# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** dd887ed9-6045-504a-a18a-117c3125f93c
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2023-01-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.01.2023 32.2022.72
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2022-72_2023-01-23.html

## Full Text

Incarto
  n.

  32.2022.72

   

  BS/sc 

  	
  Lugano

  23 gennaio 2023      

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Marco Bischof, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 ottobre 2022 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 14 settembre 2022 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

   

  in materia di assicurazione federale per l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                           1.1  RI
1, classe 1965, da ultimo professionalmente attivo quale magazziniere ed
autista, nell’aprile 2021 ha presentato una domanda di
prestazioni AI per adulti (doc. 39 inc. AI, se non
indicato diversamente i documenti citati si riferiscono agli atti dell’Ufficio
AI prodotti con la risposta di causa).

 

                           1.2  Acquisiti
gli atti dei medici curanti (doc. 46, 50, 56 e 66), con rapporto 5 maggio 2022
la dr.ssa med. __________, attiva presso il SMR (Servizio medico regionale), ha
ritenuto l’assicurato inabile in qualsiasi attività dal mese di febbraio 2021,
ma abile al 100% dal 16 marzo 2022 (doc. 74). 

                                  Dopo
aver proceduto alla valutazione economica (cfr. rapporto 5 maggio 2022 della
consulente AI, doc. 75), con decisione del 14 settembre 2022, debitamente
preavvisata, l’amministrazione ha posto l’assicurato al beneficio di una rendita
intera dal 1° febbraio 2022 (scaduto il termine di attesa) al 30 giugno 2022,
con soppressione della rendita dal 1° luglio 2022.

 

                           1.3  L’assicurato,
rappresentato dall’avv. RA 1, è tempestivamente insorto contro suddetta decisione,
chiedendone l’annullamento. Postula il riconoscimento del diritto ad una
rendita intera successivamente al 1° luglio 2022 previa esecuzione di una
perizia (giudiziaria) pluridisciplinare e di una valutazione psicologica.
Contesta la soppressione della rendita, sostenendo l’impossibilità di una
ripresa lavorativa visti i dolori accusati, le difficoltà di deambulazione ed i
gravi problemi di equilibrio. Rileva l’assenza di una valutazione psicologica sulle
conseguenze del suo stato psicologico alterato a causa delle problematiche di
salute. 

 

                                  Il
legale del ricorrente, con separata istanza 17 ottobre 2022, ha postulato la
concessione dell’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio.

 

                           1.4  Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto la reiezione del ricorso e la
conferma della decisione contestata. Ribadisce la validità della valutazione
medico-teorica, allegando la presa di posizione 27 ottobre 2022 del medico SMR
sul rapporto 17 ottobre 2022 del diabetologo curante, dr. med. __________,
prodotto con il ricorso.

 

                           1.5  Con
scritto 28 novembre 2022 il rappresentante dell’assicurato ha ribadito le
censure ricorsuali (XI).

 

                           1.6  Con
osservazioni 2 dicembre 2022 l’Ufficio AI ha confermato la richiesta di
reiezione del ricorso (XIII). 

 

considerato                 in
diritto

 

                                  in
ordine

 

                           2.1
 La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 LOG (STF 9C_699/2014 del 31 agosto
2015; 8C_855/2010 dell’11 luglio 2011; 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011).

 

                                  nel
merito

 

                           2.2  Oggetto
del contendere è sapere se a ragione o meno l’Ufficio AI ha riconosciuto
all’assicurato una rendita intera dal 1° febbraio 2022 al 30 giugno 2022.

 

                                  Va
qui rilevato che il 1° gennaio 2022 è entrata in vigore una (importante)
modifica della LAI e dell’OAI che concerne (anche) il diritto alla rendita
(cfr. RU 2021 705).

 

                                  Per
la disamina del diritto a una rendita di invalidità eventualmente già insorto
in precedenza, di norma, occorre rifarsi alle regole generali del diritto
intertemporale secondo cui sono applicabili le disposizioni in vigore al
momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato
giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 130 V 445 consid. 1,
pag. 446 seg. con riferimento a DTF 130 V 329).

                                  

                                  Tornando
alla modifica legislativa di cui sopra, si rileva che il calcolo delle rendite,
il cui diritto era sorto sotto l’egida del precedente sistema, viene effettuato
secondo il nuovo sistema se nell’ambito di una revisione il grado d’invalidità
subisce una modificazione ai sensi dell’art. 17 cpv. 1 LPGA (ossia di almeno 5%
o un aumento fino al 100%) e l’assicurato, al momento dell’entrata in
vigore della modifica legislativa di cui sopra, non aveva ancora compiuto 55
anni (Disposizione transitoria lett. b cpv. 1 della modifica del 19 giugno 2020
(Ulteriore sviluppo dell’AI); cfr. anche Moser, Die Weiterentwicklung der
Invalidenvorsorge in der Ersten und Zweiten Säule - «stufenloses» Rentensystem,
vorsorgliche Leistungseinstellung, in: BVG-Tagung 2022 Aktuelle Fragen der
beruflichen Vorsorge, pag. 7).

                                  Per
contro, qualora al momento dell’entrata in vigore della modifica legislativa
l’assicurato aveva già compiuto (almeno) 55 anni e il suo diritto alla rendita
era sorto sotto l’egida del precedente sistema, quest’ultimo trova applicazione
in virtù della protezione della situazione acquisita (Besitzstandsschutz)
conferita dalla citata Disposizione transitoria, circostanza peraltro
desumibile anche dalla Disposizione transitoria lett. c (cfr. Moser, op. cit.,
pag. 8 e 10; Dupont, Weiterentwicklung der Invalidenversicherung: Was bringt
sie wem?, in: Recht Aktuell: 5. Basler Sozialversicherungstagung «Sozialversicherungsrecht
zwischen Dynamik, Reform und Kontinuität» 2021, pag. 12 [con refuso, n.d.r.];
Hürzeler, Diritto delle assicurazioni sociali, in: Formazione continua e
aggiornamento per giuristi 2021, pag. 29; UFAS, Bollettino della previdenza
professionale nr. 156 del 1. luglio 2021, n. 1067, p.to B.4.a.; ASIP,
Fachmitteilung Nr. 127 del 25 agosto 2021: 7. IV-Revision: stufenloses
Rentensystem, pto. 3.2.).

                                  In
tal senso il marg. 9201 CIRAI (Circolare sull’invalidità e sulla rendita
nell’assicurazione per l’invalidità, valida dal 1° gennaio 2022) prevede che “le
rendite correnti delle persone assicurate che il 1° gennaio 2022 non hanno
ancora compiuto 55 anni (persone nate negli anni dal 1967 al 2003) sono
trasferite nel nuovo sistema di rendite lineare (art. 28b LAI), se sono
adempiute le condizioni di cui all’articolo 17 LPGA (modificazione del grado
d’invalidità di almeno 5 punti percentuali)”. 

                                  Infine,
secondo il marg. no. 9102 CIRAI in merito alla determinazione del diritto
applicabile nel caso di prima concessione di rendite con quote decrescenti o a
tempo determinato e casi di revisione, prevede “che se la modifica
determinante avviene prima del 1° gennaio 2022, si applicano le disposizioni
della LAI e dell’OAI nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2021. Se la modifica determinante avviene dopo il 31 dicembre
2021, si applicano le disposizioni della LAI e dell’OAI nel tenore in vigore
dal 1° gennaio 2022. La data della modifica determinante è determinata secondo
l'articolo 88a OAI (v. N. 5500 segg.).”

 

                                  Nel
caso concreto, il diritto alla rendita e la modifica (soppressione) sono sorti
dopo il 1° gennaio 2022, motivo per cui fa stato il nuovo diritto. Anche se al
momento della modifica legislativa l’assicurato (classe 1965) aveva già compiuto
55 anni, la Disposizione transitoria lett. c (che rinvia al vecchio diritto) non
è applicabile poiché il diritto alla rendita, come visto, non è sorto prima del
1° gennaio 2022, ma successivamente.

 

                           2.3  Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità
congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità,
secondo la surriferita definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o
psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio, e la
conseguente incapacità di guadagno. 

                                  Occorre
quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità
di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per
l'invalidità (Duc, L’assurance invalidité, in: Meyer (Hrsg.),
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Soziale Sicherheit, 2a ed.,
2007, p. 1411, n. 46). 

                                  Per
incapacità al lavoro s'intende qualsiasi incapacità, totale o parziale,
derivante da un danno alla salute fisica, mentale o psichica di compiere un
lavoro ragionevolmente esigibile nella professione o nel campo di attività
abituale. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata possono essere prese
in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione o campo
d'attività (art. 6 LPGA).

                                  L'incapacità
al guadagno è definita all'art. 7 LPGA e consiste nella perdita, totale o
parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del lavoro equilibrato che
entra in considerazione, provocata da un danno alla salute fisica, mentale o
psichica e che perdura dopo aver sottoposto l'assicurato alle cure ed alle
misure d'integrazione ragionevolmente esigibili.

                                  Secondo
l’art. 8 cpv. 1 LPGA, è considerata invalidità l’incapacità al guadagno totale
o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata.

                                  La
nozione d'invalidità di cui all'art. 4 cpv. 1 LAI e 8 cpv. 1 LPGA è di
carattere giuridico economico, non medico (DTF 116 V 249 consid. 1b).

                                  L'art.
28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se: a. la sua
capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può
essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provvedimenti
d'integrazione ragionevolmente esigibili; b. ha avuto un'incapacità al lavoro
(art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno senza notevole
interruzione; e c. al termine di questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al
40%.

                                  Con
il nuovo art. 28b LAI il legislatore ha voluto introdurre un sistema di rendite
(relativamente) lineare per la determinazione dell'importo della rendita: gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%
(cpv. 3) e ad un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40% (cpv. 4),
mentre se il grado d'invalidità si pone tra il 40% e il 49%, l'importo della
rendita viene computato del 2,5% per ogni grado d'invalidità supplementare
(cpv. 4); se il grado d'invalidità è compreso tra il 50% e il 69%, la quota
percentuale corrisponde al grado d'invalidità (cpv. 2).

 

                                  Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da
invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non
fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado d'invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che
egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Duc, op. cit.,
p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V 136; Pratique VSI 2000 p. 84).

                                  Secondo
la giurisprudenza per il raffronto dei redditi sono determinanti le circostanze
esistenti al momento dell'(eventuale) inizio del diritto alla rendita ed i
redditi da valido e da invalido devono però essere rilevati sulla medesima base
temporale e la valutazione deve tenere conto di eventuali modifiche dei redditi
di paragone intervenute fino alla resa della decisione e suscettibili di
incidere sul diritto alla rendita (DTF 129 V 222).

 

                           2.4  Per
costante giurisprudenza, quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione di decisioni amministrative ex art. 17 LPGA (DTF 131 V
164, 131 V 120, 125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA I 597/04 del 10 gennaio
2006; I 689/04 del 27 dicembre 2005; I 38/05 del 19 ottobre 2005; I 12/04 del
14 aprile 2005; I 528/04 del 24 febbraio 2005 e I 299/03 del 29 giugno 2004).

 

                                  L’art.
17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità del beneficiario della
rendita subisce una notevole modificazione, per il futuro la rendita è
aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa, d’ufficio o su richiesta.

                                  I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 343 consid. 3.5).

                                  Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88a cpv. 1 OAI). Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al
guadagno, occorre tener conto del cambiamento determinante il diritto a
prestazioni, non appena esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole.
L’art. 29bis è applicabile per analogia (art. 88a cpv. 2 OAI).

                                  Queste
norme sono applicabili non soltanto in caso di revisione della rendita, ma
anche di assegnazione con effetto retroattivo di una prestazione limitata nel
tempo (STF 8C_94/2013 dell’8 luglio 2013 consid. 4.1 e STFA 29 maggio 1991
nella causa St.; RCC 1984 pag. 137). L’art. 88a cpv. 2 OAI è applicabile nei
casi in cui al momento del cambiamento determinante il diritto a prestazioni
esisteva già un’invalidità che dava diritto ad una rendita (STF 8C_303/2012 e
8C_340/2012 del 6 dicembre 2012, consid. 5.3).

                                  Giusta
l’art. 29bis OAI, se la rendita è stata soppressa a causa dell’abbassamento del
grado di invalidità e l’assicurato, nel susseguente periodo di tre anni,
presenta di nuovo un grado di invalidità suscettibile di far nascere il diritto
alla rendita per incapacità al lavoro della stessa origine, il periodo
precedente la prima erogazione verrà dedotto dal periodo d’attesa impostogli
dall’art. 28 cpv. 1 lett. b LAI.

                                  Una
diversa valutazione di uno stato di fatto rimasto invariato ed inizialmente
approfonditamente esaminato non costituisce né un caso di revisione, né un caso
di riconsiderazione (STFA I 8/04 del 12 ottobre 2005 pubblicata in Plädoyer
1/06, pag. 64-65). 

                                  Da
ultimo, nella DTF 141 V 9 (SVR 2015 IV Nr. 21) il Tribunale federale ha
stabilito che se i fatti determinanti per il diritto alla rendita si sono
modificati a tal punto da lasciare apparire una notevole modificazione dello
stato di salute da giustificare una revisione, il grado d'invalidità deve
essere stabilito nuovamente sulla base di fatti accertati in maniera corretta e
completa, senza rinvii a precedenti valutazioni dell'invalidità (DTF 117 V 198
consid. 4b pag. 200; STF 9C_710/2016 del 18 aprile 2017 consid. 4.1; STF
9C_378/2014 del 21 ottobre 2014 consid. 4.2; STF 9C_226/2013 del 4 settembre 2013).

 

                           2.5  Nel
caso concreto, tenuto conto della documentazione medica presente agli atti, con
rapporto 2 maggio 2022 il medico SMR dr.ssa med. __________ ha posto le
seguenti diagnosi con e senza influsso sulla capacità lavorativa:

 

" 
(…)

Polineuropatia sensitiva e motoria grave degli arti
inferiori con:

     -     neuropatia del nervo peroneo sinistro:
paresi subcompleta dell’estensione e dell’eversione piede cadente, da 02.2022
Stecca Heidelberg 

     -     dolore fantasma all’alluce sinistra in esiti
di amputazione di entrambi gli alluci, prima a dx, dopo a sx

 

Arteriopatia obliterante periferica

     -     06.12.2021 ben compensata

     -     05.02.2019 dilatazione endo-vascolare
dell’asse femorale gamba destra in stadio II b dx

     -     FRCV: famigliarità, fumo attivo,
ipercolesterolemia, diabete tipo II dal 2008, obesità

 

Piede destro

     -     01.2022 ferita chiusa

     -     t. d. batteriemia e terapia antibiotica, St.
d. amputazione alluce

     -     23.10.2010 débridement osseo, posa di
Cerament G e sutura prima in osteomielite metatarso I, St. dopo trattamento
antibiotico endovenoso per necrosi dopo trauma alluce

 

Piede sinistro

     -     01.2022 ferita chiusa

     -     27.05.2021 resezione testa MT I, débridement
osseo, posa di Cerament G, chiusura secondaria

     -     St. d. amputazione alluce

     -     11.2018 malum perforans alluce

     -     12.2014 ulcera alluce sx

 

2.2 Diagnosi senza ripercussione sulla CL

 

Diabete mellito tipo II dal 2008

Ipertensione arteriosa trattata

Ipercolesterolemia 

Tabagismo” (pag. 209 incarto AI)

 

                                  Il
medico SMR ha poi elencato le seguenti limitazioni funzionali: nessuna
limitazione di carico massimo di 5 kg, necessità di alternanza della postura al
bisogno, nessuna difficoltà nello svolgere lavori di precisione e nessuna
necessità di pause supplementari. Quali ulteriori limitazioni e/o risorse il
medico ha rilevato: “porta scarpe ortopediche bilateralmente ed una stecca
di Heidelberg al piede sinistro. Dopo al massimo 15-30 minuti disturbi nel
cammino a causa di dolori alla caviglia e alla pianta del piede bilaterale,
peggiore se la strada è in salita. Deve evitare le scale. Deve evitare dei
terreni sconnessi” (inc. AI pag. 210). 

                                

                                  La
dr.ssa med. __________ ha poi ritenuto l’assicurato pienamente inabile in tutte
le attività dal febbraio 2021, ma pienamente abile al 100% dal 16 marzo 2022 in
attività adeguate (inc. AI pag. 210).

                                  

                                  Per
quel che concerne il miglioramento della capacità lavorativa il medico SMR ha
fatto riferimento al rapporto 14 febbraio 2022 del dr. med. __________,
specialista in chirurgia vascolare, generale e traumatologia. Alla domanda
sulla possibile attività da svolgere egli ha risposto “attività seduta senza
necessità di spostamento” (inc. AI pag. 152), facendo inoltre presente
quale limitazione “difficoltà di deambulazione già dopo pochi passi”
(inc. AI 153). 

                                  Con
rapporto 17 marzo 2022 il dr. med. __________, neurologo, diagnosticata una
polineuropatia grave degli arti inferiori con piede cadente sinistro in ambito
di neuropatia del nervo peroneo, ha concluso: “È chiaro che la situazione
così come si presenta non è possibile l’inserimento nel mercato libero del
lavoro, in particolare quale autista di taxi, suo ultimo lavoro svolto, non vi
è nessuna ripresa di un’attività in modo sicuro (…)” (inc. AI pag. 193).
Tale documento è stato valutato dal SMR nel succitato rapporto del 2 maggio
2022.

 

                                  Con
rapporto 15 giugno 2022 il diabetologo curante, riportate le diagnosi note, ha
sostenuto che “alla luce delle diagnosi sopra elencate, in particolare dello
stato dopo amputazione degli alluci bilateralmente e della grave polineuropatia
sensomotoria (descritta in modo esauriente dal collega neurologo Dr. __________)
non vi è alcuna possibilità di ripresa di un’attività lavorativa” (inc. AI
pag. 239). Esaminato tale atto, con annotazioni 21 luglio 2022 il medico SMR ha
rilevato che il curante “non elenca un antidolorifico/neuromodulatore fra la
terapia farmacologica in atto”, confermando pertanto le conclusioni della
sua valutazione del 2 maggio 2022.

 

                                  Con
il presente ricorso l’assicurato contesta la succitata valutazione, in
particolare per quel che concerne il miglioramento della capacità lavorativa in
attività adeguate, rilevando inoltre come non sia stata eseguita una
valutazione psicologica (recte: psichiatrica).

 

                           2.6  Per
costante giurisprudenza (cfr. STF 9C_13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di
poter graduare l'invalidità, all'amministrazione (o al giudice in caso di
ricorso) è necessario disporre di documenti che devono essere rassegnati dal
medico o eventualmente da altri specialisti, il compito del medico consistendo
nel porre un giudizio sullo stato di salute, nell'indicare in quale misura e in
quali attività l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un
importante elemento di giudizio per determinare quali lavori siano ancora
ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V 256 consid. 4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 114 V 310 consid. 3c pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Spetta in seguito al consulente
professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare quali
attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/ Reichmuth,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, art. 28a, pag. 389).

                                  Quanto
alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti
litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il
rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza dell'incarto
(anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e che le
conclusioni del perito siano ben motivate. 

                                  Determinante
quindi per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né
l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o
rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid. 3 e 122 V 160 consid.
1c; in fine con rinvii).

                                  Le perizie
affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF
8C_535/2007 del 25 aprile 2008). 

 

                                  Inoltre, circa il ruolo del medico SMR, va
rammentato che per l’art. 59
cpv. 2bis LAI i servizi medici regionali sono a disposizione degli uffici AI
per valutare le condizioni mediche del diritto alle prestazioni, stabiliscono
la capacità funzionale dell'assicurato - determinante per l'AI secondo
l'articolo 6 LPGA - di esercitare un'attività lucrativa o di svolgere le
mansioni consuete in una misura ragionevolmente esigibile e sono indipendenti
per quanto concerne le decisioni in ambito medico nei singoli casi.

                                  Scopo e senso
del disposto come pure dell’art. 49 OAI risiedono nella possibilità, per gli
uffici AI, di fare capo a propri medici per la valutazione degli aspetti
sanitari del diritto alla rendita. Questi ultimi, grazie alle loro specifiche
conoscenze medico-assicurative, sono quindi chiamati a valutare la capacità
funzionale della persona assicurata. In questo modo è stata creata una chiara
separazione di competenze tra medici curanti e assicurazione sociale. Sulla
base delle indicazioni del SMR, l'UAI deve così decidere cosa si può
ragionevolmente pretendere da un assicurato e cosa invece no (v. sentenza
9C_9/2010 del 29 settembre 2010, 9C_323/2009 del 14 luglio 2009 consid. 4.2, in
SVR 2009 IV n. 56 pag. 174, con riferimenti).

                                  Se
vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può evadere la
procedura senza valutare l'intero materiale e indicare i motivi per cui egli si
fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile
2008).

                                  Va
poi evidenziato che in ragione della diversità dell'incarico assunto (a
scopo di trattamento anziché di perizia), in caso di lite non ci si può di
regola fondare sulla posizione del medico curante, anche se specialista (STF
9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF 9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid.
5.3), poiché alla luce del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il
medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STF
8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc);
Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer/Reichmuth, op. cit., art. 28a, pag. 398-399) e
che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione
contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia
ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF
9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010
consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

 

                           2.7  Nella
fattispecie in esame questo Tribunale, chiamato a verificare se lo stato di
salute dell’assicurato è stato accuratamente vagliato dall’Ufficio AI, non ha
motivo per mettere in dubbio i rapporti del medico SMR, la quale ha considerato
tutta la documentazione presente nel dossier. 

 

                                  In
particolare, la dr.ssa med. __________ ha correttamente esposto le diagnosi
rilevate dai dr. med. __________ (cfr. rapporto 19 maggio 2021 in doc. 46), dr.
med. __________ (cfr. rapporto 10 gennaio 2022 in doc. 50) e dr. med. __________
(cfr. rapporto 17 marzo 2022 in doc. 66).

 

                                  Il
medico SMR, con riferimento al rapporto 14 febbraio 2022 del dr. med. __________
(doc. 56), ha ritenuto l’assicurato abile al 100% in attività sedentarie senza
la necessità di spostamento. Certo, nel rapporto 17 marzo 2022 il dr. med. __________
ha sostenuto che a seguito della situazione medica non vi è alcuna possibilità
d’inserimento nel libero mercato, escludendo lo svolgimento dell’ultima
attività appresa di autista di taxi, e che “non vi è nessuna ripresa di
attività in modo sicuro”. 

                                  Ora,
da una parte va ricordato che, come esposto al consid. 2.6, al medico compete la valutazione dello stato di salute del
peritando, della misura e del tipo di attività in cui l’interessato è incapace
al lavoro. Il medico stabilisce, quindi, in che misura il danno alla salute
limita l’interessato nelle sue funzioni corporali e psichiche. Egli si limita
in particolare alle funzioni importanti nelle attività lavorative che secondo
la sua esperienza di vita entrano in linea di conto nel caso concreto. Compito
dell’orientatore professionale è invece quello di stabilire, in base alle
informazioni del medico riguardo alle mansioni ancora possibili, le
attività lavorative ancora concretamente ammissibili per l’invalido. Per questi
motivi la valutazione sulle possibilità di reinserimento lavorativo
dell’assicurato non spettava al citato sanitario. 

                                  D’altro canto, dal
medesimo rapporto del dr. med. __________ si evince che il danno alla salute,
polineuropatia sensitiva e motoria, è localizzato agli arti inferiori. Questa
valutazione non interferisce con la conclusione del medico SMR, la quale,
fondandosi sul rapporto 14 febbraio 2022 del dr. med. __________, ha ritenuto
come l’assicurato possa svolgere attività sedentarie con minima deambulazione. Del
resto, l’insorgente non ha prodotto documentazione medica che apporti nuovi
elementi che non siano stati valutati e tantomeno che smentisca quanto concluso
dal SMR.  

 

                                  Come
detto, l’assicurato rileva l’assenza di una valutazione psicologica dovuta alle
conseguenze del suo stato psicologico alterato a causa delle problematiche di
salute. Tuttavia, dagli atti presenti nell’inserto non risulta alcun elemento
che permetta di concludere per l’esistenza di una patologia psichiatrica,
tantomeno invalidante. In nessun rapporto, ad esempio, viene riferito di un
comportamento depressivo, né risulta una presa a carico psichiatrica. Del resto
l’assicurato non ha prodotto alcunché al riguardo.

 

                                  Se
da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio inquisitorio,
secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere accertati d'ufficio
dal giudice, dall’altra questo principio non è però assoluto, atteso che la sua
portata è limitata dal dovere delle parti di collaborare all'istruzione della
causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210 consid. 6c con riferimenti). Il
dovere processuale di collaborazione comprende in particolare l'obbligo delle
parti di apportare – ove ciò fosse ragionevolmente esigibile – le prove
necessarie, avuto riguardo alla natura della disputa e ai fatti invocati,
ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare le conseguenze della
carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti). 

 

                                  Nemmeno
il rapporto 17 ottobre 2022 del dr. med. __________ prodotto con il ricorso,
che rispecchia quello del 15 giugno 2022 già analizzato dal SMR, non aggiunge
alcun nuovo elemento medico che non sia stato già esaminato, così come ribadito
dal SMR con annotazioni del 27 ottobre 2022 (VII).

 

                                  Inoltre, questo Tribunale ritiene che la documentazione medica
agli atti contiene elementi chiari e sufficienti per valutare l'incapacità al
lavoro dell'assicurata sino all'emanazione del querelato provvedimento, senza
che si renda quindi necessario l'esperimento una perizia pluridisciplinare
richiesta dall’insorgente. Al
riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare d'ufficio
conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre
prove (valutazione anticipata delle prove cfr. DTF 130 II 425 consid.
2.1 pag. 429 e riferimenti). Un
tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito conformemente
all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b; riguardo al
previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162
consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

 

                                  Di
conseguenza, tenuto conto delle affidabili e convincenti conclusioni del SMR,
alle quali va conferito valore probatorio pieno (cfr. consid. 2.6), è da
ritenere dimostrato con il grado della verosimiglianza preponderante
valido nell'ambito delle assicurazioni sociali (DTF 139 V 218 consid. 5.3) che
l’assicurato è totalmente abile in attività adeguate dal 16 marzo 2022.

 

                           2.8  Occorre
ora esaminare la graduazione dell’invalidità eseguita dall’Ufficio AI dopo il 1°
luglio 2022, ritenuto che dal 1° febbraio 2022 al 30 giugno 2022 l’assicurato ha
diritto ad una rendita intera. 

                                

                        2.8.1  In
merito alla determinazione del reddito da valido il nuovo art. 26 OAI
prevede che per determinare il reddito da valido la retribuzione effettivamente
percepita prima dell'insorgenza dell’invalidità sia prioritaria e che, in caso
di notevoli variazioni negli ultimi anni precedenti all'invalidità, va
calcolata come media (cpv. 1). Se il reddito (medio) effettivamente percepito è
inferiore di almeno il 5% del valore centrale usuale del settore secondo la RSS
di cui all'art 25 cpv. 3 OAI, il reddito da valido corrisponde al 95º/o di
questo valore centrale (cpv. 2, cosiddetta parallelizzazione), tranne nel caso
in cui anche il reddito con invalidità ex art. 26bis cpv. 1 OAI è inferiore dì
almeno il 5% al valore centrale usuale del settore secondo la RSS o se il
reddito è stato conseguito con un'attività lucrativa indipendente (cpv. 3:
esclusione della parallelizzazione). Con tale soluzione il legislatore ha
voluto creare un automatismo a favore degli assicurati, non ponendosi più la
domanda a sapere quali fattori hanno comportato un reddito inferiore alla media
e/o se l'assicurato si fosse accontentato di un tale, modesto, reddito (cfr.
Rapporto esplicativo (successivo alla procedura di consultazione) edito
dall'UFAS del 3 novembre 2021 sulle Disposizioni d'esecuzione relative alla
modifica della legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (Ulteriore
sviluppo dell'Al), pag. 49 con rinvio giurisprudenziale; per la giurisprudenza
ormai superata cfr. pro multis DTF 148 V 174 consid. 6.4.).

                                  Se
il reddito effettivamente conseguito non può essere determinato (in misura
sufficientemente precisa), il reddito da valido è determinato su base
statistica ex art. 25 cpv. 3 OAI relativi alle persone con la medesima
formazione e condizioni professionali analoghe (cpv. 4).

                                  Se
l'invalidità insorge dopo che l'assicurato ha previsto o iniziato una
formazione professionale, il reddito da valido corrisponde al reddito
statistico ex art. 25 cpv. 3 OAI che egli avrebbe potuto conseguire se avesse
concluso la formazione (cpv. 5). Qualora l'assicurato non può iniziare o
concludere alcuna formazione professionale a causa dell'invalidità, il reddito
senza invalidità è determinato secondo i valori statistici di cui all'art. 25
cpv. 3 OAI ma senza differenziare in base al sesso (cpv. 6).

 

                                  Nella
decisione contestata riguardo al reddito da valido, non potendo definire il
reddito effettivamente conseguito senza invalidità, l’Ufficio AI l’ha correttamente
fissato, utilizzando le tabelle statistiche, a fr. 65'511,51. Tale importo non
è stato del resto contestato dall’assicurato.

 

                        2.8.2  Per
quel che concerne il reddito da invalido, il nuovo art. 26bis cpv. 1 OAI
prevede che se dopo l'insorgere dell'invalidità l'assicurato consegue una
retribuzione lavorativa, quest'ultima rappresenta il reddito da invalido, a
patto che essa gli permetta di valorizzare al meglio la sua capacità lavorativa
residua in relazione ad un'attività lucrativa da lui ragionevolmente esigibile
(cpv. 1).

                                  In
mancanza di una retribuzione lavorativa o se la retribuzione lavorativa non può
essergli computata quale reddito da invalido, quest'ultimo si determina su base
statistica ex art. 25 cpv. 3 OAI. 

                                  Possono
essere impiegati altri valori statistici, se nel singolo caso il reddito non
figura nella RSS. Vanno utilizzati valori indipendenti dall’età e differenziati
a seconda del sesso.

                                  Tuttavia
per gli assicurati di cui all'art. 26 cpv. 6 OAI (ossia gli assicurati invalidi
dalla nascita o precoci, cfr. il surriferito Rapporto esplicativo dell'UFAS,
pag. 53) non si differenzia in base al sesso (cpv. 2).

 

                                  L’art.
25 cpv. 3 OAI prevede che se per la determinazione dei redditi lavorativi determinanti
si impiegano valori statistici, vanno presi come riferimento i valori centrali
della Rilevazione della struttura dei salari (RSS) dell’Ufficio federale di
statistica.

                                  Se
a causa dell'invalidità l'assicurato può lavorare soltanto con una capacità funzionale
ex art. 49 cpv. 1bis OAI (ossia la capacità lavorativa in attività precedente o
adeguata ai limiti funzionali accertati in sede medica) pari o inferiore al 50%
rispetto al valore determinato su base statistica, si applica una deduzione del
10% per attività lucrativa a tempo parziale (cpv. 3).

                                  Va
qui ricordato che nella citata DTF 148 V 174 il TF ha stabilito che “attualmente non si presenta alcun motivo
oggettivo serio per un cambiamento di giurisprudenza secondo cui per
l'accertamento del reddito da invalido sulla base dei dati statistici occorre
fondarsi di principio sui valori centrali o mediani delle RSS (consid. 9.2.3 e
9.2.4). Un cambiamento di giurisprudenza non è nemmeno opportuno alla luce
della revisione della LAI e dell'OAI entrata in vigore il 1° gennaio 2022
(consid. 9.3)”.

 

                                  Nel
caso concreto, sempre dalla decisione impugnata si evince che l’Ufficio AI ha
correttamente utilizzato le citate tabelle dell’inchiesta sulla struttura dei
salari elaborata dall’Ufficio federale di statistica (Tabella TA1_Skill level,
categoria 1, uomini), giungendo ad un importo di fr. 68'959,50 (inc. AI pag.
239). 

                                  L’assicurato
ritiene impossibile riprendere il lavoro non potendo restare in piedi più di 30
minuti. 

 

                                  In
primo luogo occorre ricordare l'obbligo dell'assicurato di
mettere a frutto la sua residua capacità lavorativa in altri ambiti lavorativi
discende dall'art. 21 LPGA. In relazione alle conseguenze economiche
dell'incapacità lavorativa, vige il principio secondo cui l'assicurato è tenuto
all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla
salute.

                                  In
virtù di tale obbligo, l'assicurato deve intraprendere tutto quanto è
ragionevolmente esigibile per ovviare nel miglior modo possibile alle
conseguenze della sua invalidità, segnatamente mettendo a profitto la sua
residua capacità lavorativa, se necessario, in una nuova professione (DTF 113 V
22 consid. 4a pag. 28; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im
schweizerischen Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 296 segg.). Non
è quindi dato alcun diritto ad una rendita se la persona interessata è in grado
di percepire un reddito tale da escluderne l'erogazione (DTF 113 V 22 consid.
4a; RCC 1968 pag. 434).

                                  Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le ulteriori circostanze
personali, l'età, la situazione professionale, i legami presso il luogo di
domicilio, il mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata
dell'attività lavorativa (DTF 113 V 22 consid. 4a pag. 28; cfr. pure VSI 2001
pag. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb).

                                  Inoltre,
il Tribunale federale ha già più volte stabilito che da una persona
assicurata che fino a quel momento ha svolto un’attività indipendente può
essere preteso un cambiamento professionale verso un’attività lucrativa
dipendente (cfr. STF 9C_36/2018 del 17 maggio 2018, pubblicata in SVR 10/2018
IV nr. 61; 9C_810/2017 del 9 aprile 2018; 9C_525/2017 del 30 ottobre 2017 pubblicata
in SVR 3/2018 IV nr 16).

 

                                  Occorre
anche ricordare che il concetto d'invalidità è riferito ad un mercato del
lavoro equilibrato, nozione quest'ultima teorica ed astratta implicante da una
parte un certo equilibrio tra offerta e domanda di manodopera e, dall'altra, un
mercato del lavoro strutturato in modo tale da offrire una gamma di posti di
lavoro diversificati. Secondo questi criteri si dovrà di caso in caso stabilire
se l'invalido possa mettere a profitto le sue residue capacità di guadagno e
conseguire un reddito tale da escludere il diritto a rendita. In particolare,
l'esistenza di una simile opportunità dovrà essere negata qualora le attività
esigibili dall'interessato lo siano in una forma talmente ristretta da non
rientrare più nell'offerta lavorativa generale o siano reperibili solo in
misura molto ridotta cosicché le possibilità occupazionali appaiono sin
dall'inizio escluse o perlomeno non realistiche (STF 8C_670/2009 del 7 aprile 2010 consid. 8; STF 8C_641/2008 del 14
aprile 2009 consid. 5.2; STF 8C_709/2008 del 3 aprile 2009 consid. 2.3; DTF 110
V 273 consid. 4b pag. 276; RCC 1991 pag. 332 consid. 3b e 1989 pag. 331 consid.
4a; Plädoyer 1995 n. 1 pag. 67 consid. 5c).

 

                                  Va
poi rilevato che la giurisprudenza federale ha, in maniera costante, già
avuto modo di stabilire che nel mercato occupazionale aperto a
personale non qualificato o semi qualificato, vi è una sufficiente offerta di
occupazioni, in particolare nell'industria, in cui possono venir eseguite
mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi fisici, che
consentono il cambiamento frequente di posizione e che non richiedono
necessariamente la messa in atto di particolari misure di reintegrazione
professionale (cfr., tra le altre, STF 8C_563/2012 del 23 agosto 2012 consid.
3.3, che ha interamente confermato la STCA 35.2012.17 del 18 giugno 2012;
9C_635/2007 del 21 agosto 2008 consid. 3.3).

                                  Al riguardo, come è stato ricordato nella STF 8C_709/2008
del 3 aprile 2009 al considerando 2.3, il Tribunale federale ha già
ripetutamente stabilito che in considerazione dell'ampio ventaglio di attività
semplici e ripetitive contemplate dai settori della produzione e dei servizi
(cfr. Tabella TA1 edita dall'Ufficio federale di statistica, livello di
esigenze 4 [denominato ora livello di competenze 1]) – un numero
significativo di queste attività sono infatti di natura leggera, permettono di
alternare la posizione e sono pertanto adatte al danno alla salute che impone
di lavorare in posizione alternata – esiste un mercato del lavoro sufficiente
in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua.

 

                                  Nella
fattispecie in esame, per quel che concerne l’aspetto reintegrativo va fatto
riferimento al rapporto 5 maggio 2022 della consulente in integrazione
professionale. Dopo aver esposto le risultanze mediche, le limitazioni
funzionali nonché la surriferita valutazione medico-teorica, la consulente ha
proceduto all’analisi della formazione scolastica e professionale. Per quel che
concerne l’integrabilità, ha rilevato:

 

 

" 
(…) Per l’assicurato sono
possibili le attività in posizione seduta e senza necessità di spostamenti.

Indico di seguito alcuni esempi di attività ritenute
compatibili allo stato di salute attuale e alle limitazioni presenti.

Tali attività potrebbero essere svolte in misura
completa:

- operaio generale in fabbrica (con mansioni leggere) e
in posizione seduta

- addetto al servizio imballaggio (con mansioni e
leggere) e in posizione seduta

- addetto al servizio spedizione (con mansioni
leggere quali etichettatura, imbustamento) in posizione seduta 

- cassiere 

- addetto a piccole mansioni amministrative. (…)” (pag.
214 incarto AI)

 

                                  Per
questi motivi, la consulente ha concluso:

 

" 
… non si riconoscono
ulteriori provvedimenti professionali.

Tali provvedimenti non permetterebbero comunque una
maggiore reintegrazione professionale, rispettivamente una miglior capacità al
guadagno.

In riferimento a quanto sopra si procede quindi alla
chiusura del mandato di reintegrazione-esame.

Su specifica richiesta scritta da parte
dell’Assicurato, si resta a disposizione per un possibile sostegno al
reinserimento lavorativo con le misure a disposizione nel collocamento.

Su tale base si ritiene conclusa la lavorazione della
pratica.” (pag. 214 incarto AI)

 

                                  Pertanto,
richiamata la suevocata giurisprudenza, l’assicurato è da ritenere
reintegrabile, con il conseguimento di un salario statistico come stabilito dall’amministrazione.

 

                        2.8.3  Dal
raffronto dei redditi risulta un grado d’invalidità nullo, motivo per cui dal
1° luglio 2022, tre mesi dopo il miglioramento ex art. 88a cpv. 1 OAI, decade
il diritto ad una rendita. 

 

                                  Ne
consegue che la decisione contestata merita conferma, mentre il ricorso è da
respingere.

 

                           2.9  Secondo
l'art. 69 cpv. 1bis LAI in vigore dal 1° gennaio 2021 ed applicabile
in concreto (cfr. la disposizione transitoria dell’art. 83 LPGA in combinazione
con gli art. 61 lett. a e fbis LPGA nel tenore in vigore dal 1°
gennaio 2021) la procedura di ricorso dinanzi al tribunale cantonale delle
assicurazioni in caso di controversie relative a prestazioni dell’AI è soggetta
a spese. L’entità delle spese è determinata fra 200 e 1000 franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso (DTF 133 V 402;
STF 9C_156/2009 del 7 aprile 2009; STF 8C_393/2008 del 24 settembre 2008).

 

                                  Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 500 sono poste a carico
dell’insorgente che ha chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria con gratuito patrocinio.

                         2.10  Ai
sensi dell’art. 61 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve
essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. L'art. 28
cpv. 2 Lptca stabilisce che la disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito
patrocinio è retta dalla Legge sull’assistenza giudiziaria e sul patrocinio
d’ufficio [LAG], nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2011.

 

                                  I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in
principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato
è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di
esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b).

 

                                  Per
valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la
giurisprudenza, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra
del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13
pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c). Al minimo esecutivo va, infatti,
aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STFA U 102/04 del 20
settembre 2004).

 

                                  Nella
presente fattispecie non risulta soddisfatto il requisito della probabilità di
esito favorevole. Tale presupposto difetta quando le possibilità di vincere la
causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole
riflessione, rinuncerebbe al processo in considerazione delle spese cui si
esporrebbe (RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b, 119 Ia 251). Dopo un
esame forzatamente sommario, sulla base degli atti all’inserto, la presente
vertenza appariva sin dall’inizio destinata all'insuccesso in quanto le
prospettive di esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di
perdere la causa. In effetti, dal tenore della decisione apparivano chiari i
motivi di un diniego di rendita e l’insorgente non ha prodotto alcuna
documentazione atta a mettere in dubbio la valutazione medico-teorica posta a
fondamento della pronunzia contestata. 

 

                                  In
simili condizioni, l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio
deve essere respinta.

 

 

 

 

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

 

                             1.  Il
ricorso è respinto.

 

                             2.  L'istanza
tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio
è respinta.

 

                             3.  Le
spese per complessivi fr. 500 sono poste a carico del ricorrente.

 

                             4.  Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                  L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la
decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

 Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il vicepresidente                                          Il
segretario di Camera

 

 giudice Raffaele
Guffi                                   Gianluca Menghetti