# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c5432a6b-0a58-50d6-a9af-0516a3e29f6e
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2021-07-06
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 2. Kammer 06.07.2021 S 2020 59
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_002_S-2020-59_2021-07-06.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

S 20 59

2a Camera in qualità di Tribunale delle assicurazioni

Presidenza Racioppi

Giudici von Salis e Meisser

Attuario Paganini

SENTENZA

del 6 luglio 2021

nella vertenza di diritto delle assicurazioni sociali

A._____,

patrocinato dall'avv. Pascal Cattaneo, 

ricorrente

contro

Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, 

convenuta

concernente pretesa di risarcimento LAVS

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I. Ritenuto in fatto:

1. La B._____ SA è stata iscritta nel Registro di commercio del Cantone dei 

Grigioni il 22 maggio 2013. Dalla sua costituzione fino al trasferimento 

della sede a C._____ il 15 febbraio 2016, la B._____ è stata affiliata alla 

Cassa di compensazione AVS del Cantone dei Grigioni (qui di seguito: 

Cassa di compensazione).

2. Dal 10 marzo 2015 all'11 novembre 2015 A._____ è stato unico membro 

del consiglio di amministrazione (CdA) della B._____ con diritto di firma 

individuale. 

3. Il 27 ottobre 2016 l'Ufficio di esecuzione di C._____ ha rilasciato gli 

attestati di carenza di beni per la Cassa di compensazione, visto che non 

ha potuto accertare la presenza di beni pignorabili presso la B._____ e 

procedere a un pignoramento di salario.

4. Con decreto del 26 gennaio 2017 la Pretura del Distretto di C._____ ha 

dichiarato lo scioglimento della B._____ e ne ha ordinato la liquidazione in 

via di fallimento. 

5. Con decisione del 10 ottobre 2018 la Cassa di compensazione ha 

obbligato A._____ (nonché D._____ e E._____) al risarcimento del danno 

di CHF 83'645.63 a titolo di contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e CAF non 

saldati per gli anni 2014 e 2015 oltre a spese amministrative. 

6. Il 22 ottobre 2018 A._____ ha fatto opposizione contro tale decisione. 

7. Con decisione su opposizione del 6 aprile 2020 la Cassa di 

compensazione ha respinto l'opposizione. 

8. Avverso questa decisione A._____ (qui di seguito: ricorrente) ha inoltrato 

ricorso al Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni il 19 maggio 

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2020, chiedendo l'annullamento della decisione impugnata, in via 

subordinata che la pretesa di risarcimento nei suoi confronti venga 

condonata, in via sub-subordinata che la pretesa di risarcimento venga 

ridotta in ragione della responsabilità a 1/4, e meglio a complessivi CHF 

20'911.40. In sintesi, egli adduce che le informazioni note al momento 

della sua entrata nel CdA non avrebbero dato evidenza di arretrati nei 

pagamenti dei contributi sociali. Ciò sarebbe emerso solo quando su sua 

iniziativa sarebbe stato possibile allestire le bozze del bilancio e del conto 

economico del 2014 e la messa a giorno del 2015. Non appena avrebbe 

avuto evidenza della situazione, egli sarebbe immediatamente intervenuto 

a più riprese per porvi rimedio. Non appena avrebbe avuto conferma 

dell'inattendibilità delle rassicurazioni dell'unico azionista, D._____, egli 

avrebbe inoltrato le proprie dimissioni. In un tale contesto, non avendo 

agito con negligenza grave e non essendoci un nesso causale fra il danno 

alla Cassa e il suo agire, la sua responsabilità andrebbe negata. 

9. Nella presa di posizione del 28 maggio 2020 la Cassa di compensazione 

(qui di seguito: convenuta) ha chiesto il rigetto del ricorso. Per la 

motivazione, la convenuta ha rinviato alle sue decisioni di risarcimento e 

su opposizione. Essa ha poi osservato che le richieste e i solleciti 

apparentemente fatti dal ricorrente non basterebbero a sgravarlo. Quale 

organo responsabile della B._____ egli avrebbe dovuto provvedere a 

ricevere le adeguate informazioni direttamente dalla convenuta e in 

seguito effettuare il pagamento alla convenuta. 

10. Nella replica del 10 giugno 2020 il ricorrente si è riconfermato nel suo 

ricorso. 

II. Considerando in diritto:

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1. I requisiti processuali non danno adito a osservazioni, per cui il Tribunale 

entra nel merito del ricorso.

2. Controverso è se il ricorrente è responsabile per il danno a titolo di con-

tributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e CAF (qui di seguito anche: contributi 

sociali) subito dalla convenuta.

3. In virtù dell'art. 52 cpv. 1 della Legge federale sull'assicurazione per la 

vecchiaia e per i superstiti (LAVS; RS 831.10) il datore di lavoro deve 

risarcire il danno che egli ha provocato violando, intenzionalmente o per 

negligenza grave, le prescrizioni dell'assicurazione. I presupposti 

dell'obbligo di risarcimento sono quindi l'esistenza di un danno, la 

violazione di prescrizioni da parte del datore di lavoro e dell'organo, 

l'intenzionalità o la negligenza grave e un nesso di causalità (naturale e 

adeguato) tra la violazione (colpevole) delle prescrizioni e il danno insorto 

(cfr. STF 9C_80/2017 consid. 5.1, 9C_238/2017 consid. 5.3.2; Rivista per 

le casse di compensazione AVS [RCC], edita dall'Ufficio federale delle 

assicurazioni sociali fino al 1992, 1985, pag. 619 seg.). Giusta l'art. 52 cpv. 

2 LAVS se il datore di lavoro è una persona giuridica, rispondono 

sussidiariamente i membri dell'amministrazione e tutte le persone che si 

occupano della gestione o della liquidazione. Se più persone sono 

responsabili dello stesso danno, esse rispondono solidalmente per l'intero 

danno. Giusta l'art. 52 cpv. 3 LAVS nella versione in vigore fino al 31 

maggio 2019 il diritto al risarcimento del danno si prescrive in due anni dal 

momento in cui la cassa di compensazione competente ha avuto 

conoscenza del danno, ma in ogni caso in cinque anni dall’insorgere del 

danno. Questi termini possono essere interrotti. Il datore di lavoro può 

rinunciare a eccepire la prescrizione. Se il diritto penale prevede un 

termine di prescrizione più lungo, si applica tale termine.

4.1. Indiscusso è che la B._____, quale datrice di lavoro, ha disatteso le 

prescrizioni di cui agli artt. 14 LAVS e 34 dell'Ordinanza sull’assicurazione 

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per la vecchiaia e per i superstiti (OAVS; RS 831.101) relative all'obbligo 

di pagare i contributi sociali e che in seguito a questo comportamento 

illegale alla convenuta è insorto un danno per i contributi non saldati.

4.2. Inoltre è pacifico che la convenuta è venuta a conoscenza del danno al 

momento del ricevimento degli attestati di carenza beni del 27 ottobre 

2016 e che la decisione di risarcimento del 10 ottobre 2018 è dunque 

avvenuta entro il termine di prescrizione di due anni giusta l'art. 52 cpv. 3 

LAVS nella versione in vigore fino al 31 maggio 2019 (cfr. DTF 113 V 256 

consid. 3c).

5. Qui di seguito va esaminato se la convenuta può pretendere 

(sussidiariamente) il risarcimento del danno dal ricorrente quale 

amministratore e organo formale della società nel rispettivo periodo.  

5.1. Ai sensi della giurisprudenza si deve ammettere una negligenza grave del 

datore di lavoro risp. dell'organo se questi ha trascurato di fare quanto 

doveva apparire importante a qualsiasi persona ragionevolmente posta 

nella stessa situazione. La misura della diligenza richiesta viene 

apprezzata secondo il dovere di diligenza che si può e si deve 

generalmente esigere in materia di gestione da un datore di lavoro risp. 

dell'organo della stessa categoria di quella a cui appartiene l'interessato 

(cfr. DTF 112 V 156 consid. 4; RCC 1988, pag. 599). I fatti di cui si è resa 

colpevole una società non sono necessariamente imputabili a tutti gli 

organi della stessa. Si deve infatti esaminare se e in quale misura questi 

fatti possano essere addebitati a un determinato organo, tenuto conto 

della situazione di diritto e di fatto di quest'ultimo nella rispettiva società. 

Se un organo ha agito in modo colposo dipende dalle responsabilità e dalle 

competenze che gli sono state attribuite dalla società (cfr. DTF 108 V 199 

consid. 3a; RCC 1985, pag. 620). Di regola, se la cassa di compensazione 

subisce un danno riconducibile a un'illecita violazione delle prescrizioni 

assicurative (segnatamente dell'obbligo di pagamento dei contributi), 

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questa può partire dal presupposto che il datore di lavoro risp. l'organo 

abbia violato tali prescrizioni colpevolmente. Salvo il sussistere di motivi di 

giustificazione o di discolpa, essa di conseguenza emana la decisione di 

risarcimento nei confronti del datore di lavoro risp. dell'organo (cfr. DTF 

108 V 183 consid. 1b seg.).

5.2. Se il datore di lavoro è una società anonima, in linea di principio devono 

essere poste esigenze elevate all'obbligo di diligenza degli organi. Dal 

presidente di un consiglio d'amministrazione che funge da unico organo 

esecutivo, va pretesa maggiore diligenza che non da un membro del CdA 

di una grande impresa le cui possibilità di controllo sono limitate (cfr. DTF 

108 V 199 consid. 3b). In presenza di semplici rapporti, dai membri del 

CdA di una società anonima si deve di regola pretendere che abbiano una 

visione complessiva delle questioni più importanti dell'impresa. Inoltre, 

nemmeno la delega della competenza di gestione e di rappresentanza a 

terzi esonera i membri del CdA dal loro obbligo di alta direzione e alta 

vigilanza ai sensi dell'art. 716a cpv. 1 cifre 1 e 5 della Legge federale di 

complemento del Codice civile svizzero, Libro quinto: Diritto delle 

obbligazioni (CO; RS 220). Le persone incaricate della gestione devono 

essere sottoposte a vigilanza, in particolare per quanto concerne 

l'osservanza della legge, dello statuto, dei regolamenti e delle istruzioni, e 

perciò anche il versamento dei contributi (cfr. STFA H 348/96 consid. 5b). 

Il membro del CdA non preposto alla gestione non è tenuto a sorvegliare 

ogni singolo affare delle persone incaricate della gestione e della 

rappresentanza, ma può limitarsi a controllare l'attività della direzione e 

l'andamento degli affari. Ciò significa che deve informarsi continuamente 

sull'andamento degli affari, chiedere rapporti, studiarli con cura, se 

necessario chiedere informazioni complementari e cercare di chiarire 

errori. Se da queste informazioni emerge il sospetto di un esercizio 

inopportuno o negligente delle competenze delegate, il membro del CdA 

è tenuto a effettuare subito gli accertamenti necessari e a esercitare un 

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controllo esatto e severo del rispetto delle prescrizioni legali (cfr. DTF 114 

V 219 consid. 4a; cfr. anche PTA 1999 n. 9, pag. 48 seg.). 

5.3. L'obbligo del datore di lavoro (e quello sussidiario degli organi) di risarcire 

il danno decade, se questi comprova dei motivi di giustificazione o di 

discolpa escludenti una violazione intenzionale o per negligenza grave 

delle prescrizioni risp. legittimanti il non versamento dei contributi (cfr. DTF 

108 V 189 consid. 2b, 108 V 183 consid. 1b; STF 9C_394/2016 consid. 

4.1, 9C_238/2017 consid. 5.3.2; nel seguito si rinuncerà alla distinzione 

tra motivo di giustificazione e di discolpa, siccome secondo prassi 

vengono entrambi esaminati sotto il capitolo della colpa). Quale motivo 

giustificativo è ipotizzabile, in particolare, la situazione in cui il datore di 

lavoro riesca a consentire all'impresa di sopravvivere procrastinando il 

pagamento dei contributi, ad esempio nell'ipotesi di difficoltà passeggere 

di liquidità. Affinché un simile comportamento non comporti un 

risarcimento del danno giusta l'art. 52 LAVS, occorre però che il datore di 

lavoro, nell'istante in cui decide, abbia seri e oggettivi motivi di ritenere che 

gli sarà possibile pagare i debiti contributivi in tempo utile (cfr. DTF 108 V 

183 consid. 2; Pratique VSI 1996 pag. 307; RCC 1992 pag. 248, 1985 pag. 

622). Più precisamente, un simile comportamento sfugge a una 

responsabilità ai sensi dell'art. 52 LAVS unicamente se in questo modo il 

datore di lavoro onora altri crediti (segnatamente quelli dei lavoratori e dei 

fornitori) essenziali per la sopravvivenza dell'azienda e al tempo stesso 

può oggettivamente ritenere che i contributi dovuti verranno soluti entro un 

termine ragionevole (cfr. STF 9C_41/2017 consid. 7.2). La questione 

decisiva in tale contesto non è tanto se il datore di lavoro all'epoca credeva 

realmente che l'azienda potesse essere salvata e che i contributi 

sarebbero stati pagati in un futuro prossimo, bensì piuttosto se un tale 

atteggiamento poteva apparire oggettivamente sostenibile agli occhi di un 

terzo responsabile (cfr. STF 9C_812/2007 consid. 3.2 con riferimenti). In 

questo contesto, il Tribunale federale ha precisato che una società che 

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attraversa una fase difficile e fonda la sua esistenza su equilibri delicati 

deve prendere delle misure drastiche e immediate (cfr. STFA H 170/01 del 

23 luglio 2002 consid. 4.6. con riferimenti). I presupposti cumulativi per 

l'ammissione di un motivo di discolpa per carenza di liquidità possono 

essere riassunti come segue: Il temporaneo non pagamento dei contributi 

si fonda su di una consapevole e responsabile decisione societaria. Il 

motivo di discolpa deve sussistere per il periodo in cui andavano pagati i 

contributi. I contributi possono essere ritenuti soltanto se con i soldi ritenuti 

vengono onorate delle pretese di terzi per salvare la società. Riguardo alle 

pretese salariali dei lavoratori va osservato che, se la carenza di liquidità 

non permette il pagamento completo dei salari, questi devono essere 

fondamentalmente ridotti nella misura in cui è possibile versare i contributi 

sociali che ne risultano. La carenza di liquidità deve essere temporanea 

nel senso che non può durare che pochi mesi, cosicché sulla scorta di 

criteri oggettivi e di una critica valutazione della situazione finanziaria ci si 

possa aspettare un prossimo pagamento dei contributi in seguito a un 

assestamento oppure di una vendita della società. Devono esserci 

concreti indizi che si possa procurare del denaro entro un tempo 

ragionevole. Dal temporaneo non pagamento dei contributi occorre infine 

oggettivamente attendersi un effetto decisivo per il salvataggio della 

società. Irrilevante è se dal punto di vista soggettivo l'organo (risp. 

l'amministratore) presumeva che la società sarebbe stata salvata e i 

contributi saldati (cfr. REICHMUTH, Die Haftung des Arbeitgebers und seiner 

Organe nach Art. 52 AHVG, 2008, n. 668 segg.; cfr. pure DTF 132 III 523 

consid. 4.6). Il Tribunale federale ha sottolineato che l'organo della società 

deve prestare particolare attenzione qualora sia a conoscenza del fatto 

che la società sta attraversando una crisi finanziaria (cfr. STFA H 446/00 

del 31 agosto 2001 consid. 4a). Senza che siano realizzati questi chiari 

criteri di discolpa, l'illiquidità di una società di per sé non giustifica il 

procrastinamento del pagamento dei contributi (cfr. RCC 1985, pag. 621 

seg.). In special modo, va infine rimarcato che un membro del CdA non 

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può discolparsi obiettando di non aver avuto influsso sulla gestione 

aziendale (cfr. STF 9C_289/2011 consid. 4; DTF 114 V 223 consid. 4a).

5.4. Di regola, l'amministratore di una società anonima è responsabile del 

danno provocato alla cassa di compensazione ai sensi dell'art. 52 LAVS a 

partire dal momento della sua entrata effettiva nel CdA 

(indipendentemente dalla data d'iscrizione nel Registro di commercio) e 

risponde in via solidale non soltanto dei contributi sociali correnti, ma pure 

del debito scaduto nel corso del periodo precedente alla sua entrata in 

funzione, in quanto vi è rapporto di causa-effetto tra l'inazione dell'organo 

e il mancato pagamento dei contributi (cfr. DTF 119 V 401 consid. 4c; RCC 

1992, pag. 246 segg.). Per contro, non è data nessuna responsabilità del 

nuovo amministratore secondo l'art. 52 LAVS per il danno causato alla 

cassa di compensazione prima dell'assunzione del suo mandato nel caso 

in cui questi non poteva modificare nulla, poiché la società era già 

insolvente risp. fortemente indebitata (eccedenza di debiti), al punto che i 

contributi risultavano irrecuperabili per motivi giuridici o di fatto (STF 

9C_841/2010 consid. 4.3 con riferimenti; STFA H 156/05 del 16 gennaio 

2007 consid. 7.2). In tale ipotesi, l'amministratore risponde unicamente per 

l’aggravamento del danno, ossia per ulteriori debiti contributivi (cfr. DTF 

119 V 401 consid. 4; REICHMUTH, op. cit., n. 277 con riferimenti).

5.5. La giurisprudenza e la dottrina ammettono in maniera generale 

(tacitamente) un nesso di causalità naturale e adeguata tra il 

comportamento colpevole e il danno subito successivamente al mancato 

pagamento dei contributi (cfr. STF 9C_238/2017 consid. 5.3.2 con 

riferimenti). L'agire colpevole di un organo va ritenuto inadeguato soltanto 

qualora la colpa di un altro organo prevalga a tal punto da porre in secondo 

piano la sua colpa, per es. se è stato tratto in inganno circa i contributi 

insoluti e non ha potuto ottemperare ai suoi obblighi di pagamento (cfr. 

STF 9C_27/2017 consid. 4.6).  

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5.6. Il ricorrente afferma di essere entrato a far parte del CdA su richiesta di 

D._____, in un contesto in cui egli da una parte temeva per il suo posto di 

lavoro – essendo uscito pochi mesi prima dall'assistenza – e dall'altra 

nutriva una grande fiducia nei confronti del suo datore di lavoro e unico 

azionista D._____. Quest'ultimo in qualità di azionista unico avrebbe 

assunto un ruolo importante nella conduzione della società in raffronto ai 

vari amministratori unici susseguitisi dal 2014 al 2015. Prima di entrare nel 

CdA egli avrebbe chiesto a D._____ e a F._____ (contabile della società) 

se la contabilità fosse a giorno, se tutto fosse in ordine e se i contributi 

paritetici fossero stati versati alla Cassa. Questi avrebbero risposto 

positivamente, nel senso che tutto sarebbe stato in ordine. Solo alcuni 

mesi dopo la sua assunzione, interfacciandosi con la contabile e il revisore 

(G._____), egli avrebbe scoperto che la società non era stata gestita 

correttamente, nel senso che mancava della documentazione contabile e 

che il bilancio e il conto economico 2014 non erano ancora stati allestiti. 

Per questo motivo egli si sarebbe dato immediatamente da fare per sanare 

queste lacune contabili e quindi cercare con l'aiuto del contabile e del 

revisore di allestire il bilancio e il conto economico per il 2014 e per il 2015. 

A giugno 2015 sarebbero inoltre subentrate delle difficoltà finanziarie nella 

società. Preoccupato della situazione e anche per il fatto che nemmeno il 

suo stipendio non veniva più onorato, egli avrebbe iniziato a sollecitare 

con insistenza (più volte alla settimana) D._____, ritenuto come fosse 

sempre lui a occuparsi dei pagamenti correnti della società tramite e-

banking. A fronte di questi continui solleciti, D._____ avrebbe risposto 

rassicurando che i soldi sarebbero arrivati e che avrebbe provveduto a 

regolare tutti i pagamenti. Ad inizio luglio 2015, a seguito del lavoro svolto 

e della documentazione raccolta per gli anni contabili 2014 e 2015, il 

ricorrente avrebbe preso atto che la società non aveva fatto fronte a tutti i 

pagamenti societari (compresi i contributi sociali). Il ricorrente sarebbe 

quindi intervenuto immediatamente a più riprese, sia per iscritto che 

verbalmente nei confronti di D._____, al fine di ottenere, da una parte, i 

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motivi per i quali non erano stati pagati i contributi sociali, contrariamente 

a quanto gli sarebbe stato assicurato, e dall'altra su quali fondi si poteva 

contare per porvi rimedio. D._____ lo avrebbe a più riprese rassicurato, 

nel senso che la società stava vivendo un momento problematico per 

mancanza di liquidità, ma che tutto si sarebbe risolto a breve con l'arrivo 

di importanti importi finanziari da parte dei clienti. Da una parte credendo 

a queste rassicurazioni e dall'altra tenendo conto della crisi finanziaria e 

del timore di perdere il proprio posto di lavoro, il ricorrente si sarebbe visto 

costretto a continuare a operare nella società con la convinzione che le 

dichiarazioni di D._____ si sarebbero concretizzate nel corso dell'estate 

2015. Visto il mancato riscontro delle rassicurazioni, egli avrebbe poi 

presentato le proprie dimissioni dal CdA il 13 ottobre 2015, continuando 

tuttavia a restare alle dipendenze della società, nonostante non avesse 

più ricevuto il salario da giugno 2015. Così facendo egli non solo avrebbe 

fatto ciò che una qualsivoglia persona nella sua posizione e in un'analoga 

situazione avrebbe potuto fare per controllare che i contributi (correnti e 

arretrati) fossero stati versati, ma avrebbe pure adempito ai propri obblighi 

di diligenza. Pertanto, egli non potrebbe essere considerato responsabile 

per il danno verificatosi precedentemente all'assunzione della funzione di 

organo. Egli non avrebbe omesso di verificare se i contributi sociali fossero 

stati pagati, avendo preso visione di tutti i documenti contabili per 

accertarsene. Tale comportamento non sarebbe in relazione di causalità 

naturale e adeguata con il danno subito dalla Cassa. Nessuno dei controlli 

finanziari e contabili avrebbero permesso – de facto – al ricorrente di 

appurare la precaria situazione finanziaria della società, ritenuto come agli 

inizi del 2015 non era ancora pronta la contabilità dell'anno corrente del 

2014 e nemmeno una bozza del 2015. Egli, come qualsiasi altra persona 

in buona fede, al momento della sua entrata in carica e sino all'allestimento 

dei conti 2014/2015 non avrebbe potuto dedurre che vi fossero oneri 

sociali scoperti o possibili difficoltà finanziarie della società. Inoltre, egli 

non sarebbe mai stato incaricato di svolgere alcun tipo di pagamento. Il 

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nesso causale andrebbe ad ogni modo considerato interrotto dal 

comportamento eccezionale e imprevedibile adottato da D._____, contro 

il quale sarebbe peraltro pendente un procedimento penale in H._____ per 

fatti attinenti a varie società, tra cui la B._____. Nella denegata ipotesi che 

venga riconosciuta una negligenza grave da parte sua, alla luce dei 

concreti indizi della sua innocenza, il ricorrente chiede che venga 

decretato il condono dal risarcimento, subordinatamente la riduzione. 

5.7. Riprendendo essenzialmente l'argomentazione della convenuta, fondata 

su di una giurisprudenza consolidata, va notato che il ricorrente, quale 

organo formale di una piccola società con semplici rapporti controllabili, 

sottostava a un obbligo di diligenza elevato. Egli era responsabile della 

contabilità e della solvibilità della società. Nel determinato periodo, in veste 

di unico amministratore il ricorrente non solo doveva occuparsi della 

contabilità, ma anche del pagamento dei contributi, che andava fatto 

indipendentemente dalla presenza di una corretta contabilità. Benché 

apparentemente fosse D._____ il responsabile dei pagamenti della 

società, ciò non toglie che al ricorrente spettasse il compito di informarsi 

sullo stato del versamento dei contributi, se del caso contattando la 

convenuta ed effettuando egli stesso i pagamenti. Al più tardi a inizio luglio 

2015 nel momento in cui, grazie alla documentazione raccolta, il ricorrente 

realizzò che la società non aveva versato i contributi sociali, questi 

avrebbe dovuto attuare misure concrete onde poter pagare i contributi. In 

simili circostanze, la società non poteva continuare la sua attività versando 

i salari ai propri dipendenti e contemporaneamente accrescendo il debito 

verso la convenuta. Gli interventi asseriti dal ricorrente nei confronti di 

D._____ non possono essere considerati sufficienti per discolparlo. Inoltre, 

la colpa di D._____ non appare di tale entità da scagionare il ricorrente. 

Le giustificazioni addotte dal ricorrente non bastano per scaricarlo dalla 

sua responsabilità. L'apparente inganno da parte di D._____ per mezzo di 

false rassicurazioni sullo stato della società e sull'imminente apporto di 

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liquidità attraverso pagamenti di clienti non basta per interrompere il nesso 

di causalità tra la colpa del ricorrente e il danno della convenuta. Si noti 

che D._____ aveva altresì informato il ricorrente che la società aveva 

problemi per mancanza di liquidità. In tale situazione, qualsiasi organo 

risp. amministratore avrebbe dovuto attivarsi fattivamente per garantire la 

solvibilità della società e di conseguenza anche il pagamento dei contributi 

sociali. Il ricorrente avrebbe dovuto sapere che l'illiquidità non giustificava 

il procrastinamento del pagamento dei contributi, né di quelli scaduti né di 

quelli in corso dovuti dalla società. A questa conclusione nulla cambiano 

le (false) promesse allora fatte da D._____ di versamenti che sarebbero 

arrivati da parte di clienti. Il ricorrente avrebbe dovuto verificare l'effettiva 

possibilità dell'arrivo di tali versamenti e dunque se l'illiquidità della società 

era soltanto passeggera, in modo che, in caso affermativo, potesse 

oggettivamente e ragionevolmente ritenere possibile saldare i contributi in 

tempo debito all'arrivo di queste entrate. Il ricorrente sembra infine 

affermare, ma non comprova, che al momento della sua assunzione nel 

CdA la società era già insolvente risp. fortemente indebitata al punto che i 

contributi risultavano irrecuperabili e quindi era già insorto il danno alla 

convenuta. In base agli atti va tuttavia constatato che il fallimento della 

società è stato dichiarato soltanto a gennaio 2017. Il ricorrente non 

dimostra che, anche se avesse mostrato tutta la diligenza richiesta e 

dunque anche in presenza di un comportamento alternativo, il danno 

sarebbe subentrato in ogni caso a causa del preesistente indebitamento 

della società. In conclusione, la colpa per negligenza grave imputata dalla 

convenuta al ricorrente va confermata. 

5.8.1. Non è infine ravvisabile una colpa della convenuta che possa condurre a 

una riduzione del danno da risarcire da parte del ricorrente (cfr. a tal 

proposito art. 44 cpv. 1 CO; DTF 122 V 185 consid. 3; REICHMUTH, op. cit., 

n. 749 con riferimenti). Trattandosi inoltre di una responsabilità solidale per 

legge, la convenuta ha il diritto di esigere il risarcimento di tutto il debito da 

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uno solo dei debitori (cfr. DTF 109 V 86), per cui il Tribunale non può 

ridurre la pretesa di risarcimento nei confronti del ricorrente. Il rapporto 

(interno) fra i condebitori non è oggetto di questa procedura. 

5.8.2. Tuttavia, si rileva che la convenuta ha impartito l'obbligo di risarcimento 

del danno di CHF 83'645.63 a titolo di contributi paritetici non saldati per 

gli anni 2014 e 2015, benché il ricorrente non sia rimasto in carica fino alla 

fine dell'anno 2015. La responsabilità del ricorrente va perciò ridotta 

all'importo del danno che la convenuta ha maturato fino alle dimissioni del 

ricorrente dal CdA all'11 novembre 2015. In questo senso, il ricorso deve 

essere (parzialmente) accolto e l'incarto rinviato alla convenuta.

6.1. La procedura è gratuita (cfr. art. 1 cpv. 1 LAVS in unione con l'art. 61 lett. 

fbis LPGA). 

6.2. Siccome il ricorrente prevale solo in minima parte, si giustifica un 

indennizzo a titolo di ripetibili pari a 1/10 dell'importo totale di CHF 1'400.20 

secondo la nota d'onorario del 10 giugno 2020 del patrocinatore del 

ricorrente, e quindi di complessivi CHF 140.00. La convenuta non ha diritto 

a ripetibili (art. 61 lett. g e contrario LPGA).

7. Il Tribunale federale ha stabilito che il ricorso in materia di diritto pubblico 

interposto contro un giudizio sulla responsabilità del datore di lavoro nei 

confronti di una cassa di compensazione fondata sull'art. 52 cpv. 1 LAVS 

è ammissibile solo qualora il valore litigioso raggiunga il limite di 

CHF 30'000.00 o in presenza di una questione di diritto di importanza 

fondamentale (v. DTF 137 V 51 in applicazione di un'interpretazione in 

senso largo della nozione di "responsabilità dello Stato" ai sensi dell'art. 

85 cpv. 1 lett. a della Legge sul Tribunale federale [LTF; RS 173.110]).  

- 15 -

III. Per questi motivi il Tribunale giudica:

1. Il ricorso è parzialmente accolto. L'incarto è rinviato alla convenuta per 

nuova decisione ai sensi del considerando 5.8.2.  

2. Non si prelevano spese.

3. L'Istituto delle assicurazioni sociali del Cantone dei Grigioni, Cassa di 

compensazione AVS, versa ad A._____ CHF 140.00 a titolo di ripetibili. 

4. [Vie di diritto]

5. [Comunicazioni]