# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c42a12de-6609-5ff9-93e9-cc07bdf2c538
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-08-28
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 28.08.2003 INC.2003.1605
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-1605_2003-08-28.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.1605

  	
  Lugano

  28 agosto 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________ 

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di proroga del carcere
  preventivo presentata il 21 agosto 2003 dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico __________

   

  
	
   

  	
  nei confronti di

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT La
  Stampa, Lugano-Cadro

  (patrocinato dall’avv. __________)

   

  accusato dei reati di cui agli artt. 125 CPS, 221 cpv. 2
  CPS e 223 CPS

  

 

 

viste le osservazioni 28 agosto
2003 dell’accusato (presentate per il tramite del patrocinatore);

 

 

visto l’inc. MP __________;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto:

 

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato l'8
gennaio 2003 con l'accusa di incendio intenzionale aggravato, esplosione e
lesioni colpose, segnatamente per avere, nella notte 31 dicembre 2002/1 gennaio
2003 a __________, in correità con __________, cagionato intenzionalmente
l'incendio dello stabile sede __________, provocando ingenti danni alla cosa
altrui e pericolo per l'incolumità pubblica, rispettivamente l'esplosione,
mettendo in tal modo scientemente in pericolo la vita o l'integrità delle
persone o l'altrui proprietà, nonché per avere cagionato per negligenza un
danno al corpo o alla salute di __________ (cfr. richiesta di conferma
dell'arresto 9 gennaio 2003, doc. 1, inc. GIAR __________).

L'arresto è stato confermato da
questo giudice il giorno stesso, stante l'esistenza di gravi e concreti indizi
di colpevolezza, di bisogni dell'istruzione e dei pericoli di fuga e di
recidiva (cfr. doc. 3, inc. GIAR citato sopra).

 

 

B.

 

Il carcere preventivo cui è
astretto __________ è già stato prorogato una volta, per un periodo di due
mesi, con decisione 2 luglio 2003 (doc. _, inc. GIAR __________); la scadenza
del termine (prorogato) di carcerazione preventiva è prevista per l’8 settembre
2003.

 

 

C.

 

Con l’istanza qui in discussione,
il Procuratore pubblico chiede una (ulteriore) proroga di altri due mesi della
detenzione preventiva cui è astretto __________.

Il magistrato inquirente
ribadisce che sussistono, nei confronti di __________, gravi e concreti indizi
di colpevolezza, che confermano per altro le ammissioni fatte dallo stesso
accusato.

Manifesto sarebbe, secondo il
Procuratore pubblico, il pericolo di fuga, essendo l’accusato cittadino
straniero senza legami significativi con il nostro territorio e in ragione
anche dell’approssimarsi del processo e della possibile pena in caso di
condanna.

Avuto riguardo della gravità dei
reati imputati a __________, una proroga di ulteriori due mesi del carcere
preventivo non violerebbe il principio di proporzionalità e permetterebbe di
procedere al deposito degli atti (prospettato entro la fine del corrente mese)
e, salvo richieste di complementi istruttori, di chiudere l’istruttoria formale
alla scadenza del deposito stesso.

 

 

D.

 

Con le osservazioni la difesa di
__________ non si oppone ad una richiesta di proroga.

 

 

 

in diritto:

 

 

 

1.

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere
preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per
quanto qui concerne – il pericolo di fuga e i bisogni dell’istruzione, con
particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle prove.
Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi
di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag.
32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine
pubblico (REP 1998 n. 105). L'eccezione della cautelare privazione della
libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di
diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento
di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali -
nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto
della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102
Ia 381). I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella
loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e
quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989
pag. 287 ss).

 

 

2.

 

La legittimità dell’arresto già è
stata esaminata in occasione della conferma dell’arresto (doc. _, inc. GIAR
__________) e della precedente decisione di proroga del carcere preventivo
(doc. _, inc. GIAR __________); si deve allora ribadire che sufficienti
presupposti di legge sono presenti nella situazione personale e processuale di
__________ a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione
della sua libertà oltre il termine legale previsto dall’art. 102 cpv. 2 CPP.

 

Come già detto in occasione della
precedente decisione di proroga del carcere preventivo, i seri e concreti
indizi di colpevolezza a carico di __________ (non formalmente contestati dalla
difesa, ma comunque soggetti a verifica d'ufficio da parte di questo giudice)
sono senz'altro dati. L'accusato ha infatti ammesso di aver eseguito "il
lavoro" con __________ e di ritenere che l'incarico fosse stato dato a
quest'ultimo da __________, gerente del locale, e dietro previsto compenso di
fr. 10'000.--, precisando pure di avere acquistato con __________ la benzina
per appiccare l'incendio presso una stazione di servizio di __________ il 31
dicembre 2002 (cfr. verbali PP 14 febbraio 2003 e 8 aprile 2003, Rappol all.
__________e __________). Le dichiarazioni di __________ trovano del resto
conferma nella chiamata di correo di __________, che pure attesta il
coinvolgimento diretto di __________ nei fatti (v. verbale PP 21 agosto 2003,
confronto tra __________ e __________).

 

 

3.

 

I rischi di collusione e di
inquinamento delle prove sono legati soprattutto ai bisogni dell’istruttoria.
Si tratta di evitare che intervengano accordi tra accusato e testimoni (già
sentiti o ancora da sentire) e complici o correi (non arrestati o confrontati
con dichiarazioni divergenti da quelle dell’accusato), messi in atto per
nascondere la verità.

Ora, in questo caso, dagli atti
messi a disposizione dal magistrato inquirente, non è dato sapere se il
confronto con __________ (prospettato nella precedente istanza di proroga) sia
stato nel frattempo eseguito. Il confronto con __________ risulta invece essere
stato eseguito nell’interrogatorio PP del 21 agosto 2003 (v. allegato
all’istanza di proroga).

Resta però il fatto che il
Procuratore pubblico – cui compete in questa fase dell’inchiesta determinarsi
sui bisogni istruttori – non ha indicato il sussistere di rischi di collusione
e di inquinamento delle prove. Per cui se ne deve concludere che detti bisogni
e rischi non sono, in questo momento, più preminenti.

 

 

4.

 

La detenzione preventiva può
comunque giustificarsi in presenza di un pericolo di fuga, considerato che uno
dei suoi scopi è quello di assicurare la presenza dell’imputato al dibattimento
e l’esecuzione della pena. Per quanto concerne il pericolo di fuga, va qui
riconfermato quanto già detto nella decisione 2 luglio 2003 (doc. 4 inc. GIAR
16.2003.4) e meglio che:

“I criteri determinanti per stabilire se esista
pericolo di fuga sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio, la sua
professione, la sua situazione familiare ed i suoi legami con lo Stato in cui
egli è inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S. C. del
Tribunale federale, sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94) e
l'apprezzamento di tutte tali circostanze, per invocare appunto un rischio di
fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiono rispetto
all'accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino
pene edittali od eventualità di pena concreta importante (in questo senso M.
Luvini, in Rep. 1989, p. 292 e ss. e riferimenti ivi indicati; sentenza 14
novembre 1994 in re S.V., CRP 341/94).

 

__________ è cittadino italiano, ivi residente e senza
legami significativi con la Svizzera, ciò che rende concreto il pericolo che,
una volta messo in libertà provvisoria, egli tenti di sottrarsi al
procedimento, dandosi alla fuga, tenuto conto della presumibile pena (di
reclusione) in caso di condanna.” 

 

I presupposti soprammenzionati
non sono mutati, per cui il pericolo di fuga sussiste tutt’ora.

 

 

5.

 

Stabilito che gli elementi di
legge per il mantenimento e/o la proroga della detenzione preventiva sono
presenti nel caso in esame, occorre ora valutare se la proroga richiesta è
rispettosa del principio di proporzionalità, ricordato che determinanti a tale
proposito sono il rapporto tra la detenzione sofferta, o eventualmente ancora
da soffrire, e la gravità dei reati (o meglio della pena ipotizzabile), nonchè
il rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta deve procedere con
celerità).

 

__________, come detto, è
detenuto dall'8 gennaio 2003 per reati certamente gravi (crimini) e per alcuni
dei quali (segnatamente incendio ed esplosione) è prevista la pena della
reclusione ed, in caso di condanna, è ipotizzabile una pena di durata
verosimilmente ben maggiore del carcere sin qui sofferto ed ancora da soffrire.

Come evidenziato dallo stesso
magistrato inquirente nell’istanza di proroga, l’inchiesta è nella fase
conclusiva: il deposito degli atti è prospettato entro la fine del corrente
mese.

Quanto alla durata dell’ulteriore
protrazione, occorre dunque valutare il tempo ragionevolmente necessario per
giungere alla chiusura dell’istruttoria. Tenuto conto del termine minimo
previsto dalla legge per il deposito degli atti, una proroga fino al 17 ottobre
2003 (compreso) appare sufficiente ed adeguata, nonchè rispettosa del principio
di proporzionalità.

 

 

6.

 

Conformemente a quanto sopra
espresso, l’istanza viene parzialmente accolta, nel senso che il carcere
preventivo cui è astretto l’accusato è prorogato fino al 17 ottobre 2003
(compreso), con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie
(art. 39 lett. f TG e contrario), suscettibile di impugnazione alla Camera dei
ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP).

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

decide:

 

 

 

1.     
L’istanza è parzialmente accolta.

Di
conseguenza il carcere preventivo cui è astretto __________ è prorogato fino
al 17 ottobre 2003 (compreso).

 

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.     
Contro la presente decisione è dato ricorso alla camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.     
Intimazione a:

-     
Procuratore pubblico __________

(con copia
delle osservazioni 28 agosto 2003 del patrocinatore dell’accusato e l’incarto
MP __________di ritorno);

-     
avv. __________ o, per sé e per l’accusato;

-     
Direzione del Penitenziario cantonale, 6904 Lugano - Cadro.

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
_____________