# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 778e6c9c-fa9d-5f9e-ad0c-343e88cdc5bc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-11-14
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 14.11.1997 80.1997.80
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-1997-80_1997-11-14.html

## Full Text

Incarto n.

  80.97.00080

  	
  Lugano

  14 novembre 1997

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La
  Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Lorenzo Anastasi

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Fiorenzo Gianinazzi

  

 

statuendo sul ricorso del 14 maggio 1997

 

in materia di:                 IC/IFD 95/96

 

	
  presentato da:

  	
  __________ e __________ __________, __________ __________,  

   

  
	
   

  	
   

  	 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   __________
__________, nato nel 1947, coniugato, è domiciliato a __________ e lavora a
__________ – __________ per la __________. Nella dichiarazione d’imposta IC/IFD
1995-96 __________ __________ ha chiesto di dedurre dal proprio reddito spese
di trasferta con l’automobile in ragione di fr. 8’640.--. L’UT di __________,
per contro, ha ridotto la deduzione richiesta a fr. 5'000.--, dando atto al
contribuente che deve usare durante parte dell’anno la propria autovettura per
far visita ai clienti (cfr. notifica della tassazione del 10 febbraio 1997,
confermata con decisione su reclamo del 14 aprile 1997).

 

 

                                   2.   __________
__________, con il presente, tempestivo ricorso chiede l’ammissione della
deduzione per spese di trasferta nella misura chiesta nella dichiarazione
d’imposta, sviluppando molto diffusamente le ragioni per le quali deve
utilizzare il mezzo di trasporto privato, segnatamente: orario di lavoro
estremamente irregolare, sproporzione evidente del tempo di percorrenza tra
mezzo privato e mezzo pubblico, uso del veicolo privato anche per l’attività
professionale.

 

                                         L’Amministrazione
federale delle contribuzioni chiede la reiezione del ricorso, sostenendo
l’esigibilità del mezzo pubblico tra __________ e __________ -__________.
Rileva inoltre che le spese per l’uso del mezzo privato sul posto di lavoro
devono essere rimborsate dal datore di lavoro.

 

                                         Di
analogo avviso la Divisione cantonale delle contribuzioni.

 

                                         All’udienza
del 16 ottobre 1997 le parti si sono confermate nelle rispettive posizioni.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Sia secondo l'art. 25 cpv.
1 LT-1994 sia secondo l'art. 26 cpv. 1 LIFD le spese professionali deducibili
sono:

                                         a)  le spese di
trasporto necessarie dal domicilio al luogo di lavoro;

                                         b)  le spese
supplementari necessarie per pasti fuori domicilio o in caso di lavoro a turni;

                                         c)   le altre spese
necessarie per l'esercizio della professione;

                                         d)  le spese
inerenti al perfezionamento e alla riqualificazione connessi con l'esercizio
dell'attività professionale.

                                         Tra gli altri costi e
spese che non possono essere dedotti, rientrano in particolare le spese di
formazione professionale (art. 33 lett. b LT-1994; art. 34 lett. b
LIFD).

 

                                         3.2.

                                         Sono considerate spese
di trasporto quelle causate al contribuente per trasferirsi dal luogo di
domicilio a quello in cui lavora. 

                                         

                                         3.2.1.

                                         Per l'uso di mezzi
pubblici la deduzione corrisponde alla spesa effettiva (art. 3 cpv. 1 lett. a
DE dell'8 novembre 1994). Per l'uso della bicicletta, di un ciclomotore o di
una motoleggera la spesa deducibile è al massimo di fr. 600.– l'anno (art. 3
cpv. 1 lett. b DE dell'8 novembre 1994). Infine, per l'uso di una
motocicletta o di un'automobile privata, la spesa deducibile corrisponde a
quella del mezzo pubblico disponibile (art. 3 cpv. 1 lett. c DE dell'8
novembre 1994). Eccezionalmente, se nessun mezzo pubblico è a disposizione o se
il contribuente non può servirsene (p. es. per infermità, distanza notevole
dalla più vicina fermata, orario sfavorevole, ecc.) è ammessa la deduzione fino
a 35 cts. il km per le motociclette di cilindrata superiore ai 50 cmc e fino a
60 cts. per le automobili (art. 3 cpv. DE dell'8 novembre 1994). La deduzione
per il tragitto di andata e ritorno a mezzogiorno non può in ogni caso superare
quella massima ammessa per i pasti consumati fuori casa di fr. 11.– al giorno o
di fr. 2’400 all’anno (art. 3 cpv. 3 DE dell'8 novembre 1994).

 

                                         3.2.2.

                                         Anche per l’IFD è
deducibile la spesa effettiva del mezzo pubblico per il trasporto dal luogo di
domicilio a quello di lavoro (art. 5 cpv. 1 Ordinanza sulla deduzione delle
spese professionali delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipendente,
del 10 febbraio 1993). Lo stesso vale in caso di uso di un veicolo privato
(art. 5 cpv. 2 Ordinanza del 10 febbraio 1993), a meno che non sia disponibile
un mezzo di trasporto pubblico o non sia ragionevole pretendere che il
contribuente ne faccia uso. In tal caso possono essere dedotte le spese
effettive secondo l’appendice dell’ordinanza, che viene periodicamente
aggiornata (per il periodo 1995-96: fr. 600.– all’anno per la bicicletta e il
motorino, fr. 0,35 al km per la motocicletta e fr. 0,60 il km per l’automobile).
La deduzione chilometrica per il viaggio di andata e ritorno a mezzogiorno è
limitata alla deduzione massima accordata per i pasti fuori casa (art. 5 cpv. 3
2.a frase Ordinanza del 10 febbraio 1993).

                                      

                                         3.2.3.

                                         La questione di sapere se
accordare la deduzione per l'uso dell'automobile o quella per l'uso dei mezzi
pubblici va risolta secondo il criterio dell'idoneità: l'uso del veicolo
non deve apparire come una decisione di comodo ma risultare la soluzione più
adatta e ragionevole, quella basata sul buon senso. Così se si può pretendere
che il contribuente si serva dei mezzi pubblici anche se non c'è diretta
comunicazione fra i medesimi (ASA 41 p. 586) non si può tuttavia
obbligarlo a eccessivi cambiamenti di mezzo di trasporto (ASA 33 p. 276;
cfr. Känzig, Direkte Bundessteuer, 2. ediz., vol. I, p. 682/83).

                                         Il limite entro il quale è
possibile pretendere che il contribuente si serva dei mezzi pubblici si
determina in pratica in base a diversi fattori, laddove tuttavia non è possibile
stabilire delle regole rigide (Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum
Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 109). Fra i diversi
criteri adottati dai cantoni, il più ricorrente è quello che considera potersi
concedere la deduzione delle spese per il mezzo privato quando ciò consente di
risparmiare quotidianamente almeno un'ora per lo spostamento da casa al posto
di lavoro e ritorno (cfr. Istruzioni di servizio alla legge fiscale del
Canton Zurigo, cifra 144bis, lett. a; Baur/Klöti-Weber/Koch/Meier/Ursprung,
Kommentar zum Aargauer Steuergesetz, Berna 1991, p. 315; Weidmann/Grossmann/
Zigerlig, Wegweiser durch das st. gallische Steuerrecht, IV ediz., Berna
1987, p. 38; StE 1988 B 22.3 n. 21 [Canton Soletta]). Un altro criterio
consiste nell'ammettere la deduzione per l'automobile privata se lo spostamento
con il mezzo pubblico richiede più di un'ora e con l'automobile basta meno
della metà del tempo (in tal senso una sentenza del Tribunale amministrativo
bernese, cfr. Gruber, Handkommentar zum bernischen Gesetz über die
direkten Staats-und Gemeindesteuern, 5a ediz., Berna 1987, p. 109). Più rigida
la giurisprudenza dei Cantoni di Basilea-Campagna e Basilea-Città, che non
ammettono deduzioni aldilà di quelle per i mezzi pubblici ogniqualvolta il
tragitto da casa al luogo di lavoro richieda meno di due ore e mezzo per
l'andata al mattino ed il ritorno alla sera (sentenze citate in: Funk,
Der Begriff der Gewinnungskosten nach schweizerischem Einkommenssteuerrecht, 2a
ediz., Coira/Zurigo 1991, p. 84, nota 17).

 

                                         3.2.4.

                                         Aldilà delle differenze
rilevabili nella prassi e nella giurisprudenza dei diversi Cantoni, il
riconoscimento della deduzione delle spese per il mezzo privato rappresenta
dunque l'eccezione. Sebbene l'autorità fiscale cantonale non abbia emanato direttive
in materia, varrà comunque il principio che si ammette la deduzione delle spese
per il mezzo pubblico, a meno che non vi siano particolari impedimenti o
difficoltà tali da indurre a concludere che non si possa pretendere dal
contribuente l'uso dei mezzi pubblici. Circa la definizione di criteri che
permettano di rendere praticabile la suddetta distinzione, si ritiene che non
sia compito della Camera di diritto tributario ma piuttosto dell'autorità
amministrativa di provvedervi (CDT n. __________.__________.__________
dell'11 luglio 1996 in re D.B.).

                                         Va inoltre ricordato che è
ancora considerata ragionevole, a meno di impedimenti dovuti a malattia o altra
infermità, una camminata di circa un chilometro, ovvero da dieci a quindici
minuti, per raggiungere la fermata del mezzo pubblico più vicina (v. anche ASA
33 276 s.)

 

                                         3.2.5.

                                         Deve infine essere
rilevato, con riferimento all'uso del mezzo privato durante il lavoro, che non
possono essere dedotti, a titolo di spese di trasporto, i costi che il contribuente
deve affrontare per spostarsi, su ordine del datore di lavoro, dalla sede della
ditta ai vari cantieri dei committenti. Si tratta infatti di spese che il
codice delle obbligazioni pone a carico del datore di lavoro (cfr. CDT
n. ______________________________.__________ dell'11 ottobre 1996 in re G. R.;
art. 327a CO). Tale rimborso non rientra nel salario del lavoro, poiché non rappresenta
una controprestazione per le prestazioni del lavoratore, bensì un compenso di
spese che il lavoratore ha sostenuto nell'interesse del datore di lavoro (cfr. Rehbinder,
Der Arbeitsvertrag, in Berner Kommentar, Berna 1985, p. 393; inoltre Rehbinder,
Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a ediz., Berna 1995, p. 100 s.).

 

 

                                   4.   4.1.

                                         Venendo ora all'esame di
merito della presente fattispecie, deve essere rilevato che il Comune di
__________ è collegato a quello di __________ da mezzi pubblici. I treni
regionali fermano a cadenza oraria nelle rispettive stazioni.

                                         Dalla consultazione degli
orari delle FFS risulta che i collegamenti tra __________ e __________ e
viceversa sono particolarmente favorevoli: il tempo di percorrenza tra una
stazione e l'altra è al massimo di mezz'ora. In linea di principio, pur considerando
il tempo necessario per recarsi alla stazione  - si consideri in particolare
che il luogo di lavoro dista una manciata di minuti o poco più a piedi dalla
stazione e quello di domicilio una decina di minuti -  la trasferta quotidiana
con il mezzo pubblico appare senz'altro sostenibile. È inoltre il caso di
ricordare che, volendo, quando la circolazione è scorrevole, il ricorrente può
far capo alla stazione di __________ e utilizzare la linea autofiloviaria.

                                         Né deve essere dimenticato
che, talvolta, il maggior dispendio di tempo rispetto all'uso del mezzo privato
viene parzialmente attenuato, come è notorio, dal dilatarsi dei tempi di
percorrenza durante gli usuali periodi di inizio e fine lavoro a causa dell'accresciuta
sollecitazione della rete stradale, segnatamente degli svincoli autostradali in
entrata e in uscita, ivi compreso quello di __________ -__________, da parte
del traffico privato che provoca rallentamenti e incolonnamenti (CDT no.
__________.__________.__________ dell'11.07.96 in re D.B.).

                                         In simili condizioni la
decisione dell'UT di concedere la deduzione prevista per il mezzo pubblico
appare senz’altro difendibile. Non possono evidentemente essere presi in
considerazione, in un simile contesto, eventuali disagi dovuti a tempi d'attesa,
indipendentemente dal fatto che il ricorrente disponga o meno di una certa flessibilità
e prevedibilità nel disporre del proprio orario di lavoro.

                                         Si giustifica quindi, in
linea di principio, unicamente la concessione delle spese relative all’uso del
mezzo pubblico di trasporto.

 

                                         4.2.

                                         Vero è che __________
__________ sostiene di dover utilizzare il mezzo privato di trasporto in
funzione dell'elevato numero di missioni esterne, non sempre e non tutte
prevedibili, che deve assolvere e del prolungarsi della giornata lavorativa, a
causa delle mansioni dirigenziali da lui esercitate, oltre il normale orario di
lavoro.

                                         Conformemente a una prassi
adottata in casi analoghi di dipendenti con mansioni dirigenziali, l'Ufficio di
tassazione non si è limitato, nella quantificazione della deduzione per spese
di viaggio, a considerare le sole spese per il treno nella misura di circa fr.
1500.-, ma ha concesso anche un esborso suppletivo di fr. 3'500.-- (pari alla
percorrenza della tratta con l’automobile durante un centinaio di giorni
all’anno) per tenere in considerazione le necessità legate all’uso del mezzo
privato, in caso di orari irregolari non sempre prevedibili, fatte valere dal
contribuente.

                                         Tale prassi ha d’altronde
trovato conferma in un recente giudizio di questa Camera in una fattispecie per
alcuni versi analoga alla presente (CDT n.
__________.__________.__________ in re B.P.). La decisione dell’UT va pertanto
condivisa.

 

                                         4.3.

                                         Occorre comunque ribadire,
per quanto attiene più da vicino le missioni esterne compiute partendo dal
luogo di lavoro per conto del datore di lavoro, che le eventuali spese
supplementari, causate dall'uso del mezzo privato durante il lavoro, ivi comprese
quelle per la messa a disposizione del mezzo (targhe, premi d’assicurazione,
usura del veicolo) devono essere rimborsate dal datore di lavoro, conformemente
a quanto prevede l'art. 327b cpv. 1 e 2 CO (CDT n.
__________.__________.__________ dell'11 ottobre 1996 in re G.R.; supra consid.
3.2.5.).

                                         La deduzione per spese di
trasporto prevista dal vigente diritto fiscale federale e cantonale, senza
quindi più i ristretti limiti massimi delle precedenti leggi federale e
cantonale, è una deduzione di mero carattere fiscale, che non va assimilata o
confusa con la rifusione integrale delle spese supplementari, causate dall'uso
del mezzo privato durante il lavoro, da parte del datore di lavoro.

                                         Non va comunque
dimenticato che, nel caso del ricorrente, le spese per le trasferte dal luogo
di lavoro sono rimborsate dal datore di lavoro in misura forfetaria fino a una
determinata percorrenza (e, meglio, nel raggio di trenta chilometri) in
missioni di lavoro e analiticamente, in ragione di fr. 0,70 al chilometro,
oltre questo limite.

                                         Certo, non sono rimborsate
le trasferte con l’automobile privata dal domicilio al luogo di lavoro e
viceversa, ma tale circostanza, per quanto si è appena detto, non è fiscalmente
di rilievo nella misura in cui sono disponibili, come lo sono in concreto,
mezzi di trasporto pubblici.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT 1994

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                  fr.    250.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un totale di                                                       fr.    330.–

                                         sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Intimazione alle parti.

 

                                   4.   Per l'IC il presente
giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT 1994).

                                         Per l'IFD è ammesso il
ricorso entro 30 giorni al Tribunale federale in Losanna (art. 146 LIFD).

 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario

del Tribunale d’appello

Il Presidente:                                                          Il
Segretario: