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**Case Identifier:** 09e8a886-dc2d-528d-b661-3e45176b7800
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-12-19
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 19.12.2017 A-3822/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-3822-2016_2017-12-19.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 

Decisione confermata dal TF con 

sentenza del 28.05.2018 (2C_106/2018) 

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-3822/2016 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  1 9  d i c e m b r e  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Michael Beusch (presidente del collegio),  

Salome Zimmermann, Annie Rochat Pauchard,  

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

rappresentata dalla B.________,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni AFC, 

Imposta federale diretta, Imposta preventiva, Tasse di bollo, 

Eigerstrasse 65, 3003 Bern,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Imposta preventiva. 

 

 

 

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Fatti: 

A.  

La società A.________, con sede a X._______, è una società anonima il 

cui scopo statutario è « (…)» (cfr. relativo estratto del registro di 

commercio). 

B.  

Tra il 2008 e il 2009, l’Amministrazione federale delle contribuzioni (di 

seguito: AFC) ha esperito un controllo contabile della società A.________ 

(di seguito: società contribuente) relativo ai periodi fiscali dal 2003 al 2006 

presso la società B._______, con sede a X._______. All’epoca del predetto 

controllo, la società contribuente aveva due soli impiegati: la signora 

C._______, Y._______ (I) e il signor D._______, Z.________ (I). In detta 

occasione, l’AFC ha ritenuto la sussistenza di prestazioni valutabili in 

denaro nella forma di costi non economicamente giustificati ai sensi 

dell’art. 4 cpv. 1 lett. b della legge federale del 13 ottobre 1965 sull’imposta 

preventiva (LIP, RS 642.21) e dell’art. 20 cpv. 1 dell’ordinanza del 

19 dicembre 1966 sull’imposta preventiva (OIPrev, RS 642.211), e più 

precisamente di: 

 356'053 franchi a favore della società E._______, Y._______ (I); 

 118'935 franchi a favore del signor F._______, V.________(I). 

C.  

Con conteggio 24 aprile 2009, sulla base di quanto emerso dal controllo 

fiscale, l’AFC ha dunque provveduto nei confronti della società contribuen-

te alla ripresa d’imposta preventiva di 165'900 franchi, oltre accessori.  

D.  

Al predetto conteggio hanno fatto seguito diversi scambi di corrispondenza 

e un incontro sulla base dei quali, mediante nuovo conteggio 1° ottobre 

2013, l’AFC ha rettificato il suo primo conteggio 24 aprile 2009 e fissato il 

dovuto d’imposta preventiva a 82'250 franchi, oltre accessori. 

E.  

Vista l’impossibilità di recuperare il predetto credito d’imposta preventiva, 

l’AFC ha fatto spiccare all’Ufficio esecuzioni e fallimenti di Mendrisio il pre-

cetto esecutivo (PE) n. (…) del 25 novembre 2013 nei confronti della 

società contribuente, la quale ha interposto opposizione avverso lo stesso. 

F.  

Con decisione 28 aprile 2014, l’AFC ha confermato il conteggio 1° ottobre 

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2013 e la relativa ripresa d’imposta preventiva di 82'250 franchi, oltre 

accessori, rigettando nel contempo l’opposizione al PE n. (…). 

G.  

Avverso la predetta decisione, la società contribuente – per il tramite del 

suo amministratore unico, il signor G._______ (di seguito: amministratore 

unico) – ha presentato reclamo 28 maggio 2014 dinanzi all’AFC. Essa ha 

sottolineato di essere già stata oggetto di una verifica fiscale da parte 

dell’Ispettorato dell’Ufficio di tassazione persone giuridiche e dell’Ufficio 

delle imposte alla fonte di W._______, in occasione della quale dei costi ed 

altre contabilizzazioni sarebbero stati ripresi e assoggettati alle imposte 

cantonali/comunali/federali nonché all’imposta alla fonte. Al suo ammini-

stratore unico le autorità cantonali avrebbero assicurato che, con l’imposi-

zione alla fonte, le medesime prestazioni non sarebbero più state assog-

gettate all’imposta preventiva. Per tale motivo essa ha postulato un incon-

tro con l’AFC e tutte le altre parti interessate per discutere al riguardo.  

H.  

Dopo aver preso atto del predetto reclamo e dell’incarto del caso, con 

scritto 8 ottobre 2015, l’AFC ha informato l’amministratore unico della 

società contribuente di non ritenere giustificata la rettifica del primo 

conteggio 24 aprile 2009, indicando la possibilità di una reformatio in peius 

della decisione impugnata e offrendogli la possibilità di ritirare il reclamo.  

I.  

Con scritto 9 novembre 2015, la società contribuente ha preso posizione 

sul predetto scritto, precisando il proprio reclamo e mantenendo in 

sostanza invariato il suo contenuto, nonché la richiesta di incontro con il 

suo amministratore unico, in rispetto del suo diritto di essere sentito. 

J.  

Con scritto 10 dicembre 2015, l’AFC ha preso atto della volontà della 

società contribuente di mantenere il proprio reclamo e ha respinto la richie-

sta di incontro, da lei reputato necessario ai fini di dirimere la vertenza. 

K.  

Con decisione su reclamo del 17 maggio 2016, l’AFC (di seguito: autorità 

inferiore) ha eseguito una reformatio in peius della prima decisione 

28 aprile 2014, in quanto alla luce della documentazione versata agli atti 

essa avrebbe constatato la sussistenza di prestazioni valutabili in denaro 

soggette all’imposta preventiva, nella forma di costi non giustificati dall’uso 

commerciale, per un importo totale di 474'988.35 franchi che la società 

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contribuente avrebbe contabilizzato per i periodi fiscali dal 2003 al 2006 

quali costi a favore della società E._______, Y._______ (I) e del signor 

F._______, V._______ (I). Per tale motivo, l’AFC ha dunque provveduto nei 

confronti della società contribuente ad una ripresa d’imposta preventiva di 

166'245.90 franchi, oltre accessori. L’AFC ha inoltre rigettato in via 

definitiva l’opposizione al PE n. (…). 

L.  

Avverso la predetta decisione, la società contribuente (di seguito: 

ricorrente) – per il tramite del suo rappresentante – ha presentato ricorso 

17 giugno 2016 (da essa denominato « reclamo ») dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale, postulandone l’annullamento. In sunto, essa riba-

disce la sussistenza di una doppia imposizione, in quanto ritiene di essere 

già stata oggetto di una revisione fiscale per gli anni 2003/2006 da parte 

dell’Ispettorato fiscale e dell’Ufficio delle imposte alla fonte del Cantone 

Ticino. Essa contesta l’esistenza di prestazioni valutabili in denaro, poiché 

ritiene che le prestazioni fornitole dalla società E._______ e dal signor 

F._______ sarebbero tutte giustificate dall’uso commerciale. Essa lamenta 

poi una violazione del suo diritto di essere sentita, in quanto l’AFC non 

avrebbe dato seguito alla sua richiesta d’incontro. 

M.  

Con risposta 19 agosto 2016, l’autorità inferiore ha postulato il rigetto del 

ricorso, riconfermandosi nella propria decisione e prendendo puntualmente 

posizione sulle censure sollevate dalla ricorrente nel proprio gravame. 

N.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale giudica i ricorsi contro le decisioni 

ai sensi dell’art. 5 PA, emanate dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF, 

riservate le eccezioni di cui all’art. 32 LTAF (cfr. art. 31 LTAF). In partico-

lare, le decisioni emanate dall’AFC su reclamo in materia di riscossione 

dell’imposta preventiva – come nel caso concreto – sono impugnabili 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (cfr. art. 39 LIP, in combinato 

disposto con l’art. 32 LTAF). La procedura è retta dalla PA, in quanto la 

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LTAF non disponga altrimenti (cfr. art. 37 LTAF). Ne discende che lo 

scrivente Tribunale risulta competente per dirimere la presente vertenza. 

1.2 Il presente ricorso è stato interposto tempestivamente (art. 20 segg., 

art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di contenuto e di forma previste dalla 

legge (art. 52 PA). L’atto impugnato è una decisione dell’AFC fondata sul 

diritto pubblico federale giusta l’art. 5 PA, che condanna la società 

ricorrente al pagamento di crediti d’imposta preventiva. Poiché la decisione 

impugnata comporta un onere pecuniario per la ricorrente, quest’ultima 

risulta legittimata a ricorrere ai sensi dell’art. 48 cpv. 1 PA. Visto quanto 

precede, il ricorso è ricevibile in ordine e deve essere esaminato nel merito. 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (art. 49 lett. b PA) nonché 

l’inadeguatezza (art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, 

Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 

(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2007/41 con-

sid. 2; MOOR/POLTIER, Droit administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, 

pag. 300). I principi della massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio 

del diritto sono tuttavia limitati: l’autorità competente procede difatti sponta-

neamente a constatazioni complementari o esamina altri punti di diritto solo 

se dalle censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 

122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3). 

Secondo il principio di articolazione delle censure (« Rügeprinzip ») 

l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non appaiono 

evidenti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e presenta-

zione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (cfr. MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 1.55). Il principio inquisitorio non è quindi 

assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di 

collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 128 II 139 consid. 2b). Il 

dovere processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorren-

te che interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, 

in particolare, l’obbligo di portare le prove necessarie, d’informare il giudice 

sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso 

contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza 

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di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 119 III 70 consid. 1; MOOR/POLTIER, 

op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 

3.  

Nel suo gravame, la società ricorrente lamenta innanzitutto una violazione 

del suo diritto di essere sentita, in quanto l’autorità inferiore non avrebbe 

dato seguito alla sua richiesta di incontro con il suo amministratore unico e 

le competenti autorità fiscali cantonali ticinesi. 

3.1 Il diritto di essere sentito è una garanzia di natura formale, la cui 

violazione implica, di principio, l’annullamento della decisione resa 

dall’autorità, indipendentemente dalle possibilità di successo del ricorso nel 

merito (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5.1 con rinvii; DTAF 2009/36 consid. 7). 

Tale doglianza deve quindi essere esaminata prioritariamente dall’autorità 

di ricorso (cfr. DTF 127 V 431 consid. 3d/aa; 124 I 49 consid. 1). 

Detto diritto, sancito dall’art. 29 cpv. 2 Cost., garantisce all’interessato il 

diritto di esprimersi prima che sia resa una decisione sfavorevole nei suoi 

confronti (cfr. artt. 29 e 30 PA), il diritto di prendere visione dell’incarto 

(cfr. art. 26 PA), la facoltà di offrire mezzi di prova su fatti suscettibili di 

influire sul giudizio, di esigerne l’assunzione, di partecipare alla loro assun-

zione e di potersi esprimere sulle relative risultanze, nella misura in cui 

esse possano influire sulla decisione (cfr. artt. 18 e 29 PA), nonché di 

ottenere una decisione motivata (cfr. art. 35 PA; DTF 135 II 286 consid. 5.1 

con rinvii; sentenze del TF 4A_35/2010 del 19 maggio 2010; 8C_321/2009 

del 9 settembre 2009; sentenza del TAF A-7094/2010 del 21 gennaio 2011 

consid. 3.2 con rinvii; THIERRY TANQUEREL, Manuel de droit administratif, 

2011, n. 1528 segg.). Tale garanzia non serve solo a chiarire i fatti, bensì 

rappresenta anche un diritto individuale di partecipare alla pronuncia di una 

decisione mirata sulla persona in quanto tale. Il diritto di essere sentito è 

quindi da un lato, il mezzo d’istruzione della causa, dall’altro un diritto della 

parte di partecipare all’emanazione della decisione che concerne la sua 

situazione giuridica. Garantisce l’equità del procedimento (cfr. ADELIO SCO-

LARI, Diritto amministrativo, Parte generale, 2002, n. 483 seg. con rinvii; 

sentenza del TAF A-3056/2015 del 22 dicembre 2016 consid. 3.1.1). 

Il diritto di essere sentito non comporta tuttavia per le parti il diritto di 

esprimersi oralmente, essendo sufficiente che le stesse possano far valere 

le loro ragioni per scritto (cfr. DTF 140 I 68 considd. 9.6.1 e 9.6.2; 130 II 

425 consid. 2.1; SCOLARI, op. cit., n. 494; TANQUEREL, op. cit., n. 1537 con 

rinvii; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, op. cit., n. 3.86), né quello di ottenere 

– di principio – l’audizione di testimoni (cfr. DTF 130 II 425 consid. 2.1; 

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sentenze del TAF A-3056/2015 del 22 dicembre 2016 consid. 3.1.1; A-

777/2013 del 30 luglio 2014 consid. 1.3.3 con rinvii). In particolare, nelle 

procedure in ambito fiscale e doganale, non sussiste alcun diritto ad 

un’udienza pubblica ex art. 6 par. 1 CEDU (cfr. sentenza del TAF A-

3056/2015 del 22 dicembre 2016 consid. 3.1.1; MOSER/BEUSCH/KNEU-

BÜHLER, op. cit., n. 3.170). 

3.2 In concreto, dall’esame degli atti dell’incarto, risulta che l’amministra-

tore unico della società ricorrente – in qualità di suo rappresentante – ha 

effettivamente a più riprese postulato un incontro con l’autorità inferiore e 

le autorità fiscali cantonali ticinesi al fine di constatare la sussistenza di una 

doppia imposizione ingiustificata, segnatamente con reclamo 28 maggio 

2014 e con scritto 9 novembre 2015 (cfr. citati documenti sub atto n. 2 

dell’incarto prodotto dall’AFC [di seguito: inc. AFC]). Tale richiesta è tuttavia 

stata respinta dall’autorità inferiore con scritto 10 dicembre 2015, in quanto 

considerata come non rilevante ai fini del giudizio, l’incarto essendo già 

sufficientemente completo per statuire al riguardo (cfr. citato documento 

sub atto n. 2 dell’inc. AFC). In sede ricorsuale, l’autorità inferiore ha poi 

precisato di non avere altresì ritenuto rilevante un tale incontro, poiché 

l’amministratore unico avrebbe già avuto ampiamente la possibilità di 

esprimersi di persona, per telefono oltre che in via cartacea, con l’ispettore 

del Controllo Esterno dell’AFC. La società ricorrente sarebbe inoltre stata 

sufficientemente informata in merito a quanto imputatole e circa la 

documentazione necessaria per diminuire o stralciare la ripresa fiscale 

(cfr. risposta 19 agosto 2016, pag. 2 seg.).  

Così facendo, l’AFC non ha fatto che eseguire un apprezzamento 

anticipato delle prove offerte dalla ricorrente ex art. 33 PA (cfr. in merito 

all’apprezzamento anticipato delle prove, [tra le tante] sentenza del TAF A-

3056/2015 del 22 dicembre 2016 consid. 3.1.4 con rinvii). Orbene, tale 

modo di procedere dell’autorità inferiore non risulta lesivo del diritto di 

essere sentito della ricorrente, nella misura in cui quest’ultima ha in ogni 

caso avuto ampiamente l’occasione di esprimersi a più riprese per iscritto 

dinanzi all’AFC sia prima dell’emanazione della decisione 28 aprile 2014 

che della decisione su reclamo del 17 maggio 2016 (cfr. corrispondenza 

sub atto n. 2 dell’inc. AFC). Ma vi è di più. L’autorità inferiore ha infatti 

debitamente tenuto conto delle censure sollevate dalla ricorrente nei propri 

allegati, prendendo puntualmente posizione al riguardo ed indicando per 

quale motivo le stesse non erano influenti ai fini del giudizio (cfr. decisione 

impugnata, consid. 4). In tali circostanze, ritenuto come il diritto di essere 

sentito non comporti per la ricorrente il diritto di esprimersi oralmente, bensì 

unicamente per iscritto (cfr. consid. 3.1 del presente giudizio), il Tribunale 

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deve pertanto constatare come il suo diritto di essere sentita sia stato 

pienamente rispettato dall’AFC. Detta censura va pertanto qui respinta. 

4.  

Nella presente fattispecie, oggetto del litigio è l’imposizione all’imposta 

preventiva delle prestazioni contabilizzate e fornite dalla società ricorrente 

alla società E._______, con sede a Y._______ (I), e al signor F._______, 

domiciliato a V._______ (I), nei periodi fiscali dal 2003 al 2006 compresi, 

considerate dall’autorità inferiore quali costi non giustificati, qualificabili 

pertanto di prestazioni valutabili in denaro ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. b 

LIP, in combinato disposto con l’art. 20 cpv. 1 OIPrev. Di avviso contrario, 

la società ricorrente si oppone alla riscossione dell’imposta preventiva in 

oggetto, in quanto la ritiene ingiustificata, in quanto le predette prestazioni 

non solo sarebbero giustificate dall’uso commerciale, ma sarebbero inoltre 

già state assoggettate all’imposta alla fonte, sicché sussisterebbe una 

doppia imposizione. 

In tali circostanze, prima di statuire al riguardo (cfr. considd. 4.4-4.5 del 

presente giudizio), lo scrivente Tribunale richiamerà i principi applicabili alla 

presente fattispecie (cfr. considd. 4.1-4.3 del presente giudizio). 

4.1  

4.1.1 La Confederazione può riscuotere un’imposta preventiva sul reddito 

dei capitali mobili (cfr. art. 132 cpv. 1 Cost.; art. 1 cpv. 1 LIP). L’imposta 

preventiva è rimborsata al beneficiario della prestazione decurtata 

dell’imposta (cfr. art. 1 cpv. 2 LIP).  

Stante l’art. 4 cpv. 1 lett. b LIP, oggetto dell’imposta sono, tra l’altro, i redditi 

di capitali mobili da azioni, quote sociali, in società, a garanzia limitata o 

cooperative, buoni di partecipazione e buoni di godimento, emessi da una 

persona domiciliata in Svizzera. Per i redditi di capitali mobili essa 

ammonta al 35% della prestazione imponibile (cfr. art. 13 cpv. 1 lett. a LIP).  

L’art. 20 cpv. 1 OIPrev considera reddito imponibile di azioni, ogni presta-

zione valutabile in denaro corrisposta dalla società ai titolari di diritti di 

partecipazione, o a terze persone loro vicine, che non abbia il carattere di 

rimborso delle quote di capitale sociale versato esistenti all’atto della 

prestazione (come ad esempio: dividendi, buoni, azioni gratuite, buoni di 

partecipazione gratuiti, eccedenze di liquidazione, ecc.). La nozione di 

prestazione valutabile in denaro ai sensi dell’art. 20 OIPrev corrisponde di 

principio a quella dell’art. 20 cpv. 1 lett. c della legge federale del 14 dicem-

bre 1990 sull’imposta federale diretta (LIFD, RS 642.11; cfr. sentenze del 

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TF 2C_263/2014 del 21 gennaio 2015 consid. 5.1; 2C_806/2013 del 

24 marzo 2014 consid. 2.1; 2C_499/2011 del 9 luglio 2012 consid. 4.2). 

Secondo la prassi del Tribunale federale, nell’applicare la predetta norma, 

le autorità fiscali non sono strettamente legate alla qualificazione di diritto 

privato dell’operazione giuridica, ma devono piuttosto apprezzare le 

circostanze di fatto conformemente alla realtà economica (cfr. sentenze del 

TF 2C_695/2009 del 3 febbraio 2010 consid. 2.2; 2A.537/2005 del 

21 dicembre 2006 consid. 2.1; [tra le tante] sentenze del TAF A-5691/2015 

del 28 settembre 2017 consid. 3.1.2; A-2078/2016 del 1° novembre 2016 

consid. 5.1.2 con rinvii).  

Ciò indicato, in assenza di lacune sostanziali o d’irregolarità formali atte a 

mettere in dubbio la credibilità della contabilità del contribuente, come pure 

in assenza di una divergenza manifesta ed importante tra i risultati allibrati 

e lo stato reale di fatto, le autorità fiscali devono attenersi alla presunzione 

d’esattezza di cui fruisce tale contabilità (cfr. DTF 134 II 207 consid. 3.3; 

106 Ib 311 considd. 3c e 3d; sentenze del TAF A-5691/2015 del 

28 settembre 2017 consid. 3.1.2; A-6182/2012 del 27 agosto 2013 con-

sid. 3.5 confermata dal TF con sentenza 2C_896/2013 del 17 marzo 2014; 

MOLLARD/OBERSON/TISSOT BENEDETTO, Traité TVA, 2009, pag. 819 n. 60). 

4.1.2 Ai sensi della predetta norma, nella nozione di prestazione valutabile 

in denaro rientra altresì la cosiddetta « distribuzione dissimulata di utili » o 

« distribuzione occulta di utili » (« verdeckte Gewinnausschüttungen »). 

Per costante giurisprudenza, si è di fronte ad una simile prestazione valuta-

bile in denaro, allorquando le tre seguenti condizioni cumulative risultano 

adempiute (cfr. DTF 140 II 88 consid. 4.1; 138 II 57 consid. 2.2; [tra le tante] 

sentenze del TAF A-2637/2016 del 7 aprile 2017 consid. 2.3; A-2078/2016 

del 1° novembre 2016 consid. 5.1.3 con rinvii; DUSS/HELBING/DUSS, in: 

Zweifel/Beusch/Bauer-Balmelli [ed.], Kommentar zum Bundesgesetz über 

die Verrechnungssteuer, 2a ed. 2012 [di seguito: VStG-Kommentar], 

n. 132a ad art. 4 LIP con rinvii):  

(1) La società effettua una prestazione senza ottenere un’adeguata 

controprestazione da parte del beneficiario, ciò che di fatto ne 

comporta l’impoverimento economico. Tale prestazione non ha 

carattere di rimborso delle quote di capitale sociale.  

(2) Questa prestazione è corrisposta ad un titolare di diritti di 

partecipazione della società, ossia ad uno degli azionisti della società 

(titolare diretto) o a terze persone vicine a quest’ultimo (titolare 

indiretto). Essa trova il proprio fondamento esclusivamente in un 

rapporto di partecipazione alla società stessa: una simile prestazione 

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deve procurare al suo beneficiario un vantaggio che in analoghe 

circostanze non sarebbe stato accordato alle medesime condizioni 

ad una terza persona non partecipe alla società, per cui la 

prestazione risulta insolita.  

(3) Il carattere insolito della prestazione, in particolare la sproporzione 

tra la prestazione e la controprestazione, deve essere riconoscibile 

per gli organi della società. 

Le prestazioni che la società effettua a favore dei suoi azionisti o di terze 

persone a lui vicine, fondate su un’altra base giuridica che il rapporto di 

partecipazione, ad esempio su un contratto di diritto privato che avrebbe 

potuto essere concluso anche con un terzo estraneo alla società, non sono 

invece soggetti all’imposta preventiva (cfr. DTF 119 Ib 431 consid. 2b; sen-

tenza del TF 2C_499/2011 del 9 luglio 2012 consid. 4.2; [tra le tante] la 

citata sentenza del TAF A-2078/2016 del 1° novembre 2016 consid. 5.1.3). 

4.1.3 Quali prestazioni valutabili in denaro, qualificate pure come distribu-

zioni dissimulate di utili, valgono anche le rinunce a determinati proventi in 

favore dell’azionista o di una persona a lui vicina, con una corrispondente 

riduzione, presso la società, dell’utile esposto nel conto economico. Questa 

forma di prestazione valutabile in denaro viene definita con la nozione di 

« prelevamento anticipato dell’utile » o di « sottrazione previa dell’utile » 

(« Gewinnvorwegnahme »), anche se in realtà non ha per oggetto la 

sottrazione di utili già concretamente confluiti nella società. Essa sussiste 

per l’appunto quando la società rinuncia interamente o parzialmente a degli 

introiti normalmente di sua spettanza, che vengono così incassati 

direttamente dall’azionista o da una persona a lui vicina, rispettivamente 

quando quest’ultimi non forniscono una controprestazione che la società 

esigerebbe da un terzo indipendente (cfr. DTF 119 Ib 116 consid. 2; 113 Ib 

23 consid. 2d; sentenze del TF 2C_726/2009 del 20 gennaio 2010 con-

sid. 2.2 con rinvii; 2C_335/2008 del 13 ottobre 2008 consid. 2.2 con rinvii, 

in: RtiD 2009 I pag. 492; 2A.204/2006 del 22 giugno 2007 consid. 6 con 

rinvii, in: RtiD 2008 I pag. 946; [tra le tante] sentenze del TAF A-2637/2016 

del 7 aprile 2017 consid. 2.4; A-2078/2016 del 1° novembre 2016 con-

sid. 5.1.4 con rinvii; DUSS/HELBING/DUSS, VStG-Kommentar, n. 132b ad 

art. 4 LIP con rinvii). 

4.1.4 Secondo la giurisprudenza, una terza persona vicina all’azionista ai 

sensi dell’art. 20 OIPrev può essere una persona fisica imparentata con 

l’azionista o anche una persona giuridica ch’egli controlla. La prassi consi-

dera inoltre come vicini all’azionista i soggetti con cui quest’ultimo intrattie-

A-3822/2016 

Pagina 11 

ne delle relazioni personali o commerciali che dall’insieme delle circostan-

ze appaiono come il vero motivo della prestazione imponibile. In particolare 

sono da ritenere tali quelle persone alle quali l’azionista permette di fare 

uso della società come se fosse la loro (cfr. sentenze del TF 2C_377/2009 

del 9 settembre 2009 consid. 2.2; 2A.342/2005 del 9 maggio 2006 

consid. 2.2; DTAF 2011/45 consid. 4.2 con rinvii; [tra le tante] sentenza del 

TAF A-2078/2016 del 1° novembre 2016 consid. 5.1.5 con rinvii). 

4.2 L’obbligazione fiscale spetta al debitore della prestazione imponibile, il 

quale deve eseguirla dopo averne dedotto l’imposta preventiva (cfr. art. 10 

cpv. 1 in relazione con l’art. 14 cpv. 1 LIP). Il beneficiario della prestazione 

è quindi – tenuto conto dell’obbligazione del debitore di trasferirgli l’imposta 

preventiva – il destinatario dell’imposta, ovverosia colui che sopporta il 

carico fiscale. Egli non ha tuttavia alcuna obbligazione procedurale da 

adempiere nel contesto della procedura di percezione dell’imposta 

preventiva; tali obblighi devono difatti essere adempiuti dal debitore della 

prestazione che è il soggetto fiscale (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-

2078/2016 del 1° novembre 2016 consid. 5.2 con rinvii; THOMAS JAUSSI, 

VStG-Kommentar, n. 6 ad art. 10 LIP). 

4.3  

4.3.1 In materia di imposta preventiva, la dichiarazione e il pagamento del 

tributo sono rette dal principio dell’autotassazione, in applicazione del 

quale il contribuente ha l’obbligo di annunciarsi come tale all’AFC, senza 

esservi sollecitato (cfr. art. 38 cpv. 1 LIP) e deve, alla scadenza dell’impo-

sta (cfr. art. 16 LIP), presentare spontaneamente all’AFC il rendiconto 

prescritto, corredato dei giustificativi e pagare in pari tempo l’imposta o 

compiere la notifica sostitutiva del pagamento (cfr. artt. 19 e 20 LIP; art. 38 

cpv. 2 LIP). Il contribuente è quindi il solo responsabile nella compilazione 

esatta dei moduli dei rendiconti e delle dichiarazioni d’imposta e dei 

questionari (cfr. art. 39 cpv. 2 lett. 1 LIP) nonché nel procedere con il 

versamento dell’imposta preventiva dovuta (cfr. [tra le tante] sentenze del 

TAF A-5691/2015 del 28 settembre 2017 consid. 3.2.1; A-2078/2016 del 

1° novembre 2016 consid. 5.3 con rinvii). 

4.3.2 La prova dell’esistenza di una prestazione valutabile in denaro ai 

sensi dell’art. 20 OIPrev – e meglio dei tre relativi elementi costitutivi – 

incombe all’AFC (cfr. sentenza del TF 2C_263/2014 del 21 gennaio 2015 

consid. 5.2 con rinvii; DTAF 2011/45 considd. 4.1 e 4.3.2.2 con rinvii; 

sentenze del TAF A-5006/2014 del 2 aprile 2015 consid. 2.8.1 con rinvii; A-

5210/2014 del 30 marzo 2015 consid. 2.4 con rinvii; A-3624/2012 del 

A-3822/2016 

Pagina 12 

7 maggio 2013 consid. 4.4 con rinvii; DUSS/HELBING/DUSS, VStG-Kom-

mentar, n. 132a ad art. 4 LIP con rinvii). Il criterio della prestazione 

« giustificata dall’uso commerciale », applicato in materia di imposte dirette 

non è un elemento costitutivo negativo di una prestazione valutabile in 

denaro. Se l’AFC ritiene che sussista una prestazione valutabile in denaro, 

il contribuente può da parte sua contestare il proprio assoggettamento 

all’imposta adducendo la controprova atta a dimostrare che il criterio 

dell’uso commerciale è adempiuto (cfr. DTAF 2011/45 consid. 4.3.2.2 con 

rinvii; [tra le tante] sentenze del TAF A-5691/2015 del 28 settembre 2017 

consid. 3.2.2; A-2078/2016 del 1° novembre 2016 consid. 5.4.1 con rinvii).  

4.3.3 Giusta l’art. 39 LIP, la società contribuente deve dunque indicare 

coscienziosamente all’autorità fiscale tutti i fatti che possono essere impor-

tanti per l’accertamento dell’obbligazione fiscale o delle basi di calcolo 

dell’imposta; essa deve in particolare presentare, su richiesta, tutti i 

documenti corredati dai giustificativi e da altra documentazione (cfr. lett. b). 

Se è vero che l’autorità fiscale non deve sostituire il proprio potere 

d’apprezzamento a quello della direzione commerciale della società 

contribuente, vero è anche che quest’ultima deve tuttavia provare che le 

prestazioni in questione sono giustificate dall’uso commerciale. Solo in tal 

modo, l’autorità fiscale può sincerarsi che il motivo alla base del carattere 

insolito di dette prestazioni è puramente commerciale e non dovuto alle 

strette relazioni personali o economiche in essere tra la società e il benefi-

ciario delle prestazioni (cfr. DTF 119 Ib 431 consid. 2c con rinvii; sentenze 

del TF 2C_499/2011 del 9 luglio 2012 consid. 4.3; 2A.342/2005 del 

9 maggio 2006 consid. 2.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-5691/2015 del 

28 settembre 2017 consid. 3.2.3 con rinvii). 

Chi sostiene che un pagamento da esso incassato non lo concerne, deve 

essere in grado di provare tale allegazione producendo dei documenti 

giustificativi. Analogamente, chi effettua un pagamento senza che lo stesso 

risulti giustificato da alcun documento deve sopportare le conseguenze di 

una simile mancanza di prove, nel senso che deve attendersi che lo stesso 

venga qualificato a livello fiscale come una prestazione valutabile in denaro 

soggetta ad imposta preventiva (cfr. DTF 119 Ib 431 consid. 2c con rinvii; 

sentenze del TF 2C_499/2011 del 9 luglio 2012 consid. 4.3; 2A.342/2005 

del 9 maggio 2006 consid. 2.3; [tra le tante] la citata sentenza del TAF A-

2078/2016 consid. 5.4.2 con rinvii). Inoltre, può sussistere una prestazione 

valutabile in denaro soggetta all’imposta preventiva, se appare ovvio che 

sono gli azionisti stessi della società ad essere i suoi beneficiari e se non 

è data un’altra spiegazione (cfr. sentenza del TF 2C_499/2011 del 9 luglio 

2012 consid. 4.3 con rinvii). Quando la società contribuente fa tutto quanto 

A-3822/2016 

Pagina 13 

in suo potere per produrre tutte le prove e i documenti giustificativi richiesti 

dall’autorità fiscale ai sensi dell’art. 39 LIP, quest’ultima ne deve tenere 

conto nel proprio giudizio (cfr. sentenza del TF 2C_499/2011 del 9 luglio 

2012 consid. 4.3 con rinvii; sentenza del TAF A-5691/2015 del 

28 settembre 2017 consid. 3.2.3 con rinvii). 

4.4 In concreto, lo scrivente Tribunale deve stabilire se è a giusta ragione 

che per i periodi fiscali dal 2003 al 2006 l’autorità inferiore ha ritenuto la 

sussistenza di prestazioni valutabili in denaro ai sensi l’art. 4 cpv. 1 lett. b 

LIP in combinato disposto con l’art. 20 cpv. 1 OIPrev. 

4.4.1 Nella decisione impugnata, l’autorità inferiore ha constatato come 

durante i periodi fiscali dal 2003 al 2006 compreso la società ricorrente 

abbia contabilizzato diversi costi a favore della società E._______ 

(Y._______ - I) e del signor F._______ (V._______ - I), senza tuttavia 

accompagnarli dai relativi giustificativi – quali fatture e/o contratti di 

prestazione stipulati con i due citati beneficiari che avrebbero potuto 

giustificare un eventuale uso commerciale – per un importo totale di 

474'988.35 franchi, così come dettagliato nelle seguenti tabelle riassuntive, 

in base ai dati da lei estrapolati dalle relative schede contabili agli atti 

(cfr. atto n. 4 dell’inc. AFC; decisione impugnata, consid. 3.1.1):  

Periodo fiscale 2003 

Beneficiario Data di contabilizzazione Importo in fr. 

E._______ 14.02 1'996.23 

27.03 800.97 

06.05 2'562.75 

09.05 8'960.00 

23.05 2'980.00 

27.05 2'980.00 

19.06 2'133.32 

18.07 4'480.00 

25.07 911.64 

01.09 5'600.00 

11.09 904.98 

22.09 15'000.00 

13.10 20'000.00 

07.11 1'489.02 

07.11 1'747.30 

20.11 35'000.00 

F._______ 13.10 6'140.00 

17.11 3'070.00 

25.11 10'425.00 

28.11 4'000.00 

05.12 6'545.00 

Totale   137'726.21 

 

A-3822/2016 

Pagina 14 

Periodo fiscale 2004 

Beneficiario Data di contabilizzazione Importo in fr. 

E._______ 01.03 2'382.20 

31.03 3'919.10 

21.06 2'565.21 

21.06 2'654.69 

21.06 2'759.09 

22.09 8'460.00 

07.10 15'000.00 

18.10 6'540.00 

18.10 10'000.00 

26.10 20'000.00 

23.11 1'915.90 

23.11 2'589.47 

23.11 2'170.36 

31.12 30'000.00 

31.12 4'265.86 

F._______ 31.12 16'950.00 

31.12 8'430.00 

31.12 10'000.00 

31.12 8'375.00 

Totale   158'976.88 

 

Periodo fiscale 2005 

Beneficiario Data di contabilizzazione Importo in fr. 

E._______ 19.05 10'000.00 

20.06 4'016.34 

14.07 4'468.96 

15.09 25'000.00 

21.09 4'799.97 

10.10 25'000.00 

13.12 25'000.00 

31.12 35'000.00 

F._______ 24.11 20'000.00 

31.12 25'000.00 

Totale   178'285.27 

 

Per il periodo fiscale 2006, non è invece stata registrata alcuna voce a 

favore dei due citati beneficiari. Ciò indicato, vista la mancanza totale di 

validi giustificativi, l’AFC ha qualificato dette voci contabili di prestazioni 

effettuate dalla società ricorrente senza adeguata controprestazione 

(cfr. decisione impugnata, consid. 3.1.1). Nell’analisi di dette prestazioni, 

essa ha poi constatato come entrambi i beneficiari non siano presenti 

nell’elenco delle aziende italiane (cfr. www.elencoaziendeitaliane.it) e 

come la quasi totalità delle transazioni sia stata effettuata in contanti 

(cfr. decisione impugnata, consid. 3.1.2). L’AFC ha inoltre ritenuto che si 

tratterebbero di prestazioni concesse dalla società ricorrente sulla base dei 

http://www.elencoaziendeitaliane.it/

A-3822/2016 

Pagina 15 

rapporti personali e/o economici tra la società e i suoi azionisti oppure 

persone a loro vicine, che non sarebbero mai state concesse a un terzo 

indipendente. Di transenna essa ha sottolineato che una relazione tra i 

beneficiari delle prestazioni – ossia la ditta E._______, Y._______, e il 

signor F._______, V._______ – e la società ricorrente sarebbe chiaramente 

ravvisabile nei due dipendenti di quest’ultima, ossia la signora C._______, 

Y._______ e il signor D._______, Z._______ in provincia di V._______ 

(cfr. decisione impugnata, consid. 3.2). L’AFC ha infine ritenuto che la 

sproporzione tra prestazione e controprestazione sarebbe manifesta, non 

essendoci stata alcuna controprestazione nei confronti della società 

ricorrente. L’assenza di controprestazione e di giustificativi a tale riguardo 

non avrebbe poi potuto passare inosservata agli occhi della società (cfr. 

decisione impugnata, consid. 3.3). Sulla base di quanto precede, l’AFC ha 

dunque ritenuto la sussistenza di prestazioni valutabili in denaro ai sensi 

dell’art. 4 cpv. 1 lett. b LIP in combinato disposto con l’art. 20 cpv. 1 OIPrev. 

4.4.2 Quanto ritenuto dall’autorità inferiore appare non solo plausibile, ma 

del tutto convincente, sicché lo scrivente Tribunale non può che confermare 

le sue conclusioni. In effetti, da un esame della contabilità della società 

ricorrente per i periodi fiscali dal 2003 al 2006 compreso, risulta chiaramen-

te come varie prestazioni fornite da quest’ultima alla ditta E._______ e al 

signor F._______ siano da lei state contabilizzate quali costi, con delle 

diciture generiche (FT, ACC. FT, ACC., SALDO FT, ecc.), senza 

accompagnarli dai relativi giustificativi, così come indicato dall’autorità 

inferiore (cfr. atto n. 4 dell’inc. AFC). 

Più nel dettaglio, per il periodo fiscale 2003, la ricorrente ha registrato nella 

scheda contabile denominata « 3040 SP.DOGANA/TRASPORTI/COR-

RISPONDENTI » le seguenti prestazioni fornite alla ditta E._______ e al 

signor F._______ (cfr. scheda contabile 2003 sub atto n. 4 dell’inc. AFC), 

per un importo totale di 137'726.21 franchi: 

3040 SP.DOGANA/TRASPORTI/CORRISPONDENTI 

Data  Contropartita Testo Importo fr. 
 

14.02.2003 1023 PAG. E._______ FT 31.1.03 1'996.23 

27.03.2003 1023 PAG. E._______ 02/2003 800.97 

06.05.2003 1023 PAG. E._______ FT 03-04/2003 2'562.75 

09.05.2003 1023 PAG. E._______ ACC. FT 01/E EUR 
6'000.00 

8'960.00 

23.05.2003 1023 PAG. E._______ ACC. FT 01/E EUR 
2'000.00 

2'980.00 

27.05.2003 1023 PAG. E._______ ACC. FT 01/E EUR 
2'000.00 

2'980.00 

19.06.2003 1003 PAG. E._______ 05/2003 2'133.32 

18.07.2003 1023 PAG. E._______ - ACC. 4'480.00 

25.07.2003 1023 PAG. E._______ FT 06/2003 911.64 

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Pagina 16 

01.09.2003 1015 PAG. E._______ SALDO FT 01/E 5'600.00 

11.09.2003 1023 PAG. E._______ FT 07/2003 904.98 

22.09.2003 1015 PAG. E._______ ACC. 02/03 15'000.00 

13.10.2003 - PAG. E._______ SALDO FT 02/E 20'000.00 

07.11.2003 - PAG. E._______ FT O9/2003 -EUR 
480.00 

1'489.02 

07.11.2003 - PAG. E._______ FT 10/2003 - EUR 
1'150.00 

1'747.30 

20.11.2003 - PAG. E._______ SALDO FT 03/E del 
30.09.03 

35'000.00 

 

13.10.2003 - PAG. ACC. F._______ 4/3 (IN 
SOSPESO) 

6'140.00 

17.11.2003 1000 PAG. F._______ FT del 4.3.03 - SALDO 3'070.00 

25.11.2003 1000 INC. F._______ FT del 6.5.03 10'425.00 

28.11.2003 1000 PAG. F._______ - ACC. FT 7.7.2003 4'000.00 

05.12.2003 1000 PAG. F._______ - SALDO FT 7.7.2003 6'545.00 

TOTALE   137'726.21 

 

Per il periodo fiscale 2004, la ricorrente ha invece registrato le seguenti 

prestazioni fornite dalle due predette ditte in due schede contabili distinte 

denominate « 3050 PRESTAZIONI DI TERZI E._______ » e « 3055 

PRESTAZIONE TERZI – F.________ » (cfr. scheda contabile 2004 sub 

atto n. 4 dell’inc. AFC), per un importo complessivo di 158'976.88 franchi 

(= fr. 115'221.88 + fr. 43'755.00): 

3050 PRESTAZIONI DI TERZI E._______  

Data  Contropartita Testo Importo fr. 
 

01.03.2004 1023 PAG. E._______ FT 01/2004 2'382.20 

31.03.2004 1023 PAG. E._______ FT 02/2004 3'919.10 

21.06.2004 - PAG.  E._______ FT 03/2004 EUR 
1720.- 

2'565.21 

21.06.2004 - PAG. E._______ FT 04/2004 EUR 1780.- 2'654.69 

21.06.2004 - PAG. E._______ FT 05/2004 EUR 1850.- 2'759.09 

22.09.2004 1023 PAG. E._______ 1.1/31.05.04 Acc. 
5500.- 

8'460.00 

07.10.2004 1015 PAG. E._______ 1.1/31.05.04 Acc. Eur 
19500.- 

15'000.00 

18.10.2004 - PAG. E._______ 01.01/31.05.04 Saldo 
Eur 4100.- 

6'540.00 

18.10.2004 - PAG. E._______ 01.06/30.09.04 Acc. 
Eur 6600.- 

10'000.00 

26.10.2004 1015 PAG. E._______ 01.06/30.09.04 Saldo 20'000.00 

23.11.2004 - PAG. E._______ FT 06/2004 1'915.90 

23.11.2004 - PAG. E._______ FT 09/2004 2'589.47 

23.11.2004 - PAG. E._______ FT 07/2004 2'170.36 

31.12.2004 - E._______ 01.10/31.12.04 30'000.00 

31.12.2004 2003 E._______ FT 06-07-09/2004 4'265.86 

TOTALE   115'221.88 

 

A-3822/2016 

Pagina 17 

3055 PRESTAZIONE TERZI – F._______ 

Data  Contropartita Testo Importo fr. 
 

31.12.2004 - F._______ 01 01/31.05.04  16'950.00 

31.12.2004 - F._______ 01.06/30.09.04 8'430.00 

31.12.2004 2000 F._______ 01.09/31.12.04 10'000.00 

31.12.2004 2000 F._______ 01.09/31.12.04 8'375.00 

TOTALE   43'755.00 

 

Per il periodo fiscale 2005, la ricorrente ha poi registrato le seguenti presta-

zioni fornite dalle due predette ditte in tre distinte schede contabili: due 

riguardanti la ditta E._______ denominate « 3050 PRESTAZIONI TERZI – 

E._______  » e « 3051 PRESTAZ. TERZI - E._______ EU » (qui riassunte 

per comodità dal Tribunale in una sola tabella), una riguardante il signor 

F._______ denominata « 3055 PRESTAZIONE TERZI F.________ » 

(cfr. scheda contabile 2005 sub atto n. 4 dell’inc. AFC), per un importo 

complessivo di 178'285.27 franchi (= fr. 133'285.27 + fr. 45'000.00): 

3050 PRESTAZIONI TERZI – E._______ e 3051 PRESTAZ. TERZI - E._______ EU 

Data  Contropartita Testo Importo fr. 
 

19.05.2005 - PAG. E._______ acconto 10'000.00 

20.06.2005 1003 PAG. E._______ 01.01/31.03.05 4'016.34 

14.07.2005 1003 PAG. E._______ FT 02/E 4'468.96 

15.09.2005 1015 PAG. E._______ FT 03/E 01.07/30.09.05 25'000.00 

21.09.2005 1023 PAG. E._______ 4° TRIM. 05 4'799.97 

 

10.10.2005 1015 PAG. E._______ FT 02-03/2005 25'000.00 

13.12.2005 1015 PAG. E._______ FT 04-05/2005 25'000.00 

31.12.2005 2000 PAG. E._______ FT 06-07/2005 35'000.00 

TOTALE   133'285.27 
- 

 

3055 PRESTAZIONE TERZI – F._______  

Data  Contropartita Testo Importo fr. 
 

24.11.2005 1015 PAG. F._______ FT 01.01/30.06.05 20'000.00 

31.12.2005 2000 PAG. F._______ 2° SEMESTRE 05 25'000.00 

TOTALE   45'000.00 

 

Come giustamente indicato dall’autorità inferiore, per il 2006 non sono 

state invece contabilizzate delle prestazioni analoghe a quelle precedenti. 

Orbene, dette registrazioni contabili non sono state contestate dalla società 

ricorrente, sicché in virtù della presunzione di esattezza di cui fruisce la 

A-3822/2016 

Pagina 18 

contabilità (cfr. consid. 4.1.1 del presente giudizio), si deve partire dal pre-

supposto che quest’ultima ha effettivamente fornito le relative prestazioni 

ai due citati beneficiari, come del resto da lei stessa ammesso nelle proprie 

prese di posizione (cfr. ricorso 17 giugno 2016; scritto 27 agosto 2008 sub 

atto n. 2 dell’inc. AFC).  

Per i costi contabilizzati tra il 2003 e il 2005 non risultano agli atti contratti 

o fatture che potrebbero giustificare un’eventuale uso commerciale dei 

costi. Inoltre, come giustamente rilevato dall’AFC, le due ditte beneficiarie 

delle predette prestazioni non figurano effettivamente tra le aziende italiane 

esistenti (cfr. www.elencoaziendeitaliane.it), tant’è che neppure la ricorren-

te lo sostiene. Circostanza rilevata dall’AFC e non contestata dalla ricor-

rente, è inoltre il presunto legame familiare o di prossimità tra i beneficiari 

delle prestazioni e i suoi due dipendenti, lasciante presupporre che si tratti 

proprio di prestazioni fornite a persone a lei vicine. Non essendo ravvisabile 

alcuna controprestazione da parte dei beneficiari dei predetti versamenti, 

va ritenuta la sussistenza di un manifesto rapporto sproporzionato tra le 

due prestazioni, che in quanto tale non poteva passare inosservato agli 

occhi degli organi della società ricorrente. In tale evenienza, si deve ritene-

re che è a giusta ragione che l’autorità inferiore ha qualificato i costi 

registrati dalla ricorrente per i periodi fiscali 2003-2006 di prestazioni 

valutabili in denaro giusta l’art. 4 cpv. 1 lett. b LIP in combinato disposto 

con l’art. 20 cpv. 1 OIPrev (cfr. considd. 4.1.2 e 4.3.2 del presente giudizio).  

4.4.3 La società ricorrente interpellata al riguardo dinanzi all’autorità infe-

riore si è limitata ad indicare che, non disponendo di autoveicoli pesanti da 

trasporto, magazzini o spazi per lo stoccaggio della merce, per far fronte 

all’importante quantità di lavoro a suo carico nell’ambito delle spedizioni e 

stoccaggio di merci, essa deve fare capo alle prestazioni di terzi (cfr. scritto 

27 agosto 2008 sub atto n. 2 dell’inc. AFC). In merito alle fatture emesse 

dalla ditta E._______ e dal signor F._______, essa ha dichiarato che le 

stesse « […] si riferiscono a numerose prestazioni espletate per conto e 

per incarico di A._______: trasporti merce, magazzinaggio, carico / scarico 

e manipolazione merce, etichettatura, pratiche doganali […] » e che « […] 

bisognerebbe andare dettagliatamente a visionare ogni cartella di lavoro 

per estrapolare dettagliatamente i giorni e le ore impiegate dai corrispon-

denti per l’esecuzione delle prestazioni da quest’ultimi fornite […] » 

(cfr. scritto 27 agosto 2008 sub atto n. 2 dell’inc. AFC). Nel proprio ricorso 

17 giugno 2016, la ricorrente ha ribadito quanto precede, precisando che 

all’epoca di dette prestazioni essa « […] contava unicamente di due 

dipendenti che svolgevano il proprio lavoro unicamente in ufficio; la società 

non disponeva di mezzi o automezzi propri e per lo svolgimento della 

http://www.elencoaziendeitaliane.it/

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Pagina 19 

propria attività doveva giocoforza collaborare e appoggiarsi a diversi terzisti 

ed altri corrispondenti del settore, sia per le pratiche doganali sia per le 

spedizioni delle merci […] », tra i quali anche la ditta E._______ e dal 

signor F._______, entrambi attivi nel settore delle spedizioni e 

sdoganamento e stoccaggio merci. Le loro prestazioni sarebbero pertanto 

giustificate dall’uso commerciale (cfr. citato ricorso, pag. 2). Sennonché la 

ricorrente non ha mai prodotto alcun documento giustificativo pertinente a 

sostegno delle proprie allegazioni, né dinanzi all’AFC, né dinanzi allo 

scrivente Tribunale. In effetti, le fatture emesse da queste due ditte presenti 

in parte nell’incarto prodotto dall’autorità inferiore risultano troppo 

generiche e irrilevanti. 

In tali circostanze, nella misura in cui la ricorrente ha concretamente 

effettuato dei versamenti a favore della ditta E._______ e del signor 

F._______ nei periodi fiscali dal 2003 al 2005, senza tuttavia comprovare 

né le prestazioni fornite da quest’ultime, né il loro uso commerciale, in 

assenza di giustificativi rilevanti, è pacifico che l’AFC può partire dal 

presupposto che si tratta invero di costi non giustificati dall’uso commer-

ciale, qualificabili di prestazioni valutabili in denaro. In effetti, qualora un 

contribuente effettui dei versamenti senza tuttavia debitamente compro-

varne l’uso commerciale con i relativi documenti giustificativi, la giurispru-

denza parte dal presupposto che si tratti di prestazioni valutabili in denaro 

soggette all’imposta preventiva (cfr. consid. 4.3.2 del presente giudizio). 

4.4.4 Visto tutto quanto suesposto, lo scrivente Tribunale giunge dunque 

alla conclusione che è giusta ragione che, per i periodi fiscali dal 2003 al 

2006, l’autorità inferiore ha ritenuto la sussistenza di prestazioni valutabili 

in denaro fornite dalla società ricorrente a persone a lei vicine – ovvero la 

ditta E.________ e del signor F._______ – nella forma di costi non 

giustificati dall’uso commerciale ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. b LIP in 

combinato disposto con l’art. 20 cpv. 1 OIPrev, per un importo totale di 

474'988.35 franchi, così come risultante dalle tabelle riassuntive da lei 

allestite sulla base della contabilità della predetta società (cfr. atto n. 4 

dell’inc. AFC; decisione impugnata, consid. 3.1.1). 

Ne consegue che l’importo dovuto a titolo d’imposta preventiva dalla 

società ricorrente – nella sua qualità di debitrice del credito fiscale in 

oggetto ai sensi dell’art. 10 cpv. 1 LIP (cfr. consid. 4.2 del presente 

giudizio) – ammontante a 166'245.90 franchi (= 35% di fr. 474'988.35), 

oltre accessori, va qui integralmente confermato. 

A-3822/2016 

Pagina 20 

4.4.5 Nulla muta a tale conclusione la censura sollevata dalla società 

ricorrente in merito alla sussistenza di una doppia imposizione. Più nel 

dettaglio, nel proprio gravame, essa sostiene di essere già stata oggetto di 

una revisione fiscale per gli anni 2003/2006 da parte dell’Ispettorato fiscale 

del Cantone Ticino, compreso l’Ufficio delle imposte alla fonte. Durante la 

verifica, gli ispettori avrebbero proceduto a delle riprese di carattere fiscale 

concordate con la ricorrente: queste riprese fiscali sarebbero da lei state 

accettate anche e soprattutto in considerazione del fatto che gli ispettori 

avrebbero discusso di imposizioni che sarebbero state fatte in Ticino 

tenendo conto anche di cosa sarebbe potuto essere stata un’eventuale 

ripresa da parte dell’AFC (cfr. ricorso 17 giugno 2016, pag. 1 seg.). 

Sennonché, lo scrivente Tribunale non può fare a meno di rilevare come 

l’imposta alla fonte a cui accenna la ricorrente abbia di principio per oggetto 

l’imposizione del reddito percepito da un cittadino straniero a beneficio di 

un permesso di lavoro in Svizzera, da parte delle competenti autorità fiscali 

cantonali. Senza entrare in dettaglio, si rileva che tale imposta alla fonte 

non ha nulla a che vedere con l’imposta preventiva. In effetti, l’imposta 

preventiva qui riscossa dall’AFC mira all’imposizione delle prestazioni valu-

tabili in denaro ai sensi dell’art. 4 cpv. 1 lett. b LIP in combinato disposto 

con l’art. 20 cpv. 1 OIPrev. In tali circostanze, nonché in assenza della 

prova contraria, non è ravvisabile alcuna doppia imposizione (l’oggetto 

dell’imposizione essendo diverso). Le eventuali rassicurazioni fornite dalle 

competenti autorità cantonali circa l’imposta alla fonte – peraltro non mini-

mamente comprovate dalla ricorrente – non sono poi tali da legare l’autorità 

inferiore o da rimettere in discussione la riscossione dei crediti d’imposta 

preventiva qui in oggetto, non essendo peraltro dati i presupposti per la 

protezione della buona fede ai sensi dell’art. 9 Cost., rispettivamente 

dell’art. 2 CC, a cui la ricorrente fa indirettamente qui riferimento (cfr. in 

merito al principio della protezione della buona fede in presenza di 

promesse/informazioni fornite da un’autorità, [tra le tante] sentenza del TAF 

A-7148/2010 del 19 dicembre 2012 consid. 7.1). Detta censura non può 

pertanto che essere respinta. 

4.5 In definitiva, visto tutto quanto suesposto, lo scrivente Tribunale deve 

constatare che è a giusta ragione che l’autorità inferiore ha proceduto alla 

riscossione posticipata dell’imposta preventiva dell’importo totale di 

166'245.90 franchi, oltre accessori, nei confronti della società ricorrente. La 

decisione impugnata va pertanto confermata e il ricorso della ricorrente 

integralmente respinto. 

A-3822/2016 

Pagina 21 

5.  

In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese di 

procedura sono poste a carico della società ricorrente qui parte integral-

mente soccombente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono 

stabilite in 7'000 franchi (cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà detratto 

interamente dall’anticipo spese di 7'000 franchi da lei versato a suo tempo. 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente) 

  

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Pagina 22 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è integralmente respinto. 

2.  

Le spese processuali pari a 7'000 franchi sono poste a carico della 

ricorrente. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, tale importo verrà 

interamente dedotto dall’anticipo spese di 7'000 franchi da lei versato a suo 

tempo. 

3.  

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. ***; atto giudiziario) 

 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

Michael Beusch Sara Pifferi 

  

 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 

30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF). Gli 

atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere le 

conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La 

decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i documenti 

indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

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