# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 98e48189-fc96-5c98-9596-a381e492acfa
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-06-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 21.06.2017 80.2017.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2017-26_2017-06-21.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2017.26

  80.2017.27

  	
  Lugano

  21 giugno 2017

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea
  Pedroli, presidente,

  Mauro Mini, Raffaele Guffi

  

 

	
  segretaria

  	
  Daniela
  Fossati, vicecancelliera

  

 

 

	
  parti

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 26 gennaio 2017 contro la decisione del 29 dicembre 2016 in materia di IC
  e IFD 2013.

  

 

Fatti

 

                                  A.   Nella dichiarazione
d’imposta 2013, RI 1 fra le deduzioni ha in particolar modo fatto valere quella
per persone bisognose a carico dell’ammontare di fr. 11'100.--.

 

 

                                  B.   Notificando alla
contribuente la tassazione IC/IFD 2013, con decisione del 16 luglio 2014, l’RS
1 ha stabilito un reddito imponibile complessivo di fr. 141'300.-- per l’IC e
di fr. 143'300.-- per l’IFD e non ha in particolare ammesso la postulata
deduzione per persone bisognose a carico per complessivi fr. 11'100.--, "difettando
i requisiti di legge".

 

 

 

                                  C.   La contribuente ha
impugnato la suddetta decisione, con reclamo del 17 agosto 2014, postulando il
suo annullamento/la sua rettifica nel senso di ammettere in deduzione gli
importi, a titolo di persone bisognose a carico, per l’IC e per l’IFD per il mantenimento
del suo convivente __________ (__________) (essendo quest’ultimo totalmente
incapace di esercitare un’attività professionale e avendo la reclamante provveduto
al suo sostentamento) e per la figlia di quest’ultimo __________ (__________) [avendo
la reclamante dovuto provvedere al suo sostentamento, poiché l’ARP competente avrebbe
disposto il suo trasferimento presso il domicilio del padre (corrispondente a
quello della reclamante) dal mese di gennaio 2013 al mese di agosto 2013]. Ha inoltre
chiesto di essere sentita.

 

 

                                  D.   L’RS 1 ha respinto il
reclamo, con decisione del 29 dicembre 2016. L’autorità fiscale, dopo aver
richiamato la corrispondenza intercorsa tra le parti, gli art. 34 cpv. 1 lett. b
e cpv. 3 LT, art. 35 cpv. 1 lett. b e cpv. 2 LIFD, e dopo aver esaminato
la documentazione prodotta, ha deciso di non riconoscere le postulate
deduzioni. Ha ritenuto, con riferimento alla persona di __________, che la sua
incapacità all’esercizio di attività lucrativa non sarebbe stata dimostrata. Per
quanto concerne invece sua figlia minorenne __________, ha evidenziato che la
contribuente non avrebbe provveduto al suo sostentamento al 31 dicembre 2013.

 

 

                                  E.   Con tempestivo
ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 domanda, in via principale, di
annullare la decisione impugnata con la contestuale ammissione delle deduzioni
sociali che si riferiscono a __________ e a __________; in via subordinata, di
annullare la decisione impugnata e di rinviare gli atti all’RS 1 per nuova
decisione. L’insorgente, con riferimento alla postulata deduzione riguardante __________,
sostiene che la stessa ha vissuto presso il suo domicilio nel periodo compreso
tra il mese di gennaio 2013 e il mese di agosto 2013, circostanza che si evince
chiaramente dalla documentazione prodotta dinanzi all’autorità fiscale. Ritiene,
richiamando in particolare l’art. 50 cpv. 3 LT applicabile per analogia, che la
deduzione debba essere ammessa così come è stata richiesta. Per quanto concerne
il suo convivente __________, afferma in particolare che egli, nel periodo
fiscale litigioso, non avrebbe avuto alcuna entrata da attività lucrativa.
Richiama la sentenza emanata il 20 giugno 2016 dal Tribunale cantonale delle
assicurazioni (di seguito TCA) da cui emerge in particolare che egli, perlomeno
dal mese di aprile 2013 fino al mese di febbraio 2014, è stato inabile al
lavoro. Evidenzia, tra l’altro, che il suo compagno si è visto costretto, suo
malgrado, a cessare la sua attività lavorativa, nella misura del 100%, quale
cameriere per un’intervenuta malattia, che egli non può percepire un’indennità
di disoccupazione, essendo pendente una domanda per ottenere una rendita AI e
che egli non sarebbe ritenuto idoneo a provvedimenti d’integrazione da parte
dell’Ufficio AI.

 

 

                                  F.   Con le proprie
osservazioni del 7 febbraio 2017, l’RS 1 rileva di non essere in grado di
esprimersi sulla deduzione per persone bisognose a carico per il mantenimento
di __________ fino a quando la domanda di rendita d’invalidità è ancora
pendente. Per quanto concerne per contro __________, ribadisce che al 31
dicembre 2013, i presupposti di cui agli art. 34 cpv. 3 LT rispettivamente 213
cpv. 2 LIFD non erano dati, avendo la contribuente provveduto al suo
mantenimento dal mese di gennaio 2013 al mese di agosto 2013.

 

Diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Per l’imposta cantonale,
l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di
un importo da 5'700.-- a 11'100.-- franchi al massimo (per il periodo fiscale
2013), dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o
parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento
il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5’700.--
franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali
è già accordata la deduzione giusta la lettera a. Le deduzioni sociali
sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 50 LT)
o dell’assoggettamento (art. 34 cpv. 3 LT).

                                         Analogamente, per l’imposta
federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità
dal reddito netto di un importo di 6’500.-- franchi (applicabile per il periodo
fiscale 2013) per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare
un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre
che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è
ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione
giusta la lettera a. Le deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione
alla fine del periodo fiscale (art. 209 LIFD) o dell’assoggettamento (art. 213
cpv. 2 LIFD, in vigore nel 2013).

 

                                         1.2.

                                         Secondo la lettera sia
della norma cantonale sia di quella federale, non basta che la persona
assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace
di esercitare un’attività lucrativa (erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige
Person). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale, allude alla
definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni
sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta
sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d’aiuto deve essere
limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di infermità congenita, malattia,
infortunio (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque, più in generale, di impedimenti
di ordine fisico o psichico. La dottrina e la giurisprudenza più recente sono
invero più generose al riguardo. Una capacità di guadagno limitata è stata, per
esempio, riconosciuta come obiettivamente fondata nel caso di una madre sola
che deve accudire i propri figli in tenera età (Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch
[a cura di], Kommentar zum Steuerrecht, Bundesgesetz über die direkte
Bundessteuer (DBG), 3a ediz., Basilea 2017, n.
23c ad art. 35 LIFD, p. 889; Bosshard/Bosshard/Lüdin,
Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo
2000, p. 195; decisione CDT n. 80.2003.24 del 10 aprile 2003) oppure di una
persona adulta che si trova ancora in formazione. Per contro, l’assenza di
lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. Essa deve
essere dovuta all’età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per
altri motivi oggettivi e duraturi (cfr. p. es. la sentenza CDT n. 80.97.8 del
20 febbraio 1997, in: RDAT II-1997 n. 8t).

 

                                         1.3.

                                         Oltre al requisito della
parziale o totale incapacità di esercitare un’attività lucrativa, la legge
subordina, in sintonia con la precedente prassi, la concessione della deduzione
all’ulteriore condizione che la persona assistita non disponga di un reddito e
di una sostanza sufficienti a provvedere al proprio mantenimento e che
abbisogni perciò di un aiuto economico che raggiunga almeno l’entità della
deduzione (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149;
inoltre decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre 1995, in: RDAT I-1996 n.
11t).

 

                                         1.4.

                                         Tanto
la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate Bosshard/Bosshard/Lüdin in, Sozialabzüge und Steuertarife im
schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 191, nota 439) ammettono che sia
adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a
causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo
sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma
piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si
considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o
prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più
ricevere sussidi di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di
regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p.
192).

 

                                         1.5.

                                         Per
stabilire se una persona si trovi in tale stato, ovvero non sia più in grado di
mantenersi, occorre riferirsi, secondo la vecchia giurisprudenza di questa
Camera, alla tabella del minimo d’esistenza stabilita dalla Camera esecuzioni e
fallimenti del Tribunale d’appello (decisione CDT n. 80.95.122 del 15 settembre
1995, in: RDAT I-1996 n. 11t; inoltre RF 1983 p. 491).

                                         In
altre parole, la quantificazione del bisogno va valutata secondo criteri
obiettivi e non da un punto di vista soggettivo. La dottrina più recente si
domanda nondimeno se all’applicazione del minimo esistenziale in materia
esecutiva, che richiede calcoli talvolta problematici, non siano da preferire
criteri più schematici, come per esempio la fissazione dei limiti di reddito
imponibile o di sostanza imponibile al di sopra dei quali il bisogno deve essere
negato. Il Canton Berna pone questo limite a fr. 16'000.-- di reddito netto o a
fr. 50'000.-- di sostanza netta. Il
Canton Zurigo, dal canto suo, a fr. 13'000.-- di reddito netto e a fr. 46'000.--
di sostanza imponibile per le persone sole e a fr. 19'000.-- di reddito netto e a fr. 92'000.-- di sostanza imponibile per le persone coniugate (Locher, Kommentar zum DBG, Therwil/Basel
2001, p. 883).

 

 

                                   2.   Nella decisione qui impugnata,
l’RS 1 ha negato anzitutto alla contribuente la deduzione per persone bisognose
a carico per il mantenimento della minorenne __________, figlia del suo
convivente, poiché non ha provveduto al suo sostentamento il 31 dicembre 2013,
ma solo dal mese di gennaio 2013 fino al 31 agosto 2013. A ragione. 

                                         Come detto poc’anzi, alla
fattispecie in esame per l’IFD è applicabile l’art. 213 cpv. 2 LIFD (in vigore
nel periodo fiscale litigioso), giusta il quale le deduzioni sociali sono
stabilite secondo la situazione alla fine del periodo fiscale (art. 209 LIFD),
e meglio il 31 dicembre quale data determinante (Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, Handkommentar zum DBG, 3a
ediz., Zurigo 2016, n. 81 ad art. 35 LIFD, p. 721). Dello stesso tenore è
l’art. 50 LT per l’IC.

                                         Di conseguenza, se il
contribuente è assoggettato all’imposta il 31 dicembre del periodo fiscale, ma
in tale data i presupposti della deduzione per una persona bisognosa non sono
più adempiuti (per esempio poiché il sostentamento è terminato dal mese di
luglio), egli non può in ogni caso richiedere una deduzione (Jaques, in: Yersin/Noël [a
cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, 2a
ediz., Basilea 2017, n. 31 ad art. 35 LIFD, p. 784 e rif.). Così come per tutte le deduzioni
sociali, ai fini della concessione della deduzione per il sostentamento è dunque
applicabile il principio della data determinante ("Stichtagsprinzip") [Richner/Frei/Kaufmann/Meuter, op. cit.,
n. 82 ss. ad art. 35 LIFD, p. 721; Baumgartner/Eichenberger, in: Zweifel/Beusch [a cura di], Kommentar zum Steuerrecht,
Bundesgesetz über die direkte Bundessteuer (DBG), 3a ediz., Basilea 2017, n. 33 ss. ad art. 35 LIFD, p. 895 e 896]. In
queste circostanze, visto che in casu alla data determinante del 31
dicembre 2013 __________ non viveva più nella stessa economia domestica
dell’insorgente e non percepiva più alcun contributo di sostentamento da parte
sua, i presupposti per ottenere una deduzione non erano più dati. Ne discende
che, sia per l’IC, sia per l’IFD, la ricorrente – nonostante, nel periodo
compreso tra il mese di gennaio 2013 e il mese di agosto 2013, abbia provveduto
al mantenimento della minorenne – non ha diritto, per il periodo fiscale 2013,
alla deduzione sociale richiesta (né integrale né parziale). La questione non
merita dunque ulteriori approfondimenti. La postulata deduzione per persone
bisognose a carico per il sostentamento di __________ non può trovare
accoglimento e, in merito a ciò, la decisione dell’RS 1 non presta il fianco a
critiche e va dunque confermata.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         La ricorrente ritiene che,
__________, con il quale, nel periodo fiscale litigioso, viveva in concubinato,
sarebbe qualificabile come una persona bisognosa a carico. Postula pertanto che
siano ammesse le deduzioni sociali per il suo mantenimento, senza però quantificarle.
L’autorità fiscale, in sede di reclamo, ha ritenuto che non sarebbe stata
comprovata la sua incapacità di esercitare un’attività lucrativa, mentre
dinanzi a questa Corte afferma di non potersi esprimere "fintanto che la
vertenza in merito alla domanda di rendita d’invalidità non sia definitivamente
conclusa".

 

                                         3.2.

                                         Occorre anzitutto verificare
se __________ – il quale è stato "attivo in qualità di cameriere in misura
del 50%" (sentenza del 20 giugno 2016, inc. TCA n. __________, p. 1; cfr.,
per ulteriori dettagli, consid. 2.4.1. p. 9 ss.) e che in data 5 dicembre 2013 "ha
presentato una richiesta di prestazioni AI per adulti a seguito di “aneurisma
cerebrale (2004), ernia discale L3-L4 - infarto cardiaco (2013)”"
(sentenza cit., p. 1) – adempiva, nel periodo fiscale 2013, il requisito della
totale o parziale incapacità di esercitare un’attività lucrativa. Nella
sentenza del 20 giugno 2016 emanata in relazione al ricorso del 9 luglio 2015
presentato da __________, per il tramite del suo patrocinatore, contro la
decisione del 10 giugno 2015 dell’Ufficio AI (mediante la quale "ha
respinto la richiesta di prestazioni dell’assicurato poiché presenta un grado
d’invalidità del 2%"), il TCA ha in particolare ritenuto comprovato che il
medesimo "è inabile al lavoro al 100% nella sua ultima professione di
cameriere dal 30 aprile 2013 mentre è abile al 50% in un’attività adeguata –
rispettosa dei limiti funzionali stabiliti nella perizia reumatologica agli
atti con un carico massimo di 5 kg, con alternanza della postura al bisogno
(inclusa) e necessità di pause supplementari (inclusa) – a partire dal 26
febbraio 2014" (sentenza cit., p. 2, 24 e 25). Per quanto concerne invece
l’attività di casalingo, il medico dell’SMR lo ha in particolare "considerato
inabile al 100% dal 30 aprile 2013 al 26 febbraio 2014 rispettivamente abile al
100% a far tempo dal 26 febbraio 2014 …" (sentenza cit., p. 20). Il TCA ha
però precisato di non poter "concludere con la sufficiente tranquillità, a
fronte dei noti limiti funzionali che gravano pesantemente sull’assicurato e in
assenza di un’inchiesta economica per le persone che si occupano dell’economia
domestica al domicilio del ricorrente, che quest’ultimo sia “in grado di
occuparsi normalmente delle attività domestiche richieste dalla vita quotidiana”
(cfr. perizia medica agli atti …) rispettivamente che, “quale casalingo, sia
abile al 100% a far tempo dal 26 febbraio 2014” (cfr. rapporto finale
medico SMR agli atti …)" (sentenza cit., p. 26). Ha quindi deciso di rinviare
gli atti all’Ufficio AI per un complemento istruttorio e l’emanazione di una
nuova decisione per esperire un’inchiesta economica domiciliare. Va altresì evidenziato
che sempre il TCA, alla luce delle risultanze istruttorie, ha in ogni caso ritenuto
"la fattispecie sufficientemente chiarita" e non ha ritenuto "necessario
procedere ad altri accertamenti medici" (sentenza cit., p. 22).

                                         Ciò posto, si può
concludere che __________, dal 30 aprile 2013 fino al 31 dicembre 2013, è stato
inabile al lavoro nella misura del 100% sia in qualità di cameriere, sia in
qualità di casalingo. Quest’ultimo, nel citato periodo, non solo era
completamente impossibilitato a esercitare un’attività lucrativa, ma non era
nemmeno in grado, sempre nella misura del 100%, di partecipare alle faccende
domestiche. Ne consegue che __________, nel periodo fiscale litigioso, aveva una
capacità di guadagno limitata ed era incapace di esercitare un’attività
lucrativa. 

                                         Va al riguardo evidenziato
che lo stato di salute di __________ relativo all’anno 2013 accertato dal TCA di
cui alla summenzionata sentenza, non può subire alcuna modifica nella nuova
decisione dell’Ufficio AI [il quale, come visto, è stato incaricato dal TCA di
esperire un’inchiesta economica domiciliare e di pronunciarsi nuovamente sulla
domanda di prestazioni (sentenza cit., p. 26 e 27)]. Il contenuto della
predetta decisione sarebbe pertanto ininfluente ai fini del presente giudizio.
È pure stabilito in modo definitivo che l’assicurato per il 2013 non avrà
diritto a prestazioni dell’AI, stante il periodo di attesa giusta l’art. 28
cpv. 1 lett. b LAI [secondo cui l’assicurato ha diritto a una rendita se
ha avuto un’incapacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante
un anno senza notevole interruzione (e, per la lett. c, se al termine di
quest’anno è invalido [art. 8 LPGA] almeno al 40%)].

 

                                         3.3.

                                         Un’ulteriore condizione
per potere ammettere la deduzione per persona bisognosa a carico è che la
persona assistita non disponga di un reddito e di una sostanza sufficienti a
provvedere al proprio mantenimento e che abbisogni di un aiuto economico che
raggiunga almeno l’entità della deduzione. 

                                         Nella propria dichiarazione
fiscale 2013, __________ ha dichiarato di non esercitare alcuna attività
lavorativa, di non percepire alcun reddito e di non avere alcuna sostanza. L’autorità
fiscale, nella relativa decisione di tassazione del 16 luglio 2014, per l’IC ha
accertato un reddito imponibile e una sostanza imponibile pari a zero, con la
seguente motivazione: "Tassazione come ai dati forniti dal contribuente".
Per l’IFD ha pure riconosciuto un reddito imponibile uguale a zero. Ne consegue
che il medesimo, in quanto nullatenente, per il periodo fiscale litigioso non è
stato in grado di provvedere al proprio sostentamento e ha quindi necessitato di
un aiuto economico da parte della ricorrente.

 

                                         3.4.

                                         L’insorgente, come detto,
in questa sede, ha omesso di quantificare le spese sostenute per il
mantenimento del convivente nel periodo fiscale litigioso, che devono perlomeno
raggiungere l’entità della deduzione. In simili circostanze si giustifica di
rinviare gli atti all’RS 1, che dovrà, in contradditorio con la contribuente,
quantificare tali spese, limitatamente al periodo compreso tra il 30 aprile
2013 e il 31 dicembre 2013 (cfr. considerando 3.2. della presente decisione), e
trarne le debite conclusioni sia per l’IC, sia per l’IFD in particolare in applicazione
dell’art. 34 cpv. 1 lett. b LT e dell’art. 213 cpv. 1 lett. b
LIFD (in vigore nel 2013).

 

 

                                   4.   In conclusione, il
ricorso è parzialmente accolto, la decisione impugnata è annullata e gli atti
sono rinviati all’autorità fiscale per una nuova decisione limitatamente alla
deduzione di persone bisognose a carico per il mantenimento di __________.
Visto l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono
poste a carico della ricorrente solo parzialmente.

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   La decisione su reclamo del
29 dicembre 2016 in materia di IC e IFD 2013 è annullata e gli atti sono
rinviati all’RS 1 per una nuova decisione limitatamente alla deduzione di
persone bisognose a carico per il mantenimento di __________.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                fr.    400.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi    fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    480.–

                                         sono a carico della
ricorrente nella misura della metà (fr. 240.–).

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna,
entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).

 

                                   4.   Intimazione a: 

	
   

  	
   

  
	
   

  	
   

  	 

				

                                         Copia per conoscenza:

                                         -
municipio di.

 

 

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                         La segretaria: