# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2e9b9243-1019-532c-b5f3-ba7240cd42d0
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-12-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 18.12.2003 INC.2003.14403
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2003-14403_2003-12-18.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2003.14403

  	
  Lugano

  18 dicembre 2003

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Franco Lardelli

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza presentata il 29
  novembre/5 dicembre 2003 da

  
						

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  intesa ad ottenere il dissequestro del conto bancario no.
  __________ a lui intestato presso la Banca __________, sequestrato
  nell’ambito del procedimento penale a carico di sua moglie __________ di cui
  agli ACC __________/2003 e ACC __________/2003 del Procuratore pubblico
  __________;

  

 

 

viste le osservazioni 10 dicembre
2003 presentate dall’avv. __________, patrocinatore dell’accusata __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti
dell’inc. ACC __________/2003,

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

che:

 

 

-         
nell’ambito del procedimento a carico di __________ e __________, per
titolo di infrazione aggravata alla LFStup (art. 19 cifra 1 e 2 lett. c
LFStup), il Procuratore pubblico __________ ha ordinato il sequestro, tra le
altre cose, del conto n. __________ (intestato a __________) presso la Banca
__________ (v. AI 5/11);

 

-         
con istanza 29 novembre 2003, indirizzata a questo giudice, __________
chiedeva il dissequestro del suddetto conto;

 

 

 

-         
con osservazioni 10 dicembre 2003, l’accusata __________ si è dichiarata
consenziente con il dissequestro postulato da __________ ed ha comunicato che
il conto del quale è chiesto il dissequestro nulla ha a che vedere con i fatti
oggetto di procedimento penale;

 

 

-         
il Procuratore pubblico non ha presentato osservazioni;

 

 

-         
l’art. 161 cpv. 1 CPP impone al magistrato penale di ordinare il
sequestro di tutti gli oggetti che possono avere importanza per l’istruzione
del processo, alternativamente o cumulativamente come mezzi di prova o in
quanto passibili di confisca o devoluzione allo Stato. Il sequestro, per la sua
qualità di provvedimento eminentemente cautelare, ha lo scopo di acquisire e
conservare gli oggetti di cui sopra al seguito della procedura e quindi per le
necessità dell’istruzione preliminare, per decisioni del magistrato requirente
e quelle del giudice del merito, come evidenziato nella duplice prospettiva -
alternativa o cumulativa - della produzione e valutazione delle prove
(sequestro probatorio) e delle decisioni di confisca, restituzione o devoluzione
(sequestro confiscatorio) (v. decisione 8 maggio 1998, inc. GIAR
516.97.3, in: Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p. 359);

 

 

-         
un ordine di perquisizione e sequestro bancario rappresenta un attentato
ai diritti personali: come ogni misura d’inchiesta, pertanto, deve poggiare
sull’esistenza di gravi indizi di colpevolezza, deve apparire necessario per il
giudizio di merito (nel senso che deve essere connesso con l’oggetto che
occorre salvaguardare agli incombenti processuali e di giudizio, v. decisione
17 agosto 1998 in re E.F., inc. GIAR 501.98.2 consid. 2), infine deve essere
rispettoso del principio di proporzionalità (v. Gérard Piquerez, Précis de
procédure pénale suisse, 2. éd. Lausanne 1994, margin. 1441, 1454 e 1469, con
rinvii; Rep. 131 [1998] nr. 117, consid. 1a p. 360; decisione 31 marzo 2000 in
re banche X e Y, inc. GIAR 386/387.99.15, consid. 2b p. 6);

 

 

-         
in materia di sequestro, nel lasso di tempo che intercorre tra
l’emanazione dell’atto di accusa e l’apertura del dibattimento, la CRP
(30.7.2002 in re B, inc. 60.2002.00174) ha constatato un “vuoto legislativo” e
l’ha colmato assegnando tale competenza al GIAR. Non v’è ragione perché quanto
detto dalla CRP nella sentenza citata non valga anche in tema di dissequestro.
Di conseguenza questo giudice ha riconosciuto la sua competenza per decidere
(comunque e sempre in via incidentale) istanze di dissequestro presentate dopo
l’emanazione dell’atto d’accusa e prima dell’apertura del dibattimento (un
chiarimento tra le varie autorità coinvolte ha confermato questa conclusione;
cfr. decisione 14 ottobre 2003, doc. _, inc. GIAR 268.1997.2);

 

 

-         
per quanto qui concerne, questo giudice è dunque competente ad esaminare
l’istanza 29 novembre 2003, trattandosi di nuova istanza giunta dopo
l’emanazione dell’atto d’accusa;

 

-         
per quanto attiene il conto n__________ (intestato a __________) presso
la Banca __________ (v. AI 5/11), va detto che dagli atti trasmessi a questo
giudice non emerge alcuna loro connessione con il procedimento a carico di
__________ e __________; segnatamente non emerge che i fondi depositati sul
conto bancario siano provento di reato o che il conto sia in qualche modo
servito a perfezionare il reato. 

Dall’analisi
dell’estratto conto della relazione bancaria (v. AI 11) emerge infatti che il
saldo iniziale al 1. gennaio 2001 era di fr. 8'412.60. Ritenuto che dagli atti
d’accusa risulta che i fatti imputati agli accusati risalgono al periodo luglio
2001/marzo 2003 (ACC 101/2003) e maggio 2002/ febbraio 2003 (ACC 119/2003) e
considerato che dal conto in esame sono stati effettuati solo prelevamenti,
tranne un versamento di fr. 1'000.--, non vi sono motivi per ritenere che si
tratti di denaro provento di reato. Del resto neppure il magistrato inquirente,
che ha rinunciato a presentare osservazioni, ha evidenziato eventuali
connessioni con i reati imputati a __________ e a __________. In relazione a
detto conto, l’istanza di dissequestro merita dunque di essere accolta;

 

 

-         
l’istanza è conseguentemente accolta, con la presente decisione
suscettibile di gravame alla Camera dei ricorsi penali (art. 284 cpv. 1 lett. a
CPP), senza carico di tassa e di spese giudiziarie.

 

 

 

Per questi motivi,

visti i citati articoli di legge,

 

 

 

decide:

 

 

 

1.     
L’istanza è accolta.

1.1. Di conseguenza è disposto il dissequestro del conto no. __________
intestato a __________ presso la Banca __________.

 

2.      Non
si prelevano nè tassa nè spese di giustizia.

3.      Contro
la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci
giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

- __________

          (con copia delle
osservazioni 10 dicembre 2003 dell’avv. __________);

- avv.
__________, per sè e per __________;

- avv.
__________, per sé e per __________ (con copia delle osservazioni 10 dicembre
2003 dell'avv. __________);

- Presidente della Corte delle
assise Criminali, 6900 Lugano

(con copia delle osservazioni 10
dicembre 2003 dell’avv. __________ e l’inc__________ di ritorno);

- Procuratore pubblico __________

   (con copia delle osservazioni
10 dicembre 2003 dell’avv. __________).

 

 

                                                                giudice
__________