# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2b240b88-6c23-5878-94b8-3448d48a69dc
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2009-08-27
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 27.08.2009 D-5244/2009
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-5244-2009_2009-08-27.pdf

## Full Text

Corte IV
D-5244/2009/
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 7  a g o s t o  2 0 0 9

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Bendicht Tellenbach;
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 18 agosto 2009 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-5244/2009

Visto: 

la  prima  domanda  d'asilo  che  l'interessato  ha  presentato  il  (...)  in 
Svizzera, declinando le generalità di A._______, nato il (...), originario 
di B._______ e residente a C._______ (Nigeria),  

la  decisione  del  30 novembre 1995  dell'allora  Ufficio  federale  dei 
rifugiati  (UFR, attuale UFM) che ha respinto la menzionata domanda 
ed ha ordinato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera, 

la  sentenza  del  29 gennaio 1996  della  Commissione  svizzera  di 
ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  che  ha  respinto  il  ricorso  inoltrato 
dall'interessato contro la suddetta decisione, 

l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'interessato  a  destinazione  di 
B._______, in Nigeria effettuata il (...), 

la seconda domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il  (...)  in 
Svizzera, 

il  verbale  d'audizione  del  6 agosto 2009  (audizione  sommaria  al 
Centro di registrazione e di procedura di Chiasso [di seguito: Centro]) 
in cui il richiedente ha declinato le generalità di D._______, nato il (...), 
originario di E._______, nell'F._______ State (Nigeria), 

l'esame dattiloscopico del (...) - con particolare riferimeno al confronto 
delle impronte digitali secondo il sistema AFIS (cfr. risultato AFIS agli 
atti  B  4/2)  -  da  cui  sono  emerse  le  diverse  identità  declinate 
dell'interessato, 

il  secondo  verbale  d'audizione  del  6 agosto 2009,  in  occasione  del 
quale  al  richiedente  è  stato  conferito  il  diritto  di  essere  sentito  sul 
risultato  AFIS,  nonché  in  merito  all'applicazione  dell'art.  32  cpv.  2 
lett. b della legge sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), 

la  decisione  dell'UFM del  18 agosto 2009,  notificata  all'interessato  il 
medesimo giorno (cfr. risultanze processuali), 

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 19 agosto 2009 (cfr. timbro del plico 
raccomandato), 

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i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono, 

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20  dicembre  1968  (PA,  RS 172.021), 
dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la LAsi,

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi contro le decisioni dell'UFM in materia d'asilo (art. 31 e art. 33 
lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF), 

che, nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai 
sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  b  LAsi,  l'oggetto  suscettibile  d'essere 
impugnato  non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione 
dell'asilo,  che  presuppone  una  decisione  nel  merito  della  domanda 
stessa, 

che,  per  conseguenza,  la  conclusione  ricorsuale  tendente  alla 
concessione dell'asilo è inammissibile,

che,  nei  citati  limiti,  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che 
adempie  le  condizioni  d'ammissibilità  di  cui  all'art.  48  cpv.  1  e 
all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi, 

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua, 

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che,  nell'ambito  dell'audizione  sui  motivi  della  domanda  d'asilo, 
l'interessato ha dichiarato che uno dei suoi apprendisti sarebbe sparito 
un  giorno  del  mese  di  (...)  2009,  allorquando  egli  era  partito  a 

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B._______ per comperare del materiale; che, al suo rientro dopo pochi 
giorni,  l'interessato  avrebbe  cercato  il  ragazzo  dappertutto  e  si 
sarebbe recato, assieme al padre di quest'ultimo, a sporgere denuncia; 
che, dopo quattro giorni, il corpo del ragazzo, mutilato, sarebbe stato 
ritrovato; che  l'interessato  sarebbe  stato  accusato  dal  padre  di  aver 
ucciso  suo  figlio,  minacciato  di  morte  e  la  sua  casa  sarebbe  stata 
incendiata; che, di conseguenza, egli  sarebbe espatriato visto che la 
sua vita sarebbe stata in pericolo, 

nella  decisione  del  18 agosto 2009,  l'UFM  ha  ritenuto  che  il 
richiedente  ha ingannato  le  autorità  svizzere  in  materia  d'asilo  sulla 
propria identità ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi; che, infatti, dalle 
risultanze dell'esame dattiloscopico, sarebbe emerso che il richiedente 
era  già  stato  oggetto  di  una  procedura  d'asilo  con  un'altra  identità, 
diversa da quella  indicata  sul  foglio  dati  personali,  che egli  avrebbe 
occultato  durante  la  prima  audizione;  che  la  giustificazione  del 
richiedente  secondo  cui  egli  avrebbe  celato  la  sua  identità,  poiché 
sarebbe  stato  rimpatriato,  sarebbe  vana  e  pretestuosa;  che,  se  il 
richiedente  fosse  veramente  perseguitato  nel  suo  Paese,  avrebbe 
rilevato immediatamente la sua identità; che, di conseguenza il timore 
addotto  per  la  sua  vita  andrebbe  disatteso;  che,  infine,  l'UFM  ha 
considerato  che  né  la  situazione  politica  e  economica  del  Paese 
d'origine, né altri motivi relativi alla situazione personale del ricorrente 
o dal punto di vista tecnico e pratico si opporrebbero all'esecuzione del 
suo allontanamento, 

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi; che l'autorità inferiore 
ha pure pronunciato l'allontanamento  dell'interessato dalla Svizzera e 
l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  la  Nigeria  siccome  lecita, 
esigibile e possibile,

che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  presentato  le  proprie  scuse  ed  ha 
dichiarato che si sarebbe pentito per non aver indicato che era la sua 
seconda  domanda  d'asilo;  che  egli  ha  fatto  valere  che,  nel  corso 
dell'audizione del 6 agosto 2009, avrebbe già riferito i  motivi  per cui 
nella prima procedura d'asilo non avrebbe fornito dati veritieri; che egli 
ha  confermato  di  essersi  presentato  con  altre  generalità  in  questa 
sede ed ha ribadito che queste generalità sarebbero quelle vere; che il 
ricorrente ha infine rinviato ai motivi d'asilo fatti valere nel corso della 
procedura in esame, 

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che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento della  decisione impugnata e la trasmissione degli  atti 
all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua 
domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'asilo  o 
dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una domanda 
d'esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle 
presumibili spese processuali,

che giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. b LAsi,  non si entra nel merito di una 
domanda  d'asilo  se  il  richiedente  inganna  le  autorità  sulla  propria 
identità e tale fatto è stabilito dai risultati  dell'esame dattiloscopico o 
da altri mezzi di prova,

che, giusta l'art. 1a let. a dell'Ordinanza 1 dell'11 agosto 2009 sull'asilo 
relativa  a  questioni  procedurali  [OAsi  1,  RS  142.311]),  per  identità 
s'intende cognome, nome, cittadinanza, etnia, data di nascita, luogo di 
nascita e sesso (cfr. GICRA 2001 n. 27 consid. 5e/cc pag. 210), 

che l'art. 32 al. 2 let. b LAsi implica che incombe alle autorità svizzere 
in  materia  d'asilo  di  apportare  la  prova  dell'inganno  (GICRA  2003 
n. 27 consid. 2 pag. 176; GICRA 1996 n. 32 consid. 3a pag. 303); che 
tale  prova,  come dispone  espressamente  la  suddetta  norma  legale, 
può essere apportata, segnatamente in base all'esame dattiloscopico 
che consiste nella presa di impronte digitali e di fotografie, 

che,  nella  fattispecie,  è  incontestato  che  dall'esame  delle  impronte 
digitali  del  ricorrente è emerso che egli  aveva presentato, nel  (...)  in 
Svizzera,  una  domanda  d'asilo  sotto  l'identità  di  A._______,  nato 
il (...), originario di B._______ e residente a C._______, in Nigeria (cfr. 
verbale d'audizione del 28 settembre 1995 pag. 1), 

che, nell'ambito della sua domanda d'asilo, oggetto della procedura in 
esame, egli si è presentato sotto il nome di D._______, nato il (...) ed 
ha affermato, tra gli altri, di essere nato e di aver vissuto a E._______, 
nell'F._______  State  (Nigeria),  nonché  di  non  essere  mai  stato  in 
Svizzera prima del 2009 (cfr. verbale d'audizione [1] del 6 agosto 2009 
pagg. 1-10), 

che, concessogli il diritto di essere sentito sulle divergenze tra le sue 
dichiarazioni e la constatazione derivante dall'esame dattiloscopico, il 
ricorrente ha affermato di non ricordare oppure non ha fornito alcuna 
risposta;  che,  infine,  egli  ha  effettivamente  ammesso  di  aver  fornito 

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durante la prima procedura un'altra identità, che sarebbe falsa, come 
tutto  quello  che  egli  avrebbe  dichiarato  a  suo  tempo  (cfr.  verbale 
d'audizione [2] del 6 agosto 2009 pagg. 1-2),

che non soccorrono l'insorgente le  scuse o la  richiesta di  clemenza 
all'ammissione  di  non  aver  indicato  immediatamente  che  aveva  già 
presentato in Svizzera una prima domanda d'asilo e di aver fornito una 
diversa  identità  da  quella  precedentemente  dichiarata  (cfr.  ricorso 
pag. 2),

che, infine, non v'è ragione di credere che l'identità del ricorrente sia 
quella  presentata  in  questa  sede,  allorquando  egli  ha 
inequivocabilmente  ingannato  sulla  sua  identità,  ritenuto  che,  come 
risulta dagli  atti,  in occasione della sua prima procedura d'asilo, egli 
aveva  ottenuto  -  con  il  nome  di  A._______ -  un  lascia  passare 
dall'Ambasciata  di  Nigeria  a  Berna  per  ritornare  a  B._______  (cfr. 
rapporto  del  [...]  della  Polizia  Cantonale  del  Canton  G._______ 
pag. 1-2); che d'altronde l'autore del gravame si è presentato in sede 
di ricorso con l'identità appena evocata (cfr. ricorso pag. 1), 

che  il  ricorrente  non  ha  prodotto  alcun  documento  suscettibile  di 
provare l'identità allegata, 

che, in virtù di quanto precede, ne discende che l’UFM ha rettamente 
considerato  siccome adempiti  i  presupposti  per  la  pronuncia  di  una 
decisione di  non entrata nel merito ai  sensi dell’art. 32 cpv. 2 lett. b 
LAsi per inganno sull'identità giusta l'art. 1a lett. a OAsi 1, 

che, di conseguenza,  in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la 
decisione impugnata va confermata, 

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché 
art. 32 OAsi 1), 

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20); 
che  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

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che è incontestato che il Paese d'origine è la Nigeria, 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  detto  Paese 
possa  violare  l'art. 25 cpv. 2  della  Costituzione  federale  della 
Confederazione Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 
della  Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr od esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre 1950 (CEDU, RS 0.101)  od all'art. 3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti  del  10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105); che, del 
resto, il ricorrente non ha fatto valere alcunché in tal senso, 

che  pertanto  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è 
ammissibile, 

che, inoltre, la situazione vigente in Nigeria non appare, notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale, 

che, in relazione all'art. 83 cpv. 4 LStr, avendo il ricorrente ingannato 
sulla  sua  identità  e  avendo  dissimulato  di  aver  già  presentato  una 
domanda d'asilo nel 1995, l'insorgente ha reso impossibile la ricerca di 
eventuali  concreti  pericoli,  suscettibili  di  minacciarlo  nel  suo  Paese 
d'origine, 

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in 
Nigeria è ragionevolmente esigibile,

che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
il  ricorrente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento indispensabile al rimpatrio; che l'esecuzione dell'allontana-
mento è dunque pure possibile, 

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile; che, per conseguenza, anche in 

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materia  d'allontanamento  e  relativa  esecuzione,  il  gravame  va 
disatteso e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal  giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), 

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione dal versamento di un anticipo equivalente alle presumibili 
spese processuali è divenuta senza oggetto, 

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  prive  sprovviste  di 
probabilità di esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel 
senso  della  dispensa  dal  pagamento  delle  spese  processuali,  è 
respinta, 

che, visto l'esito della procedura le spese processuali,  di CHF 600.-, 
che seguono la soccombenza, sono poste a carico del ricorrente (art. 
63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). 

(dispositivo alla pagina seguente) 

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Nella misura in cui ammissibile, il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
versamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presente sentenza. 

4.
Non si attribuiscono spese ripetibili. 

5.
Comunicazione a: 

- ricorrente (plico raccomandato; allegato)
- UFM, Divisione soggiorno (in copia; n. di rif. N [...]; allegato: incarto 

UFM)
- H._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione: 

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