# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 9aece461-1087-59bb-a359-2d62aeb575cc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2002-02-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 01.02.2002 80.2001.183
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2001-183_2002-02-01.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2001.00183

  80.2001.00185

  80.2001.00186

  80.2002.00004

  	
  Lugano

  1 febbraio 2002

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di diritto tributario del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Alessandro Soldini, presidente, 

  Stefano Bernasconi, Ivo Eusebio

   

  

 

	
  segretario:

  	
  Andrea Pedroli, vicecancelliere

  

 

statuendo sui ricorsi del 16 e del 18 dicembre 2001

 

in materia di:                 quantificazione
dell'ipoteca legale IC 95/96 e 97/98

 

	
  presentati da:

  	
  __________ __________, __________ __________,  

  __________ __________ -__________, __________ __________,

  __________ __________ __________, __________ __________,

  Ing. __________ __________, __________ __________

  
	
   

  	
   

  	 

 

ritenuto 

 

 

in fatto ed in diritto

 

 

                                   1.   Il
prof. __________ __________, deceduto il __________ __________ 1997, era usufruttuario
del mapp. n. __________ RFD di __________, di cui erano proprietari __________
__________ __________, __________ __________, __________ __________ e
__________ __________. Questi ultimi avevano acquistato la nuda proprietà
dell'immobile in questione nel 1992, in qualità di eredi della defunta
__________ __________, moglie dell'usufruttuario.

 

 

                                   2.   Con
decisioni del 16 agosto 2001, l'Ufficio di tassazione di Lugano Città
notificava a __________ __________ __________, __________ __________,
__________ __________ e __________ __________, nella loro qualità di terzi proprietari
del pegno, i conteggi per la quantificazione dell'ipoteca legale a garanzia
delle imposte cantonali 1995/1996 e 1997 (dal 1° al 16 gennaio 1997), dovute
dal defunto usufruttuario e gravanti sulla part. n. __________ del Comune di
__________.

                                         L'imposta
garantita era commisurata, per ognuno dei comproprietari, nella misura di fr.
3'305.80 per il periodo 1995/96 e fr. 163.80 per il 1997, più interessi.

 

 

                                   3.   I
comproprietari interponevano reclamo contro i suddetti conteggi, in data 13 settembre
2001, contestando "il principio, l'ammontare e l'oggetto dell'ipoteca
legale". Facevano valere in particolare che l'eredità di __________ __________
era giacente e che questi era stato unicamente titolare di un diritto reale di
carattere personale (l'usufrutto) sui beni loro appartenenti. Le imposte per
cui l'ente pubblico aveva fatto valere la garanzia reale non avrebbero
presentato la necessaria "relazione particolare" con l'immobile,
essendo fondate dunque su un mero diritto di usufrutto e non invece
sull'immobile stesso.

                                         L'Ufficio
di tassazione respingeva il reclamo, con decisione del 25 settembre 2001,
rilevando l'esistenza della "relazione particolare", pretesa dalla
legge, fra le imposte dovute dal defunto usufruttuario e l'immobile
appartenente ai reclamanti.

 

 

                                   4.   Con
tempestivi ricorsi alla Camera di diritto tributario, __________ __________,
__________ __________ -__________, __________ __________ __________ e l'ing.
__________ __________ contestano l'esistenza di una base legale che autorizzi
l'autorità fiscale ad avvalersi della garanzia dell'ipoteca legale, mancando
una relazione particolare diretta fra l'imposta e l'immobile. Le imposte
sarebbero infatti fondate sul diritto d'usufrutto e non sull'immobile stesso.
Censurano inoltre il calcolo dell'imposta sul reddito e sulla sostanza; nel
primo caso, non sarebbero stati considerati gli accrediti versati dal defunto
ususfruttuario, mentre nel secondo sarebbe stato applicato un valore di stima
superiore a quello effettivo.

 

                                         

                                   5.   Come
accennato, i ricorrenti contestano anzitutto l'esistenza stessa dell'ipoteca legale,
per il fatto che non vi sarebbe la relazione particolare fra immobile ed
imposta, cui la legge subordina il sorgere della garanzia in questione.

 

                                         5.1.

                                         L'art.
836 CC stabilisce che le ipoteche legali determinate dalle leggi cantonali per
i rapporti di diritto pubblico o altri rapporti di carattere obbligatorio
generale per tutti i proprietari di fondi, non richiedono per la loro validità
l'iscrizione nel registro fondiario, salvo disposizione contraria. 

                                         "Questa
norma lascia semplicemente sussistere i diritti di pegno legali delle legislazioni
cantonali, le quali sono libere nella de-terminazione del contenuto, dell'estensione
e del grado: il diritto federale impone soltanto la forma dell'ipoteca e,
trattandosi di garanzie per pretese fiscali cantonali, esige che l'imposta
abbia una relazione particolare con il fondo da gravare" 

                                         (DTF
110 II 237 e riferimenti). 

 

                                         5.2.

                                         In
applicazione del diritto civile federale il legislatore ticinese aveva
riconosciuto allo Stato le ipoteche legali senza l'obbligo di iscrizione a
registro fondiario 

                                         "sopra
tutti e singoli gli immobili che il contribuente possiede nel Cantone per il
pagamento di tutte le imposte sulla sostanza mobile ed immobile e sulla rendita
dell'anno in corso al momento della dichiarazione di fallimento o della presentazione
della do-manda di realizzazione nonché dei due anni precedenti e dei successivi
fino alla chiusura del fallimento o della esecuzione" 

                                         (art. 183 cpv. 1 lettera a LAC, nel suo tenore del 18
aprile 1911).

                                         Il
contenuto di detta normativa si è tuttavia rivelato troppo ampio rispetto ai succitati
limiti di diritto federale. Nella sentenza pub-blicata in DTF 62 II 24 e
Rep. 1936 p. 247, il Tribunale federale aveva escluso l'estensione di
tale garanzia al pagamento di im-poste sulla sostanza mobiliare e sul reddito
non derivante dal-l'immobile gravato. L'incompatibilità della norma cantonale
con il diritto federale venne parimenti constatato riguardo all'ipoteca legale
per l'imposta sul capitale della SA, quand'anche il fondo gravato costituisse
l'unico attivo della società (DTF 110 II 237 238): essenziale è
l'esistenza di uno stretto rapporto tra l'impo-sta e il fondo da gravare. 

                                         L'inadeguatezza
del succitato disciplinamento cantonale ha portato alla sua riforma: la legge
del 20 giugno 1988, entrata in vigore il 3 agosto dello stesso anno, ha riformato
l'art. 183 LAC. Il nuovo tenore prevede ora espressamente l'esigenza di un rapporto
particolare tra l'imposta e l'immobile e rinuncia a con-dizioni legali quali la
dichiarazione di fallimento o la domanda di realizzazione (cfr. CDT n.
285 del 4 dicembre 1992 in re J.B.). 

 

                                         5.3.

                                         Secondo i
ricorrenti, dunque, mancherebbe una relazione diretta fra l'immobile e le
imposte dovute dal defunto usufruttuario, per il fatto che si tratterebbe di
tributi dovuti dal titolare di un diritto reale limitato, di carattere
strettamente personale.

                                         A tale
proposito, il Tribunale federale ha già avuto modo di sottolineare come l'ipoteca
costituisca un diritto reale e non un diritto personale, con la conseguenza che
è irrilevante per il diritto civile chi sia proprietario dell'immobile gravato
(art. 824 al. 2 CC). Tale considerazione è stata formulata dall'Alta Corte in
un caso friburghese, in cui l'ente pubblico si era avvalso della garanzia
dell'ipoteca legale, in relazione al pagamento di un'imposta di registro nata
per effetto della vendita del pacchetto di maggioranza di una società
immobiliare. I ricorrenti avevano infatti contestato l'esistenza dell'ipoteca
legale, in base all'argomento che vi era stata un'alienazione puramente
economica dell'immobile (mediante la cessione delle azioni) e non invece una
cessione civilistica dello stesso. In tal modo sarebbe mancata la relazione
particolare fra l'imposta di registro e l'immobile, poiché proprietario di
quest'ultimo era la società e non i suoi azionisti. Come detto, il Tribunale
federale ha invece osservato che il requisito, da cui i ricorrenti vorrebbero
far dipendere l'esistenza della relazione particolare, quello cioè
dell'identità fra proprietario dell'immobile e debitore dell'imposta, finirebbe
per svuotare l'istituto dell'ipoteca legale del suo significato. In effetti,
solo se il contribuente non è in grado di pagare le imposte dovute, il fisco
può far valere la garanzia dell'ipoteca legale sull'immobile. Fatto determinante
per l'esistenza della garanzia reale è che il tributo garantito abbia la
propria fonte esclusivamente nella proprietà fondiaria. Nel caso concreto di
cui si trattava, pertanto, non importava che il trasferimento di proprietà
fosse diretto (alienazione dell'immobile con iscrizione al registro fondiario)
o indiretto (alienazione delle azioni), perché comunque l'imposta garantita
concerneva tale immobile (sentenza inedita del Tribunale federale, n.
2P.226/1999, del 15 maggio 2000, con riferimento a RDAF 1999 2 p. 249
consid. 2b/aa p. 253 ed a DTF 122 I 351 consid. 2d p. 357). 

 

                                         5.4.

                                         Venendo
all'esame del caso qui in discussione, è allora evidente che, non essendo
determinante chi sia proprietario dell'immobile, ma essendo sufficiente
l'esistenza della "relazione particolare" fra imposta garantita ed
immobile, la circostanza che debitore dell'imposta sia l'usufruttuario e non il
proprietario appare del tutto ininfluente. 

                                         Ciò che
conta è, come chiaramente ricordato dal Tribunale federale, che l'imposta, per
cui si fa valere la garanzia reale, sia scaturita direttamente dall'immobile. 

                                         Tale
circostanza non può essere in alcun modo messa in discussione, non potendosi
negare che le imposte sulla sostanza e sul relativo reddito siano in relazione
diretta con l'immobile cui si riferiscono.

 

 

                                   6.   I
ricorrenti sostengono poi di non poter subentrare nei diritti e negli obblighi
dell'usufruttuario deceduto, non essendone eredi: essi sarebbero invece eredi
della defunta moglie dell'usufruttuario, la quale aveva concesso al marito
l'usufrutto vita natural durante sull'immobile in questione. 

                                         Anche
tale censura si rivela priva di rilievo. Infatti, nessuno pretende che i
ricorrenti siano debitori solidali del defunto usufruttuario. Semplicemente, in
qualità di proprietari dell'immobile di cui il defunto prof. __________
__________ era usufruttuario, devono tener conto del fatto che l'immobile
stesso è gravato dell'ipoteca legale nata con le imposte connesse con l'oggetto
di cui si tratta.

                                         Infatti,
l'ipoteca legale è semplicemente uno strumento, a disposizione dell'ente pubblico
creditore, per garantirsi l'incasso delle imposte. Il terzo proprietario del
pegno non diventa pertanto debitore, cioè non ha un obbligo giuridico di pagare
l'imposta dovuta da colui che gli ha venduto l'immobile. Dunque, l'autorità di
tassazione non ha il diritto di ordinare, nel conteggio dell'ipoteca legale, il
pagamento del debito d'imposta; può solo fare notare al terzo proprietario che,
se l'importo di cui si tratta non dovesse essere pagato, si vedrebbe costretta
a promuovere l'esecuzione in via di realizzazione del pegno (Pedroli,
L'ipoteca legale per crediti d'imposta, in: Borghi [a cura di], La
riforma della legge tributaria, Lugano 1995, pp. 80 e 109; anche in RDAT I-1995
pp. 530 e 559; inoltre Hess, Das gesetzliche Steuerpfandrecht des
bündnerischen Einführungsgesetzes zum Zivilgesetzbuch, in ZGRG 1994 p. 121).

 

 

                                   7.   Quindi,
i ricorrenti sostengono che l'eredità di __________ __________ sarebbe ancora
giacente e non sarebbe ancora stata realizzata, con la conseguenza che il fisco
dovrebbe rifarsi sui beni del debitore prima di invocare la garanzia.

 

                                         7.1.

                                         Sebbene
la prassi sia quella di procedere nei confronti del terzo proprietario, mediante
l'esecuzione in via di realizzazione del pegno, solo quando l'esecuzione forzata
nei confronti del debitore si è rivelata inutile, non vi è tuttavia una
disposizione legale che renda vincolante tale modo di procedere. Anzi, in virtù
del c.d. beneficium excussionis realis, il debitore potrebbe persino
esigere che il creditore chieda la realizzazione del pegno prima di quella di
ogni altro bene; solo una decisione del Tribunale federale ha escluso che il
debitore di un'imposta garantita da ipoteca legale possa invocare tale
beneficio ed ha anzi ammesso che il fisco possa concordare con il terzo
proprietario del pegno che il credito garantito venga prima fatto valere
mediante esecuzione in via di pignoramento nei confronti del debitore (DTF
84 III 67; StE 1992 B 99.2 N. 4; Pedroli, op. cit., p. 98 s. e
RDAT I-1995 p. 548 s.; Koller, Gesetzliche Grundpfandrechte zur
Sicherung von Steuerforderungen – Probleme für Grundstückkäufer und Banken, in:
Wiegand [a cura di], Theorie und Praxis der Grundpfandrechte, Berna 1996, p. 43
nota 41; CDT n. __________.__________.__________ e n. __________.__________.__________
dell’11 luglio 1996 in re C. e A. P.).

                                         La
procedura di ipoteca legale contro il terzo proprietario può perciò essere
avviata già quando è chiaro che non si incasserà il credito fiscale presso il
debitore. Giuridicamente, non occorre pertanto che l’insolvenza del debitore
sia accertata in un attestato di carenza beni (StE 1997 B 99.2 n. 9).

 

                                         7.2.

                                         Nella
fattispecie, dagli atti fiscali risulta che la procedura relativa all'ipoteca
legale è stata avviata dall'autorità fiscale proprio in seguito alla verifica
dell'impossibilità di coprire i debiti d'imposta mediante gli attivi del
defunto. È stato infatti il Comune di __________ che, con scritto del 17 luglio
2000, si è rivolto all'Ufficio di tassazione di Lugano Città, informando quest'ultimo
dell'intervenuta rinuncia all'eredità e della chiusura della relativa procedura
di eredità giacente, per mancanza di attivo, in data 9 giugno 1997.

 

 

                                   8.   Infine, i ricorrenti censurano pure il calcolo del debito fiscale
garantito dal pegno immobiliare.

                                         Per
quanto attiene al valore di stima ufficiale, sulla cui base è stata calcolata
l'imposta sulla sostanza, vi è stato effettivamente un piccolo errore del
fisco. Infatti, la stima ufficiale ammonta a fr. 1'584'142 e non fr. 1'584'552.
Tale differenza non si riflette tuttavia sul calcolo dell'imposta, che resta
invariato.

                                         Quanto
invece agli accrediti dell'imposta 1995, già effettuati dal debitore, gli
stessi sono evidentemente compensati con gli importi garantiti dall'ipoteca
legale, come risulta dal calcolo sul retro delle decisioni impugnate.

 

 

                                   9.   Ne
consegue che il ricorso è integralmente respinto. Tassa di giustizia e spese processuali
sono a carico dei ricorrenti, soccombenti.

 

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l'art. 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

 

                                   1.   I ricorsi
sono respinti.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    850.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.    150.–

                                         per un
totale di                                                       fr. 1'000.–

                                         sono a
carico dei ricorrenti nella misura di un quarto (fr. 250.–) ciascuno.

 

                                   3.   Intimazione
alle parti.

 

                                   4.   Il
presente giudizio è definitivo (art. 230 cpv. 3 LT).

 

 

 

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                       Il
segretario: