# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5607b30f-9314-5d3d-a20e-3ec19ea97aa5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 04.05.2000 35.2000.23
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2000-23_2000-05-04.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  35.2000.00023

   

  mm

  	
  Lugano

  4 maggio 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  vicepresidente 

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Giovanna Roggero-Will

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Maurizio Macchi

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 marzo 2000 di

 

	
   

  	
  __________,
  

  rappr. da: __________,  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 10 dicembre 1999 emanata
  da

  
	
   

  	
  __________, 
  

  rappr. da: avv. __________,  

   

  in materia di assicurazione contro gli
  infortuni

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   In data 3
febbraio 1998, __________ - dipendente della ditta __________ in qualità di
scalpellino - è inciampato in una paletta ed è caduto a terra, battendo
violentemente il gomito destro. Dal certificato medico iniziale, redatto in
data 26 marzo 1998 dal dottor __________, risulta che l'infortunato era affetto
da un'epicondilite radiale al gomito destro (doc. _). 

 

                                         Il caso è
stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le
prestazioni assicurative. 

 

                               1.2.   Con
decisione 31 marzo 1999, l'Istituto assicuratore ha negato il proprio obbligo
contributivo a contare dal 1° aprile 1999. A mente dell'__________, il nesso di
causalità naturale fra i disturbi accusati a livello del gomito destro e
l'evento traumatico del febbraio 1998 risulterebbe estinto. D'altro canto, i
disturbi alla spalla destra ed alla colonna basso-cervicale non possono essere
ritenuti né una naturale conseguenza dell'infortunio assicurato né una lesione
parificata ai postumi d'infortunio, mostrando i reperti clinici e radiologici
un'origine squisitamente morbosa (cfr. doc. _).

 

                               1.3.   Avverso la
summenzionata decisione formale, hanno interposto opposizione __________ (doc.
_), rappresentato dal Sindacato __________, nonché le Casse malati __________
(doc. _) e __________ (doc. _).

 

                                         I
suddetti assicuratori malattie hanno, da parte loro, provveduto a ritirare le
opposizione cautelative, dopo aver interpellato i rispettivi Servizi medici
fiduciari (cfr. doc. _).

 

                               1.4.   In data 10
dicembre 1999, l'Istituto assicuratore ha, in sostanza, confermato il contenuto
della sua prima decisione, affermando, in particolare, che "nessun medico
è infatti giunto alla conclusione che i disturbi all'arto superiore destro
presentati dall'assicurato siano in relazione causale con l'infortunio
assicurato" (doc. _). 

 

                               1.5.   Con
tempestivo ricorso 9 marzo 2000, __________, sempre patrocinato dal __________,
ha chiesto l'assegnazione di una rendita d'invalidità del 50% almeno e, in
subordine, l'allestimento di una perizia medica giudiziaria (I, p. 1).

 

                                         Questi,
segnatamente, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle proprie
pretese ricorsuali:

 

" 
Sostanzialmente appare ingiusto lasciare
interamente a carico della __________ il presente caso per i seguenti motivi.

 

Quo all'epicondilite radiale post-traumatica

 

Va subito precisato che quando il dottor
__________ ha visitato il ricorrente, quest'ultimo era a riposo parziale o
totale da svariati mesi. Anche ad un profano non può sfuggire che tale
infermità, o meglio la sintomatologia algica ad essa associata, è in stretta
relazione con la ripresa o la cessazione dell'attività di scalpellino. È
opinione dello scrivente (ma non solo) che l'epicondilite possa essere definita
tranquillamente come malattia professionale, in particolare quando si riscontra
in lavoratori che esercitano la professione di scalpellino.

 

Si produce un referto della __________, redatto
per un analogo caso, che conforta tale tesi (doc. _).

 

Inoltre, pure il dr. __________ alla domanda:
"l'epicondilite causa ancora un'inabilità lavorativa nell'attività di
scalpellino?" ha inequivocabilmente risposto: "Si. È prevedibile che
ad una ripresa di un'attività lavorativa quale scalpellino anche la
problematica epicondilopatica mostri una recidiva" (doc. _).

 

A mente del ricorrente, la malattia professionale
in questione non permette più al signor __________ di riprendere a svolgere la
professione sin qui esercitata ed, in generale, professioni manuali che
comportino l'utilizzo dell'arto infortunato. Già questa infermità giustifica
l'erogazione di una rendita d'invalidità.

 

Quo alla periartropatia omeroscapolare
tendinopatica alla spalla dx

 

Come già lasciato intendere al punto 2 del
presente gravame, la __________ rifiuta di assumere la periartropatia
omeroscapolare, poiché è opinione dei suoi medici che tale affezione non
potesse essere stata causata dall'infortunio, essendo i disturbi insorti solo
nel mese di novembre/dicembre 1998, senza quindi apparente fattore esterno
scatenante.

Quanto già documentato al punto 1 dimostra che
ciò non corrisponde al vero.

 

Inoltre, il signor __________ chiede che detta
questione venga meglio approfondita tramite una perizia specialistica. Infatti,
egli ritiene che sia stato l'infortunio a scatenare i disturbi alla sua spalla
e che pertanto sia la __________ a doverne assumere le ricadute sociali. Ciò in
considerazione del fatto che sino all'evento assicurato egli aveva lavorato senza
alcun impedimento (cfr. punto 1).

 

D'altronde anche il dr.__________ ammette che
"il decorso fu caratterizzato dal miglioramento dei disturbi a questo
livello (gomito, N.d.R.) e al presentarsi di dolori sempre più accentuati a
livello di spalla destra, irradianti poi al livello della colonna cervicale,
alla zona cervicotoracale e alla muscolatura parascapolare. Gli accertamenti
del caso e più precisamente una RM del 2.3.1999, mostrò la presenza di una
rottura parziale estesa della cuffia dei rotatori" (doc. _).

 

A mente del ricorrente, pertanto, sussistono
fondati sospetti che l'origine del danno alla salute non sia morbosa, ma bensì
dovuta al noto infortunio. Per chiarire la fattispecie, si chiede l'erezione di
una perizia giudiziaria" (cfr.
I, 3s.).

 

                               1.6.   L'__________,
in risposta, ha postulato che il gravame presentato da __________ venga
dichiarato irricevibile, nella misura in cui egli ha preteso il riconoscimento
di una rendita d'invalidità, potendo avere la causa quale unico oggetto la
questione di sapere se i disturbi all'arto superiore destro permettono di
riconoscere prestazioni anche dopo il 31 marzo 1999. Parimenti irricevibile,
sempre secondo l'Istituto assicuratore convenuto, è la questione di sapere se l'epicondilite
accusata dall'assicurato costituisce o meno una malattia professionale ai sensi
dell'art. 9 LAINF. Per il resto, l'assicuratore LAINF ha chiesto un'integrale
reiezione del ricorso 9 marzo 2000 (III).

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella
causa D.C.).

 

                               2.2.   Per costante
giurisprudenza, possono, per principio, essere sottoposti all'esame del giudice
solo i rapporti giuridici sui quali l'amministrazione competente si sia
pronunciata mediante una decisione vincolante. L'oggetto impugnato è quindi
definito dalla decisione medesima. Viceversa, qualora non sia stata resa una
decisione, non esiste oggetto impugnato e nessun giudizio di merito può essere
emanato (DTF 110 V 51 consid. 3b e sentenze ivi citate; DTF 122 V 36 consid.
2a; SVR 1997 UV81, p. 294; STFA 12.10.1998 in re G.; STCA
4 maggio 1992 in re G. V., STCA 24 ottobre 1991 in re N.G., STCA 3.9.1998 in re
C.).

 

                                         Nel caso
concreto, con l'impugnata decisione su opposizione, l'__________ ha negato il
proprio obbligo contributivo a decorrere dal 1° aprile 1999, sostenendo che, a
far tempo da tale data, ___________ non presentava più alcuna sequela
dell'evento traumatico 3 febbraio 1998. L'oggetto della lite è, quindi,
circoscritto all'eziologia - traumatica o meno - dei disturbi accusati
dall'insorgente a livello dell'arto superiore destro, così come pertinentemente
osservato dall'assicuratore convenuto (cfr. III, p. 4).

                                         Se ne
deduce che, nella misura in cui il ricorrente ha postulato il riconoscimento di
una rendita d'invalidità, questa sua pretesa non può venir esaminata nel merito
dallo scrivente TCA e, pertanto, deve essere considerata senz'altro
irricevibile. 

                                         Lo stesso
discorso non può che valere, del resto, relativamente alla richiesta tendente a
che l'epicondilite radiale venga assunta dall'assicurazione infortuni a titolo
di malattia professionale. È soltanto con il proprio ricorso 9 marzo 2000, che
_______ _______ ha avanzato tale pretesa, impedendo, di fatto, all'_____
d'esprimersi al riguardo. In effetti, in sede di decisione su opposizione,
l'Istituto assicuratore ha semplicemente dichiarato estinto, a contare dal 31
marzo 1999, il nesso di causalità naturale con l'evento infortunistico
assicurato, senza verificare se le condizioni poste dall'art. 9 LAINF siano o
meno realizzate. 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   

 

                            2.3.1.   Presupposto
essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro
gli infortuni è l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le
sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte). 

 

                                         Questo
presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza
l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare
o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che
l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è
sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia
comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,
vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

 

                                         È
questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla
salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione
amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità
preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -
applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia
di assicurazioni sociali. Al riguardo essi si attengono, di regola, alle
attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la
disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134;
DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46; cfr. pure sentenza inedita 17
ottobre 1989 in re F.).

                                         Ne
discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia
possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni
derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 117 V 360 consid. 4a
e sentenze ivi citate).

 

                            2.3.2.   Occorre
inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure
l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.

                                         Un evento
è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso
ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a
provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi
appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 117 V 361
consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

                                         Comunque,
qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può
rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della
causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste
questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents,
Losanna 1992, p. 51-53).

                                         La
giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore
restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni
allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza
di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che
l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che
solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (DTF 118 V 286; DTF
117 V 365 i.f.; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des
Sozialversicherungsrechts, SZS 2/1994, p. 104s.).

 

                               2.4.   __________,
in data 3 febbraio 1998, è, dunque, rimasto vittima di una caduta che ha
interessato - così risulta dal certificato medico iniziale del dottor
__________ (doc. _) - unicamente il gomito destro (cfr. doc. _). 

 

                                         In data 4
giugno 1998, ha avuto luogo una visita di controllo presso il medico di
circondario dell'__________, il dottor __________, spec. FMH in chirurgia
ortopedica, il quale si è espresso, fra l'altro, in merito alla questione
dell'eziologia dei disturbi accusati dall'assicurato e a livello del gomito
destro e a livello del rachide basso-cervicale, senza tuttavia poter giungere
ad una valutazione concludente:

 

" 
Gli elementi attualmente a mia disposizione e
più specificatamente la presenza concomitante di una componente vertebrale
cervicale inferiore, non mi permettono attualmente di prendere una posizione
definitiva sull'aspetto della causalità tra i disturbi tuttora accusati dal
signor __________ e l'evento infortunistico del 3.2.1998. Questo non per
ultimo alla luce dell'evoluzione, rispettivamente dell'apparizione progressiva
dei disturbi, così come riportati nel rapporto d'ispezione del 6.5.1998" (doc. _, p. 2 - la sottolineatura è del
redattore).

                                         Il
dottor __________ ha, quindi, previsto una valutazione specialistica reumatologica,
eseguita, ancora nel corso del giugno 1998, dal dottor __________. 

                                         Il
succitato reumatologo ha, anch'egli, avuto modo d'esprimere la propria opinione
riguardo alla natura dei disturbi localizzati al gomito destro:

 

" 
Il paziente presenta attualmente
un'epicondilopatia radiale a dx, con una tendomiogelosi del muscolo estensor
carpi radialis brevis a dx. Stato dopo trauma diretto del gomito dx. il
03.02.1998. Estensione della sintomatologia dolorosa nel decorso anche a
livello della spalla dx., della cervicale, con miogelosi paravertebrali nonché
tendinosi d'inserzione alla spalla ed interessamento della muscolatura
dell'infraspinato a dx.

Sembra che il trauma del febbraio 1998 possa
essere considerato senz'altro come una causa scatenante di una problematica di
epicondilopatia radiale dx, in paziente che svolgeva l'attività di scalpellino,
che ha continuato a lavorare per un lungo periodo malgrado i disturbi" (doc. _). 

 

                                         Durante
il periodo 11 gennaio-9 febbraio 1999, __________ è rimato degente presso la
Clinica __________, dove è stato sottoposto, così emerge dal rapporto d'uscita
18 febbraio 1999 (doc. _), a misure fisioterapiche attive e passive, misure
che, comunque, non hanno portato ad alcun soddisfacente risultato.

 

                                         In data 4
marzo 1999, è stata eseguita una risonanza magnetica alla spalla destra, la
quale ha permesso di mettere in luce una "estesa rottura parziale della
cuffia dei rotatori senza sicura lesione transmurale con segni di una sindrome
di atrito sotto-acromiale e sotto-coracoideo" (rapporto 4 marzo 1999
accluso al doc. _). 

 

                                         Il 23
marzo 1999 __________ si è sottoposto ad una seconda visita di controllo, da
parte del medico di circondario dell'__________. Il dottor __________ ha,
all'occasione, manifestato il seguente apprezzamento:

 

" 
Praticamente, dal punto di vista
medico-assicurativo, siamo in presenza di due problemi specifici:

 

- il nesso di causalità tra gli attuali disturbi
ancora accusati dal paziente all'altezza del gomito destro e l'evento
infortunistico del 3.2.1998.

- il riconoscimento o meno dei disturbi alla
spalla destra in qualità di una lesione corporale parificabile secondo
l'articolo 9.2 OAINF.

 

 

 

Già in occasione dell'esame medico-circondariale
del 4.6.1998 veniva sollevata una riserva sull'aspetto della causalità in
relazione con la presenza di ulteriori fattori concomitanti di natura morbosa
(vedi rachide cervicale) e l'insorgenza progressiva della sintomatologia.

 

Con riferimento alla relazione del dr. __________
del 16.6.1998 viene riconosciuto un ruolo scatenante alla contusione diretta al
gomito destro il 3.2.1998. 

Il decorso clinico, come descritto dagli atti,
viene caratterizzato da un andamento fluttuante dell'intensità della
epicondilopatia a dipendenza delle misure terapeutiche adottate, rispettivamente
dei carichi fisici esercitati.

 

Parallelamente tuttavia si è potuto assistere ad
un aumento progressivo dei disturbi legati ai diversi fattori morbosi
concomitanti.

 

A partire dal mese di novembre-dicembre 1998,
questi hanno assunto un'entità tale da risultare ormai chiaramente in primo
piano.

Pur accettando un effetto scatenante sulla
epicondilopatia, clinicamente e radiologicamente, l'evento del 3.2.1998 non ha
condotto a nessuna evidente alterazione strutturale locale acquisita
suscettibile di correlare con la persistenza attuale dei disturbi (anzi il suo
progressivo aumento ed estensione).

 

Per quanto attiene al riconoscimento dei disturbi
accusati alla spalla destra in qualità di lesione corporale parificabile
secondo l'art. 9.2 OAINF, da notarsi in primo luogo la nozione di un aumento
progressivo e significativo dei disturbi verso la fine del mese di novembre,
inizio dicembre 1998, senza tuttavia apparente fattore scatenante esterno.

 

I referti medici del dr. __________
dell'1.9.1998, così come del 26.11.1998, avevano a suo tempo già stigmatizzato
la presenza di una periatropatia omero-scapolare tendinotica con leggera
sintomatologia d'impingement.

 

Sulla base dell'esame di risonanza magnetica del
2.3.1999, il dr. __________ descrive un assottigliamento della cuffia dei
rotatori, senza tuttavia poter dimostrare una lesione completa della stessa in
assenza più specificatamente di un travaso di liquido di contrasto dallo spazio
intrarticolare a quello sotto-acromiale.

 

Se da una parte alla risonanza magnetica lo
spazio sotto-acromiale e sotto-coracoideo risulta essere ristretto solo in
maniera discreta, lo studio radiologico convenzionale del 2.10.1998 mostra
chiaramente la presenza di una irregolarità della faccia inferiore
dell'acromio, con in particolare formazione di speroni ossei dalla forma tra
l'altro anche relativamente appuntita.

 

La presenza allo studio radiologico convenzionale
di alterazioni strutturali nelle regioni tubercolari, con zone di LISI e zone
di sclerosi ossea, associate all'immagine di una atrofia del ventre carnoso
muscolare alla risonanza magnetica, correlano con un processo lentamente
evolutivo.

 

Sulla base di quanto precede, ritengo non essere
soddisfatti i requisiti dettati dalla legge per il riconoscimento di una lesione
corporale parificabile a postumi di infortunio secondo l'articolo 9.2 OAINF. I
referti clinici e radiologici riscontrati alla spalla destra, rappresentano in
effetti indubbiamente un'evoluzione, rispettivamente, un carattere morboso" (doc. _). 

 

                                         In sintesi,
il dottor __________ - trattandosi dei problemi accusati dall'assicurato al
gomito destro - ha sì riconosciuto all'evento traumatico 3 febbraio 1998 un
ruolo scatenante, così come d'altronde sostenuto dal dottor __________ in data
16 giugno 1998, ciò nondimeno, egli ha ritenuto che il rapporto di causalità si
sia, nel frattempo, completamente estinto. Per quel che riguarda i disturbi
localizzati alla spalla destra, il medico di circondario dell'__________ ha
manifestato l'opinione che gli stessi correlano perfettamente con dei reperti,
constatati clinicamente e radiologicamente, di natura squisitamente morbosa.
Ciò permetterebbe d'escludere un legame causale naturale con l'infortunio
assicurato (cfr. doc. _), nonché la presenza di una lesione corporale
parificata ad infortunio giusta l'art. 9 cpv. 2 OAINF. 

 

                                         Proprio
fondandosi sull'apprezzamento espresso dal dottor __________, l'Istituto
assicuratore convenuto ha formalmente negato un suo ulteriore obbligo
contributivo posteriormente al 31 marzo 1999 (doc. _). 

 

                                         Dalle
tavole processuali emerge che in data 11 maggio 1999, __________ è stato
periziato dal dottor __________, spec. FMH in medicina interna e medico di
fiducia della __________, assicuratore malattie che aveva interposto
opposizione avverso la decisione 31 marzo 1999 dell'__________. Dopo aver posto
la diagnosi di "periatropatia omeroscapolare tendinopatica alla spalla
destra, con sintomatologia d'impingement e estesa rottura parziale della cuffia
dei rotatori - epicondilopatia radiale destra", il suddetto specialista ha
dichiarato espressamente condividere la decisione dell'assicuratore LAINF di
ritenere estinto il nesso di causalità con l'evento del 3 febbraio 1998,
presentando il ricorrente problemi di salute prevalentemente di natura degenerativa,
di competenza dell'assicurazione contro le malattie (referto 11.5.1999 accluso
al doc. _). 

                                         L'incarto
__________ riguardante __________ è pure stato esaminato dal dottor __________
(cfr. doc. _), medico fiduciario della Cassa malati __________, il quale deve
forzatamente essere pervenuto a delle conclusioni analoghe a quelle del suo
collega __________, se è vero che l'assicuratore malattie ha, successivamente,
provveduto a ritirare la propria opposizione cautelativa (cfr. doc. _).

                                         Il qui insorgente,
sempre per il tramite del __________, ha interpellato tanto il dottor
__________, spec. FMH in reumatologia, quanto il dottor __________, spec. FMH
in chirurgia ortopedica, allo scopo, principalmente, di chiarire la questione
della causalità.

 

                                         Dal
rapporto 9 luglio 1999 del dottor _______ risulta, segnatamente, quanto segue: 

 

" 
Concludendo si tratta di un'evoluzione piuttosto
atipica di una problematica post-traumatica, inizialmente localizzata a livello
del gomito dx, risoltasi solo parzialmente, con poi la manifestazione di dolori
alla spalla destra e tendenza alla generalizzazione della sintomatologia, che
attualmente interessa praticamente la colonna vertebrale e la spalla dx, nonché
il braccio di dx.

La __________ ha interrotto il caso, che è
diventato a carico della cassa malati.

Ci troviamo di fronte alla problematica
fondamentale di disquisire se la lesione di tipo parziale a livello della
spalla dx, sia di tipo post-traumatico o sia a carattere degenerativo. È chiaro
che un paziente che svolge un'attività pesante di questo tipo con il braccio dx,
può senz'altro aver subito microtraumi antecedentemente che hanno provocato in
parte la degenerazione della cuffia dei rotatori e quindi un'eventuale lesione
parziale. 

Il trauma subito era essenzialmente piuttosto
localizzato a livello del gomito di dx, e solo in un secondo tempo si sono poi
manifestati i dolori a livello della spalla. Eventualmente il trauma può essere
considerato un cofattore od un fattore scatenante per quanto riguarda la sintomatologia.

Non si potrà mai con sicurezza riferire la
lesione parziale della cuffia dei rotatori presente attualmente e visualizzata
alla RM del 02.03.1999, come unica conseguenza dell'infortunio avuto" (rapporto 9.7.1999 accluso al doc. _).

 

                                         In data
27 agosto 1999, lo stesso specialista in reumatologia ha ancora avuto occasione
di precisare la propria valutazione. Dopo aver affermato condividere - senza
alcuna riserva - il contenuto del referto 11 maggio 1999 del dottor __________,
il dottor __________ ha espresso le considerazioni seguenti, rispondendo a
precisi quesiti postigli dal __________:

 

" 
2. La periartropatia omeroscapolare è dovuta
ad infortunio o malattia?

 

Come già comunicatovi nella mia lettera del
09.07.1999 i disturbi del paziente erano iniziati a seguito di un trauma che
aveva interessato il gomito di destra.

Solo in un secondo tempo si sono manifestati dei
disturbi a livello della cuffia dei rotatori.

Gli esami radiologici hanno potuto evidenziare
un'estesa rottura parziale della cuffia dei rotatori.

Come sicuramente è a vostra conoscenza, è sempre
molto difficile poter dare una valutazione definitiva su una situazione di
questo tipo.

Con molta probabilità questo trauma non era di
entità tale da provocare una rottura della cuffia dei rotatori. Più probabile è
che questa lesione si sia provocata durante gli anni nell'ambito dell'attività
che il paziente ha svolto.

All'origine di queste lesioni della cuffia dei
rotatori, spesso si riscontrano dei microtraumi che provocano delle
degenerazioni a livello della cuffia dei rotatori e con il passare del tempo la
rottura o la calcificazione della stessa.

Dal punto di vista assicurativo, mi sembra che in
queste condizioni sarà molto difficile che la __________ possa ritornare sulla
sua decisione.

 

3. L'epicondilopatia è dovuta all'infortunio?

 

L'epicondilopatia può essere considerata
in relazione con l'infortunio visto e considerato il trauma diretto che il
paziente ha accusato.

Tale patologia è comunque attualmente meno
rilevante e non determinante per l'attuale incapacità lavorativa del paziente.

L'evoluzione è stata favorevole a questo livello" (rapporto 27.8.1999 accluso al doc.
_ - la sottolineatura è del redattore).

 

                                         Il dottor
__________ ha affermato, in conclusione, che, in concreto, si assiste ad una
"… evoluzione che purtroppo ritroviamo spesso in pazienti di questo tipo,
che da una lesione di tipo traumatico chiaro, manifestano poi tutta una serie
di disturbi a carattere funzionale degenerativo e miopatico, a tendenza
generalizzante che ulteriormente ne delimitano la capacità lavorativa. Queste
problematiche sono piuttosto in relazione con una forma di decondizionamento e
con le difficoltà di tipo socio-lavorative che subentrano in queste condizioni"
(rapporto 27.8.1999 accluso al doc. _ - la sottolineatura è del redattore). 

 

                                         Anche il
dottor __________ ha avuto modo di chinarsi sulla questione concernente la
natura dei disturbi di cui __________ è portatore a livello della spalla
destra:

 

" 
Personalmente penso che sia difficile dire
chiaramente se si tratta di conseguenze infortunistiche o se c'è anche una
componente degenerativa. 

Soprattutto nel presente caso dove si tratta di
una rottura parziale della cuffia e non sicuramente totale.

La __________ nega la sua responsabilità e lo
giustifica con una lesione degenerativa che senz'altro è anche presente.

Piuttosto penso che il caso dovrebbe essere
assunto dalla Cassa malati" (rapporto
13.7.1999 accluso al doc. _).

 

                               2.5.   Con il
proprio gravame, __________ ha criticato le conclusioni a cui l'Istituto
assicuratore convenuto è giunto e, indirettamente, pure la valutazione espressa
dal dottor __________, pretendendo che tanto l'epicondilite radiale quanto la periartropatia
omeroscapolare tendinopatica alla spalla destra, debbano venir assunte
dall'assicurazione infortuni, seppur a titoli diversi. 

 

                                         Tutto ben
considerato, questa Corte non ritiene di dover dar seguito alle censure
sollevate dall’insorgente, ritenendo che l’opinione manifestata dal medico di
circondario dell'_____ possa validamente costituire da supporto probatorio al
giudizio che ora la occupa, senza che si riveli necessario dare seguito al
preteso provvedimento probatorio. D'altro canto, la tesi difesa dal dottor
____________ ha l'indubbio pregio d'apparire in sintonia con l'ulteriore documentazione
medica all'inserto, in particolare con i referti dei dottori __________
(referto 11.5.1999 accluso al doc. _), __________, reumatologo (referti
9.7.1999 e 27.8.1999, acclusi al doc. _) e __________, specialista in chirurgia
ortopedica (rapporto 13.7.1999 accluso al doc. _).

                                         L'assicuratore
LAINF convenuto ha, quindi, correttamente posto termine alle prestazioni a
contare dal 1° aprile 1999.

 

Al proposito, va ricordato che, per costante
giurisprudenza, quando l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduce
l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori più non potrebbero
modificare il risultato (valutazione anticipata delle prove), si rinuncerà ad
assumere altre prove (RCC 1986 p. 202 consid. 2d; sentenza TFA del 27 ottobre
1992 in re A.B.P.; sentenza TFA del 13 febbraio 1992 in re M.O.; sentenza TFA
del 13 maggio 1991 in re A.A.; sentenza TCA del 25 novembre 1991 in re G.M.; F.
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren
in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117) senza che ciò
costituisca una lesione del diritto di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv.
2 nCost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

Come poc’anzi detto, il TCA, chiamato a
pronunciarsi su una questione sostanzialmente di carattere medico, non ha in
concreto motivi di scostarsi dalle conclusioni dello specialista in chirurgia
ortopedica consultato dall'______, se si considera che, per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. DTF 104 V 209; sentenze inedite 5 gennaio 1993 in re
S., 5 aprile 1984 in re M. e 2 novembre 1983 in re M.; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege
in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 30 seg.).

                                         Il TFA,
nella DTF 122 V 157ss., ha ancora precisato che dagli artt. 4 Cost. e 6 n. 1
CEDU non può essere dedotto un diritto formale di essere sottoposto a perizia
medica esterna da parte dell'istituto assicuratore quando si tratti di lite in
materia di prestazioni. Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove é, in
linea di principio, consentito che l'amministrazione ed il giudice delle
assicurazioni sociali fondino la loro decisione esclusivamente su basi di
giudizio interne dell'istituto assicuratore: in questo caso, devono, però,
essere poste esigenze severe per quanto riguarda l'imparzialità e
l'attendibilità di simili prove (cfr., pure, RAMI 1999 U356, p. 572). 

                                         Per quel
che concerne il valore probante di un rapporto medico determinante é che il
rapporto sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure dell'assicurato, che sia stato
redatto in piena conoscenza della pregressa vicenda valetudinaria (anamnesi),
che sia chiaro nella presentazione del contesto medico e che le conclusioni
siano chiare, motivate e condivisibili (RAMI 1991 pag. 311 consid. 1; RAMI 1996
pag. 191ss.; DTF 122 V 160ss. consid. 1c e riferimenti; STFA 29.9.1998 in re
UAI c. F. non pubbl.).

                                         Determinante
dal profilo probatorio non é, dunque, di principio, l'origine del mezzo di
prova o la sua designazione quale rapporto o perizia, bensì il suo contenuto
(DTF 122 V 160 in fine).

 

                               2.6.   Trattandosi,
in primo luogo, dei disturbi alla spalla destra, non può essere
ignorato il fatto che essi non sono apparsi immediatamente dopo l'infortunio
del 3 febbraio 1998, ma soltanto con un tempo di latenza di qualche mese. Così
come riconosciuto dall'assicurato stesso (cfr. I, p. 2), in un primo momento, i
disturbi erano esclusivamente localizzati al gomito destro, tanto che il dottor
__________ si era limitato a diagnosticare un'epicondilite radiale al gomito
destro, senza alcun accenno ad altri problemi (cfr. doc. _). __________ ha
riferito, per la prima volta, di lamentare dolori anche alla spalla, nel corso
del mese di maggio 1998, a distanza di circa tre mesi dall'infortunio (cfr.
doc. _). 

                                         Al
proposito, va osservato che, in ossequio alla giurisprudenza federale, più il tempo trascorso fra l'infortunio e la
manifestazione dell'affezione é lungo e più le esigenze riguardanti la prova
del legame di causalità naturale devono essere severe (cfr. RAMI 1997, U275, p.
188ss.; RJJ 1994, p. 46 consid. 1b). 

                                         D'altro
canto, nella misura in cui il ricorrente difende la tesi dell'esistenza di un
legame causale fra l'infortunio ed i disturbi alla spalla destra, poiché questi
ultimi si sarebbero manifestati soltanto dopo di esso (cfr. I, p. 4: "egli
ritiene che sia stato l'infortunio a scatenare i disturbi alla sua spalla e che
pertanto sia la __________ a doverne assumere le ricadute sociali. Ciò in
considerazione del fatto che sino all'evento assicurato egli aveva lavorato
senza alcun impedimento …" - la sottolineatura è del redattore), la
sua opinione è priva di pertinenza scientifica. Va qui rilevato che la
giurisprudenza del TFA insegna che, per il solo fatto d’essere apparso dopo
l’infortunio, un disturbo alla salute non può già essere ritenuto una sua
conseguenza, secondo l’adagio “post hoc, ergo propter hoc” (DTF 119 V 341s.
consid. 2b/bb con riferimenti; STFA 3.4.1997 in re V. inedita; STCA 2.9.1999 in
re M., a conoscenza del patrocinatore dell'assicurato; cfr., pure, Th. Frei,
Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25 des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung,
Friborgo 1998, p. 30, nota 96).

                                         Con il
referto relativo alla visita di controllo 23 marzo 1999, il medico di circondario
dell'__________ ha diffusamente illustrato le ragioni per cui il danno
oggettivato a livello della spalla destra, deve essere considerato
indubbiamente di carattere morboso (cfr. doc. _, p. 4), parere, peraltro,
condiviso e dal dottor __________ (cfr. referto 11.5.1999 accluso al doc. _:
"Dal punto di vista medico-assicurativo, la decisione __________ di
ritenere estinto il nesso di causalità con l'evento del 03.02.1998 a partire
dal 01.04.1999 è corretta") e dal dottor __________ (cfr. rapporto 27.8.1999
accluso al doc. _: " Come sicuramente è a vostra conoscenza, è sempre
molto difficile poter dare una valutazione definitiva su una situazione di
questo tipo. Con molta probabilità questo trauma non era di entità tale da
provocare una rottura della cuffia dei rotatori. Più probabile è che questa
lesione si sia provocata durante gli anni nell'ambito dell'attività che il
paziente ha svolto - la sottolineatura è del redattore). 

                                         Se ne
deduce che i disturbi a livello della spalla destra non possono venir posti a
carico dell'__________ né a titolo di conseguenza dell'infortunio 3 febbraio
1998 né a titolo di lesione parificata ai postumi d'infortunio ai sensi
dell'art. 9 cpv. 2 OAINF. Pur volendo prescindere dal fatto che, in casu,
non è stato dimostrato che la lesione della cuffia dei rotatori abbia avuto una
causa esterna, senza la quale non si può parlare di lesione assimilata (DTF 123
V 45 consid. 2b, 116 V 147s consid. 2c, 114 V 301 consid. 3c; RAMI 1988 U57 p.
373 consid. 4b; A. Bühler, Die unfallähnliche Körperschädigung, in SZS 1996, p.
87) - ciò considerato il tempo di latenza intercorso fra l'evento traumatico e
l'apparizione dei primi dolori - non va dimenticato che, a partire dal 1°
gennaio 1998, con l'entrata in vigore della modifica dell'art. 9 cpv. 2 OAINF, le
lesioni corporali enumerate alle lett. a-h sono assimilate ad infortunio
soltanto se non attribuibili indubbiamente a una malattia o a fenomeni
degenerativi. A partire da tale data, non può, pertanto, più trovare
applicazione la prassi secondo cui le lesioni menzionate alle lett. b-h
dovevano essere assimilate ad un infortunio, anche se la loro causa prima è da
ricercarsi, in tutto od in parte, in una malattia o in fenomeni degenerativi
(DTF 114 V 300s.; 116 V 136ss. consid. 4; DTF 114 V 208ss., consid. 3c; RAMI
1988 p. 372 e 375; RAMI 1989 p. 160ss. consid. 3c; RAMI 1997 p. 204; Ghélew,
Ramelet, Ritter, op. cit., p. 58; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht,
Berna 1985, p. 202).

 

                                         Per
quel che concerne, in secondo luogo, i disturbi al gomito destro
- un'epicondilopatia radiale - questa Corte prende atto che __________, giustamente, non pretende che essi rappresentino, anche dopo il 31
marzo 1999, una naturale conseguenza dell'evento traumatico assicurato. 

                                         Egli
pretende, per contro, trovarsi di fronte ad una malattia professionale, tesi
che sarebbe supportata, nelle sue intenzioni, da un rapporto allestito dal
medico di fiducia della __________ in un caso analogo a quello ora sub judice
(cfr. doc. _). 

                                         Al
considerando 2.2., si è già detto che, nella misura in cui il ricorrente
pretende che l'__________ debba prendere a proprio carico i disturbi lamentati
al gomito destro a titolo di malattia professionale, questa sua conclusione è
manifestamente irricevibile. In effetti, l'assicuratore convenuto, in sede d'impugnata
decisione su opposizione, si è limitato a verificare se tali disturbi
continuano a costituire una naturale conseguenza dell'evento infortunistico del
febbraio 1998. 

                                         A questo
punto, comunque, si giustifica un rinvio degli atti all'assicuratore infortuni
convenuto, affinché proceda ad un complemento d’istruttoria volto a stabilire
se l'affezione al gomito possa o meno venir riconosciuta quale malattia
professionale in forza dell'art. 9 LAINF.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è respinto: la decisione del 10 dicembre 1998 è,
perciò, confermata.

 

                                 2.-   Gli atti
sono rinviati all’__________ affinché proceda ad un complemento d’istruttoria
volto a stabilire se l'affezione al gomito possa o meno venir riconosciuta
quale malattia professionale in forza dell'art. 9 LAINF e emani, se del caso,
una nuova decisione formale.

 

                                 3.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 4.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

La
vicepresidente                                                 Il segretario

 

Giovanna Roggero-Will                                        Fabio
Zocchetti