# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f197e064-68ae-5de9-ab6b-0fc2cebb5707
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-09-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 30.09.1999 52.1998.232
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-232_1999-09-30.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00232

   

  	
  Lugano

  30 settembre 1999

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo
  Crivelli

  

 

 

statuendo
sul ricorso  26 agosto 1998 di

 

 

	
   

  	
  __________
  e __________

  patrocinati
  da: avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 5 agosto 1998 (no. 3482) del Consiglio di Stato, che ha accolto le
  impugnative presentate da __________ e __________, nonché da __________
  avverso la risoluzione 9 aprile 1998 con la quale il municipio di __________
  ha negato loro la licenza edilizia in sanatoria per la realizzazione di un
  muro di sostegno sulle part. n. __________ e __________ RF; 

  

 

 

viste le risposte:

-       7 settembre 1998 del municipio
di __________;

-       9 settembre 1998 del Consiglio
di Stato;

-     14 settembre 1998 di __________ e
__________ e __________;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che il 25 luglio 1994 i
resistenti __________ e __________ hanno chiesto al municipio di __________ il
permesso di costruire un muro di sostegno con elementi prefabbricati del tipo
"alpinum" lungo il confine a valle dei loro fondi (part. n.
__________ e __________ RF; zona R2);

 

che il manufatto, di altezza variabile tra m 1.70 e 2.70,
lungo 31 ed inclinato a 70º, avrebbe dovuto essere appoggiato su un preesistente
muro in sasso, alto m 1.10;

 

che due giorni dopo il municipio ha rilasciato la licenza
richiesta senza procedere ad alcuna pubblicazione o notifica ai vicini;

 

che il 23 settembre 1994 i ricorrenti __________, proprietari
del fondo sottostante (part. n. __________ RF), hanno chiesto al municipio di
ordinare la sospensione dei lavori di costruzione del muro, iniziati - a loro
dire - alcuni giorni prima;

 

che, di fronte all'inazione del municipio, il 3 ottobre 1994
i ricorrenti hanno sollecitato l'intervento dell'autorità cantonale;

 

che il 4 ottobre 1994 il municipio ha informalmente ingiunto
ai qui resistenti di sospendere i lavori;

 

che il 13 di quel mese si è tenuto un incontro fra funzionari
del cantone, rappresentanti dell’autorità comunale e denuncianti, in occasione
del quale venne stabilito che il municipio avrebbe revocato la licenza
edilizia, invitando i resistenti - non presenti all’incontro - ad inoltrare una
nuova domanda di costruzione;

 

che con decisione 18 ottobre 1994, notificata soltanto ai qui
resistenti e priva dell’indicazione dei mezzi e dei termini di ricorso, il
municipio ha revocato la licenza edilizia 27 luglio 1994 siccome rilasciata in
modo irrito;

 

che, con ricorso 27 ottobre 1994, inoltrato al municipio e da
questi trattenuto, __________ e __________ hanno contestato il provvedimento,
rilevando di aver quasi terminato i lavori per i quali avrebbero sopportato ingenti
spese;

 

che le fotografie agli atti (allegato D) indicano che sino a
quel momento (22 ottobre 1994) erano state messe in opera 6-7 file sovrapposte
(cd. “corse”) di elementi prefabbricati, alti 16 cm l’uno, alternati a spazi
liberi di egual altezza;

 

che, sollecitati dal municipio, il 13 marzo 1996 i resistenti
hanno inoltrato una domanda di costruzione in sanatoria per il manufatto che
nel frattempo avevano portato a compimento (allegato F, 26/27 luglio 1995);

 

che il 30 settembre di quell'anno l’hanno ritirata, ritenendo
che dovesse essere anzitutto evaso il ricorso inoltrato contro la decisione di
revoca della licenza 27 luglio 1994;

 

che, esperita comunque la procedura di rilascio del permesso,
il 9 aprile 1998 il municipio ha respinto la domanda di costruzione, ritenendo
che il muro superasse l'altezza massima consentita dalle NAPR;

 

che con distinti ricorsi __________ e __________ e __________
hanno impugnato la predetta decisione davanti al Consiglio di Stato, chiedendo
in via principale che la procedura di rilascio del permesso venisse dichiarata
priva d'oggetto, non essendo ancora stato evaso il ricorso contro la revoca
della precedente licenza, rispettivamente essendo stata ritirata la domanda di
costruzione;

 

che con giudizio 5 agosto 1998 il Consiglio di Stato ha
accolto i ricorsi, confermando la licenza edilizia 27 luglio 1994 ed annullando
di conseguenza la decisione con cui il municipio l’aveva successivamente
negata;

 

che il Governo ha in sostanza ritenuto che la licenza
accordata nel 1994 non potesse essere revocata, perché i beneficiari ne avevano
già fatto uso in buona fede;

 

che contro il predetto giudizio governativo __________ e
__________ sono insorti davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendo la conferma della decisione 9 aprile 1998 di diniego della licenza e
l'annullamento della licenza rilasciata nel 1994;

 

che secondo gli insorgenti tale licenza andrebbe revocata in
quanto rilasciata in flagrante violazione del loro diritto di essere sentiti ed
in contrasto con il diritto materialmente applicabile; 

 

che la revoca si giustificherebbe anche perché i beneficiari
avrebbero fatto uso in malafede del permesso ricevuto ed avrebbero portato a
termine i lavori nonostante l'ordine di sospenderli;

 

che il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato e dai
proprietari del muro che contestano partitamente le tesi dei ricorrenti, con
argomenti che verranno discussi qui appresso;

 

che il municipio si rimette invece al giudizio di questo
tribunale;

 

 

considerato,                   in
diritto

 

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la
legittimazione attiva dei ricorrenti e la tempestività dell'impugnativa sono
incontestabilmente date dagli art. 21 LE; 43 e 46 PAmm;

 

che il ricorso è dunque ricevibile in ordine;

 

che il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza
istruttoria (art. 18 PAmm); le prove chieste dalle parti (testi, sopralluogo,
perizia) non appaiono in effetti idonee a procurare a questo tribunale la
conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio; le caratteristiche
dell’opera in contestazione emergono chiaramente dalle tavole processuali
(piani e fotografie);

 

che oggetto del presente ricorso è in sostanza il dispositivo
con cui il Consiglio di Stato ha confermato la licenza 27 luglio 1994
rilasciata ai qui resistenti, annullando - implicitamente - la successiva
decisione del 18 ottobre 1994 con cui il municipio ne aveva disposto la revoca;

 

che, statuendo sulle impugnative proposte dai qui resistenti
contro la decisione 9 aprile 1998 di diniego della licenza in sanatoria, il
Consiglio di Stato ha in effetti implicitamente accolto il ricorso che costoro
avevano inoltrato al municipio contro la decisione 18 aprile 1998 con cui
quest’ultimo aveva disposto la revoca della licenza rilasciata il 27 luglio
1994;

 

che, riservato quanto si dirà più avanti in merito alle
conseguenze derivanti dall’annullamento della decisione 9 aprile 1998 di
diniego della licenza in sanatoria, la materia del contendere si riduce
pertanto alla verifica della legittimità del suddetto provvedimento di revoca; 

 

che la licenza edilizia concessa in contrasto con le
prescrizioni del diritto pubblico o che viene a contrastare con esse al momento
della sua utilizzazione può essere revocata (art. 18 cpv. 1 LE);

 

che la revoca di un atto amministrativo cresciuto in
giudicato formale dipende dall’esito del confronto di interessi contrapposti:
di principio, può essere ammessa quando l'interesse all'attuazione del diritto
oggettivo prevale su quello riferito alla sicurezza del diritto; 

 

che, di regola, in materia edilizia, l’interesse alla
sicurezza del diritto prevale su quello relativo all’affermazione del principio
di legalità dell’amministrazione quando la licenza non conforme al diritto è
stata emanata dopo un procedimento in cui gli interessi pubblici e privati sono
stati esaurientemente esaminati o quando il beneficiario ne ha già fatto uso in
buona fede, iniziando i lavori o comunque investendo somme considerevoli in
vista degli stessi (Imboden Rhinow, Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung, V ed.,
N. 41 B V a 1; Rhinow Krähenmann, Schweiz. Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd.,
ibidem; Scolari, Commentario, II ed., ad art. 18 LE, N. 906 seg.);

 

che queste regole non hanno comunque valore assoluto: se la
ponderazione degli interessi contrapposti lo giustifica, la licenza edilizia
può essere revocata anche dopo l’inizio dei lavori;

 

che nell'evenienza concreta la licenza edilizia 27 luglio
1994 è stata rilasciata in violazione manifesta del diritto di essere sentiti
dei ricorrenti, proprietari del fondo sottostante e quindi direttamente toccati
dall'intervento in discussione;

 

che, nelle circostanze concrete, la flagrante violazione del
diritto di essere sentiti commessa dal municipio non costituisce tuttavia un
motivo atto a giustificare la revoca della licenza accordata; decisiva, in
proposito, è la conformità di quest’ultima con il diritto edilizio materiale;

 

che le NAPR di __________ non disciplinano l’altezza dei muri
di cinta e dei muri di sostegno eretti a confine;

 

che di fronte a questa lacuna della legge fa di principio
stato l’altezza massima di m 2.50 prescritta dall’art. 134 LAC, applicabile
quale norma di diritto pubblico suppletorio (STA 4.6.96 in re A. SA; Scolari,
op. cit., ad art. 39 LE N. 1186);

 

che, non potendosi assimilare il muro in contestazione ad una
costruzione accessoria a causa della sua lunghezza (31 m), l’altezza massima di
3 m, prescritta dall’art. 16 NAPR per questo genere di opere, non entra in
considerazione;

 

che, autorizzando la sopraelevazione del muro in sasso alto m
1.10 esistente sul confine verso il fondo dei ricorrenti sino ad un’altezza
massima di 3.80 dal piede dell’opera, la licenza 27 luglio 1994 rilasciata dal
municipio ai resistenti disattende in misura significativa il limite di m 2.50
fissato dall’art. 134 LAC per le opere di cinta;

 

che, contrariamente a quanto assume il Consiglio di Stato, la
decisione di revoca della licenza 27 luglio 1994 regge alla critica nella
misura in cui ha per oggetto la porzione di muro che oltrepassa l'altezza di m
2.50, misurata a partire dal piede del muro in sasso;

 

che l’interesse all’attuazione del diritto sostanziale ed il
coincidente interesse dei ricorrenti ad evitare che venga eretta sul confine
un’opera suscettibile di compromettere le possibilità edificatorie del loro
fondo, prevale - nelle particolari circostanze del caso concreto -
sull’interesse dei resistenti alla sicurezza del diritto ed alla fiducia
riposta nella stabilità della licenza ottenuta; 

 

che è ben vero che la revoca è sopraggiunta dopo l’inizio dei
lavori, ma non è men vero che a quel momento l’altezza del manufatto era
inferiore a quella attuale, raggiungendo appena od oltrepassando di poco
l’altezza di m 2.50 prescritta dall’art. 134 LAC;

 

che nella ponderazione degli interessi contrapposti occorre tener
conto degli inconvenienti derivanti ai resistenti da una revoca della licenza
contenuta nei limiti suindicati e del pregiudizio che i ricorrenti sono
chiamati a subire in seguito alla realizzazione di un muro che a causa della
sua altezza richiama l’applicazione delle distanze tra edifici;

 

che nell’ambito del confronto di questi interessi occorre
anche considerare che la parte di muro che eccede l’altezza massima ammissibile
è stata in larga misura realizzata dopo che l'autorità comunale aveva informalmente
invitato i resistenti a sospendere i lavori, rispettivamente dopo l’adozione
del provvedimento di revoca; 

 

che resistenti possono invocare con successo il principio
della buona fede soltanto per i lavori eseguiti sino al momento in cui
l'autorità comunale ne ha ordinato la sospensione (4 ottobre 1994; cfr. ricorso
27 ottobre 1994);

 

che gli stessi resistenti non possono invece più richiamarsi
a tale principio per i lavori di completazione, eseguiti soltanto più tardi,
dopo la revoca della licenza; 

 

che sulla scorta delle considerazioni che precedono il
ricorso va parzialmente accolto, annullando la decisione del Consiglio di Stato
nella misura in cui conferma la licenza 27 luglio 1994 per la parte di muro che
eccede il limite di altezza di m 2.50 e confermando la decisione 18 aprile 1994
nella misura in cui revoca la licenza accordata per la parte eccedente tale
limite;

 

che annullando, senza particolare motivazione, la decisione 9
aprile 1998 con cui il municipio aveva negato ai qui resistenti la licenza a
posteriori per le opere eseguite, il Consiglio di Stato ha lasciato in sospeso
la procedura di rilascio del permesso che costoro avevano promosso nel 1996 su
richiesta del municipio;

 

che per chiarezza e completezza questa procedura, del tutto superflua,
va formalmente chiusa, dichiarandola priva d’oggetto in seguito al ritiro della
domanda di costruzione notificato dagli istanti al municipio il 30 settembre
1996;

 

che vista reciproca soccombenza la tassa di giustizia è
suddivisa fra i ricorrenti ed i resistenti in parti uguali, mentre si
considerano compensate le ripetibili;

 

 

 

visti
gli art. 18, 21 LE; 134 LAC; 3, 18, 28, 31, 43, 46, 60, 61, 65 PAmm

 

 

dichiara e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso è parzialmente
accolto.

§.  Di conseguenza, la decisione 5 agosto 1998 del Consiglio di
Stato, no. 3482, è annullata e riformata nel senso che:

 

1.1.   la procedura di rilascio del permesso a posteriori è dichiarata
priva d’oggetto in seguito a ritiro della domanda di costruzione; 

 

1.2.   la licenza edilizia 27 luglio 1994 rilasciata ai resistenti
dal municipio di __________ è confermata limitatamente ad un'altezza di m 2.50
misurata dal piede del muro;

 

1.3.   la decisione 18 aprile 1994 con cui il municipio di
__________ ha revocato la predetta licenza è confermata nella misura in cui si
riferisce alla parte di muro che eccede l’altezza di m. 2.50.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia di fr.
800.-- è a carico dei ricorrenti in solido nella misura di fr. 400.-- e dei
resistenti, pure in solido, per l’altra metà;

 

 

                                   3.   Non si assegnano ripetibili.

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario