# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 204f04a2-1f97-502b-b98c-699a1077573f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-02-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.02.2007 52.2007.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2007-9_2007-02-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2007.9

   

  	
  Lugano

  15 febbraio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano
  Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 10 gennaio 2007 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patrocinato dall' PA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 5 dicembre 2006 (n. 6040) del
  Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 25 ottobre 2006 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di autorizzazione
  d'entrata e di rilascio di un permesso di soggiorno a titolo di ricongiungimento
  familiare in favore del figlio D__________ (1992);

  

 

 

viste le risposte:

-    17 gennaio 2007 del
Dipartimento delle istituzioni,

-    23 gennaio 2007 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
cittadino iugoslavo (ora serbo) RI 1 (1969) ha lavorato in Svizzera dal 1989 al
1996 in qualità di stagionale.

A seguito del matrimonio contratto il 25
dicembre 1996 con la connazionale M__________ (1954) domiciliata in Svizzera,
il ricorrente è stato posto al beneficio di un permesso di dimora e, nel
dicembre 2001, di domicilio. Il 10 luglio 2003, i coniugi __________ hanno
divorziato.

 

 

                                  B.   Il 26
agosto 2004, RI 1 si è sposato nel paese d'origine con la connazionale __________
G__________ (1973), con la quale il 5 marzo 1992 aveva avuto un figlio, D__________.
Il 9 febbraio 2005 __________ G__________ è giunta in Svizzera e posta al
beneficio di un permesso di dimora annuale. Il 3 gennaio 2005, l'insorgente ha
informato l'autorità competente in materia di polizia degli stranieri di non voler
richiedere il ricongiungimento con D__________, residente presso i nonni paterni,
per permettergli di terminare la scuola media.

Il 31 agosto 2005, __________ G__________ è
rientrata definitivamente in Serbia. Con sentenza 14 giugno 2006, il Tribunale
municipale di __________ ha sciolto per divorzio il loro matrimonio e ha affidato
D__________ al padre.

 

 

                                  C.   a) Il 10
agosto 2006 è stato chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione del
Dipartimento delle istituzioni, per il tramite dell'Ambasciata di Svizzera a Belgrado,
di autorizzare D__________ a entrare e a risiedere nel nostro Paese per permettergli
di vivere insieme al padre.

Il 19 settembre successivo, RI 1 ha motivato
la domanda con il fatto che i suoi genitori non erano più in grado di occuparsi
del nipote a causa delle loro precarie condizioni di salute e che intendeva permettere
a D__________ di terminare gli studi in Svizzera e iniziare poi un
apprendistato.

 

b) Il 25 ottobre 2006, l'autorità
dipartimentale ha respinto la domanda. Ha ritenuto il ricongiungimento tardivo,
non dettato da circostanze oggettive ed essenzialmente volto a offrire al
figlio condizioni di vita migliori che nel suo paese.

La decisione è stata resa sulla base degli
art. 4, 16, 17 LDDS; 8 ODDS e 8 CEDU.

 

 

                                  D.   Con
giudizio 5 dicembre 2006, il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1.

In sostanza, l'Esecutivo cantonale ha
ritenuto che non fossero dati i presupposti per autorizzare il ricongiungimento
familiare per i motivi addotti dal dipartimento.

 

Il 17 dicembre 2006, RI 1 si è sposato a __________
(Serba) con la connazionale __________ (1977).

 

 

                                  E.   Contro la
predetta pronunzia governativa, RI 1 insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando che D__________ sia
autorizzato a entrare in Svizzera e posto al beneficio di un permesso di soggiorno.

Il ricorrente contesta di aver chiesto
tardivamente il ricongiungimento, rilevando che suo figlio gli è stato affidato
solo a seguito della sentenza di divorzio e dopo che la madre lo avrebbe abbandonato.
Contesta pure che il vero scopo della domanda sia quello di offrire a D__________
migliori condizioni economiche: in quel caso egli avrebbe chiesto il
ricongiungimento molto tempo prima per permettergli di frequentare la scuola
dell'obbligo in Svizzera.

Sostiene inoltre che i suoi genitori non
sono più in grado di occuparsi della cura e dell'educazione di D__________, a
causa delle loro precarie condizioni di salute e del fatto che in Serbia non vi
sono altri parenti.

 

 

                                  F.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato che il dipartimento,
quest'ultimo con argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con un ricorso ordinario al Tribunale federale (art. 10 lett. a
LALPS).

 

1.2. Il ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale non è, di principio, ammissibile contro le
decisioni concernenti i permessi di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto
all'ottenimento di simili permessi si fonda su una disposizione particolare del
diritto federale o di un trattato internazionale (art. 83 lett. c n. 2 LTF, RS
173.110, in vigore dal 1° gennaio 2007; DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425
consid. 1 con rinvii).

 

1.3. Giusta l'art. 17 cpv. 2 LDDS i figli
celibi d'età inferiore ai 18 anni hanno il diritto di essere inclusi nel
permesso di domicilio dei genitori, a condizione che essi vivano con questi
ultimi.

In concreto, tali condizioni sono
soddisfatte. In effetti, RI 1 è al beneficio di un permesso di domicilio e D__________
aveva 14 anni al momento del deposito della domanda di ricongiungimento
familiare.

Conformemente alla norma menzionata, di
principio, D__________ dispone dunque di un diritto al permesso sollecitato.
Qualora la censura di violazione dell'art. 17 cpv. 2 LDDS fosse sollevata innanzi
al Tribunale federale attraverso un ricorso in materia di diritto pubblico,
questa sarebbe infatti ammissibile in applicazione dell'art.  83 lett. c n. 2
LTF.

 

1.4. Ritenuto che l'impugnativa è già
ammissibile dal profilo dell'art. 17 cpv. 2 LDDS, in siffatte circostanze, può
rimanere indeciso sapere se il ricorso sia parimenti ricevibile dal profilo
dell'art. 8 CEDU, che garantisce il rispetto della vita privata e familiare
(cfr. anche art. 13 cpv. 1 Cost, di analoga portata: DTF 130 II 281 consid.
3.1.; 126 II 377 consid. 7).

 

1.5. Il gravame, tempestivo (art. 10 LALPS e
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art.
18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   L'art. 17
cpv. 2 terza frase LDDS ha lo scopo di permettere ed assicurare a livello
giuridico un'effettiva convivenza familiare. Concepita essenzialmente per
consentire il ricongiungimento dell'intero nucleo, tale norma è comunque
applicabile anche nell'ambito delle famiglie monoparentali. In questi casi non
esiste però un diritto incondizionato del figlio che vive all'estero a raggiungere
il genitore stabilitosi in Svizzera. Occorre per contro ch'egli intrattenga
proprio con questo genitore le relazioni familiari più intense (DTF 130 II 137
consid. 2.2.; 129 II 249 consid. 2.1., 11 consid. 3.1.3.).

Nella valutazione di tale aspetto, si deve
tenere conto non soltanto delle circostanze passate, ma anche di eventuali
cambiamenti successivi e delle prospettive future. Pur non essendo determinante
il fatto che il figlio si sia creato all'estero il centro della propria vita,
va comunque considerato presso quale dei genitori abbia vissuto, rispettivamente
chi ne detenga l'autorità parentale (DTF 129 II 249 consid. 2.1.; 126 II 329
consid. 2b; 125 II 585 consid. 2a). Il ricongiungimento a posteriori con il
genitore residente nel nostro paese deve inoltre trovare giustificazione in ragioni
familiari particolarmente valide, come un mutamento nelle possibilità di cura
ed assistenza (DTF 130 II 137 consid. 2.2., 1 consid. 2.2.; 129 II 11 consid.
3.1.3.).

Le finalità dell'art. 17 cpv. 2 terza frase
LDDS risultano invero disattese se lo straniero domiciliato in Svizzera vive
volontariamente separato dai figli per lungo tempo e pretende di farsi raggiungere
da questi poco prima che compiano diciotto anni. In tal caso si presume in
effetti che lo scopo perseguito non sia in realtà la vita familiare in comune,
ma il miglioramento delle prospettive di formazione o professionali dei figli.
L'autorizzazione a risiedere è quindi accordata soltanto se validi motivi,
risultanti dalle circostanze del caso concreto, hanno impedito in precedenza il
ricongiungimento familiare (DTF 130 II 1 consid. 2; 129 II 249 consid. 2.1.;
125 II consid. 2a e 2d).

 

 

                                   3.   Come
accennato in narrativa, RI 1 risiede stabilmente in Svizzera dal 1996, mentre
suo figlio D__________, nato nel 1992, è rimasto a vivere presso i nonni nella
ex Iugoslavia. Nemmeno quando è stato raggiunto in Svizzera proprio dalla madre
di D__________ nel gennaio 2005, egli ha chiesto il ricongiungimento e ha
preferito che il figlio terminasse la scuola media nel paese d'origine. È solo il 10 agosto 2006 che egli ha chiesto
al dipartimento che suo figlio, ormai quattordicenne, fosse autorizzato a
entrare e a soggiornare definitivamente nel nostro paese. Considerato che
l'insorgente si è volontariamente separato da D__________ 10 anni fa, non si può certo ritenere che il
loro legame sia effettivamente di un'intensità tale da imporre il trasferimento
definitivo di quest'ultimo in Svizzera. Egli non adduce nemmeno di avere mantenuto
in qualche modo dei contatti con il figlio tramite
visite reciproche, nonché versando del denaro per il
suo mantenimento e per la formazione scolastica. Del resto, anche se esistessero, questi contatti non potrebbero essere definiti preponderanti. È del tutto naturale
infatti che padre e figlio mantengano dei rapporti durante gli anni di separazione
e ciò è comunque insufficiente a far apparire questa relazione familiare
prevalente su quelle esistenti nel proprio paese d'origine.

 

A prescindere dall'intensità del legame tra
padre e figlio, bisogna considerare che non sussistono
interessi familiari preponderanti che esigano una modifica delle relazioni
esistenti e imponga a D__________, che vive da sempre nella
ex Iugoslavia, di trasferirsi in Svizzera presso il padre, unico legame che ha nel
nostro paese.

Il ricorrente sostiene invero che solo il 14 giugno 2006 il Tribunale
municipale di __________ gli ha affidato D__________, segnatamente perché la
madre, tornata a vivere il 31 agosto 2005 nel paese
d'origine, avrebbe di fatto abbandonato il figlio al proprio destino. Inoltre i nonni paterni, presso i quali D__________ vivrebbe da
tempo, non sarebbero più in grado di occuparsi dello stesso in quanto malati e
in precarie condizioni finanziarie (v. doc. B: certificati medici e
dichiarazione 28.10.2006). Dai certificati 11.10.2006 prodotti con la domanda
di ricongiungimento familiare, risulta che suo padre S__________ (1951) soffre
di "depressio, bronchite chr obstructiva, gonarthrosis lat sin. e
calculosis renis sin", mentre sua madre Dr__________ di "hypothireosis
in sanationem, hasimoto tireoditis susp., hypertensio arterialis, cor
hypertonicum subcompensatum e myoma uteri", implicanti quali disturbi
generali, per S__________, "nervoso, solitario, disturbo alla luce e al
chiasso e bronchite, occasionalmente tosse con espettorazione" e per Dr__________
(1950) "battito del cuore, stanchezza, difficoltà nel camminare in
salita, mal di testa e alta pressione" ed entrambi avrebbero dovuto
seguire una terapia farmacologica. Va rilevato che tali certificati sono praticamente
identici a quelli compilati il 20.5.2003 (S__________) e il 15.4.2003 (Dr__________).
Il ricorrente ha poi prodotto dinnanzi al Consiglio di Stato ulteriori
certificati medici del 30.10.2006 (doc. B), da cui risulta che le condizioni di
salute di Dr__________ sono rimaste invariate, mentre S__________ soffrirebbe
ora di "depressio e hypertensio art." con un aumento della pressione
del sangue e vertigini.

Sennonché, come ha rilevato il Governo, non
è dato a vedere come gli asseriti problemi di salute dei nonni paterni siano
tali da impedire a D__________ di continuare a vivere nella Repubblica di
Serbia. Inoltre, raggiungendo il padre in Svizzera, egli verrebbe inserito in
un ambiente con un sistema culturale diverso dal suo e si troverebbe
confrontato con rilevanti problemi di integrazione e con difficoltà dal punto
di vista scolastico e in seguito professionale. Non va dimenticato nemmeno che
D__________ sta per finire la scuola dell'obbligo ed è prossimo a poter iniziare
un apprendistato e a entrare nel mondo del lavoro. Si può quindi ritenere che egli è oramai in grado di affrontare la vita in
modo indipendente nel suo paese d'origine, dove è nato, è cresciuto e ha i suoi
legami sociali e culturali più stretti, e non necessiti più di tutte quelle
cure ed attenzioni di quando era fanciullo. Inoltre i nonni paterni sono stati
in grado fino ad oggi di occuparsi dello stesso, ritenuto pure che i loro disturbi,
peraltro connessi con l'età, sussistono almeno dal 2003 e che nulla impedisce loro
di farsi coadiuvare per tale scopo, se del caso, da terze persone, visti i modesti
bisogni di custodia del nipote in età adolescenziale (cfr. DTF 129 II 249
consid. 2.2.; STF 2A.233/2000 del 16 gennaio 2001, riassunta in: RDAT II-2001
n. 61, consid. 3c).

Il ricorrente non nasconde peraltro che suo
figlio intende terminare la scolarizzazione e iniziare un apprendistato in
Svizzera (v. scritto 19.9.2006 dell'insorgente). Ora, tale motivo non è considerato dalla giurisprudenza quale
cambiamento importante della situazione familiare, in quanto è di natura essenzialmente economica. Infine, nemmeno
il fatto che il 17 dicembre 2006 SRI 1 si sia sposato con la connazionale __________,
permette di ritenere che le circostanze si siano ora modificate in maniera tale
da esigere la venuta in Svizzera di D__________, ritenuto pure che quest'ultimo
non ha nessun legame con la stessa (doc. C e D).

Visto quanto precede, si deve concludere che
i presupposti di cui all'art. 17 cpv. 2 LDDS non sono manifestamente adempiuti
e che il principio della proporzionalità non è stato violato.

 

 

                                   4.   Occorre
esaminare ora se la decisione impugnata sia contraria all'art. 8 CEDU.

 

4.1. Giusta l'art. 8 CEDU ogni persona ha
diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e
della sua corrispondenza (n. 1). Non può esservi ingerenza della pubblica autorità
nell'esercizio di tale diritto se non in quanto tale ingerenza sia prevista
dalla legge e in quanto costituisca una misura che, in una società democratica,
è necessaria per la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico, il benessere
economico del Paese, la prevenzione dei reati, la protezione della salute o
della morale, o la protezione dei diritti e delle libertà altrui (n. 2).

 

4.2. L'art. 8 CEDU tutela, tra l'altro, la
relazione familiare tra genitori e figli. Non assicura tuttavia alla persona
residente in Svizzera un diritto assoluto di far venire nel nostro Paese un suo
familiare, segnatamente quando essa stessa ha preso la decisione di vivere
separata da quest'ultimo per venire in Svizzera. Tale principio vale, a maggior
ragione, laddove gli interessati dimostrano con il loro comportamento che il
permesso richiesto non è volto in primo luogo a permettere una vita familiare
comune, bensì al raggiungimento di altri obiettivi (DTF 122 II 392 consid. 4b
con rinvii; 119 Ib 91 consid. 4a; 118 Ib 153 consid. 2c). Difatti, in presenza
di un'ingerenza nella vita familiare, giustificata ai sensi dell'art. 8 n. 2
CEDU dalla politica restrittiva in materia di stranieri praticata dalla
Svizzera - in particolare dalla salvaguardia del mercato svizzero del lavoro e
dal mantenimento di un rapporto equilibrato tra popolazione svizzera e
straniera -, appare legittimo rifiutare un permesso di entrata e di soggiorno
sul nostro territorio al figlio di uno straniero quando la separazione della
famiglia risulta dalla libera scelta del genitore residente in Svizzera, non
sussistono interessi familiari preponderanti che impongono una modifica delle
relazioni esistenti rispettivamente una modifica si appalesa imperativa, ed
infine che la continuazione delle relazioni familiari non sono ostacolate
dall'autorità (ibidem).

 

4.3. In concreto, è da escludere che l'art.
8 CEDU imponga il rilascio del controverso permesso od appaia anche solo
violato. In primo luogo, padre e figlio vivono definitivamente separati almeno
dal 1996. Non vi sono inoltre interessi famigliari preponderanti che esigano
una modifica delle relazioni esistenti. In simili circostanze, poiché
l'avversato diniego del permesso trae indiscutibilmente origine dalla politica
restrittiva in materia di stranieri praticata dal nostro Paese, esso deve
essere considerato giustificato. Questa soluzione si impone a maggior ragione
se si tiene conto che, come è già stato spiegato dinanzi, sussistono più che
fondati motivi per ritenere che la venuta in Svizzera di D__________ risponda
al soddisfacimento di obiettivi di natura essenzialmente scolastica o
professionale. Va infine rilevato che nulla impedisce a RI 1 di continuare a mantenere le relazioni
personali con il figlio come le ha intrattenute finora.

 

 

                                   5.   Rifiutando
di rilasciare il permesso di dimora a D__________, le autorità inferiori non
hanno disatteso nessuna normativa internazionale e federale. La decisione censurata
non procede infatti da un esercizio abusivo del potere di apprezzamento che la
legge riserva all'autorità di polizia degli stranieri in ordine alla valutazione
dell'adeguatezza della misura adottata.

Per il resto, si può rinviare alle
pertinenti considerazioni della risoluzione impugnata.

 

 

                                   6.   In esito
alle considerazioni che precedono, il ricorso dev'essere integralmente respinto.

Tassa e spese di giustizia seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 8 CEDU; 13 Cost; 1, 4, 17 cpv. 2 LDDS;
8 ODDS; 83 lett. c n. 2 LTF; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 60,
61 PAmm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa e
le spese di giustizia, per complessivi di fr. 1'000.–, sono poste a carico del
ricorrente.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82. ss LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss LTF).

 

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

   

  

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario