# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a03d0323-7d3c-51da-abf7-c835e9c1b46f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-05-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 21.05.2001 INC.2000.50603
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-50603_2001-05-21.html

## Full Text

N. 506.2000.3 L                                                         Lugano,
21 maggio 2001

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

 

__________

 

 

 

sedente per statuire sull’istanza
presentata il 7 maggio 2001 dal

 

 

Procuratore pubblico
avv. __________

 

 

 

intesa ad ottenere una seconda
proroga della durata di sei mesi del carcere preventivo cui è astretto

 

 

__________,               attualmente presso il
Penitenziario cantonale

                                               (patrocinato dall'avv.
__________)

 

 

nel procedimento pendente contro
quest’ultimo per titolo di truffa e altri reati;

 

 

 

viste le osservazioni 17 maggio
2001 dell'accusato, che si oppone all'istanza;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

 

Si ricorda che __________,
avvocato con studio proprio a Lugano, venne arrestato il 24 agosto 2000, con
contestuale promozione dell'accusa nei suoi confronti per titolo di truffa,
estorsione, corruzione attiva e riciclaggio, e che il carcere preventivo è
stato prorogato una prima volta di tre mesi e cioè sino al 23 maggio 2001,
compreso (v. decisione 19 febbraio 2001. Inc. GIAR 506.2000.2).

 

Riassuntivamente l'accusato è
imputato dell'ottenimento indebito di consulenze e favori dal funzionario
statale __________, con il quale ha pure fraudolentemente incassato da terzi
denaro asseritamente destinato a manovre corruttive, ed in altro più ampio
contesto di riciclaggio di importanti somme di denaro connesse con traffici di
stupefacenti.

 

 

 

2.

 

 

Il Procuratore pubblico chiede una
ulteriore proroga di sei mesi del carcere preventivo cui è astretto __________
(come alla precisazione del 14 maggio 2001), con diffuso esposto sulle
circostanze indagate, ritenuti presenti pericolo di collusione e pericolo di
fuga.

 

Con le sue osservazioni,
l'accusato - senza soffermarsi sull'esistenza e consistenza degli addebiti -
postula la reiezione dell'istanza per il privilegio della libertà personale, in
assenza di eventualità collusive per l'avanzato stadio delle indagini e di
intento di fuga per i suoi prioritari interessi nel Ticino.

 

 

 

3.

 

 

L'art. 95 CPP - corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere
preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso
accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e
nel contempo sono presenti preminenti motivi di 

interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni
dell’istruzione, segnatamente per evitare collusione, ed il pericolo di fuga
(senza dimenticare che l’arresto, quale misura processuale cautelativa, non
serve unicamente ai bisogni dell’istruttoria, ma anche ad assicurare la
presenza dell’accusato al processo e a garantire l’eventuale espiazione della
pena: DTF 109 Ia 323 consid. c, e riferimenti; sentenza 16 novembre 1993 del
Tribunale federale in re A.H., 1P.477/1993, consid. 3).

L'eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP
1980 pag. 128).

 

 

 

4.

 

 

Sufficienti presupposti di legge,
come anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà, eventualmente sino
al dibattimento processuale.

 

 

4.1

 

Anche se non è stata
esplicitamente posta in discussione l'esistenza di adeguati indizi di
colpevolezza, occorre esaminarne d'ufficio gli estremi, trattandosi della
condizione preliminare e di base per consentire privazione della libertà. In
ogni modo, per non pregiudicare il discorso di merito, è sufficiente far
riferimento a quanto riassunto nell'istanza, che corrisponde alle dichiarazioni
dell'accusato ed agli accertamenti in atto, a giusta ragione senza
contestazione in questa sede. A parte le fattispecie consumate con __________,
emerge un importante coinvolgimento in operazioni di riciclaggio, con
partecipazione ad organizzazioni criminali, sia pure - al dire di __________ -
quale "piccolo anello" (verbale di polizia 25 aprile 2001,
pag. 6), ma - va qui costatato - essenziale nella movimentazione attraverso il
territorio svizzero di importi per svariati milioni di franchi, ed a questo
riguardo basta la seguente ammissione dell'accusato (dopo persistenti
fantasiose versioni):

 

 

 

 

 

"Tutta
l'operazione doveva aggirarsi sui 60 miliardi di lire italiane, di cui
55 circa sono stati da me movimentati per i cambi LIT / CHF - CHF / US$.

Confermo
che i CHF 11'949'160.- rinvenuti e sequestrati nel mio studio, nonché
l'equivalente delle commissioni depositate in banca, fanno parte di questa
operazione denominata "__________". Ovvero trattasi di denaro
consegnatomi da questa organizzazione calabrese, provento dal traffico di
droga."

(verbale di polizia 19 aprile 2001, pag. 8)

 

 

4.2

 

Anche se "quantomeno molto
avanzata", al dire dell'accusato, l'inchiesta non è ancora completa,
sia per la sua complessità e per la necessità di accertamenti in via rogatoria,
sia per il comportamento dello stesso __________, che al proposito ha
significativamente affermato:

 

"Alle
ore 12.00 la discussione veniva interrotta per permettermi di riflettere e in
questo frangente, sempre stando ai verbalizzanti, avevo affermato che fino ad
oggi ho dichiarato il 70 % della verità. Fatto che confermo."

(verbale di polizia 25 aprile 2001, pag. 6)

 

"Voglio
ribadire che dopo aver raccontato anche delle bugie o delle verità parziali,
nel mio verbale del 19 aprile 2001 ho raccontato la verità o almeno più verità
di quanto abbia mai detto in precedenza."

(verbale 26 aprile 2001, pag. 1, dinnanzi al
magistrato inquirente)

 

Tenuto anche conto del
(comprensibile) timore più volte espresso nei citati verbali dall'accusato di
rappresaglie dei suoi referenti, è palese il pericolo di collusione rivolto in
uno al mascherare le proprie azione ed a tutelare i terzi coinvolti.

 

 

4.3

 

Per quanto concerne il pericolo
di fuga, si ricorda che i criteri determinanti per stabilire se questo
presupposto sia dato o meno sono il carattere del prevenuto, il suo domicilio,
la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami con lo Stato
in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992 in re S.C.
del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP 314/94).
L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un rischio di
fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano per
l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui dall'ulteriore
carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati comportino pene
edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo 

senso Mario Luvini; in REP 1989,
pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in
re S.V., CRP 341/94).

Come già considerato nella
precedente richiamata decisione, la situazione personale di ____________, che
intrattiene una relazione sentimentale con una cittadina ceca e che si vede
annullata la possibilità di esercitare la sua professione in Svizzera, i suoi
rapporti con l'estero e meglio le passate connivenze, con interesse collusivo e
con verosimili disponibilità anche finanziarie, e la prospettiva di una
condanna di rilievo fanno più che concreta l'eventualità della scelta di
latitanza. Né vale ricordare che non si sottrasse all'arresto, quando poteva
ritenere scarsi gli elementi a suo carico, tanto da negare fermamente e
raccontare frottole nelle viste di un rapido rilascio.

 

 

 

5.

 

 

Il carcere preventivo sin qui sofferto e
ipotizzabile sino al deferimento al giudice del merito, in un procedimento che
risulta essere condotto con coerente sollecitudine nonostante l’atteggiamento
sicuramente defatigatorio dell’accusato, è pienamente rispettoso del principio
di proporzionalità, tenuto anche conto del complesso dei fatti da accertare e
delle persone coinvolte e residenti all'estero, nonché della prevedibile pena
privativa della libertà, verosimilmente da espiare.

Di conseguenza l’istanza di
proroga del carcere preventivo è accolta come proposta dal magistrato
inquirente, con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie
(art. 39 lett. f TG e contrario), e suscettibile di impugnazione alla Camera
dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP). Il Procuratore pubblico sa
dell'obbligo di celerità (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP) ed all'accusato
rimane garantita la procedura intesa ad ottenere la libertà provvisoria (art.
107 ss. CPP), per cui e per le ragioni sviluppate sopra non ha senso di fissare
un termine inferiore.

 

 

 

Per i quali motivi,

 

 

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

decide:

 

 

 

1.      L’istanza è accolta.

 

          Di conseguenza il carcere preventivo cui è astretto
__________ è prorogato sino al 22 novembre 2001, compreso.

 

 

2.      Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

 

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei
ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.      Intimazione:

-    avv. __________, per sé e per l'accusato;

-    Procuratore pubblico avv. __________, sede (con copia delle 

osservazioni
dell’accusato e con atti dell'incarto MP __________ di ritorno);

-    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________