# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e8fbd462-0c2d-5ebf-a319-ec750b85d72a
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2005-02-24
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 24.02.2005 BB.2004.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BB-2004-9_2005-02-24.pdf

## Full Text

B u n d e s s t r a f g e r i c h t  

T r i b u n a l  p é n a l  f é d é r a l  

T r i b u n a l e  p e n a l e  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  p e n a l  f e d e r a l  

 

N. incarto BK_B 174/04 

  
  Sentenza del 24 febbraio 2005 

Corte dei reclami penali  

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presi-
dente, Tito Ponti e Andreas J. Keller, 
Cancelliere Giampiero Vacalli 

Parti  A.______S.A.,  
 

reclamante
 
rappresentata dall’avv. Stefano Ferrari,  
 
contro 
 
Ministero pubblico della Confederazione,  
 

opponente
 

Oggetto  Reclamo contro omissioni del procuratore federale 
(art. 105bis PP) 

 

- 2 - 
 

 
Fatti: 

A. Nell’ambito di una procedura di indagine di polizia giudiziaria aperta nei 
confronti di L.______ e M.______, entrambi cittadini italiani, per titolo di ri-
ciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305bis CP, il 18 febbraio 2004 il Mini-
stero pubblico della Confederazione (in seguito MPC) ha ordinato 
l’identificazione e la perquisizione di un conto bancario presso la Banca 
B.______ di X.______ del quale risulta titolare A.______S.A.. Il MPC ha 
decretato nel contempo il sequestro dei saldi attivi depositati sul conto in 
questione sino a concorrenza di EUR 303'600.-, nonché di tutta la docu-
mentazione ad esso legato dalla sua apertura sino a quel momento. Per e-
sigenze di segretezza, alla Banca B.______ è pure stato fatto il divieto di 
comunicare alle persone interessate o a chiunque il contenuto dell’ordine in 
questione sino a revoca scritta del Procuratore federale. 

 All’origine del provvedimento vi è stata una segnalazione, ai sensi dell’art. 9 
cpv. 1 LRD, giunta da un intermediario finanziario all’Ufficio di comunica-
zione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) secondo la quale su conti 
bancari presso una banca con sede in Svizzera sarebbero transitate o de-
positate somme di denaro di provenienza criminale. 

 

B. Dopo essere venuta a conoscenza del provvedimento in questione, 
A.______S.A., con scritto del 26 aprile 2004, ha chiesto formalmente al 
MPC il dissequestro della sua relazione bancaria presso la Banca 
B.______. Il 30 aprile successivo il MPC ha confermato il mantenimento del 
sequestro. 

 Con reclamo del 10 maggio 2004 alla Camera d’accusa del Tribunale fede-
rale, A.______S.A. ha chiesto l’annullamento della decisione del 30 aprile 
2004 del MPC e il dissequestro della relazione bancaria N.______ presso 
la Banca B.______ di X.______ nella misura di EUR 303'600.-.  

 Con sentenza del 15 luglio 2004, la Corte dei reclami penali del Tribunale 
penale federale, che dal 1° aprile 2004 ha ripreso le cause pendenti presso 
la Camera d’accusa del Tribunale federale (v. art. 28 cpv. 1 lett. a e 33 cpv. 
1 della Legge sul Tribunale penale federale del 4 ottobre 2002 - LTPF; RS 
173.71), ha respinto il gravame (BK_B 043/04). Il Tribunale federale, in da-
ta 21 ottobre 2004, ha respinto il ricorso del 13 agosto 2004 inoltrato da 
A.______S.A. contro la suddetta sentenza, confermando il sequestro ordi-
nato dal MPC (v. sentenza 1S.8/2004). 

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C. In data 19 ottobre 2004, A.______S.A. ha presentato un nuovo reclamo al 
Tribunale penale federale concernente la procedura di cui sopra, censu-
rando, questa volta, una presunta inattività dell’autorità inquirente. Essa 
chiede che al MPC sia ordinato l’esperimento di ogni atto istruttorio utile e 
necessario (interrogatorio di M.______ incluso) a confermare o togliere il 
sequestro contestato. Nel merito, la reclamante sostiene che diverse sue 
richieste di atti istruttori, posteriori alla sentenza di questa corte del 15 lu-
glio 2004, non sarebbero state evase dall’autorità inquirente, ciò che a-
vrebbe impedito la corretta prosecuzione della procedura. In sostanza, es-
sa lamenta una denegata giustizia materiale. 

 

D. Con risposta del 25 novembre 2004, il Ministero pubblico della Confedera-
zione ha chiesto di respingere il reclamo nella misura della sua ammissibili-
tà. Esso rileva che, nella misura in cui il reclamante invoca una denegata 
giustizia materiale (art. 9 Cost.), il gravame, non concernendo una decisio-
ne concreta ed arbitraria dell’autorità inquirente, sarebbe inammissibile. 
Tenuto conto dell’ultimo scritto del MPC, datato 24 agosto 2004, destinato 
alla reclamante, esso sarebbe in ogni caso tardivo. Se invece l’atto ricor-
suale concernesse l’art. 29 cpv. 1 Cost., esso sarebbe infondato e temera-
rio, in quanto l’autorità inquirente avrebbe risposto alle richieste della re-
clamante. Al procuratore federale non potrebbero essere rimproverati né 
omissioni né ritardi ingiustificati. 

 

E. Nella sua replica del 6 dicembre 2004 la reclamante ribadisce le richieste 
formulate nel reclamo, sottolineando l’invito fatto dal Tribunale federale 
all’autorità inquirente, nella sua sentenza del 21 ottobre 2004, di procedere 
celermente con gli ulteriori atti d’inchiesta mancanti. Preso atto, dalla rispo-
sta del MPC, della rogatoria internazionale inoltrata dal medesimo alle au-
torità italiane, la reclamante censura il fatto di non esserne stata informata. 

Il MPC, da parte sua, con duplica del 17 dicembre 2004, ha sostanzialmen-
te riconfermato le motivazioni di fatto e di diritto indicate nella riposta. 

 

 

 

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Diritto: 

1. Analogamente alla Camera d’accusa del Tribunale federale, dissolta il 31 
marzo 2004, la Corte dei reclami penali esamina d’ufficio l’ammissibilità del 
rimedio esperito senza essere vincolata, in tale ambito, dalla denominazio-
ne dell’atto o dall’autorità indicata come competente nello stesso (DTF 122 
IV 188 consid. 1, pag. 190 e giurisprudenza citata). 

 

2. Il presente reclamo si fonda sull’art. 105bis cpv. 2 PP, nella versione in vi-
gore dal 1° aprile 2004, secondo il quale non solo gli atti ma anche le omis-
sioni del procuratore generale della Confederazione possono essere impu-
gnati con ricorso alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale, 
seguendo le prescrizioni procedurali degli art. 214-219 PP. Pertanto, esso 
è ammissibile solo in questo ambito. 

 

3. La reclamante lamenta anzitutto un’omissione da parte del MPC, per il fatto 
che l’autorità federale, in violazione ai propri obblighi istituzionali, non a-
vrebbe evaso o dato sollecita risposta alle sue richieste scritte del 19, 22, 
29 luglio, 27 settembre e 8 ottobre 2004. 

3.1 Secondo giurisprudenza constante, gli estremi della denegata o ritardata 
giustizia sono adempiuti allorquando l’autorità competente amministrativa o 
giudiziaria non statuisce nel termine previsto dalla legge e/o richiesto dalla 
natura della vertenza o dal complesso di tutte le circostanze determinanti 
(DTF 119 Ib 311 consid. 5b; 117 Ia 193 consid. 1c; 103 V 190 consid. 3c). 
Al riguardo solo elementi oggettivi sono determinanti; la durata del termine 
ragionevole non deve essere influenzata da questioni estranee al problema 
da risolvere, quali un eccesso di lavoro o una negligenza da parte 
dell’autorità (DTF 117 Ia 193 consid. 1c; 107 Ib 160 consid. 3c). 

3.2 In concreto, è possibile affermare che - allo stadio attuale del procedimento 
- gli estremi di una denegata o ritardata giustizia non sono dati, tenuto con-
to sia della natura dell’inchiesta in corso che del suo carattere internaziona-
le. Il MPC, anche se non immediatamente o nel senso preteso dalla recla-
mante, ha di fatto risposto alle varie richieste formulate dalla medesima. 
Agli scritti del 19, 22 e 29 luglio 2004, l’autorità inquirente ha risposto con 
lettere del 2 e 24 agosto 2004. Per quanto attiene invece alle missive del 
27 settembre e 8 ottobre 2004, esse contengono esclusivamente degli inviti 
formulati all’autorità a voler procedere con sollecitudine con gli atti 
d’inchiesta previsti. Pertanto, la censura risulta infondata. 

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4. Infondate risultano pure le accuse di inerzia procedurale rivolte all’operato 
del MPC. Premesso che non compete alla Corte dei reclami penali ma 
all’autorità inquirente condurre l’istruttoria e valutare gli atti da assumere 
(interrogatori, rogatorie, perquisizioni e sequestri,…), non risulta che il pro-
curatore federale abbia dilazionato in maniera inammissibile i termini 
dell’inchiesta. Va qui rilevato che il MPC ha in pratica potuto iniziare il suo 
lavoro di analisi solamente a partire dall’8 aprile 2004, data in cui essa ha 
ricevuto tutta la documentazione relativa al conto sequestrato. In questo 
ambito, è utile ricordare che l’analisi della documentazione bancaria costi-
tuisce sovente unicamente un punto di partenza per l’autorità inquirente, la 
quale, sulla base delle informazioni raccolte, deve intraprendere ulteriori atti 
istruttori per effettuare delle verifiche e per trovare dei riscontri, quindi, in 
definitiva, per far avanzare l’inchiesta. Nella fattispecie, quest’ultima, oltre 
ad essere complessa, ha ramificazioni a livello internazionale, ciò che ha 
obbligato il MPC ad inoltrare diverse rogatorie internazionali (v. act. 10.4, 
10.5 e 10.6). In questo ambito, vi è da rilevare che l’oggetto di due rogato-
rie internazionali concernevano proprio l’interrogatorio in Italia di M.______, 
come auspicato dalla reclamante stessa nel suo atto ricorsuale. In tali cir-
costanze non sono ravvisabili mancanze particolarmente gravi o ripetute 
del magistrato federale, né un suo atteggiamento ostruzionistico nei con-
fronti delle richieste della reclamante (v. sentenza del Tribunale federale 
8G.114/2003 del 28 gennaio 2004, consid. 3.2). Vana è pure, per i motivi 
indicati in precedenza, la richiesta di essere dettagliatamente e anticipata-
mente ragguagliato su tutti gli atti che il procuratore federale intende assu-
mere. Tenuto conto degli atti istruttori finora espletati, in Svizzera e 
all’estero, la censura di inattività del MPC deve essere anch’essa respinta. 

 

5. Viste le considerazioni che precedono, il reclamo deve essere respinto. 
Conformemente al nuovo art. 245 PP, in vigore dal 1° aprile 2004, le spese 
processuali sono poste a carico della parte soccombente (art. 156 cpv. 1 
OG); queste sono calcolate giusta l’art. 3 del Regolamento sulle tasse di 
giustizia del Tribunale penale federale (RS 173.711.32) e ammontano nella 
fattispecie a fr. 1’500.--. Dedotto l’anticipo spese di fr. 500.-- già versato, il 
reclamante è invitato a versare il saldo di fr. 1’000.--. 

 

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è respinto. 

2. La tassa di giustizia di fr. 1’500.-- è posta a carico del reclamante. Dedotto 
l’anticipo spese di fr. 500.-- già pervenuto, egli è invitato a versare il saldo 
di fr. 1’000.--. 

 

Bellinzona, 24 febbraio 2005  

In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 

Il Presidente:    Il Cancelliere:  

 

 

 

Comunicazione a : 

- Avv. Stefano Ferrari, per la reclamante 

- Ministero pubblico della Confederazione 

 

Informazione sui rimedi giuridici : 

Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico.