# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4832ccc0-da37-514b-a703-fae666017a1f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-07-02
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 02.07.2009 D-2721/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-2721-2009_2009-07-02.pdf

## Full Text

Corte IV
D-2721/2009
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2  l u g l i o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Martin Zoller;
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento, 
decisione dell'UFM del 20 aprile 2009 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-2721/2009

Visto:

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato il 30 novembre 2008 
in Svizzera,

i  verbali  d'audizione  dell'interessato  del  15  dicembre  2008  e 
2 aprile 2009,

la  decisione dell'UFM del  20  aprile  2009,  notificata  all'interessato  in 
data 22 aprile 2009 (cfr. avviso di notifica e di ricevuta sottoscritto dal 
ricorrente),

il  ricorso  inoltrato  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  il 
28 aprile 2009 contro la precitata decisione dell'UFM,

la domanda di assistenza giudiziaria parziale nel senso dell'esenzione 
dal pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo,

la  decisione  incidentale  dell'8  maggio  2009,  con  la  quale  il  TAF ha 
considerato  il  gravame privo  di  probabilità  di  esito  favorevole  ed  ha 
respinto la summenzionata domanda di assistenza giudiziaria parziale, 
invitando quindi  il  ricorrente  a  versare  un anticipo  a  copertura  delle 
presumibili  spese processuali  di  CHF 600.-  entro il  19 maggio 2009, 
con  comminatoria  d'inammissibilità  del  ricorso  in  caso  di  mancato 
versamento,

il pagamento dell'anticipo richiesto, avvenuto tempestivamente in data 
18 maggio 2009,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla legge sul Tribunale amministrativo federale del 17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

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che il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni dell'UFM 
in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e 
art. 83 lett. d LTF), 

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e  dell'art.  52  PA, 
nonché dell'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e dell'art. 37 LTAF, nei procedimenti su ricorso è determinante la lingua 
della decisione impugnata; che se le parti utilizzano un'altra lingua, il 
procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua, di modo che la presente 
sentenza è redatta in italiano,

che, nell'ambito delle audizioni  sui  fatti,  l'interessato ha dichiarato di 
essere cittadino nigeriano di etnia (...) e di essere sempre vissuto, fino 
al momento dell'espatrio, a B._______ (Nigeria), 

che egli ha dichiarato di avere lasciato il suo Paese d'origine in data 
(...),  rispettivamente  (...),  dopo  essere  evaso  dalla  prigione  di 
B._______,  dove  sarebbe  stato  rinchiuso  a  causa  della  sua 
appartenenza al movimento C._______,

che  l'interessato  ha  affermato  di  essere  espatriato  volando  da 
D._______ fino a E._______ e di aver raggiunto la Svizzera in treno 
dalla F._______,

che il  ricorrente  ha dichiarato  di  avere  viaggiato  con un passaporto 
dalle generalità false, sul quale non sarebbe figurata la sua foto, e di 
avere  subito  controlli  sia  all'imbarco a  D._______  che allo  sbarco a 
G._______; che egli non ha saputo indicare la nazionalità figurante sul 
passaporto  rosso  con  cui  avrebbe  viaggiato,  né  la  località  svizzera 
dove avrebbe terminato il suo viaggio in treno,

che  l'interessato  non  ha  esibito  sino  ad  oggi  alcun  documento 
d'identità,

che, nella decisione del 20 aprile 2009, l'UFM ha considerato, da un 
lato, che il richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in 

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materia  d'asilo  nessun documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole  ai 
sensi dell'art. 1 lett. b e c dell'ordinanza 1 sull'asilo relativa a questioni 
pregiudiziali dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311], e dall'altro lato, 
detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  nessuna  delle  eccezioni  previste 
all'art. 32 al. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile, 

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  contesta  che  nella  fattispecie  non 
sussistano motivi scusabili ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi: egli 
sottolinea di non avere potuto consegnare alcun documento, non per 
mancanza  di  volontà,  bensì  perchè  non  ne  avrebbe  mai  posseduto 
uno, in quanto egli non si riconoscerebbe come cittadino nigeriano ed 
in  Nigeria  il  fatto  di  possedere  un  documento  d'identità  non 
rappresenterebbe una necessità  molto  sentita;  che egli,  peraltro,  ha 
dichiarato  di  non  sapere  come  procurarsi  un  tale  documento,  non 
trovandosi attualmente in Nigeria,

che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di 
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda d'asilo; che egli  ha altresì presentato una domanda di 
assistenza  giudiziaria  parziale  nel  senso  della  dispensa  dal 
versamento delle spese processuali e del relativo anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun 
documento  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione 
della domanda; che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si 
applica se il richiedente può rendere verosimile di non essere in grado, 
per motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio o d'identità 
entro 48 ore dalla presentazione della domanda (lett. a), se la qualità 
di rifugiato del ricorrente è accertata in base all'audizione, nonché in 
base all'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono 
necessari  ulteriori  chiarimenti  per  accertare  la  qualità  di  rifugiato  o 
l'esistenza  di  un  impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(lett. c), 

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che  sono  documenti  di  viaggio  e  d'identità  ai  sensi  di  legge  quelli 
ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che 
permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo 
(in particolare della sua cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio 
senza necessità di particolari formalità amministrative; che, per contro, 
non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  quelli 
emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (Decisioni del Tribunale amministrativo federale [DTAF] 
2007/7 consid. 6), 

che, nel caso concreto, l'insorgente fino ad oggi non ha esibito alcun 
documento che adempia i criteri testé menzionati,

che, per quel che riguarda il possesso di un certificato di cittadinanza, 
egli ha sostenuto – in sede di prima audizione – di possederne uno, 
ottenuto nel 2002 (cfr. verbale audizione del 15 dicembre 2008 pag. 3), 
per smentirsi  durante la seconda audizione affermando di  non avere 
invece mai fatto richiesta di un tale documento (cfr. verbale audizione 
del 2 aprile 2009 pag. 5/D36); che, inoltre, egli ha dichiarato di avere 
superato  senza  problemi  i  controlli  aeroportuali  a  D._______  e 
G._______ (cfr. verbale audizione del 15 dicembre 2008 pag. 5) con 
un passaporto  che,  oltre  ad essere  intestato  ad una terza  persona, 
non avrebbe, stando alle sue stesse dichiarazioni, portato la sua foto 
(cfr. ibidem pag. 5); che egli non è stato in grado di indicare né quale 
nazionalità  avrebbe  portato  il  passaporto  di  cui  parola  (cfr.  verbale 
audizione del  2 aprile 2009 pag. 5/D35), né il nome della destinazione 
finale in Svizzera del suo viaggio in treno (cfr. verbale audizione del 
15 dicembre 2008 pag. 6),

che la contraddizione in merito al possesso, in Patria, di un certificato 
di  cittadinanza  conduce  il  TAF  a  dubitare  della  veridicità  delle 
allegazioni in merito,

che, inoltre, le indicazioni dell'insorgente circa le modalità del viaggio 
intrapreso  risultano  essere  vaghe  ed  inattendibili;  che,  per  di  più, 
varcare il confine di Schengen da un aeroporto con un passaporto la 
cui  foto  non  corrisponde  alla  persona  che  lo  presenta  al  controllo, 
come il ricorrente ha dichiarato di avere fatto, costituisce al momento 
attuale un'impresa pressoché impossibile; che vi è pertanto ragione di 
ritenere che il ricorrente non possa avere viaggiato nelle circostanze 
descritte,

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che in sede d'audizione l'insorgente ha dichiarato di non avere potuto 
presentare  documenti,  perchè  non  ne  possiederebbe  (cfr.  verbale 
audizione  del  15  dicembre  2008  pag.  4),  rispettivamente  perchè  gli 
sarebbe impossibile procurarseli, in quanto l'unico certificato col quale 
potrebbe  identificarsi,  vale  a  dire  il  documento  di  membro  di 
C._______,  gli  sarebbe  stato  sequestrato  dalla  polizia  (cfr.  verbale 
audizione del  2 aprile 2009 pag. 3/D6-7),

che, d'altronde, non soccorrono l'insorgente le stereotipate allegazioni 
ricorsuali  secondo cui egli  non saprebbe, non trovandosi attualmente 
in Nigeria, come farsi  pervenire dei documenti  che non avrebbe mai 
posseduto (cfr. ricorso pag. 2); che, infatti,  dal suo arrivo in Svizzera 
all'audizione sui motivi del 2 aprile 2009 sono trascorsi poco più di (...) 
mesi, durante i quali egli avrebbe potuto per lo meno avviare tentativi 
al fine di procurarsi dei documenti d'identità (ad esempio contattando 
l'Ambasciata  nigeriana  in  Svizzera  o  i  suoi  familiari),  rimanendo, 
invece, come emerge dagli atti, completamente inattivo in tal senso,

che  il  ricorrente  non  ha  quindi  effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che 
avrebbero potuto avere esito favorevole per l'invio dei suoi documenti, 
ciò  che  costituisce  un'ulteriore  conferma  della  dissimulazione  dei 
documenti  da  parte  sua,  ritenuto  che,  di  regola,  chi  ne  è  già  in 
possesso  e  si  limita  a  dissimularli,  non  intraprende  alcunché  di 
concreto per procurarsene di nuovi, 

che, vista l'inverosimiglianza delle modalità del viaggio intrapreso da 
D.________  nonché  l'inconsistenza  ed  inattendibilità  delle  suddette 
dichiarazioni  del  ricorrente  circa  il  possesso  di  documenti  d'identità 
rispettivamente del loro mancato inoltro, v'è ragione di concludere che 
l'insorgente  dissimuli  i  suoi  documenti  d'identità  per  i  bisogni  della 
causa, 

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi,  l'eccezione  prevista  all'art.  32  cpv.  3  lett.  a  LAsi  a  favore 
dell'insorgente non è applicabile, 

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione, è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente, 

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che,  inoltre,  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il 
legislatore  ha  pure  introdotto  una  procedura  d'esame  materiale, 
accelerata e sommaria, delle domande che si fondano su allegazioni 
manifestamente  inconsistenti  o  manifestamente  irrilevanti;  che  la 
manifesta irrilevanza può risultare, fra l'altro, dalla palese assenza di 
una  sufficiente  intensità  dei  pregiudizi,  dall'inattualità  degli  stessi 
nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa di rifugio interna dalle 
persecuzioni statali oppure di un'appropriata protezione statale contro 
l'agire illegittimo di terzi (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5), 

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  stato 
arrestato  nell'ambito  di  una  sparatoria  da  parte  della  polizia  nei 
confronti  di  membri  (tra  cui  lui  medesimo)  del  gruppo  C._______, 
riunitosi  ad  B._______  per  i  preparativi  di  una  festa  di 
commemorazione;   che,  a  seguito  dell'arresto,  egli  sarebbe  stato 
accusato di essere membro di C._______ ed avrebbe trascorso diversi 
mesi  in  prigione,  senza  mai  essere  processato  e  subendo 
maltrattamenti;  che,  durante  lo  svolgimento  di  lavori  forzati,  egli 
sarebbe riuscito a sottrarsi alla sorveglianza di tre poliziotti e a fuggire 
con quattro compagni; che egli avrebbe in seguito lasciato la Nigeria 
grazie all'aiuto del fratello,

che il  ricorrente ha altresì  affermato di  essere tuttora ricercato dalla 
polizia  per la  sua appartenenza a C._______ (cfr. verbale audizione 
del  15  dicembre 2008 pag. 5 e  verbale  audizione del  2  aprile  2009 
pag. 12/D109-110), 

che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure, 
argomenti  o prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione, 
rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non  entrata  nel 
merito della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi), 

che, infatti,  le allegazioni decisive in materia d'asilo s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel 
provvedimento litigioso, cui può essere rimandato, 

che,  oltre  ai  vari  punti  già  rilevati  dall'UFM,  il  ricorrente,  durante  la 
seconda  audizione  ed  alla  domanda  "Quando  ha  lasciato  la  sua 
abitazione?"  ha indicato  la  data  del  15  novembre 2008  (cfr. verbale 
audizione del 2 aprile 2009 pag. 4/D14), fornendo quindi la stessa data 
che egli aveva indicato in sede di prima audizione per il giorno in cui 

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sarebbe  fuggito  non  dalla  sua  casa  e/o  dal  suo  Paese,  bensì  dalla 
prigione (cfr. verbale audizione del 15 dicembre 2008 pag. 4); che le 
dichiarazioni  del  ricorrente  in  merito  al  suo  arresto  ed  alla  sua 
detenzione  (vale  a  dire  in  merito  agli  episodi  principe  dell'intero 
racconto) risultano essere vaghe e particolarmente povere di dettagli, 
dando  così  a  codesto  Tribunale  l'impressione  che  egli  non  abbia 
effettivamente vissuto quanto esposto; che, come mette in risalto pure 
l'istanza inferiore, il ricorrente, dopo aver allegato di avere lasciato la 
Nigeria  per la  prima volta  il  (...)  ed avere poi  ammesso,  confrontato 
con un risultato dattiloscopico discordante, di avere invece provato ad 
entrare  in  Svizzera  già  nell'(...)  (cfr.  verbale  audizione  del 
15 dicembre 2008  pag.  6),  tenta  nuovamente  –  in  fase  di  seconda 
audizione – di sviare l'auditrice riportando il mese di (...) come la data 
della  sua  prima  uscita  dalla  Nigeria  (cfr.  verbale  audizione  del 
2 aprile 2009 pag. 4/D14-15), per poi smentirsi qualche secondo dopo, 
ma comunque  sempre  sottacendo  il  secondo  tentativo  di  entrare  in 
Svizzera  messo  in  atto  a  (...)  (cfr. ibidem pag. 4/D16-26  ed  esame 
dattiloscopico,  atto  A4/3);  che  la  verosimiglianza  della  tesi  del 
ricorrente  secondo  cui  egli  sarebbe  tuttora  ricercato  dal  governo 
nigeriano  –  oltre  ad  essere  intaccata  dall'inverosimiglianza  del 
racconto  a  monte  –  non  è  stata  supportata  da  alcun  elemento 
concreto, rimanendo in  tal  guisa una mera congettura di  parte; che, 
pertanto  e  convenendo  con  l'autorità  inferiore,  le  dichiarazioni  del 
ricorrente a sostegno della sua domanda non meritano credibilità, 

che, per sovrabbondanza, nel gravame il ricorrente non si esprime in 
alcun  modo  circa  le  contraddizioni  ed  inconsistenze  sollevate 
dall'istanza inferiore, 

che,  per  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  come 
inverosimili,  con  riferimento  all'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi,  le 
dichiarazioni rese dal ricorrente,

che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c 
LAsi  da cui  dedurre la  necessità  d'ulteriori  accertamenti  ai  fini  della 
determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo, 

che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione 
complementari  ai  fini  di  accertare  l'esistenza  di  un  eventuale 
impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente 
(art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi), 

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che,  da  quanto  esposto,  ne  discende  che  l'UFM  rettamente  non  è 
entrato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. 
a LAsi, 

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 
1), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere  possibile  (art. 83 cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83 cpv. 3 LStr) 
e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951  (Conv., 
RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il  ricorrente in patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 
Paese d'origine è ammissibile,

che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria – che non è, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale  –  non  sembra  ostare  di  per  sé  alla  pronuncia 
dell'esecuzione dell'allontanamento verso detto Paese,

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che, per quanto attiene alla situazione personale dell'insorgente, egli è 
(...), in buona salute e dispone di esperienza professionale quale (...) 
nel settore dell'(...) (cfr. verbale audizione del 15 dicembre 2008 pag. 
2);  che  egli,  inoltre,  può  beneficiare  di  Patria  di  una  rete  familiare, 
potendo fare riferimento ai (...) e a diversi (...) (cfr. ibidem),

che,  d'altronde,  il  ricorrente  non ha  fatto  valere  dei  problemi  medici 
suscettibili d'ostare alla pronuncia dell'esecuzione dell'allontanamento 
(v. GICRA 2003 n. 24),  senza che ad un esame d'ufficio degli  atti  di 
causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  dell'insorgente  in 
Svizzera per motivi medici,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi  ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che per conseguenza, anche in 
materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, 
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 
63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]); che esse sono 
computate con l'anticipo spese di CHF 600.- versato dall'insorgente in 
data 18 maggio 2009,

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Esse sono computate con l'anticipo spese di CHF 600.- versato in data 
18 maggio 2009.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...], allegato: incarto 

UFM)
- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: 

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