# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0975c9a7-278e-579a-9088-d0bf7b6f78ea
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-05-06
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 06.05.2008 B-2768/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_B-2768-2007_2008-05-06.pdf

## Full Text

Corte II
B-2768/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  6  m a g g i o  2 0 0 8

Giudice Francesco Brentani (Presidente del collegio), 
Giudice Hans Urech, Giudice Claude Morvant, 
Cancelliere Daniele Cattaneo.

A. _______,
ricorrente,

contro

Istituto Federale della Proprietà Intellettuale (IPI), 
Stauffacherstrasse 65, 3003 Berna,
autorità inferiore.

domanda di registrazione N. _______ - fig. (segno 
figurativo a righe).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

B-2768/2007

Fatti:

A.
Il 29 marzo 2006 la A. _______ (in seguito: ricorrente) presentò una 
domanda di registrazione del marchio N. _______. Il marchio ha la se-
guente rappresentazione: 

I servizi per i quali tale domanda di registrazione è stata presentata ri-
entrano nelle classi 18 e 25 della classificazione dei prodotti e dei ser-
vizi  e corrispondono, per ciascuna di  tali  classi,  alla  descrizione se-
guente: 

- classe 18: «Cuir et imitation du cuir, produits en ces matières com-
pris  dans cette  classe; peaux d'animaux; malles  et  valises; para- 
pluies, parasols et cannes; fouets et sellerie»; 

- classe 25: «Vêtements» 

Con scritto del 17 maggio 2006 l'Istituto federale della proprietà intel-
lettuale (in  seguito: autorità inferiore, Istituto o IPI)  comunicò alla  ri-
corrente che il segno depositato non era idoneo a costituire segno di-
stintivo. Esso sarebbe di dominio pubblico e dovrebbe restare a libera 
disposizione di tutti gli attori sul mercato. Esso non si distinguerebbe a 
sufficienza da ciò che ci si  può attendere e da ciò che è usuale sul 
mercato e non sarebbe adatto a distinguere i prodotti e servizi a cui si 
riferisce da quelli di altre aziende. Più in particolare il segno in questio-
ne costituirebbe la parte di un campione composto da righe chiare e 
scure. 

Con risposta del 20 giugno 2006 la ricorrente contestò le motivazione 
dell'IPI, ritenendo che il marchio sarebbe originale e distintivo facendo 

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altresì riferimento a registrazioni di marchi internazionali caratterizzati 
da linee e/o strisce in primo piano associate ad altre grafie o figure.

Con scritto del 22 settembre 2006 l'autorità inferiore riconfermò la sua 
posizione secondo la quale al marchio non potrebbe essere concessa 
la registrazione. Il segno sarebbe composto da motivi semplici e ripeti-
tivi  che adempirebbero solo una funzione estetica o decorativa e nei 
quali il pubblico consumatore non vi intravedrebbe un'origine aziendale 
dei prodotti. Ciò vale specialmente, secondo l'IPI,  per i  prodotti  per i 
quali è importante l'aspetto visivo della superficie come stoffe, vestiti, 
tessili, mobili o accessori di moda. Queste campionature difficilmente 
riescono ad avere carattere  distintivo. Il  segno in  narrativa,  secondo 
l'IPI, sarebbe banale e sarebbe uno dei più utilizzati sul mercato. Le ri-
ghe non verrebbero identificate come un rinvio ad un'azienda precisa 
ma sarebbero considerate come un ornamento di carattere banale. Gli 
verrebbe pertanto a mancare ogni carattere distintivo. Anche potendo 
riconoscere il segno come una combinazione di forme geometriche, si 
arriverebbe alla stessa conclusione: l'impressione d'insieme del segno 
sarebbe caratterizzata da una combinazione banale di elementi figura-
tivi geometrici. Inutile infine, per l'autorità inferiore, l'appello della ricor-
rente alla parità di trattamento con altre ed anteriori registrazioni, trat-
tandosi di registrazioni non comparabili con la presente. 

Con scritto del 20 novembre 2006, la ricorrente si riconferma nelle sue 
allegazioni ritenendo che, contrariamente all'interpretazione dell'IPI, il 
segno di  cui si chiede la registrazione sarebbe ben definito nella di-
mensione e non si tratterebbe di un campione formato da un motivo 
composto di linee, una accostata all'altra, in un numero che si ripete-
rebbe potenzialmente all'infinito sull'intera superficie del prodotto. Non 
sarebbe quindi corretto secondo la ricorrente ritenere che i consuma-
tori non vi riconoscerebbero la provenienza da un'azienda determina-
ta. L'uso del marchio in questione avverrebbe limitatamente allo speci-
fico numero di linee e non come riproduzione continua su tutta la su-
perficie di un prodotto. La ricorrente proporrebbe addirittura di include-
re nella  registrazione un'annotazione (disclaimer)  che indichi  proprio 
questo aspetto. Un'ulteriore dimostrazione che il segno depositato non 
rappresenterebbe un campione senza contorni è dato dal fatto che sa-
rebbero state presentate quattro domande di registrazione il cui ogget-
to è lo stesso segno, in posizioni diverse. Si tratterebbe quindi di pro-
teggere anche una determinata posizione su una superficie del segno 
depositato. La ricorrente non condivide neppure la conclusione dell'IPI 

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secondo  la  quale  la  registrazione  non  sarebbe  possibile  poiché  il 
segno è composto da forme geometriche semplici. 

Con decisione del 6 marzo 2007 l'autorità inferiore ha respinto la do-
manda di registrazione 52821/2006 per tutte le classi rivendicate rite-
nendo in sostanza che il segno non rappresenterebbe altro che la ri-
produzione di un campione che costituirebbe la superficie di prodotti 
oppure utilizzato come disegno su imballaggi. La regolarità e la ripetiti-
vità delle righe che compongono il segno in esame potrebbe estender-
si all'infinito e ciò di cui ne viene richiesta la registrazione rappresente-
rebbe solo parte di una superficie con un motivo che di per se sarebbe 
banale e che avrebbe funzione puramente ornamentale. In quanto tale 
il segno non sarebbe percepito come rinvio diretto ad un'azienda de-
terminata. A maggior ragione se si considera che nel settore dell'abbi-
gliamento i disegni a righe non sarebbero del tutto inusuali.

Anche dal principio della parità di trattamento con diverse registrazioni 
svizzere ed internazionali la ricorrente non ne può trarre alcun diritto 
alla registrazione del suo marchio. Tali registrazioni, rileva l'IPI, date-
rebbero di un periodo in cui la prassi per registrare i marchi non è pa-
ragonabile a quella attuale dell'Istituto, e, contrariamente al segno in 
narrativa, dette registrazioni si riferirebbero a segni che presentereb-
bero nell'impressione d'insieme sufficiente carattere distintivo.

B.
In data 19 aprile 2007 la ricorrente ha impugnato detta decisione con 
ricorso dinanzi a questo Tribunale postulando l'accoglimento del grava-
me e l'annullamento della decisione con richiesta di ordinare all'IPI di 
dare seguito alla domanda di registrazione N. _______ come specific-
ato nella domanda di registrazione. La ricorrente protesta spese, tasse 
e ripetibili.

Secondo la ricorrente, l'IPI ritiene, a torto, che il segno oggetto della 
domanda di registrazione rappresenti un segno di dominio pubblico. In 
particolare il marchio in questione non rappresenta un campione di un 
motivo a righe né viene percepito come tale dai consumatori. Del resto 
nemmeno la registrazione è stata chiesta per un motivo a righe che 
potrebbe potenzialmente  ripetersi  all'infinito. Il  marchio  è  rivendicato 
esclusivamente come marchio figurativo, con una forma, un'inclinazio-
ne e delle componenti ben determinate. 

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La ricorrente contesta l'interpretazione dell'IPI  secondo cui  potrebbe 
essere  riprodotto sull'intera superficie  dei  prodotti  o  su una parte di 
essi. Il semplice fatto che un marchio possa essere riprodotto poten-
zialmente sull'intera superficie  di  un prodotto non significa di  per se 
che lo stesso marchio venga automaticamente percepito dal pubblico 
come un campione di un motivo più ampio.

