# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee211c19-2ce2-5eb2-a4db-f1d1ac51a110
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-08-22
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 3. Kammer 22.08.2019 U 2019 57
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_003_U-2019-57_2019-08-22.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 19 57

3a Camera

presidenza Racioppi 

attuario Rogantini

SENTENZA

del 22 agosto 2019

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____,

ricorrente

contro 

Comune di X._____,

patrocinato da MLaw Davide Nollo, c/o Studio legale e notarile avv. Andrea 

Toschini,

convenuto

concernente assistenza sociale

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Fattispecie:

1. A._____ era residente a Y._____ e percepiva un contributo di assistenza 

sociale dal 1° gennaio 2019. Nel seguito si trasferì a X._____ in data 1° 

marzo 2019. Tramite il Servizio sociale Moesa, il 25 marzo 2019 presentò 

una richiesta di assistenza pubblica al Comune di X._____ (act. C.2) per il 

periodo dal 1° marzo al 30 giugno 2019, facendo valere un deficit secondo 

il foglio di calcolo (act. C.3) di fr. 1'330.75, con un totale di uscite di fr. 

2'028.50 difronte a un totale di entrate di fr. 697.75. Fra le uscite, su detto 

foglio di calcolo indicò innanzitutto un importo di fr. 775.-- per spese di 

alloggio (=½ di fr. 1'550.-- come dal contratto di locazione, act. C.8) oltre a 

fr. 90.-- di spese accessorie (=½ di fr. 180.-- come dal contratto di 

locazione, act. C.8).

2. Nella sua descrizione della situazione del 27 marzo 2019 (act. C.15), il 

Servizio sociale Moesa considerò che A._____ sarebbe divorziata, non 

avrebbe figli e secondo la convenzione di divorzio da marzo 2019 non 

avrebbe più diritto a contributi di mantenimento dall'ex coniuge. Secondo le 

sue dichiarazioni non avrebbe nemmeno più trovato un'occupazione da 

gennaio 2019 e la sua richiesta di disoccupazione sarebbe ferma a Coira. 

A X._____ convivrebbe ormai dal 1° marzo 2019 con il suo nuovo partner, 

C._____, dal quale aspetterebbe una figlia. Questi avrebbe un garage di 

autoriparazioni di sua proprietà a Z._____ (Garage C._____ Sagl). A mente 

del Servizio sociale Moesa, egli non sarebbe tenuto a far fronte a tutte le 

spese di A._____ perché la convivenza non supererebbe i due anni; 

dovrebbe però comunque assumersi metà delle spese (affitto, forfait di 

mantenimento ecc.) e versare a A._____ un importo quale indennizzo per 

la conduzione domestica fissato a fr. 309.75 (=½ dell'eccedenza calcolata 

di C._____ pari a fr. 619.50).

Per quanto attiene alle spese di alloggio, i due partner si sarebbero trasferiti 

da Y._____ a X._____ in un appartamento da fr. 1'550.-- mensili, oltre a fr. 

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180.-- di spese accessorie (vedi il contratto di locazione, act. C.8), e 

C._____ avrebbe concluso un contratto di portineria [n.d.r.: rispettivamente 

due contratti, vedi act. B.1] a nome della sua ditta per diminuire il costo 

elevato dell'appartamento. Il guadagno mensile per la portineria sarebbe di 

fr. 750.-- circa.

Il Servizio sociale Moesa dichiarò di aver informato A._____ sulle 

disposizioni in materia di locazione per le persone in assistenza, ossia il 

dovere di trovare una sistemazione economicamente favorevole, non 

superante indicativamente i fr. 1'000.-- per due persone (a X._____), e di 

richiedere un preavviso al Comune di X._____. Queste disposizioni non 

sarebbero state rispettate e pertanto la richiedente sarebbe stata informata 

che il Comune di X._____ potrebbe riconoscere anche solo fr. 500.-- di 

spese di alloggio mensili. Sul foglio di conteggio di convivenza, 

verosimilmente compilato dal Servizio sociale Moesa (act. C.7), figurano, 

per la richiedente, un totale di uscite di fr. 1'717.40 (tenendo conto appunto 

di soli fr. 500.-- per spese di alloggio e aggiungendo però ulteriori fr. 53.90 

per spese di trasporto) e delle entrate di fr. 388.--, oltre ai fr. 309.75 di 

indennizzo per la conduzione di economia domestica a carico del partner, 

calcolati in base alle sue uscite ed entrate (tenendo conto per lui però di fr. 

1'230.-- di spese di alloggio, ossia la differenza tra i fr. 1'550.-- per la pigione 

più fr. 180.-- di spese accessorie e i fr. 500.-- già riconosciuti alla 

richiedente).

3. Con decisione di assistenza del 1° rispettivamente del 3 maggio 2019 (act. 

C.17), il Municipio del Comune di X._____ ritenne che, essendo già 

beneficiaria dell'assistenza quando si era trasferita da Y._____ a X._____, 

sarebbe stato compito della richiedente informarsi anticipatamente in 

merito alle direttive cantonali in materia di assistenza e alle indicazioni del 

Comune di X._____ in materia di alloggio. Statuì perciò che le spese 

relative all'affitto dell'appartamento di 3½ locali sarebbero ritenute troppo 

elevate e verrebbe riconosciuto unicamente un importo di fr. 500.-- mensili 

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per tali spese. Inoltre andrebbe pure considerata l'entrata aggiuntiva per il 

lavoro di portineria pari a fr. 750.--. A._____ verrebbe pertanto sostenuta 

con fr. 965.75 mensili dal 1° marzo 2019 al 30 giugno 2019.

4. Con scritto del 23 maggio 2019 (act. A.1) A._____ ha presentato ricorso al 

Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni contro detta decisione di 

assistenza. La ricorrente chiede il motivo per cui nel calcolo delle spese 

relative all'affitto dell'appartamento verrebbe considerata l'entrata 

aggiuntiva per il lavoro di portineria di fr. 750.-- (importo inoltre da lei 

ritenuto errato, poiché si tratterebbe anzi di soli fr. 740.--), sebbene il 

contratto sarebbe stato stipulato dal suo compagno a nome della Garage 

C._____ Sagl, di cui sarebbe socio e gerente il compagno. Le fatture per 

tale servizio di portineria verrebbero emesse mensilmente a nome della 

Garage C._____ Sagl e saldate dalla fiduciaria della stessa sul conto della 

società. In allegato la ricorrente ha trasmesso i due contratti per il servizio 

di portineria per la Residenza D._____ A/B e C (act. B.1) e l'estratto del 

Registro di commercio del Cantone Ticino della società del compagno (act. 

B.2).

5. Invitato a esprimersi con decreto del 27 maggio 2019 (act. D.1) entro un 

termine prorogato su richiesta (act. D.2 e D.3), il Comune di X._____ ha 

presentato le sue osservazioni il 25 giugno 2019 (act. A.2). Chiede la 

reiezione del ricorso, per quanto ricevibile, e fa valere innanzitutto che il 

ricorso non soddisferebbe i requisiti legali di forma, perciò andrebbe 

assegnato un termine alla ricorrente per l'eliminazione dei vizi e, in caso di 

mancato adempimento, non andrebbe entrato nel merito del ricorso. 

Dichiara poi che il Servizio sociale Moesa avrebbe espressamente 

informato la ricorrente già prima del suo trasferimento a X._____ in merito 

alle disposizioni in materia di locazione per le persone in assistenza e in 

particolare l'avrebbe avvisata che l'appartamento che intendeva locare 

sarebbe troppo caro. Di conseguenza non si applicherebbe la regola di cui 

all'art. 8 DELCAss, secondo la quale le spese di alloggio giudicate 

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eccessivamente elevate devono essere finanziate fino al prossimo termine 

di disdetta, al massimo per sei mesi. Il modo di agire assunto dalla 

ricorrente equivarrebbe a un manifesto abuso di diritto. Del resto il ricavo 

dal contratto di portineria andrebbe imputato a entrambi i partner concubini, 

considerato che i contratti sarebbero stati stipulati proprio per ridurre la 

pigione mensile e che sarebbe verosimile che (perlomeno durante il giorno) 

anche A._____ si occuperebbe delle attività di portineria pattuite. Poco 

importerebbe infine l'importo preciso (fr. 750.-- o fr. 740.--), poiché si 

giungerebbe comunque a un contributo assistenziale inferiore alla richiesta 

della ricorrente, cioè al massimo fr. 965.75 secondo una prima variante di 

calcolo e fr. 955.75 o fr. 960.75 secondo una seconda variante di calcolo. 

Nella prima variante si riconoscerebbe fr. 500.-- quale importo massimo 

possibile per le spese di alloggio, nella seconda invece ci si baserebbe sulle 

spese effettivamente sostenute, ossia la pigione meno il guadagno di 

portineria (prendendo una volta fr. 750.-- e l'altra volta invece fr. 740.--), poi 

diviso per due.

Variante 1:
totale uscite dichiarate fr. 2'028.50

− spese di alloggio (non riconoscibili) fr. 775.--

− spese accessorie (non riconoscibili) fr. 90.--

+ spese di alloggio massime riconoscibili fr. 500.-- 

(=½ di fr. 1'000.--)

− entrate riconosciute fr. 697.75

Contributo fr. 965.75

Variante 2:
totale uscite dichiarate fr. 2'028.50

− spese di alloggio (non riconoscibili) fr. 775.--

− spese accessorie (non riconoscibili) fr. 90.--

+ spese di alloggio effettive riconoscibili fr. 495.-- 

(=½ di [fr. 1'730.-- − fr. 740.--])

− entrate riconosciute fr. 697.75

Contributo fr. 960.75

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Tali osservazioni del Comune convenuto sono state notificate alla 

ricorrente il 26 giugno 2019 (act. D.4) con la possibilità di presentare una 

replica.

6. La ricorrente ha trasmesso la sua replica il 3 luglio 2019 (act. A.3), 

allegando questa volta la decisione impugnata oltre a vari altri documenti 

(act. B.3–B.10). Dichiara che i costi effettivi dell'appartamento a X._____ 

ammonterebbero a fr. 990.--, considerata la "deduzione" del compenso per 

la portineria di fr. 740.-- (e non fr. 750.--), comprovato questo ormai dai 

documenti allegati. Lo scopo del trasferimento da Y._____ a X._____ al 

quinto mese di gravidanza avrebbe avuto anche lo scopo di garantire una 

vita dignitosa – ma non lussuosa – alla figlia nascitura B._____, nata poi in 

giugno 2019. Difatti, come da normative, con la bambina avrebbero poi 

potuto beneficiare di un appartamento di 3½ locali con un costo mensile 

compreso tra i fr. 1'000.-- e i fr. 1'100.--. Sarebbe fuori luogo pretendere 

che si trasferisse dapprima in un appartamento più piccolo prima del parto, 

per poi ritrasferirsi dopo la nascita della bambina in un'abitazione più 

grande come di suo diritto. Aggiunge infine che il partner, C._____, in 

qualità di indipendente percepirebbe un salario mensile non fisso. Tutto 

sommato sarebbe dunque giustificata la richiesta del contributo 

assistenziale di fr. 1'330.75, importo peraltro suggeritole dal Servizio 

sociale Moesa.

La replica è stata notificata al Comune l'8 luglio 2019 (act. D.5) con la 

possibilità di inoltrare una duplica.

7. Il Comune ha presentato la sua duplica il 20 agosto 2019 (act. A.4), nella 

quale fa valere nuovamente che la richiesta di cui al ricorso non 

adempirebbe i requisiti di forma necessari per poter essere considerata un 

petito di causa, perciò il ricorso permarrebbe irricevibile. Rinfaccia alla 

ricorrente di polemizzare, anziché correggere i vari errori formali. Nel merito 

sostiene che la ricorrente avrebbe basato la sua richiesta di prestazioni per 

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un totale di fr. 1'330.75 su delle uscite mensili di fr. 2'028.50, composte fra 

l'altro dalla sua quota della pigione di fr. 775.-- e delle spese accessorie di 

fr. 90.-- per complessivi fr. 865.-- al mese. Non avrebbe invece menzionato 

l'entrata di fr. 740.-- (ormai incontestati, cioè non più fr. 750.--) per i lavori 

di portineria. Nella replica, la ricorrente avrebbe concesso che i costi 

effettivi ammonterebbero invece a fr. 990.--, cioè i fr. 1'730.-- come da 

contratto meno i fr. 740.-- di portineria. Da ciò risulterebbe che le si 

potrebbe riconoscere per forza soltanto fr. 495.-- anziché fr. 865.-- per le 

spese di alloggio, giustificando così la riduzione del contributo di assistenza 

di fr. 370.-- (dai fr. 1'330.75 richiesti a fr. 960.75). Concedendo alla 

ricorrente un contributo di fr. 965.75 mensili, il Comune le avrebbe di 

conseguenza riconosciuto fr. 5.-- in più di quanto effettivamente avesse 

diritto. Abbondanzialmente, quand'anche non fosse stato possibile 

computare la riduzione data dal ricavo per il servizio di portineria, la 

decisione del Comune convenuto di accettare solo i fr. 500.-- (½ di fr. 

1'000.--) come quota parte di spesa computabile per l'alloggio sarebbe 

stata giustificata dai limiti posti alle spese di locazione dalle direttive 

COSAS e dalla direttiva comunale.

La duplica è stata trasmessa per conoscenza alla ricorrente il 21 agosto 

2019 (act. D.6).

Considerandi:

1. Contestata è qui una decisione in materia di assistenza sociale. Essa 

costituisce una decisione impugnabile ai sensi dell'art. 49 cpv. 1 lett. a della 

Legge sulla giustizia amministrativa del 31 agosto 2006 (LGA; CSC 

370.100). Competente è dunque il Tribunale amministrativo del Cantone 

dei Grigioni. Ciò è indiscusso.

2. La ricorrente è legittimata a ricorrere e il suo ricorso è tempestivo. Tuttavia 

il Comune convenuto fa valere dei vizi di forma. A tal proposito si costata 

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però che, benché il ricorso non contenga un petito esplicito nel senso 

formale classico, la richiesta della ricorrente risulta palesemente dal 

contesto e in particolare dalla motivazione della replica. La ricorrente 

chiede difatti nel senso che il contributo di assistenza sociale concessole 

sia fissato a fr. 1'330.75 come dalla sua richiesta iniziale, anziché decurtato 

a fr. 965.75 come deciso dal Comune convenuto. Lo riconosce perlomeno 

indirettamente pure il Comune convenuto nella sua duplica. Le censure 

formali in merito avanzate dal Comune convenuto sono dunque infondate 

e la Corte può entrare nel merito del ricorso.

3. Giusta l'art. 43 cpv. 3 lett. a LGA il Tribunale amministrativo decide nella 

composizione di giudice unico quando il valore litigioso non supera 

complessivamente i fr. 5'000.-- e non è prevista una composizione di cinque 

giudici ai sensi del cpv. 2 di detta disposizione. Secondo la prassi di questa 

Corte, in casi concernenti l'assistenza sociale il valore litigioso è composto 

dalla differenza tra il contributo mensile richiesto dall'istante nei petiti di 

ricorso e quello corrisposto nella decisione impugnata. Qualora non sia 

dato sapere per quanto tempo l'istante faccia valere pretese di assistenza 

sociale, sempre per prassi, detto importo è annualizzato, moltiplicandolo 

per 12 (vedi la sentenza del Tribunale amministrativo U 14 69 del 23 

dicembre 2014 consid. 1.b con cui è stata fondata detta prassi). Nel caso 

qui in giudizio non si è in presenza di una costellazione che richieda la 

composizione di cinque giudici ai sensi dell'art. 43 cpv. 2 LGA. La differenza 

mensile tra richiesta e decisione impugnata è di fr. 365.--. Anche se la 

ricorrente avesse chiesto e/o ottenuto l'assistenza sociale per un periodo 

più lungo che i 4 mesi di cui alla sua domanda del 25 marzo 2019 e alla 

decisione del 1° maggio 2019 (cioè da marzo 2019 a giugno 2019), si 

giungerebbe alla somma di fr. 4'380.-- all'anno, ossia un importo comunque 

inferiore alla soglia di fr. 5'000.-- prevista all'art. 43 cpv. 3 lett. a LGA. Di 

conseguenza il Tribunale amministrativo decide nella composizione di 

giudice unico. 

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4. Essendo controverso l'importo concreto da corrispondere quale contributo 

di assistenza sociale, conviene rievocare dapprima i principi applicabili al 

calcolo dello stesso.

4.1. Giusta l'art. 12 Cost. chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a sé 

stesso ha diritto di essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi 

indispensabili per un'esistenza dignitosa. Tale disposizione costituzionale 

garantisce solo il diritto a un minimo d'esistenza, lasciando al legislatore 

federale, cantonale o comunale il compito di fissarne la portata e le 

modalità. Nel Cantone dei Grigioni, l'aiuto sociale è segnatamente 

disciplinato dalla Legge sull'assistenza alle persone nel bisogno del 3 

dicembre 1978 (Legge cantonale sull'assistenza, abbreviazione inufficiale 

LCAss; CSC 546.250). Ai sensi dell'art. 1 LCAss è persona nel bisogno chi 

non possa provvedere sufficientemente o tempestivamente con mezzi 

propri al suo sostentamento e a quello dei membri della sua famiglia che 

ne condividono il domicilio (cpv. 1). Sono prestazioni assistenziali le 

prestazioni in denaro o in natura concesse alle persone nel bisogno e i 

provvedimenti atti a evitare l'indigenza incombente o a eliminarla qualora 

fosse già subentrata (cpv. 2). Secondo l'art. 1 delle Disposizioni esecutive 

della legge cantonale sull'assistenza dell'8 novembre 2005 (DELCAss; 

CSC 546.270), per la valutazione dell'assistenza da parte del comune 

competente sono determinanti le direttive della Conferenza svizzera delle 

istituzioni dell'azione sociale per il calcolo dell'aiuto sociale (COSAS), con 

delle concretizzazioni e limitazioni nelle disposizioni seguenti delle 

DELCAss.

4.2. Ai sensi dell'art. 2 cpv. 1 lett. b DELCAss, nel calcolo del minimo vitale 

determinante per la valutazione dell'assistenza devono essere considerate 

fra l'altro anche le spese di alloggio. Giusta l'art. 8 DELCAss, poi, nel 

calcolo del minimo vitale deve essere considerato l'affitto medio sul 

mercato locale di un appartamento economicamente vantaggioso per la 

rispettiva grandezza del nucleo familiare, più le spese accessorie. Spese 

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di alloggio giudicate eccessivamente elevate devono inoltre essere 

finanziate soltanto fino al prossimo termine di disdetta, al massimo tuttavia 

per sei mesi. Secondo la giurisprudenza, però, ciò vale solo per chi non 

beneficia già di prestazioni assistenziali. Le direttive COSAS 

raccomandano inoltre concretamente ai comuni, difronte alla diversità 

locale o regionale degli affitti, di definire dei limiti massimi per le spese di 

alloggio a livello regionale, tenendo conto della dimensione delle economie 

domestiche, e di riesaminarli periodicamente.

4.3. Nel caso che qui ci concerne, il Comune ha emanato delle direttive entrate 

in vigore il 3 febbraio 2016 (act. C.19), concedendo per un nucleo familiare 

di 1–2 persone un appartamento da 2½ locali con un limite dei costi d'affitto 

mensile da fr. 700.-- a fr. 900.-- e per un nucleo familiare di 2–3 persone un 

appartamento da 3½ locali con un limite dei costi d'affitto mensile da fr. 

1'000.-- a fr. 1'100.--.

5. Come si vedrà nel seguito, nella fattispecie sono stati misti degli importi da 

due calcoli con basi completamente diverse. Si impone dunque rifare 

l'intero calcolo, riferendosi alla denominazione delle posizioni di cui al 

modulo ufficiale H.10 delle direttive COSAS 12/15, tenendo conto della 

situazione del nuovo partner della ricorrente e in tal modo pure 

dell'indennità per la conduzione dell'economia domestica.

5.1. La ricorrente chiede essenzialmente un contributo equivalente al deficit 

calcolato in act. C.3 di complessivi fr. 1'330.75. Su quel foglio di calcolo, 

alla posizione B.3 sono stati indicati fr. 865.-- per spese di alloggio, 

corrispondenti cioè alla metà delle spese totali di alloggio di fr. 1'730.--, e 

non sono stati dedotti i fr. 740.-- (o qualsiasi altra somma) di entrate per il 

servizio di portineria. Si nota inoltre che su quel foglio, da un lato è stato 

preso detto importo di fr. 865.-- per spese di alloggio per la ricorrente (e di 

conseguenza gli altri fr. 865.-- andrebbero riconosciuti al partner quale sua 

uscita), mentre dall'altro invece alla posizione F.5.2 l'importo d'indennizzo 

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per la conduzione dell'economia domestica è stato ripreso dal foglio di 

calcolo dell'economia domestica (act. C.7), dove alla ricorrente sono stati 

riconosciuti solo fr. 500.-- per spese di alloggio e i fr. 1'230.-- restanti sono 

stati interamente computati quali uscite del partner (sebbene siano stati 

considerati fr.750.-- di entrate per il servizio di portineria), riducendo così 

sensibilmente la sua eccedenza a fr. 619.50. Un tale miscuglio di importi 

da due calcoli con basi del tutto diverse è palesemente scorretto.

5.2. Il Comune convenuto, di canto suo, ha riconosciuto un contributo di fr. 

965.75, facendo un calcolo ancora diverso. Egli ha accettato le uscite della 

ricorrente di cui all'act. C.3 di fr. 2'028.50 – senza dunque tener conto delle 

spese di trasporto di fr. 53.90 – e ha poi ridotto l'importo per spese di 

alloggio da fr. 865.-- a fr. 500.-- nella prima variante e a fr. 495.-- nella 

seconda. Prendendo erroneamente l'indennizzo per la conduzione 

dell'economia domestica come è stato calcolato nell'act. C.7 – come ha 

fatto la ricorrente – giunge così a un deficit di fr. 965.75 rispettivamente poi 

nella seconda variante di fr. 960.75. Anche questo calcolo non è corretto.

5.3. Intanto si costata che l'unico punto contestato sia dal Comune convenuto 

sia dalla ricorrente è quello delle spese di alloggio, comprese le entrate, o 

meglio la deduzione da operare per il ricavo del servizio di portineria. Ne 

segue viceversa che tutti gli altri importi non sono contestati e ad esempio 

i fr. 53.90 di cui al documento act. C.7 per spese di trasporto possono 

essere concesse alla ricorrente. Tornando alle spese di alloggio, la 

domanda della ricorrente di corrisponderle un contributo di fr. 1'330.75 si 

basa, come detto, su un riconoscimento di spese di alloggio sue di fr. 865.--

. La ricorrente sostiene che l'appartamento sia adeguato e sufficientemente 

economico, tenuto conto della riduzione per il servizio di portineria. Senza 

dirlo espressamente, chiede nel senso che le spese di alloggio da 

aggiudicarle siano fissate a fr. 865.--. Ciò non è ammissibile, poiché 

significherebbe che bisognerebbe riconoscere al partner l'altra metà e così 

giungerebbe a una somma largamente eccessiva dal punto di vista delle 

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spese riconoscibili secondo le direttive COSAS e del Comune qui 

convenuto. Anche se si volesse dedurre i fr. 740.-- di portineria (e non fr. 

750.--, poiché il Comune convenuto ha ormai riconosciuto tale importo, del 

resto comprovato anche dai nuovi documenti agli atti) esclusivamente 

dall'importo del partner, si arriverebbe a un risultato iniquo.

5.4. Poco importa, però, quale metodo di calcolo sia da usare. È difatti stata la 

ricorrente stessa a dichiarare esplicitamente nella sua replica che i costi 

effettivi di alloggio sarebbero di fr. 990.--. Ciò poiché dalla pigione 

ammontante a fr. 1'550.-- più le spese accessorie di fr. 180.-- mensili 

andrebbero appunto dedotti i fr. 740.-- di entrate per il servizio di portineria, 

essenzialmente prestato da entrambi i partner. Da questa dichiarazione 

segue per conseguenza che l'importo delle spese di alloggio (affitto e spese 

accessorie) da prendere per il calcolo – per ambedue i partner – è di fr. 

495.--, ossia ½ delle spese effettive totali di fr. 990.--. Tale somma non 

supera la soglia prevista nelle direttive del Comune convenuto (act. C.19). 

A titolo abbondanziale va confermato quanto sostenuto dal Comune 

convenuto in merito alla situazione giuridica. In quanto beneficiaria di 

prestazioni assistenziali già da gennaio 2019, la ricorrente doveva essere 

al corrente che le spese di alloggio sarebbero state finanziate dall'ente 

pubblico a condizione che l'oggetto locato fosse stato idoneo alla sua 

situazione personale ed economica. Del resto anche le direttive COSAS 

rammentano che "quando un assistito cambia comune di domicilio, l'ente 

di sostegno sociale precedente dovrà verificare se nel nuovo comune 

l'affitto previsto sarà accettato". Il Servizio sociale Moesa ha difatti 

espressamente informato la ricorrente a riguardo e gli importi massimi nel 

nuovo comune di domicilio le erano noti. È dunque a ragione che il Comune 

convenuto si oppone a riconoscere un importo per spese di alloggio 

superiore a fr. 500.-- per uno. Resta quindi da rifare il calcolo del contributo. 

Compilando di nuovo il modulo ufficiale H.10 delle direttive COSAS 12/15 

si giunge ai seguenti importi:

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Fabbisogno secondo le norme COSAS (importi in fr. al mese)

Copertura dei bisogni materiali primari: partner istante
B.2.2 Forfait per il mantenimento (economia dom. 2 pers.) 755.00 755.00

B.3 Spese di alloggio (accessorie comprese) 495.00 495.00

B.5 Spese di base per la salute:

▪ Premi assicurazione base LAMal 343.20 330.10

▪ Forfait per franchigie e partecipazioni 85.30 -

Prestazioni specifiche:
C.1.1 ▪ Spese supplementari di trasporto 500.00 53.90

C.1.4 ▪ Spese dovute a malattia o handicap - 78.40

▪ Spese per cure dentarie 39.00 -

C.1.5 Assicurazioni (domestica e RC) 15.00 -

Incentivi d'integrazione:
C.2 Supplementi d'integrazione / quota esente 500.00 -
/ E.1.2 (franchigia) sul reddito da attività lucrativa

Ampliamenti
Imposte 285.00 -

Altro (Terzo pilastro) 378.00 -

Totale delle spese computabili 3'395.50 1'712.40

Entrate
E.1.1 Reddito netto da attività lucrativa 4'000.00 -

F.1 Altre entrate - 388.00

Sostanza
E.2.1 In caso di contributo di convivenza - -

H.4 Indennità per la conduzione dell'economia dom. - - 

Totale delle entrate computabili 4'000.00 388.00

Deficit / Eccedenze 604.50 -

F.5.2 Indennità per la conduzione dell'economia dom. - 302.25
(corrispondente al 50% del reddito eccedente)

Deficit / Eccedenze - −1'022.15

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5.5. La ricorrente ha dunque un deficit mensile di fr. 1'022.15. In parziale 

accoglimento del ricorso le va perciò riconosciuto un contributo di 

assistenza sociale per tale importo.

6. Resta da decidere sulle spese processuali e ripetibili che di regola seguono 

la soccombenza (art. 73 cpv. 1 LGA e art. 78 cpv. 1 LGA).

6.1. Dato che il contributo di assistenza sociale riconosciuto alla ricorrente è 

soltanto marginalmente superiore a quello corrispostole dal Comune 

convenuto e largamente inferiore a quello preteso dalla ricorrente, si 

giustifica considerare integralmente soccombente la ricorrente.

6.2. Viste le circostanze economiche della ricorrente, si giustifica 

eccezionalmente rinunciare a prelevare spese processuali a suo carico.

6.3. Giusta l'art. 78 cpv. 2 LGA ai comuni non vengono di regola assegnate 

ripetibili se vincono la causa nell'esercizio delle loro attribuzioni ufficiali. 

Nell'occorrenza non vi sono gli elementi per scostarsi eccezionalmente da 

tale regola.

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è parzialmente accolto. La decisione impugnata è riformata nel 

senso dei considerandi, corrispondendo alla ricorrente un contributo 

assistenziale di fr. 1'022.15 anziché fr. 965.75 per il periodo dal 1° marzo 

2019 al 30 giugno 2019, tenendo conto degli importi già versati. Per il resto 

il ricorso è respinto.

2. Non si prelevano spese processuali. 

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3. Non sono riconosciute spese ripetibili.

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]