# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1eb5683c-ddcd-51ec-aa76-3c2c5a2b31cf
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-04-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 02.04.2014 42.2013.16
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_42-2013-16_2014-04-02.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  42.2013.16

  42.2014.4

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  2 aprile 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 5 ottobre 2013 di

 

	
   

  	
  1. RI
  1  

  2. RI
  2  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su reclamo del 5 settembre 2013 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento, 6501
  Bellinzona 

   

   

  in materia di armonizzazione e coordinamento delle
  prestazioni sociali

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   Con decisione su reclamo del
5 settembre 2013 l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento (USSI) ha
confermato la propria decisione del 31 maggio 2013 ed ha negato il diritto a
prestazioni assistenziali a RI 2 e RI 1 sottolineando che i redditi degli
interessati devono essere cumulati (cfr. doc. III).

 

                               1.2.   Contro questa decisione gli
interessati hanno inoltrato un tempestivo ricorso al TCA chiedendo che il
calcolo della prestazione assistenziale venga effettuato separatamente per
ognuno di loro e osservano:

 

" La
signorina RI 2 ed il sottoscritto non formano un concubinato bensì gestiscono
un'economia domestica insieme, in quanto le difficoltà finanziarie riscontrate
sin dal 2012 lo richiedono.

 

Non si tratta quindi di una coppia che condivide un appartamento e
le relative spese, ma di due persone singole che per necessità hanno deciso di
divedersi un'abitazione per poter vivere in modo dignitoso e affrontare spese
minori." (doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 31
ottobre 2013 l'USSI propone di respingere il ricorso e osserva:

 

" Si
conferma quanto esposto nella decisione impugnata e in particolare si evidenzia
che i ricorrenti vivono da lungo tempo insieme e hanno continuato a vivere
insieme anche allorquando hanno cambiato residenza. Essi si danno reciproco
sostegno economico condividendo varie spese. D'altra parte hanno sottoscritto
un "contratto di convivenza", nel quale pure si definiscono e
riconoscono esplicitamente "partner" e "concubini".

 

Risulta quindi evidente che esiste una convivenza." (doc. V)

 

                               1.4.   L'11 novembre 2013 RI 2 ha
inoltrato uno scritto al TCA nel quale rileva:

 

" (…)

Nella Risposta inoltrata dall'Ufficio del Sostegno Sociale e dell'Inserimento
(USSI) inoltratovi in data 31 ottobre 2013 al punto nr. 5 si legge:

 

    " ... D'altra
parte hanno sottoscritto un "contratto di convivenza", nel quale pure
si definiscono e riconoscono esplicitamente "partner" e
concubini"."

 

Tengo a precisare che il documento è stato allestito quando io e
il signor RI 1 condividevamo ancora lo stesso letto e ci ritenevamo una coppia,
allo scopo di regolare il lato finanziario della nostra convivenza. Quest'ultimo
é dunque stato messo a disposizione dell'USSI allo scopo di illustrare a loro
che fin dall'inizio ambo le parti rifiutavano di sostenere finanziariamente la
controparte (interamente o parzialmente).

 

La situazione al momento della richiesta di concessione di
prestazioni assistenziali da parte del Signor RI 1 era cambiata da tempo in una
semplice "società" allo scopo di diminuire le spese e il costo della
vita.

 

Questo fatto é stato espressamente esposto al collaboratore LAPS e
anche nelle comunicazioni scritte.

 

Al termine del nostro legame sentimentale ho deciso di continuare
a condividere l'abitazione con il signor RI 1 per necessità. Ma questo, secondo
me, non é certo motivo abbastanza per supporre la mia disponibilità ad
affrontare il suo mantenimento. Tanto meno di privarmi dei miei diritti.

 

Sono una persona singola che insieme a un concittadino affitta un
appartamento per potersi permettere un tenore di vita dignitoso e come tale
esigo esser trattata.

 

Inoltre mi chiedo com'è possibile che nel 2011 il Signor RI 1 ha
chiesto un condono delle tassazioni arretrate presso l'ufficio responsabile e
non furono fatti gli stessi ragionamenti?

Oltretutto allora eravamo una coppia. Quando gli chiesero di
esporre la sua situazione finanziaria e lui tentò di spiegare al collaboratore
che trattava il dossier, che anch'io ero in disoccupazione e che percepivo solo
1000 CHF gli venne detto che non viene tenuto in considerazione in quanto ognuno
ha l'obbligo di provvedere alla propria parte delle spese. Cito dalla motivazione
allegata alla decisione di condono del 18 aprile 2012 (numero di rif.
704.85.314.002):

 

    " Gli
oneri dell'appartamento sono stati considerati in ragione di ½ in quanto
la convivente ha l'obbligo di partecipare al pagamento di tali spese."

 

lo non sono legata legalmente al Signor RI 1 e non intendo mettere
a rischio la mia esistenza e quella della mia giovane attività affrontando
pagamenti e debiti di cui non devo rispondere.

 

Inoltre visionando la tabella dei calcoli allestita dall'USSI ho
notato che non mi viene nemmeno concessa la possibilità/diritto di poter
risparmiare per pagare delle eventuali spese inaspettate (conguaglio
elettricità, malattia o una semplice otturazione dal dentista, degli occhiali
da vista o altro) e neppure la possibilità di risparmiare per affrontare le
tasse. Secondo I’Ufficio del sostegno e dell'integrazione un singolo individuo
che decide di condividere le spese con un  concittadino del sesso opposto non
ha diritto a delle vacanze? Ad affrontare una formazione continua o un esame di
guida?

 

Spero che l'accurato esame da parte dell'Onorevole Tribunale
permetta che la situazione venga valutata sulla base dei fatti e non più sulle
supposizioni affrettate da parte di un ufficiò." (doc. VII)

 

                                         Al riguardo l'USSI il 18
novembre 2013 ha sottolineato che, visto in particolare l'esistenza di una
relazione, la decisione impugnata deve essere confermata (cfr. doc. X).

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il TCA è chiamato a stabilire
se il calcolo della prestazione assistenziale deve essere effettuata
separatamente per i due ricorrenti o in un unico conteggio.

                               2.2.   Ai sensi
dell’art. 4 Laps, applicabile anche nell’ambito dell’assistenza sociale (cfr.
art. 2 Laps; 21 Las):

 

"
1L’unità di riferimento
è costituita:

a) dal titolare del diritto;

b) dal coniuge o dal partner registrato;

c) dal partner convivente, se la convivenza è
considerata stabile;

d) dai figli minorenni di cui essi hanno l’autorità
parentale;

e) dai figli maggiorenni, se questi non sono
economicamente indipendenti.

2-7…"

 

                                         L’art. 2a
Reg.Laps enuncia poi che:

 

" La convivenza è considerata stabile se, alternativamente:

a) vi sono figli in comune;

b) la convivenza procura gli stessi vantaggi di un
matrimonio;

c) la convivenza è durata almeno 6 mesi.”

 

                                         L'unità economica di
riferimento del titolare del diritto alla prestazione corrisponde alla cerchia
di persone da considerare per il calcolo della prestazione (cfr. Messaggio n.
4773 del 1° luglio 1998 relativo all’introduzione di una nuova legge
sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali pag. 5). 

 

                                         Come appena
visto, per gli art. 4 cpv. 1 lett. c Laps e 2a Reg.Laps, validi dal 1° ottobre
2006, l’unità di riferimento del titolare del diritto alla prestazione è
costituita, fra l’altro, dal partner convivente se vi sono figli in comune o
se, indipendentemente da figli in comune, la convivenza è durata almeno 6 mesi,
a differenza di quanto contemplato dall’art. 4 lett. c) Laps in vigore
fino al 30 settembre 2006, e meglio che l’unità di riferimento era costituita
dal partner convivente soltanto se vi erano figli in comune.

 

                                         Riguardo al cambiamento
del tenore dell’art. 4 lett. c) Laps dal Messaggio n. 5723 del 25 ottobre 2005
relativo alla Modifica della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle
prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (Laps) p.to 2.2. si evince quanto segue:

 

"
2.2      Unità di
riferimento (art. 4 Laps)

2.2.1   
Partner convivente

L’attuale art. 4 cpv 1 lett. c) Laps prevede che fa
parte dell'unità di riferimento il partner convivente, se vi sono figli in
comune.

Questa regola era stata definita per garantire la
parità di trattamento, considerando alla stessa stregua delle coppie sposate
anche le unioni libere, a condizione che queste siano obiettivamente fondate da
una convivenza e dall’esistenza di figli in comune; solo in questo caso, il
partner è perciò assimilato a un ‘coniuge’, indipendentemente dallo stato
civile dei membri della coppia.

Non appartengono invece alla medesima unità economica
di riferimento i partner senza figli in comune: i partner senza obblighi di
mantenimento reciproci (coppie non sposate senza figli in comune) sono
considerati unità economiche indipendenti a tutti gli effetti. 

Dall’entrata in vigore della Laps la giurisprudenza
in materia di conviventi ha subito un’evoluzione significativa. Ad esempio la
sentenza del TF (DTF 1P.184/2003) in materia di anticipo alimenti (ma
applicabile a tutte le prestazioni sociali), conferma e precisa la DTF 129 I 1,
affermando che non è di per sé contrario al principio di uguaglianza tener conto
per il calcolo di prestazioni sociali anche del reddito di un convivente se la
convivenza ha una certa stabilità (per non creare disparità con i nuovi
coniugi).

Viola però tale principio il tener conto della
convivenza sin dal primo giorno della stessa e l'imporre alla richiedente la
prova che la convivenza non ha una stabilità simile ad un matrimonio.

Nella sentenza del 12.01.2004, causa 2P.218/2003, il
TF precisa che occorre prendere in considerazione i redditi e la fortuna dei
due partner se la loro convivenza può essere definita "stabile". Tale
sarà in particolare il caso quando i partner fanno famiglia comune da molti
mesi o quando educano insieme un bambino comune. Se la convivenza può essere
definita "stabile" tenuto conto di tutte le circostanze del caso
particolare, occorrerà dunque stabilire un bilancio unico per i due concubini.

Per definire se la convivenza può essere definita
stabile, relativamente alla durata minima dell’unione, il TF lascia un certo
margine di apprezzamento ai Cantoni. Se in precedenti sentenze il TF prevedeva
un minimo di 5 anni di convivenza, attualmente la prassi prevede un concetto di
molti mesi. 

Visto quanto sopra, si propone di modificare l’art.
4 cpv. 1 lett. c) Laps, prevedendo che l’unità di riferimento è costituita dal
titolare del diritto e dal partner convivente se la convivenza è stabile. Il
regolamento di applicazione dovrà quindi definire a quali condizioni la
convivenza è stabile, sia se vi sono figli in comune oppure no."

 

                                         Inoltre dal
Rapporto parziale 2 del 28 marzo 2006 sul Messaggio n. 5723 della Commissione
della gestione e delle finanze emerge che:

 

" (…)

Con l’adozione della revisione, l’unità di
riferimento sarà quindi costituita dal titolare del diritto e dal suo partner
convivente, se la convivenza è stabile.

Il regolamento di applicazione, che come i relatori
hanno avuto modo di verificare, correttamente è già stato elaborato, provvede a
definire a quali condizioni la convivenza è stabile.

Tale potrà d’ora in poi essere, anche se non vi sono
figli comuni, nel caso in cui la convivenza denoti appunto stabilità definita
ad esempio nel caso vi sia coabitazione da sei mesi.

L’accertamento della coabitazione avverrà
concretamente tramite i Comuni, con i quali la collaborazione si è andata
positivamente consolidando nel corso di questi anni."

 

                                         Secondo la giurisprudenza
federale in materia di assistenza sociale quando si è confrontati con un
concubinato stabile è ammissibile e non arbitrario tenere conto nel calcolo
della prestazione assistenziale del richiedente anche dei redditi e delle spese
della persona convivente, benché non sussista un obbligo di mantenimento
reciproco ex lege fra i due partner. A tal fine va, infatti, piuttosto
considerata la disponibilità di fatto a sostenersi reciprocamente (cfr. STF 8C_356/2011
del 17 agosto 2011 consid. 2.2.).

 

                                         La giurisprudenza federale
ha stabilito che, ai fini della determinazione di una convivenza rispetto a una
semplice economia domestica comune, è irrilevante la forma della vita in
comune. È, invece, determinante che i partner siano pronti a prestarsi
assistenza e sostegno reciproci. Ad esempio, trattandosi di persone di medesimo
sesso, l'Alta Corte ha stabilito che una comunione domestica durevole e
indivisa non costituisce un elemento (costitutivo) essenziale per ammettere una
convivenza ai sensi del diritto della previdenza professionale  (cfr. DTF 134 V
369 consid. 7.1.; DTF 137 V 82 consid. 5.5. = RtiD II-2011 N. 56 pag. 272
segg.; STF 8C_356/2011 del 17 agosto 2011 consid. 2.2.).

 

                                         In una sentenza 42.2012.2
del 24 aprile 2013 pubblicata in RtiD II – 2013 pag. 66 seg. questo Tribunale
ha stabilito che l'USSI, a giusta ragione, ha chiesto la restituzione di
prestazioni assistenziali a un beneficiario dell'assistenza sociale in quanto
per un certo periodo la sua unità di riferimento deve essere considerata
costituita anche da sua figlia e dalla madre di quest'ultima, con la quale
intratteneva una relazione sentimentale da molti anni.

                                         In quel caso, malgrado
nell'arco di tempo in discussione il ricorrente e la compagna, diversamente da
periodi precedenti precedenti e dal lasso di tempo successivo (dicembre 2010 –
agosto 2012), non abitassero (sempre) nel medesimo appartamento, tuttavia
quest'ultima ha continuato a recarsi presso l'abitazione dell'insorgente con la
figlia molto spesso (due-tre volte alla settimana, passandovi, per stessa
ammissione della signora, a volte anche la notte), occupandosi anche delle
faccende domestiche del suddetto.

                                         Inoltre, la Polizia
Comunale ha effettuato controlli in modo assiduo e durante differenti orari sia
di giorno che di notte, attestando che l'autovettura della signora si trovava
in modo predominante posteggiata nell'autorimessa privata dello stabile dove
risiede quest'ultimo.

 

                               2.3.   Nella presente fattispecie
emerge che il richiedente RI 1, nato nel 1985, dal 17 luglio 2010 condivide un
appartamento con RI 2, nata nel 1990, dapprima a __________, poi a __________
ed infine a __________ (cfr. doc. 1).

 

                                         Il 15 agosto 2012 essi hanno
sottoscritto un "Contratto di convivenza" del seguente tenore:

 

" Accordi

 

1.   Dividiamo a
metà le spese relative al costo della vita. Queste comprendono le spese
d'affitto, telefono, radio e TV, elettricità e gas, assicurazione mobilia
domestica e assicurazione responsabilità civile privata, vacanze, gite e visite
culturali in comune.

 

2.   Ogni fine del
mese sommiamo le spese relative al costo della vita (vedi cifra 1) e saldiamo
cadauno il 50% di esse.

 

3.   Tutte le
spese non elencate alla cifra 1 sono assunte da ciascuno dei conviventi tramite
il proprio reddito.

 

4.   Ogni fine
mese cadauno versa CHF 850.-- in contanti nella cassa per economia domestica in
comune, dalla quale vengono finanziati i correnti costi domestici.

 

5.   I lavori
domestici vengono suddivisi equamente fra i due concubini. Questa regolamentazione
nel caso in cui una delle parti dovesse perdere il proprio impiego rimane
comunque valida.

 

6.   Ciascuno dei
conviventi risponde totalmente e personalmente per i propri debiti.

 

7.   In caso di
perdita di guadagno e/o difficoltà finanziaria di una delle due parti, l'altra
non è in alcun modo tenuta a prendere carico delle responsabilità e/o necessità
finanziarie dell'altra prima del compimento dei 5 anni di convivenza calcolati
dal 17.07.2010.

 

8.   Nel caso di
scioglimento del nostro rapporto di convivenza, stabiliamo quanto segue:

RI 2 ha la priorità sull'ulteriore
utilizzo dell'appartamento comune. Al partner che deve lasciare l'appartamento
viene accordato un periodo di almeno tre mesi. Lo stesso termine vale anche per
la continuazione di pagamento dell'affitto da parte del partner che lascia
l'appartamento, anche se lo lascia prima.

 

                                                                         Entrambi
i partner si riappropriano degli oggetti di proprietà esclusiva.

 

      Gli oggetti in comproprietà vengono equamente suddivisi.

 

I regali fatti durante il periodo di
concubinato rimangono di proprietà di colui che l’ha ricevuti.

 

9.   Entrambi i
partner hanno il diritto a richiedere un adeguamento in caso di cambiamenti
notevoli e durevoli delle circostanze che costituiscono la base del presente
contratto.

 

10. La proprietà
degli oggetti all'interno dell'economia domestica comune verrà regolamentata al
di fuori di questo contratto." 

(Doc. 43-44) 

 

                                         Chiamato ora a
pronunciarsi questo Tribunale ritiene che, in applicazione dell'abituale
criterio della probabilità preponderante valido nel settore delle assicurazioni
sociali (cfr. STF 9C_316/2013 del 25 febbraio 2014 consid. 5.1; STF 8C_999/2010
del 15 marzo 2011; STF 8C_911/2010 del 10 marzo 2011 consid. 3.2; STF
8C_909/2010 del 1° marzo 2011; DTF 129 V 177 consid. 3 pag. 181; DTF 126 V 353
consid. 5b pag. 360; DTF 125 V 193 consid. 2 pag. 195), a ragione l'USSI ha
ritenuto che ci troviamo in presenza di un caso di applicazione dell'art. 4
cpv. 1 lett. c Laps.

                                         Si tratta infatti di due
giovani, che hanno deciso di convivere dal luglio 2010, essendo uniti da un
legame affettivo (cfr. consid. 1.4: " condividevamo ancora lo stesso letto
e ci ritenevamo una coppia"), che hanno cambiato insieme diversi
appartamenti e che, nel 2012, hanno sottoscritto un contratto per regolare la
propria convivenza.

                                         L'affermazione di RI 2
secondo cui la situazione si è da allora sostanzialmente modificata non risulta
peraltro credibile alla luce del punto 8 del Contratto di convivenza, secondo
il quale, in caso di scioglimento del rapporto di convivenza, un partner deve
lasciare l'appartamento comune.

 

                                         In conclusione, dunque,
secondo il TCA, a ragione l'USSI ha negato ad RI 1 il diritto alle prestazioni
assistenziali in quanto effettuando il calcolo che tiene pure conto, in
particolare, del salario percepito da RI 2 emerge un'eccedenza di fr. 277.--
mensili (cfr. doc. 4).

 

                                         La decisione su reclamo
del 5 settembre 2013 deve pertanto essere confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso é respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca
Menghetti