# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99927884-0dff-5ada-8b62-41f6b7a34b56
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2011-10-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.10.2011 30.2011.30
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2011-30_2011-10-19.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  30.2011.30+31

   

  cs

  	
  Lugano

  19 ottobre
  2011

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 14 settembre 2011
di

 

	
   

  	
   RI 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 20 luglio
  2011 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1   

   

   

  in materia di rendite AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1941, con decisione del 12 luglio 2007 è stato messo al beneficio
di una rendita di vecchiaia con effetto dal 1° marzo 2006, calcolata sulla base
di un periodo di contribuzione di 22 anni e 3 mesi (scala applicabile: 22) ed
un reddito annuo di fr. 17'238 (doc. 57). Al figlio __________, nato nel 1984,
è stata riconosciuta una rendita semplice per figli, soppressa nel mese di
novembre 2008.

                                         

                                  B.   In
seguito alla richiesta del calcolo previsionale della rendita da parte della
moglie, __________, nata nel 1951, inoltrata il 25 marzo 2011 (cfr. doc. 17 e 2),
l’amministrazione, il 5 maggio 2011, si è accorta che “nel lontano 2006
quando era stato fatto il calcolo della rendita AVS di lui non era stata
indicata l’esenzione su acor, pertanto abbiamo continuamente pagato una rendita
con scala 22, quando l’ass.to ha e aveva diritto a una scala 11”(doc. 49).

 

                                  C.   Con
decisione del 12 maggio 2011 la Cassa CO 1 ha chiesto la restituzione
dell’importo versato in troppo dal 1° maggio 2006 al 31 maggio 2011 per un
ammontare di fr. 22'057.--, rilevando che da un controllo è emerso l’esercizio
di un’attività lucrativa presso le poste __________, in __________, fino al 31
dicembre 1994, per cui gli anni dal 1983 (ossia da quando è domiciliato in
Svizzera) al 1994 non vanno considerati quale periodo contributivo,
contrariamente a quanto stabilito con la precedente decisione (doc. 31). Il
medesimo giorno l’amministrazione ha emanato tre decisioni di fissazione della
rendita, calcolata sulla base di una durata contributiva di 11 anni ed un
reddito annuo medio di fr. 17'238.-- nel 2006 aggiornato a fr. 18'096.-- nel
2011 (doc. da 19 a 27), per il periodo dal 1° maggio 2006 al 30 novembre 2008
(ossia fino al termine del versamento delle prestazioni al figlio), dal 1°
dicembre 2008 al 31 dicembre 2010 e dal 1° gennaio 2011.

 

                                  D.   In
seguito all’opposizione, e alla domanda di condono, presentata da RI 1,
l’amministrazione, con decisione su opposizione del 20 luglio 2011, ha confermato il precedente provvedimento, e, con riferimento, anche, alla sentenza federale
9C_516/2008 del 15 aprile 2009, ha affermato che in quanto cittadino __________
attivo in __________, pur essendo domiciliato in Svizzera, ha pagato i
contributi in __________ e dunque i contributi versati dalla moglie in quel
periodo non possono essere presi in considerazione. La Cassa ha inoltre
precisato che sulla domanda di condono avrebbe deciso quando la decisione di
restituzione sarebbe divenuta definitiva (doc. 1).

 

                                  E.   RI
1RI 1 è insorto contro la predetta decisione su opposizione, chiedendone
l’annullamento (doc. I). Il ricorrente sostiene che le decisioni
dell’amministrazione sono poco chiare ed in contraddizione tra di loro giacché
inizialmente è stato negato il periodo contributivo dal 1983 al 1994 sulla base
dell’art. 1a cpv. 2 lett. b LAVS e solo con la decisione su opposizione è stato
invece citato l’art. 4 cpv. 1 della Convenzione di sicurezza sociale tra la
Svizzera e l’__________. Egli ritiene che i presupposti per l’applicazione
dell’art. 1a cpv. 2 lett. b LAVS non sono dati e che comunque non è stata
emessa alcuna decisione formale circa un esonero dall’assicurazione svizzera in
quel periodo. Inoltre l’assicurazione estera non copre il rischio del decesso.
Per cui il citato articolo non può trovare applicazione. L’insorgente sostiene
di dover essere considerato quale persona assicurata i cui contributi sono
stati pagati dal coniuge in virtù dell’art. 29ter cpv. 2 lett. b LAVS. Egli
contesta quindi la nuova funzione della rendita e l'ordine di restituzione.

 

                                  F.   Con
risposta del 29 settembre 2011 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del
ricorso con argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di
motivazione (doc. V).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         in ordine

 

                                   1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione
giudiziaria (cfr. STF  9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7
novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del
21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4
febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre
2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre
2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

 

                                         nel
merito

 

                                   2.   Oggetto del contendere è la questione di sapere se a giusta
ragione l’amministrazione ha riesaminato la decisione di attribuzione di
rendita del 12 luglio 2007, ricalcolando l’ammontare della prestazione erogata
all’insorgente e, in tal caso, se ha calcolato correttamente l’importo da
restituire.

 

                                   3.   A
norma dell'art. 21 cpv. 1 LAVS hanno diritto alla rendita di vecchiaia gli
uomini che hanno compiuto 65 anni e le donne che hanno compiuto 64 anni. 

                                         Per
l’art. 21 cpv. 2 LAVS il diritto alla rendita di vecchiaia nasce il
primo giorno del mese successivo a quello in cui è stata compiuta l’età
stabilita nel capoverso 1. Esso si estingue con la morte del beneficiario.

                                         Possono
pretendere una rendita ordinaria di vecchiaia o per superstiti tutti gli aventi
diritto ai quali possono essere computati almeno un anno intero di reddito, di
accrediti per compiti educativi o assistenziali, oppure i loro superstiti (art.
29 cpv. 1 LAVS). 

 

                                         A
seconda che l'assicurato abbia pagato sempre e regolarmente i contributi dovuti
oppure che il suo periodo di contribuzione presenti delle lacune contributive,
egli ha diritto ad una rendita completa o parziale (cfr. art. 29 cpv. 2 lett.
a, b LAVS), vale a dire ad una rendita calcolata sulla base della scala 44
(rendita completa) o di una scala inferiore (rendita parziale; cfr. art. 52
OAVS).

 

                                         Il
calcolo della rendita di vecchiaia è determinato dagli anni di contribuzione,
dai redditi dell’attività lucrativa nonché dagli accrediti per compiti
educativi o d’assistenza tra il 1° gennaio successivo alla data in cui l’avente
diritto ha compiuto 20 anni e il 31 dicembre che precede l’insorgere dell’età
conferente il diritto alla prestazione (art. 29 bis cpv. 1 LAVS).

 

                                         Il
periodo di contribuzione è completo se una persona presenta lo stesso numero di
anni di contribuzione degli assicurati della sua classe di età (art. 29 ter
cpv. 1 LAVS). 

                                         Secondo
l’art. 29 ter cpv. 2 LAVS sono considerati anni di contribuzione i periodi,
durante i quali: 

                                         -
 una persona ha pagato i contributi (lett. a); 

                                         -  il suo coniuge, secondo
l’art. 3 capoverso 3 LAVS, ha versato  almeno il doppio del contributo minimo
(lett. b); 

                                         -  possono essere computati
accrediti per compiti educativi o d’assistenza (lett. c).

                                      

                                         Inoltre,
la rendita è calcolata in base al reddito annuo medio dell'assicurato (art. 29
quater LAVS). 

                                         Esso si
compone:

                                         -  dei
redditi risultanti da un’attività lucrativa (lett. a); 

                                         -  degli
accrediti per compiti educativi (lett. b);

                                         -  degli
accrediti per compiti assistenziali (lett. c). 

                                         La somma
dei redditi dell’attività lucrativa deve essere rivalutata secondo il fattore
di cui all'art. 51 bis cpv. 1 OAVS (art. 30 cpv. 1 e art. 33ter LAVS). 

 

                                         Il
reddito annuo medio è determinato sommando i redditi da attività lucrativa
rivalutati e gli accrediti per compiti educativi e assistenziali e divisi per
il numero di anni di contribuzione (art. 30 cpv. 2 LAVS).

 

                                         Il
reddito annuo determinante (indicato sulla decisione della Cassa) non
corrisponde dunque necessariamente all'ultimo reddito conseguito
dall'assicurato, ma serve unicamente a fissare la corrispondente rendita.

 

                                   4.   Sono
presi in considerazione unicamente i redditi da un’attività lucrativa sui quali
sono stati versati i contributi (art. 29 quinquies cpv. 1 LAVS).

                                         I
contributi delle persone che non hanno esercitato un’attività lucrativa vengono
moltiplicati per 100 e in seguito divisi per il doppio del tasso di
contribuzione previsto dall’art. 5 capoverso 1; essi sono computati come
reddito di un’attività lucrativa (art. 29 quinquies cpv. 2 LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 quinquies cpv. 3 LAVS, i redditi che i coniugi hanno conseguito
durante gli anni civili di matrimonio comune sono ripartiti e attribuiti per
metà a ciascun coniuge se: 

                                         -  entrambi
i coniugi hanno diritto alla rendita (lett. a); 

                                         -  una persona vedova ha
diritto a una rendita di vecchiaia (lett. b);

                                         -  il
matrimonio è stato sciolto mediante divorzio (lett. c). 

 

                                         Tuttavia
sottostanno alla ripartizione e all’attribuzione reciproca soltanto i redditi
conseguiti:

                                         -  tra il 1° gennaio che
segue il compimento del 20.o anno di età e il 31 dicembre che precede
l’insorgere dell’evento assicurativo da parte del coniuge che ha per primo
diritto alla rendita (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. a LAVS) e

                                         -  i periodi durante i quali
entrambi i coniugi sono stati assicurati  all’AVS, con riserva dell’art. 29 bis
cpv. 2 LAVS (art. 29 quinquies cpv. 4 lett. b LAVS). 

 

                                         Secondo
l’art. 29 sexies cpv. 1 LAVS è riconosciuto un accredito per compiti educativi
agli assicurati per gli anni durante i quali hanno esercitato l’autorità
parentale su uno o più figli minori di 16 anni (per determinati casi cfr. art.
52e e f OAVS). 

                                         Generalmente
l’anno di inizio dell’accredito sorge con la nascita del primo figlio e cessa
con il compimento del 16mo anno di età dell’ultimo figlio.

                                         Tuttavia
nessun accredito è attribuito per l’anno in cui sorge il diritto, mentre è
riconosciuto per l’anno in cui tale diritto si estingue (art. 52f cpv. 1 OAVS).

                                         L’ammontare
dell’accredito corrisponde al triplo dell’importo della rendita di vecchiaia
annua minima al momento dell’inizio del diritto alla rendita (art. 29 sexies
cpv. 2 LAVS).

                                         L’accredito
assegnato alle persone coniugate durante gli anni civili di matrimonio è
tuttavia ripartito per metà tra i coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS). 

 

                                   5.   Nel
caso di specie il ricorrente, nato il __________, con il compimento del 65°
anno di età ha diritto ad una rendita di vecchiaia con effetto dal 1° marzo
2006. Infatti il diritto al beneficio di una rendita nasce il primo giorno del
mese successivo a quello in cui l’assicurato ha raggiunto l’età pensionabile
(art. 21 cpv. 2 LAVS).

                                         Con
decisione del 12 luglio 2007 è stato messo al beneficio di una rendita
calcolata sulla base di un periodo di contribuzione di 22 anni e 3 mesi (scala
22), essendo domiciliato in Svizzera dal mese di ottobre 1983. 

                                         La
Cassa ha infatti calcolato un periodo di contribuzione completo da ottobre 1983 a dicembre 2005, ritenendo che l’interessato, domiciliato in Svizzera e per il quale non sono
stati registrati contributi fino al 2001, avesse comunque contribuito per il
tramite della moglie che in quegli anni ha versato oltre il doppio del
contributo minimo (cfr. art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS e doc. 61-62).

 

                                         Con
l’inoltro, nel corso del mese di marzo 2011, della richiesta di calcolo di una
rendita futura, da parte della moglie, è emerso che l’interessato, pur essendo
domiciliato in Svizzera, fino al 31 dicembre 1994 ha svolto un’attività lucrativa in __________ presso le poste __________ con conseguente
assoggettamento all’assicurazione statale __________ per la vecchiaia.

                                         Questa
circostanza, che non è contestata dall’insorgente, ha avuto quale conseguenza
un nuovo calcolo del periodo di contribuzione dell’assicurato e meglio lo
stralcio dal conteggio degli anni contributivi degli anni dal 1983 al 1994.

                                         

                                         A
ragione.

 

                                         Innanzitutto
già solo per il fatto che l’insorgente ha svolto un’attività lucrativa, egli non
poteva essere affiliato quale persona senza attività lucrativa e beneficiare
dell’art. 3 cpv. 3 lett. a LAVS, per il quale si ritiene che paghino contributi
propri, qualora il coniuge versi contributi pari almeno al doppio del
contributo minimo i coniugi senza attività lucrativa di assicurati con
un’attività lucrativa, e dell’art. 29 ter cpv. 2 lett. b LAVS, secondo cui sono
considerati anni di contribuzione i periodi durante i quali il suo coniuge,
giusta l’articolo 3 capoverso 3, ha versato almeno il doppio del contributo
minimo.

 

                                         In
secondo luogo, l’insorgente, cittadino __________ domiciliato in Svizzera, ma
attivo per un datore di lavoro __________ in __________, era assoggettato al
pagamento dei contributi esclusivamente in __________.            

                                         Ciò
sia che si voglia applicare la Convenzione tra la Confederazione Svizzera e la __________
__________ relativa alla sicurezza sociale, del __________ (__________) in
vigore all’epoca, sia che si voglia applicare l’Accordo bilaterale sulla libera
circolazione delle persone in vigore dal 1° giugno 2002 (RS 0.142.112.681) ed
il relativo regolamento CEE 1408/71 (RS 0.831.109.268.1).

                                         Infatti
per l’art. 4 cpv. 1 della citata Convenzione del __________, la
legislazione applicabile è di regola quella della Parte contraente sul cui
territorio viene esercitata l’attività determinante ai fini dell’assicurazione.
In concreto, l__________, essendo assoggettato nella vicina __________, dove ha
lavorato fino alla fine del 1994. 

                                         Il
regolamento CEE 1408/71, prevede da parte sua, all’art. 13 paragrafo 1, il
principio dell’unicità della legislazione applicabile in funzione delle norme
contenute negli art. da 13 paragrafo 2 a 17Bis, nel senso dell’applicabilità della legislazione di un solo Stato membro. Tranne eccezioni, il lavoratore
subordinato è assoggettato alla legislazione dello Stato in cui lavora anche se
risiede sul territorio di un altro Stato membro o se l’impresa o il datore di
lavoro ha la sede o il suo domicilio sul territorio di un altro Stato membro.
Il lavoratore frontaliero è pertanto assoggettato, in applicazione di questo
principio, alla legislazione dello Stato in cui lavora (principio della lex
loci laboris).

 

                                         L’interessato,
che nel periodo dal 1983 al 1994 ha lavorato presso le poste __________, in __________,
e che era assoggettato all’assicurazione __________ per la vecchiaia (doc. 31),
ciò che non è contestato dall’insorgente, non poteva di conseguenza essere
qualificato quale persona senza attività lucrativa e i contributi pagati dalla
moglie non potevano essergli computati.

 

                                         Certo,
l’insorgente rileva che nella decisione formale l’ammini-strazione, a torto, ha
accennato impropriamente all’art. 1bis cpv. 2 lett. b LAVS secondo cui non sono
assicurate le persone che partecipano ad un’assicurazione statale estera per la
vecchiaia e per i superstiti, se l’assoggettamento all’assicurazione giusta la
LAVS costituisce per esse un doppio onere che non si potrebbe equamente
imporre. 

                                         Questo
disposto tuttavia non è applicabile, non avendo l’insorgente, all’epoca,
chiesto l’esenzione.

                                         Tuttavia,
in sede di decisione su opposizione, la Cassa ha giustamente accennato alle
norme di diritto internazionale (Convenzione tra la Confederazione Svizzera e
la __________ __________ relativa alla sicurezza sociale, del __________ e ALC)
e alla sentenza 9C_516/2008 del 15 aprile 2009 del TF, dove al consid. 6.1 e
seguenti l’Alta Corte applica sia la Convenzione sulla sicurezza sociale tra
Svizzera e __________ sia l’ALC ed il regolamento CEE 1408/71.

                                         Ritenuto
che la decisione impugnata sostituisce la decisione formale del 12 maggio 2011
e che in sede di ricorso l’assicurato ha potuto confrontarsi con le nuove
motivazioni dell’amministrazione innanzi ad un’istanza che gode del pieno
potere cognitivo, non è riscontrabile una violazione del suo diritto di essere
sentito (cfr. sentenza 9C_738/2007 del 29 agosto 2008; DTF 133 I 201 consid.
2.2; DTF 127 V 431).

 

                                         Alla
luce di tutto quanto sopra esposto, ne segue che il periodo di contribuzione in
applicazione dell’art. 29ter cpv. 2 lett. b LAVS ha inizio il 1° gennaio 1995, per
complessivi 11 anni e 2 mesi ed una scala di rendita 11.

 

                                   6.   L’insorgente
non ha contestato l’ammontare del reddito annuo medio che del resto è stato
calcolato correttamente in fr. 57'168 (cfr. doc. 36).

                                         Va
qui evidenziato che il reddito annuo medio (RAM) è composto dalla somma
risultante dai redditi da attività lucrativa, eventualmente dopo lo splitting,
e dagli accrediti per compiti educativi computabili durante il proprio periodo
di contribuzione. Il tutto deve essere diviso per gli anni di contribuzione.

 

                                         La
somma dei redditi da attività lucrativa deve essere rivalutata in funzione
dell’indice previsto per l’adeguamento delle rendite all’evoluzione dei prezzi
e dei salari di cui all’art. 33ter LAVS (cfr. art. 30 cpv. 1 LAVS) e divisa per
gli anni di contribuzione. Il fattore di rivalutazione è stabilito dall’Ufficio
federale delle assicurazioni sociali (UFAS) secondo le modalità di calcolo
esposte all’art. 51bis OAVS. Il fattore di rivalutazione è contenuto nelle
tavole per la determinazione del reddito annuo medio, edite dall’UFAS, il cui
uso è obbligatorio (cfr. art. 30bis LAVS, art. 51 OAVS) e varia a seconda della
prima registrazione sul conto individuale dell’assicurato determinante per la
rendita.

                                         Nel
caso che ci occupa la prima registrazione determinante da prendere in considerazione,
ossia quella in cui l’interessato medesimo ha cominciato a contribuire personalmente
in Svizzera è quella del 2001.

                                         Pertanto,
dalle citate tavole, il fattore di rivalutazione risulta essere l’1.000.
L'importo rivalutato va poi diviso per il periodo effettivo di contribuzione (11
anni).

                                         Ne
discende che la media dei redditi da attività lucrativa si fissa in fr. 5’197 (57’168
X 1 : 11 anni).

 

                                         Per
ogni anno in cui l’assicurato ha provveduto all’educazione dei figli minori di
16 anni viene assegnato un accredito che corrisponde al triplo della rendita
minima vigente al momento in cui è sorto il diritto alla rendita. 

 

                                         L’insorgente
ha avuto un figlio nato nel 1984 (doc. 66).

 

                                         In
concreto vanno attribuiti accrediti dal 1995 (anno d’inizio del periodo
contributivo in Svizzera) al 2000 (compimento del 16.o anno di età del figlio).

 

                                         Da
rilevare inoltre che l’accredito per compiti educativi assegnato alle persone
coniugate durante gli anni civili di matrimonio è ripartito per metà tra i
coniugi (art. 29 sexies cpv. 3 LAVS).

                                         

                                         La
media dell’accredito per compiti educativi (intero) è determinata secondo la
seguente formula:

 

                                         (rendita di vecchiaia annua minima x 3) x
numero bonifici educativi

                                         durata di
contribuzione computabile

 

                                         Ne
consegue quindi che all'assicurato vanno computati 6 mezzi accrediti per un
importo di fr. 10’555 (1’075 X 12 X 3 X 6/2 : 11 anni).

 

                                         Il
reddito annuo medio (RAM) della rendita del ricorrente corrisponde, nel 2006, a fr. 16’770 (5’197 + 10’555 = 15’752, arrotondato all’importo immediatamente superiore secondo
le tabelle UFAS) per un rendita di fr. 290 nel 2006 (fr. 116 per il figlio),
fr. 298 nel biennio 2007-2008 (fr. 119 per il figlio), fr. 307 nel biennio
2009/2010 e fr. 313 dal gennaio 2011, ciò che corrisponde ad un importo
nettamente inferiore rispetto a quello calcolato con la decisione del 12 luglio
2007.

 

                                   7.   A
norma dell'art. 25 cpv. 1 LPGA le prestazioni indebitamente riscosse devono
essere restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e verrebbe a
trovarsi in gravi difficoltà.

Il diritto di esigere
la restituzione si estingue dopo un anno a decorrere dal momento in cui l'istituto di assicurazione ha avuto
conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento della
prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per il quale il diritto
penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest’ultimo è
determinante (art. 25 cpv. 2 LPGA).

 

Per giurisprudenza
costante, nell'ambito delle assicurazioni sociali, la restituzione delle
prestazioni presuppone, di regola, che siano adempiute le condizioni di una
riconsiderazione o di una revisione processuale della decisione con la quale le
prestazioni litigiose sono state versate (DTF 126 V 42 cons. 2b).

 

                                         Per
l'art. 53 cpv. 1 LPGA, le decisioni e le decisioni su opposizione formalmente
passate in giudicato devono essere sottoposte a revisione se l'assicurato o
l'assicuratore scoprono successivamente nuovi fatti rilevanti o nuovi mezzi di
prova che non potevano essere prodotti in precedenza.

Per il cpv. 2, l'assicuratore può tornare sulle decisioni o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in
giudicato se è provato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica
ha una notevole importanza.

 

L'allora TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale
federale) ha stabilito che, in ambito di restituzione delle prestazioni, i
principi applicabili al diritto precedentemente in vigore sono ancora attuali
(STFA K 147/03 del 12 marzo 2004 = DTF 130 V 318).

In questo senso, l'amministrazione può riconsiderare una
decisione passata formalmente in giudicato e sulla quale un'autorità
giudiziaria non si è pronunciata nel merito, a condizione che sia senza dubbio
errata e la sua rettifica rivesta un'importanza notevole. Questi principi sono pure applicabili nel caso
in cui delle prestazioni siano state accordate senza essere state oggetto di
una decisione formale se il loro versamento ha comunque validamente esplicato
effetti giuridici (DTF 129 V 110, DTF 126 V 23 consid. 4b, DTF 126 V 46 consid.
2b, DTF 126 V 400 consid. 2b/a; STFA C 24/02 dell'11 febbraio 2004). Una
decisione è stata ad esempio considerata senza dubbio errata a seguito di
calcolo illegale di una rendita, in conseguenza ad una valutazione errata
dell'invalidità per l'applicazione errata di principi fondamentali (DTF 110 V
179; ZAK 1991 pag. 137, DTF 119 V 483 consid. 3).

 

Dalla riconsiderazione
(o riesame) va distinta la revisione processuale delle decisioni
amministrative.

Per analogia con la
revisione processuale delle decisioni emanate dalle autorità giudiziarie,
l'amministrazione è tenuta a procedere alla revisione di una decisione
formalmente cresciuta in giudicato quando sono scoperti fatti nuovi o nuovi
mezzi di prova atti ad indurre ad una conclusione giuridica differente (DTF 129
V 110, DTF 126 V 42 consid. 2b con rinvii; STFA C 191/02 del 15 luglio 2003;
STFA I 339/01 del 29 novembre 2002).

 

                                         Va
ancora rammentato che per l’art. 3 OPGA l’ammontare della restituzione è
stabilito mediante decisione (cpv. 1). Nella decisione di restituzione
l’assicuratore indica la possibilità di chiedere il condono (cpv. 2).
L’assicuratore decide di rinunciare alla restituzione se sono manifestamente
date le condizioni per il condono (cpv. 3).

 

                                   8.   In
concreto l’insorgente era stato messo al beneficio di una rendita di vecchiaia
di fr. 579 dal 1° marzo 2006 calcolata sulla base di un reddito annuo medio di
fr. 17'238 e di una scala 22.

 

                                         Come
visto ai considerandi precedenti questa decisione è manifestamente errata e la
sua modifica riveste un’importanza notevole. Inoltre la Cassa è venuta a
conoscenza di un fatto nuovo, ossia lo svolgimento di un’attività lavorativa in
__________ per un’azienda __________.

 

                                         Ne
segue che a giusta ragione l’amministrazione ha proceduto al riesame,
rispettivamente alla revisione della precedente decisione ed ha chiesto la
restituzione delle prestazioni pagate in troppo.

 

                                   9.   Altro presupposto per verificare se l'obbligo di restituzione è dato, è il termine di prescrizione di un
anno, a proposito del quale la nostra Massima istanza ha stabilito che i
termini dell'art. 47 vLAVS - ripresi dall'art. 25 cpv. 2 LPGA -, contrariamente al tenore letterale della
norma, costituiscono un termine di perenzione (DTF 127 V 484; DTF 124 V 380;
DTF 122 V 274; DTF 119 V 431 consid. 3a; Kieser,
Bundesgesetz über die Alters- und Hinterlassenenversicherung, Zurigo 1996, pag.
192).

 

I termini di
perenzione non possono essere né interrotti né sospesi e devono essere
applicati d'ufficio (DTF 111 V
135 consid. 3b; cfr. pure Locher, Grundriss des
Sozialversicherungs-rechts, Ed. Stämpfli, Berna 1997, N. 36-37, pag. 59-60 e N.
12-13, pag. 311-312).

 

Per giurisprudenza costante, i termini
sono salvaguardati se prima del loro scadere è stata emessa una decisione
formale e se la medesima è stata correttamente notificata alla persona che deve
restituire le prestazioni (DTF 119 V 434, Kieser,
op. cit., n. 30 ad art. 25, pag. 286).

 

In una sentenza
pubblicata in DTF 124 V 380, al considerando 1 il Tribunale federale delle assicurazioni
ha stabilito che il termine relativo di perenzione di un anno giusta l'art. 95
cpv. 4 LADI, che si richiama ai principi fissati dall'art. 47 cpv. 2 vLAVS,
comincia a decorrere nel momento in cui l'amministrazione, usando l'attenzione
da essa ragionevolmente esigibile avuto riguardo alle circostanze, avrebbe dovuto
rendersi conto dei fatti giustificanti la restituzione (DTF 119 V 433; DTF 112
V 180; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

 

L’allora TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha precisato ancora che qualora tale restituzione sia addebitabile
ad un errore dell'amministrazione, l'anno di perenzione decorre non dal momento
in cui esso è stato commesso, bensì da quello in cui l'amministrazione avrebbe
dovuto in un secondo tempo - per esempio a seguito di un errore di calcolo di
una prestazione o nel caso in cui venga a conoscenza di fatti atti a far
nascere dei dubbi sulla fondatezza della pretesa -, rendersi conto di tale
errore commesso prestando l'attenzione ragionevolmente esigibile (DTF 124 V 380
consid. 1 e 2c; DTF 110 V 304 consid. 2b; cfr. anche DTF 122 V 270 consid. 5;
STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

Per poter esaminare i
presupposti della restituzione, l'amministrazione deve poter disporre di tutti
i fatti rilevanti, da cui emerga sia il principio che la misura del diritto
alla medesima. Per determinare la pretesa non è quindi sufficiente che la Cassa
venga a conoscenza di circostanze che forse potrebbero condurre ad ammetterla
oppure che permettono di stabilirne il principio ma non la misura (DTF 112 V
180 consid. 4a; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003; STFA C 11/00 del 10 ottobre
2001, consid. 2).

 

Inoltre, per costante
giurisprudenza, quando la determinazione della pretesa di restituzione
presuppone il concorso di parecchi organi amministrativi, il termine annuale
comincia già a decorrere nel momento in cui una delle autorità competenti ha
sufficiente conoscenza dei fatti (DTF 119 V 431 consid. 3a; DTF 112 V 180
consid. 4c; citata STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

 

Va ribadito come la
tematica della restituzione di cui all'art. 47 cpv. 2 vLAVS è stata ripresa
dall'art. 25 LPGA (DTF 130 V 319), perciò la citata giurisprudenza ha valore
anche per il periodo di restituzione in oggetto, posteriore al 2003 (Kieser,
ATSG-Kommentar, 2009, pag. 355, n. 9 ad art 25 LPGA).

 

                                10.   In
concreto la Cassa di compensazione ha avuto conoscenza dell’attività lucrativa del
ricorrente presso le poste __________ in __________ nel corso del mese di marzo
2011 (doc. 49 e 1). La decisione di restituzione del 12 maggio 2011 è pertanto
stata emanata nel termine di un anno da quando l’amministrazione ha avuto
conoscenza di questo fatto. Tuttavia, la restituzione può essere richiesta
unicamente per le prestazioni versate dal mese di maggio 2006, in virtù del termine assoluto di 5 anni previsto dall’art. 25 cpv. 2 LPGA.

 

                                         Per
quanto concerne l’ammontare dell’importo da restituire va rilevato che la Cassa
lo ha calcolato correttamente. 

                                         

                                         L’interessato
per il periodo dal 1° maggio 2006 al 31 maggio 2011 ha infatti diritto a fr. 22'070.-- ([dal 1.5.2006 al 31 dicembre 2006: {fr. 290.-- X 8} + {fr. 116.--
X 8 per il figlio}] + [da gennaio 2007 a dicembre 2008: {fr. 298.-- X 24 mesi} + {fr. 119.-- X 23 mesi per il figlio}] + [da gennaio 2009 a dicembre 2010: fr. 307.-- X 24 mesi] + [da gennaio a maggio 2011: fr. 313.-- X 5 mesi]).

 

                                         Egli
ha invece ricevuto fr. 44'127.-- ([dal 1.5.2006 al 31 dicembre 2006: {fr. 579.--
X 8 mesi} + {fr. 232.-- X 8 mesi per il figlio}] + [da gennaio 2007 a dicembre 2008: {fr. 596.-- X 24 mesi} + {fr. 238.-- X 23 mesi per il figlio}] + [da gennaio 2009 a dicembre 2010:  fr. 614 X 24 mesi] + [da gennaio a maggio 2011: fr. 625 X 5]).

 

                                         Egli
deve pertanto restituire fr. 22'057.-- (fr. 44'127.-- - fr. 22'070.--).

 

                                         In
queste condizioni la decisione dell’amministrazione merita conferma mentre il
ricorso va respinto.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti