# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1c86af06-8508-5690-b414-9c87168847fe
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-04-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale penale cantonale 21.04.2005 72.2004.173
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TPC_001_72-2004-173_2005-04-21.html

## Full Text

Incarto n.

  72.2004.173

  72.2005.24

  	
  Lugano,

  21 aprile 2005/eg

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente della Corte delle assise
  correzionali

  
	
  di Locarno

  
	
   

  
						

 

	
  Presidente:

  	
  giudice Mauro Ermani

  

 

	
  Segretaria:

  	
  Greta Cipolla, lic.iur.
  

  

 

 

Sedente nell’aula
penale di questo Palazzo di giustizia, senza intervento degli
assessori giurati, avendovi l’accusato, con l’annuenza del difensore e del
procuratore pubblico, rinunciato,

 

	
  per giudicare

  	
  AC 1

  e domiciliato a  

   

  	
   

  
	
   

  	
  detenuto dal 24 febbraio 2003 al 18 marzo 2003;

  e dal 20 gennaio 2005;

  	
   

  

 

 

prevenuto colpevole
di:

 

 

                                   1.   lesioni
semplici 

per avere

tra novembre 2001 e febbraio 2003,

a Riazzino,

intenzionalmente cagionato un danno alla salute
di PC 2, 

e meglio per avere

agendo allo scopo di mettere a disagio ossia in
stato di paura e soggezione la vittima, abitante nello stesso immobile, di cui
era geloso e per la quale provava sentimenti di attrazione,

violato ripetutamente il domicilio di PC 2,
introducendosi a mano di una chiave d'entrata precedentemente sottratta, o
tentando di introdursi, nell'appartamento di quest'ultima nonché appropriandosi
in queste occasioni di oggetti di proprietà della vittima, e meglio come
indicato sub. 2, 3.1, 4.1 e 7,

nonché azionato in più occasioni il campanello
dell'abitazione di PC 2 per disturbarne la tranquillità,

provocando in tal modo a quest'ultima disturbi
psicofisici, segnatamente uno stato di depressione e di ansia, che hanno
richiesto cure medicamentose e psicoterapiche ad opera di un medico psichiatra;

 

 

                                   2.   appropriazione
semplice, ripetuta

per essersi

a Riazzino,

a scopo di indebito profitto,

appropriato di cose mobili altrui

e meglio per avere nelle seguenti circostanze

 

                               2.1.   tra
settembre e inizio novembre 2001

prelevato dapprima dalla bucalettere di PC 2 la
chiave dell'appartamento di quest'ultima allo scopo di introdursi nello stesso
in sua assenza e soddisfare in tal modo il proprio desiderio di conoscerne le
abitudini e modi di vita, riponendo poi la chiave di nuovo nella bucalettere,
nonché

sottratto poi da un armadietto sito all'entrata
dell'appartamento di PC 2, approfittando di una momentanea assenza di quest'ultima,
la chiave (di scorta) Kaba __________, allo scopo di poter accedere
all'appartamento in qualsiasi momento (chiave non recuperata);

 

                               2.2.   nel
gennaio 2002,

prelevato dalla bucalettere di PC 2 un invio
postale contenente la Postcard n. __________ intestata a PC 2, appropriandosi della
stessa ed utilizzandola per i rifornimenti di carburante di cui sub. 6.1;

 

 

                                   3.   furto,
ripetuto, consumato e tentato,

per avere

tra novembre 2001 e febbraio 2003,

a Riazzino e Tenero,

per procacciare a sé un indebito profitto,

sottratto, rispettivamente tentato di sottrarre,
al fine di appropriarsene cose mobili altrui,

e meglio nelle seguenti circostanze

 

                               3.1.   per
avere,

dopo essersi introdotto nell'appartamento di PC 2
a Riazzino avvalendosi della chiave sottratta in precedenza,

sottratto i seguenti oggetti:

il 04.11.2001: un anello in oro giallo con
incastonato un diamante, riportante all'interno l'incisione  "6.1.94 __________
", del valore di CHF 500.--, successivamente rivenduto ad un'oreficeria;

nel dicembre 2001: un ciondolo in oro giallo con incastonata
una pietra blu del valore di CHF 1'000.--, poi venduto (senza pietre) alla __________
di Locarno per CHF 49.--;

nel dicembre 2001: una catenella in argento con
ciondolo a forma di cuore con incastonato un diamante, di valore imprecisato,
la cui destinazione non ha potuto essere accertata;

il 25.03.2002: una catenina in oro semplice, un
ciondolo in oro a forma di delfino, un ciondolo in oro a forma di cuore, un
ciondolo in oro  a forma di maialino, un ciondolo in oro  a forma di
tettarella, un lingottino d'argento, e due monete antiche, refurtiva di valore
imprecisato, parzialmente recuperata presso terzi e presso l'abitazione
dell'accusato;

il 26.03.2002: un impianto video di sorveglianza
(videocassetta e microcamera __________), refurtiva recuperata limitatamente
alla microcamera;

 

                               3.2.   per
avere

allo scopo di sottrarre cose mobili altrui,
tentato di introdursi nell'appartamento di PC 2, forzandone la porta d'ingresso
nelle seguenti occasioni:

il 14.07.2002, facendo uso della propria forza,

il 03.02.2003, facendo uso di un cacciavite;

                                          

                               3.3.   per
avere

nel corso del 2002,

dopo essersi impossessato della chiave
prelevandola da un cassetto della scrivania dell'ufficio contabilità della
ditta PL 1 di Tenero, sua datrice di lavoro, 

sottratto dalla cassaforte murale in due distinte
occasioni le somme di CHF 40.-- e CHF 60.-- (refurtiva recuperata mediante
compensazione con l'ultimo stipendio);

 

 

 

 

                                3.4   per avere

il 27.04.2002,

approfittando della momentanea assenza
dell'addetto al rifornimento del distributore automatico di bevande calde sito
presso la ditta PL 1 ma di proprietà della ditta PL 2 di Barbengo,

sottratto dall'apposita cassetta interna la somma
di CHF 400.-- (refurtiva recuperata mediante compensazione con l'ultimo
stipendio), richiudendo poi a chiave il distributore e gettando la chiave in un
cassonetto della spazzatura;

 

                               3.5.   per avere

il 02.12.2002,

dopo aver notato una vettura Honda Logo targata __________
parcheggiata nei pressi della ditta PL 1, 

sottratto dalla stessa il portamonete lasciato
incustodito sul sedile anteriore destro, di proprietà di PC 1, appropriandosi
in tal modo dell'importo di CHF 130.-- in esso contenuto, trattenendo altresì
le carte EC UBS n. __________ e Manor intestate alla parte civile, di cui ha
fatto uso nelle circostanze di cui sub. 6.2, e gettando il resto;

 

                               3.6.   per avere

il 04.01.2003,

dopo aver notato una vettura Opel Corsa targata __________
parcheggiata presso la ditta PL 1, 

sottratto dalla stessa il portamonete lasciato
incustodito sul sedile anteriore destro, di proprietà di PL 3, appropriandosi
in tal modo dell'importo di CHF 200.-- in esso contenuto (refurtiva recuperata
dalla parte civile tramite la ditta PL 1, che ha dedotto la somma dall'ultimo
stipendio dell'accusato), trattenendo altresì una carta Postcard intestata alla
parte civile, di cui ha fatto uso nelle circostanze di cui sub. 6.3, e gettando
il resto;

 

 

                                   4.   danneggiamento

per avere

deteriorato o distrutto cose altrui

e meglio nelle seguenti circostanze

 

                               4.1.   in
data indeterminata, comunque dopo il novembre 2001, 

gettato due fotografie di PC 2, in precedenza
sottratte dall'appartamento di quest'ultima;

 

                               4.2.   il 02.12.2002,

nelle circostanze di cui sub. 3.5,

gettato in un cassonetto della spazzatura il
portamonete nonché alcuni documenti (carta d'identità) ivi contenuti
precedentemente sottratti a PC 1;

 

                               4.3.   il 04.01.2003,

nelle circostanze di cui sub. 3.6,

gettato il portamonete nonché alcuni documenti
(carta d'identità) ivi contenuti precedentemente sottratti a PL 3;

 

 

                                   5.   truffa,
ripetuta, tentata e mancata

per avere

a scopo di indebito profitto, 

tentato di ingannare con astuzia persone,
affermando cose false o dissimulando cose vere, al fine di indurle ad atti
pregiudizievoli al patrimonio proprio,

e meglio per avere nelle seguenti circostanze

 

                               5.1.   il
14.01.2002,

a Riazzino,

ordinato presso la ditta __________ un set PC
portatile del valore di CHF 3'311.95, utilizzando la relativa cartolina di
ordinazione estrapolata da un catalogo sottratto nell'appartamento di PC 2,
sottoscrivendo l'ordinazione con la falsa firma di quest'ultima;

ritenuto che il tentativo di truffa è stato
scoperto allorquando la citata ditta ha chiesto alla cliente il versamento di
un acconto;

 

                               5.2.   nel gennaio 2002,

a Bellinzona,

dichiarato contrariamente al vero ad una
funzionaria della Posta che a debito dei propri conti postali erano stati
effettuati dei prelievi abusivi, allo scopo di ottenere dalla Posta il rimborso
della somma complessiva di CHF 1'778.90, che aveva portato in dare i suoi conti
postali,

ritenuto che, a seguito delle indicazioni
ricevute dalla funzionaria postale, l'accusato procedeva in data 16.01.2003 a
sporgere denuncia penale dinanzi alla Gendarmeria di Locarno, e meglio nelle
circostanze di cui sub 9,  e che nel proseguo del procedimento si scopriva che
l'autore dei prelievi era il denunciante medesimo;                    

 

 

                                   6.   abuso
di un impianto per l'elaborazione di dati 

per avere

nel Locarnese ed in altre località in Ticino e
Svizzera,

tra marzo e dicembre 2002,

a scopo di indebito profitto,

servendosi in modo abusivo di dati, influito su
un procedimento elettronico o simile di trattamento o di trasmissione di dati e
provocato in tal modo, per mezzo dei risultati erronei così ottenuti, un
trasferimento di attivi a danno di altri,

e meglio per avere

 

                               6.1.   facendo uso della Postcard n. __________ intestata a PC 2, carta
precedentemente sottratta dalla bucalettere di quest'ultima nelle circostanze
di cui sub. 2.2, e servendosi del codice PIN rinvenuto nella scrivania della
parte civile, pagato rifornimenti di carburante per complessivi CHF 207.45.--,
e meglio nelle seguenti circostanze:

a __________, il 10.03.2002 (ore 21:49), presso
il distributore __________: CHF 31.--;

a __________, il 25.03.2002 (ore 19:41), presso
il distributore __________ (__________): CHF 40.--;

a __________, il 26.05.2002 (ore 23:47), presso
il distributore __________, CHF 50.—;

a __________, il 27.05.2002 (ore 19:02), presso
il distributore __________ (__________): CHF 36.--;

a__________, il 04.06.2002 (ore 00:15 e 00:18),
presso il distributore __________:  CHF 1.35 e CHF 49.10.-;

 

                               6.2.   facendo uso della carta EC UBS n. __________ rispettivamente della
carta Manor intestate a PC 1, carte contenute nel portamonete sottratto dalla
vettura di quest'ultima nelle circostanze di cui sub. 3.5, e servendosi del
codice PIN dedotto dalla data di nascita risultante sulla carta di identità
della parte civile,

prelevato il 02.12.2002 con la carta EC UBS dal
bancomat di UBS SA Locarno denaro per complessivi CHF 5'990.--, denaro
destinato ad acquisti personali e al pagamento di arretrati,

nonché

pagato con la carta Manor rifornimenti di
carburante e/o acquisti di merce per complessivi CHF 272.65.--, e meglio nelle
seguenti circostanze:

a__________, il 22.12.2002, presso la stazione __________:
rifornimento di carburante per CHF 51.60;

a __________, il 22.12.2002, presso la stazione __________:  
CHF 51.25.--;

a __________, il 26.12.2002, presso  la stazione __________:
CHF 54.35;

a __________, il 29.12.2002, presso la stazione __________:
CHF 54.35.--;

a __________, il  30.12.2002, presso la stazione __________:
CHF 61.10.--;

 

                               6.3.   facendo uso di una carta Postcard intestata a PL 3, carta contenuta
nel portamonete sottratto dalla vettura di quest'ultima nelle circostanze di
cui sub. 3.6, e servendosi del codice PIN pure rinvenuto all'interno del
portamonete, 

effettuato il 04.01.2003 presso l'Ufficio postale
di Tenero due prelievi per complessivi CHF 1'000.--, denaro destinato ad
acquisti personali e al pagamento di arretrati (refurtiva recuperata dalla
parte civile tramite la ditta PL 1, che ha dedotto la somma dall'ultimo
stipendio dell'accusato);

 

 

                                   7.   violazione
di domicilio, ripetuta 

per essersi

indebitamente e contro la volontà dell'avente
diritto,

ripetutamente introdotto nell'appartamento di PC
2, e segnatamente nelle circostanze di cui sub. 2.1, 3.1, 4.1 e 5.1;

 

 

                                   8.   falsità
in documenti 

per avere

nelle circostanze di tempo e di luogo di cui sub.
5.1,

al fine di nuocere al patrimonio altrui e di
procacciare a sé un indebito profitto,

formato un documento falso, facendone altresì
uso, inserendo i dati personali di PC 2 e falsificandone la firma, ovvero
apponendo la firma falsa di quest'ultima, su una cartolina di ordinazione della
ditta Ackermann allo scopo di ottenere l'invio di un set PC del valore di CHF
3'311.95;

 

 

                                   9.   sviamento
della giustizia 

per avere

il 16.01.2003,

a Locarno,

fatto all'autorità una falsa denuncia per un atto
punibile ch'egli sapeva non commesso,

e meglio

per avere

allo scopo di chiedere ed ottenere poi il rimborso
dalla Posta, 

sporto dinanzi alla Gendarmeria di Locarno
denuncia penale contro ignoti per titolo di abuso di un impianto per
l'elaborazione dei dati, asserendo contrariamente al vero che a debito del suo
conto giallo n. __________ rispettivamente del suo conto deposito n. __________
erano stati effettuati, nel periodo 21-27.12.2002, prelievi abusivi presso i
postomat di Tenero, Sion, Airolo, Chiasso e Como per complessivi CHF 1'798.90,

mentre in realtà tali prelievi erano stati da lui
effettuati;                   

                                          

fatti avvenuti nelle
circostanze di luogo e di tempo indicate;

reati previsti Art.
123 Cifra 1 CP, Art. 137 Cifra 1 CP, Art. 139 Cifra 1 CP, Art. 144 cpv. 1 CP, Art.
146 cpv. 1 CP, Art. 147 Cifra 1 CP, Art. 186 CP, Art. 251 Cifra 1 CP, Art. 304
Cifra 1 CP;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 182/2004 del 22 dicembre 2004, emanato dal Procuratore
pubblico.

 

E inoltre prevenuto colpevole di:

 

                                   1.   ripetuto
furto

 

                                         per avere,

                                         a scopo
di indebito profitto e al fine di appropriarsene, agendo in parte con scasso,
in ripetute occasioni,

                                         sottratto
cose mobili altrui nelle seguenti circostanze:

 

                                  A.   in
correità con __________

 

                               1.1.   a
Sion, in data imprecisata, del periodo invernale 2002/2003, sottratto a danno
di persona sconosciuta, una borsetta contenente un portamonete con Fr. 20.-,
tessere bancarie e documenti personali;

 

                               1.2.   a
Sion, in data imprecisata tra maggio e giugno 2003, sottratto a danno di
persona sconosciuta un portamonete contenente una tessera bancaria e altri
documenti personali;

 

                               1.3.   a
Losanna, in data 12.12.2004, previa rottura del vetro anteriore destro della
vettura Nissan Micra targata __________, sottratto a danno di __________ una
borsetta con effetti personali, Fr. 120.- in contanti, un apparecchio
fotografico marca Advantix del valore di Fr. 200.- nonché un natel Nokia 3410 e
a danno di __________ una borsa, un natel Nokia 3220, un portamonete contenente
Fr. 49.- nonché una sciarpa (refurtiva parzialmente recuperata e restituita
alle parti civili);

 

                               1.4.   a
Losone, in data 18.12.2004, sottratto a danno di __________ una borsetta
con effetti personali e un natel Nokia nonché un paio di scarpe e un paio di
occhiali depositati all'interno della vettura BMW targata __________ aperta
utilizzando le chiavi contenute nella borsetta, per un valore totale
complessivo di Fr. 550.- (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alla
parte civile);

 

                               1.5.   a
Pazzallo, in data 01.01.2005, previa rottura del finestrino sinistro della
vettura Fiat Punto targata __________, sottratto a danno di __________ una
borsa contenente effetti personali e 30 CD e a danno di __________ una borsetta
contenente effetti personali e un natel Samsung per un valore complessivo
totale di Fr. 2'304.- (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alle
parti civili);

 

                               1.6.   a
Pazzallo. in data 01.01.2005, previa rottura del deflettore della portiera
anteriore destra della vettura Polo targata __________, sottratto a danno di __________
una borsetta con effetti personali e a danno di __________ una borsa contenente
indumenti, accessori, delle scarpe nonché un apparecchio fotografico Nikon
con relativa carta di memoria per un valore complessivo totale di Fr. 2'145.-
(refurtiva parzialmente recuperata e restituita alla parte civile __________);

 

                               1.7.   a
Pazzallo, in data 01.01.2005, sottratto da una vettura con targhe italiane,
trovata aperta, a danno di persona non identificata, un natel Siemens M 50 con
inserita la carta Sim Wind per un valore complessivo totale imprecisato
(refurtiva recuperata e repertata presso l'Ufficio reperti);

 

 

                                  B.   singolarmente

 

                               1.8.   a
Sion, in data 15.01.2004, sottratto a danno di __________ un mazzo di chiavi e
un natel Nokia 6610 (refurtiva parzialmente recuperata e restituita alla parte
civile; reato contestato dall'accusato che asserisce di avere rinvenuto la
refurtiva trovata in suo possesso all'interno della scuola);

 

 

                                   2.   ripetuto
danneggiamento

 

                                         per avere, intenzionalmente danneggiato, distrutto o reso
inservibile la proprietà altrui nelle seguenti circostanze:

 

                                         in
correità con __________ 

                                         al fine
di commetterei furti di cui ai punti 1.3., 1.5., 1.6. e meglio:

 

                               2.1.   a
Losanna in data 12.12.2004, a danno di __________, il vetro anteriore destro
della vettura Nissan Micra targata __________ (danni non quantificati dalla
parte civile);

 

                               2.2.   a
Pazzallo, in data 01.10.2005, a danno di __________, il finestrino anteriore
sinistro della vettura Fiat Punto targata __________ (danni non quantificati
dalla parte civile);

 

                               2.3.   a
Pazzallo, in data 01.01.2005, a danno di __________, il deflettore della
portiera anteriore destra della vettura VW Polo targata __________ (danni non
quantificati dalla parte civile);

 

 

                                   3.   ripetuto
tentato abuso di un impianto per l'elaborazione di dati

 

                                         per
avere, per procacciarsi un indebito profitto servendosi in modo abusivo di
dati, tentato di influire su un processo automatico di trasmissione dati al
fine di provocare per mezzo dei risultati erronei così ottenuti un
trasferimento di attivi di terzi e meglio per avere, senza riuscire
nell'intento:

 

                                  A.   in
correità con __________

 

                               3.1.   a
Losanna in data 12.12.2004, tentato di prelevare contanti da due Bancomat non
meglio precisati utilizzando la tessera della BCV provento del furto descritto
al punto 1.3. commesso a danno di __________;

 

                               3.2.   a Morcote
in data 01.01.2005 , tentato di prelevare contanti presso il Bancomat della
Banca Raiffeisen utilizzando una delle tessere bancarie del Credito Svizzero
provento del furto descritto al punto 1.5. commesso a danno di __________;

 

                               3.3.   a
Lugano in data 01.01.2005, tentato di acquistare una carta giornaliera presso
il distributore automatico della Stazione FFS, utilizzando una delle tessere
bancarie del Credito Svizzero provento del furto descritto al punto 1.5.
commesso a danno di __________;

 

                               3.4.   a Rivera
e a Tenero in data 01.01.2005, tentato di prelevare contanti presso i locali
Postomat utilizzando la tessera postale provento del furto descritto al punto
1.5. commesso a danno di __________;

 

 

                                  B.   singolarmente

 

                               3.5.   a
Sion, nel periodo invernale 2002/2003, tentato di prelevare contanti da diversi
Bancomat non meglio precisati utilizzando la tessera bancaria sottratta nelle
circostanze descritte al punto 1.1. a danno di persona sconosciuta;

 

                               3.6.   a
Sion, nel periodo maggio/giugno 2003, tentato di prelevare contanti da diversi
Bancomat non meglio precisati utilizzando le tessere bancarie sottratte nelle
circostanze descritte al punto 1.2. a danno di persona sconosciuta;

                                         fatti
avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;

                                         reati
previsti dagli art. 139 cifra 1, 144 cpv. 1 e 147 cifra 1 CP;

 

e meglio come descritto nell'atto d'accusa 24/2005
del 3 marzo 2005, emanato dal Procuratore pubblico.

 

 

	
  Presenti

  	
  §  Il PP 1.

  §  L'accusato AC 1
  assistito dal difensore di fiducia (GP) avv. DF 1.

  §  L'avv. RC 1, in
  rappresentanza della PC PC 1.

  §  La Parte civile
  PC 2, rappresentata dall'avvRC 2.

   

  

 

Il Presidente notifica le seguenti subordinate:

a)   lieve entità in riferimento al punto 3.3
dell’AA 182/2004 del 22 dicembre 2004 ai sensi dell’art. 172ter CP.

b)   appropriazione semplice delle chiavi in
riferimento al punto 1.8 dell’AA 24/2005 del 3 marzo 2005.

c)   omessa notificazione del rinvenimento di cose
smarrite delle chiavi in riferimento al punto 1.8 dell’AA 24/2005 del 3 marzo
2005, ai sensi dell’art. 332 CP.

 

Il pt. 3.1. dell'atto di accusa no.
182/2004 é corretto come segue: leggasi "un lingotto d'oro" invece di
"un lingotto d'argento".

 

Espleti i pubblici dibattimenti:

 

- mercoledì 20 aprile 2005 dalle ore 09.30 alle ore 16.40,

- giovedì 21 aprile 2005 dalle ore 09.35
alle ore 12.30.

 

 

Sentiti                        §   Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale
conferma integralmente gli AA in esame e, in ordine alle modifiche prospettate
in fase d’istruttoria, postula che sia mantenuto il punto 3.3 dell’AA 182/2004
del 22 dicembre 2004 e che non sia prevista l’attenuante della lieve entità;
per il punto 1.8 AA 24/2005, si rimette al giudizio della Corte, nel senso più
favorevole al reo, posto che, comunque, le eventuali attenuanti non liberano l’accusato.
Chiede inoltre sia mantenuto il punto 1.1 dell’AA 182/2004 del 22 dicembre
2004.

                                         Conclude chiedendo
che l’accusato venga condannato a:

                                     -   12 mesi
di detenzione dedotto il carcere preventivo sofferto;

                                     -   per la
sospensione condizionale della pena si rimette al giudizio della Corte,
richiedendo comunque un periodo di prova di almeno 3 anni;

                                     -   misura
accompagnatoria del Patronato o delle cure mediche in relazione allo “stalking”.

                                         Non si
oppone al risarcimento del danno se immediato e dimostrato; in particolare, in
riferimento a PC 2 chiede di defalcare l’importo di fr. 100.- relativi ad un
furto dal salvadanaio della vittima, poiché non risultanti nell’AA e per il
torto morale si rimette al giudizio della Corte; riguardo a PC 1 chiede
l’aggiudicazione di quanto richiesto dalla stessa, con modifica da fr. 5'000.-
a fr. 5'990.-, e rispettivamente della richiesta della __________ agli atti.

                                         Si oppone
al dissequestro dei cellulari e chiede la confisca del foglio A4 e del frangivetro.

 

 

                                    §   L'avv. RC 2, rappr. PC, la quale si associa alla pubblica
accusa per quanto attiene alla colpabilità dell’imputato e pone l’accento
sull’aspetto soggettivo e sugli effetti che le azioni dell’accusato hanno
prodotto in capo alla PC 2, sui danni alla salute della stessa, nonché sulle
ingenti spese sostenute sia per scoprire l’identità dell’autore dei reati a suo
danno, sia per le cure.

                                         Conclude
chiedendo:

                                     -   il
risarcimento dei danni materiali più il rimborso delle cure mediche, rinviando
all’istanza di risarcimento prodotta (doc. TPC 10);

                                     -   il
risarcimento per torto morale di Fr. 20'000.-;

                                     -   l’integrale
conferma degli AA.

                                         Rinuncia
ai Fr. 100.- relativi al salvadanaio di cui sopra.

                                         Si oppone
all’attenuante della scemata responsabilità.

 

 

                                    §   Il Difensore, il quale ponendo in risalto la
sprovvedutezza dell’accusato, la lieve entità dei reati commessi e la mancanza
di attitudine delinquenziale, contesta:

                                     -   il
reato di lesioni semplici (punto 1.1 AA182/2004) poiché i fatti non integrano
suddetta fattispecie; in subordine i danni morali poiché la PC è guarita dal
malessere causatole dai fatti e la causalità, poiché la PC aveva già in
precedenza sofferto di tali malesseri;

                                     -   il furto
delle chiavi e del cellulare (punto 1.8 AA 24/2005), poiché non provato in
applicazione del principio in dubbio pro reo;

                                     -   la truffa
(punto 5.1 AA182/2004) poiché i fatti non integrano la fattispecie in quanto
trattasi di atti preparatori di furto, non punibili per legge.

                                         Conclude
chiedendo:

                                     -   il
proscioglimento per i reati di cui ai punti 1.1 e 5.1 dell’AA 182/2004;

                                     -   il
proscioglimento per il reato di cui al punto 1.8 dell’AA 24/2005.

                                         Riconosce
le pretese di PC tranne:

                                     -   per PC 2
il danno alla salute, poiché è contestato in via principale il reato di lesioni
semplici; in via subordinata si riconosce la posizione del dr. __________, ma
non degli altri medici e curanti, poichè non sono in relazione diretta con i
fatti;

                                     -   per PC 1
le note dell’avv.RC 1, le quali sono accolte solo per Fr. 3'310.20;

                                         Non
contesta le pretese della __________ per __________ e __________ __________ e
per le altre PC che non hanno quantificato il danno rinvia eventualmente al
foro civile.

                                         In ordine
ai sequestri chiede il dissequestro dei natel di cui è presumibile la proprietà
in quanto sono disponibili le scatole con i codici IMEI.

                                         Chiede
una riduzione della pena da porsi al beneficio della sospensione condizionale .

                                         Chiede la
misura del Patronato.

 

 

Posti dal Presidente, con l'accordo delle
Parti, i seguenti

 

 

quesiti:                    A.   AC 1

 

                                   1.   E’ autore
colpevole di:

 

                               1.1.   lesioni
semplici 

                                         per
avere,

                                         tra
novembre 2001 e febbraio 2003, a Riazzino,

                                         agendo
allo scopo di mettere a disagio ossia in stato di paura e soggezione la
vittima, abitante nello stesso immobile, di cui era geloso e per la quale
provava sentimenti di attrazione, violato ripetutamente il domicilio di PC 2
nonché azionato in più occasioni il campanello della sua abitazione per disturbarne
la tranquillità, provocando in tal modo a quest'ultima disturbi psicofisici,
segnatamente uno stato di depressione e di ansia, che hanno richiesto cure
medicamentose e psicoterapiche ad opera di un medico psichiatra?

 

 

                               1.2.   ripetuta
appropriazione semplice

                                         per avere

                                         a scopo
di indebito profitto,

 

                            1.2.1.   tra settembre
e inizio novembre 2001 a Riazzino

                                         prelevato
dalla bucalettere di PC 2 la chiave dell'appartamento di quest'ultima allo
scopo di introdursi nello stesso in sua assenza e soddisfare in tal modo il
proprio desiderio di conoscerne le abitudini e modi di vita, 

 

                            1.2.2.   tra settembre
e inizio novembre 2001 a Riazzino sottratto da un armadietto sito all'entrata
dell'appartamento di PC 2, la chiave Kaba __________, allo scopo di poter accedere
all'appartamento in qualsiasi momento;

 

                            1.2.3.   nel gennaio 2002, a Riazzino, prelevato dalla
bucalettere di PC 2 un invio postale contenente la Postcard n. __________
intestata alla medesima, appropriandosi della stessa ed utilizzandola per i rifornimenti
di carburante di cui al punto 6.1 dell’atto di accusa?

 

 

 

                               1.3.   ripetuto
furto, in parte tentato

                                         per avere

 

                            1.3.1.   in 12
occasioni, di cui 2 tentate, tra il 4 novembre 2001 e il 3 febbraio 2003, a
Riazzino e Tenero sottratto, rispettivamente tentato di sottrarre, gioielli,
denaro, tessere bancarie, un impianto di videosorveglianza e altre cose mobili
per un valore complessivo di fr. 2'330.-?

 

                            1.3.2.   in 7
occasioni, nel periodo novembre/dicembre 2002 sino al 1. gennaio 2005 a Sion, Losanna,
Losone e Pazzallo, agendo in correità con __________ sottratto denaro, tessere
bancarie, telefoni cellulari, apparecchi fotografici, indumenti e altri oggetti
per un valore complessivo di fr. 5'368.-?

 

                            1.3.3.   il 15 gennaio
2004 a Sion, ai danni di __________ sottratto un mazzo di chiavi e un telefono
cellulare?

 

                         1.3.3.1.   trattasi
invece di appropriazione semplice?

 

                         1.3.3.2.   trattasi
invece di omessa notificazione del rinvenimento di cose smarrite?

 

                            1.3.4.   trattasi di
un numero di furti consumati inferiore?

 

 

                               1.4.   ripetuto
danneggiamento

                                         per avere

 

                            1.4.1.   in 3
occasioni, dopo il novembre 2001 e sino al 4 gennaio 2003, a Riazzino e
Tenero gettato due fotografie, 2 portamonete e alcuni documenti precedentemente
sottratti in occasione di alcuni dei furti di cui sub. 1.3.1?

 

                            1.4.2.   in 3
occasioni, tra il 12 dicembre 2004 e il 1. gennaio 2005, agendo in correità con
__________, alfine di commettere parte dei furti di cui sub 1.3.2, danneggiato
automobili altrui provocando danni non quantificati?

 

 

                               1.5.   ripetuta
truffa tentata e mancata 

                                         per avere,
a scopo di indebito profitto, tentato di ingannare con astuzia persone,
affermando cose false o dissimulando cose vere alfine di indurle ad atti
pregiudizievoli al patrimonio proprio, e meglio

 

                            1.5.1.   il 14.01.2002,
a Riazzino, ordinato presso la ditta __________ un set PC portatile del valore
di CHF 3'311.95, utilizzando la relativa cartolina di ordinazione estrapolata
da un catalogo sottratto nell'appartamento di PC 2, sottoscrivendo
l'ordinazione con la falsa firma di quest'ultima?

 

                            1.5.2.   nel gennaio
2002, a Bellinzona, dichiarato contrariamente al vero ad una funzionaria della
Posta che a debito dei propri conti postali erano stati effettuati dei prelievi
abusivi, allo scopo di ottenere dalla Posta il rimborso della somma complessiva
di CHF 1'778.90, che aveva portato in dare i suoi conti postali?

                                      

 

                               1.6.   abuso di
un impianto per l'elaborazione di dati, in parte tentato

                                         per avere

 

                            1.6.1.   in 5 occasioni, tra il 10 marzo 2002 e il 4 giugno 2002 a
Sementina, Tenero, Bellinzona e Riazzino, servendosi in modo abusivo di dati e
della tessera Postcard n. __________ a danno di PC 2, effettuato a proprio
favore rifornimenti di carburante per complessivi CHF 207.45?

 

                            1.6.2.   il 2.12.2002
a Locarno, servendosi in modo abusivo di dati e della carta EC UBS n. __________
a danno di PC 1, ottenuto a proprio favore il trasferimento di complessivi fr.
5'990.-?

 

                            1.6.3.   in 5
occasioni, tra il 22.12.2002 e il 30.12.2002 a Riazzino, Villet/VD, Losone, Martigny/VS
e Mendrisio, servendosi in modo abusivo della carta Manor a danno di PC 1,
effettuato a proprio favore rifornimenti di carburante e/o acquisti di merce
per complessivi CHF 272.65.-?

 

                            1.6.4.   il 4 gennaio 2003, a Tenero, servendosi in modo
abusivo di dati e della carta Postcard a danno di __________, ottenuto a
proprio favore il trasferimento di complessivi fr. 1'000.-?

 

                            1.6.5.   in almeno 6
occasioni, tra il novembre/dicembre 2002 fino al 1. gennaio 2005, a Losanna, Morcote,
Lugano, Rivera e Tenero, agendo in correità con __________ nonché a Sion agendo
singolarmente, servendosi in modo abusivo di dati e di carte bancarie sottratte
in occasione dei furti di cui sub 1.3.2 tentato di ottenere a proprio favore il
trasferimento di attivi appartenenti a terzi?

 

 

                               1.7.   ripetuta
violazione di domicilio

                                         per
essersi indebitamente e contro la volontà dell'avente diritto,

                                         ripetutamente
introdotto nell'appartamento di PC 2, e segnatamente nelle circostanze di cui
sub. 1.2.1, 1.3.1, 1.4.1 e 1.5.1?

 

 

                               1.8.   falsità
in documenti

                                         per avere,

                                         nelle
circostanze di tempo e di luogo di cui sub. 1.5.1,

                                         al fine
di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé un indebito profitto, formato
e fatto uso di un documento falso, inserendo i dati personali di PC 2 su una
cartolina di ordinazione della ditta __________ e apponendone la firma
falsificata di quest'ultima, allo scopo di ottenere l'invio di un set PC del
valore di CHF 3'311.95?

 

 

                               1.9.   sviamento
della giustizia

                                         per avere

                                         il
16.01.2003, a Locarno, allo scopo di chiedere ed ottenere poi il rimborso dalla
Posta, sporto dinanzi alla Gendarmeria di Locarno denuncia penale contro ignoti
per titolo di abuso di un impianto per l'elaborazione dei dati, asserendo
contrariamente al vero che a debito del suo conto giallo n. __________ rispettivamente
del suo conto deposito n. __________ erano stati effettuati, nel periodo
21-27.12.2002, prelievi abusivi presso i postomat di Tenero, Sion, Airolo,
Chiasso e Como per complessivi fr. 1'798.90, mentre in realtà tali prelievi
erano stati da lui stesso effettuati?

 

                                         e meglio
come descritto dall’atto di accusa?

 

                                   2.   Può
beneficiare della sospensione condizionale della pena privativa della libertà?

 

                                   3.   Deve
essere ordinata una misura di sicurezza e se sì quale?

 

 

                                   4.   Deve
subire la confisca di e subordinatamente il sequestro conservativo di: 

 

                               4.1.   1 lingottino
in argento CS del di 5 gr.

                               4.2.   1 frangivetro
di colore rosso

                               4.3.   1 natel Nokia
argento modello 6210 no. __________

                               4.4.   1 natel Nokia
verde modello 7110 no. __________ con carta Sim Sunrise

                               4.5.   1 natel Siemens
grigio modello M 50 no. __________

                               4.6.   1 natel Nokia
viola modello 6510 no. __________ senza carta Sim

                               4.7.   1 natel Nokia
nero modello 6600 no. __________ con display rotto senza carta Sim

                               4.8.   1 natel Nec
modello KMPGJI F  1 no. __________ con carta Sim Wind

                               4.9.   1 natel
Swisscom modello Sharp 30 grigio

                             4.10.   1 chiave di
colore oro no. 919

                             4.11.   1 foglio A4
con indirizzi manoscritti

                             4.12.   1 paio di
guanti in cotone bianco

                             4.13.   2 paia di
guanti neri

                             4.14.   1 torcia
marca Daimon

                             4.15.   1 torcia
marca Philips

                             4.16.   1 frontalino
marca Sony XR 5880 R

                             4.17.   1 autoradio
marca Sony XR 5880 R serie __________

                             4.18.   1 scatola
vuota per natel Sharp Swisscom

                             4.19.   2 scatole per
tessere di ricarica natel, marca Orange, vuote

 

 

                                   5.   Deve
essere condannato al pagamento dell’indennità alle seguenti parti civili:

 

                               5.1.   PC 1, S.
Antonino;

                               5.2.   PC 2,
Riazzino;

                               5.3.   __________ e
__________, Locarno e per esse la __________.

Considerato,                  in fatto ed in
diritto:

 

 

                                   1.   AC
1 è cittadino italiano nato e cresciuto nel nostro paese. Interrogato sul suo
passato dal Segretario giudiziario del MP ha dichiarato: 

 

"  Sono
di origine italiana ma sono nato a Niederbipp il __________ e poi dopo l'asilo
mi sono trasferito dai nonni a __________ (Caserta) dove ho frequentato 4 anni
di scuola elementare per poi tornare in Svizzera nel 1990 a __________ dove i
miei genitori si erano trasferiti definitivamente. I miei genitori si sono
trasferiti in Svizzera se ben ricordo nel 1979 o forse prima. Mio papà che ha
50 anni è attualmente magazziniere. La mamma ha lavorato alle dipendenze del
Canton Ticino quale donna delle pulizie. Attualmente è in invalidità. Mia mamma
ha 49 anni. Ho un fratello di 19 anni che è apprendista per la professione di
panettiere/pasticciere.

La mia formazione scolastica è iniziata in Italia
dove ho frequentato le elementari. Poi in Svizzera ho concluso le elementari
(quinta classe) e poi le medie a __________. Ho poi iniziato l'apprendistato
per la professione di cuoco a __________ presso il __________.

Ho concluso l'apprendistato nel 1999 presso l'Albergo
__________ di Ascona.

Ho continuato a lavorare presso l'Albergo __________
fino alla primavera del 2000 per poi andare al Bar __________ e al Bar __________
di Locarno. Qui ho lavorato fino all'agosto 2000. Ho poi svolto diverse
attività (con le società tipo Adecco) fino alla metà del 2001.

Sono stato in disoccupazione durante l'estate
2001. Non ho svolto nessuna attività fissa se non qualche giornata tramite le
solite società. Ho poi trovato lavoro nel 2002 fino al febbraio 2003 (giorno
del mio primo arresto) presso la PL 1 di Tenero. Dopo la mia scarcerazione a
partire da giugno 2003 ho percepito nuovamente la disoccupazione. Non ho svolto
nessuna attività fino ad aprile 2004 quando ho trovato lavoro a Brunnen quale
cuoco. Questo impiego è durato fino al settembre 2004. In quel periodo mia
mamma si ammalò gravemente e io tornai in Ticino per starle vicino. Da ottobre
2004 a dicembre 2004 ho lavorato presso il cantiere nautico __________ di
Riazzino.

Questo è l'ultimo lavoro che ho svolto.“ (verbale
MP 04.02.05) 

 

                                         Dal
profilo affettivo va detto che l’accusato, pur definendosi una persona con
difficoltà nell’approccio con le persone dell’altro sesso non avendo mai avuto
una ragazza più giovane di lui, ha avuto, per quanto qui di rilievo, tre
relazioni amorose di un certo significato: la prima con tale __________ dal 14
febbraio 2001 al marzo 2002, la seconda nel luglio 2002 con tale __________ e
la terza, nell’ottobre 2002, con la signorina __________.

                                         L’accusato
è incensurato (AI 55).

 

 

                                   2.   Il
16 gennaio 2003 AC 1 si presentava presso il posto di gendarmeria di Locarno
dove denunciava degli indebiti a danno del suo conto postale ad opera di
ignoti. Nel testo della denuncia si legge:

 

"  Il
giorno 30/31 di dicembre '02 (non ricordo più esattamente la data) ricevevo il
mio estratto conto tramite posta a casa, controllando potevo notare che nel
bilancio dei miei estratti conto, erano stati effettuati dei prelevamenti a mia
insaputa, rubandomi 1780.- CHF. Questi prelevamenti erano stati effettuati dal
mio conto giallo e dal mio conto risparmio (deposito). 

Faccio presente che per poter prelevare dai miei
due conti del denaro tramite postomat, sono in possesso di due carte chiamate
postcard e postcard deposito. Per il prelevamento
bisogna effettuare un codice, il quale è differente per le due rispettive
postcard. 

Nel periodo precedente in cui mi è stato
prelevato il denaro a mia insaputa, entrambe le mie postcard si trovavano nel
mio portamonete che ho sempre appresso. 

Oltre a me, a conoscenza del codice della
postcard (conto giallo) vi è solamente mio padre. Questo perché alcune volte,
quando finisco tardi dal lavoro e devo fare dei prelevamenti la consegno a lui
per svolgere il tutto. Altre volte gliela impresto per poter comperarsi delle
piccole cose o per fare ad esempio la benzina per la macchina. 

Il codice della postcard deposito per contro è
solamente a mia conoscenza. I codici li conosco a memoria e non li ho mai
trascritti altrove. 

Il codice che ho dato a mio padre (__________, __________,
__________) è pure stato memorizzato da quest'ultimo senza esser trascritto
altrove. 

Venerdì 20 dicembre 02 poiché avevo alcuni
pagamenti in ritardo, davo la mia postcard conto giallo a mio padre per svolgere
il tutto. Arrivato in Posta gli veniva però detto che
la carta non funzionava e che la stessa era stata annullata, gli dicevano che
questo era forse dovuto ai troppi prelevamenti effettuati. 

In serata, rientrato a casa (io e mio padre
viviamo nello stesso palazzo ma in due appartamenti differenti, tutti noi siamo
comunque in possesso delle rispettive chiavi d'entrata dei due appartamenti)
mio padre mi consegnava la tessera dicendo che non funzionava e che avrei
dovuto l'indomani recarmi in posta con un documento per poter fare i miei
pagamenti. Il giorno dopo 21.12.02 facevo una prova presso il postomat di
Tenero ed effettivamente la carta non funzionava. Sono quindi entrato
all'interno dell'ufficio postale per chiedere spiegazioni e, dopo un ulteriore
prova decidevo di pagare 

tramite assegno postale, telefonando poi al centro
postale di Bellinzona per delle spiegazioni in merito, mi dicevano così le stesse
cose che mi aveva detto in precedenza mio padre.

A quel momento il mio conto giallo era sotto di
100.- CHF.

I giorni che mi sono stati effettuati i
prelevamenti dal conto giallo a mia insaputa sono:

21.12.02 a Sion 100.- CHF ed in seguito nello
stesso giorno 400.- CHF

22.12.02 ad Airolo 400.- CHF

23.12.02 a Chiasso 400.- CHF 

27.12.02 a Como 80 euro pari a 118.90 CHF."

(….)

"  L'agente
interrogante mi fa notare che alcuni postomat sono provvisti di telecamera, da
parte mia comunque riconfermo quanto detto. Non riesco però a capacitarmi come
abbiano potuto fare i prelevamenti, tanto più che le mia postcard del conto
giallo era, secondo la Posta, fuori uso. Non ho nessun sospetto su chi possa
aver rubato i miei soldi. 

A seguito di quanto detto, sporgo regolare
denuncia contro ignoti per abuso d'impianti per l'elaborazione di dati. Mi
costituisco pure parte civile qualora si possa risalire agli autori/e. 

(….)

 

                                         In
seguito a suddetta denuncia la polizia cantonale di Locarno ha fatto richiesta
al servizio di sicurezza La Posta dello striscio postomat, riferito ai conti
giallo e deposito di AC 1, e dei relativi fotogrammi registrati dalla
videocamera di sorveglianza (cfr. rapporto richiesta accertamenti postali
4.02.2003, inc. n. 173/2004, AI 8). 

                                         Dai
fotogrammi forniti dal servizio di sicurezza La Posta,provenienti dal postomat
di Chiasso, emergeva che I'autore delle malversazioni denunciate era AC 1
stesso." 

 

                                         Nuovamente
interrogato dalla polizia AC 1 ha in un primo momento ribadito la sua denuncia
contro ignoti. Una volta appreso che le immagini video lo avevano identificato
quale autore dei prelievi che aveva denunciato, ha poi dovuto ammettere di aver
agito per ottenere un risarcimento dalla Posta dato che si trovava in
difficoltà economiche. Così si è espresso nel suo verbale del 24 febbraio 2004
davanti agli agenti di polizia:

 

"  Confermo
nuovamente la mia denuncia penale contro ignoto/i per il titolo di reato citato
in apertura del presente verbale. 

Effettivamente sono stato vittima di
malversazioni perpetrate presso gli sportelli elettronici postomat di Chiasso,
Vallese ed Italia, nel periodo 21/27.12.2002, sempre per mano ignota, per
complessivi CHF 1'798,90

ADR: come già indicato in precedenza l'ignoto
autore ha operato nei singoli postomat senza l'ausilio delle mie carte di
credito postali poiché di fatto le stesse sono tutt'ora in mio possesso. 

ADR: non sono in grado di indicare come l'ignoto
autore abbia potuto mettere a segno quanto sopra senza essere in possesso
fisicamente delle mie carte di credito postali. 

ADR: come già detto nel periodo in cui si sono
verificati i fatti io non mi sono mai recato oltre Gottardo. 

ADR: dopo aver parlato con la signora __________
della Posta per formalizzare la richiesta indennizzo, questa mi faceva notare
che dapprima necessitava che mi recassi in Polizia per sporgere regolare
denuncia per gli avvenuti illeciti per poi successivamente, a mano del relativo
rapporto, avrei potuto essere indennizzato. 

Gli interroganti mi invitano a riflettere
attentamente su quanto appena dichiarato ed eventualmente di raccontare come
realmente si sono verificati i fatti. 

Da parte mia mi limito a confermare le
dichiarazioni rese sino ad oggi a tale proposito; trattasi della verità. 

Mi viene sottoposto in visione un fotogramma
estrapolato dall'impianto video di sorveglianza presente presso lo sportello
elettronico (postomat) di Chiasso, datato 23.12.2002 ore 21:42:54, data ed
orario da me indicati nella denuncia, raffigurante una persona di sesso
maschile (autore malversazioni). 

Invitato a precisare se conosco l'individuo ivi
raffigurato, debbo subito dire che trattasi del sottoscritto. 

A mano del mio precedente verbale di
interrogatorio (denuncia contro ignoti - incarto MP no. 2003.981/TT) si rileva
che l'autore delle malversazioni ha pure operato in quel di Chiasso, postomat
PTT, il 23.12.2002, sulla fascia oraria 21:43:57/21:48:21, prelevando CHF 400.-.

A questo punto ho capito la mia posizione nel
contesto della presente indagine di polizia giudiziaria e dopo breve colloquio
con gli interroganti, ho deciso di assumere le mie responsabilità e di
raccontare la verità in merito alla mia falsa denuncia. 

Innanzitutto io sono titolare di due conti c/o La
Posta e meglio il conto deposito no. __________ e il conto privato no. __________.

Effettivamente mi sono, intenzionalmente.
presentato presso gli scriventi uffici poiché volevo mettere in atto una truffa
ai danni dell'ufficio postale. 

Per inciso sapevo benissimo cosa avrei rischiato,
parlo penalmente, a presentare una falsa denuncia. 

In sostanza i singoli prelevamenti da me
denunciati effettuati per mano ignota, in realtà sono stati da me eseguiti nei
vari sportelli elettronici citati nella denuncia. 

La ragione di questo mio agire va ricercata nel
fatto che attualmente ho problemi finanziari, avendo prelevato eccessivo
contante sui miei conti postali, ed essendo passato nelle cifre rosse, dovevo
trovare una soluzione, strategia di ripiego, per pareggiare il saldo a mio
favore. 

Spiegazione delle varie trasferte e singoli
prelevamenti abusivi: 

 

-20.12.2002 ore 18:06:24 c/o postomat Tenero
prelevati mediante carta no. __________ CHF 20.--, da me precedentemente
indicato di aver tentato lo, di prelevare senza alcun esito. 

-21.12.2002 ore 17:21:30 I c/o postomat Sion 2
Nord Av. Rjtz 24 8 prelevati mediante carta no. __________ CHF 100.- 

-21.12.2002 ore 17:22:43 c/o postomat Sion 2 Nord
Av Ritz 24 prelevati mediante carta no. __________ CHF 400.- 

-21.12.2002 ore 17:23:38 c/o postomat Sion 2 Nord
Av Ritz 24 prelevati mediante carta no. __________ CHF 380.- 

22.12.2002 ore 20:02:46 c/o postomat Airolo
prelevati mediante carta no. __________ CHF 400.- 

23.12.2002 ore 21 :44:46 c/o postomat Chiasso
Piazza Indipendenza 3 - , prelevati mediante carta no. __________ CHF 400.- 

-23.12.2002 ore 20:28:43 c/o postomat di Como/l in Via Bellinzona 170 - prelevati
mediante carta no. __________ CHF 118.90 pari a 80 Euro.

Effettivamente nelle date suindicate mi sono
recato dapprima in Vallese poiché dovevo incontrarmi con delle persone, le
quali avevano risposto ad un mio annuncio per lavoro partime, pubblicato su
internet da parte di un mio amico.

Non sono però in grado di precisare l'indirizzo
internet, poiché di ciò se ne occupato un mio amico del quale non intendo
fornire nominativo.

Rientrando dal Vallese mi sono fermato ad Airolo
dove presso il postomat di detta località ho effettuato un prelevamento in
contante. 

Nei giorni a seguire mi sono recato in Italia e
per la precisione a Como in compagnia di un mio amico per effettuare delle
compere, in quella circostanza ho effettuato un prelevamento di denaro al postomat
di Chiasso ed un secondo prelevamento in quel di Como."

(verbale PS 24.02.2003) 

 

                                         Il 24
febbraio successivo AC 1 veniva arrestato la prima volta. Oltre ad aver
presentato la falsa denuncia di cui sopra, dall’esame di altri fotogrammi
relativi al bancomat dell’UBS di Locarno emergeva che egli era pure l’autore di
prelevamenti indebiti a mano di una carta intestata a tale PC 1 che ne aveva
denunciato il furto (punti 3.5, 4.2. e 6.2 dell’atto di accusa). Interrogato
dagli agenti __________ ammetteva pure di essere l’autore di alcuni furti
perpetrati presso la ditta PL 1 per cui lavorava (punti 3.3 e 3.4 dell’atto di
accusa) nonché ai danni di tale __________ (punto 3.6. dell’atto di accusa).
L’arresto veniva poi confermato dal GIAR onde chiarire in particolare la sua
posizione in relazione all’amico __________, studente residente in Vallese,
presso il quale si recava spesso, pur non avendo la patente, e con il quale
girava sovente anche in Ticino. L’amico, pur facendo spesso da “taxi”
all’accusato e pur essendo spesso presente nei pressi degli impianti di
distribuzione di denaro dove AC 1 ha effettuato i vari prelevamenti indebiti, è
poi risultato, in questa fase, estraneo ai fatti.

                                         Sempre
nell’ambito di questa prima detenzione preventiva emergeva che __________ era
il persecutore di una giovane donna, tale PC 2, residente nella stessa
palazzina, della quale si era invaghito. Trovata la chiave dell’appartamento
quasi per caso frugando nella bucalettere della ragazza,AC 1 nel novembre 2001
entrò per la prima volta nell’abitazione di costei approfittando della sua
assenza riponendo poi la chiave nel luogo in cui l’aveva trovata.
Successivamente racconta di aver approfittato di una breve assenza della
ragazza che era scesa in cantina senza chiudere la porta a chiave per entrare
nuovamente nel suo appartamento, dove trovò la chiave di riserva di cui si
impadronì. Da allora e fino al suo arresto fu uno stillicidio di ripetute visite
nell’appartamento della ragazze condite da furti di vari oggetti, ovviamente
senza scasso. La cosa mise parecchio a disagio la vittima che, come vedremo, si
ammalò. Fatto sta che, visto il continuo sparire di oggetti di sua proprietà,
la PC 2 fece pure istallare un impianto di video sorveglianza all’interno del
suo appartamento onde finalmente scoprire l’autore di quelle visite. Ma invano:
già il giorno dopo AC 1, che entrava ed usciva da quell’appartamento
praticamente tutti i giorni, si accorse subito che vi era un filo anomalo che
collegava un armadietto nel locale ufficio: strappò le antine e si accorse
della presenza della videocamera che asportò, distruggendo poi la video
cassetta. Sorpresa ed incredula del nuovo episodio di cui è rimasta vittima, la
donna decise finalmente di cambiare il cilindro della serratura. AC 1 non si
diede tuttavia per vinto e tentò, pur non riuscendovi, ancora due volte di
entrare in quell’appartamento scassinando la serratura, senza tuttavia
riuscirvi.

                                         Sulle
antine del citato armadio vennero rinvenute le impronte di __________. Posto a
confronto con tali contestazioni AC 1 ha reso ampia e circostanziata
confessione. Ma ci torneremo. Fatto sta che rimase in carcere per poco più di
venti giorni e, il 18 marzo 2003, venne posto in libertà provvisoria per ordine
dello stesso PP.

 

 

                                   3.   Sulle
singole imputazioni relative al primo atto di accusa e, per intenderci,
precedenti al secondo arresto, l’accusato è reo confesso. A prescindere dai
reati commessi ai danni della PC 2, cui verranno dedicati due capitoli
distinti, vengono qui brevemente esposte le varie fattispecie di cui AC 1 si è
reso colpevole con il preciso riferimento alla numerazione del primo atto di
accusa.

 

 

                                  a)   Punti
5.2 e 9

 

                                         Già si è
detto che l’accusato ha presentato denuncia contro ignoti per abuso di un
impianto di elaborazione dati lamentando dei prelevamenti, da parte di terzi a
danno del suo conto postale, che in realtà aveva fatto lui, chiedendo che
contro questi terzi venisse aperto un procedimento penale, con il solo scopo di
ottenere un indebito risarcimento da parte de La Posta. Non occorre pertanto
disquisire oltre sui reati di mancata truffa e di sviamento della giustizia
così come esposti nell’atto di accusa, gli stessi essendo pacificamente
ammessi.

 

 

 

 

 

                                  b)   Punti
3.3 e 3.4.

 

                                         La
signora __________ è stata interrrogata dalla polizia il 24 febbraio 2003 quale
rappresentante della ditta stessa ed in qualità di parte lesa. In merito ai
furti commessi a suo danno da AC 1 e dallo stesso confessati, la signora __________
ha dichiarato:

 

"  La PL
1 è diretta da __________,
mentre per quanto concerne la gestione del personale e produzione se ne occupa direttamente la sottoscritta. Gli
interroganti mi informano che, in sede d'indagine, a carico del nostro dipendente AC 1 in Riazzino, operaio in genere, è emerso per sua stessa ammissione, di
essersi reso autore materiale di furti ai danni della stessa dittaAC 1 ha
significato di aver prelevato, in due circostanze, denaro contante dalla
cassaforte murale presente nel nostro ufficio per complessivi Fr. 100.- (60/40). AC 1 lavora alle
dipendenza della PL 1 a partire
dal 18.02.2002. Preso
conoscenza dei fatti indicati mi preme precisare quanto segue: ... Per quanto concerne
il furto di denaro che AC 1 ha dichiarato di aver prelevato indebitamente dalla cassaforte murale dell'ufficio, sino ad oggi sia la
sottoscritta che il personale dell'ufficio non era a conoscenza di questa situazione.
In rappresentanza della PL 1, sporgo denuncia penale, contro AC 1 per titolo di
furto e con questo intendo dire il denaro che AC 1 ha indebitamente asportato
dalla cassaforte murale." (Verbale PS 24.02.03)

 

                                         Reinterrogato
dalla polizia il 13 marzo 2003 su questi fatti __________ ha precisato: 

"  Da
quando ho iniziato a lavorare alla ditta PL 1 , entrando nell'ufficio
contabile, avevo notato la presenza della cassaforte murale. 

Ero perfettamente a conoscenza che tutti i giorni
veniva effettuata la contabilità degli incassi. 

Oltre ciò la mattina, quando iniziavo il lavoro,
avevo rimarcato che la segretaria da un certo armadietto prelevava la chiave
che apriva la cassaforte murale. 

Le segretarie terminano la giornata lavorativa
sulla fascia oraria 17:30/18:30 al più tardi. 

Per me non esisteva pertanto alcun problema per poter
mettere a segno furto di denaro depositato in cassaforte. 

Infatti io ero quasi sempre l'ultima persona che
la sera usciva dalla ditta PL 1. 

In questo modo ho messo a segno, in due circostanze
ben distinte, furto di denaro contante dalla cassaforte murale per ca. CHF 100.-.
Sapevo fra l'altro che l'anziano sig.__________ ogni tanto prelevava
cartamoneta dalla cassaforte che poi cambiava in moneta spicciola. 

Il fondo cassa, per quanto a mia conoscenza non doveva
superare i CHF 200.-- trattasi di una mia supposizione."

 

                                         In aula
l’accusato ha aggiunto che in tali occasioni in cassa vi erano più soldi ma si
è limitato a sottrarne un centinaio di franchi in tutto poiché corrispondevano
ai suoi bisogni del momento. In queste circostanze la corte ha ritenuto di
poter applicare, in virtù del principio della presunzione di innocenza, l’art.
172 ter CP non disponendo di elementi certi che l’agire dell’imputato non sia
dipeso proprio dall’entità della refurtiva. Appare inoltre plausibile che __________,
che peraltro durante tutta l’inchiesta ha sempre offerto la sua massima
collaborazione agli inquirenti, si sia limitato, nonostante avesse la possibilità
di rubare cifre maggiori, a quelle indicate anche per non destare sospetti, tant’è
che la responsabile della ditta nemmeno se ne accorse.

                                         Per quel
che é dell'imputazione di cui al capo N. 3.4, basta rilevare che la ditta PL 1
riscontrò pure un ammanco dal distributore automatico del caffé di proprietà
della ditta PL 2. Nello stesso verbale del 13 marzo 2003 AC 1 ha ammesso:

 

"  distributore
automatico delle bibite calde (....) asportato denaro contante dal contenitore
della moneta per ca. CHF 400.-- + chiave di riserva per aprire
l'apparecchiatura."

 

Ne
discende che l'imputazione va confermata senza ulteriori commenti.

 

 

                                  c)   Punti
3.5, 4.2 e 6.2

 

 

                                         PC 1
interrogata dalla polizia giudiziaria in data 3 dicembre 2002 in merito al
furto subito il giorno precedente a Tenero in via __________ verso le
18.25/18.45, ha così dichiarato (cfr. verb.PS 03.03.2002, all. AI 10):

 

"  In
data ed ora sopra citati mi trovavo a Tenero in Via __________ per consegnare
dei polli che portavo direttamente dal mio domicilio.

Giunta sul posto, chiamavo verbalmente la signora
__________ per farle vedere i diversi polli, che portavo nel baule della mia
vettura (marca Honda Logo targata __________). A questo momento la signora
usciva dal negozio (__________) e veniva in direzione della mia vettura per
vedere e scegliere il suo pollo, nel frattempo ero già uscita dalla mia vettura
e chiudevo la portiera ed aspettavo il giungere della signora. 

Preso il suo pollo, la signora rientrava nel
negozio ed io riponevo la cassa dei polli all'interno del baule, chiudevo lo
stesso ed entravo nel negozio per riscuotere l'equivalente del pollo di CHF.
55.-.

Faccio notare che al momento in cui sono entrata
nel negozio ho lasciato l'auto chiusa con le chiavi nel blocchetto d'avviamento
e la borsetta era posta all'interno dell'auto sul sedile passeggero anteriore,
io all'esterno non notavo niente di particolare udivo unicamente un rumore.
Presumo che il rumore possa essere stato provocato dalla maniglia della
portiera lasciata di fretta, come se ti scappa dalle mani.

Dopo aver udito questo rumore non ci badavo e
avevo già riscosso i soldi del pollo.

Uscivo dal negozio salivo in auto e i soldi li
riponevo nella tasca sinistra della giacca, mentre la borsetta si trovava
ancora nello stesso posto di dove io l'avevo lasciata.

Nel frattempo mi recavo a fare un'altra consegna
nelle vicinanze a circa 200 metri di distanza.

Parcheggiavo vicino all'abitazione scendevo
chiudendo la portiera con sempre le chiavi nel blocchetto d'avviamento ed
andavo a bussare alla porta. 

In questo frangente notavo unicamente tre persone
di cui due bambini ed un adulto, i quali conosco ma non bene. 

Dopo aver bussato ritornavo verso l'auto aprivo
il baule mentre la signora si avvicinava per prendere una cassa di polli,
chiudevo il baule ed accompagnavo la signora all'entrata della sua abitazione,
per riscuotere la somma di CHF. 190.-. 

La stessa mi pagava 200.-- ed io dovevo
ritornarle CHF. 10.-, ritornavo verso l'auto per prendere il mio portamonete
che era riposto all'interno della mia borsetta quando mi avvedevo che
all'interno lo stesso mancava, subito ricontrollavo bene all'interno della
borsetta e sul sedile ma non lo ritrovavo." (verb. PS 10.03.2003, all. AI
32)

(....)

Giunto nel frattempo sul luogo __________, __________,
con il quale mi recavo presso il suo domicilio dove dapprima bloccavo il
telefono portatile e poi la carta EC della banca UBS.

D1: quanto tempo é trascorso dal momento che si é
accorta che mancava il tuo portamonete?

R1: sono trascorsi 10-15 minuti, tra le ore
18.25/18.45. 

D2: dopo essersi accorta che mancava il suo
portamonete contenente la carta EC, quanto tempo é trascorso per bloccarla.

R2: sono trascorsi ca 20-30 minuti, tra le 19.05/19.15.

D3: nel suo portamonete teneva il suo codice PIN
della carta? 

R3: no, non l'avevo segnato ,da nessuna parte.

D4: il codice PIN era una data di nascita o un
numero di targa?

R4: si era la mia data di nascita __________,
cioè __________. 

D5: come possono avere fatto a ritirare l'importo
di CHF. 5990.- dal suo conto bancario ed ha indovinare il codice PlN?

R5: ho un prelevamento giornaliero massimo di 5000.-
e un limite EC di 1000.-  ed
presumo che abbiano scoperto il mio codice PIN tramite la mia carta d'identità
ove vi é la mia data di nascita. 

Il 10 dicembre 2002 il PP Arturo Garzoni, su
richiesta della polizia cantonale 9.12.2002, ha emesso un ordine di
perquisizione e sequestro nei confronti della UBS SA di tutto il materiale
inerente al prelevamento effettuato il 2 dicembre presso la filiale di Locarno,
nonché del filmato che ritrae il prelevante stesso (inc. n. 173/2004, AI 4 e
5). 

 

                                         In
seguito alla falsa denuncia esposta da AC 1 ed a un confronto dei fotogrammi
sequestrati alla UBS con quelli spediti dalla Posta relativi al postomat di
Chiasso, è infine stato identificato l'autore degli indebiti profitti con AC 1,
il quale ha poi confessato. 

 

                                         Interrogata
il 10 marzo 2003 ed informata dell'avvenuta identificazione dell'autore del
reato perpetrato ai suoi danni, PC 1 ha confermato sia gli illeciti prelevamenti
sia l'utilizzo della carta Manor (verb. PG 10.03.2003):

 

"  Per
quanto mi concerne confermo che con la carta EC sono stati eseguiti dei
prelevamenti pari a Fr 5'990.-. Parimenti la carta Manor à stata pure usata in
diverse occasioni, come da fattura Manor del 16.01.2003, per acquisti
ammontanti a Fr. 272.65. Fattura che ho già consegnato allo scrivente)."

 

                                         AC 1 è
reo confesso fatto salvo per il cellulare che non è indicato nell’atto di
accusa:

 

"  Ricordo
pure di essermi reso autore, qualche giorno prima, di un'analogo furto ai danni
del detentore o detentrice di un'autovettura di piccola cilindrata di colore
nero. Questo accadeva in zona di Tenero nel parcheggio antistante il negozio di
fiori __________. In quell'occasione trovata Ia vettura non assicurata a chiave,
entravo all'interno dell'abitacolo e dal sedile passeggero anteriore mi
impossessavo indebitamente del portamonete colà riposto. All'interno di quest'ultimo
ebbi modo di trovare carte di credito, denaro in contante per una cifra
irrisoria. 

In seguito presso il bancomat dell'istituto di
credito UBS filiale Locarno Piazza Grande ho effettuato alcuni prelevamenti di
denaro contante. 

Oltre alla carta di credito in questione ho
rinvenuto la carta di credito Manor che ho indebitamente utilizzato sia in Ticino
che oltre Gottardo.

Gli interroganti mi informano che l'autore, rinvenuto
nella borsetta il portamonete della danneggiata contenente alcune carte di
credito, tra cui quella UBS, presso lo sportello elettronico dell'istituto di
credito menzionato, filiale di Locarno Pza. Grande, ha effettuato, verso le ore
19:00, diversi prelevamenti di
denaro contante in ragione di complessivi CHF 5'990.--. 

Gli interroganti mi sottopongono in visione alcuni
fotogrammi estrapolati dall'impianto video di sorveglianza presente presso Io sportello
elettronico. della banca UBS di Locarno, sui quali figura I'autore materiale
degli illeciti 02.12.2002 ore 19:12:31). 

Invitato a precisare se conosco la persona ivi
raffigurata rispondo che trattasi del sottoscritto. 

Vengo informato che la danneggiata ha segnalato inoItre
l'illecito uso della carta cliente Manor, presso diversi distributori/chioschi
neI Ticino e oltre Gottardo, per complessivi CHF 272.65. 

Mi vengono pertanto contesti i singoli illeciti
effettuati presso i bancomat UBS di Locarno e chioschi Shell CH e meglio: 

 

- bancomat UBS Locarno Pza Grande il 02.1.2002
CHF 2'000.- 

- bancomat UBS Locarno Pza Grande il 02.1.2002
CHF 3'000.- 

- bancomat UBS Locarno Pza Grande il 02.1.2002
CHF 50.- 

- bancomat UBS Locarno Pza Grande il 02.1.2002
CHF 940.-.

 

Totale prelevamenti CHF 5'990.--.

 

-   chiosco
__________ -stazione Shell il 22.12.2002 CHF 51.60.-

-   chiosco
__________ -stazione Shell __________ -1603 Villet le/VD -il 22.12.2002 CHF
51.25.- 

-   chiosco
__________ -__________ __________ -stazione Shell - il 26.11.2002 CHF 54.35.- 

-   chiosco
__________ -__________ -stazione
Shell - il 29.12.2002 CHF 54.35.- 

-   chiosco
__________ __________ -stazione Shell -il 30.12.2002 CHF 61.10.-.

 

Totale
addebiti CHF 272.65.

 

Effettivamente mi sono recato, nelle date suindicate
oltre Gottardo sempre per le analoghe ragioni dichiarate in apertura del presente
verbale (ricerca di lavoro). 

 

ADR: sono riuscito ad identificare il no. codice
PIN della carta di credito UBS poiché rispecchiava la data di nascita della
danneggiata che avevo appreso leggendo la sua carta d'identità CH pure
rinvenuta nel portamonete. 

ADR: uscito dalla dittaPL 1, in quella occasione,
avendo bisogno di denaro, mi ero prefissato l'idea che se, strada facendo, sul
cammino di rientro verso casa, avessi trovato una vettura aperta (non assicurata
a chiave) avrei rovistato all'interno alla ricerca di denaro, portamonete o
carte di credito." (verbale PS 24.02.03)

 

 

                                  d)   Punti
3.6, 4.3 e 6.3

 

                                         __________
interrogata dalla polizia giudiziaria il 4 gennaio 2003 in merito al furto
subito lo stesso giorno alle ore 11.30/12.15, ha così dichiarato (verb. PS
4.01.2003)

 

"  In
data odierna mi sono recata presso la Ditta PL 1. Ho parcheggiato la mia
vettura nei parcheggi della ditta, nei pressi del magazzino. Scendendo dal mio
veicolo non mi sono accorta che il mio portamonete mi era caduto per terra.

Quando mi sono recata in un negozio per
effettuare degli acquisti mi sono accorta  d'aver smarrito il borsellino.

In esso vi erano: 

- 2 tessere Postomat

- 1 tessera Visa UBS

- carta d'identità

- denaro contante di frs. 200.00

- tessera Cassa Malattia."

 

                                         __________
ha inoltre sporto denuncia contro ignoti anche alla regione carabinieri
Piemonte e Valle D'Aosta, stazione di Cannobio l'11 gennaio 2003, poiché
risultava un tentativo di prelievo con la sua carta UBS ad Intra, da lei non
effettuato (cfr. denuncia carabinieri Piemonte e Valle D'Aosta 11.01.2003, inc.
n. 173/2004, all. AI 27). 

                                         Riconvocata
dalla polizia il  26 febbraio 2003 __________ ha aggiunto quanto segue (verb. PS
26.02.2003):

 

"  Voglio
informare l'agente interrogate che quando mi trovavo presso la ditta PL 1 a
Tenero, dove ho perso il mio borsellino, vi era il noto AC 1. 

Con questo non voglio incolpare AC 1, ma comunque
ho dei sospetti contro di lui."

 

                                         Nuovamente
interrogata il 4 gennaio 2003 dalla polizia cantonale in merito al furto subito
in stessa data tra le ore 11.30 e le 12.45, la stessa ha dichiarato che
l'autore del furto aveva inoltre effettuato degli illeciti prelievi con una
Postcard rinvenuta nel portafogli rubato (verb. PS 4.03.2003):

 

"  Alle
ore 15.03 ho bloccato le tessera della Posta. Poco prima avevo bloccato la
tessera Visa. Il servizio della carta VISA mi ha subito informato che alle ore
12.05 qualcuno aveva tentato di prelevare con la mia tessera senza però
riuscire nel suo intento, questo per due volte. Il servizio della carta
Postomat non mi poteva informare in merito ai prelievi, ho così stampato
l'estratto conto. Da qui si può constatare che mi sono stati prelevati in un
primo tempo Fr. 200.- ed in seguito Fr. 800.- per un totale di Fr.
1'000.-)."

 

 AC 1 è reo confesso. Egli infatti ha dichiarato
agli agenti di polizia:

 

"  Tenero
-PL 3 -negozio PL 1 -il 04.01.2003 -verso le ore 11 :30  - asportato
portamonete e carta di credito postcard + prelevamento postomat Tenero di CHF
1'000.--.

ADR: sono l'autore materiale del furto suindicato.

All'interno del portamonete rinvenivo una postcard
a nome della danneggiata nonché l'annotazione con il numero di codice PIN, 

Oltre ciò trovavo pure denaro contante in ragione
di ca. CHF 200.--. Presso il postomat di Tenero, procedevo al prelievo in
contante per la somma complessiva di CHF 1'000.--.

Denaro utilizzato per sopportare spese personali
e pagamenti arretrati."

(verbale PS 13.03.2003)

 

 

                                  e)   Osservasi
per il resto che __________ è stato licenziato in tronco dalla ditta PL 1. Come
da accordi con la stessa, dal suo ultimo stipendio, sono stati dedotti gli
importi necessari a tacitare sia la ditta PL 1 medesima, sia la PL 2 sia la
signora PL 3 (Verbale PS 13.03.03).

 

 

                                   4.   Tornando
a PC 2 occorre evidenziare che la ragazza si trasferì alcuni anni orsono nella
stessa palazzina dove AC 1 viveva già da un anno circa. L’uomo, pur dicendosi
di essere rimasto colpito dalla bellezza della ragazza e di essersene poi
innamorato, non ha mai tentato alcun  approccio. I contatti tra i due sono
sempre stati assai sporadici, limitati ai reciproci saluti, come avviene
normalmente tra abitanti dello stesso immobile che non hanno particolari rapporti.

 

                                  a)   Il
16 marzo 2002 PC 2 presentava, presso il posto di polizia di Magadino, denuncia
penale contro ignoti poiché da casa sua erano spariti vari oggetti ed aveva
l’impressione che il ladro avesse la chiave. Nel suo interrogatorio del 23
luglio 2002 dichiarava agli agenti di polizia:

 

"  Io
occupo un appartamento di 3 1/2 locali al primo piano dello stabile abitativo.
La porta principale dello stabile normalmente é assicurata a chiave, la chiave
che apre la porta del mio appartamento, apre anche la porta principale di
accesso. Esiste un balcone, versante ovest, ma non credo che qualcuno, mediante
scalamento abbia facile accesso allo stesso... In data 20.01.2002, ricordo che
era di domenica, mia madre mi raggiunse al domicilio poiché ci eramo accordate
che gli affidavo una chiave di casa per questioni nostre personali. In quel
frangente nuovamente rilevavo la sparizione di una chiave di casa. All'origine
la chiave in questione era depositata in una scatoletta in plastica color
celeste a sua volta riposta nell'armadietto collocato a lato della scarpiera
presente all'entrata di casa. Sono più certa che la chiave doveva trovarsi
nella scatoletta poiché la sera prima l'avevo personalmente collocata dove
indicato, avendola in precedenza messa a disposizione di __________ che quella sera
mi aveva restituito."

 

                                         NB:__________
é il suo ragazzo di quel momento.

 

                                         Sempre
nel medesimo verbale PC 2 dichiarava:

 

"  In
data 01.11.2001, unitamente a __________, mi sono recata a Parigi per un periodo di quattro giorni. Il giorno seguente al rientro al mio
domicilio, nel mentre mi stavo preparando per andare al
lavoro, volendo indossare qualche gioiello rilevavo che dal cofanetto dei
preziosi riposto nell'armadio presente in una camera, stranamente era sparito
un anello in oro giallo con incastonato un diamante ed all'interno la dicitura
"6.1.94 __________ ". 

Controllato in casa, non trovato il prezioso, ne
parlavo con mio padre. 

Devo dire che all'epoca mi ero lasciata con __________
e la rottura della nostra relazione aveva causato per la sottoscritta una forte
crisi depressiva. Ricordo che mio padre mi tranquillizzava supponendo che avevo
inavvertitamente smarrito l'anello.

Nel mese di dicembre 2001, mi sono accorta che
dalla scatoletta porta gioielli nuovamente era sparito un prezioso, e meglio un
ciondolo d'oro con pietra blu regalatomi da mio padre al compimento dei vent'anni.
Questo gioiello per me ha un grande valore affettivo. Pure in questa
circostanza ho effettuato le solite verifiche con esito negativo. 

Per inciso, devo dire d'essere una persona molto
ordinata e metodica.

Arriviamo ora a fine dicembre 2001, allorquando
assieme alla mia famiglia venni invitata a pranzo dagli zii a Gorduno. 

Mia zia __________ mi aveva fatto dono di una
catenella girocollo in metallo bianco con applicato un ciondolo a forma di
cuore con incastonato un diamante. Dovendomi recare a pranzo dagli zii,
decidevo d'indossare il gioiello suindicato. Anche in questa circostanza, il
prezioso era sparito. 

Tutti queste strane circostanze iniziarono a
sollevarmi alcuni sospetti e perplessità. Malgrado ciò non avevo ancora
formalizzato alcuna denuncia a tale riguardo. 

Il giorno 18.03.2002, stanca d'essere importunata
nonché vittima di ripetuti furti, su consiglio di __________ chiedevo
l'intervento della ditta __________ di Pazzallo al fine di procedere alla posa
di una videocamera di sorveglianza. Quel giorno al mio domicilio si presentò il
titolare __________ accompagnato da un collaboratore.
In quell'occasione vi fu solamente un sopralluogo. L'impianto vero e proprio
venne posato il 25.03.2002 in mia presenza ed in pratica fu posata una
microcamera in un classificatore riposto in una libreria a Iato dell'armadio
dove custodivo il cofanetto dei preziosi e dove di fatto venne posato il
videoregistratore. Armadio quest'ultimo munito, di serratura, che provvedevo a
chiudere a chiave.

Di questo fatto l'unica persona a conoscenza,
oltre alla sottoscritta, era mio padre. 

Il giorno successivo al termine della giornata
lavorativa, rincasavo con l'idea di visionare il filmato. Guadagnato l'interno
del mio appartamento subito mi accorsi che qualche cosa non quadrava. Trovai
conferma al mio sospetto, allorquando volli aprire l'armadio ove era stato
collocato il videoregistratore.

Con grande stupore vidi che le antine dell'armadio
all'altezza della serratura erano state in un certo qual modo forzate, e
dall'interno asportato la videocassetta presente nel videoregistratore, i cavi
di collegamento di quest'ultimo ed inoltre dal classificatore era stata
asportata la microcamera colà celata.

Fattore importante la porta d'entrata di casa mia
non presentava alcuna minima traccia di scasso. 

Tempestivamente chiedevo l'intervento della
Polizia Cantonale come pure il signor __________ che raggiunse il mio domicilio
accompagnato dal solito collaboratore. 

Fu in quella circostanza che al funzionario di
polizia spiegai gli antecedenti fatti e nei giorni a seguire venni sentita nei
dettagli dal sgt __________. 

Sono dell'avviso che l'autore materiale dei furti
sia sempre la medesima persona eventualmente in complicità di terzi, poiché tutti
i furti subiti: gioielli, biancheria intima, videocassetta, e non da ultimo alcuni
marenghi e monete antiche, asportatemi in periodo imprecisato, si sono sempre
verificati senza lo scasso della porta d'entrata, ne tantomeno previo scalamento
sul balcone o via portefinestre. 

Ritornando all'ultimo furto, impianto video di
sorveglianza, la polizia ebbe modo di rilevare un'impronta palmare e digitale
sullo specchio dell'armadio. Ho fornito loro il nominativo di persone che
conosco e frequento tra cui __________ e __________. Gli accertamenti
successivamente esperiti dalla polizia hanno dato esito negativo. 

Per evitare ulteriori e spiacevoli inconvenienti,
in data 04.04.2002, sostituivo il cilindro della porta d'entrata di casa mia. 

Non da ultimo, e meglio il 14.07.2002, per
l'ennesima volta e sempre per mano ignota, vi è stato un tentativo di scasso
della mia porta d'entrata del mio appartamento. Pure in quella circostanza vi è
stato l'intervento della polizia."

 

 

                                  b)   Una
volta arrestatoAC 1 ha ammesso di essere l’autore delle “visite” in casa della
ragazza da dove ha asportato vari oggetti:

 

"  Come
già precisato nei miei precedenti verbali un giorno, in modo del tutto
occasionale, controllando la mia corrispondenza, vidi che lo sportello della
bucalettere della sig.ra PC 2 era socchiuso ed all'interno vi era una chiave
che subito capii che doveva essere quella del suo appartamento. 

Volendo conoscerla meglio, sapendo che non era in
casa, prendevo la chiave e visitavo il suo appartamento. 

Successivamente riposizionavo la chiave nello
scomparto dei pacchi presente nella bucalettere della PC 2.

Più il tempo passava e maggiormente nutrivo un
sentimento nei suoi confronti.

Questo sino al giorno in cui ebbi modo di vedere
che la ragazza ospitava o meglio riceveva visita di ragazzi. 

Geloso, decidevo di vendicarmi. 

Controllati attentamente i suoi movimenti, un
giorno ebbi modo di notare che la ragazza scendeva in cantina. 

Ne approfittavo allora per raggiungere il suo
appartamento che come sospettavo
la porta d'entrata non era chiusa a chiave. , 

Questa mia visita era dettata dal fatto che mi
necessitava trovare una seconda chiave di casa sua. 

Controllato l'armadietto posto all'entrata con
mia grande fortuna trovavo una chiave che asportavo. 

Da quel giorno, ogni qualvolta ero certo che la ragazza fosse assente, in particolare
poiché nel parcheggio antistante lo stabile abitativo non vi era stazionata la
sua vettura, mi recavo nel suo appartamento e asportavo gioielli oppure suoi
effetti personali.

 

                                         Interrogato
dal PP in ordine al reato di appropriazione semplice di cui al punto 2.1 dell'A.A.,
l'accusato ha riconfermato:

 

"Per quanto concerne la chiave di casa PC 2
io me ne sono impossessavo una prima volta trovandola nella buca lettere di PC
2; in questa occasione I'ho utilizzata unicamente quel giorno, che credo
risalga a un paio di mesi prima del primo furto (segnalato in data 4.11.2001)
compiuto nel suo appartamento, ovvero nel settembre 2001. In pratica in questa
occasione sono entrato nell'appartamento a curiosare senza asportare nulla,
riponendo poi la chiave nella bucalettere. Della chiave mi sono poi impossessato
un paio di giorni prima del primo furto. PC 2 era scesa in cantina e io,
approfittando della sua temporanea assenza, mi sono introdotto nel suo
appartamento. All'entrata di quest'ultimo ho visto alcune chiavi, tra cui una
relativa alla porta d'entrata ed allora ho pensato di prenderla. Questa chiave
l'ho tenuta per qualche tempo finché l'ho gettata siccome divenuta inservibile
a seguito dell'avvenuta modifica del cilindro della porta d'entrata
dell'appartamento PC 2". (verb. PP 17.3.2003)

 

 

                                  c)   In
particolare in merito alle accuse di cui ai punti 3.1; 3.2; 4.1. e 7 dell’atto
di accusa AC 1 ha ammesso i fatti così come esposti nell’atto di rinvio a
giudizio:

 

"  In
pratica l'intervento della Scientifica ha acconsentito di procedere al prelievo
di un'impronta palmare e digitale, presenti sullo specchio di un'anta di un
armadio a sua volta forzato, che ha permesso l'identificazione dell'autore, con
oltre 12 punti di riscontro concordanti, nella persona del sottoscritto. 

A tale riguardo preciso che effettivamente sono
l'autore del furto in questione, ma non trattasi, parlando della danneggiata
sig.ra PC 2, dell'unica volta che io ho "visitato" casa sua.

lo naturalmente con il passare dei giorni la
simpatia nei confronti di PC 2 si tramutava in un sentimento profondo; mi ero
innamorato. 

Naturalmente io di lei non sapevo nulla e mi
spiego non sapevo quali locali frequentasse, come trascorreva i fine settimana,
le sue amicizie ed in particolare non conoscevo i suoi gusti circa le persone
di sesso maschile. 

ADR: Il mio approccio con il gentil sesso non é
dei più semplici. 

Sono un ragazzo dal carattere introverso, timido
e facilmente, in particolare se a confronto con una donna, cado in situazioni
di disagio, (imbarazzo). 

Sino ad oggi non sono riuscito ad avere
un'amicizia con una giovane donna e con questo intendo che non abbia più di 25
anni. 

Le mie esperienze personali e sessuali sono
sempre state con donne che avevano oltre i 25 anni e erano persone impegnate
(sposate o divorziate). 

Sempre per questi miei problemi di socializzare
con Ie persone, non sono mai riuscito ad avvicinarmi a PC 2 o perlomeno a cercare
di farle capire cosa provassi per lei. 

Con l'andar del tempo iniziavo a notare chePC 2
frequentava tanti ragazzi e che sovente gli stessi erano suoi ospiti. 

Sebbene non avevo mai avuto alcun approccio con PC
2 iniziai a nutrire una forte gelosia. 

Per questi motivi, in diverse occasioni, durante
l'anno 2002 e inizio 2003, mi sono permesso di entrare nel suo appartamento e
asportare degli oggetti, preziosi, con il solo scopo di poter avere qualcosa
che sapevo o almeno presumevo piacesse aPC 2. 

ADR: invitato ad essere maggiormente chiaro circa
quest'ultimo paragrafo preciso con non potendo avere un approccio fisico con PC
2 mi accontentavo di qualche oggetto di sua proprietà.

Durante una mia visita notavo che sul pavimento
dell'ufficio la presenza di un trasformatore collegato ad un cavo nascosto.

Incuriosito volli verificare dove andasse a
finire il cavo scoprendo che portava a tre classificatori riposti su di un
ripiano e successivamente il filo andava a terminare all'interno di un armadio
con lo specchio chiuso a chiave. 

Forzata l'anta dell'armadio rilevavo all'interno
la presenza di un videoregistratore. 

A questo punto ho capito che PC 2 aveva
installato un sistema di sorveglianza e per tale motivo prelevavo la
videocassetta che poi gettavo ed inoltre asportavo la microcamera. 

Sempre in quel periodo, PC 2 sostituiva il
cilindro della porta d'entrata, tentai di entrare desistendo.

L'interrogante mi informa che andando con ordine
mi vengono ora contestati I singoli reati di: furto, abuso di un impianto per
l'elaborazione di dati, falsità in documenti, danneggiamenti, messi a
segno ai danni della denunciante e meglio: 

 

Riazzino -__________ -07.11.2001 -segnalato un
furto nella bucalettere dalla quale l'autore asportava delle fotografie di Parigi/F.

 

ADR: io non ho rubato delle fotografie dalla bucalettere
di PC 2. Nel suo appartamento
ho preso due sue fotografie che poi ho gettato.

 

Riazzino -__________ -periodo natalizio 2001
-segnalato un furto senza scasso nell'appartamento dal quale l'autore asportava
una catenella in argento con ciondolo a forma di cuore con incastonato un diamante
(valore imprecisato).

 

ADR: sempre nell'armadio bianco dell'ufficio trovavo
il ciondolo che poi ho regalato ad una donna; al momento non ricordo il nome ma
voglio pensarci. 

(....)

 

Riazzino __________ -il 25.03.20O2 - segnalato un
furto senza scasso nell'appartamento dal quale l'autore asportava gioielli e
meglio:1catenina in oro semplice, 1 ciondolo in oro a forma di delfino, 1
ciondolo in oro a forma di cuore, 1 ciondolo in oro a forma di maiale, 1
ciondolo in oro a forma di tettarella, 1 lingotto oro, monete antiche e tre
marenghi (valore imprecisato). 

 

ADR: sono l'autore materiale del furto. Parte della
refurtiva é ancora al mio domicilio e parte l'ho regalata ad una donna che non
ricordo il nome. 

 

Riazzino __________, il 26.03.2002 -segnalato un
furto senza scasso nell'appartamento dove l'autore asportava l'impianto video
di sorveglianza celato in un armadio chiuso a chiave (videocassetta e
microcamera). Durante quest'ultima operazione lasciava sullo specchio dell'anta
dell'armadio forzato tracce di impronte papillari. Asportato pure denaro dal
salvadanaio. 

 

ADR:sono l'autore materiale del furto. AI domicilio
detengo ancora la microcamera. I soldi li ho spesi. La videocassetta l'ho
gettata nella spazzatura.

(....)

 

Riazzino -__________ -14.07.2002 - l'autore, con
attrezzo atto allo scopo, tentava di forzare la porta d'entrata
dell'appartamento. 

 

ADR: sono l'autore materiale del tentativo di
scasso; in quella occasione avevo sospinto energicamente la porta con le sole
mani. 

 

Riazzino -__________ -03.02.2003 - l'autore, con
attrezzo piatto (cacciavite 8 mm) tentava di forzare la porta entrata
appartamento.

 

ADR: sono l'autore materiale del tentativo di
scasso, che ho effettuato mediante un cacciavite che si trova tutt'ora al mio domicilio."

(verbale PS 13.03.03)

 

 

                                  d)   Sulla
destinazione delle cennate refurtive è emerso che AC 1 ne ha regalata una parte
alle sue compagne con cui ha avuto una relazione nel 2002 e meglio a __________:

 

"  il
giorno del mio compleanno, mi ha regalato un braccialetto in oro giallo con una
placchetta in cui era inciso il suo nome sul retro la data del giorno in cui
abbiamo iniziato la nostra relazione (14.02.2001). 

Attaccato a questo braccialetto, vi era un
ciondolo a forma di cuoricino.

Purtroppo questo braccialetto l'ho smarrito in
quanto staccatosi senza che me ne accorgessi, era una maglia molto fine e
diverse volte si era rotto. 

Mi viene mostrata una fotografia in cui si vede
il cuoricino che di fatto riconosco essere quello ricevuto in regalo da AC 1.

Oltre a questo, nel 2002,
non ricordo il mese esatto, ho ancora ricevuto in dono
da lui una collana in oro giallo con ciondolo a forma di delfino, sempre in oro
giallo.

(....)

D4: I gioielli ricevuti in regalo da AC 1 sono
ancora in suo possesso. Se sì, é disposta a restituirli, onde ritornarli al
legittimo proprietario?

R4: da parte mia non ho più nulla, come detto il
braccialetto con attaccato Il
cuoricino l'ho smarrito, mentre la catenina in oro giallo con ciondolo
raffigurante un delfino l'ho restituita aAC 1 quando abbiamo finito la nostra
relazione."

(verbale PS 01.03.03)

 

                                         e a __________:

 

"  Verso
la fine del mese di agosto 2002, erano due giorni che ci eravamo legati
sentimentalmente, AC 1 mi faceva dono di un cofanetto in velluto rosso
contenente una collana ed un ciondolo in oro giallo raffigurante un delfino.

AC 1 mi disse che trattavasi di un piccolo
pensiero d'amore. 

 

ADR: quando ho ricevuto il regalo ho pensato che
avesse un certo valore. Con questo intendo dire che non era un regalo a buon
mercato.

In tutti i casi, sapendo che AC 1 esercitava una
attività lucrativa presso la ditta PL 1 di Tenero, ho accettato il dono senza
pormi troppe domande: l'ho accettato nella più perfetta buona fede. 

 

Vengo ora informata che il prezioso é provento di
reato. 

 

A questo punto non ho nulla in contrario a
consegnare al verbalizzante la collana ed il ciondolo a mò di delfino alfine
venga ritornato alla parte lesa. 

ADR:  AC 1 non mi ha regalato altri gioielli."

(verbale PS 11.03.03)

 

                                         mentre
una parte è stata rivenduta ad una gioielleria:

 

"  Lavoro
come dipendente presso la __________ di Locarno. 

In data 11.03.2003 si presenta al negozio citato
un agente della Polizia Cantonale di Locarno, il quale mi esibisce una foto in
cui è raffigurato un giovane, del quale mi si chiede il suo riconoscimento. 

Devo dire che il volto del giovane non mi ricorda
nuIla, per contro il suo nome mi fa tornare alla mente che questo uomo
parecchio tempo fa, si è presentato in gioielleria per vendermi degli oggetti
in oro.

Da un controllo eseguito presso la sede madre di
Mendrisio dove teniamo tutti i bollettini di compera che rilasciamo ai clienti
che ci vendono della merce, effettivamente è stato reperito il bollettino no. __________,
di cui do copia all'agente interrogante.

Questo bollettino è stato rilasciato appunto a AC
1 in data 15.11.2001. Purtroppo non mi ricordo i particolari dei gioielli, ma
da come appare sulla bolletta, ho ritirato un anello di gr. 3,6 ed un pendente
di gr. 2,5. 

Questo con un peso totale di gr. 6,1, a ciò
bisogna togliere un pietra, verosimilmente un diamantino incastonato nell'anello
che è stato restituito al AC 1.

Quindi il peso totale dell'oro era di gr. 5.

Per tale peso d'oro, é stata corrisposta al AC 1
la somma di frs. 49.-.

 

D2: l'anello ed il pendente sono ancora in vostro
possesso o li avete già venduti? 

 

R2: no non ne siamo più in possesso perché tutto l'oro
vecchio che acquistiamo viene fuso per poi eseguirne altri gioielli. 

 

Quando il cliente ci porta dell'oro, noi lo controlliamo
per verificarne la purezza e lo pesiamo, in base a questi parametri viene poi stabilita
la cifra in denaro da destinare al cliente. 

 

Questa è la prassi che seguiamo, comunque nessun
oggetto vecchio viene venduto."

(verbale PS __________ 12.03.03).

 

                                  e)   Oltre
ai furti di cui sopra, in un’occasione AC 1, rovistando nella corrispondenza
della PC 2 ha rinvenuto pure una postcard a nome della stessa, senza
l’indicazione del codice: 

 

"  Con
la postcard, conoscendo il numero di targa della vettura di PC 2, sono riuscito
a scoprire il codice PIN e grazie a ciò ho indebitamente usato la postcard per
pagare rifornimento di carburante all’amico __________” (verbale PS 27.02.03).

 

Salvo poi precisare di aver scoperto il codice
rovistando tra la corrispondenza della PC 2 in occasione di una delle sue tante
visite (cfr. verb. PS 27.02.03).

 

                                         In
occasione del suo interrogatorio del 13 marzo successivo ammetteva di aver
eseguito i prelevamenti indicati al punto 6.1. dell’atto di accusa:

 

"  Sementina
- __________ - il 10.03.2002 - ore 21:49 - l'autore mediante la postcard no. __________
intestata alla, danneggiata, effettuava rifornimento di carburante per CHF
31.--. 

 

ADR: sono l'autore materiale dell'indebito
profitto.

 

Tenero - __________ - il 25.03.2002 - ore 19:41 -
l'autore mediante la postcard summenzionata effettuava rifornimento di
carburante per CHF 40.--.

 

ADR: sono l'autore materiale dell'indebito
profitto. 

 

Bellinzona - __________ - il 26.05.2002 - ore
23:47, l'autore mediante la solita postcard effettuava rifornimento di
carburante per CHF 50.--.

 

ADR: sono l'autore
dell'illecito profitto.

 

Tenero - __________ - il 27.05.2002 - ore 19:02 -
l'autore mediante la solita postcard - effettuava rifornimento di carburante
per CHF 36.--.

 

ADR: sono l'autore materiale dell'illecito
profitto.

 

Riazzino - __________ - il 04.06.2002 - l'autore
mediante la solita postcard ha effettuato due rifornimenti di carburante e
meglio: ore 00:15 per CHF 1,35 - ore 00:18 per CHF 49,10.

 

ADR: sono l'autore dell'illecito profitto.

 

La somma di CHF 1,35.-- é stata causata da una
mia errata manipolazione su display del distributore automatico."

 

                                   f)   In
esito a quanto sin qui esposto deve quindi valere che vanno confermate tutte le
imputazioni di cui ai punti  2; 3.1, 3.2; 4.1 e 6.1, reati tutti commessi ai
danni di PC 2.

 

                                   5.   Sempre
ai danni della PC 2, AC 1 è pure accusato di tentata truffa (punto 5.1.) e
falsità in documenti (punto 8). Sì perché:

 

"  Durante
una delle mie tante visite in casa PC 2, in una occasione ebbi modo di notare
un catalogo con inserita la cartolina di ordinazione. 

Impossessatomi dello stesso, ne approfittavo per
sfogliarlo e ordinare, fornendo i dati di PC 2, un PC portatile del valore non
indifferente; non ricordo la cifra. 

Firmavo in calce la cartolina d'ordinazione
falsificando chiaramente la firma di PC 2.

 

ADR: mi viene mostrato un foglio A4 con
fotocopiata la cartolina di ordinazione in questione che riconosco essere
quella da me falsamente compilata. (....)

 

Riazzlno -__________ -14.01.2002 -segnalato un
tentativo di truffa/falsità in documenti e meglio: ordinazione, mediante
l'apposita cartolina, presso la ditta __________, di un set PC del valore di
CHF 3'311,95. L'autore, oltre a compilare la cartolina a nome PC 2, in calce
falsificava la firma della danneggiata. 

 

ADR: sono l'autore materiale dei fatti suesposti."
(verbale PS 27.02.03)

 

                                         Il fatto
é ribadito anche nel manoscritto di AC 1 del 10 marzo 2003:

 

"Falsificai inoltre un cedolino di comanda
di un PC".

 

                                         Sulle sue
intenzioni AC 1 ha precisato al Magistrato: 

 

"  La
mia intenzione era quella di impossessarmi dell'oggetto una volta che fosse
stato recapitato all'indirizzo di PC 2 concretamente non sapevo come avrei
fatto, ma pensavo di poterlo sottrarre prima che quest'ultima lo rispedisse al
mittente." (verb. PP 17.3.2003)

 

                                         L’evento
non si è realizzato poiché, dato l’importo assai rilevante dell’ordinazione, la
ditta __________ chiedeva alla PC 2 il versamento di un acconto di fr. 1'350.-.
La ragazza, sorpresa, avvertiva la ditta fornitrice che si trattava di una
falsa comanda e la stessa veniva così annullata. AC 1 dal canto suo non si è
posto il problema di sapere come il PC sarebbe arrivato in casa PC 2: se contro
rimborso o dietro fattura. Lui, che visitava casa PC 2 quasi quotidianamente,
una volta visto il PC nell’appartamento, se ne sarebbe impossessato.

 

                                         Se
l’accusa di falsità in documenti non ha posto alcun problema, accusa e difesa
essendo concordi che il fatto di vergare la firma di un terzo su un bollettino
di comanda al fine di procacciarsi un vantaggio, è costitutivo del reato di
falsità in documenti, AC 1 ha contestato il reato di tentata truffa affermando
che si è trattato di un atto preparatorio di furto e, come tale, non punibile.
Benché, è bene chiarirlo già sin d’ora, la circostanza non abbia pesato
alcunché sulla commisurazione della pena, nell’ambito della quale si è
proceduto ad un giudizio globale di tutto il comportamento dell’accusato, la
tesi difensiva cade nel vuoto.

 

Per l'art. 146 cpv. 1 CP, chiunque, per
procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, inganna con astuzia una
persona affermando cose false o dissimulando cose vere, oppure ne conferma
subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio
proprio o altrui, è punito con la reclusione sino a cinque anni o con la
detenzione.

Il reato di truffa presuppone quindi
oggettivamente che l’agente abbia fatto uso di un inganno, che tale inganno sia
astuto, che l’inganno abbia indotto la vittima in errore, che tale errore abbia
condotto la persona ingannata a disporre del suo patrimonio rispettivamente del
patrimonio altrui cagionando così un danno patrimoniale (DTF 119 IV 210;
118 IV 35). Il reato di truffa è soggettivamente realizzato quando l’autore
agisce intenzionalmente ed a scopo d'indebito profitto (DTF 119 IV 210;
118 IV 35; 115 IV 31).

La vittima è ingannata quando, a causa di
affermazioni (scritte o orali), di gesti o per atti concludenti ad opera
dell’agente, assume una visione falsata della realtà. Non è quindi necessario
che l'autore faccia delle dichiarazioni; è sufficiente che egli assuma un
comportamento dal quale venga dedotta l'affermazione del fatto (STF del
28.9.2000 e riferimenti: Corboz, Les infractions principales, ad art.
146 p. 140; Trechsel, Kurzkommentar, ad art. 146 n. 2; Stratenwerth,
BT I §15 n.12 e segg; Schubarth BT II ad art. 148 n. 20; Noll,
BTI, p. 194; DTF 125 IV 124; 118 IV 35; 111 IV 55).

                                         La
giurisprudenza ha già avuto modo di dire e ribadire che l’impiego di documenti
falsi o fittizi costituisce un caso tipico di inganno astuto (DTF 106 IV 358;
122 IV 197 e rif.)

 

                                         Nella
fattispecie si ha che l’inganno astuto si è realizzato con la falsificazione
della cartolina d'ordinazione. Il disegno di arricchimento a suo favore appare
altrettanto pacifico nella misura in cui voleva poi impadronirsi dell’oggetto.
Ai danni di chi non è rilevante: ai danni della ragazza se avesse potuto
dimostrare che la firma non era la sua o della ditta se lo avesse consegnato
dietro fattura (come avviene per l’acquisto ad esempio di capi d’abbigliamento
per corrispondenza), nulla muta al fatto che l’atto era finalizzato a
commettere un danno patrimoniale a suo favore. Che poi questo danno non si è
realizzato vuoi come in casu poiché la __________ ha chiesto un acconto alla PC
2 e l’arcano è stato smascherato, vuoi nel caso in cui l’oggetto fosse stato
recapitato contro rimborso e la ragazza lo avrebbe respinto, ha importanza solo
sul mancato compimento del reato che, come giustamente indicato dal Procuratore
Pubblico, si è fermato a livello del tentativo. L'atto pregiudizievole del
patrimonio, nel disegno truffaldino dell'autore, si materializza in casu nel
fatto di far giungere l'oggetto nella sua sfera d'azione ("Gewahrsam"),
nella misura in cui egli disponeva della chiave di casa e vi accedeva come e
quando voleva, ogni qualvolta la donna era assente, facendo nel contempo
credere alla __________ che in realtà destinataria della merce era la PC 2, che
non l'avrebbe evidentemente pagata non avendola ordinata. Le modalità con cui
l'accusato si sarebbe poi impossessato dell'oggetto altro non sono che l'ultima
tap