# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67c94dc0-88f2-58cd-acfd-336138fcd7bd
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-06-25
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte dei reclami penali 25.06.2014 60.2014.58
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAP_002_60-2014-58_2014-06-25.html

## Full Text

Incarto n.

  60.2014.58

   

  	
  Lugano

  25 giugno 2014/ps

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  
	
  La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
					

 

	
  composta dai giudici:

  	
  Mauro Mini, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  cancelliera:

  	
  Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera

  

 

 

sedente per statuire sul reclamo 19/20.2.2014 presentato
da

 

 

	
   

  	
  RE 1 

  patr. da: PR 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  il decreto di non luogo a procedere 7.2.2014 emanato
  dal procuratore generale John Noseda nell’ambito del procedimento penale
  dipendente da sua denuncia 20.11.2012 nei confronti di PI 1, (patr. da: avv. PR
  2,), per titolo di reato di appropriazione indebita, furto e truffa (NLP __________);

  

 

 

richiamate le osservazioni 21.2.2014 del magistrato
inquirente, con le quali comunica di riconfermarsi nella decisione impugnata, e
5/6.3.2014 di PI 1, con le quali postula la reiezione del gravame;

 

vista la replica 12/13.3.2014 di RE 1 e la duplica
14/17.3.2014 di PI 1; 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

considerato

 

in fatto

 

                                   a.   Con
esposto 20/23.11.2012 RE 1 ha sporto denuncia penale nei confronti di PI 1 per
i titoli di reato di appropriazione indebita, furto e truffa. Egli afferma di
aver “(…) in diverse occasioni, nel corso del corrente anno 2012, (…) mutuato
alla denunciata l’importo di Fr. 71'000.-. I prelievi sono avvenuti attingendo
dal conto intestato presso la Banca __________ del __________ di __________,
prelevando alla succursale di __________ e, in gran parte, alla succursale di __________,
(…)” (denuncia penale 20/23.11.2012, AI 1, inc. MP __________).

 

 

                                  b.   Con
decisione 7.2.2014 il procuratore generale, ricevuto il rapporto di inchiesta
di polizia giudiziaria 20.9.2013, ha decretato il non luogo a procedere a
favore della denunciata in difetto dei presupposti oggettivi e soggettivi dei
reati: “(…) Tale conclusione si rafforza, a fronte delle dichiarazioni
divergenti delle parti, in considerazione dell’assenza di una qualsiasi prova
oggettivamente rilevante, come ad esempio un accordo scritto tra le parti in
relazione alle presunte dazioni di denaro o una testimonianza neutra a favore o
contro una delle parti (…)” (decreto di non luogo a procedere 7.2.2014, p.
3, NLP __________).

 

 

c.Con
gravame 19/20.2.2014 RE 1 postula che il decreto di non luogo a procedere sia
annullato e che l’incarto sia rinviato al Ministero pubblico per la riapertura
del procedimento penale. In particolare egli chiede al magistrato inquirente di
procedere con un confronto tra le parti e l’audizione “(…) della/e cassiera/e
della succursale della banca __________ di __________ in qualità di teste/i
(…)” (reclamo 19/20.2.2014, p. 1).

 

Con istanza separata RE 1 postula
inoltre di essere ammesso al beneficio del gratuito patrocinio.

 

 

                                  d.   Delle
ulteriori osservazioni, così come della replica e della duplica, si dirà, se necessario,
in corso di motivazione.

 

 

 

 

 

 

 

in diritto

 

                                   1.   1.1.

                                         Giusta
i combinati art. 310 cpv. 2 e 322 cpv. 2 CPP le parti possono impugnare il decreto
di non luogo a procedere dinanzi alla giurisdizione di reclamo.

 

                                         Con
il gravame si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l’eccesso e
l’abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393 cpv. 2 lit. a CPP), l’accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393 cpv. 2 lit. b CPP) e l’inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).

 

                                         Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni,
per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare
all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.

 

                                         In particolare il reclamo deve indicare i punti della
decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione
ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

 

                                         La
prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla
giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere indipendentemente
dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti, applicando il
diritto penale, che deve imporsi d’ufficio (Commentario CPP – M. MINI, art. 391
CPP n. 2; cfr., anche, sentenze TF 1B_460/2013 del 22.1.2014 consid. 3.1.;
1B_40/2013 del 26.2.2013 consid. 3.2.; 1B_768/2012 del 15.1.2013 consid. 2.1.).

 

                                         1.2.

                                         Il gravame, inoltrato il 19/20.2.2014 alla Corte dei
reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro il decreto di non
luogo a procedere 7.2.2014 (NLP __________), è tempestivo e proponibile. 

 

RE 1, accusatore privato, è
pacificamente legittimato a reclamare giusta l’art. 382 cpv. 1 CPP avendo un
interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla modifica della decisione.

                                         

                                         1.3.

                                         1.3.1.

                                         Quanto
alla motivazione del mezzo di ricorso, l’art. 385 cpv. 1 CPP impone alla
persona o all’autorità che interpone reclamo di indicare con precisione i punti
della decisione che intende impugnare (lit. a), i motivi a sostegno di una
diversa decisione (lit. b) ed i mezzi di prova che invoca (lit. c).

 

                                         Con
particolare riferimento all’art. 385 cpv. 1 lit. b CPP, non è sufficiente una diversa
interpretazione delle risultanze da parte del ricorrente, ma occorre la dimostrazione
della verosimiglianza di alto grado circa altra conclusione che merita
approfondimento istruttorio. In materia di decreto di non luogo a procedere o
di abbandono, l’accusatore privato deve far valere, con adeguata motivazione e
confrontandosi col decreto impugnato, la presenza di sufficienti indizi di
reato, tali da giustificare l’apertura dell’istruzione, rispettivamente la
promozione dell’accusa. Deve compiutamente esporre gli elementi costitutivi del
reato ipotizzato e spiegare come mai, a suo dire e contrariamente al parere
contenuto nel decreto impugnato, detti elementi costitutivi sarebbero adempiuti
(cfr., e contrario, art. 310 cpv. 1 e 319 cpv. 1 CPP).

 

                                         1.3.2.

                                         RE
1 ipotizza a carico della denunciata i reati di appropriazione indebita giusta
l’art. 138 cifra 1 CP [secondo cui è
punito chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto, si appropria
di una cosa mobile altrui che gli è stata affidata o indebitamente impiega a
profitto proprio o di un terzo valori patrimoniali affidatigli (BSK Strafrecht
II – M.A. NIGGLI / C. RIEDO, 2. ed., art. 138 CP n. 7 ss.)], furto giusta l’art. 139 cifra 1 CP [secondo cui è punito chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito
profitto, sottrae al fine di appropriarsene una cosa mobile altrui (BSK Strafrecht II – M. A. NIGGLI / C. RIEDO, op. cit.,
art. 139 CP n. 7 ss.)] e truffa
giusta l’art. 146 cpv. 1 CP [secondo cui
è punito chiunque, per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
inganna con astuzia una persona affermando cose false o dissimulando cose vere
oppure ne conferma subdolamente l’errore inducendola in tal modo ad atti
pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui (BSK Strafrecht II –
G. ARZT, op. cit., art. 146 CP n. 10 ss.)].

 

                                         Il
reclamante, tuttavia, per quanto attiene ai reati sopraindicati, si limita
nondimeno ad affermare che le conclusioni del magistrato non possono essere da
lui condivise, proponendo l’interrogatorio della cassiera della banca __________
di __________ ed un confronto tra le parti. RE 1, pur assistito da un legale,
non si confronta quindi con i presupposti oggettivi e soggettivi dei reati ipotizzati.

 

                                         La
circostanza che secondo l’art. 391 CPP questa Corte esamini liberamente il
fatto ed il diritto non dispensa il reclamante dal suo obbligo di precisamente
indicare i fatti che ritiene di rilevanza penale e, cumulativamente, di
procedere alla loro sussunzione ai presupposti dei reati ipotizzati. Questa
Corte, autorità di reclamo giusta l’art. 393 CPP, deve limitarsi a verificare
se la sussunzione dei fatti al diritto effettuata dalla reclamante è corretta;
non può invece sostituirsi a quest’ultima in tale compito. 

 

                                         In
queste circostanze è quindi dubbio che l’atto di reclamo in esame ossequi i
requisiti esatti dall’obbligo di motivazione.

 

                                         L’esito
del gravame, respinto nel merito, permette in ogni caso di lasciare irrisolta
la questione della ricevibilità.

 

 

2.2.1.

                                         RE
1, come detto, ipotizza i reati di truffa, appropriazione indebita e furto nei
confronti di PI 1 in merito ai fatti avvenuti tra il 1.4.2012 ed il 30.6.2012.

 

                                         2.2.

RE 1 è stato sentito dalla polizia
cantonale di __________ in via rogatoriale in data 11.4.2013. In
quell’occasione egli ha spiegato di aver consegnato a PI 1 la somma totale di
CHF 71'000.-- in quanto quest’ultima gli avrebbe continuamente chiesto dei
soldi dicendogli che gli sarebbero serviti per pagare le spese notarili,
nell’ambito della compravendita di un’abitazione appartenente ai suoi genitori.
La denunciata gli avrebbe promesso di restituirgli EUR 120'000.-- una volta venduta
la casa. Egli ha inoltre affermato:
“(…) Je confirme que c’est moi qui ait effectué ces prélèvements dans des
banques __________, tant au __________ qu’à Genève. C’est PI 1 qui me suppliait
de lui donner cet argent pour ladite maison. Elle m’appelait même à __________,
sur mon téléphone portable (…)“ (verbale di interrogatorio 11.4.2013, p. 3,
AI 10, inc. MP __________). Egli
ha inoltre negato di aver intrattenuto una relazione sentimentale con PI 1.

 

2.3.

PI 1, dal canto suo, ha affermato
di aver conosciuto il denunciante durante una tombola all’__________ __________
di __________ e di aver iniziato con quest’ultimo una relazione sentimentale.
Per quanto concerne i prestiti, la denunciata afferma di aver ricevuto
(sull’arco dei due anni in cui si sarebbero frequentati) al massimo “(…) la
somma complessiva di CHF 3000.- / 4000.-. Infatti ho anche sottoscritto un
riconoscimento di debito per una somma complessiva di CHF 3500.-. (…). Io non
ho mai ricevuto altri soldi in contanti e per tanto contesto di aver ricevuto
complessivamente oltre CHF 64'000.-. A domanda a sapere perché RE 1 asserire [recte:
asserisce] simili fatti in particolare un importo così alto, io suppongo che
sia da attribuire al fatto che io abbia voluto, ad un certo punto, interrompere
la nostra relazione sentimentale (…)” (verbale di interrogatorio 18.9.2013,
p. 3, AI 10. inc. MP __________).

 

2.4.

Le dichiarazioni rese da RE 1 e
da PI 1 risultano contrapposte, senza che dagli atti istruttori risultino ulteriori
prove che possano corroborare la tesi del reclamante. A giusta ragione il
magistrato inquirente ha dunque negato la sussistenza di sufficienti indizi di
reato tali da giustificare l’apertura dell’istruzione penale. 

 

2.5.

                                         Giusta l’art. 139 CPP per l’accertamento della verità
(art. 6 CPP) le autorità penali si avvalgono di tutti i mezzi di prova leciti e
idonei secondo le conoscenze scientifiche e l’esperienza (cpv. 1). I fatti
irrilevanti, manifesti, noti all’autorità penale oppure già comprovati sotto il
profilo giuridico non sono oggetto di prova (cpv. 2). Si può dunque procedere,
in applicazione dell’art. 139 cpv. 2 CPP, ad un apprezzamento anticipato delle
prove, nel cui contesto si valuta se rinunciare ad esperire determinate prove
perché concernenti fatti irrilevanti, manifesti, noti all’autorità penale o già
comprovati sotto il profilo giuridico [BSK StPO – S. GLESS, art. 139 CPP n. 31
ss., n. 48 ss.; Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 139 CPP n.
3 ss.; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, art. 139 CPP n. 3; Messaggio
concernente l’unificazione del diritto processuale penale del 21.12.2005, in:
FF 2006 p. 1088; decisione TF 6B_354/2011 del 10.10.2011, consid. 1.2.;
decisione TF 6B_251/2012 del 2.10.2012 consid. 2.3.1.].

 

                                         2.6.

                                         Nel
caso in esame il procuratore generale ha correttamente apprezzato anticipatamente
le prove ex art. 139 cpv. 2 CPP. In effetti il verbale di confronto, fra denunciante
e denunciata, sarebbe un inutile esercizio, irrilevante ai fini probatori, viste
le contrapposte posizioni delle parti. Anche l’audizione testimoniale degli
eventuali cassieri della Banca __________ di __________, che avrebbero, a suo
dire, assistito ai suoi prelievi, non potrebbero testimoniare niente di più di
aver visto RE 1 in compagnia di PI 1: difficilmente potrebbero confermare, a
distanza di un paio d’anni, di aver visto il denunciante consegnare alla
denunciata il denaro prelevato poco prima, anche perché ciò non è neppure
sostenuto nel reclamo.

 

                                         2.7.

                                         Difettando
indizi di reato per quanto attiene ai reati di appropriazione indebita, truffa
e furto, il magistrato inquirente ha correttamente deciso di decretare un non
luogo a procedere a carico di PI 1.

 

 

                                   3.   3.1.

                                         RE
1 chiede di essere posto al beneficio del gratuito patrocinio nella presente
procedura di reclamo.

 

                                         3.2.

                                         Giusta l’art. 136 cpv. 1 CPP chi dirige il
procedimento accorda parzialmente o totalmente il gratuito patrocinio
all’accusatore privato, affinché questi possa far valere le sue pretese civili,
se: a. l’accusatore privato è sprovvisto dei mezzi necessari; e b. l’azione
civile non appare priva di probabilità di successo.

 

                                         Per
l’art. 136 cpv. 2 CPP il gratuito patrocinio comprende: a. l’esonero dagli anticipi
e dalla prestazione di garanzie; b. l’eso-nero dalle spese procedurali; c. la
designazione di un patrocinatore, se necessario per tutelare i diritti
dell’accusatore privato.

 

                                         3.3.

                                         La
concessione del gratuito patrocinio presuppone una domanda, motivata,
dell’accusatore privato, che fa valere pretese civili nel procedimento
(sentenze TF 1B_619/2011 del 31.5.2012 consid. 2.1.; 1B_254/2013 del 27.9.2013
consid. 2.1.1.; messaggio 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto
processuale penale, in: FF 2006 p. 989 ss., p. 1087), che deve allegare i documenti
attestanti la situazione di reddito e di sostanza, i suoi obblighi finanziari
e, parimenti, il suo fabbisogno attuale (BSK StPO – G. MAZZUCCHELLI / M.
POSTIZZI, art. 136 CPP n. 9).

 

                                         3.4.

                                         In concreto, RE 1 liquida in poche righe la propria
istanza di ammissione al gratuito patrocinio. Si limita ad affermare di non
essere in grado “(…) di provvedere con mezzi propri (sia reddito che
sostanza) alle spese giudiziarie e di patrocinio senza intaccare il proprio
mantenimento”, senza allegare alcuna attestazione della propria situazione
finanziaria (istanza 19/20.2.2014, p. 2). Inoltre, vista la totale assenza di
prove a sostegno della sua ipotesi accusatoria, il reclamo appariva privo di
qualsiasi possibilità di successo.

 

                                         L’istanza
risulta dunque manifestamente infondata e va pertanto respinta.

 

 

                                   4.   Il
gravame è respinto. Tassa di giustizia, spese e ripetibili sono poste a carico
di RE 1, soccombente.

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati gli art. 138, 139 e 146 CP, 139, 385 e 393
ss. CPP ed ogni altra disposizione applicabile,

 

 

 

pronuncia

 

 

 

                                   1.   Il
reclamo è respinto.

 

 

                                   2.   La
tassa di giustizia di CHF 100.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
150.-- (centocinquanta), sono poste a carico di RE 1, __________, che rifonderà
a PI 1, __________, CHF 100.-- (cento) a titolo di ripetibili.

 

 

                                   3.   Rimedio
di diritto:

                                         Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

 

 

 

 

 

                                   4.   Intimazione:

	
   

  	
  -        

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

Per la Corte dei reclami penali

 

Il presidente                                                          La
cancelliera