# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4ce02be3-fe82-5b2b-b53b-0976e4f71a84
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.10.2008 35.2008.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2008-34_2008-10-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2008.34

   

  rs

  	
  Lugano

  6 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris
  Vacchini, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 aprile 2008 di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 28 marzo
  2008 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

  rappr. da: RA 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 14
novembre 2006 la Cassa __________ ha annunciato che RI 1, nato nel __________ e
all’epoca al beneficio dell’assicurazione contro la disoccupazione, il 27
ottobre 2006 è caduto da un albero fratturandosi la clavicola e una costola
(cfr. doc. 1, 2, 4, 6).

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge.

 

                                         La cura è
terminata nel mese di gennaio 2007 e l’assicurato ha ritrovato la piena abilità
lavorativa a fare tempo dal 22 gennaio 2007 (cfr. doc. 10).

                               1.2.   Il 26
novembre 2007 RI 1 ha informato l’CO 1 che nel mese di settembre 2007 è stato
sottoposto a una craniotomia d’urgenza a causa di tre ematomi presso l’Ospedale
__________ di __________ (cfr. doc. 11, 14).

                                         Egli ha chiesto
all’CO 1 di esaminare la propria responsabilità a titolo di ricaduta
dell’evento traumatico del 27 ottobre 2006 dopo il quale avrebbe iniziato a
lamentare dei capogiri (cfr. doc. 11).

 

                               1.3.   Esperiti i
necessari accertamenti medico-amministrativi, l’assicuratore ha negato il
proprio obbligo contributivo con decisione formale del 27 dicembre 2007. E’
stato stabilito, da un lato, che i disturbi accusati dall’assicurato a partire
dal settembre 2007 non sono in nesso causale con il sinistro dell’ottobre 2006,
bensì con un trauma cranico avvenuto il giorno del ricovero nel settembre 2007.
Dall’altro, che la copertura assicurativa presso l’CO 1 è però terminata il 13
agosto 2007, avendo l’assicurato esaurito il diritto alle indennità di
disoccupazione il 13 luglio 2007 (cfr. doc. 22).

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta da RI 1 (cfr. doc. 67), l’Istituto assicuratore, il
28 marzo 2008 ha confermato il contenuto del suo primo provvedimento (cfr. doc.
A).

 

 

                               1.4.   Con
tempestivo ricorso del 28 aprile 2008, completato con scritto del 21 aprile
2008 a seguito del decreto del 29 aprile 2008 emesso dal Presidente del TCA
(cfr. doc. II, III), l’assicurato ha chiesto che l’CO 1 gli riconosca le
prestazioni in relazione ai disturbi accusati nel settembre 2007 i quali hanno
condotto pure a una craniotomia, nonché l’ammissione al beneficio
dell’assistenza giudiziaria.

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali egli ha addotto, in particolare, che
la problematica accusata è conseguente all’infortunio dell’ottobre 2006, quando
è caduto a testa in giù da un albero davanti a casa sul quale era salito a
un’altezza minima di m. 10.50 per tagliare un ramo.

                                         L’insorgente
ha precisato di essere svenuto, ma di essersi poi ripreso e di essere rientrato
in casa. Egli ha aggiunto di aver chiesto a un vicino, tre giorni dopo, di
accompagnarlo all’Ospedale di __________ dove gli hanno fatto delle radiografie.
L’assicurato, al riguardo, ha rilevato che i sanitari, benché avesse indicato
di avere quattro bernoccoli, non gli hanno controllato la testa, limitandosi a
dirgli di avere fratturato tre costole e una scapola.

                                         Il
ricorrente ha, inoltre, affermato di essersi presentato diverse volte dal Dr. __________
di __________, spiegandogli di essere svenuto a più riprese - due volte pure
per strada - e che la vista dell’occhio destro era diminuita. Egli ha
specificato di non vedere più dalla parte destra. L’assicurato ha evidenziato di
aver deciso di cambiare medico, siccome ha notato che non veniva effettuato
alcun controllo.

                                         L’insorgente
ha, altresì, osservato di essere comunque ancora stato dal Dr. __________ il 2
gennaio 2008, poiché l’assicuratore LAINF voleva un rapporto sui fatti. Egli ha
riferito che, nonostante in tale occasione gli abbia chiesto di controllare la
testa e il perché perde sangue dalla narice sinistra, il medico non ha
proceduto ad alcuna verifica. Anche all’ospedale, dove è stato diverse volte,
gli hanno detto che si tratta di malattia. L’assicurato ha ribadito di non
essere d’accordo con tale tesi e di ritenere che tutto è in relazione con il
sinistro dell’ottobre 2006 (cfr. doc. I).

 

 

                               1.5.   L’Istituto
assicuratore resistente, dopo aver contattato il Dr. med. __________ e aver
sottoposto l’intero incarto al Dr. med. __________ della __________ dell’CO 1
di __________ (cfr. doc. 41, 42, 43), ha postulato un’integrale reiezione
dell’impugnativa con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto (cfr. doc. VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto del
contendere è la questione di sapere se l’assicuratore LAINF resistente era
legittimato oppure no a negare il proprio obbligo a prestazioni in relazione ai
disturbi accusati dall’assicurato a fare tempo dal settembre 2007 che hanno anche
condotto a un intervento di craniotomia.

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 10 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi
d'infortunio (cfr. DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione
dell'art. 16 LAINF, l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare
(cfr. art. 6 LPGA) a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità
giornaliera.

                                         Il
diritto all'indennità giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello
dell'infortunio. Esso si estingue con il ripristino della piena capacità
lavorativa, con l'assegnazione di una rendita o con la morte dell'assicurato.

                                         Parimenti,
il diritto alle cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da
attendersi un sensibile miglioramento della salute dell'assicurato: nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del
trattamento se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello
stato di salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur
l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).

                                         Se, al
momento dell'estinzione del diritto alle cure mediche, sussiste un'incapacità
lucrativa, viene corrisposta una rendita d'invalidità o un'indennità unica in
capitale: l'erogazione di indennità giornaliere cessa con il diritto alle
prestazioni sanitarie.

                                         D'altro
canto, nella misura in cui l'assicurato è portatore di una menomazione
importante e durevole all'integrità fisica o mentale, egli ha diritto ad
un'indennità per menomazione all'integrità giusta gli artt. 24s. LAINF.

 

                               2.4.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra
l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

                                         È questione
di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista
un nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si
determinano secondo il principio della probabilità preponderante -
insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile
generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di
assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.
145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella
causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121
V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto
2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C
341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106
consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468
consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323
consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler
Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche,
quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF
119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V
164; DTF 113 V 46).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.
3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

 

                                         L'assicuratore
contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che
le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione
delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi: 

 

-  quando
lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva
immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

 

                                         -  quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine) 

                                         (cfr.
RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die
Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in
Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

                                         Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con
l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza,
l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se
l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla
salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che
fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale
dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della
verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non
giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione
del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già all'assicurato,
ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e riferimenti ivi
citati). 

 

                               2.5.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi
summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181
consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e
382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha, inoltre, stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102
consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine;
cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des
Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard,
L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

 

                               2.6.   In virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è tenuto a
riprendere l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o
conseguenze tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).

                                         Né la
LAINF né l’OAINF prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la
pretesa potrà essere fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze
tardive appaiono, per la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio
assicurato, e ciò indipendentemente dal fatto che, a quel momento,
l’interessato sia o meno ancora assicurato. Rilevante è soltanto l’esistenza di
un nesso di causalità (cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).

                                         Nella
sentenza pubblicata in RAMI 1994 U 206, p. 326ss., il TFA ha precisato che,
trattandosi di una ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non
può essere ammessa soltanto sulla base del nesso di causalità naturale
riconosciuto in occasione del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che
rivendica le prestazioni dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità
naturale fra i “nuovi disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il
nesso di causalità é provato secondo il criterio della verosimiglianza
preponderante, può essere riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico
dell’assicuratore-infortuni. In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole
all’assicurato, il quale intendeva derivare diritti da un nesso di causalità
naturale rimasto indimostrato.

 

                               2.7.   Dalla
documentazione agli atti si evince che il 14 novembre 2006 la Cassa __________
ha annunciato all’CO 1 un infortunio occorso a RI 1 il 27 ottobre 2006 (cfr.
doc. 1).

 

                                         L’assicurato,
che si era arrampicato su un albero davanti a casa per tagliare alcuni rami, è
scivolato a terra, riportando la frattura di una costola e della clavicola
(cfr. doc. 1, 2, 4, 6).

                                      

                                         Dal
Rapporto del 6 novembre 2006 redatto dai sanitari dell’Ospedale __________ di __________,
sede di __________, presso il quale l’insorgente è stato degente dal 29 al 30
ottobre 2006 quale diagnosi risulta:

 

" 
1. Caduta apparentemente accidentale con:

-         
frattura del 3° medio della clavicola destra

-         
frattura V costa posteriore a destra

2.  Cirrosi
epatica di origine etiltossica con:

-         
varici esofagee grado I

-         
pregressa epatopatia citolitica e colostatica,
coagulopatia

-         
TAC addominale del 04.03.2004: importante
epatomegalia con disomogeneità del parenchima epatico, verosimilmente in parte
steatosico, non evidenti lesioni focali sospette, modica quantità di ascite

3.    Stato dopo sanguinamento gastro-intestinale con melena e ematemesi
con /su:

-         
gastroscopia del 13.10.2006: varici esofagee
grado I senza traccia di sanguinamento attivo

-         
stato dopo emorragia acuta su Mallory-Weiss e
anemizzazione fino a 5.3g/dl (maggio 2004)

-         
gastroscopia 24.04.2004: lesione di tipo Mallory-Weiss
1/3 distale dell’esofago, senza sanguinamento attivo, varici grado I, stomaco e
duodeno normali

-         
stato dopo emorragia gastro-intestinale subacuta
con anemizzazione fino emoglobina 1.9 g/dl (21.2.2004)

4.  Sospetta
broncopatia cronico-ostruttiva su: 

-     tabagismo
cronico attivo (50-60 p.y.)

5.  Allergia anamnestica a Bactrim e Augmentin (esantema cutaneo) 

 

      Diagnosi collaterali:

 

-         
Stato dopo polmonite bilaterale verosimilmente
su bronco-aspirazione con insufficienza respiratoria parziale necessitante intubazione
orotracheale (02.2004)

-         
Stato dopo anemia su carenza di acido folico

-         
Pregressi disturbi del ritmo cardiaco non meglio
specificato (circa 15 anni fa)” (Doc. 6)

 

                                         Gli esami
effettuati hanno posto in luce quanto segue:

 

" 
(…)

Alla Rx-torace sia
in inspiro che espiro non si evidenziano falde di pneumotorace. Immagine cardiovasale
regolare. Piccole zone di disventilazione basale. Discreto ispessimento
pleurico apicale destra.

Rx-griglia costale
destra: frattura della V costa destra in sede
dorsale con decorso obliquo.

Rx-colonna lombare: lieve accentuazione della lordosi al passaggio lombo-sacrale.
Assottigliamento del disco L3-4 e L5-S1. Lieve atteggiamento scoliotico
destro-convesso. Calcificazione dell’aorta addominale. Linfonodi presenti e
calcificati a livello pelvico paramediano sinistro, di circa 1.8 cm di
diametro. Calcificazioni dell’aorta addominale e dei vasi iliaci. Non evidenti
lesioni ossee post-traumatiche al rachide lombare.

Rx-spalla e clavicola
destre: frattura pluriframmentaria non dislocata
dell’estremità laterale della clavicola destra con regolare rappresentazione
dell’articolazione acromio-claveare.” (Doc. 6)

 

                                         Nel
Rapporto intermedio allestito il 19 gennaio 2007 all’attenzione dell’CO 1 il
Dr. med. __________, medicina interna FMH e allora medico curante del
ricorrente, ha indicato che il decorso era stato gradualmente favorevole con
miglioramento della sintomatologia algica, che la cura era terminata e che la
ripresa del lavoro al 100% sarebbe stata possibile dal 22 gennaio 2007 (cfr.
doc. 10).

 

                                         Il 10
settembre 2007 l’assicurato è stato sottoposto a un intervento di craniotomia
presso l’Ospedale __________ di __________

 

                                         Dal
referto delle TC cerebrale, della colonna vertebrale e del torace eseguite il
10 settembre 2007 sono emerse:

 

" 
- Emorragia subdurale temporale destra.

- Emorragia subdurale
parieto-occipitale sinistra.

- Emorragia subaracnoidea
frontale sinistra.

- Frattura dell’osso
temporale destra.

- Frattura del forame
vertebrale di C4.” (Doc. 18)

 

                                         Il Dr.
med. __________, capoclinica di neurochirurgia, dell’Ospedale __________ di __________,
nel rapporto del 25 settembre 2007 afferente alla degenza dal 10 al 21
settembre 2007, ha menzionato, quale diagnosi principale, un ematoma epidurale
parietale sinistro in contesto di trauma cranico e cervicale e, quale diagnosi
secondaria, un probabile abuso etilico, uno stato dopo grave broncopolmonite
due anni prima con necessità di ricovero in cure intensive e uno stato dopo
trauma accidentale con fratture costali a destra. 

                                         Egli ha
pure indicato che si è provveduto a un’evacuazione mediante craniotomia
parietale sinistra.

                                         Il Dr.
med. __________ ha, poi, precisato che in tarda mattinata del 10 settembre
2007, in seguito a trauma cranico con dinamica non meglio precisata, il paziente
era stato ritrovato a terra privo di coscienza e trasportato dalla __________
presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale __________ di __________, dove giungeva
sveglio in stato di agitazione psicomotoria senza apparenti deficit neurologici
focali. Il medico ha osservato che per il deterioramento del quadro
clinico-neurologico l’assicurato è stato sedato, intubato e trasferito
all’Ospedale __________ di __________, dove è stato sottoposto in urgenza a un
intervento chirurgico di evacuazione di ematoma extradurale parieto-occipitale
sinistro e al termine trasferito nel reparto di cure intense.

                                         Il Dr.
med. __________ ha aggiunto che l’insorgente è stato trasferito in reparto dopo
24 ore, che a quel momento non erano presenti deficit neurologici focali e che
gradualmente ha riacquistato una completa autonomia. Il sanitario ha rilevato
che in effetti le TAC di controllo hanno mostrato una buona evacuazione
dell’ematoma epidurale parietale sinistro e la stabilità delle restanti lesioni
emorragiche (cfr. doc. 19).

 

                                         Il
ricorrente è stato nuovamente ospedalizzato dal 7 al 12 ottobre 2007 a __________.

                                         Dal
relativo referto si evince che lo stesso è stato condotto al Pronto Soccorso da
un vicino, il quale ha descritto un peggioramento dello stato confusionale dalla
mattina precedente il ricovero.

                                         L’assicurato
presentava, inoltre, iponatremia di origine non chiara. Il decorso è stato
caratterizzato da una progressiva regressione dello stato confusionale e da un
miglioramento della funzione epatica e renale (cfr. doc. 14).

 

                                         Il Dr.
med. __________, medico __________, il 21 dicembre 2007, ha indicato, relativamente
alla problematica che ha condotto alla craniotomia del settembre 2007, che si
tratta sicuramente di lesioni acute dovute a un nuova caduta avvenuta il giorno
del ricovero (cfr. doc. 21).

 

                                         Il Dr.
med. __________, al quale l’CO 1 ha chiesto se successivamente alla caduta del
27 ottobre 2006 sono state annunciate affezioni alla testa e, in caso di
risposta affermativa, di precisare la diagnosi, l’evoluzione e il trattamento
(cfr. doc. 41), il 23 giugno 2008 ha risposto di aver saputo della caduta
dell’ottobre 2006 tramite una telefonata della Dr. med. __________
dell’Ospedale di __________ e di aver visto l’assicurato per la prima volta
dopo il sinistro il 6 novembre 2006. Egli ha specificato che nelle
consultazioni successive del 17 novembre, 22 dicembre 2006, 15 e 19 gennaio
2007 l’insorgente ha riferito dolori alla clavicola destra, alla scapola destra
ma di non avere marcato in cartella affezioni alla testa.

                                         Da ciò il
medico ha dedotto che allora la problematica principale erano le fratture della
clavicola e della quinta costa posteriore destra. Il Dr. med. __________ ha
comunque precisato che “è tuttavia comprensibile che per rompere la
clavicola e la quinta costa posteriore destra, dopo una caduta da una pianta,
sia anche probabile che ci sia stato un traumatismo a livello cranico”.
Egli ha, però, sottolineato di non aver purtroppo riscontrato né nei suoi
appunti, né nel rapporto dell’Ospedale di __________ attinente alla degenza dal
29 al 30 ottobre 2006 annotazioni riconducibili a un trauma cranico.

                                         Il Dr.
med. __________ ha, altresì, rilevato che da un rapporto medico del 13 aprile
2007 dell’Ospedale __________ di __________ risulta che durante la degenza dal
10 al 13 aprile 2007 presso questo nosocomio vi è stata “una caduta al suolo
del paziente che ha presentato dei capogiri mentre si stava alzando dal letto.
Una radiografia ha evidenziato la frattura delle ossa nasali. La nostra ipotesi
eziologia è una sincope da ipotensione ortostatica (test di Shellong
patologico) verosimilmente favorita dal calo emoglobinico” (cfr. doc. 42).

 

                                         Il Dr.
med. __________, spec. FMH in neurologia, della __________ dell’CO 1 di __________,
il 10 luglio 2008, si è così espresso in merito al caso dell’assicurato:

 

"  (…)

Durch den Sturz vom Baum
am 27.10.2006 hat sich der Versicherte nur möglich aber nichtüberwiegend
wahrscheinlich eine Kopfverletzung zugezogen. Aeussere Verletzungszeichen am
Kopf sind nicht aktenkundig. Ein Bewusstseinsverlust oder eine posttraumatische
Amnesie sind nicht dokumentiert. Bis zum Erreichen  der vollen Arbeitsfähigkeit
am 22.01.2007 finden sich keine Hinweise auf Beschwerden, welche auf eine
Unfallfolge auch Kopfverletzung hinweisen würden.

 

Gemäss Bericht von Dr. __________
führte der Sturz während der Hospitalisation im Ospedale __________ di __________
vom 10 bis 13.04.2007 zu einer Fraktur des Nasenbeins. Schwindelbeschwerden
beim Aufstehen aus dem Bett hätten zu dem Sturz geführt. Eine orthostatische
Synkope wurde differenzialdiagnostisch als Ursache diskutiert. Klinische
Hinweise auf zerebrale Unfallfolgen sind nicht aktenkundig.

 

Am 10.09.2007 stürzte der
Versicherte erneut und unbeobachtet. Der Unfallhergang ist unbekannt. Die
notfallmässige Erstversorgung erfolgte im Ospedale __________ di __________.
Die am Unfalltag durchgeführte kraniale Computertomographie weist Unfallfolgen
mit intrakraniellen Blutungen und einer Kalottenfraktur temporal rechts nach.
Nach eigener Beurteilung der Bilder stimme ich den Befund von Dr. __________
zu. Es handelt sich um akute intrakranielle Blutungen. Das Epiduralhämatom
rechts temporal liegt typischerweise in korrespondierender Lokalisation mit
einer Kalottenfraktur rechts temporal. Die Läsion parieto-okzipital links
entspricht nach radiologischen Aspekten wahrscheinlich einem akuten Subduralhämatom,
typischerweise zeigt diese Läsion hyperdense und hypodense Areale. Die
behandelnden Neurochirurgen sprachen von einem Epiduralhämatom links
okzipito-parietale. Hierzu ist anzumerken, dass die Abgrenzung einer epiduralen
von einer subduralen Blutung allein von radiologischen Aspekten her nicht immer
einwandfrei möglich ist. Bei der Hyperdensität frontal links handelt es sich
ebenfalls um eine akute Blutung, am ehesten um eine Subarachnoidalblutung.

 

Schlussfolgerung

 

Diese beschriebenen Befunde
der kranialen Computertomographie vom 10.09.2007 können aus neurologischer
Sicht weder auf den Unfall vom 27.10.2006 noch auf den Sturz während der
Hospitalisation in der Zeit vom 10.04 bis 13.04.2007 zurückgeführt werden.
Hinweise auf ältere Residuen, z.B. in Form eines chronischen Subduralhämatoms
oder Hirnparenchymveränderungen, liegen nicht vor. Die in der kranialen
Computertomographie vom 10.09.2007 nachgewiesenen intrakraniellen Blutungen
sind mit überwiegenden Wahrscheinlichkeit auf den Sturz vom 10.09.2007
zurückzuführen.“ (Doc. 43)

 

                               2.8.   L’CO 1 non
ha riconosciuto la propria responsabilità relativamente alla problematica insorta
nel settembre 2007 che è stata oggetto anche di una craniotomia il 10 settembre
2007 presso l’Ospedale __________ di __________, poiché, da un parte,
fondandosi sulla valutazione del Dr. med. __________, ha ritenuto che i
disturbi lamentati dall’assicurato non siano in relazione di causalità naturale
né con l’infortunio dell’ottobre 2006 assunto dall’assicuratore LAINF, né con
l’evento dell’aprile 2007 emerso dall’accertamento esperito presso il Dr. med. __________
(cfr. doc. 22; A; VII). Dall’altra, la copertura assicurativa dell’insorgente è
terminata il 13 agosto 2007, e meglio trenta giorni dopo l’estinzione del
diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. doc.
22; A; VII).

 

                                         RI 1, dal canto suo,
sostiene che i disturbi accusati nel settembre 2007 sono la conseguenza del
sinistro dell’ottobre 2006. Egli, in proposito, ha evidenziato di essere caduto
a testa in giù e che all’Ospedale non gli avrebbero controllato il capo,
nonostante abbia spiegato di avere quattro bernoccoli. L’assicurato ha pure
indicato che nemmeno il Dr. med. __________ gli ha controllato la testa dopo la
caduta dall’albero (cfr. doc. I, III).

 

                                         In tale
contesto va ricordato che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8 luglio 2003 nella causa B.,
U 259/02, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999
U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                         Per
quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,
consid. 1c e riferimenti). 

                                         L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

 

                                         E’ infine utile osservare
che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere
la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va, tuttavia,
precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri
medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, come
farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e qual è
l’opinione più adeguata (cfr. STFA del 31 gennaio 2005 nella causa M., I
811/03, consid. 5 in fine; STFA dell’8 ottobre 2002 nella causa C., I 673/00;
SVR 2000 UV n. 10 pag. 35 consid. 4b).

 

                               2.9.   In concreto,
attentamente esaminati gli atti di causa e tutto ben considerato, questa Corte
ritiene che il parere espresso dal Dr. med. __________ (cfr. doc. 21) -
sanitario che vanta un’ampia esperienza in materia di medicina infortunistica e
assicurativa e secondo cui i disturbi accusati nel settembre 2007 sono da far
risalire a lesioni acute dovute a una nuova caduta avvenuta il giorno del
ricovero, ovvero il 10 settembre 2007-, peraltro condiviso dal neurologo della __________
di __________, Dr. med. __________ (cfr. doc. 43), possa validamente
costituire da supporto probatorio al presente giudizio, senza che si riveli
necessario dare seguito a ulteriori provvedimenti probatori (sul
valore di prova delle valutazioni del medico __________, cfr. sentenza del
Tribunale federale U 350/06 del 20 luglio 2007 in cui l'Alta Corte ha ricordato
che "nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di
principio consentito che l'amministrazione e il giudice delle assicurazioni
sociali si fondino esclusivamente su basi di giudizio interne all'istituto
assicuratore."). 

 

                                         Al
riguardo, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STF U
386/06 del 3 settembre 2007 consid. 4.1.; STFA dell'11 dicembre 2003 nella
causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02; STFA del 5
marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 p. 1; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa
C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.SA, H 299/99; RCC 1986 p.
202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., p. 274; U.
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

 

                                         In
effetti gli apprezzamenti dei Dr. med. __________ e __________ (cfr. doc. 21,
43) non contengono contraddizioni e presentano tutti i requisiti posti dalla
giurisprudenza affinché possa essere riconosciuta, ad una valutazione medica, piena
forza probante: in particolare, i sanitari hanno espresso il loro parere in
modo chiaro, motivato e convincente, dopo aver proceduto allo studio approfondito
del dossier dell’assicurato.

 

                                         A tale proposito giova
rilevare che l’Alta Corte ha precisato che i pareri redatti dai medici dell'CO
1 hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono espressi unicamente
in base agli atti, dunque senza visitare personalmente l'assicurato (cfr.
STFA del 10 settembre 1998 nella causa R., U 143/98 e STFA del 2 luglio 1996
nella causa A., U 49/95).

 

                                         Il TCA ritiene, del resto,
che un significato particolare vada attribuito alla circostanza che la
tomografia computerizzata cerebrale effettuata il 10 settembre 2007 ha mostrato
la presenza di un’emorragia subdurale temporale destra di ca. 7.5 mm di
spessore massimo che per effetto massa creava una compressione dei solchi
cerebrali adiacenti, un’emorragia subdurale parieto-occipitale sinistra di
ca.17.5 mm di spessore massimo che creava una compressione sui solchi cerebrali
adiacenti, un’emorragia subaracnoidea frontale sinistra e una frattura
dell’osso temporale destro (cfr. doc. 18).

 

                                         Da tale referto risulta,
come affermato dai Dr. med. __________ e __________, che le lesioni accusate
dall’insorgente nel mese di settembre 2007 erano acute, ossia prodotte da un
evento temporalmente ravvicinato allo sviluppo delle stesse.

 

                                         Non va, del resto,
dimenticato che l’assicurato, il 10 settembre 2007, è stato ritrovato a terra
privo di coscienza ed è stato trasportato in Ospedale dalla __________ (cfr.
doc. 19).

                                         Dal rapporto di intervento
della __________ si evince quale diagnosi “Trauma cranico su caduta
accedientale e abuso OH”. E’ stato pure specificato “caduto
accidentalmente in una scarpata ca. 3 metri” e “picchia il capo”
(cfr. doc. 30).

 

                                         Questo Tribunale constata,
inoltre che in relazione all’infortunio dell’ottobre 2006 e all’evento
dell’aprile 2007 non risultano certificazioni mediche attestanti dolori o
disturbi alla testa.

 

                                         In particolare dal
rapporto del 6 novembre 2006 dell’Ospedale __________ di __________, sede di __________,
si evince che l’assicurato a seguito della caduta da un albero del 27 ottobre
2006 ha accusato unicamente dolori all’emitorace posteriore destro e alla
spalla destra, poi confermati dagli esami radiologici che hanno posto in luce
la frattura della clavicola e della V costa (cfr. doc. 6).

 

                                         Anche il Dr. med. __________,
all’epoca medico curante del ricorrente, pur sottolineando che per rompere la
clavicola e la quinta costa superiore destra, dopo una caduta da una pianta, è
anche probabile che ci sia stato un traumatismo a livello cranico, ha
certificato che nei suoi appunti non risultano annotazioni riconducibili a un
trauma cranico. 

                                         Per quanto attiene
all’evento dell’aprile 2004, egli ha menzionato che nel relativo rapporto di
degenza ospedaliera emergeva solamente la frattura delle ossa nasali (cfr. doc.
42).

 

                                         La semplice probabilità di
un nesso causale non è, poi, sufficiente per ammettere una relazione di
causalità naturale fra un infortunio e i disturbi susseguenti oggetto di un
annuncio di ricaduta. Come esposto sopra (cfr. consid. 2.4.),
soltanto qualora il nesso di causalità sia provato secondo il criterio della probabilità
preponderante, può essere riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico
dell’assicuratore-infortuni.

 

                                         Al riguardo giova rilevare
che il TFA in una sentenza del 12 ottobre 2005 nella causa S., U 239/02,
confermando il precedente giudizio di questo Tribunale, ha stabilito che in
quel caso faceva difetto il requisito della causalità naturale tra l’infortunio
e il danno alla salute menzionato nell’annuncio di ricaduta, in quanto la
verosimiglianza del rapporto causale fra l’evento traumatico del 1999 e le
turbe dorsali notificate all’assicuratore LAINF nel 2001 andava qualificata
come probabile, ma non come preponderante.

 

                                         Per un altro caso analogo
cfr. STFA dell’11 dicembre 2003 nella causa R., U 239/02, consid. 4.

 

                                         In esito
alle considerazioni che precedono, il TCA non ritiene dimostrato, secondo il
grado della verosimiglianza preponderante caratteristico del settore della
sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op.
cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz
über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), un legame causale sia tra i problemi
accusati nel mese di settembre 2007 e l’infortunio dell’ottobre 2006 assunto
dall’assicuratore LAINF, che tra gli stessi e l’evento dell’aprile 2004.

 

                             2.10.   Per quanto
concerne l’evento del settembre 2007 che ha richiesto l’intervento della __________,
questa Corte può esimersi dall’approfondire la questione di sapere se si tratta
o meno di un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA o eventualmente di una
lesione parificata a infortunio ex art. 9 cpv. 2 OAINF.

 

                                         In effetti anche nel caso
in cui la problematica lamentata dall’assicurato sia stata originata da un
infortunio o sia comunque una lesione parificata, la responsabilità dell’CO 1
non potrebbe comunque essere considerata impegnata.

 

                                         Giusta l’art. 3 cpv. 2
LAINF, l’assicurazione termina allo spirare del 30° giorno
susseguente a quello in cui cessa il diritto almeno al semisalario.

                                         Il
Consiglio federale disciplina le rimunerazioni e i redditi sostitutivi
computabili come salario, la forma ed il contenuto degli accordi di protrazione
dell’assicurazione, come pure la continuazione dell’assicurazione in caso di
disoccupazione 

                                         (cpv. 5).

 

                                         Secondo
l’art. 7 cpv. 1 OAINF, sono considerati salario ai sensi dell’articolo 3 cpv. 2
LAINF:

 

                                         a.   il salario
determinante secondo la legislazione federale                          sull’AVS;

                                         b.   le indennità
giornaliere dell’assicurazione obbligatoria contro             gli infortuni,
dell’assicurazione militare, dell’assicurazione per   l’invalidità (AI) e le
indennità giornaliere delle casse malati e                           delle
assicurazioni private contro le malattie e contro gli      infortuni,
sostitutive del salario, le indennità secondo la legge       federale del 25
settembre 1952 sulle indennità di perdita di    guadagno nonché le prestazioni
di assicurazioni maternità            cantonali;

                                         c.   gli assegni familiari
versati conformemente all’uso locale o     professionale a titolo di assegni
per i figli, di sussidi di               formazione o di assegni familiari;

                                         d.   i salari su cui non è
riscosso alcun contributo dell’AVS a         causa dell’età dell’assicurato.

 

                                         Per la
fine dell’assicurazione non sono determinanti i motivi per i quali il lavoro ha
preso termine (con oppure senza l’accordo del lavoratore), così come non è determinante
la fine del rapporto di lavoro.

                                         Rilevante
è invece la fine del diritto al salario, anche qualora quest’ultimo
venga corrisposto soltanto più tardi (cfr. DTFA 1940, p. 17, sentenza citata da
A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung
des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die
Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 12). 

                                         Per
stabilire la durata della copertura assicurativa non è perciò decisivo il
giorno in cui l’assicurato ha effettivamente sospeso il lavoro, ma fino a
quando, sulla scorta delle disposizioni legali e contrattuali, il rapporto
lavorativo e il relativo diritto al salario sono di fatto perdurati (cfr. RAMI
1991 U 129, p. 265, consid. 1). 

 

                                         Per quanto attiene, più in
particolare, gli assicurati disoccupati, l’art. 2 dell’Ordinanza
sull’assicurazione contro gli infortuni dei disoccupati, prevede che:

 

"  I
disoccupati che adempiono i presupposti per il diritto all’indennità di
disoccupazione (art. 8 LADI) o che riscuotono indennità di disoccupazione (art.
29 LADI) devono essere assicurati obbligatoriamente contro gli infortuni presso
l’Istituto nazionale svizzero d’assicurazione contro gli infortuni (INSAI).
Sono fatti salvi gli articoli 6 a 8.”

 

                                         L’art. 3
dell’Ordinanza afferente all’inizio e alla fine dell’assicurazione infortuni
per i disoccupati enuncia che:

 

"  1 L’assicurazione
inizia il giorno in cui, per la prima volta, il disoccupato adempie le
condizioni di cui all’articolo 8 LADI o riceve le indennità di cui all’articolo
29 LADI.

 

2 L’assicurazione
termina il 30° giorno successivo al giorno in cui, per l’ultima volta, il
disoccupato adempie le condizioni di cui all’articolo 8 LADI o ha ricevuto le
indennità di cui all’articolo 29 LADI.”

 

                             2.11.   In concreto RI 1 ha
beneficiato di un termine quadro per la riscossione di prestazioni
dell’assicurazione contro la disoccupazione dal 12 ottobre 2005 all’11 ottobre
2007 (cfr. doc. 1, 12).

 

                                         Da uno scritto del 20
luglio 2007 della Cassa __________ risulta, inoltre, che l’assicurato ha
esaurito il numero massimo di 400 indennità giornaliere il 13 luglio 2007 (cfr.
doc. 12).

 

                                         Ne consegue, in
applicazione degli art. 3 cpv. 2 LAINF e 3 cpv. 2 dell’Ordinanza
sull’assicurazione contro gli infortuni dei disoccupati, che l’insorgente dopo
il lasso di tempo di trenta giorni a decorrere dall’estinzione del diritto
all’indennità di disoccupazione, ossia dal 13 agosto 2007, era privo di
copertura assicurativa, come giustamente stabilito dall’CO 1.

 

                             2.12.   Alla luce di
tutto quanto esposto occorre concludere che a ragione l’assicuratore LAINF
resistente non ha assunto i disturbi lamentati dall’insorgente nel settembre
2007.

 

                                         La
decisione su opposizione impugnata deve conseguentemente essere confermata.

 

                             2.13.   L’assicurato
ha chiesto l’assistenza giudiziaria (cfr. doc. III).

 

                                         In realtà
la domanda del ricorrente di assistenza giudiziaria deve essere intesa solo
come richiesta di gratuito patrocinio, visto che la procedura davanti al TCA in
materia di assicurazione contro gli infortuni è per principio gratuita (cfr.
art. 20 cpv. 1 LPTCA e art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA).

 

                                         Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve
essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2
lett. f LAVS, in relazione con l’art. 69 LAI, rimasto in vigore sino al 31
dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di ricorso doveva garantire il
diritto di farsi patrocinare, se del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61
lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla
concessione dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto
federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto
cantonale (DTF 110 V 362; Kieser, ATSG Kommentar, Basilea, ad art. 61, n. 86,
pag. 626).

 

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria –
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n.
88s; SVR 2004 no. 5 pag. 17 consid. 2.1; cfr. anche STFA 7 maggio 2007 nella
causa B., I 134/06, consid. 5.1) – sono in principio dati se l’istante si trova
nel bisogno (cfr. anche art. 3 Legge cantonale sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza
giudiziaria [in seguito: Lag]), se l’intervento dell’avvocato è necessario o
perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è
palesemente privo di esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V
202 e 372 con riferimenti).

 

                                         Occorre
qui ricordare che il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale
che amministrativa, può essere riconosciuto solo ad avvocato patentato (cfr.
STF 8C_399/2007 del 23 aprile 2008; STFA 2 marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2
citata in DTF 132 V 201 consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; per quanto
riguarda un avvocato non impiegato presso un’organizzazione riconosciuta di
utilità pubblica e non iscritto in un albo cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 =
SVR 2006 IV Nr. 50 pag. 181). 

                                         Non
essendo il ricorrente patrocinato da un avvocato, il gratuito patrocinio, in
casu, va negato.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è respinta.

 

                                   3.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti