# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 21eb3c0b-e3ca-56aa-8131-bef9351c8ab9
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 07.09.2009 38.2009.39
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2009-39_2009-09-07.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  38.2009.39

   

  dc/sc

  	
  Lugano

  7 settembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 9 giugno 2009 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 7 maggio
  2009 emanata da

  
	
   

  	
  Sezione del lavoro, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Il 4 marzo
2009 la RI 1, agenzia di viaggi, ha inoltrato un preannuncio di lavoro ridotto,
per cinque dei dieci dipendenti, nel periodo 1° aprile al 30 settembre 2009
(cfr. Doc. 10).

 

                                         La ditta ha così illustrato
le circostanze alla base della decisione di introdurre il lavoro ridotto:

 

" 
La nostra società svolge il proprio campo di
attività nel settore agenzia di viaggi ed è stata fondata il 22 febbraio 2001
(allegato estratto registro di commercio).

 

Il motivo principale che sta alla base di questa
nostra richiesta è la diminuzione delle vendite che è iniziata già durante lo
scorso anno 2008 e che nei mesi di gennaio e febbraio 2009 si sta ulteriormente
inasprendo. Tale diminuzione è dovuta alla crisi economica e finanziaria
"globale" che sta colpendo anche il nostro paese. Essa colpisce sia
le aziende, circa il 30 % del nostro lavoro, sia le famiglie ed i privati
cittadini che stanno limitando di parecchio le spese legate ai viaggi. In
aggiunta alla motivazione sopra riportata vi è anche la rivalutazione del Franco Svizzero. Questo è un ulteriore
motivo di diminuzione delle vendite perché una grossa percentuale della nostra
clientela viene dalla vicina Italia. Il rapporto con l'Euro passato da 1,65 ad
1,47 annulla di parecchio la convenienza e la motivazione di tale clientela a
venire in Svizzera a prenotare i viaggi, in special modo riferito al periodo
estivo nel quale le partenze da __________ sono particolarmente allettanti.

 

Possiamo certamente affermare che la prenotazione
di viaggi per il periodo estivo (maggio-settembre), normalmente già cominciato
in questo periodo, è ad oggi praticamente ferma.

 

La diminuzione di lavoro da noi registrata nei
primi due mesi dell'anno è di circa il 35 - 40 %.

Fare previsioni precise è onestamente per noi
impossibile, ma quello che si intravede e si tocca con mano tutti i giorni ci
porta ragionevolmente a pensare che nei prossimi mesi del 2009 la diminuzione
del lavoro (ci auguriamo transitoria) si stabilizzi intorno al 40 - 45 %.
Pensiamo, o meglio speriamo, che tale situazione duri solo alcuni mesi
dell'anno in corso.

 

Per evitare il lavoro ridotto stiamo proponendo
alla clientela delle iniziative di viaggio particolari, cercando di
"stimolare" con la fantasia dei "giorni o week end" con
destinazioni e prezzi particolarmente economici ed appetibili.

Nel contempo, visto il periodo di scarso lavoro,
cerchiamo di fare effettuare almeno in parte i periodi di ferie ai nostri
dipendenti per essere pronti nel momento in cui il lavoro dovesse riprendere.

 

La cifra d'affari relative alle vendite viaggi
dei primi 2 mesi rapportate allo scorso anno sono:

 

a tutto gen  2008       Fsv      
2.645.000            feb    2008   Fsv         1.197.000

a tutto gen  2009       Fsv       1.608.000            feb    2009   Fsv           
759.000

                                                 -1.037.000  
-39%                                      - 438.000  -37%

 

Ci sembra di aver trasmesso in modo chiaro la
reale situazione nella quale ci troviamo e proprio per tutti questi motivi ci
vediamo costretti ad introdurre il lavoro ridotto." (Doc. 10)

 

                               1.2.   Il 31 marzo
2009 la Sezione del lavoro ha richiesto all'azienda  alcune informazioni,
invitandola pure a trasmettere ulteriore documentazione (cfr. Doc. 9), ciò che
essa ha fatto il 7 aprile 2009 (cfr. Doc. 8).

                                         Con
decisione del 15 aprile 2009 la Sezione del lavoro ha respinto la richiesta di
indennità per lavoro ridotto (cfr. Doc. 7).

 

                               1.3.   Contro
questa decisione la ditta ha inoltrato un'opposizione nella quale si è così
espressa:

 

" 
(...)

-   durante il quadriennio precedente abbiamo sempre incrementato il
nostro volume di fatturato grazie alla azione incisiva ed alla professionalità
della nostra azienda. Le cifre comunicatevi parlano chiaro, siamo passati da un
fatturato 2005 di Chf. 6.257.000 al 2008 con Chf 10.342.000;

-   nello stesso periodo di tempo siamo passati da 4 dipendenti (+2
a tempo parziale) a 9 dipendenti (sempre +2 a tempo parz.);

-   quanto sopra sta a significare che la nostra società non ha
avuto mai alcun dubbio o esitazione ad assumere, nel nostro caso a raddoppiare,
la forza lavoro per poter soddisfare l'incremento del lavoro;

-   la nostra società ha cominciato ad accusare una diminuzione già
dalla fine dello scorso mese di ottobre, il calo medio dell'ultimo trimestre
2008 è stato di circa un -30 %. Con l'inizio del nuovo anno i dati sono stati
molto più gravi, la diminuzione del lavoro è stata di circa un - 39 % . Vi
confermiamo che anche questo mese di Aprile purtroppo sta viaggiando sugli
stessi valori;

-   desideriamo sottolineare che la nostra società non si è
precipitata a chiedere l'autorizzazione all'orario ridotto immediatamente nei
primi mesi. Abbiamo sempre sperato in una ripresa, che ad oggi ancora non è
cominciata. Soltanto dopo aver realizzato che la contrazione del lavoro era
destinata a proseguire a seguito della crisi mondiale che è sotto gli occhi di
tutti, abbiamo preso la decisione di procedere a tale richiesta;

-   ricordiamo che la nostra società, come altre agenzie, ha già
usufruito del lavoro ridotto nei primi mesi dell'anno 2002 a seguito
dell'attacco terroristico alle Torri Gemelle di New York del settembre 2001.
Anche allora il lavoro si era completamente bloccato per poi ripartire
lentamente qualche mese dopo. Infatti l'utilizzo del lavoro ridotto è durato
pochi mesi. In tale occasione non era stato sollevato alcun problema da parte
vostra; 

-   non siamo d'accordo sulla vostra attuale motivazione principale
al diniego laddove ci dite che, secondo la giurisprudenza del TCA sulla quale
voi vi basate, ci deve essere una flessione di almeno il 25 % sulla media
dell'ultimo quadriennio per poter accedere al lavoro ridotto. Stiamo perdendo
nell'ultimo anno quasi il 40 % e tale principio non è condivisibile e ve ne
esponiamo il motivo. Noi non possiamo pensare alle medie ma al lavoro attuale e
il nostro spazio temporale non può che essere il trimestre, il semestre e
l'anno precedente. Se nella vita lavorativa di tutti i giorni dovessimo fare lo
stesso ragionamento da voi sostenuto, non avremmo mai assunto il personale
necessario ma avremmo dovuto aspettare. Questo non è pensabile nel mondo del
lavoro in una società dinamica. Ci troviamo a rispondere giorno per giorno alle
problematiche. Noi in primis pensiamo (e speriamo) che questa crisi sia
transitoria esattamente come nel 2002. Nello stesso periodo noi abbiamo assunto
il personale necessario raddoppiando la nostra forza lavoro con tutte le
ricadute positive che ne derivano per la società tutta in termini di
contributi, tasse ecc...; 

-   nella situazione attuale, permanendo la contrazione del lavoro
nei termini sopra riportati, senza il vostro contributo ci troveremo costretti
nostro malgrado a dover provvedere ad una riduzione della forza lavoro
attraverso licenziamenti; (...)." (doc. 6)

                                         Il 30
aprile 2009 la Sezione del lavoro ha chiesto alla ditta ulteriori informazioni
relative alla cifra d'affari conseguita in aprile 2009 e prevista da
maggio-settembre 2009 (cfr. Doc. 4).

 

                                         La RI 1 ha risposto il 4
maggio 2009 (cfr. Doc. 3).

 

                               1.4.   Il 7 maggio
2009 la Sezione del lavoro ha confermato la decisione di opporsi al versamento
di indennità per lavoro ridotto, argomentando:

 

" 
(...)

Nel caso in esame, l'azienda in parola ha
essenzialmente addotto, quali motivi alla base dell'introduzione del lavoro
ridotto, una importante diminuzione delle vendite (avvenuta già durante lo
scorso anno e che si sta protraendo) dovuta all'attuale crisi finanziaria e la
rivalutazione del franco svizzero.

 

Sulla base dei dati forniti dall'azienda in
parola, per quanto riguarda il periodo per cui sono richieste le relative
indennità (aprile-settembre 2009), emerge quanto segue:

 

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2009: CHF 3'237'000;

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2008: CHF 4'814'000;

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2007: CHF 3'933'000;

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2006: CHF 3'468'000;

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2005: CHF 3'258'000.

 

La media per quanto riguarda il quadriennio
2005-2008 è la seguente:

 

15'473'000 : 4 = 3'868'250.

 

La percentuale della cifra d'affari relativa al
periodo aprile-settembre 2009 (CHF 3'237'000), in raffronto alla media del
quadriennio precedente (CHF 3'868'250) è pertanto la seguente: 83.68. La
percentuale di riduzione della cifra d'affari per quanto attiene al suddetto
periodo (16.5% circa) è quindi inferiore alla percentuale fissata dalla
giurisprudenza (25%), al raggiungimento o al superamento della quale non è più
possibile parlare di fluttuazione normale dell'attività aziendale.

 

Pertanto, visto quanto precede, pur considerando
che la perdita di lavoro riscontrata sia anche dovuta per motivi congiunturali,
osservato inoltre come, per costante giurisprudenza, per determinare se ci si
trova confrontati o meno con una fluttuazione normale dell'attività imprenditoriale
si effettua il raffronto con le cifre d'affari realizzate nel quadriennio
precedente, essendo la diminuzione del fatturato per quanto riguarda il periodo
in questione (aprile-settembre 2009) inferiore al 25%, la perdita di lavoro non
può essere considera-ta computabile. Inoltre, le asserite fluttuazioni di
cambio comportano semmai conseguenze in termini di perdita di guadagno (anziché
di perdita di lavoro) che, come tali, non possono essere indennizzate
dall'assicurazione contro la disoccupazione in ragione anche del fatto che
possono colpire ogni datore di lavoro. (...)" (Doc. A)

                               1.5.   Contro la
citata decisione su opposizione, la ditta ha fatto inoltrare un tempestivo
ricorso al TCA nel quale il suo patrocinatore postula il riconoscimento del diritto
alle indennità per lavoro ridotto, rilevando:

 

" 
(...)

La sezione del lavoro ha acriticamente fatta sua
la giurisprudenza di codesto lodevole tribunale secondo la quale una
diminuzione della cifra d'affari equivalente o superiore al 25% rispetto alla media
del quadriennio precedente non può più essere considerata una fluttuazione
normale dell'attività imprenditoriale, per cui non rientra più nel normale
rischio aziendale. Essendo in casu la percentuale di riduzione della cifra
d'affari per il succitato periodo di computo del 16.5%, quindi inferiore al
25%, l'opposizione è stata respinta.

 

Invero vanno considerate tutte le circostanze del
caso concreto con riferimento all'attività specifica espletata dalla RI 1.

In tale contesto, al di là della cifra d'affari,
il criterio della prevedibilità assume un significato determinante.

 

 

4.

Come già evidenziato dalla RI 1 medesima
nell'opposizione 21 aprile 2009 essa aveva potuto usufruire del lavoro ridotto
nei primi mesi dell'anno 2002 a seguito dell'attacco terroristico alle Torri
gemelle di New York del settembre 2001.

 

Allora, rettamente, l'ufficio della sezione del
lavoro aveva preso atto delle peculiarità del lavoro espletato dalla ricorrente
arrivando immediatamente alla conclusione dell'inevitabilità della perdita del
lavoro.

 

Allora come oggi, e l'ufficio giuridico della
sezione del lavoro nemmeno mette in discussione questo dato di fatto, il
fattore di imprevisibilità, di eccezionalità e di straordinarietà, segnatamente
per quanto riguarda la crisi economica, risulta incontrovertibile.

 

L'agenzia viaggi ha sì messo in atto tutta una
serie di correttivi, e ciò sin dal lontano 2001 a seguito dell'attentato alle
Torri gemelle, per incrementare la cifra d'affari diversificando ad esempio
l'offerta.

 

Sono stati proposti in effetti iniziative di
viaggi "particolari" come ad esempio i fine settimana a tema e i
tours enogastronomici.

 

Ciò ha implementato la cifra d'affari portandola
ai quasi cinque milioni per i primi tre trimestri dell'anno 2008.

 

 

5.

L'Ufficio giuridico della Sezione del lavoro,
data questa evidenza e i dati trasmessi dalla RI 1 relativi al periodo da
ottobre 2008 ad oggi avrebbe dovuto concludere immediatamente per
l'accettazione della richiesta.

 

A diversa conclusione non si arriva se si tiene in
considerazione la giurisprudenza del TCA in merito alla diminuzione della cifra
d'affari rispetto alla media del quadriennio precedente.

 

Per il mese di aprile 2009 la cifra d'affari ha
raggiunto i CHF 557'000.00.

La ricorrente aveva indicato in CHF 650'000.00 la
cifra d'affari per il seguente mese di maggio, altrettanti per il mese di
giugno, CHF 700'000.00 per il mese di luglio, CHF 380'000.00 per il mese di
agosto e CHF 300'000.00.

 

Purtroppo la cifra d'affari del mese di maggio è
stata di CHF 460'000.00 con una diminuzione, rispetto a quella indicata, di CHF
190'000.00.

 

Di conseguenza tutte le cifre indicate devono
perlomeno essere ridotte di quest'importo.

 

Con ciò si arriva ad una cifra d'affari, dal 1.
aprile al 30 settembre 2009, di CHF 2'287'000.00 così ottenuta.

 

- aprile 2009:                 CHF 557'000.00

- maggio 2009:              CHF 460'000.00

- giugno 2009:               CHF 460'000.00

- luglio 2009:                 CHF 510'000.00

- agosto 2009:               CHF 190'000.00

- settembre 2009:         CHF 110'000.00

 

Pertanto non v'è chi non veda come questi dati
risultino abbondantemente inferiori a quelli presi in considerazione per
raffrontare le cifre d'affari e quindi calcolare la percentuale di riduzione,
ora superiore al 25%. (...)" (Doc. I)

 

                               1.6.   Nella sua
risposta del 23 giugno 2009 la Sezione del lavoro propone di respingere il
ricorso e osserva:

 

(...)

Nella presente fattispecie, l'azienda in parola
ha essenzialmente addotto, quali motivi alla base dell'introduzione del lavoro
ridotto, una importante diminuzione delle vendite (avvenuta già durante lo
scorso anno e che si sta protraendo) dovuta all'attuale crisi finanziaria e la
rivalutazione del franco svizzero.

 

Sulla base dei dati forniti dall'azienda in
parola nella procedura di opposizione, per quanto riguarda il periodo per cui
sono richieste le relative indennità (aprile-settembre 2009), emerge quanto
segue:

 

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2009: CHF 3'237'000;

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2008: CHF 4'814'000;

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2007: CHF 3'933'000;

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2006: CHF 3'468'000;

Ÿ totale cifra d'affari per il periodo da
aprile a settembre 2005: CHF 3'258'000.

 

La media per quanto riguarda il quadriennio 2005-2008
è la seguente: 15'473'000 : 4 = 3'868'250.

 

La percentuale della cifra d'affari relativa al
periodo aprile-settembre 2009 (CHF 3'237'000), in raffronto alla media del
quadriennio precedente (CHF 3'868'250) è pertanto la seguente: 83.68. La percentuale
di riduzione della cifra d'affari per quanto attiene al suddetto periodo (16.5%
circa) è quindi inferiore alla percentuale fissata dalla giurisprudenza (25%),
al raggiungimento o al superamento della quale non è più possibile parlare di
fluttuazione normale dell'attività aziendale.

 

Alla medesima conclusione si giunge se si
considera la cifra d'affari aggiornata relativa allo scorso mese di maggio (CHF
460'000). In particolare, la percentuale di riduzione (circa 21%) della cifra
d'affari, per quanto attiene sempre il periodo in questione (aprile-settembre
2009), risulta ancora una volta inferiore alla soglia del 25%.

 

Pertanto, visto quanto precede, pur considerando
che la perdita di lavoro riscontrata sia anche dovuta per motivi congiunturali,
osservato inoltre come, per costante giurisprudenza, per determinare se ci si
trova confrontati o meno con una fluttuazione normale dell'attività
imprenditoriale si effettua il raffronto con le cifre d'affari realizzate nel
quadriennio precedente, essendo la diminuzione del fatturato per quanto
riguarda il periodo in questione (aprile-settembre 2009) inferiore al 25%, la
perdita di lavoro non può essere considerata computabile. Inoltre, le asserite
fluttuazioni di cambio comportano semmai conseguenze in termini di perdita di
guadagno (anziché di perdita di lavoro) che, come tali, non possono essere
indennizzate dall'assicurazione contro la disoccupazione in ragione anche del
fatto che possono colpire ogni datore di lavoro.

 

A titolo abbondanziale si constata che la
ricorrente non motiva in alcun modo il mutamento (netto ribasso) delle cifre
d'affari previste per i mesi da giugno a settembre 2009. Essa si limita invece
ad applicare, per ogni mese, una generica ed inspiegabile riduzione di CHF
190'000 rispetto all'importo indicato in sede d'opposizione. (...)" (Doc.
III)

 

 

                               1.7.   Il 6 luglio
2009 il patrocinatore della ricorrente ha sottolineato che la cifra d'affari
per il mese di giugno 2009 si è attestata in CHF 440'000 (cfr. Doc. V).

                                         Al riguardo la Sezione del
lavoro il 29 luglio 2009 si è così espressa:

 

" 
(...)

Come già rilevato in sede di risposta di causa,
la ricorrente non ha sinora ancora spiegato e comprovato il mutamento (netto
ribasso) delle cifre d'affari previste per i mesi da giugno a settembre 2009,
limitandosi ad applicare, per ogni mese, una generica ed inspiegabile riduzione
di CHF 190'000 rispetto all'importo indicato in sede d'opposizione. Questa
inspiegabile variazione al ribasso delle previsioni comporta ovviamente un
importante calo del fatturato (circa il 40%), il quale non può tuttavia essere
preso in considerazione per i motivi appena esposti." (Doc. VII)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   I
presupposti del diritto all'indennità per lavoro ridotto sono regolati all'art.
31 LADI.

                                         Questa
disposizione prevede esaustivamente (cfr. DTF 119 V 36) quattro condizioni
materiali, espresse positivamente, e tre condizioni personali, espresse
negativamente, per potere beneficiare dell'indennità per lavoro ridotto.

 

                                         Le
condizioni positive sono enumerate al cpv. 1 dell'art. 31 LADI secondo cui i
lavoratori, il cui tempo normale di lavoro è ridotto o il cui lavoro è
integralmente sospeso, hanno diritto a una indennità per lavoro ridotto se:

 

"  a.   sono
soggetti all'obbligo di contribuzione all'assicurazione contro           la disoccupazione
e non hanno ancora raggiunto l'età minima  per l'obbligo di contribuzione
nell'AVS;

                                          

  b.   la perdita di
lavoro è computabile (art. 32);

 

  c.   il rapporto di
lavoro non è stato disdetto;

 

  d.   la perdita di
lavoro è probabilmente temporanea ed è presumibile           che con la
diminuzione del lavoro potranno essere conservati i   loro posti di
lavoro."

 

                                         Secondo
il cpv. 1bis in vigore dal 1° luglio 2003 per verificare i
presupposti del diritto di cui al cpv. 1 lett. d, in casi eccezionali può
essere effettuata un'analisi aziendale a carico del fondo di compensazione.

 

                                         I
surriferiti requisiti devono essere adempiuti nella loro totalità.

                                         Le
condizioni negative sono stabilite all'art. 31 cpv. 3 LADI, secondo cui non
hanno diritto all'indennità per lavoro ridotto:

 

"  a.   i lavoratori, la cui perdita di lavoro non è determinabile o il
cui      tempo di lavoro non è sufficientemente controllabile;

 

  b.   il coniuge del
datore di lavoro occupato nell'azienda di     quest'ultimo;

 

  c.   le persone che,
come soci, compartecipi finanziari o membri di  un organo decisionale supremo
dell'azienda, determinano o       possono influenzare risolutamente le
decisioni del datore di                                        lavoro, come
anche i loro coniugi occupati nell'azienda."

 

                               2.2.   Secondo
l'art. 32 cpv. 1 LADI:

 

"  Una perdita di lavoro è computabile se:

  a. è dovuta a motivi
economici ed è inevitabile e

 

  b. per ogni periodo
di conteggio è di almeno il 10 per cento delle 

      ore di lavoro
normalmente fornite in complesso dai lavoratori        dell'azienda."

 

                                         Per
l'art. 33 cpv. 1 LADI non è invece computabile una perdita di lavoro:

 

"  a. se è dovuta a misure d'organizzazione aziendale, come lavori di  pulizia,
di riparazione o di manutenzione, nonché ad altre

    interruzioni dell'esercizio, usuali e
ricorrenti, oppure a circostanze   

    rientranti nella sfera normale del
rischio aziendale del datore di   

    lavoro;

 

  b. se è usuale nel
ramo, nella professione o nell'azienda oppure se è           causata da
oscillazioni stagionali del grado d'occupazione;

 

  c. in quanto cada in
giorni festivi, sia cagionata da vacanze aziendali           o sia fatta valere
soltanto per singoli giorni immediatamente prima        o dopo giorni festivi o
vacanze aziendali;

 

  d. se il lavoratore
non accetta il lavoro ridotto e dev'essere pertanto  rimunerato secondo il contratto
di lavoro;

 

  e. in quanto
concerne persone vincolate da un rapporto di lavoro di  durata determinata o da
un rapporto di tirocinio o al servizio di              un'organizzazione per
lavoro temporaneo oppure;

 

  f.  se è la
conseguenza di un conflitto collettivo di lavoro nell'azienda            in cui
lavora l'assicurato."

 

                                         Scopo
delle citate norme é di evitare la traslazione delle spese inerenti i rischi
aziendali all’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. Messaggio del
Consiglio federale del 2 luglio 1980, in FF 1980 III pag. 531; cfr. pure il
Rapporto della Commissione della gestione del Consiglio nazionale, “Efficacia
delle indennità per lavoro ridotto”, in FF N. 10, 16 marzo 1999, pag.
1628-1643).

 

                               2.3.   Secondo
l'art. 33 cpv. 1 LADI non è computabile la perdita di lavoro dovuta a circostanze
rientranti nella sfera normale del rischio aziendale. Per "normale rischio
aziendale" si intende il pericolo di subire delle perdite per motivi
legati alla sfera interna dell'azienda (ad esempio: difetti nei macchinari, problemi
con il personale, errori di organizzazione) o per motivi esterni (ad esempio la
situazione del mercato), che ogni impresa ha e che è di conseguenza in grado di
calcolare o di prevenire o combattere con opportune contromisure (cfr. STF C
246/06 del 16 luglio 2007; STFA C 264/03 del 2 dicembre 2004; STFA C 189/02 del
15 marzo 2004; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2002 pag. 59, DLA 2000 pag. 53, consid.
4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 48 e 204; DLA 1998 pag. 290; DLA 1996/1997 pag.
54, consid. 2b, pag. 58; DLA 1995 pag. 117, consid. 1b,
pag. 119 e 120; G. Gerhards: "Kommentar zum Arbeitslosenversicherung
(AVIG)", Ed. Paul Haupt Berna e Stoccarda, 1987,
Vol. I, pag. 426-428).

                                         Infatti,
la giurisprudenza federale, ha stabilito che le perdite di lavoro che possono
colpire ogni datore di lavoro rientrano nei rischi normali dell’azienda e
devono di regola essere assunti da quest’ultima. Soltanto se esse presentano un
carattere eccezionale o straordinario conferiscono un diritto all’indennità per
lavoro ridotto (cfr. STFA dell’11 agosto 2005 nella causa T., C 121/05; STFA
del 15 marzo 2004 nella causa F. SA, C 189/02; SVR 2003 ALV Nr. 9; DLA 2000
pag. 53, consid. 4b, pag. 57 e 58; DLA 1999 pag. 204, consid. 2a, pag. 206; DLA
1996/1997 pag. 54, consid. 2b aa), pag. 58; DLA 1995 pag. 117, consid. 1b, pag.
119 e 120).

 

                                         Nella
citata sentenza C 189/02 del 15 marzo 2004, l'Alta Corte ha confermato il
precedente giudizio di questo Tribunale e, definendo le perdite di lavoro
rientranti nel normale rischio aziendale, ha, tra l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

Trattasi segnatamente di perdite di lavoro
abituali che, secondo l'esperienza, sopravvengono periodicamente e possono
colpire ogni datore di lavoro. Ogni azienda deve quindi affrontare tali
evenienze ed essere in grado di prevederle, prevenirle o combatterle con
opportuni provvedimenti. Soltanto se le perdite denotano un carattere
eccezionale o straordinario possono dar diritto al versamento di un'indennità
per lavoro ridotto (DLA 1998 no. 50 pag. 291 consid. 1,
1996/1997 no. 11 pag. 58 consid. 2b/aa e riferimenti; cfr. anche Gerhards,
Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I,
pag. 426 segg., note 64-70).

(…)

 

Alla pronuncia cantonale deve essere prestata
adesione anche nella misura in cui ha concluso che i motivi addotti dalla
società a sostegno della domanda di indennità per lavoro ridotto - fluttuazione
dei prezzi, differimento delle commesse - rientravano, conformemente alla
giurisprudenza, nel normale rischio aziendale e non erano quindi risarcibili
dall'assicurazione contro la disoccupazione."

 

                                         In
un’altra sentenza C 264/03 del 2 dicembre 2004, il Tribunale federale delle
assicurazioni (TFA) (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale, TF) ha confermato
il precedente giudizio di questo Tribunale e, in particolare, ha puntualizzato
che: 

 

" 
(…)

Il concetto di normalità deve essere definito con
riferimento all'attività specifica espletata dall'azienda e meglio deve tener
conto delle sue peculiarità. In tale contesto il criterio della prevedibilità
assume un significato determinante (DTF 119 V 500 consid. 1; DLA 1999 no. 10
pag. 48, 1998 no. 50 pag. 290, 1995 no. 20 pag. 117). (…)"

                                         Per
quanto riguarda il settore sanitario, il TFA, in una decisione del 23 febbraio
1999, pubblicata in DLA 1999 N. 35, pag. 204 seg., ha stabilito che la
diminuzione dei pernottamenti nel settore ospedaliero, constatata da parecchio
tempo, costituisce una tendenza generale nel settore della sanità e fa quindi
parte delle circostanze relative ai rischi aziendali normali che una clinica
privata deve assumersi.

 

                                         In questa
sentenza l'Alta Corte ha in particolare rilevato:

 

" 
b) Les premiers juges ont examiné la question du
risque normal

d'exploitation à la lumière des statistiques
publiées par le service de la santé publique. Ils ont ainsi retenu que le
nombre des «journées malades» dans les hôpitaux de soins aigus a tendance à
diminuer depuis plusieurs années, celles-ci étant passées de 374 700 à 296 000
unités entre les années 1988 et 1996. Par ailleurs, cette tendance à la baisse
touche également la durée moyenne des séjours dans cette catégorie
d'établissements, laquelle a diminué de 11,2 à 8,29 jours durant la même
période.

 

La commission de recours a considéré qu'il s'agit là
d'une tendance générale dans le secteur hospitalier qui résulte de plusieurs
facteurs. Elle a ainsi retenti que l'évolution des techniques chirurgicales
engendre un développement de la chirurgie ambulatoire et de l'hospitalisation
de jour. Par ailleurs, la commission a mis en évidence d'une part
l'amélioration de l'état de santé général de la population, étroitement liée
aux progrès accomplis en matière de prévention des maladies, et d'autre part la
politique de maîtrise des coûts de la santé

voulue par l'Etat. Enfin, en ce qui concerne plus
particulièrement les hospitalisations en division privée ou semi-privée, les
premiers juges ont considéré que l'augmentation des primes d'assurance-maladie
a certainement joué un rôle non négligeable en incitant les assurés à
privilégier l'hospitalisation en division commune.

 

Cela exposé, la juridiction cantonale de recours en
a conclu que l'employeur aurait pu anticiper la dégradation de la situation en
pre­nant en temps voulu les mesures de restructuration adéquates, si bien que
le recours de l'autorité fédérale de surveillance devait être admis pour ce
motif déjà (art. 33 al. 1 let. a LACI).

 

3. -La recourante reconnaît que le nombre de nuitées
à la clinique a diminué au cours de l'année 1997, aussi bien en chambres
privées qu'en division commune. Elle admet ainsi expressément que sa déci­sion
de fermer un étage complet de soins, entraînant une réduction de 25 lits en
1997, était directement liée à la baisse de fréquentation de l'établissement et
que cette mesure de restructuration allait con­duire au licenciement de neuf
collaborateurs.

 

Quant au caractère prévisible de la diminution des
nuitées, la recou­rante rappelle qu'elle est un institut privé. En conséquence,
sou­tient-elle, on ne saurait, d'un point de vue strictement économique,
comparer sa situation à celle d'un hôpital cantonal subventionné, si bien que
les conclusions auxquelles les premiers juges sont parvenus à la lecture du
concept hospitalier sont erronées.

 

Il incombait pourtant à la recourante d'exposer en
détail les motifs pour lesquels les statistiques retenues par les premiers
juges ne s'appliquent pas à son cas. Or, elle se borne à alléguer que sa
situation est différente de celle des établissements hospitaliers publics,
alors qu'on aurait pu attendre d'elle-en vertu de son devoir de collaborer à
l'instruction de sa cause (ATF 122 V 158 consid. la et les réfé­rences) - qu'elle produise (ou offre de produire) toutes
les données (statistiques, en particulier) susceptibles d'appuyer ses
conclusions.

 

En l'espèce, on voit mal en quoi les pertes de
travail qui ont touché la recourante présenteraient un caractère exceptionnel
ou extraordi­naire, au sens où la jurisprudence l'entend, de nature à ouvrir
droit à une indemnité en cas de réduction de l'horaire de travail. En effet,

comme les premiers juges l'ont considéré à juste
titre, la diminution des nuitées dans le secteur hospitalier a été observée de
longue date et constitue une tendance générale dans le secteur de la santé (cf.
consid. 2b ci-dessus), ce que la recourante ne conteste du reste pas. Il s'agit
donc ici manifestement de circonstances inhérentes aux risques normaux
d'exploitation assumés par une entreprise telle que celle de la recourante (
ans le même sens, voir DTA 1996/1997 n° 11 p. 58 consid. 2b)." (DLA
1999 pag. 206-207)

 

                                         Nel caso
di una ditta operante nel ramo dell'informatica, l'Alta Corte ha stabilito che
motivi quali il calo delle vendite, la diminuzione della percentuale di sconto
da parte del fornitore, le difficoltà di recupero crediti e l'aumento dei
costi, rientrano nel normale rischio aziendale ed ha sottolineato che:

 

" 
(…) 

Alla luce della crescente situazione
concorrenziale che notoriamente interessa il ramo dell'informatica,
dell'elettronica e della produzione e commercializzazione di prodotti correlati
è infatti indiscutibile che una perdita di lavoro per ragioni come quelle
avanzate dall'insorgente può di principio toccare nello stesso modo ogni datore
di lavoro di questo ramo e non può pertanto dirsi imprevedibile. La medesima,
non assumendo un carattere eccezionale o straordinario nella congiuntura
attuale, non è pertanto computabile, ma va di principio assunta dalla ditta
interessata, ove peraltro si rilevi che occorre evitare che l'intervento
dell'assicurazione contro la disoccupazione ostacoli la concorrenza mediante
una ridistribuzione dei costi e dei redditi a carico delle aziende
strutturalmente forti (cfr. DLA 1995 no. 20 pag. 120 consid. 2b). (…)"

(cfr. STFA del 30 agosto 1999 in re B. SA, C
115/99, consid. 2)

 

                                         Nel
campo dell'editoria, il TFA ha stabilito che se un giornale fondato di
recente passa da un'edizione quotidiana a un'edizione settimanale, dopo un anno
e mezzo di esistenza, a causa di una cattiva situazione reddituale, la perdita
di lavoro che ne consegue non può essere esclusa dall'indennità per lavoro
ridotto per il solo motivo che è di natura strutturale e che non può pertanto
essere imputata a motivi economici ai sensi dell'art. 32 cpv. 1 lett. a LADI.

                                         Tuttavia,
siccome la mancanza di redditività della nuova impresa era stata prevista e presa
in considerazione quale rischio aziendale normale, una valutazione errata degli
introiti pubblicitari non può che essere ritenuta parte integrante del rischio
aziendale normale di una nuova impresa (cfr. DLA 2000 pag. 53).

 

                                         A
proposito di una ditta attiva nel settore delle pulizie, il TCA ha
sviluppato le seguenti considerazioni:

 

" 
(...)

In concreto dagli atti emerge che uno dei
principali mandanti dell'insorgente, attiva nel settore delle pulizie, è
appunto la ditta A.________ SA, a sua volta attiva, come già si è detto, a
livello internazionale nella vendita, l'installazione e la manutenzione di
tutti gli apparecchi, macchine ed equipaggiamenti, in particolare delle
macchine utensili d'elettroerosione, che a partire perlomeno dal 2001 ha
ripetutamente usufruito di periodi di lavoro ridotto, creando grossi disagi
anche alla ricorrente, la quale ha pure parzialmente ottenuto il riconoscimento
di indennità per lavoro ridotto.

 

In pratica quindi è la difficile situazione di
mercato in cui è venuta a trovarsi la cliente della ricorrente ad aver creato
indirettamente problemi a quest'ultima.

 

Controversa è pertanto la questione se le
riduzioni di lavoro di un committente, attivo a livello internazionale nel
settore delle vendite, possano essere considerate come facenti parte del
rischio aziendale normale di un'impresa di pulizia.

 

Al riguardo va rilevato che da un lato vero è,
come afferma la ricorrente, che difficilmente una ditta attiva nel settore
delle pulizie nel Cantone Ticino può essere ritenuta a conoscenza della
situazione del mercato in cui opera la propria mandante, attiva in un settore
del tutto differente e per di più a livello internazionale, e quindi prevederne
l'evoluzione e prendere i relativi provvedimenti (si veda in particolare la
giurisprudenza sviluppata per quanto riguarda il settore edilizio, in cui era
notoria negli anni novanta la difficoltà nel ramo di attività stesso; in tal
caso la crisi riguardava tuttavia direttamente quel campo: DLA 1999 no. 10 pag.
52 consid. 4b, 1998 no. 50 pag. 292 consid. 2).

 

D'altro lato è pur vero che ancora quando era
attiva quale R.________ SA, e meglio nel 2001, la società aveva subito dei
grossi disagi in seguito alla riduzione del lavoro da parte della ditta
A.________ SA ed inoltre la situazione non era migliorata nell'anno successivo.
In tali condizioni ci si può pertanto chiedere se la perdita di lavoro
annunciata nel 2003 non fosse in realtà prevedibile. Non va poi dimenticato che
il fatto di operare per la maggior parte a favore di un solo committente
senz'altro accresce il rischio di perdita.

 

La questione circa la normalità o meno del
rischio aziendale in concreto può tuttavia restare indecisa: come rettamente
evidenziato dalla Corte cantonale, non risulta dagli atti una perdita di lavoro
effettiva.

Malgrado infatti le previsioni pessimistiche di
fine 2002, secondo cui nei primi tre mesi dell'anno successivo la cifra
d'affari avrebbe dovuto essere pari all'incirca a fr. 35'000.- mensili e quindi
ridotta della metà, alla luce delle dichiarazioni dello stesso datore di lavoro
risalenti al mese di marzo 2003, risulta da gennaio a marzo 2003 un volume
d'affari medio di fr. 62'298.-. Nello stesso periodo dell'anno precedente esso
era invece pari a fr. 58'579.- e mediamente nel 2002 a fr. 60'426.-.

 

Ciò significa che la ditta interessata, tramite
provvedimenti adeguati e tempestivi, è stata in grado di scongiurare la
prevista - ingente - perdita di lavoro. Del resto è stata lei stessa ad
affermare di aver reperito diversi clienti, anche se in parte solo
temporaneamente, circostanza che è stata espressamente ammessa anche nel
ricorso di diritto amministrativo.

 

Al riguardo va ancora aggiunto che il fatto che i
nuovi mandati fossero di natura solo temporanea, come precisato nel ricorso di
diritto amministrativo, è irrilevante, determinante essendo il fatto che nel
periodo menzionato la ditta ha potuto trasferire il personale attribuito al
settore ditta A.________ SA ad un altro settore e quindi compensare le perdite.
Anzi probabilmente proprio il fatto di aver reperito mandati temporanei, ha
permesso alla ricorrente di mantenere intatto - malgrado la richiesta necessità
di personale - il rapporto contrattuale concluso con la ditta A.________ SA.

 

Correttamente quindi l'autorità cantonale ha
rilevato come la cifra d'affari fosse rimasta invariata nel 2003 rispetto
all'anno precedente, il che non indica certo una diminuzione del lavoro,
circostanza questa che esclude l'assegnazione delle chieste prestazioni (si
veda in proposito sentenza del 15 marzo 2004 in re F., C 189/02, consid. 4;
Gerhards, op. cit., pag. 413). (...)" (STCA C 264/03 del 2.12.2004)

 

                               2.4.   Per costante
giurisprudenza il TCA ha stabilito che, dopo avere considerato tutte le
circostanze del caso concreto (in particolare la situazione del ramo e quella
concorrenziale nonché un'eventuale evoluzione strutturale), é solo a seconda
della consistenza della flessione della cifra d’affari che si può concludere se
questa rientra o meno nel normale rischio aziendale. Non a caso, per quanto
attiene alla perdita di lavoro, il legislatore federale ha stabilito che una
perdita di lavoro é computabile se é dovuta a motivi economici ed é inevitabile
e per ogni periodo di conteggio é di almeno il 10% delle ore di lavoro
normalmente fornite dai lavoratori dell’azienda (cfr. art. 32 cpv. 1 LADI, vedi
inoltre, tra le tante, STCA del 21 marzo 2005 nella causa R.A. SA, 38.2004.63;
STCA dell’8 marzo 2005 nella causa C. SA, 38.2004.95; STCA dell’11 maggio 2004
nella causa H. Sagl, 38.2004.19; STCA del 26 gennaio 2004 nella causa L. SA,
38.2003.50; STCA del 24 marzo 2003 nella causa A.P. SA, 38 2002.183; STCA del
20 febbraio 2002 nella causa E. D.-L., 38.2001.160; STCA del 27 settembre 2001
nella causa C.C.L. SA, 38.2001.125; STCA del 31 luglio 2001 nella causa F.SA, 38.2000.310;
STCA del 17 gennaio 2001 nella causa C.N.C. 2000 SA, 38.2000.169; STCA del 21
novembre 2000 nella B., 38.2000.26; STCA del 2 febbraio 2000 nella causa G.M.
& Co. SA, 38.1999.177 e STCA del 7 gennaio 1999 nella causa V.-V. & A.,
38.1998.149).

                                         Secondo
la giurisprudenza del TCA, non tutte le oscillazioni della cifra d'affari
giustificano la concessione dell'indennità per lavoro ridotto. Nondimeno nella
misura in cui la diminuzione della cifra d'affari raggiunge o supera il 25%
rispetto alla media del quadriennio precedente non può più essere considerata
una fluttuazione normale dell'attività imprenditoriale, per cui non rientra più
nel normale rischio aziendale (cfr. STCA del 21 marzo 2005 nella causa R.A. SA,
38.2004.63; STCA dell’8 marzo 2005 nella causa C. SA, 38.2004.95; STCA dell’11
maggio 2004 nella causa H. Sagl, 38.2004.19; STCA del 26 gennaio 2004 nella
causa L. SA, 38.2003.50; STCA del 24 marzo 2003 nella causa A.P. SA, 38
2002.183; STCA del 18 ottobre 2002 nella causa C.S.P. SA, 38.2002.95; STCA del
17 giugno 2002 nella causa F. SA, 38.2001.231; STCA del 27 settembre 2001 nella
causa C.C.L. SA, 38.2001.125; STCA del 31 luglio 2001 nella causa F.SA,
38.2000.310; STCA del 24 luglio 2000 nella causa R.G. SA, 38.2000.22; STCA del
4 gennaio 2000 nella causa I. P. Sagl, 38.1999.178; STCA 17 marzo 1999 nella
causa T.N. SA, 38.1998.319; STCA del 23 novembre 1998 nella causa A. C. SA,
38.1998.134; STCA del 10 novembre 1998 nella causa M., 38.1998.172; STCA del 17
agosto 1998 nella causa M. SA, 38.1997.327; STCA 9 marzo 1998 nella causa T.
SA, 38.1997.139; STCA 2 settembre 1997 nella causa S., 38.1997.48; STCA 11
agosto 1997 nella causa R., 38.1997.24; STCA 4 giugno 1997 nella causa P.,
38.1996.282; STCA 10 settembre 1996 nella causa M.F. SA, 38.1996.53).

 

                                         In una
sentenza C 302/05 del 25 luglio 2007 il Tribunale federale ha sviluppato le
seguenti considerazioni riguardo alla prassi del TCA:

 

" 
6.1 Per quel che
attiene al merito della vertenza, può essere data adesione alla pronuncia
impugnata, resa in ossequio ad una consolidata prassi giudiziaria cantonale,
secondo la quale una flessione della cifra d'affari inferiore al 25%
costituisce circostanza rientrante nella sfera normale del rischio aziendale di
cui all'art. 33 cpv. 1 lett. a LADI. 

È vero che il primo criterio entrante in linea di
conto è quello delle ore di lavoro fornite. L'art. 32 cpv. 1 LADI dispone
infatti che una perdita di lavoro è computabile, ai fini del diritto a
indennità per lavoro ridotto, se è dovuta a motivi economici ed è inevitabile
(lett. a) e se per ogni periodo di conteggio è di almeno il 10% delle ore di
lavoro normalmente fornite in complesso dai lavoratori dell'azienda (lett. b).
È però anche vero che talora, in casi particolari come quello in oggetto, può
essere opportuno confrontarsi con il criterio della cifra d'affari. Simile
riferimento - perlomeno nelle circostanze della fattispecie - non costituisce
soluzione insostenibile, contraria al diritto. D'altronde, il criterio della
cifra d'affari non è nozione estranea in materia di indennità per lavoro
ridotto. Così, giusta l'art. 51a cpv. 3 OADI, che disciplina le perdite
di lavoro in seguito a perdite di clientela dovute a condizioni
meteorologiche, l'attività dell'azienda è considerata notevolmente limitata se
la cifra d'affari conseguita nel corrispondente periodo di conteggio non supera
il 25% della media delle cifre d'affari realizzate nel corso degli ultimi
cinque anni durante il medesimo periodo (cfr. pure, sul tema della cifra
d'affari, Boris

Rubin, Assurance-chômage, 2a ed.,
Zurigo/Basilea/Ginevra 2006, pag. 504 n. 6.1.8.1). Per quel che concerne poi
gli eventuali rischi di una manipolazione arbitraria dei dati riferiti alla
cifra d'affari, a   prescindere da ipotesi di natura penale, occorre rilevare
che è comunque possibile accertare agevolmente se vi siano stati spostamenti
sospetti, esaminando la contabilità riferita ai periodi immediatamente
precedenti e/o seguenti a quelli considerati. Ne consegue, in sostanza, che la
soluzione adottata dalla Corte

cantonale, fondata sul criterio della cifra
d'affari anziché su quello delle ore di lavoro fornite, può nella concreta
fattispecie essere condivisa.

 

(...)

 

Da queste tavole sinottiche risulta
un'oscillazione della cifra d'affari del 17,22% nei cinque mesi da gennaio a
maggio 2004/2005 e del 16,3% nel corrispondente periodo 2003/2004. La
variazione è invece del 17,61% nei tre mesi da marzo a maggio 2004/2005 e del
23,73% nel corrispondente trimestre 2003/2004.

 

Ora, in considerazione del fatto - come peraltro
rilevato dai primi giudici e dalla Sezione cantonale del lavoro - che la cifra
d'affari della X.________ Sagl, per il periodo entrante in linea di conto negli
anni 2003-2005, ha avuto una variazione tra il 16,3% e il 23,73%, valori,
questi, inferiori al limite determinante del 25%, le chieste  prestazioni non
possono essere assegnate.

 

A nulla giova alla ricorrente sostenere che i
primi giudici hanno omesso di considerare in modo sufficiente la giovane età
dell'azienda, fondata nel 1989 - ossia ben 16 anni prima della richiesta di
indennità per lavoro ridotto -, quando la stessa ditta motiva l'introduzione
del lavoro ridotto per mancanza di lavoro e per evitare eventuali
licenziamenti. Premesso che la ditta in questione non può sicuramente essere
considerata come "giovane", occorre

ricordare che, pur riconoscendo la difficile
situazione del mercato in cui opera X.________ Sagl, riconducibile in parte
anche all'apertura delle frontiere alle ditte estere, sicuramente
concorrenziali, non è scopo dell'assicurazione contro la disoccupazione
permettere al datore di lavoro di conservare personale in esubero quando già
per sua stessa ammissione afferma esservi "crisi di lavoro", e in
particolare quando asserisce che la perdita di lavoro temporanea è
riconducibile ad una "politica sbagliata", verosimilmente intendendo
la normativa entrata in vigore favorevole all'espansione nel Cantone Ticino di
ditte italiane situate in prossimità del confine. Compete infatti al datore di
lavoro, e non alle assicurazioni sociali, prevedere l'evoluzione e prendere
provvedimenti adeguati e tempestivi per rendere efficiente e autonoma la ditta,
a prescindere dall'evoluzione generale del mercato per effetto di mutamenti
legislativi a livello europeo."

 

                               2.5.   In una
sentenza C 189/02 del 15 marzo 2004 il TFA, confermando un giudizio di questo
Tribunale, ha negato il diritto a beneficiare di indennità per lavoro ridotto a
una ditta attiva nel settore delle materie plastiche, rilevando:

 

" 
(...)

L'istanza precedente ha in particolare rammentato
che le prestazioni in lite vengono versate a favore di quei lavoratori il cui
tempo normale di lavoro è ridotto o il cui lavoro è integralmente sospeso se,
tra l'altro, la perdita di lavoro è computabile e probabilmente temporanea ed è
presumibile che con la diminuzione del lavoro potranno essere conservati i loro
posti di lavoro (art. 31 cpv. 1 lett. b e d LADI). Ha pure specificato che
giusta l'art. 33 cpv. 1 lett. a LADI non è computabile la perdita di lavoro
dovuta a circostanze rientranti nella sfera normale del rischio aziendale del
datore di lavoro. Per normale rischio aziendale la dottrina e la giurisprudenza
intendono il pericolo di subire delle perdite per motivi legati alla sfera
interna dell'azienda (p. es. difetti dei macchinari, problemi con il personale,
errori di organizzazione) o per ragioni esterne (p. es. la situazione del
mercato del lavoro o dei capitali). Trattasi segnatamente di perdite di lavoro
abituali che, secondo l'esperienza, sopravvengono periodicamente e possono
colpire ogni datore di lavoro. Ogni azienda deve quindi affrontare tali
evenienze ed essere in grado di prevederle, prevenirle o combatterle con
opportuni provvedimenti. Soltanto se le perdite denotano un carattere
eccezionale o straordinario possono dar diritto al versamento di un'indennità
per lavoro ridotto (DLA 1998 no. 50 pag. 291 consid. 1, 1996/1997 no. 11 pag.
58 consid. 2b/aa e riferimenti; cfr. anche Gerhards, Kommentar zum
Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, pag. 426 segg., note 64-70).

 

4.

Alla pronuncia cantonale deve essere prestata
adesione anche nella misura in cui ha concluso che i motivi addotti dalla
società insorgente a sostegno della domanda di indennità per lavoro ridotto -
fluttuazione dei prezzi, differimento delle commesse - rientravano,
conformemente alla giurisprudenza, nel normale rischio aziendale e non erano
quindi risarcibili dall'assicurazione contro la disoccupazione.

 

L'autorità cantonale ha inoltre giustamente
rilevato come sia la cifra d'affari che l'effettivo del personale impiegato
dalla ricorrente fossero aumentati nel 2001 rispetto all'anno precedente, il
che indicava un incremento del lavoro e non certo una sua diminuzione,
circostanza questa che escludeva l'assegnazione delle chieste prestazioni.

 

Pure correttamente i primi giudici hanno infine
asserito non essere scopo della LADI permettere al datore di lavoro di
conservare personale in esubero, per poter far fronte, se del caso, ad
eventuali aumenti di attività per periodi di tempo limitati. (...)"

 

 

                               2.6.   Nella presente fattispecie, la
ditta ha addotto quale prima motivazione per l'introduzione del lavoro ridotto
"la crisi economica e finanziaria «globale» che sta colpendo anche il
nostro paese" (cfr. consid. 1.1). 

                                         Al di là di questa
affermazione, peraltro non supportata di dati significativi ufficiali relativi
al settore del turismo, la ricorrente non comprova che la perdita di lavoro che
ne deriva va oltre quelle che sopravvengono periodicamente e possono colpire
ogni datore di lavoro e di conseguenza, essendo eccezionale, esula dal normale
rischio aziendale (cfr. STFA C 189/02 del 15 marzo 2004 riprodotta al consid.
2.5).

 

                                         In tale
contesto il TCA rileva che dai dati forniti dalla stessa azienda alla Sezione
del lavoro (cfr. Doc. 3), risulta una riduzione della cifra di affari inferiore
del 16,5% rispetto a quella registrata in media nello stesso periodo del
quadriennio precedente e quindi una oscillazione, che secondo la
giurisprudenza, rientra ancora nel normale rischio aziendale (cfr. consid. 2.4).

 

                                         È vero
che in sede ricorsuale la RI 1 ha modificato di molto i dati relativi alla
cifra d'affari effettiva realizzata in alcuni mesi e stimata per quelli
successivi, cosicché la riduzione della cifra d'affari rispetto al quadriennio
precedente sarebbe superiore al 40% (cfr. consid. 1.5 e 1.7). Ora, come
giustamente sottolineato dalla Sezione del lavoro, la ricorrente non ha motivato
in modo dettagliato perchè le previsioni iniziali si sono rivelate così
nettamente errate e, soprattutto, ha applicato su tutti i mesi una identica
riduzione di fr. 190'000.-- della cifra d'affari inizialmente indicata, ciò che
appare assai poco verosimile.

                                         Comunque
la questione della reale entità della variazione della cifra d'affari può
rimanere aperta in quanto il ricorso deve essere respinto anche per altri
motivi.

                                         La ditta
ha infatti indicato che "una grossa percentuale" della sua clientela
viene dall'Italia e che la variazione del tasso di cambio tra euro e franco
"annulla di parecchio la convenienza e la motivazione di tale clientela a
venire in Svizzera a prenotare i viaggi, in special modo riferito al periodo
estivo nel quale le partenze di __________ sono particolarmente allettanti"
(cfr. consid. 1.1).

                                         Ora,
questa circostanza (la variazione del cambio) con conseguente perdita di lavoro
per una ditta attiva nel settore dei servizi nella zona di confine costituisce
una circostanza rientran-te nel rischio normale del datore di lavoro (cfr. STFA
C 155/93 del 30 maggio 1995 pubblicata in RDAT II-1995 pag. 214 seg. e STFA C
241/96 del 16 giugno 1998 pubblicata in RDAT I - 1999 pag. 302 nella quale
l'Alta Corte ha rilevato che il fattore valutario "gioca in effetti un
ruolo decisivo nel campo della vendita al dettaglio, rispettivamente dei
servizi, non invece in quello della produzione").

 

                                         Infine, ma
non da ultimo, la RI 1, fondata nel 2001, in sede di opposizione ha affermato
che dal 2005 al 2008 il numero di dipendenti è passato da 4 (+ 2 a tempo
parziale) a 9 (+ 2 a tempo parziale). In tre anni il personale è dunque più che
raddoppiato. Ora, come stabilito dal TFA nella sentenza C 189/02 del 15 marzo
2004 riprodotta al consid. 2.5, non è uno scopo della LADI quello di conservare
del personale in esubero.

 

                                         Alla luce
di quanto qui sopra esposto la decisione su opposizione del 7 maggio 2009 della
Sezione del lavoro deve pertanto essere confermata.

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ri+corrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Gianluca
Menghetti