# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a8f32d6a-20e1-5b0f-94c2-0532097dcbad
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-10-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di cassazione civile 22.10.1998 16.1998.77
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_005_16-1998-77_1998-10-22.html

## Full Text

Incarto n.

  16.98.00077

  	
  Lugano

  22 ottobre 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  cassazione civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Chiesa, presidente, 

  Cocchi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Petralli Zeni, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per giudicare il ricorso 4 giugno 1998 presentato da

 

 

	
   

  	
  _____________

   

  
	
   

  	
   

  Contro

  	 

 

 

la
sentenza 2 giugno 1998 del Giudice di pace del circolo di Riva San Vitale nella
causa a procedura sommaria in tema di esecuzioni e fallimenti promossa con
istanza 16 marzo 1998 da

 

 

	
   

  	
  _____________

   

  

 

 

 

con la quale l’istante ha chiesto il rigetto dell’opposizione
interposta dalla convenuta al 

PE no. __________dell’UEF di Mendrisio, domanda parzialmente
accolta dal primo giudice,

 

 

 

letti ed esaminati gli atti

 

 

 

considerato 

 

in fatto e in diritto:

 

                                         che con istanza 16 marzo
1998 _____________, titolare di un negozio di abbigliamento che si riforniva
presso la ditta 

                                         _____________ di ______,
ha chiesto il rigetto provvisorio dell’opposizione interposta da quest’ultima
al PE sopra menzionato notificatole per l’incasso di fr. 1’795.05, pari al
controvalore di merce rimasta invenduta presso l’istante e da questa restituita
all’escussa;

 

                                         che l’escussa si è opposta
alla pretesa avversaria;

 

                                         che con il querelato
giudizio il primo giudice ha accolto l’istanza limitatamente a fr. 800.-,
importo che a suo dire l’escussa avrebbe riconosciuto in sede di
contraddittorio;

 

                                         che con atto ricorsuale 4
giugno 1998 _____________ è insorta contro il predetto giudizio;

 

                                         che con scritto 26 giugno
1998 la controparte ha postulato la reiezione del medesimo;

 

                                         che giusta l’art. 327
lett. g CPC una sentenza del Pretore o del Giudice di pace può essere annullata
quando è stata manifestamente violata una norma di diritto materiale o formale
oppure in caso di valutazione manifestamente errata di atti di causa o di
prove;

 

                                         che nella procedura
di rigetto dell’opposizione il giudice accerta d’ufficio e in ogni stadio di
causa se la documentazione prodotta costituisce valido riconoscimento di debito
(Rep 1972 344, 1975 101, 1989 331; CCC 31.8.1988 in re C./T.,
13.4.1989 in re M./D.SA);

 

                                         che secondo l’art. 82 LEF
il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell’opposizione se il credito
si fonda su di un riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o
scrittura privata, dal quale risulti la volontà del debitore di pagare una
determinata somma di denaro;

 

                                         che il riconoscimento di
debito deve in ogni caso contenere la dichiarazione di volontà chiara,
esplicita, non equivoca e non soggetta ad interpretazione del debitore con la
quale egli si obbliga a pagare una determinata somma di denaro a una
determinata persona (Rep 1972 345, 1979 394, 1989 338; DTF 106
III 99; Panchaud/Caprez, La mainlevée de l’opposition, 1980, § 6; Gilliéron,
Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 1993, pag. 150-152);

 

                                         che nella fattispecie non
vi è agli atti nessun documento con il quale l’escussa si sarebbe dichiarata
disposta a pagare all’istante una determinata somma di denaro;

 

                                         che simile dichiarazione
non può neppure essere dedotta dal verbale di contraddittorio nel quale la
convenuta sostiene unicamente di aver proposto all’istante il rimborso di fr.
800.- a liquidazione di loro reciproche pretese, proposta che quest’ultima non
avrebbe accettato;

 

                                         che anche volendo
parificare questa dichiarazione a un riconoscimento di debito, lo stesso non
sarebbe comunque liquido trattandosi di un riconoscimento condizionato alla sua
accettazione da parte dell’istante, accettazione che di fatto questa non
risulta aver manifestato: da qui la caducità della proposta come tale (Panchaud/Caprez,
op.cit., § 16);

                                      

                                         che quindi, a prescindere
dal contenuto del ricorso, la sentenza del giudice di pace deve essere annullata
siccome frutto di un’errata applicazione del diritto sostanziale, in
particolare dell’art. 82 LEF;

 

                                         che in virtù dell’art. 332
cpv. 2 CPC questa Camera è tenuta a decidere il merito della controversia con
la conseguente reiezione dell’istanza per difetto di un valido riconoscimento
di debito;

                                         che poiché il ricorso
viene accolto per motivi diversi da quelli indicati dalla ricorrente, alla
stessa non viene riconosciuta nessuna indennità per questa sede, peraltro
neppure richiesta.

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 327 segg. CPC, per le spese l’art. 148 CPC e la
OTLEF

 

 

pronuncia:                 

 

                                    I.   Il ricorso 4 giugno
1998 di __________ è accolto.

                                         Di conseguenza la sentenza
2 giugno 1998 del Giudice di pace del circolo di Riva San Vitale è annullata
e sostituita dal seguente giudicato:

 

                                         1. L’istanza è
respinta.

                                         2. La tassa di
giustizia di fr. 95.- e le spese di fr. 10.-, da 

                                         anticipare dalla parte
istante, rimangono a suo carico.

 

                                   II.   Tasse e spese del
presente giudizio, per complessivi fr. 80.-, sono poste a carico di
_____________.

                                         Non si assegnano
ripetibili.

                                         

                                  III.   Intimazione a:

                                         __________

                                         Comunicazione alla Giudicatura
di pace del circolo di Riva San Vitale

 

 

 

Per
la Camera di cassazione civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           La
segretaria