# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d43cb054-3de7-56ae-92b2-b897880e37be
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-08-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.08.2010 32.2010.165
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-165_2010-08-24.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.165

   

  FS/lb

  	
  Lugano

  24 agosto
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 11 giugno 2010 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 11 maggio 2010 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe 1974, da ultimo attivo quale manovale in un’impresa di costruzioni,
nell’agosto 2003 ha presentato una richiesta di prestazioni AI segnalando di essere
affetto da “(…) dolori lombari su ernie discali vertebre consumate – dolori
cervicali (…)” (doc. AI 2/1-7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso – in particolare sulla base
della perizia 27 agosto 2004 del dr. __________ (doc. AI 23/1-11) e il rapporto
finale 15 dicembre 2004 del consulente in integrazione professionale (doc. AI
26/1-2) – l’Ufficio AI, con decisione 4 gennaio 2005 cresciuta incontestata
in giudicato (doc. AI 28/1-3), ha negato all’assi-curato il diritto a una
rendita essendo il grado d’invalidità non pensionabile. Con decisione 30
gennaio 2006, pure cresciuta incontestata in giudicato, é stato negato anche il
diritto al collocamento (doc. AI 37/1-2).

 

                               1.2.   Nell’ambito
della nuova domanda di prestazioni del febbraio 2006 (doc. AI 41/1, 54/1 e
58/1-8) l’Ufficio AI – considerata (fatto salvo un periodo inferiore ai tre mesi di
inabilità al 50% tra ottobre e dicembre 2006) la totale inabilità lavorativa
attestata dal gennaio 2006 a causa di una recrudescenza della problematica
lombare e, in seguito, a causa di un intervento ad una spalla –, con
decisioni 25 ottobre 2007 (doc. AI 77/1-2 e 78/1-2 con motivazioni sub doc. AI
69/1-3) cresciute incontestate in giudicato e preavvisate con progetto 27
aprile 2007 (doc. AI 66/1-3), ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad un
quarto di rendita dal 1. marzo al 31 maggio 2006 ed a una rendita intera dal 1.
giugno 2006.

 

                               1.3.   In
esito alla revisione prevista nella delibera 27 aprile 2007 e intrapresa
nell’agosto 2007 (doc. AI 68/1-2 e 74/1), l’Ufficio AI, con decisione 11 maggio
2010 (doc. AI 112/1-3), preavvisata con progetto 12 novembre 2009 (doc. AI
100/1-3), ha soppresso il diritto alla rendita con effetto dalla fine del mese
che segue l’intimazione della decisione e tolto l’effetto sospensivo ad un
eventuale ricorso.

 

                               1.4.   Contro
la decisione 11 maggio 2010 l’assicurato, tramite l’avv. RA 1, ha interposto un
tempestivo ricorso al TCA con il quale – contestata la valutazione medica – ha
chiesto il mantenimento del diritto alla rendita intera anche dopo il 1. luglio
2010.

                                         Con
ulteriore scritto 8 luglio 2010 l’avv. RA 1 ha chiesto che al ricorso sia concesso
l’effetto sospensivo (recte: venga ripristinato l’effetto sospensivo tolto con
la decisione impugnata).

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI – con argomentazioni di cui si dirà se necessario
in seguito – ha chiesto di respingere il ricorso e si è opposto al ripristino
dell’effetto sospensivo.

 

                               1.6.   Con
scritto 26 luglio 2010 l’avv. RA 1 si è confermato nella domanda di ripristino
dell’effetto sospensivo e ha prodotto il certificato medico 17 luglio 2010 del
dr. __________.

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H
180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se la decisione 11 maggio 2010 – con la quale l’Ufficio
AI ha soppresso il diritto alla rendita intera con effetto dal 1. luglio 2010 –
è conforme o meno alla legislazione federale.

 

                                         L’assicurato
postula il diritto ad una rendita intera anche dopo il 1. luglio 2010.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente ad infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute
abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso
possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (Duc,
L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.), Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco
di Baviera 2007, pag. 1411, n. 46).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 2 LAI gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono
invalidi almeno al 70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%,
ad una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se
sono invalidi almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile
da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il
reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato
invalido (reddito da valido).

                                         Il
grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto
del reddito che egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con
quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è
portatore (Duc, op. cit., pag. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla
nota a pié pagina n. 264). Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello che egli
può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità
lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali
del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi
(metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136
consid. 2a e 2b; Pratique VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

                                         Nella
DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che l'assicurazione
per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora l'assicurato, in ragione
della sua età, di una carente formazione oppure a causa di difficoltà di apprendimento
o linguistiche, non riesce a trovare concretamente un'occupazione (giurisprudenza
confermata dal TFA con una sentenza del 14 luglio 2006 nella causa A., U
156/05, consid. 5).

