# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0de9edd0-4d91-5fa6-8f9a-fd29ecd2b40e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-03-20
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 20.03.1997 16.1996.116
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1996-116_1997-03-20.html

## Full Text

Incarto n.

  16.96.00116

  	
  Lugano

  20 marzo 1997/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli, vicecancelliera

  

 

 

 

sedente
per giudicare il ricorso 17 settembre 1996 presentato da

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

 

la
sentenza 6 settembre 1996 del Segretario assessore della Pretura del distretto
di Lugano, Sezione 5, nella causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e
fallimenti promossa con istanza 31 luglio 1996
da

 

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

 

 

con la quale l’istante ha chiesto il rigetto in via provvisoria
dell’opposizione interposta

dal convenuto al PE no. __________dell’UE di Lugano, domanda accolta
dal primo 

giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

considerato

 

 

in fatto e in diritto:

 

 

                                         che con istanza 31 luglio
1996 __________ ditta che si occupa tra l’altro della fornitura di derrate
alimentari, ha chiesto il rigetto in via provvisoria dell’opposizione
interposta da __________ al PE sopra menzionato notificatogli per l'incasso di
fr. 2’232.70 oltre accessori a saldo delle fatture emesse in data 30 settembre
1994 (fr. 595.70), 15 ottobre 1994 (fr.1’248.60), 31 ottobre 1994 (fr. 194.80)
e 15 novembre 1994 (fr. 193.60);

 

                                         che a valere quale
riconoscimento di debito l’istante ha prodotto le fatture indicate, corredate
dei rispettivi bollettini di consegna della merce (doc. A-D) sottoscritti
dall’escusso e lo scritto del marzo 1994 con il quale questi riconosce
l’esistenza di un debito nei confronti dell’istante (doc.  F);

 

                                         che all'udienza del 5
settembre 1996 il convenuto si è opposto alla pretesa avversaria contestando di
essere debitore dell’importo posto in esecuzione;

 

                                         che con il querelato
giudizio il primo giudice, accertata la presenza  agli atti di un valido
riconoscimento di debito nell’insieme della documentazione prodotta
dall’istante, ha accolto l’istanza;

 

                                         che con il presente
tempestivo gravame, __________ è insorto contro il predetto giudizio
postulandone l’annullamento: il  ricorrente ripropone in questa sede la propria
tesi secondo la quale non vi sarebbe agli atti un valido riconoscimento di
debito che giustifichi la pretesa avversaria nei suoi confronti, trattandosi di
un debito della società che si è occupata della gestione del Ristorante
__________ al quale è stata fornita la merce oggetto della fatturazione
controversa;

 

                                         che al ricorso la
controparte non ha formulato osservazioni;

                                      

                                         che giusta l’art. 327
lett. g CPC, disposto sul quale il ricorrente fonda implicitamente il proprio
gravame, una sentenza del pretore o del giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente erronea di atti di causa o di
prove;

 

                                         che secondo l’art. 82 LEF
il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione se il credito
si fonda su di un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o
scrittura privata, dal quale risulti la volontà del debitore di pagare una
determinata somma di denaro; 

 

                                         che
nella procedura di rigetto dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio e in
ogni stadio di causa se la documentazione prodotta costituisce valido
riconoscimento di debito e se vi è identità  fra il creditore, il debitore e il
credito indicati nel precetto esecutivo e nell’istanza con il creditore, il
debitore ed il credito risultanti dai documenti prodotti (Rep 1972 344,
1975 101, 1989 331; CCC 31.8.1988 in re C./T., 13.4.1989 in re M./D.SA; Panchaud/Caprez,
op. cit., § 20).

 

                                         che nell’ambito di
quest’accertamento egli gode di un limitato potere di cognizione, nel senso che
deve limitarsi ad accertare la presenza di un chiaro e univoco riconoscimento
di debito, senza dover effettuare un’indagine volta a stabilire quale sia il
reale significato di una dichiarazione che non appaia sufficientemente liquida,
compito quest’ultimo di spettanza del giudice ordinario (Cometta, Il
rigetto provvisorio dell'opposizione in Rep 1989 p. 330);

 

                                         che nel caso di specie,
dalla documentazione prodotta dall’istante, letta nel suo insieme, non è
possibile concludere per l’esistenza di un valido riconoscimento di debito per
l’importo posto in esecuzione;

 

                                         che infatti dalla stessa
non risulta la dichiarazione di volontà chiara, esplicita, non equivoca e non
soggetta a interpretazione del convenuto di riconoscersi debitore nei confronti
dell’istante per l’importo da questa rivendicato (Rep 1972 345, 1979
394, 1989 338; DTF 106 III 99; Fritsche/ Walder, Schuldbetreibung und
Konkurs nach schw. Recht, 1984, Vol. I, p. 259; Panchaud/ Caprez,
op.cit., § 6; Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat,
1993, pag. 151-152);

 

                                         che
in particolare, i bollettini sui quali l’istante fonda la sua domanda ancorché
-oltre ad attestare la consegna della merce- ne indichino il valore
complessivo, poi ripreso nella stampa delle fatture, non recano la firma
dell'escusso: è infatti oggettivamente impossibile assimilare la firma
__________ con il segno posto di volta in volta accanto al "totale"
sui bollettini di consegna; né l'istante sostiene questa tesi;

 

                                         che
neppure dal doc. F è possibile evincere un riconoscimento di debito poiché
sullo stesso non figura nessuna indicazione di somme di denaro, né alcun
riferimento certo alle fatture prodotte;

 

                                         che
quindi, il giudizio impugnato che ha erroneamente concluso all’esistenza di un
valido riconoscimento di debito, deve essere annullato essendo il frutto di una
valutazione manifestamente errata degli atti di causa;

 

                                         che in virtù dell'art. 327
lett. g. CPC il ricorso deve così essere accolto e l'istanza decisa ai sensi
dell'art. 332 cpv 2 CPC;

.

 

Per i quali motivi,

richiamati per le spese l’art. 148 CPC e la TarLEF

 

pronuncia:

 

                                    I.   Il ricorso 17 settembre
1996 di __________ è accolto.

                                         Di conseguenza la sentenza
6 settembre 1996 del Segretario assessore della Pretura del Distretto di
Lugano, Sezione 5, è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

 

                                         1.     L’istanza
è respinta.

                                         2.     La
tassa di giustizia in fr. 80.-, da anticipare dall’istante, rimane a suo carico
con l’obbligo di rifondere al convenuto l’importo di fr. 220.- quale indennità.

 

                                   II.   Tasse e spese del
presente giudizio, per complessivi fr. 120.-, già anticipate dal ricorrente,
sono poste a carico di __________ la quale rifonderà ad __________ fr. 60.- a
titolo di indennità  di questa sede. 

 

                                  III.   Intimazione
a:      -   __________

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, Sezione 5

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria