# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 929c211a-6c23-504b-ad83-5d0bb48264ac
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2005-10-12
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 12.10.2005 BK.2005.9
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BK-2005-9_2005-10-12.pdf

## Full Text

Sentenza del 12 ottobre 2005  
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presi-
dente, Barbara Ott e Tito Ponti,  
Cancelliere Giampiero Vacalli - 

   
 
Parti 

  
A., rappresentato dall’avv. Paolo Tamagni,  
 

Istante 
 

 contro 
   

MINISTERO PUBBLICO DELLA CONFEDERAZIO-
NE,  
 

Controparte 
 

Oggetto  Richiesta di risarcimento (art. 122 PP) 

 

B u n d e ss t r a f g e r i c h t   

T r ib una l  pé na l  f édé ra l  

T r ib una l e  p e na l e  f e de r a l e  

T r ib una l  pe na l  f ede ra l  

Numero dell ’ incarto: BK.2005.9 
 
 
 

 

 

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Fatti: 
 

A. A., ispettore della polizia federale, è stato fermato l'11 settembre 2003 sul 
suo luogo di lavoro a Berna nell'ambito di un'inchiesta aperta dal Ministero 
pubblico della Confederazione (in seguito: MPC) alcuni mesi prima contro 
ignoti per titolo di riciclaggio di denaro, infrazione aggravata alla legge fede-
rale sugli stupefacenti (LStup) e corruzione. L'apertura dell'inchiesta faceva 
seguito ad alcune informazioni trasmesse al MPC da un ex agente della 
polizia cantonale ticinese, che mettevano in dubbio la correttezza dell'ope-
rato di A. durante alcune operazioni di polizia sotto copertura volte a sman-
tellare il traffico internazionale di stupefacenti.   
 
 

B. Trasferito a Neuchâtel, l'indagato è stato immediatamente interrogato dalla 
polizia giudiziaria federale e dal Procuratore federale che, il giorno stesso, 
ne ha ordinato l'arresto. L'ordine di arresto è stato convalidato il 12 settem-
bre 2003 dal giudice istruttore di Neuchâtel, agente in qualità di giudice del-
l'arresto. Il 18 settembre 2003 il Procuratore federale, ritenendo diminuiti i 
rischi di collusione, ha disposto la liberazione di A., divenuta effettiva il gior-
no seguente. 

 
 

C. Dopo una lunga indagine, il 22 settembre 2004 il MPC ha deciso di so-
spendere ai sensi dell'art. 106 PP l'inchiesta preliminare di polizia giudizia-
ria aperta contro A., ritenendo non date nella fattispecie le condizioni di col-
pevolezza dell'art. 18 cpv. 2 CP. L'indagato è stato pertanto scagionato da 
ogni accusa. 

 
 

D. Con istanza del 23 marzo 2005 indirizzata al MPC, A. ha chiesto un risar-
cimento dei danni per un importo di complessivi fr. 117'796.35, oltre inte-
ressi del 5% a decorrere dal 1° gennaio 2005, di cui fr. 5'000.- a titolo di in-
dennità per ingiusta carcerazione, fr. 18'838.15 per i danni materiali in ordi-
ne a spese mediche e altro, fr. 40'000.- a titolo di riparazione del torto mo-
rale e fr. 53'958.20 a titolo di risarcimento per le spese di patrocinio. 

 
 

E. Nella sua risposta del 26 maggio 2005, il MPC non ha sostanzialmente 
contestato il principio dell'indennità dovuta ad A. in seguito alla sospensio-
ne del procedimento, ritenendo tuttavia troppo elevate alcune delle voci e-
sposte dall'istante (ad esempio quella relativa al danno materiale) oppure 
lasciando la definizione dell'importo di altre all'apprezzamento della Corte 

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giudicante (indennità per ingiusta scarcerazione; indennità per torto mora-
le). 

 
 

F. Nel secondo scambio di allegati (replica e duplica), le parti hanno sostan-
zialmente confermato le loro precedenti allegazioni e conclusioni.  
 
 
 
Diritto: 
 

1.  
1.1 All'imputato che è stato messo al beneficio della dichiarazione di non do-

versi procedere è assegnata, se ne fa domanda, un'indennità per il pregiu-
dizio risultante dal carcere preventivo sofferto o da altri atti di istruzione. 
L'indennità può essere negata qualora l'imputato abbia provocato o intralci-
ato le operazioni dell'istruzione col proprio atteggiamento reprensibile o con 
la propria leggerezza. Il procuratore generale sottopone gli atti, insieme con 
la sua proposta, per decisione alla Corte dei reclami penali (art. 122 PP). 
Questa proposta non è di principio vincolante per l'autorità giudicante; non-
dimeno essa - che nella sua attività giurisdizionale sottostà al solo diritto (v. 
art. 2 LTPF) - non è abilitata a derogare alla proposta presentata dal MPC 
che in presenza di validi motivi (v. sentenza del Tribunale penale federale 
BK_K 143/04 dell'11 gennaio 2005 consid. 3.1). Presupposti per una ri-
chiesta di indennità sono - oltre all'avvenuta sospensione dell'inchiesta (v. 
art. 106 PP) - l'esistenza di un'oggettiva gravità degli atti di istruzione intra-
presi e di un nesso di causalità tra questi atti e il pregiudizio risultante per la 
persona indagata. Non occorre invece che vi sia stato un comportamento 
contrario alla legge da parte dell'autorità inquirente (DTF 118 IV 420 con-
sid. 2b; sentenza del Tribunale federale 8G.60/2003 del 17 giugno 2003 
consid. 1). 

 
1.2 Per "altri pregiudizi" ai sensi dell'art. 122 PP, vanno anzitutto intesi i costi 

per le spese legali sopportate dall'indagato, nella misura in cui egli aveva il 
diritto di provvedersi di un difensore - ciò che è sempre il caso nell'ambito 
delle indagini preliminari di polizia giudiziaria secondo l'art. 35 cpv. 1 PP - e 
per quanto tali costi corrispondano all'impegno, comprovato e necessario, 
profuso dall'avvocato nella difesa del suo patrocinato (DTF 115 IV 156 con-
sid. 2c; sentenza del Tribunale penale federale BK_K 002/04 del 6 luglio 
2004 consid. 2.1). L’indennizzo giusta l'art. 122 PP può comportare, in ag-
giunta al risarcimento del danno vero e proprio, anche un’indennità pecu-
niaria concessa a titolo di riparazione. Un’iniquità immateriale che giustifichi 

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la riparazione sussiste soltanto a condizione che le misure d’inchiesta in 
questione raggiungano una certa gravità e violino in modo non irrilevante i 
diritti personali dell’imputato. Tale violazione risulta segnatamente da misu-
re d’inchiesta che in ragione della loro messa in opera vengono portate a 
conoscenza di un’ampia cerchia di persone, specialmente quando si tratta 
di una cerchia di persone frequentata dalla persona ingiustamente imputa-
ta, siccome quest’ultima - secondo il principio empirico del “non ci si libera 
mai del tutto” - in tal caso ne subisce un torto morale (DTF 103 Ia 73 con-
sid. 7). Anche il fatto di dovere subire una perquisizione domiciliare può 
giustificare una riparazione (DTF 84 IV 44 consid. 6). L'onere della prova 
del pregiudizio subito incombe all'istante, che deve fondare la sua richiesta 
su fatti precisi e documentare le sue pretese (DTF 117 IV 209 consid. 4b; 
sentenza del Tribunale federale 1P.365/1999 del 24 febbraio 2000 consid. 
4). 

 
 
2.  
2.1 L'istante chiede in primo luogo fr. 5'000.- a titolo di indennità per ingiusta 

carcerazione. Il MPC ha ammesso che le accuse formulate nei confronti 
dell'indagato erano infondate e che la sua detenzione tra l'11 e il 19 set-
tembre 2003 appare - a posteriori - ingiustificata; sull'ammontare dell'in-
dennità l'autorità inquirente si affida invece al prudente giudizio della Corte 
dei reclami penali (v. act. 1, pag. 2). L'istante chiede nel contempo il rico-
noscimento di un'indennità per torto morale di fr. 40'000.-. A tale proposito, 
il MPC non contesta che le misure d'inchiesta di cui è stato oggetto l'istante 
abbiano causato - al medesimo e ai membri della sua famiglia - sofferenze 
fisiche e psicologiche di una certa entità, che giustificano una compensa-
zione pecuniaria, la cui determinazione è lasciata al giudizio di codesto Tri-
bunale; l'autorità inquirente si chiede tuttavia se e in quale misura i prece-
denti procedimenti penali che hanno visto coinvolto A. in Ticino e il clima di 
odio che regna da anni tra questi e il suo ex-collega - e denunciante – B. 
(nel frattempo deceduto) non abbiano causato dei pregiudizi all'istante già 
prima dell'avvio dell'inchiesta a livello federale. 

 
2.1.1 La commisurazione della riparazione morale per il carcere ingiustamente 

subito costituisce una decisione secondo l'equità, fondata di principio sul-
l'apprezzamento e sulla ponderazione delle concrete circostanze (DTF 123 
II 210 consid. 2c), sicché eventuali paragoni non comportano di per sé l'illi-
ceità della somma stabilita nel singolo caso (DTF 127 IV 215 consid. 2e, 
125 III 412 consid. 2c/cc pag. 421). L'indennità deve infatti essere fissata in 
funzione della gravità della lesione della personalità, tenendo conto di tutte 
le circostanze di fatto, segnatamente del pregiudizio all'integrità fisica e psi-

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chica, della reputazione di colui che si pretende leso, nonché della sua si-
tuazione familiare e professionale (DTF 113 Ib 155 consid. 3b, 113 IV 93 
consid. 3a; cfr. pure DTF 128 IV 53 consid. 7a pag. 71, 125 III 269 consid. 
2a, 412 consid. 2a pag. 417). La giurisprudenza costante del Tribunale fe-
derale considera appropriato, nei casi che comportano carcerazioni di lun-
ga durata, l'assegnazione alla parte lesa di un'indennità forfetaria di fr. 
100.- per ogni giorno di detenzione; trattandosi di procedimenti penali che 
hanno comportato detenzioni di breve durata, possono invece essere rico-
nosciute indennità giornaliere più elevate, in funzione delle particolarità del 
caso (v. sentenze del Tribunale federale 1P.589/1999 del 31 ottobre 2000 
consid. 4d con i riferimenti citati; 1P.571/2002 del 30 gennaio 2003 consid. 
5; 1P.580/2002 del 14 aprile 2003 consid. 5.2). 

 
2.1.2 In concreto l'istante ha subito una detenzione di breve durata (nove giorni); 

d’altra parte, nel fissare concretamente l'indennità per torto morale, va u-
gualmente tenuto conto della gravità delle accuse formulate all'indirizzo del-
l'istante - ritenuta la sua funzione di ispettore della polizia federale -, della 
durata relativamente lunga dell'inchiesta (protrattasi per all'incirca un anno), 
dei gravi pregiudizi per la sua reputazione in ambito professionale e del-
l'ampio risalto dato alla vicenda dai media (oltre alla radio-televisione di lin-
gua italiana e ai giornali ticinesi, anche le reti nazionali DRS e TSR hanno 
diffuso un servizio televisivo sull'argomento). Per quanto attiene al forte de-
grado dello stato psico-fisico dell'istante riscontrato dopo il mese di set-
tembre del 2003, i vari certificati medici allegati alla domanda di indennità 
sono univoci nel mettere in relazione diretta l'insorgere di queste perturba-
zioni con l'apertura dell'inchiesta da parte del MPC e non ad un periodo 
precedente (v. doc. G-N allegati all'act. 1.1), apertura che ha comportato 
non solo un breve ma comunque penoso periodo di carcerazione per l'in-
dagato, ma anche la sua immediata sospensione dal servizio. Da ultimo - 
ma non per questo meno importanti per la valutazione di un risarcimento - 
anche le difficoltà nelle relazioni sociali incontrate dal ricorrente e dai suoi 
familiari (e segnatamente la recente separazione coniugale) sono chiara-
mente riconducibili all'avvio dell'inchiesta in questione, circostanza che il 
MPC peraltro non nega.  

 
2.1.3 In base alla ponderazione globale di tutti questi aspetti ed avuto riguardo al 

conseguente danno che ne è risultato alla personalità dell'istante e dei suoi 
famigliari più prossimi, la richiesta di un'indennità complessiva di fr. 
45'000.- (fr. 40'000.- + fr. 5'000.-) a titolo di riparazione morale appare ec-
cessiva. Tenuto conto della giurisprudenza in casi analoghi (v. in particola-
re la sentenza del Tribunale federale 1P.57/2004 del 2 giugno 2004 consid. 
3 con la giurisprudenza ivi citata, nonché la sentenza del Tribunale canto-

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nale del Canton Friborgo del 29 novembre 2004, in RFJ/FZR 2005 pag. 70 
consid. 3d) e considerato il vasto potere di apprezzamento che spetta in 
quest'ambito alla Corte dei reclami penali, in concreto appare giustificata la 
concessione di un indennità complessiva per riparazione morale e per in-
giusta carcerazione di fr. 15'000.-. 

 
2.2 L'istante chiede un importo complessivo di fr. 18'838.15 a titolo di risarci-

mento dei danni materiali in ordine alle spese mediche, terapeutiche, assi-
curative e di ospedalizzazione originate dal degrado del suo stato di salute 
in seguito all'apertura dell'inchiesta, come pure di altre spese da lui soppor-
tate durante il procedimento (spese telefoniche e di fotocopie, spese di tra-
sferta, spese di locazione dell'appartamento di servizio di Berna non utiliz-
zato; v. act. 1.1, pagg. 4-5). Da parte sua, il MPC non nega che l'apertura 
dell'inchiesta e la conseguente detenzione abbiano causato delle serie ri-
percussioni a livello psicologico e psicofisico per il richiedente, tali da ren-
dere necessaria un'assistenza medico-psicologica e un trattamento tera-
peutico; per tali motivi non contesta il suo diritto a vedersi rimborsate que-
ste spese, per quanto non coperte dalla cassa malati. L'autorità inquirente 
non si oppone al rimborso delle spese telefoniche, di fotocopie e di trasferte 
allegate, riconoscendo che l'indagato ha prestato piena collaborazione agli 
inquirenti durante tutta l'inchiesta, mettendo anche a disposizione una gran 
mole di documenti proveniente dal suo archivio privato. Contrariamente alla 
posizione del MPC, questa Corte non ritiene invece giustificato il rimborso 
degli affitti (da ottobre 2003 a aprile 2004, per complessivi fr. 6'300.-) 
dell’appartamento di servizio dell’istante a Berna, in quanto, da un lato, tale 
appartamento è comunque rimasto a disposizione dell’istante e, d’altro lato, 
egli ha continuato a percepire normalmente il suo salario. Pure infondato è 
il rimborso del presunto danno materiale derivante dalla svendita di mobili e 
suppellettili dell'appartamento di Berna, per un ammontare di fr. 4'500.-. Su 
questo punto, l'opinione del MPC può essere condivisa; tale voce, oltre a 
non essere suffragata da documentazione probante, non appare essere 
una conseguenza diretta dell'inchiesta, per cui non può essere presa in 
considerazione in sede di risarcimento del danno materiale. In definitiva, 
una compensazione globale di fr. 8'038.15 (18'838.15 - 6'300 - 4'500 = 
8'038.15) deve essere ritenuta equa e corrispondente al danno materiale 
subito e comprovato dall'istante.   
 

2.3 L'istante postula infine il risarcimento delle spese legali per complessivi fr. 
53'958.20, facendo presente che con decisione del 15 settembre 2003 gli 
era stato nominato un difensore d'ufficio nella persona dell'avv. Paolo Ta-
magni a motivo della sua detenzione e del suo stato di indigenza (v. doc. P 
allegato ad act. 1.1). Il MPC non contesta il fondamento delle pretese dell'i-

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stante in merito alle spese di patrocinio, ricordando tuttavia che in base a 
direttive interne l'indennità oraria riconosciuta al difensore d'ufficio ammon-
ta di norma a fr. 220.-. L'autorità inquirente fa inoltre notare che una parte 
delle spese legali reclamate è già stata pagata da un'assicurazione di pro-
tezione giuridica, per cui questa parte dovrebbe essere rimborsata qualora 
le spese di patrocinio dovessero essere pienamente assunte dalla Cassa 
federale.  

 
2.3.1 La retribuzione dell'avvocato, secondo la giurisprudenza del Tribunale fede-

rale, deve stare in un rapporto ragionevole con la prestazione fornita e la 
responsabilità del libero professionista, in considerazione della natura, del-
l'importanza, della complessità, delle difficoltà particolari in fatto o in diritto 
della causa, come pure della condizione economica del cliente e del valore 
litigioso della causa, suscettibile di influire sulla responsabilità del mandata-
rio. Né possono essere dimenticati il tempo consacrato dal difensore allo 
studio e alla trattazione dell'incarto, segnatamente quello destinato ai collo-
qui e alle udienze presso le autorità di ogni istanza, e il risultato ottenuto 
(DTF 122 I 1 consid. 3a; 118 Ia 133 consid. 2b).  

 
2.3.2 In concreto il patrocinatore dell'istante ha emesso per le sue prestazioni 

una nota complessiva di fr. 53'958.20 (v. nota dettagliata dell'avv. Tamagni, 
doc. Q allegato ad act. 1.1), composta da fr. 5'388.80 di spese e fr. 45'130.- 
di onorario. Pacificamente ammesse le spese, per quanto attiene all'onora-
rio, si noti che la remunerazione oraria di fr. 250.- esposta dal difensore su-
pera leggermente quella prevista dalle direttive interne del MPC per l'in-
dennizzo dei patrocinatori d'ufficio (fr. 220.-). Da rilevare che le due tariffe 
orarie si situano nel margine (da 200.- a 300.- franchi) previsto dall'art. 3 
cpv. 1 del Regolamento dell'11 febbraio 2004 sulle spese ripetibili nei pro-
cedimenti davanti al Tribunale penale federale (RS 173.711.31), applicabile 
per analogia nelle procedure penali davanti al MPC (v. sentenza del Tribu-
nale penale federale BK_B 007/04 del 28 aprile 2004 consid. 4 in fine). Tut-
tavia, considerate la gravità delle accuse inizialmente formulate contro l'i-
stante, la complessità non eccessiva dell'inchiesta nonché la giurispruden-
za di questo tribunale, nella fattispecie un'indennità oraria di fr. 220.- (IVA 
esclusa) può essere ritenuta adeguata (cf. sentenza del Tribunale penale 
federale BK.2005.12 del 7 luglio 2005; v. peraltro l'art. 3 cpv. 2 del citato 
Regolamento). Il MPC è pertanto tenuto a risarcire l'istante delle spese le-
gali sopportate nella misura di fr. 48'131.- (45'130 / 250 x 220 = 39'714.40 + 
5'388.80 [spese] + 3'427.80 [7.6% di IVA] - 400.- [ripetibili ricevute da MPC] 
= 48.131.-), fermo restando che la parte di queste spese coperta dall'assi-
curazione di protezione giuridica dovrà essere rimborsata a quest'ultima 
non appena pervenuto il pagamento da parte della Cassa federale.   

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3. Alla luce delle considerazioni che precedono, l'istanza è parzialmente ac-

colta. Di conseguenza il MPC verserà ad A. un importo complessivo di fr. 
71'169.15 (15'000 + 8'038.15 + 48'131), oltre interessi del 5% annuo a far 
tempo dal 1° gennaio 2005, a titolo di risarcimento dei danni e del torto mo-
rale subito in seguito alla sospensione del procedimento penale nei suoi 
confronti.  

 Conformemente all'art. 245 PP, le spese processuali sono poste a carico 
della parte soccombente (art. 156 cpv. 1 OG); in concreto viene posta a ca-
rico dell'istante una tassa di giustizia ridotta di fr. 500.-, calcolata giusta 
l'art. 3 del Regolamento dell’11 febbraio 2004 sulle tasse di giustizia del 
Tribunale penale federale (RS 173.711.32). L'istante, che si è avvalso del 
patrocinio di un avvocato per l'inoltro della sua domanda di indennità, ha 
invece diritto alla corresponsione di ripetibili ridotte (art. 159 cpv. 3 OG); te-
nuto conto del grado di soccombenza e dell'attività presumibilmente svolta 
dal difensore nell'ambito della presente causa, un onorario di fr. 1'000.-, 
IVA inclusa, appare giustificato (v. art. 3 del Regolamento dell’11 febbraio 
2004 sulle spese ripetibili nei procedimenti davanti al Tribunale penale fe-
derale, RS 173.711.31).  

 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 
 
1. L'istanza è parzialmente accolta. Di conseguenza il MPC verserà ad A. un 

importo complessivo di fr. 71'169.15, oltre interessi del 5% annuo a far tem-
po dal 1° gennaio 2005, a titolo di risarcimento dei danni e del torto morale 
subito in seguito all'avvio del procedimento penale nei suoi confronti. 

 
2. La tassa di giustizia di fr. 500.- è posta a carico dell'istante. 

 
3. Il MPC rifonderà all'istante fr. 1'000.- a titolo di ripetibili ridotte per la sede fe-

derale. 
 
 

Bellinzona, il 14 ottobre 2005 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente:    Il Cancelliere:  
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a : 
 
- Ministero pubblico della Confederazione 
- avv. Paolo Tamagni 
 
 
 

 

Informazione sui rimedi giuridici: 

Contro questa sentenza non è dato alcun rimedio giuridico ordinario.