# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2054d78e-a7c8-5064-9b7e-f737e4a7cef1
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-03
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 03.04.2015 14.2015.49
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2015-49_2015-04-03.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2015.49

  	
  Lugano

  3 aprile 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Simoni

  

 

 

statuendo nella
causa n. __________ (rigetto definitivo dell’opposizione) della Giudicatura di
pace del Circolo di Giornico promossa con istanza 10 dicembre 2014 dalla

 

	
   

  	
  Confederazione
  Svizzera, Berna 

  rappr.
  dall’Ufficio esazione e condoni, Bellinzona 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 9 marzo 2015
presentato da RE 1 contro la decisione emessa il 18 febbraio 2015 dal Giudice
di pace;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Con precetto
esecutivo n. __________ emesso il 19 settembre 2014 dall’Ufficio di esecuzione
di Faido, la Confederazione Svizzera ha escusso RE 1 per l’incasso di fr. 457.–,
indicando quale titolo di credito l’im­­posta federale diretta 2010, e di fr. 21.60 (interessi aggiornati), dedotto l’acconto di fr. 457.– versato
dall’escus­­so.

                            B.  Avendo RE 1 interposto opposizione al
precetto esecutivo, con istanza 20 ottobre 2014 la Confederazione
Svizzera ne ha chiesto il
rigetto definitivo alla Giudicatura di pace del Circolo di Giornico
limitatamente a fr. 21.60. All’udienza di discussione
tenutasi il 30 gennaio 2015, l’istante ha confermato la sua domanda, mentre la
parte convenuta non si è presentata. Con scritto del 28 gennaio 2015 RE 1 aveva
però preannunciato la sua assenza, allegando di avere già da tempo “assunto
improrogabili impegni famigliari”, e aveva chiesto una sospensione provvisoria
di tutte le pratiche esecutive in corso, tenuto conto delle sue condizioni di
salute e in attesa di una presa di posizione dell’Uffi­­cio presidenziale del
Gran Consiglio su una sua istanza dello stesso giorno, intesa all’apertura di
un indagine sull’operato di svariate autorità (capo del Dipartimento delle
istituzioni, Ministero pubblico, polizia cantonale) e di “un’ulteriore opinione
da richiedere ad un Consultorio per l’aiuto alle vittime di reati in un altro
Cantone della Svizzera”.

                            C.  Statuendo con decisione 18 febbraio 2015, il Giudice di pace ha accolto
l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte
convenuta per fr. 457.–, oltre ai costi esecutivi (fr. 33.–), agli interessi aggiornati (fr. 21.60),
e dedotto un acconto di fr. 457.–, ponendo a suo carico le spese
processuali di fr. 50.– e un’indenni­­tà di fr. 25.–
a favore dell’istante.

                            D.  Contro
la sentenza appena citata (e altre sette dello stesso giudice, tutte in tema di
rigetto dell’opposizione in procedure intese all’incasso di crediti fiscali) RE
1, con la moglie __________, è insorto a questa Camera con un reclamo del 9 marzo 2015 per ottenere tutta
una serie di misure (convocazione personale e di testimoni, produzione di
richieste e osservazioni a svariate autorità, avvio di accertamenti e inchieste),
tra cui la sospensione immediata di tutte le esecuzioni in corso concernenti le
imposte comunali, cantonali e federali.

 

 

Considerando

 

in diritto:              1.  La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

                           1.1  Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Essendo in
concreto la notifica al reclamante avvenuta verosimilmente il 25 febbraio 2015
(come da lui allegato), il termine è scaduto sabato 7 marzo, per cui la
scadenza è stata riportata a lunedì 9 marzo 2015 (art. 142 cpv. 3 CPC per il
rinvio dell’art. 31 LEF). Presentato l’ultimo giorno del termine, il reclamo è
tempestivo.

                           1.2  La Camera esamina solo le censure esplicitamente formulate e motivate
in modo sufficiente, i requisiti al riguardo, che discendono dall’art. 321 cpv.
1 CPC, imponendo al reclamante di formulare delle conclusioni chiare, di
designare dettagliatamente sia i punti contestati della sentenza impugnata sia
i documenti sui quali fonda la sua critica e di spiegare perché la motivazione
della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le sue opinioni sarebbero
pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza del Tribunale federale
5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). La Camera decide in linea di
principio in base agli atti di causa della giurisdizione inferiore (art. 327
cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati
sia l’applicazione errata del diritto sia l’accertamento manifestamente errato
dei fatti, fermo restando che sono inammissibili conclusioni, allegazioni di
fatti e mezzi di prove nuovi (art. 326 cpv. 1 CPC).

                           1.3  Nel
caso specifico, il reclamante non si confronta con la sentenza impugnata, ma si
limita a nuovamente lamentarsi della superficialità e dell’indifferenza
dimostrata dalle autorità circa la gravissima situazione di abusi (“mobbing”
e “bossing”) di cui si dice vittima da parte dello Stato. Non spiega
infatti perché l’opinione del Giudice di pace, secondo cui tali doglianze
esulano dal proprio potere di cognizione, sarebbe errata. Il reclamo è quindi
irricevibile. Ad ogni modo, come si vedrà poi, nulla si può rimproverare al
primo giudice.

                           1.4  Il
ricorso, in quanto formulato a nome di __________, è irricevibile anche perché
ella non è parte nella procedura, il precetto esecutivo e l’istanza essendo
diretti solo contro il marito.

                           1.5  Tra
le (limitate) competenze dell’autorità chiamata a statuire su un reclamo contro
una decisione di rigetto dell’opposizione non rientra quella di sospendere l’esecuzione,
se non mediante concessione dell’effetto sospensivo (art. 325 cpv. 2 CPC). Visto
l’e­si­­­to del giudizio odierno, la richiesta del reclamante risulta però
senza oggetto. Nella sua veste di autorità giudiziaria superiore, la Camera non
è neppure abilitata a procedere ad accertamenti o ad aprire inchieste in merito
a questioni che esulano dalla propria competenza. Le richieste, peraltro
indeterminate, dei ricorrenti in questo senso (conclusioni n. 4 e 5) sono di conseguenza
inammissibili.

                           1.6  La
procedura di reclamo è di regola scritta (art. 321 cpv. 1 e 322 cpv. 1 CPC) e l’autorità
giudiziaria superiore statuisce in base agli atti (art. 327 cpv. 2 CPC). La
citazione delle parti a un’udi­en­za è del tutto eccezionale. Nel caso di
specie il reclamante non adduce il motivo straordinario per cui egli dovrebbe
essere sentito personalmente dalla Camera. Appare d’altronde d’acchito inutile
ch’egli (ri)evochi tutte le sue vicissitudini lavorative, amministrative e
giudiziarie passate, dal momento che la competenza di questo tribunale è
limitata alla verifica di presupposti essenzialmente formali, ossia l’esecutività
del titolo di rigetto e l’esistenza di motivi comprovati d’estinzione del
credito posto in esecuzione (sotto consid. 4). Nulla osta, in queste
circostanze, a trattare l’impugnazione senza indugio.

                             2.  Nella
decisione impugnata, il Giudice di pace ha considerato che la documentazione
acclusa all’istanza (copia della notifica della decisione di tassazione e
conteggio) costituisce un valido titolo di rigetto definitivo dell’esecuzione
per i crediti posti in esecuzione. Ha poi rilevato che l’escusso non aveva
dimostrato con documenti alcuna delle eccezioni stabilite all’art. 81 LEF,
mentre, come esposto sopra, non è entrato in materia sulle considerazioni
contenute nelle osservazioni scritte all’istanza, ritenute esulare dalla
propria competenza.

                             3.  Nel
reclamo RE 1 chiede svariate misure (sopra ad D), tra cui
la sospensione immediata di tutte le esecuzioni in corso concernenti le imposte
comunali, cantonali e federali, invocando la complessità
del suo caso e l’inoltro da parte sua di un’istanza d’intervento all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio.

                             4.  In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess), il cui scopo non
è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di
un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza
esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni
liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).

                             5.  In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio,
a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta
costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e se vi è identità tra l’escutente
indicato sul precetto esecutivo (e nell’istanza) e il creditore designato nel
titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la pretesa
posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto. Il giudice appura
anche d’ufficio se l’esecuzione è manifestamente perenta o nulla. Per contro
non può rilevare un vizio della procedura di esecuzione di cui l’interessato deve
prevalersi tramite ricorso all’autorità di vigilanza (DTF 139 III 447 consid.
4.1.1).

                           5.1  Giusta
l’art. 80 cpv. 2 n. 2 LEF sono parificate alle sentenze giudiziarie, e valgono
quindi quale titolo di rigetto definitivo, le decisioni di autorità amministrative
svizzere, purché siano esecutive e, per quanto riguarda l’imposta federale
diretta, “cresciute in giudicato” (art. 165 cpv. 3 LIFD). Nella
fattispecie, poiché non è contestato che sia passata in giudicato, il conteggio
2 novembre 2014 accluso alla decisione di tassazione dell’imposta federale
diretta 2010 dell’Ufficio di tassazione di Biasca (doc. A4) costituisce un
valido titolo di rigetto definitivo dell’opposizione per gli interessi moratori
di fr. 21.60 maturati fino al versamento degli ac­conti di complessivi fr. 457.– del 5
novembre e 4 dicembre 2013, al
tasso del 3% stabilito dal Dipartimento federale delle finanze con apposita
ordinanza (RS 642.124).

                           5.2  Circa la risoluzione n. 1218 del 5 marzo
2008 acclusa al reclamo, con cui il Consiglio di Stato ha deciso di “sospendere
in via temporanea i procedimenti esecutivi pendenti promossi dallo Stato” nei
confronti del reclamante, giova rilevare che non solo non concerne l’esecuzione
qui in discussione, la quale non era pendente nel 2008, ma, inoltre, riguardava
solo i procedimenti esecutivi fiscali – in altre parole l’esazione – e non le
procedure gestite dagli uffici d’esecuzione, giacché il diritto esecutivo federale
– la LEF – non autorizza interventi decisionali dello Stato. Quanto all’istanza
con cui il reclamante ha postulato l’intervento dell’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio,
neppure lui sostiene che abbia per legge a sospendere l’esecuzione o il carattere
esecutivo della decisione di tassazione. In mancanza di una decisione formale
che paralizzi l’esecutività della tassazione, la sentenza impugnata può solo
essere confermata.

                                  6.  In virtù dell’art. 81 cpv.
1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove provi con documenti che
dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine per il pagamento è
stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto. Motivi di estinzione
verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella procedura
che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in sede di
rigetto (cfr. Staehelin in: Basler Kommentar, SchKG I, 2a ed. 2010, n. 5 ad art. 81 LEF).

                                  Nel
caso in rassegna, il reclamante non fa valere alcun motivo d’estinzione del
credito posto in esecuzione nel senso dell’art. 81 LEF. Pretende di potersi
dispensare dal pagare le imposte finché lo Stato non avrà rimediato agli abusi
commessi ai suoi danni, invocando il diritto di legittima difesa (art. 52 CO e
14 segg. CP). A parte il fatto che l’applicabilità delle norme citate dal
reclamante in ambito fiscale è a priori dubbia, la censura avrebbe
potuto – e dovuto – essere sollevata nella procedura fiscale, con un reclamo
contro la decisione di tassazione dell’imposta comunale 2012. Essa esula per
contro dal potere di cognizione del giudice del rigetto, il cui compito si limita
a verificare il carattere esecutivo della decisione fiscale su cui si fonda l’istanza
(sopra consid. 4). Corretta, quindi, la valutazione del primo giudice. A prescindere
dalla sua irricevibilità, il reclamo si rivela così pure infondato.

                             7.  Le spese processuali del presente
giudizio, stabilite in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS
281.35), seguirebbero la soccombenza (art. 106 cpv. 1
CPC). Per non complicare una situazione già di per sé particolarmente conflittuale,
pare opportuno rinunciare eccezionalmente a riscuotere la tassa di giustizia.
Non si pone invece problema di ripetibili, la controparte non avendo dovuto
presentare osservazioni. Circa
i rimedi esperibili sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore
litigioso, di fr. 21.60, non raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art. 74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il reclamo di RE 1 è irricevibile.

                             2.  Il reclamo di __________ è irricevibile.

                             3.  Non
si riscuotono spese processuali.

                             4.  Notificazione a:

	
   

  	
  –,;

  –  Ufficio
  esazione e condoni, Viale S. Franscini 6, Bellinzona.

  

 

                                  Comunicazione
alla Giudicatura di pace di Giornico.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                 La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF) solo
se la controversia concerne “una questione di diritto di importanza
fondamentale” (art. 74 cpv. 2 LTF). Laddove tale presupposto non sia adempiuto
è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF).
Il termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1
LTF).