# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 604ad424-ce4a-5d53-bfae-61b028f81fc4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2022-10-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 21.10.2022 60.2022.128
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2022-128_2022-10-21.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2022.128

   

  	
  Lugano

  21 ottobre 2022/mr    

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

   

   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Nicola Respini, presidente,

  Raffaele Guffi, Giovan Maria Tattarletti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 29.4./2.5.2022 presentato da

 

 

	
   

  	
   RE 1, , 

  patr. da:   PR 1, , 

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto 14.4.2022 del presidente della Pretura
  penale E. Orsetta Bernasconi Matti con cui ha abbandonato il procedimento di
  cui al decreto di accusa 5794/2020 del 23.10.2020 a carico di PI 2, __________
  (patr. da: avv. PR 2 e MLaw __________, __________), per diffamazione (inc.
  81.2020.645);

  

 

 

richiamati gli scritti 5/6.5.2022 e
1/2.6.2022 (duplica) del presidente della Pretura penale – che, senza
osservazioni, si è rimesso al giudizio della Corte –, 6/9.5.2022 e
31.5./1.6.2022 (duplica) del procuratore pubblico Raffaella Rigamonti – che,
senza osservazioni, si è parimenti rimesso al giudizio di questa Corte –,
12/13.5.2022 e 7/8.6.2022 (duplica) di PI 2 – che, osservato, ha postulato la
reiezione del gravame – e 27/30.5.2022 (replica) di RE 1 – che si è confermato
nelle sue argomentazioni –;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
esposto 29/30.1.2020 l’avv. PR 1, a nome di RE 1, ha querelato PI 2 per
calunnia sub. diffamazione in relazione a quanto quest’ultimo avrebbe affermato
in data 5.11.2019 a __________ sulla persona di RE 1.

 

                                         Nello
scritto è stato indicato che RE 1 dichiarava di voler partecipare al
procedimento penale quale accusatore privato e chiedeva il perseguimento e la
punizione del querelato.

 

                                         Alla
querela, firmata unicamente dall’avv. PR 1, non è stata allegata alcuna procura
a favore del patrocinatore.

 

                                         L’esposto
è stato registrato come inc. MP 2020.1009.

 

 

                                  b.   Su
mandato del procuratore pubblico, ex art. 312 cpv. 1 CPP, la polizia ha
interrogato, segnatamente, RE 1 (presente l’avv. PR 1), che – sentito quale persona
informata sui fatti – ha addotto che era sua intenzione procedere legalmente
per i reati di diffamazione e calunnia in quanto la sua reputazione era stata
gravemente minata (verbale 16.7.2020, p. 2).

 

 

                                   c.   Con
decreto 23.10.2020 il magistrato inquirente ha posto PI 2 in stato di accusa
davanti alla Pretura penale siccome ritenuto colpevole di diffamazione [“per
avere, a __________, in __________ presso gli uffici della __________, il 5
novembre 2019, comunicando con terze persone, incolpato o reso sospetto RE 1 di
condotta disonorevole o di altri fatti che possano nuocere alla di lui
reputazione, e meglio, per avere comunicato a __________ e a __________,
durante una riunione, che RE 1 era stato oggetto di una perquisizione da parte
dell’autorità giudiziaria italiana a seguito di una denuncia per truffa e che
quest’ultimo aveva anche rischiato di essere sottoposto ad arresto, rendendo in
tal modo sospetto RE 1 di condotta disonorevole; (…).”]. Ha proposto la sua
condanna alla pena pecuniaria di CHF 5'700.00 (dieci aliquote a CHF
570.00/aliquota), sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni,
alla multa di CHF 500.00 ed al pagamento della tassa di giustizia e delle spese
(DA 5794/2020).

 

 

                                  d.   Con
scritto 30.10./2.11.2020 PI 2 ha presentato opposizione al predetto decreto di
accusa 23.10.2020.

                                   e.   Con
decreto 9.11.2020 il pubblico ministero ha confermato il decreto di accusa ed
ha trasmesso gli atti alla Pretura penale.

 

 

                                    f.   Con
decreti 7.3.2022 il presidente della Pretura penale, verificata la validità del
decreto di accusa e della relativa opposizione, ha assegnato alle parti un
termine di dieci giorni per presentare e motivare eventuali istanze probatorie
rispettivamente ha citato le parti a comparire il 22.4.2022 per procedere al
dibattimento.

 

 

                                  g.   Con
scritto 23/24.3.2022 l’avv. PR 1 ha trasmesso copia della procura rilasciata a
suo favore da RE 1, che – secondo lo scritto – era stata richiesta dalla
Pretura penale. 

 

                                         La
procura, datata 2.12.2019 e firmata da RE 1, riporta: “Il sottoscritto RE 1
(…) conferisce procura a avv. PR 1 (…) perché abbia a rappresentarlo
singolarmente o congiuntamente nella pratica penale con facoltà di subdelega
(…).”

 

 

                                  h.   Con
decreto 24.3.2022 il presidente della Pretura penale ha assegnato alle parti un
termine di dieci giorni per osservazioni, ritenuto che si poneva la questione
dell’esistenza di una valida querela, posto che essa era stata sottoscritta dal
solo patrocinatore e che sarebbe sembrata basarsi su una procura che non
appariva sufficientemente specifica (con riferimento alla giurisprudenza di cui
alla decisione TF 6B_139/2021 del 9.6.2021 consid. 3.1.).

 

                                         Ha
indicato che il dibattimento era rinviato a data da stabilire.

 

 

                                    i.   Il
29/30.3.2022 il magistrato inquirente ha comunicato di non avere particolari
osservazioni e di rimettersi al giudizio del giudice.

 

                                         Con
scritto 11/12.4.2022 RE 1, per il tramite dell’avv. PR 1, ha contestato che la
procura non fosse sufficiente per fondare i poteri di rappresentanza del legale
in relazione alla querela. Né le autorità di polizia né il procuratore pubblico
avevano sollevato obiezioni in proposito. Mettere in discussione, in sede di
Pretura penale, che egli non volesse presentare querela contro l’imputato era
cosa del tutto arbitraria. Appariva come un formalismo eccessivo, che violava
il suo diritto di ottenere giustizia, invocare il fatto che nella procura non
venisse indicato specificatamente che egli volesse querelare PI 2. 

                                         PI
2 non si è pronunciato sulla questione posta.

 

 

                                    j.   Con
decreto 14.4.2022 il presidente della Pretura penale ha abbandonato il procedimento promosso a carico di PI
2.

 

                                         Il
giudice, richiamate disposizioni e giurisprudenza in tema di querela, ha
evidenziato che la querela 29.1.2020 era stata sottoscritta dal solo
patrocinatore e che sulla procura, relativamente all’oggetto della pratica, era
stato indicato unicamente “penale”. Ha ritenuto che dalla procura non si
evinceva il mandato espresso di sporgere querela contro terzi. L’accusatore
privato era stato sentito a verbale soltanto il 16.7.2020, ossia a più di otto
mesi di distanza dai fatti avvenuti il 5.11.2019: non si poteva dunque dire che
egli avesse ratificato la querela nel termine di tre mesi. Le osservazioni del
patrocinatore di RE 1 nulla mutavano. Il procedimento penale nei confronti di PI
2, nelle descritte circostanze e richiamata l’esposta giurisprudenza, doveva quindi
essere abbandonato per difetto di valida querela.

 

 

                                   k.   Con
gravame 29.4./2.5.2022 RE 1 postula che, in accoglimento dell’impugnativa, il
decreto 14.4.2022 sia annullato.

 

                                         Il
reclamante adduce che il richiamo alla sentenza TF 6B_139/2021 del 9.6.2021
consid. 3.1. non sarebbe pertinente siccome non applicabile alla fattispecie.
Al consid. 3.2. l’Alta Corte riserverebbe, ovviamente, la possibilità per il
querelante di dimostrare di avere anche in altro modo conferito tempestivamente
l’irrevocabile incarico al mandatario di presentare querela entro il termine di
tre mesi. Lo scambio di posta elettronica, prodotto quale doc. E, dimostrerebbe
in maniera inequivocabile tale volontà. Con mail del 20.1.2020 il suo legale
avrebbe attirato la sua attenzione sulla prossima scadenza del termine di
querela, invitandolo a versare l’acconto richiestogli. Con mail di risposta
22.1.2020 il reclamante avrebbe comunicato al legale di avere pagato l’acconto,
dimostrando con ciò in maniera incontrovertibile la sua volontà di procedere.
Non ci potrebbero dunque essere dubbi sull’intenzione del reclamante di agire
contro PI 2.

 

 

                                    l.   Delle
ulteriori argomentazioni e delle osservazioni si dirà, se necessario per il
giudizio, in seguito in corso di motivazione.

 

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. b CPP il reclamo può essere interposto – entro il
termine di dieci giorni – contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti
procedurali dei tribunali di primo grado; sono eccettuati le decisioni
ordinatorie e i casi in cui è espressamente escluso dal CPP o quando è prevista
un’altra impugnativa.

 

                                         Con
il gravame, da introdurre davanti alla giurisdizione di reclamo (art. 20 cpv. 1
lit. b CPP), ovvero – in Ticino – alla Corte dei reclami penali (art. 62 cpv. 2
LOG), si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto oppure incompleto dei fatti
(art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e, ancora, l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c
CPP).

 

                                         Il
reclamo deve essere presentato per iscritto e motivato (secondo l’art. 396 cpv.
1 CPP), con riferimento in particolare all’art. 390 CPP per la forma scritta ed
all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         Esso
deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,
i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati
(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         1.2.

                                         Il
reclamo, presentato in data 29.4.2022 contro il decreto 14.4.2022, notificato il
19.4.2022, è tempestivo (perché introdotto
nel termine di dieci giorni in applicazione dell’art. 322 cpv. 2 CPP).

 

                                         1.3.

                                         L’impugnativa
è proponibile perché concernente la
contestazione del decreto di abbandono emanato
dal giudice di merito, davanti al quale la causa era pendente giusta l’art. 356
cpv. 1 CPP, in applicazione dell’art. 329 cpv. 4 CPP per non validità della
querela (BSK StPO – R. GRÄDEL / M. HEINIGER, 2. ed., art. 322 CPP n. 5; BSK StPO – P. GUIDON, op. cit., art. 393 CPP n. 12; ZK
StPO – A.J. KELLER, 3. ed., art. 393 CPP n. 20; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, 3. ed., art. 329 CPP n.
18).

 

                                         1.4.

                                         RE
1, accusatore privato, titolare dei beni giuridici tutelati dall’art. 173 CP (decisione
TF 6B_447/2020 dell’8.9.2020 consid. 2.1.; BSK Strafrecht II – F. RIKLIN, 4.
ed., vor art. 173 CP n. 5 ss.), è legittimato a reclamare ex art. 382
cpv. 1 CPP contro la pronuncia di abbandono avendo un interesse giuridicamente
protetto all’annullamento o alla modifica della decisione che ha evaso il
procedimento a carico di PI 2 ritenendo che non fosse stata presentata una valida
querela in difetto di procura.

 

                                         1.5.

                                         Le
esigenze di forma e motivazione del gravame sono rispettate.

 

                                         L’impugnativa
è quindi, in queste circostanze, ricevibile in ordine.

 

 

                                   2.   2.1.

                                         2.1.1.

                                         Gli
art. 328 ss. CPP disciplinano la procedura dibattimentale di primo grado. Essi
sono applicabili anche alle autorità giudicanti secondo gli art. 352 ss. CPP,
per es. in Ticino al pretore penale (art. 41 LOG), che decidono nella procedura
del decreto di accusa (BSK StPO – F. RIKLIN, op. cit., art. 356 CPP n. 1; ZK
StPO – Y. GRIESSER, op. cit., art. 328 CPP n. 3; StPO Praxiskommentar – N.
SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., vor art. 328-351 CPP n. 2).

 

                                         2.1.2.

                                         Per
quanto concerne l’esame dell’accusa giusta l’art. 329 cpv. 1 CPP, qualora le
questioni pregiudiziali riguardino carenze rimediabili, il giudice procede
giusta l’art. 329 cpv. 2 CPP, sospendendo il procedimento (BSK StPO – J. STEPHENSON
/ R. ZALUNARDO-WALSER, op. cit., art. 329 CPP n. 10a s.; ZK StPO – Y. GRIESSER,
op. cit., art. 329 CPP n. 16 ss.; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 329 CPP n. 7 ss).

 

                                         Qualora
invece le questioni pregiudiziali interessino carenze irrimediabili, come la
mancanza di una valida querela (ZK StPO – Y. GRIESSER, op. cit., art. 329 CPP
n. 27), il giudice abbandona il procedimento ex art. 329 cpv. 4 CPP (messaggio
21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto processuale penale, in FF
2006 p. 1185; BSK StPO – J. STEPHENSON / R. ZALUNARDO-WALSER, op. cit., art.
329 CPP n. 13; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art.
329 CPP n. 15 CPP).

 

                                         Giusta
l’art. 329 cpv. 4 CPP, infatti, se risulta definitivamente che non può essere
pronunciata una sentenza per mancanza dei presupposti processuali o per
impedimenti a procedere, il giudice (art. 19 CPP) abbandona, con decisione in
applicazione degli art. 80 s. CPP (BSK StPO – N. STOHNER, op. cit., art. 80 CPP
n. 12; ZK StPO – Y. GRIESSER, op. cit., art. 329 CPP n. 28; StPO
Praxiskommentar – N. SCHMID / D. JOSITSCH, op. cit., art. 320 CPP n. 1), il
procedimento penale dopo avere accordato alle parti e ai terzi aggravati
dall’abbandono il diritto di essere sentiti.

 

                                         Il
diritto di essere sentito dell’art. 329 cpv. 4 CPP in merito all’imminente
abbandono del procedimento penale è necessario segnatamente per permettere
all’imputato di esprimersi sull’eventuale accollamento delle spese procedurali
(art. 426 cpv. 2 CPP) e/o di documentare e quantificare l’eventuale pretesa di
indennizzo in applicazione degli art. 429 ss. CPP (BSK StPO – J. STEPHENSON /
R. ZALUNARDO-WALSER, op. cit., art. 329 CPP n. 14; ZK StPO – Y. GRIESSER, op.
cit., art. 329 CPP n. 27).

 

                                         2.2.

                                         2.2.1.

                                         Per
i reati perseguibili soltanto a querela di parte o previa autorizzazione, la
procedura preliminare è avviata solo se è sporta querela o se è concessa
l’autorizzazione (art. 303 cpv. 1 CPP).

 

                                         In
applicazione dell’art. 304 cpv. 1 CPP la querela deve essere presentata alla
polizia, al pubblico ministero o, ancora, all’autorità penale delle
contravvenzioni per scritto o oralmente a verbale (BSK Strafrecht I – C. RIEDO,
4. ed., art. 30 CP n. 121/122; StGB Praxiskommentar – S. TRECHSEL / M. PIETH /
C. GETH, 4. ed., vor art. 30 CP n. 6; BSK StPO – C. RIEDO / B. BONER, op. cit., art. 304 CPP
n. 16/36; ZK StPO – N. LANDSHUT / T.
BOSSHARD, op. cit., art. 304 CPP n. 8; StPO Praxiskommentar – N. SCHMID / D.
JOSITSCH, op. cit., art. 304 CPP
n. 5). 

 

                                         2.2.2.

                                         Giusta
l’art. 30 cpv. 1 CP, se un reato è punibile soltanto a querela di parte,
chiunque ne è stato leso può chiedere che l’autore sia punito (BSK Strafrecht I
– C. RIEDO, op. cit., art. 30 CP n. 6 ss.; StGB Praxiskommentar – S. TRECHSEL /
M. PIETH / C. GETH, op. cit., art. 30 CP n. 1 ss.; A. DONATSCH / G. GODENZI / B.
TAG, Strafrecht I, 10. ed., p. 445 s.). Ha dunque facoltà di presentare querela
colui che è stato leso dal reato, ossia il titolare del bene giuridico preteso
leso (decisione TF 6B_1253/2019 del 18.2.2020 consid. 5.1.; DTF 141 IV 380
consid. 2.3.4.). Il significato di leso secondo l’art. 30 CP è identico
al significato di danneggiato ex art. 115 cpv. 1 CPP (DTF 141 IV 380 consid.
2.3.4.).

 

                                         La
querela è una dichiarazione di volontà incondizionata con cui la parte lesa
domanda alla competente autorità il promovimento dell’azione penale (decisione
TF 6B_1214/2020 del 25.3.2021 consid. 1.3.; DTF 141 IV 380 consid. 2.3.4.; BSK
Strafrecht I – C. RIEDO, op. cit.,
vor art. 30 CP n. 17; StGB PK – S.
TRECHSEL / M. PIETH / C. GETH, op. cit., vor art. 30 CP n. 7; A. DONATSCH /
G. GODENZI / B. TAG, op. cit., p.
442 s.; BSK StPO – C. RIEDO / B. BONER, op. cit., art. 304 CPP n. 5): il querelante – che non è tenuto a qualificare
giuridicamente i fatti, compito dell’autorità – deve descrivere i fatti e
manifestare la volontà di perseguire l’autore (decisione TF 6B_1237/2018 del
15.5.2019 consid. 1.2.; BSK
Strafrecht I – C. RIEDO, op. cit., art. 30 CP n. 47 ss./54; StGB PK – S. TRECHSEL / M. PIETH / C. GETH, op. cit., vor art. 30 CP n. 8).

 

                                         2.2.3.

                                         Ex art. 31 CP il diritto di querela si
estigue in tre mesi. Il termine decorre dal giorno in cui l’avente diritto ha conosciuto in modo sufficientemente circostanziato
il reato ed identificato in modo sufficientemente certo il suo autore
(decisioni TF 6B_1275/2019 del 12.2.2020 consid. 2.2.; 6B_5/2019 del 4.4.2019
consid. 2.1.1.).

 

                                         2.2.4.

                                         Si
tratta di un presupposto processuale, da esaminare d’ufficio (BSK Strafrecht I
– C. RIEDO, op. cit., vor art. 30 CP n. 21; StGB Praxiskommentar – S.
TRECHSEL / M. PIETH / C. GETH, op. cit., art. 31 CP n. 13). La prova
dell’esistenza di una valida querela incombe allo Stato (decisione TF
6B_719/2018 del 25.9.2019 consid. 1.4.; DTF 145 IV 190 consid. 1.5.1.). Se non
è stata presentata una querela o se è stata introdotta tardivamente [per cui il
diritto è perento (BSK Strafrecht I – C. RIEDO, op. cit., art. 31 CP n. 2; StGB
Praxiskommentar – S. TRECHSEL / M. PIETH / C. GETH, op. cit., art. 31 CP n. 1)]
deve essere emanato un decreto di non luogo a procedere o di abbandono (StGB
Praxiskommentar – S. TRECHSEL / M. PIETH / C. GETH, op. cit., vor art.
30 CP n. 11). 

 

                                         2.3.

                                         2.3.1.

                                         Si
è detto che con esposto 29/30.1.2020 l’avv. PR 1, a nome di RE 1, ha querelato PI
2 per calunnia sub. diffamazione in relazione a quanto quest’ultimo avrebbe
affermato il 5.11.2019 a __________ sulla persona di RE 1. Alla querela,
firmata solo dall’avv. PR 1, non è stata allegata alcuna procura a favore del
patrocinatore.

 

                                         Al
termine dell’istruzione, con decreto 23.10.2020 (DA 5794/2020) il magistrato
inquirente ha posto PI 2 in stato di accusa davanti alla Pretura penale siccome
ritenuto colpevole di diffamazione. L’imputato, il 30.10./2.11.2020, ha
presentato opposizione. Il 9.11.2020 il pubblico ministero ha confermato il
decreto di accusa ed ha trasmesso gli atti al giudice per il dibattimento.

 

                                         Con
decreti 7.3.2022 il presidente della Pretura penale, verificata la validità del
decreto di accusa e della relativa opposizione, ha assegnato alle parti un
termine di dieci giorni per presentare e motivare eventuali istanze probatorie
rispettivamente ha citato le parti a comparire il 22.4.2022 per procedere al
dibattimento.

 

                                         Con
scritto 23/24.3.2022 l’avv. PR 1 ha trasmesso copia della procura rilasciata a
suo favore da RE 1 che – secondo lo scritto – era stata richiesta dalla Pretura
penale. 

 

                                         Con
decreto 14.4.2022, preso atto delle osservazioni di RE 1, il presidente della
Pretura penale ha abbandonato il procedimento a carico di PI 2 in difetto di
una valida querela, ritenuto che dalla procura di RE 1 a favore dell’avv. PR 1
non si evinceva il mandato espresso di sporgere querela contro terzi, come esatto
dalla giurisprudenza.

 

                                         2.3.2.

                                         Ora,
secondo la giurisprudenza (DTF 141 IV 380 consid. 2.3.4.; decisione TF
6B_139/2021 del 9.6.2021 consid. 3.1.), il diritto di presentare querela è di
natura strettamente personale. Una procura generale basta qualora si tratti di
una violazione dei diritti materiali (come segnatamente in caso di violazione
di domicilio). Sono invece necessarie una procura speciale resa esplicitamente
oppure tacitamente in vista del caso concreto oppure, ancora, la ratifica della
querela da parte del leso nel termine di tre mesi giusta l’art. 31 CP qualora
si tratti di violazione che compromette beni immateriali strettamente personali
come per esempio la vita e l’integrità corporale, l’onore, la libertà personale
(decisione TF 6B_139/2021 del 9.6.2021 consid. 3.1.; BSK Strafrecht I – C.
RIEDO, op. cit., art. 30 CP n. 87; StGB Praxiskommentar – S. TRECHSEL / M.
PIETH / C. GETH, op. cit., art. 30 CP n. 5).

 

                                         Se
la persona lesa vuole agire tramite un rappresentante, la manifestazione della
sua volontà di presentare querela deve evincersi dai poteri conferiti al
rappresentante e deve di conseguenza essere anteriore o almeno contemporanea al
conferimento di questi poteri (decisione TF 6B_139/2021 del 9.6.2021 consid.
3.1.).

 

                                         2.3.3.

                                         2.3.3.1.

                                         Nel
caso concreto la querela 29/30.1.2020 è stata presentata dall’avv. PR 1 a nome
e per conto di RE 1. 

                                         Essa
concerneva i reati di calunnia sub. diffamazione. 

 

                                         Secondo
la citata giurisprudenza, dunque, ritenuto che dette disposizioni proteggono
l’onore (decisione TF 6B_447/2020 dell’8.9.2020 consid. 2.1.; BSK Strafrecht II
– F. RIKLIN, op. cit., vor art. 173 CP n. 5 ss.), ovvero un bene
immateriale strettamente personale (decisione TF 6B_139/2021 del 9.6.2021
consid. 3.2.), RE 1 avrebbe potuto delegare all’avv. PR 1 il diritto di querela
unicamente accordandogli una procura speciale al fine di presentare la querela
nel caso concreto.

 

                                         La
procura, datata 2.12.2019 e firmata dal reclamante, riporta: “Il
sottoscritto RE 1 (…) conferisce procura a avv. PR 1 (…) perché abbia a
rappresentarlo singolarmente o congiuntamente nella pratica penale con facoltà
di subdelega.”

 

                                         L’oggetto
è stato pertanto menzionato solo quale “penale”.

 

                                         E’
evidente che una tale indicazione sia imprecisa, ossia generica, nel senso che
la procura non è riferita ad un identificato oggetto.

 

                                         2.3.3.2.

                                         Secondo
la decisione TF 6B_139/2021 del 9.6.2021, tuttavia, la procura al
rappresentante può essere esplicita o tacita (consid. 3.1.). In questa sentenza
l’Alta Corte ha del resto concluso che non ci fosse una valida rappresentanza
perché “(…) aucune manifestation de volonté claire de porter plainte ne
ressortant des procurations ou de tout autre document.” (consid. 3.2.).

 

                                         Ora,
RE 1 ha allegato al reclamo (doc. E) lo scambio delle email avuto con l’avv. PR
1 nei giorni precedenti alla presentazione della querela. Il legale, il
20.1.2020, ha scritto al reclamante: “Egregio signor RE 1, approssimandosi
la scadenza del termine per il deposito della querela, constatiamo che la
nostra richiesta di acconto del 2 dicembre 2019 non è ancora stata da lei
evasa. Sicuri che si sia trattato di una svista da parte sua, la invitiamo a
darvi seguito al più presto. (…)”. RE 1 – il medesimo giorno – ha risposto:
“Si mi scusi, mercoledì vi pago e vi inoltro la contabile. (…).” Il
22.1.2020 il reclamante ha poi comunicato all’avv. PR 1 che: “Ho appena
eseguito il bonifico, nel primo pomeriggio vi mando la contabile. (…).”

 

                                         In
queste circostanze, è indubbio che il reclamante, con i suoi atti, abbia
dichiarato la sua volontà incondizionata di querelare, ovvero di voler far inoltrare
dal suo legale la querela. Ritenuto che nei giorni seguenti a questo scambio di
email l’avv. PR 1 ha effettivamente presentato la querela a nome e per conto di
RE 1 a carico di PI 2, si deve necessariamente ritenere che lo scambio di email
si riferisse proprio a questo procedimento e che quindi la volontà
incondizionata del reclamante concernesse il perseguimento di PI 2. Dagli atti
(doc. A, allegato alla querela) risulta del resto che RE 1 è venuto a sapere
delle incriminate affermazioni di PI 2 in data 6.11.2019, di modo che il
termine di tre mesi di cui all’art. 31 CP veniva a scadere il 6.2.2020, ciò che
spiega le parole del legale nell’email 20.1.2020 [“(…) approssimandosi la
scadenza del termine per il deposito della querela, (…)”]. Nel caso
concreto, a differenza del caso oggetto del giudizio TF 6B_139/2021 del
9.6.2021, non era peraltro nella facoltà del legale di decidere se inoltrare
oppure no la querela penale.

 

                                         2.3.4.

                                         Si
ricorda inoltre che il diritto di essere sentito ai sensi degli art. 3 cpv. 2
lit. c CPP e 29 cpv. 2 Cost. – garanzia di natura formale – comprende, oltre
segnatamente al diritto di fornire prove sui fatti rilevanti per il giudizio,
di poter consultare gli atti e di ottenere una decisione motivata, anche il
diritto di esprimersi prima che una decisione sia presa, come del resto
esplicitamente previsto, in particolare, dall’art. 329 cpv. 4 CPP (e dalla
relativa giurisprudenza).

 

                                         La
violazione del diritto di essere sentito comporta l’annullamento della
decisione impugnata indipendentemente dalla fondatezza materiale del gravame.
La lesione può nondimeno essere sanata nell’ambito della procedura di reclamo
se l’irregolarità non è particolarmente grave e se la parte coinvolta ha la
possibilità di esprimersi e di ricevere una decisione motivata dell’autorità
superiore con un potere d’esame completo in fatto e in diritto (decisione TF
1C_320/2019 del 23.4.2020 consid. 2.4.). Una riparazione del vizio (anche in
forma grave) è parimenti possibile quando il rinvio all’autorità inferiore
costituisce una mera formalità, che provocherebbe un ritardo inutile del
procedimento, incompatibile con l’interesse della parte stessa a che la sua
causa sia decisa in un tempo ragionevole (decisione TF 1C_320/2019 del
23.4.2020 consid. 2.4.).

 

                                         Ora,
il fatto che con decreto 24.3.2022 il giudice abbia fissato alle parti un
termine per pronunciarsi sulla presenza di una valida querela non implicava
invero necessariamente che prospettasse l’abbandono del procedimento (cfr.
decisione CRP 60.2021.156 del 23.8.2021 consid. 4.3.2.). In detto decreto non
veniva del resto citato l’art. 329 cpv. 4 CPP, per cui non si poteva dedurre
nulla sull’esito del procedimento. Fino all’emanazione del citato decreto
nessuno aveva peraltro messo in dubbio che la querela fosse stata presentata in
maniera valida: né il procuratore pubblico (che ha aperto l’istruzione conferendo
mandato alla polizia di interrogare, segnatamente, le parti), né la polizia
(che ha proceduto agli interrogatori), né – del resto – il giudice stesso (che il
7.3.2022, assegnando alle parti un termine per presentare e motivare eventuali
istanze probatorie, aveva premesso che era stata verificata la validità del
decreto di accusa e della relativa opposizione).

 

                                         Il
fatto che RE 1 abbia presentato solo in questa sede le email doc. E non può
pertanto essergli rimproverato (cfr. anche BSK StPO – P. GUIDON, op. cit., art.
393 CPP n. 16).

 

                                         2.4.

                                         Si
deve quindi concludere per la validità della querela inoltrata il 29/30.1.2020
dall’avv. PR 1 a nome e per conto di RE 1 a carico di PI 2 ex art. 173/174 CP.

 

                                         2.5.

                                         Il
decreto di abbandono 14.4.2022 del presidente della Pretura penale è annullato.
Gli atti sono rinviati per i suoi incombenti.

 

 

                                   3.   Il
gravame è accolto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese (art. 428 cpv. 4
CPP). A RE 1 è riconosciuto l’importo di CHF 400.-- quale indennità (art. 436
cpv. 3 CPP).

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss. e 393 ss.
CPP ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                 1.   Il
reclamo è accolto. Di conseguenza:

 

                                    §   Il
decreto di abbandono 14.4.2022 del giudice E. Orsetta Bernasconi Matti,
presidente della Pretura penale, nel contesto del procedimento inc. 81.2020.645
a carico di PI 2, è annullato.

 

                                 §§   Gli
atti dell’inc. 81.2020.645 sono ritornati al presidente della Pretura penale
per procedere nei suoi incombenti.

 

                                 2.   Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del
Cantone Ticino rifonderà a RE 1, I__________, CHF 400.-- (quattrocento) a
titolo di indennità.

 

 

                                 3.   Rimedio
di diritto:

                                       Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95
 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art.
81 LTF.

 

 

                                 4.   Intimazione:

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                         La
cancelliera