# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 7000e905-d0b7-589f-9fc7-9e7ba3544fa4
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-10-16
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 16.10.2009 C-7213/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-7213-2007_2009-10-16.pdf

## Full Text

Corte II I
C-7213/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 6  o t t o b r e  2 0 0 9

Giudici Vito Valenti (presidente del collegio), 
Michael Peterli e Madeleine Hirsig, 
cancelliera Marcella Lurà.

A._______,
rappresentata dal Patronato INCA, Ufficio legale,
ricorrente,

contro

Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 
assicurati residenti all'estero (UAIE),
avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 
1211 Ginevra 2,
autorità inferiore.

Assicurazione per l'invalidità (decisione del 
21 settembre 2007).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

C-7213/2007

Fatti:

A.
A._______,  cittadina  italiana,  nata  il  (...),  coniugata  con  figli,  ha 
lavorato  in  Svizzera  dal  maggio  del  1987  al  febbraio  del  1999  alle 
dipendenze della B._______ in qualità di ausiliaria di pulizie (doc. 2-1 
e 11-1), solvendo contributi all'assicurazione svizzera per la vecchiaia, 
i superstiti e l'invalidità durante tale periodo (doc. 3-1 nonché doc. 8-4). 
Ha interrotto il lavoro a causa di malattia dal 3 febbraio 1999 ed è stata 
licenziata con effetto al 31 luglio 2000 (doc. 11-1). L'8 gennaio 2001, 
ha  formulato  una  richiesta  volta  all'ottenimento  di  una  rendita 
dell'assicurazione svizzera per l'invalidità (doc. 2-1).

B.
Nel  corso  dell'istruttoria,  l'Ufficio  dell'assicurazione  invalidità  del 
Cantone C._______ (Ufficio  AI)  ha in  particolare  assunto agli  atti  la 
seguente documentazione:

• un rapporto operatorio del 22 aprile 1999 del dott. D._______, 
specialista  in  neurochirurgia,  in  cui  è,  da  un  lato,  posta  la 
diagnosi  di  ernia discale lombare L4-L5 mediolaterale sinistra 
e, dall'altro, segnalato che l'interessata è stata sottoposta ad un 
intervento chirurgico per discectomia L4-L5 sinistra (doc. 10-3);

• un  rapporto  di  visita  medica  del  2  giugno  1999  del  dott. 
E._______,  specialista  in  neurochirurgia,  nel  quale  è 
evidenziato che la paziente presenta segnatamente parestesie 
a livello del 1° dito del piede sinistro nonché diminuzione della 
sensibilità  e  dolori  intermittenti  nel  territorio  L5,  proposto  un 
trattamento  di  fisioterapia  e  confermata  una  completa 
incapacità lavorativa ancora per un mese (doc. 7-3);

• un referto di radicolografia e mielotomografia (colonna lombare) 
del 10 novembre 1999 (doc. 7-2);

• un'attestazione del 15 novembre 1999 del dott. E._______, da 
cui  risulta  che  l'interessata  è  stata  ricoverata  dal  4  al  5 
novembre 1999 per recidiva di ernia discale L4-L5 sinistra (doc. 
7-1);

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• un  rapporto  operatorio  del  17  novembre  1999  del  dott. 
E._______  concernente  l'intervento  chirurgico  per  revisione, 
decompressione,  adesiolisi  e  asportazione  dei  frammenti  di 
disco L4-L5 sinistra (doc. 7-6 nonché doc. 10-1);

• una relazione di dimissione del 20 gennaio 2000 concernente il 
ricovero  dal  16  al  21  novembre  1999,  in  cui  è,  da  un  lato, 
evidenziata la diagnosi di recidiva di ernia discale a livello L4-
L5 e, dall'altro, indicato che la paziente è stata sottoposta ad 
intervento  chirurgico  di  ripresa  di  laminectomia  L4-L5  per 
discectomia a livello L4-L5 a sinistra (doc. 7-8);

• la  perizia  medica  dettagliata  E  213  della  previdenza  sociale 
italiana del  18 dicembre 2000,  in  cui  è  segnalata  la  diagnosi 
segnatamente  di  lombosciatalgia  a  sinistra  su  pregressa 
discectomia  L4-L5  e  postulata  un'invalidità  del  30% sia  nella 
precedente attività che in un'attività sostitutiva adeguata (doc. 
9-1);

• i rapporti medici del 24 e 26 febbraio 2001 del dott. F._______, 
nei  quali  è  stata  posta  la  diagnosi  segnatamente  di  ernia 
discale L4-L5 (1999), intervento chirurgico di emilaminectomia 
per ernia discale L4-L5 (22.04.1999), recidiva di ernia discale 
L4-L5 a sinistra (15.11.1999), ripresa di intervento chirurgico di 
laminectomia  L4-L5  per  discectomia  L4-L5  a  sinistra  e 
lombosciatalgia  sinistra  cronica  con  limitazione  funzionale  e 
ritenuta  un'incapacità  lavorativa del  100% dall'aprile  del  1999 
(doc. 12-1 e 12-2);

• il questionario per l'assicurato del 15 marzo 2001 (doc. 13-2);

• i  questionari  per  il  datore di  lavoro del  23  marzo e  24 aprile 
2001 (doc. 11-1 e 17-1).

C.
Nel  suo  rapporto  del  14  novembre  2001,  il  dott.  G._______,  dopo 
avere  evidenziato  la  diagnosi  segnatamente  di  operazione  di  ernia 
discale  L4-L5  sinistra  (aprile  1999)  con  rioperazione  per  recidiva 
(novembre 1999),  è giunto alla  conclusione che l'interessata doveva 
essere sottoposta ad una perizia reumatologica (doc. 20-1).

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D.
Dopo aver esaminato personalmente  l'assicurata il  5  dicembre 2001 
ed aver analizzato la documentazione medica assunta (la paziente è 
stata  altresì  sottoposta  ad  esami  di  laboratorio  nonché  ad  esami 
radiologici), il dott. H._______, specialista in reumatologia e medicina 
interna,  nel  suo  referto  peritale  del  5  dicembre  2001,  ha  posto  la 
diagnosi di sindrome cervicospondilogena a destra cronica, sindrome 
radicolare  residuale  L5  a  sinistra  in  esito  da  discectomia  L4-L5  il 
22 aprile 1999 e operazione di  recidiva il  17 novembre 1999 nonché 
alterazioni degenerative lombari con osteocondrosi bisegmentali L4-L5 
e  L5-S1,  disturbi  statici  del  rachide,  decondizionamento  e  sbilancio 
muscolare,  periartropatia  omeroscapolare  destra,  periartropatia 
dell'anca  sinistra  e  obesità  (peso  76,5  kg/statura  167  cm).  Il  dott. 
H._______  ha  constatato  che  l'esercizio  della  precedente  attività  di 
ausiliaria di cure non sarebbe più stato esigibile (incapacità al lavoro 
del 100% nella precedente attività a decorrere da febbraio 1999). Ha 
nondimeno ritenuto l'assicurata abile al 100% in un'attività sostitutiva 
adeguata  alle  sue  condizioni  (attività  con  sollevamento  di  pesi  non 
superiori ai 10 kg, che consenta un cambiamento della posizione del 
rachide  e  senza  movimenti  di  flessione  e  rotazione  della  colonna 
vertebrale), da subito, a condizione che l'interessata si sottoponga ad 
una  terapia  di  riabilitazione  funzionale  della  muscolatura  con 
ricondizionamento  della  stessa  e  calo  ponderale  (almeno  10  kg). 
Infine,  ha  concluso che  la  medesima presenta  un'invalidità  del  50% 
come casalinga (doc. 22-1).

E.

E.a Nel  suo  rapporto  del  13  giugno  2002,  il  dott.  G._______  ha 
ritenuto,  in  virtù  della  citata  perizia,  un'incapacità  al  lavoro 
dell'interessata  del  100%  nella  precedente  attività  di  ausiliaria  di 
pulizia, ma un'abilità del 100% in un'attività leggera confacente al suo 
stato  di  salute,  ossia  in  un  lavoro  con  sollevamento  di  pesi  non 
superiore  ai  10  kg,  che  consenta  un  cambiamento  frequente  della 
posizione  e  non  comporti  la  necessità  di  rimanere  seduti  nella 
medesima posizione con rotazioni ripetitive del rachide (doc. 24-1).

E.b Nel  rapporto  del  15  ottobre  2002,  la  consulente  I._______,  del 
Servizio integrazione professionale dell'AI, ha reputato che l'assicurata 
non è  più  in  grado  di  svolgere  la  precedente  attività  di  ausiliaria  di 
cure.  Ha  comunque  considerato  siccome  esigibile  da  parte  della 

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medesima l'esercizio di un'attività sostitutiva leggera adeguata alle sue 
condizioni,  segnatamente di  un lavoro con sollevamento di  pesi  non 
superiore  ai  10  kg,  che  consenta  un  cambiamento  frequente  della 
posizione  e  non  comporti  la  necessità  di  rimanere  seduti  nella 
medesima posizione con rotazioni ripetitive del rachide. La consulente 
ha infine proceduto ad un calcolo comparativo dei redditi, dal quale è 
risultato  che,  svolgendo  attività  semplici  e  ripetitive,  l'assicurata 
subirebbe una perdita di guadagno del 40% ( fr. 39'000.-- - fr. 23'730.-- 
[25% di fr. 31'460.--] x 100 : fr. 39'000.-- ; doc. 27-1).

E.c Da una nota interna dell'Ufficio AI del 2 dicembre 2002 risulta che 
il  calcolo  comparativo  dei  redditi  andava  corretto.  L'assicurata 
presenterebbe in effetti  un grado d'invalidità  del  39,15 % (e non del 
40%). La richiesta di prestazioni dovrebbe quindi essere respinta (doc. 
30-1).

E.d Nel  suo  rapporto  del  3  dicembre  2002,  il  dott.  G._______  ha 
confermato,  dopo esame degli  atti  di  causa,  la  valutazione riguardo 
alle limitazioni funzionali dell'interessata (di cui alla presa di posizione 
del 13 giugno 2002) (doc. 32-1).

F.
Con  progetto  di  decisione  del  6  dicembre  2002,  l'Ufficio 
dell'assicurazione  invalidità  del  Cantone  C._______  ha  comunicato 
all'interessata che la richiesta di prestazioni sarebbe stata respinta ed 
ha concesso a quest'ultima la facoltà di formulare, nel  termine di  14 
giorni, delle obiezioni per iscritto (doc. 33-1).

G.

G.a Con certificato medico del 21 dicembre 2002,  il  dott. F._______ 
ha evidenziato che l'assicurata è affetta da esiti di intervento chirurgico 
di  ernia  discale  L4-L5  (emilaminectomia  22.04.1999),  esiti  di 
reintervento  di  recidiva  di  ernia  discale  L4-L5  (discectomia 
17.11.1999), lombosciatalgia cronica sinistra con sindrome deficitaria 
persistente  tipo  L4-L5.  Ha  segnalato  che  lo  stato  di  salute  della 
paziente è peggiorato da gennaio del 2001 e contestato la valutazione 
inerente la capacità lavorativa dell'interessata (doc. 36-1).

G.b Il  30  dicembre  2002,  l'Ufficio  AI,  dopo  avere  constatato  che  il 
certificato medico del dott. F._______ attesta un peggioramento dello 
stato  di  salute  dal  gennaio  del  2001  e  che  tale  peggioramento  è 

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anteriore alla valutazione peritale del novembre 2001, ha comunicato 
all'assicurata che tale rapporto medico non comporta elementi  di cui 
non  sia  già  stato  tenuto  conto  nella  perizia  medica  del  dott. 
H._______.  Pertanto,  il  progetto  di  decisione  del  6  dicembre  2002 
sarebbe  stato  confermato.  Infine,  ha  segnalato  all'assicurata  che 
l'Ufficio AI per gli  assicurati residenti all'estero avrebbe provveduto a 
notificare la decisione (doc. 35-1).

H.
Nella  decisione  del  10  febbraio  2003,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero  ha  respinto  la  domanda  di  prestazioni 
dell'assicurazione  per  l'invalidità.  Ha  rilevato,  in  virtù  della 
documentazione  medica  agli  atti,  che  l'assicurata  è  completamente 
inabile  nella  precedente  attività  di  ausiliaria  di  cure.  Ha  precisato, 
tuttavia, che l'esercizio di un'attività lucrativa più leggera confacente al 
suo stato di salute (lavoro con sollevamento di pesi non superiore ai 
10 kg, che consenta un cambiamento frequente della posizione e non 
comporti la necessità di rimanere seduti nella medesima posizione con 
rotazioni  ripetitive  del  rachide)  è  da  considerare  esigibile.  L'autorità 
inferiore ha quindi segnalato che l'interessata, nell'ambito di attività di 
sostituzione, presenta un grado d'invalidità del 39,15%, che esclude il 
riconoscimento  del  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera 
per l'invalidità (doc. 39-1).

I.
Il  13  marzo  2003,  l'interessata  ha  presentato  opposizione  contro  la 
decisione del 10 febbraio 2003 dell'Ufficio AI per gli assicurati residenti 
all'estero  mediante  la  quale  ha  postulato  il  riconoscimento  del  suo 
diritto  ad una mezza rendita  d'invalidità  a  far  tempo da gennaio del 
2000. Ha segnalato che il suo stato di salute comporta delle notevoli 
limitazioni  nell'esercizio  di  un'attività  lavorativa,  anche  in  un'attività 
sostitutiva  adeguata.  Ha  fatto  valere  che  presenta  una  capacità  al 
lavoro del 50-60% in un'attività confacente al suo stato di salute (doc. 
43-1). Il 20 maggio 2003, ha esibito una relazione medica del 16 aprile 
2003 del dott. J._______ (doc. 54-1 a 54-5).

J.
Nel suo rapporto del 17 luglio 2003, il dott. K._______ ha rilevato che 
la perizia reumatologica del dott. H._______ è datata dicembre 2001. 
Tale perizia è quindi anteriore di 14 mesi rispetto alla relazione medica 
del dott. J._______ dell'aprile 2003 (documento esibito dall'interessata 

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con l'atto di opposizione). Ha altresì evidenziato che sia il perito sia la 
consulente in integrazione professionale hanno ritenuto una completa 
incapacità lavorativa nell'attività di ausiliaria di cure e non nell'attività 
di  ausiliaria di  pulizie (lavoro che l'interessata ha esercitato). Le due 
attività  si  distinguerebbero  nettamente  per  quanto  riguarda  i  carichi 
(segnatamente sollevamento di pesi e sollevamento degli stessi con il 
tronco in  flessione). Ha infine  osservato  che manca nell'incarto  una 
descrizione  delle  mansioni  svolte  dall'assicurata  quale  ausiliaria  di 
pulizie.  Il  dott.  K._______  ha  quindi  postulato  l'accoglimento 
dell'opposizione  interposta  dall'interessata  al  fine  di  accertare 
l'evoluzione  dello  stato  di  salute  della  medesima  nonché  la  sua 
incapacità  al  lavoro  nella  precedente  attività  di  ausiliaria  di  pulizie 
(doc. 59-1).

K.
Il  18 agosto 2003, nella decisione su opposizione, l'Ufficio AI per gli 
assicurati  residenti  all'estero  ha  considerato  che,  in  virtù  della 
documentazione  agli  atti,  appare  necessario  procedere  ad  un 
complemento  istruttorio  al  fine  di  determinare  l'incapacità  lavorativa 
dell'assicurata sia nella precedente attività di ausiliaria di pulizie che in 
un'attività  sostitutiva  adeguata.  Pertanto,  ha  accolto  l'opposizione 
interposta  dall'interessata  e  annullato  la  propria  decisione  del  10 
febbraio 2003 (doc. 60-1).

L.
Successivamente, agli atti risultano essere stati prodotti in particolare i 
seguenti documenti:

• un'attestazione del 18 settembre 2003 del datore di lavoro, da 
cui emerge che l'interessata ha lavorato dal 20 maggio 1987 al 
31 luglio 2000 in qualità di ausiliaria di pulizie, che la stessa si 
occupava della pulizia  degli  appartamenti  dei  residenti  e che, 
nell'ambito  di  tale  lavoro,  normalmente  non  doveva  sollevare 
pesi particolari (doc. 64-1);

• un rapporto medico del 15 settembre 2003 del dott. F._______, 
giusta il quale lo stato di salute della paziente è suscettibile di 
peggioramento e giustificata un'incapacità lavorativa del 100% 
nella  precedente  attività  dal  2  febbraio  1999;  la  paziente  è 
considerata abile al  40% in un'attività confacente allo stato di 
salute, segnatamente un lavoro che consenta un cambiamento 

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della  posizione  ogni  10  minuti  e  non  implichi  la  necessità  di 
sollevare pesi (doc. 65-1 e 65-3);

• un rapporto  medico del  10  ottobre  2003 del  dott. L._______, 
secondo cui l'interessata è stata esaminata il 10 gennaio 2003 
a seguito di un peggioramento della sua patologia; il medico ha 
ritenuto  che  lo  stato  di  salute  dell'assicurata  è  stazionario 
(invariato)  rispetto  alla  valutazione  della  perizia  medica 
dell'aprile 2003 del dott. J._______ (doc. 66-1).

M.
Nel suo rapporto del 3 dicembre 2003, il dott. G._______, dopo avere 
segnalato  che potrebbe essere subentrata  una modifica significativa 
dello stato di salute dell'assicurata rispetto a dicembre del 2001 (data 
della  perizia  medica  del  dott.  H._______),  è  giunto  alla  conclusione 
che  l'interessata  doveva  essere  sottoposta  ad  una  nuova  perizia 
reumatologica (doc. 68-1).

N.
La  perizia  reumatologica  del  24  febbraio  2004,  effettuata  dal  dott. 
H._______, si fonda su una visita dell'interessata del 23 febbraio 2004, 
sugli atti messi a disposizione, le informazioni fornite dalla peritanda e 
gli esami radiologici a cui la medesima è stata sottoposta. Il perito ha 
posto la diagnosi di  sindrome cervicospondilogena cronica a destra, 
lombosciatalgie  croniche  prevalentemente  a  sinistra  in  esito  da 
discectomia  L4-L5  il  22  aprile  1999,  operazione  di  recidiva  il 
17 novembre  1999,  alterazioni  degenerative  lombari  con 
osteocondrosi  bisegmentali  L4-L5  e  L5-S1  nonché  fibromialgia 
generalizzata  (con 11 su 18 punti  positivi).  La  fibromialgia  è  l'unico 
aspetto  nuovo,  ma  senza  ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa. 
Quest'ultima è del 50% nella precedente attività di ausiliaria di pulizie 
(lavoro  prevalentemente  in  piedi  e  che  implica  movimenti  di 
anteflessione  e  rotazione  del  tronco),  ma  del  100%  in  un'attività 
confacente  allo  stato  di  salute  dell'assicurata,  segnatamente  in  un 
lavoro con sollevamento di  pesi  variabili  non superiori  ai  10 kg,  che 
consenta  un  cambiamento  frequente  della  posizione  del  rachide  e 
senza  movimenti  ripetitivi  di  rotazione  o  flessione  della  colonna 
vertebrale  rispettivamente  senza  estensione  prolungata  del  rachide. 
Infine,  lo  specialista  ha  indicato  che  l'interessata  presenta 
un'incapacità al lavoro del 50% come casalinga (doc. 72.1).

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O.

O.a Nel  suo  rapporto  del  31  marzo  2004,  il  dott.  G._______  ha 
reputato  l'assicurata  incapace  al  lavoro  al  50%  nella  precedente 
attività di  ausiliaria di  pulizie,  considerandola tuttavia completamente 
abile al lavoro in un'attività leggera confacente al suo stato di salute. 
Ha  precisato  che non vi  è  stato  alcun peggioramento  dello  stato  di 
salute  dell'interessata  dal  momento  che  non  si  intravvedono  altre 
patologie suscettibili d'avere ripercussioni sulla capacità lavorativa che 
non  siano  già  state  valutate  nella  perizia  reumatologica. Secondo  il 
dott. G._______, in siffatte circostanze non sono necessarie ulteriori 
valutazioni mediche (doc. 74-1).

O.b Nel rapporto del 10 ottobre 2005, la consulente M._______, del 
Servizio  integrazione  professionale  dell'AI,  ha  reputato  l'assicurata 
abile al lavoro al 50% nella precedente attività di ausiliaria di pulizie e 
al 100% in un'attività sostitutiva adeguata alle sue condizioni (dunque 
rispettosa delle  limitazioni  indicate  dal  dott. H._______ nella  perizia 
reumatologica del 24 febbraio 2004), segnatamente quale addetta alla 
sorveglianza,  confezione,  stampa,  assemblaggio,  produzione, 
lucidatura, etichettatura, imballaggio, custode, stiratrice, collaboratrice 
nelle  economie  domestiche,  alberghi,  ristoranti  e  venditrice  non 
qualificata.  La  consulente  ha  in  particolare  effettuato  una  nuova 
valutazione  del  grado  di  invalidità  della  medesima  sulla  base  di  un 
salario annuale da valida di fr. 38'349.--, conseguibile come ausiliaria 
di  pulizie nel 2000 (secondo le  indicazioni  del  datore di  lavoro; doc. 
17-1)  e  l'ha  contrapposto  ad  un  salario  annuale  da  invalida  di  fr. 
36'328.-- in attività semplici e ripetitive, conseguibile in C._______ nel 
2000  (cfr.  statistiche  pubblicate  dall'Ufficio  federale  di  statistica). 
Quest'ultimo importo è stato ridotto del 10% (36'328 - 3'632 = 32'695), 
per tenere conto della scarsa formazione e relativa potenziale difficoltà 
d'adattamento  in  nuove  attività  e  del  fatto  che  l'interessata  può 
esercitare  solo  delle  attività  leggere.  Perciò,  detta  consulente  ha 
confrontato  un  reddito  di  fr.  38'349.--  ed  un  introito  teorico  di 
fr. 32'695.--. Ne consegue una perdita di guadagno del 14,74% (doc. 
77-1).

P.
Nella  decisione  del  25  ottobre  2005,  l'Ufficio  AI  per  gli  assicurati 
residenti  all'estero  ha  respinto  la  domanda  di  prestazioni 
dell'assicurazione  per  l'invalidità.  Ha  rilevato,  in  virtù  della  perizia 

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reumatologica  del  dott.  H._______,  che  l'assicurata  presenta  una 
capacità  al  lavoro  del  50%  nella  precedente  attività  di  ausiliaria  di 
pulizie,  ma del  100% in un'attività  confacente  al  suo stato  di  salute 
(lavoro con sollevamento di pesi variabili  non superiori ai 10 kg, che 
consenta  un  cambiamento  frequente  della  posizione  del  rachide  e 
senza  movimenti  ripetitivi  di  rotazione  o  flessione  della  colonna 
vertebrale rispettivamente senza estensione prolungata del  rachide), 
quale  ad  esempio  addetta  alla  sorveglianza,  confezione,  stampa, 
assemblaggio,  produzione,  lucidatura,  etichettatura,  imballaggio, 
custode, stiratrice, collaboratrice nelle economie domestiche, alberghi, 
ristoranti  e  venditrice  non  qualificata.  L'autorità  inferiore  ha  infine 
rilevato  che  l'interessata,  nell'ambito  di  attività  di  sostituzione, 
presenta un grado d'invalidità del 15%, che esclude il riconoscimento 
del  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità 
(doc. 80-1).

Q.
L'11 novembre 2005, l'interessata ha presentato opposizione contro la 
decisione del 25 ottobre 2005 dell'Ufficio AI per gli assicurati residenti 
all'estero mediante la quale ha chiesto il riconoscimento del diritto ad 
una mezza rendita  d'invalidità  a  decorrere  da gennaio  del  2000. Ha 
segnalato in particolare che nonostante il dott. H._______ nella perizia 
medica  del  febbraio  2004  abbia  riscontrato  un  nuovo  elemento 
patologico,  la  fibromialgia,  egli  ha  mantenuto  la  precedente 
valutazione di  una capacità lavorativa del 100% in attività sostitutive 
adeguate. Ha altresì fatto valere che il dott. J._______ nella relazione 
medica dell'aprile 2003 ha attestato una capacità lavorativa del 60% 
con  ulteriore  diminuzione  del  rendimento  del  20%.  Procedendo  ai 
calcoli  di  rito  su tali  basi,  si  otterrebbe una perdita  di  guadagno del 
55%  (doc.  83-1).  Il  17  novembre  2006,  l'interessata  ha  esibito  un 
certificato  medico  del  6  novembre  2006  del  dott.  F._______  (doc. 
86-1).

R.
Nel rapporto del 6 settembre 2007, il dott. G._______ ha rilevato che il 
dott. H._______ nella perizia medica del febbraio 2004, da un lato, ha 
esaminato il decorso dello stato di salute dell'assicurata dal dicembre 
del  2001  (data  della  prima  valutazione  peritale)  e,  dall'altro,  si  è 
pronunciato in merito  alla  relazione medica dell'aprile 2003 del  dott. 
J._______. Il  perito ha certo diagnosticato l'insorgenza di una nuova 
patologia,  segnatamente  una  fibromialgia,  ma  senza  ripercussioni 

Pagina 10

C-7213/2007

sulla  capacità lavorativa. Il  dott. G._______ ha altresì  osservato che 
dalla relazione medica dell'aprile 2003 del dott. J._______ appare che 
l'interessata  presenta  una  componente  di  compromissione 
biopsicosociale, componente di cui l'assicurazione per l'invalidità non è 
tenuta a rispondere. Peraltro, nel corso degli anni, i medici curanti non 
hanno attestato alcuna patologia di tipo psichiatrico e neppure riferito 
di alcun trattamento (specialistico o medicamentoso) a cui si sarebbe 
sottoposta  la  paziente.  Infine,  il  dott.  G._______  è  giunto  alla 
conclusione  che  la  perizia  reumatologica  del  febbraio  2004  è  da 
considerarsi  ben  redatta  nonché  conforme  ai  criteri  di  una  perizia 
neutrale specialistica. Pertanto, ha ritenuto che l'assicurata presenta 
una capacità al lavoro del 50% nella precedente attività di ausiliaria di 
pulizie ed una del 100% in un'attività leggera conforme al suo stato di 
salute. A suo giudizio, ulteriori accertamenti a livello medico non sono 
necessari (doc. 95-1).

S.
Nella decisione su opposizione del 21 settembre 2007, l'Ufficio AI per 
gli  assicurati  residenti  all'estero, dopo avere rilevato che l'assicurata 
ha  contestato  la  valutazione  del  dott.  H._______  in  merito  alla  sua 
capacità  lavorativa,  senza  avere  apportato  alcun  nuovo  elemento 
clinico oggettivo, è giunto alla conclusione che non vi sono motivi per 
discostarsi  dalla  valutazione  peritale  alla  base  della  decisione 
impugnata.  Pertanto,  ha  respinto  l'opposizione  dell'interessata  e 
confermato la propria decisione del 25 ottobre 2005 (doc. 97-3).

T.
Il  23  ottobre  2007,  l'interessata  ha  interposto  ricorso  dinanzi  al 
Tribunale amministrativo federale contro la decisione su opposizione 
dell'UAIE  del  21  settembre  2007  mediante  il  quale  ha  chiesto, 
sostanzialmente,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  mezza 
rendita d'invalidità a far tempo da gennaio del 2000. Ha segnalato che 
le  patologie  di  cui  soffre,  fra  cui  segnatamente  un'importante 
lombosciatalgia  dovuta  a  residua  e/o  reazione  cicatriziale  L4-L5, 
importante  formazione  erniaria  L5-S1  ed  insufficienza  della  cuffia 
rotatoria destra, comportano un'incapacità lavorativa del 50% anche in 
un'attività  leggera  confacente  allo  stato  di  salute.  Ha  esibito  una 
relazione  ortopedica  dell'8  ottobre  2007  del  dott.  N._______  (doc. 
TAF 1).

Pagina 11

C-7213/2007

U.
Con risposta del 5 dicembre 2007, l'UAIE ha proposto la reiezione del 
gravame e rinviato alla presa di posizione dell'Ufficio AI del Cantone 
C._______  del  3  dicembre  2007,  secondo  il  quale  –  in  virtù  del 
rapporto  medico  del  30  novembre  2007  del  dott.  G._______  –  la 
relazione  ortopedica  dell'ottobre  2007  non  comporta  alcun  nuovo 
elemento  clinico  tale  da  giustificare  una  modifica  della  valutazione 
della  capacità  lavorativa  nonché  della  determinazione  delle  attività 
esigibili da parte dell'assicurata. Pertanto, ha proposto la reiezione del 
ricorso  e  la  conferma  della  decisione  su  opposizione  resa  il  21 
settembre 2007 (doc. TAF 3).

V.
Nella replica del 20 dicembre 2007, la ricorrente si è riconfermata, in 
virtù  della  documentazione  agli  atti,  nelle  proprie  argomentazioni  di 
fatto e di diritto di cui al ricorso del 23 ottobre 2007 (doc. TAF 5).

W.
Con decisione incidentale dell'8 gennaio 2008 (notificata il 10 gennaio 
2008; cfr. avviso di ricevimento agli atti), questo Tribunale ha invitato la 
ricorrente a versare, nel termine di 30 giorni dalla notificazione della 
decisione incidentale medesima, un anticipo di  fr. 300.--  a copertura 
delle  presumibili  spese  processuali.  L'anticipo  è  stato  versato 
l'11 febbraio 2008 (doc. TAF 6 a 8).

X.
Con scritto del 15 maggio 2009, l'insorgente ha chiesto informazioni 
circa  lo  stato  della  procedura  promossa  dinanzi  a  questo  Tribunale 
(doc. TAF 9).

Diritto:

1.

1.1 Il  Tribunale amministrativo federale esamina d'ufficio e con piena 
cognizione  la  sua  competenza  (art.  31  e  segg.  della  legge  del 
17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS 
173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che gli  vengono 
sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti).

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui 
all'art. 32 LTAF, questo Tribunale giudica,  in virtù  dell'art. 31 LTAF in 

Pagina 12

C-7213/2007

combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b  della 
legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità 
(LAI, RS 831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della 
legge federale del  20 dicembre 1968 sulla  procedura amministrativa 
(PA,  RS  172.021),  rese  dall'Ufficio  AI  per  gli  assicurati  residenti 
all'estero (UAIE).

1.3 In  virtù  dell'art.  3  lett.  dbis PA,  la  procedura  in  materia  di 
assicurazioni sociali  non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è 
applicabile la legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale 
del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono applicabili all'assicurazione 
per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70),  sempre che la LAI non deroghi 
alla LPGA.

1.4 Il  ricorso – presentato tempestivamente e rispettoso dei requisiti 
previsti dalla legge (art. 59 e 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 
ammissibile.

2.

2.1 Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la 
Confederazione svizzera e la Comunità europea ed i suoi Stati membri 
sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC, 
RS 0.142.112.681) ed il relativo Allegato II che regola il coordinamento 
dei  sistemi  di  sicurezza  sociale,  nonché  il  Regolamento  (CEE)  n° 
1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei 
regimi  di  sicurezza  sociale  ai  lavoratori  subordinati,  ai  lavoratori 
autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità 
(RS  0.831.109.268.1),  che  si  applica  a  tutte  le  rendite  il  cui  diritto 
sorge a far data dal 1° giugno 2002 o successivamente e si sostituisce 
a qualsiasi convenzione di sicurezza sociale che vincoli due o più Stati 
(art. 6 Regolamento), come pure il Regolamento (CEE) n° 574/72 del 
Consiglio del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento 
n° 1408/71 (RS 0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 
1408/71 sancisce il principio della parità di trattamento tra cittadini che 
risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i cittadini 
svizzeri.

2.2 Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta 
nell'allegato II,  gli  accordi bilaterali  tra la Svizzera e gli  Stati  membri 
della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono 

Pagina 13

C-7213/2007

sospesi a decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora 
il medesimo campo sia disciplinato da quest'ultimo. Nella misura in cui 
l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che regola  il  coordinamento  dei 
sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni 
contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame delle 
condizioni  di  ottenimento  di  una  rendita  di  invalidità  svizzera  sono 
regolate dal diritto interno svizzero.

2.3 L'art.  80a LAI  sancisce  espressamente  l'applicabilità  nella 
presente procedura, trattandosi di un cittadino che risiede nell'Unione 
europea, dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio 
del  14  giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo 
1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71.

2.4 Per  costante  giurisprudenza,  l'ottenimento  di  una  pensione 
straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità 
secondo il diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 
del  4 febbraio 2003 consid. 2). Anche in seguito all'entrata in vigore 
dell'ALC, il grado d'invalidità di un assicurato che pretende una rendita 
dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il 
diritto svizzero (DTF 130 V 253 consid. 2.4).

3.

3.1 Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono 
applicabili  alle  assicurazioni  sociali  disciplinate  dalla  legislazione 
federale, se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo 
prevedano.

3.2 L'esame del diritto a prestazioni secondo la LAI è retto dal tenore 
della LAI al momento della decisione impugnata in virtù del principio 
secondo  il  quale  sono  determinanti  le  norme  materiali  in  vigore  al 
momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  giuridicamente 
determinante  (DTF  130  V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti).  Le 
disposizioni della 5a revisione della LAI, in vigore dal 1° gennaio 2008, 
non sono pertanto applicabili  nel  caso concreto  e di  seguito è fatto 
riferimento alle disposizioni in vigore fino al 31 dicembre 2007.

3.3 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  esamina  la  decisione 
impugnata sulla base della situazione di fatto esistente al momento in 
cui  essa è stata resa. Tiene conto dei fatti verificatisi  dopo tale data 
quando  essi  possano  imporsi  quali  elementi  d'accertamento 

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retrospettivo della situazione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 
V 1 consid. 1.2 e DTF 121 V 362 consid. 1b)

4.
Secondo le norme applicabili, ogni richiedente, per avere diritto ad una 
rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere 
cumulativamente le seguenti condizioni:

• essere invalido ai  sensi  della LPGA e della LAI (art. 8  LPGA 
nonché art. 4, 28 e 29 cpv. 1 LAI);

• aver pagato i  contributi durante un anno intero (art. 36 cpv. 1 
LAI).

La ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera durante più di un 
anno intero in totale e, pertanto, adempie la condizione della durata 
minima di contribuzione. Rimane ora da esaminare se sia invalida ai 
sensi di legge.

5.

5.1 L'invalidità  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  è  l'incapacità  al 
guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga 
durata che può essere conseguente ad infermità congenita, malattia o 
infortunio  (art.  8  LPGA  e  4  cpv.  1  LAI).  Secondo  l'art.  7  LPGA,  è 
considerata incapacità al guadagno la perdita, totale o parziale, della 
possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che entra in 
considerazione,  provocata da un danno alla  salute  fisica,  mentale  o 
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed 
alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso 
d'incapacità  al  lavoro  di  lunga  durata,  possono  essere  prese  in 
considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o 
campo d'attività (art. 6 LPGA).

5.2 Giusta  l'art.  28  cpv.  1  LAI,  in  vigore  dal  1°  gennaio  2004, 
l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita se è invalido per almeno il 
40%, ad una mezza rendita se è invalido per almeno la metà,  a tre 
quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  60% e  ad  una  rendita 
intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in vigore 
dell'Accordo sulla libera circolazione, la limitazione prevista dall'art. 28 
cpv. 1ter LAI, secondo cui le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 
50%,  ma  pari  almeno  al  40%,  sono  versate  solo  ad  assicurati  che 

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sono domiciliati  e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), 
non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino 
dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 132 V 423 consid. 6.4.1 e 
sentenza del Tribunale federale I 702/03 del 28 maggio 2004 consid. 1 
e relativi riferimenti).

5.3 Il  diritto  alla  rendita,  secondo  l'art.  29  cpv. 1  LAI,  nasce,  il  più 
presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità 
permanente  al  guadagno  pari  almeno  al  40%  (lettera  a),  oppure 
quando egli è stato per un anno senza notevoli interruzioni, incapace 
al lavoro per almeno il 40% in media (lettera b). La lettera a della citata 
norma  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  dell'assicurato  si  è 
stabilizzato  ed  è  essenzialmente  irreversibile  e  suscettibile  di 
pregiudicare  la  capacità  di  guadagno  probabilmente  in  modo 
permanente,  in  una  misura  giustificante  il  riconoscimento  di  una 
rendita (sentenza del Tribunale federale I 146/02 del 5 agosto 2002). 
La  lettera  b se  lo  stato  di  salute è labile,  vale a dire  suscettibile  di 
evolvere verso un miglioramento od un peggioramento (DTF 111 V 21 
consid. 2). Un danno alla salute tipicamente labile può essere reputato 
relativamente stabilizzato soltanto se la sua natura si è modificata a tal 
punto che si possa ammettere non essere verosimilmente suscettibile 
di  subire  modifiche  di  rilievo  in  un  futuro  presagibile  (sentenza  del 
Tribunale federale I 282/01 del 4 ottobre 2001; DTF 119 V 98 consid. 
4a).

5.4 Un'incapacità  al  lavoro  del  20%  deve  essere  presa  in 
considerazione  per  il  calcolo  dell'incapacità  al  lavoro  media  giusta 
l'art. 29  cpv.  1  lett.  b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare 
sull'invalidità  e la  grande invalidità  nel  suo tenore applicabile  fino al 
31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des 
autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI  [Pratique  VSI]  1998  p. 126 
consid. 3c).

5.5 Peraltro, in deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI precisa che, 
se l'assicurato si annuncia più di dodici mesi dopo la nascita del diritto 
ad  una  rendita  dell'assicurazione  invalidità,  le  prestazioni  sono 
assegnate soltanto per i 12 mesi precedenti la richiesta.

6.

6.1 La nozione d'invalidità di cui all'art. 4 LAI e 8 LPGA è di carattere 
economico-giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 

Pagina 16

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110 V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 
il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito 
che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività 
ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale 
esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido), 
tenuto  conto  di  una situazione  equilibrata  del  mercato  del  lavoro,  è 
confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non 
fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido;  metodo  generale  del 
raffronto  dei  redditi).  Se  non  è  possibile  determinare  o  stimare  in 
maniera  attendibile  i  due  redditi  di  cui  si  tratta,  si  deve procedere, 
ispirandosi al metodo specifico applicabile alle persone non esercitanti 
un'attività  lucrativa  (art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 
sull'assicurazione per l'invalidità [OAI; RS 831.201]), al confronto delle 
attività  e  valutare  il  grado  d'invalidità  ritenendo  l'incidenza  della 
diminuita capacità di rendimento sulla situazione economica concreta 
(metodo  straordinario  di  graduazione;  v.  sentenza  del  Tribunale 
federale I 782/03 del 24 maggio 2006 consid. 2.3, DTF 128 V 29 e DTF 
104  V  135).  Peraltro,  l'invalidità  degli  assicurati  che  esercitano  solo 
parzialmente  un'attività  lucrativa  e  per  il  resto  sono  dediti  allo 
svolgimento delle  proprie  mansioni  va computata secondo il  metodo 
ordinario del raffronto dei redditi (art. 16 LPGA) per la parte di attività 
lucrativa,  mentre  in  merito  all'impedimento  a  svolgere  le  mansioni 
consuete l'invalidità  deve essere  valutata sulla  base di  un confronto 
delle attività – da attuare mediante un'inchiesta domiciliare (DTF 130 V 
97) – conformemente all'art. 27 OAI. In tal caso occorre determinare la 
parte rispettiva dell'attività lucrativa e quella del compimento degli altri 
lavori  abituali  e  calcolare  il  grado  d'invalidità  globale  in  funzione 
dell'impedimento nei due ambiti  in questione (metodo misto; cfr. DTF 
125 V 148 consid. 2; sentenze del Tribunale federale 9C_35/2007 del 4 
aprile  2008  consid.  2,  I  503/04  del  13  settembre  2006  consid.  2, 
nonché in particolare I 382/04 del 18 ottobre 2005 consid. 2 e I 540/02 
del 12 maggio 2004 consid. 2).

6.2 L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di 
principio, soltanto la perdita economica che deriva da un danno alla 
salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o 
la  conseguente  incapacità  lavorativa.  L'invalidità  dell'assicurato  che 
non esercita un'attività lucrativa, ma svolge le mansioni consuete e dal 
quale non si può ragionevolmente esigere che intraprenda un'attività 
lucrativa,  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione 
dell'incapacità di svolgere le mansioni consuete (art. 28 cpv. 2bis LAI; 

Pagina 17

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metodo specifico). L'art. 27 OAI precisa che per mansioni consuete di 
una persona senza attività lucrativa occupata nell'economia domestica 
s'intendono gli usuali lavori domestici, l'educazione dei figli nonché le 
attività artistiche e di pubblica utilità.

6.3 Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico-giuridica,  le 
certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per 
apprezzare il  danno invalidante e per  determinare  quali  lavori  siano 
ancora  ragionevolmente  esigibili  dall'assicurato  (DTF  115  V  133 
consid. 2 e DTF 114 V 310 consid. 3c).

7.

7.1 Giusta il principio inquisitorio che regge la procedura in materia di 
assicurazioni  sociali  (art.  43  LPGA),  l'amministrazione  deve 
intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le 
informazioni di cui ha bisogno. In particolare, deve ordinare una perizia 
allorquando è necessario per la valutazione medica del caso (DTF 117 
V 282 consid. 4a).

Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al 
giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, 
di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una 
verosimiglianza preponderante,  e che ulteriori  misure probatorie non 
potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere 
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; UELI KIESER, ATSG-
Kommentar, 2a ed., Zurigo 2009, art. 42 n. 19 pag. 536; sentenza del 
Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 
4a). In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di 
essere sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht 
[SVR] 2001 IV n. 10 pag. 28).

7.2 In  virtù  degli  art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con 
l'art. 40 della legge federale di procedura civile del 4 dicembre 1947 
(PCF, RS 273), il tribunale accerta, con la collaborazione delle parti, i 
fatti determinanti per la soluzione della controversia, assume le prove 
necessarie e le valuta liberamente.

8.

8.1 Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve esaminare  in  maniera 
obiettiva  tutti  i  mezzi  di  prova,  indipendentemente  dalla  loro 

Pagina 18

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provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione 
permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese 
giuridiche litigiose. Affinché il giudizio medico acquisti valore di prova 
rilevante, esso deve essere completo in merito ai temi sollevati, deve 
fondarsi, in piena conoscenza della pregressa situazione valetudinaria 
(anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure 
sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a fondate, 
logiche  e  motivate  deduzioni.  Peraltro,  per  stabilire  se  un  rapporto 
medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la 
sua denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo 
contenuto (DTF 125 V 351 consid. 3a).

8.2 In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la 
giurisprudenza ha stabilito  che il  giudice non si  scosta senza motivi 
imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a 
disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, 
da  un  punto  di  vista  medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del 
Tribunale  federale  U  505/06  del  17  dicembre  2007).  Ragioni  che 
possono indurre il  giudice a non fondarsi  su un tale referto sono ad 
esempio affermazioni contraddittorie, il contenuto di una superperizia, 
o  altri  rapporti  da cui  emergono validi  motivi  per  farlo  e,  meglio,  se 
l'opinione di altri esperti appare sufficientemente fondata da mettere in 
discussione  le  conclusioni  peritali  (sentenza  del  Tribunale  federale  I 
166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

8.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il  Tribunale federale ha 
precisato  che  esse  contengono  considerazioni  specialistiche  che 
possono contribuire ad accertare i  fatti,  da un punto di vista medico. 
Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia 
giudiziaria, il giudice deve valutare se questi referti medici sono atti a 
mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata 
dall'amministrazione  (DTF  125  V  351).  Giova  altresì  rilevare  come 
debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei 
medici  curanti,  i  quali  possono  tendere  a  pronunciarsi  in  favore  del 
proprio paziente a dipendenza dei particolari  legami che essi  hanno 
con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti).

8.4 Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici 
contraddittori  il  giudice non può evadere la vertenza senza valutare 
l'intero  materiale  e  indicare  i  motivi  per  cui  egli  si  fonda  su  un 
rapporto  piuttosto che su un altro. Al  riguardo va tuttavia  precisato 

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che  non si  può  pretendere  dal  giudice  che raffronti  i  diversi  pareri 
medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista 
medico,  come farebbe un  perito,  i  punti  in  cui  si  evidenziano delle 
carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del Tribunale 
federale I 166/03 del 30 giugno 2004 consid. 3.3).

9.

9.1 Dalla  documentazione medica agli  atti  emerge che la  ricorrente 
soffre  segnatamente  di  sindrome  cervicospondilogena  cronica  a 
destra, lombosciatalgie croniche prevalentemente a sinistra in esito da 
discectomia  L4-L5  il  22  aprile  1999,  operazione  di  recidiva  il 
17 novembre  1999,  alterazioni  degenerative  lombari  con 
osteocondrosi  bisegmentali  L4-L5  e  L5-S1  nonché  fibromialgia 
generalizzata.

9.2 Si  tratta  di  affezioni  di  carattere  labile,  ossia  suscettibili  di 
migliorare o peggiorare. Ne discende che, in mancanza di uno stato di 
salute  sufficientemente  stabilizzato,  è  inapplicabile  la  prima  lettera 
dell'art. 29 cpv. 1 LAI,  per cui  può entrare in  considerazione solo la 
seconda lettera della citata norma legale, la quale prevede un termine 
di attesa di un anno. Pertanto, la ricorrente potrebbe pretendere una 
rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  solo  a  partire  dal 
momento in cui  ha subito, senza interruzione notevole, un'incapacità 
lavorativa di almeno il 40% durante un anno.

10.

10.1 Oggetto della lite è la questione di sapere se l'assicurata abbia 
diritto  ad  una  mezza  rendita  dell'assicurazione  invalidità  e,  in  caso 
affermativo,  se  la  stessa  debba  esserle  riconosciuta,  come  da  lei 
postulato,  da  gennaio  2000,  ciò  che  presuppone  un'incapacità 
lavorativa media di almeno il 40% durante un anno senza interruzione 
notevole (art. 29 cpv. 1 lett. b LAI).

10.2 Il 3 febbraio 1999 la ricorrente ha interrotto il lavoro, allora svolto 
al  100%,  per  motivi  di  salute  (doc.  11-1).  L'autorità  inferiore  ha 
pertanto  calcolato  il  grado  d'invalidità  dell'insorgente  secondo  il 
metodo generale  del  raffronto  dei  redditi,  considerando giustamente 
che se non fosse sopraggiunto il danno alla salute la stessa avrebbe 
continuato,  con  probabilità  preponderante,  a  lavorare  al  100% nella 
sua precedente attività.

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10.3 Questo  Tribunale osserva,  altresì,  che la  perizia  reumatologica 
del  24  febbraio  2004  del  dott.  H._______  (doc.  72-1)  si  fonda  su 
informazioni  fornite  dalla  persona  esaminata  e  dal  medico  curante, 
sull'esame  del  quadro  clinico  e  sulle  risultanze  della  visita 
dell'insorgente  nonché  della  documentazione  medica  agli  atti  (in 
particolare  del  referto  peritale  del  medesimo  dott.  H._______  del 
dicembre 2001 nonché del rapporto reumatologico dell'aprile 2003 del 
dott. J._______, medico curante della paziente). Il rapporto di perizia 
comporta  segnatamente  l'anamnesi,  informazioni  tratte  dall'incarto, 
indicazioni della peritanda, risultati d'esami, la diagnosi, la discussione 
nonché  la  risposta  alle  domande  poste.  A  giusta  ragione,  il  dott. 
G._______,  nel  suo  rapporto  del  6  settembre  2007  (doc.  95-1),  ha 
ritenuto tale perizia come mezzo probatorio idoneo per la valutazione 
dello  stato  di  salute  della  ricorrente  e  dell'esigibilità  dell'esercizio  di 
un'attività sostitutiva adeguata, fermo restando che dagli atti di causa 
dell'autorità inferiore trasmessi a questo Tribunale risulta essere stato 
prodotto dall'insorgente un unico documento medico di data posteriore 
alla perizia del febbraio 2004, ossia il rapporto dell'8 ottobre 2007 del 
dott. N._______ (doc. TAF 1), di cui si dirà in dettaglio di seguito.

10.4 Certo, la ricorrente ha affermato, in sede ricorsuale, l'esistenza di 
un danno alla salute più importante rispetto alla valutazione effettuata 
dall'autorità inferiore e tale da comportare una riduzione di rendimento 
del 50% in attività leggere confacenti allo stato di salute. Tuttavia, non 
vi è agli atti di causa alcuna documentazione medica, segnatamente di 
data anteriore alla decisione impugnata,  suscettibile di  dimostrare la 
sussistenza  di  limitazioni  funzionali  maggiori  di  quelle  ritenute  dal 
perito  nonché  dal  medico  dell'Ufficio  AI  del  Cantone  C._______  e 
suscettibili  d'incidere  anche  sull'esercizio  a  tempo  completo  di 
un'attività  di  sostituzione  leggera.  Per  quanto  attiene  alla  relazione 
medica  dell'8  ottobre  2007  –  di  data  posteriore  alla  decisione 
impugnata  –  del  dott.  N._______,  specialista  in  ortopedia,  giova 
osservare  che  nella  misura  in  cui  si  riferisce  alla  nota  diagnosi, 
segnatamente di esiti di interventi per ernia discale, lombosciatalgia e 
dolori  all'articolazione  scapolo-omerale,  non  apporta  alcun  nuovo 
elemento decisivo nel senso indicato dalla ricorrente per la valutazione 
della  sua  capacità  lavorativa.  Inoltre,  nella  misura  in  cui  in  tale 
relazione medica è fatto riferimento ad un recente esame radiologico e 
a  nuove  patologie,  non  è  preteso,  tanto  meno  dimostrato,  che 
quest'ultime esistessero anteriormente alla decisione impugnata e che 
avessero  un'incidenza  sulla  capacità  lavorativa  della  ricorrente,  la 

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relazione di cui trattasi non comportando alcuna indicazione in merito 
ad  una  specifica  inabilità  lavorativa  e  neppure  al  relativo  grado,  in 
particolare in attività sostitutive leggere.

10.5 La ricorrente ha altresì contestato che il  perito dott. H._______ 
possa  correttamente  fissare  un  grado  residuo  di  capacità  lavorativa 
identico  nelle  perizie  del  dicembre  del  2001  e  del  febbraio  2004 
benché in  quest'ultima abbia aggiunto una nuova diagnosi,  quella di 
fibromialgia. 

10.5.1 Il  Tribunale  federale  ha  stabilito  che  non  vi  è  motivo  per 
l'amministrazione e il giudice di mettere in discussione la diagnosi di 
fibromialgia quand'anche essa sia tema di controversie negli ambienti 
medici.  Ha  poi  precisato  che  la  fibromialgia  presenta  numerose 
similitudini con i disturbi da dolore somatoforme, per cui si giustifica, 
dal profilo giuridico, e allo stato attuale delle conoscenze, di applicare 
per  analogia  i  principi  sviluppati  dalla  giurisprudenza  in  materia  di 
disturbi da dolore somatoforme qualora si tratti di valutare il carattere 
invalidante di una fibromialgia. Ciò significa che anche in presenza di 
fibromialgia  si  deve  presumere  che  tale  affezione  o  gli  effetti  della 
stessa  possano  essere  sormontati  facendo  gli  sforzi  personali 
ragionevolmente  esigibili  (DTF  132  V  65  con  riferimento  alla 
giurisprudenza sviluppata in DTF 131 V 49). Come in tema di disturbi 
da dolore somatoforme si deve comunque prendere in considerazione 
la possibile sussistenza di determinati fattori che, per la loro intensità 
e  costanza,  rendono  la  persona  incapace  di  simili  sforzi.  I  criteri 
suscettibili  di  giustificare  una  prognosi  negativa  sono  i  seguenti:  la 
presenza  di  una  componente  psichiatrica  importante  per  la  sua 
gravità, la sua intensità e la sua durata,  il  perdurare di  un processo 
morboso per più anni senza remissione durevole, l'esistenza di turbe 
croniche, il  verificarsi  di  una perdita d'integrazione sociale in tutte le 
manifestazioni della vita o la constatazione dell'insuccesso delle cure 
ambulatorie o stazionarie praticate secondo le regole dell'arte, questo 
nonostante  l'attitudine  cooperativa  della  persona  assicurata.  In 
presenza  di  una  componente  psichiatrica,  si  deve  tenere  conto 
dell'esistenza  di  uno  stato  psichico  cristalizzato  risultante  da  un 
processo difettoso di risoluzione di un conflitto conferente comunque 
un sollievo dal profilo psichico (profitto tratto dalla malattia, fuga nella 
malattia).  Infine,  sempre  come  nel  caso  di  disturbi  da  dolore 
somatoforme si deve concludere per l'assenza di un danno alla salute 

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giustificante  il  diritto  a  prestazioni  qualora  le  limitazioni  legate 
all'esercizio di un'attività risultino da un'esagerazione dei sintomi.

10.5.2 Nell'evenienza concreta, i suddetti requisiti non sono adempiuti 
entro  la  data  della  decisione  impugnata.  A  giusto  titolo  il  medico 
dell'Ufficio AI del Cantone C._______, dott. G._______, ha considerato 
nella sua presa di posizione del 6 settembre 2007 che la diagnosticata 
fibromialgia  non  comporta  un'incapacità  lavorativa  in  assenza  di 
patologie di tipo psichico o di trattamenti specialistici o medicamentosi, 
(sia aggiunto in questa sede) praticati secondo la regola d'arte e che 
non  avrebbero  avuto  successo  nonostante  l'attitudine  cooperativa 
dell'insorgente.

10.6 Anche  l'evocata  problematica  psicosociale  non  soccorre  la 
ricorrente.  In  effetti,  fattori  socioculturali  o  psicosociali  non 
determinano  un'invalidità  ai  sensi  di  legge  in  assenza  di  reperti 
psichiatrici da essi distinguibili  (DTF 127 V 294). Nel caso di specie, 
tuttavia,  non  è  stata  posta  alcuna  diagnosi  psichiatrica,  neppure 
indirettamente  nella  relazione  ortopedica  dell'8  ottobre  2007.  La 
problematica  psicosociale  evocata  dalla  ricorrente  non  può  pertanto 
essere  presa  in  considerazione,  come  rettamente  rilevato  dal  dott. 
G._______ nella  più  volte  citata  presa di  posizione del  6  settembre 
2007.

10.7 Va ancora osservato che sulla scorta delle risultanze processuali 
–  in  particolare  delle  perizie  reumatologiche  di  dicembre  2001  e 
febbraio  2004  nonché  delle  valutazioni  del  dott.  G._______  e  della 
consulente  in  integrazione professionale  –  l'UAIE  ha ritenuto  che la 
ricorrente  ha  una  capacità  lavorativa  del  50% nella  sua  precedente 
professione di ausiliaria di pulizie, ma del 100% in attività sostitutive 
leggere, adeguate alle sue limitazioni funzionali, attività ravvisabili sia 
nel settore secondario (in particolare mansioni di confezione, stampa, 
assemblaggio,  lucidatura,  etichettatura,  imballaggio)  sia  nel  settore 
terziario  (in  particolare  custode,  addetta  alla  sorveglianza,  stiratrice, 
collaboratrice  nelle  economie  domestiche,  alberghi,  ristoranti  e 
venditrice non qualificata; v. segnatamente rapporto della consulente 
in  integrazione professionale del  10 ottobre 2005; doc. 77-1). Certo, 
nei rapporti sulle perizie reumatologiche del 5 dicembre 2001 e del 24 
febbraio 2004 non è fatto esplicito riferimento al momento a partire dal 
quale l'insorgente, incapace al lavoro nella misura del 50% nella sua 
precedente attività a partire da febbraio 1999, sia abile al lavoro nella 

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misura  del  100% in  un'attività  sostitutiva  leggera  adeguata  alle  sue 
condizioni  (lo  è  sicuramente  a  partire  dal  5  dicembre  del  2001 
secondo il perito H._______; cfr. doc. 22-1 e doc. 72-1). Sennonché, a 
giusta ragione la consulente in integrazione professionale e l'autorità 
inferiore hanno ritenuto  che ciò si  è  verificato prima della  scadenza 
dell'anno da quando la ricorrente, nel  mese di  febbraio del  1999 ha 
un'incapacità lavorativa di almeno il 50% nella sua precedente attività. 
Tale  conclusione  trova  il  suo  fondamento  nelle  citate  perizie  di 
dicembre 2001 e febbraio 2004, da cui si evince che lo stato di salute 
dell'insorgente  avente  un'incidenza  sulla  sua  capacità  lavorativa  è 
sostanzialmente  invariato  rispetto  a  quello  esistente  dopo  le  due 
operazioni del 1999 (cfr. anche il rapporto del dott. F._______ del 26 
gennaio  2001; doc. 12-2). Tutt'al  più  può essere  in  aggiunta  rilevato 
che rispetto a febbraio del 2000 (momento in cui avrebbe se del caso 
potuto al più presto nascere il diritto per la ricorrente ad una rendita 
d'invalidità svizzera [art. 29 cpv. 1 lett. b LAI]), nel novembre del 2000 
l'insorgente avverte anche delle cervicobrachialgie, come già indicato 
nelle  due  perizie  reumatologiche  del  5  dicembre  2001  e  del  24 
febbraio  2004  (cfr. doc. 22-1  pag. 2  e  doc. 72-1  pag. 2). Ora,  nella 
misura  in  cui  in  dette  perizie  –  nel  2004  è  stata  aggiunta  anche  la 
diagnosi di fibromialgia – l'esperto ha considerato che sussisteva una 
capacità lavorativa del 100% in un'attività sostitutiva leggera adeguata 
alle limitazioni funzionali dell'insorgente, tale valutazione non può che 
essere  valida  anche  per  gennaio  del  2000,  più  di  un  mese  dopo 
l'intervento del novembre 1999 (v. su tale intervento pure il  rapporto 
medico  del  20  gennaio  2000;  doc.  7-8).  Per  sovrabbondanza,  può 
essere  soggiunto  che  nel  rapporto  peritale  E  213  del  18  dicembre 
2000 è stata ritenuta al più un'incapacità lavorativa della ricorrente del 
30% in attività sostitutiva adeguata (oltre che nella precedente attività; 
cfr.  doc.  9.1  pag.  6),  di  modo  che  anche  tenuto  conto  di  tale 
valutazione,  più  favorevole  alla  ricorrente,  non  è  possibile  ritenere 
neppure  anteriormente al  5  dicembre 2001,  data della  prima perizia 
reumatologica del dott. H._______, un'incapacità lavorativa di almeno 
il 40% in media per un periodo di un anno senza notevoli interruzioni.

10.8 In siffatte circostanze, ben si può ritenere, come ha fatto il dott. 
G._______  (doc.  95-1),  che  la  situazione  medica  era  stata 
sufficientemente  acclarata  dall'autorità  inferiore  e  che  dunque  non 
erano necessari ulteriori approfondimenti dal profilo medico.

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11.
Occorre infine esaminare la conformità del tasso d'invalidità calcolato 
dall'autorità inferiore.

11.1 Questo Tribunale osserva che il calcolo effettuato dall'UAIE per la 
determinazione  del  grado  d'invalidità  (cfr.  lettera  O.b  del  presente 
giudizio) si fonda sul salario con e senza invalidità come fissati dalla 
consulente in integrazione professionale nel documento del 10 ottobre 
2005 (doc. 77-1).

11.2 L'autorità  inferiore  ha  considerato  quale  reddito  annuale  da 
valida  il  salario  conseguibile  dalla  ricorrente  nel  2000  (secondo  le 
indicazioni del  datore di  lavoro),  ossia fr. 38'349.-- (valore a cui  si  è 
giunti tenuto conto di un reddito mensile di fr. 2'359.90, corrispondente 
all'80%  del  salario,  vale  a  dire  un  reddito  mensile  effettivo  di  fr. 
2'949.85 su 13 mesi; doc. 17-1).

11.3 L'autorità inferiore ha inoltre ritenuto quale reddito da invalida, il 
salario medio annuale ottenibile nel 2000 in attività semplici e ripetitive 
(categoria  4),  ossia  fr.  36'328.--,  secondo  i  dati  statistici  regionali 
desumibili dalla tabella TA13.

11.3.1 Tuttavia, per giurisprudenza, non è più ammessa la possibilità 
di  fare  capo  ai  dati  statistici  regionali  desumibili  dalla  tabella  TA13 
dell'inchiesta svizzera sulla struttura dei  salari  (ISS) edita dall'Ufficio 
federale  di  statistica,  il  reddito  ipotetico  da  invalido  dovendo  essere 
stabilito sulla base della tabella TA1 dell'ISS, concernente i salari medi 
nazionali  conseguibili  nel  settore  privato  (cfr. sentenza del  Tribunale 
federale I 222/06 del 10 luglio 2007).

11.3.2 Per  quel  che  concerne  la  determinazione  del  salario  da 
invalida,  giova  pertanto  osservare  che  la  valutazione  operata 
dall'autorità  inferiore  appare  favorevole  alla  ricorrente.  In  effetti, 
richiamando i dati della TA1 dell'ISS per l'anno 2000 in attività semplici 
e  ripetitive  (categoria  4)  –  salario  medio  mensile  –  nel  settore 
secondario (fr. 3'641.-- per 40 ore lavorative settimanali e fr. 3'777.55 
per le abituali 41.5 ore lavorative settimanali del settore) e terziario (fr. 
3'663.-- su 40 ore lavorative settimanali e fr. 3'837.-- sulle abituali 41.9 
ore  lavorative  settimanali  del  settore),  ne  discenderebbe  un  reddito 
con invalidità di fr. 41'118.-- all'anno ([3'777.55 x 12] + [3'837 x 12] : 2 
=  45'687,  cifra  che  va  ridotta  ancora  del  10%,  come  rettamente 
ritenuto nella decisione impugnata), con conseguente tasso d'invalidità 

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inferiore  a  quello  ritenuto  nella  decisione  impugnata,  ciò  pure 
nell'ipotesi in cui si volesse effettuare una riduzione massima del 25% 
(eccessiva  conto  tenuto  dell'insieme  delle  circostanze  del  caso  di 
specie).

11.3.3 Pertanto, anche volendo, nell'ipotesi  maggiormente favorevole 
alla  ricorrente,  prendere  in  considerazione  il  reddito  da  invalida 
ritenuto dall'autorità inferiore nella decisione impugnata (v. lettera O.b 
del  riassunto  dei  fatti  del  presente giudizio),  il  tasso d'invalidità  (del 
15% [con una riduzione del  10%] e del  29% [con una riduzione del 
25%]  risulta  manifestamente  insufficiente  per  giustificare  il  diritto  a 
prestazioni AI.

12.
Da quanto esposto, consegue che il ricorso, destituito di fondamento, 
non merita tutela e la decisione impugnata va confermata.

13.

13.1 Visto l'esito della  procedura,  le  spese processuali,  di  fr. 300.--, 
sono poste a carico della ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché 
art. 3 lett. b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili  nelle 
cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio 
2008  [TS-TAF, RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo 
spese,  di  identico  ammontare,  versato  dalla  ricorrente  stessa 
l'11 febbraio 2008.

13.2 Alla ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità 
per spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con 
l'art.  7  cpv. 1  e  2  TS-TAF a  contrario).  Peraltro,  le  autorità  federali, 
quand'anche vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a 
titolo di ripetibili (art. 7 cpv. 3 TS-TAF), salvo eccezioni non ravvisabili 
nel caso concreto (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 300.--, sono poste a carico della ricorrente. 
L'anticipo spese di fr. 300.--, versato l'11 febbraio 2008, è computato 
con le spese processuali.

3.
Non si attribuiscono spese ripetibili.

4.
Comunicazione a:

- rappresentante della ricorrente (Atto giudiziario)
- autorità inferiore (n. di rif. )
- Ufficio federale delle assicurazioni sociali

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Vito Valenti Marcella Lurà

Rimedi giuridici:

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia 
di  diritto  pubblico  al  Tribunale  federale,  Schweizerhofquai  6,  6004 
Lucerna, entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e 
segg.,  90  e  segg.  e  100  della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 
giugno  2005  [LTF, RS  173.110].  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le 
conclusioni,  i  motivi  e  l’indicazione  dei  mezzi  di  prova  ed  essere 
firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della 
parte ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi  di  prova  devono 
essere allegati (art. 42 LTF).

Data di spedizione:

Pagina 27