# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0221e955-aaad-56b7-90ae-4f4187394f4e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-12-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di espropriazione 16.12.2005 40.2005.69
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TE_001_40-2005-69_2005-12-16.html

## Full Text

Incarto n.

  40.2005.69

  __________

   

  	
  Lugano

  16 dicembre 2005

  	
  Sentenza

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il Tribunale di espropriazione

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  Composto

  dalla Presidente

  	
  Margherita De Morpurgo

  
	
  e
  dai membri

  	
  ing.
  Giancarlo Rosselli

  arch. Claudio Morandi

  
	
  segretario
  giurista

  	
  Alan
  Gianinazzi

  

 

statuendo
sul ricorso presentato in data 6/9 maggio 2005 da

 

	
   

  	
  RI
  1, 

   

  
	
   

  	
  contro 

  
	
   

  	
  la
  decisione su reclamo emessa l' 8 aprile 2005 dall'Ufficio cantonale di stima
  nell’ambito della revisione generale delle stime immobiliari nel Comune di __________,

   

  
	
   

  	
  relativamente
  al mappale no. 281 RFD di __________,

  

 

 

 

esperito                           il
sopralluogo in data 13 luglio 2005,

 

letti
ed esaminati             gli atti,

 

 

considerato                     in
fatto e in diritto

 

                                1.     

                                        1.1.

                                        Con
decreto esecutivo 19 dicembre 1997, sulla base della Legge sulla stima
ufficiale della sostanza immobiliare del 13 novembre 1996 (Lst.), entrata in
vigore il 1. gennaio 1997, il Consiglio di Stato ha ordinato la revisione
generale dei valori ufficiali di stima dei fondi e delle forze idriche di tutti
i comuni del Cantone.

 

                                        1.2.

                                        Con
decisione 30 aprile 2004, pubblicata sul Foglio ufficiale del 7 maggio 2004,
l’Ufficio cantonale di stima (UCS) ha disposto la pubblicazione dei valori
ufficiali di stima nei Municipi per un periodo di 30 giorni consecutivi a partire
dal 1. giugno 2004, indicando che il termine per presentare eventuali reclami
scadeva il 2 settembre 2004.

 

                                        1.3.

                                        Con
decreto esecutivo 7 dicembre 2004 (BU 2004, 443) il Consiglio di Stato ha
stabilito l’entrata in vigore simultanea dei nuovi valori di stima sul
territorio del Cantone Ticino a decorrere dal 1. gennaio 2005.

 

 

                                2.     Per
la part. no. 281 RFD di __________, con la notifica di decisione 1. febbraio
2004, l’UCS ha esposto un valore ufficiale di stima di CHF 834'200.-

 

                                        Il
reclamo interposto in data 30 agosto 2004 da RI 1 è stato respinto dall’UCS con
decisione 8 aprile 2005.

 

                                        

                                3.     Con
ricorso 6/9 maggio 2005 RI 1 è insorto innanzi a questo Tribunale postulando,
innanzitutto, il computo del valore di reddito che l’UCS ha omesso a torto di
considerare.

                                        In
secondo luogo, poiché la costruzione, edificata ottant’anni fa, si trova praticamente
nello stato originario, è tecnicamente sorpassata e fonte di numerose spese di
manutenzione, il ricorrente chiede che il correttivo della vetustà venga
adeguatamente aumentato.

                                        Il
proprietario postula infine che pure il valore metrico del terreno venga
ridotto ulteriormente così da considerare le importanti immissioni foniche e
atmosferiche provenienti dal traffico su via __________, che negli orari di
maggior transito oltrepassa i 1'200 veicoli in un’ora, nonché la forte pendenza
del fondo e l’esistenza di piante secolari che causano importanti spese di
manutenzione. 

 

 

                                4.     Nel
corso del sopralluogo esperito il 13 luglio 2005 il Tribunale ha constatato che
l’edificio sub. A, con vista parziale sul lago limitatamente al piano
superiore, è costruito in pietra massiccia e presenta delle finiture e dei
serramenti originali. L’impianto di distribuzione è anch’esso originale, mentre
la caldaia è stata sostituita nel 1993.

                                        Il
terreno adiacente l’abitazione, destinato a giardino, presenta una forte
pendenza ad ovest e limitata ad est.                               

 

 

                                5.     La
competenza di questo Tribunale a statuire in merito al ricorso è data dall’art.
37 Lst. e il tempestivo gravame del ricorrente, proprietario dell’oggetto
stimato e destinatario della decisione dell’UCS, è ricevibile in ordine.

 

                                        Ai
sensi dell’art. 38 cpv. 2 Lst., la procedura innanzi al Tribunale di
espropriazione è retta dalla massima ufficiale, secondo la quale spetta di
principio all’autorità di accertare d’ufficio e in modo completo i fatti
determinanti per la causa (RDAT II – 1999, no.10, pag. 42). L’autorità di
seconda istanza non è inoltre vincolata dalle domande del ricorrente e può
riformare la decisione anche a suo danno (art. 38 cpv. 3 Lst.).

 

 

                                6.     

                                        6.1.

                                        I
fondi edificati sono valutati come un’unità economica comprendente i fabbricati
e il relativo terreno annesso (art. 15 cpv. 2 Lst.).

                                        A
seconda dell’estensione dell’area annessa ai fabbricati si procede ad un
adeguamento del valore, ritenuto che riserve di terreno manifestamente
eccedenti il carattere di complementarietà sono valutate separatamente, secondo
la loro funzione ed il loro pieno valore venale (art. 15 cpv. 3 Lst.).

 

                                        È
considerato valore venale di un fondo il prezzo normalmente conseguibile per un
oggetto analogo in una libera contrattazione, mentre circostanze eccezionali o
personali che possono influire sulla singola contrattazione non vengono
considerate (art. 16 cpv. 1 Lst.). Il valore venale di un fondo edificato è
determinato tenendo conto del valore metrico e di quello a reddito secondo la
media ponderata definita dal regolamento (art. 16 cpv. 2 Lst.).

 

                                        6.2.

                                        Il
valore metrico di un fabbricato corrisponde al valore a nuovo della costruzione
e dei costi accessori, deprezzato a dipendenza della vetustà e comprende il
valore del fabbricato più il valore del terreno (art. 17 Lst.).

 

                                        L’
art. 9 del Regolamento sulla stima ufficiale prevede che la vetustà è calcolata
con una deduzione dall’ 1% al 3% per ogni anno di età della costruzione, sino
ad un massimo del 60%. La variazione della percentuale di deduzione è
determinata in base al tipo di costruzione, allo stato di conservazione e alla
destinazione del fabbricato, tenendo conto di eventuali lavori di miglioria o
ampliamento della costruzione.

 

                                        6.3.

                                        Il
valore di reddito si ottiene mediante la capitalizzazione del reddito lordo.

                                        Il
reddito lordo per i vani che si presentano sfitti al momento dell’accertamento
è da calcolare sulla base del reddito presumibile che tiene conto dei valori di
mercato (art. 18 cpv. 1 Lst.)

                                        Se
non è possibile valutare con attendibilità le utilizzazioni dirette del fondo
da parte del proprietario, il valore di reddito può essere considerato mediante
fattori correttivi determinati secondo il regolamento. Tali fattori sono
determinati sulla base di casi analoghi con redditi di mercato accertati e
significativi (art. 18 cpv. 2 Lst.). I fattori correttivi applicabili al valore
metrico sono stabiliti per comprensori aventi redditi analoghi e tenendo conto
del tipo di costruzione e della relativa utilizzazione (art. 10 del Regolamento
sulla stima ufficiale).

                                        Ove
vi sia una manifesta discrepanza fra il reddito dichiarato e quello presunto,
l’autorità di stima può adeguare il reddito accertato ai valori normalmente
conseguibili sul mercato (art. 18 cpv. 3 Lst.).           

                                        

                                        

                                        6.4.

                                        Le
stime immobiliari, secondo la Lst., seguono criteri di schematicità e di
prudenzialità (art. 20 Lst.).

 

 

                                7.

                                        7.1.

                                        Nella
fattispecie concreta l’UCS ha tralasciato il valore di reddito, escludendolo
completamente dal calcolo della stima, senza peraltro fornire alcuna
spiegazione in merito. A fronte dei contenuti inequivocabili dell’art. 16 cpv.
2 Lst., l’omissione appare del tutto inspiegabile oltre che errata ed è a
giusta ragione che il ricorrente se ne lamenta. In effetti il reddito è
fondamentale per una determinazione equa dei valori immobiliari, ritenuto che
l’estimo deve corrispondere al principio basilare secondo cui un bene
immobiliare vale quanto rende (cfr. Messaggio 4375 del 21 febbraio 1995
concernente il progetto di nuova Lst., ad art. 19).

                                        Sotto
questo profilo la decisione su reclamo si rivela dunque carente tanto nella
forma quanto nella sostanza.

                                        Considerato,
tuttavia, che il Tribunale giudica con pieno potere cognitivo (art. 38 cpv. 1
Lst. e 18 cpv. 1 LPamm.) – ciò che comunque non è una panacea e certamente non
dispensa l’Autorità di prima istanza dall’obbligo di applicare il diritto e di
motivare le sue decisioni, specie quando l’argomento ha un’importanza rilevante
ai fini della stima -, la lacuna è sanabile in questa sede.

                                        L’edificio
al mapp. no. 281 RFD di __________ è abitato dal ricorrente e dalla sua
famiglia: per stabilirne il reddito occorre quindi riferirsi a casi analoghi
che presentano redditi di mercato accertati tenendo conto del tipo di
costruzione e della relativa utilizzazione (art. 18 cpv. 2 Lst. e art. 10
Reg.).

                                        In
quest’ottica, per ovvi motivi di parità di trattamento, il Tribunale applica i
medesimi criteri ritenuti per tutti gli edifici monofamigliari di __________
occupati dai rispettivi proprietari, che risultano dalla media prudenziale
degli affitti riscontrati nei dieci anni precedenti l’estimo.

                                        Tutto
sommato, vista la particolarità dell’edificio, difficilmente paragonabile ad
altri in quanto si tratta di un’abitazione monofamigliare posizionata nella
zona di piano regolatore R13 e costruita nel 1925 con i criteri e i materiali
di allora, si giustifica di riconoscere un valore di reddito annuo prudenziale
di CHF 32'400.-, pari a CHF/mensili 2'700.-

 

                                        7.2.

                                        L’abitazione
è stata come detto costruita nel 1925 e da allora sono state sostituite
unicamente le cucine, nel 1964 e la caldaia, nel 1993 (Modulo 1, punti 2.4 e
2.5; verbale di sopralluogo), mentre la struttura, le finiture e i serramenti
sono essenzialmente quelli originari.

                                        Il
Tribunale, pur non ritenendo giustificato il correttivo di classe del -10% sul
valore metrico a nuovo dell’abitazione, che l’UCS non ha nemmeno giustificato
in concreto e che viene pertanto stralciato d’ufficio in applicazione dell’art.
38 cpv. 3 Lst., non condivide il parametro di vetustà del -32% applicato
dall’autorità di prima istanza poiché insufficiente. Lo stato di conservazione
dell’immobile deve infatti essere ritenuto sufficiente e non normale come stabilito
a torto dall’autorità di prima istanza e la vetustà considerata nella misura
del - 53%, che meglio si addice alle effettive condizioni dell’edificio stimato
e cristallizza in maniera più consona alla fattispecie concreta la reale
influenza degli interventi di manutenzione eseguiti nel corso degli anni e
limitati all’essenziale.

 

                                        7.3.

                                        Non
si ravvisano infine elementi a tal punto significativi da indurre il Tribunale a
ridurre ulteriormente il valore metrico del terreno. Il valore base di zona, di
CHF/mq 330.-, risulta infatti già di per sé assai prudenziale per una zona di piano
regolatore R13 situata a ridosso della Città di Lugano ed è stato stabilito
tenendo in debita considerazione pure la posizione dei fondi e la diretta
vicinanza di strade a traffico intenso, specialmente negli usuali orari di
punta,  come lo sono via __________ e via __________.

                                        Nella
fattispecie concreta, inoltre, l’autorità di prima istanza ha già applicato un
correttivo del -10% sul valore metrico del terreno, che considera equamente sia
la vicinanza delle citate arterie stradali sia la pendenza più marcata di una
parte ristretta di terreno posta a monte.

                                        La
presenza di piante secolari e i costi di manutenzione che ne derivano,
trattandosi di circostanze eccezionali ai sensi dell’art. 16 cpv. 1 Lst., non
sono elementi determinanti nella fissazione del valore di stima e più
specificatamente del valore metrico del terreno.

 

                                        7.4.

                                        Per
il resto le valutazioni effettuate dall’UCS non prestano il fianco ad alcuna
critica, sono ossequiose dei canoni di estimo sanciti dalla Lst. e riflettono
in modo prudenziale il prezzo normalmente conseguibile per un oggetto analogo
in una libera contrattazione.

 

 

                                8.

                                        8.1.

                                        Di
conseguenza, il ricorso è parzialmente accolto e il valore ufficiale di stima immobiliare
del mappale no. 281 RFD di __________ stabilito in CHF 517'231.-, come scheda
di calcolo annessa.

 

                                        8.2.

                                        La
tassa di giustizia, di CHF 500.-, è posta a carico delle parti in ragione della
rispettiva soccombenza, di 4/5 per l’UCS e del rimanente 1/5 per il ricorrente
(art. 38 cpv. 4 Lst.).

 

 

 

Per
questi motivi

richiamati                        i
disposti della Legge sulla stima ufficiale della sostanza immobiliare (Lst.) e
il relativo Regolamento (Reg.), nonché la Legge di procedura per le cause
amministrative (LPamm.);

 

 

 

 

dichiara

e pronuncia:          1.     Il ricorso è parzialmente accolto e il
valore ufficiale di stima del mappale no. 281 RFD di __________ stabilito in
CHF 517'231.-, come da scheda di calcolo annessa.

 

                                2.     La tassa di giustizia, di CHF 500.-, è posta a
carico dell’UCS in ragione di 4/5 e del rimanente 1/5 a carico del ricorrente.

                                        

                                3.     La presente decisione è definitiva.

                                        

                                4.     Intimazione a:

	
   

  	
  -
  

  -
  

   

  

 

 

per il Tribunale di
espropriazione

la
Presidente                                                                                                     Il
segretario giurista

 

 

Margherita
De Morpurgo                                                                                   Alan
Gianinazzi