# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b409fa20-5943-5d3f-9687-7f64236bc738
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-07-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Presidente della Pretura Penale 07.07.2006 30.2006.21
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_PP_001_30-2006-21_2006-07-07.html

## Full Text

Incarto
  n.

  30.2006.21

  06 86/808

  	
  Bellinzona

  7
  luglio 2006

   

  	
  Sentenza
  

  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Presidente della Pretura penale

  
	
  Marco Kraushaar

  
	
   

  
						

sedente con il
cancelliere Giovanni Pozzi in qualità di segretario per statuire sul ricorso 2
febbraio 2006 presentato da

 

	
   

  	
  RI 1 

  
	
   

  	
  contro

  
	
   

  	
  la decisione
  n° 06 86/808 del 20 gennaio 2006 emessa dalla Sezione dei permessi e
  dell'immigrazione, Bellinzona, 

  

 

viste                                  le osservazioni 22 febbraio 2006 presentate dall’Ufficio dei permessi e dell’immigrazione, Bellinzona;

 

                                         letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                             in fatto

 

                                 A.     La Sezione dei permessi
e dell'immigrazione con decisione
20 gennaio 2006 ha inflitto a RI 1 una multa di fr. 1'350.-, oltre alla tassa
di giustizia di fr. 200.- e alle spese di fr. 40.-, per aver lavorato a __________
in qualità di venditrice indipendente (zucchero filato e popcorn) dal 23 aprile
2005 al 21 giugno 2005, sprovvista del permesso che le consentisse di svolgere
detta attività.

 

                                         La risoluzione è stata resa in
applicazione degli art. 3 cpv. 3 LDDS, 6 OLS e 38 RLALPS-CE/AELS.

 

 

                                 B.     Contro
la predetta pronuncia dipartimentale RI 1 si aggrava ora davanti a questo giudice
chiedendone l'annullamento.

                                         Eccepisce di non aver mai
acquistato la macchina per i popcorn nè quella per lo zucchero filato, con la
conseguenza che non ha mai effettuato l’attività lucrativa rimproveratale.

 

                                 C.     La Sezione dei permessi
e dell’immigrazione propone, per contro, che il gravame sia respinto e che la
decisione impugnata sia confermata.

 

 

considerato                      in diritto

 

                                 1.     La competenza di questo
giudice, la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività
dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto
ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti ai sensi
dell'art. 12 LPContr.

 

                                    

                                 2.     Per  l’art. 3 cpv. 3
LDDS lo straniero non domiciliato potrà assumere un impiego e un datore di
lavoro potrà occuparlo soltanto se il permesso di dimora lo autorizza a ciò.

 

                                         È considerata attività
lucrativa qualsiasi attività dipendente o indipendente che normalmente dà un
guadagno, anche se è esercitata a titolo gratuito (art. 6 cpv. 1 OLS).

 

                                         Ai sensi dell’art. 38
RLaLPS-CE/AELS l’Ufficio giuridico della Sezione dei permessi, per quanto non
diversamente disposto, emette, giusta l’art. 23 cpv. 6 LDDS, le contravvenzioni
alle infrazioni al regolamento e alle disposizioni in materia di persone
straniere.

                                       Le contravvenzioni
alle disposizioni di polizia degli stranieri sono punite con la multa fino a
fr. 2000.–. 

                                          

 

                                 3.     Nell’evenienza concreta
la ricorrente non nega nel proprio gravame di aver lavorato quale venditrice
indipendente, limitandosi a contestare di aver venduto popcorn e zucchero
filato, attività indicate tra parentesi nella motivazione della risoluzione
impugnata (cfr. decisione della Sezione dei permessi e immigrazione del 20
gennaio 2006).

 

 

                                 4.     Tale circostanza è
tuttavia ininfluente ai fini del giudizio in quanto è pacifico che l’insorgente
ha iniziato un’attività lucrativa indipendente quando ancora era in attesa di
una decisione in merito alla sua istanza del 12 aprile 2005; infatti RI 1 ha
ammesso di gestire dal 23 aprile 2005, senza essere in possesso del relativo
permesso alla Sezione dei permessi e dell’immigrazione, un parco giochi con
entrata a pagamento, fungendo anche da cassiera e da venditrice di bibite (cfr.
verbale di interrogatorio del 21 giugno 2006 - recte 21 giugno 2005, alla luce
della lettera agli atti con l’esito degli accertamenti datata 22 giugno 2005 e
firmata dal medesimo gendarme).

 

                                         Di conseguenza nulla mutano -
come rettamente ha rilevato l’autorità di prima istanza (cfr. osservazioni del
22 febbraio 2006, pagina 2 in basso) - le giustificazioni addotte in sede
ricorsuale, ritenuto che a prescindere dai popcorn e dallo zucchero filato,
peraltro riportati a titolo indicativo, la ricorrente ha svolto attività
lucrativa soggetta a autorizzazione senza averne la facoltà. 

 

                                         Al riguardo si rileva infine
come nell’istanza 12 aprile 2005 volta all’ottenimento del permesso la
ricorrente medesima ha indicato, quale attività che avrebbe effettuato, quella
inerente un “chiosco generi alimentari (zucchero filato e popcorn)”.

 

 

                                 5.     Anche il fatto di
ignorare le disposizioni legislative in materia - eccezione peraltro non
sollevata in sede ricorsuale - non è suscettibile di influire sull’esito del giudizio
in quanto le contravvenzioni alle norme di polizia degli stranieri sono
punibili anche qualora siano dovute a negligenza (art. 333 cpv. 3 CP).

 

 

                                 6.     La multa inflitta
è, peraltro, confacentemente proporzionata alla gravità dell'infrazione
commessa, rettamente commisurata al grado di colpa e contenuta nei limiti
concessi dalla legge.

 

 

                                 7.     Il ricorso va pertanto
respinto, seguito da tassa di giustizia e spese (art. 15 LPContr).

 

 

 

 

per questi motivi                 visti gli art. 3 cpv. 3 LDDS, 6 OLS e
38 RLALPS-CE/AELS, 1 segg. LPContr;

 

 

 

dichiara e 

pronuncia:                1.     Il ricorso è respinto. 

                                 §.     Di conseguenza è
confermata la decisione n° 06 86/808 del 20 gennaio 2006 emessa dalla Sezione
dei permessi e dell’immigrazione, Bellinzona.

 

 

                                 2.     La tassa di giustizia di
fr. 150.- e le spese di fr. 50.- sono a carico della ricorrente.

 

                                 3.     Intimazione a:

	
   

  	
   

   

  

 

 

 

Il presidente:                                                                            Il
segretario:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvertenza:   contro
il presente giudizio può essere interposto ricorso per cassazione alla Corte di
cassazione del Tribunale federale di Losanna. Il ricorso deve essere depositato
presso il Tribunale federale conformemente all'art. 273 PP entro 30 giorni
dalla notifica (art. 272 PP).