# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aa60f73f-c5d4-5cac-9885-304c4e081e3a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-22
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht II. Zivilkammer 22.01.2018 ZK2 2017 13
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_007_ZK2-2017-13_2018-01-22.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

Rif.: Coira, 22 gennaio 2018 Comunicata per scritto il:
ZK2 17 13 18 giugno 2018

Decisione
Seconda Camera civile

Presidenza Pritzi
Attuaria ad hoc Zanolari Hasse

Nell'appello civile

della X . _ _ _ _ _ , appellante, patrocinata dall'avv. Cristina Keller, San Roc, 6537 
Grono,

contro

la decisione del giudice unico del Tribunale regionale Moesa del 3 marzo 2017, 
pubblicata il 6 marzo 2017, in re del C a n t o n e  d e i  G r i g i o n i , 7001 Coira, 
appellato, rappresentato dall'Ispettorato del registro fondiario e registro di 
commercio del Cantone dei Grigioni, Rohanstrasse 5, 7000 Coira, contro 
l'appellante,

concernente misure secondo l'art. 731b CO,

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presa conoscenza dell'appello del 16 marzo 2017 e degli atti dell'appellante, presa 
visione degli atti di procedura trasmessi dal Tribunale Regionale Moesa come 
pure della risposta all'appello del Cantone dei Grigioni del 7 aprile 2017, in 
costatazione e in considerazione,

– che la società X._____ è una società anonima di diritto svizzero con sede a 
O.1_____ e che, tenor pubblicazione sul Foglio ufficiale svizzero di commercio 
del 9 marzo 2016 (mutazione del registro di commercio), è priva di un ufficio di 
revisione,

– che mediante lettera raccomandata del 17 marzo 2016 l'Ispettorato del 
registro fondiario e registro di commercio del Cantone dei Grigioni chiedeva 
alla società di notificare la nomina di un ufficio di revisione o la rinuncia 
giuridicamente sufficiente a una revisione (opting-out) entro il termine di 30 
giorni,

– che tale scritto non è stato ritirato ed è ritornato al mittente con l'annotazione 
della Posta "non ritirato",

– che di seguito, mediante diffida secondo l'art. 154 ORC, pubblicata il 18 
agosto 2016 sia sul Foglio ufficiale svizzero di commercio che sul Foglio 
ufficiale del Cantone dei Grigioni, l'Ispettorato del registro fondiario e registro 
di commercio del Cantone dei Grigioni intimava alla X._____ di ripristinare lo 
stato conforme alla legge e di notificarlo per l'iscrizione all'Ufficio del registro di 
commercio entro 30 giorni a decorrere dalla pubblicazione, in caso contrario, 
l'Ufficio del registro di commercio avrebbe chiesto al tribunale o all'autorità di 
vigilanza di prendere le misure necessarie,

– che in data 18 novembre 2016 l'Ispettorato del registro fondiario e registro di 
commercio del Cantone dei Grigioni, rappresentando il Cantone dei Grigioni, 
inoltrava una richiesta al Tribunale distrettuale Moesa di allora (a decorrere dal 
1° gennaio 2017: Tribunale regionale Moesa) di prendere le misure necessarie 
conformemente all'art. 731b CO nei confronti della X._____,

– che il 3 marzo 2017 il giudice unico del Tribunale regionale Moesa emetteva la 
seguente decisione:

1. L'istanza 18/21 novembre 2016 è accolta.

2. La X._____ O.1_____, è sciolta e liquidata secondo le prescrizioni 
applicabili al fallimento.

3. La tassa di giustizia di CHF 200.- è a carico della massa fallimentare, 
con l'obbligo di versare all'istante CHF 100.- a titolo di ripetibili.

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4. Contro la presente decisione può essere interposto appello, scritto e 
motivato, al Tribunale cantonale dei Grigioni, Coira, entro 10 giorni 
dalla notificazione.

5. (Notificazione).

– che quale motivazione il Tribunale regionale Moesa costatava di essere dotato 
della facoltà di poter assegnare alla società, sotto comminatoria di 
scioglimento, un termine per ripristinare la situazione legale, nominare l'organo 
mancante o un commissario, o pronunciare lo scioglimento della società e 
ordinare la liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento,

– che nei considerandi il Tribunale regionale Moesa adduceva di aver 
assegnato, con disposizione ordinatoria del 18 gennaio 2017, alla convenuta 
un termine scadente il 22 febbraio 2017 per ripristinare la situazione legale 
con la comminatoria che, in caso contrario, sarebbe stato pronunciato lo 
scioglimento della società e ordinata la liquidazione e che a tutt'oggi la 
convenuta non avrebbe ripristinato la situazione legale,

– che di conseguenza a mente del Tribunale regionale Moesa la società non 
avrebbe dato seguito alla diffida, disinteressandosi pertanto delle sue sorti e 
che di conseguenza occorreva ordinare lo scioglimento e la liquidazione,

– che il 16 marzo 2017 la società X._____ ha inoltrato appello al Tribunale 
cantonale dei Grigioni contro questa decisione tramite il suo patrocinatore con 
i seguenti petiti:

1. L'appello è accolto. Di conseguenza la decisione di scioglimento è 
annullata. All'appellante è assegnato un congruo termine (proposta 
dell'appellante: 15 giorni) per ripristinare lo stato di legalità, ossia:

- per completare il conto annuale degli anni 2014 e 2015;

- per fare verificare il conto annuale degli anni 2014 e 2015 da un 
ufficio di revisione;

- per approvare il conto annuale degli anni 2014 e 2015 così come la 
rinuncia alla revisione limitata (opting-out) valida dall'esercizio 2016 
dall'assemblea generale;

- per e chiedere l'iscrizione di tale rinuncia nel registro di commercio 
del Cantone dei Grigioni.

2. Spese e tasse secondo legge.

– che l'appellante ha sostenuto che per uno sfortunato caso, la diffida di 
ripristino del 17 marzo 2016 non è stata ritirata, e che l'amministratore della 
società, unico membro del consiglio d'amministrazione, essendo spesso 
assente da casa, non avrebbe potuto ritirare l'ordinanza di assegnazione del 
termine del Tribunale distrettuale Moesa del 28 novembre 2016,

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– che il patrocinatore della società avrebbe rilevato il 7 marzo 2016 (recte: 2017) 
dalla pubblicazione sul Foglio ufficiale del 6 marzo 2017, che il 3 marzo 2017 il 
giudice unico del Tribunale regionale Moesa avrebbe deciso lo scioglimento e 
la liquidazione della stessa, nonché comunicato tale fatto all'amministratore 
della società,

– che, a mente dell'appellante, l'amministratore della società non sarebbe stato 
a conoscenza della diffida e che si sarebbe attivato immediatamente dopo la 
conoscenza dei fatti, incaricando il proprio fiduciario di terminare 
immediatamente la contabilità degli anni 2014 e 2015, nonché un ufficio di 
revisione di eseguire la revisione dei conti degli anni 2014 e 2015 per poi 
rinunciare validamente all'ufficio di revisione con la dichiarazione di opting-out, 
valida per l'esercizio 2016,

– che l'appellante ha riferito, basandosi sulla motivazione di essere una società 
di piccole dimensioni di appartenenza a una sola persona e con meno di 10 
persone impiegate a tempo pieno, di non sottostare alla revisione ordinaria e 
di soddisfare le condizioni per rinunciare alla revisione limitata; inoltre sostiene 
di aver modificato lo statuto l'ultima volta il 16 febbraio 2016, la cui modifica 
permetterebbe la rinuncia alla revisione limitata,

– che l'appellante comunicava con scritto del 21 giugno 2017 (act. D.8 con 
allegati) al Tribunale cantonale dei Grigioni di aver inoltrato lo stesso giorno 
all'Ispettorato del registro fondiario e registro di commercio dei Grigioni la 
richiesta di iscrizione con tutti i documenti necessari per effettuare un 
ripristino, segnatamente il verbale dell'assemblea generale del 20 giugno 2017 
concernente l'approvazione dei conti 2014 e 2015 e la rinuncia alla revisione 
limitata ovvero la rispettiva rinuncia (opting-out),

– che con l'appello possono essere censurati l'errata applicazione del diritto o 
l'errato accertamento dei fatti (art. 310 CPC),

– che giusta l'art. 311 cpv. 1 CPC l'appello, scritto e motivato, dev'essere 
proposto all'autorità giudiziaria superiore entro 30 giorni dalla notificazione 
della decisione impugnata motivata o dalla notificazione a posteriori della 
motivazione,

– che l'atto di appello deve esporre per quali motivi sarebbe errata la decisione 
impugnata, in particolar modo non serve riproporre la propria interpretazione 
dei fatti, limitandosi a riprodurre le conclusioni senza confrontarsi 
compiutamente con le argomentazioni della decisione impugnata o rivolgere 

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contro la sentenza impugnata solo delle critiche di carattere generale (DTF 
138 III 374 consid. 4.3.1),

– che ciò presuppone la designazione precisa dei passaggi contestati e delle 
prove sulle quali si fondano le critiche (sentenza del Tribunale federale 
4A_474/2013 del 10 marzo 2014 consid. 3.1 segg.),

– che la semplice trascrizione nell'appello delle conclusioni di prima istanza non 
costituisce una sufficiente motivazione d'appello secondo l'art. 311 cpv. 1 CPC 
e che non è sufficiente chiedere all'autorità di appello l'annullamento della 
sentenza impugnata o il rinvio degli atti al primo giudice per una nuova 
decisione (cfr. la sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni ZK2 15 8 
consid. 2.a con ulteriori riferimenti),

– che l'appellante palesemente non dedica una parola alla decisione impugnata 
e si limita a esporre la volontà di ristabilire l'organizzazione della società 
conforme alla legge, nonché le rispettive azioni effettuate dopo la data della 
decisione impugnata,

– che nell'appello non è riscontrabile in quale misura la giurisdizione inferiore 
avrebbe dovuto considerare gli sforzi dell'appellante e come questa mancanza 
avrebbe comportato un'errata applicazione del diritto o un errato accertamento 
dei fatti, essendo l'appello privo di una motivazione pertinente in tal senso,

– che, di conseguenza, tale scritto non può essere considerato un appello 
motivato e contenente valide conclusioni di giudizio, come richiesto dall'art. 
311 CPC, motivo per cui la Seconda Camera civile dovrebbe dichiararlo 
irricevibile,

– che però va esaminato se gli atti inoltrati dall'appellante con scritto del 21 
giugno 2017 siano da considerare quali nuovi fatti ai sensi dell'art. 317 cpv. 1 
CPC,

– che il ripristino posteriore dello stato legale è qualificato quale novum 
autentico ai sensi dell'art. 317 cpv. 1 CPC (ROLF WATTER/CHARLOTTE PAMER-
WIESER, in Basler Kommentar zum Obligationenrecht II, Basilea 2016, 5a ed., 
n. 26 ad art. 731b CO),

– che quando come nel presente caso il ripristino dello stato legale è stato 
effettuato anche a posteriori, l'Ispettorato del registro fondiario e registro di 
commercio dei Grigioni non ha più l'interesse di sciogliere e liquidare 
l'appellante secondo le prescrizioni applicabili al fallimento,

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– che nella fattispecie, con riferimento all'act. D.8 con allegati, le lacune 
nell'organizzazione della società sono state ripristinate durante la procedura 
d'appello pendente,

– che in base al posteriore ripristino dello stato legale la procedura concernente 
le misure secondo l'art. 731b CO è divenuta priva d'oggetto (sentenza del 
Tribunale federale 4A_560/2012 del 1° marzo 2013 consid. 3.1),

– che di conseguenza l'appello viene accolto e i n. 1 e 2 della decisione 
impugnata vengono annullati,

– che vanno infine ripartite le spese giudiziarie,

– che l'autorità giudiziaria superiore, se statuisce essa stessa, si pronuncia 
anche sulle spese giudiziarie della procedura di prima istanza (art. 318 cpv. 3 
CPC),

– che di regola le spese giudiziarie vanno a carico della parte soccombente (art. 
106 cpv. 1 CPC),

– che giusta l'art. 107 cpv. 1 lett. f CPC il giudice può prescindere dai principi di 
ripartizione e ripartire le spese giudiziarie secondo equità se altre circostanze 
speciali fanno apparire iniqua una ripartizione secondo l'esito della procedura,

– che le spese giudiziarie inutili sono a carico di chi le ha causate (art. 108 
CPC),

– che nella fattispecie è da ricordare che l'Ispettorato del registro fondiario e 
registro di commercio del Cantone dei Grigioni ha giustamente inoltrato la sua 
domanda concernente le misure secondo l'art. 731b CO all'autorità 
precedente in base alle lacune nell'organizzazione della qui appellante,

– che entro il termine fissato nella disposizione ordinatoria processuale 
dell'autorità inferiore non vi è stata nessuna reazione da parte dell'appellante 
nei confronti e che ciò ha generato la decisione impugnata, nella quale è stato 
stabilito che l'appellante, non avendo dato seguito alla diffida, si sarebbe 
disinteressato delle sue sorti, approdando quindi allo scioglimento e alla 
liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento,

– che in altre parole è da costatare che l'Ispettorato del registro fondiario e 
registro di commercio del Cantone dei Grigioni ha agito in buona fede 
rispettivamente in applicazione corretta delle norme legali,

– che l'autorità precedente ha deciso in base agli atti esistenti all'epoca e che 
dunque non ha emanato una decisione errata,

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– che l'appellante si è impegnata soltanto nella presente procedura d'appello a 
ripristinare lo stato legale, benché avesse potuto eseguire tale impegno anche 
nelle procedure precedenti, in cui le sono stati assegnati sia da parte 
dell'Ispettorato del registro fondiario e registro di commercio del Cantone dei 
Grigioni sia da parte dell'autorità di prima istanza dei termini di ripristino, e che 
di conseguenza avrebbe potuto evitare la presente procedura,

– che da quanto esposto segue che, secondo equità ai sensi dell'art. 107 cpv. 1 
lett. f CPC, le spese giudiziarie dell'autorità di prima istanza non vanno messe 
a carico del Cantone dei Grigioni, ma rimangono a carico dell'appellante,

– che la ripartizione delle spese giudiziarie pronunciate dall'autorità precedente 
non è quindi da annullare, bensì da confermare,

– che, siccome la causa è stralciata dai ruoli in quanto priva di oggetto e la 
legge non prevede altrimenti, le spese giudiziarie della presente procedura 
d'appello vanno poste a carico dell'appellante secondo equità in applicazione 
dell'art. 107 cpv. lett. e CPC, l'appellante avendo causato, in qualità d'autrice 
della lacuna d'organizzazione, con il suo comportamento passivo nei confronti 
delle intimazioni dell'Ispettorato del registro fondiario e registro di commercio 
del Cantone dei Grigioni e dell'autorità precedente la procedura di prima 
istanza e infine pure la presente procedura d'appello (sentenza del Tribunale 
federale 4A_560/2012 del 1° marzo 2013 consid. 3.2),

– che alla luce dell'esito della presente procedura, concernente le spese 
giudiziarie si giustifica la pronuncia di un emolumento di CHF 2'000.00, da 
compensare con l'anticipo di CHF 2'000.00 prestato dall'appellante, in 
applicazione dell'art. 9 cpv. 1 dell'Ordinanza sugli emolumenti in cause civili 
del 14 dicembre 2010 (OECC, CSC 320.210),

– che non viene pronunciata un'indennità a titolo di ripetibili, dato che la 
presente procedura d'appello avrebbe potuto essere evitato in misura delle 
carenze create dall'appellante, e che di conseguenza queste spese risultano 
inutili e vanno messe a carico di chi le ha originate in applicazione del principio 
di causalità,

– che la presente decisione è emessa dal presidente della Seconda Camera 
civile in qualità di giudice unico (art. 18 cpv. 3 della Legge sull'organizzazione 
giudiziaria del 16 giugno 2010 [LOG; CSC 173.000]),

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decide:

1. L'appello è accolto e i n. 1 e 2 della decisione impugnata del Tribunale 
regionale Moesa del 3 marzo 2017 sono annullati.

2. a) Le spese giudiziarie della procedura di prima istanza di CHF 200.00 vanno 
a carico della X._____.

b) Le spese giudiziarie della presente procedura d'appello di CHF 2'000.00 
vanno a carico della X._____ e vengono compensate con l'anticipo da lei 
prestato.

3. Non sono riconosciute indennità a titolo di ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia civile ai 
sensi dell'art. 72 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 
Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione 
con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per 
l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso 
fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF.

5. Comunicazione a: