# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8da3f886-c476-5aec-bcf3-b340e892f50e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-10-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.10.2006 52.2006.279
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-279_2006-10-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.279

   

  	
  Lugano

  9 ottobre
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi, Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 11 settembre 2006 del

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato da: PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 22 agosto 2006 del Consiglio di Stato
  (n. 3879) che annulla la decisione 17 ottobre 2005 con cui il municipio di __________
  ha ordinato a CO 1 di sospendere i lavori di costruzione sulla part. __________
  e di inoltrare una domanda di costruzione in sanatoria per i lavori eseguiti;

  

 

 

viste le risposte:

-    26 settembre 2006 del
Consiglio di Stato; 

-    28 settembre 2006 di CO
1; 

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Dopo
antefatti che non occorre qui rievocare, il 23 giugno 2003 il municipio di __________
ha rilasciato a CO 1 il permesso di costruire uno stabile commerciale su un
fondo (part. __________), situato lungo via san __________ nella zona R4 del
PR. 

L'immobile previsto dal progetto approvato
era costituito da una serie di elementi alti circa 10 m, l'ultimo dei quali
verso sudest avrebbe dovuto insistere sul confine con la part. __________, a
ridosso dell'autorimessa dello stabile d'appartamenti che sorge su quel fondo.
Verso la strada e sul retro questo elemento avrebbe dovuto rimanere aperto a mo'
di tettoia. 

 

						
			
			
		
	
	

 

 

10 m

	
		

 

                              
part. __________                                    part. __________

 

 

                                  B.   Durante i
lavori di costruzione dello stabile, i proprietari del fondo contermine hanno
contestato l'edificazione a confine, chiedendo al municipio di intervenire. 

Il resistente ha portato a termine i lavori,
rinunciando - almeno apparentemente - ad edificare come da progetto approvato.
Le dimensioni dell'immobile sono state ridotte, arretrando l'elemento aperto in
modo da rispettare la distanza di 5 m dal confine prescritta dall'art. 39 NAPR.
Il 18 aprile 2005 il municipio ha rilasciato il permesso di abitabilità. 

Il 7 giugno 2005 CO 1 è tuttavia rinvenuto
sui suoi passi, manifestando al municipio l'intenzione di riprendere i lavori
per prolungare la tettoia sin sul confine conformemente alla licenza rilasciatagli.
Con risoluzione 30 giugno 2005 il municipio gli ha fatto presente che la
licenza edilizia era stata compiutamente utilizzata e che il prolungamento
della tettoia avrebbe dovuto essere preceduto dall'inoltro di una nuova domanda
di costruzione. Contro tale provvedimento il resistente non ha interposto
ricorso. 

 

 

                                  C.   Il 17
ottobre 2005 il municipio ha constatato che CO 1 aveva posato un elemento per
prolungare la tettoia fin sul confine verso la part. __________. Con decisione
di ugual data gli ha quindi ingiunto di sospendere i lavori e di inoltrare una
domanda di costruzione. 

 

 

                                  D.   Con
giudizio 22 agosto 2006 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento, accogliendo
l'impugnativa contro di esso inoltrata da CO 1. 

Il Governo ha in sostanza ritenuto che la
licenza 23 giugno 2003 non fosse decaduta e che non fossero dati nemmeno gli
estremi per revocarla parzialmente in modo da imporre il rispetto della
distanza di 5 m dal confine prescritta dall'art. 39 NAPR per la zona R4. 

 

 

                                  E.   Contro il
predetto giudizio il comune si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino dell'ordine impartito al
qui resistente. 

A mente dell'insorgente, arretrando l'ultimo
elemento ad una distanza di 5 m dal confine verso la part. __________, il
resistente avrebbe rinunciato per atti concludenti ad avvalersi compiutamente
della licenza rilasciatagli. Come prospettato dalla decisione 30 giugno 2005,
rimasta incontestata, il prolungamento della tettoia richiederebbe un nuovo
permesso. 

 

 

                                  F.   Il ricorso
è avversato dal Consiglio di Stato, che non formula osservazioni. 

Ad identica conclusione perviene CO 1,
sostenendo che la licenza rilasciatagli sarebbe tuttora valida e che non
sarebbero dati validi motivi per revocarla parzialmente. 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la legittimazione attiva
del comune insorgente sono date dall'art. 21 LE. Il ricorso, tempestivo, è
dunque ricevibile in ordine; 

 

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla
base degli atti (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi e dell'oggetto della
contestazione emerge chiaramente dagli atti ed è perfettamente nota a questo
tribunale per conoscenza diretta. Il sopralluogo chiesto dal comune non appare
dunque atto a procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il
giudizio. Tanto meno appare necessaria l'audizione di testi. 

 

 

                                   2.   Giusta l'art.
42 cpv. 1 LE, richiamato dal provvedimento in contestazione, il municipio deve
far sospendere i lavori eseguiti senza o in contrasto con la licenza edilizia. 

L'ordine di sospendere i lavori è una misura
cautelare, volta ad assicurare il mantenimento della situazione di fatto nell'attesa
che l'autorità conceda il permesso in sanatoria per le opere eseguite senza
permesso od in contrasto con il permesso accordato, oppure ordini il ripristino
di una situazione conforme al diritto. Scopo del provvedimento è quello di
evitare che l'apparente situazione di illegittimità cerata da un intervento
edilizio venga ulteriormente aggravata dalla prosecuzione di lavori privi della
necessaria autorizzazione (Adelio Scolari, Commentario, IIa ed., ad art. 42
LE, n. 1261). 

 

 

                                   3.   Nel caso
concreto, il resistente, pur essendo al beneficio di una licenza che lo autorizzava
ad edificare sin sul confine verso la part. __________, di fronte alle rimostranze
dei vicini, ha - almeno apparentemente - rinunciato a prevalersi del permesso
di cui era titolare. Ha quindi portato a termine i lavori, arretrando l'ultimo
elemento della costruzione alla distanza di 5 m dal confine prescritta dall'art.
39 NAPR di __________. 

Due mesi dopo aver ottenuto il permesso di
abitabilità il resistente si è tuttavia ricreduto, manifestando all'autorità
comunale l'intenzione di riaprire il cantiere e riprendere i lavori per prolungare
l'elemento a tettoia sin sul confine verso la part. __________, in conformità
del progetto a suo tempo approvato. 

Con risoluzione 30 giugno 2005, il municipio
gli ha prospettato la necessità di chiedere un nuovo permesso, stabilendo in
sostanza che con la fine dei lavori di costruzione il resistente avesse in
sostanza esaurito le facoltà edificatorie riconosciutegli dalla licenza 23
giugno 2003. 

Pur avendo rinunciato ad impugnare il
provvedimento davanti al Consiglio di Stato, il 17 ottobre 2005 il resistente
si è accinto a riprendere i lavori di costruzione per prolungare la tettoia
verso il confine antistante. In conformità di quanto stabilito nella risoluzione del 30 giugno precedente, con ordine
dello stesso giorno, il municipio gli ha ingiunto di sospenderli e di chiedere
il permesso per l'opera che intendeva ancora realizzare. 

Contrariamente a quanto assume il Consiglio
di Stato, l'ordine di sospendere i lavori, nelle circostanze concrete,
risultava pienamente giustificato. Con la decisione 30 giugno 2005, cresciuta
in giudicato, il municipio aveva in effetti chiaramente prospettato al
ricorrente che la conclusione dei lavori di costruzione aveva determinato l'esaurimento
delle facoltà edificatorie, che gli erano state riconosciute dalla licenza
edilizia accordatagli nel 2003. 

Già sulla sola base della situazione di
fatto e di diritto che si era apparentemente venuta a creare in seguito alla
conclusione dei lavori di costruzione dello stabile, ridotto rispetto a quello
autorizzato, ma rifinito anche sul versante in discussione, il municipio sarebbe
stato pienamente legittimato ad ingiungere al resistente di astenersi da
ulteriori interventi edilizi. A maggior ragione si giustifica questa
conclusione se si considera che l'autorità comunale, con la risoluzione del 30
giugno 2005, aveva inequivocabilmente stabilito che il resistente non avrebbe
più potuto prevalersi della licenza in questione per prolungare l'edificio come
ai piani originariamente approvati. 

 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque accolto, annullando
il giudizio governativo impugnato e ripristinando il controverso ordine di sospensione
dei lavori. 

La tassa di giustizia e le ripetibili di
entrambe le istanze sono poste a carico del resistente secondo soccombenza. 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 42 LE; 3, 18, 28, 31, 60, 61, 65
PAmm; 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto.

§.  Di conseguenza: 

1.1.          
la decisione 22 agosto 2006 del Consiglio di
Stato (n. 3879) è annullata; 

1.2.          
la decisione 17 ottobre 2005 del municipio di S__________
è confermata. 

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 1'000.- è a carico del resistente, che rifonderà fr. 2'000.-
al comune di RI 1 a titolo di ripetibili di entrambe le istanze. 

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

  .

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  1 patrocinato da: PA 2 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario