# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** aa6d6eb5-cf66-59fe-841b-a435fa62fbe0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 15.10.2008 32.2007.298
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-298_2008-10-15.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.298

   

  BS/td

  	
  Lugano

  15 ottobre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 luglio
  2007 emanata da

  
	
   

  	
   Ufficio
  assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1967, professionalmente attivo nella misura del 50% quale funzionario
di banca, nel dicembre 2004 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per
adulti indicando, quale danno alla salute, “una spondiloartrite
sieronegativa che provoca forti dolori cervicali, lombari, braccio e gamba destra”
(doc. AI 1).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, tra cui una perizia multidisciplinare
a cura del SAM (Servizio di accertamento medico dell’AI) - il quale ha ritenuto
l’assicurato pienamente abile nella sua attuale attività lucrativa ed in qualunque
altra professione -, con decisione 4 gennaio 2006, confermata con decisione su
opposizione 18 luglio 2007, l’Ufficio AI ha respinto la domanda di prestazioni
essendo il grado d’invalidità nullo e non sussistendo il diritto a provvedimenti
di ordine professionale (doc. AI 44).

 

                               1.2.   Avverso
la succitata decisione, l’assicurato, rappresentato dal suo legale, ha
presentato tempestivo ricorso al TCA e postulato il riconoscimento di una
rendita d’invalidità.

                                         In
estrema sintesi egli ha contestato la valutazione medica del SAM, dichiarandosi
disponibile a sottoporsi ad ulteriori accertamenti medici. Delle singole motivazioni
verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.

 

                               1.3.   Con
risposta di causa l’Ufficio AI ha invece chiesto la reiezione del ricorso e la
conferma della decisione contestata.

 

                               1.4.   Il
15 ottobre 2007 l’insorgente, ribadendo la propria tesi ricorsuale, ha chiesto
l’esecuzione di una perizia giudiziaria e di sentire quale teste il dr. __________,
medico curante.

 

 

considerato,                   in
diritto

 

                                         In
ordine

 

2.1.       
La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà
dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere
nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli artt. 49 cpv. 2 LOG e 2
cpv. 1 LPTCA.

 

                                         Nel
merito 

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148). 

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecendemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5.a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.3.   Oggetto
del contendere è sapere se il ricorrente ha diritto ad una rendita
d’invalidità.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la
surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere
sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de
causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp.
216ss).

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati han-no diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di
regola – non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232). La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostan-ze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                               2.5.   Nel
caso in esame, l’Ufficio AI ha ordinato una perizia multidisciplinare presso il
SAM. Dal referto 3 novembre 2005 (doc. Al 22) risulta che i periti, dopo aver esposto
dettagliatamente l'anamnesi, riportate le indicazioni soggettive e le constatazioni
obiettive, hanno fatto capo a due consultazioni specialistiche esterne: reumatologica
(dr. __________) e psichiatrica (dr. __________). Sulla base delle risultanze
dei singoli consulti specialistici, nonché dei rilevamenti eseguiti durante la
degenza presso il SAM, i periti, non riscontrando delle affezioni invalidanti,
hanno posto le seguenti diagnosi senza influenza sulla capacità lavorativa:

 

" 
(...)

Dolori nella zona lombare gluteale sin. su minime
alterazioni statiche della colonna vertebrale con leggera scoliosi sin.-
convessa, nonché iniziali alterazioni degenerative a livello L4-5 e L5-S1.

 

Spondilartropatia sieronegativa non differenziata
diagnosticata nel 1998 con possibile scaroileite a sin. Di minima entità con
antigene HLA B27 neg.

 

Tabagismo cronico." 

 

                                         Valutata
la capacità medico-teorica globale nella misura del 100% nell’attività da
ultimo esercitata dall’assicurato, i periti hanno concluso:

 

" 
8 CONSEGUENZE SULLA
CAPACITÀ LAVORATIVA

 

Come già descritto al capitolo 6, sia dal punto di
vista reumatologico, sia dal punto di vista psichiatrico, l'A. non presenta
alcuna patologia che possa influenzare la sua capacità lavorativa, perciò valutiamo
il grado di capacità lavorativa globale, nell'attività da ultimo esercitata
come impiegato di banca (procuratore) nella misura del 100%.

