# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2983be03-06e5-529a-a331-8118a6ccbb4f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-08-20
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 20.08.2009 90.2008.92
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_90-2008-92_2009-08-20.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2008.92

   

  	
  Lugano

  20 agosto
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato 

  del Tribunale cantonale amministrativo

  
	
  Raffaello Balerna

  
	
   

  
	
  assistito 

  dal segretario:

  	
  Fulvio Campello, vicecancelliere

  
						

 

 

statuendo sul ricorso 1° dicembre 2008 di

 

 

	
   

  	
   RI
  1  RI 2   

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 26 agosto 2008 (n. 4290), con la
  quale il Consiglio di Stato ha approvato alcune varianti del piano regolatore
  di Lugano, sezione di Carabbia;

  

 

 

viste le risposte:

-    2 febbraio 2009 della
Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità,

-    23 marzo 2009 del
municipio di Lugano;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

che
il Consiglio di Stato, con risoluzione 26 agosto 2008, ha approvato alcune varianti
del piano regolatore del comune di Lugano, sezione di Carabbia;

che, con ricorso datato 1° dicembre 2008, spedito il giorno successivo, RI 1 e RI
2, proprietari dei mapp. 368, 579, 580 e, coattivamente, del mapp. 581 in
località Roncaccio-Nevello del quartiere di Carabbia del comune di Lugano, insorgono
contro la menzionata risoluzione dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo;

che i ricorrenti domandano un'indennità in caso di esproprio di una strada da
loro costruita, una compensazione reale della zona edificabile persa sul mapp.
580, una modifica del tracciato di una strada e l'assegnazione alla zona
edificabile della parte boschiva del mapp. 368;

che la Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità chiede che il
ricorso sia dichiarato irricevibile per difetto di ricorso di prima istanza,
aspetto rilevato anche dal municipio di Lugano che domanda che, nella misura in
cui fosse ammissibile, il ricorso sia comunque respinto;

 

 

considerato,                   in diritto

che prima di entrare nel merito di un'istanza o di un'impugnativa
l'autorità adita esamina d'ufficio se i presupposti processuali risultano
adempiuti (art. 3 legge di procedura per le cause amministrative, del 16 aprile
1966; LPamm; RL 3.3.1.1.);

che la competenza del Tribunale cantonale amministrativo e, per esso, di questo
giudice delegato, è data (art. 38 cpv. 1 legge cantonale di applicazione della
legge federale sulla pianificazione del territorio, del 23 maggio 1990; LALPT;
RL 7.1.1.1; art. 49 cpv. 2 legge sull'organizzazione giudiziaria, del 10 maggio
2006; LOG; RL 3.1.1.1);

che quanto alla tempestività del gravame, si considera quanto segue; 

che contro la decisione di approvazione del piano regolatore il ricorso deve
essere insinuato entro trenta giorni dalla sua notificazione (art. 38 cpv. 1
LALPT);

che la risoluzione impugnata è stata pubblicata a cura del municipio di Lugano
dal 3 novembre al 1° dicembre 2008, previo annuncio il 10 ottobre 2008 sul
foglio ufficiale (cfr. FU 82/2008 del 10 ottobre 2008 pag. 7446 seg.);

che la pubblicazione all'albo indicava la possibilità di aggravarsi davanti a
questo Tribunale entro il termine di pubblicazione, nonché la legittimazione a
ricorrere per ogni cittadino attivo nel comune oltre ogni altra persona o ente
che dimostrasse un interesse degno di protezione (cfr. ris. mun. 24 settembre
2009, §3);

che, stando a quanto indicato nella pubblicazione appena ricordata, il ricorso,
spedito il 2 dicembre 2008, sarebbe tardivo;

che, tuttavia e per quanto a questo stadio interessi, l'indicazione del termine
di ricorso riportato dalla citata pubblicazione è errato; 

che, difatti, la pubblicazione ha avuto luogo unicamente per ventinove giorni,
dal 3 novembre 2008 al 1° dicembre 2008, e, pertanto, l'indicazione che i
ricorsi andavano insinuati entro il suo termine appare in palese contrasto con
il termine di trenta giorni stabilito dall'art. 38 cpv. 1 LALPT;

che, inoltre, il primo
giorno della pubblicazione non dev'essere computato nel termine (art. 10 cpv. 1
LPamm); 

che, per quanto precede, il termine in esame è scaduto il 3 dicembre 2009 e il
ricorso è quindi tempestivo;

che, tuttavia, contrariamente a quanto riporta la
citata pubblicazione, la possibilità di ricorrere al Tribunale contro la
decisione del Governo non è data per ogni cittadino attivo nel comune;

che contro la decisione di approvazione del
piano regolatore sono - invece e unicamente - legittimati a ricorrere (art. 38
cpv. 4 LALPT) il comune (lett. a), i già ricorrenti, per gli stessi motivi
(lett. b) e ogni altra persona o ente che dimostri un interesse degno di
protezione a dipendenza delle modifiche decise dal Consiglio di Stato (lett.
c); 

che, pertanto, il privato cittadino è legittimato a ricorrere dinanzi a questo
Tribunale solo se ha precedentemente inoltrato ricorso davanti al Consiglio di
Stato; fa eccezione l'ipotesi in cui quest'ultima autorità abbia disposto una
modifica rispetto alle decisioni del legislativo comunale;

che RI 1 e RI 2 non possono richiamarsi a nessuna delle ipotesi precitate;

che, innanzitutto è loro preclusa l'applicazione dell'art. 38 cpv. 4 lett. b
LALPT, giacché non hanno interposto ricorso contro la pianificazione sancita
dal consiglio comunale;

che non torna loro applicabile nemmeno l'art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT, siccome
attraverso la decisione qui impugnata il Consiglio di Stato, in riferimento ai
mappali di proprietà dei ricorrenti, si è limitato ad approvare la
pianificazione adottata dal legislativo comunale, senza apportare modifiche sui
punti da loro sollevati, per cui essi non sono ora legittimati a contestarli in
questa sede; 

che l'errata indicazione della legittimazione a ricorrere da parte del comune
non permette di estendere quella stabilita imperativamente dalla legge;

che tale errore può al più, in concreto, giustificare una riduzione della tassa
di giustizia percepita dal Tribunale (art. 28 LPamm);

che nella misura in cui i ricorrenti pongono delle richieste di natura
espropriativa, queste esulano dalla presente procedura pianificatoria e sono
pertanto irricevibili;

che, da ultimo, non si giustifica l'assegnazione di ripetibili, protestate dal
comune, che è stato rappresentato da un organo nell'esercizio delle sue
funzioni (art. 31 LPamm).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 38 LALPT, 49 LOG, 28 e 31 LPamm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è irricevibile.

                                      

 

                                   2.   La tassa
di giustizia di fr. 100.- è posta a carico dei ricorrenti. Non si assegnano ripetibili.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale, del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

	
   

                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

  

 

 

 

	
  Il giudice delegato

  del Tribunale cantonale amministrativo

  	
   

  	
  Il segretario