# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** bf17dc78-5bcf-57f9-91af-23c3380c98aa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-05-27
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 27.05.2024 12.2024.20
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2024-20_2024-05-27.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2024.20

  	
  Lugano

  27 maggio 2024

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Stefani
  e Grisanti

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Bellotti

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. OR.2018.2 della Pretura del Distretto di
Riviera - promossa con petizione 15 maggio 2018 da

 

 

	
   

  	
   AP
  1  

  patrocinato dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  AO
  1  

  patrocinata dall’  PA 2  

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui l’attore ha chiesto di costatare
l’inesigibilità del credito di fr. 1'495'794.71 oltre accessori di cui al precetto esecutivo (PE) n. __________
dell’Ufficio Esecuzioni (UE) di Biasca (disconoscimento del debito), di
mantenere l’opposizione da lui interposta al citato PE e di fare ordine all’UE
di cancellare la procedura esecutiva n. __________;

 

domande avversate dalla convenuta e che il Pretore ha
respinto con decisione 18 dicembre 2023;

 

appellante l’attore con atto di appello del 31 gennaio 2024, con cui ha chiesto la riforma
della decisione impugnata nel senso di accogliere la petizione, con protesta di
spese e ripetibili di entrambe le sedi; 

 

mentre la convenuta con risposta 12 aprile 2024 ha
postulato la reiezione del gravame (nella misura della sua ricevibilità), con
protesta di spese e ripetibili di seconda sede;

vista la replica spontanea 25 aprile 2024
dell’appellante;

 

letti ed esaminati gli atti e i documenti prodotti;

 

ritenuto

 

in fatto:

A.       
Onde finanziare l’acquisto del fondo part. n. __________ RFD di __________ e la riconversione dell’immobile a destinazione
alberghiera ivi situato (Hotel __________,
a quel tempo ospitante richiedenti d’asilo a spese del Cantone) in uno stabile abitativo
di nove appartamenti (con progettazione a cura dell’arch. N__________) nonché avvalendosi del supporto della S__________
SA (rappresentata da S__________, v. anche doc. M p. 8), il 5/9 giugno 2015 AP
1 ha sottoscritto con la AO 1 (qui di seguito anche solo “AO 1” o “la banca”) un
contratto quadro di credito ipotecario (v. doc. 2C) in base al quale la seconda
concedeva al primo una linea di credito di fr. 2'184'000.-, mentre questi si
impegnava a mettere a disposizione mezzi propri per fr. 616'000.-, per un valore
complessivo dell’investimento pari a fr. 2'800'000.-. 

L’art. 3 del contratto quadro prevedeva che “un importo di credito
può essere prelevato solo se presso la Banca sono disponibili sufficienti mezzi
propri e se sono state fornite, in forma legalmente valida, le coperture
previste dal presente contratto o dal passaggio di proprietà delle garanzie”.

L’art. 7 (secondo paragrafo) invece prevedeva che gli scoperti di
credito e altre spese eventuali erano esigibili immediatamente, senza necessità
di disdetta, in particolare se il credito fosse stato utilizzato per scopi
diversi da quelli previsti.

La concessione della linea di credito è avvenuta anche grazie
all’interposizione dell’allora direttore della filiale luganese della AO 1 Y__________.

 

B.       
In data 15 giugno 2015
AP 1 ha sottoscritto con la E__________ SA un contratto di finanziamento
personale temporaneo (doc. 33), con la premessa che il primo aveva garantito
alla seconda “servizi per Design, Opere di finiture interne, arredamenti
interni per un importo non inferiore a CHF 

170.000.00”, in virtù del quale ha ottenuto il versamento, fra i mesi di giugno e
luglio 2015, di fr. 242’000.-, fr. 74’000.- e tre importi di fr. 100'000.-
ciascuno, per un totale di fr. 616'000.- (doc. 37).

 

 

C.       
Il 19 giugno 2015 la AO
1 ha versato a AP 1, fr. 858'000.- onde finalizzare la compravendita del fondo
part. n. __________, che si è perfezionata in data 25 giugno 2015 (doc. M op.
35).

D.       
Il 17 luglio 2015 la E__________
SA ha emesso due fatture, una per fr. 167’459.20 relativa a “Lavori di
consulenza progetto e Design”, e l’altra per fr. 618'540.80 “come da
contratto del 15 giugno 2015” riferita a una serie di lavori da eseguire (doc.
M, p. 44, 46 e 47). 

Il
19 agosto 2015 la AO 1 ha pagato la prima fattura (fr. 167’459.20) ma non la
seconda, in quanto intenzionata a far dipendere ulteriori versamenti
dall’avanzamento dei lavori (doc. M, p. 46-52). Il 21 settembre 2015, dopo aver
ricevuto rassicurazioni da parte di Y__________ e fotografie relative a dei lavori
in corso (doc. M, p. 25-28), la banca ha pagato una nuova fattura emessa dalla
E__________ SA in data 8 settembre 2015, pari a fr. 208’000.- (doc. M, p. 37 e
45 ).

 

E.       
Il 25 settembre 2015 AP 1, per
il tramite della S__________ SA,
ha informato la banca della presenza di amianto nello stabile da ristrutturare
e di un importante aumento del preventivo dei costi di costruzione,
sollecitando un incontro per ridiscutere il finanziamento dei lavori (doc. I).
In quel periodo tuttavia la filiale luganese della AO 1 è stata coinvolta in
un’inchiesta penale legata a reati finanziari, che ha condotto all’arresto del
suo direttore Y__________. 

F.       
Il 30 ottobre 2015 la banca, a
seguito di un’analisi della situazione creditoria riferita a AP 1, ha deciso di
sospendere qualsivoglia pagamento (doc. M, p. 5 e 57). 

G.      
Il 20 novembre 2015 AP 1 ha
sottoscritto un “RICONOSCIMENTO DI DEBITO” in favore della E__________ SA con
il quale, oltre a confermare la ricezione dei 5 importi summenzionati per un totale di fr. 616'000.- (v.
sopra consid. 5), evidenziava di aver rimborsato alla sua controparte (il 22
settembre 2015) fr. 208'000.- e che il saldo del prestito ammontava pertanto a
fr. 408'000.- (doc. 37).

H.       
Nel dicembre 2015 la banca ha effettuato
degli accertamenti (visite al cantiere), costatando che lo stabile era vetusto
e ancora occupato da richiedenti d’asilo e iniziando a sospettare l’esistenza
di un abuso (doc. M. p. 58-59). La prima procedura edilizia risulta essere
stata avviata solo nel novembre 2015 sulla base di una semplice notifica, con
rilascio della licenza edilizia in data 9 febbraio 2016 per “lavori interni
al pianterreno dello stabile e parapetti esterni”, che non contemplava un
cambio di destinazione dell’immobile (doc. 31).

I.         
Nell’estate 2016 il Ministero
Pubblico del Cantone Ticino ha aperto un procedimento penale nei confronti di AP
1 a titolo di truffa e falsità in documenti in relazione ai citati
finanziamenti (in correità con Y__________, con S__________ e con l’AU di E__________
SA M__________, cfr. doc. 32, 38 e 40).

J.        
La AO 1 si è costituita
accusatrice privata e dopo aver avuto accesso agli atti penali (a fine 2016),
in data 14 febbraio 2017 ha inviato a AP 1 la “disdetta” (“Kündigung”)
della loro relazione d’affari in virtù dell’art. 7, poiché quest’ultimo aveva
usato, rispettivamente stava usando, il credito per rimborsare parte del
prestito personale concesso da terzi (peraltro utilizzato per ottenere “fondi
propri” necessari per il credito ipotecario) e per ristrutturare l’albergo anziché
per realizzare i nove appartamenti, chiedendogli la restituzione del saldo pari
a fr. 1'495'794.71 oltre accessori (doc. 2K).

K.       
Non avendo AP 1 rimborsato il
credito ipotecario, con PE n. __________ emesso dall’UE di Biasca in data 16
marzo 2017 (doc. 2V), la AO 1 l’ha escusso per tale ammontare. L’opposizione
interposta da quest’ultimo è stata rigettata in via provvisoria dalla Camera di
esecuzione e fallimenti (CEF) con decisione del 20 aprile 2018, inc.
14.2017.185 (doc. A). 

L.       
Con petizione 14 maggio 2018 AP
1 ha dato il via all’azione di disconoscimento del debito (art. 83 cpv. 2 LEF),
con le domande citate in ingresso, facendo valere l’inesigibilità del credito. 

Con
risposta 21 giugno 2018 la AO 1 si è opposta alla petizione postulandone l’integrale
reiezione. 

Con
replica 16 settembre 2019 e duplica 13 novembre 2019 le parti hanno
approfondito le proprie antitetiche posizioni.

 

M.      
In sintesi, AP 1 ha sostenuto
di essere estraneo alle macchinazioni di Y__________ e di avere messo a
disposizione sufficienti mezzi propri, nonché ha rilevato che, non appena
resosi conto delle difficoltà nell’attuare il progetto da lui previsto, fra
settembre e ottobre 2015, si sarebbe subito attivato presso la banca onde
ridiscutere la destinazione del credito ipotecario e i progetti di
ristrutturazione dell’immobile. A suo modo di vedere, l’istituto bancario era
pertanto al corrente perlomeno dal settembre 2015 che il finanziamento
necessitava di correttivi e sarebbe stato impiegato per una diversa
destinazione, sicché sfruttare tale situazione, oltre 16 mesi più tardi, per
disdire il mutuo sarebbe stato contrario alla buona fede nonché all’art. 31 CO,
ritenuto che la banca avrebbe ratificato il contratto e non avrebbe poi
rispettato i termini contrattuali di disdetta. 

N.       
La AO 1 invece, oltre a
evidenziare di non avere mai
acconsentito a una modifica delle condizioni di credito e di avere bloccato
ogni finanziamento non appena sono sorti i primi sospetti, ha rilevato che la controparte avrebbe dissimulato i suoi veri
intendimenti relativi al progetto immobiliare (ristrutturazione dell’albergo
invece che riconversione in appartamenti privati) onde ottenere condizioni contrattuali
più favorevoli (quanto all’ammontare di capitale proprio da mettere a
disposizione), nonché avrebbe falsamente indicato quali “mezzi propri” degli
importi in realtà erogati in prestito da terzi e utilizzato parte del credito
ipotecario concessogli per saldare (parzialmente) il suddetto debito anziché
destinarlo al progetto immobiliare, in violazione del contratto. Tali fatti
sarebbero stati scoperti dalla banca solo alla fine di dicembre 2016 (allorché
il Ministero Pubblico le ha concesso l’accesso agli atti del procedimento penale)
e avrebbero comportato la sua facoltà di avvalersi del relativo art. 7 nonché
l’immediata esigibilità di credito e spese (senza necessità di disdetta) già al
21 settembre 2015.

 

O.      
Esperita l’istruttoria e raccolte
le conclusioni scritte dell’attore e della convenuta (entrambe datate 17 aprile
2023), con decisione 18 dicembre 2023 la giudice di prima sede ha respinto la
petizione, con seguito di spese processuali (complessivi fr. 36’000.-) e
ripetibili (fr. 40’000.-) a carico di AP 1.

 

P.       
Con appello 31 gennaio 2024 AP
1 si è aggravato contro il suddetto giudizio, postulandone la riforma nel senso
di accogliere la sua petizione, con protesta di spese e ripetibili di entrambe
le sedi.

Q.      
Con risposta 12 aprile 2024 la
AO 1 si è opposta al gravame postulandone la reiezione, pure con protesta di
spese e ripetibili.

R.       
Con replica spontanea 25
aprile 2024 l’appellante si è riconfermato nelle proprie tesi.

 

 

 

E considerato

 

in diritto:

1.        
L’art. 308 cpv. 1 lett. a CPC
prevede che sono impugnabili mediante appello le decisioni finali di prima
istanza, posto che in caso di controversie patrimoniali il valore litigioso
secondo l'ultima conclusione riconosciuta nella decisione sia di almeno fr.
10'000.- (cpv. 2). Nella fattispecie tale valore supera pacificamente la soglia
testé menzionata. 

2.        
I termini di impugnazione e
risposta sono di 30 giorni (art. 311 e 312 CPC). Nel caso concreto l’appello 31
gennaio 2024 contro la decisione 18 dicembre 2023 e la risposta all’appello 12
aprile 2024 sono tempestivi (tenuto conto delle ferie giudiziarie, cfr. art.
145 cpv. 1 lett. a e c CPC), così come la replica spontanea dell’appellante. 

3.        
L’atto di appello deve
contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato
(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). La parte appellante deve spiegare non perché le
sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le
motivazioni del Pretore, ovvero deve cercare di dimostrare che la sua tesi si
impone su quella della decisione impugnata. Non può semplicemente riproporre le
allegazioni di fatto o gli argomenti giuridici fatti valere in prima istanza,
ma deve cercare di stabilire che la decisione impugnata è errata per quanto
riguarda i fatti accertati o le conclusioni giuridiche tratte da essi. Può
farlo solo ripresentando l'impostazione del primo giudice e sottolineando le
lacune del suo ragionamento con critiche puntuali, esplicite e circostanziate,
indicando precisamente i passaggi della decisione che contesta e le prove su
cui si fonda, poiché l'autorità di appello deve essere messa nella misura di
comprendere agevolmente le censure ricorsuali, pena l’irricevibilità delle
medesime (STF 4A_297/2021 del 3 febbraio 2022 consid. 4.3, 4A_213/2023 del 9
ottobre 2023 consid. 4.3).

Giusta
l’art. 317 cpv. 1 CPC nuovi mezzi di prova sono considerati solo se vengono
immediatamente addotti e dinnanzi alla giurisdizione inferiore non era
possibile addurli nemmeno con la diligenza ragionevolmente esigibile tenuto
conto delle circostanze.

 

4.        
Con l’impugnata decisione, la
giudice di primo grado ha premesso che oggetto della controversia non è
l’esistenza o l’ammontare del credito, ma solo la sua esigibilità a seguito
della decadenza del contratto di prestito ipotecario e del derivante obbligo di
restituzione del denaro in capo a AP 1. 

Ella
ha poi osservato che è evidente che i fr. 616’000.- di fondi propri richiesti
dalla banca per concedere il finanziamento dovevano essere versati da AP 1 in
contanti (sicché gli eventuali altri valori patrimoniali che questi ha preteso
di aver apportato nell’operazione sono irrilevanti), che sul suo conto privato
gli importi depositati a lui direttamente riconducibili ammontavano a poche
migliaia di franchi e che i necessari “fondi propri” sono stati raccolti tramite
prestito personale da terzi (ciò che egli non ha contestato, se non
genericamente nelle conclusioni). Tuttavia tale fatto, così come la circostanza
che l’erogazione iniziale del credito sia stata approvata sulla base di
informazioni (false) fornite dall’allora direttore della banca medesima, non
costituiscono la ragione della decadenza del contratto. La giudice ha pure
ritenuto ininfluente stabilire, ai fini del giudizio, se l’intenzione di AP 1 sia
stata sin dal principio quella di ristrutturare la struttura alberghiera anziché
tramutarla in uno stabile di appartamenti, se egli abbia tempestivamente
proposto il cambio di progetto e se la banca abbia eccessivamente temporeggiato
creandogli delle false aspettative. 

Ella
ha piuttosto ritenuto determinante quanto già sottolineato dalla CEF nella sua
decisione 20 aprile 2018 (doc. A) e non contestato da AP 1, ovvero che l’utilizzo
del credito di costruzione di fr. 208’000.- per rimborsare parzialmente, in
data 21 settembre 2015, un prestito personale concesso dalla E__________ SA non
è conforme allo scopo del credito ipotecario, costituisce una violazione dell’art.
7 cpv. 2 del contratto di credito quadro e ne ha comportato l’esigibilità su
tale base, ritenuto che la banca non ha mai invocato né una disdetta né un
vizio di volontà.

Infine,
la giudice ha rilevato che è incontestato che la banca ha scoperto tale
circostanza solo dopo aver avuto accesso agli atti penali (pur avendo già a
fine ottobre/dicembre 2015 cominciato a nutrire dei dubbi su tutta l’operazione),
e che una sua mala fede non risulta dimostrata.

Di
qui la reiezione dell’azione di disconoscimento di debito.

 

5.        
Con il gravame, l’appellante
rimprovera alla giudice di primo grado un errato apprezzamento delle prove per
non aver accertato che la banca sapeva dall’inizio che l'importo di fr.
208'000.- da lei erogato non sarebbe stato utilizzato per pagare lavori svolti
sul cantiere di __________, bensì un credito personale concesso a AP 1 dalla E__________
SA, e aveva dato la sua autorizzazione; ciò per il tramite di Y__________,
all'epoca direttore e responsabile della filiale luganese della banca, nonché
organo della medesima, che era l’ideatore stesso dell’operazione di
finanziamento, ne conosceva tutti i dettagli ed era addirittura intervenuto
personalmente per sbloccare l’erogazione del denaro e agevolare il pagamento
della fattura di fr. 208'000.-, trasmettendo fotografie riguardanti lavori non
eseguiti dalla E__________ SA, bensì (riconoscibilmente) da una ditta terza (cfr.
doc. M, in particolare p. 2-3, 25-29 e 52 e allegati 2 e 3). Per l’appellante,
il suddetto direttore con il suo agire lo avrebbe pertanto autorizzato a
derogare a quanto indicato nel contratto quadro, vincolando anche la banca.

 

6.        
Ora, il gravame non si
confronta con l’accertamento pretorile secondo cui è incontestato che l’utilizzo
fatto dei fr. 208'000.- erogati dalla banca era contrario al contratto e che la
scoperta, da parte della banca, della destinazione del denaro è avvenuta solo
dopo aver avuto accesso agli atti penali, ovvero a fine 2016 (decisione
impugnata, consid. 9 primo paragrafo e consid. 14 secondo paragrafo). Onde
rispettare il proprio onere di motivazione (art. 311 CPC), l’appellante avrebbe
dovuto smentire tale circostanza, indicando dove, negli allegati di prima sede,
aveva contestato tale assunto o proposto le argomentazioni ora contenute nel
gravame. Non avendolo fatto, esse risultano pertanto irricevibili, oltre che
nuove (art. 317 CPC). La lacuna non può essere sopperita dalle indicazioni
contenute nella replica spontanea 25 aprile 2024 (che rinvia alla replica 16
settembre 2019, ad. 14, al verbale di udienza 8 gennaio 2020, p. 1 e alle
conclusioni 17 aprile 2024, pto. 4), giacché la motivazione del gravame
dev'essere contenuta nello scritto presentato entro il termine di ricorso e il
ricorrente non può validamente completare o migliorare la sua impugnativa con
la replica, proponendo delle censure che avrebbero già potuto essere sollevate
in precedenza (DTF 142 III 413 consid. 2.2.4; STF 4A_545/2021 del 25 agosto
2023 consid. 2, 4A_651/2020 del 19 agosto 2022 consid. 1). Aggiungasi inoltre che,
laddove in prima sede è stato (come nel caso concreto) ordinato un secondo
scambio di scritti, esso costituisce l’ultima occasione per presentare
illimitatamente allegazioni, contestazioni e mezzi di prova (cfr. art. 229 CPC),
che pertanto l’eventuale proposizione dell’argomentazione qui in discussione all’udienza
8 gennaio 2020 o nelle conclusioni 17 aprile 2024 sarebbe stata in ogni caso
tardiva e che il passaggio della replica citato nel gravame è alquanto generico
e non fa riferimento alla somma di fr. 208’000.-.

 

7.        
Comunque sia, è pacifico che
lo scopo del credito ipotecario era il finanziamento dell’acquisto e dei lavori
sul fondo part. __________. A prescindere dalla qualifica di Y__________ quale
organo della AO 1, il fatto stesso che quest’ultima abbia a un certo punto
condizionato l’erogazione di ulteriori crediti all’avanzamento dei lavori e
pagato la fattura qui in discussione (firmata non solo da AP 1 e M__________,
ma anche dall’architetto N__________, e dunque all’apparenza riferita al
cantiere e non al rimborso di un prestito) solo dopo aver ricevuto (ingannevoli)
fotografie onde comprovare i presunti lavori oggetto di fatturazione e celare
la reale destinazione del denaro (v. sopra consid. D), attesta chiaramente che
non vi era alcun consenso a una modifica dello scopo del credito (tantomeno
laddove volta ad aggirare le disposizioni relative alla messa a disposizione di
capitale proprio da parte di AP 1). Come opportunamente evidenzia la parte
appellata, tali fotografie (doc. M, p.
25-28) pure recano la sottoscrizione di AP 1, che non contesta di essere stato
perfettamente al corrente delle condizioni poste dalla banca né risulta averle
mai segnalato che le fatture inoltrate (e, ancora una volta, da lui
sottoscritte unitamente all’architetto) riguardavano in realtà il rimborso di
un prestito. Egli è pertanto malvenuto a professarsi estraneo ai fatti e non
può in buona fede pretendere di aver legittimamente confidato in un accordo
della sua controparte a una modifica contrattuale attestante una violazione delle
premesse stesse del finanziamento. Ne discende che le argomentazioni contenute
nell’appello non sono solo irricevibili e prive di fondamento, ma rasentano la
temerarietà.

 

8.        
In conclusione l’appello,
nella misura in cui è ricevibile, dev’essere respinto, con conseguente conferma
della decisione impugnata.

Le
spese giudiziarie di seconda sede seguono la soccombenza dell’appellante (art.
106 cpv. 1 CPC) e sono calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 1'495’794.71.

Le spese
processuali, fissate in applicazione degli art. 2, 7 e 13 LTG, ammontano a fr. 30’000.-.
Le ripetibili, calcolate sulla base dell’art. 11 cpv. 1, cpv. 2 lett. a e cpv.
5 RTar, tenuto pure conto delle spese e dell’IVA, sono quantificate in fr. 15’000.-.

 

Per questi motivi,

 

richiamati l’art. 106 CPC, la LTG e il
RTar,

 

decide:

 

1.      L’appello 31 gennaio 2024 di AP 1 è respinto nella misura
della sua ricevibilità.

          

2.      Le spese processuali della procedura d’appello, di fr. 30’000.-,
sono a carico dell’appellante, che rifonderà alla controparte fr. 15’000.- per
ripetibili di seconda sede.

 

3.      Notificazione:

	
   

  	
  -     ; 

  -     . 

   

  

                                       Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Riviera.

 

 

Per la seconda Camera civile del
Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          La
cancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1
LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).