# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5beb5452-ddac-58d2-b63e-7496a8603d95
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.03.2015 36.2014.93
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_36-2014-93_2015-03-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  36.2014.93

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  9 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 30 settembre 2014 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa cantonale di compensazione Ufficio delle
  prestazioni, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione sociale contro le malattie

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1 ha chiesto, il 2 maggio
2013, il rinnovo della riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico sanitarie per il 2014. Nato nel 1987, celibe, all’epoca
giurista, oggi avvocato, nel 2012 ha conseguito redditi per complessivi CHF
23'656, la sostanza nel medesimo anno era di CHF 16'000. La Cassa Cantonale di
Compensazione AVS AI IPG Servizio Prestazioni ha interpellato RI 1 con lettera
del giugno 2013, richiamando gli art. 30 cpv. 2 LCAMal e 14 del relativo
regolamento, chiedendo informazioni relative ai redditi conseguiti nel periodo
d’interesse e domandando la produzione di precisa documentazione (doc. 1/12).

                                         RI 1 ha dato seguito alle
richieste attraverso un invio di posta elettronica con cui ha segnalato "come
può vedere, il totale dei redditi, di CHF 23'656, è superiore al limite del
fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps, motivo per cui ritengo sprovvista
di fondamento la Sua richiesta di compilazione del formulario." (doc.
1/10). Il 9 luglio successivo l’assicurato ha scritto alla Cassa Cantonale
di Compensazione AVS AI IPG un’ulteriore lettera segnalando l’avvenuto invio
della dichiarazione d’imposta 2012, ribadendo l’inutilità della compilazione
della tabella domandata dalla Cassa concernente la sua situazione economica. RI
1 ha fatto riferimento all’art. 8 Cost. fed. osservando come "le norme
che prevedono l'accertamento della situazione economica per gli assolventi
sotto i 30 anni che hanno terminato la prima formazione (e non, ad esempio, per
quelli sopra i 30 anni o per chi, a seguito di una promozione, ottiene un
cospicuo aumento di stipendio) sono infatti incostituzionali, in quanto
contrarie all'art. 8 cpv. 1 e 2 Cost. La prego quindi di voler considerare, ai
fini di determinare il diritto alla riduzione dei premi, unicamente la mia
Decisione di tassazione 2011 (già in vostro possesso), come accade per tutte le
altre persone." (doc. 1/14). Agli atti (doc. 1/17) è comunque
consegnato il conteggio del salario del mese di giugno 2013 che indica un
salario lordo di CHF 4'500 ed un netto di CHF 4'094,70 oltre al certificato di
salario 2012 del datore di lavoro per un importo di CHF 19'788 netti.

 

                               1.2.   Il 31 maggio 2014 la
riduzione del premio dellassicurazione obbligatoria contro le malattie per
l’anno 2014 è stata respinta (doc. 2). L’assicurato ha chiesto emanazione di
una decisione impugnabile chiedendo nel contempo l’invio della tabella di
calcolo annunciando il suo reclamo (doc. 3). Dopo la verifica del calcolo
avvenuta il 17 giugno 2014 (doc. 4) la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI
IPG ha emanato la sua decisione formale il 12 agosto 2014 (doc. 5) con cui è
spiegato al reclamante che "con Decreto esecutivo del 21.05.2014
concernente le basi di calcolo per l'applicazione delle riduzioni di premio
LAMal per l'anno 2014, il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha stabilito
che il RD ai fini dell'applicazione della LCAMal è determinato a partire dai
dati accertati del calcolo dell'imponibile per l'imposta cantonale IC 2011
(notifica di tassazione). Nel caso di specie, risultano soddisfatti i
presupposti per l'applicazione dell'art. 30 cpv. 2 LCAMal, che prevede la
possibilità di accertare il diritto alla RIPAM al di fuori, o in assenza, dei
dati relativi al periodo fiscale determinante, dal momento che si è manifestata
una delle situazioni previste all'art. 14 Reg. LCAMal, in particolare per le
persone sole che hanno iniziato un'attività lucrativa dopo avere terminato la
prima formazione [art. 14 cpv. 1 lett. f) Reg. LCAMal]. Dalla
documentazione prodottaci in conformità di quanto previsto dall'art. 14 Reg.
LCAMal, al momento della richiesta di riduzione del premio risulta un reddito
disponibile di riferimento pari a fr. 45'519 (…)" (doc. 5), ciò che
non ha consentito di potere riconoscere in favore del reclamante il diritto
alla RIPAM 2014.

 

                               1.3.   Con scritto pervenuto
all’Ufficio prestazioni della Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG il 17
settembre 2014 RI 1 ha contestato, mediante formale reclamo, le conclusioni cui
è pervenuta l’amministrazione. In particolare egli ha contestato il reddito che
va stabilito in CHF 23'656 come risulta dalla decisione di tassazione 2012. Il
reclamante ha infatti osservato che "le norme che regolano il calcolo
al di fuori della decisione di tassazione, in quanto riferite ai soli studenti,
sono infatti grassamente discriminatorie e non possono trovare
applicazione." (doc. 6). La Cassa ha ulteriormente verificato il
calcolo (doc. 7 del 18 settembre 2014) ed approntato una tabella recante il
dettaglio della situazione economica del reclamante rilevando i dati fiscali
2011, applicabili in virtù del DE 21 maggio 2014 concernente i dati da ritenere
per la determinazione del diritto alla RIPAM nell’anno 2014. Nella stessa
l’amministrazione ha inserito il reddito 2011 conseguito dall'’assicurato: CHF
14'153 e la quota parte della sostanza fissata in CHF 12'134. Ha dedotto l’importo di CHF 4'000 a titolo di spese per salariati. Con decisione su reclamo
del 30 settembre 2014 l’amministrazione ha ribadito che nel caso di RI 1 "…
risultano soddisfatti i presupposti per l'applicazione dell'art. 30 cpv. 2
LCAMal, che prevede la possibilità di accertare il diritto alla RIPAM al di
fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante, dal
momento che si è manifestata una delle situazioni previste all'art. 14 Reg.
LCAMal, in particolare l'inizio di un'attività lucrativa dopo avere terminato
la prima formazione per una persona sola ai sensi dell'art. 11 cpv. 1 Reg.
LCAMal [art. 14 cpv. 1 lett. h) Reg. LCAMal]." (doc. 10). La
Cassa ha ribadito, con riferimento all’art. 11 cpv. 1 RLCAMal, poiché il totale
dei redditi della tassazione di riferimento (CHF 14'153 nel 2011) é inferiore
al limite del fabbisogno esistenziale secondo la Laps (CHF 17'368), che doveva
operare il calcolo autonomo dei redditi per una verifica del diritto alla
riduzione dei premi. Cifrando un reddito disponibile di CHF 45'519 conseguito
successivamente alla fine della formazione, l’amministrazione ha ritenuto che
non vi fosse diritto alla RIPAM 2014.

                               1.4.   Mediante ricorso del 30
ottobre 2014 RI 1 si è aggravato al Tribunale cantonale delle assicurazioni
contro il provvedimento dell’amministrazione argomentano in diritto che l'amministrazione
non avrebbe erroneamente considerato i dati fiscali (del 2011 o del 2012) ma
avrebbe operato un calcolo indipendente dalle tassazioni. Egli osserva in
particolare che l’art. 14 cpv. 1 lett. h RLCAMal sarebbe discriminatorio ed
arbitrario. Per RI 1 non sono dati, in concreto, gli estremi per applicare
l’art. 11 cpv. 2 RLCAMal. Si tratterebbe infatti di un "… effetto
soglia che crea delle conseguenze scioccanti che non possono basarsi
su motivi oggettivi. Non si capisce infatti perchè qualcuno che percepisce un
reddito inferiore debba essere trattato in maniera penalizzante rispetto a chi
percepisce un reddito superiore, in particolare nella situazione in cui questa
persona non può essere inserita in un'unità di riferimento più allargata. La
norma dell'art. 14 cpv. 1 lett. h in combinazione con l'art. 11 cpv. 1 RLCAMal
è pertanto arbitraria ai sensi dell'art. 9 Cost." (doc. I, pag. 3). Questo
effetto soglia causa una crassa disparità di trattamento orizzontale siccome
persone “all’incirca nella stessa condizione economica  vengono trattati in
modi completamente diversi” ciò che violerebbe l’art. 8 cpv. 1 Cost. fed.
Ma, secondo RI 1 "… vi è di più. L'art. 14 cpv. 1 lett. h, … è discriminatorio
ai sensi dell'art. 8 cpv. 2 Cost. (…) … l'art. 30 cpv. 2 LCAMal, la norma di
delega, non potrebbe essere formulato in modo più generico ("Il
regolamento stabilisce le norme e le modalità di accertamento del reddito di
riferimento al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale
determinante), se si osservano le altri fattispecie previste dall'art. 14 cpv.
1, eccettuate quelle dove non esiste una tassazione fiscale determinante (lett.
a e b) e quelle che portano ad una nuova definizione dell'unità di riferimento
(lett. c e d), fattispecie oggettivamente non paragonabili, è chiaro che sono
tutti casi di diminuzione dei redditi, ad eccezione del caso dei soli
studenti. (…) L'unico caso in cui si tiene conto di una situazione
economica attuale più favorevole rispetto a quella che emerge dalla tassazione
determinante è quello dello studente, che adempie ai requisiti dell'art.
11 cpv. 1 RLCAMal (sotto i 30 anni, senza figli a carico e non coniugata,
tassazione determinante inferiore a CHF 17'368), che inizia un'attività lavorativa
dopo aver concluso la propria formazione. (…) … la regolamentazione alla base
dell'art. 14 cpv. 1 lett. h colpisce in modo discriminante una categoria
sociale a discapito di altre, peraltro in modo estremamente casuale "basta
compiere 31 anni per essere in una situazione completamente diversa, è
sufficiente guadagnare CHF 1.- in più in casi limite, per essere in una
situazione completamente diversa." (doc. I, pag. 3-4). Da ultimo RI 1
lamenta il fatto che l’amministrazione non abbia ritenuto la tassazione 2012,
sulla scorta di costante prassi del Tribunale cantonale delle assicurazioni,
evidenziando però che "… in quel caso la situazione era diversa, poiché
semplicemente l'amministrazione si era basata sulla tassazione determinante,
precedente, che sussisteva, e si era rifiutata di considerare quella
successiva, più aggiornata." (doc. I, pag. 5).

 

                               1.5.   Con risposta di causa del 2
dicembre 2014 l’amministrazione propone la reiezione del ricorso. Dopo essersi
lungamente profusa in merito alla modifica del modello di RIPAM usato in Ticino
a partire dal 2012 e sui parametri da utilizzare (p. 1 – 18), la Cassa rammenta
i parametri fissati dal Consiglio di Stato per la RIPAM 2014 (p. 18 – 20) per
giungere finalmente ad analizzare la tematica in discussione da un profilo
storico (p. 21 e 22), e finalmente ad analizzare il “caso di specie”
ricordando che "a partire dall'anno 2012, … il legislatore cantonale ha
volutamente mantenuto il principio precedentemente in vigore, modificando in
sostanza unicamente il criterio di identificazione degli assicurati che dopo
avere concluso la formazione hanno iniziato un'attività lavorativa (fino al
2011 il reddito imponibile nullo o il totale dei redditi inferiore a fr.
6'000.- secondo la tassazione applicabile, dal 2012 il totale dei redditi
desunto dalla tassazione applicabile inferiore al limite di fabbisogno ai sensi
della Laps valido per le persone sole, che per l'anno 2013 è pari a fr.
17'368.-). La scelta di mantenere in vigore il principio in oggetto è stata
effettuata con lo scopo di evitare situazione di concessione della RIPAM sulla
base della tassazione decisa dal Consiglio di Stato per le persone sole che,
rispetto a quanto riportato nella tassazione applicabile, hanno nel frattempo
terminato la propria formazione ed hanno iniziato a lavorare, percependo magari
un reddito elevato, e che potrebbero dunque farsi carico del premio LAMal senza
la necessità di un aiuto da parte dello Stato, permettendo così allo stesso di
orientare i propri aiuti verso le persone maggiormente bisognose. La situazione
dell'insorgente rientra proprio tra quelle precedentemente indicate. Infatti
secondo la sua tassazione IC 2011 il totale dei redditi ammonta a fr. 14'153.-
ed è dunque inferiore al limite di fr. 17'368.- previsto agli artt. 14 cpv. 1
lett. h e 11 cpv. 1 lett. d Reg. LCAMal, egli ha terminato la propria
formazione ed ha iniziato a svolgere un'attività lavorativa a partire dal mese
di agosto 2012, percependo al momento della richiesta di RIPAM 2014 un salario
netto mensile che supera l'importo di fr. 4'000.- (cfr. conteggi di stipendio
del mese di giugno 2013 allegati al doc. 1). Nel caso di specie, in applicazione
dell'art. 30 cpv. 2 LCAMal e di quanto previsto all'art. 14 cpv. 1 lett. h Reg.
LCAMal, il diritto alla RIPAM deve dunque essere stabilito sulla base della
situazione economica esistente al momento della richiesta di RIPAM per l'anno
2014 ed il reddito disponibile del ricorrente non consente la concessione della
RIPAM (…) parte convenuta evidenzia come secondo quanto previsto dalla LAMal,
in particolare all'art. 65 cpv. 3 prima frase, i Cantoni provvedono affinché
nell'esame delle condizioni d'ottenimento vengano considerate, su richiesta
particolare dell'assicurato, le circostanze economiche e familiari più recenti.
Il Parlamento cantonale e l'esecutivo ticinese hanno concretizzato la citata
norma federale attraverso i già citati art. 30 cpv. 2 LCAMal e 14 Reg. LCAMal.
L'art. 14 Reg. LCAMal è stato oggetto di una recente modifica, pubblicata sul
BU 62/2012 del 21 dicembre 2012." (doc. V, pagg. 22-23).
L’amministrazione ritiene che il suo agire, rispettivamente le scelte del
legislatore cantonale non contrastino con i principi costituzionali invocati
dal ricorrente.

 

                                         Al ricorrente è stata
offerta la possibilità di esprimersi sulla risposta di causa e di chiedere l’acquisizione
di specifiche prove. Con lettera del 4 dicembre 2014 il giudice delegato ha
ricordato alla Cassa che la risposta di causa deve essere redatta secondo i
criteri dell'art. 5 cpv. 2 LPTCA e quindi presentare una “concisa
esposizione dei fatti (aggiungerei: rilevanti ai fini di causa), … una breve
motivazione e presentare precise conclusioni”, presupposti non dati in
concreto dalle 27 pagine di risposta di causa poiché: "La risposta di
causa, in questo caso, non risponde ai requisiti di procedura, la motivazione
non è breve e l'esposizione dei fatti è svolta mediante richiamo di
documenti." (doc. VII). Il giudice delegato ha rinunciato ad imporre
alla Cassa di rettificare la sua risposta di causa ed ha convocato le parti ad
una discussione di causa avvenuta il successivo 13 gennaio 2015.

 

 

                                         in diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   A norma dell’art. 76 cpv. 1 e
2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito),
contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima
legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento,
ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono
impugnabili al Tribunale cantonale delle Assicurazioni le decisioni emanate su
reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale
delle Assicurazioni è quindi competente ad esaminarlo nel merito.

 

                               2.2.   Il ricorso é adeguatamente
motivato e preciso nelle sue contestazioni e conclusioni, nonché nelle
richieste. Lo stesso è quindi ricevibile in ordine siccome rispettoso del termine
di 30 giorni dall’intimazione della decisione impugnata.

 

                                         Nel merito

 

                               2.3.   In concreto questo Tribunale
cantonale delle assicurazioni deve verificare se correttamente la Cassa ha
negato all’assicurato il riconoscimento di una RIPAM per il 2014 fondandosi sui
redditi da ultimo conseguiti e non invece sulla tassazione 2011, od eventualmente
la tassazione 2012.

 

                               2.4.   Con effetto dall’inizio del
2012 le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di
seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria
delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori
preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una
modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a
seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale
2010, 297). Il legislatore ha provveduto a porre mano ad un nuovo sistema di
distribuzione dei sussidi decisi dal Cantone, conformemente al dettato degli
art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la
precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per
ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale scelti con l’adozione
della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in
questo senso il Messaggio 15
settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di
modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto
della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, ed il Parlamento
promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai
criteri scelti dalla Lasp e quindi distanziarsi dal reddito imponibile
cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per
approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da
scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento
poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui
l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed
alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v.
LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

 

                                         Le nuove norme tendono a
conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla
realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa
capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle
loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli
effetti indesiderati” del precedente sistema ma anche a “tenere conto
della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito
dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di
riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata
precedentemente ritenuta.

 

                                         Il Cantone gode, nella
concretizzazione di quanto in materia di RIPAM impone la LAMal, di ampio
margine di valutazione ed apprezzamento ed é vincolato unicamente da quanto
impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i
Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani
adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo di informazione della
popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo
scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta infatti ai Cantoni definire
quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli
assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto
autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza
(DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare la
procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei
premi. Il Ticino, con le abrogate norme, aveva optato per un modello scalare (“Stufenmodell”)
che differenziava diverse classi di reddito in base alla composizione
famigliare, alle quali era attribuito un importo fisso quale riduzione del
premio. La determinazione dell’importo da riconoscere era in relazione al
reddito imponibile fissato dalle autorità fiscali.

 

                               2.5.   Le nuove norme, come detto,
tendono ad ossequiare uno degli obiettivi di politica sociale cantonale dettato
dalla Laps. Al momento dell’adozione di questo corpo normativo infatti era
apparso che “la riduzione dei premi apparteneva al nucleo centrale delle
prestazioni sociali cantonali che la legge [Laps, n.d.r.] mirava a coordinare”
(Rapporto cit., pag. 2), operazione che non era stata però stato possibile
condurre a termine in occasione dell’adozione di quella legge per l’elevato
numero dei beneficiari della riduzione dei premi dell’assicurazione malattia e
delle conseguenze di tale numero sul lavoro dell’amministrazio-ne in caso di
applicazione stretta dei parametri della Laps. Non era stato cioè possibile
introdurre nella LCAMal il sistema del cosiddetto reddito disponibile, uno dei
pilastri della Laps, ossia lo strumento essenziale per determinare una
situazione economica delle famiglie postulanti prestazioni sociali in modo “più
aderente alla realtà” (Rapporto, op. cit., loc. cit.). L’adozione del
reddito disponibile avrebbe imposto un calcolo, complesso ed articolato,
soggetto a minuziosa verifica, per ogni singolo richiedente il sussidio, con un
incremento prevedibilmente impressionante dell’onere amministrativo. Per tale
motivo è stata riconosciuta l’esigenza di procedere ad adattamento successivo
della LCAMal e, nell’ambito dei lavori preparatori alla presentazione del
disegno di legge, è emersa la necessità di procedere mediante l’accertamento
del reddito disponibile in maniera comunque semplificata, ciò per permettere un
onere amministrativo sopportabile e, comunque, pervenire ad un sistema di RIPAM
il più possibile conforme all’impostazione della Laps.

 

                                         Uno degli intenti del
legislatore era il conseguimento di “una maggiore equità orizzontale
nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare
maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro
dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti
indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia)
e  da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione
dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento
… (con) … miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà
meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio
realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.).

 

                                         Importante è qui
sottolineare che, nel suo messaggio di accompagnamento del disegno di legge,
l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte
la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale
per certe fasce di assicurati.

 

                               2.6.   Va detto che il Cantone
Ticino accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle
cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di
un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25
LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di
prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42
e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere
di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale
il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti
l’aiuto sociale è versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza
delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se
la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che
precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in
via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della
presentazione della richiesta.

 

                                         La legge (dal 2012) ha
introdotto, per la determinazione della cerchia di assicurati da considerare
per il calcolo della riduzione del premio, il concetto di unità di riferimento.
La stessa è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale
(art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi
sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza
stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per
l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza
figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati
nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno
esistenziale definito dalla Laps.

 

                                         Il premio medio di
riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è
costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e
del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore,
ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio
di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola
categoria di assicurati prevista dalla LAMal.

 

                                         Alla base del diritto alla
riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai
dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni
singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge
rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di
accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati
relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza
viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel
suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza
donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che emerge
dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il
regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16,
prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il
periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano
considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati
nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto
sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è
ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

 

                                         L’art. 31 LCAMal definisce
il reddito disponibile. Lo stesso è frutto di un calcolo che parte dal reddito
lordo, ovvero la somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la
LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella
tassazione. Contrariamente al diritto previgente non viene più ritenuta
franchigia per la sostanza. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche
deduzioni.

                                         Il nuovo sistema prevede
la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è accordato
l’importo massimo della prestazione sociale, limiti che dipendono dall’UR ciò
che “garantisce l’equità di trattamento orizzontale, perché tiene conto
della reale situazione di reddito della famiglia, che dipende in primo luogo
dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag. 31). Questo
contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di
differenziazione per l’importo massimo della prestazione. La parte del reddito
che supera i limiti superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione
sociale deve, per volontà esplicita del legislatore, essere messa a
contribuzione del pagamento dei premi. In questo caso occorre procedere
mediante un calcolo articolato. In questa costellazione (superamento del limite
di reddito per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo
della RIPAM diminuisce in maniera graduale e proporzionata a dipendenza
dell’incremento del reddito da computare. In altri termini la riduzione del
premio si contrae man mano che il surplus di reddito aumenta. La diminuzione é “pari
a una percentuale del reddito che supera il limite che da diritto all’importo
massimo” e “determina la velocità di riduzione della prestazione”
(Rapporto DSS pag. 31). Le percentuali della riduzione variano a seconda della
tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a LCAMal fissa le seguenti
percentuali: 8% (persone sole con figli), 13% (persone coniugate con figli),
20% (persone sole senza figli) e 22% persone coniugate con figli.

 

                               2.7.   Come anticipato per
determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si
deve stabilire il RDS (Reddito disponibile semplificato) che si accerta
partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per
l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di
Stato, maggiorato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i
valori riconosciuti dalla legge in deduzione. L’amministrazione si basa quindi
integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente
accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del
calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario
all’amministrazione acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o
tramite terzi.

 

                                         Il RDS è stato fissato
considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per
quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse
in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle
operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM.
Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito
disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli
assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente
dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale
annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza
netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).

 

                                         L’amministrazione è tenuta
a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria,
che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza
(mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio,
dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di
tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la
Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle
indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI
rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i
versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte
considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del
reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa,
redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente:
assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni
complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande
invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta
infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente
prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla riduzione
dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che non sono
toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione della
riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie
(Messaggio, op. cit., pag. 16 in initio).

 

                                         Dai lavori preparatori
discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora
l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo
determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS.
Va sin d’ora osservato che, come rammentato ancora nella STCA del 9 settembre
2011 36.2011.31, STCA 14 luglio 2011 inc. 36.2011.32, STCA del 16 giugno 2011
36.2011.19, STCA 4 febbraio 2009, 36.2008.163; STCA del 10 settembre 2008,
36.2008.94 fra le ultime in ordine di tempo e STCA 2 giugno 1999, 36.1999.28;
29 marzo 2004 36.03.91 fra le prime: "per costante giurisprudenza di
codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà.
L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione.
E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se
la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato
deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per
quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi
eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano e che saranno
verificate nei prossimi considerandi (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal)
ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di
tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle
Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal
Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

 

                               2.8.   Dall’importo del reddito
complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente
riconosciute dall’art. 31 cpv. 2 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva
e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli
importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione
della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il
Rapporto DSS citato pag. 17). Ci si può domandare quali criteri abbiano
condotto il legislatore ad ammettere determinate spese ed imposizioni per
ometterne altre. Il criterio discriminante sembra essere stato quello della
necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di
riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie
determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PRM qui di seguito, in merito
si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI,
IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali
(secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per
interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo
massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto (come postula la
ricorrente in concreto), altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture
complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per
franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) od ancora per l’invalidità,
rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni
ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non
possono essere considerate.

                                         Gli interessi passivi,
riconosciuti fiscalmente e deducibili al massimo sino a CHF 3'000.00, erano già
ammessi in deduzione dalla prassi dedotta dalla previgente legge.

 

                                         Secondo le nuove norme la
spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata
dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto
sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e
riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La
deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa
parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i
proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18).
La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al
favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il
valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello
reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del
riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF
3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari.

 

                                         La deduzione, così come
espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari,
ciò che potrebbe renderla più discutibile in determinate situazioni. Per
evitare all’amministrazione la difficoltà amministrative per accertare la
natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti ipotecari o di
debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti al consumo) il
legislatore riconosce in deduzione, sino al limite citato, gli interessi
passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione non è
infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa Cantonale ha accesso
all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte
della Commissione della Gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita
condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la
deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in
deduzione a livello fiscale, su questo aspetto la volontà del legislatore
appare chiara.

 

                               2.9.   Determinato il RDS riferito
all’UR istante, e quindi dopo avere dedotto dal reddito lordo le spese
vincolate riconosciute, l’importo va raffrontato ad un limite determinato dalla
legge mediante richiamo dei principi contenuti nella Laps, cifra variabile a
dipendenza della dimensione dell’UR. Se il RDS é inferiore al valore limite
l’UR beneficia dell’importo massimo del sussidio. Se invece è superiore a questo
limite (come rammenta il Rapporto 6264 dell’8 giugno 2010 pag. 4) “una
percentuale fissa del reddito che eccede tale soglia dovrà essere destinata al
finanziamento dei premi, mentre il resto costituirà la prestazione del Cantone.
Man mano che il reddito aumenta la prestazione cantonale si riduce, fino ad
arrivare a zero. Il limite di reddito fino al quale è riconosciuto il diritto
ad una prestazione massima è stato definito nella legge alla metà del
fabbisogno minimo in base alla Laps, ciò senza il computo della pigione.”,
ciò per la RIPAM riferita all’anno 2012.

 

                                         Il valore limite per il
riconoscimento della massima RIPAM era pari al fabbisogno determinato secondo
l’art. 10 Laps. Dal 2013 è invece unicamente del 50% di detto valore. Per l’anno
2013 il Consiglio di Stato aveva introdotto la novità a livello del regolamento
(art. 48 RLCAMal) senza però averne le competenze in assenza di una valida
delega legislativa (art. 84 LCAMal, che l’art. 48 RLCAMal cita espressamente,
rispettivamente all’art. 40 LCAMal). Il valore è stato finalmente modificato
con un ritocco dell’art. 35 cpv. 2 LCAMal (su questi aspetti si veda la STCA 36.2013.28
in re M.V. del 5 dicembre 2013). Il limite di reddito disponibile di
riferimento, valido a partire dal 1 gennaio 2013, per la determinazione
dell'importo normativo massimo di riduzione dei premi LAMal si estende quindi
fino al limite di fabbisogno, senza computo della pigione. Nelle decisioni di
questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni riferite al sussidio 2012 (STCA 36.2014.8
in re M. del 16 aprile 2014; 36.2012.71 in re M. del 21 gennaio 2013;
36.2012.20 in re M. del 13 agosto 2012 nonché 36.2012.14 in re F del 3
settembre 2012. pubblicata in RTiD 2013 I pag. 44 e segg. no. 11) questa Corte
ha evidenziato che l’art. 10 Laps fissa nel seguente modo la soglia di
intervento:

 

 

	
  a) per il titolare
  del diritto:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per la persona sola

  
	
  b)
  per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente alla metà del limite minimo previsto dalla legislazione sulle
  prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

  
	
  c)
  per la seconda e la terza persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il primo figlio

  
	
  d)
  per la quarta e quinta persona supplementare dell’unità di riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il terzo figlio

  
	
  e)
  per la sesta e ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di
  riferimento:

  	
  importo
  corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni
  complementari all’AVS/AI per il quinto figlio.

  

 

Per limiti minimi secondo la
legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende:

a)    fr. 16’540.-- con
riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a);

b)    fr.  
8’270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);

c)    fr.  
8’680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);

d)    fr.  
5’787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);

e)    fr.  
2’893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

 

I limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono
adeguati contemporaneamente ai limiti della legislazione sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI e nella misura dell’incremento deciso dall’autorità
federale per le prestazioni complementari all’AVS/AI.

 

                                         Il legislatore ha –
tramite la Laps – accostato i valori di calcolo della LCAMal a quelli della
legislazione in materia di prestazioni complementari, non senza dimenticare
infatti che una fetta importante dei beneficiari della riduzione del premio
dell’assicurazione obbligatoria delle cure è parallelamente beneficiario di PC
(e gode di trattamento di favore per le modalità di ottenimento della
riduzione).

 

 

                             2.10.   Come indicato dunque per
l’anno 2012 il superamento del valore pieno del fabbisogno costituiva il limite
oltre il quale il reddito doveva iniziare ad essere messo a contribuzione per
il pagamento del premio, per gli anni 2013 e 2014 vi sono state le modifiche
citate per cui un RDS inferiore o uguale al 50% della somma desunta dall’art.
10 Laps comporta il versamento della riduzione massima possibile. In altri
termini il limite di reddito oltre il quale l’assicurato o la UR debbono
iniziare a contribuire per il pagamento del premio è stato diminuito. Per
completezza si ricorda che, in virtù dell’art. 36 LCAMal il reddito, superiore
ai limiti che consentono il versamento della RIPAM massima, che deve
contribuire al pagamento del premio è determinato secondo l’applicazione delle
seguente percentuali:

 

                                         a)  le
persone sole e senza figli debbono destinare il 20% del reddito disponibile
(semplificato) che supera il limite calcolato come all’art. 35 LCAMal al
pagamento dei premi;

                                         b)  le persone sole con
figli l’8%;

                                         c)   le persone coniugate
senza figli il 21% mentre le

                                         d)  persone coniugate con
figli il 13%.

 

                             2.11.   L’importo del premio normativo
teoricamente da riconoscere in favore dell'UR va successivamente moltiplicato
per il coefficiente cantonale di finanziamento. L’art. 37 LCAMal prevede che il
coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve
finanziare dell’importo normativo del premio, determina l'importo che rimane a
carico dell’assicurato o dell’UR interessata. Il coefficiente unico per il 2012
del 73,5% è stato modificato con effetto al 1 gennaio 2013. Con la modifica il
coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile per “le unità di
riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà del limite
di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5
giugno 2000“ mentre un coefficiente del 70% è stato
previsto negli altri casi.

 

                                         La somma che risulta
dall’applicazione di questa percentuale al premio normativo calcolato alla luce
della situazione dell’assicurato o meglio dell’UR interessata, costituisce la
cifra della RIPAM che viene comunicata dall’amministrazione direttamente agli
istanti, contrariamente a quanto avveniva in precedenza dove l’importo del
sussidio veniva comunicato all’assicuratore malattia e da questi, mediante la
nuova polizza, all’istante.

 

 

                             2.12.   Con il Decreto esecutivo 21
maggio 2014 (entrato in vigore retroattivamente) concernente le basi di calcolo
per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 il Consiglio
di Stato ha fissato i seguenti parametri:

 

" a) periodo
fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di 

    riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno
2011. 

b) premio medio di riferimento: 

    - adulti: CHF 4’965.00 

    - giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’594.00 

    - minorenni: CHF 1’156.00 

c) percentuali
relative alla parte di reddito supplementare da destinare al finanziamento dei
premi: come da art. 36 LCAMal.”

 

                             2.13.   Per potere verificare la
correttezza o meno dell’agire dell’amministrazione occorre verificare se, come
ritiene il ricorrente, l’art. 14 RLCAMal sia effettivamente conforme alla Cost.
fed. in particolare al suo articolo 8. Va infatti rammentato che, per l’art. 73
cpv. 2 Cost. TI i giudici non possono applicare norme del diritto cantonale che
si rilevino in contrasto con il diritto federale o con la costituzione
cantonale.

 

                                         Va ricordato che la LCAMal
nella sua versione in vigore a partire dal 1 gennaio 2012 regola, non
diversamente dalle norme precedentemente in vigore, con rinvio per i dettagli
al Regolamento promulgato dal Consiglio di Stato, il principio
dell’accertamento al di fuori della tassazione di riferimento in casi che
vengono lasciati alla definizione del regolamento (art. 30 cpv. 2 LCAMal).

 

                                         Per quanto attiene il
Regolamento va osservato che nel tempo si sono seguiti 3 testi: il regolamento
del 13 novembre 2007 applicato vigente le norme della RIPAM in vigore sino alla
fine del 2011; il regolamento del 5 aprile 2011 che ha avuto vigenza tra il 1
gennaio 2102 ed il successivo 29 maggio 2012 quando è entrato in forze il
regolamento che il Consiglio di Stato ha promulgato, appunto, il 29 maggio
2012, ed entrato in vigore (art. 51) “immediatamente, tranne gli art. 21 e
48 che entreranno in vigore il 1 gennaio 2013”. All’art. 50 invece il regolamento riserva ancora l’applicazione di una serie precisa di norme del precedente
regolamento 5 aprile 2011. 

                                         Il regolamento 29 maggio
2012 prevedeva, nel tenore alla sua promulgazione, all’art. 14 (come all’art.
14 del regolamento vigente dal 1 gennaio 2012 al 29 maggio 2012),
l’accertamento del reddito da parte della Cassa cantonale di compensazione
AVS/AI/IPG al di fuori od in assenza di una tassazione come segue:

 

" 1La
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta i dati necessari per il
calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione
fiscale determinante, nei seguenti casi:

a)   persone
soggette all’imposta alla fonte e persone soggette all’obbligo d’assicurazione
svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o
dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate
in Svizzera;

b)   persone domiciliate
che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per
le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale
determinante;

c)   decesso del coniuge o del partner registrato;

d)   divorzio o
separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica
registrata;

e)   cessazione
totale dell’attività lucrativa a seguito di pensionamento, infortunio e/o malattia,
maternità/paternità;

f)    cessazione
totale dell’attività lucrativa a seguito di riqualificazione o perfezionamento
professionale;

g)   cessazione
totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione;

h)   persone sole
conformemente all’art. 11 cpv. 1 del presente regolamento che hanno iniziato un’attività
lucrativa dopo avere terminato la prima formazione.

2 La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG
accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di
riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in
caso di:

a)   cessazione
parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)
del capoverso 1;

b)   in caso di
diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle
assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al
relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante.

3 Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati
necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al
momento dell’istanza.

4 I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi
1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato
dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. (…)"

 

Il testo è stato modificato
successivamente, con effetto a partire dal 1° gennaio 2013, anche in
conseguenza alla sentenza di questo Tribunale cantonale delle assicurazioni
36.2012.33 del 3 settembre 2012. Il nuovo tenore del capoverso 2 è attualmente
il seguente:

 

" 2La
Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati
necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza
della tassazione fiscale determinante in caso di: 

a)   cessazione
parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g)
del capoverso 1; 

b)   diminuzione
delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle
assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al
relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;1 

c)   diminuzione
del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori
oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla
tassazione fiscale determinante;

d)   diminuzione
degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione
fiscale determinante;3 

e)   diminuzione
importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale
determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per
necessità primarie proprie."

 

                                         Il regolamento del 13
novembre 2007, dal canto suo, regolava la materia all’art. 31 come segue:

 

" L’Istituto
delle assicurazioni sociali procede autonomamente all’accertamento del reddito
determinante al di fuori, o in assenza, della tassazione fiscale applicabile,
in particolare, nei seguenti casi:

a)   persone soggette all’imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge o del partner registrato;

c)   matrimonio,
divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento
dell’unione domestica registrata, nel caso di assenza di tassazione
applicabile;

d)   persone sole
che esercitano un’attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con
reddito imponibile nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione
applicabile inferiore a fr. 6’000.--, secondo il periodo fiscale determinante;

e)   persone
domiciliate che al momento dell’istanza non dispongono di alcuna tassazione
fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo
fiscale determinante;

f)    persone al
beneficio di misure ai sensi della legge sull’assicurazione contro la
disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g)   persone al
beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull’assistenza sociale, d’intesa
con il competente Ufficio;

h)   cessazione
definitiva dell’attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)    cessazione
temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento
professionale;

l)    cessazione dell’attività lucrativa a seguito di maternità;

m)  diminuzione
importante del reddito netto da attività dipendente o indipendente, oppure del
reddito da pensioni, rendite e assegni, rispetto al medesimo dato desumibile
dai parametri fiscali applicabili;

n)   persone
soggette all’obbligo d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla
libera circolazione delle persone o dell’Accordo di emendamento della
Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate in Svizzera o tassate alla fonte.

o)   diminuzione
importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione applicabile, nel
caso in cui sia comprovato, e giustificato, l’utilizzo della sostanza per
necessità primarie proprie. In questo caso la riduzione di premio è decisa in
considerazione dei parametri di sostanza riportati nell’ultima tassazione
cresciuta in giudicato al momento dell’istanza."

 

                                         Va ancora ricordato che,
per l’art. 65 cpv. 3 LAMal:

 

" I
Cantoni provvedono affinché nell’esame delle condizioni d’ottenimento vengano
considerate, su richiesta particolare dell’assicurato, le circostanze
economiche e familiari più recenti."

 

                                         Ciò che non impedisce che
i cantoni possano invece prevedere di procedere mediante una verifica
d’ufficio, e non necessariamente se le condizioni economiche peggiorino ma
anche nell’ipotesi contraria come dimostra l’esempio del cantone di Basilea
Città e la sua Verordnung über die Harmonisierung und Koordination von
Bedarfsabhängigen Sozialleistungen ai §15 (e 1 lett. d della relativa legge),
che lo stesso ricorrente ricorda nella sua impugnativa.

 

                             2.14.   In merito all’applicazione
dell’art. 14 RLCAMal del 2012 il Tribunale cantonale delle Assicurazioni si è
espresso in una sola circostanza con la sentenza del 3 settembre 2012 citata.
In quel caso erano state ritenute le seguenti considerazioni generali che, per
completezza, occorre riprendere in questa sede:

 

" L’art.
14 RLCAMal deve essere interpretato nel senso che l’accertamento del reddito al
di fuori della tassazione deve costituire una eccezione al principio, deve
essere motivata da ben precise ragioni, e ciò per evitare il rischio che
l’amministrazione sia confrontata con molteplici e differenziate ipotesi per
cui essere costretta a svincolarsi dalla tassazione di riferimento per ogni
minima variazione dei valori da ritenere. In queste situazioni la Cassa si
vedrebbe confrontata con un rischio di onere amministrativo eccessivo. In
concreto però l’interpretazione dell’art. 14 citato deve condurre, per il
doveroso rispetto dell’art. 65 cpv. 3 LAMal, a ritenere che la cessazione
dell’attività lavorativa accessoria indipendente del ricorrente, e di
conseguenza il mancato incasso di onorari negli anni successivi a quello della
tassazione di riferimento, costituisce sostanzialmente un pensionamento, ossia
l’effettivo e completo ritiro dalla vita attiva. (…) Già solo per questo fatto
il gravame va accolto e la decisione annullata con rinvio degli atti
all’amministrazione affinché provveda a verificare, alla luce degli elementi
che accerterà come imposto dall’art. 14 cpv. 4 RLCAM ed a mano della decisione
di tassazione … riferita al …, l’eventuale diritto alla RIPAM da parte del
ricorrente."

 

                                         In merito invece all’applicazione
del regolamento del 2007, con riferimento al tema delle persone con un reddito
imponibile nullo od un reddito registrato nella tassazione inferiore a CHF
6'000 che avevano iniziato un’attività lucrativa dopo la conclusione degli
studi, e quindi non più economicamente a carico dei genitori, la giurisprudenza
del Tribunale cantonale delle Assicurazioni prevedeva che il diritto alla RIPAM
doveva essere verificato a mano del reddito conseguito nel periodo più prossimo
all’anno da sussidiare. Come ricorda la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI
IPG nelle sue osservazioni al ricorso (p. 21 e 22) il TCA si è in particolare
chinato su questi aspetti nelle sentenze 36.2010.32 del 24 marzo 2010 e
36.2007.41 del 7 maggio 2007. Nella prima sentenza in discussione era il caso
di una giovane donna che, terminata la sua formazione, aveva postulato la RIPAM
fondandosi sulla tassazione di riferimento che prevedeva però dei redditi:

 

" per
CHF 186.00, un reddito imponibile di CHF 100.00 ed una sostanza di CHF 40'000.00.

I redditi riportati nella tassazione sono inferiori ai CHF
6'000.00. La ricorrente è persona sola a sensi dell’art. 26 LCAMal. Occorre
allora rifarsi all’art. 31 litt. c LCAMal ed agli art. 17 e 31 RegLCAMlal. In
virtù di tali norme, nei casi come quello qui in discussione, la persona interessata
deve specificare il reddito del nucleo primario di riferimento, ossia quello
delle persone dalle quali l’assicurato dipende economicamente. La norma è stata
particolarmente prevista per i giovani in formazione, maggiorenni ed oggetto di
tassazione propria ma che dipendono economicamente dai genitori che, nei loro
confronti, hanno un obbligo di sostentamento. Una volta cessata la formazione,
come nel caso in discussione, ed iniziata un’attività economica, la persona interessata
non può vedersi accertare il diritto al sussidio sulla scorta della tassazione
emessa quando era ancora studente e dipendente economicamente dai genitori.
L’art. 17 RegLCAMal prevede allora che le persone sole con reddito imponibile
nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile inferiore a
fr. 6’000.--, sono esentate dallo specificare il nucleo primario di riferimento
se al momento dell’istanza hanno un’entrata lorda propria non inferiore al
limite massimo per persone sole ai sensi della legge federale sulle prestazioni
complementari AVS/AI, su base mensile. Il diritto alla riduzione di premio e
l’importo della stessa sono definiti tramite la trasformazione delle entrate
lorde in reddito determinante a partire dalle tabelle ufficiali di conversione.
L’Ordinanza 09 del sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI
del 26 settembre 2008 prevede un importo di CHF 18’720.00 annui.

 

Nel caso concreto detta somma è superata, come desumibile dagli
atti prodotti dalla stessa ricorrente, ed a giusta ragione l’Ufficio
dell'Assicurazione Malattia ha proceduto alla determinazione autonoma del
reddito conseguito dalla signora, per la sua successiva conversione a mano
delle tabelle. Su queste tematiche si vedano le recenti sentenze di questo TCA
del 17 febbraio 2010, inc. 36.2009.199 e 36.2010.1 del 19 febbraio 2010 nonché
la giurisprudenza precisamente e puntualmente citata dall’amministrazione nelle
osservazioni consegnate agli atti."

 

                                         Nel giudizio 36.2007.41 il
Tribunale cantonale delle Assicurazioni si è così espresso:

 

" Nel
caso in esame l’assicurato disponeva di un reddito nullo per il periodo di
tassazione determinante fissato dall’esecutivo cantonale. Come rammenta l’art.
52 RegLCAMal:                                      

" 
Le
persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr.
6’000.-, secondo il biennio fiscale determinante, sono esentate dallo
specificare il nucleo primario di riferimento se al momento dell’istanza hanno
un’entrata lorda propria non inferiore al limite massimo per persone sole ai
sensi della legge federale sulle prestazioni complementari AVS/AI, su base
mensile." (al riguardo cfr. RDAT II-2001 pag. 115 seg.)

 

Secondo l’Ordinanza 07
sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 22 settembre 2006
il limite massimo per persone sole ai sensi della LPC è di CHF 18'140.— In
altri termini se, al momento dell’inoltro della domanda di sussidio,
l’assicurato aveva un’imposizione nulla o riferita ad un reddito lordo
inferiore ai CHF 6'000.-, l’amministrazione deve verificare l’esistenza di un
reddito proprio (per l’esenzione dallo specificare il reddito determinante del
nucleo primario) non inferiore ai CHF 18’140.— annui, pari a CHF 1'511,65
mensili. L'obiettivo del legislatore è quello di non intervenire a sostegno
in particolare dei figli in formazione poiché tale obbligo incombe ai genitori
(in questo senso la citata TCA 36.2005.6 del 7 marzo 2005 e TCA 36.2004.149 in
re DP del 15 marzo 2005) rispettivamente di non intervenire in favore di
coloro che, successivamente al periodo della tassazione di riferimento
(indicante inesistenza di reddito imponibile od insufficienza di reddito)
inizino un’attività lavorativa che permetta loro entrate adeguate e sufficienti
a fronteggiare l’onere causato dal pagamento del premio dell’assicurazione
malattia. Sarebbe infatti urtante, da un lato a fronte dell’obbligo di
sostentamento da parte dei genitori per i figli in formazione e dall’altro a
fronte di sufficienti entrate conseguite dalla persona interessata, che lo
Stato utilizzasse risorse della collettività a fronte della capacità
finanziaria per fronteggiare la spesa dei premi dell’assicurazione di base. Se
il giovane dispone di una tassazione indicnate un reddito inferiore ai CHF
6'000.— annui l’amministrazione deve in sostanza verificare gli introiti al
fine di determinare se l’ammontare massimo per persona sola fissato
dall’Ordinanza sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI sia
superato o meno. Se tale ammontare non è superato si deve fare capo al reddito
imponibile del genitore della persona assicurata (sentenza TCA 36.2004.149 del
15 marzo 2003 si vedano ancora le decisioni 36.2006.6 in re B. del 19 aprile
2006, 36.2006.210 in re Z. del 2 maggio 2007 e 17 aprile 2007 in re G. inc. 36.2007.25)." (sottolineatura del redattore)

 

                                         Ciò dimostra la costante
volontà del legislatore non solo di non limitare l’accertamento manuale al di
fuori della tassazione ai casi in cui sia l’assicurato a chiederlo,
rispettivamente quando questo gli sia favorevole, ma anche prevedendo l’ipotesi
in cui l’inizio di un’attività lavorativa permetta all’assicurato di far fronte
al premio senza rientrare tra le persone meritevoli dell’aiuto sociale.

 

                             2.15.   In merito al tema delle persone
che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima
formazione occorre ricordare come i cantoni beneficino di un’ampia autonomia
nella promulgazione delle loro norme.

 

                                         Il Tribunale Federale ha
rilevato infatti come i cantoni beneficino di una libertà nella regolamentazione
della materia che non è però assoluta. Nella sentenza pubblicata in DTF 136 I
220 e segg. l’Alta Corte ha ritenuto che il diritto glaronese in materia di
RIPAM violasse, come ritenuto dal Tribunale amministrativo di quel cantone, il
diritto federale nella misura in cui imponeva l’eventuale compensazione tra
imposte e RIPAM in caso di arretrati. Più specificatamente per il TF, in virtù
dell’art. 49 cpv. 1 Cost. Fed., il diritto federale prevale su quello cantonale
contrario. Le norme cantonali debbono quindi rispettare “Sinn und Zweck”
(ossia senso e scopo) delle norme federali. In altri termini le regole
cantonali in un ambito quale quello qui in discussione non debbono urtare
rispettivamente pregiudicare o ridurre la portata delle norme federali (in
questo senso anche G. Eugster:
Krankenversicherung, in Soziale Sicherheit, SBVR, 2007 pag. 764).

 

                                         Quindi il Cantone, nella
fissazione delle norme che regolano la materia della riduzione dei premi, gode
di un ampio potere d’apprezzamento ed il diritto cantonale é diritto autonomo.
Il giudice può intervenire in tale ambito unicamente se i cantoni, tramite le
loro normative, non permettono il conseguimento degli scopi e degli obiettivi
che il legislatore federale si è prefissato rispettivamente se è data una
violazione del principio di parità di trattamento (DTF 136 I 220 e segg).

 

                                         D’altro canto, il diritto
cantonale deve sempre rispettare i diritti fondamentali dei cittadini previsti
dal diritto internazionale, dalla CEDU in particolare, e dalla Cost. fed. oltre
che dalla Cost. cantoanle.

 

                             2.16.   In concreto RI 1 sostiene che
l’art. 14 in relazione con l’art. 11 RLCAMal, nella misura in cui prevedano un
obbligo d’accertamento manuale al di fuori della tassazione per la sola ipotesi
delle persone che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la
prima formazione, violerebbe l’art. 8 cpv. 1 e 2 Cost. fed.

 

                                         L’art. 8
cpv. 1 Cost. fed. fissa l’uguaglianza giuridica: tutti sono uguali davanti alla
legge. Dal canto suo il cpv. 2 prevede invece, non diversamente da quanto fa
l’art. 14 CEDU, che nessuno può essere discriminato, in
particolare a causa dell’origine, della razza, del sesso, dell’età, della
lingua, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose,
filosofiche o politiche, e di menomazioni fisiche, mentali o psichiche.
Rammentiamo che l’art. 14 CEDU prevede che 

 

" Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente
Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in
particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la
religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale
o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita
od ogni altra condizione."

 

                                         La più
recente dottrina in tema (Pascal Mahon:
Droit constitutionnel. Droits fondamentaux. 3 ed. Helbing & Lichtenhahn,
2014, capitolo 9 p. 234 e ss.), ci ricorda che l’art. 8 Cost. fed. materializza
nell’ordine giuridico l’idea filosofica che tutti gli esseri umani hanno valore
uguale e pari attitudini per cui non debbono essere trattati diversamente. Si
tratta di una “pierre angulaire” dell’ordinamento che trae la sua
origine nell’art. 4 Cost. fed. 1874. La giurisprudenza ci ricorda che una
decisione viola il principio dell’uguaglianza di trattamento quando stabilisca
distinzioni giuridicamente non giustificate o quando ingiustificatamente tratti
nella medesima maniera situazioni diverse (DTF 118 Ia 1 e 124 I 297). Il prof.
Mahon ci rammenta in particolare che:

 

" L'égalité de traitement - qui constitue à la fois un principe
général de l'activité étatique et un droit fondamental individuel - oblige
l'Etat à traiter toutes les personnes sur la base des mêmes critères,
d'utiliser la même mesure pour tous.

Le principe d'égalité n'interdit donc pas toutes
les différences de traitement, mais il permet - et exige même - un traitement
différent

de deux situations quand ces situations
présentent des différences

objectives, qui justifient un traitement
différent. Deux personnes

doivent donc être traitées de la même manière si
elles se trouvent

dans des situations identiques, et elles doivent
être traitées de façon

distincte lorsque les situations de fait dans
lesquelles elles se trouvent sont différentes. Dans ce sens, l'art. 8 interdit
a la fois les

distinctions et les assimilations insoutenables : le principe d
égalité

donne donc, parfois, un droit à être traité de
façon identique et,

parfois, un droit à être traité de façon
différente."

 

                                         Gli esempi
giurisprudenziali sono molteplici e significativi. Il TF ha considerato
differenziazioni ammissibili quelle fondate sull’età massima per la
remunerazione di un intervento chirurgico (DTF 136 I 121) in tema di
remunerazione per un analogo lavoro (DTF 129 I 161), le differenze in tema d’imposizione
del valore locativo (DTF 132 I 157). D’altro canto ha ritenuto inammissibili
invece il divieto fatto ai funzionari della città di Berna domiciliati fuori
comune di rendersi al lavoro con i mezzi privati (DTF 120 Ia 203), o la legge
ticinese che impediva agli ecclesiastici di ricoprire la carica di deputato al
Gran Consiglio (DTF 114 Ia 395) e le imposte regressive del canton Obvaldo (DTF
133 I 206). Va ancora ricordato che l’uguaglianza davanti alla legge è anche
uguaglianza nella legge (DTF 116 Ia 359).

 

                                         L’uguaglianza
poi non deve condurre alla rivendicazione della parità di trattamento
nell’illegalità, una decisione illegale non deve condurre, in una situazione
simile, all’emanazione di ulteriore decisione illegale (DTF 127 I 2), salvo che
si tratti di una pratica costantemente ammessa ed accettata senza intenzione
dell’autorità di modificarla (DTF 127 II 113).

 

                                         Con
riferimento invece al cpv. 2 dell’art. 8 Cost. fed. relativo al divieto di discriminazione
occorre richiamare ancora la definizione del prof. Mahon:

 

" … la notion de discrimination doit être comprise d'une autre
manière, plus étroite: comme quelque chose de plus, ou même de différent de la simple inégalité: un traitement qui
comporte un élément de dépréciation, d'avilissement (Aussonderung,
Ausgrenzung, Herabwürdigung, Erniedrigung), et
qui est réservé à une personne en raison de certains aspects de sa personnalité
ou de son appartenance à un groupe déterminé. L'art. 8 al. 2 en donne des
exemples: en général, il s'agit de «minorités» sociales qui, dans l'histoire ou
actuellement, ont fait ou font l'objet de discriminations. Cette interprétation
réduit le champ d'application de la disposition, mais elle en renforce en même
temps la portée: d'une part, seuls sont visés les traitements ayant un
caractère dépréciatif. Dans cette conception, les membres de la « majorité » ne
peuvent ainsi pas se prévaloir de cette disposition (les hommes, les membres
des religions dominantes, par exemple) et ils doivent se contenter de l'interdiction
des inégalités de l'alinéa premier (si la distinction se base sur des motifs
pertinents, elle est alors admissible). On peut donc parler, dans ce cas, d'une
conception « asymétrique » de la disposition. D'autre part, dans ce sens
restreint, l'interdiction de la discrimination est plus forte, des motifs
pertinents ne suffisent plus pour justifier un traitement différent;
l'interdiction est absolue: il n existe aucun motif, aucune raison qui justifie
une exception. Elle constitue ainsi, en quelque sorte, le noyau dur du principe
d'égalité.

Seule est alors possible la preuve que la mesure
incriminée ne contient pas d'élément de dépréciation, donc qu'il n'y a pas

discrimination, mais une
différence légitime, justifiée, précisément

par les intérêts mêmes du groupe menacé, et non
motivée par un

préjugé à son encontre."

 

                                         ed ancora:

 

" Une troisième voie … s'est dessinée dans la doctrine dominante et
dans la jurisprudence : la discrimination est conçue comme un traitement inégal
comportant un élément de dépréciation, appliqué à une personne en raison de son
appartenance à un groupe déterminé, défavorisé.

 

(…)

C'est la voie qu'ont empruntée le Tribunal
fédéral des assurances, d'abord, puis le Tribunal fédéral, à la suite de la
doctrine dominante (ATF 126 V 70, 73-73, IV-Stelle Schwyz g. I. und
Verwaltungsgericht schwyz, du 22 mai 2000, et 126 II 377, 392-394, F.A. und. A.A. g. Regierungsrat sowie Verwaltungsgericht Zürich, du 11 septembre
2000, …"

 

                             2.17.   In concreto la
violazione pretesa dall’assicurato non è data. Da un lato tutte le persone che
adempiono i requisiti del regolamento e sono quindi al beneficio di una
tassazione che preveda il totale dei redditi registrati nella tassazione
fiscale determinante è inferiore al limite di fabbisogno esistenziale definito
ai sensi della Laps, che non abbiano ancora compiuto i 30 anni e che non siano
coniugati o con figli carico (condizioni cumulative) sono ritenute persone
economicamente dipendenti da terzi. Si tratta di criteri che non comportano una
diseguaglianza di trattamento, sono coerenti e non conducono a discriminazione
alcuna. Se una persona ha meno di 30 anni con basso reddito e non ha obblighi
familiari può essere ritenuta come inclusa in una UR famigliare. Si tratta di
una scelta del legislatore applicabile a tutte le persone in maniera uguale, lo
si ribadisce. Il semplice fatto che il legislatore, come in materia di voto,
per il conseguimento della licenza di condurre ed altre ipotesi che qui non
occorre evocare, prevede un’età, un certo reddito ed una determinata condizione
famigliare per svolgere  l’accertamento del diritto al di fuori della
tassazione è assolutamente corretto. Si tratta di elementi (quelli riferiti
all'età, al reddito ed alla condizione famigliare) che inducono a ritenere, con
altissima verosimiglianza, che la persona interessata sia dipendente da terzi
(art. 11 RLCAMal). Per tale motivo è presunta la sua inclusione nell’UR della
famiglia da cui dipende.

 

                                         Per l’art. 14 RLCAMal se
la persona che adempie le condizioni dell’art. 11 cpv. 1 RLCAMal ha iniziato la
sua attività lavorativa, ecco che il suo diritto alla RIPAM dovrà essere
verificato alla luce non più dei guadagni di un terzo obbligato al mantenimento
(obbligo che con la fine della formazione viene meno) ma alla luce dei redditi
stessi dell’assicurato. Contrariamente a quanto ritiene il ricorrente questa
soluzione di legge non è stata adottata per una volontà di risparmio sui
sussidi da parte dello Stato, ma per un desiderio di equità, giustizia,
correttezza ed adeguatezza nella RIPAM. In effetti non necessariamente l’inizio
di una attività lavorativa, quale stagista ad esempio o quale osservatore prima
che collaboratore, comporta redditi piuttosto esigui che non permettono di far
fronte al premio LAMal. In queste costellazioni, frequenti in se, la verifica
imposta dall’art. 14 RLCAMal permette il versamento di RIPAM a volte neppure
concesse all’UR o concesse in misura inferiore rispetto a quella accertata in
seguito all’applicazione della norma. In altri termini la norma non vuole
essere tesa al negare un aiuto sociale ma è tesa a verificare il corretto diritto
all’ottenimento dell'aiuto sociale (ossia se il richiedente è effettivamente
persona di “condizione economica modesta”, art. 65 cpv. 1 LAMal)
rispettivamente tende alla quantificazione del diritto in maniera mirata sulla
persona e sulle sue novelle condizioni economico finanziarie.

 

                                         Il fatto che il
legislatore abbia fissato condizioni finanziarie o d’età per determinare
l’accertamento manuale del diritto alla RIPAM al di fuori della tassazione è
una necessità frequente nelle norme di legge che deve porre parametri per
determinare l’ampiezza degli accertamenti e delle verifiche da compiere. Non si
tratta di inserire graduazioni discriminanti come ritiene il ricorrente. Il
fatto di adempiere, o meno, queste condizioni non crea una discriminazione e
tanto meno una disparità di trattamento. Le condizioni poste, come detto, non
sono arbitrarie ed anzi rientrano in quei criteri usualmente ritenuti dal
legislatore cantonale (se veda ad esempio la deducibilità per figli agli studi
a livello fiscale, fissata ai 28 anni del figlio che non ha ancora terminato la
formazione).

 

                             2.18.   Da quanto precede discende che
l’art. 11 cpv. 1 in relazione con l’art. 14 cpv. 1 lett. h RLCAMal non violano
l’art. 8 Cost. fed. pur fissando condizioni economiche e di età determinate.
Non vanno a colpire un gruppo sociale con proprie specifiche caratterizzazioni.
Si tratta di norma che, contrariamente a quanto ritiene il ricorrente, non è
riferita necessariamente agli studenti ma anche agli apprendisti
rispettivamente a coloro che seguono formazioni empiriche, ossia quelle persone
che dopo la formazione passano all’esercizio di una attività professionale.
Come rilevato in precedenza nella sua precedente prassi questo Tribunale
cantonale delle Assicurazioni ha evidenziato che sarebbe scioccante che una
persona, una volta terminata la sua formazione ed iniziasse a guadagnare in
maniera adeguata la sua vita, percepisse la RIPAM non dovuta siccome carente la
condizione legale (federale) di persona di condizione economica modesta,
fondandosi su dati economici non più attuali.

 

                             2.19.   Il ricorrente si lamenta del
fatto che, se avesse guadagnato nel 2011 CHF 3'215 in più egli non si sarebbe visto determinare il diritto alla RIPAM in base all’art. 14 RLCAMal
ma avrebbe beneficiato dell’aiuto sociale pieno. Non è però RI 1 che “subisce
un doppio svantaggio dal’aver guadagnato troppo poco” siccome il
ricorrente, se avesse conseguito nel 2013/2014 redditi inferiori al salario
lordo di CHF 4'500 mensili comprovati, che ne escludono l’appartenenza alla
categoria delle persone di condizione economica modesta, si sarebbe visto riconoscere
il diritto alla RIPAM. L’importo di CHF 17'368 non è una soglia di intervento
finanziario, bensì la soglia di intervento della verifica dei presupposti da
accertare manualmente, che costituisce pur sempre, come evocato, un’eccezione
al principio. Ci si potrebbe domandare se il parametro determinato dal
Consiglio di Stato non sia effettivamente basso. Questo valore trova il suo
fondamento nel limite del fabbisogno Laps e questo Tribunale non ha
assolutamente nessun motivo per scostarsene.

 

                             2.20.   Detto della conformità ai
diritti fondamentali delle citate norme del RLCAMal, va aggiunto che neppure la
critica per cui il legislatore ha conferito all’esecutivo, con l’art. 30 cpv. 2
LCAMal, un potere ampio e non precisamente contornato, regge all’esame. Questa
Corte ha infatti analizzato, sotto la vigenza del precedente diritto, analoghe
lamentele escludendole (si vedano per tutte la citata STCA 36.2010.32 del 24
marzo 2010 e la STCA 36.2001.71 del 6 febbraio 2002 in parte pubblicata in RTiD 2002 II 28). In quest’ultima sentenza in particolare questo TCA ha
considerato:

 

" Occorre
domandarsi se, alla luce del tenore dell’art. 31 litt. c) LCAMal che prevede
l’accertamento del reddito determinante “in altri casi particolari” la delega
del legislativo all’esecutivo non sia stata eccessivamente limitata con
l’adozione dell’art. 67 RCAMal. Va subito rilevato come la delega del
legislativo al Consiglio di Stato sia decisamente ampia e, soprattutto, priva
di contorni specificatamente indicati nella legge. La norma in questione
prevede infatti unicamente e genericamente l’accertamento per “altri casi
particolari”. Il Consiglio di Stato ha emanato l’art. 67 Reg. LCAMal in cui ha
previsto, quali casi specifici tali da giustificare l’accertamento del reddito
da parte dell’Istituto delle Assicurazioni sociali, il decesso del coniuge,
matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto (se
assente la tassazione applicabile), la cessazione dell’attività lavorativa per
pensionamento od invalidità, la cessazione temporanea dell’attività per
riqualificazione, o per maternità, od ancora quando la persona interessata sia
stata posta al beneficio di misure LADI "dopo almeno sei mesi di
inattività lucrativa". L’esecutivo ha così ritenuto elementi che incidono
direttamente nelle entrate finanziarie delle persone interessate (ossia la
cessazione di una attività lucrativa per motivi specifici), ha considerato le
persone a beneficio di prestazioni LADI rispettivamente “al beneficio di
prestazioni della Legge sull’assistenza sociale” ed ha considerato motivi
d’ordine familiare che hanno incidenza finanziaria, in questo senso il matrimonio,
separazione, divorzio. La nascita di un figlio manca precisamente in questo
contesto. Tale assenza non può essere ritenuta comunque una lacuna del testo
legale del regolamento in discussione. 

Il Consiglio di Stato ha considerato nell’elencazione situazioni
giuridiche che – normalmente – incidono direttamente nel reddito conseguito
dalle persone interessate e che, in genere, conducono all'emanazione di
tassazioni intermedie e non, invece, fattori che cagionano una spesa. Va
considerato come la nascita di un figlio, pur comportando un aumento delle
spese per il mantenimento non incide nel reddito della persona interessata od
incide semmai positivamente per l’erogazione dell’assegno per i figli in virtù
della LAF. Non si può quindi ritenere che il Consiglio di Stato abbia
regolamentato differentemente fattispecie giuridiche che andavano trattate in
maniera simile. Si deve quindi concludere che una applicazione per analogia
dell’art. 67 Reg. LCAMal al caso della nascita di un figlio all’assicurato che
postula la concessione del sussidio, non appare giustificata."

 

                                         Ora il ragionamento calza
anche al nuovo diritto. La delega conferita dal Parlamento al Consiglio di
Stato appare decisamente priva di contorni e molto ampia, i limiti consistono
però nella norma federale stessa, prevista dall’art. 65 LAMal, e dalle norme
espresse dal legislatore nella LCAMal. Entro questi parametri, che appaiono
decisamente rispettati, le norme dell’esecutivo cantonale vanno ritenute ed applicate.

 

                             2.21.   Va quindi ritenuta la correttezza
dell’agire della Cassa che ha rettamente applicato norme valide, cogenti e
dalle quali non ci si deve scostare. Dati i presupposti degli art. 11 e 14
RLCAMal l’amministrazione doveva accertare manualmente i presupposti per il
diritto alla RIPAM del ricorrente. Non poteva, infatti, riferirsi ad altra
tassazione. Anche qui occorre richiamare la giurisprudenza sviluppata da questo
Tribunale cantonale delle assicurazioni sotto l’egida del previgente diritto,
pienamente applicabile in concreto, secondo cui 

 

" Va
qui evocato come unicamente una tassazione ordinaria o intermedia riferita al
periodo fissato dal Consiglio di Stato nel suo decreto esecutivo possa essere
utilizzata per una domanda di sussidio o di revisione come chiaramente
desumibile dal tenore dell'art. 58 Reg. LCAMal (nello stesso senso gli art. 51
e 59 Reg. LCAMal v. inoltre quanto evocato nella sentenza 3 settembre 2004 inc.
36.2004.81).

In altri termini una decisione di tassazione relativa al periodo
fiscale 2003 (ossia la tassazione 2003B) con fissazione di importi inferiori ai
parametri rammentati sub. 2.2. non può essere utilizzata trattandosi di una
tassazione ordinaria riferita a periodo fiscale diverso da quello determinato
dall'esecutivo cantonale (per il quale una tassazione esiste) per delega del
legislativo (art. 49 LCAMal). Va evocato come le recenti novelle legislative
hanno modificato la determinazione del reddito imponibile in particolare
aumentando la possibilità di deduzioni. Tale motivo è verosimilmente alla base
della decisione del Consiglio di Stato di non modificare i parametri di cui al
DE citato del 12 novembre 2003 ma di rinviare comunque alla tassazione
2001-2002."

 

                                         Non è quindi applicabile
altra tassazione rispetto a quella determinata dal Consiglio di stato nell’annuale
decreto esecutivo fondato sull’art. 40 LCAMal.

 

                             2.22.   Alla luce di quanto precede,
il procedere della Cassa risulta corretto ed il suo calcolo non è stato, a
ragione, contestato dall’assicurato. Infatti l’amministrazione ha determinato
un reddito disponibile di CHF 45'519 desunto dal foglio paga fornito
dall’assicurato medesimo, ha considerato il premio medio di riferimento
determinato dal Consiglio di Stato in CHF 4965 ed il limite di reddito per la
RIPAM massima di CHF 17'368. Ne viene che il calcolo è il seguente:

 

" {4'965 - [(45'519 – 50% 17'368) x 20%]} x 70% = fr. – 1'681.40"

 

                                         Come correttamente
ritenuto dalla Cassa, RI 1 non ha diritto, per l’anno 2014, ad alcuna riduzione
del premio. Il suo ricorso va respinto senza carico di tassa di giustizia e
spese.

                                      

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso 30 ottobre 2014
formulato da RI 1 è respinto.

 

                                   2.   Non si
prelevano tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti