# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b26abada-595a-51b0-a13a-c5b64e54ed64
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-03-26
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 26.03.2012 35.2012.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2012-1_2012-03-26.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2012.1

   

  MM

  	
  Lugano

  26 marzo 2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 31 dicembre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 30
  dicembre 2011 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da:   RA 1   

   

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 24
novembre 2009, RI 1ari - dipendente della __________ in qualità di verniciatore
e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1 -, ha subito
una torsione della spalla destra a causa della sponda di un furgone sganciatasi
alla base (cfr. doc. 22) e ha riportato, secondo il certificato 21 dicembre
2009 del dott. __________, un trauma distorsivo-contusivo (cfr. doc. 6). 

                                         L’artro-RMN
del 14 giugno 2010 ha in particolare evidenziato la presenza di un’ampia
rottura della porzione antero-postero centrale del tendine del muscolo
sovraspinato, quasi completamente staccato dalla inserzione omerale, nonché di
un’artrosi acromio-clavicolare (doc. 35).

                                         Nel corso
del mese di ottobre 2010, l’assicurato é stato sottoposto a una revisione
artroscopica della spalla destra con acromioplastica e borsectomia, esteso
débridement del moncone del tendine sovraspinato, tenolisi al capolungo del
bicipite e sezione del legamento coraco-acromiale (doc. 57). 

 

                                         L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge.

 

                               1.2.   Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 6
ottobre 2011, l’CO 1 ha posto l’assicurato al beneficio di una rendita di
invalidità del 10% dal 1° luglio 2011 nonché di un’indennità per menomazione
all’integrità (IMI) del 10% (doc. 125). 

 

                                         A seguito
dell’opposizione interposta da RI 1 personalmente (cfr. doc. 127), in data 2
dicembre 2011, l’assicuratore LAINF ha confermato il contenuto della sua prima
decisione (cfr. doc. 130).

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 31 dicembre 2011, RI 1 ha chiesto che l’CO 1 venga
condannato a corrispondergli una rendita di invalidità corrispondente a una totale
incapacità lucrativa con effetto retroattivo. 

                                         A
sostegno delle proprie pretese ricorsuali, l’insorgente ha sviluppato le
considerazioni seguenti:

 

" 
(…).

B.            Fatti

ad.
A:      contestato integralmente quanto esposto nella decisione in quanto sono
solo e esclusivamente parole non confortate da prove, documenti, perizie, ecc.
…che chiedo formalmente di trasmettere.

ad.
B:      per brevità si veda quanto esposto e documentato nella mia opposizione
(doc. 2 allegato)

                …

ad.
C:      riconfermo quanto esposto nel doc. 2

 

 

C.            Considerandi

ad.
1:       chiedo che venga precisato quali sono i punti cresciuti in giudicato e
che parimenti siano precisate le motivazioni e norme applicabili.

ad.
2 e 3  l’esposizione in oggetto, per quanto mi riguarda, sono solo parole al
vento e in contrasto con tutto quanto ha dimostrato con certificati medici e
loro perizie e precise domande da me formulate nella mia opposizione!!

                Di
conseguenza contesto quanto citato nelle loro motivazioni poiché superficiali e
inoltre di presunto stampo razzista in quanto cittadino __________ che però
lavora da oltre 40 anni in Svizzera pagando regolarmente tutti i contributi,
tasse e balzelli vari.

                Si
noti poi che alla mia precisa richiesta, vista la mia “tenera” età di trovarmi
loro un lavoro adeguato fanno … orecchio da mercante!!

                …

 

ad
4 invece che 5 come indicato:

(…)

                Le
precisazioni esposte in questo punto per certe limitazioni rispettano le
perizie mediche, per altre sono solo e unicamente loro invenzioni che non
risultano da nessuna (nemmeno quella di parte) perizia.

                …

 

ad
5:        se così é, come loro precisato, mi cerchino e mi trovino un posto di
lavoro confacente alla mia situazione dello stato di salute e della mia età in
quanto tutte le offerte da me fatte per annunci, sono rimaste lettere morte!!

ad
6:        richiamato quanto in precedenza da me esposto contesto senza mezzi
termini le loro valutazioni e percentuali esposte.

ad.
7:       per tutti i fatti, motivi e considerazioni sopra esposti il loro dire
é contestato e quindi spetta unicamente a questo lod.le Tribunale decidere nel
merito.”

                                         (doc. I)

 

                               1.4.   L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   In data 13
febbraio 2012, RI 1 si é riconfermato nelle proprie allegazioni e conclusioni
ricorsuali (cfr. doc. V). 

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria
(cfr. STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18 febbraio
2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Litigiosa é unicamente
l’entità della rendita di invalidità spettante all’insorgente. 

 

                                         In sede
di decisione su opposizione impugnata, l’Istituto assicuratore ha indicato che
oggetto della vertenza era soltanto la valutazione della rendita di invalidità,
mentre che gli altri punti toccati dalla decisione formale del 6 ottobre 2011,
specificatamente l’IMI, erano invece cresciuti in giudicato (doc. 130, p. 2). 

 

                                         Nella DTF
119 V 347, il TFA ha stabilito che l'obbligo di articolare le censure vale, di
principio, anche nella procedura d'opposizione, di modo che, nella misura in
cui la decisione non è oggetto di impugnativa nella procedura di opposizione e
non è riesaminata d'ufficio, essa passa parzialmente in giudicato.

                                         In RAMI 1999 U 323 p. 98s., l’Alta Corte ha
precisato che, anche se la richiesta nella procedura d'opposizione non si
riferisce espressamente all'indennità per menomazione dell'integrità, la
relativa prima decisione non può crescere in giudicato, qualora l'oggetto
principale del litigio (diritto alla rendita d'invalidità) sollevi delle
questioni di causalità.

 

                                         Nella presente
fattispecie, attentamente esaminato l’atto di opposizione
(doc. 127), il TCA constata che, nonostante l’assicurato abbia chiesto
l’annullamento dell’integralità della decisione formale, le relative
motivazioni e le domande più specifiche sono esclusivamente riferite all’entità
della rendita di invalidità, senza alcun accenno alla questione dell’IMI. 

 

                                         In esito
a quanto precede, questa Corte deve ritenere che la decisione formale -
relativamente all'IMI -, è effettivamente cresciuta in giudicato. 

 

                               2.3.   Giusta
l'art. 18 cpv. 1 LAINF, l'assicurato invalido (art. 8 LPGA) almeno al 10 per
cento a seguito d'infortunio ha diritto alla rendita di invalidità.

                                         Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l'incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

 

Il TFA, in una sentenza U 192/03 del 22 giugno 2004, pubblicata in
RAMI 2004 U 529, p. 572ss., ha rilevato che l'art. 18 LAINF rinvia direttamente
all'art. 8 LPGA; l'art. 8 cpv. 1 LPGA, a sua volta, corrisponde al previgente
art. 18 cpv. 2 prima frase LAINF, motivo per il quale occorre concludere che
non vi sono stati cambiamenti di rilievo in seguito all'introduzione della
LPGA.

                                         Da parte
sua, l'art. 16 LPGA prevede, che per valutare il grado d’invalidità, il reddito
che l’assicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d’integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido.

L'Alta Corte, nella sentenza U 192/03 del
22 giugno 2004, citata in precedenza, ha rilevato che anche l'art. 16 LPGA non
ha modificato la valutazione del grado di invalidità dell'assicurato previsto
dai previgenti art. 28 cpv. 2 LAI e art. 18 cpv. 2 seconda frase LAINF.

Nella stessa pronuncia la nostra Massima Istanza ha quindi
concluso che in ambito LAINF la giurisprudenza relativa ai concetti di
inabilità lavorativa, inabilità al guadagno e invalidità continua a mantenere
la sua validità anche in seguito all'introduzione della LPGA.

Su questi aspetti si veda pure la DTF 130 V 343.

 

                                         Due sono,
dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'in­va­lidità:

 

                                         1.   il
danno alla salute fisica o psichica (fattore medico)

 

                                         2.   la
diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).

 

                                         Tra il
danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve i­noltre intercorrere un
nesso causale adeguato (fattore cau­sa­le). 

                                         Nell'assi­cura­zione
obbligatoria contro gli infortuni deve esserci inoltre un nesso causale,
naturale ed adeguato, tra il dan­no alla salute e l'infortunio.

 

                               2.4.   L'invalidità,
concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della
capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di
salute.

                                         D'altro
canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui
dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone
preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in
questione.

                                         Spetta al
medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e
di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare
determinate funzioni.

                                         Il medico
indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua
professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in
altre analoghe.

                                         Egli
valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti
provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente
confacenti (cfr., su questi aspetti, la STFA I 871/02 del 20 aprile 2004 e la STFA I
162/01 del 18 marzo 2002). 

                                         L'invalidità,
proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il
reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto
invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali
provvedimenti integrativi (cfr. art. 16 LPGA).

 

                                         I due
redditi da porre a raffronto sono necessariamente ipote­ti­ci. L'ipotesi deve
però poggiare su solide basi, avere un fondamento oggettivo.

                                         La giurisprudenza
federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione
dell'invalidità, non c'é la possibilità di fondarsi su una valutazione
medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre,
sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno. 

                                         Il TFA ha
avuto modo di confermare che alla perdita di guadagno effettiva in un rapporto
di lavoro stabile si può far capo solo eccezionalmente, se l'assicurato può
esaurire pienamente presso la ditta in cui da lungo tempo lavora tutta la sua
residua capacità lavorativa (STFA U 25/94 del 30 giugno 1994).

                                         La
perdita di guadagno effettiva può corrispondere alla perdita di guadagno
computabile soltanto se - le condizioni sono cumulative - ogni riferimento al
mercato del lavoro in generale, tenuto conto dei rapporti di lavoro
particolarmente stabili, si avvera praticamente inutile, se l'assicurato
esercita un'attività ragionevolmente esigibile nella quale si deve considerare
che sfrutti al massimo la sua capacità di lavoro residua e se il reddito
corrisponde ad una prestazione di lavoro e non ad un salario sociale (RAMI 1991
U 130, p. 270ss. consid. 4a; conferma di giurisprudenza).

                                         Le
ragioni, inerenti l'azienda, che rendono impossibile l'utilizzazione ottimale
della rimanente capacità di produzione, devono essere considerate soltanto se,
sul mercato del lavoro generale, non esiste una possibilità d'impiego,
esigibile dall'assicurato, che gli permetterebbe di valorizzare meglio la
propria residua capacità di lavoro (RAMI 1991 succitata, consid. 4d).

 

                                         I.
Termine: reddito da invalido

 

                                         La misura
dell'attività che si può ragionevolmente esigere dall'invalido va valutata in
funzione del danno alla salute, avuto riguardo alle circostanze personali come
l'e­tà, le attitudini psico-fisiche, l'istruzione, la formazione professionale.

                                         Secondo
la giurisprudenza, per la fissazione dei redditi ipotetici, non vanno
considerate circostanze che non riguardano l'invalidità vera e propria.
Particolarità quali formazione professionale o conoscenza linguistiche carenti
hanno, in quest'ambito, rilevanza se sono causa di un reddito inferiore alla
media. In tal caso, esse vanno o considerate nella determinazione dei due
redditi da porre a confronto o non considerati affatto (RAMI 1993 U 168, p.
97ss., consid. 5a, b).

 

                                         Nel
valutare la possibilità di sfruttare la residua capacità lavorativa e tradurla
in capacità di guadagno non si terrà conto di difficoltà contingenti del
mercato del lavoro ma ci si collocherà nell'ipotesi di un mercato equilibrato,
nella situazione, cioè, in cui offerta e domanda sostanzialmente si
controbilancino (cfr. RAMI 1994 U 187, p. 90 consid. 2b; DTF 115 V 133; STFA
del 30 giugno 1994 succitata).

 

                                         Specifica
dell'assicurazione obbligatoria contro gli infor­tuni è la norma di cui
all'art. 28 cpv. 4 OAINF:

 

" 
Se a causa della sua età l'assicurato non
riprende più un'attività lucrativa dopo l'infortunio o se la diminuzione della
capacità di guadagno è essenzialmente dovuta alla sua età avanzata, sono deter­minan­ti
per valutare il grado d'in­validità i redditi che potrebbe eseguire un
assicurato di mezza età vittima di un danno alla salute della stessa gravità."

 

                                         II.
Termine: reddito conseguibile senza invalidità:

 

                                         Nel
determinare il reddito conseguibile senza invali­di­tà ci si baserà per quanto
possibile sulla situazione an­tecedente l'infortunio. Se ne ipotizzerà
l'evoluzione futura partendo dall'assunto che senza di esso la situazio­ne si
sarebbe mantenuta sostan­zialmente stabile (cfr. STFA del 15 dicembre 1992 nella
causa G.I.M.). Ci si discosterà da que­sta proiezione solo se le premes­se per
modifiche di qualche rilievo sono già da­te al momento del­l'infortunio o se
partico­lari circostanze ne rendono il ve­ri­ficar­si alta­mente proba­bile
(cfr. RAMI 1993 U 168, p. 97ss., consid. 5b; 4a, b).

 

                                         Il
grado di invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra
il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno
ipotetico, conseguibile da invalido.

 

                               2.5.   Nella
concreta evenienza, dagli atti di causa emerge che la decisione
dell’amministrazione di assegnare all’assicurato una rendita di invalidità del 10%
trova il proprio fondamento, per quanto attiene all’aspetto medico, nel
rapporto relativo alla visita fiduciaria di controllo del 12 maggio 2011 (cfr.
doc. 130, p. 4). 

 

                                         Il
chirurgo della mano dott. __________, in occasione della consultazione appena
citata, ha diagnosticato degli esiti da trauma distorsivo della spalla destra
con ampia rottura a carico della porzione antero-postero centrale del tendine
del sovraspinato, artrosi acromio clavicolare, nonché con plessopatia da
trazione a livello del plesso brachiale destro, segni di una leggera sofferenza
del nervo sopra scapolare destro, leggera compressione del nervo mediano al polso
e del nervo ulnare destro al solco del gomito (cfr. doc. 91, p. 3). 

                                         Il medico
di __________ dell’CO 1 ha quindi indicato che la professione di verniciatore
di carrozzeria non sarebbe più stata esigibile in misura completa. D’altro
canto, egli ha così descritto l’esigibilità lavorativa:

 

" 
(…).

L’assicurato può sollevare e portare pesi molto
leggeri fino a 5 kg fino all’altezza dei fianchi senza limitazioni, pesi
leggeri dai 5 ai 10 kg molto spesso, pesi medi dai 10 ai 25 kg spesso, pesi di ordine superiore fra i 25 e i 45 kg, oltre i 45 kg mai.

L’assicurato può sollevare pesi oltre l’altezza
del petto fino a 5 kg, oltre i 5 kg senza limitazioni a parte quelle citate
sopra. Il maneggio di attrezzi leggeri e di precisione é senza limitazioni,
medi molto spesso, lavoro pesante manuale rozzo mai, lavoro molto pesante mai.

Lavori sopra la testa con l’arto destro non più
esigibili.

Rotazione del tronco, posizione seduta e
inclinata in avanti e in piedi inclinata in avanti possibili senza limitazioni,
posizione inginocchiata e di flessione delle ginocchia pure senza limitazioni.

Posizione di lunga durata seduta e in piedi e a
libera scelta possibili senza limitazioni.

Nessun problema nello spostamento non avendo
l’assicurato nessun problema alle due estremità inferiori. Nessun problema
d’equilibrio o stare in equilibrio o di uso delle due mani nel modo corrente.

(…).”

                                         (doc. 91,
p. 4)

 

                                         Posteriormente
alla visita di controllo del 12 maggio 2011, RI 1 é stato sottoposto a RMN
della colonna cervicale e del plesso brachiale destro, su ordine dell’Istituto
assicuratore. 

                                         A livello
cervicale, l’esame in questione ha evidenziato la presenza di una discopatia
pluri-segmentale senza mielocompressione ma con una possibile compressione
radicolare C5 a destra e C6 a sinistra (doc. 102). La risonanza magnetica del 3
giugno 2011 non ha invece mostrato nulla di particolare a livello del plesso
brachiale (cfr. doc. 103). 

 

                                         Nel corso
del mese di luglio 2011, l’insorgente ha privatamente consultato il dott. __________,
Capo del Servizio di neurologia presso la Clinica __________, in ragione
dell’apparizione di disturbi all’estremità superiore destra. 

                                         Per
quanto qui d’interesse, il dott. __________ ha diagnosticato una sindrome del
tunnel carpale e, per quanto riguarda la sua eziologia, ha precisato che “i
sintomi (…) sarebbero apparsi dopo il trauma distorsivo ma la relazione causale
diretta con il trauma (fatta eccezione con la coincidenza temporale) é
difficile da dimostrare. È comunque possibile che il forte trauma da trazione
abbia slatentizzato una patologia soggiacente, frequente nella popolazione
generale e ancor più in operatori meccanici con forte sollecitazione della
mani. Rimane quindi anche la possibilità di una malattia professionale
preesistente.” (allegato al doc. 114). 

 

                                         Interpellato
dall’amministrazione, il dott. __________ ha negato l’origine
infortunistica ai disturbi localizzati alla mano destra (doc. 118). 

 

                                         Nel
quadro della procedura di opposizione, l’assicurato ha prodotto un nuovo
rapporto del dott. __________, relativo a una consultazione che ha avuto luogo
il 30 agosto 2011. Da questo documento si apprende che, in quell’occasione, RI
1 presentava un esame clinico completamente normale. Il neurologo ha quindi
affermato di ritenere valide le conclusioni enunciate a margine della visita
del luglio 2011 (lieve sindrome del tunnel carpale con, forse, una neuropatia
cubitale e, probabilmente, dei dolori tendinei a livello dell’articolazione
della spalla). A suo avviso, nonostante la modesta entità della sintomatologia,
l’assicurato non era in grado di lavorare in misura superiore al 30% (allegato
al doc. 127).

 

                                         Allegata
all’opposizione vi era pure una certificazione del dott. __________, spec. FMH
in chirurgia ortopedica, da cui si evince che “quando il paz. é a riposo o in
vacanza neanche si ricorda di avere avuto problemi con la sua spalla dx mentre
sul lavoro quando imbraccia un oggetto/utensile con braccio in contatto con il
tronco non vi sono particolari problemi, appena l’abduzione richiede un distacco
del gomito dal corpo, ecco che questa posizione non può essere sostenuta per
più di un minuto, a causa della debolezza muscolare e dunque ritengo che non
più del 30% di capacità lavorativa residua possa essere richiesta non solo come
verniciatore di carrozzeria ma anche per tutti i lavori che richiedono di
sollevare e di sostenere in tale posizione l’arto superiore dx con pesi anche
minimi.” (allegato al doc. 127). 

 

                               2.6.   Con la
decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 ha fatto proprio l’apprezzamento
dell’esigibilità lavorativa espresso dal dott. __________, sottolineando che
esso “… corrisponde a quanto si riscontra normalmente negli assicurati che
hanno riportato un danno ad una spalla.” (doc. 130, p. 4). 

 

                                         Al
riguardo, questo Tribunale rileva che quanto sostenuto  dall’ammistrazione
trova effettivamente conforto nei precedenti giurisprudenziali riportati qui di
seguito.

 

                                         In una
sentenza inedita del 12 novembre 1996 nella causa I., il TFA ha, ad esempio,
ritenuto realistica la possibilità di mettere a frutto la restante capacità
lavorativa in attività cosiddette sostitutive, trattandosi di un assicurato
cinquantacinquenne che - a causa dei postumi infortunistici interessanti, in
particolare, la spalla destra - era impedito nel sollevare pesi superiori ai 10 kg lungo tutto l'asse corporeo. La mobilità era ridotta di 2/3, certi movimenti non erano più
possibili, come ad esempio, il sollevamento del braccio oltre i 60°, di modo
che il braccio destro poteva unicamente servire come aiuto per il braccio
adominante. 

 

                                         In una
sentenza 35.1997.23 dell'11 settembre 2000 - integralmente confermata dal TFA
con sentenza U 449/00 dell'8 maggio 2002 -, questo Tribunale ha riconosciuto
come reintegrabile nel mondo del lavoro, un'assicurata che, secondo l'avviso
dei medici, presentava una mano sinistra infortunata praticamente
inutilizzabile, fatta eccezione per delle prese a tre dita senza forza.

 

                                         Il TFA é
pervenuto alla medesima conclusione in una sentenza U 240/99 del 7 agosto 2001,
parzialmente pubblicata in RAMI 2001 U 439, p. 347ss., concernente un
assicurato che, a causa dei disturbi e dei deficit funzionali all'estremità
superiore destra, è stato dichiarato in grado di svolgere lavori manuali molto
leggeri, che non richiedono l'impiego di forza con la mano destra, e il
sollevamento di pesi superiori ai 2 kg (e pertanto ritenuto praticamente monco
di una mano):

 

" 
(…).

Aufgrund der Beschwerden und Funktionsdefizite in
der ganzen rechten oberen Extremität ist der Beschwerdeführer faktisch als
Einhänder einzustufen, der seine rechte Hand bei der Arbeit - wenn überhaupt -
nur noch in ganz untergeordnetem Masse als Hilfshand einsetzen kann. Es kann
ihm daher nicht mehr zugemutet werden, bei einer manuellen Arbeit seinen
rechten Arm und seine rechte Hand dauernd einzusetzen und damit Gewichte bis zu
 2 kg zu heben. Überdies fallen häufigere Schreibarbeiten wegen der dabei
auftretenden schmerzhaften Verkrampfungen ausser Betracht. Die im
Einspracheentscheid vom 11. April 1996 genannten Verweisungstätigkeiten, u.a.
Überwachungsarbeiten an automatischen und halbautomatischen
Produktionseinheiten, Qualitätskontrolle, Arbeiten im Auskunftsdienst oder als
Portier, können auch bei vorwiegendem Gebrauch der linken Hand ausgeführt
werden und sind daher vom (unfall-) medizinischen Standpunkt aus grundsätzlich
vollzeitlich zumutbar. Hingegen fällt die Tätigkeit als Transportdisponent
ausser Betracht, nachdem der Beschwerdeführer die gemäss Unfallversicherer
hiefür erforderliche Umschulung (zweijährige Handelsschulausbildung) nicht
erfolgreich beendet hat. 

Bei den angeführten noch zumutbaren erwerblichen
Tätigkeiten handelt es sich um solche, die auf dem allgemeinen ausgeglichenen
Arbeitsmarkt durchaus zu finden sind. Zudem werden in Industrie und Gewerbe
Arbeiten, welche physische Kraft erfordern, in zunehmendem Mass durch Maschinen
verrichtet, während den körperlich weniger belastenden Bedienungs- und
Überwachungsfunktionen eine stetig wachsende Bedeutung zukommt (ZAK 1991 S. 321
Erw. 3b am Ende)." 

                                         (STFA
succitata, consid. 3b)

 

                                         In una
sentenza 35.2002.88 del 14 aprile 2003, questa Corte ha giudicato completamente
abile in attività leggere dal profilo dell'impegno fisico, comportanti in
prevalenza dei compiti di sorveglianza, un assicurato che, a causa di un,
citiamo: "importante deficit funzionale e ipotrofia muscolare all'emicinto
scapolare destro. Flessione attiva 100°, abduzione 90° solo con il gomito
flesso, rotazione interna solo fino all'altezza del trocantere. Ipersensibilità
nella regione del deltoide in corrispondenza del territorio di innervazione del
nervo ascellare", il medico di fiducia dell'assicuratore aveva ritenuto,
citiamo: "… limitato nelle attività lavorative che richiedono l'ingaggio
dell'arto superiore destro al di sopra della vita, scostato dal tronco, così
come nei movimenti di rotazione. Limitato l'uso di utensili, rispettivamente,
macchinari vibranti e contundenti. Trasporto di pesi possibile solo con il
braccio pendente, sollevamento di pesi solo al massimo fino al di sotto della
vita, tenendo l'arto superiore destro accostato al tronco." (cfr. STCA
succitata, consid. 2.6.).

 

                                         Infine, con
un giudizio I 27/06 e U 18/06 del 24 agosto 2006, consid. 5.2.3, il TFA ha
considerato in grado di svolgere a tempo pieno semplici mansioni di
sorveglianza, rispettivamente, di controllo, così come lavori in un chiosco
nonché attività ausiliarie nel campo della gastronomia o in un magazzino, un
assicurato, nato nel 1948, che soffriva di dolori cronici alla spalla destra
con irradiazione al braccio destro, di un’importante rottura della cuffia dei
rotatori a destra (con rottura completa del tendine dei muscoli sovra- e
infraspinato, rottura parziale del tendine sottoscapolare e lussazione del
tendine del bicipite), di un’artrosi dell’articolazione acromio-claveare e di una
persistente pseudoparalisi del braccio destro (diagnosi differenziale: spalla
congelata post-traumatica).

 

                                         Va inoltre
osservato che il concetto d’invalidità è riferito a un mercato del lavoro
equilibrato, nozione quest’ultima teorica e astratta implicante, da una parte,
un certo equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall’altra, un
mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di
lavoro diversificati (cfr. DTF 110 V 273 e Jean-Maurice
Frésard/Margit Moser-Szeless, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht,
Soziale Sicherheit, 2. edizione, n. 170 p. 899). 

                                         Il mercato del lavoro
accessibile ai lavoratori non qualificati è in generale limitato a dei lavori
di manodopera o ad altre attività fisiche (RCC 1989 p. 331 consid. 4a).
Tuttavia, nell'industria e nell'artigianato, le attività fisicamente pesanti
vengono eseguite sempre più spesso tramite delle macchine, motivo per cui
aumentano le attività di controllo e sorveglianza che possono essere
svolte da personale non qualificato o semi qualificato (SVR 2002 n. U 15 p. 49 consid. 3b; RCC 1991 p. 332 consid. 3b; STF 8C_709/2008
del 3 aprile 2009 consid. 2.3.). 

 

                                         In una sentenza
8C_971/2008 del 23 marzo 2009, l’Alta Corte ha ribadito che anche per gli assicurati
limitati nell’utilizzo della mano dominante, esiste un mercato del lavoro
sufficientemente ampio:

 

"  Wie die Rechtsprechung wiederholt bestätigt hat, gibt es auf einem
ausgeglichenen Arbeitsmarkt genügend realistische Betätigungsmöglichkeiten für
Personen, welche funktionell als Einarmige zu betrachten sind und überdies nur
noch leichte Arbeit verrichten können. Längst nicht alle im Arbeitsprozess im
weitesten Sinne notwendigen Aufgaben und Funktionen im Rahmen der Überwachung
und Prüfung werden durch Computer und automatische Maschinen ausgeführt.
Abgesehen davon müssen solche Geräte auch bedient und ihr Einsatz ebenfalls
überwacht und kontrolliert werden. Die Gerichtspraxis ist bisher regelmässig
bei Versicherten, welche ihre dominante Hand gesundheitlich bedingt nur sehr
eingeschränkt als unbelastete Zudienhand einsetzen können, von einem
hinreichend grossen Arbeitsmarkt mit realistischen Betätigungsmöglichkeiten
ausgegangen (Urteil 9C_418/2008 vom 17. September 2008, E. 3.2.2).“ 

                                         (il corsivo è del
redattore)

 

                                         Certo,
non possono essere ignorati gli sforzi e gli inconvenienti che la messa a
profitto della residua capacità lavorativa comporterà per RI 1. Ciò nondimeno,
essi non appaiono nè sproporzionati nè inesigibili, ricordato ancora che
secondo un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali,
l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto può da lui essere
ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze
delle sue affezioni invalidanti (obbligo di ridurre il danno cfr. STFA P 2/06
del 18 agosto 2006; DTF 123 V 96 consid. 4c; DTF 113 V 28 consid. 4a e
riferimenti ivi citati). 

                                         Se,
malgrado tale impegno, un'occupazione confacente non è reperibile in concreto,
questo è dovuto alla congiuntura del momento, per la quale, considerata la
nozione di mercato equilibrato del lavoro, l'assicurazione contro gli infortuni
non è tenuta a rispondere (DTF 110 V 276 consid. 4c;
RCC 1991 p. 332 consid. 3b; P. Omlin, Die Invalidität in der obligatorischen
Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1995, p. 83). 

                                         Parimenti estranei all'invalidità sono l'età e la mancanza di
formazione dell'interessato, fattori che, di per sé, non possono influire sulla
sua determinazione. 

                                         Nella DTF
107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione
per l'invalidità - ma lo stesso vale anche per l'assicurazione contro gli
infortuni - non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione della
sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento
o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione
(giurisprudenza confermata dal TFA con una sentenza U 156/05 del 14 luglio 2006 consid.
5).

 

                                         Per quanto concerne le
certificazioni gli atti dei dottori __________ e __________ (cfr. allegati al doc. 127), il TCA si limita a rilevare che l’esigibilità
lavorativa non va determinata né in funzione della professione precedentemente
esercitata, né di attività sostitutive che non rispettano i limiti funzionali risultanti
dalla documentazione medica. 

 

                                         In esito alle
considerazioni che precedono, questo Tribunale deve concludere che su un
mercato equilibrato del lavoro esistono delle attività, essenzialmente di
controllo e di sorveglianza, che RI 1, nonostante i disturbi che interessano l’arto
superiore destro, sarebbe ancora in grado di esercitare a tempo pieno e con un
rendimento completo.

                                         In questo contesto, occorre
segnalare che, secondo la giurisprudenza, se è vero che vanno indicate
possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice
non vanno poste esigenze esagerate. È infatti sufficiente che gli accertamenti
esperiti permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità.
In proposito, va rilevato che il TFA ha in particolare già ritenuto corretto il
rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (cfr. VSI 1998 p. 296
consid. 3b; STFA U 329/01 del 25 febbraio 2003 consid. 4.7).

 

                               2.7.   Si tratta ora di valutare le
conseguenze economiche del danno alla salute infortunistico.

 

                                         Per
quanto concerne il reddito da valido, secondo l’CO 1,
l'insorgente avrebbe guadagnato nel 2011, qualora non fosse rimasto vittima
dell’infortunio assicurato, un importo annuo di fr. 54'080 (cfr. doc.
120).

 

                                         Questo
dato, non contestato e desunto da informazioni fornite direttamente dal datore
di lavoro (cfr. doc. 119), può senz’altro essere fatto proprio dal TCA. 

 

                               2.8.   Per quanto
riguarda il reddito da invalido, la giurisprudenza federale si
fonda sui criteri fissati nelle sentenze pubblicate in DTF 126 V 75 seg. e in
DTF 129 V 472 seg.

 

                                         Nella prima sentenza di
principio la Corte ha stabilito che ai fini della determinazione del reddito da
invalido fa stato in primo luogo la situazione professionale e salariale
concreta dell'interessato, a condizione
però che quest'ultimo sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale
("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e riferimenti).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono, conformemente alla
giurisprudenza, essere ritenuti i dati forniti dalle statistiche salariali. La
questione di sapere se e in quale misura al caso i salari fondati su dati
statistici debbano essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze
personali e professionali del caso concreto (limitazione addebitabile al danno
alla salute, età, anni di servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora,
grado di occupazione), criteri questi che l'amministrazione è tenuta a valutare
globalmente. La Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione massima del
25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie particolarità
suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Il Tribunale federale delle
assicurazioni ha poi ancora rilevato, nella medesima sentenza, che, chiamato a
pronunciarsi sulla deduzione globale, la quale procede da una stima che
l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza valido
motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione.

                                         Nella
seconda sentenza di principio il TFA ha fissato i criteri da adempiere affinché
il reddito da invalido possa essere validamente determinato sulla base dei
salari DPL. 

                                         In quella
sede, la nostra Corte federale ha rilevato che, oltre a produrre almeno cinque
DPL, l’assicuratore infortuni è tenuto a fornire indicazioni sul numero totale
dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell’impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto riferimento.

 

                                         L’Alta
Corte, relativamente ai dati statistici, ha stabilito che sono esclusivamente
applicabili, in difetto di indicazioni economiche concrete, i dati salariali
nazionali risultanti dalla tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla
struttura dei salari edita dall’Ufficio federale di statistica e non i valori
desumibili dalla tabella TA13, che riferisce dei valori in relazione alle
grandi regioni (SVR 2007 UV nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I
222/04).

 

                                         In una
sentenza del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

                                         Con
sentenza 8C_399/2007 del 23 aprile 2008 al consid. 6.2 il TF ha lasciato aperta
la questione di sapere se l’adeguamento va ammesso solo nel caso in cui il
valore fosse chiaramente sotto la media (“deutliche Abweichung”). Tale è
di regola stata ritenuta una differenza del 10% (SVR 2004 UV no. 12 pag. 45
consid. 6.2; dell’8% nella sentenza U 463/06 del 20 novembre 2007; nella
sentenza pubblicata in SVR 2008 IV Nr. 49 consid. 2.3. l’Alta Corte non ha
ritenuto rilevante un gap salariale del 4%).

 

                                         La
questione è stata definitivamente risolta con la DTF 135 V 297, sentenza in cui
la nostra Massima Istanza ha stabilito che se il
guadagno effettivamente conseguito diverge di almeno il 5% dal salario
statistico usuale nel settore, esso è considerevolmente inferiore alla media ai
sensi della DTF 134 V 322 consid. 4 p. 325 e può giustificare - soddisfatte le
ulteriori condizioni -, un parallelismo dei redditi da raffrontare. Questo
parallelismo si effettua però soltanto per la parte percentuale eccedente la
soglia del 5%. Inoltre, le condizioni per una deduzione a titolo di
parallelismo e per circostanze personali e professionali sono interdipendenti,
nel senso che i medesimi fattori che incidono sul reddito non possono
giustificare contemporaneamente una deduzione a titolo di parallelismo e una
deduzione per circostanze personali e professionali. 

 

                               2.9.   Per
determinare il reddito ancora esigibile dall'assicurato, l'assicuratore LAINF
convenuto ha compiuto in sede amministrativa degli accertamenti presso alcune
aziende ticinesi. Dai medesimi risulta che nelle attività leggere che
l'assicurato sarebbe in grado di esercitare tenuto conto dei postumi residuali
che interessano l’arto superiore destro, e meglio il cameriere/cassiere presso
la __________ di __________, il regolatore di macchine presso la __________ di __________,
l’addetto alla fabbricazione di trapani presso la __________, l’apparecchiatore/aiuto
meccanico presso la __________ e l’assistente amministrativo presso la __________di
__________, i dipendenti di tali ditte percepivano in media, nel 2011, un
reddito annuo pari a fr. 48'888.80 (allegato al doc. 120).

 

                                         D’altro canto, sempre in
conformità alla giurisprudenza suevocata, l'assicuratore infortuni ha fornito
informazioni sul numero globale dei posti di lavoro che entrano in linea di
conto alla luce degli impedimenti presentati dall'assicurato, sul salario
massimo e minimo, così come sul salario medio.

                                         In
effetti, dalla tabella prodotta in allegato al doc. 120 si evince che sono 100
i posti di lavoro che entrano in considerazione, che i salari minimo e massimo
ammontano, rispettivamente, a fr. 33’000 e a fr. 66'060, e infine che quello medio
è di fr. 47'840.

 

                                         Il TCA
constata che il valore considerato dall’assicuratore LAINF convenuto (fr.
48'888.80) è superiore del 2.15% rispetto alla media dei salari medi
(fr. 47'840).

                                         In base
alla giurisprudenza federale, ciò non è però sufficiente per dubitare della
rappresentatività del reddito da invalido stabilito in base alle DPL. 

                                         In
effetti, in una sentenza U 594/06 del 26 aprile 2007, l’Alta Corte è pervenuta
a questa stessa conclusione trattandosi di una differenza dell’8% circa (cfr.,
pure, la STCA 35.2005.90 del 22 maggio 2006 consid. 2.9., in cui questo
Tribunale ha deciso di fare propria la prassi dell’CO 1 secondo la quale sono
di principio tollerati scostamenti sino al 10%).

 

                                         In
conclusione - assodato che i cinque posti di lavoro segnalati
dall’amministrazione rispettano le limitazioni funzionali descritte nella
documentazione medica agli atti -, il reddito da invalido è stato validamente
determinato in base alle DPL.

                                         Esso
ammonta a fr. 48'888.80.

                                         Decurtazioni
sul reddito da invalido stabilito in applicazione delle DPL non possono entrare
in linea di conto, considerato il sistema stesso su cui si fonda questa
modalità di fissazione del reddito (cfr. DTF 129 V 472, consid. 4.2.3).

 

                                         Il grado
di invalidità del ricorrente - stabilito confrontando i fr. 48'888.80 al
reddito che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse intervenuto
l’infortunio, e cioè fr. 54'080 (cfr. consid. 2.6.) - è del 9.59%,
arrotondato al 10% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121, consid.
3.2. = SVR 2004 UV Nr. 11 p. 41 (cfr. anche SVR 2004 UV Nr. 12 p. 44 in cui il TFA ha stabilito che la giurisprudenza appena menzionata, secondo la quale il risultato
aritmeticamente esatto del grado di invalidità va arrotondato per eccesso o per
difetto alla prossima cifra espressa in percentuale intera secondo le regole
applicabili in matematica, è applicabile immediatamente, nel senso che essa si
estende a decisioni contestate che, dal punto di vista temporale, sono state
emanate prima della pubblicazione della sentenza in questione).

 

                                         Visto
che, con la decisione su opposizione impugnata, l’CO 1 ha riconosciuto a RI 1 una
rendita di invalidità proprio del 10%, il suo ricorso deve essere respinto.

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti