# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc0ccbf4-e7f2-5d3a-bf47-1bb1de35a365
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-10-07
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 07.10.2008 C-1160/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-1160-2007_2008-10-07.pdf

## Full Text

Corte II I
C-1160/2007

{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  7  o t t o b r e  2 0 0 8

Giudici:Francesco Parrino (presidente del collegio), 
Elena Avenati-Carpani, Michael Peterli; 
Cancelliere: Dario Croci Torti

A._______, 
rappresentata dal Patronato INCA, Ufficio legale, 
casella postale 287, 4005 Basilea,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero UAIE,
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione invalidità (decisione del 12 gennaio 2007)

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-1160/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  ,  coniugata,  ha  lavorato  in 
Svizzera  dal  1988  al  2001  (doc.  6),  solvendo  regolari  contributi 
all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità 
(AVS/AI). Dal giugno 1998 era alle dipendenze della ditta B. SA di P. 
come operaia nel settore della metallurgia leggera, in ragione di 41 ore 
settimanali  e  per  un  salario  adeguato  alla  sua  qualifica;  è  rimasta 
assente dal lavoro causa malattia dall'11 al 31 gennaio 2000 e dall'11 
luglio al 2 settembre 2001 (doc. 12). Ha rassegnato le dimissioni per 
ragioni  personali  con  effetto  30  novembre  2001,  con  ultimo  giorno 
effettivo di lavoro il 10 luglio 2001.

In data 29 marzo 2004, A._______ ha formulato una domanda volta al 
conseguimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità (doc. 1, 4).

B.
La richiedente è stata visitata il 26 maggio 2004 presso i servizi medici 
dell'Istituto  nazionale  della  previdenza  sociale  di  Varese,  ove  il 
sanitario incaricato ha evidenziato la diagnosi di  “grave insufficienza 
respiratoria  in  quadro  di  interstiziopatia  polmonare  diffusa,  cisti  
ovarica” ed ha posto un tasso d'invalidità del 75% (doc. 59). Sono stati 
esibiti documenti oggettivi, quali:

- tre relazioni di dimissione ospedaliera dal 19 marzo all'8 aprile 2002 
per  grave  insufficienza  respiratoria  con  interstiziopatia  polmonare 
diffusa e cisti ovarica sinistra (con trasferimento ad altro reparto il 27 
marzo 2002)  e  dal  23  al  30  agosto  2002 per  polmonite  interstiziale 
aspecifica con allegati esami generali (doc. 50, 51, 52, 53);

- prove della funzionalità respiratoria del 9 maggio 2003 ed i risultati di 
esami ematochimici del 6 febbraio 2003 (doc. 15-19);

- una cartella clinica relativa alla degenza dal 6 al 16 giugno 2003 per 
interstiziopatia  ed  i  risultati  di  diversi  esami  oggettivi  effettuati  nel 
corso  dell'ospedalizzazione  fra  i  quali  la  biopsia  del  16  giugno 
attestante sarcoidosi polmonare (doc. 21-47);

- esami della funzionalità respiratoria del 23 giugno 2003 (doc. 48) ed 
esami ematochimici del 2 luglio 2003 (doc. 49).

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In un questionario per le persone occupate nell'economia domestica, 
sottoscritto il 3 maggio 2005, la richiedente afferma di essere in grado 
di svolgere solo una parte dei lavori che le incombono (doc. 58).

In  esito  al  parere  di  un  medico  dell'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità per gli  assicurati  residenti  all'estero (UAIE),  l'interessata è 
stata sottoposta a nuova visita medica presso l'INPS il 18 aprile 2006, 
ove è stata ritenuta la diagnosi di “severa riduzione alveolo-capillare in 
pneumopatia  interstiziale  micronodulare  prevalente  ai  campi  inferiori  
bilateralmente  e  compatibile  con sarcoidosi  polmonare,  cisti  ovarica 
destra” ed è stato ritenuto un tasso d'invalidità del 75% (doc. 83). Sono 
stati  esibiti  altri  documenti  oggettivi,  quali:  una  lettera  di  dimissione 
ospedaliera relativa al  ricovero dal 16 al 23 febbraio 2006 per tosse 
persistente e febbre in sarcoidosi polmonare (doc. 69, 70), un rapporto 
d'esame pneumologico eseguito dal  Dott. Bolognini  (Mendrisio)  il  21 
marzo 2006 attestante la diagnosi emessa dall'INPS, con particolare 
riferimento  alla  presenza  di  una  sarcoidosi  di  grado  II-III  (doc.  71); 
prove della funzionalità respiratoria del 3 maggio 2006 (doc. 72); una 
TCM da sforzo del 17 maggio 2006 (doc. 75); i risultati di un test del 
cammino 6 minuti del 24 maggio 2006 (doc. 78); un rapporto d'esame 
pneumologico del 24 maggio 2006 (doc. 80).

C.
L'incarto è stato sottoposto in esame al Dott. Salzmann, dell'UAIE, il 
quale,  nella  sua  relazione  del  24  agosto  2006  (doc.  90.1,  88)  ha 
affermato che la richiedente non può più svolgere il  suo precedente 
lavoro  in  fabbrica:  a  determinate  condizioni  (in  posizione  seduta, 
evitando ambienti polverosi, umidi, freddi ecc., ) l'interessata potrebbe 
lavorare 4 ore al  giorno. Il  Dott. Salzmann pone un tasso d'invalidità 
totale  nella  precedente  attività  da  luglio  2001;  in  attività  sostitutive 
dello zero per cento fino a marzo 2003, del 40% da marzo 2003 e del 
60% da maggio 2004. Come casalinga sussisterebbe un'incapacità al 
lavoro limitata al 33% (doc. 90).

L'amministrazione ha effettuato un calcolo comparativo dei redditi dal 
quale è risultato che A._______ presenta un tasso d'invalidità del 40% 
dal 1° marzo 2003 e del 60% da maggio 2004 (doc. 92). Con progetto 
di decisione del 29 settembre 2006, l'UAIE ha comunicato al Patronato 
INCA di Bellinzona,  già regolare rappresentante della nominata, che 
questa avrebbe avuto diritto ad un quarto di  rendita AI dal 1° marzo 
2003  e  a  tre  quarti  di  rendita  dal  1°  agosto  2004  (doc.  93). 
L'interpellato non ha preso posizione in merito. 

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Mediante decisione del 12 gennaio 2007, l'UAIE ha erogato in favore 
di  A._______  un  quarto  di  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per 
l'invalidità dal 1° marzo 2003 al 31 luglio 2004 e tre quarti  di rendita 
dal  1°  agosto  2004. Le  prestazioni  sono  addizionate  di  una  rendita 
complementare per la figlia (doc. 104, 105).

D.
Con  il  ricorso  del  13  febbraio  2007,  A._______,  regolarmente 
rappresentata dal Patronato INCA di Basilea, chiede, sostanzialmente, 
l'annullamento del summenzionato provvedimento amministrativo e, di 
conseguenza, il riconoscimento del suo diritto a tre quarti di rendita da 
marzo 2004 o ancora da prima. Nulla  produce a suffragio delle  sue 
conclusioni.

E.
Nelle sue osservazioni ricorsuali del 29 maggio 2007, l'UAIE propone 
la  reiezione  del  gravame  annotando  che  le  decorrenze  delle 
prestazioni sono fondate su dati oggettivi e l'applicazione della legge.

Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  dell'UAIE  e  di  altra 
documentazione  di  rilievo,  il  Patronato  INCA,  il  3  luglio  2007,  ha 
ribadito l'intenzione della propria assistita di mantenere il ricorso.

Con ordinanza del  9 luglio 2007,  il  Tribunale amministrativo federale 
(TAF)  ha  inviato  la  parte  ricorrente  a  voler  versare  un  anticipo  di 
Fr. 300.- corrispondente alle presunte spese ricorsuali. Detto anticipo è 
stato versato il 13 agosto 2007.

Diritto:

1.
Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 
sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, RS 173.32),  il  Tribunale 
amministrativo  federale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  i  ricorsi 
contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20 
dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021) 
emanate  dalle  autorità  menzionate  agli  art.  33  e  34  LTAF.  In 
particolare,  le  decisioni  rese  dall'Ufficio  dell'assicurazione  per 
l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE)  concernenti 
l'assicurazione per l'invalidità possono essere portate innanzi al  TAF 

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conformemente  all'art.  69  cpv. 1  lett.  b  della  legge  federale  del  19 
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI, RS 831.20).

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera,  da una parte,  e  la  Comunità  europea ed i 
suoi Stati membri, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone del 
21 giugno 1999 (ALC, RS 0.142.112.681) ed il correlato Allegato II che 
regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il 
Regolamento  (CEE)  n°  1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971 
relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori 
subordinati,  ai  lavoratori  autonomi e ai  loro familiari  che si  spostano 
all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il 
corrispondente  Regolamento  di  applicazione  (Regolamento  CEE  n° 
574/72 del  Consiglio  del  21  marzo 1972 relativo all'applicazione del 
Regolamento  n°  1408/71,  RS  0.831.109.268.11).  Si  tratta  di  una 
normativa che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data 
dal 1° giugno 2002 o successivamente e che sancisce il principio della 
parità di  trattamento tra cittadini  che risiedono in uno Stato membro 
della  Comunità  europea  ed  i  cittadini  svizzeri  (art.  3  e  6  del 
Regolamento CEE n° 1408/71).

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 
sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4).

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

3.

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3.1 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
LAI  le  disposizioni  della  LPGA sono  applicabili  all'assicurazione  per 
l'invalidità  (art. 1a-26bis e  28-70),  sempre che la  presente legge non 
preveda espressamente una deroga.

3.2 Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato 
dalla decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un interesse 
degno  di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione. 
Queste condizioni sono adempiute nella specie.

3.3 Il  ricorso è tempestivo e rispetta i  requisiti  minimi prescritti  dalla 
legge (art. 60 LPGA e 52 PA). Il  gravame è  dunque ricevibile,  nulla 
ostando all'esame del merito dello stesso.

4.
Ai fini del presente giudizio occorre altresì preliminarmente precisare, 
con  particolare  riferimento  al  diritto  materiale,  che,  dal  profilo 
temporale,  non  trovano  applicazione  le  modifiche  della  LAI  del  6 
ottobre 2006 entrate in vigore dal 1° gennaio 2008 (5a revisione della 
LAI). Di seguito vengono quindi citate le disposizioni della LAI e della 
LPGA nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007.

5.
La ricorrente ha presentato la richiesta di rendita il 29 marzo 2004. In 
deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, se l'assicurato 
si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni 
possono  essere  assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la 
richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale  amministrativo  federale 
può quindi limitarsi ad esaminare se la ricorrente avesse diritto ad una 
rendita il  29 marzo 2003 (ossia 12 mesi precedenti  la presentazione 
della domanda), oppure se un diritto alla rendita sia sorto tra tale data 
ed il 12 gennaio 2007, data della decisione impugnata. Il giudice delle 
assicurazioni  sociali  analizza,  infatti,  la  legalità  della  decisione 
impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente al momento 
in cui  la decisione in lite è stata resa (DTF 130 V 445 consid. 1.2 e 
1.2.1). 

6.
Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, 

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un  cittadino  italiano  deve  adempiere  cumulativamente  le  seguenti 
condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  legge  svizzera  ed  aver 
versato contributi  all'AVS/AI svizzera durante un anno intero almeno 
(art. 36 cpv. 1 LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione, alla quale la legge subordina l'erogazione di 
una rendita. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai sensi di legge.

7.

7.1 In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata. L'art. 4 LAI precisa che l'invalidità può essere conseguente ad 
infermità congenita, malattia o infortunio; il cpv. 2 della stessa norma 
stabilisce che l'invalidità è considerata insorgere quando, per natura e 
gravità, motiva il diritto alla singola prestazione.

7.2 L'assicurato  ha  diritto  ad  una  rendita  intera  se  è  invalido  per 
almeno il 70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, 
ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà e ad un quarto 
di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40% (art.  28  cpv. 1  LAI).  Va 
ricordato che fino al  31 dicembre 2003,  la LAI prevedeva il  diritto al 
quarto di rendita con un tasso d'invalidità del 40% almeno, alla mezza 
rendita con un tasso d'invalidità del 50% almeno e alla rendita intera 
con un tasso d'invalidità dei due terzi (66,67%). In seguito all'entrata in 
vigore  dell'Accordo bilaterale,  la  limitazione prevista  dall'art.  28  cpv. 
1ter LAI, secondo il quale le rendite per un grado d'invalidità inferiore 
al 50% sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano 
abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile quando 
l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede.

7.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  al  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  di  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando  egli  è  stato  per  un  anno  e  senza   notevoli   interruzioni, 
incapace  al  lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La prima 
lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato;  la  seconda  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire 
suscettibile di evolvere verso un miglioramento od un peggioramento 
(DTF 121 V 264, 111 V 21 consid. 2b).

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7.4 Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o 
parziale, derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di 
compiere un lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel 
campo di attività abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata 
possono essere prese in considerazione anche le mansioni esigibili in 
un'altra  professione o  campo d'attività  (art. 6  LPGA). L'incapacità  al 
guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o 
parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato  del  lavoro 
equilibrato  che entra  in  considerazione,  provocata  da un danno alla 
salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto 
l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente 
esigibili.

8.

8.1 A._______ ha svolto una regolare attività lucrativa fino al 10 luglio 
2001.  Assunta  nel  1998  in  una  ditta  di  bracciali  per  orologi  e 
componenti di occhialeria, la dipendente ha lavorato sia come addetta 
alle  pulizie,  sia  nel  reparto  di  suddivisione  piccoli  particolari  per 
occhialeria  con  l'ausilio  di  una  piccola  taglierina.  Il  datore  di  lavoro 
indica  (doc.  10)  che  la  dipendente  presentava  anche  problemi  di 
allergia. Il motivo di licenziamento risulta essere una rinuncia all'attività 
(doc. 11), ma in realtà si tratta di inidoneità ad uno specifico lavoro. La 
disdetta del rapporto di lavoro ha avuto effetto il 30 novembre 2001.

8.2 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b; 110 V 
275,  105  V  207).  In  base  all'art.  16  LPGA,  applicabile  per  il  rinvio 
dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il  grado d'invalidità,  il  reddito che 
l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente 
esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di 
provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 
situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è  confrontato  con  il 
reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato 
invalido (reddito da valido). In altri termini l'assicurazione svizzera per 
l'invalidità  risarcisce soltanto la perdita  economica che deriva da un 
danno alla salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la 
malattia o la conseguente incapacità lavorativa (metodo generale del 
raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 
84). 

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In carenza di documentazione economica, la documentazione medica 
costituisce un importante  elemento  di  giudizio  per determinare quali 
lavori  siano ancora esigibili  dall'assicurato, ma non spetta al  medico 
graduare  il  tasso  d'invalidità  dell'assicurato  (DTF 114  V  314,  105  V 
158).  Infatti,  per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche 
possono  costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno 
invalidante, allorché permettono di valutare l'incapacità lavorativa e di 
guadagno dell'interessato in un'attività da lui ragionevolmente esigibile 
(DTF 115 V 134 consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è 
determinante che esso valuti  ed esamini in maniera completa i  punti 
litigiosi,  si  fondi su degli  esami approfonditi,  prenda conto di  tutte le 
affezioni di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza 
dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle 
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le 
conclusioni  dell'esperto  devono  inoltre  essere  motivate  (DTF  125  V 
352, 122 V 160). 

9.

9.1 Dalla documentazione sanitaria ad atti si evince che la ricorrente 
soffre essenzialmente di una severa riduzione della diffusione alveolo-
capillare  in  una  pneumopatia  interstiziale  micronodulare  nei  campi 
inferiori  di  ambedue  i  lobi  polmonari.  Nel  giugno  2003  è  stata 
definitivamente  posta  la  diagnosi  di  sarcoidosi  polmonare  di  stadio 
avanzato,  ossia  una  malattia  sistemica  dei  polmoni  ad  andamento 
cronico che compromette, attraverso neoformazioni microscopiche in 
loco,  la  funzione  di  questi  organi,  causa  e  mantiene  infezioni 
interstiziali  e  provoca attacchi  di  febbre. L'assicurata soffre anche di 
cisti ovarica sinistra.

9.2 Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo 
giuridico,  essere  esaminate  alla  luce  dell'art.  29  cpv. 1  lett.  b  LAI. 
Trattasi, infatti,  di malattie che, per costante giurisprudenza, sono da 
configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura 
consolidata o irreversibile), bensì patologico-labile, ossia suscettibili di 
migliorare o peggiorare. 

Ne discende che, in mancanza di uno stato di salute sufficientemente 
stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per 
cui può entrare in considerazione solo la seconda lettera della citata 

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norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  d'attesa  di  un  anno. 
Pertanto,  la  ricorrente  potrebbe  pretendere  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità solo a partire dal momento in 
cui  ha  subito,  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa 
media del 40% almeno durante un anno.

10.

10.1 Per  quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle 
menzionate affezioni,  l'amministrazione si  è fondata sul  rapporto del 
Dott. Salzmann, del proprio servizio medico. Questi, ha posto un tasso 
d'invalidità  totale  dal  10  luglio  2001  nella  sua  precedente  attività  di 
operaia in fabbrica. In attività sostitutive il medico dell'UAIE ha posto 
un tasso d'invalidità  del  40% da marzo 2003 e  del  60% da maggio 
2004. La breve nota del Dott. Salzmann appare, di tutta evidenza, non 
motivata. Di difficile interpretazione risultano in particolare le date di 
decorrenza  dei  vari  stadi  d'invalidità  da  lui  posti.  In  particolare  non 
trova  giustificazione  la  decorrenza  dell'invalidità  al  40%  da  marzo 
2003,  data  dell'accertamento  della  sarcoidosi.  In  realtà  la  biopsia  è 
avvenuta il 16 giugno 2003 (doc. 47). Ad ogni modo, il suo parere del 
24 agosto 2006 appare molto succinto e consiste in un paio di brevi 
frasi (doc. 90).

Pur senza poterlo definire inattendibile, non può essere affermato che 
detto  referto  fornisca,  sotto  ogni  aspetto,  un'opinione  chiara  e 
sufficientemente  motivata  sulle  condizioni  di  salute  del  ricorrente, 
avente il necessario valore probante richiesto per vagliare la vertenza 
(DTF 125 V 352, consid. 3a; 122 V 160 consid. 1c e riferimenti).

Ciò  malgrado,  effettivamente,  le  condizioni  di  salute  della  ricorrente 
appaiono seriamente compromesse. Non solamente i medici dell'INPS 
(perizie del 26 maggio 2004 e 18 aprile 2006, doc. 59 e 83), pongono 
un tasso d'incapacità al lavoro del 75%, ma la severità delle patologie 
si  deduce,  soprattutto,  dalla  refertazione  oggettiva  ad  atti  e  dalle 
cartelle di dimissione ospedaliera.

Nel  luglio  2001,  la  situazione  valetudinaria  di  A._______  era  già 
compromessa. Il referto ospedaliero del 27 marzo 2002, spiega che la 
paziente, da circa un anno, riferiva la comparsa di febbre intermittente 
(38°-39°) accompagnata da tosse persistente e, successivamente, ha 
accusato  un  notevole  calo  ponderale  di  circa  20  kg  con  importante 
deperimento  fisico;  inoltre,  da  alcuni  mesi,  sempre  secondo  tale 

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rapporto ospedaliero, vi è stato un aggravamento della sintomatologia 
respiratoria  con  segni  tipici  di  una  importante  affezione  polmonare 
(ippocratismo digitale, toracalgie e attacchi  di  febbre anche elevata). 
Nel giugno 2003, in seguito ad un'ospedalizzazione veniva decisa una 
biopsia  polmonare  che  attestava  una  sarcoidosi.  Risultavano  poi 
necessarie  altre  ospedalizzazioni  in  seguito  all'aggravarsi  della 
patologia  polmonare  che  si  manifestava  in  una  severa  riduzione 
alveolo-capillare  e  in  una  pneumopatia  interstiziale  micronodulare 
ribelle alle cure e che provocava, fra l'altro, tosse, febbre e dolori.

10.2 A mente dello scrivente Tribunale il rapporto del Dott. Salzmann 
non  appare  soddisfacente.  Nella  misura  in  cui  le  affezioni  si 
concentrano  principalmente  sulla  componente  polmonare,  in  modo 
sempre più insistente e severo, un adeguato parere specialistico che si 
esprima sulle patologie trascorse e quelle attuali è indispensabile. 

11.
In sostanza quindi, l'impugnata decisione non può essere tutelata dal 
momento che manca un parere di uno specialista in pneumologia.

È quindi necessario, in queste circostanze, accogliere parzialmente il 
ricorso, annullare la decisione impugnata e rinviare l'incarto all'UAIE 
intimato, affinché emani una nuova decisione. Certo, l'art. 61 cpv. 1 PA 
permette solo eccezionalmente di ricorrere ad una tale procedura. Nel 
caso  concreto,  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia 
giustificata  se  si  considerano  le  numerose  lacune  dell'incarto  e 
l'ampiezza delle informazioni da raccogliere.

L'UAIE dovrà quindi completare l'istruttoria delucidando la situazione 
medica per il periodo da luglio 2001 (cessazione dell'attività lucrativa) 
fino alla data dell'impugnata decisione (12 gennaio 2007). A tale fine la 
ricorrente  dovrà  essere  sottoposta  ad  una  perizia  pneumologica 
approfondita da effettuarsi nel Cantone Ticino. 

12.

12.1 Non  vengono  prelevate  spese  processuali.  L'anticipo  delle 
presunte spese processuali di  Fr. 300.-, versato dalla ricorrente il  13 
agosto 2007, le viene restituito.

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12.2 In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in 
tutto o in parte, può assegnare al ricorrente un'indennità per le spese 
indispensabili e relativamente elevate che ha sopportato. Nel caso in 
esame, si giustifica riconoscere alla parte ricorrente un'indennità per 
spese ripetibili di Fr. 700.-, da porre a carico dell'UAIE.

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il  ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata. Gli  atti  sono 
rinviati  all'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati 
residenti all'estero perché proceda ai sensi del consid. 11. 

2.
Non si prelevano spese processuali. L'anticipo delle spese ricorsuali di 
Fr. 300.-, versato dall'insorgente il 13 agosto 2007, le viene restituito.

3.
Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili 
di Fr. 700.-, posta a carico dell'Ufficio AI intimato.

4.
Comunicazione a: 

- rappresentante della ricorrente (atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna

I rimedi giuridici figurano nella pagina seguente.

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Francesco Parrino Dario Croci Torti

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna,  entro  un termine di  30  giorni  dalla  sua notificazione,  nella 

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misura in cui sono rispettate le condizioni dell'art. art. 82 e segg., 90 e 
segg. e 100 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 
RS 173.110). Gli atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e 
l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere  firmati.  La  decisione 
impugnata  e  – se  in  possesso  della  parte ricorrente  –  i  documenti 
indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione: 

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