# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 900853dc-29d5-52e9-8839-bffbdc046f4e
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2008-04-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.04.2008 D-508/2008
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-508-2008_2008-04-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-508/2008
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  a p r i l e  2 0 0 8

Giudice Vito Valenti, giudice unico, 
con l'approvazione della giudice Christa Luterbacher, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______, Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 
3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 25 gennaio 2008 / N .

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-508/2008

Fatti:

A.
Il 20 dicembre 2007, l'interessato ha presentato una domanda d'asilo 
in Svizzera. Ha dichiarato, nella sostanza e per quanto è qui di rilievo 
(cfr.  verbali  d'audizione  del  3  e  del  18  gennaio  2008),  d'essere 
espatriato,  nel  [...] del  2007,  per  il  timore  d'essere  ricercato  dalla 
polizia  rispettivamente  ucciso  dai  familiari  del  padre  che  egli  ha 
ammazzato.

B.
Il  25  gennaio  2008,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a della legge sull'asilo del 26 
giugno  1998  (LAsi,  RS  142.31).  Detto  Ufficio  ha  pure  pronunciato 
l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione 
dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita,  esigibile  e 
possibile.

C.
Il  25  gennaio  2008,  l'interessato  ha  inoltrato  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  contro  la  menzionata 
decisione  dell'UFM. Ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  del 
provvedimento  impugnato  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  e,  in  via 
sussidiaria, la concessione dell'asilo o dell'ammissione provvisoria. Ha 
altresì  presentato  una  domanda  d'esenzione  dal  versamento  di  un 
anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

Diritto:

1.
Il TAF pronuncia definitivamente sui ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in  materia  d'asilo  (art.  31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale 
amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32], art. 105 
LAsi e art. 83 lett. d della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 
2005 [LTF, RS 173.110]).

2.
Nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi 
dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, l'oggetto suscettibile d'essere impugnato 

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non può essere esteso alla questione della concessione dell'asilo, che 
presuppone una decisione nel merito della domanda stessa.

2.1 Nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie le condizioni d'amissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 
della  legge federale  sulla  procedura  amministrativa del  20  dicembre 
1968 (PA, RS 172.021) nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv. 2  PA,  applicabile  per  rimando  dell'art.  37 
LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della 
decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il 
procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza va redatta in italiano.

4.
Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha considerato,  da  un lato,  che il 
ricorrente non ha addotto motivi che possano giustificare la mancata 
tempestiva  esibizione  di  documenti  di  viaggio  o  d'identità.  Dall'altro 
lato,  ha  ritenuto  siccome manifestamente  inconsistenti  le  allegazioni 
decisive in materia d'asilo presentate dall'insorgente. Quest'ultimo non 
ha  saputo  fornire  date  precise  e  dettagli  inerenti  al  racconto 
dell'uccisione del padre. L'autorità inferiore ha altresì considerato che 
non sono necessari degli ulteriori chiarimenti ai fini dell'accertamento 
della  qualità  di  rifugiato  o  dell'esistenza  di  un  impedimento 
all'esecuzione dell'allontanamento del ricorrente.

5.
Nel  ricorso,  l'insorgente  sostiene  di  non  avere  mai  posseduto  un 
documento  ufficiale  nigeriano  e  dunque  di  non  poterne  produrre 
alcuno. Fa inoltre valere d'essere espatriato per timore della polizia e 
dei familiari del padre, che il suo racconto corrisponde a verità e che 
non è affatto  stereotipato. In  Nigeria  non potrebbe beneficiare di  un 
equo  processo.  Pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dovrebbe 
pure considerarsi inesigibile.

6.
Giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una 

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domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della  domanda.  Giusta  l'art.  32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett.  a  non  si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado 
per motivi scusabili,  di consegnare documenti di viaggio o di identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. 
c).

6.1 Sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in 
particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative. Per contro, non 
sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, quelli emessi 
per altri  scopi, come la licenza di condurre, la carta professionale, il 
certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di fine degli studi 
(DTAF 2007/7 consid. 6).

6.2 Inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti.  La 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5).

7.
Questo Tribunale osserva che il  ricorrente, senza valide ragioni,  non 
ha  tempestivamente  presentato  documenti  di  viaggio  o  d'identità  ai 
sensi  di  legge,  benché l'UFM l'abbia  invitato  ad esibirli  il  3  gennaio 
2008.  La  tessera  d'appartenenza  al  B._______,  invocata 
dall'insorgente in sede di ricorso, non avrebbe costituito un documento 
valido  nel  senso  indicato  al  considerando  6.1  del  presente  giudizio, 
neppure  se  fosse  stata  esibita  in  corso  di  procedura,  invece  che 
lasciata al domicilio. Inoltre, non può essere seriamente creduto che il 

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ricorrente  abbia  potuto  viaggiare  dalla  Nigeria  all'Europa  nel  modo 
descritto – sulla questione ha peraltro fornito poche ed approssimative 
informazioni,  come  rettamente  rilevato  nella  decisione  impugnata  – 
senza  essere  in  possesso  di  documenti  di  documenti  di  viaggio  o 
d'identità.  Infine,  se  un  richiedente  non  aveva  ragioni  valide  per 
giustificare  la  mancata  esibizione  di  documenti  ai  sensi  di  legge  in 
procedura di prima istanza, non v'è motivo d'annullare la decisione di 
non entrata  nel  merito  quand'anche  avesse a  presentare  un  siffatto 
documento in sede di ricorso (v. sentenza del Tribunale amministrativo 
federale  D-8199/2007  del  18  dicembre  2007  consid.  8  e  relativo 
riferimento).

8.
Il  TAF rileva, altresì,  che il  ricorrente non ha presentato, all'infuori  di 
generiche censure,  argomenti  o  prove suscettibili  di  giustificare  una 
diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione, 
delle  allegazioni  decisive  da  lui  presentate  in  corso  di  procedura. 
Quest'ultime  s'esauriscono  in  mere  affermazioni  di  parte  non 
corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima  consistenza. 
Certo, l'insorgente sostiene nel ricorso d'avere problemi di memoria e 
d'espressione  e  che  gli  sarebbero  anche  state  date  delle  pastiglie. 
Sennonché,  egli  non  ha  indicato  quali  pastiglie  gli  sarebbero  stato 
somministrate né preteso un'incapacità d'essere interrogato durante le 
audizioni  esperite  in  procedura  di  prima  istanza.  Inoltre,  in  sede  di 
ricorso non ha fornito precisazioni o una nuova versione dei fatti  più 
dettagliata  rispetto  a  quella  generica  presentata  dinanzi  all'UFM. 
Peraltro,  delle  ricerche  di  polizia,  in  relazione  all'uccisione  di  una 
persona, sono delle misure statali del tutto legittime che non possono 
essere qualificate di persecuzioni pertinenti nell'ottica dell'art. 3 LAsi. Il 
ricorrente si limita altresì a mere congetture, non confortate da alcun 
elemento serio e concreto, sull'eventualità d'essere ucciso dai familiari 
del padre in caso di rientro in patria rispettivamente sull'impossibilità 
d'ottenere  un'appropriata  protezione statale  contro  l'eventuale  futuro 
agire illegittimo nei suoi confronti da parte di terzi e di beneficiare di 
un equo processo. In siffatte circostanze, non lo soccorre la generica 
ed  imprecisa  osservazione  della  rappresentante  dell'istituzione  di 
soccorso presente all'audizione principale sui motivi  d'asilo, secondo 
cui nel caso concreto si renderebbero necessari ulteriori accertamenti 
in  merito  all'esigibilità  del  rinvio  del  richiedente  nel  suo  Paese 
d'origine. Per conseguenza, l'UFM ha rettamente considerato come del 

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tutto prive di fondamento, con riferimento all'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
le dichiarazioni determinanti rese dell'insorgente.

9.
Ritenuta  la  manifesta  inconsistenza  delle  allegazioni  decisive 
presentate dal ricorrente (v. considerando 8 del presente giudizio), non 
risultano elementi da cui dedurre la necessità d'ulteriori accertamenti 
ai  fini  della  determinazione  della  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente 
medesimo (art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi).

10.

10.1 Per  gli  stessi  motivi,  non  emergono  dalle  carte  processuali 
neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento del ricorrente in Nigeria possa violare l'art. 25 cpv. 
2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 
aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto 
dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv.,  RS  0.142.30),  l'art.  5  LAsi 
(divieto di respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 della legge federale 
del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS 142.20)  o  esporre  il 
ricorrente in patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari 
all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti  dell'uomo e 
delle libertà fondamentali  del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101) o 
all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti 
crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 
0.105).

10.2 Per il resto, può essere lasciata indecisa la questione di sapere 
se per impedimenti all'esecuzione dell'allontanamento ai sensi dell'art. 
32  cpv.  3  lett.  c  LAsi  debbano  intendersi  anche  quelli  di  diritto 
nazionale  (riguardanti  l'esigibilità  e  la  possibilità  dell'esecuzione 
dell'allontanamento)  oltre  a  quelli  di  diritto  internazionale  pubblico 
(esaminati  al  precedente  considerando  10.1).  In  effetti,  anche  in 
materia d'esigibilità e di possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento 
non  emerge  dalle  carte  processuali  alcun  elemento  suscettibile 
d'imporre  degli  ulteriori  chiarimenti,  ritenuto  altresì  che  il  ricorrente 
non ha indicato nel gravame che tipo d'accertamenti sarebbero ancora 
necessari e in quale ambito.

10.3 Premesso  ciò,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione 
dell'allontanamento riconducibili  all'art. 83 cpv. 4 LStr, il  TAF osserva 
nondimeno  che  in  Nigeria  non  vige  attualmente  una  situazione  di 

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guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale.  Da  questo 
profilo,  gli  accadimenti  successivi  alle  elezioni  del  mese d'aprile  del 
2007 non giustificano un diverso apprezzamento.

10.4 Inoltre, il ricorrente è giovane, celibe ed ha una certa esperienza 
professionale. Non risulta altresì dalle carte processuali che egli soffra 
di  gravi  problemi  di  salute  suscettibili  d'ostare  alla  pronuncia 
dell'esecuzione dell'allontanamento (v. sulla problematica GICRA 2003 
n. 24), senza che ad un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la 
necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in  Svizzera  per  motivi 
medici.  L'insorgente  non  ha  peraltro  fornito  in  sede  di  ricorso  della 
documentazione  medica  che  dimostri  l'esistenza  di  seri  problemi 
medici, senza che una siffatta documentazione sia reperibile negli atti 
di causa dell'autorità inferiore trasmessi al TAF. Inoltre, non v'è motivo 
di ritenere che il ricorrente non possa ottenere in patria le cure di cui 
dovesse  necessitare.  In  siffatte  circostanze,  l'autorità  inferiore  ha 
rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per formulare una 
prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive  possibilità  per 
l'insorgente di un adeguato reinserimento sociale in Nigeria.

11.
Da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito il 
ricorso,  destituito  d'ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita 
tutela e la decisione impugnata va confermata.

12.

12.1 Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 
dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 
agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]) 

12.2 L'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  esigibile  e 
possibile  per  le  ragioni  indicate  al  considerando  10  del  presente 
giudizio.

12.3 Per  conseguenza,  anche  in  materia  d'allontanamento  ed 
esecuzione dell'allontanamento, il gravame va disatteso e la querelata 
decisione confermata.

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13.
Il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi).

14.
Il TAF avendo statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esenzione 
dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese 
processuali è divenuta senza oggetto.

15.
Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali,  che  seguono  la 
soccombenza, sono poste a carico del ricorrente e sono fissate tenuto 
conto  del  lavoro relativamente  limitato causato  al  TAF dal  ricorso in 
esame (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento 
sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale 
amministrativo  federale  dell'11  dicembre  2006  [TS-TAF,  RS 
173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura 
delle presumibili spese processuali è divenuta senza oggetto.

3.
Le spese processuali, di fr. 400.--, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza.

4.
Comunicazione a:

- ricorrente (raccomandata; allegato: bollettino di versamento)
- autorità inferiore (in copia; n. di rif. N )
- C._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Data di spedizione:

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