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**Case Identifier:** 9cd9b4e9-8704-57f9-9308-192a03f6321f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-09-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.09.2025 D-4406/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4406-2023_2025-09-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-4406/2023 

 

 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 3  s e t t e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione della giudice  

Jeannine Scherrer-Bänziger; 

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Burundi,   

rappresentato dall’avv. Immacolata Iglio Rezzonico,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo ed allontanamento;  

decisione della SEM del 12 luglio 2023 / N (…). 

 

 

 

D-4406/2023 

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Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in Svizzera il 

(…) maggio 2022.  

A.b In data (…) giugno 2022 il succitato ha sostenuto un colloquio Dublino, 

allorché il (…) ottobre 2022 egli è stato sentito nell’ambito di un’audizione 

in particolare sui suoi motivi d’asilo. Il (…) luglio 2023, con il richiedente si 

è svolta un’audizione integrativa nella procedura ampliata. 

Nell’ambito delle predette audizioni, in sunto egli ha dichiarato di essere di 

etnia (…), con ultimo indirizzo in Burundi, a B.________. Il (…), a seguito 

di una manifestazione nella (…), egli avrebbe subito una perquisizione do-

miciliare e delle percosse da parte della polizia burundese. La sera stessa 

egli si sarebbe recato all’ospedale per farsi medicare. Tra il (…) ed il (…) 

egli avrebbe preso parte ad un incontro tenutosi in C._______ della (…) 

({…}) in qualità di (…) ed al suo rientro all’aeroporto di B._______ il (…), 

sarebbe stato fermato dalla polizia ed interrogato in merito allo scopo del 

suo viaggio in C._______. In seguito gli agenti di polizia lo avrebbero tra-

sportato con un veicolo al (…) interrogandolo nuovamente, dopodiché lo 

avrebbero rinchiuso in una stanza e trattenuto così tutta la notte. Il giorno 

seguente, dopo il versamento di una somma di denaro da parte della mo-

glie, egli sarebbe stato lasciato andare. Successivamente egli avrebbe 

svolto ancora (…) viaggi in C.________ nell’anno (…), senza incorrere in 

problematiche particolari, mentre che di ritorno da una visita ad un amico 

in C._______ il (…), egli ad un posto di frontiera sarebbe stato fermato da 

agenti di polizia, che gli avrebbero mostrato una fotografia, chiedendogli se 

fosse lui quello rappresentato, ciò che egli avrebbe confermato. Pertanto, 

gli agenti lo avrebbero caricato su una vettura e lo avrebbero portato a 

D._______, dove sarebbe stato interrogato da alcuni poliziotti circa la ra-

gione per cui egli si fosse recato in C._______, facendo pure riferimento 

alla sua appartenenza etnica. Dopodiché, egli sarebbe stato trasferito al 

(…) di E._______, dove sarebbe stato portato in una sala con dei (…), 

ingiungendogli di togliersi le scarpe. In seguito lo avrebbero picchiato, rom-

pendogli anche due denti, per poi rilasciarlo. Successivamente, egli 

avrebbe preso parte ad una riunione di un sindacato, di cui era membro. 

Nel (…) sarebbe giunto in visita dagli F._______, il suo amico G._______ 

Questi sarebbe stato interpellato da alcune persone circa la ragione per la 

quale egli frequentasse l’interessato. Una volta rientrato negli F._______, 

tale amico G._______, avrebbe avvisato il fratello H.______., pure resi-

dente negli F.______, del fatto che qualcuno nel Paese lo volesse uccidere. 

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Il fratello gli avrebbe quindi inviato un messaggio elettronico, informandolo 

di quanto saputo da G._______. Nell’(…) del (…), egli avrebbe ricevuto 

delle convocazioni per recarsi in polizia, sulle quali figurerebbe che egli 

avrebbe attentato alla sicurezza della pubblica amministrazione. Egli non 

si sarebbe però presentato alle suddette, in quanto successivamente alla 

ricezione del messaggio elettronico del fratello, avrebbe lasciato la sua abi-

tazione, riparando presso il fratello e la sorella. Per questi motivi egli sa-

rebbe espatriato dal Burundi il (…), partendo dall’aeroporto di B.________. 

Nel caso di un suo ritorno in patria, egli teme di essere ucciso. 

A supporto della sua identità e dei suoi asserti egli ha presentato, in origi-

nale, il suo passaporto burundese; tre convocazioni della polizia burundese 

datate rispettivamente (…), (…) e (…) e quattro ricette mediche; ed in co-

pia: vari inviti a partecipare alle riunioni della (…); due attestati di lavoro; 

documentazione inerente alla domanda del ricorrente di “mise en disponi-

bilité”; fotografia dell’incontro dell’(…) nel (…) del (…) in I._______; i certi-

ficati di nascita dei figli e del matrimonio; l’attestato di diploma; un messag-

gio elettronico del (…) da parte di J._______ (cfr. mezzi di prova della SEM 

[di seguito: MdP] n. 1/2-10/1). 

B.  

Con decisione del 12 luglio 2023 – notificata il 14 luglio 2023 (cfr. [atto della 

SEM] n. [{…}]-35/1) – la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato 

all’interessato, ha respinto la sua domanda d’asilo ed ha pronunciato il suo 

allontanamento dalla Svizzera, nonché ha disposto l’esecuzione della pre-

citata misura. 

C.  

Tramite il ricorso del 14 agosto 2023 (cfr. risultanze processuali), l’interes-

sato si è aggravato dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: 

Tribunale o TAF) avverso la suddetta decisione della SEM, concludendo, a 

titolo principale, al riconoscimento della qualità di rifugiato ed alla conces-

sione dell’asilo in Svizzera. In primo subordine egli ha postulato la conces-

sione dell’ammissione provvisoria in Svizzera, in quanto l’esecuzione del 

suo allontanamento sarebbe da considerare come inammissibile/inesigi-

bile; ed in secondo subordine invece ha chiesto il rinvio degli atti alla SEM 

per un supplemento istruttorio. Altresì, ha postulato la concessione dell’as-

sistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento delle spese 

processuali e del relativo anticipo. Al ricorso, quale nuovo documento, è 

stato allegato lo scritto del 29 agosto 2022 del “(…)” al (…). 

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D.  

Il 25 settembre 2023 l’insorgente ha presentato delle osservazioni comple-

mentari al suo ricorso. 

E.  

E.a Con decisione incidentale del 31 ottobre 2023, il Tribunale ha respinto 

la domanda di assistenza giudiziaria parziale formulata dall’insorgente nel 

suo ricorso e lo ha invitato a versare, entro il 15 novembre 2023, un anti-

cipo di CHF 750.– a copertura delle presumibili spese processuali.  

E.b Per mezzo dello scritto del 10 novembre 2023, il ricorrente ha chiesto 

al Tribunale di esentarlo dal pagamento delle spese processuali o di con-

cedergli un pagamento rateale dell’anticipo spese richiesto. Egli ha an-

nesso alla missiva un attestato d’indigenza della (…). 

E.c Il Tribunale, tramite la decisione incidentale del 16 novembre 2023, ha 

respinto la domanda del ricorrente del 10 novembre 2023, invitandolo a 

versare l’anticipo spese di CHF 750.– entro il termine di grazia di 3 giorni 

dalla notificazione della decisione incidentale. L’anticipo spese richiesto è 

stato corrisposto il 23 novembre 2023 (cfr. risultanze processuali). 

F.  

F.a Con missiva del 20 novembre 2023, l’avv. Immacolata Iglio Rezzonico 

si è legittimata quale nuova patrocinatrice del ricorrente, producendo la re-

lativa procura in copia, e chiedendo al Tribunale la concessione di un ter-

mine di 20 giorni per completare il ricorso, presentato dal ricorrente senza 

il contributo di un rappresentante legale.  

F.b Termine che è stato concesso dal Tribunale con ordinanza dell’8 di-

cembre 2023 fino all’8 gennaio 2024. 

F.c Il ricorrente ha presentato le sue osservazioni con missiva dell’8 gen-

naio 2024. Nella stessa egli ha concluso, in via procedurale, alla conces-

sione dell’assistenza giudiziaria, nel senso dell’esenzione dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo, nonché al gratuito patrocinio 

nella persona dell’avv. Iglio Rezzonico, quale gratuita patrocinatrice. In via 

principale, ha postulato che la decisione impugnata sia annullata e che di 

conseguenza gli sia riconosciuta la qualità di rifugiato; in via subordinata 

che gli atti siano restituiti alla SEM per un complemento dell’istruttoria ed 

in via ancora più subordinata, che gli sia concessa l’ammissione provviso-

ria in Svizzera. In annesso, quale nuova documentazione, il ricorrente ha 

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prodotto in copia: il rapporto di (…) del (…) sugli eventi occorsi nel (…) in 

Burundi ed un articolo di “(…)” ([…]) intitolato “(…)” del (…). 

G.  

Ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti, verranno ripresi nei conside-

randi che seguono, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi (RS 142.31), non preveda altrimenti (art. 6 LAsi). 

1.2 Il ricorso è tempestivo ai sensi dell’art. 108 cpv. 2 LAsi ed è ammissibile 

sotto il profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c PA e art. 52 cpv. 1 PA, avendo 

del resto l’insorgente versato tempestivamente l’anticipo spese richiesto 

dal Tribunale con decisione incidentale del 16 novembre 2023. Occorre 

pertanto entrare nel merito del ricorso. 

2.  

Con ricorso al Tribunale possono essere invocati, in materia d’asilo, la vio-

lazione del diritto federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 LAsi; cfr. DTAF 2014/26 consid. 5) 

e, in materia di diritto degli stranieri, pure l’inadeguatezza ai sensi 

dell’art. 49 PA (cfr. DTAF 2014/26 consid. 5). Il Tribunale non è vincolato né 

dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della 

decisione impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 

consid. 2). 

3.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di un se-

condo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto som-

mariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Altresì, ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 

LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio degli scritti. 

4.  

4.1  

4.1.1 In relazione alle censure formali sollevate nel ricorso e nello scritto 

del 25 settembre 2023, si osserva quanto segue. Negli stessi il ricorrente 

ritiene, in sunto, che vi sarebbe stato un errore di comprensione (cfr. 

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ricorso, pag. 4) rispettivamente vi sarebbero stati dei problemi gravi di tra-

duzione durante la prima audizione sui motivi (cfr. scritto del 25 settem-

bre 2023, pag. 1), riportando in maniera scorretta ciò che gli sarebbe suc-

cesso dopo la riunione del sindacato nel (…). Inoltre, vi sarebbero state 

delle irregolarità nell’audizione del (…) giugno 2023 che sarebbe stata an-

nullata a causa di problemi di traduzione, come pure nella seconda audi-

zione il funzionario della SEM incaricato dell’audizione non lo avrebbe la-

sciato esprimere in merito al modo in cui egli sarebbe stato torturato (cfr. 

scritto del 25 settembre 2023, pag. 2). In primo luogo, si denota come sia 

all’inizio dell’audizione del (…) ottobre 2022 sia in quella integrativa del 

(…) luglio 2023, egli ha dichiarato di comprendere bene l’interprete di lin-

gua (…) presente (cfr. n. 20/15, D1, pag. 1 e n. 33/12, D1, pag. 1), come 

pure ha apposto la sua firma su tutte le pagine del verbale del (…) otto-

bre 2022 – come tra l’altro è il caso anche del verbale della seconda audi-

zione – confermando con la stessa che il verbale gli era stato pure riletto 

alla fine frase per frase e tradottogli in (…), e che lo stesso corrispondeva 

effettivamente alle sue affermazioni, senza formulare alcuna correzione o 

complemento di sorta, né segnalare nessuna traduzione scorretta (cfr. 

n. 20/15; in particolare la pag. 15). Pertanto, la versione differente da lui 

resa nel corso della seconda audizione, sull’incontro avvenuto con 

K.______ dopo la riunione del sindacato, che risulta del tutto discrepante 

con quella da lui narrata invece nella prima audizione (cfr. infra consid. 6.4), 

non può essere in alcun modo messa in relazione con la traduzione, cor-

retta, effettuata dall’interprete presente. Anche rispetto alle aggiunte da lui 

apportate nello scritto del 25 settembre 2023 in merito alla perquisizione 

avvenuta il (…) al suo domicilio (cfr. pag. 1) o ancora circa il contenuto dei 

suoi asserti in merito al messaggio elettronico ricevuto (cfr. pag. 2), in 

quanto del tutto nuove e discrepanti con quanto da lui asserito invece in 

audizione, non può essere dato alcun credito, né men che meno essere 

dovute ad una traduzione erronea delle sue stesse allegazioni. Per quanto 

attiene poi alle presunte irregolarità che vi sarebbero state nel corso ed alla 

fine dell’audizione del (…) giugno 2023, si denota come la stessa sia stata 

annullata dopo pochi minuti – e non quindi più di 40 minuti come descritto 

nelle osservazioni del 25 settembre 2023 – a causa di problemi di com-

prensione con l’interprete, circostanza che è stata debitamente segnalata 

nel verbale dell’audizione integrativa del (…) luglio 2023 (cfr. n. 33/12, D6, 

pag. 2). Segnalazione nel verbale che non ha portato il ricorrente – né la 

sua precedente rappresentante legale presente durante l’audizione – a for-

mulare alcuna osservazione complementare, né a censurare in alcun modo 

l’agire della funzionaria incaricata della SEM in tale frangente, anzi ha rin-

graziato di avere un’interprete con la quale non aveva problemi di tradu-

zione (cfr. n. 33/12, D4, pag. 2). Pertanto, non si possono seguire le 

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allegazioni tardive rese dal ricorrente a tal proposito. Peraltro, a differenza 

di quanto vuole far intendere il ricorrente, egli ha avuto ampia occasione 

nell’audizione integrativa, sia di esprimere quanto avrebbe iniziato a nar-

rare nel corso dell’audizione interrotta (cfr. n. 33/12, D5 segg., pag. 2 seg.), 

sia riguardo ai suoi motivi d’asilo. Quindi, non corrisponde al vero che egli 

non si sia potuto esprimere nell’ambito dello stesso verbale, anche di ag-

giungere qualcosa se lo avesse voluto (cfr. n. 33/12, D96 e D97, pag. 11).  

4.1.2 Pertanto le lamentele sollevate nel ricorso e nello scritto del 25 set-

tembre 2023, nei confronti del lavoro dell’interprete presente alla prima au-

dizione federale come pure al procedere della funzionaria della SEM ed 

alla stessa decisione avversata, del tutto insussistenti, sono da respingere 

fermamente.  

4.2 In secondo luogo, seppure le informazioni scorrette che sarebbero pre-

senti nella decisione avversata segnalate dal ricorrente – ovvero che una 

ricetta medica da lui presentata quale mezzo di prova (cfr. MdP n. 7/4) sa-

rebbe datata (…) (cfr. ricorso, pag. 4) e non (…) come presente invece 

nella decisione avversata (cfr. p.to I, pag. 4), nonché che egli dal (…) al 

(…) avrebbe abitato a L._______ (cfr. scritto del 25 settembre 2023, p.to 

2, pag. 1; cfr. anche n. 20/15, D5 segg., pag. 2 seg.) e non a B._______ 

per tutta la vita come affermato nel provvedimento impugnato (cfr. p.to I/2, 

pag. 3) – effettivamente sussistano, non si vede quale eventuale pregiudi-

zio possano avergli arrecato. Invero, egli ha potuto proporre la correzione 

delle stesse in fase ricorsuale, come pure, riguardando degli elementi del 

tutto marginali, non sono in grado d’intaccare l’accertamento nel com-

plesso corretto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti svolto dalla 

SEM e riportato nella decisione sindacata (cfr. infra consid. 4.3), né avreb-

bero avuto alcun effetto sulle conclusioni della medesima. 

4.3  

4.3.1 Infine, nelle sue osservazioni dell’8 gennaio 2024, la rappresentante 

legale dell’insorgente lamenta esplicitamente un accertamento inesatto ed 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti da parte della SEM ed una mo-

tivazione carente della decisione avversata, in quanto essa avrebbe basato 

la stessa unicamente sulla mail ricevuta dall’insorgente, omettendo di va-

lutare nel complesso le allegazioni del ricorrente, e considerandola erro-

neamente quale punto di partenza dei motivi d’asilo e non invece il culmine 

degli stessi. L’autorità inferiore non avrebbe poi, a differenza di quanto af-

fermato alla fine della prima audizione sui motivi d’asilo del ricorrente, per 

nulla approfondito il racconto dell’insorgente circa le torture subite. In tal 

senso, neppure avrebbe considerato lo stato psicologico in cui avrebbe 

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versato e verserebbe tutt’ora il ricorrente a causa di quanto vissuto. Ulte-

riore elemento essenziale che la SEM non avrebbe approfondito, sarebbe 

la veridicità delle tre convocazioni di polizia prodotte agli atti. 

4.3.2 Ora, al contrario di quanto sollevato dal ricorrente, dalla mera lettura 

della decisione impugnata si evince come l’autorità sindacata abbia tenuto 

conto di tutte le allegazioni essenziali da lui esposte nelle audizioni e non 

soltanto basandosi sulla mail da lui ricevuta (cfr. decisione avversata, p.to 

II/1, pag. 4 segg.). Il fatto che essa ritenga il ricevimento del messaggio 

elettronico da parte del fratello come l’evento che avrebbe infine deciso il 

ricorrente all’espatrio (cfr. p.to II/1, pag. 4 segg.), è una questione che ri-

guarda l’apprezzamento dei fatti da parte della SEM e non l’accertamento 

degli stessi. Peraltro, a differenza di quanto censurato dall’insorgente, l’au-

torità inferiore ha sufficientemente motivato nella decisione avversata per 

quali ragioni ritenesse le sue convocazioni in polizia inverosimili (cfr. p.to 

II/1, pag. 6) e per questo motivo non dovesse procedere ad un esame ma-

teriale dei mezzi di prova presentati (cfr. p.to II/2, pag. 7). Altresì, riguardo 

alle supposte torture che egli avrebbe subito, al contrario di quanto preteso 

dal ricorrente e come già visto sopra (consid. 4.1.1), egli ha avuto ampio 

modo di esprimersi anche nell’ambito della seconda audizione, pure 

sull’evento successo il (…) (cfr. in particolare n. 33/12, D67, pag. 8) se egli 

avesse ritenuto di dover dare ulteriori dettagli, come chiestogli dapprima 

dalla sua rappresentante legale se fosse stato disposto a rilasciarli in pre-

senza di un team soltanto femminile (cfr. n. 20/15, D109, pag. 14) ed in 

seguito ripetutogli quale quesito dalla funzionaria incaricata della SEM (cfr. 

D110, pag. 14), senza lasciare intendere che un approfondimento sul punto 

in questione sarebbe stato effettivamente fatto da parte di quest’ultima, ma 

piuttosto per appurare se il ricorrente si trovasse a disagio a raccontare 

determinati eventi dinanzi un team di sole donne. Da ultimo, non si ravvede 

come l’autorità inferiore avrebbe dovuto tenere conto di uno stato psicolo-

gico e psichiatrico del ricorrente molto fragile, non essendo stato né alle-

gato né provato dal medesimo, né ancora deducibile dagli atti di causa (cfr. 

anche infra consid. 9.3.3). 

4.3.3 Ne consegue pertanto che l’autorità inferiore, ha pienamente soddi-

sfatto al suo obbligo istruttorio, accertando in modo esatto e completo i fatti 

giuridicamente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi), come pure ha adem-

piuto all’obbligo di motivazione che le si imponeva. Le censure formali 

mosse dal ricorrente nei confronti del provvedimento impugnato, e la con-

seguente conclusione in subordine esposta nel ricorso e nelle osservazioni 

dell’8 gennaio 2024, devono quindi essere integralmente respinte. 

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5.  

5.1 Venendo ora al merito, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai rifu-

giati secondo le disposizioni della LAsi. L’asilo comprende la protezione e 

lo statuto accordati a persone in Svizzera in ragione della loro qualità di 

rifugiato. Esso include il diritto di risiedere in Svizzera (art. 2 LAsi).  

5.2 Sono rifugiati le persone che, nel Paese d’origine o d’ultima residenza, 

sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, naziona-

lità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni 

politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi 

(art. 3 cpv. 1 LAsi). Ai sensi dell’art. 3 cpv. 2 LAsi, sono pregiudizi seri se-

gnatamente l’esposizione a pericolo della vita, dell’integrità fisica o della 

libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insop-

portabile. 

5.3 A tenore dell’art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 

o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità di 

rifugiato è resa verosimile se l’autorità la ritiene data con una probabilità 

preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare le alle-

gazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o contraddittorie, 

non corrispondono ai fatti o si basano in modo determinante su mezzi di 

prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi). Per il resto, essendo la giurispru-

denza in materia invalsa, si può senz’altro rinviare alla stessa (cfr. 

DTAF 2015/3 consid. 6.5.1; 2013/11 consid. 5.1 e rif. cit.). 

6.  

6.1 A seguito di un attento esame degli atti all’inserto, il Tribunale giunge 

alla conclusione che è a giusto titolo che la SEM ha considerato inverosimili 

le allegazioni del ricorrente. L’autorità sindacata ha invero in modo chiaro, 

sufficiente e corretto, riportato nella decisione avversata, i motivi per i quali 

le dichiarazioni del ricorrente non siano atte ad adempiere alle condizioni 

per il riconoscimento della qualità di rifugiato. Ragioni per le quali, per evi-

tare inutili ripetizioni, si rinvia dapprima su tale punto alle pertinenti consi-

derazioni dell’autorità inferiore (cfr. art. 109 cpv. 3 LTF su rinvio dell’art. 4 

PA), contenute nel provvedimento impugnato (cfr. p.to II, pag. 4 segg.), con 

i complementi che seguono. 

6.2 In merito alla mail che il ricorrente avrebbe ricevuto nel (…) del (…), il 

Tribunale non può che essere d’accordo con la conclusione espressa nella 

decisione sindacata riguardo all’incoerenza degli asserti resi dall’insor-

gente in merito. Invero, al contrario della mera chiave di lettura proposta in 

fase ricorsuale dal medesimo per nulla convincente, il ricorrente ha addotto 

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un contenuto della stessa via via differente nei suoi asserti ed anche in 

contrasto con il documento presentato a supporto (cfr. MdP n. 10/1). In-

vero, se dapprima egli ha affermato che il messaggio elettronico ricevuto 

avrebbe riportato: “Se non lasci il Paese, ti uccideremo” (cfr. n. 20/15, D46, 

pag. 6), lasciando quindi intendere che il messaggio minatorio sarebbe 

stato rivolto direttamente a lui da parte dell’autore; in seguito ha invece 

riferito che sarebbe stato il fratello H._______, informato a sua volta 

dall’amico G._______, che gli avrebbe detto che ci sarebbero stati dei mes-

saggi che volevano eliminarlo consigliandogli di lasciare il Paese (cfr. 

n. 20/15, D47 segg., pag. 5; D99 segg., pag. 13), versioni chiaramente tra 

loro discrepanti, nonché anche non corrispondente al contenuto del mes-

saggio di J.______ prodotto agli atti (cfr. MdP n. 10/1). Non si comprende 

poi come da dei messaggi che avrebbe ricevuto G._______, sulla quale 

forma pure il ricorrente è risultato incoerente lasciando intendere d’un 

canto trattarsi di messaggi scritti (cfr. n. 20/15, D47 segg., pag. 6; 33/12, 

D53, pag. 7), e d’altro canto di telefonate (cfr. n. 20/15, D105 segg., 

pag. 14) o ancora non essere del tutto sicuro (cfr. n. 33/12, D61, pag. 7), 

nel quale gli si chiedeva per quale ragione egli si trovasse con il ricorrente 

e che cosa facesse, quest’ultimo avrebbe dedotto che volessero eliminare 

l’insorgente (cfr. n. 20/15, D108, pag. 14), essendo i messaggi ricevuti dal 

medesimo del tutto d’altro tenore. Peraltro, anche su tale punto, il ricorrente 

è stato del tutto incoerente, affermando dapprima che sarebbe stato lui 

stesso a dedurre che vi fosse stato un piano per eliminarlo e non 

G._______ (cfr. n. 20/15, D107, pag. 14). Salvo poco dopo invece soste-

nere che sarebbe stato G._______ a dire a H._______ che vi sarebbe stato 

un piano per eliminarlo (cfr. ibid., D108, pag. 14). Fra l’altro anche il conte-

nuto dei messaggi o chiamate che avrebbe ricevuto G.________, risulta 

essere a dir poco discrepante: d’un canto difatti egli ha affermato che gli 

avessero chiesto cosa facesse in giro con il ricorrente e che cosa facesse 

quest’ultimo (cfr. ibid., D54, pag. 6; 33/12, D53, pag. 7); e d’altro canto in-

vece che avrebbero detto ad G._______: “Ha manifestato, è un elemento 

pericoloso per il Paese, e non rimaneva molto tempo” (cfr. n. 33/12, D62, 

pag. 7). Per quanto poi attiene all’identità di chi avrebbe inviato tali mes-

saggi rispettivamente telefonato a G._______, anche il Tribunale è d’avviso 

che il ricorrente sia risultato del tutto fumoso, inconsistente ed incoerente 

nelle sue audizioni (cfr. n. 20/15, D55 segg., pag. 6 seg.; 33/12, D56 seg., 

pag. 7). Le argomentazioni ricorsuali in merito, vaghe e non sostanziate, 

non sono in grado di mutare la predetta conclusione. Da ultimo, non si può 

poi seguire le motivazioni proposte dal ricorrente soltanto nelle osserva-

zioni dell’8 gennaio 2024 – in parte anche incoerenti con quanto asserito 

nel ricorso da lui stesso (cfr. ricorso, pag. 3) – che interpreta il ricevimento 

del messaggio elettronico nel (…) del (…) come “la goccia che ha fatto 

D-4406/2023 

Pagina 11 

traboccare il vaso” (cfr. pag. 2) e che è invece l’insieme degli eventi che 

avrebbe comportato l’insorgente all’espatrio (cfr. pag. 2). Dagli asserti resi 

da lui stesso nel corso delle audizioni, si evince difatti, senza dubbio di 

sorta, come l’evento che lo ha determinato effettivamente all’espatrio nel 

(…) del (…), sia proprio stato il ricevimento del messaggio da parte di 

J._______ (cfr. n. 20/15, D46, pag. 6; D98 segg., pag. 13; 33/12, D44 

segg., pag. 6).  

6.3 Per quanto poi attiene alle perquisizioni che il ricorrente ha riportato 

essere avvenute al suo domicilio nel (…) soltanto nell’audizione integrativa 

(cfr. n. 33/12, D32 segg., pag. 5 seg.), anche il Tribunale è d’avviso che la 

loro tardività, non esplicata con argomenti convincenti dal ricorrente né in 

corso d’audizione (cfr. ibid., D38 seg., pag. 5), né men che meno in fase 

ricorsuale, siano da ritenere degli episodi inverosimili. Invero il ricorrente 

non soltanto è rimasto del tutto vago sulle modalità ed i motivi per i quali la 

sua abitazione sarebbe stata perquisita (cfr. ibid., D83, pag. 10), ma oltre-

tutto si è contraddetto circa quando le perquisizioni sarebbero avvenute, 

asserendo d’un canto essere accadute ogni (…) (cfr. ibid., D32, pag. 5), 

rispettivamente nel (…), di solito il (…) (cfr. ibid., D33, pag. 5), per poi sor-

prendentemente nuovamente mutare versione, asserendo che le perquisi-

zioni si sarebbero svolte di (…), ma non tutti i (…) (cfr. ibid., D35, pag. 5). 

Poco più avanti, egli ha ancora dichiarato che dal (…) vi sarebbero state 

delle perquisizioni ripetute al suo domicilio, di cui non ne avrebbe proprio 

parlato (cfr. ibid., D39, pag. 5), ciò che non soltanto non risulta completa-

mente vero, essendo che nel corso della prima audizione ha nominato 

un’unica perquisizione che sarebbe occorsa nel (…), ma non negli anni 

successivi e precedenti il suo espatrio, bensì ha avuto più occasioni per 

narrare delle stesse, ciò che non ha fatto, negando invece che tra il (…) ed 

il suo espatrio nel (…) del (…), gli sarebbe avvenuto qualcosa rispetto a 

quanto precedentemente allegato (cfr. n. 20/15, D97, pag. 13).  

6.4 Per quanto concerne poi l’incontro con il (…), anche il Tribunale alla 

stessa stregua della SEM (cfr. decisione impugnata, p.to II/1, pag. 6) non 

può che constatare la completa discrepanza tra la narrazione del mede-

simo evento effettuata dall’insorgente nella prima audizione (cfr. n. 20/15, 

D83, pag. 11 seg.) rispetto a quella proposta nella seconda audizione (cfr. 

n. 33/12, D21 segg., pag. 4). Il ricorrente su tale grave contraddizione non 

ha dato alcuna spiegazione convincente, né nel corso dell’audizione (cfr. 

ibid., D27 segg., pag. 4), né in fase ricorsuale, prevalendosi di supposte 

incomprensioni o errori nella traduzione effettuata dall’interprete, che come 

già sopra visto (cfr. consid. 4.1) risulta infondata.  

D-4406/2023 

Pagina 12 

6.5 Circa le tre convocazioni di polizia (cfr. MdP n. 6/1) che egli avrebbe 

ricevuto nell’(…) del (…) (cfr. n. 20/15, D68 segg., pag. 8 seg.; 33/12, D88 

segg., pag. 10 seg.), oltre agli elementi d’inverosimiglianza già presenti 

nella decisione avversata, il Tribunale ne ravvisa di ulteriori che mettono 

seriamente in dubbio la credibilità e l’autenticità delle stesse. Difatti, se 

realmente il ricorrente avesse ricevuto delle convocazioni di polizia così 

ravvicinate nel mese di (…) del (…), a cui non ha dato alcun seguito per 

timore di essere imprigionato o addirittura ucciso dalle autorità burundesi, 

è del tutto poco credibile che queste ultime non lo abbiano ricercato subito 

dopo, perlomeno al suo domicilio, ma abbiano atteso tranquillamente il suo 

espatrio, prima che la polizia andasse a chiedere di lui alla moglie più di 

(…) dopo la sua partenza dal Paese d’origine (cfr. n. 33/12, D78 segg., 

pag. 9 seg.). Inoltre, se le autorità burundesi fossero state realmente inte-

ressate a lui, non si comprende come egli abbia potuto lasciare il Paese 

d’origine, senza alcun problema, per via aerea, quindi quella più controllata 

(cfr. n. 15/2 e 20/15, D41 segg., pag. 5 seg.). Quest’ultima evenienza, ov-

vero le modalità scelte per il suo espatrio, instillano ancora maggiormente 

il dubbio che il ricorrente non avesse in realtà alcun timore, né soggettivo 

né oggettivo, di subire delle persecuzioni da parte delle autorità burundesi. 

6.6 Alla luce di quanto precede, il ricorrente non è quindi riuscito nell’intento 

di provare, o per lo meno di rendere verosimili in maniera preponderante, 

ai sensi dell’art. 7 LAsi, i fatti posti alla base del suo espatrio e della sua 

domanda d’asilo, nonché i suoi timori di subire delle persecuzioni rilevanti. 

Tale conclusione non muta neppure considerando le ricette mediche depo-

sitate agli atti dal ricorrente (cfr. MdP n. 7/4), in quanto i dolori e gli ematomi 

come pure l’epitassi descritti in una (cfr. MdP n. 7/4, ricetta medica del […]) 

e la frattura agli (…) descritta nell’altra (cfr. MdP n. 7/4, ricetta medica del 

[…]), ritenuti anche i motivi d’asilo nel loro complesso inverosimili, potreb-

bero essere avvenuti per i motivi più disparati. In relazione al riconosci-

mento della qualità di rifugiato ed alla concessione dell’asilo, v’è quindi da 

confermare il giudizio negativo esposto nella decisione impugnata. 

7.  

Il Tribunale, è tenuto a confermare anche la pronuncia dell’allontanamento 

dell’insorgente, in quanto egli non adempie alle condizioni in virtù delle 

quali la SEM avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare il suo allontana-

mento dalla Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 LAsi, nonché art. 32 

dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 2013/37 consid. 4.4; 2011/24 

consid. 10.1). 

D-4406/2023 

Pagina 13 

8.  

L’esecuzione dell’allontanamento è regolamentata, per rinvio dell’art. 44 

LAsi, dall’art. 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione 

del 16 dicembre 2005 (LStrI, RS 142.20), giusta il quale l’esecuzione 

dell’allontanamento deve essere ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI), esigibile 

(art. 83 cpv. 4 LStrI) e possibile (art. 83 cpv. 2 LStrI). In caso di non adem-

pimento di una di queste condizioni, la SEM dispone l’ammissione provvi-

soria (art. 83 cpv. 1 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi). 

9.  

9.1 Nel caso di specie, agli occhi del Tribunale, non vi sono elementi osta-

tivi all’esecuzione dell’allontanamento del ricorrente in Burundi. 

 

9.2 Anzitutto, nel provvedimento impugnato, a ragione l’autorità sindacata, 

ha osservato che nella fattispecie il principio del divieto di respingimento 

(art. 5 cpv. 1 LAsi) non si applica, in quanto esso protegge soltanto persone 

alle quali è stata riconosciuta la qualità di rifugiato. Per di più, per i motivi 

già sopra enucleati (cfr. consid. 6), al contrario di quanto sostenuto dall’in-

sorgente in fase ricorsuale senza apportare alcun ulteriore elemento con-

creto e circostanziato, non sono ravvisabili agli atti, degli elementi concreti 

che possano far ritenere, con una probabilità preponderante, che egli 

possa essere esposto ad una pena o ad un trattamento vietati dall’art. 3 

CEDU o dall’art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trat-

tamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (RS 0.105) nel 

caso di un suo rimpatrio (cfr. sentenza della Corte europea dei diritti 

dell’uomo [di seguito: CorteEDU], Grande Camera, Saadi contro Italia del 

28 febbraio 2008, 37201/66, §§125 e 129 con rel. rif.). In particolare, i rap-

porti e l’articolo prodotto in fase ricorsuale dall’insorgente, in quanto non 

riferibili a lui direttamente e per lo più presentanti delle informazioni sul suo 

Paese d’origine del tutto generiche rispettivamente relative all’arresto ed 

alla detenzione arbitraria di una persona ben specifica, con un profilo ben 

differente da quella del ricorrente, non sono in grado di mutare il suddetto 

apprezzamento. Ne consegue pertanto che l’allontanamento del ricorrente 

verso il Burundi risulta essere ammissibile nei confronti delle norme nazio-

nali (art. 83 cpv. 3 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi) ed internazionali appli-

cabili. 

 

9.3  

9.3.1 Non sono nemmeno ravvisabili agli atti motivi relativi alla situazione 

nello Stato d’origine o personali, che renderebbero il suo rinvio in Burundi 

inesigibile ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI. 

D-4406/2023 

Pagina 14 

9.3.2 Innanzitutto, nel predetto Paese, non sussiste, come ritenuto da co-

stante giurisprudenza di questo Tribunale, ora come prima, un contesto di 

guerra, guerra civile e violenza generalizzata, riguardante l’integralità del 

territorio, che renda l’esecuzione dell’allontanamento di regola come inesi-

gibile (cfr. sentenze del TAF E-4444/2025 del 26 giugno 2025;  

E-2967/2025 del 25 giugno 2025 con ulteriori rif. cit.; E-4050/2025 del 

24 giugno 2025). Le fonti citate nel ricorso (pag. 6), non sono in grado di 

mutare tale apprezzamento. 

9.3.3 In seguito, non si evince dagli atti che il ricorrente si ritroverebbe in 

una situazione di minaccia esistenziale dal profilo economico, sociale o del 

suo stato di salute, nel caso di un ritorno in patria, per i motivi già retta-

mente esposti nella decisione avversata, alla quale si rinvia (cfr. p.to III/2, 

pag. 8 seg.). Si aggiunge soltanto dal profilo dello stato di salute del ricor-

rente che, al contrario di quanto per la prima volta fatto valere da questi 

nelle osservazioni dell’8 gennaio 2024 di avere delle difficoltà a prendere 

sonno a causa di incubi e di uno stato di salute psicologico molto fragile 

(cfr. pag. 4) o ancora di soffrire di “[…] un disagio dovuto ad uno stress post 

traumatico” (cfr. pag. 5), tali asserti non sono mai stati concretizzati con 

l’inoltro di documentazione medica pertinente. Risulta invece dagli atti di 

causa che il ricorrente, dalla sua entrata in Svizzera, abbia effettuato uni-

camente un esame ottico con la prescrizione di occhiali da vista (cfr. 

n. 18/2), e che ha sempre allegato di stare bene di salute rispettivamente 

non ha esternato di avere particolari problemi dal profilo valetudinario (cfr. 

n. 15/2; 20/15, D61, pag. 7; 33/12, D3 segg., pag. 2). Pertanto, per nulla 

concretizzati e sostanziati, i problemi psicologici addotti soltanto nello 

scritto dell’8 gennaio 2024, non sono in alcun modo stati resi verosimili. 

Tuttavia, anche se ciò fosse il caso, si ritiene che se in futuro il ricorrente 

dovesse necessitare di cure o trattamenti in tal senso, egli potrà senz’altro 

ottenerli nel suo Paese d’origine.  

9.3.4 A tali condizioni, l’esecuzione dell’allontanamento dell’insorgente è 

da ritenere pure come esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 

LAsi). 

9.4 Nemmeno risultano esserci impedimenti sotto il profilo della possibilità 

dell’esecuzione dell’allontanamento, in quanto il ricorrente, che dispone del 

suo passaporto burundese originale e tutt’ora valido (cfr. MdP n. 1/2), potrà 

procurarsi ogni ulteriore documento indispensabile al rimpatrio, usando 

della necessaria diligenza (cfr. art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34 con-

sid. 12). 

D-4406/2023 

Pagina 15 

9.5 Pertanto, anche in materia d’esecuzione dell’allontanamento, la deci-

sione della SEM va confermata, e la concessione di un’ammissione prov-

visoria, non entra quindi in considerazione (art. 83 cpv. 1 LStrI a contrario). 

10.  

Riassumendo, con la decisione impugnata, la SEM non ha violato il diritto 

federale, né abusato del suo potere d’apprezzamento, ed inoltre non ha 

accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridicamente rilevanti 

(art. 106 cpv. 1 LAsi). Altresì, per quanto censurabile, la decisione non è 

inadeguata (art. 49 PA). Il ricorso va conseguentemente respinto e la deci-

sione impugnata confermata. 

11.  

11.1 Riguardo poi alla richiesta di riconsiderazione della decisione inciden-

tale del Tribunale del 31 ottobre 2023, in punto all’assistenza giudiziaria 

parziale e altresì alla concessione del gratuito patrocinio, contenuta nello 

scritto del ricorrente dell’8 gennaio 2024, visto quanto già considerato in 

merito (cfr. supra consid. 6 segg.), si respinge la stessa, in quanto non con-

tenente dei fatti nuovi e determinanti che potessero motivare un apprezza-

mento differente delle possibilità di successo della presente causa.  

11.2 Pertanto, e visto l’esito della procedura, le spese processuali di 

CHF 750.–, che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricor-

rente (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse 

e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), e sono prelevate 

sull’anticipo spese versato il 23 novembre 2023. 

12.  

La presente decisione non può essere impugnata con ricorso di diritto pub-

blico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 1 LTF) ed è quindi 

definitiva. 

 

(dispositivo alla pagina seguente)  

D-4406/2023 

Pagina 16 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

L’istanza del ricorrente dell’8 gennaio 2024, tendente alla riconsiderazione 

della decisione incidentale del Tribunale del 31 ottobre 2023, sul punto del 

respingimento dell’assistenza giudiziaria parziale, nonché alla concessione 

del gratuito patrocinio, è respinta. 

2.  

Il ricorso è respinto. 

3.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico del ricorrente e 

sono prelevate sull’anticipo spese di medesimo importo versato il 23 no-

vembre 2023.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all’autorità canto-

nale competente. 

 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: