# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 34eee914-40e0-5788-bd4a-f837e303f6d5
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 22.10.2014 80.2013.84
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2013-84_2014-10-22.html

## Full Text

Incarti n.

  80.2013.84

  80.2013.85

  	
  Lugano

  22 ottobre
  2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  rappr. da: avv. Rossano Bervini, Mendrisio

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 5 marzo 2013 contro la decisione del 6
  febbraio 2013 in materia di IC e IFD 2009.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   RI 1,
domiciliato a __________, è divorziato e svolge la professione di medico psichiatra
a __________.

                                         Nella
dichiarazione fiscale 2009, indicava di aver conseguito un reddito
dell’attività lucrativa indipendente di fr. 169'577.–. Fra le deduzioni
chiedeva in particolar modo quella per figli a carico per un ammontare di fr.
21'800.– e quella per figli agli studi di fr. 14'400.–, con riferimento ai
figli __________, nato nel 1985 e studente universitario fuori Cantone, e __________,
nata nel 1989 e studentessa liceale. 

 

 

                                  B.   Notificando
al contribuente la tassazione IC/IFD 2009, con decisione del 4 gennaio 2011, l’RS
1 commisurava il reddito imponibile in fr. 113'900.– per l’IC ed in fr.
134'700.– per l’IFD. L’autorità fiscale aveva in particolare riconosciuto la
deduzione per figli a carico solo nella misura di fr. 10'900.– per l’IC e di
fr. 6'100.– per l’IFD e quella per figli agli studi, prevista solo dalla legge
cantonale, nella misura di fr. 13'200.–. Nella motivazione indicava di aver
tenuto conto della situazione al 31 dicembre 2009. 

 

 

                                  C.   Il
contribuente impugnava la suddetta decisione, con reclamo del 13 gennaio 2011,
chiedendo che fossero riconosciute le deduzioni per entrambi i figli.

                                         Il 26
gennaio 2012 l’Ufficio di tassazione si rivolgeva al rappresentante del reclamante,
informandolo di avere concesso solo le deduzioni per il figlio __________ e di
avere invece riconosciuto quelle per __________ alla ex moglie, “come da accordi
presi fra i genitori nell’ambito della tassazione 2008”. Concludeva affermando che una diversa ripartizione avrebbe dovuto essere concordata fra le
parti ed invitava pertanto il rappresentante del contribuente “a volerci
trasmettere un accordo sottoscritto dai genitori”.

                                         Con
scritto del 28 marzo 2012, il reclamante inviava all’autorità di tassazione una
distinta delle spese sostenute per il mantenimento di __________ e di __________,
sottolineando di “aver richiesto alla controparte di fornire il medesimo
conteggio”, per poter “definire la proporzione dei costi tra i contribuenti”.

                                         Nel corso
di un’udienza tenutasi il 22 agosto 2012, l’Ufficio di tassazione rilevava che,
avendo la madre chiesto la stessa deduzione per la figlia __________, si era
rivolto ai genitori di quest’ultima, invitandoli a raggiungere un accordo
scritto circa “la modalità di ripartizione della deduzione”. Il reclamante
attribuiva la responsabilità per il mancato accordo alla ex moglie e ribadiva
di esigere il riconoscimento della deduzione parziale, “in base però alle spese
effettive sopportate da ognuna delle parti”.

                                         Sentita a
sua volta in udienza il 12 ottobre 2012, la ex moglie __________ si dichiarava
d’accordo con il riconoscimento della metà della deduzione per figli a carico.
Il reclamante, interpellato dall’Ufficio di tassazione si dichiarava tuttavia
contrario a tale soluzione. Seguiva uno scambio di corrispondenza fra gli ex
coniugi, che persistevano nelle rispettive posizioni. 

                                         

 

                                  D.   Con
decisione del 6 febbraio 2013, l’RS 1 accoglieva parzialmente il reclamo del contribuente,
ammettendo per l’imposta cantonale la deduzione per figli a carico nella misura
di un mezzo (fr. 5'450.–) con riferimento alla figlia __________. Per l’imposta
federale diretta, gli concedeva inoltre la deduzione per persona bisognosa a
carico di fr. 6'100.–. Nella motivazione, l’autorità fiscale argomentava che
dalla documentazione prodotta era emerso che le spese di mantenimento dei
genitori si equivalevano.

 

 

                                  E.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 chiede che gli venga
riconosciuta “la deduzione proporzionale dei costi/spese fatti valere per la
figlia __________”. Lamenta che l’autorità fiscale non gli abbia sottoposto
l’elenco delle spese fatte valere dalla ex moglie e che non abbia convocato
quest’ultima insieme a lui “con lo scopo di trovare una soluzione della
problematica che si protrae da troppo tempo”.

 

 

                                  F.   All’udienza
del 20 giugno 2013, il ricorrente ha chiesto che gli fosse riconosciuta la
deduzione in proporzione a quanto da lui speso rispetto a quanto speso dalla ex
moglie ed ha lamentato di non aver potuto prendere visione della distinta delle
spese prodotta da quest’ultima. Preso atto della disponibilità manifestata
dalla ex moglie all’Ufficio di tassazione, l’insorgente ha chiesto di tener
sospesa la causa in vista di una soluzione tramite un “mediatore esterno”. Il
giudice delegato ha acconsentito a sospendere la causa per un anno.

                                         Il 26
maggio 2014 il contribuente ha chiesto di “poter consultare gli atti
dell’incarto ed in particolare di poter avere accesso e di estrarre copia delle
spese asseritamente sopportate dalla signora __________, per il sostentamento
della nostra figlia __________”. La richiesta è stata ribadita il 4 luglio ed
il 29 settembre 2014, tramite il nuovo rappresentante, avv. __________. 

 

 

Diritto

 

 

                                    I.   Imposta
federale diretta (IFD)

 

                                   1.   1.1.                                 

                                         Secondo
l’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD, nella versione in vigore nel periodo fiscale
litigioso, sono dedotti dal reddito netto, per ogni
figlio minorenne, a tirocinio o agli studi, al cui sostentamento il
contribuente provvede, 6’100 franchi. 

                                         Le
deduzioni sociali sono stabilite secondo la situazione alla fine del periodo
fiscale o dell’assoggettamento (art. 213 cpv. 2 LIFD).

 

                                         1.2.

                                         La
Circolare n. 14 del 29 luglio 1994 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni
prevede che, quando il figlio raggiunge la maggiore età, gli alimenti pervengono
direttamente allo stesso figlio maggiorenne per cui il debitore degli alimenti
non li può più dedurre. In questo caso, la dottrina ritiene peraltro che
quest’ultimo possa far valere la deduzione per figli prevista dall’art. 213
cpv. 1 lett. a LIFD (Agner/Jung/Steinmann,
Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, n. 2 all’art. 35 LIFD, p.
149 e n. 9 ad art. 33 LIFD, p. 130; Zigerlig/Jud,
in: Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum Schweizerischen Steuerrecht,
Basilea/Francoforte 2000, vol. I, tomo 2a, n. 21 all’art. 33 LIFD, pag. 406).

                                         In
seguito, la prassi dell’AFC si è modificata: se il genitore perde il diritto
alla deduzione degli alimenti, perché il figlio è diventato maggiorenne, può
tuttavia rivendicare la deduzione per persona bisognosa a carico, prevista
dall’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD. Se, poi, il figlio divenuto
maggiorenne, ma tuttora bisognoso di mantenimento, vive presso l’altro
genitore, quest’ultimo continua ad avere diritto alla deduzione per figli a carico
(cfr. ora anche la Circolare
dell’AFC n. 30 del 21 dicembre 2010, in vigore dal 1° gennaio 2011; inoltre: Agner/Digeronimo/Neuhaus/Steinmann, Kommentar
zum Gesetz über die direkte Bundessteuer – Ergänzungsband, Zurigo 2000, n. 9a
ad art. 33 LIFD, p. 122).

                                         La
poc’anzi menzionata prassi dell’AFC è sottoposta a critiche severe della
dottrina (cfr. a questo riguardo CDT n. 80.2000.00166 del 7 novembre 2000, in RDAT I-2001 n. 7t, p. 362).

                                         Il
Tribunale federale l’ha tuttavia ritenuta legittima, affermando che, sebbene un
contribuente non debba dichiarare quale reddito imponibile i contributi di
mantenimento che riceve in seguito al divorzio per i propri figli maggiorenni,
tuttavia può chiedere la deduzione per figli a carico, sebbene il genitore che
paga gli alimenti (che non può chiedere in deduzione gli alimenti versati ai figli
maggiorenni) possa a sua volta far valere la deduzione per persona bisognosa a carico.
La legge esclude solo che lo stesso genitore possa cumulare la deduzione per figli
a carico e quella per persone bisognose (sentenza del Tribunale federale del 23
gennaio 2002 n. 2A.406/2001, in ZStP 2002 p. 147 = StE 2002 B 29.3 n. 18).

 

 

 

                                         1.3.

                                         Il 1°
gennaio 2011 la disposizione concernente la deduzione per figli è stata modificata,
per effetto dell’entrata in vigore della Legge federale sullo sgravio delle famiglie
con figli. In questo contesto, il legislatore federale si è infatti occupato
fra l’altro della questione di stabilire chi abbia diritto alla deduzione per
figli quando i genitori sono separati o divorziati. In precedenza, secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale, erano escluse tanto la concessione della
deduzione ad entrambi i genitori quanto la divisione della stessa fra questi ultimi.
Anche in caso di custodia alternata, solo il genitore che riceveva una pensione
alimentare dall’altro per sopperire ai bisogni del figlio era considerato il
contribuente che provvede al sostentamento del figlio. Se non vi era alcun
versamento di alimenti, la deduzione era attribuita al coniuge che aveva il
ruolo più importante nella custodia o, se l’importanza era uguale, il genitore
con il reddito più elevato, che si presumeva contribuire in misura più importante
al sostentamento del figlio. 

                                         La nuova
versione dell’art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD, in vigore dal 2011 (dal 1°
gennaio 2014 è divenuta l’art. 35 cpv. 1 lett. a LIFD), prevede che, se
i genitori sono tassati separatamente e se il figlio sottostà all'autorità
parentale in comune e non sono versati alimenti secondo l'articolo 33
capoverso 1 lettera c, anche la deduzione per i figli è
ripartita per metà. Secondo il messaggio del Consiglio federale che accompagnava
il disegno di legge, la ripartizione per metà della deduzione si intraprende a
prescindere dal fatto che la custodia del figlio sia alternata, perché il
governo ha ritenuto che non si possa pretendere che l’autorità di tassazione
accerti la quota effettiva di autorità parentale di ogni genitore (cfr. Pedroli, Novità e tendenze legislative
nel campo del diritto tributario, RtiD II-2009, p. 564).

                                         

                                         1.4.

                                         A parte
il fatto che la nuova disposizione legale che consente la ripartizione della
deduzione fra i genitori non era ancora in vigore nel periodo fiscale
litigioso, la stessa non avrebbe comunque riflessi sulla fattispecie in esame.
Infatti, presuppone che il figlio sottostia all’autorità parentale in comune. Ne
consegue che il suo campo d’applicazione è necessariamente limitato ai genitori
di figli minorenni (cfr. anche Jaques,
Les frais liés à l’entretien de l’enfant: de quelques développements sur les
allégements fiscaux en vigueur dès 2011, ASA 80 p. 217 ss., in particolare p.
250). 

                                         La prassi continua
pertanto a conformarsi a quanto stabilito dalla giurisprudenza del Tribunale federale,
in particolare con la sentenza del 23 gennaio 2002. La Circolare n. 30 del 21
dicembre 2010 dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (“Imposizione
dei coniugi e della famiglia secondo la legge federale sull’imposta federale
diretta [LIFD]”), che ha sostituito la circolare n. 14 del 1994, prevede
infatti che il genitore che versa gli alimenti possa far valere la deduzione
per i figli. Se entrambi i genitori versano gli alimenti, il genitore con i
contributi finanziari superiori, ossia di norma colui che percepisce il reddito
più elevato, può far valere la deduzione per i figli. L’altro genitore può far
valere la deduzione per persona bisognosa a condizione che le prestazioni
uguagliano almeno l’importo della deduzione (cfr. circolare cit., par. 14.10.2,
p. 37).

 

                                         1.5.

                                         Nel
periodo fiscale in questione, __________ abitava con la madre e frequentava una
scuola di moda a __________. Il padre le versava un contributo mensile di fr.
825.–, oltre a sostenere diversi costi, in particolare per la sua formazione. 

                                         Conformemente
alla giurisprudenza e alla prassi precedentemente evocate, l’Ufficio di
tassazione ha riconosciuto all’insorgente la deduzione per persona bisognosa a
carico di fr. 6'100.–. Ci si potrebbe chiedere se il ricorrente non avrebbe avuto
diritto invece alla deduzione per figli, mentre quella per persona bisognosa
avrebbe dovuto essere riconosciuta alla ex moglie. In considerazione del fatto
che l’ammontare delle due deduzioni è identico, la questione non merita
tuttavia di essere approfondita.

 

                                         1.6. 

                                         Il
ricorso in materia di imposta federale diretta è pertanto respinto.

 

 

                                   II.   Imposta
cantonale

 

                                   2.   2.1.

                                         Le
deduzioni sociali non sono soggette all’obbligo di armonizzazione
intercantonale e non sono quindi disciplinate dalla legge federale (art. 9 cpv.
4 LAID).

                                         Per
l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni
figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui
sostentamento il contribuente provvede, 10'900.– franchi.

                                         Dal 1° gennaio
2012 anche nella legge cantonale è stata inserita la precisazione secondo cui,
se i genitori sono tassati separatamente e se il figlio sottostà all’autorità
parentale in comune e non sono versati alimenti secondo l’articolo 32 capoverso
1 lettera c, anche la deduzione per i figli è ripartita per metà.

 

                                         2.2.

                                         Per la
circolare n. 18 del luglio 2009 della Divisione delle contribuzioni (“Imposizione
della famiglia”), nel caso di genitori divorziati, separati legalmente o di
fatto, celibi o nubili, che mantengono però figli maggiorenni a tirocinio o
agli studi fino al 28.mo anno di età, una sola persona ha diritto alla
deduzione per figli a carico: quella che provvede al sostentamento. Se però
entrambi i genitori provvedono in modo importante al mantenimento dei figli, la
deduzione può essere ripartita fra i genitori.

 

                                         2.3.

                                         Anche secondo
la giurisprudenza della Camera di diritto tributario si deve tener conto dell’effettivo
onere di mantenimento dei figli (cfr. RDAT I-2008 p. 893).

                                         In una sentenza del 2000, questa Camera aveva stabilito che né
l’importo __________.– al mese né quello di fr. 717.– al mese, versati a titolo
di contributo di mantenimento dal padre ai figli affidati alla madre, si
potevano considerare sufficienti a garantire il mantenimento di un figlio
maggiorenne ancora in formazione, non raggiungendo neppure il minimo vitale
secondo i parametri adottati dall’Ufficio esecuzioni e fallimenti. Si è
pertanto ritenuto che la madre, nonostante l’esiguità dei redditi di cui
disponeva, contribuisse comunque, in una certa misura, al mantenimento del figlio.
È stata dunque considerata equa la decisione dell’Ufficio di tassazione di
suddividere a metà fra i genitori le deduzioni per figli e per figli agli studi
(RDAT I-2001 n. 7t). In un altro caso, questa Camera ha concesso al padre
che pagava gli alimenti solo un quarto delle deduzioni sociali (per figli a
carico e figli agli studi), in considerazione del fatto che i figli erano diventati
maggiorenni nel corso del periodo fiscale e che pertanto il padre aveva
ottenuto una deduzione degli alimenti per metà dell’anno, mentre la madre aveva
pagato le imposte sullo stesso importo (cfr. sentenza CDT n. 80.2007.15 del 27
dicembre 2007). 

                                         Ancora
con sentenza del 15 aprile 2009 (n. 80.2009.23, in RtiD II-2009 n. 6t) questa Corte ha ribadito che, venuto meno con la maggiore età dei figli il diritto per il
debitore degli alimenti di dedurre dal reddito imponibile l’importo versato a
tale titolo, è ammesso che le deduzioni sociali per figli a carico e agli studi
possono essere suddivise fra i genitori.

 

 

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Nel caso
in esame, il principio della ripartizione della deduzione per figli fra i
genitori non è contestato. Il ricorrente pretende tuttavia di aver contribuito
in maniera più importante rispetto alla ex moglie al mantenimento della figlia __________
e chiede pertanto la deduzione in proporzione alla parte delle spese di mantenimento
da lui sopportate rispetto a quelle affrontate dalla ex moglie. Per poter
verificare tale proporzione, l’insorgente chiede altresì di poter visionare i
costi fatti valere da quest’ultima.

 

                                         3.2.

                                         Per quanto riguarda
quest’ultimo aspetto, il diritto reciproco dei coniugi di esaminare gli atti è limitato al caso in cui sono tassati congiuntamente (art. 187 cpv. 1 seconda frase LT; v. anche l’art. 114 cpv.
1 seconda frase LIFD). Dal momento della separazione, pertanto, il coniuge non
ha più il diritto di esaminare gli atti fiscali dell’altro coniuge, per il
fatto che vengono tassati separatamente (cfr. anche: Circolare n. 30 dell’AFC,
par. 15.6, p. 42; Masmejan-Fey,
in: Yersin/Noël [a cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct,
Basilea 2008, n. 10 ad art. 114 LIFD, p. 1152).

                                         L’insorgente non ha
pertanto alcun diritto di esaminare la distinta delle spese di mantenimento
della figlia, che sarebbe allegata alla dichiarazione d’imposta inoltrata dalla
ex moglie.  

 

                                         3.3.

                                         L’autorità
fiscale sostiene, nella sua decisione su reclamo, che “sulla base della documentazione
prodotta emerge che le spese di mantenimento sopportate da ogni genitore
(contributo versato dalo contribuente alla ex moglie per la figlia __________
rispettivamente dalla ex-moglie al contribuente per il figlio __________) si
equivalgono”.

                                         Contestando
tale affermazione, il ricorrente pretende che sia stabilito il rapporto
percentuale esatto del contributo fornito da ciascun genitore al mantenimento
della figlia __________ e che la deduzione sociale sia ripartita in tale
proporzione.

                                         Una
simile pretesa non è sostenibile. 

 

                                         3.4.

                                         Si è già
rilevato che, nell’ambito dell’imposta federale diretta, sia il genitore che versa
gli alimenti sia quello che li riceve hanno diritto ad una deduzione
sociale; nel primo caso si tratta della deduzione per i figli, nel secondo di
quella per persona bisognosa, purché le sue prestazioni uguaglino almeno
l’importo della deduzione. L’importo della deduzione è tuttavia uguale (fr.
6'100.– nel periodo fiscale in discussione).  

                                         Ora, nel
caso dell’imposta cantonale, tenuto conto anche del fatto che l’ammontare della
deduzione è nettamente superiore rispetto a quello dell’imposta federale diretta,
invece di concedere ad ogni genitore una deduzione, si giustifica di
suddividere fra loro la stessa deduzione. Seguendo lo stesso criterio di
ripartizione, si giustifica una ripartizione per metà della deduzione prevista
dalla legge cantonale (fr. 10'900.– nel periodo in discussione), a condizione
che le prestazioni di entrambi i coniugi raggiungano almeno l’ammontare della
metà della stessa (fr. 5'450.–).

                                         In questo
contesto, va ancora sottolineato che il mantenimento del figlio maggiorenne può
assumere la forma di prestazioni in natura fornite nell’ambito della comune
economia domestica (vitto, alloggio ecc.). Di conseguenza, entrambi i genitori
partecipano al mantenimento del figlio, anche se uno solo di essi (quello che
non abita con lui) versa in senso vero e proprio un contributo di mantenimento
pecuniario (cfr. Jaques, op. cit.,
p. 251 e giurisprudenza citata). 

                                         È
chiaramente difficile, in queste condizioni, quantificare precisamente, in
forma monetaria, il contributo di ciascun genitore e, di conseguenza, stabilire
una proporzione esatta.  

                                         Si impone
allora, anche nell’interesse della praticabilità, la conclusione seguente:
quando entrambi i genitori partecipano in modo importante al mantenimento del figlio
maggiorenne a tirocinio o agli studi, la deduzione per figli a carico è
ripartita per metà, a condizione che le prestazioni di ognuno raggiungano almeno
tale ammontare. Se non lo raggiungono, l’intera deduzione viene attribuita
all’altro genitore.

 

                                         3.5. 

                                         La
decisione impugnata, con la quale l’Ufficio di tassazione ha ripartito per metà
fra i genitori la deduzione per figli relativa alla figlia __________, va
pertanto condivisa. Quale che sia la misura del contributo dei genitori, è
innegabile che entrambi abbiano speso almeno fr. 5'450.–, considerando anche le
prestazioni in natura, in particolare vitto e alloggio. 

 

 

                                   4.   Visto
l’esito del ricorso, la tassa di giustizia e le spese processuali sono a carico
del ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.    800.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.       80.–

                                         per un
totale di                                                       fr.    880.–

                                         sono a
carico del ricorrente.

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss.
LTF).

 

                                         4.   __________

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: