# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a5a43285-bf07-5e2a-ad15-1934a87375e2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-07-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.07.2017 14.2017.109
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2017-109_2017-07-12.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2017.109

  	
  Lugano

  12 luglio 2017

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta del giudice:

  	
  Jaques,
  presidente

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cassina

  

 

 

statuendo nella composizione a giudice unico (art. 48b
LOG) nella causa SO.2017.3032 (rigetto dell'opposizione) della Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 5, promossa con istanza 9 giugno 2017 da

 

	
   

  	
  RE 1, 

  RE 2, 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  Stato del Canton Ticino, Bellinzona

  (rappresentato dal Consiglio di Stato,
  Bellinzona)

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 4 luglio 2017 presentato da RE 1 e RE 2
contro la decisione emessa il 27 giugno 2017 dal Pretore;

 

ritenuto
in fatto e considerato in diritto:

 

                                         che con precetto esecutivo n. __________ emesso il 23 maggio 2017
dall'Ufficio di esecuzione di Lugano, RE 1 e RE 2 hanno escusso lo Stato del
Canton Ticino per l'incasso di fr. 7'165.15 oltre agli interessi del 5%
dal 1° marzo 2017;

 

                                         che
avendo lo Stato del Canton Ticino interposto opposizione al precetto esecutivo,
con istanza 9 giugno 2017 RE 1 e RE 2 ne ha chiesto il rigetto provvisorio alla
Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5;

                                         che statuendo con decisione del 27 giugno 2017, il Pretore ha
dichiarato l'istanza irricevibile per incompetenza territoriale, lo Stato
andando convenuto presso la sua capitale, a Bellinzona, e ha rinunciato a
prelevare tasse e spese;

 

                                         che
contro la sentenza appena citata RE 1 e RE 2 sono insorti a
questa Camera con un reclamo del 4 luglio 2017 chiedendole di avere “la
compiacenza di occupar[s]i del caso, che si trascina da mesi, ed ognuno getta
la palla nel campo avverso senza mai prendersi delle responsabilità”;

 

                                         che
i reclamanti pretendono dallo Stato il pagamento della differenza, pari a
fr. 7'165.15, tra quanto hanno pagato per i lavori di trasformazione in doccia del loro locale bagno (fr. 17'638.15) e il sussidio di fr. 10'473.– versato dallo Stato quale
contributo pari al 75% della spesa riconosciuta a preventivo
(fr. 13'964.60) fondato sulla legge sull’assistenza e cura a domicilio,
facendo valere di avere ricevuto la decisione di concessione del contributo
cantonale solo a lavori terminati;

 

                                         che la sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto del­l'opposizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d'appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso;

 

                                         che
pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile
con reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC),
termine che RE 1 e RE 2 hanno rispettato inoltrando l'impugnazione già il 4 luglio
2017 contro la sentenza notificata loro il 28 giugno;

 

                                         che la Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC), limitando il suo esame, fatte salve carenze manifeste, alle
censure motivate (art. 321 cpv. 1 CPC) contenute nel reclamo (DTF 142 III 417
consid. 2.2.4);

 

                                         che secondo
l'art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l'applicazione
errata del diritto sia l'accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo
restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di
prova nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC);

 

                                         che
nel caso in esame i reclamanti non spendono una parola sulla motivazione della
decisione impugnata, quindi non spiegano perché la stessa sarebbe erronea;

 

                                         che
in assenza di sufficienti motivi nel senso dell'art. 321 cpv. 1 CPCP, il
reclamo è da considerare irricevibile (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3);

 

                                         che
ad ogni modo il Pretore ha correttamente ricordato che i Cantoni devono essere
escussi presso la loro capitale, ovvero a Bellinzona per quanto riguarda il
Canton Ticino (art. 5 della Costituzione cantonale);

 

                                         che
la causa di rigetto dell'opposizione va a sua volta promossa al giudice “del
luogo dell'esecuzione” (art. 84 cpv. 1 LEF), ovvero al foro esecutivo, nella
fattispecie – come detto – a Bellinzona;

 

                                         che,
di conseguenza, competente per statuire sull'istanza è la Pretura del Distretto
di Bellinzona e non quella di Lugano;

 

                                         che
la sentenza impugnata resisterebbe alla critica anche se il reclamo fosse ricevibile,
il Pretore non potendosi arrogare una competenza che la legge non gli
riconosce;

 

                                         che,
d’altronde, la legge di procedura non impone al giudice incompetente di trasmettere
l'istanza a quello competente, ma permette all'istante di riproporla entro un
mese davanti al giudice competente senza perdere il beneficio del giorno in cui
l'atto fu proposto per la prima volta (art. 63 cpv. 1 CPC; Bohnet in: CPC commenté, 2011, n. 29
ad art. 63 CPC);

 

                                         che
RE 1 e RE 2 avrebbero pertanto la possibilità di
ripresentare l'istanza al Pretore di Bellinzona;

 

                                         che
va però ricordato loro, come già avvenuto in prima sede, che l'opposizione
interposta dall'escusso può essere rigettata in procedura sommaria solo se l'escutente
produce una decisione che accerta l'esistenza e l'esigibilità del credito posto
in esecuzione (art. 80 LEF) oppure un riconoscimento del debito sottoscritto
dall'escusso (art. 82 cpv. 1 LEF);

 

                                         che
nel caso in esame non risulta che RE 1 e RE 2 dispongano di una decisione o di
un riconoscimento del debito da loro posto in esecuzione, sicché la loro
istanza, seppure introdotta per ipotesi correttamente alla Pretura del
Distretto di Bellinzona, parrebbe comunque votata all'insuccesso;

 

                                         che
nelle predette circostanze sarebbe ipotizzabile solo un'azione ordinaria intesa
a condannare lo Stato a rifondere a RE 1 e RE 2 l'importo da loro vantato, con
contestuale domanda di rigetto definitivo dell'opposizione (art. 79 LEF);

 

                                         che
per evitare spiacevoli sorprese è consigliato loro consultare una persone cognita
di diritto perché valuti le possibilità di successo di una simile iniziativa e,
se del caso, fornisca informazioni sulla procedura;

 

                                         che – eccezionalmente – si prescinde dal riscuotere spese processuali, i reclamanti risultando
sprovvisti di formazione giuridica e avendo agito senza il patrocinio di un
avvocato;

 

                                         che circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 7'165.15,
non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell'art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

Per
questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo è irricevibile.

 

                                   2.   Non
si riscuotono spese processuali.

 

                                   3.   Notificazione a:

	
   

  	
  –e;

  –.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d'appello

Il presidente                                                          Il
vicecancelliere

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).