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**Case Identifier:** 2b607cf3-2109-5228-bfe4-78e3d8fbb58a
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-03-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.03.2024 A-6445/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-6445-2023_2024-03-27.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-6445/2023 

 

 

  S e n t e n z a  d ’ i n a m m i s s i b i l i t à  

d e l  2 7  m a r z o  2 0 2 4  

Composizione 

 
Annie Rochat Pauchard, giudice unica,  

Sara Pifferi, cancelliera. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

patrocinata dall’avv. Rocco Taminelli 

e dall’avv. Andrea Fiorelli,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Ufficio federale delle dogane e della sicurezza 

dei confini (UDSC),  

Ambito direzionale Perseguimento penale, 

Taubenstrasse 16, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Decisione circa l’obbligo di pagamento (COV, IVA 

e interessi di mora). 

 

 

 

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Ritenuto in fatto: 

che, con decisione 18 ottobre 2023, l’Ufficio federale della dogana e della 

sicurezza dei confini (UDSC) ha imposto la società A._______ al pagamen-

to posticipato dei tributi doganali (tassa d’incentivazione sui composti 

organici volatili [COV], imposta sul valore aggiunto [IVA] e interessi di mora) 

dell’importo complessivo di 264'310.20 franchi, ex art. 12 cpv. 1 della legge 

federale del 22 marzo 1974 sul diritto penale amministrativo (DPA, 

RS 313.0); 

che, avverso la predetta decisione, la società A._______ (di seguito: 

ricorrente o società ricorrente) – per il tramite dei suoi patrocinatori – ha 

interposto ricorso 21 novembre 2023 dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (di seguito: Tribunale), postulandone in sunto l’annullamento;  

che, con decisione incidentale del 30 novembre 2023, il Tribunale ha 

segnatamente ingiunto alla ricorrente di versare entro e non oltre il 

21 dicembre 2023 un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

(di seguito: anticipo spese) dell’importo di 8'500 franchi, con la commina-

toria che, in caso di mancato pagamento, il ricorso sarebbe stato dichiarato 

inammissibile e le spese processuali poste a suo carico; 

che, al punto 4 del dispositivo, è stato inoltre specificato che in caso di 

versamento bancario dall’estero, l’importo doveva essere accreditato 

tempestivamente sul conto del Tribunale; 

che, con e-mail del 4 dicembre 2023, il patrocinatore della ricorrente ha 

invitato quest’ultima a voler procedere immediatamente al pagamento 

dell’anticipo spese, invitandola a dargli conferma dell’avvenuto pagamento 

ed avvisandola che se l’importo in questione non fosse pervenuto al 

Tribunale entro il 21 dicembre 2023, il suo ricorso sarebbe stato respinto; 

che, con e-mail del 20 dicembre 2023, la ricorrente ha indicato al suo 

patrocinatore di aver provveduto al pagamento dell’anticipo spese, preci-

sando che gli avrebbe trasmesso una copia dell’avvenuto bonifico; 

che, ciò precisato, da un controllo degli atti dell’incarto, il Tribunale ha 

constatato che l’anticipo spese richiesto risultava tuttavia essere stato 

versato il 22 dicembre 2023, ovvero tardivamente; 

che, con ordinanza 17 gennaio 2024, il Tribunale ha dunque invitato la 

ricorrente ha inoltrare la propria presa di posizione in merito al pagamento 

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tardivo dell’anticipo spese, indicando in particolare se vi fossero o meno 

dei validi motivi giustificanti detto pagamento tardivo; 

che, con scritti 4 e 7 marzo 2024, la ricorrente – per il tramite del suo 

patrocinatore – ha esposto i motivi per cui il pagamento dell’anticipo spese 

sarebbe avvenuto il 22 dicembre 2023, producendo i documenti a compro-

va di quanto avvenuto; 

 
e considerato in diritto: 

1. 

che, giusta l’art. 31 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammi-

nistrativo federale (LTAF, RS 173.32), il Tribunale giudica i ricorsi contro le 

decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 dicembre 1968 sulla 

procedura amministrativa (PA, RS 171.021), riservate le eccezioni previste 

all’art. 32 LTAF; 

che sono considerate autorità inferiori quelle di cui all’art. 33 LTAF; 

che, in particolare, le decisioni pronunciate dall’UDSC (di seguito: autorità 

inferiore) in materia riscossione posticipata dei tributi doganali ex art. 12 

cpv. 1 DPA sono impugnabili dinanzi al Tribunale statuente; 

che la procedura dinanzi al Tribunale è retta dalla PA, in quanto la LTAF 

non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF); 

che il Tribunale è dunque competente per statuire nella presente vertenza; 

2. 

che, nel caso in disamina, il Tribunale deve esaminare d’ufficio l’ammissi-

bilità del ricorso, tenuto conto delle circostanze particolari sollevate dalla 

ricorrente in merito al pagamento tardivo dell’anticipo spese; 

che, a tal fine, qui di seguito verranno dapprima richiamati i principi applica-

bili alla presente fattispecie (cfr. considd. 2.1-2.3 del presente giudizio); 

2.1 che, in virtù dell’art. 63 cpv. 4 PA, il Tribunale esige dal ricorrente un 

anticipo equivalente alle presunte spese processuali, quale condizione 

preliminare all’entrata nel merito del ricorso; 

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che, a tal fine, il giudice dell’istruzione impartisce al ricorrente un congruo 

termine per il pagamento dell’anticipo spese, con la comminatoria che 

altrimenti non entrerà nel merito del ricorso, dichiarandolo inammissibile; 

che, giusta l’art. 21 cpv. 3 PA, il termine per il pagamento dell’anticipo 

spese è osservato se l’importo è versato tempestivamente alla Posta 

svizzera, o addebitato a un conto postale o bancario in Svizzera, in favore 

dell’autorità; 

che determinante è la data in cui l’importo dell’anticipo spese è stato 

effettivamente addebitato al conto postale o bancario svizzero della parte 

ricorrente (o del suo patrocinatore) a favore dell’autorità (cfr. sentenze del 

TF 2C_1096/2013 del 19 luglio 2014 consid. 2; 2C_1022/2012 e 

2C_1023/2012 del 25 marzo 2013 consid. 6.3.2; sentenza del TAF  

A-1743/2022 del 4 maggio 2022; Messaggio del 28 febbraio 2001 concer-

nente la revisione totale dell’organizzazione giudiziaria federale, FF 2001 

3764, 3856; PATRICIA EGLI, in: Waldmann/Krauskopf [ed.], Praxiskommen-

tar Verwaltungsverfahrensgesetz, 3a ed. 2023 [di seguito: Praxiskom-

mentar], n. 29 ad art. 21 PA); 

che, per quanto concerne invece i pagamenti effettuati da una banca estera 

a favore di un’autorità svizzera, la giurisprudenza ha ritenuto un duplice 

criterio di analisi: occorre verificare non solo che il conto bancario estero 

sia stato addebitato prima della scadenza fissata dall’autorità, ma anche 

che, entro lo stesso termine, l’anticipo spese sia stato accreditato sul conto 

dell’autorità o, quantomeno, che sia rientrato nella sfera d’influenza 

dell’ausiliario (della banca o della Posta svizzera) designato dall’autorità 

(cfr. sentenze del TF 6B_725/2019 del 28 ottobre 2019 consid. 1 in fine; 

2C_1022/2012 e 2C_1023/2012del 25 marzo 2013 consid. 6.3.3; sentenze 

del TAF A-1743/2022 del 4 maggio 2022); 

che, per quanto concerne il pagamento dell’anticipo spese, la banca è 

considerata, per prassi costante, come l’ausiliario della parte ricorrente 

(cfr. art. 101 della legge federale del 30 marzo 1911 di complemento del 

Codice civile svizzero [Libro quinto: Diritto delle obbligazioni; CO, RS 220]), 

la quale risponde degli atti della banca come se fossero i propri; che 

un’eventuale colpa della banca sarebbe quindi opponibile alla parte ricor-

rente (cfr. DTF 143 I 284 consid. 2.1; 114 Ib 67 considd. 2 e 3; sentenze 

del TF 2C_1012/2019 del 6 dicembre 2019 consid. 2.3; 2C_659/2019 del 

3 settembre 2019 consid. 2.3; 2C_107/2019 del 27 maggio 2019 con-

sid. 6.3; 2C_1134/2014 del 14 agosto 2015 consid. 5.2; sentenza del TAF 

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A-1743/2022 del 4 maggio 2022; EGLI, Praxiskommentar, n. 31 ad art. 21 

