# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4c78f4a3-c4af-5ec0-b722-d363a4578e1a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-12-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 27.12.2000 17.2000.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-58_2000-12-27.html

## Full Text

Incarto n.

  17.2000.00058

  	
  Lugano

  27 dicembre
  2000/kc

   

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Corte
  di cassazione e di revisione penale 

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Pellegrini, presidente, 

  G. A. Bernasconi e Cometta

  

 

	
  segretario:

  	
  Isotta, cancelliere

  

 

 

sedente
per statuire sul ricorso per cassazione del 18 dicembre 2000 presentato da

 

	
   

  	
  __________,

   

  (patrocinato
  dall'avv. __________)  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
  la
  sentenza emanata il 23 novembre 2000 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord nei suoi confronti;

  
	
   

  

 

esaminati
gli atti,

 

posti
i seguenti

 

punti di questione:      1.  Se deve
essere accolto il ricorso per cassazione;

                                          2.  Il giudizio sulle
spese.

 

Ritenuto

 

in
fatto:                           A.  Con decreto di
accusa del 14 luglio 2000 il Procuratore pubblico ha riconosciuto __________
autore colpevole di danneggiamento per avere, poco dopo la mezzanotte del 5 agosto
1997, danneggiato intenzionalmente in un posteggio pubblico di via cantonale a
__________ l'automobile Mercedes-Benz “280 SE” appartenente a __________,
rigandone la fiancata destra e la portiera anteriore sinistra con un oggetto a
punta. In applicazione della pena, il Procuratore pubblico ha proposto la
condanna dell'accusato a 3 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per
due anni, pronunciando inoltre un formale ammonimento (art. 41 n. 3 cpv. 2 CP),
ma senza revocare la sospensione condizionale di una pena di 15 giorni di
detenzione inflitta all'accusato dal Pretore di Lugano con sentenza del 18 febbraio
1997.

 

                                          B.  Statuendo su opposizione del condannato, con sentenza del 23
novembre 2000 il Pretore della giurisdizione di Mendrisio-Nord ha confermato
l'imputazione e la condanna di cui al decreto di accusa.

 

                                          C.  Contro la sentenza pretorile __________ ha inoltrato il 27 novembre
2000 una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione
penale. Nei motivi del gravame, presentati il 18 dicembre successivo, egli
postula il proscioglimento dall'imputazione o quanto meno, in subordine, la derubricazione
della condanna in danneggiamento di lieve entità, con conseguente
proscioglimento dalla stessa per intervenuta prescrizione dell'azione penale.
Non sono state chieste osservazioni al ricorso.

 

Considerando

 

in
diritto:                         1.   Il ricorrente
sostiene anzitutto che, mancando ogni prova diretta a suo carico, egli deve
essere assolto dall'imputazione di danneggiamento. Così argomentando, tuttavia,
egli mette in discussione l'accertamento dei fatti e la valutazione delle
prove, che la Corte di cassazione e di revisione penale è abilitata a rivedere
solo sotto il profilo dell'arbitrio (art. 288 cpv. lett. c e 295 CPP). Ora,
arbitrario non significa discutibile, criticabile o finanche erroneo, bensì
manifestamente insostenibile, privo di riscontri seri e oggettivi o in aperto
contrasto con il sentimento di giustizia ed equità (DTF 126 I 170 consid. 3a,
125 I 168 consid. 2a, 124 I 208 consid. 4, 174 consid. 2g, 123 I 5 consid. 4a,
121 I 114 consid. 3a).

 

                                          2.   Rilevando la natura indiziaria del processo, il Pretore ha nondimeno
maturato il convincimento di colpevolezza sulla base di svariati elementi. Ha
ricordato anzitutto che il querelante ha dichiarato di avere ricevuto nel
pomeriggio del 4 agosto 1997 alcune telefonate da una persona che, annunciatasi
come amico dell'imputato, lo aveva minacciato di morte nel caso in cui egli
avesse avuto una relazione con la moglie dell'imputato medesimo. Il querelante
aveva preso le minacce sul serio ed era rimasto all'erta. Parcheggiato il
proprio autoveicolo e rientrato in casa il giorno successivo attorno alla
mezzanotte e un quarto, egli aveva notato così dalla finestra della sala, con
buona visuale sul posteggio, una persona vicino alla sua Mercedes-Benz, e poco
dopo, non appena sceso dalla scale, un'automobile Honda che si allontanava in
contromano verso l'uscita del posteggio. La vettura è risultata appartenere al
ricorrente. Il primo giudice ha pure accertato che alla fine di luglio del 1997
la parte lesa aveva conosciuto la moglie del prevenuto, che stava per
divorziare. Dopo avere pattinato con lei e con altri amici sul lungolago di
Lugano, egli l'aveva accompagnata con un'altra amica alla propria vettura, incontrandola
nuovamente il 2 agosto successivo. Il Pretore ha poi constatato che il 4 e il 5
agosto 1997 il ricorrente era libero dal lavoro, ripreso soltanto alle ore 10
del 6 agosto 1997.

 

                                               Ciò
posto, il primo giudice ha concluso che il prevenuto ha effettivamente danneggiato
l'automobile della parte lesa, la quale per altro appariva una persona del
tutto credibile. Ricordato che l'imputato stesso aveva dichiarato di non prestare
mai la propria automobile a nessuno, il Pretore ha ritenuto che al momento dei
fatti il conducente della vettura Honda che usciva frettolosamente in contromano
dal posteggio di Capolago poteva essere solo l'imputato. Un comportamento
simile non poteva che ricondursi a quanto il querelante aveva notato, ovvero
alla presenza di una persona che girava attorno alla sua automobile e che aveva
le sembianze del prevenuto. Che il danneggiamento sia stato commesso proprio in
quel momento è desumibile – secondo il Pretore – anche dalla circostanza che,
stando alla parte lesa, la Mercedes non era rigata al momento in cui era stata
posteggiata. Per contro – ha soggiunto il primo giudice – il ricorrente è stato
sconfessato sia quando ha preteso di essere stato al lavoro quella sera, sia
quando ha asserito di non essere mai stato a Capolago. La sua automobile è
stata vista infatti dal querelante, che ne ha annotato il numero di targa (sentenza,
pag. 5 e 6).

 

                                          3.   A parere del ricorrente la sentenza impugnata è censurabile
già per il fatto che non è stato possibile identificare la persona vista dalla
parte lesa aggirarsi attorno alla Mercedes-Benz con quella che era uscita dal
parcheggio. Egli fa valere dipoi che l'autore del reato poteva anche essere un
terzo, ove si consideri che per raggiungere il sottostante posteggio il querelante
ha perso tempo, consentendo al potenziale autore di allontanarsi a piedi. Né –
continua il ricorrente – il querelante ha visto il presunto autore scendere o
salire sulla vettura che è poi partita, né la descrizione del querelante
consente di risalire a lui con sufficiente certezza, né la sua eventuale presenza
sul posto dimostra in alcun modo che egli sia stato l'autore del
danneggiamento, né il querelante ha riconosciuto la sua voce nel corso delle
telefonate anonime, né le asserzioni della stessa parte lesa sono suffragate da
prove sicure.

 

                                               Con
argomentazioni del genere, per altro appellatorie, il ricorrente non dimostra
alcun arbitrio nella sentenza impugnata, fondata sull'insieme degli indizi
evocati dal primo giudice: il fatto che il danneggiamento è avvenuto proprio il
giorno dopo che il querelante aveva ricevuto telefonate minatorie riferite a
una sua eventuale relazione con la moglie del ricorrente, il fatto che in
quello stesso periodo il ricorrente aveva effettivamente conosciuto la moglie
del ricorrente, il fatto che poco dopo la mezzanotte del 5 agosto 1997 la parte
lesa aveva notato un'automobile uscire precipitosamente e in contromano dal
posteggio sotto la propria abitazione, il fatto che tale automobile sia
risultata intestata al ricorrente, il fatto che al momento di parcheggiare la
Mercedes il querelante non aveva notato alcuno sfregio alla carrozzeria e il
fatto che, per finire, l'imputato ha mentito su tutta la linea, sostenendo di
essere stato al lavoro quella sera e di non essersi mai recato a Capolago. La
logica concatenazione di simili elementi non presta il fianco alla critica.
Accertato poi il movente del reato ed escluso che l'automobile del querelante
fosse già danneggiata quando egli l'ha lasciata nel parcheggio, il Pretore poteva
legittimamente concludere che gli indizi conducevano senza equivoco alla
persona dell'imputato.

 

                                          4.   Il ricorrente fa valere che l'entità del pregiudizio, nemmeno
accertato, non è superiore alla soglia del danno di lieve entità (fr. 300.–,
secondo la giurisprudenza) cui si riferisce l'art. 172ter CP. Tale
reato, egli conclude, è però prescritto. L'obiezione cade nel vuoto già per la
circostanza che il ricorrente non pretende di avere commesso l'illecito con
l'intenzione di arrecare alla parte lesa soltanto un danno inferiore a fr.
300.– (DTF 122 IV 156 consid. 2a, 121 IV 261 consid. 2d; CCRP, sentenza
del 16 agosto 2000 in re Q., consid. 1). Sia come sia, per comune esperienza
non si vede perché il Pretore sarebbe caduto in arbitrio accertando che il
danno causato dall'imputato alla Mercedes-Benz del querelante fosse superiore
alla soglia minima che consente di applicare la fattispecie privilegiata
dell'art. 172ter CP (fotografie agli atti). Ne segue che anche su questo
punto il ricorso in esame è destinato all'insuccesso.

 

                                          5.   Gli oneri processuali seguono la soccombenza (art. 15 cpv. 1 CPP).

 

Per
questi motivi,

 

in
applicazione dell'art. 291 cpv. 1 CPP

 

e
visto l'art. 39 lett. d LTG,

 

pronuncia:                     1.    Il ricorso è respinto.

 

                                          2.   Gli oneri processuali, consistenti in:

                                               a)
tassa di giustizia       fr. 600.–

                                               b)
spese                         fr. 100.–

                                                                                        fr.
700.–

                                               sono
posti a carico del ricorrente.

 

                                          3.
  Intimazione a:  

                                               –   __________, c/o
avv. __________;

                                               –   avv. __________;

                                               –   __________;

                                               –   Procuratore
Pubblico avv. __________;

                                               –   Pretore della
giurisdizione di Mendrisio-Nord;

                                               –   Comando della
polizia cantonale, 6501 Bellinzona;

                                               –   Dipartimento
delle istituzioni, Casellario, 6501 Bellinzona;

                                               –   Ufficio cantonale
degli stranieri, 6501 Bellinzona;

                                               –   GIAR, Lugano.

 

 

Per
la Corte di cassazione e di revisione penale

Il
presidente                                                            Il
segretario

 

 

 

Mezzi di ricorso

	
  Questo giudizio può essere impugnato mediante ricorso
  per cassazione al Tribunale federale, unicamente per violazione del diritto
  federale (art. 269 PPF). La dichiarazione di ricorso deve essere presentata
  alla scrivente Corte entro 10 giorni dalla notificazione del
  dispositivo; la motivazione entro 20 giorni dalla notificazione della
  sentenza motivata (art. 272 PPF).