# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6c9969d1-778f-5454-a006-d4901610af58
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-12-11
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 11.12.2012 SK.2012.43
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_SK-2012-43_2012-12-11.pdf

## Full Text

Decreto dell'11 dicembre 2012 
Corte penale 

Composizione  Giudice penale federale Giuseppe Muschietti,  

Presidente,  

Cancelliera Susy Pedrinis Quadri  

Parti  A., 

 

                                                                   istante 

 
 

   

Oggetto  Istanza di condono delle spese procedurali 

(art. 425 CPP) 

 

 

 

 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t   

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

 

Numero dell ’ incarto: SK.2012.43 

 

- 2 - 

Visti: 

 

- la sentenza SK.2012.12 del 25 aprile 2012, con cui la Corte penale del Tribunale 

penale federale ha riconosciuto A. colpevole di complicità in ripetuta infrazione alla 

legge federale sul materiale bellico (combinati art. 33 cpv. 1 lett. a LMB nonché art. 

25 CP) e in ripetuta infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti 

(combinati art. 19 cpv. 1 e 2 LStup nonché art. 25 CP) e l'ha condannata alla pena 

detentiva di due anni, da dedursi il carcere preventivo sofferto di 23 giorni, 

sospendendo l'esecuzione della pena detentiva per un periodo di prova di due anni, 

con l'accollo delle spese procedurali per complessivi fr. 18'829.10; 

 

- il passaggio in giudicato, con la sua pronuncia, di detta sentenza, resa in procedura 

abbreviata (art. 437 cpv. 1 lett. b CPP), e la conseguente sua esecutività; 

 

- le lettere del 17 luglio 2012 e del 5 ottobre 2012, con cui A. postulava all'indirizzo 

del Ministero pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) il condono delle 

spese procedurali pari a fr. 18'829.10 (cl. 38 pag. 100.4, pag. 100.6); 

 

- la missiva del 18 ottobre 2012 del MPC, con cui esso invitava A. a formulare la sua 

richiesta di condono alla Corte penale del Tribunale penale federale (cl. 38 pag. 

100.7-8); 

 

- lo scritto del 2 novembre 2012 a questa Corte, tramite il quale A. postulava il 

condono delle spese procedurali relative all'incartamento SK.2012.12, per 

complessivi fr. 18'829.10 (cl. 38 pag. 100.1 e segg.); 

 

- le missive del 18 novembre 2012 e 3 dicembre 2012, con cui A., su richiesta della 

scrivente Corte, inviava a questa Autorità il formulario relativo alla situazione 

personale e patrimoniale, specificando che la sua situazione "prima ed al giorno 

della sentenza era quella di tutt'oggi e cioè che sopperisco appena ai miei bisogni 

primari", come pure di non aver compreso, nel corso della procedura, che le spese 

procedurali sarebbero state poste a suo carico (cl. 38 pag. 271.2 e segg.; 

pag. 271.16). 

 

 

 

 

 

 

- 3 - 

Considerato: 

 

- che, giusta l'art. 363 cpv. 1 CPP, per quanto la Confederazione e i Cantoni non 

dispongano altrimenti, il giudice che ha pronunciato la sentenza di primo grado 

emana anche le decisioni indipendenti successive demandate a un'autorità 

giudiziaria; 

 

- che, conformemente all'art. 425 CPP, l'autorità penale può dilazionare la riscossione 

delle spese procedurali oppure, tenuto conto della situazione economica della 

persona tenuta a rifonderle, ridurle o condonarle; 

 

- che risulta dunque data la competenza a decidere della Corte penale del Tribunale 

penale federale; 

 

- che il giudice esamina se le condizioni per una decisione giudiziaria successiva 

sono soddisfatte e, se necessario, completa gli atti o incarica la polizia di procedere 

a nuove indagini (v. art. 364 CPP); 

 

- che, in procedimenti come quello in oggetto, il giudice decide di principio sulla scorta 

degli atti; egli pronuncia la decisione per scritto e la motiva succintamente (art. 365 

cpv. 1 CPP); 

 

- che, a sostegno della sua richiesta di condono, A. asserisce di non avere mai 

compreso che le spese procedurali sarebbero state poste a suo carico, e ciò 

sebbene ella abbia sottoscritto tale impegno e fosse rappresentata da un 

patrocinatore, come pure di non essere, in ogni caso, in grado di far fronte a tale 

esborso; 

 

- che l'istante dichiara entrate per fr. 3'864.-- al mese, a fronte di esborsi mensili 

regolari di complessivi fr. 2'898.--: fr. 1'400.-- quale locazione, fr. 798.-- di premio di 

cassa malati (di cui peraltro solo fr. 377.30 relativi alla copertura di base, il 

rimanente riferito ad assicurazioni complementari ed al trattamento in camera 

privata), circa fr. 440.-- per imposte, fr. 40.-- circa per il canone radiotelevisivo, 

fr. 40.-- per l'assicurazione economia domestica, fr. 30.-- per la via cavo e fr. 150.-- 

per spese varie; 

 

- che, al riguardo, anche alla luce dell'imponibile accertato (fr. 43'600.-- per l'imposta 

cantonale 2011), nonché della possibilità di ottimizzare la copertura assicurativa, 

specie per quanto attiene alla cassa malati, l'istante dispone a tutt'oggi di sufficienti 

disponibilità finanziarie per onorare il credito in questione, se del caso a mezzo della 

dilazione della relativa riscossione; 

- 4 - 

 

- che, a fronte delle medesime poste, l'istante stessa aveva del resto espressamente 

aderito al pagamento delle spese, da ultimo in occasione del suo interrogatorio 

dibattimentale (incartamento SK.2012.12, cl. 35 pag. 930.2); 

 

- che, in merito alla situazione patrimoniale di A., dagli atti non risulta neppure che 

essa sia incorsa in mutamenti dal giorno dell'accettazione dell'atto d'accusa, dal 

pubblico dibattimento o dalla sentenza, l'istante stessa confermando anzi 

espressamente che la sua situazione patrimoniale è, da allora, rimasta invariata; 

 

- che, pertanto, per ciò che attiene alle spese procedurali, non sussistono ragioni a 

sostegno di un assetto diverso da quello sancito con la sentenza del 25 aprile 2012 

(incartamento SK.2012.12); 

 

- che, non essendovi spazio per una riduzione, rispettivamente per un condono delle 

spese procedurali, l'istanza deve essere respinta; 

 

- che per questa procedura non si prelevano spese. 

 

 

 

- 5 - 

Per questi motivi, il Presidente decreta: 

1. L'istanza è respinta. 

2. Non si prelevano spese. 

 

In nome della Corte penale 

del Tribunale penale federale 
 
 
 
Il Presidente       La Cancelliera 

Intimazione a: 

- A., 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 

 
Informazione sui rimedi giuridici 

Reclamo alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale 

Il reclamo contro i decreti e le ordinanze, nonché gli atti procedurali della Corte penale del Tribunale penale 
federale, eccettuate le decisioni ordinatorie, dev’essere presentato e motivato per scritto entro 10 giorni 

all’indirizzo della Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, casella postale 2720, 6501 
Bellinzona (art. 393 cpv. 1 lett. b e art. 396 cpv. 1 CPP; art. 37 cpv. 1 LOAP). 

Mediante il reclamo si possono censurare: a. la violazione del diritto, compreso l’eccesso e l’abuso del 
potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia; b. l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti; 
c. l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 CPP). 

Ricorso al Tribunale federale 

Il ricorso contro le decisioni pregiudiziali e incidentali della Corte penale del Tribunale penale federale 
notificate separatamente dev’essere depositato presso il Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 78, art. 80 cpv. 1, art. 93 e art. 100 cpv. 1 

LTF). 

Il ricorso contro queste decisioni è ammissibile se esse possono causare un pregiudizio irreparabile, o se 
l’accoglimento del ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di evitare una 
procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 cpv. 1 LTF). 

Il ricorso può essere interposto per violazione del diritto federale e del diritto internazionale (art. 95 LTF). Col 
ricorso si può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in modo manifestamente inesatto 
o in violazione del diritto ai sensi dell’art. 95 LTF e l’eliminazione del vizio può essere determinante per 
l’esito del procedimento (art. 97 cpv. 1 LTF). 

 

Spedizione: 11 dicembre 2012