# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b728df00-bea0-5530-84bc-cdf6c67c94f7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-03-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.03.2013 32.2012.294
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2012-294_2013-03-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2012.294

   

  FS

  	
  Lugano

  6 marzo 2013

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 23 novembre 2012
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 24
  ottobre 2012 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

considerato                    in
fatto e in diritto

 

che                              -   con
decisione 24 ottobre 2012 – in considerazione degli atti medici specialistici ed economici
acquisiti all’incarto e, in particolare, della documentazione LAINF – l’Ufficio AI
ha riconosciuto retroattivamente a RI 1 una rendita intera limitata nel tempo
dal 1. aprile 2011 al 31 maggio 2012 (doc. B);

 

                                     -   con
il presente tempestivo ricorso, l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1 – contestata la
valutazione medica adducendo che le problematiche psichiatriche non sono state
approfondite dall’Ufficio AI nonostante, in particolare, il medico SMR dr. __________,
nell’annotazione del 2 agosto 2012, abbia rilevato che “(…) in assenza
d’informazioni oggettive successive all’ottobre 2011, una presa di posizione di
assoluta certezza sulla presenza di una psicopatologia maggiore primaria con
influenza per sé sulla capacità lavorativa […] non è possibile. (…)” (doc.
AI 55/1) –, ha postulato l’annullamento della decisione impugnata nel senso
che il diritto alla rendita intera venga riconosciuto anche dopo il 31 maggio
2012. Il ricorrente ha contestualmente chiesto di essere posto al beneficio
dell’assi-stenza giudiziaria con gratuito patrocinio;

 

                                     -   con
la risposta di causa l’Ufficio AI – sulla base dell’annotazione 14 dicembre
2012 nella quale il dr. __________ ha rilevato: “(…) Confermo che, con la
mia presa di posizione del 2 agosto 2012, affermavo che non si poteva escludere
che l’A.to soffrisse di patologie psichiatriche aventi di per sé influsso sulla
capacità lavorativa. Ritengo pertanto necessario ed esigibile che l’A.to si
astenga dal consumo di sostanze per un periodo di quattro settimane, periodo
più che ragionevole per osservare l’assenza di sostanze e loro metaboliti in
liquidi biologici es. urina. In seguito si potrà procedere ad una rivalutazione
psichiatrica neutrale. (…)” (V/bis) – ha chiesto al TCA il
rinvio degli atti;

 

                                     -   con
scritti 18 e 28 dicembre 2012 l’insorgente ha trasmesso al TCA il certificato
per l’ammissione all’assistenza giudiziaria (VII e allegato VII/bis) e
comunicato che “(…) le osservazioni formulate dall’ufficio AI
costituiscono chiara acquiescenza. Conseguentemente si chiede di accogliere
il ricorso, fissare delle ripetibili adeguate e rinviare il dossier
all’autorità di prima istanza per approfondimenti e nuova decisione. (…)”
(VIII);

 

                                     -   la presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e
non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o
della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione
di un Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF
8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008);

 

                                     -   oggetto
del contendere è sapere se la decisione con la quale l’Ufficio AI ha riconosciuto
retroattivamente a RI 1 una rendita intera limitata nel tempo dal 1. aprile
2011 al 31 maggio 2012 é conforme o meno alla legislazione federale.
L’assicurato postula il riconoscimento del diritto ad una rendita intera anche
dopo il 31 maggio 2012;

 

                                     -   secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un dan-no alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc, L’assurance
invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band
XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., 2007, pag. 1411, n. 46).
Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera
se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno
al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado
d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che
l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).
Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal
raffronto del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata
alla nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo
generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000
pag. 84);

 

                                     -   per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un
danno alla salute psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che
il danno sia di gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato
di valersi della sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia
persino intollerabile per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165 = RCC
1977 pag. 169; Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK
1984 pag. 342, 607; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, pag. 10 consid. 3b;
Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag. 128).

                                         Al
riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI,
devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è ragionevolmente
esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo possibile. Bisogna dunque
stabilire se, e in quale misura al caso, un assicurato può, nonostante il danno
alla salute mentale, esercitare un'attività lucrativa che il mercato del lavoro
gli offre, tenuto conto delle sue attitudini. In quest'ambito il punto è quello
di sapere quale attività si può da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di
stabilire l'esistenza di un'incapacità di guadagno causata da un danno alla
salute psichica non è quindi decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno
un'attività lucrativa insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi
se si debba ammettere che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in
pratica più essere da lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile
per la società (DTF 102 V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi
citate; cfr. anche DTF 127 V 298 consid. 4c in fine).

(…)" (STFA I 166/03 del 30 giugno 2004, consid.
3.2).

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA I 441/99 del 18 ottobre
1999; STFA I 148/98 del 29 settembre 1998, consid. 3b; RCC 1992 pag. 182
consid. 2a con riferimenti).

                                         In
una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento
di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa
da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13
luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF I 384/06 del 4 luglio 2007);

 

                                     -   per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (DTF 131 V 164, 131 V 120, 125 V 143;
SVR 2006 IV Nr. 13). I principi giurisprudenziali sviluppati in
materia di revisione di rendite sotto il regime del vecchio art. 41 LAI sono
applicabili anche a proposito dell’art. 17 LPGA (DTF 130 V 349 consid. 3.5).

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità
al guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art.
29bis è applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137);

 

                                     -   quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF
125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii). Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli
assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o
a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su
indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza
probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa
la loro credibilità (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Per quel che concerne il Servizio di Accertamento Medico (SAM) dell'assicurazione
invalidità, l'Alta Corte nella DTF 132 V 376 ha rilevato che se un Centro d'accertamento medico è incaricato di rendere una perizia,
devono essere osservati i diritti di partecipazione conferiti dall'art. 44 LPGA (consid. 6 e 7). In merito al valore
probatorio delle perizie SAM, sotto il profilo dell'indipendenza, dell'equità
del processo e della parità delle armi vedi la DTF 136 V 376;

 

                                     -   va
poi ricordato che la nozione di
invalidità in ambito AI coincide di massima con quella vigente in materia LAINF
(e di assicurazione militare), motivo per cui la determinazione della stessa,
anche se viene apprezzata indipendentemente dal singolo assicuratore sociale,
addebitabile ad un medesimo danno alla salute, conduce in via generale ad un
uguale tasso (DTF 127 V 135, 126 V 291, 119 V 470 consid. 2b con riferimenti).
Il TFA ha quindi ribadito la funzione coordinatrice del concetto unitario
dell’invalidità nei diversi settori delle assicurazioni sociali. Questo per
evitare che, in presenza della medesima fattispecie, diversi assicuratori
apprezzino in modo differente il grado d’incapacità al guadagno (DTF 131 V
120). Ciononostante, il singolo assicuratore non è tenuto ad assumere automaticamente
il grado d’invalidità fissato da un altro assicuratore senza predisporre i
propri accertamenti; d’altra parte esso non può determinare il tasso
dell’incapacità al guadagno totalmente indipendentemente da quanto già deciso
da un altro assicuratore sociale, non essendo tuttavia escluse delle differenti
valutazioni (DTF 127 V 135, 126 V 292, 119 V 471). In tal senso, in una sentenza del 26 luglio 2000, pubblicata in DTF 126 V
128 segg. (cfr. anche Pratique VSI 2001 pag. 79 segg.), l’Alta Corte ha avuto
modo di precisare che quando un infortunio è l'unica causa dell'invalidità,
l'AI deve in linea di principio attenersi alla valutazione dell'invalidità
cresciuta in giudicato in ambito LAINF. Solo in casi eccezionali, in presenza
di motivi pertinenti, può essere determinato un diverso grado d'invalidità,
ritenuto che una valutazione diversa non basterebbe, neppure se fosse
sostenibile o persino equivalente (DTF 131 V 123). In una decisione non
pubblicata dell'8 luglio 1999 nella causa A.F. (U 183/98), il TFA ha stabilito
che l'assicuratore infortuni non deve scostarsi dalla valutazione
dell'assicuratore AI, fintanto che quest'ultimo si fonda su un'istruzione
approfondita, sia dal profilo medico che dal punto di vista professionale.
Infine, gli organi dell'assicurazione invalidità non sono vincolati e
devono scostarsi dalla valutazione dall’assicuratore infortuni, allorquando, ad
esempio, quest'ultimo abbia tralasciato di operare un raffronto dei redditi
(AHI-Praxis 1998 pag. 170). Il principio del coordinamento è in seguito stato
relativizzato dal TF, il quale ha stabilito non vincolante la valutazione
dell’invalidità da parte dell’assicurazione contro gli infortuni o
dell’assicurazione per l’invalidità verso l’altro assicuratore, tant`è che il
primo non può interporre opposizione ad una decisione del secondo e viceversa
(DTF 131 V 362 e da ultimo DTF 133 V 549);

 

                                     -   nella
fattispecie concreta dagli atti risulta che la __________ ha riconosciuto le
seguenti inabilità lavorative: 100% dal 08.09.2009 al 04.10.2009, 50% dal
05.10.2009 al 31.10.2009 e 100% dal 23.04.2010 al 30.05.2010 (doc. AI 7/1).

                                         La
__________ ha riconosciuto un’inabilità lavorativa del 100% dal 5 giugno 2010
(doc. AI 17/1) e ha corrisposto una indennità giornaliera (IG) dal 7.6.2010 al
31.5.2012 in base ad una completa incapacità lavorativa e una rendita
d’invalidità del 10% dal 1.6.2012 (doc. 2/1 dell’incarto disoccupazione).

                                         Il
dr. __________, FMH in chirurgia ortopedica e medico di __________ della __________,
nella visita medica di chiusura del 4 aprile 2012 (doc. 34/1-6 dell’incarto
Lainf) ha concluso che “(…) la situazione è da considerare attualmente stabilizzata.
Ulteriori misure diagnostiche e terapeutiche non sono indicate. In caso di
ulteriore peggioramento comunque in futuro da considerare intervento
chirurgico. A causa dei postumi infortunistici una ripresa dell’attività
lavorativa svolta prima dell’infortunio in qualità di aiuto elettricista edile
a lungo termine in misura completa è improbabile. Invece un’attività lavorativa
confacente alla patologia e alla limitazione funzionale della spalla sinistra
sarebbe eseguibile e esigibile in misura completa. Per le sole conseguenze
infortunistiche l’assicurato è considerato abile al lavoro in misura massima
possibile e sussistono le premesse per una indennità per menomazione
all’integrità. Il danno dell’integrità fisica viene valutato in modo più dettagliato
tramite un apprezzamento medico separato. (…)” (doc. 34/6 dell’incarto
Lainf).

                                         Con
decisione su opposizione del 22 agosto 2012 (doc. AI 59/1-8), cresciuta incontestata
in giudicato, la __________, tenendo conto dei soli postumi infortunistici – “(…) e
quindi facendo astrazione dai disturbi psichici e dalla sindrome di dipendenza
da sostanze stupefacenti e abuso etilico (…)” (doc. AI 59/2) – ha confermato
la decisione del 20 giugno 2012 con la quale ha riconosciuto all’assicurato il
diritto ad una rendita d’invalidità del 10% dal 1. giugno 2012 e ad
un’indennità per menomazione dell’integrità del 5% (doc. AI 49/2-5);

 

                                     -   viste
le risultanze mediche su esposte, in particolare il succitato rapporto della
visita medica di chiusura del 4 aprile 2012 del dr. __________, a cui va riconosciuta
forza probatoria piena, questo Tribunale non ha motivo per scostarsi dalla
conclusione dell’Ufficio AI stante la quale “(…) secondo la documentazione medica
esaminata dal servizio medico regionale dell’AI si determina che l’attività
abituale quale aiuto elettricista edile è proponibile in misura nulla dal
23.04.2010 mentre in una professione adeguata rispettosa delle limitazioni
presentate dallo stato di salute la capacità lavorativa medico teorica è nulla
dal 23.04.2010 al 30.05.2010. (…)” (doc. AI 62/2 e 73/2);

 

                                     -   in
simili circostanze questo Tribunale deve confermare la decisione impugnata
nella misura in cui riconosce a RI 1 il diritto ad una rendita intera dal 1
aprile 2011 (dopo l’anno di carenza ex art. 28 cpv. 1 lett. b LAI) fino al 31
maggio 2012 ritenuto che, non essendo chiaro dal rapporto della visita medica
di chiusura del 4 aprile 2012 del dr. __________ quando le condizioni di salute
sono migliorate, è conforme alla giurisprudenza federale riconoscere la rendita
fino al momento in cui la __________ ha versato le indennità giornaliere (vedi
in particolare la STF 8C_670/2011 del 10 febbraio 2012 consid. 5.1, confermata
in seguito a più riprese dal TF e ripresa nella cifra marginale 4016 della
Circolare sull’invalidità e la grande invalidità; CIGI);

 

                                     -   diversa
è la valutazione per quanto riguarda l’aspetto psichiatrico che, come visto
sopra, non è stato considerato dalla __________.

                                         Al
riguardo, visti anche i rapporti medici 28 ottobre 2010, 17 maggio 2011 e 4
luglio 2012 del Servizio psico-sociale di Mendrisio (doc. AI 16/1-7, 27/1-6 e
50/1-6), questo Tribunale deve fare propria la valutazione del medico SMR dr. __________,
FMH in psichiatria e psicoterapia, che, nell’annotazione 14 dicembre 2012, ha concluso: “(…) Confermo che, con la mia presa di posizione del 2 agosto 2012, affermavo
che non si poteva escludere che l’A.to soffrisse di patologie psichiatriche
aventi di per sé influsso sulla capacità lavorativa. Ritengo pertanto
necessario ed esigibile che l’A.to si astenga dal consumo di sostanze per un
periodo di quattro settimane, periodo più che ragionevole per osservare
l’assenza di sostanze e loro metaboliti in liquidi biologici es. urina. In
seguito si potrà procedere ad una rivalutazione psichiatrica neutrale. (…)”
(V/bis);

 

                                     -   viste
le carenze sopra evidenziate, nella misura in cui sopprime il diritto alla rendita
intera dopo il 31 maggio 2012, la decisione impugnata va quindi annullata e gli
atti rinviati all’Ufficio AI affinché, valutata tramite gli ulteriori necessari
accertamenti medici la valenza della patologia psichiatrica e predisposto (se
del caso avvalendosi dell’art. 43 cpv. 3 LPGA) il periodo di astensione richiesto,
si pronunci nuovamente sul diritto a prestazioni dal 1. giugno 2012;

 

                                     -   considerato
l’esito della vertenza, al ricorrente, patrocinato da un legale, va riconosciuto
il diritto a ripetibili (art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA). La domanda di assistenza
giudiziaria per la procedura ricorsuale diventa pertanto priva di oggetto (DTF
124 V 309, consid. 6 e, tra le tante, STF 9C_206/2011 del 16 agosto 2011 consid.
5, STF 9C_352/2010 del 30 agosto 2010 consid. 3);

 

                                     -   secondo l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la
procedura di ricorso in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al
rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è
soggetta a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.--
franchi in funzione delle spese di procedura e senza riguardo al valore
litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto nel
senso che la decisione impugnata, nella misura in cui sopprime il diritto alla
rendita intera dal 1. giugno 2012, è annullata e gli atti rinviati all’Ufficio
AI affinché proceda agli accertamenti medici conformemente ai considerandi e,
se necessario dopo aver aggiornato quelli economici, si pronunci nuovamente sul
diritto a prestazioni dopo il 31 maggio 2012.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 500.-- sono poste a carico dell’Ufficio AI che verserà
al ricorrente fr. 1'800.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa), ciò che rende
priva di oggetto la domanda di assistenza giudiziaria.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti