# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4cea94c8-615c-5997-8220-f6da3842e3ab
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-04-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 23.04.2024 80.2024.56
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2024-56_2024-04-23.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2024.56

  	
  Lugano

  23 aprile 2024

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente della Camera di diritto tributario del
  

  Tribunale d’appello

  
	
  giudice
  Andrea Pedroli

  
	
   

  
						

 

	
  segretaria

  	
  Mara
  Regazzoni

  

 

 

	
  parti

  	
   RI
  1  

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS
  1  

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso
  del 18 marzo 2024 contro la decisione del 12 febbraio 2024 in materia di diffida
  ad adempiere gli obblighi di procedura.

  

 

	
   

   

  Fatti
  

  	
   

  

 

 

                                     -   con decisione del 12
febbraio 2024, l’RS 1 ha respinto il reclamo, interposto da RI 1 contro la
diffida, notificatagli il 16 gennaio 2024 per non aver presentato la
dichiarazione d’imposta 2022;

 

                                     -   con ricorso, redatto in
tedesco, inviato per posta A e pervenuto alla Camera di diritto tributario il
18 marzo 2024, il contribuente contesta la “multa” (“Busse”) di fr. 50.–
messa a suo carico, in quanto ha inoltrato la dichiarazione d’imposta il 1°
febbraio 2024;

 

                                     -   con scritto del 3 aprile
2024, la Camera di diritto tributario ha attribuito all’insorgente un termine
di dieci giorni per tradurre in italiano il suo ricorso e per prendere
posizione in merito alla questione della tempestività del ricorso, ritenuto che
era stato inviato per posta semplice ed era pervenuto solo il 18 marzo 2024;

 

                                     -   il ricorrente non ha dato
seguito all’invito in questione.

 

 

	
  Diritto

  	
   

  

 

 

                                     -   conformemente all’art. 49
cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria del 10 maggio 2006, la
Camera di diritto tributario decide nella composizione di un Giudice unico la
presente causa, che non pone questioni di principio e non è di rilevante
importanza;

 

                                     -   si precisa dapprima che la
decisione impugnata non concerne una multa (“Busse”) ma unicamente una
diffida, inviata secondo l’art. 198 cpv. 3 LT al contribuente che omette di
inviare la dichiarazione d’imposta o che presenta un modulo incompleto;

 

                                     -   per ogni diffida, infatti,
è percepita una tassa stabilita dal Consiglio di Stato e che contro la diffida
è data facoltà di reclamo all’autorità fiscale e di ricorso alla Camera di
diritto tributario entro 30 giorni (art. 198 cpv. 4 e 5 LT);

 

                                     -   la Camera di diritto
tributario non può tuttavia entrare nel merito del ricorso del contribuente;

 

                                     -   in primo luogo, il ricorso
è irricevibile perché redatto in lingua tedesca;

 

                                     -   nei rapporti con le
autorità, infatti, la libertà linguistica (art. 18 Cost.) è limitata dal
principio della lingua ufficiale: con riserva di disposizioni particolari (p.
es. gli artt. 5 cpv. 2 e 6 cpv. 3 lett. a CEDU), non esiste in linea di
principio alcun diritto a comunicare con le autorità in una lingua diversa da
quella ufficiale (Praxis 2000 n. 40 p. 217 consid. 3);

 

                                     -   in particolare l'art. 70 cpv. 1 Cost. garantisce il principio
di territorialità, per il quale i Cantoni designano le loro lingue ufficiali;

 

                                     -   l’art.
8 della Legge sull’organizzazione giudiziaria del 10 maggio 2006 stabilisce che
la lingua del procedimento davanti alle autorità giudiziarie è l’italiano;

 

                                     -   pertanto, l'osservanza
della lingua italiana nei rapporti con le autorità ticinesi è considerata
un’esigenza essenziale e irrinunciabile: per costante giurisprudenza, in tutti
i settori del diritto, si considera che un ricorso non redatto in lingua
italiana non soddisfa i requisiti formali (cfr. DTF 102 Ia 35; 83 III 58; Rep.
1975 p. 302; CDT n. 39 del 9 marzo 1990 in re V.M.);

 

                                     -   ne consegue
che ricorsi redatti in lingua diversa da quella ufficiale del Cantone o non
corredati da una traduzione in questa lingua possono essere dichiarati
irricevibili senza violare il diritto federale (DTF 83 III 57 s.), anche se
l'atto è scritto in un'altra lingua ufficiale della Confederazione (cfr. anche
sentenza CDT 80.2022.38 del 25.4.2022);

 

                                     -   sebbene la Camera di
diritto tributario abbia segnalato al ricorrente il vizio di forma del suo
ricorso e gli abbia attribuito un termine per rimediarvi, lo stesso non vi ha
provveduto;

 

                                     -   in secondo luogo, è
perlomeno dubbio che il ricorso sia stato interposto nel rispetto del termine
previsto dalla legge; 

 

                                     -   secondo l’art. 227 cpv. 1
prima frase LT, infatti, il contribuente può impugnare con ricorso scritto la
decisione su reclamo dell’autorità di tassazione, entro trenta giorni dalla
notifica, davanti alla Camera di diritto tributario;

 

                                     -   la prova
dell’interposizione tempestiva di un reclamo o di un ricorso è a carico del
reclamante o ricorrente (DTF 119 V 7 consid. 3c/bb e cc; 98 Ia 247 consid. 2);

 

                                     -   tale prova risulta in
linea di principio dalla data del timbro postale (DTF 109 Ia 183 consid. 3b;
cfr. inoltre la sentenza del Tribunale federale 2C_822/2008 del 18 dicembre
2008 consid. 4.2);

 

                                     -   tuttavia, se la data in
questione non è leggibile, non può costituire la prova del deposito dell’atto
nel termine legale: l’interessato può in tal caso portare la prova con altri
mezzi, in particolar modo mediante testimoni (DTF 109 Ib 343 consid. 2b; 98 Ia
247 consid. 2), tenendo conto del fatto che la semplice dichiarazione della
parte interessata non è sufficiente (cfr. sentenza 2C_711/2008 del 7 novembre
2008 consid. 3.1);

 

                                     -   nel caso in esame, il
ricorrente ha consegnato alla posta la busta contenente il suo ricorso, con
l’affrancatura di CHF 1.20, corrispondente al costo dell’invio per posta A;

 

                                     -   poiché dal timbro sulla
busta non è leggibile alcuna data, la Camera di diritto tributario si è rivolta
al ricorrente, attribuendogli un termine per provare la tempestività
dell’invio;

 

                                     -   anche in questo caso,
tuttavia, l’insorgente non ha dato seguito all’invito ricevuto;

 

                                     -   il ricorso si rivela
pertanto irricevibile. 

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è irricevibile.

 

                                   2.   Le spese processuali
consistenti:

                                         a. nella tassa di
giustizia di                                 fr.    100.–

                                         b. nelle spese di
cancelleria di complessivi     fr.      80.–

                                         per un totale di                                                      fr.    180.–

                                         sono a carico del
ricorrente.

 

                                   3.   Contro il presente giudizio
è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Lucerna,
entro 30 giorni (art. 73 LAI

 

per la Camera di diritto tributario del Tribunale
d’appello

Il
presidente:                                                          La
segretaria: