# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b78ebbbd-e076-5a4a-b04b-1aea7b57b7b5
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2016-08-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.08.2016 F-3483/2016
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-3483-2016_2016-08-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 
 Corte VI 

F-3483/2016, F-3487/2016 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 9  a g o s t o  2 0 1 6  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Andreas Trommer, Yannick Antoniazza-Hafner,  

cancelliere Reto Peterhans. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______, 

2. B._______, 

3. C._______, 

4. D._______, 

5. E._______,  

patrocinati dall'avv. Ergin Cimen, 

Via L. Canonica 11, 6900 Lugano,  

ricorrenti,  

 
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Visto con validità territoriale limitata (VTL); decisioni della 

SEM del 2 maggio 2016 / (…), (…), (…), (…), (…). 

 

 

 

F-3483/2016, F-3487/2016 

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Fatti: 

A.  

Il 29 febbraio 2016 A._______ ed i figli minorenni B._______, C._______, 

D._______, nonché la figlia maggiorenne E._______, cittadini siriani, 

hanno sollecitato il rilascio di un visto umanitario presso la rappresentanza 

elvetica a Beirut (Libano) per recarsi in Svizzera, dove sarebbero stati ospi-

tati dal signor F._______, residente a G._______. 

B.  

Con decisioni del 10 marzo 2016 la summenzionata rappresentanza sviz-

zera ha rifiutato il rilascio del visto richiesto dagli interessati mediante il 

modulo standard Schengen. 

C.  

Il 22 marzo 2016 A._______ ed i figli hanno inoltrato opposizione alla Se-

greteria di Stato della migrazione (SEM) contro le citate decisioni della rap-

presentanza svizzera a Beirut ed hanno versato gli anticipi spese richiesti. 

Gli opponenti hanno in particolare osservato come essi, di religione cri-

stiana, si trovino in Siria e stiano vivendo grandi sofferenze a causa dello 

scoppio della guerra civile. A seguito di questi avvenimenti la famiglia 

avrebbe subito una serie di persecuzioni culminate con una sparatoria av-

venuta in data 10 luglio 2011, nella quale la stessa A._______ è rimasta 

ferita, dovendo subire due interventi chirurgici. Inoltre H._______, primo-

genito di A._______, sarebbe stato rapito alla fine del (…) e da allora di lui 

non si avrebbero più notizie. Infine il marito I._______ sarebbe stato ucciso 

in data (…). 

D.  

Il 2 maggio 2016 la SEM ha respinto le opposizioni presentate da 

A._______ per sé e per i figli. L’autorità inferiore ha ritenuto che la partenza 

dallo spazio Schengen dei richiedenti al termine della validità del visto non 

sarebbe garantita tenuto conto in particolare della situazione socioecono-

mica in cui versa la Siria e visto che essi non hanno dimostrato di disporre 

di mezzi finanziari sufficienti. Per questi motivi la SEM ha ritenuto di non 

potere autorizzare l’entrata in Svizzera dei richiedenti sulla scorta di un vi-

sto Schengen di tipo C. L’autorità inferiore ha altresì confermato la deci-

sione della rappresentanza svizzera di Beirut di rifiutare il rilascio di un visto 

di territorialità limitata (VTL) per motivi umanitari, ritenendo che, malgrado 

la difficile situazione del paese di origine dei richiedenti e sebbene questi 

ultimi siano di religione cristiana, essi non si trovano in una situazione di 

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rigore caratterizzata da un pericolo diretto, serio e concreto per la loro in-

tegrità fisica. 

E.  

Agendo per il tramite del proprio patrocinatore in data 2 giugno 2016 gli 

interessati sono insorti contro le citate decisioni della SEM mediante un 

unico atto ricorsuale dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di se-

guito: Tribunale). A._______ ed i figli hanno innanzitutto postulato la con-

giunzione delle procedure, in seguito essi hanno descritto la situazione di 

guerra vigente in Siria e successivamente hanno dettagliatamente esposto 

la loro situazione personale. Nel gravame è stato in particolare sottolineato 

il fatto che A._______ sia rimasta vedova l’(…) quando il marito I._______, 

alto ufficiale dell’esercito siriano, è stato ucciso da fondamentalisti islamici. 

I ricorrenti hanno inoltre sottolineato che per quanto riguarda il primogenito 

di A._______ non stata presentata alcuna domanda di rilascio di un visto 

umanitario in quanto egli è stato rapito da un gruppo di estremisti islamici 

nel (…) e da allora non si hanno più sue notizie. I richiedenti hanno dichia-

rato di vivere in clandestinità nella regione di J._______ a causa delle mi-

nacce ricevute e di trovarsi costantemente in una situazione di serio peri-

colo dovuta alla loro fede cristiana e alla posizione che I._______ ricopriva 

in seno all’esercito regolare siriano. In questo contesto di pericolo il (…) 

A._______ è stata ferita da un colpo di arma da fuoco a seguito di un as-

salto al loro quartiere da parte di milizie fondamentaliste islamiche. 

F.  

Con decisione incidentale del 7 giugno 2016 il Tribunale ha esentato i ri-

correnti dal versamento di un anticipo a copertura delle presunte spese 

processuali ed ha invitato la SEM ad inoltrare una risposta al ricorso. 

G.  

Il 20 giugno 2016 l’autorità inferiore ha presentato le proprie osservazioni 

in merito al gravame del 2 giugno 2016. La SEM si è riconfermata nelle 

decisioni del 2 maggio 2016, considerando che gli interessati non hanno 

addotto argomentazioni che le permettono di modificare l’apprezzamento 

della fattispecie. 

 

 

 

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Diritto: 

1.  

1.1 Riservate le eccezioni previste all'art. 32 LTAF, giusta l'art. 31 LTAF il 

Tribunale giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 PA prese 

dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. 

1.2 In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'en-

trata in Svizzera rese dalla SEM – la quale costituisce un'unità dell'ammi-

nistrazione federale come definita all'art. 33 lett. d LTAF – possono essere 

impugnate dinanzi al Tribunale, il quale statuisce in via definitiva (art. 1 

cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 lett. c cifra 1 LTF). 

1.3 Salvo i casi in cui la LTAF non disponga altrimenti, la procedura davanti 

al Tribunale è retta dalla PA (art. 37 LTAF). 

1.4 A._______ ed i figli E._______, B._______, C._______ e D._______ 

hanno diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA), avendo partecipato alla proce-

dura dinanzi all’autorità inferiore (cfr. lett. C supra), essendo toccati dalle 

decisioni impugnate e vantando un interesse degno di protezione all’annul-

lamento delle stesse. Il loro ricorso, presentato nella forma e nei termini 

prescritti dalla legge, è ricevibile (art. 50 e 52 PA). 

2.  

Ai sensi dell'art. 49 PA, i motivi di ricorso sono la violazione del diritto fede-

rale, compreso l'eccesso o l'abuso del potere di apprezzamento, l'accerta-

mento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché l'inade-

guatezza, nella misura in cui un'autorità cantonale non abbia giudicato 

come autorità di ricorso. Il Tribunale applica d'ufficio il diritto federale nella 

procedura ricorsuale e non è vincolato in nessun caso dai motivi del ricorso 

(art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la situazione di fatto al mo-

mento del giudizio (DTAF 2014/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 

3.  

Preliminarmente, va rilevato che il ricorso in atto unico inoltrato dagli insor-

genti e le due decisioni avversate concernono fatti di uguale o simile natura 

e pongono gli stessi o simili termini di diritto, di modo che si giustifica la 

congiunzione delle cause e la pronuncia di una sola sentenza per un mo-

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tivo di economia processuale (cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER, Prozes-

sieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 2a ed. 2013, n. marg. 3.17, 

pag. 144). 

4.  

La legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce né il diritto d'entrata 

in Svizzera né il rilascio di un visto. La Confederazione elvetica, come tutti 

gli altri Stati non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri nel 

suo territorio. Tale decisione viene presa dalla Svizzera autonomamente in 

accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. DTAF 2014/1 con-

sid. 4.1.1 e relativi riferimenti). Tuttavia la normativa di Schengen, ripresa 

dalla Svizzera con la conclusione degli accordi d'associazione a Schengen, 

limita le prerogative degli Stati firmatari in quanto, da un lato, la regolamen-

tazione prevede delle condizioni uniformi per l'entrata nello spazio Schen-

gen e del rilascio dei relativi visti e, dall'altro, obbliga gli Stati firmatari a 

rifiutare l'entrata e il rilascio di un visto qualora le condizioni previste non 

siano adempiute. Inoltre, se l'autorità competente per statuire sulla do-

manda di visto conclude all'adempimento delle condizioni per l'ottenimento 

del visto e che non esiste alcun motivo di rifiuto, il visto deve essere in 

principio concesso al richiedente. Nell'effettuare questo esame l'autorità di-

spone di un ampio margine di apprezzamento. Di conseguenza, come il 

Tribunale ha già rilevato a più riprese nella sua giurisprudenza, la norma-

tiva di Schengen non conferisce né un diritto all'entrata nello spazio Schen-

gen né un diritto al rilascio di un visto (cfr. ibidem). 

Inoltre, malgrado i Tribunali svizzeri e le autorità siano autonomi nell'appli-

cazione e nell'interpretazione dell'acquis di Schengen, in quanto non esiste 

un obbligo giuridico di tenere conto dell'interpretazione data dalla Corte di 

giustizia dell'Unione europea (CGUE), il Tribunale, contribuisce all'applica-

zione e interpretazione uniforme del diritto Schengen. Di conseguenza, 

prende in considerazione la giurisprudenza della CGUE, evitando di sco-

starsene senza motivi oggettivi (cfr. DTAF 2014/1 consid. 4.1.2 e relativi 

riferimenti). 

5.  

5.1 Le disposizioni sulla procedura in materia di visto nonché sull'entrata e 

sulla partenza dalla Svizzera si applicano soltanto in quanto gli accordi di 

associazione alla normativa di Schengen, elencati nell'allegato 1 numero 1 

alla LStr (RS 142.20), non contemplino disposizioni divergenti (art. 2 cpv. 4 

e 5 LStr). 

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5.2 Per quanto riguarda le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno 

non superiore a 90 giorni, l'art. 2 cpv. 1 dell'ordinanza concernente l'entrata 

e il rilascio del visto del 22 ottobre 2008 (OEV, RS 142.204), nel suo tenore 

del 4 maggio 2016, in vigore dal 16 maggio 2016, rinvia all’art. 6 del rego-

lamento (UE) n. 399/2016 del Parlamento europeo e del Consiglio del 

9 marzo 2016 che istituisce un codice comunitario relativo al regime di at-

traversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere 

Schengen, GU L 77 del 23 marzo 2016, pagg. 1-52). Le condizioni d'entrata 

così previste corrispondono, sostanzialmente, a quelle elencate all'art. 5 

LStr. 

5.3 I richiedenti devono essere in possesso di uno o più documenti di viag-

gio validi che consentano di attraversare la frontiera e se richiesto, di un 

visto valido (lett. a e b), nonché giustificare lo scopo e le condizioni di sog-

giorno e disporre di mezzi finanziari sufficienti (lett. c, nonché art. 14 par. 1 

lett. a-c del regolamento [CE] n. 810/2009 del Parlamento europeo e del 

Consiglio del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti 

[Codice dei visti, GU L 243/1 del 15 novembre 2009, pagg. 1-58]). Inoltre, 

non devono essere segnalati nel Sistema d'informazione Schengen (SIS) 

ai fini della non ammissione e non essere considerati una minaccia per 

l'ordine pubblico, la sicurezza interna, la salute pubblica o le relazioni inter-

nazionali di uno degli Stati membri (lett. d ed e). Infine, sarà valutata in 

modo particolare la volontà dei richiedenti di lasciare gli Stati membri, prima 

della scadenza del visto richiesto (art. 21 par. 1 Codice dei visti; art. 5 cpv. 2 

LStr). Segnatamente, essi devono offrire garanzia che lasceranno lo spazio 

Schengen alla scadenza del visto richiesto (cfr. ibidem, nonché DTAF 

2014/1 consid. 4.4). 

5.4 Se le condizioni di rilascio di un visto uniforme per lo spazio Schengen 

non sono adempiute uno Stato membro può, a titolo eccezionale, rilasciare 

un visto di validità territoriale limitata per motivi umanitari o di interesse 

nazionale oppure in virtù di obblighi internazionali (art. 2 cpv. 4 e art. 12 

cpv. 4 OEV, art. 25 par. 1 lett. a Codice dei visti e art. 6 par. 5 lett. c Codice 

frontiere Schengen). 

5.5 Con la modifica urgente della LAsi (RS 142.31) del 28 settembre 2012, 

il Parlamento ha deciso di sopprimere la possibilità di depositare domande 

di asilo presso le ambasciate svizzere all’estero (cfr. art. 20 vLAsi, RU 1999 

2262). L’abrogazione di tale disposizione, avvenuta il 29 settembre 2012, 

ha reso necessaria la possibilità di accordare la protezione della Svizzera 

alle persone direttamente e gravemente minacciate che si trovano all'e-

stero. In virtù dell'art. 2 cpv. 4 OEV, entrato in vigore il 1° ottobre 2012, e 

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conformemente alla normativa Schengen, la SEM può, in determinati casi, 

accordare un visto d'entrata in Svizzera per motivi umanitari, derogando 

alle condizioni generali previste dalla normativa Schengen concernenti il 

rilascio dei visti. La persona che entra in Svizzera in virtù di un visto uma-

nitario deve depositare una domanda di asilo in Svizzera. Se ciò non av-

viene, essa dovrà lasciare la Svizzera dopo un soggiorno di tre mesi. 

5.6 Un visto umanitario può essere rilasciato se, nel caso concreto, si può 

ritenere che la vita o l'integrità fisica di una persona sono direttamente, 

seriamente e concretamente minacciate nel suo paese d'origine o di pro-

venienza. La persona interessata deve trovarsi in una situazione di parti-

colare emergenza che renda indispensabile l'intervento delle autorità, da 

qui la necessità di concederle un visto d'entrata in Svizzera. Ciò può essere 

il caso per esempio in situazioni di conflitto armato estremamente gravi, 

situazioni di guerra particolarmente cruente o per sfuggire a una minaccia 

personale reale e imminente. La domanda di visto va esaminata con cura 

tenendo conto della minaccia attuale, della situazione personale e della 

situazione prevalente nello Stato d'origine o di provenienza. È imperativo 

esaminare attentamente le specificità della domanda di visto. Se l'interes-

sato si trova già in uno Stato terzo, di norma si può considerare che non è 

più minacciato (cfr. DTAF 2015/5 consid. 4.1.3). 

5.7 Le condizioni d'entrata nel quadro della procedura di rilascio del visto 

sono pertanto più restrittive di quelle vigenti nel quadro delle domande di 

asilo dall'estero (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 26 maggio 2010 

concernente la modifica della legge sull'asilo, FF 2010 3889, pagg. 3923- 

3924; Istruzione della SEM del 25 febbraio 2014 relativa alle domande di 

visto per motivi umanitari [di seguito: Istruzione visto umanitario]; sentenza 

del TAF D-4107/2014 del 24 agosto 2015 consid. 3.6 in fine ed i riferimenti 

ivi citati). 

6.  

6.1 I ricorrenti sono di nazionalità siriana, di conseguenza al fine di potere 

entrare in Svizzera essi necessitano dell’ottenimento di un visto (cfr. art. 4 

OEV; nonché il regolamento [CE] n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 

2001 [GU L 81 del 21 marzo 2001, pagg. 1-7]). 

6.2 Nella fattispecie, come del resto non risulta contestato nel ricorso (cfr. 

atto ricorsuale del 2 giugno 2016, pag. 7) e come rettamente ritenuto 

dall'autorità inferiore nelle decisioni impugnate alle quali si rinvia, un visto 

Schengen tipo C non può essere concesso in quanto le condizioni per il 

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rilascio non sono adempiute. In particolare, tenuto conto della situazione di 

guerra civile e violenza generalizzata in Siria, nonché della situazione per-

sonale dei richiedenti, essi non hanno fornito garanzie che lasceranno la 

Svizzera al momento della scadenza del visto. 

7.  

7.1 Non essendo adempiute le condizioni per il rilascio di un visto Schen-

gen di tipo C, di seguito verrà analizzato se sono dati i presupposti per la 

concessione di un VTL ai sensi dell’art. 2 cpv. 4 OEV e sulla base dell’Istru-

zione visto umanitario. 

7.2 Preliminarmente, va rilevato che il Tribunale non è vincolato dalle istru-

zioni emesse dalla SEM. Tuttavia, senza un valido motivo non dovrebbe 

scostarsene in quanto queste istruzioni garantiscono soprattutto la parità 

di trattamento e permettono un'interpretazione adeguata al caso di specie 

delle norme giuridiche applicabili (cfr. MOOR/FLÜCKIGER/MARTENET, Droit 

administratif, Vol. I, 3a ed. 2012, pagg. 427-430). 

7.3 Per i motivi che seguono questo Tribunale considera che, contraria-

mente a quanto rilevato dall’autorità inferiore nei querelati provvedimenti 

del 2 maggio 2016, gli interessati si trovano in una situazione di particolare 

emergenza che rende indispensabile l’intervento delle autorità. 

7.4 Innanzitutto, va osservato che i richiedenti si trovano in Siria, segnata-

mente nella regione di J._______ (cfr. atto ricorsuale del 2 giugno 2016, 

pag. 7). Pertanto, non essendo in uno Stato terzo non è possibile conside-

rare che essi non siano più minacciati. Occorre in seguito evidenziare il 

fatto che i ricorrenti si trovino volontariamente in Siria dopo la decisione 

negativa della SEM, da solo, non può portare senz’altro a concludere che 

essi non siano in una situazione particolare di emergenza che renda indi-

spensabile l’intervento delle autorità. Invero, tale circostanza dovrà essere 

analizzata in separata sede in relazione all’art. 3 LAsi.  

7.5 Nondimeno, in merito alla situazione personale dei richiedenti il Tribu-

nale ritiene verosimile quanto affermato in sede ricorsuale, ovvero che 

dallo scoppio della guerra civile in Siria A._______ ed i figli hanno subito 

diverse persecuzioni e che gli stessi corrono un concreto pericolo per la 

propria integrità fisica. I ricorrenti appartengono infatti alla minoranza reli-

giosa cristiana. Il marito e padre degli interessati risulta essere stato ucciso 

per mano di estremisti islamici in data (…) a causa del suo ruolo di alto 

ufficiale dell’esercito regolare siriano (cfr. atto di morte di I._______, doc. Z 

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allegato al ricorso del 2 giugno 2016). Inoltre appare verosimile che 

H._______, primogenito di A._______ ed I._______, sia stato rapito a 

J._______ da estremisti nel (…) e sia attualmente detenuto da esponenti 

del sedicente Stato Islamico (cfr. atto ricorsuale del 2 giugno 2016, pag. 6; 

opposizione del 22 marzo 2016, pag. 2). Dagli atti all’inserto è altresì 

emerso che la famiglia dei ricorrenti è stata a più riprese vittima di minacce 

dirette da parte di gruppi estremisti a causa della loro religione e del ruolo 

che ricopriva I._______ nell’esercito regolare siriano. A seguito delle citate 

minacce – che i ricorrenti hanno documentato fornendo le date in cui sono 

state proferite ed i numeri di telefono dalle quali esse provenivano (cfr. op-

posizione del 22 marzo 2016) – A._______ ed i figli vivono nascosti per 

paura di persecuzioni, ospitati presso famiglie di fede cristiana nella re-

gione di J._______ (cfr. atto ricorsuale del 2 giugno 2016, pag. 7). In data 

(…) la stessa A._______ è rimasta ferita in uno scontro a fuoco avvenuto 

durante un assalto di milizie fondamentaliste nel quartiere di J._______ in 

cui vivevano i ricorrenti. L’interessata è stata colpita da un proiettile al petto 

ed ha dovuto sottoporsi a due interventi chirurgici avvenuti rispettivamente 

il (…) (cfr. certificato medico munito di traduzione [quest’ultima del (…)] 

allegato al ricorso del 2 giugno 2016) e l’(…) (cfr. rapporto medico del […] 

con traduzione del […], doc. EE allegato al ricorso del 2 giugno 2016). 

Pertanto, vista la situazione particolare in cui si trovano i richiedenti, rite-

nuto il fatto che appartengono ad un gruppo vulnerabile, segnatamente la 

specificità delle loro condizioni di famiglia composta da una madre vedova 

con figli a carico, nonché la minoranza religiosa a cui appartengono, così 

come la guerra civile e la consecutiva situazione di violenza generalizzata 

che coinvolge l’insieme della popolazione nella totalità del territorio nazio-

nale siriano – e contrariamente a quanto sostenuto dalla SEM – il Tribunale 

giunge alla conclusione che gli interessati si trovano in una situazione di 

pericolo concreto, serio ed imminente che rende indispensabile l’intervento 

delle autorità. 

8.  

Tenuto conto di quanto precede, il ricorso va accolto e le decisioni della 

SEM del 2 maggio 2016 concernenti A._______ ed i figli B._______, 

C._______, D._______ ed E._______ sono annullate. L’autorità inferiore è 

chiamata a rilasciare loro un visto di validità territoriale limitata ai sensi 

dell’art. 2 cpv. 4 OEV. 

 

 

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Pagina 10 

9.  

9.1 Considerato l’esito delle procedure, non si prelevano spese processuali 

(cfr. art. 63 cpv. 1 e 2 PA) e la richiesta di concessione dell’assistenza giu-

diziaria giusta l’art. 65 cpv. 1 PA, formulata in occasione del ricorso del 

2 giugno 2016, diviene priva di oggetto. 

9.2 La parte vincente ha di regola diritto a un’indennità a titolo di ripetibili 

per le spese necessarie derivanti dalla procedura di ricorso (cfr. art. 64 

cpv. 1 PA in combinato disposto con l’art. 7 del regolamento sulle tasse e 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173320.2]), tuttavia nel caso di spe-

cie i ricorrenti hanno rinunciato a richiedere spese di patrocinio (cfr. atto 

ricorsuale del 2 giugno 2016, pag. 11), ragione per cui non sono assegnate 

ripetibili. 

10.  

Non essendo impugnabile con ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi 

al Tribunale federale, la presente pronuncia è definitiva (art. 83 lett. c cifra 1 

LTF). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pagina 11 

 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è accolto. 

2.  

Le decisioni dell’autorità inferiore del 2 maggio 2016 concernenti 

A._______, B._______, C._______, D._______ ed E._______ sono annul-

late. Alla SEM è richiesto di rilasciare ai richiedenti un visto d’entrata in 

Svizzera per motivi umanitari. 

3.  

Non si prelevano spese processuali. 

4.  

Non sono assegnate indennità per spese ripetibili. 

5.  

Comunicazione a: 

– ricorrenti (raccomandata)  

– autorità inferiore (n. di rif. […], […], […], […], […], incarti di ritorno) 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Reto Peterhans 

 

 

 

Data di spedizione: