# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4f133e32-6c58-5dd6-8946-2c08a4c13133
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-05-04
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 04.05.2006 INC.2005.37806
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2005-37806_2006-05-04.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2005.37806

  	
  Lugano

  4 maggio 2006

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

  sedente per statuire sull'istanza/decisione del 27 aprile
  2006 della

  
						

 

 

	
   

  	
  Sezione dei permessi e dell'immigrazione,
  Bellinzona

   

  
	
   

  	
  relativa alla proroga della carcerazione in vista
  dell'allontanamento cui è astretto 

   

  __________

  

 

 

visti gli inc. GIAR
378.2005.1/2/3/4/5/6 e quello della SPI;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

in fatto

 

 

1.

 

__________ è stato incarcerato
l’11 novembre 2005, a seguito di decisione 7 novembre 2005 della SPI, intimata
il 9 novembre 2005 (artt. 13b e 13f LDDS), allo scopo di garantire
l'allontanamento (doc. 1, inc. GIAR 378.2005.3). Egli era stato sentito l’11
novembre 2005 dal giudice dell’istruzione e dell’arresto che ha confermato
legalità ed adeguatezza della carcerazione, ritenuto che l'interessato non ha
ottemperato all’obbligo di lasciare il territorio __________, continuando a
commettere reati connessi con la vendita di sostanze stupefacenti, mettendo in
pericolo la salute pubblica, e che l’assenza di documenti e le sue
dichiarazioni contrastanti a proposito della sua intenzione di lasciare la __________,
lasciano supporre che in caso di liberazione si sottrarrebbe al rimpatrio (doc.
1 inc. 378.2005.3).

Con decisione 7 febbraio 2006,
considerato che i motivi che avevano giustificato la carcerazione erano ancora
dati come pure ancora rispettato era il principio di celerità, veniva concessa
una prima proroga di tre mesi della carcerazione ai fini di allontanamento a
cui è astretto __________ (inc. GIAR 378.2005.5, doc. 7).

 

2.

 

Con decisione/istanza del 27
aprile 2006 (se si preferisce, decisione soggetta a conferma: art. 13b cpv. 2
seconda frase), approssimandosi la scadenza dei tre mesi - cioè il 9 maggio
2006 ex art. 10 LPAmm - (art. 13b cpv. 2 prima frase LDDS), la SPI ha
disposto/chiesto che la carcerazione ai fini di allontanamento sia prorogata di
due mesi (cioè sino al 9 luglio 2006; cfr. art. 10 LPAmm) se confermata dal GIAR
(doc. 1 inc. GIAR 378.2005.6; artt. 3 cpv. 2 lett. a., 5, 29 Legge cantonale
d'applicazione LMC, e art. 1 del relativo regolamento). La SPI, rilevato che
l'autorità ha compiuto tutti gli sforzi necessari a mettere in atto
l'allontanamento ai sensi dell'art. 13b cpv. 3 LDDS, ha evidenziato la costante
mancanza di collaborazione della persona oggetto della misura.

 

 

3.

 

Sentito a verbale il 2 maggio
2006 l'interessato ha ribadito di non essere cittadino __________ (benché sia
stato riconosciuto tale da una speciale commissione __________ in data 29 marzo
2006, cfr. doc. C allegato all’istanza di protrazione, che di conseguenza ha
confermato le conclusioni a cui è giunto il 17 marzo 2006 l’interprete
incaricato del secondo test LINGUA, cfr. doc. B allegato all’istanza di
protrazione) bensì __________ e di voler collaborare con le autorità unicamente
per quanto riguarda la richiesta di documenti di viaggio presso le Autorità
diplomatiche __________ (benché il primo passo concreto intrapreso in tal senso
sarebbe la lettera 29 aprile 2006 inviata all’Ambasciata del __________ a __________
allegata al verbale 2 maggio 2006).

 

 

4.

 

La decisione sull’eventuale
proroga della carcerazione in vista dell’esecuzione dell’allontanamento esige
ovviamente un esame volto a determinare se i motivi che avevano condotto
all’originaria decisione di incarcerazione mantengano ancora la propria
validità.

Inoltre, la concessione di una
proroga della carcerazione esige la presenza di “particolari ostacoli [...]
all’esecuzione dell’allontanamento o dell’espulsione” (art. 13b cpv. 2
LDDS). Sono considerati tali il rifiuto dello straniero di collaborare, per
quanto ragionevolmente esigibile, ai preparativi per la sua partenza, la durata
eccezionalmente lunga della procedura di ottenimento dei documenti di viaggio,
ma anche ragioni tecniche a carattere provvisorio (v. Nicolas Wizard,
Les renvois et leur exécution en droit des étrangers et en droit d’asile, tesi
di dottorato dell’Università di Ginevra, Basilea/Francoforte sul Reno 1997, pto.
3.3.4.1.2 p. 294 s.).

 

Giusta l'art. 13b cpv. 1 LDDS se
è stata notificata una decisione di prima istanza d'allontanamento o
espulsione, l'autorità cantonale competente, allo scopo di garantire
l'esecuzione può, ai fini di assicurare l'esecuzione, incarcerare lo straniero,
se indizi concreti fanno temere che lo stesso intende sottrarsi all'espulsione,
in particolare perché non si attiene all'obbligo di collaborare secondo l'art.
13 f LDDS e l'art. 8 cpv. 1 lett. a e cpv. 4 LASI (per quanto concerne gli indizi
concreti che fanno temere un pericolo di fuga cfr. DTF 122 II 49 e 125 II 369).
Di principio la durata della detenzione non può eccedere i tre mesi: tuttavia
se particolari ostacoli si oppongono all'esecuzione dell'allontanamento o
dell'espulsione, con il consenso dell'autorità giudiziaria cantonale, la
carcerazione può essere prorogata di sei mesi al massimo (cpv. 2). La
detenzione è subordinata alla condizione che le autorità intraprendano senza
ritardo le necessarie misure per l'esecuzione dell'allontanamento o
dell'espulsione (cpv. 3, DTF 122 II 148). Secondo l'art. 13c cpv. 5 lett. a
LDDS la carcerazione ha termine se il motivo della carcerazione è venuto a
mancare o se risulta che l'esecuzione dell'allontanamento o dell'espulsione è
inattuabile per motivi giuridici o effettivi. 

Per la messa in detenzione (così
come per la proroga della stessa) deve essere rispettato il principio di
proporzionalità, in particolare è necessario che l'esecuzione
dell'allontanamento, benché momentaneamente impossibile (per esempio per
mancanza di documenti di identità) sia possibile in un termine prevedibile,
vale a dire nel periodo legale di detenzione amministrativa dello straniero
(DTF 2A.523/2001 del 18 dicembre 2001). 

Va
inoltre ricordato che con l'introduzione dell'art. 13 f LDDS e la
modifica dell'art. 13 b cpv. 1 lett. c LDDS il legislatore ha inteso
sottolineare ulteriormente l'importanza della collaborazione dello straniero
(ed un suo dovere in tal senso) dandole un peso notevole anche per quanto
concerne la privazione della libertà: la mancata collaborazione diventa indizio
di pericolo di latitanza (FF 2003, p. 4993; DTF 2A.278/2004 del 18 maggio
2004).

Secondo la giurisprudenza del
Tribunale federale il rilascio di informazioni contraddittorie o menzognere sulle
proprie origini, sul viaggio intrapreso e sulle generalità lasciano presagire
un pericolo di fuga, così come nel caso di persona con precedenti penali, in
particolare reati che mettono in pericolo la salute altrui, è ragionevole
ritenere un rischio maggiore di disobbedienza alle ingiunzioni delle autorità ed
inoltre l'assicurazione dell'interessato di voler abbandonare spontaneamente il
territorio __________ verso un altro paese non può giustificare, in assenza dei
necessari documenti di viaggio che consentano il regolare espatrio, la sua
scarcerazione (DTF 122 II 49 con rif.; 122 II 148; 2A 309/2004
c. 2.2 e A. Wurzburger, La jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière
de police des étrangers, p. 66 e 67, in Revue de droit administrativ et de droit
fiscal, Revue genevoise de droit pubblic, settembre 1997, n. 4). 

 

 

5.

 

I motivi che in data 11 novembre
2005 avevano determinato la decisione di conferma della carcerazione di __________,
ed in data 7 febbraio 2006 una proroga di tre mesi di tale carcerazione restano
tuttora validi, né tale protrazione violerebbe il principio di proporzionalità
e di celerità, né l'esecuzione dell'allontanamento appare inattuabile ai sensi
dell'art. 13c cpv. 5 lett. a LDDS. 

 

Nel caso in esame
l'allontanamento non è ancora stato possibile o comunque è reso più
difficoltoso a causa della mancata collaborazione della persona interessata. __________
ha sempre dichiarato di essere cittadino del __________ (cfr. verb. GIAR
11.11.2005, 02.02.2006 e 02.05.2006, nonché verb. pol. 04.11.2005, 25.01.2006 e
25.04.2006), tuttavia l'audizione dell'interessato, avvenuta a __________ il 29
marzo 2006, da parte della delegazione __________ ha indicato lo straniero
quale cittadino __________ (cfr. fax 31.03.2006 dell’UFM, Divisione rimpatrio),
a conferma di un precedente test LINGUA e del fatto che in occasione della sua
audizione, avvenuta al momento della presentazione della domanda d’asilo, egli
non ha saputo rispondere a nessuna domanda volta a verificare le sue conoscenze
del __________ oltre a non essere in grado di parlare l’__________ bensì il
classico __________ standard tipico della __________. Soltanto il 2 maggio
2006, davanti a questo giudice, __________, ribadendo di essere cittadino del __________
(contro ogni risultanza agli atti) ha comunicato di avere contattato tramite
lettera 29 aprile 2006 (scritta in __________, con l’aiuto di un’assistente
sociale, e non in __________) l’ambasciata del __________ per richiedere dei
documenti di viaggio e ciò benché, ancora in occasione del verbale 2 maggio
2006, abbia preso atto dal suo patrocinatore d’ufficio che un funzionario
dell’ambasciata del __________ l’avrebbe informato che le Autorità __________
prendono in considerazione come concittadini soltanto persone che perlomeno
parlano la lingua __________.

Va infine ricordato che egli ha
interessato le autorità penali, anche per titolo di infrazione alla LStup (__________del
03.05.2004, con il quale è stato condannato a 45 giorni di detenzione sospesi
condizionalmente oltre che all’espulsione sospesa condizionalmente dal
territorio __________ per tre anni; __________ del 12.07.2004 con il quale è
stato condannato per infrazione alla LDDS; __________ del 29 agosto 2005 con il
quale è stato condannato a 75 giorni di detenzione da espiare e alla revoca
della sospensione condizionale di condanne precedenti come pure della pena
accessoria dell’espulsione infittagli il 03.05.2004), quindi per un reato tale
da mettere in pericolo la salute pubblica (A. Wurzburger, op. cit., p. 68),
reato commesso anche dopo il 2004, anno in cui era stato avvertito che doveva
lasciare immediatamente la __________ (decisione UFR 05.03.2004 di non entrata
nel merito sulla domanda d'asilo; decisioni CRA 29.04.2004 che ha respinto la
domanda di restituzione dell'effetto sospensivo e CRA 25.05.2004 che ha
dichiarato irricevibile l'impugnativa).

In siffatte circostanze e alla
luce della succitata giurisprudenza, vi è dunque conferma dei concreti indizi
che fanno temere che l’incarcerato intenda sottrarsi all’espulsione.

 

Né del resto risulta violato il
principio di celerità. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale tale
principio è leso soltanto quando le autorità preposte all'allontanamento non
intraprendono nulla per oltre due mesi, senza che il ritardo sia imputabile
allo straniero o a quello delle autorità estere (cfr. DTF II 51 e 2A.309/2004;
A. Wurzburger, op. cit., p. 65). In concreto, tale termine è stato rispettato:
ricordato che la decisione con cui è stata mantenuta la carcerazione in attesa
di allontanamento di __________ è dell’11 novembre 2005 e che la prima proroga
è del 7 febbraio 2006, le autorità preposte hanno infatti organizzato
l'audizione di __________ da parte di un esperto per due test LINGUA in data 8
marzo, rispettivamente 17 marzo 2006 e da parte della delegazione __________,
audizione che ha avuto luogo il 29 marzo 2006 e nel corso della quale
l'interessato è stato riconosciuto essere di origine __________ (cfr. fax
31.03.2006 della Divisione rimpatri). 

Successivamente la SPI, con riferimento
al fax 24 novembre 2005 - attestante l'avvenuto riconoscimento (seppure a
titolo provvisorio) da parte della delegazione __________ del 29 marzo 2006 e
la conseguente possibilità del rilascio di un documento di viaggio dopo
l'ottenimento dei risultati definitivi da __________ -, ha sollecitato con
scritto 27 aprile 2006 l'UFM affinché a sua volta sollecitasse la
rappresentanza nigeriana in merito al riconoscimento definitivo dello
straniero.

Occorre inoltre tener conto del
fatto che la mancanza di una fattiva collaborazione da parte dell'interessato -
che non può evidentemente giustificare la sua messa in libertà (cfr. DTF
2A.523/2001) - rende necessario più tempo per l'accertamento della reale
identità e del luogo d'origine, rispettivamente per l'ottenimento di documenti
validi (la cui procedura, in caso di riconoscimento provvisorio, deve passare
dal governo di __________). 

 

 

6.

 

In conclusione, i motivi per la
carcerazione sono ancora dati.

Se si considerano i motivi primi
della (originaria) incarcerazione, la non positiva evoluzione
dell’atteggiamento dello straniero nei trascorsi mesi di carcerazione,
l’esistenza di particolari difficoltà per l’ottenimento dei documenti di
viaggio non imputabili alle autorità __________, bensì allo straniero stesso
(cfr. introduzione art. 13f LDDS e modifica art. 13 b cpv. 1 LDDS, con cui il
legislatore ha inteso sottolineare ulteriormente l'importanza della
collaborazione dello straniero - ed un suo dovere in tal senso - dandole un
peso notevole anche per quanto concerne la privazione della libertà) ed un
certo ritardo da parte delle autorità __________ nel fornire indicazioni sulla
conferma del riconoscimento (che dovrebbe comunque essere imminente, dopo di
che si potrà organizzare il viaggio di rimpatrio), la protrazione è quindi
giustificata e rispettosa del principio di proporzionalità, tenuto anche conto
che, in virtù di quanto sopra esposto, il rinvio non può essere definito
impossibile in tempi prevedibili. L'autorità preposta all'allontanamento è
comunque tenuta ad agire nel rispetto del principio di proporzionalità, se del
caso sollecitando nuovamente le autorità __________. Da ultimo giova ricordare
che appare poco verosimile una risposta positiva alla richiesta 29 aprile 2006
dell’interessato rivolta alle Autorità __________ di ottenere dei documenti di
viaggio non avendo egli neppure i requisiti minimi (come parlare la lingua __________)
per cui le Autorità __________ potrebbero almeno considerare tale richiesta
entrando nel merito della stessa.

 

Per questi motivi,

richiamata la legge federale
sulla dimora e il domicilio degli stranieri, segnatamente gli artt. 13 b, 13 c
e 13 f LDDS, e la LALMC, segnatamente gli art. 4, 5 e 28;

 

 

 

decide:

 

 

1.                                      La decisione/istanza
27 aprile 2006 di proroga della carcerazione in attesa di                                                                                        allontanamento
cui è astretto __________ è accolta.

 

       §     Di conseguenza, la carcerazione ai fini di
allontanamento cui è astretto __________ è prorogata di due (2) mesi e
verrà a scadere il                        giorno 9 luglio 2006,
compreso.

 

 

2.        Contro la
presente decisione è dato ricorso al Tribunale cantonale amministrativo entro             15
(quindici) giorni dall'intimazione (art. 31 LALMC).

 

 

3.        Intimazione:

 

 

 

 

 

 

                                                                                 giudice
Claudia Solcà