# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 809647ee-3c5b-5a39-888d-3ca30a7c2b36
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-01-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 30.01.1998 11.1998.1
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1998-1_1998-01-30.html

## Full Text

Incarto n.

  11.98.00001

  	
  Lugano

  30 gennaio 1998/cs

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Galfetti,
  vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nelle cause __.__.______, __.__.______ e __.__.______ (misure
provvisionali in causa di stato) della
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6, promosse con istanze del 14 aprile 1997, 12 maggio 1997 e 3 ottobre
1997 dall’

 

	
   

  	
  __________.
  __________ __________,
  __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________
  __________, nata __________, __________ 

  (patrocinata
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

punti di
questione:     1.   Se dev’essere accolta l’appellazione del 19 dicembre
1997 presentata da __________ __________ contro il decreto cautelare emesso il
4 dicembre 1997 dal Pretore del Distretto di __________, sezione 6;

                                         2.
  Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che __________ __________
(1934) e __________ nata __________ (1937) si sono sposati a __________
(__________) il __ __________ 1959 e dalla loro unione è nato __________
__________ (1972);

 

                                         che il 14 aprile 1997 il
marito ha instato davanti al Pretore di Lugano, sezione 6, per il tentativo di
conciliazione, decaduto infruttuoso il 2 giugno successivo;

 

                                         che con istanza del 14
aprile 1997 __________ __________ ha chiesto l’adozione di misure
provvisionali, in particolare l’attribuzione dell’abitazione coniugale a
__________ (inc. __________.__________.__________);

 

                                         che alla discussione del 6
giugno 1997 la moglie ha postulato, per il caso in cui si fosse dovuta
costituire una dimora separata, un contributo alimentare di fr. 2’500.–
mensili, ridotto in seguito a fr. 2’200.– (inc.
__________.__________.__________);

 

                                         che il 3 ottobre 1997
__________ __________ ha chiesto al Pretore di ordinare al marito di metterle a
disposizione l’autovettura __________ “__________ __________ ” (inc.
__________.__________.__________);

 

                                         che alla discussione
finale del 23 ottobre 1997 le parti si sono riconfermate in tutte le rispettive
domande;

 

                                         che il Pretore, statuendo
il 4 dicembre 1997, ha obbligato il marito a versare alla moglie un contributo
alimentare di fr. 2’200.– mensili e a mettere a disposizione della stessa
l’autovettura;

 

                                         che le spese, con una
tassa di giustizia di fr. 700.–, sono state poste per un quinto a carico della
moglie e per quattro quinti a carico di __________ __________, tenuto a
rifondere alla controparte fr. 2’000.– per ripetibili;

 

                                         che con un “ricorso” in
tedesco del 19 dicembre 1997 __________ __________ contesta il citato decreto;

 

                                         che il gravame non è stato
notificato alla controparte;

 

considerando

 

in diritto:                        che l’appellante impugna
il giudizio del Pretore sostenendo di non essere in grado di versare alcun
contributo alimentare;

 

                                         che l’atto d’appello deve
contenere – tra l’altro – l’indicazione esatta delle parti e del loro domicilio,
l’indicazione della sentenza da cui si appella, come pure le domande e i motivi
di fatto e di diritto sui quali si fonda (art. 309 cpv. 2 lett. b, c, e, f
CPC);

 

                                         che, mancando tali
requisiti, la dichiarazione di appello è nulla (art. 309 cpv. 5 CPC);

 

                                         che il ricorrente censura
il contributo alimentare a favore della moglie, così come l’obbligo di
consegnarle la nota automobile e la ripartizione degli oneri processuali, ma
non indica nemmeno implicitamente quale giudizio dovrebbe essere emanato in riforma
del decreto impugnato e – soprattutto – non si confronta concretamente con le
motivazioni del Pretore;

 

                                         che la tolleranza e la
benevolenza da riservare ad appellanti sprovvisti di cognizioni giuridiche non
possono rimediare nella fattispecie alle manifeste e insanabili carenze
dell’atto di appello, ciò che rende inutile assegnare al ricorrente un termine
perché traduca il rimedio giuridico in italiano (art. 142 cpv. 3 CPC);

 

                                         che il gravame,
irricevibile, sfugge quindi a un esame di merito e può essere deciso con la
procedura semplificata dell’art. 313bis CPC;

 

                                         che gli oneri processuali
andrebbero per principio a carico dell’ appellante (art. 148 cpv. 1 CPC);

 

                                         che, date le particolarità
del caso, appare tuttavia giustificato prescindere dal prelievo di tasse e
spese;

 

                                         che in ogni modo non si
giustifica di riconoscere ripetibili alla controparte, cui l’appello non è nemmeno
stato notificato;

 

per questi motivi,

 

richiamato l’art. 313bis CPC

 

pronuncia:              1.   L’appello è irricevibile.

 

                                   2.   Non si riscuotono oneri
processuali né si assegnano ripetibili.

                                      

                                   3.   Intimazione a:

                                         – __________ __________,
__________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 6.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        La segretaria