# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5cdf650d-f1cd-5a27-9ebc-103a2dbdab79
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-03-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.03.2010 (publiziert) 52.1999.322
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1999-322_2010-03-09.html

## Full Text

Incarto n.

  52.1999.00322

   

  	
  Lugano

  IN_DATA_DECISIONE

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso  1 dicembre 1999 di

 

 

	
   

  	
  __________,  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 17 novembre 1999 (n. 4824) del
  Consiglio di Stato che ha parzialmente accolto il ricorso 3 settembre 1998 di
  __________ contro la decisione 20 agosto 1998 del municipio di __________
  relativa all'imposizione della tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione
  dei rifiuti per gli anni 1997 e 1998 e concernente una casa di vacanza di sua
  proprietà ubicata in località __________;

  

 

 

viste le risposte:

- ………

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) A
__________ il servizio di nettezza urbana é retto dal Regolamento per il servizio
di raccolta e di eliminazione dei rifiuti (in seguito: RSRER), in vigore dal 15
giugno 1993. Il servizio é organizzato dal comune (art. 1 RSRER) e la consegna
dei rifiuti é obbligatoria (art. 3 RSRER). Per finanziare il servizio l'art. 21
RSRER istituisce il prelievo di tasse. Secondo le modifiche di questa
disposizione adottate dal consiglio comunale di __________ nella seduta del 28
aprile 1997, approvate dalla sezione degli enti locali il 30 settembre
successivo e - pertanto - in vigore da quella data, le tasse devono essere
fissate da parte del municipio mediante ordinanza entro gli importi determinati
all'art. 21b RSRER. Quest'ultima disposizione stabilisce che il tributo
riferito alle economie domestiche o collettive (cioè negozi, uffici, aziende, esercizi
pubblici ecc.) si compone di una tassa base, che spazia tra fr. 90.--/anno e
fr. 130.--/anno, cui dev'essere sommata un'ulteriore tassa variante tra fr.
10.--/anno e fr. 30.--/anno per abitante o abitante equivalente. Per le
economie domestiche secondarie fanno stato gli abitanti equivalenti, che
vengono conteggiati in ragione di un abitante equivalente ogni 25 mq o frazione
inferiore di superficie abitabile lorda dell'abitazione.

 

b) Con ordinanza 27 ottobre 1997, pubblicata
all'albo nel periodo 30 ottobre-13 novembre 1997, il municipio di __________ ha
fissato la tassa base per l'anno 1997 in fr. 105.-- e quella per abitante
rispettivamente abitante equivalente in fr. 15.--.

 

 

                                  B.   a) Il 3
dicembre 1997 i servizi amministrativi del comune di __________ hanno notificato
a __________, domiciliato a __________, la tassa per il servizio di raccolta e
di eliminazione dei rifiuti per l'anno stesso relativa alla casa di vacanza
ubicata in località __________, di cui è proprietario __________, calcolata in
applicazione dell'art. 21b RSRER e dell'ordinanza 27 ottobre 1997. Il tributo
assommava a fr. 150.-- ed era composto dalla tassa base, di fr. 105.--, cui era
stata addizionata la tassa relativa a 3 equivalenti abitanti, di fr. 45.-- (= 3
x fr. 15.--).

 

b) Il 1 agosto 1998 i servizi amministrativi
del comune hanno emesso a carico di __________ anche la tassa concerne quell'anno,
parimenti di fr. 150.--.

 

c) A seguito della contestazione verbale dei
tributi da parte di __________, in data 20 agosto 1998 il municipio di
__________ ha emesso due distinte decisioni formali accertanti l'obbligo di
pagamento degli stessi. Nelle decisioni l'esecutivo ha ricordato le basi legali
alla base della controversa precezione e rilevato che la residenza secondaria
al mapp. __________ di __________ presentava una superficie utile lorda di 57
mq.

 

 

                                  C.   a) Con
ricorso 3 settembre 1998 __________ é insorto davanti al Consiglio di Stato
avverso le menzionate decisioni municipali, chiedendo una riduzione delle tasse
impostegli. A suo giudizio la tassa base era sproporzionata e, invece, quella
per equivalente abitante discriminatoria.

 

b) Il Consiglio di Stato ha evaso il ricorso
con risoluzione 17 novembre 1999. Esso ha anzitutto dichiarato irricevibile, in
quanto tardiva, la contestazione della tassa riferita all'anno 1997. Ha, per
contro, respinto le censure mosse contro quella dell'anno 1998. Il Governo ha
tuttavia considerato che l'ordinanza 27 ottobre 1997 non ritornasse applicabile
all'imposizione del tributo per quel periodo relativamente alla tassa base, per
cui - in difetto di un'ordinanza che ne fissasse l'importo per l'esercizio 1998
- l'ha ridotta all'importo minimo sancito all'art. 21b RSRER, di fr. 90.--:
donde la diminuzione dell'importo complessivo della tassa a fr. 135.--.

 

 

                                  D.   Con ricorso
1 dicembre 1999 __________ il comune di __________ é insorto innanzi a questo
Tribunale contro quel giudicato governativo. L'insorgente richiama le
motivazioni sviluppate da parte di questo Tribunale nella sentenza 3 febbraio
1998 per annullare il giudizio con cui il Consiglio di Stato aveva pure ridotto
da fr. 80.-- a fr. 50.-- la tassa per il servizio di raccolta ed eliminazione
dei rifiuti emessa dal municipio di __________ a carico di F. R., residente a
__________, concernente il 1996 per il motivo che la casa di vacanza da questi
posseduta sui monti di __________ veniva utilizzata esclusivamente da esso
stesso, ovvero da una sola persona. Il comune di __________ ha pertanto
sollecitato l'annullamento del giudizio governativo e la conferma della
decisione municipale 28 ottobre 1998.

 

Il Consiglio di Stato e __________ hanno
sollecitato la reiezione del gravame.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale é data (art. 208 cpv. 1 LOC). Il ricorso è inoltre
tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del comune ricorrente
certa (art. 43 PAmm). L'impugnativa é dunque ricevibile in ordine e può inoltre
essere decisa sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. La
tassa per il servizio di raccolta ed eliminazione dei rifiuti è una tassa di
utilizzazione, ossia un compenso particolare imposto al privato per una
prestazione della pubblica amministrazione o per un servizio pubblico (DTF 111 Ia
326 = RDAT 1986 N. 38 pag. 67, consid. 7, in re comune di Locarno). Essa deve
pertanto poggiare su di una legge in senso formale ed ossequiare inoltre i principi
della copertura dei costi (condizione comunque controversa per talune tasse di
utilizzazione) e della proporzionalità: principio quest'ultimo che secondo la
terminologia comunemente invalsa in materia di tributi causali assume la
qualifica di equivalenza (cfr. per tutte le enunciazioni che precedono DTF 118 Ia
320 segg. in re comune di Lugano, consid. 3, 4b e 4c rispettivamente; inoltre
DTF 111 Ia 326, consid. 7). La fissazione della tassa in rassegna deve indi
ossequiare il principio di uguaglianza ancorato all'art. 4 Cost. ed il divieto
d'arbitrio che ne discende (RDAT 1986 N. 38 pag. 66 seg., consid. 6). In quanto
corrispettivo di una prestazione speciale ai sensi degli art. 31 cpv. 2 (31b
cpv. 1 dal 1 luglio 1997) e 48 cpv. 1 LPAmb la tassa per il servizio di
raccolta ed eliminazione dei rifiuti deve infine rispettare il principio della
causalità sancito all'art. 2 LPAmb medesima (STA inedite 1.12.1993 in re K.-T.,
consid. 4; 2.5.1994 in re P. e LLCC, consid. 5.4.; 7.9.1994 in re M. SA, consid.
2; 28.4.1995 in re B., consid. 2 non pubblicato in RDAT II-1995 N. 23;
30.7.1996 in re comune di Ascona, consid. 2.1.; 23.9.1996 in re S., consid.
2.1.; 15.10.1996 in re comune di Cevio, consid. 2.1.; 27 febbraio 1997 in re
comunione ereditaria fu A. C., consid. 2.1.; URP 1994 N. 13, pag. 90 segg.).
Come ha avuto modo di affermare il Tribunale federale in due recenti sentenze
il prelievo dei costi concernenti il trattamento dei rifiuti urbani non avviene
tuttavia in applicazione diretta dei combinati art. 2 e 48 LPAmb. E' infatti
necessaria una regolamentazione cantonale, per la cui promulgazione i Cantoni,
rispettivamente i comuni ai quali tale compito é delegato (com'è il caso per il
nostro Cantone) godono di un certo margine di decisione. In questo ambito, in
particolare, il principio della causalità non può venire interpretato nel senso
che é lecita solo una ripartizione dei costi proporzionale alla quantità dei rifiuti
effettivamente prodotta. Questa interpretazione obbligherebbe in pratica gli
enti pubblici ad introdurre la cosiddetta tassa sul sacco, mentre che il
legislatore federale non ha inteso limitare in maniera così importante le
competenze dei Cantoni in una materia politicamente così discussa (cfr. DTF
20.11.1995 in re comune di Bellinzona e comune di San Nazzaro, consid. 10b e
10c rispettivamente, pubblicati in RDAT I-1996 n. 51 e 52). Il Tribunale
federale ne ha concluso che i Cantoni rispettivamente i comuni godono di una
notevole libertà nello stabilire le tariffe per il servizio di raccolta e di
eliminazione dei rifiuti: le stesse dovranno comunque tendere a conseguire
quanto disposto dall'art. 2 LPAmb rispettando nel contempo, com'é già stato
detto, il principio della parità di trattamento e il divieto d'arbitrio
(ibidem).

 

Con modifica 20 giugno 1997, entrata in
vigore il 1 novembre successivo, è stato introdotta nella LPAmb una nuova
disposizione regolamentante il finanziamento dello smaltimento dei rifiuti
urbani, l'art. 32a, dal seguente tenore:

 

"1. I Cantoni provvedono affinché i costi di smaltimento dei
rifiuti urbani, per quanto siffatto smaltimento sia stato loro attribuito,
siano finanziati mediante emolumenti o altre tasse conformemente al principio
di causalità. L'ammontare delle tasse è fissato tenendo conto in particolare:

a.  del tipo e della quantità dei rifiuti consegnati;

b.  dei costi per la costruzione, l'esercizio e la manutenzione
degli impianti per i rifiuti;

c.  degli ammortamenti necessari a mantenere il valore degli
impianti; 

d.  degli interessi;

e.  degli investimenti pianificati per la manutenzione, il risanamento
e la sostituzione degli impianti nonché per il loro adattamento alle esigenze
legali o per l'ottimizzazione del loro esercizio. 

 

 2.  Se l'introduzione di tasse a copertura dei costi e conformi al
principio di causalità dovesse pregiudicare uno smaltimento ecologico dei
rifiuti urbani, detto smaltimento può, se necessario, essere finanziato in
altro modo.

 

 3.  I detentori degli impianti per i rifiuti devono costituire le necessarie
riserve finanziarie. 

 

 4.  Le basi di calcolo delle tasse sono a disposizione del pubblico."

 

L'art. 32a LPAmb concretizza il principio
generale di causalità ancorato all'art. 2 LPAmb nel contesto del finanziamento
dello smaltimento dei rifiuti urbani (Messaggio del Consiglio federale 4
settembre 1996, pubbl. in FF 1996, 1041 segg., 1060). Sebbene l'art. 32a LPAmb
fissi taluni precisi criteri che i Cantoni rispettivamente i comuni devono
osservare nella determinazione delle tasse di smaltimento dei rifiuti urbani,
il margine di manovra lasciato loro per soddisfare il principio di causalità rimane
pur sempre ampio (Messaggio citato, pag. 1061). Il testo dell'art. 32a cpv. 1
lett. a LPAmb, che vincola la fissazione della tassa al tipo ed alla quantità
dei rifiuti consegnati, si pone anzi, in una certa misura, in conflitto con le
intenzioni di Consiglio federale e Parlamento di limitare al minimo detto
margine, creando semplicemente un quadro generale entro cui Cantoni e comuni
avrebbero dovuto operare (cfr. V. Huber-Wälchli, Finanzierung der Entsorgung von
Siedlungsabfälle durch kostendeckende und verursachgerechte Gebühren, URP 1999,
35 segg., 42 seg. con rinvii - alla nota 28 - agli interventi del consigliere
agli Stati G.-R. Plattner e della consigliera federale R. Dreifuss in BUCS
1996, pag. 1163 seg. e 1166).

 

2.2. La legislazione ticinese, che affida ai
comuni la competenza di raccogliere ed eliminare i detriti solidi (art. da 68 a
70 LALIA), li autorizza nel contempo a fissare le tasse per la copertura delle
relative spese. L'art. 70 LALIA dispone che i comuni devono disciplinare
mediante regolamento, da approvare dal Governo (cpv. 3), il servizio comunale
di raccolta ed eliminazione dei detriti solidi (cpv. 1): questo regolamento può
prevedere tasse che garantiscano la copertura delle spese (cpv. 2). L'art. 70
cpv. 2 LALIA lascia quindi al legislatore comunale ogni decisione circa il
principio ed i criteri di imposizione, limitandosi a fissare il limite
superiore della stessa. Ne discende che, sicuramente almeno per quanto concerne
il prelievo delle tasse, i comuni ticinesi dispongono di una notevole libertà
di decisione: godono pertanto di autonomia costituzionalmente protetta (RDAT
1986 N. 38 consid. 4; 1989 N. 39 consid. 3b; I-1991 N. 30 consid. 4b; I-1996 n.
51, consid. 7).

 

 

                                   3.   3.1. Il
Consiglio di Stato ha anzitutto negato al resistente la possibilità di spuntare
l'esenzione dal pagamento della tassa, sebbene questi avesse sostenuto di non
utilizzare da anni la cascina di sua proprietà ubicata a __________. A ragione.

 

3.2. Come é stato spiegato sub 2.1. la tassa
per il servizio di raccolta ed eliminazione dei rifiuti costituisce una tassa
di utilizzazione, ossia un compenso particolare imposto al privato per una
prestazione della pubblica amministrazione o per un servizio pubblico. Questa
definizione induce a credere che l'ente pubblico possa pretendere di prelevare
una tassa per detto servizio solo verso chi vi fa realmente capo, producendo
rifiuti. Ora tuttavia, la giurisprudenza ha già avuto modo di ripetutamente
sottolineare che quando un servizio pubblico, come quello di nettezza urbana, è
obbligatorio la tassa può essere imposta anche presso chi non utilizza il
servizio medesimo, la causa dell'imposizione essendo allora costituita non
tanto dalla prestazione speciale effettivamente ricevuta bensì dalla
possibilità di usufruire in qualsiasi momento del servizio pubblico (cfr. tra
le innumerevoli sentenze di questo Tribunale sull'argomento RDAT II-1995 N. 23
ibidem; Imboden/Rhinow/Krähenmann, Verwaltungsrechtsprechung, Nr. 110 B VI e
relativi riferimenti, segnatamente alla sentenza del Tribunale federale pubbl.
in ZBl 80/1979 pag. 303 consid. 4c; inoltre la recente STF inedita 28 ottobre
1996, riassunta in URP 1997, pag. 39 segg., consid. 4a): servizio che l'ente
pubblico deve provvedere a mantenere efficiente, sopportandone i costi, anche
in assenza di utilizzazione da parte del singolo utente e che anzi deve tenersi
pronto in qualsiasi momento ad evacuare e smaltire un incremento di rifiuti
dipendenti proprio dall'azione di questi (cfr. alle considerazioni svolte nella
STA inedita 1.12.1993 in re K.-T., consid. 5.3., relativamente al prelievo
della tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti a carico
dei proprietari di residenze secondarie). Per legittimare l'imposizione basta
quindi che l'utente sia atto a produrre dei rifiuti. La possibilità per l'ente
pubblico di imporre una tassa per un servizio pubblico obbligatorio, quale
quello di nettezza urbana, indipendentemente dall'utilizzazione effettiva dello
stesso é volta a scongiurare il tentativo (dell'utente) di sottrarsi
all'obbligo di far capo al servizio per ragioni di ordine economico, cioè per
risparmiare il pagamento della tassa (URP 1997 citato, pag. 41, consid. 4a; STA
inedita 3 febbraio 1998 in re comune di Davesco-Soragno, consid. 4.2.).

 

3.3. Sulla scorta delle premesse appena
esposte non appariva pertanto nemmeno necessario di verificare il fondamento
della giustificazione addotta da __________ per sfuggire alla controversa
imposizione, ovvero che non avesse utilizzato la cascina di __________: fatto
contestato da parte del municipio. Del resto simile argomento era stato
sollevato di tutta evidenza tardivamente, quando - all'inizio dell'autunno -
l'interessato aveva ricevuto la notifica di tassazione e quindi in un momento
in cui ben difficilmente il suo dire poteva essere verificato: già per questo
motivo non meritava di essere preso in considerazione. Né - sia aggiunto per
completezza - il qui resistente ha mai affermato e tantomeno provato che la cascina
sia inabitabile (ad esempio per motivi igienici, di sicurezza ecc.) oppure che
abbia definitivamente rinunciato alla sua utilizzazione per il futuro.

 

 

                                   4.   4.1. Il
Governo ha tuttavia riscontrato, d'ufficio, una violazione del principio di uguaglianza
nell'imposizione del qui resistente con una tassa di fr. 80.--, pari cioè a
quella percepita dal comune presso le economie domestiche di domiciliati
composte da due o più persone, per il motivo che la cascina di sua proprietà,
di difficile accesso durante la stagione invernale, era composta da un solo
locale. Donde la necessità, per rimediare a quella lesione, di ridurre il
tributo all'importo di quello percepito presso le economie domestiche formate
da una sola persona, ovvero a fr. 50.--. Su questo punto il giudizio
governativo non può essere condiviso.

 

4.2. L'art. 32 RSRER suddivide
l'assoggettamento delle economie domestiche di domiciliati in funzione del
numero dei membri che le compongono. Per persone sole la tassa varia tra
fr. 50.-- e fr. 100.-- (cifra 1), per un nucleo famigliare di due o più
persone la tassa si situa invece tra fr. 80.-- e fr. 160.-- (cifra 2). La cifra
8 della stessa disposizione non opera invece un'analoga distinzione per quanto
concerne l'assoggettamento dei proprietari di case di vacanza occupate o date
in affitto a persone senza domicilio nel comune, ovvero di residenze
secondarie: questi sono infatti tutti gravati con una tassa tra fr. 80.-- e fr.
160.--.

 

4.3. Per costante giurisprudenza un decreto
di portata generale viola il principio della parità di trattamento ancorato all'art.
4 Cost. se per fattispecie analoghe opera distinzioni giuridiche non dettate da
ragioni serie e obiettive oppure se sottopone ad un regime identico situazioni
che presentano tra di loro differenze importanti e di natura tale da rendere
necessario un trattamento diverso. Il principio in esame impone unicamente che
fattispecie giuridicamente uguali siano trattate in modo uguale e fattispecie
diverse in modo diverso. Esso non vieta invece che, sul piano legislativo,
vengano effettuate delle distinzioni, ma richiede che le stesse siano
giustificate da motivi seri e obiettivi (DTF 122 I 18 consid. 2c/cc pag. 25,
121 I 102 consid. 4a pag. 104, 129 consid. 3d pag. 134 e relativi rinvii).

 

4.4. Come questo Tribunale ha, di recente,
ripetutamente avuto modo di affermare (STA inedite 23 settembre 1996 in re S. consid.
4.2.; 15 ottobre 1996 in re comune di Cevio, consid. 5.2.; 27 febbraio 1997 in
re comunione ereditaria fu A. C., consid. 5.2.), la diversa impostazione
dell'assoggettamento tra economie domestiche di domiciliati ed i residenti
secondari non si presta a critica. La determinazione della presenza e del
numero di persone che occupano nel corso di un anno le residenze secondarie di
un comune, ma specialmodo di quelle offerte in locazione per brevi periodi, é
infatti compito ben più arduo che non quello riferito all'accertamento della
composizione delle economie domestiche di domiciliati. La scelta di un diverso
criterio di imposizione per le residenze secondarie é dunque volta a rendere
praticabile l'incasso della tassa nei confronti dei loro proprietari, grazie al
contenimento entro limiti ragionevoli del dispendio di lavoro dell'apparato
amministrativo del comune. Sotto questo aspetto la distinzione operata dal
legislatore comunale appare senz'altro sorretta da una motivazione pertinente.
Questo non significa tuttavia che l'imposizione delle residenze secondarie
possa in tal modo sfuggire alla verifica circa la sua conformità al principio
di uguaglianza. Decisivi appaiono infatti, a tal fine, non tanto i criteri alla
base dell'imposizione bensì i risultati cui essi conducono.

 

4.5. Il confronto tra la tassa richiesta al
resistente __________, da questi contestata, e quella percepita dal comune
presso le economie domestiche di domiciliati é facilitata dal fatto che l'imposizione
dei proprietari di case di vacanza, tutti indistintamente accomunati in una
sola categoria e tassati tra fr. 80.-- e fr. 160.--, corrisponde a quella dei
nuclei famigliari di domiciliati composti da due o più persone. Attingendo in
larga misura alle considerazioni svolte da questo Tribunale nella sentenza
inedita 15 ottobre 1996 in re comune di Cevio, il Consiglio di Stato ne ha
dedotto la sussistenza di una innegabile disparità di trattamento a danno del
qui resistente, principalmente per il motivo che la sua cascina è composta da
un solo locale. Questa conclusione non convince tuttavia il Tribunale, poiché
le premesse giuridiche e fattuali che stavano alla base della testé menzionata
sentenza 15 ottobre 1996 non erano identiche a quelle relative alla fattispecie.

 

Intanto l'art. 31 RSRER di __________
suddivideva in ben 5 categorie le economie domestiche di domiciliati (persone
sole, nuclei di 2, 3, 4 e 5 o più persone) ed assoggettava i proprietari di
residenze secondarie al pagamento della stessa tassa delle economie domestiche
di 5 o più persone, pari a 3-4 volte l'importo di quella a gravare le persone
sole. L'art. 32 RSRER di __________ scompone invece le economie domestiche di
domiciliati in due sole categorie (persone sole e nuclei di due o più persone),
che vengono colpite con un tassa poco dissimile. Le economie domestiche di
domiciliati formate da due o più persone, cui sono parificati per carico
impositivo i proprietari di case di vacanza, pagano infatti una tassa di poco
superiore a quella percepita presso le persone sole: la tassa minima, che fa
stato ai fini del presente giudizio in quanto corrisponde a quella prelevata
nel 1998, assomma a fr. 50.-- per la categoria delle persone sole ed a fr.
80.-- per le economie domestiche con due o più persone e i proprietari di case
di vacanza. Di fronte a questa minima diversità, il Consiglio di Stato avrebbe
dovuto porsi il quesito a sapere se, nel contesto dell'imposizione delle case
di vacanza, essa non fosse comunque giustificata nel risultato dai motivi
espressi sub 4.4., ovvero dal fatto che per percepire il controverso tributo
nei confronti dei loro proprietari si deve poter far capo a differenti, più
schematici criteri di imposizione. Nel giudicato impugnato il Consiglio di
Stato ha invece ammesso, correttamente e con riferimento alla testé menzionata
STA 15 ottobre 1996 in re comune di __________, la possibilità di far capo ad
una procedura semplificata di imposizione delle residenze secondarie, ma in
sede di verifica del risultato con il principio di uguaglianza l'ha in sostanza
totalmente mortificata, adottando il principio di un'imperativa corrispondenza
tra il numero dei locali delle case di vacanza ed il numero delle persone che
compongono le economie domestiche di domiciliati (casa di vacanza di un locale
= economia domestica di domiciliati composta di una persona; casa di vacanza di
due o più locali = economia domestica di domiciliati composta da due o più
persone) e stabilendo, di conseguenza, che il proprietario di una residenza
secondaria composta da un locale non può assolutamente pagare una tassa
identica a quella pretesa nei confronti di un'economia domestica di domiciliati
composta da due persone, appena superiore a quella dovuta da una economia
domestica di domiciliati composta di una sola persona, ma solo un tributo pari
a quello dovuto da quest'ultima.

 

In secondo luogo nella fattispecie oggetto
del testé menzionato giudizio in re comune di __________ era chiaramente
assodato che la residenza secondaria del ricorrente fosse occupata dallo stesso
e da sua moglie, quindi da due persone. Nel concreto caso questo accertamento
fa difetto. Se il Consiglio di Stato avesse voluto effettuare, nel concreto
caso, una reale controprova circa il fondamento della tassa pretesa nei
confronti del qui resistente, avrebbe dovuto non tanto premurarsi di stabilire
di quanti locali fosse composta la cascina di sua proprietà, bensì accertare se
__________ frequenta (rispettivamente abbia frequentato) la residenza
secondaria di __________ per trascorre le ferie od i fine settimana da solo o,
come pare piuttosto essere la regola con simile genere di abitazioni, in
compagnia di altre persone (moglie, figli, conoscenti ecc.). Fosse effettivamente
il caso, anche volendo seguire le rigide tesi esposte da parte del Consiglio di
Stato relativamente all'ossequio del principio di uguaglianza, il qui
resistente dovrebbe essere imposto al pari delle economie domestiche formate da
due o più persone con domicilio nel comune, ovvero con una tassa di fr. 80.--,
identica a quella prelevata dal municipio presso le residenze secondarie. Con
simili premesse la decisione municipale 28 ottobre 1998 meriterebbe conferma.

 

 

                                   5.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono il ricorso del comune di __________
deve essere accolto e la risoluzione impugnata annullata. In applicazione dell'art.
65 cpv. 2 PAmm gli atti vengono retrocessi al Consiglio di Stato affinché in
primo luogo esperisca un'accurata istruttoria volta ad accertare da chi venga
(sia stata) effettivamente fruita la casa di vacanza di proprietà di
__________: se da esso solo oppure anche da altre persone. Nella seconda
ipotesi il ricorso di questi andrà integralmente respinto. Verificandosi
l'altra ipotesi il Governo dovrà reimpostare l'esame della compatibilità
dell'ordinamento impositivo fissato dall'art. 32 cifra 8 RSRER con il principio
di uguaglianza alla luce delle riflessioni sviluppate dal Tribunale sub 4.5.,
rivalutando debitamente a tal fine - in particolare - la portata dell'autonomia
rispettivamente della notevole libertà di cui fruisce il comune ticinese in merito
alla definizione delle tasse per il servizio di raccolta e di eliminazione dei
rifiuti (cfr. sub 2.).

 

 

                                   6.   Il
Tribunale non preleva una tassa di giudizio né assegna ripetibili (art. 28 e 31
PAmm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 4 Cost., 2, 31, 31b, 48 LPAmb, da 68 a
70 LALIA, 208, 209 LOC; 18, 28, 43, 46, 65 PAmm,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto e la risoluzione 26 gennaio 1999 (n. 323) del Consiglio di Stato
annullata.

§.  Gli atti vengono retrocessi al Consiglio di
Stato affinché proceda come indicato al consid. 5.

 

 

                                   2.   Non si
preleva una tassa di giudizio. Non si assegnano ripetibili.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario

 

	
   

  	
  la decisione  del Consiglio di Stato;

  

 

 

viste le risposte:

-    

-    

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   

 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è   .

§.  

 

 

                                   2.   

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  	 

	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario

 

 

 

 

c) Con decisione 28 ottobre 1998 il
municipio ha respinto il reclamo, adducendo in particolare che l'imposizione
della tassa per il servizio di raccolta e di eliminazione dei rifiuti
prescindeva dall'utilizzazione effettiva del servizio da parte del singolo utente
e che, del resto, la cascina del reclamante veniva occasionalmente utilizzata.