# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc6d8298-db27-58e4-aede-02b2f2c9c3b4
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-06-25
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 25.06.2008 SKG 2008 19
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_SKG-2008-19_2008-06-25.pdf

## Full Text

Kantonsgericht von Graubünden
Dretgira chantunala dal Grischun
Tribunale cantonale dei Grigioni

___________________________________________________________________________________________________

Rif.: Coira, 25 giugno 2008 Comunicata per iscritto il: 

SKG 08 19

Sentenza
Commissione del Tribunale cantonale

Presidenza Presidente Brunner
Giudici Sutter-Ambühl e Riesen-Bienz 
Attuario Conrad

——————

Visto il ricorso in materia d'esecuzione e fallimento

della C T . , istante e ricorrente, rappresentata dall'avv. lic. iur. Cesare Lepori, C. P. 
1803, Via Parco 2, 6501 Bellinzona,

contro

la sentenza della Commissione del Tribunale distrettuale Moesa del 09 maggio 
2008, comunicata il 14 maggio 2008, in re dell'istante e ricorrente,

concernente moratoria concordataria,

è risultato:

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A. La CT. (detta appresso CT.) con sede in AI., é attiva nell'edilizia (eser-
cizio di un'impresa generale in tutti i campi dell'edilizia e del genio civile e della 
consegna chiavi in mano di immobili, case, magazzini, impianti industriali, aeroporti 
ed ogni altra opera di sopra e sottostruttura. L'esecuzione di lavori di scavo, casse-
ratura, trasporti, muratura, compravendita e noleggio di ponteggi, ristrutturazione 
d'immobili. L'engineering (consulenza, progettazione, cessione tecnologie, assi-
stenze, montaggi, addestramento del personale e direzione dei lavori) nei seguenti 
settori: industriale, agricoltura, elettronica, edilizia). Il 31.12.2006 chiudeva il bilancio 
in un'eccedenza passiva di fr. 462'000.-- e il conto economico dell'anno d'esercizio 
2006 in una perdita di fr. 525'000.--. Il 20 novembre 2007 l'ufficio di revisione ha 
avvisato un'eccedenza di debiti ai sensi degli artt. 725/729c CO al Presidente del 
Tribunale distrettuale Moesa quale giudice del fallimento, per cui questi ha aperto 
la relativa procedura ai sensi dell'art. 725a CO, art. 192 LEF (proc. no. 330.07.202). 
In questa procedura il 14 febbraio 2008 la CT., continuando la sua attività econo-
mica, ha presentato il bilancio non controllato al 31.12.2007 con un'eccedenza pas-
siva di fr. 296'000.--; il conto economico dell'anno d'esercizio 2007 indicava un pro-
fitto di fr. 165'000.--. In seguito la CT. è stata incaricata dal giudice del fallimento, 
pena l'apertura del fallimento, a presentare entro il 20 aprile 2008 un bilancio ed un 
conto economico dell'anno 2007 come pure un bilancio intermedio ed un conto eco-
nomico alla fine di marzo 2008 con rapporti dell'ufficio di revisione. A questa ingiun-
zione la CT. ha ottemperato il 17 aprile 2008. Secondo il bilancio intermedio ed il 
conto economico alla fine di marzo 2008, controllati dall'ufficio di revisione, in quel 
momento la CT. era ancora indebitata con fr. 93'000.--, nell'anno d'esercizio 2007 
aveva però realizzato un profitto di fr. 333'000.-- e nel primo trimestre 2008 un tale 
di fr. 36'000.--. Quale avere al 31 marzo 2008 erano iscritti in bilancio debitori per fr. 
552'000.-- e lavori iniziati per fr. 50'000.--.

B. Allegando il bilancio intermedio ed il conto economico alla fine di 
marzo 2008 controllati, con istanza del 28 aprile 2008 la CT. ha chiesto la conces-
sione di una moratoria concordataria per sei mesi ai sensi dell'art. 293 segg. LEF 
alla Commissione del Tribunale distrettuale Moesa (proc. no. 320.08.01). A suo dire 
era in grado di proporre ai suoi creditori, al posto del fallimento uno per loro favore-
vole concordato a percentuale con un dividendo del 20 %. In base ad una proposta 
della CT., fatta lo stesso giorno, il giudice dei fallimenti ha differito la sua decisione 
sul fallimento conformemente all'art. 173a cpv. 1 LEF ed ha tras-messo gli atti alla 
Commissione del Tribunale distrettuale Moesa quale tribunale dei concordati. 

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Udita la debitrice nella persona di TP., unico amministratore ed unico azioni-
sta, nonché del contabile della società e tenuta l'udienza, con sentenza del 09 mag-
gio 2008 la Commissione del Tribunale distrettuale ha respinto la richiesta dilazione 
di pagamento della CT. e le ha addossato i costi di procedura di fr. 600.--. La reie-
zione è in sostanza motivata nel seguente modo:

• il consiglio d'amministrazione della CT. non ha prodotto l'elenco dei suoi 
libri contabili (art. 293 LEF e 957 CO),

• gli attivi della società evidenziati nel rapporto di revisione al 31 marzo 
2008 sono con tutta probabilità inferiori alla cifra di Fr. 798'000.—,

• l'indebitamento della società è con ogni verosimiglianza di gran lunga 
superiore all'importo di Fr. 93'000.—, ciò che fa venir meno la cosiddetta 
"Nachlasswürdigkeit",

• nulla è stato portato a livello di garanzie per il finanziamento del dividendo 
proposto, dei crediti privilegiati (art. 306 LEF) e delle spese del 
commissario.

C. Contro il rifiuto della moratoria concordataria, notificato il 14 maggio 
2008, il 26 maggio 2008 la CT. ha proposto ricorso alla Commissione del Tribunale 
cantonale coi petiti d'annullare l'impugnata sentenza e di decidere nel senso delle 
richieste fatte all'inferiore tribunale dei concordati.

La Commissione del Tribunale distrettuale Moesa ha rinunciato a contropro-
poste e -osservazioni.

La Commissione del Tribunale cantonale considera :

1. L'ammissibile ricorso, proposto tempestivamente ed in dovuta forma 
alla competente istanza, é ricevibile in ordine (art. 294 cpv. 3 LEF, artt. 17, 25 OE 
della LEF).

2. Ai sensi dell'art. 293 LEF il debitore che vuole ottenere un concordato 
deve presentare al giudice dei concordati una domanda motivata ed una proposta 
di concordato. Egli deve allegarvi il bilancio ed il conto d'esercizio o documenti equi-
valenti, da cui si possa conoscere il suo stato patrimoniale ed il suo reddito d'im-
presa, come pure l'elenco dei suoi libri di commercio, se é obbligato a tenerne (cpv. 

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1). Presentata l'istanza di moratoria concordataria o differita d'ufficio la decisione 
sul fallimento (art. 173a cpv. 2 LEF), il giudice dei concordati ordina senza indugio 
le misure necessarie alla conservazione dei beni del debitore. In casi motivati egli 
può concedere per il momento una moratoria provvisoria di al massimo due mesi, 
nominare un commissario provvisorio ed incaricarlo di esaminare lo stato patrimo-
niale e reddito d'impresa del debitore nonché le possibilità di risanamento. L'art. 294 
LEF prescrive inoltre che, in caso di domanda di moratoria concordataria o di prov-
vedimenti cautelari, il giudice dei concordati convoca senza indugio il debitore ed il 
creditore richiedente. Egli può sentire anche altri creditori oppure esigere dal debi-
tore che produca un bilancio dettagliato, un conto d'esercizio o documenti equiva-
lenti e l'elenco dei suoi libri di commercio (cpv. 1). Non appena in possesso dei 
documenti necessari, il giudice del concordato decide nel tempo più breve sulla con-
cessione della dilazione concordataria; egli considera specialmente lo stato patri-
moniale e il reddito d'impresa del debitore nonché le possibilità di concordato. 

Dirimpetto a queste legali disposizioni di procedura la censura della ricor-
rente, secondo cui l'inferiore tribunale dei concordati le ha rifiutato il diritto d'essere 
sentito, si rivela fondata.

a. Ad una richiesta di concessione della moratoria concordataria non va 
dato corso solo con discrezione, vale a dire se vi sono valide ragioni. Il motivo è che 
di regola l'autorità dei concordati unicamente in casi lampanti ha allo stadio d'entrata 
in merito una così chiara visione della gestione degli affari e delle cause dell'ina-
dempimento delle obbligazioni del debitore, sicchè la domanda dev'essere respinta 
fin dall'inizio. Ciò è p. es. il caso, se il contabile non tiene affatto la contabilità, se 
essa è in pessimo stato, che non permette di costatare la situazione patrimoniale, o 
se il debitore è latitante (RBOG TG 1996 no. 23 cons. 1b, con riferimento a Fritz-
sche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, Bd. II, 
§ 72 nota marginale 11). In concreto simili circostanze non si sono verificate.

b. L'indicazione dell'istanza precedente, "il fatto di non portare la docu-
mentazione é motivo per respingere la richiesta di moratoria", non è proficua. Essa 
contiene il rimprovero alla CT. di non aver documentato il tribunale dei concordati di 
propria iniziativa esaurientemente già coll'inoltro della domanda di moratoria. Anche 
le riflessioni che la CT. non aveva addotto nulla, che lasciava apparire credibile l'esi-
stenza dei debitori iscritti in bilancio per un importo di fr. 552'000.—, che il consiglio 
d'amministrazione della CT. "non ha fornito spiegazioni plausibili sulla procedura di 
valutazione degli attivi" e che "i lavori in corso per Fr. 50'000.--, rimasti invariati tra 

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il 31 dicembre 2007 e il 31 marzo 2008, sono di difficile valutazione, mancando 
oltretutto ogni e qualsiasi pezza giustificativa" si rivelano in questo nesso non am-
missibili. Il giudice direttore del processo non ha prima sollecitato l'istante ad inol-
trare ulteriori documenti. Invece avrebbe dovuto farlo. Coll'istanza di dilazione di 
pagamento CT. da solo ha presentato un estratto dal registro di commercio, il bilan-
cio intermedio controllato, il conto economico coll'allegato secondo l'art. 663b CO 
ed il referto dell'ufficio di revisione come pure due dichiarazioni di postergazione di 
rango dell'azionista unico. Mancava unicamente il registro dei libri di commercio 
della società anonima, obbligata a tenerli. Da sè l'istante deve produrre unicamente 
un elenco. Soltanto l'art. 294 LEF (convocazione, decisione, impugnazione) dispone 
che il giudice "...può esigere dal debitore che produca un bilancio dettagliato, un 
conto d'esercizio o documenti equivalenti e l'elenco dei suoi libri". Se per una deci-
sione fondata il giudice dei concordati abbisogna di tali ulteriori documenti, non può 
senza giri di parole procedere alla reiezione della richiesta di moratoria. Almeno una 
volta alla debitrice va data l'occasione di produrli. La procedura della dilazione con-
cordataria è retta dal principio inquisitorio (Alexander Vollmar, Basler Kommentar 
1998, art. 294 LEF n. 10; per la procedura di ricorso cfr. anche l'art. 25 OE della 
LEF). In sede d'udienza (di mattina) CT. s'é offerto di presentare i documenti relativi 
ai creditori ed il pomeriggio l'ha anche fatto. Malgrado quest'offerta il giudice prece-
dente l'ha apoditticamente respinta col pretesto "la commissione decide oggi, in 
base ai documenti [già] forniti" (cfr. il verbale act. 1.6 cifra 16). Se così esprimendosi 
la prima istanza ha rivelato che per decidere la questione avrebbe avuto bisogno di 
più documenti, avrebbe dovuto dare alla richiedente l'occasione di completare la 
materia del processo (cfr. Vollmar, op. cit., art. 293 LEF n. 27 con riferimento all'art. 
32 cpv. 4 LEF; Jaeger/Walder/Kull/Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung 
und Konkurs, 4. A. Zürich 1997/2001, art. 293 n. 62 seg.). Del resto è da accennare 
che nella procedura secondo l'art. 725 CO dinanzi al Presidente del Tribunale di-
strettuale erano stati prodotti un bilancio dettagliato ed il conto economico 2007 (act. 
04.1.2.1). Già nell'ambito della procedura di prima istanza la richiedente ha proposto 
di acquisire questi atti.

3. L'impugnata sentenza si rivela contrastante per ulteriori motivi. Per de-
cidere la dilazione concordataria vanno considerati lo stato patrimoniale ed il reddito 
d'impresa del debitore nonché le possibilità di concordato (art. 294 cpv. 2 LEF). Il 
Presidente del Tribunale distrettuale quale giudice dei fallimenti ha applicato l'art. 
173a cpv. 2 LEF e trasmesso la causa alla sua commissione quale tribunale dei 
concordati. L'art. 173 cpv. 1 e 2 LEF sono disposizioni facoltative. Premessa per la 

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sospensione della procedura di fallimento e la trasmissione al giudice dei concordati 
è che risultino almeno delle indicazioni per una possibilità di risanamento (cfr. Voll-
mar, op. cit., art. 293 LEF n. 19; Roger Giroud, Basler Kommentar 1998, art. 173a 
LEF n. 4 segg.). In concreto è da ammettere che il giudice dei fallimenti a ragione 
ha tacitamente ritenuto che c'erano tali indicazioni. Sicuramente queste esistevano 
coll'inoltro della richiesta ed in considerazione del suo contenuto. Da una parte esse 
non sono state contrastate con sufficiente convinzione dagli argomenti dell'impu-
gnata decisione, dall'altra più indizi a favore di una capacità di risanamento non 
sono stati considerati:

a. Contrariamente all'assunto dell'istanza precedente la CT. non ha pre-
teso che del pendente importo debitori di fr. 552'000.—, iscritto in bilancio, si lascia-
vano realizzare unicamente dai 150'000.— ai 200'000.— franchi. Ciò é soltanto la 
sua prudente stima che una tale quota sarebbe bastata per concordarsi a percen-
tuale con un dividendo del 20 %. Non é quindi stato affermato che il resto dei debitori 
in bilancio era assolutamente privo di valore. Il rimprovero che la debitrice aveva 
patteggiato per anni e non aveva intrapreso nulla per incassare i debiti è parzial-
mente invalidato. Nell'ambito della procedura di ricorso la ricorrente ha prodotto 
l'estratto di un conto (art. 25 cpv. 2 e 7 OE della LEF), da cui si evince che nel primo 
trimestre ha incassato fr. 141'000.-- da incarichi edili (act. 01.3). Tutelandole il diritto 
d'essere sentito, avrebbe potuto documentare questa circostanza già nell'ambito 
della procedura di prima istanza.

b. Quanto alla considerazione dei giudici di primo grado secondo cui "gli 
attivi sono con tutta probabilità inferiori alla cifra di fr. 798'000.— evidenziata nel 
rapporto e l'indebitamento di gran lunga superiore all'importo di fr. 93'000.—" va 
detto che il bilancio ed il conto economico, rispettivamente i valori/le valutazioni ivi 
indicati, controllati da un ufficio di revisione, non possono senz'altro essere  messi 
in dubbio dal tribunale dei concordati. A questo proposito è inoltre da rilevare che 
dirimpetto alla perseguita variante di concordato a percentuale, con cui la società 
rimane, la valutazione in base a valori di continuazione appare giusta (cfr. Jae-
ger/Walder/Kull/Kottmann, op. cit., art. 293 LEF n. 31-33).

c. Le riflessioni, "il materiale magazzino per Fr. 75'000.—, molto proba-
bilmente, ha un valore di difficile realizzazione in quanto la società, pur avendo pro-
blemi di liquidità, non ha provveduto alla liquidazione dello stock di merce che, vista 
l'attuale attività (nessuna manodopera propria, ecc.), non è verosimilmente più ne-
cessario", devono essere respinte di fatto e di diritto. Stando al conto economico la 

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CT. opera nel senso dello scopo societario ed abbisogna quindi dei suoi attrezzi e 
delle sue macchine. Il sospetto dell'istanza precedente, che le voci del bilancio mac-
chinari, attrezzature e materiale magazzino non siano state correttamente valutate, 
è inoltre irrilevante. Dallo stesso dall'inizio non può risultare nessun argomento per 
il rifiuto della moratoria, dato che è proposto un concordato a percentuale o con 
dividendo. La CT. deve perciò continuare ad esistere nella sua forma odierna e ad 
essere amministrata. Le sue scorte, i suoi fondi ecc. non sono quindi da liquidare. 
Essi non servono quale sostrato del prospettato dividendo del 20 %, ma rimangono 
conformemente alla proposta di concordato alla debitrice e da lei vanno impiegati 
quali mezzi di produzione. Contrariamente all'apparente assunto dei primi giudici la 
questione della valutazione di questi attivi non è d'importanza per la capacità di ri-
sanamento.

d. In contrasto col parere dell'istanza distrettuale, conformemente al mo-
dificato diritto concordatario la (soggettiva) dignità al concordato del debitore non 
conta, ma esclusivamente la sua (oggettiva) capacità al concordato rispettivamente 
al risanamento.

e. Dai documenti commerciali prodotti sono evidenti propri sforzi di risa-
namento della ricorrente:

Dal 2006 i creditori correnti e i debiti complessivamente non sono cresciuti, 
bensì diminuiti (act. 04.1.1.2, 04.1.2.1).

Contrariamente all'assunto della Commissione del Tribunale distrettuale oggi 
la CT. non presta manodopera. Al contrario, non ha più dipendenti, sicché i costi 
base (paghe, assicurazioni, contributi sociali ecc.) ed i relativi rischi economici dimi-
nuiscono. A seconda dello stock di lavori si fa prestare lavoratori da altri, chiama 
degli indipendenti a partecipare e noAI. le proprie macchine. Essa lavora quale ap-
paltatrice o ausiliaria d'altre imprese edili ed immobiliari. Con ciò è da aspettarsi che 
in futuro specialmente i debiti nei confronti dei creditori privilegiati non aumente-
ranno, ma diminuiranno. Alla plausibilità delle allegazioni di fatto della richiedente a 
questo riguardo si può rispondere affermativamente in base allo sviluppo finanziario 
dal 2005/2006. Del resto dall'inizio del 2008 la CT. ha estinto debiti privilegiati pre-
esistenti nella misura di circa fr. 28'000.— (contributi AVS e LPP, act. 1.6 cifra 17, 
act. 01.4).

f. Assieme al bilancio, che indica uno stato economico nel senso del 
giorno X, il conto economico è un importante elemento per la valutazione delle pro-

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spettive per un concordato, essendo l'unico che si esprime sull'attuale redditività di 
un'impresa. Solo quest'ultimo permette di fare una prognosi sul futuro sviluppo eco-
nomico dell'impresa edile. La durevole prospettiva di risanamento dipende più dalla 
situazione economica che da quella di bilancio (Daniel Hunkeler, Das Nachlassver-
fahren nach revidiertem SchKG, Diss. Freiburg 1996, n. 608, 647 nf. 466; cfr. anche 
l'esplicita menzione dell'andamento reddituale nell'art. 293 cpv. 3. LEF). A torto 
l'istanza precedente non ha per niente considerato che la CT., dal punto di vista 
operativo, nel suo settore principale d'attività, nell'anno d'esercizio 2007, ha gene-
rato entrate di fr. 1'017'000.— e conseguito un'eccedenza del ricavo di fr. 333'000.— 
(nel primo trimestre 2008: entrate fr. 187'000.—, eccedenza del ricavo fr. 36'000.—). 
Questo é un indizio per la sua vitalità. Che l'utile sia stato realizzato senza propri 
dipendenti non c'entra.

g. La considerazione dei primi giudici, secondo cui i creditori privilegiati 
devono essere completamente soddisfatti, quelli non privilegiati soddisfatti nella mi-
sura del 20 % e che inoltre i costi della procedura concordataria devono essere 
coperti, é sicuramente corretta. Nell'ambito dell'esame se la moratoria è da conce-
dere va tuttavia mantenuto un certo riserbo. A ragione la ricorrente censura che qui 
l'istanza precedente ha posto severe esigenze. Il parere, secondo cui il debitore già 
coll'inoltro della domanda di dilazione debba fornire garanzie per il finanziamento 
del concordato, è esagerato. In questo momento le premesse degli artt. 305/306 
LEF, in un'ottica ragionevole, devono apparire raggiungibili - non di più e non di 
meno. A meno che sia privo di credibilità, in questo stadio deve bastare p. es. che 
il debitore dichiari che per il finanziamento del dividendo concordatario sarebbero 
forniti mezzi in determinata misura da persone a lui vicine. Se con ciò il giudice dei 
concordati non è soddisfatto, deve dare l'occasione di renderlo più plausibile (ZBJV 
88 (1952) pagg. 158 segg.). In sede d'audizione l'unico amministratore e l'unico 
azionista TP. ha dichiarato che era disposto ad immettere fr. 50'000.--. Una valida 
promessa di finanziamento già nell'ambito della valutazione della moratoria concor-
dataria non può essere esatta, del pari dicasi di una garanzia di ricupero di debiti in 
sospeso. Tenuto conto d'estinzioni di debiti avvenute nel frattempo e delle poster-
gazioni dell'azionista unico, occorrerebbero mezzi liquidi dell'importo di circa fr. 
315'000.— per l'esecuzione del concordato proposto dalla CT.. Dirimpetto ai debiti 
pendenti in bilancio, ai lavori iniziati per un importo di fr. 600'000.— ed alla circo-
stanza che quanto all'atteggiamento dei creditori nei confronti della proposta con-
cordataria nulla è dato di sapere, la valutazione secondo cui era a priori certo che 
la CT. non poteva adempiere le condizioni d'omologazione giusta l'art. 306 cpv. 2 

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cifra 2 LEF si rivela un'inammissibile speculazione. Oggi non può esser detto che le 
premesse per la successiva conferma della transazione a percentuale 
manifestamente non possono essere soddisfatte.

h. Di fronte ad una solvibilità dei debitori pendenti in bilancio di circa il 45 
% ed al prospettato contributo del suo azionista unico dell'importo di fr. 50'000.— la 
stipulazione di un concordato a percentuale con un dividendo del 20 % é oggettiva-
mente possibile. Di faccia ad una tenuta di valore dei debitori all'incirca del 57 % 
solo da questi potrebbe essere finanziato il concordato con dividendo. L'oggettiva 
possibilità di risanamento della CT. dipende quindi in modo determinante dal ricu-
pero dei debitori in bilancio nella misura di fr. 552'000.—, per cui questa questione 
dev'essere chiarita profondamente. Ciò concerne specialmente il massimo dei pre-
tesi crediti nei confronti della LPF. di fr. 330'000.—. Quest'evidente chiarificazione 
non è stata fatta. L'istanza precedente non era in grado di pronunciare una mate-
rialmente motivata decisione sulla dilazione. Senza motivo ha rimproverato la CT. 
di non aver presentato niente di propria iniziativa, che ha reso plausibile il ricupero 
dei debitori in sospeso. Per contro ha fatto delle infondate congetture quanto al ri-
cupero di questi debitori pendenti.

4.a. In sintesi secondo il parere della Commissione del Tribunale cantonale 
si ha a che fare almeno con un "caso motivato" giusta l'art. 293 cpv. 3 (seconda 
frase) LEF, che in tutta coscienza avrebbe permesso, rispettivamente per una più 
precisa chiarificazione avrebbe richiesto di concedere una moratoria provvisoria di 
due mesi al massimo e di nominare un commissario provvisorio per l'ulteriore chia-
rificazione della capacità di risanamento. Il ricorso è perciò da accogliere in quanto 
alla CT. é concessa una dilazione concordataria provvisoria ai sensi dell'art. 293 
cpv. 3 LEF per la durata di due mesi.

b. Quanto alla nomina del commissario agli atti v'é una proposta dei primi 
giudici ed una della richiedente; non é però documentato che le persone proposte 
accetterebbero il mandato. La causa è quindi da rinviare alla Commissione del Tri-
bunale distrettuale Moesa per la nomina del commissario. Conformemente alla 
legge il compito di un commissario provvisorio consiste anzitutto nell'esame della 
situazione patrimoniale ed economica del debitore e della possibilità di risanamento. 
Deve quindi chiarire le situazioni di fatto nella misura che il tribunale dei concordati, 
posto su sufficiente base, possa definitivamente pronunciarsi sulla moratoria. Com-
piti del commissario sono in particolare la compilazione di un elenco dei crediti con 
i documenti dei lavori edili forniti e la chiarificazione sommaria del ricupero dei più 

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volte menzionati debitori in sospeso degli anni passati. Alla dilazione concordataria 
provvisoria sono applicabili per analogia gli artt. 296 - 298 LEF. La moratoria prov-
visoria serve quindi anche direttamente alla conservazione del patrimonio del debi-
tore (Hunkeler, op. cit., n. 655, nf. 471). Il debitore può continuare la sua attività 
aziendale sotto la sorveglianza del commissario, ma generalmente senza l'autoriz-
zazione del giudice dei concordati durante la moratoria validamente non possono 
essere vendute o gravate parti del patrimonio immobilizzato, costituiti pegni, pre-
state fideiussioni o prese delle disposizioni a titolo gratuito. Il giudice dei concordati 
può inoltre ordinare che anche ulteriori atti possano essere compiuti unicamente col 
concorso del commissario oppure autorizzare il commissario ad assumere l'ammi-
nistrazione dell'azienda al posto del debitore (art. 298 cpv. 2 LEF). In quanto s'im-
ponga, la Commissione del Tribunale distrettuale Moesa dovrà prendere da sé i 
necessari provvedimenti alla conservazione dei beni del debitore già colla nomina 
del commissario (art. 293 cpv. 3 prima frase LEF).

c. La concessione della moratoria è pubblicata e comunicata senza in-
dugio all'ufficio d'esecuzione e al registro fondiario (art. 294 cpv. 4 LEF in unione 
all'art. 296 LEF). L'intervento del commissario e se del caso la disposizione di prov-
vedimenti per la conservazione del patrimonio sono contenuto della pubblicazione. 
Dato che l'istanza precedente nomina il commissario, ad essa incombe anche la 
pubblicazione nel Foglio ufficiale svizzero di commercio e nel Foglio ufficiale del 
Cantone dei Grigioni come pure la comunicazione all'ufficio d'esecuzione e del re-
gistro fondiario.

5. Per correttezza da ultimo è da accennare che la procedura dinanzi al 
Presidente del Tribunale distrettuale Moesa concernente l'avviso d'eccedenza di de-
biti/l'apertura del fallimento rimane per il momento pendente e secondo l'esito di 
questa procedura di moratoria è da stralciare o da proseguire.

6.a. La ricorrente propone di addossare i costi della procedura giudiziaria 
al Cantone dei Grigioni.

Trattasi di una richiesta di dilazione concordataria, la cui autrice è la debitrice. 
Creditori non hanno partecipato alla procedura. I costi della procedura di prima 
istanza per il procedimento di moratoria di massima non contenzioso vanno - indi-
pendentemente dall'esito - a carico della parte istante. Dato che la causa è rinviata 
ai giudici precedenti per ulteriori accertamenti, nella nuova decisione da pronunciare 
essi dovranno esprimersi di nuovo anche sui propri costi. Nella procedura di ricorso 

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la ricorrente è vincente. Ai sensi dell'art. 61 cpv. 1 OTLEF l'autorità giudiziaria su-
periore, a cui sono deferite le decisioni prese nell'ambito di una procedura sommaria 
in materia d'esecuzione (art. 25 cifra 2 LEF), può riscuotere una tassa che ammonta, 
al massimo, ad una volta e mezzo l'importo della tassa prevista per l'autorità di prima 
istanza (per la procedura concordataria: fr. 200.-- - 2'500.--, art. 54 OTLEF). Questa 
disposizione s'esprime in sostanza solo sull'ammontare dei costi giudiziari. Prescin-
dendo da essa l'art. 37 CPC (in unione agli artt. 18 e 26 OE della LEF) dispone che 
i costi ufficiali e quelli giudiziari di massima vanno a carico delle parti. Restano ri-
servate le prescrizioni speciali del diritto federale o cantonale, che prevedono una 
procedura gratuita come pure le norme sull'assistenza giudiziaria gratuita. Spese 
giudiziarie, non causate dalle parti, sono di regola sopportate dalla cassa giudiziaria. 
Come visto da una parte le spese ufficiali del giudizio d'impugnazione non possono 
essere accollate ad una controparte. La decisione dell'istanza precedente è senza 
dubbio scorretta e si fonda parzialmente su un diniego del diritto d'essere sentito. 
Intanto il suo comportamento sbagliato non é così grave, che eccezionalmente, in 
applicazione del principio di causalità e secondo la più recente interpretazione 
dell'art. 37 cpv. 2 CPC le devono essere accollate queste spese (PTC 2004 no. 11, 
cons. 7; cfr. anche l'analoga più recente regolarizzazione dell'art. 58 cpv. 4 LICC 
per il diritto tutelare). Dato che col suo ricorso la ricorrente in sostanza vince, non 
ha causato costi nel senso della tecnica del diritto dell'art. 37 cpv. 2 CPC. La tassa 
giudiziaria da stabilire in fr. 1'000.— è da mettere a carico del Cantone dei Grigioni.

b. La ricorrente ha ulteriormente chiesto che il Cantone dei Grigioni sia 
inoltre obbligato a rifonderle una congrua indennità a titolo di ripetibili.

La procedura concordataria è una causa sommaria ai sensi dell'art. 25 cifra 
2 LEF. Alla sezione 5: Impugnazione e procedura di ricorso; indennità alle parti, l'art. 
62 cpv. 1 OTLEF prescrive che nelle procedure sommarie in materia d'esecuzione 
il giudice può, su domanda della parte vincente, condannare la parte soccombente 
a pagare un'equa indennità come risarcimento delle spese, il cui ammontare é sta-
bilito nella sentenza. Conformemente al diritto federale quest'indennità può quindi 
essere messa a carico unicamente della parte soccombente. Il Cantone dei Grigioni 
non é né in veste della Commissione del Tribunale distrettuale Moesa né in quella 
della Commissione del Tribunale cantonale parte di questa procedura di dilazione 
concordataria. Dato che in concreto una parte manca ed anche la prima istanza non 
ne può essere gravata, la ricorrente deve sopportare il suo danno processuale.

12

La Commissione del Tribunale cantonale giudica:

1. Il ricorso della CT. é parzialmente accolto e l'impugnata sentenza della Com-
missione del Tribunale distrettuale Moesa del 09 maggio 2008 (proc. no. 
320.08.01) é annullata.

2. Alla CT. è concessa la provvisoria dilazione concordataria per la durata di 
due mesi giusta l'art. 293 cpv. 3 LEF. Per il resto la causa é rinviata all'istanza 
precedente per la nomina del commissario provvisorio, per la continuazione 
della procedura ai sensi dei considerandi e per nuova decisione sulla mora-
toria definitiva.

3. I costi della procedura di ricorso di fr. 1'000.— vanno a carico del Cantone 
dei Grigioni.

Non si assegnano delle indennità a titolo di ripetibili.

4. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia civile ai 
sensi degli artt. 72, 74 cpv. 1 lit. b/74 cpv. 2 lit. d della Legge sul Tribunale 
federale (LTF) al Tribunale federale. Esso è da inoltrare per iscritto entro 30 
giorni dalla notificazione della decisione col testo integrale nel modo pre-
scritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l’ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presup-
posti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 
segg. LTF. 

5. Comunicazione a:

__________

Per la Commissione del Tribunale cantonale dei Grigioni 
Il Presidente L'Attuario