# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 90399b84-91b9-57d8-9345-5ee7714c7c5f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-11-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.11.2023 F-3537/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_F-3537-2021_2023-11-13.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte VI 

F-3537/2021 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  1 3  n o v e m b r e  2 0 2 3  

Composizione 

 
Giudici Daniele Cattaneo (presidente del collegio),  

Yannick Antoniazza-Hafner, Regula Schenker-Senn,  

cancelliere Dario Quirici. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

…,  

…,   

patrocinato dall'avv. Catalina Mendoza,  

Caritas Genève - Service Juridique,  

Rue de Carouge 53, Case postale 75,  

1211 Ginevra 4,  

ricorrente,  

  
 

 
contro 

 

 
Segreteria di Stato della migrazione SEM,  

Quellenweg 6,  

3003 Berna,    

autorità inferiore.  

  
 

 
 

Oggetto 

 
Documenti di viaggio per stranieri; decisione della SEM  

del 12 luglio 2021. 

 

 

 

F-3537/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Il 18 settembre 2012, A._______ (il ricorrente), cittadino della Repubblica 

islamica del Pakistan di etnia beluci, nato il …, privo di documenti 

comprovanti la sua cittadinanza, è giunto in Svizzera, dove ha presentato 

una domanda d’asilo all’allora Ufficio federale della migrazione (UFM), il 

quale ha cominciato ad istruire il caso in maniera coordinata con le 

domande di altri richiedenti l’asilo originari della provincia pakistana del 

Belucistan.  

Il 21 marzo 2018, su richiesta della Segreteria di Stato della migrazione 

(SEM), frattanto subentrata all’UFM, il Servizio delle attività informative 

della Confederazione (SIC) ha redatto un rapporto (“Amtsbericht”) sul 

ricorrente. In esso il SIC ha valutato che il ricorrente rappresentasse una 

minaccia per la sicurezza interna ed esterna svizzera a causa della sua 

appartenenza, come … (“…”) dal 2013, e come … (“…”) dal 2015, al 

“Baloch Republican Party” (BRP), nonché per la sua funzione dirigente 

(“Kaderfunktion”) nell’antenna svizzera, formatasi intorno al 2010, 

dell’organizzazione terrorista (“Terrororganisation”) “Baloch Republican 

Army” (BRA), puntualizzando in particolare che “die BRP ist eine 

weitgehend fiktive Frontorganisation der BRA. In der pakistanischen 

Provinz Belutschistan ist die BRP politisch belanglos” (rapporto, pag. 4).    

L’8 maggio 2018, su invito della SEM, il ricorrente si è espresso sul rapporto 

del SIC, riconoscendo di essere un “membro attivo” del BRP, ma negando 

di ricoprire qualsiasi “ruolo” nella BRA, la quale non avrebbe nessun 

“collegamento” con il BRP.    

Il 20 agosto 2020, la SEM ha riconosciuto il ricorrente come rifugiato, ma 

l’ha “escluso dalla concessione dell’asilo perché indegno” per motivi di 

sicurezza nazionale riconducibili alla sua attività in seno al BRP e alla BRA, 

accordandogli nondimeno l’ammissione provvisoria (permesso F) data 

l’inammissibilità dell’esecuzione del suo allontanamento.       

Il 21 settembre 2020, tramite la sua rappresentante, il ricorrente ha adito il 

Tribunale amministrativo federale (TAF), chiedendo sostanzialmente che 

la decisione della SEM fosse annullata e che gli fosse concesso l’asilo.     

Il 27 marzo 2023, mediante sentenza definitiva, questo Tribunale ha 

respinto il ricorso (cfr. la sentenza del TAF D-4668/2020).       

F-3537/2021 

Pagina 3 

B.  

Il 1° dicembre 2020, il ricorrente ha inoltrato una domanda tendente al 

rilascio a suo favore di un titolo di viaggio per rifugiati all’Ufficio della 

migrazione del Canton Ticino (UMCT), il quale l’ha trasmessa per 

competenza alla SEM.    

C.  

L’11 dicembre 2020, mediante messaggio elettronico, la SEM si è rivolta al 

SIC per sapere se ci fossero motivi per rifiutare la richiesta del ricorrente.   

Il 18 dicembre 2020, per via elettronica e in maniera confidenziale, il SIC 

ha comunicato alla SEM che fosse bene non autorizzare le persone come 

il ricorrente, con legami con il BRP e la BRA, a lasciare la Svizzera, e ciò 

per evitare di perturbare le relazioni internazionali con il Pakistan ed altri 

paesi, facilitando eventuali attività terroristiche.    

D.  

L’8 gennaio 2021, la SEM ha informato il ricorrente che “lei è membro del 

Baloch Republican Party (BRP), legato alla Baloch Republican Army 

(BRA), [la] quale ha rivendicato più di venti attacchi [in Pakistan] nei primi 

quattro mesi dell’anno scorso e ha ribadito la sua volontà di continuare a 

colpire le infrastrutture protette dall’esercito pakistano. Di conseguenza, 

permetterle di recarsi in un Paese terzo potrebbe avere ripercussioni 

negative sugli interessi interni ed esterni della Svizzera”. La SEM ha quindi 

concesso al ricorrente la possibilità di esprimersi in proposito entro il 31 

gennaio a venire.    

Il 29 gennaio 2021, tramite la sua rappresentante, il ricorrente ha risposto 

alla SEM, negando innanzitutto di essere legato “de quelque façon que ce 

soit” alla BRA. In un secondo tempo, con riferimento alla procedura  

D-4668/2020 allora ancora in corso (cfr. consid. A), egli ha rimproverato 

alla SEM di aver violato il principio della buona fede considerando i suoi 

“liens” con il BRP e “son rôle de cadre” nella BRA come accertati secondo 

un grado di “vraisemblance prépondérante”. In terzo luogo, egli si è 

lamentato che lo scritto della SEM dell’8 gennaio 2021 “n’est pas 

suffisamment motivé pour lui permettre de se prononcer sur la prétendue 

menace qu’il représente pour la sécurité intérieure et extérieure de la 

Suisse”. Su questa scia egli ha menzionato una decisione dell’ex 

Commissione svizzera di ricorso in materia d’asilo (CRA), secondo cui il 

fatto di appartenere ad un gruppo armato non costituisce “une atteinte 

attestée à la sécurité intérieure ou extérieure de la Suisse, aucune 

poursuite pénale n’ayant été ouverte en Suisse” (GICRA 1998/12). Per 

F-3537/2021 

Pagina 4 

finire, egli ha citato i nominativi di quattro cittadini pakistani membri del 

BRP, rifugiati ammessi provvisoriamente, ai quali la SEM ha rilasciato dei 

documenti di viaggio con effetto dal 6 luglio 2018, facendo valere una 

corrispondente violazione del principio della parità di trattamento.   

E.  

L’8 marzo 2021, la SEM ha informato il ricorrente di respingere la sua 

domanda di rilascio di un documento di viaggio per rifugiati, fissandogli un 

termine fino al 6 aprile seguente per esigere, se del caso, l’emanazione di 

una decisione formale.    

Il 12 marzo 2021, il ricorrente ha invitato la SEM a notificargli una decisione 

formale. 

F.  

Il 21 luglio 2021, la SEM ha pertanto deciso di rifiutare al ricorrente il 

documento di viaggio per rifugiati da lui richiesto.  

In sostanza, riferendosi alle informazioni fornitele dal SIC, quelle del 

rapporto del 21 marzo 2018 e quelle del messaggio elettronico dell’8 

gennaio 2021 (cfr. consid. A e C), quest’ultimo riprodotto nella decisione 

formale, la SEM sottolinea che esse, “affidabili” e “credibili”, mostrano che 

concedere un documento di viaggio al ricorrente per permettergli di recarsi 

in uno Stato terzo “potrebbe in pratica avere ripercussioni negative sugli 

interessi interni ed esterni della Svizzera”. La SEM ha riservato un riesame 

della sua decisione nel caso in cui questo Tribunale avesse valutato 

diversamente, nella procedura D-4668/2020 allora in corso (cfr. consid. A), 

la questione della minaccia alla sicurezza interna ed esterna della Svizzera 

da parte del ricorrente.       

G.  

Il 6 agosto 2021, tramite la sua rappresentante, il ricorrente si è rivolto al 

Tribunale amministrativo federale, chiedendo che gli sia concesso un 

documento di viaggio per rifugiati e di essere esentato dal pagamento 

dell’anticipo equivalente alle presunte spese processuali.   

In compendio, il ricorrente si lamenta che la restrizione della sua “liberté de 

voyager et de rendre visite à ses parents proches dans des pays tiers, n’est 

pas justifiée”, invocando una violazione del principio della proporzionalità. 

Sotto questo profilo egli rimprovera alla SEM di essersi basata su di un 

“risque abstrait d’atteinte aux intérêts de la Suisse”, rilevando che la BRA 

perpetra attentati in Pakistan a prescindere dal fatto che egli si trovi su 

F-3537/2021 

Pagina 5 

suolo svizzero o all’estero. In questa logica egli aggiunge di confutare “tout 

lien avec la BRA”, rimettendosi in proposito all’esito della procedura di 

ricorso D-4668/2020 in materia d’asilo allora ancora in pendenza di giudizio 

(cfr. consid. A), e constata che “il n’existe aucun rapport détaillé sur ses 

prétendues activités terroristes pour le compte de la BRA, quand bien 

même il se trouve sur sol suisse depuis près de dix ans” (cfr. ricorso, pagg. 

4 a 6).             

H.  

Il 18 novembre 2021, questo Tribunale ha esentato il ricorrente dal 

versamento dell’anticipo spese, invitando nel contempo la SEM a 

rispondere al ricorso entro il 3 gennaio successivo.  

I.  

Il 10 dicembre 2021, la SEM ha presentato la risposta al ricorso, 

chiedendone il rigetto con la conferma della decisione impugnata.  

J.  

L’11 febbraio 2022, su invito di questo Tribunale, il ricorrente ha inoltrato la 

replica, riaffermando i suoi argomenti e le sue conclusioni.   

 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Secondo l’art. 31 della legge sul Tribunale amministrativo federale 

(TAF) del 17 giugno 2005 (LTAF, RS 173.32), questo Tribunale giudica i 

ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale del 20 

dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), emanate 

dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF, salvo nei casi previsti all’art. 32 

LTAF.     

La SEM fa parte delle dette autorità (art. 33 lett. d LTAF) e il provvedimento 

del 21 luglio 2021 (rifiuto di rilasciare un documento di viaggio per rifugiati), 

che non rientra peraltro nell'elenco dell'art. 32 LTAF, costituisce una 

decisione ai sensi dell’art. 5 cpv. 1 PA, dimodoché questo Tribunale è 

competente a giudicare il presente ricorso. Dato che la procedura verte su 

una decisione in materia di diritto degli stranieri concernente il rilascio di 

documenti di viaggio a stranieri privi di documenti, la presente sentenza 

F-3537/2021 

Pagina 6 

non può essere impugnata davanti al Tribunale federale ed è quindi 

definitiva (cfr. art. 83 lett. c cifra 6 della legge sul Tribunale federale del 17 

giugno 2005 [LTF, RS 173.110]). 

1.2 Ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al procedimento dinanzi 

all’autorità inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e 

ha un interesse degno di protezione all’annullamento o alla modificazione 

della stessa (art. 48 cpv. 1 PA). Il ricorso deve essere depositato entro 

trenta giorni dalla notificazione della decisione (art. 50 cpv. 1 PA) e 

contenere le conclusioni, i motivi, l'indicazione dei mezzi di prova e la firma 

del ricorrente o del suo rappresentante, con allegati, se disponibili, la 

decisione impugnata e i documenti indicati come mezzi di prova (art. 52 

cpv. 1 PA).  

In concreto, il ricorrente ha inoltrato il ricorso tempestivamente, nel rispetto 

dei requisiti previsti dalla legge, per cui lo stesso è ammissibile e nulla osta 

quindi all’esame del merito del litigio.  

2.  

Con il deposito del ricorso la trattazione della causa, oggetto della decisone 

impugnata, passa a questo Tribunale (effetto devolutivo), che ha un pieno 

potere d’esame riguardo all'applicazione del diritto, compreso l'eccesso o 

l'abuso del potere di apprezzamento, all'accertamento inesatto o 

incompleto dei fatti giuridicamente rilevanti, come pure, in linea di principio, 

all'inadeguatezza (artt. 49 e 54 PA). È determinante, in primo luogo, la 

situazione fattuale al momento del giudizio (cfr. DTAF 2014/1 consid. 2 con 

i riferimenti giurisprudenziali).   

Questo Tribunale è, in linea di massima, vincolato dalle conclusioni delle 

parti (principio dispositivo), a meno che, nell’ambito dell’oggetto del litigio, 

siano soddisfatte le condizioni per concedere di più (“reformatio in melius”)  

o di meno (“reformatio in peius”) rispetto a quanto richiesto (art. 62 cpv. 1 

a 3 PA: massima dell'ufficialità; cfr. MADELEINE CAMPRUBI, in: Christoph 

Auer/Markus Müller/Benjamin Schindler [editori], Bundesgesetz über das 

Verwaltungsverfahren – Kommentar, 2a ed., 2019, n. 8 ad art. 62 PA). 

Questo Tribunale non è invece vincolato, in nessun caso, dai motivi del 

ricorso (“iura novit curia”, art. 62 cpv. 4 PA: principio dell'applicazione 

d'ufficio del diritto).    

3.  

Il presente litigio verte sul rifiuto da parte della SEM di rilasciare al 

ricorrente un documento di viaggio per rifugiati, e ciò sulla base del motivo 

F-3537/2021 

Pagina 7 

che egli rappresenterebbe una minaccia per la sicurezza interna es esterna 

della Svizzera.    

4.  

Fondandosi sulla legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005, 

parzialmente modificata e ridenominata, con effetto dal 1° gennaio 2019, 

legge federale sugli stranieri e la loro integrazione (LStrI, RS 142.20 [LStr, 

RU 2018 3171]; N.B.: le modifiche materiali in questione, come pure quelle 

successive, sono ininfluenti sulla trattazione della presente procedura), 

nonché sulla legge del 26 giugno 1998 sull'asilo (LAsi, RS 142.31), sulla 

Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (CSR, RS 

0.142.30) e sulla Convenzione del 28 settembre 1954 sullo statuto degli 

apolidi (CSA, RS 0.142.40), il Consiglio federale ha emanato l’ordinanza 

concernente il rilascio di documenti di viaggio per stranieri del 14 novembre 

2012 (ODV, RS 143.5), in vigore dal 1° dicembre 2012.   

L’ODV ha subito diverse modifiche dalla sua adozione al 21 luglio 2021, 

data di rilascio della decisione impugnata, entrate in vigore rispettivamente 

il 1° marzo 2017 (RU 2017 563), il 15 settembre 2018 (RU 2018 3129), il 

1° giugno 2019 (RU 2019 1475), il 2 febbraio 2020 (RU 2019 2633), il 1° 

aprile 2020 (RU 2020 955) e l’11 marzo 2022 (RU 2022 168).    

In virtù delle norme transitorie alle procedure relative al rilascio di un 

documento di viaggio, pendenti al momento dell'entrata in vigore dell’ODV, 

si applica il nuovo diritto (art. 32 ODV). Ciò premesso, siccome in concreto 

la domanda di documento di viaggio è stata inoltrata il 1° dicembre 2020 e 

che la decisione impugnata è stata emanata il 21 luglio 2021, è applicabile 

ratione temporis l’ODV nella sua versione in vigore dal 2 febbraio 2020 al 

21 luglio 2021. Gli articoli dell’ODV sono così citati, in prosieguo, secondo 

il loro tenore durante il detto periodo.    

5.  

5.1 Durante il suo soggiorno in Svizzera lo straniero deve essere in 

possesso di un documento di legittimazione (nazionale) valido (art. 89 

LStrI). In assenza di documenti di legittimazione lo straniero è tenuto a 

procurarseli o a collaborare a questo fine con le autorità (art. 90 lett. c 

LStrI).   

5.2 La SEM può rilasciare un documento di viaggio allo straniero privo di 

documenti (art. 59 cpv. 1 LStrI).  

F-3537/2021 

Pagina 8 

5.3 Ha diritto a un documento di viaggio lo straniero che: (a) è considerato 

rifugiato ai sensi della CSR; (b) è riconosciuto apolide dalla Svizzera ai 

sensi della CSA; (c) è privo di documenti ed è titolare di un permesso di 

domicilio (art. 59 cpv. 2 LStrI).  

5.4 Non ha diritto al rilascio di un documento di viaggio lo straniero che ha 

violato in modo rilevante o ripetutamente o espone a pericolo l’ordine e la 

sicurezza pubblici in Svizzera o all’estero oppure costituisce una minaccia 

per la sicurezza interna o esterna della Svizzera o è stato condannato con 

sentenza passata in giudicato all’espulsione ai sensi dell’art. 66a o 66abis 

del Codice penale (CP) o dell’art. 49a o 49abis del Codice penale militare 

(CPM; art. 59 cpv. 3 LStrI).  

Il Consiglio federale ha precisato che la minaccia alla sicurezza interna ed 

esterna della Svizzera include “segnatamente la minaccia della priorità 

statale in materia di prerogative militari e politiche. Ciò comprende, ad 

esempio, la minaccia mediante terrorismo, estremismo violento, attività 

vietata di servizio d’informazione, criminalità organizzata, atti o tentativi 

volti a compromettere gravemente le relazioni della Svizzera con altri Stati 

o a modificare mediante la violenza l’ordine dello Stato” (Messaggio del 

Consiglio federale dell’8 marzo 2002 concernente la LStr [Messaggio LStr], 

FF 2002 3327, pag. 3429; cfr. anche le DTAF 2021 VII/7 consid. 9 e 10 e 

2018 VI/5 consid. 3.1 a 3.10).       

6.  

6.1 I documenti di viaggio secondo l'art. 1° cpv. 1 ODV (titoli di viaggio per 

rifugiati, passaporti per stranieri e documenti di viaggio sostitutivi per 

stranieri) costituiscono documenti di legittimazione di polizia degli stranieri; 

con essi non si può provare né l'identità né la cittadinanza dello straniero 

(art. 12 cpv. 1 ODV). Pertanto, i detti documenti non sostituiscono un 

passaporto (nazionale) valido riconosciuto dalla comunità internazionale 

(cfr. la sentenza del TAF C-5873/2011 del 26 giugno 2013 consid. 5).   

Uno straniero che è privo di documenti di legittimazione, ma che è titolare 

di un permesso di domicilio, ha diritto ad un passaporto per stranieri (art. 

59 cpv. 2 lett. c LStrI e 4 cpv. 1 ODV).   

Può (in tedesco: “kann”; in francese: “peut”) essere rilasciato dalla SEM un 

passaporto per stranieri a uno straniero sprovvisto di documenti di viaggio, 

ma titolare di un permesso di dimora (art. 4 cpv. 2 ODV), come pure ad una 

persona ammessa provvisoriamente e sprovvista di documenti di viaggio 

F-3537/2021 

Pagina 9 

se la SEM ne autorizza il ritorno in Svizzera conformemente all'art. 9 ODV, 

in particolare per il disbrigo di importanti e improrogabili pratiche 

strettamente personali (art. 1° cpv. 1 lett. b  e 4 cpv. 4 ODV).    

6.2 Le persone ammesse provvisoriamente possono ottenere dalla SEM 

un documento di viaggio o un visto di ritorno, segnatamente (a) in caso di 

grave malattia o di decesso di un congiunto (i genitori, i nonni, i fratelli e le 

sorelle, il coniuge, i figli e gli abbiatici del richiedente o del coniuge) oppure 

(b) per il disbrigo di importanti e improrogabili pratiche strettamente 

personali (art. 9 cpv. 1 e 3 ODV).  

È considerato sprovvisto di documenti di viaggio ai sensi dell’ODV lo 

straniero che non possiede documenti di viaggio validi del suo Stato 

d'origine o di provenienza e: (a) dal quale non si può pretendere che si 

adoperi presso le autorità competenti del suo Stato d'origine o di 

provenienza per ottenere il rilascio o la proroga di un documento di viaggio; 

o (b) per il quale l'ottenimento di documenti di viaggio non è possibile (in 

tedesco: “für welche die Beschaffung von Reisedokumenten unmöglich 

ist”; in francese: “qu'il est impossible de lui procurer des documents de 

voyage”; art. 10 cpv. 1 ODV).  

Ritardi nel rilascio di un documento di viaggio da parte delle competenti 

autorità dello Stato d'origine o di provenienza non motivano l'assenza di 

documenti di viaggio (art. 10 cpv. 2 ODV).  

Non può segnatamente essere chiesto alle persone bisognose di 

protezione e ai richiedenti l'asilo di prendere contatto con le autorità 

competenti del loro Stato d'origine o di provenienza (art. 10 cpv. 3 ODV; 

cfr. anche la DTAF 2014/23 consid. 5.2).  

L'assenza di documenti di viaggio è accertata dalla SEM nell'ambito 

dell'esame della domanda (art. 10 cpv. 4 ODV).  

6.3 Dal canto suo, la giurisprudenza ha precisato che la questione 

dell’impossibilità di procurarsi dei documenti di viaggio nazionali deve 

essere analizzata in base a criteri oggettivi, non soggettivi (cfr. la sentenza 

del Tribunale federale 2A.335/2006 del 18 ottobre 2006 consid. 2.1, con i 

relativi riferimenti). L’impossibilità è oggettiva quando, nonostante lo 

straniero intraprenda tutti i passi necessari in vista di procacciarsi un 

documento di viaggio nazionale, la sua richiesta è rifiutata dalle autorità del 

suo paese senza motivi sufficienti (cfr., tra le altre, le sentenze del TAF F-

1163/2017 del 13 aprile 2018 consid. 5.2, e C-5873/2011 del 26 giugno 

F-3537/2021 

Pagina 10 

2013 consid. 4.4). Peraltro, spetta allo straniero fornire la prova 

dell’impossibilità oggettiva di ottenere un passaporto nazionale valido da 

parte delle autorità del suo paese (cfr., in particolare, la sentenza del TAF 

F-525/2018 del 4 aprile 2019 consid. 6.2 con i diversi riferimenti 

giurisprudenziali).       

 

6.4 È utile ancora ricordare che l'emissione di un passaporto è di esclusiva 

competenza del paese d'origine della persona interessata, il quale decide 

sulla base di procedure e modalità previste dal suo diritto nazionale. In altri 

termini, il rilascio, il ritiro e l'annullamento di un passaporto fanno parte della 

competenza sovrana di ogni Stato ed è nell'ambito di tale competenza che 

vengono definite le condizioni nella legislazione nazionale (cfr., in questo 

rispetto, l'avviso giuridico della Direzione di diritto internazionale pubblico 

del Dipartimento degli affari esteri, del 17 febbraio, 17 giugno e 23 luglio 

1999, Giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione 

[GAAC] 64.158, 64.22 cifra 1.1 nonché 65.70, parti A e C, all’indirizzo 

Internet: http://www.vpb.admin.ch/ital/cont/aut/aut_1.1.3.2.html [non più 

disponibile in linea]).    

7.  

7.1 In concreto è innanzitutto necessario rilevare che questo Tribunale ha 

confermato, con sentenza definitiva del 27 marzo 2023, la decisione della 

SEM del 20 agosto 2020, che ha negato al ricorrente l’asilo, concedendogli 

invece l’ammissione provvisoria (cfr. consid. A). Confermando la decisione 

della SEM, questo Tribunale ha valutato che il ricorrente rappresenta una 

minaccia per la sicurezza interna ed esterna della Svizzera, e questo con 

riferimento al rapporto del SIC del 21 marzo 2018, argomentando in 

sostanza che, “in assenza di una presa di distanza da parte del ricorrente 

nei confronti del BRP, si presume che egli abbia svolto un’attività illegittima 

in relazione al BRA” (cfr. la sentenza del TAF D-4668/2020 pagg. 9 e 10). 

Ora, atteso che, dalla pronuncia di questa sentenza fino ad oggi, non risulta 

che siano sopravvenuti nuovi fatti rilevanti sotto questo profilo, e che 

perdipiù, dal momento della sua replica dell’11 febbraio 2022, il ricorrente 

non ha più allegato alcunché in proposito, non rimane che rinviare a questa 

valutazione.  

Pertanto, siccome rappresenta una minaccia per la sicurezza interna ed 

esterna della Svizzera a causa della sua attività in seno al BRP e alla BRA, 

minaccia che diverrebbe ancora più concreta se avesse la possibilità di 

recarsi all’estero (cfr. consid. 7.3), il ricorrente non ha diritto, a prescindere 

F-3537/2021 

Pagina 11 

dal suo statuto di straniero ammesso provvisoriamente, al rilascio di un 

documento di viaggio per rifugiati (art. 59 cpv. 3 LStrI [consid. 5.4]).  

7.2 Considerato che la procedura d’asilo e la procedura di rilascio di un 

documento di viaggio per rifugiati iniziate dal ricorrente si sono intersecate, 

la SEM ha dovuto, per trattare la seconda, rivolgersi di nuovo al SIC l’11 

novembre 2020, il quale l’ha invitata a respingerla, essenzialmente in base 

agli argomenti già esposti nel proprio rapporto del 21 marzo 2018 (cfr. 

consid. A, B, C e F). La SEM non ha così rilasciato alcun documento di 

viaggio al ricorrente, riproducendo per intero la presa di posizione del SIC, 

dalla quale si evince che “permettere alle persone chiave [del BRP e/o della 

BRA] di recarsi in un Paese terzo darebbe loro l’opportunità di incontrare 

altre persone e quindi di partecipare indirettamente alle attività terroristiche 

in Belucistan. Gli stessi potrebbero trasmettere informazioni o istruzioni da 

dirigenti residenti in Svizzera. È quindi probabile che tali persone 

approfittino dei loro spostamenti all’estero per svolgere tali attività, senza 

alcuna possibilità di controllo […]” (cfr. decisione impugnata, pag. 4 [consid. 

F]).   

Di conseguenza, dato che il solo fatto di poter recarsi all’estero grazie ad 

un documento di viaggio per rifugiati può mettere a repentaglio la sicurezza 

interna ed esterna della Svizzera, il ricorrente non ha diritto, a prescindere 

dal suo statuto di straniero ammesso provvisoriamente, al rilascio del 

documento in questione (art. 59 cpv. 3 LStrI [consid. 5.4]).     

Riguardo alle riflessioni che il ricorrente ha formulato nel suo gravame (cfr. 

consid. G), va osservato che, in seguito alla pronuncia della sentenza 

definitiva del TAF D-4668/2020, esse non sono più pertinenti, per cui non 

sono atte ad influire sull’esito del presente litigio.   

8.  

In conclusione, il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata 

confermata.  

9.  

Le spese processuali sono di regola messe a carico della parte 

soccombente e, in caso di soccombenza parziale, sono ridotte (art. 63 cpv. 

1 PA). Esse comprendono la tassa di giustizia e i disborsi (art. 1 cpv. 1 del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]); la tassa di giustizia è calcolata in funzione dell'ampiezza e 

F-3537/2021 

Pagina 12 

della difficoltà della causa, del modo di condotta processuale e della 

situazione finanziaria delle parti (art. 63 cpv. 4bis PA e 2 cpv. 1 TS-TAF). 

In concreto, il ricorrente è stato esentato dal versamento di un anticipo a 

copertura delle presunte spese processuali (cfr. consid. H). Pertanto, 

nonostante l’esito negativo del ricorso, non gli si addossano spese 

processuali.   

Al ricorrente, che soccombe, non sono assegnate spese ripetibili (art. 64 

cpv. 1 PA e art. 7 cpv. 1 e 2 TS-TAF). Si osservi ancora che la SEM, in 

quanto autorità federale, non ha diritto a un'indennità a titolo di ripetibili (art. 

7 cpv. 3 TS-TAF). 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

F-3537/2021 

Pagina 13 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. 

3.  

Non si assegnano indennità per spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata al ricorrente e alla SEM. 

 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Daniele Cattaneo Dario Quirici 

 

 

 

 

 

 

Data di spedizione: 

 

F-3537/2021 

Pagina 14 

Comunicazione: 

– al ricorrente (raccomandata);  

– alla SEM (n. di rif. N …; allegato: copia della replica del ricorrente, 

dell’11 febbraio 2022, per conoscenza).