# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 64427286-7fa2-548f-888e-015e73cef8e8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-03-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 03.03.2004 10.2003.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_10-2003-31_2004-03-03.html

## Full Text

Incarto n.

  10.2003.31

  	
  Lugano

  3 marzo 2004/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G. A. Bernasconi, presidente,

  Giani e Walser

  

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare sull'istanza di delibazione del
17 ottobre 2003 presentata da

 

	
   

  	
  __________

  (patrocinata dall'avv. __________)

   

  

                                         riguardante
la sentenza emanata il 19 dicembre 2002 dall'Amts­gericht Neuss
(Renania Settentrionale­­-Vesfalia) nella causa di divorzio da lei promossa
contro

 

                                         __________;

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolta
l'istanza di delibazione;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che
davanti all'Amts­gericht di Neuss (Renania Settentrionale­­-Vesfalia)
pende un'azione di divorzio promossa da __________ nei confronti del marito
__________;

 

                                         che con
“decisione parziale” del 19 dicembre 2002 emessa in contumacia (Teilversäumnisurteil) il Tribunale ha
obbligato il marito a informare la moglie sulla propria situazione patrimoniale
al momento in cui è stata introdotta la causa di divorzio (11 marzo 2002),
presentando un inventario di attivi e passivi;

 

                                         che con
istanza del 17 ottobre 2003 __________ chiede ora a questa Camera di
riconoscere e dichiarare esecutiva la decisione appena citata;

 

                                         che
all'udienza del 22 dicembre 2003, indetta per il contraddittorio, l'istante ha
confermato la domanda, mentre il convenuto non è comparso;

 

e considerando

 

in diritto:                        che la Camera civile di appello è competente per riconoscere e
dichiarare esecutive nel Cantone Ticino, secondo le norme del diritto
internazionale privato (art. 29 LDIP), le sentenze civili emanate all'estero
(art. 511 cpv. 1 CPC);

 

                                         che la
relativa istanza è trattata nelle forme della procedura con­tenziosa di camera
di consiglio (art. 511 cpv. 2 con rinvio agli art. 361 segg. CPC);

 

                                         che la
decisione in esame è una sentenza finale, sebbene emes­sa in contumacia e
limitata alla definizione di un singolo pun­to del contenzioso fra le parti
(cfr. Musielak in: Münchener Kommentar
zur Zivilprozessordnung, Monaco 1992, n. 1 al § 301; Prütting, ibidem, n. 10 al § 333; Thomas/Putzo, ZPO, 20ª edizione, n. 1 al § 301 ZPO);

 

                                         che,
limitatamente al suo oggetto, essa può dunque essere trattata alla stregua di
una sentenza di divorzio o di separazione;

 

                                         che le
sentenze straniere in materia di divorzio o separazione sono riconosciute in
Svizzera, a norma dell'art. 65 LDIP, se sono pronunciate o vengono riconosciute
nello Stato di domicilio, di dimora abituale o di origine di uno dei coniugi
(cpv. 1), riservata l'ipotesi – estranea alla fattispecie – in cui la sentenza
sia stata emessa in uno Stato di cui nessuno dei coniugi o soltanto il coniuge
attore sia cittadino (cpv. 2);

 

                                         che
accanto all'art. 65 LDIP si applicano i trattati multilaterali o bilaterali
ratificati dalla Svizzera, in particolare – per quanto riguarda il caso in
esame – la convenzione tra la Confederazione e il Reich Germanico circa il
riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni giudiziarie e delle sentenze
arbitrali, del     2 novembre 1929 (RS 0.276.191.361), la Germania non avendo
firmato sinora la convenzione dell'Aia sul riconoscimento dei divorzi e delle
separazioni, del 1° giugno 1970 (RS 0.211.212.3);

 

                                         che,
dandosi concorso di norme tra l'art. 65 LDIP e un trattato internazionale, di
massima il trattato internazionale è prioritario (art. 1 cpv. 2 LDIP), a meno
che il diritto interno risulti più favorevole al riconoscimento della sentenza
estera e il trattato internazionale non impedisca di far capo a criteri più
favorevoli (Siehr in: Kommentar
zum Schweuzerschen Privatrecht, IPR, Basilea 1996, n. 2 ad art. 65);

 

                                         che nel
caso specifico il diritto interno è effettivamente più favorevole al riconoscimen­to
della sentenza straniera rispetto alle disposizioni sulla competenza dell'autorità
estera contenute nell'art. 2 della convenzione con il Reich Germanico (si veda
anche la rassegna di giurisprudenza in: Dutoit/Knoepfler/La­live/
Mercier, Répertoire de droit international privé suisse, vol. 2, Berna
1983, pag. 173, n. 22 segg.), bastando ai fini dell'art. 65 cpv. 1 LDIP che il
pronunciato di divorzio emani – come nella fattispecie – dallo Stato di
domicilio o di origine di entrambi i coniugi;

 

                                         che, ciò
premesso, l'Amtsgericht di Neuss era senz'altro competente per adottare
la decisione da delibare, entrambe le parti avendo la cittadinanza germanica;

 

                                         che nelle
condizioni descritte rimangono da verificare gli altri requisiti della delibazione,
ovvero il passaggio in giudicato della decisione, il rispetto dell'ordine
pubblico nazionale e la regolare citazione delle parti (art. 29 lett. b, 27
cpv. 1 e 27 cpv. 2 lett. c LDIP);

 

                                         che la
decisione in esame è passata in giudicato, come risulta dall'attestazione apposta
il 7 novembre 2003 sulla prima pagina in alto dell'esemplare prodotto a questa
Camera per la delibazione;

 

                                         che il
convenuto contumace risulta essere stato regolarmente citato, per il tramite
del proprio patrocinatore, in tempo congruo per presentare le sue difese a
norma dell'art. 29 cpv. 1 lett. c LDIP (dichiarazione dell'Amtsgericht di
Neuss, del 15 gennaio 2004);

 

                                         che, in
definitiva, ricorrono tutte le condizioni cumulative per riconoscere e
dichiarare esecutiva in Svizzera la decisione in rassegna;

                                          

                                         che gli
oneri dell'attuale procedura vanno a carico dell'istante, il convenuto non essendosi
opposto alla delibazione e non potendosi considerare “soccombente” nel senso
dell'art. 148 cpv. 1 CPC;

 

                                         che per
gli stessi motivi non si giustifica di attribuire ripetibili;

 

                                         

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'istanza
è accolta, nel senso che la sentenza del 19 dicembre 2002 con cui l'Amtsgericht
Neuss ha obbligato __________ a informare __________ sulla sua situazione
patrimoniale al momento della presentazione della domanda di divorzio (11 marzo
2002) è riconosciuta e dichiarata esecutiva.

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia      fr. 200.–

                                         b)
spese                         fr.   50.–

                                                                                fr.
250.–

                                         sono
posti a carico dell'istante. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Intimazione
a:

	
   

  	
  – avv. __________; 

  – __________.

  

  	 

	
  R

   

   

   

   

   

   

   

  	
   

  
				

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il presidente                                                           La
segretaria