Aldilà di ciò, la rappresentazione grafica stessa non lascia dubbi che si 
tratti della forma di un rettangolo composto da 15 righe, di cui 8 scure 
e 7 chiare, con determinate proporzioni e con una specifica inclinazio-
ne. In altre parole si  tratterebbe di  un'etichetta di  forma rettangolare 
con le caratteristiche menzionate che verrebbe usata su una determi-
nata superficie. La riproduzione su di un'intera superficie sarebbe inve-
ce al di fuori dell'ambito protettivo del marchio. Solo il rettangolo com-
posto da righe è l'oggetto della registrazione ed è solamente questa la 
percezione che il pubblico può avere del segno depositato. La conclu-
sione  dell'IPI  secondo  cui  il  consumatore  percepirebbe  il  marchio 
come motivo rettangolare a righe con semplice funzione decorativa è 
agli occhi della ricorrente, arbitraria e senza fondamento.

La ricorrente evidenzia inoltre che, sebbene una riga o un rettangolo 
rappresentano di per se delle forme geometriche semplici e come tali 
appartenenti al dominio pubblico, non necessariamente anche la com-
binazione di detti elementi deve appartenere al dominio pubblico. Non 
fosse così la ricorrente non riuscirebbe a spiegarsi perché marchi co-
stituiti da elementi banali siano stati registrati.

Anche per una questione di rispetto della parità di trattamento il segno 
in questione dovrebbe essere registrato.

C.
Con scritto del 20 giugno 2007 l'autorità inferiore postula la reiezione 
del  ricorso. Essa protesta spese e ripetibili. L'autorità inferiore rinvia 
essenzialmente alle motivazioni addotte nella decisione impugnata, fa-
cendo altresì osservare che se è vero che un segno formato da ele-
menti appartenenti al dominio pubblico può essere ammesso alla regi-
strazione, ciò non vale per tutte le combinazioni geometriche elemen-
tari. 

E' rilevante che la combinazione presenti valenza distintiva nel suo in-
sieme in relazione ai prodotti rivendicati. Il segno in questione non si 
differenzia da un normale rettangolo se non per il fatto che è suddiviso 

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in diversi rettangoli di dimensioni ridotte, uguali tra loro. Una tale sud-
divisione sarebbe inadatta a conferire al rettangolo di base il carattere 
distintivo concreto per fungere da marchio. In altra parole il segno non 
si  distingue  sufficientemente  dalla  forma geometrica  semplice  di  un 
rettangolo.

L'IPI ribadisce inoltre il fatto che il motivo raffigurato dal segno deposi-
tato non si scosta sufficientemente dai motivi decorativi usuali utilizzati 
nel segmento dei prodotti rivendicati e non presenta elementi distintivi 
che permettano al consumatore di riconoscervi l'origine aziendale.

Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri-
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 della Legge del 17 
giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), il 
Tribunale amministrativo federale (TAF), in virtù dell'art. 31 LTAF, giudi-
ca i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della Legge federale 
del  20  dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS 
172.021) prese dalla autorità menzionate agli art. 33 e 34 LTAF.

L'atto impugnato del 6 marzo 2007 costituisce una decisione ai sensi 
dell'art. 5 PA. In qualità di destinatario la ricorrente è toccata dalla de-
cisione impugnata ed ha un interesse degno di protezione all'annulla-
mento o alla modificazione della stessa. Essa ha dunque diritto a ricor-
rere (art. 48 cpv. 1 PA). Il termine e la forma di ricorso sono osservati 
(art. 50 cpv. 1 e 52 cpv. 1 PA), l'anticipo equivalente alle presunte spe-
se processuali è stato versato entro il termine impartito (art. 63 cpv. 4 
PA) ed i  rimanenti  presupposti  processuali  sono parimenti  adempiuti 
(art. 48 segg. PA).

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Giusta l'art. 2 litt. a della Legge federale del 28 agosto 1992 sulla pro-
tezione dei marchi e delle indicazioni di provenienza (Legge sulla pro-
tezione  dei  marchi,  LPM,  RS 232.11)  sono  esclusi  dalla  protezione 

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come marchi i segni che sono di dominio pubblico, salvo che si siano 
imposti come marchi per i prodotti o i servizi ai quali si riferiscono. Il 
motivo dell'esclusione di tali segni dalla protezione come marchi è giu-
stificato dalla necessità di lasciarli alla libera disposizione di ognuno o 
dalla  mancanza  di  carattere  distintivo  (CHRISTOPH WILLI,  in: 
Markenschutzgesetz,  Kommentar  zum  schweizerischen  Markenrecht 
unter Berücksichtigung des europäischen und internationalen Marken-
rechts, Zurigo 2002, art.  2 n. 34 [in seguito: WILLI, MschG]).

Si considerano di dominio pubblico quei segni che non sono idonei ad 
identificare prodotti e servizi e che non possono essere compresi qua-
le  indicazione di  provenienza di  una determinata  azienda (cfr.  LUCAS 
DAVID, in: Kommentar zum schweizerischen Privatrecht, Markenschutz-
gesetz/Muster- und Modellgesetz, Basilea 1999, MSchG art. 2 n. 5 [in 
seguito: DAVID, Kommentar MSchG). Appartengono al dominio pubblico 
in particolare elementi  figurativi  semplici,  primitivi  o banali  come per 
esempio quadrati, rettangoli, triangoli, linee, ecc. (cfr. DAVID, Kommen-
tar MSchG, art. 2 n. 31). Per avere forza distintiva ai sensi dell'art. 2 
LPM un segno figurativo deve quindi differenziarsi da ciò che è sempli-
ce e banale.

L'appartenenza di un segno al dominio pubblico si valuta secondo l'im-
pressione che lascia nell'insieme (cfr.  EUGEN MARBACH,  in: Roland von 
Büren/Lucas  David  [Hrsg.],  Schweizerisches  Immaterialgüter-  und 
Wettbewerbsrecht,  vol. III,  Kennzeichenrecht,  Basilea  1996,  Marken-
recht, pag. 35 [in seguito: MARBACH, Markenrecht]). La concessione del-
la protezione come marchio in relazione a figure geometriche relativa-
mente semplici non è a priori esclusa, a meno che queste siano de-
scrittive dei prodotti o servizi in questione. È possibile che nel marchio 
siano inclusi elementi che non sono di dominio pubblico, però la com-
ponente principale deve avere carattere distintivo oppure gli elementi 
di  carattere distintivo devono marcare l'impressione d'insieme (DAVID, 
Kommentar MSchG, art. 2 n. 8).

3.
L'autorità inferiore ha respinto la registrazione del segno in disamina in 
quanto di dominio pubblico. Essa definisce il segno in narrativa come 
una forma geometrica  banale  rappresentata  da strisce  di  lunghezza 
uguale ed in linea parallela. Essa sostiene che questa regolarità dia 
l'impressione che il segno sia un campione di una superficie che po-

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tenzialmente potrebbe estendersi  all'infinito. Il  pubblico di  riferimento 
non vi intravedrebbe il rinvio ad un'impresa determinata.

Secondo la ricorrente, il marchio non rappresenta tuttavia un campio-
ne di un motivo a righe né viene percepito come tale dai consumatori. 
Essa rimprovera all'autorità inferiore essenzialmente il fatto di conside-
rare il segno come riproducibile sull'intera superficie dei prodotti  e di 
trarre da tale considerazione la conclusione della mancanza di caratte-
re  distintivo,  equivalendo  in  sostanza  ad  una  qualsiasi  decorazione 
dell'intero tessuto. Non è pertanto corretto ritenere che i consumatori 
non riconoscerebbero il segno in questione quale indicazione di prove-
nienza. La ricorrente sottolinea che la registrazione non è stata chiesta 
per un motivo a righe che potrebbe potenzialmente ripetersi all'infinito 
per coprire anche tutta la superficie del prodotto. Il marchio è rivendi-
cato esclusivamente come marchio figurativo, con una forma, un'incli-
nazione e con componenti ben determinate. Esso sarebbe sufficiente-
mente  originale  per  distinguere  un prodotto  da  un'altro  nella  stessa 
maniera  in  cui,  per  esempio,  un  piccolo  coccodrillo,  un  giocatore  di 
polo  o  una  piccola  bandiera  bicolore  rossa  e  bianca  con  bordi  blu, 
sono distintivi  per i  prodotti  che contrassegnano. In  altre  parole,  nel 
caso concreto l'apposizione del  contestato segno per esempio su di 
una camicia bianca, non costituirebbe una decorazione bensì un'indi-
cazione distintiva dell'origine del prodotto.

4.

4.1 La LPM definisce il  marchio come un segno atto a distinguere i 
prodotti  o i servizi di un'azienda da quelli  di un'altra azienda. Parole, 
lettere,  cifre,  rappresentazioni  grafiche,  forme tridimensionali,  sole  o 
combinate tra loro oppure con colori, possono in particolare costituire 
marchi (cfr. art. 1 LPM).

4.2 Il carattere distintivo concreto del marchio deve essere esaminato 
tenuto conto della rappresentazione così come viene depositata per la 
registrazione (DTF 120 II 310  The Original, DTAF B-7423/2006  Web-
stamp, RKGE in sic! 2006, 265 consid. 5 Tetrapack) e valutato da una 
parte, rispetto ai prodotti o ai servizi per cui è richiesta la registrazione 
e, dall'altra, rispetto alla comprensione che ne ha il pubblico destinata-
rio.

Giova quindi qui di seguito esaminare se il segno in narrativa, compo-
sto dalla combinazione di 15 righe, di cui 8 scure e 7 chiare alternate, 

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all'interno di un rettangolo, che scende con un'inclinazione di 45o, da 
sinistra verso destra, è di dominio pubblico e pertanto in base all'art. 2 
LPM escluso dalla protezione come marchio.

5.

5.1 La registrazione di  figure semplici,  geometriche come rettangoli, 
triangoli, quadrati, cerchi, punti o righe non è di per se esclusa. Un se-
gno costituito da una combinazione di elementi privi, ciascuno, di ca-
rattere distintivo, può possedere tale carattere se il modo in cui i diver-
si elementi sono combinati, rappresenta qualcosa di più della semplice 
somma degli  elementi  di  cui  è  composto.  L'originalità  di  un marchio 
composto da elementi di per se senza forza distintiva risiede nel fatto 
che  questi  stessi  elementi  sono  combinati  in  maniera  sorprendente 
(cfr. DTF in sic! 2000, 286 consid. 3c Runde Tablette; cfr. RKGE in sic! 
2000, 702 consid. 4 Tablettenform). L'Istituto ha ravvisato che il segno 
depositato, in quanto figura geometrica elementare, si  differenzia da 
un rettangolo usuale unicamente per il fatto di essere suddiviso in di-
versi rettangoli di dimensioni ridotte uguali tra loro. Questo aspetto è 
stato ritenuto dall'IPI ancora insufficiente per rendere il segno distinti-
vo. Una tale suddivisione in righe è inadatta a conferire al rettangolo 
che le contiene il carattere distintivo concreto sufficiente per poter es-
sere protetto come marchio. In altre parole il  segno in rassegna non 
differisce in maniera sufficiente dalla forma geometrica semplice di un 
rettangolo, con la conseguenza che il segno è percepito come sempli-
ce variazione banale di un rettangolo.

5.2 Il marchio deve servire ad individualizzare il prodotto o il servizio 
che contrassegna, segnatamente consentire ad identificare la prove-
nienza dei prodotti o dei servizi per i quali si rivendica la registrazione. 
Il  carattere distintivo di  un marchio può quindi  essere valutato  sola-
mente, da una parte, rispetto ai prodotti o ai servizi per cui è richiesta 
la  registrazione e,  dall'altra,  rispetto  alla  comprensione che ne ha il 
pubblico destinatario. Eventuali motivazioni per le quali si chiede la re-
gistrazione sono ininfluenti cosi come irrilevante è l'uso futuro che se 
ne farà del marchio (cfr. per tutto  WILLI, MSchG, art. 2 n. 10). In con-
creto quindi, il segno deve essere valutato indipendentemente dal fatto 
che si trovi, per esempio, su indumenti, borsette, ombrelli, scarpe, pel-
letteria ecc.

Segni formati dalla combinazione regolare e ripetitiva di semplici ele-

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menti  sono  spesso  percepiti  come  motivi  apportati  sulla  superficie 
esterna o sulla confezione di un prodotto. Motivi a strisce, con figure 
geometriche semplici non sono certamente inusuali per prodotti delle 
classi rivendicate dalla ricorrente. In particolare, combinazioni a righe 
di svariati  elementi sono frequentemente utilizzati come elementi de-
corativi  per  stoffe, capi  d'abbigliamento,  oggetti  di  cuoio,  borse,  om-
brelli ecc. Si deve rilevare che i prodotti designati dal marchio richiesto 
sono prodotti di consumo corrente, destinati alla generalità dei consu-
matori, ovvero acquirenti comuni di detti prodotti. 

Come rettamente ritenuto dall'autorità inferiore, da questo punto di vi-
sta, il segno depositato risulta essere consueto per la categoria di pro-
dotti per i quali è qui richiesta la registrazione. Il consumatore, da par-
te sua, non percepisce tali elementi come rinvii all'origine dei prodotti, 
bensì è il loro carattere ornamentale ad essere in primo piano. Oltre a 
questo bisogna anche rilevare che la figura, senza un particolare sfor-
zo di riflessione o d'immaginazione (DTF 128 III 454, consid. 2.1.,  L. 
DAVID, MSchG, art. 2 n. 5), è in un certo qual modo descrittiva dei pro-
dotti, per i quali la ricorrente ha presentato domanda. Vi è di fatto moti-
vo di  mantenere disponibile per l’uso generale, in relazione a questi 
prodotti e servizi, un segno composto da queste linee. Al marchio og-
getto della domanda non può quindi venir riconosciuto carattere distin-
tivo sufficiente ai fini della registrazione.

5.3 La ricorrente ha tuttavia ripetutamente sostenuto che non si tratta 
di un campione con carattere ornamentale bensì di un segno ben defi-
nito nelle sue dimensioni. Non è pertanto corretto ritenere che i consu-
matori non riconoscerebbero il segno in questione quale indicazione di 
provenienza.  Ma  alla  conclusione  di  negare  il  carattere  marchio  si 
giunge anche, se il segno, anziché essere considerato come campione 
illimitato, si ritiene che le linee corrono diagonalmente e sono limitate 
nelle loro dimensioni  e non coprono tutta la superficie come un ele-
mento composto da linee che si ripetono all'infinito. La composizione 
delle strisce, per i prodotti  in questione e dall'ottica dei consumatori, 
lascia pensare in prima linea ad un motivo banale per tessili, indipen-
dentemente dalla sua disposizione diagonale e dalle sue dimensioni.

6.
La ricorrente adduce inoltre esempi di marchi figurativi, che malgrado 
la loro semplicità, sono registrati come marchi. In particolare essa fa 
riferimento ai marchi, IR 300802 – 300805, IR 300807, IR 799035, IR 

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414034, IR 414035, IR 414036, IR 414037, IR 391692, 386331 (per 
tutti doc. E), IR 391692 (doc. F).

Nel caso del marchio 799035 trattasi di un segno a strisce, ondulate 
che danno l'impressione di  una bandiera. Tale segno non è in alcun 
modo comparabile con quello qui in esame. Anche il marchio svizzero 
386331 è composto da righe che vanno in un crescendo da sinistra 
verso destra e che possono dare l'impressione della parte centrale di 
una  calzatura.  Gli  altri  marchi  414035,  414034,  414036,  414037, 
391692 sono quelli che presentano la maggiore analogia in quanto an-
che questi sono rappresentati da tre strisce uguali e parallele. Non va 
tuttavia  dimenticato  che  questo  marchio  si  è  affermato  da  anni  sul 
mercato che con il passare del tempo ha acquisito la forza distintiva 
sufficiente da permettere al pubblico di riferimento, in particolare spor-
tivi, di vedervi l'origine aziendale dei prodotti contraddistinti.

Da quanto precede si conclude quindi che l'autorità inferiore osserva a 
giusta ragione che le situazioni menzionate nel ricorso non sono para-
gonabili al caso di specie.

Anche volendo ammettere che singole registrazioni  indicate dalla  ri-
corrente possano essere confrontate con il segno in esame sia in me-
rito ai segni in comune sia in merito ai servizi per i quali essi sono re-
gistrati, non si può concludere che esiste una prassi illegale costante. 
Da quanto precede, la ricorrente non può appellarsi con successo al 
diritto di parità di trattamento nell'illegalità.

7.
In  riassunto,  il  rifiuto  di  registrazione  del  segno  in  questione  per  le 
classi richieste, motivato con l'impressione di segno decorativo e ba-
nale, che come tale non viene percepito come rinvio diretto ad un'im-
presa ben precisa, segnatamente motivato con la carenza del segno in 
narrativa di carattere distintivo concreto, si rivela sostenibile e non vio-
la il  diritto federale. Questo se si  considera il  segno come figura dai 
contorni non nettamente delineati ma anche se lo si interpreta come 
rettangolo dai contorni  ben definiti  ed un'inclinazione specifica. L'ap-
prezzamento dell'IPI, secondo cui la figura, composta da quindici linee 
o  rettangoli,  collocati  sistematicamente  in  uno  schema  chiaramente 
definito, non è eccezionalmente fuori dal comune o fantasiosa al punto 
tale da meritare la protezione come marchio per il suo carattere distin-
tivo, risulta sostenibile. 

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Sulla base di quanto esposto il ricorso si rivela quindi essere infondato 
e va respinto.

8.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali sono messe a carico 
della ricorrente che soccombe (art. 63 cpv. 1 PA). La tassa di decisione 
è stabilita in funzione dell'ampiezza e della difficoltà della causa, del 
modo di condotta processuale e della situazione finanziaria delle parti 
(art. 63 cpv. 4bis PA, art. 2 cpv. 1 del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale, 
TS-TAF, RS 173.320.2). La domanda di registrazione di un marchio è 
una causa con interesse pecuniario (DTF 133 II 490). Nelle cause con 
interesse pecuniario, la tassa di giustizia si determina in base al valore 
litigioso (art. 4 TS-TAF). Il valore litigioso in materia di proprietà intel-
lettuale è difficile  da determinare (LUCAS DAVID,  Der  Rechtsschutz im 
Immaterialgüterrecht,  Schweizerisches  Immaterialgüter-  und  Wettbe-
werbsrecht  [SIWR],  vol. I/2,  2. ed. 1998,  pag. 29;  LEONZ MEYER,  Der 
Streitwert  in  Prozessen  um  Immaterialgüterrechte  und  Firmen,  sic! 
6/2001 pag. 559/560). Secondo dottrina e giurisprudenza, sulla base 
di  valori  empirici,  il  valore  litigioso  nell'ambito  della  registrazione  di 
marchi può essere situato di solito tra i 50'000 e 100'000 franchi (DTF 
133 III 342 consid. 3.3 con rinvii). In casu non vi sono elementi per cui 
doversi  distanziare  da  questi  valori.  Le  spese  processuali  vengono 
pertanto fissate a fr. 2'000.-, importo che verrà computato con l'antici-
po di fr. 2'500.- versato in data 18 maggio 2007.

Visto l'esito del ricorso, alla ricorrente non viene assegnata alcuna in-
dennità a titolo di spese ripetibili (art. 64 cpv. 1 PA). 

L'autorità inferiore protesta spese e ripetibili. Giusta l'art. 7 cpv. 3  del 
Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2],  le autorità 
federali e, di regola, le altre autorità con qualità di parte non hanno di-
ritto ad un'indennità a titolo di ripetibili. 

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B-2768/2007

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia:

1.
Il ricorso è respinto e la decisione impugnata è confermata.

2.
La tassa di giustizia di fr. 2'000.- è posta a carico della ricorrente. Essa 
è computata con l'anticipo di fr. 2'500.- versato il 18 maggio 2007. La 
differenza di fr. 500.- sarà restituita alla ricorrente dopo la crescita in 
giudicato della presente sentenza.

3.
Non vengono assegnate ripetibili. 

4.
La presente sentenza è notificata:

- alla ricorrente (atto giudiziario; allegato foglio indirizzo di pagamen-
to)

- à l'autorità inferiore (n. di rif. dom. di reg. N. _______; atto giudizia-
rio)

- al Dipartimento Federale di Giustizia e Polizia (atto giudiziario)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Brentani Daniele Cattaneo

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B-2768/2007

Rimedi giuridici:

La presente sentenza può essere impugnata dinanzi al Tribunale fede-
rale, 1000 Losanna 14, con ricorso in materia civile entro trenta giorni 
dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 72 segg. e 
100 della  legge  federale  del  17  giugno 2005 sul  Tribunale  federale, 
LTF, RS 173.110). L'atto di ricorso deve contenere le conclusioni, i mo-
tivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmato dal ricorrente o 
dal suo patrocinatore, il quale allega la decisione impugnata e i docu-
menti indicati come mezzi di  prova, se sono in possesso della parte 
(art. 42 LTF).

Data di spedizione: 15 maggio 2008

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