# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 8998a384-55ab-5e3c-ba97-b02019f24bfb
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1998-06-08
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 08.06.1998 12.1997.255
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1997-255_1998-06-08.html

## Full Text

Incarto n.

  12.97.00255

  	
  Lugano

  8 giugno 1998/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.96.89 della Pretura di Locarno-Campagna promossa con
petizione 7 dicembre 1995 da

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall'avv. __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________ rappr. dall'avv. __________

   

  

con cui
l'attore ha chiesto la condanna del convenuto al pagamento di fr. 9'052.80
oltre interessi;

 

domanda
avversata dal convenuto che ha postulato la reiezione della petizione e che in
via riconvenzionale ha chiesto la condanna dell'attore al pagamento di fr.
2'523.90 oltre interessi;

 

Il
Pretore con sentenza 12 settembre 1997 ha respinto la petizione e accolto la riconvenzionale
per fr. 1'251.20 oltre interessi.

 

Appellante
l'attore, che con atto d'appello 7 ottobre 1997, chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di ammettere la petizione per fr. 10’304.-- oltre
interessi;

 

Mentre
il convenuto con osservazioni e appello adesivo del 18 novembre 1997 postula la
reiezione del gravame avversario e l’accoglimento della propria impugnativa,
tendente all’integrale accoglimento della riconvenzionale.

 

Letti ed esaminati
gli atti ed i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti in questione

 

 

1. - se
deve essere accolto l'appello

2. - se
deve essere accolto l'appello adesivo

3. - tassa
di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.   __________,
titolare della ditta __________, attiva nel settore delle attrezzature mediche,
ha intrattenuto rapporti contrattuali con __________, titolare della __________
affidandogli in subappalto la riparazione di macchinari appartenenti ai suoi
clienti.

 

                                   B.   Con
la petizione l’attore chiede il risarcimento dei danni a lui derivati a seguito
di asserite inadempienze del convenuto, e meglio fr. 942.65 trattenuti dal
cliente dott. __________ su una fattura dell’attore e fr. 9’361.35 relativi ad
un apparecchio da riparare della dott. __________, smarrito dal convenuto e
sostituito dall’attore a sue spese.

 

                                   C.   Nella
risposta il convenuto si è opposto alla petizione contestando la propria
pretesa inadempienza: la trattenuta eventualmente effettuata dal cliente non
sarebbe riconducibile ad errori o omissioni da parte sua, mentre del tutto
ingiustificata e incomprensibile sarebbe stata la decisione dell’attore di
comprare un nuovo apparecchio nelle more della riparazione di quello vecchio,
solo momentaneamente smarrito dalla ditta di trasporti, mentre corretta sarebbe
semmai stata la fornitura provvisoria di un apparecchio sostitutivo, i cui
costi sarebbero in tal caso stati assunti dal trasportatore.

                                          Nulla
sarebbe in definitiva dovuto all’attore, che sarebbe invece debitore del
convenuto dell’ammontare di alcune fatture impagate e delle spese
amministrative di incasso, il tutto per fr. 2’523.90 oltre interessi, somma
richiesta in via riconvenzionale.

 

                                   D.   L’attore
ha riconosciuto il fondamento della pretesa riconvenzionale limitatamente a fr.
1’251.20, ma ha nondimeno postulato l’integrale reiezione della relativa
domanda poiché di tale importo aveva già tenuto conto, riducendo in pari misura
la domanda principale. 

 

                                   E.   Nel
giudizio qui impugnato il Pretore, posta l’esistenza tra le parti di un
contratto di appalto, ha ritenuto che il convenuto non possa essere ritenuto
responsabile per lo smarrimento dell’apparecchio, avvenuto per caso fortuito,
mentre per l’altro episodio contestato non sarebbe stato provato che il rifiuto
del cliente di saldare completamente la fattura dell’attore sia stato causato
da una violazione contrattuale del convenuto, dal che la reiezione della
petizione.

                                          Quo
alla riconvenzionale, essa sarebbe da ammettere limitatamente ai fr. 1'251.20
oltre interessi ammessi dall’attore, mentre per il resto essa sarebbe infondata
o comunque non comprovata.

 

                                   F.   Delle
argomentazioni dei rispettivi gravami, come pure di quelle dei memoriali di
osservazioni si dirà, per quanto necessario, nei successivi considerandi.

 

considerato

 

 

in diritto:

 

                                     I.   Sull'appello
principale

 

                                    1.   Il
Pretore ha ritenuto che ai rapporti tra le parti siano in primo luogo
applicabili le norme sul contratto di appalto, mentre l’attore nel proprio gravame
(punto 3, pag. 6) sostiene  l’applicabilità delle norme sul mandato.

                                          A
torto.

                                          Anche
se il tenore letterale dell'art. 363 CO indica che  l'appaltatore si obbliga a
“compiere un'opera”, non si deve con ciò necessariamente intendere la sola
creazione ex novo di un oggetto materiale, ma anche l’ottenimento di un
risultato per mezzo di lavori ad un oggetto esistente, il che avviene tra
l’altro proprio con i lavori di riparazione (DTF 116 II 454: riparazione
di un impianto di riscaldamento; DTF 113 II 421: riparazione di
un’autovettura; Gauch, Der Werkvertrag, 4. edizione, n. 28).

                                          Come
affermato dalle parti, e confermato dall’istruttoria (deposizione __________),
l’attore riceveva dai propri clienti l'incarico di provvedere alle riparazioni
delle apparecchiature da lui fornite e tale compito veniva poi da lui affidato
al convenuto, così che l’attore agiva in sostanza quale appaltatore principale
nei riguardi dei propri clienti, e il convenuto in qualità di suo
subappaltatore.

 

                                    2.   Ciò
premesso, l’attore ripropone anche in questa sede la pretesa di fr. 942.65
trattenuti sulla sua nota dal dott. __________.

                                          La
pretesa è ingiustificata.

                                          Gli
atti rivelano infatti che, contrariamente a quanto affermato dall’attore nella
corrispondenza preprocessuale (doc. C), il convenuto ha prestato la propria
opera a piena soddisfazione del cliente (doc. E), e che le contestazioni del
dott. __________ riguardano in sostanza unicamente le prestazioni eseguite da
altri tecnici facenti capo all’attore (deducibili dal doc. F) e l’ammontare
della mercede a lui fatturata dall’attore (doc. E).

                                          Ciò
premesso, il caso è di semplice soluzione: se la pretesa dell’attore nei
confronti del dott. __________ è giustificata il di lui rifiuto dell’integrale
pagamento è infondato ma non per questo opponibile al convenuto, se per contro
la fattura dell’attore è eccessiva o vi sono state inadempienze di altri
tecnici il dott. __________ rifiuta a giusta ragione di pagare l’importo di cui
sopra, ma anche in questo caso non vi è alcun motivo per ritenere responsabile
il convenuto.

 

                                    3.   Rimane
da decidere la pretesa relativa all’apparecchio della dott. __________
temporaneamente smarrito dalla ditta di spedizioni.

 

                                 3.1   La 
motivazione del giudizio impugnato, che esclude la responsabilità del convenuto
per il fatto che la materia fornita dal committente è perita per un caso
fortuito (consid. 2),  non può essere condivisa: sia il trasportatore, che la
ditta di __________ alla quale il convenuto ha ulteriormente subappaltato la
riparazione devono in effetti valere agli occhi dell’attore quali ausiliari del
convenuto, per i quali egli risponde ai sensi dell’art. 101 CO, ed in tale
contesto risulta difficile ascrivere al caso fortuito un evento come lo
smarrimento dell’apparecchio, senza dubbio riconducibile alla negligenza di uno
di questi ausiliari .

                                          Il
convenuto deve perciò di principio rispondere delle conseguente dello
smarrimento dell’apparecchio in questione e questo, come del resto giustamente
indicato dallo stesso appellante (punto 4, pag. 6 e 7), in base ai principi
generali sull’inadempimento contrattuale (art. 97 e segg. CO).

 

                                 3.2   Risulta
dalle concordi affermazioni delle parti che il convenuto ad un certo momento
informò (verbalmente) l’attore del fatto che l’apparecchio era andato perso in
occasione della sua spedizione alla ditta che l’avrebbe riparato (petizione,
pag. 3; implicitamente ammesso con la risposta).

 

                                          Il
significato che in buona fede deve essere attribuito a questa comunicazione, i
cui dettagli non sono conosciuti, è senza dubbio almeno quello dell’esistenza
di un problema nella corretta esecuzione della prestazione contrattuale del
convenuto, laddove occorre distinguere tra la definitiva inesecuzione di tale
prestazione ed un semplice ritardo nella sua effettuazione, e questo a
dipendenza della questione a sapere se l’apparecchio andava in quel momento
ritenuto definitivamente perso o se si poteva invece ritenere che lo stesso
poteva essere rinvenuto.

 

                                          Non
essendo -come si è detto- noti i dettagli della comunicazione fatta dal
convenuto all’attore, non è possibile optare a priori per l’una o per l’altra
ipotesi.

                                          Secondo
l’ordinario andamento delle cose e la comune esperienza, si deve tuttavia in un
caso simile -apparecchio affidato ad una ditta di trasporti piuttosto che al
servizio postale- ammettere che il convenuto non abbia ritenuto e comunicato
all’attore la definitiva perdita dell’apparecchio, prova ne sono del resto i
ripetuti solleciti alla ditta di spedizioni, ma che si sia dapprima considerato
possibile ed anzi probabile il suo successivo ritrovamento.

                                          In
conseguenza di una mancanza dell’apparecchio che a quel momento non poteva
ancora essere ritenuta definitiva, si può perciò al massimo ammettere che il
convenuto, dal profilo giuridico, abbia comunicato all’attore la propria mora
nell’esecuzione della prestazione.

 

                                          L’attore
avrebbe di conseguenza dovuto assegnare al convenuto un termine per
l’adempimento così come previsto dall’art. 107 cpv. 1 CO, e alla sua
infruttuosa scadenza avrebbe dovuto determinarsi per una delle opzioni previste
dall’art. 107 cpv. 2 CO, laddove la rinuncia alla prestazione tardiva gli
avrebbe permesso di pretendere il danno derivante dall’inadempimento.

 

                                 3.3   In
difetto di queste necessarie formalità, il cui compimento non risulta dagli
atti e neppure dalle affermazioni dell’attore stesso, la decisione dell’attore
di fornire alla sua cliente un nuovo apparecchio in sostituzione di quello
smarrito appare del tutto prematura: in primo luogo non risulta se egli sia a
sua volta stato messo in mora dalla sua committente (in senso contrario:
deposizione dott. __________), in difetto di che non vi sarebbe stato per lui
alcun obbligo risarcitorio (art. 103 cpv. 1 CO), mentre nei rapporti con il
convenuto si poteva a quel momento ammettere solo il di lui obbligo al
risarcimento del danno derivato dal ritardato adempimento (art. 103 cpv. 1 CO)
-ad esempio, come prospettato dallo stesso convenuto, nel senso della fornitura
provvisoria a sue spese di un apparecchio sostitutivo- ma non ancora il suo
obbligo a risarcire il costo dell’acquisizione definitiva di un altro
apparecchio.

                                          E’
perciò solo a titolo abbondanziale che si rileva che quand’anche vi fosse stato
al 24 aprile 1995, data della fattura doc. L, l’obbligo del convenuto al
risarcimento del danno conseguente alla rinuncia della prestazione tardiva,
tale danno non potrebbe comunque essere ritenuto equivalente al costo di un
apparecchio nuovo, costo che non risulta peraltro dimostrato sulla sola base
della fattura unilateralmente emessa dall’attore medesimo, essendo manifesto in
tal caso il vantaggio tratto dall’attore, che avrebbe così sostituito un
apparecchio usato da 5 anni e rotto con uno nuovo ed inoltre migliore
(deposizione dott. __________

                                          Un
diverso risultato sarebbe ipotizzabile unicamente qualora si dovesse ammettere
che il convenuto ha consentito all’acquisto del nuovo apparecchio destinato
alla dott. __________, ma siffatto consenso, contestato dal convenuto, non può
essere dedotto dagli atti nonostante le argomentazioni dell’appellante (punto
2, pag. 3 e 4), in quanto, a mente di questa Camera, non è infatti in tal senso
sufficiente l’invocato doc. I del 18 aprile 1995.

                                          In
primo luogo tale documento costituisce una fattura del convenuto all’attore, e
non era perciò per sua natura destinato a suscitare la fiducia dell’attore nel
consenso del convenuto alla sostituzione dell’apparecchio con uno nuovo.

                                          In
secondo luogo il passaggio solo parzialmente trascritto a pag. 4 dell’appello
riferisce il contenuto dei colloqui avuti dal convenuto con la ditta di
trasporti, e non costituisce perciò una manifestazione della sua volontà
all’indirizzo dell’attore.

                                          Infine,
il generico riferimento ad un “Ersatzgerät” , ancorché riferito ad una
spedizione perduta, non è necessariamente conclusivo nel senso dell’acquisto di
un apparecchio nuovo per il proprietario in sostituzione di quello perduto -significato
che del resto non è a priori lecito presumere, ponendo esso il proprietario in
una situazione come detto migliore di quella precedente-, potendosi altresì
intendere con ciò la semplice messa a disposizione a titolo provvisorio di un
apparecchio sostitutivo.

 

                                 3.4   Del
tutto irrilevante, come giustamente ritenuto dal Pretore, è per il resto la
questione dell’eventuale disponibilità alla copertura del danno da parte
dell’assicurazione della ditta di trasporti incaricata dal convenuto,
trattandosi di problema inerente l’eventuale diritto di regresso del convenuto
nei confronti dell’ausiliario negligente, fattispecie alla quale l’attore è del
tutto estraneo e dalla quale non può di conseguenza trarre diritto.

 

                                          Ne
consegue la reiezione del gravame principale principale.

 

 

                                    II.   Sull'appello
adesivo

 

                                    4.   Il
Pretore ha respinto la pretesa del convenuto di fr. 642.25 relativa al suo
primo intervento presso la dott. __________ per il motivo che, a fronte del
successivo nuovo guasto del medesimo apparecchio, si dovrebbe ammettere che
esso non ha dato esito (consid. 5, pag. 8). 

                                          Il
convenuto contesta questa motivazione, sostenendo che non risulterebbe che la
prima riparazione sia alla base del secondo difetto e che, quand’anche si fosse
trattato del medesimo difetto, non sarebbe dato di sapere se esso si sia
verificato per una cattiva riparazione o per altri motivi (appello adesivo,
punto 6, pag. 6).

                                          Si
tratta di argomenti che non possono portare all’accoglimento della pretesa.

                                          Il
convenuto disattende infatti che egli, a fronte di un difetto verificatosi ad
un’ora di distanza dalla prima riparazione (cfr. deposizione dott. __________),
sopporta il pieno onere della prova al riguardo della correttezza del suo
adempimento in occasione della prima riparazione (art. 8 CC), e di conseguenza
la sua ammissione di ignorare le cause del secondo difetto non può che condurre
alla conclusione che siffatta prova non è stata fornita, con il che la
richiesta mercede non può essergli accordata.

 

                                    5.   Il
Pretore ha respinto anche la richiesta di fr. 510.45 risultante dalla fattura
del 6 agosto 1995 doc. 31 e 32, riguardante “Unsere Umtriebe gemäss Beilage 1 /
Verschollenes Paket” nonché le pretese di fr. 20.-- e fr. 100.-- per spese e
costi amministrativi -così si interpreta il laconico “amm.” addotto dal
convenuto a sostegno della richiesta-, ritenendo il tutto non comprovato.

                                          L’appellante
adesivo sostiene apoditticamente l’opinione contraria, ma in difetto di
qualsivoglia indicazione circa gli elementi che dimostrerebbero il fondamento
della pretesa la stessa non può evidentemente essere per questo motivo accolta.

                                          Egli
sostiene inoltre che tali pretese dovrebbero essergli riconosciute anche per il
motivo che l’attore non vi si è compiutamente opposto in prima sede.

                                          La
tesi è ai limiti del temerario: se non vi è stata una puntuale contestazione
delle singole pretese -la posizione dell’attore era comunque chiarissima:
ammissione delle due fatture di fr. 811.05 e fr. 440.15 e opposizione ad ogni
altra richiesta- ciò non è stato dovuto a negligenza o acquiescenza
dell’attore, ma all’inesistenza di argomentazioni di fatto e di diritto, che
l’attore riconvenzionale era peraltro tenuto a fornire, a sostegno delle
medesime, così da rendere di fatto impossibile una ragionevole contestazione.

                                          Ed
infatti, le due pretese di fr. 20.-- e fr. 100.--, sprovviste di qualsiasi
giustificazione, appaiono a prima vista appartenere a quella sorta di balzelli
che certi creditori usano caricare ai loro debitori, mentre è addirittura
evidente la natura ritorsiva della fattura 6 agosto 1995, emessa in risposta
alle sollecitazioni dell’attore, che seppure ingiustificate erano nondimeno
riconducibili ad una chiara inadempienza del convenuto, che dovrebbe perciò già
solo per questo motivo tenersi a proprio carico i lamentati “Umtriebe” anche
nel denegato caso che li avesse realmente subiti.

 

                                    6.   Non
meno infondate sono la pretesa di interessi di mora al tasso dell’8%, richiesta
che il convenuto peraltro nemmeno è stato in grado di motivare, e quella di
farli decorrere dal 13 luglio 1995, non figurando per tale data alcuna messa in
mora, così che il Pretore  giustamente si è determinato in base alla data della
domanda di esecuzione.

 

 

                                          Ne
segue la reiezione anche dell’appello adesivo, infondato sino ai limiti del
temerario.

 

Per i quali
motivi, richiamati gli art. 148 CPC e la TG

 

 

dichiara e
pronuncia:

 

 

                                     I.   L'appello
7 ottobre 1997 di __________ è respinto.

 

 

                                    II.   Le
spese della procedura di appello, consistenti in:

 

                                          a) 
tassa di giustizia                                              fr.   480.--

                                          b) 
spese                                                                fr.    
20.--

                                          Totale                                                                      fr.   
500.--

 

                                          già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere al
convenuto fr. 600.-- per ripetibili di appello.

 

                                   III.   L'appello
adesivo 18 novembre 1997 di __________ è respinto.

 

                                  IV.   Le
spese della procedura di appello adesivo, consistenti in:

 

                                          a) 
tassa di giustizia                                              fr.   130.--

                                          b) 
spese                                                                fr.    
20.--

                                          Totale                                                                      fr.  
150.--

 

                                          già
anticipati dall’appellante, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere
all’attore fr. 300.-- per ripetibili di appello.

 

                                  V.   Intimazione
a:   - __________

                                         Comunicazione
alla Pretura di Locarno-Campagna.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario