura in cui concerne la perdita della cittadinanza 

svizzera dei tre figli del ricorrente.   

2.  

Non si prelevano spese processuali 

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente e alla SEM. 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

 

Daniele Cattaneo 

 

Dario Quirici 

  

 

 

 

 

 

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Pagina 11 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una 

lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: 

 

  

F-5703/2021 

Pagina 12 

Comunicazione: 

– al ricorrente (atto giudiziario);  

– alla SEM (n. di rif. K …).