# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a4591b0d-c74d-59e4-a56c-224289b4520a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-10-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 12.10.2001 12.2001.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2001-49_2001-10-12.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2001.00049

  	
  Lugano

  12 ottobre
  2001/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi, presidente 

  Chiesa e Rusca

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente per statuire nella causa a procedura sommaria
per lo sfratto dei conduttori - inc. no. DI.2001.00041 della Pretura del
distretto di Bellinzona - promossa con istanza 14 febbraio 2001 da

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dall'avv. __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________ 

  rappr. dall'avv. __________ 

   

  

con cui
l’istante ha chiesto lo sfratto del convenuto dalla part. n. __________RFD di
__________; 

 

domanda
avversata dal convenuto che ha postulato la reiezione dell'istanza, e che il
Segretario assessore con sentenza 20 marzo 2001 ha integralmente accolto;

 

appellante
il convenuto con atto di appello 26 marzo 2001, con cui chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere l'istanza, protestando spese e
ripetibili di entrambe le sedi;

 

mentre l'istante
con osservazioni 17 aprile 2001 postula la reiezione del gravame con protesta
di spese e ripetibili;

 

richiamato
il decreto 28 marzo 2001 con cui il presidente di questa Camera ha concesso
all'appello l'effetto sospensivo richiesto;

 

letti ed esaminati gli atti ed i documenti prodotti

 

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

                                   1.   Dal
1986 __________, sulla base di un accordo verbale con __________, marito
dell'allora proprietaria __________ i, coltiva il vigneto di mq. 1'413
esistente sulla part. n. __________ RFD di __________. 

                                         Il 19
dicembre 2000 __________, proprietaria dal dicembre 1998 per divisione
ereditaria della particella in questione, gli ha assegnato un termine scadente
il 31 gennaio 2001 per la restituzione del vigneto (doc. B).

 

 

                                   2.   Con
l'istanza in rassegna la proprietaria, evidenziando che il contratto di
comodato tra le parti era stato disdetto giusta l'art. 310 CO e che tuttavia la
particella non era stata riconsegnata nel termine assegnato, ha chiesto lo
sfratto di __________.

                                         Il convenuto
si è opposto a tale iniziativa asserendo che tra le parti era invece venuto in
essere un contratto di affitto agricolo e che la disdetta andava pertanto
riportata al primo termine utile che era l'11 novembre 2004. 

                                         

 

                                   3.   Con
la decisione qui oggetto di impugnativa il Segretario assessore ha accolto
l'istanza di sfratto. Il giudice di prime cure, accertata la sua competenza a
dirimere la lite, ha in sostanza ritenuto che il convenuto non aveva provato
l'avvenuto perfezionamento di un contratto di affitto agricolo, in particolare
l'onerosità della messa a disposizione del vigneto. Dovendosi pertanto
ammettere che il fondo era stato concesso a titolo di comodato, la richiesta di
restituzione per il 31 gennaio 2001 era perfettamente legittima. 

 

 

                                   4.   Con
l'appello che qui ci occupa, cui è stato concesso l’effetto sospensivo, il
convenuto chiede nuovamente di respingere l'istanza di sfratto, ritenendo di
aver sufficientemente provato l'esistenza di un contratto di affitto agricolo.

                                         Delle
osservazioni con cui l’istante ha postulato la reiezione del gravame si dirà,
se necessario, nei successivi considerandi.

 

 

                                   5.   Ai
sensi dell'art. 4 LAAgr l'affitto agricolo è un contratto con cui il locatore
si obbliga a concedere all'affittuario un'azienda o un fondo, per uso agricolo
e perché ne raccolga i frutti ed i proventi, e l'affittuario si obbliga a
pagargli in corrispettivo un fitto (cpv. 1), che può consistere in denaro, in
una quota dei frutti (mezzadria) o in un'altra prestazione in natura (cpv. 2,
prima frase).

 

 

                                   6.   È
ampiamente a torto che l'appellante ritiene che nel caso di specie il fitto,
non essendovi stato alcun versamento in denaro, sarebbe stato da lui
corrisposto mediante prestazioni in natura, in particolare con la consegna
annualmente da parte sua di 2 bottiglie di grappa e 12 bottiglie di vino merlot
rispettivamente mediante l'esecuzione nel 1996 di importanti lavori di
miglioria nel fondo in questione.

 

                                6.1   L'appellante
non ha innanzitutto provato di aver consegnato annualmente a far tempo dal 1986
2 bottiglie di grappa e 12 bottiglie di merlot alla controparte, l'unica prova
che egli è stato in grado di versare agli atti in proposito, il rapporto di
distillazione doc. 1 - allestito dalla parte stessa e pertanto privo di forza
probatoria - riportando unicamente l'avvenuta consegna nel dicembre 1999 di 2
litri di grappa al padre dell'istante. In tali circostanze, dovendosi far capo
alle sole ammissioni dell'istante (istanza p. 4), si deve senz'altro ritenere
che essa abbia ricevuto una bottiglia di grappa nel 1995, un fiasco di grappa
nel 1997, una bottiglia di grappa e una di nocino nel 1998, un fiasco di grappa
e 2 bottiglie di merlot nel marzo 1999 e una bottiglia di grappa e 6 bottiglie
di merlot nel dicembre 1999: non risulta pertanto che la consegna di prodotti
avvenisse regolarmente tutti gli anni e mediante la consegna di quantitativi
ben determinati. 

                                         A
prescindere da quanto precede, non è in ogni caso provato che tali consegne
costituissero un obbligo contrattuale da parte del convenuto in cambio della
concessione in uso del vigneto e non invece un semplice segno di riconoscimento
e gratitudine, a pura discrezione della parte stessa, per la messa a
disposizione gratuita dei fondi (cfr. IICCA 28 ottobre 1994 in re R./D.,
1 marzo 1999 in re B./B.), tanto è vero che nel 2000 il convenuto, confrontato
con la richiesta di restituzione del vigneto, non ha più voluto corrispondere
alcunché. 

 

                                6.2   L'effettuazione
di determinati lavori di miglioria nel vigneto da parte del convenuto nel corso
del 1996, in particolare la posa di 250 pali di fila e 40 di testa in cemento
con i relativi fili e tiranti come pure l'impianto di 150 barbatelle -
intervento in parte comunque finanziato dalla stessa proprietaria - è parimenti
ininfluente per la questione dell'onerosità del contratto: in effetti il
convenuto non ha mai asserito, né tanto meno provato, che tale intervento fosse
già previsto ed autorizzato dalla precedente proprietaria al momento della
conclusione del contratto, nel 1986. L'effettuazione di tali interventi in
un'epoca successiva non può dunque di per sé modificare - a meno che sia
provato un diverso accordo tra le parti, ciò che qui non è il caso - il
carattere non oneroso del contratto, pacifico da oltre 10 anni, così che in
definitiva il contratto era e rimane gratuito (IICCA 3 maggio 2000 in re
C./S.), fermo restando che, nella misura in cui eccedono la normale
manutenzione, gli interventi effettuati dal convenuto potranno eventualmente
essergli risarciti dalla controparte in applicazione dell’art. 307 cpv. 2 CO (IICCA
1 marzo 1999 in re B./B.).

 

 

                                   7.   Non
essendovi in concreto la prova della pattuizione di un fitto, è senz'altro a
ragione che il Segretario assessore ha concluso per l’esistenza di un contratto
di comodato (art. 305 e segg. CO). 

                                         Per il
resto, non avendo l'appellante censurato il fatto che quest'ultimo contratto
sia stato regolarmente disdetto per il 31 gennaio 2001, se ne deve concludere
per il buon fondamento dell'istanza di sfratto. 

 

 

                                   8.   Ne
discende la reiezione del gravame, del tutto infondato.

                                         La tassa
di giustizia, le spese e le ripetibili seguono la soccombenza (art. 148 CPC).

 

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

 

                                    I.   L’appello 26 marzo 2001 di __________ è respinto. 

 

 

 

 

 

                                   II.   Le spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) tassa
di giustizia                                       fr.   230.--

                                         b) spese                                                         fr.     20.--

                                         Totale                                                             fr.   250.--

 

                                         da
anticiparsi dall’appellante, restano a suo carico con l’obbligo di rifondere
alla parte appellata fr. 300.-- per ripetibili.

 

 

                                  III.   Intimazione a:      -   __________

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Bellinzona.

 

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il presidente                                                          Il
segretario