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**Case Identifier:** 7834b165-51c0-511b-b464-20056093eb82
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2018-08-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.08.2018 A-3678/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-3678-2016_2018-08-06.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-3678/2016 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  6  a g o s t o  2 0 1 8  

Composizione 

 
Giudici Salome Zimmermann (presidente del collegio),  

Michael Beusch, Marianne Ryter,  

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

rappresentata da (…),  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni AFC, 

Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto, 

Schwarztorstrasse 50, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
IVA (1.1.2010 - 31.12.2012, prestazioni di chiropratica, 

autorizzazione). 

 

 

 

A-3678/2016 

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Fatti: 

A.  

La società anonima A._______, con sede a X._______ (di seguito: società 

contribuente), è iscritta dal 15 novembre 2005 quale contribuente IVA 

presso l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC). 

B.  

Il 27/28 febbraio 2014, l’AFC ha eseguito un controllo fiscale presso la 

società contribuente, in occasione del quale ha riscontrato alcune 

irregolarità nella sua contabilità per i periodi fiscali dal 1° gennaio 2010 al 

31 dicembre 2012 (1° trimestre 2010 – 4° trimestre 2012), nella misura in 

cui quest’ultima in detti periodi fiscali avrebbe registrato a torto nei propri 

rendiconti trimestrali le prestazioni di chiropratica, da lei fornite senza 

essere in possesso della relativa autorizzazione cantonale per l’esercizio 

della professione, come prestazioni di servizi all’estero esenti dall’IVA.  

Con avviso di tassazione n. (…) del 22 luglio 2014, considerando dette 

prestazioni come imponibili all’IVA, l’AFC ha dunque provveduto nei suoi 

confronti ad una rettifica d’IVA di 134'573 franchi, oltre accessori. 

C.  

Con scritto 12 marzo 2015, la società contribuente – per il tramite della sua 

rappresentante – ha postulato dinanzi all’AFC l’annullamento di detto avvi-

so di tassazione, chiedendo in via principale che le prestazioni di chiropra-

tica da lei fornite all’estero vengano considerate come escluse dall’assog-

gettamento all’IVA e in via subordinata che le venga riconosciuta la prote-

zione della buona fede in rapporto allo scritto 16 gennaio 2003 dell’AFC. 

D.  

Con decisione 29 aprile 2016, l’AFC ha respinto la contestazione 12 marzo 

2015 e confermato la ripresa d’IVA di 134'573 franchi, oltre accessori. Da 

detto importo, l’AFC ha dedotto l’importo di 80'000 franchi versato dalla 

società contribuente il 30 marzo 2015.  

E.  

Avverso la predetta decisione, la società contribuente – per il tramite della 

sua rappresentante – (di seguito: società ricorrente o ricorrente) ha pre-

sentato reclamo 31 maggio 2016 dinanzi all’AFC postulando che lo stesso 

venga trasmesso al Tribunale amministrativo federale quale ricorso omisso 

medio ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LIVA. Protestando tasse, spese e ripetibili, 

essa ha in sostanza postulato l’annullamento della decisione impugnata.  

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F.  

Con scritto 9 giugno 2016, l’AFC (di seguito: autorità inferiore) ha dunque 

trasmesso il ricorso omisso medio del 31 maggio 2016 al Tribunale per 

competenza. 

G.  

Con risposta 28 luglio 2016, l’autorità inferiore ha poi postulato il rigetto 

integrale del predetto ricorso omisso medio, riconfermandosi nella propria 

decisione e prendendo puntualmente posizione sulle censure sollevate 

dalla ricorrente nel proprio gravame. 

H.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell’art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In particola-

re, le decisioni finali rese dall’AFC in materia IVA possono essere contesta-

te dinanzi al Tribunale amministrativo federale conformemente all’art. 33 

lett. d LTAF. La procedura dinanzi Tribunale è retta dalla PA, in quanto la 

LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). Lo scrivente Tribunale è dun-

que materialmente competente per giudicare la presente vertenza. 

1.2 In concreto, la società ricorrente ha postulato che il suo reclamo 

31 maggio 2016 da lei presentato avverso la decisione 29 aprile 2016 

dell’autorità inferiore venga direttamente esaminato dal Tribunale quale 

ricorso omisso medio ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LIVA. In tali circostanze, 

occorre dunque verificare se vi sono i presupposti per ritenere il Tribunale 

come funzionalmente competente al riguardo. 

1.2.1 La LIVA è entrata in vigore il 1° gennaio 2010. Fatto salvo l’art. 113 

LIVA, le disposizioni del diritto anteriore e le loro prescrizioni d’esecuzione 

rimangono ancora applicabili a tutti i fatti e i rapporti di diritto sorti durante 

la loro validità (art. 112 cpv. 1 LIVA). Nella misura in cui la fattispecie in 

esame concerne il periodo fiscale dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2012 

(dal 1° trimestre 2010 al 4° trimestre 2012), alla stessa risulta dunque 

applicabile la LIVA.  

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1.2.2 Le decisioni dell’AFC devono indicare i rimedi giuridici e contenere 

una motivazione adeguata (cfr. art. 82 cpv. 2 LIVA). Giusta l’art. 83 cpv. 1 

LIVA, le decisioni dell’AFC sono impugnabili con reclamo entro 30 giorni 

dalla notificazione. Ne discende che il contribuente – nella misura in cui 

inoltra un reclamo – dispone di norma del diritto a che l’AFC esamini due 

volte il suo caso e emani due decisioni successive al riguardo (la seconda 

con esigenze di forma più elevate; cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-

8155/2015 del 22 febbraio 2017 consid. 1.3.1; A-1335/2014 del 14 dicem-

bre 2015 consid. 1.2.1 con rinvii). Secondo l’art. 83 cpv. 4 LIVA, se il 

reclamo è presentato contro una decisione già esaustivamente motivata 

dell’AFC, quest’ultima, su richiesta o con il consenso del reclamante, lo 

trasmette come ricorso al Tribunale amministrativo federale (il cosiddetto 

ricorso omisso medio, ricorso diretto o « Sprungbeschwerde »). Giusta 

l’art. 4 PA, le regole sul ricorso omisso medio ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 

LIVA prevalgono quale lex specialis su quelle di cui all’art. 47 cpv. 2 PA 

(cfr. sentenze del TAF A-362/2017 del 3 maggio 2017 consid. 2.2 con rinvii; 

A-2650/2012 del 10 agosto 2012 consid. 1.2.2). Il ricorso omisso medio è 

ammesso in maniera restrittiva, unicamente nella misura in cui le due 

seguenti condizioni cumulative risultano adempiute: (i) il reclamo è 

presentato contro una decisione dell’AFC e (ii) detta decisione è già 

esaustivamente motivata (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-362/2017 

del 3 maggio 2017 consid. 2.2 con rinvii; A-5429/2016 del 14 febbraio 2017 

consid. 2.2; A-2650/2012 del 10 agosto 2012 consid. 2.1). 

1.2.3 Nella presente vertenza, l’autorità inferiore ha notificato alla società 

ricorrente l’avviso di tassazione n. (…) del 22 luglio 2014 (cfr. allegato di 

cui all’atto n. 2 prodotto dall’autorità inferiore [di seguito: inc. AFC]). A 

seguito della contestazione dettagliata del 12 marzo 2015 del predetto 

avviso di tassazione da parte della ricorrente (cfr. atto n. 5 dell’inc. AFC), 

l’autorità inferiore ha poi emanato una prima decisione 29 aprile 2016 ai 

sensi dell’art. 82 cpv. 1 lett. c LIVA. Detta decisione è successivamente 

stata impugnata dalla ricorrente con reclamo 31 maggio 2016 dinanzi 

all’autorità inferiore, con richiesta di deferire la causa al Tribunale quale 

ricorso omisso medio ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LIVA. Con scritto 9 giugno 

2016, l’autorità inferiore ha dunque trasmesso per competenza la causa al 

Tribunale, in applicazione dell’art. 8 cpv. 1 PA. 

Ciò indicato, nella misura in cui la decisione 29 aprile 2016 dell’autorità 

inferiore fondata sull’art. 82 cpv. 1 lett. c LIVA costituisce indubbiamente 

una decisione ai sensi dell’art. 5 PA e risulta esaustivamente e adeguata-

mente motivata – la società ricorrente avendo sollevato in maniera 

dettagliata le proprie censure circa la ripresa fiscale in oggetto e l’autorità 

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inferiore avendo preso posizione in dettaglio su dette censure nell’ambito 

della predetta decisione di merito, tale da permettere allo scrivente 

Tribunale di statuire con piena latitudine di giudizio (cfr. per i dettagli, [tra le 

tante] sentenze del TAF A-362/2017 del 3 maggio 2017 consid. 23 con 

rinvii; A-2650/2012 del 10 agosto 2012 consid. 2.1.2) – in concreto, 

sussistono chiaramente i presupposti per un ricorso omisso medio, sicché 

lo scrivente Tribunale risulta funzionalmente competente per statuire nel 

merito della presente vertenza ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LIVA. 

1.3 Pacifica è poi la legittimazione a ricorrere della società ricorrente, 

essendo la stessa destinataria della decisione qui impugnata (art. 48 PA). 

Il ricorso omisso medio è altresì stato interposto tempestivamente (art. 20 

segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di forma e di contenuto 

previste dalla legge (art. 52 PA).  

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché 

l’inadeguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 

(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 

consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, 

no. 2.2.6.5, pag. 300). In virtù dei principi della massima inquisitoria 

(cfr. art. 12 PA) – secondo cui il Tribunale accerta d’ufficio la fattispecie 

determinante – e dell’applicazione d’ufficio del diritto (cfr. art. 62 cpv. 4 PA), 

il Tribunale può infatti accogliere il ricorso anche per motivi diversi da quelli 

invocati dal ricorrente, rispettivamente respingerlo e confermare la decisio-

ne impugnata con una motivazione diversa da quella adotta dall’autorità 

inferiore (cosiddetta « sostituzione di motivi »; cfr. DTAF 2007/41 consid. 2 

con rinvii; [tra le tante] sentenze del TAF A-703/2017 del 15 maggio 2018 

consid. 1.2; A-83/2016 del 23 gennaio 2017 consid. 1.2.2 con rinvii).  

Detti due principi sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti 

spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di 

diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso 

(cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 

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consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure (« Rüge-

prinzip ») l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non 

appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e 

presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (cfr. MO-

SER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio inquisitorio non è 

quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di 

collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 128 II 139 consid. 2b). Il 

dovere processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorren-

te che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, 

in particolare, l’obbligo di portare le prove necessarie, d’informare il giudice 

sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso 

contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza 

di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 III 70 consid. 1; MOOR/POLTIER, 

op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 segg.). 

3.  

Nel caso in disamina, prima di entrare nel merito del ricorso, lo scrivente 

Tribunale deve innanzitutto esaminare in maniera prioritaria se i crediti 

fiscali in oggetto sono prescritti o meno, nella misura in cui la prescrizione 

– se constatata – comporta la perenzione della pretesa dell’autorità infe-

riore. La prescrizione è infatti una questione di diritto che va esaminata 

d’ufficio dall’autorità e non necessita d’essere sollevata dall’assoggettato 

(cfr. DTF 142 II 182 consid. 3.2.1; sentenza del TF 2C_243/2014 del 

4 dicembre 2014 consid. 5 con rinvio; [tra le tante] sentenze del TAF A-

5508/2015 e A-5512/2015 del 10 maggio 2017 consid. 5.2; A-6544/2012 

del 12 settembre 2013 consid. 2.7; MICHAEL BEUSCH, Der Untergang der 

Steuerforderung, 2012, pag. 278; MARLISE RÜEGSEGGER, in: Martin Zweifel 

et al., Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Bundesgesetz über 

die Mehrwertsteuer, 2015 [di seguito: MWSTG-Kommentar], n. 7 ad art. 42 

LIVA con rinvii).  

3.1 La prescrizione, nella misura in cui concerne l’esistenza del credito 

fiscale, è di diritto materiale (cfr. sentenze del TF 2C_243/2014 del 4 di-

cembre 2014 consid. 5 con rinvio; 2C_551/2009 del 13 aprile 2010 con-

sid. 2.3; [tra le tante] sentenza del TAF A-5508/2015 e A-5512/2015 del 

10 maggio 2017 consid. 5.2; BEUSCH, op. cit., pag. 282 seg.; RÜEGSEG-

GER, MWSTG-Kommentar, n. 5 ad art. 42 LIVA). Per questo motivo, alla 

stessa risulta applicabile il diritto vigente al momento in cui le circostanze 

di fatto alla base del gravame hanno avuto luogo. Nella fattispecie, la 

prescrizione dei crediti fiscali in materia IVA è retta dall’art. 42 LIVA. Giusta 

l’art. 42 cpv. 1 LIVA, il diritto di tassazione si prescrive in cinque anni dalla 

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fine del periodo fiscale in cui è sorto il credito fiscale (termine di prescri-

zione relativo). La prescrizione è interrotta mediante una dichiarazione 

scritta ricettizia volta a determinare o correggere il credito fiscale, mediante 

una decisione, una decisione su reclamo o una sentenza. L’annuncio di un 

controllo secondo l’art. 78 cpv. 3 LIVA o l’inizio di un controllo non 

annunciato comporta una corrispondente interruzione della prescrizione 

(cfr. art. 42 cpv. 2 LIVA). Se la prescrizione è interrotta dall’AFC o da 

un’autorità di ricorso, il termine di prescrizione decorre nuovamente. Il 

nuovo termine di prescrizione è di due anni (cfr. art. 42 cpv. 3 LIVA). In virtù 

dell’art. 42 cpv. 6 LIVA, il diritto di tassazione si prescrive in ogni caso in 

dieci anni dalla fine del periodo fiscale in cui è sorto il credito fiscale 

(termine di prescrizione assoluto; sentenza del TAF A-6544/2012 del 

12 settembre 2013 consid. 2.7 con rinvii; RÜEGSEGGER, MWSTG-Kom-

mentar, n. 6 segg. ad art. 42 LIVA). 

3.2 In concreto, la ripresa fiscale operata nei confronti della società ricor-

rente concerne l’IVA relativa ai periodi fiscali dal 1° gennaio 2010 al 31 di-

cembre 2012. Da un esame degli atti dell’incarto, risulta che il termine di 

prescrizione di 5 anni ai sensi dell’art. 42 cpv. 1 LIVA è già stato interrotto 

dall’AFC con avviso di tassazione n. (…) del 22 luglio 2014 (cfr. allegato di 

cui all’atto 2 dell’inc. AFC), con conseguente decorrenza di un nuovo 

termine di prescrizione di due anni ai sensi dell’art. 42 cpv. 3 LIVA. Detto 

termine è poi stato nuovamente interrotto dall’AFC con decisione 29 aprile 

2016, con conseguenze ulteriore decorrenza di un nuovo termine di 

prescrizione di due anni, con scadenza al 29 aprile 2018. Ne consegue che 

i crediti fiscali in oggetto risultano attualmente chiaramente qui integral-

mente prescritti (cfr. consid. 3.1 del presente giudizio). 

In tali circostanze, già per questo motivo (cfr. considd. 2.2 e 3 del presente 

giudizio), il ricorso omisso medio del 31 maggio 2016 della società ricor-

rente deve essere integralmente accolto, con conseguente annullamento 

a causa dell’intervenuta prescrizione dei crediti fiscali in oggetto della 

decisione 26 maggio 2016 dell’autorità inferiore qui impugnata. In tale 

contesto, le questioni di merito sollevate dalla società ricorrente possono 

pertanto rimanere aperte. 

4.  

Visto l’esito della presente vertenza, nessuna spesa processuale è messa 

a carico alla società ricorrente e all’autorità inferiore (cfr. art. 63 cpv. 1 e 2 

PA). Di conseguenza, alla crescita in giudicato del presente giudizio, l’anti-

cipo equivalente alle presunte spese processuali di 6'500 franchi versato a 

suo tempo dalla ricorrente verrà restituito integralmente a quest’ultima. 

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Nel contempo, si giustifica altresì l’assegnazione alla società ricorrente di 

un’indennità di spese ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA in relazione con l’art. 7 

del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). In considerazione degli atti di causa, l’indennità di spese di 

ripetibili è fissata a 10'000 franchi e posta a carico dell’autorità inferiore e 

da versare alla crescita in giudicato del presente giudizio. 

 
 
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso omisso medio è accolto. Di conseguenza, la decisione 29 aprile 

2016 dell’autorità inferiore è annullata. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. Di conseguenza, alla crescita in 

giudicato del presente giudizio, l’anticipo spese di 6'500 franchi versato a 

suo tempo dalla ricorrente, verrà restituito integralmente a quest’ultima. 

3.  

Ad avvenuta crescita in giudicato del presente giudizio, l’autorità inferiore 

corrisponderà alla ricorrente l’importo di 10'000 franchi a titolo di spese 

ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono indicati alla pagina seguente. 

 

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

Salome Zimmermann Sara Pifferi 

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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