# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dbccdb3e-9308-5153-8365-d037651bbff3
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-03-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 08.03.2006 38.2005.76
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2005-76_2006-03-08.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2005.76

   

  DC/sc

  	
  Lugano

  8 marzo 2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
						

 

statuendo sul ricorso del 2 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 18 agosto
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Cassa CO 1
  

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 18 agosto 2005 la Cassa CO 1 (in seguito: Cassa)
ha ridotto da 31 a 21 giorni la durata della sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione, precedentemente inflitta a __________,
argomentando:

 

" 
(...)

Nell'atto di opposizione l'assicurato evidenzia
che la disdetta di lavoro non è stata da lui contestata in quanto gli veniva
chiesto di portare nuovi progetti intesi come quantità mentre lui stesso mirava
alla qualità. Indica l'opponente che si tratta di due filosofie di vendita
diametralmente opposte che inevitabilmente cozzano tra di loro.

A mente della Cassa, pur comprendendo le
argomentazioni esposte dall'assicurato, appare agli atti che lo stesso non ha
contestato le motivazione del datore di lavoro ed inoltre non è stata
modificata la filosofia di vendita richiestale dalla ditta. Tuttavia, in
considerazione delle argomentazioni evidenziate dal Sig. RI 1 si ritiene che
una sospensione di 21 giorni sia maggiormente commisurata alla colpa
dell'assicurato in quanto le motivazioni addotte dal ricorrente possono essere
maggiormente considerate." (Doc. 12)

                               1.2.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel
quale si è così espresso:

 

" 
(...)

La disdetta di lavoro da parte della __________
ricevuta il 18.11.04 non è stata da me contestata in quanto mi si chiedeva di portare più nuovi progetti
intesi come quantità, mentre io miravo sulla qualità dei progetti. Sono stato
il primo rappresentante, pur avendo iniziato da poco, ad aver preso contatti
con la dirigenza strategica degli acquisti presso la ditta __________ di __________
e ad aver ricevuto una richiesta d'offerta per un progetto colossale a livello
internazionale. Ebbene il valore di questo progetto variava dai 3 ai 5 Mio di
SFr. entro 3 anni e sarebbe stato solo l'inizio. Nota bene, il fatturato della __________
con la __________ di __________ e __________, centro di produzione svizzero
ammontava a ca. Fr. 60'000.- l'anno. Questo progetto l'abbiamo perso in quanto __________
non poteva garantire la fornitura __________, per conferma di quanto detto vi
prego di contattare il signor __________ della __________ di __________.
Ricordo se non erro, che la cifra d'affari richiesta dalla __________ per la
mia zona era di 3,6 Mio e dintorni!

Mi permetto inoltre di sottolineare l'importanza
del documento allegato della __________ scritto in tedesco "Mitarbeiterinnen-Beurteilung
(giudizio del dipendente)" del 13.05.04 per il periodo di lavoro dal
1.9.03 fino al 13.05.04, che conferma un ottimo giudizio del mio impegno nonché
della mia competenza a servizio della __________, scritto in tedesco!

Riassumendo le divergenze tra il direttore signor
__________, che tra l'altro mi ha voluto assumere perché conosce e apprezza il
mio operato, quando ancora la __________ si chiamava __________ (__________) __________
e per la quale ho lavorato dal 10.1991 - 01.1997, sono dovute alla mancata
quantità dei progetti, mentre io miravo alla qualità.

Si tratta di due filosofie di vendita
diametralmente opposte che cozzano inevitabilmente. Il mio metodo di lavoro è
ben conosciuto dalla direzione e dai miei ex colleghi di lavoro. A mio modesto
parere è il risultato che conta e la cifra d'affari mi ha dato ragione in
passato." (Doc. I)

 

                               1.3.   Nella sua risposta del 28
settembre 2005 la Cassa ha in particolare formulato le seguenti osservazioni:

 

" 
(...)

Nel caso concreto, a mente della nostra Cassa,
risulta che l'Assicurato non ha  modificato, in nessuna maniera, la propria
filosofia di vendita puntata esclusivamente sulla qualità. 

E' innegabile che in alcuni rapporti di lavoro
questo modo di lavorare conduce a ottimi risultati, ma presso la ditta __________
si chiedeva di portare maggiori progetti in ditta intesi come quantità mentre
l'assicurato, forte delle precedenti esperienze lavorative, mirava unicamente
alla qualità dei progetti.

Ciò gli ha permesso di ottenere una richiesta di
offerta per un progetto colossale a livello internazionale ma, per un problema
tecnico dovuto alla mancata garanzia della fornitura "__________",
non è stato possibile acquisirlo.

Per l'azienda appare quindi chiaro il mancato
raggiungimento delle aspettative di vendita poste e richieste al lavoratore che
se avesse puntato maggiormente anche alla quantità dei progetti, sicuramente
avrebbe ottenuto un miglior risultato.

Inoltre la società ha evidenziato che non erano
pienamente soddisfatti della gestione dei clienti, prerogativa importante per
la __________ nella visione della propria politica aziendale.

 

A tale riguardo l'assicurato evidenzia unicamente
che nel mese di maggio 2004 era stato allestito un rapporto sul dipendente dal
quale scaturivano ottimi giudizi sull'impegno e sulla competenza. 

Ciò non appare completamente vero in quanto nel
rapporto risultava che il suo comportamento verso gli altri collaboratori
interni era qualche volta risoluto ed inoltre si auguravano maggiore attività
verso la richiesta di offerte per maggiori e nuovi progetti.

 

A mente della Cassa, la riduzione da 31 a 21
giorni di sospensione è un segno evidente che le argomentazioni poste dal ricorrente
nell'atto di opposizione sono state vagliate e maggiormente considerate.

Risulta però un grado di colpa dell'assicurato
nell'andare per la sua strada senza cogliere le richieste e le esigenze della
società che desiderava un maggior sforzo del proprio collaboratore verso
l'acquisizione di più offerte e conseguentemente più progetti." 

(Doc. III)

 

                               1.4.   Il 24 ottobre 2005 il TCA ha
posto alcuni quesiti ad __________, Manager della __________ (__________) __________
(Doc. V).

 

                                         Malgrado diversi solleciti,
__________ non ha mai risposto al TCA (cfr. Doc. V - Doc. VII).

 

                               1.5.   Il 23 febbraio 2006 __________
è stato sentito come teste dal Presidente del TCA. In quell'occasione ha pure
avuto luogo la discussione di causa (Doc. X).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Secondo
l'art. 30 cpv. 1 lett. a l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se è
disoccupato per propria colpa.

                                         In questa
evenienza competenti ad emettere una decisione di sospensione sono le casse di
disoccupazione (cfr. art. 30 cpv. 2 LADI).

 

                                         La
disoccupazione è ad esempio imputabile all'assicurato che, con il suo
comportamento, in particolare violando gli obblighi contrattuali di lavoro, ha
fornito al proprio datore di lavoro un motivo di disdetta del rapporto di
lavoro (cfr. art. 44 cpv. 1 lett. a OADI). Queste norme riprendono
sostanzialmente quelle che sono state in vigore fino al 31 gennaio 1983 (cfr.
art. 29 cpv. 2 lett. a LAD e art. 44 cpv. 1 lett. a OAD).

                                         Non
occorre quindi, secondo le norme sopra citate in vigore dal 1° gennaio 1984,
che l'assicurato abbia fornito al proprio datore di lavoro un motivo grave,
atto a giustificare lo scioglimento del rapporto di lavoro con effetto
immediato (cfr. art. 337 e 346 cpv. 2 CO); cfr. STFA del 14 aprile 2005 nella
causa M., C 48/04; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C 120/03, consid.
2.2.

                                         Basta una
colpa non necessariamente di natura professionale ma anche soltanto attinente
al comportamento generale o al carattere dell'assicurato, purché abbia
costituito per il datore di lavoro il motivo della disdetta del rapporto di
lavoro (cfr. Holzer, Kommentar zum BG über die Arbeitslosenversicherung, Zurigo
1954 p. 142ss.; Schweingruber, Der Dienstvertrag und seine Beziehungen zum
Arbeitslosenversicherungsrecht, in DLA 1954 pag. 138ss.; Jost, Le droit du
contrat de travail et le droit en matière d'assurance-chômage, in DLA 1975,
pag. 82ss; Stauffer, Die Arbeitslosenversicherung, Zurigo 1984, pag. 91ss.;
Spühler Grundriss des Arbeitslosenversicherungsrecht, Berna 1985, pag. 46ss.;
Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungs-gesetz, (AVIG), Berna 1987,
Vol. 1, p. 363-367; Stauffer, Serie: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungs-recht, “Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenver-sicherung und Insolvenzentschädigung”, ed. Schulthess, Zurigo
1998, pag. 77-80; tra le tante STFA del 16 febbraio 2004 nella causa S., C
154/03; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C 120/03; DLA 1998 N. 9,
consid. 2b, pag. 44; DLA 1995 N. 18, consid. 1, pag. 107 e 108; DTF 112 V 242,
consid. 1, pag. 244-245 e la giurisprudenza ivi citata).

 

                                         Va
inoltre osservato che la sospensione dal diritto alle indennità di un
assicurato disoccupato per colpa propria deve essere esaminata anche alla luce
della Convenzione OIL n° 168 del 21 giugno 1988 in vigore in Svizzera dal 17
ottobre 1991 (cfr. RS 0.822.726.8; DTF 124 V 234; fra le tante: STFA del 17
ottobre 2000 nella causa M, C 53/00; STFA del 19 dicembre 2001 nella causa E.,
C 176/01; STFA del 10 maggio 2001 nella causa A, C 76/00; STFA del 13 febbraio
2003 nella causa I, C 230/01; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C
120/03).

                                         L'art. 20
lett. b della citata Convenzione prevede che:

 

" 
Le indennità alle quali una persona protetta
avrebbe avuto diritto nell'eventualità di disoccupazione totale o parziale o di
perdita di guadagno dovuta a sospensione temporanea del lavoro senza cessazione
del rapporto di lavoro possono essere rifiutate, soppresse, sospese o ridotte
in una misura prescritta:

 

….

 

b) se,
secondo la valutazione dell'autorità competente, l'interessato ha
deliberatamente contribuito al suo licenziamento."

 

                                         L'art. 44
cpv. 1 lett. a OADI è stato ritenuto compatibile con la Convenzione n° 168 (cfr.
STFA del 17 ottobre 2000 nella causa M., C 53/00; STFA del 10 maggio 2001 nella
causa A., C 76/00; RDAT II – 2003 pag. 310 seg.).

 

                                         In una
decisione del 20 ottobre 2005 l'Alta Corte si è riconfermata nella propria
giurisprudenza e, in merito alla disoccupazione per “propria colpa”, ed ha
ribadito che:

 

" 
(…)

1.2 Ein Selbstverschulden im Sinne von Art. 30
Abs. 1 lit. a AVIG ist  gegeben, wenn und soweit der Eintritt der
Arbeitslosigkeit nicht objektiven Faktoren zuzuschreiben ist, sondern in einem
nach den persönlichen Umständen und Verhältnissen vermeidbaren Verhalten des
Versicherten liegt, für das die Arbeitslosenversicherung die Haftung nicht
übernimmt (ARV 1998 Nr. 9 S. 44 Erw. 2b, 1982 Nr. 4 S. 39 Erw. 1a; Gerhards,
Kommentar zum AVIG, Bd. I, Rz. 8 zu Art. 30). Es genügt, dass das allgemeine
Verhalten der versicherten Person Anlass zur Kündigung oder Entlassung gegeben
hat; Beanstandungen in beruflicher Hinsicht müssen nicht vorgelegen haben. Eine
Einstellung in der Anspruchsberechtigung nach Art. 30 Abs. 1 lit. a AVIG kann
jedoch nur verfügt werden, wenn das dem Versicherten zur Last gelegte Verhalten
in beweismässiger Hinsicht klar feststeht (BGE 112 V 245 Erw. 1; ARV 1999 Nr. 8
S. 39 Erw. 7b; SVR 1996 AlV Nr. 72 S. 220 Erw. 3b/bb; Gerhards, a.a.O., Rz. 11
zu Art. 30). Das vorwerfbare Verhalten muss zudem nach Art. 20 lit. b des Übereinkommens
Nr. 168 der Internationalen Arbeitsorganisation (IAO) über Beschäftigungsförderung
und den Schutz gegen Arbeitslosigkeit vom 21. Juni 1988 (SR 0.822.726.8; für die
Schweiz in Kraft seit dem 17. Oktober 1991, AS 1991 1914) vorsätzlich erfolgt
sein (vgl. BGE 124 V 236 Erw. 3b, welche Rechtsprechung gemäss
unveröffentlichtem Urteil M. vom 17. Oktober 2000 [C 53/00], Erw. 3b, auch im
Bereich von Art. 44 Abs.  1 lit. a AVIV anwendbar ist). (...)"

(cfr. STFA del 20 ottobre 2005 nella causa H., C 185/05, consid. 1.2)

 

                                         Il
comportamento dell'assicurato che ha causato il suo licenziamento, per essere
sanzionabile alla luce delle disposizioni di diritto internazionale, deve pertanto
essere stato intenzionale (cfr. DTF 124 V 236 consid. 3b; STFA del 17 ottobre
2000 nella causa M., C 53/00; STFA del 4 giugno 2002 nella causa B., C 371/01;
STFA del 7 novembre 2002 nella causa S., C 365/01; STFA del 13 febbraio 2003
nella causa I., C 230/01; STFA del 13 novembre 2003 nella causa M., C 120/03).
E' comunque sufficiente il dolo eventuale (cfr. DLA 2003 N. 26 pag. 248; RDAT
II – 2003 pag. 310 seg.; STFA del 4 giugno 2002 nella causa B., C 371/01; STFA
del 19 dicembre 2001 nella causa E., C 176/01 e STFA del 26 aprile 2001 nella
causa G., C 380/00).

 

                                         La terza
revisione della LADI, accettata dal popolo il 24 novembre 2002 ed entrata in
vigore il 1° luglio 2003, non ha modificato il principio secondo cui devono
essere sanzionati gli assicurati che sono disoccupati per loro colpa, avendo
dato al datore di lavoro motivo di disdire il rapporto di impiego di cui agli
art. 30 cpv. 1 lett. a LADI e art. 44 cpv. 1 lett. a OADI (cfr. Messaggio
concernente la revisione della legge sull'assicurazione contro la
disoccupazione del 28 febbraio 2001, FF N. 23 del 12 giugno 2001, pag. 2007).

 

                               2.3.   La costante
giurisprudenza del TFA ha stabilito che, ove occorre esaminare se il lavoratore
ha con il suo comportamento, segnatamente mediante violazione dei suoi obblighi
contrattuali, fornito al datore di lavoro un motivo di licenziamento, la
sospensione del diritto alle indennità potrà essere decisa solo se sarà
nettamente stabilita una colpa del lavoratore.

                                         Tale è il
caso soltanto quando le accuse del datore di lavoro sono chiaramente credibili.

                                         Ciò
significa concretamente che quando una controversia oppone l'assicurato al suo
datore di lavoro, le sole affermazioni di quest'ultimo non bastano per
ammettere una colpa contestata dell'assicurato e non confermata da altre prove
(ad es. deposizioni testimoniali) o indizi in grado di convincere
l'amministrazione o il giudice (cfr. STFA del 13 novembre 2003 nella causa M.,
C 120/03, consid. 2.2; STFA del 24 settembre 2003 nella causa R., C 281/02,
consid. 1.2; DLA 1999 N. 8, consid. 7b, pag. 39; DLA 1995 N. 18, consid. 1,
pag. 108; DTF 112 V 242, consid. 1, pag. 245 e i rinvii ivi menzionati; sulla
giurisprudenza analoga resa prima dell'entrata in vigore della LADI, cfr. DLA
1980 N. 6, consid. 2b, pag. 15 e 16, DLA 1977 N. 30 e DLA 1972 N. 14).

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla
gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al
massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La
sospensione del diritto a indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve,
da 16 a 30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di
colpa grave (cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La
sua durata é determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3
LADI e DLA 2000 N. 9, consid. 1, pag. 47-48), soggiace in altre parole al
principio della proporzionalità (cfr. DTF 125 V 193, consid. 4b, pag. 197; DTF
123 V 150; STFA del 17 marzo 2003 nella causa J., C 278/01, consid. 1.3;STFA
del 28 settembre 2001 nella causa U., C 119/01, consid. 3; STFA del 21 maggio
2001 nella causa D., C 424/00, consid. 2).

                                         In virtù
dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal
diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della
prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45
cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato
senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha
rifiutato un lavoro idoneo.

 

                               2.5.   In una
sentenza del 14 giugno 2005 nella causa S., C 102/05 il Tribunale federale
delle assicurazioni ha ridotto da 36 a 16 giorni la durata della sospensione
inflitta ad un assicurato che era stato licenziato dopo un conflitto sul posto
di lavoro, in quanto egli non è stato ritenuto l'unico responsabile
dell'insorgere dalle tensioni.

                                         Al
riguardo l'Alta Corte ha rilevato:

 

" 
(...)

1.

Das kantonale Gericht hat die gestützt auf Art.
30 Abs. 1 lit. a AVIG sowie Art. 44 lit. a AVIV und Art. 45 Abs. 2 AVIV
verfügten 36 Einstellungstage ab 1. September 2004 mit folgender Begründung
bestätigt: Der Versicherte räume selber ein und verschiedene Vorfälle zeigten,
dass zwischen ihm als Hauswart und der Primarschulgemeinde H.________ als
Arbeitgeberin erhebliche  Differenzen bestanden hätten, an welchen er zumindest
mitschuldig gewesen sei. Die Situation habe schliesslich darin gegipfelt, dass
er den Präsidenten des Schulrates beim Übergeben des Kündigungsschreibens am
25. August 2003 zweimal einen Lügner genannt habe, worauf ihm am 29. August
2003 für einen  ähnlichen Vorfall die fristlose Kündigung angedroht worden sei.
Selbst wenn  der Versicherte das Gefühl gehabt habe, nicht ernst genommen zu
werden und nichts recht machen zu können, habe er sich doch bewusst sein
müssen, dass er sich seinem Vorgesetzten gegenüber nicht derart provokativ und
respektlos verhalten durfte und ein anhaltend schlechtes Benehmen zur Kündigung
führen könnte. Indem er sein Auftreten und seine Haltung insbesondere dem 
Schulratspräsidenten gegenüber nicht geändert habe, habe er die Kündigung durch
den Schulrat mindestens in Kauf genommen, weshalb die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung zu Recht erfolgt sei. In Bezug auf die Dauer der Sanktion
könne zwar nicht unbeachtet bleiben, dass der Präsident der 
Primarschulgemeinde und allenfalls weitere Mitglieder des Schulrates Anteil an
der unbefriedigenden Situation am Arbeitsplatz gehabt hätten. Gleichwohl  hätte
er diesen Personen als seinen Vorgesetzten auch bei Schwierigkeiten und
Meinungsverschiedenheiten den angemessenen Respekt entgegen bringen müssen.

Dies habe auch in einem nicht ganz einfachen
Umfeld von ihm erwartet werden dürfen. Verschuldensmindernde Gründe für sein
Verhalten seien daher nicht ersichtlich und die Einstellungsdauer von 36 Tagen
nicht zu bean-standen.

 

2.

2.1Entgegen der Vorinstanz kann nicht gesagt
werden, der Beschwerdeführer habe die Kündigung durch den Schulrat mindestens
in Kauf genommen, indem er sein Auftreten und seine Haltung insbesondere dem
Schulratspräsidenten gegenüber nicht geändert und diesen bei der Übergabe des
Kündigungsschreibens  am 25. August 2003 zweimal einen Lügner genannt habe. In
diesem Zeitpunkt hatte der Schulrat die Auflösung des Arbeitsverhältnisses auf
Ende November 2003 bereits drei Tage vorher beschlossen. Einstellungsrechtlich
kann somit grundsätzlich einzig das Verhalten vor dem 22. August 2003 von
Bedeutung sein, zumal offenbar keine fristlose Entlassung erfolgte, wie im
Schreiben vom 29. August 2003 angedroht worden war.

2.2 Aufgrund der Akten kann nicht zweifelhaft
sein, dass der Beschwerdeführer an der vorzeitigen Kündigung durch die
Primarschulgemeinde ein Mitverschulden trägt. In diesem Zusammenhang ist zu
beachten, dass die Einstellung in der  Anspruchsberechtigung keine Auflösung
des Arbeitsverhältnisses aus wichtigem Grund gemäss Art. 337 OR voraussetzt. Es
genügt, dass das allgemeine Verhalten der versicherten Person Anlass zur
Kündigung oder Entlassung gegeben hat; insbesondere müssen nicht Beanstandungen
in beruflicher Hinsicht vorgelegen haben (BGE 112 V 245 Erw. 1 mit Hinweisen;
Urteil B. vom 11. Januar 2001 [C 282/00] Erw. 1).

Anderseits kann aber auch nicht von einer
alleinigen Schuld des  Beschwerdeführers an der vorzeitigen Kündigung durch den
Schulrat gesprochen werden. Dies hat denn auch das kantonale Gericht
ausdrücklich festgestellt.

Ein wesentlicher Umstand für das Fehlverhalten
des Versicherten war  offensichtlich das schwer gestörte Verhältnis zum
Schulratspräsidenten. Ob die übrigen Mitglieder des Schulrates im Rahmen der
dienstvertraglichen Fürsorgepflicht das Zumutbare unternommen hatten, um den
Konflikt zu entschärfen und nicht eskalieren zu lassen (vgl. zu Art. 328 Abs. 1
OR BGE 125 III 74 Erw. 2c sowie Urteile des Bundesgerichts vom 23. September
2003 in  Sachen G. SA gegen S. [4C.189/2003] Erw. 5.1 und vom 18. Dezember 2001
in Sachen Fondation H. gegen D. [4C.253/2001] Erw. 2c), lässt sich aufgrund der
Akten nicht abschliessend sagen.

 

Zu beachten ist schliesslich, dass die Mehrzahl
der in der Verfügung über die Kündigung vom 22. August 2003 genannten Gründe
die vorzeitige Auflösung des Arbeitsverhältnisses auf Ende November 2003 das
Jahr 2001 betreffen. Die fraglichen Vorfälle, auf welche hier im Einzelnen
nicht näher einzugehen braucht, lagen somit bereits beinahe zwei Jahre zurück.
Es kommt dazu, dass die erste Kündigung des Anstellungsverhältnisses vom 28. November
2002 auf  Rekurs hin vom kantonalen Erziehungsdepartement mit Entscheid vom 5.
Mai 2003 aufgehoben worden war. Bei der Verschuldensbemessung ist daher das
Verhalten bis November 2002 weniger stark zu gewichten.

 

In Würdigung der gesamten Umstände ist von einem
mittelschweren Verschulden im untersten Bereich auszugehen. Eine Einstellungsdauer von 16 Tagen erscheint insgesamt als
angemessen. (...)"

 

                                         In una
decisione del 29 settembre 2005 nella causa H. (C 214/05) il TFA ha ridotto da
32 a 20 giorni la sanzione inflitta ad un assicurato, licenziato dopo avere
attaccato verbalmente il titotale della ditta presso la quale lavorava,
argomentando:

 

" 
(...)

2.

Unter sämtlichen Verfahrensbeteiligten kann
letztinstanzlich als an sich unbestritten gelten, dass der im Hoch- und Tiefbau
tätige Arbeitgeber L.________, am 30. August 2004 das Arbeitsverhältnis mit dem
als Baupolier angestellten Beschwerdeführer auf Ende November 2004 hin
kündigte, weil dieser den Inhaber der Baufirma am 24. August 2004 in Gegenwart
von weiteren Mitarbeitern und anderen auf der Baustelle beschäftigten Personen unbeherrscht
und lautstark verbal angegriffen und dabei u.a. Vorwürfe betreffend die
Personalpolitik des Arbeitgebers und dessen Fristeinhaltung beim Bauprojekt
D.________ erhoben hatte. Wie die Arbeitslosenkasse  zutreffend feststellte,
hat der Versicherte mit diesem Verhalten dem  Arbeitgeber hinreichend Anlass
zur Kündigung gegeben und ist deshalb wegen selbstverschuldeter
Arbeitslosigkeit im Sinne von Art. 44 Abs. 1 lit. a AVIV in Verbindung mit Art.
30 Abs. 1 lit. a AVIG in der Anspruchsberechtigung auf Taggelder einzustellen. Entgegen
der vorinstanzlichen Auffassung liegt keine auf eine Selbstkündigung im Sinne
von Art. 44 Abs. 1 lit. b AVIV hinauslaufende Auflösung des
Arbeitsverhältnisses in gegenseitigem Einvernehmen vor. Wohl hat der
Beschwerdeführer im Verlaufe seiner verbalen Attacke gegen den Arbeitgeber vom
24. August 2004 die Bemerkung fallen lassen, "döit mer doch künde, Dir
weit jo glich kei Lüt astoue, wo mer cha bruche! Offebar wöit Dr, das i
dervoloufe!" (bei der Arbeitslosenkasse am 17.  Dezember 2004 eingegangene
Stellungnahme des Versicherten). Zudem schloss der Arbeitgeber sein
Begleitschreiben zur Kündigung vom 30. August 2004 mit der Anmerkung "wir
wollen Ihnen sicher nicht vor der Türe stehen und kommen Ihrem erneuten
Wunsche, ihnen zu kündigen, nach". Dennoch ist aufgrund der gesamten 
Aktenlage nicht von einem gegenseitig abgeschlossenen Auflösungsvertrag auszugehen.
Vielmehr wurde die Kündigung (wegen des geschilderten Verhaltens des
Beschwerdeführers vom 24. August 2004) klarerweise von Seiten des Arbeitgebers
ausgesprochen, was sich bereits daraus ergibt, dass der Versicherte - wie von
keiner Seite bestritten - ohne den fraglichen Vorfall seine frühere
Arbeitsstelle als Baupolier über Ende November 2004 hinaus  weiterhin
innegehabt hätte.

 

3.

Was die Einstellungsdauer anbelangt, haben
Verwaltung und Vorinstanz dem Umstand zu wenig Rechnung getragen, dass sich die
Auseinandersetzung, welche schliesslich zur Auflösung des (abgesehen von einem
einjährigen Unterbruch) seit 1984 bestehenden Arbeitsverhältnisses führte,
zumindest teilweise an der  Frage entzündete, ob das vom Arbeitgeber
angeordnete Vorgehen bei einem Aushub auf der Baustelle D.________ mit den
geltenden  Arbeitssicherheitsvorschriften vereinbar sei. Unter
Berücksichtigung  sämtlicher objektiver und subjektiver Aspekte ist anstelle
eines schweren ein (bloss) mittleres Verschulden anzunehmen und innerhalb des
diesbezüglichen, von 16—30 Einstellungstagen reichenden Rahmens (Art. 45 Abs. 2
lit. b AVIV in Verbindung mit Art. 30 Abs. 3 AVIG) eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung
von 20 Tagen angemessen (Art. 132 OG; BGE 123 V 152 Erw. 2 mit
Hinweisen)."

 

                                         In
una sentenza del 20 ottobre 2005 nella causa H. (C 185/05),   l'Alta Corte ha
ridotto da 44 a 31 giorni la durata della sanzione inflitta ad un'assicurata
che è stata licenziata dopo avere avuto delle divergenze con un collega di
lavoro, rilevando:

 

"  (...)

Die Vorinstanz hat die von der Kasse verhängte
Einstellung von 44 Tagen geschützt, also übereinstimmend ein schweres
Verschulden im mittleren Bereich angenommen. Die Ansiedelung im Rahmen des
schweren Verschuldens ist nicht zu beanstanden. Nicht gerechtfertigt ist jedoch
im hier zu beurteilenden Fall eine Einstellung im mittleren Bereich des
schweren Verschuldens. Zwar vermögen die von der Beschwerdeführerin in der
Einsprache vom 12. September 2004 ins Feld geführten Gründe für die Entstehung
des Konfliktes zwischen ihr  und einer Mitarbeiterin in der Wäscherei sowie die
Bestätigung von  Meinungsverschiedenheiten gegenüber ihrer Vorgesetzten in
Bezug auf die Mitarbeiterbeurteilungen in den Jahren 2002 und 2003 nichts an
der Qualifizierung ihres Verhaltens als Einstellungstatbestand zu ändern (Erw.
2 hievor). Sie lassen das Verschulden aber doch in einem milderen Licht
erscheinen. Denn immerhin kommt aus dem Kurzkommentar der Betriebsleiterin vom
9. Januar 2004 sowie aus den Mitarbeiterbeurteilungen 2002 und 2003 zum
Ausdruck, dass die Versicherte mitunter für ihre Arbeit auch gelobt wurde, dass
sie sich anerkanntermassen bemühte, die Arbeit richtig zu machen, dass sie zu
den Pensionären freundlich war und Fachkenntnisse im Reinigen von Polstermöbeln
und Teppichen besass. Obwohl die Beschwerdeführerin grundsätzlich eine
zufrieden stellende Arbeitsleistung zeigte, ist die Kündigung durch die Arbeitgeberin
ihrem klar selbstverschuldeten Verhalten (Erw. 2 hievor) zuzuschreiben. Unter
diesen Umständen ist das Verschulden zwar als schwer einzustufen, jedoch nicht
im mittleren Bereich, sondern an  der Grenze zum mittelschweren Verschulden zu
qualifizieren, wobei eine Reduktion der angeordneten Einstellung auf 31 Tage
angemessen erscheint. (...)"

 

                                         In una decisione del 24
marzo 2005 nella causa S., C 289/03 il TFA ha ridotto da 28 a 16 giorni la
durata della sospensione in quanto dovevano essere prese debitamente prese in
considerazione le ragioni addotte dall'assicurata per giustificare
l'insoddisfacente qualità del suo lavoro ed ha in particolare sottolineando
che:

 

"  (...)

Verwaltung und Vorinstanz haben eine Einstellung
von 28 Tagen verhängt, also  ein mittleres Verschulden an der Grenze zum
schweren angenommen. Die Ansiedelung im Rahmen des mittleren Verschuldens ist
nicht zu beanstanden.

Nicht gerechtfertigt ist jedoch im hier zu
beurteilenden Fall eine  Einstellung im Grenzbereich zum schweren Verschulden.
Zwar vermögen die von der Beschwerdeführerin ins Feld geführten Gründe für die
teilweise mangelhafte Arbeitsqualität beziehungsweise für die Kündigung der
Stelle durch die Arbeitgeberin - Krankheit, Überforderung - nichts an der Qualifizierung
ihres Verhaltens als Einstellungstatbestand zu ändern (Erwägung 2). Sie lassen
das Verschulden aber doch in einem milderen Licht erscheinen. Schon in ihrer
Einsprache vom 24. Juni 2003 hat die Beschwerdeführerin geltend gemacht, die
Arbeit als Lageristin sei sehr anspruchsvoll gewesen, sie habe Überstunden
machen müssen und unter  gesundheitlichen Problemen - Nervenzusammenbruch,
Depressionen - gelitten.

Dass sie mehrmals wegen Krankheit arbeitsunfähig
war, wurde vom behandelnden Arzt bestätigt, und ihre krankheitsbedingten
Absenzen, aber auch Auszahlungen für geleistete Überstunden sind in den
Lohnjournalen und -konti dokumentiert. 

Es ist deshalb davon auszugehen, dass die
Beschwerdeführerin an ihrer Stelle stets an der Grenze zur Überforderung
arbeitete, was auch die beträchtlichen Ausfälle wegen Krankheit erklärt. Unter
diesen Umständen ist eine Ansiedelung des Verschuldens im mittleren Bereich
nicht an der oberen, sondern an der unteren Grenze zum leichten Verschulden
angezeigt, wobei eine Reduktion der  angeordneten Einstellung auf 16 Tage
angemessen erscheint. (...)"

 

                                         Infine, in una sentenza
del 14 luglio 2000 nella causa T., C 46/00 l'Alta Corte ha ridotto da 45 a 20
giorni la durata della sanzione inflitta ad un'assicurata che era stata
licenziata dopo più di 20 anni di attività per avere rifiutato di svolgere
nuovi compiti presso il medesimo datore di lavoro. Al riguardo il TFA ha
rilevato:

 

"  (...)

   c) Arbeitslosenkasse und kantonales Gericht
stufen das           Verschulden der Beschwerdeführerin als schwer ein.
Dieser           Auffassung kann nicht beigepflichtet werden. Die
Beschwer        deführerin hat mehr als 20 Jahre bei den
Versicherungen          X.________ gearbeitet. Im Frühjahr 1998 erhielt sie
zunächst das Angebot einer Kaderstelle als Direktionsassistentin, worauf ihr
die Arbeitgeberin im Juli 1998 mitteilte, diese Stelle im Personaldienst werde
abgebaut. Anschliessend bot man ihr eine Stelle als Direktionsassistentin oder
eine solche als Sachbearbeiterin im Bereich Personenversicherung an. Nachdem
sie das Angebot als           Direktionsassistentin angenommen und
entsprechende halbtägige Ausbildungen absolviert hatte und die entsprechende Mutation
intern am Anschlagbrett kundgetan worden war, änderte die Arbeitgeberin ihre
Meinung erneut, kam auf die zugesagte Stelle zurück und offerierte eine andere
minderwertige Position. Unter diesen Umständen ist das Beharren der
Beschwerdeführerin auf der ihr zugesagten Stelle bis zu einem gewissen Grad
verständlich, weshalb das Verschulden als mittelschwer zu taxieren ist (vgl.
ARV 1986 Nr. 23 S. 92). In Würdigung aller relevanten Gesichtspunkte erscheint
eine Einstellungsdauer von 20 Tagen als angemessen. (...)"

 

                               2.6.   Nella
presente fattispecie l'assicurato, di formazione elettricista (cfr. Doc. 1), ha
lavorato dal 1° settembre 2003 al 31 gennaio 2005 presso la ditta __________
con la funzione di rappresentante dell'azienda e precisamente di ingegnere di
vendita.

                                         Egli
percepiva uno stipendio di 10'000 franchi mensili (cfr. Doc. 3).

 

                                         L'assicurato
è stato licenziato il 18 novembre 2004 per il 31 gennaio 2005 (cfr. Doc. 4:
lettera di disdetta firmata dal direttore delle vendite __________ e dal capo
del personale __________).

 

                                         Al fine
di stabilire i motivi della rescissione del rapporto di lavoro la Cassa di
disoccupazione ha interpellato il datore di lavoro,  ponendogli alcuni quesiti
(cfr. Doc. 5).

                                         Il capo
del personale __________ ha così risposto il 25 aprile 2005:

 

" 
(...)

Herr __________ war bei uns als
Verkaufs-Ingenieur für das Gebiet Tessin und Graubünden zuständig. Leider hat
Herr RI 1 während seiner Anstellung unsere Verkaufserwartungen nicht erfüllt.
Im weiteren war auch die Kundenbetreuung für uns nicht befriedigend. Da unsere
Ziele nicht erreicht wurden und unsere Kunden eine einwandfreie Betreuung
erwarten, sahen wie uns leider gezwungen, das Arbeitsverhältnis mit Herr RI 1
aufzulösen." (Doc. 7)

 

                                         L'assicurato è stato dunque licenziato in quanto, da una parte, non
soddisfava le aspettative di vendita e, dall'altro, non si occupava in modo
soddisfacente dei clienti dalla ditta.

                                         RI 1 ha
contestato le accuse mossegli dal datore di lavoro, sostenendo che le
qualifiche allestite il 13 maggio 2004 dimostrano che egli svolgeva
correttamente il suo lavoro, che la ditta puntava più sugli aspetti quantitativi
che su quelli qualitativi del lavoro, che egli era riuscito a stabilire i
giusti contatti per procurare alla ditta un progetto estremamente importante
(non andato a buon fine per ragioni da ascrivere al datore di lavoro) e,
infine, che alla base del licenziamento vi sarebbero ragioni di carattere
economico dovute al calo della cifra d'affari (cfr. Doc. 9, Doc. 11 e consid.
1.2).

 

                                         Al fine
di chiarire le ragioni del licenziamento il Presidente del TCA ha sentito come
teste __________, capo del personale presso la __________ (cfr. Doc. X).

                                         L'audizione
del teste ha innanzitutto permesso di chiarire che l'assicurato possedeva le
qualifiche e l'esperienza professionale necessarie per svolgere l'attività per
la quale era stato assunto (visto anche che in passato l'aveva già effettuata
per diversi anni) e che il licenziamento non è avvenuto per motivi economici,
visto che nessuno degli altri venditori è stato licenziato e che l'assicurato è
stato immediatamente sostituito da un altro venditore in funzione dal 1° luglio
2005 e assunto con contratto del 24 marzo 2005 (cfr. Doc. X)

                                         Il capo
del personale ha innanzitutto così illustrato l'attività della ditta:

 

" 
(...)

Noi produciamo dei contatti elettronici e dei
pezzi di plastica da inserire nelle macchine. Questi prodotti sono destinati
direttamente al mercato tedesco per l'industria automobilistica. 

In più la ditta si occupa anche di vendere i
prodotti della __________, come ad esempio componenti elettronici per
l'industria. Questi prodotti vengono prodotti all'estero (USA, Francia,
Inghilterra, ecc.) e venduti ai nostri clienti in Svizzera da parte dei nostri
venditori.

Vendiamo questi prodotti nel settore industriale,
dove vengono usate componenti elettroniche e quindi praticamente dappertutto.
(...)" 

(Doc. X, pag. 2)

 

                                         Egli ha
inoltre precisato che l'azienda dispone di quattro venditori responsabili per
quattro zone ben distanti e che il compito dell'assicurato era quello di
"visitare i nostri clienti, di generare vendite e di fornire la consulenza
ai clienti. Il suo compito principale non era quello di acquisire nuovi
clienti".

 

                                         __________
ha poi così esposto le ragioni del licenziamento:

 

" 
(...)

Avevamo un posto libero e il sig. RI 1, dopo un
colloquio, nel 2003 è stato riassunto.

 

All'inizio non si è verificato nulla di anormale,
erano passati alcuni anni e il sig. RI 1 ha dovuto reinserirsi nella ditta.

 

Dopo un anno lo abbiamo licenziato. Il motivo
principale è che il sig. RI 1 non visitava i clienti regolarmente, in
particolare non visitava con sufficiente frequenza i clienti situati nella
Svizzera orientale.

 

Il presidente del TCA chiede se nel settore
specifico sono i clienti a prendere contatto con la ditta in caso di bisogno.
Il teste risponde che in realtà bisogna andare regolarmente dai clienti perché
solo così facendo si può scoprire se ci sono nuovi progetti per nuovi prodotti.

 

Abbiamo ritenuto che l'obiettivo non è stato
raggiunto in quanto non sono arrivati dei progetti nuovi in un anno, ciò che ci
si sarebbe invece dovuti aspettare da una persona che aveva già lavorato da
noi.

 

Questa è una ragione per la quale abbiamo
licenziato l'assicurato già dopo un periodo relativamente breve.

 

Inoltre abbiamo ricevuto delle reclamazioni da
parte dei clienti che si lamentavano perché il sig. RI 1 non passava da loro.

 

Prima di licenziare l'assicurato, non l'abbiamo
avvisato per iscritto. Certamente il direttore l'ha fatto oralmente.

 

Il presidente del TCA mostra al teste lo scritto
da lui inviato il 25.4.2005 al funzionario della Cassa disoccupazione. Egli
conferma che tale scritto riassume i motivi del licenziamento che sono stati
esposti più in dettaglio un attimo fa. (...)" (Doc. X, pag. 3)

 

                                         Rispondendo
ad una richiesta del ricorrente, il capo del personale ha fornito i nominativi
dei clienti che si sono lamentati,  precisando:

 

"  (...)

si tratta delle ditte __________ e __________. Il
ricorrente ritiene che queste ditte avevano una cifra d'affari irrisoria.

 

Riguardo alla ditta __________, il sig. RI 1
precisa che si tratta di un cliente che su indicazione del sig __________ ha
ripreso da un collega che aveva troppo lavoro. Sa che vi è stata una
contestazione in quanto ritenevano che egli era stato scorbutico al telefono.
Il sig. RI 1 ritiene invece di essere stato del tutto professionale.
(...)" 

(Doc. X, pag. 5)

 

                                         Chiamato
ora a pronunciarsi il TCA ritiene che le affermazioni del datore di lavoro
appaiono credibili (cfr. connsid. 2.3), nella misura in cui il capo del
personale della ditta ha saputo circostanziare le ragioni del licenziamento ed
ha pure indicato i nominativi dei clienti che non erano soddisfatti
dell'operato dell'assicurato, per cui una sospensione del diritto all'indennità
per disoccupazione per colpa propria ai sensi della giurisprudenza federale
(cfr. consid. 2.2), sembrerebbe giustificata.

                                         Questo
Tribunale non può comunque ignorare che il 13 maggio 2004 (e dunque 8 mesi dopo
l'assunzione e 6 mesi prima del licenziamento) l'assicurato è stato qualificato
dal suo superiore, il direttore delle vendite __________, che ha espresso un
giudizio positivo (cfr. allegato al Doc. 11: "Mitarbeiterinnen-Beurteilung"
nel quale l'assicurato ha ottenuto una valutazione "C" -
corrispondente ad un "entspricht den Erwartungen" - con un
apprezzamento particolarmente positivo - "B" corrispondente a
"übertrifft die Erwartungen" - per quel che concerne i rapporti con i
clienti).

                                         Nel corso
dell'udienza questo documento è stato mostrato ad __________. 

                                         Il capo
del personale ha affermato di non avere mai visto in precedenza questo rapporto
di valutazione. Egli ha pure precisato quanto segue:

 

" 
(...)

Io personalmente non ho mai lavorato con il sig. RI
1, posso dire che al mese di novembre si è presentato il suo superiore sig. __________
e mi ha detto che la situazione con l'assicurato non andava bene e che
bisognava prendere dei provvedimenti. (...)" (Doc. X, pag. 4)

 

                                         In simili
condizioni il TCA ritiene che, prima di potere sanzionare l'assicurato, occorre
ancora effettuare alcuni accertamenti. 

                                         Di
conseguenza la decisione su opposizione è annullata e gli atti rinviati
all'amministrazione affinché interpelli il direttore delle vendite e diretto
superiore dell'assicurato __________ al fine di chiarire per quali ragioni, nel
novembre 2004, ha proposto al  capo del personale di sciogliere il rapporto di
lavoro con l'assicurato e su quali aspetti le prestazioni professionali
dell'assicurato sono peggiorate negli ultimi 6 mesi al punto tale da condurre
al licenziamento.

                                         La Cassa
di disoccupazione verificherà pure con il responsabile delle vendite della ditta
le seguenti affermazioni formulate dall'assicurato davanti al TCA:

 

" 
(...)

L'assicurato ribadisce che è stato il sig. __________
a riprenderlo al servizio della ditta, che da un profilo qualitativo i prodotti
dell'azienda erano peggiorati rispetto al periodo precedente (qualità, termine
di consegna, prodotti e imballaggi difettosi), ciò di cui il sig. __________
era peraltro a conoscenza e che per quel che riguarda il progetto con la __________
anche il sig. __________ era stato coinvolto. (...)" 

(Doc. X, pag. 5)

 

                                         In conclusione e per i
motivi appena esposti la decisione su opposizione deve essere
annullata e gli atti rinviati all'amministrazione per nuovi accertamenti.

 

                                         Qualora
dagli stessi dovessero emergere elementi tali da  giustificare una sospensione
dal diritto all'indennità di disoccupazione, la Cassa è invitata ad esaminare
l'insieme delle circostanze al momento di fissare l'entità della sanzione (al
proposito cfr. la giurisprudenza riprodotta al consid. 2.5).

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é accolto ai sensi dei considerandi e la decisione su opposizione del 18
agosto 2005 è annullata.

 

                                 2.-   Gli atti
sono rinviati all'amministrazione per nuovi accertamenti.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti