# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a9c0b6c9-33d4-5cbc-a18e-f7f06a1377d9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-06-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 22.06.2006 16.2005.89
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2005-89_2006-06-22.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2005.89

  	
  Lugano

  22 giugno 2006/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 19
luglio 2005 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 27 giugno 2005 del Segretario assessore della
Pretura della giurisdizione di Locarno Città nella causa civile inappellabile
(inc. n. IU.2003.37) promossa con istanza 20 agosto 2003 da

 

 

	
   

  	
  CO 1  

  patr. dallo  RA
  1 Gordola 

   

  

 

 

con la quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 4'231.95 oltre
accessori e il rigetto in via definitiva dell'opposizione interposta dalla
convenuta al PE n. __________ dell'UE di Lugano, domande parzialmente accolte
dal giudice che ha invece respinto la pretesa di fr. 3'931.20, in seguito
ridotta a fr. 2'030.-, fatta valere in via riconvenzionale dalla convenuta,

 

 

letti ed esaminati gli
atti

 

 

considerato

 

in fatto e in
diritto:

                                      

                                   1.   Il
29 gennaio 2002 CO 1 (in seguito CO 1), che si occupa del montaggio e noleggio
di ponteggi, ha allestito per la società RI 1 SA (in seguito RI 1 SA) un'offerta
nella quale erano indicati i prezzi unitari per la posa e il noleggio di
ponteggi di facciata per uno stabile situato a __________, offerta sottoscritta
per accettazione da quest'ultima. Il 9 luglio 2002, smontati i ponteggi allestiti
lungo le case di cui alle particelle n. 5819 e 5820 RFD __________i, la CO 1 ha
inviato alla RI 1 SA la fattura 9 luglio 2002 sulla quale quest'ultima ha
versato due acconti per complessivi fr. 4'398.-; da qui un saldo a suo favore
di fr. 2'206.15.

                                         Nel
mese di maggio 2002 la CO 1 ha ricevuto un nuovo incarico per la posa di ponteggi
sulla part. 1587 RFD __________, installazione rimossa nel mese di febbraio
2003 con conseguente notifica della fattura 6 febbraio 2003 sulla quale rimane
un saldo scoperto di fr. 2'025.80.

 

                                   2.   Con
istanza 20 agosto 2003 la CO 1 ha convenuto la RI 1 SA davanti al Pretore della
giurisdizione di Locarno Città per ottenere il pagamento di fr. 4'231.95. La
convenuta si è opposta alla pretesa avversaria ritenendola ingiustificata, con
particolare riferimento alle misurazioni effettuate, eccessive sia per le
altezze, larghezze e lunghezze, e non conforme alle pattuizioni, l'offerta 29
gennaio 2002 dovendo essere riferita a tre stabili (part. 5819, 5820 e 1587) e
non solo ai primi due come preteso dall'istante, la quale ha pure fatturato prestazioni
non concordate. Essa ha da parte sua fatto valere una pretesa riconvenzionale
di fr. 3'931.20, poi ridotti a fr. 2'030.-, a titolo di mercede pagata in eccedenza.

 

                                   3.   Con
sentenza 27 giugno 2005 il Segretario assessore, accertata la conclusione tra
le parti di un contratto misto con elementi dell'appalto e della locazione, non
ha ritenuto comprese nell'offerta 29 gennaio 2002 della ditta istante le
prestazioni per la posa dei ponteggi nella casa C (part. 1587 RFD __________). Egli
ha così riconosciuto a quest'ultima il diritto al pagamento di fr. 3'602.50 a
saldo delle sue fatture, importo limitatamente al quale ha accolto l'istanza. In
particolare il primo giudice ha riconosciuto alla ditta istante gli importi
esposti a titolo di noleggio dei ponteggi per le tre case siccome calcolati
sulla base del costo unitario pattuito dalle parti e per una durata non
contestata dalla convenuta. Per quanto attiene alle altre prestazioni, il
segretario assessore ha riconosciuto la correttezza di tutte le poste fatturate
dall'istante, salvo l'importo di fr.  585.- relativo a 9 ore di lavoro per lo spostamento
del materiale al luogo di carico che non risultano essere state concordate
con la convenuta, alla quale il primo giudice addebita in sostanza un comportamento
contrario al principio della buona fede per aver contestato le pretese avversarie,
con particolare riferimento alle misure esposte, solo in sede giudiziaria,
ossia allorquando i ponteggi erano già stati rimossi e il terreno attorno alle
case sistemato, rendendo così praticamente impossibile all'istante la prova
della correttezza delle misurazioni fatturate. Accertato il parziale benfondato
delle pretese dell'istante, il primo giudice ha respinto la domanda riconvenzionale
della convenuta intesa alla restituzione di eccedenze pagate alla ditta
istante. 

 

                                   4.   Con
il presente tempestivo gravame RI 1 SA è insorta contro il predetto giudizio postulandone
l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g
CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato
le prove ed erroneamente applicato il diritto sostanziale, in particolare per
aver ritenuto provate le pretese di parte istante nonostante questa non abbia
fornito nessuna prova a sostegno delle stesse, contravvenendo così all'art. 8
CC.

 

                                         Con
osservazioni 12 settembre 2005 l'istante ha concluso per la reiezione del ricorso.

 

                                   5.
  Giusta l'art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace
può essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto
materiale o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti
di causa o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una
decisione è arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio
giuridico chiaro ed indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il
sentimento della giustizia e dell'equità. Arbitrio e violazione della legge non
vanno confusi; per essere definita come arbitraria tale violazione dev'essere
manifesta e riconosciuta (o riconoscibile) a prima vista; l'arbitrio non può
essere ravvisato già nella circostanza che un'altra soluzione sarebbe
immaginabile o persino preferibile; è doveroso scostarsi da questa scelta
solamente se simile soluzione appare come insostenibile, in contraddizione
palese con la situazione reale, non sorretta da ragione oggettiva o lesiva di
un diritto certo (DTF 129 I 8 consid. 2.1; 128 I 273 consid. 2.1; 127 I 60
consid. 5a).

 

                                   6.   Secondo
l'art. 8 CC, chi, come l'istante, procede per l'incasso di una mercede d'appaltatore,
è tenuto, in base alle regole generali in materia di onere probatorio, a dimostrare
l'esistenza dell'asserito contratto così come la congruità della propria pretesa.

                                          In
concreto, litigiosa non è l'esistenza di un contratto tra le parti, bensÌ l'effettiva
esecuzione di tutte le opere fatturate dall'istante e in particolare la
determinazione della mercede di sua spettanza.

                                         Tale
prova può essere fornita con uno qualsiasi dei mezzi di prova previsti dal codice
di rito, o anche mediante la valutazione, secondi i canoni della buona fede,
del comportamento preprocessuale e processuale del committente (Cocchi/Trezzini, CPC-TI App. ad art. 90 m. 88; II CCA sentenza 12.2004.193 del 7 settembre
2005). In questo senso viene attribuito valore probatorio – nel senso di un'implicita,
sostanziale ammissione della pretesa per mercedi – al comportamento di quel
committente che nella fase preprocessuale non adduce sostanziali contestazioni
della fatturazione dell'imprenditore, o addirittura, come nel caso concreto,
paga degli acconti sulla base dei conteggi di quest'ultimo salvo poi esigere
durante la causa che egli dimostri il compimento e il valore di ogni e
qualsiasi sua prestazione (sentenza del Tribunale federale 4C.348/2005). 

 

                                         Proprio
la preminenza del principio dell'affidamento, valido anche in ambito processuale,
preclude infatti al committente la possibilità di revocare in dubbio senza motivazione
oggettiva, ovvero con finalità unicamente defatigatorie, circostanze attinenti
la quantificazione della mercede dell'appaltatore che risultavano acquisite
prima dell'avvio della causa. Non può, infatti, essere tutelato il
comportamento di quel committente che dapprima poco o nulla eccepisce in merito
alla fatturazione dell'appaltatore, e che solo in causa chiede la verifica di
ogni elemento costitutivo della pretesa del fornitore d'opera (cfr. Cocchi/Trezzini, CPC-TI, ad art. 90 m. 42; Cocchi/Trezzini,
CPC-TI App. ad art. 90 m. 83 e 88).

 

                                   7.   Sulla
base di questi principi la valutazione delle prove effettuata dal segretario assessore
e la conclusione cui egli è giunto ritenendo adempiuto da parte dell'istante l'onere
della prova che le competeva, non può essere considerata insostenibile, ovvero
arbitraria.

                                         Segnatamente,
per quel che riguarda il contenuto dell'offerta 29 gennaio 2002, non può essere
considerata arbitraria l'interpretazione del primo giudice secondo cui questa
era riferita solo alle prime due case, poiché basata sulle indicazioni fornite
dalla convenuta medesima in calce a questo documento, ove
il suo rappresentante menziona unicamente le prime due case (case A + B), ritenuto che quella fornita dalla ricorrente
secondo la quale questa menzione era da intendersi solo
dal punto di vista temporale, costituisce semplicemente una diversa
interpretazione a lei più favorevole ma non sufficiente a fondare una censura
di arbitrio. 

 

                                         Quanto
alle misure fatturate dall'istante, la contestazione
della convenuta è stata sollevata per la prima volta con la risposta di causa del
26 settembre 2003, ovvero oltre un anno dopo l'emissione della prima fattura e
a distanza di otto mesi dalla notifica della seconda fattura. Inoltre neppure
al ricevimento dei dettagli delle misure effettuate dalla ditta istante di cui
ai suoi scritti 22 marzo e 13 maggio 2002 (dettagli sicuramente noti alla
convenuta tant'è che è stata lei stessa a produrli in causa [doc. 8]), con
relative richieste di acconti (doc. L) debitamente onorati dalla convenuta,
quest'ultima ha ritenuto di dover puntualizzare la sua posizione mettendo in
discussione le misurazioni proposte, ciò che nemmeno ha fatto al ricevimento
dei solleciti di pagamento 20 novembre, 13 e 20 dicembre 2002 (doc. F) e della
situazione finale 6 febbraio 2003 (doc. 1). La convenuta non ha quindi mai
contestato prima dell'inizio della causa la pretesa dell'istante, tantomeno le
misure applicate, lo scritto 24 gennaio 2003 (doc. 16) al
quale fa riferimento e che non è stato prodotto agli atti, sembra concernere
altre problematiche ma non espressamente il problema delle misure. In
circostanze del genere, la convenuta ha impedito all'istante, una volta rimossi i ponteggi e ripristinato il terreno adiacente
le case, di dimostrare la correttezza delle stesse. Al riguardo, __________, al
quale fa riferimento la ricorrente, avrebbe tutt'al più potuto confermare il
contenuto delle fatture, ma non le misure dei ponteggi.

 

                                         Alla
luce di questo comportamento preprocessuale e processuale della convenuta, valutato
secondo i canoni della buona fede, non può essere censurato il giudizio impugnato
che ha ritenuto adempiuto da parte dell'istante l'onere della prova che le competeva
ai sensi dell'art. 8 CC e che ha quindi accolto, ancorché in misura parziale,
le sue pretese.

                                         

                                   8.   Ne discende che il ricorso, che non ha concretizzato nessun titolo
di cassazione tantomeno quello di cui all'art. 327 lett. g CPC la ricorrente
essendosi in sostanza limitata a riproporre le proprie contestazioni della
pretesa avversaria evidenziando così la natura prevalentemente appellatoria del
suo gravame, deve essere respinto.

                                         Tasse,
spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 

                                         1
CPC).

                                      

 

Per i quali motivi, 

richiamati gli art. 327
segg. CPC, per le spese l'art. 148 cpv. 1 CPC e la tariffa 

giudiziaria

 

 

pronuncia:

                                   1.   Il
ricorso per cassazione 19 luglio 2005 di RI 1 SA è respinto.

 

                                   2.   Gli
oneri del presente giudizio, consistenti in:

                                         a)
tassa di giustizia                                               fr. 300.-

                                         b)
spese                                                                 fr.  
50.-                                         fr. 350.-

 

                                         già
anticipati dalla ricorrente, rimangono a suo carico con l'obbligo di rifondere
alla controparte fr. 300.- a titolo di ripetibili di questa sede.

 

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
  -   Savosa; 

  -    . 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Locarno Città.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale d'appello

La presidente                                                        La
segretaria