# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 45872a8a-ba03-570b-8b1d-8edf6466bbbd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-11-05
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 05.11.1999 15.1999.94
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-94_1999-11-05.html

## Full Text

Incarto n.

  15.1999.00094

  	
  Lugano

  5 novembre 1999 /FA/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente 

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul ricorso 28 maggio 1999 di

 

                                         __________

                                         patr. da __________

 

                                         contro

 

l’operato dell’UEF di
Locarno e meglio contro la decisione 25 maggio 1999 relativa al
pignoramento di salario nell'ambito dell'esecuzione n. __________ promossa
dalla ricorrente nei confronti di

 

                                         __________

 

viste le osservazioni 9 giugno 1999 dell’UEF
di Locarno,

 

esaminati atti e documenti;

 

ritenuto 

 

in fatto:                     A.   __________
procede nei confronti di __________ per l'incasso del suo credito. Con verbale
di pignoramento 13 gennaio 1999, spedito il 26 marzo 1999, l'UEF di Locarno ha
comunicato  alle parti il pignoramento di fr. 218.-- mensili dello stipendio di
__________. Con successivo verbale di pignoramento 6 maggio 1999, spedito il 10
maggio 1999, l'ufficio ha pignorato una vettura, un natel e un televisore,
riducendo la quota di stipendio a fr. 200.--. Con scritto 12 maggio l'UEF di
Locarno ha comunicato alla creditrice che, sulla base delle osservazioni
presentate dall'escusso, l'importo a titolo di salario risultava impignorabile.
A seguito di rimostranze della qui ricorrente (lettera 14 maggio 1999), l'UEF
di Locarno ha creduto opportuno modificare per un'ennesima volta in data 25
maggio 1999 il calcolo per la determinazione della quota di salario pignorabile
che si presenta come segue:

 

                                         Introiti debitore                                                       fr.
3'556.-- 

 

                                         Minimo di esistenza

                                         minimo base                                                          fr.
1’370.--

                                         locazione                                                                fr.
1'520.--

                                         cassa malati                                                           fr.   
458.--

                                         trasferte e pasti in pensione                                 fr.   
300.--

                                         Totale deduzioni                                                    fr.
3'648.--

 

                                         Con lettera 25 maggio 1999
l'ufficio ha nuovamente informato __________ dell'impignorabilità del salario
dell'escusso, allegando il calcolo dell'eccedenza e il verbale interno per le
operazioni di pignoramento 20 maggio 1999, firmato dalla moglie __________, nel
quale veniva pignorata un'autovettura Porsche del 1985, dichiarata di proprietà
di __________.

 

                                  C.   Contro il
pignoramento 25 maggio 1999 si è aggravato il 28 maggio 1999 l'escutente
sostenendo che la pigione a carico dell'escusso ammonterebbe a soli fr.
1'370.-- e non a fr. 1'500.--, come riconosciuto dall'ufficio. La pigione per i
due posteggi non dovrebbe essere computata e nemmeno il supplemento per il
riscaldamento, già compreso nelle spese accessorie. Vi sarebbe quindi
un'eccedenza mensile di fr. 108.-- che andrebbe pignorata. Il ricorrente ha
pure chiesto il pignoramento delle autovetture del debitore.

 

                                  D.   Con osservazioni 9
giugno 1999 l'UEF di Locarno si è limitato a confermare l'esattezza del proprio
operato.

 

Considerando             

 

in diritto:                  1.   Nel procedere al sequestro
o al pignoramento del reddito le autorità di esecuzione sono tenute ad
accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del
sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo
o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13), ritenuto che
delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto
mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).

 

                                   2.   Il punto 2.4.3 della
Tabella prevede per chi è costretto a prendere pasti fuori dell’economia
domestica un importo da fr. 6.-- a fr. 9.-- per ogni pasto principale. Il
debitore esercita un'attività lavorativa a __________, abitando a __________.
Non è quindi proponibile il rientro al domicilio per il pranzo. Si giustifica
perciò di riconoscere fr. 198.-- (fr. 9 x 22 giorni) per pasti fuori domicilio.

 

                                   3.   E’ principio
giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le spese fisse e correnti connesse
all’uso di un’automobile rientrano nel minimo di esistenza del debitore solo se
il veicolo viene dichiarato impignorabile ex art. 92 n. 3 LEF, ossia se il
veicolo è necessario al debitore per l’esercizio della sua professione (cfr.
DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs-und
Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n.27, p.170; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung
und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, § 24 n..60; Georges
Vonder Mühll in : Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, 1998, n. 23 ad art. 92
LEF).

                                         Il pignoramento di un bene
necessario al conseguimento del reddito è di regola annullabile, esso è nullo
solo in casi eccezionali, quando senza il bene all'escusso non è più possibile
conseguire in un modo o nell'altro un reddito sufficiente a mantenere la
propria famiglia (cfr. Georges Vonder Mühll, op. cit., n. 66 ad art. 92 LEF).
L'escusso che voglia contestare la pignorabilità di un bene si deve aggravare
entro il termine usuale presso l'autorità di vigilanza anche se l'oggetto è
rivendicato da un terzo. Prima deve infatti essere decisa la questione della
pignorabilità e solo dopo quella della proprietà sull'oggetto (cfr. Georges Vonder
Mühll, op. cit., n. 63 ad art. 92 LEF).

                                         In concreto l'utilizzo dei
mezzi pubblici per spostarsi tra __________ e __________ risulta piuttosto
problematico. L'auto intestata all'escusso doveva quindi probabilmente essere
dichiarata impignorabile ex art. 92 n.3 LEF. L'ufficio ha invece pignorato il
bene e l'escusso non si è aggravato contro il provvedimento. Siccome il
pignoramento dell'auto non impedisce all'escusso, di per sé, il conseguimento
del reddito, esso è unicamente annullabile e non può essere modificato
d'ufficio da questa Camera. Ciò non toglie che nel minimo esistenziale di
__________ vada computata una posta per le spese di trasferta. Pur se coi mezzi
pubblici (nel caso specifico è però ipotizzabile l'utilizzo di una delle
vetture se, a conclusione della procedura di rivendicazione, dovessero rimanere
a sua disposizione) l'escusso è tenuto a spostarsi giornalmente sul luogo di
lavoro, la relativa spesa può essere quantificata in almeno fr. 300.-- mensili.

 

                                   4.   Nel determinare il
minimo vitale va considerato il canone locatizio conforme all’uso locale per un
alloggio del quale si possa pretendere che l’escusso si accontenti nelle
circostanze concrete, ritenuto l’imperativo categorico di ridurre al minimo le
spese per un’abitazione adeguata alle sue necessità e possibilità (DTF 104 III
38-41, 87 III 102 e 57 III 207; CEF 8 aprile 1991 su reclamo C.R: cons. 1, 30
agosto 1988 su reclamo B. cons. 4c, 4 agosto 1988 su reclamo S e 12 giugno 1970
in Rep. 1971 p. 117). L’importo del canone va messo in relazione con il reddito
dell’escusso (CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S. cons. 5b).

                                         Il debitore non può essere
costretto dalle autorità di esecuzione ad occupare un alloggio corrispondente
ai suoi mezzi finanziari: tuttavia il canone deve essere ridotto ad una misura
normale se l’escusso utilizza un’abitazione costosa solo per sua eccessiva
comodità (DTF 114 III 12-18 cons. 2 e 4; CEF 16 febbraio 1989 su reclamo S.
cons. 5b). La decurtazione del quantum può però, di regola, essere operante
solo nel rispetto dei termini contrattuali (DTF 119 III 73; Amonn/Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, Berna 1997, § 23 n. 64 p. 178). Le
spese medie mensili di riscaldamento sono da aggiungere alla pigione (cfr. Georges
Vonder Mühll, op. cit., n. 26 ad art. 93 LEF).

                                         In concreto il canone di
locazione mensile è di fr. 1'200.-- oltre a un acconto spese per fr. 170.--
(comprensivo delle spese di riscaldamento). Per una famiglia di tre persone (la
nascita del figlio dell'escusso era prevista per agosto) tale importo deve
essere considerato un onere sproporzionato che, a far tempo dal primo termine
utile di disdetta, non può più essere computato interamente nel minimo
esistenziale.

                                         Dal contratto di locazione
si evince che la disdetta può essere data per la prima volta per la fine di
marzo 2001. Viste anche le oggettive difficoltà legate al reperimento di un
subentrante, fino a quella data l'intera pigione va inclusa nel minimo vitale.
Al debitore va comunque ricordato che, in caso di ulteriori pignoramenti,
dall'aprile 2001 gli verrà riconosciuto quale canone locatizio un importo
massimo di fr. 1'000.--, spese di riscaldamento comprese, per un appartamento
di 3 locali a Losone o in un comune sito nelle vicinanze del luogo di lavoro.
Non può essere riconosciuta alcuna spesa per locazione posteggio, non essendovi
alcun diritto in tal senso per chi usa per lavoro l'autovettura, salvo casi
particolari che qui non si realizzano (impedimenti fisici, impossibilità di
reperire luoghi di parcheggio in loco, ecc.). 

                                   5.   Dalle copie delle
polizze di assicurazione malattia di __________ e __________, relative
rispettivamente all'escusso e a sua moglie, si evince che la somma dei premi
mensili per l'assicurazione di base per i coniugi __________ ammonta a fr.
433.80. Solo in quella misura il premio deve essere computato nel minimo
esistenziale, ritenuto che le assicurazioni sottoposte alla LCA non devono
essere considerate.

 

                                   6.   Il minimo
esistenziale di __________ va di conseguenza ricalcolato sulla base dei considerandi
precedenti, e meglio:

 

                                         minimo base                                                                 fr.
1’370.--

                                         locazione                                                                       fr.
1'370.--

                                         pasti fuori casa                                                             fr.   
198.--

                                         trasferte                                                                          fr.   
300.--

                                         cassa malati                                                                  fr.   
433.80

                                         Totale                                                                             fr.
3'671.80

                                         

                                         A fronte di un salario
netto di fr. 3'556.-- non si può che rilevare l'impignorabilità dello stipendio
dell'escusso.

 

                                   7.   Il ricorrente chiede
il pignoramento delle due auto dell'escusso. La vettura marca __________ è già
stata pignorata dall'ufficio con verbale 6 maggio 1999. L'altro mezzo, una Porsche
924 del 1985, è stata pignorata con verbale di pignoramento 20 maggio 1999 e la
moglie dell'escusso, __________, firmataria del verbale, l'ha dichiarata di sua
proprietà.

                                         A norma dell'art. 95 cpv.
3 LEF, nel caso in cui il pignoramento di altri beni non coprisse il credito
posto in esecuzione, devono essere pignorati pure i beni indicati dal debitore
come appartenenti a terzi oppure rivendicati da terzi. Dottrina e
giurisprudenza hanno relativizzato la norma nel senso di escludere il
pignoramento quando risulta chiaramente la proprietà di un terzo; l'ufficio può
per contro pignorare se è convinto dell'appartenenza dei beni all'escusso
oppure se l'escutente lo rende verosimile (cfr. DTF 117 III 31; DTF 107 III 87;
Bénédict Foex, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco
1998, n. 56 ad art. 95 LEF e giurisprudenza ivi citata). In concreto l'escusso
va considerato come compossessore della vettura Porsche, che si trova presso il
suo domicilio, in un posteggio locato a nome suo e di sua moglie. La
presunzione di proprietà del possessore ex art. 930 CC è sufficiente, in casu,
per giustificare il pignoramento del bene. Il fatto che l'auto sia intestata
alla moglie non è decisivo (si noti che l'altra vettura è intestata
all'escusso, che sostiene però di non esserne proprietario).

                                         L'atto di pignoramento ex art.
112 LEF ha unicamente funzione dichiarativa, il pignoramento viene di regola
eseguito con la sottoscrizione dell'escusso o di un suo rappresentante (art. 91
cpv. 1 n. 1 LEF) del verbale per le operazioni di pignoramento (in seguito
verbale di pignoramento; cfr. Modulo 6; Ingrid Jent-Soerensen, Basler Kommentar
zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 2 e 3 ad art. 112 LEF). Il
rapporto tra atto di pignoramento e verbale di pignoramento in caso di
divergenze non è stato chiarito dalla giurisprudenza. Mentre Jent-Soerensen,
op. cit., n. 4 all'art. 112 LEF, propende per il prevalere dell'atto di
pignoramento, questa Camera è per contro dell'opinione di Jaeger/Walder/Kull/Kottmann
(Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, Zurigo 1997, Vol. I, n. 5 ad art.
112 LEF) secondo cui in conformità del principio principio della buona fede per
il debitore valgono come pignorati i beni indicati nel verbale di pignoramento;
il creditore, che di regola non ha conoscenza del verbale, deve invece fare affidamento
in linea di principio sull'atto di pignoramento, salvo che gli siano portati
anzitempo a conoscenza tutti gli elementi utili per la tutela dei suoi
interessi. In concreto l'UEF ha pignorato la vettura Porsche con verbale di
pignoramento 20 maggio 1999 ma non ha emesso il relativo atto di pignoramento,
il creditore ha, nel caso di specie, ricevuto il verbale di pignoramento ed è
stato quindi informato del provvedimento. A queste condizioni il pignoramento
della Porsche è già avvenuto validamente ad opera dell'ufficio, che è tenuto a
dar corso alla procedura di rivendicazione ex art. 106 ss. LEF.

 

                                   8.   Ne consegue la
sostanziale reiezione del gravame.

                                         Non si prelevano spese (art.
61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF),
perché così è disciplinato per normativa di diritto federale.

 

Richiamato l'art. 92, 93, 95, 112 LEF

 

pronuncia:              1.   Il ricorso 28 maggio 1999 di
__________, è respinto nel senso dei considerandi.

 

                                   2.   E'
fatto ordine all'UEF di Locarno di dare avvio alla procedura di rivendicazione
ex art. 106 ss. LEF in relazione alla vettura Porsche 924, modello 1985, colore
bianco, targata __________, rivendicata in proprietà dalla moglie dell'escusso.

 

                                   3.   Non si prelevano
spese, né si assegnano indennità.

                                   4.   Contro questa
decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei
fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente
Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art.
19 LEF.

 

                                   5.   Intimazione a:

                                         - __________

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                             La
segretaria