# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 50a466ab-6bc6-5f49-8cc6-12b017d413f6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-11-04
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 04.11.2004 15.2004.182
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2004-182_2004-11-04.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2004.182

  	
  Lugano

  4 novembre
  2004

  PF/sc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del
  Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente,

  Pellegrini e Walser

  

 

	
  segretario:

  	
  Piccirilli

  

 

 

statuendo sul ricorso 23 settembre 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. da RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato dell’

 

	
   

  	
  CO 1 

   

  

nell’ambito del
fallimento della società

 

	
   

  	
  PI 1 

   

  procedura concernente segnatamente anche
  i creditori

   

  PI 2 

  PI 3 

  PI 4 

  PI 5 

  PI 6 

  tutti rappr. da: RA 2 

  PI 7 

  PI 8 

  PI 9 

  PI 10 

  PI 11 

  PI 12 

  PI 13 

   

  

viste le
osservazioni

29 settembre 2004
di PI 2, PI 3, PI 4, PI 5 e del dott. PI 6;

19 ottobre 2004
dell’CO 1

 

esaminati
atti e documenti

 

ritenuto
in fatto e considerando in diritto:

 

                                         che in
seguito a gravi difetti verificatisi nelle case di abitazione in cui era stato
installato dalla fallita il sistema di riscaldamento “__________”, la ____________________
(in seguito “la ____________________”), assicurazione contro la responsabilità
civile della fallita sino all’importo massimo di fr. 2'000'000.--, ha
risarcito, per l’importo complessivo di fr. 1'956'000.--, tutti i committenti
dell'istallazione salvo __________ PI 2, __________ PI 3, __________ PI 4, __________
PI 5 e __________ PI 6;

 

                                         che dopo
l’apertura del fallimento di PI 1., avvenuta il 4 agosto 1999, la __________ il
22 febbraio 2001, ha bonificato sul conto dell’Ufficio l’importo residuo di fr.
44'000.-- (fr. 2'000'000.-- – fr. 1'956'000.--);

 

                                         che in
occasione della seconda assemblea dei creditori, tenutasi il 7 agosto 2001, la
maggioranza dei creditori ha chiesto all’Ufficio quale amministrazione del
fallimento di “iniziare i contatti per eventuali transazioni con la __________”
tramite l’avv. __________ PI 1;

 

                                         che in
seguito all'intervento di quest'ultimo, la __________ ha versato un ulteriore
importo di fr. 138'000.-- a favore dell'avv. RA 2;

 

                                         che il 9
gennaio 2003, l’avv. PI 1, a nome proprio e per conto di __________ PI 2, __________
PI 3, __________ PI 4, __________ PI 5 e __________ PI 6i, si è aggravato
contro l'ordine dell'CO 0 di riversare tale importo sul conto dell'Ufficio;

 

                                         che con
sentenza 12 marzo 2003 (inc. __________), questa Camera ha respinto tutti i
ricorsi tranne quello inoltrato dall’avv. __________ a proprio nome, che è
stato dichiarato irricevibile, facendo valere in sostanza che spettava
all'Ufficio procedere alla ripartizione delle indennità tra i creditori;

 

                                         che il 17
settembre 2004 l’CO 1 ha depositato lo stato di ripartizione nel fallimento PI
1;

 

                                         che da
tale atto si evince che tutti i creditori, ad eccezione di PI 2, PI 3, PI 4, PI
5 e del dott. PI 6, tutti patrocinati dall’avv. RA 2, risultano totalmente
perdenti;

 

                                         che con
ricorso 29 settembre 2004 RI 1, creditore della fallita, si aggrava contro lo
stato di ripartizione, sostenendo che l’importo di fr. 182'000.-- incassato
dalla massa fallimentare da parte della __________ andrebbe ripartito tra tutti
i creditori;

 

                                         che il
ricorrente sostiene che dalla graduatoria depositata e cresciuta in giudicato
risulta che i crediti notificati dai clienti dell’avv. RA 2 sono stati tutti
collocati in terza classe, così come il suo;

 

                                         che non
avendo tali creditori richiesto che il loro credito fosse garantito da pegno ai
sensi dell’art. 60 LCA, il riparto dell’importo di fr. 182'000.-- dovrebbe
avvenire proporzionalmente tra tutti i creditori;

 

                                         che delle
osservazioni di PI 2, PI 3, PI 4 PI 5 e del dott. PI 6, nonché di quelle dell’CO
1 si dirà, se necessario, in seguito;

 

                                         che per
l’art. 261 LEF incassata la somma ricavata da tutta la massa e divenuta
definitiva la graduatoria, l’amministrazione compila lo stato di ripartizione
ed il conto finale;

 

                                         che la
graduatoria non impugnata entro il termine legale dell’art.
250 LEF acquista forza di cosa giudicata ed essa non può essere
corretta più tardi per un errore scoperto in seguito (cfr. DTF 87 III 79); 

 

                                         che la
graduatoria cresciuta in giudicato costituisce la base dello stato di
ripartizione, dalla quale quest’ultimo non può divergere (cfr. Matthias Staehelin,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 7 ad art. 261);

 

                                         che per
l’art. 60 cpv. 1 LCA, nel caso di assicurazione contro le conseguenze della
responsabilità civile, il terzo danneggiato ha, fino a concorrenza del
risarcimento a lui spettante, un diritto di pegno sull’indennità dovuta allo
stipulante (1° periodo);

 

                                         che
l’assicuratore può pagare l’indennità direttamente al terzo danneggiato (2°
periodo);

 

                                         che
secondo la dottrina (cfr. Roelli/Jaeger, Kommentar zum Schweizerischen Bundesgesetz
über den Versicherungsvertrag, vol. II, Berna 1932, n. 68 ad art. 59 e n. 7 ad
art. 60; Benoît Carron, Kommentar
zum Schweizerischen Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag,
Basilea/Ginevra/Monaco 2001, n. 7-12 ad art. 59 e n. 6-8 ad art. 60), l’art. 60
LCA si applica anche quando l’assicurazione copre le conseguenze di una
responsabilità contrattuale stabilita dalla legge, ad esempio in caso
d’inadempimento o di cattivo adempimento di un contratto (cfr. art. 97 cpv. 1
CO), anche da parte di un appaltatore (cfr. art. 364 ss. CO);

                                         

                                         che
l’art. 60 LCA risulta quindi applicabile nel caso in esame;

 

                                         che
secondo la dottrina (Roelli/Jaeger,
op. cit., n. 20 ad art. 60; Alfred Maurer,
Schweizerisches Privatversicherungsrecht, 3. ed., Berna 1995, p. 543 ad 3),
l’assicuratore può, in caso di fallimento dello stipulante, pagare l’indennità
all’amministrazione fallimentare per conto del terzo danneggiato oppure
direttamente in mano di quest’ultimo anche senza il consenso della massa
fallimentare;

 

                                         che se
l’art. 60 LCA ha sì quale scopo di evitare che l’indennità dovuta
dall’assicurazione sia sottratta al danneggiato dai creditori dell’assicurato (cfr.
Roelli/Jaeger, op. cit.,
n. 1 ad art. 60; Carron,
op. cit., n. 2 ad art. 60), il legislatore non pare aver inteso conferire al
danneggiato un diritto diretto contro l’assicuratore (ad es. DTF 87 I
98, cons. 1; Roelli/Jaeger,
op. cit., n. 28 ad art. 60; Carron,
op. cit., n. 13 ad art. 60) – contrariamente a quanto prevede ad esempio l’art.
65 cpv. 1 LCStr – e nemmeno un diritto di distrazione – come invece statuito ad
esempio all’art. 401 cpv. 3 CO – bensì un semplice diritto di pegno legale,
alla stregua dei diritti di ritenzione (art. 895 ss. CC);

 

                                         che nel
caso concreto le pretese dei danneggiati PI 2, PI 3, PI 4 PI 5 e del dott. PI 6
avrebbero potuto essere notificate quali crediti garantiti da pegno manuale;

 

                                         che
tuttavia le stesse sono state collocate nella terza classe della graduatoria
del fallimento PI 1 senza provocare contestazioni;

 

                                         che la
collocazione insieme agli altri creditori chirografari determina la
ripartizione proporzionale dell’importo incassato dalla massa fallimentare tra
tutti i creditori del fallimento secondo le modalità dell’art. 85 RUF;

 

                                         che di
conseguenza l’CO 1, ripartendo l’importo incassato dalla __________ unicamente
tra i creditori PI 2, PI 3, PI 4, PI 5 e dott. PI 6, ha violato gli art. 261
LEF e 85 RUF;

 

                                         che si
impone quindi l’annullamento dello stato di ripartizione 17 settembre 2004
depositato dall’CO 1 nel fallimento PI 1;             

 

                                         che il
ricorso va pertanto accolto;

 

                                         che non
si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 61 cpv. 2
lett. a, e 62 cpv. 2 OTLEF).

 

Richiamati
gli art. 17, 20a, 261 LEF; 85 RUF; 61 e 62 OTLEF;

 

pronuncia:                     

 

1.Il ricorso 23 settembre 2004 di __________
RI 1, __________, è accolto.

 

2.E’ annullato lo stato di ripartizione
17 settembre 2004 nel fallimento PI 1.

 

3.E’ fatto ordine all’CO 1 di allestire
un nuovo stato di ripartizione nel fallimento PI 1 sulla base dei disposti
degli art. 261 LEF e 85 RUF.

 

                                   4.   Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

 

                                   5.   Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   6.   Intimazione
a:      - __________ RA 1, 

__________
PI 1, 

__________

                                          Comunicazione
all'CO 0 per il tramite dell'__________.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti
del Tribunale d’appello

quale autorità di vigilanza

Il presidente                                                                              
Il segretario