# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 43143a16-d605-54f0-a519-2745c133b725
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2012-01-17
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 17.01.2012 32.2011.187
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2011-187_2012-01-17.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2011.187

   

  FS

  	
  Lugano

  17 gennaio
  2012

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 21 giugno 2011 di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:  RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 26 maggio 2011 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione 15 marzo 2010 (doc. AI 99/6-7) l’Ufficio AI ha respinto la domanda
del 6 marzo 2010 (doc. AI 99/8) con cui RI 1, rappresentato dai figli RA 1, aveva
postulato il condono dell’importo di fr. 3'576.-- chiestogli in restituzione
con decisione 22 febbraio 2010, cresciuta incontestata in giudicato (doc. AI 99/9-10).

 

                                         In
esito al ricorso del 26 aprile 2010 (doc. AI 99/3-5), inoltrato contro la decisione
di rifiuto del condono, questo Tribunale con STCA del 27 ottobre 2010 (doc. AI
105/1-7), cresciuta incontestata in giudicato, ha annullato la decisione
impugnata ritenuto che sulla base degli atti non era dato a sapere se e da
quale momento all’assicurato poteva essere rimproverata una violazione grave
dell’obbligo di informare e quindi essere negato il presupposto necessario
della buona fede.

 

                               1.2.   Con
decisione 26 maggio 2011 – osservato che “(…) nella fattispecie, lei è stato condannato dal
giudice federale __________, __________, con sentenza del 26 gennaio 2011, a una pena detentiva definitiva di 1 anno, 11 mesi e 10 giorni nonché 194 giorni di multa. È
quindi indubbio che una simile condanna non possa essere considerata che una
pena detentiva di lunga durata da cui ne deriva l’esclusione della buona fede a
decorrere dall’inizio dell’espiazione della pena comminata dal giudice.
Mancando la prima condizione cumulativa per ottenere il condono, ossia la buona
fede, non è necessario esaminare l’altra, quella della grave difficoltà. (…)”
(doc AI 123/1-3) – l’Uffico AI ha nuovamente negato il condono dell’importo di fr.
3'576.-- chiesto in restituzione.

 

                               1.3.   Contro
la decisione dell’Ufficio AI del 26 maggio 2011 l’assi-curato, sempre tramite i
figli, ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA con il quale – con argomentazioni
di cui si dirà, se necessario, in seguito – ha chiesto, previo annullamento
della decisione impugnata, di accogliere la domanda di condono.

 

                               1.4.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso.

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 LOG (STF 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; STF
9C_211/2010 del 18 febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Oggetto
del contendere è sapere se a ragione l’Ufficio AI ha respinto la domanda di
condono presentata dall’assicurato.

                                         L’insorgente
postula l’annullamento della decisione impugnata e il condono dell’importo di
fr. 3'576.-- chiestogli in restituzione.

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 25 cpv. 1 LPGA le prestazioni indebitamente riscosse devono essere
restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in
buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà (cfr. anche art. 4 OPGA);

 

                                         Relativamente
alla buona fede, la giurisprudenza distingue la mancanza di coscienza
dell’irregolarità commessa, dalla questione a sapere se, nelle circostanze
concrete, l’interessato poteva invocare la buona fede o avrebbe dovuto, facendo
prova dell’attenzione da lui esigibile, riconoscere l’errore di diritto commesso.
La problematica relativa alla coscienza dell'irregolarità commessa è una
questione di fatto, per contro quella concernente l'attenzione esigibile è di
diritto (STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009, consid. 5.2;
SVR 2007 IV Nr. 13 pag. 49, 2003 IV Nr. 4 pag. 10, 2002 EL Nr. 9 pag. 21;
Pratique VSI 1994 pag. 126; DTF 122 V 221 = Pratique VSI 1996 pag. 269). La buona fede non è infatti compatibile con un comportamento di grave
negligenza da parte dell'assicurato (Meyer-Blaser, Die Rückerstattung von
Sozialversicherungsleistungen, in: RSJB 1995, pag. 481). Compete al giudice,
sulla base di un criterio oggettivo, cioè indipendentemente dalle conoscenze e
dalle attitudini particolari della parte, determinare il grado dell’attenzione
richiesta (DTF 79 II 59). La buona fede deve essere quindi esclusa, qualora i
fatti che hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di
annunciare o di informare, cfr. artt. 31 LPGA e 77 OAI) siano imputabili a
comportamento doloso o negligenza grave dell'interessato. Viceversa,
l'assicurato può prevalersene quando l'atto o l'omissione colpevole siano
costitutivi unicamente di una violazione lieve dell'obbligo di
annunciare o di informare (STF 8C_617/2009 del 5 novembre 2009, consid. 5.2 e SVR
2007 IV Nr. 13 pag. 49 entrambe con riferimenti) oppure se non ha violato tale
obbligo (Meyer-Blaser, op. cit., pag. 481-484). Infatti, la buona fede
presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata
indebitamente. Di detta ignoranza egli non si può avvalere se la stessa è stata
determinata da sua negligenza;

 

                                         Quanto
al requisito della grave difficoltà ex art. 25 cpv. 1 LPGA esso è intimamente
legato alla situazione economica della persona tenuta a restituire l'indebito e
deve essere valutato in base alle sue capacità finanziarie. Dovrà pertanto essere
stabilito concretamente, tenendo conto della particolare situazione patrimoniale
dell'obbligato al momento di restituire (artt. 4 e 5 OPGA);

 

                               2.4.   Per
costante giurisprudenza quando l’autorità cantonale di ricorso pronuncia una
decisione di rinvio, l’autorità alla quale il caso è rinviato così come quella
che ha reso la decisione di rinvio sono obbligate a conformarsi alle istruzioni
della sentenza di rinvio (STF 9C_160/2011 del 13 dicembre 2011 consid. 2 e
9C_203/2011 del 22 novembre 2011 e la giurisprudenza federale e dottrina in
esse citate).

 

                               2.5.   In
concreto, nella STCA di rinvio del 27 ottobre 2010 (doc. AI 105/1-7), questo
Tribunale ha annullato la decisione 15 marzo 2010 (con la quale l’Ufficio AI
aveva respinto la domanda di condono del 6 marzo 2010; doc. AI 99/6-7 e 99/8) ritenuto che sulla
base degli atti non era dato di sapere se e da quale momento all’assicurato
poteva essere rimproverata una violazione grave dell’obbligo di informare e
quindi essere negata la prima condizione necessaria al condono e meglio la
buona fede.

 

                                         Con
scritti 10 gennaio e 15 aprile 2011 (doc. AI 111/1 e 117/1) l’Ufficio AI ha
chiesto ai fratelli RA 1 informazioni circa l’inizio e la fine
dell’arresto/detenzione preventiva e dell’espiazione pena inflitta dal giudice
penale, nonché copia del decreto di incarcerazione e della sentenza penale concernenti
loro padre.

                                         Con
lettera 21 gennaio 2011 i fratelli RA 1 hanno trasmesso all’Ufficio AI la lettera
20 dicembre 2009 del Consolato Generale de Svizzera a __________ dalla quale
risulta che “(…) suo padre RI 1 è stato arrestato il 31 luglio 2009
all’aeroporto internazionale di __________. Attualmente è in detenzione presso
il penitenziario “__________” sempre a __________. (…)” (doc. AI 113/2).

                                         Quanto
alla richiesta copia del decreto di incarcerazione, della sentenza penale
nonché ai periodi di detenzione preventiva e fine espiazione della pena
inflitta dal giudice penale, i figli dell’insorgente con scritto 15 aprile 2011
hanno comunicato che “(…) purtroppo l’unica informazione ufficiale da noi ricevuta
è la dichiarazione di incarcerazione che le ho fatto pervenire nella nostra
lettera del 21 gennaio 2011. (…)” (doc. AI 118/1).

 

                                         Il
Consolato Generale de Svizzera a __________, così interpellato (doc. AI 116/1),
con lettera 10 maggio 2011 (doc. AI 120/1 e allegati 120/2-11 e 120/12) ha
trasmesso all’Ufficio AI copia della sentenza penale e della lettera 30 luglio
2009 della Polizia federale __________a concernenti RI 1 evidenziando che “(…)
la stessa è stata emessa il 26 gennaio u.s. dal giudice federale __________ e
condanna il signor RI 1 alla pena definitiva di 1 anno, 11 mesi e 10 giorni di
detenzione nonché 194 giorni di multa. Il RI 1 è stato arrestato in flagrante
il 30 luglio 2009 come da comunicazione allegata da parte della Polizia
federale __________. (…)” (doc. AI 120/1).

 

                                         Dalla
sentenza di condanna del 26 gennaio 2011, così come dalla nota a mano posta
sulla lettera 30 luglio 2009 della Polizia federale __________, risulta che
l’arresto in flagrante era riconducibile al fatto che durante il controllo dei
bagagli di RI 1 effettuato all’aeroporto internazionale di __________, sono
stati rinvenuti, approssimativamente, 7 chili e 600 grammi di cocaina.

 

                                         Viste
le risultanze sopra esposte, conformemente alla giurisprudenza federale (STFA I
622/05 del 14 agosto 2006 e la citata DTF 110 V 284) – ritenuta
anche la durata della detenzione preventiva nonché la gravità dell’azione commessa
che ha portato alla sentenza di condanna del 26 gennaio 2011 –,
all’insorgente non poteva sfuggire che la situazione personale si sarebbe
potuta modificare e che tale cambiamento avrebbe avuto un influsso sul diritto
alle prestazioni erogategli.

                                         Questa
circostanza doveva pertanto essere comunicata immediatamente
all’amministrazione.

 

                                         Dagli
atti risulta tuttavia che i figli avrebbero avuto notizia dell’arresto del loro
padre la prima volta oralmente il 25 agosto 2009, che vi sarebbero state delle
difficoltà di comunicazione e che solo nel corso del mese di ottobre 2009 essi avrebbero
chiarito che l’arresto si sarebbe protratto ancora per mesi.

                                         In
simili circostanze – ritenuto che l’arresto è avvenuto in __________, che non è dato a
sapere da quando l’insorgente poteva comunicare con l’esterno e nemmeno se e da
quando gli è stato nominato un difensore d’ufficio – per poter concludere circa
il momento a partire dal quale la buona fede va negata occorre ancora appurare
meglio (tramite il Consolato, le preposte autorità giudiziarie e/o il difensore
d’ufficio) la situazione in cui si è venuto a trovare effettivamente
l’insorgente dopo essere stato arrestato il 31 luglio 2009. In particolare va accertato in che misura e a partire da quando l’insorgente ha potuto per la
prima volta comunicare con l’esterno ritenuto che, prima di quel momento, oggettivamente
egli non avrebbe potuto comunicare, né personalmente né tramite il suo difensore,
alcunché sia all’amministrazione che ai propri figli.

 

                               2.6.   In
simili circostanze, visto quanto sopra esposto, la decisione impugnata va annullata
e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché, completati gli accertamenti come
sopra indicato, renda in seguito un nuovo giudizio, se necessario dopo aver esaminato
l’esistenza di un grave rigore ai sensi degli artt. 25 cpv. 1 LPGA e 4 e 5
OPGA.

 

                                         Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1. luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 500.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

 

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                         § La decisione impugnata va
annullata e gli atti rinviati all’Uffi-cio AI affinché, completati gli accertamenti
ai sensi dei considerandi, si pronunci nuovamente sulla domanda di condono.

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 500.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI.

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

giudice Raffaele Guffi                                           Fabio
Zocchetti