# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 082913ff-97aa-5663-a329-e53553c6c0e2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-10-31
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 31.10.2025 D-2154/2025
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2154-2025_2025-10-31.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-2154/2025 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  3 1  o t t o b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Manuel Borla, giudice unico,  

con l'approvazione della giudice  

Jeannine Scherrer-Bänziger;  

cancelliere Miroslav Vuckovic. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Turchia,   

patrocinato da Ali Tüm, Asylum Rechtsberatung,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 28 febbraio 2025 / N (…). 

 

 

 

D-2154/2025 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a. Il richiedente ha presentato domanda d’asilo in Svizzera il 21 

novembre 2022. Con decisione di ripartizione del 29 novembre 2022, egli 

è stato attribuito al Cantone di B._______.  Il 4 aprile 2023, la Segreteria di 

Stato della migrazione (di seguito: SEM) ha svolto con lo stesso 

un’approfondita audizione sui motivi d’asilo ai sensi dell’art. 29 LAsi (RS 

142.31). Il richiedente, cittadino turco di etnia curda-alevita originario di 

C._______ (provincia di D._______), ha dichiarato di essere espatriato 

poiché oggetto di un procedimento penale in patria per il reato di 

“propaganda a favore di un’organizzazione terroristica”. Inoltre, egli ha 

riferito di aver subìto in passato discriminazioni a causa della sua etnia e 

di appartenere ad una famiglia di sostenitori del “Partito dei Lavoratori del 

Kurdistan” (in curdo Partîya Karkerén Kurdîstan o PKK), invisi al governo 

turco. Nel 2017 egli avrebbe trascorso (…) giorni in carcerazione per via di 

pubblicazioni propagandistiche su Facebook a favore del PKK e contro il 

“Partito della Giustizia e dello Sviluppo” (in turco Adalet ve Kalkınma Partisi 

o AKP) al governo in Turchia. In seguito, sarebbe stato più volte 

importunato sia dalla gendarmeria che dai “guardiani del villaggio” (in turco 

Güvenlik Korucusu), i quali gli avrebbero da una parte chiesto denaro e 

dall’altra intimato di interrompere le sue attività propagandistiche sui social 

media. Dato il timore di subire una nuova incarcerazione, egli ha infine 

deciso di espatriare illegalmente il (…) 2022. Nel 2023, secondo quanto 

comunicatogli dal proprio avvocato in Turchia, sarebbe stato emanato nei 

suoi confronti un mandato d’arresto e da allora vigerebbe per lui un divieto 

d’espatrio. Per questo motivo, il richiedente teme un arresto al suo rientro. 

 

A.b. L’11 aprile 2023, la procedura d’asilo concernente il richiedente è stata 

assegnata alla procedura ampliata, mentre il 4 maggio seguente è stato 

redatto un rapporto medico relativo ai dolori alla testa che lo stesso 

dichiarava lo affliggessero (cfr. atto SEM n. […]-39/6).  

 

A.c. A sostegno della propria domanda, oltre alla carta d’identità in 

originale, il richiedente ha versato agli atti i seguenti mezzi di prova in copia 

(cfr. mezzi di prova SEM [di seguito: mdp SEM] n. 1-10): 

- Mandato di accompagnamento coattivo del (…) (mdp SEM n. 1); 

- Richiesta di arresto del (…) (n. 2); 

- Mandato di arresto del (…) (n. 3); 

- Atto di accusa del (…) (n. 4); 

- Mandato di rilascio del (…) (n. 5); 

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- Sentenza motivata del (…) (n. 6); 

- Decisione d’appello del (…) (n. 7); 

- Decisione passata in giudicato del (…) (n. 8); 

- Decisione aggiuntiva del (…) (n. 9); 

- Modulo per l’invio del fascicolo alla procura generale della Corte suprema del (…) 

(n. 10). 

A.d. Il 24 gennaio 2025, l’autorità inferiore ha concesso all’interessato il 

diritto di essere sentito in merito agli elementi di falsificazione rilevati nei 

documenti giudiziari versati agli atti. A tale riguardo, la rappresentanza le-

gale, con scritto del 14 febbraio 2025, ha evidenziato come il richiedente 

fosse sorpreso dalle risultanze peritali e non potesse fornire maggiori 

delucidazioni al riguardo. 

 

B.  

Con decisione del 28 febbraio 2025, notificata il 3 marzo 2025, la SEM ha 

negato al richiedente la qualità di rifugiato, ha respinto la sua domanda 

d’asilo e ne ha pronunciato l’allontanamento dalla Svizzera, incaricando il 

Cantone di B._______ dell’esecuzione di quest’ultima misura. 

 

C.  

Con ricorso del 19 luglio 2025, l’interessato insorge dinnanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: Tribunale o TAF) postulando 

principalmente l’annullamento della decisione succitata, il riconoscimento 

della qualità di rifugiato, la concessione dell’asilo e la trattazione del ricorso 

in lingua tedesca; sussidiariamente egli postula il rinvio della causa 

all’istanza precedente per nuova valutazione e l’ammissione provvisoria in 

Svizzera. Sul piano procedurale, chiede gli venga concessa l’assistenza 

giudiziaria, ovvero l’esenzione dal pagamento delle spese di giudizio e del 

relativo anticipo, con protesta di spese e ripetibili. Inoltre, al gravame 

acclude nuova documentazione, segnatamente una lettera del di lui 

avvocato in Turchia, corrispondenza interna delle autorità di 

perseguimento penale turche, un rapporto investigativo e di ricerca per il 

reato di “finanziamento del terrorismo” ed una decisione di avvio delle 

indagini per il reato di “appartenenza ad un’organizzazione terroristica 

armata”, quest’ultimi emessi dalla procura generale di E._______. 

 

 

 

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Pagina 4 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d'asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

 

1.2 Il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 2 LAsi) e ricevibile sotto il profilo 

degli artt. 5, 48 cpv. 1 lett. a-c e art. 52 cpv. 1 PA. Occorre pertanto entrare 

nel merito del gravame. 

1.3 I ricorsi manifestamenti infondati, come quello in esame, sono decisi 

da un giudice unico con l'approvazione di un secondo giudice e la relativa 

sentenza è motivata soltanto sommariamente (cfr. artt. 111 lett. e cum 111a 

cpv. 2 LAsi). Nello specifico, il Tribunale rinuncia inoltre allo scambio degli 

scritti in virtù dell'art. 111a cpv. 1 LAsi.  

2.  

In applicazione dell’art. 33a cpv. 1 PA, una parte può presentare il suo 

ricorso in una lingua ufficiale svizzera di sua scelta (cfr. anche in merito 

PATRICIA EGLI in: Waldmann/Krauskopf [ed.], Praxiskommentar VwVG, 3a 

ed., 2023, n. 2 seg., pag. 899). Nella presente disamina, il ricorrente ha 

introdotto il suo ricorso in lingua tedesca. Tuttavia, il Tribunale non ravvede 

alcuna ragione per scostarsi dalla regola sancita all’art. 33a cpv. 2 prima 

frase PA, applicabile per rimando dell’art. 6 LAsi e dell’art. 37 LTAF. Il pro-

cedimento segue quindi la lingua della decisione impugnata. 

 

3.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è inoltre 

vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni 

giuridiche della decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti 

(cfr. DTAF 2014/1 consid. 2). 

 

4.  

4.1 Nella decisione impugnata, la SEM ha ritenuto le allegazioni del 

ricorrente inverosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi, in quanto stereotipate, prive 

di qualsivoglia elemento o riferimento personale e supportate da mezzi di 

prova falsi. Nello specifico, le informazioni fornite sui presunti procedimenti 

giudiziari sarebbero state approssimative: egli non sarebbe stato in grado 

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né di identificare il tipo di condanna subita, né di ricordare se la stessa 

fosse stata confermata o meno in appello, né tantomeno di indicare ove il 

procedimento a suo carico fosse pendente in quel momento. Nel corso 

dell’intera audizione, l’interessato avrebbe giustificato le proprie risposte 

vaghe e prive di dettagli affermando di soffrire di una patologia che gli 

causerebbe dei vuoti di memoria. La sussistenza della stessa sarebbe però 

stata esclusa da un rapporto medico che ha accertato unicamente la 

presenza di episodiche emicranie senza aura. Inoltre, conseguentemente 

ad una analisi eseguita, i mezzi di prova forniti presenterebbero numerosi 

indicatori di alterazione, tanto da ritenerli chiaramente e nettamente 

falsificati ai fini della causa; nulla muterebbero le vaghe giustificazioni 

addotte dall’interessato nel suo scritto di risposta al diritto d’essere sentito 

concessogli dall’autorità inferiore. Di conseguenza, secondo quest’ultima, 

pure le asserite vessazioni della gendarmeria e dei guardiani del villaggio 

– essendo collegate al presunto procedimento penale – sarebbero 

inverosimili. L’appartenenza alla minoranza curda-alevita sarebbe in casu 

irrilevante e le asserite discriminazioni subite in passato non avrebbero 

intensità tale da riconoscere all’insorgente la qualità di rifugiato ex art. 3 

LAsi. Da ultimo, l’esecuzione dell’allontanamento sarebbe possibile, 

ammissibile e ragionevolmente esigibile, nonostante la provincia di origine 

dell’interessato faccia parte di quelle colpite dal sisma del 2023 ed il 

problema di salute da lui invocato. 

 

4.2 Nel gravame, il ricorrente sostiene che nella versione da lui fornita vi 

sarebbero diversi indicatori di credibilità. In particolare, il suo narrato 

presenterebbe nel complesso elementi personali e riferimenti tali da 

rendere credibile che gli eventi narrati siano stati effettivamente vissuti. 

Oltre al procedimento per “propaganda terroristica”, dal 2024 risulterebbe 

pendente in Turchia un ulteriore procedimento investigativo per 

“finanziamento del terrorismo” e “appartenenza ad un’organizzazione 

terroristica armata”. L’insorgente ne sarebbe venuto a conoscenza 

solamente dopo la decisione negativa della SEM e due settimane prima 

dell’inoltro del ricorso; tale documentazione – allegata al gravame – gli 

sarebbe stata inviata dal rappresentante legale in patria. Egli ritiene altresì 

che, essendo già stato condannato per “propaganda terroristica” e 

attualmente accusato di “finanziamento del terrorismo” nonché ricercato 

dalle autorità, sussista un’elevata probabilità di essere immediatamente 

arrestato e incarcerato in caso di rientro in Turchia. In aggiunta, secondo il 

codice penale turco egli rischierebbe una pena dai 5 ai 10 anni di 

reclusione, che, considerati la sua etnia ed il suo profilo e passato politico 

di alto livello, potrebbe essere anche più severa. Il ricorrente ritiene 

probabile che nel corso delle indagini sarà sottoposto a maltrattamenti e 

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che – sulla base delle prove prodotte – verrà condannato senza equo 

processo. In aggiunta, data l’autorità di perseguimento implicata, egli non 

avrebbe alcuna opzione interna di fuga verso altre zone della Turchia. In 

merito ai mezzi di prova presentati, non concorda pienamente sul fatto che 

questi presentino segni di falsificazione. Da ultimo, egli sostiene che 

l’esecuzione del suo allontanamento verso la Turchia sarebbe inesigibile, 

vista la sua provenienza da una delle zone colpite dal terremoto del 2023. 

 

4.3  

4.3.1 Secondo l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiate le persone che, nel Paese 

d’origine o d’ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore 

d’essere esposte a tali pregiudizi. Sono ritenuti pregiudizi seri l’esposizione 

a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché le misure che 

comportano una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Sarà 

quindi riconosciuto come rifugiato colui che ha dei motivi oggettivamente 

riconoscibili da terzi (elemento oggettivo) di temere (elemento soggettivo) 

di essere esposto, in tutta verosimiglianza e in un futuro prossimo, a una 

persecuzione (per i dettagli, cfr. DTAF 2011/51 consid. 6.2; 2010/57 

consid. 2.5). Inoltre, secondo l’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo 

deve provare, o per lo meno rendere verosimile, la sua qualità di rifugiato. 

La qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 

probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in 

particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 

o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo 

determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). La 

giurisprudenza e la dottrina riconoscono determinati elementi per 

riconoscere la verosimiglianza delle allegazioni: quest’ultime devono 

essere sufficientemente fondate, concludenti e plausibili (cfr. DTAF 

2013/11 consid. 5.1). 

 

4.3.2 In casu, il Tribunale ritiene che le argomentazioni contenute nel 

ricorso non possano modificare le corrette conclusioni alle quali è giunta 

l’autorità inferiore. Innanzitutto, il ricorrente ha fornito un racconto alquanto 

impersonale e tutt’altro che dettagliato. Alle richieste di approfondimento 

della SEM, egli ha più volte replicato sostenendo di non essere in grado di 

esporre il narrato in maniera più precisa in quanto non ricorderebbe, dati i 

vuoti di memoria dovuti ad una non meglio precisata patologia (cfr. atto 

SEM n. 21, D58-59, D68, D81, D83, D88, 135). La stessa si è poi 

effettivamente rivelata essere inesistente, in quanto una visita specialistica 

ha escluso problemi di sorta, diagnosticandogli unicamente delle emicranie 

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episodiche (cfr. atto SEM n. 42). In aggiunta, il materiale probatorio versato 

agli atti, sul quale avrebbe dovuto poggiare l’intero narrato dell’interessato, 

è risultato essere oggetto di falsificazione. Difatti, a fronte di un’attenta 

valutazione, va confermato che praticamente tutti i mezzi di prova versati 

agli atti – il cui contenuto il ricorrente non ha neppure saputo 

contestualizzare e spiegare (cfr. atto SEM n. 21, D63-64, D92-93) – 

contengono dei chiari elementi oggettivi di falsificazione per le stesse 

ragioni indicate dalla SEM (cfr. decisione avversata, pag. 6) sicché, già solo 

per questo motivo, la verosimiglianza circa i procedimenti penali, la 

condanna, il rilascio e le vessazioni subite da gendarmeria e guardiani del 

villaggio deve essere esclusa (cfr. art. 7 cpv. 3 LAsi). 

 

4.3.3 Per quanto concerne la nuova documentazione giudiziaria acclusa al 

gravame, la stessa – per i motivi che seguono – non risulta essere rilevante 

ai sensi dell’art. 3 LAsi. È opportuno sottolineare innanzitutto che la 

datazione di alcuni documenti risulta antecedente di diversi mesi 

all’emissione della decisione negativa della SEM; di conseguenza, gli 

stessi avrebbero dovuto essere già noti al ricorrente, il quale – in virtù 

dell’obbligo di collaborare ex art. 8 cpv. 1 lett. d LAsi – era tenuto a 

trasmetterli immediatamente all’autorità inferiore. Non è inoltre chiaro 

come egli ne sia venuto in possesso, considerato che diversi allegati 

presentano la dicitura turca “GÎZLİ” (o “SEGRETO”, in italiano) e non 

avrebbero quindi potuto essere accessibili ai non addetti. In aggiunta, il 

contenuto degli stessi indicherebbe unicamente l’avvio di un’inchiesta per 

i reati di “finanziamento del terrorismo” e “appartenenza a 

un’organizzazione terroristica armata”. Anche qualora si trattasse di copie 

di documenti autentici – ipotesi che il Tribunale non può ammettere a priori 

in considerazione del summenzionato precedente (cfr. supra, 

consid. 4.3.2) – questi apparterrebbero comunque ad una fase preliminare 

del procedimento. Da ultimo, questo Tribunale si è già espresso in merito 

alla pertinenza di procedimenti relativi a tali reati, quando ancora in fase 

iniziale di istruttoria, negandone la rilevanza (per il reato di finanziamento 

del terrorismo, cfr. tra le tante, sentenza del TAF E-2064/2025 del 15 aprile 

2025 consid. 7.1.2; per quello di appartenenza ad un’organizzazione 

terroristica armata, cfr. tra le tante, sentenza del TAF D-5079/2020 del 31 

ottobre 2023 consid. 8.4.2.2 e relativi riferimenti). 

 

4.3.4 Infine, neppure la sua origine curdo-alevita risulta essere dirimente 

nel caso in esame. Per invalsa giurisprudenza, infatti, la mera 

appartenenza a tale etnia non giustifica il riconoscimento di fondati timori 

di esposizione a persecuzioni rilevanti per il riconoscimento della qualità di 

rifugiato (cfr. sentenza del TAF E-4103/2024 dell’8 novembre 2024 

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consid. 7.1). La sua attività politica – nonostante l’asserito profilo e passato 

politico di alto livello – sarebbe inoltre trascurabile, non essendo egli 

nemmeno membro di alcun partito politico (cfr. atto SEM n. 21, D121). Ciò 

posto, l’insieme delle allegazioni dell’interessato non consentono di 

riconoscere l'esistenza di una pressione personale di un'intensità superiore 

a quella affrontata dalla maggior parte della popolazione curda in Turchia. 

 

4.3.5 Tutto ciò considerato, deve essere dato seguito alle legittime 

conclusioni dell’autorità inferiore in merito all’inverosimiglianza ed ai motivi 

d’asilo ex art. 3 LAsi. Posta l’inconcludenza delle allegazioni, nonostante 

l’asserito timore dell’insorgente nel far ritorno in Turchia, il rischio di 

pericolo in caso di rimpatrio si rivela quindi infondato. 

 

4.4 Da ultimo, va confermato che l’esecuzione dell’allontanamento 

pronunciato dalla SEM conformemente all’art. 44 LAsi si rivela possibile, 

ammissibile e ragionevolmente esigibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 2-4 della 

legge sugli stranieri e la loro integrazione del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 

142.20), posto segnatamente che l'attuale situazione dei diritti umani in 

Turchia non risulta ostativa all'esecuzione dell’allontanamento sotto il 

profilo dell’ammissibilità (cfr. sentenza del TAF D-4103/2024 consid. 12.4). 

Per i motivi già evidenziati, va poi escluso un rischio personale, concreto e 

serio di essere esposto ad un trattamento proibito in relazione all'art. 3 

CEDU o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 

trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 

(Conv. tortura, RS 0.105). Rispetto all’esigibilità, ad eccezione di 

episodiche emicranie, il ricorrente è sano, gode di un’ampia rete familiare 

in patria (la fidanzata e futura moglie, […] sorelle e […] fratelli), dispone di 

una istruzione di base, di mezzi finanziari più che sufficienti – appartenendo 

ad una famiglia di benestanti proprietari terrieri – nonché di una valida e 

variegata esperienza professionale, maturata in diverse località del Paese 

(cfr. decisione avversata, pagg. 8-9; cfr. atto SEM n. 21). In merito alle 

asserite difficoltà di alloggio successive al sisma del 2023, si noti che sulla 

base di quanto da lui esposto (cfr. atto SEM n. 21, D12-16), si può altresì 

concludere che i terremoti avvenuti nella provincia d’origine non hanno 

influito negativamente sulla sua situazione abitativa e familiare. Pertanto, 

è verosimile che egli non riscontrerà difficoltà eccessive nell’ambito della 

propria reintegrazione lavorativa e sociale. Da ultimo, l’esecuzione 

dell’allontanamento risulta essere possibile, essendo l’interessato in 

possesso di una valida carta d’identità turca (cfr. mdp SEM ID-001). 

 

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Pagina 9 

4.5 Per il resto, si rinvia ai corretti accertamenti ed alle motivazioni 

contenute nella decisione impugnata, alla quale può essere prestata 

adesione (art. 109 cpv. 3 LTF cum art. 4 PA). 

 

5.  

In esito, la SEM non è incorsa in una violazione del diritto federale e nep-

pure in un accertamento errato o incompleto dei fatti giuridicamente 

rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Pertanto, il ricorso va respinto e la decisione 

avversata confermata. 

 

6.  

Poiché le richieste di giudizio erano sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria (art. 65 cpv. 1 PA) va 

respinta. 

 

7.  

Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.– vanno 

poste a carico del ricorrente soccombente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; art. 3 lett. b 

del Regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 

173.320.2]).  

 

8.  

Questa sentenza è definitiva e non può essere impugnata mediante ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. d 

cifra 1 LTF). 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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Pagina 10 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente 

sentenza. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità 

cantonale competente.  

 

Il giudice unico: Il cancelliere: 

  

Manuel Borla Miroslav Vuckovic 

 

 

 

Data di spedizione: