# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b83043f-c75f-5659-9ba2-c54de76376a7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2022-02-23
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 23.02.2022 C-4197/2020
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-4197-2020_2022-02-23.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-4197/2020 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 3  f e b b r a i o  2 0 2 2  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  

Madeleine Hirsig-Vouilloz, Caroline Bissegger,  

cancelliere Oliver Engel. 
 

 
 

Parti 

 
A._______, (Spagna)   

patrocinata dall'avv. José Nogueira Esmorís,  

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero UAIE,  

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità, diritto alla rendita  

(decisione del 29 giugno 2020). 

 

 

 

C-4197/2020 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a A._______, cittadina spagnola, divorziata, con figli, nata il (…) 1962, 

ha vissuto in Svizzera dal 1990 al 2003, svolgendo l’attività di ausiliaria di 

pulizia per diversi datori di lavoro, da ultimo presso la B._______ SA dal 1° 

luglio 1998 al 31 luglio 1999, e solvendo regolari contributi all'assicurazione 

svizzera per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (doc. 3, 13, 122, 123 e 

167 dell’incarto dell'Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli assicu-

rati residenti all'estero [UAIE]). Nel 2003 l’assicurata ha fatto ritorno in pa-

tria.  

A.b Il 9 aprile e l'8 maggio 2001, l'Ufficio dell'assicurazione invalidità del 

Cantone C._______ ha deciso di erogare in favore dell’assicurata una ren-

dita intera dell'assicurazione svizzera per l'invalidità, per incapacità al la-

voro del 100%, a decorrere dal 1° marzo 1999, unitamente alle rendite 

completive in favore dei famigliari (doc. 25 e 28). All’epoca erano state dia-

gnosticate una sindrome dolorosa somatoforme persistente        

(F 45.4 secondo l'ICD 10), sindrome panvertebrale cervico-lombare spon-

dilogena con ernia discale C3/C4, protrusione discale C4/C5 e retrolistesi 

L4 opposta L5, nonché una sindrome da stress postraumatico, con con-

nesse depressione e sintomatologie dolorose, riconducibili principalmente 

al decesso di una figlia all'ottavo giorno di vita (cfr. doc. 10, 15 e 19).  

A.c Nel mese di gennaio 2005, l'autorità inferiore ha avviato una procedura 

di revisione del diritto alla rendita (doc. 42) e, di conseguenza, ha richiesto 

all'Istituto nazionale della previdenza sociale (INSS) di (...) di sottoporre 

l'assicurata a nuove visite mediche, in particolare ad un esame sullo stato 

di salute generale, psichiatrico e reumatologico (doc. 44). Preso atto delle 

risultanze di tali esami e dei rapporti del proprio servizio medico, con deci-

sione del 16 maggio 2007, l'autorità inferiore, dopo avere constatato che 

l'interessata era di nuovo in grado di svolgere un'attività confacente al suo 

stato di salute e che tale attività permetteva di realizzare più del 50% del 

guadagno ottenibile senza invalidità, ha deciso che a decorrere dal 1° luglio 

2007 la rendita intera pagata fino ad allora veniva sostituita da un quarto di 

rendita (doc. 87). 

A.d Il 15 giugno 2007, l'interessata ha interposto ricorso contro la decisione 

dell'UAIE del 16 maggio 2007 (doc. 90) e, con sentenza del 16 febbraio 

2009 (doc. 98), il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha parzialmente 

accolto il gravame, annullato la decisione impugnata e rinviato gli atti di 

causa all'UAIE affinché procedesse al completamento dell'istruttoria, in 

C-4197/2020 

Pagina 3 

particolare tramite perizia bidisciplinare reumatologica e psichiatrica, ed 

alla pronuncia di una nuova decisione. 

A.e Con perizia pluridisciplinare del 21 ottobre 2009 (rapporto del 29 gen-

naio 2010) del (D._______), esperita dai dott.i E._______, psichiatra e psi-

coterapeuta, e F._______, reumatologo, i periti hanno concluso che al mo-

mento in cui hanno visitato la paziente la sua capacità lavorativa era del 

100% in qualsiasi attività, sia dal profilo somatico, che da quello psichico. 

Essi hanno inoltre indicato di non potersi esprimere con certezza in merito 

alla capacità lavorativa nei periodi precedenti (doc. 122). 

A.f Con decisione dell’8 ottobre 2010, l’UAIE ha pertanto soppresso a par-

tire dal 1° dicembre 2010 la rendita fino ad allora erogata (doc. 140). Contro 

la decisione dell’8 ottobre 2010, l’interessata è dapprima insorta presso il 

Tribunale amministrativo federale, che, con sentenza del 2 novembre 2011, 

ha dichiarato inammissibile il gravame in quanto tardivo (doc. 152). In se-

guito, il Tribunale federale, con sentenze del 20 dicembre 2011 (art. 155) e 

del 7 marzo 2012 (doc. 160), ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi 

depositati contro la decisione impugnata. 

B.  

B.a In data 4 ottobre 2013, l’assicurata ha trasmesso una nuova domanda 

di prestazioni, corredata da diversi documenti medici e amministrativi, in 

particolare relativi agli esami ortopedici, reumatologici e psichiatrici eseguiti 

in Spagna dal 2010 in poi (doc. 169, cfr. doc. 161 e segg.). Di tali referti si 

dirà nei considerandi in diritto.  

B.b Nel progetto di decisione del 7 novembre 2014 (doc. 209), l’UAIE ha 

osservato che “secondo il nostro servizio medico lo stato di salute è rimasto 

stazionario dopo la soppressione della rendita nel 2010” e che “malgrado 

il danno alla salute, l’esercizio di un’attività lucrativa è sempre esigibile in 

misura sufficiente per escludere il diritto ad una rendita”, negando all’assi-

curata il diritto alle prestazioni di invalidità richieste. 

B.c Con presa di posizione del 24 novembre 2014, l’assicurata ha postu-

lato il riconoscimento di una rendita di invalidità in applicazione delle perti-

nenti disposizioni legali e prodotto documentazione medica già agli atti 

(doc. 221). 

C-4197/2020 

Pagina 4 

B.d Il 22 dicembre 2014, l’UAIE ha respinto la nuova domanda di rendita 

dell’interessata. L’amministrazione ha specificato di aver tenuto conto an-

che delle sue osservazioni del 24 novembre 2014, ma che la documenta-

zione allegata non era suscettibile di rimettere in discussione le conclusioni 

del progetto di decisione. Inoltre, l’autorità inferiore ha ribadito che “dagli 

atti in nostro possesso non risulta un’incapacità al lavoro media sufficiente, 

per un anno, ai sensi delle disposizioni sopraccitate. Malgrado il danno alla 

salute, l’esercizio di un’attività lucrativa è sempre esigibile in misura suffi-

ciente per escludere il diritto ad una rendita” (doc. 222). 

B.e Il 22 gennaio 2015, l’interessata ha interposto ricorso dinanzi al Tribu-

nale amministrativo federale (TAF) contro la decisione del 22 dicembre 

2014 mediante il quale ha chiesto di riformare la decisione impugnata nel 

senso del riconoscimento del diritto ad una rendita intera, in via subordinata 

a tre quarti di rendita, a mezza rendita o ad un quarto di rendita (doc. 227). 

Con sentenza C-561/2015 del 16 agosto 2018 (doc. 246), il Tribunale am-

ministrativo federale (TAF) ha parzialmente accolto il gravame, annullato la 

decisione impugnata e rinviato gli atti di causa all'UAIE affinché procedesse 

al completamento dell'istruttoria, segnatamente tramite perizia pluridiscipli-

nare in reumatologia, neurologia, psichiatrica ed ortopedia, ed alla pronun-

cia di una nuova decisione. 

B.f A seguito della menzionata sentenza del TAF, l’UAIE ha fatto esperire 

ulteriori accertamenti medici, in particolare una perizia pluridisciplinare in 

medicina interna, reumatologia, neurologia e psichiatria del 2 marzo 2020 

da parte del (M._______; doc. 318), da cui è risultato che a partire dal 2010 

lo stato di salute dell’interessata non ha subito modifiche, con conseguente 

piena capacità lavorativa sia nell’ultima attività esercitata che in attività 

adattate. Dei citati accertamenti medici si dirà, più in dettaglio, nei conside-

randi in diritto per quanto di rilievo nella presente procedura. 

B.g Con valutazione medico-giuridica del 7 aprile 2020, la dott.ssa 

G._______, specialista in medicina interna generale e in medicina fisica e 

riabilitazione del SMR, il dott. H._______, specialista in psichiatria e psico-

terapia del SMR, e la signora I._______, giurista, hanno attribuito pieno 

valore probatorio alla perizia del M._______ essendo stata redatta da spe-

cialisti competenti, che hanno fondato le proprie valutazioni su esami me-

dici approfonditi, hanno correttamente motivato le loro conclusioni ed 

evaso le censure dell’interessata, tenendo anche conto dei principi giuri-

sprudenziali in materia. Essi hanno inoltre confermato la piena capacità 

lavorativa attestata dai periti, precisando che il trattamento farmacologico 

C-4197/2020 

Pagina 5 

seguito dalla ricorrente – inadeguato in quanto troppo pesante – deve es-

sere ridiscusso con i propri medici curanti (doc. 331).  

B.h Con progetto di decisione del 12 maggio 2020, l’UAIE ha quindi pro-

spettato all’interessata una decisione di respingimento della domanda di 

prestazioni dal momento che non era intervenuta una modifica dello stato 

di salute con ripercussione sulla capacità lavorativa dopo l’8 ottobre 2010, 

data determinante in cui l’amministrazione ha soppresso la rendita di inva-

lidità dell’interessata (doc. 332).  

B.i Con presa di posizione del 29 maggio 2020, l’assicurata ha postulato il 

riconoscimento del diritto ad una rendita intera o subordinatamente tre 

quarti di rendita, mezza rendita o un quarto di rendita. Essa ha pure tra-

smesso svariati documenti medici già agli atti (doc. 333 e segg.). 

B.j Tali documenti sono poi stati sottoposti al dott. L._______, specialista 

in medicina interna generale e perito certificato SIM del SMR, il quale, con 

presa di posizione del 20 giugno 2020, ha rilevato che dagli atti medici tra-

smessi – peraltro di data anteriore rispetto alla perizia del M._______ – non 

risultano patologie finora non valutate oppure nuovi impedimenti funzionali. 

Egli ha dunque confermato le conclusioni della perizia pluridisciplinare del 

2 marzo 2020 (doc. 339). 

B.k Con decisione del 29 giugno 2020, l’UAIE ha respinto la richiesta di 

prestazioni dell’assicurata. L’amministrazione ha in particolare rilevato che 

non era intervenuta una modifica dello stato di salute con ripercussione 

sulla capacità lavorativa dopo la data determinate dell’8 ottobre 2010 e che, 

nonostante le affezioni che affliggono l’assicurata, risultava sempre esigi-

bile l’esercizio di un’attività lavorativa a tempo pieno e pertanto non era 

adempiuto il requisito di un’incapacità al lavoro media del 40% per un anno 

ai sensi dell’art. 28 LAI (doc. 340). 

C.  

C.a Il 14 agosto 2020, l’interessata ha inoltrato ricorso contro la summen-

zionata decisione dell’UAIE dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

(TAF), mediante il quale ha chiesto di riformare la decisione impugnata nel 

senso del riconoscimento del diritto ad una rendita intera, in via subordinata 

a tre quarti di rendita, a mezza rendita o ad un quarto di rendita. A sostegno 

delle proprie conclusioni, la ricorrente ha fatto in particolare valere che, 

contrariamente a quanto valutato dall’UAIE, le affezioni di cui è portatrice 

C-4197/2020 

Pagina 6 

– gravi, degenerative e croniche – rendono impossibile l’esercizio di qual-

siasi attività lavorativa (doc. TAF 1).  

C.b Il 21 settembre 2020, l’insorgente ha provveduto al versamento di un 

anticipo di CHF 820.-, a copertura delle presumibili spese processuali (doc. 

TAF 2 a 5). 

C.c Nella risposta al ricorso del 6 novembre 2020, l’UAIE ha proposto la 

reiezione del gravame e la conferma del provvedimento impugnato. Rin-

viando alle prese di posizione dei dott.i L._______ del 25 ottobre 2020 e 

H._______ del 27 ottobre 2020, l’autorità inferiore ha in sostanza osservato 

come la documentazione medica trasmessa non contiene diagnosi, limiti 

funzionali o elementi nuovi rispetto alla valutazione peritale del M._______, 

le cui conclusioni devono pertanto essere confermate (doc. TAF 7).  

C.d Con replica dell’11 dicembre 2020, l’interessata ha ribadito le argo-

mentazioni e conclusioni ricorsuali, precisando che nella propria valuta-

zione l’UAIE avrebbe, a torto, tenuto conto unicamente delle affezioni psi-

chiche, ignorando le ulteriori problematiche da cui è afflitta ed i conseguenti 

limiti funzionali, che impediscono l’esercizio di qualsiasi attività lavorativa 

(doc. TAF 10). 

Diritto: 

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena 

cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente 

l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 

2 con rinvii). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

C-4197/2020 

Pagina 7 

(art. 59 LPGA e art. 48 cpv. 1 PA), il ricorso è stato interposto tempestiva-

mente (art. 60 LPGA e art. 50 cpv. 1 PA) e rispetta i requisiti previsti dalla 

legge (art. 52 cpv. 1 PA). L’anticipo spese è stato corrisposto entro il ter-

mine impartito (art. 63 cpv. 4 PA). Il ricorso è pertanto ammissibile. 

2.  

2.1 La ricorrente è cittadina di uno Stato membro della Comunità europea, 

risiede in Italia e sussiste un nesso transfrontaliero (DTF 143 V 81, in par-

ticolare consid. 8.1), per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 

0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-

riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-

C-4197/2020 

Pagina 8 

ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-

rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 

2016 consid. 4.2 con rinvii). 

2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

3.  

3.1 Dal profilo temporale si applicano le disposizioni in vigore al momento 

della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giuridica-

mente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 4.3 e 

130 V 445 consid. 1.2 con rinvii, nonché 129 V 1 consid. 1.2). Se le dispo-

sizioni legali si sono modificate nel corso del periodo sottoposto ad esame 

giudiziario, il diritto alle prestazioni si determina secondo le vecchie dispo-

sizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a partire della loro en-

trata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 V 445). 

3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-

mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 29 giugno 2020. 

Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata 

sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata 

resa (DTF 136 V 24 consid. 4.3). Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi 

dopo tale data quando essi possano imporsi quali elementi d'accertamento 

retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 

consid. 1.2; 121 V 362 consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono stretta-

mente connessi all'oggetto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'ap-

prezzamento del giudice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata 

resa (cfr. sentenze del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5; 

9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a 

in fine; nonché cfr., fra le tante, la sentenza del TAF C-1916/2017 del 4 

dicembre 2019 consid. 3.3 con rinvii). 

 

C-4197/2020 

Pagina 9 

4.  

4.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e art. 4 cpv. 1 LAI). 

4.2 Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al guadagno la perdita, 

totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equi-

librato che entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fi-

sica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato 

alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. In caso 

d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere prese in considera-

zione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo d'attività 

(art. 6 LPGA). 

4.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

almeno la metà, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. 

4.4 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto a una rendita se 

la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-

suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-

dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-

capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 

senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-

lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

4.5 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di 

carattere economico-giuridico e non medico (sentenze del TF 

9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17 

gennaio 2011 consid. 3 e relativi riferimenti). In base all'art. 16 LPGA, ap-

plicabile per il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, 

il reddito che l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragio-

nevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione 

di provvedimenti d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una 

situazione equilibrata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito 

che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito 

da valido; metodo generale del raffronto dei redditi). 

C-4197/2020 

Pagina 10 

4.6 L'assicurazione svizzera per l'invalidità risarcisce pertanto, e di princi-

pio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla salute fisica 

o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la conseguente 

incapacità lavorativa. 

5.  

5.1 Per quanto attiene alle regole che reggono la procedura di una nuova 

domanda di rendita, va rilevato che qualora, nell'ambito di una prima do-

manda, la rendita sia stata negata perché il grado d'invalidità era insuffi-

ciente, una nuova domanda è riesaminata soltanto se l'assicurato rende 

verosimile che il grado d'invalidità si è modificato in misura rilevante per il 

diritto alle prestazioni (art. 87 cpv. 2 e 3 OAI [RS 831.201]). Per valutare 

questo aspetto occorre confrontare la situazione al momento della nuova 

decisione con quella esistente al momento dell'ultima decisione cresciuta 

in giudicato che è stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita 

dopo contestuale accertamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle 

prove e determinazione del grado d'invalidità (DTF 130 V 108 e 130 V 71 

consid. 3.2.3). La verosimiglianza richiesta dall'art. 87 cpv. 3 OAI non è la 

verosimiglianza preponderante altrimenti valida nel diritto delle assicura-

zioni sociali. Il grado della prova dell'art. 87 cpv. 3 OAI è attenuato in quanto 

non è necessario che l'amministrazione raggiunga il convincimento, nel 

senso di una prova piena, che rispetto all'ultima decisione cresciuta in giu-

dicato sia effettivamente subentrata una modifica rilevante. Basta piuttosto 

che sussistano almeno certi indizi a favore della circostanza invocata, 

fermo restando comunque la possibilità che la modifica invocata venga poi 

smentita da un più attento esame successivo (sentenza del TF 

9C_68/2007 del 19 ottobre 2007 consid. 4.4 con riferimenti). Adita con una 

nuova domanda, l'amministrazione comincerà con l'esaminare se le alle-

gazioni dell'assicurato sono, in maniera generale, plausibili. Se ciò non do-

vesse essere il caso, potrà di principio liquidare l'istanza senza ulteriori in-

dagini con un rifiuto di entrata nel merito. A tal proposito occorre precisare 

che quanto più breve è il tempo trascorso dalla decisione precedente, tanto 

più rigorosamente l'amministrazione apprezzerà la plausibilità delle allega-

zioni dell'assicurato. Su questo aspetto, l'amministrazione dispone di un 

certo potere d'apprezzamento che il giudice è di principio tenuto a rispet-

tare (sentenza del TF 9C_667/2010 del 28 aprile 2011 consid. 2.1 e 2.2 

nonché relativi riferimenti). Peraltro, allorquando l'autorità inferiore è en-

trata nel merito di una domanda di rendita il giudice non deve esaminarne 

la legittimità (DTF 133 V 108 consid. 5.2 e 109 V 108 consid. 2b). 

C-4197/2020 

Pagina 11 

5.2 Dal momento che l’amministrazione è entrata nel merito della nuova 

domanda di rendita del 4 ottobre 2013, in analogia alle disposizioni sulla 

revisione ai sensi dell'art. 17 LPGA, essa doveva esaminare se tra la situa-

zione esistente al momento dell'ultima decisione cresciuta in giudicato che 

è stata oggetto di un esame materiale del diritto alla rendita, nel caso con-

creto l’8 ottobre 2010 (si veda in particolare consid. A .f del presente giudi-

zio) e la situazione al momento della nuova decisione qui impugnata, ov-

vero il 29 giugno 2020, è intervenuta una modifica significativa del grado 

d'invalidità (sentenze del TF 9C_421/2014 del 21 luglio 2014 consid. 3 e 

9C_418/2010 del 29 agosto 2011 consid. 4.2 e 4.3). 

5.3 Inoltre, va tenuto conto che con sentenza del 16 agosto 2018 questo 

Tribunale ha rinviato gli atti all’autorità inferiore per il completamento 

dell’istruttoria: segnatamente per procedere ad un approfondimento reu-

matologico, ortopedico, neurologico fondato su esami aggiornati e ad una 

dettagliata valutazione del disturbo di salute mentale lamentato dall’assi-

curata (v. in particolare i considerandi 12 e segg. della sentenza C-

561/2015 del 16 agosto 2018). 

6.  

6.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio 

medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in 

merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa 

situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto 

delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 

fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 125 V 351 consid. 3). 

6.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-

ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-

dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-

fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-

tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi 

siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V 

210 consid. 6.2.4; 134 V 231 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore 

C-4197/2020 

Pagina 12 

probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V 

254 consid. 3.3 e 3.4]). 

6.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, esse contengono considera-

zioni specialistiche che possono contribuire ad accertare i fatti, da un punto 

di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo stesso valore probatorio di 

una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono 

atti a mettere in discussione la perizia giudiziaria oppure quella ordinata 

dall'amministrazione. Giova altresì rilevare come debba essere conside-

rato con la necessaria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono 

tendere a pronunciarsi in favore del proprio paziente a dipendenza dei par-

ticolari legami che essi hanno con gli stessi (DTF 137 V 210 consid. 1.3.4; 

134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid. 3b con rinvii). 

6.4 In presenza di rapporti medici contraddittori il giudice non può evadere 

la vertenza senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli 

si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia 

precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i diversi pareri 

medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista medico, 

come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale 

sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 8C_556/2010 del 24 gennaio 

2011 consid. 7.2 e relativi riferimenti). 

6.5 In ambito psichiatrico, la diagnosi deve essere espressa da uno spe-

cialista in psichiatria e fondata sui criteri posti da un sistema di classifica-

zione riconosciuto scientificamente (DTF 141 V 281 consid. 2.1; 130 V 396 

consid. 6.3; sentenza del TF 9C_815/2012 del 12 dicembre 2012 consid. 

3). In presenza di disturbi psichici, in particolare di disturbi da dolore soma-

toforme, di disturbi derivanti da affezioni psicosomatiche assimilate a questi 

ultimi (DTF 140 V 8 consid. 2.2.1.3) oppure di disturbi depressivi di grado 

da leggero a medio (DTF 143 V 409), la capacità lavorativa esigibile di una 

persona che soffre di tali disturbi deve essere valutata sulla base di una 

visione d’insieme, nell’ambito di una procedura d’accertamento dei fatti 

strutturata fondata su indicatori atta a stabilire, da un lato, i fattori invalidanti 

e, dall’altro, le risorse della persona (DTF 141 V 281 consid. 2, 3.4-3.6 e 

4.1 nonché 143 V 418 consid. 6 segg.). Il Tribunale federale ha suddiviso 

gli indicatori per la valutazione della capacità lavorativa in due categorie 

(DTF 141 V 281 consid. 4.1.3), segnatamente categoria “gravità funzio-

nale” (consid. 4.3) con i complessi “danno alla salute” (consid. 4.3.1; risul-

tati e sintomi rilevanti per la diagnosi; successo od insuccesso del tratta-

mento e della reintegrazione; comorbidità), “personalità” (sviluppo e strut-

tura della personalità, funzioni psichiche [consid. 4.3.2] e contesto sociale 

C-4197/2020 

Pagina 13 

[consid. 4.3.3]) nonché categoria “coerenza” (aspetti del comportamento 

[consid. 4.4] in rapporto alla limitazione uniforme dei livelli di attività in tutti 

gli ambiti della vita paragonabili [consid. 4.4.1] ed alla sofferenza dimo-

strata secondo l’anamnesi in vista di un trattamento o di una reintegrazione 

[consid. 4.4.2]). Fermo restando che una procedura probatoria strutturata, 

secondo la DTF 141 V 281, non è necessaria se l'incapacità lavorativa è 

negata sulla base di rapporti con forza probante allestiti da medici specia-

listi e se eventuali valutazioni contrarie non hanno valenza probatoria, per 

esempio perché i referti provengono da medici senza qualifica specialistica 

o perché vi sono altre ragioni (DTF 143 V 409 consid. 4.5). 

7.  

7.1 Dalla documentazione prodotta nell’ambito della procedura di revisione 

terminata con la decisione di soppressione del quarto di rendita l’8 ottobre 

2010, ed in particolare dalla perizia pluridisciplinare del 21 ottobre 2009 del 

(D._______), esperita dai dott.i E._______ e F._______, è emerso che l’as-

sicurata soffriva segnatamente di un disturbo doloroso somatoforme F45 a 

partire dal 1997, di un disturbo depressivo ricorrente (all’epoca disturbo di 

media entità con sindrome somatica F33.11 dal 1999), di discopatie cervi-

cali con ernia discale in C3 e C4 (1999), di disturbi statici moderati del ra-

chide e di un’ipertensione arteriosa trattata. I periti avevano concluso che 

si trattasse di diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa, atte-

stando dunque un’abilità del 100%, sia da un punto di vista somatico, che 

psichico, ed in qualsiasi attività potenzialmente esigibile, compresa la pre-

cedente attività di addetta alle pulizie (v. segnatamente doc. 122).  

7.2 Con la domanda di riesame del 4 ottobre 2013, la ricorrente ha fatto 

valere un peggioramento della sua situazione valetudinaria ed ha prodotto 

in particolare:  

- il referto medico del 19 giugno 2013 con cui il dott. O._______ del 

servizio di reumatologia dell’ospedale di (...), ha precisato che i ri-

scontri clinici erano compatibili con una sindrome fibromialgica e che 

raccomandava il depistaggio dell’organicità a livello disco vertebrale, 

cervicale e lombare (cfr. doc. 165); 

- il referto medico del 28 giugno 2013 del dott. P._______, psichiatra, 

il quale, dopo aver ricordato che la paziente era in cura presso l’Unità 

di salute mentale dal 2006 e che il livello di ansietà medio-alto era 

costante nel tempo, ha diagnosticato un disturbo depressivo ansioso 

persistente (F 34.10 CIE 10; doc. 166); 

C-4197/2020 

Pagina 14 

- il certificato del 15 luglio 2013 della dott.ssa Q._______, in cui il me-

dico di famiglia ha diagnosticato ipertensione arteriale, asma bron-

chiale, disturbo ansioso depressivo persistente, artropatia degenera-

tiva e sindrome fibromialgica (doc. 164); 

- il certificato medico del 12 settembre 2013 del dott. R._______, spe-

cializzato in chirurgia ortopedica e traumatologia, il quale ha in parti-

colare diagnosticato una cervicalgia contratturale, una cervicobra-

chialgia bilaterale, una cervicoartrosi maggiormente avanzata in C3-

C4-C5 e C6, una spalla destra dolorante per artropatia dell’acromion-

clavicolare, tendinopatia calcarea con rottura parziale del sovraspi-

noso, tendinopatia calcarea dell’infraspinoso e tendinopatia calcarea 

del sub-scapolare e liquido nella sacca subracromion deltoidea, una 

dorso-lombalgia con componente sciatalgica bilaterale cronicizzata, 

una dorso-lombo artrosi con discreta scoliosi dorsale-lombare, una 

protrusione discale L1 e L2-L3, una protrusione ernia discale L5-S1 

con predominanza paramediale sinistra che preme sullo spazio epi-

durale anteriore ed una fibromialgia con digitopressione positiva 

15/18 secondo i criteri ACR. Lo specialista ha inoltre precisato che la 

paziente risultava clinicamente molto compromessa dalla patologia, 

che le provocava una grave incapacità ai fini dello svolgimento di 

un’attività lavorativa (doc. 163);    

- il certificato medico del 18 marzo 2014, della dott.ssa S._______, 

neurologa, secondo cui la ricorrente all’esame obiettivo non risultava 

presentare particolari anomalie. La specialista ha inoltre analizzato 

le risonanze magnetiche lombari e cervicali del 2011, concludendo 

che l’assicurata soffriva di cefalea cronica dovuta a tensione (doc. 

202); 

- il certificato medico del 5 marzo 2014 del dott. T._______ del centro 

di salute mentale dell’Ospedale di (...), il quale ha confermato i sin-

tomi lamentati dall’assicurata, diagnosticando una distimia (doc. 199, 

pag. 1);  

- la perizia medica particolareggiata E213 eseguita in data 27 marzo 

2014 dal dott. U._______, la cui specializzazione non è nota, nella 

quale ha rilevato che l'assicurata non presentava particolari deficit 

funzionali agli arti superiori ed inferiori, ma che andava nondimeno 

tenuto conto dei seguenti limiti funzionali: luogo di lavoro senza fumo, 

gas e vapori, senza lavoro a turni, assenza di frequenti flessioni, tra-

sporto e sollevamento di pesi oppure salita di piani inclinati, scale o 

C-4197/2020 

Pagina 15 

scale a pioli). Infine, il perito ha concluso che essa era in grado di 

svolgere regolarmente lavori leggeri e di lavorare ad uno schermo, 

che era autonoma nell’esercizio della sua attività professionale sia 

sul posto di lavoro, sia a domicilio, specificando che essa non era più 

in grado di esercitare la sua precedente attività di addetta alla pulizia 

me che era nondimeno in grado di svolgere a tempo pieno un lavoro 

adattato ai suoi limiti funzionali (doc. 193);  

7.3 Nella sentenza di rinvio del 16 agosto 2018, il TAF aveva considerato 

che l’istruttoria esperita dall’autorità inferiore non era stata sufficientemente 

approfondita, mancando in particolare dettagliati approfondimenti 

reumatologici/ortopedici e neurologici fondati su esami –  segnatamente 

risonanze magnetiche – recenti e che tematizzassero l’eventuale natura 

somatica dei dolori lamentati dall’assicurata e la capacità funzionale delle 

articolazioni. Inoltre, questo Tribunale aveva richiesto pure una dettagliata 

e completa valutazione psichiatrica.  A tal proposito, il TAF aveva segnalato 

che gli ulteriori accertamenti dovevano in particolare permettere di valutare 

l’evoluzione dello stato di salute dell’interessata e un’eventuale 

peggioramento dello stesso posteriore al 2010, così come il suo influsso 

sulla capacità lavorativa.  

7.4 In corso di procedura, la ricorrente ha ancora prodotto i seguenti docu-

menti medici:  

- la valutazione neurologica del 25 febbraio 2019, con cui il dott. 

V._______, ha constatato uno stato neurologico nella norma e rac-

comandato di considerare la possibilità di ridurre la cura farmacolo-

gica impostata, che causerebbe difficoltà di concentrazione e atten-

zione (doc. 337); 

- il referto ortopedico del 12 agosto 2019 del dott. Z._______, in cui lo 

specialista ha ripreso le diagnosi e valutazioni del dott. R._______ 

(cfr. doc. 163) e precisato che la paziente non sopportava trattamenti 

fisioterapeutici ma che seguiva una cura farmacologica impostata dal 

centro per la terapia del dolore (doc. 311); 

- il certificato medico del dott. T._______ del 25 settembre 2019, con 

cui rilevava che alla paziente è stato diagnosticato un disturbo 

dell’adattamento con sintomatologia ansioso depressiva con decorso 

cronico e le ha prescritto una cura farmacologica (doc. 312); 

C-4197/2020 

Pagina 16 

- la valutazione reumatologica del 1° agosto 2019 con il quale il dott. 

O._______ ha confermato le sue precedenti valutazioni e rivisto la 

cura farmacologica impostata (doc. 315). 

7.5 Con perizia pluridisciplinare del M._______ del 2 marzo 2020, eseguita 

su incarico dell’amministrazione e redatta dalle dott.sse Aa._______, spe-

cialista in medicina interna e medico perito SIM, e Bb._______, specialista 

in medicina interna generale e medico perito SIM, con il coinvolgimento dei 

dott.i Cc._______ (reumatologo), Dd._______ (neurologo) e Ee._______ 

(psichiatra), gli specialisti hanno fatto esperire esami di laboratorio ed 

esami radiologici (radiografia del torace, della colonna cervicale e della co-

lonna lombare) e  posto le seguenti diagnosi (doc. 318 pag. 47 e segg.): 

Diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa 

Nessuna. 

Diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa 

Fibromialgia di tipo primario. 

Sindrome cervico-vertebrale su iniziali alterazioni di tipo degenerativo della 

colonna cervicale. 

Sindrome lombo-vertebrale su iniziali discopatie soprattutto L4-L5 e L5-S1 

e scoliosi destro-convessa lombare. 

Sindrome somatoforme da dolore persistente (ICD1 O-F45.4). 

Distimia (ICD1 O-F34.1). 

Ipertensione arteriosa trattata da più di dieci anni con duplice terapia antii-

pertensiva e buon controllo emodinamico. 

Asma bronchiale attualmente non sintomatica: 

- nota pollinosi allergica; 

- patologia respiratoria infantile non meglio specificata DD infettiva. 

Ernia iatale con reflusso gastro-esofageo in trattamento con inibitore della 

pompa protonica: 

- stato dopo gastriti anamnestiche. 

Stitichezza cronica con/su: 

- nota sindrome emorroidale; 

- componente farmacologica su atte dosi di terapia oppiacea. 

C-4197/2020 

Pagina 17 

Instabilità posturale e disturbi cognitivi di verosimile natura farmacologica 

su terapia psichiatrica e oppiacea. 

Difficoltà alla minzione/vescica da sforzo su terapia farmacologica. 

Ipovitaminosi D a 22, 1 ng/ml non sostituita: 

- in atto trattamento con bifosfonati per osteoporosi. 

lpertrigliceridemia a 2,0 mmol/l. 

7.5.1 La dott.ssa Bb._______ ha precisato che, dal punto di vista interni-

stico, la ricorrente non presentava particolari problematiche e che ad ogni 

modo le diagnosi di questa natura non comportavano, e non hanno mai 

comportato, limitazioni prolungate della capacità lavorativa o del rendi-

mento. Essa ha dunque attestato un’abilità del 100% nell’ultima attività di 

ausiliaria di pulizia ed in altre attività adeguate (pag. 37 e segg.). 

7.5.2 Dal punto di vista reumatologico il dott. Cc._______ ha rilevato che 

l’esame clinico ha evidenziato “la presenza di un quadro a carattere fibro-

mialgico con tutti i tender points necessari per questa diagnosi” e con “tutta 

una serie di disturbi funzionali che ben si associano a questa diagnosi”. 

Egli ha inoltre indicato di non aver riscontrato limitazioni significative della 

mobilità della colonna cervicale e lombare e neppure delle sindromi cer-

vico-vertebrali o lombo-vertebrali importanti ed in particolare nessun segno 

di compressivi o irritativi radicolari. Ha poi sottolineato che le diagnosi di 

natura reumatologica (fibromialgia di tipo primario, sindrome cervicoverte-

brale su iniziali alterazioni di tipo degenerativo della colonna e sindrome 

lombo-vertebrale su iniziali discopatie soprattutto L4-L5 e L5-S 1 con as-

sociata scoliosi destro-convessa lombare) non presentano effetti sulla ca-

pacità lavorativa a decorrere dal 29 gennaio 2010, come peraltro già atte-

stato dalla precedente perizia. Dal punto di vista reumatologico egli ha dun-

que giudicato l’interessata totalmente abile sia nella precedente attività di 

ausiliaria di pulizia, sia in altre attività adeguate (pag. 37 e segg. e 89 e 

segg.). 

7.5.3 Dal punto di vista neurologico, il dott. Dd._______ ha rilevato che 

“l’attuale stato neurologico è risultato del tutto nella norma, in particolare 

non vi sono dei segni clinici di patologie endocraniche o midollare, nessun 

argomento clinico e anamnestico di radicolopatie cervicali o lombari o di 

altre neuropatie periferiche. (…) Nel 2014 la paziente è già stata sottoposta 

ad una visita neurologica in Spagna, ricordo che in quell’occasione lo stato 

neurologico, come ora, è stato descritto come del tutto nella norma”. Egli 

ha inoltre precisato che la sintomatologia algica diffusa è stata valutata 

nell’ambito delle perizie in ambito psichiatrico e reumatologico e che “in 

C-4197/2020 

Pagina 18 

pratica non risulta una diagnosi neurologica e dal lato strettamente neuro-

logico non emergono delle incapacità lavorative” (pag. 73 e segg.).   

7.5.4 Dal punto di vista psichiatrico, il dott. Ee._______ ha spiegato che il 

percorso esistenziale della ricorrente è stato pesantemente segnato dalla 

tragica perdita della figlia a pochi giorni dal parto e dall’impossibilità di su-

perare tale evento. Egli ha posto le diagnosi di sindrome somatoforme da 

dolore persistente (ICD-10 F 45.4), in associazione ad una distimia (ICD-

10 F 43.1) e precisato che esse sono senza influsso sulla capacità a partire 

dal 2010 (cfr. segnatamente pag. 107 e segg.).  

7.5.5 Tramite valutazione globale interdisciplinare consensuale i periti 

hanno evidenziato che l’assicurata – nonostante la sua situazione valetu-

dinaria ed una personalità semplice con una bassa tolleranza allo stress, 

poche risorse e poca resilienza – non presenta limitazioni funzionali, né dal 

punto di vista somatico, né da quello psichiatrico. Ragion per cui a decor-

rere dal 2010 era da considerarsi totalmente abile al lavoro, sia nella pre-

cedente attività di ausiliaria di pulizia, sia in altre attività adeguate. Per quel 

che attiene alla presa a carico, essi hanno indicato che non vi erano pro-

poste terapeutiche ma che dal punto di vista reumatologico la terapia in 

atto (derivati oppiacei ad alto dosaggio) è ritenuta inadeguata (pag. 44 e 

segg.).  

7.6 Dal canto loro, con valutazione medico-legale del 7 aprile 2020 i medici 

SMR G._______ e H._______, hanno confermato la correttezza delle va-

lutazioni dei periti del M._______, in particolare la piena capacità lavorativa 

a decorrere da ottobre 2010 (doc. 331).  

7.7 Con breve certificato medico del 20 luglio 2020 la dott.ssa Ff._______, 

la cui specializzazione non è nota, ha confermato le note diagnosi, alle-

gando una lista dei medicamenti prescritti alla paziente (doc. TAF 1).  

7.8 Con referto del 21 luglio lo psicologo Gg._______ ha rilevato che alla 

paziente è stato diagnosticato un disturbo dell’adattamento con sintomato-

logia ansioso depressiva, evoluta verso una distimia e che la stessa pre-

senta una sintomatologia caratteristica per la sua situazione valetudinaria 

e segnatamente tristezza, pessimismo, sensazione di fallimento, insoddi-

sfazione, apatia, mancanza di motivazione, isolamento sociale, crisi di 

pianto, oltre che un livello di ansia moderato-alto (doc. TAF 1).  

C-4197/2020 

Pagina 19 

7.9 Con presa di posizione del 25 ottobre 2020, il dott. L._______ ha riba-

dito che dalla documentazione prodotta non risultano diagnosi nuove op-

pure deficit funzionali in aumento suscettibili di modificare le precedenti va-

lutazioni (doc. TAF 7).  

7.10 Con presa di posizione del 27 ottobre 2020, il dott. H._______ ha ri-

levato che i documenti trasmessi non apportavano elementi supplementari 

rispetto alla situazione analizzata dal M._______ e che di conseguenza 

non sussistevano ragioni mediche per scostarsi dalle conclusioni della 

stessa (doc. TAF 7). 

8.  

8.1 Da quanto precede, risulta dunque che nell’ambito della perizia del 

M._______ del 2 marzo 2020 – come richiesto da questo Tribunale con la 

menzionata sentenza del 16 agosto 2018 – sono stati esperiti approfondi-

menti reumatologici e neurologici fondati su esami clinici recenti (radiogra-

fia del torace e della colonna lombare e cervicale) e un dettagliato consulto 

specialistico in psichiatria.  

8.2 Alla luce degli esiti di tali accertamenti, che hanno evidenziato l’as-

senza di un peggioramento della situazione valetudinaria della ricorrente, 

rispettivamente uno stato di salute sovrapponibile con quanto emerso nel 

corso della perizia del 29 gennaio 2010, e considerate in particolare anche 

le valutazioni sostanzialmente concordanti degli specialisti in merito 

all’evoluzione delle affezioni reumatologiche, neurologiche e psichiatriche 

– così come alla loro ininfluenza sulla capacità lavorativa dopo ottobre 

2010 – e tenuto inoltre conto che la ricorrente non ha prodotto alcun atto 

medico contenente una sostanziale e motivata diversa valutazione della 

sua capacità lavorativa rispetto alla perizia del M._______ – confermata a 

più riprese anche dagli specialisti del SMR – non vi è motivo per questa 

Corte di scostarsi dall’apprezzamento delle risultanze processuali di cui 

alla decisione impugnata.  

8.3 Affezioni reumatologiche  

Il reumatologo – dott. Cc._______ – ha indicato di non aver riscontrato un 

peggioramento dello stato di salute rispetto a gennaio 2010 e neppure par-

ticolari limitazioni funzionali imputabili alle diagnosi di natura reumatolo-

gica. Motivo per cui ha attestato una piena capacità lavorativa a decorrere 

dal 29 gennaio 2010. D’altronde neppure il dott. O._______, il quale ha 

C-4197/2020 

Pagina 20 

esaminato la paziente a più riprese, ha mai attestato un’incapacità lavora-

tiva per motivi reumatologici. Il dott. U._______, con perizia E213 del 27 

marzo 2014, aveva riscontrato mobilità e andatura nella norma, con as-

senza di deficit funzionali per quanto riguarda sia gli arti superiori che gli 

arti inferiori con la possibilità di svolgere a tempo pieno un’attività lavorativa 

adeguata (segnatamente un’attività con assenza di frequenti flessioni, tra-

sporto e sollevamento di pesi oppure salita di piani inclinati, scale o scale 

a pioli).  Infine, unicamente i dott.i R._______ e Z._______, nonostante 

abbiano riscontrato un quadro valetudinario analogo a quello evidenziato 

dai periti del M._______, hanno attestato una capacità lavorativa compro-

messa. Si tratta nondimeno di una valutazione che contrasta con il parere 

degli altri specialisti che si sono occupati del caso e che non è stata moti-

vata in maniera approfondita e concludente. Di conseguenza, il valore pro-

batorio di tale referto è limitato e non è suscettibile di mettere in discussione 

le conclusioni del perito del M._______. La ricorrente non ha pertanto reso 

verosimile un peggioramento duraturo delle affezioni di natura ortope-

dica/reumatologica con incidenza sulla capacità lavorativa e la valutazione 

del dott. Cc._______, che ha attestato una piena capacità lavorativa, va 

confermata.  

8.4 Affezioni neurologiche 

Il dott. Dd._______ ha rilevato che lo stato neurologico era da ritenersi nella 

norma, senza indizi di radicolopatie cervicali o lombari o di altre neuropatie 

periferiche. Già la dott.ssa S._______ aveva riscontrato l’assenza di pro-

blematiche importanti (doc. 202). Più recentemente, il 25 febbraio 2019, 

pure il dott. V._______ ha confermato l’assenza di problematiche neurolo-

giche rilevanti. Egli ha nondimeno sottolineato la sussistenza di difficoltà di 

concentrazione e attenzione dovute ai farmaci assunti, raccomandando 

una rivalutazione da parte degli specialisti che hanno impostato tale cura 

(doc. 337). Non risulta altresì dagli atti di causa, un rapporto di uno specia-

lista neurologo da cui emerga un’incapacità lavorativa per motivi neurolo-

gici. Anche sotto questo profilo, la valutazione del perito M._______ deve 

pertanto essere confermata. 

8.5 Affezioni psichiatriche 

8.5.1 Dal profilo psichiatrico, il perito ha in sostanza confermato diagnosi e 

sintomatologia attestate dagli specialisti curanti, in particolare l’evoluzione 

verso una distimia già rilevata dal dott. T._______ (cfr. doc. 199 e 312). Egli 

ha inoltre evidenziato, così come avevano peraltro già attestato i prece-

denti periti nel 2009 (v. doc. 122 e consid. A.e del presente giudizio) che 

C-4197/2020 

Pagina 21 

tali problematiche non presentano e non hanno presentato conseguenze 

sulla capacità lavorativa, perlomeno a decorrere da gennaio 2010. Dal 

canto suo l’interessata non ha prodotto alcun referto specialistico in cui 

viene attestata un’incapacità lavorativa a causa delle affezioni psichiatriche 

di cui è portatrice. Una piena capacità lavorativa è inoltre stata confermata 

anche dal dott. H._______, specialista in psichiatria del SMR (doc. 331 e 

doc. TAF 7). 

8.5.2 Va ancora rilevato che l’esecuzione di una procedura probatoria strut-

turata ai sensi della giurisprudenza di cui alla DTF 141 V 281 non è neces-

saria allorquando, come nel caso concreto, non sussiste un’incapacità la-

vorativa dal punto di vista psichiatrico e reumatologico-neurologico e tale 

conclusione è fondata su dei referti dettagliati e completi, nei quali i periti 

hanno preso posizione in maniera esaustiva in merito al danno alla salute 

– tra l’altro svolgendo dettagliati esami strumentali e ponendo una diagnosi 

con codice ICD, tematizzando le possibilità di successo dei trattamenti di-

sponibili – così come gli effetti congiunti delle diverse affezioni. I periti si 

sono pure chinati sulla questione delle risorse dell’insorgente e della facoltà 

di svolgere un’attività lavorativa alla luce della sua situazione valetudinaria. 

Essi hanno in particolare ribadito che, nonostante la ricorrente presenti ri-

sorse e resilienza limitate, un’attività a tempo pieno è sempre stata esigi-

bile. Peraltro, la totale capacità lavorativa è stata determinata di comune 

accordo tra i periti, sulla base di rapporti con forza probante allestiti da me-

dici specialisti (cfr. doc. 318, segnatamente pag. 44 e segg., nonché pag. 

107 e segg.). Non è pertanto necessario nel caso di specie né di fare espe-

rire una nuova perizia pluridisciplinare né di richiedere un complemento 

alla perizia pluridisciplinare del M._______ del 2 marzo 2020, referto cui 

può essere attribuito pieno valore probatorio.  

8.6 Conclusioni 

In virtù delle suesposte considerazioni, questo Tribunale non ha fondato 

motivo di scostarsi dalle conclusioni peritali del 2 marzo 2020, in linea con 

le precedenti valutazioni dei dott.i E._______ e F._______ e degli speciali-

sti spagnoli, e pure corroborate dalle valutazioni dei dott.i G._______ e 

H._______ del SMR. Da tali dettagliati referti non emergono infatti contrad-

dizioni di sorta. Inoltre nessun documento medico agli atti è suscettibile di 

mettere in dubbio le conclusioni complete, motivate ed esaustive tratte dai 

periti riguardo alle varie affezioni lamentate dall’assicurata e segnatamente 

all’assenza di ripercussioni sulla capacità lavorativa nel periodo determi-

nante. 

C-4197/2020 

Pagina 22 

8.7 Risulta quindi provato con il grado della verosimiglianza preponderante 

valido nelle assicurazioni sociali che a decorrere da ottobre 2010 l’interes-

sata è stata abile al 100% sia nella precedente attività di ausiliaria di pulizia, 

sia in altre attività adeguate e perlomeno fino alla data della decisione im-

pugnata. 

8.8 Per conseguenza, la censura secondo cui l’assicurata sarebbe com-

pletamente inabile in qualsiasi attività non trova alcun riscontro serio e og-

gettivo negli atti di causa e dev’essere respinta, non sussistendo per que-

sta Corte alcun motivo di scostarsi dalla convincente e motivata valuta-

zione di cui alla perizia pluridisciplinare del M._______ con riferimento ad 

una piena capacità lavorativa della ricorrente dal profilo neurologico, psi-

chiatrico e ortopedico-reumatologico.   

9.  

Per quel che concerne la possibilità per la ricorrente di sfruttare la capacità 

lavorativa sul mercato del lavoro equilibrato, questo Tribunale rileva che al 

momento in cui è stata effettuata la perizia del M._______, la ricorrente 

aveva 57 anni ed era in grado di svolgere a tempo pieno la precedente 

attività di ausiliaria di pulizia, nonché ogni altra attività adeguata. Pertanto, 

nonostante l’età di 57 anni al momento decisivo, nel caso concreto la ca-

pacità lavorativa è senz’altro sfruttabile in un mercato del lavoro equilibrato 

(cfr. in particolare le sentenze del TF 9C_98/2021 del 31 maggio 2021 con-

sid. 5.3 con rinvii e 9C_774/2016 del 30 giugno 2017 consid. 5.3). 

10.  

Da quanto esposto, consegue che il ricorso della ricorrente non merita tu-

tela e la decisione impugnata va confermata.  

11.   

11.1 Visto l’esito della causa, le spese processuali di CHF 800.- sono poste 

a suo carico (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. b del regolamento del 

21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al 

tribunale amministrativo federale [TS-TAF {RS 173.320.2}]). Esse sono 

computate con l’anticipo spese di CHF 820.-, versato dall’insorgente il 21 

settembre 2020. La differenza di CHF 20.- sarà restituita alla ricorrente al-

lorquando il presente giudizio sarà cresciuto in giudicato. 

11.2 All’insorgente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per 

spese ripetibili (art. 64 PA in combinazione con l’art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF a 

contrario). Peraltro, le autorità federali, quand’anche vincenti, non hanno di 

C-4197/2020 

Pagina 23 

principio diritto a un’indennità a titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS_TA), salvo 

eccezioni on ravvisabili nel caso concreto (cfr., fra l’altro, DTF 127 V 205). 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-4197/2020 

Pagina 24 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto.  

2.  

Le spese processuali di CHF 800.- sono poste a carico della ricorrente. 

L’anticipo sulle presumibili spese processuali di CHF 820.-, versato dall’in-

sorgente il 21 settembre 2020, è computato con le spese processuali. L’im-

porto di CHF 20.- sarà restituito alla ricorrente allorquando il presente giu-

dizio sarà cresciuto in giudicato. 

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili.  

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante della ricorrente (Raccomandata con avviso di 

ricevimento),  

– autorità inferiore (n. di rif. […]; Raccomandata), 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna (Raccomandata). 

 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Vito Valenti Oliver Engel 

 

 

 

 I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-4197/2020 

Pagina 25 

      

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e 

segg. e 100 LTF). Il termine è reputato osservato se gli atti scritti sono 

consegnati al Tribunale federale oppure, all'indirizzo di questo, alla posta 

svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare svizzera al più 

tardi l'ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Gli atti scritti devono 

contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova ed 

essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

Data di spedizione: