# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0b55922b-1e9b-5520-93ea-d43d614210b6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-07-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 11.07.2003 11.2002.5
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-2002-5_2003-07-11.html

## Full Text

Incarto n.

  11.2002.5

  	
  Lugano

  11 luglio
  2003/rgc

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo, presidente,

  G. A. Bernasconi e Giani

  
						

 

	
  segretaria:

  	
  Chietti Soldati, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire nella causa OA.2001.134 (accesso
necessario) della Pretura del Distretto di __________ promossa con petizione
del 13 luglio 2001 da

 

	
   

  	
  __________ 

  (patrocinata dall'avv. __________)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  __________, e

  __________ 

  (patrocinati dall'avv. __________);

   

  

giudicando
ora sul decreto del 7 gennaio 2002 con cui il
Pretore ha accolto un'istanza di misure cautelari presentata dall'attrice con
la petizione;

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti
di questione:     1.   Se dev'essere accolto
l'appello del 18 gennaio 2002 presentato da __________ e __________ contro il
decreto cautelare emesso il 7 gennaio 2002 dal Pretore del Distretto di __________;

 

                                         2.   Il
giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                    A.   Il
28 febbraio 1994 la __________ SA ha acquistato per aggiudicazione la particella
n. 615 RFD di __________, sulla quale si trovano due fabbricati industriali in
cui esercitano la loro attività la ditta d'impianti telefonici ed elettronici __________
__________ SA e l’auto-officina __________ Sagl. Il fondo non ha alcun accesso
che permetta di raggiungere la pubblica via. Sino al frazionamento, avvenuto il
2 giugno 1992, esso formava un unico appezzamen­to con le particelle n. 919 e
920, poste a sud, in favore delle quali è iscritto un diritto di passo
veicolare a carico del fondo n. 615. Sulle due particelle, proprietà di __________
ed __________, sorge uno stabile adibito a garage-carrozzeria con abitazione,
mentre lungo il loro confine ovest si trova una striscia di terreno asfaltata
larga circa 4.7 m, attualmente usata come parcheggio per la carrozzeria (__________Sagl).
Transitando dalla particella n. 615 su tale striscia di terreno sarebbe
possibile accedere a una strada comunale (via __________, particella n. 454),
larga 3.3 m e coperta da uno strato di asfalto frantumato, che, costeggiando
una diga insommergibile lungo il fiume Ticino, ha sbocco verso est sulla via __________,
mentre verso ovest è sterrata e percorribile solo con mezzi fuoristrada.

 

                                  B.   Per accedere
alla particella n. 615 si passa invece, fin dagli anni ottanta, a nord, seguendo
una strada asfaltata larga 4 m che si trova sulle attuali particelle n. 993 a
994 e che si immette diretta­mente nella via __________, la quale – a sua volta
– porta alla strada cantonale __________. L'accesso era stato inizialmen­te
regolato da un contratto d'affitto della superficie adibita a strada, stipulato
il 14 gennaio 1983 fra i precedenti proprietari della particella n. 615 e
l'Ufficio strade nazionali per conto dello Stato del Cantone Ticino, all'epoca
proprietario di quei terreni non edificati. Il contratto era poi stato disdetto
per il 31 dicembre 1989 in vista della vendita dei terreni al Comune di __________,
acquisizione che non è mai stata perfezionata. L'accesso, nondimeno, è stato
ancora adoperato pacificamente. Venuta a sapere che l'Ufficio strade nazionali
intendeva vendere quei terreni a privati, nel gen­naio-febbraio del 2001 la __________
SA ha interpellato sia l'Ufficio medesimo sia il Comune di __________ perché
fosse disciplinato l'accesso al proprio fondo. Entrambi hanno tuttavia demandato
la questione ai futuri proprietari dei terreni interessati. Il Municipio di __________
ha precisato, in particolare, che né il piano regolatore attuale né quello allo
studio prevede un accesso alla particella n. 615.

 

                                  C.   Il
1° marzo 2001 __________ e __________ hanno acquistato dallo Stato del Cantone
Ticino rispettivamente la particella n. 993, contigua alla via __________, e la
n. 994, posta fra la n. 993 e la n. 615. I due fondi sono stati ricavati dal
frazionamento, intervenuto quel medesimo giorno, dell'originaria particella n.
430. Contestualmente è stato iscritto a carico della particella n. 993 e in
favore della n. 994 un diritto di passo veicolare che grava la strada
esistente. Il 16 maggio 2001 i nuovi proprietari hanno comunicato alla __________
SA la loro disponibilità a concedere un passo veicolare dietro indennità,
riservandosi di interrompere in ogni momento il transito autorizzato a titolo
precario in caso di mancato accordo o per esigenze dettate dalla prossima
edificazione dei due fondi. Essi hanno fatto valere che, data la precedente
parcellazione, l'accesso al fondo n. 615 sarebbe dovuto avvenire per principio
da sud, attraverso le particelle n. 919 e n. 920, ma hanno offerto nondimeno il
diritto di passo dietro versamento di fr. 100’000.–. Non essendo stato
raggiunto un accordo, il 7 giugno 2001 __________ e __________ hanno comunicato
alla __________ SA che dal 31 luglio 2001 l'accesso attraverso i loro fondi non
sarebbe più stato consentito e che il confine tra le particelle n. 615 e n. 994
sarebbe stato chiuso al traffico.

 

                                  D.   Il
13 luglio 2001 la __________ SA ha convenuto __________ e __________ davanti al
Pretore del Distretto di __________ per ottenere l'iscrizione nel registro fondiario,
a carico delle particelle n. 993 e n. 994, di un accesso veicolare largo 4 m da
esercitare sulla strada esistente, previo allestimento di una planimetria da
parte del geometra revisore e dietro pagamento di un'indennità da definire,
offrendo di assumere le spese di iscrizione e di allestimento planimetrico. In
via cautelare essa ha chiesto che ai convenuti fosse ordinato di astenersi
dall'ostacolare l'accesso veicolare al suo fondo, sotto comminatoria dell'art.
292 CP, con ingiunzione alla forza pubblica di prestare ausilio per demolire
ogni opera che impedisse il normale transito e con l'avvertenza che la
trasgressione avrebbe costituito un valido titolo per il risar­cimen­to dei
danni. Statuendo il 16 luglio 2001 prima del contraddittorio, il Pretore ha
decretato l'ingiunzione richiesta, sotto com­minatoria dell'art. 292 CP,
precisando che gli oneri processuali sarebbero stati addebitati più tardi.

 

                                  E.   All'udienza
del 27 settembre 2001, indetta per la discussione cautelare, i convenuti si
sono opposti alla domanda, sollecitando la revoca del decreto. In subordine
essi hanno proposto che, pendente causa, l'accesso avvenisse dietro versamento
di un'indennità di fr. 1484.– annui dal 1° luglio 2001 a __________ e di fr.
1244.– annui ad __________. Nella loro risposta del 12 ottobre 2001 essi hanno
poi postulato il rigetto della petizione, consentendo – in subordine –
all'iscrizione a spese dell'attrice di una servitù di passo necessario largo 3
m lungo il confine est dei due fondi, previo versamento di un'indennità di fr.
55 627.15 a __________ e di fr. 56’194.35 ad __________. Nei successivi allegati
le parti hanno ribadito i loro punti di vista. 

 

                                  F.   Esperita
l’istruttoria, le parti hanno rinunciato al dibattimento finale cautelare, producendo
memoriali conclusivi nei quali hanno mantenuto le loro posizioni. Statuendo il
7 gennaio 2002, il Pretore ha accolto la domanda cautelare e ha ordinato ai
convenuti di astenersi dall'ostacolare o rendere difficoltoso l'accesso alla
particella n. 615 lungo la striscia di terreno indicata come subalterno b
dei rispettivi fondi. Il divieto è stato pronunciato sotto comminatoria
dell'art. 292 CP, con l'ordine a ogni usciere o ogni agente della forza
pubblica di prestare man forte – su richiesta della __________ SA – per
demolire ogni opera che impedisse il normale transito e con la sola assistenza
di un municipale, impregiudicato il risarcimento dei danni in caso di trasgressione.
Le spese, con una tassa di giustizia di fr. 400.–, sono state poste a carico
dei convenuti in solido, con obbligo, sempre con vincolo di solidarietà, di rifondere
all'attrice fr. 3000.– per ripetibili.

 

                                  G.   Contro
il decreto appena citato sono insorti __________ e __________ con un appello
del 18 gennaio 2002 nel quale chiedono che, in riforma del giudizio impugnato,
la domanda cautelare sia respinta e siano revocate le misure ordinate dal
Pretore il 16 luglio 2001 prima del contraddittorio. Nelle sue osservazioni del­l'8
febbraio 2002 la __________ SA propone di respingere l'appello.

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   L'art.
376 cpv. 1 CPC subordina l'emanazione di provvedimenti cautelari a tre presupposti
cumulativi: la verosimiglianza di un notevole pregiudizio, la necessità di
procedere con urgenza e la parvenza di buon esito insita nell'azione di merito,
l'istante essendo responsabile per altro dei danni causati da provvedimenti
cautelari ingiustificati (art. 383 cpv. 1 CPC; DTF 112 II 32, 91 II 144, 88 II
279; Rep. 1988 pag. 351 consid. 1 con richiamo). Per ammettere la parvenza di
buon diritto, in particolare, occorre che la possibilità di esito favorevole
sia resa quanto meno credibile (Rep. 1989 pag. 128 con rinvii). L'esistenza dei
tre requisiti, che va esaminata d'ufficio (Rep. 1989 pag. 127 con riferimenti),
non giustifica in ogni modo l'adozione di qualsiasi provvedimento cau­telare:
il principio della proporzionalità esige che, comunque sia, la misura richiesta
si limiti allo stretto indispensabile, mantenga cioè un ragionevole rapporto
tra il fine perseguito e la restrizione decretata (Pelet, Mesures provisionnelles: droit fédéral ou cantonal?,
Losanna 1987, pag. 83 segg. con rinvii; Gloor,
Vorsorgliche Massnahmen im Spannungsfeld von Bundesrecht und kantonalem Zivilprozessrecht,
Zurigo 1982, pag. 112 segg.). 

 

                                   2.   Il
Pretore ha riconosciuto anzitutto il requisito dell'urgenza, sottolineando che
i convenuti medesimi hanno comunicato all'attrice l'intenzione di sbarrare
l'accesso al fondo di lei, come pure di voler spostare nell'ambito dell'edificazione
dei loro terreni la strada di accesso alle progettate costruzioni, di modo che
la situazione attuale non sarebbe di facile ripristino a causa ultimata. Per il
resto – ha continuato il Pretore – qualora fosse privato dell'accesso
esistente, il fondo dell'attrice sarebbe totalmente isola­to dalla pubblica
via, non beneficiando di alcun diritto sulle particel­le n. 919 e n. 920, con
notevole pregiudizio per le due attività artigianali ivi esercitate. Quanto
alla parvenza di buon esito insita nell'azione di merito, il primo giudice,
ricordati i presupposti per la concessione di un passo necessario, ha rilevato
che il fondo in questione è totalmente privo di accesso alla pubblica via e
che, a un mero esame di verosimiglianza, i fondi più adeguati a concederlo
appaiono quelli dei convenuti, per lo meno allo stato di fatto esistente,
ovvero prima dell'edificazione. Per contro la superficie asfaltata delle
particelle n. 919 e n. 920 è attualmente usata come posteggio, di modo che
l'organizzazione di un passo dalla strada comunale al fondo dell'attrice
creerebbe maggiori disagi. Ritenuto che l'azione di merito non appare
sprovvista di fondamento, il Pretore ha pertanto decretato l'ingiunzione
richiesta, mentre ha respinto la domanda subordinata dei convenuti, giacché
l'indennità è un elemento da determinare al momento della concessione del passo
necessario, in caso di rigetto della petizione i convenuti potendo chiedere il
risarcimento di ogni danno in applicazione dell'art. 383 CPC.

 

                                   3.   Gli
appellanti obiettano che la situazione d'urgenza è dovuta al comportamento dell'attrice
medesima, la quale pur sapendo che il transito sulle particelle n. 919 e n. 920
avveniva a titolo precario, ha omesso di rivolgersi per tempo ai rispettivi proprietari.
Né il fondo n. 615 rischia di restare isolato, giacché l'accesso può avvenire,
appunto, dalla strada comunale posta a sud, attraverso i fondi già citati. Invece
l'edificazione della particella n. 994 è quasi ultimata, di modo che il
proprietario ha urgenza di provvedere alla sistemazione esterna. La causa di
merito, poi, è priva di ogni possibilità di esito favorevole, poiché il fondo
dell'attrice è stato privato dell'accesso alla pubblica via in seguito al
frazionamento dalle particelle n. 919 e n. 920. Anche se talvolta il passaggio
è usato come posteggio, l'accesso da quel lato è senz'altro possibile e conduce
a una strada comunale regolarmente transitabile. Per di più, essendo molto più
corto, il percorso sui fondi n. 919 e 920 è senz'altro di minor danno, mentre
la concessione di un diritto di passo sulle particelle n. 993 e 994 sarebbe di ostacolo
a un'edificazione razionale. 

 

                                   4.   Gli appellanti confermano ancora in questa sede che i loro progetti
di edificazione occuperanno, una volta ultimati, la superficie sulla quale si
esercita ora il diritto di passo concesso in via provvisionale dal Pretore
(appello, pag. 5; licenza edilizia doc. 9). Non si vede quindi come essi
possano seriamente contestare l'esistenza del requisito dell'urgenza. Che il
passo veicolare rivendicato dall'attrice sarebbe definitivamente precluso con
l'ultimazione del progettato capannone industriale e della sua sistemazione
esterna è pacifico. Tanto basta per ammettere in concreto l'urgenza della
misura provvisionale. 

 

                                   5.   A
detta dei convenuti non è dato nemmeno il requisito del notevole pregiudizio,
visto che l'attrice potrebbe chiedere senza troppe difficoltà l'accesso alla
pubblica via passando attraverso le particelle n. 919 e 920. Essi trascurano
tuttavia che i loro progetti di edificazione, imminenti al momento dell'istanza
cautelare, avrebbero precluso ogni possibilità di usufruire della superficie
usata per il transito. È vero che l'azione per ottenere l'accesso necessario poteva
essere promossa contemporaneamente anche contro i proprietari delle particelle
n. 919 e 920, ma la scelta di convenire dapprima in giudizio coloro che si
accingevano a modificare in modo definitivo il percorso veicolare ha una sua logica.
Gli appellanti, del resto, nemmeno si confrontano con la motivata
argomentazione del Pretore, secondo cui la perdita del passo veicolare avrebbe
comportato un notevole pregiudizio finanziario per l'attività commerciale
dell'attrice. Su questo punto l'appello si rivela finanche irricevibile per carenza
di motivazione (art. 309 cpv. 2 lett. f CPC, combinato con il cpv. 5). 

 

                                   6.   Nella
fattispecie il problema è piuttosto quello di sapere se l'azio­ne intesa a
ottenere l'accesso necessario sui fondi dei convenuti denoti parvenza di buon
esito (cfr. consid. 1). Dottrina e giurispru­denza non esigono che l'istante
provi la fondatezza della causa di merito; basta una verosimile probabilità di
successo (DTF 97 I 481 consid. 3 pag. 487; Pelet,
op. cit., p. 63 nel mezzo).Una provvisionale, in altri termini, va respinta se,
a un esame sommario dei fatti addotti dall'attore (Hohl, La réalisation du droit et les procédures rapides,
Friburgo 1994, pag. 177 n. 551), l'azione di merito appaia destinata
all'insuccesso (Pelet, op. cit.,
pag. 65, 66 nel mezzo; Rep. 1974 pag. 93, 1975 pag. 254), Nella valutazione
della possibilità di esito favorevole il giudice non deve porre esigenze troppo
severe (Rep. 1989 pag. 128 consid. 2; Pelet,
op. cit., pag. 65 e rif. citati). 

 

                                   7.   Secondo
l'art. 694 CC il proprietario che non abbia un accesso sufficiente dal suo
fondo a una strada pubblica può pretendere che i vicini gli consentano il
passaggio necessario “dietro piena indennità” (cpv. 1). Tale accesso va chiesto
in primo luogo al vicino “dal quale, a causa dello stato preesistente della
proprietà e della viabilità, si può più ragionevolmente esigere la concessione
del passo”; in secondo luogo esso va chiesto al vicino per il qua­le il
passaggio risulta di minor danno (cpv. 2). Nella determinazione del passo necessario,
in ogni modo, “deve­si aver riguardo agli interessi delle due parti” (cpv. 3),
ponderando debitamente le particolarità del caso concreto (Rey in: Basler Kommentar, 2ª edi­zione,
n. 11 ad art. 694 CC con rinvii). Il Tribunale federale ha avuto modo di
stabilire inoltre che il proprietario può chiedere un accesso necessario,
sempre che esso sia indispensabile per un uso del fondo conforme alla sua
destinazione, solo ove dimostri di avere intrapreso senza esito tutto il
possibile per ottenere la strada prevista dal piano regolatore con gli istituti
che il diritto pubblico mette a disposizione. Solo qualora il diritto pubblico
non consenta di ottenere un'urbanizzazione idonea sussiste uno stato di
necessità che giustifica l'applicazione dell'art. 694 CC (DTF 120 II 185
consid. 2c con richiami, 121 I 70 consid. 4b; sentenza del Tribunale federale
5C.64/2000 del 4 aprile 2000, consid. 3a con rinvii, pubblicata in: RDAT
II-2001 pag. 151).

 

                                   8.   Nella
fattispecie la particella n. 615, circondata da altri fondi (doc. A), è priva
di sbocchi sulla pubblica via e non beneficia di nessun diritto di passo
iscritto nel registro fondiario (doc. 12.1). Trattandosi di un terreno
edificato all'interno di una zona destinata verosimilmente a installazioni
industriali, occorre per principio un accesso carrozzabile (DTF 110 II 127
consid. 5, 93 II 169 consid. 2; Rep. 1989 pag. 142 consid. 1 con rimandi).
Dagli atti risulta che nei primi anni novanta il Comune di __________ aveva
avviato trattative con l'Ufficio strade nazionali per acquistare, fra l'altro,
l'originaria particella n. 430 nella prospettiva di creare una strada pubblica
in corrispondenza con quella in esame (fascicolo “richiami”: convenzione del 23
agosto 1993, piano di mutazione del 9 agosto 1993, lettera 20 agosto 1991
dell'Ufficio strade nazionali, lettera del 30 ottobre 1996 del Municipio di __________).
Per finire, tuttavia, il Comune ha rinunciato all'acquisto (deposizione __________
del 16 ottobre 2001, verbali, pag. 10 nel mezzo e pag. 11 verso il fondo).
Inoltre, né il piano regolatore attuale né quello allo studio prevedono la
formazione di una strada pubblica per l'accesso a quel fondo (doc. F; doc. 20.1
e 20.2). Il 9 febbraio 2001 l'attrice ha sollecitato un incontro con il
Municipio per chiarire la situazione (doc. E). Senza esito. A un sommario esame
essa ha dunque reso sufficientemente verosimile il suo stato di necessità. Nel
merito occorrerà ancora valutare se, con ciò, l'attrice abbia dimostrato di
aver esaurito tutte le possibilità offerte dal diritto pianificatorio (sentenza
del Tribunale federale 5C.82/2001 del 30 ottobre 2001, consid. 3b/bb in fine;
I CCA, sentenze inc. 11.1999.115 dell'11 dicembre 2002 in re C., consid.
11, e inc. 11.2000.59 del 22 maggio 2002 in re V., consid. 10 a 14, menzionati
in: BOA n. 24 pag. 16). La questione esula nondimeno dal quadro dell'attuale
giudizio.

 

                                   9.   Il
tracciato della servitù deve gravare anzitutto il fondo che, per intervenute
modifiche (frazionamenti, alienazioni di uno o più terreni di uno stesso proprietario,
cancellazioni di servitù di passo dovute a realizzazione forzata, spostamenti
di tracciato stradale e così via), ha sottratto alla particella del richiedente
la possibilità di accesso alla pubblica via, possibilità che prima era data in
vir­tù di un diritto reale o obbligatorio (art. 694 cpv. 2 prima frase CC; Meier-Hayoz in: Berner Kommentar, 3ª
edizione, n. 30 ad art. 694 CC; Rey,
op. cit., n. 15 ad art. 694; Steinauer,
Les droits réels, vol. II, 3a edizione, pag. 207 n. 1865a). 

                                         

                                   a)
 Nella fattispecie risulta che il 2 giugno 1992 l'originaria particella n. 615,
di complessivi 1920 m², è stata suddivisa nell'attuale particella n. 615 (1100
m²), nella particella n. 919 (364 m²) e nella particella n. 920 (456 m²: doc.
1, 12.3 e 13). Quest'ultimo fondo confina, appunto, con la strada comunale posta
sulla particella n. 454 (doc. A, 1 e 13; v. anche sopra, consid. A), che è
possibile raggiungere dalla particella dell'attrice transitando su una striscia
di terreno asfaltata larga circa 4.7 m lungo il confine ovest dei fondi n. 919
e n. 920 (sopralluogo del 16 ottobre 2001, verbali pag. 14; doc. R, fotografie;
doc. Q, fotografia in basso; doc. 8, fotografie). A un primo sommario esame i
fondi dei convenuti non appaiono invero come i primi a dover concedere il
passaggio, dovendosi – per legge (art. 694 cpv. 2 prima frase CC) – optare
prioritariamen­te per l'accesso attraverso i fondi derivati da frazio­namento,
anche nel caso in cui la perdita dell'accesso è dovuta ad alienazioni o a
realizzazioni forzate (Meyer-Hayoz,
loc. cit.).

 

                                   b)  L'attrice
ha addotto che l'accesso alla sua particella è sempre avvenuto da nord,
attraverso le particelle dei convenuti, i quali del resto le hanno acquistate
consapevolmente a un prezzo che teneva conto di quella situazione. Se non che,
per valutare la situazione antecedente fanno stato solo le situazioni che
denotano l'esistenza di un diritto reale o obbligatorio da parte di chi postula
il riconoscimento del passo necessario (Rep. 1999 pag. 64 consid. 3b con
rimandi). Nella fattispecie, invero, il transito da nord è inizialmente
avvenuto sulla base di un contratto d'affitto della superficie occupata dalla
strada stipulato fra i precedenti proprietari (fascicolo “richiami”: contratto
del 14 gennaio 1993). L'accordo è tuttavia stato disdetto per la fine del 1989
(loc. cit.: lettera del 7 luglio 1999 dell'Ufficio strade nazionali). In ogni
caso il rapporto giuridico non è passato all'attrice, che ha acquisito il fondo
a un pubblico incanto il 28 febbraio 1994 (doc. 14; Rep. 1999 pag. 178 consid.
5). Per il resto è indiscusso che, dopo di allora, l'uso del passaggio è
avvenuto per mera compiacenza del precedente proprietario dei fondi n. 993 e n.
994. 

 

                                   c)  A
detta dell'attrice la strada comunale situata sulla particella n. 454 non
costituisce un accesso sufficiente e “non è normal­mente percorribile”, poiché
è larga solo 3.3 m, “non consente l'incrocio, è pavimentata con asfalto
frantumato proveniente da recuperi e verso sud è accessibile solo con fuoristrada”,
mentre l'allargamento a 4 m previsto dal nuovo piano regolatore non avverrà
prima di venti o trent'anni. Ora, per accesso sufficiente si intende un
collegamento alla pubblica via che garantisca, da un punto di vista oggettivo,
uno sfruttamento adeguato e conforme alla destinazione del terreno (Rey, op. cit., n. 6 e 7 ad art. 694 CC
con richiami). Gli atti confermano che la citata strada comunale è
effettivamente larga solo 3.3 m (sopralluogo del 16 ottobre 2001, pag. 14). È
vero che essa è adoperata per l'accesso alle particelle n. 919 e n. 920, sulle
quali sorge un garage-car­roz­zeria (v. anche fo­tografie doc. R), che sebbene
pavimentata con asfalto frantumato essa non risulta soggiacere a particolari
limitazioni di carico (deposizione __________ del 16 ottobre 2001, verbali,
pag. 12 a metà), che è inserita nel piano del traffico attualmente in vigore
(doc. 20.1), che quello allo studio ne prevede l'allargamento a 4 m con
l'organizzazione del traffico a senso unico (doc. 20.2; deposizione Marco
Fioroni, loc. cit., in basso). È nondimeno verosimile che il transito
attraverso una siffatta via comporti inconvenienti dovuti alle difficoltà di incro­cio
e al fatto che, essendo ancora sterrata nel suo tratto finale verso la strada
cantonale Giubiasco-Sementina (a ovest), essa implica un tragitto più lungo
verso est per raggiungere la via Pobbia e la strada cantonale. L'attrice dovrà
dimostrare, nella causa di merito, che l'accesso mediante la strada comu­nale situata
sulla particella n. 454 non consente – di per sé – un uso razionale del fondo (Meier-Hayoz, op. cit., n. 49 ad art.
694 CC), oppure cagioni costi sproporzionati (Caroni
Rudolf, Der Notweg, tesi, Berna 1969, pag. 69). A un giudizio di mera
apparenza, nondimeno, l'attrice ha reso verosimile che l'accesso attraverso la
nota strada comunale impedisce un adeguato sfruttamento commerciale della
particella n. 615.

 

                                   d)  Per
l'attrice il passo attraverso i fondi dei convenuti è la soluzione di minor pregiudizio,
siccome il transito sulle particelle n. 919 e n. 920 comporterebbe la
soppressione di numerosi posteggi indispensabili per il garage-carrozzeria. Invece,
essa spiega, sotto la strada esistente sulla particella n. 993 si trovano già
talune condotte e quella fascia di terreno a confine non può essere edificata.
Inoltre la parte di strada sulla particella n. 993 è già gravata da un diritto
di passo a favore della n. 994. Gli appellanti, da parte loro, osservano che il
tracciato verso sud è più corto di quel­lo sui loro fondi e che la strada
esistente impedisce una razionale edificazione dei loro terreni, tant'è che
hanno intenzione di spostare sul lato ovest della particella n. 993 l'accesso
ai due fondi, con minore spreco di terreno. Queste ultime argomentazioni
appaiono per vero abbondanziali. Qualora più fondi possano essere gravati da un
passo necessario, in effetti, l'art. 694 cpv. 2 CC stabilisce un chiaro ordine
di priorità, nel senso che in primo luogo occorre determinare quale tragitto
sia più naturale in ragione dello stato antecedente della proprietà e della
viabilità; se più fondi adempiono tale criterio, occorre esaminare per quale
terreno l'accesso sia di minor danno (Steinauer,
op. cit., pag. 206 n.1865). Al criterio del minor danno si fa capo solo ove non
sia possibile determinare una priorità secon­do lo stato anteriore (Caroni Rudolf, op. cit., pag. 96 in
basso; Haab, in: Zürcher
Kommentar, 2a edizione, n. 12 ad art. 694–696 CC; Meier-Hayoz, op. cit., n. 32 ad art. 694 CC; Rey, op. cit., n. 15 ad art. 694 CC).
Nella fattispecie l'avvenuto frazionamento indurrebbe a optare in primo luogo
per l'accesso attraverso i fondi n. 919 e n. 920, posto che la nota strada
comunale sia adeguata allo scopo, ciò che è ancora tutto da verificare nella causa
di merito. Poco sussidia domandarsi pertanto quale accesso sia di minor danno
per i fondi limitrofi. 

 

                                10.   In
conclusione, nella fattispecie non si può affermare che l'azione di merito
promossa dall'attrice appaia d'acchito infondata. Alcune circostanze, come la
situazione pianificatoria del fondo, lo stato preesistente dei luoghi, le
caratteristiche della strada comunale posta sulla particella n. 454 e dei due
tragitti alternativi andranno ancora accertate nella causa di merito,
nell'ambito della quale il giudice fruisce di pieno potere cognitivo. A un
esame sommario come quello che sottende all'emanazione di provvedimenti cautelari
l'azione di merito non sembra tuttavia manifestamente sprovvista di probabilità
di esito favorevole. La domanda provvisionale era dunque legittima.

 

                                11.   Gli
oneri processuali del giudizio odierno seguono la soccombenza dei convenuti
(art. 148 cpv. 1 CPC), che rifonderanno all'attrice un'equa indennità per
ripetibili. La tassa di giustizia di appello è commisurata all'impegno
richiesto alla Camera per la sua trattazione. Per quanto attiene agli oneri di
primo grado, gli appellanti adducono che, trattandosi di una domanda provvisionale
nell'ambito di un'azione per la concessione di un passo necessario, spese e
ripetibili vanno sempre a carico del richiedente. Invero, nelle cause volte
all'iscrizione di accessi necessari gli oneri processuali e le ripetibili seguono
i principi del diritto espropriativo, l'iscrizione di una tale servitù avendo
effetti analoghi (Meier-Hayoz,
op. cit., n. 69 ad art. 694 CC; Rep. 1995 pag. 172 consid. 2). Si applica quindi
la regola per cui, anche in caso di accoglimento dell'azione, l'attore sopporta
i costi e deve versare ripetibili al convenuto, salvo che con il suo
comportamento quest'ultimo abbia provocato la lite, abbia preteso un'indennità
esorbitan­te oppure abbia resistito a oltranza (Caroni Rudolf, op. cit., pag. 115 in fondo). Nella
fattispecie, nondimeno, non si tratta di stabilire chi sopporti i costi della
causa di merito, ma di statuire sulla sorte di quelli della procedura
provvisionale. E in tale sede i convenuti si sono opposti alla concessione
delle misure cautelari sollevando argomentazioni relative alla causa di merito.
Non vi è dunque motivo di derogare al principio della soccombenza.

 

Per questi motivi,

 

vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,

 

 

pronuncia:              1.   L'appello
è respinto e il decreto impugnato è confermato

 

                                   2.   Gli oneri
processuali, consistenti in:

                                         a)
 tassa di giustizia     fr. 600.–

                                         b)  spese                       fr.  
50.–

                                                                                fr.
650.–

                                         sono
posti a carico degli appellanti in solido, che rifonderanno alla controparte,
sempre con vincolo di solidarietà, fr. 1400.– per ripetibili.

                                         

                                   3.   Intimazione:

	
   

  	
   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di __________.

 

 

Per la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                                        La
segretaria