# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f012f2ad-fb82-5d0c-8afa-2f989347def8
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-03-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 30.03.1999 11.1999.50
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1999-50_1999-03-30.html

## Full Text

Incarto n.:

  11.99.00050

  	
  Lugano

  30 marzo 1999/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. A. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretaria:

  	
  Gronchi
  Pozzoli, vicecancelliera

  

 

 

sedente
per statuire nella causa __.__._____ (provvedimenti cautelari) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud promossa
con istanza del 10 febbraio 1999 dall’

 

	
   

  	
  __________.
  __________. __________ __________,
  __________ __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________.
  __________ __________,
  __________ __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________o)

   

  
	
   

  	
  istanza
  notificata anche a

  __________
  __________, __________

  (patrocinato
  dall’avv. __________ __________, __________);

   

  

giudicando ora
sul decreto cautelare emanato il 5 marzo 1999 dal Pretore della giurisdizione
di Mendrisio Sud;

esaminati gli atti,

posti i seguenti 

punti di
questione:     1.   Se deve essere accolto l’appello del 22 marzo 1999
presentato da __________ __________ contro il decreto cautelare emanato il 5
marzo 1999 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Sud;

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto:                          che __________,
__________ e __________ __________ sono comproprietari in ragione di un terzo
ciascuno della particella n. __________RFD di __________ __________, gravata da
usufrutto in favore della loro madre __________ __________;

                                         che __________
__________ ha instato il 10 febbraio 1999 davanti al Pretore della
giurisdizione di Mendrisio Sud perché fosse ordinato a __________ __________ di
astenersi dal continuare i lavori intrapresi sulla particella n. __________e
dall’effettuarne dei nuovi;

                                         che con decreto dell’11
febbraio 1999, emanato senza contraddittorio, il Pretore ha ingiunto a
__________ __________ di non continuare i lavori sul fondo e di non eseguirne
altri;

                                         che alla discussione
del 4 marzo 1999 __________ __________ ha postulato la revoca del decreto,
mentre __________ __________ ha confermato la propria istanza, offrendo diversi
mezzi di prova;

                                         che con ordinanza a
verbale il Pretore ha respinto due mezzi di prova indicati dall’istante,
accogliendo invece il richiamo dell’incarto dell’ufficio tecnico di __________
di questa Camera (Cocchi/Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese annotato, Lugano 1993, n. 2 ad art. 382; da
ultimo: I CCA, sentenza del 3
giugno 1997 nella causa T. c. B) per contraddittorio non va intesa ogni
discussione preliminare o interlocutoria fra le parti, ma solo la discussione
finale, indetta dopo l’eventuale assunzione delle prove (Rep. 1983 pag. 280);

                                         che nel caso concreto
all’udienza del 4 marzo 1999 l’istante ha mantenuto le proprie domande di
giudizio e ha notificato vari mezzi di prova, mentre il convenuto ha chiesto la
revoca del decreto emanato senza contraddittorio l’11 febbraio 1999;

                                         che il Pretore ha
statuito seduta stante sull’ammissibilità delle prove, ammettendo solo il
richiamo di un incarto dall’Ufficio tecnico di __________ __________ e con
decreto del 5 marzo 1999 ha parzialmente revocato anche precedenti misure; 

                                         che l’istruttoria
cautelare è tuttora in corso, come risulta in modo chiaro dal verbale di
udienza del 4 marzo 1999 (act. III, pag. 2) e dallo stesso decreto
impugnato; 

                                         che di conseguenza
l’udienza del 4 marzo 1999 non può essere considerata una discussione finale (art.
395 CPC);

                                         che in tali circostanze
il decreto impugnato non è appellabile e il gravame sfugge già d’acchito a un
esame di merito;

                                         che si può prescindere
dall’esaminare se l’appello non possa essere trattato come istanza di revoca e
come tale rinviato al Pretore per l’indizione del contraddittorio (art. 126
combinato con l’art. 379 cpv. 3 CPC);

                                         che infatti il primo
giudice deve ancora ultimare l’assunzione delle prove e, conclusa
l’istruttoria, citare le parti per la discussione finale, ragione per cui un
simile rinvio sarebbe inutile;

                                         che l’appellante potrà
far valere tutte le sue argomentazioni alla discussione finale;

                                         che, vista la manifesta
irricevibilità, l’appello può essere deciso con la procedura semplificata dell’art.
313bis CPC;

                                         che le spese del
pronunciato odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC), mentre non si
giustifica di attribuire ripetibili all’istante, cui l’appello non è nemmeno
stato notificato;

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L’appello è irricevibile.

                                      

                                   2.   Gli oneri processuali del
presente giudizio, consistenti in:

                                         a) tassa di
giustizia      fr. 100.–

                                         b) spese                         fr.  
50.–

                                                                                fr.
150.–

                                         sono
posti a carico dell’appellante. Non si assegnano ripetibili.

                                      

                                   3.   Intimazione a:

                                         – __________. __________.
__________ __________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________;

                                         – avv. __________
__________, __________.

                                         Comunicazione
alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Sud.  

 

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria