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**Case Identifier:** 8a440abc-1d2d-56fb-8fe2-f0f54ef8e2e3
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2012-06-20
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 20.06.2012 BV.2012.15
**Docket/Reference:** BV.2012.15
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_BV-2012-15_2012-06-20

## Full Text

Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA): tasse di giustizia.;;Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA): tasse di giustizia.;;Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA): tasse di giustizia.;;Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA): tasse di giustizia.

Decisione del 20 giugno 2012 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Stephan Blättler, Presidente, 

Tito Ponti e Giorgio Bomio,  

Cancelliere Giampiero Vacalli  

   

Parti  1. A. SA, 

2. B. SA, 

3.  C.SA, 

4.  D. SA, 

5.  E. SA, 

6. F. SA, 

7.  G. SA, 

8.  H. SA, 

9.  I.  SA, 

10. J. SA, 

11.  K. SA, 

tutte rappresentate dall’avv. Cesare Lepori 

 

 

Reclamanti 

   

  contro 

   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 

CONTRIBUZIONI, 

 

Controparte 

 

   

Oggetto  Operazioni d'inchiesta (art. 27 cpv. 1 e 3 DPA) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: BV.2012.15-25 

- 2 - 
 
 

 Fatti: 

A. Dal 20 febbraio 2012 l’Amministrazione federale delle contribuzioni (in seguito: 

AFC), Divisione affari penali e inchieste (in seguito: DAPI), conduce 

un’inchiesta fiscale speciale giusta gli art. 190 e segg. della legge federale del 

14 dicembre 1990 sull'imposta federale diretta (LIFD; RS 642.11) nei confronti 

di L. e M., sospettati di aver personalmente commesso gravi reati fiscali, come 

pure di aver partecipato ai reati fiscali commessi dalle società N. SA, O. SA, 

P. SA, Q. SA, R. SA, S. SA, T. SA e AA. SA. I reati contemplati nell’inchiesta 

sono la grave sottrazione di imposta ai sensi degli art. 175 e segg. LIFD e la 

frode fiscale ai sensi dell'art. 186 LIFD. 

 

 

B. Nell’ambito di detta inchiesta, il 7 marzo 2012 il collaboratore inquirente della 

DAPI ha notificato una richiesta di informazioni scritte ai sensi dell’art. 40 DPA 

alla banca BB e alla CC. SA, chiedendo a questi due istituti la comunicazione 

dei numeri di conto delle relazioni intrattenute nel periodo a partire dal 1° gen-

naio 2002 e di cui certo DD., domiciliato a Z., è titolare, avente diritto econo-

mico o per le quali è al beneficio di una procura.  

 

 

C. Con reclami del 15 marzo 2012, 11 società anonime riconducibili a DD. e di 

cui egli è l’amministratore unico, sono insorte contro la predetta richiesta di in-

formazioni, chiedendone l’annullamento. Il 27 marzo 2012, con 11 decisioni 

separate, l’AFC ha dichiarato irricevibili tutti i gravami interposti, mettendo a 

carico di ogni singola ricorrente una tassa di decisione di fr. 800.-- (v. act. 1.1-

1.11).  

 

 

D. Il 2 aprile 2012 le 11 reclamanti in prima istanza hanno presentato, per il tra-

mite del loro comune patrocinatore, un reclamo dinanzi alla Corte dei reclami 

penali del Tribunale penale federale, postulando la riforma delle decisioni im-

pugnate nel senso di ridurre la tassa di giudizio emessa da fr. 800.-- ad un 

massimo di fr. 200.-- cadauna (v. act. 1, pag. 4). Per le reclamanti, la tassa di 

giudizio inflitta sarebbe infatti eccessiva e violerebbe palesemente il diritto fe-

derale, ritenuto che tutte le decisioni impugnate sono praticamente identiche, 

trattano il medesimo complesso di fatti e sviluppano le stesse argomentazioni 

giuridiche. 

 

 

E. Nelle proprie osservazioni del 4 maggio 2012 l’AFC chiede la reiezione del re-

clamo in misura della sua ammissibilità; l’autorità inquirente sostiene infatti di 

non aver violato il diritto federale né di aver abusato del proprio potere di ap-

prezzamento mettendo a carico delle singole reclamanti una tassa di giudizio 

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di fr. 800.--, cifra che rimane ampiamente nei limiti di quanto previsto 

dall’apposita ordinanza sulle tasse e spese nella procedura penale ammini-

strativa (v. act. 7). Invitate a presentare una replica entro il 18 maggio 2012, le 

reclamanti non vi hanno dato seguito. 

 

  

F. Le ulteriori argomentazioni delle parti saranno riprese, per quanto necessario, 

nei considerandi seguenti.  

 

 

 

 Diritto: 

1.  

1.1 Contro le operazioni e le omissioni del funzionario inquirente non impugnabili 

giusta l'art. 26 DPA, può essere interposto reclamo presso il direttore o il capo 

dell'amministrazione in causa (art. 27 cpv. 1 DPA). La decisione su reclamo 

può essere impugnata presso la Corte dei reclami penali del Tribunale penale 

federale soltanto per violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'a-

buso del potere di apprezzamento (art. 27 cpv. 3 DPA). Il diritto di reclamo 

spetta a chiunque è toccato dall'operazione impugnata, dall'omissione censu-

rata o dalla decisione su reclamo ed ha un interesse degno di protezione 

all'annullamento o alla modificazione (art. 28 cpv. 1 DPA). 

 

1.2 In concreto le società reclamanti, destinatarie delle decisioni impugnate e de-

bitrici della tassa di giudizio ivi contenuta, hanno un interesse degno di prote-

zione alla modificazione delle stesse. Dal momento che i loro precedenti gra-

vami sono stati trattati dall'amministrazione in causa ai sensi dell'art. 27 DPA 

("altre operazioni di inchiesta"), esse dispongono senz'altro della legittimazio-

ne a ricorrere ai sensi dell'art. 27 cpv. 3 DPA. Le decisioni impugnate, datate 

27 marzo 2012, sono state inviate il 28 e ricevute al più presto il giorno suc-

cessivo, 29 marzo 2012, dal patrocinatore delle reclamanti; il termine di re-

clamo di cui all'art. 28 cpv. 3 DPA deve pertanto ritenersi ossequiato. Il recla-

mo, ricevibile in ordine, è tempestivo. 

 

 

2. Le reclamanti censurano – come detto – le 11 decisioni impugnate limitata-

mente ai dispositivi concernenti la tassa di decisione di fr. 800.-- applicata ad 

ogni singola decisione; esse ritengono infatti tale importo eccessivo e lesivo 

del diritto federale, in particolare dell'art. 8 dell'ordinanza sulle tasse e le spese 

nella procedura penale amministrativa (RS 313.32), applicabile in specie. Il li-

mite superiore posto da tale normativa (fr. 2'000.--) sarebbe infatti stato am-

piamente superato dalla somma delle tasse di giustizia imposte (fr. 8'800.--), 

considerato che le decisioni impugnate sono praticamente identiche, fanno 

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parte del medesimo complesso di fatti e non hanno richiesto un esame ed un 

approfondimento distinto. L'Amministrazione in causa, da parte sua, considera 

invece giustificata e adeguata la tassa percepita per l'evasione dei menzionati 

reclami, ritenuta l'attività svolta nell'esaminare i singoli ricorsi interposti, l'og-

getto delle impugnative e le questioni giuridiche da risolvere. Essa fa notare 

che l'ammontare emesso si situa ampiamente nei limiti di legge e non viola il 

diritto federale, posto che in quest'ambito l'autorità inquirente dispone di un 

ampio potere di apprezzamento (v. act. 7, pag. 3). 

 

2.1 A tenore dell’art. 46a della legge federale sull’organizzazione del Governo e 

dell’Amministrazione (LOGA; RS 172.010), introdotto dalla legge federale sul 

programma di sgravio 2003 (RU 2004 1633), il Consiglio federale è autorizza-

to a fissare gli emolumenti concernenti le decisioni e altre prestazioni 

dell’amministrazione federale. Tale delega legislativa legittima così l’art. 6 cpv. 

2 dell’ordinanza del 31 agosto 1992 sui provvedimenti speciali d’inchiesta 

dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (RS 642.132), il quale, per 

rinvio al già citato art. 8 dell’ordinanza sulle tasse e spese nella procedura pe-

nale amministrativa, permette all’AFC di prelevare una tassa di decisione da 

fr. 50.-- a 2'000.--. Giusta l'art. 6a della medesima ordinanza, la tassa di deci-

sione (art. 7-9) deve essere calcolata secondo l'importanza della causa e il 

tempo necessario per evaderla. Nel diritto penale amministrativo valgono in 

proposito gli stessi principi generali validi per la copertura delle spese proce-

durali nella procedura penale; gli emolumenti che lo Stato può riscuotere dal 

soggetto che ricorre alla giustizia devono essere determinati in base ai principi 

della copertura delle spese e a quello dell'equivalenza: non devono perciò su-

perare il costo assunto dallo Stato per la prestazione fornita. Gli emolumenti 

devono essere congrui al valore oggettivo della prestazione e restare entro li-

miti ragionevoli (v. MAURO MINI, Commentario CPP, n. 2 ad art. 422 CPP). 

 

2.2 In concreto i reclami sottoposti all'autorità di primo grado erano praticamente 

identici; formulati in maniera stringata, constano in pratica di due corti paragra-

fi di esposizione dei fatti (uguali in tutti i gravami, se non per l'indicazione delle 

differenti relazioni bancarie interessate dal provvedimento impugnato) e una 

pagina scarsa di motivazioni in diritto, medesime per tutti gli 11 reclami (v. act. 

7.1). Già ad una sola e sommaria lettura degli stessi si evince chiaramente l'i-

dentità del contesto fattuale e giuridico; che la loro trattazione non ha necessi-

tato un approfondimento per ogni singolo reclamo lo si deduce chiaramente 

anche dalla forma e dalle motivazioni contenute nelle decisioni su reclamo 

emesse dall'AFC, anch'esse del tutto identiche se non per la differente inte-

stazione delle parti coinvolte. Se è vero che il patrocinatore legale e le recla-

manti hanno deliberatamente scelto di inoltrare 11 impugnative distinte, espo-

nendosi quindi, in caso di reiezione o irricevibilità delle stesse, ad una messa 

a carico delle spese per ogni singola procedura, non è comunque ben dato di 

sapere per quale motivo l'autorità resistente non abbia optato per una riunione 

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delle procedure in una singola decisione su reclamo, vista la loro perfetta i-

dentità fattuale e giuridica. Pur costituendo delle entità giuridiche separate, le 

varie società anonime in oggetto sono tutte chiaramente riconducibili ad un u-

nico soggetto fisico, tale DD., di modo che anche le argomentazioni avanzate 

dall'AFC in sede di osservazioni relative alla tutela del segreto fiscale e della 

confidenzialità dei dati delle singole società risultano pretestuose. In definitiva, 

nel caso concreto le cause sottoposte all'esame dell'amministrazione non po-

tevano essere considerate di grande importanza e/o complessità, ed anche il 

dispendio temporale necessario per il loro esame poteva tutto sommato esse-

re ricondotto all'evasione di un solo reclamo, gli altri 10 essendo - oltre che 

molto brevi e semplici - del tutto identici. Applicare alla trattazione di ogni sin-

golo reclamo una tassa di giudizio di fr. 800.--, pari al 40% della tassa massi-

ma percepibile per legge (fr. 2'000.--, riservato quest'ultimo importo per proce-

dure di grande importanza o complessità), appare quindi eccessivo e lesivo 

del diritto federale, pur considerato l'ampio margine di apprezzamento che 

competete alle autorità amministrative nell'applicare le tasse di giudizio e gli 

emolumenti nelle procedure ricorsuali a loro sottoposte. Per rispetto ai principi 

dell'equivalenza e della copertura delle spese evocati in precedenza (v. con-

sid. 2.1 supra), nel caso concreto la tassa di giustizia deve quindi essere sen-

sibilmente ridotta; il presente reclamo merita pertanto parziale accoglimento, e 

le decisioni dell'AFC qui impugnate vanno riformate nel senso che la tassa di 

giustizia è stabilita in fr. 350.-- per ogni singola decisione.  

 

 

3. Conformemente all’art. 25 cpv. 4 DPA, l’onere delle spese per la procedura di 

reclamo davanti alla Corte dei reclami penali si determina secondo l’art. 73 

LOAP. L’art. 73 LOAP rinvia al regolamento del 31 agosto 2010 del Tribunale 

penale federale sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della 

procedura penale federale (RSPPF; RS 173.713.162), regolamento che tutta-

via non contiene indicazioni in merito all’attribuzione delle spese giudiziarie. 

Trovano pertanto applicazione, in analogia, le disposizioni della LTF (v. ad e-

sempio la sentenza del Tribunale penale federale BV.2010.60 del 25 luglio 

2011). Giusta l'art. 66 cpv. 1 LTF, alle reclamanti – parzialmente soccombenti 

– vengono addossate spese per un importo di fr. 500.--; il resto dell'anticipo 

spese versato (fr. 1'500.--) deve invece essergli restituito; pur in gran parte 

soccombente nella presente vertenza, all'autorità non vengono invece addos-

sate spese giudiziarie (art. 66 cpv. 4 LTF per analogia). L'AFC è inoltre obbli-

gata a rifondere alle reclamanti, in parte vincenti, adeguate spese ripetibili (art. 

68 LTF per analogia). Nel caso concreto, tenuto conto del presumibile dispen-

dio temporale nell'elaborazione del presente reclamo e della tariffa applicabile 

nonché del parziale grado di soccombenza, un importo forfettario di fr. 700.-- 

(IVA inclusa), da porre a carico dell'amministrazione in causa, appare adegua-

to.  

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è parzialmente accolto al senso dei considerandi. 

2. La tassa di giustizia di fr. 500.-- è posta a carico delle reclamanti in solido. Il 

saldo dell'importo versato a titolo di anticipo delle spese, ossia fr. 1'500.--, è 

restituito alle reclamanti. 

3. L'AFC verserà alle reclamanti in solido un importo di fr. 700.-- a titolo di ripe-

tibili di causa ridotte. 

 
 
Bellinzona, 21 giugno 2012 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente:  Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Cesare Lepori 

- Amministrazione federale delle contribuzioni 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 

Contro la presente decisione non è data alcuna via di ricorso.