# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9a1fae5b-5a3b-5f86-b569-f3f6292b963d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-05-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.05.2021 35.2020.90
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2020-90_2021-05-03.html

## Full Text

Incarto
  n.

  35.2020.90

   

  PC/DC/sc

  	
  Lugano

  3 maggio 2021

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Paola Carcano, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 ottobre 2020 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da: RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione dell’11 settembre 2020 emanata
  da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato il __________ 1968,
attivo in ragione del 50% presso la ditta __________ di __________ (e, perciò,
assicurato contro gli infortuni presso l'CO 1) in qualità di “operaio tutto
fare” dal 1° gennaio 2017 e in ragione del 50% presso la ditta __________
di __________ (e, perciò, assicurato contro gli infortuni presso __________) in
qualità di “operaio” dal 1° gennaio 2017, in data 29 gennaio 2018, verso
le ore 10.30, si trovava “all’interno del domicilio di un cliente (…).
Mentre salivo le scale di ingresso del condominio avevo la collega __________
dietro di me. Improvvisamente l’ho sentita urlare e mi sono girato. Vedendo che
stava per cadere l’ho afferrata al volo nell’intento di evitarle la caduta ma
sono stato trascinato. Sono quindi caduto sulle scale riportando una contusione
alla spalla destra e sinistra, alla parte sinistra della schiena, al polso
destro e ginocchio destro.” (doc. 2, 11, 33, 38 e 54).

A causa dell’infortunio l’assicurato si è sottoposto il 2 maggio 2018 ad un
intervento in artroscopia di decompressione sottoacromiale e riparazione cuffia
dei rotatori della spalla sinistra (ricostruzione del sovraspinato e
dell’infraspinato; doc. 30 e 31) rispettivamente il 27 febbraio 2019 ad un
intervento in artroscopia di decompressione sottoacromiale e riparazione cuffia
dei rotatori della spalla destra (ricostruzione del sovraspinato; doc. 121 e 127).

Successivamente, a causa di dolori persistenti (in particolare, alle spalle e
al ginocchio destro), l'assicurato si è sottoposto ad alcune indagini, che sono
state effettuate per mezzo di apparecchiature diagnostiche e di immagine
radiologica come pure a diverse visite mediche specialistiche. 

Una RMN effettuata al ginocchio destro nell’agosto 2019 ha messo in evidenza la
rottura del menisco mediale con parziale estrusione del menisco (doc. 213). 

RI 1 si è sottoposto anche a svariate sedute di fisioterapia, kinesiterapia,
idrokinesiterapia, tecarterapia e pure ad alcune infiltrazioni.

L’istituto assicuratore (in casu: l’CO 1) ha assunto il caso e ha
corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

Nel frattempo, RI 1 ha inoltrato il 3 agosto 2018 una domanda volta
all’ottenimento di prestazioni AI per adulti, giustificata dai postumi
infortunistici (doc. 36 e 342).

                                        

                               1.2.   Dopo avere acquisito agli
atti il rapporto del 20 gennaio 2020 relativo alla visita __________ di
chiusura del 10 gennaio 2020 del dr. med. __________, specialista FMH in
chirurgia ortopedica e traumatologia (giusta il quale l’assicurato presentava
una capacità lavorativa residua in attività adeguate del 100%, senza necessità
di pause aggiuntive: doc. 261, in data 6 febbraio 2020, l’amministrazione ha
sospeso il versamento dell’indennità giornaliera a contare dal 1° marzo 2020,
puntualizzando, per quanto concerneva le cure mediche, quanto segue: “Assumeremo
tuttavia ancora i costi per 2-3 cicli di fisioterapia per la spalla destra e la
spalla sinistra per tutto l’anno 2020.” (doc. 271).

                                        

                               1.3.   Dopo essere stati informati
il 27 febbraio 2020 dall’assicurato che si era annunciato presso l’ufficio
regionale di collocamento poiché dal 1° marzo 2020 era alla ricerca di una
nuova occupazione, l’amministrazione ha chiesto sia alla __________ di __________
sia alla __________ di __________ le relative lettere di disdetta dal rapporto
di lavoro (doc. 295, 299 e 300). Trasmesse in data 4 marzo 2020, esse sono
datate 29 novembre 2019 e riportano la seguente motivazione “disdetta per
ristrutturazione aziendale” (doc. 301-303).    

                                        

                               1.4.   Esperiti gli accertamenti
amministrativi e medici del caso (in particolare, dopo avere acquisito agli
atti anche l’apprezzamento medico del 10 gennaio 2020 del dr. med. __________
riguardante la valutazione del danno all’integrità: doc. 262 incarto LAINF),
con decisione del 13 luglio 2020, l’CO 1 ha rifiutato di concedere
all’assicurato una rendita d’invalidità (in quanto, dal raffronto dei redditi,
risultava un discapito economico nullo) e gli ha assegnato un’indennità per
menomazione dell’integrità (IMI) del 30% (doc. 325).

 

                                         L’amministrazione ha
considerato un reddito “da valido” di fr. 64'967.00, determinato in base alla
TA1 2018, ramo 41-43 (“costruzioni”), livello di qualifica 1, uomo, aggiornato
al 2020 (al 50%: fr. 35'458.02) e al ramo 77-79-82 (“att. amministrative e di
serv. di supporto”), livello di qualifica 1, uomo, aggiornato al 2020 (al 50%:
fr. 29’509'15), visto che aveva ricevuto regolare disdetta del rapporto di
lavoro da entrambe le ditte per le quali lavorava (ambedue gestite dal figlio, __________,
in qualità di amministratore unico: doc. 33, pag. 4 e doc. 163, pag. 1 e 3) ed
un reddito da “invalido” di fr. 68'992.-, calcolato in base alla TA1 2018
“attività semplici e ripetitive”, livello di qualifica 1, uomo, aggiornato al
2020, tenuto conto di una capacità lavorativa residua del 100% in attività
adeguate per i soli postumi infortunistici (doc. 322 e 325, pag. 2).

L’CO 1 ha puntualizzato quanto segue: “Una deduzione sociale ai sensi della
giurisprudenza (DTF 126 V 75) non è giustificata.” (doc. 325, pag. 2).

L’amministrazione ha pure precisato quanto segue: “I disturbi a livello
L5/S1 focale ernia discale paramediana sinistra a contatto con l’emergenza
radicolare, la condropatia femorotibiale mediale ginocchio destro come pure la
formazione in sede paravertebrale sinistra C3-C4 non sono da mettere in
relazione causale con l’infortunio da noi assicurato. Eventuali richieste di
prestazioni per tali affezioni sono da inoltrare direttamente all’assicuratore
competente (malattia/invalidità).” (doc. 325, pag. 2).

                                         

                               1.5.   Con opposizione dell’8
settembre 2020 (doc. 336), l’assicurato, patrocinato dall’avv. __________ della
__________, ha chiesto una rivalutazione della situazione, in particolare modo
del calcolo della rendita. 

Sostanzialmente il patrocinatore dell’assicurato ha sostenuto che la reale
motivazione della disdetta del contratto di lavoro era da ricondurre allo stato
valetudinario del suo cliente, divenuto inconciliabile con l’attività svolta
all’interno delle due società in questione e che la motivazione “ristrutturazione
aziendale” era solo dovuta all’intenzione dei datori di lavoro di evitargli
eventuali future problematiche o ripercussioni lavorative.

A suffragio delle sue argomentazioni ha versato agli atti le lettere del 24
luglio 2020 delle ditte __________ e __________ con allegato le relative
lettere di disdetta che riportano la seguente motivazione “disdetta a fronte
del suo certificato medico pervenutoci in data 15.11.2019, ove si evince
l’inabilità alle nostre esigenze aziendali” (doc. 337) ed il certificato
medico del 24 agosto 2020 del dr. med. __________, specialista FMH in medicina
generale, giusta il quale “(…) Dichiaro inoltre che le limitazioni descritte
all’inizio del presente certificato sono state la causa del licenziamento del
paziente dalle due ditte. (…).” (doc. 337). 

Il patrocinatore dell’assicurato ha pure criticato l’operato dell’amministrazione
per non avere applicato alcuna deduzione sociale sul reddito “da invalido”, in
particolare, puntualizzando, quanto segue: “(…) Mal si comprende, inoltre,
come codesto Istituto non abbia minimamente affrontato la questione dei fattori
sociali. (…). Si contesta in ogni caso l’assenza di motivazione quanto alla non
presa in considerazione dei citati fattori. (…)” (doc. 336, pag. 2). 

 

                               1.6.   Con decisione su opposizione
dell’11 settembre 2020 (doc. 339), l’amministrazione ha confermato la
precedente decisione del 13 luglio 2020. In particolare, l’CO 1 ha rifiutato di
concedere all’assicurato una rendita d’invalidità, in quanto, dal raffronto dei
redditi, risultava un discapito economico nullo.

 

                                         In particolare,
l’amministrazione ha puntualizzato quanto segue:

"
(…) A giusta ragione in concreto
la CO 1 non ha operato alcuna riduzione sui dati statistici. A mente della
giurisprudenza una riduzione per le limitazioni dipendenti dal danno alla
salute si giustifica soltanto se, anche su un mercato generale del lavoro
equilibrato, non esiste più un ventaglio sufficientemente ampio di attività
accessibili all'assicurato tenuto conto degli impedimenti legati alla persona o
al posto di lavoro (sentenza del TF 8C_174/2019 del 9.7.2019 consid. 5,2.2). Le
limitazioni mediche già incluse nell'esame della capacità lavorativa residua
non devono influire ulteriormente nella disamina della riduzione del reddito da
invalido e a un conteggio doppio del medesimo aspetto: la sola circostanza che
per l'assicurato siano esigibili soltanto attività leggere fino medio complesse
non giustifica anche in caso di una capacità lavorativa limitata una riduzione
aggiuntiva dovuta alle limitazioni personali. Il livello di qualifica 1 dei
dati RSS comprende già tutta una serie di attività leggere che tengono conto di
molte limitazioni. In altre parole, possono essere considerate sotto il
cappello delle limitazioni funzionali solo circostanze che in un mercato
equilibrato del lavoro devono essere considerate come eccezionali (sentenze del
TF in lingua italiana del 10.6.2020 8C_730/2019, 8C_765/2019 e 8C_9/2020). L'impossibilità
a svolgere lavori pesanti non comporta necessariamente una riduzione dato che
il salario statistico del livello 1 comprende già un gran numero di attività
leggere (sentenza del TF 8C 841/2017 del 14.5.2018 consid. 5.2.2.2.). I
Tribunali hanno a innumerevoli riprese confermato che l'età - in ogni caso per
i lavoratori non qualificati - fermo restando che l'assicurato al momento della
chiusura dell'infortunio aveva davanti a sé ancora 13 anni prima di raggiungere
l'età del pensionamento - non è un fattore di riduzione (cf. ad es. la sentenza
del TFA I 594/04 del 14.2.2005 dalla quale risulta che Hilfsarbeiten sind
grundsätzlich altersunabhängig ab dem 40. Jahr bis zum Lebensalter 63/65 sogar
loherhöhend e le sentenze del TF 8C_ 319/2007 del 6.5.2008, 8C_361/2011 del
20,7.2011, 8C-754/2015 del 26.2.2016 e 8C_227/2018 del 14.6.2018). La
nazionalità e il permesso di soggiorno non sono dei fatori riduzione (cf. ad
esempio le sentenze 9C_855/2014 del 7.8.2015 e 8C_766/2017 e 773/2017 del
30.7.2018) fermo restando che - essendo l'assicurato svizzero secondo quanto
figura sull'annuncio d'infortunio - la questione non si pone. (…).” (doc. 339,
pag. 4)

 

                                         L’amministrazione ha pure
precisato quanto segue:

 

"
(…) Con scritto 24.7.2020 alla __________
gli ex-datori di lavoro pretendono di avere dato una prima lettera di disdetta
in data 26.11.2091 dove viene menzionato il reale motivo del licenziamento e
cioè l'impossibilità di riprendere il lavoro a causa degli impedimenti fisici.
Per evitare delle future problematiche lavorative e per evitare delle
ripercussioni dal profilo del mercato del lavoro o da quello della
disoccupazione in seguito è stata indicata quale motivazione la
ristrutturazione aziendale. L'agire delle ditte lascia a desiderare in quanto
l'assicurato al momento della ricerca di un nuovo posto di lavoro non potrà
nascondere i propri limiti funzionali. Inoltre e soprattutto le prime lettere
di licenziamento portano la data del 26.11.2020 e non del 26.11.2019 fatto che
comprova che le stesse sono state redatte a posteriori e con il solo scopo di
contestare il salario da valido quantificato dalla CO 1. Se ad inizio anno
possono succedere delle sviste non essendo ancora subentrata l'abitudine di
mettere l'anno nuovo nessuno, per svista, anticipa l'anno nuovo a novembre.
(…)” (doc. 339, pag. 5).

 

                               1.7.   In ambito AI,
l’amministrazione, con progetto di decisione del 13 ottobre 2020 (doc. 342) -
dopo aver puntualizzato che “a causa dello stato di salute, l’assicurato
presentava un grado di invalidità del 20% a decorrere dal 14.03.2014. La
pratica viene quindi valutata (…) applicando il calcolo della media
retrospettiva. L’anno di carenza con inabilità media di almeno il 40% (art. 28
cpv. 1 lett. b LAI) viene pertanto raggiunto a far capo dal 01.04.2018”
(doc. 342, pag. 3) - ha preavvisato all’assicurato quanto segue: 

"
Dal 01.04.2018 (media
retrospettiva) l’assicurato ha diritto ad un quarto di rendita d’invalidità von
un grado di invalidità del 41% e dal 01.07.2018 (tre mesi dopo l’assegnazione
di rendita, art. 88 OAI) è assegnato un grado di invalidità del 100% ed un
diritto ad una rendita intera di invalidità.

Con il 01.05.2020 (tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute, art.
88a OAI) non sussiste più diritto a rendita alcuna essendo il grado
d’invalidità inferiore al 40%.

Trattandosi di una richiesta tardiva la prestazione sarà versata unicamente a
decorrere dal 01.02.2019 (6 mesi dopo la presentazione della richiesta di
prestazioni AI; cfr. art. 29 cpv. 1 LAI).” (doc. 342, pag. 3)

 

                                         L’UAI ha determinato un
grado di invalidità del 24%. In particolare, l’amministrazione ha considerato,
nel 2019 (precisando che il raffronto avrebbe dovuto essere fatto nel 2020, ma
non avevano a disposizione i dati statistici aggiornati), un reddito “da valido”
di fr. 64'396.-, determinato in base ai dati statistici, ramo 41-43
(“costruzioni”), livello di qualifica 1, uomo, aggiornato al 2019 (al 50%) e al
ramo 77-79-82 (“att. amministrative e di serv. di supporto”), livello di
qualifica 1, uomo, aggiornato al 2019 (al 50%) ed un reddito da “invalido” di
fr. 49'220.-, calcolato in base ai dati statistici “attività semplici e
ripetitive”, livello di qualifica 1, uomo, aggiornato al 2019 (fr. 68'361.-),
tenuto conto di una riduzione di rendimento del 20% in attività adeguate e di
una deduzione sociale del 10% per attività leggere e per svantaggi salariali
derivanti da contingenze particolari (doc. 342).

                               1.8.   Con tempestivo ricorso del 12
ottobre 2020, RI 1, patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto che la decisione su
opposizione dell’CO 1 venga annullata e, in via principale, che il “grado di
invalidità del signor RI 1 è posto almeno al 33%” rispettivamente,
in via sussidiaria, che “gli atti sono rinviati alla lodevole CO 1 affinché
proceda a degli accertamenti e si pronunci sul diritto alla rendita
d’invalidità del signor RI 1” (doc. I, pag. 7; n.d.r.: il grassetto non è
della redattrice).

Il patrocinatore dell’insorgente contesta che il suo cliente possa svolgere “un
lavoro più leggero che non sollecita gli arti superiori” a tempo pieno con
rendimento completo, dato che il suo stesso medico curante (dr. med. __________),
nel certificato medico del 14 novembre 2019, ha attestato che è molto
improbabile se non impossibile una ripresa della sua capacità lavorativa,
considerato il decorso operatorio caratterizzato dalla presenza continua di
dolori. Si riserva di produrre un certificato medico più mirato in sede di
replica e chiede l’esperimento di una perizia giudiziaria volta ad accertare lo
stato di salute del suo assistito.     

                                        

Il patrocinatore del ricorrente contesta pure il “reddito da invalido” di fr.
68'991.96, in quanto ritenuto eccessivo, oltre che non chiaro.

 

                                         Inoltre precisa che mal si
comprende come il suo cliente, che soffre di disturbi continui, possa
raggiungere un tale guadagno e che le limitazioni del suo cliente sono ben più
importanti di quelle indicate nella decisione avversate. Tenuto conto dei limiti
risultanti dalla visita __________ del 10 gennaio 2020, il suo cliente deve
prestare molta attenzione ai pesi che solleva. Egli non può quindi svolgere la
professione di operaio in attività semplici e ripetitive perché dovrebbe
sollevare pesi (e fintanto che non prende in mano l’oggetto non potrebbe sapere
a quanto ammonta il peso dello stesso) e potrebbe avere problemi con oggetti
grandi e pesanti. Per il suo assistito sarebbe, invece, pensabile un’attività
meno pesante come un’attività nel servizio della ristorazione, evitando carichi
troppo pesanti e facendo in modo che lui si occupi di aspetti più
organizzativi.

Considerati i lavori leggeri, la diminuzione del rendimento e le pause che il
suo assistito dovrà effettuare, appare giustificata pure una deduzione sociale
di almeno il 10%.

Il reddito “da invalido” dovrebbe, pertanto, ammontare a fr. 46'453.95, calcolato
in base alla TA1 2018, ramo 55-56 (“servizi di alloggi e di ristorazione”),
livello di qualifica 1, uomo, aggiornato al 2020, tenuto conto pure di una
deduzione sociale del 10% (doc. I, pag. 6). Effettuando il raffronto dei
redditi si ottiene un grado di invalidità del 32.67, che arrotondato raggiunge
il 33%. Il suo cliente ha, quindi, diritto ad una rendita di  almeno il 33%.

                               1.9.   Nella risposta del 2 novembre
2020, l'CO 1, dopo aver versato agli atti l'incarto LAINF completo, ha chiesto
che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).                                   

                                        

                             1.10.   In data 4 novembre 2020 il TCA
ha intimato la risposta di causa al patrocinatore del ricorrente, assegnando
alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri mezzi di
prova (doc. IV).

                                        

                             1.11.   Nella replica del 23 novembre
2020 (doc. VII) l’avv. RA 1 ha ribadito che il suo cliente ha diritto ad una
rendita di almeno il 33%, contestando pure recisamente che il suo cliente sia
stato licenziato per ristrutturazione aziendale, come ritenuto - a torto -
dall’CO 1, con argomentazioni di cui si dirà, per quanto occorra, nei
considerandi di diritto. In particolare ha puntualizzato che “Se necessario,
ci si riserva il diritto di produrre ulteriore documentazione a comprova della
posizione dell’assicurato per i datori di lavoro, rispettivamente a comprova
del reale motivo di licenziamento.” (doc. VII, pag. 2). Ha inoltre rilevato
che “il signor RI 1 ha sempre dichiarato e pagato i contributi e le imposte
sul salario da valido da lui realmente percepito, e meglio nell'anno precedente
all'infortunio, CHF 65'000.00 per la __________ e CHF 65'000.00 per la __________,
come si evince dall'estratto conto individuale della Cassa __________, agli
atti. Senza l'infortunio, il signor RI 1 avrebbe continuato la precedente
attività lucrativa e va pertanto considerato l'ultimo guadagno assicurato.”
(doc. VII, pag. 3). 

                                                                                 

                             1.12.   In data 30 novembre 2020, l'CO
1 ha ribadito la richiesta che l’impugnativa venga respinta con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. IX).

                             1.13.   Il 2 dicembre 2020 il doc. IX
è stato trasmesso al patrocinatore dell’insorgente per conoscenza (doc. X).         

                                         

 

 

 

 

                                         in diritto

 

                                         in ordine

 

                               2.1.   Preliminarmente, richiamata
la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui
l’incarto era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto
per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF
8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide
questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N.
043/2018 del 29 maggio 2018) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una
comunicazione dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato
trattato dalla funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti
(in concreto, dall’avv. RA 2), senza che la giurista di lingua italiana figlia
del Giudice Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata.

 

                                         nel merito

 

                               2.2.   Il TCA è chiamato ad
esaminare il diritto a una rendita d’invalidità dell’assicurato. Non sono
invece oggetto di contestazione, ed esulano quindi dalla presente vertenza, la
stabilizzazione dello stato di salute al 1° marzo 2020 e l’IMI assegnata.

                                      

                               2.3.   Giusta l'art. 18 cpv. 1
LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per cento a seguito
d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

 

                                         Secondo l'art. 8 cpv. 1
LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale o parziale
presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

                                         Il TF, in una sentenza U
192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha
rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv.
1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente art. 18 cpv. 2 prima frase
LAINF, motivo per il quale occorre concludere che non vi sono stati cambiamenti
di rilievo in seguito all'introduzione della LPGA.

                                         Da parte sua, l'art. 16
LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito che
l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto ottenere
se non fosse diventato invalido.

                                         L'Alta Corte, nella
sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che
anche l'art. 16 LPGA non ha modificato la valutazione del grado di invalidità
dell'assicurato previsto dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2
seconda frase LAINF.

                                         Nella stessa pronuncia la
nostra Massima Istanza ha quindi concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza
relativa ai concetti di inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e
invalidità continua a mantenere la sua validità anche in seguito
all'introduzione della LPGA.

                                         Su questi aspetti si veda
pure la DTF 130 V 343.

                                         Due sono, dunque, di norma
gli elementi costitutivi dell'invalidità:

 

                                         1.   il danno alla salute
fisica o psichica (fattore medico)

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il danno alla salute e
l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato
(fattore causale). 

                                         Nell'assicurazione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il danno alla salute e l'infortunio.

                                      

                               2.4.   L'invalidità, concetto
essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di
guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.

 

                                         D'altro canto, poiché
l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un
danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente
adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.

 

                                         Spetta al medico fornire
una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un
esatto quadro degli impedimenti che egli incontra nell'esplicare determinate
funzioni.

                                         Il medico indicherà per
prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando
quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.

                                         Egli valuterà finalmente
il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella
professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti (cfr., su questi
aspetti, STF I 871/02 del 20 aprile 2004 e STF I 162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità, proprio
perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che
l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello che egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando
la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in
un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

                                         I due redditi da porre a
raffronto sono necessariamente ipotetici. L'ipotesi deve però poggiare su
solide basi, avere un fondamento oggettivo.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione
dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione
medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre,
sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

 

                                         Il TF ha avuto modo di
confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto di lavoro
stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può esaurire
pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua residua
capacità lavorativa (STF U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La perdita di guadagno
effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno computabile soltanto se -
le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al mercato del lavoro in
generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro particolarmente stabili, si
avvera praticamente inutile, se l'assicurato esercita un'attività
ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare che sfrutti al
massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito corrisponde ad una
prestazione di lavoro e non a un salario sociale (RAMI 1991 U 130, p. 270ss.
consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le ragioni, inerenti
l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale della rimanente
capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se, sul mercato del
lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego, esigibile
dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la propria residua
capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I. Termine: reddito da
invalido

 

                                         La misura dell'attività
che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in funzione del
danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come l'età, le
attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo la giurisprudenza,
per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno considerate circostanze che
non riguardano l'invalidità vera e propria. Particolarità quali formazione
professionale o conoscenza linguistiche carenti hanno, in quest'ambito,
rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla media. In tal caso, esse
vanno o considerate nella determinazione dei due redditi da porre a confronto o
non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5a, b).

                                         Nel valutare la
possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla in capacità
di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del mercato del lavoro
ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato, nella situazione,
cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si controbilancino (cfr. RAMI
1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA del 30 giugno 1994
succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni è la norma di cui all'art.
28 cpv. 4 OAINF:

 

"
Se a causa della sua età
l'assicurato non riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la
diminuzione della capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età
avanzata, sono determinanti per valutare il grado d'invalidità i redditi che potrebbe
eseguire un assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della
stessa gravità."

 

                                         II. Termine: reddito
conseguibile senza invalidità

 

                                         Nel determinare il reddito
conseguibile senza invalidità ci si baserà per quanto possibile sulla situazione
antecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà l'evoluzione futura partendo
dall'assunto che senza di esso la situazione si sarebbe mantenuta
sostanzialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992 nella causa G.I.M.). Ci
si discosterà da questa proiezione solo se le premesse per modifiche di qualche
rilievo sono già date al momento dell'infortunio o se particolari circostanze
ne rendono il verificarsi altamente probabile (cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss.,
consid. 5b; 4a, b).

                                         Il grado di invalidità
corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico
conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da
invalido.

 

                               2.5.   Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02
dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U.
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989,
p. 30ss.).

 

                                         Nella DTF 125 V 351 seg.
(= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte
federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto valore probante, a condizione che
essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri
di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano
dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si
trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di
metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere
delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente
fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (cfr. anche Pratique
VSI 2001 p. 108ss.).

                                         Per quel che riguarda le
perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione, il TF ha pure loro
riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono degli indizi
concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STF U 168/02 del
10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).

 

                                         In una sentenza
8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale
federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la
propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno
il più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in
tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle
armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1
CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio
l’affidabilità dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei
mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in
particolare, anche le certificazioni dei medici curanti.

 

                                         Va poi evidenziato che in
ragione della diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché
di perizia), in caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione
del medico curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009,
STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del
rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in
caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008;
DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer, Bundesgesetz über die
Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353) e che il solo fatto che
uno o più medici curanti esprimano un’opinione contraddittoria non è
sufficiente a rimettere in discussione una perizia ordinata dal giudice o
dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF 9C_710/2011 del 20
marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010 consid. 3.4, entrambe
con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                                         Se vi sono dei rapporti
medici contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare
l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto
piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STF I 462/05 del
25 aprile 2007; STCA 35.2018.42 dell’11 febbraio 2019, consid. 2.2.4; STCA
35.2020.72 dell’8 marzo 2021, consid. 2.4.3).

                               2.6.   Per costante giurisprudenza,
l’assicurazione per l’invalidità non è vincolata alla valutazione
dell’invalidità dell’assicurazione contro gli infortuni e viceversa (cfr. STF
9C_529/2010 del 24 gennaio 2011; sentenza U 148/06 del 28 agosto 2007, consid.
6, pubblicata in DTF 133 V 549, consid. 6; STF 9C_594/2016 del 18 novembre
2016, consid. 2.4; SVR 2016 UV Nr. 26 c. 2.2; STF 9C_243/2017 del 2 giugno
2017, consid. 4.1; STF 9C_170/2017 dell'8 agosto 2017 consid. 4.4; STF
9C_422/2017 del 18 maggio 2018 consid. 2.2; STCA 32.2015.160 del 5 ottobre
2016, consid. 2.6, STCA 32.2016.90 del 10 aprile 2017, consid. 2.2 e STCA
35.2017.35 del 30 agosto 2017, consid. 2.3; STCA 32.2017.60 del 19 febbraio
2018, consid. 2.4; STCA 32.2017.91 del 14 agosto 2018, consid. 2.4; STCA
32.2018.106 del 13 dicembre 2018, consid. 2.3; STCA 35.2018.76 del 4 marzo
2019, consid. 2.1; STCA 32.2018.158 del 30 luglio 2019, consid. 2.6; STCA
32.2019.47 del 24 febbraio 2020, consid. 2.6; STCA 32.2020.25 del 2 ottobre
2020, consid. 2.6; STCA 35.2020.51 dell’8 febbraio 2021, consid. 2.5).

 

                               2.7.   Per quanto concerne l’aspetto
medico, dalle tavole processuali emerge che al termine della visita __________
del 10 gennaio 2020 (doc. 261) il dr. med. __________, specialista FMH in
chirurgia ortopedica e traumatologia, ha posto le seguenti diagnosi:

 

"
Diagnosi

Contusione spalla destra, spalla
sinistra, polso destro, schiena, ginocchio destro del 29.01.2018 con/su

Stato dopo intervento chirurgico di ricostruzione tendine sovraspinato più
infraspinato spalla sinistra del 02.05.2018.

Stato dopo intervento chirurgico di ricostruzione tendine sovraspinato spalla
destra del 27.02.2019.

Stato dopo intensa fisioterapia ad entrambe le spalle.

Stato dopo rottura menisco mediale e laterale ginocchio destro.

Diagnosi non di pertinenza CO 1

A livello L5/S1 focale ernia discale paramediana sinistra a contatto con
l'emergenza radicolare.

Condropatia femorotibiale mediale ginocchio destro.

Formazione in sede paravertebrale sinistra C3-C4 (RM cervicale del 28.06.2019).”
(doc. 261, pag. 5; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice)

                                         Dopo avere puntualizzato
che le attività abituali presso la ditta __________ di __________ e presso la
ditta __________ di __________ erano pesanti e, quindi, non più esigibili in
futuro, il medico __________ ha puntualizzato che l’assicurato era da
considerare abile al 100%, senza necessità di pause aggiuntive in attività
adeguate. In merito all’esigibilità lavorativa si è quindi così espresso:

 

"
Molto spesso può sollevare e
portare pesi molto leggeri fino a 5 kg fino all'altezza dei fianchi, spesso può
sollevare e portare pesi leggeri (5-10 kg) fino all'altezza dei fianchi; mai
più può sollevare e portare pesi medi (10-25 kg) fino all'altezza dei fianchi;
mai più può portare pesi pesanti e molto pesanti fino all'altezza dei fianchi;
mai più può sollevare oltre l'altezza del petto pesi fino a 5 kg e superiori ai
5 kg. Molto spesso può maneggiare attrezzi leggeri di precisione, spesso
attrezzi medi, mai più lavoro pesante/lavoro manovale rozzo e molto pesante;
molto spesso può eseguire la rotazione della mano. Mai più lavori sopra la
testa; molto spesso può eseguire rotazioni, posizione seduta/inclinata in
avanti, posizione in piedi/inclinata in avanti, posizione inginocchiata,
flessione delle ginocchia; molto spesso può avere una posizione di lunga durata
seduta, in piedi, a libera scelta; molto spesso può camminare per lunghi
tratti, camminare su terreno accidentato, salire le scale e mai più su scale a
pioli. Uso delle due mani possibile, equilibrio e stare in equilibrio
possibile.” (doc. 261, pag. 6).

Nella concreta evenienza questo
Tribunale, attentamente vagliato l’insieme della documentazione medica agli
atti (cfr., in particolare, i doc. 17, 30, 31, 32, 69, 80, 100, 103, 121, 127,
146, 155, 162, 165, 172, 193, 199, 200, 203, 212, 213, 216 e 220), ritiene
corretta l'esigibilità stabilita dal precitato medico fiduciario e posta alla
base della decisione avversata.

Il TCA non ignora il certificato medico del 13 novembre 2019 (doc. 235) della
dr.ssa med. __________, Capoclinica del servizio di chirurgia dell’Arto
superiore dell’Ospedale __________ di __________, giusta il quale “(…)
Ritengo poco probabile che il paziente potrà riprendere la propria attività
lavorativa in qualità di addetto alle pulizie e quindi con l’obbligo di
manovrare macchine anche pesanti durante l’arco della giornata. (…).” (doc.
235, pag. 2). Il TCA non ignora nemmeno il certificato medico del 24 agosto
2020 (doc. 337) del dr. med. __________, specialista FMH in medicina generale,
giusta il quale “(…) il mio paziente sopraccitato è impossibilitato ad
eseguire lavori pesanti, ad alzare pesi superiori a 5 kg, ad usare macchinari
pesanti, alla elevazione di entrambe le braccia al di sopra delle spalle, a
causa di patologia bilaterale cronicizzata alle due spalle in seguito ad
infortunio del 29 gennaio 2018, e stato dopo interventi di riparazione
artroscopica delle due spalle da parte del collega ortopedico Dr. __________
dell’ospedale __________ di __________. Alla luce di quanto sopra affermato
ritengo che il paziente non sia in grado di svolgere la sua professione presso
le ditte __________ e __________. (…)”.

Tuttavia, essi non sono atti a
sollevare dubbi - nemmeno lievi - circa la fedefacenza del referto allestito il
20 gennaio 2020 relativo alla visita __________ del 10 gennaio 2020 (doc. 261) dal
dr. med. __________, con espresso riguardo alla situazione clinica
dell'assicurato, che è stata attentamente e dettagliatamente vagliata dal
precitato medico fiduciario, come pure dell'esigibilità posta dal medesimo
specialista. 

D’altra parte anche il medico __________ ha ritenuto inesigibili le attività
usuali. Inoltre, la valutazione del medico di famiglia, seppur divergente per
quanto riguarda la valutazione della capacità lavorativa dell’insorgente, non
apporta nuovi elementi oggettivi ignorati dal medico fiduciario e va quindi
intesa nel senso di una diversa valutazione delle conseguenze che le patologie
dell’interessato hanno sulla sua capacità di lavoro. 

Per quanto riguarda inoltre la circostanza che tra la valutazione
dell’esigibilità lavorativa eseguita dal medico fiduciario dell'CO 1, che è
specialista della materia che qui ci occupa, e quella effettuata dal medico di
famiglia dell'assicurato, che è specialista FMH in medicina generale, vi siano
alcune differenze riguardanti la natura e l’importanza dei limiti funzionali
(in particolare, circa l’entità dei pesi che l’assicurato è ancora in grado di
sollevare), è irrilevante.

In effetti, il concetto d’invalidità è riferito a un mercato del lavoro
equilibrato e, quindi, ad un mercato del lavoro strutturato in modo tale da
offrire una gamma di posti di lavoro diversificati. Inoltre gli impedimenti
ritenuti dal medico di fiducia - ovvero l’impossibilità di eseguire lavori
pesanti, di alzare pesi superiori a 5 kg, di usare macchinari pesanti, di elevare
entrambe le braccia al di sopra delle spalle -, non sono tali da poter
sostenere che ci si troverebbe confrontati a una costellazione particolarmente
sfavorevole ai fini reintegrativi. Difatti, la giurisprudenza federale ha, in
maniera costante, già avuto modo di stabilire che nel mercato occupazionale
aperto a personale non qualificato o semi qualificato, vi è una sufficiente
offerta di occupazioni, in particolare nell'industria, in cui possono venir
eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi
fisici, che consentono il cambiamento frequente di posizione e che non
richiedono necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione
professionale (cfr., tra le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid.
3.3, che ha interamente confermato la STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012;
9C_635/2007 del 21 agosto 2008 consid. 3.3 e 9C_10/2007 del 26 marzo 2008
consid. 4.6.3).

Secondo la giurisprudenza, se è
vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti
sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera
attendibile il grado di invalidità. In proposito, va rilevato che il TF ha in
particolare ritenuto corretto il rinvio ad attività nel settore industriale e
commerciale, composto di lavori leggeri di montaggio, compiti di controllo e
sorveglianza che non comportano aggravi fisici, che consentono il cambiamento
frequente di posizione e che non richiedono necessariamente la messa in atto di
particolari misure di reintegrazione professionale (per es. attività d’incasso,
d’assemblaggio, di confezione prodotti, di controllo ecc.; cfr. la già citata
STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012, consid. 3.3 con riferimenti). Si può,
quindi, senz'altro ipotizzare - senza far riferimento alla difficoltà concreta
di reperimento di posti di lavoro dovuta all’eccedenza della domanda, difficoltà
che viene assicurata dall’assicurazione contro la disoccupazione e non
dall’assicurazione contro l’invalidità (DTF 110 V 276 consid. 4c; RCC 1991 pag.
332 consid. 3b; P. Omlin, Die
Invalidität in der obligatorischen Unfallversicherung, Friborgo 1995, pag. 83)
- che il ricorrente sia in grado di mettere a frutto la sua residua capacità
lavorativa in attività professionali idonee.

In merito alla scarsa
scolarizzazione, il TCA sottolinea di avere già più volte stabilito, in linea
con la giurisprudenza federale, che anche degli assicurati analfabeti e privi
di formazione, costretti ad abbandonare la loro originaria professione, di tipo
manuale, a causa del danno alla salute, possono reperire sul mercato generale
del lavoro un’attività fisicamente leggera e che non presupponga particolari
attitudini intellettuali (vedi, tra le altre, la STCA 32.2014.44 del 20 gennaio
2015 consid. 2.8; 32.2013.157 del 29 settembre 2014 consid. 2.10.2.1;
32.2013.133 del 1. aprile 2014 consid. 2.8; 32.2013.117 del 4 febbraio 2014
consid. 2.9 e riferimenti; 32.2018.106 del 13 dicembre 2018 consid. 2.6 e
riferimenti; 32.2018.123 del 6 giugno 2019, consid. 2.9).

 

In concreto questo Tribunale
ritiene che, anche nel caso di specie, nel mercato generale del lavoro esistano
delle occupazioni, essenzialmente di controllo e di sorveglianza, che il
ricorrente, nonostante i disturbi che lo interessano, sarebbe in grado di
esercitare tempo pieno (presenza e rendimento al 100%), tenuto conto dei suoi
limiti funzionali.

Del resto, gli impedimenti funzionali che presenta l’insorgente, sono quelli
che si riscontrano, usualmente, in assicurati che hanno subito danni alle
spalle: in sostanza, si tratta dell'impossibilità di sollevare,
rispettivamente, trasportare pesi anche solo relativamente importanti nonché
d'ingaggiare l'arto superiore interessato in mansioni da eseguire al di sopra
dell'orizzontale (cfr., fra le tante, STCA 35.2020.72 dell’8 marzo 2021,
consid. 2.4.4 e rinvii ivi citati, STCA 35.2018.52 del 12 novembre 2018,
consid. 2.4.3, STCA 35.2018.38 del 10 ottobre 2018, consid. 2.5, STCA
35.2017.109 del 13 giugno 2018, consid. 2.3.5, STCA 35.2017.37 del 23 novembre
2017, consid. 2.6, STCA 35.2017.2 del 2 ottobre 2017, consid. 2.6; STCA
35.1998.63 del 23 novembre 1998 e 35.1998.117 del 29 luglio 1999, confermata
dal TF con pronunzia U 296/99 del 3 gennaio 2000).

 

L'esigibilità indicata dal
medico fiduciario risulta inoltre pure plausibile alla luce dei precedenti
giurisprudenziali, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni
nell'utilizzo degli arti superiori (cfr. a questo proposito, STCA 35.2020.72
dell’8 marzo 2021, consid. 2.4.4 e rinvii ivi citati, STCA 35.2020.1 del 21
dicembre 2020, consid. 2.4.3, STCA 35.2018.114 del 18 marzo 2019, consid.
2.3.3, STCA 35.2018.52 del 12 novembre 2018, consid. 2.4.3, STCA 35.2018.38 del
10 ottobre 2018, consid. 2.5, STCA 35.2017.109 del 13 giugno 2018, consid.
2.3.5).

D'altra parte, gli impedimenti
funzionali che presenta l’insorgente sono quelli che si riscontrano,
usualmente, in assicurati che hanno subito danni agli arti inferiori e la
valutazione dell'esigibilità lavorativa espressa dal medico fiduciario __________
risulta plausibile anche alla luce dei precedenti giurisprudenziali riportati
qui di seguito, riguardanti assicurati che accusavano limitazioni nell'utilizzo
degli arti inferiori (cfr. a questo proposito, STCA 35.2017.111 del 20 giugno
2018, consid. 2.4.5, e rinvii giurisprudenziali ivi citati; 

STCA 35.2018.45 del 21 febbraio 2019, consid. 2.9.4).

In conclusione, il TCA non ha quindi motivo di scostarsi dalle considerazioni
espresse dal medico fiduciario, che ha proceduto ad una visita personale
accurata dell'assicurato, è specialista della materia che qui ci occupa e vanta
pure un’ampia esperienza in materia di medicina assicurativa.

 

Alla luce di quanto appena
esposto, richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di
intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per ovviare alle
conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla salute (DTF 123 V
233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im
schweiz. Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61; DTF 113 V 28
consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer
Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag.
221), è da ritenere dimostrato, secondo il grado della verosimiglianza
preponderante abitualmente applicato nel settore delle assicurazioni sociali
(DTF 138 V 218 consid. 6 pag. 221 con riferimenti), che RI 1 in un'attività
adeguata (ovvero rispettosa dei limiti indicati dal medico __________, dr. med.
__________) presenta una capacità lavorativa completa (presenza e rendimento 100%).

 

Le censure ricorsuali volte a
contestare l'esigibilità in attività adeguate dell'assicurato vanno dunque
respinte.

 

                               2.8.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                         Preliminarmente va
ricordato che, secondo la giurisprudenza, per il raffronto dei redditi fa stato
il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita (cfr. DTF 129 V 222;
cfr., pure, STF I 600/01 del 26 giugno 2003 consid. 3.1; STF I 670/01 del 3 febbraio
2003, pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, STF I 761/01 del 18 ottobre 2002
consid. 3.1, pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e STF I 26/02 del 9 agosto 2002
consid. 3.1; cfr. inoltre STF I 475/01 del 13 giugno 2003 consid. 4.2,).

 

                                         Nel caso di specie sono
determinanti i dati del 2020 (data di decorrenza dell’eventuale rendita: 1°
marzo 2020, ovvero dalla sospensione delle prestazioni di corta durata per intervenuta
stabilizzazione dello stato di salute: cfr. doc. 271, consid. 1.2).                      

                                       

                               2.9.   Per quanto concerne il reddito
da valido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, nella decisione
avversata, senza il danno alla salute infortunistico, RI 1, nel 2020, avrebbe
realizzato un guadagno annuo lordo di fr. 64'967.00, determinato in base alla
TA1 2018, ramo 41-43 (“costruzioni”), livello di qualifica 1, uomo, aggiornato
al 2020 (al 50%: fr. 35'458.02) e al ramo 77-79-82 (“att. amministrative e di
serv. di supporto”), livello di qualifica 1, uomo, aggiornato al 2020 (al 50%:
fr. 29’509'15), visto che aveva ricevuto regolare disdetta (“per
ristrutturazione aziendale”) del rapporto di lavoro da entrambe le ditte
per le quali lavorava (ambedue gestite dal figlio, __________, in qualità di
amministratore unico: doc. 33, pag. 4 e doc. 163, pag. 1 e 3).

Dal canto suo, RI 1 sostiene che debba essere considerato l’ultimo guadagno
percepito prima dell’infortunio, ovvero complessivi fr. 130'000 (di cui 65'000
presso la ditta __________ di __________ per un’occupazione al 50% e fr. 65'000
presso la __________ di Stabio per un’occupazione al 50%). Egli, infatti,
avrebbe ricevuto la disdetta, per motivi di salute legati al danno
post-infortunistico.   

                                         Per costante
giurisprudenza federale, se la persona assicurata era disoccupata al momento in
cui le è occorso l’infortunio oppure se nel periodo sino all’inizio della
rendita essa avrebbe perso il posto di lavoro anche senza l’infortunio, il
reddito da valido deve essere desunto dai dati della rilevazione svizzera della
struttura dei salari (RSS) (cfr., tra le tante, STF 8C_314/2019 del 10
settembre 2019 consid. 6.1 e riferimenti ivi citati; STF 8C_728/2016 del 21
dicembre 2016 consid. 3.1 in fine e riferimento ivi citato e STF 9C_501/2013
del 28 novembre 2013, consid. 4.2 in fine e 4.3.2 e riferimenti ivi citati; in
questo senso, si veda pure L. Grisanti,
Nuove regole per la valutazione dell’invalidità, in RtiD II-2006, p. 316; cfr.,
tra le tante, STCA 32.2019.24 del 28 gennaio 2020, consid. 2.6.1). Questa
giurisprudenza è stata confermata anche nella STF 8C_260/2020 del 2 luglio 2020,
pubblicata in SVR 12/2020 IV N. 71.

 

                                         In caso di assicurati che
hanno perso il lavoro per motivi estranei all’invalidità va preso in
considerazione il salario statistico conseguibile nell'ultima professione
esercitata, rispettivamente conseguibile in funzione dei titoli di studio ed in
base all'esperienza professionale concreta e non il salario statistico
conseguibile in un'attività semplice e ripetitiva (cfr. STCA 32.2013.61 del 22
novembre 2013; STCA 32.2013.216 del 22 settembre 2014, STCA 32.2017.175 del 30
maggio 2018, STCA 35.2018.123 del 27 marzo 2019; STCA 35.2019.25 del 5
settembre 2019, consid. 2.6; STCA 35.2019.57 del 14 ottobre 2019, consid. 2.6).

                                         Il TF ha stabilito che
vanno utilizzati i dati statistici più recenti disponibili al momento del
rilascio della decisione (cfr. DTF 143 V 295 consid. 4.1.7; STCA 35.2019.39 del
21 ottobre 2019, consid. 2.8; STCA 32.2019.144 del 25 maggio 2020, consid. 2.12.1;
STCA 32.2019.162 del 9 giugno 2020, consid. 2.9.1). Questa giurisprudenza è
stata confermata anche nella STF 8C_132/2020 del 18 giugno 2020, pubblicata in
SVR 12/2020 IV N. 70.

Chiamato ad esprimersi in merito, il TCA osserva che, dalle tavole processuali
emerge che, durante il colloquio del 19 aprile 2019 (doc. 163) presso gli
uffici della ditte presso le quali lavorava l’assicurato, al quale ha
partecipato anche il figlio, __________ (amministratore unico di ambedue le
società), è emerso quanto segue: 

  

"
(…) Integrazione/attività
lavorativa alternativa

Le ditte __________ e __________
attualmente contano tra i collaboratori assicurati unicamente i signori __________
e RI 1 e la signora __________.

Tre collaboratori che risultano
nella dichiarazione salari della ditta __________ relativa all'anno 2018, non
fanno più parte dell'organico dell'azienda.

I contratti sono stati sciolti in
quanto il signor __________ ci informa che la Commissione Paritetica
dell'edilizia ha fatto presente che queste tre persone, le quali lavoravano
quali muratori per le occorrenze dell'attività aziendali quando necessario,
dovevano sottostare al Contratto collettivo di lavoro (CCL) di categoria. A
fronte delle esigenze di tale CCL l'azienda ha quindi scelto di sciogliere i rapporti
di lavoro. A bisogno quindi fanno capo a personale tramite le agenzie di
collocamento temporaneo.

Il signor __________ si occupa
dell'amministrazione (con una collaboratrice amministrativa, signora __________)
e solo il signor RI 1 e la signora __________ sono dunque operativi sui
cantieri.

Entrambi risultano attualmente
inabili al lavoro (il signor RI 1 al 100% dal 29.1.2018, la signora __________
al 100% dal 29.1.2018 al 17.7.2018, al 50% dal 18.7.2018 al 31.7.2018 e
nuovamente al 100% dal 15.2.2019 per il caso 23.72570.18.3). Da osservare che
il signor RI 1 e la signora __________ sono stati vittime d'infortunio entrambi
il giorno 29.1.2018 nelle medesime circostanze).

Le aziende per proseguire la loro
attività non avrebbero altre possibilità se non quella di far capo a personale
a prestito da agenzie di collocamento private.

Il signor __________ non vede al
momento possibilità integrative alternative tenuto conto dello stato di salute
attuale del padre, ma è chiaro che in prospettiva i posti di lavoro nelle
attività originarie sono garantiti ed eventualmente si potranno trovare delle
soluzioni una volta risolti i problemi di salute. (…).”

(doc. 163, pag. 2; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice, mentre il
corsivo è della redattrice).

Il 13 novembre 2019 (doc. 235) la dr.ssa med. __________, Capoclinica del
servizio di chirurgia dell’Arto superiore dell’Ospedale __________ di __________,
ha attestato quanto segue “(…) Ritengo poco probabile che il paziente potrà
riprendere la propria attività lavorativa in qualità di addetto alle pulizie e
quindi con l’obbligo di manovrare macchine anche pesanti durante l’arco della
giornata. (…).” (doc. 235, pag. 2).

                                         Dalle tavole processuali
emerge pure che l’CO 1 è stato informato il 27 febbraio 2020 dall’assicurato
che si era annunciato presso l’ufficio regionale di collocamento poiché dal 1°
marzo 2020 era alla ricerca di una nuova occupazione e che, su richiesta
dell’amministrazione, il 4 marzo 2020 la __________ di __________ e la __________
di __________ ha trasmesso le relative lettere di disdetta dal rapporto di
lavoro, datate 29 novembre 2019, che riportano la seguente motivazione “disdetta
per ristrutturazione aziendale” (doc. 295, 299-303).    

                                         Agli atti vi è pure la seguente
notizia telefonica del 15 luglio 2020, giusta la quale (doc. 332):  

 

" Ci contatta a seguito della decisione di IR appena
ricevuta. Non è del tutto d'accordo con la nostra presa di posizione. Non si
aspettava tanto ma una rendita per le lesioni riportate è il minimo. Non riesce
a capire il nostro rifiuto. Ci comunica che lui guadagnava CHF 130000.00
all'anno e che la CO 1 deve prendere quel salario come riferimento. Informiamo
sul concetto delle rendite e che, secondo giurisprudenza in vigore, non ci si
può basare sul salario effettivo per quanto concerne il salario da valido, se
l'interessato al momento dell'infortunio non svolge un'attività lucrativa o se
viene licenziato per motivi prettamente congiunturali, ciò che corrisponde al
suo caso. Infatti, il 29.11.2019 ha ricevuto regolare disdetta da entrambe le
ditte con effetto 29.02.2020 per motivi legati prettamente a ristrutturazione
aziendale (lavoro diminuito notevolmente negli ultimi mesi). Afferma che
tale motivazione non è giusta. Lo hanno licenziato a causa dell'infortunio.
Dice che suo figlio ha motivato la disdetta con "ristrutturazione
aziendale" onde evitare problemi nella ricerca di un'eventuale altro posto
di lavoro. Purtroppo, in tutto il dossier non figura da nessuna parte un’informazione
del genere. Il responsabile della gestione del caso, signor Rocchetto, è stato
informato solo il 27.02.2020 che la ditta lo aveva licenziato.

Chiede cosa deve fare? Comunichiamo che se non è d'accordo con la decisione ha
la possibilità di fare opposizione al riguardo. Alla domanda se conosco un
avvocato in gamba per rappresentarlo rispondo semplicemente che in Ticino ce ne
sono tanti e che non possiamo fare pubblicità. Provvederà al necessario e farà
redigere da suo figlio anche una nuova lettera di licenziamento che corrisponde
alla venta. Mi chiede se in base alla nuova lettera rifacciamo i calcoli.
Informiamo che, di principio, fa stato la prima versione. In sede di
opposizione sarà il nostro servizio giuridico a esprimersi al riguardo.” (doc.
332; n.d.r.: il corsivo è della redattrice)

In seguito, il patrocinatore dell’assicurato ha prodotto le lettere del 24
luglio 2020 delle ditte __________ e __________ con allegato le relative
lettere di disdetta che riportano la seguente motivazione “disdetta a fronte
del suo certificato medico pervenutoci in data 15.11.2019, ove si evince
l’inabilità alle nostre esigenze aziendali” (doc. 337) ed il certificato
medico del 24 agosto 2020 del dr. med. __________, specialista FMH in medicina
generale, giusta il quale “(…) Dichiaro inoltre che le limitazioni descritte
all’inizio del presente certificato sono state la causa del licenziamento del
paziente dalle due ditte. (…).” (doc. 337).

Ora, alla luce della documentazione agli atti (tenuto conto, in particolare, di
quanto dichiarato dal figlio dell’assicurato, in qualità di amministratore
unico delle due società per le quali lavorava l’assicurato, durante il
colloquio del 19 aprile 2019 e poc’anzi riportato, rispettivamente a quanto
attestato il 13 novembre 2019 dalla dr.ssa med. __________, e poc’anzi
riportato, rispettivamente a quanto dichiarato dall’assicurato durante la
conversazione telefonica del 15 luglio 2020, poc’anzi riportata), secondo il
TCA, l’amministrazione non si sarebbe dovuta limitare a quanto indicato nelle
lettere di disdetta, datate 29 novembre 2019 ma ricevute solamente a inizio
marzo 2020, dopo che in data 6 febbraio 2020 aveva comunicato all’assicurato la
sospensione delle prestazioni di corta durata a far tempo dal 1° marzo 2020 e
che era stata informata il 27 febbraio 2020 dall’assicurato che si era
annunciato alla disoccupazione alla ricerca di un’occupazione a partire dal 1°
marzo 2020. 

A fronte delle puntuali censure sollevate dall'assicurato in sede di
opposizione dell’8 settembre 2020 (doc. 336), l'CO 1 avrebbe dovuto procedere
ad un colloquio con gli ex datori di lavoro e l’assicurato, facendosi fornire nel
contempo la documentazione comprovante le dichiarazioni degli stessi.    

Tanto più che, nel caso di specie, la questione da dirimere avente per oggetto la
disdetta (per motivi di salute riconducibili all’infortunio del 29 gennaio 2018
o per ristrutturazione interna) è decisiva ai fini del giudizio, in particolare
in merito all'applicabilità, o meno, della giurisprudenza poc’anzi detta.

In merito allo scopo della procedura di opposizione secondo l’art. 52 LPGA, il
Tribunale federale ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" (…)  Le but de la procédure d'opposition est d'obliger
l'assureur à revoir sa décision de plus près, parfois même en confiant l'examen
du dossier à une autre personne que l'auteur de la décision contestée. Elle
doit lui permettre, en particulier, de compléter au mieux le dossier, par des
mesures d'instruction appropriées - souvent nécessitées par les nouveaux
allégués de l'assuré - afin de décharger les tribunaux, ce qui est le but final
recherché (ATF 125 V 188 consid.1b p. 191).”

 

                                         (STF
C 273/06 del 25 settembre 2007 consid. 3.2; sul tema, si veda pure la STFA C
279/03 del 30 settembre 2005 consid. 4; STCA 35.2018.38 del 10 ottobre 2018,
consid. 2.8).

 

                                         In una sentenza
9C_675/2009 del 28 maggio 2010 consid. 8.3, la Corte federale ha, inoltre,
ricordato che l'accertamento dei fatti incombe in primo luogo all'amministrazione
in forza dell'obbligo derivante dall'art. 43 LPGA, e ha rilevato: 

 

"
(…).

8.3 Ad ogni modo si ricorda alla
ricorrente che l'accertamento dei fatti incombeva in primo luogo a lei stessa
in forza dell'obbligo derivante dall'art. 43 LPGA, secondo il quale
l'assicuratore esamina le domande, intraprende d'ufficio i necessari
accertamenti e raccoglie le informazioni di cui ha bisogno (cfr. per analogia
la sentenza 8C_122/2008 del 10 marzo 2008 consid. 3). Anche per questa ragione
essa non può ora rimproverare alla Corte cantonale un accertamento
asseritamente lacunoso per non avere approfondito un aspetto - per altro
insufficientemente sostanziato in sede cantonale come pure in sede federale,
non potendosi dal solo doppio ruolo assunto da F.________ inferire un serio
indizio di manifesto abuso di diritto - che avrebbe potuto e dovuto essere da
lei acclarato. Come già avuto modo di affermare in altro ambito,
l'amministrazione non può infatti rimandare gli approfondimenti necessari
all'accertamento dei fatti determinanti alla procedura di opposizione e tanto
meno a quella giudiziaria di ricorso senza in questo modo contravvenire allo
scopo perseguito dalle relative disposizioni che è quello di sgravare in
definitiva i tribunali (cfr. DTF 132 V 368 consid. 5 pag. 374; sul tema cfr.
pure RAMI 1999 n. U 342 pag. 410 [U 51/98])." (STCA 35.2018.38 del 10
ottobre 2018, consid. 2.8)

 

                                         In queste condizioni, non
si può prescindere dall’eseguire un nuovo accertamento in merito alle effettive
ragioni per cui l’assicurato è stato licenziato, non essendo di per sé stessa sufficiente
a dirimere la presente vertenza la documentazione agli atti. In particolare, le
disdette “per motivi di salute” (una datata 29 novembre 2019 e l’altra datata
26 novembre 2020) - che sarebbero state consegnate brevi manu
all’assicurato a fine novembre 2019 inviate dagli ex datori di lavoro il 24
agosto 2020 all’allora patrocinatore dell’assicurato - ed il certificato medico
del 24 agosto 2020 versati agli atti in sede di opposizione dal patrocinatore
dell’assicurato (doc. 336 e 337).  

Gli atti devono dunque essere retrocessi all’CO 1 affinché proceda in tal senso
(in questo senso, si vedano le STF C 273/06 del 25 settembre 2007 consid. 3.2, STF
9C_675/2009 del 28 maggio 2010 consid. 8.3 e STF 8C_204/2009 del 27 agosto 2009
consid. 5 e 6, summenzionate).

                            2.9.1.  Per motivi di economia processuale,
laddove emergesse dagli accertamenti che effettuerà l’amministrazione che la
disdetta è avvenuta per motivi di salute riconducibili all’infortunio del 29
gennaio 2018 (e non per ristrutturazione aziendale) e che, pertanto, al caso di
specie, non trova applicazione la giurisprudenza citata al considerando 2.9,
giova qui rilevare quanto segue. 

Dalle tavole processuali (in particolare, dall’estratto conto individuale: cfr.
doc. 310) emerge che gli importi percepiti dall'assicurato nel corso della propria
carriera professionale, in particolare, da lavoratore dipendente a decorrere
dal 2007 (fr. 15'637.- nel 2007; fr. 30'720.- nel 2008; fr. 38'389.- nel 2009;
fr. 29'957.- nel 2010; fr. 30'282 nel 2011; fr. 40'200.- nel 2012; fr. 38'198.-
nel 2013; fr. 0.- nel 2014; fr. 32'560.- nel 2015 e fr. 17'395.- nel 2016) -
oltre ad essere marcatamente inferiori a quanto percepito nel 2017 (ovvero
complessivi fr. 130'000.-, in qualità di “operaio” e di “operaio tutto fare”;
importo peraltro nettamente superiore a quanto usualmente riconosciuto nel
mercato del lavoro per tali attività) - hanno subito delle oscillazioni
significative nel corso degli anni.  

In siffatte circostanze, la richiesta del patrocinatore del ricorrente di
considerare, nel caso di specie, un reddito “da valido” di fr. 130'000.- per il
2020 non è condivisibile.

A tal proposito giova qui infatti ricordare che, in una sentenza 8C_611/2007
del 23 aprile 2008, a proposito del reddito da valido di un consulente
assicurativo che aveva conosciuto delle forti variazioni annuali del proprio
salario, il TF non ha censurato la presa in considerazione, da parte
dell’autorità inferiore, della media del reddito conseguito dall’assicurato
negli ultimi tre anni (“Wegen starker Lohnschwankungen von Jahr zu Jahr
stellte das kantonale Gericht zur Bemessung des Valideneinkommens auf den
Durchschnittsverdienst der letzten drei Jahre vor Eintritt des
Gesundheitsschadens ab. Als Bezugsgrösse wählte es die im Individuellen Konto
der gemeldenten beitragspflichtigen Einkommen (Art. 30ter Abs. 1 AHVG und Art.
135 ff. AHVV) ausgewiesenen, vom Arbeitgeber bestätigten Lohnsummen”), ma
ha rinviato la causa all’autorità inferiore per una determinazione più precisa
del salario percepito dopo ulteriori accertamenti in ambito fiscale. In
sostanza l’Alta Corte ha stabilito che se da una parte il reddito da valido
può, di principio, essere evinto dalle registrazioni figuranti nel conto
individuale della persona assicurata, a quest’ultima non può essere impedito di
comprovare che il reddito ivi registrato non corrisponde a quello
effettivamente conseguito.

                                      

                                         Con sentenza 9C_751/2011
del 30 aprile 2012, il TF ha giudicato il caso di un’assicurata che aveva
percepito nel corso dell’ultimo anno in cui ha svolto un’attività dipendente
(1999), prima di avere problemi di salute, un reddito nettamente superiore
rispetto a quello conseguito negli anni precedenti. L’Alta Corte ha tutelato la
decisione dei giudici cantonali che avevano preso in considerazione, quale
reddito da valido, la media degli ultimi 3 anni (dal 1997 al 1999; cfr. consid.
4.1: “[…] Il ressort en effet des constatations de la
juridiction cantonale que l'intimée a obtenu en 1999 un revenu nettement plus
élevé que ceux réalisés les années précédentes, alors qu'elle a travaillé
auprès du même employeur jusqu'à la fin de cette année-là. Ainsi, son salaire
avait évolué de la manière suivante: 49'140 fr. (1995), 54'833 fr. (1996),
57'486 fr. (1997), 56'110 fr. (1998) et 69'651 fr. (1999). Dans un tel cas,
lorsque le dernier salaire obtenu par l'assuré avant la survenance de
l'invalidité est nettement plus élevé que les revenus obtenus jusqu'alors, il
ne peut servir de référence pour le revenu sans invalidité que s'il est établi,
selon la vraisemblance prépondérante, que l'assuré aurait continué à réaliser
un tel salaire (arrêt 9C_5/2009 du 16 juillet 2009 consid. 2.3, in SVR 2009 IV
n° 58 p. 181). L'intimée ne fait valoir aucun argument qui permettrait de
considérer qu'elle aurait continué à gagner un salaire ayant subi une augmentation
majeure par rapport à celles accordées les années précédentes et d'établir que
cette majoration n'était pas due, comme on peut le penser, à la fin des
rapports de travail. La juridiction cantonale était donc en droit de ne pas se
référer uniquement au dernier salaire obtenu en 1999, mais de déterminer le
revenu sans invalidité à l'aide d'une moyenne des salaires obtenus dans les
trois années précédentes.”).

 

                                         Con
sentenza 9C_5/2009 del 16 luglio 2009, pubblicata in SVR 2009 IV Nr. 58, pag.
181, il TF ha stabilito che se l’ultimo salario conseguito prima del danno alla
salute è notevolmente superiore alla media, va preso in considerazione quale
reddito da valido solo se può essere stabilito, secondo il principio della
verosimiglianza preponderante, che l’assicurato avrebbe continuato a
conseguirlo (cfr. anche sentenza 8C_671/2010 del 25 febbraio 2011, consid.
4.5.1, pubblicata in SVR 2011 IV Nr. 55, pag. 163). Questa giurisprudenza è
stata confermata anche recentemente dal TF, segnatamente nelle sentenze
9C_212/2015 del 9 giugno 2015 al consid. 5.4 e 8C_85/2015 del 28 ottobre 2015
al consid. 4.2 (cfr. STCA 32.2015.90 del 30 maggio 2016, consid. 2.7).

Con sentenza 9C_308/2020 del 3 novembre 2020, consid. 3.1, il TF ha pure
stabilito che “(…) Weist das zuletzt erzielte Einkommen starke und
verhältnismässig kurzfristig in Erscheinung getretene Schwankungen auf, ist auf
den während einer längeren Zeitspanne erzielten
Durchschnittsverdienst abzustellen (Urteile 9C_14/2019 vom 24. April 2019 E.
2.2.2; 8C_443/2018 vom 30. Januar 2019 E. 2.1 mit Hinweisen)”.  

Questa giurisprudenza è stata confermata anche recentemente dal TF,
segnatamente nelle sentenze 8C_581/2020 del 3 febbraio 2021 consid. 6.1 e STF 8C_745/2020
del 29 marzo 2021 consid. 6.3).

Giova, infine, ancora ricordare, che, secondo la giurisprudenza, generalmente i
redditi da attività dipendente ed indipendente iscritti nel conto individuale
possono costituire la base di determinazione del reddito da valido (anche da
invalido: DTF 117 V 8 consid. 2c/aa). Spetta all’assicurato dimostrare che tali
dati si discostano in maniera rilevante dall’effettive entrate (art. 25 OAI;
STF 9C_111/2009 del 21 luglio 2009 con riferimento a SVR 1999 IVG nr. 24; STF I
705/05 del 29 gennaio 2003 consid. 2.2.1; STCA 32.2016.149 del 22 giugno 2017,
consid. 2.10.1; STCA 35.2018.123 del 27 marzo 2019, consid. 2.5.1; STCA
35.2019.1 del 22 maggio 2019, consid. 2.7).

                             2.10.   Per quanto concerne il reddito
da invalido, secondo l’assicuratore infortuni resistente, con il danno alla
salute infortunistico, RI 1, nel 2020, avrebbe realizzato un guadagno annuo
lordo fr. 68'992.-, calcolato sulla base dei dati statistici risultanti
dall'ISS (doc. 322 e 325, pag. 2).

L’importo di fr. 68'992.- è stato desunto dalla tabella TA1 2018, “attività
semplici e ripetitive”, livello di qualifica 1, uomo, aggiornato al 2020,
tenuto conto di una capacità lavorativa residua del 100% in attività adeguate
per i soli postumi infortunistici (doc. 322 e 325, pag. 2).

Il patrocinatore dell’assicurato non ha contestato il reddito da invalido di
fr. 68'992.-, determinato dall’amministrazione, quanto piuttosto che il suo
assistito presenti una capacità lavorativa residua del 100% in attività adeguata
che, tuttavia, come si è visto al consid. 2.7, è stata confermata dal TCA. In
siffatte circostanze, non può neppure essere condivisa - e viene, pertanto,
respinta - la censura ricorsuale, giusta la quale per l’assicurato sarebbe pensabile
un’attività meno pesante come un’attività nel servizio della ristorazione,
evitando carichi troppo pesanti e facendo in modo che lui si occupi di aspetti
più organizzativi.

                                         In quanto desunto dalla
tabella TA1 2018, attività semplici e ripetitive, livello di qualifica 1,
uomini, aggiornato al 2020 l’importo di fr. 68'992.00 - a ragione, rimasto
incontestato dal patrocinatore dell’assicurato - può essere fatto proprio da
questa Corte.

                                         Il rappresentante
dell’insorgente critica l’operato dell’CO 1 per non avere applicato alcuna
deduzione sociale al precitato importo (cfr. doc. I). 

 

                                         In sede di risposta (doc.
3, pag. 3), l’Istituto assicuratore ha sostanzialmente ribadito le dettagliate
e motivate considerazioni già espresse nella decisione avversata (doc. A, pag. 4;
cfr. consid. 1.6).

 

                                         Chiamato ora a
pronunciarsi, il TCA ricorda che, secondo la giurisprudenza federale, per gli
assicurati che, a causa della particolare situazione personale o professionale
(affezioni invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico. Il TF ha precisato, al
riguardo, come una deduzione globale massima del 25% del salario statistico
permettesse di tener conto delle varie particolarità suscettibili di influire
sul reddito del lavoro. Inoltre, chiamato a pronunciarsi sulla deduzione
globale, la quale procede da una stima che l'amministrazione deve succintamente
motivare, il giudice non può senza valido motivo sostituire il suo
apprezzamento a quello degli organi dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc).

 

                                         Con sentenza 9C_179/2013
del 26 agosto 2013 al consid. 5.4 il TF ha confermato il principio posto dal
TCA secondo cui la riduzione del salario statistico deve avvenire tramite
l’utilizzo di multipli di 5, ritenuto come l’applicazione di tassi più
frazionati si rivelerebbe problematica poiché siffatte riduzioni sarebbero
difficilmente concretizzabili e quindi anche difficilmente verificabili in sede
giudiziaria. Questa giurisprudenza è stata confermata anche nella sentenza 9C_767/2015
del 19 aprile 2016 al consid. 4.6.

 

                                         Con sentenza 8C_80/2013
del 17 gennaio 2014 al consid. 4.2 il TF ha rammentato che non è necessario
procedere con deduzioni distinte per ogni fattore entrante in considerazione
come le limitazioni legate all’età, gli anni di servizio, la nazionalità, la
categoria del permesso di soggiorno o ancora il tasso d’occupazione. Occorre
piuttosto procedere ad una valutazione globale, nei limiti del potere di
apprezzamento, degli effetti di questi fattori sul reddito da invalido, tenuto
conto dell’insieme delle circostanze concrete.                                        

                                         La più recente
giurisprudenza federale ha stabilito che il livello di qualifica 1 dei dati RSS
comprende già tutta una serie di attività leggere, che tengono conto di molte
limitazioni. In altre parole, possono essere considerate sotto il cappello
delle limitazioni funzionali solo circostanze che in un mercato equilibrato del
lavoro devono essere considerate come eccezionali. Negli altri casi non viene
applicata nessuna deduzione a questo titolo neppure se la capacità lavorativa è
totale in attività adeguate e non si pone dunque il problema di un’indebita
doppia deduzione (sentenze 8C_495/2019 dell'11 dicembre 2019 consid. 4.2.2 con
riferimento e 8C_82/2019 del 19 settembre 2019 consid. 6.3.2; 8C_730/2019 del
10 giugno 2020 consid. 4.4.4; 8C_765/2019 del 10 giugno 2020 consid. 5.4.4;
8C_9/2020 del 10 giugno 2020 consid. 4.4.4; in questo senso, si veda pure Ares Bernasconi, “8C_9/2020 du 10 juin
2020 - Abattement sur le revenu d’invalide selon l’ATF 126 V 75”, in SZS/RSAS
1/2021 n. 49).

 

                                         Occorre inoltre ricordare
che le limitazioni mediche già incluse nell'esame della capacità lavorativa
residua non devono influire ulteriormente nella disamina della riduzione del
reddito da invalido e a un conteggio doppio del medesimo aspetto: la sola
circostanza che per l'assicurato siano esigibili soltanto attività leggere fino
medio complesse non giustifica anche in caso di una capacità lavorativa
limitata una riduzione aggiuntiva dovuta alle limitazioni personali (sentenze
8C_805/2016 del 22 marzo 2017 consid. 3.1 e 3.4.2 e 9C_846/2014 del 22 gennaio
2015 consid. 4.1.1 con riferimenti).

                                      

                                         Nel caso di specie, dalla
documentazione agli atti emerge che, nonostante il danno salute, l’assicurato
sarebbe ancora in grado di svolgere, senza limiti di tempo o di rendimento,
un’attività leggera dal profilo dell’impegno fisico, e per lo più sedentaria,
da svolgere a livello del piano orizzontale (cfr. supra, consid. 2.7).

 

                                         Secondo questo Tribunale,
tenuto conto dell’esigibilità appena descritta, occorre ammettere che il
ricorrente beneficia di un ventaglio di attività sostitutive esigibili ancora
sufficientemente ampio, motivo per il quale una decurtazione non sarebbe
giustificata (in questo senso, si veda, ad esempio, STF 8C_122/2019 del 10
settembre 2019 consid. 4.3.1.4, concernente un assicurato i cui limiti
funzionali riguardavano i movimenti ripetitivi del gomito destro e il trasporto
di pesi superiori a 7 kg, precisato che quest’ultimo costituiva un valore massimo
nel senso che il trasporto di pesi, anche di minore entità, doveva alternarsi a
periodi di riposo per il braccio destro, STF 8C_174/2019 consid. 5.2.2,
riguardante un’assicurata in grado di impiegare il suo arto superiore sinistro
soltanto in attività leggere e non ripetitive oppure STCA 35.2019.73 del 22
gennaio 2020 consid. 2.4.6, concernente un assicurato, vittima di un infortunio
all’arto superiore dominante, che è stato ritenuto ancora in grado di svolgere,
a tempo pieno e con un rendimento completo, un’attività lavorativa leggera, in
cui potesse evitare di sollevare/trasportare pesi superiori ai 5 kg e di
svolgere mansioni sopra il livello delle spalle). Da notare che, in base a
quanto risulta dagli atti medici, il qui ricorrente non può essere considerato
alla stregua di un individuo di fatto in grado di utilizzare un’unica mano/un
unico braccio [faktische Einhändigkeit/Einarmigkeit], situazione che, in base
alla giurisprudenza, avrebbe giustificato una riduzione sociale (cfr., ad
esempio, STF 8C_383/2020 del 21 settembre 2020 consid. 4.2.2).

 

                                         Va anche osservato che il
fatto di avere una limitata formazione professionale non giustifica ulteriori
decurtazioni, considerato che le attività adeguate entranti in linea di conto
(livello di qualifica 4, semplici e ripetitive) non richiedono né un’esperienza
professionale diversificata, né un grado di istruzione particolare (cfr., tra
le tante, STF 8C_603/2020 del 4 dicembre 2020 consid. 6.2, STF 8C_122/2019 del
10 settembre 2019 consid. 4.3.2 e STF 8C_46/2018 dell’11 gennaio 2019 consid.
4.4; cfr. in questo senso anche DTF 137 V 71 consid. 5.3. e SVR 2002 n. U 15 p.
49 consid. 3b; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; STF 8C_709/2008 del 3 aprile 2009
consid. 2.3).

 

                                         Nella STF 8C_482/2016 del
15 settembre 2016 pubblicata in SVR 2017 IV Nr. 17 l’Alta Corte ha ribadito che
in caso d’applicazione del livello di qualifiche 4 della RSS 2010 sono già
considerate le carenti conoscenze linguistiche. Trattandosi di lavori ausiliari
il fattore età non gioca imperativamente un effetto di riduzione sui salari
(cfr. STF 8C_482/2016 del 15 settembre 2016, consid. 5.4.2).

 

                                         Alla luce di quanto appena
esposto e tenuto pure conto del riserbo di cui deve dare prova il giudice delle
assicurazioni sociali nel sostituire il proprio apprezzamento a quello
dell’amministrazione (cfr. DTF 137 V 71, 132 V 393 consid. 3.3), questa Corte
ritiene che, non operando alcuna deduzione sociale, l’CO 1 non abbia abusato
del proprio potere di apprezzamento.

Per quanto concerne la deduzione sociale del 10% per attività leggere e per
altri fattori di riduzione operata in ambito AI (doc. 342; cfr. consid. 1.7),
giova qui ricordare che l’assicurazione per l’invalidità non è vincolata alla
valutazione dell’invalidità dell’assicurazione contro gli infortuni e viceversa
(cfr. consid. 2.6).

 

                                         Il "reddito da
invalido" ammonta, quindi, per il 2020 a fr. 68'992.00.

                                        

                             2.11.   Alla luce di quanto appena
esposto (cfr., in particolare, consid. 2.8 e 2.9), il TCA rinuncia
all'assunzione di ulteriori prove (in particolare, all’esperimento di una
perizia medica giudiziaria, così come richiesto dal patrocinatore: cfr. doc. I,
pag. 7).

 

                                         Va qui ricordato che,
quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il
giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione
che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e
che altri provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato,
si rinuncerà ad assumere altre prove (valutazione anticipata delle prove
cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si
veda pure DTF 122 II consid. 469 consid. 41; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344
consid. 3c con riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di
essere sentito conformemente all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b,
122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

                                      

                             2.12.   Visto l’esito del ricorso (il
rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria, cfr., da ultimo, STF
8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5 con rinvio a DTF 137 V 210 consid.
7.1 p. 271 e riferimento), l’CO 1 verserà all’insorgente, rappresentato da un
avvocato, l’importo fr. 1'800 (IVA inclusa) a titolo d’indennità per
ripetibili.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                         §   La decisione su
opposizione impugnata è annullata. 

                                         §§ Gli atti sono rinviati
all’CO 1 per complemento istruttorio e 

                                              nuova decisione.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. L’CO 1 verserà
all’assicurato, patrocinato da un avvocato, l’importo di fr. 1'800.- (IVA
inclusa) a titolo d’indennità per ripetibili.       

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la
busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti