# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 21dd4756-84e9-5e7d-af94-ac54ec906a78
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-05-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 02.05.2003 INC.2003.14903
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-14903_2003-05-02.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.14903

  	
  Lugano

  2 maggio 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Franco Lardelli

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 18/22 aprile 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________attualmente
  presso il Penitenziario cantonale

  (patrocinato
  dall’__________)

   

  

e qui trasmessa il 25/29 aprile 2003, con preavviso negativo
dal 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Antonio
  Perugini, 6500 Bellinzona

  

 

viste le osservazioni 30 aprile
2003 dell’accusato, che conferma contenuti e conclusioni dell’istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato 

 

 

 

in fatto e in
diritto

 

 

 

1.

 

La mattina del 13 marzo 2003 a __________,
nell’ambito dell’inchiesta denominata “Indoor” (avente per oggetto il
perseguimento di produttori indoor di canapa per la successiva rivendita quale
prodotto stupefacente), durante la perquisizione dell’immobile in __________,
di proprietà di __________, la polizia cantonale ha sequestrato 1300 piante
vive di canapa pronte per essere impiantate. Sul posto era presente __________,
che, allertato dall’accusato ( assente nella Svizzera interna), essendo in
possesso della chiave per accedere ai locali, ha permesso alla polizia di
procedere alla perquisizione. Le perquisizioni domiciliari avvenute quello
stesso giorno, hanno portato al sequestro di documentazione cartacea in
possesso di __________ relativa a calcoli di costi di coltivazione di canapa.

Quello stesso giorno, nei canapai
__________ e __________ di __________ e nei locali situati sopra il canapaio __________,
la polizia ha pure sequestrato circa 100 Kg di canapa essiccata e 777 piante
vive di canapa.

Nell’ambito della suddetta
inchiesta, il 14 marzo 2003 è stato arrestato __________, con contestuale
promozione dell’accusa nei suoi confronti per infrazione aggravata, sub.
semplice, alla LFStup (art. 19 cifra 1 e cifra 2 lett. c LFStup). Interrogato
dalla polizia il giorno del suo arresto e in seguito il 19 e il 24 marzo 2003,
egli ha negato ogni responsabilità in merito alle piante di canapa rinvenute a __________
ed ha dichiarato che la piantagione sarebbe, a suo dire, di __________. Egli ha
pure negato di sapere che la canapa da lui venduta nei canapai __________ e __________
venga poi utilizzata come stupefacente. __________ ha infine pure negato di
aver avuto una piantagione di canapa a __________.

In data 31 marzo 2003, questo
giudice aveva respinto una prima istanza di libertà provvisoria.

Nel seguito l’accusato è stato
nuovamente interrogato dalla polizia in data 15 aprile 2003 e (dopo l’inoltro
della nuova istanza dei libertà provvisoria qui in oggetto) in data 28 aprile
2003.

 

 

2.

 

 

Con istanza di libertà
provvisoria, datata 18 aprile 2003, l’accusato chiede nuovamente di essere
messo in libertà provvisoria.

 

Il Procuratore pubblico esprime
preavviso negativo. Per i bisogni istruttori, oltre a generico rinvio a quanto
indicato nelle osservazioni alla precedente istanza di libertà provvisoria, il
magistrato inquirente indica “alcuni aspetti ancora oscuri” sui quali, “alla
luce anche delle dichiarazioni rese dalla moglie”, l’accusato sarebbe l’unico a
poter dare chiarimenti.

In merito al pericolo di
collusione e di inquinamento delle prove, il Procuratore pubblico indica “il
fatto che vi siano documentate prove di coinvolgimento di altre persone che
avrebbero avuto ruoli attivi nel commercio e nella coltivazione all’ingrosso di
canapa (vedi ad es.: __________; __________; __________; ecc.), non può che
costituire un pericolo per la conduzione celere ed efficace dell’inchiesta”. Vi
sarebbe poi anche un pericolo di recidiva per quanto già indicato in occasione
della precedente istanza di libertà provvisoria.

 

Con le osservazioni al preavviso
negativo l’accusato sottolinea ed evidenzia che non sussisterebbero né i bisogni
dell’istruzione, né il pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, né
il pericolo di recidiva.

 

 

 

3.

 

Come al dettato di legge ed a
giurisprudenza (REP 1998, pag. 333 ss.), l’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, il pericolo di collusione e di inquinamento delle prove e il
pericolo di recidiva.

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

4.

 

Con verosimiglianza sufficiente a
questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può con tranquillità
ribadire la presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________
e relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti.

Non vi sono tuttavia più
sufficienti presupposti per mantenere in essere la privazione della libertà
personale dell’accusato.

 

4.1

 

Per quanto concerne i bisogni
dell’istruzione, un generico rinvio a quanto indicato nelle osservazioni alla
precedente istanza di libertà provvisoria non appare sufficiente.

Comunque con riferimento alle
divergenze con le dichiarazioni di __________ – allora evocate – va detto che,
dagli atti messi a disposizione di questo giudice, nulla trapela in merito a
quanto è stato nel frattempo fatto per chiarire tali divergenze. In particolare
nulla è dato sapere delle dichiarazioni fatte dall’__________ dopo l’interrogatorio
di polizia (l’unico presente agli atti) del 13 marzo 2003 alle ore 11.00; e
dire che il medesimo è certamente pure stato ripetutamente interrogato, visto
che nel frattempo è stato rilasciato, dopo alcuni giorni di detenzione, senza
che si sia proceduto ad un confronto, che per altro neppure viene prospettato
nelle osservazioni del magistrato inquirente.

Per quanto attiene alle necessità
istruttorie di chiarire gli “aspetti ancora oscuri” indicati dal Procuratore
pubblico nelle osservazioni all’istanza ora in esame, va detto che queste
necessità da sole non giustificano il mantenimento della privazione della
libertà personale dell’accusato. Anche in questo caso nulla viene detto sugli
atti che devono ancora essere eseguiti per chiarire tali aspetti; né tantomeno
vengono prospettati interrogatori a confronto con la moglie dell’accusato – nel
frattempo pure rilasciata dopo alcuni giorni di detenzione – o con altri correi
o testimoni che fossero già stati assunti.

I chiarimenti indicati dal
magistrato inquirente potranno dunque essere eseguiti anche con l’accusato a
piede libero.

 

4.2

 

Per quanto concerne il paventato
pericolo di collusione e di inquinamento delle prove, con riferimento al
“documentato coinvolgimento di altre persone che avrebbero avuto ruoli attivi
nel commercio e nella coltivazione all’ingrosso di canapa (vedi ad es.: __________,
__________; __________; ecc.)”, va detto che la documentazione messa a
disposizione di questo giudice documenta ben poco in tal senso. Già si è detto
sul fatto che per __________ nulla è dato sapere delle sue dichiarazioni
posteriori al 13 marzo 2003. Per __________ e __________ nessuna dichiarazione
è agli atti, né tantomeno è dato sapere se siano nel frattempo stati
interrogati. __________ sembrerebbe già essere stato interrogato, visto che
nell’interrogatorio fatto dalla polizia all’accusato il 15 aprile 2003 si fa
riferimento a dichiarazioni di __________. Per __________ l’unico aggancio sono
le dichiarazioni di un teste, per il quale non è comunque prospettato un
interrogatorio a confronto con l’accusato.

I timori del Procuratore pubblico
non appaiono dunque sufficientemente concreti e documentati per giustificare il
mantenimento della carcerazione preventiva qui discussa.

 

4.3

 

Il pericolo di recidiva deve essere
concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una valutazione dell’insieme delle
circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato, il suo comportamento durante
l’istruttoria, la sua personalità, la sua costituzione fisica e soprattutto
psichica e le modalità di commissione dei reati che gli vengono addebitati,
così che la reiterazione appaia assai verosimile (LUVINI, I presupposti
materiali del carcere preventivo nel processo penale ticinese, REP 1989, pag.
294; Gérard PIQUEREZ, Manuel de procédure pénale suisse, Zurich 2001, n.
1479/1483).

A carico di __________ vi é una
precedente condanna ad un mese di detenzione, sospesa condizionalmente per due
anni, per infrazione alla legge federale sugli stupefacenti, emessa dal
Ministero pubblico __________ con decreto d’accusa __________ (cfr. casellario
doc. 5/2 MP).

In effetti, dubbi in merito al
paventato pericolo di recidiva appaiono senz’altro giustificati in
considerazione della precedente condanna che, evidentemente, non ha avuto
l’auspicato effetto deterrente. D’altro canto, in questa sede non può e non
deve essere discussa la problematica della prognosi circa il futuro
comportamento dell’accusato: è questo un tema di esclusiva competenza della
Corte di merito, che dalle proprie valutazioni trarrà le debite conseguenze sia
in riferimento alla sospensione condizionale della pena per il procedimento qui
in discussione, sia per quanto riguarda l’eventuale revoca della sospensione
condizionale della pena del 2001. Il pericolo di recidiva deve qui essere
valutato in un ottica a breve – medio termine, primariamente con riferimento
all’intervallo temporale che intercorre tra la liberazione provvisoria ed il
pubblico dibattimento (poiché una valutazione a più lunga gittata sarà fatta
dalla Corte, appunto in sede dibattimentale).

Nel caso di specie, va allora
rilevato che la precedente condanna del 2001 era stata contenuta in un decreto
d’accusa con pena ad un mese di detenzione. Se è pur vero che può preoccupare
il fatto che l’accusato abbia ripreso la medesima attività, con maggior
intensità, nel periodo di prova, va pur detto che nel precedente procedimento
non aveva subito carcerazione preventiva. Ora invece un mese e mezzo di
detenzione preventiva dovrebbe essere un deterrente sufficiente.

Nulla può essere matematicamente
escluso, ovviamente: tuttavia, nuovi reati commessi dall’accusato fra oggi ed
il processo sarebbero una manifestazione talmente eclatante di inaffidabilità
ed inclinazione alla recidiva, da aggravare in modo rilevante la sua posizione
di fronte ai giudici di merito. Vi è da augurarsi che almeno questo pericolo
sappia costringere __________ ad evitare, in futuro, ogni e qualsiasi attività
di commercio illecito di canapa.

Pertanto, pur con qualche residuo
dubbio dovuto allo specifico precedente ed al rinnovato delinquere durante il
periodo di prova, le circostanze del caso fanno apparire il pericolo di
recidiva non grave al punto da ostare, di per sé stesso, alla messa in libertà
provvisoria dell’accusato istante. Misure sostitutive non appaiono necessarie.

 

 

5.

 

In virtù di quanto sopra __________
deve ora essere scarcerato e posto in libertà provvisoria. Ciò non significa
che le accuse mosse nei suoi confronti siano ingiustificate e che l’inchiesta
nei suoi confronti non abbia più ragion d’essere. L’odierna decisione non
significa neppure, per chiarezza e a scanso di equivoci, che una nuova
restrizione della libertà personale non possa intervenire in futuro qualora
dovessero emergere fatti nuovi e nuove necessità.

 

 

Per i quali motivi,

 

visti gli artt. 95
ss., 107 ss., 279 ss. CPP , 10 CF , 5 CEDU ,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.       
L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è accolta.

Di conseguenza
l’istante deve essere immediatamente scarcerato.

 

 

2.       
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

Intimazione a:

 

 

                                                                                 giudice
Franco Lardelli