# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9cdbc7d6-d856-572b-9229-af3b4f377632
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-08
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 08.11.2010 D-7393/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-7393-2009_2010-11-08.pdf

## Full Text

Corte IV

D-7393/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l l ' 8  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Thomas Wespi, Walter Lang; 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, 
B._______, alias 
C._______, ed il loro figlio, 
D._______, Turchia, 
ricorrenti,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo ed allontanamento; 
decisioni dell'UFM del 5 novembre 2007 e del 
23 ottobre 2009/ N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-8285/2007 e D-7393/2009

Fatti:

A.
A.a L'interessata, di etnia curda, è nata a E._______ nell'omonimo di -
stretto, nella provincia di F._______, in Turchia, dove avrebbe risieduto 
dalla nascita fino al 3 novembre 1999 allorquando si sarebbe trasferita 
da suo marito a G._______ nella provincia di H._______. Ad agosto, 
oppure a settembre 2002, si sarebbe recata a I._______, nella provin-
cia di J._______, dove sarebbe rimasta per un mese, fino al 3 novem-
bre, oppure fino alla fine di novembre, rispettivamente inizio dicembre 
2002, dopo di che avrebbe soggiornato per tre o quattro giorni da sua 
madre a K._______,  sempre nella provincia di J._______. In seguito, 
si sarebbe data alla clandestinità ed avrebbe trovato alloggio da una 
amica o da vari conoscenti ad J._______ fino al suo espatrio in data 
23 gennaio 2003. Avrebbe quindi raggiunto la Svizzera il 4 marzo 2003 
ove  ha  presentato  domanda  d'asilo  il  medesimo  giorno  (cfr.  verbali 
d'audizione del 5 marzo 2003, pagg. 1-2 e 6-7 come pure del 9 apri-
le 2003, pag. 4 nonché del 17 ottobre 2006, pag. 3).

Sentita sui suoi motivi d'asilo, ha dichiarato, in sostanza e per quanto è 
qui di rilievo, di essere espatriata per il timore di subire ulteriori pres -
sioni, fermi, molestie sessuali e torture fisiche da parte delle autorità 
turche per il fatto di essere stata membro del Partito Popolare Demo-
cratico (Halk n Demokrasi Partisi [ı HADEP]) nonché del Partito Demo-
cratico Popolare (Demokratik Halk Partisie [DEHAP]) e di avere rico-
perto cariche di responsabile a livello locale. Avrebbe altresì esercitato 
delle attività di propaganda a favore dei giovani, partecipato a riunioni 
ed a manifestazioni nonché svolto attività culturali curde di tipo musi-
cale o di teatro. Ella avrebbe esercitato queste attività soprattutto all'u -
niversità  di  H._______  ed  in  città  quali  L._______,  M._______, 
N._______, J._______, e O._______. Inoltre, sarebbe stata accusata 
di collaborare con il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Partiya Karke-
rên  Kurdistan  [PKK]).  Sarebbe  stata  ricercata  dalle  autorità  statali  
dopo aver lavorato durante le elezioni del 3 novembre 2002 in qualità 
di sorvegliante presso il seggio elettorale di K._______. Da ultimo, in 
data 18 novembre 2002, sarebbe stata condannata in contumacia a tre 
anni e nove mesi di carcere sulla base dell'art. 169 del Codice penale 
turco per aver aiutato ed ospitato a casa sua delle persone. Oltre a ciò, 
avrebbe subito delle pressioni da parte della famiglia di suo marito che 
non l'avrebbe accettata per questioni religiose. Quest'ultimo, influenza-
to dai propri famigliari, l'avrebbe picchiata.

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A.b L'interessato, pure di etnia curda, è nato a P._______ nella pro-
vincia di Q._______. Avrebbe trascorso l'infanzia e l'adolescenza negli 
orfanotrofi di Q._______, fino all'età di 17 anni, e di R._______, nell'o -
monima provincia, fino all'età di 22 anni. In seguito avrebbe risieduto 
presso dei parenti a Q._______ e da sua zia materna ad J._______. 
Avrebbe  poi  vissuto  a  G._______,  nella  provincia  di  H._______  dal 
1994 al 2002, anno in cui si sarebbe trasferito a I._______, dove sa-
rebbe rimasto fino al 20 settembre 2008, dopo di che avrebbe abitato 
a K._______ fino all'espatrio in data 31 maggio 2009. Infine, sarebbe 
giunto in Svizzera il medesimo giorno presentando una domanda d'a-
silo in data 4 giugno 2009 dopo aver incontrato sua moglie (cfr. verbali 
d'audizione del 17 giugno 2009, pagg. 1-2 e 7-9 come pure del 30 giu-
gno 2009, pag. 3).

Sentito sui suoi motivi d'asilo, ha dichiarato, in sostanza e per quanto 
è di qui rilievo di essere espatriato per i problemi che avrebbe avuto 
con le autorità turche a causa delle attività politiche svolte dalla coniu-
ge e dai famigliari di quest'ultima. Inoltre, membri dell'ala giovanile del 
Partito  del  Movimento  Nazionalista  (Milliyetçi  Hareket  Partisi  [MHP]) 
avrebbero fatto irruzione in  casa sua quando abitava insieme a sua 
moglie a H._______ e l'avrebbero picchiato insieme a sua moglie. Egli 
stesso avrebbe apportato aiuti finanziari al PKK ed al HADEP. Per tali 
motivi, avrebbe chiesto alla banca onde lavorava in due occasioni un 
trasferimento. Sarebbe quindi stato trasferito dapprima a I._______ a 
settembre 2002  ed  in  seguito  a  S._______,  nella  provincia  di 
T._______. Avrebbe però continuato a risiedere a I._______ facendo il 
pendolare. Resosi conto di essere ancora controllato, avrebbe chiesto 
un ulteriore trasferimento e, dopo averlo ottenuto, sarebbe andato a vi-
vere a K._______. Infine, ad aprile 2009, sarebbe stato prelevato da 
un agente di polizia, il quale l'avrebbe minacciato di morte insieme a 
suo figlio. Sarebbe quindi espatriato in data 31 maggio 2009 e sarebbe 
giunto in Svizzera il medesimo giorno presentando una domanda d'a-
silo in data 4 giugno 2009 dopo aver incontrato sua moglie.

A.c A sostegno della loro domanda d'asilo, i richiedenti hanno prodot -
to vari mezzi di prova tra cui un tagliando d'iscrizione al partito HADEP 
di K._______ dell'[...] e due sentenze del Tribunale di sicurezza dello  
Stato (DGM) di J._______ [...]  (originale) rispettivamente [...] (fotoco-
pia).

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B.
Con decisione incidentale del 6 dicembre 2006, l'Ufficio federale della 
migrazione (UFM) ha invitato la richiedente ad esprimersi in merito alle 
risultanze di un'analisi interna circa la sentenza del DGM di J._______ 
[...] entro il 18 dicembre 2006. Tale termine è trascorso infruttuoso.

C.
In data 5 luglio 2007, l'interessata ha trasmesso all'UFM la sentenza 
del DGM di J._______ [...].

D.
Con decisione incidentale del 2 ottobre 2007, l'UFM ha invitato la ri -
chiedente ad esprimersi  in merito alle risultanze di  un'analisi  interna 
circa la sentenza del DGM di J._______ [...] entro il 12 ottobre 2007. 
Tale termine è trascorso infruttuoso.

E.
Con scritto del 16 ottobre 2007, la richiedente ha preso posizione di -
chiarando che i documenti consegnati non sarebbero dei falsi e corri -
sponderebbero a quanto la stessa avrebbe potuto ottenere in Turchia. 
Inoltre, ha affermato di non saper spiegare le diverse inesattezze con-
tenute negli atti.

F.
Con decisione del 5 novembre 2007, l'UFM ha respinto la succitata do-
manda d'asilo della richiedente. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'al-
lontanamento  dell'interessata dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allon-
tanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

G.
In data 6 dicembre 2007, la richiedente ha inoltrato ricorso contro la 
decisione  dell'UFM dinnanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale (di 
seguito: il Tribunale). Ha chiesto l'annullamento della decisione impu-
gnata e l'invio degli  atti  all'autorità inferiore per un nuovo esame, la 
concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, la concessione dell'ammis-
sione  provvisoria  congiuntamente  ad  una  domanda  d'esenzione  dal 
versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese proces-
suali.

H.
Con decisione incidentale del 7 gennaio 2008, il Tribunale ha rinuncia -
to, ritenuta la sussistenza di motivi particolari (art. 63 cpv. 4 della legge 

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federale sulla procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 
172.021]), a chiedere all'insorgente il versamento di un anticipo a co-
pertura delle presumibili spese processuali. Nel contempo, ha invitato 
l'UFM ad inoltrare una risposta al ricorso entro l'8 febbraio 2008.

I.
Con risposta del 4 febbraio 2008, l'UFM, ha proposto la reiezione del 
gravame.

J.
Con decisione incidentale del 7 febbraio 2008, il Tribunale  ha invitato 
la ricorrente a presentare una replica entro il 22 febbraio 2008.

K.
Con scritto del 22 febbraio 2008, l'insorgente ha inoltrato l'atto di repli -
ca.

L.
Con decisione del 23 ottobre 2009, l'UFM ha respinto la succitata do-
manda d'asilo del richiedente. Detto Ufficio ha pure pronunciato l'allon-
tanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'esecuzione dell'allontana-
mento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

M.
In data 26 novembre 2009, il richiedente ha inoltrato ricorso dinnanzi 
al  Tribunale  contro  la  decisione  dell'UFM. Ha chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e l'invio degli atti all'autorità inferiore per un 
nuovo esame, la concessione dell'asilo e, in via sussidiaria, la conces-
sione  dell'ammissione  provvisoria  congiuntamente  ad  una  domanda 
d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili  
spese processuali.

N.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Le procedure in materia d'asilo  sono rette dalla  legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal-

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la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giu-
gno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).

Fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale am-
ministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le 
decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese  dalle  autorità  menzionate  al-
l'art. 33 LTAF.

L'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi).

Gli atti impugnati costituiscono delle decisioni ai sensi dell'art. 5 PA.

I ricorrenti hanno partecipato al procedimento dinanzi all'autorità infe-
riore, sono particolarmente toccati dalle decisioni impugnate e vantano 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a-c PA); sono pertanto legittimati ad ag-
gravarsi contro di esse.

I requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 105 vLAsi del 1979, RU 1980 
1718), alla forma e al contenuto degli atti di ricorso (art. 50 e 52 PA) 
sono soddisfatti.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Ai sensi dell'art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale amministrativo federale 
può rinunciare allo scambio di scritti. Nel caso concreto, il Tribunale si 
è avvalso di tale facoltà nel procedimento D-7393/2009 per motivi d'e -
conomia processuale.

3.
Con ricorso al  Tribunale, possono essere invocati la violazione del di-
ritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridica-
mente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA). Il  Tribu-
nale non è vincolato né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), né dalle 
considerazioni  giuridiche  della  decisione  impugnata,  né  dalle  argo-
mentazioni  delle  parti  (cfr. sentenza  del  Tribunale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007,  consid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II, 
2ª ed., Berna 2002, n. 2.2.6.5).

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4.
I ricorsi inoltrati dai ricorrenti concernono fatti d'uguale natura e pon-
gono gli stessi temi di diritto, di modo che si giustifica la congiunzione 
delle cause e la pronuncia di una sola sentenza (cfr. DTF 128 V 126, 
consid. 1 e relativi  riferimenti). Sotto questo aspetto possono essere 
congiunti anche ricorsi inoltrati separatamente nonostante l'autorità in-
feriore abbia deciso tramite due decisioni distinte. Tale procedimento 
favorisce  l'economia  processuale  ed è  nell'interesse  degli  insorgenti 
(cfr. ANDRÉ MOSER / MICHAEL BEUSCH / LORENZ KNEUBÜHLER, Prozessieren vor 
dem Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2008, pag. 115, n. 3.17).

5.
Giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai ri -
fugiati. L'asilo comprende la protezione e lo statuto accordati a perso-
ne in Svizzera in ragione della loro qualità di rifugiati. Esso comprende 
il diritto di risiedere in Svizzera.

Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi, sono rifugiati le persone che, nel paese d'o-
rigine o di  ultima residenza,  sono esposte a seri  pregiudizi  a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-
to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. Sono pregiudizi seri segna-
tamente l'esposizione a pericolo della vita, dell'integralità fisica o della 
libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica in -
sopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre altresì tenere conto dei motivi 
di fuga specifici della condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve provare 
o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato. La qualità  
di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una proba-
bilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in particolare 
le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate o con-
traddittorie, non corrispondono ai  fatti  o si  basano in modo determi-
nante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere  la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi -
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr. Giuri-
sprudenza  ed informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 

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attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi -
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza deve 
essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di  
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di  
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà 
giuridica, semplici impressioni dell'autorità giudicante (cfr. GICRA 1995 
n. 23).

6.
6.1 Nelle  decisioni  impugnate,  l'UFM ha  considerato  contraddittorio, 
inverosimile e non pertinente per la concessione dell'asilo il racconto 
di  A._______ nonché contraddittori  e  non sufficientemente motivati  i 
motivi d'asilo presentati da B._______. In particolare, per quanto con-
cerne il  racconto di A._______, l'UFM ha ritenuto, in sostanza e  per 
quanto è qui di rilievo, dei falsi le sentenze del DGM di J._______ [...] 
rispettivamente  [...]. Inoltre,  sarebbe  sorprendente  che  la  ricorrente, 
essendo membro dell'HADEP/DEHAP di Izmir fin dal 1996 con funzio-
ni  di  responsabile  locale,  non  avrebbe  menzionato  la  creazione  del 
DEHAP nel 1997. Peraltro, sarebbe rimasta alquanto vaga circa il pro-
gramma del suo partito, ciò nonostante la sua funzione di responsabi -
le. Sempre in merito alla sua funzione ricoperta, ella avrebbe addotto 
soltanto nell'audizione complementare di aver ricoperto una funzione 
di responsabile, mentre nelle precedenti audizioni avrebbe dichiarato 
di  aver svolto attività politiche in seno all'ala  giovanile del DEHAP e 
dell'HADEP nella forma ordinaria, oppure di aver svolto attività di pro -
paganda e di folklore tra i giovani ed avrebbe apportato aiuti finanziari  
al partito. In questa circostanza il partito stesso, essendo quest'ultimo 
ben organizzato nella sezione di J._______, avrebbe rilasciato all'inte-
ressata una dichiarazione volta ad attestare sia le sue funzioni di re -
sponsabile locale sia i problemi riscontrati con le autorità turche. Inol-
tre,  per  quanto  riguarda  il  fatto  che  ella  sarebbe  stata  fermata  a 
H._______ e accusata di collaborare con il PKK, l'UFM ha rilevato che 
H._______ sarebbe situata in una regione della Turchia particolarmen-
te conservatrice dove le accuse di attività a favore del PKK sarebbero 
particolarmente gravi ed alquanto rare. Apparirebbe quindi inverosimile 
che la richiedente sia stata oggetto di un numero così importante di 
fermi, intervenuti nell'arco di così tanti anni, ed accompagnati da accu-
se talmente  gravi,  senza che nessuna procedura giudiziaria  formale 

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sia stata aperta nei suoi confronti. Peraltro, sarebbe noto che le autori-
tà turche adotterebbero tali comportamenti notoriamente contro le per-
sone  che,  contrariamente  all'interessata,  sarebbero  sprovviste  di  un 
solido background politico che copra loro le spalle e che sicuramente 
interverrebbe per denunciare pubblicamente le misure di persecuzione 
attuale nei confronti dei loro membri dirigenti. La richiedente avrebbe 
altresì dichiarato che i mezzi di prova depositati le sarebbero stati in-
viati tramite posta dopo il suo arrivo in Svizzera. Confrontata con il fat -
to che avrebbe consegnato all'UFM tali  documenti al momento dell'i-
noltro della domanda d'asilo e che avrebbe affermato di avere chiesto 
asilo il  giorno stesso in cui è entrata in Svizzera, avrebbe sostenuto 
che allorquando è giunta in Svizzera si sarebbe subito recata da una 
cugina a T._______ la quale avrebbe recuperato i mezzi di prova e che 
l'indomani  avrebbe  chiesto  asilo.  Ciò significherebbe  che  una  volta 
giunta in Svizzera i mezzi di prova si sarebbero già trovati sul territorio  
elvetico, oppure che li avrebbe portati in Svizzera lei stessa, il che sa-
rebbe stato rischioso se fosse stata realmente ricercata dalle autorità 
turche. Infine, quo ai maltrattamenti subiti da suo marito e dalla fami-
glia di quest'ultimo, dopo averli presentati nella prima audizione, non li  
ha  minimamente menzionati  nella  seconda. Parimenti,  nell'audizione 
complementare avrebbe  tralasciato i maltrattamenti ed avrebbe altresì 
asserito che i problemi con i familiari di suo marito non avrebbero in -
fluenzato il suo espatrio, in quanto avrebbero vissuto lontano dall'inte-
ressata.

Per  quanto  attiene  il  marito,  l'autorità  inferiore  ha  rilevato  che  egli  
avrebbe dapprima dichiarato di essere espatriato a causa delle attività 
politiche in seno al DEHAP ed al PKK di sua moglie, per poi allegare 
che anche egli avrebbe aiutato finanziariamente il PKK ed in seguito 
anche il DEHAP. Invitato ad esprimersi in merito a tale contraddizione, 
egli avrebbe asserito di aver firmato il primo verbale, in quanto vi sa-
rebbe figurato che anch'egli  avrebbe aiutato finanziariamente il  PKK 
dando denaro a favore dei detenuti ciò che non corrisponderebbe al 
contenuto di  tale verbale. Inoltre,  non avrebbe saputo indicare né in 
cosa consisteva la collaborazione della moglie con il DEHAP, né il nu-
mero dei suoi fermi come pure quando sarebbe stata arrestata l'ultima 
volta. Inoltre, non si potrebbe neppure ritenere la sua affermazione se-
condo cui sua moglie non gli avrebbe parlato molto delle sue attività 
politiche, in quanto avrebbe lavorato in una banca appartenente allo 
Stato turco. A tal proposito l'UFM ha evidenziato che se l'interessato 
fosse veramente stato accusato di  collaborare con il  PKK già fin dal 

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2003 quando la polizia giungeva in casa alla ricerca della moglie accu-
sandolo di  essere un traditore e ancora nel 2005 quando le autorità 
avrebbero rifiutato di  rinnovargli  il  passaporto accusandolo di  essere 
del PKK, non sarebbe verosimile che gli sia stato permesso di lavorare 
dallo stesso datore di lavoro dal 1994 fino all'espatrio. Inoltre, si sareb-
be contraddetto sulle date in cui le autorità turche avrebbero comincia -
to a cercare sua moglie. Oltre a ciò, non avrebbe certamente continua-
to né a lavorare per una banca statale, né ad abitare nella stessa città 
dopo essersi fatto trasferire in un'altra città per sottrarsi alle autorità. 
Avrebbe altresì fornito versioni discordanti sulla ragione per cui avreb-
be chiesto un trasferimento da S._______ e sarebbe sorprendente che 
una  banca  statale  accetti  tutte  queste  domande di  trasferimento  da 
parte di un suo dipendente accusato dalle autorità turche di essere un 
traditore  e di  collaborare  con il  PKK. Avrebbe poi  solo  in  occasione 
della seconda audizione precisato di aver lasciato la Turchia a causa 
delle minacce di morte nei confronti di suo figlio e  menzionato i fatti 
dell'aprile 2009. Per di più, non sarebbe espatriato immediatamente e 
non avrebbe aspettato quasi due mesi se avesse temuto per la vita di  
suo  figlio.  Infine,  l'UFM  ha  ritenuto  l'esecuzione  dell'allontanamento 
ammissibile, esigibile e possibile.

6.2 Nel gravame, i ricorrenti hanno affermato, in sostanza e per quan-
to è qui di rilievo, che il loro racconto sarebbe da ritenersi verosimile. 
La ricorrente ha contestato, in particolare, il giudizio dell'UFM in merito  
alle  sentenze  presentate  ed  al  ruolo  di  responsabilità  che  avrebbe 
svolto all'interno del partito. Peraltro, hanno segnalato che in caso di  
rimpatrio rischierebbero l'arresto con maltrattamenti, percosse e tortu-
re. Per tale ragione l'allontanamento della ricorrente costituirebbe una 
violazione dell'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei  diritti 
dell'uomo e delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre 1950 (CEDU, 
RS 0.101). Inoltre, non avrebbero alcuna possibilità di rifugio interno e 
che  quindi  il  suo rimpatrio  non  sarebbe  ragionevolmente  esigibile  a 
causa della sua etnia curda.

6.3 Nella  risposta al  ricorso,  l'UFM ha rinviato ai  considerandi  della 
sua decisione ed ha proposto la reiezione del ricorso.

6.4 Nella  replica  la  ricorrente  ha rimandato  alle  conclusioni  del  suo 
atto ricorsuale.

7.
Questo  Tribunale osserva che,  come rettamente rilevato dall'autorità 

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inferiore  nella  decisione  impugnata,  le  dichiarazioni  determinanti  in 
materia d'asilo rese dall'insorgente s'esauriscono in mere, generiche 
ed imprecise affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso.

Va avantutto rilevato che,  quo ai  fermi,  la ricorrente ha dichiarato di  
averne  subito  vari  fin  dall'anno  1996.  Nonostante  ciò,  ha  deciso  di 
espatriare soltanto nel 2003, ovvero ben sette anni dopo il primo arre-
sto. Inoltre, ella non è stata in grado di collocare con una certa preci-
sione nel tempo i fermi subiti e si è altresì contraddetta, in particolare,  
in  merito  all'ultimo  arresto. Infatti,  nella  prima audizione  ha  allegato 
che sarebbe avvenuto a luglio 2002 a K._______, mentre nella secon-
da  audizione  ha  asserito  di  essere  successo  a  settembre  2002  ad 
J._______, nella terza audizione, ha fornito un'ulteriore versione, ovve-
ro fine settembre 2002 a K._______ ed infine, in sede di ricorso, si è  
soffermata ad indicare l'anno 2002 senza menzionare neanche un luo-
go, rimanendo pur sempre vaga in merito alla data precisa (cfr.  verbali 
d'audizione del 5 marzo 2003, pag. 5; del 9 aprile 2003, pag. 7 e del 
17 ottobre 2006, pag. 19 come pure ricorso, pag. 2). Va poi osservato 
che dopo tutti questi fermi risulta sorprendente che le autorità turche 
non  abbiano  mai  aperto  una  procedura  giudiziaria  formale  nei  suoi 
confronti, specialmente alla luce del fatto che sarebbe stata accusata 
di collaborare con il PKK. Peraltro, visto il fatto che in particolare l'ulti -
mo fermo si è svolto pochi mesi prima del suo espatrio in data 23 gen-
naio 2003,  appare  alquanto  improbabile  che  l'insorgente  non sappia 
datarlo più precisamente.

Quo alla copia e la relativa traduzione in lingua italiana della sentenza 
del DGM di J._______ [...] presentata a sostegno della domanda d'asi-
lo della ricorrente, va osservato che tale documento si riferisce ad una 
precedente sentenza numero [...] emessa dallo stesso Tribunale. Inol-
tre, in sede d'audizione non ha mai menzionato di essere stata oggetto 
di una procedura penale nel [...], né di avere scontato una parte della 
pena di tre anni e nove mesi – ciò che doveva essere il caso, in quanto 
l'oggetto  della  suddetta  decisione  era  quello  di  ridurre  la  pena  da 
scontare.  Peraltro,  ha  dichiarato  di  essere  stata  condannata  a  tale 
pena nel [...]  in seguito alle denunce sporte nei suoi confronti da un 
amico il  quale sarebbe stato arrestato dopo le elezioni del 3 novem-
bre 2002, fatto palesemente impossibile visto l'oggetto di detta senten-
za (cfr. verbale del 17 ottobre 2006, pag. 5). Per di più, la legge sul-

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l'amnistia  n.  4616  è  stata  erroneamente  citata  con  data  22  dicem-
bre 2000 anziché 21 dicembre 2000. Inoltre,  in  merito  alla  sentenza 
del DGM di J._______ [...] si osserva a titolo d'esempio che il numero 
di ruolo della sentenza non può palesemente corrisponde a tale data, 
in quanto troppo basso. Peraltro, nonostante sulla prima pagina risulti -
no accusati la ricorrente e suo fratello, nella seconda pagina appare 
un certo U._______ quale accusato. Infine, l'insorgente non è riuscita 
a spiegare neanche in sede ricorsuale le risultanze dell'analisi interna 
delle sentenze da parte dell'autorità inferiore come già in precedenza 
allorquando gli era stata concessa l'occasione di esprimersi in merito 
alle analisi interne effettuate della medesima autorità. Di conseguenza, 
l'UFM ha rettamente ritenuto dei falsi le sentenze presentate.

Per quanto riguarda le dichiarazioni di suo marito, si osserva che egli 
avrebbe richiesto ben tre volte un trasferimento di cui gli ultimi due nel-
l'arco di soli 20 giorni a causa delle attività della ricorrente e per il fatto 
che avrebbe aiutato finanziariamente il PKK – ciò che peraltro non ha 
nemmeno menzionato  nella  prima audizione  (cfr. verbali  d'audizione 
del  17 giugno 2009, pagg. 6-7 e del 30 giugno 2009, pagg. 5 e 10). 
Ora risulta altamente improbabile che un datore di lavoro appartenente 
allo stato non solo non licenzi un impiegato con un tale profilo, bens ì 
gli consenta tre trasferimenti di cui gli ultimi due nell'arco di pochi gior -
ni.  Inoltre,  è  incomprensibile  che  egli  si  sia  fatto  trasferire  in  luoghi 
poco distanti l'un dall'altro e sia rimasto ancora per ben sei anni in pa-
tria anziché espatriare con la ricorrente, cosciente di trovarsi nel miri -
no delle autorità statali. Inoltre, in merito alle attività politiche di  sua 
moglie, ha dichiarato di non sapere in cosa consisteva la collaborazio-
ne di sua moglie con il DEHAP, che ella appoggiava il PKK fornendogli  
aiuti alimentari e vestiti, oppure che voleva tenerlo fuori visto il suo im-
piego  presso  un  posto  "istituzionale"  (cfr.  verbali  d'audizione  del 
17 giugno 2006, pag. 6 e del 30 giugno 2009, pag. 4). Peraltro, nono-
stante egli abbia dovuto trasferirsi per i problemi di sua moglie, appare 
illogico che non si sia mai interessato più di tanto di conoscere in det -
taglio le attività politiche che svolgeva sua moglie. Tale comportamento 
è completamente contrario alla logica dell'agire per una persona nella 
sua situazione.

Quo al timore della ricorrente di dover subire delle persecuzioni per la 
sua appartenenza al partito HADEP come pure al DEHAP, va rilevato 
che  l'asserita  funzione  di  responsabile  locale  è  inverosimile.  Infatti,  
l'insorgente nel corso delle audizioni non ha dimostrato di aver le co -

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noscenze appropriate del suo partito per una persona del suo asserito 
rango. In particolare, nonostante abbia dichiarato di essere un membro 
sin  dal  1996 (cfr. verbale d'audizione del  17 ottobre 2006,  pag. 11), 
non ha minimamente accennato che il DEHAP è stato creato nel 1997 
come coalizione di  tre partiti,  oppure il  fatto che il  DEHAP segua un 
programma  pluralista.  Su  questo  punto  si  è  limitata  ad  allegare  in 
modo  vago  che  il  DEHAP  "è  per  il  Kurdistan,  a  favore  della 
democrazia per tutti, a favore della libertà d'espressione nella propria 
lingua materna" (cfr. ibidem). Detta risposta risulta insoddisfacente per 
una persona con una formazione universitaria e con un'attività politica 
in  seno al  suddetto partito  di  ben sette anni. Codesto Tribunale non 
può quindi che concludere che ella non poteva che ricoprire solamente 
una funzione di semplice membro e non di quadro responsabile. Ciò 
posto, il mero fatto di essere un membro semplice del succitato partito 
non  costituisce  ancora  di  per  sé  un  timore  fondato  d'esposizione  a 
pregiudizi  futuri  da  parte  delle  autorità  statali  (cfr.  sentenze  del 
Tribunale E-4651/2006 del 13 luglio 2010 consid. 5.8; D-4333/2006 del 
7 luglio 2010 consid. 5.1; D-4577/2006 e D-4420/2009 del  18 febbra-
io 2010  consid. 4.2.3;  D-3689/2006  del  15 dicembre 2009 
consid. 3.3.2; GICRA 1993 n. 11 consid. 4c).

In merito ai  problemi che avrebbe avuto la ricorrente con la famiglia 
del coniuge e con egli stesso, al di là del fatto che non costituiscono 
dei motivi rilevanti in materia d'asilo, si nota che li ha unicamente ac -
cennati nel corso della prima audizione, mentre nella seconda, allor -
quando ha esposto i suoi motivi d'asilo, non ne ha assolutamente par-
lato  spontaneamente,  bensì  soltanto  rispondendo  ad  una  domanda 
precisa in merito (cfr. verbali d'audizione del 5 marzo 2003, pag. 5 e 
del 9 aprile 2003, pagg. 6-7 e 9). Infine, nella terza audizione ha addi-
rittura smentito di  aver avuto dei problemi con suo marito, di  averne 
avuti pochi con la famiglia di quest'ultimo e che tali problemi non l'a -
vrebbero assolutamente spinta ad espatriare (cfr. verbale d'audizione 
del 17 ottobre 2006, pag. 21).

Per quanto riguarda gli evocati pestaggi subiti da parte dei membri del -
l'ala giovanile del partito MHP, codesto Tribunale rileva che le autorità 
statali  turche  sono  in  grado  di  dare  ai  ricorrenti  un'appropriata  pro-
tezione contro l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei loro con-
fronti, se opportunamente sollecitato.

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Per il  resto, per evitare ulteriori ripetizioni,  si  rimanda alle considera-
zioni delle rispettive decisioni dell'UFM.

Visti nel suo insieme tutti gli elementi che precedono, codesto Tribuna-
le ritiene che l'UFM ha rettamente considerato i motivi presentati dai ri-
correnti come inverosimili e non realizzanti le condizioni della qualità di 
rifugiato previste dall'art. 3 LAsi. Ne discende che non v'è motivo di in-
viare gli atti all'autorità inferiore per un nuovo esame. La conclusione 
in questo senso va pertanto respinta.

Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti tuito 
d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la decisione 
impugnata va confermata.

8.
Se respinge la domanda d'asilo o non entra nel merito, l'Ufficio federa-
le pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l'e -
secuzione;  tiene  però  conto  del  principio  dell'unità  della  famiglia 
(art. 44 cpv. 1 LAsi).

I  ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  (art.  14 
cpv. 1 e 2 nonché 44 cpv. 1 LAsi come pure art. 32 dell'Ordinanza 1 
sull'asilo  relativa a questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, 
RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21).

9.
9.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento,  l'art.  83 
della  legge  federale  del  16 dicembre 2005  sugli  stranieri  (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione  provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr.  decisione  del  Tribunale  D-3975/2007  del  15 giugno 2007 
consid. 3.4;  WALTER KÄLIN,  Grundriss  des  Asylverfahrens,  Basilea  e 
Francoforte sul Meno, 1990, pag. 262).

9.2 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr  non si  esaurisce, altresì,  nella 
massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto in -
ternazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 
rimpatrio, in particolare l'art. 3 della CEDU o l'art. 3 della Convenzione 

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contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degra-
danti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di 
tali  disposizioni  presuppone, peraltro,  l'esistenza di  serie  e  concrete 
ragioni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese 
verso il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli.  
Spetta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e 
concrete ragioni (cfr. GICRA 1995 n. 23).

Nel caso concreto, non è dato rilevare alcun serio indizio secondo cui 
egli  potrebbe  essere esposto in caso di  rimpatrio  al  rischio reale ed 
immediato ("real risk") di un trattamento contrario a siffatte disposizioni 
(cfr. GICRA 2001 n. 16 consid. 6a con relativi riferimenti). In altri termi -
ni, egli non ha saputo fornire un insieme d'indizi, oppure presunzioni, 
sufficientemente gravi,  precisi  e concordanti  quo ad un pericolo d'e-
sposizione personale ad atti o fatti che si ritengono contrari alle norme 
legali precitate. Peraltro, la situazione generale che regna in un Paese 
non comporta, ad essa sola, l'illiceità del rimpatrio secondo le disposi -
zioni  della  Convenzione  (cfr.  GICRA 2001  n. 16  consid.  6a;  GICRA 
1995 n. 12 consid. 10a pagg. 110 e segg. nonché relativi riferimenti): in 
altre parole, la difficile situazione generale dei diritti umani in Turchia,  
come la denunciano i ricorrenti nel gravame, in ogni caso non lascia 
apparire l'esecuzione dell'allontanamento in tale Paese come di per sé 
inammissibile.

Pertanto, come rettamente ritenuto nel giudizio litigioso, l'esecuzione 
dell'allontanamento è ammissibile ai sensi delle norme del diritto pub-
blico internazionale nonché della LAsi.

9.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica.

La disposizione citata si applica principalmente ai "réfugiés de la vio-
lence",  ovvero  agli  stranieri  che  non  adempiono  le  condizioni  del la 
qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti, ma che 
fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza generaliz-
zata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'allonta -
namento  comporterebbe  un  pericolo  concreto,  in  particolare  perché 
esse non potrebbero più ricevere le cure di cui esse hanno bisogno o 
che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vivere dure-

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volmente  e  irrimediabilmente  in  stato  di  totale  indigenza  e  pertanto 
esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di salu te, 
all'invalidità  o persino la  morte. Per contro,  le  difficoltà  socio-econo-
miche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in parti-
colare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di formazio-
ne, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposizione al 
pericolo. L'autorità  alla  quale  incombe la  decisione  deve dunque,  in 
ogni singolo caso, confrontare gli aspetti umanitari legati alla situazio-
ne nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo Paese 
dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico militan-
te a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (cfr. DTAF 2007/10 e 
relativi riferimenti; GICRA 2005 n. 24 consid. 10.1 pag. 215).

Inoltre, in Turchia non vige attualmente una situazione di guerra, guer -
ra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme della popola-
zione nella totalità del territorio nazionale.

Quanto alla situazione personale degli insorgenti, i medesimi sono gio-
vani  e  la  ricorrente  ha  una  formazione  universitaria  quasi  conclusa 
quale  ingegnere  edile  ed  ha  compiuto  un'esperienza  professionale 
quale geometra presso un'impresa di costruzione (cfr. verbale d'audi -
zione del 5 marzo 2003, pag. 2), mentre suo marito ne ha una quale 
impiegato  bancario  (cfr.  verbale  d'audizione  del  17  giugno  2009, 
pag. 2). Inoltre, dispongono di un'importante rete sociale in patria, se-
gnatamente i genitori, quattro sorelle nonché un fratello della ricorren-
te a K._______ ed a V._______ come pure la madre e vari parenti del  
coniuge a P._______ rispettivamente a Q._______ (cfr. verbali d'audi-
zione del 5 marzo 2003, pag. 3 e del 17 giungo 2009, pagg. 3-4).

Inoltre non hanno preteso nel gravame di soffrire di gravi problemi di 
salute che possano giustificare un'ammissione provvisoria (cfr. GICRA 
2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emer-
ga la necessità di una permanenza dell'autore del gravame in Svizzera 
per motivi medici.

Premesso  ciò,  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto  siccome 
adempiti i presupposti per formulare una prognosi favorevole con riferi-
mento alle  effettive possibilità per gli  stessi  di  un adeguato reinseri -
mento sociale nel loro Paese d'origine.

In considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento 
è ragionevolmente esigibile nella fattispecie.

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9.4 Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'e-
secuzione  dell'allontanamento  (art.  83  cpv. 2  LStr).  Infatti,  i  ricorrenti, 
usando della dovuta diligenza potranno procurarsi ogni documento ne-
cessario al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi).

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

9.5 Visto quanto precede, l'esecuzione dell'allontanamento è ammissi-
bile, ragionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in 
materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatte-
so e la querelata decisione confermata.

10.
Ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato il dirit-
to federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autorità di pri-
me cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti giuridica-
mente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106 LAsi), 
per il che il ricorso va respinto.

11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 800.–, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico dei  ricorrenti  (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

12.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
I procedimenti D-8285/2007 e D-7393/2009 sono congiunti.

2.
I ricorsi sono respinti.

3.
Le spese processuali, di CHF 800.–, sono poste a carico dei ricorrenti. 
Il succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante dei ricorrenti (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 
interno; in copia)

- W._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Carlo Monti

Data di spedizione:

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