# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a0b1540f-08c7-5b0d-be53-326117bfeb6e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.04.2015 14.2015.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2015-43_2015-04-03.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2015.43

  	
  Lugano

  3 aprile 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo nella causa n. __________ (rigetto
definitivo dell’opposizione) della Giudicatura di pace del Circolo di Giornico
promossa con istanza 19 dicembre 2014 da

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 9 marzo 2015
presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 18 febbraio 2015 dal Giudice
di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con precetto esecutivo n. __________ emesso il 10 giugno 2014 dall’Ufficio
di esecuzione di Faido, il CO 1 ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 2'777.–
oltre agli interessi del 2.5% dal 20 maggio 2014, indicando quale titolo di
credito l’im­­posta comunale 2011, di fr. 52.– (interessi aggiornati sino
al 19 maggio 2014) e di fr. 30.– (tassa di diffida), dedotto l’acconto di fr. 275.–
versato dall’escusso il 20 maggio 2014.

                            B.  Avendo RE 1 interposto opposizione al
precetto esecutivo, con istanza 19 dicembre 2014 il CO 1 ne ha chiesto il
rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo di Giornico limitatamente
a fr. 1'952.– (tenuto conto di acconti per fr. 825.– e non solo per fr. 275.–), oltre agli importi di fr. 52.– e fr. 30.–
già indicati sul precetto esecutivo. All’udienza di discussione
tenutasi il 30 gennaio 2015, l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la
parte convenuta non si è presentata. Con scritto del 28 gennaio 2015 RE 1 aveva
però preannunciato la sua assenza, allegando di avere già da tempo “assunto
improrogabili impegni famigliari”, e aveva chiesto una sospensione provvisoria
di tutte le pratiche esecutive in corso, tenuto conto delle sue condizioni di
salute e in attesa di una presa di posizione dell’Uffi­­cio presidenziale del
Gran Consiglio su una sua istanza dello stesso giorno, intesa all’apertura di
un indagine sull’operato di svariate autorità (capo del Dipartimento delle
istituzioni, Ministero pubblico, polizia cantonale) e di “un’ulteriore opinione
da richiedere ad un Consultorio per l’aiuto alle vittime di reati in un altro
Cantone della Svizzera”.

                            C.  Statuendo con decisione 18 febbraio 2015, il Giudice di pace ha accolto
l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte
convenuta per fr. 2'777.–, oltre ai costi esecutivi (fr. 73.–), gli
interessi aggiornati fino al 19 maggio 2014 (fr. 52.–) e la tassa di
diffida (fr. 30.–), dedotto un acconto di fr. 275.–, ponendo a suo
carico le spese processuali di fr. 200.– e un’indenni­­tà di fr. 50.–
a favore dell’istante.

                            D.  Contro
la sentenza appena citata (e altre sette dello stesso giudice, tutte in tema di
rigetto dell’opposizione in procedure intese all’incasso di crediti fiscali) RE
1, con la moglie __________, è insorto a questa Camera con un reclamo del 9 marzo 2015 per ottenere tutta
una serie di misure (convocazione personale e di testimoni, produzione di
richieste e osservazioni a svariate autorità, avvio di accertamenti e inchieste),
tra cui la sospensione immediata di tutte le esecuzioni in corso concernenti le
imposte comunali, cantonali e federali.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo
in concreto la notifica al reclamante avvenuta verosimilmente il 25 febbraio
2015 (come da lui allegato), il termine è scaduto sabato 7 marzo, per cui la
scadenza è stata riportata a lunedì 9 marzo 2015 (art. 142 cpv. 3 CPC per il
rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato l’ultimo giorno del termine, il reclamo è
tempestivo.

                           1.2  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati
sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato
dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di
fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

                           1.3  Nel
caso specifico, il reclamante non si confronta con la sentenza impugnata, ma si
limita a nuovamente lamentarsi della superficialità e dell’indifferenza
dimostrata dalle autorità circa la gravissima situazione di abusi (“mobbing”
e “bossing”) di cui si dice vittima da parte dello Stato. Non spiega
infatti perché l’opinione del Giudice di pace, secondo cui tali doglianze
esulano dal proprio potere di cognizione, sarebbe errata. Il reclamo è quindi
irricevibile. Ad ogni modo, come si vedrà poi, nulla si può rimproverare al
primo giudice.

                           1.4  Il
ricorso, in quanto formulato a nome di __________, è irricevibile anche perché
ella non è parte nella procedura, il precetto esecutivo e l’istanza essendo
diretti solo contro il marito.

                           1.5  Tra
le (limitate) competenze dell’autorità chiamata a statuire su un reclamo contro
una decisione di rigetto dell’opposizione non rientra quella di sospendere l’esecuzione,
se non mediante concessione dell’effetto sospensivo (art. 325 cpv. 2 CPC).
Visto l’e­si­­­to del giudizio odierno, la richiesta del reclamante risulta
però senza oggetto. Nella sua veste di autorità giudiziaria superiore, la Camera
non è neppure abilitata a procedere ad accertamenti o ad aprire inchieste in
merito a questioni che esulano dalla propria competenza. Le richieste, peraltro
indeterminate, dei ricorrenti in questo senso (conclusioni n. 4 e 5) sono di conseguenza
inammissibili.

                           1.6  La
procedura di reclamo è di regola scritta (art. 321 cpv. 1 e 322 cpv. 1 CPC) e l’autorità
giudiziaria superiore statuisce in base agli atti (art. 327 cpv. 2 CPC). La
citazione delle parti a un’udi­en­za è del tutto eccezionale. Nel caso di
specie il reclamante non adduce il motivo straordinario per cui egli dovrebbe
essere sentito personalmente dalla Camera. Appare d’altronde d’acchito inutile
ch’egli (ri)evochi tutte le sue vicissitudini lavorative, amministrative e
giudiziarie passate, dal momento che la competenza di questo tribunale è
limitata alla verifica di presupposti essenzialmente formali, ossia l’esecutività
del titolo di rigetto e l’esistenza di motivi comprovati d’estinzione del
credito posto in esecuzione (sotto consid. 4). Nulla osta, in queste
circostanze, a trattare l’impugnazione senza indugio.

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha considerato che la documentazione
acclusa all’istanza (decisione di tassazione, conguaglio, richiamo e diffida di
pagamento) costituisce un valido titolo di rigetto definitivo dell’esecuzione
per i crediti posti in esecuzione. Ha poi rilevato che l’escusso non aveva
dimostrato con documenti alcuna delle eccezioni stabilite all’art. 81 LEF,
mentre, come esposto sopra, non è entrato in materia sulle considerazioni
contenute nelle osservazioni scritte all’istanza, ritenute esulare dalla
propria competenza.

                             3.  Nel
reclamo RE 1 chiede svariate misure (sopra ad D), tra cui
la sospensione immediata di tutte le esecuzioni in corso concernenti le imposte
comunali, cantonali e federali, invocando la complessità
del suo caso e l’inoltro da parte sua di un’istanza d’intervento all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio.

                             4.  In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess), il cui scopo non
è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di
un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza
esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni
liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).

                             5.  In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio,
a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta
costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e se vi è identità tra l’escutente
indicato sul precetto esecutivo (e nell’istanza) e il creditore designato nel
titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la pretesa
posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto. Il giudice appura
anche d’ufficio se l’esecuzione è manifestamente perenta o nulla. Per contro
non può rilevare un vizio della procedura di esecuzione di cui l’interessato
deve prevalersi tramite ricorso all’autorità di vigilanza (DTF 139 III 447
consid. 4.1.1).

                           5.1  Giusta
l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle sentenze giudiziarie, e valgono
quindi quale titolo di rigetto definitivo, le decisioni di autorità amministrative
svizzere, purché siano esecutive e, per quanto riguarda le imposte dirette, “cresciute
in giudicato” (art. 165 cpv. 3 LIFD e 244 cpv. 3 LT). Nella
fattispecie, poiché non è contestato che sia passata in giudicato, la decisione
30 aprile 2013 del Comune di Sobrio (“conguaglio), che stabilisce l’imposta comunale
2011 dovuta dall’e­scus­so e da sua moglie, costituisce un valido titolo di
rigetto definitivo dell’opposi­­zione per fr. 2'777.– più interessi al
tasso del 2.5% stabilito dal Consiglio di Stato con apposito decreto
legislativo (RL 10.2.2.1), mentre la tassa di diffida di fr. 30.– è
stabilita nella “diffida di pagamento” del 31 gennaio 2014. Il giudice di pace
non si è però accorto che nell’istanza il Comune aveva ridotto la sua pretesa,
menzionando un acconto di fr. 825.– anziché quello di fr. 275.– indicato
sul precetto esecutivo. Il giudice non potendo aggiudicare a una parte più di
quanto essa abbia domandato (art. 58 cpv. 1 CPC), la decisione impugnata va
corretta nel senso che l’opposizione dev’essere rigettata in via provvisoria
limitatamente a fr. 2'034.– (fr. 2'777.– + 52.– + 30.– ./. 825.–) più
interessi del 2.5% su fr. 1'952.– (fr. 2'777.–./. 825.–) dal 20
maggio 2014. Sulle spese esecutive, invece, decide l'ufficio d'esecu­­zione
con competenza esclusiva (cfr. art. 68 LEF; DTF 85 III 128; sentenza della
CEF 14.2014.132 del 5 novembre 2014, consid. 5).

                           5.2  Circa la risoluzione n. 1218 del 5 marzo
2008 acclusa al reclamo, con cui il Consiglio di Stato ha deciso di “sospendere
in via temporanea i procedimenti esecutivi pendenti promossi dallo Stato” nei
confronti del reclamante, giova rilevare che non solo non concerne l’esecuzione
qui in discussione, la quale non era pendente nel 2008, ma, inoltre, riguardava
solo i procedimenti esecutivi fiscali – in altre parole l’esazione – e non le
procedure gestite dagli uffici d’esecuzione, giacché il diritto esecutivo federale
– la LEF – non autorizza interventi decisionali dello Stato. Quanto all’istanza
con cui il reclamante ha postulato l’intervento dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio,
neppure lui sostiene che abbia per legge a sospendere l’esecuzione o il carattere
esecutivo della decisione di tassazione. In mancanza di una decisione formale
che paralizzi l’esecutività della tassazione, la sentenza impugnata può solo
essere confermata.

                                  6.  In virtù dell’art. 81 cpv.
1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove provi con documenti che
dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è
stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto. Motivi di estinzione verificatisi
prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella procedura che ha
portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in sede di rigetto (cfr. Staehelin in:
Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 5 ad
art. 81 LEF).

                                  Nel caso in rassegna, il reclamante non
fa valere alcun motivo d’estinzione del credito posto in esecuzione nel senso
dell’art. 81 LEF. Pretende di potersi dispensare dal pagare le imposte finché
lo Stato non avrà rimediato agli abusi commessi ai suoi danni, invocando il diritto
di legittima difesa (art. 52 CO e 14 segg. CP). A parte il fatto che l’applicabilità
delle norme citate dal reclamante in ambito fiscale è a priori dubbia,
la censura avrebbe potuto – e dovuto – essere sollevata nella procedura
fiscale, con un reclamo contro la decisione di tassazione dell’imposta comunale
2012. Essa esula per contro dal potere di cognizione del giudice del rigetto,
il cui compito si limita a verificare il carattere esecutivo della decisione
fiscale su cui si fonda l’istanza (sopra consid. 4). Corretta, quindi, la
valutazione del primo giudice. A prescindere dalla sua irricevibilità, il
reclamo si rivela così pure infondato.

                             7.  Le spese processuali del presente
giudizio, stabilite in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Per non complicare
una situazione già di per sé particolarmente conflittuale, pare opportuno
rinunciare eccezionalmente a riscuotere la tassa di giustizia. Non si pone
invece problema di ripetibili, la controparte non avendo dovuto presentare osservazioni.
Circa i rimedi esperibili sul
piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 2'584.–,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo di RE 1 è parzialmente accolto e
di conseguenza il dispositivo n. 1 della sentenza impugnata è così riformato:

                                  1.  L’istanza è accolta e di conseguenza l’opposizione interposta al
precetto esecutivo n. 350980 dell’Ufficio di esecuzione di Faido è rigettata in
via provvisoria limitatamente a fr. 2'034.– più interessi del 2.5% su fr. 1'952.–
dal 20 maggio 2014.

 

                                  Per
il resto il reclamo è irricevibile e la sentenza impugnata è con­fermata.

 

                             2.  Il reclamo di __________ è irricevibile.

 

                             3.  Non
si riscuotono spese processuali.

 

                             4.  Notificazione a:

	
   

  	
  –,;

  –.

  

 

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace di Giornico.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).