# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e354f34e-c677-51d4-b281-297958888c6a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-03-12
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 12.03.2001 14.2001.19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2001-19_2001-03-12.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2001.00019

  	
  Lugano

  12 marzo 2001

  /EC/fc/kc

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La Camera
  di esecuzione e fallimenti

  del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
  composta dei giudici:

  	
  Cometta, presidente, 

  Pellegrini e Rusca

  
						

 

	
  Segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 28
novembre 2000 presentata da

 

	
   

  	
  __________ 

  
	
   

  	
   

  contro

  

 

	
   

  	
  __________

  

 

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5,
con sentenza 26 gennaio 2001 ha così deciso:

 

                                “1.      È
pronunciato il fallimento di ____________________, a far tempo da venerdì
__________ alle ore 14.00.

                         2./3./4.      omissis”

 

Sentenza dedotta in appello da __________ che con atto 9/12 febbraio
2001 ne ha postulato l’annullamento;

 

ritenuto

 

in fatto:                 A.      Con
istanza 28 novembre 2000 __________ ha chiesto il fallimento di __________ per
Fr. 1'530.– oltre accessori.

 

                                B.      All’udienza
di contraddittorio del 17 gennaio 2001 l’escussa non è comparsa.

 

                                C.      Con
pronunciato 26 gennaio 2001 la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, ha
pronunciato il fallimento di __________ a far tempo da venerdì 26 gennaio 2001

 

                                D.      Con
atto d’appello 9/12 febbraio 2001 __________ ha postulato la declaratoria di
nullità del decreto di fallimento, ritenuto che si sarebbe impegnata ad
estinguere i propri debiti.

 

Considerato

 

In diritto:               1.      La
sentenza 26 gennaio 2001 della Pretore di Lugano, Sezione 5, reca il timbro
d’intimazione 26 gennaio 2001.

                                          Nella
procedura sommaria il termine per proporre appello è ridotto a dieci giorni
(art. 308 cpv. 1 CPC e 22 cpv. 1 LALEF). Nella concreta fattispecie non è dato
di sapere la data esatta della notifica della sentenza impugnata all’appellante
e pertanto non è possibile stabilire se l’atto d’appello sia tempestivo.
L’autorità d’appello prescinde comunque dall’ordinare alla Pretura una ricerca
postale tendente ad accertare il giorno esatto della notifica, ritenuto che la
questione della tempestività può rimanere irrisolta perché, nel caso di specie,
l’appello, manifestamente infondato, deve essere respinto per le argomentazioni
che verranno espresse ai seguenti considerandi.

 

                                2.      a)  Ex art.
174 cpv. 2 n. 1 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione
di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua
solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi
gli interessi e le spese, è stato estinto (Roger
Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/

                                               Monaco, n. 22 ad art.
174 LEF).

                                               L’autorità
giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la
dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte
nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano
adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1–3 LEF. I nova autentici
non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente
far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità.
Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità
giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di
debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata
ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF.
L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare
i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di
una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato
in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal
valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di
fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il
fatto di non esser in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La
solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi,
quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di
credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti.
Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di
estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza
infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud; op. cit., n. 25–26 ad
art. 174 LEF; Amonn/Gasser,
Grundriss des Schuldbetreibungs– und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p.
294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Bronimann,
Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art.
174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht– und
Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ  95 (1999) n. 8 p. 172).

 

                                          b)  In prima sede il fallimento di __________ è stato decretato per il
mancato pagamento nei confronti della __________ dell’importo di fr. 1'530.–
oltre accessori. In sede di appello la debitrice ha dimostrato di avere
proceduto a saldare il predetto importo con versamento 9 febbraio 2001 presso
l’Ufficio di esecuzione di Lugano, per cui è adempiuto il requisito del
pagamento di cui all'art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.

                                               L’appellante non ha
prodotto alcun documento tendente ad attestare la propria solvibilità,
limitandosi con l’allegato d’appello ad asserire che si sarebbe preoccupata di
far fronte ai propri debiti. __________ ha anche omesso di produrre un estratto
delle sue esecuzioni. Di conseguenza non ha  dimostrato la sua solvibilità e la
declaratoria di decozione va confermata.

 

                                          c)  A titolo del tutto abbondanziale è comunque stato richiesto dalla
Camera di esecuzione e fallimenti all'Ufficio esecuzione di Lugano benché non
ve ne fosse l’obbligo un estratto delle sue esecuzioni. Da questo documento
emerge che contro l'appellante sono pendenti 33 esecuzioni – la prima risalente
al 15 maggio 1997 – e che 5 sono già giunte allo stadio della comminatoria di
fallimento, mentre per 3 è stata presentata la domanda di proseguire
l'esecuzione. Gli importi posti in esecuzione variano da fr. 217.05 a fr.
26'759.80. Orbene il numero delle esecuzioni così come il fatto che la prima
risalga già al 1997 e che nell’ultimo anno vi è stato un netto aumento del
numero delle esecuzioni e degli importi corrispondenti indicano che le
difficoltà finanziarie dell'appellante non sono passeggere. Pure il fatto che
la debitrice non sia in grado di pagare anche importi modesti indica
insolvibilità. Sulla base di questi riscontri oggettivi non può quindi essere
ritenuto che l'appellante sia solvibile, che sia in grado di tacitare i suoi
creditori e di pagare importi anche modesti e nemmeno che si trovi in una situazione
di insolvibilità solo passeggera. Non risultando pertanto adempiuto il presupposto
della solvibilità, la dichiarazione di fallimento impugnata non può essere annullata.

 

                                3.      Visto
l’esito e rilevati gli estremi per procedere ex art. 313 bis CPC, applicabile
alla presente fattispecie ex art. 25 LALEF, si prescinde dalla notifica
dell’atto di appello alla controparte per le osservazioni.

 

                                4.      L’appello
9/12 febbraio 2001 __________, va quindi respinto.

                                          Non
si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

 

 

Per
questi motivi,

richiamati
gli art. 174 LEF, 308 cpv. 1 e 313 bis CPC, 22 cpv. 1 e 25 LALEF

 

pronuncia:           1.      L’appello
9/12 febbraio 2001 __________, è respinto.

                                          

                                2.      La
tassa di giustizia di Fr. 120.–, già anticipata da __________ resta a suo
carico.

 

                                3.      Intimazione:__________

                                          Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, Sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                            
Il segretario