# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** eec50937-9389-5d4b-a5a4-12688c08a00f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-09-25
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 25.09.2017 80.2016.194
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2016-194_2017-09-25.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2016.194

  80.2016.195

  	
  Lugano

  25 settembre 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Sabrina
  Piemontesi, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI 1 

   RI 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 29 luglio 2016 contro la decisione del 29 giugno 2016 in materia di IC/IFD
  2011.

  

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1, di formazione
meccanico, lavora alle dipendenze della __________ SA di __________. La moglie RI
2 lavora per le __________ SA di __________ quale autista.

                                         Nella dichiarazione
fiscale 2011, i contribuenti facevano valere spese professionali per,
rispettivamente, fr. 15'690.– (il marito) e fr. 7'532.– (la moglie). Per quanto
qui di interesse, il marito chiedeva la deduzione di quattro trasferte
giornaliere con il veicolo privato, per un importo complessivo di fr. 12'190.–.

 

 

                                  B.   Con decisione
5.2.2014, l’UT commisurava il reddito imponibile in fr. 58'400.– per l’IC ed in
fr. 71'100.– per l’IFD ammettendo unicamente in maniera limitata le spese di
trasporto del marito (fr. 4'928.-) ed aggiungendo la deduzione per doppia
economia domestica di fr. 3'200.-. Questa decisione veniva impugnata dai contribuenti
che contestavano le correzioni operate dall’autorità di tassazione. L’UT, con
decisione su reclamo del 12.3.2014, accoglieva parzialmente la richiesta del
contribuente e rettificava in fr. 6'095.– la deduzione. La decisione su reclamo
veniva impugnata alla Camera di diritto tributario da RI 1 e da RI 2, che postulavano
il riconoscimento delle spese di trasporto dichiarate di fr. 12'190.-.

 

 

                                  C.   Con decisione del
25.6.2015 la Camera di diritto tributario (inc. n. 80.2014.92) annullava la
decisione su reclamo del 12.3.2014 e rinviava gli atti all’UT di __________ per
una nuova decisione, a seguito di ulteriori accertamenti. Questa Camera aveva
infatti ritenuto che l’autorità fiscale, per poter concedere quale deduzione le
spese di trasporto relative all’utilizzo dell’autovettura da e per il domicilio
di __________ avrebbe dovuto verificare se le stesse fossero effettivamente
state sostenute dai ricorrenti stessi, oppure se, come veniva indicato dalle
osservazioni del 12.5.2014 al gravame, fossero allibrate al conto economico
della __________, società riconducibile ai contribuenti e a nome della quale
risultavano immatricolati tutti i veicoli. La Camera indicava che se così
fosse, non solo sarebbe venuta meno la deduzione delle spese supplementari per
doppia economia domestica, ma anche le spese di trasporto dal domicilio al
luogo di lavoro, accertate in sede di reclamo in fr. 6'095.-. Sarebbero inoltre
venute meno le spese di trasporto della moglie, dichiarate e sempre confermate
in fr. 4'032.-.

 

 

                                  D.   Il 23.3.2016 l’UT
inviava ai ricorrenti la “decisione di tassazione dopo rettificazione su
reclamo”. Il reclamo dei contribuenti veniva respinto con la seguente motivazione:

                                         Con sentenza del 26 giugno 2015 la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello ordinava all’ufficio di tassazione di
effettuare nuovi accertamenti ed emettere una nuova decisione su reclamo. Dopo
aver confermato la prassi adottata dall’ufficio di tassazione, che in caso in
cui i costi di trasferta per il rientro al proprio domicilio per il pranzo
siano superiori all’importo previsto per la deduzione di doppia economia
domestica, al punto 3.3. la Cdt rileva come il contribuente abbia la
possibilità di pranzare alla mensa aziendale. Pertanto la deduzione al punto
3.1. viene dimezzata. Al punto 4 l’ufficio di tassazione viene sollecitato ad
accertare se i costi di trasferta sono effettivamente sostenuti dal
contribuente e in caso contrario sono messe in discussione la concessione delle
deduzioni di fr. 6095 (spese di trasferta del contribuente) e di fr. 4032
(spese di trasferta della contribuente). Dopo verifiche fatte dall’ispettorato
fiscale e sfociate in un verbale di audizione sottoscritto il 02.04.2015
risulta in effetti che una buona parte dei costi auto relativi all’utilzzo dei
coniugi RI 2 viene registrato nei costi della __________. Questa situazione ha
quindi determinato una ripresa di fr. 5000 nei conti della società e di fr.
3000 nella partita fiscale del contribuente (...). Tenuto conto della ripresa
di fr. 5'000 per vantaggi vari, del fatto che l’importo di fr. 1491 di costi
per benzina registrato nei conti della __________ dovrebbe comprendere esclusivamente
il carburante dei veicoli agricoli e della distanza effettiva di fr. 19.2 tra
il domicilio ed il luogo di lavoro la deduzione per due trasferte giornaliere
viene confermata in fr. 6095 come nella precedente decisione di reclamo. Per
gli stessi motivi la deduzione di fr. 4032 per le spese di trasferta della
signora RI 1 vengono mantenute.                     

 

 

                                  E.   RI 1 chiedeva all’UT
un’udienza per discutere dei periodi fiscali 2011 e 2012. L’audizione si
svolgeva il 17.6.2016: in tale occasione il contribuente veniva informato del
fatto che le decisioni di tassazione dopo reclamo relative agli anni citati gli
fossero già state trasmesse il 23.3.2016. L’insorgente indicava di non aver mai
ricevuto le decisioni in questione e ne chiedeva una nuova intimazione.

 

 

                                  F.   Il 29.6.2016 l’UT
procedeva nuovamente ad intimare, per l’IC/IFD 2011, la decisione di tassazione
dopo rettificazione su reclamo 

 

 

                                  G.   Con ricorso
29.7/2.8.2016 i coniugi RI 1 impugnano la decisione di tassazione dopo
rettificazione su reclamo contestando: l’aggiunta di fr. 3'000.- a titolo di reddito
da titoli e capitali, il riconoscimento unicamente per metà delle spese per pasto
principale fuori casa del contribuente, l’ammontare della deduzione per
l’utilizzo del veicolo privato, nonché la cifra ritenuta come deduzione da
parte del fisco per gli oneri assicurativi ed interessi di capitali a
risparmio.

 

 

                                  H.   Con scritto 17.8.2017
questa Camera si è rivolta ai ricorrenti in relazione alla tempestività del
ricorso da loro presentato contro la decisione 29.6.2016. In particolare è
stato indicato come, tramite una verifica effettuata presso l’Ufficio esazione
e condoni, sia emerso che: “(...) l’ultimo versamento relativo al conguaglio
per l’IC 2011 è stato versato il 3.6.2016 (versamento di fr. 429.40). Con
questo pagamento è stato versato quanto stabilito con la decisione del
23.3.2016 che ha definito l’IC in fr. 2'387.90 (nella precedente decisione su
reclamo il totale dell’IC era di fr. 1'958.50 ed il relativo conguaglio era
infatti stato saldato il 16.5.2014). Stesso discorso vale anche per l’IFD 2011.
Il 3.6.2016 è stato effettuato un versamento di fr. 137.95, conguaglio
richiesto siccome l’imposta era stata determinata in fr. 317.- sempre con
decisione del 23.3.2016”. La Camera ha fatto notare ai ricorrenti che le
richieste di pagamento dei conguagli di fine aprile 2016, corrispondenti ai dovuti
d’imposta fissati con la nuova decisione dopo rettificazione su reclamo del
23.3.2016, pagate dai contribuenti ad inizio giugno 2016, portassero a ritenere
come, almeno da fine aprile 2016, i contribuenti fossero a conoscenza della notifica
della decisione del 23.3.2016. I coniugi RI 1 sono stati pertanto invitati a
voler presentare delle osservazioni in merito alla tempestività del ricorso
anche sulla base degli estratti di pagamento IC/IFD 2011 che sono stati loro trasmessi.
È stato assegnato un termine scadente il 30.8.2017 per esprimersi in merito.
Entro tale data i ricorrenti non hanno presentato alcuna presa di posizione.

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   La Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
Uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a
condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto esaminare
preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo, sufficientemente
motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una persona legittimata,
ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di tassazione, che abbia
dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia fondata. Se
l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto, gli atti verranno
retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di merito, mentre, in
caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

 

                                   2.   2.1.                                 

                                         Nel caso che qui ci occupa
controverso  è il momento in cui i qui ricorrenti sono venuti a conoscenza
della decisione di tassazione dopo rettificazione su reclamo per l’IC/IFD 2011.
Essi sostengono che la decisione IC/IFD 2011 trasmessa dall’autorità fiscale il
23.3.2016 non gli sia mai pervenuta. Per tale ragione hanno espressamente
richiesto una nuova intimazione, ciò che è avvenuto con la spedizione del
29.6.2016.

 

                                         Si tratta pertanto di
verificare se, il ricorso 29.7/2.8.2016 sia o meno tempestivo e valutare il
momento a partire dal quale i qui contribuenti avrebbero potuto essere a
conoscenza dell’esistenza della sentenza del 23.3.2016.

 

                                         2.2.                                                                          

                                         L’art. 227 cpv. 1 LT
stabilisce che il contribuente può impugnare con ricorso scritto la decisione
su reclamo dell’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla notifica,
davanti alla Camera di diritto tributario. Tale termine, stabilito dalla legge,
è perentorio (art. 192 cpv. 1 LT). È prevista una deroga solo quando esiste un
motivo di restituzione in intero del termine, vale a dire quando è provato che
l’inosservanza del termine è da attribuire a servizio militare, malattia,
assenza dal cantone o altri gravi motivi riguardanti il contribuente o il suo
rappresentante (art. 192 cpv. 5 LT).

                                         La legge sull’imposta
federale diretta (LIFD), agli articoli 140 cpv. 1 e 133 cpv. 1 e 3, prevede
delle disposizioni analoghe.

 

                                         2.3.

                                         Per intimazione o
notificazione di un atto s’intende la consegna materiale del documento o di un
suo esemplare al destinatario (cfr., al proposito, ASA 45 p. 471, Cocchi/Trezzini/Bernasconi, Commentario
al Codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, art. 138 CPC, p.
581; Knapp, Grundlagen des Verwaltungsrecht,
4ª ediz., vol. I, Basilea 1992, p. 157, Häfelin/ Müller/Uhlmann, Allgemeines
Verwaltungsrecht, 6ª ediz, Zurigo 2010, n. 885 ss.). Il termine decorre
dal giorno successivo alla notificazione ed è reputato osservato se
l’opposizione perviene all’autorità di tassazione o è consegnato a un ufficio postale
svizzero ovvero a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera all’estero
il giorno di scadenza (art. 192 LT e art. 133 LIFD).

                                         Secondo la giurisprudenza
costante del Tribunale federale, una decisione dell'autorità spedita per
lettera raccomandata è notifi-cata al destinatario nel momento della consegna
effettiva oppu-re, se l'invio non è recapitato al domicilio né ritirato alla
posta, l'ultimo dei sette giorni durante i quali rimane depositato presso
l'ufficio (DTF 127 I 31 consid. 2a). Questa giurisprudenza si applica nei casi
in cui il destinatario doveva attendersi, con una certa probabilità, di
ricevere una comunicazione delle autorità, cosa che si verifica ogniqualvolta
egli è parte in un procedimento in corso (DTF 130 III 396 consid. 1.2.3).

 

                                         2.4.

                                         La prova
dell’interposizione tempestiva di un reclamo o di un ricorso è a carico del
reclamante o ricorrente (DTF 119 V 7 consid. 3c/bb e cc; 98 Ia 247 consid. 2).
Tale prova risulta in linea di principio dalla data del timbro postale (DTF 109
Ia 183 consid. 3b; cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale 2C_822/2008
del 18 dicembre 2008 consid. 4.2). Tuttavia, se la data in questione non è
leggibile, non può costituire la prova del deposito dell’atto nel termine
legale. L’interessato può in tal caso portare la prova con altri mezzi, in
particolar modo mediante testimoni (DTF 109 Ib 343 consid. 2b; 98 Ia 247
consid. 2), tenendo conto del fatto che la semplice dichiarazione della parte
interessata non è sufficiente (cfr. sentenza 2C_711/2008 del 7 novembre 2008
consid. 3.1).

                                         In linea di principio, si
può entrare nel merito di un ricorso tardivo solo se il contribuente è stato
impedito di presentarlo in tempo utile per un motivo che non era prevedibile
(ASA 61 p. 523), mentre una colpa da parte del richiedente o del suo rappresentante
esclude la restituzione del termine (ASA 60 p. 630 = RF 1992 p. 220; inoltre
DTF 106 II 173).

 

                                         2.5.

                                         Una decisione si considera
notificata non nel momento in cui il contribuente ne prende conoscenza, bensì
il giorno in cui viene debitamente comunicata, cioè nel momento in cui entra nella
sfera di competenza del suo destinatario, in modo tale che quest’ultimo possa
prenderne conoscenza (cfr. la sentenza del Tribunale federale 2A.494/2005 del 7 febbraio 2006
consid. 2.1; inoltre RF 67/2012 p. 301 consid. 4.2).  

                                         Siccome la legge (né quella
federale né quella cantonale) non prescrive una determinata forma, l’autorità
fiscale non è obbligata a notificare i suoi atti mediante invio postale
raccomandato, ma può procedervi anche con lettera semplice (cfr. la sentenza
del Tribunale federale 2C_430/2009 del 14 gennaio 2010, in RF 65/2010 p. 396
consid. 2.4).

                                         Dal profilo giuridico, la
differenza fondamentale concerne l’onere della prova circa l’effettiva
comunicazione di un atto e la data in cui la stessa ha avuto luogo. Infatti,
nel caso della notifica di una decisione con lettera semplice, l’amministrazione
deve assumere l’onere della prova in base alla regola dell’art. 8 CCS: questa
norma, che ha una portata generale e che si applica sia in diritto privato, sia
in diritto pubblico, dispone che ove la legge non stabilisca altrimenti, chi
vuol dedurre il suo diritto da una circostanza di fatto da lui asserita, deve
fornirne la prova (DTF 114 III 54, 99 Ib 359).

                                         Se
la notificazione è avvenuta per posta semplice, l’autorità fiscale deve apportare
in maniera adeguata la prova del fatto che la notificazione sia avvenuta e del
momento in cui si sia verificata. Non si richiede a tal fine una prova in senso
stretto; nell’ambito dell’apprezzamento delle prove, basta che in base alle
circostanze concrete sia possibile determinare in modo sufficientemente chiaro
il lasso di tempo durante il quale l’invio dovrebbe essere entrato nella sfera
di competenza del destinatario (cfr. la sentenza del Tribunale federale
2A.494/2005 del 7 febbraio 2006, consid. 2.1, con riferimento alla sentenza
2A.271/1999 del 17 novembre 1999, consid. 3a, in NStP 53/1999, p. 173).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso in disamina si ha
che l’autorità fiscale ha l’onere della prova in merito alla notifica della
decisione di tassazione, avendo trasmesso la decisione del 23.3.2016 per posta
semplice. 

 

                                         Vi è ora da chiarire se,
sulla base di indizi si può giungere alla conclusione che la decisione del
23.3.2016 sia stata effettivamente notificata ai contribuenti, stabilendone
anche il momento.

 

                                         3.2.

                                         Come visto l’onere della
prova quanto alla notifica di una decisione ed alla data di quest’ultima spetta
all’autorità fiscale. Ciò ha come conseguenza che, in caso di dubbio, ci si
debba riferire alla versione del destinatario, quando questo contesta la
notifica di un invio, oppure sostiene che la medesima sia intervenuta con
ritardo. Si può talvolta giungere alla conclusione - fondandosi sul pagamento
di un credito, sulla corrispondenza scambiata con l’amministrazione, sul comportamento
del contribuente oppure sulla testimonianza di terzi - che la decisione è stata
effettivamente notificata e determinare anche la data di notifica della medesima
(cfr. anche Casanova/Dubey, Noël/Aubry
Girardin [a cura di], Commentaire romand LIFD, 2a ed., Basilea 2017,
n. 1 e 2 ad art. 133 LIFD; sentenza TF 2C_430/2009 del 14.1.2010 consid. 2.4).

                                         La prova della notifica
può anche essere stabilita tramite indizi oppure esaminando l’insieme delle
circostanze (sentenza TF 2C_430/2009 del 14.1.2010 consid. 2.4; RDAF 2010 II
pag. 461-462).

                                         Ad ogni modo il
contribuente che viene a conoscenza oppure sospetta che è stato oggetto di una
decisione che non gli è stata notificata è, in applicazione del principio della
buona fede, tenuto ad informarsi sull’esistenza e il contenuto della stessa (Casanova/Dubey, op. cit., n. 2 ad art.
133 LIFD; sentenza TF 2C_318/2009 del 10.12.2009 consid. 3 in RDAF 2010 II
303). Il Tribunale federale ha infatti giudicato, più volte, che il termine di
ricorso è rispettato quando il ricorrente agisce nei trenta giorni a contare
dal momento in cui poteva, secondo il principio della buona fede, essere a
conoscenza della decisione contestata (sentenza TF 2C_318/2009 del 10.12.2009
consid.3.3.).

 

                                         3.3.

                                         Ora, nel caso che qui ci
occupa si hanno le seguenti tempistiche, ricostruite grazie alla tabella degli
acconti e conguagli trasmessa dall’UEC:

 

                                         Imposta cantonale 2011

·      
Il 30.4.2016, in base alla
decisione su reclamo del 23.3.2016, l’imposta dovuta è stata ricalcolata
dall’UEC in fr. 2'387.90 ed è stata inviata una bolletta per il pagamento di un
conguaglio di fr. 429.40;

·      
il 7.6.2016 i ricorrenti hanno
pagato il conguaglio di fr. 429.40.

 

Imposta
federale diretta 2011

·      
Il 30.4.2016, in base alla
decisione su reclamo del 23.3.2016, l’imposta dovuta è stata ricalcolata
dall’UEC in fr. 317.00.– ed è stata inviata una bolletta per il pagamento di un
conguaglio di fr. 137.95;

·      
il 7.6.2016 i ricorrenti hanno
pagato il conguaglio di fr. 137.95.

 

                                         3.4.

                                         Le richieste di pagamento dei
conguagli definitivi da saldare, indicanti anche la data d’intimazione della
decisione di tassazione, non lasciavano dubbi sull’emissione della decisione di
tassazione.

 

                                         In simili circostanze, il
principio della buona fede, rispettivamente il principio del divieto dell’abuso
di diritto, obbligavano i ricorrenti ad informarsi in merito all’esistenza ed
al contenuto della decisione, della quale non potevano ignorare l’esistenza (v.
anche sentenza TF 2C_318/2009 del 10.12.2009, consid. 3.4.).

 

                                         Al momento della ricezione
delle richieste di pagamento dei conguagli (a fine aprile, inizio maggio 2016),
essi avrebbero dovuto contattare l’autorità fiscale per chiedere spiegazioni in
merito alle richieste di pagamento, nella misura in cui non avevano ricevuto
alcuna decisione (secondo la tesi da loro seguita). Cosa che gli stessi non
hanno fatto. 

 

                                         RI 1 ha chiesto di essere
convocato dall’UT per discutere della situazione fiscale per i periodi 2011 e
2012. In occasione dell’incontro svoltosi il 17.6.2016 presso gli uffici
dell’UT, è stato comunicato al ricorrente che per il periodo fiscale qui
d’interesse era già stata intimata una decisione il 23.3.2016. Unicamente in questo
momento il contribuente ha richiesto che gli venisse nuovamente inviata la
decisione di tassazione dopo rettificazione su reclamo.  

 

                                         3.5.

                                         Come visto poco più sopra,
il termine di ricorso è rispettato quando il ricorrente agisce nei trenta
giorni a contare dal momento in cui poteva, secondo il principio della buona
fede, essere a conoscenza della decisione contestata.

 

                                         Nel caso che qui ci
occupa, i qui insorgenti hanno, con verosimiglianza preponderante, ricevuto la
richiesta di pagamento dei conguagli riportante anche l’indicazione della data
d’intimazione della decisione a cui si riferiva, ad inizio maggio 2016. Non si
spiegherebbe altrimenti il fatto che il 7.6.2016 essi abbiano pagato i
conguagli d’imposta.

 

                                         Essi avrebbero quindi
dovuto tempestivamente informarsi in merito all’esistenza della decisione e
presentare entro 30 giorni ricorso alla Camera di diritto tributario. Il
termine per presentare ricorso sarebbe quindi venuto a scadenza al più tardi a
metà giugno 2016.

 

                                         In simili circostanze, il
ricorso da loro presentato il 29.7/2.8.2016, appare manifestamente tardivo.

 

                                         3.6.

                                         Si osserva anche che i
contribuenti, interpellati in merito alla tempestività del gravame, non hanno
presentato alcuna osservazione o fatto valere alcun motivo di restituzione dei
termini. 

 

                                      

                                   4.   Il ricorso è
irricevibile, siccome tardivo. Spese e tasse di giustizia sono poste a carico dei
ricorrenti, soccombenti.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

                                      

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    400.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.    100.–

                                         per un totale di                                                      fr.    500.–

                                         sono a carico dei
ricorrenti.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
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                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di __________.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: