# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 02881a5b-8e30-5f90-9b88-e750a645bf90
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-10-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 16.10.1997 52.1997.233
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1997-233_1997-10-16.html

## Full Text

Incarto n.

  52.97.00233

   

  	
  Lugano

  16 ottobre 1997

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Matteo
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  21 agosto 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr.
  da: __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  decisione 20 agosto 1997 (no. 3965) del Consiglio di Stato, che respinge
  l'impugnativa inoltrata dall'insorgente avverso la risoluzione 8 gennaio 1997
  con la quale la Sezione degli stranieri gli ha notificato la decadenza del
  permesso di domicilio in seguito a prolungato soggiorno all'estero;

  

 

 

viste le risposte:

-    11 settembre 1997 del Consiglio di
Stato,

-    16 settembre 1997 della Sezione
degli stranieri,

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a) Il ricorrente __________,
cittadino italiano nato nel __________, è entrato in Svizzera nel 1976 con lo
statuto di lavoratore stagionale. Nel nostro paese egli ha poi ottenuto un
permesso di dimora annuale, più volte rinnovato, per poi beneficiare a partire
dal 1987 di un permesso di domicilio il cui termine di controllo è stato fissato
per l'ultima volta al 24 aprile 1999. Per contro la famiglia dell'insorgente,
composta dalla moglie __________ e dai figli __________, __________ e
__________, è sempre rimasta in Italia, e segnatamente a __________ in
provincia di __________.

 

b) A partire dalla sua entrata in Svizzera l'insorgente ha
lavorato quale scalpellino per diverse ditte ticinesi attive nel ramo dell'industria
del granito, ultima delle quali la ditta __________ di __________. A causa del
fallimento della suddetta ditta, __________ si è trovato senza lavoro a partire
dal 17 giugno 1996. Da questa data egli è al beneficio di prestazioni assicurative
contro la disoccupazione.

 

 

                                  B.   Su segnalazione dell'Ufficio
del lavoro di __________, il 22 ottobre 1996 la Sezione degli stranieri ha
chiesto alla Polizia cantonale di disporre degli accertamenti volti a
verificare se __________ risiedesse effettivamente in Ticino presso l'appartamento
da lui preso in locazione insieme ad un connazionale a __________.

Dando seguito a tale richiesta, il 17 dicembre 1996
l'autorità di polizia ha quindi provveduto ad interrogare il suddetto straniero.

Riguardo al suo luogo abituale di residenza, __________ ha
avuto modo di dichiarare agli agenti di polizia che fintanto che era alle
dipendenze della ditta __________ egli soggiornava nel suo appartamento di
__________ per poi rientrare regolarmente durante i fine settimana dai suoi
famigliari in provincia di __________. Ha tuttavia ammesso che, dopo aver perso
il posto di lavoro, la sua presenza a __________ è sensibilmente aumentata,
rientrando in Svizzera solo per il controllo della disoccupazione.

 

                                  C.   Fondandosi sui predetti
accertamenti di polizia, con decisione 8 gennaio 1997 la Sezione degli
stranieri ha dichiarato decaduto il permesso di domicilio a suo tempo
rilasciato ad __________, avendo egli risieduto per oltre sei mesi all'estero.

 

 

                                  D.   Adito da __________ il
Consiglio di Stato ne ha respinto il gravame con decisione 20 agosto 1997.

Il Governo ha in sostanza confermato la decadenza del permesso
di domicilio giusta quanto previsto dall'art. 9 cpv. 3 lett. c) LDDS, visto che
l'insorgente ha risieduto in modo effettivo all'estero, presso i suoi
famigliari in Italia, per un periodo superiore a sei mesi. Secondo l'Esecutivo
cantonale, dopo la perdita del posto di lavoro, __________ sarebbe rientrato in
Svizzera solo per dei brevissimi periodi allo scopo di controllare la disoccupazione
e per cercare lavoro: tali apparizioni nel nostro paese non sarebbero comunque
sufficienti ad impedire il decadimento del permesso di domicilio.

 

 

                                  E.   Contro la predetta pronuncia
governativa, __________ insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che egli sia
riconosciuto titolare di un permesso di domicilio in Svizzera.

Contesta in sostanza che nel caso di specie sussistano i presupposti
previsti dall'art. 9 cpv. 3 lett. c) LDDS per ritenere decaduto il suo permesso
di domicilio.

Sostiene infatti che da quando ha perso il lavoro egli, pur
trascorrendo più tempo di prima a __________, rientra comunque regolarmente
durante la settimana in Ticino dove pure vi soggiorna. La prova della sua
permanenza su suolo svizzero è data dal fatto che ha comunque mantenuto il suo
appartamento di __________ e che mai gli sono state rivolte delle critiche per
mancanza di impegno nella ricerca di una nuova attività lavorativa.

Con istanza pedissequa al gravame, chiede che a quest'ultimo
sia conferito effetto sospensivo.

 

 

                                  F.   All'accoglimento del gravame
si oppone la Sezione degli stranieri, adducendo delle argomentazioni di cui si
dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

Anche il Consiglio di Stato propone la reiezione del gravame,
riconfermandosi nelle motivazioni poste a fondamento della decisione impugnata.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   a) In materia di diritto
degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire
in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di Stato è
data soltanto nella misura in cui queste ultime sono suscettibili di essere impugnate
con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr. art. 1 della
Legge transitoria di applicazione dell'art. 98a della legge federale
sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri del 12
marzo 1997).

 

b) Giusta l'art. 100 lett. b) cifra 3 OG, in materia di
polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale
federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento
la legislazione federale non conferisce un diritto.

Sennonché, indipendentemente dalla sussistenza o meno di un
diritto al rilascio di un permesso, per costante prassi dell'alta Corte
federale il ricorso di diritto amministrativo è ammissibile contro decisioni
concernenti la decadenza del permesso di domicilio o di dimora, trattandosi di
questioni che vertono sostanzialmente sulla validità attuale di un permesso di
cui lo straniero già beneficia (cfr. STF inedita del 6 marzo 1997 in re D.,
consid. 1b) e riferimenti).

Anche la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire sull'impugnativa inoltrata da __________ è pertanto data.

 

c) Il gravame, tempestivo e presentato da una persona senz'altro
legittimata a ricorrere, è ricevibile in ordine e può essere evaso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

 

                                   2.   Prima di entrare nel merito
del ricorso va evasa la domanda formulata dal ricorrente relativa alla
concessione dell'effetto sospensivo.

A tale proposito occorre rilevare che giusta l'art. 47 cpv. 1
PAmm, il ricorso al Tribunale cantonale amministrativo ha effetto sospensivo a
meno che la legge o la decisione impugnata non dispongano altrimenti.

Ora, nella fattispecie in esame non è data nessuna delle predette
eccezioni alla regola sancita da tale disposizione. Si noti in particolare che
la decisione governativa qui impugnata non dispone affatto la revoca dell'effetto
sospensivo in caso di ricorso contro la stessa.

Ne consegue pertanto che l'impugnativa inoltrata dal
ricorrente ha già per legge effetto sospensivo e quindi la domanda volta ad
ottenere in questa sede analogo provvedimento va senz'altro respinta in quanto
priva di oggetto.

 

 

                                   3.   Giusta l'art. 9 cpv. 3
lett. c) LDDS il permesso di domicilio perde ogni validità non appena lo
straniero notifica la sua partenza o quando egli risiede effettivamente all'estero
durante sei mesi. Su istanza dello straniero interessato, inoltrata prima della
scadenza del suddetto termine semestrale, l'autorità può concedere una proroga
del periodo di assenza dalla Svizzera sino ad un massimo di due anni.

Come ha giustamente rilevato il Consiglio di Stato nella
decisione qui dedotta in giudizio, per residenza effettiva, ai sensi della
precitata disposizione, si intende la permanenza effettiva di una persona in un
determinato luogo, stabilita secondo criteri oggettivi e non in base al volere
soggettivo dell'interessato. Pertanto il permesso di domicilio decade già per
il fatto che lo straniero risiede effettivamente all'estero per oltre sei mesi,
senza con ciò aver trasferito al di fuori della Svizzera il centro dei propri
interessi.

Ne consegue che, in caso di trasferimento all'estero, il
semplice fatto di mantenere un appartamento in Svizzera per trascorrervi i fine
settimana o altri brevi periodi non basta ad evitare la decadenza del permesso
di domicilio, e questo anche quando la presenza su territorio svizzero dello
straniero sia determinata dal desiderio di mantenere intensi rapporti con il
nostro paese (DTF 120 Ib 369 e segg., consid. 2c) e rinvii).

 

 

                                   4.   Nella fattispecie in esame,
il ricorrente non ha svolto più alcuna attività lucrativa in Svizzera a partire
dal 17 giugno 1996 ed ha vissuto - perlomeno a partire da detta data sino al 17
dicembre 1996 - prevalentemente a __________, in provincia di __________ (I),
dove risiede la famiglia.

Interrogato dalla Polizia cantonale il 17 dicembre 1996 in
merito alla sua residenza regolare e continua in Svizzera, il ricorrente ha
infatti dichiarato che "fino a quando avevo la possibilità di lavorare,
rientravo in Italia ogni venerdì sera, facendovi ritorno il lunedì mattina. Da
quando invece sono disoccupato praticamente soggiorno la maggior parte del
tempo a __________)." Ha poi aggiunto che "A __________
rimango un giorno o due alla settimana. Ora che è freddo praticamente vengo in
Svizzera unicamente per il bollo e poi subito rientro a __________."
__________ ha poi altresì affermato che "Se sarà il caso continuerò
a soggiornare come finora a __________. Infatti verrò in Svizzera, come già
detto, un giorno o due alla settimana fintanto che avrò il diritto alla
disoccupazione. Risiedere a __________ senza svolgere un'attività non saprei
come fare a passare la giornata".

 

Alla luce di queste chiare ed inequivocabili affermazioni,
che non sono state smentite in sede di ricorso, si deve dunque ammettere che
l'insorgente a partire dalla metà di giugno del 1996 e per un periodo superiore
a sei mesi si è stabilito in Italia presso la sua famiglia ed è rientrato in
Svizzera unicamente per il controllo della disoccupazione e per cercare un
lavoro. Come emerge dagli atti, le sue apparizioni in Ticino, seppure regolari,
si sono sempre limitate a periodi brevissimi.

Ora, a tale proposito va rammentato che secondo costante
prassi del Tribunale federale, qualora lo straniero trascorra la maggior parte
del suo tempo all'estero, il termine di sei mesi previsto dall'art. 9 cpv. 3
lett. c) LDDS non è interrotto dal semplice fatto che egli ritorni regolarmente
in Svizzera per dei brevi soggiorni d'affari o per visite (DTF 120 Ib 369 e
segg., STF inedita 19 marzo 1997 in re E. e LLCC, consid. 3b) in fine). Insufficiente
è quindi la semplice presenza in Svizzera limitatamente a un giorno o due alla
settimana per poter timbrare il controllo della disoccupazione (STF inedita 25
agosto 1995 in re M., STF 20 ottobre 1994 in re F.). Un'interruzione del
suddetto termine avviene soltanto se se lo straniero rientra in Svizzera prima
dello scadere dei sei mesi per riprendere a soggiornarvi in modo duraturo. Ciò
che non è palesemente stato il caso nella fattispecie in esame.

 

Le dichiarazioni sottoscritte dal signor __________ e dalla
signora __________, versate agli atti dal ricorrente, non fanno altro che
confermare quanto affermato da quest'ultimo davanti agli organi di polizia il
17 dicembre 1996 e anzi permettono di concludere che anche nei primi mesi del
1997 i soggiorni in Ticino di __________ sono stati alquanto limitati,
essendosi egli ormai stabilito in Italia.

Del tutto inconferente il riferimento da parte
dell'insorgente ai principi contenuti nella sentenza 13 settembre 1988 del Tribunale
federale delle assicurazioni in re P., trattandosi questa di una fattispecie in
materia di prestazioni assicurative contro la disoccupazione erogate ad uno
straniero che, avendo soggiornato all'estero per un periodo di tempo inferiore
ai sei mesi previsti dall'art. 9 cpv. 3 lett. c) LDDS, non aveva perso il
proprio permesso di domicilio in Svizzera e come tale era stato ritenuto residente
nel nostro paese ai sensi dell'art. 12 LADI.

 

 

                                   5.   Stante tutto quanto
precede, si deve dunque concludere che la sentenza impugnata non presta il
fianco alle critiche sollevate dall'insorgente. Va dunque confermata la
decadenza del permesso di domicilio rilasciato ad __________.

Per il che il ricorso è respinto.

 

 

                                   6.   La tassa di giustizia e le
spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 9 cpv. 3 lett. c) LDDS; 100 lett. b) cifra 3 OG; 1 della Legge
transitoria di applicazione dell'art. 98a della legge federale
sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri del 12
marzo 1997; 3, 18, 28 43, 60, 61 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa di giustizia e le
spese di fr. 500.-- sono a carico del ricorrente.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario