# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d2cfbd94-520b-5f32-87e2-110ff9eaf87d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.07.2009 C-7381/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7381-2007_2009-07-15.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7381/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  l u g l i o  2 0 0 9

Giudici Elena Avenati-Carpani (presidente del collegio), 
Madeleine Hirsig, Johannes Frölicher, 
cancelliere Dario Quirici.

A._______,
rappresentato dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

assicurazione invalidità, decisione del 
28 settembre 2007.

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7381/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadino  italiano  nato  il  (...),  celibe,  ha  lavorato  in 
Svizzera, con permesso per confinanti,  come manovale-muratore dal 
1987 al 2000, versando i contributi obbligatori all'assicurazione per la 
vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI).  Il  18  febbraio  2000 
l'assicurato ha annunciato all'assicurazione malattia collettiva del suo 
datore di lavoro, l'Helsana, di essere affetto da una lombalgia acuta da 
sospetta  discopatia  e,  il  27  dicembre  2000,  ha  formulato  all'Ufficio 
dell'assicurazione invalidità del canton Ticino (UAI) una domanda per 
l'ottenimento di una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità 
(doc. 10; incarto Helsana, doc. 1/3). 

B.
Nell'ambito dell'istruzione della domanda di rendita, l'UAI ha acquisito, 
tra gli altri, i documenti seguenti:

-  l'incarto  dell'assicurazione  malattia  collettiva  Helsana,  e  in 
particolare:

-- diversi certificati  del medico curante dell'assicurato (doc. 1/3 a 11, 
1/19, 1/24, 1/31, 1/34, 1/39, 1/45, 1/50, 1/57, 5/1 a 6);

--  diversi  referti  clinici,  segnatamente  delle  tomografie  assiali 
computerizzate (TC) della colonna vertebrale (doc. 1/20, 1/23, 1/29 e 
30, 1/40, 1/56, 1/58, 2/9, 3/8 e 9); 

-- un primo rapporto del dott. G._______, del 22 marzo 2000, facente 
stato di una sindrome lombo-radicolare irritativa bilaterale con/da ernia 
discale  mediana  L4-L5,  e  di  un'incapacità  lavorativa  completa  (doc. 
1/26 a 28);

-- un secondo rapporto del dott. G._______, del 29 agosto 2000, nel 
quale  è  diagnosticata  una  sindrome  lombovertebrale  cronica  e 
recidivante  con  possibile  irritazione  radicolare  residuale  di  L5  a 
sinistra,  in  stato  da  operazione  per  ernia  discale  lombare,  eseguita 
probabilmente  al  livello  L4/5  a  sinistra,  e  nel  quale  è  attestata 
un'incapacità lavorativa completa fino a settembre 2000, con prova di 
lavoro nella misura del 50% (presenza normale sul posto di lavoro, ma 
con rendimento ridotto) dal 18 settembre 2000 (doc. 1/35 a 37);

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--  un terzo rapporto  del  dott. G._______,  del  7  novembre 2000,  nel 
quale è ripresa la nota diagnosi ed è attestata un'incapacità lavorativa 
del 50% nell'ultima attività svolta (doc. 1/47 e 48);

-- un quarto rapporto del dott. G._______, del 15 gennaio 2001, da cui 
si  evincono  la  nota  diagnosi,  un'incapacità  lavorativa  definitiva 
completa per il lavoro di manovale-muratore e una caricabilità limitata 
della colonna vertebrale, l'assicurato non potendo lavorare in flessione 
lombare  prolungata,  effettuare  movimenti  ripetitivi  di 
flessione/estensione con il  tronco e alzare pesi dal  suolo superiori a 
10-15 kg, mentre può rimanere in posizione seduta o eretta per più di 
due  ore  al  giorno,  nonché  muoversi  liberamente  su  terreni  piani  e 
sconnessi e salire e scendere scale senza problemi, l'uso delle mani e 
delle braccia non essendo per il resto compromesso (doc. 3/4 a 6);

-- un quinto rapporto del dott. G._______, del 6 giugno 2001, nel quale 
è riconfermata la nota diagnosi ed è stabilita un'incapacità lavorativa 
definitiva  completa  per  il  lavoro  di  muratore,  e  nel  quale  è  fatto 
riferimento al rapporto del 15 gennaio 2001 per la descrizione dei limiti 
funzionali di attività confacenti, per le quali l'assicurato dispone di una 
capacità  lavorativa  completa,  come quelle  di  guardia  di  sicurezza o 
fattorino (doc. 3/2 e 3);

- il questionario per il datore di lavoro, del 25 gennaio 2001, dal quale 
si evince che l'assicurato ha lavorato come manovale-muratore, dal 1° 
gennaio  1991  all'11  febbraio  2000,  per  la  ditta  "W.  Impresa 
costruzioni",  eseguendo,  nel  2000,  otto  ore  e  venticinque  minuti  al 
giorno durante cinque giorni alla settimana, e percependo da ultimo un 
salario orario di Fr. 26.89, non inclusivo della tredicesima (doc. 14),

-  il  rapporto di  perizia  medica per  l'UAI del  dott. G._______, del  22 
novembre 2002, da cui risulta la diagnosi di sindrome lombovertebrale 
cronica con probabile irritazione radicolare intermittente L5 a destra in 
stato  dopo emilaminectomia  L4 a destra,  con discectomia  per  ernia 
discale L4/5 e reazioni cicatriziali, nonché protrusione posterolaterale 
a  destra,  osteocondrosi  evolutiva  L4/5,  ernia  discale  paramediana 
destra  L5/S1  e  turbe  statiche  del  rachide,  in  parte  secondarie 
all'atteggiamento antalgico. Il perito ha pure stabilito, da febbraio 2000, 
un'incapacità lavorativa completa per l'attività di manovale-muratore e, 
in generale, per qualsiasi attività lucrativa (doc. 42/1 a 7), 

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-  il  rapporto della dott.ssa B._______, del Servizio medico regionale 
(SMR),  del  20 dicembre 2002,  nel quale sono riprese le  conclusioni 
della  perizia  medica  del  dott.  G._______  ed  è  riconosciuta 
un'incapacità  lavorativa  completa  per  qualsiasi  attività  lucrativa  da 
giugno 2002, tuttavia con un periodo di piena capacità lavorativa, dal 6 
giugno  2001  al  7  giugno  2002,  in  attività  confacenti,  che  non 
implichino, in particolare, la necessità di lavorare in flessione lombare 
prolungata, effettuare movimenti ripetitivi di flessione-estensione con il 
tronco  ed  alzare  pesi  dal  suolo  superiori  a  10-15  kg.  La  dott.ssa 
B._______ ha inoltre previsto una revisione della rendita per il  2005 
(doc. 44),

- il rapporto finale del consulente in integrazione professionale (CIP), 
del  15 gennaio 2003, dal  quale si  evince che, nel 2001,  l'assicurato 
avrebbe potuto guadagnare, visti i dati forniti dal datore di lavoro per il 
2000, un salario da valido di Fr. 62'800.- e, secondo i dati dell'Ufficio 
svizzero  di  statistica  relativi  ad  attività  leggere  e  non  qualificate 
(tabelle RSS), un salario da invalido di Fr. 43'984.-, ridotto del 25% per 
tenere  conto  delle  circostanze  personali  dell'assicurato,  ossia  Fr. 
32'988.-,  per  cui  si  ottiene  una  perdita  di  guadagno  del  47.47%, 
corrispondente ad una grado d'invalidità pari al 47% (doc. 46 e 47). 

C.
Sulla base di questa documentazione medica ed economica, l'UAI ha 
approntato un progetto di decisione per l'Ufficio dell'assicurazione per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE),  formalmente 
competente  ad  emettere  la  decisione  nella  fattispecie.  Il  21  marzo 
2003 l'UAIE ha così emanato tre decisioni separate: con la prima, ha 
riconosciuto all'assicurato il diritto ad una rendita intera d'invalidità dal 
1°  febbraio  al  30  settembre  2001;  con  la  seconda,  ha  accordato 
all'assicurato un quarto di rendita dal 1° giugno al 30 settembre 2002; 
e con la  terza,  ha riconosciuto all'assicurato il  diritto  ad una rendita 
intera d'invalidità dal 1° ottobre 2002 (doc. 50/1 a 8). 

D.
Il 21 febbraio 2005 l'UAI ha dato inizio alla procedura di revisione della 
rendita  d'invalidità,  così  come previsto  dalla  dott.ssa  B._______  nel 
suo rapporto del 20 dicembre 2002 (doc. 51). 

L'UAI ha richiesto una nuova perizia medica al  dott. G._______. Dal 

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rapporto peritale stilato da quest'ultimo il 16 gennaio 2006, si evince la 
diagnosi  di  sindrome  lombovertebrale  cronica  con/da  turbe  statiche 
modiche  del  rachide  (cifosi  toracale  allungata)  e  alterazioni 
degenerative  bisegmentali  (L4/5:  osteocondrosi  netta  in  stato  dopo 
emilaminectomia L4 a destra con discectomia per ernia discale , con 
reazioni  cicatriziali  e  recidiva  erniaria  mediolaterale  destra  con 
componente  intraforaminale;  L5/S1:  condrosi  con  ernia  discale 
paramediana  a  destra).  Il  perito  ha  inoltre  constatato  un  certo 
assestamento  della  situazione  clinica,  in  particolare  per  quanto 
riguarda la  funzionalità  del  rachide,  e un miglioramento della  statica 
vertebrale,  non  più  alterata  da  un  atteggiamento  antalgico,  e  della 
funzionalità del tratto lombare, con limitazioni moderate in flessione, in 
lateroflessione e in estensione, come pure una diminuzione dei dolori 
in seguito a movimenti  della cerniera lombare e la quasi  scomparsa 
dei disturbi alla palpazione manuale dei segmenti lombari, l'andatura 
essendo per  il  resto armoniosa e non più  zoppicante. Sulla  base di 
queste constatazioni,  il  perito  ha confermato  un miglioramento della 
capacità lavorativa residua dell'assicurato, elencando dettagliatamente 
i limiti funzionali relativi alle attività confacenti. Per il resto, il perito ha 
riconfermato  che  l'attività  di  manovale-muratore  non  è  più  esigibile, 
mentre che un'attività confacente, dopo un periodo di riadattamento di 
approssimativamente  due  mesi,  è  normalmente  esigibile  a  tempo 
pieno (doc. 58/1 a 10). 

Il 24 aprile 2006 la dott.ssa B._______, una volta preso conoscenza 
del rapporto peritale del dott. G._______ e confermato le conclusioni 
di  quest'ultimo,  ha  invitato  l'UAI  a  procedere  alla  rivalutazione 
economica  del  caso  e  ad  apprezzare  la  necessità  di  eventuali 
provvedimenti professionali (doc. 63/1 a 3).

Dopo  avere  incontrato  l'assicurato,  la  CIP  ha  redatto  un  primo 
rapporto,  il  26  giugno  2006,  dal  quale  si  evince  che,  nel  2004, 
l'assicurato avrebbe potuto guadagnare, previa indicizzazione dei dati 
forniti  dal  datore  di  lavoro  per  il  2000,  un  salario  da  valido  di  Fr. 
64'898.-  e, secondo i  dati  dell'Ufficio svizzero di  statistica relativi  ad 
attività leggere e non qualificate (tabelle RSS), un salario da invalido 
di  Fr.  53'040.-,  ridotto  del  10%  per  tenere  conto  delle  circostanze 
personali  dell'assicurato,  ossia  Fr.  48'797.-,  per  cui  si  ottiene  una 
perdita  di  guadagno  del  24.80%,  corrispondente  ad  una  grado 
d'invalidità pari al 25% (doc. 66 e 68). 

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Il 14 luglio 2006 la dott.ssa B._______, in seguito alla produzione da 
parte dell'assicurato di un nuovo certificato del proprio medico curante 
(doc. 69/1), si è nuovamente pronunciata sul caso, concludendo che il 
detto  certificato  non  oggettiva  alcun  peggioramento  dello  stato  di 
salute  dopo  gennaio  2006,  ed  ha  invitato  l'UAI  a  procedere  alla 
valutazione dei provvedimenti professionali da intraprendere (doc. 72/1 
a 3). 

La CIP ha così redatto un nuovo rapporto finale, il 20 luglio 2006, dal 
quale si evince che, nel 2004, l'assicurato avrebbe potuto guadagnare, 
previa indicizzazione dei dati forniti dal datore di lavoro per il 2000, un 
salario da valido di Fr. 64'898.- e, secondo i dati dell'Ufficio svizzero di 
statistica relativi ad attività leggere e non qualificate (tabelle RSS), un 
salario  da  invalido  di  Fr. 57'258.-,  ridotto  del  10% per  tenere  conto 
delle circostanze personali dell'assicurato, ossia Fr. 51'532.-, per cui si 
ottiene una perdita  di  guadagno del  20.59%, corrispondente ad una 
grado d'invalidità pari al 20% (doc. 73/1 a 3 e 74). 

Sulla base di questa documentazione medica ed economica, l'UAIE ha 
approntato un progetto di decisione, il 24 luglio 2006, con il quale ha 
manifestato  all'assicurato l'intenzione di  procedere alla  soppressione 
della  sua  rendita  a  decorrere  da  gennaio  2006,  invitandolo  nel 
contempo  a  presentare  sue  eventuali  obiezioni  entro  un  termine  di 
trenta giorni (doc. 78/1 a 5). 

L'8  settembre  2006  l'assicurato,  per  il  tramite  dell'Istituto  nazionale 
confederale italiano di assistenza (INCA), si è opposto al progetto di 
decisione,  sostenendo  che  il  suo  stato  di  salute  non  è  per  nulla 
migliorato, ed ha allegato nuova documentazione medica,  tra  cui  un 
referto  di  risonanza  magnetica  (RM)  lombosacrale  del  4  settembre 
2006 (doc. 79/1 a 4 e 80/1 a 4). 

Il 19 settembre 2006 la dott. B._______, dopo avere analizzato i referti 
prodotti  dall'assicurato,  ha  considerato  che  lo  stato  di  salute 
dell'assicurato è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al periodo 
dal  2003  al  2006,  rilevando  comunque  la  necessità  di  visionare  le 
lastre delle RM pertinenti per il detto periodo (doc. 82). 

Su richiesta dell'UAI, il dott. N._______, dell'Ist._______, ha proceduto 
alla  valutazione  del  decorso  della  sindrome  lombovertebrale 
dell'assicurato  tra  il  2003  e  il  2006,  sulla  base  delle  RM pertinenti, 

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concludendo,  nel  suo  rapporto  del  4  gennaio  2007,  che  si  nota  la 
nuova  insorgenza  di  una  componente  paramediana  sinistra  di  una 
conosciuta ernia discale L4-L5,  che causa una stenosi  recessale L4 
sinistra  abbastanza  importante,  mentre  invece  si  constata  la 
remissione della componente infiammatoria attiva della osteocondrosi 
L4-L5 e una situazione sostanzialmente invariata a livello degli spazi 
intersomatici  L3-L4 ed  L5-S1,  come pure  a  livello  delle  articolazioni 
interapofisarie (doc. 89). 

Fondandosi  su  questo  rapporto,  la  dott.ssa  B._______  ha  quindi 
richiesto, il 12 gennaio 2007, una nuova perizia reumatologica per un 
confronto  specialistico  dell'attuale  situazione  clinico-funzionale  con 
quella  presente  nel  gennaio  del  2006,  la  cui  esecuzione  è  stata 
affidata al dott. G._______ (doc. 90/1 a 4 e 91). 

Dalla perizia del dott. G._______, stilata l'11 maggio 2007, si evince la 
diagnosi  di  sindrome  lombovertebrale  cronica  con/da  turbe  statiche 
modiche  del  rachide  (cifosi  toracale  allungata)  e  alterazioni 
degenerative  bisegmentali  (L4/5:  osteocondrosi  netta  in  stato  dopo 
emilaminectomia L4 a destra con discectomia per ernia discale , con 
reazioni  cicatriziali  e  recidiva  erniaria  mediolaterale  destra  con 
componente intraforaminale e componente paramediana sinistra con 
stenosi  recessale  L4  a  sinistra;  L5/S1:  condrosi  con  protrusione 
discale  mediana  paramediana  bilaterale  senza  neurocompressione). 
Nella valutazione clinica del caso, il perito ha considerato, in sostanza, 
che  il  quadro  attuale  è  sovrapponibile  alle  sue  constatazioni  del 
gennaio 2006, e che le modifiche morfologiche avvenute tra il 2003 e il 
2006  riguardano  il  lato  sinistro  del  segmento  operato  L4/5,  con  un 
referto  erniario  all'origine  di  un  restringimento  del  recesso  di  L4.  Il 
perito  ha  aggiunto  che,  clinicamente,  non  sussistono  segni  di  una 
sofferenza radicolare né nella gamba destra, né tanto meno in quella 
sinistra,  con  uno  stato  neurologico  degli  arti  inferiori  perfettamente 
normale,  concludendo  che  la  capacità  lavorativa  dell'assicurato  è 
completa  in  attività  confacenti,  come  stabilito  nel  gennaio  del  2006 
(doc. 93/1 a 11). 

Il 31 agosto 2007 il dott. E._______, medico del SMR, ha confermato 
le conclusioni del dott. G._______ e ribadito che non sussiste alcuna 
incapacità lavorativa in attività confacenti da gennaio 2006 (doc. 96/1 a 
4). 

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L'UAIE ha quindi emanato una decisione, il 28 settembre 2007, con la 
quale  ha  soppresso  all'assicurato  la  rendita  d'invalidità,  e  ciò  a 
decorrere dal 1° novembre 2007 (doc. 103/1 a 5). 

E.
Contro  questa  decisione,  per  il  tramite  dell'INCA,  l'assicurato  ha 
inoltrato ricorso al Tribunale amministrativo federale il 31 ottobre 2007, 
chiedendo  di  annullare  la  decisione  impugnata  e  di  riconoscergli  il 
diritto ad una rendita intera d'invalidità anche dopo il 31 ottobre 2007, 
come pure di assegnarli un'adeguata indennità per ripetibili.

L'UAI  e  l'UAIE  hanno  risposto  il  6  dicembre,  rispettivamente  l'11 
dicembre 2007, chiedendo la conferma della decisione impugnata e il 
conseguente rigetto del ricorso. 

Il  ricorrente  ha  replicato  il  9  gennaio  2008,  riconfermandosi  nelle 
proprie  conclusioni,  ed  ha  prodotto  nuova  documentazione  medica, 
ossia un certificato del dott. F._______, del  15 dicembre 2007,  e un 
certificato  del  medico  curante,  del  23  dicembre  2007,  nei  quali  è 
valutato  un  grado  d'invalidità  del  75,  rispettivamente  dell'80%.  Nel 
certificato  del  medico  curante  si  fa  pure  stato  di  una  componente 
depressiva plurifattoriale con instabilità dell'umore e visione negativa 
del futuro professionale e sociale. 

Il 28 gennaio 2008 il dott. E._______ si è pronunciato su questi due 
certificati,  rilevando  che  essi,  dal  punto  di  vista  somatico,  non 
forniscono nuovi elementi a favore della tesi di una modifica dello stato 
di  salute  del  ricorrente  rispetto  all'ultima  valutazione  del  dott. 
G._______. Dal punto di vista psichico, il dott. E._______ ha osservato 
che non è mai stata avanzata, in precedenza, nessuna problematica 
psichiatrica, e che il medico curante, a questo proposito, si è espresso 
in  termini  generici,  per  cui  la  detta  affezione  non  può  essere 
considerata  come  avente  un'incidenza  sulla  capacità  lavorativa  del 
ricorrente. 

L'UAI  e  l'UAIE  hanno  duplicato  il  31  gennaio,  rispettivamente  l'11 
febbraio 2002, ribadendo la loro richiesta di  confermare la decisione 
impugnata e respingere, di conseguenza, il ricorso. 

F.
Con  decisione  incidentale  del  15  febbraio  2008,  il  Tribunale 

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amministrativo federale ha invitato il  ricorrente a versare un anticipo 
equivalente  alle  presunte  spese  processuali  di  Fr.  300.-.  Il  relativo 
versamento è stato effettuato il 14 marzo 2008.

Diritto:

1.

1.1 In virtù dell'art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 
del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  questo  tribunale  giudica  i 
ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF,  riservate  le 
eccezioni  di  cui  all'art.  32  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese 
dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere 
portate  davanti  al  Tribunale  amministrativo  federale  conformemente 
all'art.  69  cpv.  1  lett.  b  della  legge  federale  sull'assicurazione  per 
l'invalidità del 19 giugno 1959 (LAI, RS 831.20).

1.2 Secondo  l'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali non è disciplinata dalla PA, nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.3 Conformemente all'art. 59 LPGA, ha diritto di ricorrere chiunque è 
toccato  dalla  decisione  o  dalla  decisione  su  opposizione  ed  ha  un 
interesse  degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua 
modificazione. Il  ricorso deve essere interposto entro 30 giorni  dalla 
notificazione della decisione o della decisione contro cui l'opposizione 
è esclusa (art. 60 LPGA). Esso deve contenere le conclusioni, i motivi, 
l'indicazione  dei  mezzi  di  prova  e  la  firma  del  ricorrente  o  del  suo 
rappresentante,  con  allegati  la  decisione  impugnata  e  i  documenti 
indicati come mezzi di prova, se sono in possesso del ricorrente (art. 
52 cpv. 1 PA).

1.4 In  concreto,  il  ricorso è  ammissibile,  nella  misura  in  cui  è  stato 
presentato  tempestivamente,  nel  rispetto  dei  requisiti  previsti  dalla 
legge (art. 59 e 60 LPGA, nonché l'art. 52 cpv. 1 PA), e visto che pure 

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l'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese  processuali  di  Fr. 300.-  è 
stato versato nei termini.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Trattasi  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della Comunità europea ed i cittadini svizzeri (art. 3 del Regolamento 
CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'Allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il  medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo  (art.  6  del 
Regolamento  CEE  n°  1408/71).  Nella  misura  in  cui  l'Accordo,  in 
particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di 
sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 
l'organizzazione della procedura come pure l'esame delle condizioni di 
ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono  regolate  dal 
diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

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2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo l'art. 2 LPGA, le disposizioni della presente legge sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni  della  5a  revisione  della  LAI  e  della  LPGA,  in  vigore  dal 
1° gennaio 2008, non sono pertanto applicabili nel caso concreto e di 
seguito  è  fatto  riferimento  alle  disposizioni  in  vigore  fino  al  31 
dicembre 2007.

4.

4.1 Ai  sensi  dell'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

4.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  In 
seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale,  la  limitazione 
prevista  dall'art.  28  cpv. 1ter LAI,  secondo  il  quale  le  rendite  per  un 
grado d'invalidità inferiore al 50% sono versate solo ad assicurati che 
sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 

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non è più  applicabile  quando l'assicurato  è  cittadino della  Comunità 
europea e vi risiede.

4.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno e senza notevoli interruzioni, incapace 
al  lavoro per  almeno il  40% in media (lettera b). La prima lettera si 
applica  allorché lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è  stabilizzato; la 
seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire  suscettibile  di 
evolvere  verso  un  miglioramento  od  un  peggioramento  (DTF  121  V 
264, 111 V 21 consid. 2b).

4.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

4.5 Giova  ancora  ricordare  che,  secondo  un  principio  generale  del 
diritto delle assicurazioni sociali, ogni assicurato ha l'obbligo di ridurre 
il danno conseguente la sua invalidità (sentenza del Tribunale federale 
I 147/01 del 9 maggio 2001; DTF 123 V 230 consid. 3c e DTF 117 V 
275 consid. 2b). In virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere 
tutto  quanto  sia  ragionevolmente  esigibile  per  ovviare  nel  modo 
migliore possibile alle conseguenza della sua invalidità, segnatamente 
mettendo a profitto la sua residua capacità lavorativa, se necessario in 
una nuova professione (sentenza del Tribunale federale I  543/03 del 
27 agosto 2004; DTF 113 V 22 consid. 4a). 

5.
Il  ricorrente contesta la  fondatezza della  decisione del  28 settembre 
2007, con la quale l'UAIE gli ha soppresso la rendita intera d'invalidità, 
a decorrere dal 1° novembre 2007.

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6.

6.1 Secondo  l'art.  17  cpv.  1  LPGA,  se  il  grado  d'invalidità  del 
beneficiario  della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il 
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, 
d'ufficio o su richiesta. 

6.2 Conformemente  all'art.  87  cpv.  2  dell'Ordinanza  federale 
sull'assicurazione invalidità del 17 gennaio 1961 (OAI, RS 831.201), la 
revisione  avviene  d'ufficio  quando,  in  previsione  di  una  possibile 
modifica importante del grado d'invalidità, è stato stabilito un termine 
nel momento dell'erogazione della rendita o allorché si conoscono fatti 
o  si  ordinano  provvedimenti  che  possono  provocare  una  notevole 
modifica del grado d'invalidità. 

Se  la  capacità  al  guadagno  dell'assicurato  migliora,  v'è  motivo  di 
ammettere che il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, 
tutto  o  parte  del  diritto  a  prestazioni  dal  momento  in  cui  si  può 
supporre che il  miglioramento constatato perduri. Lo si  deve in  ogni 
caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza 
interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare (art. 
88a cpv. 1 OAI). 

Al  fine  di  giudicare  se  sussistono  indizi  sufficienti  per  ritenere 
verosimile  una  modifica  rilevante  del  grado  d'invalidità,  si  deve 
considerare il periodo tra la decisione iniziale e quella che pronuncia 
la revisione. Decisioni intercalari  sono pertinenti unicamente se sono 
state emesse sulla base di una nuova valutazione materiale del grado 
d'invalidità,  ossia  dopo  delucidazione  dei  fatti,  apprezzamento  delle 
prove e esecuzione del raffronto dei redditi (DTF 133 V 108). 

La  riduzione o  la  soppressione  della  rendita  è  messa  in  atto,  il  più 
presto, il  primo giorno del secondo mese che segue la notifica della 
decisione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI).

6.3 In concreto, la decisione iniziale è stata pronunciata il  21 marzo 
2003 (doc. 50/1 a 8). Ne consegue che il  periodo di  riferimento per 
giudicare se verosimilmente  è intervenuta una modifica rilevante del 
grado d'invalidità, tale da giustificare una soppressione della rendita, è 
quello  tra  il  21  marzo  2003  e  il  28  settembre  2007,  data  della 
decisione impugnata (doc. 103/1 a 5). 

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A  questo  proposito,  giova  rilevare  che  il  giudice  delle  assicurazioni 
sociali  analizza  la  legalità  della  decisione  impugnata,  in  generale, 
secondo lo stato di fatto esistente al momento in cui essa è stata resa 
(DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 

7.
Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 
provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche  litigiose  (DTF  125  V  352  consid.  3a).  Per  costante 
giurisprudenza le certificazioni mediche possono costituire importanti 
elementi d'apprezzamento del danno invalidante, allorché permettono 
di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in 
un'attività da lui ragionevolmente esigibile (DTF 115 V 134 consid. 2, 
114  V  314  consid.  3c).  Perché  un  rapporto  medico  abbia  valore 
probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera 
completa i  punti  litigiosi,  si fondi su degli  esami approfonditi,  prenda 
conto di tutte le affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in 
piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro 
nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della 
situazione  medica;  le  conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere 
motivate (DTF 125 V 352, 122 V 160). Per quel che riguarda i rapporti 
concernenti  il  medico curante, secondo la generale esperienza della 
vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di 
fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di 
dubbio, in favore del suo paziente (DTF 125 V 353; VSI 2001 p. 109).

8.
In  concreto,  al  ricorrente  è  stato  riconosciuto,  con decisione  del  21 
marzo 2003,  il  diritto ad una rendita intera d'invalidità dal  1° ottobre 
2002,  in  seguito  all'insorgenza  di  una  sindrome  lombovertebrale 
cronica e recidivante, la quale gli ha impedito di continuare a svolgere 
il suo ultimo lavoro di manovale-muratore. 

Occorre  pertanto  verificare  se,  nel  periodo  in  esame,  ossia  dal  21 
marzo  2003  al  28  settembre  2007,  l'incidenza  delle  affezioni  di  cui 
soffre  il  ricorrente  sulla  sua capacità  lavorativa è  diminuita  in  modo 
tale  da giustificare  una soppressione della  rendita  d'invalidità  dal  1° 
novembre 2007, come stabilito dall'UAIE (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI). 

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9.

9.1 Dalla  documentazione agli  atti  si  evince che  il  ricorrente  soffre, 
sostanzialmente,  di  una  sindrome  lombovertebrale  cronica  e 
recidivante. 

Questi  diagnosi  è  condivisa  da  tutti  gli  specialisti,  sia  dai  medici 
dell'UAI  e  dai  periti  esterni,  sia  dai  medici  che  hanno  visitato  il 
ricorrente in Italia, per cui il collegio giudicante non intravede nessun 
motivo per discostarsene. 

Il medico curante dell'assicurato ha menzionato inoltre, nel suo ultimo 
certificato  del  23  dicembre  2007,  una  componente  depressiva 
plurifattoriale con un'instabilità dell'umore. A questo proposito, il dott. 
E._______, medico del  SMR, ha giustamente constatato che questa 
affezione è stata evocata per la prima volta solo in fase di ricorso e, 
per  di  più,  in  termini  generici,  per  cui  non  le  si  può  attribuire  un 
carattere  invalidante.  Oltre  a  ciò,  il  medico  curante  non  ha  dato 
nessuna  indicazione  riguardo  al  momento  in  cui  questa  affezione 
sarebbe insorta. Visti gli atti all'incarto, è legittimo presumere che essa 
sarebbe  insorta  dopo  il  28  settembre  2007,  esorbitando  quindi  dal 
periodo  che  limita,  in  concreto,  il  potere  d'esame  del  Tribunale 
amministrativo federale. 

9.2 Per  quanto  riguarda  la  capacità  lavorativa,  le  due  più  recenti 
perizie  mediche del  dott. G._______,  del  16 gennaio 2006 e dell'11 
maggio  2007  (doc.  58/1  a  10  e  93/1  a  11),  sulle  quali  si  fonda  la 
decisione impugnata,  hanno stabilito  che essa è nulla  nell'attività  di 
manovale-muratore e completa, da gennaio 2006, in attività confacenti 
allo stato di salute del ricorrente. 

La  perizia  del  16  gennaio  2006  ha  rivelato  un  assestamento  della 
funzionalità del rachide, un miglioramento della statica vertebrale, una 
diminuzione dei dolori in seguito a movimenti della cerniera lombare, 
la quasi scomparsa dei disturbi alla palpazione manuale dei segmenti 
lombari  e  la  riapparizione  di  un'andatura  armoniosa  e  non  più 
zoppicante.  Fondandosi  su  queste  considerazioni,  il  perito  ha 
confermato  un  miglioramento  della  capacità  funzionale  residuale,  il 
ricorrente potendo, in particolare, normalmente sollevare carichi fino a 
5 kg,  trasportare carichi  a  corpo fino  a 10 kg,  manipolare oggetti  e 
attrezzature leggeri, stare seduto per due ore e in piedi per mezz'ora, 

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come pure spostarsi fino ad 1 km, senza interruzione. 

La perizia dell'11 maggio 2007 ha rilevato che il quadro clinico attuale 
del ricorrente è sovrapponibile a quello di gennaio 2006. Da essa si 
evince,  segnatamente,  che  la  sindrome  vertebrale  oggettivabile  è 
minima, senza sollecitazione di dolori  particolari nella mobilizzazione 
manuale dei  segmenti  lombari  bassi,  senza segni  di  una sofferenza 
radicolare né nella gamba destra, né tanto meno in quella sinistra, con 
uno stato neurologico degli  arti  inferiori perfettamente normale. Sulla 
base  di  questa  valutazione,  il  perito  ha  ribadito  che  il  ricorrente 
dispone  di  una  capacità  lavorativa  completa  in  attività  confacenti, 
aggiungendo che, dato il giudizio soggettivo di quest'ultimo di essere 
impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lucrativa, la realizzazione di 
misure  integrative  potrebbe  anche  trovare  difficoltà  per  motivi  non 
medici, inerenti alla motivazione del ricorrente. 

9.3 Visto  quanto  precede,  il  collegio  giudicante  considera  che 
l'incidenza  delle  affezioni  diagnosticate  sulla  capacità  lavorativa  del 
ricorrente,  si  è  modificata  in  modo  rilevante  almeno  dal  1°  gennaio 
2006, come stabilito dalle perizie del dott. G._______ del 16 gennaio 
2006 e dell'11 maggio 2007, perdurando almeno fino al 28 settembre 
2007  (data  della  decisione  impugnata),  e  che  pertanto  il  ricorrente 
deve  essere  considerato  abile  al  lavoro  nella  misura  del  100%  in 
attività confacenti a partire dal 1° gennaio 2006. 

10.
Per quanto attiene al calcolo del grado d'invalidità, l'UAI ha proceduto 
in applicazione del metodo del confronto dei redditi. Dal rapporto finale 
della CIP, del 20 luglio 2006 (doc. 73/1 a 3 e 74), si evince che, nel 
2004,  l'assicurato  avrebbe  potuto  guadagnare,  previa  indicizzazione 
dei dati forniti dal datore di lavoro per il 2000, un salario da valido di 
Fr. 64'898.- e, secondo i dati dell'Ufficio svizzero di statistica relativi ad 
attività leggere e non qualificate (tabelle RSS), un salario da invalido 
di  Fr.  57'258.-,  ridotto  del  10%  per  tenere  conto  delle  circostanze 
personali  dell'assicurato,  ossia  Fr.  51'532.-,  per  cui  si  ottiene  una 
perdita  di  guadagno  del  20.59%,  corrispondente  ad  una  grado 
d'invalidità  pari  al  20%,  il  quale non  consente  il  riconoscimento  del 
diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per l'invalidità.

Ciò detto, l'anno determinante per il calcolo del grado d'invalidità non è 
il  2004, ma il  2006, ossia l'anno che segna il  recupero da parte del 

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ricorrente  di  una  capacità  lavorativa  completa  in  attività  confacenti. 
Ora,  il  ricorrente  avrebbe  potuto  realizzare  nel  2006  un  salario  da 
valido di Fr. 66'406.-, considerando un'inflazione dell'1.1% nel 2005 e 
nel 2006 (tabella B10, La Vie économique, 12-2008), ed un salario da 
invalido di Fr. 56'784.- (tabelle RSS 2006: Fr. 4'732.- al mese, per una 
settimana  lavorativa  di  40  ore,  pari  a  Fr. 4'921.-  al  mese,  per  una 
settimana  lavorativa  di  41.6  ore),  ridotto  del  10%  per  tenere  conto 
delle  circostanze  personali,  ossia  Fr.  53'147.-. Così,  comparando  il 
reddito da valido con quello da invalido, secondo la formula [(66'406 – 
53'147)  :  66'406  x  100],  si  ottiene  una  perdita  di  guadagno 
approssimativa del 19.96%, corrispondente ad un grado d'invalidità del 
20%. 

Ne discende che, anche sulla base dei dati  economici per il  2006, il 
ricorrente non ha diritto ad una rendita dell'assicurazione svizzera per 
l'invalidità. 

11.
In  conclusione,  considerato  che  il  grado  d'invalidità  del  ricorrente  è 
inferiore  al  40% (art. 28  cpv. 1  LAI),  che il  miglioramento  della  sua 
capacità di guadagno deve essere fatto risalire almeno al 1° gennaio 
2006,  che  esso  è  durato  più  di  tre  mesi  e  che  presumibilmente 
continuerà  a  perdurare  (art.  88a cpv. 1  OAI),  la  soppressione  della 
rendita  intera  d'invalidità  a  decorrere  dal  1°  novembre  2007  deve 
essere tutelata in questa sede (art. 88biscpv. 2 lett. a OAI).

Di  conseguenza,  la  decisione dell'UAIE del  28 settembre 2007 deve 
essere confermata ed il ricorso respinto.

12.
Secondo l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese processuali sono di regola messe 
a carico della parte soccombente.

In  concreto,  visto  l'esito  della  procedura  che  vede  il  ricorrente 
soccombere, le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico di 
quest'ultimo  e  compensate  con  l'anticipo  dello  stesso  ammontare, 
versato il 14 marzo 2008.

In conformità con l'art. 64 cpv. 1 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il 
ricorso in tutto o in parte, può assegnare al ricorrente una indennità 
per le spese indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato 

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(spese ripetibili).

Visto l'esito della procedura, non si assegnano al ricorrente indennità 
per spese ripetibili. 

Per quanto concerne l'UAIE, le autorità federali  non hanno diritto ad 
un'indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 del Regolamento del 21 
febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 
Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]).

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali di Fr. 300.- sono poste a carico del ricorrente e 
compensate con l'anticipo dello stesso ammontare, versato il 14 marzo 
2008. 

3.
Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.
Comunicazione: 

- al rappresentante del ricorrente (atto giudiziario);
- all'autorità inferiore (n...);
- all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente.

La presidente del collegio: Il cancelliere:

Elena Avenati-Carpani Dario Quirici

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Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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