# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 60b77e3e-e11e-5e33-afd1-f94cb15b5c6b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-08-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 09.08.2005 30.2005.95
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2005-95_2005-08-09.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2005.95

  05 237/207

  	
  Bellinzona

  9
  agosto 2005

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con il
cancelliere Giovanni Pozzi in qualità di segretario per statuire sul ricorso 17
marzo 2005 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1  

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  n° 05 237/207 dell’11 marzo 2005 emessa dalla Sezione dei permessi e
  dell'immigrazione, Bellinzona, 

  

 

viste                                  le osservazioni presentate dalla
Sezione dei permessi e dell’immigrazione, Bellinzona;

 

                                         letti ed esaminati gli atti,

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La Sezione dei permessi
e dell'immigrazione con decisione
11 marzo 2005 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 50.-, oltre alla tassa di
giustizia di fr. 20.- e alle spese di fr. 10.-, per aver lavorato in qualità di
operaio, dal 1° giugno al 9 luglio 2004 presso __________, sprovvisto del
permesso della Sezione dei permessi e dell’immigrazione che gli consentisse di
svolgere detta attività.

 

                                         Fatti accertati in territorio
di __________.

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 3 cpv. 3 LDDS, 6 OLS e 45 RLaLPS-extra
CE/AELS.

 

 

                                 B.     Contro
la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo
giudice chiedendone l'annullamento.

                                         Sostiene di essersi trovato in
una situazione senza possibilità di scelta perché dettata da organi competenti
e invoca il principio della buona fede.

 

                                 C.     La Sezione dei permessi
e dell’immigrazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la
decisione impugnata sia confermata.

 

 

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi
dell'art. 12 LPContr.

 

 

                                 2.     Per l'art. 3 cpv. 3 LDDS
lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di lavoro
potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò.

 

                                         È considerata attività
lucrativa qualsiasi attività dipendente o indipendente che normalmente dà un
guadagno, anche se è esercitata a titolo gratuito (art. 6 cpv. 1 OLS), e
segnatamente qualsiasi attività svolta per un datore di lavoro domiciliato in
Svizzera o all'estero, indipendentemente dal fatto che il salario sia pagato in
Svizzera o all'estero (art. 6 cpv. 2 lett. a OLS), l'attività di apprendista,
praticante, volontario, sportivo, assistente sociale, missionario, giovane alla
pari, artista (lett. b) e un'attività esercitata a ore, a giornate o a titolo
temporaneo (lett. c).

 

                                         Le contravvenzioni al
regolamento della legge di applicazione alla LDDS e alle disposizioni in
materia di persone straniere sono perseguite dall’Ufficio giuridico della
Sezione dei permessi e immigrazione in applicazione dell’art. 23 cpv. 6 LDDS
(cfr. art. 45 RLaLPS-extra CE/AELS).

 

 

                                 3.     Il ricorrente non
contesta di aver iniziato la sua attività lavorativa senza il relativo
permesso, ma si limita a sostenere - a torto - di essersi trovato in una
situazione senza possibilità di scelta perché dettata da organi competenti; tuttavia
né __________, né l’Ufficio preposto ad elargire le prestazioni assistenziali
lo erano. Infatti l’autorità competente in questi casi è l’Ufficio regionale
degli stranieri, autorità alla quale l’insorgente non si è rivolto, nemmeno per
chiedere informazioni (cfr. ricorso), nonostante sapeva che anche per lavorare
in prova occorreva avere il permesso (cfr. dichiarazioni di RI 1 del 12 luglio
2004 contenute nella contravvenzione alle prescrizioni di polizia degli
stranieri).

                                         Di conseguenza il
ricorrente, oltretutto sprovvisto di un permesso di lavoro, non può invocare
nell’evenienza concreta la buona fede per giustificare il suo agire, mentre al riguardo
nulla muta alla fattispecie l’atteggiamento assunto dal datore di lavoro. 

 

                                         Infine e abbondanzialmente si
rileva come le contravvenzioni alle norme di polizia degli stranieri sono
punibili anche qualora siano dovute a negligenza (art. 333 cpv. 3 CP).

 

 

                                 4.     La multa inflitta
è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione
commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti
concessi dalla legge; non si deve dimenticare che nell’evenienza concreta l’importo
è stato notevolmente ridotto in considerazione della particolarità della
fattispecie (cfr. motivazione della decisione dell’11 marzo 2005).

 

 

                                 5.     Il ricorso va pertanto
respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).

 

 

per questi motivi                 visti gli art. 3 cpv. 3 LDDS, 6 OLS e
45 RLaLPS-extra CE/AELS, 1 segg. LPContr;

 

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto. 

                                  §     Di conseguenza, è
confermata la decisione n° 05 237/207 dell’11 marzo 2005  emessa dalla
Sezione dei permessi e dell’immigrazione.

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 50.- e le spese di fr. 50.- sono a carico del ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

Il presidente:                                                                            Il
segretario:

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato
presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni
dalla notifica (art. 272 PP).