# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 1db4e0d0-7237-5f03-be8a-36d6ff15b4d7
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-02-20
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 20.02.2023 D-879/2023
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-879-2023_2023-02-20.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte IV 

D-879/2023 

 

 
 

 
 S e n t e n z a  d e l  2 0  f e b b r a i o  2 0 2 3  

Composizione 
 Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,  

con l’approvazione del giudice Grégory Sauder;  

cancelliera Alissa Vallenari. 
 

 
 

Parti 
 A._______, nata il (…), con le figlie 

B._______, nata il (…), 

C._______, nata il (…), 

Afghanistan,  

(…),   

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 
 Segreteria di Stato della migrazione (SEM), 

Quellenweg 6, 3003 Berna, 

autorità inferiore. 
 

 
 

Oggetto 
 Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento  

(procedura Dublino - art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi);  

decisione della SEM del 7 febbraio 2023 / N (…). 

 

 

 

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Visto: 

le domande d’asilo che A._______, e per suo tramite le figlie B._______ e 

C._______, hanno presentato in Svizzera il (…) novembre 2022, 

l’estratto della banca dati europea “Eurodac” del 9 novembre 2022, da cui 

si evince che A._______ è entrata illegalmente in Italia il (…) e le sono state 

rilevate le impronte dattiloscopiche il giorno seguente, 

la richiesta di presa in carico delle richiedenti del 10 novembre 2022, fon-

data sull’art. 13 par. 1 del regolamento (UE) n. 604/2013 del Parlamento 

europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 che stabilisce i criteri e i mec-

canismi di determinazione dello Stato membro competente per l’esame di 

una domanda di protezione internazionale presentata in uno degli Stati 

membri da un cittadino di un paese terzo o da un apolide (rifusione; Gaz-

zetta ufficiale dell’Unione europea [GU] L 180/31 del 29.06.2013; di se-

guito: RD III), 

il verbale del colloquio Dublino del (…) novembre 2022 di A._______, 

l’accettazione del 6 febbraio 2023 da parte italiana, sulla base dell’art. 13 

par. 1 RD III, della presa in carico delle interessate, 

la documentazione medica all’incarto, 

la decisione della SEM del 7 febbraio 2023, notificata il 9 febbraio 2023 

(cfr. [atto della SEM] n. [{…}]-32/1), di non entrata nel merito giusta 

l’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi (RS 142.31), con conseguente trasferimento 

delle interessate verso l’Italia, 

la dichiarazione di cessazione del mandato di rappresentanza sottoscritta 

dal rappresentante legale designato il 9 febbraio 2023 (cfr. n. 33/1 e 34/1), 

il ricorso inviato il 14 febbraio 2023 (cfr. risultanze processuali: data della 

busta del plico raccomandato), presentato in lingua inglese e tedesca, di-

nanzi al Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale), contro 

la summenzionata decisione della SEM, 

i fatti del caso di specie che, se necessari, verranno ripresi nei considerandi 

che seguono, 

 

 

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e considerato: 

che le procedure in materia d’asilo sono rette dalla PA, dalla LTAF e dalla 

LTF, in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 

che le ricorrenti hanno presentato il loro ricorso in lingua inglese e tedesca; 

allorché la decisione impugnata è stata redatta in italiano; che ai sensi dei 

motivi che seguono ed in applicazione dell’art. 33a cpv. 4 PA, il Tribunale 

rinuncia ad ordinare una traduzione del memoriale ricorsuale; che tuttavia, 

non essendovi ragioni per scostarsi dalla regola sancita all’art. 33a cpv. 2 

PA, applicabile per rimando degli art. 6 LAsi e 37 LTAF, il procedimento 

segue la lingua della decisione impugnata, 

che il ricorso è tempestivo (art. 108 cpv. 3 LAsi) ed è ammissibile sotto il 

profilo degli art. 5, 48 cpv. 1 lett. a–c e 52 cpv. 1 PA, essendo rilevato per 

queste ultime due disposizioni che anche se l’atto ricorsuale non contiene 

delle conclusioni esplicite, le stesse risultano essere evincibili alla lettura 

del medesimo; che per questo motivo, ed in quanto manifestamente infon-

dato, come si vedrà di seguito, il Tribunale si esime in specie dall’accordare 

un breve termine suppletorio alle insorgenti per rimediare a tali condizioni 

ai sensi dell’art. 52 cpv. 2 PA, 

che il ricorso è manifestamente infondato e la decisione è motivata quindi 

soltanto sommariamente (art. 111 lett. e e 111a cpv. 2 LAsi); che giusta 

l’art. 111a cpv. 1 LAsi, il Tribunale rinuncia allo scambio di scritti, 

che nel colloquio Dublino A._______ ha dichiarato di non voler essere rin-

viata in Italia, in quanto in Svizzera si sentirebbe più sicura e tranquilla e 

vorrebbe che le sue figlie possano studiare; che per quanto concerne la 

figlia B._______, ella avrebbe visto le condizioni di vita nel centro in Italia 

rispetto a quelle in Svizzera, e vorrebbe quindi rimanere in quest’ultimo 

Paese; che anche la figlia C._______ si sentirebbe più tranquilla in Sviz-

zera (cfr. n. 22/3), 

che nel provvedimento avversato, l’autorità inferiore ha segnatamente 

escluso la sussistenza in Italia di carenze sistemiche ai sensi dell’art. 3 

par. 2 RD III o di un rischio di trattamenti contrari all’art. 3 CEDU (RS 0.101) 

o di violazione del principio del divieto di respingimento; che inoltre non vi 

sarebbero motivi che obbligherebbero la Svizzera ad esaminare la loro do-

manda d’asilo giusta l’art. 16 par. 1 RD III, né che giustificherebbero l’ap-

plicazione della clausola di sovranità ex art. 17 par. 1 RD III o ex art. 29a 

cpv. 3 dell’ordinanza 1 sull’asilo relativa a questioni procedurali dell’11 ago-

sto 1999 (OAsi 1, RS 142.311), 

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che nel ricorso, le insorgenti allegano che la situazione in Italia non sarebbe 

molto buona; che la ricorrente sarebbe preoccupata per le possibilità di 

lavoro e di presa in carico delle sue due figlie nel predetto Paese; che la 

sicurezza in Italia non sarebbe la stessa che in Svizzera e che loro apprez-

zerebbero la cultura presente in quest’ultimo Stato e per questo chiedono 

di poter rimanere in Svizzera, 

che la SEM, nel contesto della procedura Dublino, non entra nel merito ai 

sensi dell’art. 31a cpv. 1 lett. b LAsi quando, dopo aver passato in rasse-

gna gli art. 7–15 RD III, conclude che un altro Stato è competente per l’ese-

cuzione della procedura d’asilo e allontanamento, 

che, tacitamente (art. 22 par. 7 RD III), l’Italia ha riconosciuto la propria 

competenza per la presa in carico delle insorgenti; che poi, in data 6 feb-

braio 2023, le autorità italiane, hanno esplicitamente accettato tramite il for-

mulario “nucleo familiare” il trasferimento delle insorgenti in questione (cfr. 

n. 27/1), 

che tale formulario ed il suo contenuto, risultano essere delle garanzie suf-

ficientemente concrete ed individuali, onde garantire al nucleo famigliare 

con due bambine minorenni, che verrà alloggiato nel SAI, garantendo 

l’unità famigliare in accordo con la sentenza della Corte europea dei diritti 

dell’uomo (di seguito: CorteEDU) Tarakhel contro Svizzera (Grande Ca-

mera [GC]) del 4 novembre 2014, n. 29217/12 (cfr. sentenza di riferimento 

del Tribunale F-6330/2020 del 18 ottobre 2021 consid. 11.1-11.3), 

che peraltro, come già motivato rettamente dalla SEM nella decisione av-

versata, le dichiarazioni delle insorgenti rese nel corso del colloquio  

Dublino così come nell’ambito del ricorso, per opporsi al loro trasferimento 

in Italia, risultano ininfluenti nell’ambito della determinazione dello Stato 

membro competente per la trattazione della loro domanda d’asilo; che in 

merito si rileva come il RD III non offre il diritto al richiedente l’asilo, di sce-

gliere, autonomamente, lo Stato nel quale la sua domanda d’asilo verrà 

esaminata (cfr. DTAF 2010/45 consid. 8.3), 

che di conseguenza, la competenza dell’Italia è di principio data, 

che l’applicazione dell’art. 3 par. 2 2a frase RD III non si giustifica nel caso 

di specie, visto che non vi sono fondati motivi per ritenere che in Italia, 

malgrado la procedura d’asilo ed il dispositivo d’accoglienza e di assistenza 

sociale siano in parte deficitarie, sussistano carenze sistemiche ai sensi 

dell’art. 4 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (GU C 

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364/1 del 18.12.2000; cfr. le sentenze di riferimento del Tribunale  

D-4235/2022 del 19 aprile 2022 consid. 10.2; F-6330/2020 succitata con-

sid. 9), 

che la presunzione secondo cui l’Italia agisca in linea con gli standard pre-

visti dal diritto europeo e internazionale non è stata rovesciata dalle ricor-

renti; che difatti le loro allegazioni generiche esposte in corso di procedura 

di prima istanza e con il ricorso circa la situazione d’accoglienza in Italia, 

non sono in grado di condurre ad una modifica delle conclusioni espresse 

dal Tribunale in merito nella sentenza di riferimento D-4235/2021 del 

19 aprile 2022, al quale hanno accesso i richiedenti l’asilo che non vi hanno 

ancora depositato una domanda d’asilo, come è il caso delle insorgenti (i 

cosiddetti “take charge”, art. 18 par. 1 lett. a RD III; cfr. sentenza  

D-4235/2021 precitata consid. 10.4.3.2-10.4.3.3), 

che neppure le clausole discrezionali previste agli art. 17 par. 1 RD III e 

29a cpv. 3 OAsi 1, sono applicabili in specie, 

che dagli atti all’incarto risulta che il trasferimento in Italia delle insorgenti, 

non contravviene ad alcuna norma imperativa di diritto internazionale; che 

anche dal punto di vista medico non vi sono problemi di una gravità tale da 

impedirne il rinvio (cfr. n. 23/3, 24/3, 25/2, 26/2, 28/1, 29/1 e 35/2), non 

essendo le affezioni delle ricorrenti classificabili quali gravi ai sensi della 

giurisprudenza convenzionale in materia (cfr. sentenze della CorteEDU N. 

contro Regno Unito del 27 maggio 2008, [GC] n. 26565/06; Paposhvili con-

tro Belgio del 13 dicembre 2016, [GC] n. 41738/10, §181 segg.; 

DTAF 2011/9 consid. 7.1; sentenza di riferimento D-4235/2021 con-

sid. 10.4.3.3), 

che pertanto l’Italia è tenuta a prendere in carico le ricorrenti in ossequio 

alle condizioni poste agli art. 21, 22 e 29 RD III, 

che considerato quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la deci-

sione della SEM confermata, 

che visto l’esito della procedura, le spese processuali sono poste a carico 

delle ricorrenti (art. 63 cpv. 1 e 5 PA; nonché art. 3 lett. a del regolamento 

sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale ammini-

strativo federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]), 

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che la decisione è definitiva e non può, in principio essere impugnata con 

ricorso in materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 

lett. d cifra 1 LTF),  

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il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di CHF 750.– sono poste a carico delle ricorrenti. Tale 

ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale amministrativo 

federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sen-

tenza. 

3.  

Questa sentenza è comunicata alle ricorrenti, alla SEM e all’autorità can-

tonale competente. 

 

Il giudice unico: La cancelliera: 

  

Daniele Cattaneo Alissa Vallenari 

 

 

Data di spedizione: