# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9117dfc5-dd12-5bdc-94c8-2dfe05190283
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 30.10.2001 33.2001.17
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2001-17_2001-10-30.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2001.00017

   

  ma/nh

  	
  Lugano

  30 ottobre 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice  Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Armati

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 30 gennaio 2001
di

 

	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  le decisioni del 12 gennaio 2001 emanate
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 12 gennaio 2001 la Cassa cantonale di compensazione (di seguito la
Cassa) ha assegnato a __________, già beneficiaria di una rendita AVS, una
prestazione complementare mensile di fr. 197.— dal 1° agosto al 31 dicembre
2000 (doc. _).

 

                                         Con una
seconda decisione 12 gennaio 2001 la Cassa ha ridotto la PC dell’assicurata a
fr. 147.— mensili, con effetto dal 1° gennaio 2001 (doc. _).

 

                               1.2.   Contro
queste decisioni l’assicurata ha fatto inoltrare un tempestivo ricorso al TCA,
nel quale il suo rappresentante si è così espresso:

 

" 
In qualità di curatore di mia madre __________
ho ricevuto, il 18.01.2001, il calcolo di prestazione complementare per i
periodi succitati.

 

Premetto che dal 23 luglio 2000 mia madre è
ospite, forzatamente a causa del suo stato di salute, presso una casa per
anziani (dal 23 luglio al 23 ottobre presso la casa per anziani __________ e
dal 23 ottobre 2000 presso la casa per anziani di __________).

 

Mia madre è al beneficio di una pensione AVS di
CHF 2010.‑‑ (dal 1.01.01 CHF 2060.‑‑) al mese: il costo
giornaliero presso le case per anziani è di CHF 75.‑‑/giorno (circa
CHF 2300.‑­/mese).

A questo onere vanno aggiunte le spese ricorrenti
come: cassa malati, assicurazioni, partecipazioni costi cassa malati,
vestiario, partecipazioni costi di gestione appartamento, RC, spese minute.

Si è quindi reso necessario inoltrare domanda di
prestazione complementare.

 

Mia madre è beneficiaria di un diritto di
abitazione che, considerata la situazione, non può più, suo malgrado,
esercitare.

 

Questo diritto di abitazione figura nel calcolo
PC, per un importo di CHF 6000.‑‑, quale reddito non privilegiato.

 

Ho pensato, essendo questo importo esposto nella
tabella di calcolo di poter affittare l'appartamento: avrei così potuto
recuperare la parte mancante per raggiungere il fabbisogno di mia madre.

Purtroppo, da informazioni assunte, non mi è
possibile affittare l'appartamento essendo il diritto di abitazione un diritto
personale.

 

CHIEDO PERTANTO CHE L'IMPORTO RELATIVO AL DIRITTO
DI ABITAZIONE VENGA STRALCIATO DAL CALCOLO PC."

 

                               1.3.   Nella sua
risposta del 12 febbraio 2001 la Cassa ha proposto di respingere il gravame,
osservando:

 

" 
Dalla verifica della documentazione agli atti
rileviamo che, contrariamente a quanto asserito dal ricorrente in sede
ricorsuale, con istanza del 27 luglio 1977 il Comune di __________ chiedeva
all'Ufficio registri di __________ l'iscrizione di un diritto d'usufrutto
stabilito a seguito della divisione totale della sostanza immobiliare lasciata
dal defunto __________.

 

In particolare dalla convenzione di divisione
totale si evince quanto segue:

 

" 
All'erede __________
non viene assegnato alcun bene ma viene riconosciuto l'usufrutto di tutta la
sostanza immobiliare".

 

A tal proposito le direttive sulle prestazioni
complementari all'AVS e Al (DPC) al marg. 2092 stabilisce:

" 
Il reddito della
sostanza immobiliare comprende pigioni e canoni d'affitto, usufrutto, diritti
d'abitazione (RCC 1967 p. 212/213) nonché il valore locativo della propria
abitazione, purché non sia già compreso nel reddito dell'attività lucrativa. Il
contro valore del diritto d'abitazione non può di regola essere conteggiato
come reddito a un avente diritto che non può più farne uso per motivi di salute
(RCC 1974 p. 195). In caso di rinuncia alla sostanza immobile, si deve
conteggiare, quale provento ipotetico, l'importo che può essere conseguito in
caso di investimento con interessi della sostanza ceduta (cfr. RCC 1988 p. 216
cons. 6). Per quanto riguarda il tasso d'interesse applicabile, v. il N.
2091.1. Se sussiste il diritto d'abitazione o d'usufrutto, l'importo del
diritto d'abitazione o d'usufrutto deve essere preso in considerazione in aggiunta
al reddito ipotetico".

 

Alla luce di quanto precede e poiché la volontà
della ricorrente espressa nella convenzione relativa la divisione totale
indichi chiaramente la scelta dell'usufrutto di tutta la sostanza immobiliare e
non del diritto d'abitazione , il valore di fr. 6'000.- ­esposto alla pos. 30
della tabella di calcolo PC deve, senza alcun dubbio, essere riconfermato.

 

Orbene, tutto ben considerato e poiché le
decisioni impugnate risultino corrette e conformi alle vigenti disposizioni
legali in materia di PC si chiede, a codesto lodevole Tribunale cantonale delle
assicurazioni, di volere respingere il ricorso confermando le decisioni
impugnate." 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice
unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile
e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.,
I 623/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa G.H., H 304/99).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Scopo della
prestazione complementare è quello di garantire un "reddito minimo"
per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art. 112 cpv. 2
lett. b CF e disposizione transitoria all’art. 112 CF (cfr. art. 34 quater vCF;
RCC 1992 p. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo
vitale" agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF). La Legge
federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI contiene dunque la garanzia
di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni cfr.
DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag.
143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza
sociale" in RDAT 1991 II pag. 447ss, spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460
nota 83). I limiti di redditi rivestono pertanto una doppia funzione e meglio
quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204;
Pratique VSI 1995 p. 52 e 176; 1994 p. 225; RCC 1992 p. 225; cfr. anche
Messaggio concernente la terza revisione della legge federale sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI, p. 3, p. 8 e 9).

 

                               2.3.   In virtù
dell'art. 2a LPC hanno diritto alla prestazione complementare le persone
anziane che:

 

" 
a. ricevono una rendita di vecchiaia
dell'AVS"

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 3a LPC (cfr. anche art. 2 LPC):

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti (cpv. 1)."

 

                               2.5.   Per quanto
riguarda le spese riconosciute l’art. 3b LPC prevede che:

 

"  Per
le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o
in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le
seguenti:

 

  a. importo (valido
fino al 31.12.98) destinato alla copertura del           fabbisogno vitale, per
anno:

  1. per le persone
sole, almeno 14 860 franchi e al massimo 16 460             franchi;

  2. per i coniugi,
almeno 22 290 franchi e al massimo 24 690                             franchi;

  3. per gli orfani e
per i figli che danno diritto a una rendita per figli                  dell'AVS
o dell'AI, almeno 7830 franchi e al massimo 8630          franchi. Per i due
primi figli si prende in considerazione la                                                     totalità
dell'importo determinante, per due altri figli due terzi                      ciascuno
e per ogni altro figlio un terzo;

  b. la pigione di un
appartamento e le relative spese accessorie. In    caso di presentazione di un
conguaglio per le spese accessorie,      non si può tenere conto né di un
pagamento di arretrati né di una                   richiesta di
restituzione."

 

                                         Dal 1
gennaio 1999 e fino al 31 dicembre 2000 l’importo massimo computabile a titolo
di fabbisogno è pari a fr. 16’460 per persone sole, fr. 24’690 per coniugi, fr.
8’630 per il primo e per il secondo figlio o orfano, fr. 5755 per il terzo e
per il quarto figlio o orfano e fr. 2’880 per il quinto e successivi figli o
orfani (Decreto esecutivo concernente la legge federale sulle prestazioni
complementari all’AVS/AI del 18 novembre 1998).

 

A contare dal
1° gennaio 2001, invece, gli importi massimi destinati alla copertura del
fabbisogno vitale sono aumentati a fr. 16'800.— per persone sole, fr. 25’320.—
per coniugi ed a fr. 8'850.-- per orfani e figli che danno diritto ad una
rendita per figli AVS o dell’AI (cfr. art. 1 dell’Ordinanza 01 sull’adeguamento
delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18 settembre 2000).

 

                                         Invece,
per le persone che vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o
in un ospedale (persone che vivono in un istituto), le spese riconosciute sono
le seguenti:

 

" 
a. tassa giornaliera;

b. importo per le spese personali."

 

                                         Per le
persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono
inoltre riconosciute le spese seguenti:

 

"  a. spese
per il conseguimento del reddito fino a concorrenza del      reddito lordo
dell'attività lucrativa;

  b. spese di
manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a      concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

  c. premi versati
alle assicurazioni sociali della Confederazione,        eccettuata
l'assicurazione malattie;

  d. importo
forfetario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure           medico-sanitarie.
L'importo forfetario deve corrispondere al    premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure                  medico-sanitarie
(compresa la copertura infortuni);

e.  pensioni
alimentari versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                                         La lista
dei costi di cui può essere tenuto conto ai fini del calcolo della PC è
esaustiva e le disposizioni in esame sono di diritto federale imperativo (E.
Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995, p. 135; e
Ergänzungsband, Zurigo 2000, p. 83). Le spese che non rientrano nell'elenco
succitato non possono quindi essere ammesse.

 

                                         A tutto
quanto non è possibile far fronte tramite i costi speciali previsti dalla
legge, si deve dunque sopperire tramite l'importo destinato a coprire il
fabbisogno minimo (in particolare: vestiti, vitto, mobilio, telefono e tasse
telefoniche, acqua, luce, ecc.;cfr. E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur
AHV/IV, p. 23 N 74, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht (SBVR), Basilea
1998).

 

                               2.6.   Secondo
l’art. 3c cpv. 1 LPC, inoltre, i redditi determinanti comprendono:

 

"a.   le entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di
un'attività lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole e di 1500
franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o danno diritto a una rendita
é dedotto dal reddito annuo proveniente dall'esercizio di un'attività
lucrativa, il saldo é computato in ragione di due terzi. Per gli invalidi ai
sensi dell'articolo 2c lettera d, il reddito dell'attività lucrativa é
interamente computato;

  b. il reddito
proveniente da sostanza mobile e immobile;

  c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i       beneficiari di rendite di
vecchiaia, nella misura in cui superi per           persone sole 25 000
franchi, per coniugi 40 000 franchi e per      orfani e figli che danno diritto
a rendite per figli dell'AVS o dell'AI     15 000 franchi. Se l'immobile
appartiene al beneficiario delle         prestazioni complementari o a un'altra
persona compresa nel     calcolo della prestazione complementare e serve quale
abitazione             ad almeno una di queste persone, soltanto il valore
dell'immobile                               eccedente 75 000 franchi é preso in
considerazione quale   sostanza;

d. le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche,
comprese  le rendite dell'AVS e dell'AI;

e. le prestazioni derivanti da un contratto
di vitalizio o da un'altra       convenzione analoga;

f.  gli assegni familiari;

g. le entrate e le parti di sostanza a cui
l'assicurato ha rinunciato;

h. le pensioni alimentari del diritto di
famiglia."

 

                               2.7.   Con il
ricorso l’assicurata censura il computo dell’importo di fr. 6'000.— nei redditi
determinanti (doc. _) a titolo di reddito non privilegiato della sostanza
immobiliare.

 

                                         Giusta
l'art. 3c cpv. 1 lett. b LPC il reddito della sostanza immobiliare comprende
pigioni e canoni d'affitto, usufrutto, diritti d'abitazione nonché il valore
locativo della propria abitazione (cfr. Direttive UFAS sulle prestazioni
complementari, cifra 2092; Carigiet/Koch, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV,
Supplement, Zurigo 2000, pag. 99).

 

                                         Da ciò
discende che non solo il valore locativo del proprietario, ma anche quello
dell'usufruttuario e del beneficiario di un diritto di abitazione va computato.

 

                                         Giusta
l'art. 12 cpv. 1 OPC il valore locativo dell'abitazione occupata dal
proprietario o dall'usufruttuario come pure il reddito proveniente dal
subaffitto sono valutati secondo i criteri validi in materia d'imposta
cantonale diretta del cantone di domicilio e se tali criteri non esistono,
secondo quelli in materia di imposta federale diretta (cfr. Carigiet/Koch, op.
cit., pag. 100). 

                                         Giusta
l'art. 20 lett. b) LT e 21 lett. b) LIFD l'uso da parte del proprietario (o
dell'usufruttuario) del suo immobile o di parte di esso è fiscalmente
imponibile quale reddito della sostanza immobiliare; ad esso viene attribuito
un valore locativo. La legge non indica tuttavia come debba essere valutato ai
fini dell'imposizione il vantaggio economico derivante dall'uso personale della
proprietà fondiaria.

                                         Di regola
il valore locativo deve corrispondere alla pigione che il contribuente dovrebbe
pagare per avere l'uso di un bene equivalente (RDAT N. 5t/II-1996; RDAT 1993
II, 389). Il Tribunale federale ha precisato che il valore locativo deve
corrispondere "al canone che si potrebbe esigere equamente da un locatario
desideroso di assicurarsi il godimento di un oggetto del genere - tenendo conto
in modo adeguato delle particolarità della costruzione e delle sue
installazioni, in quanto esse rispondano ai bisogni normali di un utente di
condizioni economiche e sociali analoghe a quelle del proprietario (ASA 15,
361; 438 consid. 1; DTF 69 I 24/25; Rusconi, L'imposition de la valeur
locative, Losanna 1988, pag. 98).

 

                                         Secondo
la circolare del 30 giugno 1999 (n. 15/1999), la quale abroga la circolare n.
15/1997 del 16 maggio 1997: "il valore locativo corrisponde, di regola, ad
una percentuale del valore di stima dell'immobile. Il tasso viene regolarmente
adeguato dalla Divisione delle contribuzioni e varia a dipendenza dell'anno di
costruzione dell'immobile. Quando questo metodo porta a dei risultati in
contrasto col principio secondo cui il valore locativo deve corrispondere a
quello reperibile sul mercato, si può ricorrere, senza ledere il principio
della parità di trattamento, a valutazioni individualizzate (canoni locatizi
della zona, stato di manutenzione dell'immobile, ecc.)".

 

                                         Per ragioni di praticità e
di praticabilità del diritto, il valore locativo di abitazioni unifamiliari
verrà stabilito, di massima, applicando al valore di stima ufficiale
dell’immobile il tasso del 5%, se la stima è entrata in vigore dopo il 1.
gennaio 1990, del 6,5% se la stima risale a un periodo compreso tra il 1.
gennaio 1986 e il 1. gennaio 1989 e del 7,25% se la stima risale al 1. gennaio
1985 o è anteriore a tale data. Si applica pure il tasso del 6,25% del valore
di stima ufficiale ridotto del 30% nei comuni con revisione generale delle
stime entrata in vigore a partire dal 1° gennaio 1991 (cfr. Istruzioni per la
compilazione della dichiarazione d’imposta 1999-2000; Allegato alla circolare
del 30 giugno 1999 (n. 15)). Tale modo di procedere non è, in linea di
principio, contrario al principio dell'uguaglianza di trattamento (cfr. CDT n.
24 del 13 febbraio 1996 in re R.C.).

 

                                         In ogni
caso, secondo la LPC inoltre per gli assicurati di cui la sostanza e il reddito
da considerare ai sensi della legge federale possono essere stabiliti
servendosi di una tassazione fiscale, gli organi esecutivi cantonali sono
autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo, quello su cui si basa l'ultima
tassazione fiscale, se nel frattempo non è subentrata nessuna modifica della
situazione economica dell'assicurato (art. 23 cpv. 2 OPC).

 

                               2.8.   Nel caso di
specie, l’assicurata censura il computo dell’importo di fr. 6'000.— a titolo di
reddito non privilegiato ai fini della PC. In particolare, __________ sostiene
che si tratta di un diritto d’abitazione e non di un usufrutto, per cui il
valore di reddito - visto il suo ricovero in casa per anziani - non andrebbe
considerato come reddito da sostanza immobiliare nel calcolo della PC.

 

                                         Di
contro, questa Corte rileva che dagli atti formanti l’incarto emerge con
chiarezza che mediante convenzione di divisione totale del 4 aprile 1977 a
favore dell’assicurata è stato “riconosciuto l’usufrutto di tutta la
sostanza immobiliare” lasciata dal defunto __________. Tale circostanza si
evince pure dall’istanza di iscrizione del suddetto diritto a Registro
fondiario e dagli estratti censuari agli atti dell’amministrazione.

 

                                         Se così
non fosse, in effetti, dal momento del ricovero in casa per anziani, il diritto
di abitazione della ricorrente diverrebbe privo di valore economico.
Trattandosi infatti di un diritto personale non trasferibile (art. 776 cpv. 2
CCS), ella non avrebbe potuto in alcun modo trarne vantaggio, ad esempio,
cedendo in locazione l'appartamento. In altri termini, dall'istante del
trasferimento in casa per anziani il valore del diritto di abitazione sarebbe
divenuto nullo.

 

Diverso è
invece il discorso per il diritto di usufrutto che è personale (cfr. art. 758
CCS) e che quindi l'assicurata potrebbe riutilizzare per esempio tramite la
conclusione di un contratto di locazione o tramite la sua cessione.

 

In concreto,
contrariamente a quanto asserito dalla ricorrente, trattandosi di un usufrutto
e non di un diritto d’abitazione, a titolo di reddito va computato il suo
controvalore.

 

In concreto,
poiché dalla notifica di tassazione per il biennio 1999/2000 risulta che il
reddito della sostanza assomma a fr. 6'000.— (cfr. doc. agli atti
dell’amministrazione), questo TCA, richiamate le disposizioni legali
applicabili alla presente evenienza e la giurisprudenza federale citata,
ritiene che questo importo deve essere preso in considerazione per il calcolo
della PC dell’assicurata, come peraltro ammesso dalla Cassa di compensazione.

 

                               2.9.   Con il
ricorso l’assicurata lamenta pure una situazione di disagio finanziario. In
particolare sostiene che con la sola rendita AVS non le è possibile far fronte
al costo giornaliero della casa per anziani ed alle spese ricorrenti quali “la
cassa malati, il vestiario, la partecipazione ai costi di gestione
appartamento, RC e spese minute” (cfr. consid. 1.2.).

 

Ebbene, per
quanto attiene al computo della retta giornaliera della casa per anziani ai
fini del calcolo della PC, giusta l’art. 5 cpv. 3 lett. a LPC

 

" 
i cantoni possono limitare le spese prese in
considerazione a causa del soggiorno in un istituto o in un ospedale." 

 

                              Per
l'art. 2 del decreto esecutivo cantonale concernente la LPC all'AVS/AI del 18
novembre 1998, 

 

" 
La retta giornaliera massima computabile per il
calcolo della prestazione complementare degli assicurati che sono ospiti
permanenti o per periodo di lunga durata in case per anziani o di cura è di fr.
75."

 

                                         In
proposito va rilevato che i costi degli istituti di cura variano da casa a
casa. Gli Istituti privati di livello elevato pretendono ad esempio tasse alte,
che non possono né devono venire finanziate dalle prestazioni complementari.
Per questo motivo il legislatore federale ha autorizzato il Cantone a limitare
i costi. Di questa possibilità hanno praticamente fatto uso tutti i Cantoni.
(Carigiet/Koch, supplement, p. 114; cfr. per una panoramica relativa alle tasse
dei diversi cantoni, AHIpraxis 1999 p. 67ss).

 

                                         Inoltre,
si osserva che all'assicurata viene pure conteggiato un importo per le spese
personali per beneficiari dell'AVS di fr. 300.— mensili (doc. _, pos. 75; cfr.
art. 4 lett. a del decreto ed art. 5 cpv. 1 lett. c LPC).

 

                                         In simili
condizioni, il calcolo operato dalla Cassa risulta corretto e conforme alle
suddette disposizioni federali e cantonali applicabili alla concreta
fattispecie.

 

                                         Infine,
per quanto concerne la lista delle spese sottoposte al TCA dall'assicurata, ed
in particolare i costi per l’assicurazione RC, il vestiario e le spese minute,
tenuto conto del fatto che l'elenco previsto nella LPC è esaustivo (consid.
2.5), non si possono senz'altro computare nel suo fabbisogno vitale ai fini
della PC.

 

                             2.10.   Alla luce di
tutto quanto precede, il ricorso di __________ va respinto mentre le decisioni
impugnate, in quanto corrette, vanno pienamente confermate.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti