# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9868f29a-8a88-53f5-a376-dd63297d20ab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-02-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 03.02.2023 60.2023.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2023-1_2023-02-03.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2023.1

   

  	
  Lugano

  3 febbraio 2023/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Nicola
  Respini, presidente,

  Giovan Maria Tattarletti, Andrea Pedroli (in
  sostituzione di Ivano Ranzanici, ricusatosi)

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 11/12.1.2023 presentato
da

 

 

	
   

  	
   RE
  1  

   

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 29.12.2022 del presidente della Pretura
  penale Elettra Orsetta Bernasconi Matti (inc. __________) che ha dichiarato
  irricevibile la sua opposizione del 20.10.2022 al decreto di accusa 24.8.2022
  (__________) emanato dall’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione;

  

 

 

richiamato lo scritto 17/18.1.2023 del
presidente della Pretura penale, con il quale comunica di non avere
osservazioni da formulare e di rimettersi al giudizio di questa Corte;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

in fatto

 

 

                                   a.   Il 1°.6.2022, alle ore 12:12, in territorio di __________,
si è verificato un incidente della circolazione stradale avente quali
protagonisti RE 1, conducente dell’autovettura targata __________, e __________
__________, che era alla guida dell’autovettura targata (__________, e meglio
come descritto nel rapporto 13.7.2022 della polizia cantonale.

 

 

                                  b.   Con
scritto 22.7.2022 l’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione ha aperto
un procedimento contravvenzionale a
carico di RE 1 per violazione delle norme
della circolazione stradale, per avere circolato con un veicolo omettendo di
allacciarsi con la cintura di sicurezza, informandolo che sarebbero dati gli
estremi per procedere nei suoi confronti con una misura contravvenzionale (multa),
assegnandogli un termine di quindici giorni per presentare eventuali
osservazioni scritte.

 

 

                                   c.   Con
lettera 4/8.8.2022 RE 1 ha anzitutto comunicato all’Ufficio giuridico della Sezione
della circolazione che sarebbe sua consuetudine allacciare la cintura di sicurezza
prima di mettersi alla guida e anche il giorno dell’incidente l’avrebbe allacciata.
In merito al fatto che la polizia avrebbe constatato che la cintura sarebbe
rimasta bloccata lungo il montante ha rilevato che il proprietario dell’autovettura,
dopo l’incidente, l’aveva avvisato che a volte la medesima si bloccava al
momento dell’allacciamento, circostanza che sarebbe stata da lui stesso
constatata qualche giorno prima. Ha infine addotto che le lesioni da lui
riportate (frattura della vertebra C7 e dell’omero) sarebbero perfettamente
compatibili con lesioni da cintura di sicurezza, circostanza confermata anche
dal suo chirurgo e dal suo fisioterapista. 

 

 

                                  d.   Con decreto 24.8.2022 (__________) l’Ufficio giuridico
della Sezione della circolazione – visto il rapporto 13.7.2022 della polizia e
ritenuti i fatti sufficientemente chiariti – ha proposto la condanna di RE 1 al
pagamento di una multa di CHF 60.--, avendo circolato con il veicolo omettendo
di allacciarsi con la cintura di sicurezza.

 

 

                                   e.   Con scritto 20/21.10.2022 RE 1 ha comunicato
all’Ufficio della Sezione della circolazione quanto segue: 

                                         “con
la presente chiedo umilmente che mi possa esser concessa la possibilità che ho
mancato per fare ricorso alla Vostra decisione. Sono così in ritardo, perché
sono andato nel pallone. Perdonatemi, ma tra burnout sul lavoro, l’incidente ed
i suoi traumi e la morte di mia madre a fine giugno mi hanno mandato nel
pallone. Avevo fatto ricorso alla Suva mi son confuso che fosse a posto, ma la
mia compagna mettendomi in ordine le carte mi salta fuori la vostra decisione e
da cui la mia mancata risposta. Vi chiedo per pietà di poter difendere i miei
diritti. …” (AI 5 – inc. __________).

 

 

                                  f.   Il
26.10.2022 l’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione, richiamando la
suddetta opposizione e gli atti in suo possesso, ha informato RE 1 che avrebbe
confermato il decreto di accusa 24.8.2022, con conseguente trasmissione
dell’incarto alla Pretura penale per lo svolgimento della procedura
dibattimentale. All’imputato è stata concessa la facoltà di ritirare l’opposizione
entro dieci giorni.

 

                                       Entro il termine assegnatogli RE 1 non ha reagito.

 

                                         Il 30.11.2022 l’Ufficio
giuridico della Sezione della circolazione ha confermato il decreto di accusa 24.8.2022
(__________) a carico di RE 1 e ha trasmesso gli atti alla Pretura
penale per procedere al dibattimento.

 

 

                                  g.   Il 7.12.2022 il presidente della Pretura penale,
visto che l’opposizione interposta da RE 1 sembrava essere tardiva, gli ha
assegnato un termine di dieci giorni per prendere posizione in merito alla
tempestività dell’atto e per eventualmente produrre la necessaria
documentazione.

 

 

                                  h.   Con
scritto 16/19.12.2022 RE 1 ha sostenuto di aver avuto la cintura allacciata al
momento dell’incidente e il fatto di aver subito una riduzione del 10%
sull’indennità giornaliera sarebbe per lui un peso finanziario, omettendo però di
esprimersi sulla tardività dell’opposizione.

 

 

                                    i.   Con
decreto 29.12.2022 il presidente della Pretura penale ha dichiarato
irricevibile l’opposizione interposta il 20/21.10.2022, poiché tardiva (inc. __________).

                                    j.   Con gravame
RE 1 RE 1 impugna il suddetto decreto, formulando le seguenti considerazioni: 

 

                                         “La mia è stata sì una richiesta tardiva ed è stata
anche accolta. Precisando che non ho un avvocato, perché non posso
permettermelo, scrissi la lettera concentrandomi su tutto il materiale in mia
difesa riguardo l’accusa della cintura, e purtroppo non avendo capito di dover
validamente giustificare il mio ritardo, nell’opposizione precedente scrissi
“andai nel pallone” frase che mi viene contestata e non sufficiente, ma scrissi
anche che venivo via da un burnout lavorativo, però senza aggiungere prove in
merito, perché come ho scritto non avevo ben capito, ed ora motivo perché.

 

                                         Nei
mesi precedenti l’incidente venivo via da un burnout lavorativo in __________ __________
ed ero in cura presso la dottoressa psichiatra __________ __________ e stato
psicologico parte (esaurito) si sono formate controverse dinamiche con la cassa
malati __________ e __________ creandomi ulteriori disagi e stress finendo al
Tribunale dell’assicurazione, il tutto anche lì senza avvocato e proprio nel
periodo di fine agosto inizio di settembre. Potete chiedere tutto il giudice
delegato __________ __________ come ero agitato in quel periodo. Allego qui
parte della condanna ad __________, dove viene scritta la perizia che mi hanno
fatto fare durante il processo, dove posso dimostrare che in quel periodo non
stavo per niente bene, già l’incidente mi ha capovolto la vita, ho perso mia
madre quest’estate e tutto lo stress delle varie vicende, per questo scrissi
ingenuamente “sono andato nel pallone”.

 

                                         Mi
accanisco così solitamente per un motivo, perché sono sicuro al 100% che portassi
la cintura quel giorno come sempre e che la polizia non ha portato le analisi
aggiuntive necessarie per decretare che io non la portassi, il tutto come ho
documentato e inviato al Tribunale Penale. …”.

 

 

in diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto – entro il
termine di dieci giorni – contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti
procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccettuati le decisioni
ordinatorie e i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista
un’altra impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto oppure incompleto dei fatti (art.
393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato l’11/12.1.2023 alla Corte dei
reclami penali contro il decreto 29.12.2022 del presidente della Pretura
penale, è tempestivo ed è anche proponibile: la decisione del tribunale di
primo grado, competente a pronunciarsi
sulla tardività, è impugnabile alla giurisdizione di reclamo in applicazione
degli art. 393 ss. CPP (ZK StPO – C. SCHWARZENEGGER, art. 356 CPP, 3. ed. n. 2;
BSK StPO – F. RIKLIN, art. 356 CPP, 2. ed., n. 2).

 

                                         Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

 

                                         RE
1, imputato e destinatario del decreto impugnato, è pacificamente legittimato a
reclamare giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP, avendo un interesse giuridicamente
protetto all’annullamento o alla modifica del decreto impugnato.

 

                                         Il
reclamo è, di conseguenza, ricevibile in ordine.

 

 

                                 2.   2.1.

                                         La Confederazione e i Cantoni possono affidare il perseguimento e il giudizio delle
contravvenzioni ad autorità amministrative (art. 17 cpv. 1 CPP).

 

                                         Il
Consiglio di Stato designa il Dipartimento competente ad applicare le sanzioni
penali previste dalla legislazione federale in materia di circolazione, da
giudicare secondo la Legge del 20.4.2010 di procedura per le contravvenzioni
(art. 7 della Legge di applicazione alla legislazione federale sulla
circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante del 24.9.1985).

 

                                         L’Ufficio
giuridico della Sezione della circolazione è competente ad istruire e a decidere
le contravvenzioni e le denunce previste, tra l’altro, in materia di
circolazione, salvo nei casi di competenza delle autorità giudiziarie [art. 4
lit. f del Regolamento della legge cantonale di applicazione alla legislazione
federale sulla circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante (RLACS)
del 2.3.1999].

 

Il predetto ufficio è pertanto
un’autorità penale delle contravvenzioni ai sensi dell’art. 17 cpv. 1 CPP e
dispone dei poteri del pubblico ministero (art. 357 cpv. 1 CPP).

 

                                         La
procedura è retta per analogia dalle disposizioni concernenti il decreto
d’accusa (art. 357 cpv. 2 CPP; DTF 140 IV 192 consid. 1.3.).

 

                                        2.2.

                                         Nell’ambito
della procedura del decreto d’accusa (art. 352 ss. CPP) l’imputato può
impugnare il decreto d’accusa entro dieci giorni al pubblico ministero con
opposizione scritta (art. 354 cpv. 1 lit. a CPP), non necessariamente motivata
(cpv. 2). In assenza di valida opposizione, il decreto d’accusa diviene
sentenza passata in giudicato (cpv. 3).

 

                                         Se
è fatta opposizione il caso passa nuovamente nelle mani del pubblico ministero
[Messaggio concernente l’unificazione del diritto processuale penale del
21.12.2005, p. 1194; BSK StPO II
– F. RIKLIN, op. cit., art. 355 CPP n. 1], che assume le ulteriori prove necessarie al giudizio sull’opposizione
medesima (art. 355 cpv. 1 CPP) e decide se confermare il decreto d’accusa,
abbandonare il procedimento, emettere un nuovo decreto d’accusa oppure
promuovere l'accusa presso il tribunale di primo grado (art. 355 cpv. 3 lit.
a-d CPP).

 

                                       Se decide di
confermare il decreto d’accusa, il pubblico ministero trasmette senza indugio
gli atti al tribunale di primo grado affinché svolga la procedura
dibattimentale; in tal caso, il decreto di accusa è considerato atto di accusa
(art. 356 cpv. 1 CPP). 

 

Secondo l’art. 356 cpv. 2 CPP il
tribunale di primo grado statuisce d’ufficio sulla validità del decreto di
accusa e dell’opposizione (decisione TF 6B_883/220 del 15.4.2021 consid. 2.1.2.
e riferimenti).

 

2.3.

Il decreto d'accusa è
notificato per scritto e senza indugio alle persone e autorità legittimate a
fare opposizione (art. 353 cpv. 3 CPP).

 

Per il rimanente sono
applicabili le norme generali relative alla comunicazione e notificazione di
una decisione, e meglio gli art. 84-88 CPP (messaggio, p. 1193; BSK StPO II –
F. RIKLIN, op. cit., art. 353 CPP n. 7; decisione TF 6B_1006/2018 del 15.1.2019
consid. 2.1.).

 

                                         In applicazione dell’art. 85 cpv. 1 CPP, salvo
che il CPP disponga altrimenti, le comunicazioni delle autorità penali –
comunicazioni da notificarsi al domicilio, alla dimora abituale o alla sede del
destinatario (art. 87 cpv. 1 CPP) – rivestono la forma scritta.

 

                                         La
notificazione è fatta mediante invio postale raccomandato o in altro modo
contro ricevuta, segnatamente per il tramite della polizia (art. 85 cpv. 2
CPP). La notificazione è considerata avvenuta quando l’invio è preso in
consegna dal destinatario oppure da un suo impiegato o da una persona che vive
nella stessa economia domestica aventi almeno sedici anni; sono fatti salvi i
casi in cui le autorità penali dispongono che una comunicazione sia notificata
personalmente al destinatario (art. 85 cpv. 3 CPP).

 

                                         2.4.

                                         Ai
sensi dell’art. 90 cpv. 1 CPP i termini la cui decorrenza dipende da una
notificazione o dal verificarsi di un evento decorrono dal giorno successivo.
Se l’ultimo giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno
riconosciuto festivo dal diritto federale o cantonale, il termine scade,
secondo l’art. 90 cpv. 2 CPP, il primo giorno feriale seguente; è determinante
il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la parte o il suo
patrocinatore.

 

                                         Il termine è osservato se l’atto procedurale è compiuto presso
l’autorità competente al più tardi l’ultimo giorno (art. 91 cpv. 1 CPP). In
applicazione dell’art. 91 cpv. 2 CPP le istanze o memorie devono essere
consegnate al più tardi l’ultimo giorno del termine presso l’autorità penale
oppure, all’indirizzo di questa, presso la posta svizzera, una rappresentanza
diplomatica o consolare svizzera oppure, per finire, qualora provengano da
persone in stato di carcerazione, alla direzione dello stabilimento.

                                         Vi
è inosservanza di un termine quando una parte non compie tempestivamente un
atto procedurale oppure non compare a un’udienza (art. 93 CPP). Il motivo
dell’inosservanza del termine – con colpa, senza colpa – è irrilevante (ZK StPO
– D. BRÜSCHWEILER, op. cit., art. 93 CPP n. 2; BSK StPO – C. RIEDO, art. 93 CPP,
op .cit., n. 5).

 

                                       2.5.

                                         Si
è detto che con scritto 22.7.2022 l’Ufficio
giuridico della Sezione della circolazione, preso atto del rapporto di polizia,
ha aperto un procedimento contravvenzionale a carico di RE 1 e il 24.8.2022 ha emanato
nei suoi confronti un decreto di accusa per contravvenzione alla LCStr (__________

 

                                         Il predetto decreto di accusa è stato intimato per
raccomandata a RE 1 il medesimo giorno e gli è stato notificato il 25.8.2022
(cfr. decreto 29.12.2022, p. 1, inc. __________).

 

                                         Con
scritto 20/21.10.2022 l’imputato si è opposto al decreto di accusa, consapevole
del fatto che il termine per interporre opposizione era scaduto, precisando di
essere “andato nel pallone” a causa di un burnout sul posto di lavoro, dell’incidente
subito e del decesso di sua madre. Egli
non contesta dunque la tardività dell’inoltro dell’opposizione.

 

                                         Si
ha dunque che il termine di dieci giorni secondo l’art. 354 cpv. 1 CPP per
interporre opposizione ha cominciato a decorrere il 26.8.2022 (il giorno dopo
di quello in cui è stato recapitato all’imputato il decreto di accusa), ed è
venuto a scadere lunedì 5.9.2022, termine ultimo entro cui l’opposizione
avrebbe dovuto essere presentata (art. 90 cpv. 2 CPP e art. 91 cpv. 1 CPP). L’opposizione
è però stata introdotta soltanto il 20/21.10.2022 ed è di conseguenza manifestamente
tardiva. 

 

                                          A
ragione il presidente della Pretura penale, dopo aver invitato l’imputato a
pronunciarsi sulla tardività del suo scritto e preso atto delle sue
osservazioni 16.12.2022, ha dunque reputato l’opposizione tardiva e pertanto
irricevibile.

 

 

                                 3.   3.1.

                                         Occorre
pertanto verificare se le spiegazioni
addotte dal reclamante possano essere considerate alla stregua di un’istanza di
restituzione del termine giusta l’art. 94 CPP.

 

                                         3.2.

                                         3.2.1.

                                         L’art.
94 CPP – che disciplina i presupposti per la restituzione di un termine –
prevede, al cpv. 1, che la parte che – non avendo osservato un termine – ha
subito un pregiudizio giuridico importante e irrimediabile possa chiederne la
restituzione; a tal fine deve rendere verosimile di non avere alcuna colpa
dell’inosservanza (decisioni TF 6B_799/2022 del 3.10.2022 consid. 2.2.;
6B_1329/2020 del 20.5.2021 consid. 1.3.3.).

 

                                         L’istanza
va motivata e presentata per scritto entro trenta giorni dalla cessazione del
motivo dell’inosservanza all’autorità presso cui avrebbe dovuto essere compiuto
l’atto procedurale omesso; entro lo stesso termine occorre compiere l’atto
omesso (cpv. 2).

 

                                         3.2.2.

                                         Secondo
la consolidata giurisprudenza del Tribunale federale la restituzione del
termine può essere concessa solo in caso di una chiara assenza di colpa. La
possibilità di restituzione del termine è esclusa quando è data una qualsiasi
colpa, quindi anche una negligenza solo lieve, della parte, del suo
rappresentante o di ausiliari. L’inosservanza è considerata senza colpa alcuna solo
se si è verificata a causa di una circostanza che, secondo le regole di una
ragionevole tutela degli interessi, non doveva essere temuta nemmeno da una
persona diligente o il cui impedimento/la cui evasione avrebbe comportato esigenze
eccessive. In generale si presuppone che nella situazione specifica fosse
impossibile rispettare la scadenza o affidare a qualcuno questo compito (decisione
TF 6B_799/2022 del 3.10.2022 consid. 2.2. e giurisprudenza ivi citata).

 

                                         La
restituzione del termine è concessa quando ci sono motivi oggettivamente
riscontrabili, cioè ragioni – oggettive oppure soggettive – che hanno reso
impossibile il rispetto del termine, come eventi naturali, incidenti oppure
malattie (decisioni TF 6B_517/2021 del 16.6.2021 consid. 1.1.1.; 6B_1265/2020
dell’8.1.2021 consid. 1.1.; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op.
cit., art. 94 CPP n. 3). Per stabilire se è adempiuto questo presupposto,
occorre prendere in considerazione il momento in cui si è verificato
l’infortunio oppure la malattia così come l’entità del danno alla salute
(decisione TF 6B_1265/2020 dell’8.1.2021 consid. 1.1.)

                                      

                                         Una
malattia costituisce un impedimento non colpevole se e fintanto che uno stato
di malattia rende impossibile agire entro il termine. La malattia deve essere
tale da impedire al richiedente di agire da solo entro il termine o di affidare
a terzi il compimento dell’atto processuale. Tale circostanza deve essere
dimostrata con certificati medici pertinenti, ove la semplice conferma di uno stato
di malattia e anche di un’incapacità lavorativa totale non è sufficiente (decisioni
TF 6B_728/2017 del 3.10.2022 consid. 2.; 6B_659/2021 del 24.2.2022 consid.
2.1.; 6B_1329/2020 del 20.5.2021 consid. 1.3.3.; 6B_28/2017 del 23.1.2018
consid. 1.3.; ciascuna con riferimenti).

 

                                          3.2.3.

Nel suo
reclamo RE 1, quale giustificazione sulla tardività dell’opposizione, afferma di
essere andato nel pallone, sostenendo di aver subito un burnout per motivi professionali prima
dell’incidente dell’1.6.2022, da cui sarebbe scaturito un procedimento dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni a fine agosto/ inizio settembre 2022
e di essere stato in cura presso uno psichiatra. A sostegno delle proprie
argomentazioni ha prodotto due pagine della decisione emanata il 22.12.2022 del
Tribunale cantonale delle assicurazioni (inc. TCA __________), adducendo che in
quel periodo non stava per nulla bene (sia a causa dell’incidente subito, ma
anche per il decesso di sua madre avvenuto in estate). 

 

3.2.4.

Dalla
documentazione prodotta da RE 1 risulta che egli il 20.6.2022 ha presentato dinanzi
al Tribunale cantonale delle assicurazioni una petizione contro __________ in
materia di assicurazione complementare contro le malattie, che il 22.2.2022 il
suo datore di lavoro aveva annunciato all’assicuratore una sua incapacità
lavorativa dovuta a malattia dal 4.2.2022. Il 22.11.2022 è stato allestito un referto
giudiziario, da cui è emerso in particolare che egli è stato visitato in tre
occasioni (il 14.10.2022, il 21.10.2022 e il 26.10.2022), e che “… il quadro
clinico soddisfa i criteri diagnostici per un episodio depressivo di media
gravità con severa limitazione funzionale, poiché sono presenti tipici criteri
diagnostici”, e meglio come indicato nella decisione 22.12.2022, p. 7, inc.
TCA __________.

 

                                         Da
ciò non si può tuttavia desumere che il suo stato di salute, considerando anche
l’incidente occorsogli il 1°.6.2022 e il decesso di sua madre verificatosi (a
suo dire) alla fine del mese di giugno 2022, fosse stato di una gravità tale da
impedirgli di rispettare la scadenza del termine per inoltrare opposizione al
decreto di accusa 24.8.2022 (notificatogli il giorno successivo). Va al
proposito tenuto presente che egli è stato comunque in grado di rispondere tempestivamente
allo scritto 22.7.2022 dell’Ufficio giuridico della Sezione della circolazione
con lettera 4/8.8.2022, ovverossia venti giorni prima dell’emanazione del
decreto di accusa. 

 

                                         Non
va del resto dimenticato che egli avrebbe anche potuto incaricare una terza
persona di redigere l’opposizione, in particolare la sua compagna (__________)
che in quel periodo viveva con lui nella stessa economia domestica (cfr.
dichiarazione stato civile e patrimoniale di RE 1 allegato al rapporto di
polizia 13.7.2022).

 

Visto quanto
precede non si può concludere che RE 1 non sia stato in grado, per motivi di
salute, di rispettare il termine di opposizione al decreto d’accusa che lo
riguardava personalmente oppure che sia stato impedito di, perlomeno, delegare
ad una terza persona la redazione e l’invio postale dell’atto. Le pagine della
decisione 22.12.2022 (inc. TCA __________) prodotte non sono sufficienti per
comprovare questo suo impedimento come esatto dalla giurisprudenza del
Tribunale federale.

 

3.3.

                                         Tenuto
conto delle precedenti considerazioni, non sono dati i presupposti per
un’eventuale restituzione del termine di reclamo in applicazione dell’art. 94
CPP. 

 

                                         Il
decreto 29.12.2022 (inc. __________) emanato dal presidente la Pretura penale
va dunque tutelato.

 

 

                                   4.   Il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese,
contenute al minimo, sono poste a carico del reclamante, soccombente (art. 428
cpv. 1 CPP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 85 ss., 379 ss. e
393 ss. CPP, 1 ss. e 25 LTG e ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

                                 1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                 2.   La
tassa di giustizia di CHF 100.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
150.-- (centocinquanta), sono poste a carico di RE 1, .

 

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art.
81 LTF.

 

 

                                 4.   Intimazione:

	
   

  	
  -   ;

  -     

    

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                         La
cancelliera