# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e9538a0c-3a7b-57e5-9432-e7cd3a7ffcab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 29.11.2005 INC.2005.30607
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2005-30607_2005-11-29.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2005.30607

  	
  Lugano

  29 novembre 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Edy
  Meli

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sulla richiesta di proroga del
  carcere preventivo presentata il 15 novembre 2005 da

  
						

 

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Manuela Minotti Perucchi

   

  
	
   

  	
  nei confronti di 

  

 

	
   

  	
  __________

  

 

accusato dei reati di cui agli artt.
146 cpv. 2 CP, 138 cifra 1 CP, 158 cifra 1 CP e 251 cifra 1 CP, eventualmente
in relazione con 172 CP, 23 LDDS;

 

viste le osservazioni 24/25
novembre 2005 della difesa;

 

visto l'inc. MP __________;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto

 

 

 

A.

 

Per quanto
concerne i fatti essenziali alla base del procedimento, si può senz'altro far
riferimento a precedente sentenza (11 agosto 2005, GIAR 306.2005.4):

 

"A.

__________ è stato arrestato a Lugano l'1 giugno 2005
in esecuzione di un ordine d'arresto emanato dal Ministero pubblico in data 24
novembre 2004 (AI 82). La promozione dell'accusa menziona i reati di truffa per
mestiere, appropriazione indebita, in subordine amministrazione infedele, con
riferimento anche all'art. 172 CP (AI 82, doc. 1 inc. GIAR 306.2005.2).

L'arresto è stato confermato da questo giudice il 2
giugno 2005, ritenuti presenti gravi indizi di reato, pericolo di fuga e
pericolo di collusione nonché inquinamento delle prove (doc. 4, inc. GIAR
306.2005.2).

B.

In sintesi (e come risulta dalla promozione
dell'accusa), __________ è accusato di avere, in correità con __________ e
altre persone residenti all'estero, effettuato ordinazioni di merce a credito,
rispettivamente acquisita (formalmente nel possesso) tramite contratti leasing
e/o noleggio, che subito dopo la fornitura (o consegna) veniva trasportata
all'estero lasciando impagati i fornitori, rispettivamente i proprietari dell'oggetto
dei contratti leasing e di noleggio.

I fatti imputati sarebbero avvenuti tra il 2003 ed il
2004 e l'accusato avrebbe agito in Ticino, prevalentemente quale organo di
fatto della __________ (in seguito __________), con sede a __________.

Il danno causato mediante gli atti sopra descritti
sarebbe, sempre secondo la promozione dell'accusa, superiore ai 3,5 mio di FRS.

 

C.

L'inchiesta ha preso il via nel novembre del 2004 a
seguito di una querela/denuncia da parte della __________ (AI 1). Numerose
denunce, segnalazioni e costituzioni di parte civile si sono aggiunte in
seguito, sempre con riferimento ad operazioni effettuate a nome della __________
(cfr. classificatori PL/PC da 1 a 4).

Il 4 novembre 2004, è stato arrestato __________,
amministratore unico (e portatore di alcune azioni) della __________ (AI 10).
Questi ha asserito di aver venduto, tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004,
parte del pacchetto azionario (della __________) a cittadini italiani (tra i
quali l'istante) intenzionati ad effettuare operazioni di import-export e che a
partire dell'inizio del 2004 l'attività della società (ordinazioni, acquisti,
spedizioni, ecc.) è stata gestita da tale __________ e dal qui istante (verbale
PS __________, 4 novembre 2004).

All'arresto hanno fatto seguito perquisizioni, e
sequestro di documentazione, presso gli uffici della __________ e presso
istituti di credito (per tutte: AI 17, 23 a 26, 40 a 42), l'acquisizione di
documentazione presso la ditta di spedizioni __________ (due classificatori, AI
37), l'arresto per complicità di una segretaria della __________ (con rilascio
il giorno successivo: AI 128 e 142), nonché l'audizione di alcuni testi oltre
che di alcuni accusati (cfr. classificatore A). 

Nel contempo sono stati emessi ordini d'arresto nei
confronti dei (presunti) correi residenti all'estero (AI 81, 354, 204, 355),
rispettivamente intraprese ricerche per l'identificazione di quelli con
generalità incerte/incomplete (AI 205) e presentate alle competenti autorità
italiane delle richieste di assistenza sia per determinare il destino
(eventualmente il recupero) delle merci, sia per l'interrogatorio di testi e
correi identificati (AI 86, 87, 316, 317)."

 

 

B.

 

Successivamente, l'istruttoria è
proseguita mediante l'acquisizione degli atti di esecuzione delle rogatorie
presentate alle autorità italiane (AI 493 e 514), l'acquisizione di un rapporto
dell'Èquipe finanziaria (AI 522), la richiesta (alla polizia scientifica, AI
506) di un rapporto calligrafico, relativo alle firme del correo __________,
alcune audizioni, nonché l'emanazione di ordini di perquisizione e sequestro di
documenti nei confronti delle case da gioco della regione (AI 535, 536, 537) e
di un'ordinanza di perizia medico-psichiatrica sull'accusato (AI 426). Va detto
che questi ultimi ordini sono stati emanati a seguito di una esplicita
richiesta della difesa __________ (cfr. Verbale PP __________, 14 ottobre 2005,
pag. 6).

 

 

C.

 

Con istanza del 15 novembre 2005
(doc. 1, inc. GIAR 306.2005.7), il magistrato inquirente chiede che il carcere
preventivo cui è astretto __________ venga prorogato sino al 20 marzo 2006.

Dopo aver richiamato la sentenza
13 ottobre 2005 di questo giudice, che respingeva l'istanza di libertà
provvisoria (la seconda in ordine di tempo) presentata dall'accusato in quanto
presenti gravi indizi di reato, pericolo di recidiva e pericolo di fuga (non
limitabile con la cauzione proposta), il Procuratore pubblico segnala di aver
incaricato un funzionario della polizia scientifica di allestire un rapporto
sulle firme contestate (come proprie) dall'amministratore della __________, di
aver ordinato (su richiesta dell'accusato) l'erezione di una perizia
psichiatrica onde accertare l'esistenza di una patologia in relazione al gioco
d'azzardo e di aver fissato ulteriori audizioni (resesi necessarie viste le
dichiarazioni dell'accusato) per gli inizi di dicembre.

Viste le necessità temporali
derivanti da quanto sopra, il magistrato inquirente chiede la proroga fino al
20 marzo 2006 della carcerazione, non senza precisare di aver assegnato al
perito psichiatrico un termine di 45 giorni per la consegna del referto e
indicando che il rapporto calligrafico della polizia scientifica dovrebbe
essere pronto per la metà del mese di dicembre.

 

 

 

D.

 

Con osservazioni del 24 novembre
2005 (doc. 3, inc. GIAR 306.2005.7), la difesa si oppone alla proroga
richiesta.

Dopo aver brevemente ripercorso i
fatti e le decisioni incidentali in materia di libertà personale, la difesa
sostiene che una proroga della carcerazione (oltre i sei mesi previsti dall'art.
102 CPP) sarebbe lesiva del principio di proporzionalità, con particolare
riferimento all'errata valutazione degli elementi relativi al pericolo di
recidiva (Osservazioni, punto 4). A dire dell'osservante, i precedenti penali
dell'accusato considerati nell'ambito della valutazione della recidiva sono
tutti relativi a fatti risalenti al periodo 1991/1996 (oltre che oggi
amnistiati), quindi troppo lontani nel tempo per aver qualche influsso, oggi,
nella valutazione del rischio di recidiva. Inoltre, i circa otto mesi trascorsi
(senza ulteriori illeciti) tra i fatti oggetto del procedimento e l'arresto,
rendono il vizio del gioco menzionato dalla CRP (sempre nell'ambito della
valutazione del pericolo di recidiva) privo della necessaria concretezza. Da
ultimo, i sei mesi di carcere preventivo sofferto sono, sempre a dire della
difesa, monito dissuasivo sufficiente.

Successivamente (Osservazioni,
punti 5 e 6), la difesa sottolinea come non vi siano necessità istruttorie, a
giustificazione del carcere preventivo, in relazione agli atti d'inchiesta
ancora da esperire e conclude ribadendo che la concessione di una proroga
violerebbe il principio di proporzionalità.

Nella ipotesi (denegata) in cui
la richiesta del Procuratore pubblico non dovesse essere respinta, ne chiede
limitazione al 15 gennaio 2006 (Osservazioni, punto 7).

 

 

 

E.

 

Va detto, per completezza, che la
decisione del 13 ottobre 2005 che ha respinto l'istanza di libertà provvisoria
presentata da __________ è stata confermata dalla CRP con sentenza del 17
novembre 2005. A queste due decisioni si farà ampio riferimento (DTF 123 I 130)
nei considerandi di diritto, perlomeno laddove elementi di fatto (nuovi) o il
tempo trascorso non impongano approfondimenti ulteriori e/o diverse
conclusioni.

Delle altre considerazioni/argomentazioni
delle parti si dirà, se del caso, nei considerandi che seguono.

 

 

 

 

 

Considerato

 

 

in diritto

 

 

1.

 

L'istanza, presentata dal
magistrato inquirente entro il termine di cui all'art. 102 cpv. 2 e con
anticipo sufficiente a permettere l'assegnazione di un congruo termine alla
difesa per le proprie osservazioni, è ricevibile in ordine.

 

 

2.

 

In merito all'esistenza di gravi
indizi di reato, pericolo di fuga e di recidiva, si può far riferimento, innanzitutto,
a quanto determinato nella precedente decisione:

 

 

"3.

 

In questa sede (che non è deputata ad esprimersi sul
merito delle accuse e deve, anzi, evitare di pregiudicarlo limitandosi a
verosimiglianza per il giudizio di legittimità delle misure d'inchiesta - GIAR
26 ottobre 2001 in re A.), si può concludere per la presenza di seri e concreti
indizi di colpevolezza a carico di __________ per i reati ascritti; indizi del
resto da lui, di principio, neppure contestati (Istanza, punto 3) e già
riassunti nella precedente decisione:

 

"Le
dichiarazioni del coaccusato __________ (Verbali 4.11.2004 e 5.11.2004), quelle
di alcuni testi (Verbali __________ 11.11.2004, pag. 3, __________ 17 novembre
2004, pag. 1, __________ 23.11.2004, pag. 1, __________ 4.08.2005, pag. 3 ss.),
che fanno riferimento a tale __________ (nome utilizzato da __________, come da
egli stesso ammesso dopo iniziali dinieghi: cfr. Verbale __________ 14 giugno
2005, pag. 6), nonché quelle dello stesso istante che ad un certo punto ha
"capito che si trattava di operazione poco trasparente" iniziando ad
utilizzare il falso nome di __________ ed ad operare a nome della __________
trovandosi, a suo dire, in un "punto di non ritorno" per rapporto
alle altre persone coinvolte nella vicenda (__________14 giugno 2005, pag. 6 e
ss.), sono indizi concreti e sufficienti in relazione ai reati ascritti."

(sentenza 11 agosto 2005, GIAR 306.2005.4)

 

Dagli atti esperiti successivamente alla decisione
indicata, non emergono (invero, nessuno lo sostiene) elementi atti a
modificare, in un senso o nell'altro, quanto sopra riportato (si veda il
verbale di polizia del 19 agosto 2005 - AI 409 -, dato che quello del 25 agosto
2005, di cui parla la difesa, è relativo a testi sentiti in presenza
dell'accusato).

Pertanto, la prima (e cumulativa) condizione per
l'eventuale mantenimento della carcerazione preventiva è pertanto presente.

 

 

4.

 

Si constata che con il preavviso negativo, il
magistrato inquirente non argomenta più in merito al pericolo di collusione o
inquinamento delle prove, limitandosi a segnalare che gli atti istruttori
ancora da effettuare (sostanzialmente interrogatorio di un correo e dello
stesso __________) sono previsti nei prossimi giorni, nel rispetto del
principio di proporzionalità (Preavviso, punto 3).

 

 

5.

 

a)

Per quanto concerne il pericolo di fuga, si è già
ricordato nella precedente decisione che:

 

"Il
pericolo di fuga, per giustificare carcerazione preventiva, deve essere
concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette
quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa
verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della
pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la
carcerazione; occorre valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il
carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la
professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la
fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117
Ia 69).

Pacifico che a poco valgono, per quest'analisi, le
semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso."

 

E, in relazione al caso concreto, che:

"__________ è cittadino italiano, residente in Italia, e non ha
legami con il nostro territorio che gli è servito sostanzialmente a commettere
gli atti di cui è accusato. 

Se le accuse dovessero essere confermate il rischio di
una pena non lieve esiste (i reati per i quali è stata promossa l’accusa
prevedono anche la reclusione). Non è neppure certo che egli possa (sempre eventualmente)
beneficiare della sospensione condizionale. Quest'elemento, da solo, non é determinante,
ma deve essere attentamente considerato se ad esso se ne sommano altri come
sopra descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997,
no. 701).

La fuga (intesa come indisponibilità a presenziare al
seguito del dibattimento e all'eventuale relativo processo) può apparirgli
quale soluzione più interessante che non l’affrontare i rischi di un processo,
dal quale sono peraltro assenti, per il momento, i presunti correi da lui
indicati come vere menti delle operazioni __________.

Alla luce di questi elementi, il pericolo di fuga è
presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ
1980 585)."

 

Questi aspetti non hanno subito modifiche sostanziali
dopo la precedente decisione, né sono emersi altri elementi che impongano di
modificarne le conclusioni. Al contrario, quanto emerso ulteriormente evidenzia
l'infondatezza dell'affermazione di incensuratezza (questione rilevante anche
per la valutazione del rischio di pena e della prognosi ai fini della
sospensione) contenuta nell'istanza di libertà provvisoria (Istanza, punto 7,
pag. 10). Infatti, il casellario giudiziale italiano (AI 409) evidenzia
condanne sin dal 1988, prevalentemente per emissione di assegni a vuoto (con
pene anche di alcuni mesi di reclusione) e, da ultimo, per ricettazione.

 

b)

Anche sulla misura sostitutiva della cauzione ci si è
già espressi nella precedente sentenza, asserendo quanto segue:

"Quanto alla cauzione, va preliminarmente detto
che la sua entità deve essere determinata soprattutto in relazione alla gravità
del reato e all’importanza del pericolo di fuga. Occorre pure (entro certi
limiti) considerare la situazione economica dell’accusato e/o delle persone
eventualmente chiamate a prestare cauzione (DTF 105 Ia 186; SJ 1981 p. 389 e
relative citazioni; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 719; Donatsch/Schmid,
Kommentar StPO Zurich, nos. 21 a 23 ad art. 73).

Spetta all’accusato, e a chi è disposto ad intervenire,
fornire i necessari elementi per una corretta e completa valutazione della
situazione (SJ 1980 181 e 586).

Nel caso in esame gli elementi (concreti e certi) a
disposizione non sono molti, solo è dato sapere che l'istante svolge attività
di consulenza, che al mantenimento della famiglia provvede la moglie e che
avrebbe dilapidato al gioco la liquidazione di importanti beni di famiglia
(banca e impresa farmaceutica - cfr. Verbali __________ PS 7.06.2005, pag. 2,
PP 9.06.2005, pag. 1, PP 14.06.2005, pag. 7). Quanto sopra è un po' poco per
determinare se la cauzione proposta è adeguata alle condizioni economiche
dell'istante (e/o di chi intenda aiutarlo in tal senso: occorre infatti cercare
di evitare che la cauzione venga prestata con provento di reato non
sequestrato, rispettivamente che terzi si limitino a prestare il nome quali
titolari della cauzione per evitare le conseguenze eventuali dell'art. 111 cpv.
3 CPP).

Di certo la cifra indicata non è adeguata alla gravità
dei reati ascritti (per rapporto alle modalità ed ai tempi di commissione, nonché
al danno causato) ed al fatto che il provento di reato non è stato
recuperato."

 

Ancora una volta, le conclusioni sopra riportate non vengono
stravolte dal seguito dell'inchiesta, rispettivamente dal contenuto
dell'attuale istanza.

L'importo cauzionale proposto è stato portato da FRS
50'000.- a FRS 70'000, ciò che non modifica sostanzialmente la valutazione
d'inadeguatezza data nella precedente sentenza, per rapporto alla gravità dei
reati ed al non recupero del relativo provento.

Inoltre, sono stati indicati (e documentati) i redditi
lordi imponibili dei famigliari che presterebbero cauzione, ma mancano
indicazioni concrete sulla sostanza immobiliare o mobiliare (cfr. allegati
all'istanza n. 2 pag. 3 e 4 pag. 1 per la prima), tantomeno è dato sapere da
dove verrebbe attinta la somma proposta. Queste circostanze non possono essere
sottovalutate allorquando si tratta di persone residenti all'estero (quindi con
dati non verificabili d'ufficio) ed in casi in cui il destino della refurtiva
non ha potuto essere chiarito.

Inoltre, è assente ogni e qualsiasi elemento
documentale circa i redditi (se si preferisce i non redditi) conseguiti
dall'istante, che, tra le altre cose, risulterebbe aver dato al fratello,
nell'ambito di un colloquio, istruzioni per la vendita di ulteriori beni, tra i
quali un esercizio pubblico (cfr. AI 426; si veda anche GIAR 19.12.2004 in re.
C., 436.2002.4, cons. 6b).

 

c)

Abbondanzialmente, va pure detto che nel caso in esame
è di poca utilità che questo giudice, utilizzando i criteri indicati e gli
elementi a disposizione, determini il quantum di un importo cauzionale (che
potrebbe essere) adeguato, visto quanto si dirà al considerando che segue. 

 

6.

 

Alla luce di quanto emerge dal casellario giudiziale
italiano di __________ (acquisito agli atti il 19 agosto 2005), si deve anche
ritenere concreto il pericolo di recidiva.

Infatti, le innumerevoli condanne per emissione di assegni
a vuoto non solo non hanno trattenuto l'accusato dal ripete atti analoghi
(neppure quando le condanne prevedevano la detenzione o la reclusione), ma
sembrano averlo portato, con il tempo e di fatto, a commettere atti più
"qualificati" (sempre in materia patrimoniale) come la ricettazione continuata
e come quelli oggetto delle attuali imputazioni.

Se a ciò si aggiungono le modalità mediante le quali __________
ha soggettivamente operato nell'ambito dei fatti oggetto della presente
inchiesta (utilizzo di falso nome e falsi documenti d'identità) e le modalità
oggettive di commissione dei reati ascritti (non è fuori luogo parlare di
"razzia"), il pericolo di recidiva appare concreto (si veda, per
tutti: M. Luvini, in Rep 1989, pag. 287 ss, 294/295 e note da 43 a 48)."

(sentenza GIAR
13 ottobre 2005, 306.2005.6)

 

 

3.

 

Investita di un ricorso
dell'accusato contro la decisione riportata al considerando che precede, la CRP
ha confermato la presenza in capo a __________ di gravi indizi di colpevolezza
(in quanto tali non contestati neppure dalla difesa), di un concreto pericolo
di fuga (CRP 17 novembre 2005, 60.2005.357, cons. 7) e di un concreto pericolo
di recidiva (sentenza citata, cons. 8 e 9), così come determinati da questo
giudice nella decisione del 13 ottobre 2005 e con l'aggiunta, per l'ultimo
elemento, del dichiarato (da __________) vizio del gioco.

 

Inoltre, l'autorità superiore ha
confermato proporzionalità del carcere preventivo (sentenza citata, cons. 10 e
11) e l'esclusione di una messa in libertà a fronte di un deposito cauzionale,
vuoi per il fatto che la cauzione può essere misura sostitutiva del solo
pericolo di fuga, vuoi per l'inadeguatezza dell’importo offerto in ragione dei
valori oggetto dei reati imputati, del non recupero della refurtiva e della
difficoltà di una corretta valutazione della situazione economica dell'accusato
(sentenza citata, cons. 13).

 

 

4.

 

Gli elementi indicati nei due considerandi
che precedono non sono stati minimamente intaccatti dal seguito
dell'istruttoria. Anzi, l'emergenza di un vizio del gioco, asserito ma comunque
oggetto di accertamento (per determinazione dell’eventuale influsso sulla
responsabilità dell'accusato), ha indotto la CRP a non dimenticare tale
circostanza nella determinazione del pericolo di recidiva.

In merito a ciò, questo giudice
ritiene (contrariamente a quanto asserito, in sede di osservazioni, da parte
della difesa) che il preteso vizio del gioco è circostanza che deve essere
considerata quale elemento concreto di rischio e non inficiata dal fatto che
negli otto mesi circa intercorsi tra l'avvio del procedimento e l'arresto
l'accusato non avrebbe commesso illeciti (non fosse che per il fatto che in
tale periodo l'accusato ha/avrebbe potuto usufruire del provento di reato non
recuperato). Anche il tempo trascorso dai fatti oggetto delle precedenti
condanne non è, sempre a giudizio di questo giudice, determinante come pretende
la difesa. Da un lato, se è vero che i fatti risalgono a diversi anni fa, non
così le condanne (che, quindi, non sono servite da "monito"
sufficiente" – cfr. AI 409), dall'altro l’elemento (comunque ripetuto e
aumentato d'intensità nel corso di altrettanti diversi anni) non è stato
utilizzato da solo per fondare la recidiva, bensì in relazione a quanto emerge
dai fatti oggetto d'inchiesta, in particolare dalle modalità di commissione
(intensità, ripetizione, importanza dei valori in gioco nonché l'utilizzo di
falsa identità), come già indicato nella precedente decisione.

Quanto al pericolo di collusione
ed inquinamento delle prove, va rilevato che la richiesta di proroga non si fonda
su questo elemento, così come le osservazioni sono silenti sul pericolo di
fuga.

Quindi, in capo a __________
sussistono, ad oggi, gravi indizi di reato, pericolo di fuga e pericolo di
recidiva così come determinati nella decisione del 13 ottobre 2005 (come detto
confermata il 17 novembre 2005 dalla CRP). 

 

 

5.

 

Stabilito che gli elementi di
legge per il mantenimento e/o la proroga della detenzione preventiva - gravi e
sufficienti indizi di colpevolezza in capo all'accusato, pericolo di fuga e
pericolo di recidiva - sono presenti nel caso in esame, occorre ora valutare se
la proroga richiesta è rispettosa del principio di proporzionalità, ricordando
che determinanti a tale proposito sono il rapporto tra la detenzione sofferta,
o eventualmente ancora da soffrire, e la gravità dei reati (o meglio la pena
ipotizzabile), nonché il rispetto dell'art. 102 CPP (secondo cui l'inchiesta
deve procedere con celerità).

Il magistrato inquirente motiva
la richiesta di proroga (fino al 20 marzo 2006) con i tempi necessari
all'allestimento della perizia psichiatrica ed al successivo deposito degli
atti, da notificarsi anche agli accusati residenti in Italia (Istanza di
proroga, pag. 2).

L'inchiesta è stata, sino ad ora,
condotta nel rispetto dei dettami dell'art. 102 cpv. 1 CPP, tenuto anche conto
del fatto che l'acquisizione di atti istruttori per via rogatoriale richiede
sempre un certo tempo e del fatto che gli atti ancora da compiere sono stati
richiesti dallo stesso accusato (o dalla sua difesa). Alla luce della gravità
dei reati ascritti, delle modalità e dei tempi di (sempre presunta)
commissione, del danno (eventualmente) procurato e del conseguente rischio di
pena (non certo lieve e non necessariamente nei termini che permettano di
discutere la sospensione condizionale), una protrazione della carcerazione,
anche di qualche mese, è ancora rispettosa del principio di proporzionalità
(che, non va dimenticato, al 17 novembre 2005 la CRP ha confermato come "pacificamente"
rispettato - CRP, sentenza citata, cons. 11).

Tuttavia, al momento attuale, una
proroga sino al 20 marzo (poco meno di quattro mesi) del carcere preventivo
appare eccessiva. Considerato il motivo della richiesta di protrazione, il
termine assegnato al perito (45 gg a partire dal 14/15 novembre), il termine
usuale per il deposito degli atti, le facoltà per la notifica all'estero di cui
all'Accordo CH/I del 10 settembre 1998 (e subordinatamente la possibilità di
disgiunzione), appare prudente (e maggiormente rispettoso del principio di
proporzionalità) concedere oggi (e senza pregiudizio per eventuali richieste
future motivate) una proroga sino al 15 febbraio 2006 compreso. 

 

 

 

P.Q.M.

 

 

 

richiamate le norme applicabili,
ed in particolare gli artt. 146 cpv. 2 CP, 138 cpv. 2 CP e 158 cifra 1 CP,
eventualmente in relazione con 172 CP, 95 ss, 102, 103, 284 CPP;

 

 

 

decide

 

 

 

1.  L'istanza
è parzialmente accolta.

§.    Di conseguenza, il carcere preventivo cui è astretto __________
è prorogato di due mesi e mezzo e verrà a scadere il 15 febbraio 2006
(compreso).

 

 

2.  Non si
prelevano tasse e spese.

 

 

3.  Contro la presente decisione è dato reclamo alla Camera dei
ricorsi penali, Lugano, entro 10 (dieci) giorni dall'intimazione.

 

 

4.  Intimazione:

 

 

 

 

                                                                                 giudice
Edy Meli