# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 75cba8dc-66b3-56b1-bd1c-35dc247872aa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-06-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 16.06.2010 60.2010.85
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2010-85_2010-06-16.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2010.85

   

  	
  Lugano

  16 giugno
  2010/dp

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul ricorso 9/10.3.2010
presentato da

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 23.2.2010 del giudice
  dell'applicazione della pena Maurizio Albisetti Bernasconi con la quale ha
  respinto la sua richiesta intesa ad ottenere il beneficio dell'assistenza
  giudiziaria e del gratuito patrocinio (inc. GIAP __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 16.3.2010 del
giudice dell'applicazione della pena (GIAP) mediante le quali si riconferma
nella propria decisione;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto 

 

                                   a.   Con
giudizio 10.9.2008 la Corte delle assise criminali ha dichiarato RI 1 autore colpevole
di ripetuto furto aggravato, ripetuta ricettazione aggravata, ripetuto danneggiamento,
ripetuta violazione di domicilio e di violazione della legge federale sulle
armi, gli accessori di armi e le munizioni. L’ha quindi condannato alla pena
detentiva di tre anni e nove mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, ed
al pagamento della tassa di giustizia e delle spese (inc. TPC __________).
Sulla commisurazione della pena ha ovviamente inciso la situazione di recidiva
specifica.

 

                                         La Corte di cassazione e di revisione penale, con sentenza 30.12.2008, ha parzialmente accolto
il ricorso per cassazione 3.11.2008 di RI 1 prosciogliendolo da alcune
fattispecie e condannandolo alla pena detentiva di due anni e sei mesi, da dedursi
il carcere preventivo sofferto (inc. __________).

 

 

b.    
Con decisioni
23.1.2009 e 26.3.2009, il giudice dell’applicazione della pena ha respinto due
domande di primo congedo formulate da RI 1.

 

                                         Con
ulteriore sentenza 10.6.2009, il giudice dell’applicazione della pena ha
respinto una terza richiesta di primo congedo del qui ricorrente (inc. GIAP __________).
Il successivo gravame 22/23.6.2009, interposto contro tale decisione, è stato
respinto da questa Camera in data 7.9.2009 (inc. CRP __________). 

 

Con sentenza 3.7.2009 il medesimo giudice ha respinto
un’ulteriore richiesta di primo congedo, ritenendo che non fossero emersi
elementi nuovi rispetto alle precedenti decisioni.

 

 Con successiva domanda 22/24.7.2009 RI 1 ha chiesto nuovamente un primo congedo. Il giudice dell’esecuzione della pena ha respinto la
richiesta con decisione 12.8.2009, considerato come non ci fossero elementi
nuovi tali da discostarsi dalla precedente decisione (inc. GIAP __________).

 

                                         RI
1, con ricorso 19/21.8.2009, è insorto contro tale decisione. Con sentenza
8.9.2009 questa Camera ha nuovamente respinto il ricorso (sentenza 8.9.2009,
inc. CRP __________). Avverso tale provvedimento RI 1 ha interposto ricorso al Tribunale federale, che con sentenza 10.3.2010 ha respinto il gravame (decisione
TF 6B_885/2009 del 10.3.2010).

 

Dopo tre ulteriori domande di primo congedo, tutte
respinte dal giudice dell'applicazione della pena (cfr. sentenze 17.9.2009,
inc. GIAP __________; 16.10.2009, inc. GIAP __________; 18.11.2009, inc. GIAP __________),
il qui ricorrente, in data 27.11.2009, ha nuovamente richiesto il permesso per
un primo congedo alfine di trascorrere il Natale con la sua compagna. Il
giudice ha tuttavia respinto la richiesta con sentenza 11.12.2009 (inc. GIAP __________).
Avverso tale decisione è insorto RI 1. Con sentenza 15.2.2010 questa Camera ha
parzialmente accolto il suo ricorso rinviando gli atti al giudice
dell'applicazione della pena (inc. CRP __________). 

 

 

c.Nell'ambito di queste procedure (primo congedo e
procedure ricorsuali) RI 1 ha postulato la concessione dell'assistenza giudiziaria
e del gratuito patrocinio (scritti 6.1.2009, 25.6.2009 e 19.8.2009 dell'avv. PR
1 al giudice dell'applicazione della pena, inc. GIAP __________), invocando la
sua "notoria" indigenza.

 

 

d.    
Il giudice
dell'applicazione della pena, con sentenza 23.2.2010, ha respinto la richiesta
sopraindicata affermando che RI 1 non potrebbe essere considerato una persona
indigente ai sensi della Lag: "(…) come ripetutamente indicato nella
sentenza di condanna e ripreso nella sentenza 30.12.2008 della Corte di cassazione
e di revisione penale del Tribunale di appello, RI 1 ha tessuto una rete di contatti malavitosi che gli permettono di immettere facilmente sul mercato
gli oggetti rubati e che ha dimostrato di poter disporre di cifre importanti,
che gli consentono di vivere ben al di sopra della media (…). Al capitolo
relativo alla confisca (…) la CCRP ribadisce che la Corte di prime cure ha accertato che le disponibilità finanziarie, che hanno permesso al qui
richiedente di acquistare vettura e motocicletta, di sostenere le spese di
locazione del box di __________ e dell'appartamento in cui viveva, oltre che
vivere nel modo in cui viveva, proveniva dai furti da lui perpetrati. Questo
accertamento è rimasto incontestato. Non si deve infatti dimenticare che
mediante i numerosi furti commessi, egli si è indebitamente appropriato di
refurtiva per un valore complessivo vicino ai fr. 70'000.--. Che egli disponga
di mezzi finanziari occulti è quindi assai verosimile e peraltro chiaramente
evidenziato nel Piano di esecuzione della pena, che egli ben si è guardato dal
sottoscrivere e che evidenzia la necessità di restituire alle vittime il
maltolto. (…). Ne consegue che egli dispone di mezzi finanziari per garantirsi
l'ausilio di un legale (…)" (sentenza 23.2.2010, p. 2, inc. GIAP __________).
Inoltre a mente del giudice dell'applicazione della pena non vi sarebbe
necessità del gratuito patrocinio in quanto, benché la procedura della
concessione di un congedo rientra in quelle "(…) suscettibili di essere
sostenute tramite un'adeguata assistenza giudiziaria", RI 1 sarebbe
persona estremamente cognita dell'ambito dell'esecuzione delle pene (sentenza
23.2.2010, p. 2, inc. GIAP __________).

 

 

e.Avverso tale decisione insorge ora RI 1. Il ricorrente
rileva innanzitutto di non disporre di fondi occulti: "(…) la somma di
CHF 70'000.-- è (…) il valore (peraltro a nuovo) della merce sottratta. Al
momento di rivendere ai suoi 'contatti' tale merce, evidentemente RI 1 non
riesce a conseguire neanche lontanamente tale cifra. In soldoni, il ricavato
effettivo ammonta di certo a nemmeno la metà del valore della merce, e ciò
senza considerare che parte della refurtiva sottratta è stata recuperata
(…)" (ricorso 9/10.3.2010, p. 7). Il ricavato dei suoi furti sarebbe
inoltre servito per saldare i debiti contratti nei mesi precedenti  il suo
arresto per poter provvedere al suo sostentamento. Inoltre, per quanto concerne
la sua capacità di difendersi da solo nella procedura di concessione del primo
congedo, egli contesta quanto affermato dal giudice dell'applicazione della
pena, sostenendo che benché egli sia "(…) persona intelligente e che ha
già avuto modo di sperimentare in passato la carcerazione (…)", la
procedura in oggetto non sarebbe "(…) facile nemmeno per un iusperito cognito
nella materia (…)": "(…) in simili circostanze di conseguenza,
dal momento poi che il GIAP medesimo ammette che quella di concessione del
primo congedo è una procedura suscettibile di necessitare del patrocinio e
dell'assistenza di un legale, appare meramente un atto di ritorsione escludere
la sola persona del ricorrente da questa possibilità, accampando la 'scusa' che
dopo anni di carcerazione egli sa come funzionano certe cose (…)"
(ricorso 9/10.3.2010, p. 9 s.).

 

 

in diritto

 

1.   Il giudice dell'applicazione della pena - richiamato
l'art. 340 cpv. 2 CPP, secondo cui egli è competente a decidere sull'istanza di
ammissione al patrocinio d'ufficio e al gratuito patrocinio – ha respinto le
istanze di RI 1 con le quali quest'ultimo aveva postulato l'ammissione al
gratuito patrocinio (decisione 23.2.2010, inc. GIAP __________). L'art. 340 cpv.
2 CPP rimanda alla legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria
(Lag).

 

Giusta l'art. 35 cpv. 4 Lag
le decisioni concernenti il patrocinio d'ufficio e l'assistenza giudiziaria
sono impugnabili entro 15 giorni all'Autorità di seconda istanza; nel caso in
esame alla Camera dei ricorsi penali.

 

Il gravame 9/10.3.2010,
tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

 

 

 2.   Il principio, l'estensione ed i limiti
del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto
dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga
disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente
difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost.
(secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della
procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al
patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per
tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo
cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un
difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore,
poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano
gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una
protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono
un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005,
1P.500/2003 del 5.12.2003, 1P.542/2003 del 20.10.2003, 1P.128/2002 del
9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in
RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).

 

 

                                   3.   Giusta
l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria
(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha
effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso,
esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di
sopperire alle spese della difesa. 

 

                                         Questa
disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza
giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità
di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di
patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità
giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi
dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a
partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio
n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale
dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei
casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2
e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse
finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e
che "anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua
istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della
giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M.
RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,
Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo
principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai
lavori preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione
del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla
realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente,
il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella
causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione
giuridica che legittima la designazione di un avvocato", rapporto n.
5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag). 

 

 

4.Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi
non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi
interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta
difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che
quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF
1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è
segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di
diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata
escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure
privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di
pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali
della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es.
la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di
difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori
("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una
multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale
nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv.
1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I
49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss.
ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht,
6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse,
Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance
judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

 

 

5.5.1.

Il ricorrente contesta innanzitutto le conclusioni
alle quali è giunto il giudice dell'applicazione della pena in merito alla sua
indigenza. Quest'ultimo, nella sua decisione 23.2.2010, come già indicato nella
sentenza della Corte delle assise criminali del 10.9.2008 e dalla Corte di
cassazione e di revisione penale del Tribunale di appello del 30.12.2008,
afferma infatti che RI 1 avrebbe tessuto una rete di contatti malavitosi che
gli avrebbero permesso di immettere facilmente sul mercato gli oggetti rubati,
disponendo così di cifre importanti che gli permettevano di vivere al di sopra
della media. Con i furti perpetrati si sarebbe appropriato di refurtiva per un
valore complessivo vicino ai CHF 70'000.--. Importi che si troverebbero tuttora
in suo possesso.

 

Il ricorrente nega tuttavia di possedere dei "fondi
occulti a sua libera disposizione". 

 

                                         5.2.

Nella presente fattispecie, contrariamente a quanto
affermato dal giudice dell'applicazione della pena, non emerge in alcun modo
che RI 1 disponga di importanti somme di denaro racimolate con i suoi furti e
tuttora in suo possesso. Tali affermazioni sembrano in effetti semplici supposizioni
non suffragate però da prove concrete. Mere ipotesi che non possono essere considerate
sufficienti per sostenere che il ricorrente non si trovi in stato di indigenza.

 

Indigenza peraltro già constatata dal giudice
dell'istruzione e dell'arresto che, con sentenza 18.4.2008, ha concesso il
gratuito patrocinio a RI 1 considerato come quest'ultimo "(…) non è in
grado di sopperire alle spese della difesa, in quanto senza attività lucrativa
e in stato di detenzione (…)" (inc. GIAR __________). 

 

Le considerazioni esposte dal giudice
dell'applicazione della pena non possono dunque essere considerate valide per
negare l'indigenza del ricorrente. Tuttavia tale quesito può rimanere aperto in
considerazione di quanto si dirà nel considerando seguente.

 

 

 

6.6.1.

Il ricorrente contesta inoltre le conclusioni alle
quali è giunto il giudice dell'applicazione della pena in merito alla sua necessità
di farsi patrocinare nella procedura di primo congedo. Giusta quest'ultimo RI 1
sarebbe infatti persona estremamente cognita nell'ambito dell'esecuzione delle
pene, tanto da riuscire perfettamente a far valere i propri diritti in una
procedura di primo congedo.

 

                                         6.2.

Affinché a una persona indigente sia riconosciuto il
gratuito patrocinio occorre che, come già sopraindicato, la causa non sia priva
di possibilità di successo, che i suoi interessi siano colpiti in misura
importante e che il caso presenti difficoltà tali, dal profilo fattuale e da
quello giuridico, da rendere oggettivamente necessaria l'assistenza di un
avvocato. 

 

L'ammissione si giustifica, di principio, quando il
procedimento in discussione incida in modo particolarmente grave sulla posizione
giuridica dell'interessato (DTF 128 I 225 consid. 2.5.2.). Il rifiuto di
accordare un primo congedo ai sensi dell'art. 84 cpv. 6 CP non costituisce una
limitazione particolarmente grave della libertà del condannato, atta a
giustificare la designazione di un avvocato d'ufficio. Tuttavia, quando la
procedura colpisce il condannato in misura importante, come nella fattispecie,
ma comunque in modo non particolarmente grave, la concessione del gratuito
patrocinio può giustificarsi solo se la causa presenta anche specifiche
difficoltà fattuali o giuridiche, ch'egli non è in grado di affrontare
personalmente (DTF 130 I 180 consid. 2.2. e rinvii; DTF 128 I 225 consid.
2.5.2.). 

 

Nel caso in esame nella richiesta di primo congedo del
6.1.2009 e negli ulteriori due ricorsi a questa Camera (ricorso 22/23.6.2009 e
ricorso 19/21.8.2009), per i quali il ricorrente ha richiesto il gratuito
patrocinio (scritti 6.1.2009, 25.6.2009 e 19.8.2009), non vi erano difficoltà
tali da necessitare l'aiuto di un legale. Peraltro RI 1, da quanto emerge dagli
atti, è apparso perfettamente in grado di difendere efficacemente i propri
diritti (a contrario DTF 128 I 225 consid. 2.5.2.), vista inoltre, come rettamente
affermato dal giudice dell'applicazione della pena, la sua ampia esperienza in
merito (dal 19.9.1984, data del suo primo arresto, al 18.5.2007, data della sua
ultima scarcerazione, l'accusato ha subito condanne per complessivi vent'anni e
dieci mesi). 

 

La causa non deve essere inoltre priva di possibilità
di successo. Secondo la giurisprudenza,
una causa pare votata all'insuccesso quando essa manifesta probabilità di
essere accolta nettamente inferiori a quelle di essere respinta e per questo
non può venir tenuta in seria considerazione. Diverso è il caso quando le probabilità
di essere accolta e quelle di essere respinta sembrano più o meno bilanciarsi,
di guisa che anche un ricorrente ragionevole e agente a proprie spese la
avvierebbe. È determinante il fatto a sapere se una parte che dispone di mezzi
finanziari avrebbe nel caso specifico deciso, ragionevolmente, di proseguire
nella procedura; è infatti da evitare che una parte intenti ricorso unicamente
perché a lei gratuito. Il momento determinante per esaminare se, nel caso
particolare, esistono sufficientemente possibilità di successo, è quello in cui
la domanda di concessione del gratuito patrocinio è formulata (DTF 124 I 304). RI
1 con istanze di data 6.1.2009, 25.6.2009 e 19.8.2009 ha richiesto l'assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio nell'ambito di tre procedimenti inerenti la
concessione di un primo congedo sfociati nelle rispettive sentenze 23.1.2009
del giudice dell'applicazione della pena, 7.9.2009 della Camera dei ricorsi
penali e 10.3.2010 del Tribunale federale. In tutti e tre i procedimenti in
oggetto le conclusioni del ricorrente apparivano d'acchito prive di probabilità
di successo (cfr. decisione TF __________ del 10.3.2010, consid. 3), visti i
suoi precedenti (il ricorrente aveva peraltro già approfittato di congedi,
nell'espiazione di precedenti pene, per evadere o per tornare a delinquere) e i
preavvisi negativi delle competenti autorità.

 

Per i motivi sopraindicati non era dunque necessaria
l'assistenza di un legale e quindi neppure la concessione del gratuito patrocinio.

 

 

7.Il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese sono
poste a carico di RI 1, soccombente.

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 340 CPP, 1
ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

 

 

 

 

pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 80.-- e le spese di CHF 20.--, per complessivi CHF
100.-- (cento), sono poste a carico di RI 1.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98
LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81
LTF.

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  -         
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria