# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f219fa15-b75a-5344-a6f9-edb25b29af78
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-07-05
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 05.07.2019 80.2018.200
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2018-200_2019-07-05.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2018.200

  80.2018.201

  	
  Lugano

  5 luglio 2019

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele
  Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi - Gianola, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

  rappr.
  da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  dell’11 settembre 2018 contro la decisione del 10 agosto 2018 in materia di IC/IFD
  2016.

  

 

 

 

Fatti

 

 

A.    RI 1 è di
professione “senior trader”. Nel periodo fiscale 2016 era alle dipendenze di __________.
Con dichiarazione d’imposta per il 2016, consegnata all’autorità fiscale in
data 11/13.12.2017, faceva valere una deduzione di fr. 28'723.- legata ad un
versamento effettuato alla previdenza professionale (secondo pilastro). Nel
modulo, si indicava che, per informazioni complementari ci si doveva rivolgere
alla __________.

 

 

B.    Con
decisione di tassazione del 29.12.2017 l’Ufficio di tassazione di __________
(di seguito UT) accertava, per l’IC un reddito imponibile di fr. 296'600.-
(determinante per l’aliquota di fr. 301'000.-) ed una sostanza di fr. 579'000.-
(determinante per l’aliquota di fr. 676'000.-). Per l’IFD il reddito imponibile
veniva stabilito in fr. 298'600.- (determinante per l’aliquota in fr.
303'000.-). 

 

 

                                  C.   Con raccomandata
28.6.2018 la __________ si rivolgeva all’autorità resistente chiedendo di voler
“(…) rettificare la decisione di tassazione in quanto abbiamo riscontrato un
errore di compilazione in riferimento alla deduzione 10.3 “Previdenza
professionale 2° Pilastro” in quanto in contribuente ha effettuato non uno ma
due pagamenti dello stesso importo pari a fr. 28'723.- per un totale di CHF
57'446.- in date differenti (4.4.2016 e 2.5.2016) (…)”.

 

 

                                  D.   Con “Richiesta su
istanza di reclamo” del 24.7.2018, inviata tramite posta APlus dall’UT alla __________,
la rappresentante veniva informata che il reclamo non soddisfaceva i requisiti
formali ritenuto come non fosse corredato da procura e fosse tardivo. In
particolare, per quest’ultimo aspetto, l’autorità fiscale precisava che il
reclamo deve essere presentato entro trenta giorni dalla notificazione della
decisione. Il termine decorre dal giorno successivo a quello della notifica. La
restituzione dei termini è inoltre data nel caso in cui l’inosservanza degli
stessi possa essere attribuita al servizio militare o al servizio civile, a
malattia o ad assenza obbligata ed imprevedibile dal Cantone, oppure altri motivi
gravi riguardanti il contribuente o il suo rappresentante. Per tali ragioni
veniva comminato un termine scadente il 2.8.2018 per presentare la procura e
giustificare e documentare compiutamente i motivi del ritardo. Scaduto
infruttuoso il termine in questione, l’autorità fiscale informava il
contribuente che il reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile.

 

 

                                  E.   Con missiva 2.8.2018
la __________, in relazione all’inoltro tardivo del reclamo, argomentava: “La
ragione che ha portato alla presentazione di una rettifica tardiva, vista la
delicatezza e riservatezza della tematica, il contribuente ce l’ha motivata e
comprovata in via confidenziale solo ora e poggia sul fatto che il contribuente
si è confrontato ed è confrontato con gravi problemi di salute la cui conferma
con esiti di biopsia è giunta nel mese di ottobre 2017 (…). Da qui in avanti il
Signor __________ ha consultato un altro specialista su territorio italiano (…)
per avere un secondo parere (…), poi nuovamente in Ticino (…), nonché a __________
sua terra natale. I mesi seguenti li ha trascorsi nell’incertezza di sottoporsi
o meno ad un intervento invasivo e invalidante, l’essere in balia
dell’incertezza ha avuto conseguenze anche sul suo stato emotivo. Il Signor __________
è da allora e tuttora in cura non solo per le ragioni di salute citate bensì
anche per uno stato generale di destabilizzazione che lo ha distolto dalle
priorità riferite alle pratiche fiscali”. Allo scritto venivano allegati le
risultanze delle biopsie (data del prelievo 4.10.2017), un referto medico
dell’11.11.2017, del Prof. __________, direttore dell’Unità operativa di
urologia dell’Ospedale __________ il quale attestava la presenza di un
adenocarcinoma della prostata, ed uno scambio e-mail tra il contribuente ed il __________
del mese di novembre 2017.

 

 

                                  F.   Con decisione del
10.8.2018 l’autorità fiscale dichiarava irricevibile il gravame di __________,
poiché tardivo. In particolare quanto presentato dalla rappresentante del
ricorrente non era – secondo l’autorità resistente – sufficiente a sanare il
vizio di forma. In particolare l’UT indicava come la __________ aveva spiegato,
anche per via telefonica, che il motivo per il quale era stata erroneamente
compilata la dichiarazione di tassazione era riconducibile allo stato emotivo
del ricorrente. Tuttavia, fra la documentazione medica prodotta, attestante lo
stato di salute del contribuente, non vi era alcun certificato medico a
comprova dell’inabilità lavorativa di quest’ultimo. L’autorità fiscale indicava
a tal proposito: “(…) lo stato di salute del contribuente, seppur
destabilizzato a seguito dei rapporti medici ricevuti, non ha influito in
maniera determinante sul quotidiano dello stesso, e di riflesso nemmeno sulla
sua amministrazione personale. In altre parole, benché confrontato con una
situazione sicuramente spiacevole, quanto dimostrato dalla rappresentante del
contribuente non basta a giustificare la restituzione dei termini secondo
l’art. 192 cpv. 5 Legge tributaria”.

 

 

                                  G.   Con ricorso
11/12.9.2018 __________, rappresentato in questa sede processuale da __________,
comunica di aggravarsi contro “la decisione di tassazione su reclamo IC/IFD
2016, intimata in data 10.08.2018 e ricevuta il 12 agosto 2018”. Dopo aver
riepilogato gli antefatti inerenti la procedura di tassazione per il periodo
fiscale 2016, la rappresentante specifica che il ricorrente a causa del tumore
che gli era stato diagnosticato, non era stato in grado di verificare che nella
dichiarazione fiscale 2016 (peraltro compilata dalla __________) era stato
inserito unicamente una volta l’importo di fr. 28'723.- quale deduzione per il
versamento alla Previdenza professionale, anziché due. Nel ricorso si indica che
la documentazione medica già prodotta dalla precedente rappresentante attesta
che il contribuente è affetto da tumore maligno alla prostata e che avrebbe
dovuto essere sottoposto ad una “prostatectomia radicale robotica”, con
conseguenze fisiche molto importanti. Prima di affrontare l’intervento
chirurgico - decisamente invalidante - __________ avrebbe richiesto il parere
di altri esperti nel campo anche all’estero (__________) ed in Svizzera interna
(__________). A comprova dello stato emotivo del ricorrente, vi sarebbero pure
dei giustificativi di supporto psicologico al quale il contribuente si sarebbe
sottoposto a __________. L’insorgente presenta pure un certificato rilasciato
dal medico che lo ha attualmente in cura, il dr. __________ secondo cui: “(…)
dopo la scoperta del tumore, il signor __________ ha una “ridotta capacità
obiettiva di giudizio/valutazione, causati dalla costante preoccupazione dopo
la diagnosi ricevuta”. Egli aggiunge poi che “l’incapacità lavorativa
del paziente risulta del 50%, data in particolare dal diminuito rendimento
nonostante il paziente si sia comunque recato al lavoro”. Nel ricorso si
specifica che, nonostante la malattia, il contribuente si era sempre recato al
lavoro, ma che il suo rendimento, a causa del tumore e dalla preoccupazione in
merito alla decisione da prendere in relazione all’asportazione chirurgica, era
invece stato del 50%. Motivo per cui viene nuovamente postulata la restituzione
del termine ed il riconoscimento – quale deduzione – dei due versamenti, di fr.
28'723.- cadauno alla previdenza professionale.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto
esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,
sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una
persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di
tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia
fondata. Se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti
verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito,
mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

                                   2.   2.1.

                                         Nel caso che qui ci
occupa, impugnata è la decisione del 10.8.2018, che, secondo le indicazioni
riportate sulla stessa sembrerebbe essere spedita per posta APlus. Nel ricorso,
in merito alla tempestività della decisione, si indica che è stata ricevuta il
12.8.2018.

                                                                                                                         

                                         2.2.

                                         2.2.1.

                                         Nel sistema di spedizione
Posta A Plus alla busta è applicato un numero e analogamente a un plico
raccomandato, l'invio avviene con la menzione A Plus. A differenza della posta
raccomandata la ricezione dell'invio non è però attestata dal destinatario.
Conseguentemente il destinatario in caso di assenza non è informato tramite un
avviso di ricevimento. La notificazione è attestata elettronicamente, quando
l'invio è inserito nella casella postale o nella cassetta delle lettere del
destinatario. Così facendo, grazie al sistema di tracciamento degli invii Track
& Trace previsto dalla Posta Svizzera è possibile osservare la cronologia
dell'invio fino all'arrivo nella sfera di influenza del destinatario. Tuttavia,
in tale evenienza, il tracciamento Track & Trace non dimostra direttamente
che la busta sia entrata effettivamente nella sfera di influenza del
destinatario, ma soltanto che la Posta Svizzera nel proprio sistema di
tracciamento abbia attestato una consegna dell'invio. Da ciò, si può unicamente
dedurre alla stregua di un indizio che la busta sia stata depositata nella
cassetta delle lettere o nella casella postale del destinatario. In assenza di
un'attestazione conferita dal sistema Track & Trace non si può concludere
che qualcuno abbia preso possesso in mano dell'invio e men che meno che
qualcuno ne abbia preso conoscenza (DTF 142 III 599 consid. 2.2 pag. 602 con
riferimenti; sentenza TF 8C_559/2018 del 26.11.2018, consid. 3.3. e 3.4.).

 

                                         2.2.2.

                                         Il Tribunale federale si è
già confrontato diverse volte con il sistema di spedizione Posta A Plus. In
quei casi, ha stabilito come notificazione determinante per la decorrenza del
termine di ricorso il deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella
casella postale del destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il
sabato. La circostanza che la persona interessata abbia ritirato la
corrispondenza il lunedì successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante
dal Tribunale federale (sentenze 8C_559/2018 del 26.11.2018, consid. 3.3. e
3.4.; 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2 con riferimenti; cfr. anche
sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e 8C_198/2015 del 30 aprile
2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii).

                                         2.3.

                                         Ora, nel caso esposto in
narrativa, il 10.8.2018 era un venerdì, sicché appare più che probabile che la
decisione sia entrata nella sfera di influenza del destinatario già il sabato
11.8.2018 (il 12.8.2018 era una domenica). Se così fosse, il ricorso, inviato
unicamente l’11.9.2018 sarebbe tardivo (il termine sarebbe scaduto il giorno
prima).

                                         A seguito di un’esplicita
richiesta di questa Camera in merito al numero di tracciamento della decisione
trasmessa, l’autorità fiscale non è riuscita a risalire allo stesso, poiché
verosimilmente, nonostante l’indicazione della decisione (spedito tramite Posta
APlus), sarebbe stata spedita per posta semplice. 

                                         In tal modo, si deve
ritenere che il ricorso sia stato interposto tempestivamente, in mancanza di
una prova del momento in cui è avvenuta la notificazione della decisione su
reclamo.

                                         In generale si rileva che
la scelta di una modalità di invio piuttosto che un’altra può avere, per quanto
attiene al calcolo dei termini del ricorso, conseguenze diverse (cfr. per
esempio all’onere della prova; cfr. la sentenza del Tribunale federale
2A.494/2005 del 7 febbraio 2006, consid. 2.1, con riferimento alla sentenza
2A.271/1999 del 17 novembre 1999, consid. 3a, in NStP 53/1999, p. 173).
L’autorità fiscale, qualora scelga l’invio APlus deve conservare il numero di
tracciamento della decisione (e l’estratto Track and Trace) così da permettere
il controllo dei termini da parte dell’autorità di ricorso. In caso contrario,
l’invio effettuato per posta APlus, che oltretutto ha un costo nettamente
superiore rispetto ad una spedizione semplice (oscillante tra i fr. 2.40 e i
fr. 4.20, cfr., www.post.ch, sito consultato il 13.6.2019),
perde qualsiasi portata probatoria. 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         L’autorità resistente ha
dichiarato irricevibile il reclamo presentato da RI 1 siccome tardivo: le
ragioni addotte per richiedere la restituzione dei termini – di natura medica -
non sarebbero infatti sufficienti in applicazione dell’art. 192 cpv. 5 LT.

                                         Si tratta innanzitutto di
verificare preliminarmente se il reclamo presentato dal contribuente era
tardivo. In caso positivo occorre valutare se siano date le condizioni per una
restituzione dei termini.

 

                                         3.2.

                                         L’art. 206 cpv. 1 LT per
l’imposta cantonale e l’art. 132 cpv. 1 LIFD per l’imposta federale diretta
stabiliscono che contro la decisione di tassazione o contro la decisione di
tassazione d’ufficio, se è manifestamente inesatta, il contribuente può
reclamare per iscritto all’autorità che ha emesso la tassazione, entro trenta
giorni dalla notifica.

                                         

                                         3.3.

                                         Ora nel caso di specie è
assodato che la decisione di tassazione IC/IFD 2016 del 29.12.2017 è stata
notificata e ricevuta dal contribuente. Nel ricorso si specifica infatti: “In
data 9 gennaio 2018, la __________ ha confermato la correttezza della
tassazione IC/IFD 2016 al contribuente che l’ha accettata. La tassazione IC/IFD
2016 è pertanto cresciuta in giudicato 30 giorni dopo l’intimazione, ovvero in
data 30 gennaio 2018”.

                                         La raccomandata 28.6.2018
non può pertanto essere considerata come reclamo tempestivo. Resta pertanto da
verificare se sono dati i motivi per una restituzione del termine.

                                         

 

                                   4.   4.1.

                                         Giusta l’art. 192 cpv. 5
LT la restituzione dei termini è data se è provato che l’inosservanza degli
stessi è da attribuire a servizio militare o a servizio civile, a malattia, ad
assenza dal Cantone o ad altri motivi gravi riguardanti il contribuente o il
suo rappresentante.

                                         L’art.
133 cpv. 3 LIFD prevede che l’autorità entra nel merito di opposizioni tardive
soltanto se il contribuente prova che, per servizio militare o servizio civile,
malattia, assenza dal Paese o altri motivi rilevanti, è stato impedito di
presentarle in tempo o di averle inoltrate entro 30 giorni dal momento in cui
gli impedimenti sono cessati.

                                         Entro
il termine previsto (ossia il termine a partire dal quale l’impedimento è
cessato), il contribuente deve dunque presentare un’istanza di restituzione dei
termini motivata e compiere anche l’atto che non era stato effettuato
tempestivamente (Locher, Kommentar
DBG, op. cit., n. 23 ad art. 133 LIFD con i riferimenti citati; Richner/Frei/Kaufmann/Meuter,
Handkommentar zum DGB, Zurigo 2016, n. 34 ad art. 133 LIFD).

                                         Di
principio competente a pronunciarsi su un’istanza di restituzione del termine è
l’autorità di merito e non quella di ricorso (sentenza TF 2C_301/2013 del
17.12.2013, consid. 7.1.).

 

                                         4.2.

                                         Ora, con scritto 28.6.2018
la __________ aveva richiesto una “rettifica” della decisione di tassazione del
29.12.2017, indicando, che, a seguito di un errore di compilazione della
dichiarazione di tassazione era stata richiesto in deduzione unicamente una
volta sola l’importo di fr. 28'723.- relativo ad un versamento alla previdenza
professionale anziché due. 

                                         4.3.

                                         Nel suo scritto del
24.7.2018, con cui si è rivolto al reclamante, l’autorità fiscale ha
correttamente interpretato la sua lettera quale reclamo, ritenuto come i
presupposti per una rettificazione apparivano d’acchito esclusi, presupponendo
quest’ultima degli errori di calcolo e di scrittura. Per “errore” va tuttavia
intesa unicamente una svista nel computo aritmetico degli elementi imponibili:
dottrina e giurisprudenza sono unanimi nell’affermare che tali disposizioni si
riferiscono unicamente ai cosiddetti “errori di cancelleria”, che sorgono nella
fase espressiva e non formativa della volontà dell’autorità che decide (lavoro
manuale contrapposto al lavoro intellettuale; cfr. Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 2ª
ediz., Zurigo 2009, n. 4 ad art. 150 LIFD, p. 1271). Sono in particolare escluse
dal campo di applicazione degli art. 235 cpv. 1 LT e 150 cpv. 1 LIFD, le
correzioni che interessano il merito della decisione, che si riferiscono cioè
alla sussunzione delle disposizioni sostanziali alla fattispecie in esame
(decisione TF n. 2P.273/2006 e 2A.617/2006 del 17 aprile 2007, con riferimento
a: Oberson, Droit fiscal suisse, 3a
ediz., Basilea 2007, § 24 n. 12, p. 488; in merito anche sentenza CDT
80.2014.140 del 29.7.2014)

 

                                         4.4.

                                         Sempre nello scritto del
24.7.2018 l’autorità resistente impartiva un termine scadente il 2.8.2018 per
giustificare e comprovare i motivi del ritardo dell’inoltro gravame con
riferimento anche ai presupposti cui sottostà la restituzione dei termini.

                                         Unicamente il 2.8.2018 la __________
indicava che, RI 1, dal mese di ottobre 2017, aveva saputo di avere una
malattia molto grave, che lo aveva prostrato molto dal lato emotivo,
distogliendolo dalle priorità riferite pure alle pratiche fiscali.

 

                                         4.5.                                 

                                         Secondo costante
giurisprudenza, per giustificare una restituzione del termine per motivi di
salute, la malattia deve essere tanto grave da rendere impossibile sia che il
contribuente intraprenda l’atto richiesto sia che egli autorizzi un
rappresentante contrattuale ad intraprenderlo (Känzig/Behnisch,
Direkte Bundessteuer, 2a ediz., vol. III, Basilea 1992, n. 11 ad art. 85 DIFD,
p. 74 e giurisprudenza citata).

                                         Analogamente, nella
procedura civile la malattia si considera grave impedimento a condizione che il
quadro clinico sia tale da inverare gli estremi dell’incoscienza o della
immobilizzazione continuate, così da impedire di agire o di dare disposizioni
per agire (Gozzi, in:
Spüler/Tenchio/Infanger [a cura di], Basler Kommentar – Schweizerischen
Zivilprozessordnung, 2a ediz., Basilea 2013, n. 20 ad art. 148 CPC,
p. 807 s.; Trezzini, in:
Cocchi/Trezzini/Bernasconi [a cura di], Commentario del Codice di diritto
processuale civile svizzero, Lugano 2011, ad art. 148, p. 620, in particolare
la nota a piè di pagina n. 1758; cfr. anche Amstutz/Arnold,
in: Niggli/Uebersax/Wiprächtiger [a cura di], Basler Kommentar –
Bundesgerichtsgesetz, 2a ediz., Basilea 2011, n. 16 ad art. 50 LTF,
p. 585, che cita a titolo di esempio una caduta con perdita di coscienza e
commozione cerebrale e una conseguente ospedalizzazione di due giorni, una
emorragia postoperatoria che aveva compromesso le funzioni cerebrali, un
infarto con un certificato medico attestante una totale inabilità lavorativa).

 

                                         4.6.

                                         Ora, nel caso che qui ci
occupa, quando già era a conoscenza della sua malattia (come visto
diagnosticata nell’ottobre 2017) il contribuente aveva potuto conferire mandato
alla __________ di compilare la dichiarazione di tassazione, che aveva poi
sottoscritto di proprio pugno l’11.12.2017. A seguito della ricezione della
decisione di tassazione del 29.12.2017, egli l’aveva potuta verificare,
unitamente all’allora rappresentante ed accettare (non era stato presentato
reclamo), così come viene indicato in sede di ricorso. Ciò basta ad escludere
un nesso causale fra la malattia dell’insorgente e la mancata interposizione di
un reclamo contro la decisione di tassazione.

                                         In effetti, la circostanza
che l’autorità di tassazione non abbia tenuto conto di uno dei due versamenti,
intrapresi dal ricorrente nel corso del periodo fiscale 2016 per il riscatto
nella cassa pensione, dipende da un errore intervenuto già nel momento in cui
il contribuente ha trasmesso al suo rappresentante la documentazione per
l’allestimento della dichiarazione. In quest’ultima, infatti, viene fatta
valere una deduzione di contributi alla previdenza professionale di soli fr.
28'723.– e alla stessa è allegata una sola attestazione della cassa pensione. Come
illustrato nel ricorso, è stata la fiduciaria incaricata della dichiarazione a
incorrere in un errore, determinato dal fatto “che un giustificativo fosse
originale e l’altro copia”. Ne consegue che la tesi ricorsuale, fondata sulla
“ridotta capacità obiettiva di giudizio/valutazione” al momento della
notificazione della decisione di tassazione, non appare coerente con la spiegazione
in merito alle ragioni per le quali la decisione era viziata da un errore. 

                                         D’altra parte, con lo
scritto di fine giugno, che è stato considerato reclamo contro la decisione di
tassazione, non è stata presentata alcuna richiesta di restituzione dei termini
a causa di malattia. Unicamente a seguito dello scritto dell’autorità di
tassazione, l’allora rappresentante asseriva di aver appreso ad inizio agosto
2018 dello stato di salute del ricorrente.

                                         Non volendo sicuramente
banalizzare lo stato di salute del ricorrente e tutte le conseguenze fisiche ed
emotive che la malattia comporta, si deve anche convenire con l’autorità di
tassazione laddove sottolinea che la stessa non gli ha impedito di lavorare, di
incaricare l’allora rappresentante di voler compilare la dichiarazione fiscale
per il 2016, di verificarla e di accettarla. La stessa rappresentante del
ricorrente - come visto - attesta che egli ha visionato la decisione di
tassazione ad inizio gennaio ed ha ritenuto che non si dovesse contestarla.

 

                                         4.7.

                                         Motivo per cui, il fisco
ha correttamente ritenuto il reclamo irricevibile, non essendo adempiuti i
motivi per una restituzione dei termini.

                                                                                                                         

 

                                   5.   Il ricorso è
respinto. La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico del ricorrente,
soccombente.                                    

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    500.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    600.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il prese              Copia
per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: