# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7697369d-18d7-54a4-9e3f-ec5762fdd731
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-06-19
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 19.06.2023 35.2023.25
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2023-25_2023-06-19.html

## Full Text

Incarto
  n.

  35.2023.25

   

  cr

  	
  Lugano

  19 giugno 2023       

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi,
  Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia
  Raffa Somaini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 10
marzo 2023 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del
  7 febbraio 2023 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2  

   

   

  in materia di assicurazione
  contro gli infortuni

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in
fatto

 

                          1.1.   RI 1,
nato nel 1966, allora attivo in qualità di operaio tuttofare presso la ditta __________
di __________ e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l'CO
1, in data 30 gennaio 2020 è caduto dalla scaletta sulla quale si trovava per
tinteggiare una parete, mancando gli ultimi scalini, riportando una distorsione
alla caviglia sinistra (doc. 1 inc. 1).

 

                                  In
data 31 agosto 2020, mentre stava camminando sul tetto della ditta per liberare
le griglie di scolo intasate, è caduto in avanti sulla ghiaia scivolosa,
risentendo un “crac” alla spalla destra (doc. 1 inc. 2).

 

                                  L’Istituto
assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di
legge.

 

                                  L’assicurato
ha terminato la propria attività, causa licenziamento, con il 31 luglio 2022.

 

                          1.2.  Esperiti
gli accertamenti medici e amministrativi del caso, in particolare una visita
medica in __________ (doc. 138 inc. 1), con scritto del 27 settembre 2022
indirizzato all’avv. RA 1, già rappresentante legale dell’interessato, l’CO 1
ha comunicato all’assicurato che avrebbe posto termine alle prestazioni di
corta durata con il 1° novembre 2022 (doc. 145 inc. 1).

 

                                  Con
decisione formale del 24 novembre 2022, l’CO 1 ha confermato i contenuti del
precedente scritto del 27 settembre 2022, rifiutando di versare una rendita di
invalidità (in quanto dal raffronto dei redditi non risulta alcun discapito
economico), accordando invece un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI)
del 10% per la caviglia (doc. 156 inc. 1).

 

                          1.3.  In data 28
novembre 2022 (medesimo giorno di ricezione della decisione, come indicato
dalla stessa patrocinatrice, cfr. doc. 161 inc. 1) l’avv. RA 1 ha chiesto all’CO
1 di poter ricevere copia dell’intero incarto (cfr. doc. C1).

                                  Non
avendo ricevuto risposta alcuna, con messaggio di posta elettronica del 9
dicembre 2022 la patrocinatrice ha nuovamente chiesto all’CO 1 di “inviarmi
urgentemente copia dell’incarto” (doc. C4).

Essendo anche tale sollecito rimasto
inevaso, con scritto del 16 dicembre 2022 ella ha nuovamente sollecitato
l’invio dell’incarto, rilevando che “questo ritardo compromette notevolmente il
diritto alla difesa del mio cliente” (doc. C6).

 

                          1.4.  Il 15
dicembre 2022 l’CO 1 (__________) ha trasmesso copia dell’incarto all’avv. RA 1,
ma ad un indirizzo errato (doc. 171 inc. 2).

                                  Da una
nota telefonica datata 28 dicembre 2022, emerge che la funzionaria incaricata
ha indicato che “nel controllare l’indirizzo di spedizione mi accorgo che sono
stati inviati ad un indirizzo che l’avvocato riconosce come un suo vecchio
indirizzo privato” (doc. 159 inc. 1).

 

                                  In
data 30 dicembre 2022 l’incarto è stato correttamente trasmesso alla
patrocinatrice dell’assicurato, indicando che “a seguito del ritardo nell’invio
degli atti che si è creato per un disguido da parte nostra, proroghiamo i
termini per un’eventuale opposizione al 31.1.2023” (doc. 174 inc. 2).

 

                                  In
data 31 gennaio 2023 l’avv. RA 1 ha interposto opposizione (doc. 175 inc. 2).  

 

                                  Con
decisione su opposizione del 7 febbraio 2023, l’CO 1 ha dichiarato
l’opposizione irricevibile, in quanto tardiva (doc. B).

 

                          1.5.  Con
tempestivo ricorso del 10 marzo 2023, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1,
ha postulato l’annullamento della decisione impugnata e, in via principale, che
l’opposizione venga giudicata tempestiva o, in via subordinata, che vengano
restituiti i termini per presentare opposizione (doc. I, pag. 6).

                                  Egli
ha, inoltre, postulato la concessione dall’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio per la procedura ricorsuale (doc. I pag. 6).

 

                                  Sostanzialmente
la patrocinatrice dell’assicurato ha ritenuto tempestiva l’opposizione
inoltrata in data 31 gennaio 2023, vale a dire entro il “nuovo” termine
indicato dall’amministrazione stessa, rifacendosi al principio della buona fede.

 

                                  Ella
ha, inoltre, osservato che “mi è ben nota la portata dell’art. 40 cpv. 1 LPGA”,
motivo per il quale “non ho in alcun modo considerato di richiedere un
prolungamento del termine”. 

                                  Al
contrario, ella ha rilevato come sia stato lo stesso Istituto assicuratore a
prorogare il termine fino al 31 gennaio 2023, visto il ritardo nella
trasmissione degli atti, avvenuta solo il 30 dicembre 2022, con ricezione al
più presto il 2 gennaio 2023. Per tali ragioni, la legale ha concluso che
“l’assegnazione di un nuovo termine da parte della CO 1 è stato pertanto inteso
quale restituzione del termine a seguito degli errori e dei ritardi causati
dalla CO 1 stessa” (doc. I).

 

                          1.6.  Con
risposta del 2 marzo 2023, l’CO 1 ha postulato la reiezione del ricorso, con
argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc.
IV).

 

                          1.7.  In data 4
aprile 2023 l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA il certificato municipale per
l’ammissione all’assistenza giudiziaria (doc. VI + 1).

 

                          1.8.  In data
17 aprile 2023 l’insorgente ha prodotto la documentazione volta a supportare la
domanda di assistenza giudiziaria (doc. VIII + allegati).

 

considerato                 in
diritto

 

                                  in
ordine

 

                          2.1.  Preliminarmente,
richiamata la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso
in cui l’incarto era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno
all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la
STF 8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide
questa vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata su FUCT N. 102 del
27 maggio 2022) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una comunicazione dell’8
giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato trattato dalla
funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti (in concreto,
dall’avv. RA 2), senza che la giurista di lingua italiana figlia del Giudice
Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata (cfr. STF 8C_668/2021 del 18
febbraio 2022 consid. 2.1).

                                  nel
merito

 

                          2.2.  Nel caso
di specie, litigiosa è la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a
dichiarare irricevibile l’opposizione dell’assicurato, oppure no.

 

                          2.3.  Secondo
l’art. 52 cpv. 1 LPGA, le decisioni possono essere impugnate entro trenta
giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate; fanno
eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali.

                                  Fondandosi
sulla delega di competenza prevista dall’art. 81 LPGA, il Consiglio federale ha
emanato gli articoli 10 a 12 OPGA riguardanti la forma e il contenuto
dell’opposizione, come pure la procedura di opposizione. L’art. 10 cpv. 1 OPGA
recita che l’opposizione deve contenere una conclusione e una motivazione.
L’opposizione scritta deve portare la firma dell’opponente o del suo
patrocinatore (art. 10 cpv. 4 prima frase OPGA). L’assicuratore mette a verbale
l’opposizione fatta oralmente; il verbale deve essere firmato dall’opponente o
dal suo patrocinatore (art. 10 cpv. 4 seconda frase OPGA). Se l’opposizione non
soddisfa i requisiti di cui al capoverso 1 o se manca la firma, l’assicuratore
assegna un congruo termine per rimediarvi, con la comminatoria che in caso
contrario non si entrerà nel merito (art. 10 cpv. 5 OPGA). Se le condizioni di
ricevibilità non sono adempiute, la procedura di opposizione termina con una
decisione d’irricevibilità (DTF 142 V 152 consid. 2.2 e i riferimenti).

 

                          2.4.  Conformemente
alla giurisprudenza relativa all’art. 61 lett. b seconda frase LPGA,
concernente la procedura giudiziaria di prima istanza, occorre assegnare un
termine che permetta all’interessato di rettificare il proprio ricorso, non
soltanto se le conclusioni o i motivi peccano di chiarezza ma, in modo
generale, laddove un ricorso non rispetta le esigenze legali. Si tratta qui di
una prescrizione formale che obbliga il giudice di prima istanza - eccezion
fatta nei casi di manifesto abuso di diritto - a fissare un termine per
correggere i vizi dell’allegato ricorsuale. Tenuto conto del medesimo tenore
letterale tra l’art. 61 lett. b seconda frase LPGA e l’art. 10 cpv. 5 OPGA,
questi principi si applicano anche alla procedura di opposizione (DTF 142 V 152
consid. 2.3 e i riferimenti).

 

                          2.5.  Le
esigenze poste alla forma e al contenuto di un’opposizione non sono elevate.
Basta che la volontà del destinatario di una decisione di non accettare
quest’ultima emerga chiaramente dal suo allegato o dalle sue dichiarazioni (STF
8C_775/2016 del 1° febbraio 2017 consid. 2.4 e riferimenti). Nel caso in cui
difetti una tale volontà chiaramente espressa di contestare la decisione, si
ritiene che non sia stata avviata alcuna procedura di opposizione e non vi è
quindi l’obbligo di fissare un termine di grazia (STF 8C_475/2007 del 23 aprile
2008 consid. 4.2; DTF 134 V 162 consid. 5.1; 116 V 353 consid. 2b e i
riferimenti).

 

                                  In una
sentenza 8C_337/2013 del 19 dicembre 2013 consid. 4 il Tribunale federale ha
precisato che l’opposizione è un rimedio di diritto che permette al
destinatario di una decisione di ottenere il riesame da parte dell’autorità
prima che un giudice non sia adito. L’opposizione assicura la partecipazione
dell’assicurato nel processo decisionale. In tale contesto l’opposizione
riveste un vero interesse solo se l’opponente deve esporre i motivi del suo
disaccordo con la decisione che lo concerne in modo implicito o esplicito. 

 

                                  In una
sentenza 8C_817/2017 del 31 agosto 2018, il Tribunale federale, relativamente
all’art. 10 cpv. 5 OPGA, ha sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 4. Dans un
arrêt récent (9C_191/2016 du 18 mai 2016), le Tribunal fédéral a rappelé que
les art. 61 let. b LPGA et 10 al. 5 OPGA, qui prévoient l'octroi d'un délai
supplémentaire pour régulariser un acte de recours respectivement une
opposition, visent avant tout à protéger l'assuré sans connaissances juridiques
qui, dans l'ignorance des exigences formelles de recevabilité, dépose une
écriture dont la motivation est inexistante ou insuffisante peu avant
l'échéance du délai de recours ou de l'opposition, pour autant qu'il en
ressorte clairement que son auteur entend obtenir la modification ou
l'annulation d'une décision le concernant et sous réserve de situations
relevant de l'abus de droit (cf. ATF 134 V 162). Le Tribunal fédéral a ensuite
souligné que l'existence d'un éventuel abus de droit peut être admise plus
facilement lorsque l'assuré est représenté par un mandataire professionnel, dès
lors que celui-ci est censé connaître les exigences formelles d'un acte de
recours ou d'une opposition et qu'il lui est également connu qu'un délai légal
n'est pas prolongeable. Aussi a-t-il jugé qu'en cas de représentation, l'octroi
d'un délai supplémentaire en application des dispositions précitées s'impose
uniquement dans la situation où l'avocat ou le mandataire professionnellement
qualifié ne dispose plus de suffisamment de temps à l'intérieur du délai légal
non prolongeable du recours, respectivement de l'opposition, pour motiver ou
compléter la motivation insuffisante de l'écriture initiale. Il s'agit
typiquement de la situation dans laquelle un assuré, qui n'est pas en
possession du dossier le concernant, mandate tardivement un avocat ou un autre
mandataire professionnellement qualifié et qu'il n'est pas possible à ce
dernier, en fonction de la nature de la cause, de prendre connaissance du
dossier et de déposer un recours ou une opposition motivés à temps. Il n'y a
alors pas de comportement abusif de la part du mandataire professionnel s'il
requiert immédiatement la consultation du dossier et motive ultérieurement
l'écriture initiale qu'il a déposée dans le délai légal pour sauvegarder les
droits de son mandant. En dehors du cas de figure décrit, le Tribunal fédéral a
retenu a contrario que les conditions de l'octroi d'un délai supplémentaire en
vertu des art. 61 let. b LPGA et 10 al. 5 OPGA ne sont pas données et qu'il n'y
a pas lieu de protéger la confiance que le mandataire professionnel a placée
dans le fait qu'un tel délai lui a été accordé (à tort).

Dans le cas dont la
Cour fédérale avait à juger (arrêt 9C_191/2016 précité), la décision administrative
litigieuse avait été notifiée à son destinataire le 1er avril 2014 et le délai
d'opposition échoyait le 16 mai 2014 en tenant compte de la suspension des
délais. L'avocat mandaté par l'assuré concerné avait formé une opposition non
motivée le 2 avril 2014 en demandant à consulter le dossier de son mandant
ainsi qu'un délai supplémentaire de 30 jours pour motiver son opposition en
référence à l'art. 10 al. 5 OPGA, ce qui lui avait été accordé (jusqu'au 30 mai
2014). Le dossier fut communiqué à l'avocat le 10 ou le 11 avril 2014. Celui-ci
déposait une opposition motivée le dernier jour du délai prolongé (le 30 mai
2014). Vu le temps encore suffisant à disposition de l'avocat pour régulariser
son opposition initiale à l'intérieur de délai légal, la Cour fédérale a
considéré que l'administration n'avait pas respecté la ratio legis de l'art. 10
al. 5 OPGA en octroyant un délai supplémentaire au 30 mai 2014, ce que le
mandataire professionnel aurait dû reconnaître sachant que le délai
d'opposition de 30 jours, en tant que délai légal, n'est pas prolongeable (art.
40 al. 1 LPGA). Celui-ci ne pouvait donc se prévaloir de bonne foi de l'octroi
du délai prolongé à l'appui de la recevabilité de son opposition motivée. Cette
écriture, parvenue à l'administration dans le délai supplémentaire accordé mais
en dehors du délai légal de 30 jours, était par conséquent irrecevable. Celle,
initiale, l'était également, faute de contenir une motivation. 

 

5. En l'occurrence, on
se trouve dans une situation similaire. 

Il ressort des faits
constatés par les juges cantonaux que le délai légal de 30 jours pour former
opposition à la décision de la CNA du 23 novembre 2016 arrivait à échéance au
plus tôt le 9 janvier 2017. L'assuré a mandaté ASSUAS, qui revêt la qualité
d'un mandataire professionnellement qualifié en matière de droit des assurances
sociales, pour la défense de ses intérêts dans la procédure d'opposition. Le 2
décembre 2016, soit à une date encore bien éloignée de l'échéance du délai
légal d'opposition, ASSUAS a déposé une écriture d'opposition en prenant
uniquement une conclusion relative à l'indemnité pour atteinte à l'intégrité et
dépourvue de grief et de conclusion sur l'aspect de la décision concernant la
rente. Après avoir sollicité et obtenu de la CNA la communication du dossier
administratif et médical le 14 décembre 2016, il restait à ASSUAS encore 26
jours avant l'échéance du délai légal, dont 10 en dehors de la période de
suspension des délais, pour compléter le cas échéant les conclusions et la
motivation de son écriture d'opposition initiale. Cet intervalle de temps doit
être considéré comme suffisant au sens de la jurisprudence exposée ci-dessus
(cf. supra 4), surtout que les exigences de motivation ne sont pas très élevées
en procédure d'opposition. Il s'ensuit qu'ASSUAS ne pouvait compter sur le fait
qu'un délai supplémentaire lui avait été accordé jusqu'au 28 février 2017 pour
indiquer à ce moment-là les points sur lesquelles la décision de la CNA était
attaquée et les motiver, alors qu'elle aurait pu le faire dans le délai légal.
Aussi bien, dès lors qu'il n'est pas possible de déduire de l'opposition du 2
décembre 2016 que l'assuré entendait contester la décision du 23 novembre 2016
sur ses deux objets, faute de grief et conclusion sur la question du droit à la
rente, la recourante était-elle fondée à considérer que ladite décision était
entrée en force sur ce point. 

Le recours doit donc
être admis et le jugement cantonal réformé en tant qu'il renvoie la cause à la
CNA pour statuer sur le droit à la rente par une décision sur opposition. (…)”

 

                                  In
proposito, vedi anche STF 8C_245/2022 del 7 settembre 2022 consid. 3.3.; STF
8C_289/2022 del 5 agosto 2022 consid. 4; STF 8C_660/2021 del 28 giugno 2022
consid. 3.3.; STF 9C_191/2016 del 18 maggio 2016 (cfr., pure, la STCA
35.2022.74 del 24 gennaio 2023 consid. 2.5. e 35.2023.16 del 10 maggio 2023 consid.
2.5.).

 

                          2.6.  Ai fini
del presente giudizio giova qui segnalare, in particolare, la sentenza
8C_245/2022 del 7 settembre 2022, riguardante il caso di un’avvocatessa, al
beneficio di una procura sottoscritta il 7 agosto 2021 dall’assicurato, che,
con scritto del 9 agosto 2021, aveva informato l’amministrazione che il suo
cliente interponeva opposizione contro la decisione del 14 luglio 2021
notificata il 22 luglio 2021, chiedendo nel contempo la trasmissione degli
atti, al fine di poter motivare l’opposizione. 

In data 16 agosto 2021 le era stata inviata una copia del dossier. Con scritto del 31 agosto 2021, la patrocinatrice aveva comunicato
all’amministrazione che: “Afin que je puisse prendre connaissance du dossier
et conférer avec mon mandant de son dossier, je vous informe que la motivation
de l'opposition formée le 9 août 2021 vous parviendra le 30 septembre 2021 au
plus tard". Il 30 settembre 2021 la patrocinatrice aveva
motivato l’opposizione interposta contro la decisione del 14 luglio 2021.

                                  Con
decisione del 20 ottobre 2021, l’assicuratore LAINF aveva dichiarato
irricevibile l’opposizione, per il motivo che quella del 9 agosto 2021 non era
stata motivata mentre quella del 30 settembre 2021 era sì motivata ma tardiva,
visto che il termine legale per interporla era scaduto il 14 settembre 2021. 

Con pronunzia del 7 marzo 2022, la Corte delle assicurazioni sociali del Cantone
Vaud aveva annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti
all’amministrazione, affinché entrasse nel merito dell’opposizione, ritenendo,
tra l’altro, che la stretta applicazione delle regole di procedura fosse lesiva
del principio di interdizione di un eccessivo formalismo e delle regole della
buona fede. 

Chiamata a pronunciarsi, la Corte federale ha innanzitutto nuovamente
sottolineato la ratio legis degli articoli 61 lett. b LPGA e 10 cpv. 5
OPGA (cfr. consid. 3.3 della STF in questione). In particolare, essa ha
ribadito che, a fronte di un termine legale non prorogabile di 30 giorni per
presentare opposizione contro una decisione, è stata prevista l’assegnazione di
un congruo termine da parte dell’autorità per rimediare ai vizi di forma (mancanza
di conclusioni e motivazione) ai sensi degli articoli 61 lett. b LPGA e 10 cpv.
5 OPGA, così da proteggere il semplice cittadino privo di conoscenze
giuridiche, il quale, ignorando le esigenze formali di ricevibilità, ha
depositato poco prima della scadenza del termine di 30 giorni uno scritto privo
di motivazione, o la cui motivazione appare carente, dandogli così modo di
presentare un’opposizione in buona e dovuta forma. Un’analoga assegnazione
s’impone anche nel caso in cui l’assicurato abbia agito con il patrocinio di un
avvocato o di altro rappresentante professionalmente qualificato nella materia,
ma solo allorquando tali soggetti, a causa del tardivo incarico, non dispongano
più di sufficiente tempo per adeguatamente motivare l’impugnativa per mancanza
di conoscenza degli atti. Al di fuori di tale fattispecie, non vi sono altri
casi in cui il termine possa essere legittimamente prorogato (cfr. STF
8C_817/2017 del 31 agosto 2018 consid. 4 e riferimenti).

L’Alta Corte ha quindi annullato la sentenza cantonale e confermato la
decisione dell’assicuratore LAINF, sottolineando in particolare come la
patrocinatrice dell’assicurato avesse mancato di soddisfare le (non elevate)
esigenze di motivazione richieste nella procedura d’opposizione entro il
termine legale del 14 settembre 2021, nonostante avesse avuto sufficientemente
tempo per farlo (considerato che il dossier le era stato inviato il 26 agosto
2021 e che il suo scritto era datato 31 agosto 2021, ovvero 19 giorni
rispettivamente 14 giorni prima della scadenza del termine legale). Il TF ha
segnatamente rilevato quanto segue: 

" 5.2. Il
ressort des faits constatés par l'autorité précédente que le délai légal de 30
jours pour former opposition à la décision de la recourante du 14 juillet 2021
arrivait à échéance le 14 septembre 2021. Ce délai n'était pas prolongeable
(cf. art. 40 al. 1 LPGA). Le 9 août 2021, soit à une date encore bien éloignée
de l'échéance du délai légal d'opposition, M e (…), spécialiste FSA en
responsabilité civile et en droit des assurances, a formé une opposition non
motivée au nom et pour le compte de l'intimé. Sur requête de la mandataire, la
recourante lui a fait parvenir le dossier de l'intimé le 26 août 2021, soit 19
jours avant l'échéance du délai légal d'opposition. Au moment de l'envoi de son
écriture du 31 août 2021, il restait à la mandataire encore 14 jours avant
l'échéance dudit délai pour motiver l'opposition. Cet intervalle de temps doit
être considéré comme suffisant au sens de la jurisprudence exposée ci-dessus
(cf. consid. 3.3 supra), surtout que les exigences de motivation ne sont pas
très élevées en procédure d'opposition. Les conditions d'octroi d'un délai
supplémentaire de régularisation au sens de l'art. 10 al. 5 OPGA n'étaient donc
pas réunies. A ce titre, le fait que l'intimé ait séjourné à l'étranger du 27
juillet 2021 au 20 septembre 2021 n'est pas déterminant, tout indiquant que M e
(…) était en contact avec l'intimé - qui a signé une procuration le 7 août 2021
- durant cette période. Au demeurant, les écritures des 9 et 31 août 2021 ne
font pas mention d'un séjour à l'étranger qui justifierait l'octroi d'un délai
pour régulariser l'opposition.  

Dès lors que la
recourante ne pouvait pas - les conditions de l'art. 10 al. 5 OPGA n'étant pas
remplies - octroyer à l'intimé un délai de régularisation pour motiver son
opposition, le point de savoir si l'écriture du 31 août 2021 aurait dû être
interprétée comme une demande de prolongation de délai peut rester indécis. En
tant que mandataire professionnelle, de surcroît spécialiste FSA en
responsabilité civile et en droit des assurances, M e (…) devait savoir qu'elle
ne pouvait pas motiver l'opposition au-delà du 14 septembre 2021 et la
recourante n'était pas tenue d'attirer son attention sur ce point. Le silence
de la recourante ensuite de la réception de l'écriture du 31 août 2021 ne
pouvait en tout cas pas être interprété comme l'admission tacite d'une requête
de prolongation du délai jusqu'au 30 septembre 2021. On ajoutera, par
surabondance de motifs, que même si la recourante avait, à tort, expressément
accordé une telle prolongation de délai, la confiance qu'aurait placée la
mandataire dans l'octroi de ce délai supplémentaire n'aurait pas pu être
protégée (cf. consid. 3.3 in fine supra; cf. aussi arrêt 8C_217/2021 du 7
juillet 2021 consid. 6.2). Le grief tiré d'une violation de l'art. 10 al. 5
OPGA s'avère ainsi fondé.”

 

                          2.7.
  Il TCA ricorda infine che, giusta l’art. 40 cpv. 1 LPGA, il termine legale
non può essere prorogato. Il cpv. 2 della medesima norma recita che se
l’assicuratore assegna un termine per una determinata azione, commina
contemporaneamente le conseguenze in caso d’inosservanza. Sono escluse
conseguenze diverse da quelle comminate. Ai sensi del cpv. 3, il termine
stabilito dall’assicuratore può essere prorogato, purché sussistano motivi
sufficienti, se la parte ne fa richiesta prima della scadenza.

 

                          2.8.   Nel
caso di specie, dalle carte processuali emerge che l’avv. RA 1 ha assunto il
patrocinio dell’assicurato in data 2 giugno 2022 (cfr. procura - doc. A),
quindi ancora prima dell’emissione della decisione del 24 novembre 2022.

                                  Quest’ultima,
inviata direttamente alla legale dell’assicurato, è stata notificata in data 28
novembre 2022. Il termine di 30 giorni per interporre opposizione, tenuto conto
delle ferie giudiziarie, giungeva a scadenza in data 13 gennaio 2023, come
peraltro correttamente indicato dalla stessa avv. RA 1 nel ricorso (cfr. doc.
I). 

 

                                  Lo
stesso 28 novembre 2022, giorno di ricezione della decisione in oggetto, la
patrocinatrice dell’assicurato ha chiesto all’CO 1 di ricevere copia
dell’intero incarto (cfr. doc. 168 inc. 2).

 

                                  Non
ricevendo risposta, in data 9 dicembre 2022 l’avv. RA 1 ha inviato all’CO 1 un
messaggio di posta elettronica del seguente tenore:

 

"
Mi riferisco al mio scritto del 28 novembre 2022 di cui allego copia,
rimasto inevaso, e vi chiedo gentilmente di inviarmi urgentemente copia
dell’incarto.

In attesa di un vostro
sollecito riscontro, porgo cordiali saluti.” 

(Doc. 170 inc. 2)

 

                                  Dalla
documentazione all’incarto risulta che l’amministrazione ha trasmesso gli atti
in data 15 dicembre 2022 (cfr. doc. 171 inc. 2).

 

                                  Con
scritto del 16 dicembre 2022 la patrocinatrice dell’assicurato ha nuovamente
chiesto all’amministrazione di poter ricevere copia degli atti, indicando:

 

"
Mi riferisco al caso in oggetto ed alle mie richieste del 28 novembre
2022 e del 9 dicembre 2022 rimaste totalmente inevase.

Questo ritardo compromette notevolmente
il diritto di difesa del mio cliente. Infatti, il termine per presentare
opposizione decorre dal 29 novembre 2022 e dalla mia prima richiesta sono
passate ben oltre due settimane.

Vi chiedo pertanto urgentemente di
volermi inviare l’incarto completo del signor RI 1.” (Doc. 172 inc. 2)

 

                                  Da una
nota telefonica del 28 dicembre 2022, emerge quanto segue:

 

"
tel. da avvocato.

Chiede spiegazioni sul fatto che gli
atti inviatigli non sono mai arrivati. Nel controllare l’indirizzo di
spedizione mi accorgo che sono stati inviati ad un indirizzo che l’avvocato
riconosce come un suo vecchio indirizzo privato. Mi scuso per il disguido e
provvedo immediatamente a rifare i CD e mandarli al più presto. L’avvocato
visto il ritardo nel mandargli la documentazione chiede una proroga. D’accordo
possiamo prorogare il termine fino al 31.1.2023 scusandoci nuovamente per il
ritardo nell’invio della documentazione” (doc. 159 inc. 1).

 

                                  In
data 30 dicembre 2022 l’incarto è stato correttamente trasmesso alla
patrocinatrice dell’assicurato, indicando che “a seguito del ritardo nell’invio
degli atti che si è creato per un disguido da arte nostra, proroghiamo i
termini per un’eventuale opposizione al 31.1.2023” (doc. 174 inc. 2).

 

                                  In
data 31 gennaio 2023, l’avv. RA 1 ha interposto opposizione, indicando che:

 

"
La decisione 24.11.2022 è stata notificata alla scrivente il giorno
28.11.2022. Il termine di trenta (30) giorni per impugnare la summenzionata
decisione sarebbe scaduto il 13.01.2023. Tuttavia, a causa di un ritardo
dell’invio degli atti, tra l’altro richiesti il medesimo giorno in cui è stata
notificata la decisione e successivamente più volte sollecitati, con vostro
scritto del 30 dicembre 2022 mi avete trasmesso gli atti e prorogato il termine
al 31.01.2023. Ne discende pertanto la tempestività della presente opposizione”
(doc. 161 inc. 1).

Con la decisione su opposizione del 7
febbraio 2023, l’CO 1 ha dichiarato irricevibile l’opposizione, osservando in
particolare quanto segue: 

 

"
(…) 

2. Dall’opposizione risulta che
l’impugnata decisione è stata notificata alla patrocinatrice il 28.11.2022 per
cui il termine per formare opposizione, viste le ferie amministrative, è giunto
a scadenza il 13.1.2023.

3. Visto il disguido nella trasmissione degli atti la CO 1 ha accettato di
prolungare il termine fino al 31.1.2023.

4. Ora, giusta l'art. 40 cpv. 1 LPGA, il termine legale non può essere
prolungato.

5. Ne consegue pertanto che l’opposizione è fuori termine e non può essere
esaminata nel merito.

6. La patrocinatrice – avvocato di
formazione e titolare di uno studio legale – non può avvalersi del principio
della buona fede e pretendere che non conosceva i disposti di legge.” (doc. B).

 

                                  In
questa sede, l’avv. RA 1 contesta la decisione dell’CO 1, sottolineando in
particolare che l’opposizione del 31 gennaio 2023 è tempestiva, in quanto
inoltrata, in buona fede, entro il termine prorogato al 31 gennaio 2023
dall’amministrazione stessa, a seguito del ritardo nella trasmissione degli
atti, da intendere quindi come restituzione del termine (doc. I). 

 

                                  In
sede risposta, l’CO 1 ha ribadito che l'art. 40 cpv. 1 LPGA prevede che i
termini fissati dalla legge non possono essere prolungati; che la
patrocinatrice dell’assicurato, avvocato di formazione e titolare di uno studio
legale, non può prevalersi della buona fede, precisando inoltre che l’CO 1
avrebbe agito altrimenti se avesse erroneamente accordato una proroga ad un
assicurato che non dispone delle conoscenze giuridiche necessarie per rendersi
conto dell’errore manifesto dell’amministrazione.

                                  Quanto
alla restituzione del termine, l’amministrazione ha puntualizzato quanto segue:

 

"
(…) 

8. L’art. 41 LPGA non
trova applicazione.

9. Tale disposto di
legge avrebbe dovuto essere invocato con l’opposizione e non a posteriori preso
atto della decisione di non entrata in materia. A mente dell’art. 41 LPGA se il
richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire
entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre che l’interessato lo
domandi adducendone i motivi entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento
e compia l’atto omesso.

10. Inoltre la mancata ricezione degli
atti – che comunque sono stati trasmessi ala patrocinatrice prima della
scadenza del termine – non è un motivo di restituzione dei termini.

Secondo la prassi costituiscono motivi
di restituzione la malattia o il servizio militare. La malattia deve essere
stata tale da aver impedito l’assicurato o il suo mandatario di agire entro il
termine o di fare capo ad un rappresentante risp. a un sostituto (DTF 112 V 255
consid. 2a, DTF 119 II 87 consid. 2a, sentenza del TFA P 47/06 del 4.12.2006;
sentenza del TF 2C_401/2007 del 21.1.2008 consid. 3.3). La patrocinatrice
avrebbe potuto e dovuto introdurre un’opposizione cautelativa o sommariamente
motivata e richiedere un termine per completare la sua impugnativa.” (Doc. IV)

 

                          2.9.  Chiamato
a pronunciarsi, il TCA rileva che la decisione del 24 novembre 2022 è stata
notificata direttamente alla patrocinatrice all’assicurato il 28 novembre 2022,
pertanto il termine (legale) di 30 giorni per interporre opposizione (art. 52
cpv. 1 LPGA) ha iniziato a decorrere il 29 novembre 2022 e, tenuto conto delle
ferie amministrative (dal 18 dicembre al 2 gennaio inclusi: cfr. art. 38 cpv. 4
lett. c LPGA), è giunto a scadenza il 13 gennaio 2023. Questo aspetto è
rimasto, a giusta ragione, incontestato.

La stessa avv. RA 1, come visto, ha più volte riconosciuto che il termine
legale per interporre opposizione scadesse il 13 gennaio 2023, rilevando pure
di essere perfettamente a conoscenza del fatto che lo stesso non fosse
prorogabile.

 

                                  In
queste condizioni, avendo la patrocinatrice interposto opposizione soltanto il 31
gennaio 2023 (cfr. doc. 161 inc. 1), quindi ben oltre il termine legale
(scaduto, come visto, in data 13 gennaio 2023), l’atto in questione deve
essere dichiarato tardivo e, pertanto, irricevibile. 

 

                        2.10.  La
patrocinatrice ha evidenziato di avere atteso fino al 31 gennaio 2023 per
interporre opposizione facendo affidamento, in buona fede, sul “nuovo” termine
fissato al 31 gennaio 2023 dall’amministrazione stessa, visto il ritardo nella
trasmissione dell’incarto ad essa imputabile.

                                  Ella
ha rilevato che l’assegnazione di questo “nuovo” termine da parte
dell’amministrazione va inteso “quale restituzione di termini ex art 41 LPGA a
seguito degli errori e dei ritardi causati dalla CO 1 stessa”. Avendo l’CO 1,
infatti, provveduto ad inoltrare gli atti all’indirizzo corretto soltanto in
data 30 dicembre 2022 - con conseguente ricezione, al più presto, in data 2 gennaio
2023 -  l’avv. RA 1 ha sostenuto come fosse estremamente difficile, se non
addirittura l’impossibile, redigere l’opposizione nel tempo a disposizione “di
soli 7 giorni lavorativi, durante i quali la scrivente ha avuto delle udienze.
Gli atti sono composti da 335 pagine per l’infortunio __________ e da 310
pagine per l’infortunio __________. Oggettivamente si tratta di incarti di una
certa dimensione che per la visione richiedono un certo lasso di tempo” (doc.
I).

 

                                  Ora,
al riguardo, il TCA rileva che è indubbio che l’amministrazione ha ritardato a
farle pervenire copia dell’incarto completo, da ella prontamente richiesto il
giorno stesso di ricezione della decisione del 24 novembre 2022 – ritardo
dovuto anche al disguido derivante dall’inoltro ad un precedente indirizzo
della patrocinatrice. Ciò posto, resta comunque il fatto che, una volta in
possesso della documentazione, la legale disponeva ancora del tempo necessario
per contestare, anche in maniera sommaria o tramite un’opposizione cautelativa,
la decisione entro il termine legale di 30 giorni, chiedendo semmai un termine
per completare la motivazione dell’opposizione. Questo tanto più tenuto conto
del fatto che la patrocinatrice dell’assicurato - avvocato di formazione e
titolare di un proprio studio legale - ha assunto il mandato ben prima
dell’emanazione della decisione del 24 novembre 2022, e meglio già in data 2
giugno 2022 (cfr. doc. A). Al di là quindi dei numerosi atti componenti
l’incarto, va evidenziato come ella fosse già a conoscenza della sospensione
delle prestazioni di corta durata a partire dal 1° novembre 2022, così come
direttamente comunicatole dall’amministrazione già con lo scritto del 27
settembre 2022 (cfr. doc. 145 inc. 1) e, in seguito, confermato con la
decisione formale del 24 novembre 2022 (doc. 156 inc. 1).

 

                                  In
simili circostanze, alla luce della giurisprudenza federale riportata ai
consid. 2.5 e 2.6, l’amministrazione non avrebbe dovuto assegnare alcun termine
in applicazione dell’art. 10 cpv. 5 OPGA. Nel caso di specie, non sussistevano
infatti i presupposti per beneficiare della deroga suddetta, stante il fatto
che l’assicurato era già rappresentato da un avvocato, il quale disponeva del
tempo necessario per interporre opposizione, soddisfacendo le esigenze formali
minime richieste per una valida motivazione in tale procedura, che avrebbero
permesso alla patrocinatrice dell’insorgente di contestare il provvedimento in
questione, persino con poche frasi (cfr., a tal proposito, la STF 8C_10/2021
del 28 aprile 2021 consid. 3.3.; STF 8C_171/2020 del 14 aprile 2020 consid.
4.3; STF 8C_386/2016 del 10 novembre 2016 consid. 4 e la STCA 35.2022.74 del 24
gennaio 2023, consid. 2.7).  

                                  Quanto
all’invocata restituzione dei termini, va detto che giusta l’art. 41 LPGA se il
richiedente o il suo rappresentante è stato impedito, senza sua colpa, di agire
entro il termine stabilito, lo stesso è restituito, sempre che l’interessato lo
domandi adducendone i motivi entro 30 giorni dalla cessazione dell’impedimento
e compia l’atto omesso.

                                  Per
"impedimento non colpevole" si intende, non soltanto l'impossibilità
oggettiva o la forza maggiore, bensì anche l'impossibilità soggettiva che
risulta da circostanze personali o da un errore scusabile. Queste circostanze
devono comunque essere valutate oggettivamente. In definitiva, al richiedente
non deve potere essere rimproverata una negligenza. L’assenza di colpa
deve essere manifesta (cfr. STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.;
STF 8C_898/2009 del 4 dicembre 2009 consid. 2; STF I 393/01 del 21 novembre
2001; DTF 96 II 265 consid. 1a; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 170 segg.; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren
und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, Zurigo 1998, n. 151).

                                  La giurisprudenza
federale ammette in particolare che un incidente o una grave malattia contratta
improvvisamente possono costituire un impedimento non colpevole. Non basta,
però, che l'interessato medesimo sia stato impedito di agire entro il termine,
lo stesso dovendo oltre a ciò essere pure stato impossibilitato a incaricare un
terzo di compiere gli atti di procedura necessari (cfr. STF 9C_54/2017 del 2
giugno 2017 consid. 2.2.; STF 8C_666/2014 del 7 gennaio 2015 consid. 4.2.; RDAT
II-1999 n. 8, p. 32; DTF 119 II 86 consid. 2a, DTF 112 V 255 consid. 2a).

 

                                  Deve
ancora essere sottolineato che l'istituto della restituzione in intero
costituisce un rimedio di carattere straordinario che incide profondamente
nella sicurezza del diritto, per cui occorre valutare l'adempimento dei
requisiti con rigore e seguire criteri restrittivi (cfr. STF K 34/03 del 2
luglio 2003).

 

                                  Nella
concreta evenienza, questo Tribunale non ritiene che siano dati i
presupposti per restituire il termine per interporre opposizione contro la
decisione emanata dall’CO 1.

                                  Le
rimostranze fatte valere dalla patrocinatrice non costituiscono un impedimento
tutelabile. La circostanza che l’avv. RA 1, nei pochi giorni a disposizione tra
la ricezione dell’incarto e la scadenza del termine per interporre opposizione,
abbia dovuto presenziare a delle udienze non risulta infatti decisivo ai fini
di una eventuale restituzione dei termini. Tanto più che, come anzidetto, in
concreto il termine era in ogni caso salvaguardabile con una opposizione
motivata in modo conciso e persino con poche parole. 

                                  Giova
qui comunque ricordare che il sovraccarico di lavoro - al pari, ad es.
dell'ignoranza del diritto rispettivamente dell'insicurezza dovuta
all'introduzione di una nuova norma legale - non costituisce un motivo
scusabile per non rispettare un termine legale (e chiedere eventualmente una
restituzione del termine ex art. 41 LPGA: cfr. STF 2C_448/2009 del 10 luglio
2009; STFA C 366/99 del 18 gennaio 2000; DLA 2002 N. 15 pag. 113; DLA 2000 N.
6, consid. 2, pag. 31; DLA 1988 N. 17, consid. 4a, pag. 128; DTF 110 V 339,
consid. 3, pag. 343 e DTF 110 V 210, consid. 4, pag. 216; STCA 35.2019.75 del
23 gennaio 2020, consid. 2.5).

 

                                  Anche
l’invocato affidamento riposto, in totale buona fede, nel termine del 31
gennaio 2023 indicato dall’amministrazione stessa non può essere ritenuto da
questo Tribunale come valido motivo degno di protezione.

                                  Il
fatto di avere ricevuto - a torto - una proroga del termine per interporre
opposizione non può essere invocato quale scusante, dato che tale termine è
legale e, quindi, non prorogabile secondo quanto disposto dall’art. 40 cpv. 1
LPGA unitamente all’art. 52 cpv. 1 LPGA, ciò che doveva apparire chiaro alla
patrocinatrice dell’assicurato. Tanto più che nella decisione avversata era
stato anche esplicitamente indicato che “il termine legale non può essere
prolungato” (doc. 156, pag. 3).

                                  Del
resto, nella già citata STF 8C_289/2022 del 5 agosto 2022, l’Alta Corte ha
avuto modo di sottolineare, al consid. 6.2.3, che un avvocato non può
appellarsi al principio della buona fede per prevalersi di un’indicazione
errata fornita dall’Autorità competente, se l’errore è riconoscibile con un controllo
grossolano (ad es., tramite una consultazione delle disposizioni procedurali
applicabili al caso o tramite una lettura sistematica della legge); tanto più
che un avvocato deve sapere che il termine per interporre opposizione, in
quanto legale, non può essere prorogato (art. 40 cpv. 1 LPGA), trattandosi, tra
l’altro, pure di un principio generale del diritto (a tal proposito cfr. pure
la già citata STF 8C_244/2022 del 17 agosto 2022, consid. 5.3).

L’Alta Corte ha deciso in modo analogo pure nella già citata STF 8C_817/2017
del 31 agosto 2018 (“il n'y a pas lieu de protéger la confiance que le
mandataire professionnel a placée dans le fait qu'un tel délai lui a été
accordé (à tort)”), nella già citata STF 8C_245/2022 del 7 settembre 2022
(“que même si la recourante avait, à tort, expressément accordé une telle
prolongation de délai, la confiance qu'aurait placée la mandataire dans
l'octroi de ce délai supplémentaire n'aurait pas pu être protégée (cf. consid.
3.3 in fine supra; cf. aussi arrêt 8C_217/2021 du 7 juillet 2021 consid. 6.2)”)
e anche nella STF 8C_665/2022 del 15 dicembre 2022, consid., 4.6 (“Dass die
Beschwerdegegnerin dem Beschwerdeführer eine Nachfrist gewährte, ändert daran
nichts, zumal die Einsprachefrist als gesetzliche Frist nicht erstreckbar ist
(vgl. Art. 40 Abs. 1 i.V.m. Art. 52 Abs. 1 ATSG), was dem anwaltlich
vertretenen Beschwerdeführer im Übrigen klar sein musste”).

Va qui pure ricordato che, per costante giurisprudenza, gli assicurati
devono sopportare le conseguenze delle azioni od omissioni delle persone alle
quali hanno affidato il compito di fare valere i propri diritti (cfr. STF
8C_126/2019 del 5 marzo 2019; STF 9C_739/2018 del 14 febbraio 2019 consid.
5.3.; STF 8C_431/2018 del 24 gennaio 2019 consid. 4.3.; STF 8C_787/2018 del 17
dicembre 2018; STF 8C_915/2014 del 26 febbraio 2015 consid. 4.1.; STF
8C_563/2010 del 29 settembre 2010 consid. 2.2.; STF 8C_984/2008 dell'11 maggio
2009; DLA 2002 pag. 259; STCA 38.2008.1 dell'8 maggio 2008 confermata dal TF
con sentenza 8C_466/2008 del 1° aprile 2009; STCA 38.2014.42 del 20 novembre
2014 consid. 2.6.; STCA 35.2006.39 del 7 settembre 2006 consid. 2.7.; STCA
39.2002.67 del 20 febbraio 2003, STCA 35.2019.75 del 23 gennaio 2020 confermata
in STF 8C_171/2020 del 14 aprile 2020).

 

                                  In esito
alle considerazioni che precedono, questa Corte non può dunque che approvare
l’operato dell’amministrazione che ha dichiarato irricevibile l’opposizione.
Contrariamente a quanto sostenuto dall’avv. RA 1 il modo di procedere dell’CO 1
non si rivela lesivo del diritto di essere sentito del suo patrocinato, né del
principio della buona fede. 

                                  La
decisione su opposizione impugnata merita di conseguenza conferma, mentre il
ricorso deve essere respinto.

 

                                  A
titolo abbondanziale, il TCA rileva infine che in tempi recenti si è già dovuto
pronunciare più volte su fattispecie presentanti una problematica analoga a
quella ora sub judice. Sarebbe pertanto auspicabile che i funzionari
dell’amministrazione che si trovano a diretto contatto con gli assicurati,
rispettivamente con i loro patrocinatori, venissero istruiti sui contenuti
della giurisprudenza federale vigente nella materia e qui riprodotta ai
considerandi 2.5. e 2.6. 

 

                        2.11.   Deve ancora essere verificato se l’insorgente
può essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito
patrocinio dell’avv. RA 1 (cfr. doc. I).

 

                                  I presupposti (cumulativi) per la
concessione dell’assistenza giudiziaria sono in principio dati se l’istante si
trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno
indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V
202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

Il requisito della probabilità di esito favorevole difetta quando le
possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione
agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe al processo in
considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA U 220/99 del 26
settembre 2000; RAMI 1994 p. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251).

                                  A tal proposito, si osserva che per
valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio
particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame
non presenti notevolmente meno possibilità di essere accolto che di essere
respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non
lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA K 75/05 del 9 agosto 2005; STFA
I 173/04 del 10 agosto 2005; STFA I 422/04 del 29 agosto 2005; STFA non pubbl.
del 29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c). 

                                  Inoltre, quando le prospettive di
successo e i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime sono
soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono
essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125 II 275; DTF 124 I 304
consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b).

 

                                  Nel caso concreto, visti i chiari
principi che risultano dalla giurisprudenza pubblicata sia nella Raccolta
Ufficiale che nel sito web della Confederazione, rispettivamente in quello del
Cantone Ticino, alla patrocinatrice del ricorrente doveva apparire
evidente che il rischio di perdere il processo era palesemente maggiore
rispetto alle prospettive di un successo, ragione per la quale il requisito
della probabilità di esito favorevole va giudicato inadempiuto. 

 

                                  In simili condizioni, non essendo
realizzato nel caso in esame uno dei tre presupposti cumulativi, la domanda di
assistenza giudiziaria deve quindi essere respinta.

 

                        2.12.  L’art. 61
lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura
deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;
la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte
alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett.
a LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e
di regola pubblica. Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett.
fbis LPGA secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la
procedura è soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la
singola legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla
parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  Il TCA
si è pronunciato su una questione di natura procedurale, ossia quella di sapere
se l’assicurato si è validamente opposto alla decisione formale emanata dall’CO
1.

 

                                  In una
sentenza 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 consid. 4.4.1, riguardante il diritto
alla riscossione delle spese giudiziarie nel contesto di un ricorso per
denegata/ritardata giustizia, il Tribunale federale ha evidenziato che “(…)
eliminando il principio della gratuità generalizzata di cui all'art. 61 lett. a
LPGA, il legislatore federale non ha voluto imporre in maniera generalizzata
per tutta la Svizzera l'applicazione di spese giudiziarie al di fuori del campo
di applicazione dell'art. 61 lett. f bis LPGA, ma ha lasciato ai Cantoni la
libertà di disciplinare la questione. Nulla impedisce a un Cantone in tale
contesto di prevedere la gratuità della procedura integralmente o soltanto per
alcune controversie (FF 2018 1334; BU 2018 S 668 segg; BU 2019 N 329 segg.). Se
però un Cantone desidera imporre spese al di fuori del campo di applicazione
dell'art. 61 lett. f bis LPGA, trattandosi di un tributo causale, deve
prevedere una base legale formale chiara ed esplicita (art. 127 Cost.; DTF 145
I 52 consid. 5.2; 143 I 227 consid. 4.3.1; 124 I 241 consid. 4a, con
riferimenti; UELI KIESER, Kommentar zum Bundesgesetz über den Allgemeinen Teil
des Sozialversicherungsrechts ATSG, 2020, n. 209 ad art. 61 LPGA)”. 

 

                                  Nel
Cantone Ticino, come rilevato dall’Alta Corte nella succitata STF 8C_265/2021,
“vige tuttora il principio della gratuità generalizzata (art. 29 cpv. 1
Lptca/TI)” (al riguardo cfr. ARES BERNASCONI, Actualités du TF, 8C_265/2021
du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les tribunaux cantonaux des
assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022
pag. 107). 

 

                                  Stante
ciò, nel presente caso non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA
35.2022.31 del 4 maggio 2022 consid. 2.6.; 35.2021.9 del 20 settembre 2021
consid. 2.12; STCA 35.2021.58 del 18 ottobre 2021 consid. 2.12; STCA 35.2021.74
del 29 novembre 2021 consid. 2.16; STCA 35.2022.74 del 24 gennaio 2023, consid.
2.8).

 

                                  Sul
tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2
giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF
9C_394/2021 del 3 gennaio 2022.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  Il
ricorso è respinto.

 

                             2.  L'istanza tendente alla concessione
dell'assistenza giudiziaria è respinta.

 

                             3.  Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             4.  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti