# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b3c17a5-6af1-5e89-85b6-bd0aee135ee0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.10.2003 35.2003.54
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2003-54_2003-10-09.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2003.54

   

  mm

  	
  Lugano

  9 ottobre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 13 agosto 2003 di

 

	
   

  	
  __________

  rappr. da: __________ 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  __________
  

  rappr. da: __________ 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  	 

 

 

ritenuto,                       -   che con
ricorso per denegata giustizia del 13 agosto 2003, __________, rappresentato
dall'avv. __________, ha chiesto che alla __________ venga assegnato il termine
di 10 giorni entro il quale emanare la decisione di sua competenza (_);

 

                                     -   che con
ordinanza del 14 agosto 2003, il TCA ha assegnato all'assicuratore convenuto un
termine di 20 giorni per presentare la propria risposta di causa (_);

 

                                     -   che in
data 5 settembre 2003, la __________ ha proceduto all'emanazione della decisione
formale, mediante la quale ha negato il proprio obbligo prestativo dal 9 giugno
2001, per quanto attiene alle indennità giornaliere, rispettivamente, dal 30
settembre 2002, per quanto riguarda la cura medica (_);

 

                                     -   che l'11
settembre 2003, l'avv. __________ ha comunicato a questa Corte che il ricorso
13 agosto 2003 è ormai da considerare privo di oggetto (_);

 

                                     -   che, di
conseguenza, la causa può senz'altro venir stralciata dai ruoli; 

 

                                     -   che il
patrocinatore dell'assicurato ha chiesto al TCA:

 

" 
… che la decisione di stralcio comporti spese e
ripetibili a carico di __________, per il grave ritardo nella decisione della
pratica e per il fatto che la decisione stessa ha potuto essere ottenuta solo
per effetto del ricorso in esame"

                                         (_). 

 

                                     -   che il 18,
rispettivamente, il 29 settembre 2003, le parti hanno formulato le loro
osservazioni sul modo in cui la __________ ha condotto la procedura
amministrativa sfociata nell'emanazione della decisione formale del 5 settembre
2003 (cfr. _);

 

                                     -   che per
decidere circa il diritto alle ripetibili, si deve preliminarmente rispondere
alla questione a sapere se erano dati i presupposti per presentare un ricorso
per ritardata giustizia;

 

                                     -   che la
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98);

 

                                     -   che, secondo
l'art. 56 cpv. 2 LPGA, legge entrata in vigore il 1° gennaio 2003, il ricorso
può essere interposto anche se l'assicuratore, nonostante la domanda
dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione su opposizione. 

 

                                         Questa
norma è stata ripresa dall'art. 106 cpv. 2 vLAINF, il quale prevedeva che il
ricorso può pure essere interposto se l'assicuratore, malgrado la richiesta
dell'interessato, non emana alcuna decisione o decisione su opposizione;

 

                                     -   che,
secondo il TFA, vi è diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria od
amministrativa non si occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é
competente (cfr. DTF 114 V 147 consid. 3a e riferimenti ivi menzionati). 

                                         Sempre
secondo la giurisprudenza, l'art. 29 Cost. fed. è pure violato nel caso in cui
l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò
non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura
dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (cfr. DTF 107 Ib 164
consid. 3b e riferimenti ivi citati). Irrilevanti sono le ragioni che hanno
determinato il diniego di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il
fatto che l'autorità non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in
maniera tempestiva (cfr. DTF 108 V 20 consid. 4c; DTF 103 V 195 consid. 3c);

 

                                     -   che nel
giudicare l'esistenza di una ritardata giustizia, si deve procedere ad una
valutazione delle circostanze oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia
quando le circostanze che hanno condotto ad un prolungamento della procedura,
non appaiono oggettivamente giustificate (DTF 103 V 195 consid. 3c in fine).
Criteri rilevanti sono, segnatamente, la natura della procedura, la difficoltà
della materia ed il comportamento dell'interessato (cfr. DTF 125 V 188; VPB
1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 p. 483);

 

                                     -   che il
principio secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle
assicurazioni deve essere semplice e spedita (cfr. art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA
e art. 108 cpv. 1 lett. a vLAINF), è espressione di un principio generale del
diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della
procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr., pure, U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243 n. 509);

 

                                     -   che
dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata giustizia può
essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità protrae più del
dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il
caso se essa prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti
probatori supplementari. Qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza
senza notevole ritardo, una violazione della costituzione può essere ammessa
soltanto se determinati provvedimenti sono stati presi abusivamente (cfr.
Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot nach Art. 4 BV, Tesi Berna 1985, p. 78 e
riferimenti alla giurisprudenza federale);

 

                                     -   che in
una sentenza del 25 giugno 2003 nella causa S. Q., I 841/02, il TFA ha ammesso
l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della
Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi di una
procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata
presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza impugnata).

                                         Nella DTF
125 V 188ss., il TFA ha invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato,
trattandosi di un assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal
momento in cui l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora
proceduto ad emanare la decisione di sua competenza. 

                                         In RAMI
1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una ritardata giustizia
a carico di un tribunale cantonale che era rimasto completamente inattivo nei
riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile di essere giudicata da
27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di ricusa). 

                                         In questa
stessa pronunzia, il TFA ha illustrato alcuni precedenti in cui era stato
chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata giustizia:

 

" 
Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in ähnlichen
Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern
von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22
Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als Grenzfälle
betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine Erledigungszeit von
39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine unrechtmässige Verzögerung, weil besondere
Umstände hinzukamen. Andererseits hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei
einer Verfahrensdauer von 40 Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. März
1993, M 1/92)"

                                         (RAMI
succitata). 

 

                                         In
dottrina viene menzionata la sentenza del 20 settembre 1995 nella causa A.L.
del Tribunale delle assicurazioni del Canton Argovia, nella quale è stata
riconosciuta una ritardata giustizia, trattandosi di un'autorità che aveva
atteso più di 9 mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (cfr.
U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in:
Schaffhauser/Schlauri, Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo
1996, p. 92s.) oppure quella datata 22 giugno 1998 del Tribunale amministrativo
del Canton Nidwaldo, in cui l'amministrazione è stata (soltanto) biasimata per
aver lasciato trascorrere più di un anno senza prendere alcuna decisione dopo
ricezione di una perizia (cfr. Plädoyer 6/1998, p. 67);

 

                                     -   che, nel
caso di specie, l'assicurato sostiene di essere stato vittima di una ritardata
giustizia, per il fatto che l'assicuratore LAINF convenuto avrebbe tardato
nell'emanare la propria decisione formale. 

                                         Più
concretamente, con il suo ricorso del 13 agosto 2003, egli ha rimproverato alla
__________ di avere oltremodo temporeggiato nel dare seguito alla sua richiesta
17 giugno 2003 di emanare una decisione formale, richiesta peraltro ribadita il
1° ed il 15 luglio 2003 (cfr. I, p. 2s.: "Pertanto, con lettere del
sottoscritto patrocinatore, rispettivamente del 17 giugno 2003 (doc. _),
del 1 luglio 2003 (doc. _) e del 15 luglio 2003 (doc. _), è stato
espressamente richiesto a _________ di emanare una decisione formale ai sensi
della LAINF e dell'OAINF: si tratta di una decisione che concerne la rendita
d'invalidità (art. 18 LAINF), l'indennità per menomazione dell'integrità fisica
(art. 24 LAINF), per pregiudizi vari (rimborsi, spese, perdita di guadagno,
torto morale, ecc.). (…). _________, a tutt'oggi, non ha emanato una decisione
formale. (…). L'inazione di ________ integra gli estremi dell'art. 106 cpv. 2
LAINF, della ritardata e denegata giustizia, …");

 

                                     -   che,
dalle tavole processuali emerge che, una volta ricevuto il referto peritale
allestito dal dott. __________ (mese di ottobre 2002), le parti hanno
intavolato una sorta di trattativa volta a cercare una soluzione transattiva
della lite (cfr. scritto 29.11.2002 dell'avv. __________ all'avv. __________:
"Tuttavia la mia mandante, che comunque  sospende l'erogazione delle
indennità giornaliere finora corrisposte, ipotizza una composizione in via
transattiva della vertenza; dichiarandosi pronta a riconoscere l'indennità per
menomazione dell'integrità fisica in ragione dell'8% pari a fr.
8'496.--, essa propone che quest'ultimo importo sia opposto in
compensazione al tuo cliente, ritenuta la di lei rinuncia in via transattiva all'incasso
della residua somma di fr. 11'878.40 (fr. 20'374.40 - fr.
8'496.--)" e relativa risposta 19.12.2002 dell'avv. __________: "In
considerazione di ciò non reputo fattibile la stipulazione di un accordo, sulla
base delle premesse prospettate nella tua lettera 29 novembre 2002. Converrai
che in alternativa è preferibile seguire la procedura LAINF. Sono comunque
disposto ad un incontro, in vista di una possibile soluzione
transattiva"). 

 

                                         In data
13 marzo 2003, il patrocinatore dell'assicuratore infortuni ha chiesto all'avv.
__________ di produrre la documentazione contabile e fiscale afferente
all'attività di esercente svolta da __________ (scritto 13.3.2003 dell'avv.
__________: "Poiché la valutazione di un caso, come questo, è determinata
anche e soprattutto dalla facoltà di guadagno dell'infortunato, la mia mandante
chiede espressamente che il tuo cliente metta a disposizione la contabilità
dell'esercizio pubblico dal 1999 al 2002, nonché le dichiarazioni fiscali e le
notifiche di tassazione per il periodo 1999/2000, risp. 2001/2002, come pure,
qualora questa fosse stata approntata la dichiarazione 2003A"), richiesta
peraltro ribadita il 18 aprile 2003. 

 

                                         Con
scritto del 24 aprile 2003, l'avv. __________ ha proposto l'allestimento di una
nuova valutazione peritale (quo all'esigibilità lavorativa ed al grado di
menomazione all'integrità fisica) a cura del dott. __________, Primario di
ortopedia/chirurgia della mano presso la __________ Klinik di __________ ed ha,
d'altro canto, fatto stato della momentanea impossibilità a produrre i
richiesti dati contabili, rispettivamente, fiscali (cfr. scritto 24.4.2003
dell'avv. __________). 

 

                                         La
documentazione contabile e fiscale è stata trasmessa in data 17 giugno 2003. 

                                         In
quell'occasione, l'avv. __________ ha chiesto alla __________ di pronunciarsi
in merito alla proposta di sottoporre __________ ad un'ulteriore perizia medica
specialistica, alternativamente, di procedere all'emanazione di una decisione
formale (cfr. scritto 17.6.2003 dell'avv. __________). 

 

                                         Il
patrocinatore dell'assicurato ha sollecitato l'emanazione di una decisione
formale ancora il 1° ed il 15 luglio 2003. 

 

                                         In data
13 agosto 2003, l'avv. __________ si è, quindi, aggravato innanzi a questo TCA
con un ricorso ai sensi dell'art. 56 cpv. 2 LPGA (art. 106 cpv. 2 vLAINF).

 

                                     -   che,
chiamata a pronunciarsi, questa Corte constata che la richiesta di produrre la
documentazione contabile/fiscale non ha rappresentato un provvedimento
istruttorio abusivo (al proposito, va ricordato che per la __________ si
trattava di stabilire la perdita di guadagno eventualmente patita da un
lavoratore indipendente), ciò che del resto nemmeno __________ pretende. 

                                         Ora, fra
il momento in cui l'assicurato ha prodotto i succitati documenti (17 giugno
2003) e l'inoltro del ricorso, sono trascorsi neppure due mesi.

                                         In
siffatte condizioni, sulla scorta dei dettami giurisprudenziali e dottrinali
precedentemente evocati, il TCA ritiene che non si possa affermare che
l'assicuratore infortuni convenuto abbia inadeguatamente prolungato la
procedura;

 

                                     -   che, non
risultando fondato il ricorso per denegata giustizia presentato da __________,
va da sé che egli non ha neppure diritto ad un'indennità per ripetibili;

 

 

viste le disposizioni della Legge di
procedura del 6 aprile 1961;

 

 

decreta

 

                                 1.-   la causa è stralciata
dai ruoli;

 

                                 2.-   non vengono
assegnate ripetibili;

 

                                 3.-   non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato;

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti