# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e488c2a8-d40a-5d4e-8645-732b284a0525
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 10.07.2006 32.2005.157
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2005-157_2006-07-10.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2005.157

   

  BS/td

  	
  Lugano

  10 luglio
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 15 luglio
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                1.1   RI
1, classe 1962, precedentemente attivo quale montatore di binari, nel mese di
ottobre 1996 ha presentato una prima richiesta di prestazioni AI per adulti
(doc. AI 1).

Essendo l’incapacità lavorativa riconducibile esclusivamente a postumi infortunistici,
l’Ufficio AI, allineandosi alla valutazione dell’assicuratore contro gli
infortuni __________, mediante due decisioni 18 marzo 1999, cresciute in
giudicato, ha assegnato una mezza rendita per il periodo dal 1° settembre 1996
al 31 luglio 1997, una rendita intera dal 1° agosto 1997 al 30 aprile 1998. Dal
1° maggio 1998 non è stata invece riconosciuta alcuna prestazione essendo
l’incapacità al guadagno inferiore al 40% (25% dal 1° maggio 1998 e 20% dal 1°
giugno 1998) (doc. 28-33).

 

                               1.2.   Con
una seconda domanda del 10 gennaio 2003 RI 1 ha postulato di essere posto al
beneficio di una rendita d’invalidità per problemi alla spina dorsale (ernie e
vertebre) e per limitazioni nei movimenti e nel sollevamento di pesi (doc. 38).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti del caso, tra cui una perizia reumatologica a cura del dr. __________,
con decisione 16 dicembre 2004 l’Ufficio AI ha posto l’assicurato al beneficio
di una mezza rendita dal 1° gennaio 2003 (doc. 92).

 

                               1.3.
  Contro la succitata decisione l’assicurato ha interposto opposizione.
Contestando in sostanza la valutazione medica su cui l’amministrazione ha
fondato il proprio giudizio, in particolare per quel che concerne la residua
capacità lavorativa, egli ha chiesto una rivalutazione della fattispecie ed il
riconoscimento di una rendita intera (doc. 96 e 103).

 

                               1.4.   Con
decisione su opposizione 15 luglio 2005 l'amministrazione, rettificando il calcolo
della media retrospettiva ai fini dell’inizio del diritto alla rendita, ha
annullato e modificato la pronunzia del 16 dicembre 2004 nel senso di
riconoscere il diritto ad un quarto di rendita dal 1° giugno 2002, ad una
rendita intera dal 1° luglio 2003 ed ad una mezza rendita dal 1° agosto 2003 in
poi.

                                         Per
quel che concerne la questione medica, l’amministrazione ha fatto presente:

 

" 
Considerato come
l'assicurato abbia tuttavia prodotto ulteriore documentazione medica in sede
d'opposizione (cfr. in modo particolare gli scritti 16.04.2004 del Dr. __________,
8.8.2003 del Dr. __________ e 24.10.2003 del Dr. __________ agli atti), per
un'adeguata valutazione l'incarto ivi comprese le obiezioni sollevate è stato
nuovamente sottoposto al vaglio del Servizio medico regionale dell'AI (SMR).

 

In data 6 aprile 2005, il Dr. __________ del SMR
dell'AI si è così espresso: "[…] L'attuale documentazione medica non
mostra quindi elementi clinici nuovi rispetto alla documentazione medica alla
base delle proposte mediche di novembre 2003 e maggio 2004, valutazioni che
vanno quindi confermate".

 

In definitiva, stante quanto precede, si può affermare
che non vi sono elementi dal lato medico (compresi quelli presentati in sede
d'opposizione i quali sono stati tra l'altro adeguatamente valutati) che
depongano per un'incapacità lavorativa superiore a quella già attestata nelle
precedenti valutazioni effettuate dall'amministrazione.

Lo scrivente ufficio ritiene pertanto che la
refertazione medica agli atti contiene elementi chiari e sufficienti per
valutare l'incapacità al guadagno dell'assicurato in oggetto, senza che si
renda necessario l'esperimento di ulteriore accertamenti medici specialistici.

 

Visto quanto sopra, sulla base delle affidabili e
concludenti risultanze specialistiche, richiamato inoltre l'obbligo che incombe
all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per
ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato da danno alla salute
(DTF 123 V 233 consid. 3c; DTF 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati)
- se necessario intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e
sentenze ivi citate) - è da ritenere dimostrato, con il grado della
verosimiglianza preponderante, valido nell'ambito delle assicurazioni sociali
(DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b),
che l'assicurato è abile al lavoro nella misura dell'80% in attività consone
alle limitazioni descritte nella perizia reumatologica 2.9.2003 del Dr. __________."
(Doc. AI 107)

 

                               1.5.   Con
il presente tempestivo ricorso RI 1, patrocinato
dall’avv. RA 1, postula il riconoscimento di una rendita intera.

                                         A
motivazione della sua richiesta ricorsuale egli ha evidenziato quanto segue:

 

" 
La decisione su opposizione della
convenuta del 15 luglio 2005 si fonda sostanzialmente sulla perizia
reumatologica eseguita dal dottor __________
il 2.9.03,
che giungeva alla conclusione di ritenere il signor RI 1 abile al lavoro nella misura dell'80% in attività consone
alle limitazioni descritte nella perizia stessa. Tale valutazione era
stata contestata in sede di opposizione.

 

II 15 febbraio 2005, il __________ produceva poi
all'attenzione dell'UAI ulteriore documentazione medica. In particolare, esso
inviava una copia del rapporto del medico fiduciario delle __________, dottor __________,
della visita eseguita al signor RI 1 l'8 agosto 2003 (allegato C). Questo
rapporto giungeva a conclusioni completamente diverse rispetto a quelle della
perizia __________. Il rapporto esprime infatti in modo categorico che

"pare inutile al momento attuale preoccuparsi di
quale attività egli possa svolgere, poiché nelle sue condizioni l'abilità
lavorativa residua è quasi nulla".

II dottor __________
continua poi indicando la necessità di

"una valutazione approfondita di un centro
ortopedico universitario prima di procedere a
qualsiasi nuovo intervento
diagnostico e/o terapeutico (..) Confermata la diagnosi di instabilità vertebrale, la
decisione di un nuovo intervento o su un trattamento conservativo con intensa fisioterapia
specifica di stabilizzazione spetta, come detto, ad un
centro specializzato a cui è ora fondamentale indirizzare il paziente".

La valutazione
indicata dal dottor __________ è poi stata effettuata dalla clinica __________, su incarico del
servizio medico ferroviario (allegato D). In esso, il servizio medico poneva le seguenti domande:

"ich möchte Sie der Einfachheit halber auf die
Schlussfolgerungen auf Seite 3-4 des Gutachtens von dr. __________ hinweisen und möchte Sie bitten, Herm RI 1 im Rahmen
Ihrer ambulanten Rückensprechstunden zu sehen und zuhanden der behandelnden
Ärzte Ihre weitere Beurteilung abzugeben sowie zuhanden von unserem Dienst Ihre
Beurteilung, die zumutbare Arbeitsfähigkeit und die diesbezügliche Prognose
anbelangt"

La clinica __________, nella sua
perizia del 29 marzo 2004, eseguita dal primario di chirurgia della colonna vertebrale dottor __________ e dall'assistente
medico dottor __________, giungeva alla seguente conclusione:

"(. ..)
so dass wir vorderhand mit
einer Arbeitsunfähigkeit von 100% einverstanden sind, wie der Begutachtung von Dr. __________ vom August 2003 beurteilt".

Essi si esprimono poi in modo scettico sulle possibilità
di miglioramento futuro della capacità lavorativa grazie ad un nuovo
intervento: "Inwieweit mit einer
Revisions-Sponylodese dorsovetral L4-S1 die Arbeitsfähigkeit verbessert werden
kann, ist nicht zu beurteilen. In der Literatur ist bekannt, dass nach langjähriger Arbeitsunfähigkeit
selten die Arbeitsfähigkeit mit einer Revisions-Spondylodese verbessert
wird".

A seguito di queste indicazioni, la cassa pensioni
delle __________ ha deciso di porre il signor RI 1 al beneficio di una rendita
di invalidità.

 

Nonostante il chiaro contrasto con quelle dell'UAI,
queste indicazioni mediche hanno portato ad una revisione solo parziale della
sua posizione, riconoscendo il diritto ad un quarto di rendita dal l ° aprile
al 30 giugno 2002, ad una rendita intera dal 1 ° luglio 2002 al 31 luglio 2003
e ad una mezza rendita dal 1 agosto 2003 in poi.

 

Queste indicazioni mediche sono state sottoposte al
parere del servizio medico regionale dell'AZ, il quale, il 6 aprile 2005, si è
espresso come segue: l'attuale documentazione medica non mostra quindi elementi
nuovi rispetto alla documentazione medica alla base delle proposte mediche di
novembre 2003 e maggio 2004, valutazioni che vanno quindi confermate
(Considerando di diritto no. 4 a pag. 4 della decisione su opposizione).

 

L'evidente contraddizione tra i pareri medici è quindi
stata in modo per noi inspiegabile ignorata. A nostro modo di vedere, assume
particolare importanza il considerando di diritto no. 3, in cui l'AZ si premura
di precisare che secondo costante giurisprudenza le perizie mediche eseguite
nell'ambito della procedura amministrativa da medici riconosciuti specializzati
hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state
realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi
concreti non inducano a ritenerle inaffidabili. Riteniamo che, nella
fattispecie, il parere espresso nel rapporto steso dal dottor __________,
redatto pure al termine di una visita approfondita e le conferme della perizia __________,
debbano essere considerate ben più che un indizio concreto.

 

Riteniamo pure opportuno precisare che questi medici
non possono essere considerati alla stregua del medico di famiglia il quale,
come aggiunge MAI, attesta a favore del proprio paziente. Essi hanno infatti
agito per incarico delle __________ e della cassa pensioni __________ per
accertare la capacità lavorativa residua, rispettivamente definire possibili
provvedimenti per migliorare quest'ultima, agendo quindi nella veste di periti
del tutto neutrali.

 

Alla luce di queste considerazioni, chiediamo che a
codesto Lodevole Tribunale piaccia giudicare:

 

Il ricorso è accolto e la decisione impugnata viene
annullata. Al signor RI 1, sulla base delle indicazioni fornite dal dottor __________
e dalla perizia __________, viene riconosciuto un grado di invalidità superiore
al 66 2/3 % e, di conseguenza, una rendita intera." (Doc. I)

 

                               1.6.   Con
risposta di causa l’Ufficio AI chiede invece la reiezione del ricorso.

                                      

                               1.7.   Con
scritto 7 ottobre 2005 il ricorrente ribadisce la necessità di una perizia
giudiziaria (V).

 

 

 

 

 

 

                                         in diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1. 
 La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (STFA del 21 luglio 2003 nella
causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA
del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella
causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il
1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito AI.

 

                                         Al
riguardo occorre rilevare che unicamente le norme di procedura, in via di
principio, entrano immediatamente in vigore (DTF 130 V 4 consid. 2.4; SVR 2003
IV Nr. 25, consid. 1.2., pag. 76; DTF 117 V 93 consid. 6b). Per quanto concerne
invece le norme di diritto materiale, in assenza di disposizioni transitorie,
nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei disposti in
vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica degli
effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

Nella DTF 130 V 445ss., il TFA ha precisato che per l'esame relativo
all'eventuale insorgenza di un diritto a una rendita dell'assicurazione per
l'invalidità già prima dell'entrata in vigore della LPGA, occorre rifarsi ai principi
generali sviluppati in materia di diritto intertemporale che dichiarano
applicabile l'ordinamento in vigore al momento della realizzazione dello stato
di fatto giuridicamente determinante. Di conseguenza, per il periodo fino al 31
dicembre 2002, l'esame del diritto alla rendita avviene sulla base del
precedente ordinamento, mentre a partire da questa data esso avviene secondo le
nuove norme (DTF 130 V 446 consid. 1.2.2.).

 

                                         Tale
questione riveste una scarsa importanza visto che, come evidenziato dallo
stesso TFA, l’introduzione della LPGA non ha portato alcuna modifica
sostanziale per quel che concerne, in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità, i concetti di incapacità al lavoro, d'incapacità al guadagno,
d'invalidità, di raffronto dei redditi e di revisione (della rendita
d'invalidità e di altre prestazioni durevoli) e che per tale motivo le
succitate nozioni precedentemente sviluppate dalla giurisprudenza rimangono
tuttora valide (DTF 130 V 343).

 

                                         Le
disposizioni di legge citate in seguito, per motivi di più facile comprensione,
vengono riferite al tenore dell’ordinamento giuridico posteriore al 1° gennaio
2003, mentre in parentesi sono menzionate le rispettive norme valide sino al 31
dicembre 2002.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l'art. 8 della LPGA (che ha sostituito
l'art. 4 cpv. 1 vLAI), con invalidità s'intende l'incapacità al guadagno
presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute
fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. 

                                         Gli
elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono
quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità

(G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre
2003, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno
al 66 2/3%, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di
rendita se sono invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1°
gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che gli assicurati hanno diritto
ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita
se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al
50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40%.

                                         Va
pure rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA (cfr. art. 28 cpv. 2 vLAI) il
grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del
lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo
l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di
un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di
mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli
avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992 pag. 182 consid. 3, 1990 pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b;

VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di
regola - non si tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio
la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello
assicurato (RCC 1989 pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; Scartazzini,
op. cit., pag. 232; Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de
l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza
citata).

                                         La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (DTF 128 V 30 consid. 1; SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a; DTF 114 V 313
consid. 3a).

 

                               2.4.   Va
infine rammentato che, conformemente ad un principio generale applicabile anche
nel diritto delle assicurazioni sociali, all'assicurato incombe l'obbligo di
ridurre il danno (DTF 123

V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati;
Riemer-Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551
e 572).In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve
intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior
modo possibile alle conseguenze della sua "invalidità", segnatamente
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze
ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen
Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona
interessata dovesse essere in grado di percepire un reddito tale da escluderne
l'erogazione (DTF 113 V 28 consid. 4a; RCC 1968 pag. 434). 

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le sue ulteriori
circostanze personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il
luogo di domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 28 consid. 4a; cfr. pure VSI 2001 pag. 279
consid. 5a/aa e 5a/bb).

 

                               2.5.   Nell’evenienza
concreta, il ricorrente è stato peritato dal dr. __________. Nel referto 2 settembre
2003 (doc. 59) lo specialista in reumatologia, dopo aver esposto
dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni soggettive e obiettive, ha posto
la seguente diagnosi:

 

" 
Sindrome panvertebrale
prevalentemente lombospondilogena cronica a destra, in 

 

-    esito da laminectomia L5, spinotomia
L5/S1 e L4/5, artrotomia e recessotomia bilaterale L5/S1 e L4/5, foraminotomia
S1 e L5 bilaterale, discectomia L5/S1 e L4/5, impianto di PLIF con gabbie in
materiale sintetico L4/5 e L5/S1 con fissazione posteriore bilaterale da L4 e
S1, l'11 gennaio 2002,

 

-    esito da asportazione del fissatore interno il
7.2.2003,

 

-    instabilità segmentale L5/S1,

 

-    rachide piatto

 

Esito da frattura dell'osso navicolare carpale sinistro
il 31.8.1995,

 

-    osteosintesi con viti di Herbert il 17.10.1995,

 

-    interposizione di un trapianto di
spugnosa del navicolare carpale sinistro per pseudoartrosi il 19.4.1996,

 

-    artrodesi lunato-capitato-hamato e triquetro
spugnosa il 20.6.1997,

 

-    asportazione di 5 chiodi di Kirschner il
16.12.1997

 

Tallonite a destra in piedi piatti bilaterali."
(Doc. AI 59)

 

                                         Quanto
alla valutazione sulla capacità lavorativa egli ha osservato:

 

" 
Considero come lavoro
ergonomicamente idoneo alle patologie sopramenzionate, un'attività con carichi
variabili (carico massimo: 10 kg), che permette di cambiare molto spesso la posizione
del rachide senza movimenti ripetitivi di rotazione o flessione della colonna
vertebrale, rispettivamente senza estensione prolungata del rachide.
L'assicurato non dovrebbe caricare la mano sinistra oltre i 5 kg,
rispettivamente sottoporla a movimenti monotoni.

 

In un lavoro adeguato allo stato di salute, giudico
l'assicurato abile al lavoro sull'arco di una giornata lavorativa normale ma
con una diminuzione del rendimento del 20% dovuta alla necessità di cambiare
molto spesso la posizione del rachide.

 

Come montatore di binari, l'assicurato è da considerare
inabile al lavoro nella misura del 100% dall'inizio 2001." (Doc. AI 59)

 

                               2.6.   Con
il ricorso l’assicurato contesta la valutazione del Dr. __________, sostenendo di
non presentare alcuna capacità lavorativa residua in attività adeguate.

 

                                         Egli
ha fatto riferimento alla seguente documentazione medica contenuta agli atti:

 

·       
perizia 8 agosto 2003 del dr. __________,
specialista in medicina interna, indicato dal Servizio medico delle __________ di
determinare la capacità lavorativa (doc. C e doc. 103). 

Poste sostanzialmente le stesse diagnosi accertate dal dr. __________, il
succitato medico ha così concluso:

“Il signor RI 1 è da considerarsi inabile al 100% definitivamente nella sua
funzione di montatore di binari, come già affermato dal medico curante dopo
l'incidente che ha portato la frattura del navicolare della mano sinistra.
L'abilità lavorativa riconquistata dopo questo incidente, che permise di
riprendere l'attività nei binari come controllore, è però attualmente
fortemente messa in discussione dalla sintomatologia attuale che gli impedisce
praticamente qualsiasi attività lavorativa.

Mi pare inutile al momento attuale preoccuparsi di quale attività egli possa
svolgere poiché nelle sue condizioni l'abilità lavorativa residua è quasi
nulla.

E' necessario invece, con intensità, ripiegarsi sulla sintomatologia dorsale e
sul sospetto di instabilità vertebrale. Mi pare indispensabile una valutazione
approfondita in un centro ortopedico universitario prima di procedere a
qualsiasi nuovo intervento diagnostico e/o terapeutico. La posta in gioco è in
effetti alta. Se fossimo in presenza di una vera instabilità vertebrale un
intervento di rifissazione potrebbe ridare al paziente un'abilità lavorativa
parziale tale da riprendere la funzione esercitata dopo l'incidente alla mano.

Confermata la diagnosi di instabilità vertebrale, la decisione su un nuovo
intervento o su un trattamento conservatorio con intensa fisioterapia specifica
di stabilizzazione spetta, come già detto, ad un centro specializzato a cui è
ora fondamentale indirizzare il paziente." (Doc.
C)

 

·       
perizia 29 marzo 2004 della Clinica
universitaria __________ di __________. Questa è la valutazione conclusiva
fornita al Servizio medico delle __________:

 

„Es liegt hier mit grosser
Wahrscheinlichkeit um eine Pseudarthrose L5/S1 vor, welche die vom Versicherten
beschriebenen einschiessenden Schmerzen auf Höhe LWS gürtelförmig durchaus
erklären kann. Fermer besteht eine Foraminalstenose auf Höhe L5/S1 mit
Kompression vor allem der rechten Nervenwurzel L5, welche die in den rechten
lateralen Oberschenkel ausstrahlenden Schmerzen erklären kann.

 

Erwähnenswert ist ebenfalls die radiocarpale Arthrose
im linken Handgelenk bei Status nach oben gennanten Operationen bei Os
scaphoid-Fraktur 1996, welche eine Arbeitsunfähigkeit von 100% in seinem Beruf
als Gleismonteur verursachte. Die Arbeitsfähigkeit von 100% als Kontrolleur im
Gleisbau, welche nach dem Unfall der linken Hand vorhanden war, ist durch die
aktuelle klinische und radiologische Situation deutlich beeinträchtigt, so dass
wir vorderhand mit einer Arbeitsunfähigkeit von 100% einverstanden sind, wie in
der Begutachtung von Dr. __________ vom August 2003 beurteilt.

 

Inwieweit mit einer Revisions-Spondylodese dorsoventral
L4-S1 die Arbeitsfähigkeit verbessert werden kann, ist nicht zu beurteilen. In
der Literatur ist bekannt, dass nach langjähriger Arbeitsunfähigkeit selten die
Arbeitsfähigkeit mit einer Revisions-Spondylodese verbessert wird." (Doc. AI 75)

 

·       
rapporto 16 aprile 2004 del dr. __________,
attivo presso il Servizio medico delle __________. Dopo aver visionato la
perizia della Clinica __________, il sanitario ha evidenziato quanto segue:

" 
Il ressort clairement de
ces documents, comme le pensait déjà notre médecin attitré, le Dr. __________,
qu'en raison des sérieux problèmes de santé ostéo-articulaires qui touchent cet
employé, ce dernier n'est plus capable de reprendre une activité
professionnelle, même dans une activité autre que celle de son ancien métier de
monteur de voies, activité professionnelle pour laquelle il avait déjà été déclaré
inapte.

Dans ces conditions, comme on ne peut pas s'attendre dans le futur à une
amélioration de l'état de santé de RI 1 qui lui permettrait de reprendre une
activité professionnelle, même si plus tard une nouvelle intervention devait
être pratiquée, ce dernier, qui a déjà été mis au bénéfice d'une retraite
anticipée partielle de 20% en 1998, remplit les conditions médicales d'une
résiliation des rapports de service selon l'article 104 de la CCT." (Doc. AI 96)

Egli ha pertanto concluso che l’assicurato assolve le condizioni per
avere diritto ad una rendita intera, stimando l’incapacità di guadagno
superiore al 70% (doc. 96).

  

                               2.7.   Perché un
rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed
esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami
approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia
stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della
situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag.
31; DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti; Pratique VSI 2001 pag. 108 consid.
3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo 2002 nella causa M [I 162/01], consid.
2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa
G.F.; STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante
una perizia giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo il l'Alta Corte
questo servizio non può essere considerato parte in causa, nel senso che
sussiste un vincolo per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in
particolare considerazione gli interessi specifici dell'assicurazione
invalidità (STFA non pubbl. del 22 maggio 1995 nella causa A. C.; DTF 123 V 178
consid. 4b; Pratique VSI 2001 p. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), la nostra Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo
fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con
l'assicuratore, non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e
l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari circostanze che
permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti circa la
parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb). 

                                         

Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31;
ZAK 1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01, consid. 3.4;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc);
Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht,
Zurigo 1997, pag. 230).$

 

                                         Va poi ricordato che se vi sono dei rapporti
medici contraddittori il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01
ed S., U 330/01).

                                                                                 

                               2.8.   Nell’evenienza concreta, secondo questo TCA, non vi sono motivi per
mettere in dubbio la fedefacenza della valutazione effettuata dal perito dr. __________,
il quale ha compiutamente tenuto conto delle affezioni invalidanti
dell’assicurato, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla
piena incapacità lavorativa nella professione abitualmente esercitata, ma abile
all’80% in attività adeguate.

Vero che nel rapporto 8 agosto 2003, quindi quasi un mese prima della perizia
del dr. __________, il dr. __________ ha escluso un’eventuale capacità
lavorativa in attività adeguate (“Mi pare inutile al momento attuale
preoccuparsi di quale attività egli possa svolgere poiché nelle sue condizioni
l’abilità lavorativa residua è quasi nulla”, doc. C) e che non si tratta
del resto di una valutazione del medico di famiglia, la quale, secondo la
giurisprudenza del TFA, a dipendenza delle situazioni gode di un ridotto valore
probatorio (cfr. consid. 2.7). Tuttavia va rilevato che il perito chiamato
dall’Ufficio AI è specialista in reumatologia ed ha dettagliatamente descritto
non solo i limiti funzionali dell’assicurato, in particolare legati alla
problematica lombare, ma anche le residue risorse fisiche che l’assicurato
potrebbe mettere a frutto in un’eventuale attività adeguata. Essendo dunque la
perizia specialistica completa ed esaustiva, alla stessa va conferito valore
probatorio pieno.

Contrariamente a quanto sostiene il ricorrente, nella perizia 29 marzo 2004 i
medici della Clinica __________ non hanno confermano l’assenza di una residua
capacità in altre attività, seppur chiamati a rendere in tal senso una loro
valutazione (“Es geht hier um di Frage nach der weiteren
Restarbeitsfähigkeit und ob in einer leichteren, rückenschonenenden Tätigkeit
wiedere eine Arbeitsfähigkeit möglich ist, in welchem Prozentsatz uno ob
vorgängige therapeutische Massnahmen notwendig sind und welcher Art”, doc.
75 pag. 1). Infatti, essi non hanno potuto valutare se un intervento di
revisione della spondilodesi a livello L4-S1 può migliorare la capacità
lavorativa, facendo comunque presente che, secondo la letteratura, solo raramente
un simile intervento dopo diversi anni d’incapacità porta ad un miglioramento
dell’abilità al lavoro (“Inwieweit mit einer Revision-Spondylodese
dorsoventral L4-S1 di Arbeitsfähigkeit verbessert werden kann, ist nicht zu
beurteilen. In der Literatur ist bekannt, dass
nach langjähriger Arbeitsunfähigkeit selten di Arbeitsfähigkeit mit einer
Revision-Spondylodese verbessert wird”, doc. 75). 

                                         Pertanto,
se da una parte gli specialisti della Clinica __________ non hanno intravisto
la possibilità di migliorare la capacità lavorativa dell’assicurato, dall’altra
va detto che tale ipotesi è stata formulata in relazione alla precedente
attività lucrativa in quanto nel paragrafo precedente essi hanno confermato il
giudizio di piena inabilità quale controllore nel montaggio di binari espresso
dal dr. __________ (Die
Arbeitsfähigkeit von 100% als Kontrolleur im Gleisbau, welche nach dem Unfall
der linken                   Hand vorhanden war, ist durch die aktuelle
klinische und radiologische Situation deutlich beeinträchtigt, so dass wir         vorderhand
mit einer Arbeitsunfähigkeit von 100% einverstanden sind, wie in der
Begutachtung von Dr. __________ vom August 2003 beurteilt, doc. AI 75)

Del resto, il dr. __________ nel raccomandare
una valutazione specialistica approfondita aveva evidenziato che “se fossimo
in presenza di una vera instabilità vertebrale un intervento di rifissazione
potrebbe ridare al paziente un’abilità lavorativa parziale tale da riprendere
la funzione esercitata dopo l’incidente alla mano”, eventualità, come
detto, esculsa dai medici di __________.

 

                                         Vero
che con comunicazione 16 aprile 2004 il Servizio medico della Cassa pensioni __________,
sulla base dei rapporti del dr. __________ e della Clinica __________, escludendo
una capacità lavorativa in altre attività, ha ritenuto l’assicurato inabile al
70% ciò che giustificherebbe una rendita intera d’invalidità LPP (doc. 96), ma
è altrettanto vero che detto servizio non era a conoscenza della perizia 2
settembre 2003 del dr. __________.

                                         

In conclusione, sulla base dell’affidabile e concludente perizia del dr. __________,
richiamato inoltre l’obbligo che incombe all’assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (cfr. consid. 2.5), è da ritenere dimostrato, con il grado
della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle assicurazioni
sociali (DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati, 115 V 142 consid.
8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c, 111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato è abile nella misura dell’80% in un’attività
adeguata rispecchiante le limitazioni elencate dal perito. 

Visto quanto sopra, la decisione impugnata merita conferma, mentre il ricorso
va respinto.

 

                               2.9.   In
via subordinata il legale dell'assicurato ha chiesto al TCA di ordinare una
perizia.

 

                                         Ora,
se l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,
si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove cfr.
KöIz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungs­rechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
SVR 2003 IV Nr. 1; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib
229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                         In
concreto, con riferimento al considerando precedente, non è necessario esperire
una perizia giudiziaria, avendo la perizia del dr. __________ valore probatorio
pieno. La richiesta del ricorrente non può essere accolta. 

 

                                         

                                      

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                 1.-   Il
ricorso é respinto.

 

                                 2.-   Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per
il Tribunale cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele
Guffi                                                         Fabio Zocchetti