PA e n. 17 ad art. 24 PA); 

che, secondo la giurisprudenza, chi emette un ordine di pagamento ban-

cario invece di effettuare il pagamento direttamente allo sportello postale 

accetta il rischio che il suo conto non venga addebitato entro il termine 

stabilito (cfr. sentenza del TF 2C_1134/2014 del 14 agosto 2015 con-

sid. 5.3 con rinvii; sentenza del TAF A-1743/2022 del 4 maggio 2022); 

che il termine di pagamento può essere prorogato per motivi sufficienti, se 

la parte ne fa domanda prima della scadenza (cfr. art. 22 cpv. 1 PA; sen-

tenza del TAF A-3908/2020 del 21 giugno 2022 consid. 2.1.1); 

che, per essere considerata tempestiva, la richiesta scritta di proroga del 

termine di pagamento deve essere consegnata al Tribunale, oppure al suo 

indirizzo, a un ufficio postale o una rappresentanza diplomatica o consolare 

svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine (cfr. art. 21 cpv. 1 PA; 

sentenza del TAF A-3908/2020 del 21 giugno 2022 consid. 2.1.1);  

che, contrariamente all’art. 63 cpv. 2 della legge federale del 17 giugno 

2005 sul Tribunale federale (LTF, RS 173.110), l’art. 63 cpv. 4 PA non 

prevede un termine suppletorio se il termine scade infruttuoso, di modo che 

in caso di non avvenuto pagamento dell’anticipo spese nel termine impar-

tito, il ricorso va di principio dichiarato inammissibile (cfr. sentenza del TF 

2C_703/2009 e 2C_22/2010 del 21 settembre 2010 consid. 4.4.1 seg.; 

URS PETER CAVELTI, in: Auer/Müller/Schindler [ed.], VwVG Kommentar, 

2a ed. 2019, n. 29 ad art. 21; MICHAEL BEUSCH, in: VwVG Kommentar, n. 26 

ad art. 63 PA; EGLI, Praxiskommentar, n. 22 segg. ad art. 21 PA); 

2.2 che, giusta l’art. 24 cpv. 1 PA, se il richiedente o il suo rappresentante 

è stato impedito senza sua colpa di agire nel termine stabilito, quest’ultimo 

è restituito in quanto, entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento, ne 

sia fatta domanda motivata e sia compiuto l’atto omesso; 

che le tre predette condizioni devono essere adempiute cumulativamente; 

che il deposito della domanda di restituzione del termine di pagamento 

dell’anticipo spese e il suo versamento entro 30 giorni dalla cessazione 

dell’impedimento costituiscono delle condizioni di ricevibilità (cfr. sentenze 

del TAF A-3908/2020 del 21 giugno 2022 consid. 2.2.1; A-1743/2022 del 

4 maggio 2022; A-1328/2018 del 18 aprile 2018 consid. 1.1.3); 

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che l’inosservanza è scusabile, allorquando non può essere rimproverata 

alcuna negligenza al richiedente o al suo rappresentante e nel contempo 

sussiste un motivo oggettivo, ovvero un motivo sul quale non si ha alcuna 

influenza (cfr. DTF 143 I 284 consid. 1.3; sentenza del TF 6B_110/2016 del 

27 luglio 2016 consid. 2.2; sentenze del TAF A-3908/2020 del 21 giugno 

2022 consid. 2.2.1; A-3812/2021 del 14 gennaio 2022 consid. 5.2;  

A-355/2018 del 28 ottobre 2019 consid. 7.2);  

che, in altri termini, la persona interessata deve dimostrare di essere 

esente da qualsiasi colpa e che non avrebbe potuto agire tempestivamente 

nemmeno dando prova di un comportamento scrupoloso (cfr. sentenza del 

TAF A-4916/2017 del 14 settembre 2017 consid. 2.2); 

che ciò avviene, ad esempio, se l’inadempienza è dovuta a una calamità 

naturale, a obblighi militari o a una grave malattia improvvisa (impossibilità 

oggettiva), o se l’omissione è frutto di un errore non colpevole (impossibilità 

soggettiva), ma non se il richiedente non ha rispettato il termine a causa di 

un sovraccarico di lavoro, di una mancanza di organizzazione o di un’as-

senza per ferie (cfr. sentenza TF 2C_699/2012 del 22 ottobre 2012 con-

sid. 3.2; sentenze del TAF A-3908/2020 del 21 giugno 2022 consid. 2.2.1; 

A-3812/2021 del 14 gennaio 2022 consid. 5.2; A-355/2018 del 28 ottobre 

2019 consid. 7.2; ANDRÉ MOSER et al., Prozessieren vor dem Bundesver-

waltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.140-2.141); 

che, in particolare, la malattia o l’infortunio possono, ad esempio, essere 

considerati un impedimento non colpevole e, di conseguenza, consentire 

la restituzione del termine, se rendono oggettivamente o soggettivamente 

impossibile alla parte ricorrente o al suo rappresentante legale di agire da 

solo o di incaricare un terzo di agire per suo conto nel termine impartito 

(cfr. DTF 119 II 86 consid. 2a; sentenza del TF 2C_287/2022, 

2C_288/2022 e 2C_289/2022 del 4 maggio 2022 consid. 5.1 con rinvii); 

che la restituzione del termine non entra in linea di conto, quando il ritardo 

nell’agire è imputabile ad un ausiliario (cfr. art. 101 CO) che non può a sua 

volta prevalersi di un impedimento non colpevole, anche se l’ausiliario ha 

ricevuto istruzioni chiare e la parte ricorrente o il suo rappresentante ha 

adempiuto al proprio dovere di diligenza (cfr. sentenza del TF 

2C_287/2022, 2C_288/2022 e 2C_289/2022 del 4 maggio 2022 con-

sid. 5.1 con rinvii; EGLI, Praxiskommentar, n. 17 ad art. 24 PA); 

che, secondo la giurisprudenza, gli errori commessi dagli ausiliari sono 

imputabili alla parte ricorrente e al suo rappresentante (cfr. DTF 143 I 284 

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consid. 2.1; sentenze del TF 6F_2/2022 dell’11 marzo 2022 consid. 2; 

2C_177/2019 del 22 luglio 2019 consid. 4.2.2 con rinvii; sentenza del TAF 

A-2514/2021 del 2 febbraio 2022 consid. 2.2.2 con rinvii; EGLI, Praxiskom-

mentar, n. 17 ad art. 24 PA;  

che, come visto (cfr. consid. 2.1 del presente giudizio), per quanto concer-

ne il pagamento dell’anticipo spese, la banca è considerata, per prassi 

costante, come l’ausiliario della parte ricorrente; 

che la giurisprudenza è molto restrittiva per quanto riguarda la restituzione 

del termine (cfr. DTF 125 V 262 consid. 5d; 124 II 358 consid. 2; sentenze 

del TAF A-3908/2020 del 21 giugno 2022 consid. 2.2.1; A-3812/2021 del 

14 gennaio 2022 consid. 5.2; A-355/2018 del 28 ottobre 2019 consid. 7.2); 

che, inoltre, l’autorità non dispone di un margine di apprezzamento nell’ap-

plicazione dell’art. 24 cpv. 1 PA, nel senso che, se non vi sono motivi validi 

per la restituzione, deve respingere la domanda (cfr. sentenza del TF 

2C_699/2012 del 22 ottobre 2012 consid. 5.1; sentenze del TAF  

A-3908/2020 del 21 giugno 2022 consid. 2.2.1; A-3812/2021 del 14 gen-

naio 2022 consid. 5.2; A-355/2018 del 28 ottobre 2019 consid. 7.2); 

2.3 che, secondo la giurisprudenza consolidata del Tribunale federale, non 

vi è alcun rigore nel non entrare nel merito di un ricorso quando, in base al 

diritto processuale applicabile, la sua ammissibilità è subordinata al paga-

mento di un anticipo spese entro un determinato termine, a condizione che 

le parti siano state adeguatamente informate dell’importo da pagare, del 

termine concesso per il pagamento e delle conseguenze del mancato 

rispetto di tale termine (cfr. DTF 133 V 402 consid. 3.3; sentenze del TF 

2C_287/2022, 2C_288/2022 e 2C_289/2022 del 4 maggio 2022 con-

sid. 6.1; 2C_178/2022 del 16 marzo 2022 consid. 5.2); 

3. 

3.1 che, nello specifico, è incontestato che la ricorrente non ha versato 

l’anticipo spese dell’importo di 8'500 franchi nel termine di pagamento 

scadente il 21 dicembre 2023, fissato dal Tribunale con decisione inciden-

tale del 30 novembre 2023;  

che, dagli atti dell’incarto, risulta infatti che detto anticipo spese è stato 

versato sul conto del Tribunale il 22 dicembre 2023, ovvero tardivamente; 

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che, in tali circostanze, occorre verificare se vi siano motivi giustificanti 

detto ritardo e dunque la restituzione del termine per il pagamento ai sensi 

dell’art. 24 PA (cfr. consid. 2.2 del presente giudizio); 

3.2 che, con scritti 4 e 7 marzo 2024, la ricorrente ha esposto i motivo che 

a suo dire giustificherebbero il pagamento tardivo, spiegando in particolare 

che, a causa dell’assenza prolungata per grave malattia della dipendente 

amministrativa responsabile dei pagamenti, il pagamento non è stato fatto 

subito; che sarebbe solo il 19 dicembre 2023, durante i controlli delle posi-

zioni aperte, in un momento molto impegnativo come sono i giorni che pre-

cedono la chiusura Natalizia (dal 22 dicembre 2023 al 5 gennaio 2023), 

che i responsabili della ricorrente avrebbero potuto appurare che questo 

pagamento non era ancora stato fatto; che il 20 dicembre 2023 la ricorrente 

avrebbe contattato la propria banca – e meglio, la B._______, con sede in 

Italia (di seguito: banca) – la quale le avrebbe assicurato che il pagamento 

sarebbe entrato sul conto di accredito il giorno successivo; che purtroppo 

non sarebbe stato quello che prevedevano le procedure interne della 

banca, sicché pur essendo addebitato il suo conto il 20 dicembre 2023, 

l’importo sarebbe stato accreditato solo due giorni dopo al Tribunale, 

ovvero il 22 dicembre 2023; che la tranquillità della ricorrente sarebbe 

altresì stata giustificata dal fatto che l’attesto di bonifico della banca indica-

va chiaramente come « Data Valuta » il « 21.12.2023 »; che, a suo avviso, 

in questa situazione, non entrare nel merito del ricorso costituirebbe un 

eccesso di formalismo; 

che, sennonché, i motivi addotti dalla ricorrente non sono tuttavia sufficienti 

a giustificare la restituzione del termine di pagamento dell’anticipo spese 

ex art. 24 PA, ai sensi della giurisprudenza applicabile (cfr. considd. 2.1 e 

2.2 del presente giudizio); 

3.2.1 che, più nel dettaglio, per quanto concerne il primo motivo invocato 

dalla ricorrente – ovvero l’assenza prolungata per grave malattia della sua 

dipendente amministrativa responsabile dei pagamenti – il Tribunale 

osserva quanto segue; 

che, innanzitutto, la ricorrente non solleva un suo impedimento, bensì 

quello di uno dei suoi ausiliari, e meglio quello della « risorsa dell’Uff Am-

ministrazione che cura i pagamenti » (cfr. scritto 4 marzo 2024 accluso al 

doc. 1 prodotto dalla ricorrente), allegando a comprova di ciò due « certifi-

cati medici » (cfr. doc. 2 prodotto dalla ricorrente); 

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che questi due « certificati medici » concernono la signora C._______ e 

indicano ch’essa sarebbe stata ricoverata dal 14 dicembre 2023 al 16 di-

cembre 2023 e in malattia dal 14 dicembre 2023 al 17 gennaio 2024;  

che, ciò premesso, dagli atti dell’incarto, risulta che, con e-mail del 4 dicem-

bre 2023, il patrocinatore della ricorrente ha invitato quest’ultima a voler 

procedere immediatamente al pagamento dell’anticipo spese, chiedendo 

di dargli conferma dell’avvenuto pagamento ed avvisandola che, se 

l’importo in questione non fosse pervenuto al Tribunale entro il 21 dicembre 

2023, il suo ricorso sarebbe stato respinto (cfr. citata e-mail acclusa al 

doc. 1 prodotto dalla ricorrente); 

che tale e-mail era rivolta alle seguenti quattro persone della società 

ricorrente, tra cui non figura la signora C._______: la signora D._______, 

la signora E._______, il signor F._______ e il signor G._______; 

che, da quanto precede, risulta che più persone all’interno della società 

ricorrente sono state informate dell’esigenza ed importanza di procedere 

al pagamento tempestivo dell’anticipo spese, ben prima dell’inizio dell’as-

senza prolungata per malattia della signora C._______; 

che l’impedimento medico della signora C._______ non era dunque tale 

da impedire ad un’altra persona di procedere al suo posto a detto 

pagamento;  

che, peraltro, appare poco probabile che nessuno all’interno della società 

ricorrente fosse al corrente dell’assenza per malattia della signora 

C._______; 

che spettava alla ricorrente far prova di diligenza ed organizzarsi di modo 

che qualcuno al suo interno potesse occuparsi del pagamento tempestivo 

dell’anticipo spese (cfr. consid. 2.2 del presente giudizio); 

che, in ogni caso, in data 19 dicembre 2023 – come da lei stessa indicato 

(cfr. scritti 4 e 7 marzo 2024) – la ricorrente si è accorta del bonifico non 

ancora eseguito, sicché era ancora in tempo per procedere al pagamento 

dell’anticipo spese nel termine scadente il 21 dicembre 2023; 

che, in tali circostanze, l’assenza prolungata per malattia della signora 

C._______, ausiliaria della ricorrente, non permette di ritenere un motivo 

giustificante la restituzione del termine di pagamento dell’anticipo spese ex 

art. 24 PA (cfr. consid. 2.2 del presente giudizio); 

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3.2.2 che, per quanto concerne il secondo motivo invocato dalla ricorrente 

– ovvero il ritardo della banca estera nell’effettuare il pagamento dell’antici-

po spese – il Tribunale osserva invece quanto segue; 

che se è vero che la ricorrente – dopo essersi accorta del mancato paga-

mento il 19 dicembre 2023 – si è attivata il 20 dicembre 2023 per assicurar-

si che il pagamento da parte della sua banca avvenisse entro il 21 dicem-

bre 2023 e che il suo conto bancario estero sembra essere stato addebitato 

il 21 dicembre 2023 (« Data Valuta 21.12.2023 »), ciò non è tuttavia 

sufficiente a ritenere come tempestivo il pagamento (cfr. ordine di bonifico 

del 20 dicembre 2023 della ricorrente e estratto della banca relativo 

all’ordine di bonifico di cui al doc. 1 prodotto dalla ricorrente); 

che, come indicato dalla stessa ricorrente (cfr. scritti 4 e 7 marzo 2024), 

quand’anche essa abbia ricevuto delle rassicurazioni dal funzionario 

responsabile della banca, secondo cui il pagamento sarebbe entrato sul 

conto accreditato del Tribunale il 21 dicembre 2023 – per ragioni legate alle 

procedure interne della banca per le operazioni di bonifico internazionale, 

su cui essa non sarebbe stata resa attenta –, il pagamento è stato purtrop-

po accreditato al conto del Tribunale soltanto il 22 dicembre 2023; 

che, come visto (cfr. consid. 2.1 del presente giudizio), per quanto concer-

ne i pagamenti effettuati da una banca estera a favore del Tribunale, oc-

corre infatti non solo che il conto della ricorrente sia stato addebitato prima 

della scadenza del termine di pagamento, ma anche che, entro lo stesso 

termine, l’anticipo spese sia stato accreditato sul conto del Tribunale; 

che, quand’anche la ricorrente indichi di avere fatto tutto quanto in suo 

potere per rispettare il termine di pagamento impartito dal Tribunale, un 

eventuale errore o negligenza della banca nell’esecuzione dell’ordine 

bancario va imputato a quest’ultima, nella misura in cui la banca va 

considerata come un suo ausiliario (cfr. consid. 2.1 del presente giudizio); 

che spetterà semmai alla ricorrente – qualora ve ne fossero gli estremi, 

secondo il diritto applicabile – addire le vie legali nei confronti della banca; 

che, in tali circostanze, il ritardo della banca estera nell’eseguire il bonifico 

bancario a favore del Tribunale non costituisce un motivo giustificante la 

restituzione del termine di pagamento dell’anticipo spese ex art. 24 PA 

(cfr. consid. 2.2 del presente giudizio); 

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Pagina 11 

3.2.3 che, a titolo abbondanziale, il Tribunale rileva che, prima della sca-

denza del termine di pagamento, la ricorrente – viste le difficoltà riscontrate 

nel pagamento dell’anticipo spese da lei invocate – avrebbe comunque 

potuto richiedere la proroga del termine di pagamento dell’anticipo spese, 

facoltà di cui però non ha fatto uso (cfr. consid. 2.1 del presente giudizio); 

3.3 che, in definitiva, tenuto conto della giurisprudenza molto restrittiva in 

materia di restituzione del termine ex art. 24 PA e dell’assenza di margine 

di apprezzamento del Tribunale in tale contesto, si deve concludere che i 

motivi addotti dalla ricorrente non sono tali da giustificare la concessione 

della restituzione del termine di pagamento dell’anticipo spese; 

4. 

che, alla luce dei considerandi che precedono, tenuto conto del mancato 

pagamento dell’anticipo spese richiesto nel termine impartito e dell’assen-

za dei presupposti per la restituzione del predetto termine ex art. 24 PA, il 

ricorso va pertanto dichiarato inammissibile; 

che, diversamente da quanto ritenuto dalla ricorrente, la non entrata nel 

merito del suo ricorso in ragione del pagamento tardivo dell’anticipo spese 

non costituisce un eccesso di formalismo (cfr. consid. 2.3 del presente 

giudizio); 

che, giusta l’art. 23 cpv. 1 lett. b LTAF, il giudice unico pronuncia la non 

entrata nel merito di impugnazioni manifestamente inammissibili; 

che, tenuto conto dell’esito della procedura, le spese processuali vanno 

addossate alla ricorrente (cfr. art. 63 cpv. 1 PA e art. 1 segg. del rego-

lamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]);  

che, sulla base delle norme citate, alla ricorrente si giustifica porre a carico 

l’importo di 300 franchi a titolo di spese processuali; 

che, alla crescita in giudicato del presente giudizio, detto importo verrà 

detratto in proporzione dall’anticipo spese di 8'500 franchi versato dalla 

ricorrente, mentre l’importo rimanente di 8'200 franchi verrà restituito a 

quest’ultima; 

che non sussistono i presupposti per la concessione di una indennità a 

titolo di spese ripetibili (cfr. art. 7 TS-TAF a contrario). 

(Il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

A-6445/2023 

Pagina 12 

Il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è inammissibile. 

2.  

Le spese processuali, di 300 franchi, sono poste a carico della ricorrente. 

Alla crescita in giudicato del presente giudizio, detto importo verrà detratto 

dall’anticipo spese di 8'500 franchi versato dalla ricorrente. L’importo 

rimanente di 8'200 franchi verrà invece restituito alla ricorrente. 

3.  

Non vengono assegnate indennità a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Una copia dello scritto 7 marzo 2024 della ricorrente, nonché dei relativi 

allegati (docc. 1-2), è trasmessa all’autorità inferiore. 

5.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente e all’autorità inferiore. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

La giudice unica: La cancelliera: 

  

Annie Rochat Pauchard Sara Pifferi 

 

  

A-6445/2023 

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Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all’indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e 

l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata 

e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi 

di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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