# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0dbdb2a8-6533-5fb2-a5e9-efb430de9cba
**Source:** Bundesgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2005-09-30
**Language:** it
**Title:** Bundesstrafgericht 30.09.2005 BV.2005.31
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BSTG/CH_BSTG_001_BV-2005-31_2005-09-30.pdf

## Full Text

Sentenza del 30 settembre 2005 
Corte dei reclami penali 

Composizione  Giudici penali federali Emanuel Hochstrasser, Presiden-
te, Andreas J. Keller e Tito Ponti,  
Cancelliere Giampiero Vacalli  

   
Parti   

A., rappresentata dall’avv. Goran Mazzucchelli,  
Reclamante 

 
   
  contro 
   

AMMINISTRAZIONE FEDERALE DELLE 
CONTRIBUZIONI,  

Controparte 
 

   
Oggetto  Sequestro di conti bancari 

 

B u n d e ss t r a f ge r i c h t  

T r i b u na l  p é na l  f é dé r a l  

T r i b u na l e  p e na l e  f ed e r a l e  

T r i b u na l  p e na l  f e de r a l  

Numero dell’incarto: BV.2005.31 

 

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 Fatti: 

A. Nell’ambito di un’inchiesta fiscale speciale ai sensi dell’art. 190 LIFD con-
dotta nei confronti degli avvocati B. e C., il 14 luglio 2005 la Divisione in-
chieste fiscali speciali dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (in 
seguito: DIF) ha ordinato l’estensione dei sequestri ordinati dalla medesima 
autorità il 1° febbraio 2005, dichiarando in particolare sospese le garanzie 
bancarie emesse a debito di diversi conti bancari di cui la società A., Mila-
no, è titolare presso la banca D. di Lugano, ossia: N.1, N.2, N.3, N.4, N.5, 
N.6, N.7, N.8, N.9 e N.10. La DIF ha precisato che le richieste di escussio-
ne presentate dai beneficiari delle garanzie bancarie non potranno essere 
soddisfatte, salvo autorizzazione contraria da parte dell’autorità fiscale. 

 

B. Informata sul provvedimento da D. con scritto del 18 luglio 2005, pervenuto 
il 20 luglio 2005, A., in data 22 luglio 2005, ha interposto reclamo al Tribu-
nale penale federale, chiedendo l’annullamento del provvedimento impu-
gnato, protestando spese e ripetibili. Essa ritiene, in sostanza, che la DIF 
non è competente per emettere l’ordine d’estensione dei sequestri conte-
stato e che le garanzie bancarie in questione non sono comunque “beni” 
sequestrabili. Essa chiede eventualmente di sospendere la procedura 
nell’attesa di verificare se la DIF si opporrà effettivamente alle domande di 
escussione che verranno presentate; in caso affermativo, ciò permettereb-
be alla reclamante di quantificare in maniera precisa il proprio pregiudizio. 

 

C. Con risposta del 2 agosto 2005, il direttore dell’Amministrazione federale 
delle contribuzioni (in seguito: AFC) ha chiesto di respingere il reclamo nel-
la misura della sua ammissibilità, con tasse e spese a carico della recla-
mante.  

 

D. Invitata dalla Corte dei reclami penali ad eleggere il proprio domicilio in 
Svizzera, la reclamante, con scritto del 23 settembre 2005, ha dichiarato 
eleggere il proprio domicilio legale presso lo Studio legale e notarile Catta-
neo & Postizzi a Lugano. 

 

E. Con lettera del 22 settembre 2005, anticipata per fax, la reclamante ha riti-
rato il proprio gravame. Essa dichiara che il suo “atto di reclamo” tendeva 
anzitutto ad ottenere dalla DIF una sospensione della decisione contestata, 

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sino a quando si sarebbe posto in modo concreto e attuale la sospensione 
dell’esecuzione delle garanzie bancarie. Essa aggiunge di non aver mai vo-
luto gravarsi presso il Tribunale penale federale. 

 

 

 Diritto: 

1. Il reclamo contro un’operazione o contro una decisione su reclamo deve 
essere presentato per scritto all’autorità competente, con le conclusioni e 
una breve motivazione, entro tre giorni a contare da quello in cui il recla-
mante ha avuto conoscenza dell’operazione o ha ricevuto notificazione del-
la decisione (art. 28 cpv. 3 DPA). In concreto, la decisione impugnata, data-
ta 14 luglio 2005, è stata notificata alla reclamante il 20 luglio successivo; il 
reclamo è dunque tempestivo.  

 
Secondo l’art. 28 cpv. 1 DPA, il diritto di reclamo spetta a chiunque è tocca-
to dall’operazione impugnata, dall’omissione censurata o dalla decisione su 
reclamo (art. 27 cpv. 2 DPA) e ha un interesse degno di protezione 
all’annullamento o alla modificazione (v. sentenza del Tribunale penale fe-
derale BK_B 164/04 del 5 gennaio 2005 consid. 1.3). La legittimazione atti-
va della reclamante, titolare dei conti bancari sequestrati, è in questo caso 
pacifica. 

 

2. Nel suo scritto del 22 settembre 2005 la reclamante, precisando le sue in-
tenzioni e lo scopo del suo scritto del 22 luglio 2005, ha ritirato il proprio re-
clamo. Pertanto, la presente procedura è divenuta priva d’oggetto, ciò che 
la Corte dei reclami penali si limita a costatare. 

 

3. Secondo l’art. 72 PCF, la cui applicazione analogica si giustifica in virtù dei 
rinvii previsti agli art. 25 cpv. 4 DPA, 245 PP e 40 OG, quando una lite diventa 
senz’oggetto o priva d’interesse giuridico per le parti, il tribunale, udite le parti, 
ma senz’ulteriore dibattimento, dichiara il processo terminato e statuisce, con 
motivazione sommaria, sulle spese, tenendo conto dello stato delle cose pri-
ma del verificarsi del motivo che termina la lite. Non è dunque necessario e-
saminare in dettaglio quale sarebbe stato l’esito della procedura, l’autorità 
giudicante dovendo unicamente procedere, sulla base dell’incarto, a una valu-
tazione sommaria della situazione antecedente il fatto che ha messo fine al li-
tigio. Se l’esito probabile può essere determinato, in un caso concreto, unica-
mente mediante un esame più approfondito della situazione, le spese giudizia-

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rie e le indennità ripetibili sono allora in primo luogo messe a carico della parte 
che ha provocato la procedura divenuta priva d’oggetto o presso la quale sono 
intervenute le cause che hanno condotto a tale situazione, analogicamente ai 
criteri valevoli nella procedura civile (ATF 118 Ia 488 consid. 4a, pag. 494; 
sentenza del Tribunale federale 2A.573/2003 del 30 luglio 2004 consid. 2.7). 

 Nella fattispecie, il reclamo è divenuto privo d’oggetto in seguito al suo ritiro 
da parte della reclamante, la quale, nel suo scritto del 22 settembre 2005, 
ha precisato di non aver mai avuto, in realtà, l’intenzione di gravarsi presso 
il Tribunale penale federale, ma di aver chiesto unicamente all’AFC una so-
spensione della sua decisione del 14 luglio 2005 sino al momento in cui si 
sarebbe posto in modo concreto e attuale la sospensione dell’esecuzione 
delle garanzie bancarie. Tenuto conto di quanto precede nonché dello sta-
dio ancora iniziale della procedura, la Corte dei reclami penali decreta lo 
stralcio dai ruoli della presente causa senza prelevare tasse di giustizia. 
Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili. 

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Per questi motivi, la Corte dei reclami penali pronuncia: 

1. Il reclamo è divenuto privo d’oggetto e la causa è di conseguenza stralciata 
dai ruoli. 

2. Non vengono prelevate tasse di giustizia. 

3. Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili. 

 
 
Bellinzona, il 30 settembre 2005 
 
In nome della Corte dei reclami penali 
del Tribunale penale federale 
 
Il Presidente: Il Cancelliere: 
 
 
 
 
 
 
 
 
Comunicazione a: 

- Avv. Goran Mazzucchelli 
- Amministrazione federale delle contribuzioni 

 
 
 
 
Informazione sui rimedi giuridici 
 
Le decisioni della Corte dei reclami penali concernenti misure coercitive sono impugnabili mediante 
ricorso al Tribunale federale entro 30 giorni dalla notifica, per violazione del diritto federale. La pro-
cedura è retta dagli art. 214 - 216, 218 e 219 della legge federale del 15 giugno 1934 sulla procedura 
penale applicabile per analogia (art. 33 cpv. 3 lett. a LTPF). 
Il ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata se non nel caso in cui l’autorità di ricorso 
o il suo presidente lo ordini.