# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95f16d04-ab18-5449-86cd-d16238257dfc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-09-06
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 06.09.2004 38.2004.15
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-15_2004-09-06.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.15

   

  FS/td

  	
  Lugano

  6 settembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca
  Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 18 febbraio 2004
di

 

	
   

  	
  RI1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 21 gennaio 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro Ufficio giuridico, 6501 Bellinzona 1 Caselle

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione dell'8 agosto 2003 all'assicurato è stata chiesta la restituzione
dell'importo di fr. 1'296.45 netti per indennità di disoccupazione percepite indebitamente
(cfr. doc. 5).

 

                                         Vista la
domanda di condono inoltrata dall'assicurato il 21 agosto 2003 la Cassa l'ha
sottoposta alla Sezione del lavoro Ufficio giuridico per decisione (cfr. doc.
4).

 

                                         Con
decisione del 23 settembre 2003 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha
respinto la domanda di condono formulata dall'assicurato, argomentando:

 

" 
(…)

-   il
signor RI1 si è annunciato alla Cassa __________ di _________ in data 28
novembre 2001 ed a decorrere dal 1° dicembre 2001 ha rivendicato le relative
indennità di disoccupazione;

 

-   durante i mesi da aprile a giugno 2002 l'assicurato ha svolto
un'attività presso la ditta __________. Tale attività non è stata regolarmente
annunciata alla cassa disoccupazione;

 

-   al momento in cui la cassa è venuta a conoscenza dell'attività
esercitata, ha provveduto alla revisione dei conteggi, tenendo appunto in
considerazione il reddito percepito ed in data 8 agosto 2003 ha emesso una
decisione di restituzione per un importo di fr. 1'296.45, pari alle indennità
percepite senza giusta causa;

 

-   in data 21 agosto 2003 il signor RI1 ha inoltrato domanda di
condono inerente l'importo sopraccitato, argomentando di aver incassato dette
indennità in buona fede ed invocando la sua difficile situazione
economica-finanziaria.

 

(…)

 

-   nel caso in esame, il mancato annuncio
dell'attività salariata 

esercitata
presso __________ non è scusabile, in quanto l'assicurato ogni mese è tenuto a
consegnare alla cassa il formulario di autocertificazione, notificando
qualsiasi cambiamento della propria situazione di disoccupato. All'atto della
compilazione di detto formulario l'assicurato avrebbe pertanto dovuto rendersi
subito conto che ogni guadagno, percepito al di fuori dell'indennità di
disoccupazione, doveva essere segnalato. Ne discende che le prestazioni
assicurative percepite dal signor RI1 durante il periodo menzionato, sono state
ottenute a seguito di una negligenza grave da parte sua, per cui la buona fede
non può esserle riconosciuta;

 

-   non essendo adempiuto il requisito della buona fede, la domanda
di condono non può essere accolta già per questo motivo, per cui la scrivente
autorità può prescindere dall'esaminare la questione a sapere se la
restituzione della prestazione assicurativa indebitamente percepita
dall'assicurato cagionerebbe per il medesimo un grave rigore (…)." (cfr.
doc. 3)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurato (cfr. doc. 2), la Sezione del
lavoro Ufficio giuridico, in data 21 gennaio 2004, ha emanato una decisione su
opposizione con la quale, in particolare, ha osservato che:

 

" 
(…)

3. Nella presente fattispecie, dai documenti agli atti risulta che
il signor RI1 ha esplicato attività dipendente come rappresentante per la ditta
__________ di __________ nel periodo da aprile a giugno 2002. Lo stesso non ha
tuttavia menzionato questo impiego sui formulari di auto-certificazione
relativi al predetto periodo.

 

Si osserva d'altra
parte come, nel corso dell'audizione avvenuta il 10 luglio 2003 presso la __________,
l'opponente abbia ammesso di essere a conoscenza del fatto che qualsiasi
attività lavorativa deve essere annunciata alla cassa di disoccupazione,
aggiungendo di essersene dimenticato ("Si ero e sono a conoscenza e me
ne sono dimenticato e non intendevo truffare la disoccupazione").

 

Ora, visto quanto
precede, considerato come tra gli obblighi dell'assicurato figura quello di
consegnare alla cassa di disoccupazione alla fine di ogni periodo di conteggio
il formulario di auto-certificazione, notificando inoltre, se del caso,
qualsiasi cambiamento della propria situazione di disoccupato, ritenuto inoltre
come il signor RI1 non poteva non sapere che ogni guadagno percepito in
aggiunta alle indennità di disoccupazione deve essere segnalato (e in effetti,
come risulta dal verbale del 10 luglio 2003 redatto dalla __________,
l'assicurato ne era perfettamente a conoscenza), alla luce della richiamata
giurisprudenza, l'opponente non ha avuto un comportamento conforme alla buona
fede, le prestazioni indebitamente riscosse essendo state ottenute a seguito di
negligenza grave da parte sua.

 

Non essendo
adempiuto uno dei due requisiti cumulativi previsti agli articoli 25 LPGA e 4
OPGA, a sapere quello della buona fede, la domanda di condono non può dunque
essere accolta già per questo motivo per cui si prescinde dall'esaminare anche
il secondo presupposto previsto ai citati disposti di legge, a sapere il fatto
per il richiedente di trovarsi in gravi difficoltà economiche.

 

Le motivazioni
sollevate dall'opponente non permettono di giungere a una conclusione diversa
rispetto a quanto stabilito dalla decisione contestata (…)." (cfr. doc. A)

 

                               1.3.   Contro
questa decisione l'assicurato ha inoltrato un tempestivo ricorso al TCA nel
quale, in particolare, ha rilevato che:

 

" 
(…)

I fatti li potete evincere dai documenti allegati,
contesto la somma di restituzione di CHF 1'296.45, dato che di soldi ne ho
ricevuti in contanti solo CHF 423.00, una somma parziale in merce (CHF 873.45 e
la differenza di CHF 174.45 il __________ me li deve ancora.

 

Confermo di essermi dimenticato di comunicare
questo lavoro di prova, perché ero sempre in attesa del contratto che il sig. __________
mi aveva promesso e mai fatto pervenire.

 

Pensavo che i fatti saltati alla luce inerenti al
__________, , avrebbero potuto far pendere la bilancia della giustizia dalla
mia parte ed ottenere una "condanna" giusta: la restituzione dei
soldi ricevuti in contanti, dato che il vino ricevuto dal __________ era quello
"taroccato". Ma persone che hanno lavoro e questo lavoro non lo
perderanno mai, rimangono insensibili ai problemi che ha un disoccupato che
inoltre vive sulla soglia della sopravvivenza.

 

Mi auguro che codesto Tribunale sarà più clemente
nei miei confronti e riveda la decisione presa dal Dipartimento delle finanze e
dell'economia, ufficio di collocamento, ufficio giuridico (…)."

(cfr. doc. I)

 

                               1.4.   Nella sua
risposta del 15 marzo 2004 la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha ribadito
le proprie argomentazioni e ha chiesto di respingere il ricorso (cfr. doc. IV).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Oggetto del
presente ricorso è solo la questione a sapere se la decisione su opposizione
con la quale la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha respinto la domanda di
condono inoltrata dall'assicurato é conforme o meno alla legislazione federale.

                                         E`
infatti la decisione che determina l’oggetto dell’impugnazione (cfr. STFA del
12 marzo 2004 nella causa F., C 266/03, consid. 1; STFA del 9 marzo 2004 nella
causa Z., C 120/01, consid. 3; STFA del 2 aprile 2003 nella causa K., C 133/02,
C 226/01 e C 245/01 consid. 5; DTF 125 V 413, consid. 1a, pag. 414; DTF 118 V
311, consid. 3b, pag. 313-314 e DTF 105 V 274, consid. 1, pag. 276 tutte con
riferimenti).

 

                                         La
decisione dell'8 agosto 2003 con la quale all'assicurato è stata chiesta la
restituzione dell'importo di fr. 1'296.45 netti per indennità di disoccupazione
percepite indebitamente è invece cresciuta incontestata in giudicato e
l'assicurato ha postulato solo il condono dell'importo chiestogli in
restituzione viste le sue condizioni economiche (cfr. doc. 5 e B).

 

                                         Questo
Tribunale non entra pertanto nel merito delle censure sollevate dall'assicurato
riguardo all'importo oggetto della restituzione di fr. 1'296.45 e, in
particolare, al fatto che egli avrebbe ricevuto in contanti solo la somma di
CHF 423.00, una somma parziale in merce di CHF 873.45 (vino taroccato) e che
per la differenza di CHF 147.45 l'ex datore di lavoro sarebbe ancora debitore
(cfr. in questo senso anche la STFA del 17 febbraio 2004 nella causa S., C
144/03, consid. 1).

 

                                         Nel
merito

 

                                2.3.   L'art. 95 LADI regola la restituzione di prestazioni.

                                         Secondo
il cpv. 1 di questo articolo la domanda di restituzione è retta dall'art. 25
LPGA ad eccezione dei casi di cui all'articolo 55.

 

                                         L'art. 25
cpv. 1 LPGA stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere
restituite. La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in
buona fede e verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.

 

                                         Al
proposito va qui rilevato che i principi applicabili alla restituzione secondo
la LPGA sono dedotti dalla legislazione e dalla giurisprudenza anteriore che
conserva pertanto la sua validità (cfr. STFA del 12 marzo 2004 nella causa D.,
K 147/03).

 

                                         L'art. 4
OPGA regola il condono.

                                         Se il
beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l’assicuratore
rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni
indebitamente concesse (cfr. art. 4 cpv. 1 OPGA).

                                         Determinante
per il riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione
di restituzione passa in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 2 OPGA).

                                         Il
condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei
necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in
cui la decisione è passata in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 4 OPGA).

                                         Sul
condono è pronunciata una decisione (cfr. art. 4 cpv. 5 OPGA).

 

                                         L'art. 5
OPGA definisce cosa si intende con "gravi difficoltà" e recita:

 

" 
1 La grave
difficoltà ai sensi dell’articolo 25 capoverso 1 LPGA è data quando le spese
riconosciute a norma della legge federale del 19 marzo 1965 sulle
prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e
l’invalidità (LPC) e le spese supplementari di cui al capoverso 4 superano i
redditi determinanti secondo la LPC.

 

2 Per il
calcolo delle spese riconosciute ai sensi del capoverso 1 sono computati:

  
a.   quale importo destinato alla copertura del fabbisogno vitale: il
rispettivo importo massimo di cui all’articolo 3b capoverso 1 lettera a
LPC;

  
b.   quale pigione di un appartamento: il rispettivo importo massimo di cui
all’articolo 5 capoverso 1 lettera b LPC;

   c.   quale importo per le spese personali:
4800 franchi l’anno;

  
d.   quale importo forfetario per l’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie: il premio massimo per la rispettiva categoria di persone
secondo la versione vigente dell’ordinanza sui premi medi cantonali
dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie per il calcolo delle prestazioni
complementari.

 

3 La
franchigia per gli immobili conformemente all’articolo 3c capoverso 1 lettera c
LPC ammonta a 75 000 franchi. Il computo della sostanza nel caso di beneficiari
di una rendita di vecchiaia che vivono in un istituto o un ospedale (art. 3c
cpv. 1 lett. c LPC) ammonta a un decimo. Nel caso di persone parzialmente
invalide è computato solo il reddito effettivo ottenuto dall’attività
lucrativa. Non è tenuto conto di un’eventuale limitazione cantonale delle spese
per il soggiorno in un istituto.

 

4 Sono
computati come spese supplementari:

   a.   per le persone sole, 8000 franchi;

   b.   per i coniugi, 12 000 franchi;

  
c.   per gli orfani e per i figli che danno diritto a una rendita per figli
dell’AVS o dell’AI, 4000 franchi per figlio."

 

                                         Secondo
la legge, dunque, perché sia concesso il condono dall'obbligo di restituzione è
necessario che siano adempiuti cumulativamente i seguenti presupposti:

 

                                         -     l'interessato
ha percepito la prestazione indebita in buona fede;

                                         -     la
restituzione gli imporrebbe una grave difficoltà.

 

                                         Quindi,
anche se manca una sola delle due condizioni suelencate il condono non può essere
concesso.

 

                                         Circa gli
effetti dell'art. 25 LPGA sulla LADI, Kieser rileva che:

 

" 
i)    ALV: Die bisherige Rückerstattungsregelung
des AVIG (vgl altArt 6, altArt. 95 AVIG) fällt grundsätzlich zugunsten
derjenigen Art. 25 ATSG dahin (vgl. BBl 1999 4733, 4743). Immerhin werden für
Einzelfragen abweichende Lösungen vorgesehen; dies betrifft die Rückforderung
von Beiträgen, wo die in Art. 16 Abs. 3 AHVG vorgesehene Besonderheit auch für
die ALV massgebend ist (vgl. Art. 6 AVIG), und einzelne Bereiche der
Leistungsrückforderung (vgl. Art. 95 AVIG). Es ergeben sich insoweit gegenüber
dem bisherigen Recht keine massgebenden Abweichungen."

(cfr. U. Kieser, ATSG Kommentar, Schulthess 2003,
ad art. 25, n. 45)

 

                                         Dunque anche la giurisprudenza sviluppata dal Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA) in merito al condono regolato dal vecchio art. 95
LADI conserva tutta la sua validità.

 

                                         La buona
fede presuppone che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente.
Di detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata
da sua negligenza.

                                         Per quel
che concerne la buona fede, la giurisprudenza ha precisato che la stessa,
intesa come presupposto del condono, deve essere esclusa qualora i fatti che
hanno determinato l'obbligo di restituire (violazione dell'obbligo di
annunciare o di informare) siano imputabili a comportamento doloso o negligenza
grave (cfr. STFA del 16 giugno 2003 nella causa C., C 130/02, consid. 2.3; DLA
2002 N. 38, consid. 2a, pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3, pag. 161-162; DLA
1998 N. 14, consid. 4a, pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid. 2b, pag. 103; SVR 1998
ALV Nr. 14, consid. 3, pag. 41).Viceversa, l'assicurato può prevalersi della
buona fede quando l'atto o l'omissione colpevole siano costitutivi solo di una
violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di informare (cfr. STFA del 16
giugno 2003 nella causa C., C 130/02, consid. 2.3; DLA 2002 N. 38, consid. 2a,
pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3, pag. 161-162; DLA 1998 N. 14, consid. 4a,
pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid. 2b, pag. 103; DTF 112 V 97, consid. 2c, pag.
103, DTF 110 V 176, consid. 3c, pag. 180).

 

                                         In
particolare, pronunciandosi nel caso di un assicurato che non aveva annunciato
di avere ricevuto un salario durante alcuni giorni e al quale il Tribunale
cantonale aveva riconosciuto la buona fede nella percezione delle indennità in
un determinato periodo di controllo il TFA ha sviluppato le seguenti
considerazioni:

 

" 
(…)

3.2 Der Vorinstanz kann insofern beigepflichtet
werden, als dem Beschwerdegegner auf Grund der Tatsache, dass er in dem am 19.
März 2002 ausgefüllten Kontrollausweis für den Monat März 2002 die erst ab 26.
März 2002 in der Firma X.________ AG ausgeübte Tätigkeit noch nicht aufgeführt
hat, keine Meldepflichtverletzung vorzuwerfen ist. Wie in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde zu Recht ausgeführt wird, genügt dies für eine
Bejahung der Gutgläubigkeit beim Leistungsbezug indessen nicht. Eine Verletzung
der Melde- oder Auskunftspficht ist eine zwar häufige, aber nicht die einzige
Form eines fehlerhaften Verhaltens, das die Annahme von Gutgläubigkeit
ausschliesst (ARV 1998 Nr. 41 S. 239 Erw. 4b). Als der Beschwerdegegner die Taggelder
für den Monat März 2002 gemäss Abrechnung der Arbeitslosenkasse vom 16. April
2002 ausbezahlt erhielt, wusste er von der in diesem Monat in der Firma
X.________ AG geleisteten Arbeit und der ihm deswegen zustehenden Entlöhnung.
Bei zumutbarer Sorgfalt hätte ihm daher nicht entgehen können, dass ihm die
ausbezahlte Arbeitslosenentschädigung nicht oder zumindest nicht vollumfänglich
zustand. Daran würde nichts ändern, wenn, wie im vorinstanzlichen Verfahren
geltend gemacht, tatsächlich eine Mitarbeiterin des Regionalen
Arbeitsvermittlungszentrums vom zusätzlich erzielten Verdienst in Kenntnis
gesetzt worden wäre. Indem der Beschwerdegegner diesen Gegebenheiten nicht die
nötige Beachtung schenkte, hat er nicht das Mindestmass an Aufmerksamkeit
aufgewendet, welches jedem verständigen Menschen in gleicher Lage und unter den
gleichen Umständen als beachtlich hätte einleuchten müssen (BGE 110 V 181 Erw.
3d mit Hinweisen). Dass er nach Erhalt der Taggeldabrechnung für den Monat März
2002 nicht unverzüglich bei der Arbeitslosenkasse intervenierte und sie auf die
offensichtlich zu hoch ausgefallene Zahlung aufmerksam machte, kann, entgegen
der vorinstanzlichen Argumentation, nicht als bloss leichte Nachlässigkeit
gewertet werden, sondern ist vielmehr als grobe Pflichtwidrigkeit zu
qualifizieren, welche einer erfolgreichen Berufung auf den guten Glauben
entgegensteht. Die nach Art. 95 Abs. 2 AVIG erforderliche Voraussetzung der
Gutgläubigkeit beim Leistungsbezug ist demnach nicht erfüllt, weshalb die
Rückerstattung der für den Monat März 2002 zu Unrecht ausgerichteten Taggelder
im Betrag von Fr. 841.25 nicht erlassen werden kann. (…)."

(cfr. STFA del 3 novembre 2003 nella causa L., C
172/03)

 

                                         In un
altro caso il TFA ha negato la buona fede di un'assicurata che è stata chiamata
a restituire delle indennità di disoccupazione, vista la sua disponibilità ad
accettare un lavoro al 20% e non al 40% come erroneamente ritenuto.

                                         L'Alta
Corte ha, tra l'altro, osservato che:

 

" 
(…)

4.1 In dem am 20. März 2000 ausgefüllten Antrag
auf Arbeitslosenentschädigung gab die Beschwerdeführerin noch an, bereit und in
der Lage zu sein, eine Arbeit im Umfang von 40 % einer Vollzeitbeschäftigung
anzunehmen. Wie sich in der Folge herausstellte, war sie im Hinblick auf die
ihr zu Hause obliegende Kinderbetreuung indessen von Anfang an nur an einem 20
%igen Teilpensum interessiert. Die Frage, ob sich die Beschwerdeführerin damit
eine Melde- resp. Auskunftspflichtverletzung hat zu Schulden
kommen lassen, kann dahingestellt bleiben. Immerhin ist
darauf hinzuweisen, dass sie offenbar bereits am 7. April 2000 anlässlich eines
Beratungsgesprächs auf dem Regionalen Arbeitsvermittlungszentrum das Ausmass
ihrer tatsächlichen Einsatzbereitschaft korrekt mit 20 % angegeben hat. Dass
die Verwaltung die darauf gebotene rasche Reaktion vermissen liess und deshalb
eine sofortige Reduktion der ausbezahlten Entschädigungen ausblieb, ist nicht
mehr von der Leistungsbezügerin zu vertreten.

 

4.2 Entscheidend fällt indessen ins Gewicht, dass
die Beschwerdeführerin in den folgenden Monaten die ihr gewährten Taggelder
jeweils entgegennahm, ohne die Verwaltung je auf die Fehlerhaftigkeit der
Abrechnungen aufmerksam zu machen oder sich wenigstens nach einer Begründung
für die offensichtlich zu hoch ausgefallenen Entschädigungen zu erkundigen.
Dass sie die jeweiligen Abrechnungen der Arbeitslosenversicherung nicht genauer
geprüft haben will, vermag sie nicht zu entlasten, muss doch von einer
Bezügerin von Versicherungsleistungen ein gewisses Mindestmass an Aufmerksamkeit
und eine Mitwirkung bei der Abwicklung des Versicherungsfalles erwartet werden.
Nachdem die von der Beschwerdeführerin empfangenen Leistungen annähernd ein
Drittel des vor ihrer Arbeitslosigkeit bei einer Vollzeitbeschäftigung
realisierten Lohnes ausmachten, hätte sie ohne weiteres erkennen müssen, dass ihr
Taggelder ausgerichtet wurden, welche ihr in dieser Höhe nicht zustehen
konnten. Insbesondere musste ihr bewusst sein, dass sie, würde sie eine
Erwerbstätigkeit mit einem bloss 20 %igen Pensum ausüben, kaum je ein Gehalt in
der Höhe der nunmehr bezogenen Arbeitslosenentschädigung erreichen würde. Einer
eingehenden Prüfung der jeweiligen Abrechnungen der Arbeitslosenversicherung
oder gar besonderer Fachkenntnisse bedurfte es dazu nicht. Da die Beschwerdeführerin
das leicht erkennbare Missverhältnis zwischen dem anrechenbaren Arbeits- und
damit verbundenen Verdienstausfall und der ausgerichteten Entschädigung nicht
wahrnahm oder ihm nicht die gebotene Beachtung schenkte, muss ihr vorgehalten
werden, nicht das Mindestmass an Aufmerksamkeit aufgewendet zu haben, welches
jedem verständigen Menschen in gleicher Lage und unter den gleichen Umständen
als beachtlich hätte einleuchten müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen).
Von einer bloss leichten Nachlässigkeit kann angesichts der ins Auge
springenden Diskrepanz zwischen dem zufolge Arbeitslosigkeit mutmasslich
entgangenen Verdienst und der deswegen bezogenen Versicherungsleistungen nicht
gesprochen werden. Vielmehr ist mit Vorinstanz und Verwaltung von einer groben
Pflichtwidrigkeit auszugehen, welche eine erfolgreiche Berufung auf den guten
Glauben ausschliesst. (…)"

(cfr. STFA del 2 luglio 2003 nella causa D. C
70/03, consid. 4)

 

                                         In
un'altra decisione, confermando il precedente giudizio cantonale che aveva
negato il condono ad un'assicurata la quale, non comunicando la propria
posizione di amministratrice unica nella ditta del padre, aveva ottenuto
indebitamente delle prestazioni dell'assicurazione contro la disoccupazione, la
nostra Massima istanza ha, tra l'altro, rilevato che:

 

" 
(…)

4.

A ben vedere, questo Tribunale non ravvisa seri
motivi per non condividere, almeno nel suo risultato, l'operato della Corte
cantonale.

 

4.1 Anche se il Tribunale federale delle
assicurazioni - in materia di restituzione di indennità per lavoro ridotto
(cfr. art. 31 cpv. 3 lett. c LADI) versate a torto ad un membro del consiglio
di amministrazione di una SA attivo nella ditta - ha già avuto modo di
osservare come, per l'effetto di pubblicità del registro di commercio (art. 933
cpv. 1 CO), la cassa disoccupazione debba sin dall'inizio lasciarsi opporre
l'appartenenza di un lavoratore al consiglio di amministrazione (DTF 122 V 270)
e - in una sentenza avente per oggetto, come in concreto, una domanda di
condono dell'obbligo di restituzione di prestazioni dell'assicurazione contro
la disoccupazione - ha altresì precisato che non sussiste un obbligo legale
incondizionato - tale da escludere eo ipso la buona fede - di segnalare
spontaneamente la propria posizione di consigliere di amministrazione (sentenza
dell'8 agosto 2001 in re K., C 90/01, consid. 4b/aa e bb), la pronuncia
impugnata deve comunque essere confermata, e questo già solo in ragione di un
altro aspetto.

 

4.2 Come rilevato dalla Corte cantonale, non
possono passare inosservate le circostanze che hanno contraddistinto la
vicenda. In particolare, non sfugge che la società datrice di lavoro, peraltro
appartenente al padre della ricorrente, abbia disdetto, per diminuzione del
lavoro, il rapporto di lavoro all'interessata, amministratrice unica di detta
società, e le abbia nel contempo, in maniera atipica (sentenza inedita del 2
febbraio 1999 in re G., C 114/98, consid. 3b), garantito la ripresa dello
stesso a partire dal 1° marzo 1996 - come poi effettivamente è avvenuto - mettendola
in seguito nella possibilità di beneficiare di un secondo termine di
riscossione di prestazioni.

 

4.3 I fatti così esposti ed accertati dalla
precedente istanza inducono a pensare, insieme a quanto già precedentemente
evidenziato nell'ambito della procedura di restituzione, che l'interessata,
sottacendo (come si deve giustamente ritenere, in assenza di elementi
istruttori contrari: cfr. DLA 2000 no. 25 pag. 122 consid. 2a) la propria
posizione di amministratrice unica all'interno della società di famiglia
datrice di lavoro e facendo capo alle indennità di disoccupazione, abbia inteso
eludere le disposizioni relative alle indennità per lavoro ridotto, alle quali
non avrebbe altrimenti avuto diritto, ritenuto che, giusta l'art. 31 cpv. 3
lett. c LADI, tali prestazioni sono precluse, tra l'altro, alle persone che,
come soci, compartecipi finanziari o membri di un organo decisionale supremo
dell'azienda, determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni
del datore di lavoro, come anche ai loro coniugi occupati nell'azienda, e che,
secondo giurisprudenza, indipendentemente dalla partecipazione al capitale e
dal numero dei membri del consiglio (DTF 123 V 237 consid. 7a e riferimenti), è
considerato detenere una simile posizione un membro del consiglio di
amministrazione - e, quindi, a maggior ragione l'amministratore unico di una SA
familiare.

 

4.4 In tali condizioni, avendo potuto e dovuto
riconoscere l'illegittimità della propria richiesta di indennità di
disoccupazione (cfr. DTF 123 V 237 consid. 7b/bb e i riferimenti ivi citati;
cfr. pure DLA 2002 no. 28 pag. 183 nonché il consid. 2a non pubblicato in DLA
2001 no. 27 pag. 225), l'insorgente non poteva giustamente essere ritenuta in
buona fede al momento della loro riscossione. Ne consegue pertanto che a
ragione la precedente istanza le ha negato il diritto al condono dell'obbligo
di restituzione delle prestazioni indebitamente percepite.

 

4.5 A nulla serve, in un simile contesto,
invocare la presunta conoscenza (cfr. consid. 4.1), da parte dell'amministrazione,
dei rapporti societari e, quindi, del fatto che C. non avrebbe, dall'inizio,
avuto diritto alle prestazioni indebitamente versate dalla cassa di
disoccupazione (cfr. a tal proposito DTF 123 V 234; consid. 2a non pubblicato
in DLA 2001 no. 27 pag. 225). A tal proposito va infatti rammentato che
l'eventuale errore da parte dell'amministrazione (in concreto: l'indebito
versamento delle prestazioni assicurative) non è suscettibile di sopperire alla
mancanza di buona fede iniziale dell'assicurato (DLA 1998 no. 41 pag. 234).
(…)"

(cfr. STFA del 16 giugno 2003 nella causa C. C
130/02. consid. 4)

 

                                         In una
sentenza pubblicata in DLA 2001 a pag. 160 l'Alta Corte aveva già ricordato
che:

 

" 
(…) Nach der Rechtsprechung ist grobe
Fahrlässigkeit gegeben, wenn jemand das ausser Acht lässt, was jedem
verständigen Menschen in gleicher Lage und unter gleichen Umständen als
beachtlich hätte leuchten müssen (BGE 110 V 181 Erw. 3d mit Hinweisen; vgl.
auch Gerhards, Kommentar zum AVIG, Bd. II, N. 41 zu
Art. 95). (…)" (cfr. DLA 2001, N. 18, consid. 4b, pag. 163)

 

                               2.4.   Con l'entrata in vigore della LPGA al 1° gennaio 2003 il
vecchio art. 96 LADI, che regolava l'obbligo di informare e di annunciare, è
stato abrogato.

 

                                         L'art. 28
LPGA regola la "Collaborazione nell'esecuzione".

                                         Gli
assicurati e il loro datore di lavoro devono collaborare gratuitamente
all’esecuzione delle varie leggi d’assicurazione sociale (cfr. art. 28 cpv. 1
LPGA).

                                                      Colui che rivendica prestazioni assicurative deve fornire
gratuitamente tutte le informazioni necessarie per accertare i suoi diritti e
per stabilire le prestazioni assicurative (cfr. art. 28 cpv. 2 LPGA).

                                                      Chi pretende prestazioni assicurative deve autorizzare tutte le persone e i servizi, segnatamente il datore di
lavoro, i medici, le assicurazioni e gli organi ufficiali a fornire nel singolo
caso tutte le informazioni, sempre che siano necessarie per accertare il
diritto a prestazioni. Queste persone e questi servizi sono tenuti a dare le
informazioni (cfr. art. 28 cpv. 3 LPGA).

 

                                         L'art. 31
LPGA regola la "Notificazione nel caso di cambiamento delle
condizioni".

                                         L’avente
diritto, i suoi congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono
tenuti a notificare all’assicuratore o, secondo i casi, al competente organo
esecutivo qualsiasi cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni
determinanti per l’erogazione di una prestazione (cfr. art. 31 cpv. 1 LPGA).

                                                      Qualsiasi persona o servizio che partecipa all’esecuzione delle
assicurazioni sociali ha l’obbligo di informare l’assicuratore se apprende che
le condizioni determinanti per l’erogazione di prestazioni hanno subìto
modifiche (cfr. art. 31 cpv. 2 LPGA).

 

                                         Circa gli
effetti degli art. 28 e 31 LPGA sulla LADI, Kieser rileva che:

 

" 
a)   Die Mitwirkung beim Vollzug der
Sozialversicherungsgesetze und insbesondere bei der Leistungsfestsetzung hat in
den bisherigen Erlassen eine eingehende Regelung erfahren (vgl. dazu auch
LOCHER, Grundriss, 340: Regelung ist "in den einzelnen Gesetzten verstreut").
Art. 28 ATSG weicht nicht grundsätzlich von den bisherigen Normierungen ab und
steht auch in Übereinstimmung mit art. 12 lit. c VwVG (Auskünfte von
Drittpersonen) bzw. von Art. 13 Abs. 1 VwVG (Mitwirkung der Partei). Insoweit
ergeben sich gegenüber dem bisherigen Rechtszustand keine wesentlichen
Neuerungen.

 

b)   Eine Reihe von Bestimmungen der
Einzelgesetze wurde im Zuge der Anpassung an das ATSG ersatzlos aufgehoben.
Dies trifft insbesondere Regelungen zur Auskunftspflicht der Partei bzw. von
Drittpersonen (vgl dazu BBl 1999 4585). (…)."

(cfr. Kieser op. cit., ad art. 28, n. 30 e 31)

 

" 
a   Der Gesetzgeber hat grunsätzlich darauf
verzichtet, von der allgemeinen Regelung des Art. 31 ATSG abweichende
einzelgesetzliche Normierungen festzulegen. Vielmehr hob er die bestehenden
einzelgesetzlichen Ordnungen ersatzlos auf. Dies betrifft art 83 altAbs. 3 MVG (dazu BBl 1999 4726) sowie altArt. 96 Abs. 2 AVIG (dazu BBl
1999 4744)."

(cfr. Kieser op. cit., ad art. 31, n. 23)

 

                                         La dottrina e la giurisprudenza sviluppate in merito al vecchio art.
96 LADI conservano dunque la loro validità.

 

                                         In merito
all’estensione dell’obbligo di informare e annunciare così si esprime Gerhards:

 

" 
Die Auskunftspflicht ist umfassend. - Sie
bezieht sich auf “alle erforderlichen Auskünfte” (96 I, III). Was dabei im
einzelnen “erforderlich” ist, bestimmt dabei die anfragende Stelle bzw. richtet
sich nach der Informationsbedarf dieser Stelle.

Ebenso umfassend ist die Pflicht der Vorlage von
Unterlagen. - Es müssen alle Unterlagen vorgelegt werden, welche die anfragende
Stelle zur Erfüllung ihrer Aufgabe (im ALV-Bereich) benötigt (s. “die nötigen
Unterlagen”).

Anderseits dürfen von der berechtigten Stelle
keine Auskünfte und Unterlagen verlangt werden, die nicht “erforderlich” oder
“nötig” sind. Das Auskunftsrecht darf also nicht schikanös ausgeübt werden.
(...).

 

Die Meldepflicht des Versicherten gegenüber der
Kasse (vgl. oben N. 28) ist umfassend (vgl. “alles melden”), soweit die
Erfüllung der Meldepflicht wichtig ist für die:

-   Anspruchsberechtigung des Versicherten

    (s. Anspruchs- vorausetzungen)

-   Leistungsbemessung (s. Höhe und Dauer).”

(cfr. G. Gehrards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz (AVIG), Vol. II, pag. 792-793, N. 20,
21, 22 e 30).

 

                                         In una
decisione pubblicata in SVR 1997 ALV Nr. 80 il TFA ha stabilito che la
sospensione del diritto all’indennità, pronunciata in virtù dell’art. 30 LADI,
può aggiungersi alla restituzione di prestazioni. Secondo il vecchio art. 96
cpv. 2 LADI (oggi abrogato), la persona assicurata era tenuta ad annunciare
alla cassa di aver conseguito un guadagno intermedio.

 

                                         Il TFA ha
in particolare rilevato che:

 

" 
(...)

c) qu’en l’espèce, les premiers juges ont estimé
que l’omission reprochée a l’assuré par la caisse devait toutefois être
considérée comme un oubli et non comme une dissimulation destinée à obtenir
indûment des indemnités de chômage, de sorte que les conditions d’application
de l’art. 30 al. 1 let. e et f LACI ne seraient pas remplies selon eux;

qu’eu égard à la règle de l’art. 96 al. 2 LACI, l’assuré
ne saurait toutefois se contenter d’attendre que son employeur annonce un
éventuel gain intermédiaire à sa place à la caisse de chômage, mais il doit
informer personnellement la caisse de ce fait (arrêts non publiés B.C. du 17
décembre 1991, C 33/91, et F du 19 mai 1988, C 49/87; GEHRARDS, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungs-gesetz,
vol. I, nos 28 et 29 p. 312; STAUFFER, Die Arbeitslosen-versicherung, n° 2.3.1
p. 87);

qu’en l'occurrence, l’intimé devait en
particulier se douter que l’annonce - émanant de sa part - de la perception
d’un gain intermédiaire de 644 fr. 95 aurait probablement conduit la caisse de
chômage à réduire le montant des indemnités journalières;

que selon la jurisprudence, la notion de faute en
droit de l’assurance-chômage n’est pas la même qu’en droit pénal et civil, en
ce sens qu’elle ne suppose pas un comportement attaquable en soi, à savoir un
acte illégal (DTA 1982 n° 4 pp. 38-39 consid. 1a et les références; GEHRARDS,
op. cit., vol. I, ch. 8 p. 364; voire aussi ATF 122 V 45 consid. 3c/bb);

qu’un assuré qui omet de déclarer a
l’administration l’existence d’une occupation rémunérée durant la période de
chômage commet une faute (arrêt non publié M. du 25 mai 1982, C 29/81),
laquelle justifie donc en l’espèce une suspension du droit à l’indemnité
prononcée en vertu de l’art. 30 al. 1 let. e et f LACI; (...)"

(cfr. SVR 1997 ALV Nr. 80, consid. c, pag. 243)

 

                                         Ancora, circa l'obbligo di
annunciare e informare, in un'altra  decisione, la nostra Massima istanza ha
confermato il precedente giudizio cantonale e, in particolare, ha sottolineato
che:

 

"  (…) 

2.- a) Il giudizio cantonale di primo grado deve essere condiviso
pure per quel che attiene all'applicazione fatta in concreto dei suddetti
principi (ndr.: quelli concernenti la restituzione di prestazioni ricevute
indebitamente e la sospensione dal diritto alle indennità sulla base dell'art.
30 cpv. 1 lett. e) e f) LADI allorquando l'assicurato ha fornito indicazioni
inveritiere o incomplete oppure ha violato altrimenti l'obbligo di annunciare o
di informare ex art. 96 LADI). Dagli atti all'inserto emerge in modo pacifico
che il ricorrente non ha - come sarebbe stato suo dovere - dichiarato alla
Cassa di aver conseguito nel mese di giugno 1999 un guadagno intermedio. Egli,
a suo dire, non lo fece per semplice dimenticanza, la quale sarebbe da mettere
in relazione con il suo stato di leggera depressione dovuta alla
disoccupazione. Ritenuto che il lavoro svolto gli era stato proposto
dall'Ufficio regionale di collocamento, la gravità dell'omissione sarebbe
particolarmente lieve e la sanzione pronunciata sproporzionata. Ora, come
correttamente apprezzato nel giudizio impugnato, tali giustificazioni e
argomentazioni non possono essere prese in considerazione, essendo esse
generiche e non comprovate. E' quindi del tutto incontestabile che il
ricorrente ha violato il suo obbligo di annunciare e informare previsto dalla
legge, per cui a ragione la Cassa ha sospeso il suo diritto all'indennità di
disoccupazione. (…)" 

(cfr. STFA del 20 ottobre 2000 nella causa B., C 89/00, consid.
2a)

 

                                         L'Alta
Corte, confermando il precedente giudizio cantonale, in un'altra sentenza ha,
in particolare, osservato che:

 

" 
(…)

3.- b) Da quanto precede emerge in modo del tutto
verosimile che nei predetti periodi il ricorrente è stato inabile al lavoro
nella misura del 100% e che egli, non potendo ignorarlo, avrebbe dovuto
produrre i relativi due certificati medici (del 16 dicembre 1996 e del 23
settembre 1997). Non trasmettendoli all'amministrazione, egli ha quindi intenzionalmente
o per negligenza grave violato il suo obbligo di informare e annunciare giusta
l'art. 96 LADI. Alla pronunzia litigiosa deve pertanto essere prestata adesione
laddove i primi giudici, dopo un accurato esame della documentazione agli atti,
hanno pertinentemente ritenuto non sussistere in concreto il presupposto della
buona fede, necessario per condonare all'assicurato l'obbligo di rimborsare le
prestazioni indebitamente percepite nella residua misura di fr. 9662.75.
(…)"

(cfr. STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C
104/01, consid. 3b)

 

                                         Il dovere
di informare deve dunque essere sempre rispettato da parte dei beneficiari di
prestazioni.

                                         Devono
essere fornite, di conseguenza, tutte le indicazioni necessarie per valutare
l'adempimento delle condizioni da ossequiare per avere diritto alle indennità
(cfr. STFA del 25 luglio 2001 nella causa D., C 104/01, consid. 2 in fine).

                                         Secondo
la giurisprudenza federale è peraltro irrilevante se le informazioni
inveritiere o incomplete sono causali per l'erogazione delle prestazioni
assicurative o del relativo calcolo (cfr. DTF 123 V 151 consid. 1b; DLA
1993/1994 N. 3 pag. 21).

 

                               2.5.   Questo
Tribunale rileva innanzitutto che dopo essersi iscritto al collocamento il 1°
dicembre 2001 e aver rivendicato il diritto alle indennità di disoccupazione a
far tempo da quella data (cfr. doc. 12 e 14), durante i mesi di aprile e maggio
2003, l'assicurato ha lavorato presso __________ di __________.

                                         Infatti,
nel verbale del 10 luglio 2003, da lui sottoscritto, tra l'altro, si legge che:

 

 

" 
(…)

Signor RI1, corrisponde al vero che lei
durante i mesi di aprile e maggio 2003 ha lavorato presso __________ di __________
ad ore?

 

Si, corrisponde al vero. In data 02 marzo 2002,
rispondendo ad un annuncio apparso sul Corriere del Ticino del giorno
precedente, ho sottoposto la mia candidatura per un'assunzione quale venditore.
Siccome non ho ricevuto alcuna risposta in data 22 marzo 2002 mi sono permesso
di inoltrare nuovamente uno scritto di sollecito al quale, nei giorni seguenti,
sono stato convocato per una possibile assunzione.

 

Durante il colloquio, intercorso con il Signor __________,
lo stesso mi ha proposto un'assunzione con retribuzione mensile di fr. 3'500.00
+ provvigioni.

 

Ho iniziato a lavorare il 05 aprile 2002 su richiesta
del Signor __________ e lo stesso mi garantiva poi in seguito la stipulazione
di un contratto di lavoro, cosa mai avvenuta.

 

Per quale periodo ha svolto il suo operato
presso __________ e quale salario ha percepito?

 

Ho iniziato l'attività il giorno 05 aprile 2002 e
l'ultimo giorno è stato il 30 maggio 2002 percependo, come da allegati, fr.
423.00 a contanti mentre fr. 699.00 con compenso merce (vino).

(…)." (cfr. doc. 6)

 

                                         Inoltre,
nel "Verbale d'audizione" del 24 luglio 2003, pure da lui sottoscritto,
in particolare, si legge che:

 

" 
(…)

In merito all'attività da lei svolta presso __________
di __________, conferma quanto compare nel verbale redatto il 10 luglio presso
la cassa __________?

 

Adr.: Si confermo quanto da me dichiarato alla
cassa.

(…)." (cfr. doc. 10)

 

                                         Il TCA
constata inoltre che sia l'attività lavorativa che il salario conseguito non
sono mai stati notificati dall'assicurato all'amministrazione.

                                         Questo
nonostante l'assicurato fosse a conoscenza del suo obbligo di notificare tali
evenienze.

                                         Infatti,
sempre nel verbale del 10 luglio 2003, il ricorrente ha, tra l'altro,
dichiarato che:

 

" 
(…)

Ha ulteriori osservazioni da aggiungere?

 

Confermo di aver sbagliato a non annunciare
correttamente l'inizio dell'attività lavorativa in quanto ero sempre in attesa
di un contratto di lavoro da parte __________.

 

Dal momento in cui ha rescisso il rapporto di
lavoro ed ha percepito sia la merce che dei contanti, per quale motivo non ha
notificato il tutto alla Cassa? Era a conoscenza che qualsiasi attività
lavorativa, a prescindere dal fatto di essere in possesso di un contratto o
meno, deve essere notificata?

 

Si ero e sono a conoscenza e me ne sono
dimenticato e non intendevo truffare la disoccupazione.

(…)." (cfr. doc. 6)

 

                                         Dalle
evenienze appena riportate risulta in modo evidente che l'assicurato ha
disatteso i suoi obblighi di cui agli art. 28 e 31 LPGA (cfr. consid. 2.4).

                                         Non
comunicando l'attività lavorativa svolta allorquando era iscritto in
disoccupazione, egli ha impedito alla Cassa di verificare se le norme che
regolano il guadagno intermedio andavano o meno applicate.

                                         Un tale
comportamento configura una grave negligenza che esclude la buona fede
dell'assicurato intesa quale primo presupposto necessario per poter ottenere il
condono delle prestazioni chiestegli in restituzione (cfr. consid. 2.3 e 2.4).

 

                                         Di
conseguenza, non essendo realizzato il primo presupposto (cumulativo) della
buona fede indipendentemente dalla questione a sapere se a seguito della
restituzione il ricorrente verrebbe a trovarsi in grave difficoltà, secondo
questo Tribunale a ragione la Sezione del lavoro Ufficio giuridico ha respinto
la domanda di condono inoltrata dall'assicurato.

 

                                         La
decisione impugnata va quindi confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti