# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 790c6f91-13a7-571e-aa45-0f01b9d7f7f1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-08-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 27.08.2021 80.2021.175
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2021-175_2021-08-27.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2021.175

  	
  Lugano

  27 agosto 2021        

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di diritto tributario del
  

  Tribunale d’appello

  
	
  giudice
  Andrea Pedroli

  
	
   

  
						

 

	
  segretaria

  	
  Alexandra
  Dragoni, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

  rappr.
  dall’  RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  reclamo
  (recte: ricorso) del 20 luglio 2021 in materia di denegata e ritardata
  giustizia.

  

 

 

 

 Fatti 

 

 

                                     -   con due distinti reclami
del 16 maggio 2019 e del 5 agosto 2020, RI 1 ha impugnato all’Ufficio esazione
e condoni i conguagli del 30 aprile 2019 e del 31 luglio 2020 relativi alle
imposte cantonale e federale diretta 2014 e 2015; 

 

                                     -   a seguito dell’apertura di
un procedimento penale nei confronti del ricorrente, con e-mail del 20 agosto
2019 l’Ufficio esazione e condoni ha informato la rappresentante del reclamante
di avere “per il momento sospeso, in via bonaria, la procedura di
riscossione che riguarda… le sole imposte ordinarie per l’anno 2014”;

 

                                     -   terminata la procedura penale,
con lettera raccomandata del 25 maggio 2021, RI 1, per il tramite del proprio
rappresentante, ha invitato l’Ufficio delle imposte alla fonte e del bollo a “mettersi
in contatto con l’Ufficio esazione e condoni e l’Ufficio contribuzioni della
città di __________” per il calcolo del riparto e, conseguentemente, per il
“riversamento delle imposte alla fonte entro e non oltre 10 giorni dal
ricevimento della presente”;

 

                                     -   con raccomandata del 21
giugno 2021, il contribuente impartiva all’autorità preposta un termine fino al
26 giugno 2021, per “predisporre il calcolo di riparto e il versamento… in
favore dell’Ufficio esazione e condoni e dell’Ufficio contribuzioni della Città
di __________ nonché riversare l’eccedenza” a suo favore, con l’avvertenza
che altrimenti avrebbe proceduto “con i passi giudiziari necessari”;

 

                                     -   con missiva del 25 giugno
2021 l’Ufficio delle imposte alla fonte e del bollo informava il ricorrente che
“i competenti Uffici stanno evadendo la pratica secondo l’iter procedurale
ordinario” e che, di conseguenza, “nel corso delle prossime settimane
sarà allestita la decisione su reclamo per quanto attiene il mancato computo
delle imposte alla fonte sulle imposte ordinarie”;

 

                                     -   con scritto raccomandato 2
luglio 2021, il contribuente chiedeva all’Ufficio delle imposte alla fonte e
del bollo di indicargli “una data certa entro il quale l’ufficio giuridico
della Divisione delle contribuzioni, Bellinzona allestirà la decis[i]one
formale”, rilevando che in caso di mancato riscontro lo stesso avrebbe
proceduto ad inoltrare un’istanza di denegata e ritardata giustizia;

 

                                     -   con lettera del 12 luglio
2021, spedita per Posta APlus, RI 1 ha affermato che avrebbe proceduto “senza
ulteriore indugio” con un’istanza di denegata e ritardata giustizia, visto
come alla sua missiva, di cui al precedente considerando, non era stato dato
alcun riscontro;

 

                                     -   il 20 luglio 2021 RI 1 ha inoltrato
un reclamo (recte: ricorso) per denegata e ritardata giustizia da parte
dell’Ufficio delle imposte alla fonte del bollo, con il quale postula che a
quest’ultimo sia impartito “un termine di 10 giorni per decidere in merito al
riversamento delle imposte alla fonte per gli anni 2014 e 2015”;

 

                                     -   con scritto del 6 agosto
2021 l’Ufficio giuridico della Divisione delle contribuzioni ha trasmesso copia
delle decisioni su reclamo datate 6 agosto 2021 dell’Ufficio esazione e condoni
per gli anni 2014 e 2015, notificate per raccomandata al ricorrente;

 

                                     -   con missiva del 17 agosto
2021 questa Camera ha assegnato a RI 1 un termine di 10 giorni per comunicare
se intendeva mantenere il ricorso, considerate le predette decisioni
dell’Ufficio esazione e condoni del 6 agosto 2021;

 

                                     -   con lettera raccomandata del
20/23 agosto 2021 il ricorrente ha comunicato di voler ritirare il proprio
ricorso, postulando nel contempo congrue ripetibili considerato come “le
decisioni … [omissis] sono state emesse solo in data 6 agosto 2021 (notificate
alla scrivente in data 16 agosto 2021), ovvero dopo il ricorso del 21 luglio
2021”.

 

 

Diritto

 

 

                                     -   conformemente all’art. 49
cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria del 10 maggio 2006, la
Camera di diritto tributario decide nella composizione di un Giudice unico la
presente causa, che non pone questioni di principio e non è di rilevante
importanza;

 

                                     -   la Camera di diritto
tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni degli
uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi a condizione
che il gravame sia ricevibile in ordine;

 

                                     -   né la Legge federale del
14 dicembre 1990 sull’imposta federale diretta (LIFD; RS 642.11) né la Legge
tributaria del 21 giugno 1994 del Canton Ticino (LT; RL 640.100) disciplinano
il ricorso per diniego di giustizia;

 

                                     -   dovendo definire
l’autorità competente a pronunciarsi sul diniego di giustizia secondo l’art. 46a
PA, il Tribunale federale ha rilevato che si tratta dell’autorità di ricorso
che sarebbe stata competente se la decisione fosse stata regolarmente adottata
(cfr. Messaggio del Consiglio federale concernente la revisione totale
dell’organizzazione giudiziaria federale, in FF 2001 3960);

 

                                     -   quando però una decisione
è suscettibile di reclamo alla stessa autorità che avrebbe dovuto adottare la decisione,
il ricorso per denegata giustizia deve essere direttamente indirizzato, in
applicazione analogica dell’art. 47 cpv. 2 PA, all’autorità di ricorso;

                                     -   su questi presupposti,
l’Alta Corte ha riconosciuto che il Tribunale amministrativo federale (TAF) era
competente a pronunciarsi su un ricorso per denegata giustizia presentato da un
contribuente al quale l’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC)
aveva negato il rimborso di un importo versato a titolo di imposta preventiva,
rifiutandosi altresì di notificargli una decisione, ritenendo che non avesse la
qualità di parte (sentenza del Tribunale federale del 21 aprile 2008, in JdT
2008 I 264);

 

                                     -   in considerazione del
fatto che le decisioni dell’Ufficio di tassazione sono suscettibili dapprima di
reclamo alla stessa autorità (articoli 132 LIFD e 206 LT) e poi di ricorso alla
Camera di diritto tributario (articoli 140 LIFD e 227 LT), la Camera di diritto
tributario è allora competente a pronunciarsi sul ricorso per diniego di
giustizia contro l’Ufficio di tassazione (sentenza CDT n. 80.2015.175 del
23.2.2016 consid. 2 e giurisprudenza citata);

 

                                     -   ora, nel caso concreto, il
ricorso è divenuto privo d’oggetto, a fronte del ritiro del medesimo da parte
del ricorrente, considerate la notificazione delle due decisioni su reclamo del
6 agosto 2021 dell’Ufficio esazione e condoni;

 

                                     -   alla luce del ritiro del
ricorso, resta litigiosa solo l’attribuzione delle spese processuali;

 

                                     -   sebbene dal punto di vista
puramente formale l’autorità fiscale, adottando le decisioni del 6 agosto 2021,
abbia fatto divenire privo d’oggetto il ricorso, tale circostanza non deve
tuttavia ripercuotersi a suo svantaggio, poiché altrimenti le istanze inferiori
si sentirebbero costrette a non adottare alcuna decisione fintantoché è
pendente la procedura per ritardata o denegata giustizia, per non doversene in
ogni caso assumere le spese (sentenza del TAF A-4401/2017 del 6.2.2018 consid.
2.2 e giurisprudenza citata);

 

                                     -   si deve piuttosto tener
conto dello stato delle cose prima del verificarsi del motivo che ha posto
termine alla lite, verificando se il ricorrente avesse motivo di inoltrare un
ricorso per ritardata giustizia (ibidem);

 

                                     -   nell’esame sommario del
presumibile esito della procedura ricorsuale il giudice non si pronuncia tuttavia
in dettaglio su tutte le censure ricorsuali, in quanto la decisione sulle spese
non equivale ad un giudizio di merito (decreto del TF 2C_292/2016 del 27.9.2016
consid. 3.1);

 

                                     -   nella fattispecie, è vero
che i reclami all’Ufficio esazione e condoni erano pendenti, al momento
dell’inoltro del ricorso per denegata / ritardata giustizia, da oltre due anni;

 

                                     -   va tuttavia tenuto conto
del fatto che l’autorità fiscale aveva comunicato al ricorrente la sospensione
“in via bonaria” della procedura di riscossione delle imposte relative
al periodo fiscale 2014, essendo pendente un procedimento penale per
appropriazione indebita di imposte alla fonte nei confronti dello stesso
contribuente;

 

                                     -   l’eventuale ritardo nella
decisione in merito ai reclami può conseguentemente essere valutato a partire
dal momento in cui, dopo la pronuncia della Corte dei reclami penali del
Tribunale d’appello, che ha messo fine a tale procedura, il contribuente ha
sollecitato l’adozione delle decisioni su reclamo;

 

                                     -   dopo aver dapprima (25
maggio 2021) assegnato un termine di 10 giorni all’autorità per procedere, a
distanza di circa un mese (21 giugno 2021) il contribuente ha inviato un
sollecito con l’assegnazione di un termine scadente il 26 giugno 2021, ovvero di
5 giorni (4 giorni effettivi considerati i tempi della trasmissione della
lettera raccomandata);

 

                                     -   a quest’ultimo scritto
l’autorità ha risposto che “i competenti Uffici stanno evadendo la pratica
secondo l’iter procedurale ordinario” e che “nelle prossime settimane
sarà allestita la decisione su reclamo … [omissis]”;

 

                                     -   il 2 luglio 2021
l’insorgente ha chiesto all’Ufficio delle imposte alla fonte e del bollo una “data
certa entro il quale … [omissis] [verrà] allesti[ta] la decis[i]one formale”
e, a distanza di 10 giorni, gli ha poi comunicato che avrebbe proceduto “senza
ulteriore indugio” con un’istanza di denegata e ritardata giustizia;

 

                                     -   nella valutazione dei
presupposti per riconoscere una ritardata giustizia va anche considerato che la
questione litigiosa è particolarmente complessa, in quanto il calcolo dei
conguagli d’imposta dovuti dal ricorrente è influenzato dall’ammontare delle
imposte alla fonte, trattenute dallo stipendio versatogli dal suo datore di
lavoro, e quest’ultimo avrebbe omesso di riversare gli importi trattenuti
all’Ufficio delle imposte alla fonte e del bollo;

 

                                     -   nella procedura di
riscossione, di competenza dell’Ufficio esazione e condoni, è pertanto stato
coinvolto anche l’Ufficio delle imposte alla fonte e del bollo;

                                     -   lo stesso insorgente ha
inviato peraltro i suoi solleciti non all’Ufficio esazione e condoni, al quale
erano stati interposti i reclami, bensì all’Ufficio delle imposte alla fonte e
del bollo, con copia al primo;

 

                                     -   in queste circostanze, nel
momento in cui il contribuente ha interposto il suo ricorso, all’Ufficio
esazione e condoni non poteva presumibilmente ancora essere rimproverata una
ritardata giustizia, tanto più che solo il 25.6.2021 l’Ufficio delle imposte
alla fonte e del bollo aveva preannunciato una decisione “secondo l’iter
procedurale ordinario… nel corso delle prossime settimane”;

 

                                     -   si ritiene tuttavia di
poter prescindere dal porre a carico del ricorrente la tassa di giustizia e le
spese processuali, mentre non si giustifica di attribuirgli un’indennità per
ripetibili.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è stralciato
dai ruoli.

 

                                   2.   Non si prelevano né tassa
di giustizia né spese processuali.

                                         Non si assegnano ripetibili.

 

                                   3.   Co

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
Presidente:                                                         La
segretaria: