# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d1dce49d-1e9d-5054-9d32-c1a3dbaa1a84
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2019-08-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 27.08.2019 11.2018.47
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2018-47_2019-08-27.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2018.47

  	
  Lugano,

  27 agosto 2019/rn

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  G.
  A. Bernasconi, presidente,

  Giani
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  F.
  Bernasconi

  

 

 

sedente
per statuire nella causa OA.2010.774 (azione
creditoria) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 3, promossa con
petizione del 3 luglio 2009 da

 

	
   

  	
   AO
  1  

  (ora
  patrocinato dagli avvocati  PA 2 

  e 
   )

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
    AP 2
   (D)

    AP 3  (D)

   AP 4  (D)

    AP 5  (D)
  e

    AP 6  (D)

   (patrocinati dall'avv.  PA 1 )

   formanti la comunione ereditaria fu  A, già in 

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

giudicando sull'appello
dell'11 aprile 2018 presentato da AP 2, AP 3, AP 4, AP 5 e AP 6 contro
decisione emessa dal Pretore il 23 febbraio 2018;

 

Ritenuto

 

in fatto:                   A.   Il 5 maggio 1995 __________
A__________ e AO 1 hanno stipulato un contratto di società semplice “regolante
i rapporti economici riguardo all'acquisto della proprietà per piani n. 10 185 RFD di __________ e della particella n. 173
RFD di __________, nonché i rapporti economici inerenti alle comproprietà che
le parti detengono sulle particelle n. 564 RFD di __________, n. 558 RFD di __________,
nonché sulle proprietà per piani n. 0053, 0056 e 0057 RFP di __________”. Il
contratto prevedeva che “in caso di disaccordo sull'interpretazione e/o
applicazione della presente convenzione le parti decidono, ad esclusione della
giurisdizione ordinaria, di affidare il giudizio sulla lite ad un arbitro unico
che deciderà in modo informale e senza complicazioni di ordine procedurale nei
tempi più brevi”.

 

                                  B.   __________ A__________
(1938), vedova, è deceduta il 12 febbraio 2007 a __________, suo ulti­mo
domicilio, senza lasciare discendenti. In un testamento pubblico del 23 maggio
1991 essa ha istituito suoi eredi in parti uguali AP 2 (1954), AP 3 (1957) e AP
4 (1966), figli del defunto marito, come pure AP 5 (1962) e AP 6 (1966), figli
di sua sorella. Nel testamento essa ha
disposto inoltre numerosi legati, fra cui uno di fr. 200 000.– ‟netti da tassa di successione
che sarà a carico dei miei erediˮ in favore di AO 1 (1945), designato suo esecutore testamentario. Il 10 settembre
2007 AO 1 ha rinuncia­to alla carica di esecutore testamentario. Il Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 4, ha rilasciato il 30 novembre 2007 un certificato ereditario in
cui figurano come unici eredi fu __________ A__________
i menzionati nipoti AP 2, AP 3, AP 4, AP 5 e AP 6, i quali hanno accettato
l'eredità con beneficio d'inventario (inc. CN.2007.1143).

 

                                  C.   In
seguito a litigi sul contenuto e la validità del contratto di socie­tà
semplice, il 13 giugno 2008 i cinque eredi hanno convenuto AO 1 davanti a un arbitro nominato
dalle parti, l'avv. __________ B__________, chiedendo:

                                         –   di accertare la validità del contratto di società
semplice;

                                         –   di
accertare la validità e l'esigibilità di un loro credito verso il convenuto di
fr. 1 425 000.– più
interessi di fr. 60 000.– annui dalla firma del contratto;                                                                            

                                         –   di
condannare AO 1 a versare alla comunione ereditaria la metà di ogni utile
conseguito dalle vendite dei fondi a __________ e a __________, precedenti lo
scioglimento della società semplice;

                                         –   di
condannare AO 1 a consegnare tutta la documentazio­ne e i conteggi relativi ai
fondi venduti a __________ e a __________, con la comminatoria dell'esecuzione
effettiva;

                                         –   di
accertare lo scioglimento della società semplice alla morte di __________ A__________;

                                         –   di
ordinare la liquidazione della società semplice e di designa­re un liquidatore;

                                         –   di
ordinare a AO 1 di consegnare alla comunione ereditaria i conteggi e la documentazione
relativa agli attivi e ai debiti della società semplice.

 

                                   Nella
sua risposta del 20 novembre 2008 AO 1 ha proposto
di dichiarare la petizione irricevibile o, subordinatamente, di sospendere la
procedura e nel merito ha postulato il rigetto della petizio­ne, opponendo in
via eventuale la compensazione delle prete­se in appresso:

                                         –   fr. 200 000.– con interessi per il legato in suo favore;

                                         –   fr.
200 000.–
con interessi a saldo di prestazioni residue da lui eseguite in favore di __________
A__________ e a titolo di rimborso per maggiori prelevamenti dai conti della
comproprietà;

                                         –   fr.
31 319.80
con interessi per pagamenti effettuati presso la Banca __________ in favore di __________
Al__________ dal conto della comproprietà;

                                         –   fr.14 300.– con
interessi a titolo di corrispettivo per prestazioni di esecutore testamentario,
oltre interessi al 5% dal 24 gennaio 2008;

                                         –   fr.
190 000.–
come quota di un mezzo dai conti della comproprietà che la comunione ereditaria
fu __________ A__________ rifiutava di versargli. 

 

                                         A
tali pretese AO 1 ha aggiunto in una duplica del 14 febbraio 2009 un credito
imprecisato per il danno cagionatogli dal mancato consenso alla vendita della particella
n. 826 RFD di __________, di cui egli era
comproprietario con __________ A__________. Statuendo il 24 aprile 2009, l'arbitro ha respinto le obiezioni del
convenuto circa la propria competenza e la ricevibilità della petizio­ne, ha
sospeso la procedura e ha assegnato a AO 1 un termine di 30 giorni per
far valere dinanzi al foro competente le sue pretese ‟che esulano dai
rapporti contrattuali tra le parti derivanti dall'accordo di cui trattasi e in
particolare del patto d'arbitratoˮ.

 

                                  D.   Il 3 luglio 2009 AO 1
ha adito il Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2, perché AP 2, AP 3, AP 4, AP 5 e AP 6 fossero condannati a
versargli:

                                         –   fr. 200 000.– con interessi al 5% dal 12 febbraio 2007 a
titolo di legato e fr. 75 360.95 con interessi del 5% dalla data dell'effettivo
pagamento a copertura dell'imposta di successione;

                                         –   fr.
200 000.–
(con riserva di modifica in dipendenza delle risultanze d'istruttoria) più
interessi al 5% dal 12 febbraio 2007 per distribuzione dell'utile della
comproprietà dall'apertura della successione in poi;

                                         –   fr.
15 659.90
con interessi del 5% dal 23 marzo 2004 su fr. 5007.50 e dal 25 luglio 2006
su fr. 10 652.40 in liquidazione nei rapporti di dare e avere relativamente ai
conti bancari in comproprietà con __________ A__________;

                                         –   fr.
200 000.–
(con riserva di modifica in dipendenza delle risultanze d'istruttoria) più
interessi al 5% dal 12 febbraio 2007 per distribuzione dell'utile della
comproprietà fino all'apertura della successione;

                                         –   fr.
14 300.–
con interessi al 5% dal 24 gennaio 2008 a titolo di corrispettivo per prestazioni
di esecutore testamentario;

                                         –   fr.
250 000.–
(con riserva di modifica a dipendenza delle risultanze d'istruttoria) più
interessi al 5% dalla litispendenza per i danni cagionatigli dalla mancata
vendita della particella n. 826 RFD di __________;

 

                                  E.   Nella loro risposta
del 25 settembre 2009 i convenuti hanno
proposto di respingere l'istanza in ordine, subordinatamente nel merito. La
procedura è poi stata sospesa
per trattative. In seguito al­l'esclusione del Pretore del Distretto di Lugano,
sezione 2, decisa il 21 ottobre 2010 dalla
seconda Camera civile del Tribunale d'appello (inc. 12.2010.149), la causa è
stata trasmessa al Pretore della sezione 3 e il suo numero di ruolo è passato da
OA.2009.424 a OA.2010.774. Sollecitato da AO 1, l'arbitro ha constatato da
parte sua che nella causa pendente dinanzi al Pretore “la parte attrice aveva
pagato le prestazioni di esecuzio­ne testamentaria e aveva pacificamen­te
riconosciuto la pretesa del legato pari a fr. 200 000.–, le altre doman­de rientrando pacificamente nell'ambito
del procedimento arbitrale”. Di conseguenza egli ha riattivato la procedura.

 

                                  F.   Statuendo
con lodo del 6 febbraio 2012, l'arbitro ha accertato la validità del
contratto di società semplice, come pure la fine di tale società, di cui ha
ordinato lo scioglimento, affidando il compito a __________ P__________ in qualità di liquidatore. Per il
resto egli ha respinto la petizione in quanto ammissibile, nella misura in cui questa
non era priva d'oggetto. __________ P__________ si è dimesso il 9 ottobre 2013 dalla carica di liquidatore. Gli
eredi fu __________ A__________ hanno così invitato l'arbitro il 7 gennaio 2014 a sostituirlo.
Con decisione del 25 marzo 2014 l'arbitro ha accolto l'istanza e ha nominato
l'avv. __________ C__________ in qualità di nuovo liquidatore della società
semplice. Un ricorso presentato da AO 1 contro tale decisione è stato respinto dal
Tribunale federale nella misura in cui era ammissibile con sentenza 4A_253/2014
del 29 ottobre 2014.

 

                                  G.   Nel
frattempo, il 27 gennaio 2014, AO 1 ha invitato
il Pretore a riassumere la causa da lui promossa, comunicando che da parte sua
rinunciava a replicare. Con ordinanza del 29 gennaio 2014 il Pretore ha riattivato la procedura. All'udienza
preliminare del 17 marzo 2014 le parti hanno confermato le loro posizioni,
notificando mezzi di prova. L'istruttoria è cominciata il 16 maggio 2014 e si è
chiusa il 12 dicembre 2014. Un'istanza di restituzione in intero per la
produzione di ulteriore documentazione da parte dei convenuti è stata accolta il
14 gennaio 2015 dal Pretore, che ha ammesso i nuovi documenti agli atti. Citate
al dibattimento finale dell'11 febbraio 2015, le parti hanno rinunciato a
comparire, limitandosi a presentare conclusioni scritte. Nel suo memoriale del
6 febbraio 2015 l'attore ha ribadito le domande di petizione. Altrettanto
hanno fatto i convenuti in un allegato del 5 febbraio 2015.

 

                                  H.   Il
26 febbraio 2016 AP 2, AP 3, AP 4, AP 5 e AP 6
hanno adito un altro arbitro, l'avv. dott. __________ M__________, perché AO 1
fosse condannato a versare loro a vario titolo le somme di fr. 1 425 000.– più
interessi di fr. 60 000.– annui dal 12 febbraio 2007, di fr. 278 720.40
con interessi al 5% dal 12 febbraio 2007, di fr. 470 000.– con
interessi al 5% dal 1° gennaio 2009 e di ulteriori fr. 150 000.–,
oltre a un importo imprecisato in liquidazione della società semplice, e perché
fosse designato un nuovo amministratore degli stabili in comproprietà,
impartendo a quest'ultimo una serie di indicazioni. AO 1 ha proposto il 10
maggio 2016 di respingere la petizione in ordine, subordinatamente e nel
merito, chiedendo in via riconvenzionale che gli attori fossero tenuti
solidalmente a versargli fr. 941
769.10 con interessi del 5% dal 12 febbraio
2007. La procedura arbitrale è tuttora in corso.

 

                                    I.   Nella
causa promossa da AO 1 il Pretore ha giudicato con sentenza del 23 febbraio
2018, accogliendo parzialmente la petizione, nel senso che:

                                         –   ha condannato solidalmente i convenuti a versare
all'attore fr. 200 000.– con interessi al 5% dal 12 febbraio 2007 a
titolo di legato;

                                         –   ha
respinto in ordine per incompetenza della giurisdizione statale la pretesa di
fr. 200 000.– con interessi relativa alla distribuzione
dell'utile della comproprietà dall'apertura della successione in poi, co­me
pure quella di fr. 15 659.90 con interessi a titolo di rimbor­so nei
rapporti di dare e avere dei conti bancari in comproprietà con __________ A__________,
quella di fr. 200 000.– con interessi per distribuzione dell'utile della
comproprietà fino all'apertura della successione e quella di fr. 250 000.– con
interessi per i danni cagionati dalla mancata vendita della particella n. 826
RFD di __________;

                                         –   ha
stralciato dai ruoli per intervenuta acquiescenza la pretesa di fr. 14 300.– con
interessi a titolo di corrispettivo per prestazioni di esecutore testamentario
e

                                         –   ha
respinto nel merito la pretesa di fr. 75 360.95 a copertura dell'imposta di successione.

 

                                         Le spese processuali di fr. 20 000.– sono state poste per fr. 15 500.–
a carico dell'attore e per i restanti fr. 4500.– a carico dei convenuti in
solido, ai quali l'attore è stato condannato a rifondere fr. 30 000.– complessivi
per ripetibili ridotte.

 

                                  L.   Contro
la sentenza appena citata AP 2, AP 3, AP 4, AP
5 e AP 6 sono insorti a questa Camera con un
appello dell'11 aprile 2018 per vedere interamente respinta la petizione e
riformata di conseguenza la decisione impugnata. Nelle sue osservazioni del 1°
giugno 2018 AO 1 propone di respingere l'appello.

Considerando

 

in diritto:                 1.   Alle impugnazioni si applica il diritto in vigore al momento della comunicazione della decisione (art.
405 cpv. 1 CPC). Le senten­ze
intimate dai Pretori dopo il 31 dicembre 2010 in azioni ordinarie, trattate
con la procedura degli art. 165 segg. CPC ticinese, sono quindi appellabili
entro 30 giorni dalla notifica (art. 311 cpv. 1 CPC), sempre che – dandosi
controversie esclusivamente patrimoniali – il valore litigioso raggiungesse fr.
10 000.– “secon­do l'ultima
conclusione riconosciuta nella decisione” impugnata (art. 308 cpv. 2 CPC). Nel caso specifico tale presupposto è ampiamente dato,
il Pretore avendo accertato il valore litigioso in fr. 955 320.85
(sentenza impugnata, pag. 7 in fondo), cifra che le parti non discutono. Quanto alla
tempestività del rimedio giuri- dico, la decisione impugnata è pervenuta alla
patrocinatrice dei convenuti il 26 febbraio 2018. Il termine di ricorso è poi rimasto sospeso dal
25 marzo fino al­l'8 aprile 2018 in virtù dell'art. 145 cpv. 1
lett. a CPC. Depositato l'11 aprile 2018, l'appello in esame è pertanto
tempestivo.

 

                                   2.   Gli appellanti dichiarano
di impugnare tutti i dispositivi della sentenza impugnata (memoriale, pag. 2 n.
II). Il Pretore però ha accolto la petizione di AO 1 su un solo punto, quando ha
condannato gli eredi fu __________
A__________ al pagamento di fr. 200 000.– più interessi in
adempimento del legato (dispositivo n. 1 lett. a). Per il resto egli ha
respinto la petizione in ordine (dispositivo n. 1 lett. b) o nel merito
(dispositivo n. 1 lett. d) oppure ha stralciato la causa dal ruolo per
acquiescenza (dispositivo n. 1 lett. c), come si è spiegato dianzi (lett. I).
Ne segue che l'appello ha portata pratica unicamente per quanto concerne il citato
dispositivo n. 1 lett. a e il dispositivo n. 2 in materia di spese e ripetibili.

 

                                   3.   All'appello
i convenuti accludono una lettera 9 novembre 2011 dell'avv. __________ C__________
all'avv. PA 2 e all'avv. __________ G__________ (doc. C), una lettera 21
novembre 2011 dello stesso avv. __________ C__________ all'avv. PA 2 (doc. D),
una petizione del 21 novembre 2014 presentata dai cinque eredi all'arbitro
__________ M__________ (doc. E), una petizione del 21 novembre 2015 da
loro inoltrata al Pretore del Distretto di Lugano, sezione 2 (doc. F), un'ordinanza
emessa il 21 marzo 2018 dal Pretore in quella procedura (doc. G), il memoriale
di risposta introdotto il 23 febbraio 2015 da AO 1 nel medesimo
procedimento (doc. H), la relativa duplica di AO 1 dell'11 maggio 2015
(doc. I) e un'ordinanza emanata il 26 febbraio 2018 dell'arbitro __________
M__________ (doc. L). Da parte sua AO 1 unisce alle osservazioni all'appello la
propria risposta con domanda riconvenzionale del 10 maggio 2016 trasmessa
all'arbitro __________ M__________ (doc. 1). Ora, nuovi fatti e nuovi mezzi di
prova sono proponibili in appello se vengono addotti immediatamente e se
dinanzi alla giurisdizione inferiore non era possibile farli valere nemmeno con
la diligenza esigibile, tenuto conto delle circostan­ze (art. 317 cpv. 1
CPC). I documenti C a F, H, e I, come pure il doc. 1 dell'attore precedono l'emanazione
della sentenza impugnata e potevano essere sottoposti al Pretore. Non entrano
quindi in considerazione ai fini del presente giudizio. Gli altri documenti, successivi
all'intimazione della sentenza impugna­ta, sono invece ricevibili.

                                      

                                   4.   Nella
decisione appellata il Pretore ha accertato anzitutto “che tutte le pretese
fatte valere da AO 1 che rientrano nel campo di 

                                         applicazione
della clausola arbitrale sfuggono all'esame di questo giudice che non ha alcuna
competenza a giudicarle, unica eccezione essendo la chiesta retribuzione per
prestazioni di esecutore testamentario e il legato testamentario”. Ciò
premesso, egli ha constatato che in pendenza di causa i convenuti avevano
saldato la nota d'onorario di fr. 14 300.– emessa da AO 1 per prestazioni di esecutore
testamentario, di modo che al riguardo ha stralciato la causa dal ruolo per
acquiescenza, non senza respingere la pretesa dell'attore per interessi di ritar­do,
non figuran­do agli atti alcuna messa in mora. Quan­to al lega­to disposto da __________
A__________ di fr. 200 000.– ‟netti da tassa di successione che sarà a carico dei
miei erediˮ, il Pretore ha rilevato che gli stessi convenuti definissero
la pretesa “liquida, non contestata”. Onde la condanna dei medesimi al versamento
della somma, con interessi al 5% dalla prima messa in mora documentata. Il
Pretore non ha disconosciuto che, a parere dei convenuti, l'attore non poteva
rivendicare quell'importo, avendo posto la somma in compensazione con le
pretese da loro vantate verso di lui nella (pri­ma) procedura arbitrale, ma ha
ritenuto l'argomentazione improponibile, poiché sollevata unicamente nel
memoriale conclusivo. Il primo giudice ha respinto infine la petizione nella
misura in cui AO 1 chiedeva il versamento di fr. 75 360.95 per
l'imposta di successione correlata al legato, il debito fiscale dovendo essere
onorato direttamente dagli eredi con beni della successione.

 

                                   5.   Gli
appellanti ribadiscono che AO 1 non poteva far valere dinanzi al Pretore il
diritto all'ottenimento del legato di fr. 200 000.– con
interessi, avendo egli posto il credito in compensazione davanti al primo
arbitro con le pretese (ben più elevate) da loro vantate in liquidazione della
società semplice. Inoltre – essi soggiungono – l'interessato ha posto il
credito in compensazione una seconda volta nel­l'ambito di una nuo­va causa da
loro promos­sa il 21 novembre 2014 davanti al Pretore del Distretto di Luga­no,
sezio­ne 2, per ottenere il versamento di fr. 250 000.– con
interessi (inc. OR.2014.227). A mente loro, il Pretore avrebbe dovuto così respingere
la petizione, il legato litigioso potendo “essere fatto valere in compensazione
solamente con l'emanazione (…) del lodo finale nell'ambito della seconda procedura arbitrale”.

 

                                         a)   La
giurisprudenza ha già avuto modo di rilevare, con la dottrina dominante, che un'eccezione
di compensazione sollevata nell'ambito di un processo non è toccata dalla
litispendenza nel senso del­l'art. 62 CPC. Una pretesa posta in compensazione nel
quadro di una determinata causa può pertanto essere posta in compensazione anche
nel quadro di un'altra causa, così come può essere fatta valere separatamente mediante
azione o riconvenzione. In frangenti del genere occorre tuttavia coordinare le
procedure, tanto per ragioni di economia processuale quanto per evitare giudizi

                                               contraddittori.
La prima opzione è di congiungere le cause in cui la compensazione è fatta
valere (art. 125 lett. c CPC), ma è anche possibile che il giudice
successivamente adito disponga la rimessione della causa pendente presso di lui
al giudice preventivamen­te adito, se questi
acconsente (art. 127 cpv. 1 CPC), oppure che un giudice sospenda la
causa pendente presso di lui in attesa della decisione da parte dell'altro giudice
(art. 126 CPC). Un giudice non può rifiutarsi invece di esaminare un'eccezione
di compensazione con l'argomento che la stes­sa eccezione è già stata sollevata
in un altro processo pendente (principi esposti in DTF 141 III 552 consid. 6.5
con numerose citazioni di dottri­na; analogamente: DTF 142 III 627 consid. 8.4).

 

                                         b)   Nella
fattispecie gli appellanti reputano
che il Pretore doves­se respingere la petizione, per quanto riguarda il diritto
al legato di fr. 200 000.– (unico punto su cui è stata accolta
la petizione), poiché l'attore poteva porre in compensazione tale pretesa
“solamente con l'emanazione (…) del lodo finale nel­l'ambito della seconda (…)
procedura arbitra­le”. A prescindere dal fatto però che – come detto – un'eccezione
di compensazione può essere sollevata in più procedu­re, a condizione che tali
procedure si coordinino, non risulta che al momento in cui ha statuito, il 23
febbraio 2018, il Pretore fosse a conoscenza della seconda procedura arbitrale.
I memoriali conclusivi depositati in Pretura risalgono al 5 e al 6 febbraio 2015,
mentre la seconda procedura arbitrale è stata promos­sa un anno più tardi, il
26 febbraio 2016. E dopo i memoriali conclusivi il Pretore non consta avere
avuto notizia di quella procedura. Comunque sia, quand'anche il Pretore fosse
stato a conoscenza del secondo arbitrato, ciò non avrebbe influito sulla
decisione. Adito in virtù dell'art. 29 CIA, egli era chiamato in effetti da AO
1 ad accertare l'esistenza e l'esigibilità di un credito posto in compensazione
davanti al primo arbitro. Appurato che la pretesa (“liquida, non contestata”) non
era messa in discussione dagli eredi, egli non avrebbe avuto alcun motivo per respingere
la petizione.

 

                                         c)   Gli
appellanti accennano a una causa da loro avviata il 21 novembre 2014
contro AO 1 dinanzi al Pretore del Distretto di Lugano, sezio­ne 2, per
ottenere il versamento di fr. 250 000.– con
interessi, procedura nell'ambito della quale il convenuto ha posto nuovamente
il legato in compensazio­ne. A prescindere dal fatto però che nemmeno tale
causa risulta essere stata portata a conoscenza del Pretore della sezione 3
prima del giudizio, si è appena visto che un'eccezione di compensazio­ne può
essere sollevata anche in più processi. L'esigenza è se mai di coordinare le procedure
nell'ambito delle quali l'eccezione è stata sollevata, ovvero, in concreto, il
primo arbitrato, la menzionata causa avviata dagli eredi il 21 novembre
2014 e il secondo arbitrato. Ma ciò non significa che il Pretore dovesse
respingere per tale motivo la petizione del 3 luglio 2009, come pretendono
gli appellanti.

 

                                         d)   Allegano
gli appellanti che il primo arbitro ha statuito quando la causa oggetto della
sentenza impugnata era ancora pendente, la decisione del Pretore essendo
intervenuta solo nel febbraio del 2018, sei anni dopo. La questione è senza
rilie­vo. Certo, il primo arbitro ha precorso i tempi, nel senso che, appurata
la mancata contestazione davanti al Pretore della pretesa avanzata da AO 1 a
titolo di legato, egli non ha aspettato la sentenza del Pretore e con il lodo
del 6 febbraio 2012 ha ordinato senza indugio la liquidazione della società
semplice. Per tacere tuttavia del fatto che il Pretore, statuendo il
23 febbraio 2018 con la sentenza impugnata, è giunto alla stessa
conclusione dell'arbitro, non è vero che quest'ultimo non abbia tenuto conto dell'eccezione
di compensazione. Egli non ha ritenuto infatti – come pretendono gli appellanti
– che “l'attore dovrà provvedere al versamento di fr. 1 425 000.–” in loro favore. Ha scritto
semplicemente che in esito alla liquidazione della società semplice “il signor AO
1 (…) riconosce a carico della sua proprietà un debito finanziario di fr. 1 425 000.– nei confronti di __________ A__________”
(lodo, pag. 11 in basso), ciò
che non osta manifestamente alla parziale compensazione della somma con
l'ammontare del legato.

 

                                   6.   Secondo
gli appellanti la condanna alla consegna
del legato doveva essere chiesta da AO 1 non davanti al Pretore, bensì in via
esecutiva ‟inteso nell'ambito della procedura arbitrale e
liquidazione della società semplice, vista la richiesta di nomina (accolta) di
un liquidatoreˮ. Nella sentenza impugnata il Pretore ha reputato
l'argomentazione tardiva, poiché addotta soltanto nel memoriale conclusivo, e
ad ogni modo infondata, visto l'art. 29 CIA (pag. 6 in fondo). Sull'eventuale
tardività dell'allegazione non giova soffermarsi. Che AO 1 non potesse adire il
giudice competente per far accertare il suo diritto all'ottenimento del legato
è infatti una tesi inconsistente. Il Pretore ha evocato a ragione l'art. 29
CIA, ancora applicabile alla prima procedura di arbitrato (art. 404 cpv. 1 CPC).
Conformemente a tale norma, qualora una parte opponesse un'eccezione di
compensazione richiamandosi a un rapporto giuridico sul quale il tribunale
arbitrale non potesse giudicare né in base al patto d'arbitrato né in base a un
susseguente accordo fra le parti, il procedimento arbitrale andava sospeso e
alla parte eccipiente andava fissato “un termine adeguato per far valere i suoi
diritti avanti il giudice competente”. Diversamente da quanto prevede l'attuale
art. 377 cpv. 1 CPC, l'eccezione di compensazione non poteva essere
giudicata nella sua esistenza ed esigibilità né dal tribunale arbitrale né, men
che meno, da un liquidatore, ma solo dal giudice ordinario. Fosse anche stata
addotta tempestivamen­te davanti al Pretore, di conseguenza, l'obiezione dei
convenuti sarebbe caduta nel vuoto.

 

                                   7.   Gli
appellanti fanno notare che, comunque fosse, dinanzi al Pretore il convenuto
non aveva replicato alla loro argomentazione, secondo cui la condanna alla
consegna del legato doveva essere chiesta da AO 1 in via esecutiva ‟nell'ambito
della procedura arbitrale e liquidazione della società semplice, vista la
richiesta di nomina (accolta) di un liquidatoreˮ. Egli avrebbe ammesso
così tacitamente che la compensazione “doveva essere fatta valere in via
esecutiva”. L'opinione è erronea. Intanto, anche secondo la cessata procedura cantonale, un attore non
era tenuto replicare (Cocchi/Trezzini, CPC ticinese massimato e commentato, Lugano
2000, n. 2 e 3 ad art. 175), salvo nel caso in cui con la risposta
l'attore recasse fatti che il convenuto intendesse contestare affinché non si
reputassero ammessi. In concreto gli eredi fu __________ A__________ hanno eccepito nel memoriale di risposta l'incompetenza
per materia del giudice adi­to, sostenen­do – come detto – che “la richiesta
doveva essere fatta valere in via esecutiva”. Hanno sollevato così una
questione di diritto che il Pretore doveva esaminare d'ufficio alla stregua di
un presupposto processuale (art. 59 cpv. 2 lett. b CPC). E a una questione di mero
diritto non occorreva che l'attore replicasse.

 

                                   8.    Gli appellanti rimproverano all'attore di procrastinare
in malafede la liquidazione della società semplice con comportamenti dilatori, cercando
di “ostacolare con ogni pretesto la liquidazione della società semplice per
sottrarsi al pagamento dei propri ingenti debiti” nei loro confronti. La
doglianza si esaurisce in una recriminazione. Rivolgersi al Pretore per far
valere l'esistenza e l'esigibilità del credito posto in compensazione verso gli
eredi fu __________ A__________ nell'ambito del primo arbitrato era un diritto
garantito a AO 1 dall'art. 29 CIA e il Pretore non poteva respingere l'azione
per presunti comportamenti abusivi assunti dall'attore fuori della procedura. Al
riguardo non soccorre pertanto attardarsi.

 

                                   9.   Non
a torto gli appellanti fanno valere invece che in concreto il Pretore doveva
limitarsi ad accertare l'esistenza del diritto al legato, sen­za condannarli al
pagamento di fr. 200 000.– con interessi. L'eccezione di
compensazione estingue infatti due crediti contrapposti, fino a concorrenza del
credito meno elevato, ed esplica i suoi effetti dal momento in cui i crediti
“divennero compensabili” (art. 124 cpv. 2 CO). Il credito più elevato sussiste
per la differenza (Restobligation o Restforderung). Processualmente
la compensazione è un mezzo di difesa in forza del quale il debitore contesta
l'esistenza del diritto invocato dal creditore. Essa può anche essere sollevata
in subordi­ne, come nel caso precipuo, nel senso che l'eccepiente può
contestare la pretesa principale e far valere la compensazione unicamente per
il caso in cui la pretesa principale fosse accolta in tutto o in parte (Jeandin in: Commentaire romand, CO I, 2ª edizio­ne, n. 1 in fine ad art.
124; Peter in: Basler
Kommentar, OR I, 6ª edizione, n. 3 ad art. 124). Sta di fatto che – come si
è appena visto – ove un debitore dichiari di porre in compensazio­ne il suo
credito, tale credito si estingue ed estingue nella stessa misura il credito
avversario. Il credito posto in compensazione non può più, di conseguenza,
formare oggetto di un un'azione di condan­na, giacché l'eccipien­te non può pretendere
il pagamento di una pretesa del­la quale egli medesimo ha provocato
l'estinzione (DTF 85 II 107 consid. 2b; Aepli
in: Zürcher Kommentar, 3ª edizione, n. 122 con riferimenti e n. 144 in
fine all'introduzione degli art. 120–126 CO). In tal caso la fondatezza e
l'esigibilità del credito può forma­re oggetto soltanto di un'azio­ne di
accertamento.

 

                                         Ciò posto, di per sé
l'azione promossa da AO 1 dinanzi al Pretore della sezione 3 per ottenere la
condanna degli eredi AP 1 al pagamento del legato (sopra, lett. D) anziché al­l'accertamento
dell'esistenza e dell'esigibilità del credito sareb­be stata da respingere. I
convenuti hanno nondimeno riconosciuto la pretesa (“liquida, non contestata”). E
a quel momen­to il Pretore poteva solo prenderne atto, indicando nella
decisione l'ammontare e la decorrenza degli interessi moratori correlati al
credito (accessori che i convenuti non hanno appellato). Il Pretore non poteva
invece – come ha fatto – condannare gli eredi AP 1 al versamento della somma.
Di tale importo sarà chiamato a tenere conto il liquidatore, il quale in
ossequio alla sentenza dovrà considerare estinti i due crediti contrapposti
fino a concorrenza di fr. 200 000.– più
interessi nei rapporti di dare e avere finalizzati alla liquidazione della
società semplice. Su questo punto l'appello merita parziale accoglimento e il
giudizio impugnato va riformato di conseguenza.

 

                                10.   Le spese della decisione odierna seguono il
precetto della soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC). Gli appellanti escono
vittoriosi nella misura in cui vedono sopprimere la loro condanna al versamento
di fr. 200 000.– più interessi
(dispositivo n. 1 lett. a della sentenza impugnata), ma non ottengono
l'integrale rigetto della petizione presentata da AO 1, il giudice dovendo dare
atto ch'essi hanno riconosciuto la fondatezza e l'esigibilità della pretesa
posta in compensazione dal legatario. Dandosi sostanziale vittoria a metà, si
giustifica pertanto che in concreto essi sopportino la metà degli oneri
processuali, ciò che implica la compensazione delle ripetibili.

 

                                11.   Per quanto attiene
agli oneri processuali di primo grado, gli appellanti instano perché essi siano
addebitati interamente all'attore. Il primo giudice li ha ripartiti invece
nella proporzione di fr. 15 500.–
a carico dell'attore e per i restanti fr. 4500.– a carico dei convenuti (art.
148 cpv. 2 CPC ticinese). Dato un valore litigioso di fr. 955 320.85 complessivi,
egli ha ritenuto gli eredi fu __________ A__________ soccombere sulla questione
del lega­to (fr. 200 000.–) e in merito alla mercede per prestazioni di
esecutore testamentario pretesa da AO 1 (fr. 14 300.–). Perché tale riparto sareb­be criticabile
gli appellanti non spiegano. Né l'esito dell'attuale sentenza impone di
intervenire al proposito. Certo, gli appellanti vedono sopprimere la condanna alla
consegna del legato, ma ciò non toglie che davanti al primo giudice essi abbiano
riconosciuto la pretesa, il che equivale ad acquiescenza. Né risulta ch'essi
abbiano dichiarato di non contestare il debito prima di allora, sicché la causa
potesse apparire superflua. Anzi, il Pretore ha accertato ch'essi erano in mora
dal 26 giugno 2008. In condizioni del genere non si intravedono gli estremi per
modificare il dispositivo sulle spese processuali e le ripetibili di primo
grado.

 

                                12.   Circa i rimedi esperibili contro l'odierna
sentenza sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso
raggiunge age- volmente anche la soglia di
fr. 30 000.– ai fini dell'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF (sopra, consid. 1). 

 

Per questi motivi,

 

decide:                     1.   L'appello è parzialmente
accolto, nel senso che la sentenza impugnata è così riformata:

                                         1. (…)

a)  Si
prende atto che AP 2, AP 3, AP
4, AP 5 e AP 6, formanti la comunione ereditaria fu __________ A__________,
riconoscono l'esistenza e l'esigibilità del legato di fr. 200 000.– con interessi al 5% dal 26 giugno 2008 fatto valere da AO 1
nei loro confronti.

 

                                         Per
il resto l'appello è respinto e la sentenza impugnata rimane invariata.

 

                                   2.   Le spese processuali di fr.
5000.–, da anticipare dagli appellanti, sono poste per metà solidalmente a
carico degli appellanti medesimi e per l'altra metà a carico di AO 1, compensate le ripetibili.

 

                                   3.   Notificazione:

	
   

  	
  –
  avv.  , ;

  –
  avv.   .

  

                                         Comunicazione:

                                         – avv.                                                                      

                                         – Pretura del Distretto di
Lugano, sezione 3.

 

 

Per
 la prima Camera civile del Tribunale d'appello

Il
presidente                                                          la
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

 

Nelle
cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni finali, parziali, pregiudiziali
e incidentali previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli
art. 95 a 98 LTF entro 30 giorni dalla notificazione della decisione
impugnata. Nelle cause aventi carattere pecuniario invece il ricorso in materia
civile è am­missi­bile soltanto se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi;
quando il valore litigioso non raggiunge tale somma, il ricorso in materia
civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di
importanza fondamentale (art. 74 LTF). Laddove non sia ammissibile il ricorso
in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in
materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art.
116 LTF (art. 113 LTF). Il termine di ricorso al Tribunale federale è sospeso
durante le ferie giudiziarie, ma non nei procedimenti concernenti l'effetto
sospensivo né altre misure provvisionali (art. 46 cpv. 2 LTF).