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**Case Identifier:** c44826bc-2d2b-5fb3-8078-fbf6a8c5b064
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-10-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.10.2021 A-5755/2018
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-5755-2018_2021-10-21.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-5755/2018 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 1  o t t o b r e  2 0 2 1  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot, (presidente del 

collegio), Maurizio Greppi, Jürg Tiefenthal, giudici;  

cancelliere Manuel Borla 
 

 
 

Parti 

 
A._______ SA, 

c/o Cancelleria comunale, 6542 A._______,   

patrocinata dall'avv. …,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Pronovo AG, 

Dammstrasse 3, 5070 Frick,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Rimunerazione per l'immissione di energia a copertura dei 

costi. 

 

 

 

A-5755/2018 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

La CEL A._______ (di seguito: A._______) prevede, allo scopo di sfruttare 

la forza idrica del fiume … per la produzione di energia, di realizzare una 

piccola centrale idroelettrica sul territorio del Comune di A._______. Il 

progetto contempla la captazione delle acque ad una quota di circa 758 

m.s.m. e di rilasciarle ad una quota di circa 692 m.s.m., a monte del lago 

artificiale di A._______. 

B.  

Con domanda dell’8 settembre 2008 la A._______ chiese a Swissgrid di 

determinare con una decisione di principio se, con riferimento 

all’edificazione del nuovo impianto “piccola centrale idroelettrica 

A._______” (numero di progetto …), fossero adempiuti i presupposti per il 

diritto alla remunerazione dell’immissione di energia a copertura dei costi 

(di seguito: RIC). 

C.  

Con decisione del 16 dicembre 2008, sostituita in seguito con decisione del 

12 febbraio 2009, Swissgrid ritenne adempiuti i presupposti, indicando in 

14.2/16.9 cts/kWh la tariffa di remunerazione provvisoria. L’autorità 

federale indicò inoltre quali fossero i termini di legge da rispettare (cfr. pto. 

2), in ordine alla notifica dello stato di avanzamento del progetto, fissato al 

18 dicembre 2012) e alla messa in esercizio dell’impianto, fissato al 18 

dicembre 2014. 

D.  

Con scritto del 20 novembre 2012 la A._______ chiese a Swissgrid una 

proroga del termine per la notifica dello stato di avanzamento del progetto; 

l’autorità fissò il nuovo termine al 13 dicembre 2012, precisando al 

contempo i nuovi termini per lo stato di avanzamento, il 15 gennaio 2015, 

rispettivamente per la messa in esercizio, il 16 gennaio 2017. Con scritto 

del 20 novembre 2014 la A._______ chiese un’ulteriore proroga dei termini 

che furono prorogati al 31 dicembre 2017 rispettivamente al 31 dicembre 

2019. Una nuova richiesta di proroga fu trasmessa il 20 dicembre 2015 a 

Swissgrid, la quale, con scritto del 18 dicembre 2015, vi diede seguito 

prorogando i termini in discussione al 31 dicembre 2017 rispettivamente al 

31 dicembre 2019, evidenziando tuttavia che essa sarebbe stata l’ultima 

proroga ammessa, 

E.  

Dopo una serie di atti che non occorre qui evocare, con decisione del 6 

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settembre 2016 il Governo del Cantone dei Grigioni ha approvato la 

concessione dei diritti d’acqua e il progetto dell’impianto, disponendo una 

serie di condizioni in materia di protezione dell’ambiente e delle acque. Il 

Governo ha contestualmente respinto, nella misura in cui non erano 

divenute prive di oggetto, le opposizioni di WWF e di Pro Natura. 

F.  

Con scritto del 4 novembre 2016 la A._______ ha chiesto a Swissgrid di 

sospendere i termini di cui allo scritto del 18 dicembre 2015, in ragione di 

procedure ricorsuali interposte il 21 ottobre 2016 dinnanzi al Tribunale 

amministrativo cantonale grigionese da parte delle opponenti, dopo 

evasione negativa delle loro opposizioni da parte del Governo retico. 

G.  

Con scritto del 15 dicembre 2016 Swissgrid ha indicato alla A._______ che 

un’interruzione dei termini fissati non era possibile. 

H.  

Con sentenza del 25 ottobre 2017, comunicata il 16 novembre 2017, il 

Tribunale amministrativo cantonale grigionese ha respinto il ricorso delle 

opponenti contro la decisione governativa. 

I.  

Ritenuta l’entrata in vigore della nuova legge sull’energia il 1° gennaio 

2018, approvata in votazione popolare il 21 maggio 2017, Swissgrid ha 

comunicato in data 8 dicembre 2017 alla A._______ segnatamente che: 

- ai sensi della nuova legge sull’energia, l’impianto era idoneo a partecipare 

al sistema di rimunerazione per l’immissione in rete di energia; 

- le richieste che avevano ottenuto una decisione favorevole potevano 

beneficiare delle condizioni di legge in vigore all’epoca, qualora la notifica 

dello stato di avanzamento del progetto sarebbe stata inviata entro fine 

2017, 

- qualora lo stato di avanzamento del progetto non fosse stato notificato 

entro fine 2017, si sarebbero applicate le nuove condizioni di legge che 

avrebbero modificato “tanto la durata del periodo di rimunerazione quanto 

l’entità della tariffa di rimunerazione”. 

J.  

Con lettera del 21 dicembre 2017 la A._______ ha notificato lo “stato di 

avanzamento del progetto” indicando che il Tribunale amministrativo 

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cantonale grigionese, aveva confermato in data 25 ottobre / 16 novembre 

2017 la decisione del Governo retico in ordine all’approvazione della 

concessione e del progetto dell’impianto, evidenziando tuttavia che in caso 

di ricorso al Tribunale federale avrebbe dovuto richiedere una sospensione 

dei termini. 

K.  

Con scritto dell’8 gennaio 2018 il Tribunale federale ha comunicato alla 

A._______ che WWF e Pro Natura avevano interposto ricorso contro la 

sopramenzionata sentenza. 

L.  

Con decisione del 3 aprile 2018 la Pronovo SA (a cui Swissgrid, con effetto 

al 3 gennaio 2018, sulla base della nuova legge federale sull’energia, ha 

trasferito la parte operativa tramite trasferimento di patrimonio) ha revocato 

la decisione del 16 dicembre 2008 / 12 febbraio 2009 in ragione 

dell’inosservanza del termine di notifica dello stato di avanzamento del 

progetto no. 14770. Essa ha in particolare evidenziato che la decisione 

positiva in materia di RIC presupponeva il rispetto di termini previsi dalla 

legge, i quali avrebbero potuto essere prorogati se prima dello scadere dei 

medesimi fosse stata presentata una domanda debitamente motivata in 

tale senso e “a condizione che i ritardi subentrati non [fossero] imputabili al 

richiedente”. 

M.  

Con scritto del 2 maggio 2018 la A._______ ha interposto opposizione alla 

revoca citata, chiedendone il suo annullamento e la sospensione dei 

termini fissati durante le procedure ricorsuali contro l’approvazione della 

concessione e del progetto dell’impianto idroelettrico da parte delle 

associazioni accreditate dalla legge al ricorso, con “la conseguente 

fissazione provvisoria del termine (per la notifica di avanzamento del 

progetto) al 31 dicembre 2020, con riserva di ricalcolo in funzione della 

durata della procedura di ricorso al Tribunale federale”. 

N.  

Con decisione del 5 settembre 2018, la Pronovo ha ammesso l’opposizione 

annullando la decisione del 3 aprile 2018 e indicando che il termine 

scadente al 31 dicembre 2017 in ordine allo stato di avanzamento del 

progetto era rispettato; al contrario l’autorità decidente ha evidenziato nei 

considerandi che il termine per la messa in esercizio dell’impianto, fissato 

al 31 dicembre 2019, continuava a decorrere, nella misura in cui una 

sospensione dei termini per la durata della procedura pendente non 

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godrebbe di alcuna base legale, in particolare “questa non si può 

intravvedere nell’art. 23 OPEn”. 

O.  

Con ricorso dell’8 ottobre 2018, dinnanzi a questo Tribunale, la A._______ 

ha chiesto di riformare la decisione impugnata, sospendendo i termini 

fissati da Swissgrid e Pronovo durante le procedure ricorsuali interposte da 

WWF e da Pro Natura dinnanzi al Tribunale amministrativo cantonale 

grigionese e al Tribunale federale, come pure fissando provvisoriamente il 

termine per la notifica dello stato di avanzamento del progetto al 31 

dicembre 2020. Protestate spese, tasse e ripetibili per la procedura di 

opposizione e per procedura dinnanzi al TAF. 

P.  

Con risposta del 19 novembre 2018 l’autorità inferiore ha chiesto al TAF di 

respingere il ricorso con richiesta di spese e ripetibili, con argomentazioni 

che verranno riprese in appresso per quanto di interesse per l’esito del 

ricorso. 

Q.  

Con osservazioni finali del 7 gennaio 2019 la ricorrente si è riconfermata 

nelle proprie allegazioni e conclusioni di causa. A sostegno di queste ultime 

l’insorgente ha pure censurato la violazione del diritto di essere sentito nel 

corollario del divieto del diniego di giustizia. In buona sostanza, essa ha 

sostenuto che il dispositivo della decisione impugnata è risultato silente in 

ordine al petitum relativo alla richiesta di sospensione dei termini, durante 

le procedure giudiziarie, limitandosi “a rispondere indirettamente nella 

motivazione, riferendo che il termine di messa in esercizio rimaneva fissato 

al 31 dicembre 2019”. 

R.  

Con sentenza del 31 gennaio 2019 il Tribunale federale ha parzialmente 

accolto il ricorso interposto dal WWF e da Pro Natura, annullando la 

sentenza del 25 ottobre 2017 del Tribunale amministrativo cantonale 

grigionese, rinviando altresì la causa per una nuova decisione ai sensi dei 

considerandi. In particolare il Tribunale federale ha ritenuto che, la 

possibilità di stabilire successivamente nell’ambito di una nuova procedura 

di progettazione di dettaglio tutta una serie di elementi e di caratteristiche 

importanti dell’impianto in edificazione, vìoli il diritto federale. 

Conseguentemente il 19 marzo 2019 il Tribunale amministrativo cantonale 

grigionese ha rinviato la causa al Governo cantonale per una nuova 

decisione ai sensi dei considerandi della sentenza del Tribunale federale. 

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Il 2 luglio 2019 la ricorrente ha quindi chiesto al Governo grigionese di 

rilasciare la concessione per l’edificazione dell’impianto in discussione, 

ossequiando le considerazioni del Tribunale federale con della 

documentazione complementare rispetto a quanto già trasmesso in 

precedenza. 

S.  

Con osservazioni spontanee e presentazione di nuove prove del 4 luglio 

2019 l’insorgente si è riconfermata, davanti a questo Tribunale, nelle 

proprie conclusioni di causa, rilevando che dal profilo giuridico, alla luce 

della sentenza del Tribunale federale, “lo stato della procedura […] è stato 

derubricato e non si può affermare che il progetto sia giunto allo stato di 

avanzamento di cui all’annesso 1.1. cifra 5.2.2. OPEn ma è ora nella fase 

precedente lo stesso”. A dire della ricorrente è sufficiente rilevare come la 

decisione del 5 settembre 2018 di Pronovo, che considerava rispettato il 

termine del 31 dicembre 2017 per la notifica di avanzamento del progetto, 

non sarebbe più attuale ritenuto che la concessione rilasciata dal Governo 

il 25 ottobre 2017, è stata annullata dal Tribunale federale.  

In concreto la ricorrente chiede l’annullamento della decisione di Pronovo 

e la determinazione di un nuovo termine per la notifica dello stato di 

avanzamento dei lavori. Essa ritiene in ogni caso sospesi i termini fissati 

nella decisione impugnata a partire dal 21 ottobre 2016 (data del ricorso al 

TA da parte di WWF e Pro Natura) sino, perlomeno, al 20 aprile 2019, 

giorno della crescita in giudicato della sentenza del TA che ha rinviato gli 

atti della procedura al Governo grigionese. In questo contesto l’insorgente 

evidenzia che il presente Tribunale debba chiarire se la procedura dinnanzi 

al Governo grigionese e eventuali procedure che ne deriverebbero siano 

da qualificare quali procedure giudiziarie, con la conseguenza che i termini 

risulterebbero sospesi. 

T.  

Con scritto del 7 ottobre 2019 la Pronovo ha rilevato nuovamente come il 

il termine per lo stato di avanzamento del progetto, fissato al 31 dicembre 

2017, sia stato rispettato con le conseguenze che il tasso e la durata della 

remunerazione devono essere fissati in base al diritto vigente fino al 31 

dicembre 2017. Essa ha quindi ammesso che, in virtù del nuovo diritto, il 

termine per “la messa in esercizio scadente al 31 dicembre 2019 debba 

essere sospeso a partire dal 1° aprile 2019 sino alla crescita in giudicato 

della decisione di concessione a livello da parte del Governo grigionese. 

Per il resto essa si è riconfermata nelle proprie allegazioni e conclusioni di 

causa. 

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U.  

Un ulteriore scambio di scritti tra le parti è avvenuto il 6 e 26 novembre 

2019, il cui contenuto, per quanto di interesse per la presente causa, verrà 

ripreso in appresso. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all'art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul 

Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni 

di cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è 

retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

1.2 La ricorrente ha diritto di ricorrere avendo partecipato al procedimento 

dinanzi all'autorità inferiore, essendo particolarmente toccata dalla 

decisione impugnata ed avendo un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). I 

requisiti relativi al contenuto ed alla forma del ricorso sono soddisfatti 

(art. 52 PA). Tutti gli altri presupposti processuali sono altrettanto 

adempiuti, in particolare il ricorso è tempestivo (art. 50 cpv. 1 PA) e 

l'anticipo spese è stato versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). 

Occorre quindi entrare nel merito del ricorso. 

2.  

2.1 La ricorrente rimprovera all’autorità inferiore la violazione del diritto 

federale e meglio del previgente art. 3 lett. h cpv. 4 dell’Ordinanza 

sull'energia (OEn, RS 730.01, in vigore sino al 31 dicembre 2017), il quale 

recita che nei casi in cui le ragioni del mancato rispetto dei termini non 

siano imputabili al richiedente è concessa la proroga dei termini; in questo 

senso essa ritiene che le procedure ricorsuali in ordine alla concessione e 

approvazione del progetto dell’impianto causino una dilatazione dei termini 

auspicati, a lei non imputabile. A sostegno delle sue allegazioni, la 

ricorrente rileva che pure la nuova Ordinanza sulla promozione della 

produzione di elettricità generata a partire da energie rinnovabili (OPEn, 

RS 730.03 in vigore dal 1° aprile 2019), prevede un’analoga formulazione 

all’art. 23 cpv. 3 OPEn in base al quale se il richiedente non è in grado di 

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Pagina 8 

rispettare i termini per gli stati di avanzamento del progetto e la messa in 

esercizio, per ragioni a lui non imputabili, l’organo di esecuzione può 

prorogarli su richiesta. Ma soprattutto l’insorgente evidenzia che la 

domanda di sospensione dei termini litigiosa “rispetta perfettamente 

l’evoluzione legislativa” di cui all’art. 23 cpv. 2bis OPEn il cui tenore recita: 

“i termini per gli stati di avanzamento del progetto e la messa in esercizio 

sono sospesi per la durata delle procedure di ricorso concernenti la 

progettazione, concessione o costruzione”. L’autorità federale ha invece 

respinto le allegazioni della ricorrente evidenziando segnatamente che 

l’effetto anticipato di una nuova legge sarebbe di principio inammissibile, 

ritenuto inoltre che nel caso in discussione non sarebbero dati i presupposti 

per un’applicazione retroattiva. 

2.2 L’esito del ricorso, ovvero la sospensione o meno dei termini dello stato 

di avanzamento del progetto e della messa in esercizio durante le 

procedure giudiziarie, dipende quindi, in buona sostanza, dall’applicazione 

o meno delle nuove normative in vigore dal 1° aprile 2019, tenuto conto 

che l’OPEn in vigore non contempla disposizioni transitorie relative alla 

sospensione dei termini in discussione. 

2.2.1 Per determinare il diritto applicabile al caso in esame occorre quindi 

richiamare le regole generali del diritto intertemporale, secondo cui sono 

applicabili le disposizioni in vigore al momento della realizzazione dello 

stato di fatto che deve essere valutato giuridicamente o che produce 

conseguenze giuridiche (tra le tante DTF 130 V 445 consid. 1.2.1). 

Tale principio conosce tuttavia alcune eccezioni: è in particolare il caso 

nell'ambito della revisione di disposizioni formali e procedurali (DTF 130 V 

90 consid. 3.2, 130 V 4 consid. 3.2, 129 V 115 consid. 2.2) le quali, in 

assenza di norme transitorie, sono immediatamente applicabili ad ogni 

fattispecie in esame, a condizione che esse abbiano una continuità con il 

sistema previgente senza stravolgerne i fondamenti (tra le tante DTF 137 

II 409, 130 V 560, 130 V 90). 

Un'applicazione subitanea del nuovo diritto è pure ammessa allorquando 

sussistono impellenti motivi di ordine pubblico che depongono per tale 

principio, ciò che è in particolare il caso nell'ambito dell'introduzione di 

norme più severe in materia di diritto ambientale (cfr. DTF 141 II 393 

consid. 2.4 e riferimenti; sentenze del TAF B-437/2014 consid. 5.3.2 e  

A-2587/2009 del 26 aprile 2010 consid. 3). 

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2.2.2 Va detto inoltre che, per costante giurisprudenza (tra le tante DTF 

141 II 393 consid. 2.4 e riferimenti), un’autorità di ricorso deve evadere la 

procedura ricorsuale in base al diritto in vigore al momento della decisione 

impugnata, a meno che un importante interesse pubblico giustifichi 

l’applicazione immediata del nuovo diritto, ciò che è segnatamente il caso 

in materia di diritto di protezione dell’ambiente (DTF 141 II 393 consid. 2.4 

e riferimenti). Questa prassi si basa, per analogia, sulle disposizioni del 

titolo finale del CC, secondo cui vige di principio la regola della non 

retroattività (art. 1 Titolo finale CC) ad eccezione delle disposizioni fondate 

sull’ordine pubblico e sui buoni costumi che divengono applicabili dal 

momento della loro entrata in vigore (art. 2 Titolo finale CC) (DTF 141 II 

393 consid. 2.4 e riferimenti). In questo senso il Tribunale federale ha 

ammesso l’applicazione immediata della nuova legge federale sulla 

protezione delle acque (LPAc, RS 814.20), in ragione della tutela dei corsi 

d’acqua da un aggravio di inquinamento, come pure l’applicazione 

immediata della legge federale sulla protezione dell'ambiente (LPAmb, RS 

814.01). Ciononostante le disposizioni della LPAc e LPAmb, relative 

unicamente alla ripartizione delle spese, siccome non di particolare interesse 

pubblico, non sono state considerate immediatamente applicabili nelle 

procedure ricorsuali (DTF 122 II 26 consid. 3, DTF 101 Ib 410 consid. 3). 

2.3 Nel caso in esame, la decisione impugnata (decisione su opposizione) 

reca la data del 5 settembre 2018, mentre la revisione dell’OPEn è entrata 

in vigore il 1° aprile 2019. Ne discende pertanto che occorre determinare 

se il presente Tribunale, è tenuto ad applicare l’OPEn in vigore o meno.  

2.3.1 Nel merito, il nuovo testo, come già quello previgente, impone al 

richiedente che postula una rimunerazione per l’immissione di elettricità 

(sistema RIC), la formulazione della domanda all’organo d’esecuzione, il 

quale è tenuto ad emanare una decisione di principio (artt. 21 e 22 OPEn). 

In seguito, ottenuta la decisione di principio il richiedente deve raggiugere 

gli stati di avanzamento del progetto nel rispetto dei termini e mettere in 

esercizio l’impianto. Lo stato di avanzamento del progetto e la messa in 

esercizio nonché i relativi termini sono determinati negli allegati 1.1.-1.5. In 

questo contesto, il 27 febbraio 2019, il Consiglio federale ha adottato l’art. 

23 cpv. 2bis OPEn, in vigore dal 1° aprile 2019, in base al quale “i termini 

per gli stati di avanzamento del progetto e la messa in esercizio sono 

sospesi per la durata delle procedure di ricorso concernenti la 

progettazione, concessione o costruzione”. 

Tale normativa, come ben illustrato dal rapporto esplicativo relativo alla 

revisione parziale dell’OPEn del luglio 2018 (pag. 2), si prefigge di ovviare 

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alla dilatazione delle tempistiche di avanzamento dei lavori e di messa in 

esercizio in ragione di procedimenti giudiziari relativi, segnatamente 

all’edificazione dell’impianto. In particolare il rapporto citato evidenzia che: 

“originariamente i termini riportati negli allegati da 1.1. a 1.5 dell’OPEn per 

la presentazione delle notifiche dello stato di avanzamento del progetto e 

della messa in esercizio erano stati fissati in modo da poter essere rispettati 

con il normale svolgimento delle fasi di pianificazione e progettazione. 

Tuttavia negli anni scorsi è emersa una difficoltà nel rispettarli, soprattutto 

nel caso degli impianti eolici e idroelettrici. Le cause sono da ricercare 

innanzitutto nella risoluta opposizione a determinati progetti che porta a 

ricorrere a tutti i rimedi giuridici disponibili. Secondariamente mancano 

ancora numerose basi concernenti gli effetti sull’ambiente degli impianti di 

produzione di energia, oppure le basi esistenti cambiano nel corso della 

realizzazione del progetto al punto tale che determinati lavori e fasi 

procedurali devono essere ripetuti o integrati. […] Per questa ragione 

l’articolo 23 OPEn prevede in particolare una sospensione dei termini in 

caso di procedure di ricorso. Del fatto che diverse fasi procedurali dai tempi 

molto lunghi spesso debbano essere ripetute anche due o più volte si tiene 

conto con una proroga dei rispettivi termini per gli impianti eolici e 

idroelettrici […]. Questi nuovi termini valgono anche per i termini non 

ancora scaduti al momento dell’entrata in vigore dell’OPEn riveduta per i 

titolari di progetti che già prima del 1° gennaio 2018 avevano ottenuto una 

decisione positiva, non ancora revocata da Swissgrid o Pronovo”. 

Ora, come correttamente evidenziato dalla ricorrente, la legge federale 

sull’energia (LEne, RS 730.0), la cui OPEn ne è un’ordinanza di 

applicazione, definisce all’art. 1 cpv. 2 lett. c LEne uno dei suoi scopi, 

ovvero quello di “favorire il passaggio a un approvvigionamento energetico 

basato maggiormente sull'impiego delle energie rinnovabili, in particolare 

di quelle indigene”. La concretizzazione di questo principio è data 

attraverso gli incentivi e il sistema di rimunerazione dell’immissione di 

energia a copertura dei costi (RIC) è uno di questi. Come visto, il sistema 

RIC è regolato da una procedura formale chiara, che si conclude con una 

decisione di principio, la quale contempla il rispetto dei termini fissati in 

ordine allo stato di avanzamento e alla messa in esercizio. L’obbiettivo 

primario del sistema però non è tanto il rispetto dei termini quanto piuttosto 

il passaggio ad un approvvigionamento energetico basato sull’impiego di 

energie rinnovabili; in questo contesto l’art. 23 cpv. 2bis OPEn, che prevede 

la sospensione dei termini durante le procedure giudiziarie adempie con 

tutta evidenza, ad un interesse pubblico preponderante, nella misura in cui 

permette alle decisioni di principio (RIC) di avere una valenza continuativa, 

con l’obbiettivo finale di rendere sostenibile e concretizzabile gli impianti 

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Pagina 11 

che permettono il passaggio ad un approvvigionamento energetico basato 

maggiormente sull'impiego delle energie rinnovabili. 

2.3.2 Va inoltre qui ricordato che le normative di cui all’art. 21 e segg. tra 

cui l’art. 23 cpv. 2bis OPEn, sono chiaramente di natura procedurale, come 

del resto emerge dalla semplice lettura del testo dell’ordinanza dove essi 

figurano nella sezione 4 denominata “procedura di domanda”; ma anche 

volendo non limitarsi unicamente alla semplice lettera del testo, è pacifico 

che la sospensione di termini durante delle procedure giudiziarie parallele 

riveste una valenza procedurale e non di merito. 

2.3.3 Ciò detto, se l’art. 23 cpv. 2bis OPEn non poteva essere applicato 

dall’autorità inferiore nel quadro della decisione impugnata del 5 settembre 

2018, in quanto non ancora in vigore (in vigore dal 1° aprile 2019), deve 

tuttavia trovare applicazione dinnanzi a questo Tribunale, in ragione da una 

parte dell’interesse pubblico preponderante che la normativa si prefigge 

(cfr. consid. 2.3.1), e dall’altra, in ragione della costante giurisprudenza che 

ritiene che normative procedurali possano trovare applicazione (cfr. consid. 

2.3.2). 

2.4 

2.4.1 Ferme queste premesse, il diritto applicabile alla fattispecie in esame 

è l’OPEn entrata in vigore il 1° aprile 2019, segnatamente l’art. 23 cpv. 2bis 

OPEn.  

2.4.2 Ora, tenuto conto dello scopo della normativa art. 23 cpv. 2bis OPEn, 

dell’interesse preponderante pubblico e della sua natura procedurale, il 

presente Tribunale ritiene che i termini relativi allo “stato di avanzamento 

dei lavori” e di “messa in esercizio” siano sospesi a far tempo dalla 

decisione di concessione del Governo retico del 6 settembre 2016 sino alla 

crescita in giudicato della nuova decisione cantonale di concessione e di 

permesso costruttivo. Nella misura in cui al Tribunale non è dato sapere a 

che stadio si trovi questo processo decisionale, verrà chiesto a Pronovo, di 

determinare due nuovi termini (“stato di avanzamento” e “messa in 

esercizio”) che considerino le esigenze e i bisogni della ricorrente, la quale 

ha dovuto fare fronte a procedure contenziose che ne hanno ritardato la 

progettazione della centrale idroelettrica. Del resto la nuova OPen e le 

nuove normative, che qui trovano applicazione, così come indicato dal 

rapporto esplicativo, hanno lo scopo di facilitare e favorire il passaggio a 

un approvvigionamento energetico basato maggiormente sull’impiego 

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Pagina 12 

delle energie rinnovabili, in particolare quelle indigene, quali lo 

sfruttamento della forza idrica del fiume Calancasca. 

3. 

Visto l’esito del ricorso, il Tribunale non entra nel merito della censura 

proposta in sede di conclusioni di causa in ordine ad una presunta 

violazione del diritto di essere sentito nel suo corollario del divieto del 

diniego di giustizia. 

4. 

4.1 Nessuna spesa processuale è messa a carico dell’autorità federale, qui 

soccombente (art. 63 cpv. 1 PA). Visto l’esito della presente vertenza, alla 

ricorrente verrà rimborsato – ad avvenuta crescita in giudicato della 

presente sentenza – l’anticipo spese di 2'000 franchi corrisposto il 12 

ottobre 2018.  

4.2 La ricorrente, che ha agito nel presente procedimento attraverso un 

patrocinatore, sopportando spese o disborsi, ha diritto alla rifusione di 

1'000 franchi a titolo di ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA e artt. 7 cpv. 1 e 8 TS-

TAF. 

 

 

 

(il dispositivo è sulla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è ammesso ai sensi dei considerandi.  

2.  

I termini per la presentazione dello stato di avanzamento e della messa in 

esercizio sono ritenuti essere stati sospesi e Pronovo è tenuta a fissare 

nuovi termini ai sensi dei considerandi. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. Di conseguenza, dopo avvenuta 

crescita in giudicato della presente sentenza, alla ricorrente verrà 

rimborsato l’anticipo spese di 2'000 franchi corrisposto.  

4.  

L’autorità inferiore è tenuta a versare alla ricorrente l’importo di 1'000 CHF 

a titolo di spese ripetibili per il procedimento dinnanzi all’autorità inferiore e 

dinnanzi a questo Tribunale. 

5.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. …; atto giudiziario) 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

Il presidente del collegio : Il cancelliere: 

Claudia Pasqualetto Péquignot Manuel Borla 

 

  

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il 

termine è reputato osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale 

federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una 

rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno 

del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

 

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