# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 017e8aef-4f1f-5190-a920-d02acbe2287a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-18
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 18.12.2003 12.2003.10
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2003-10_2003-12-18.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2003.10

  	
  Lugano

  18 dicembre
  2003/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente,

  Chiesa e Epiney-Colombo

  

 

	
  segretario:

  	
  Bettelini, vicecancelliere

  

 

 

sedente per statuire nella causa inc. OA.2001.135
della Pretura del Distretto di __________, promossa con petizione 2 marzo 2001
da

 

	
   

  	
  __________ 

  patr. dall'avv.
  __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
   ing.
  __________ 

  patr. dall'avv.
  __________ 

   

  

 

chiedente la
condanna del convenuto al pagamento di fr. 51'000.- oltre accessori, quale
danno patrimoniale subito dalla madre delle parti, __________, in seguito a
pretesa cattiva gestione degli interessi di questa da parte del figlio
__________;

 

domanda cui lo stesso convenuto si è opposto;

 

ed ora, ammesse
dal Pretore con separati decreti 10 dicembre 2002 le istanze di edizione da
terzi, presentate dall'attrice, segnatamente nei confronti di:

 

·       
La __________,

·       
dott. __________;

·       
__________ SA,

·       
__________ SA,

 

appellante il
convenuto che, con quattro singoli allegati, tutti di data 27 dicembre 2002,
chiede che i decreti impugnati siano riformati con la reiezione delle istanze
di edizione, subordinatamente, che vengano riformati i dispositivi concernenti
spese e ripetibili;

appellante anche
__________, rappresentata dall'avv. __________, che con allegato 15 gennaio
2003 chiede, in riforma degli stessi decreti, che le istanze di edizione da
terzi vengano tutte respinte e, subordinatamente che i decreti di edizione
siano annullati;

 

lette le osservazioni dell'attrice ai cinque
appelli in oggetto di cui chiede la reiezione;

 

esaminati gli atti dell'incarto;

 

considera

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                   1.   L'attrice
fonda la presente azione su una cessione di credito 29 marzo 2000 (doc. _) con
cui la curatrice di __________ (designata dal Comune di __________ in
applicazione dell'art. 393 cpv. 2 CC) ha ceduto in nome di questa alla figlia
__________ qualsiasi ragione di credito possa eventualmente sussistere a
qualsiasi titolo a favore di __________ verso il signor __________ e la signora
__________ (ora Comunione ereditaria). Con questo titolo e in tale veste,
essa rimprovera al fratello, che da qualche anno si occupava degli affari
amministrativi della madre ultranovantenne, di aver svolto male tale mandato,
insinuando anche di averne tratto vantaggio personale; chiede di conseguenza al
giudice che __________ venga condannato a rifonderle il danno causato alla
madre che quantifica approssimativamente in fr. 51'000.-

 

 

                                   2.   Terminato
lo scambio degli allegati preliminari in cui il convenuto si è opposto alla
petizione, l'attrice -tra le altre prove- ha chiesto l'edizione dalla
__________ di tutti i giustificativi dal 1993 a tutt'oggi, della copia dei
documenti di apertura nonché dei giustificativi di tutti i prelievi effettuati
dal 1993 a tutt'oggi del conto __________; dal dott. __________, di
tutte le cartelle mediche relative allo stato di salute fisico e mentale della
signora __________ a dimostrazione che la signora __________ non era pienamente
capace di intendere e di volere e, dalle banche __________
__________ di tutti i giustificativi dal 1993 a tutt'oggi, della copia del
cartoncino firme, della copia dei documenti di apertura nonché dei giustificativi
di tutti i prelievi effettuati dal 1993 a tutt'oggi di determinati conti di
__________. Interpellati i terzi detentori della documentazione richiesta che
non si sono opposti all'edizione, il Pretore ha ammesso la prova, assegnando
loro un termine di venti giorni per darvi seguito.

                                   3.   Con
gli appelli relativi ai quattro decreti di edizione, __________, reclamando la
propria facoltà di impugnazione almeno per quanto riguarda il dispositivo su
spese e ripetibili, rileva l'irritualità delle decisioni, in particolare perché
__________, ossia il terzo avente diritto sui documenti oggetto di edizione,
non è stata interpellata dal giudice su quelle istanze, malgrado la
documentazione concerna la sua sfera personale. Nel merito dell'edizione, ne
contesta la rilevanza, affermando che la prova avrebbe mero scopo esplorativo,
non essendo riferita a nessun fatto (in particolare a nessun rimprovero nei
suoi confronti) adeguatamente allegato dall'attrice. Di ogni altra motivazione,
come delle osservazioni agli appelli, si dirà nel seguito, solo se necessario.

 

 

                                   4.   Tutti
gli appelli presentati dal convenuto, rispettivamente da __________, vengono
trattati congiuntamente e decisi con un'unica sentenza (art. 320 CPC).

 

 

                                   5.   Il
vecchio art. 213bis cpv. 1 CPC prevedeva che sulla domanda di edizione il
giudice decidesse mediante decreto, così che la decisione che ammetteva
l'edizione dalla controparte o da un terzo, almeno per riguardo alla
legittimità sostanziale della domanda, era appellabile (Cocchi/ Trezzini,
CPC-TI, art. 213bis, m. 1 e n. 709). In virtù dell'art. 515 cpv. 1 CPC, alla
fattispecie si applica tuttavia il nuovo art. 213a CPC, entrato in vigore il 1°
aprile 2001; esso recita che sulla domanda di edizione dalla controparte il
giudice decide mediante ordinanza, mentre su quella da terzi decide con
decreto. Esclusa così l'impugnazione della decisione di edizione dalla
controparte, è ormai pacifico che l'appellabilità del decreto di edizione da
terzi è data soltanto da parte di chi è astretto alla produzione, ossia dal
terzo (I CCA 31 maggio 2002 in BOA n. 24, pag. 24): infatti, solo
nei confronti di questi la decisione rappresenta decreto e non ordinanza, com'è
nei confronti delle parti. Ne consegue che gli appelli proposti da __________,
convenuto in causa e in sé non toccato dall'edizione, sono irricevibili.

 

 

                                   6.   Abilitati
ad appellare contro i decreti di edizione sarebbero state sicuramente le
persone astrette all'edizione che tuttavia in concreto non vi si sono opposte
o, addirittura, hanno già prodotto la loro documentazione, ancorché non
formalmente assunta all'incarto (così il dott. __________). Non è tuttavia
indifferente la segnalazione dell'appellante -confermata dagli atti
dell'incarto- secondo cui ad __________ non sono state intimate le istanze di edizione,
così che non è stata posta in condizione di esprimersi al proposito, come
invece impone l'art. 211 cpv. 2 CPC. Trattandosi di un'eventuale lesione del
diritto di essere sentito del terzo (Cocchi/ Trezzini, op. cit., art.
211 CPC, m. 2 e m. 3) il decreto di edizione dovrebbe essere dichiarato nullo (II
CCA 17 luglio 2003 in re P./ C. SA); inoltre, dal momento che la nullità
dev'essere rilevata d'ufficio (art. 142 cpv. 2 CPC; Cocchi/ Trezzini,
op. cit., ibidem, m. 2), la questione della mancata intimazione delle istanze
di edizione ad __________ dev'essere decisa indipendentemente dalla
ricevibilità degli appelli di __________, nonché dalla circostanza che egli
-pur rilevando che i documenti richiesti attenevano alla sfera privata della
madre- non ha formalmente preteso l'interpellazione di questa da parte del
giudice.

 

 

                                   7.   Se
i terzi astretti all'edizione sono le persone che detengono la documentazione
richiesta da un parte del processo, dev'essere osservato che la facoltà
riservata al terzo di opporsi a un simile ordine del giudice, nella sostanza, è
limitata -ma anche definita- al caso in cui i documenti da produrre attengono
alla sua sfera privata o a motivi che gli consentirebbero di non essere sentito
come testimone (BOA cit., ibidem), rispettivamente quando la stessa
documentazione riguarda suoi interessi giuridicamente rilevanti (Cocchi/
Trezzini, op. cit., art. 211 CPC, m. 4); e ciò perché la figura processuale
in esame non può rappresentare un mezzo per indagare sui segreti del terzo (ZR
2000, pag. 108; II CCA 3 novembre 2003 in re P./ S. SA).

 

                                         Nel caso
concreto, i terzi detentori dei documenti richiesti non risulterebbero comunque
lesi nei loro diritti o nei loro interessi personali a dipendenza
dell'edizione, mentre tali motivi atterrebbero ad __________, titolare dei
conti presso la __________, presso __________ SA, rispettivamente il
__________, e avente diritti -nei limiti della legge- sulle cartelle sanitarie
che concernono la sua persona (art. 6 Legge sanitaria). E' pertanto sostanzialmente
errato considerare terze persone nella procedura di edizione soltanto i
detentori dei documenti richiesti quando titolare di eventuali segreti o di
diritti giuridicamente rilevanti è una persona diversa da loro: in tale
eventualità, al di là dell'indicazione fornita dall'istante, s'impone al
giudice di mettere in condizione di opporsi all'edizione chi può esserne
effettivamente leso nel senso testé descritto. Così come -in senso contrario-
l'assegnazione al terzo di un termine per esprimersi sull'edizione appare
superflua, quando non abbia nessuna latitudine propria per opporvisi (Cocchi/
Trezzini, op. cit., art. 211 CPC, n. 704). Anche perché il fatto di
escludere dalla procedura chi può essere personalmente toccato dall'edizione
finisce per costituire un'elusione della cautela voluta dal legislatore in suo
favore; non invece di terzi che sono puramente detentori dei documenti
richiesti.

 

 

                                   8.   I
decreti impugnati devono così venir annullati a causa della mancata intimazione
ad __________ delle istanze di edizione e l'incarto va ritornato al Pretore
perché vi provveda e decida nuovamente sulle richieste edizioni.

 

Dato questo esito, nemmeno
s'impone di affrontare l'appello 15 gennaio 2002 di __________ che -ancorché
non sia parte nel processo- sostiene la propria facoltà di impugnare gli stessi
decreti di edizione sulla base della lesione di suoi diritti processuali e
sostanziali che potrà ora difendere davanti al Pretore. In tal senso, l'appello
dev'essere considerato divenuto privo d'oggetto, così come la relativa istanza
di assistenza giudiziaria, senza dover decidere sulla ricevibilità
dell'impugnazione, rispettivamente sul presupposto della legittimazione del suo
patrocinatore (art. 97 n. 4 CPC) a dipendenza della contestata procura
processuale, non sottoscritta da __________ -o da chi per essa- ma dal figlio
__________.

 

 

                                   9.   A
dipendenza dell'esito degli appelli e dell'accertata nullità delle decisioni
pretorili censurate, dovuta a una mancanza del primo giudice, le spese e la
tassa di giustizia vanno accollate allo Stato, mentre si può prescindere
dall'assegnazione di ripetibili, in particolare poiché di nessuna delle parti
si può dire che abbia contribuito a determinare le decisioni viziate (Chiesa,
Sul concetto di soccombenza nel processo civile in relazione al rimborso di
ripetibili, in CommercialArbitration.ch, 4/2003, pag. 173, n. 3).

 

 

 

Motivi per i quali,

richiamata per le spese la LTG,

 

 

 

 

pronuncia:

 

 

                                   1.   I
decreti di edizione 10 dicembre 2002 nei confronti di La __________, dott.
__________, __________ e __________ sono dichiarati nulli. 

 

                                         §.   L'incarto
è ritornato al Pretore perché proceda nel senso dei considerandi.

 

                                   2.   Gli
appelli 27 dicembre 2002 dell'ing. __________ sono irricevibili.

 

                                   3.   L'appello
15 gennaio 2003 di __________ è privo d'oggetto.

 

                                   4.   Le
spese e la tassa di giustizia della presente decisione, per complessivi fr.
400.-, anticipati da __________, sono posti a carico dello Stato del Canton
Ticino. Non si assegnano ripetibili.

 

                                   5.   Intimazione
a:

	
   

  	
  - avv.
  __________; 

  - avv.
  __________. 

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                           Il
segretario