# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f0cebbd9-25ed-5134-b3b0-d2ec311a60da
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-08-25
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Zivilkammer 25.08.2025 ZR2 2024 32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_007_ZR2-2024-32_2025-08-25.pdf

## Full Text

Obergericht des Kantons Graubünden
Dretgira superiura dal chantun Grischun
Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni

Sentenza del 25 agosto 2025
comunicata il 4 settembre 2025

N. d'incarto ZR2 24 32

Istanza Seconda Camera civile

Composizione Richter-Baldassarre, presidente
Bergamin e Moses
Togni, attuario

Parti A.________
appellante
patrocinata dall'avv. Stefania Vecellio

contro

B.________
appellato
patrocinato dall'avv. Fabrizio Keller

Oggetto pretesa creditoria

Atto impugnato decisione del Tribunale regionale Maloja del 19 marzo 2024, 
comunicata il 16 agosto 2024 (n. d'incarto 115-2021-33)

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Ritenuto in fatto:

A. Il 13 gennaio 2020 B.________ ha sottoscritto, quale assuntore, un contratto 
di leasing con la C.________ avente per oggetto l'autovettura BMW 640d GT xDrive 
Sport Line Steptronic. Al contratto sono allegate le condizioni contrattuali ed. marzo 
2019.

B. Il 30 gennaio 2020 l'assuntore ha sottoscritto un'assicurazione casco totale, 
con effetto dal 23 gennaio 2020, per l'uso dell'autoveicolo con la A.________. Al 
contratto sono allegate le Condizioni generali di assicurazione (CGA) A.________ 
di veicoli a motore ed. 2017.

C. Il 19 giugno 2020, mentre B.________ si trovava alla guida, un incendio è 
divampato all'interno del veicolo e ne ha causato la quasi totale distruzione.

D. Il 15 luglio 2020 B.________ ha annunciato il sinistro alla A.________. Dopo 
aver svolto un esame peritale interno, con lettera del 18 febbraio 2021 quest'ultima 
lo ha informato di rifiutare la copertura del sinistro, di aver ritenuto che il suo 
comportamento fosse all'origine dello stesso e di averlo segnalato, per tale ragione, 
al Sistema di segnalazione e informazione delle compagnie di assicurazione 
svizzere (HIS).

E. Con scritto del 24 febbraio 2021 la società di leasing ha fissato a B.________ 
un termine, scadente l'11 marzo 2021, per il risarcimento del danno quantificato in 
CHF 60'198.25. Scaduto infruttuosamente tale termine, essa lo ha escusso per tale 
importo con precetto esecutivo n. D.________ emesso l'11 maggio 2021 dall'Ufficio 
esecuzioni e fallimenti Regione Maloja.

F. Non avendo raggiunto una soluzione bonale in merito alla controversia e 
previo ottenimento dell'autorizzazione ad agire, con petizione del 6 agosto 2021 
B.________ ha intentato un'azione parziale dinnanzi al Tribunale regionale Maloja 
contro la A.________ al fine di ottenere, in via principale, la condanna di 
quest'ultima al pagamento in suo favore di CHF 25'000.00 oltre interessi del 5% 
annui a decorrere dal 3 novembre 2020 e, in via subordinata, al pagamento di tale 
importo a C.________. Egli ha chiesto, inoltre, che venisse intimato a A.________ 
di cancellarlo dal sistema di segnalazione e informazione delle compagnie 
assicurative (HIS), con protesta di spese processuali e ripetibili.

G. Con decisione del 19 marzo 2024 il Tribunale regionale ha accolto l'azione 
parziale (cifra 1 del dispositivo), fatto ordine a A.________ di versare a B.________ 
l'importo di CHF 25'000.00 oltre interessi al 5% annui a partire dal 30 marzo 2021 

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(cifra 2 del dispositivo), intimato alla stessa di chiedere la cancellazione dal sistema 
di segnalazione e informazione delle compagnie assicurative (HIS) al più tardi entro 
2 giorni dalla crescita in giudicato della decisione (cifra 3 del dispositivo) e posto le 
spese processuali di conciliazione e di primo grado (cifra 4 del dispositivo) come 
pure le spese ripetibili relative alla procedura di prima istanza (cifra 5 del dispositivo) 
a suo carico.

H. Con appello del 17 settembre 2024 A.________ (in seguito: appellante) ha 
impugnato dinnanzi al Tribunale cantonale dei Grigioni (oggi: Tribunale d'appello 
del Cantone dei Grigioni) tale decisione postulando la riforma delle cifre da 1 a 5 del 
dispositivo, nel senso che l'azione venga respinta, sia permessa l'iscrizione al 
sistema di segnalazione e informazione delle compagnie assicurative (HIS), come 
pure che le spese processuali di conciliazione e di prima istanza così come le spese 
ripetibili di prima istanza vengano poste a carico di B.________. Essa ha inoltre 
postulato la condanna di quest'ultimo al pagamento delle spese processuali e 
ripetibili di seconda istanza.

I. Con risposta del 21 ottobre 2024 B.________ (in seguito: appellato) ha 
postulato la reiezione dell'appello e la condanna dell'appellante al pagamento delle 
spese processuali e ripetibili relative alla procedura di seconda istanza.

Considerando in diritto:

1.1. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2025 della riforma della giustizia 3 nel 
Cantone dei Grigioni, il Tribunale cantonale è stato accorpato al Tribunale 
amministrativo per formare il nuovo Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni. La 
procedura ZK2 2024 32, fino ad allora pendente dinnanzi alla Seconda Camera 
civile del Tribunale cantonale, viene trattata, con il nuovo numero di riferimento 
ZR2 2024 32, dalla Seconda Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone dei 
Grigioni, sotto la presidenza della giudice Richter-Baldassarre (act. D.5 - D.7).

1.2.1. Giusta l'art. 308 cpv. 1 lett. a CPC le decisioni finali di prima istanza sono 
impugnabili mediante appello. In controversie patrimoniali, le decisioni sono 
appellabili unicamente se il valore litigioso, secondo l'ultima conclusione 
riconosciuta nella decisione impugnata, è di almeno CHF 10'000.00 (art. 308 cpv. 2 
CPC). Gli interessi e le spese del procedimento in corso o di un’eventuale 
pubblicazione della decisione, nonché eventuali conclusioni subordinate non sono 
computati (art. 91 cpv. 1 seconda frase CPC).

1.2.2. Nel caso in esame, con petizione del 6 agosto 2021 l'appellato ha intentato, 
in via principale, un'azione parziale tendente alla condanna dell'appellante al 

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pagamento di CHF 25'000.00 a suo favore e un'azione di cancellazione dal sistema 
di segnalazione e informazione delle compagnie assicurative (HIS) il cui valore 
litigioso è ritenuto inferiore a CHF 5'000.00. La decisione impugnata è pertanto una 
decisione finale di prima istanza relativa a una controversia con un valore litigioso 
superiore alla menzionata soglia ma inferiore a CHF 30'000.00.

1.2.3. La decisione del Tribunale regionale Maloja del 19 marzo 2024 è pertanto 
impugnabile mediante appello.

2. Nella decisione impugnata, i giudici di prime cure hanno innanzitutto rilevato 
l'inammissibilità della censura formulata dall'appellante e relativa alla mancata 
legittimazione attiva dell'appellato, poiché tardiva, ovvero sollevata solamente in 
sede di arringhe e non già nello scambio di scritti. Nell'esame di merito della qualità 
per agire, essi hanno concluso che avendo la società di leasing chiesto, tramite 
scritto del 24 febbraio 2021 e precetto esecutivo n. D.________ emesso l'11 maggio 
2021 dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti Regione Maloja (act. TR II.6 e 7), il rimborso 
del danno derivante dall'incendio non all'appellante ma all'appellato, si 
giustificherebbe una retrocessione delle pretese cedute alla società stessa sulla 
base dell'art. 13.3 delle condizioni generali di leasing. Nonostante l'ambiguità del 
testo dell'art. 13.4, da un esame sistematico delle disposizioni contenute nel 
capitolo 13 si evincerebbe d'altronde che l'appellato sarebbe tenuto a far valere 
personalmente le pretese assicurative nei confronti dell'appellante. Egli disporrebbe 
pertanto della qualità per agire nei confronti dell'appellante (act. B.2 consid. 3.2).

3.1. L'appellante lamenta innanzitutto una violazione dell'art. 57 CPC da parte del 
tribunale di prima istanza. A suo avviso, i giudici di primo grado avrebbero dovuto 
esaminare d'ufficio la legittimazione attiva dell'appellato, a prescindere dalla 
tempestività della censura da lei sollevata (act. A.1 ad C.3.3). L'appellato, dal canto 
suo, sostiene che, sotto questo profilo, la decisione impugnata debba essere 
confermata (act. A.2, pag. 14). Occorre pertanto esaminare, in via preliminare, se il 
tribunale di prima istanza fosse tenuto ad entrare nel merito della qualità per agire 
dell'appellato.

3.2. La qualità per agire (comunemente definita "legittimazione attiva"; 
DTF 142 III 782 consid. 3.1.3.2) spetta, di principio, a colui che fa valere in giudizio 
una pretesa in quanto titolare della stessa (DTF 125 II 82 consid. 1a; sentenza del 
Tribunale federale 5C.243/2002 del 2 giugno 2003 consid. 2.3). Si tratta di un 
presupposto di merito, in particolare basato sul diritto privato federale per quanto 
concerne le relative azioni, che dev'essere esaminato d'ufficio dal giudice, il quale 
applica d'ufficio il diritto (art. 57 CPC; DTF 142 III 782 consid. 3.1.3.2; 130 III 417 

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consid. 3.1; 126 III 59 consid. Ia; 125 III 82 consid. 1a) in ogni fase del 
procedimento (fra altre: DTF 126 III 59 consid. 1; 125 III 82 consid. 3; 123 III 62 
consid. 3). Nelle procedure rette dal principio attitatorio, egli deve tuttavia fondare il 
proprio esame solamente sui fatti allegati e provati dalle parti, senza andare d'ufficio 
alla ricerca di fatti che potrebbero mettere in discussione la legittimazione di una 
parte, qualora la controparte non li abbia espressamente allegati (sentenza del 
Tribunale federale 4A_165/2008 dell'11 novembre 2008 consid. 7.3.1; sentenza del 
Tribunale d'appello della Repubblica e Cantone Ticino 12.2013.145 del 22 luglio 
2014 consid. 4; OTT, Die unbestrittene Sachlegitimation, SJZ 78/1982, p. 17 segg., 
in particolare pag. 18, 22 e 23). L'attore ha dunque l'onere di allegare e provare i 
fatti su cui fonda la propria legittimazione attiva (cfr. art. 221 cpv. 1 lett. d CPC; 
DTF 123 III 60 consid. 3a), mentre il convenuto deve indicare quali fatti della 
petizione riconosce o contesta (art. 222 cpv. 2 CPC). L'esame è dunque limitato ai 
fatti allegati dall'attore (art. 55 cpv. 1 CPC) e a quelli non contestati dal convenuto 
(art. 150 cpv. 1 CPC; DTF 111 II 156 consid. 1b; sentenza del Tribunale federale 
4A_146/2015 del 19 agosto 2015 consid. 4.3). Di principio, il convenuto può limitarsi 
a contestare i fatti senza motivare la propria contestazione (DTF 144 III 519 
consid. 5.2.2.2; 115 II 1 consid. 4); in altre parole, non deve spiegare perché 
contesta i fatti, dal momento che non ha l'onere della prova e quindi, di principio, 
non ha il dovere di collaborare all'assunzione delle prove (DTF 144 III 519 
consid. 5.2.2.2; 117 II 113 consid. 2). Una contestazione in blocco, 
omnicomprensiva, non è tuttavia ritenuta sufficiente (DTF 144 III 519 
consid. 5.2.2.1; 141 III 433 consid. 2.6; sentenza del Tribunale federale 
4A_261/2017 del 30 ottobre 2017 consid. 4.3). Giurisprudenza e dottrina 
riconoscono che la legittimazione attiva rientra tra i fatti impliciti che si possono dare 
per acquisiti fino al momento in cui non venga affermato il contrario (DTF 48 II 347 
consid. 4; sentenze del Tribunale federale 4A_404/2016 del 7 dicembre 2016 
consid. 2.2; 4A_283/2008 del 12 settembre 2008 consid. 6). L'onere dell'attore di 
allegazione e di prova della propria qualità per agire sorge di principio solamente 
con la contestazione da parte del convenuto (sentenza del Tribunale federale 
4A_283/2008 del 12 settembre 2008 consid. 7.3.2). Ne consegue che tale onere 
può rimanere latente anche oltre la conclusione dello scambio degli scritti e, se la 
controparte non formula contestazioni al riguardo, anche fino al termine del 
procedimento (sentenza del Tribunale federale 4A_165/2008 dell'11 novembre 
2008 consid. 7.3.2). Se il giudice solleva d'ufficio la questione della legittimazione 
attiva senza concedere alle parti la possibilità di esprimersi al riguardo, ossia senza 
rispettare il principio del contraddittorio, vi è violazione del diritto di essere sentiti 
(art. 29 cpv. 2 Cost.; sentenza del Tribunale federale 4A_165/2008 
dell'11 novembre 2008 consid. 6 segg.). La qualità per agire deve sussistere al 

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momento della sentenza (DTF 108 II 475 consid. 1b; sentenze del Tribunale 
federale 5A_410/2023 del 25 settembre 2024 consid. 2.6.1; 5A_590/2016 del 
12 ottobre 2017 consid. 2.1 in fine, non publ. in: DTF 143 III 624; 5A_745/2014 del 
16 marzo 2015 consid. 3.3; GROLIMUND/AMMANN, in: Staehelin/Grolimund [edit.], 
Zivilprozessrecht – Unter Einbezug des Anwaltsrechts und des internationalen 
Zivilprozessrechts, 4a ed. 2024, pag. 201). L'assenza della legittimazione attiva 
comporta infine la reiezione dell'azione, e non la sua inammissibilità 
(DTF 142 III 782 consid. 3.1.3; 140 III 598 consid. 3.2; 137 III 455 consid. 3.5; 
126 III 59 consid. 1a).

3.3. Nel caso in esame, l'appellato ha fondato la propria legittimazione attiva sui 
fatti allegati nella petizione del 6 agosto 2021, richiamando in particolare l'art. 13.3 
delle condizioni generali del contratto di leasing stipulato il 13 gennaio 2020. 
Secondo quanto da lui sostenuto, tale disposizione prevedrebbe una cessione del 
credito derivante dall'assicurazione casco alla società di leasing sottoposta a una 
condizione risolutiva: qualora la società di leasing non intraprendesse alcuna azione 
nei confronti dell'assicurazione per il recupero del credito derivante 
dall'assicurazione casco, la cessione di credito risulterebbe priva di effetto, con 
conseguente recupero da parte dell'appellato della titolarità del credito. Nel caso 
concreto, l'appellato sostiene che detta condizione si sia realizzata dal momento in 
cui la società di leasing avrebbe manifestato, per atti concludenti, la propria rinuncia 
a far valere il credito verso l'assicurazione chiedendo all'assicurato di farsi carico 
personalmente dei danni derivanti dall'incendio dell'autoveicolo (act. TR I.1, n. 9-
14). A sostegno di tali allegazioni produce, tra altri documenti, il contratto di leasing 
del 13 gennaio 2020 (act. TR II.5, pag. 2). L'appellante, nella risposta del 
27 settembre 2021, si è dal canto suo limitata a contestare in modo generico le 
affermazioni dell'appellato (act. TR I.2, pag. 3) e ha sollevato l'eccezione di carenza 
di legittimazione attiva soltanto in sede di arringhe (act. TR VII.3, pag. 2 segg.). A 
prescindere dalla questione della tempestività dell'eccezione e del rispetto 
dell'onere di contestazione gravante sull'appellante, il tribunale di prima istanza era 
tenuto, alla luce delle circostanze e contrariamente a quanto avvenuto, ad 
esaminare d'ufficio la qualità per agire dell'attore. I fatti rilevanti a tal fine erano infatti 
già stati compiutamente allegati, documentati e dunque resi espliciti dall'appellato 
in sede di petizione. Quest'ultimo ha chiaramente addotto gli elementi relativi alla 
cessione di credito, sia mediante le proprie allegazioni sia attraverso la produzione 
del contratto di leasing, riferendosi in particolare all'art. 13.3 delle condizioni 
generali di leasing. L'esame d'ufficio del giudice non avrebbe comportato alcuna 
violazione del principio del contraddittorio, né leso il diritto dell'appellato di essere 

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sentito, in quanto quest'ultimo poteva ragionevolmente attendersi che i giudici si 
sarebbero pronunciati sulla questione.

3.4. Ne consegue che la censura sollevata dall'appellante è fondata. Ritenuto il 
carattere maturo per il giudizio della causa – comprovato dal duplice scambio di 
scritti avvenuto in prima istanza – ed essendosi i giudici di prime cure espressi nel 
merito della validità della cessione di credito (act. B.2 consid. 3.2), si entra nel 
merito, in questa sede, sulla questione (cfr. art. 318 cpv. 1 lett. c CPC).

4.1. L'appellante contesta la motivazione del tribunale di prima istanza invocando 
una violazione delle norme che disciplinano la cessione di crediti (artt. 164 
segg. CO). A suo avviso, la clausola riguardante la cessione dei crediti relativi 
all'assicurazione casco contenuta nel contratto di leasing non sarebbe subordinata 
ad alcuna condizione risolutiva. Di conseguenza, con la sottoscrizione del contratto, 
l'appellato avrebbe definitivamente ceduto le pretese assicurative alla società di 
leasing, perdendo così la qualità per agire nei suoi confronti (act. A.1 ad C.3). 
L'appellato sostiene invece che la cessione di credito sia subordinata ad una tale 
condizione e che, agendo nei suoi confronti per ottenere il risarcimento del danno 
subito, la società di leasing avrebbe retrocesso, per atti concludenti, il credito 
originariamente ceduto. Egli chiede pertanto la conferma della decisione impugnata 
(act. A.2, pag. 15).

4.2.1. Giusta l'art. 164 cpv. 1 CO il creditore può cedere ad altri il proprio credito 
anche senza il consenso del debitore, se non vi osta la legge, la convenzione o la 
natura del rapporto giuridico. La cessione di credito è un contratto bilaterale con il 
quale il titolare di un credito (il cedente) trasferisce il proprio credito ad un'altra 
persona (il cessionario). Essa comporta, in altre parole, la sostituzione del titolare 
di un credito con un nuovo titolare (DTF 130 III 248 consid. 3.1): il cedente perde il 
potere di disporre del credito ceduto e non può più farlo valere in proprio nome nei 
confronti del debitore (sentenza del Tribunale federale 4A_96/2007 del 26 giugno 
2007 consid. 3.3; GIRSBERGER/HERMANN, in: Widmer Lüchinger/Oser [edit.], Basler 
Kommentar – Obligationenrecht I Art. 1-529 OR, 7a ed. 2020, art. 164 n 46). La 
cessione può riguardare crediti futuri (DTF 130 III 248 consid. 3.1), a condizione 
che essi siano sufficientemente determinati o determinabili (DTF 130 III 248 
consid. 3.1; 113 II 163 consid. 2a), o sottoposti a condizioni (DTF 84 II 355 
consid. 1). L'effetto della cessione si produce, di principio, dal momento del suo 
perfezionamento; in caso di cessione di crediti futuri, esso corrisponde al momento 
della nascita del credito (DTF 111 III 73 consid. 3a).

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4.2.2. L'art. 165 cpv. 1 CO prevede che la cessione di credito è valida solamente 
se stipulata in forma scritta. Quest'ultima deve coprire tutti gli elementi 
oggettivamente e soggettivamente essenziali: l'identità delle persone interessate e 
la volontà del cedente di cedere un credito determinato o determinabile 
(DTF 105 II 83 consid. 2). Se il cessionario retrocede al cedente il credito 
precedentemente cedutogli, si parla di retrocessione (DTF 130 III 248 consid. 3.1). 
Tutte le conseguenze legali di una cessione si applicano anche alla retrocessione 
(DTF 130 III 248 consid. 3.1). Quest'ultima deve pertanto rispettare la forma scritta, 
riserva fatta per l'esistenza di una clausola risolutiva contenuta nella cessione 
originaria (sentenza del Tribunale federale 4A_248/2008 del 1° settembre 2008 
consid. 3.2).

4.2.3. Giusta l'art. 100 cpv. 1 della Legge federale sul contratto d'assicurazione 
(LCA [RS 221.229.1]) il contratto d'assicurazione è retto dalle disposizioni del diritto 
delle obbligazioni, riservate eventuali disposizioni derogatorie previste dalla legge. 
Le norme che disciplinano la cessione di credito (artt. 164 segg. CO) sono di 
conseguenza applicabili anche in tale ambito (SPECOGNA, in: 
Grolimund/Loacker/Schnyder [edit.], Basler Kommentar 
Versicherungsvertragsgesetz, 2a ed. 2023, art. 100 cpv. 1 n. 25; ROUILLER, in: 
Brulhart/Frésard-Fellay/Subilia [edit.], Commentaire romand Loi sur le contrat 
d'assurance, 2022, art. 100 n. 85). La cessione di pretese assicurative viene 
considerata una cessione di crediti futuri sufficientemente determinati (sentenza del 
Tribunale federale 4A_96/2007 del 26 giugno 2007 consid. 3.2). La cessione può, 
inoltre, essere subordinata a una condizione risolutiva nel senso che la stessa 
decade se il cessionario non ne fa effettivamente uso. A tal riguardo, la 
giurisprudenza del Tribunale federale ha esaminato la questione a sapere se 
qualora un contratto di leasing obblighi l'assuntore a stipulare un'assicurazione 
casco completa e a cedere alla società di leasing tutte le pretese verso l'assicuratore 
e questa ha il diritto, ma non l'obbligo, di farle valere direttamente si sia di fronte a 
una condizione risolutiva. In un primo caso, ha ritenuto che tale clausola 
contemplasse una condizione risolutiva: se la società di leasing non esercitava il 
proprio diritto, l'assicurato poteva nuovamente far valere la pretesa ceduta nei 
confronti dell'assicurazione (sentenza del Tribunale federale 4A_96/2007 del 
26 giugno 2007 consid. 3). In un secondo caso, ha invece escluso la qualità per 
agire dell'assuntore del leasing (sentenza del Tribunale federale 4A_248/2008 del 
1° settembre 2008 consid. 3).

4.2.4. Se le parti hanno incorporato in un contratto delle condizioni generali, il loro 
contenuto va determinato mediante interpretazione. Di principio, le condizioni 

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contrattuali generali che le parti convengono di integrare nei propri contratti si 
interpretano come ogni altro contratto (DTF 148 III 57 consid. 2.2.1). La volontà 
reale e comune delle parti contraenti è decisiva (art. 18 cpv. 1 CO; interpretazione 
soggettiva). Se tale volontà non può essere accertata, le dichiarazioni contrattuali 
vanno interpretate secondo il principio dell'affidamento, ovvero come il destinatario 
poteva e doveva in buona fede capirle nella situazione concreta (interpretazione 
oggettiva; DTF 148 III 57 consid. 2.2.1; 142 III 671 consid. 3.3). Anche se il tenore 
di una clausola contrattuale appare a prima vista chiaro, può risultare da altre 
condizioni contrattuali, segnatamente dall'obiettivo che le parti intendono perseguire 
o da altre circostanze, che la lettera non restituisca esattamente il senso delle loro 
volontà. Non ci si allontana invece dal senso letterale del testo se non vi è alcuna 
ragione seria per ritenere che esso non corrisponda alla loro volontà (DTF 148 III 57 
consid. 2.2.1; 136 III 186 consid. 3.2.1).

4.3. Nel caso di specie, il contratto di leasing del 13 gennaio 2020, sottoscritto 
dall'appellato, contiene la seguente clausola redatta in lingua tedesca: "Der 
Leasingnehmer zediert hiermit alle Ansprüche aus der Kaskoversicherung an 
E.________, eine Abteilung der C.________. Zudem entbindet er die 
Versicherungsgesellschaft von der Geheimhaltungspflicht gegenüber E.________, 
damit diese auf Verlangen hin uneingeschränkte Einsicht in das Schadendossier 
nehmen kann" (act. TR II.5, pag. 2). Se interpretata in base al principio 
dell'affidamento, essa non può che essere compresa, data la chiarezza e l'assenza 
di riferimenti a condizioni risolutive, quale cessione incondizionata delle pretese 
derivanti dall'assicurazione casco dall'assuntore alla società di leasing. Il testo 
identifica chiaramente il cedente (l'appellato), il cessionario (l'appellante) e il credito 
ceduto (le prestazioni derivanti dall'assicurazione casco). Né dal testo, né dalle 
circostanze è possibile dedurre, come invece sostenuto dal tribunale di prima 
istanza (act. B.2 consid. 3.2; cfr. supra consid. 2) e dall'appellato (act. A.2, pag. 13-
15), che la cessione sia subordinata a una condizione risolutiva. Un'interpretazione 
sistematica delle disposizioni contenute nel capitolo 13 non permette di giungere ad 
una diversa conclusione. L'art. 13.3 disciplina una fattispecie diversa, ovvero la 
cessione di crediti derivanti dall'assicurazione responsabilità civile verso terzi: "Der 
Leasingnehmer zediert hiermit seine Ansprüche gegen die Haftpflichtversicherung 
des am Unfall beteiligten anderen Fahrzeughalters oder gegen Dritte im Umfang 
des Schadens am Leasinggegenstand (Reparaturkosten und Minderwert) an den 
Leasinggeber" (act. TR II.5, pag. 7). Lo stesso vale per l'art. 13.4, il cui testo è il 
seguente: "Der Leasingnehmer bleibt aber verpflichtet, diese Ansprüche für den 
Leasinggeber gegen den Unfallbeteiligten oder dessen Haftpflichtversicherung 
geltend zu machen. Kommt bei einem Unfall ein Selbstbehalt zum Tragen, so geht 

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dieser zu Lasten des Leasingnehmers". Nessuna di esse introduce o fa riferimento 
a una condizione risolutiva applicabile alla cessione di pretese relative 
all'assicurazione casco. A conferma di questa interpretazione, si osserva che la 
clausola contenuta nel contratto di leasing differisce sostanzialmente da quella 
oggetto della sentenza evocata dall'appellato, il cui testo è il seguente: "Der 
Leasingnehmer verpflichtet sich, auf seine Rechnung eine Vollkaskoversicherung 
abzuschliessen und den Versicherungsschutz während der gesamten 
Vertragsdauer aufrechtzuerhalten. Gleichzeitig zediert er hiermit die Ansprüche 
gegen die Versicherung an die Y.B.________ [d.h. die Leasinggeberin]. 
Y.B.________ ist berechtigt, aber nicht verpflichtet, gegen entsprechende 
Entschädigung durch den Leasingnehmer, die zedierten Ansprüche bei der 
Versicherung direkt geltend zu machen und insbesondere 
Entschädigungsvereinbarungen in eigenem Namen zu unterzeichnen" (sentenza 
del Tribunale federale 4A_96/2007 del 26 giugno 2007 consid. 3.1). Clausole di 
tenore analogo a quella oggetto della presente controversia sono d'altronde usuali, 
come si evince dalla summenzionata giurisprudenza (cfr. supra consid 4.2.3), nella 
quale il Tribunale federale ha parimenti sottolineato le conseguenze di una cessione 
incondizionata: la società di leasing può agire direttamente nei confronti 
dell'assuntore del leasing, senza che quest'ultimo abbia la possibilità di far valere le 
prestazioni derivanti dal contratto di assicurazione da lui stipulato (sentenza del 
Tribunale federale 4A_96/2007 del 26 giugno 2007 consid. 3.4). Esclusa l'esistenza 
di una condizione risolutiva, non assume alcuna rilevanza, ai fini della validità della 
cessione, il fatto che la società di leasing abbia chiesto direttamente all'appellato il 
risarcimento del danno per la quasi totale distruzione del veicolo (act. TR II.6) e 
avviato una procedura esecutiva nei suoi confronti (act. TR II.7). La cessione del 
credito non è d'altronde esclusa dal contratto di assicurazione e dalle relative 
condizioni generali (act. TR II.8, III.3). Ne consegue che, con la sottoscrizione del 
contratto di leasing contenente la cessione incondizionata del credito, l'appellato ha 
definitivamente perso la titolarità delle pretese derivanti dall'assicurazione casco in 
favore della società di leasing. Di conseguenza, al momento della pronuncia della 
decisione impugnata, egli non disponeva della qualità per agire nei confronti 
dell'appellante.

4.4. L'eccezione di carenza di legittimazione attiva fatta valere dall'appellante è 
dunque fondata. Di conseguenza, il tribunale di prima istanza avrebbe già per 
questo motivo dovuto respingere il petito n. 1, in via principale, dell'azione promossa 
dall'appellato. Lo stesso vale per la domanda, fatta valere in via subordinata, 
tendente alla condanna dell'appellante al pagamento del medesimo importo a 
C.________.

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5. L'appellato ha dal canto suo proposto, in sede di risposta all'appello del 
21 ottobre 2024, una motivazione giuridica alternativa sostenendo che se l'azione 
parziale basata sul contratto di assicurazione non dovesse essere considerata 
ammissibile per mancata legittimazione attiva, l'azione andrebbe accolta perché 
parimenti fondata sulla responsabilità extracontrattuale (art. 41 CO; act. B.2, 
pag. 15). Egli omette tuttavia di fornire un'adeguata motivazione in merito al rispetto 
delle condizioni richieste da tale norma. In particolare, non specifica quale atto 
illecito sia stato commesso dall'appellante, né indica elementi concreti che 
dimostrino la colpa, il danno subito e il nesso di causalità naturale ed adeguata. Tale 
carenza di motivazione rende l'argomentazione inammissibile, poiché non consente 
di valutare la fondatezza della nuova qualificazione giuridica proposta (cfr. art. 312 
cpv. 1 CPC; DTF 138 III 374 consid. 4.3.1), tanto più che l'appellato è tenuto a 
basarsi sui fatti allegati in prima istanza e può addurre nuovi fatti esclusivamente 
rispettando le condizioni poste dall'art. 317 cpv. 1 CPC, ovvero soltanto se questi 
ultimi vengono immediatamente addotti e se non era possibile addurli 
precedentemente nemmeno con la diligenza ragionevolmente esigibile tenuto conto 
delle circostanze.

6.1. L'appellante chiede, infine, in via principale, l'annullamento della cifra 3 del 
dispositivo della decisione del Tribunale regionale e la sua riforma nel senso che 
sia autorizzata l'iscrizione dell'appellato al Sistema di segnalazione e informazione 
delle compagnie assicurative (HIS). A sostegno di tale richiesta, sostiene che 
l'appellato avrebbe omesso informazioni rilevanti in merito al sinistro (art. 6 cpv. 1 
LCA), cagionato intenzionalmente il danno (art. 14 cpv. 1 LCA) e commesso una 
frode nelle giustificazioni (art. 40 LCA). In via subordinata, eccepisce 
l'incompetenza del giudice civile, invocando la competenza esclusiva 
dell'ombudsman delle assicurazioni (act. A.1, pag. 26 e 27).

6.2. Giusta l'art. 310 CPC, con l'appello possono essere censurati l'errata 
applicazione del diritto (lett. a) e l'errato accertamento dei fatti (lett. b). L'appello 
dev'essere motivato (art. 311 cpv. 1 CPC), nel senso che devono evincersi le ragioni 
per le quali la sentenza di primo grado è contestata. Tale confronto è essenziale 
all'ammissibilità del gravame (DTF 141 III 569 consid. 2.3.3; 138 III 374 
consid. 4.3.1). Il giudice non è però vincolato dalle argomentazioni addotte dalle 
parti a sostegno delle proprie censure, né dai considerandi dell'istanza inferiore; egli 
applica d'ufficio il diritto (art. 57 CPC; DTF 147 III 176 consid. 4.2.1 con rinvii). Le 
norme di entità private, non essendo note al pubblico ai sensi dell'art. 151 CPC, non 
rientrano nella nozione di "diritto" ai sensi di tale norma. Se le parti vogliono 
prevalersi di tali norme, queste ultime devono essere allegate e provate 

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(DTF 143 IV 380 consid. 1.1.1 e 1.1.2; 132 III 285 consid. 1.3; 106 IV 350 
consid. 3a; sentenza del Tribunale federale 4A_582/2016 del 6 luglio 2017 
consid. 4.4; TREZZINI, in: Trezzini/Molo [edit.], Commentario pratico al Codice di 
diritto processuale civile svizzero [CPC] – Volume 1, 3a ed. 2025, art. 57 n. 35 segg. 
e art. 151 n. 8 segg.; SEILER, in: Sutter-Somm/Seiler [edit.], Handkommentar zur 
Schweizerischen Zivilsprozessordnung (ZPO), 4a ed. 2025, art. 57 n. 9; CHABLOZ, 
in: Chabloz/Dietschy/Heinzmann [edit.], Petit commentaire – Code de procédure 
civile (CPC), 2020, art. 57 n. 8). L'onere della prova compete a colui che vuol 
dedurne un diritto (art. 8 CC). La mancanza della prova obbliga il giudice a decidere 
in sfavore della parte a cui spetta l'onere della stessa.

6.3. Nel caso in esame, l'appellante rivendica il diritto di iscrivere l'appellato nel 
Sistema di segnalazione e informazione delle compagnie assicurative (HIS), gestito 
da F.________ (act. A.1, pag. 26 e 27). Con scritto del 18 febbraio 2021, 
l'appellante aveva infatti anticipato all'appellato la propria intenzione di procedere 
con tale iscrizione, richiamando i fatti a lui imputati e indicando che ulteriori dettagli 
in merito alla procedura di iscrizione erano disponibili sul sito internet 
"www.svv.ch/de/his" (act. TR II.12). Da tale sito emerge che il registro HIS, 
condiviso tra compagnie assicurative affiliate, ha l'obiettivo di prevenire e 
contrastare gli abusi assicurativi. L'iscrizione è subordinata alla sussistenza di 
specifici "motivi di iscrizione", tra i quali figurano la violazione dell'obbligo di 
comunicazione (art. 6 cpv. 1 LCA), il danno cagionato intenzionalmente (art. 14 
cpv. 1 LCA) e la frode nelle giustificazioni (art. 40 LCA; cfr. anche: Commission 
fédérale de la concurrence, in: Hinweis- und Informationssystem HIS, RPW 2021/1 
pag. 138 segg.). Le norme che regolano la gestione del registro HIS e la relativa 
procedura di iscrizione, pur essendo parzialmente accessibili su internet (cfr. 
formulari "Informazioni dettagliate sui motivi di notifica" e "Informazioni dettagliate 
sulle possibilità di reclamo"), non possono tuttavia essere considerate notorie ai 
sensi dell'art. 151 CPC, poiché non risultano da fonti ufficiali, come richiesto dalla 
summenzionata giurisprudenza. Spettava quindi all'appellante, in qualità di parte 
che deduce il diritto all'iscrizione, allegare e provare l'esistenza e il contenuto di tali 
norme, nonché la loro applicazione al caso concreto. L'appellante non ha tuttavia 
prodotto alcun documento che riportasse le norme invocate o sostenuto che le parti 
avessero previsto, nel contratto di assicurazione, la loro applicazione. In assenza di 
tali prove, e non essendo compito del giudice ricercare autonomamente il contenuto 
di dette norme, non è possibile pronunciarsi sul diritto all'iscrizione nel registro HIS 
né sull'eventuale competenza esclusiva dell'ombudsman delle assicurazioni.

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6.4. Per le ragioni esposte, sia la domanda principale dell'appellante che quella 
subordinata relative all'iscrizione al Sistema di segnalazione e informazione delle 
compagnie assicurative (HIS) e all'eventuale competenza dell'ombudsman delle 
assicurazioni sono inammissibili.

7. Per questi motivi, l'appello del 17 settembre 2024 dev'essere parzialmente 
accolto e la decisione impugnata riformata nel senso dei considerandi.

8.1. Giusta l'art. 318 cpv. 3 CPC, l'autorità superiore si pronuncia anche sulle 
spese giudiziarie relative alla procedura di prima istanza nel caso in cui annulla il 
giudizio impugnato statuendo essa stessa. Esse sono poste a carico della parte 
soccombente (art. 106 cpv. 1 CPC). In caso di soccombenza parziale reciproca, le 
spese giudiziarie sono ripartite secondo l'esito della procedura (art. 106 
cpv. 2 CPC). Giusta il vecchio art. 111 cpv. 1 CPC (tuttora applicabile, giusta 
l'art. 407f e contrario CPC, ai procedimenti pendenti al momento dell’entrata in 
vigore, il 1° gennaio 2025, della modifica del 17 marzo 2023) le spese processuali 
sono compensate con gli anticipi prestati dalle parti. L'eventuale scoperto è a carico 
di chi è condannato a pagare le spese. La parte condannata a pagare le spese deve 
rimborsare all'altra gli anticipi prestati e pagarle le ripetibili assegnate dal giudice 
(cpv. 2). Nel caso in esame, la tassa di giustizia relativa alla procedura di prima 
istanza, pari a CHF 6'400.00, è pertanto posta a carico dell'appellato in ragione di 
5/6 (CHF 5'333.35) e dell'appellante in ragione di 1/6 (CHF 1'066.65). Dedotte le 
spese processuali già versate di CHF 400.00 relative alla procedura di conciliazione 
e compensato l'importo con l'anticipo da lui versato di CHF 3'000.00, l'appellato è 
tenuto a versare l'importo scoperto di CHF 1'933.35. L'appellante è invece tenuta a 
versare l'importo di CHF 1'066.65.

8.2. Il Tribunale d'appello determina d'ufficio e secondo le tariffe le indennità per 
spese ripetibili (artt. 105 cpv. 2 e vecchio 96 CPC [RU 2022 491] tuttora applicabile, 
giusta l'art. 407f e contrario CPC, ai procedimenti pendenti al momento dell’entrata 
in vigore, il 1° gennaio 2025, della modifica del 17 marzo 2023; art. 2 cpv. 1 OOA 
[CSC 310.250]), qualora esse siano protestate (DTF 139 III 334 consid. 4.3). 
L'appellante ha chiesto che l'appellato venga condannato al pagamento delle spese 
ripetibili relative alla procedura di prima istanza presentando una nota d'onorario di 
complessivi CHF 15'408.15 (IVA e spese incluse; act. A.1; TR VI.6). In tali casi, il 
tribunale si basa di principio su quanto indicato (art. 2 cpv. 2 OOA). Le 55.5 ore di 
lavoro indicate risultano, alla luce delle circostanze, necessarie per un patrocinio 
efficace e l'onorario fatturato di CHF 250.00 all'ora è adeguato (cfr. art. 3 cpv. 1 
prima frase OOA; act. TR VI.4). Il rimborso spese forfettario del 3% è conforme alla 
prassi consolidata (cfr. fra tante la sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni 

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ZK1 21 101/102 del 10 novembre 2022 consid. 5.2.2). L'IVA non deve invece 
essere presa in considerazione in ragione del fatto che l'appellante è di principio 
assoggettata all'interno di un gruppo IVA e può dunque dedurre i relativi costi 
(cfr. sentenza dell'Obergericht del Cantone Berna ZK 2016 486 del 21 giugno 2017 
consid. 48.2). L'appellato dovrebbe pertanto versare all'appellante l'importo di 
CHF 14'291.25 (CHF 15'408.15 ./. CHF 783.19 [IVA 7.7% fino al 2023] ./. 
CHF 333.72 [IVA 8.1% dal 2024]; spese incluse, senza IVA) a titolo di indennità per 
spese ripetibili di prima istanza. Vista la soccombenza parziale reciproca, l'appellato 
è tenuto a versare 4/6 di tale importo, ovvero CHF 9'527.50 (spese incluse, senza 
IVA) a titolo di indennità per spese ripetibili di prima istanza.

8.3. La tassa di giustizia relativa alla procedura d'appello è fissata in 
CHF 3'000.00 (art. 105 cpv. 1 CPC) ed è posta a carico dell'appellato in ragione di 
5/6 (CHF 2'500.00) e dell'appellante in ragione di 1/6 (CHF 500.00). Quest'ultimo 
importo viene compensato con l'anticipo delle spese di CHF 6'000.00 corrisposto il 
25 settembre 2024 (vecchio art. 111 cpv. 1 CPC; cfr. art. 407f CPC). L'importo 
versato in eccesso di CHF 3'000.00 le viene pertanto restituito. L'appellato è tenuto 
a rifondere all'appellante l'anticipo delle spese per un importo di CHF 2'500.00.

8.4. L'appellante ha protestato le spese ripetibili relative alla procedura d'appello 
presentando una nota d'onorario. Essa riporta un importo complessivo di 
CHF 4'523.30 (IVA e spese incluse) che si riferisce a un totale di 16.25 ore di lavoro 
(act. G.2). Le ore fatturate e la tariffa oraria di CHF 250.00 (act. TR VI.4) sono 
adeguati e il rimborso spese forfettario del 3% è conforme alla prassi. L'importo può 
pertanto essere confermato, riserva fatta per l'IVA che non può essere presa in 
considerazione per i medesimi motivi sopra menzionati (cfr. supra consid. 8.2). 
L'appellato, parzialmente soccombente, è pertanto tenuto a versare all'appellante 
4/6 di CHF 4'184.40 (CHF 4'523.30 ./. CHF 338.95 [IVA 8.1%]; spese incluse, senza 
IVA), ovvero un importo di CHF 2'789.60 (spese incluse, senza IVA) a titolo di 
indennità per spese ripetibili d'appello.

9. Per quanto attiene ai rimedi esperibili sul piano federale (artt. 51 cpv. 1 lett. a 
e 2, 112 cpv. 1 lett. d LTF), contro questa sentenza può essere interposto ricorso in 
materia civile al Tribunale federale alle condizioni poste dall'art. 74 cpv. 2 LTF 
ritenuto il valore litigioso inferiore a CHF 30'000.00 (cfr. supra consid. 1.2.2; artt. 72 
cpv. 1 e 74 cpv. 1 lett. b LTF).

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Il Tribunale d'appello pronuncia:

1. L'appello è parzialmente accolto.

2. La cifra 1 del dispositivo della decisione del Tribunale regionale Maloja del 
19 marzo 2024 è annullata e riformata come segue:

"1. L'azione è parzialmente accolta."

3. La cifra 2 del dispositivo della decisione del Tribunale regionale Maloja del 
19 marzo 2024 è annullata e riformata come segue:

"2. [annullato]."

4. La cifra 4 del dispositivo della decisione del Tribunale regionale Maloja del 
19 marzo 2024 è annullata e riformata come segue:

"4. Le spese processuali per un totale di CHF 6'400.00, che si compongono 
degli esborsi forfettari per la procedura di conciliazione di CHF 400.00 
e dalla tassa di giudizio di CHF 6'000.00, sono poste a carico di 
B.________ in ragione di 5/6 (CHF 5'333.35) e di A.________ in ragione 
di 1/6 (CHF 1'066.65). La tassa di giustizia viene parzialmente 
compensata con l'anticipo delle spese di CHF 3'000.00 prestato da 
B.________. Dedotte le spese processuali già versate di CHF 400.00 
relative alla procedura di conciliazione, l'importo dovuto da B.________ 
corrisponde a CHF 1'933.35. A.________ è invece tenuta a versare 
l'importo di CHF 1'066.65."

5. La cifra 5 del dispositivo della decisione del Tribunale regionale Maloja del 
19 marzo 2024 è annullata e riformata come segue:

"5. A titolo di ripetibili B.________ è tenuto a versare a A.________ 
l'importo di CHF 9'527.50 (spese incluse; senza IVA)."

6. Per il resto, l'appello è inammissibile.

7. La tassa di giustizia per la procedura d'appello di CHF 3'000.00 è posta a 
carico di B.________ in ragione di 5/6 (CHF 2'500.00) e di A.________ in 
ragione di 1/6 (CHF 500.00). Quest'ultimo importo viene compensato con 
l'anticipo delle spese di CHF 6'000.00 corrisposto il 25 settembre 2024. 
L'importo versato in eccesso di CHF 3'000.00 le viene restituito. B.________ 
è tenuto a rifondere a A.________ l'anticipo delle spese per un importo di 
CHF 2'500.00.

8. B.________, parzialmente soccombente, è tenuto a versare a A.________ 
l'importo di CHF 2'789.60 (spese incluse, senza IVA) a titolo di indennità per 
spese ripetibili d'appello.

9. [Rimedi giuridici]

10. [Comunicazioni]