                                         La
misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione
personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure
reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la
valutazione della residua capacità al guadagno.

 

                                         Secondo
il Tribunale federale delle assicurazioni (TFA, dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito va precisato che, secondo la giurisprudenza del TFA, per il raffronto
dei redditi sono determinanti le circostanze esistenti al momento
dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i redditi da valido e da
invalido devono però essere rilevati sulla medesima base temporale e la
valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi di paragone intervenute
fino alla resa della decisione (rispettivamente, in regime di LPGA, decisione
su opposizione) e suscettibili di incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V
222; STFA I 600/01 del 26 giugno 2003, consid. 3.1; STFA I 475/01 del 13 giugno
2003, consid. 4.1; STFA I 761/01 del 18 ottobre 2002, consid. 3.1, pubblicata
in SVR 2003 IV Nr. 11 e STFA I 26/02 del 9 agosto 2002, consid. 3.1).

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 17 cpv. 1 LPGA, se il grado d’invalidità del beneficiario della rendita
subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta
proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                         Qualsiasi
cambiamento importante delle circostante suscettibili di incidere sul grado
d’invalidità e, quindi, sul diritto alla rendita, può fondare una revisione giusta
l’art. 17 LPGA.

                                         La
rendita può essere oggetto di revisione non soltanto nel caso di una modifica
sensibile dello stato di salute, ma anche qualora le conseguenze dello stesso
sulla capacità di guadagno, pur essendo esso stato rimasto immutato, abbiano subito
una modificazione notevole (DTF 130 V 349 consid. 3.5, 113 V 275 consid. 1a;
vedi pure DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

                                         Una
semplice valutazione diversa delle circostanze di fatto, che sono rimaste sostanzialmente
invariate, non giustifica comunque una revisione ai sensi dell’art. 17 LPGA
(DTF 112 V 372 consid. 2b e 390 consid. 1b).

 

                                         Per
sapere se è intervenuta una modificazione notevole, si deve confrontare la
situazione di fatto al momento della decisione iniziale di assegnazione della
rendita con quella vigente all’epoca del provvedimento litigioso (DTF 130 V 351
consid. 3.5.2). Da questo punto di vista un provvedimento che si limita a confermare
una prima decisione di rendita non è rilevante (DTF 125 V 369 consid. 2 con riferimenti, 109 V 262, 105 V 30; Meyer-Blaser, Bundesgesetz
über die Invalidenversicher-ung, in: Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozial-versicherungsrecht, 2010, ad art. 30/31 (art. 17 LPGA), pag. 379-380).

                                         L’Alta
Corte ha precisato che il punto di riferimento temporale per
valutare se si è in presenza di una modifica rilevante del grado di invalidità
suscettivo di incidere notevolmente sul diritto alla prestazione è costituito,
come nel caso di nuova domanda, dall’ultima decisione cresciuta in giudicato
che si fonda su un esame materiale del diritto alla rendita (DTF 133 V 108 e
STF 9C_520/2009 del 24 novembre 2009, consid. 3.1).

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al
guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni,
non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole (art. 88a cpv.
2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della
rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione
limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC 1984 pag. 137).

 

                                         Circa
gli effetti della modificazione di un diritto ad una rendita d’invalidità (o ad
un assegno per grandi invalidi), l’art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI
stabilisce che la riduzione o la soppressione della rendita o
dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto il più presto, il primo giorno
del secondo mese che segue la notifica della decisione.

                                         L’art.
88bis cpv. 2 lett. b OAI prevede che la riduzione o la soppressione della
rendita o dell’assegno per grandi invalidi è messa in atto retroattivamente
dalla data in cui avvenne la modificazione determinante se l’erogazione
illecita è causa dell’ottenimento indebito di una prestazione per l’assicurato
o se quest’ultimo ha violato l’obbligo di informare, impostogli ragionevolmente
dall’articolo 77 OAI.

 

                               2.5.   L’assicurato era stato posto al beneficio di un quarto di rendita
dal 1° marzo al 31 maggio 2006 e di una rendita intera dal 1° giugno 2006 (doc.
AI 77/1-2 e 78/1-2), sulla base delle seguenti emergenze.

 

                                         Il
dr. __________, medico SMR, nelle annotazioni 7 giugno 2006, aveva osservato
che “(…) a livello medico lombare vi è stato un peggioramento per cui si impone
una nuova valutazione di rendita. Ricordo che in base agli atti l’Ato figura
essere stato operato di stabilizzazione lombare 16.3.2006 per cui una valutazione
di esigibilità non potrà che essere definita a stato stabilizzato e quindi non
prima di fine giugno 2006 (naturalmente per attività medio leggere ergonomicamente
perché la vecchia attività non è più definitivamente esigibile). (…)” (doc. AI
46/1).

 

                                         Il
dr. __________, FMH in medicina generale, nel rapporto medico 11 luglio 2006
(doc. AI 48/1-2) – posta la diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa di “(…)
sindrome lombosacrale su importante lipomatosi del canale spinale con grave
stenosi L3-L4, L4-L5 e L5-S1 L2-L3 sottoposto a terapia chir. (spinotomia
L3-L4, L4-L5, L5-S1 con decompressione subarticolare bilat. nei 3 livelli) (…)”
(doc. AI 48/1) –, circa la possibilità di una ripresa lavorativa, si era rimesso ai
suggerimenti del dr. __________, FMH in medicina interna, il quale, nella
perizia 27 giugno 2006 per conto della __________ (doc. AI 48/3-6), aveva
concluso che “(…) trattandosi di un paziente che è stato operato 3 mesi or sono
a più livelli per una decompressione da lipomatosi, ritengo giustificata
l’incapacità lavorativa completa tuttora certificata. Per potersi esprimere
sulla capacità lavorativa residua sarà importante la MRI che verrà eseguita nel
corso del mese di luglio e per questo motivo prego il dr. __________ che mi
legge in copia di tenermi gentilmente informato. È verosimile che questo
paziente possa riprendere a medio termine una capacità lavorativa teorica in
un’attività medio-leggera nel corso dell’estate. Nella valutazione va
considerato il fatto che si tratta di un paziente in disoccupazione, per cui va
valutata l’incapacità lavorativa anche in attività medio-leggere. (…)” (doc. AI
48/6).

 

                                         Il
dr. __________, FMH in neurochirurgia, nel rapporto medico 5 settembre 2006
(doc. AI 49/1-3), posta la diagnosi di stato dopo decompressione L3/L4, L4/L5 e
L5/S1 e proposto un accertamento medico supplementare, aveva attestato che:

 

" 
(…)

Trattasi di un paziente che conosco dal 2003 per una
sintomatologia lombovertebrale nell'ambito di processi degenerativi diffusi e
soprattutto di un'importante stenosi del canale spinale in presenza di una
lipomatosi diffusa del canale spinale. Il paziente risultava inabile al lavoro
dal gennaio del 2003. A causa di un progrediente peggioramento della
situazione, causato oltre che dalla stenosi del canale spinale, quindi da una
claudicatio spinale, anche dalla presenza di un'ernia L4/5 a dx lussata caudalmente.
In data del 17.03.06 ha avuto luogo una decompressione del canale spinale nei
segmenti L3/4, L4/5 e L5/S1 con asportazione dell'ernia in L4/5 a dx.

 

Dopo il suddetto intervento i dolori lombari sono
notevolmente regrediti ed anche la capacità alla deambulazione è migliorata.
Tuttavia persiste una parestesia alla gamba dx in marniera diffusa fino al
piede. L'esame clinico, in particolare neurologico, non evidenzia problemi
particolari inerenti la radice L5.

 

In considerazione del fatto che il paziente risulta
ormai inabile al lavoro da 4-5 anni e tenendo conto dell'intervento subito,
penso che la prospettiva per un'eventuale ripresa del lavoro sia veramente molto
piccola. Da un punto di vista teorico il paziente potrebbe senz'altro
riprendere a lavorare almeno nella misura del 50% in un'attività confacente. A
distanza di 5 mesi dall'intervento una ripresa lavorativa dovrebbe essere
possibile. Ritengo comunque che un accertamento medico supplementare sia in
questa particolare situazione indicata.

(…)"
(doc. AI 49/1)

 

                                         Il
dr. __________, FMH in ortopedia e chirurgia ortopedica, nel certificato medico
5 febbraio 2007 aveva attestato un’in-capacità lavorativa del 100% dal 22 dicembre
2006 a tempo indeterminato (doc. AI 59/3).

 

                                         Con
decisioni 25 ottobre 2007 – osservato che “(…) partendo da un grado d’invalidità del 25,22%,
già riconosciuto da tempo, per definire il momento in cui nasce il diritto alla
rendita ed il grado d’invalidità è stato adottato il sistema della media retrospettiva.
L’esito di quest’ultimo mostra il raggiungimento del 39,92% (40%) nel mese di
marzo 2006; data a partire dalla quale sorge il diritto ad un quarto di
rendita. Trascorsi tre mesi dalla concessione del diritto, conformemente
all’art. 88a cpv. 2 OAI, ovvero dal 1. di giugno 2006, il grado viene aumentato
al 100%, con relativo diritto alla rendita intera. Trattandosi attualmente
ancora di uno stato di salute in evoluzione, abbiamo previsto di effettuare una
revisione a breve termine. (…)” (doc. AI 69/2) – l’Ufficio AI aveva
quindi riconosciuto all’assicurato il diritto ad un quarto di rendita dal 1.
marzo al 31 maggio 2006 e ad una mezza rendita dal 1. giugno 2006 (doc. AI
77/1-2 e 78/1-2).

 

 

                               2.6.   Al
considerando precedente sono state esposte le circostanze che giustificarono,
all’epoca, l’assegnazione di prestazioni all’assicurato.

                                         In
tale contesto, va rilevato che il TCA deve situarsi al mese di maggio 2010
(momento in cui è stata emanata la decisione impugnata) e valutare se, dopo il
25 ottobre 2007, le condizioni di salute dell’assicurato hanno subito un
miglioramento tale da giustificare la soppressione della rendita.

 

                               2.7.   Il
dr. __________, nel rapporto sulla revisione delle prestazioni per adulti 5 settembre
2007 (doc. AI 75/1-6), poste le diagnosi note, nell’anamnesi dopo l’ultimo
rapporto medico e nelle constatazioni oggettive ha osservato: “(…) inizialmente
claudicatio spinalis per astenia del canale spinale. Dopo decompressione la deambulazione
è migliorata ma il paz. ha dolori lombari e alle gambe. RM e controllo normali
(…)”, “(…) riduzione della mobilità lombare. Esame neurologico normale (…)”
(doc. AI 75/2-3, punti 5.4 e 5.5).

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto medico di decorso 26 novembre 2007 (doc. AI 81/8),
posta la diagnosi di “(…) impingement sindrome destro con rottura della cuffia
dei rotatori (…)” ha concluso che “(…) si tratta di un paziente che avevo già
visto nel 96 per una frattura del epicondilo sinistro trattato conservativamente
(caso Suva) con guarigione completa. L’ho rivisto all’inizio del 2007 mandato
dal medico curante con dei dolori sempre invalidizzanti a livello della spalla
destra resistente a qualsiasi trattamento conservativo, motivo per il quale il
21.3.07 ho proceduto ad un’artroscopia e artrolisi artroscopica. Purtroppo il
paziente non ha potuto effettuare fisioterapia e ha dovuto essere ricoverato
per problemi internistici importanti e vista l’assenza di fisioterapia ha sviluppato
un’anchilosi (bloccaggio) della spalla destra resistente all’infiltrazione di
cortisone e alla fisio intensa. Per questo motivo ed in seguito alla RM che ha
confermato la rottura parziale con ispessimento sottoacromiale ho proceduto il
3.10 ad una revisione aperta con acromioplastica, artrolisi e revisione sutura
della cuffia. Attualmente beneficia di fisioterapia con miglioramento lento ma
notevole. E’ inabile al 100% dal 22.12.06 per un periodo ancora indeterminato.
Un bilancio intermedio potrà essere eseguito solo verso la metà della primavera
2008. (…)”(doc. AI 81/8). Lo stesso specialista, nel rapporto di decorso 2
giugno 2008 ha attestato: “(…) evoluzione con alti e bassi. Ultimo controllo il
20.12.2007. Il paziente beneficava di fisioterapia. Un controllo era previsto
all’inizio di gennaio ma il paziente non si è più presentato. Di conseguenza
per quello che mi concerne il paziente è da ritenere abile al 100% dal 1.1.08.
(…)” (doc. AI 86/2).

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto medico 20 gennaio 2009 (doc. AI 87/1-2), ha osservato
che “(…) da oltre un anno non vedo più il paziente per cui non sono in grado di
redigere un rapporto sull’evoluzione del caso. (…)” (doc. AI 87/2).

 

                                         Il
dr. __________, medico SMR, nelle annotazioni 2 settembre 2009 ha concluso:

 

" 
(…)

Dal lato puramente medico vi è in dossier visita
fiduciaria reumatologica dr.__________ del 24.1.2007 per __________ con limiti
funzionali ben esposti (esigibilità totale in attività adeguate): per cui
rifiuto di prestazioni Al

 

R 1/1 dal 6.2006 per peggioramento clinico

Attuale revisione d'ufficio del 8.2007

 

Rilevante è che nel decorso ad oggi vi sono due
interventi alla spalla destra per algia invalidante effettuate dal dr.__________
21.3.2007 (artroscopia) ed il 3.10.2007 con revisione aperta con acromioplastica,
artrolisi e revisione della cuffia con sutura)

 

Non più visite da parte dei curanti secondo gli atti

 

Propongo a questo punto una valutazione reumatologica
globale locomotoria che si possa esprimere su cambiamento delle esigibilità rispetto
a valutazione dr.__________ 1.2007

 

A valutazione reumatologica presso SMR da dr. __________.

(…)"
(doc. AI 91/1)

 

                                         Nel
rapporto 8 ottobre 2009 (doc. AI 95/1-6), dopo l’esame medico del giorno
precedente, il dr. __________ e il dr. __________ – posta la diagnosi
principale di “(…) ►
Stato dopo acromioplastica e artrolisi con revisione della sutura della cuffia
dei rotatori spalla destra (03.10.2007) ► Stato
dopo spinotomia da L3 a S1 con decompressione subarticolare bilaterale nei tre
livelli ► Sindrome lombovertebrale cronica residua con intermittente
sciatalgia destra in paziente con turbe statico-degenerative (…)”, ritenuti i
seguenti limiti funzionali: “(…) deve evitare l’utilizzo di utensili vibranti
gli arti superiori. Deve evitare movimenti ripetitivi di flessione, estensione e
rotazione della schiena. Solleva abitualmente sia da terra che da piano
orizzontale massimo kg. 10 e saltuariamente massimo kg. 15. Può sollevare con
il braccio destro massimo kg. 10 saltuariamente e kg. 5 abitualmente. Deve
evitare la posizione statica del braccio destro sopra il piano orizzontale. Posizione
seduta statica massimo 1 ora. Deve limitare la deambulazione su terreni
sconnessi. Deve evitare situazioni di instabilità (…)” e attestata un’incapacità
lavorativa in un’attività adeguata del “(…) IL 100% dal 22.12.2006 (Dr. __________
per spalla destra) al 31 12. 2007. Dal 01.01.2008 IL 0% (…)” (doc. AI 95/1) – hanno
espresso la seguente valutazione: “(…) assicurato di 35 anni in buone
condizioni generali. Sindrome lombovertebrale cronica in esiti di
decompressione su canale lombare ristretto eseguita nel 2006. Nel 2007 acromioplastica
della spalla destra. Terapia riabilitativa FKT non eseguita. In riferimento
alla patologia descritta al rachide lombosacrale l’assi-curato risulta invariato
nel tempo, questa affermazione si avvale del confronto con l’obiettività clinica
descritta dal Dr. __________ nell’agosto 2004 confrontata con l’obiettività odierna.
In riferimento all’arto superiore destro, per gli esiti dell’in-tervento prima
descritto l’assicurato presenta soprattutto una limitazione nel mantenere il
braccio al di sopra del piano orizzontale in atteggiamento statico. Inoltre
limitazione della forza di presa alla mano destra. La valutazione clinica odierna
permette quindi di definire i seguenti limiti funzionali: […] In attività
adeguata ai limiti funzionali sopra descritti l’assicurato presenta una
completa capacità lavorativa con rendimento normale. Risulta essere
dimostrativo della sintomatologia riferita al rachide e alla spalla destra non
essendoci sempre la dimostrazione di un’obiettività clinica corrispondente ai
sintomi dichiarati. L’A. dichiara: “non sono in grado di intraprendere
tentativi in qualsiasi attività lavorativa per il mio stato di salute e poi
adesso è tanto tempo che non lavoro”. Non sono proponibili ulteriori
provvedimenti medici o chirurgici atti al miglioramento della capacità
funzionale. (…)” (doc. AI 95/5-6).

 

                               2.8.   Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se
un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né
la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23
aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25
febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a, 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,
il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici
specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono a
conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi,
fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle  inaffidabili (DTF 123 V
176, 122 V 161, 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332;
ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 2003,
pag. 453).

 

                                         In una sentenza pubblicata nella Pratique VSI
2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al principio del libero
apprezzamento delle prove definire delle direttive per la valutazione di
determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per quanto concerne le
perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il giudice non si scosta
senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti, il cui compito è
quello di mettere a disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e
di valutare da un punto di vista medico una certa fattispecie. Ragioni che
possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio la presenza
di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, altri
rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid.
3b)aa e riferimenti citati; STFA I 462/05 del 25 aprile
2007; STFA U
329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

                                         Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha
ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993 pag. 95).

 

                                         Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli
assicuratori privati, in sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o
a servizi specializzati indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su
indagini approfondite e giungono a risultati concludenti, dispongono di forza
probatoria piena, a meno che non sussistano indizi concreti a mettere in causa
la loro credibilità (Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007
del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         Il
TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto 2006 concernente un caso di assicurazione per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni espresse dai medici
SMR nell'ambito dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di divergenza tra il medico
curante ed il medico SMR non è per principio necessario procedere ad una nuova
perizia. In quell’occasione l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un
rapport d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI)
- dont la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard
de l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport
médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de
divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de
manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des rapports médicaux des uns et des
autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel. (…)"

(cfr. STFA I 938/05 del 24 agosto 2006, consid. 3.2)

 

                                         Per
quel che riguarda i rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza
della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto
di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di
dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125
V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109
consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundes-gericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).

 

                                         Infine, va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori,
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

                                         In
una sentenza del 14 luglio 2009, (9C_323/2009), pubblicata in SVR 2009 IV Nr.
56, pag. 174, il TF, richiamati l’art. 59 cpv. 2bis LAI che regola i servizi medici regionali e l’art. 49 OAI che
stabilisce i compiti, ha sottolineato che un rapporto del SMR ha lo stesso
valore di una perizia amministrativa, anche se è stato redatto senza aver
visitato personalmente l’assicurato.

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore
probatorio di rapporti medici, questo Tribunale non intravede ragioni che gli
impediscano di far proprie le conclusioni a cui sono giunti il dr. __________ e
il dr. __________.

 

                                         Va
qui innanzitutto rilevato che – dopo che nel rapporto 31 agosto 2006 il dr. __________ aveva
ritenuto necessario un accertamento medico supplementare (doc. AI 49/3 punto
6), ritenuto che anche il dr. __________, FMH in reumatologia, nella perizia 24
gennaio 2007 all’intenzione della __________ aveva consigliato “(…) una
rivalutazione da parte dell’AI (…)” (doc. 6/12 dell’incarto cassa malati), visti
il rapporto sulla revisione delle prestazioni per adulti 5 settembre 2007 nel
quale il dr. __________ non aveva espresso una valutazione percentuale in
merito alla capacità lavorativa in un’atti-vità adeguata e il rapporto 20
gennaio 2009 nel quale il dr. __________ non aveva potuto esprimersi
sull’evoluzione in quanto non aveva più rivisto il paziente da oltre un anno (doc.
AI 75/1-6 e 87/1-2) e considerati i due interventi eseguiti dal dr. __________
alla spalla destra (doc. AI 81/8-10) – è proprio per potersi
esprimere sull’evoluzione dopo la perizia 24 gennaio 2007 del dr. __________
che l’Ufficio AI ha ordinato una valutazione reumatologica globale locomotoria
(doc. AI 91/1 e 92/2).

                                         Come
visto al consid. 2.7, nel rapporto medico 8 ottobre 2009 – rapporto dettagliato
ed approfondito che non è stato smentito, come meglio si dirà nel prosieguo, da
altri validi certificati da parte di medici specialisti attestanti una diversa
valenza invalidante delle patologie diagnosticate oppure un peggioramento delle
stesse – il dr. __________ e il dr. __________ hanno concluso che dal
gennaio 2008 “(…) l’A. presenta una completa CL con rendimento normale in tutte
le attività lavorative rispettose dei limiti funzionali come già stabilito
nella perizia del dr. __________ in data 27.08.2004 e 24.1.2007 questo anche
prendendo in considerazione l’intercorrente patologia della spalla destra (…)”
(doc. AI 95/2).

 

                                         Il
dr. __________, nello stringato certificato medico 7 dicembre 2009 (doc. AI
103/2) si è limitato ad osservare, in modo del tutto generico, che il paziente
presenta una riacutizzazione dei dolori alla spalla destra, che ha richiesto
una nuova RM e non si è espresso sulla capacità lavorativa.

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto 14 dicembre 2009, non ha esposto delle risultanze
mediche che non fossero già state considerate dal dr. __________ e dal dr. __________
e – nonostante non lo abbia più seguito puntualmente negli ultimi due
anni e senza esprimersi chiaramente sulla capacità lavorativa – ha concluso
semplicemente che “(…) dal mio punto il Signor RI 1, nello stato attuale, non è
in grado di riprendere il lavoro (…)” (doc. AI 104/1).

 

                                         Il
dr. __________, nel rapporto 19 marzo 2010 (doc. AI 107/1-4), non ha posto
delle diagnosi nuove, non si è espresso chiaramente su quale tipo di attività
lavorativa si può ancora pretendere e, indicate le attività e le azioni che non
può più svolgere senza precisarne la restrizione temporale, ha indicato
globalmente un rendimento “(…) sotto il 40 – 50% (…)” (doc. AI 107/4). 

 

                                         Il
dr. __________, dell’Istituto radiologico __________, circa l’esa-me RM-spalla
destra eseguito il 2 febbraio 2010, ha concluso: “(…) • Stato dopo intervento per impingement AC con buon esito. Non vi è
nessuna compressione significativa persistente a carico del tendine o muscolo
sovraspinato. • Gli altri
rilievi sono pure nella norma per quanto concerne le strutture scapolo-omerali.
• Si segnala una schietta
trasformazione lipomatosa della muscolatura che fa sospettare una eventuale
miopatia congenita ad es. distrofia muscolare primaria oppure esiti da
polineuropatia. (…)” (doc. AI 109/1).

 

                                         Al
riguardo il dr. __________, nelle annotazioni 22 aprile 2010, ha rilevato che
“(…) le osservazioni al progetto da parte ortopedico dr. __________, dr. __________
MC e dr. __________ neurochirurgo oltre a presentazione di nuova RMI spalla dx
del 2.2.2010 dal lato medico a mio giudizio non permettono di
giustificare una riacutizzazione tale da presupporre un deterioramento significativo
delle esigibilità residuali in attività adeguate come    esposto nella visita
clinica reumatologica del 7.10.2009. In altre parole le esigibilità note ad ora
restano dal lato medico per noi ancora vincolanti. (…)” (doc. AI 111/1).

 

                                         Nemmeno
è possibile concludere differentemente anche avuto riguardo al cerificato medico
26 maggio 2010 del dr. __________ (doc. B) e agli scritti indirizzati all’avv. RA
1 26 maggio e 17 luglio 2010 del dr. __________ (doc. A e C).

 

                                         Il
dr. __________, nel certificato medico 26 maggio 2010 – osservato in
particolare che “(…) una recente RM lombare, effettuata in gennaio 2010, ha potuto confermare la presenza di processi degenerativi diffusi lombari in particolare in
D11/12, da L3/4 a L5/S1 e leggera discopatia L2/3. Presenza di protrusioni discali
da L3/4 a L5/S1, presenza di un prolasso sottolegamentare mediolaterale a dx
L4/5 senza conflitti radicolari. Stato dopo pregresso intervento decompressivo
da L3/4 a L5/S1 con buona decompressione. (…)” – non ha posto delle nuove
diagnosi e, in modo del tutto generico e possibilistico, ha concluso che “(…)
date le circostanze ritengo che il paziente al momento sia effettivamente
inabile al lavoro. Non può essere escluso che a medio/lungo termine ci sia un
ulteriore peggioramento a livello lombare che richieda un eventuale secondo
intervento di fissazione dinamica degli ultimi tre segmenti lombari. Ritengo
che una reintegrazione in un’attivi-tà lavorativa anche confacente sia ben poco
probabile e quindi non realizzabile. (…)” (doc. B).

                                         Va
qui anche evidenziato che il TF nella STF 9C_274/10 del 30 aprile 2010, ha tra l’altro, osservato che “(…) allein die unveränderte Symptomatik ohne längerdauernde
Rückbildung und der zweifellos verfestigte, therapeutisch nicht mehr beeinflussbare
Verlauf vermöchten di Unüberwindbarkeit der Schmerzen nicht zu begründen. (…)”
(STF 9C_274/10 del 30 aprile 2010, consid. 3.1).

 

                                         Dal
canto suo il dr. __________ non ha preso posizione sulla valutazione 6 luglio
2010 nella quale il dr. __________ aveva concluso che “(…) dalla documentazione
presentata non risulta una sostanziale modifica dello stato di salute
dell’assicurato. In particolare non risulta chiaro per quali motivi il dr. __________
vuole sottoporre l’assicurato ad un ulteriore intervento in presenza di un
referto RM senza particolari. (…)” (VIII/bis) e – dopo che nello scritto
26 maggio 2010 (doc. A) aveva informato l’avv. RA 1 che il suo assistito (se lo
stato generale e gli esami pre-operatori lo avessero permesso) sarebbe stato
sottoposto ad un intervento alla spalla destra e concluso che “(…) è evidente
che attualmente è inabile al 100% per motivi ortopedici sia a livello della
spalla che della schiena oltre ai problemi internistici importanti (…)” – nello scritto
17 luglio 2010 ha semplicemente comunicato all’avv. RA 1 che il suo assistito
“(…) è stato operato il 16.6.2010 a livello della spalla destra. Attualmente è
in fase di riabilitazione ed il decorso prosegue normalmente. Per questo
intervento, è inabile al 100% dal 15.6.2010 per un periodo ancora indeterminato.
Mi permetto sottolineare che probabilmente l’intervento eseguito non permetterà
un recupero completo della mobilità. (…)” (doc. C).

 

                                         Va
qui ancora ricordato che, per costante giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni
sociali valuta la legalità della decisione deferitagli sulla base della situazione
di fatto esistente al momento in cui essa venne emanata – in concreto l’11
maggio 2010 – quando si ritenga che fatti verificatisi ulteriormente
possono imporsi quali elementi di accertamento retrospettivo della situazione
anteriore alla decisione resa (SVR 2003 IV n. 25 consid. 1.2; DTF 130 V 140,
129 V 4 consid. 1.2, 127 V 467 consid. 1 e 121 V 366 consid. 1b).

                                         Come
risulta dalle risultanze mediche sopra riportate, un   eventuale peggioramento
della situazione valetudinaria è intercorso in un momento posteriore alla
decisione impugnata. L’Ufficio AI, ritenuta la documentazione medica prodotta
in sede ricorsuale (ovvero i doc. A, B e C) alla stregua di una nuova domanda,
dovrà pertanto pronunciarsi in merito.

 

                             2.10.   Quanto
alla valutazione economica – rimasta incontestata –, conformemente alla
giurisprudenza federale (DTF 134 V 322, 129 V 222, 126 V 76 consid. 3b/aa e 80
consid. 5b/cc; SVR 2007 UV nr. 17 e STFA I 222/04 del 5 settembre 2006) – considerato
un reddito da valido nel 2008 di fr. 62'078.-- (salario annuo del 2002 quale
manovale aggiornato al 2008 in base agli aumenti annui previsti dal CCL
dell’edilizia come stabilito dalla consulente in integrazione nel
rapporto finale 3 novembre 2009 sub doc. AI 98/1-4 e 99/1-2) e
quello da invalido per lo stesso anno che va corretto in fr. 52'181.62 (fr.
4'806.-- [ultimo dato disponibile relativo al 2008] riportati su 41.6 ore [cfr.
tabella B 9.2, pubblicata in La Vie économique,
1/2-2010, pag. 94] moltiplicati per 12 [ritenuto
che la quota di tredicesima è già compresa, cfr. STFA U 274/98 del 18 febbraio
1999, consid. 3a] e ridotti del 13% come rettamente stabilito dalla consulente
in integrazione sub doc. AI 98/3-4) –
il grado d’invalidità nel 2008 è del 16% ([62'078.-- - 52'181.62] x 100 :
62'078 = 15.94% arrotondato al 16% secondo la giurisprudenza
di cui alla DTF 130 V 21 consid. 3.2). Alla stessa conclusione, grado
d’invalidità non pensionabile, si giungerebbe con ogni verosimiglianza anche
volendo aggiornare i redditi al 2010.

 

                             2.11.   In
simili circostanze, visto tutto quanto precede, è a ragione che l’Ufficio AI ha
soppresso il diritto alla rendita intera con effetto dal 1. luglio 2010.

 

                                         La
decisione impugnata va quindi confermata e gli atti trasmessi all’amministrazione
affinché si pronunci sulla nuova domanda di prestazioni (cfr. consid. 2.9 in fine).

 

                                         L’emanazione
della presente sentenza in tempi brevi rende priva di oggetto la domanda di
ripristino dell’effetto sospensivo presentata dal ricorrente (vedi in questo
senso anche la STF 8C_393/2010, 8C_422/2010 del 22 luglio 2010 consid. 6).

 

                             2.12.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico del ricorrente.

 

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

                                           § Gli atti vengono trasmessi
all’Ufficio AI affinché proceda conformemente ai considerandi.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 200.--, sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario    

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti