# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f53728fc-c346-5c52-bec2-08d15ec93da6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-10-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 30.10.2008 INC.2008.31904
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2008-31904_2008-10-30.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2008.31904

  	
  Lugano

  30 ottobre 2008

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 21/22 ottobre 2008 da

  
						

 

 

	
   

  	
  __________

  
	
   

  	
   

  e qui trasmessa con preavviso negativo del 27 ottobre 2008
  dal

   

  Procuratore pubblico Fiorenza Bergomi, Lugano

  

 

 

viste le osservazioni delle
difesa 28 ottobre 2008;

 

 

visto l’incarto MP __________;

 

 

ritenuto,

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

Per quanto riguarda i fatti si può fare riferimento alla
decisione 14 agosto 2008 di questo giudice (inc. GIAR 319.2008.3, doc. 5).

 

“A.

 

__________ è stata arrestata il 30 giugno 2008 in quanto accusata di truffa
(a seguito di denuncia 19 ottobre 2007 della __________) dal Procuratore
pubblico, dopo essere stata interrogata in mattinata dalla __________ e il
pomeriggio dal magistrato inquirente. Lo stesso giorno è pure stato arrestato
il coniuge dell’istante, __________, per lo stesso titolo di reato.

 

__________, che sarebbe stata vittima il 24 maggio 1993
di un incidente sul lavoro agli arti superiori (ustione con la soda caustica
che le avrebbe provocato ustioni di 2° e 3° grado) – a seguito del quale
sarebbero sarebbe stata ritenuta inabile al lavoro manuale e sarebbero
intervenute a vario titolo diverse compagnie assicurative che le hanno fornito
prestazioni di natura pecuniaria (tra cui __________) – è accusata di avere
ingannato tali istituti assicurativi, autoinfliggendosi delle ferite agli arti
superiori (da sola e con l’aiuto del marito) al fine di simulare una
aggravamento delle conseguenze dell’incidente originario e così ottenere il
versamento di prestazioni assicurative, altrimenti non dovute, e tentato di
percepire, con le stesse modalità, una rendita per grandi invalidi.

 

Il 16.7.2003 avrebbe ottenuto dal datore di lavoro, in
via giudiziaria, anche un’indennità per danni non assicurati di CHF 541'365.25.

 

“L’8.6.2006, per valutare la richiesta di indennità per
grandi invalidi rispettivamente per chiarire la particolare “anomala”
situazione [“In sostanza (…) usciva dall’ospedale in fase di netta
guarigione ed ai controlli ambulatoriali ai quali si presentava in seguito, le
condizioni delle sue mani e dei suoi avambracci risultavano di nuovo ex ante”
(denuncia penale 19.10.2007, p. 3)], __________ sarebbe stata visitata dal __________.
Il perito avrebbe rilevato l’impossibilità soggettiva di muovere braccia e mani
e concreti indizi di lesioni autoinflitte; avrebbe consigliato un’osservazione
costante della denunciata, con documentazione fotografica mensile del decorso
delle lesioni.

L’__________ avrebbe proceduto alle verifiche presso
l’abitazione di __________ il 15.9.2006, il 28.11.2006, il 22.1.2007, il
16.2.2007 ed il 30.4.2007. All’inizio di aprile 2007 __________ avrebbe incaricato
l’agenzia investigativa __________, di monitorare la denunciata durante i soggiorni
in __________. Il controllo effettuato nel periodo 6.-22.4.2007 e 21.-24.5.2007
avrebbe permesso di evidenziare come trascorresse il tempo tra lavori di
giardinaggio, faccende di casa, passeggiate con il cane e spese al mercato,
con, quindi, piena mobilità e funzionalità degli arti superiori, che non avrebbero
presentato fasciature o lesioni sanguinolente.

L’8.6.2007 la denunciata sarebbe stata nuovamente
visitata dal __________ che avrebbe attestato che la mobilità attiva non poteva
essere stabilita perché aveva abbozzato tentativi di movimento appena accennati
e che, inoltre, ogni tentativo di mobilità passiva provocava forti dolori ed il
ritrarsi dell’arto. 

Il denunciante, alla luce di questa situazione, ha
ritenuto autoinflitte le lesioni ed inesistenti le problematiche motorie e/o
funzionali: non ci sarebbe stata alcuna limitazione delle funzioni di braccia e
mani. Sarebbe stata completamente abile al lavoro e, quindi, l’avrebbe truffato
per quasi quindici anni di oltre CHF 300'000.-- e tentato di truffare (in capo
alla richiesta di una rendita per grandi invalidi) per una somma tra CHF
154'953.-- e CHF 309'906.-- (con l’aiuto, forse, del marito, che – da quando la
denunciata ha ottenuto le rendite assicurative – avrebbe cessato ogni attività
lucrativa). __________ che si è costituito parte civile nel procedimento,
avrebbe sospeso il versamento delle prestazioni a partire dal 31.7.2007” (Inc. CRP
60.2008.72, sentenza 16 giugno 2008, p. 2 e 3).

 

B.

 

Giova a questo punto ricordare che a seguito della
denuncia penale 19 ottobre 2007 della __________ altro PP aveva decretato il 21
febbraio 2008, non luogo a procedere in capo al suddetto procedimento penale,
in considerazione del carattere solo civile, rispettivamente
amministrativo-assicurativo della vertenza (__________). Contro tale decisione
era insorta la __________ con istanza di promozione dell’accusa 3/4 marzo 2008
alla Camera dei ricorsi penali che, con sentenza 16 giugno 2008 (inc. CRP
60.2008.72), aveva annullato il decreto di non luogo a procedere 21 febbraio
2008, promovendo nei confronti dell’istante l’accusa per titolo di truffa e
ordinando che l’istruzione del processo dovesse aver luogo per opera di altro
PP.

 

C.

 

Con la richiesta di conferma dell’arresto 1° luglio
2008 il magistrato inquirente ha promosso a __________ l’accusa per titolo di
truffa aggravata, sub. semplice, consumata e tentata (ai sensi dell’art. 146
cpv. 1 e 2 CP) “in relazione ai fatti oggetto di denuncia di data 19 ottobre
2007 presentata da __________, come pure da quanto emerge dallo scritto di data
26/27 giugno 2008 di __________, __________ nonché dallo scritto 9 aprile 2008
dell’__________” chiedendo la conferma dell’arresto per i bisogni
dell’istruzione “in particolare pericolo di collusione con il marito e con terzi
da interrogare; necessità di verificare la destinazione data ai fondi ricevuti
da __________, come pure da __________; necessità di verificare la posizione
dell’__________; necessità di ricostruire i fatti senza che l’accusata possa
avere contatti con terze persone; necessità di esperire le necessarie verifiche
mediche; necessità di verificare la documentazione richiesta a terzi; necessità
di verificare quanto è stato sequestrato al domicilio e sulla persona”.

Questo giudice, il 1° luglio 2008, ha confermato l’arresto
dell’accusata (inc. GIAR 319.2008.1, doc. 6)  considerata la presenza di gravi
e concreti indizi di colpevolezza e per i bisogni dell’istruzione – per
permettere di accertare la destinazione di fondi ricevuti e per procedere con
le verifiche e perizie mediche (anche in base alle medicazioni rinvenute al
domicilio) senza che l’accusata possa essere in contatto con il marito o possa autoinfliggersi
delle lesioni - , pericolo di collusione con il marito e per pericolo di fuga –
in quanto cittadina straniera senza legami con la __________ (figli all’estero)
e con legami con il paese d’origine dove ha una casa e risiede diversi mesi
l’anno.

A verbale di conferma dell’arresto, così come già
davanti alla __________ ha negato ogni addebito.”

 

 

B.

 

Con decisione 14 agosto 2008 di
questo giudice (inc. GIAR 319.2008.3, doc. 5) è stata respinta una prima
istanza di libertà provvisoria presentata dall’accusata, ritenuti dati i gravi
e concreti indizi di colpevolezza e ritenuta l’esistenza di bisogni istruttori,
pericolo di collusione e pericolo di fuga.

 

 

C.

 

Nel frattempo l’inchiesta è
proseguita e sono in particolare state rassegnate le due perizie mediche del __________
(dermatologica) e del __________ (ortopedica), l’istante e il coaccusato sono
stati interrogati, oltre ad alcuni testimoni. Il PP ha proceduto a chiedere
precisazioni al perito __________ e sarebbe in procinto di nominare il perito
psichiatrico.

 

 

D.

 

Il 21 ottobre 2008 __________,
con l’istanza in discussione presentata dal proprio difensore e giunta al
Ministero pubblico il 22 ottobre 2008, chiede di essere posta in libertà
provvisoria “ritenuto che allo stadio attuale della procedura, dopo ben
quasi quattro mesi di carcerazione non sono più adempiute le condizioni
relative al pericolo di fuga, nonché di collusione”, visto che una messa in
libertà provvisoria dell’accusata non comprometterebbe l’esecuzione della
perizia psichiatrica appena ordinata (Inc. GIAR 319.2008.4, doc. 1).

 

 

 

 

E.

 

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 27 ottobre 2008 (Inc. GIAR 319.2008.4, doc. 2) ribadisce
l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza in capo all’accusata,
con riferimento anche alle risultanze delle perizie mediche appena acquisite
agli atti e comunque già contestate all’accusata.

Per quanto riguarda i motivi di
interesse pubblico il magistrato inquirente osserva come deve ora essere
chiarito l’aspetto psichiatrico dell’istante (per cui verrà nominato come
perito il __________), in caso venisse posta in libertà provvisoria si
correrebbe il rischio che l’accusata non si sottoponga a tale perizia,
suggerita dal perito __________, non bastando a tal proposito la dichiarata
disponibilità a sottoporvisi da parte dell’accusata. Sarebbe poi tuttora in
corso la ricostruzione dei flussi finanziari e, per velocizzare la procedura, è
stato chiesto alla difesa di provvedere direttamente al recupero della
documentazione bancaria serba (avendo la difesa dichiarato la propria
disponibilità al rientro dei fondi dalla __________ in data 19 agosto 2008).
Sarebbe poi ancora pendente una richiesta di assistenza giudiziaria alle
Autorità __________ (già sollecitata) finalizzata al blocco della casa d’abitazione
dei due coaccusati in quel Paese (per cui a tutt’oggi non è giunta risposta).
Avendo i due coniugi beni all’estero sussisterebbe ancora pericolo di
inquinamento delle prove nonché pericolo di fuga a fronte della presumibile
pena che potrebbe essergli inflitta in caso di condanna. Rispettato il
principio della proporzionalità.

 

 

F.

 

Con osservazioni 28 ottobre 2008
la difesa contesta l’esistenza dei gravi indizi di colpevolezza, ribadendo pari
pari quanto affermato nella precedente procedura di richiesta di libertà
provvisoria e cioè che “tuttora l’unica certezza consiste nel constatare che
la qui rappresentata soffre di problemi agli arti superiori; tutto il resto non
è altro che supposizioni e ipotesi dei medici interpellati” (osservazioni,
p. 2).

Per quanto riguarda i bisogni
dell’istruzione si osserva che l’accusata sin dal primo verbale si è dichiarata
disposta a sottoporsi a tutte le perizie mediche necessarie per dimostrare il
suo stato di salute, tanto che non si è neppure opposta all’erezione di una
perizia psichiatrica, dimostrando la volontà di collaborare con gli inquirenti.
Non vi è quindi la necessità di procedere con l’accusata in stato di detenzione
non potendo ella, come per le perizie dermatologica e ortopedica, modificare in
qualche modo la situazione di fatto.

Per quanto riguarda la situazione
economica dei coniugi la difesa osserva che tutto è stato sequestrato, sia in __________
che all’estero aggiungendo che “questa difesa ha provveduto direttamente a
compiere i fatti necessari presso la banca di __________; se si richiedeva una
procedura più solerte e immediata, era forse il caso da parte della
Procuratrice di agire mediante i canali rogatoriali” (osservazioni, p. 3).

Contestato il pericolo di fuga in
quanto lasciare la __________ significherebbe per l’accusata ed il di lei
marito perdere tutto; “anche in __________ tutto è ormai sequestrato; se il
Ministero pubblico non ha ricevuto ancora conferma di ciò, certo non è da
imputare alla qui accusata” (osservazioni, p. 3).

Il principio di proporzionalità
non sarebbe più rispettato con riferimento alla pena presumbilimente da
scontare in caso di condanna, alla luce della lunga carcerazione preventiva e
delle difficoltà oggettive dell’accusata che è incensurata.

 

 

 

 

 

 

 

In diritto:

 

 

1.

 

L’accusata, detenuta, è
pacificamente legittimata a presentare istanza di libertà provvisoria. Desta
qualche perplessità per quanto riguarda la ricevibilità dell’atto la scarna
motivazione della stesso, sanata solo in sede di osservazioni 28 ottobre 2008.

Il preavviso negativo del
Procuratore pubblico, ritenuta ricezione dell’istanza il 22 ottobre 2008, è
tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio il preavviso negativo e l’incarto
processuale lunedì 27 ottobre 2008 (essendo sabato 25 ottobre giorno festivo).

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

L’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di
interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio
aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 ,
pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela
dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR
21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

3.

 

Per quanto riguarda l’esistenza
di gravi e concreti indizi di colpevolezza, che la difesa non contesta
nell’istanza di libertà provvisoria ma solo nelle osservazioni affermando che 
“Tuttora l’unica certezza consiste nel constatare che la qui rappresentata
soffre di problemi agli arti superiori; tutto il resto non è altro che
supposizione e ipotesi dei medici interpellati” (expressis verbis la stessa
tesi sostenuta dalla difesa nella precedente istanza di libertà provvisoria,
antecedente alla consegna dei referti peritali da parte dei periti giudiziari),
si può fare integrale riferimento alle conclusioni cui era giunto questo
giudice nella decisione 14 agosto 2008, (inc. GIAR 319.2008.3, doc. 5 p. 6-10).
Si osserva peraltro che le perizie giudiziarie ora agli atti non possono essere
considerate semplici “ipotesi” dei medici interpellati, bensì conclusioni di
periti giudiziari regolarmente nominati ai sensi del CPP  e quindi mezzi di
prova regolarmente assunti che, a questo stadio della procedura, non fanno che
corroborare la tesi accusatoria, quantomeno nel senso che le piaghe presenti
sulle braccia dell’accusata sarebbero frutto di automutilazione.

 

 

4.

 

L’accusata
ritiene che non sussistano più bisogni istruttori avendo ella fornito
piena collaborazione a partire dal primo verbale davanti al PP e non essendosi
opposta a sottoporsi a nessuna perizia medica, financo quella psichiatrica,
ordinata dal PP. Le perizie mediche sono ora state consegnate e non vi sarebbe
pericolo di collusione per quanto riguarda l’allestimento della perizia
giudiziaria. Per quanto riguarda i beni dei coniugi __________ tutto sarebbe
ormai sotto sequestro penale, sia per opera della PP (sequestri in __________ e
richiesta di blocco della casa d’abitazione in __________ in via rogatoriale)
sia per opera della difesa stessa (che ha provveduto a compiere i passi
necessari presso la banca di __________ dove si troverebbe un conto intestato
all’accusata).

Secondo il magistrato inquirente
dovrà ancora essere effettuata la perizia psichiatrica (così come suggerito dal
perito __________) e la stessa deve essere effettuata con l’accusata in
detenzione dal momento che il marito potrebbe influenzare l’istante
sottraendola alla perizia. Gli inquirenti sarebbero ancora in attesa della
risposta delle Autorità serbe in merito alla richiesta di blocco della casa
d’abitazione che i coniugi __________ possiedono in __________ (per cui l’__________
ha inviato un sollecito in data 24 ottobre 2008, su richiesta della PP). Si è
inoltre ancora in attesa di informazioni sul conto bancario dell’istante in __________,
ritenuto che per velocizzare la procedura d’acquisizione almeno di questa
documentazione il PP aveva chiesto la disponibilità della difesa di far
recuperare tale documentazione su richiesta dell’accusata stessa (e benché la
difesa il 19 agosto 2008 abbia comunicato al PP la disponibilità al rientro dei
fondi, sembrerebbe che il 30 settembre 2008 non avesse ancora inviato nessuna
missiva in __________, stante la comunicazione con cui si dichiarava la
difficoltà a reperire l’indirizzo della banca, AI 246).

 

Nel caso in esame è stato
accertato che il PP ha già provveduto, in data 18 luglio 2008, ad inoltrare una
commissione rogatoria alle Autorità __________ volta, tra l’altro, al blocco a
registro fondiario della casa di proprietà dei coniugi __________ oltre ad ogni
altra loro proprietà immobiliare e a chiedere la documentazione attestante
l’acquisizione dell’immobile, l’eventuale prezzo d’acquisto e la sussistenza di
mutui ipotecari (AI 126), egli ha poi provveduto, in data 25 luglio 2008 (AI
140), a chiedere alla difesa dell’accusata la disponibilità dell’istante a far trasferire
l’eventuale saldo attivo del conto in __________ alimentato il 23 aprile 2004
con il bonifico di CHF 50'000.- proveniente dal conto __________ di __________
e che, in mancanza di accordo, avrebbe dovuto procedere per le vie rogatoriali.
La difesa, che avrebbe dovuto fornire una risposta entro il 6 agosto 2008, ha comunicato soltanto il 19 agosto 2008 (AI 172) la propria disponibilità in tal senso, mentre
che soltanto in data 2 ottobre 2008 (comunque successivamente al 30 settembre
2008) ha proceduto a scrivere alla banca di __________ quanto comunicato al PP
con AI 252. Affermare ora che per procedere più celermente si sarebbe dovuta
seguire la via della richiesta di assistenza giudiziaria internazionale rasenta
la mala fede processuale. Il PP ha poi provveduto, in data 24 ottobre 2008 a richiedere all’__________ di sollecitare le Autorità __________ nell’evasione della rogatoria.

 

 

 

 

 

Questo giudice ha avuto modo di
concludere, con decisione 14 agosto 2008 che:

 

“Tale atto istruttorio volto alla ricostruzione della
situazione patrimoniale dell’accusata e al recupero dell’eventuale maltolto,
appare imprescindibile (trasferimento volontario o sequestro da parte del PP
per via rogatoriale), come imprescindibile l’acquisizione della documentazione
della relazione bancaria in __________ intestata all’accusata: sia che avvenga
con la collaborazione dell’accusata o per le vie ufficiali. Presente a questo
proposito un importante pericolo di collusione ed inquinamento delle prove,
almeno sino a sicurezza degli avvenuti sequestri (blocco del fondo e blocco del
denaro) e/o recupero degli eventuali fondi ancora presenti sul conto e
acquisizione della documentazione bancaria __________.”

 

Tali conclusioni non possono
essere ora sovvertite da nessun elemento agli atti o dalle considerazione
dell’istante secondo cui “tutto è ormai stato sequestrato o bloccato sia in __________
che all’estero”, considerazioni non supportate da alcun elemento oggettivo.

 

Per contro il PP non sostanzia
l’esistenza del pericolo di collusione in relazione con l’allestimento della
perizia psichiatrica, non bastando a questo proposito il riferimento alla
decisione di conferma dell’arresto di questo giudice (che evidentemente
rinviava all’allestimento di perizie mediche in relazione alle lesioni e alla
funzionalità degli arti dell’accusata) o il suggerimento del perito __________
di procedere con perizia psichiatrica.

 

 

5.

 

Pure il pericolo di fuga è
tuttora presente, con riferimento alle conclusioni espresse nella decisione 18
agosto 2008 di questo giudice cui ancora una volta si può fare integrale
riferimento.

 

“Il pericolo di fuga, per giustificare carcerazione
preventiva, deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri
termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe
con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale)
esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a
motivare la carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui
il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio,
la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la
fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69; SJ
1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Ritenuto che a poco valgono, per quest'analisi, le
semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso (per tutte: sentenza GIAR
27 maggio 2002 in re P.) e che la concretezza del pericolo di fuga può
essere accertata "Auch wenn keine konkrete Flüchtpläne u.ä. gefordet sind,
…" (Schmid, ibidem).

L'accusata è cittadina __________ con un permesso C in
via di riesame nel prossimo autunno, ella non ha nessun legame con la __________,
né famigliare né lavorativo, ad eccezione di un appartamento a Locarno per cui
i coniugi pagano oltre CHF 1'000.- di locazione al mese. __________ è
attualmente senza reddito alcuno e i suoi beni in __________ sono stati posti
sotto sequestro al contrario di quelli in __________ dal momento che non si sa
quando e se le __________ accoglieranno la rogatoria procedendo al blocco del
fondo (blocco che in ogni caso non dovrebbe comportare, almeno nell’immediato,
conseguenze sull’abitabilità dello stabile) mentre che il conto bancario a suo
nome in __________ (di cui non si conosce il saldo) non è ancora stato posto
sotto sequestro penale, rispettivamente l’accusata non ha accettato di
trasferire l’eventuale saldo in __________.

A questo punto __________ potrebbe facilmente, se posta
in libertà provvisoria, decidere di disertare definitivamente la __________,
per ritornare in __________ per recuperare e nascondere i beni ivi presenti e
non più presentarsi per gli incombenti processuali, in attesa che il
procedimento termini a suo favore, magari per incompletezza delle perizie
giudiziarie in caso non dovesse più sottoporsi a visite richieste dai periti.

Se le accuse dovessero essere confermate – ella è
confrontata con imputazioni di una certa gravità, per un indebito profitto presunto
di rilievo ed un’attività criminale presunta reiterata nel tempo – il rischio
di una pena non lieve esiste (i reati per i quali è stata promossa l’accusa
prevedono anche la reclusione).

Visto quanto sopra appare perciò verosimile che
l’accusata possa preferire rendersi irreperibile alle autorità inquirenti, per
le ulteriori necessità istruttorie, se posta in libertà provvisoria.

Tale pericolo appare quindi concreto e non può essere
scongiurato neppure con misure meno incisive, quali il deposito dei documenti
d’identità o con obbligo di firma in __________, essendo evidente che un
cittadino straniero può far rientro nel proprio paese d’origine anche senza
documenti d’identità e non potendo ovviare all’accertato pericolo di fuga il
presentarsi (anche giornalmente) alle Autorità di __________.”

 

 

6.

 

La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).

 

La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della presenza
di concreti indizi di colpevolezza, e delle dimensioni dell’inchiesta, per
ipotesi di reato che perdura da diversi anni, diversi istruttori compiuti, e
che può essere considerata praticamente al termine, è sicuramente data. Gli
inquirenti hanno proceduto con celerità e non si sono limitati ad interrogare
gli accusati ma hanno proceduto con la nomina di periti, numerosi sequestri
(domiciliari, bancari, di cartelle mediche, ecc.), l’invio di una rogatoria, il
costante monitoraggio dell’accusata in carcere alla ricerca di riscontri
oggettivi alle dichiarazioni discordanti dei due accusati e considerato un
comportamento processuale non proprio collaborativo (continua manomissione
delle medicazioni).

Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati a __________.

L’accusata è stata arrestata il
30 giugno 2008 e ad oggi è in detenzione preventiva da quasi quattro mesi. In
questo lasso di tempo l’inchiesta è avanzata con sufficiente celerità. 

I reati imputati a __________
sono di sicura gravità, a prescindere dal fatto che si tratta di crimini e in
caso di condanna il rischio di pena è certamente superiore alla detenzione
preventiva sin qui sofferta e a quella presumibilmente da soffrire per
terminare l’inchiesta con gli atti istruttori necessari e summenzionati
(accertamento del sequestro dell’immobile in __________ e accertamenti sul
conto bancario ed eventuale recupero del saldo positivo), in pieno rispetto del
principio della proporzionalità.

La scarcerazione di __________ appare
quindi ancora prematura, tanto più che un accusato può dover in qualche modo
sopportare le eventuali conseguenze che le sue scelte, in concreto quelle di
avere acquistato e/o ristrutturato con il marito coaccusato una casa al proprio
paese d’origine con il denaro o con parte del denaro provento della presunta
truffa, nonché quelle di avere trasferito parte dei fondi ricercati dal PP su
di un conto all’estero, potrebbero avere sull’evoluzione ed i tempi
dell’istruttoria; è notorio che per l’evasione di rogatorie all’estero occorre
un certo tempo (cfr. GIAR 2005.526.2 del 14 novembre 2005).”

 

 

 

 

 

 

7.

 

In conclusione, constata
l’esistenza di gravi indizi di reato, bisogni dell’istruzione, pericolo di
collusione ed inquinamento delle prove e concreto pericolo di fuga, nonché
rispetto del principio di proporzionalità della carcerazione sofferta nei
termini suesposti si può concludere che sufficienti presupposti di legge, come
anche esplicitati dalla prassi e dalla giurisprudenza, sono presenti nella
situazione personale e processuale di __________ a legittimare e giustificare
il perdurare della cautelare privazione della sua libertà. Di conseguenza,
l’istanza di libertà provvisoria in discussione deve essere respinta con la
presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e
contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

4.               
Intimazione:

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
 Claudia Solcà