# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 91ef2876-6bc8-58a5-86f0-cc4c82edf8a9
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-04-05
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 05.04.2016 A-2524/2015
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-2524-2015_2016-04-05.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte I 

A-2524/2015 

 

  S e n t e n z a  d e l  5  a p r i l e  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudici Salome Zimmermann (presidente del collegio),  

Pascal Mollard, Michael Beusch,  

cancelliera Sara Friedli. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______,  

2. B._______,  

3. C._______,  

tutti patrocinati dall'avv. Massimo Macconi,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Banca D._______,  

controparte,  

 

Amministrazione federale delle contribuzioni AFC, 

Imposta federale diretta, Imposta preventiva, Tasse di bollo, 

Eigerstrasse 65, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Pagamento unico secondo la convenzione con il Regno Unito 

concernente la collaborazione in ambito fiscale. 

A-2524/2015 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 23 novembre 2012, la banca D._______, in X._______ (di seguito: 

l'agente pagatore o la banca) ha invitato la società A._______, con sede a 

Y._______ – per il tramite della società E._______, con sede a Z._______ 

– a rispedirle il modulo denominato « Bilateral Tax Agreement UK: 

Authorisation for the Past » entro il 31 maggio 2013, indicando se – ai fini 

della regolarizzazione del passato conformemente alla Convenzione del 

6 ottobre 2011 tra la Confederazione Svizzera e il Regno Unito della Gran 

Bretagna e dell'Irlanda del Nord concernente la collaborazione in ambito 

fiscale, entrata in vigore il 1° gennaio 2013 (di seguito: Convenzione UK; 

RS 0.672.936.74) – la stessa desiderava optare per (a) il pagamento unico 

(« One-off payement ») oppure per (b) la comunicazione volontaria 

(« Voluntary Disclosure ») dei valori patrimoniali depositati in Svizzera sul 

conto bancario n. [...], di cui essa era titolare. Nel contempo, l'agente 

pagatore le ha comunicato le conseguenze nel caso in cui la stessa non 

avesse optato per una delle due predette opzioni. 

B.  

Il 21 marzo 2013, l'agente pagatore ha ribadito alla società A._______ che, 

in assenza di una sua risposta entro il 31 maggio 2013, sarebbe stata 

applicata l'opzione del pagamento unico, la comunicazione volontaria 

necessitando una risposta scritta. Informandola sull'ammontare del 

pagamento unico di GBP 242'859.81, la banca le ha altresì indicato che, a 

quel momento, il conto non disponeva di sufficienti liquidità per saldare tale 

importo. In assenza di fondi sufficienti entro il 31 maggio 2013, l'agente 

pagatore avrebbe dunque proceduto alla comunicazione volontaria 

conformemente alla Convenzione UK. 

C.  

Con scritto 16 aprile 2013, la società E._______, in Z._______ – in rappre-

sentanza della società A._______ – ha indicato all'agente pagatore che la 

beneficiaria economica effettiva della società sarebbe sempre stata la 

signora C._______, residente in Italia, e che solo la relazione bancaria 

n. [...] con D._______ sarebbe stata assegnata al figlio B._______, 

residente in Gran Bretagna, mentre le altre relazioni bancarie con altre 

banche sarebbero sempre state della madre. Nella misura in cui il 

14 novembre 2012 il signor B._______ avrebbe donato alla madre tutti gli 

asset della predetta società – così come già comunicato all'agente 

pagatore –, quest'ultima sarebbe dunque diventata l'effettiva beneficiaria 

economica anche del predetto conto. 

A-2524/2015 

Pagina 3 

D.  

In assenza di istruzioni contrarie, il 31 maggio 2013 l'agente pagatore ha 

provveduto ad applicare l'opzione del pagamento unico per la regolariz-

zazione del passato e il 5 giugno 2013 ha conseguentemente rilasciato il 

cosiddetto « Certificate for all accounts and/or deposits in accordance with 

Article 30 of the Agreement between the Swiss Confederation and the 

United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland on cooperation in the 

area of taxation » (di seguito: certificato).  

Con scritto 6 giugno 2013, l'agente pagatore ha poi informato la società 

A._______ – sempre per il tramite della E._______ – che le liquidità 

presenti sul suo conto bancario erano insufficienti per addebitarle il 

pagamento unico di GBP 242'859.81. In tali circostanze, la banca le ha 

dunque accordato un termine scadente il 26 luglio 2013 per accreditare sul 

conto le liquidità necessarie, informandola che, in caso contrario, avrebbe 

dovuto procedere alla comunicazione dei suoi dati bancari anche senza 

autorizzazione, conformemente alla Convenzione UK. 

E.  

Con scritto 17 giugno 2013, la società A._______ – per il tramite della 

società E._______ – ha contestato il predetto certificato dinanzi all'agente 

pagatore, ribandendo quanto già indicato in precedenza in merito al reale 

beneficiario economico della relazione bancaria. 

F.  

Con scritto 12 luglio 2013, l'agente pagatore ha confermato il certificato 

emesso il 5 giugno 2013, indicando alla società la possibilità di rivolgersi 

all'Amministrazione federale delle contribuzioni (di seguito: AFC) e richie-

dere una decisione formale, nel termine di 30 giorni. 

G.  

Il 26 luglio 2013, la società A._______, il signor B._______ e la signora 

C._______ – per il tramite del loro patrocinatore – hanno tutti impugnato il 

certificato del 5 giugno 2013 e la lettera di conferma del 12 luglio 2013 

dinanzi all'AFC, postulando la pronuncia di una decisione.  

H.  

Il 18 settembre 2013, l'agente pagatore ha poi rilasciato un secondo 

certificato denominato « Certificate with regard to the disclosure based on 

Article 5 of the Agreement between the Swiss Confederation and the 

United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland on cooperation in the 

area of taxation » (di seguito: certificato relativo al pagamento unico). 

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Pagina 4 

I.  

Il 18 ottobre 2013, la società A._______, il signor B._______ e la signora 

C._______ – per il tramite del loro patrocinatore – hanno congiuntamente 

impugnato dinanzi all'AFC anche il certificato del 18 settembre 2013, 

postulando la pronuncia di una decisione. 

J.  

Il 5 marzo 2015, l'AFC – rispettivamente, la Divisione principale dell'im-

posta federale diretta, dell'imposta preventiva e delle tasse di bollo – ha 

emesso la seguente decisione: 

1. Il reclamo presentato congiuntamente dalla A._______, Y._______, dal 

signor B._______, [Inghilterra], e dalla signora C._______, [Italia], è 

integralmente respinto; 

2. La comunicazione della A._______, Y._______ conformemente all'articolo 5 

paragrafo 3 della Convenzione del 6 ottobre 2011 tra la Confederazione 

Svizzera e il Regno Unito della Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord 

concernente la collaborazione in ambito fiscale è avvenuta prima della 

scadenza del giorno di riferimento 3 e quindi tempestivamente; 

3. Il 18 settembre 2013 D._______, X._______, ha proceduto alla 

comunicazione conformemente all'articolo 13 e all'articolo 5 paragrafo 1 in 

combinato disposto con l'articolo 10 paragrafo 2 della Convenzione del 

6 ottobre 2011 tra la Confederazione Svizzera e il Regno Unito della Gran 

Bretagna e dell'Irlanda del Nord concernente la collaborazione in ambito 

fiscale, fino alla decisione dell'AFC concernente il presente reclamo. 

K.  

Avverso la predetta decisione, la società A._______ (di seguito: 

ricorrente 1), il signor B._______ (di seguito: ricorrente 2) e la signora 

C._______ (di seguito: ricorrente 3) – per il tramite del loro patrocinatore – 

hanno congiuntamente presentato ricorso dinanzi al Tribunale amministra-

tivo federale con scritto 20 aprile 2015. In sostanza, i ricorrenti postulano 

l'accoglimento del loro ricorso e che i punti n. 1, 2 e 3 del dispositivo della 

decisione impugnata vengano riformati come segue:  

A. La richiesta 18 ottobre 2013 della A._______, della Signora C._______ e del 

Signor B._______, [Inghilterra] è accolta. Si chiede pertanto che 

l'Amministrazione federale delle contribuzioni emetta ex art. 4 cpv. 4 LIFI una 

decisione avente il seguente contenuto: 

§ è accertato che beneficiario economico della relazione bancaria n° […] non 

è il signor B._______, [Inghilterra], ma la signora C._______, [Italia]. La 

relazione bancaria n° […], intestata a A._______, non rientra pertanto 

nell'ambito di applicazione della Convenzione tra la Confederazione 

Svizzera e il Regno Unito della Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord 

concernente la collaborazione in ambito fiscale. 

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Pagina 5 

§§ i certificati 5 giugno e 18 settembre 2013 (doc. B) emessi da D._______ ai 

sensi degli artt. 5 cpv. 1 e 10 della Convenzione tra la Confederazione 

Svizzera e il Regno Unito della Gran Bretagna e dell'Irlanda del Nord 

concernente la collaborazione in ambito fiscale sono annullati. 

§§§ D._______ non dovrà pertanto eseguire alcun prelievo di imposta a favore 

della HMRC né procederà ad alcuna comunicazione alla HMRC del numero 

di conto e di altri dati rilevanti relativi alla relazione bancaria n° […] alla 

HMRC. D._______ procederà rispettivamente al riaccredito degli importi già 

prelevati illecitamente sulla base dell'erronea applicazione della Conven-

zione alla relazione n° […] e pari a CHF 59'571.10 (doc. C). 

B. Protestate tasse, spese e ripetibili. 

L.  

Con scritto 7 maggio 2015, l'AFC ha postulato il rigetto integrale del ricorso, 

assegnando le tasse e le spese a carico del ricorrente. Nel contempo, essa 

ha indicato al Tribunale di non essere parte al presente procedimento, 

rendendolo nel contempo attento al fatto che la banca D._______, non era 

stata erroneamente inclusa tra le parti alla procedura. 

M.  

Con ordinanza 20 maggio 2015, lo scrivente Tribunale ha dunque integrato 

D._______ nella procedura, impartendole un termine per prendere 

posizione. 

N.  

Con scritto 22 giugno 2015, D._______ ha presentato le proprie 

osservazioni, postulando il rigetto del ricorso. Con scritto 17 agosto 2015, 

l'AFC ha anch'essa postulato il rigetto del ricorso. 

O.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessari, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell'art. 5 della PA, emanate dalle autorità menzionate all'art. 33 

LTAF, riservate le eccezioni di cui all'art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In 

particolare, le decisioni rese dall'AFC sulla base dell'art. 4 cpv. 4 della leg-

ge federale del 15 giugno 2012 sull'imposizione alla fonte in ambito inter-

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nazionale (LIFI, RS 672.4) sono impugnabili dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale. Segnatamente, l'art. 4 cpv. 4 LIFI dispone che il ricorso 

presentato avverso la decisione dell'AFC (relativa alla validità del certifi-

cato) è retto dalle disposizioni generali sull'amministrazione della giustizia 

federale. La procedura dinanzi al Tribunale amministrativo federale è retta 

dalla PA, in quanto la LTAF non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF). 

1.2 Pacifica è la legittimazione a ricorrere dei tre ricorrenti, essendo gli 

stessi destinatari della decisione impugnata e aventi tutti un interesse de-

gno di protezione, a che la stessa venga annullata (art. 48 PA). Il ricorso è 

poi stato interposto tempestivamente (art. 20 segg. e art. 50 PA), nel rispet-

to delle esigenze di forma e di contenuto previste dalla legge (art. 52 PA).  

1.3 Oltre all'annullamento della decisione 5 marzo 2015 dell'autorità 

inferiore, i ricorrenti postulano altresì l'accoglimento della loro richiesta del 

18 ottobre 2013 che ha preceduto tale decisione. Quest'ultima conclusione 

è tuttavia irricevibile, giacché, in virtù dell'effetto devolutivo della procedura 

di ricorso, soltanto la decisione 5 marzo 2015 che ha statuito su detta 

richiesta può essere impugnata dinanzi al Tribunale amministrativo 

federale (cfr. DTF 134 II 142 consid. 1.4; 129 II 438 consid. 1; [tra le tante] 

sentenza del TAF A-2878/2013 del 21 novembre 2013 consid. 1.3).  

1.4 Fatta eccezione per quanto precede (cfr. consid. 1.3), il ricorso è 

ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l'eccesso o l'abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l'accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) e l'inadegua-

tezza (art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozessieren 

vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 

(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 

consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, 

no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell'applica-

zione d'ufficio del diritto sono tuttavia limitati: l'autorità competente procede 

difatti spontaneamente a constatazioni complementari o esamina altri punti 

di diritto solo se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal 

senso (cfr. DTF 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 

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consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure 

(« Rügeprinzip ») l'autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure 

che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla 

constatazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza 

sostanziate (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio 

inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal 

dovere delle parti di collaborare all'istruzione della causa (cfr. DTF 128 II 

139 consid. 2b). Il dovere processuale di collaborazione concernente in 

particolare il ricorrente che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio 

interesse, comprende, in particolare, l'obbligo di portare le prove 

necessarie, d'informare il giudice sulla fattispecie e di motivare la propria 

richiesta, ritenuto che in caso contrario arrischierebbe di dover sopportare 

le conseguenze della carenza di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 III 70 

consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 

3.  

In concreto, nel loro gravame i ricorrenti lamentano la violazione del loro 

diritto di essere sentiti per diversi motivi. 

3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui viola-

zione implica, di principio, l'annullamento della decisione resa dall'autorità, 

indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel merito 

(cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 consid. 7). Tale 

doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall'autorità di 

ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 consid. 1). 

Detto diritto, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost., garantisce all'interessato il 

diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione sfavorevole nei suoi 

confronti, il diritto di prendere visione dell'incarto, la facoltà di offrire mezzi 

di prova su fatti suscettibili di influire sul giudizio, di esigerne l'assunzione, 

di partecipare alla loro assunzione e di potersi esprimere sulle relative 

risultanze, nella misura in cui esse possano influire sulla decisione 

(cfr. DTF 135 II 286 consid. 5.1 con rinvii; sentenze del TF 4A_35/2010 del 

19 maggio 2010; 8C_321/2009 del 9 settembre 2009; sentenza del TAF A-

7094/2010 del 21 gennaio 2011 consid. 3.2 con rinvii).  

A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito può essere 

sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati addotti 

in risposta dall'autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un succes-

sivo memoriale e, soprattutto, se il potere d'esame della giurisdizione 

competente non è più ristretto di quello dell'istanza inferiore (cfr. sentenza 

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del TF 1C_104/2010 del 29 aprile 2010 consid. 2.1; DTF 133 I 201 con-

sid. 2.2; [tra le tante] sentenza del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 2015 

consid. 3.5 con rinvii). 

3.2 I ricorrenti sollevano innanzitutto una violazione del loro diritto di essere 

sentiti, nella misura in cui l'autorità inferiore avrebbe disatteso l'obbligo di 

motivare la propria decisione, non avendo esaminato gli argomenti da essi 

sollevati in rapporto alla contestazione del beneficiario economico della 

relazione bancaria interessata dalla regolarizzazione con il passato ai 

sensi della Convenzione UK (cfr. ricorso 20 aprile 2015 pag. 9 segg.). 

3.3 La giurisprudenza ha dedotto il dovere per l'autorità di motivare la sua 

decisione dal diritto di essere sentito. A livello procedurale, tale garanzia è 

ancorata all'art. 35 PA. Scopo di ottenere una decisione motivata è che il 

destinatario possa comprendere le ragioni della medesima e, se del caso, 

impugnarla in piena coscienza di causa e che l'autorità di ricorso possa 

esercitare il suo controllo (cfr. DTF 134 I 83 consid. 4.1; 129 I 232 con-

sid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b). È quindi sufficiente che l'autorità si esprima 

sulle circostanze significative atte ad influire in un modo o nell'altro sul giu-

dizio di merito. L'autorità non è tuttavia tenuta a prendere posizione su tutti 

i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal ricorrente, ma può limitarsi 

ad esporre le sole circostanze rilevanti per la decisione (cfr. DTF 130 II 530 

consid. 4.3; 129 II 232 consid. 3.2; 126 I 97 consid. 2b; [tra le molte] 

sentenza del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 2015 consid. 3.3 con rinvii; 

DTAF 2009/35 consid. 6.4.1). Peraltro, la motivazione non deve necessa-

riamente trovarsi nella decisione stessa; essa può anche trovarsi in un 

documento separato che sia stato portato a conoscenza dell'interessato o 

può discendere dal rinvio a una presa di posizione di un'altra autorità sem-

pre portata a conoscenza dell'interessato (cfr. DTF 123 I 31 consid. 2c; 113 

II 204 consid. 2; [tra le molte] sentenza del TAF A-1876/2013 del 6 gennaio 

2015 consid. 3.3 con rinvii), basta che il destinatario sia in grado di procu-

rarsi i documenti ai quali la decisione rimanda. L'ampiezza della motivazio-

ne non può tuttavia essere stabilita in modo uniforme. Essa va determinata 

tenendo conto dell'insieme delle circostanze della fattispecie e degli inte-

ressi della persona toccata nonché applicando i principi sviluppati dalla 

giurisprudenza del Tribunale federale. La motivazione può anche essere 

sommaria, ma vi si devono perlomeno dedurre gli elementi essenziali sui 

quali l'autorità si è fondata per rendere il proprio giudizio (cfr. ADELIO SCO-

LARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 531 e 535 con rinvii).  

3.4 In proposito, lo scrivente Tribunale rileva ch'effettivamente la motiva-

zione addotta dall'autorità inferiore nella propria decisione per quanto 

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Pagina 9 

concerne la contestazione dell'avente diritto economico del conto bancario 

è piuttosto succinta e ravvisa la violazione del diritto di essere sentiti dei 

ricorrenti: l'AFC si è infatti limitata ad indicare di condividere l'opinione 

dell'agente pagatore che non ha riconosciuto la modifica del beneficiario 

economico della relazione bancaria in questione, « […] in quanto la dona-

zione alla madre non pare, infatti, dotata di reali motivi economici […]». 

Detta autorità non si è però pronunciata né sugli argomenti sollevati dai 

ricorrenti, né sugli elementi di prova da essi prodotti.  

Ciononostante, nella misura in cui nella propria presa di posizione del 

17 agosto 2015 l'AFC ha spiegato in dettaglio i motivi che l'hanno portata 

a respingere gli argomenti sollevati dai ricorrenti, pronunciandosi altresì sui 

documenti prodotti da quest'ultimi e che i ricorrenti hanno avuto modo di 

ribadire i motivi a sostegno della loro posizione dinanzi allo scrivente Tribu-

nale, tale violazione può eccezionalmente essere sanata in sede ricorsuale 

(cfr. consid. 3.1 del presente giudizio). Tenuto conto altresì del principio 

dell'economia di procedura, lo scrivente Tribunale – che dispone di un 

ampio potere d'apprezzamento e di tutti gli elementi necessari per statuire 

nel merito del ricorso – non ritiene infatti opportuno rinviare gli atti all'AFC, 

sicché lo stesso esaminerà di persona le censure dei ricorrenti (cfr. in 

proposito, consid. 5 del presente giudizio). 

3.5 I ricorrenti nel proprio ricorso indicano poi di non aver ricevuto la prima 

missiva del 23 novembre 2012 dell'agente pagatore svizzero che viene 

citata nella seconda missiva del 21 marzo 2013, lei invece notificata alla 

ricorrente 1, per il tramite della società E._______ (cfr. ricorso 20 aprile 

2015, pag. 5). Indirettamente, essi fanno dunque valere una violazione del 

loro diritto di essere sentiti. Sennonché, in concreto non è ravvisabile alcun 

pregiudizio ai danni dei ricorrenti, gli stessi avendo avuto comunque tutti 

gli elementi necessari per esercitare il loro diritto di opzione conformemen-

te alla Convenzione UK, una volta ricevuto lo scritto 21 marzo 2013 della 

banca. Peraltro, nella misura in cui il diritto di opzione va esercitato ex lege 

dalle persone interessate entro il 31 maggio 2013 indipendentemente da 

ogni comunicazione della banca – il dovere d'informazione dell'agente 

pagatore costituendo infatti una mera prescrizione d'ordine – la mancata 

informazione non comporta alcuna conseguenza né sul prelievo del 

pagamento unico al 31 maggio 2013 da parte degli agenti pagatori svizzeri, 

né sul certificato rilasciato in tale occasione (cfr. sentenza del TAF A-

5178/2014 del 13 ottobre 2015 consid. 6.2.6 con rinvii). Non va poi dimen-

ticato, che i ricorrenti dinanzi all'autorità inferiore – nonché dinanzi al 

Tribunale amministrativo federale – hanno avuto accesso completo agli atti 

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Pagina 10 

dell'incarto, sicché ogni eventuale violazione del loro diritto di essere sentiti 

deve in ogni caso essere considerata come sanata.  

4.  

Ciò sancito, prima di esaminare le censure di merito dei ricorrenti, qui di 

seguito verranno esposte le disposizioni pertinenti per la risoluzione del 

presente litigio contenute nella Convenzione UK (cfr. consid. 4.1 del pre-

sente giudizio) nonché nella LIFI (cfr. consid. 4.2 del presente giudizio). 

4.1  

4.1.1 La Convenzione UK, entrata in vigore il 1° gennaio 2013, ha lo scopo 

di garantire, tramite la collaborazione bilaterale tra Stati contraenti, 

l'imposizione effettiva delle persone interessate nel Regno Unito. Gli Stati 

contraenti convengono che l'effetto della collaborazione bilaterale prevista 

nella predetta Convenzione corrisponde durevolmente allo scambio 

automatico di informazioni in materia di imposizione di redditi e utili da 

valori patrimoniali di tali persone. A questo scopo, le autorità competenti 

degli Stati contraenti si sostengono vicendevolmente segnatamente in 

merito all'imposizione in vista della regolarizzazione fiscale di valori patri-

moniali detenuti dagli agenti pagatori svizzeri per le persone interessate 

residenti nel Regno Unito (cfr. art. 1 par. 1, art. 2 lett. a e art. 5 Conven-

zione UK; sentenze del TAF A-155/2015 del 22 giugno 2015 consid. 2.1.1; 

A-2654/2014 del 5 febbraio 2015 consid. 3.1.1). 

L'espressione « agente pagatore svizzero » designa segnatamente le 

banche secondo la legge dell'8 novembre 1934 sulle banche (LB, 

RS 952.0; cfr. art. 2 lett. e Convenzione UK).  

L'espressione « persona interessata » si riferisce invece a una persona 

fisica residente nel Regno Unito che, quale parte contraente di un agente 

pagatore svizzero, è la titolare del conto o del deposito nonché la bene-

ficiaria effettiva dei valori patrimoniali (cfr. art. 2 lett. h Convenzione UK). È 

altresì considerata « persona interessata » una persona fisica residente 

nel Regno Unito che, secondo le constatazioni effettuate da un agente 

pagatore svizzero sulla base dei vigenti obblighi di diligenza svizzeri e in 

considerazione di tutte le circostanze note, è considerata la beneficiaria 

effettiva dei valori patrimoniali detenuti segnatamente da società di sede 

(in particolare persone giuridiche, società, istituti, fondazioni, trust, società 

fiduciarie e formazioni analoghe che non esercitano attività commerciali o 

di fabbricazione o altre attività gestite secondo criteri commerciali; cfr. art. 2 

lett. h Convenzione UK).  

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Pagina 11 

L'espressione « titolare del conto » o « titolare del deposito » designa poi 

la controparte di un agente pagatore svizzero in relazione con i valori 

patrimoniali di una persona interessata (cfr. art. 2 lett. i Convenzione UK). 

4.1.2 La Convenzione UK fissa, nel contesto della regolarizzazione fiscale 

dei valori patrimoniali, diversi giorni di riferimento. Determinanti per il 

presente litigio, sono il « giorno di riferimento 2 » fissato al 31 dicembre 

2010 e il « giorno di riferimento 3 » fissato all'ultimo giorno del quarto mese 

dopo l'entrata in vigore della Convenzione UK, ossia il 31 maggio 2013 

(cfr. in proposito, art. 2 lett. m Convenzione UK).  

4.1.3 Ai fini della trasmissione dell'identità e della residenza della persona 

interessata, l'agente pagatore svizzero registra, secondo gli obblighi di 

diligenza vigenti in Svizzera per l'avvio di una relazione d'affari, il cognome, 

il nome, la data di nascita, l'indirizzo e i dati concernenti la residenza. In 

questo ambito e ai fini della presente Convenzione tutte le persone fisiche, 

il cui indirizzo principale privato si trova nel Regno Unito sulla base 

dell'identificazione del cliente dell'agente pagatore svizzero, sono conside-

rate residenti del Regno Unito (cfr. art. 3 par. 1 Convenzione UK). Ai fini 

della regolarizzazione del passato giusta gli artt. 5 segg. della Convenzio-

ne UK, è determinante la residenza della persona interessata al giorno di 

riferimento 2, ossia il 31 dicembre 2010 (cfr. art. 3 par. 3 Convenzione UK). 

4.1.4 Giusta l'art. 6 par. 1 della Convenzione UK, entro due mesi dall'en-

trata in vigore della predetta Convenzione gli agenti pagatori svizzeri 

informano i titolari di conti o depositi presso cui la persona interessata è 

stata identificata del suo contenuto come pure dei diritti e degli obblighi che 

ne risultano per la persona interessata. 

4.1.5 L'art. 5 par. 1 della Convenzione UK dispone che una persona 

interessata, che non è una persona fisica non domiciliata nel Regno Unito 

e che ai giorni di riferimento 2 e 3 detiene presso un agente pagatore 

svizzero valori patrimoniali, può autorizzare l'agente pagatore svizzero a 

effettuare un pagamento unico secondo l'art. 9 par. 2 o a trasmettere le 

informazioni secondo l'art. 10. La persona interessata deve comunicare 

per scritto all'agente pagatore svizzero, al più tardi entro il giorno di 

riferimento 3, quale delle possibilità di cui all'art. 5 par. 1 e 2 ha scelto per 

conti o depositi esistenti al giorno di riferimento 3. Questa comunicazione 

è irrevocabile (cfr. art. 7 par. 1 Convenzione UK). Se entro il giorno di 

riferimento 3 la persona interessata non ha scelto alcuna delle possibilità 

di cui ai par. 1 e 2 dell'art. 5 della Convenzione UK, l'agente pagatore 

A-2524/2015 

Pagina 12 

svizzero preleva il pagamento unico secondo l'art. 9 par. 2 (cfr. art. 5 par. 3 

Convenzione UK). 

4.1.6 Fatti salvi gli artt. 8 e 13 della Convenzione UK (cfr. in proposito, 

consid. 4.1.7 del presente giudizio), gli agenti pagatori svizzeri riscuotono 

entro il giorno di riferimento 3 un pagamento unico sui valori patrimoniali 

dalla persona interessata depositati presso di loro (cfr. art. 9 par. 1 

Convenzione UK). Tale disposizione trova applicazione allorquando la 

persona interessata non ha – al giorno di riferimento 3 – comunicato per 

iscritto all'agente pagatore svizzero, per quale delle opzioni essa ha optato, 

ovvero il pagamento unico con effetto liberatorio (art. 9 Convenzione UK) 

o la comunicazione volontaria (art. 10 Convenzione UK). 

Fatto salvo il par. 3 – in casu non pertinente – il pagamento unico è 

calcolato sulla base dell'allegato I. L'aliquota è del 34 % (cfr. art. 9 par. 2 

Convenzione UK). Al momento del prelievo del pagamento unico, l'agente 

pagatore svizzero della persona interessata rilascia un certificato secondo 

la forma prestabilita. Il certificato è considerato approvato se entro 30 giorni 

dalla sua notifica la persona interessata non solleva reclamo (cfr. art. 9 

par. 4 Convenzione UK). 

In virtù dell'art. 9 par. 5 della Convenzione UK, dopo approvazione dei 

certificati di cui al par. 4, l'agente pagatore svizzero effettua mensilmente i 

pagamenti unici all'autorità competente svizzera. L'autorità destinataria di 

tali pagamenti è – giusta l'art. 2 lett. d della Convenzione UK, in combinato 

disposto con l'art. 5 cpv. 1 LIFI – l'AFC. 

4.1.7 Secondo l'art. 13 par. 1 della Convenzione UK, se una persona inte-

ressata comunica per scritto all'agente pagatore svizzero che auspica il 

prelievo del pagamento unico secondo l'art. 9 della Convenzione UK o che 

il pagamento unico è stato riscosso secondo il par. 3 dell'art. 5 della Con-

venzione UK, ma al giorno di riferimento 3 (31 maggio 2013) essa non ha 

messo a disposizione dell'agente pagatore svizzero la somma di denaro 

sufficiente, quest'ultimo concede per scritto alla persona interessata una 

proroga di otto settimane al massimo a contare dal giorno di riferimento 3 

per garantire una somma di denaro sufficiente sul conto. Al contempo 

l'agente pagatore svizzero deve comunicare alla persona interessata le 

possibili conseguenze previste al par. 3, secondo cui se il giorno di riferi-

mento 3 una persona interessata detiene un conto o un deposito presso 

l'agente pagatore svizzero e se, a causa di liquidità insufficiente, non è 

possibile riscuotere integralmente il pagamento unico, l'agente pagatore 

svizzero deve procedere alla comunicazione conformemente all'art. 10 

A-2524/2015 

Pagina 13 

della Convenzione UK, come se la persona interessata l'avesse autoriz-

zato per scritto (cfr. art. 13 par. 3 Convenzione UK). 

4.1.8 Se un agente pagatore svizzero omette di identificare una persona 

interessata e di informarla circa i suoi diritti e obblighi secondo l'art. 7 e se 

l'identifica successivamente come persona interessata, quest'ultima può 

comunque, con l'accordo delle autorità competenti degli Stati contraenti, 

far valere le possibilità secondo i par. 1 e 2 dell'art. 5; i diritti e i doveri 

secondo l'art. 7 sono applicabili entro un termine fissato congiuntamente 

dalle competenti autorità degli Stati contraenti (cfr. art. 14 par. 1 Conven-

zione UK; in merito agli interessi di mora, che vanno riscossi in tale 

evenienza, cfr. art. 14 par. 2 Convenzione UK). 

4.2  

4.2.1 La LIFI disciplina l'attuazione delle convenzioni di collaborazione in 

ambito fiscale, in particolare la regolarizzazione fiscale di valori patrimoniali 

che si trovano presso agenti pagatori svizzeri (cfr. art. 1 cpv. 1 lett. a LIFI). 

Essa si applica alle convenzioni menzionate nell'allegato (cfr. art. 1 cpv. 2 

LIFI, in combinato disposto con la cifra 2 dell'allegato alla LIFI). Sono fatte 

salve le disposizioni derogatorie della convenzione applicabile nel singolo 

caso (cfr. art. 1 cpv. 3 LIFI). 

4.2.2 Giusta l'art. 4 cpv. 1 LIFI, gli agenti pagatori svizzeri riscuotono i 

pagamenti unici conformemente alla convenzione applicabile. L'art. 4 

cpv. 3 LIFI dispone che la persona interessata o un'altra parte contraente 

può dichiarare per scritto all'agente pagatore svizzero entro 30 giorni dalla 

notifica che non è d'accordo con il suo certificato di pagamento unico. 

L'agente pagatore svizzero si adopera con la persona interessata o con 

l'altra parte contraente al fine di trovare una soluzione consensuale in 

conformità alla convenzione applicabile. Entro 60 giorni dalla notifica di 

questa dichiarazione scritta l'agente pagatore svizzero emette un nuovo 

certificato oppure conferma la validità del primo certificato. 

Secondo l'art. 4 cpv. 4 LIFI, un certificato è considerato approvato se entro 

30 giorni dalla notifica del nuovo certificato o dalla conferma del primo 

certificato la persona interessata o un'altra parte contraente non richiede 

per scritto all'AFC di pronunciare una decisione.  

4.2.3 L'art. 9 LIFI contiene diverse regole applicabili allorquando l'identifi-

cazione della persona interessata da parte dell'agente pagatore svizzero 

interviene a posteriori. Essa prevede in particolare l'obbligo d'informare 

senza indugio per scritto tale persona o l'altra parte contraente (cpv. 1) e la 

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Pagina 14 

regola secondo cui la domanda di regolarizzazione fiscale dei valori 

patrimoniali della persona interessata va presentata per iscritto all'AFC, 

conformemente alla convenzione applicabile, entro tre mesi dalla notifica 

dell'informazione (cpv. 2). La domanda deve segnatamente indicare 

l'opzione scelta per la regolarizzazione fiscale conformemente alla 

Convenzione (cfr. art. 9 cpv. 3 lett. a LIFI). 

4.2.4 Conformemente all'art. 21 cpv. 1 LIFI, l'AFC provvede alla corretta 

applicazione delle disposizioni della convenzione e della presente legge. 

Inoltre, l'art. 21 cpv. 2 LIFI prevede che l'AFC adotta e pronuncia tutte le 

decisioni necessarie all'applicazione di tali disposizioni. Secondo l'art. 36 

LIFI, l'AFC controlla l'adempimento degli obblighi dell'agente pagatore 

svizzero in relazione all'esecuzione della convenzione (cpv. 1). Se constata 

che gli agenti pagatori svizzeri non hanno adempiuto i loro obblighi o li 

hanno adempiuti in modo lacunoso, l'AFC offre loro la possibilità di 

pronunciarsi sulle lacune accertate (cpv. 3). Se l'agente pagatore svizzero 

e l'AFC non riescono ad accordarsi, l'AFC pronuncia una decisione 

(cpv. 4). Su richiesta, l'AFC pronuncia una decisione di accertamento 

(lett. a) della qualità di agente pagatore, (lett. b) delle basi di calcolo della 

riscossione dei pagamenti unici, dell'imposta liberatoria o del pagamento 

liberatorio, (lett. c) del contenuto delle comunicazioni secondo l'art. 6 o 

l'art. 16 LIFI (lett. d) e del contenuto dei certificati (cpv. 5). 

5.  

Nel caso in disamina, i ricorrenti contestano unicamente che la presente 

fattispecie ricada sotto l'applicazione della Convenzione UK, nella misura 

in cui l'effettivo avente diritto economico della relazione bancaria oggetto 

della regolarizzazione fiscale con il passato non sarebbe domiciliato in 

Inghilterra e dunque un contribuente inglese. 

5.1 A sostegno di tale tesi, i ricorrenti sottolineano che l'avente diritto eco-

nomico della relazione bancaria n. [...] intestata alla società ricorrente 1 

sarebbe invero sempre stata la ricorrente 3 domiciliata in Italia, anziché il 

ricorrente 2, domiciliato in Inghilterra. In effetti, se il ricorrente 2 inizialmen-

te è stato indicato quale avente diritto economico del predetto conto sul 

formulario A compilato il 13 novembre 2003, l'attuale beneficiaria economi-

ca sarebbe tuttavia sua madre, ossia la ricorrente 3. Con scritto 14 novem-

bre 2012, il ricorrente 2 avrebbe infatti comunicato alla banca D._______ 

– per il tramite della società E._______ – che, in modificazione della 

situazione al momento della compilazione del predetto formulario A, il 

13 novembre 2003, egli avrebbe nel frattempo donato alla madre, ovvero 

la ricorrente 3, cittadina […] residente a W.______, la proprietà di tutto 

A-2524/2015 

Pagina 15 

quanto afferente alla società ricorrente 1 e quindi anche della relazione 

bancaria n. [...] prima intestata soltanto fiduciariamente alla società 

ricorrente 1. Alla banca D._______, sarebbe dunque stato noto che il vero 

beneficiario economico era la ricorrente 3, ben prima di notificare ai 

ricorrenti la missiva del 23 novembre 2012, ch'essi – secondo loro dire – 

non avrebbero tuttavia mai ricevuta. Nella misura in cui la Convenzione UK 

non sarebbe loro applicabile, i ricorrenti non avevano alcun obbligo di 

optare per una delle due opzioni per la regolarizzazione del passato, sicché 

i certificati emessi dall'agente pagatore svizzero sarebbero del tutto privi di 

validità (cfr. ricorso 20 aprile 2013 pag. 5 segg.). 

5.2 Di avviso contrario, nella decisione impugnata, l'autorità inferiore ha 

considerato il ricorrente 2 quale avente diritto economico del conto in 

questione (cfr. decisione impugnata, punto 9 a pag. 9). Di fatto, l'AFC ha 

ritenuto che al momento dell'identificazione della persona interessata, 

l'agente pagatore svizzero disponeva del formulario A del 13 novembre 

2003 che indicava il ricorrente 2 quale beneficiario economico, domiciliato 

in Inghilterra. Il 31 dicembre 2010, giorno di riferimento 2 determinante per 

l'applicazione della Convenzione UK, non vi era alcuna prova che il 

beneficiario effettivo fosse cambiato. Né il contratto fiduciario dell'8 marzo 

2004, né lo scritto del 14 novembre 2012 del ricorrente 2 indirizzato alla 

E._______, come neppure i formulari A relativi agli altri conti intestati alla 

ricorrente 1 aperti presso altri istituti bancari, permetterebbero infatti di 

ritenere che invero era la ricorrente 3 ad essere l'avente diritto economico 

del conto in questione al giorno di riferimento 2, ossia il 31 dicembre 2010 

(cfr. presa di posizione dell'AFC del 17 agosto 2015, pag. 3 segg.). 

Quanto all'agente pagatore svizzero, quest'ultimo ha indicato di essersi 

fondato sul formulario A del 13 novembre 2003, dal quale risulta che il 

ricorrente 2 è l'unico avente diritto economico degli averi depositati sul 

conto n. [...]. La banca, oltre a non aver poi ricevuto un nuovo formulario A 

indicante una modifica del beneficiario economico, non conosce i motivi 

che potrebbero rendere plausibile una tale modifica. Riguardo alla 

dichiarazione di donazione del 14 novembre 2012, essa ritiene invece che 

non sussisterebbero prove che il ricorrente 2 avesse il diritto di disporre 

degli averi della società ricorrente 1 e che potesse quindi trasferirne la 

proprietà a terzi (cfr. osservazioni 22 giugno 2015). 

5.3  

5.3.1 Ciò indicato, lo scrivente Tribunale ricorda innanzitutto che ai fini della 

regolarizzazione del passato ai sensi della Convenzione UK, la data 

determinante per stabilire l'identità della persona interessata, e di riflesso 

A-2524/2015 

Pagina 16 

la sua residenza, è la data di riferimento 2, ovvero il 31 dicembre 2010 

(cfr. considd. 4.1.1 e 4.1.3 del presente giudizio), così come giustamente 

rilevato dall'autorità inferiore e dall'agente pagatore svizzero. Eventuali 

modifiche della residenza della persona interessata o del suo statuto di 

titolare del conto e/o di avente diritto economico dei relativi valori patrimo-

niali, intervenute successivamente a tale data, sono pertanto ininfluenti. Ne 

discende che, se al 31 dicembre 2010 una determinata persona figurava 

quale avente diritto economico dei valori patrimoniali ed era residente in 

Inghilterra, la stessa va considerata quale persona interessata ai sensi 

dell'art. 2 par. 1 lett. h e dell'art. 3 par. 3 della Convenzione UK. 

5.3.2 Orbene, nel caso in disamina il formulario A datato 13 novembre 

2003 indica quale unico avente diritto economico della relazione bancaria 

n. [...] – di cui la società ricorrente 1 è la titolare – il ricorrente 2 domiciliato 

in Inghilterra (cfr. doc. E prodotto dai ricorrenti). Agli atti non è presente 

alcun altro formulario A, dal quale risulterebbe che nel frattempo la 

ricorrente 3 sarebbe subentrata al ricorrente 2 quale nuovo avente diritto 

economico del predetto conto.  

Gli altri formulari A prodotti dai ricorrenti dimostrano unicamente che per 

altri conti aperti presso altre banche, sempre intestati alla società ricor-

rente 1, effettivamente la ricorrente 3 risulta quale avente diritto economico 

(cfr. doc. E prodotto dai ricorrenti). Detti documenti non permettono tuttavia 

di ritenere che l'indicazione dell'avente diritto economico del conto n. [...] – 

unico conto aperto presso la banca D._______ – nel formulario A del 

13 novembre 2003, sarebbe falsa o sbagliata, rispettivamente che l'avente 

diritto economico ivi indicato sarebbe stato sostituito dalla ricorrente 3 ad 

un determinato momento. Come giustamente accennato dall'agente 

pagatore svizzero, in assenza di un nuovo formulario A modificato, si deve 

ritenere che quello del 13 novembre 2003 è tutt'ora valido. 

Sulla base dei formulari A, si può dunque ritenere che al 31 dicembre 2010 

il ricorrente 2 era ancora l'avente diritto economico del predetto conto. 

5.3.3 Analogo discorso vale per quanto attiene al contratto fiduciario 

dell'8 marzo 2004 sottoscritto dall'allora F._______ (attualmente 

E._______, cfr. relativo estratto del registro di commercio) e la ricorrente 2, 

in qualità di fiduciante/contraente (cfr. doc. L prodotto dai ricorrenti). Dalla 

lett. a delle premesse risulta che la ricorrente 3 ha dichiarato « […] di 

essere l'avente diritto economico finale della società A._______, con sede 

a Y._______ […] ». Al punto 7 la ricorrente 3 ha altresì dichiarato « […] 

espressamente di essere l'avente diritto economico finale dei valori 

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Pagina 17 

patrimoniali da [lei] messi a disposizione per l'esecuzione del presente 

mandato […] » Al punto 3 risulta poi che la ricorrente 3 ha designato il 

ricorrente 2 quale suo unico rappresentante abilitato ad adempiere « […] 

in sua vece anche gli obblighi derivanti da questo contratto per il 

FIDUCIANTE/CONTRAENTE nei confronti della FIDUCIARIA […] », 

mettendolo a beneficio di una procura con firma individuale (cfr. doc. I 

prodotto dai ricorrenti). Di fatto, tale contratto mostra dunque unicamente 

che tra la ricorrente 3 e l'allora F._______ è stato stipulato un contratto 

fiduciario, nonché che la ricorrente 2 è l'avente diritto economico dei beni 

della società ricorrente 1. Lo stesso non fa tuttavia alcun riferimento alle 

relazioni bancarie intestate alla società ricorrente 1, né al fatto che la ricor-

rente 3 ne sarebbe l'effettiva avente diritto economico. Detto contratto non 

permette pertanto di ritenere come falsa o sbagliata l'indicazione contenuta 

nel formulario A datato 13 novembre 2003 (cfr. doc. E prodotto dai ricor-

renti), secondo cui a quel momento il ricorrente 2 era l'avente diritto econo-

mico della relazione bancaria n. [...] intestata alla società ricorrente 1. 

5.3.4 Diversamente da quanto asserito dai ricorrenti, lo scritto 14 novem-

bre 2012 indirizzato dal ricorrente 2 alla E._______ non permette poi di 

ritenere che l'avente diritto economico della relazione bancaria n. [...] 

sarebbe di fatto sempre stata la ricorrente 3. Nello scritto 14 novembre 

2012 il ricorrente 2 indica infatti unicamente quanto segue: « […] Vi 

comunico di avere donato a mia madre, Sig.ra C._______, l'intera proprietà 

della società A._______, […]. Vogliate predisporre gli atti necessari a 

regolarizzare la posizione […] ». Da dette dichiarazioni rivolte alla 

E._______ – e non all'agente pagatore svizzero – risulta unicamente che 

il ricorrente 2 ha effettuato una donazione a favore della madre, ma non 

ancora il cambiamento dell'avente diritto economico del conto in questione. 

Anche ipotizzando che con questo scritto il ricorrente 2 intendesse lasciare 

alla madre pure la relazione bancaria n. [...] – ciò, che come detto però non 

risulta –, si dovrebbe comunque constatare che nulla agli atti prova che la 

E._______ abbia poi fatto il necessario per comunicare all'agente pagatore 

svizzero il cambiamento di avente diritto economico per tale conto. In effetti 

manca nell'incarto una copia della lettera che la E._______ dice di avere 

trasmesso alla banca, per notificare il cambiamento dell'avente diritto 

economico. Ciò indicato, la dichiarazione di donazione datata 14 novembre 

2012 non prova in ogni caso che prima di tale data – e soprattutto al 

31 dicembre 2010 (data qui determinante) – il ricorrente 2 non fosse 

l'avente diritto economico del predetto conto.  

Lo scritto 16 aprile 2013 trasmesso dalla E._______ all'agente pagatore 

svizzero, facente riferimento allo scritto 14 novembre 2012, non fa che 

A-2524/2015 

Pagina 18 

riprendere le dichiarazioni dei ricorrenti, senza tuttavia fornire ulteriori 

prove a sostegno della loro tesi (cfr. doc. I prodotto dai ricorrenti). 

5.3.5 In tali circostanze, si deve ritenere che è a giusta ragione che l'agente 

pagatore svizzero, basandosi sul formulario A del 13 novembre 2003, ha 

considerato al giorno di riferimento 2 (31 dicembre 2010) il ricorrente 2 

quale avente diritto economico del conto n. [...] e dunque persona 

interessata ai sensi della Convenzione UK. Nella misura in cui al giorno di 

riferimento 2 il ricorrente 2 era – ed è tutt'ora – domiciliato in Inghilterra, lo 

stesso era dunque tenuto a optare per una delle due opzioni (pagamento 

unico o comunicazione volontaria) per la regolarizzazione del passato 

entro la data di riferimento 3. In tali circostanze, l'agente pagatore svizzero 

e l'AFC hanno pertanto applicato correttamente la Convenzione UK 

(cfr. considd. 4.1.3 e 4.1.5 del presente giudizio). 

5.3.6 Nella misura in cui il ricorrente 2 non ha optato per alcuna delle 

opzioni offerte dalla Convenzione UK entro il giorno di riferimento 3 

(31 maggio 2013), l'agente pagatore svizzero era dunque autorizzato a 

procedere al prelievo del pagamento unico sui valori patrimoniali presenti 

sul conto intestato alla società ricorrente 1 (cfr. consid. 4.1.6 del presente 

giudizio). Poiché i fondi presenti sul conto – nonostante la comunicazione 

dell'importo del pagamento unico di GBP 242'859.81 alla ricorrente 1 e 

l'invito a voler provvedere a versare sul conto i fondi necessari alla sua 

esecuzione trasmessi dalla banca con scritti 21 marzo 2013 e 6 giugno 

2013 (cfr. docc. H e M prodotti dai ricorrenti) – al 31 maggio 2013 non 

erano tuttavia sufficienti per saldare l'importo totale del pagamento unico, 

è a giusta ragione che qualche mese dopo l'agente pagatore svizzero ha 

poi provveduto alla comunicazione volontaria ai sensi dell'art. 13 par. 3 

della Convenzione UK (cfr. consid. 4.1.7 del presente giudizio). 

6.  

In definitiva, da quanto precede risulta che l'autorità inferiore ha – a giusta 

ragione – constatato la legalità del pagamento unico e, in assenza dei fondi 

necessari per saldare l'importo totale, della conseguente comunicazione 

volontaria, nonché la conformità dei due certificati rilasciati dall'agente 

pagatore svizzero ai sensi della Convenzione UK. Il ricorso, per quanto 

ricevibile (cfr. consid. 1.3 del presente giudizio) va pertanto respinto.  

7.  

In considerazione dell'esito della lite, giusta l'art. 63 cpv. 1 PA, le spese di 

procedura sono poste in solido a carico dei ricorrenti, qui parti soccombenti 

(cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

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Pagina 19 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in 

9'500 franchi [cfr. art. 4 TS-TAF], importo che verrà detratto interamente 

dall'anticipo spese di 9'500 franchi versato a suo tempo dai ricorrenti. Ai 

ricorrenti non vengono assegnate indennità di ripetibili (cfr. art. 64 cpv. 1 

PA a contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario). 

La controparte (l'agente pagatore svizzero, la banca D._______), che non 

è peraltro rappresentata nel quadro della presente procedura, non ha so-

stenuto delle spese particolari che dovrebbero essergli rimborsate. Essa 

non ha poi, a giusto titolo, inoltrato una richiesta in tal senso. Non vi è 

dunque alcuna ragione di assegnarle un'indennità di ripetibili. 

8.  

Giusta l'art. 35 cpv. 2 PA, l'indicazione del rimedio giuridico deve menzio-

nare il rimedio giuridico ordinario ammissibile, l'autorità competente e il 

termine per interporlo (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3186). 

Il Messaggio del 18 aprile 2012 relativo all'approvazione della Convenzio-

ne con la Germania concernente la collaborazione in ambito di fiscalità e 

di mercati finanziari e della Convenzione con il Regno Unito concernente 

la collaborazione in ambito fiscale nonché alla legge federale sull'impo-

sizione alla fonte in ambito internazionale (FF 2012 4343), prevede che le 

disposizioni della LTF regolanti il ricorso di diritto pubblico relativo 

all'assistenza amministrativa in materia fiscale si applicano alle decisioni 

rese sulla scorta dell'art. 4 cpv. 4 LIFI (cfr. FF 2012 4343, 4416 seg.). 

Nonostante la presenza di tale indicazione nel predetto Messaggio, ci si 

può domandare se la presente sentenza costituisca o meno una decisione 

d'assistenza amministrativa in materia fiscale ai sensi della LTF. In effetti, 

la nozione di assistenza amministrativa copre generalmente le misure 

adottate nell'ambito dello scambio d'informazioni nell'ottica dell'esecuzione 

delle norme di diritto amministrativo (cfr. CAROLIN HÜRLIMANN-FERSCH, Die 

Voraussetzungen für die Amts- und Rechtshilfe in Steuerstrafsachen, 

2010, pag. 6; questione lasciata aperta dal Tribunale federale con 

sentenza 2C_48/2015 del 20 gennaio 2015 consid. 2.1). La regolarizza-

zione fiscale di valori patrimoniali stranieri mediante prelievo di un'imposta 

liberatoria va tuttavia ben oltre il semplice scambio d'informazioni.  

Vista l'incertezza risultante da tale situazione, la formulazione condizionale 

dei mezzi d'impugnazione appare giustificata (cfr. BERNHARD EHREN-

ZELLER, in: Niggli/Uebersax/Wiprächtiger [ed.], Basler Kommentar BGG, 

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Pagina 20 

2a ed. 2011, n. 11 ad art. 112 LTF; FELIX UHLMANN/ALEXANDRA SCHWANK, 

in: Waldmann/Weissenberger [ed.], VwVG – Praxiskommentar über das 

Verwaltungsverfahren, 2009, n. 38 ad art. 35 PA). 

 
Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Per quanto ricevibile, il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali pari a 9'500 franchi sono poste in solido a carico dei 

ricorrenti. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo verrà 

interamente dedotto dall'anticipo spese di 9'500 franchi versato a suo 

tempo dai ricorrenti. 

3.  

Non vengono assegnate indennità di ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti (Atto giudiziario)  

– controparte (Atto giudiziario) 

– autorità inferiore (n. di rif. ***; Atto giudiziario) 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Salome Zimmermann Sara Friedli 

 
 

  

A-2524/2015 

Pagina 21 

Rimedi giuridici: 

La presente sentenza, purché si tratti di un caso di assistenza ammini-

strativa internazionale in materia fiscale, può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale, 1000 Losan-

na 14, entro un termine di 10 giorni dalla sua notificazione, soltanto se con-

cerne una questione di diritto di importanza fondamentale o se si tratta per 

altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi dell'art. 84 cpv. 2 

LTF (art. 82, art. 83 lett. h, art. 84a, art. 90 e segg. e 100 cpv. 2 lett. b LTF). 

Nel ricorso occorre spiegare perché la causa adempie siffatta condizione. 

Qualora la presente sentenza non costituisca un caso di assistenza 

amministrativa internazionale in materia fiscale, la stessa può essere impu-

gnata con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale, 

1000 Losanna 14, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione 

(art. 82 segg., art. 90 segg. e art. 100 LTF). 

In ogni caso, il ricorso deve essere redatto in una lingua ufficiale, contenere 

le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmato. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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