# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5c244eeb-0f27-5c56-923c-3c5d042cb62d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-12-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 03.12.2008 32.2007.289
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-289_2008-12-03.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  
	
  Incarto n.

  32.2007.289

   

  cr/DC/sc

  	
  Lugano

  3 dicembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattrice:

  	
  Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 settembre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 8 agosto
  2007 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   RI 1, nato
nel 1960, di professione pittore industriale in proprio, in data 27 febbraio 2002 ha presentato una richiesta di
prestazioni AI per adulti in quanto affetto da “degenerazione del disco L4-L5
con insufficienza e instabilità segmentaria monofocale con radicolopatia del
territorio L5” (doc. 3/1-7).

 

                                         Esperiti
gli accertamenti medici ed economici, in particolare una perizia reumatologica
a cura del dr. __________ e una psichiatrica affidata al dr. __________, con
decisione del 5 luglio 2005 (doc. 55/1-2), confermata con decisione su
opposizione dell’8 agosto 2007 (doc. A), l’Ufficio AI ha respinto la domanda,
in quanto l’assicurato non presenta una perdita di guadagno tale da potergli
riconoscere il diritto a prestazioni.

 

                               1.2.   Con
tempestivo ricorso del 12 settembre 2007 l’assicurato, rappresentato dall’avv. RA
1, ha contestato la decisione dell’amministrazione, chiedendo l’attribuzione di
tre quarti di rendita di invalidità.

                                         Sostanzialmente,
l’interessato ha criticato la decisione di rifiuto delle prestazioni emanata
dall’UAI – il quale ha ritenuto che egli, nonostante il danno alla salute, non
abbia subito perdita di guadagno alcuna – indicando che se non fossero
subentrati i problemi di salute, egli avrebbe svolto la sua attività a tempo
pieno, senza la necessità di assumere (come invece si è visto costretto a fare)
due operai. Il patrocinatore ha quindi osservato che “la perdita di guadagno
che l’assicurato presenta è per lo meno pari alla perdita dei salari
corrisposti (n.d.r. ai due operai assunti) per compiere il suo lavoro” (doc.
I).

                                         L’assicurato
ha inoltre contestato il fatto che la cifra d’affari della sua ditta non avrebbe
subito modifiche di rilievo. Egli ha osservato come “l’assunzione del reddito
aziendale ai fini dell’AVS falsi la reale ed effettiva situazione economica.
Infatti il reddito aziendale comunicato dalle autorità tributarie alla cassa
cantonale di compensazione tiene conto di tutto quanto incassato durante
l’anno, misconoscendo che determinati lavori sono stati in realtà svolti
nell’esercizio precedente” (doc. I).

                                         Il
patrocinatore ha quindi osservato che l’assicurato, dopo il danno alla salute
(nel 2000), ha visto decrescere in modo rilevante il proprio reddito negli anni
successivi. Il legale ha spiegato che “la perdita dovuta all’incapacità di
svolgere buona parte delle attività, in particolare per quanto concerne la
ricerca di commesse e i lavori di pittura, è stata per il 2001 ed in parte il
2002 compensata da un evento straordinario. Le esondazioni della fine del 2000
hanno infatti richiesto l’esecuzione di lavori che non vi sarebbero stati senza
l’evento naturale in questione. Ciò ha comportato un aumento della massa di
lavoro, ben retribuito dalle assicurazioni, che si è ripercosso nei due anni a
seguire, facendo in modo che la perdita di guadagno non fosse ancora maggiore”
(doc. I).

                                         Il legale
ha quindi indicato che la redditività aziendale è notevolmente diminuita,
passando dai fr. 130'390 del 2000 ai fr. 43’451 del 2005, con una contrazione
quindi del 66.6%, percentuale che dà diritto a tre quarti di rendita (doc. I).

 

                               1.3.   L’UAI, in
risposta, dopo avere rilevato come il ricorso sollevi in sostanza le stesse
obiezioni già trattate in sede di preavviso, ha proposto di confermare la
decisione impugnata e conseguentemente di respingere l’impugnativa (IV).

 

                               1.4.   Con
scritto del 24 ottobre 2007, il patrocinatore dell’interessato ha osservato che
la tabella dei dati economici allestita il 16 novembre 2006, utilizzata
dall’ispettore __________, contiene errori importanti che falsano il risultato
(VI).

 

                               1.5.   Nelle
osservazioni dell’8 novembre 2007 l’UAI ha rilevato di avere sottoposto le
critiche del patrocinatore all’ispettore __________, il quale ha sottolineato
che anche volendo apportare le correzioni richieste dall’avv. RA 1, vi sarebbe
“un cambiamento delle cifre ma non della sostanza trattandosi di una modifica
che avviene in modo lineare/proporzionale”. Pertanto, in assenza di una
modifica dello stato di salute rispetto al 2004, l’amministrazione ha concluso
che la diminuzione delle entrate nell’anno successivo non è riconducibile a
cause tutelate dall’assicurazione invalidità (X + 1).

 

                               1.6.   In data 14
dicembre 2007 il patrocinatore dell’assicurato ha contestato la presa di
posizione dell’ispettore dell’UAI, indicando che “non è infatti chiaro per
quale arcana ragione l’ispettore __________ reputi che i valori percentuali del
2004, in linea con quelli del
2000, 2001 e 2002, debbano essere considerati ai fini della determinazione del
grado di invalidità, mentre la percentuale del 2005, in linea con i valori del 2003, per i
quali la stessa AI ammette che
vi sia stata una flessione dei redditi per cause imputabili al danno alla
salute, sia da ricondurre a fattori estranei all’invalidità” (XIV).

 

                                         Questo
documento è stato trasmesso all’amministrazione (XV), con la facoltà di
presentare eventuali osservazioni scritte.

 

                               1.7.   In corso di
causa, il TCA ha interpellato l’amministrazione, chiedendole di precisare quale
sia stato il metodo di valutazione dell’invalidità utilizzato ai fini della
decisione. Il TCA ha inoltre chiesto all’UAI, qualora fosse stato applicato il
metodo straordinario, di spiegare i motivi per i quali non è stato operato il
raffronto dei redditi per ogni singola mansione componente la professione
dell’assicurato, conformemente alla giurisprudenza esposta in DTF 128 V 29
(XVI).

 

                                         Con
scritto del 13 ottobre 2008 l’UAI ha risposto:

 

" 
Per prassi degli uffici AI, per quanto riguarda
il reddito d’invalido d’un lavoratore indipendente, se il reddito aziendale non
subisce sostanziali diminuzioni dovute all’invalidità, quest’ultima viene presa
in considerazione soltanto nella misura in cui, dopo l’insorgere del danno alla
salute, l’adempimento di determinati compiti nell’azienda è affidato ad un
numero superiore di persone oppure comporta orari di lavoro notevolmente più
intensi (aumento delle spese per il personale).

 

Ancora con la Circolare sull’invalidità valida
dal 1° gennaio 2008, l’UFAS ribadisce: “3070 Lorsqu’on ne peut établir une
diminution importante, pour cause d’invalidité, du revenu de l’entreprise d’une
personne indépendante, la quelle continue à travailler dans l’entreprise, on ne
peut admettre l’existence d’une invalidité que si, depuis la survenance de
l’atteinte à la santé, l’accomplissement de certaines tâches a nécéssité la
collaboration supplémentaire ou notablement plus fréquente d’une ou de
plusieurs personnes (augmentation du personnel de l’entreprise)”.

 

In data 20 luglio 2007 lo specialista per lavori
indipendenti incaricato di valutare la situazione aziendale dell’assicurato ha
quindi preso in considerazione “un dato importante ai fini della valutazione
del caso, ossia l’incidenza percentuale delle spese per il personale in
rapporto alla cifra d’affari effettivamente conseguita per gli anni in
questione”, osservando: “solo per l’anno 2003 abbiamo uno scarto
significativo, con un aumento dell’incidenza dei costi del personale (…). Per
tutti gli altri anni, prima e dopo il danno alla salute, il rapporto fra i due
dati è compreso fra il 46 ed il 49,50%. Solo nell’anno in cui è subentrato il
peggioramento dello stato di salute in relazione alla problematica alla spalla
sinistra si trova un giustificato riscontro agli impedimenti dell’assicurato,
con un aumento delle spese per il personale. Con l’anno 2004 i dati sono di
nuovo in linea con i precedenti. Questo dato risulta quindi in sintonia con le
imposizioni fiscali, che depongono per una perdita economica tutelabile dall’AI
solo per l’anno 2003 (…). In conclusione quindi, per gli anni di computo, presi
in considerazione dalla decisione AI di rifiuto (…) non vi è una perdita
economica tutelabile dall’AI (per il 2003, quale anno singolo, non è stato
superato l’anno di carenza), rispettivamente, come risulta dalla tabella,
all’infuori dell’anno 2003, non si è fatto capo ad un impiego maggiore di
manodopera”.” (Doc. XVII)

 

                               1.8.   Con scritto
del 23 ottobre 2008, il patrocinatore dell’assicurato ha innanzitutto rilevato
che l’amministrazione non ha evaso i quesiti posti dal TCA in merito al metodo
di valutazione dell’invalidità utilizzato ai fini della decisione e riguardo ai
motivi di mancata applicazione della giurisprudenza federale relativa al metodo
straordinario.

Il legale dell’assicurato ha poi nuovamente
ribadito che l’UAI non ha tenuto debitamente conto del fatto che l’interessato
abbia dovuto assumere due operai e fare capo ad una collaborazione esterna al
fine di conservare la propria redditività aziendale.

Il patrocinatore ha pure contestato la mancata presa
in considerazione del reddito conseguito nel 2005.

Infine, il legale ha rilevato che, ai fini del
confronto, devono far stato i redditi conseguiti per il lavoro effettivamente
svolto nell’anno di competenza, aggiungendo che l’evoluzione reddituale
aggiornata al 2005 mostra una importante contrazione dal 2002 in poi (XIX).

 

                                         Queste
osservazioni sono state inviate all’UAI (XX), per conoscenza.

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Il 1° gennaio
2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto concerne le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono
determinanti quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la
fattispecie che esplica degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid.
1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante è
realizzato antecedentemente al 1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione
della LAI non sono applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati
in seguito fanno riferimento al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’amministrazione era legittimata a negare
all’assicurato il diritto a una rendita di invalidità oppure no.

 

                                         Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo
la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica
conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente
incapacità di guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato
una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono
invalidi almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. 

 

                                         Ai sensi
dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza
dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione,
nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in
condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del
lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido
(reddito da valido). Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere
determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante
la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle
affezioni di cui è portatore (RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et
pratique de l'assurance invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido,
sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente
esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di
eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi;
DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la
giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità,
come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche
e l'età dello assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit,
p. 232). La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra
parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il
TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di
guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74; DTF 114 V 313). 

                                         Al proposito va precisato che, secondo una sentenza del TFA pubblicata in
DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il raffronto dei redditi
ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale diritto alla rendita
(e non quello della decisione su opposizione). L’Alta Corte ha anche precisato
che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di pronunciarsi sul diritto ad
una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo all’inizio di tale
diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di rilievo dei dati
ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà pertanto procedere
ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.3.   Va poi ricordato che, secondo la giurisprudenza del TFA,
nei casi in cui il calcolo dei redditi risulti particolarmente difficile, la
graduazione dell’invalidità può avvenire ispirandosi al metodo specifico
applicabile alla persone non esercitanti un’attività lucrativa (art. 27 OAI),
eccezionalmente secondo il metodo straordinario.

                                         Capita in particolare nel
caso di indipendenti, dove un calcolo sufficientemente preciso dei redditi da
porre a confronto sia escluso (STFA del 24 maggio 2006, I 782/03; DTF 128 V 29;
Pratique VSI 1998 p. 121; pag. 255; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss. consid. 2b;
RAMI 1996 p. 36 consid. 3b e 3c; DTF 104 V 137 consid. 2c; DTF 97
V 57; DTF 104 V 139; DTF 105 V 154ss consid. 2a; Duc, Les assurances sociales
en Suisse, Losanna 1995, p. 456).

                                         L’invalidità
è allora stabilita secondo la riduzione del rendimento nella situazione
concreta in cui si svolge l’attività (Pratique VSI 1999 pag. 121s; Valterio, op. cit., p. 199). Perciò l’invalidità sarà valutata
considerando le ripercussioni economiche dovute alla riduzione del rendimento
sulla situazione concreta dove si svolge l’attività dell’assicurato divenuto
invalido (DTF 105 V 151). 

                                         In tal
caso si procede a paragonare le attività svolte prima e dopo la sopravvenienza
del danno alla salute, riferendosi al metodo specifico applicato a coloro i
quali non svolgono attività lucrativa (art. 27 OAI; Pratique VSI 1998 p. 122
consid. 1a). La differenza sostanziale tuttavia con quest’ultimo metodo
consiste nel fatto che il grado di invalidità non viene stabilito direttamente
sulla base del raffronto tra le attività. Dapprima, infatti, sulla base di tale
raffronto, si constata l’impedimento dovuto al danno, e solo successivamente si
accertano le ripercussioni di tale impedimento sulla capacità di guadagno
(metodo straordinario; Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a; SVR 1996 IV Nr. 74 p. 213ss consid. 2b; DTF 105 V 151, 104 V
138). Una determinata limitazione della capacità
produttiva funzionale può, non deve tuttavia forzatamente, produrre una perdita
di guadagno della medesima entità (Pratique VSI 1998 pag. 123 consid. 1a).

 

                                         Se si
volesse, nel caso di persone attive, fondarsi esclusivamente sul risultato
ottenuto dal confronto delle attività, si violerebbe il principio legale secondo
cui per questa categoria di assicurati l'invalidità deve essere stabilita in
base all'incapacità di guadagno (DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2;
VSI 1998 pag. 122 consid. 1a e pag. 257 consid. 2b; cfr. in particolare STFA
inedite del 27 agosto 2004 in
re I, I 543/03 e del 12 maggio 2004 nella causa T., I 540/02).

 

                                         Secondo
giurisprudenza infine, il metodo straordinario è spesso applicato alle persone
con attività lucrativa indipendente o comunque nei casi in cui anche solo uno
dei redditi determinanti per il raffronto non può essere accertato o stimato in
maniera affidabile (STFA I 543/03 del 27 agosto 2004 in re I, consid. 4.3 e STFA I 224/01 del 22 ottobre 2001, consid. 2b; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, pag. 205).

 

                                         Nel
caso di un indipendente, il TFA (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha
precisato che il solo raffronto tra l’utile realizzato prima e quello
conseguito dopo l’incidente, non conduce a conclusioni affidabili per quel che
riguarda la perdita di guadagno che dipende dall’invalidità. In effetti, troppi
fattori influenzano gli utili di un’azienda, come ad esempio la situazione
congiunturale e la situazione concorrenziale, di conseguenza le oscillazioni
sono dovute anche ad aspetti estranei all’invalidità.

                                         Di conseguenza il TFA ha
stabilito che i soli documenti contabili non sono dei mezzi idonei a stabilire
in maniera affidabile i redditi ipotetici (RAMI 1996 p. 34, p. 36 consid. 3b;
DTF 104 V 137 consid. 2c).

 

                               2.4.   Per quanto
attiene l’esame delle conseguenze del danno alla salute dal profilo economico
e, quindi, la determinazione del grado di inabilità, richiamato l’art. 16 LPGA
e quanto già esposto ai consid. 2.2. e 2.3. che precedono, va ricordato che l'invalidità nell'ambito delle
assicurazioni sociali svizzere è un concetto di carattere economico‑giuridico
e non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b, 110 V 275 consid. 4a). 

                                         I
dati economici risultano pertanto determinanti. 

                                         Al medico compete la valutazione dello stato di salute del peritando,
della misura e del tipo di attività in cui l’interessato è incapace al lavoro.
Il medico stabilisce, quindi, in che misura il danno alla salute limita
l’interessato nelle sue funzioni corporali e psichiche. Egli si limita in
particolare alle funzioni importanti nelle attività lavorative che secondo la
sua esperienza di vita entrano in linea di conto nel caso concreto
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 227, cfr. anche DTF 125 V 261 consid. 4, 115 V 143
consid. 2, 114 V 314 consid. 3c).

                                         D’altro
canto compito dell’orientatore professionale è quello di stabilire, in base
alle informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le
attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido
(Meyer-Blaser, op. cit., p. 228, Omlin, Die Invalidità in der obligatorischen
Unfallversicherung, Friborgo 1995, p. 201).

                                         In
particolare, al fine di determinare l'incapacità al guadagno mediante il metodo
ordinario di cui all’art. 16 LPGA, occorre porre in confronto il reddito che
l'assicurato avrebbe conseguito senza il danno (reddito da valido) con quello
risultante dalle attività esigibili nonostante il danno alla salute (reddito da
invalido). Determinante per il raffronto dei redditi ipotetici è il momento dell'inizio
dell’eventuale diritto alla rendita, tenuto conto che l'amministrazione deve considerare
inoltre eventuali rilevanti modifiche dei redditi di riferimento intervenute
sino all'emanazione della decisione contestata (cfr. consid. 2.2.).

                                         In ogni
modo, ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer‑Blaser, op cit. p. 212). Un
assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di
trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                      

                                         Va ancora la pena di rilevare che, secondo la giurisprudenza del
TFA, per accertare il reddito conseguibile dall'assicurato senza l'invalidità (reddito
da valido) è decisivo stabilire, secondo il principio della verosimiglianza
preponderante, quanto l’assicurato guadagnerebbe, al momento della nascita del
diritto alla rendita, se fosse sano (STFA I 782/03 del 24 maggio 2006; STFA inedite 13 giugno 2003 nella causa G., I 475/01 e 23 maggio
2000 nella causa T., U 243/99; RAMI 1993 no. U 168 pag. 100 consid. 3b con
riferimenti, cfr. anche RCC 1992 pag. 96 consid. 4a). Il reddito dev'essere
fissato il più concretamente possibile. Determinante è dunque il reddito che
l’assicurato avrebbe potuto conseguire tenuto conto delle competenze
professionali come pure delle circostanze personali per un prospettato
avanzamento professionale (quali la frequentazione di corsi, l’inizio di studi
ecc.), nella misura in cui vi sono degli indizi concreti in merito (cfr. DTF 96
V 29, ZAK 1985 pag. 635 consid. 3a, cfr. pure RAMI 1993 Nr. U 168 pag. 100s. consid.
3b). Considerato come di regola bisogna presumere che senza il danno alla
salute l’assicurato avrebbe continuato la precedente attività, decisivo risulta
di regola l’ultimo guadagno conseguito, adeguato al rincaro ed eventualmente
all’usuale crescita dei salari (RKUV 2000 n. U 400 p. 381 e riferimenti). 

                                         Per quel
che concerne la determinazione del reddito di un indipendente, si deve
tener conto in particolare delle attitudini professionali e personali e del
genere di attività della persona assicurata, come pure della situazione
economica e dell'andamento della sua azienda (RCC 1961 pag. 338) prima
dell'insorgere dell'invalidità. In mancanza di dati affidabili, il reddito
medio o il risultato d'esercizio di aziende simili possono fungere da base per
valutare il reddito ipotetico (RCC 1962 pag. 125). Il reddito di tali aziende
non può tuttavia essere equiparato direttamente al reddito ipotetico senza
invalidità (RCC 1981 pag. 40). In tutti i casi deve essere fatta astrazione del
reddito che non proviene dall'attività personale dell'assicurato, come il
good-will, l'interesse derivante dal capitale investito o la parte di reddito
attribuibile alla collaborazione di famigliari (RCC 1971 pag. 432; cfr.
Valterio op. cit., pag. 206; Peter, Die Koordination von Invalidenrenten,
Zurigo 1997 pag. 65 e il marginale 3030 della Circolare sull'invalidità e la
grande invalidità nell'assicurazione per l'invalidità (CIGI) edita dall’UFAS,
nella versione in vigore dal 1° gennaio 2000; cfr. al riguardo anche STCA del
29 ottobre 2003, inc. 32.2002.154, STCA del 27 ottobre 2003, inc. 32.2003.15).

 

                                         Per quel
che concerne invece il reddito da invalido, lo stesso deve essere determinato sulla base della situazione professionale
concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo sfrutti in maniera
completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che il reddito
derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non costituisca un
salario sociale ("Soziallohn") (cfr. DTF 126 V 76 consid. 3b/aa e
riferimenti).

                                         Se invece non esiste un siffatto guadagno, in
particolare perché come nel caso in esame l'assicurato non ha intrapreso una
attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido, da contrapporre a
quello da valido nella determinazione del grado di invalidità, può essere
ricavato dai rilevamenti di statistici ufficiali, editi dall'Ufficio federale
di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi nelle principali regioni e
categorie di lavoro  (Pratique VSI 2002 pag. 68 consid. 3b; DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 pag. 332 consid. 3c, 1989 pag. 485 consid. 3b).

                                         Inoltre,
va rilevato che, secondo la giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a
causa della particolare situazione personale o professionale (affezioni
invalidanti, età, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di
occupazione ecc.), non possono mettere completamente a frutto la loro capacità
residua nemmeno in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a
raggiungere il livello medio dei salari sul mercato, viene operata una
riduzione percentuale sul salario teorico statistico che, a seconda delle
circostanze, può arrivare sino a un massimo del 25% (DTF 126 V 80 consid.
5b/cc, recentemente confermato in Pratique VSI 2002 pag. 64).

 

                               2.5.   Il
TFA ha già avuto modo di affermare l’ammissibilità di principio di un raffronto
tra redditi da attività indipendente con redditi da dipendente (STFA I 543/03
del 27 agosto 2004). 

 

                                         Tale
modo di operare è segnatamente stato avallato nei casi in cui sono disponibili
dati fiscali attendibili (cfr. sentenza citata). 

 

                                         Inoltre
alla luce del principio generale applicabile
anche nel diritto delle assicurazioni sociali, per il quale all'assicurato
incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V
278 consid. 2b, 400 e riferimenti ivi citati; Riemer-Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pag. 57, 551 e 572) e, quindi, anche l’obbligo di intraprendere tutto quanto è ragionevolmente esigibile
per ovviare nel miglior modo possibile alle conseguenze della sua
"invalidità", segnatamente mettendo a profitto la sua residua
capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V 28
consid. 4a e sentenze ivi citate; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip
im schweizerischen Sozialversicherungs-recht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg).

                                         In
talune circostanze si può dunque richiedere ad un assicurato
indipendente di intraprendere un’attività dipendente.  

                                         Questo
avviene allorché egli può mettere a miglior frutto la sua residua capacità
lavorativa e quando tale cambiamento di professione - tenuto conto dell’età,
della durata dell’attività svolta, della formazione, della tipologia
dell’attività sin qui esercitata e della situazione professionale - sia
ragionevolmente esigibile. Se ciò si avvera, l'esigibilità di un cambiamento di
professione va ammessa e il libero professionista può essere trattato, ai fini
della valutazione del suo reddito da invalido, come se avesse rinunciato alla
propria attività indipendente (cfr. STFA inedite 27 agosto 2004 in re I, I 543/03, consid. 4.3 e del
22 ottobre 2001 in re W., I
224/01, consid. 3b/bb). In tal caso per stabilire l'invalidità vengono computate
quelle entrate che egli potrebbe percepire tramite un'attività lavorativa
dipendente adeguata al danno alla salute.

 

                                         Ad
esempio l’Alta Corte aveva ritenuto esigibile un cambiamento di professione da
agricoltore indipendente in un’attività dipendente adeguata (ZAK 1983 pag. 256;
STFA I 38/06 del 7 giugno 2006, consid. 3.2 con riferimenti di giurisprudenza).
Vedi anche STFA I 761/04 del 14 giugno 2005, dove il TFA ha confermato
l’esigibilità di un cambiamento professionale da custode indipendente di
diversi immobili. 

                                         Nella
STFA I 782/03 del 24 maggio 2006, pubblicata in RtiD II-2006, pag. 214, il
reddito ipotetico senza il danno alla salute conseguibile da un’assicurata di
professione parrucchiera con attività lucrativa indipendente, che quando è
rimasta vittima di due incidenti della circolazione aveva avviato da poco il
proprio esercizio, non poteva essere determinato fondandosi sull’evoluzione
che l’azienda avrebbe avuto se non fosse subentrata l’invalidità, in quanto i
dati contabili a disposizione erano pochi e inattendibili. Pertanto, esso è
stato correttamente accertato sulla base di un esame comparativo dei redditi
conseguiti da aziende simili nella regione. Il reddito da invalida è poi stato
ottenuto facendo capo alla situazione salariale concreta dell’assicurata quale
assistente di cura. Siccome i due redditi di riferimento sono stati determinati
in maniera attendibile secondo il metodo ordinario, l’invalidità
dell’assicurata non doveva essere stabilita secondo il metodo straordinario.

 

                                         Per altri casi in cui,
invece del metodo straordinario, è stato applicato il normale confronto dei
redditi utilizzando i dati statistici ed esigendo dall'assicurato il passaggio
ad un'attività dipendente cfr. STF 9C_335/2007 e STF 9C_13/2007.

 

                               2.6.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che è decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         L'Alta
Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

"  (…)

Tra i danni alla salute psichica, i
quali come i danni fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI, devono essere annoverati - oltre alle malattie mentali
propriamente dette - le anomalie psichiche parificabili a malattia. Non sono
considerati effetti di uno stato psichico morboso, e dunque non costituiscono
turbe a carico dell'assicurazione per l'invalidità le limitazioni della capacità
di guadagno cui l'assicurato potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la
misura di quanto è ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più
oggettivo possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di
un'incapacità di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi
decisivo accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa
insufficiente; di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere
che l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da
lui pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF
102 V 166; VSI 1996 pag. 318 consid. 2a, pag. 321 consid. 1a, pag. 324 consid.
1a; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a e sentenze ivi citate)" (STFA del 29
settembre 1998 nella causa S. F. [I 148/98], pag. 10 consid. 3b)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le
psicopatie, le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische
Fehlentwicklungen), l'alcolismo, la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi
(STFA del 18 ottobre 1999 nella causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998
nella causa S. F., I 148/98, pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a
con riferimenti). 

 

                                         In
una sentenza pubblicata in DTF 130 V 352 l’Alta Corte ha precisato i criteri
per poter concludere che un disturbo da dolore somatoforme provoca
un’incapacità di guadagno duratura.

Tali criteri sono stati così riassunti dal TFA in un’altra sentenza
I 404/03 del 23 aprile 2004, in lingua italiana, nella quale il TFA si è così
espresso:

 

" 
6.2. A determinate condizioni, anche un disturbo
da dolore somatoforme - rientrante nella categoria delle affezioni psichiche,
per le quali l'allestimento di una perizia psichiatrica si rende normalmente
necessario alfine di stabilirne le ripercussioni economiche - può causare una
incapacità lavorativa (cfr. sentenza del 12 marzo 2004 in re N., I 683/03, consid. 2.2.2,
destinata alla pubblicazione nella Raccolta ufficiale [ndr.: pubblicata in DTF
130 V 352]). Secondo giurisprudenza, ancora recentemente confermata, un
disturbo somatoforme da dolore persistente non è tuttavia, di regola, atto a
determinare, in quanto tale, una limitazione duratura della capacità lavorativa
suscettiva di dare luogo a un'invalidità ai sensi dell'art.
4 cpv. 1 LAI (sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3; Ulrich Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit
und seine Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich für den
Einkommensvergleich in der Invaliditätsbemessung, in: René Schaffhauser/Franz
Schlauri [editori], Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, pag. 76
segg., in particolare pag. 81 seg.). Un'eccezione a
questo principio entra in linea di conto soltanto in quei casi in cui il
disturbo da dolore somatoforme presenta secondo gli accertamenti medici una
gravità tale da rendere in pratica oggettivamente non più esigibile dalla
persona assicurata lo sfruttamento della sua capacità lavorativa residua sul mercato
del lavoro oppure dove ciò risultasse insostenibile per la società (DTF 102 V
165; VSI 2001 pag. 225 consid. 2b con riferimenti; cfr. pure DTF 127 V 298
consid. 4c in fine). Una simile inesigibilità, da ammettersi soltanto in casi
eccezionali, presuppone tuttavia l'esistenza concomitante di una comorbidità
psichica di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza qualificata
di altri criteri, quali ad es. l'esistenza di concomitanti affezioni organiche
croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale con sintomi stabili
o in evoluzione senza remissione duratura, l'accertamento di un ritiro totale
dalla vita sociale, un eventuale profitto tratto dalla malattia (cosiddetto
"Krankheitsgewinn") come pure un insuccesso, nonostante gli sforzi
profusi, di trattamenti e di provvedimenti riabilitativi. A volte, la presenza
di tali fattori permette di ritenere insormontabile il disturbo da dolore
somatoforme (sentenza citata del 12 marzo 2004 in re N., consid. 2.2.3 e i
riferimenti ivi citati; cfr. pure VSI 2000 pag. 155 consid. 2c). Da notare
ancora che i fattori psicosociali o socioculturali non figurano nel novero
delle affezioni alla salute suscettibili di originare un'incapacità di guadagno
ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI (cfr. sentenza del 29
gennaio 2003 in re P., I
129/02, consid. 3.2, con riferimento ai principi sanciti in DTF 127 V 294).

 

In tale contesto, l'esperto chiamato ad
esprimersi deve, sul piano psichiatrico, porre una diagnosi nell'ambito di una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.
Tenendo conto dei criteri esposti, egli deve così valutare l'esigibilità della
ripresa, rispettivamente dell'estensione lavorativa da parte dell'assicurato
(VSI 2000 pag. 155 consid. 2c)."

 

                                         Questa
giurisprudenza è stata recentemente confermata dall’Alta Corte nella sentenza
9C_830/2007 del 27 luglio 2008, vedi anche la sentenza 9C_382/2008 del 22
luglio 2008.

 

                                         Anche in un'altra sentenza I 702/03 del 28 maggio 2004, il TFA ha evidenziato che:

 

" 
5.2 In una recente
sentenza, questa Corte ha avuto modo di precisare che una tale inesigibilità
presuppone in ogni caso la presenza manifesta di una comorbidità psichiatrica
di notevole gravità, intensità e durata oppure la presenza costante e intensa
di altri criteri qualificati quali (1) l'esistenza di concomitanti affezioni
organiche croniche accompagnate da un decorso patologico pluriennale con sintomi
stabili o in evoluzione senza remissione duratura, (2) la perdita d'integrazione
sociale in tutti gli ambiti della vita, (3) uno stato psichico consolidato,
senza possibilità di evoluzione sul piano terapeutico, ad indicare allo stesso
tempo l'insuccesso e la liberazione dal processo risolutivo del conflitto
psichico (profitto primario tratto dalla malattia; "primärer
Krankheitsgewinn") oppure (4) l'insuccesso di trattamenti ambulatoriali o
stazionari conformi alle regole dell'arte nonché di provvedimenti riabilitativi
a dispetto degli sforzi profusi dalla persona assicurata (sentenza citata del
12 marzo 2004 in re N., consid.
2.2.3 e sentenza del 21 aprile 2004 in re P., I 870/02, consid. 3.3.2; VSI 2000 pag. 155 consid. 2c; Ulrich Meyer-Blaser, Der Rechtsbegriff der Arbeitsunfähigkeit
und seine Bedeutung in der Sozialversicherung, namentlich für den
Einkommensvergleich in der Invaliditätsbemessung, in: René Schaffhauser/Franz
Schlauri [editori], Schmerz und Arbeitsunfähigkeit, San Gallo 2003, pag. 76
segg. e 80 segg.)."

 

                                         In
una sentenza I 770/03 del 16 dicembre 2004 pubblicata in DTF 131 V 49 l'Alta Corte, dopo avere confermato che l'esame dell'effetto invalidante di un disturbo da dolore
somatoforme richiede una verifica completa della situazione sulla base dei
criteri summenzionati, ha aggiunto che si devono considerare anche gli elementi
a sostegno della non sussistenza dell'obbligo di prestazione
sull'assicurazione per l'invalidità.

                                         Pertanto, se le
limitazioni nell'esercizio di un'attività risultano da un'esagerazione dei
sintomi o simili, di regola non sussiste un danno alla salute che dà diritto a
prestazioni dell'assicurazione. Questa situazione è data quando: vi è una
notevole discrepanza tra i dolori descritti e il comportamento osservato/l'anamnesi;
l'assicurato afferma di essere afflitto da dolori intensi, ma li caratterizza
in modo vago; l'assicurato non fa richiesta di cure mediche o terapie; i
lamenti dell'assicurato sembrano ostentati e quindi poco credibili al perito;
l'assicurato sostiene di subire gravi limitazioni nella vita quotidiana, nonostante
il contesto psicosociale sia pressoché intatto (v. Kopp/Willi/Klipstein, Im
Graubereich zwischen Körper, Psyche und sozialen Schwierigkeiten, in:
Schweizerische Medizinische Wochenschrift 1997, p. 1434, con riferimento ad uno
studio approfondito di Winchkler e Foerster).

 

                                         In
una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il Tribunale federale ha ribadito che
“(…) il riconoscimento di un danno alla salute psichica presuppone in
particolare la diagnosi espressa da uno specialista in psichiatria, poggiata
sui criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto
scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr. pure la recente sentenza del
Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05 del 13 luglio 2006, consid. 4).
(…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

 

 

                               2.7.   Nella
presente fattispecie, l’amministrazione ha affidato al dr. __________, spec.
FMH in malattie reumatiche, il mandato di esperire una perizia specialistica.

Nel suo referto del 9 dicembre 2003 il dr. __________
ha posto le diagnosi con ripercussioni sulla capacità di lavoro di “sindrome
lombovertebrale/-spondilogena a destra cronico-recidivante con discopatia L4-L5
e possibile radicolopatia irritativa intermittente L5 a destra; amiotrofia
nevralgica alla spalla destra (sindrome di Parsonnage-Turner) in guarigione;
sindrome somatoforme del dolore cronico su sindrome ansioso-depressiva”, mentre
quali diagnosi senza ripercussioni sulla capacità lavorativa quelle di
“condropatia retropatellare, attualmente poco sintomatica su patella bipartita
tipo Wiberg II/III e stato dopo intervento artroscopia al ginocchio destro nel
1992; leggera trombocitopenia probabilmente idiopatica (ITP)” (doc. 35-8).

Quanto alla capacità lavorativa, il dr. __________
ha indicato che l’assicurato, quale imbianchino, a causa della amiotrofia
nevralgica alla spalla destra, è stato inabile al 100% dal mese di marzo 2003,
mentre al momento dell’esame peritale è da ritenere inabile al lavoro al 50%,
con la possibilità di ulteriormente migliorare la sua capacità lavorativa, fino
a ritrovarla completamente, nell’arco di due-tre mesi, con riferimento al solo
problema alla spalla (doc. 35-12).

 

Il dr. __________ ha aggiunto che l’assicurato
non presenta per contro, dal profilo strettamente reumatologico, alcun tipo di
limitazione della capacità lavorativa con riferimento ad attività
medio-leggere, che non richiedano sforzi particolari per la colonna vertebrale
e lavori ripetuti con le braccia sollevate (aggiungendo che quest’ultima
limitazione è da ritenere valida per due-tre mesi e che scomparirà una volta
rientrato il problema alla spalla) (doc. 35-13).

Lo specialista ha comunque sottolineato la
necessità di procedere ad un accurato esame dell’interessato dal profilo
psichiatrico, visto l’importante stato ansioso-depressivo subentrato negli
ultimi anni.

 

L’assicurato è quindi stato sottoposto anche ad
un accurato esame peritale psichiatrico, affidato al dr. __________, spec. FMH
in psichiatria e psicoterapia. Nel suo referto peritale del 2 dicembre 2004, il
dr. __________ ha posto le diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa
di “episodio depressivo di media gravità con “sindrome biologica” (ICD10-F32.11),
esistente da circa due anni; sindrome somatoforme da dolore persistente
(ICD10-F45.4), esistente da circa due anni; sindrome
lombovertebrale/spondilogena a destra cronico-recidivante con due punti di
discopatia L4-L5 e possibile radicolopatia irritativa intermittente L5 a destra
(vedasi perizia __________); amiotrofia nevralgica alla spalla destra in fase
di guarigione”, mentre quali diagnosi senza ripercussioni sulla capacità
lavorativa quella di “condropatia retropatellare, trombocitopenia, probabilmente
idiopatica” (doc. 46-11).

Il dr. __________ ha ritenuto che, a causa dei
suoi disturbi, l’assicurato sia inabile al lavoro al 50% a partire dal 25
febbraio 2003 (data della prima consultazione presso il dr. __________) (doc.
46-15).

Lo specialista ha rilevato l’importanza di
prescrivere all’interessato degli antidepressivi, che non potranno comunque,
per il momento, aumentare la sua capacità lavorativa (doc. 46-15).

Il dr. __________ ha infine segnalato che
l’assicurato stava frequentando la scuola di maestranza, in previsione di
potere, un giorno, insegnare in una scuola professionale (doc. 46-14).

Lo specialista ha sottolineato che l’interessato
è una persona molto volenterosa, giudicando opportuno rivalutare la componente
invalidante a distanza di due-tre anni (doc. 46-12).

 

Nelle sue annotazioni del 9 dicembre 2004, il dr.
__________ del SMR, spec. FMH
in medicina interna (sul diritto per gli assicurati di
conoscere la specializzazione dei medici del SMR, cfr. SVR 2008 IV Nr. 13), ha
osservato:

 

" 
Diagnosi:

 

-         
episodio depressivo di media gravità con
“sindrome biologica” (dal 2002)

-         
sindrome somatoforme da dolore persistente (dal
2002)

-         
sindrome lombovertebrale/lombospondilogena a
destra cronico-recidivante su discopatia L4-L5 e possibile radicolopatia irritativa
intermittente L5 a destra

-         
amiotrofia nevralgica alla spalla destra
(sindrome di Parsonnage-Turner) in fase di guarigione

 

-     condropatia retropatellare, patella
bipartita Wiberg II/III

-     trombocitopenia prob. idiopatica

 

Formazione. Pittore industriale. Attività in
proprio dal 1981.

 

Perizia dr. __________ del 27 novembre 2003:
inabile al lavoro al 100% per lavori pesanti, al 50% da dicembre 2003 per la
sua attività abituale. Abile al lavoro al 100% per attività adatta (attività
medio-leggera che non richiede sforzi particolari per la colonna vertebrale e
lavori ripetitivi con le braccia sollevate nei prossimi 2-3 mesi).

 

In data 17 gennaio 2004, l’assicurato richiede
provvedimenti professionali. Egli dichiara di essersi candidato al Corso di preparazione
all’esame di maestro pittore.

 

Perizia dr. __________ del 9/16 novembre 2004:
diminuzione della capacità lavorativa del 50%. Provvedimenti di integrazione
sono già in corso. L’assicurato prevede di poter insegnare in una scuola
professionale dopo avere conseguito la maestria di pittore. Teoricamente
sarebbe possibile la riqualificazione in altre professioni (nell’ambito delle
limitazioni dettate dall’affezione reumatologica), che il paziente per il
momento non accetta. Il perito non prevede, per il momento, che i provvedimenti
professionali potranno aumentare la capacità lavorativa e propone una
rivalutazione del grado di invalidità tra 2-3 anni.

 

In conclusione, la capacità lavorativa è
attualmente limitata complessivamente al 50% da febbraio 2003. Un esito
positivo della riqualificazione con possibilità di reinserimento come
insegnante potrà in futuro migliorare la capacità lavorativa dal punto di vista
psichiatrico, mentre che è prevedibile un decorso stazionario dal punto di
vista reumatologico, come risulta dalla perizia del dr. __________. Si
trasmette il caso al Servizio Ispettorato.” (Doc. 47-1)

 

                               2.8.   Quanto alla
valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi
importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si
fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure espresse dal
paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi),
che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito
siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha
valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad
esempio quale perizia o rapporto (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; STFA I
462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF
125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 3/1997
pag. 123), bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

 

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa, il TFA ha stabilito che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di
accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a
ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998
IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna
1994, pag. 332).

 

In una sentenza pubblicata
nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però ritenuto conforme al
principio del libero apprezzamento delle prove definire delle direttive per la
valutazione di determinate forme di rapporti e perizie. In particolare per
quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha statuito che il
giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione degli esperti,
il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale le loro
conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una certa
fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale referto sono
ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il contenuto di una
superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per farlo (Pratique VSI
2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA
I 462/05 del 25 aprile 2007; STFA U 329/01 ed U 330/01 del 25 febbraio 2003).

 

Nella DTF 125 V 351 (= SVR
2000 UV Nr. 10 pag. 33 segg.), la
 Corte federale ha ribadito che ai
rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo stesso vale per le perizie
fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI 1993 pag. 95).

 

Le perizie affidate dagli
organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di istruttoria
amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati indipendenti, i
quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e giungono a
risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non
sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (Pratique VSI
2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008; STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

 

Il TFA, in una decisione I 938/05 del 24 agosto
2006 concernente un caso di assicurazione
per l'invalidità, ha evidenziato il valore probatorio
delle opinioni espresse dai medici SMR nell'ambito dell'assicurazione
per l'invalidità, sottolineando
che in caso di divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per
principio necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione
l’Alta Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

3.2 L'on ne saurait certes
mettre sur le même pied un rapport d'expertise émanant d'un Centre
d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont la jurisprudence a admis que
l'impartialité et l'indépendance à l'égard de l'administration et de l'OFAS
sont garanties (ATF 123 V 175) - et un rapport médical établi par le SMR;
toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de divergence d'opinion entre
médecins du SMR et médecins traitants, il est, de manière générale, nécessaire
de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des rapports médicaux des uns et
des autres doit bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels
précédemment énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison
d'écarter le rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin
traitant, pour le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui
l'a établi. Au regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les
médecins du SMR et du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune
circonstance particulière propre à faire naître un doute sur l'impartiali-té de
ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de tel." (…)

 

Per quel che riguarda i
rapporti del medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il
giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia
esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in
favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353
consid. 3a)cc); Pratique
VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag.
230).

 

                                         Ad
esempio, nella sentenza 9C 289/2007 del 29 gennaio 2008 il Tribunale federale
ha sottolineato che:

 

"  (...)

Par ailleurs, il y a lieu d'ajouter qu'au vu de la
divergence consacrée par la jurisprudence entre un mandat de soins et un mandat
d'expertise (cf. arrêt I 701/05 du 5 janvier 2007, consid. 2 et les nombreux
arrêts cités, dont en particulier l'ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175), on ne
saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou le
juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou plusieurs
médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va différemment que
si ces médecins traitants font état d'éléments objectifs ayant été ignorés dans
le cadre de l'expertise et qui sont suffisamment pertinents pour remettre en
cause les conclusions de l'expertise. Cette hypothèse n'étant toutefois pas
donnée dans le cas d'espèce, c'est à juste titre que les premiers juges se sont
fondés, sans violer le droit fédéral, sur les conclusions du SMR et qu'ils ont
confirmé la décision attaquée. (...)"

 

L’Alta Corte in una sentenza 9C_142/2008
del 16 ottobre 2008 per quanto riguarda le divergenze d’opinioni tra medici
curanti e periti interpellati dall’amministrazione o dal giudice ha ancora precisato
quanto segue:

 

" 
(…)

On ajoutera qu'en cas de divergence d'opinion entre
experts et médecins traitants, il n'est pas, de manière générale, nécessaire de
mettre en oeuvre une nouvelle expertise. La valeur
probante des rapports médicaux des uns et des autres doit bien plutôt
s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels (ATF
125 V 351 consid. 3a p. 352)
qui permettent de leur reconnaître pleine valeur probante. A cet égard, il
convient de rappeler qu'au vu de la divergence consacrée par la jurisprudence
entre un mandat thérapeutique et un mandat d'expertise (ATF 124 I 170 consid. 4 p. 175; SVR 2008 IV
Nr. 15 p. 43 consid. 2.2.1 et les références [arrêt I 514/06 du 25 mai 2007]),
on ne saurait remettre en cause une expertise ordonnée par l'administration ou
le juge et procéder à de nouvelles investigations du seul fait qu'un ou
plusieurs médecins traitants ont une opinion contradictoire. Il n'en va
différemment que si ces médecins traitants font état d'éléments objectivement
vérifiables ayant été ignorés dans le cadre de l'expertise et qui sont
suffisamment pertinents pour remettre en cause les conclusions de l'expert.(…)”

 

Infine, va ricordato che se vi
sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per cui egli
si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25
aprile 2008, STFA I 462/05 del 25 aprile 2007).

Va ancora rilevato che,
affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia
ritenuto affidabile, esso deve adempiere diverse condizioni (D. Cattaneo, “La
promozione dell'autonomia del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni
sociali”, in RDAT II-2003, pag. 571 seg., in particolare la nota 158, pag.
628-629, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in
particolare la DTF 127 V 294;
cfr. D. Cattaneo, “Le perizie nelle assicurazioni sociali” in Le perizie
giudiziarie Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn, Basilea 2008 pag, 203
e segg. (249-254).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di
Mosimann. In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen:
Gerichte und [psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito
psichiatrico l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una
classificazione riconosciuta e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre, l'esperto deve
esprimersi sull'aspetto psicosociale della persona esaminata.

                                         Del resto, un rifiuto di
una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri, tra i quali le
divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le allegazioni
sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago, l'assenza di una
richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite dal paziente
e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto dimostrative
lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi handicap
nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27 settembre 2001,
inc. 32.1999.124).

 

                               2.9.   Dopo attento esame della fattispecie, questo Tribunale non ha motivi per
mettere in dubbio le valutazioni peritali del dr. __________ e del dr. __________,
che soddisfano i requisiti posti dalla giurisprudenza affinché un
rapporto medico abbia pieno valore probatorio (cfr. consid. 2.8.) e possono
quindi validamente servire da base al presente giudizio senza che si riveli
necessario procedere ad ulteriori misure d’istruzione (perizia medica
giudiziaria).

                                         Le
conclusioni peritali del dr. __________ e del dr. __________ sono poi state
confermate dal dr. __________ del SMR (doc. 103/1-3).

 

Dal profilo reumatologico, il dr. __________ ha
considerato l’assicurato, quale imbianchino, inabile al
100% dal mese di marzo 2003 fino a novembre 2003 e poi al 50%, dal mese di
dicembre 2003, con la possibilità di ulteriormente migliorare la sua capacità
lavorativa, fino a ritrovarla completamente, nell’arco di due-tre mesi, con
riferimento al solo problema alla spalla (doc. 35-12). Lo specialista ha invece
considerato l’interessato, dal profilo strettamente reumatologico, pienamente
abile al lavoro in attività medio-leggere, che non richiedano sforzi
particolari per la colonna vertebrale e lavori ripetuti con le braccia
sollevate (aggiungendo che quest’ultima limitazione è da ritenere valida per
due-tre mesi e che scomparirà una volta rientrato il problema alla spalla)
(doc. 35-13).

 

                                         Il TCA
non ha motivo per scostarsi da questa valutazione peritale, che non è del resto
stata smentita da altri certificati medico-specialistici attestanti delle
patologie maggiormente invalidanti.

 

                                         Dal
profilo psichiatrico, il dr. __________, poste le diagnosi invalidanti di
“episodio depressivo di media gravità con “sindrome biologica” (ICD10-F32.11),
esistente da circa due anni; sindrome somatoforme da dolore persistente
(ICD10-F45.4), esistente da circa due anni”, ha considerato l’assicurato
inabile al lavoro al 50% (doc. 46-15).

 

Il TCA non ha motivo per scostarsi neppure da
questo apprezzamento peritale, che non è stato smentito da altri certificati
medico-specialistici attestanti delle patologie maggiormente invalidanti.

 

                                         Si
ricorda tuttavia al ricorrente che il presente giudizio non pregiudica
eventuali suoi diritti nei confronti dell’assicurazione federale per
l’invalidità insorti in epoca successiva alla data decisiva del provvedimento
impugnato, il quale delimita il potere cognitivo del giudice (cfr. DTF 130 V
140 e 129 V 4).

 

                                         Alla luce
di quanto sopra esposto, sulla base delle affidabili e concludenti risultanze
delle perizie del dr. __________ e del dr. __________, le quali hanno permesso di
vagliare accuratamente lo stato di salute dell’interessato e richiamato inoltre
l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente
esigibile per ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal
danno alla salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i
riferimenti ivi citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur
Selbstverantwortung, Friborgo 1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das
Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo
1995, pag. 61; DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi citate; cfr. anche Meyer Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221), il TCA ritiene dimostrato con
il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle
assicurazioni sociali (DTF 126 V 360; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti
ivi citati, 115 V 142 consid. 8b, 113 V 323 consid. 2a, 112 V 32 consid. 1c,
111 V 188 consid. 2b), che l'assicurato presenti una
incapacità lavorativa medico-teorica del 50% nella sua precedente attività di pittore
e in qualsiasi altra attività adeguata alle sue condizioni di salute.

 

                             2.10.   Al fine di stabilire il grado
d’invalidità dell’assicurato, titolare di un’impresa di pittura dal 1981
(cfr. Doc. 51.1), l’UAI ha confrontato il reddito aziendale conseguito prima e
dopo il danno alla salute, giungendo alla conclusione che lo stesso non abbia
subito importanti variazioni.

 

                                         L’assicurato ha contestato
tale conclusione dell’amministrazione, evidenziando innanzitutto di avere
dovuto assumere, a seguito del danno alla salute, due operai e di avere dovuto
continuare a fare ricorso ad una collaborazione esterna, per far fronte ai
lavori che egli non era più in grado di svolgere.

                                         Inoltre, l’interessato ha
criticato la presa in considerazione del reddito aziendale AVS, che a suo
avviso falsa la reale ed effettiva situazione economica. L’assicurato ha
infatti fatto presente che il “reddito aziendale comunicato dalle autorità
tributarie alla cassa cantonale di compensazione tiene conto di tutto quanto
incassato durante l’anno, misconoscendo che determinati lavori sono stati in
realtà svolti nell’esercizio precedente” (I). Per tali motivi, secondo
l’assicurato, per valutare la reale evoluzione del reddito aziendale,
dovrebbero essere determinanti solo i redditi conseguiti per il lavoro
effettivamente svolto durante il singolo anno analizzato. Così facendo, il
reddito aziendale conseguito dall’assicurato dal 2000 al 2005 risulterebbe
diminuito in maniera importante (da fr. 130'390 nel 2000 a fr. 43'541 nel 2005, cfr. doc. I), cosa che non avviene invece nel caso in cui, come fatto
dall’UAI, si tenga conto anche degli incassi ricevuti per lavori svolti negli
anni precedenti.

 

                          2.10.1.   Dal profilo economico, il TCA
constata che l’amministrazione ha affidato all’ispettore competente l’incarico
di eseguire una visita esterna.

Nel “Rapporto di visita esterna” del 6 maggio 2005, l’ispettore
incaricato ha indicato:

 

"  L’interessato
è stato incontrato al suo domicilio, ad __________, il giorno 4 maggio 2005.
Dopo le scuole dell’obbligo ha acquisito la formazione di pittore conseguendo
l’AFC nel 1978. In seguito ha frequentato per due anni __________ prima di
mettersi in proprio a partire dal 1981. L’attività lavorativa quale pittore
viene svolta principalmente nella zona del __________, dove il richiedente in
passato risiedeva e dove tutt’oggi ha a disposizione un magazzino in quel di __________
(ca. mq 40 in uno scantinato). Prima dell’insorgenza del danno alla salute
l’attività lo vedeva impegnato a tempo pieno, durante il giorno quale pittore
durante 7-8 ore lavorative ed in serata per altre 2 ore circa, dedicate al
contatto architetti, clienti, stesura offerte, ecc. Inoltre attivo anche
durante il sabato, sempre per le incombenze amministrative (corrispondenza,
capitolati, preventivi).

Occupato in media durante 3-4 ore. Dal lato amministrativo viene
coadiuvato dalla moglie.

L’attività veniva svolta con la collaborazione di due operai
indipendenti, sull’arco dell’intero anno. Si occupa un po’ di tutto, dai
tinteggi esterni di nuove abitazioni o riattazioni, a quelli interni, di
appartamenti o singoli locali, di serramenti, della posa occasionale di
tappezzeria, di decorazioni e scritte, ecc.

I problemi di salute vengono messi in relazione alla presenza di:

-   sindrome
lombovertebrale-spondilogena cronica recidivante a destra, con

-   discopatia
L4-L5 e possibile radicolopatia irritativa intermittente L5 a destra;

amiotrofia nevralgica alla spalla destra in fase di guarigione,

sindrome somatoforme del dolore cronico su sindrome
ansioso-depressiva.

I problemi lavorativi si sono manifestati vieppiù gradualmente con
particolare riferimento, dapprima, ai disturbi provocati dall’affezione alla
schiena, che inizialmente avevano influenza sulla gamba destra.

Causa le difficoltà lavorative ha dovuto quindi far capo alle
prestazioni IG della __________ (Ass. collettiva), che le ha accordate a
decorrere dal 8.12.2000, inizialmente al 100%, indi:

75% dal 26.3.2001; 100% dal 25.5.2001; 75% dal 3.7.2001 al 31.12.2002,
termine dei 720 giorni.

Ha pure beneficiato di prestazioni da parte della __________
(previdenza III pilastro). Nel settembre 2001, causa i dolori, aveva
beneficiato di infiltrazioni alla gamba destra, presso il __________. In
seguito ha avuto diverse problematiche: infezioni alle vie urinarie,
congiuntivite, dolori a fascia a livello addominale destro, intermittenti, ecc.
(2002). Nel corso del 2003 la situazione è peggiorata per il subentrare di
un’affezione alla spalla destra, che ha comportato in pratica una completa
limitazione per i lavori manuali da marzo 2003 a dicembre 2003. Per questo problema la situazione è poi gradualmente migliorata, anche se
persistono tuttora limitazioni per l’insorgenza di dolori sotto sforzo. Sempre
nel corso del 2003, il lungo iter medico, i problemi economico-lavorativi, lo
hanno portato ad uno stato di depressione, con un disinteressamento per la
conduzione della ditta, in presenza appunto di marcata affaticabilità, ansia,
mancanza di stimoli, ecc.

Nel caso specifico le limitazioni presentate dal richiedente
nell’esercizio della sua professione di pittore indipendente sono tali da
ritenere a nostro avviso plausibili, attualmente, degli impedimenti lavorativi
pratici che raggiungano almeno il 50% per i lavori manuali. Nel corso del 2003
le vicissitudini mediche hanno comportato un’incapacità globale significativa
(almeno 80%). Siamo ora in presenza di limitazioni che incidono in modo
significativo sul potenziale energetico direttamente sviluppato o sopportato
dalla zona anatomica colpita (spalla destra, in assicurato destrimane,
rispettivamente schiena), quali l’impossibilità di effettuare sforzi tipo il
sollevamento o il trasporto regolare e continuato di carichi (vedi secchi di
pittura dai 15 ai 30 kg), scale, attrezzature e di conseguenza anche la
manipolazione di oggetti, attrezzi, mediante operazioni di traino – spinta –
leva (problemi nel tinteggio di plafoni, nel profilare, lavorare in genere con
il braccio sopra l’orizzontale, in posizione accovacciata, ecc.) in presenza di
un limite di carico di 15 kg. Presenta una diminuita resistenza allo sforzo. La
problematica psichica sopra citata contribuisce a sua volta a limitarlo nella
sua capacità di concentrazione, di resistenza. Nel 2003 l’aspetto psichico ha
inciso in maniera importante sull’andamento aziendale. Il signor __________ era
infatti giunto a disinteressarsi in misura quasi completa della gestione
aziendale. Non riusciva più a concentrarsi, a stare in mezzo alla gente,
mancava di iniziativa. La ditta ne ha risentito in modo importante. Ha perso
parecchi lavori. Ci segnala inoltre che nel corso del 2004 (metà anno circa)
sono subentrati dei primi segni di artrosi alle mani, con arrossamenti,
tendenza al gonfiore delle articolazioni. È in cura dal dr. __________.
Dall’inizio del 2004 l’impegno lavorativo ha potuto essere ripreso per lo meno
in misura parziale. Si dichiara impegnato in mansioni di entità limitata. Dal
profilo manuale si occupa dei lavori di preparazione (per es. stesura delle
adeguate protezioni sulla mobilia, sui serramenti, ecc. – vedi plastica,
scotch, nastro adesivo), in lavori di rifinitura, ritocchi, preparazione del
materiale, quindi di aiuto agli operai in mansioni leggere. Si occupa inoltre
della parte organizzativa, dirigenziale (fatturazioni, ecc.), anche se a fatica
e con incostanza. Dal profilo manuale l’impegno è quantificabile in circa un
paio di ore al giorno in media, che va ad aggiungersi a quello prettamente
direttivo. Non ha un orario fisso di lavoro. Risulta impegnato in modo
irregolare, a dipendenza di come si sente. Riferisce che talora vi sono ancora
giorni in cui non si sente di lavorare, vuoi per i disturbi fisici, vuoi perché
dal lato psicologico non è in forma. Per necessità aziendali, per ovviare al
suo mancato apporto lavorativo manuale e per una diminuzione dei lavori
affidati a terzi, l’assicurato a partire dal 2001 ha assunto due operai a tempo pieno ed un terzo a tempo pieno a partire da ottobre 2003. A fine 2004 ha avuto problemi per la diminuita richiesta di lavoro. Ha pertanto licenziato due
operai, riassumendoli poi a partire dal mese di marzo 2005, quando la
situazione da questo profilo è migliorata. Attualmente lavora quindi con due
operai a tempo pieno ed uno al 75% (è in infortunio). Inoltre usufruisce sempre
della collaborazione, a dipendenza delle contingenze, di personale esterno.

Segnaliamo inoltre che il richiedente, a partire dal febbraio 2004, ha iniziato a frequentare i corsi per l’ottenimento della maestria federale nella professione
esercitata, presso il __________ di __________. La durata è prevista sull’arco
di tre anni. Gli esami dovrebbero tenersi quindi nel 2007. Risulta impegnato
nel giorno di sabato (tutto il giorno) e, a seconda dei programmi, spesso anche
il venerdì. Le difficoltà originate dal danno alla salute, segnatamente per
l’esecuzione dei lavori più pesanti, hanno convinto l’interessato a cercare
un’alternativa per poter migliorare la sua situazione professionale. Qualora
riuscisse a superare gli esami, potrebbe quindi compensare con qualche ora di
insegnamento il mancato apporto lavorativo in ditta e dedicarsi nella stessa
solo per il lato dirigenziale/organizzativo. In questo progetto ha già
sostenuto costi importanti: fr. 6'000 per l’iscrizione, fr. 1'500 per gli esami
e circa fr. 2'000 di materiale.

Per il lato economico si rimanda alla tabella riassuntiva
allegata, per il periodo 1999-2003. I dati 2004 non sono ancora pronti.
L’interessato ha ottenuto una proroga per l’inoltro degli stessi all’UT sino a
settembre 2005. L’allestimento è curato dal fiduciario __________ di __________.
A livello di cifra d’affari, la situazione viene comunque dichiarata
verosimilmente sovrapponibile a quella per l’anno 2003.

I dati si potranno chiedere direttamente all’assicurato.

In merito si rileva comunque che nel corso del 2001 e del 2002,
nonostante il danno alla salute, l’interessato, ricorrendo all’assunzione di
due operai e mantenendo la collaborazione esterna, è riuscito a mantenere la
redditività aziendale, crollata solo da inizio 2003, quando è intervenuto il
peggioramento valetudinario in relazione al subentrare dell’affezione alla
spalla destra e della problematica psichica. Da inizio 2004, come già
segnalato, il signor RI 1 ha comunque potuto riprendere in misura parziale il
suo lavoro.

Bisognerà quindi attendere i dati economici del 2004 per poter
stabilire l’esatta incidenza del danno alla salute sugli utili aziendali.”
(Doc. 51/1-3)

 

                                         Con decisione del 5 luglio
2005 l’UAI ha quindi respinto la richiesta di prestazioni dell’interessato, dato
che dall’inchiesta del servizio ispettorato del 4 maggio 2005 è emerso che,
nonostante il danno alla salute, egli sia riuscito, grazie all’assunzione di
due operai e mantenendo la collaborazione esterna, a mantenere la redditività
aziendale (doc. 55-1).

 

                                         A seguito dell’opposizione
dell’assicurato, con scritto del 14 marzo 2007 l’avv. __________ del Servizio
giuridico dell’UAI ha chiesto all’ispettore incaricato di prendere posizione in
merito alle censure dell’interessato e di esprimere una valutazione finale,
vista la disponibilità dei dati economici del 2004 e del 2005 (doc. 66-2).

 

Nelle sue annotazioni del 22 marzo 2007 l’ispettore incaricato ha
osservato:

 

"  In
relazione alle osservazioni della __________ del 01.09.2006 rilasciate in fase
di opposizione, possiamo far capo alla tabella riassuntiva 16.11.2006 dei dati
economico-aziendali 1999-2005, reperita ad atti UT, __________, rispettivamente
alle fotocopie dei rendiconti aziendali agli atti.

Prima dell'insorgenza del danno alla salute l'assicurato usufruiva
in misura importante del lavoro da parte di terzi e solo dopo ha assunto in
pianta stabile due operai.

La massa salariale complessiva comunque, pur essendo progredita,
dopo l'evento invalidante, trova giustificazione anche per l'aumento della cifra
d'affari, in particolare nell'anno 2001 ma anche per i successivi, dove è
sempre stata superiore a quella realizzata prima del manifestarsi dei problemi
di salute.

Le imposizioni fiscali note sino al 2005, depongono per un
mantenimento dei redditi, sia dichiarati che tassati, per gli anni 2001 e 2002
(vuoto fiscale, senza ulteriore tassazione specifica, quindi con mantenimento
dell'aziendale di fr. 102'000.-- quale base per il pagamento delle tasse). Solo
nel 2003 vi è stata una flessione importante del reddito (tassazione di fr.
30'000.-- quale aziendale), in considerazione del peggioramento dello stato di
salute del richiedente, peraltro transitorio, da porre in relazione
all'affezione della spalla, e con un aumento quindi della massa salariale.

Nel 2004 la situazione è rientrata, come si può riscontrare
dall'aumento della cifra d'affari, e dalla diminuzione della quota dei salari,
con di conseguenza un aumento dell'utile dichiarato ed imposto fiscalmente in
fr. 86'000.-- di aziendale. Per il 2004 abbiamo quindi una perdita economica
che non supera il 20%.

I dati del 2005 (dichiarazione d'imposta del 30.06.2006) depongono
invece per una cifra d'affari rientrata nei limiti 1999-2000 ma con un impiego
di massa salariale elevato, pari a fr. 195'975.--. L'utile aziendale
dichiarato, ridotto a fr. 17'291.--, è stato imposto fiscalmente in fr.
25'000.-- (notifica 24.01.2007)." (Doc. 67-1)

 

Con scritto del 10 luglio 2007 l’avv. __________ ha posto
all’ispettore incaricato le seguenti domande:

 

"  (...)

Ora, si chiede al __________ incaricato una presa di posizione
su tutte le censure sollevate con l'opposizione nonché d'esprimersi con valutazione
finale. Quindi, dopo la lettura dell'opposizione (+ scritto 3 agosto
2006), le domande alle quali andrà data risposta saranno in particolare:

      -    il
reddito aziendale ha subito diminuzioni dovute all'invalidità (approfondita
analisi annuale sull'incasso di lavori eseguiti in precedenza rispettivamente
sui lavori eseguiti e non incassati)?

      -    in
caso di risposta negativa, l'adempimento di determinati compiti nell'azienda è
affidato ad un numero superiore di persone oppure comporta orari di lavoro
notevolmente più intensi?

      -    in
caso di risposta positiva, valutazione dell'invalidità secondo metodo
straordinario (se azienda ancora da ritenersi attiva/attivabile) o
determinazione del reddito senza invalidità ed in seguito confronto con il
reddito in attività adeguate ev. da dipendente (CIP).

 

Si ribadisce l'importanza di una valutazione economica
finale." 

(Doc. 69-1+2)

 

Nelle sue annotazioni del 20 luglio 2007, l’ispettore ha così
risposto:

 

"  In
riscontro alla nota 10.07.2007 ed a complemento delle mie precedenti
osservazioni del 22.03.2007, che confermo tuttora, posso evidenziare quanto
segue:

- Innanzitutto i dati economici considerati per la valutazione AI
fanno riferimento a degli apprezzamenti fiscali, cui usualmente l'AI fa capo
nelle sue valutazioni economiche, e che anche nel presente caso possono essere
fatti nostri. Non intravedo motivi per dissociarmi da questi apprezzamenti.

Sono del parere che la presunta diminuzione dell'attività di
acquisizione e d'esecuzione dei lavori di pittura da parte dell'assicurato,
ribadita in sede d'opposizione, abbia di fatto potuto essere compensata con un
adeguamento del suo impegno lavorativo alle conseguenze originate dal danno
alla salute, visti i dati economico-aziendali conseguiti.

Volendo tenere in considerazione le cifre relative agli "incassi
per lavori precedentemente eseguiti" notificati in sede d'opposizione,
si può peraltro ricavare un dato importante ai fini della valutazione del caso,
ossia l'incidenza in percentuale delle spese per il personale in rapporto alla
cifra d'affari effettivamente conseguita per gli anni in questione (periodo
2000-2004: cifra d'affari dedotti i lavori dell'anno precedente).

Come si può rilevare dalla tabella sottostante, solo per l'anno
2003 abbiamo uno scarto significativo, con un aumento dell'incidenza dei costi
del personale di quasi 10 punti percentuali: vedi 56.58 %). Per tutti gli altri
anni, prima e dopo il danno alla salute, il rapporto fra i due dati è compreso
tra il 46 ed il 49,50%.

Solo nell'anno in cui è subentrato il peggioramento dello stato di
salute in relazione alla problematica alla spalla sinistra si trova un
giustificato riscontro agli impedimenti dell'assicurato, con un aumento delle
spese per il personale. Con l'anno 2004 i dati sono di nuovo in linea con i
precedenti.

 

Questo dato risulta quindi in sintonia con le imposizioni fiscali,
che depongono per una perdita economica tutelabile dall'AI solo per l'anno 2003
(vedi tabella del fisco cui fa riferimento la nota 22.03.2007).

 

	
  Anni

   

  	
  Cifra

  D'affari

  	
  Incassi

  lavori

  prec.

  eseguiti

  	
  Lavoro

  effettivo

  	
  Massa

  salariale

  (salari + lav.

  terzi)

  	
  Rapporto

  in %

  massa

  sal. /

  lavoro eff.

  
	
   

  2000

  	
   

  346'120.-

  	
   

  42'095.-

  	
   

  304'025.-

  	
   

  141'487.-

  	
   

  46.23 %

   

  
	
  2001

  	
  454'985.-

  	
  85'885.-

  	
  369'100.-

  	
  172'376.-

  	
  46.70 %

   

  
	
  2002

  	
  389'938.-

  	
  55'856.-

  	
  334'082.-

  	
  159'526.-

  	
  47.75 %

   

  
	
  2003

  	
  372'697.-

  	
  19'301.-

  	
  353'396.-

  	
  199'963.-

  	
  55.58 %

   

  
	
  2004

  	
  384'474.-

  	
  51'704.-

  	
  332'770.-

  	
  164'173.-

  	
  49.33 %

   

  

 

In conclusione quindi, per gli anni di computo, presi in
considerazione dalla decisione AI di rifiuto, notificata in data 05.07.2005,
non vi è una perdita economica tutelabile dall'AI (per il 2003, quale anno
singolo, non è stato superato l'anno di carenza), rispettivamente come risulta
dalla tabella, all'infuori dell'anno 2003, non si è fatto capo ad un impiego
maggiore di manodopera." (Doc. 70-1+2)

 

Con il ricorso,
l’assicurato ha contestato le valutazioni dell’ispettore incaricato, osservando
che:

 

"  (...)

L'Ufficio AI fonda le proprie conclusioni su due rapporti del 22
marzo e 20 luglio 2007 dell'Ispettore __________, il quale, a sua volta, si è
basato sui dati economici contenuti nell'allegata tabella allestita il 16
novembre 2008.

 

Da un esame della stessa, è emerso che il suo estensore (signora __________)
ha commesso, a mente dell'assicurato, due errori importanti che falsano il
risultato.

 

Infatti, a livello di entrate, dalle cifre menzionate (1999: Fr.
348'674.--, 2000: Fr. 346'120.--, 2001: Fr. 454'985.80, 2002: Fr. 389'938,35,
2003: Fr. 372'697.--, 2004: Fr. 385'474.40, 2005: Fr. 344'438.90) va dedotta
l'IVA, mentre alla voce salari (1999: Fr. 104'500.--, 2000: Fr. 141'487.--,
2001: Fr. 172'376.--, 2002: Fr. 159'526.--, 2003: Fr. 199'963.--, 2004: Fr.
164'173.40, 2005: Fr. 195'975.30) deve essere aggiunta la quota parte di oneri
sociali versati dal datore di lavoro.

 

 

Pertanto, le percentuali finali (UL2) non sono corrette."
(Doc. VIII)

 

A tale scritto, il
patrocinatore ha allegato la seguente tabella redatta in data 16 novembre 2006
dalla funzionaria incaricata:

 

                              1999           2000           2001           2002           2003           2004           
2005

 

Entrate             348'674.00    346'120.00    454'985.80    389'938.35    372'697.00    385.474.40    344.438.90

Uscite               - 60'158.00   - 72'098.00    - 67'090.10    -
48'500.10    - 79'932.85   - 55'829.70    - 57'977.90

Prel Personali

Utile lordo1      288'516.00    274'022.00    387'985.70    341'438.25    292'764.15    329'644.70    286'461.00

 

% UL1                  82.75 %       79.17 %        85.25 %        87.56
%        78.55 %       85.52 %        83.17 %

 

Salari               -104'500.00   -141'487.00   -172'376.00   -159'526.00   -199'963.00   -164'174.40
-195'975.30

Utile lordo2       184'016.00    132'535.00    215.519.70    181'912.25     
92'801.15   165'471.30     90'485.70

 

% UL2                  52.78 %       38.29 %        47.37 %        46.
66 %      24.90 %        42.93 %        26.27 %

(Doc. D)

 

Al riguardo, l’ispettore incaricato ha osservato:

 

"  Ho
preso atto dell'osservazione presentata il 24.10.2007 dal Legale
dell'assicurato, inerente la tabella dei dati economici allestita dal fisco.

Per quanto mi concerne confermo l'apprezzamento effettuato in data
20.07.2007 sostenuto dalle indicazioni emerse dalla tabella che ne fa parte
integrante e non specificatamente a quella del fisco.

Nella stessa non si fa capo al margine di UL 2 delle tassazioni,
ma si confronta la massa salariale (salari + lavori di terzi) con il lavoro
effettivo.

Il fatto di considerare le entrate, con o senza IVA,
rispettivamente di aggiungere gli oneri sociali ai salari, porta ad un
cambiamento delle cifre ma non della sostanza trattandosi di una modifica che
avviene in modo lineare/proporzionale." (Doc. X/1)

 

                                         In data 2 ottobre 2008, il
TCA ha chiesto all’UAI delle precisazioni in merito al metodo di valutazione
dell’invalidità utilizzato dall’amministrazione. Questo Tribunale ha pure
invitato l’amministrazione, nel caso in cui abbia fatto uso del metodo
straordinario, ad esporre i motivi per i quali non è stata applicata la
giurisprudenza esposta in DTF 128 V 29 (XVI).

 

                                         Con scritto del 13 ottobre
2008 l’amministrazione ha risposto:

 

"  Per
prassi degli Uffici AI, per quanto riguarda il reddito d'invalido d'un
lavoratore indipendente, se il reddito aziendale non subisce sostanziali
diminuzioni dovute all'invalidità, quest'ultima viene presa in considerazione
soltanto nella misura in cui, dopo l'insorgere del danno alla salute,
l'adempimento di determinati compiti nell'azienda è affidato ad un numero
superiore di persone oppure comporta orari di lavoro notevolmente più intensi
(aumento delle spese per il personale).

 

Ancora con la circolare sull'invalidità valida dal
1° gennaio 2008, l'UFAS ribadisce: "3070
Lorsqu'on ne peut établir une diminution importante, pour cause d'invalidité,
du revenu de l'entreprise d'une personne indépendante, laquelle continue à
travailler dans l'entreprise, on ne peut admettre l'existence d'une invalidité
que si, depuis la survenance de l'atteinte à la santé, l'accomplissement de
certaines tâches a nécessité la collaboration supplémentaire ou notablement
plus fréquente d'une ou de plusieurs personnes (augmentation du personnel de
l'entreprise)".

 

In data 20 luglio 2007 lo specialista per lavori indipendenti
incaricato di valutare la situazione aziendale dell'assicurato ha quindi preso
in considerazione "un dato importante ai fini della valutazione del
caso, ossia l'incidenza in percentuale delle spese per il personale in rapporto
alla cifra d'affari effettivamente conseguita per gli anni in questione",
osservando: "solo per l'anno 2003 abbiamo uno scarto significativo con
un aumento dell'incidenza dei costi del personale (...). Per tutti gli altri anni,
prima e dopo il danno alla salute, il rapporto fra i due dati è compreso tra il
46 ed il 49.50%. Solo nell'anno in cui è subentrato il peggioramento dello
stato di salute in relazione alla problematica alla spalla sinistra si trova un
giustificato riscontro agli impedimenti dell'assicurato, con un aumento delle
spese per il personale. Con l'anno 2004 i dati sono di nuovo in linea con i
precedenti.

Questo dato risulta quindi in sintonia con le imposizioni
fiscali, che depongono per una perdita economica tutelabile dall'AI solo per
l'anno 2003 (...). In conclusione quindi, per gli anni di computo, presi in
considerazione della decisione AI di rifiuto (...) non vi è una perdita
economica tutelabile dall'AI (per il 2003 quale anno singolo, non è stato superato
l'anno di carenza), rispettivamente come risulta dalla tabella, all'infuori
dell'anno 2003, non si è fatto capo ad un impiego maggiore di manodopera"."
(Doc. XVII)

 

                          2.10.2.   Chiamato ora a pronunciarsi,
questo Tribunale rileva innanzitutto, come giustamente osservato dal
patrocinatore dell’assicurato nella presa di posizione del 23 ottobre 2008
(doc. XIX), che nello scritto del 13 ottobre 2008 l’amministrazione non ha
esplicitamente risposto ad un quesito che le era stato posto dal TCA.

 

                                         L’UAI si è infatti
limitato a fare riferimento alla cifra 3070 della Circolare sull’invalidità, valida dal 1°
gennaio 2008, dal seguente tenore:

 

" 
Lorsqu’on ne peut établir une diminution
importante, pour cause d’invalidité, du revenu de l’entreprise d’une personne
indépendante, laquelle continue à travailler dans l’entreprise, on ne peut
admettre l’existence d’une invalidité que si, depuis la survenance de
l’atteinte à la santé, l’accomplissement de certaines tâches a nécessité la
collaboration supplémentaire ou notablement plus fréquente d’une ou de
plusieurs personnes (augmentation du personnel de l’entreprise).”

 

                                         Visto
il riferimento fatto dall’UAI a questa cifra marginale - che nella “Circulaire
sur l’invalidité et l’impotence dans l’assurance-invalidité (CIIAI)” è inserita
nella seconda parte, nel capitolo 2 relativo alla valutazione del grado di
invalidità, al punto 2 dedicato al metodo ordinario di raffronto dei redditi - questo Tribunale
deve dedurre che l’amministrazione ha utilizzato il metodo ordinario al fine di
valutare il grado di invalidità dell’interessato.

 

L’amministrazione ha di fatto escluso l’esistenza di un’invalidità del
ricorrente in quanto non vi è stata una riduzione di reddito dovuta a motivi di
salute, ad eccezione di quella intervenuta nell’anno 2003.

 

Questo Tribunale ritiene che l’amministrazione non abbia
sufficientemente approfondito la questione relativa all’andamento dei redditi,
in particolare per quanto riguarda l’anno 2005. Tale circostanza riveste
un’importanza fondamentale alla luce soprattutto della riduzione di reddito
registrato nell’anno 2003, dovuta a motivi di salute, ammessa dalla stessa
amministrazione.

Va al riguardo evidenziato che, nelle sue annotazioni del 22 marzo
2007, l’ispettore incaricato ha osservato che “le imposizioni fiscali note sino
al 2005, depongono per un mantenimento dei redditi, sia dichiarati che tassati,
per gli anni 2001 e 2002 (vuoto fiscale, senza ulteriore tassazione specifica,
quindi con mantenimento dell'aziendale di fr. 102'000.-- quale base per il
pagamento delle tasse). Solo nel 2003 vi è stata una flessione importante del
reddito (tassazione di fr. 30'000.-- quale aziendale), in considerazione del
peggioramento dello stato di salute del richiedente, peraltro transitorio, da
porre in relazione all'affezione della spalla, e con un aumento quindi della
massa salariale. Nel 2004 la situazione è rientrata come si può riscontrare dall'aumento
della cifra d'affari e dalla diminuzione della quota dei salari con, di
conseguenza, un aumento dell'utile dichiarato ed imposto fiscalmente in fr.
86'000.-- di aziendale. Per il 2004 abbiamo quindi una perdita economica che
non supera il 20%. I dati del 2005 (dichiarazione d'imposta del
30.06.2006) depongono invece per una cifra d'affari rientrata nei limiti 1999-2000
ma con un impiego di massa salariale elevato, pari a fr. 195'975.--. L'utile
aziendale dichiarato, ridotto a fr. 17'291.--, è stato imposto fiscalmente in
fr. 25'000.-- (notifica 24.01.2007)" (doc. 67-1, il corsivo è della
redattrice).

 

Quest’ultimo dato dimostra quindi che anche nel 2005 vi è stata una
riduzione dei redditi.

 

Il TCA, in mancanza di sufficienti elementi al riguardo, non è tuttavia
in grado di stabilire se questa diminuzione sia stata causata da motivi
estranei al danno alla salute - come sostenuto dall’UAI nella decisione
impugnata (cfr. doc. A, in cui l’amministrazione ha indicato che “in assenza di
un comprovato peggioramento dello stato di salute, la diminuzione di guadagno
dell’impresa di pittura non risulta essere imputabile ai problemi fisici
rispettivamente psichici del signor RI 1”), sulla base di quanto indicato nel
rapporto di visita esterna del 6 maggio 2005 dall’ispettore incaricato (il
quale ha espressamente indicato che l’assicurato “a fine 2004 ha avuto problemi
per la diminuita richiesta di lavoro. Ha pertanto licenziato due operai,
riassumendoli poi a partire dal mese di marzo 2005, quando la situazione da
questo profilo è migliorata”, cfr. doc. 51) - o se, invece, sia da imputare al
danno alla salute dell’interessato, come preteso dal patrocinatore dell’assicurato
(cfr. doc. XIV, in cui il legale ha osservato che “sarebbe più logico
concludere che la flessione delle entrate nel 2005 sia da addebitare a motivi
di salute come per il 2003, dato che i due valori percentuali si equivalgono”).

                                         

Gli atti vanno quindi rinviati all’UAI, affinché accerti le cause che
hanno portato ad una riduzione di reddito nel 2005 e valuti l’evoluzione dei
redditi con riferimento anche agli anni 2006 e 2007 (momento di emanazione
della decisione impugnata, che delimita il potere cognitivo del giudice). 

 

L’UAI dovrà pure valutare se con riferimento a questo periodo di tempo
(2005-2007) l’assicurato ha dovuto fare capo ad un impiego di manodopera (sia
da parte di operai dipendenti, sia facendo capo alla collaborazione di
personale esterno) maggiore rispetto al passato, prima del danno alla salute,
come già avvenuto nel 2003.

Qualora l’amministrazione dovesse accertare che effettivamente i redditi
dell’assicurato non hanno subito una perdita dovuta al danno alla salute e che
ciò non sia dovuto ad un maggiore impiego di manodopera, allora la richiesta di
prestazioni andrà respinta. Nel caso in cui, al contrario, dovesse risultare
che l’interessato ha subito una riduzione di reddito a causa del danno alla
salute oppure che abbia dovuto far capo ad una maggiore collaborazione da parte
di personale interno e esterno alla ditta, l’UAI dovrà, come correttamente
suggerito dall’avv. __________ nello scritto del 10 luglio 2007
(doc. 69), valutare l'invalidità dell’interessato secondo il metodo
straordinario, se l’azienda è ancora attiva, o determinare il reddito senza
invalidità e confrontare quest’ultimo con il reddito conseguibile in attività
adeguate eventualmente da dipendente, qualora dovesse essere ritenuto
esigibile, alla luce della giurisprudenza federale in materia, imporre
all’assicurato un cambiamento di attività.

 

                                         In simili
circostanze, visto tutto quanto precede, la decisione impugnata va annullata e
gli atti rinviati all’amministrazione affinché proceda agli accertamenti
economici richiesti ed emani una nuova decisione.

 

                             2.11.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’asse-gnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per fr. 200.-- sono poste a carico
dell’Ufficio AI.

 

                                         Vincente
in causa, il ricorrente, patrocinato dall’avv. RA 1, ha diritto ad un'indennità
per ripetibili (cfr. STF K 63/06 del 5 settembre 2007 e  la citata DTF 126 V 11 seg. consid. 2).

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il
ricorso è accolto ai
sensi dei considerandi.

                                         § La decisione impugnata è
annullata e gli atti rinviati all’Ufficio AI affinché proceda come indicato al
consid. 2.10.2..

 

                                   2.   Le
spese, per fr. 200.--, sono poste a carico dell’Ufficio AI. L’Ufficio AI
verserà all’assicurato fr. 1’500.-- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti