# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 114b181b-c786-5379-b703-30a82b8e9300
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-09-10
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Schuldbetreibungs- und Konkurskammer 10.09.2015 KSK 2015 56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_003_KSK-2015-56_2015-09-10.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 10 settembre 2015 Comunicata per scritto il:
KSK 15 56 10 settembre 2015

Decisione
Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Presidenza Michael Dürst
Giudici Brunner e Hubert
Attuario Rogantini

Nel reclamo in materia d'esecuzione e fallimento

della X . _ _ _ _ _ S A , rappresentata dal membro A._____, reclamante,

contro

la decisione del Tribunale distrettuale Moesa, giudice unico, del 10 agosto 2015, 
comunicata lo stesso giorno, in re di Y._____, resistente, contro la reclamante,

concernente dichiarazione di fallimento,

è risultato:

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I. Fattispecie

A. Y._____ fu impiegata dalla ditta X._____SA con sede a O.1_____ in 
Calanca (CHE-_____). Non avendo ricevuto il salario per quattro mesi, il 2 
dicembre 2014 Y._____ fece spiccare un precetto esecutivo (act. TDM.2) 
dall'Ufficio di esecuzione del Circolo di Calanca nei confronti di detta società per 
l'importo di CHF 15'000.00, rinunciando a interessi (esecuzione n. 20140890). Le 
spese del precetto esecutivo ammontarono a CHF 103.30, quelle per le rogatorie 
a CHF 31.00 e CHF 14.00. Il precetto esecutivo fu notificato il 12 dicembre 2014 a 
A._____, membro della ditta escussa. Contro di esso non fu sollevata 
opposizione.

B. In seguito l'Ufficio di esecuzione Calanca emise la comminatoria di 
fallimento in data 27 gennaio 2015, notificata sempre a A._____ il 25 febbraio 
2015 (act. TDM.3). Alle spese di esecuzione si aggiunsero così altri CHF 103.30 
più CHF 50.00 di spese di rogatoria.

C. Con istanza del 21 maggio 2015 Y._____ chiese al Tribunale distrettuale 
Moesa di emettere la dichiarazione di fallimento nei confronti della X._____SA 
(act. TDM.1). Il giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa citò le parti al 
dibattimento previsto per l'8 luglio 2015 (act. TDM.4). In quella sede fu poi 
convenuto fra le parti che l'istante avrebbe concesso a controparte una dilazione 
di pagamento a condizione che la convenuta avrebbe saldato l'importo posto in 
esecuzione (CHF 15'000.00) in tre rate da CHF 5'000.00 da accreditare: la prima 
entro il 13 luglio 2015, la seconda entro il 7 agosto 2015 e la terza entro il 28 
agosto 2015 (vedi il verbale, act. TMD.6). In caso di mancato tempestivo 
pagamento di una sola rata, l'intero importo sarebbe divenuto esigibile e sarebbe 
dichiarato il fallimento della convenuta senza ulteriore formalità.

Contrariamente a quanto convenuto, la X._____SA si limitò a dare l'ordine di 
versamento per la prima rata soltanto il 13 luglio 2015, anziché farla accreditare 
entro tale data. La seconda rata la fece saldare il 10 agosto 2015, anziché il 7 
agosto 2015 come da accordi. Di conseguenza lo stesso 10 agosto 2015 Y._____ 
chiese al Tribunale distrettuale Moesa di procedere alla dichiarazione di fallimento 
della convenuta (vedi corrispondenza, act. TDM.7).

D. Il giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa dichiarò il fallimento della 
X._____SA a far tempo dal 10 agosto 2015, ore 09.15. Le spese processuali di 
CHF 200.00 le pose a carico della massa fallimentare. L'importo di CHF 1'300.00 

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lo versò all'Ufficio dei fallimenti del Distretto Moesa quale copertura parziale delle 
spese esecutive (act. TDM.8). A tale scopo utilizzò i CHF 1'500.00 di anticipazione 
delle spese erroneamente versate dalla convenuta X._____SA (cfr. annotazione 
agli atti, act. D.8).

E. Con scritto del 17 agosto 2015 (act. TDM.9) la X._____SA chiese che 
venga "momentaneamente" sospesa la procedura di fallimento, in considerazione 
che sarebbe stata versata la seconda rata (sebbene tardivamente) e che fra "una 
decina di giorni" vi sarebbe l'ultimo accredito. Il giudice unico del Tribunale 
distrettuale Moesa rispose il 18 agosto 2015 che non sarebbe possibile 
sospendere la procedura fallimentare, segnalò però alla convenuta che avrebbe la 
possibilità di inoltrare reclamo al Tribunale cantonale dei Grigioni.

F. In seguito la X._____SA ha presentato opposizione [recte: reclamo] con 
memoria scritta del 20 agosto 2015 contro la dichiarazione di fallimento del 10 
agosto 2015 (act. A.1), senza inoltrare la decisione impugnata. In motivazione ha 
fatto valere che la resistente al reclamo potrebbe confermare il pagamento 
dell'importo totale a lei dovuto, concedendo che la seconda rata sarebbe stata 
accreditata tardivamente, cioè non come da accordi presi. Ha inoltre precisato di 
aver saldato anche le spese legate all'esecuzione. Di conseguenza prega di voler 
cancellare la liquidazione, poiché creerebbe un danno importante per i futuri 
rapporti commerciali. In allegato ha trasmesso le conferme di versamento alla 
resistente al reclamo (act. B.1.a – B.1.d) e quella del pagamento di CHF 158.30 
all'Ufficio di esecuzione Calanca (act. B.1.e). Quest'ultimo ha confermato tale 
pagamento con scritto del 20 agosto 2015 (act. A.2).

G. Con decreto del 25 agosto 2015 (act. D.2) la presidente della Camera delle 
esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale cantonale ha chiesto un anticipo delle 
spese di CHF 500.00 entro il 7 settembre 2015, il quale è stato accreditato il 1° 
settembre 2015. Lo stesso giorno con decreto (act. D.3) essa ha invitato la 
resistente al reclamo, Y._____, a presentare una risposta al reclamo e pregato 
l'autorità precedente a trasmettere gli atti. In quel decreto ha precisato inoltre che il 
reclamo non ha effetto sospensivo e ha concesso alla reclamante una proroga del 
termine fino al 31 agosto 2015 per l'inoltro di un estratto recente del registro delle 
esecuzioni e di altri documenti rilevanti  per comprovare la sua solvibilità.

H. Il 28 agosto 2015 la reclamante ha inoltrato uno scritto (act. D.5) con diversi 
allegati, fra cui una lista di debitori (act. B.4), una di creditori (act. B.5), un 
inventario della merce in esposizione (act. B.6), una lista del fatturato per l'anno 

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2015 (act. B.7), un budget (act. B.8), un altro inventario (act. B.9), delle ordinazioni 
(act. B.10) e una bozza di offerta (act. B.11). Nel suo scritto ammette la scarsa 
liquidità e sostiene essenzialmente che i documenti sarebbero a dimostrazione del 
fatto che avrebbe le capacità per far proseguire l'attività commerciale. Le future 
consegne porterebbero diversa liquidità (circa dai CHF 30'000.00 ai CHF 
40'000.00), in modo da onorare i diversi impegni presi. Comunque i mesi di luglio 
e agosto non sarebbero assolutamente a suo favore.

I. Il Tribunale distrettuale Moesa ha trasmesso gli atti il 31 agosto 2015 (act. 
D.6). La resistente al reclamo non ha presentato osservazioni entro il termine.

Con scritto del 4 settembre 2015 la reclamante ha affermato di inoltrare l'estratto 
del registro delle esecuzioni dell'Ufficio di esecuzione del Circolo di Calanca con 
una legenda da lei commentata (act. D.7). Il Tribunale cantonale ha invece 
ricevuto soltanto la legenda, senza l'estratto vero e proprio.

J. Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si tornerà – per quanto utile ai fini 
del giudizio – nelle considerazioni di merito che seguono.

II. Considerandi

1. La procedura di fallimento è una procedura sommaria ai sensi dell'art. 251 
lett. a CPC. Nel Cantone dei Grigioni per tali procedure in prima istanza sono 
competenti i giudici unici dei tribunali distrettuali (art. 4 cpv. 1 lett. a della Legge 
d'applicazione del Codice di diritto processuale civile svizzero del 16 giugno 2010 
[LACPC; CSC 320.100]). Giusta l'art. 174 cpv. 1 LEF la decisione del giudice del 
fallimento può essere impugnata entro dieci giorni mediante reclamo secondo gli 
artt. 319 segg. CPC. Il reclamo, scritto e motivato, contro una decisione 
pronunciata in procedura sommaria dev'essere proposto all'autorità giudiziaria 
superiore entro dieci giorni dalla notificazione della decisione impugnata motivata 
(art. 321 cpv. 1 e 2 CPC). Se è in possesso della parte reclamante, la decisione o 
disposizione impugnata dev'essere allegata (art. 321 cpv. 3 CPC). Nel Cantone 
dei Grigioni è il Tribunale cantonale a giudicare ricorsi [intesi sono anche i reclami] 
e appelli di diritto civile (art. 7 cpv. 1 LACPC). All'interno del Tribunale cantonale la 
decisione compete alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti (art. 8 cpv. 2 
dell'Ordinanza sull'organizzazione del Tribunale cantonale del 14 dicembre 2010 
[Ordinanza sul Tribunale cantonale, OOTC; CSC 173.100]).

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Il reclamo della X._____SA del 20 agosto 2015 (act. A.1) contro la dichiarazione di 
fallimento del giudice unico del Tribunale distrettuale Moesa del 10 agosto 2015 
(act. TDM.8) è tempestivo e motivato sufficientemente. Nonostante la reclamante 
abbia omesso di trasmettere la decisione impugnata, ma lo ha fatto solo su invito 
della Camera giudicante, il reclamo può essere quindi dichiarato ricevibile in 
ordine.

2. La procedura di fallimento è disciplinata dagli artt. 159 segg. LEF, quella di 
impugnazione più specificamente dall'art. 174 LEF. La dichiarazione di fallimento 
qui impugnata va dunque esaminata alla luce di questa disposizione legale.

2.1. Secondo l'art. 174 cpv. 1 LEF le parti possono avvalersi di fatti nuovi, se 
questi si sono verificati anteriormente alla decisione di prima istanza. In virtù 
dell'art. 174 cpv. 2 LEF, poi, l'autorità giudiziaria superiore può annullare la 
dichiarazione di fallimento se il debitore rende verosimile la sua solvibilità e prova 
per mezzo di documenti che nel frattempo: (n. 1) il debito, compresi gli interessi e 
le spese, è stato estinto, (n. 2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità 
giudiziaria superiore a disposizione del creditore, o (n. 3) il creditore ha ritirato la 
domanda di fallimento. Questi fatti nuovi (nova autentici o in senso proprio), 
enumerati esaustivamente, possono condurre all'annullamento della dichiarazione 
di fallimento a condizione che il debitore renda verosimile la sua solvibilità. Un 
fatto è reso verosimile se il giudice, nel suo libero esame, giunge alla conclusione 
che esso corrisponde con una sufficiente probabilità alle allegazioni della parte. 
Concretamente, per l'annullamento della dichiarazione di fallimento è pertanto 
sufficiente che la solvibilità del fallito sia più probabile della sua insolvibilità; a tal 
proposito non devono essere poste delle esigenze troppo severe, in modo 
particolare quando la possibilità che l'azienda sopravviva economicamente non 
può essere negata a priori. Il debitore deve addurre i mezzi di prova idonei a 
rendere verosimile la sua solvibilità, vale a dire lo stato nel quale il debitore 
dispone di mezzi liquidi sufficienti a estinguere i suoi debiti esigibili. La ratio legis 
dell'art. 174 LEF è quella di evitare il fallimento quando l'azienda del debitore 
sembra capace di sopravvivere economicamente e la mancanza di liquidità 
sufficiente appare passeggera (sentenza del Tribunale federale 5A_328/2011 
dell'11 agosto 2011 consid. 2 con diversi rinvii, confermata più volte, da ultimo 
nella sentenza 5A_175/2015 del 5 giugno 2015). I presupposti stabiliti dalla legge 
per l'annullamento del fallimento devono essere adempiuti entro la scadenza del 
termine di reclamo (DTF 139 III 491).

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Ai sensi della giurisprudenza, il termine di solvibilità in questo contesto è definito in 
contrasto con il termine di insolvenza giusta gli artt. 190 cpv. 1 n. 2 e 191 LEF, 
implicando così che un'illiquidità temporanea di per sé non rappresenta ancora 
un'insolvenza in tal senso, bensì che il debitore deve anzi trovarsi in questa 
situazione a tempo indeterminato. L'illiquidità deve inoltre essere oggettiva, tale da 
impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Un 
indizio d'insolvibilità può emergere dal numero e dall'importo delle esecuzioni 
pendenti, così come da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute 
posteriormente al decreto di fallimento impugnato. Anche il fatto di non essere in 
grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità dev'essere resa 
verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti 
pagamenti, estratti bancari, contratti di credito e così via, mentre semplici 
dichiarazioni del debitore sono insufficienti (ROGER GIROUD, in Basler Kommentar 
zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs I, 2a ed., Basilea 2010, n. 
26 ad art. 174 LEF).

2.2. Nel caso in esame la reclamante fa valere nel senso che nel frattempo il 
debito sarebbe stato estinto e che essa avrebbe pagato pure le spese legate 
all'esecuzione. A comprova con il reclamo aveva inoltrato le conferme di 
versamento del 13 luglio 2015 di CHF 5'000.00 (act. B.1.a) e del 10 agosto 2015 
di CHF 2'700.00 (act. B.1.b) e CHF 2'300.00 (act. B.1.c), l'ordine di versamento e-
banking del 19 agosto 2015 di CHF 5'000.00 (act. B.1.d), tutte a favore della 
resistente al reclamo, nonché l'ordine di versamento e-banking del 20 agosto 2015 
di CHF 158.30 a favore dell'Ufficio di esecuzione del Circolo di Calanca (act. 
B.1.e). Con questo ha dimostrato di aver estinto il debito e una parte delle spese 
di esecuzione, ossia quelle del precetto esecutivo di CHF 103.30 e delle relative 
rogatorie di CHF 31.00 e CHF 14.00, per complessivi CHF 148.30 (act. TDM.2). 
Le spese della comminatoria di fallimento (altri CHF 103.30 e CHF 50.00), invece, 
la reclamante non le menziona con nessuna parola. Considerato però che la 
reclamante ha erroneamente versato CHF 1'500.00 di anticipazione delle spese al 
Tribunale distrettuale Moesa, senza essere tenuta a farlo (l'ordine del 28 maggio 
2015 [act. TDM.4] era diretto solo alla parte istante), di cui CHF 200.00 sono 
andati a coprire le spese della dichiarazione di fallimento del Tribunale distrettuale 
Moesa e i restanti CHF 1'300.00 sono destinati alla copertura delle spese di 
esecuzione, si può pacificamente presumere che le spese della comminatoria di 
fallimento e del resto della procedura di fallimento siano sufficientemente coperte 
da poterle considerare saldate. In tal senso il primo presupposto di annullamento 
del fallimento è ossequiato (art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF). Avendo tuttavia pagato il 

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debito in esecuzione soltanto dopo la dichiarazione di fallimento, occorre ancora 
che il debitore renda verosimile la sua solvibilità.

2.3. Assieme al reclamo, come enunciato, la reclamante ha trasmesso soltanto i 
documenti citati pocanzi. Non ha invece presentato alcunché a comprova della 
sua solvibilità. Per questo motivo, con decreto del 25 agosto 2015 (act. D.3) la 
presidente della Camera delle esecuzioni e dei fallimenti ha concesso una proroga 
del termine fino al 31 agosto 2015 per l'inoltro di un estratto recente del registro 
delle esecuzioni e di altri documenti rilevanti per comprovare la sua solvibilità. La 
reclamante ha comunicato il 28 agosto 2015 (act. D.5) che l'estratto del registro 
delle esecuzioni aggiornato sarebbe stato richiesto il 26 agosto 2015 e sarebbe 
inviato al più presto, in quanto purtroppo la sede di Rovigo [recte: Arvigo] sarebbe 
aperta solo due giorni alla settimana. 

Nel frattempo ha inoltrato vari altri documenti (act. B.4-B.11), presumibilmente al 
fine di rendere verosimile la sua solvibilità. Tuttavia tali documenti non sono in 
grado di raggiungere quest'obiettivo e ciò per diversi motivi. Innanzitutto la 
reclamante stessa ammette la scarsa liquidità e di essere alla ricerca di investitori, 
argomentando che un'eventuale conferma della dichiarazione di fallimento 
renderebbe "lontane se non remote" le speranze di trovare investitori. Manca 
inoltre una vista d'insieme della situazione finanziaria della reclamante. Fra i 
documenti consegnati, infatti, non vi è ad esempio nessun bilancio né estratti 
conto aggiornati, dai quali si potrebbe dedurre lo stato attuale delle finanze. Poi i 
documenti trasmessi semmai danno piuttosto un'immagine assai negativa della 
solvibilità della società qui in causa. Mentre quest'ultima dispone di CHF 21'883.80 
di crediti verso i suoi clienti (act. B.4), i propri debiti ammontano ben a CHF 
186'884.90 (act. B.5), cioè quasi nove volte tanto. Dagli inventari della merce (act. 
B.6 e B.9) – trasmessi dalla reclamante senza commento – non è chiaro che cosa 
dedurre, non sapendo cosa appartenga alla ditta e in quale misura le merci siano 
finanziate. Resta misterioso pure il motivo per l'inoltro della bozza di offerta (act. 
B.11). Il mero fatto di avere diverse possibilità di entrate in futuro non è sufficiente 
per rendere verosimile la solvibilità. 

Per ciò che attiene invece all'inoltro del fatturato per l'anno 2015 da gennaio ad 
agosto di CHF 415'617.10 (act. B.7), del budget con tre opzioni ipotizzate (act. 
B.8) e delle ordinazioni (prevalentemente firmate) di complessivi CHF 135'502.05 
(act. B.10), si può presumere che con questi documenti la reclamante intenda 
voler dimostrare di essere in grado di raggiungere gli obiettivi fissati nel budget. In 

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concreto non è da escludere che fino alla fine dell'anno corrente essa possa 
conseguire dei ricavi tali come descritti nella variante 2 del budget. Difatti 
aggiungendo i CHF 135'502.05 delle ordinazioni – volendo ammettere che tutti gli 
importi vengano pagati entro fine anno – ai CHF 415'617.10 di fatturato fino ad 
agosto, si giunge già a CHF 551'119.15, ossia poco più della somma dei ricavi di 
cui all'opzione 3 del budget (con un utile aziendale netto di CHF 5'100.00). 
Volendo accettare, per ipotesi ottimistica, uno sviluppo analogo per il resto 
dell'anno, si giungerebbe a ricavi di CHF 826'678.70, cioè poco sopra quelli di cui 
all'opzione 2 del budget. Ciò porterebbe a un utile aziendale netto di CHF 
65'000.00 secondo tale opzione. Tuttavia, anche in quest'eventualità i mezzi 
finanziari non sarebbero sufficienti per coprire i debiti già finora accumulati di CHF 
186'884.90 ed è altamente probabile che – nonostante le altre possibilità di entrate 
fino a fine anno, volendole ammettere – la società non riesca a sanare con 
successo le finanze documentatamente scarse entro un periodo ragionevolmente 
breve. Si deve difatti tener conto che nei calcoli fatti pocanzi si è considerato 
unicamente le entrate e i debiti già accumulati, senza tener conto delle altre spese 
della società.

A ciò aggiungasi che la reclamante non ha inoltrato un estratto del registro delle 
esecuzioni come richiesto da questa Camera. Nella busta spedita il 4 settembre 
2015 mancava detto estratto, nonostante sia menzionato nello scritto 
d'accompagnamento (act. D.7). Perlomeno dalla legenda allegata, redatta dalla 
reclamante stessa (act. D.7.1), si può però prendere alcune conclusioni importanti 
per la decisione sulla solvibilità della ditta. Si evince difatti già che vi sono almeno 
33 procedure di esecuzione nei confronti della reclamante, fra cui anche diverse 
da parte della Cassa AVS di Coira per CHF 29'025.90 e dell'Amministrazione 
federale delle contribuzioni per CHF 18'693.40, entrambi importi non essendo 
ancora stati saldati. La somma totale ancora da pagare non è indicata né 
desumibile dagli atti, ma verosimilmente si aggira verso i CHF 137'142.00. La 
reclamante si è limitata ad affermare di aver convenuto un pagamento rateale con 
diversi creditori, senza documentare quali rate siano già state versate. In ogni 
modo però anche questi fatti non parlano certo a favore della liquidità della 
reclamante, considerando soprattutto che non palesemente è in grado di pagare 
nemmeno i più piccoli importi, bensì richiede regolarmente dilazioni di pagamento 
o cerca di convenire un pagamento rateale anche per cifre contenute. La Camera 
giudicante deve quindi necessariamente osservare che l'insolvibilità della 
reclamante è nettamente più probabile della sua solvibilità.

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2.4. In conclusione va dunque costatato che la X._____SA non è stata in grado 
di rendere sufficientemente verosimile la sua solvibilità, cosicché appare 
largamente più probabile che essa non possa più saldare i suoi crediti in tempi 
ragionevoli. Un miglioramento della situazione non è in vista, l'insolvibilità essendo 
tutt'altro che solo passeggera. Il fallimento può di conseguenza essere 
confermato, in reiezione del reclamo, senza necessità di pronunciarlo 
nuovamente, non essendo stato concesso effetto sospensivo al reclamo. 

3. Le spese processuali di CHF 500.00, calcolate secondo gli artt. 48 e 61 
cpv. 1 dell'Ordinanza sulle tasse riscosse in applicazione della Legge federale 
sulla esecuzione e sul fallimento del 23 settembre 1996 (OTLEF; RS 281.35), 
sono poste a carico della reclamante, risultata parte soccombente, prelevandole 
dall'anticipo da lei versato in questa sede di CHF 500.00. Alla controparte non si 
assegnano ripetibili, non avendo essa presentato osservazioni al reclamo.

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III. La Camera delle esecuzioni e dei fallimenti decide:

1. Il reclamo è respinto.

2. Le spese della procedura di reclamo di CHF 500.00 vanno a carico della 
X._____SA quale reclamante.

3. Non sono riconosciute spese ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia civile ai 
sensi dell'art. 74 cpv. 2 lett. d LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale 
federale, 1000 Losanna 14, per scritto entro 10 giorni dalla notificazione 
della decisione con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. 
LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di 
ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.

5. Comunicazione a: