# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3359fb98-3c85-58bf-8ce7-e2c332675c1a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 09.03.2010 (pubblicato) 16.2003.114
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-2003-114_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  16.2003.114

  	
  Lugano

  15 ottobre
  2004/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di cassazione civile del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente per giudicare il ricorso per cassazione 22
dicembre 2003 presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1  

  patr. dallo  RA
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

 

la sentenza 3 dicembre 2003 del Segretario assessore
della Pretura del Distretto di Riviera, nella causa civile inappellabile (inc.
n. IU.2003.00009) promossa con istanza 29 maggio 2003 da

 

 

	
   

  	
  CO 1  

  patr. dall'  RA
  2  

   

  

 

 

 

 

con la
quale l'istante ha chiesto il pagamento di fr. 4'978.10 oltre interessi a
titolo di risarcimento danni e il rigetto in via definitiva dell'opposizione
interposta dalla convenuta al PE n. __________ dell'UEF di Biasca, domande
parzialmente accolte dal giudice,

 

 

letti
ed esaminati gli atti

 

considerato

 

in
fatto e in diritto:

                                       1.    Il
25 maggio 2001 __________ RI 1 ha acquistato presso il garage RI 1, di __________,
un veicolo Opel “Astra 1,6 Caravan” con 71'000 km, al prezzo di fr. 13'300.-,
che godeva di una garanzia 2 anni Europlus (doc. A). Il 26 luglio 2002,
mentre si stava recando in vacanza, __________ CO 1 è rimasto in panne con il
veicolo per la rottura della cinghia di distribuzione e la piegatura di tutte
le valvole. La riparazione della vettura, che ha comportato la sostituzione
della cinghia e relative componenti, è stata effettuata dal garage __________ che
il 31 luglio 2002 ha emesso la propria fattura di complessivi fr. 3'546.50
(doc. B). Con istanza 29 maggio 2003 __________ CO 1 ha convenuto in giudizio
il garage RI 1 per ottenere il pagamento di quest'importo e delle spese legali
sostenute per la tutela dei propri interessi, quantificate in fr. 1'431.60
(doc. O). L'istante ritiene la convenuta responsabile del guasto al veicolo per
non aver sostituito la cinghia nei tempi previsti dal fabbricante, ovvero ogni
60'000 km, mancato intervento che di per sé costituisce un difetto occulto del
quale la venditrice deve rispondere. RI 1 si è opposta alla pretesa avversaria
contestando ogni sua responsabilità, non potendo l'istante prevalersi della
garanzia Europlus, non avendo ossequiato alle condizioni previste, ossia
l'esecuzione degli interventi di manutenzione presso il suo garage o una
concessionaria Opel. In merito alla rottura della cinghia dentata, essa rileva
che la sostituzione di questo pezzo doveva essere effettuata ogni 120'00 km e
non ogni 60'000 km come preteso dall'istante.

 

                                       2.    Con
sentenza 3 dicembre 2003 il segretario assessore, attribuendo alla mancata
sostituzione della cinghia di distribuzione la qualifica di difetto, la stessa
dovendo essere sostituita ogni 60'000 km secondo le prescrizioni del
fabbricante del veicolo, ha ritenuto la convenuta responsabile per il danno
subito dall'istante e corrispondente all'importo di fr. 3'546.50 per le spese
di riparazione del veicolo difettato, oltre a fr. 900.- a titolo di
partecipazione alle spese legali. L'istanza è stata quindi accolta
limitatamente a fr. 4'446.50 oltre interessi del 5% dal 14 dicembre 2002.

 

                                       3.    Con
il presente tempestivo gravame RI 1 è insorta contro il predetto giudizio postulandone
l'annullamento sulla base del titolo di cassazione di cui all'art. 327 lett. g
CPC. La ricorrente rimprovera al primo giudice di aver arbitrariamente valutato
le risultanze istruttorie ed erroneamente applicato il diritto sostanziale, in
particolare per aver ritenuto che al momento della vendita il veicolo fosse
difettoso, ovvero che già a quel momento la cinghia di trasmissione presentasse
delle anomalie. 

 

                                              Con
osservazioni 10 febbraio 2004 la controparte postula la reiezione del gravame
eccependone il carattere temerario.

 

                                       4.    Giusta
l’art. 327 lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può
essere annullata quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale
o formale oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa
o di prove. Per costante giurisprudenza del Tribunale federale una decisione è
arbitraria quando viola gravemente una norma o un principio giuridico chiaro ed
indiscusso o quando contrasta in modo intollerabile con il sentimento della
giustizia e dell’equità. Arbitrio e violazione della legge non vanno confusi;
per essere definita come arbitraria tale violazione dev’essere manifesta e riconosciuta
(o riconoscibile) a prima vista; l’arbitrio non può essere ravvisato già nella
circostanza che un’altra soluzione sarebbe immaginabile o persino preferibile;
è doveroso scostarsi da questa scelta solamente se simile soluzione appare come
insostenibile, in contraddizione palese con la situazione reale, non sorretta
da ragione oggettiva o lesiva di un diritto certo (DTF 129 I 8 consid. 2.1; 128
I 273 consid. 2.1; 127 I 60 consid. 5a).

 

                                       5.
   Secondo l’art. 197 CO il venditore risponde nei confronti del compratore
delle qualità promesse e dei difetti che, materialmente o giuridicamente,
tolgono o diminuiscono notevolmente il valore della cosa o l’attitudine all’uso
cui essa è destinata (cpv. 1), e questo indipendentemente dalla circostanza che
tali manchevolezze gli fossero o meno note (cpv. 2). Se è dato uno di questi
casi, il compratore – premessa la tempestiva notifica del difetto ai sensi
dell’art. 201 CO – può chiedere la risoluzione della vendita o il risarcimento
per il minor valore della cosa (art. 205 CO), oppure la sostituzione
dell’oggetto venduto (art. 206 CO), come pure il risarcimento del danno (art.
208, 195, 196 CO). Tutte queste norme sono di diritto dispositivo, così che le
parti hanno la facoltà di derogarvi (Maissen, Sachgewährleistungsprobleme beim
Kauf von Auto–Occasionen, 1999, pag. 110) mediante pattuizione di clausole che,
a dipendenza della volontà delle parti e delle particolarità del caso, possono
avere lo scopo di estendere oppure di limitare il diritto alla garanzia
accordato al compratore dalle norme del CO e possono riguardare sia la durata
che il contenuto della garanzia, oppure ancora le formalità necessarie
all’esercizio del diritto (Thévenoz/Werro, Commentaire romand du Code des
obligations, I, 2003, n. 31 segg. Intro. art. 197-210 e n. 1 ad art. 199 CO). 

 

                                       6.    Nel
caso concreto le parti hanno espressamente pattuito la concessione di una
garanzia di due anni (quindi di durata superiore a quella legale nel frattempo
prescritta per decorrenza del termine annuale di cui all’art. 210 cpv. 1 CO)
alle condizioni Europlus. Trattasi di una garanzia la cui validità era
condizionata allo svolgimento di tutti i lavori di manutenzione e/o
d'ispezione e di cura prescritti dal fabbricante presso il concessionario BMW
fornitore della garanzia oppure ogni altra officina contrattuale riconosciuta
dal fabbricante (doc. F). L'istante non ha ossequiato a questa condizione.
Dal libretto di servizio si evince chiaramente che l’ultimo intervento effettuato
sul veicolo da un professionista è quello eseguito il12 settembre 2000 dal
garage __________, mentre dopo la vendita del veicolo da parte della convenuta
(a 71'000 km) e nonostante fosse previsto un servizio a 75'640 km, l'istante
non ha più portato la vettura in un garage e ha effettuato personalmente il
servizio a 86'120 km il 19 novembre 2001 (cfr. doc. N pag. 20). Egli non può di
conseguenza prevalersi della garanzia Europlus di due anni. La decorrenza
del termine legale di garanzia, rispettivamente il mancato adempimento delle
condizioni alle quali era assoggettata la citata garanzia, comportano la
reiezione delle pretese risarcitorie dell'istante, indipendentemente dal fatto
di sapere se il problema alla cinghia di distribuzione costituisca o meno un
difetto occulto (Thévenoz/Werro, op. cit., n. 4 ad art. 210 CO; Maissen, op.
cit., pag. 141), anche perché, contrariamente a quanto concluso dal primo
giudice, l'istante, al quale incombeva l'onere della prova (Thévenoz/ Werro,
op. cit., n. 10 ad art. 197 CO; Maissen, op. cit., pag. 144), non ha provato
che al momento della vendita il veicolo aveva già questo difetto, ovvero che la
cinghia di distribuzione presentava delle anomalie, non potendosi concludere in
tal senso dal solo fatto di non aver proceduto alla sostituzione della cinghia
a 60'000 km così come prescritto dalle direttive della Opel Suisse SA del
dicembre 2000 (doc. M), anziché a 120'000 km come prescritto dal libretto di
servizio (cfr. doc. N, pag. 12 e 13) e dalle precedenti direttive del medesimo
fabbricante (doc. 1). 

 

                                       7.    Alla
luce di quanto esposto il ricorso, che ha evidenziato il titolo di cassazione
invocato, ovvero l'arbitraria valutazione delle prove e la conseguente erronea applicazione
del diritto sostanziale da parte del segretario assessore, deve essere accolto.

 

                                              Accogliendo
il ricorso e ricorrendo i presupposti d’applicazione dell’art. 332 cpv. 2 CPC,
si impone una nuova pronuncia da parte di questa Camera, con la conseguente integrale
reiezione dell'istanza.

 

                                              Tassa
di giustizia, spese e ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

Per
i quali motivi, 

richiamati
gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 cpv. 1 CPC e la tariffa 

giudiziaria

 

 

pronuncia:                  I.     Il ricorso per cassazione 22
dicembre 2003 di RI 1 è accolto.

                                              Di
conseguenza la sentenza 3 dicembre 2003 del Segretario assessore della Pretura
del Distretto di Riviera è annullata e sostituita dal seguente giudicato:

                                              1.  L'istanza è
respinta.

                                              2.  La tassa di
giustizia di fr. 200.- e le spese di fr. 250.-, da anticipare dall'istante,
rimangono a suo carico con l'obbligo di rifondere alla controparte un'indennità
di fr. 300.-.

 

                                       II.    Le
spese del presente giudizio, consistenti in:

                                              a)
tassa di giustizia                                 fr.  200.-

                                              b)
spese                                                   fr.    50.-

                                                                                                                 fr.  250.-

                                              già
anticipate dalla ricorrente, sono poste a carico di __________ CO 1 con
l'obbligo di rifondere alla ricorrente fr. 400.- a titolo di ripetibili di
questa sede.

 

III.     
Intimazione:

                                              -
RA 1;

                                              - RA
2. 

                                              Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Riviera.

 

 

	
  Terzi implicati

  	
   

  

Per la Camera di cassazione civile del Tribunale
d’appello

La presidente                                                               La
segretaria