# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4e8a16da-9233-5eb9-9919-e4d04628d487
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-12
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 12.12.2003 32.2003.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2003-34_2003-12-12.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2003.34

   

  BS/tf

  	
  Lugano

  12 dicembre 2003 

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof,
  vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 25 aprile 2003 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 31 marzo 2003 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1 Caselle 

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   __________,
nata nel 1943, ausiliaria di pulizie a tempo parziale, è affetta da poliartrosi
delle piccole e medie articolazioni, tunnel carpale bilaterale, tendomiogelosi
primaria dei muscoli del collo e del tronco e da depressione reattiva (cfr.
rapporto 30 ottobre 2000 del medico curante, dr. __________, doc. AI _).

 

                                         In data
22/25 maggio 2000 essa ha presentato una domanda tendente ad ottenere delle
prestazioni AI per adulti (doc. AI _). 

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici del caso, con decisione 10 gennaio 2003
l’Ufficio assicurazione invalidità (in seguito: UAI) ha negato delle
prestazioni assicurative. A motivazione del provvedimento preso,
l’amministrazione ha indicato quanto segue:

 

" 
(…)

In considerazione dell’esauriente documentazione medica ed
economica ed in particolare delle due perizie acquisite agli atti si constata
che il danno alla salute di cui lei è portatrice comporta un’incapacità
lavorativa del 34% nell’attività di casalinga e del 30% quale salariata.

Ne consegue un grado totale di inabilità del 33% e meglio come dal seguente
specchietto:

 

	
  Attività

  	
  per
  cento

  	
  Incapacità

  	
  grado
  d'invalidità

   

   

  
	
  Casalinga

  	
  76.00
  %

  	
  34.00
  %

  	
           
  26.00 %

   

  
	
  attività
  salariale

  	
  24.00
  %

  	
  30.00
  %

  	
             
  7.00 %

   

  
	
  grado
  d'invalidità

  	
   

  	
   

  	
            
  33.00 %

            
  ======

  

 

Il grado d’incapacità risulta essere
insufficiente.

Le osservazioni al progetto di decisione inoltrate in data 10.12.2002 sono
state sottoposte al nostro Servizio Medico Regionale. Le stesse però non
portano nulla di nuovo che ci permettano di cambiare la nostra presa di
posizione del 27.11.2002. Il progetto di decisione trova piena conferma.

Pertanto, la sua domanda di prestazioni è respinta. “(Doc. AI _).

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall’assicurata (doc. AI _), l’UAI, in data 31
marzo 2003, ha emanato una decisione su opposizione e confermato la reiezione
del versamento di prestazioni assicurative (doc. AI _).

                                      

                               1.3.   Contro la
decisione su opposizione è tempestivamente insorta __________. 

Postulando il riconoscimento di una rendita e contestando la determinazione del
grado d’invalidità, l’insorgente ha in particolare rilevato:

 

" 
In parole semplici non trovo giusto che si
faccia matematica su una persona che ha una evoluzione naturale peggiorativa e
che oltrepassa i 60 anni come nel mio caso.

 

Mi meraviglio inoltre che il calcolo è stato
fatto esclusivamente tenendo conto della perizia psichiatrica del Dr.
__________ e non di quella della Dr.ssa __________ almeno all'inizio della cura
da parte della Dottoressa e che il Dr. __________ pur in presenza di una
malattia del tunnel carpale bilat. ed una poliartrosi della dita delle mani mi
ritenga perfettamente sana ed abile al lavoro al 100%.

Per esperienza naturale e per il buon senso si
può intuire che una persona di 60 anni difficilmente può rendere al 100% senza
le descritte menomazioni addotte sopra. Pensare quindi la mia situazione
caratterizzata da perdita della forza muscolare, della prensione delle dita
legata alla difficoltà di estendere e flettere le dita come pure i dolori
legati al collo e ai vari altri gruppi muscolari delle spalle.

 

L'inchiesta economica a domicilio mi aveva
assegnato un grado di invalidità globale del 34%. Mi chiedo per che motivo il
Dr. __________ ha negato questo grado di incapacità al lavoro.

 

Contesto inoltre la perizia del Dr. __________
che mi appare molto riduttiva e molto avara in quanto non risponde a quanto io
presento dal punto di vista psicologico. A proposito chiedo a questo lodevole
Tribunale che venga rifatta la perizia psichiatrica e che mi si sottoponga
ancora una volta ad una perizia ortopedico reumatologica." (Doc. _)

 

                               1.4.   Mediante
risposta di causa 8 maggio 2003 l’amministrazione ha proposto di respingere il
gravame, osservando in particolare:

" 
(…)

Nel caso concreto, la perizia psichiatrica 23 settembre 2002 del
Dr. med. __________ (doc. _ inc. AI), valutata l'anamnesi, i dati soggettivi
dell'assicurata, le constatazioni obiettive, vale a dire lo status psichico,
posta la diagnosi di distimia (depressione ansiosa persistente/ICD-10:F34.1) ad
esordio tardivo ed operata la valutazione e la prognosi, ritenute le
menomazioni qualitative e quantitative dovute ai disturbi constatati, ha
definito le conseguenze dei disturbi sull'attività attuale, attestando che i
disturbi psichici dell'assicurata compromettono nella misura del 25-30% la sua
capacità lavorativa in qualità di salariata e casalinga, l'assicurata essendo
in grado di svolgere altre attività. La perizia, completa e motivata, ossequia
i parametri sviluppati dalla giurisprudenza e le può essere riconosciuta piena
forza probatoria.

 

La perizia reumatologica 21 ottobre 2002 del Dr. __________ (doc.
_ inc. AI), con complemento 10.12.2002 (doc. _ inc. AI), ritenuta l'anamnesi
familiare, personale remota e sociale dell'assicurata, i dati soggettivi, lo
status reumatologico, i rilievi radiografici e posta la diagnosi di sindrome
del tunnel carpale bilaterale più accentuato a sinistra, sindrome
cervicovertebrale su alterazioni degenerative della colonna cervicale con
osteocondrosi e spondilosi anteriore in parte ipertrofica a livello C5/C6 e
C6/C7, nonché uncartrosi e tendenza al reumatismo delle parti molli, ha
attestato che l'assicurata non presenta dal punto di vista reumatologico delle
incapacità lavorative per quanto riguarda l'attività di casalinga, né per altre
attività, come quella di donna delle pulizie, svolta in precedenza. La perizia
reumatologica, completa e motivata, ossequia i parametri sviluppati dalla
giurisprudenza e le può essere riconosciuta piena forza probatoria.

 

La decisione impugnata ha quindi correttamente ritenuto le
risultanze peritali e meglio un'incapacità lavorativa per motivi psichiatrici
del 30% relativamente all'attività di salariata a tempo parziale, svolta nella
misura del 25% dell'intera attività.

 

L'assicurata contesta che alla luce delle perizie non si è
considerato il parere della Dr.ssa __________. A torto. In concreto il rapporto
medico 23 luglio 2001 della curante attesta un'incapacità lavorativa del 100%
limitatamente al periodo dal 22.10.1999 al 30.11.1999. 

La perizia del Dr. __________ ha integrato il parere della Dr.ssa
__________ (Perizia 23 settembre 2002 del Dr. med. __________, doc. _ inc. AI,
p.to 1) ed ha valutato in modo più completo lo stato di salute dell'assicurata.

 

La ricorrente sostiene che il perito Dr. __________ non ha
considerato il grado di invalidità del 34% stabilito dall'inchiesta economica a
domicilio. La valutazione del grado di invalidità del 34% stabilito
dall'inchiesta a domicilio si riferisce specificamente all'attività di
casalinga a tempo parziale, svolta in assenza del danno alla salute nella
misura del 75% del tempo lavorativo: per tale parte di attività dell'assicurata
la decisione impugnata ha riconosciuto pienamente il grado di invalidità del
34%.

 

La ricorrente sostiene che la sua età, 60 anni, comporta un
peggioramento del suo stato di salute. Lo stato di salute dell'assicurata e la
sua evoluzione in considerazione della sua età sono elementi che sono stati
considerati nella definizione della sua capacità di lavoro nell'ambito della
valutazione medico-peritale tanto reumatologica che psichiatrica.
Giurisprudenza e dottrina hanno per contro chiarito che l'età come tale è una
causa di incapacità di guadagno estranea all'invalidità (U. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, IVG, Zürich,
1997, p. 225)." (Doc. _)

                                      

                               1.5.   Con scritto
19 maggio 2002 la ricorrente ha ribadito le contestazioni in merito alle due
perizie specialistiche (V).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002
pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26
ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato
alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per
l’invalidità.

                                         Siccome
dal profilo temporale il giudice delle assicurazioni deve applicare le norme in
vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (SVR 2003 IV nr.
25 consid. 1.2; DTF 129 V 1, 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b) e
poiché il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell’esame della vertenza, si
basa di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento della decisione
contestata (SVR 2003 IV nr. 25 consid. 1.2; DTF 121 V 366 consid. 1b), nel
presente caso sono applicabili le disposizioni in vigore a partire dal 1°
gennaio 2003.

 

                                         Per
quanto concerne la materia che qui interessa, l’art. 1 LAI, nella versione in
vigore dal 1° gennaio 2003, dispone che le disposizioni della LPGA (art. 1a
–70) sono applicabili all’assicurazione per l’invalidità, sempre che la legge
non preveda espressamente una deroga.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Oggetto del
contendere è sapere se __________ ha diritto ad una rendita d’invalidità.

                                      

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con l’art. 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. 

Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione,
sono quindi:

-  un
danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia
o infortunio, e

 

-  la conseguente
incapacità di guadagno.

 

                                         Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato 

                                         una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Les rapports de causalité
dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

 

                                         Va
precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una
rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono
invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40
%. 

Va altresì rilevato che, ai sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è
determinato stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato
conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di
eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa
ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro
(reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire
se non fosse diventato invalido (reddito da valido).

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato
dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua
invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni
di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2;
Valterio, Droit et pratique de l'assurance invalidité, Les prestations,
Lausanne 1985, pagg. 200 e ss.). 

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato
avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può
tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa
in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato
del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28
cpv. 2 LAI: metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30 consid.1,
104 V 136 consid. 2a e 2b; VSI 2000 pag. 84 consid. 1b).

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non si tiene conto di
fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale,
le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325
consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, op. cit, pag. 232; D.
Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage,
pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile
dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla
possibilità di applicazione di misure reintegrative.

                                         La
situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della
residua capacità al guadagno.

                                         Secondo
il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                                         

                               2.5.   Se, però, un
assicurato maggiorenne non esercitava un'attività lucrativa prima di essere
invalido, l'applicazione nei suoi confronti del concetto dell'incapacità di
guadagno non è possibile poiché - in simili condizioni - l'invalidità non può
cagionare una vera e propria perdita di guadagno. Ciò, in special modo, se non
si può esigere da questi l'esercizio di una attività lucrativa.

                                         Per
questo motivo l'art. 8 cpv. 3 LPGA (cfr. art. 5 vLAI) parifica l'impedimento di
svolgere le proprie mansioni consuete all'incapacità al guadagno (metodo
specifico di calcolo dell'invalidità, SVR 1996 IV Nr. 76 pag. 221 consid. 1;
RCC 1986 pag. 246 consid. 2b; DTF 104 V 136; Valterio, op. cit, pag. 199).

                                         A sua volta,
l'art. 27 cpv. 1 e 2 OAI, precisa:

 

" 
L’invalidità degli assicurati senza attività
lucrativa ai sensi dell’articolo 8 capoverso 3 LPGA è calcolata in funzione del
grado d’impedimento ad adempiere le loro mansioni consuete.

Per mansioni consuete di una persona senza attività lucrativa occupata
nell’economia domestica s’intendono gli usuali lavori domestici, l’educazione
dei figli e le attività caritative non rimunerate. Per mansioni consuete dei
religiosi s’intende ogni attività svolta dalla comunità.

 

                                         Al
proposito va precisato che si paragona l'attività svolta dall'assicurato prima
della sopravvenienza del danno alla salute con quella che può svolgere
posteriormente, applicando l'impegno che si può esigere da lui (RCC 1984 pag.
139; J.L. Duc, Les assurances sociales en Suisse, Lausanne 1995, pag. 458; A.
Maurer, Bundessozialversicherungsrecht, Basilea e Francoforte, 1994, pag. 145).

                                         Di regola
si presume che non vi è impedimento dovuto all'invalidità se l'assicurato è
ancora attivo nella sua economia domestica e segue, almeno parzialmente, le
incombenze che lo concernono.

                                         Questa
presunzione può tuttavia essere rovesciata se è stabilito che la persona lavora
più di quanto è ragionevolmente esigibile oppure fa eseguire da altri la
maggior parte dei lavori che non può eseguire personalmente (RCC 1984 pag. 139;
Valterio, op. cit. pag. 211).

 

                                         L'importanza
dell'attività della persona che si occupa dell'economia domestica dipende dalla
struttura famigliare, dalla situazione professionale del congiunto e dalle
circostanze locali. Si distinguono quindi tre tipi di famiglia, quella senza
figli, quella con figli o altri membri della famiglia che richiedono cure o
quella in cui un coniuge collabora nell'impresa dell'altro.

 

                               2.6.   Nel caso in
cui invece l’interessato svolga solo parzialmente un'attività lucrativa
torna applicabile l’art. 27bis OAI secondo cui

 

" 
1 In caso di
assicurati che esercitano solo parzialmente un’attività lucrativa o lavorano
gratuitamente nell’azienda del coniuge, l’invalidità relativa è computata
secondo l’articolo 16 LPGA. Ove si consacrassero inoltre alle loro mansioni
consuete ai sensi dell’articolo 8 capoverso 3 LPGA, l’invalidità è fissata
conformemente all’articolo 27 per quest’altra attività. In tal caso, occorre
determinare la parte rispettiva dell’attività lucrativa o della collaborazione
nell’azienda del coniuge e quella del compimento degli altri lavori abituali e
calcolare il grado di invalidità secondo l’impedimento nelle due attività in
questione.

2 Quando si possa presumere che gli assicurati, senza soffrire di un
danno alla salute, eserciterebbero al momento dell’esame del loro diritto alla
rendita un’attività lucrativa a tempo pieno, l’invalidità è valutata
esclusivamente secondo i principi validi per le persone esercitanti un’attività
lucrativa.

 

                                         Questo
metodo di graduazione dell'invalidità (detto "metodo misto") è stato
ancora una volta dichiarato conforme alla Legge del TFA in una sentenza
pubblicata in DTF 125 V 146.

 

                               2.7.   Nella
presente fattispecie, al fine di valutare l'invalidità dell'assicurata l'UAI ha
applicato il metodo misto (cfr. consid. 2.6). 

Appurato che la ricorrente da sana esercitava l’attività di addetta alle
pulizie nella misura di 2 ore su 8,50 ore di una giornata lavorativa (cfr.
questionario 9 giugno 2000 del datore di lavoro, doc. AI _) e che senza i
problemi di salute ella avrebbe continuato tale professione (cfr. inchiesta
economica per le persone che si occupano dell’economica domestica 13 novembre
2001, doc. AI _), l’amministrazione ha quindi determinato in 76% la parte del
tempo dedicata alle mansioni domestiche e in 24% quella dedicata all’attività
salariata.

Sulla base della perizia reumatologica 21 ottobre 2002 del dr. __________ (doc.
AI _), il quale non ha ravvisato alcuna incapacità lavorativa, nonché quella
psichiatrica 23 settembre 2003 del dr. ___________ - quest’ultimo ha invece
valutato una capacità al lavoro tra il 70-75% quale casalinga e salariata (doc.
AI _)- , l’amministrazione ha tenuto conto di un’inabilità del 30% nell’attività
di ausiliaria di pulizia.

L'UAI ha incaricato l'assistente sociale di allestire un'inchiesta economica
per le persone che si occupano dell'economia domestica esperita il 13 novembre
2002, in sostituzione di quella del 6 giugno 2001 eseguita senza le risultanze
peritali (doc. AI_). Sulla base degli accertamenti esperiti presso il domicilio
dell’assicurata, dopo aver fissato gli impedimenti di ogni singola mansione,
con rapporto 14 novembre 2002 l'assistente sociale ha stabilito una limitazione
complessiva del 34% (doc. AI _).

                                         

                                         Tenuto
conto della succitata ripartizione tra attività salariale e casalinga,
l’invalidità globale riconosciuta all’insorgente è stata fissata al 33%.

                                         La
ricorrente contesta le risultanze delle due perizie specialistiche.  

Nessuna obbiezione è stata sollevata per contro in merito alla chiave di
ripartizione tra attività lucrativa e non, né sul grado degli impedimenti nelle
mansioni consuete. 

 

                                2.8   Durante
l’istruttoria l’UAI, come detto, ha incaricato il dr. __________ di eseguire
una perizia psichiatrica.

Nel dettagliato e completo referto 23 settembre 2002, lo specialista in
psichiatria e psicoterapia, esposta una esaustiva anamnesi, nonché i dati
soggettivi ed obiettivi dell’assicurata, ha diagnosticato una distimia (depressione
ansiosa persistente/ICD-10:F34.1) ad esordio tardivo.

In merito al danno alla salute riscontrato, il perito ha rilevato quanto segue:

" 
La perizianda da anni, presenta una
psicopatologia caratterizzata da astenia, depressione e ansia con intervalli di
relativa normalità. La stessa è provocata da una lunga insoddisfazione
personale con usura-consumo delle forze interpsichiche; è comunque di entità
tale compromettere solo parzialmente, la funzionalità sociale e lavorativa
della peritanda" (doc. AI _ pag. 5),

 

                                         per
giungere alla seguente conclusione riguardo alla capacità lavorativa:

" 
Da un punto di vista psichiatrico l’attuale
capacità lavorativa della perizianda in qualità di salariata e casalinga è
valutabile, a mio giudizio, al 70 –75% (non comulabile con quella
reumatologica).

La prognosi, per quanto concerne un’eventuale ulteriore perdita della capacità
di lavoro, non si presenta sfavorevole" (doc. Ai _ pag. 5).

                                      

La componente somatica è stata invece valutata dal dr. __________.

Con rapporto 21 ottobre 2002 lo specialista in reumatologia, dopo aver
esaminato la documentazione medica contenuta agli atti e proceduto ad una
visita ambulatoriale, ha posto la seguente diagnosi: sindrome del tunnel
carpale bilaterale, sindrome cervicovertebrale su alterazioni degenerative
della colonna cervicale con osteocondrosi e spondilosi anteriore e tendenza al
reumatismo delle parti molli.

Dopo aver proceduto ad una valutazione oggettiva dello status dell’assicurata e
alla discussione dei referti agli atti, in merito alle eventuali conseguenze
sulla capacità lavorativa, il perito ha rimarcato quanto segue:

 

" 
La paziente presenta dal punto di vista
reumatologico quale reperto principale una sindrome cervicovertebrale, senza
segni irritativi radicolari a livello delle estremità superiori. Vi è una
limitazione comunque discreta della mobilità cervicale. Vi sono dei dolori alla
palpazione dei punti Trigger e vi è una radiografia della colonna cervicale che
mostra delle alterazioni degenerative a livello dei segmenti C5/C6 e C6/C7
assai avanzate, con in particolare al segmento C5/C6, un'osteocondrosi ed una
spondilosi a tendenza ipertrofica. Vi è poi a questi segmenti anche una
discreta uncartrosi. La paziente soffre comunque primariamente di disturbi alle
mani. Questi disturbi sono riferibili ad una sindrome del tunnel carpale
diagnosticata tramite elettro-neurografia dal Dr. ____________ nell'anno 2000.
Il decorso sembra essere piuttosto stazionario, questo tenendo in
considerazione i disturbi attuali della paziente ed il fatto che essa non si è
per il momento decisa ad affrontare un intervento chirurgico di neurolisi del
nervo mediano. Fatto questo che ridurrebbe in modo sostanziale la
sintomatologia dolorosa e invalidizzante per la paziente.

Tenendo in considerazione questi aspetti clinici
e radiologici, nonché il fatto che vi sono ancora delle possibilità
terapeutiche di miglioramento dei disturbi con un intervento di neurolisi al
nervo mediano, nonché con delle fisioterapie ambulatoriali per quanto riguarda
la colonna cervicale, ritengo che la paziente non presenti dal punto di vista
reumatologico delle incapacità lavorative per quanto riguarda la sua attività
svolta attualmente di casalinga.

Anche per le attività svolte antecedentemente e
cioè quelle di donna di pulizie a tempo parziale, non vedo qui delle
limitazioni di sorta." (Doc. AI _)

                                      

                                         Interpellato
dall’amministrazione per una delucidazione in merito alla valutazione sulla
capacità lavorativa (doc. AI _), il dr. __________, confermando il referto
peritale, ha evidenziato quanto segue:

 

" 
In merito alla sua lettera del 21.11.2002 la
informo che nella mia perizia ho ritenuto la signora __________, abile al
lavoro nella forma completa sia come casalinga che come donna delle pulizie già
nello stato attuale delle sue condizioni di salute. Con i disturbi attuali sia
per quanto riguarda la sindrome del tunnel carpale che per quanto riguarda la
sindrome cervico-vertebrale, non vi sono delle indicazioni tali da impedire una
ripresa lavorativa o la continuazione dell'attività di casalinga.

Segnalavo come con delle appropriate terapie, per
il momento non intraprese dalla paziente, vi sarebbe stata la possibilità di un
ulteriore miglioramento, soprattutto dal punto di vista soggettivo dei disturbi
della paziente." (Doc. AI _)

 

                               2.9.   Va ricordato
che affinché un rapporto medico
abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera
completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto
di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena
conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle
correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le
conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser,
Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI
3/1997 pag. 123).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212;
STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re
G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988 pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).      

Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio
consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su
basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda
l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste
delle esigenze severe (DTF 122 V 157).

                                         Per quel
che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della
vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a
favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über
die Invalidenversicherung, Zurigo 1997, pag. 111).

 

                             2.10.   Nell'evenienza
concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscono di far proprie le
conclusioni cui sono pervenuti i periti, specialisti nelle materie che qui
interessano, i quali hanno compiutamente valutato il danno alla salute
lamentato dall'assicurata.

Relativamente all’affezione psichica, la ricorrente sostiene che il dr.
__________ non ha considerato il parere della dr.ssa __________, la quale, nel
rapporto 23 luglio 2001, ha attestato una totale incapacità lavorativa dal 22
ottobre 1999 al 30 novembre 1999, precisando tuttavia di non aver più visto la
paziente dal 9 agosto 2000 (doc. AI _). 

Dal rapporto 23 settembre 2002 risulta invece come il perito psichiatra abbia
considerato l’attestazione del succitato medico curante (cfr. perizia pag. 3),
valutando ed aggiornando l’evoluzione della depressione, giungendo a conclusioni
logiche e motivate in merito a un’incapacità al lavoro del 30 -25% nella sua
precedente attività di ausiliaria di pulizie e quale casalinga.

__________ ha rilevato come l’inchiesta economica le aveva assegnato un grado
d’invalidità del 34%, mentre il dr. __________ non ha ravvisato alcuna
incapacità lavorativa. Nello scritto 19 maggio 2003 essa ha inoltre
sottolineato come il perito non abbia debitamente considerato che “l’uso
delle mani è per me di estrema importanza sia per la professione di casalinga
che quella di donna di pulizie. Lo specialista ha sorvolato sulla mancanza di
forza, sulla mancanza di presa degli oggetti e su una sensibilità
particolarmente ridotta nell’usare le mani e in genere gli arti superiori”
(doc. _).

                                         Va qui rilevato che la
perizia reumatologica, completa e motivata, rispecchia i parametri
giurisprudenziali citati al considerando precedente, motivo per cui le può
essere riconosciuta piena forza probatoria.

                                         A tal riguardo occorre
evidenziare che nella delucidazione 10 dicembre 2002, il dr. __________ ha
ribadito che “non vi sono indicazioni tali da impedire una ripresa
lavorativa o la continuazione dell’attività di casalinga” (doc. AI _). 

Nel referto peritale 23 settembre 2002, con riferimento alla principale
problematica legata alle mani, il succitato specialista in reumatologia ha
infatti evidenziato che “lo status neurologico attualmente non permette di
evidenziare una differenza di sensibilità a livello delle dita delle mani.
Addirittura la sensazione tattile a livello del V dito della mano sinistra è
inferiore al pollice. La forza è mantenuta ed i riflessi muscolo tendinei sono
simmetrici” (cfr. perizia pag. 3).

L’assicurata ha sostenuto un peggioramento del suo stato di salute dovuto ai
suoi 60 anni. Nella risposta di causa l’UAI ha giustamente evidenziato che lo
stato di salute dell’interessata, rispettivamente la sua evoluzione dovuta
dall’età sono stati debitamente presi in considerazione dai due periti (cfr.
anamnesi e valutazioni obbiettive) facendo correttamente rilevare che il
fattore età di per sé non è causa d’incapacità al guadagno 

(Meyer-Blaser, op. cit., pag. 225).

Infine, pur volendo considerare la ricorrente, analogamente a quanto accertato
dall’assistente sociale, inabile al 34% anche per quel che concerne la sua
precedente professione di ausiliaria di pulizie, vista la ripartizione tra
attività lucrativa e non, essa non raggiungerebbe comunque un grado
d’invalidità pensionabile (40%).

                             2.12.   Da ultimo,
__________ ha chiesto al Tribunale di essere sottoposta ad ulteriori
accertamenti medici. 

 

                                         Al
proposito si osserva che l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove ( valutazione anticipata delle prove cfr.
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag.
47 n. 63, Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure
DTF 122 II 469 consid. 4a; 122 III 223 consid. 3; 119 V 344 consid. 3c con
riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv.2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V
344 consid. 3c con riferimenti).

                                         In
concreto, alla luce delle risultanze degli atti di causa, questo Tribunale
ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui non appare necessario
procedere ad altri accertamenti.

Non essendovi inoltre alcun motivo per ritenere inaffidabile sia la valutazione
del dr. __________ che quella del dr. __________, non è parimenti necessario
ordinare una perizia giudiziaria.

Sulla scorta del considerandi precedenti, la decisione su opposizione merita conferma, mentre il ricorso dev’essere
respinto. 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti