# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** e2b26cbe-b30f-5084-ac26-01c34ec22046
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-08-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 09.08.2000 50.1997.6
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_50-1997-6_2000-08-09.html

## Full Text

Incarto n.

  50.1997.00006

   

  	
  Lugano

  9 agosto 2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 25 gennaio 1995 del

 

 

	
   

  	
  __________ 

   

  
	
   

  	
  Contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 12 dicembre 1994 (no. 268/184) del
  Tribunale di espropriazione della giurisdizione sopracenerina, prolata in
  merito alla domanda d'indennizzo per titolo di espropriazione materiale che
  __________ e __________ hanno inoltrato il 14 febbraio 1986 nei confronti del
  comune di __________ relativamente al mapp. no. __________ RFD;

  

 

 

viste le risposte:

-    17 febbraio 1995 di
__________ e __________;

-    17 febbraio 1995 del
Tribunale di espropriazione della giurisdizione sopracenerina;

 

 

richiamata la sentenza 9 giugno 1997 del Tribunale
federale;

 

 

esperiti i dovuti accertamenti;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il 30
giugno 1981 __________ e __________ hanno acquistato in ragione di 1/2 ciascuno
i mapp. __________ e __________ RFD di __________ al prezzo di complessivi fr.
220'000.-.

Il mapp. __________ è censito a RF quale
prato di 459 mq. In forte pendenza e di forma irregolare (tendenzialmente
triangolare, con la "punta" rivolta a monte), si trova alle falde
della collina che sovrasta il nucleo di __________, al di sopra della strada
cantonale e della linea ferroviaria, in località __________; dalla sommità del
pendio rivolto verso N-O è possibile scorgere il __________ e tutta la zona del
__________. Il fondo, in gran parte coltivato a vigna, è accessibile mediante
una strada comunale (mapp. no. __________) a margine della quale i proprietari
hanno di recente (1988) edificato un posteggio coperto; la proprietà fruisce
pure di un diritto di passo veicolare gravante la vicina part. no. __________
di __________.

Il mapp. __________ ha una superficie di 70
mq sulla quale insiste l'abitazione della famiglia __________, censita come
rustico di 52 mq. L'immobile è inserito in un blocco di costruzioni contigue
che si affacciano direttamente sulla strada comunale al mapp. __________ e non
confina con la sovrastante part. __________, collocata a S-E della casa. I due
fondi sono infatti separati dalla strada al mapp. __________ e dall'edificio al
mapp. __________, entrambi appartenenti a terze persone.

 

 

                                  B.   Il piano
del traffico del PR dei Comuni del __________, allestito su scala regionale
tramite consorzio ed approvato dal Consiglio di Stato il 12 luglio 1985,
prevede in territorio di __________ la realizzazione di una strada di raccordo
(SR2 __________) il cui tracciato attraversa in senso latitudinale il mapp.
__________ suddividendolo in due parti; questa strada funge pure da separazione
tra la zona R1 e la zona R2, tant'è che la porzione superiore del terreno
risulta assegnata alla zona R1, mentre quella inferiore è inclusa in zona R2.

 

 

 

                                  C.   Con scritto
14 febbraio 1986 __________ e __________ hanno notificato al municipio di
__________ una pretesa d'indennizzo di fr. 300.- il mq per titolo di espropriazione
materiale, sostenendo che l'edificabilità della loro part. __________ era stata
pregiudicata dai vincoli imposti dal piano del traffico del PR; in via
subordinata hanno contestualmente proposto all'ente pubblico di acquisire tutto
il fondo al prezzo di fr. 330.- il mq.

L'iter processuale è stato contraddistinto
da vicissitudini e lungaggini che in questa sede non occorre evocare nel
dettaglio. Ai fini della presente pronunzia basterà ricordare che durante una
prima sospensione della procedura decretata dal Tribunale di espropriazione in
attesa del previsto allestimento dei progetti definitivi dell'opera viaria, il
municipio di __________ - con risoluzioni 19 novembre 1987 e 8 gennaio 1988 -
ha autorizzato gli espropriati a realizzare il posteggio coperto cui si è accennato
in apertura di narrativa. Il 22 dicembre 1993 l'autorità comunale ha invece respinto
una domanda volta ad ottenere il permesso di erigere sul pendio una casa
d'abitazione monofamigliare, siccome in netto contrasto con la pianificazione
in vigore.

 

Con decisione 19 gennaio 1994 il Tribunale
di espropriazione della giurisdizione sopracenerina ha accertato che i
proprietari del mapp. __________ erano rimasti vittime di un'espropriazione materiale
in conseguenza dell'entrata in vigore del PR dei Comuni del __________.

 

La sentenza non è stata impugnata, cosicché
il 14 marzo successivo gli espropriati hanno sollecitato al Tribunale il
giudizio sull'indennità e con missiva 23 marzo 1994 hanno chiesto che nella
determinazione della stessa si tenessero in considerazione le spese (fr.
18'000.-) inutilmente sostenute per allestire il progetto di edificazione del
fondo.

In sede di risposta il comune - accertato il
valore medio delle transazioni immobiliari avvenute nel 1985/86 a __________ -
ha proposto l'acquisto di tutto il terreno al prezzo di fr. 150.- il mq,
opponendosi peraltro fermamente alla richiesta di rifusione delle spese di
progettazione avanzata dagli espropriati.

Nel corso di un sopralluogo tenutosi il 28
settembre 1994 i privati hanno confermano le loro pretese a titolo di
espropriazione materiale e l'intenzione di mantenere la proprietà del terreno
per sfruttarlo a scopo agricolo e di posteggio. Il comune ha riproposto invece
l'esproprio formale di tutto il fondo, dicendosi disposto a trovare un accordo
per consentire agli espropriati l'utilizzazione del parcheggio.

 

Al termine di questa laboriosa procedura, il
12 dicembre 1994 il Tribunale di espropriazione della giurisdizione sopracenerina
si è pronunciato sulle indennità dovute agli espropriati.

Negata all'ente pubblico la facoltà di
procedere all'esproprio formale del mapp. no. __________ in assenza di un
concreto progetto esecutivo, il primo giudice ha riconosciuto ai proprietari
un'indennità di fr. 220.- il mq oltre interessi per titolo di espropriazione
materiale; cifra, quest'ultima, corrispondente alla quotazione commerciale del
terreno nel luglio 1985 (fr. 250.-/mq) dedotto il valore della sua funzione
residua (fr. 30.-/mq).

Il Tribunale ha inoltre concesso alla parte
espropriata un ulteriore indennizzo di fr. 17'512.- a risarcimento delle spese
di progettazione diventate inutili, accreditando in sostanza la tesi secondo
cui i privati hanno dovuto presentare una domanda di costruzione completa e
sobbarcarsi i relativi oneri finanziari per dimostrare la sussistenza e
l'attualità del vincolo espropriativo.

 

 

                                  D.   Avverso il
predetto giudizio il comune di __________ è insorto innanzi al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendo che l'indennità per l'espropriazione
materiale del mapp. no. __________ venisse ridotta e limitata alla superficie
effettivamente colpita dal tracciato.

Il ricorrente ha osservato innanzi tutto che
la proprietà __________ non è dotata di un accesso sufficiente ai sensi dell'art.
19 LPT e quindi sarebbe inedificabile anche in assenza di vincoli pianificatori.

In secondo luogo, ha sostenuto che
l'indennità di espropriazione materiale deve essere riferita alla sola striscia
di terreno (circa 90 mq) interessata dal tracciato della strada di
collegamento, rilevando peraltro che quest'area resta computabile come superficie
edificabile alle condizioni poste dall'art. 38 cpv. 2 LE; d'altro canto, alla
parte residua inclusa in zona R2 non rimarrebbe il solo valore agricolo,
giacché potrebbe essere aggregata a fondi contigui o utilizzata per un
trasferimento degli indici edificatori.

A mente dell'insorgente, i valori
rivendicati dagli istanti (fr. 300.- il mq) non potrebbero essere considerati
nemmeno se il fondo residuo avesse perso completamente la propria facoltà
edificatoria; in effetti, i prezzi concretamente pagati nel 1985/86 per
l'acquisto di terreni siti nella zona collinare di __________ risultano di gran
lunga inferiori. Neppure il valore edilizio pieno di fr. 250.- il mq che il
primo giudice ha attribuito al mapp. __________ sarebbe attendibile, tenuto
conto delle caratteristiche negative della particella (in particolare, la forte
pendenza e la mancanza di un'urbanizzazione ex art. 19 LPT); il fondo, per vista
e distanza dal lago, non sarebbe d'altronde comparabile con le ben più pregiate
proprietà __________ e __________ espropriate a fr. 250.-/mq.

Il comune ha ribadito pure la richiesta
d'esproprio formale del terreno, invocando a riguardo una corretta applicazione
dell'art. 6 Lespr.

Ha contestato, infine, l'indennità accordata
dal Tribunale di espropriazione per le spese di progettazione, sottolineando come
i proprietari le abbiano affrontate inutilmente ben sapendo che il vincolo
della nuova strada impediva l'erezione di una costruzione nel mezzo del
tracciato.

 

 

                                  E.   Il
Tribunale cantonale amministrativo ha accolto l'impugnativa con pronunzia 26
aprile 1996.

                                         Questo
Tribunale ha ritenuto in sostanza che il primo giudice avrebbe dovuto concedere
l'espropriazione formale del mapp. __________, vuoi perché il comune poteva
invocare legittimamente l'art. 6 Lespr ed il concetto di ampliamento in esso
ancorato per cercare di ottenere l'esproprio totale del fondo nell'ambito della
procedura risarcitoria avviata autonomamente dai proprietari, vuoi perché in
concreto l'indennità d'espropriazione materiale spettante ai privati (fr. 92.-
il mq) era superiore ad un terzo del valore venale del terreno (fr. 70.-/mq):
cifre, queste, ottenute attribuendo alla particella un valore edilizio pieno di
fr. 210.- il mq (desunto dalle risultanze del metodo statistico-comparativo) e
un valore residuo di fr. 118.- il mq (frutto di un calcolo proporzionale basato
sul valore medio della superficie libera da vincoli e sul valore agricolo
dell'area interessata dal tracciato stradale).

Accertata la sussistenza delle premesse per
procedere all'espropriazione formale della proprietà e ammessa la possibilità
di operare una stima unica, per finire il Tribunale cantonale amministrativo ha
riconosciuto ai resistenti un indennizzo di fr. 210.- il mq oltre interessi per
l'esproprio materiale e formale del mapp. __________, negando loro il rimborso
delle spese di progettazione siccome affrontate senza alcuna reale necessità od
esigenza connessa con la procedura di espropriazione materiale.

La tassa di giustizia e le ripetibili sono
state poste a carico degli espropriati giusta gli art. 28 e 31 PAmm.

 

 

                                  F.   Adito da
__________ e __________ mediante ricorso di diritto pubblico, con sentenza 9
giugno 1997 il Tribunale federale ha annullato il predetto giudicato trattando
l'atto inoltratogli come ricorso di diritto amministrativo.

                                         Preso
atto della rinuncia degli insorgenti a contestare l'espropriazione formale del
loro fondo, l'Alta Corte federale ha nel seguito respinto le censure sollevate
dai ricorrenti in relazione alla mancata concessione di un risarcimento per la
perdita del posteggio, al diniego della rifusione delle spese di progettazione
divenute inutili ed alla ripartizione degli oneri processuali decisi da questo
Tribunale.

L'autorità di ricorso federale ha tuttavia
accolto l'impugnativa laddove criticava i giudici cantonali per aver omesso di
esaminare la richiesta d'indennizzo per titolo di svalutazione della part.
__________ presentata dagli espropriati in sede di risposta al gravame del
comune.

Donde il rinvio della causa al Tribunale
cantonale amministrativo per l'emanazione di un nuovo giudizio sull'ammontare
complessivo dell'indennità dovuta ai proprietari del mapp. __________.

 

 

                                  G.   In realtà,
come sottolineato dallo stesso Tribunale federale (cfr. consid. 3a, p. 11 della
sentenza di rinvio), gli espropriati non hanno mai giustificato né quantificato
con precisione l'indennità pretesa per l'asserita svalutazione della part.
__________. Questo Tribunale ha pertanto deciso di ordinare uno scambio di allegati
per dar modo alle parti di esprimersi compiutamente a riguardo.

                                         Con
memoriale 9 settembre 1997 __________ e __________ hanno così perorato la tesi
secondo cui l'esproprio della part. __________ deprezzerebbe il valore della
loro casa d'abitazione sita al mapp. __________ nella misura del 20% (= fr.
70'000.-), atteso che tra i due fondi sussisterebbe un evidente legame
economico-funzionale.

                                         Il
comune, dal canto suo, ha contestato partitamente le argomentazione e le
richieste degli espropriati: a prescindere dal fatto che tra le due proprietà
non esisterebbe connessione economica di sorta, il valore venale del mapp.
__________ non sarebbe superiore a fr. 226'050.-.

 

 

                                  H.   Nel gennaio
del 1998 un gruppo di cittadini di __________ ha lanciato con successo un
referendum contro la risoluzione 15 dicembre 1997 del consiglio comunale di
stanziare un credito di fr. 159'579.15 per l'esproprio della proprietà
__________.

                                         Sottoposta
a votazione popolare, il 17 maggio 1998 la concessione del credito è stata
bocciata a larghissima maggioranza (195 contrari, 17 favorevoli).

                                         

 

                                    I.   Il 3
febbraio 1998 è stata depositata presso la cancelleria comunale un'iniziativa popolare
con la quale 143 cittadini hanno chiesto di rinunciare definitivamente alla realizzazione
della strada di collegamento __________. Il consiglio comunale non ha aderito a
questa proposta, opponendovi un controprogetto elaborato dal municipio nel
quale si prospettava la creazione di una strada di urbanizzazione diversa
quanto a lunghezza, calibro e tracciato.

                                         Chiamato
alle urne il 6 e il 13 settembre 1998, il popolo di __________ ha manifestato
chiaramente la volontà di accogliere l'iniziativa volta a stralciare dal PR la
strada di collegamento __________ ed i vincoli pianificatori ad essa connessi.

                                         Ricevuta
una variante di PR contemplante lo stralcio della predetta via di collegamento,
il Consiglio di Stato non l'ha approvata. Pur prendendo atto della situazione
venutasi a creare, l'autorità superiore di vigilanza in materia pianificatoria
ha rinviato l'incarto al comune prospettandogli due alternative: ristudiare l'assetto
viario del comparto "al __________ " ai fini della sua urbanizzazione
o rinunciare all'inclusione di quel territorio in zona edificabile (risoluzione
CdS 10 marzo 1999).

 

                                   L.   Il 7
giugno 1999 il consiglio comunale di __________ ha adottato una variante di PR
volta a sostituire la strada di raccordo __________ con una strada di
urbanizzazione denominata "al __________ ".

Le parti hanno quindi intavolato delle
trattative per definire in via bonale l'ammontare dell'indennità ex art. 7 cpv.
3 Lespr dovuta agli espropriati in relazione all'abbandono dei vincoli apposti
a suo tempo sul mapp. __________. Dopo articolate negoziazioni, l'ente pubblico
ha concordato con i proprietari del fondo un indennizzo di complessivi fr.
46'326.15 a liquidazione di ogni pretesa derivante dalla rinuncia all'espropriazione
(spese legali, danni conseguenti al blocco del terreno per la durata di 14
anni). Siffatta transazione, stipulata tra il municipio ed il legale degli
espropriati, è stata ratificata dal consiglio comunale il 13 marzo 2000.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo a statuire in merito ai
ricorsi contro le decisioni dei Tribunali di espropriazione, apprezzando
liberamente il fatto ed il diritto, si fonda sull'art. 50 cpv. 1 Lespr.

Il gravame in oggetto, tempestivo (art. 50
cpv. 3 Lespr) e correttamente formulato, è ricevibile in ordine e può essere
deciso in base agli atti, integrati dalle risultanze dell'istruttoria e delle
trattative intercorse tra le parti (art. 18 cpv.1 PAmm).

 

 

                                   2.   Come
esposto in narrativa, il Consiglio di Stato ha avallato la rinuncia alla strada
di collegamento __________ e la soppressione degli aggravi pianificatori ad
essa connessi decise dai cittadini di __________. L'affrancazione del mapp.
__________ dai vincoli istituiti nel 1985 ha reso privo di oggetto il
contenzioso di espropriazione materiale promosso nel febbraio 1986 dai proprietari
del fondo.

                                         Il
ricorso presentato dal comune avverso la pronunzia 12 dicembre 1994 del Tribunale
di espropriazione della giurisdizione sopracenerina può essere pertanto stralciato
dai ruoli, come hanno avuto modo peraltro di riconoscere le stesse parti in
causa all'udienza tenutasi il 21 ottobre 1999.

                                   3.   Nei
procedimenti contenziosi di espropriazione materiale le spese e le eventuali ripetibili
vengono ripartite come in una normale procedura amministrativa, ovvero a
dipendenza dell'esito del processo e del grado di soccombenza delle parti,
conformemente al principio in tal senso dedotto dagli art. 28 e 31 PAmm (RDAT
I-1994 N. 48, 1987 N. 72, 1983 N. 82). In sede ricorsuale vige la stessa
regola, gli art. 28 e 31 PAmm essendo direttamente applicabili giusta il rinvio
di cui all'art. 50 cpv. 3 Lespr.

                                         Procedendo
allo stralcio di una causa, il Tribunale cantonale amministrativo è di norma
tenuto a pronunciarsi contestualmente sulla suddivisione di spese e ripetibili
in funzione dell'esito verosimile dell'impugnativa inoltratagli (RDAT 1984 N.
27). Un simile esame retrospettivo non è tuttavia necessario se la scomparsa
dell'oggetto della lite che da luogo allo stralcio della procedura è dovuta
all'attività decisionale svolta in costanza di litispendenza da una delle parti
in causa; la parte che con il proprio agire estingue la materia del contendere
è infatti considerata soccombente (cfr. Merkli/Aeschlimann/Herzog, Kommentar
zum bernischen VRPG, N. 3 ad art. 110; STA 10.11.1997 in re V.). Così come si
reputa soccombente l'ente pubblico che rinuncia ad un esproprio formale dopo
l'apertura della relativa procedura (DTF 122 II 201), nelle cause di
espropriazione materiale si deve ritenere perdente il comune che in itinere
litis abbandona la misura pianificatoria alla base delle pretese d'indennizzo
avanzate dal proprietario interessato (STA 24.8.1998 in re F.).

                                         In
concreto, lo stralcio della procedura trae origine dalle 

                                         modifiche
che il comune di __________ ha apportato al piano del traffico del proprio PR a
seguito del chiaro responso in tal senso scaturito dalle urne il 6/13 settembre
1998. La rinuncia all'assetto pianificatorio che aveva indotto la famiglia
__________ a promuovere la causa di espropriazione materiale comporta soccombenza.
Ai fini del presente giudizio non è dunque indispensabile accertare in via
pregiudiziale e sommaria il verosimile esito del gravame presentato
dall'espropriante, poiché gli oneri procedurali - compresi quelli di prima
istanza (Merkli/Aeschli-mann/Herzog, op. cit., N. 15 ad art. 39) - vanno
comunque addossati al comune di __________ siccome soccombente a dipendenza
della sua decisione di affrancare la part. __________ dagli aggravi istituiti
nel 1985.

 

                                   4.   Quanto
alle ulteriori conseguenze dell'abbandono dei vincoli e della rinuncia all'espropriazione,
i proprietari del mapp. __________ ed il comune di __________ hanno siglato un
accordo ai sensi del quale i primi ricevono un indennizzo di fr. 46'326.15 a
liquidazione di ogni e qualsiasi pretesa fondata sull'art. 7 cpv. 3 Lespr,
spese di patrocinio comprese.

                                         Questa
transazione, ossequiosa del diritto e come tale senz'altro omologabile da parte
del Tribunale cantonale amministrativo (Borghi/Corti, Compendio di procedura
amministrativa, N. 1a ad art. 27 PAmm) appiana tutte le controversie sorte in
relazione all'esproprio della proprietà __________, ponendo fine al contenzioso
deferito davanti a questo Tribunale.

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 5, 6, 9, 11, 20 ss., 39, 47, 50
Lespr; 18, 27, 28 e 31 PAmm,

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è diventato privo d'oggetto per abbandono dei vincoli e per intervenuta
transazione sulle conseguenze pecuniarie di tale provvedimento.

§   Di conseguenza:

1.1.   la decisione 12 dicembre 1994 (no. 268/184)
del Tribunale di espropriazione della giurisdizione sopracenerina è annullata;

1.2.   il ricorso 25 gennaio 1995 del comune di
__________ è stralciato dai ruoli.

 

 

                                   2.   La tassa di
giustizia di fr. 3'000.- e le spese di fr. 254.20 sono poste a carico del comune
di __________.

                                         Non si
assegnano ripetibili.

 

 

	
                                      3.    Intimazione
  a:

  	
  __________;

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario