# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4b575fe1-f20c-5b79-b9d1-df979f80719d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-05-18
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 18.05.2010 D-2420/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2420-2010_2010-05-18.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2420/2010/gam
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 8  m a g g i o  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Martin Zoller e Fulvio Haefeli, 
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, alias
B._______, alias
C._______,
Iraq,
(...),
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 22 marzo 2010 / N (...)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2420/2010

Fatti:

A.
L'interessato, dichiaratosi di origine irachena, etnia  curda, con ultimo 
domicilio a D._______, ha presentato domanda d'asilo  in  Svizzera il 
(...).

Interrogato  sui  motivi  di  asilo,  egli  ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per 
quanto è qui di rilievo, di essere espatriato per il fatto di essere ricer-
cato nel suo paese da persone di origine araba. Il ricorrente ha riferito 
di non aver subito direttamente dei maltrattamenti o delle minacce da 
questi individui, né tanto meno di aver avuto contatti con essi. Tuttavia, 
egli avrebbe lasciato l'Iraq per il timore di essere ricercato ed ucciso 
dagli arabi, posto che, a causa del suo lavoro che prevede la vendita e 
consegna di  materiale,  tra  gli  altri,  anche ad americani,  gli  stessi  lo 
avrebbero già minacciato per il tramite della sua famiglia.

B.
In data 4 dicembre 2009, il richiedente è stato sottoposto ad un esame 
LINGUA al fine di chiarire i dubbi circa la sua provenienza. Questo test 
ha sconfessato il  richiedente, determinando con certezza che la sua 
socializzazione non è avvenuta a D._______ come asserito, bensì in 
un ambiente curdo del Kurdistan iracheno, con grande probabilità nel 
distretto di E._______(governatorato di F._______).

C.
In data 6 gennaio 2010, il documento di identità del richiedente, spedi-
togli nel frattempo per posta da un un collega di lavoro, è stato sotto-
posto a perizia per valutarne l'autenticità. La verifica in parola ha potu-
to stabilire, sulla scorta di diverse ed evidenti imprecisioni, la falsità del 
documento.

D.
In data 27 gennaio 2010, è stato conferito al richiedente il diritto di es-
sere  sentito  sulle  risultanze del  rapporto  LINGUA, nonché in  merito 
alla perizia concernente la veridicità del documento di identità.

E.
Tramite decisione del 22 marzo 2010, notificata al ricorrente il 27 mar-
zo 2010 (cfr. risultanze processuali), l'Ufficio federale della migrazione 
(di seguito: UFM, autorità inferiore) ha respinto la succitata domanda 

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d'asilo. Detto Ufficio  ha pure pronunciato l'allontanamento del  richie-
dente dalla Svizzera nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesi-
mo, siccome lecita, esigibile e possibile.

F.
In data 12 aprile 2010, l'interessato ha inoltrato ricorso dinnanzi al Tri-
bunale  amministrativo  federale  (di  seguito  TAF)  contro  la  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto  l'annullamento  della  decisione  impugnata  con 
conseguente concessione dell'asilo in Svizzera, subordinatamente, la 
concessione dell'ammissione provvisoria vista l'inesigibilità dell'esecu-
zione dell'allontanamento verso il Paese d'origine. Egli ha altresì pre-
sentato  una  domanda  di  esenzione  dal  pagamento  anticipato  delle 
spese di giustizia.

G.
Con scritto del 26 aprile 2010, il  ricorrente ha fatto pervenire al TAF 
copia del certificato di nascita e dell'attestato di residenza.

H.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri-
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia  d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il TAF, in virtù 
dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 
PA prese dalla autorità menzionate all'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA.

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Il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità 
inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della  stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a  – c PA); è  pertanto legittimato ad 
aggravarsi contro di essa.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma e 
al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi). Il 
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del TAF 
D-4917/2006 del 12 luglio 2007, consid. 3; PIERRE MOOR, Droit admini-
stratif, vol. II, 2. ed., Bern 2002, no. 2.2.6.5).

3.
3.1 La Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le di-
sposizioni della LAsi (art. 2 LAsi). Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifu-
giate le persone che, nel paese d'origine o di ultima residenza, sono 
esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionali-
tà, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opi-
nioni  politiche, ovvero hanno fondato timore di  essere esposte a tali 
pregiudizi.

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita, 
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al-
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

3.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve pro-
vare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di  rifugiato. La 
qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 
probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in par-
ticolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 

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o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo deter-
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri-
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de-
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare  il  giudizio  valorizzando,  contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 
giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 
n. 23, GICRA 2005 n. 21, consid. 6.1).

4.
4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM, ha considerato inverosimili  ed 
inattendibili le allegazioni del richiedente concernenti i suoi motivi d'a-
silo. In particolare, secondo l'autorità di prime cure, egli non è stato in 
grado di rendere verosimili la propria provenienza, la propria identità e 
le minacce che stanno alla base della propria fuga. Infine, l'UFM ritie-
ne che l'esecuzione dell'allontanamento del richiedente è ammissibile, 
esigibile e possibile.

4.2 Nel gravame, l'insorgente ha ribadito quanto già sostenuto in sede 
di audizione, e meglio di aver lasciato l'Iraq in seguito alle minacce ri-
cevute in Patria da persone di origine araba a causa della sua attività 
di rifornimento delle forze americane. Inoltre, egli sostiene, in sostanza 
e per quanto è qui di rilievo, che l'esame LINGUA al quale è stato sot-
toposto non rispecchia la realtà ribadendo di essere cittadino iracheno, 
proveniente da D._______. Egli avversa pure, senza tuttavia avanzare 
censure concrete, la verifica a cui è stato sottoposto il documento di 
identità che ha consegnato alle autorità. Il ricorrente conclude che la 
decisione impugnata si fonda su un accertamento inesatto dei fatti rile-
vanti ai fini della procedura d'asilo, e che pertanto, essendo esposto al 

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rischio di uccisione da parte degli arabi presenti sul territorio iracheno, 
un suo rinvio in Iraq non è ragionevolmente esigibile. Egli  ha, altresì, 
presentato una domanda d'esenzione dal versamento delle spese anti-
cipate di giustizia.

5.
5.1 Questo Tribunale osserva preliminarmente che, come rettamente 
rilevato dall'autorità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazio-
ni determinanti in materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in 
mere, generiche ed imprecise affermazioni di  parte, non corroborate 
dal benché minimo elemento di seria consistenza, in sostanza per le 
ragioni indicate nel provvedimento litigioso.

In  particolare  questo  Tribunale  tiene  a  sottolineare  che  l'insorgente 
non ha saputo fornire indicazioni precise sui  fatti  addotti  a sostegno 
dei motivi presentati a fondamento della sua domanda d'asilo, ragione 
per cui v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza.

5.2 In primo luogo, quo al motivo legato alla sua attività, mal si com-
prende come il ricorrente abbia potuto esercitarla a D._______ se dal-
l'esame LINGUA risulta che egli possiede soltanto una conoscenza ru-
dimentale della zona. Sia come sia, va rilevato che il ricorrente non ha 
mai subito alcuna minaccia diretta, semmai queste gli sarebbero state 
riferite  dai  propri  famigliari.  Inoltre,  dopo la  prima asserita  minaccia, 
egli  ha continuato a lavorare senza preoccuparsi troppo e senza de-
nunciare il fatto alle autorità. Soltanto dopo la seconda minaccia, sem-
pre pervenuta tramite i  famigliari,  si  sarebbe trasferito  a E._______, 
continuando tuttavia ad esercitare la propria attività, frutto della citata 
turbativa. Occorre qui rilevare che, per ammissione dell'insorgente me-
desimo, dopo tale spostamento, pur continuando a fare lo stesso lavo-
ro, egli non è più stato raggiunto da molestia alcuna. Malgrado ciò, egli 
ha deciso di espatriare per il timore che gli arabi prima o poi lo avreb-
bero trovato. Sia come sia, fintanto che il ricorrente è rimasto in patria 
non ha subito alcun atto di violenza e neppure ha mai avuto contatti 
con le persone che lo avrebbero minacciato. Oltretutto, dopo l'asserita 
fuga interna verso E._______, egli non ha più ricevuto minacce, nem-
meno per  interposta persona  (cfr. verbale di  audizione del 30 novem-
bre 2009, pagg. 5 e 6, verbale di audizione del 27 gennaio 2010, pagg. 4, 
5 e 6).

Oltre a ciò, stando a quanto allegato dal ricorrente, egli sarebbe origi-
nario di D._______ (cfr. verbale di audizione del 30 novembre 2009, pag. 

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1). L'esame LINGUA, al quale è stato sottoposto il ricorrente, ha asso-
lutamente sconfessato quanto da egli allegato, escludendo con certez-
za l'origine dichiarata e attribuendo la provenienza dell'interessato ad 
un ambiente curdo nel Kurdistan iracheno, con ogni probabilità nel di-
stretto di E._______ (governatorato di F._______) (cfr. rapporto sull'e-
same LINGUA,  pagg. 1  e  5). Quanto  ritenuto  dall'esaminatore  trova 
conforto nelle lacune conoscitive, sia a livello geografico che socio-po-
litico, dimostrate dal ricorrente a proposito della regione di D._______, 
ove egli pretende di essere nato e vissuto tutta la vita (cfr. rapporto sul-
l'esame LINGUA, pagg. 2 e 3). È infatti  inverosimile affermare di  aver 
vissuto tutta la vita a D._______ e di averci svolto un'attività commer-
ciale senza neppure avere conoscenza del luogo.

Un ulteriore, rilevante elemento è la falsità del documento di identità, 
ricevuto per posta da un collega di lavoro, che il richiedente ha deposi-
tato presso l'UFM. La verifica dell'autenticità alla quale è stato sottopo-
sto detto documento ha, infatti, portato alla luce diverse imprecisioni e 
mancanze che hanno fatto concludere l'esperto incaricato per la natu-
ra mendace dello stesso (cfr. scheda di esame del documento di iden-
tità).

A mente di questo Tribunale, l'autorità inferiore ha rettamente conside-
rato che i fatti addotti  dal ricorrente nella presente procedura d'asilo, 
non sono propri a motivare la qualità di rifugiato.

5.3 Anzitutto, in virtù del principio della sussidiarietà della protezione 
internazionale  per  rapporto  alla  protezione  nazionale,  si  deve  poter 
esigere da un richiedente d'asilo che abbia esaurito, nel proprio Pae-
se, le possibilità di protezione contro eventuali  persecuzioni prima di 
sollecitare  quella  di  uno  Stato  terzo. Infatti,  tali  situazioni,  ancorché 
spiacevoli, non sono determinanti per il riconoscimento dello statuto di 
rifugiato se la persona che ne è vittima beneficia nel suo luogo d'origi-
ne di un accesso concreto a delle strutture efficaci di protezione e che 
può essere ragionevolmente richiesto che egli faccia appello a questo 
sistema di protezione interna (cfr. decisione del TAF D-7847/2006 del 
18 agosto 2009; GICRA 2006 n. 18 pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 n. 
15 pagg. 107 e segg.).

5.4 Stando alle dichiarazioni addotte dal richiedente, egli non si è mai 
rivolto alle autorità locali per denunciare le presunte minacce rivoltegli 
da  persone  di  origine  araba  (cfr. verbale  di  audizione  del  27 genna-
io 2010, pag. 7).  Pertanto non si può ritenere che, nel caso in rasse-

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gna, le forze dell'ordine abbiano rinunciato a proteggerlo o siano state 
impossibilitate a farlo.

Perciò, si deve ritenere che il ricorrente non ha intrapreso tutte le pro-
cedure che ci si poteva attendere da lui al fine di far valere i propri di-
ritti presso le autorità competenti.

5.5 Visto tutto quanto sopra, le allegazioni del ricorrente circa le asse-
rite persecuzioni di cui sarebbe oggetto in patria sono da ritenersi pa-
lesemente inverosimili. Ad ogni modo, non vi è ragione di ritenere che 
egli non possa ottenere dalle competenti autorità in patria, se opportu-
namente sollecitate, un'appropriata protezione contro l'eventuale futu-
ro agire illegittimo da parte di terzi nei suoi confronti.  In conclusione, 
quindi,  senza  che  sia  necessario  abbozzare  ad  ulteriori  elementi  di 
inattendibilità del racconto reso dall'insorgente, questo Tribunale ritie-
ne che l'UFM ha rettamente considerato che le dichiarazioni del ricor-
rente non soddisfano le condizioni di verosimiglianza previste dall'art. 
7 LAsi.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, destituito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

6.
6.1 Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio fe-
derale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordi-
na l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi).

6.2 Il  ricorrente  non adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 come pure art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni procedurali dell'11 ago-
sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. GICRA 2001 n. 21).

7.
Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) 
prevede che la stessa sia ammissibile (cpv. 3), esigibile (cpv. 4) e pos-
sibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di queste condizioni, 
l'Ufficio federale dispone l'ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStr). 
Tuttavia, questo principio è limitato dall'obbligo dell'interessato di colla-

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borare all'accertamento dei fatti giusta l'art. 8 cpv. 1 LAsi (v. la senten-
za del TAF D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; GICRA 2005 
no 1,  consid. 3.2.2;  WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfahrens,  Basel 
und Frankfurt  am Main,  1990,  pag. 262).  Si  tratta  di  un  tipico  caso 
d'applicazione dell'art. 13 cpv. 1 lett. c PA.

Nella misura in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione del-
l'UFM relativa alla domanda d'asilo del ricorrente, quest'ultimo non può 
prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 LAsi), 
generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale pubbli-
co ed espressamente enunciato all'art. 33 della Convenzione sullo sta-
tuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

7.1 Quo all'ammissibilità,  dalle  carte  processuali  non emergono ele-
menti da cui desumere che l'esecuzione dell'allontanamento del ricor-
rente in  Iraq possa violare l'art. 25 cpv. 2 della  Costituzione federale 
della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101), 
l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o possa esporre l'insorgente in patria al rischio rea-
le ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per 
la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'autore  del  gravame  è 
ammissibile; 

7.2 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e-
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai "réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al-
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-

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sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà socio-
economiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti,  in sé, a concretizzare una tale esposi-
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 
militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24, consid. 10.1 pag. 215).

7.3 Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti 
se l'interessato conclude a giusta ragione o meno il carattere inesigibi-
le dell'esecuzione del suo allontanamento, tenuto conto della situazio-
ne generale vigente attualmente in Iraq, da un lato, e la sua situazione 
personale, dall'altro.

7.4 Nel caso di specie, come evidenziato in precedenza (cfr. consid. 
5.2)  sulla  base dell'esame LINGUA, le  affermazioni  del  ricorrente  in 
merito alla propria provenienza sono manifestamente carenti ed inve-
rosimili. Sulla scorta delle risposte fornite dal ricorrente, l'esaminatore 
ha potuto stabilire che egli si esprime in lingua curda Kurmanji, parlata 
nell'ovest del governatorato di F._______, e pertanto che, con grande 
probabilità, il ricorrente proviene dal distretto di E._______ (cfr. rappor-
to sull'esame LINGUA, pagg. 1 e 5). A ciò aggiungasi che pure il docu-
mento di identità che un collega di lavoro ha inviato per posta al richie-
dente è risultato essere falso a seguito di una verifica dell'autenticità 
(cfr. scheda di esame del documento di identità). Peraltro, ai sensi di 
legge e prassi di questo Tribunale (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6), i do-
cumenti (certificato di nascita e attestato di residenza) prodotti dal ri-
corrente con lo scritto del 26 aprile 2010, non possono essere presi in 
considerazione  ai  fini  della  presente  causa,  posto  che,  oltretutto,  si 
tratta di semplici copie.

Ciò stante, il ricorrente ha violato l'obbligo di collaborare con riferimen-
to all'indicazione della sua vera cittadinanza, a lui senza dubbio nota, 
ponendo le autorità nell'impossibilità di conoscere con certezza il suo 
luogo d'origine rispettivamente di poter valutare l'esistenza di ostacoli 

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all'esecuzione dell'allontanamento, non spettando alle autorità in ma-
teria  d'asilo  di  determinare  la  reale  provenienza  dell'insorgente  (cfr. 
decisioni  del  TAF D-1736/2009 del 27 marzo 2009; D-3170/2008 del 
20 maggio 2008; D-4787/2007 del 20 luglio 2007; D-3975/2007 del 15 
giugno 2007; nonché GICRA 2005 n. 1, consid. 3.2.2).

7.5 Non di meno, sulla base degli elementi che si evincono dagli atti, 
si può partire con grande probabilità dal principio che egli sia originario 
del distretto di E._______ nel governatorato di F._______, nel nord dell'I-
raq (cfr. rapporto sull'esame LINGUA, pagg. 1 e 5). Ora, in merito allo sta-
to della sicurezza in Iraq, questo Tribunale ha già avuto modo di precisare 
che nelle tre province curde nel nord dell'Iraq (Dohuk, Erbil e Suleima-
niya) non vige, al momento, una situazione di violenza generalizzata e la 
situazione politica non è talmente tesa da considerare un rimpatrio come 
generalmente inesigibile. Segnatamente,  lo  stato della  sicurezza è più 
stabile ed equilibrato rispetto al resto del Paese. Inoltre, la situazione dei 
diritti dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq. 
In particolare, l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province cur-
de è esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in buona salu-
te e giovani, a condizione che la persona interessata sia originaria della 
regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di una rete socia-
le, segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazioni con i 
partiti al potere (DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare 7.5.1 e 7.5.8).

7.6 Quanto alla situazione personale dell'insorgente, si rileva che il ricor-
rente ha una formazione di base avendo egli frequentato la scuola per tre 
anni. Egli ha inoltre esperienza lavorativa avendo operato in qualità di tut-
tofare al servizio di un commerciante di prodotti alimentari, per il quale 
non solo trasportava la merce ma eseguiva pure compiti amministrativi e 
teneva la contabilità (cfr. verbale di audizione del 30 novembre 2009, pag. 
2). Dai verbali di audizione emerge inoltre che il ricorrente dispone anco-
ra di una fitta rete sociale in Patria, dove ha lasciato i genitori e cinque 
fratelli (cfr. verbale di audizione del 30 novembre 2009, pag. 3). Infine, il 
ricorrente non ha, nelle sue allegazioni ricorsuali,  preteso di soffrire di 
gravi problemi di salute che possano giustificare un'ammissione provviso-
ria (GICRA 2003 n. 24), e nemmeno da un esame d'ufficio degli atti  di 
causa emerge la necessità di una permanenza dell'autore del gravame in 
Svizzera per motivi  medici.  In  siffatte  circostanze,  considerati  tutti  gli 
elementi di fatto evidenziati, questa autorità ritiene, siccome adempiuti 
i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento 

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alle effettive possibilità per il ricorrente, un adeguato reinserimento so-
ciale nel suo Paese d'origine.

Pertanto, l'allontanamento del ricorrente deve essere considerata ra-
gionevolmente esigibile.

7.7 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti,  il  ricorrente, 
usando della dovuta diligenza potrà procurarsi  ogni documento neces-
sario al rimpatrio.

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

7.8 Sulla scorta delle considerazioni che precedono, l'esecuzione dell'al-
lontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile.  Di 
conseguenza, anche in materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il 
gravame va disatteso e la querelata decisione confermata.

8.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto;

9.
Avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione dal 
versamento dell'anticipo equivalente alle presunte spese processuali è di-
venuta senza oggetto.

10.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

11.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

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La pronuncia è quindi definitiva.

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. Il 
succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM, Divisione soggiorno (allegati: incarto N (…) e copia del ricor-

so del 12 aprile 2010, per corriere interno; in copia)
- G._______(in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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