# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ac2f4723-bcbd-52c8-8261-18f81fbc1e19
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2025-11-14
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 14.11.2025 D-6423/2024
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6423-2024_2025-11-14.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-6423/2024 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  1 4  n o v e m b r e  2 0 2 5  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l'approvazione del giudice Camilla Mariéthoz Wyssen;  

cancelliera Sara Miljanovic. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nato il (…), 

Guinea,   

patrocinato da Ugo Di Nisio,  

(…),  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Esecuzione dell’allontanamento (procedura celere);  

decisione della SEM del 1°ottobre 2024 / N (…). 

 

 

 

D-6423/2024 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a L’interessato ha presentato una domanda d’asilo in data (…) luglio 

2023 pretendendosi minorenne (cfr. atto della Segreteria di Stato della mi-

grazione [di seguito: SEM] n. [{…}]-2/2). 

A.b Con scritto del 25 agosto 2023 l’interessato, per il tramite del rappre-

sentante legale, ha trasmesso una fotocopia dell’estratto del registro di 

stato civile e una fotocopia della sentenza (…) del (…) della Corte d’appello 

di B._______ – Tribunale di C._______ (cfr. atto SEM n. 50/1). 

A.c Il (…) settembre 2023, la SEM ha svolto un’audizione sommaria sulla 

sua persona quale richiedente non accompagnato (RMNA) alla presenza 

della rappresentante legale e persona di fiducia (cfr. atto SEM n. 15/10).  

A.d Nutrendo dubbi sulla minore età dell’interessato e sulla verosimi-

glianza delle sue allegazioni, il 19 settembre 2023, la SEM ha incaricato il 

(…) di svolgere una perizia volta a determinare l’età dell’interessato (cfr. 

atto SEM 18/2). La stessa è stata esperita il 21 settembre 2023 presso 

l’Ospedale (…) di D._______ (cfr. atto SEM n. 25/12).  

A.e Il 19 ottobre 2023, la SEM ha informato l’interessato riguardo alle con-

clusioni della perizia e alla conseguente modifica d’ufficio della sua data di 

nascita nel Sistema d’informazione centrale sulla migrazione (di seguito: 

SIMIC), concedendogli il diritto di pronunciarsi in merito (cfr. atto SEM 

n. 28/4); facoltà da lui esercitata tramite scritto del 24 ottobre 2023 (cfr. atto 

SEM n. 32/3).  

A.f In data 24 ottobre 2023 la SEM ha modificato la data di nascita dell’in-

teressato registrata in SIMIC in (…) (cfr. atto SEM n. 34/2).  

A.g Con scritto del 2 maggio 2024 la SEM ha informato l’interessato che, 

ritenuto che la procedura Dublino si era conclusa, la sua domanda d’asilo 

sarebbe stata esaminata in Svizzera (cfr. atto SEM n. 52/2).  

A.h In data 20 settembre 2024, si è tenuta l’audizione dell’interessato ai 

sensi dell’art. 29 della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, 

RS 142.31), nella quale la SEM ha in particolare questionato il richiedente 

circa i suoi motivi d’asilo (cfr. atto SEM n. 56/12). Dal verbale risulta, in 

sostanza, che l’interessato avrebbe deciso di lasciare il Paese d’origine a 

causa del conflitto tra l’etnia E._______ e F._______. Nel (…), mentre si 

trovava a casa, avrebbe visto delle persone armate di machete e fucili che 

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avrebbero iniziato ad uccidere delle persone. L’interessato e la sorella sa-

rebbero scappati in una foresta e, una volta fatto ritorno in città, avrebbe 

appreso della morte dei loro genitori. Dopo essere stato affidato allo zio 

(…), l’interessato non avrebbe più frequentato la scuola e sarebbe stato 

maltrattato da quest’ultimo. Grazie all’aiuto di (…) e all’insaputa dello zio, 

l’interessato avrebbe imparato il mestiere del (…). Scoperto, lo zio 

l’avrebbe cacciato di casa e gli avrebbe vietato di fare ritorno a G._______. 

Dopo due o tre giorni, egli sarebbe tornato da (…), raccontandogli di non 

mangiare da tre giorni e di non avere un posto dove farlo. (…) gli avrebbe 

comperato del cibo e consigliato di tornare a casa, informandolo anche 

della sua imminente partenza per lavorare da un amico in H._______. Tor-

nato a caso, lo zio lo avrebbe picchiato e, ricordando le parole di (…), l’in-

teressato avrebbe deciso di scappare. Dopo una discussione con (…), en-

trambi sarebbero partiti. Dalla Guinea sarebbero andati in I._______, poi 

in J._______ e in H._______. A causa di alcuni (…) che si sarebbero intro-

dotti dove alloggiavano, sarebbero scappati verso il (…). In caso di ritorno, 

visto che i suoi genitori sarebbero stati uccisi in un conflitto tra etnie, teme 

che lo stesso possa succedere di nuovo.  

A.i Con scritto del 30 settembre 2024 (cfr. atto SEM n. 59/3), il richiedente, 

tramite il rappresentante legale, ha inoltrato il suo parare circa la bozza di 

decisione della SEM del 27 settembre 2024 (cfr. atto SEM n. 58/9).  

B.  

Con decisione del 1° ottobre 2024, notificata il medesimo giorno (cfr. atto 

SEM n. 61/1), la SEM non ha riconosciuto la qualità di rifugiato al richie-

dente e ha respinto la sua domanda d’asilo, pronunciando parimenti il suo 

allontanamento dalla Svizzera e l’esecuzione del precitato provvedimento, 

siccome ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.  

C.  

Per il tramite del ricorso del 10 ottobre 2024 (cfr. timbro del plico 

raccomandato; data di entrata: 11 ottobre 2024), l’interessato è insorto 

dinanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: Tribunale) contro 

la summenzionata decisione, postulando l’annullamento della decisione 

impugnata, il riconoscimento quale minorenne non accompagnato, il 

riconoscimento della sua data di nascita in conformità delle sue allegazioni. 

In subordine, la concessione dell’ammissione provvisoria in Svizzera e, in 

ulteriore subordine, la restituzione degli atti alla SEM per complemento 

istruttorio. Contestualmente, il ricorrente ha presentato istanza di 

assistenza giudiziaria parziale, nel senso dell’esenzione dal versamento 

delle spese processuali e del relativo anticipo.  

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Pagina 4 

D.  

Con scritti del 23 e 26 settembre 2025, il ricorrente ha inoltrato ulteriore 

documentazione medica (cfr. atto TAF n. 3 e 4).   

E.  

Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno ripresi nei 

considerandi, qualora risultino decisivi per l’esito della vertenza.  

 

Diritto: 

1.  

1.1 Le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi).  

1.2 Fatta eccezione per le decisioni previste all’art. 32 LTAF, il Tribunale, in 

virtù dell’art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi 

dell’art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all’art. 33 LTAF. La SEM rien-

tra tra dette autorità (art. 105 LAsi) e l’atto impugnato costituisce una deci-

sione ai sensi dell’art. 5 PA.  

1.3 Il ricorrente ha partecipato al procedimento dinnanzi all’autorità infe-

riore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un inte-

resse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione della 

stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA). Pertanto risulta legittimato ad aggra-

varsi contro di essa.  

1.4 Il ricorso è ammissibile essendo stato presentato nella forma 

(art. 52 cpv. 1 PA) ed entro i termini (art. 108 cpv. 1 LAsi) previsti dalla 

legge. Occorre pertanto entrare nel merito dello stesso.  

2.  

Con ricorso al Tribunale, possono essere invocati la violazione del diritto 

federale e l’accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rile-

vanti (art. 106 cpv. 1 LAsi). Il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti 

(art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione impu-

gnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2) 

3.  

Il ricorso, manifestamente infondato ai sensi dei motivi che seguono, è de-

ciso dal giudice in qualità di giudice unico, con l’approvazione di una se-

conda giudice (art. 111 lett. e LAsi) e la decisione è motivata soltanto 

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sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi). Ai sensi dell’art. 111a cpv. 1 LAsi, il 

Tribunale rinuncia allo scambio di scritti. 

4.  

Preliminarmente, si rileva che nel gravame l’insorgente non solleva alcun 

argomento volto a contestare il mancato riconoscimento della qualità di ri-

fugiato, né il respingimento della domanda d’asilo. Oggetto del ricorso ri-

sulta pertanto essere esclusivamente la questione della determinazione 

dell’età del ricorrente, nonché la questione dell’esecuzione dell’allontana-

mento.  

5.  

5.1 Nella propria decisione, la SEM ha innanzitutto ritenuto che il richie-

dente non avrebbe reso verosimile la sua asserita minore età. Egli non 

avrebbe presentato alcun documento d’identità valido e, quelli prodotti in 

copia, non sarebbero atti a dimostrare le sue dichiarazioni, in quanto falsi-

ficabili. Egli avrebbe inoltre fornito dichiarazioni contraddittorie rispetto ai 

documenti forniti, dimostrando incertezza nel riferire la propria età al mo-

mento della PA RMNA e in relazione a diversi episodi della sua biografia. 

Infine, la perizia medico-legale avrebbe stabilito un’età minima di 19 anni. 

Di conseguenza, tenuto conto di tutti gli elementi, la SEM avrebbe consi-

derato l’interessato maggiorenne per il seguito della procedura. Quanto 

alle allegazioni relative ai motivi d’asilo, in particolare i maltrattamenti da 

parte dello zio e il timore di essere ucciso in caso di conflitto etnico, esse 

non sarebbero state considerate pertinenti ai sensi dell’art. 3 LAsi. L’auto-

rità inferiore avrebbe infine ritenuto l’esecuzione dell’allontanamento come 

ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile.  

5.2 In sede ricorsuale, l’insorgente ha innanzitutto contestato la ridetermi-

nazione della data di nascita operata dalla SEM. Da un lato, l’insorgente 

ritiene che la desertificazione in cui avrebbe vissuto giustificherebbe le sue 

scarne allegazioni, mentre dall’altro la perizia medico-legale costituirebbe 

solo uno degli elementi da valutare e che, analizzando i risultati di ciascun 

esame peritale, la minore età non potrebbe essere esclusa. Il rapporto pe-

ritale difetterebbe dell’indicazione dell’età minima dei denti n. 18 e 28 e 

che, calcolata, risulterebbe di 17.26 anni, e neppure menzionerebbe l’età 

minima nelle conclusioni, rendendo impossibile il suo utilizzo per verificare 

la sovrapposizione degli intervalli. Vista l’assenza di valore probatorio della 

perizia, l’età più probabile sarebbe pertanto quella dichiarata dal ricorrente. 

Inoltre, secondo la recente decisione del Comitato sui diritti dell’infanzia 

(A.M. c. Svizzera, 21 maggio 2024), l’onore della prova non dovrebbe rica-

dere esclusivamente sui richiedenti d’asilo. I documenti forniti, seppur in 

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copia, sarebbero leggibili e recenti e gli originali non potrebbero essere for-

niti, in quanto l’interessato non sarebbe più in contatto con la sorella. Alla 

luce di tali considerazioni e dei principi derivanti dalla Convenzione sui di-

ritti del fanciullo e della giurisprudenza della Corte EDU, non sarebbe 

chiaro per quale motivo la SEM avrebbe valutato il ricorrente come mag-

giorenne. Quanto all’esecuzione dell’allontanamento, egli ritiene che que-

sta sarebbe inammissibile e non ragionevolmente esigibile e ciò ritenuto la 

propria condizione di particolare vulnerabilità, l’assenza di una rete fami-

liare o sociale di sostegno, nonché la necessità di continuità nelle cure psi-

chiatriche di cui beneficerebbe attualmente in Svizzera. La SEM avrebbe 

sottovalutato la vulnerabilità dell’interessato, essendosi limitata a menzio-

nare in modo generico l’esistenza di una struttura psichiatrica in Guinea, 

senza valutarne la reale accessibilità. Egli richiamerebbe fonti ufficiali e 

rapporti internazionali che descriverebbero un sistema sanitario precario 

nel Paese, caratterizzato da una grave carenza di specialisti, dall’assenza 

di politiche sanitarie efficaci e da costi elevati per i pazienti.  

6.  

6.1  

6.1.1 Qualora la questione della minore età dell’interessato sia oggetto di 

disputa, come nel caso concreto, occorre dirimere preliminarmente tale 

aspetto poiché determinante a livello procedurale (art. 17 cpv. 3 LAsi). 

6.1.2 Nelle procedure d’asilo si applica il principio inquisitorio. Ciò significa 

che l’autorità competente accerta d’ufficio i fatti (art. 6 LAsi; art. 12 PA).  

6.1.3 L’onere della prova relativo alla minore età incombe al richiedente 

d’asilo. A fronte di un accertamento dei fatti esaustivo e corretto, e qualora 

la valutazione globale degli atti di causa non permette di ritenere che l’in-

teressato l’abbia resa verosimile, quest’ultimo sarà quindi tenuto ad assu-

mersene le conseguenze, venendo pertanto considerato maggiorenne 

(cfr. DTAF 2021 VI/3 consid. 5.2; 2019 I/6 consid. 5.4-5.6 e riferimenti; 

cfr. Giurisprudenza ed Informazioni della Commissione svizzera di ricorso 

in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30 consid. 5.1, 2001 n. 22 consid. 3, 

2000 n. 19 consid. 8b; MATHIEU CORBAZ, La détermination de l’âge du re-

quérant d’asile, in: Actualité du droit des étrangers, Jurisprudence et ana-

lyses, vol. II, 2015, pag. 31 e seg.). 

6.1.4 Salvo casi particolari, la SEM ha il diritto di pronunciarsi a titolo pre-

giudiziale sulla questione dell’età di un richiedente asilo. Per giungere ad 

una determinazione al riguardo, l’autorità deve basarsi sui documenti 

d’identità autentici depositati agli atti nonché sui risultati delle audizioni in 

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relazione al quadro personale dell’interessato nel Paese d’origine, alla sua 

cerchia famigliare e alla sua formazione scolastica. Se necessario, come 

nella presente fattispecie, ordina una perizia medica volta alla determina-

zione dell’età (cfr. artt. 17 cpv. 3 e 26 cpv. 2 LAsi e art. 7 cpv. 1 OAsi 1). 

Una volta esperita l’istruttoria, la SEM procede infine ad un apprezzamento 

globale degli elementi nel rispetto dei principi sopra citati (cfr. DTAF 2019 

I/6 consid. 5.5). Se essa è convinta dell’inverosimiglianza della minore età 

dell’interessato e lo considera maggiorenne, deve infine motivare la propria 

decisione (cfr. GICRA 2002 n. 15 consid. 6b). 

6.1.5 Il Tribunale si è già espresso, nel contesto dell’analisi circa la deter-

minazione dell’età, sui principi generali applicabili alla forza probatoria delle 

perizie mediche. Secondo la giurisprudenza, sono pertinenti per la dimo-

strazione della minore rispettivamente maggiore età di una persona unica-

mente gli esiti degli esami della tomografia sterno-clavicolare e dello svi-

luppo dentale e non lo sono, invece, quelli della radiografia della mano e 

dell’esame fisico. I metodi applicati in Svizzera per la determinazione me-

dica dell’età forniscono, a seconda del risultato, indizi da ponderare in 

modo diverso per stabilire se una persona è maggiorenne 

(DTAF 2018 VI/3). Secondo le linee guida del gruppo di lavoro “Arbeitsge-

meinschaft für forensische Altersdiagnostik (AGFAD)” è utile per la stima 

dell’età unicamente il cosiddetto “principio dell’età minima”, mentre calcoli 

sulla base di “valori medi” sono da considerare non adatti, in quanto, per 

raggiungere il livello di certezza necessario, dovrebbe essere considerata 

una deviazione standard almeno triplica (cfr. Società svizzera di medicina 

legale [SSML], Forensische Altersdiagnostik, Methodendokument Version 

02, giugno 2022, pag. 4 segg. [in seguito: Methodendokument AGFAD]; 

cfr. anche fra le tante la sentenza del TAF D-2365/2024 del 1° maggio 2024 

consid. 7.3.2). 

6.1.6 Per quanto attiene agli esiti di tali esami, qualora entrambe le investi-

gazioni (tomografia sterno-clavicolare ed esame dello sviluppo dentale) in-

dichino un’età minima superiore a 18 anni, v’è da ritenere un indizio molto 

forte di maggiore età. Se da uno solo degli esami in parola risulti un’età 

minima superiore a 18 anni ma i rispettivi intervalli tra età minima e mas-

sima si attestino su valori equivalenti, la maggiore età permane altamente 

probabile. La stessa è invece solo scarsamente probabile se, con una sola 

età minima superiore a 18 anni, non vi è sovrapposizione tra gli intervalli 

succitati, pur in presenza di una spiegazione medica plausibile giustificante 

la diversa scala di valori. Quanto più gli accertamenti medici costituiscono 

un indizio a favore della maggiore età, tanto meno è necessario procedere 

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ad un apprezzamento generale delle prove (cfr. DTAF 2018 VI/3 con-

sid. 4.2 e riferimenti citati). 

6.2  

6.2.1 Nel caso concreto, occorre anzitutto analizzare le risultanze della pe-

rizia medico-legale deputata all’accertamento dell’età del ricorrente 

(cfr. atto SEM n. 25/12). 

6.2.2 L’esame odontostomatologico – fondato sulla valutazione dei denti 

n. 18, 28, 38 e 48 – ha concluso per un’età media del ricorrente di 21.4 anni 

e indicato che la probabilità della maggiore età è superiore al 90.1% 

secondo gli studi di MINCER et Coll. e, secondo gli studi di GUNST et. 

MESOTTEN, superiore al 96.3%. Inoltre, l’età minima risulta essere di 

17.38 anni, mentre che quella massima, estrapolata dai risultati, è di 25.42 

anni. Dalla tomografia sterno-clavicolare è invece risultata un’età media di 

23.6 anni, mentre che l’età minima è di 19.0 anni e l’età massima 

estrapolata è di 28.2 anni.  

6.2.3 Conformemente alla giurisprudenza (cfr. DTAF 2018 VI/3 con-

sid. 4.2), risultando dall’esame odontostomatologico un’età minima infe-

riore ai 18 anni e dalla tomografia sterno-clavicolare un’età minima supe-

riore ai 18 anni, occorre verificare se vi è sovrapposizione tra gli intervalli, 

ovvero se i rispettivi intervalli tra età minima e massima si attestino su valori 

equivalenti. Nel caso di specie, rilevasi che l’intervallo della tomografia 

sterno-clavicolare (19.0-28.2) si sovrappone all’intervallo dell’esame odon-

tostomatologico (17.38-25.42); sovrapposizione che si confermerebbe an-

che qualora venisse considerata l’età minima di 17.26 anni contestata dal 

ricorrente nel gravame (cfr. ricorso, pag. 4). Alla luce di quanto appena 

esposto, deve dunque essere disattesa la censura secondo cui l’assenza 

dell’età minima nelle conclusioni peritali impedirebbe la verifica della so-

vrapposizione tra gli intervalli (cfr. ricorso, pag. 4), poiché tale sovrapposi-

zione è stata determinata sulla base dei risultati complessivi della perizia, 

che includono anche i dati sull’età minima. Parimenti, non può essere con-

divisa l’allegazione secondo cui l’analisi dei singoli risultati condurrebbe a 

una conclusione diversa rispetto a quella raggiunta (cfr. ricorso, pag. 4): 

l’esame integrato delle risultanze peritali, nella loro globalità, porta a rite-

nere altamente probabile la maggiore età del ricorrente, come stabilito dalla 

giurisprudenza di riferimento (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2 e riferimenti 

citati). Infine, deve essere respinta l’asserita assenza di valore probatorio 

della perizia medico-legale (cfr. ricorso, pag. 4), atteso che la sovrapposi-

zione degli intervalli e la coerenza degli esiti ottenuti ne confermano l’affi-

dabilità e la rilevanza ai fini dell’accertamento dell’età.  

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Pagina 9 

6.2.4 Pertanto, essendo l’esito degli accertamenti medici particolarmente 

concludente, permane un ridotto margine di apprezzamento delle ulteriori 

prove agli atti (cfr. DTAF 2018 VI/3 consid. 4.2). 

6.3  

6.3.1 Inoltre, come di seguito illustrato, il Tribunale ritiene che le allegazioni 

dell’interessato non sono suscettibili di modificare tale conclusione.  

6.3.2 Anzitutto, come correttamente rilevato dall’autorità inferiore (cfr. de-

cisione impugnata, pag. 4-5), il ricorrente non è stato in grado di produrre 

alcun documento originale di legittimazione o d’identità e quelli forniti non 

sono idonei a comprovare le sue dichiarazioni. L’allegazione ricorsuale se-

condo cui il ricorrente sarebbe impossibilitato a trasmettere i documenti in 

originale, asserendo di non essere più in contatto con la sorella (cfr. ricorso, 

pag. 5), si risolve in una mera affermazione di parte, priva di qualsiasi ri-

scontro concreto, oltre che poco credibile. Dagli atti risulta infatti che è stata 

proprio la sorella a fornire la documentazione al ricorrente dopo il suo espa-

trio (cfr. atto SEM n. 15/10, D1.06 pag. 3 e D4.04 pag. 7), circostanza che 

rende difficile comprendere l’improvvisa cessazione dei rapporti tra i due, 

quand’anche si consideri la giustificazione secondo cui egli non sarebbe a 

conoscenza del numero di telefono della sorella (cfr. atto SEM n. 56/12, 

D15 pag. 3). Quanto alle discrepanze relative al luogo di nascita del ricor-

rente riscontrate nei documenti presentati, l’interessato si è limitato a di-

chiarare di non conoscerne la causa (cfr. ricorso, pag. 5), senza fornire 

alcuna spiegazione plausibile o elemento chiarificatore.  

6.3.3 Dipoi, le affermazioni del ricorrente in ordine alla propria età e alla 

relativa biografia non apportano elementi concreti né indizi verosimili a 

sostegno dell’asserita minore età. Come osservato anche dall’autorità 

inferiore (cfr. decisione impugnata, pag. 7), le dichiarazioni rese su tali 

aspetti risultano estremamente vaghe, essendosi il ricorrente limitato in più 

occasioni a dichiarare di non sapere (cfr. atto SEM n. 15/10, D 1.06 pag. 3, 

D1.17.04 pag. 4). L’allegazione ricorsuale, secondo cui le tali lacune 

sarebbero riconducibili al contesto di provenienza, e in particolare alla 

desertificazione sociale in cui egli avrebbe vissuto (cfr. ricorso, pag. 4), non 

è suscettibile di accoglimento. Dalle sue dichiarazioni risulta infatti che ha 

frequentato la scuola (cfr. atto SEM n. 15/10, D 1.17.04 pag. 4), è in grado 

di leggere e contare con le dita (cfr. atto SEM n. 15/10, D 1.17.04 pag. 5 e 

D1.06 pag. 3) e possiede una formazione professionale quale (…) (cfr. atto 

SEM n. 15/10, D 1.17.04 pag. 4), circostanze che rendono difficilmente 

comprensibile l’assenza di informazioni basilari sulla propria età o sul 

proprio vissuto.  

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Pagina 10 

6.4 Di conseguenza, il ricorrente non è stato in grado di rendere verosimile 

la sua minore età al momento della presentazione della domanda d’asilo. 

Di conseguenza, egli è considerato quale maggiorenne e le disposizioni 

normative relative ai minorenni non sono applicabili.  

7.  

7.1 Il ricorrente censura dipoi un accertamento inesatto ed incompleto del 

suo stato di salute, con implicita violazione del principio inquisitorio 

(cfr. art. 106 cpv. 1 lett. b LAsi e 12 PA; cfr. per la nozione di accertamento 

inesatto ed incompleto: DTAF 2014/2 consid. 5.1, 2007/37 consid. 2.3; e 

per il contenuto del principio inquisitorio: DTAF 2020 VI/6 consid. 2.2, 2019 

I/6 consid. 5.1). Il quadro clinico non sarebbe stato definito in modo com-

pleto e difetterebbe un rapporto medico completo (“F4”) in punto al suo 

stato di salute, al fine di definire la prognosi con e senza trattamento, non-

ché l’effettiva accessibilità delle cure richieste in Guinea (cfr. ricorso, 

pag. 8).  

7.2 Dagli atti si evince come al momento dell’emissione della decisione 

impugnata, l’incarto conteneva già i mezzi di prova riguardanti lo stato di 

salute, sia mentale che fisico, del ricorrente. Invero, prima dell’emissione 

della decisione impugnata, in data (…), al ricorrente sono stati estratti dei 

resti di radice (cfr. atto SEM n. 14/3). Successivamente, è stata rilevata la 

presenza di acne severa (cfr. atto SEM n. 31/2). Dal punto di vista 

psichiatrico, l’interessato ha sostenuto, a intervalli regolari, diversi consulti 

specialistici (cfr. atto SEM n.12/2, 17/3, 20/2, 27/3, 30/2, 36/2, 41/2, 46/3, 

49/2). L’ultimo referto disponibile, antecedente alla decisione, datato (…), 

riporta la diagnosi di disturbo post-traumatico da stress (PTSD) (ICD-10: 

F43.1). Per tale condizione è stata prescritta una terapia farmacologica a 

base di (…), (…), (…) da assumere in caso di tensione, (…) e (…) in caso 

di mal di testa (cfr. atto SEM n. 55/2).  

7.3 Ferme queste premesse, il Tribunale osserva che la documentazione 

in forza della quale sono state poste le diagnosi appariva, dunque, suffi-

cientemente dettagliata, ben motivata e coerente conto tenuto della tipolo-

gia delle affezioni presenti, dell'ampiezza delle indagini effettuate e dell'a-

namnesi del paziente. Dalla documentazione medica agli atti non vi erano 

dipoi indicazioni quanto a sospetti di patologie gravi da identificare ulterior-

mente. Pertanto, lo stato di salute dell'insorgente risultava sufficientemente 

acclarato (cfr. sentenza del Tribunale D-546/2022 dell'11 marzo 2022 con-

sid. 4), per il che non risultava necessario la stesura di un rapporto medico 

più dettagliato ("F4"). Di conseguenza, la censura relativa ad un accerta-

mento inesatto ed incompleto dei fatti va respinta.   

D-6423/2024 

Pagina 11 

8.  

8.1 Se respinge la domanda d’asilo o non entra nel merito, la SEM pronun-

cia di principio l’allontanamento dalla Svizzera e ne ordina l’esecuzione 

(art. 44 LAsi). 

8.2 Il ricorrente non adempie le condizioni in virtù delle quali la SEM 

avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l’allontanamento dalla Svizzera 

(art. 14 cpv. 1 e 2 e 44 LAsi nonché art. 32 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativo 

a questioni procedurali dell’11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]; cfr. DTAF 

2013/37 consid. 4.4; 2011/24 consid. 10.1).  

8.3 Il Tribunale è pertanto tenuto a confermare la pronuncia dell’allontana-

mento.  

9.  

9.1 L'esecuzione dell'allontanamento, contestata dal ricorrente, è regola-

mentata, per rinvio dell'art. 44 LAsi, dall'art. 83 LStrI (RS 142.20), giusta il 

quale l'esecuzione dell'allontanamento dev'essere possibile 

(art. 83 cpv. 2 LStrI), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStrI) e ragionevolmente 

esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI). In caso di non adempimento di una di queste 

condizioni, la SEM dispone l’ammissione provvisoria (art. 83 cpv. 1 LStrI in 

relazione all’art. 44 LAsi).  

9.2 A norma dell'art. 83 cpv. 3 LStrI l'esecuzione dell'allontanamento non è 

ammissibile quando comporterebbe una violazione degli impegni di diritto 

internazionale pubblico della Svizzera. Nel caso in esame, il ricorrente non 

può prevalersi del principio del divieto di respingimento in quanto non di-

spone della qualità di rifugiato (art. 5 cpv. 1 LAsi). Inoltre, non v'è motivo di 

considerare l'esistenza di un rischio personale, concreto e serio di essere 

esposti ad un trattamento proibito, in relazione all'art. 3 CEDU o 

all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti cru-

deli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). 

L'esecuzione dell'allontanamento risulta pertanto ammissibile. 

 

9.3  

9.3.1 Secondo l'art. 83 cpv. 4 LStrI, l'esecuzione può non essere inoltre 

ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, 

lo straniero venisse a trovarsi concretamente in pericolo in seguito a situa-

zioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza me-

dica. 

D-6423/2024 

Pagina 12 

9.3.2 Dal profilo dell’esigibilità dell’allontanamento, in Guinea non sussiste 

né uno stato di guerra, né di guerra civile, né una situazione di violenza 

generalizzata, riguardante l’integralità del territorio che permetta di presu-

mere, a priori e nei confronti di tutti i cittadini di tale Paese, l’esistenza di 

una messa in pericolo concreta ai sensi dell’art. 83 cpv. 4 LStrI, come rite-

nuto da giurisprudenza costante in merito (cfr. tra molte, sentenza del Tri-

bunale E-825/2025 del 6 marzo 2025, consid. 5.3.2 con riferimenti). 

9.3.3  

9.3.3.1 Pure dal profilo dei motivi personali, contrariamente a quanto so-

stenuto dal ricorrente nel gravame (cfr. ricorso, pag. 5-8), non è evincibile 

alcun elemento dal quale si possa dedurre che l’esecuzione dell’allontana-

mento implicherebbe una messa in pericolo concreta per il ricorrente. A tal 

proposito, v’è infatti da rimarcare come l’interessato disponga in patria di 

una rete sociale sufficiente, in particolare di sua sorella (…), sulla quale 

potrà senz’altro contare, nel caso di necessità, per i suoi bisogni essenziali. 

L’insorgente è giovane e dispone di una discreta formazione scolastica 

(cfr. atto SEM n. 15/10, D 1.17.04 pag. 4), nonché di una formazione pro-

fessionale quale (…) (cfr. atto SEM n. 15/10, D 1.17.04 pag. 4), esperienza 

gli permetterà di reinserirsi sul mercato del lavoro.  

9.3.3.2 In merito allo stato di salute dell’interessato, a differenza di quanto 

da lui argomentato nel ricorso, il Tribunale osserva che lo stesso non risulta 

essere ostativo dell’esecuzione del suo allontanamento. Dagli atti 

all’inserto e dalla documentazione prodotta in fase ricorsuale, risulta che 

egli soffre di PTSD, nonché di alcune condizioni somatiche quali carenza 

di ferro, alfa-talassemia eterozigote, eosinofilia di origine non chiarita con 

segni di emolisi, iperbilirubinemia, aumento delle transaminasi (GOT) e 

carenza di vitamina D. Per tali condizioni, in particolare per la PTSD, è stato 

preso in carico con delle visite psichiatriche e psicologiche e gli è stato 

prescritto un trattamento farmacologico con (…) e (…) da assumere al 

bisogno, oltre a (…) e (…). Per le altre condizioni, invece, sono stati 

prescritti (…), (…), (…), (…), (…), (…) e (…) (cfr. atto TAF n. 3 e 4). Dagli 

atti, sotto il profilo psicologico, emerge un miglioramento dello stato clinico: 

la progressiva riduzione della terapia farmacologica e l’allungamento 

dell’intervallo tra i colloqui psichiatrici e psicologici, attualmente fissati ogni 

5-6 settimane (cfr. atto TAF n. 4), depongono per una stabilizzazione della 

condizione psicopatologica dell’interessato. Quanto invece alle altre 

patologie somatiche, il Tribunale osserva che al ricorrente sono stati 

prescritti trattamenti per condizioni comuni e stabilizzate, come la carenza 

di ferro e di vitamina D, nonché la tosse. Inoltre, l’assenza di una terapia 

antivirale specifica per l’epatite B, nonostante l’iperbilirubinemia e 

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Pagina 13 

l’aumento delle transaminasi (GOT), suggerisce che non vi è attualmente 

la necessità di un trattamento specifico per una patologia epatica in fase 

attiva. Tenuto conto di quanto precede, pur non volendo sminuire le 

problematiche si cui soffre il ricorrente, quest’ultime non appaiono di tale 

gravità da risultare ostative all’esecuzione del suo allontanamento 

(cfr. sentenze della CorteEDU [Grande Camera] N. contro Regno Unito del 

27 maggio 2008, 26565/05; Paposhvili contro Belgio del 13 dicembre 2016, 

41738/10, §181 segg.; Savran contro Danimarca del 7 dicembre 2021, 

57467/15, §§121 segg.; DTAF 2011/9 consid. 7.1). Del resto, anche 

nell’ipotesi in cui il ricorrente necessitasse di un supporto psichiatrico o 

psicoterapeutico, in Guinea sono presenti strutture in grado di garantire 

tale tipo di assistenza, pur se non pienamente equiparabili agli standard 

svizzeri e generalmente a carico del paziente (cfr. sentenza del Tribunale 

E-1985/2023 del 6 giugno 2023 consid. 7.3.7; World Health Organization 

[WHO], Mental Health Atlas 2020: Member State Profile – Guinea, 15 aprile 

2022 [<https://iris.who.int/server/api/core/bitstreams/912699ec-18d0-

4b78-be50-366c2f8ec616/content>, visitato il 7 ottobre 2025]). Su questo 

punto, sulla disponibilità dei farmaci prescritti, nonché sulla possibilità di 

beneficiare di un sostegno al ritorno, il Tribunale, onde evitare inutili 

ripetizioni, ritiene di poter rinviare alla decisione impugnata, che risulta 

essere in merito sufficientemente chiara, completa e corretta (cfr. decisione 

impugnata, pag. 9-10), rilevando altresì che i farmaci prescritti, o alternative 

equivalenti riconosciute, risultano presenti nella Lista Nazionale dei 

Medicinali Essenziali della Guinea 2021 (vgl. Ministère de la Santé de 

Guinée, LISTE NATIONALE DES MEDICAMENTS ESSENTIELS 7ème 

Edition Année 2021, <https://portail.sante.gov.gn/wp-

content/uploads/2022/12/LISTE-NATIONALE-DE-MEDICAMENTS-

ESSENTIELS-REVISEE-07_10_2021-VF.pdf>, visitato il 7 ottobre 2025). 

9.4 Riassumendo, non v’è da ritenere che l’insorgente, nel caso di un suo 

ritorno nel Paese d’origine, si ritroverà in una situazione di minaccia esi-

stenziale. L’esecuzione dell’allontanamento si rileva dunque ragionevol-

mente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStrI in relazione all’art. 44 LAsi).  

9.5 In ultima analisi, non risultano impedimenti neppure dal profilo della 

possibilità dell’esecuzione dell’allontanamento (art. 44 LAsi ed 

art. 83 cpv. 2 LStrI). Infatti, il ricorrente, usando della necessaria diligenza, 

potrà procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 

LAsi; DTAF 2008/34 consid. 12).  

9.6 Ne consegue che, anche in materia di esecuzione dell’allontanamento, 

la decisione dell’autorità inferiore va confermata.  

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Pagina 14 

10.  

Alla luce di quanto sopra, la decisione SEM dev’essere confermata e le 

censure sollevate respinte. L’autorità inferiore non ha dunque violato il di-

ritto federale e ha accertato in maniera esatta e completa i fatti giuridica-

mente rilevanti (art. 106 cpv. 1 lett. a e lett. b LAsi).  

11.  

Avendo il Tribunale statuito nel merito del ricorso, la domanda di esenzione 

dal versamento di un anticipo equivalente alle presunte spese processuali 

è divenuta priva d’oggetto.  

12.  

12.1 Posto che le richieste di giudizio contenute nel ricorso erano 

sprovviste di probabilità di successo, la domanda di assistenza giudiziaria, 

nel senso della dispensa dal versamento delle spese processuali 

(art. 65 cpv. 1 PA), è respinta. 

12.2 Visto l’esito della procedura, le spese processuali di CHF 750.–, che 

seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 

e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e sulle spese 

ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale del 

21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

13.  

La presente decisione non concerne persone contro le quali è pendente 

una domanda di estradizione presentata dallo Stato che hanno abbando-

nato in cerca di protezione per il che non può essere impugnata con ricorso 

in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d cifra 

1 LTF). La pronuncia è dunque definitiva.  

 

(dispositivo alla pagina seguente)   

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Pagina 15 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

La domanda di assistenza giudiziaria è respinta.  

3.  

Le spese processuali di CHF 750.–, sono poste a carico del ricorrente. Tale 

ammontare dev’essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo fe-

derale entro un termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente 

sentenza.  

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente, alla SEM e all'autorità canto-

nale competente.  

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Sara Miljanovic 

 

 

Data di spedizione: