# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ee262b9f-3fe9-5dce-91d8-af8e98784ada
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-04-22
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 22.04.2024 A-4782/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-4782-2023_2024-04-22.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-4782/2023 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 2  a p r i l e  2 0 2 4  

Composizione 

 
Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del 

collegio),  

Stephan Metzger 

Maurizio Greppi,  

cancelliere Demis Mirarchi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

(…),   

patrocinato dall’avv. Gianluigi Della Santa,  

Studio Legale e Notarile,  

Viale Stazione 2, casella postale 1854, 6501 Bellinzona,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
B._______,  

(…),    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Scioglimento del rapporto di lavoro con effetto immediato. 

 

 

 

A-4782/2023 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A._______, classe (…), è stato impiegato da B._______ dal (…) 2018 in 

qualità di (…). 

B.  

Con richiesta del 13 giugno 2023, il collaboratore C._______ ha chiesto di 

aprire un’inchiesta di accertamento interna e accusato contestualmente 

A._______ di mobbing contro di lui. Dal “verbale dell’accertamento dei fatti” 

del 19 giugno 2023, in cui è stato ascoltato C._______, emerge che 

A._______ avrebbe spesso avuto atteggiamenti volti a inquinare il clima di 

lavoro e avrebbe anche esternato affermazioni denigratorie nei suoi 

confronti. La situazione sarebbe peggiorata dall’aprile del 2023, dopo che 

A._______ non avrebbe ottenuto il ruolo ambito di (…) presso (…). 

C.  

Nell’ambito dell’inchiesta di cui sopra, la collega di A._______, D._______, 

ha dichiarato di essere stata da lui sessualmente molestata. 

D.  

Con decisione dell’8 agosto 2023, (…) sciolto il rapporto di lavoro con 

A._______ senza preavviso per motivo grave. Il datore di lavoro ha infatti 

ritenuto, sulla base di quanto testimoniato da alcuni colleghi di lavoro, che 

l’accusa di molestia sessuale sarebbe credibile. Dall’inchiesta non 

sarebbero invece emersi elementi per accusarlo di mobbing nei confronti 

di C._______. 

E.  

In data 6 settembre 2023, A._______ (di seguito: ricorrente) ha inoltrato 

ricorso contro la succitata decisione (…) (di seguito: autorità inferiore) 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale). Egli ha 

chiesto l’accoglimento del ricorso e il versamento di franchi 65'000.-- oltre 

interessi al 5% dall’8 agosto 2023. Il tutto con protestate spese, tasse e 

ripetibili. 

F.  

Con la risposta al ricorso del 16 novembre 2023 l’autorità inferiore si è 

riconfermata nelle proprie conclusioni. 

G.  

Il ricorrente, a cui il Tribunale ha concesso la possibilità di esprimersi, non 

si è pronunciato ulteriormente.  

A-4782/2023 

Pagina 3 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell’art. 5 della Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate dalle autorità 

menzionate all’art. 33 della Legge federale del 17 giugno 2005 sul 

Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), riservate le eccezioni 

di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). La procedura dinanzi ad esso è 

retta dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (art. 37 LTAF). 

Nella presente fattispecie, l’atto impugnato costituisce una decisione ai 

sensi dell’art. 5 PA (…). 

1.2 Pacifica è la legittimazione ricorsuale del ricorrente, essendo lo stesso 

destinatario della decisione impugnata e avendo egli un interesse a che la 

stessa venga qui annullata (art. 48 PA). Il ricorso è poi stato interposto 

tempestivamente (art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di 

forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA). 

Il ricorso è ricevibile e deve pertanto essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (nonché l’inadeguatezza (art. 49 

lett. c PA). 

2.2 L’autorità adita non è vincolata né dai motivi addotti (art. 62 cpv. 4 PA), 

né dalle considerazioni giuridiche della decisione impugnata, né dalle 

argomentazioni delle parti (cfr. sentenza del TF 1C_108/2014, 

1C_110/2014 del 23 settembre 2014 consid. 7.4; DTAF 2007/41 consid. 2 

[pagg. 529 e seg.]). Secondo il principio di articolazione delle censure 

(Rügeprinzip) l’autorità di ricorso non è tenuta ad esaminare le censure che 

non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla 

constatazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza 

sostanziate (cfr. sentenza del TAF A-5225/2018 del 7 maggio 2019  

consid. 2) . Il principio inquisitorio non è assoluto: la sua portata è limitata 

dal dovere delle parti di collaborare. Quest’ultimo comprende per la parte 

l’obbligo di produrre le prove necessarie, d’informare il giudice sulla 

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fattispecie e di motivare la propria richiesta (cfr. art. 13 PA; DTF 143 II 425 

consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1). 

3.  

Nel caso in disamina, il Tribunale si deve interrogare, sulla base degli atti 

versati all’incarto, se sussistono dei motivi gravi (…) per una disdetta del 

rapporto di lavoro senza preavviso. In effetti, la questione della 

reintegrazione non si pone, visto che il ricorrente, patrocinato, ha chiesto 

soltanto un’indennità. Di conseguenza il licenziamento non viene 

contestato, ma ne vengono censurate le modalità. 

 

L’autorità inferiore ha condotto un’inchiesta interna svoltasi dal 13 giugno 

2023 fino al 7 luglio 2023 (momento in cui l’autorità ha formulato le sue 

intenzioni nell’ambito del diritto di essere sentito) giungendo alla 

conclusione che l’accusa rivolta al ricorrente di aver toccato la collega nelle 

parti intime sarebbe corroborata. Questa tesi sarebbe sostenuta, oltre che 

dalla stessa presunta vittima, dalla testimonianza del collega E._______. 

Altri testimoni hanno affermato di aver intercettato delle battute sessiste 

rivolte alla collega da parte del ricorrente. Le dichiarazioni non avrebbero 

potuto, fino al momento dell’emanazione della decisione impugnata, 

essere confermate da altri. 

Il ricorrente contesta l’accusa di molestie sessuali. Dal memoriale 

ricorsuale emerge che l’obiettivo dei colleghi, segnatamente di C._______, 

sarebbe stato quello di “far fuori” il ricorrente (cfr. pag. 2 del ricorso), 

lasciando in altre parole intendere che contro di lui ci sarebbe stato un 

“complotto” (cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con A._______ del  

3 luglio 2023, pag. 77). Il ricorrente fa riferimento ad una presunta relazione 

tra C._______ ed D._______ (cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con 

A._______ del 26 giugno 2023, pag. 75) e alla tendenza del primo a “voler 

lasciare a casa le persone che non gli piacciono” (cfr. verbale 

dell’accertamento dei fatti con A._______ del 3 luglio 2023, pag. 77). Il 

movente del complotto sarebbe, in pillole, la gelosia che C._______ 

nutrirebbe nei confronti di A._______ (cfr. pag. 3 del ricorso). 

4.  

4.1 A norma dell’art. 10 cpv. 4 della Legge sul personale federale del  

24 marzo 2000 (LPers, RS 172.220.1), le parti possono disdire 

immediatamente i rapporti di lavoro di durata determinata e indeterminata 

per motivi gravi. Conformemente a consolidata giurisprudenza, la disdetta 

immediata per motivi gravi, quale misura eccezionale, deve essere 

ammessa in maniera restrittiva. In questo senso, unicamente in presenza 

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di una manchevolezza particolarmente grave del lavoratore, si può 

giustificare il licenziamento immediato; nello specifico è necessario che la 

manchevolezza abbia compromesso la relazione di fiducia fra le parti – 

presupposto essenziale di un rapporto di lavoro – o che l’abbia pregiudicata 

a tal punto che la prosecuzione del contratto sino al termine di disdetta 

ordinario non sia più sostenibile (besonders schweres Fehlverhalten;  

cfr. sentenza del TAF A-659/2023 del 12 marzo 2024 consid. 5.1.2 con 

riferimenti). In altri casi, manchevolezze meno gravi possono assurgere a 

motivo di licenziamento immediato solo se vengono reiterate nonostante 

un avvertimento circa le conseguenze estreme del ripetersi del medesimo 

comportamento (cfr. tra le tante DTF 142 III 579 consid. 4.2 con riferimenti). 

4.2 Un motivo grave per il licenziamento senza preavviso può risiedere in 

particolare in una grave violazione del dovere di diligenza sancito  

dall’art. 20 LPers, ossia il dovere dei dipendenti di tutelare gli interessi 

legittimi del proprio datore di lavoro e della Confederazione. La portata 

dell’obbligo di diligenza è limitata e sussiste solo nella misura in cui 

riguarda il raggiungimento e il successo del lavoro, ovvero nella misura in 

cui esiste un collegamento sufficiente con il rapporto di lavoro. Pertanto, 

dipende fortemente dalla funzione e dal compito del dipendente e dalle 

circostanze operative e deve essere determinato separatamente per ogni 

rapporto di lavoro in base alle circostanze e agli interessi del caso specifico 

(cfr. sentenza del TAF A-2913/2021 del 24 ottobre 2022 consid. 6.6 con 

ulteriori riferimenti). In particolare, il dovere di diligenza impone al 

dipendente di astenersi da determinate attività che danneggiano il rapporto 

di lavoro o gli interessi del datore di lavoro. Un comportamento 

inaccettabile nei confronti dei colleghi di lavoro può costituire un motivo 

grave, ad esempio le molestie sessuali sul posto di lavoro (sentenza del 

TAF A-2913/2021 del 24 ottobre 2022 consid. 6.6 con ulteriori riferimenti). 

(…), le molestie sessuali o sessiste sono considerate una violazione degli 

obblighi previsti dal contratto di lavoro. 

5.  

L’autorità di prime cure ed il Tribunale sono liberi nel loro apprezzamento 

delle prove (Beweiswürdigung) (cfr. art. 40 della Legge di procedura civile 

federale del 4 dicembre 1947 [PC, RS 273] in combinazione con l’art. 19 

PA). Non vi sono regole che indicano come apprezzare il valore probatorio 

delle prove addotte dalle parti. Detto ciò, la massima d’ufficio concerne solo 

la questione dell’assunzione delle prove (Beweisführung), ma non quella 

dell’onere della prova (Beweislast) (cfr. KARLEN PETER, Schweizerisches 

Verwaltungsrecht, 2018, pag. 257). Secondo giurisprudenza e dottrina, in 

diritto pubblico si applica in gran parte per analogia l’art. 8 del Codice civile 

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svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210), secondo cui chi vuol dedurre 

il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve fornirne la prova 

(cfr. con riferimenti giurisprudenziali e dottrinali LARDELLI/VETTER, in: Balser 

Kommentar, Zivilgesetzbuch I, 6a ed. 2018, art. 8 CC n. marg. 27). A titolo 

di precisazione, il Tribunale segnala che nel caso di specie non è sufficiente 

dimostrare unicamente la verosimiglianza di ciò che viene allegato, visto 

che l’art. 6 della Legge federale sulla parità dei sessi del 24 marzo 1995 

(LPar, RS 151.1) – legge che potrebbe essere richiamata in relazione a 

fatti di molestie sessuali (cfr. art. 4 LPar) – fa un elenco di motivi in cui vi è 

un alleggerimento dell’onere della prova, all’interno del quale non è però 

inclusa la situazione riguardante le molestie sessuali  

(cfr. SUTTER/FACINCANI, in: Handkommentar, Bundesgesetz über die 

Gleichstellung von Frau und Mann vom 24. März 1995, 2022, art. 6 LPar 

n. marg. 42). 

Si tratta in altre parole di capire se ciò che l’autorità adduce, ovvero che il 

qui ricorrente abbia molestato sessualmente la sua collega D._______, sia 

agli occhi dello scrivente Tribunale convincente. Una sicurezza assoluta 

non può essere domandata. Il Tribunale non deve tuttavia nutrire dei seri 

dubbi sulla fondatezza di quanto allegato. Gli eventuali restanti dubbi 

devono poi essere di lieve natura (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/ 

KAYSER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022,  

n. marg. 3.141). 

6.  

6.1 Risulta dalla decisione impugnata che un argomento decisivo sono le 

testimonianze del collega E._______. Egli ha affermato in due occasioni 

quanto segue: 

- “[…]. Ho visto una scena dove A._______ si avvicinava per buttare 

via un fazzoletto di carta e nel mentre l’altra mano si muoveva verso 

D._______. Mi è sembrato che la palpeggiava. Ho visto D._______ 

turbata e in disparte le ho chiesto cosa fosse successo. Sembrava 

spaventata ma alla fine ha confermato” (cfr. verbale 

dell’accertamento dei fatti con E._______ del 22 giugno 2023,  

pag. 68); 

- “[…]. C’era D._______ che si stava lavando le mani dentro (…). Nel 

mentre A._______ si è messo davanti a lei coprendomi la visuale. 

Mentre buttava qualcosa nel cestino con una mano vedevo che 

usava l’altra mano per toccarle il fondo schiena, così mi è apparso” 

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(cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con E._______ del  

23 giugno 2023, pag. 72). 

6.2 Nella decisione impugnata B._______ ritiene anche che altri testimoni 

avrebbero intercettato delle battute sessiste pronunciate da parte del 

ricorrente e rivolte verso la collega.  

Il collaboratore F._______ avrebbe appreso da una conversazione con 

D._______ che il ricorrente l’avrebbe molestata verbalmente  

(cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con F._______ del 19 giugno 2023, 

pag. 59: “[…] che bel culo che hai o che bel tanga verde che porti. Mi ha 

riferito inoltre che A._______ ha l’intenzione di cercarla anche al di fuori del 

lavoro”). 

Il collega E._______ ha raccontato di un episodio in cui D._______ 

avrebbe chiesto un favore lavorativo al ricorrente e, dopo averlo 

ringraziato, quest’ultimo avrebbe affermato “Niente grazie solo pagamento 

in natura” (cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con E._______ del  

23 giugno 2023, pag. 72). 

6.3 Il collaboratore E._______ ha dichiarato ancora di aver sentito che il 

ricorrente chiamava D._______ in maniera insistente (cfr. verbale 

dell’accertamento dei fatti con E._______ del 23 giugno 2023, pag. 72). 

Altri colleghi avrebbero invece notato nel ricorrente degli atteggiamenti 

particolarmente disinvolti nei confronti delle donne, talvolta anche volgari 

(cfr. risposta al ricorso del 16 novembre 2023, pag. 10). 

6.4 Non da ultime, vi sono le dichiarazioni della stessa presunta vittima di 

molestie sessuali, la quale ha affermato: 

- che il ricorrente avrebbe fatto delle osservazioni sul suo 

abbigliamento intimo e apprezzamenti indesiderati sul suo sedere 

(cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con D._______ del  

23 giugno 2023, pag. 57); 

- che il ricorrente le avrebbe afferrato i fianchi e toccato anche il 

sedere (cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con D._______ del  

26 giugno 2023, rispettivamente pag. 83 e 84); 

- che il ricorrente si rivolgeva a membri del gruppo in maniera volgare, 

facendo anche gesti con la mano verso il suo pene (“me lo potete 

solo succhiare”) (cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con 

D._______ del 26 giugno 2023, pag. 84); 

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- che il ricorrente sarebbe una persona possessiva e insistente; che 

egli avrebbe affermato di non averla mai vista a (…), motivo per il 

quale vi sarebbero gli estremi per qualificare l’atteggiamento 

dell’insorgente come stalking (cfr. verbale dell’accertamento dei fatti 

con D._______ del 26 giugno 2023, pag. 84); 

- che il ricorrente l’avrebbe ringraziata a seguito di un favore e che il 

primo avrebbe risposto “Non voglio un caffè ma solo un pagamento 

in natura” (cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con D._______ del 

26 giugno 2023, pag. 84); 

- che il ricorrente avrebbe provato a baciarla (cfr. verbale 

dell’accertamento dei fatti con D._______ del 26 giugno 2023,  

pag. 84); 

- che il ricorrente le avrebbe mostrato una foto del suo pene e che 

l’avrebbe costretta a toccargli il pene, vantandosi nel contempo delle 

dimensioni (cfr. verbale dell’accertamento dei fatti con D._______ 

del 26 giugno 2023, pag. 84). 

6.5 Sulla base di quanto elencato sopra, occorre quindi procedere ad un 

apprezzamento complessivo degli argomenti apportati dall’autorità 

inferiore a sostegno della sua accusa di molestie sessuali. Come già 

considerato, seppur non sia necessaria un’impressione di certezza 

assoluta da parte delle autorità, i dubbi che rimangono devono essere di 

natura lieve (cfr. supra consid. 5). Conviene quindi esaminare nel dettaglio, 

circa i fatti alla base del motivo di licenziamento, quanto riportato e quanto 

ritenuto nonché definire se l’autorità disponeva di abbastanza elementi sui 

quali fondare una convinzione.   

6.5.1 Innanzitutto, il Tribunale constata che la testimonianza di E._______ 

dà l’idea che la sua fosse piuttosto un’impressione (“mi è sembrato” e “mi 

è apparso”). Dal secondo verbale emerge inoltre che il collaboratore non 

disponeva neanche di una prospettiva che gli desse un’immagine chiara di 

ciò che accadeva (“coprendomi la visuale”). 

6.5.2 Per quanto concerne la dichiarazione di F._______, il Tribunale non 

può non evidenziare che non si tratta di un racconto di un vissuto in prima 

persona. Il testimone sta infatti riportando delle informazioni fornitegli da 

D._______. 

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6.5.3 Per quanto riguarda invece le presunte osservazioni volgari rivolte 

alle donne dal ricorrente, emergono degli elementi contrastanti. Da un lato 

alcuni collaboratori definiscono oltraggioso l’atteggiamento di A._______, 

in altri verbali appare invece che il ricorrente si comporti in maniera 

professionale nei confronti delle donne (cfr. verbale dell’accertamento dei 

fatti con G._______ del 26 giugno 2023, pag. 62; verbale dell’accertamento 

dei fatti con H._______ del 26 giugno 2023, pag. 65). 

6.5.4 In relazione a ciò che è stato dichiarato dalla presunta vittima di 

molestie, codesto Tribunale non può esimersi dal rilevare che l’autorità 

inferiore ha fondato la sua decisione prevalentemente sulla testimonianza 

di E._______, la quale, come evidenziato poc’anzi, presenta delle criticità. 

Le affermazioni di D._______, che avrebbero d’acchito dovuto costituire il 

perno dell’apparato argomentativo dell’autorità inferiore, vengono trattate 

in maniera perlopiù marginale e secondaria. Il Tribunale si interroga 

dunque sui motivi di questo tipo di motivazione, che induce a pensare che 

l’autorità stessa non fosse pienamente convinta di quanto allegato da 

D._______. Fa riflettere inoltre come le dichiarazioni più circostanziate 

della presunta vittima di molestie siano intervenute solo in sede di secondo 

incontro sull’accertamento dei fatti, anche se non si può con certezza 

escludere che questo elemento possa essere legato all’esigenza di tempo 

di riflessione, benché i fatti risalivano comunque a ben prima dell’inizio 

dell’inchiesta di approfondimento interna. 

6.6 Stando agli atti versati all’incarto e in base alle valutazioni di cui sopra, 

lo scrivente Tribunale, seppur intravveda delle problematiche di carattere 

generale, non ritiene che per quanto riguarda l’accusa di molestie sessuali 

la soglia descritta sopra sia raggiunta, non essendo il criterio della 

verosimiglianza nemmeno applicabile al caso di specie (cfr. supra  

consid. 5). In altre parole, per i motivi esposti (cfr. supra consid. 6.5.1 segg.) 

e dopo un apprezzamento complessivo dei mezzi di prova apportati 

dall’autorità inferiore, lo scrivente Tribunale non si può ritenere convinto 

della sussistenza del motivo grave come ritenuto nella decisione 

impugnata. Permangono ancora infatti dei dubbi di natura non lieve sulla 

fondatezza delle tesi dell’autorità inferiore. Il Tribunale non può nemmeno 

ritenere con certezza, visti i dubbi emersi, che la tesi del complotto 

sostenuta dal ricorrente possa essere esclusa nel modo più assoluto. I 

dubbi che nutre il Tribunale sono anche da ricondurre ad un’inchiesta svolta 

in maniera approssimativa. Viste anche le gravi accuse mosse nei confronti 

del ricorrente, l’autorità avrebbe dovuto fornire maggiori elementi a 

sostegno della decisione. 

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Pagina 10 

7.  

Di conseguenza, il licenziamento senza preavviso non era giustificato, 

poiché non risultano esservi dei motivi gravi (…). Il ricorso è su questo 

punto accolto. 

8.  

8.1 Sulla base dell’esito di questa decisione, occorre ancora che il 

Tribunale si chini sulla domanda di indennità formulata dal ricorrente nelle 

sue conclusioni ricorsuali. Aperta può restare invece la questione della 

reintegrazione (art. 34c cpv. 1 lett. b LPers), frutto tra gli altri motivi di un 

eventuale licenziamento abusivo, visto che il ricorrente non ne fa menzione 

nel suo petitum. 

8.2 Ai sensi dell’art. 34b cpv. 1 lett. a LPers qualora l’istanza di ricorso 

accolga il ricorso contro una decisione in merito alla disdetta del rapporto 

di lavoro, l’autorità di ricorso riconosce al ricorrente un’indennità se 

mancano motivi oggettivi sufficienti per la disdetta regolare o motivi gravi 

per la disdetta senza preavviso oppure siano state violate disposizioni 

procedurali. L’indennità ai sensi del cpv. 1, lett. a viene stabilita dall’istanza 

di ricorso dopo aver valutato tutte le circostanze. L’indennità ammonta di 

regola almeno a sei salari mensili e al massimo a un salario annuo. 

B._______ dispone, in caso di accoglimento del ricorso, la continuazione 

del versamento dello stipendio fino allo scadere del termine di disdetta 

regolare o del contratto di lavoro a tempo determinato, se mancano motivi 

gravi nel caso di una disdetta senza preavviso. 

8.3 Visto l’esito della procedura, l’autorità inferiore è tenuta a versare al 

ricorrente lo stipendio fino allo scadere del termine di disdetta regolare.  

Per quanto concerne l’indennità (…), il ricorrente ha domandato sei 

mensilità salariali. Il Tribunale ribadisce che il (…) non impedisce una 

riduzione dell’indennità qualora siano riunite delle circostanze particolari, 

segnatamente in caso di colpa importante da parte della persona licenziata 

(cfr. sentenza del TAF A-4626/2020 del 2 marzo 2022 consid. 8.3.3,  

A-1532/2019 del 20 novembre 2019 consid. 8.3.4). Già da 

un’interpretazione letterale infatti la presenza dell’espressione “di regola” 

sottintende che possano essere contemplate anche delle eccezioni. Dato 

il comportamento non esemplare del ricorrente nel corso della sua attività 

presso B._______ e visto che al Tribunale permangono comunque dei 

dubbi in merito al suo comportamento nei confronti delle colleghe donne, 

si giustifica una riduzione dell’indennità a tre mesi di salario lordo. 

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In termini globali, l’autorità inferiore è tenuta a versare al ricorrente lo 

stipendio fino allo scadere del termine di disdetta regolare e in aggiunta tre 

mensilità salariali a titolo di indennità per licenziamento senza preavviso 

ingiustificato. Il ricorso è dunque respinto sul punto dell’indennità, visto che 

il ricorrente domanda un versamento superiore ai tre mesi decisi dal qui 

scrivente Tribunale.  

9.  

Il ricorrente domanda nelle sue conclusioni ricorsuali un importo di franchi 

65'000.-- oltre interessi al 5% dall’8 agosto 2023 (data della decisione).  

I crediti derivanti dall’applicazione dell’art. 34b cpv. 1 lett. a LPers 

diventano esigibili con la fine del rapporto di lavoro (applicazione per 

analogia dell’art. 339 cpv. 1 della Legge federale di complemento del 

Codice civile svizzero del 30 marzo 1911 [CO, RS 220]; cfr. sentenza del 

TAF A-4618/2021 del 18 aprile 2023 consid. 8.3 con riferimenti). L’istanza 

inferiore ha sciolto il rapporto di lavoro senza preavviso, motivo per il quale 

essa deve al ricorrente degli interessi moratori pari al 5% a partire dal  

9 agosto 2023 (applicazione per analogia dell’art. 104 cpv. 1 CO; sentenza 

del TAF A-4618/2021 del 18 aprile 2023 consid. 8.3 con riferimenti). 

10.  

Sulla base di quanto esposto sopra, il ricorso è parzialmente accolto. 

 

11.  

In base all’art. 34 cpv. 2 LPers, la procedura di ricorso è gratuita tranne nei 

casi di temerarietà; nella fattispecie si rinuncia quindi alla riscossione di 

spese di procedura.  

Visto l’esito della lite, il ricorrente ha diritto alla rifusione di indennità a titolo 

di ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 PA e art. 7 cpv. 1 del regolamento del 

21 febbraio 2008 sulle tasse e spese ripetibili, nelle cause dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Essa è fissata, 

tenuto conto degli atti versati all’incarto e che i gravami del ricorrente sono 

solo parzialmente ammessi, a franchi 1'000.--, IVA e disborsi compresi. 

L’autorità inferiore non ha diritto alla rifusione di indennità a titolo di ripetibili 

(cfr. art. 7 cpv. 3 TS-TAF). 

 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

  

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto.  

2.  

L’autorità inferiore è tenuta a versare al ricorrente, ad avvenuta crescita in 

giudicato della presente decisione, lo stipendio fino allo scadere del 

termine di disdetta regolare e in aggiunta tre mensilità salariali a titolo di 

indennità per licenziamento senza preavviso ingiustificato con interessi 

moratori del 5% a partire dal 9 agosto 2023. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

È addossata all’autorità di prima istanza un’indennità per spese ripetibili a 

favore del ricorrente di franchi 1'000.-- (IVA ed eventuali disborsi compresi). 

5.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente e all’autorità inferiore. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

La presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Claudia Pasqualetto Péquignot Demis Mirarchi 

 

  

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Rimedi giuridici: 

Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di 

lavoro di diritto pubblico possono essere impugnate davanti al Tribunale 

federale a condizione che concernano controversie di carattere 

patrimoniale il cui valore litigioso sia pari almeno a franchi 15'000.-- 

rispettivamente – se ciò non è il caso – nelle quali si ponga una questione 

di diritto di importanza fondamentale (art. 85 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LTF). Se 

non si tratta di una contestazione a carattere pecuniario, il ricorso è 

ricevibile soltanto nella misura in cui concerna la parità dei sessi (art. 83 

lett. g LTF). Se il ricorso in materia di diritto pubblico è ammissibile, esso 

deve essere interposto, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 

decisione contestata, presso il Tribunale federale, 1000 Losanna 14 

(art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Il termine rimane sospeso dal 15 

luglio al 15 agosto incluso (art. 46 cpv. 1 lett. b LTF). Il termine è reputato 

osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, 

all’indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza 

diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine  

(art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono essere redatti in una lingua 

ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova 

ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: 

 

  

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Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (atto giudiziario)