# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c4445d98-4eda-5ad8-bff3-b446df8432f4
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-04-15
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 15.04.1998 52.1998.2
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-2_1998-04-15.html

## Full Text

Incarto n.

  52.98.00002

   

  	
  Lugano

  15 aprile 1998

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo
  Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna e Stefano Bernasconi

  

 

	
  Segretario:

  	
  Thierry
  Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sul ricorso  31 dicembre 1997 di

 

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la
  risoluzione 9 dicembre 1997 (n. 6336) del Consiglio di Stato, che ha respinto
  l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso il rifiuto anticipato 1°
  ottobre 1997 del rinnovo del suo permesso di dimora da parte del Dipartimento
  delle istituzioni, Sezione degli stranieri;

  

 

 

viste le risposte:

-      9 gennaio 1998 del Consiglio di
Stato,

-    12 gennaio 1998 della Sezione degli
stranieri;

 

 

letti
ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                         che __________, cittadina
italiana nata il __________, è entrata in Svizzera il 15 settembre 1994,
stabilendosi a __________;

 

 

che a partire da quella data essa ha beneficiato di un
permesso di dimora B, in seguito regolarmente rinnovato, a scopo di lavoro per
l'attività di tecnico multimediale presso la succursale di __________ della
__________;

 

 

che il 1° ottobre 1997 il Dipartimento delle istituzioni,
Sezione degli stranieri - constatato in sostanza che la titolare sarebbe senza
lavoro dal gennaio 1996 beneficiando delle prestazioni erogate
dall'assicurazione contro la disoccupazione (LADI) - le ha comunicato il
diniego del rinnovo del permesso di dimora al momento della scadenza prevista
per il 14 marzo 1998, ritenuto inoltre che non si evincerebbero concreti motivi
atti a concludere la sua impossibilità di rientrare in Italia;

 

 

che il 10 ottobre 1997 __________ è insorta contemporaneamente
sia davanti al Consiglio di Stato sia direttamente al Tribunale cantonale amministrativo
chiedendo - previa concessione dell'effetto sospensivo - l'annullamento del
provvedimento, l'audizione personale, e il riconoscimento del diritto di
domicilio in Ticino in base al suo nuovo progetto di attività lucrativa indipendente.
Sostiene inoltre che il Consiglio di Stato - quale vertice della pubblica
amministrazione - non adempierebbe i requisiti per statuire sulle controversie
amministrative, non essendo un tribunale indipendente e libero di sindacare i
fatti ed il diritto: donde la sua proposta di ricusa;

 

 

che il 16 dicembre 1997 lo scrivente Tribunale, in ossequio
al doppio grado giurisdizione, ha dichiarato irricevibile il gravame e lo ha
trasmesso al Consiglio di Stato per competenza;

 

 

che con giudizio 9 dicembre 1997 il Consiglio di Stato ha confermato
il provvedimento dipartimentale, respingendo l'impugnativa interposta da
__________;

 

 

che contro la predetta pronunzia governativa la soccombente
si è aggravata davanti al Tribunale cantonale amministrativo chiedendone
l'annullamento e postulando il rilascio di un permesso di domicilio
subordinatamente il rinnovo del permesso di dimora  a partire dal 14 settembre
1998;

 

 

che il Consiglio di Stato si è opposto all'accoglimento
dell'impugnativa;

 

 

che ad identica conclusione è pervenuta la Sezione degli stranieri
con argomentazioni che saranno riprese - ove occorresse - nei considerandi che
seguono;

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                         che il ricorso è rivolto
contro l'anticipato rifiuto del rinnovo del permesso di dimora di __________ da
parte della Sezione degli stranieri;

 

 

che tale provvedimento non si configura quale revoca ai sensi
dell'art. 9 cpv. 2 LDDS, nella misura in cui lo straniero o la straniera può
risiedere legalmente nel nostro Paese fino alla scadenza del suo permesso;

 

 

                                         che tale permesso è
scaduto il 14 marzo 1998;

 

 

che, pertanto, la ricorrente non ha più un interesse pratico
e attuale all'annullamento del giudizio impugnato;

 

 

                                         che il gravame è dunque da
dichiarare ormai privo d'oggetto;

 

 

che anche se si volesse considerare tale permesso come non
ancora scaduto e - di riflesso - l'esistenza di un interesse pratico e attuale
della ricorrente al suo rinnovo, oppure se si volesse prendere in
considerazione una decisione di non rinnovo del permesso, il ricorso è in tutti
i casi irricevibile;

 

 

                                         che difatti in materia di
diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo a
statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di essere
impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (cfr.
art. 1 della Legge transitoria di applicazione dell'art. 98a della legge
federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto degli stranieri,
del 12 marzo 1997);

 

 

che giusta l'art. 100 lett. b n. 3 OG, in materia di polizia
degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale non
è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi al cui ottenimento la
legislazione federale non conferisce alcun diritto;

 

 

                                         che la ricorrente non ha
il diritto di vedersi rinnovato il permesso di dimora o il rilascio di un
permesso di domicilio, dal momento che la legislazione interna non accorda di
principio agli stranieri un diritto all'ottenimento o al rinnovo di un permesso
per poter risiedere o per poter svolgere un'attività lucrativa in suolo
elvetico, a meno che la legge non lo preveda espressamente (DTF 118 Ib 145);

 

 

che l'insorgente non è coniugata con cittadino svizzero o con
straniero domiciliato e non possiede il permesso di dimora da almeno cinque
anni (artt. 7 e 17 LDDS);

 

 

che né il Trattato di domicilio e consolare tra la Svizzera e
l'Italia del 22 luglio 1868, né la Dichiarazione 5 maggio 1934 concernente
l'applicazione del Trattato citato, e nemmeno l'Accordo tra la Svizzera e
l'Italia relativo all'emigrazione dei lavoratori italiani in Svizzera del 10
agosto 1964 conferiscono alla ricorrente un diritto all'ottenimento del rinnovo
del permesso di dimora o al rilascio del permesso di domicilio;

 

 

che inoltre l'art. 8 CEDU non trova applicazione in specie,
l'insorgente non avendo relazioni famigliari in Svizzera;

 

 

che, in conclusione, il ricorso presentato avanti a questo
Tribunale va pure dichiarato irricevibile;

 

 

che il caso in rassegna non si apparenta a quello di
__________ richiamato dall'insorgente (inc. n. 52.97.174), tale vertenza avendo
per oggetto una domanda di ricusa,

 

 

che, visto l'esito, il gravame non necessita pertanto
ulteriore disamina;

 

 

                                         che, date le particolarità
della fattispecie, si rinuncia a prelevare una tassa di giustizia e ad
incassare le spese di procedura;

 

 

 

Per
questi motivi,

visti
gli art. 98a OG; art. 1 della Legge transitoria d'applicazione dell'art. 98a
della legge federale sull'organizzazione giudiziaria in materia di diritto
degli stranieri del 12 marzo 1997; il Tratto di domicilio e consolare tra la
Svizzera e l'Italia del 22 luglio 1868; la Dichiarazione 5 maggio 1934
concernente l'applicazione del Trattato citato; l'Accordo tra la Svizzera e
l'Italia relativo all'emigrazione dei lavoratori italiani in Svizzera del 10 agosto
1964; 8 CEDU; 7, 9, 17 LDDS; 3, 28 e 60 PAmm;

 

 

dichiara e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

 

                                   2.   Non si prelevano tasse, né
spese.

 

	
   

                                      3.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per
il Tribunale cantonale amministrativo

Il
presidente                                                             Il
segretario