# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b0b19657-bc86-5e16-a6c8-4d616f51693b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-03-11
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 11.03.1998 15.1998.00006
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1998-00006_1998-03-11.html

## Full Text

Incarto n.

  15.98.00006

  	
  Lugano

  11 marzo 1998 /MR/fc/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente

  Pellegrini e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo
sul ricorso 14 gennaio 1998 di

 

	
   

  	
  __________

   

  

 

contro
__________ nelle esecuzioni n. __________ e div., 310816 e div., 319709
promosse nei confronti del ricorrente da

 

	
   

  	
   

  

                                         

                                         __________

 

in tema di pignoramento di
salario;

 

 

esaminati atti e documenti;

 

 

Ritenuto in fatto

 

 

                                  A.   Diversi
creditori procedono contro __________, dipendente dello Stato, per l’incasso
dei loro crediti.

 

                                  B.   Dal
mese di dicembre 1997 è pignorata la quota di fr. 1’450.-- dello stipendio
mensile dell’escusso sulla base di un calcolo dell’eccedenza pignorabile che
tiene conto di un guadagno mensile complessivo di fr. 8’144.-- a fronte di un
minimo di esistenza di complessivi fr. 5’820.--, e meglio come al seguente calcolo,
allestito dall’UEF il 22 dicembre 1997:

 

                                         Introiti

                                         debitore                                                     fr.      5’060.00
       (62 %)

                                         coniuge                                                      fr.      3’084.00        (38
%)

                                         totale                                                          fr.      8’144.00
      (100 %)

 

                                         Minimo
di esistenza

                                         minimo
base                fr.    1’370.00

                                         figli
minorenni               fr.       600.00

                                         affitto                             fr.
   1’500.00

                                         riscaldamento              fr.      
150.00

                                         Cassa
malati                fr.       800.00

                                         trasferte                         fr.      
400.00

                                         pasti
fuori domicilio      fr.      400.00

                                         spese
diverse               fr.      600.00

                                         totale                              fr.   
5’820.00     fr.      3’608.40       (62 %)

 

                                         Quota
pignorabile pari a fr. 1451.60 (fr. 5’060.-- dedotti fr. 3’608.40), importo
arrotondato per difetto a fr. 1’450.-- .

 

                                  C.   Contro
siffatto pignoramento è insorto l’escusso che con atto 14 gennaio 1998 osserva
di aver ricevuto dall’Ufficio esazione e condoni la comunicazione che a partire
dal mese di gennaio 1998 lo Stato procede a una trattenuta dal suo stipendio di
fr. 1’100.-- per imposte arretrate, in aggiunta alla trattenuta di fr.
1’450.--, per un totale di fr. 2’550.-- .

 

                                  D.   Nelle
more della procedura di ricorso l’Ufficio esazione e condoni ha successivamente
comunicato al ricorrente in un primo tempo (scritto 6 febbraio 1998) di
“ridurre la trattenuta da fr. 1’100.-- a fr. 700.-- a partire da febbraio 1998”
e in un secondo tempo (scritto 12 febbraio 1998) di “annullare da subito la
trattenuta di stipendio fr. 700.-- per imposte arretrate”.

 

 

Considerando in diritto:

 

 

                                   1.   Preliminarmente
va rilevato che alla luce degli scritti 6 e 12 febbraio 1998 dell’Ufficio
esazione e condoni l’oggetto del ricorso si riduce all’esame del pignoramento
riferito al mese di gennaio 1998, la trattenuta operata dallo Stato sullo
stipendio del mese di gennaio 1998 avendo inciso - a seguito della conseguente
riduzione delle effettive entrate dell’escusso - sul calcolo dell’eccedenza
pignorabile riferita a quell’unico mese.

 

                                   2.   

                                  a)   Per
l’art. 93 cpv.1 LEF il reddito dell’escusso può essere pignorato se, a giudizio
dell’ufficiale, non sia assolutamente necessario al sostentamento del debitore
e della sua famiglia; tuttavia a favore del medesimo creditore o del medesimo
gruppo di creditori lo stipendio dell’escusso può essere pignorato - nella
stessa esecuzione - per la durata massima di un anno a partire dall’esecuzione
del pignoramento rispettivamente a partire dall’esecuzione del primo
pignoramento (art. 93 cpv.2 LEF). Nel procedere al pignoramento del reddito
l’autorità esecutiva è tenuta ad accertare d’ufficio le circostanze
determinanti al momento dell’esecuzione del pignoramento, ossia il reddito
complessivo del debitore e il fabbisogno suo e della sua famiglia, atteso che il
debitore deve collaborare nel fornire le necessarie indicazioni (cfr. art.91
cpv.1 n.2 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss
des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 6.ed., Berna 1997, §22 n.31p.155 e
§23 n.56 p.176), in particolare sull’ammontare del suo stipendio, se il datore
di lavoro riconosce la pretesa salariale rispettivamente per quale motivo e in
quale misura la contesta (cfr. Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, 4. ed., Vol. I, Zurigo
1997, n.11 ad art.93 LEF).

                                  b)   Il
pignoramento di salario è in principio eseguito quando il debitore o il suo
rappresentante è informato dall’ufficio che una parte del suo stipendio è
colpito dal provvedimento esecutivo ed è avvertito esplicitamente sul divieto
di disporne senza autorizzazione dell’ufficio nonché sulle conseguenze penali
ex art. 169 CP in caso di inosservanza (cfr. art. 96 LEF). Siffatta
dichiarazione  dell’ufficio (cosiddetta “Pfändungserklärung”, cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §22 n.53 p.158s.
e §23 n.70 p.180 ) è infatti elemento costitutivo dell’atto di pignoramento
(cfr. DTF 112 III 15, cfr. anche Pierre-Robert
Gilliéron, Poursuite pour dettes, faillite et concordat, 3. ed., Losanna
1993, p.190), atteso che perché vi sia valido pignoramento di salario dovranno
essere indicate espressamente le basi di calcolo della quota pignorabile (cfr.
DTF 100 III 13 cons.2; Amonn/Gasser, op.cit.,
§23 n.70, p.180; Fritzsche/Walder,
Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Vol. I, Zurigo 1984,
§24 n.76 p.343). Quale misura “cautelare” (cfr. Titolo marginale agli art. 98 e
ss. LEF) intesa ad assicurare il mantenimento del substrato esecutivo,
l’ufficio notificherà inoltre al datore di lavoro - terzo debitore - l’avvenuto
pignoramento di salario avvertendolo ex art. 99 LEF che l’importo pignorato
potrà essere pagato validamente soltanto all’ufficio, cui dovrà essere versato
mensilmente (cfr. formulario Mod.10; Amonn/Gasser,
op.cit., §23 n.71 p.180). 

 

                                  c)   Non
appena la pretesa salariale è scaduta, l’importo pignorato è di regola
incassato dall’ufficio (cfr. art.100 LEF), che provvede poi - dedotte le spese
esecutive - a riversarlo direttamente al creditore pignorante, rispettivamente
a distribuirlo tra i creditori pignoranti appartenenti allo stesso gruppo. A
differenza di quanto avviene con beni di altra natura, l’incasso diretto del
credito salariale scaduto ne rende superflua la realizzazione (cfr. DTF 116
III  59; cfr. Amonn/Gasser, op.cit.,
§ 23 n.71 p.180 e n.76 p.181). Ciò vale tuttavia soltanto quando il credito da salario,
sulla cui base è stata calcolata la quota pignorabile, non contestato dal terzo
debitore, è effettivamente versato alla sua scadenza - nella misura pignorata -
all’ufficio. Qualora invece il datore di lavoro, pur non contestando all’atto
del pignoramento il credito salariale in quanto tale, non consegnasse
all’ufficio alla loro scadenza le quote pignorate, i creditori pignoranti
possono chiederne comunque la realizzazione entro quindici mesi dal
pignoramento (cfr. l’art. 116 cpv. 2 LEF che codifica una radicata
giurisprudenza del Tribunale federale, cfr. Jaeger/Walder/
Kull/Kottmann, op.cit., Vol.I, n. 17 ad art. 116 LEF). 

 

                                  d)   Quando
il terzo debitore contesta in tutto o in parte l’ammontare del credito di cui è
chiesto il pignoramento rispettivamente pone in compensazione proprie pretese
nei confronti dell’escusso, il credito dell’escusso è in principio comunque
pignorato, tuttavia va realizzato come credito contestato mediante assegnazione
ai creditori ex art. 131 LEF (cfr. Amonn/Gasser,
op.cit., §27 n.3 p.215; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann,
op.cit., Vol.I, n. 7 ad art. 99 LEF e n.5 ad 100 LEF; cfr. anche DTF 120
III 18, 120 III 131). Ciò vale anche in caso di pignoramento di salario (cfr. Amonn/Gasser, op.cit., §23 n.76 p.18; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, op.cit., Vol.I,
n. 13 ad art. 93 LEF). Qualora il datore di lavoro contestasse solo in parte
l’ammontare dello stipendio, rispettivamente operasse una compensazione solo
parziale, occorrerà procedere al calcolo della quota pignorabile sia sulla base
dello stipendio contestato (includendo quindi la parte trattenuta dal datore di
lavoro) che sulla base dello stipendio riconosciuto (con deduzione cioè della
parte dichiarata compensata), atteso che la differenza tra le due quote
ottenute va comunque pignorata come credito contestato e se del caso potrà
essere realizzata.

 

                                  e)   Nel
caso concreto la quota pignorabile di fr. 1’450.-- è stata calcolata dall’UEF
__________ sulla base di uno stipendio mensile dell’escusso di fr. 5’060.--. Il
pignoramento dello stipendio è stato notificato al datore di lavoro (Stato del
Cantone Ticino, per il tramite dell’Ufficio stipendi) con atto 23 dicembre
1997. La trattenuta di fr. 1’100.-- dallo stipendio del mese di gennaio 1998
operata dallo Stato ha di fatto modificato le basi di calcolo della quota
pignorabile, riducendo il reddito dell’escusso - riferito a quel mese - a fr.
3’960.-- (fr. 5’060.-- dedotti fr. 1’100.--). Siffatta trattenuta, seppure
intervenuta in corso di pignoramento, ha gli stessi effetti di una di dichiarazione
di (parziale) compensazione espressa dal terzo debitore al momento
dell’esecuzione del pignoramento dello stipendio. Occorre quindi procedere a un
nuovo calcolo della quota pignorabile sulla base dell’ammontare dello stipendio
eccedente la compensazione (pari a fr. 3’960.00):

 

                                         Introiti

                                         debitore
(fr. 5’060.00 - fr. 1’100.00) =               fr.      3’960.00 (56.2 %)

                                         coniuge                                                                 fr.      3’084.00
(43.8%)

                                         totale                                                                      fr.      7’044.00
(100%)

 

 

 

 

                                         Minimo
di esistenza

                                         minimo
base                fr.    1’370.00

                                         figli
minorenni               fr.       600.00

                                         affitto                             fr.    1’500.00

                                         riscaldamento              fr.      150.00

                                         Cassa
malati                fr.      800.00

                                         trasferte                         fr.      400.00

                                         pasti
fuori domicilio     fr.      400.00

                                         spese
diverse              fr.      600.00

                                         totale                             fr.    5’820.00                  fr.      3’271.00
(56.2%)

 

                                          La
quota pignorabile dello stipendio di gennaio 1998 risulta pari a fr. 688.20
(fr. 3’960.00 dedotti fr. 3’271.80), arrotondata per difetto a fr. 688.-- .

 

                                         La
differenza tra la quota precedentemente pignorata (fr.1’450.--) e la nuova
quota pignorabile (fr. 688.--) pari a fr. 762.--, già incassata dall’ufficio,
dovrà essere retrocessa all’escusso. Un credito di importo equivalente resterà
comunque pignorato limitatamente al mese di gennaio - come credito contestato -
a favore dei creditori partecipanti all’esecuzione, i quali se del caso ne
potranno chiedere la realizzazione ex art. 116 cpv. 2 LEF. Detto credito dovrà
essere iscritto sul verbale di pignoramento.

                                         

                                      

                                   3.   Il
ricorso 14 gennaio 1998 di __________, è pertanto parzialmente accolto, nel
senso che limitatamente al mese di gennaio 1998 è pignorata la quota del suo
stipendio di fr. 688.-- in luogo di fr. 1’450.--. Non si prelevano spese (art.
61 cpv.2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).

 

 

richiamati gli art. 17, 22, 93, 99, 100,
116 e 131 LEF,

 

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso 14 gennaio 1998 di __________, è parzialmente accolto.

 

                               1.1.
  Di conseguenza limitatamente al mese di gennaio 1998 la quota
pignorabile dello stipendio percepito da __________ __________, dallo Stato del
Cantone Ticino è ridotta a fr. 688.--.

 

                               1.2.   E’
fatto ordine all’UEF __________ di retrocedere a Gabri__________le __________
Fr. 762.--, procedendo nel contempo al pignoramento come credito contestato di
un credito di fr. 762.-- dell’escusso nei confronti dello Stato del Cantone
Ticino.

 

                                   2.   Non
si prelevano spese e non si assegnano indennità.

                                      

                                   3.
  Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera
delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a __________, per il
tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                   4.   Intimazione
a:

                                      

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale
autorità di vigilanza

Il
presidente                                                                          
La segretaria