# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** da8a6986-b659-56ba-b5b4-5496bd546110
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-05-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 05.05.2004 30.2003.298
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2003-298_2004-05-05.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2003.298/

  03789/109

  	
  Bellinzona

  5
  maggio 2004

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente
con Sascha Krämer in qualità di segretario per statuire sul ricorso 8 settembre
2003 presentato da

 

	
   

  	
  ___________ ___________, ___________, 

  difeso da: Avv. ___________ ___________,
  ___________, 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione n.
  _______/____ del ___________ 2003 emessa dalla Sezione
  dei permessi e dell'immigrazione, ___________,
  

  

 

viste                                  le
osservazioni del 29 settembre 2003 presentate dalla Sezione dei permessi e
dell'immigrazione, ___________;

 

                                         letti ed esaminati gli atti.

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La Sezione dei
permessi e dell'immigrazione con
decisione 22 agosto 2003 ha inflitto al signor ___________ ___________,
gerente e gestore del locale notturno ___________, una multa di fr.
500.--, oltre la tassa di giustizia di fr. 100.-- e le spese di fr. 20.--, per
aver impiegato in qualità d'intrattenitrici dal 3 febbraio 2003 al 12 febbraio
2003, per complessivi 23 giorni, le cittadine di stati terzi ___________
___________, ___________ ___________, Inara ___________ e ___________
___________ sprovviste del permesso della competente autorità
dipartimentale, che consentisse loro di svolgere tale attività.

 

                                         Fatti accertati dalla Polizia
cantonale durante l'ispezione dell'esercizio pubblico ___________ in Via
___________ ___________, svoltasi in data 12 febbraio 2003 ed in seguito
all'interrogatorio delle suddette signore in data 13 febbraio 2003.

 

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 3 cpv. 3 LDDS, 6 OLS, 10 cpv. 1 OLS e dell'art. 45
RLaLPS - extra CE/AELS.

 

                                 B.     Contro la predetta
pronuncia dipartimentale ___________ ___________,
con ricorso 8 settembre 2003, si aggrava ora davanti a questo giudice
chiedendone l'annullamento. 

                                         Egli infatti sostiene
l'insufficienza della motivazione a fondamento della succitata decisione, la
lesione del principio del contraddittorio, le modalità arbitrarie con le quali
sono state verbalizzate le signore, il proscioglimento del ricorrente in
seguito all'annullamento dei decreti di multa nei confronti di ___________
___________ e ___________ ___________, e la totale mancanza di
fedefacenza delle prove.

 

                                 C.     La Sezione dei permessi
e dell'immigrazione propone con scritto 29 settembre 2003, per contro, che il gravame sia respinto e che la decisione impugnata sia confermata.

 

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi
dell'art. 12 LPContr.

 

                                 2.     Il ricorrente contesta
la totale assenza di motivazione a fondamento della decisione 22 agosto 2003.

                                         Quanto indicato nella
decisione impugnata si riferisce agli accertamenti esperiti durante il
sopralluogo del 12 febbraio 2003 e gli interrogatori del 13 febbraio 2003,
notificati al ricorrente con intimazione di rapporto di contravvenzione 10
luglio 2003. Risulta quindi che la decisione impugnata, che fa esplicito
riferimento allo scritto precedente e al rapporto di polizia, è chiaramente e
sufficientemente motivata in merito all'applicazione delle norme 3 cpv. 3 LDDS,
6 OLS, 10 cpv. 1 OLS e 45 RLaLPS - extra CE/AELS.

                                         La censura deve pertanto
essere respinta.

 

                                 3.     ___________ ___________ si
duole inoltre di una violazione del principio del contraddittorio, perché le
dichiarazioni delle 4 signore in discussione non sono state assunte in presenza
sua o del suo patrocinatore. Contesta pure che alle interrogate non sia stata
indicata in ingresso la possibilità di non rispondere.

 

                                         Preliminarmente si osserva che
la procedura contravvenzionale non è retta dal Codice di procedura penale, ma
dalla Legge di procedura per le contravvenzioni. Questa legge non prevede la
presenza di difensori o di terzi in occasione della stesura del rapporto di
contravvenzione da parte della polizia. Peraltro la presenza di difensori agli
interrogatori di polizia è esclusa anche dal CPP.

                                         Il denunciato, a salvaguardia
dei suoi diritti, può presentare osservazioni entro 15 giorni dall'intimazione
del rapporto di polizia e può chiedere il complemento di inchiesta (cfr. art. 3
LPContr). Ciò significa che può anche postulare la riassunzione di testimoni e
proporre domande da formulare loro.

                                         La stessa facoltà gli è
concessa se ritiene che gli interrogatori siano stati effettuati in dispregio
di garanzie procedurali.

                                         In concreto il ricorrente pur
presentando osservazioni il 28 luglio 2003 non ha chiesto alcun complemento di
inchiesta. E' quindi malvenuto a contestare ora il contenuto dei verbali di
interrogatorio.

 

                                 4.     L'insorgente postula il
proscioglimento dall'accusa in seguito al proscioglimento delle signore ___________
___________ e ___________ ___________. Nel caso concreto l'autorità
dipartimentale con scritto 26 agosto 2003 e 3 settembre 2003 ha optato per
l'annullamento dei decreti di multa 11 luglio 2003 nei confronti delle citate
signore. L'annullamento di tali decisioni non comporta però automaticamente
l'annullamento della decisione dipartimentale nei confronti del ricorrente.
Infatti, l'autorità cantonale ha mantenuto i decreti di multa a carico delle
signore Irina ___________ e ___________ ___________, le cui
violazioni alle normative sulla dimora degli stranieri stanno a fondamento
della decisione impugnata. Né tantomeno l'annullamento delle suddette decisioni
ha per conseguenza lo stralcio dei verbali sottoscritti da ___________
___________ e ___________ ___________.

 

                                         L'annullamento dei predetti
decreti di multa non inficia in alcun modo la procedura contravvenzionale nei
confronti dell'insorgente, le censure avanzate da quest'ultimo devono essere
respinte.

 

                                 5.     Il giudice della Pretura
penale esamina liberamente tutte le questioni di fatto e di diritto inerenti
alla decisione impugnata; egli non è vincolato alle domande di prova delle
parti e ha facoltà di completare l'istruttoria d'ufficio, agendo egli stesso o
per il tramite delle autorità amministrative inferiori (art. 11 cpv. 1 LPContr
e art. 12 cpv. 1 LPContr). È quindi data al competente giudice la facoltà del
libero apprezzamento delle prove, in particolare dei verbali, e non alla parte
ricorrente, che sostiene l'annullamento delle prove per l'assoluta mancanza di
fedefacenza delle stesse. Ne consegue che su questo punto il gravame del
ricorrente deve essere respinto.

 

                                 6.     Giusta l'art. 3 cpv. 3
LDDS, lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di
lavoro potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizzi a ciò.
Segnatamente, il datore di lavoro non deve lasciar assumere un impiego ad uno
straniero senza essersi preventivamente assicurato, consultando il libretto per
stranieri oppure informandosi presso l'autorità di polizia straniera, che il
lavoratore straniero è autorizzato ad assumere questo impiego (art. 10 cpv. 1
OLS).

 

                                         Le infrazioni alle
disposizioni di polizia degli stranieri o ai provvedimenti delle autorità
competenti sono punite con una multa fino a fr. 2'000.--; nei casi di minima
gravità si potrà prescindere da ogni pena (art. 23 cpv. 6 LDDS e art. 45
RLaLPS-extra CE/AELS).

 

                                         Per indizio s'intende un fatto
che permette di fare delle conclusioni su un altro determinato fatto. Un
indizio può quindi già stabilire la colpevolezza dell'accusato; di fronte però
a più indizi, che devono essere considerati nel loro insieme, la colpevolezza
dell'accusato può essere stabilita con certezza. La prova indiziaria deve
essere ritenuta equivalente alla prova diretta, visto che in certi casi è la
prova indiziaria a sostituire la prova diretta e sulla quale poi il giudice
basa il suo giudizio (cfr. HAUSER/SCHWERI, Schweizerisches Strafprozessrecht,
5a. edizione, § 54 n. 4 e § 59 n. 12 ss.).

 

                                         In concreto va osservato
quanto ha dichiarato la signora ___________ ___________ in data 13
febbraio 2003:

 

                                         "La sera dopo le ore
22.00 mi reco presso il locale notturno ___________, dove resto
fino alla chiusura del locale in questione. In particolare, mi occupo di bere
con i clienti, intrattenendoli mentre mi offrono delle bibite. Questo per tutte
le sere a partire dal 04.02.2003 sino al 12.02.2003 (data del controllo)
eccetto la domenica. […] Dopo un qualche giorno di prova volevo stipulare un
contratto di lavoro. Inoltre ho sentito che in teoria dovrebbero esserci delle
percentuali sulle consumazioni offerte dai clienti" (contravvenzione
alle prescrizioni di polizia degli stranieri 13 febbraio 2003).

 

                                         Secondo la giurisprudenza, ai
sensi della normativa sulla polizia degli stranieri è unicamente determinante
che lo straniero abbia effettivamente svolto per un certo periodo dei servizi a
favore di un datore di lavoro domiciliato in Svizzera; non è quindi necessaria
la presenza di un qualsivoglia contratto, né tantomeno è richiesta una lunga
durata dell'attività (cfr. DTF 99 IV 110 consid. 1; ROSCHACHER, Die Strafbestimmungen
des Bundesgesetzes über den Aufenthalt und Niederlassung der Ausländer, Reihe
Strafrecht vol. 17, pag. 105).

 

                                         A tal proposito si
ribadisce che se anche nessuna delle signore interrogate ha dichiarato di aver
avuto un contratto o di essere stata assunta dal ricorrente, non si può certo
confutare che la signora ___________ svolgesse oggettivamente l'attività
d'intrattenitrice e che in particolare sussistevano le basi per la stipulazione
di un contratto ("Dopo qualche giorno di prova volevo stipulare un
contratto di lavoro" [contravvenzione alle prescrizioni di polizia
degli stranieri 13 febbraio 2003]. 

 

                                         D'altronde non si può negare
che il ricorrente, soprattutto nella sua funzione di gestore e gerente del
locale notturno, abbia tollerato l'attività della signora Nesterova della quale
indubbiamente doveva essere a conoscenza vista l'assidua presenza di quest'ultima
nell'esercizio pubblico ("La sera dopo le ore 22.00 mi reco presso il
locale notturno ___________, dove resto fino alla chiusura del
locale in questione. […] Questo per tutte le sere a partire dal 04.02.2003 sino
al 12.02.2003 (data del controllo) eccetto la domenica" [contravvenzione
alle prescrizioni di polizia degli stranieri 13 febbraio 2003]). Come assidua è
risultata anche la frequentazione del citato esercizio pubblico da parte di ___________
___________, come ella stessa ha dichiarato:

 

                                         "Sono stata presente
nel locale in questione il giovedì 06 e il venerdì 07 febbraio 2003 e nei
giorni di martedì 11 e mercoledì 12 febbraio 2003, nelle ore serali durante
l'apertura e chiusura dell'esercizio pubblico" (contravvenzione alle
prescrizioni di polizia degli stranieri 13 febbraio 2003).

 

                                         Le suddette signore non
possono quindi essere considerate delle semplici e occasionali clienti del
locale notturno ___________, di conseguenza la censura avanzata dal
ricorrente è priva di fondamento e deve essere respinta.

 

                                 7.     Vi sono
comunque ulteriori indizi a sostegno della tesi avanzata dalla Sezione dei
permessi e dell'immigrazione e dalla polizia. In primo luogo, va rilevato come
tra il ricorrente e la signore ___________ ___________, ___________
___________ e ___________ ___________ sussistessero comunque dei
rapporti contrattuali. Infatti, le tre signore occupavano un monolocale a ___________
il cui locatore è risultato essere il ricorrente. L'affitto è stato
stipulato con una pigione mensile di fr. 1000.-- a persona, benché le signore
non fruissero di alcuna forma di guadagno. Come si evince dal rapporto di
contravvenzione alle prescrizioni di polizia degli stranieri 14 febbraio 2003,
le signore non svolgevano alcuna attività lucrativa, ma hanno dichiarato di essere
disoccupate o studentesse.

 

                                         In secondo luogo, si osserva
come i mantelli delle citate signore siano stati rinvenuti in un locale privato
dove usualmente gli impiegati del locale notturno depositano i loro effetti
personali. Tale indizio ribadisce che le signore non erano delle semplici
clienti del locale notturno ___________.

 

                                         Nel complesso le costatazioni
rilevate dalla polizia e i verbali rilasciati dalle signore risultano contenere
degli indizi sufficienti a giustificare una decisione contravvenzionale nei
confronti del ricorrente. Di conseguenza su questo punto il gravame presentato
dal ricorrente deve essere respinto.

 

                                 8.     Giusta l'art 6 cpv. 1
OLS, è considerata attività lucrativa qualsiasi attività dipendente o
indipendente che normalmente dà guadagno, anche se esercitata a titolo
gratuito. Per la giurisprudenza dunque la retribuzione per l'attività svolta
non è un elemento determinante ai fini della concretizzazione della presente
normativa (cfr. ROSCHACHER, op. cit., pag. 102).

 

                                         In concreto le signore ___________
e ___________ hanno svolto l'attività d'intrattenitrice prive di un
regolare permesso, attività che normalmente permette di perseguire un guadagno
a chi la esercita nonché al gerente/gestore dell'esercizio pubblico che le
ospita e non può per contro essere definita un'attività di puro svago.

 

                                         L'applicazione dei predetti
disposti alla presente fattispecie è corretta, la presente censura deve
pertanto essere respinta.

 

                                 9.     Questo giudice
giunge alla conclusione che il ricorrente abbia effettivamente commesso
l'infrazione rimproveratagli. La multa inflitta è, peraltro, confacentemente
proporzionata alla gravità dell'infrazione commessa, rettamente commisurata al
grado di colpa e contenuta nei limiti concessi dalla legge.

                                         Il ricorso va pertanto
respinto, seguito di tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).

 

 

per questi motivi,                visti gli art. 3 cpv. 3 LDDS, 12 cpv.
1 LDDS, 23 cpv. 6 LDDS, 6 OLS, 10 cpv. 1 OLS, 45 RLaLPS - extra CE/AELS e gli
art. 1 segg. LPContr;

 

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso 8 settembre 2003 è
respinto e la decisione impugnata è confermata. 

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 150.-- e le spese di fr. 50.-- sono a carico del
ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
  Sezione dei permessi e
  dell'immigrazione, ___________, 

  ___________ ___________,
  ___________, 

  Avv. ___________ ___________, ___________,
  

  

 

 

 

Il presidente:                                                                            Il
segretario:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:     Contro la presente sentenza può essere
interposto ricorso per cassazione alla Corte di cassazione del Tribunale
federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale
federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni dalla notifica
della sentenza (art. 272 PP).