# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a0211e3d-40e7-5c72-9107-a0eca444605d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La terza Camera civile 12.01.2023 13.2022.45
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_003_13-2022-45_2023-01-12.html

## Full Text

Incarto n.

  13.2022.45

  	
  Lugano

  12 gennaio 2023     

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  La terza Camera civile del Tribunale d'appello

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composta del giudice:

  	
  Walser,
  presidente,

   

  	 

	
  vicecancelliera:

  	
  Locatelli

  	 

									

 

sedente
nella composizione a giudice unico (art. 48b LOG) per statuire nella causa inc.
n. OR.2017.133 (procedura ordinaria) della Pretura del Distretto di Lugano,
sezione 1, promossa con petizione 28 giugno 2017 da

 

	
   

  	
   CO
  1  

  patrocinata dall’  PA 2  

   

  	 

	
   

  	
  contro

   

  	 

	
   

  	
  RE
  1  

  patrocinata dall’  PA 1  

   

  
	
   

  	
   

  	 

					

e ora sul reclamo 28
luglio 2022 di RE 1 contro la decisione 18 luglio 2022 con cui il Pretore ha
respinto le sue obiezioni in punto all’audizione in modalità videoconferenza zoom
con l’estero di parte attrice e di un teste;

 

ritenuto

in fatto:                   A.   CO 1 era titolare della relazione
bancaria di conto corrente n. __________ con beneficiario economico __________,
presso __________ SA, e aveva disposto la trattenuta in banca della corrispondenza.
Quanto depositato è stato bonificato favore di una società terza in forza di
vari ordini di addebito eseguiti tra il 14 agosto 2012 e il 3 dicembre 2013 e a
fine 2013 la banca ha chiuso la relazione bancaria. In visita in banca ad ottobre
2015 CO 1 ha contestato di avere mai ordinato, autorizzato e/o ratificato le
citate operazioni di addebito e ha chiesto la restituzione di tutti i relativi
importi. Con la fusione del 2016, attivi e passivi della banca sono stati ripresi
da RE 1 a cui la titolare ha annunciato il credito giusta l’art. 25 cpv. 2
LFus.

 

                                  B.   Ottenuta
l’autorizzazione ad agire, con petizione 28 giugno 2017 CO 1 ha chiesto la
condanna di RE 1 a pagarle EUR 159'842.–, fr. 162'921.– e USD 127'967.–, oltre
interessi del 5%, e il rigetto definitivo dell’opposizione al PE n. __________
dell’UE di Lugano.

 

                                         La convenuta, con risposta
27 settembre 2017, ha chiesto di respingere integralmente la petizione. Gli
antitetici punti di vista e richieste di giudizio sono stati ribaditi dalle
parti in sede di replica 1° ottobre 2019 e duplica 16 dicembre 2019.

 

                                  C.   L’udienza delle prime
arringhe si è svolta il 16 giugno 2020. In corso d’istruttoria il 18 novembre
2020 il Pretore ha proceduto all’audizione in videoconferenza del teste __________
dall’Italia e il 23 novembre 2020 all’interrogatorio di CO 1 dalla Bulgaria. La
convenuta si è opposta per violazione del principio di territorialità di Italia
e Bulgaria e della Convenzione dell’Aja sull’assunzione di prove all’estero del
1970. Il Pretore ha rinviato la decisione sulle obiezioni a separato giudizio.

 

                                  D.   Chiuso il
dibattimento, con decisione 18 luglio 2022 il Pretore ha respinto le obiezioni
della convenuta.

 

                                  E.   Con reclamo 28 luglio
2022, previa concessione dell’effetto sospensivo, RE 1 chiede di accogliere le sue
obiezioni, di stralciare i verbali di audizioni e di sentire gli interessati presso
la Pretura o nel rispetto delle norme di cooperazione internazionale e assistenza
giudiziaria. In via subordinata chiede il rinvio degli atti al Pretore per
decidere ai sensi dei considerandi.

 

                                         Con decisione 8 agosto
2022 il presidente di  questa Camera ha negato l’effetto sospensivo.

 

                                         La controparte non è stata
invitata a formulare osservazioni.

 

                                  F.   In luogo delle
arringhe finali, le parti hanno formulato le rispettive conclusioni scritte,
l’attrice il 29 settembre 2022 e la convenuta il 30 settembre 2022.

 

Considerando

in diritto:                 1.   La decisione 18 luglio 2022,
con cui il Pretore ha stabilito di procedere all’audizione in forma digitale e all’estero
del teste e dell’attrice, è una disposizione ordinatoria processuale in materia
di prove (art. 124 e 154 CPC). In applicazione dell’art. 319 lett. b cifra 2 e
321 cpv. 2 CPC e 48 lett. c cifra 1 LOG, essa è impugnabile con reclamo alla
terza Camera civile del Tribunale d’appello nel termine di dieci giorni.

 

                                         Il giudizio impugnato è
pervenuto alla reclamante il 19 luglio 2022 (estratto tracciamento degli invii;
doc. B al reclamo). Sicché spedito il 28 luglio 2022 il reclamo è tempestivo e,
da questo punto di vista, ammissibile.

 

                                   2.   L’art. 242 CPC
prevede lo stralcio dal ruolo della causa ogni qualvolta il procedimento
termina per altri motivi senza decisione del giudice. Ciò è il caso laddove
l’oggetto litigioso scompare per una ragione che non è riassumibile in uno dei
tre atti processuali compresi all’art. 241 (desistenza, acquiescenza,
transazione), ed è divenuto oggettivamente impossibile emettere un giudizio
ancora attuale su quella specifica pretesa (Trezzini,
in: Trezzini e al., Commentario pratico al CPC, 2a ed., 2017,
n. 4 e 5 ad art. 242).

 

                                         Il Pretore ha ordinato le audizioni
del teste __________ e dell’attrice con decisione 4 agosto 2020 e, il 29
settembre 2020, in forma di videoconferenza sulla base dell’ordinanza COVID-19
sulla giustizia e sul diritto procedurale del 16 aprile 2020 [RS 272.81]. Il 18
novembre 2020, dopo avere appurato che il teste __________ si trovava in Italia
a __________, la convenuta vi si è opposta (act. VII pag. 6). Parimenti ha poi fatto
il 23 novembre 2020, l’attrice trovandosi a __________ in territorio bulgaro (act.
VIII pag. 1). Il Pretore ha proceduto alle relative audizioni e rinviato la
decisione sulle eccepite contestazioni della convenuta. Ora, se da un canto
tale modo di procedere suscita qualche perplessità, l’avvenuta audizione dei
due interessati lasciava invero già presagire un’implicita reiezione delle
citate obiezioni e, a priori, rendeva persino privo d’oggetto un qualsiasi reclamo
in materia di prove avverso la successiva decisione. Il gravame con cui la
reclamante qui impugna il relativo giudizio pretorile 18 luglio 2022 deve quindi
essere stralciato dai ruoli giusta l’art. 242 CPC. Resta da decidere sulle
spese giudiziarie del reclamo, fermo restando che l’oggetto come tale non è venuto
meno per motivi imputabili alla reclamante ma va ricondotto alla conduzione del
procedimento.

 

                                   3.   Giusta l’art. 106
cpv. 1 CPC le spese giudiziarie sono poste a carico della parte soccombente.
L’art. 107 cpv. 1 lett. e CPC stabilisce poi che se la causa è stralciata dal
ruolo in quanto priva di oggetto e la legge non prevede altrimenti, il giudice
può prescindere dai criteri di ripartizione secondo la soccombenza (art. 106
CPC) e procedere a un giudizio secondo equità, considerando quindi i motivi alla
base del reclamo, il suo probabile esito finale e le cause che hanno condotto
al suo stralcio (sentenza del Tribunale federale 4A_24/2019 del 26.2.2019
consid. 1.1; Trezzini, op. cit.,
n. 20 [n. 23 versione e-book #8 al 1° febbraio 2020/22 marzo 2021] ad
art. 107; Leumann/Liebster, in:
Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, Kommentar zur Schweizerischen
Zivilprozessordnung (ZPO), 3a ed., 2016, n. 9 ad art. 242; Richers/Naegeli, in:
Oberhammer/Domej/Haas, Kurzkommentar, ZPO, 3a ed., 2021, n. 10 ad
art. 242; Killias, in: Berner
Kommentar, ZPO, vol. 2, 2012, n. 23 ad art. 242).

 

                                   4.   Il CPC prevede che
con il rimedio del reclamo possono essere censurati l’applicazione errata del
diritto (art. 320 CPC, lett. a) e l’accertamento manifestamente errato dei
fatti (lett. b), ritenuto che nei casi non espressamente previsti dalla legge
il reclamo giusta l’art. 319 lett. b CPC è ammissibile solo quando vi è il
rischio di un pregiudizio difficilmente riparabile.

 

                                4.1   L’impugnabilità delle
decisioni in materia di prove, come quella qui in oggetto, non è espressamente
prevista dal CPC. È pertanto da rendere verosimile il rischio di un pregiudizio
difficilmente riparabile e produrre in tal senso un certo sforzo allegatorio,
ritenuto che l’enunciazione di proclami o principi generali non è sufficiente (Verda Chiocchetti, in: Trezzini e al.,
Commentario pratico al CPC, IIa ed.,
2017, n. 73 [n. 75 versione e-book #8 al 1° febbraio 2020/22 marzo 2021]
ad art. 319). Il pregiudizio dev’essere concreto, di essenziale rilievo per l’andamento
del processo e non deve poter - interamente o parzialmente - essere riparato
neppure mediante una successiva sentenza finale favorevole.

 

                                4.2   Va qui ricordato che, di
regola, le decisioni in materia di prove non provocano un danno difficilmente riparabile
e l’errata o mancata amministrazione di una prova va contestata tramite
l’impugnazione principale contro la decisione finale (sentenza del Tribunale
federale 4A_425/2014 dell’11 settembre 2014 consid. 1.3.2; Messaggio n. 06.062
del Consiglio federale concernente il codice di diritto processuale civile
svizzero del 28 giugno 2006, pag. 6748 i. f.), non quindi con reclamo ai sensi
dell’art. 319 lett. b CPC. In effetti, fino al momento dell’emanazione della
decisione di merito non è dato di sapere se l’ammissione e la conseguente
assunzione di una specifica prova, rispettivamente la sua non ammissione, abbia
recato pregiudizio alla posizione complessiva di una parte in relazione al
processo (IIICCA 13.2012.106 del 22 marzo 2013, in: RtiD II-2013 pag. 901 segg.
n. 47c).

 

                                4.3   Questa Camera ha già avuto
modo di rilevare che una violazione del diritto non cagiona automaticamente
alla parte colpita dalla violazione stessa un pregiudizio difficilmente
riparabile ai sensi dell’art. 319 lett. b cifra 2 CPC, neppure se la decisione
appare in contrasto con specifiche norme procedurali. Ha parimenti evidenziato
che unica eccezione poteva essere data quando la violazione del diritto di
essere sentito conduce alla nullità della decisione impugnata indipendentemente
dall’esito del processo (IIICCA 13.2012.106 del 22 marzo 2013, in: RtiD II-2013
pag. 901 segg. n. 47c).

 

                                   5.   Sostiene la
reclamante che le audizioni del teste __________ e dell’attrice tramite videoconferenza
ed effettuate pur trovandosi loro fuori dal territorio svizzero vìolano diverse
disposizioni legali tra cui quelle relative all’assunzione di mezzi di prova
all’estero e le regole applicabili in materia di sovranità degli stati. Ciononostante,
con la decisione il Pretore rifiutava di stralciare queste due prove contrarie
alla legge, da cui il pregiudizio difficilmente riparabile e l’ammissibilità
del reclamo.

 

                                5.1   Se non che - come visto - di
regola il presupposto di pregiudizio difficilmente riparabile ai sensi
dell’art. 319 lett. b cifra 2 CPC non si realizza solo perché viene eccepita
una violazione del diritto, foss’anche di natura procedurale. Giova in effetti
ricordare che anche laddove la decisione impugnata fosse il frutto di
un’applicazione errata del diritto, oppure di un manifestamente errato
accertamento dei fatti, ciò non comporterebbe eo ipso un pregiudizio
difficilmente riparabile. Una sentenza finale favorevole potrebbe in definitiva
riparare al preteso pregiudizio lamentato dalla reclamante, fermo restando che
fino al momento dell’emanazione della decisione di merito non è dato sapere l’incidenza
delle contestate prove e se realmente - e se del caso in che misura - hanno
compromesso la posizione complessiva dell’interessata. È in quella sede che il
primo giudice avrà cura di spiegare i motivi per i quali accoglie o respinge la
domanda di causa, dando puntuale contezza delle sue relative conclusioni. Diversamente
il presupposto di pregiudizio difficilmente riparabile andrebbe a sovrapporsi ai
motivi del reclamo previsti dall’art. 320 lett. a e b CPC e non vi sarebbe più
alcun margine per un distinguo tra le due norme, ciò che all’evidenza non può
aver voluto il legislatore (cfr. in tal senso anche Verda Chiocchetti, op. cit., versione e-book  #8 al
1° febbraio 20/22 marzo 2021, n. 72 segg. ad art. 319). Invero, nemmeno basta contestualizzare
un generico pregiudizio. È bensì necessario che la reclamante qualifichi il
pregiudizio difficilmente riparabile concreto ed effettivo da lei patito in conseguenza
della decisione impugnata e che, appunto, una decisione finale a lei favorevole
non potrebbe annullare.

 

                                5.2   In concreto la reclamante
riconduce all’assunzione di prove contrarie al diritto, il rischio di
pregiudizio difficilmente riparabile. Ciò non è il caso. In assenza di una
premessa fondamentale del reclamo, il gravame sarebbe quindi risultato
inammissibile.

 

                                   6.   Nondimeno, la
fattispecie in esame merita a titolo aggiuntivo qualche riflessione.

 

                                6.1   La Convenzione dell’Aja
sull’assunzione all’estero di prove in materia civile e commerciale del 18
marzo 1970 (RS 0.274.132), di cui sono parte la Svizzera (in vigore dal 1°
gennaio 1995), l’Italia (in vigore dal 21 agosto 1982) e la Bulgaria (in vigore
dal 12 marzo 2002) - il teste __________ risiede in Italia ed è stato sentito
in collegamento tramite videoconferenza da __________, l’attrice in
collegamento da __________ in Bulgaria - stabilisce puntuali protocolli a
salvaguardia del principio di territorialità dei singoli paesi. Nel rispetto delle
regole di questa convenzione, le audizioni testimoniali all’estero esperite tramite
videoconferenza sono ammesse (Vouilloz, in:
Chabloz/Dietschy-Martenet/Heinzmann, Petit Commentaire, CPC, 2020, n. 11 ad
art. 171; Müller, in:
Brunner/Gasser/Schwander, ZPO Kommentar (DIKE), 2a ed., 2016, n. 32 ad art. 171). Da questo
punto di vista è da tener conto delle riserve e dichiarazioni dei singoli paesi
(sulle specifiche particolarità informazioni utili sono ad esempio consultabili
al sito https://www.hcch.net/fr/
instruments/conventions/specialised-sections/evidence; e più
specificatamente sulle pratiche in uso e da seguire nei singoli stati membri
dell’Unione europea puntuali indicazioni sono altresì reperibili tramite il
portale https://e-justice.europa.eu).

 

                                6.2   Il Pretore il 29 settembre
2020 aveva giustificato le controverse audizioni nella forma della
videoconferenza in applicazione dell’Ordinanza sulle misure nella giustizia e
nel diritto procedurale in relazione al coronavirus (Ordinanza COVID-19 sulla
giustizia e sul diritto procedurale; RS 272.81) del 16 aprile 2020, la cui
validità prevista fino al 31 dicembre 2021 (art. 10 cpv. 3) e stata prorogata
poi fino al 31 dicembre 2022 (art. 10 cpv. 4). E tale ordinanza si fonda sull’art.
7 lett. b della Legge federale sulle basi legali delle ordinanze del Consiglio
federale volte a far fronte all’epidemia COVID-19 [Legge COVID-19; RS 818.102]
approvata dall’Assemblea federale il 25 settembre 2020. Questo però ancora non
consente di ritenere superati i protocolli imposti dalla citata convenzione
internazionale (sopra, consid. 6.1).

 

                                         Anche la prospettata
modifica del Codice di diritto processuale civile svizzero elaborata
nell’intento di migliorare la praticabilità e l’applicazione del diritto
(Messaggio 20.026 del 26 febbraio 2020 [FF 2020 2407]), prevede - fra l’altro -
di integrare nel nostro ordinamento l’interrogatorio di testimoni (art. 170a
D-CPC) e l’interrogatorio/deposizione delle parti (art. 193 D-CPC) tramite
videoconferenza o con analoghi strumenti tecnici (FF 2020 2491 2495]. E in
punto a questa novità, ritenuta necessaria in “considerazione del costante
sviluppo delle possibilità tecniche, della loro diffusione e dell’accresciuta
internazionalizzazione di quasi tutti i settori della vita e quindi anche
dell’attività delle parti di un procedimento civile […], anche tenuto conto dell’obiettivo
di fare della Svizzera una piazza giudiziaria internazionale”, è pur sempre
stato precisato che le “videoconferenze con persone all’estero devono
rispettare le regole dell’assistenza giudiziaria internazionale in materia
civile” (FF 2020 2407 2458; Schmid/Baumgartner,
in: Oberhammer/Domej/Haas, Kurzkommentar, ZPO, 3a ed., 2021, n. 12
ad art. 170a E-ZPO/art. 171; Vouilloz,
op. cit., n. 10 ad art. 170).

 

                                6.3   Il Pretore ha respinto le
obiezioni della reclamante legittimando le due audizioni tramite videoconferenza
in collegamento dall’estero posto il consenso degli interessati e il fatto che,
poiché la loro testimonianza/deposizione veniva recepita e registrata nell’aula
giudiziaria in Svizzera, in sostanza difettava l’elemento internazionale per
l’applicazione della Convenzione dell’Aja del 18 marzo 1970, estrapolando il
relativo passaggio da: Heinzmann/Trezzini,
Verhandlung per Videokonferenz, in: Zehn Jahre ZPO – Zwischenstand und
Perspektive, Tagung zu Ehren von Jürgen Brönnimann, CIVPRO 16, 2022, pag. 81
segg., 86. Può risultare senz’altro stimolante discutere l’opportunità di una siffatta
lettura contrapponendo motivi di qualità, speditezza e contenimento delle spese
alle difficoltà di una procedura di assistenza giudiziaria (cfr. in tal senso la
stessa citazione). Ma è a dir poco discutibile che ciò basti per soprassedere all’applicazione
di normative nazionali e internazionali che, fino a prova contraria, allo stato
attuale delle cose determinano ancora il funzionamento delle nostre procedure
giudiziarie. Gioverà al proposito rilevare che l’opinione espressa nella
menzionata pubblicazione è comunque perlomeno discutibile. Se è vero che le
risposte del teste sono recepite in Svizzera, le domande gli vengono comunque poste
nel paese terzo, dove egli deve rispondere. A ciò si aggiunga che mal si vede
come possano essere ossequiati i requisiti imposti dal CPC, segnatamente
dall’art. 171, quando il testimone risiede in un paese terzo, ciò che basta a
rendere perlomeno dubbia l’utilizzabilità della deposizione.

 

                                   7.   A fronte di un
reclamo di per sé inammissibile (sopra, consid. 5), giova qui attenersi al
principio di ripartizione delle spese secondo la soccombenza (art. 106 cpv. 1
CPC). Esse vanno fissate in fr. 400.– per gli art. 2 cpv. 1 LTG (valore, natura
e complessità della causa) e 14 LTG (tassa di giustizia tra fr. 100.– e fr.
10'000.– per le decisioni su reclamo). Non si pone la questione delle
ripetibili, la controparte non essendo stata interpellata.

 

                                   8.   Il reclamo, che
termina qui con uno stralcio ma con la prospettiva di un giudizio inammissibile,
viene evaso da questa Camera nella composizione a giudice unico (art. 48b cpv.
1 lett. a cifra 1 e cifra 2 LOG).

 

Per i quali motivi,

pronuncia:              1.   Il reclamo 28 luglio 2022 di RE
1 è stralciato dal ruolo in quanto diventato privo d’oggetto.

 

                                   2.   Le spese processuali
del presente giudizio, fissate in fr. 400.–, sono poste a carico della
reclamante.

 

                                   3.   Notificazione (unitamente
al reclamo 28 luglio 2022 alla controparte):

	
   

  	
  -      ;

  -     .

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

Per
la terza Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Poiché il valore litigioso è superiore a fr. 30'000.-, contro
la presente sentenza è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF) con i limiti dell’art. 93 LTF.