 

Vi sono sicuramente stati in passato periodi di
incapacità lavorativa in concomitanza con le degenze descritte agli atti e nei
capitoli precedenti, ma di durata limitata e senza influsso, a lungo termine,
sulla capacità lavorativa globale, il che scaturisce pure dalle valutazioni
specialistiche agli atti (atti 25.10.2002, 2.05.2003 e 23.12.2004)

 

9 CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

 

Visto che la capacità lavorativa nell'attività da
ultimo esercitata di impiegato di banca, come descritto al capitolo 8, è
ritenuta completa, non riteniamo indicato provvedimento alcuno di
reintegrazione professionale.

La suddetta capacità lavorativa è valida per qualunque
attività professionale.

 

Poiché i disturbi principali accusati dall'A. sono
avvertiti durante l'attività a carattere sedentario, ed i dolori sono percepiti
in modo particolare nella zona dei tuber isciadicus, il nostro consulente reumatologo
ritiene che l'A. potrebbe approfittare di mezzi ausiliari, come potrebbe essere
una sedia ergonomica tipo Stock oppure l'utilizzo di una ciambella di
gommapiuma.

Dal punto di vista psichiatrico l'A. non presenta alcun
sintomo o criterio sufficiente per poter diagnosticare una vera e propria
patologia psichiatrica." (Doc. AI 22-10)

                                         

                                         Con
il presente ricorso l’assicurato contesta la valutazione medico-teorica della
residua capacità lavorativa, facendo in particolare riferimento alle valutazioni
mediche del dr. __________ (medico curante) e del dr. __________, tutte precedenti
alla perizia SAM.

 

                               2.6.   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio
è determi-nante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti
litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali
di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi
antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche
o nell'apprezzamen-to della situazione medica; le conclusioni dell'esperto
devono inoltre essere motivate (STFA 26 agosto 2004
nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352, 122 V 160; Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM
1989, p. 31; Pratique VSI
2001 p. 108, 1997 p. 123; STFA 18 marzo 2002 nella causa M., I 162/01). A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono
a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA 14 aprile
1998 nella causa O.B.; STFA 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA 24 dicembre
1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986
p. 189). 

 

                                         In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato
rilevante una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il
l'Alta Corte questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel
senso che sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in
particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA 22 maggio 1995 nella causa A. C; cfr. anche DTF 123 V 178;
Pratique VSI 2001 p. 110). Nell'ambito del libero apprezzamento delle
prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice
fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore.
Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia
essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

 

                                         In DTF
125 V 351 (= SVR 2000 UV 10, pp. 33ss.), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352). Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF
125 V 354).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

 

                                         Per quel
che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 e S., U 330/ 01; DTF 125 V 353; Pratique VSI 2001 p. 109; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts im Sozialversicherungsrecht, 1997, p. 230).

 

                                         Se vi
sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura
senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su
un rapporto piuttosto che su un altro (STFA 25 febbraio 2003 nelle cause P.G.,
U 329/01 e S., U 330/01).

 

                               2.7.   Ritornando
alla fattispecie concreta, questo TCA non ha motivi per
mettere in dubbio la valutazione effettuata dai periti del SAM. Essi hanno
debitamente tenuto conto delle singole affezioni di cui l’assicurato è portatore,
giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni circa la piena capacità
lavorativa nella sua abituale attività lucrativa.  

 

                            2.7.1.   In
merito alle problematiche reumatologiche, nel referto peritale 26 settembre
2005 il dr. __________, dopo aver proceduto ad una dettagliata anamnesi e visitato
l’assicurato, ha posto le affezioni somatiche riportato al consid. 2.5. Lo specialista
in reumatologia ha poi eseguito, tenendo conto anche dei referti radiologici,
una valutazione oggettiva evidenziando:

 

" 
In particolar modo non si evidenziano alla radiografa
attuale né erosioni né la presenza di anchilosi delle articolazioni
sacroiliache. Vi è una leggera sclerosi soprattutto sul lato iliaco a livello
dell'articolazione sacroiliaca a sinistra. Vi sono poi anche delle
problematiche di tipo statico, comunque di modesta entità con una leggera
scoliosi sinistro convessa nella zona lombare e delle iniziali alterazioni
degenerative. Il reperto principale dal punto di vista radiologico è evidenziabile
sulla RM eseguita presso la clinica di __________ nell'anno 2002 con discopatia
a livello Th12/L1. Vi sono pure delle minime alterazioni degenerative ai
segmenti L4/L5 ed L5/S1. Recentemente si sono manifestati anche dei dolori
piuttosto intensi a carattere quasi emicranico nella zona della colonna
cervicale soprattutto sul lato sinistro. I reperti clinici sono praticamente
normali e anche le radiografie convenzionali della colonna cervicale mostrano a
parte un'iniziale uncartrosi dei reperti sostanzialmente nella norma." (Doc. AI 22-22)

 

                                         Di
conseguenza egli ha concluso:

 

" 
Si tratta quindi in
questo paziente di alterazioni dal punto di vista clinico e radiologico
stremamente blandi. Tenendo in considerazione questi aspetti oggettivabili
ritengo che per;quanto riguarda l'attività professionale attualmente
svolta e cioè quella di impiegato di banca il paziente non presenti nessuna
limitazione della capacità lavorativa. Il paziente potrebbe comunque
approfittare di mezzi ausiliari come potrebbe essere una sedia ergonomica tipo
Stock oppure dell'utilizzo di una ciambella di gomma piuma. Questo poichè i
disturbi principali sono durante l'attività a carattere sedentario e i dolori
sono percepiti in particolar modo nella zona del tuber isciadico. Anche per
altre attività professionali non vi sono limitazioni." (Doc. AI 22-22)

 

                                         Ora,
questo TCA non può che costatare come la succitata valutazione reumatologica
sia coerente con la documentazione medica presente agli atti, risalente al
periodo precedente la perizia SAM.

                                         Il
perito, come gli altri medici che lo hanno preceduto, ha diagnosticato una
spondilopatia sieronegativa, affezione che già in passato non aveva carattere invalidante.
Al riguardo va fatto riferimento al rapporto 25 ottobre 2002 del dr. __________
inviato al medico curante, dr. __________, in cui lo specialista in
reumatologia aveva rilevato che “per quanto riguarda la capacità lavorativa,
dal punto di vista reumatologico teorica, il signor RI 1 è totalmente abile al
lavoro d’ufficio…” (doc. AI 7-19). Nel medesimo scritto il citato sanitario
ha riscontrato una problematica d’ordine psicologico, di cui si parlerà nel prossimo
considerando. 

                                         Anche
dopo la degenza (7 aprile – 26 aprile 2003) presso la Clinica __________ di __________
non vi è una sintomatologia invalidante. Nel relativo rapporto 2 maggio 2003 il
dr. __________ ha scritto:

 

" 
A livello lavorativo abbiamo
attestato ancora una inabilità lavorativa del 50% per circa due settimane al
fine da poter seguire ancora in modo regolare il programma di fisioterapia di
rinforzo presso la Clinica __________. In seguito ripresa dell'attività
lavorativa a tempo pieno.

Come ho spiegato al paziente non esistono al momento
attuale né dal punto di vista reumatologico né psichiatrico delle indicazioni
per una invalidità permanente.

 

Dal punto di vista internistico il paziente non ha
presentato alcuna complicazione." (Sottolineatura del redattore; doc. AI
7-12-13)

 

                                         Il
ricorrente fa riferimento alla perizia 20 luglio 2004 eseguita dal dr. __________
per conto della __________ in cui viene evidenziata un’incapacità lavorativa
del 50%. Lo specialista in reumatologia, terminata la visita, concludeva che “
dal profilo diagnostico rimane dunque un dubbio se il paziente sia effettivamente
affetto di una malattia reumatica infiammatoria del rachide o se il tutto non
sia piuttosto l’espressione di una patologia meccanica così come sembra esserlo
stato per lo meno nei primi anni (con disturbi che risalgono a più di 15 anni
fa)”, evidenziando inoltre una problematica inerente alla sindrome da
dolore somatoforme posta durante il soggiorno alla Clinica __________. Ora se
riguardo alla residua capacità lavorativa lo specialista aveva rilevato che “in
considerazione dell’importanza della sofferenza riferita il medico curante ha
certificato un’incapacità lavorativa del 50% che persiste da 7 mesi..(..) in
base alle mie costatazione cliniche questo limite (IL 50%) appare ulteriormente
giustificabile senza che si possa prevedere già sin d’ora una sua riduzione”,
egli aveva comunque precisato che “dato che il caso sembra destinato a
coinvolgere prima o poi anche l’Assicurazione invalidità ritengo comunque
indispensabile rivalutare la situazione sia dal profilo diagnostico (per quanto
possibile) che dal lato terapeutico (…)”. Questa valutazione è stata
eseguita, come visto, dal dr. __________ nella perizia 26 settembre 2005, il
quale ha fatto capo a risonanze magnetiche (della colonna lombo-sacrale e delle
articolazioni sacroiliache) eseguite nell’ottobre 2002, tenendo in
considerazione anche gli esami radiologici svolti il 19 settembre 2005 durante
la degenza dell’assicurato presso il SAM e riguardanti la colonna cervicale,
quella lombare e le articolazioni sacro-iliache (cfr. doc. AI 22-21). 

                                         Nella
decisione contestata l’Ufficio AI ha inoltre rettamente precisato che nel referto
20 luglio 2004 il dr. __________ aveva sottolineato che “il quadro clinico
attuale non si differenzia dalle costatazione fatte tre anni fa (…)” e che
nella precedente perizia 29 marzo 2002, eseguita sempre per la Winterthur Assicurazioni,
egli aveva concluso: “in considerazione dell’attività lucrativa fisicamente
leggera che a dire del paziente gli permette anche di interrompere di tanto in
tanto la posizione sedentaria egli è per intanto da considerare abile al lavoro
al 100%” (doc. AI 7-39). 

 

                                         Vero
che, come evidenziato dall’insorgente, nel rapporto 26 settembre 2005 il dr. __________
(del quale si parlerà al prossimo considerando), escludendo una patologia
psichiatrica, ha rilevato che “si tratta di una persona intelligente e sensibile
che è riuscita a gestire la sua situazione socio-famigliare-economica in modo
adeguato e purtroppo i dolori persistono ancora in modo che lo inducono a
svolgere un’attività al massimo nella misura del 50% “(doc. AI 22-14). Ma è
altrettanto vero che si tratta piuttosto di quanto riferito dal peritando, il
cui aspetto somatico è stato debitamente valutato dallo specialista in materia.

                                         

                                         Il
ricorrente rileva infine come la parziale inabilità lavorativa sia stata
certificata dal suo medico curante e confermata dal datore di lavoro. 

                                         Nello
scritto 21 agosto 2007 il dr. __________, riportando le note diagnosi, ha fra
l’altro evidenziato:

 

" 
Questa sintomatologia è
fluttuante, in relazione sia a cambiamenti meteorologici che a sovraccarico
lavorativo inteso come impegno orario del paziente, sembra chiaro che quando il
paziente deve lavorare più del tempo abituale i sintomi peggiorano in maniera
importante e persistono poi anche nei giorni seguenti." (Doc. C)

 

                                         Questa
dichiarazione non contiene valide e convincenti argomentazioni tali da mettere
in dubbio la perizia del dr. __________, la quale, come esposto sopra, è
completa e priva di contraddizioni, motivo per cui alla stessa va conferito
valore probatorio pieno.

                                         In
questa ottica non rilevante ai fini della vertenza è la dichiarazione del
direttore generale e vicedirettore dell’istituto bancario, presso cui
l’assicurato lavora, nella quale essi concludono che “in base a quanto
abbiamo potuto appurare, conosciamo il signor RI 1 da oltre sei anni, riteniamo
che i problemi di salute manifestati siano reali ed invalidanti a tal punto che
un’attività al 100% è, dal nostro punto di vista, improponibile “ (doc. D).
Va qui ricordato che al fine di poter graduare
l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario
disporre di documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente
da altri specialisti. Il compito del medico consiste nel porre un giudizio sullo
stato di salute e indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è
incapace al lavoro. Inoltre, la documentazione medica costituisce un importante
elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili
dall'assicurato (DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 134 consid. 2, 114 V 314
consid. 3c, 105 V 158 consid. 1).

 

                            2.7.2.   Nell’ambito
della perizia multidisciplinare l’assicurato è stato visitato dal dr. __________.

                                         Con dettagliato rapporto 26
settembre 2005 egli ha concluso:

 

" 
Come già accennato, in passato
gli è stato anche diagnosticata una sindrome da dolore somatoforme ma comunque
con un'evoluzione piuttosto positiva tale da non influenzare alcuna inabilità lavorativa
dal punto di vista psichiatrico.
Dunque egli dal punto di vista psichiatrico è abile al lavoro nella misura
completa, anzi lo svolgimento di un'attività lavorativa è positiva e lo rende
più efficace e come uomo si sente realizzato e, attualmente ha una certa
stabilità psichica che l'aiuta ad affrontare le eventuali difficoltà
relazionali o nell'ambito socio-professionale." (Sottolineatura del
redattore; doc. AI 22-14).

                                         Alla
perizia psichiatrica dev’essere conferito valore probatorio pieno, né del resto
la stessa è stata oggetto di contestazione da parte dell’insorgente. Come evidenziato
dal dr. __________, nel passato all’assicurato è stata diagnosticata una
sindrome da dolore somatoforme (in particolare in occasione del ricovero presso
la Clinica __________; cfr. doc. AI 7-11), affezione che in seguito ha avuto
un’evoluzione positiva, senza quindi aver influenzato la capacità lavorativa, tant`è
che non risulta che egli segua una terapia specialistica. Va comunque ricordato
che, conformemente la giurisprudenza del TF, un disturbo da dolore somatoforme
provoca un’incapacità di guadagno duratura solo a determinate, restrittive
condizioni poste nella STFA del 12 marzo 2004, I 683/03, pubblicata in DTF 130
V 352. Tali criteri sono stati riassunti dal TFA nella sentenza del 23 aprile 2004, in lingua italiana, nella causa N. (I
404/03). In quella sentenza  la nostra Massima Istanza ha rilevato che un disturbo
da dolore somatoforme – che in quanto tale non è, di
regola, atto a determinare una limitazione duratura della capacità lavorativa
suscettibile di dare luogo ad un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI (sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3) – può, eccezionalmente,
determinare una limitazione duratura della capacità lavorativa tale da
comportare un'invalidità nei casi in cui presenta una gravità tale da rendere
in pratica oggettivamente non più esigibile dalla persona assicurata lo
sfruttamento della sua capacità lavorativa residua sul mercato del lavoro
oppure dove ciò risultasse insostenibile per  la società. Una simile inesigibilità, da ammettersi soltanto
in casi eccezionali, presuppone tuttavia l'esistenza concomitante di una
comorbidità psichica di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza
qualificata di altri criteri, quali ad es. l'esistenza di concomitanti
affezioni organiche croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale
con sintomi stabili o in evoluzione senza remissione duratura, l'accertamento
di un ritiro totale dalla vita sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia (cosiddetto "Krankheitsgewinn") come pure un insuccesso,
nonostante gli sforzi profusi, di trattamenti e di provvedimenti riabilitativi.
A volte, la presenza di tali fattori permette di ritenere insormontabile il
disturbo da dolore somatoforme (sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3 e i riferimenti
ivi citati; cfr. pure VSI 2000 pag. 155 consid. 2c). Questi presupposti non sono presenti nel caso in esame. Da una rapida
lettura dello stato psichico si evince come la componente extra-somatica dell’assicurato
sia nella norma.

                            2.7.3.   Sulla
scorta dei consulti specialistici, nonché da un’esauriente discussione tra
tutti i medici periti del SAM (“…le conclusioni peritali si fondano su
un’esauriente discussione tra tutti i medici periti…”; perizia pag. 10),
l’assicurato è stato ritenuto pienamente abile nella sua precedente attività
lucrativa. 

 

                                         In
conclusione, sulla base dell'affidabile e concludente perizia
del SAM, alla quale va dato valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6),
richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurata di intraprendere tutto
quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito
economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117
V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, 1999, pp. 57, 551 e 572), è da ritenere
dimostrato, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito
delle assicurazioni sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati,
115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188
consid. 2b), che l’assicurato, sino al momento della decisione contestata (per
costante giurisprudenza il giudice delle assicurazioni sociali esamina la legalità
delle decisioni in base alla situazione di fatto esistente al momento in cui la
decisione impugnata è stata resa. I fatti accaduti posteriormente e che hanno
modificato questa situazione devono di regola formare oggetto di un nuovo atto
amministrativo ; cfr. fra le tante DTF 130 V 138), presenta un’abilità
lavorativa del 100% nella sua attuale attività professionale.

 

                                         Infine,
questo Tribunale ritiene che la refertazione medica agli atti contiene elementi
chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato sino
all'emanazione del querelato provvedimento, senza che si renda quindi necessario
l'esperimento di ulteriori accertamenti. Al riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare
d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, p. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,
2° ed., pag. 274; si veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41, 122 III 223
consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non
lede il diritto di essere sentito conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR
2001 IV no. 10 p. 28 consid. 4b; riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 vCost.,
cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti).

 

                                         Visto
quanto sopra, la pronunzia impugnata merita conferma. Il ricorso va di conseguenza
respinto.

 

                                2.8   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito del ricorso, le spese per fr. 200.-- sono a carico del ricorrente.

                                      

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le
spese per complessivi fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti