# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 383eaf2d-d07c-51cb-9421-b717b5da26d4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-10-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 15.10.2003 INC.2003.23705
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-23705_2003-10-15.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.23705

  	
  Lugano

  15 ottobre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  __________

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire
  sull'istanza di proroga del carcere preventivo presentata il 22 settembre
  2003 dal

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico
  __________

   

  
	
   

  	
  nei confronti di

  

 

	
   

  	
  __________, attualmente detenuto c/o PCT, Cadro

  (patrocinato di fiducia
  dall'avv. __________)

  

 

 

accusato
dei reati di cui agli artt. 112, sub. 111, in relazione con 22 CP, nonché 140 e
158 CP;

 

viste
le osservazioni della difesa (2/3 ottobre 2003);

 

visto
l'incarto MP __________/2003;

 

 

ritenuto

 

 

 

in fatto

 

 

A.

 

Per
i fatti essenziali, e per quanto qui necessario, si può rinviare (DTF 123 I 31)
a precedente decisione che negava la libertà provvisoria al qui accusato:

 

"A.

__________ è stato arrestato il 16 aprile 2003, con
contestuale promozione dell'accusa per le ipotesi di reato di appropriazione
indebita qualificata, subordinatamente semplice, amministrazione infedele
qualificata, subordinatamente semplice, mancato assassinio, subordinatamente
mancato omicidio (doc._ inc. GIAR __________).

L'arresto è stato confermato, da questo giudice lo
stesso giorno, ritenuta la presenza di gravi indizi di colpevolezza (in modo
evidente, date le ammissioni, per i reati finanziari) e necessità istruttorie
(doc. _ inc. GIAR __________).

B.

Due sono le fattispecie oggetto d'inchiesta. In
sintesi: da un lato __________ è accusato di essersi appropriato,
rispettivamente di aver amministrato infedelmente, di denaro di proprietà di
__________ che era stato depositato su relazioni bancarie delle quali egli
__________ era procuratore, e ciò per ca. 3 milioni di FRS. D'altro, ed in
relazione al ferimento al volto di __________ avvenuto a __________ il 24 febbraio
2003 in circostanze poco chiare, egli è accusato di aver agito intenzionalmente
e con l'intenzione di uccidere."

(sentenza 20 giugno 2003, GIAR __________)

 

 

B.

 

Con
l'istanza qui in discussione il magistrato inquirente chiede che la detenzione
preventiva cui è astretto __________ (che verrà a scadere il 16 ottobre 2003 ex
art. 102 cpv. 2 CPP), sia prorogata di quattro mesi.

Dopo
aver ripreso alcuni passaggi della sentenza 20 giugno 2003, il Procuratore
pubblico segnala che, per quanto concerne i reati contro la persona, è emerso
un ulteriore indizio. Rilevamenti effettuati il 23 maggio 2003, da parte della
Polizia Scientifica, indicherebbero che un'arma da fuoco compatibile con quella
dalla quale é partito il proiettile che ha colpito __________ la sera del 24
febbraio 2003 (SIG 210) è stata "depositata" su di un armadietto a
muro nel bagno adiacente lo studio dove il fatto è avvenuto (Istanza, pp. 2 e
3; AI _). Questo accertamento smentirebbe (ulteriormente) il racconto
dell'accusato sugli accadimenti di quella sera.

Nel
contempo, e sempre secondo il magistrato inquirente, gli accertamenti
effettuati per determinare il destino delle somme indebitamente prelevate dai
conti di pertinenza di __________ evidenziano l'assenza di riscontri d'utilizzo
(così come indicato dall'accusato) per una somma di ca. FRS 1,8 mio. (Istanza,
pp. 3/4).

A
queste due indicazioni, fa seguito un elenco di bisogni istruttori, spesso con
indicazione generica dell'atto ma senza precisazioni sull'utilità/necessità e
sulla tempistica, che si conclude con richiamo (sulla base di quanto affermato
nella sentenza del 20 giugno 2003 e relativo preavviso negativo - Istanza, pp.
5/6) di pericolo di collusione con i testi __________ (parte civile) e
__________ (moglie dell'accusato).

Il
magistrato inquirente invoca pure un concreto pericolo di fuga, in particolare
con riferimento al fatto che mancano all'appello (in merito a destinazione ed
utilizzo) ca. FRS 1,8 mio., che l'accusato è privo d'attività lavorative e che
la situazione famigliare sarebbe compromessa (Istanza p. 7).

In
conclusione, viene richiesta una proroga di 4 mesi della carcerazione
preventiva, ritenuta rispettosa del principio di proporzionalità in virtù della
pena presumibile in caso di condanna per i reati ascritti.

 

 

C.

 

Con
le proprie osservazioni del 2 ottobre 2003, __________ si oppone alla proroga
richiesta.

A
suo dire, innanzitutto, le circostanze alla base della precedente decisione di
questo ufficio (che negava libertà provvisoria) sono mutate: gli accertamenti
allora da salvaguardare sono stati effettuati (Osservazioni, pp. 2/3).

 

Vengono
contestate le deduzioni che il magistrato inquirente trae dall'accertamento
della Polizia Scientifica in relazione alle tracce di polvere riscontrate nel
bagno, per la tempistica e la modalità della raccolta, per la presenza di altre
tracce non "rilevate" ed altro ancora (Osservazioni pp. da 3 a 6).

In
relazione ai reati patrimoniali, l'accusato respinge gli apprezzamenti del
magistrato inquirente in merito al contenuto del suo primo verbale, in
considerazione delle successive ampie e univoche ammissioni di appropriazione
degli averi di pertinenza della parte civile. Per quanto concerne il destino di
tali somme, egli l'avrebbe comunque indicato. Qualche inesattezza sugli
importi, utilizzati nell'arco di una decina d'anni, non permette di dedurre che
egli menta o "meni il can per l'aia" (Osservazioni p. 7). A
prova dell'effettiva destinazione della maggior parte degli averi di pertinenza
__________ ai costi della casa d'abitazione, produce perizia sul valore
immobiliare della stessa (AI _).

In
aggiunta a quanto sopra, precisa che sono ormai trascorsi cinque mesi
dall'arresto e affermare che la documentazione sequestrata non è ancora stata
esaminata, è lesivo del principio di proporzionalità/celerità (in
considerazione del suo stato detentivo) e rende del tutto ipotetiche le
affermazioni che ipotizzano una tesaurizzazione degli averi sottratti.

Di
seguito, l'accusato passa in rassegna l'elenco di "bisogni
istruttori" allestito dal magistrato inquirente, contestandone, di volta
in volta (e per rapporto alla richiesta di proroga del carcere preventivo),
tempestività, utilità e concreto pericolo d'inquinamento (Osservazioni, p.13 e
ss.). Afferma inesistenza, a questo stadio del procedimento, di un pericolo di
collusione con la parte civile e la moglie, siccome entrambi i testi, dal 20
giugno 2003, sono stati ripetutamente sentiti (salvo il contraddittorio con
__________, chiesto dalla difesa, rinviato per motivi medici).

Da
ultimo è negata l'esistenza di un concreto pericolo di fuga. Questo rischio non
è stato ritenuto presente dal GIAR né in sede di conferma dell'arresto, né in
sede di decisione sulla richiesta di messa in libertà provvisoria (sentenza del
20 giugno 2003). Comunque, si dichiara disposto sottoporsi a misure sostitutive
(cauzione compresa) per limitare questo rischio, qualora fosse ritenuto
presente.

 

 

 

Delle
altre considerazioni e argomentazioni delle parti si dirà, se necessario, nei
considerandi che seguono.

 

 

 

Considerato

 

 

 

in diritto

 

 

 

1.

 

L'istanza,
presentata prima del termine di scadenza formale della detenzione preventiva,
ex art. 102 cpv. 2 CPP, e con tempi che hanno permesso il rispetto del diritto
di essere sentito dell'accusato, è ricevibile.

 

 

 

2.

 

I principi che reggono la materia, pur se noti alle
parti, vengono qui brevemente richiamati:

 

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33
scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo
evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in
libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo
a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato
gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo
sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui
concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di
collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere
sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del
Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge,
sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà
personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto
cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di
quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel
solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della
proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia
381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con
maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione
della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988
pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei
ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag.
128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc.
520.2001.5) 

 

 

3.

 

a)

Per
quanto concerne l'esistenza di gravi indizi di colpevolezza, tenuto conto dei
limiti che deve porsi questo giudice, si può senz'altro far capo (DTF 123 I 30,
cons. 2 c.) a quanto detto nella decisione del 20 giugno 2003. Infatti, non
emergono dall'incarto (tantomeno dall'istanza e dalle osservazioni) elementi
atti a modificare sostanzialmente quelle conclusioni.

L'unico
elemento nuovo, compiutamente indicato, è il contenuto del rapporto della
polizia scientifica del 13 settembre 2003 (AI _) che segnala il ritrovamento,
sul mobiletto del bagno, di "tracce" che indicherebbero il
"deposito" di un'arma da fuoco compatibile con una SIG 210. A
prescindere da ogni considerazione sulla concretezza e sulla portata del
rilevamento (per la difesa inconsistente), è palese che volendolo considerare
sarebbe un indizio a carico (viste le dichiarazioni dell'accusato in merito al
luogo di situazione dell'arma la sera dei fatti), mentre il considerarlo
inconsistente non scalfirebbe più di tanto la valenza degli (altri) indizi
considerati nella precedente decisione. 

Esistenza
e consistenza degli inizi di reato contro il patrimonio non è messa in
discussione neppure dalla difesa, quindi:

 

"3.

a)

Gravi e concreti indizi di reato sono presenti nel
caso in esame, sia per i reati di carattere patrimoniale, sia quelli contro la
persona.

b)

Non occorre qui spendere molte parole in relazione
alle ipotesi di reati patrimoniali. Gli elementi in tal senso, già emersi nei
contatti tra le due parti prima dell'avvio del procedimento penale, sono stati
ammessi dall'accusato fin dal suo primo verbale davanti al Procuratore
pubblico:

"Io voglio qui precisare che lunedì mattina,
14.4.2003, ho avuto un incontro presso gli uffici della __________ con il mio
avvocato, __________ e l'Avv. __________. In tale incontro, l'avv. __________
mi ha rimproverato di aver effettuato dei prelevamenti sul conto di __________
per complessivi 3 milioni di frs. Io in quella sede ho detto, e lo riconfermo,
che ho indebitamente prelevato dei fondi dal conto __________ di pertinenza di
__________. Per semplicità quando nel presente parlo del conto __________ di
pertinenza di __________ mi riferisco alla relazione bancaria aperta a suo
tempo presso __________, ricordo a memoria il numero di base cioé __________."
(Verbale PP 16 aprile 2003 p.3) 

La sostanza di queste ammissioni, peraltro conformi
con quanto risulta dalla documentazione già acquisita (cfr. Verbale PP
__________ 14 aprile 2003 e relativi allegati), è stata recentemente ribadita
dall'accusato (Verbale PP 3 giugno 2003, p. 1). 

Quanto sopra basta a configurare gravi indizi di
reato, anche a prescindere da questioni relative all'ammontare preciso dei
prelievi, all'entità di eventuali "riversamenti", alla tipologia
della gestione concordata e alle informazioni fornite a __________ circa lo
scopo e le caratteristiche della procura (Verbale PP 3 giugno 2003, p. 1;
Verbale PP 16 aprile 2003, pp. 3 e 4).

c)  

Per ciò che attiene le ipotesi di reato contro la
persona, numerosi sono gli aspetti non chiari (o non ancora chiariti) in merito
alla dinamica dei fatti, dinamica non priva d'importanza (per non dire
determinante) per l'accertamento dell'esistenza o meno dei reati indicati nella
promozione d'accusa.

Innanzitutto, non sono chiari i motivi per i quali
__________ è stato invitato ad entrare in casa ed in studio. L'accusato, quando
era ancora indiziato per lesioni colpose, fa riferimento al fatto che
__________ poteva mostrargli come si fa a smontare una "parabellum"
(Verbale PP __________ 25 febbraio 2003 p. 3). __________, che ha si riferito
della richiesta relativa allo smontaggio della "parabellum" (Verbale
PP 27 febbraio 2003, p. 2), ha poi precisato che il motivo principale stava nel
fatto che __________ doveva mostrargli i conti (Verbali PP __________ 14 aprile
2003, p. 8 e 22 aprile 2003, p. 5) ed ha parlato di un disinteresse
dell'accusato per l'operazione di smontaggio dell'arma (ibidem).

Pure non chiara è la situazione (localizzazione)
dell'arma, che ha ferito __________, al momento in cui i due sono entrati in
casa, rispettivamente nello studio. Per __________ si trovava sulla scrivania,
carica, disassicurata e con il cane alzato, e ciò da tre giorni (Verbali PP
__________ 25 febbraio 2003, p. 4 e 9 maggio 2003 p. 10), mentre __________,
che alla scrivania si è seduto per smontare la "parabellum", non l'ha
vista (Verbale PP __________ 27 febbraio 2003, p.2, 14 aprile 2003 p.8, 22
aprile p.5). Inoltre, __________ si dice sicuro che prima dello sparo
__________, che era uscito dallo studio per orinare, è rientrato dirigendosi
direttamente verso di lui (Verbale PP __________ 22 aprile 2003, p. 5), quindi
senza "passare" dalla scrivania come afferma, invece, l'accusato
(Verbale PP __________ 10 maggio 2003, p. 5). Da qui l'incertezza sulla
posizione dell'arma, con conseguenze sul momento ed il motivo per cui
l'accusato l'ha presa in mano. Ora, se è vero che __________ non stava
guardando __________, al momento in cui questi rientrava nello studio, è altrettanto
vero che in un locale relativamente piccolo lo spostamento di una persona, e la
sua voce, possono fornire indicazioni circa la sua posizione e/o il suo
spostarsi.

D'altro canto l'accusato non ha spiegato come e perché
l'arma carica e pronta al tiro si trovasse da qualche giorno in quel locale
(praticamente incustodita), perché era stata preparata al tiro (con cane
alzato), quale fosse lo scopo di mostrarla a __________ senza nulla accennargli
in merito prima che partisse il colpo (cfr. Verbali PP __________ 25 febbraio
2003, p. 4/5, 9 maggio 2003, p. 3 e 9, __________ 22 aprile 2003, p. 4).
Soprattutto, l'accusato non fornisce spiegazione alcune sul perché egli,
collezionista ed appassionato d'armi, dopo aver preso in mano la SIG 210, per
avvicinarsi all'amico e mostrargliela, non si sia accorto dello stato dell'arma
e non abbia provveduto  renderla inoffensiva (Verbale PP __________ 25 febbraio
2003, p. 5, 9 maggio 2003 p. 3, 10 maggio 2003, p. 4/5).

Non da ultimo (eufemisticamente parlando), la posizione
delle due persone al momento in cui il proiettile è partito (entrambi si
trovavano in piedi, __________ dietro __________) e le modalità d'impugnazione
dell'arma da parte dell'accusato (all'altezza delle spalle e puntata verso
__________ -Verbale __________ 25 febbraio 2003, p. 5) con __________ che viene
colpito al volto, destano ulteriori perplessità (che si aggiungono a quanto si
è appena detto) sulla dinamica dei fatti così come indicata dall'accusato. 

Quanto al movente, a prescindere dal fatto che ancora
recentemente lo svuotamento di un conto bancario è stato ritenuto quale movente
di un mancato omicidio (Assise criminali Lugano 17 maggio 2002), la sua
esistenza (così come indicato dal magistrato inquirente) non può essere esclusa
nel caso in esame (e non lo sarebbe neppure se fosse accertato che l'esistenza
del conto depauperato sarebbe comunque venuto a galla, anche solo per il fatto
che le eventuali spiegazioni che l'accusato poteva fornire non avrebbero potuto
essere contraddette da __________).

Alla luce di tutto quanto esposto, anche per le
ipotesi di reato contro la persona sono dati (a questo stadio dell'inchiesta e
senza voler minimamente anticipare giudizi di merito che non sono nella
competenza di questo giudice) sufficienti indizi di reato.

(GIAR __________)

 

b)

Come detto, dai verbali dell'accusato davanti al
Procuratore pubblico dopo il 20 giugno, non emergono ulteriori particolari
elementi relativi alle ipotesi di reato contro la persona, se si eccettua la
prospettazione dei rilevamenti operati dalla polizia scientifica nel bagno
(Verbali PP __________ 24 giugno 2003, 18 settembre 2003) ed i commenti
relativi alla ricostruzione (verbale 31 luglio 2003). Quanto alle ipotesi di
reato patrimoniale, le stesse trovano ampia conferma (documentale e per
ammissione dello stesso __________) nel verbale del 7 agosto 2003.

Pertanto, e quale conclusione su questo punto, gravi e
concreti indizi sono tutt'ora presenti per le ipotesi di reato menzionate nella
promozione d'accusa.

 

 

4.

 

a)

In relazione all'esistenza di necessità istruttorie,
non è inopportuno ricordare, con altre parole, quanto già sostanzialmente
detto, sui principi, nella precedente sentenza (sentenza 20 giugno 2003,
considerando 6.a.):

 

"come a
giurisprudenza (REP 1997, pag. 294 n. 98; decisione 6 febbraio 2002 in re G.
G., GIAR 645.2002.2), il pericolo di collusione non soffre apprezzamento in
astratto, nella sola considerazione della gravità della fattispecie e dello
stadio del procedimento, ma vuole fondamento in concreti elementi che facciano
reali la volontà e la possibilità di inquinamento delle prove, anche attraverso
la valutazione di personalità e comportamento processuale dell'accusato:
neppure le circostanze che i fatti non sono stati compiutamente accertati e che
l'accusato abbia manifestato anche incomprensibile reticenza, sono sufficienti
a dar corpo a questo presupposto, costituendone semmai solo una premessa e non
determinante indice (sentenza 25 giugno 1997 in re V. V., della Camera dei
ricorsi penali, CRP 60.97.141, solo massimata nel precedente riferimento al
REP);"

(sentenza 13 marzo 2003, GIAR __________)

 

Col che, è di poca utilità, per la decisione di questo
giudice, l'elenco dei bisogni istruttori (recte: atti istruttori) menzionato
alle pagine 5 e 6 dell'istanza di proroga, senza alcun riferimento alla loro
utilità per l'inchiesta (se si preferisce per le decisioni di competenza del
magistrato inquirente), al concreto pericolo di un loro inquinamento (o
collusione) da parte dell'accusato, rispettivamente (per quanto concerne gli
obblighi di proporzionalità/celerità) sui motivi della tempistica di tali atti
(si veda ad esempio il "rapporto Polizia scientifica", così
menzionato senza alcuna precisazione circa il suo oggetto ed i motivi per cui è
"atteso"), che questo giudice non conosce e non sempre può dedurre
dalla lettura dell'incarto. È comunque compito del magistrato inquirente
fornire indicazioni e precisazioni, nel senso indicato sopra, in relazione agli
elementi sui quali fonda una decisione o un'istanza:

 

"E' compito del magistrato
inquirente (anche nel rispetto dell'obbligo di motivazione e della garanzia del
contraddittorio - si veda, inoltre, la nota alla sentenza 25 marzo 1998, in REP
1998 p.329), se ne afferma l'esistenza, sostanziare la presenza di concreti
elementi indicanti pericolo di collusione o inquinamento delle prove ("non
spetta infatti a questo giudice approfondire o addirittura ipotizzare quanto
sta dietro … scarna affermazione del preavviso negativo" - sentenza GIAR 4
aprile 2002 in re C.);"

(sentenza 23 settembre 2002, GIAR __________)

 

E, con particolare riferimento al tempo trascorso da
eventuale precedente decisione ed alle modalità di un rinvio alla stessa o agli
atti:

 

"In tema di esigenze istruttorie ancora da
evadere, il Procuratore Pubblico si limita a rinviare a quanto esposto dal
Giudice dell’istruzione e dell’arresto in occasione della decisione ...
omissis... (v. preavviso negativo, cit., p. 3). Questo rinvio, tuttavia, è un
po’ troppo lapidario, e non tiene conto del tempo trascorso, nel senso che ciò
che era d’attualità tre mesi orsono può non più esserlo oggi."

(sentenza 8 novembre 2001, GIAR __________)

 

"Ein blosser Hinweis auf "die Akten" im
zweitinstanzlichen Urteil genüge jedoch in keinem Fall als Begründung und
verletze Art. 4 BV (BGE 111 Ia 4 E. 4a mit Hinweisen; 103 Ia 409 E. 3a; 98 Ia
464 E. 5a)."

(DTF 123 I 31) 

 

b)

Di fatto, pericolo di collusione ed inquinamento delle
prove é esplicitamente menzionato (con riferimento a quanto confermato da
questo giudice il 20 giugno 2003) unicamente in relazione ai testi __________ e
__________ (Istanza, pagina 6), nonché (implicitamente) per rapporto ai fondi
la cui destinazione non risulterebbe essere quella indicata dall'accusato
(Istanza p. 4/5).

A giudizio della difesa, gli interrogatori di
__________ e __________ avvenuti dopo l'emanazione della decisione (negativa)
sulla libertà provvisoria hanno eliminato il pericolo di collusione con questi
due testi che, peraltro e sempre a giudizio della difesa, non sarebbero neppure
testi "a scarico" (Osservazioni, p. 15). La difesa sembra dimenticare
che il pericolo di collusione può, a dipendenza dell'importanza degli
accertamenti oggetto delle deposizioni e dei rapporti con i testi, sussistere
anche fino al dibattimento. La ripetuta audizione dei testi in questione, in sé
e senza riferimento al contenuto delle deposizioni, non necessariamente elimina
il rischio di una collusione. Il fatto (ulteriore) che, al momento attuale, il
contraddittorio con uno di questi testi non possa essere garantito (per motivi
medici e nonostante sia stato sentito dagli inquirenti ancora il 5 settembre)
non concerne tanto l'esistenza o l'inesistenza del pericolo di collusione,
bensì la proporzionalità del mantenimento della detenzione sulla base di questa
"necessità istruttoria". Tuttavia, nel caso in esame, occorre dare
atto che è lo stesso magistrato inquirente a non fornire particolari
indicazioni sugli accertamenti (effettuati, da effettuare o da salvaguardare) e
sul rischio di compromissione degli stessi. Limitandosi a riprendere quanto
detto nella decisione del 20 giugno 2003, senza alcun riferimento o indicazione
sullo sviluppo successivo delle testimonianze in questione, il Procuratore
pubblico non fornisce elementi di valutazione circa l'attualità (o il
persistere) e la rilevanza del rischio in questione.

c)

Diverso è, invece, l'apprezzamento del rischio
connesso all'accertamento relativo alla reale destinazione dei fondi sottratti.

Su questa questione, l'inchiesta è certamente
proseguita seguendo, da un lato le indicazioni dell'accusato circa la
destinazione dei fondi prelevati dai conti di pertinenza __________
(costruzione casa di __________), dall'altro prospettandogli quanto emergeva,
man mano, dalla documentazione acquisita (cfr. in particolare, Verbali
__________ PP 3 giugno 2003 e relativo allegato, 24 giugno 2003, 7 agosto 2003,
28 agosto 2003). Anche l'acquisizione di documenti, laddove necessaria, è
avvenuta ai fini della verifica delle affermazioni dell'accusato e con tempi
dettati da queste (cfr. in particolare e per le richieste: AI __________).

Sulla base della documentazione sin qui raccolta,
l'EFIN del Ministero pubblico ha cercato di ricostruire il destino dei fondi
"prelevati" (globalmente 3,195 mio FRS). L'esito, ad oggi, della
ricostruzione indica che mancano all'appello (per così dire) 1,87 mio di FRS,
la cui destinazione non è stato possibile determinare (cfr. verbale PP
__________, 7 agosto 2003 e tabelle allegate). Va detto che a questa cifra si è
giunti considerando utilizzati per la casa di __________ anche FRS 500'000.-,
indicati dall'accusato ma non verificabili documentalmente (verbale citato, p.
4 e relativi doc. _).

A mente di questo giudice, non modifica in modo
sostanziale la situazione (come invece sembra sostenere l'accusato -
Osservazioni, p. 7), la perizia di parte prodotta dalla difesa e relativa al
"valore commerciale attuale" della casa (AI _). Il documento
stima in FRS 2,45 mio il valore ponderato dell'immobile al settembre 2003 ed in
2,2 mio FRS i costi di costruzione nel 1996/1998; da un lato si tratta di una
stima e non del computo delle spese effettive, in secondo luogo (e soprattutto)
l'investimento accertato dall'EFIN (comprensivo, lo si ricorda, di FRS
500'000.- non verificati documentalmente) risulta pari a FRS 2,081 mio di FRS
(doc. _ allegato al verbale citato), quindi molto prossimo ai costi di
costruzione stimati nella perizia in questione.

Verso metà agosto (cfr. AI _), l'accusato ha
presentato un "budget" per indicare le spese da lui sostenute nel
corso degli ultimi 10 anni, che dovrebbero aggiungersi a quelle per la casa e
diminuire l'importo dei fondi per i quali non ha potuto essere stabilita
l'effettiva destinazione. Lo specchietto indica spese per ca. 1,8 mio FRS e
considererebbe anche il reddito regolarmente conseguito (Osservazioni pag. 8).
Ora, lo specchietto in questione menziona due voci d'entrata (prelievi da conto
__________ e reddito imponibile) e diciannove di spesa. Se, come detto dal
Procuratore pubblico e non contestato dalla difesa, le spese indicate assommano
a ca. 1,8 mio FRS (un rapido calcolo effettuato da questo giudice dà quale
risultato FRS 1'815'240.-), sarà solo la differenza tra questa cifra ed il
reddito conseguito nello stesso periodo a poter essere (eventualmente) posta in
deduzione dell'importo (anch'esso pari a ca. 1,8) con destinazione "non
accertata". Inoltre, va detto che il reddito da considerare non può essere
quello "imponibile". Infatti, da un lato tra le spese menzionate
nello specchietto l'accusato ne indica di quelle che già concorrono (per
deduzione) alla determinazione di tale reddito (per es. cassa malati),
dall'altro il "reddito imponibile" è anche determinato da deduzioni
che non corrispondono necessariamente a spese effettive (deduzioni sociali e/o
quote esenti). Sulla base delle notifiche di tassazione (per gli anni dal 93/94
al 01/02) il reddito (globale) conseguito dall'accusato risulta essere di ca.
FRS 1,5 milioni e quello imponibile di ca. FRS 800'000.-. Pur considerando che
le notifiche riportano il reddito dei due anni precedenti il periodo fiscale
(quindi manca 2001/2002 e c'è 91/92) non è inverosimile o arbitrario, ritenere,
a questo stadio, che il reddito da considerare si aggiri attorno ai FRS 1 mio,
quindi anche con il budget prodotto dall'accusato resta ancora indeterminata la
destinazione di almeno 1 mio FRS di quanto prelevato dai conti di pertinenza
__________.

Non da ultimo, l'entità e la conformità delle spese
risultanti dal budget è attualmente al vaglio degli inquirenti e dell'EFIN
(Verbale PS 19 settembre 2003): emergono incongruenze quo al loro computo così
come presentate, vuoi perché in realità inferiori a quanto indicato, vuoi
perché già altrove considerate (cfr. verbale citato, p. 2, per esempio). 

 

d)

Da tutto quanto sopra risulta che, oggettivamente, una
parte non irrilevante dei fondi prelevati dai conti di __________ non ha ancora
trovato conferma di utilizzo (e non si può escludere, quindi, tesaurizzazione).
Quanto detto in merito nella precedente decisione, rimane attuale e giustifica
il mantenimento della detenzione cautelare:

 

"L'accertamento del destino di queste ultime non
è importante solo per la qualifica giuridica del reato (appropriazione indebita
o amministrazione infedele, fine di lucro) e per la determinazione
dell'eventuale pena (ex art. 63, motivi a delinquere - cfr. DTF 116 IV  288) ma
anche per l'eventuale recupero delle stesse e la conseguente applicazione
dell'art.59 CP. Trattasi di uno specifico elemento probatorio (provento di
reato).

Vi è pertanto la necessità di accertare se non vi
siano somme ancora nella disponibilità dell'accusato (non necessariamente solo
in Ticino o in Svizzera) prima che egli possa (se del caso ulteriormente)
sottrarle al (eventuale) recupero da parte degli inquirenti. Le versioni
diverse fornite dall'accusato costituiscono, di fatto, serio indizio di un
concreto pericolo di inquinamento (nella forma di un ulteriore spostamento
delle somme in questione, rispettivamente, laddove possibile, nella forma della
cancellazione di "tracce") delle prove (GIAR 9 agosto 2001 in re
G.C.; REP 1980 p.45) quo alla reale destinazione dei fondi. La necessità di
portare a termine la ricostruzione di tale destino, anche sulla base delle
recenti indicazioni fornite dall'accusato, senza che quest'ultimo possa in qualche
modo intervenire a modificare la situazione di fatto, è esigenza che deve
essere salvaguardata."

(sentenza 20 giugno 2003)

 

 

5.

 

Quanto determinato al considerando precedente permette
di soprassedere all'approfondimento dell'esistenza di un concreto pericolo di
fuga (sentenza 21 febbraio 2001, GIAR 516.2000.4) che, comunque, non potrebbe
essere determinato unicamente sulla base dell'assenza di determinazione del
destino di una parte, anche cospicua, dei fondi prelevati e senza considerare
altri fattori altrettanto determinanti (cfr. per esempio sentenza 6 febbraio
2003 in re B., GIAR 207.2002.9) e gli effetti, nonché l'entità, di una
cauzione. Su quest'ultima questione, richiamato il principio per cui è compito
dell'autorità inquirente porsi il problema delle misure sostitutive
dell'arresto (sentenza 8 novembre 2001, GIAR 390.2001.9), a futura memoria va
comunque ricordato che:

 

"L’entità della cauzione deve essere determinata
soprattutto in relazione alla gravità del reato e all’importanza del pericolo di
fuga. Occorre pure (entro certi limiti) considerare la situazione economica
dell’accusato e/o delle persone eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF
105 Ia 186; SJ 1981 p. 389 e relative citazioni; N. Schmid, Strafprozessrecht,
ZH 1997, no. 719; Donatsch/Schmid, Kommentar StPO Zurich, nos. 21 a 23 ad art.
73).

Spetta all’accusato, e a chi è disposto ad
intervenire, fornire i necessari elementi per una corretta e completa
valutazione della situazione (SJ 1980 181 e 586)."

(sentenza 26 ottobre 2001, GIAR 529.2001.2)

 

 

 

 

 

 

6.

 

a)

Resta da determinare se la durata della proroga
richiesta dal magistrato inquirente sia adeguata (meglio, rispettosa del
principio di proporzionalità).

Questo ufficio ha già avuto modo di precisare che:

 

"La proporzionalità di una carcerazione deve
essere analizzata da angolature diverse. Da un lato occorre mettere in
relazione la durata del carcere preventivo con la gravità (e complessità) della
fattispecie (tenuto conto delle sue eventuali ramificazioni - anche
internazionali -, ecc.) con la pena presumibile, dall'altro occorre anche
verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383 e citazioni;
art. 102 CPP)."

(sentenza 29 settembre 2003, GIAR 120.2003.4)

 

In senso analogo si vedano: G. Piquerez, Procédure
pénale suisse, 2000, n. 2433; Hauser/Schweri, Schweizerisches
Strafprozessrecht, 2002, § 68 n. 36, ultima frase; DTF 107 Ia 259; SJ 1980 583;
REP 1988 416; GIAR 17 marzo 2003, inc. __________).

 

b)

L'elenco degli atti ancora da effettuare (Istanza p.
5/6), così come presentato (cfr. considerando 4. a.) è, come già detto ai
considerandi che precedono, di poca utilità per determinare una proroga
rispettosa del principio di proporzionalità (cfr. sentenza 21 febbraio 2001,
GIAR __________; sentenza 6 febbraio 2003, GIAR __________). Tale elenco,
infatti, non permette di verificare la rilevanza di determinati atti né il
motivo per cui sono ancora da espletare (di transenna, neppure quale differenza
ci sia tra la "ricostruzione finanziaria" la "verifica
della destinazione dei fondi" e il "rapporto finale EFIN").
D'altro canto, gli atti istruttori che non sono stati considerati (sulla base
delle motivazioni indicate nell'istanza) quali fondanti concreti bisogni
istruttori ai sensi dell'art. 95 cpv. 2 CPP (cfr. sentenza 20 giugno 2003,
cons. 4 a.), non possono essere posti a fondamento di una proroga
(Hauser/Schweri, op. cit., § 68 n. 36; N. Schmid, Strafprozessrecht, 1997, n.
714a).

 

c)

Quanto alla ricostruzione della destinazione dei fondi
prelevati dai conti __________, è indiscutibile che i relativi tempi sono stati
dettati (per così dire) dall'accusato ed in particolare dalle indicazioni da
lui fornite man mano che l'esito di precedenti accertamenti gli veniva
prospettato (cfr. per esempio Verbale PP 7 agosto 2003 e AI _). Ciò vale anche
per la necessità di reperire documentazioni ed informazioni presso gli
artigiani (AI _ e ss.), presso gli istituti di emissione delle carte di credito
(AI _ e ss.), ecc. 

L'istanza non indica i tempi previsti per
completare/verificare la ricostruzione del destino dei fondi e non ci si può
certo fondare su di uno scambio di opinioni tra la difesa e un membro
dell'EFIN, manifestamente generico, interlocutorio e avvenuto non si sa a quale
momento (Osservazioni p. 9).

Ritenuto che, sulla base di quanto emerge
dall'incarto, la completazione del lavoro sembra interessare unicamente il già
più volte citato "budget", che tale analisi risulta essere iniziata
già il 19 settembre 2003 (come da relativo verbale PS __________), che le cifre
da sottoporre a verifica sono relativamente limitate e ripetitive (cfr. AI _),
che la documentazione relativa alle carte di credito è agli atti dalla stessa
data, così come quanto ulteriormente sequestrato a casa   (AI _), un tempo di due mesi appare ragionevole. Di
conseguenza, e visto che dall'istanza è già trascorso poco meno di un mese
(sicuramente messo a frutto dagli inquirenti per le necessità dell'inchiesta)
appare opportuno concedere una proroga di due mesi.

d)

Non è, invece, opportuno tener conto, per la determinazione
della durata della proroga del carcere preventivo, di eventualità ipotetiche
quale quella di una presentazione di complementi istruttori. Qualora tale
ipotesi dovesse concretizzarsi, così come nell'eventualità che dovessero
manifestarsi nuove e pertinenti necessità d'indagine, chi ha la responsabilità
dell'inchiesta valuterà e deciderà se sia necessario, e se vi sono le
condizioni di legge, per richiedere una ulteriore proroga; questo ufficio ne
verificherà l'effettivo fondamento.

 

 

7.

 

In conclusione, nel caso in esame sono dati gravi e
sufficienti indizi di colpevolezza, in capo all'accusato, sia per quanto
concerne le ipotesi di reati patrimoniali, sia per quanto concerne le ipotesi
di reati contro la persona. Sono pure presenti necessità istruttorie (rischio
d'inquinamento) in relazione alla ricostruzione, anche ai fini dell'eventuale
reperimento di un saldo, del destino delle somme oggetto di prelevamento
indebito da parte dell'accusato.

Una proroga del carcere preventivo di due mesi (a far
tempo dal 16 ottobre) è rispettosa del principio di proporzionalità, sia per
rapporto all'entità della pena ipotizzabile in caso di condanna, sia per
rapporto all'obbligo di celerità di cui all'art. 102 CPP (e 29 CF), che deve
comunque essere rispettato anche in presenza di reati (ipotizzati) di sicura
gravità.

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

 

viste le norme applicabili, in particolare gli artt.
112, sub. 111, in relazione con 22 CP, nonché 140 e 158 CP, 95 ss., 102, 103,
280ss e 284 CPP,

 

 

 

 

decide

 

 

 

 

1.  L'istanza
è parzialmente accolta.

§.    Di conseguenza, il carcere
preventivo cui è astretto __________ è prorogato di (2) due mesi e verrà a
scadere il 16 dicembre 2003 (compreso).

 

 

2.  Non si
prelevano tasse e spese.

 

 

3.  Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera
dei ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

4.  Intimazione:

     -    avv. __________ per sé e 

          per l'accusato;

     -    Procuratore pubblico
__________;

         (con
copia delle osservazioni 2/3 ottobre 2003 della difesa);

    -    Direzione
PCT, 6904 Lugano-Cadro.

 

 

 

 

 

 

                                                                                  giudice
__________