# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8447b08d-f64e-5609-a8c9-129a7455a386
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-02-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.02.2010 C-5489/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-5489-2008_2010-02-26.pdf

## Full Text

Corte II I
C-5489/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 6  f e b b r a i o  2 0 1 0  

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Vito Valenti, Stefan Mesmer, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
patrocinato dagli avvocati Rodolfo Barsi e Franco 
Papadia, viale O. Quarta 16, IT-73100 Lecce,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità, decisione del 16 luglio 2008.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-5489/2008

Fatti:

A.
A.________,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  coniugato,  ha  lavorato  in 
Svizzera  come  operaio  dal  1966  al  1982,  versando  i  contributi 
obbligatori  all'assicurazione per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
(AVS/AI;  doc.  53).  Il  16  febbraio  2006,  per  il  tramite  dell'Istituto 
nazionale  italiano della  previdenza sociale,  l'assicurato  ha  formulato 
all'Ufficio  dell'assicurazione per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero  (UAIE)  una  domanda  tendente  ad  ottenere  una  rendita 
d'invalidità svizzera (doc. 1 a 4).   

B. Nell'ambito  dell'istruzione  della  domanda  di  rendita,  l'UAIE  ha 
acquisito, tra gli altri, i documenti seguenti: 

- il questionario per l'assicurato, dell'11 aprile 2007, dal quale si evince 
che quest'ultimo ha lavorato come bracciante agricolo negli  ultimi tre 
anni,  otto ore al giorno per cinque giorni  alla settimana, percependo 
un  salario  di  EUR  36.-  al  giorno  e  EUR  600.-  al  mese,  fino  al  18 
febbraio  2005,  quando  ha  interrotto  la  sua  attività  in  seguito  ad  un 
infortunio (doc. 11),

- il questionario per il datore di lavoro, del 28 maggio 2007, dal quale 
si  evince  che  l'assicurato  ha  lavorato  come  contadino  fino  al  18 
febbraio 2005, con un salario orario di EUR 43.74 e annuale di EUR 
2'300.- (doc. 13), 

- una cartella clinica con scheda di dimissione, relativa ad un ricovero 
ospedaliero dal 18 al 28 febbraio 2005, per una frattura chiusa della 
vertebra L2 (doc. 14), 

- un rapporto medico del 28 febbraio 2005, nel quale è diagnosticata 
una  frattura  discosomatica  di  L2  con  interessamento  del  muro 
posteriore (doc. 15),

- un referto d'esame relativo ad una tomografia computerizzata della 
colonna vertebrale, dell'8 aprile 2005, in cui è confermata la diagnosi 
di  frattura  disco-somatica  di  L2,  con  aspetto  pluriframmentario  da 
schiacciamento,  deformazione  a  lente  biconcava  e  dislocazione 
endocanalare del muro posteriore (doc. 16),

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- un rapporto medico relativo ad un ricovero ospedaliero dall'8 al 12 
aprile  2005,  a  causa di  una frattura discosomatica  amielica di  L2 in 
trattamento, durante il  quale è stato confezionato per l'assicurato un 
busto gessato in iperestensione (doc. 17),

- un referto d'esame relativo ad una tomografia computerizzata della 
colonna  vertebrale,  del  17  maggio  2005,  facente  stato  di  ulteriori 
minimi segni di consolidamento della nota frattura (doc. 18),

-  diversi  rapporti  medici,  da  maggio  ad  agosto  2005,  relativi  allo 
sviluppo ed al consolidamento della nota frattura (doc. 19 a 24), 

-  un  referto  medico  del  29  ottobre  2005,  relativo  ad  un  esame  di 
risonanza  magnetica  della  colonna  lombosacrale,  facente  stato,  in 
sostanza,  di  una deformazione a lente biconcava del  somo di  L2, di 
estesi  fenomeni  degenerativi  di  tipo spondilosico,  di  una protrusione 
posteromediana  destra  in  corrispondenza dello  spazio  intersomatico 
L4/5, di un'ernia posteroparamediana e preforaminale a livello di L5/S1 
in conflitto con la radice di S1 e di un'area compatibile con angioma 
vertebrale a livello di D9, privo di significato patologico (doc. 25),

-  una  prima  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  dott. 
B._______,  del  6  marzo  2006,  nella  quale  è  posta  la  diagnosi  di 
spondiloartrosi in esiti di recente frattura amielica L2 con significativo 
cedimento strutturale, attualmente a discreta incidenza funzionale, di 
lieve ipertensione arteriosa e di modesta bronchite cronica semplice, e 
nella quale è constatato, in presenza di condizioni di salute migliorate, 
che l'assicurato può eseguire regolarmente lavori leggeri, mentre non 
è  in  grado  di  svolgere  a  tempo  pieno  la  sua  ultima  attività,  ed  è 
formulato un grado d'invalidità generale del 70% (doc. 27), 

- un referto medico del 29 giugno 2006, relativo ad esami di risonanza 
magnetica della colonna lombosacrale, che conferma la nota diagnosi 
(doc. 28),

-  una  seconda  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  dott. 
C._______,  del  1°  ottobre  2007,  facente  stato  della  diagnosi  di 
spondiloartrosi  in  esiti  di  frattura  amielica  di  L2  con  significativo 
cedimento  strutturale  a  lente  biconcava  e  compressione  del  sacco 
durale,  con  attuale  impegno  funzionale  discreto,  d'ipertensione 
arteriosa, di bronchite cronica e di stato ansioso reattivo, e nella quale 

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è  stabilito,  nell'ambito  di  condizioni  di  salute  peggiorate,  che 
l'assicurato può eseguire regolarmente lavori leggeri, mentre non è in 
grado di svolgere a tempo pieno la sua ultima attività, ed è formulato 
un grado d'invalidità generale del 70% (art. 35),

- un referto medico del 1° ottobre 2007, relativo ad esami di risonanza 
magnetica della colonna lombosacrale, che conferma la nota diagnosi 
(doc. 28). 

C.
L'UAIE ha trasmesso l'incarto per apprezzamento al  proprio servizio 
medico,  nella  persona  del  dott.  D._______.  Nella  sua  presa  di 
posizione  del  20  febbraio  2008,  quest'ultimo  ha  considerato  come 
diagnosi, con influenza sulla capacità lavorativa, degli  esiti  di frattura 
amielica  di  L2  con  discreto  impegno  funzionale,  riferendosi 
esplicitamente alla perizia E 213 del 1° ottobre 2007, ed ha formulato 
un'incapacità lavorativa del 70% per l'ultimo lavoro svolto, a decorrere 
dal  18  febbraio  2005,  e  nulla  per  attività  confacenti,  dal  18  giugno 
2005. Il dott. D._______ ha completato la propria presa di posizione il 
5  aprile  2008,  specificando  quale  tipo  d'attività  è  esigibile,  ed  ha 
indicato,  tra  le  altre,  quelle  di  bidello,  magazziniere,  venditore  o 
telefonista (doc. 42 e 45.1). 

Il 29 aprile 2008 l'UAIE ha proceduto al calcolo del grado d'invalidità. 
Come  reddito  ipotetico  da  valido  per  il  2005  (bracciante  agricolo), 
l'amministrazione ha ritenuto un valore mensile di EUR 1'239.-, sulla 
base dei dati statistici dell'Ufficio internazionale del lavoro (ILO), visti i 
dati  salariali  poco  attendibili  all'incarto,  e,  come reddito  da  invalido, 
sempre secondo i dati dell'ILO per il 2005, in attività quali cassiere o 
montatore  d'apparecchi  elettronici,  ha  considerato  un  valore  medio 
mensile  di  EUR  1'203.14,  ridotto  del  20%,  viste  le  circostanze 
personali  dell'assicurato,  ossia EUR 962.51. Procedendo al  raffronto 
dei  due redditi,  l'UAIE ha così ottenuto una perdita di  guadagno del 
22.32%, corrispondente ad un grado d'invalidità del 22% (doc. 48).

Il 9 maggio 2008 l'UAIE ha quindi approntato un progetto di decisione, 
con  il  quale  ha  preannunciato  all'assicurato  il  rigetto  della  sua 
domanda di rendita d'invalidità, invitandolo nel contempo a formulare 
eventuali osservazioni entro un termine di trenta giorni (doc. 49). 

Scaduto  il  detto  termine  senza  che  l'assicurato  si  sia  manifestato, 

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l'UAIE ha emanato una decisione il 16 luglio 2008, mediante la quale 
ha  negato  all'interessato  il  diritto  all'ottenimento  di  una  rendita 
d'invalidità svizzera (doc. 50). 

D.
Contro  questa  decisione,  rappresentato  dagli  avvocati  Barsi  e 
Papadia,  l'assicurato  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale  amministrativo 
federale  il  21  agosto  2008,  chiedendo,  in  sostanza,  che  gli  sia 
riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera  d'invalidità  o,  in  via 
subordinata,  di  tre  quarti  di  rendita  o  mezza  rendita,  oppure,  in  via 
estremamente  subordinata,  ad  un  quarto  di  rendita,  ed  ha  prodotto 
della documentazione medica già agli atti, come pure un nuovo referto 
relativo ad una tomografia computerizzata del rachide, del 21 giugno 
2008,  diagnosticante  un'ernia  discale postero-paramediana destra in 
L5/S1,  una  stenosi  spinale  di  grado  moderato  ed  una  stenosi 
foraminale, bilaterale, particolarmente evidente in L5/S1.  

Il dott. E._______, medico dell'UAIE, si è pronunciato su questo referto 
con presa di posizione del 7 gennaio 2009, considerando che il solo 
nuovo elemento diagnostico in esso contenuto, ossia un'ernia discale 
L5/S1, non è in grado di mettere in dubbio le valutazioni della perizia E 
213 del 1° ottobre 2007, secondo cui l'incidenza funzionale dei disturbi 
di cui soffre il ricorrente è discreta, e del dott. D._______, il quale ha 
tenuto debitamente conto dei limiti  funzionali  indotti  dalle affezioni in 
questione,  ed  ha  perciò  concluso  che  l'apprezzamento  del  caso 
rimane invariato (doc. 55). 

L'UAIE ha risposto al ricorso il 13 gennaio 2009, chiedendone il rigetto 
con la conseguente conferma della decisione impugnata. Il ricorrente 
non ha replicato. 

E.
Con  decisione  incidentale  del  17  marzo  2009,  questo  Tribunale  ha 
invitato  il  ricorrente  a  versare  un  anticipo  equivalente  alle  presunte 
spese processuali di Fr. 300.-. Il relativo versamento è stato effettuato 
il 13 aprile 2009.

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Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20). 

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per  l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempreché la  LAI  non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso  è  ammissibile  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente  e  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge  (art.  59  e  60  LPGA,  nonché  l'art.  52  cpv. 1  PA),  e  visto  che 
l'anticipo di Fr. 300.- relativo alle spese processuali è stato versato nel 
termine impartito.  

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2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

2.5 Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato 
che, a partire dal 1° gennaio 2008, la presente procedura è retta dalla 
LAI nel suo tenore modificato il 6 ottobre 2006 (V revisione), ritenuto 
tuttavia il principio secondo il quale le norme applicabili sono quelle in 
vigore  al  momento  in  cui  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  si  sono 
verificati  (ATF 130 V 445 consid. 1.2). Ne consegue che il diritto alla 
rendita si esamina fino al 31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti 
norme e, a partire dal 1° gennaio 2008, secondo le nuove disposizioni.

3.
Il ricorrente  contesta  la  validità  materiale  della  decisione  dell'UAIE, 
chiedendo  che  gli  sia  riconosciuto  il  diritto  ad  una  rendita  intera 
d'invalidità oppure, a titolo sussidiario, di grado inferiore. 

4.
Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  presente  legge  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI, nel suo tenore in vigore 
fino al 31 dicembre 2007, precisa che, se l'assicurato si annuncia più 
di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere 
assegnate soltanto per i dodici mesi precedenti la richiesta. 

In  concreto,  il  ricorrente  ha  presentato  la  domanda  di  rendita  il  16 
febbraio 2006. Questo Tribunale può quindi limitarsi ad esaminare se il 
ricorrente  avesse  diritto  ad  una  rendita  il  16  febbraio  2005  (ossia 
dodici mesi precedenti la presentazione della domanda), oppure se un 
diritto alla rendita sia sorto tra tale data ed il 16 luglio 2008, data della 
decisione  dell'UAIE.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza, 
infatti,  la  legalità della  decisione impugnata,  in  generale,  secondo lo 

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stato di  fatto esistente al  momento in cui  la decisione in lite è stata 
resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1).

5.
Secondo  le  norme  applicabili,  per  avere  diritto  ad  una  rendita 
dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  un  cittadino  italiano  deve 
adempiere, cumulativamente, le seguenti condizioni: 

- essere invalido ai sensi della legge svizzera; 

-  aver versato contributi  all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI 
nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 
2008, è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 
anni (art. 36 LAI nel tenore modificato il 6 ottobre 2006 ). A tale fine è 
possibile  prendere  in  considerazione  anche  i  contributi  versati  ad 
un'assicurazione sociale assimilata di  uno Stato membro dell'Unione 
europea (UE) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS), a 
condizione che almeno un anno di  contributi sia registrato all'AVS/AI 
svizzera (FF 2005 p. 4065; art. 45 del Regolamento 1408/71).

In  concreto,  è  pacifico  che il  ricorrente  adempie  la  condizione della 
durata  minima  di  contribuzione,  alla  quale  la  legge  subordina 
l'erogazione di una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalido ai 
sensi di legge.

6.

6.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

6.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di rendita se è invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI, art. 28 
cpv. 2 LAI dal 1° gennaio 2008). Va ricordato che fino al 31 dicembre 
2003,  la  LAI  prevedeva  il  diritto  al  quarto  di  rendita  con  un  tasso 
d'invalidità  del  40%  almeno,  alla  mezza  rendita  con  un  tasso 
d'invalidità  del  50%  almeno  ed  alla  rendita  intera  con  un  tasso 

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d'invalidità  dei  due  terzi  (66.67%).  In  seguito  all'entrata  in  vigore 
dell'Accordo bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter  LAI 
(art. 29 cpv. 4 LAI a partire dal 1° gennaio 2008), secondo il quale le 
rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad 
assicurati  che  sono  domiciliati  e  dimorano  abitualmente  in  Svizzera 
(art. 13 LPGA),  non è più applicabile  quando l'assicurato è cittadino 
svizzero o dell'Unione europea e vi risiede.

6.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b). A partire dal 1° gennaio 2008, 
l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad una rendita 
alle  seguenti  condizioni:  (a)  la  sua  capacità  di  guadagno  o  la  sua 
capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita, 
mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione 
ragionevolmente  esigibili;  (b)  ha  avuto un'incapacità  di  lavoro  (art. 6 
LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole 
interruzione; e (c) al termine di questo anno è invalido almeno al 40%.

6.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili. Per valutare la presenza di  un'incapacità al  guadagno sono 
considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute; 
inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è 
obbiettivamente superabile (art. 7 cpv. 2 LPGA nel suo nuovo tenore 
dal 1° gennaio 2008).

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6.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b). In base 
all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI (art. 28a 
cpv. 1  LAI  dal  1°  gennaio  2008),  per  valutare  il  grado d'invalidità,  il 
reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione,  tenuto  conto  di  una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido.  In  altri  termini,  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
risarcisce soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la conseguente incapacità lavorativa.

7.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

8.

8.1 In concreto, dall'insieme della documentazione medica agli atti e, 
in  particolare,  dalle  perizie  E  213  del  dott.  B._______,  del  6  marzo 

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2006  (doc.  27),  rispettivamente  del  dott.  C._______,  del  1°  ottobre 
2007  (doc.  35),  come  pure  dalla  presa  di  posizione  del  dott. 
D._______, medico dell'UAIE, del 20 febbraio 2008 (doc. 42), risulta, 
sostanzialmente,  la  diagnosi  di  spondiloartrosi  in  esiti  di  frattura 
amielica L2,  d'ipertensione arteriosa e di  bronchite  cronica. A ciò si 
aggiunge  un'ernia  discale  L5/S1,  diagnosticata  nel  referto  del  21 
giugno 2008, prodotto dal ricorrente in questa sede, e confermata dal 
dott. E._______, medico dell'UAIE, nella sua presa di posizione del 7 
gennaio 2009 (doc. 55). 

Visto il carattere univoco di questa diagnosi, il collegio giudicante non 
vede nessun valido motivo per scostarsene. 

Peraltro,  il  collegio  giudicante  considera  che  lo  stato  ansioso 
depressivo, menzionato per la prima volta dal dott. C._______ senza 
nessuna  indicazione  riguardo  alle  sue  eventuali  caratteristiche,  non 
può  essere  ritenuto  parte  integrante  della  diagnosi  determinante  in 
questa  sede  o,  comunque,  non  può  essergli  attribuita  un'influenza 
sulla capacità lavorativa del ricorrente. 

8.2 Per costante giurisprudenza, le affezioni appena menzionate sono 
di carattere labile, ossia suscettibili di migliorare o di peggiorare. Così, 
nell'assenza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato,  è 
inapplicabile l'art. 29 cpv. 1 let. a LAI (nella versione in vigore fino al 31 
dicembre 2007), per cui può entrare in considerazione solo la lettera b 
della citata norma legale, la quale prevede un termine di attesa di un 
anno.  Pertanto,  il  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità lavorativa di 
almeno il 40% durante almeno un anno.

9.

9.1 Per quanto  riguarda l'incapacità  lavorativa,  i  dott.ri  B._______ e 
C._______ hanno indicato che il  ricorrente, da un lato, è in grado di 
svolgere regolarmente lavori leggeri, e, dall'altro lato, che egli non può 
più  eseguire  a  tempo completo  la  sua  ultima  attività,  stabilendo  un 
grado d'invalidità generale del 70%. 

Dal  canto suo, il  dott. D._______ ha considerato, nella  sua presa di 
posizione, che l'incapacità lavorativa del ricorrente per l'ultima attività 

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esercitata è pari al 70% dal 18 febbraio 2005, ma che egli è in grado di 
svolgere  lavori  leggeri  confacenti  al  suo  stato  di  salute  senza 
restrizioni  dal  18  giugno  2005,  come  per  esempio  bidello, 
magazziniere, venditore o telefonista, visto che l'incidenza funzionale 
dei suoi disturbi  è minima e che la sua andatura e i  suoi movimenti 
sono normali,  non essendovi affezioni neurologiche, ad accezione di 
un  segno di  Lasègue positivo in  situazione estrema,  comunque non 
significativo.  

Questa valutazione è stata confermata dal dott. E._______ nella sua 
presa  di  posizione,  il  quale  ha  inoltre  sostenuto  che  l'ernia  discale 
diagnosticata nel referto del 21 giugno 2008, non è tale da aggravare i 
limiti funzionali già messi in evidenza nelle perizie E 213 e nella presa 
di  posizione  del  dott.  D._______.  Considerando  invariato  lo  stato 
clinico del ricorrente, il medico dell'UAIE ha pertanto ritenuto esigibile 
lo  svolgimento  di  attività  di  sostituzione leggere,  e  ciò  dopo quattro 
anni dall'infortunio.  

9.2 Sulla base di queste osservazioni,  il  collegio giudicante non può 
che constatare che l'incapacità lavorativa del ricorrente è pari al 70% 
per  l'ultimo  lavoro  da  lui  svolto,  a  decorrere  dal  18  febbraio  2005, 
mentre è nulla per attività confacenti al suo stato di salute, come per 
esempio quelle di bidello, magazziniere, venditore o telefonista, e ciò a 
partire dal 18 giugno 2005. 

10.
Secondo l'art. 16 LPGA, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che 
l'assicurato  invalido  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione,  tenuto  conto  di  una 
situazione equilibrata  del  mercato  del  lavoro  (reddito  da invalido),  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse diventato invalido (reddito da valido). 

In  concreto,  l'UAIE  ha  determinato  il  29  aprile  2008  (doc.  48), 
fondandosi sui dati dell'ILO per il 2005, in assenza di cifre attendibili 
all'incarto,  un  salario  mensile  da  valido  di  EUR  1'239.-,  come 
bracciante agricolo, e, sempre secondo i  dati  dell'ILO, un salario da 
invalido  di  EUR  1'203.14,  in  attività  quali  cassiere  o  montatore  di 
apparecchi  elettronici,  ridotto  del  20%  per  tenere  conto  delle 
circostanze  personali  del  ricorrente,  ossia  EUR  962.51,  per  cui  ha 

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ottenuto una perdita  di  guadagno del  22.32%, corrispondente ad un 
grado d'invalidità pari al 22%, il quale non dà diritto all'ottenimento di 
una rendita d'invalidità svizzera. 

Procedendo  in  questo  modo,  l'UAIE  ha  eseguito  correttamente  il 
raffronto dei redditi  necessario per il  calcolo del grado d'invalidità, di 
modo  che  il  risultato  ottenuto  non  sottostà  a  critica.  Questa 
conclusione s'impone anche prendendo in conto i  dati dell'ILO per il 
2008 (http://laborsta.ilo.org/STP/guest#4391AB).    

11.
È  necessario  a  questo  punto  ricordare  che,  secondo  un  principio 
generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali,  ogni  assicurato  ha 
l'obbligo di ridurre il  danno conseguente alla sua invalidità (sentenza 
del  Tribunale  federale I  147/01 del  9  maggio  2001; DTF 123 V 230 
consid.  3c  e  DTF  117  V  275  consid.  2b).  In  virtù  di  tale  obbligo, 
l'assicurato  deve  intraprendere  tutto  quanto  sia  ragionevolmente 
esigibile  per  ovviare  nel  modo  migliore  possibile  alle  conseguenza 
della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua residua 
capacità lavorativa, se necessario in una nuova professione (sentenza 
del  Tribunale  federale  I  543/03  del  27  agosto  2004;  DTF  113  V  22 
consid. 4a). 

12.
Di  conseguenza,  in  applicazione  delle  norme  legali  e  della 
giurisprudenza sopra citate, la decisione impugnata del 16 luglio 2008 
deve essere confermata e il ricorso respinto. 

13.

13.1 Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola 
messe a carico della parte soccombente. In concreto, visto l'esito della 
procedura  che  vede  il  ricorrente  soccombere,  le  spese  processuali 
sono  poste  a  carico  di  quest'ultimo  e  compensate  con  l'anticipo 
versato il 13 aprile 2009.

13.2 In  conformità  con  l'art.  64  cpv.  1  PA,  l'autorità  di  ricorso,  se 
ammette il ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una 
indennità per le  spese indispensabili  e relativamente elevate che ha 
sopportato  (spese  ripetibili).  Visto  l'esito  della  procedura,  non  si 
assegnano al ricorrente indennità per spese ripetibili. 

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http://laborsta.ilo.org/STP/guest#4391AB

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Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali sono poste a carico del ricorrente e compensate 
con l'anticipo versato il 13 aprile 2009. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili.

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (Raccomandata/AR);
- all'autorità inferiore (n. di rif....; Raccomandata);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata).  

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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