# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34dac344-8f2a-5de7-8eee-007856f09dcc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2021-02-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.02.2021 D-180/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-180-2021_2021-02-02.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-180/2021 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2  f e b b r a i o  2 0 2 1  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice Roswitha Petry;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), 

Afghanistan, 

rappresentata dalla signora Simona Cautela,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (senza esecuzione dell’allontanamento);  

decisione della SEM del 15 dicembre 2020 / N (…). 

 

 

 

D-180/2021 

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Visto: 

la domanda d’asilo che l’interessata ha presentato in Svizzera  

l’(…) settembre 2020, dichiarandosi minorenne (cfr. atto della Segreteria di 

Stato della migrazione [di seguito: SEM] n. [{…}]-1/2), 

la richiesta d’informazioni alla B._______ da parte dell’autorità inferiore  

del (…) (cfr. atti SEM n. 12/3-n. 14/1), reiterata il  

(…) (cfr. atti SEM n. 22/1 e n. 23/1), a seguito dei riscontri nella banca dati 

«EURODAC», ove la richiedente è risultata aver presentato una pregressa 

domanda d’asilo su suolo (…) il (…) (cfr. atti SEM n. 9/1-n. 11/2), 

la procura per richiedente minorenne non accompagnata (di seguito: 

RMNA), sottoscritta il (…), la quale nominata rappresentante legale ha 

funto anche quale persona di fiducia ai sensi dell’art. 7 dell’Ordinanza 1 

sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 (OAsi 1, 

RS 142.311; cfr. atto SEM n. 15/1), 

il verbale relativo alla prima audizione RMNA del (…) ottobre 2020 (cfr. atto 

SEM n. 17/10) dell’interessata, 

lo scritto della rappresentante legale del 14 ottobre 2020 con i documenti 

allegati relativi la richiesta di ricongiungimento tra la minore e la madre 

nonché il fratellastro (…), questi ultimi ancora in B._______, su suolo  

elvetico (cfr. atto SEM n. 21/3), 

la risposta delle autorità (…) del (…) alla richiesta  

d’informazioni svizzera (cfr. atti SEM n. 24/1 e n. 25/1), 

l’audizione sui motivi d’asilo del (…) dicembre 2020 dell’interessata (cfr. 

atto SEM n. 28/12), 

il parere del 14 dicembre 2020 espresso dalla rappresentante legale della 

richiedente al progetto di decisione della SEM dell’11 dicembre 2020 (cfr. 

atti SEM n. 33/7 e n. 34/3), 

la decisione dell’autorità inferiore del 15 dicembre 2020, notificata in  

medesima data (cfr. atto SEM n. 38/1), con cui la medesima autorità ha 

respinto la succitata domanda d’asilo ed ha pronunciato l’allontanamento 

della richiedente dalla Svizzera, concedendole tuttavia un’ammissione 

provvisoria, a causa dell’inesigibilità dell’esecuzione del suo allontana-

mento, 

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il ricorso del 14 gennaio 2021 (cfr. risultanze processuali), per mezzo del 

quale l’insorgente ha impugnato la succitata decisione dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), chiedendo a titolo  

principale l’annullamento della decisione impugnata, il riconoscimento 

della qualità di rifugiato e la concessione dell’asilo in Svizzera; ed a titolo 

subordinato che gli atti siano restituiti alla SEM per il completamento 

dell’istruzione ed un nuovo esame delle allegazioni; altresì presentando 

un’istanza di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal  

versamento delle spese processuali e dal relativo anticipo; allegando al 

ricorso quale nuovo documento una copia di una fotografia ad una fattura 

intestata alla supposta zia della ricorrente, 

la conferma di ricevimento del gravame del 15 gennaio 2021 del Tribunale 

indirizzata all’interessata (cfr. risultanze processuali), 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la legge sull’asilo (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti 

(art. 6 LAsi), 

che fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, 

in virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

che la SEM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato  

costituisce una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, 

che la ricorrente è toccata dalla decisione impugnata e vanta un interesse 

degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della stessa 

(art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA), per il che è legittimata ad aggravarsi contro di 

essa, 

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 1 LAsi e 10  

dell’Ordinanza sui provvedimenti nel settore dell’asilo in relazione al  

coronavirus del 1° aprile 2020 [Ordinanza Covid-19 asilo, RS 142.318]), 

alla forma e al contenuto dell’atto di ricorso (art. 52 cpv. 1 PA) sono  

soddisfatti, 

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che occorre pertanto entrare nel merito del gravame, 

che con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la 

violazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi),  

che il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né 

dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle  

argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2), 

che in virtù dell’art. 111 lett. e LAsi, il ricorso, manifestamente infondato 

come si vedrà dappresso, è deciso dal giudice in qualità di giudice unico 

con l’approvazione di una seconda giudice, e la sentenza verrà pertanto 

motivata solo sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi), 

che altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di 

scritti, 

che l’insorgente, cittadina afghana, di etnia hazara, ma nata e cresciuta in 

C._______, a sostegno della sua domanda d’asilo e nel contesto della 

prima audizione RMNA ha addotto che circa all’età di (…) anni il padre 

l’avrebbe voluta condurre in Afghanistan per darla in sposa ad un uomo a 

lei sconosciuto; che la madre tuttavia si sarebbe sempre opposta a tale 

volere paterno, scaturendone ogni volta degli accesi litigi con il marito; che 

il padre per indurre la moglie all’obbedienza del suo volere l’avrebbe mal-

trattata e picchiata, malmenando a volte anche l’interessata; che un giorno, 

nel corso di un acceso litigio tra i genitori, due zii (…) sarebbero giunti al 

loro domicilio e le avrebbero condotte in una casa a D._______; che ivi 

esse avrebbero vissuto, insieme ad un cugino (…), fino all’anno (…), ov-

vero sino all’espatrio con la madre verso la E._______, per giungere in  

seguito, dopo circa un anno e mezzo, in B._______; che dacché sarebbero 

partite da D._______, ella non avrebbe più rivisto né sentito il padre, 

che ella ha altresì dichiarato di temere di ritornare in Afghanistan, in quanto 

lì vi sarebbe la guerra, sarebbe obbligata a sposarsi, nonché la madre  

verrebbe uccisa dal padre, dallo zio (…) o dalla famiglia (…) se la trovas-

sero; che ella ha inoltre espresso il desiderio di vivere presso gli zii (…) 

presenti in Svizzera, nonché di ricongiungersi con la madre ed il fratellastro 

rimasti in B._______, 

che nel suo provvedimento, l’autorità resistente ha ritenuto le allegazioni 

decisive in materia d’asilo della richiedente, come inverosimili ai sensi 

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dell’art. 7 LAsi, in quanto vaghe ed a tratti anche incoerenti e contradditto-

rie, 

che nel suo gravame l’insorgente contesta le sovraesposte conclusioni; 

che segnatamente le sue asserzioni dovrebbero essere considerate  

attendibili nell’ottica della probabilità preponderante, tenendo in debita  

considerazione gli aspetti specifici della minore età ex art. 7 cpv. 5 OAsi 1; 

che proprio tali aspetti sarebbero stati misconosciuti dalla SEM; che invero 

nel complesso, il tenore delle cosiddette “gravi incongruenze” segnalate 

nella decisione impugnata, lascerebbero desumere che il livello di dettaglio 

richiesto dall’autorità inferiore per la presentazione dei fatti da parte della 

minore, non si scosterebbe da quanto richiesto ad un adulto; che oltracciò, 

la SEM non avrebbe tenuto conto nella sua valutazione che dei fattori  

emozionali potrebbero aver influenzato le allegazioni della giovane; che 

neppure il ritmo incalzante dei quesiti posti alla richiedente, nel contesto 

dei quali la funzionaria incaricata della SEM avrebbe pure espresso dei 

giudizi negativi in merito, non avrebbero contribuito a mettere a proprio agio 

la ricorrente, 

che considerata anche la giovane età dell’insorgente e le sue espresse 

difficoltà di ricordare dei dettagli di un episodio che sarebbe avvenuto  

(…) anni prima all’età di soli (…) anni, le allegazioni della richiedente sa-

rebbero da ritenere verosimili ed andrebbero valutate anche sotto il  

profilo della rilevanza, alfine di un accertamento esaustivo ed accurato dei 

fatti giuridicamente rilevanti; che in merito, se ella rientrasse in Afghanistan, 

rischierebbe di essere ricondotta dal padre violento, unico genitore rimasto 

in patria, e sarebbe costretta a sposare un uomo molto più grande di lei, 

che altresì, tenuto conto del fatto che la procedura di trasferimento per  

ricongiungimento tra la madre e la minore dalla B._______ in Svizzera, 

sarebbe tutt’ora in corso, nell’ottica di un accertamento esaustivo dei fatti 

giuridicamente rilevanti, l’interessata sostiene che sarebbe auspicabile 

l’ascolto dei motivi d’asilo anche della madre e quindi l’esame della fatti-

specie nell’ambito di una procedura ampliata, 

che agli occhi del Tribunale, le tesi ricorsuali non possono tuttavia essere 

seguite, 

che appare d’uopo giudizioso esaminare le doglianze formali sollevate 

dall’insorgente, ovvero d’un canto il mancato rispetto da parte della SEM 

dei criteri di valutazione delle allegazioni di un minore dal profilo della  

verosimiglianza e d’altro canto la tenuta della stessa audizione sui motivi 

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d’asilo da parte dell’autorità inferiore, che avrebbe pregiudicato alla  

chiarezza e completezza delle risposte date dall’insorgente, giungendo ad 

un accertamento incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti nonché ad 

un’applicazione errata del diritto federale (art. 106 cpv. 1 lett. a e b LAsi), 

che la qualità di minore non accompagnato impone invero alla SEM il  

rispetto di esigenze particolari d’istruzione nell’ambito della trattazione 

della domanda d’asilo che il Tribunale ha già avuto modo di specificare 

nella DTAF 2014/30 (cfr. in particolare consid. 2.3.2), 

che nel caso in parola v’è dapprima da premettere come la ricorrente, al 

momento dello svolgimento dell’audizione sui motivi, fosse ben oltre i  

(…) anni d’età, ciò che permette in parte di relativizzare le esigenze pre-

scritte dalla giurisprudenza succitata, la quale è stata sviluppata nel conte-

sto di una fattispecie riguardante un richiedente l’asilo di soli dodici anni, 

che non bisogna neppure misconoscere che, sebbene i criteri summenzio-

nati siano stati ripresi direttamente dalla giurisprudenza, si tratta di semplici 

raccomandazioni a garanzia del trattamento uniforme del minore (cfr. nello 

stesso senso la sentenza del Tribunale D-6763/2018 dell’11 giugno 2020 

consid. 5.1), 

che proseguendo nell’analisi, nessun indizio agli atti all’inserto, lasciano 

trasparire che le esigenze legate alla minore età dell’insorgente sviluppate 

dalla giurisprudenza succitata non siano state pienamente rispettate nel 

caso di specie,  

che invero, la rappresentante legale dell’insorgente, nonché persona di  

fiducia della stessa, è stata debitamente convocata all’audizione sui motivi 

d’asilo – nonché pure alla prima audizione RMNA – tenutasi con la minore 

ed ella era presente; che durante la medesima audizione, la funzionaria 

della SEM responsabile ha cominciato con lo spiegare alla richiedente i 

suoi diritti ed i suoi obblighi, in particolare quello di dire la verità, durante 

l’audizione, nonché osservando che fosse importante come lei si sentisse 

a suo agio durante la medesima; che proseguendo ha iniziato a porre dei 

quesiti aperti all’insorgente, chiedendole, anche se brevemente riguardo il 

suo stato di salute, come pure lasciandola esprimere liberamente circa i 

suoi motivi d’asilo (cfr. verbale 2, D4 segg., pag. 2 seg.), ponendo soltanto 

successivamente dei quesiti più dettagliati, dandole la possibilità in parti-

colare di esprimersi rispetto all’ultimo litigio avvenuto tra i genitori, allorché 

avrebbero abbandonato successivamente con la madre la casa famigliare 

(cfr. verbale 2, D16, pag. 4; D29 segg., pag. 5 seg.), 

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che sebbene effettivamente, nel corso di questi ultimi quesiti, si possa  

desumere un certo malcontento da parte della funzionaria incaricata della 

SEM, rispetto alle risposte ritenute vaghe della richiedente, tuttavia allo 

stesso modo le ha dato la possibilità di esprimersi più volte sulle stesse, 

riformulando anche diversamente i suoi quesiti perché l’interessata  

potesse afferrare bene quanto richiestole (cfr. verbale 2, D30 segg., pag. 5 

seg.; ed ancora: verbale 2, D64 segg., pag. 8 seg.), 

che alla fine dell’audizione, l’auditrice della SEM ha dato modo all’interes-

sata di esprimersi anche riguardo a dei fatti non prettamente attinenti i suoi 

motivi d’asilo, chiedendole riguardo al suo fratello (…) ed alla madre (cfr. 

verbale 2, D74 segg., pag. 9), nonché le ha offerto nuovamente la  

possibilità di esporre degli eventuali fatti che non avesse ancora evocati e 

suscettibili ad opporsi al suo ritorno in Afghanistan (cfr. verbale 2, D78 

segg., pag. 9 seg.), 

che lungo il corso dell’audizione, la richiedente non ha dato prova di aver 

avuto difficoltà particolari, segnatamente di comprensione – che non siano 

comunque state risolte nel corso dell’audizione stessa – o dovute ad 

un’emozione che l’avrebbero impedita dall’esprimersi liberamente sui suoi 

motivi di fuga, come espresso invece nel gravame; che peraltro, la sua 

rappresentante legale non appare essere intervenuta né all’inizio  

dell’audizione, né nel corso dell’esposizione dei suoi motivi d’asilo, o abbia 

presentato dei commenti che andassero nel senso di ritenere che  

l’audizione non si sia svolta in un clima disteso e con dei quesiti adattati 

all’età ed alle capacità della minore; che inoltre appare che l’auditrice si sia 

sincerata di aver ben compreso quanto dichiarato dalla minorenne, 

che visto tutto quanto sopra, non ricorrono gli estremi per un’invalidazione 

dell’atto procedurale in questione, in quanto non si può ritenere che nel 

caso in esame siano rintracciabili un accumulo di fattori negativi che 

avrebbe condotto alla stesura di un verbale d’audizione insufficiente per 

l’esame della verosimiglianza, 

che le doglianze espresse dall’insorgente in tale senso vanno quindi  

respinte, 

che per quanto concerne invece il merito della questione, preliminarmente 

il Tribunale osserva che, essendo la ricorrente stata posta al beneficio 

dell’ammissione provvisoria per inesigibilità dell’esecuzione dell’allontana-

mento nel provvedimento impugnato, e non avendo ella censurato  

specificatamente la pronuncia dell’allontanamento, oggetto del litigio risulta 

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essere esclusivamente la questione del riconoscimento dello statuto di  

rifugiato e della concessione dell’asilo, 

che la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifugiati secondo le disposi-

zioni della LAsi (art. 2 cpv. 1 LAsi); che l’asilo comprende la protezione e 

lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di 

rifugiato; che esso include il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 cpv. 2 

LAsi), 

che giusta l’art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel Paese di 

origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della 

loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo 

sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di  

essere esposte a tali pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente 

l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della libertà, nonché 

le misure che comportano una pressione psichica insopportabile; che  

occorre tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femminile 

(art. 3 cpv. 2 LAsi), 

che altresì, a tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve 

provare, o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la 

qualità di rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una 

probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi); che sono inverosimili in  

particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 

o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo  

determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi), 

che è pertanto necessario che i fatti allegati dal richiedente l’asilo siano 

sufficientemente sostanziati, plausibili e coerenti fra loro; che in questo 

senso dichiarazioni vaghe, quindi suscettibili di molteplici interpretazioni, 

contraddittorie in punti essenziali, sprovviste di una logica interna,  

incongrue ai fatti o all’esperienza generale di vita, non possono essere  

considerate verosimili ai sensi dell’art. 7 LAsi; che per il resto, essendo la 

giurisprudenza in materia invalsa, si rinvia alla stessa per ulteriori dettagli 

(cfr. DTAF 2013/11 consid. 5.1 e giurisprudenza ivi citata), 

che come a ragione considerato dall’autorità inferiore nella decisione av-

versata, anche agli occhi del Tribunale le dichiarazioni essenziali rilasciate 

dalla ricorrente riguardo i suoi motivi d’asilo, risultano essere in più punti 

incoerenti, nonché poco sostanziate, 

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che a titolo esemplificativo, nel corso della prima audizione, ella ha soste-

nuto che il padre l’avrebbe voluta far sposare con uno dei suoi famigliari 

(cfr. verbale 1, p.to 1.17.04, pag. 5 e p.to 7.01, pag. 9), specificazione che 

nell’audizione successiva non ha invece addotto, asserendo invece non 

sapere di chi si trattasse (cfr. verbale 2, D40 seg., pag. 7),  

che anche riguardo all’ultimo litigio avvenuto prima della sua partenza dal 

domicilio paterno verso D._______, si rilevano diverse discrepanze nelle  

varie versioni rese dalla richiedente; che invero se nel suo racconto  

spontaneo dei suoi motivi d’asilo ha descritto il coinvolgimento dello zio (…) 

nel litigio (cfr. verbale 2, D5, pag. 2), tuttavia in seguito tale  

evenienza risulta essere del tutto assente (cfr. verbale 2, D16, pag. 4), per 

finire, a preciso quesito in merito, in dichiarazioni contraddittorie, afferman-

done invece la sua estraneazione (“Mio zio […] era fermo in un angolo e 

guardava, non faceva niente”, cfr. verbale 2, D26, pag. 5); che la spiega-

zione fornita dalla ricorrente in merito, ovvero che in precedenza si sarebbe 

forse sbagliata (cfr. verbale 2, D28, pag.5), non risulta in alcun modo  

esplicativa né convincente rispetto a tale incoerenza; che la stessa, a  

differenza di quanto allegato nel gravame, non appare nell’esame comples-

sivo delle dichiarazioni rese dall’insorgente, come “irrisoria”, bensì di una 

certa importanza, visti i pochi dettagli resi dalla medesima in merito al  

succitato litigio, 

che appare peraltro quantomeno incoerente con il fatto che ella si trovasse 

fuori in cortile (cfr. verbale 2, D5, pag. 2 e D21, pag. 4), la sua descrizione 

della circostanza che la madre avesse preso il suo chador (cfr. verbale 2, 

D16, pag. 4 e D29, pag. 5),  

che per il resto, si rinvia, onde evitare inutili ridondanze, alla decisione im-

pugnata, essendo sufficientemente motivata e dettagliata in relazione alle 

vaghezze rilevate nelle dichiarazioni dell’insorgente (cfr. art. 109 cpv. 3 

della Legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110] 

su rinvio dell’art. 6 LAsi); che in tal senso le argomentazioni esposte nel 

gravame, non inducono il Tribunale a diversa conclusione rispetto a quella 

di cui all’avversata decisione, 

che neppure il fatto allegato con il ricorso, che la ricorrente avrebbe iniziato 

un percorso di presa in carico psicologica – peraltro dalla copia della fattura 

inviata con il ricorso non risulta in alcun modo la presa in carico psicologica 

della ricorrente, bensì si riferisce unicamente alla presunta zia della mede-

sima – in mancanza di ogni qualsivoglia ulteriore elemento all’incarto di 

indizi concreti di traumi o di meccanismi di autodifesa da parte della  

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ricorrente rispetto a quanto raccontato in merito ai suoi motivi d’asilo, non 

risultano far addivenire il Tribunale ad un apprezzamento differente rispetto 

a quanto sopra esposto,  

che per gli stessi motivi, nemmeno l’eventuale audizione della madre della 

ricorrente, della quale per di più non si conosce né se riceverà la possibilità 

di ricongiungersi con la figlia in Svizzera, come neppure i tempi dello stesso 

ricongiungimento se il medesimo venisse autorizzato, non potrebbe essere 

posta a fondamento di una valutazione diversa della presente fattispecie, 

ove la ricorrente stessa non ha reso credibili le sue asserzioni circa i suoi 

motivi d’asilo, 

che in definitiva v’è dunque da tutelare la conclusione dell’autorità inferiore 

circa l’inverosimiglianza dei motivi d’asilo addotti dall’interessata, 

che a titolo abbondanziale, e per buona pace della ricorrente, si rileva  

altresì che, anche se le medesime allegazioni venissero ritenute verosimili, 

non sarebbero comunque rilevanti ai sensi dell’asilo, 

che invero appare dalle dichiarazioni dell’insorgente come, dopo la loro 

partenza dal domicilio paterno, con il padre non avrebbe più avuto alcun 

contatto, né avrebbe più avuto notizia del medesimo finché sarebbe rima-

sta in C._______ con la madre (cfr. verbale 2, D36 seg., pag. 6); che il fatto 

che esse siano comunque rimaste in C._______ per almeno ancora un 

anno dopo aver lasciato la casa paterna, senza più essere ricercate dal 

medesimo, malgrado ne avesse le possibilità tramite i famigliari (…), risulta 

essere dimostrativo dell’evenienza che il padre si fosse completamente di-

sinteressato della ricorrente, come pure della madre della medesima, 

che agli occhi del Tribunale, la partenza della ricorrente dal suo paese di 

nascita, non aveva pertanto alcun nesso causale temporale con le perse-

cuzioni allegate dalla ricorrente da parte del padre, essendo che la fuga 

sarebbe intervenuta circa un anno dopo la fine delle stesse (cfr. 

DTAF 2011/50 consid. 3.1.2.1; 2009/51 consid. 4.2.5); che ancor meno si 

ravvisa un nesso materiale con le medesime, non essendo più di alcuna 

attualità il volere del padre di farle contrarre il matrimonio in Afghanistan al 

momento della sua partenza dall’C._______; che la partenza dal predetto 

Paese, appare quindi piuttosto riconducibile ad altra causa rispetto alle mo-

tivazioni fornite nei verbali d’audizione dalla ricorrente, 

che per quanto infine attiene il desiderio espresso dall’insorgente di  

rimanere in Svizzera presso gli zii (…), come pure relativa alla  

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situazione generica di guerra in Afghanistan, gli stessi motivi risultano  

essere all’evidenza irrilevanti in materia d’asilo,  

che per tutto quanto sopra rilevato, si ritiene pertanto che, al momento del 

suo espatrio, la ricorrente non fosse esposta a delle persecuzioni imminenti 

e gravi rientranti nella definizione di cui all’art. 3 LAsi, per il che ancora 

meno plausibili risultano essere i timori per il futuro espressi dalla mede-

sima in rapporto al padre (cfr. verbale 2, D61 pag. 8 e D79 seg., pag. 10), 

che, per quanto riguarda la concessione dell’asilo e del riconoscimento 

della qualità di rifugiato, il ricorso non è pertanto destinato ad esito  

favorevole, 

che ne discende che, con la decisione impugnata, la SEM non ha violato il 

diritto federale né abusato del suo potere d’apprezzamento ed inoltre non 

ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi), 

che avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di  

esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili spese 

processuali è divenuta senza oggetto, 

che infine, ritenute le allegazioni ricorsuali sprovviste di probabilità di esito 

favorevole, la domanda di assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa 

dal versamento delle spese processuali, è respinta, 

che, visto l’esito della procedura, le spese processuali, che seguono la soc-

combenza, sarebbero da porre a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e 5 

PA nonché art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili 

nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del  

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che tuttavia, visto che la parte 

in causa risulta essere minorenne, non appare essere equo addossarle le 

spese processuali; che pertanto si rinuncia a prelevare delle spese  

processuali, 

che la decisione è definitiva e non può, in principio, essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF), 

(dispositivo alla pagina seguente)  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dalle spese 

processuali, è respinta. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente, alla SEM e all’autorità  

cantonale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

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