# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c1bbb254-b89b-5960-8c1b-da5267dd948d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-06-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.06.2005 38.2005.32
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2005-32_2005-06-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2005.32

   

  DC/dc

  	
  Lugano

  6 giugno 2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 25 marzo 2005 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 21 marzo
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa Disoccupazione CO 1 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 21 marzo 2005 la Cassa di disoccupazione CO 1 (in
seguito: la Cassa) ha confermato  la sospensione per 31 giorni dal diritto alle
indennità di disoccupazione precedentemente inflitta a RI 1, argomentando:

 

" 
(...)

L'assicurato rivendica
l'indennità di disoccupazione dal 1° febbraio 2005. II 30 dicembre 2004
l'assicurato disdice per la fine del mese di gennaio il rapporto di lavoro presso il __________ in __________,
poiché intenzionato a trasferirsi presso il __________ in __________. L'assicurato
non può trasferirsi a __________, a causa dello stipendio di gennaio, di molto
inferiore alle sue aspettative.

 

Con decisione del 24 febbraio 2005, la cassa
sospende l'assicurato dal diritto all'indennità di disoccupazione per 31
giorni. L'assicurato interpone tempestivamente opposizione il 4 marzo 2005.

 

L'assicurato conclude un accordo verbale per la
sua assunzione presso il __________ in __________. L'assicurato dichiara
altresì, che un contratto scritto sarebbe stato siglato non appena avesse trasferito
il suo domicilio a __________. L'assicurato rinuncia al trasferimento a __________,
poiché lo stipendio del mese di gennaio 

(Fr. 2 200.- netti) è di molto inferiore alle sue
aspettative (Fr. 2 800.-) e non gli consente di pagare l'affitto dell'appartamento
in Ticino fino alla fine del mese di marzo, così come l'affitto e la cauzione
per l'appartamento reperito a __________.

 

Secondo istruzioni del seco - Segretariato di
Stato dell'economia, quale autorità di sorveglianza che deve adoperarsi per garantire
un'applicazione uniforme del diritto ed impartire le istruzioni generali, si
ritiene che l'assicurato sia certo di ottenere un impiego solo dopo che il
contratto è stato effettivamente concluso.

 

A mente della cassa, l'assicurato non può
invocare, lo stipendio del mese di gennaio quale ragione per il mancato
trasferimento a __________. Le spese supplementari per gli affitti e le
cauzioni, quantificate dall'assicurato in Fr. 2 300, superano abbondantemente
la differenza tra il salario riscosso a gennaio ed il salario atteso
dall'assicurato per il medesimo mese.

 

Inoltre, già a partire dal mese di settembre
2004, le ore di lavoro assegnate all'assicurato sono diminuite e mai il salario
ha raggiunto Fr. 2 800.- netti. A questo proposito, la cassa è chiamata a
verificare il calcolo del guadagno assicurato, segnatamente se non è
possibile calcolare il guadagno assicurato sulla base dello stipendio medio
riscosso durante i dodici mesi precedenti il 1° settembre 2004.

 

Dopo un esame approfondito dei fatti determinanti
e in applicazione delle disposizioni di legge menzionate, l'assicurato è
sanzionabile ai sensi dell'assicurazione contro la disoccupazione.

 

L'opposizione dell'assicurato é respinta e la
decisione del 24 febbraio 2005 è confermata."
(Doc. A)

 

                               1.2.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel
quale si è così espresso:

 

" 
(...)

lo ho chiesto a quella della __________ di
trasferirmi a __________ e quelli mi hanno detto che era possibile e che dovevo
presentarmi là per fare un colloquio: quel signore di __________ mi ha detto
che mi avrebbe preso ma che però avrei dovuto affittare un appartamento in
quella città per avere il domicilio e l'indirizzo e per poter così fare il
contratto. Allora ho dato la disdetta da __________ come mi è stato detto di
fare dalla __________ di __________.

 

A fine gennaio però non ho avuto i soldi per
pagare l'affitto dell'appartamento a __________. Sono così rimasto senza lavoro
ma non per colpa mia.

 

Chiedo che il Tribunale, verifichi che la cassa
abbia correttamente applicato la legge e che la sanzione sia annullata."
(Doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 13
aprile 2005 la Cassa chiede di respingere il ricorso e osserva:

 

"  L'assicurato
rivendica l'indennità di disoccupazione dal 1 ° febbraio 2005 (allegati 1 e 2).
Dal 2 ottobre 2001 al 31 gennaio 2005 l'assicurato è occupato quale aiuto
cucina e aiuto cassa presso il __________ in __________ (allegato 3). II 30
dicembre 2004 l'assicurato disdice il rapporto di lavoro per la fine del mese
di gennaio, poiché intenzionato a trasferirsi presso un __________ di __________
(allegato 5). L'assicurato non conclude, infine, il nuovo contratto di
lavoro, in quanto non ha potuto affittare un appartamento in città per ragioni finanziarie.

 

(...)

 

L'assicurato dichiara di aver concordato
verbalmente un'assunzione dal 1° febbraio 2005 con l'ufficio amministrativo
della __________ __________ della città di __________ (allegato 8) e di aver
inoltrato per questa ragione la disdetta del rapporto di lavoro. Dall'atto di
ricorso si rileva che la firma del nuovo contratto di lavoro era subordinata al
reperimento di un appartamento a __________ (allegato 15). L'assicurato
dichiara di aver sì trovato un appartamento, ma di non averlo potuto affittare,
perché lo stipendio ridotto percepito nel mese di gennaio non gli consentiva di
saldare la cauzione richiesta per il nuovo appartamento (allegato 12) e d'altra
parte di continuare a pagare l'affitto per l'appartamento occupato in Ticino
per ulteriori due mesi (allegato 13). L'assicurato quantifica l'onere per i due
affitti in alcune migliaia di franchi (allegato 13).

 

Nel mese di gennaio l'assicurato percepisce uno
stipendio di Fr. 2'203.45 netti (allegato 4/O), inferiore di Fr. 600.- rispetto
alle sue attese (allegato 8). Se da una parte l'onere per i due affitti supera
abbondantemente la differenza tra lo stipendio riscosso e quello atteso
dall'assicurato nel mese di gennaio, d'altra parte l'assicurato ha percepito
per l'ultima volta uno stipendio almeno equivalente o superiore a Fr. 2 800.-
nel mese di agosto 2004 (allegato 4/ H). A mente della cassa, l'ammontare
inferiore alle attese dello stipendio del mese di gennaio non può giustificare,
esso solo, la rinuncia all'affitto dell'appartamento reperito a __________.

 

Nel momento in cui l'assicurato inoltra la
disdetta del rapporto di lavoro egli non poteva essere certo di aver concluso
il nuovo contratto di lavoro, poiché esso era subordinato all'affitto di un
appartamento a __________.

L'assicurato ha pertanto interrotto
un'occupazione adeguata senza garanzia di averne trovata un'altra." (Doc.
III)

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'assicurato
che è disoccupato per colpa propria è sospeso dal diritto a indennità (cfr.
art. 30 cpv. 1 lett. a LADI).

                                         E'
segnatamente senza lavoro per colpa propria l'assicurato che ha disdetto il
contratto di lavoro senza essersi preventivamente garantito un'altra
occupazione, a meno che non si potesse esigere che conservasse il suo posto di
lavoro primitivo (cfr. art. 44 lett. b OADI).

                                         Secondo costante
giurisprudenza federale non è più ragionevolmente esigibile la continuazione
del rapporto di lavoro, in particolare, quando l'occupazione è o è divenuta inadeguata
ai sensi dell'art. 16 LADI (cfr. STFA dell'8 ottobre 2004 nella causa B., C
22/04; STFA del 24 febbraio 2003 nella causa G., C 170/02; DLA 1998, N. 9,
consid. 2b, pag. 44 e DLA 1986 N. 23, pag. 90 e N. 24, consid. 2, pag. 95).

                                         La costante giurisprudenza
del Tribunale Federale delle Assicurazioni (TFA) esige invece che un assicurato
mantenga il proprio posto di lavoro finché ne abbia trovato un altro anche
malgrado il disaccordo con i colleghi di lavoro, la divergenza di vedute con i
superiori o l'intimazione di una multa disciplinare da parte del datore di
lavoro (cfr. DLA 1953 N. 80, DLA 1954 N. 33; DLA 1968 N. 10, DLA 1976 N. 4; DLA
1976 N. 18; DLA 1977 N. 8; DLA 1986 N. 23).

                                         Analogamente, il TFA ha
già più volte affermato che un assicurato deve mantenere un posto di lavoro
adeguato fino al reperimento di un nuovo impiego anche se non ama il tipo di
attività che è chiamato a svolgere e non gradisce l'ambiente di lavoro (cfr.
DLA 1986 N. 24: "Come un disoccupato non può rimandare l'accettazione di
un lavoro ritenuto adeguato a norma del diritto sull'assicurazione contro la
disoccupazione fin quando abbia trovato un'occupazione che gli sia gradita
sotto tutti i punti di vista - DLA 1982 N. 5 - tanto meno può essere
giustificato l'abbandono di un impiego adeguato per analoghi motivi
soggettivi").

                                         L'assicurato deve dunque
mantenere provvisoriamente il proprio impiego anche se l'attività esercitata
non corrisponde pienamente alle proprie aspettative ed ai suoi desideri
("in tempi di disoccupazione non è possibile realizzare tutti i propri
ideali", cfr. DLA 1977 N. 6, N. 13, N. 14, N. 31; DLA 1980 N. 43; DLA 1987
N. 1 e art. 16 cpv. 1 lett. b LADI).

 

                                         Nella già citata sentenza
dell'8 ottobre 2004 nella causa B., 

                                         C 22/04 l'Alta Corte si è
così espressa a proposito dell'art. 44 lett. b OADI:

 

"  (...)

Cette disposition réglementaire est compatible avec
l'art. 20 let. c de la Convention n° 168 de l'Organisation internationale du
travail (OIT) concernant la promotion de l'emploi et la protection contre le
chômage du 21 juin 1988 (ATF 124 V 234).

Aux termes de l'art. 20 let. c de cette convention,
les indemnités auxquelles une personne protégée aurait eu droit dans les
éventualités de chômage complet ou partiel, ou de suspension du gain due à une
suspension temporaire de travail sans cessation de la relation de travail,
peuvent être refusées, supprimées, suspendues ou réduites dans une mesure
prescrite lorsque, selon l'appréciation de l'autorité compétente, l'intéressé a
quitté volontairement son emploi sans motif légitime.

Il découle de l'art. 16 al. 2 phrase introductive
LACI qu'un travail qui  n'est pas réputé convenable est exclu de l'obligation
d'être accepté (ATF 124 V 63 consid. 3b et les références). Ainsi, il peut
arriver qu'un emploi qui répondait à tous les critères d'un travail convenable
à un moment donné perde cette qualité à la suite d'un changement de
circonstances. Dans une telle éventualité, on ne peut exiger d'un salarié qu'il
conserve son emploi sans s'être préalablement assuré d'en avoir obtenu un autre
et il ne sera donc pas réputé sans travail par sa propre faute (art. 44 al. 1
let. b OACI; SVR 1999 AlV n° 22 p. 53; DTA 1998 n° 9 consid. 2b p. 44).
(...)"

 

                                         Va ancora
precisato che la terza revisione della LADI  del 22 marzo 2002, in vigore dal
1° luglio 2003, non ha modificato il principio di sanzionare gli assicurati che
sono disoccupati per loro colpa, poiché, senza essersi preventivamente
garantiti un'altra occupazione, hanno disdetto il contratto di impiego, la cui
continuazione era ancora ragionevolmente esigibile, di cui agli art. 30 cpv. 1
lett. a LADI e art. 44 cpv. 1 lett. b OADI (cfr. Messaggio concernente la
revisione della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione del 28
febbraio 2001, FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2007). 

                                         Pertanto
resta valida la giurisprudenza elaborata al riguardo fino al 30 giugno 2003.

 

                               2.3.   La
seconda revisione della LADI del 23 giugno 1995 ha profondamente modificato la
disposizione legale relativa all'occupazione adeguata (art 16 LADI). 

                                         L’art 16 cpv. 1 LADI
prevede così che "al fine di ridurre il pregiudizio l'assicurato è tenuto
di norma ad accettare senza indugio qualsiasi occupazione".

 

                                         L'art. 16 cpv. 2 LADI
stabilisce poi che: 

 

" 
non è considerata adeguata e di conseguenza è esclusa dall'obbligo di
accettazione un'occupazione che:

a.    non è conforme
agli usi professionali e locali, in particolare alle condizioni dei contratti
collettivi o normali di lavoro;

b.    non tiene
convenientemente conto delle capacità e dell'attività precedente dell'assicurato;

c.    non è conforme
all'età, alla situazione personale o allo stato di salute dell'assicurato;

d.    compromette
considerevolmente la rioccupazione dell'assicurato nella sua professione,
sempre che una simile prospettiva sia realizzabile in tempi ragionevoli;

e.    è svolta in
un'azienda in cui non si lavora normalmente a causa di un conflitto collettivo
di lavoro;

f.      necessita
di un tragitto di oltre due ore sia per recarsi sul posto di lavoro, sia per il
rientro e che non offre la possibilità di un alloggio conveniente nel luogo di
lavoro o che, in questo secondo caso, rende notevolmente difficile
l'adempimento dell'obbligo di assistenza verso i familiari da parte
dell'assicurato;

g.    implica da parte
del lavoratore un tenersi costantemente a disposizione che supera l'ambito
dell'occupazione garantita;

h.    è svolta in
un'azienda che ha effettuato licenziamenti al fine di procedere a riassunzioni
o a nuove assunzioni a condizioni di lavoro considerevolmente più sfavorevoli;

i.      procura
all'assicurato un salario inferiore al 70 per cento del guadagno assicurato,
salvo che l'assicurato riceva prestazioni compensative giusta l'articolo 24
(guadagno intermedio); con il consenso della commissione tripartita, l'ufficio
regionale di collocamento può eccezionalmente dichiarare adeguata
un'occupazione la cui rimunerazione è inferiore al 70 per cento del guadagno
assicurato."

 

                                         (Per un
commento cfr.: Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, cifra marginale 234-250,
pag. 93-98; G. Gerhards, “Grundriss des neuen Arbeitslosenversicherungsrechts”,
Ed. Paul Haupt, Berna-Stoccarda-Vienna 1996, pag. 113-114, n° 92f; KIGA des
Kantons Aargau, "Arbeitslosenversicherung", Aarau, 1996, pag. 25-27,
vedi pure: DLA 2000 pag. 48; DTF 124 V 62 consid. 3b pag. 63 e DTF 122 V
41).           

 

                               2.4.   Nella
presente fattispecie è giustamente incontestato che l’occupazione
dell’assicurato , nella sua professione di aiuto cucina e aiuto cassa, alle
dipendenze del __________ a __________ era adeguata (cfr. Doc. 2 e Doc. 3)

                                         L'amministrazione
ha sospeso RI 1 dal diritto all’indennità di disoccupazione sulla base degli
art. 30 cpv. 1 lett. a LADI e 44 lett. b OADI in quanto egli avrebbe disdetto
il contratto di lavoro senza previamente assicurarsi un altro impiego. 

                                         Il
ricorrente in sede ricorsuale afferma invece di avere inoltrato la disdetta il
30 dicembre 2004 per il 31 gennaio 2005 dopo avere trovato un impiego presso il
__________ di __________ (cfr. Doc. 5).

 

                                         Per costante
giurisprudenza federale si può parlare di lavoro garantito
soltanto allorché un contratto di lavoro è stato concluso espressamente o
tacitamente attraverso la volontà concordata delle parti. Non basta invece che
le trattative facciano sorgere la speranza o l'aspettativa di concludere il
contratto (cfr. DLA 1992 pag. 153; SVR 1999 ALV N° 22; STCA del 23 maggio 1995
nella causa M.V.; C. Cattaneo, op. cit., pag. 32).

 

                                         In
particolare, nella sentenza pubblicata in DLA 1992 pag. 151 seg., l'Alta Corte
ha fornito al riguardo le seguenti precisazioni:

 

" 
Die Zusicherung einer anderen Stelle nach Art.
44 lit. b AVIV setzt für den Arbeitnehmer nicht bloss Hoffnungen und
Erwartungen erweckende Vertragsverhandlungen voraus. Vielmehr gilt eine Stelle
erst dann als zugesichert, wenn durch ausdrückliche oder stillschweigende
übereinstimmende gegenseitige Willensäusserung von Arbeitgeber  und
Arbeitnehmer (Art. 1 OR) ein Arbeitsvertrag im Sinne von Art. 319 ff. OR
tatsächlich zustande gekommen ist (unveröffentlichtes Urteil S. vom 12. März
1987, C 110/86). (...)"

 

                                         Decisivo
è dunque il fatto che venga stipulato un contratto di lavoro, non
necessariamente nella forma scritta (cfr. al riguardo anche la STFA dell11
ottobre 2004 nella causa H., C 197/03): 

 

" 
Wie das kantonale Gericht insbesondere richtig
erwogen hat, begründete der Umstand, dass am ersten Arbeitstag noch kein
schriftlicher Arbeitsvertrag vorlag, keine Umzumutbarkeit, am Arbeitsplatz, am
Arbeitsplatz zu verbleiben".

 

                                         Nella
presente fattispecie, dagli atti dell'incarto risulta che al momento in cui ha
sciolto il rapporto di lavoro con il __________ di __________, l'assicurato
aveva già raggiunto un accordo verbale di principio con la __________ di __________.

                                         La
stipulazione del contratto era tuttavia vincolata al reperimento duraturo di un
appartamento a __________.

                                         Ora
l'assicurato, non potendo pagare contemporaneamente, per un certo periodo, due
appartamenti /uno in Ticino a uno a __________) non è stato in grado di
adempiere questa condizione per cui il nuovo rapporto di lavoro non si è
concluso (cfr. Doc. 8, Doc. 9, Doc. 10 - "non è stato stipulato nessun
contratto, eravamo d'accordo verbalmente. Il motivo di non aver stipulato un
contratto è stato a causa di non aver avuto ancora un domicilio a __________ "
- e Doc. 12-14).

 

                                         Pertanto,
secondo questo Tribunale,  al momento in cui ha sciolto il contratto di lavoro
l'assicurato aveva solo la speranza e l'aspettativa di reperire un nuovo
impiego e non una garanzia di assunzione.

 

                                         Inoltre,
come sottolinea giustamente l'amministrazione nella decisione su opposizione
(cfr. consid. 1.1) e nella risposta di causa (cfr. consid. 1.3) doveva apparire
chiara all'assicurato l'impossibilità di pagare due affitti per due mesi,
indipendentemente dallo stipendio effettivamente percepito nel mese di gennaio
2005.

 

                                         In simili
condizioni, alla luce della giurisprudenza federale citata,  RI 1 deve essere ritenuto
disoccupato per colpa propria e sospeso dal diritto all'indennità di
disoccupazione sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. a LADI in relazione con
l'art. 44 lett. b OADI.      

 

                               2.5.   Secondo
l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla
gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al
massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La
sospensione del diritto a indennità va da 1a 15 giorni in caso di colpa lieve,
da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di
colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua
durata é determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI),
soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V
150).

                                         In virtù
dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal
diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della
prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45
cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato
senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha
rifiutato un lavoro idoneo.                                       

 

                                         In una
sentenza del 15 febbraio 1999 nella causa B., pubblicata in DLA 2000 N. 8, pag.
38, l'Alta Corte ha così riassunto la propria giurisprudenza sulla durata delle
sospensioni inflitte agli assicurati sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. a
LADI ,in relazione con l'art. 44 lett. b OADI:

 

" 
c) Nach Art. 45 Abs. 3 AVIV (eingefügt mit der
auf den 1. Januar 1996 in Kraft getretenen Verordnungsänderung vom 11. Dezember
1995, AS 1996 295) liegt ein schweres Verschulden vor, wenn der Versicherte
ohne entschuldbaren Grund eine zumutbare Arbeitsstelle ohne Zusicherung einer
neuen aufgegeben oder eine zumutbare Arbeit abgelehnt hat. Bei schwerem
Verschulden dauert die Einstellung in der Anspruchsberechtigung 31 bis 60 Tage
(Art. 45 Abs. 2 lit. c AVIV in der ab 1. Januar 1997 gültigen Fassung, AS 1996
3071).

 

In einem nicht veröffentlichten Urteil U.
vom 9. November 1998, C 386/97, in dem es um die Ablehnung zumutbarer Arbeit
ging, hat des Eidgenössische Versicherungsgericht die Bestimmung von Art. 45
Abs. 3 AVIV als gesetzmässig qualifiziert und einen kantonalen Entscheid
aufgehoben, mit welchem die von der Verwaltung verfügte Einstellungsgrundes von
31 auf 28 Tage herabsetztet worden war. Der Begründung des Urteils ist
zu entnehmen, dass eine Einstellungsdauer von weniger als 31 Tagen im Rahmen
dieses Einstellungsgrundes generell unzulässig ist und sich das Ermessen von
Verwaltung und Sozialversicherungsrichter auf die Festsetzung einer
Einstellungsdauer zwischen 31 und 60 Tagen beschränkt. Demgegenüber hat das
Gericht im nicht veröffentlichten Urteil W. vom 16. September 1998, C 199/98,
in einem Anwendungsfall von Art. 44 Abs. 1 lit. b AVIV (Kündigung ohne
Zusicherung einer neuen Stelle) eine vom kantonalen Richter verfügte Herabsetzung
der Einstellungsdauer von 39 auf 25 Tage geschützt mit der Feststellung, dass
entschuldbare Gründe im Sinne von Art. 45 Abs. 3 AVIV vorlägen. Dabei wurde
berücksichtigt, dass die Kündigung des Arbeitsverhältnisses während der
Probezeit erfolgte. In gleichem Sinn war bereits in dem in RJJ 1998 S. 213 publizierten
Urteil B. vom 28. November 1997, C 282/97, entschieden worden. Das Urteil U.
vom 9. November 1998 hat an dieser Rechtsprechung nichts geändert. Beim
Einstellungsgrund der Auflösung des Arbeitsverhältnisses ohne Zusicherung einer
neuen Stelle kommt dem konkreten Sachverhalt für die Verschuldensbeurteilung im
Allgemeinen eine grössere Bedeutung zu als bei der Ablehnung einer zugewiesenen
zumutbaren Arbeit (Art. 30 Abs. 1 lit. d AVIG) wo Tatsache und Schwere des
Verschuldens meist klar feststehen. Bei Einstellungen nach Art. 44 Abs.
1 lit. b AVIV kann Art. 45 Abs. 3 AVIV lediglich die Regel bilden, von welcher
beim Vorliegen besonderer Umstände im Einzelfall abgewichen werden darf.
Insoweit ist das Ermessen von Verwaltung und Sozialversicherungsrichter nicht
auf eine Einstellungsdauer im Rahmen eines schweren Verschuldens beschrankt,
sondern lässt auch eine mildere Sanktion zu. Im übrigen fragt sich, ob ‑
unter dem Titel der entschuldbaren Gründe ‑ nicht auch bei der Ablehnung
zumutbarer Arbeit Ausnahmen vorzubehalten sind, so wenn die Zumutbarkeit nach
den gesamten Umständen (Art der Tätigkeit, Entlohnung, Arbeitszeit etc.) nur
als Grenzfall zu bejahen ist. Dies kann im vorliegenden Fall indessen offen
bleiben." 

(cfr. DLA 2000 N. 8, consid. 2c,
pag. 41-42)

 

                                         Nel caso che era chiamato
a giudicare il TFA ha poi stabilito quanto segue:

 

" 
d) Hier geht es nicht um den klassischen, nach
der bisherigen Rechtsprechung in der Regel als schwer zu qualifizierenden Fall,
wo der Versicherte zunächst das Arbeitsverhältnis auflöst und sich erst
anschliessend um eine neue Stelle bemüht. Nach den glaubhaften und von der
Verwaltung nicht bestrittenen Angaben des Beschwerdeführers hat er die
bisherige Stelle auf den 11. Oktober 1997 gekündigt, nachdem ihm auf den 1.
November 1997 eine andere Stelle mündlich zugesichert worden war. Nach den
ebenfalls unbestritten gebliebenen Angaben des Beschwerdeführers ist das
Arbeitsverhältnis in der Folge nur deshalb nicht zustande gekommen, weil er
sich mit einer vom Arbeitgeber erst nachträglich verlangten Konkurrenzverbotsklausel nicht einverstanden erklären wollte. Indem der
Beschwerdeführer das Arbeitsverhältnis auf eine bloss mündliche Zusicherung hin
aufgelöst hat, verschuldete er die Arbeitslosigkeit nach dem Gesagten zwar
selbst. Es liegt jedoch kein schweres Verschulden im Sinne von Art. 45 Abs. 2
lit. c AVIV vor. In vergleichbaren Fällen wurde bisher auf ein mittelschweres
Verschulden erkannt (nicht veröffentlichtes Urteil B. vom 23. März 1983, C
16/82), was auch vorliegend als richtig erscheint. Es rechtfertigt sich daher,
die verfügte Einstellungsdauer ermessensweise von 33 Tagen auf 20 Tage
herabzusetzen." 

(cfr. DLA 2000, N. 8, consid. 2d, pag. 42-42)

 

                                         In una
sentenza del 2 marzo 1999 pubblicata in RJJ 1999 pag. 54 seg. il TFA ha inoltre
confermato una sospensione di 16 giorni inflitta ad un'assicurata che aveva
lasciato il suo impiego a seguito di problemi di salute provocati dalla
malattia di sua madre.

                                         In una
sentenza dell'8 aprile 1999, pubblicata in DLA 2000 N. 9, pag. 45, la nostra
Massima istanza ha ribadito che:

 

" 
(…) Zwar hat das Eidgenössischen
Versicherungsgericht im nicht veröffentlichten Urteil U. vom 9. November 1998
(C 386/97), in welchem es um die Ablehnung einer amtlich zugewiesenen
zumutbaren Arbeit von unbefristeter Dauer ging, ausgeführt, dass eine
Einstellung von weniger als 31 Tagen im Rahmen von Art. 45 Abs. 3 AVIV generell
unzulässig ist und sich das Ermessen von Verwaltung und Sozialversicherungsrichter
auf die Festsetzung einer Einstellungsdauer zwischen 31 und 60 Tagen
beschränkt. Dagegen hat das Eidgenössische Versicherungsgericht im nicht
veröffentlichten Urteil B. vom 15. febbraio 1999 (C 226/98) unter Hinweis auf
die bisherige Rechtsprechung (nicht veröffentlichtes Urteil W. vom 16. September
1998 [C199/98] sowie in RJJ 1998 S. 213 publiziertes Urteil B. vom 28.November
1997 [C 282/97]), an welcher das erwähnte Urteil U. nichts geändert hat,
entschieden, dass beim Einstellungsgrund der Auflösung des Arbeitsverhältnisses
ohne Zusicherung einer neuen Stelle dem konkreten Sachverhalt für die
Verschuldensbeurteilung im Allgemeinen eine grössere Bedeutung zukommt als bei
Ablehnung einer zugewiesenen zumutbaren Arbeit (Art. 30 Abs. 1 lit. d AVIG)), wo
Tatsache und Schwere des Verschuldens meist klar feststehen. Art. 45 Abs. 3
AVIV kann daher bei Einstellungen nach Art. 44 Abs. 1 AVIV lediglich die Regel
bilden, von welcher beim Vorliegen besonderer Umstände im Einzellfall
abgewichen werden kann. Insoweit ist das Ermessen von Verwaltung und
Sozialversicherungsrichter nicht auf eine Einstellungsdauer im Rahmen eines
schweren Verschuldens beschränkt, sondern lässt auch eine mildere Sanktion zu.
Diese Überlegungen haben - unter dem Gesichtspunkt entschulbaren Gründe - auch
ihre Gültigkeit, wenn es - wie Hier - um die Ablehnung einer (nicht amtlich
zugewiesenen) zumutbaren Arbeit von bloss befristeter Dauer geht. (…)." (cfr. DLA 2000, N. 9, consid. 4 b)aa), pag. 50)

 

                                         In una
sentenza del 17 marzo 2003 nella causa J. (C 278/01), citata in RtiD I-2004
pag. 213 il Tribunale federale delle assicurazioni ha confermato una
sospensione di 25 giorni inflitta ad un'altra assicurata che, senza essersi
previamente garantita una nuova occupazione, aveva lasciato il proprio posto di
lavoro oltre Gottardo per seguire il fidanzato - con il quale aveva convissuto
per tre anni -, trasferitosi in Ticino per intraprendere un'attività
professionale.

 

                                         In un'altra sentenza
dell'11 novembre 2003 (C 288/02) pubblicata in RtiD I-2004 pag. 212 l'Alta
Corte ha stabilito che deve essere fissata in 25 giorni la sospensione
concernente un'assicurata che, pendente la procedura di divorzio, ha
abbandonato senza aver previamente reperito un nuovo impiego, il suo posto di
lavoro in Svizzera interna, ritenuto ancora adeguato, per venire a vivere in
Ticino dove risiedono i suoi genitori - apparentemente non bisognosi
d'assistenza -, non documentando con attestati medici la necessità di lasciare
impellentemente il tessuto socio-lavorativo nel quale ha vissuto per molti
anni, né di prevenire un possibile esaurimento nervoso.

 

                                    Nonostante il
principio generale enunciato all'art. 45 cpv. 3 OADI, la giurisprudenza
federale appena citata ha dunque stabilito che,  trattandosi di un assicurato
che si licenzia senza essersi preventivamente procurato un nuovo posto di
lavoro, l'esame delle circostanze del caso concreto riveste un'importanza
fondamentale. Il potere di apprezzamento dell'amministrazione e dei tribunali
delle assicurazioni sociali nel decidere la durata di una sanzione non è dunque
limitato a quanto previsto in caso di colpa grave all'art. 45 cpv. 2 lett. c
OADI, bensì permette in taluni casi di infliggere anche penalità più miti (cfr.
RTiD I- 2004 pag. 212 seg.;  DLA 2000 pag. 41 seg.; DLA 2000 pag. 50; STFA
dell'11 novembre 2003 nella causa SECO c/ B.-D., C 288/02; STFA del 4 agosto
2003 nella causa SECO c/ S., C 221/02; STCA del 17 marzo 2003 nella causa SECO
c/ J., C 278/01).

 

                                    Ciò vale
peraltro anche per le sanzioni fondate sull’art. 30 cpv. 1 lett. d LADI (cfr.
DTF 130 V 125 seg. e D. Cattaneo, "Assicurazioni sociali : alcuni temi
d’attualità" in RtiD I-2004 pag. 215 seg.,in particolare pag. 237-239)

 

                                2.6   Nella
presente fattispecie a mente del TCA non esistono motivi che giustificano una
sanzione inferiore ai 31 giorni, per cui la decisione su opposizione deve
essere confermata (cfr. SVR 2005 ALV Nr. 3; STFA del 5 aprile 2004 nella causa
L., C 8/04; STFA del 5 maggio 2004 nella causa S., C 51/04; STFA del 30
settembre 2004 nella causa O., C 169/03; STFA del 12 ottobre 2004 nella causa
L., C 228/02; STFA del 16 febbraio 2005 nella causa B., C 212/04; STFA del 9
marzo 2005 nella causa S., C 255/04; STFA del 31 gennaio 2005 nella causa S., C
165/03; STFA del 12 aprile 2005 nella causa F., C 185/04).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti