# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2eb07eb5-9349-51cb-a7c8-b584c0650860
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-03-29
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 29.03.2013 14.2013.34
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2013-34_2013-03-29.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2013.34

  	
  Lugano

  29 marzo 2013

  FP/ec/fb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale
  d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta
  dei giudici:

  	
  Pellegrini,
  presidente,

  Walser
  e Jaques

  

 

	
  segretario:

  	
  Cassina, vicecancelliere

  

 

 

statuendo
sulla causa a procedura sommaria in materia di esecuzione e fallimenti (inc.
SO.2013.497) promossa con istanza 1° febbraio 2013 dalle 

 

	
   

  	
  CO
  1   

  patrocinate
  dall’avv.  PA 2   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  CO
  1  

  patrocinato
  dall’avv.  PA 1   

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

tendente
ad ottenere, limitatamente a fr. 11'082.95, il rigetto definitivo dell’opposizione
interposta dal convenuto al precetto esecutivo n. 1_______ dell’Ufficio
esecuzione di Lugano, notificato in data 27 marzo 2012 per il pagamento di fr.
38'827.90 oltre interessi e spese;

 

istanza
accolta dal Pretore del Distretto di Lugano per fr. 11'082.95 oltre interessi con
decisione del 21 febbraio 2013;

 

sentenza impugnata dal convenuto con reclamo del 1° marzo 2013;

 

richiamato il decreto presidenziale del 4 marzo 2013, con il quale al
reclamo è stato

concesso effetto sospensivo; 

 

lette le osservazioni 22 marzo 2013 di controparte;

 

esaminati gli atti,

 

 

ritenuto

 

in
fatto:

                                         che con decisione del 21
febbraio 2013 il Pretore del Distretto di Lugano, in accoglimento dell’istanza
presentata in data 1° febbraio 2013 dalle CO 1, ha respinto in via definitiva per
fr. 11'082.95 oltre interessi al 5% dal 29 febbraio 2012 l’opposizione interposta
da RE 1 al precetto esecutivo n. 1______ dell’Ufficio esecuzione di Lugano,
notificatogli in data 27 marzo 2012 per l’incasso della somma di fr. 38'827.90
oltre interessi e spese;

 

                                         che la parte istante – in
estrema sintesi – aveva fondato la propria domanda sull’attestato di carenza di
beni in seguito a pignoramento no. 2____ emesso dallo stesso ufficio il 14
febbraio 2012 nell’esecuzione n. 14_____ a carico dell’escusso e  in favore dell’escutente
(doc. B), in relazione con la comminatoria di pagamento del 15 ottobre 2012 (doc.
C), con fattura-calcolo finale del 19 gennaio 2012 (doc. D), con il sollecito
di pagamento del 24 febbraio 2012 (doc. E), con la comunicazione 14 febbraio 2012
dell’Ufficio esecuzione di Lugano relativa alla chiusura della procedura di
realizzazione forzata della quota PPP 28_____ gravante la part. ___ RF ______
(doc. F), con la richiesta di attestazione di crescita in giudicato (doc. G),
con il riepilogo contabile degli scoperti (doc. H), con l’attestazione di
crescita in giudicato delle fatture 300.260.002 e 300.260.003 rilasciata dal
Consiglio di Stato il 13 novembre 2012 (doc. I), con le condizioni generali per
la fornitura di energia elettrica (doc. L) e con il tariffario (doc. N);

 

                                         che il Pretore – premesso
che all’udienza del 21 febbraio 2013 sono comparsi solo i rappresentanti della parte
istante - ha ritenuto la  documentazione esibita dalla creditrice titolo
esecutivo ex art. 80 LEF per la somma richiesta con l’istanza;

 

                                         che contro tale sentenza
il convenuto è insorto con reclamo del 1° marzo 2013, ponendo in evidenza che
dall’incarto della Pretura risulta che la citazione per il dibattimento del 21
febbraio 2013 non gli è in realtà mai pervenuta ed è stata ritornata alla
stessa mittente in data 25 febbraio 2013, giorno in cui l’istanza di rigetto
definitivo dell’opposizione presentata dalla controparte gli era stata
consegnata direttamente allo sportello della Pretura, dove si era recato per
chiedere spiegazioni; 

 

                                         che in questo modo, ha proseguito
il reclamante, è stato violato il suo diritto di essere sentito, ciò che gli ha
impedito di difendersi e di produrre qualsiasi documentazione a suo scarico, di
modo che di fatto gli è stato precluso il primo grado di giudizio;

 

                                         che, ciò posto, sempre secondo
il reclamante, si impone pertanto l’annullamento della decisione impugnata, con
conseguente rinvio della causa al Pretore per nuovo giudizio previa (ri)citazione
delle parte all’udienza di contradditorio;

 

                                         che con osservazioni del
22 marzo 2013 la parte istante ritiene fondata la censura dell’insorgente nella
misura in cui egli si duole della mancata conoscenza della citazione per l’udienza
del 21 febbraio 2013, ricordando che ex art. 138 cpv. 3 lett. a CPC la notificazione
di citazioni, ordinanze e decisioni da parte del tribunale è considerata
avvenuta il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, in caso di
invio postale raccomandato non ritirato, solo a condizione che il destinatario dovesse
aspettarsi una notificazione; 

 

                                         che, nella fattispecie,
sempre secondo la parte istante, ciò non può dirsi il caso, il Tribunale
federale avendo stabilito il principio secondo cui la finzione di notifica
degli invii postali raccomandati vale solo nell’ambito di un rapporto
processuale ben limitato (DTF 138 III 225 consid. 3.1 pag. 227 seg.  con rif.);

 

                                         che, per quanto riguarda
la procedura di rigetto dell’opposizione, lo stesso Tribunale federale – ha
puntualizzato la parte escutente – ha stabilito che il fatto di avere
interposto opposizione al precetto esecutivo notificatogli, non deve
necessariamente spingere il debitore ad attendersi sviluppi, ossia che il
creditore proceda in via giudiziaria chiedendo il rigetto dell’opposizione; 

 

                                         che si giustifica perciò
l’accoglimento del reclamo, l’annullamento della decisione impugnata, con
conseguente rinvio della causa alla Pretura per il contraddittorio, senza però
nessun aggravio a suo carico a titolo di spese processuali e ripetibili, le
quali vanno caricate per entrambe le sedi allo Stato;

 

 

 

 

 

 

considerando

 

in
diritto:

                                         che secondo l’art. 319
lett. a CPC sono impugnabili mediante reclamo, tra l’altro, le decisioni
inappellabili di prima istanza finali;

 

                                         che tale è il caso per le
decisioni nelle pratiche a tenore della LEF, segnatamente in tema di rigetto
dell’opposizione ex art. 80-84 LEF (cfr. art. 309 lett. b n. 3 CPC);

 

                                         che in base all’art. 320
CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del
diritto (lett. a), che l’accertamento manifestamente errato dei  fatti (lett.
b);

 

                                         che l’insorgente si 
avvale di entrambi i titoli di reclamo; 

 

                                         che, secondo l’art. 138
cpv. 1 CPC, la notificazione di citazioni, ordinanze e decisioni è fatta
mediante invio postale raccomandato o in altro modo contro ricevuta;

 

                                         che, nel caso in esame, la
 Pretura del Distretto di Lugano ha senz’altro ossequiato a tale disposto,
avendo essa in data 4 febbraio 2013 notificato per invio raccomandato alle parti,
segnatamente al convenuto, la citazione per l’udienza di contradditorio indetta
per giovedì 21 febbraio 2013, ore 14:00;

 

                                         che è però vero che tale
rinvio è stato ritornato alla Pretura in quanto non ritirato dal destinatario
(cfr. la relativa busta e la ricerca Track&Trace);

 

                                         che tale circostanza merita
approfondimento;

 

                                         che se è vero che la notificazione
è considerata avvenuta quando l’invio è preso in consegna dal destinatario
oppure da un suo impiegato o da persona che vive nella stessa economia
domestica avente almeno 16 anni, fatti salvi i casi in cui il giudice dispone
che un documento sia notificato personalmente allo stesso destinatario  (art.
138 cpv. 2 CPC), stando all’art. 138 cpv. 3 lett. a CPC, la notificazione è
però considerata avvenuta, in caso di invio postale raccomandato non ritirato,
il settimo giorno dal tentativo di consegna infruttuoso, sempre che il destinatario
dovesse aspettarsi una notificazione;  

 

                                         che, nella fattispecie, la
raccomandata contenente la citazione per l’udienza  del 21 febbraio 2013 è
stata impostata il 4 febbraio 2013 all’Ufficio postale di Lugano 1, per essere “avvisata
per il ritiro” (foglio giallo) il giorno successivo, sempre presso il medesimo
ufficio e per  venire in fine rispedita (rinviata) il 13 febbraio 2012
 in quanto non ritirata, giungendo alla Pretura del Distretto di Lugano il 25
febbraio 2013 (cfr. ricerca Track&Trace e la relativa busta);

 

                                         che, stando così le cose,
la citazione per l’udienza di contradditorio sarebbe da considerarsi notificata
al più tardi il giorno 12 febbraio 2013 (ultimo giorno del termine di giacenza);

 

                                         che, come visto, l’art
.138 cpv. 3 lett. c CPC subordina tuttavia la finzione di notifica degli invii postali
raccomandati alla condizione che il destinatario dovesse aspettarsi la
notificazione del relativo atto;

 

                                         che, come del resto sottolineato
dalla stessa parte istante nelle osservazioni al reclamo, tale condizione fa però
difetto nel caso specifico, dal momento che nel campo del diritto esecutivo (LEF),
il Tribunale federale ha stabilito che il processo giudiziario di rigetto
dell’opposizione conseguente all’opposizione da parte del debitore al precetto
esecutivo fattogli notificare dal creditore costituisce un nuovo procedimento,
motivo per cui lo stesso debitore non deve necessariamente mettere in conto un’istanza
di rigetto  dell’opposizione – e quindi una citazione per la relativa udienza
di contradditorio – per la sola opposizione al precetto esecutivo (DTF 138 III
225 consid. 3.1 pag. 228 con richiami; cfr. DTF 130 III 400 seg., consid.
1.2.3; STF 5A_ 710/2010 del 28 gennaio 2011 consid. 3.1, STF 5A_ 552/211 del 10
ottobre 2011, consid. 2.1; CEF, sentenza 11 settembre 2012, inc. 14.2012.122,
CEF, sentenza del 7 agosto 2012, inc. 14.2012.121);

 

                                         che ne consegue pertanto
che quanto previsto dall’art. 138 cpv. 3 lett. c CPC non può essere opposto
all’insorgente per il solo fatto dell’avvio di una procedura esecutiva a suo carico
(notifica del precetto esecutivo con conseguente opposizione); 

 

                                         che ne discende pertanto l’accoglimento
del reclamo, nel senso dell’annullamento della decisione impugnata, con
conseguente rinvio della causa alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5,
affinché provveda a emanare e notificare una nuova citazione per l’udienza di
contradditorio e a statuire di nuovo sull’istanza;

 

                                         che data la particolarità della
fattispecie, non si prelevano spese in relazione al presente giudizio, ciò che
comporta la restituzione all’insorgente dell’anticipo versato in ossequio all’art.
101 cpv. 1 CPC;

 

                                         che al reclamante (e
nemmeno alla parte istante)  non può essere riconosciuta un’indennità per
ripetibili in ragione dell’esito positivo del suo reclamo, dato che la
controparte non può essere considerata, in una fattispecie del genere,
soccombente ai sensi dell’art. 106 cpv. 1 CPC per il fatto di avere aderito al
reclamo, riconoscendo il diritto del convenuto a una nuova udienza e dato che l’art.
107 cpv. 2 CPC consente di porre a carico dello Stato, per motivi di equità,
soltanto le spese processuali che non sono state causate né da una parte né da
terzi (sulla definizione, cfr. art. 95 cpv. 2 CPC) e non le spese ripetibili (Jenny, in: Sutter-Somm/Hasenböhler Leuenberger,
ZPO Komm., art. 107 nota 26; CEF, sentenza 5 marzo 2012 inc. 14.2012.23 consid.
5);

 

                                         che viste le circostanze, il
reclamante deve d’ora in poi ovviamente aspettarsi una notifica di atti di procedura
da parte della Pretura del Distretto di Lugano in merito al presente
procedimento esecutivo;

 

 

per
questi motivi,

 

pronuncia:

 

                                   1.   Il reclamo è
accolto, la decisione impugnata è annullata e la causa è rinviata alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 5, per le incombenze di cui ai considerandi.                

 

                                   2.   Non si prelevano
spese e non si assegnano ripetibili in relazione  al presente giudizio. 

 

                                   3.   Notificazione a:

                                         -    

 ;

   

 .

 

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per
la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                                               Il
segretario

 

 

 

 

Rimedi giuridici (pagina
seguente)

Giacché il valore litigioso della
vertenza, di fr. 11'082.95, non raggiunge il limite di legge di fr. 30’000.-,
contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile
al Tribunale federale, 1000 Losana 14, entro 30 giorni dalla notificazione,
solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

 

Nello stesso
termine è possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche
ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 segg. LTF).