# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad1f40f2-8c85-566b-a3d9-0c975a0c8b17
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-04-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 29.04.2008 INC.2007.12102
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2007-12102_2008-04-29.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2007.12102

  	
  Lugano

  29 aprile 2008

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

   

   

   

   

   

  Sedente per statuire sull’istanza presentata in data 14
  marzo 2008 (e trasmessa a questo ufficio il 31 marzo/3 aprile 2008 dalla
  Presidente della Corte delle Assise criminali alla quale era stata
  erroneamente inviata) da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________, __________

  (patr. dall’avv. __________, __________)

  e

  __________

  (patr. dall’avv. __________, __________)

  
	
   

  	
   

  
	
   

  	
  intesa ad ottenere - nel procedimento a carico di __________
  di cui all’__________ - il dissequestro del fondo di cui alla part. n° __________
  RFD di __________ (cancellazione della restrizione della facoltà di disporre
  iscritta per ordine del PP il 21 marzo 2007 dg __________) al fine di
  procedere alla registrazione della compravendita del fondo;

  

 

 

visto lo scritto 20 marzo 2008
del PP;

 

 

letti ed esaminati gli atti messi
a disposizione di questo giudice di cui all'inc. ACC __________;

 

 

ritenuto e considerato,

 

 

 

in fatto ed in
diritto

 

che:

 

-         
il 12 dicembre 2007 il Procuratore pubblico Arturo Garzoni ha emanato
l’ACC __________ con il quale ha messo in stato di accusa dinanzi alla Corte
delle Assise criminali __________ per titolo di ripetuta truffa (per mestiere),
ripetuta correità in appropriazione indebita, ripetuta falsità in documenti e
ripetuta soppressione di documenti, fatti commessi ai danni del comune di __________
e del Consorzio scolastico delle scuole elementari di __________, per un danno
complessivo di CHF 1'681'555.45;

 

-         
come emerge dal suddetto atto di accusa è stato - tra l’altro - disposto
il sequestro di diverse relazioni bancarie, oggetti e del fondo n° __________
RFD di __________ intestato a __________ (con blocco a registro fondiario DG __________
del 22.03.2007);

 

-         
con istanza 14 marzo 2008 (indirizzato alla Presidente della Corte) e
giunta a questo ufficio il 1° aprile 2008 (inc. GIAR 121.2007.2, doc. 2) il
legale di __________ e quello del Comune di __________ hanno chiesto il dissequestro
del suddetto fondo ai fini di procedere all’iscrizione della compravendita
dell’immobile, avvenuta con rogito 13 marzo 2008 del notaio __________, tra
l’accusato __________ ed i signori __________ al prezzo di CHF 670’000.-: gli
istanti, a sostegno della loro istanza di dissequestro, producono il rogito di
compravendita tra l’accusato e gli acquirenti __________ (vendita che, almeno
apparentemente, non è stata autorizzato da nessuna autorità nell’ambito della
procedura penale pendente contro __________) e una convenzione, ancorché non
sottoscritta, stipulata tra le parti civili (Comune di __________ e Consorzio
scolastico delle scuole elementari di __________), l’accusato e la di lui
moglie, finalizzata alla regolamentazione e definizione dei rapporti di dare e
avere tra le parti nati nell’ambito del procedimento penale (e al risarcimento
parziale del danno arrecato da __________ al Comune di __________);

 

-         
__________ Procuratore pubblico, con lo scritto 20 marzo 2008 sempre
erroneamente indirizzato alla Presidente della Corte delle Assise criminali
(inc. GIAR 121.2007.2, doc. 3), ritenuto che la convenzione (non sottoscritta
dalle parti, n.d.r.) e il rogito di compravendita sono stati concordati tra il
rappresentante delle parti civili e quello dell’accusato, comunica il proprio
assenso a che la convenzione abbia a esplicare i suoi effetti mediante la
revoca dei sequestri e la cancellazione della restrizione della facoltà di
disporre del fondo n° __________ RFD di __________;

 

-         
con lettera 7 aprile 2008 questo giudice ha chiesto alcune precisazioni
in merito a discrepanze tra l’ammontare dei debiti ipotecari emergenti dal
rogito di compravendita dell’immobile di cui alla particella n° __________ RFD
di __________ con la cifra menzionata nella convenzione per tale voce, nonché
di precisare tipologia e stima delle deduzioni previste dal saldo di
compravendita dell’immobile a favore dell’accusato; nella stessa lettera si
comunicava ai rappresentanti delle parti che si sarebbe potuto considerare lo
sblocco del fondo solo ad avvenuta produzione della convenzione sottoscritta in
originale dalle parti o di copia autentica (inc. GIAR 121.2007.2, doc. 4);

 

-         
con lettera 10 aprile 2008 all’avv. __________, inviata in copia anche a
questo Ufficio “per conoscenza”, il legale di __________ (moglie dell’accusato,
intestataria di alcuni conti bancari posti sotto sequestro nell’ambito del
procedimento penale pendente contro il di lei marito, e oggetto di procedimento
penale per titolo di riciclaggio di denaro, ricettazione e falsità in
documenti, disgiunto da quello pendente contro il marito e tuttora in fase di
istruttoria) invia copie della convenzione sottoscritte in originale dalla
cliente, comunica che il formulario per lo “svincolo degli averi LPP noti”
si trova in sue mani già controfirmato dalla sua patrocinata e chiede al legale
del Comune di “voler far procedere le convenzioni allegate alla Giudice Claudia Solcà, che mi legge in copia, affinché quest’ultima dia luogo al più presto ai
dissequestri di tutto quanto di spettanza della mia cliente”. Aggiungendo
che “Attenderò poi di ricevere la conferma dell’avvenuto dissequestro di
quanto precede, ritenuto che solo allora le varie rinunce della signora __________
diverranno effettive, momento in cui sarà infine mia cura trasmettere il
formulario sopraccitato a lei o all’avv. __________. Mi preme quindi precisare
nuovamente che in assenza del realizzarsi di tutti i dissequestri di pertinenza
della mia assistita, così come chiaramente convenuto in seno alla convenzione
medesima, tutte le rinunce della predetta saranno invece da considerarsi come
nulle e prive di qualsiasi effetto giuridico”, (inc. GIAR 121.2007.2, doc.
5);

-         
con lettera 11/14 aprile 2008 il difensore di __________ produce il
calcolo del debito ipotecario contratto per il finanziamento dell’acquisto
della casa d’abitazione da __________ con __________ per un ammontare di CHF
409'376.25 al 31.03.08 (inc. GIAR 121.2007.2, doc. 6) e comunica di avere
ratificato il punto 3.1. della convenzione aggiornandolo alla cifra corretta;
gli acquirenti dell’immobile avrebbero poi già versato il saldo di CHF
260'623.75 su di un conto bancario congiunto __________; dopo avere specificato
i debiti di __________, il cui pagamento la PC acconsentirebbe a pagare (per un
importo di circa CHF 100'000.- comprensivo di spese per imposte arretrate,
debito carta di credito __________ e __________, debito bancario piccolo
credito __________ e spese di patrocinio), l’avv. __________ chiede di
procedere al dissequestro dell’immobile, per permettere l’iscrizione a RF del
trapasso di proprietà e, per la prima volta, di 4 relazioni bancarie presso __________
intestate a __________ (menzionate nell’atto d’accusa come conti sotto
sequestro e con un avere in conto complessivo di circa CHF 99'000.-) a favore
della moglie dell’accusato ciò al fine di ottenere la liquidazione della LPP
(l’assenso della moglie dell’accusato a tale liquidazione è subordinato a tale
dissequestro) a favore del Comune e la cancellazione da parte di __________
della restrizione del diritto di alienazione a norma LPP (che a sua volta
impedisce l’iscrizione del trapasso di proprietà e che verrà cancellato dalla __________
solo a pagamento della liquidazione e cessazione di ogni rapporto di __________
con la società assicurativa);

 

-         
il 14 aprile 2008 è poi stata prodotta brevi manu a questo ufficio una
copia della convenzione sottoscritta dai rappresentanti del comune di __________,
da __________ e da __________ - il cui testo è stato leggermente modificato
rispetto a quello della convenzione inviata con l’istanza di dissequestro,
soprattutto per quanto riguarda la descrizione dei debiti riconosciuti a __________,
nonché l’ammontare degli oneri ipotecari sugli immobili dell’accusato, (inc.
GIAR 121.2007.2, doc. 7) -  mentre che la convenzione non sembra essere stata
sottoscritta dal Consorzio scolastico delle scuole elementari __________, che
si era costituito parte civile (AI 131) nell’ambito del procedimento penale
vantando un credito indicativo di circa CHF 50'000.- (il danno patito dal
consorzio è poi stato ridotto a CHF 31'750.20 in sede di atto d’accusa, cfr. ACC __________, punto 1.4.);

 

-         
con lettera 16/17 aprile 2008 il rappresentante di __________ chiede il
dissequestro “degli oggetti personali di chi assisto (vestiti, scarpe, ecc.)
così come pattuito in seno alla convenzione”, (inc. GIAR 121.2007.2, doc.
8);

 

-         
su richiesta di questo giudice all’avv. __________ è poi stata prodotta:
copia del messaggio municipale n° __________ del 18 dicembre 2007 del
Municipio, chiedente al Consiglio comunale di __________ l’autorizzazione a
stare in lite, a transigere e a compromettere nella causa che vede opposto il
Comune all’ex segretario comunale __________, alla di lui moglie __________ e
ad altre persone, con la quale il Municipio spiega ai Consiglieri comunali a
titolo indicativo che la trattativa condotta tra i rappresentanti legali delle
parti interessate si è articolata preliminarmente sul “riconoscimento del
danno accertato in sede d’inchiesta” e sulla “pianificazione per la
realizzazione di tutti i beni di proprietà dell’ex segretario, condotta con la
supervisione del nostro rappresentante legale” e che, “a titolo di
risarcimento e al netto dei debiti riconosciuti vi sarà in seguito la
devoluzione al Comune delle somme ricavate dalla realizzazione di tutti i beni”;
copia del rapporto 16 gennaio 2008 della Commissione delle petizioni, che ha
convenuto all’unanimità di approvare il MM __________; l’estratto del verbale
del Consiglio comunale della seduta del 28 gennaio 2008, che ha accolto
all’unanimità il MM __________ e la pubblicazione all’albo comunale delle
risoluzioni adottate tra cui l’autorizzazione a stare in lite, a transigere o a
compromettere;

 

-         
il 23 aprile 2008 l’avv. __________ ha prodotto copia di un messaggio di
posta elettronica 4 marzo 2008 con la quale l’avv. __________ conferma il
proprio accordo alla sottoscrizione della compravendita del mappale n° __________
RFD di __________ in base al testo del rogito sottoposto dall’avv. __________;

 

-         
l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il
sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione
del processo, alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in
quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua
qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e
conservare gli oggetti di cui sopra al seguito della procedura e quindi per le
necessità dell’istruzione preliminare, per le decisioni del magistrato
requirente e quelle del giudice del merito, come evidenziato nella duplice
prospettiva - alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle
prove (sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o
devoluzione (sequestro confiscatorio) (v. decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR 516.97.3, in: Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p.
359);

 

-         
in materia di sequestro, nel lasso di tempo che intercorre tra
l’emanazione dell’atto di accusa e l’apertura del dibattimento, la CRP
(30.7.2002 in re B, inc. 60.2002.00174) ha constatato un “vuoto legislativo” e
l’ha colmato assegnando tale competenza al GIAR. Non v’è ragione perché quanto
detto dalla CRP nella sentenza citata non valga anche in tema di dissequestro.
Di conseguenza questo giudice ha riconosciuto la sua competenza per decidere
(comunque e sempre in via incidentale) istanze di dissequestro presentate dopo
l’emanazione dell’atto d’accusa e prima dell’apertura del dibattimento (un
chiarimento tra le varie autorità coinvolte ha confermato questa conclusione;
cfr. decisione 14 ottobre 2003, doc. 12, inc. GIAR 268.1997.2);

 

-         
questo giudice è dunque competente ad esaminare l’istanza 14 marzo/1°
aprile 2008, trattandosi di istanza giunta dopo l’emanazione dell’atto d’accusa
e prima dell’apertura del dibattimento;

 

-         
l’istanza è presentata congiuntamente da persone legittimate, l’accusato
e la parte civile Comune di __________ (per il tramite dei rispettivi
patrocinatori);

 

-         
in generale, la determinazione/indicazione degli
elementi (se si preferisce, la verifica della fondatezza dei presupposti
del sequestro ex art. 161, "… a partire dal sospetto all’apertura del
procedimento, che va in seguito ed indilatamente approfondito con gli
accertamenti probatori": GIAR 22 ottobre 2002, 39.2002.7)
a sostegno di un (possibile) provento del reato, della sua (probabile) entità,
della connessione con il sequestro, così come di tutti gli elementi che lo
possono giustificare ai fini dell'applicazione dell'art. 70 CP, è di
competenza, in prima sede, del magistrato inquirente (per analogia: CRP 24
marzo 2005, 60.2005.9);

 

-         
quanto al merito della questione, pur tenendo conto del consenso -
peraltro del tutto generico e basato su una convenzione che riportava dati
errati e neppure, all’epoca del preavviso PP, sottoscritta dalla parti - del Procuratore
pubblico e pur comprendendo almeno in parte le ragioni degli istanti, giova
rilevare che questo giudice è Autorità competente per decidere su singole,
circostanziate e motivate istanze di dissequestro e non per approvare
convenzioni sottoscritte tra le parti che, per quanto di competenza di questo
ufficio, semmai vanno considerate quali consenso delle parti stesse alle
singole istanze di dissequestro, rilevato che la convenzione non appare per di
più sottoscritta dalla seconda parte civile, e cioè dal Consorzio scolastico di
__________, ma unicamente dal Municipio di __________;

 

-         
nell’ottica di quanto suesposto ed in concreto, considerato il consenso
del rappresentante delle parti civili alla compravendita dell’immobile di cui
alla part. __________ RFD di __________ nei termini noti, appare comunque
adeguato alle circostanze procedere con il dissequestro (revoca del blocco a
registro fondiario) dell’immobile di cui alla part. n° __________ RFD per
permetterne la vendita e quindi la monetizzazione o meglio, a questo punto, per
permettere la registrazione all’Ufficio registri dell’atto di compravendita di
tale immobile, ritenuto che questo giudice può ritenersi esonerato dalla
verifica della conformità al prezzo di mercato, essendo la compravendita stata
avallata dal rappresentante delle parti civili (cfr. fax 23 aprile 2008
dell’avv. __________ che allega copia dell’e-mail 4 marzo 2008 con la quale
l’avv. __________ conferma il proprio accordo alla sottoscrizione della
compravendita del fondo in base al testo del rogito che gli è stato sottoposto)
che, in quanto Autorità amministrative comunali, hanno un punto di vista
privilegiato sul mercato immobiliare all’interno del territorio da loro
amministrato;

 

-         
a titolo abbondanziale si osserva che la procedura corretta da seguire
in questo caso sarebbe stata quella di sottoporre al vaglio del GIAR la
proposta di compravendita dell’immobile in questione chiedendo di procedere
allo sblocco del fondo (tramite ordine di cancellazione della restrizione della
facoltà di disporre all’Ufficio dei registri) al fine di permettere di
perfezionare l’atto di compravendita e non, come hanno proceduto le parti,
mettendo questo giudice di fronte al fatto compiuto (con addirittura gli
acquirenti già in possesso dell’immobile e prezzo di compravendita già soluto
addirittura su di un conto intestato ai legali delle parti);

 

-         
una volta onorati i debiti ipotecari e la TUI il saldo residuo, che
apparentemente già si trova su di una relazione bancaria intestata ai legali
dell’accusato e delle parti civili, deve essere considerato sotto sequestro
(bene sostitutivo) per quanto di competenza del giudice di merito;

 

-         
per quanto riguarda le “altre” richieste di dissequestro, giunte
successivamente a questo giudice, in quanto condizioni di validità di accordi
tra le parti, si osserva che le stesse sono irricevibili in quanto non motivate
e, in ogni caso, la situazione non è affatto chiara;

 

-         
nell’istanza le parti chiedono, in maniera alquanto generica, e senza
fare alcun riferimento concreto agli atti istruttori esperiti, bensì unicamente
al testo della convenzione - allestita comunque dopo l’emanazione dell’atto
d’accusa (tant’è che è stata ancora modificata dopo l’inoltro dell’istanza di
dissequestro) e che il PP sembra avere letto solo sommariamente - la cui genesi
(o per meglio dire i calcoli che hanno portato ad alcune “compensazioni”) non è
chiara a questo giudice, il dissequestro di una serie di beni e oggetti
sequestrati;

 

-         
la difesa dell’accusato chiede il dissequestro di alcune relazioni
bancarie intestate a __________ e ad __________ (figlio dell’accusato) affinché
i saldi ivi depositati possano essere loro riconsegnati: non è chiaro se il PP,
con le proprie osservazioni, abbia inteso acconsentire anche a questi
dissequestri (previsti in convenzione ma non nell’istanza 14 marzo); mal si
comprende il motivo per cui il PP ha proceduto al sequestro di conti bancari
intestati a __________ nell’ambito del procedimento penale contro il di lei
marito, quando nei confronti della stessa sembrerebbe tuttora aperto un
procedimento penale - connesso ai fatti del procedimento principale contro __________
seppure disgiunto - per titolo di riciclaggio di denaro, ricettazione e falsità
in documenti (cfr. convenzione, p. 1, punto b. della premessa) di cui questo
giudice nulla di più conosce (ad esempio se tali relazioni bancarie siano
ritenute sotto sequestro anche nel procedimento penale contro __________); tale
agire potrebbe essere spiegato soltanto se il PP ritenesse quanto depositato su
tali conti (l’intero saldo o solo una parte?) come provento diretto del reato
commesso da __________, ma in questo caso non sarebbero giustificate pretese di
dissequestro a favore dell’intestataria dei conti (che non avrebbe diritto di
entrare in possesso di beni provento di reato in assenza di comprovate
controprestazioni equivalenti o dimostrata buona fede) e di conseguenza non si
comprende l’assenso (sempre che così debbano essere intese le osservazioni del
PP) del magistrato inquirente al dissequestro di parte del provento di reato,
ciò indipendentemente dal fatto che le parti civili rinuncino a qualsiasi
pretesa su tali conti bancari intestati a __________ e __________ (anche perché
dagli atti non emergono elementi a sostegno del fatto che su tali conti non
sarebbe confluito provento di reato, rispettivamente che gli intestatari dei
conti abbiano a suo tempo fornito prestazioni equivalenti per quanto ricevuto
sui conti in questione, rispettivamente non sono noti i termini di eventuali
compensazioni con altri beni di spettanza di __________);

 

-         
la difesa di __________ ha chiesto il dissequestro degli oggetti
personali della propria cliente menzionando, a titolo esemplificativo ed in
modo del tutto generico, scarpe e vestiti e rifacendosi sempre alla
convenzione; valga a questo proposito quanto detto al punto precedente anche se
questa richiesta è irricevibile non solo in quanto priva di qualsiasi
motivazione ma addirittura poiché non si capisce di quali oggetti si chiede il
dissequestro con esplicito riferimento ai rispettivi verbali di sequestro (se
quelli menzionati al punto D della voce “corpo di reato e sequestri” dell’atto
d’accusa _____, sicuramente meglio descritti nei rispettivi verbali di
sequestro, o ad altri sequestri in essere nell’ambito del procedimento penale
aperto contro __________: l’istanza in questo caso sarebbe di competenza del
PP) non è infatti compito di questo giudice completare istanze del tutto
carenti dal profilo formale e che debbono pertanto essere dichiarate
irricevibili;

 

-         
in virtù di quanto precede l'istanza è accolta per quanto concerne lo
sblocco a Registro fondiario della part. __________ RFD di __________, a
crescita in giudicato della presente decisione, al fine di permettere la
registrazione della vendita (con conseguente blocco del saldo del provento
della stessa una volta onorati i debiti ipotecari e la TUI): la cancellazione
del blocco potrà avvenire solo contestualmente all’iscrizione del rogito a RF,
previa verifica di conformità dello stesso con le condizioni indicate nella
presente decisione (tra cui destinazione del saldo restante della compravendita
una volta pagato debito ipotecario e TUI, saldo che deve essere considerato
sotto sequestro come bene sostitutivo), tale verifica e la comunicazione della
levata del blocco a RF avverrà, per ovvi motivi, per opera del PP; per il resto
le ulteriori richieste di dissequestro devono essere respinte per carente
motivazione nonché per incompletezza degli atti a disposizione di questo
giudice (mancando totalmente la parte di atti che riguarda __________, i
riferimenti ai verbali di sequestro degli oggetti di cui si chiede il
dissequestro e la restituzione, nonché la sottoscrizione della convenzione da
parte del Consorzio scolastico di __________), con la presente decisione
impugnabile alla CRP senza carico di tassa e di spese giudiziarie;

 

-         
resta, ovviamente, aperta la possibilità per gli istanti di presentare
nuova istanza debitamente motivata e corredata dalla documentazione necessaria.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

viste le norme applicabili, in
particolare gli artt. 70, 71, 165 CP, 161 ss, 280 ss, 284 CPP,

 

 

 

 

 

 

decide

 

 

 

1.     
L’istanza è evasa ai sensi dei considerandi.

 

 

 

2.     
Non si prelevano tasse e spese di giustizia e non si assegnano
ripetibili.

 

 

 

3.     
Contro la presente è dato reclamo alla CRP entro 10 giorni
dall’intimazione.

 

 

 

4.     
Intimazione a:

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
Claudia Solcà