# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f10525bb-31a0-59d2-ae33-81127b507632
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-07-22
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 22.07.1999 15.1999.103
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-1999-103_1999-07-22.html

## Full Text

Incarto n.

  15.99.00103

  Rinvio TF

  	
  Lugano

  22 luglio 1999

  /FP/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera di
  esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Zali e Giani quest’ultimo in sostituzione

  del giudice Pellegrini, assente

  

 

	
  segretaria:

  	
  Baur Martinelli, vicecancelliera

  

 

 

statuendo sul
ricorso 19 febbraio 1999 di

 

	
   

  	
  __________

  (rappr.
  dall’avv. __________)

  
	
   

  	
   

  contro

  	 

 

l’operato
dell’UEF di Locarno e meglio contro le condizioni d’incanto 10 febbraio
1999 della part. __________ RFD di __________ nelle diverse esecuzioni in via
di realizzazione del pegno immobiliare promosse nei confronti della ricorrente

 

procedura
concernente anche la

 

	
   

  	
  __________

  (patr. dallo
  studio legale __________)

  

 

richiamata
l’ordinanza vicepresidenziale 23 febbraio 1999, con la quale al ricorso è stato
concesso l’effetto sospensivo;

 

viste le
osservazioni       

– 8 marzo 1999
della __________

– 23 marzo 1999 dell’UEF
di Locarno

 

esaminati atti e
documenti;

 

preso atto della
sentenza 4 giugno 1999 del Tribunale federale;

 

 

ritenuto 

 

in fatto:                 A.      Diversi
creditori procedono nei confronti di __________ per l’incasso dei propri
crediti.

 

                                B.      A
seguito della domanda di vendita 13 febbraio 1998 della creditrice ipotecaria
__________ (__________), l’UEF di Locarno ha pubblicato sul Foglio Ufficiale 
del 19 gennaio 1999 l’avviso d’incanto unico relativo alla part. __________ RFD
di __________ di proprietà dell’escussa

 

                                C.      In
data 4 febbraio 1999 anche la creditrice ipotecaria __________ ha richiesto la
vendita della part. __________ RFD di __________ nell’ambito delle procedure
esecutive in via di realizzazione del pegno immobiliare avviate nei confronti
di __________. Di conseguenza l’Ufficio con lettera 16 febbraio 1999 ha
avvisato tutti gli interessati e segnatamente la debitrice, che la __________
ha richiesto la vendita dell’immobile in oggetto. Nel contempo l’UEF di Locarno
modificava le condizioni d’incanto e fissava il piede d’asta a fr. 23’677.70.

 

                                D.      Con
ricorso 19 febbraio 1999 __________ insorge contro le condizioni d’incanto
modificate, postulandone l’annullamento. La ricorrente chiede che il piede
d’asta venga fissato in fr. 2’045’464.60 considerando quindi quale creditore
procedente __________. L’UEF di Locarno avrebbe infatti arbitrariamente ed
intempestivamente innestato nella procedura esecutiva avviata da __________ una
procedura del tutto indipendente promossa dalla __________. 

 

                                E.      Con
sentenza 15 aprile 1999 questa Camera ha respinto le richieste della ricorrente
confermando l’operato dell’UEF di Locarno.

 

                                F.      Tale
sentenza è stata impugnata da __________ con ricorso 30 aprile 1999 alla Camera
delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale, la quale, il 4 giugno
1999, ha annullato il giudizio di prima istanza, rinviando la causa
all’Autorità cantonale di vigilanza per una nuova decisione.

 

 

 

Considerando 

 

in diritto:               1.      Giusta
l’art. 121 LEF l’esecuzione è perenta se la domanda di realizzazione non è
stata fatta nel termine legale o se, ritirata, non fu più rinnovata. La
sospensione della vendita accordata all’escusso equivale al ritiro della
domanda (cfr. DTF 114 III 103; Markus Frey,
Basler Kommentar zum SchKG, Basilea, Ginevra, Monaco 1998, n.6 ad art. 121). Per
l’art. 126 cpv. 1 LEF, applicabile anche alla procedura in via di realizzazione
del pegno per il rinvio dell’art. 156 cpv. 1 LEF, dopo tre chiamate gli oggetti
da realizzare sono aggiudicati al maggior offerente, purché l’offerta ecceda
l’importo degli eventuali crediti garantiti da pegno poziori a quello del
creditore procedente. 

                                          

                                2.      Nel
caso di specie in data 26 marzo 1998 __________ (__________), creditore
ipotecario di XVIII grado, ha richiesto la sospensione della vendita della
part. __________ RFD di __________ sino al 30 luglio 1998. Con lettera 7
ottobre 1998, acquisita agli atti dal Tribunale federale ma non prodotta, né
menzionata in prima istanza__________ ha richiesto la riattivazione della
procedura. Tale richiesta equivale ad un rinnovo della domanda di vendita. Ne
consegue che __________ deve essere considerato creditore procedente ai sensi dell’art.
126 cpv.1 LEF, essendo la propria domanda di vendita stata rinnovata in data 7
ottobre 1998. Avendo la __________, creditrice ipotecaria di I – XV grado,
richiesto solo in data 4 febbraio 1999 la vendita della part. __________ RFD di
__________, l’UEF di Locarno ha agito erroneamente fissando il piede d’asta a
fr. 23’677.70, pari ai crediti garantiti da pegno poziori a quelli della
__________, ritenuta, a torto, creditrice procedente. L’avviso d’incanto andrà
quindi ripubblicato indicando quale creditore procedente ex art. 126 cpv. 1 LEF
__________, con conseguente determinazione del piede d’asta sulla base dei
crediti garantiti da pegno poziori a quelli del creditore procedente, in casu
__________.

 

                                3.      Ne
consegue l’accoglimento del ricorso.

                                          Non
si prelevano spese (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a OTLEF)
e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF), perché così è disciplinato
per normativa di diritto federale.

 

 

Richiamati gli art.
126 LEF e 105 RFF

 

 

 

pronuncia:           1.      Il
ricorso 19 febbraio 1999 di __________, è accolto.

 

                                2.      E’
fatto ordine all’UEF di Locarno di determinarsi come al considerando 2. di
questa sentenza.

 

                                3.      Non
si prelevano spese, né si assegnano indennità.

                                          

                                4.      Contro
questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni
e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della
scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in
conformità dell’art. 19 LEF.

 

                                5.      Intimazione
a:

                                          –
__________.

                                          Comunicazione
all’UEF di Locarno.

 

 

 

Per la Camera
di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

quale autorità
di vigilanza

Il presidente                                                                           
La segretaria