# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8aafc9d3-26b4-5d3b-a500-9581522b1f80
**Source:** Bundesstrafgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2020-11-11
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 11.11.2020 RR.2020.251
**Docket/Reference:** RR.2020.251
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG_001_RR-2020-251_2020-11-11

## Full Text

Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Principato di Monaco. Decisione di estradizione (art. 55 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Principato di Monaco. Decisione di estradizione (art. 55 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Principato di Monaco. Decisione di estradizione (art. 55 AIMP).;;Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al Principato di Monaco. Decisione di estradizione (art. 55 AIMP).

Sentenza dell’11 novembre 2020 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali 
Roy Garré, Presidente, 
Giorgio Bomio-Giovanascini e Stephan Blättler,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A., rappresentato dagli avv. Pascal Cattaneo e MLaw 
Jessica Carvalho França,  
 

Ricorrente 
 

   
  contro 
   

UFFICIO FEDERALE DI GIUSTIZIA, SETTORE 
ESTRADIZIONI,  
 

Controparte 
 

   
Oggetto  Assistenza giudiziaria internazionale in materia penale al 

Principato di Monaco 
 
Decisione di estradizione (art. 55 AIMP) 

 

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l   

Numero dell’incarto: RR.2020.251 
 

 

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Fatti: 

A. Il 30 giugno 2020, il Giudice istruttore del Principato di Monaco ha spiccato un 
mandato d'arresto internazionale nei confronti di A., cittadino italiano e serbo, 
nato il 29 dicembre 1991, accusato dalle autorità inquirenti monegasche di ripetuti 
furti con scasso e tentativi di furto con scasso avvenuti a Monaco tra luglio e 
ottobre 2014 (act. 5.1a).  

 
 
B. L’8 luglio 2020, Interpol Monaco ha chiesto alle competenti autorità svizzere l'ar-

resto provvisorio in vista di estradizione di A. (act. 5.1b).  
 

 
C. Il medesimo giorno, l'Ufficio federale di giustizia (in seguito: UFG) ha emesso 

contro il predetto, già in detenzione preventiva nel Cantone Ticino ai fini di un 
procedimento penale ivi condotto a suo carico, un ordine di arresto provvisorio 
trasmesso alla Procura ticinese (v. act. 5.1). Nel suo interrogatorio del 13 luglio 
2020 davanti al Procuratore pubblico ticinese, A. ha confermato di essere la per-
sona ricercata, opponendosi tuttavia alla sua estradizione semplificata al Princi-
pato di Monaco (v. act. 5.2). Il 14 luglio 2020 l'UFG ha emanato l'ordine di arresto 
ai fini di estradizione, notificato il 28 luglio seguente, non impugnato dall'estra-
dando (v. act. 5.3 e 5.4). 

 
 
D. Con scritto del 21 luglio 2020, la Direzione dei servizi giudiziari del Principato di 

Monaco ha presentato all'UFG la richiesta formale di estradizione di A. (v. act. 
5.5 e 5.5a). 

 
 
E. Il 2 settembre 2020, l'UFG ha concesso l'estradizione di A. al Principato di Mo-

naco (v. act. 1.1), decisione contro la quale l'estradando, in data 7 ottobre 2020, 
ha interposto ricorso dinanzi alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale 
federale (v. act. 1). Nel suo gravame egli postula, in via principale, la concessione 
dell’effetto sospensivo e l’accoglimento del gravame, con conseguente annulla-
mento della decisione impugnata e reiezione della domanda di estradizione. In 
via subordinata, egli chiede che venga concesso l’effetto sospensivo, che il ri-
corso sia accolto e che, di conseguenza, l’estradizione sia sospesa sin tanto che 
l’emergenza sanitaria Covid-19 in essere nel Principato di Monaco non verrà re-
vocata e la situazione epidemiologica in quel Paese e negli Stati direttamente 
confinanti non migliori in maniera significativa (v. ibidem, pag. 4 e seg.) 

 
 

F. Con osservazioni del 16 ottobre 2020, l’UFG propone di respingere il ricorso. 
Nella sua replica del 2 novembre seguente, trasmessa per conoscenza all'UFG 

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(v. act. 10), il ricorrente ribadisce le conclusioni presentate in sede di ricorso 
(v. act. 9).  

 
 
 

Diritto: 

1. In virtù degli art. 55 cpv. 3 e 25 cpv. 1 della legge federale sull'assistenza giudi-
ziaria internazionale in materia penale (AIMP; RS 351.1) e dell'art. 37 cpv. 2 lett. a 
n. 1 della legge federale sull'organizzazione delle autorità penali della Confede-
razione (LOAP; RS 173.71), la Corte dei reclami penali è competente per statuire 
sui ricorsi contro le decisioni d'estradizione. Interposto entro 30 giorni dalla noti-
ficazione scritta della decisione d'estradizione (art. 50 cpv. 1 PA, applicabile in 
virtù del rinvio previsto all'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP), il ricorso è tempestivo. In 
qualità di estradando il ricorrente è manifestamente legittimato a ricorrere (v. art. 
21 cpv. 3 AIMP; DTF 122 II 373 consid. 1b e rinvii). 

 
1.1 L'estradizione fra il Principato di Monaco e la Confederazione Svizzera è retta 

dalla Convenzione europea di estradizione del 13 dicembre 1957 (CEEstr; 
RS 0.353.1), entrata in vigore il 1° maggio 2009 per Monaco e il 20 marzo 1967 
per il nostro Paese, nonché dal Primo e dal Secondo Protocollo addizionale alla 
CEEstr (RS 0.353.11-12), rispettivamente del 15 ottobre 1975 e del 17 marzo 
1978, entrambi entrati in vigore per Monaco il 1° maggio 2009 e per la Svizzera 
il 9 giugno 1985.  

 
1.2 Alle questioni che il prevalente diritto internazionale non regola espressamente o 

implicitamente, come pure quando il diritto nazionale sia più favorevole all'estra-
dizione rispetto a quello convenzionale (cosiddetto principio di favore), si applica 
l'AIMP, unitamente alla relativa ordinanza (OAIMP; RS 351.11; v. art. 1 cpv. 1 
AIMP; DTF 140 IV 123 consid. 2; 137 IV 33 consid. 2.2.2; 136 IV 82 consid. 3.1; 
130 II 337 consid. 1; 128 II 355 consid. 1; 124 II 180 consid. 1a; 123 II 134 con-
sid. 1a; 122 II 140 consid. 2, 373 consid. 1a). È fatto salvo il rispetto dei diritti 
fondamentali (DTF 135 IV 212 consid. 2.3; 123 II 595 consid. 7c; TPF 2008 24 
consid. 1.1). 

 
 
2. Il ricorrente sostiene che nel periodo in cui sono stati commessi i reati non si 

trovava a Monaco. Il fatto che sino ad ora non abbia potuto presentare della do-
cumentazione attestante l’alibi sarebbe dovuto alle difficoltà derivanti dallo stato 
di emergenza sanitaria Covid-19. Egli contesta in ogni caso i fatti che gli sono 
addebitati, affermando che dalla documentazione trasmessa in via rogatoriale 
non emergerebbe nessuna prova o indizio ch’egli si trovasse a Monaco o nei 
luoghi dei reati. 

 

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2.1 Secondo l'art. 53 AIMP, se la persona perseguita afferma di poter provare che, 
al momento del fatto, non si trovava nel luogo di commissione, l'Ufficio federale 
procede ai chiarimenti necessari (cpv. 1). Nei casi palesi, l'estradizione è negata. 
Negli altri casi, le prove a discarico sono comunicate allo Stato richiedente invi-
tandolo a dichiarare entro breve termine se intende mantenere la domanda 
(cpv. 2). A tal proposito, giova ricordare che non è compito del giudice dell'estra-
dizione ma del giudice estero del merito pronunciarsi sulla colpevolezza della 
persona oggetto di una domanda d'estradizione (DTF 122 II 373 consid. 1c; 
112 Ib 215 consid. 5b; 109 Ib 60 consid. 5a). L'eccezione a tale principio è ap-
punto data allorquando la persona perseguita è in grado di fornire un alibi ai sensi 
dell'art. 53 AIMP, ossia la prova evidente ch'ella non si trovava sul luogo del cri-
mine al momento della sua commissione (DTF 113 Ib 276 consid. 3b; 112 Ib 215 
consid. 5b; 109 Ib 317 consid. 11b); una versione dei fatti differente da quella 
descritta nella richiesta estera o semplici argomenti a discarico non possono es-
sere presi in considerazione a tale titolo (JdT 2012 IV 5 n. 140). In altre parole, è 
necessario che il fatto invocato come alibi conduca ineluttabilmente ad un giudi-
zio d'innocenza nello Stato richiedente e alla messa in libertà, ciò che giustifica 
la reiezione della domanda d'estradizione (v. sentenze del Tribunale federale 
1A.199/2006 del 2 novembre 2006 consid. 2.6; 1A.174/2006 del 2 ottobre 2006 
consid. 4; 1A.159/2006 del 17 agosto 2006 consid. 5; 1A.43/2006 del 
6 aprile 2006 consid. 2). La facoltà prevista all'art. 53 cpv. 2 AIMP non implica 
per l'UFG l'apertura di una procedura speciale e complessa destinata a determi-
nare la realtà dell'alibi invocato (DTF 112 Ib 215 consid. 5b; 92 I 108 consid. 1). 
In particolare, l'interrogatorio di persone residenti all'estero non rientra nella sua 
missione (sentenza 1A.174/2006 consid. 4.5; 1A.79/1994 del 7 giugno 1994 con-
sid. 3c; 1A.206/1989 del 17 gennaio 1990 consid. 3c). L’alibi deve essere fornito 
senza indugio; la semplice invocazione di un alibi e l’annuncio di prove future non 
soddisfano tale condizione (v. DTF 109 IV 174 consid. 2; sentenze del Tribunale 
penale federale RR.2020.172 del 28 agosto 2020 consid. 4; RR.2011.180+214 
del 29 novembre 2011 consid. 7.1). 

 
2.2 In concreto, l’estradando non ha fornito nessuna prova evidente del fatto ch’egli 

non si sarebbe trovato nei luoghi dei reati contestatigli. Come indicato dalla giu-
risprudenza, l’annuncio di prove future non permette di ritenere la presenza di un 
alibi ostante l’estradizione. A tale conclusione nulla muta l’attuale emergenza sa-
nitaria dovuta al Covid-19. Egli si è infatti limitato ad invocare in maniera generica 
la problematica del Covid-19, senza specificare quali prove la pandemia gli 
avrebbe impedito di produrre o far amministrare. Non essendovi elementi che 
permettano di confermare in modo indubbio la sussistenza di un alibi, la censura 
relativa alla pretesa violazione dell'art. 53 AIMP va respinta. 

 
 
3. L’insorgente afferma che autorizzare la sua estradizione oggi, tenuto conto del 

grave stato di trasmissione del virus Covid-19 nel Principato di Monaco, signifi-

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cherebbe mettere in pericolo la sua salute e la sua vita. Egli chiede che la proce-
dura di estradizione venga sospesa sino a che la situazione epidemiologica nel 
Principato di Monaco e negli Stati direttamente confinanti non migliori in maniera 
significativa. 

 
3.1 Nelle sue osservazioni del 16 ottobre 2020, l’UFG, facendo riferimento alla 

CEEstr, rammenta l’obbligo della Svizzera di estradare gli individui perseguiti ne-
gli Stati Parte alla convenzione. Esso afferma che l’attuale situazione pandemica 
dovuta al Covid-19 non rappresenta un motivo di rifiuto dell’estradizione. Dopo 
aver menzionato alcune disposizioni destinate a facilitare l’esecuzione di una de-
cisione d’estradizione (v. art. 18 e 61 CEEstr), anche in caso d’impedimenti dovuti 
a cause di forza maggiore (v. art. 18 n. 5 CEEstr), l’UFG ricorda che l’ordine di 
carcerazione in vista d’estradizione non è eseguibile fintanto che la persona per-
seguita si trova in carcere preventivo ed espiatorio (v. art. 49 cpv. 2 AIMP), e che 
l’esecuzione dell’estradizione può essere sospesa fintanto che I’estradando è 
perseguito in Svizzera per un altro reato o deve scontare una pena privativa di 
libertà (v. art. 58 cpv. 1 AIMP). Esso rinvia parimenti all’art. 4 cpv. 1 lett. b n. 2 
dell’ordinanza sui provvedimenti per combattere il coronavirus (Covid-19) nel set-
tore del traffico internazionale viaggiatori del 2 luglio 2020 (RS 818.101.27), at-
tualmente in vigore, il quale prevede che possono essere esentate dall’obbligo di 
quarantena, secondo l’art. 2 della stessa ordinanza, le persone che svolgono 
un’attività assolutamente necessaria per mantenere l’ordine e la sicurezza pub-
blici. L’UFG afferma che, in applicazione delle norme di cui sopra, esso “ha potuto 
continuare ad estradare persone ricercate a livello internazionale sia in Europa 
che al di fuori, anche durante il periodo da marzo a giugno 2020, quando differenti 
Stati avevano introdotto un rigido sistema di confinamento, con conseguenti limi-
tazioni degli spostamenti. Sia la Svizzera che gli Stati richiedenti, per poter adem-
piere all’obbligo sancito dall’art. 1 CEEstr, hanno sempre preso e continueranno 
a prendere tutte le misure necessarie per salvaguardare la salute delle persone 
detenute nonché del personale addetto alla loro sorveglianza e trasporto” (act. 5, 
pag. 3). L’UFG aggiunge che il ricorrente “si trova attualmente in regime di de-
tenzione preventiva, ormai da alcuni mesi, nell’ambito di un procedimento penale 
condotto dal Ministero pubblico del Canton Ticino e la pena che potrebbe essergli 
inflitta in caso di condanna sarebbe di lunga durata. Qualora l’UFG dovesse for-
malmente autorizzare la sua estradizione verso il Principato di Monaco e la per-
sona perseguita dovesse ancora trovarsi in regime di detenzione preventiva o 
espiazione di pena per la giustizia elvetica, l’esecuzione dell’estradizione dovrà 
essere posticipata fino a soddisfatta giustizia svizzera” (ibidem, pag. 3 e seg.).  

 
3.2 Questa Corte ritiene che l’attuale situazione pandemica non costituisce un impe-

dimento all’estradizione al Principato di Monaco. Nella misura in cui le autorità 
giudiziarie dei Paesi aderenti alla CEEstr applicano precisi piani di protezione 
destinati a salvaguardare la salute degli estradandi e del personale addetto alla 
loro sorveglianza e trasporto, nulla osta alle estradizioni anche in questo periodo. 

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Va inoltre aggiunto che l’estradando è comunque in detenzione preventiva ai fini 
di un procedimento penale nel Cantone Ticino, il quale potrebbe sfociare in una 
condanna ad una pena detentiva importante, che potrebbe procrastinare in ogni 
caso, perlomeno a breve-medio termine, l’esecuzione dell’estradizione in que-
stione. In questo senso, la postulata sospensione, vista la continua evoluzione 
della situazione epidemiologica e dei tassi di incidenza (v. European Centre for 
Disease Prevention and Control, https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/data), 
non avrebbe comunque sostanziale impatto, essendo attualmente in ogni caso 
di principio prioritaria l’esecuzione dell’eventuale pena detentiva da scontare nel 
nostro Paese (v. art. 58 AIMP). Per tacere del fatto che il Principato di Monaco 
non figura nemmeno attualmente nell’elenco degli Stati e delle regioni con alto 
rischio di contagio ex art. 3 della predetta ordinanza (v. l’elenco dell’Ufficio fede-
rale della sanità pubblica valido dal 29 ottobre 2020 ad oggi: https://www.bag.ad-
min.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-
ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-
einreisende.html#1204858541).  

 
 
4. In conclusione, non vi è nessuna ragione né per negare l'estradizione, né per 

sospendere la relativa procedura. Ne consegue che il ricorso deve essere re-
spinto integralmente. 

 
 
5. Le spese seguono la soccombenza (v. art. 63 cpv. 1 della legge federale sulla 

procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA; RS 172.021] richiamato 
l'art. 39 cpv. 2 lett. b LOAP). La tassa di giustizia è calcolata giusta gli art. 73 
cpv. 2 LOAP, 63 cpv. 4bis PA, nonché 5 e 8 cpv. 3 del regolamento del 31 agosto 
2010 sulle spese, gli emolumenti, le ripetibili e le indennità della procedura penale 
federale (RSPPF; RS 173.713.162) ed è fissata nella fattispecie a fr. 3'000.–, 
importo coperto dall’anticipo delle spese già versato. 

 
 

https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/data
https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-einreisende.html#1204858541
https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-einreisende.html#1204858541
https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-einreisende.html#1204858541
https://www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-einreisende.html#1204858541

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il ricorso è respinto. 

2. Le spese di fr. 3'000.– sono poste a carico del ricorrente. Esse sono coperte 
dall’anticipo delle spese già versato. 

 
 
Bellinzona, 11 novembre 2020  
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Pascal Cattaneo e MLaw Jessica Carvalho França 
- Ufficio federale di giustizia, Settore Estradizioni 

 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
Il ricorso contro una decisione nel campo dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia penale deve 
essere depositato presso il Tribunale federale entro 10 giorni dalla notificazione del testo integrale della 
decisione (art. 100 cpv. 1 e 2 lett. b LTF). Il ricorso è ammissibile soltanto se concerne un’estradizione, un 
sequestro, la consegna di oggetti o beni oppure la comunicazione di informazioni inerenti alla sfera segreta 
e se si tratti di un caso particolarmente importante (art. 84 cpv. 1 LTF). Un caso è particolarmente importante 
segnatamente laddove vi sono motivi per ritenere che sono stati violati elementari principi procedurali o che 
il procedimento all’estero presenta gravi lacune (art. 84 cpv. 2 LTF).