# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 46db03ca-accb-502c-b8c3-f32012c37bb1
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-04-15
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 15.04.2010 D-2112/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2112-2007_2010-04-15.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2112/2007/cac
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 5  a p r i l e  2 0 1 0

Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio), 
Regula Schenker Senn e Gérald Bovier, 
cancelliere Federico Pestoni;

A._______, nato (...),
B._______, nata (...), alias
C._______, nata (...),
D._______, nata (...),
Serbia,
contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo ed allontanamento;
decisione dell'UFM del 20 febbraio 2007 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2112/2007

Fatti:

A.
Gli  interessati,  di  origine  serba,  etnia  Rom,  con  ultimo  domicilio  a 
E._______, hanno presentato domanda d'asilo in Svizzera il (...). Essi 
hanno dichiarato, in sostanza e per quanto è qui di rilievo, di essere 
espatriati per il fatto di essere ricercati in patria da persone apparte-
nenti alla mafia locale. I ricorrenti hanno riferito di non aver subito di -
rettamente  delle  percosse  dalla  mafia,  né tanto  meno di  aver  avuto 
contatti con essa. Tuttavia, essi avrebbero lasciato la Serbia per il ti -
more di essere ricercati dalla malavita posto che la stessa avrebbe già 
minacciato e maltrattato il padre della signora B._______ e che, alcuni  
e non meglio precisati amici, li avrebbero informati che la mafia li stava 
cercando.

B.
Tramite decisione del 20 febbraio 2007 (notificata lo stesso giorno agli  
interessati presso il Centro di registrazione di F._______; cfr. risultanze 
processuali), l'Ufficio federale della migrazione (di seguito UFM) ha re-
spinto la succitata domanda d'asilo. Detto Ufficio ha pure pronunciato 
l'allontanamento  dei  richiedenti  dalla  Svizzera  nonché  l'esecuzione 
dell'allontanamento medesimo, siccome lecita, esigibile e possibile.

C.
In data 21 marzo 2007, gli interessati hanno inoltrato ricorso dinnanzi  
al Tribunale amministrativo federale (di seguito TAF) contro la decisio-
ne dell'UFM. Hanno chiesto l'annullamento della decisione impugnata 
con conseguente concessione dell'asilo in Svizzera, subordinatamen-
te, la concessione dell'ammissione provvisoria vista l'inesigibilità e l'i -
nammissibilità dell'esecuzione dell'allontanamento verso il Paese d'ori -
gine. Essi hanno altresì presentato una domanda di esenzione dal pa-
gamento anticipato delle spese di giustizia.

D.
Il TAF, con decisione incidentale del 28 marzo 2007, ha autorizzato i ri-
correnti a soggiornare in Svizzera fino al termine della procedura. Ha 
inoltre rinunciato,  ritenuta la  sussistenza di  motivi  particolari  (art. 63 
cpv. 4  della  legge federale  sulla  procedura amministrativa del  20 di-
cembre 1968 [PA, RS 172 021]), a chiedere ai ricorrenti il  versamento 
di un anticipo a copertura delle presumibili spese processuali.

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E.
Ulteriori  fatti  ed argomenti  addotti  dalle parti  negli  scritti  verranno ri -
presi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della verten-
za.

Diritto:

1.
Fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  all'art.  32  della  Legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF, 
RS 173.32),  il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF),  in  virtù  del-
l'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 del-
la Legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrati-
va (PA, RS 172.021) prese dalla autorità menzionate agli art. 33 e 34 
LTAF.

In materia d'asilo il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le deci-
sioni dell'UFM (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105 della legge sull'asilo 
del 26 giugno 1998 [LAsi, RS 142.31], e art. 83 lett. d della legge sul 
Tribunale federale del 17 giugno 2005 [LTF, RS 173.110]).

L'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA. Il gra-
vame adempie le condizioni di ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 
PA nonché all'art. 108 cpv. 1 LAsi.

Occorre pertanto entrare nel merito del ricorso.

2.
Con ricorso al Tribunale amministrativo federale, possono essere invo-
cati la violazione del diritto federale, l'accertamento inesatto o incom-
pleto di fatti  giuridicamente rilevanti  e l'inadeguatezza (art. 49 PA). Il  
Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti  
(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 
impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. decisione del Tribu-
nale  amministrativo  federale  D-4917/2006  del  12  luglio  2007,  con-
sid. 3;  PIERRE MOOR,  Droit  administratif,  vol. II,  2. ed.,  Bern  2002, 
no. 2.2.6.5).

3.
3.1 Giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi sono rifugiate le persone che, nel paese 
d'origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa 
della loro razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determina-

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to gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato 
timore di essere esposte a tali pregiudizi. 

Sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo della vita,  
dell'integralità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano 
una pressione psichica insopportabile (art. 3 cpv. 2 LAsi). Occorre al -
tresì tenere conto dei motivi di fuga specifici della condizione femmini-
le (art. 3 cpv. 2 2a frase LAsi).

3.2 A tenore dell'art. 7 cpv. 1 LAsi, chiunque domanda asilo deve pro-
vare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di  rifugiato. La 
qualità di rifugiato è resa verosimile se l'autorità la ritiene data con una 
probabilità preponderante (art. 7 cpv. 2 LAsi). Sono inverosimili in par-
ticolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate 
o contraddittorie, non corrispondono ai fatti o si basano in modo deter-
minante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi).

In  altre  parole,  per  poter  ammettere la  verosimiglianza,  ai  sensi  dei 
summenzionati disposti, delle dichiarazioni determinanti rese da un ri -
chiedente l'asilo, occorre che le stesse abbiano insito un grado di con-
vinzione logica tale da prevalere in modo preponderante sulla possibi-
lità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giuri-
sprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in 
materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21).  Le  dichiarazioni  devono  essere 
attendibili, cioè resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche 
e non suscettibili di diversa interpretazione (altrettanto o più verosimi-
le), e concordanti, o meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con 
altri dati o elementi certi. Peraltro, il giudizio sulla verosimiglianza de -
v'essere il frutto di una valutazione complessiva, e non esclusivamente 
atomizzata, delle singole allegazioni decisive, in modo da consentire di 
limitare al minimo il rischio dell'approssimazione, ovvero il pericolo di 
fondare il  giudizio valorizzando, contro indiscutibili  postulati  di  civiltà  
giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità  giudicante  (cfr.  GICRA 
1995 n. 23).

4.
4.1 Nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato inverosimili non-
ché sbrigative e generiche le allegazioni dei richiedenti concernenti i 
loro motivi d'asilo. In particolare, non sarebbero stati in grado di ren-
dere verosimili l'inizio della presunta persecuzione da parte della ma-
lavita locale, i motivi della stessa e la richiesta di intervento alle autori -
tà locali. Tutte questioni per le quali sono state fornite più versioni  dif -

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ferenti le une dalle altre. Inoltre, l'esecuzione dell'allontanamento sa-
rebbe ammissibile, esigibile e possibile.

4.2 Nel gravame, gli insorgenti affermano anzitutto, in sostanza e per 
quanto è qui di rilievo, che le loro allegazioni sarebbero non solo prive 
di contraddizioni degne di nota, ma anche precise, dettagliate e rile -
vanti. In particolare, le incongruenze emergenti dai verbali circa l'inizio 
della persecuzione mafiosa non sarebbero delle contraddizioni bensì il  
frutto di semplice confusione, posto che entrambi i coniugi hanno fatto  
riferimento  a  tre/quattro  mesi  prima  dell'espatrio  rispettivamente  un 
mese prima dello stesso. Per quanto concerne la richiesta di intervento 
alle autorità locali, che sarebbe avvenuta una volta di persona e una 
volta via telefono da parte del signor A._______, gli insorgenti ritengo-
no che egli avrebbe dimenticato di farne riferimento nel corso della pri -
ma audizione per una dimenticanza, mentre che la signora B._______ 
non fosse al corrente della circostanza. Quo ai motivi della presunta 
persecuzione i ricorrenti non hanno allegato nulla, se non il fatto che il 
padre di  B._______ sarebbe stato vittima di  molestie  da parte della 
mafia e dunque, pure loro, avrebbero ragione di temere ripercussioni. I 
ricorrenti  concludono che la decisione impugnata si  fonda su un ac-
certamento inesatto dei fatti  rilevanti ai fini  della procedura d'asilo, e 
che pertanto, essendo esposti al rischio di persecuzioni da parte della 
mafia  presente  sul  territorio  serbo,  un  loro  rinvio  in  Serbia  sarebbe 
inammissibile, illecito e non ragionevolmente esigibile.

5.
5.1 Questo Tribunale osserva che, come rettamente rilevato dall'auto-
rità inferiore nella decisione impugnata, le dichiarazioni determinanti in 
materia d'asilo rese dagli insorgenti s'esauriscono in mere, generiche 
ed imprecise affermazioni di parte, non corroborate dal benché minimo 
elemento di seria consistenza, in sostanza per le ragioni indicate nel  
provvedimento litigioso.

In particolare questo Tribunale tiene a sottolineare che gli  insorgenti 
non hanno saputo fornire indicazioni precise sui fatti addotti a soste-
gno dei motivi presentati a fondamento della loro domanda d'asilo, ra-
gion per cui v'è motivo di concludere alla loro inverosimiglianza. In pri-
mo luogo, stando a quanto allegato dai ricorrenti, essi sarebbero ricer -
cati dalla mafia. Gli interessati fondano le loro dichiarazioni su suppo-
sizioni  personali,  derivate  dal  fatto  che  il  padre  della  signora 
B._______ sarebbe stato vittima di maltrattamenti da parte della mala-

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vita locale. Dette congetture troverebbero ulteriore conforto nelle noti-
zie ricevute da alcuni amici  residenti  a G._______, i  quali  avrebbero 
informato i qui ricorrenti di essere ricercati, appunto, dalla mafia. Sia 
come sia, fino al momento del loro espatrio, i ricorrenti non hanno mai  
avuti problemi con nessuno, né alcun contatto diretto o indiretto con la 
mafia. In secondo luogo, non si può non rilevare che le dichiarazioni  
fornite dai ricorrenti in sede di audizione sui motivi della domanda di 
asilo sono spesso contrastanti e imprecise. A tale proposito, basti pen-
sare alle contraddizioni di cui si è già detto in precedenza circa l'inizio 
delle supposte persecuzioni e le richieste d'aiuto presso le autorità lo-
cali (cfr. verbali di audizione di A._______ del 25 gennaio 2007, pag. 5 
rispettivamente del 8 febbraio 2007, pagg. 2 e 3; verbali di audizione di 
B._______ del 25 gennaio 2007, pag. 4, rispettivamente del 8 febbra-
io 2007, pag. 2). Queste risposte sono da considerare generiche ed in-
verosimili. In altre parole, v'é ragione di concludere che i motivi fatti va-
lere dai ricorrenti nell'ambito della procedura in esame sono, come fa-
cilmente  riconoscibili,  palesemente  inverosimili  e,  in  tutta  evidenza, 
non costituiscono, di per sé, un indizio proprio a giustificare la qualità  
di rifugiato ai sensi dell'art. 3 LAsi.

A mente di questo Tribunale, l'autorità inferiore ha rettamente conside-
rato che i fatti addotti  dal ricorrente nella presente procedura d'asilo,  
non sono propri a motivare la qualità di rifugiato.

A ciò aggiungasi, peraltro, che i ricorrenti non hanno saputo spiegare il  
motivo per cui sarebbero il bersaglio della mafia, nonché degli evocati  
avvenimenti di cui è stato vittima il padre, e più in generale la famiglia,  
della signora B._______. Infatti, si sono limitati a far riferimento in ma -
niera  del  tutto  generale  alla  loro  appartenenza  etnica  quale  causa 
principale  (verbale  d'audizione  di  A._______  del  8 febbraio 2007 
pag. 5) e, alla luce delle considerazioni sopraesposte, non sono chia -
ramente stati in grado di far valere in maniera coerente e precisa i fatti  
addotti.

5.2 Anzitutto, in virtù del principio della sussidiarietà della protezione 
internazionale  per  rapporto  alla  protezione  nazionale,  si  deve  poter 
esigere da un richiedente d'asilo che abbia esaurito, nel proprio Pae-
se, le possibilità di protezione contro eventuali  persecuzioni prima di 
sollecitare  quella  di  uno  Stato  terzo. Infatti,  tali  situazioni,  ancorché 
spiacevoli, non sono determinanti per il riconoscimento dello statuto di 
rifugiato se la persona che ne è vittima beneficia nel suo luogo d'origi -

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ne di un accesso concreto a delle strutture efficaci di protezione e che 
può essere ragionevolmente richiesto che egli faccia appello a questo 
sistema di protezione interna (cfr. decisione del TAF D-7847/2006 del 
18 agosto 2009; GICRA 2006 n. 18 pagg. 180 e segg.; GICRA 2000 n. 
15 pagg. 107 e segg.).

5.3 Secondo le informazioni  a disposizione del TAF e la sua pratica 
costante, la sola appartenenza dei ricorrenti all'etnia Rom non giustifi -
ca il riconoscimento in loro favore di un timore fondato di essere espo-
sti a persecuzione o pregiudizi. Benché i membri di questa minoranza 
etnica siano frequentemente vittime di  soprusi o altre  ingiustizie da 
parte di terzi o autorità locali, non si può considerare che i Rom di Ser -
bia siano vittime di atti sistematici di violenza o di gravi discriminazioni 
per il solo fatto della loro origine o che vi sia il rischio di che lo siano in 
futuro. A tal proposito, a titolo di esempio, si rileva che i genitori del si-
gnor A._______, pur vivendo nella stessa regione, non hanno mai avu-
ti problemi con la mafia. A ciò si aggiungono gli sforzi ed i programmi  
messi in campo dalle autorità serbe allo scopo di migliorare le condi-
zioni di vita, di lavoro e di alloggio della comunità Rom (cfr. decisione 
del TAF D-7847/2006 del 18 agosto 2009). Inoltre, va detto che la Ser-
bia ha preso, nel giugno 2008, la presidenza del Decennio per l'inte-
grazione dei Rom. Essa ha annunciato che la sua priorità è quella di 
legalizzare gli accampamenti dove vivono i Rom e di operare nella pre-
venzione alla  discriminazione  nell'insegnamento  di  questi  ultimi.  Dei 
corsi opzionali di lingua Rom sono stati organizzati in luglio negli stabi -
limenti  scolastici.  Secondo  informazioni  convergenti  ed  emanate  da 
fonti affidabili, le autorità giudiziarie o di polizia serbe non rinunciano,  
di regola, a perseguire gli autori di sevizie ed estorsioni commesse nei 
confronti di membri di minoranze etniche, né tollerano o avvallano tali  
modi di agire.(cfr. sentenze del TAF D-7847/2006 del 18 agosto 2009; 
E-4666/2006 del 27 marzo 2009, consid. 2.2, pag. 7. et consid. 4.3.2.1 
pag. 10; E-2506/2007 et E-2512/2007, entrambe del 26 gennaio 2009).

Ciò stante, sembrerebbe che i ricorrenti non abbiano insistito presso le  
autorità serbe affinché esse li proteggessero e difendessero i loro dirit -
ti, rivolgendosi per esempio ai superiori di polizia. Pertanto non si può 
ritenere che, nel caso in rassegna, le forze dell'ordine abbiano rinun-
ciato a proteggerli o siano state impossibilitate a farlo.

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Perciò, si deve ritenere che i  ricorrenti  non hanno intrapreso tutte le 
procedure che ci si poteva attendere da loro al fine di far valere i propri  
diritti presso le autorità competenti.

5.4 Visto tutto quanto sopra, le allegazioni dei ricorrenti circa le asse-
rite persecuzioni di cui  sarebbero oggetto in patria sono da ritenersi 
palesemente inverosimili e, ad ogni modo, non vi è ragione di ritenere 
che essi non possano ottenere dalle competenti autorità in patria, se 
opportunamente  sollecitate,  un'appropriata  protezione  contro 
l'eventuale futuro agire illegittimo da parte di terzi nei loro confronti. In 
conclusione, quindi,  senza che sia necessario abbozzare ad ulteriori 
elementi di inattendibilità del racconto reso dagli insorgenti, questo Tri-
bunale ritiene che l'UFM ha rettamente considerato che le dichiarazio-
ni dei ricorrenti non soddisfano le condizioni di verosimiglianza previ -
ste dall'art. 7 LAsi.

5.5 Ne consegue che sul punto di questione dell'asilo il ricorso, desti -
tuito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la deci -
sione impugnata va confermata.

6.
I ricorrenti  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  (art.  14 
cpv. 1 e 2 e 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza 1 sull'asilo re-
lativa  a questioni  procedurali  dell'11 agosto 1999  [OAsi  1, 
RS 142.311]).

7.
7.1 Per  quanto  concerne  l'esecuzione  dell'allontanamento, 
l'art. 83 della legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, 
RS 142.20) prevede che la  stessa sia ammissibile  (cpv. 3),  esigibile 
(cpv. 4) e possibile (cpv. 2). In caso di non adempimento di una di que-
ste  condizioni,  l'Ufficio  federale  dispone  l'ammissione  provvisoria 
(art. 83  cpv. 1  LStr).  La  questione  dell'ammissibilità,  dell'esigibilità  e 
della  possibilità  dell'allontanamento  deve  essere  esaminata  d'ufficio 
(cfr. decisione del TAF D-3975/2007 del 15 giugno 2007, consid. 3.4; 
WALTER KÄLIN,  Grundriss des Asylverfahrens,  Basel  und Frankfurt  am 
Main, 1990, pag. 262).

7.2 Nella misura  in cui codesto Tribunale ha confermato la decisione 
dell'UFM relativa alla domanda d'asilo dei ricorrenti, quest'ultima non 
può prevalersi del principio del divieto di respingimento (art. 5 cpv. 1 

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LAsi),  generalmente riconosciuto nell'ambito del diritto internazionale 
pubblico  ed  espressamente  enunciato  all'art.  33  della  Convenzione 
sullo statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30).

7.3 Giusta l'art. 83 cpv. 4 LStr, al quale rinvia l'art. 44 cpv. 2 LAsi, l'e -
secuzione  non  può  essere  ragionevolmente  esigibile  qualora,  nello 
Stato d'origine o di provenienza, lo straniero venisse a trovarsi concre-
tamente in pericolo in seguito a situazioni quali guerra, guerra civile, 
violenza generalizzata o emergenza medica.

La prima disposizione citata si applica principalmente ai " réfugiés de 
la violence", ovvero agli stranieri che non adempiono le condizioni del-
la qualità di rifugiato, poiché non sono personalmente perseguiti,  ma 
che fuggono da situazioni di guerra, di guerra civile o di violenza gene-
ralizzata. Essa vale anche nei confronti delle persone per le quali l'al -
lontanamento comporterebbe un pericolo concreto, in particolare per-
ché esse non potrebbero più ricevere le cure del quale esse hanno bi-
sogno o che sarebbero, con ogni probabilità, condannate a dover vive-
re durevolmente e irrimediabilmente in stato di totale indigenza e per-
tanto esposte alla fame, ad una degradazione grave del loro stato di 
salute, all'invalidità o persino la morte. Per contro, le difficoltà socio-e -
conomiche che costituiscono l'ordinaria quotidianità di una regione, in 
particolare la penuria di cure, di alloggi, di impieghi e di mezzi di for-
mazione, non sono sufficienti, in sé, a concretizzare una tale esposi -
zione al pericolo. L'autorità alla quale incombe la decisione deve dun-
que, in ogni singolo caso, confrontare gli  aspetti umanitari legati alla 
situazione nella quale si troverebbe lo straniero in questione nel suo 
Paese dopo l'esecuzione dell'allontanamento con l'interesse pubblico 
militante a favore del suo allontanamento dalla Svizzera (GICRA 2005 
n. 24, consid. 10.1 pag. 215).

7.4 Si tratta, dunque, di esaminare con riferimento ai criteri suesposti 
se gli interessati concludono a giusta ragione o meno il carattere inesi -
gibile dell'esecuzione del loro allontanamento, tenuto conto della situa-
zione generale vigente attualmente in Serbia, da un lato, e la loro si -
tuazione personale, dall'altro. Ciò posto, quanto agli ostacoli all'esecu-
zione dell'allontanamento riconducibili all'art. 83 cpv. 4 LStr, il TAF os-
serva  nondimeno che  in  Serbia  ([E._______])  non  vige  attualmente 
una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga l'insieme della popolazione nella totalità del territorio nazio-
nale. I  ricorrenti  sono di  origine Serba, etnia Rom, e provengono da 

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E._______, nei pressi di G._______. Trattandosi di membri di minoran-
ze etniche nella regione, in particolare i Rom, il TAF rileva che essi, mal-
grado gli importanti sforzi delle autorità, attive nella promozione dell'ugua-
glianza, sono costantemente vittime di diverse discriminazioni sociali, in 
particolare negli ambiti dell'alloggio (accesso all'elettricità, all'acqua pota-
bile, ambiente insalubre, promiscuità, ecc.) dell'educazione, del lavoro e 
della salute. Di fatto, un gran numero di Rom vivono in condizioni di gran-
de povertà – soprattutto per quel che concerne le condizioni di alloggio – 
e sono, inoltre, particolarmente colpiti  dalla disoccupazione. Inoltre, tali 
difficoltà sono più marcate per i profughi interni e le persone che fanno ri-
torno da un soggiorno in un paese occidentale. I Rom non sono, inoltre, 
completamente al riparo da aggressioni fisiche o verbali (cfr. decisione 
del TAF D-7847/2006 del 18 agosto 2009). In casu, i ricorrenti risiedono 
in Svizzera ininterrottamente dal mese di gennaio 2007 data alla quale 
hanno depositato la loro domanda d'asilo. Un'assenza di soli tre anni dal 
loro Paese non dovrebbe avere la conseguenza di amplificare particolar-
mente le difficoltà di un reinserimento nella società serba posto che i ri-
correnti, ancora in giovane età, dispongono ancora di una ampia rete fa-
migliare e di conoscenze in loco. Quanto alla situazione personale degli 
insorgenti, si rileva che il signor A._______ ha esperienza quale lavorato-
re nei campi e come operaio, lavori che svolgeva prima di espatriare dalla 
Serbia. Inoltre, i ricorrenti non hanno, nelle loro allegazioni ricorsuali, pre-
teso di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare un'am-
missione provvisoria (GICRA 2003 n. 24), e nemmeno da un esame d'uf-
ficio degli atti di causa emerge la necessità di una permanenza degli au-
tori del gravame in Svizzera per motivi medici. In siffatte circostanze, l'au-
torità inferiore ha rettamente ritenuto siccome adempiti i presupposti per 
formulare una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità 
per lo stesso di un adeguato reinserimento sociale nel suo Paese d'origi-
ne. In siffatte circostanze, considerati tutti gli elementi di fatto eviden-
ziati, questa autorità ritiene, siccome adempiuti i presupposti per for-
mulare una prognosi favorevole con riferimento alle effettive possibilità 
per i ricorrenti, un adeguato reinserimento sociale nel suo Paese d'ori -
gine.

7.5 In caso di allontanamento di fanciulli, l'interesse superiore dei me-
desimi  è  un  elemento  che  deve  essere  preso  in  considerazione 
(cfr. GICRA 2005  n.  6,  consid.  6.1,  pag. 57  e  decisione  del  TAF D-
6597/2006 del 21 aprile 2008 consid. 9.5.1). Il benessere del fanciullo 
è  un  elemento  di  rilievo per  l'esame dell'esigibilità. In  tale  contesto, 
vanno  ponderate  tutte  le  circostanze  che  appaiono  rilevanti  in  vista 

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dell'allontanamento (cfr. GICRA 1998 n. 13, consid. 5e aa, pag.  98 e 
seg.). Delle difficoltà di reinserimento nel Paese d'origine, causate da 
un'integrazione avanzata del fanciullo in Svizzera, possono comporta-
re l'inesigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento dell'intera famiglia 
(cfr. GICRA 2005 n. 6, consid. 6.2, pag. 57 e seg. nonché GICRA 1998 
n. 31, consid. 8c ff ccc, pag. 260 e seg.).

7.5.1 Nella fattispecie, i ricorrenti hanno una figlia di 5 anni. Il TAF è 
cosciente  delle  difficoltà  che  D._______  potrebbe  incontrare  al  suo 
ritorno in Serbia. Tuttavia, ella, nonostante gli ultimi tre anni vissuti in  
Svizzera,  vista  la  giovane  età,  è  ancora  impregnata  del  contesto 
culturale  e  del  modo  di  vita  dei  suoi  genitori,  in  modo  che  la  sua 
reintegrazione nel Paese d'origine sarà senz'altro facilitata. Inoltre, si 
rileva  che  D._______  non  ha  ancora  raggiunto  l'età  della 
scolarizzazione obbligatoria. Ciò significa,  da un lato, che il  distacco 
non risulterà eccessivamente traumatico non avendo ella cominciato a 
frequentare  le  scuole  in  Svizzera,  e  dall'altro,  che  potrà  iniziare  e 
seguire  tutto  il  suo  percorso  formativo  una  volta  ritornata  in  patria. 
Inoltre, in questi anni, ha senz'altro potuto apprendere la lingua parlata 
dai  suoi  genitori,  che  potrà  poi  imparare  a  scrivere  con  la 
frequentazione delle scuole nel proprio Paese d'origine.

A  queste  condizioni,  si  può  affermare,  a  non  averne  dubbio,  che 
l'allontanamento di D._______ verso la Serbia, non rappresenta per lei 
uno sradicamento completo che potrbbe pregiudicare il suo equilibrio 
e il suo sviluppo futuro. Pertanto, il suo allontanamento dalla Svizzera 
non viola l'art. 3 della Convenzione del 20 novembre 1989 relativa ai 
diritti del fanciullo (RS 0.107).

7.6 Ciò stante, non v'è motivo di considerare l'esistenza di un rischio  
personale, concreto e serio per i ricorrenti di essere esposti, in caso di 
allontanamento nel loro Paese d'origine, ad un trattamento proibito, in 
relazione all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti del -
l'uomo e delle libertà fondamentali  del 4 novembre 1950 (CEDU, RS 
0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o 
trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. 
tortura, RS 0.105); GICRA 1996 n. 18.

Pertanto, l'allontanamento dei ricorrenti  deve essere considerata ragio-
nevolmente esigibile e, dunque, ammissibile.

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8.
Non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità dell'ese-
cuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr). Infatti, i ricorrenti, usan-
do della dovuta diligenza potranno procurarsi ogni documento necessario 
al rimpatrio, oltre a quelli già allegati con la domanda d'asilo. 

L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile.

9.
Ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ra-
gionevolmente esigibile e possibile. Per conseguenza, anche in materia 
d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e la que-
relata decisione confermata.

10.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono la soccombenza, sono poste a carico dei  ricorrenti  (art.  63 
cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

11.
La presente decisione non può essere impugnata con ricorso in mate-
ria di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d Legge 
del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

La pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico dei ricorrenti. Il 
succitato saldo dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di pagamento)
- UFM,  Divisione  soggiorno,  (allegati:  incarto  N [...]  e  copia  del 

ricorso del 21 marzo 2010, per corriere interno; in copia);
- H._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Daniele Cattaneo Federico Pestoni

Data di spedizione: 

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