# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7982ec1f-a071-5bd6-8344-a70bfd768590
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-04-27
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera dei ricorsi penali 27.04.2007 60.2006.349
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CRP_001_60-2006-349_2007-04-27.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2006.349

   

  	
  Lugano

  27 aprile
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera dei ricorsi penali del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai
  giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretaria:

  	
  Alessandra Mondada, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sull’istanza 15/18.9.2006
presentata da

 

 

	
   

  	
  IS 1, ,

  patr. da: PR 1 

  
	
   

  	
   

  tendente ad ottenere, in relazione
  all’esito del procedimento penale sfociato nel giudizio 15.9.2005 dell’allora
  giudice della Pretura penale Marco Ambrosini (inc. __________), un’indennità
  a’ sensi degli art. 317 ss. CPP;

  	 

 

	
   

  	
   

  

richiamati gli scritti 25/26.9.2006 del
presidente della Pretura penale Marco Kraushaar – che si rimette al prudente
giudizio di questa Camera –, 2.10.2006 del sostituto procuratore pubblico
Andrea Pagani – che chiede di respingere la domanda rispettivamente di ridurre
l’importo postulato a titolo di indennità – e 4/6.10.2006 del Dipartimento
delle istituzioni, Divisione della giustizia – che, in generale, si rimette “(…)
alle osservazioni che presenterà il Ministero pubblico” e, in particolare, contesta
la pretesa per torto morale –;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

considerato

 

 

 

in fatto ed in diritto

 

                                         che il __________,
in seguito ad un infortunio sul lavoro, è deceduto __________, dipendente della
__________, __________, __________, nel frattempo fallita;

 

 

                                         che il
procedimento penale promosso nei confronti di __________, __________, già
contitolare della predetta ditta, per titolo di omicidio colposo e violazione
delle regole dell’arte edilizia è sfociato nel giudizio di assoluzione __________
della Corte delle assise correzionali di __________, presieduta dal giudice __________
(inc. TPC __________);

 

 

                                         che il
21.6.2000 la Corte di cassazione e di revisione penale ha dichiarato inammissibile
– per intervenuta prescrizione dell’azione penale – il ricorso 22.5.2000 interposto
da IS 1 e da __________, genitori di __________, contro la citata sentenza (inc.
CCRP __________);

 

 

                                         che con
esposto 11/12.12.2003 __________ – patrocinato dall’avv. __________, __________,
nell’ambito del procedimento penale sfociato nella suddetta sentenza __________
– ha querelato IS 1 per titolo di coazione e calunnia;

 

 

                                         che quest’ultimo,
il 7.10.2003, avrebbe infatti contattato telefonicamente il citato legale,
asserendo che – se il suo cliente non gli avesse versato CHF 100'000.-- quale risarcimento
per la morte del figlio – sarebbe venuto in Svizzera ed avrebbe ucciso un
membro della famiglia __________, rispettivamente che avrebbe avuto le prove
che il giudice __________ era stato corrotto dal suo cliente per ottenere il
proscioglimento al processo (AI 1);

 

 

                                         che il
29.12.2003 __________ ha confermato la querela penale (AI 2);

 

 

                                         che IS 1 –
interrogato, tramite domanda di assistenza giudiziaria internazionale in
materia penale, il 20.4.2004 – ha contestato le accuse mossegli (AI 7);

 

 

                                         che l’8.6.2004
ha avuto luogo l’audizione dell’avv. __________, nel corso della quale ha
esposto il contenuto della telefonata 7.10.2003 (AI 9);

 

 

                                         che il
sostituto procuratore pubblico, il 13.8.2004, ha notificato a IS 1 l’apertura
di un procedimento penale per titolo di tentata estorsione e diffamazione (AI
13);

 

 

                                         che il qui
istante – interrogato il 14.10.2004 su sua richiesta in applicazione dell’art.
207 cpv. 4 CPP – ha ribadito di non avere commesso i fatti imputatigli (AI 23);

 

 

                                         che con
decreto 15.11.2004 il magistrato inquirente ha posto in stato di accusa davanti
alla Pretura penale IS 1 siccome ritenuto colpevole di tentata estorsione “(…)
per avere, in data 07.10.2003, per procacciare a sé un indebito profitto,
tentato di indurre __________ ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio,
minacciandolo per interposta persona di un pericolo imminente alla vita di un
suo congiunto durante una telefonata effettuata dall’__________ all’avv. __________
che si trovava nel suo ufficio di __________, segnatamente riferendo a questi
che se il suo cliente (__________) non gli avesse pagato entro un mese la somma
di fr. 100'000.--, avrebbe raggiunto la Svizzera ed avrebbe ucciso un membro
della sua famiglia” e di diffamazione “(…) per avere, nelle circostanze
di tempo e di luogo menzionate (…), comunicando telefonicamente con l’avv. __________,
incolpato una persona di condotta disonorevole o di altri fatti che possono nuocere
alla reputazione di lei, in particolare per aver incolpato __________ di aver
corrotto __________ che lo assolse con sentenza del __________ dalle accuse di
omicidio colposo e di violazione delle regole dell’arte edilizia in relazione
al decesso di __________ intervenuto il __________ a seguito di un infortunio
sul lavoro occorso sui __________”;

 

 

                                         che ha
proposto la sua condanna alla pena di trenta giorni di detenzione – sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di due anni – ed al pagamento della
tassa di giustizia e delle spese (DA __________);

 

 

                                         che con
scritto 30.11/1.12.2004 il qui istante ha interposto opposizione al predetto
decreto di accusa;

                                         che – nel
corso del dibattimento – l’allora giudice della Pretura penale ha prospettato
all’accusato, in applicazione dell’art. 250 cpv. 1 CPP, l’eventuale
applicazione alla fattispecie dei reati di tentata coazione o di minaccia;

 

 

                                         che, in
quella sede, le parti hanno convenuto: “1. IS 1 ribadisce di non avere mai
minacciato o diffamato la parte lesa, e a maggior ragione assicura di non avere
la benché minima intenzione di commettere nulla di simile in futuro. 2. L’avv. __________,
preso atto di quanto sopra, dichiara in nome e per conto di __________ di
recedere dalla querela/denuncia sporta l’11 dicembre 2003 e sfociata nel
decreto di accusa DA __________ del 15 novembre 2004”;

 

 

                                         che con
giudizio 15.9.2005 l’allora giudice della Pretura penale – derubricata l’imputazione
di tentata estorsione nel reato di minaccia – ha stralciato dai ruoli il
procedimento penale per ritiro della querela penale (inc. __________, AI 34);

 

 

                                         che con
l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320 cpv.
1 CPP – IS 1 chiede, protestando le ripetibili, che lo Stato della Repubblica e
del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento del danno
sofferto in seguito al procedimento penale, l’importo di CHF 14'834.20, oltre
interessi, di cui CHF 5'634.60 per spese legali, CHF 1'199.60 per danni
materiali e CHF 8'000.-- per torto morale;

 

 

                                         che giusta
l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte
delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni accusa
con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma della rifusione
delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della
riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de
procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R.
HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed.,
Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.);

 

 

                                          che
– come esposto – unicamente l’accusato prosciolto ha diritto all'indennità;

 

                                         che nella
fattispecie l’allora giudice della Pretura penale ha, dapprima, derubricato
l’imputazione di tentata estorsione nel reato di minaccia e, poi, ha stralciato
dai ruoli il procedimento in seguito al ritiro della querela penale;

 

 

                                         che quindi
l’asserzione secondo cui “IS 1 è stato assolto dall’accusa di tentata estorsione,
accusa per la quale lo Stato era titolare esclusivo dell’azione penale” (istanza
15/18.9.2006, p. 4), non vuole ancora dire che siano dati i presupposti
dell’art. 317 CPP;

 

 

                                         che l’allora
giudice, non in sede di istruzione dibattimentale, rispondendo al quesito n. 1,
ha derubricato l’imputazione da tentata estorsione a minaccia, perciò ammettendo
nel proprio giudizio dati i presupposti di questo secondo reato;

 

 

                                         che però,
essendo la querela penale un presupposto processuale, in difetto del quale il
reato non può (più) essere perseguito (A. DONATSCH / B. TAG, Strafrecht I, 8.
ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2006, p. 403 s.; S. TRECHSEL / P. NOLL, Schweizerisches
Strafrecht, Allgemeiner Teil I, 6. ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2004, p. 295;
BSK StGB I – C. RIEDO, Basilea 2003, n. 20 ad vor art. v28 CP), il
ritiro della querela ha comportato un impedimento a procedere, di modo che il giudice
non ha potuto né condannare né assolvere;

 

 

                                         che manca
pertanto il presupposto del proscioglimento come imposto dal tenore
letterale dell'art. 317 CPP;

 

 

                                         che in queste
circostanze l’istanza deve essere respinta;

 

 

                                         che la tassa
di giustizia e le spese sono poste a carico del qui istante, soccombente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni
altra norma applicabile,

 

 

pronuncia

 

 

                                   1.   L’istanza è respinta.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di CHF 250.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 300.-- (trecento),
sono poste a carico di IS 1, __________.

 

 

                                   3.   Rimedi di
diritto:

                                         Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia penale al Tribunale federale entro
il termine di trenta giorni dalla notificazione.

                                         Qualora non
sia ammissibile il ricorso in materia penale, contro la presente decisione è
ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

 

 

                                   4.   Intimazione:

                                      

 

                                         per
conoscenza:

                                      

 

 

 

	
  terzi
  implicati

  	
  1. PI
  1 

  2. PI
  2 

   

  

Per la Camera dei ricorsi penali

 

Il presidente                                                           La
segretaria