# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a5237d85-2409-52ec-a3db-822016e48a47
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-10-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 27.10.2021 12.2007.177
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2007-177_2021-10-27.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2007.177

  	
  Lugano

  27 ottobre 2021/jh 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

   

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

 

 

sedente
per statuire nella causa inc. n. OA.1995.49 della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1,
promossa con petizione 23 febbraio 1987 da

 

 

	
   

  	
  AP
  1  (Bahamas) 

  già rappr. dall’ RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1  

  rappr. dall’  RA 2 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente la condanna della
parte convenuta al pagamento di US$ 1'000'000.-, e che il Pretore ha stralciato
dai ruoli con decreto 27 aprile 2007;

 

appellante l’attrice
con atto di appello 29 agosto 2007 con cui ha chiesto in via cautelare e
cautelare inaudita parte di sospendere gli effetti della decisione del Pretore,
in via preliminare ancorché subordinata di accogliere la domanda di
restituzione del termine per appellare e pertanto di riconoscere come
tempestivo l’appello, nel merito di accogliere l’appello e di conseguenza di
accertare la nullità, subordinatamente di annullare la decisione del Pretore e
quindi di riattivare la causa di cui all’inc. OA.1995.49;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto

 

in fatto e in diritto:

 

che con decreto 27 aprile
2007 il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 1, ha stralciato dai ruoli il
procedimento formante l’inc. OA.1995.49, ossia la causa promossa con petizione
23 febbraio 1987 da AP 1, __________, contro la AO 1, essendo venuto meno
l’interesse della parte che l’aveva proposta;

 

che con appello 29 agosto
2007 AP 1 in liquidazione, __________ (in seguito __________), oltre a chiedere
in via cautelare e cautelare inaudita parte la sospensione degli effetti del
pronunciato pretorile, quindi in via preliminare l’accoglimento della domanda
di restituzione del termine per appellare con conseguente riconoscimento della
tempestività del gravame, ha postulato la riforma del primo giudizio nel senso
di accertarne la nullità, subordinatamente di annullarlo e con ciò la
riattivazione della causa di cui all’inc. OA.1995.49;

 

che con osservazioni 6
ottobre 2008 gli eredi del AO 1, agenti in modo congiunto e solidale, hanno
chiesto di condannare l’appellante al versamento di una cauzione processuale,
di accertare l’incapacità processuale del suo liquidatore a rappresentarla, di
respingere sia la domanda cautelare che la domanda di restituzione in intero e
di dichiarare pertanto l’appello tardivo, in ogni caso di respingerlo con
conseguente conferma della decisione impugnata;

 

che con osservazioni 14
ottobre 2008 l’appellante ha chiesto di dichiarare irricevibile,
subordinatamente di respingere la domanda di cauzione, in via subordinata di
fissarla a un importo non superiore a fr. 2'000.-; con il medesimo allegato ha
chiesto di fare ordine alla parte appellata di documentare la capacità di parte
dei suoi membri, il loro domicilio e la legittimazione del procuratore
incaricato;

 

che a quest’ultima
domanda si è opposta la parte appellata con osservazioni 24 ottobre 2008;

 

che con decreto 4
novembre 2008 l’istanza dell’appellante volta ad accertare la capacità di parte
di ogni singolo membro della suddetta comunione ereditaria e la legittimazione
del patrocinatore a rappresentarli è stata respinta;

 

che con decreto 7
novembre 2008, in parziale accoglimento della relativa domanda, è stato fatto
obbligo a AP 1 di versare entro il 6 dicembre 2008 una cauzione processuale di
fr. 25'000.-;

 

che con lettera 4
dicembre 2008 il rappresentante di AP 1 ha chiesto, con l’accordo della
controparte, la sospensione del procedimento ai sensi dell’art. 107 vCPC-TI,
come pure del termine per il versamento della garanzia, per un periodo di 3
mesi, tenuto conto che le parti erano in vista di trovare una soluzione bonale
della vertenza;

 

 che con ordinanza 5
dicembre 2008 la procedura di appello, compreso il termine per la prestazione
della cauzione, è stata sospesa fino al 31 marzo 2009;

 

che in data 27 marzo 2009,
su richiesta dell’appellante, è stata concessa la prima proroga della
sospensione di ulteriori 2 mesi, fino al 31 maggio 2009;

 

 che in data 28 maggio
2009, su richiesta dell’appellante, è stata concessa la seconda proroga della
sospensione di ulteriori 2 mesi, fino al 31 luglio 2009;

 

che in data 13 luglio
2009, su richiesta dell’appellante, è stata concessa la terza proroga della
sospensione di ulteriori 2 mesi, fino al 30 settembre 2009;

 

 che in data 29 settembre
2009, su richiesta dell’appellante, è stata concessa la quarta proroga della
sospensione fino al 31 dicembre 2009;

 

 che in data 29 dicembre
2009, su richiesta dell’appellante, è stata concessa la quinta proroga della
sospensione fino al 28 febbraio 2010;

 

che in data 26 febbraio
2010, su richiesta dell’appellante, è stata concessa la sesta proroga della
sospensione fino al 30 giugno 2010;

 

 che in data 1° luglio
2010, su richiesta dell’appellante, è stata concessa la settima proroga della
sospensione fino al 31 dicembre 2010;

 

 che in data 15 dicembre
2010, su richiesta dell’appellante, è stata concessa l’ottava proroga della
sospensione fino al 30 giugno 2011;

 

che in data 4 luglio 2011,
su richiesta dell’appellante, è stata concessa la nona proroga della
sospensione fino al 31 dicembre 2011;

 

che in data 21 dicembre
2011, su richiesta dell’appellante, è stata concessa la decima proroga della
sospensione fino al 30 giugno 2012;

 

 che in data 28 giugno
2012, su richiesta dell’appellante, è stata concessa l’undicesima proroga della
sospensione fino al 30 settembre 2012;

 

che in data 1° ottobre
2012, su richiesta dell’appellante, la quale sosteneva “come le Parti siano
vicinissime ad un accordo”, è stata concessa la dodicesima proroga della
sospensione fino al 31 dicembre 2012;

 

 che in data 17 dicembre
2012, su richiesta dell’appellante, la quale precisava questa volta “come le
Parti siano vicine ad un accordo”, è stata concessa la tredicesima proroga
della sospensione fino al 30 giugno 2013;

 

 che in data 19 giugno
2013, su richiesta dell’appellante con la motivazione di cui sopra, è stata
concessa la quattordicesima proroga della sospensione fino al 31 dicembre 2013;

 

 che in data 18 dicembre
2013, su richiesta dell’appellante che sosteneva “come le parti stiano
sempre negoziando un accordo”, è stata concessa la quindicesima proroga
della sospensione fino al 30 giugno 2014;

 

che in data 27 giugno
2014, su richiesta dell’appellante con la motivazione di cui sopra, è stata
concessa la sedicesima proroga della sospensione fino al 31 dicembre 2014;

 

che in data 22 dicembre
2014, su richiesta dell’appellante con la motivazione di cui sopra, è stata
concessa la diciassettesima proroga della sospensione fino al 30 giugno 2015,
con l’avvertenza che non sarebbero state concesse ulteriori sospensioni della
procedura;

 

 che, con scritto 12
giugno 2015, riportante la firma di entrambi i patrocinatori delle parti, premesso
che l’accordo era stato negoziato e trovato ma doveva essere ratificato da
tutti gli eredi membri della AO 1 e che visto il loro numero elevato non era
stato ancora possibile raggiungerli tutti, nonostante gli sforzi profusi,
veniva richiesta un’ulteriore proroga, concessa per la diciottesima volta con
ordinanza 18 giugno 2015 fino al 30 giugno 2016;

 

che con la medesima
ordinanza al legale della parte appellata era chiesto di indicare il nome degli
eredi entro il 30 giugno 2016;

 

 che con scritto 21
giugno 2016 la parte appellante formulava un’ulteriore richiesta di proroga della
sospensione ritenuto che il numero enorme di eredi della AO 1 e il loro luogo
di residenza rendevano estremamente difficoltoso il processo di ratifica
dell’accordo negoziato e approvato dai rappresentanti delle parti stesse;

 

 che con ordinanza 4
luglio 2016 veniva concessa la diciannovesima proroga fino al 30 giugno 2017;

 

 che con scritto 1° giugno
2017, identico a quello del 21 giugno 2016, veniva richiesta una nuova proroga
della sospensione;

 

 che con ordinanza 7
giugno 2017 veniva concessa la ventesima proroga fino al 30 giugno 2018;

 

 che con scritto 27
giugno 2018, identico ai precedenti del 21 giugno 2016 e del 1° giugno 2017, veniva
richiesta una nuova proroga della sospensione;

 

 che con ordinanza 28
giugno 2018 veniva concessa la ventunesima proroga fino al 30 giugno 2019;

 

che con scritto 28 giugno
2019, identico ai precedenti del 21 giugno 2016, del 1° giugno 2017 e del 27
giugno 2018, veniva richiesta una nuova proroga della sospensione;

 

che con ordinanza 2
luglio 2019 è stata concessa la ventiduesima proroga fino al 30 giugno 2020;

 

che con scritto 9 giugno
2020, identico ai precedenti del 21 giugno 2016, del 1° giugno 2017, del 27
giugno 2018 e del 28 giugno 2019, veniva richiesta una nuova proroga della
sospensione;

 

che con lettera 10 giugno
2020 il presidente della Camera invitava il patrocinatore dell’appellante a comunicare
quali concrete possibilità c’erano, nel corso del 2020, di recuperare il
consenso di tutte le parti per la ratifica dell’accordo negoziato;

 

che dopo due solleciti
(12 ottobre e 23 novembre 2020) l’avv. RA 1 comunicava in data 2 dicembre 2020
che le trattative erano ancora in corso e che il loro perfezionamento era
condizionato dall’enorme numero dei componenti della AO 1, precisava quindi che
“Entro il 31 gennaio 2021 dovrebbe però essere reperita una soluzione per la
sottoscrizione di una convenzione”, auspicava così una proroga fino alla
citata data, fermo restando che “In caso di mancata conferma della
sottoscrizione della convenzione da parte di chi scrive, la procedura potrà
essere stralciata dai ruoli”;

 

 che, preso atto di
quanto precede, con ordinanza 4 dicembre 2020 è stata concessa la ventitreesima
proroga della sospensione della procedura fino al 31 gennaio 2021;

 

che con scritto 29
gennaio 2021 l’avv. RA 1 ha chiesto una proroga della procedura fino al 30
giugno 2021 facendo riferimento alle difficoltà di comunicare con i 56 membri
della AO 1, alla pandemia che aveva impedito di viaggiare ai colleghi ginevrini
e ai rappresentanti della AO 1, quindi rinviando a una procedura in corso nel
Canton Ginevra tra le stesse parti;

 

che con scritto 9
febbraio 2021 l’avv. RA 1 propugnava a sua volta la concessione della proroga
segnalando in particolare di essere finalmente riuscito a ottenere che la
Comunione ereditaria gli comunicasse il nome di un solo e unico legale che
rappresentasse l’insieme degli eredi e di essere in contatto con lo stesso, e
in conclusione esprimeva, a nome di entrambe le parti

“ …. Il nostro impegno
formale a non richiedere più alcuna proroga, qualora non si giungesse ad un
accordo entro il 30 giugno 2021.”;

 

che sulla base di quanto
precede e in particolare del formale impegno di cui si è detto, il presidente
della Camera concedeva in data 18 febbraio 2021 la ventiquattresima proroga
della sospensione della procedura fino al 30 giugno 2021 con la precisazione che
non sarebbero state concesse ulteriori proroghe;

 

che con scritto 30 giugno
2021 l’avv. RA 1 ha ancora chiesto una proroga di sei mesi, sempre con
riferimento al numero di eredi di cui è composta la comunione ereditaria di
controparte fermo restando che le trattative erano “sempre in corso e
soprattutto finalmente ripartite”;

 

che con lettera 26 luglio
2021 il presidente della Camera ha fissato all’avv. RA 1 il termine del 31
agosto 2021 per produrre un estratto aggiornato del registro ufficiale delle società
delle Bahamas riferito alla società AP 1;

 

che con lettera 31 agosto
2021 l’avv. RA 1 ha chiesto una proroga del termine per produrre quanto
richiesto;

 

che con scritto 2
settembre 2021 il presidente della Camera ha comunicato all’avv. RA 1 che, in
assenza di migliori informazioni riguardo ai passi intrapresi, la proroga
richiesta non poteva essere concessa, aggiungendo in paritempo che da una
semplice ricerca sul sito opencorporates.com risultava che la società AP
1 era stata radiata;

 

che con scritto 13
ottobre 2021 l’avv. RA 1 comunicava a questa Camera di non più rappresentare AP
1;

 

che la situazione
ingeneratasi, e qui sopra riassunta, non è più meritevole di tutela
giurisdizionale, nessuno potendo pretendere di tenere in vita una causa
iniziata nel 1987, rispettivamente un appello introdotto nel 2007, senza una
seria e concreta prospettiva riguardo al suo esito;

 

che dal profilo
procedurale la sospensione è divenuta intollerabile dal punto di vista della
celerità (art. 107 CPC-TI; per analogia v. Trezzini,
Commentario pratico al Codice di diritto processuale civile svizzero, IIa
ed., Vol. 1, n. 33 ad art. 126 CPC);

 

che in ogni modo già
l’assenza di una conferma della sottoscrizione della convenzione da parte
dell’avv. RA 1 entro il 31 gennaio 2021 (v. lettera 2 dicembre 2020 del citato
legale) impone lo stralcio della procedura dal ruolo;

 

che al medesimo risultato
si giunge a seguito della violazione del formale impegno espresso con scritto 9
febbraio 2021 dall’avv. RA 2, a nome di entrambe le parti, a non richiedere più
alcuna proroga qualora non si giungesse a un accordo entro il 30 giugno 2021;

 

che lo scrivente giudice
aveva d’altronde già avvertito le parti con ordinanza del 18 febbraio 2021 che
non sarebbero più state concesse proroghe dopo il 30 giugno 2021;

 

che, se veramente le
parti erano vicinissime a un accordo in data 1° ottobre 2012 e se veramente gli
eredi all’inizio del 2021 erano 56 (che non è certamente un numero enorme),
l’agire degli avvocati RA 1 e RA 2 non può che essere definito come un abuso
della procedura, a maggior ragione alla luce di quanto ancora si dirà qui di
seguito;

 

che occorre inoltre prendere
atto che l’avv. RA 1 non ha saputo produrre un estratto aggiornato del registro
ufficiale delle società delle Bahamas né ha smentito l’avvenuta cancellazione
di AP 1 da detto registro;

 

che sia la giurisprudenza sia la dottrina hanno già
avuto modo di stabilire che la capacità di essere parte e processuale della
società commerciale decadono con la radiazione dal Registro di commercio (DTF
132 III 731 consid. 3.1; 117 III 39 consid. 3b; II CCA 28 agosto 2012 inc. n.
12.2011.59, con numerosi rinvii), e la stessa cosa avviene, per analogia, se la
società commerciale estera è radiata dal registro ufficiale di quello Stato;

 

che se la capacità di essere parte e la capacità
processuale vengono meno nel corso del procedimento, il giudice procede a una
decisione di stralcio dai ruoli ex art. 351 CPC-TI (v. per analogia TF
4A_580/2018 del 20 dicembre 2019; Tenchio,
BSK ZPO, 2. A., Art. 66 N 51; Hrubesch-Millauer,
DIKE-Komm-ZPO, Art. 66 N 24; Kriech,
DIKE-Komm-ZPO, 2. A., Art. 242 N 3; Naegeli/Richers,
KUKO ZPO, 2. A., Art. 242 N 2; Steck,
BSK ZPO, 2. A., Art. 242 N 5);

 

che pertanto anche
l’assenza di prove circa l’esistenza della società appellante, sommato al
concreto indizio della sua radiazione, devono condurre allo stralcio della
procedura dal ruolo;

 

che, da ultimo, non va
omesso di menzionare che l’avv. RA 2 non ha mai dato seguito alla richiesta di indicare
il nome degli eredi formulata con ordinanza 18 giugno 2015;

 

che non essendo noti i
membri della Comunione ereditaria appellata e non disponendo quest’ultima della
qualità di parte anche questo ulteriore motivo conduce allo stralcio della
procedura dal ruolo; 

 

che le spese processuali
vanno a carico di chi le ha provocate, in concreto AP 1 che ha promosso
l’appello, e vanno calcolate in base agli atti compiuti (art. 2 e 21 LTG);

 

che la tassa di giustizia
e le spese sono fissate a fr. 5'000.-, importo corrispondente all’anticipo
versato dall’appellante;

 

che non entra in
considerazione l’attribuzione di ripetibili, da un lato poiché non vi è un
soggetto giuridico cui addebitarle, d’altro lato poiché alla AO 1 non può
essere riconosciuta la qualità di parte per i motivi sopra esposti; 

 

che non occorre
riattivare la procedura prima di procedere allo stralcio, la sospensione
essendo decaduta d’ufficio il 1° luglio 2021;

 

che terminando la
procedura con lo stralcio della causa, il presente giudizio va reso da questa
Camera nella composizione di un giudice unico (art. 48b cpv. 1 lett. a n. 1
LOG);

 

che il valore di causa
per un eventuale ricorso al Tribunale federale è superiore a fr. 30'000.-.

 

 

 

Per questi motivi

 

decide:

                                       

1.       
L'appello 29 agosto 2007 di AP 1 in liquidazione è stralciato dai
ruoli.

 

2.       
Le spese processuali, pari a fr. 5'000.-, già anticipati
dall’appellante, rimangono a suo carico. Non si assegnano ripetibili.

 

3.      Notificazione:

	
   

  	
  -       

  -     inevra 

   

  

Comunicazione a:

Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1

Ufficio di esecuzione, Via Bossi 2a,
Lugano

 

Pubblicazione - in
estratto - sul FUCT, Bellinzona

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          Il
vicecancelliere

                       

 

 

Rimedi
giuridici (pagina seguente)

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali,
pregiudiziali e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi
enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso
in materia civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad
almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il
ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia
ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116
LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).