# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 47b79397-b0be-51e7-bae7-d82c11ab1908
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.10.2008 D-4061/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4061-2008_2008-10-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4061/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Christa Luterbacher,
cancelliera Chiara Piras.

A._______ e la nipote B._______, Mongolia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 9 giugno 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4061/2008

Fatti:

A.
Il  25  marzo  2008,  l'interessata,  accompagnata  dalla  nipote,  ha 
presentato una domanda d'asilo in Svizzera. Ha dichiarato, in sostanza 
e per quanto è qui di rilievo (cfr. verbali d'audizione del 2 aprile e del 7 
maggio  2008),  di  avere  lasciato  la  Mongolia  per  proteggere  la  vita 
della nipote, dopo che il  figlio era stato arrestato, in data [...],  per la 
seconda  volta,  a  causa  della  sua  attività  politica.  Infatti,  già  il  [...] 
quest'ultimo  sarebbe  stato  prelevato  con  violenza  da  casa  sua  e 
condotto  in  prigione,  dove  sarebbe  stato  detenuto  per  quattro 
settimane. In quel periodo, l'interessata si sarebbe recata in Cina, al 
fine di sottoporsi all'impianto di un "pacemaker". Il giorno antecedente 
il  suo  ritorno,  il  figlio  sarebbe  stato  rilasciato  ed  avrebbero  potuto 
vivere  senza  problemi  fino  al  secondo  arresto.  Dopo  aver  ricevuto 
diverse  telefonate  minatorie  e  preoccupata  per  l'incolumità  della 
nipote, l'interessata, unitamente alla sua abiatica,  avrebbe lasciato il 
Paese, grazie all'aiuto di  un amico del figlio,  passando per Mosca e 
proseguendo per la Svizzera. 

B.
Il 9 giugno 2008 (notifica dell'11 giugno 2008), l'UFM non è entrato nel 
merito  della  citata  domanda  ai  sensi  dell'art.  34  cpv. 1  della  legge 
sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31). Detto Ufficio ha pure 
pronunciato l'allontanamento dell'interessata e della sua abiatica dalla 
Svizzera e l'esecuzione dell'allontanamento verso la Mongolia siccome 
lecita, esigibile e possibile. 

C.
Il 18 giugno 2008, l'interessata ha inoltrato ricorso dinanzi al Tribunale 
amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata  decisione 
dell'UFM.  Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento litigioso e la trasmissione degli atti di causa all'autorità 
inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda 
d'asilo,  e  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione 
provvisoria.  Ha  altresì  presentato  una  domanda  d'assistenza 
giudiziaria,  nel  senso della dispensa dal versamento anticipato delle 
presunte spese processuali. 

D.
Il 24 giugno 2008, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 

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particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del  20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]),  a  chiedere 
alla ricorrente il versamento di un anticipo a copertura della presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso. 

E.
Il  4  luglio  2008,  l'UFM  ha  proposto  la  reiezione  del  gravame 
sottolineando  che  il  gravame  non  conteneva  fatti  o  mezzi  di  prova 
nuovi che potrebbero giustificare una modificazione del provvedimento 
litigioso.

F.
Il 18 agosto 2008, la ricorrente ha inoltrato l'atto di replica con allegato 
un  certificato  medico  del  Servizio  di  Chirurgia  ortopedica  e 
traumatologia  dell'apparato  locomotore  dell'Ospedale  C._______  del 
[...] 

Diritto:

1.
Il  TAF giudica definitivamente i ricorsi  contro le decisioni dell'UFM in 
materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi, e art. 83 lett d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]). 

2.
V'è motivo d'entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 della legge federale 
sulla  procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 
172.021), nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi. 

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua. 

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4. Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano. 

5.
Nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  rilevato,  da  un  lato,  che  il 
Consiglio federale ha inserito la Mongolia nel novero dei Paesi sicuri. 
Dall'altro  lato,  l'autorità  inferiore  ha  ritenuto  siccome  inverosimili  le 
allegazioni in materia d'asilo presentate dalla ricorrente. Quest'ultime 
sarebbero  vaghe,  stereotipate,  inattendibili  e  contraddittorie.  In 
particolare, l'insorgente non sarebbe stata in grado di  spiegare quali 
sarebbero i problemi del figlio con le autorità. Oltre a ciò, nella prima 
audizione  non  avrebbe  in  nessun  modo  menzionato  le  telefonate 
minatorie  subite  ed  avrebbe  dichiarato  di  non  avere  mai  avuto  dei 
problemi con le autorità. Infine, dagli atti non risulterebbero indizi che 
potrebbero capovolgere la presunzione confutabile  dell'art. 6a cpv. 2 
lett. a LAsi. 

6.
Nel  gravame,  la  ricorrente  contesta  di  avere  fornito  un  racconto 
contraddittorio e sottolinea di avere chiarito lei stessa le contraddizioni 
nel corso delle audizioni. Inoltre, asserisce di trovarsi in pericolo di vita 
e di non essere stata informata dal figlio in dettaglio sui suoi problemi 
con  le  autorità.  L'UFM  non  avrebbe,  altresì,  tenuto  conto  della  sua 
situazione  medica,  segnatamente  cardiaca.  Da  un  lato,  le  sarebbe 
stato  impiantato  un  "pacemaker".  Dall'altro  lato,  sarebbe  stata 
convocata  dall'Ospedale  C._______  per  un  intervento  che  potrebbe 
comportare  l'inserimento  di  una  protesi  ad  un  ginocchio.   Infine, 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Mongolia  non  sarebbe  né 
ragionevolmente esigibile, né ammissibile, tenendo conto che in patria 
non avrebbero più nessuno, visto che quasi tutti i familiari  sarebbero 
morti di cancro al fegato. 

7.
Nella  risposta  al  ricorso,  l'autorità  inferiore  ha  osservato  che  il 
gravame  non  forniva  alcun  nuovo  elemento  atto  a  confutare  le 
argomentazioni  sviluppate  nella  decisione  impugnata. Le  allegazioni 
presentate  dalla  ricorrente  sarebbero  inverosimili,  contraddittorie, 
illogiche e vaghe. In merito ai disturbi medici addotti, l'autorità inferiore 
ha sottolineato che tutte le terapie necessarie possono anche essere 

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condotte  in  Mongolia.  L'UFM  ha  pertanto  proposto  la  reiezione  del 
gravame. 

8.
Nella  replica,  l'insorgente  ha  osservato  che,  al  contrario  di  quanto 
affermato  dall'autorità  inferiore,  il  suo  racconto  sarebbe  privo  di 
contraddizioni,  verosimile,  logico  e  tutt'altro  che  vago.  Secondo 
l'allegato  certificato medico del 24 luglio 2008 si  sarebbe sottoposta 
ad  un  intervento (protesi  totale  del  ginocchio  sinistro;  v. certificato 
medico  del  [...]  del  Servizio  di  chirurgia  ortopedica  e  traumatologia 
dell'apparato  locomotore  dell'Ospedale  C._______  pag.  1).  Inoltre, 
soffrirebbe di  una cardiopatia  ischemica in  stato dopo due infarti,  le 
sarebbe  stato  impiantato  un  "pacemaker"  bicamerale  nel  [...]  e 
soffrirebbe di  epatite B e C (v. ibidem). Avrebbe pertanto bisogno di 
una terapia e dell'accompagnamento medico. Ciò che non le sarebbe 
garantito in  patria. Per di  più, afferma che in  futuro dovrà affrontare 
delle  analisi  accurate  relative  ai  suoi  problemi  cardiaci  ed  epatici. 
Infine, ha ritenuto non esigibile l'esecuzione dell'allontanamento. 

9.
Preliminarmente, questo Tribunale constata che la ricorrente è entrata 
in  Svizzera  ed  ha  presentato  domanda  d'asilo  accompagnata  dalla 
nipote  di  dieci  anni.  Secondo  le  allegazioni  presentate  durante  le 
audizioni  (cfr.  verbale  d'audizione  del  2  aprile  2008  pag.  3)  la 
ricorrente  si  sarebbe  occupata  della  bambina  sin  da  quando 
quest'ultima era neonata (sei mesi), a causa dell'assenza della madre. 
Secondo  la  costante  giurisprudenza  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso in materia d'asilo (CRA) – e ripresa da questo Tribunale – in 
circostanze  particolari,  le  quali  creano  un  rapporto  di  bisogno 
d'assistenza  e  di  dipendenza,  nella  nozione  della  famiglia  possono 
essere  compresi  anche  dei  familiari  distanti  (v.  Giurisprudenza  ed 
informazioni della Commissione svizzera di  ricorso in materia d'asilo 
[GICRA] 1994 n. 7 consid. 3d e GICRA 1995 n. 24 consid. 7). Inoltre, 
deve  essere  garantita  l'applicazione  del  principio  dell'unità  della 
famiglia (v. GICRA 1995 n. 24 consid. 7). In considerazione di quanto 
precede,  vi  è  luogo  di  includere  l'abiatica  della  ricorrente  nella 
presente procedura,  senza ulteriori  accertamenti  o  provvedimenti  da 
parte  di  questo  Tribunale  (v.  anche  decisione  del  Tribunale 
amministrativo federale dell'8 aprile 2008, D-1265/2008).

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10.
Giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi,  non si  entra nel merito di  una domanda 
d’asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale 
ha designato come sicuro secondo l'art. 6a cpv. 2 lett. a LAsi, a meno 
che non risultino indizi di persecuzione.

10.1 Da un lato, giova rilevare che allorquando il Consiglio federale ha 
inserito un Paese nel novero dei Paesi sicuri, sussiste di massima una 
presunzione  d’assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese.  Incombe  al 
richiedente l’asilo d’invalidare siffatta presunzione per quanto attiene 
alla sua situazione personale.

10.2 Dall'altro  lato,  la  nozione  d’indizi  di  persecuzione  ai  sensi 
dell’art. 34 cpv. 1 LAsi s’intende in senso lato: comprende non soltanto 
i  seri  pregiudizi  previsti  dall’art.  3  LAsi,  ma  pure  gli  ostacoli 
all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi, 
imputabili all'agire umano (GICRA 2003 n. 18).

11.

11.1 Questo Tribunale osserva che, siccome il  Consiglio federale ha 
effettivamente inserito, in data 28 giugno 2000, la Mongolia nel novero 
dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una 
presunzione d'assenza di persecuzioni in detto Paese.

11.2 Nella fattispecie, la ricorrente non è riuscita, per quanto attiene 
alla  sua  situazione personale  e  quella  della  nipote,  ad  invalidare  la 
presunzione  d'assenza  di  persecuzioni,  ritenuto  segnatamente  che 
dagli atti di causa non emergono indizi di persecuzione. In particolare, 
l'insorgente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto a quella di cui all'impugnata decisione. Le allegazioni decisive 
in materia di asilo si esauriscono, difatti, in mere affermazioni di parte 
non corroborate da alcun elemento della benché minima consistenza, 
in sostanza per le ragioni indicate nel provvedimento litigioso, cui può 
essere  rimandato  (art. 109 cpv. 3 LTF  in  relazione  all'art. 6 LAsi, 
all'art. 37 LTAF ed all'art. 4 PA). Basti ancora rilevare che la ricorrente 
ha affermato di non avere mai avuto dei problemi con le autorità o terzi 
in Mongolia (cfr. verbale d'audizione del 7 maggio 2008 pag. 7) e di 
essere  espatriata  per  proteggere  la  nipote,  la  quale  sarebbe  in 
pericolo a causa di telefonate minatorie, ricevute nel mese di [...]. Vale 
però  osservare  che  proprio  su  questo  punto  la  ricorrente  si  è 

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contraddetta nel corso delle audizioni. Infatti, mentre nell'audizione del 
2 aprile 2008 la stessa aveva sostenuto che le telefonate erano state 
effettuate alla scuola della bambina per avere conferma dell'iscrizione 
di quest'ultima (pag. 6), nell'ambito dell'audizione del 7 maggio 2008, 
ha invece affermato di avere ricevuto lei stessa due o tre chiamate in 
data [...] (pag. 6). Inoltre, l'insorgente non è stata in grado di illustrare 
l'attività politica del figlio o le difficoltà di quest'ultimo con le autorità, 
per le quali sarebbe stato imprigionato ben due volte, scontando una 
pena relativamente  lunga (cfr. verbale  d'audizione del  2  aprile  2008 
pag. 6). In tale contesto, non soccorre la ricorrente la generica e vaga 
affermazione, secondo la quale il figlio non le avrebbe detto nulla sulla 
sua attività politica e le ragioni del suo arresto per non agitarla troppo 
(cfr.  verbale  d'audizione  del  7  maggio  2008  pag.  5),  ritenuto  che, 
secondo  le  affermazioni  della  medesima,  il  figlio  stesso  avrebbe 
deciso l'espatrio della madre e della figlia (v. ibidem, pag. 7), mettendo 
così  la  ricorrente in  una situazione di  indubbio  stress. Per di  più,  le 
asserzioni  della  ricorrente,  secondo  cui  avrebbe  vissuto  senza 
problemi in patria, tra il primo fermo del figlio, avvenuto nel [...], ed il 
secondo arresto, avvenuto nel [...],  appaiono dimostrare l'assenza di 
seri  timori  d'esposizione  di  persecuzioni  nel  suo  Paese  d'origine. 
Infine, l'UFM ha rettamente considerato che non sussistono indizi  di 
persecuzione ai sensi dell'art. 3 LAsi. 

12.

12.1 In considerazione di quanto suesposto, non emergono dalle carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  delle  ricorrenti  in  Mongolia  possa  violare 
l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri 
(LStr, RS 142.20) o  esporre le ricorrenti  in patria al  rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105).

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12.2 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno che  in  Mongolia  non  vige  attualmente  una  situazione  di 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nella totalità del territorio nazionale.

12.3 Dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli 
all'esecuzione  dell'allontanamento  non imputabili  all'agire  umano. La 
ricorrente ha vissuto per gli ultimi trent'anni ad D._______ (cfr. verbale 
d'audizione del 2 aprile 2008 pag. 1), ha un'eccellente formazione ed 
una fondata esperienza professionale come medico (dal 1971 al 2005; 
cfr. verbale d'audizione del 7 maggio 2008 pag. 3), e come proprietaria 
di una farmacia privata (dal 2005 al 2007; ibidem).

Per quanto riguarda l'intervento al  ginocchio sinistro e la fisioterapia 
necessaria per recuperare la mobilità  ed assicurare il  rinvigorimento 
del ginocchio stesso – al contrario di quanto esposto nella replica del 
18 agosto 2008 dalla ricorrente – in Mongolia, e più in particolare ad 
D._______, si trova un centro di riabilitazione (E._______) in grado di 
offrire  un  trattamento  fisioterapeutico.  Per  di  più,  dagli  atti  di  causa 
risulta che l'Ospedale C._______ aveva fissato un appuntamento per 
una visita di controllo il  [...]. Non avendo presentato alcun certificato 
che  comprovi  il  contrario,  questo  Tribunale  parte  dal  principio  che 
dall'esito  di  tale  controllo,  risulti  che  nell'ambito  del  recupero 
dall'intervento non siano sorte alcune complicazioni. 

Inoltre, per quanto attiene al disturbo cardiaco (cardiopatia ischemica 
in  stato  dopo  due  infarti,  pace  maker  bicamerale)  fatto  valere  dalla 
ricorrente,  giova  sottolineare  che  la  medesima  ha  dichiarato  (cfr. 
verbale d'audizione del 2 aprile 2008 pag. 6 e verbale d'audizione del 
7 maggio 2008 pag. 6) di avere assunto in Mongolia diversi medicinali 
per curare le stenosi alle coronarie (F._______, due pastiglie al giorno) 
ed  i  problemi  cardiaci  (G._______,  una  pastiglia  al  giorno).  Non 
soccorre  altresì l'insorgente  né  il  fatto  che  in  Mongolia  un  team  di 
medici  francesi  operi  soltanto  quattro  volte  all'anno,  né  la  sua 
decisione  di  rinunciare  ad  iscriversi  sulla  lista  degli  operandi  per  il 
mese di [...] (cfr. verbale d'audizione del 2 aprile 2008 pag. 7). 

Oltre  a  ciò,  in  relazione  alle  possibilità  di  cura  dell'epatite  B  e  C, 
questo  Tribunale  osserva  che  in  Mongolia  sono  disponibili 
medicamenti  appropriati  e  centri  di  assistenza  medico-sanitaria 

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adeguati, segnatamente ad D._______ (H._______ di D._______). Per 
di più, questo Tribunale rileva che la ricorrente stessa ha dichiarato di 
avere  assunto  a  tale  scopo  dei  medicamenti,  ottenuti  in  patria  (cfr. 
verbale d'audizione del 2 aprile 2008 pag. 6). 

Infine, in relazione ai mezzi finanziari necessari per accedere alle cure 
mediche, il TAF segnala che la ricorrente ha la facoltà di richiedere un 
adeguato aiuto al ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi. 

Le ricorrenti non sono dunque state in grado di dimostrare di soffrire di 
gravi problemi di salute tali da giustificare un'ammissione provvisoria 
(v.  sulla  problematica  GICRA 2003 n. 24),  senza  che  da  un  esame 
d'ufficio  degli  atti  di  causa emerga la  necessità  di  una permanenza 
delle  insorgenti  in  Svizzera per  motivi  medici. In  siffatte  circostanze, 
l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome  adempiti  i 
presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferimento alle 
effettive  possibilità  per  le  ricorrenti  di  un  adeguato  reinserimento 
sociale nel loro Paese d'origine.

12.4 Infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Le 
ricorrenti, usando della necessaria diligenza, potranno procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio.  L'esecuzione  dell'allontana-
mento è dunque pure possibile.

13.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

14.
Le insorgenti  non adempiono le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]).

15.
L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e  possibile 
per le  ragioni  indicate al  considerando 12 del  presente giudizio. Per 
conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed  esecuzione 

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dell'allontanamento, il  gravame va disatteso e la querelata decisione 
confermata.

16.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

17.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  delle  ricorrenti  (art. 63 cpv. 1  e 
cpv. 5 PA  nonché  art. 3 lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.--, sono poste a carico delle ricorrenti.
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrenti (plico raccomandato; allegato: bollettino di versamento)
- UFM,  Divisione  dimora  e  aiuto  al  ritorno  (in  copia;  n.  di  rif. N  ; 

allegato: incarto UFM)
- I._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Chiara Piras

Data di spedizione: 

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