# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b51d5c7d-b95f-55ba-88b3-98c83340c3e2
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-05-30
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 30.05.2005 INC.2005.25603
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2005-25603_2005-05-30.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2005.25603

  	
  Lugano

  7 giugno 2005

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice
  dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

   

   

   

   

   

   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 20/23 maggio 2005 da

  
						

 

	
   

  	
  ____________________ __________, attualmente
  c/o __________

  (patr. dal lic. iur. __________, __________)

  
	
   

  	
   

  e qui trasmessa con preavviso negativo del 24/25 maggio
  2005 dal

   

  Procuratore pubblico Marco Villa, Lugano

  

 

 

visto lo scritto della difesa
dell’accusato 27 maggio 2005;

 

 

visto l’incarto MP __________;

 

 

ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato il 2
maggio 2005 dalla Polizia cantonale su ordine d’arresto di stessa data della
Procuratrice pubblica Rosa Item per titolo di infrazione aggravata alla LStup.
Con la richiesta di conferma dell’arresto 3 maggio 2005 il magistrato
inquirente ha promosso a __________ l’accusa per infrazione aggravata e
contravvenzione alla LStup e per infrazione alla LDDS (Inc. GIAR 256.2005.1,
doc. 1), mentre che questo giudice ha confermato l’arresto dell’accusato
considerata la presenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza e per i
bisogni dell’istruzione – per la verifica della sua posizione nell’ambito
dell’inchiesta in corso, ed in particolare per quanto riguarda l’attività di
spaccio delle persone da lui ospitate all’interno dell’appartamento di via __________
– e per il pericolo di recidiva, essendo già stato condannato per reati
analoghi (Inc. GIAR 256.2005.1, doc. 3).

A verbale di conferma
dell’arresto, così come già davanti alla Polizia giudiziaria, __________ ha
negato ogni addebito dal profilo penale ammettendo unicamente di avere locato a
proprio nome ma per conto di __________ – pure lui arrestato nell’ambito della
stessa inchiesta per essere stato tra l’altro trovato in possesso di 187.35
grammi di cocaina e con chiare chiamate in correità per quanto riguarda una sua
attività di spaccio di tale sostanza – l’appartamento di via __________,
asserendo di avere agito in tal senso unicamente per fare un favore ad una
persona, __________ appunto, che avrebbe conosciuto poco tempo prima e per caso
presso un ristorante di __________. 

 

 

B.

 

Il 20 maggio 2005 __________, con
l’istanza in discussione e per il tramite del suo difensore, chiede di essere
posto in libertà provvisoria; a suo dire non vi sarebbero gravi e concreti
indizi di colpevolezza a suo carico dal momento che, dopo essere stato
interrogato il 2 e il 3 maggio 2005 dalla Polizia cantonale, davanti al
Procuratore pubblico, il 13 maggio 2005, ha sostanzialmente confermato i
verbali di Polizia senza aggiungere nulla di rilevante. __________ ribadisce di
non essere stato al corrente dell’attività di spaccio che si teneva all’interno
dell’appartamento da lui locato per conto del suo conoscente e neppure che
quest’ultimo si trovasse in Svizzera illegalmente. Non sussisterebbero più i
motivi di interesse pubblico quali il pericolo di fuga – mai fatto valere
neppure dal magistrato inquirente – essendo l’accusato nato e cresciuto in
Svizzera dove ha tutti i suoi legami affettivi, mentre che per quanto riguarda
i bisogni dell’istruzione “l’istante ha oramai chiarito la sua posizione e non
ha più nulla da aggiungere” e “dato che non sono più stati fatti verbali né da
parte della Polizia, né da parte del Procuratore pubblico si può presumere che
non ci sia più nulla da chiarire sul ruolo dell’istante nell’intera inchiesta”
(istanza di libertà provvisoria 20 maggio 2005, p. 3, n° 6, inc. GIAR
256.2005.3, doc. 1). L’istante definisce poi inesistente il pericolo di
recidiva avendo già scontato interamente la condanna precedente e non potendosi
“tenere in carcere una persona per rendere materialmente impossibile il consumo
di minimi quantitativi di droga, tanto più che nei casi poco gravi si può
prescindere da ogni pena” (istanza di libertà provvisoria 20 maggio 2005, p. 4,
n° 7, Inc. GIAR 256.2005.1, doc. 1) e considerato che vi sarebbe una concreta
possibilità di lavoro (istanza di libertà provvisoria 20 maggio 2005, p. 4, n°
8, Inc. GIAR 256.2005.1, doc. 1). L'istante conclude poi laconicamente
affermando che “al momento attuale la protrazione del carcere preventivo
violerebbe il principio di proporzionalità (istanza di libertà provvisoria 20
maggio 2005, p. 4, n° 9, Inc. GIAR 256.2005.1, doc. 1).

 

 

C.

 

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 24/25 maggio 2005 (Inc. GIAR 256.2005.1, doc. 2) ribadisce
che esistono gravi e concreti indizi di colpevolezza poiché l’accusato,
trovando un appartamento a __________ e al suo socio, ha garantito ai due la
necessaria base logistica per lo spaccio di cocaina e, consegnandogli delle
schede telefoniche, gli ha dato i mezzi per tenersi in contatto con i suoi
fornitori, rispettivamente acquirenti, mentre che andando a fare la spesa per i
due inquilini avrebbe contribuito a mantenerli nella clandestinità. A mente del
magistrato inquirente è impensabile la tesi secondo cui l’accusato fosse
all’oscuro dell’attività di spaccio che avveniva all’interno dell’appartamento
di via __________, __________ ha infatti frequentato regolarmente detto
appartamento pernottandovi pure in alcune occasioni ed ha ammesso di avere
visto delle persone che uscivano dall’appartamento; __________ non potrebbe poi
prevalersi della propria asserita ingenuità essendo un tossicodipendente già
condannato per identici reati e considerato il fatto che __________ non avrebbe
potuto pagare la pigione dell’appartamento essendo senza lavoro.

Per quanto riguarda i bisogni
istruttori ed il pericolo di collusione, il Procuratore pubblico, con chiari
riferimenti ai verbali dei correi, ne elenca una serie di certo non esaustiva
ravvisando che se posto in libertà provvisoria __________ potrebbe contattare
gli acquirenti dei correi e altre persone ancora da interrogare.

A mente del magistrato inquirente
vi sarebbe un sicuro pericolo di recidiva già solo con riferimento all’estratto
del casellario giudiziale o al decreto di rifiuto della liberazione
condizionale del __________ di cui all’AI 20 dell’incarto penale, da cui si
evince che pochi mesi dopo la sua scarcerazione del 29 luglio 2004 l’accusato
ha ricominciato nuovamente a delinquere. L’asserita possiblità di un lavoro
sarebbe poi troppo vaga e non suffragata da documentazione.

Il carcere preventivo sofferto
dall’istante sarebbe poi rispettoso del principio della proporzionalità se
considerata l’ampiezza dell’istruttoria che è stata condotta con celerità e
sollecitudine. Tale principio appare poi rispettato, a fronte della gravità dei
reati prospettati, anche nell’ottica di una presumibile futura condanna (Inc.
GIAR 256.2005.1, doc. 3).

 

 

D.

 

L’istante, con fax 27 maggio
2005, si è limitato a riconfermarsi nella propria istanza.

 

 

In diritto:

 

 

1.

 

L’accusato, detenuto, è pacificamente legittimato a
presentare istanza di libertà provvisoria.

Il preavviso del Procuratore pubblico, ritenuta ricezione
dell’istanza il 23 maggio 2005, è tempestivo avendo trasmesso a questo ufficio
il preavviso negativo 24 maggio il 25 maggio 2005, nel termine quindi di 3
giorni.

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

 

L’art. 95 CPP – corrispondente
all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio
1993 – dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l’accusato si trova di
regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso)
proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP, quando esistono a
carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un
crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di
interesse pubblico, quali – per quanto qui concerne – i bisogni
dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione e di
inquinamento delle prove che, sia detto qui a futura memoria – può continuare
ad esistere fino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto
pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si
aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse
pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20
marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra
altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998
n. 105).

L’eccezione della cautelare
privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara
base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 consid. 3) in corrispondenza
ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei
ricorsi penali – nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto
implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158;
1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già
la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all’arbitrio (REP
1980 pag. 128).

(per tutte: sentenza GIAR
21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

3.

 

L’esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza deve essere verificata d’ufficio nei limiti di
competenza di questo giudice derivanti dalla sua funzione che è quella di
esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della misura
restrittiva della libertà personale e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato.

Con verosimiglianza sufficiente,
a questo stadio del procedimento ed in questa sede, si può concludere per la
presenza di seri e di concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ __________
relativi ad un suo coinvolgimento nei fatti inquisiti.

Dagli atti emerge chiaramente che
__________ non ha mai abbandonato il mondo degli stupefacenti: a prescindere
dai suoi precedenti penali e dall’istoriato del __________ (AI 20 dell’Inc. MP __________),
l’accusato stesso ha ammesso nel suo verbale d’arresto di avere fumato qualche
giorno prima dell’arresto una canna di marijuana e, sempre tre giorni prima
dell’arresto, di avere consumato sia eroina che cocaina; __________ è poi stato
arrestato all’entrata dello stabile di via __________ mentre era in possesso di
una pesola (una bilancia marca __________, strumento che notoriamente serve
alla pesa per il confezionamento e la vendita di sostanza stupefacente) e di
tre telefoni cellulari con tre tessere SIM diverse, senza essere riuscito
fornire spiegazioni esaurienti in merito al possesso di questi oggetti ed alla
necessità di spostarsi con tre linee telefoniche contemporaneamente. Fortemente
indiziante è il fatto di avere locato a proprio nome l’appartamento di via __________
dove __________ e __________ erano dediti allo spaccio di cocaina a
tossicodipendenti locali. Dagli atti emerge che in questo appartamento – nel
quale sono stati trovati un televisore, una Play Station completa, tre CD di
giochi, un DVD e diversi telefoni e schede telefoniche (di compagnie
telefoniche sia svizzere che italiane) utilizzati dai due inquilini tutti
oggetti di proprietà dell’accusato – __________ ha trascorso diverso tempo e vi
ha pure pernottato in qualche occasione.

__________ ha ammesso di avere
conosciuto __________c prima di marzo 2005 e di averlo aiutato a traslocare
dall’appartamento che questi abitava in via __________ a __________
all’appartamento di via __________. L’accusato ha ammesso di avere visitato in
qualche occasione __________c nell’appartamento di via __________ e di avere
addirittura firmato dei documenti relativi a questo appartamento, forse quelli
legati alla pulizia dei locali al momento della riconsegna, di proprio pugno.

Per quel che concerne le schede
telefoniche procurate da __________ a __________ è emerso dall’inchiesta in
corso che __________ (accusato di infrazione aggravata alla LStup nell’ambito
della stessa inchiesta) ha contattato il n° telefonico __________ prima del 3
marzo 2005 (data d’entrata di __________c nell’appartamento di via __________);
il collegamento è intestato a __________ e la carta SIM corrispondente era
stata consegnata da __________ a __________ a suo dire ancora vergine. A questo
proposito __________ ha dichiarato alla Polizia che “due o tre giorni dopo
avere ricevuto il telefono da __________ mi telefonava un mio connazionale (__________,
n.d.r.). Faccio presente come io ad oggi non sappia chi ha dato il mumero di
telefono a questa persona. Il numero di telefono su cui venni chiamato, era lo __________,
il telefono datomi da __________”. __________ ha poi dichiarato alla Polizia di
non avere comunicato a nessuno questo numero di telefono, ma che con questa
chiamata iniziò praticamente la sua attività di spaccio di cocaina a __________
(Inc. MP __________, AI 22, verbale di Polizia del 24 maggio 2005 di __________,
p. 9 e 10). Appare quindi chiaro che se ____________________ non ha fornito il
numero di telefono summenzionato a nessuno, soltanto una persona poteva
comunicare questo numero a __________ e cioè chi aveva consegnato questa
tessera a __________c, l’accusato appunto, che addirittura avrebbe consegnato
la scheda telefonica corrispondente senza averla mai utilizzata in precedenza
dal momento dell’acquisto (Inc. MP __________, AI 22, verbale d’interrogatorio
24 maggio 2005 di __________, p. 9).

Per quanto riguarda __________ ha
dichiarato di non avere conosciuto ____________________ presso il __________ di
__________, bensì direttamente nell’appartamento di via __________ dove era
stato ospitato da un suo connazionale e dove l’accusato si era presentato
chiedendo proprio dell’inquilino di quell’appartamento (Inc. MP __________, AI
22, verbale d’interrogatorio 24 maggio 2005 di __________ n, p. 10 e 11 e
verbale 10 maggio 2005 di __________ o, p. 2 e 3).

A ragione il magistrato
inquirente osserva come sia del tutto inverosimile che __________, già condannato
in due occasioni per infrazione alla LStup, persona quindi cognita
dell’ambiente dello spaccio di stupefacenti, dopo avere cercato e locato
l’appartamento di via __________ per __________ e __________, consegnato
telefoni e schede telefoniche intestate a terzi a __________ e avere constatato
l’andirivieni di persone nell’appartamento di via __________, fosse all’oscuro
di quanto succedeva in questo appartamento e che non si sia chiesto, come ha
fatto il Procuratore pubblico e anche questo giudice, come poteva __________,
cittadino straniero e senza un lavoro, consegnargli il denaro necessario per
pagare caparra, pigione e spese correnti, il tutto per alcune migliaia di
franchi svizzeri.

 

 

4.

 

L’accusato ritiene che non
sussistano più bisogni istruttori dal momento che l’istante avrebbe chiarito la
propria posizione e non avrebbe più nulla da aggiungere. Secondo il magistrato
inquirente sussisterebbero invece ancora motivi istruttori e concreto pericolo
di collusione in relazione alla necessità di effettuare nuovi verbali
d’interrogatorio in merito ai suoi reali rapporti con i due inquilini
dell’appartamento di via __________ c, sia singolarmente che a confronto, viste
le discrepanze emerse negli ultimi verbali di Polizia, nonché verificare i suoi
rapporti con le persone di cui ai doc. A e G dell’AI 22 dell’incarto penale. Tutto
ciò con il pericolo che se posto in libertà provvisoria __________ potrebbe
inquinare le prove o collidere con gli acquirenti che ancora devono essere
interrogati. Non a torto.

Non può essere assolutamente
condivisa l’opinione dell’istante secondo cui non vi sarebbero più esigenze
istruttorie per quanto lo riguardano. Il semplice fatto che abbia ribadito la
propria estraneità alla cocaina trovata nell’appartamento di via castagnola 21c
o ai traffici dei due inquilini di questo appartamento nulla muta al fatto che
i seri indizi che lo riguardano debbano essere approfonditi e sostanziati con
gli atti istruttori menzionati dal magistrato inquirente nel suo preavviso
negativo e con altri che si rivelassero necessari o utili a chiarire la
vicenda. Andrà tra l’altro anche chiarito come abbia fatto l’accusato a
mantenersi dal giorno della scarcerazione a quello del suo arresto e per di più
a finanziarsi un consumo di sostanze stupefacenti, avendo infatti ammesso a più
riprese di fare ancora uso di sostanze stupefacenti di ogni tipo (cfr. AI 3,
verbale di Polizia 2 maggio 2005, p. 4).

 

D’altronde il passato di __________
dimostra un suo strettissimo legame con gli stupefacenti (per tutti il
contenuto dell’AI 20 dell’incarto penale), che il magistrato inquirente voglia
ora fare chiarezza con i dovuti confronti con i correi e con gli interrogatori
dei consumatori appare a questo stadio più che legittimo. Ne consegue che a
questo punto pure concreto è il pericolo di collusione. I rapporti tra __________,
i due inquilini dell’appartamento di via __________ c e le persone raffigurate
nei doc. A e G dell’AI 22, nonché con gli acquirenti diretti di ____________________
e __________, il fatto che questi ultimi saranno sicuramente oggetto di
procedimento penale, permettono di ritenere come concreto il rischio di un
accordo sulle dichiarazioni da fare al momento delle verbalizzazioni e/o dei
confronti specialmente in relazione ai quantitativi trattati o addirittura a
dichiarazioni di estraneità dai fatti (SJ 1990 p. 438; DTF 117 Ia 257).

È pertanto necessario, oltre che
opportuno nell’interesse dell’accusato stesso, che i previsti interrogatori e
confronti avvengano senza che si possa avere il dubbio di contatti e reciproci
atti d’influenza.

 

 

5.

 

Per quanto riguarda il pericolo
di recidiva, lo stesso deve essere concreto (DTF 105 Ia 31) e risultare da una
valutazione dell’insieme delle circostanze, tra cui i precedenti dell’accusato,
il suo comportamento durante l’istruttoria, la sua personalità, le modalità di
commissione dei reati (Luvini, I presupposti materiali del carcere preventivo
nel processo penale ticinese, Rep. 1989, p. 294; G. Piquerez, Manuel de
procédure pénale suisse, Zürich 2001, n° 1479/1483).

 

Il magistrato inquirente lo
evoca, con riferimento all’intensità dell’attività criminale ed all’inesistenza
di un’ipotesi di lavoro atta a scongiurarla (preavviso, p. 2 e 3).

Infatti il periodo di commissione
dei reati è esteso: è iniziato addirittura nel 1994 e non si è interrotto
soltanto durante i periodi di incarcerazione (Inc. MP __________, doc. A,
estratto del casellario giudiziale, AI 20 decreto __________). Si tratta in
un’attività criminale intensa, effettuata in modo ripetuto, che si è protratta
tra il 1994 e questo terzo arresto, nella qualifica dell’infrazione aggravata
alla LStup, in parte anche al fine di assicurare il proprio consumo che è
perdurato fino all’arresto o quanto meno sino a tre giorni prima di esso (Inc.
GIAR 256.2005.1, doc. 3).

A ragione il Procuratore pubblico
sostiene poi la poca verosimiglianza della possibilità lavorativa presentata
dall’accusato con l’istanza qui in discussione. L’accusato non ha minimamente
sostanziato in cosa dovrebbe consistere questo lavoro, lo stipendio, il
possibile inizio dell’attività lavorativa e non ha neppure prodotto un
documento del possibile datore di lavoro attestante questa evenienza, con il
reale pericolo che __________, importante consumatore o meglio, come lui si
definisce, politossicodipendente, se posto in libertà provvisoria senza
possibilità di entrate finanziarie legali, si metta a disposizione per
spacciare o intermediare traffici di sostanze stupefacenti al fine di
permettersi il proprio consumo.

Tutti questi elementi di fatto
concorrono ad indicare concreto ed attuale pericolo di recidiva (SJ 1981, DTF
123 I 268; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n° 2357; N. Schmid,
Strafprozessrecht, 4. Auflage, n° 701b).

È poi indubbio che si è di fronte
a reati di una certa gravità e che mettono in pericolo la salute pubblica (DTF
105 Ia 26).

 

 

6.

 

La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).

La proporzionalità della
carcerazione sin qui sofferta, alla luce della gravità delle accuse, della
presenza di concreti indizi di colpevolezza, e dell’ampiezza dell’incarto, con
numerosi indagati sotto inchiesta e un gran numero complessivo di atti
istruttori compiuti e ancora da compiere è sicuramente data. Gli inquirenti non
si sono infatti limitati ad interrogare l’accusato ma hanno effettuato anche
una lunga e laboriosa analisi di svariati tabulati telefonici (tra cui anche
delle utenze riconducibili a __________) e con l’interrogatorio delle altre
persone coinvolte nell’inchiesta procedendo alla ricerca dei tossicodipendenti
acquirenti diretti dei correi di __________.

Pure va ammessa nella sua
eccezione più generale di rapporto tra la durata della carcerazione preventiva
ed il rischio di pena se considerate le comminatorie di pena per i singoli
reati imputati a __________.

L’accusato è stato arrestato il 2
maggio 2005 e ad oggi è in detenzione preventiva da 28 giorni. In questo lasso
di tempo l’inchiesta, malgrado la sua ampiezza – sia per quanto riguarda il
territorio, essendo coinvolto tutto il Ticino, sia per quanto riguarda il
numero degli indagati – appare procedere con celerità.

I reati imputati a __________
sono di sicura gravità (a prescindere dal fatto che si tratta di crimini non si
può dimenticare anche gli importanti quantitativi di cocaina in gioco che
mettono in pericolo la salute pubblica e l’ampiezza dell’organizzazione
criminale sotto inchiesta) e in caso di condanna il rischio di pena è
certamente superiore alla detenzione preventiva sin qui sofferta e a quella
presumibilmente da soffrire per esperire gli atti istruttori necessari e
summenzionati, in pieno rispetto del principio della proporzionalità.

 

 

7.

 

In conclusione sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________
a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua
libertà. Di conseguenza, l’istanza di libertà provvisoria in discussione, deve
essere respinta con la presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie
(art. 39 let. f TG e contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera
dei ricorsi penali del Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge,

 

 

decide:

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

4.               
Intimazione:

-     
 

 

 

 

                                                                                                                                                                     giudice
Claudia Solcà