# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e77b83c4-41c1-50c0-aa4e-447ed7b8c69a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2004-12-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.12.2004 38.2004.53
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2004-53_2004-12-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2004.53

   

  cr/sc

  	
  Lugano

  3 dicembre
  2004

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Cinzia Raffa, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 19 luglio 2004 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 24 giugno 2004 emanata
  da

  
	
   

  	
   Ufficio
  regionale di collocamento di CO 1, 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 7 maggio
2004, l'URC di __________ ha sospeso RI 1 per 11 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione, facendo valere:

 

" 
Giusta gli art. 17 cpv. 1, 30 cpv. 1 lett. c
LADI l'assicurato ha l'obbligo di cercare lavoro. Ogni assicurato è tenuto a
ricercare un impiego già prima di essere iscritto in disoccupazione. In
particolare un nuovo lavoro deve essere cercato intensamente durante il termine
di disdetta in caso di un contratto di lavoro di durata indeterminata, mentre
in caso di un contratto di lavoro di durata determinata le ricerche devono
essere svolte durante un periodo ragionevole che precede la fine del rapporto
d'impiego (3 mesi). Nel caso di attività stagionali è comunque necessario
svolgere le proprie ricerche non solo nel periodo finale della stagione
lavorativa, bensì durante tutto l'anno. Tutte le prove dei propri sforzi per
trovare un lavoro devono essere conservate e consegnate all'amministrazione in
occasione di una nuova iscrizione in disoccupazione. Nel presente caso le
ricerche di lavoro per il periodo precedente la sua iscrizione in
disoccupazione (contratto a termine, periodo gennaio - marzo), non sono state
presentate!

 

Decisione:

 

L'assicurato in data odierna ci ha portato due
risposte di datori di lavoro a conferma di avere svolto delle ricerche impiego
(mese di marzo). In riferimento alla nostra richiesta non può comprovare altre
giustificativi o giustificazioni valide, motivo per il quale il nostro ufficio ai
sensi della LADI, procede con una sanzione di 11 giorni (gennaio inesistenti 4
giorni, febbraio inesistenti 4 giorni, marzo insufficienti 3 giorni)!"
(Doc. A38)

 

                               1.2.   A seguito
dell'opposizione interposta dall'assicurato personalmente, l'amministrazione,
in data 24 giugno 2004, ha emanato una decisione su opposizione con la quale ha
parzialmente modificato il contenuto della sua prima decisione, osservando:

 

" 
(…)

Fatti e motivazioni

 

L'assicurato si reiscrive in disoccupazione il 7 aprile 2004, con
inizio del diritto alle indennità a partire dal 4 aprile 2004.

Al momento dell'iscrizione ha potuto certificare unicamente due
ricerche di lavoro (risposta da parte dei datori di lavoro datate marzo 2004).
Per i mesi di gennaio e febbraio l'assicurato non ha prodotto giustificativi di
ricerche effettuate.

L'assicurato è stato messo al corrente dell'eventualità di una
sanzione nel caso non fosse riuscito a provare eventuali ricerche per i mesi in
questione (Richiesta di giustificazione no. 207944344 del 7 aprile 2004).
L'assicurato, apponendo la firma sulla richiesta di giustificazione, ne
prendeva atto.

II 7 maggio 2004, trascorso il termine assegnato dal consulente
per presentare le giustificazioni, all'assicurato veniva inviata la sanzione
oggetto dell'opposizione.

 

Con la sua opposizione, l'assicurato allegava una lista di datori
di lavoro contattati telefonicamente ed i tabulati telefonici comprovanti le
telefonate fatte.

Da un controllo risulta che per il mese di gennaio non sono state
fatte telefonate ai datori di lavoro menzionati, per il mese di febbraio vi
sono alcune telefonate che confermano l'avvenuto colloquio telefonico mentre
che per marzo sono da considerare unicamente le due ricerche già menzionate.

Si fa notare che, come menzionato nel fascicolo no. 3 di
"Appunti sociali" scritto da Daniele Cattaneo, giudice del Tribunale
d'appello e presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni a pag. 38
capitolo 2.4.4, "in caso di ricerca telefonica, secondo la
giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola, confermare l'avvenuta
ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p, 95;
vedi pure DTF 120 V 79)".

 

In via del tutto eccezionale, all'assicurato vengono accettate
quindi le prove per le ricerche riguardanti il mese di febbraio in base al
risultato del tabulato telefonico mentre che per i mesi di gennaio e marzo
vengono confermati i giorni di penalità.

 

Per questi motivi

 

decide

 

1.   L'opposizione è parzialmente accolta.

 

Di conseguenza la decisione del 7
maggio 2004 (no. 208042064) viene modificata con 7 giorni di sospensione dal
diritto alle indennità.

 

2.   Contro la
presente decisione è data facoltà di ricorso al Tribunale cantonale delle
assicurazioni, Via Pretorio 16, 6901 Lugano, entro 30 giorni dalla notifica
della presente decisione. L'atto di ricorso, redatto in lingua italiana, deve
indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una
breve motivazione e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. AI
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta. Gli eventuali mezzi di prova devono essere, per
quanto possibile, allegati.

 

3.   Intimazione

      -    all'assicurato (raccomandata)

      -    alla Cassa di disoccupazione __________
(47006)" (Doc. VII/2)

 

                               1.3.   Con
tempestivo ricorso del 19 luglio 2004, l'assicurato ha chiesto l'annullamento
della decisione su opposizione, rilevando:

 

" 
(…)

Alcuni tabulati telefonici sono stati inoltrati
erroneamente, in allegato troverete le correzioni (in rosso) delle telefonate
effettuate, nonché il tabulato della Swisscom. Inoltre allego le ricerche
scritte per il periodo dicembre - marzo 2004." (Doc. I)

 

Con decreto del 22 luglio 2004 il Presidente del
TCA ha assegnato all'assicurato un termine di venti giorni per completare il
suo ricorso (cfr. doc. II).

 

In data 7 agosto 2004 l'assicurato ha inviato al
TCA uno scritto del seguente tenore:

 

" 
Faccio ricorso. Chiedo l'annullamento della
decisione 24.6.2004 e che non venga chiesta nessuna sospensione al diritto di
indennità." (Doc. III)

 

In data 10 agosto 2004 il TCA ha informato
l'assicurato di non potere ritenere lo scritto del 7 agosto 2004 quale
sufficiente completazione del ricorso e ha pertanto invitato nuovamente
l'assicurato a voler fornire una concisa esposizione dei fatti ed una breve
motivazione (cfr. doc. IV).

 

Con scritto del 30 agosto 2004 l'assicurato ha
quindi rilevato:

 

" 
Mi permetta di spiegare la ragione del mio
problema con l'Ufficio di disoccupazione URC.

Mi sono iscritto in disoccupazione nel mese di
novembre 2003, senza nessun diritto all'indennizzazione, ma solo nelle ricerche
di lavoro. Mi sono preso la responsabilità di ricercare il massimo possibile,
sino a quando ho avuto la fortuna di essere chiamato dalla Società alberghiera
"__________ SA" di __________, con l'offerta di lavoro come aiuto
cuoco, con un contratto annuale.

Dopo due giorni sono partito per __________, nel
frattempo ho dato a mia moglie l'incarico di portare a suo tempo le ricerche di
lavoro per il mese di novembre e dicembre.

Iniziai a lavorare in data 20.12.03, ma in data
18.01.04 ho ricevuto per mano la lettera di licenziamento della "__________
SA", per il motivo, non idoneo per l'aiuto cuoco.

Nella lettera di licenziamento c'era scritto che
dovevo lasciare subito l'alloggio e consegnare le chiavi.

In quella stessa mattina mi trovai in strada
senza un alloggio.

In quel periodo mia moglie stava superando gli
effetti collaterali di una cura di chemioterapia, durata sei mesi, quando ha
ricevuto la notizia la sua salute ha cominciato a peggiorare, la stessa mattina
andai a cercare lavoro "in tutta __________ "; non pensando altro che
la situazione in Ticino, con mia moglie ammalata, non mi è venuto in mente e
dovuto allo stress di chiedere di comprovare con i timbri a tutti quelli che mi
sono presentato." (Doc. V)

 

                               1.4.   La Cassa,
con la sua risposta dell'11 ottobre 2004, ha postulato un'integrale reiezione
del ricorso, confermando quanto esposto in sede di decisione su opposizione
(cfr. doc. VII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                               2.2.   Il 1°
gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge sulla parte generale del diritto
delle assicurazioni sociali del 6 ottobre 2000 (LPGA; RS 830.1).

 

                                         Ai sensi
dell'art. 52 cpv. 1 della LPGA le decisioni emesse in virtù dell'art. 49 LPGA
possono essere impugnate entro trenta giorni mediante opposizione all'istanza
che le ha notificate.

                                         In virtù
del fatto che in via di principio, le norme di procedura entrano in vigore
immediatamente (cfr. SVR 2004 AHV Nr. 3 consid. 3.2.; SVR 2003 IV Nr. 25,
consid. 1.2, pag. 76; STFA del 27 gennaio 2004 nella causa P., I 474/03,
consid. 2.3.; DTF 117 V 93 consid. 6b, 112 V 360 consid. 4a; RAMI 1998 KV no.
37 pag. 316 consid. 3b), tutte le decisioni emanate dopo il 1° gennaio 2003
sono rette dalla procedura di opposizione. Per fissare il momento
dell'emanazione della decisione è determinante la sua consegna alla posta (vedi
DTF 119 V 95 consid. 4a) (cfr. lettera 29 novembre 2002 del TFA alle autorità
di ricorso cantonali nel campo delle assicurazioni sociali).

                                         La
procedura d'opposizione si applica a tutti i campi delle assicurazioni sociali,
ad eccezione della previdenza professionale.

 

                                         L'art. 52
cpv. 2 LPGA stabilisce che le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro
un termine adeguato. Sono motivate e contengono un avvertimento relativo ai
rimedi giuridici.

 

                                         Inoltre,
secondo l'art. 52 cpv. 3 LPGA, la procedura d'opposizione è gratuita e di
regola non sono accordate ripetibili. 

 

                               2.3.   La decisione
impugnata è stata emanata dall'URC di __________. 

                                         Gli URC,
in virtù dell'art. 85b LADI e sulla base delle competenze conferite loro
tramite una direttiva interna dalla Sezione del lavoro, sono competenti a
infliggere agli assicurati delle sospensioni dal diritto alle indennità di
disoccupazione a causa di ricerche di lavoro insufficienti e, in modo più
generale, a sanzionare gli assicurati che non si attengono alle prescrizioni di
controllo ai sensi dell'art. 17 LADI (cfr. la sentenza del TCA del 20 novembre
2003 nella causa B., inc. n. 38.2003.55 e D. Cattaneo, "Assicurazioni
sociali: alcuni temi d'attualità" in RtiD 

                                         I-2004
pag. 215 seg., in particolare 220-222).

 

                                         Il
Consiglio di Stato del Cantone Ticino, il 15 ottobre 2003, ha comunque già
modificato il Regolamento della legge sul rilancio dell'occupazione e sul
sostegno ai disoccupati del 4 febbraio 1988 precisando espressamente all'art.
2a lett. e i compiti delegati agli URC dalla Sezione del lavoro (cfr.
Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del 17 ottobre 2003,
38/2003, pag. 281-282). Tale modifica è stata approvata dalla Confederazione, e
meglio dal Dipartimento federale dell'economia, il 5 novembre 2003 (cfr.
scritto del 5 novembre 2003 del Consigliere federale Joseph Deiss di cui
all'inc. 38.2003.55).

 

                                         Il
ricorso contro la decisione su opposizione del 24 giugno 2004, inoltrato
dall'assicurato il 19 luglio 2004, ovvero entro 30 giorni dall'emissione del
citato provvedimento (cfr. art. 60 LPGA), è pertanto ricevibile.

                                         Questa Corte
entra, di conseguenza, nel merito del ricorso.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.4.   Oggetto
della presente vertenza è la questione a sapere se l'assicurato deve essere o
meno sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione per insufficienti
ricerche nei mesi precedenti l'iscrizione in disoccupazione.

 

                                         Il 1°
luglio 2003 è entrata in vigore la terza revisione della LADI, accettata dal
popolo il 24 novembre 2002 (cfr. FF N.14 del 9 aprile 2002 pag. 2502 segg., RU
N. 24 del 24 giugno 2003 pag. 1728 segg.).

                                         Dal profilo
temporale il giudice delle assicurazioni sociali applica di principio le norme
di diritto materiale in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che
esplica degli effetti (cfr. DTF 129 V 1, consid. 1.2., pag. 4; DTF 128 V
315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, pag. 467; DTF 126 V 166
consid. 4b, pag. 166; DTF 125 V 42, consid. 2b, pag. 44;
DTF 123 V 70, consid. 2, pag. 71; DTF 122 V 34, consid.
1, pag. 36 con riferimenti; RAMI 1999 n. K 994 pag. 321 consid. 2; STFA del 16
febbraio 2004 nella causa S., C 154/03; STFA del 20 gennaio 2003 nella causa V.
e V.-A., K 133/01 e STFA del 23 gennaio 2002 nella causa L., H 114/01).

                                         Inoltre,
il Tribunale delle assicurazioni, ai fini dell'esame della vertenza, si fonda
di regola sui fatti che si sono realizzati fino all'emanazione della decisione
amministrativa contestata (cfr. DTF 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; DTF 121 V 366
consid. 1b; qui: il 24 giugno 2004).

                                         Nel caso
in esame, l'amministrazione ha sanzionato l'assicurato per insufficienti ricerche
di lavoro nei tre mesi precedenti l'iscrizione al collocamento, vale a dire in
gennaio, febbraio e marzo 2004. A quel momento la terza revisione della LADI
era già in vigore e deve dunque essere presa in considerazione.

 

                               2.5.   La terza
revisione della LADI non ha sostanzialmente modificato né l'obbligo per gli
assicurati di cercare un impiego adeguato, né il principio di sanzionare la
violazione di questo dovere vigenti precedentemente al 1° luglio 2003. È stato
invece parzialmente modificato l'art. 26 dell'ordinanza. Pertanto resta valida
la giurisprudenza elaborata fino al 30 giugno 2003.

 

                                         Come
appena visto, tra gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare
personalmente un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario
anche fuori della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche
fuori del proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà dunque presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

"  L'assicurato
deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di regola sotto forma di
domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

"  Annunciandosi
per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve provare al servizio
competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

                                         L’art. 26 cpv. 3 OADI, in
vigore dal 1° gennaio 2000, stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell’assicurato."

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione dei danni ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

 

                                         La giurisprudenza federale
ha stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato
non si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere
disoccupato. L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il
periodo di disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato
il licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N° 21;
DLA 1977 N° 33; DLA 1987 pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C
77/91; SVR 1998 ALV N° 22; D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure
art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         In una
sentenza del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01) il TFA ha riconfermato
questo principio, argomentando:

 

" 
Nach der Rechtsprechung muss die versicherte
Person bereits vor der Beendigung der bisherigen Erwerbstätigkeit (ARV 1993/94
Nr. 26 S. 184 Erw. 2b) und vor der Meldung beim Arbeitsamt (ARV 1982 Nr. 4 S.
40 Erw. 2b) eine neue Stelle suchen, um die drohende Arbeitslosigkeit nach
Möglichkeit zu verhindern oder zu verkürzen. Sie kann sich insbesondere nicht
damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben, dass sie schon vor Aufnahme der
Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitsuche verpflichtet war und nicht darauf
aufmerksam gemacht worden sei." 

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

 

                                         Anche gli
assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo, op. cit., pag. 17).

 

                                         Oltre al
caso appena ricordato in cui può essere sanzionato il lavoratore che non cerca
una nuova occupazione durante il periodo di disdetta o nel periodo
immediatamente precedente la fine di un contratto di lavoro di durata
determinata, può pure essere sospeso dal diritto all'indennità l'assicurato che
non può provare di aver cercato un impiego durante il periodo che precede
l'adempimento dell'obbligo di controllo. Ciò vale in particolare per gli
assicurati che, terminati gli studi o dei corsi di perfezionamento,
preferiscono lasciar trascorrere qualche mese prima di annunciarsi disoccupati
e, nel periodo che va dalla fine degli studi al momento in cui si presentano
per la prima volta all'Ufficio del lavoro, non compiono nessuna ricerca di
impiego (cfr. DLA 1981 p. 126; DLA 1982 p. 37).

 

                                         Per
contro non possono essere sospesi gli assicurati che stanno ancora svolgendo
gli studi (cfr. STCA del 18 aprile 1986 nella causa S.M., Mendrisio contro CAD
Famiglia OCST) o che frequentano corsi di perfezionamento (cfr. STCA del 25
ottobre 1985 nella causa P.G., Riazzino contro CPCAD, concernente un corso di
tedesco in Germania; STCA del 15 settembre 1988 nella causa L.T., Massagno
contro Cassa disoccupazione OCST, a proposito di un corso di inglese in
Olanda).

                                         Per
ulteriori indicazioni, cfr. D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici
regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza". Appunti
sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST, Pregassona 2000, pag. 16 segg.

 

                               2.6.   Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare
un'occupazione adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la
qualità delle ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76
consid. 2 con riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C
49/00).

                                         Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire
all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di
lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994
pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

                                         Secondo costante
giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,
devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.
per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in
una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio (cfr. STFA nella
causa M.Z., C 33/87).

 

In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E. (C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro
compiute da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:

 

" 
(…)

Mit der Vorinstanz sind die fünf
Arbeitsbemühungen während des Monats November als genügend und die drei,
eventuell vier Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu
qualifizieren. Dies insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen
Angebots an Arbeitsstellen und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht darauf
beschränkte, sich bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen, sondern
sich in der Regel schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des
Beschwerdegegners, sich während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur
um eine oder zwei Stellen beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der
am unteren Rand des leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen
angemessen Rechnung getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter
Berücksichtigung des nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz
zustehenden Ermessens, in welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne
triftigen Grund nicht eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu
beanstanden." 

(STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02)

 

                                         In una
sentenza del 3 agosto 2000 nella causa K. (C 399/99), la nostra Alta Corte ha
inoltre avuto modo di rilevare quanto segue:

 

" 
1.- Das kantonale Gericht hat die vorliegend
massgebenden Bestimmungen über die Pflicht zur Stellensuche (Art. 17 Abs. 1 AVIG),
die Einstellung in der Anspruchsberechtigung bei ungenügenden Arbeitsbemühungen
(Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG), die verschuldensabhängige Dauer der Einstellung
(Art. 30 Abs. 3 AVIG und Art. 45 Abs. 2 AVIV) sowie die Rechtsprechung zu
Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (vgl., nebst den erwähnten BGE 120
V 76 Erw. 2 und 112 V 217 Erw. 1b, BGE 124 V 231 Erw. 4a) zutreffend dargelegt.
Darauf kann verwiesen werden.

Richtig ist auch, dass gemäss Verwaltungspraxis
in der Regel durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden
(Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, Bd. I, N. 15 zu Art.
17). Eine allgemein gültige Aussage über die erforderliche Mindestanzahl an
Bewerbungen ist indes nicht möglich. Das Quantitativ beurteilt sich vielmehr
nach den konkreten Umständen (Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Bd. Soziale Sicherheit, Fn
1330). Zu berücksichtigen sind namentlich Alter, 

Schul- und Berufsbildung der versicherten Person
sowie die Verhältnisse im für diese in Betracht kommenden
Arbeitsmarkt. (…)"

 

Questa giurisprudenza è stata confermata in una
sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z. (C 338/01), nella quale il TFA ha
ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese ed ha rilevato:

 

" 
(…)

Verwaltung und Vorinstanz sind zu Recht davon
ausgegangen, dass sich die 1963 geborene Versicherte, welche eine Beschäftigung
als Hausangestellte, Textilarbeiterin oder Raumpflegerin suchte, im Monat
Februar 2000 nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht hat, indem sie am 1.
Februar drei, zwischen 2. und 23. Februar 2000 keine einzige und insgesamt im
Monat Februar 2000 lediglich sechs Stellenbewerbungen nachgewiesen hat. Dass
für die in der Stadt Zürich wohnhaft gewesene Beschwerdeführerin zwischen 2.
und 23. Februar 2000 in den nachgefragten Beschäftigungsbereichen - trotz
erfahrungsgemäss breitem Stellenangebot in diesem Arbeitsmarktsegment - kein
einziges zumutbares Stellenangebot vorhanden gewesen sein soll, wie sie im vorinstanzlichen
Verfahren geltend gemacht hat, ist nicht glaubwürdig. Weiter bestreitet sie mit
Blick auf die vom 7. Februar bis 8. April 2000 einstweilen in einem befristeten
Arbeitsverhältnis in der Confiserie Sprüngli ausgeübte teilzeitliche
Zwischenverdiensttätigkeit zu Recht nicht, sich der fortdauernden Verpflichtung
zur unverminderten Stellensuche bewusst gewesen zu sein. Soweit die
Beschwerdeführerin neu behauptet, aus der Klausel "mit Option auf
Weiterbeschäftigung" (auf dem befristeten Arbeitsvertrag vom 7. Februar
2000) habe sie schliessen dürfen, dass sie in dieser Firma werde weiter
arbeiten können, vermag sie sich nicht gegen den Vorwurf der ungenügenden
Arbeitsbemühungen zu rechtfertigen, zumal sie selber in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde auf den hinsichtlich der Weiterbeschäftigung
erforderlichen neuen Arbeitsvertragsabschluss vom 8. Mai 2000 hinweist, wodurch
sie erstmals wieder in ein unbefristetes Vollzeit-Arbeitsverhältnis eintreten
konnte. (…)" 

(STFA del 6 agosto 2002 nella causa Z., C 338/01)

 

 

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella
causa C. 

(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti
quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi ed ha ancora precisato:

 

" 
(…)

Dieser Pflicht zur Schadenminderung ist der
Beschwerdeführer insofern nicht ausreichend nachgekommen, als er während der
drei Monate vor Beginn der Teilarbeitslosigkeit am 1. März 2000 insgesamt nur
vier Stellenbewerbungen nachweisen kann. Zwar schreiben weder Gesetz noch
Verordnung eine Mindestanzahl von Bewerbungen vor. Viele Arbeitslosenkassen
verlangen durchschnittlich 10 bis 12 Bewerbungen im Monat (Gerhards, Kommentar
zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 15 zu Art. 17 AVIG; Chopard, Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss. Zürich 1998, S. 140).

Selbst wenn dies keine gefestigte Praxis darstellt,
sind bloss vier Bewerbungen in einem Zeitraum von drei Monaten in quantitativer
Hinsicht eindeutig ungenügend. Wenn das KIGA den Beschwerdeführer unter diesen
Umständen für 9 Tage, also im mittleren Bereich des leichten Verschuldens, in
der Anspruchsberechtigung eingestellt hat, lässt sich dies nicht beanstanden. (…)"

(STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C., C 280/01)

 

In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.
(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,
durante due periodi di controllo, sei ricerche di lavoro lavorando a tempo
pieno in un programma di occupazione temporanea.

 

Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella
causa R. (C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un
mese ed ha rilevato:

 

" 
(…)

En l'occurrence, il y a lieu de constater que les
démarches (six) entreprises par le recourant durant la période de contrôle du mois
de novembre 2000 se situe en deça du nombre requis par la pratique administrative.
En outre, cette insuffisance n'est pas compensée par la qualité des offres d'emploi.
Comme le constatent les premiers juges, cinq recherches
ont été effectuées par téléphone. Enfin, les recherches se concentrent sur trois
jours seulement dans le mois (2, 9 et 30 novembre 2000). S'agissant de démarches
qui pour la plupart d'entre elles - et à la différence d'offres écrites - ne nécessitaient
aucune préparation particulière, on pouvait attendre de l'assuré un effort plus
soutenu sur l'ensemble de la période de contrôle.

 

Il n'est pas contesté non plus que le recourant s'est
vu assigner des objectifs de recherches d'emploi qui sont compatibles avec son invalidité
et qui lui permettent de mettre en valeur sa longue expérience professionnelle.
En accord avec l'assuré, il a été convenu qu'il devait en priorité offrir ses
services à des entreprises pour l'établissement de métrés, de devis, ou encore
pour la surveillance des travaux. Or, aucune des recherches du mois de novembre
2000 n'entre dans le cadre des objectifs fixés, puisqu'elles visent des emplois
dans les domaines du marketing, de la surveillance (pour une entreprise spécialisée
en matière de sécurité), de l'édition (travail à l'écran), du service après vente,
ainsi que des emplois de jardinier et de chauffeur. Il faut
bien admettre cependant que l'assuré avait fort peu de chances, compte tenu de son
âge et de la limitation importante de sa capacité résiduelle de travail, de trouver
un emploi dans une activité ne faisant pas appel aux connaissances acquises au cours
de sa carrière professionnelle. (…)" 

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

 

In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella
causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di
prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata
dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era
sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un
periodo di controllo:

 

" 
(…)

En substance, les premiers juges ont relevé que
la législation ne fixe aucun critère quantitatif aux recherches d'emploi que
l'on est en droit d'attendre d'un chômeur. Cela étant, ils ont considéré que l'objectif
assigné à la recourante par l'ORP, à savoir effectuer dix recherches d'emploi mensuelles,
n'était pas disproportionné et pouvait être atteint au moyen d'efforts raisonnables,
s'agissant du domaine du secrétariat. (…)" (STFA dell'11 luglio
2003 nella causa D., C 63/03)

 

La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata
ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere
assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle
sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni
particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella
causa K., inc. 38.2002.186).

A proposito dei compiti dei consulenti del
personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74)
il TCA ha ricordato che:

 

" 
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire
altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai
consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più
idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85
cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)." 

 

                                         Giusta l'art. 17 cpv. 1 in
fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo impegno per trovare un nuovo
posto di lavoro, fornendo al servizio competente le prove relative agli sforzi
intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv. 2 bis OADI; cfr. DLA 1988 p.
95; DTF 120 V 74). La prova degli sforzi volti al reperimento di una nuova
occupazione deve essere fornita, giusta l'art. 26 cpv. 2 OADI, al servizio
competente. Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati disposti dell'art. 30
cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata agli URC (cfr.
consid.2.3.; D. Cattaneo, op. cit., pag. 92-93).

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

 

                                         L'obbligo
a comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza del
23 gennaio 2003 nella causa C.

                                         (C
280/01), nella quale ha osservato:

 

" 
Selbst wenn sich der Versicherte sodann
tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet
hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er
nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs.
2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."

 

                                         Concretamente
ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

 

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi ad un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario (cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra
forma scritta, che la ricerca di lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del
28.1.1987 nella causa S.P., AD 5/87).

                                         Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato
di stato dell'economia, SECO).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000 pag. 156 segg., il TFA ha
ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno l'assicurato che effettua le
ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

In merito alle ricerche di lavoro compiute
esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo
di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C
319/02), ha avuto modo di rilevare:

 

" 
(…)

Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait
des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte
aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V 231
consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique administrative
exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne peut cependant pas
s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut bien plutôt examiner, au
regard des circonstances concrètes, la qualité des démarches (Nussbaumer, op.
cit., note de bas de page 1330). Sur le plan qualitatif, on peut attendre d'un assuré
qu'il ne se contente pas de démarches par téléphone, mais qu'il réponde également
à des offres d'emploi par écrit (Chopard, op. cit., p. 139 sv.). La continuité
des démarches joue également un certain rôle, même si l'on ne saurait exiger d'emblée
que l'assuré répartisse ses démarches sur toute une période de contrôle. S'agissant
d'offres écrites, il peut au contraire être rationnel et judicieux de préparer ses
postulations de manière concentrée sur quelques jours dans le mois, eu égard à
la périodicité des offres d'emplois dans les journaux et compte tenu du fait que
les délais de postulation sont en général relativement longs (arrêt non publié
du 5 juillet 1988 dans la cause R., C 14/88). (…)" 

(STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02)

 

 

                               2.7.   L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI (cfr. DLA 1981 pag. 126).

                                         In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. il Tribunale federale delle
assicurazioni ha ribadito questo concetto ed ha avuto modo di formulare le
seguenti osservazioni circa la natura, il carattere e lo scopo della
sospensione:

 

" 
Mittels Einstellung in der Anspruchsberechtigung
soll dieser Pflicht zum Durchbruch verholfen werden. Praxisgemäss handelt es
sich dabei nicht um eine strafrechtliche, sondern eine verwaltungsrechtliche
Sanktion (BGE V 151 Erw. 1c; ARV 1990 Nr. 20 S. 133 Erw. 2b; vgl. auch Gerhards,
Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, N 2 zu Art. 30). Mit der
Verknüpfung von Schadenminderungspflicht und Sanktion will das AVIG Arbeitslose
zur Stellensuche anspornen. Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung soll
den Versicherten davon abhalten, die Arbeitslosenversicherung missbräuchlich in
Anspruch zu nehmen. Wenn er sich nicht genügend um Arbeit bemüht, nimmt er in
Kauf, länger arbeitslos zu bleiben. Dadurch erwächst der Versicherung insofern
ein Schaden, als sie länger Leistungen erbringen muss. Zweck der Einstellung in
der Anspruchsberechtigung ist eine angemessene Mitbeteiligung des Versicherten
an diesem Schaden, den er durch sein pflichtwidriges Verhalten der
Arbeitslosenversicherung natürlich und adäquat kausal verursacht hat (BGE 122 V
40 Erw. 4c/aa und 44 Erw. 3c/aa; Gerhards, a.a.O., n 2 und 51 zu Art.
30). Ohne die einstellungsrechtliche Sanktion käme Art. 17 Abs. 1 AVIG im
Taggeldrecht nicht zum Tragen.

  Wüsste nämlich eine
arbeitslose Person zum voraus, dass ungenügende Bemühungen bezüglich ihrer
Leistungen keine Folgen zeitigten, fehlte ein wesentlicher Ansporn, dem
gesetzlichen Gebot zur Stellensuche nachzuleben." (DTF 124 V 227-
228)

 

 

                                         In questa
sentenza (cfr. DTF 124 V 228- 230 ) il TFA ha pure avuto modo di sancire la
conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le disposizioni della
Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17 ottobre 1991 (al
proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et de réadaptation de
l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn, Basilea e Francoforte
sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                                         In una
sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra
l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

2.2 Anche nell'ambito dell'assicurazione contro
la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali, all'assicurato
incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag.
48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata
per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione
contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti).
Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale
(DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22 consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha
così voluto regolamentare la partecipazione dell'assicurato al danno da lui
provocato (DTF 126 V 523; Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz,
vol. I, no. 2 ad art. 30) e scaricare, per motivi di equità, la comunione dei
contribuenti dagli effetti negativi di comportamenti ingiustificati (Jacqueline
Chopard, Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag.
24 seg.). (…)"

(cfr. STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C
221/02)

 

                               2.8.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della colpa e
ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel caso di
cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione del diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave (cfr. art.
45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace
in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.

 

                                         Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45 cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à
l'indemnité de chômage (IC) del SECO in vigore dal 1° gennaio 2002, D68 punto
1; Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha
approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23
gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato
la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo comprovare
unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di disdetta del
precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z., C
338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione per
insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio
2003 nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha
confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche
durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di
sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di
disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R., C 319/02, nella quale
l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità di disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un
assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo comprovare unicamente sei ricerche
di lavoro, di cui cinque svolte per telefono, durante un periodo di controllo
nel corso del quale egli aveva, tra l'altro, lavorato cinque giorni, per un
totale di trentaquattro ore; la sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C
63/03, nella quale il TFA ha confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo di controllo e la
sentenza del 2 marzo 2004 nella causa B., C 305/02, nella quale l'Alta Corte ha
confermato 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche durante il
periodo di disdetta).

 

                               2.9.   Nella già
citata sentenza H. del 17 marzo 1998, il Tribunale federale delle assicurazioni
ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette (soltanto)
una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. L'Alta Corte ha al
proposito rilevato:

 

" 
b) Die Vorinstanz hat erwogen, bloss drei
Stellenbewerbungen im Monat Juni 1994 vermöchten wohl qualitativ, nicht aber
quantitativ zu genügen.  Indessen sei der Beschwerdegegnerin aufgrund einer
lange dauernden Krankheit gekündigt worden; zudem finde sie im Alter von 54
Jahren bei der gegenwärtigen Lage auf dem Arbeitsmarkt kaum noch eine Stelle. 
Sodann habe das Arbeitsamt ihr bei der Stellensuche nicht geholfen und jeweils
drei Bewerbungen in den vorangegangenen Monaten ungeahndet gelten lassen. 
Insgesamt sei das Verhalten der Versicherten deshalb bloss leichtfahrlässig. 
Analog zur Invaliden-, Unfall- und Militärversicherung, welche Leistungen nur
bei Vorsatz und Grobfahrlässigkeit kürzten, sei deshalb vorliegend von einer
Einstellung in der Anspruchsberechtigung abzusehen.  Das Verwaltungsgericht des
Kantons Bern pflege unangefochtenerweíse dieselbe Praxis.

  Demgegenüber macht die
Kasse geltend, eine Einstellung habe bei jedem Verschulden zu erfolgen.  Dass
die Verwaltung der Versicherten nicht geholfen habe, entbinde diese nicht von
der Pflicht zur Stellensuche.  Da zudem eine Überprüfung der Bewerbungen nur
stichprobenweise möglich sei, könne die Beschwerdegegnerin nichts zu ihren
Gunsten aus dem Umstand ableiten, dass die Kasse die jeweils bloss zwei oder
drei Bewerbungen der vorangehenden Monate nicht beanstandet habe.

 

  c)  Die Vorinstanz
beruft sich für ihre Auffassung, wonach eine Einstellung in der
Anspruchsberechtigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten zulässig
sei, auf die Praxis des Verwaltungsgerichts des Kantons Bern. Dieses führte in
einem Entscheid aus dem Jahre 1990 (BVR 1991 S. 82 ff.) aus, im
Sozialversicherungsrecht werde als allgemeiner Grundsatz anerkannt, dass
Leistungen gekürzt oder sogar für gewisse Fälle verweigert werden könnten, wenn
Versicherte die Leistungspflicht vorsätzlich oder grobfahrlässig verursacht
oder verlängert hätten (vgl.  Art. 7 IVG, Art. 37 und 39 UVG, Art. 7 aMVG, Art.
35 BVG und - betreffend die Krankenkassen BGE 107 V 228 Erw. 2a).  Dies müsse gleihermassen
für den Bereich der Arbeitslosenversicherung gelten.  Auch bezüglich solcher
Leistungen könne daher eine Kürzung (oder befristete Verweigerung) der
Entschädigung nur bei vorsätzlichem oder grobfahrlässigem Verhalten verfügt
werden, nicht aber bei bloss leichter Fahrlässigkeit, da insbesondere nicht
einzusehen sei, weshalb in diesem Zweig die Anforderungen an die
Sorgfaltspflicht des einzelnen derart strenger sein sollten Als in den übrigen
Bereichen der Sozialversicherung (BVR 1991 S. 83 f. Erw. 4b).

 

  d) Die im genannten
Entscheid zitierten Bestimmungen des IVG, UVG, aMVG und BVG statuieren alle den
Grundsatz, dass bei vorsätzlicher oder grobfahrlässiger Herbeiführung des
Versicherungsfalles durch den Versicherten die Leistungen gekürzt oder
verweigert werden können.  Sie schliessen von Gesetzes wegen zugleich
Sanktionen für leichtfahrlässiges Verhalten aus.  Im
Arbeitslosenversicherungsrecht hingegen fehlt eine derartige Beschränkung des
-sanktionsbedrohten Verhaltens auf Grobfahrlässigkeit und Vorsatz.  Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung ist ausdrücklich "nach dem Grad
des Verschuldens" zu bemessen (Art. 30 Abs. 3 AVIG).  Eine Absicht, das
Verschulden bei leichter Fahrlässigkeit von jeglicher Sanktion auszunehmen, ist
im Unterschied zum Wortlaut der zitierten Bestimmungen aus den andern
Sozialversicherungszweigen nicht erkennbar.  Folgerichtig unterscheidet Art. 45
Abs. 2 AVIV nach leichtem, mittelschwerem und schwerem Verschulden.  Es
widerspräche daher dem Arbeitslosenversicherungsgesetz, wenn die leichte
Fahrlässigkeit als eine der Formen des Verschuldens ausgeklammert würde. 
Darauf weist auch die Botschaft zum Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und die Insolvenzentschädigung vom 2. Juli 1980 in BB1
1980 IlI S. 588 ff. hin, in der ausdrücklich von Einstellungen gesprochen wird,
die nicht pönalen Charakter hätten (vgl. auch Gerhards, a.a.O., N 2 zu
Art. 30).  Beispielsweise stehe es dem Versicherten frei und sei auch nicht
ehrenrührig, sich ungenügend um eine Arbeitsstelle zu bemühen oder eine
zumutbare Arbeit abzulehnen.  Der Arbeitslosenversicherung entstehe hieraus
trotzdem ein Schaden, der zu einer angemessenen Leistungsreduktion führen
müsse.  Gerade um unterschiedlichen Verhältnissen und Verschuldensgraden mit
der nötigen Differenzierung Rechnung tragen zu können, sei die Spanne der
Einstellungsfristen möglichst weit zu fassen.  Daher hat auch leichte
Fahrlässigkeit bei ungenügenden Arbeitsbemühungen nach Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG
zu einer Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu führen.

 

  e) Aus diesen Ausführungen
folgt, dass die Praxis des Berner Verwaltungsgerichts zu Art. 30 Abs. i lit. c
AVIG (BVR 1991 S. 83 f.), welcher sich die Vorinstanz anschloss der Regelung
des Arbeitslosenversicherungsgesetzes und der besicht des Gesetzgebers
zuwiderläuft. er kantonale Escheid verletzt daher insoweit Bundesrecht, als er
die leichte Fahrlässigkeit  von Sanktionen befreit." (DTF 124 V
231-233)

 

                                         Nella
sentenza citata il TFA ha poi stabilito che tre ricerche di lavoro
qualitativamente valide in un periodo di controllo sono insufficienti ed ha
sottolineato:

 

" 
Die Beschwerdegegnerin weist im Monat Juni 1994
lediglich drei Bewerbungen auf. Dies ist quantitativ ungenügend, verlangen doch
einige Kassen durchschnittlich 10 bis 12 Bemühungen im Monat (Gerhards,
a.a.O. N 15 zu Art. 17).  Das Alter der Versicherten erschwert zwar die
Erfolgsaussichten, hindert sie aber nicht daran, intensiver nach einer Stelle
Ausschau zu halten (ARV 1980 Nr.- 45 S. 112 Erw. 2; Gerhards,
a.a.O.,. N 14 zu Art. 17).  Massgebend ist einzig die ausreichende Intensität
der Bemühungen und nicht deren Erfolg.  Dass die Verwaltung keine aktive
Hilfeleistung geboten hat, vermag die Beschwerdegegnerin ebenfalls nicht von
der ihr obliegenden Pflicht zur Schademinderung zu befreien.  Die von der
Verwaltung verfügte Einstellung im unteren Bereich des leichten Verschuldens
ist Rechtens und trägt den gesamten Umständen des Falles angemessen Rechnung. 
Damit ist der Entscheid der Vorinstanz aufzuheben." (DTF 124 V 234)

                                         La Cassa
di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione.

                                         Infine,
nella sentenza citata, il TFA ha stabilito che l'amministrazione prima di
applicare l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato
di intensificare le ricerche di lavoro ed ha rilevato:

 

" 
Eine der Einstellung vorangehende Mahnung ist in
der Arbeitslosenversicherung nicht vorgesehen.  Insofern besteht ein
Unterschied zur Invalidenversicherang, welche in Art. 31 IVG ausdrücklich ein
Mahn- und Bedenkzeitverfahren vorsieht (vgl.  BGE 122 V 218).  Dieses Verfahren
ist unter anderem deswegen sinnvoll, weil der Versicherte sonst unter Umständen
von einem ablehnenden Verwaltungsakt überrascht würde.  Anders sind die
Verhältnisse in der Arbeitslosenversicherung; hier wird der Versicherte von
Anfang an auf seine Pflichten, insbesondere auf diejenige zur Stellensuche,
aufmerksam gemacht (Art. 19 Abs. 4 AVIV in der bis Ende 1996 gültig gewesenen
Fassung, nunmehr Art. 20 Abs. 4 AVIV).  Ferner pflegt er wegen der Erfüllung
der Kontrollvorschriften Kontakt zum zuständigen Arbeitsamt.  Deshalb ist es
nicht notwendig, vor einer Einstellung eine Mahnung auszusprechen, auch dann
nicht, wenn die Verwaltung in den vorangegangenen Kontrollperìoden ungenügende
Arbeitsbemühungen nicht sanktioniert hat.  Das Eidgenössische  
Versicherungsgericht hat denn auch in ständiger Praxis (nicht veröffentlichte
Urteile M. vom 23. Juni 1989, C 20/890 und N. vom 6. August 1985, C 8/85; vgl.
auch Gerhards, &.&.O., N 61 zu Art. 30) festgehalten, dass eine
Einstellung verfügt werden muss, wenn der entsprechende Tatbestand erfüllt ist;
eine blosse Verwarnung ist unzulässig.  Von dieser Rechtsprechung abzuweichen
besteht vorliegend kein Anlass." (DTF 124 V 233)

 

                             2.10.   In una sentenza del 22 ottobre 2002 nella causa N. (C
305/01), non pubblicata, il TFA ha ancora ribadito la necessità di compiere
delle ricerche di lavoro nel periodo precedente l'annuncio al collocamento. Al
riguardo la nostra Massima Istanza ha osservato:

 

" 
(…)

1. L'assuré faisant valoir des prestations d'assurance
doit, avec l'assistance de l'office du travail compétent, entreprendre tout ce qu'on
peut raisonnablement exiger de lui pour éviter le chômage ou l'abréger. Il lui
incombe en particulier de chercher du travail, au besoin en dehors de la profession
qu'il exerçait précédemment (art. 17 al. 1 LACI).

Aux termes de l'art. 30 al. 1 let. c LACI, le droit
de l'assuré à l'indemnité est suspendu lorsqu'il est établi que celui-ci ne fait
pas tout ce qu'on peut raisonnablement exiger de lui pour trouver un travail convenable.
Cette disposition trouve notamment application lorsque l'assuré n'effectue pas suffisamment
de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail
(DTA 1993 no 9 p. 87 consid. 5b, 1993 no 26 p. 184 consid. 2b, 1987 no 2 p. 41
consid. 1).

 

2. L'intimé a admis, en procédure cantonale, ne pas
avoir effectué de recherches d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat
de travail, soit du 25 juillet au 30 septembre 2000, ainsi qu'au cours des mois
de novembre et décembre 2000. Les premiers juges ont considéré qu'il n'encourait
qu'une seule mesure de suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité de chômage,
dont il convenait de fixer la durée au terme d'une appréciation globale de son comportement
pour l'ensemble des mois d'août à décembre 2000.

 

3.

3.1 La suspension du droit à l'indemnité de chômage
prévue à l'art. 30 LACI n'a pas un caractère pénal. Elle constitue une sanction
de droit administratif destinée à combattre les abus en matière d'assurance-chômage.
Comme telle, cette mesure peut être prononcée de manière répétée, sans que soit
applicable l'art. 68 CP (ATF 123 V 151 consid. 1c). Plusieurs mesures de suspension
distinctes peuvent ainsi être prononcées, sauf - et exceptionnellement - en présence
de manquements qui procèdent d'une volonté unique et qui, se trouvant dans un rapport
étroit de connexité matérielle et temporelle, apparaissent comme l'expression
d'un seul et même comportement (DTA 1999 no 33 p. 197 sv. consid. 3b, 1993 no 3
p. 22 consid. 3d et p. 25 consid. 5b; arrêt non publié F. du 25 novembre 1997
[C 61/97] consid. 5a).

 

3.2 En ce qui concerne plus particulièrement les mesures
de suspension en raison de recherches d'emploi insuffisantes, le Tribunal fédéral
des assurances a admis, avant l'abrogation de la loi fédérale du 22 juin 1951
sur l'assurance-chômage (LAC) et l'entrée en vigueur de la LACI, que des décisions
de suspension distinctes pouvaient être prises, même rétroactivement, pour chaque
mois pendant lequel l'assuré avait contrevenu à ses obligations. Selon la pratique
de l'époque, en effet, l'examen des recherches d'emploi effectuées par les personnes
assurées était mensuel, bien qu'il n'existât pas de réglementation légale sur
ce point (arrêt non publié F. du 16 novembre 1981 [C 114/80]). Il n'y a pas lieu
de modifier cette jurisprudence, implicitement confirmée à plusieurs reprises (cf.
parmi d'autres, les arrêts non publiés C. du 2 décembre 1999 [C 282/98], O. du
7 octobre 1998 [C 82/98] et B. du 4 décembre 1997 [C 128/97]), d'autant que l'obligation
de remettre chaque mois à l'office compétent la preuve des efforts entrepris en
vue de trouver un emploi est aujourd'hui expressément prévue par l'art. 26 al.
2 OACI (cf. également art. 26 al. 3 et 27a OACI). 

 

4. Après avoir négligé d'effectuer des recherches
d'emploi pendant le délai de résiliation de son contrat de travail, ce qui justifie
une première mesure de suspension dans l'exercice du droit à l'indemnité de chômage,
l'intimé a entrepris plusieurs démarches en vue de trouver du travail, de
manière à remplir provisoirement ses obligations vis-à-vis de l'assurance-chômage.
Il lui appartenait toutefois de poursuivre ses efforts pendant les mois de
novembre et décembre 2000, sans quoi il encourait de nouvelles mesures de suspension
pour chacune de ces périodes de contrôle, conformément à la jurisprudence exposée
ci-dessus (consid. 3). Les trois décisions administratives litigieuses étaient donc
en principe justifiées, contrairement à l'avis des premiers juges, le SPP et le
Groupe réclamations n'ayant par ailleurs pas fait un usage critiquable de leur pouvoir
d'appréciation en fixant la durée de la suspension à 10 jours pour les mois d'août
et septembre 2000, 5 jours pour le mois de novembre 2000, et 5 jours pour le mois
de décembre 2000 (après rectification, par le Groupe réclamations, de la sanction
prononcée par le SPP)." (STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N., C
305/01)

 

                                         In un'altra
sentenza del 15 dicembre 2003 nella causa P. (C 200/03), il TFA ha confermato
ancora una volta la necessità di compiere delle ricerche di lavoro nel periodo
precedente l'annuncio al collocamento. Al riguardo l'Alta Corte ha osservato:

 

"  (…)

3.

Nach Art. 17 Abs. 1 AVIG muss der Versicherte,
der Versicherungsleistungen beanspruchen will, mit Unterstützung des
zuständigen Arbeitsamtes alles Zumutbare unternehmen, um Arbeitslosigkeit zu
vermeiden oder zu verkürzen.

Insbesondere ist er verpflichtet, Arbeit zu
suchen, nötigenfalls auch

 ausserhalb seines bisherigen Berufes. Er muss
seine Bemühungen nachweisen können. Gemäss Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG ist der
Versicherte in der Anspruchsberechtigung einzustellen, wenn er sich persönlich
nicht genügend um zumutbare Arbeit bemüht.

 

3.1 Gemäss Rechtsprechung ist der
Einstellungsgrund nach Art. 30 Abs. 1 lit. c AVIG schon dann gegeben, wenn die
versicherte Person vor Eintritt der Arbeitslosigkeit ihren Obliegenheiten nicht
nachgekommen ist. Sie hat sich daher bereits während der Kündigungsfrist um
einen neuen Arbeitsplatz zu bewerben (ARV 2003 Nr. 10 S. 119 Erw. 1 mit
Hinweisen).

Dies wird in der Verwaltungsgerichtsbeschwerde
nicht grundsätzlich in Frage gestellt. Geltend gemacht wird vielmehr, die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen ungenügenden Arbeitsbemühungen
setze voraus, dass die Verwaltung die versicherte Person auf die Pflicht, sich
um eine neue Anstellung zu bewerben, und die bei Unterlassung drohende Sanktion
aufmerksam gemacht habe. Ohne diesen Hinweis könne die versicherte Person den
besagten Einstellungstatbestand nicht erfüllen.

 

3.2 Nach konstanter Praxis des Eidgenössischen
Versicherungsgerichts, von der abzuweichen kein Anlass besteht, muss sich die
versicherte Person gemäss ihrer Schadenminderungspflicht auch die vor der
Meldung auf dem Arbeitsamt unterlassenen Stellenbewerbungen entgegenhalten
lassen (ARV 1982 Nr. 4 S. 40 Erw. 2b, 1981 Nr. 29 S. 127 Erw. 2a; zuletzt:
unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22.
Oktober 1998, C 267/98). Die Pflicht der Versicherungsleistungen
beanspruchenden Person zur Arbeitssuche - als Teil der Schadenminderungspflicht
- ergibt sich direkt aus dem Gesetz (Art. 17 Abs. 1 AVIG). Die versicherte
Person kann sich daher insbesondere nicht damit exkulpieren, nicht gewusst zu
haben, dass sie schon vor Aufnahme der Stempelkontrolle zur ernsthaften
Arbeitssuche verpflichtet war und nicht darauf aufmerksam gemacht worden sei
(unveröffentlichte Urteile C. vom 23. Januar 2003, C 280/01, und S. vom 22.
Oktober 1998, C 267/98; vgl. auch ARV 1980 Nr. 44 S. 109). Diese
Rechtsauffassung verstösst entgegen der Verwaltungsgerichtsbeschwerde nicht
gegen die Europäische Menschenrechtskonvention. Sodann ist auch BGE 124 V 233
Erw. 5b nicht so zu verstehen, dass nur ein ab der Anmeldung gezeigtes
Verhalten die Schadenminderungspflicht verletzen und zu einer Einstellung
führen kann. Die weiteren Vorbringen des Beschwerdeführers rechtfertigen
ebenfalls keine andere Betrachtungsweise. Das gilt namentlich auch für den
Hinweis auf die gesetzliche Regelung, wonach die versicherte Person die
Kontrollvorschriften erst ab der Anmeldung zu erfüllen hat (Art. 17 Abs. 2
AVIG). Zweck der Kontrollvorschriften ist es, die versicherte Person dazu zu
bringen, sich den offiziellen Vermittlungseinrichtungen zur Verfügung zu
stellen, und die materiellen Anspruchsvoraussetzungen der Arbeitslosigkeit und
der Vermittlungsfähigkeit überprüfen zu können (Thomas Nussbaumer,
Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR],
Soziale Sicherheit, Rz 259). Dies schliesst eine Einstellung in der
Anspruchsberechtigung wegen vor der Anmeldung unterlassenen Arbeitsbemühungen
nicht aus. Gemäss Art. 20 Abs. 1 lit. d AVIV hat die versicherte Person denn
auch bei der Anmeldung den Nachweis ihrer Bemühungen um Arbeit vorzulegen. Dies
verdeutlicht, dass die Pflicht zur Stellensuche bereits vor der Anmeldung und
den damit gegebenenfalls verbundenen behördlichen Hinweisen besteht. Wollte man
der vom Beschwerdeführer vertretenen Auffassung folgen, stünde es im Belieben
der versicherten Person, nach Erhalt der Kündigung mit der Anmeldung - diese
ist spätestens am ersten Tag, für den Arbeitslosenentschädigung beansprucht
wird, vorzunehmen (Art. 17 Abs. 2 in Verbindung mit Art. 7 Abs. 2 lit. a AVIG)
- zuzuwarten und damit vorläufig auf Arbeitsbemühungen verzichten zu können,
ohne deswegen eine Einstellung gewärtigen zu müssen. Dies widerspricht der
Zielrichtung des Gesetzes.

 

4.

Das Anstellungsverhältnis des Beschwerdeführers
war bis 31. Dezember 2002 befristet, welcher Beendigungszeitpunkt ihm überdies
durch Mitteilung des Arbeitgebers vom 24. September 2002 bestätigt wurde. Dies
ist ebenso unbestritten wie die Feststellung im Einspracheentscheid und im
kantonalen Gerichtsentscheid, wonach der Versicherte für die drei folgenden Monaten
Oktober bis Dezember 2002 gesamthaft sechs Stellenbewerbungen aufzuweisen hat.

Wie das beco im Einspracheentscheid vom 7. April
2003 zutreffend dargelegt hat, ist eine allgemein gültige Aussage über die
erforderliche Mindestanzahl an Bewerbungen nicht möglich. Ob die
Arbeitsbemühungen quantitativ genügen, beurteilt sich vielmehr nach den
konkreten Umständen (Nussbaumer, a.a.O., S. 256 Fn 1330; vgl. auch ARV 1990 Nr.
5 S. 38).

Im vorliegenden Fall führt dies mit Verwaltung
und Vorinstanz zu der Feststellung, dass lediglich sechs Bewerbungen in einem
Zeitraum von drei Monaten selbst dann nicht zu genügen vermögen und dies der
versicherten Person zum Verschulden gereicht, wenn sie in diesem Zeitraum noch
in der bisherigen vollzeitlichen Anstellung tätig war und deshalb die
Stellensuche allenfalls erschwert war. Der Beschwerdeführer ist nach der
Beendigung des bestehenden Arbeitsverhältnisses arbeitslos geworden und hat
Leistungen der Arbeitslosenversicherung in Anspruch genommen, wofür die
unterlassenen Arbeitsbemühungen als mit kausal zu betrachten sind. Es hat daher
eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung zu erfolgen.

Soweit der Beschwerdeführer hiegegen vorbringt,
die Verwaltung habe ihn ungenügend und falsch über seine Pflichten informiert,
weshalb keine Sanktion erfolgen dürfe, kann ihm ebenfalls nicht gefolgt werden.
Eine allenfalls unvollständige Information vermöchte ihn im Lichte der
vorstehenden Darlegungen (Erw. 3.2) nicht zu entlasten. Was die angeblich
falsche Auskunft betrifft, hat der Versicherte im kantonalen Verfahren ein
Telefonat mit der Verwaltung erwähnt. Dieses betraf aber nach seiner eigenen
Darstellung den Zeitpunkt der Anmeldung und nicht die hier interessierende Frage
der Arbeitsbemühungen, weshalb sich daraus von vornherein auch nach Treu und
Glauben nichts zu seinen Gunsten ergibt. Dies gilt unbesehen von der
Richtigkeit der Auskunft und ohne dass die weiteren Voraussetzungen für den
Vertrauensschutz infolge falscher behördlicher Auskunft (vgl. BGE 127 I 36 Erw.
3a, 126 II 387 Erw. 3a, 121 V 66 Erw. 2a mit Hinweisen; RKUV 2000 Nr. KV 126 S.
223) geprüft werden müssten.

5.

Die Dauer der Einstellung bemisst sich nach dem
Grad des Verschuldens (Art. 30 Abs. 3 AVIG) und beträgt 1 bis 15 Tage bei
leichtem, 16 bis 30 Tage bei mittelschwerem und 31 bis 60 Tage bei schwerem
Verschulden (Art. 45 Abs. 2 AVIV).

Der Beschwerdeführer hat sich während immerhin
drei Monaten nicht genügend um Arbeit bemüht. Verwaltung und Vorinstanz haben
deswegen mit einer der Praxis entsprechenden pauschalen, aber ausreichenden
Begründung auf ein leichtes Verschulden im mittleren Rahmen geschlossen und die
Dauer der Einstellung auf 10 Tage festgesetzt. Ein triftiger Grund, welcher
eine abweichende Ermessensausübung als näher liegend erscheinen liesse (BGE 126
V 362 Erw. 5d mit Hinweis), wird nicht geltend gemacht und ergibt sich auch
nicht aus den Akten. Dies führt zur Abweisung der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde."

(STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P., C
200/03)

 

                             2.11.   Nella presente evenienza risulta dagli atti all'incarto che
l'assicurato ha lavorato in qualità di aiuto-cuoco presso __________ SA di __________
dal 20 dicembre 2003 al 18 gennaio 2004, data quest'ultima nella quale ha
ricevuto dal datore di lavoro la lettera di licenziamento (cfr. doc. X 1h).

In seguito, egli ha lavorato in qualità di cuoco
presso l'__________ di __________, dal 25 gennaio 2004 al 31 marzo 2004, così
come previsto dal contratto di durata determinata sottoscritto dalle parti in
data 15 febbraio 2004 (cfr. doc. X 1l).

                                         Egli si è
poi iscritto in disoccupazione a decorrere dal 2 aprile 2004, dichiarando di
cercare un'occupazione come giardiniere, operaio edile (cfr. doc. X 1g).

 

                                         Al
momento del suo annuncio per il collocamento l'assicurato non ha consegnato
all'amministrazione nessuna ricerca per il periodo precedente l'iscrizione in
disoccupazione. Egli ha comunque comunicato al proprio consulente del personale
di avere effettuato delle ricerche di lavoro telefoniche e che avrebbe
provveduto ad apportarne le prove in occasione dell'incontro successivo (cfr.
doc. X 1f). Il 7 maggio 2004 l'assicurato ha consegnato all'amministrazione due
ricerche di lavoro svolte nel mese di marzo 2004 precedente l'iscrizione in
disoccupazione (cfr. doc. X 1e).

                                         L'amministrazione,
con decisione formale del 7 maggio 2004, ha sospeso il ricorrente dal diritto
alle indennità di disoccupazione per 11 giorni (cfr. doc. A38).

                                         Tale
provvedimento è stato poi parzialmente modificato con decisione su opposizione
del 24 giugno 2004, con la quale l'amministrazione ha ritenuto valide e
sufficienti le prove addotte dall'assicurato relative alle ricerche di lavoro
da lui compiute telefonicamente durante il mese di febbraio 2004, comprovate
dai tabulati telefonici prodotti dall'assicurato, motivo per il quale la
sanzione di 11 giorni è stata ridotta a 7 giorni di sospensione dal diritto
alle indennità di disoccupazione (cfr. doc. VII 2).

 

                                         L'art. 42
LPGA (norma di procedura che entra immediatamente in vigore; cfr. consid.
2.2.), prevede che le parti hanno il diritto di essere sentite. Non devono
obbligatoriamente essere sentite prima di decisioni impugnabili mediante
opposizione.

 

                                         A tale
proposito in una sentenza del 23 giugno 2003 nella causa S. (C 49/03) l'Alta
Corte ha rilevato che:

 

" 
Die Sache geht daher an die Arbeitslosenkasse
zurück, damit sie nach Erfüllung des Gehörsanspruchs erneut über eine
allfällige Einstellung in der Anspruchsberechtigung wegen selbstverschuldeter
Arbeitslosigkeit befinde. In diesem Rahmen kommt nunmehr Art. 42 Satz 2 ATSG
zur Anwendung, wonach die Gewährung des rechtlichen Gehörs ins
Einspracheverfahren verschoben ist (Kieser, a.a.O. Art. 42 Rz. 24)."

 

                                         In una sentenza del 22 dicembre 2003 nella causa J. (H 272/03) il
TFA, al consid. 3.3., si è così espresso:

 

" 
(…) Selon un principe général de la procédure
administrative, l'autorité n'est pas tenue d'entendre les parties avant de
prendre une décision susceptible d'être frappée d'opposition (art. 30 al. 2
let. b PA). Ce principe est aujourd'hui spécifiquement consacré, en matière
d'assurances sociales, à l'art. 42 2ème phrase LPGA."

 

                                         Nel caso di specie, il 7
aprile 2004 il consulente del personale dell'assicurato gli ha inviato una
"Richiesta di giustificazione" con la quale gli ha richiesto di
motivare le insufficienti ricerche di lavoro relative ai mesi di gennaio,
febbraio e marzo 2004 entro il 7 maggio 2004, precisando che
oltre questa data l'autorità cantonale avrebbe deciso sulla base degli atti in
suo possesso e menzionando espressamente l'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il
quale prevede proprio la sospensione di un assicurato nel caso in cui non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata (cfr. doc. X 4.1).

 

                                         Nella
presente fattispecie il TCA constata che l'amministrazione, inviando
all'assicurato la richiesta di giustificazione citata (cfr. doc. X 4.1), ha
dato al ricorrente la possibilità di esprimersi prima di pronunciare la
sanzione.

                                         Dunque il
diritto di essere sentito dell'assicurato è stato rispettato già prima
dell'emanazione della decisione formale, conformemente alla chiara
giurisprudenza federale emessa prima dell'entrata in vigore della LPGA (cfr. STFA
del 6 agosto 2002 nella causa C., C 91/02, consid. 1a; RAMI
2002 pag. 77, consid. 3d, pag. 83; SVR 2002 ALV Nr. 4 pag. 9; DTF 126 V 130 =
SVR 2001 ALV Nr. 12 pag. 37), che mantiene comunque, in talune circostanze, la
sua validità anche successivamente (cfr. U. Kieser, op. cit., ad art. 42, n.
1-28; Th. Locher, "Grundriss des
Sozialversicherungsrechts", Ed. Staempfli Verlag AG, Berna 2003, pag. 466
n° 53 e 54).

 

                             2.12.   Dagli
atti di causa risulta che l'assicurato si è iscritto per il collocamento a
partire dal 2 aprile 2004 (cfr. doc. X 1g).

                                         In precedenza, a partire
dal 20 dicembre 2003, egli aveva lavorato in qualità di aiuto-cuoco presso la
società __________ SA di __________, fino al 18 gennaio 2004, data nella quale,
conformemente a quanto indicato nella lettera di disdetta datata 14 gennaio
2004 (cfr. doc. X 1h), si è interrotto il rapporto di lavoro a causa della non
conformità del profilo dell'assicurato alle aspettative del datore di lavoro.

In seguito, l'assicurato ha lavorato, tramite un contratto di
durata determinata, presso l'__________ di __________, in qualità di cuoco, dal
25 gennaio 2004 al 31 marzo 2004 (cfr. doc. X 1l).

Il 7 aprile 2004 l'assicurato, in occasione del primo appuntamento
presso l'URC, non ha saputo comprovare nessuna ricerca di lavoro per il periodo
precedente l'annuncio al collocamento (mesi di gennaio, febbraio e marzo 2004),
informando tuttavia il proprio consulente del personale di avere effettuato
alcune ricerche di lavoro per telefono e di poterne apportare la prova al
colloquio seguente (cfr. doc. X 1f). E in effetti, all'appuntamento del 7
maggio 2004 l'assicurato ha consegnato all'amministrazione due lettere di
risposta, entrambe purtroppo negative, ricevute da due potenziali datori di
lavoro contattati durante il mese di marzo 2004: una risposta, datata 11 marzo
2004, ricevuta dal __________ di __________ (cfr. doc. A6) e un'altra, datata
25 marzo 2004, dell'__________ di __________ (cfr. doc. A7).

                                         In sede di opposizione
l'assicurato ha trasmesso all'amministrazione una lista di datori di lavoro
contattati telefonicamente nei mesi in questione ed i relativi tabulati
telefonici comprovanti le avvenute comunicazioni (cfr. doc. III A35).
L'amministrazione, valutata la documentazione prodotta, ha ritenuto valide le
ricerche di lavoro svolte dall'assicurato durante il mese di febbraio 2004,
giungendo quindi alla conclusione, nella decisione su opposizione del 24 giugno
2004, che egli debba essere sanzionato per mancate ricerche durante il mese di
gennaio 2004 (non è stata infatti comprovata nessuna telefonata ai datori di
lavoro indicati dal ricorrente) e per insufficienti ricerche nel mese di marzo
2004 (solo due ricerche di lavoro dimostrate tramite le risposte scritte
inviate dai potenziali datori di lavoro contattati dal ricorrente), mentre
invece non debba ricevere nessuna sanzione per quanto concerne le ricerche del
mese di febbraio 2004, per un totale di 7 giorni di sospensione dal diritto
all'indennità di disoccupazione (cfr. doc. A1).

 

                                         Con il proprio ricorso
(cfr. doc. I), l'assicurato ha inviato al TCA le prove scritte delle ricerche
da lui svolte durante il mese di gennaio 2004 e marzo 2004, osservando di avere
corretto alcune imprecisioni risultanti sul precedente elenco dei datori di
lavoro da lui contattati trasmesso all'amministrazione. In particolare, egli ha
trasmesso copia di otto conferme scritte, sottoscritte dai potenziali datori di
lavoro (tutti alberghi e ristoranti situati a __________) presso i quali
l'assicurato si è recato personalmente nel corso del mese di gennaio 2004 al
fine di reperire una nuova attività, attestanti le avvenute ricerche di lavoro
(cfr. doc. I A10-A17).

                                         L'amministrazione al
riguardo non ha formulato nessuna osservazione, limitandosi a rilevare, in sede
di decisione su opposizione che dai tabulati telefonici non emerge che
l'assicurato abbia contattato, nel mese di gennaio 2004, i potenziali datori di
lavoro da lui indicati (cfr. doc. A1), mentre in sede di risposta di causa non
ha fatto che riconfermare le motivazioni riportate nella decisione su
opposizione (cfr. doc. VII).

 

                                         A tal
proposito, occorre osservare che, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.5.),
la giurisprudenza esige che gli assicurati comprovino le ricerche di lavoro
effettuate di persona tramite l'apposizione del timbro da parte del potenziale
datore di lavoro o tramite qualsiasi altra prova scritta che dimostri che la
ricerca è effettivamente avvenuta; anche in caso di ricerca telefonica, occorre
che l'assicurato possa riuscire a comprovare questa ricerca mediante una
successiva conferma per iscritto (cfr. DLA 1988 p. 95).

 

Tutto ben considerato, a mente del TCA le ricerche di lavoro
compiute di persona dall'assicurato durante il mese di gennaio 2004 e
comprovate dall'apposizione della firma e del timbro del datore di lavoro
contattati sulle lettere prodotte dall'assicurato (cfr. doc. VII A10-A17) devono
essere ritenute sforzi sufficienti al fine di reperire un nuovo lavoro e non
possono quindi essere oggetto di sanzione.

 

Lo stesso discorso non può invece valere per il mese di marzo
2004, mese per il quale l'assicurato ha potuto dimostrare di avere compiuto
unicamente due ricerche di lavoro, confermate dalle risposte scritte, con esito
negativo, inviate l'11 marzo 2004 e il 25 marzo 2004 da due potenziali datori
di lavoro contattati dall'assicurato (cfr. doc. A6 e doc. A7).

 

Ora, pur considerando l'impegno profuso dal ricorrente
nell'intento di trovare un nuovo posto di lavoro durante i tre mesi compresi
fra gennaio e marzo 2004 durante i quali ha lavorato tramite un contratto a
tempo determinato della durata di tre mesi presso l'__________ di __________ e
pur tenendo conto della difficile situazione famigliare dell'assicurato
(problemi di salute della moglie), secondo questo Tribunale, alla luce della
giurisprudenza federale citata (cfr. consid. 2.5.-2.6. e 2.9-2.10.) egli
avrebbe dovuto compiere maggiori sforzi al fine di trovare una nuova
occupazione durante il mese di marzo 2004, quando il rapporto di lavoro a tempo
determinato stava ormai per scadere e il rischio di ritrovarsi senza lavoro
diveniva sempre più reale.

 

Va comunque sottolineato che per il mese di
gennaio 2004, anche qualora l’assicurato non fosse stato in grado di comprovare
le ricerche di lavoro, una sanzione di 4 giorni sarebbe stata eccessiva.
Infatti l’obbligo di cercare lavoro è iniziato soltanto al momento del
licenziamento ricevuto dalla società __________ SA di __________, vale a dire in data 18 gennaio 2004.

 

                             2.13.   Il ricorrente ha dunque
violato l'obbligo di ridurre il danno nel periodo precedente l'annuncio al
collocamento (cfr. consid. 2.5.).

                                         Di conseguenza
l'assicurato deve essere sospeso dal diritto all'indennità di disoccupazione.

                                         Nel caso concreto, l'URC
ha inflitto all'assicurato una sospensione di 7 giorni, conformemente alle
direttive in vigore (cfr. consid. 2.8.).

Nel caso di specie, tuttavia, occorre rilevare che l'amministrazione
ha inflitto all'assicurato una sospensione di 7 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione così composta: 4 giorni per mancate ricerche di
lavoro nel mese di gennaio 2004 e 3 giorni per insufficienti ricerche nel mese
di marzo 2004, mentre invece, come visto in precedenza (cfr. consid. 2.12.),
l'assicurato ha realmente svolto delle ricerche di lavoro durante il mese di
gennaio 2004, come confermato da alcuni potenziali datori di lavoro tramite
degli scritti recanti la loro firma e il loro timbro (cfr. doc. VII A10-A17).

L'amministrazione, pertanto, avrebbe dovuto
infliggere all'assicurato una sanzione unicamente per insufficienti ricerche di
lavoro durante il mese di marzo 2004, infrazione che, in base alle direttive in
vigore, comporta una sanzione minima di 3 giorni.

Di conseguenza, tutto ben considerato, questo
Tribunale ritiene che la sanzione di 7 giorni di sospensione dal diritto alle
indennità di disoccupazione inflitta all'assicurato non rispetta il principio
della proporzionalità (cfr. consid. 2.7.) e va pertanto ridotta a 3 giorni.

 

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                 1.-   Il ricorso
è parzialmente accolto.

                                         § La decisione dell'URC di __________
del 24 giugno 2004 è riformata nel senso che RI 1 è sospeso per 3 giorni dal
diritto alle indennità di disoccupazione.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti