# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d049d2b9-a908-5490-b62b-6a29fdfa6736
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 17.12.2003 INC.2003.68901
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-68901_2003-12-17.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.68901

  	
  Lugano

  17 dicembre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Ursula Züblin

  
	
   

  Visto il reclamo del 22/23 ottobre 2003, presentato dalla

  
						

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall’avv.
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  la decisione 13/14 ottobre 2003 del Procuratore pubblico
  Giovan Maria Tattarletti nell’ambito del procedimento penale contro __________,
  di cui all’inc. MP __________;

  

 

 

viste le osservazioni 3 novembre
2003 del magistrato inquirente e 31 ottobre 2003 di __________, __________, __________
e __________ (rappr. dall’avv. __________), che postulano la reiezione del
reclamo; 

 

 

visto l’inc. MP __________,

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

ritenuto

 

in fatto

 

 

A.

 

 

Il 13 giugno 2002 __________, si
è presentato spontaneamente per denunciare una serie di malversazioni da lui
commesse ai danni della sua ex datrice di lavoro __________ (in seguito __________)
dal 1997 al giugno 2002. Al termine del verbale il Procuratore pubblico ha
promosso l'accusa nei suoi confronti per titolo di truffa ed appropriazione
indebita.

Dagli atti risulta che nel corso
del maggio 1997 la __________ ha ottenuto per la prima volta l'aggiudicazione
della copertura dell'assicurazione malattia di base di tutta la popolazione di __________,
per un introito annuale per premi assicurativi, versati dalla __________ (__________)
per conto dei cittadini di __________ di circa fr. 8 milioni, importo poi
salito a circa fr. 9,6 milioni nel 2000, allorquando il mandato alla __________
è stato rinnovato a seguito di un nuovo concorso. __________ ha indicato quale
conto su cui versare i premi il suo personale presso l'__________ di __________,
sul quale il 22 maggio 1997 ha fatto aprire un'apposita rubrica, denominata
"__________". Sin dall'inizio l'accusato ha ammesso di aver
effettuato prelevamenti da tale rubrica per esigenze personali (interessi
ipotecari e vizio del gioco). Secondo la ricostruzione dell'EFIN, nell'ambito
del contratto di copertura assicurativa per i cittadini __________, l'__________
ha versato su tale rubrica, dal maggio 1997 al giugno 2002 la somma complessiva
di fr. 41'747'530.--, dei quali soltanto fr. 38'647'845.-- sono stati girati a
favore della __________, la differenza pari a fr. 3'102'680.20, pari a circa il
7,4% delle entrate, è invece stata trattenuta __________ (fr. 921'004.30.--
tramite bonifico bancario e 2'181'675.90 tramite prelevamenti a contanti).

 

 

 

B.

 

 

Nel corso dell'istruttoria il Procuratore pubblico
ha, tra l'altro, proceduto all'audizione dei funzionari dell'__________ che si
sono occupati del conto dell'accusato, fra cui __________. 

 

Con scritti 18 giugno 2003, 15 luglio 2003 e 2
settembre 2003 la __________ ha chiesto al Procuratore pubblico una nuova
audizione di __________, ed eventualmente di procedere, in un secondo tempo, ad
un confronto con __________ al fine di chiarire le contraddizioni esistenti fra
le rispettive dichiarazioni. __________ ha infatti dichiarato che sin dal
momento dell'apertura della rubrica __________, l'accusato gli avrebbe detto
che egli aveva diritto ad una parte dei fondi che confluivano su tale rubrica,
in quanto sulla base di un suo rapporto contrattuale interno con la cassa
malati in questione gli sarebbe spettata una percentuale. Ciò che contrasta con
quanto asserito dall'accusato. Di conseguenza, se quanto dichiarato da __________
nei verbali 19 dicembre 2002 e 2 aprile 2003 fosse vero, la posizione di __________
diverrebbe ancora più difficile e il reato che si configurerebbe nei suoi
confronti non sarebbe più quello di appropriazione indebita, ma quello di
truffa. Viceversa se fossero vere le dichiarazioni di __________ sarebbe
ipotizzabile l'apertura di un procedimento penale nei confronti di __________
per correità con __________.

 

Con decisione 13 ottobre 2003 il
Procuratore pubblico ha respinto la suddetta richiesta. Il magistrato
inquirente ha evidenziato che __________ è già stato sentito due volte e che le
sue dichiarazioni in contraddizione con quelle di __________ sono già state
contestate a quest'ultimo, il tutto alla presenza del patrocinatore di parte
civile, ciò che renderebbe inutile sia una nuova audizione di __________ sia un
confronto con __________, essendo le contraddizioni esistenti fra le rispettive
versioni "un dato di fatto, che con ogni verosimiglianza non verrebbe
modificato da un'ulteriore audizione di __________ o da un confronto". Ha
pure evidenziato che nel corso del verbale 17 giugno 2003 __________ ha
comunque dato una (sua) spiegazione in merito alle suddette contraddizioni e
che dalla documentazione agli atti emerge che tutti gli ordini di bonifico,
compreso quello del 23 maggio 1997, sono stati disposti da __________ e non
dalla banca autonomamente.

 

Avverso la suddetta decisione è
tempestivamente insorta la __________, ribadendo la necessità di una nuova
audizione di __________, ed, eventualmente, di un successivo confronto con __________.
La reclamante si riconferma sostanzialmente nelle motivazioni di cui alle
precedenti richieste. 

 

Con osservazioni 3 novembre 2003,
il Procuratore pubblico si rimette alla decisione di questo giudice non senza
rilevare l'assenza di elementi atti a far ritenere una complicità o correità di
__________, o di altri funzionari dell'__________ nei reati patrimoniali
commessi da __________, essendovi unicamente elementi per la commissione da
parte di tali funzionari del reato di carente diligenza in operazioni
finanziarie, reato contro l'amministrazione della giustizia, che in quanto tale
non legittima la reclamante né ad avanzare pretese civili né a proporre
reclamo.

 

 

Con osservazioni 31 ottobre 2003,
__________, __________, __________ e __________ chiedono che il reclamo venga
respinto; __________ non ha invece presentato osservazioni. 

Delle relative argomentazioni si
dirà, per quanto necessario, nei considerandi in diritto.

 

 

Considerato

 

in diritto

 

 

1.

 

 

La legittimazione della __________,
parte civile nel procedimento a carico di __________ e destinataria della
decisione impugnata, è pacifica. Il reclamo, tempestivo, è quindi ricevibile in
ordine. 

 

 

2.

 

 

In termini generali, per
l'assunzione delle prove proposte dalle parti in sede di inchiesta valgono i
seguenti principi.

 

 

a)

Gli art. 60
cpv. 1 (per la difesa) e 79 cpv. 1 CPP (per la parte civile), stabiliscono la
facoltà di proporne in ogni tempo nel corso delle indagini di pertinenza del
magistrato inquirente. Di massima, il Procuratore pubblico è tenuto a
pronunciarsi in merito solo a conclusione dell’istruzione formale nel contesto
di quanto disposto dall’art. 196 CPP (v. Messaggio aggiuntivo concernente la
revisione totale del Codice di procedura penale del 20 marzo 1991, pag. 81, ad
art. 58 ter risp. 61 bis del disegno di legge, per il rinvio del commento
all’art. 58 quinquies risp. 61 quater del disegno di legge e all’art. 63 ter
risp. 69 del disegno di legge: cfr. decisione 9 giugno 1995 in re F.M., GIAR
1093.93.10, e riferimenti), ma in presenza di anticipata decisione del
magistrato inquirente è dato reclamo nelle vie ordinarie stabilite dagli art.
280 ss. CPP, ritenuto tuttavia che non potranno poi più trovare udienza in sede
di deposito degli atti, a norma del citato art. 196 cpv. 1 CPP, complementi di
prova in precedenza decisi e definitivamente respinti, per quanto concerneva
necessità e contenuti dell’inchiesta (cfr. sentenze 15 luglio 1991 in re F.B.,
CRP 144/91, e 7 ottobre 1991 in re F.M., CRP 210/91; decisione 3 novembre 1993
in re G.G., GIAR 862.93.1), fatte beninteso salve nuove emergenze (v. decisione
17 agosto 1994 in re A.A., GIAR 209.94.12).

 

 

b)

I principi in
base dei quali si deve determinare se la prova debba essere assunta, sono
identici sia che la decisione avvenga in corso d'istruttoria, sia che avvenga
alla conclusione della stessa (e nel termine del deposito degli atti).

 

"Per meritare di essere assunte, le prove proposte dalle parti
contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP), o in altro momento
dell’istruttoria (art. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP), devono rispettare tre
concorrenti ordini di considerazione: esse devono essere motivate per quanto
attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la
fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i requisiti della
novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive conclusioni di
competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se promuovere
l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi (dopo conclusione
dell’istruzione formale) se decretare messa in stato d'accusa o abbandono, sino
se del caso a quelle del giudice di merito; per quest’ultima evenienza, le
stesse prove devono essere di difficile produzione al dibattimento, avute
presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra l’altro ad
assicurarne la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP
337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3
novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc.
GIAR 1093.93.5). Se, in particolare per l’accusato, la facoltà di proporre
mezzi di prova è espressione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 4
Cost. fed. (ora, art. 8 cpv. 1 della nuova Cost. fed.; v., da ultimo, DTF 124 I
49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306, consid. 1b p. 308) e del “fair trial” ai
sensi dell’art. 6 CEDU (v. Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2. Aufl.
Kehl/Strassburg/ Arlington 1996, nota 99 ad art. 6 CEDU), il giudice del merito
(ed il magistrato inquirente) è tenuto, in applicazione delle norme procedurali
corrispondenti, a considerare rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di
prova che “nach seinem richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind”
(Frowein/Peukert, loc. cit. p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di
testi, il magistrato può rifiutare la prova proposta “wenn er die zu erwartende
Antwort bzw. Aussage nach seiner freien Ermessensentscheidung für die
Wahrheitsfindung nicht für beachtlich hält” (Frowein/Peukert, loc. cit., nota
202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle parole di Niklaus Schmid
(Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con rinvii a DTF 103 Ia
491 et al. in nota 321) “wenn sie den rechtlich relevanten Sachverhalt als
genügend geklärt erachten”. Di conseguenza, non è data violazione dell’art. 6
CEDU se il giudice del merito rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato
la pertinenza (v. Frowein/Peukert, loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con
rinvio al noto caso Vidal; come qui, v. decisione 17 giugno 1998 in re F.F.,
inc. GIAR 55.98.1 consid. 1). (GIAR 21 giugno 2001 in re C.)".

 

 

c)

Non
va, inoltre, dimenticato che la fase in cui si colloca la presente discussione
del complemento probatorio in questione è quella predibattimentale, finalizzata
in primo luogo a permettere alla pubblica accusa di determinarsi sulle
questioni se promuovere l’accusa o meno, indi se deferire l’accusato alla Corte
competente oppure se pronunciare l’abbandono del procedimento (art. 184 cpv. 1
CPP, rispettivamente art. 196 cpv. 1 e 198 cpv. 1 CPP combinati). Per costante
dottrina e giurisprudenza, invece, l’eventuale utilità o opportunità della
prova proposta nell’ottica del giudice del merito è elemento a favore della sua
assunzione già nella fase predibattimentale unicamente qualora
l’amministrazione di tale prova in sede dibattimentale sia impossibile, o vi
sia concreto rischio che lo diventi.

 

 

 

3.

 

 

L'ulteriore
audizione di __________ ed il successivo eventuale confronto con __________
sono stati chiesti per chiarire se __________ avesse effettivamente detto al
primo di aver diritto ad una parte dei fondi depositati sulla rubrica __________,
rispettivamente per appurare se __________ abbia partecipato al primo addebito
del 23 maggio 1997 a favore del conto ipotecario dell'accusato.

I suddetti atti
istruttori richiesti sono senz'altro in connessione con la fattispecie
inquisita, ma occorre ricordare che per avere valenza di prova meritevole di
essere assunta nella corrente fase procedurale la stessa dovrebbe presentarsi
con presunzione di rilevanza e di pertinenza ed anche di novità rispetto a
quanto già acquisito. 

Innanzitutto la
reclamante non dà sufficiente ragione dell'importanza né di una nuova audizione
di __________, né dell'eventuale confronto con __________ per il chiarimento
della fattispecie, né si tratterebbe di novità, ma piuttosto di ripetizione di
quanto già descritto da entrambi nei rispettivi verbali. Da un esame dei
verbali di __________ e di __________, tutti noti alla reclamante, essendo
presente il suo patrocinatore, che ha pure posto domande sia a __________ che
all'accusato, risulta che gli stessi hanno ribadito la propria versione sulle
circostanze indicate nell'istanza di complemento istruttori, anche dopo aver
preso atto delle rispettive contrastanti dichiarazioni (verbali PP __________
19 dicembre 2002 e 2 aprile 2003 e __________ 17 giugno 2003). A ciò si
aggiunge che la versione di __________ - nei cui confronti, come rilevato dal
Procuratore pubblico, esistono unicamente elementi per la commissione del reato
di cui all'art. 305 ter cpv. 1 CP, per il quale gli è già stata promossa
l'accusa (cfr. verbale PP 19 dicembre 2002) - è confermata anche da quella di __________
(cfr. verbale PP 3 aprile 2003), anch'egli funzionario dell'__________, e che
lo stesso accusato nel corso dell'ultimo verbale ha asserito che le asserzioni
di __________ sono verosimilmente dovute ad un malinteso, nel senso che "non
so se __________ ha fatto confusione con quello che io gli dissi in merito alla
provvigione che mi spettava per ogni assicurato acquisito" (cfr.
verbale PP 17 giugno 2003). In siffatte circostanze, così come evidenziato dal
magistrato inquirente in sede di osservazioni, le contraddizioni esistenti tra
le due versioni costituisce "un dato di fatto", che con ogni
verosimiglianza non verrebbe modificato dall'ulteriore audizione di __________,
né dall'esperimento di un confronto fra i due. Per quanto concerne invece gli
ordini di bonifico iniziali a debito della rubrica __________, segnatamente
quello del 23 maggio 1997, dalla documentazione prodotta dall'__________
risulta che lo stesso è stato disposto da __________ (inc. MP AI 107), non
autonomamente dalla banca come inizialmente asserito da __________ 

In siffatte
circostanze gli atti istruttori richiesti appaiono superflui, oltre a non
risultare produttivi per le conclusioni del Procuratore pubblico, per cui
potranno - se del caso - essere chiesti ulteriormente all'eventuale dibattimento.

 

 

 

4.

 

 

In virtù di quanto precede, il
reclamo deve essere respinto, con la presente decisione definitiva (art. 284
cpv. 1 lett. a CPP e contrario) e con carico delle spese giudiziarie (art. 39
lett. f TG) e ripetibili alla reclamante, correlate alla sua soccombenza.

 

 

 

P.Q.M.

 

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

decide

 

 

1.     
Il reclamo è respinto.

 

 

2.     
La tassa di giustizia, di fr. 300.-- e le spese di fr. 50.-- sono a
carico della reclamante, che rifonderà in totale a __________, __________, __________
e __________ fr. 300.-- a titolo di ripetibili.

 

 

3.     
La presente decisione è definitiva.

 

 

-         
Intimazione:

 

 

 

giudice Ursula Züblin