# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** d1edac4e-9f94-54b9-a68e-ace0bdd68875
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2008-09-29
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 29.09.2008 32.2007.312
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2007-312_2008-09-29.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2007.312

   

  FS/sc

  	
  Lugano

  29 settembre
  2008

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il vicepresidente

  del Tribunale cantonale delle
  assicurazioni

  
	
  Giudice Raffaele Guffi

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Francesco Storni, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 12 settembre 2007
di

 

	
   

  	
   RI 1   

  rappr. da avv__________, 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 12 luglio 2007 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto                            in
fatto

 

                               1.1.   RI
1, classe __________, da ultimo attivo quale muratore indipendente (doc. AI
9/1), nel mese di novembre 2002 ha presentato una richiesta di prestazioni AI
per adulti in quanto affetto da dolori alla schiena e alla gamba sinistra (doc.
AI 1/1-7).

 

                               1.2.   Con
sentenza 16 marzo 2006 (doc. AI 62/1-17) questo Tribunale ha annullato la
decisione su opposizione 10 giugno 2005 – con la quale l’Ufficio AI aveva confermato
la decisione 17 novembre 2004 e negato all’assicurato il diritto a prestazioni
(doc. AI 36/1-2 e 49/1-5) – e rinviato gli atti all’amministrazio-ne perché procedesse
agli accertamenti indicati nei considerandi.

 

                               1.3.   Con
decisione 12 luglio 2007 (doc. AI 96/1-2), preavvisata con progetto 2 maggio
2007 (doc. AI 90/1-4), l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto
ad una rendita intera dal 1. marzo 2003 al 31 luglio 2004 argomentando:

 

" 
(...)

Esito degli accertamenti:

 

Facendo riferimento alla Sentenza 16.03.2006 del
Tribunale cantonale delle assicurazioni (TCA), intimata il successivo 21 marzo,
il caso dell'assicurato è stato nuovamente valutato dal nostro Servizio medico
regionale (SMR), il quale ha ritenuto opportuno ordinare una perizia
pluridisciplinare al Servizio di accertamento medico dell'Al (SAM).

Con rapporto circostanziato redatto il 31.01.2007, i
sanitari del SAM hanno sostanzialmente evidenziato uno stato di salute tale da
giustificare le seguenti considerazioni:

     -     a livello dell'apparato
locomotorio sono presenti diverse limitazioni che giustificano l'importante
diminuzione dell'attuale capacità lavorativa come muratore (abilità medico-teorica
nulla dal marzo 2002, poi di solo il 15% dall'aprile 2004, mentre per il
periodo intercorrente da metà marzo 2006 a fine agosto 2006 l'abilità è stata
nuovamente nulla per qualsiasi attività lucrativa e per motivi di natura ORL);

     -     vi sono delle limitazioni
nell'alzare dei pesi superiori ai 10-15 kg., delle limitazioni nel rimanere per
tutto il giorno in piedi ed a lavorare in posizioni non ergonomiche per la
colonna vertebrale e su terreni sconnessi, su e giù dalle scale, salendo e
scendendo dalle impalcature;

     -     vi sono delle difficoltà nel piegarsi con le
ginocchia e con le anche;

     -     vi sono limitazioni nell'eseguire
dei lavori monotoni e ripetitivi, in particolar modo se con rotazione del
tronco, nonché caricando in modo asimmetrico sulle anche e sulle ginocchia;

     -     per quanto riguarda un'attività
professionale da considerare medio-legge-ra, in cui l'assicurato possa
prevalentemente lavorare in posizione seduta, alternando comunque questa
posizione con la deambulazione in piano senza forzare e con un'attività
eventualmente anche in parte da svolgere in piedi potendo comunque cambiare
appoggio, evitando dei pesi superiori ai 10-15 kg ed evitando dei movimenti di
piegamento delle ginocchia e delle anche, nonché nell'ambito del possibile
evitando posizioni con rotazioni del tronco ripetute, vi è ancora una capacità
lavorativa residuale nella forma completa dall'aprile 2004.

 

Appurato dunque lo stato di salute generale e le
ripercussioni dello stesso sulla capacità di lavoro ancora esigibile, la
pratica è stata sottoposta al vaglio della nostra consulente del Servizio di
integrazione professionale, al fine di definire la capacità di guadagno residua
ancora sfruttabile nell'esercizio di attività ritenute confacenti e reperibili
in un mercato del lavoro supposto in equilibrio.

 

Riassumendo, di seguito proponiamo lo stralcio del rapporto
allestito a questo riguardo: 

 

Attività esigibili

 

Partendo dalle limitazioni medico-teoriche e tenendo
conto della configurazione della realtà economica del Cantone Ticino, si può
ritenere che, pur considerando le componenti riduttive, in situazione di
equilibrio, il mercato del lavoro accessibile sia ancora apprezzabilmente
esteso.

 

A livello teorico, l'assicurato potrebbe essere
occupato quale:

 

●   operaio generico in ambito industriale

●   addetto al controllo / sorveglianza del
funzionamento e della qualità

●   aiuto magazziniere

●   aiuto custode / manutentore

●   autista / fattorino per piccoli
trasporti (servizio di corriere) e per viaggi brevi (addetto alla distribuzione
e consegna di merce non troppo pesante - fiori, prodotti farmaceutici,
richieste o esami di laboratorio, ...)

●   commesso di vendita / cassiere non
qualificato (eventualmente presso centri del "fai da te")

●   collaboratore / tuttofare in un
garage oppure presso alberghi o altre strutture con compiti di sorveglianza,
piccoli lavori di manutenzione, accoglienza, ...

 

 

Calcolo della capacità di guadagno residua 

 

Reddito da valido:

 

Quale muratore, l'assicurato nel 2001 ha potuto percepire
un reddito annuo di  Fr. 36'520.-- quale indipendente ed un salario annuo di
Fr. 7'385.-- quale dipendente (vedi estratto dei contributi AVS). Aggiornando
il totale di Fr. 43'905.-- al 2005, si ottiene l'importo di Fr. 46'186.--.

 

 

Reddito da invalido:

 

Siccome le professioni che il signor RI 1 può ancora
svolgere nonostante il danno alla salute sono da considerare attività
generiche, semplici e ripetitive, ci si può riferire ai rilevamenti statistici
ufficiali, editi periodicamente dall'Ufficio federale di statistica, noti come
"tabelle RSS".

Ai fini del calcolo fa stato il valore mediano.

 

Conformemente alla giurisprudenza in vigore, si impone
che il reddito da invalido vada d'ora in poi determinato in applicazione dei
valori nazionali (tabella TA1).

 

Nel caso concreto ci si riferisce alla categoria 4.2
che stabilisce una media dei salari di tali attività. In base a questi dati,
per gli uomini, viene definito un salario ipotetico nel 2005 di Fr. 57'830.--.

 

Oltre alle limitazioni espresse in sede medica, si
ritiene opportuno applicare le seguenti riduzioni:

 

●   5% per attività leggera

●   20% per svantaggi salariali
derivanti da contingenze particolari (età, limiti funzionali, lungo periodo di
inattività e relativa potenziale difficoltà di adattamento / cambiamento
professionale).

 

 

Secondo le statistiche RSS del 2005, considerando
quindi un reddito ipotetico senza danno alla salute di Fr. 57'830.--, una
riduzione personale del 25% ed una capacità di lavoro del 100% in attività
adeguata, risulta un reddito da invalido di Fr. 43'373.--.

 

 

Grado d'invalidità:

 

46186 - 43'373 x 100 = 6 % 

       46'186

 

 

Decidiamo pertanto:

 

A decorrere dal 01.03.2003 (dopo un anno di attesa in
incapacità al lavoro, art. 29 cpv. 1 lett. b LAI) l'assicurato ha diritto ad
una rendita intera d'invalidità con grado del 100 % limitata fino al 31.07.2004
(tre mesi dopo il miglioramento dello stato di salute - art. 88a cpv. 1 OAI).

 

Per quanto concerne il periodo transitorio di totale
incapacità, subentrato da marzo ad agosto 2006, ritenuta l'origine causata da
una patologia diversa, non torna applicabile il risorgere dell'invalidità (art.
29 bis OAI) e perciò in questo periodo non vi è diritto a rendita.

(…)" (doc. AI 94/2-4)

 

                               1.4.   Contro
questa decisione, con scritto 12 settembre 2007 (doc. AI 97/1) – trasmesso per
competenza al TCA quale ricorso (doc. AI 98/1, 99/1 e 110/1) –, è insorto
l’assicurato sostenendo che, visto il suo stato di salute precario, egli avrebbe
pienamente diritto a una rendita e che a 59 anni sarebbe impossibile trovare
un’occupazione.

 

 

                               1.5.   Con
la risposta di causa l’Ufficio AI ha chiesto di respingere il ricorso osservando:

 

" 
(...)

Con il ricorso l'assicurato contesta la valutazione del
suo grado d'invalidità stabilito nella decisione impugnata dall'Ufficio Al. In
sostanza contesta la reale possibilità d'impiego, in considerazione della sua
età. La censura non è giustificata alla luce dei seguenti principi dell'assicurazione
invalidità.

 

L'invalidità è la perdita di reddito dovuta al danno
alla salute, considerato il possibile reddito ancora conseguibile come invalido.
Esso è il reddito del lavoro che una persona invalida, dopo eventuali
provvedimenti d'integrazione, potrebbe ancora conseguire esercitando
un'attività esigibile in condizioni normali di mercato del lavoro. D'altra
parte se una persona invalida esercita effettivamente l'attività esigibile non
è rilevante per il calcolo del reddito. La possibilità di guadagno è
determinata in primo luogo in base alla capacità lavorativa residua, ossia alla
capacità di svolgere una determinata attività in una determinata misura. Per
principio, l'attività esigibile è stabilita prescindendo dalla situazione
contingente del mercato del lavoro.

 

Nel ricorso non vi sono, per il resto, elementi di
valutazione o prove inerenti lo stato di salute del ricorrente che non siano
già stati valutati in occasione della decisione impugnata. Non si giustifica
dunque una diversa valutazione.

(…)" (VII)

 

 

                               1.6.   Con
scritto 16 ottobre 2007 l’assicurato si è rimesso al giudizio di questo Tribunale
precisando:

 

" 
(...)

Le attività esigibili di cui menziona l'Ufficio A.I.
sono a loro parere puramente di base teorica e quindi non esigibili in pratica.

 

Da parte mia ho fatto tutto quanto nelle mie
possibilità per trovare un impiego adeguato al mio stato di salute invano,
ricevendo solo risposte negative a causa del mio stato salutare: protesi totale
all'anca sinistra, dolori alla schiena dovuti a varie discopatie, operato per
un tumore alle corde vocali che mi impedisce di esprimermi correttamente.

 

Tengo inoltre a precisare che da parte dell'Ufficio A.I.
non ho ricevuto il benché minimo aiuto nel possibile reinserimento nel mondo
del lavoro come vuole la legge.

 

Per quanto riguarda il mio stato di salute attuale è
decisamente peggiorato dovrò prossimamente sottopormi a nuovi esami e controlli
medici e possibili interventi.

(…)" (IX)

 

                               1.7.   L’avv.
__________, con lettera 28 aprile 2008 (XI), ha comunicato al TCA di
rappresentare l’assicurato in altre procedure e che lo stesso non sarebbe in grado
di pagare eventuali spese.

 

                                         Con
ulteriore scritto 24 settembre 2008 l’avv. __________ ha comunicato al TCA di
rappresentare l’assicurato nella presente procedura e ha trasmesso la procura
conferitagli il 13 marzo 2008 (XV e XV/1).

 

 

considerato                    in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 LOG e 2 cpv. 1 LPTCA (STF del 21 dicembre
2007 nelle cause B. e D. SA, H 180/06 e H 183/06; STFA del 21 luglio 2003 nella
causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA
del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella
causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98
pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa
H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                               2.2.   Oggetto
del presente ricorso è la questione a sapere se la decisione 12 luglio 2007 –
con la quale l’Ufficio AI ha riconosciuto all’assicurato il diritto ad una rendita
intera dal 1. marzo 2003 al 31. luglio 2004 (doc. AI 96/1-2) – è conforme o
meno alla legislazione federale.

                                         E’
infatti la decisione che determina l’oggetto dell’impugnazio-ne (DTF 125 V 413,
consid. 1a, pag. 414; DTF 118 V 311, consid. 3b, pag. 313-314 e DTF 105 V 274,
consid. 1, pag. 276 tutte con riferimenti).

 

                                         Di
conseguenza, nella misura in cui pretenderebbe il diritto ad un aiuto al reinserimento
– “(…) tengo inoltre a precisare che da parte dell’Ufficio AI non ho ricevuto
il benché minimo aiuto nel possibile reinserimento nel mondo del lavoro come
vuole la legge. (…)” (IX) –, il gravame deve essere dichiarato irricevibile.

 

                                         Nel
merito

 

                               2.3.   Il
1° gennaio 2008 è entrata in vigore la 5a revisione della LAI (RU 2007 5148).

 

                                         Occorre
qui rilevare che per quanto riguarda le norme di diritto materiale, in assenza
di disposizioni transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti
quei disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal
momento che nel caso in esame lo stato di fatto giuridicamente determinante
(momento dell’eventuale diritto alla rendita) è realizzato antecedentemente al
1° gennaio 2008, le modifiche della 5a revisione della LAI non sono
applicabili. Ne consegue che gli articoli della LAI citati in seguito fanno riferimento
al tenore valido sino al 31 dicembre 2007.

 

                               2.4.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione
della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione
per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse
de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Secondo
l'art. 28 cpv. 1 LAI, in vigore sino al 31 dicembre 2003, gli assicurati hanno
diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%. Nel suo nuovo tenore in vigore dal 1° gennaio 2004, l'art. 28 cpv. 1 LAI prescrive che
gli assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al
70%, a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza
rendita se sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi
almeno al 40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA il grado d'invalidità è determinato stabilendo il rapporto
fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità
e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio
di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali
di mercato del lavoro (reddito da invalido) e il reddito del lavoro che egli avrebbe
potuto conseguire se non fosse diventato invalido (reddito da valido). Il grado
d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del
reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello
che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore
(RCC 1992 p. 182, 1990 p. 543; Valterio, Droit et pratique de l'assurance
invalidité, Les prestations, 1985, pp. 200ss.). Si confronta perciò il reddito
che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con
quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua
capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni
normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti
integrativi (metodo generale del raffronto dei redditi; DTF 128 V 30, 104 V
136; Pratique VSI 2000 p. 84). Nel confronto dei redditi la giurisprudenza – di
regola – non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la
formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età
dell’assicurato (RCC 1989 p. 325; DTF 107 V 21; Scartazzini, op. cit, p. 232).
La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla
situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di
misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è essenziale per
la valutazione della residua capacità al guadagno. Secondo il Tribunale federale
delle assicurazioni (TFA, dal 1 gennaio 2007 Tribunale federale) i due redditi,
dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno
stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati
sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV
Nr. 74; DTF 114 V 313).

 

                                         Al proposito va precisato che, secondo una sentenza
del TFA pubblicata in DTF 128 V 174 seg. e resa in ambito LAINF, per il
raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio dell’eventuale
diritto alla rendita (e non quello della decisione su opposizione). L’Alta
Corte ha anche precisato che l’ammi-nistrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto ad una prestazione, a esaminare se nel periodo successivo
all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una modifica di
rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità essa dovrà
pertanto procedere ad un ulteriore raffronto dei redditi prima di decidere.

                                         Tale
principio è stato poi esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr. anche STFA inedite 26
giugno 2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01; 3 febbraio 2003 nella causa
R., I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24; 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e 9 agosto 2002 nella
causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr. anche STFA inedita 13 giugno 2003 nella
causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                               2.5.   Per
quanto riguarda in particolare l'invalidità cagionata da un danno alla salute
psichica, il TFA ha stabilito che é decisivo al proposito che il danno sia di
gravità tale da non poter praticamente esigere dall'assicurato di valersi della
sua capacità lavorativa sul mercato del lavoro, o che ciò sia persino intollerabile
per la società (DTF 127 V 298 consid. 4c, 102 V 165= RCC 1977 pag. 169;
Pratique VSI 1996 pag. 318, 321, 324; RCC 1992 pag. 180; ZAK 1984 pag.
342, 607; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98, pag. 10
consid. 3b; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 2003, pag.
128).

 

                                         Al riguardo l’Alta Corte ha inoltre avuto modo di precisare che:

 

" 
(…)

Tra i danni alla salute psichica, i quali come i danni
fisici, possono determinare un'invalidità ai sensi dell'art. 4 cpv. 1 LAI, devono
essere annoverati - oltre alle malattie mentali propriamente dette - le anomalie
psichiche parificabili a malattia. Non sono considerati effetti di uno stato
psichico morboso, e dunque non costituiscono turbe a carico dell'assicurazione
per l'invalidità le limitazioni della capacità di guadagno cui l'assicurato
potrebbe ovviare dando prova di buona volontà; la misura di quanto è
ragionevolmente esigibile dev'essere apprezzata nel modo più oggettivo
possibile. Bisogna dunque stabilire se, e in quale misura al caso, un
assicurato può, nonostante il danno alla salute mentale, esercitare un'attività
lucrativa che il mercato del lavoro gli offre, tenuto conto delle sue
attitudini. In quest'ambito il punto è quello di sapere quale attività si può
da lui ragionevolmente esigere. Ai fini di stabilire l'esistenza di un'incapacità
di guadagno causata da un danno alla salute psichica non è quindi decisivo
accertare se l'assicurato eserciti o meno un'attività lucrativa insufficiente;
di maggior rilievo è piuttosto domandarsi se si debba ammettere che
l'utilizzazione della capacità lavorativa non può in pratica più essere da lui
pretesa oppure che essa sarebbe persino insopportabile per la società (DTF 102
V 166; VSI 2001 pag. 224 consid. 2b e sentenze ivi citate; cfr. anche DTF 127 V
298 consid. 4c in fine).

(…)" (STFA del 30 giugno 2004 nella causa W., I 166/03, consid. 3.2)."

 

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA siffatti principi valgono fra l'altro per le psicopatie,
le alterazioni dello sviluppo psichico (psychische Fehlentwicklungen), l'alcolismo,
la farmacomania, la tossicomania e le nevrosi (STFA del 18 ottobre 1999 nella
causa B., I 441/99; STFA del 29 settembre 1998 nella causa S. F., I 148/98,
pag. 10 consid. 3b; RCC 1992 pag. 182 consid. 2a con riferimenti).

                                         In
una sentenza I 384/06 del 4 luglio 2007 il TF ha ribadito che “(…) il riconoscimento
di un danno alla salute psichica presuppone in particolare la diagnosi espressa
da uno specialista in psichiatria, poggiata sui criteri posti da un sistema di
classificazione riconosciuto scientificamente (cfr. DTF 130 V 396 segg.; cfr.
pure la recente sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni I 621/05
del 13 luglio 2006, consid. 4). (…)” (STF del 4 luglio 2007, I 384/06).

 

 

                               2.6.   Per
costante giurisprudenza quando l’amministrazione con un’unica decisione
attribuisce una rendita per un certo periodo e, contemporaneamente, la riduce o
la sopprime per un periodo successivo, devono essere applicate per analogia le
regole sulla revisione ex art. 17 LPGA (cfr. DTF 131 V 164; DTF 131 V 120; DTF
125 V 143; SVR 2006 IV Nr. 13; STFA del 10 gennaio 2006 nella causa K., I
597/04; STFA del 27 dicembre 2005 nella causa A., I 689/04; STFA del 19 ottobre
2005 nella causa F., I 38/05; STFA del 14 aprile 2005 nella causa K., 12/04;
STFA del 24 febbraio 2005 nella causa K., I 528/04; STFA del 29 giugno 2004
nella causa T., I 299/03).

 

 

                                         Al
riguardo cfr. STCA 32.2005.83 del 20 febbraio 2006, massimata in RtiD II-2006
N. 39 pag. 182.

 

                                         A
sua volta, l’art. 17 cpv. 1 LPGA stabilisce che se il grado d’invalidità
del beneficiario della rendita subisce una notevole modificazione, per il
futuro la rendita è aumentata o ridotta proporzionalmente o soppressa,
d’ufficio o su richiesta.

                                         I
principi giurisprudenziali sviluppati in materia di revisione di rendite sotto
il regime del vecchio art. 41 LAI sono applicabili anche a proposito dell’art.
17 LPGA (DTF 130 V 349 seg. consid. 3.5).

 

                                         Se
la capacità al guadagno dell'assicurato migliora, v'è motivo di ammettere che
il cambiamento determinante sopprime, all'occorrenza, tutto o parte del diritto
a prestazioni dal momento in cui si può supporre che il miglioramento costatato
perduri. Lo si deve in ogni caso tenere in considerazione allorché è durato tre
mesi, senza interruzione notevole, e che presumibilmente continuerà a durare
(art. 88 a cpv. 1 OAI).
Analogamente, in caso di aggravamento dell'incapacità al guadagno, occorre
tener conto del cambiamento determinante il diritto a prestazioni, non appena
esso perdura da tre mesi senza interruzione notevole. L’art. 29bis è
applicabile per analogia (art. 88 a cpv. 2 OAI). Queste norme sono applicabili non soltanto in caso di
revisione della rendita, ma anche di assegnazione con effetto retroattivo di
una prestazione limitata nel tempo (STFA 29 maggio 1991 nella causa St.; RCC
1984 p. 137).

 

 

                               2.7.   L’Ufficio
AI, in ossequio a quanto stabilito dal TCA con sentenza 16 marzo 2006 (inc.
32.2005.113; doc. AI 62/1-17) e considerata la nuova patologia ORL – “(…)
carcinoma laringeo – st. dopo laringectomia parziale – disfonia grave (…)”
(doc. AI 68/1) – ha ordinato una perizia pluridisciplinare a cura del Servizio
accertamento medico dell’assicurazione invalidità (doc. AI 74/1-2).

                                         Dalla
perizia pluridisciplinare 31 gennaio 2007 (doc. AI 84/1-42) risulta che i periti,
dopo aver esposto dettagliatamente l’anamnesi e le constatazioni
obiettive, hanno fatto a capo a tre consultazioni specialistiche esterne di
natura reumatologica (dr. __________), ORL (dr. __________) e psichiatrica
(dr.ssa __________).

                                         Sulla base delle risultanze dei singoli consulti e del soggiorno del
ricorrente presso il citato centro d’accertamento, i periti hanno posto la
seguente diagnosi:

 

" 
5.1      Diagnosi con
influsso sulla capacità lavorativa

 

Stato dopo protesi totale dell'anca sinistra in data
24.10.2003 per osteonecrosi della testa femorale.

 

Iniziale gonartrosi bilaterale con riduzione della rima
articolare a livello del compartimento mediale bilateralmente, sintomatica a
sinistra. Presenza di infarti endomidollari a livello del condilo distale del
femore bilateralmente e della tibia prossimale bilateralmente.

 

Sindrome lombovertebrale con possibile componente
spondilogena a livello della gamba di sinistra, senza segni compressivi o
irritativi radicolari su una scoliosi destro-convessa del passaggio toracolombare,
nonché alterazioni degenerative a livello del segmento L4-L5 con protrusione
discale mediana, nonché iniziale spondilartrosi.

 

 

5.2      Diagnosi senza Influsso sulla
capacità lavorativa

 

Stato dopo osteonecrosi in sede centrale particolarmente
limitata a livello dell'anca destra, attualmente senza un correlato clinico.

 

Stato da cordectomia sinistra il 4.05.2006 per
carcinoma altamente differenziato ad epitelio piatto della corda vocale
sinistra con attualmente:

     Ø   stato
da remissione

     Ø   immobilità
dell'aritenoide sinistra

     Ø   probabili
microaspirazioni.

 

Sindrome da disadattamento con reazione mista
ansiosodepressiva (ICD-10 F 43.22).

 

Importante ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia.

 

Leggera stenosi aortica con minima insufficienza
aortica.

 

Sospetta ipertensione arteriosa, non trattata."
(doc. AI 84/11)

 

                                         Sulla
base di tutti gli atti medici raccolti, dopo un’attenta valutazione globale, i
periti del SAM, posta la seguente valutazione medico-teorica globale
dell’attuale capacità lavorativa: “(…) l’A. presenta una capacità lavorativa
del 15% come muratore (…)” (doc. AI 84/14), hanno concluso:

 

" 
(...)

8         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ
LAVORATIVA

 

L'A. presenta diverse limitazioni a livello
dell'apparato locomotorio, che giustificano l'importante diminuzione
dell'attuale capacità lavorativa come muratore. Vi sono delle limitazioni
nell'alzare dei pesi superiori ai 10-15 kg, delle limitazioni nel rimanere per
tutto il giorno in piedi ed a lavorare in posizioni non ergonomiche per la colonna
vertebrale e su terreni sconnessi, su e giù dalle scale, salendo e scendendo
dalle impalcature. L'A. ha difficoltà nel piegarsi con le ginocchia e con le
anche. E' limitato nell'eseguire dei lavori monotoni ripetitivi in particolar
modo se con rotazione del tronco, nonché caricando in modo asimmetrico sulle
anche e sulle ginocchia.

 

La patologia ORL attualmente non giustifica alcuna
diminuzione della capacità lavorativa.

 

La patologia psichiatrica, presente soprattutto come
reazione alla malattia ed alla situazione socioeconomica, non limita al momento
la capacità lavorativa.

 

L'attuale capacità lavorativa del 15% come muratore è
valida da aprile 2004. Per il periodo precedente dall'1.03.2002 a fine marzo
2004 si può codificare una capacità lavorativa dello 0% come muratore. Per il
periodo da metà marzo 2006 a fine agosto 2006 esiste una capacità lavorativa
dello 0% per motivi di tipo ORL, dopo di ché esiste nuovamente una capacità
lavorativa del 15% come muratore.

 

 

9         CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ D'INTEGRAZIONE

 

Per quanto riguarda un'attività professionale da
considerare medio - leggera, in cui l'A. possa prevalentemente lavorare in
posizione seduta, alternando comunque questa posizione con la deambulazione in
piano senza forzare e con un'attività eventualmente anche in parte da svolgere
in piedi potendo comunque cambiare appoggio, evitando dei pesi superiori ai
10-15 kg ed evitando dei movimenti di piegamento delle ginocchia e delle anche,
nonché nell'ambito del possibile evitando posizioni con rotazioni del tronco
ripetute, vi è ancora una capacità lavorativa residuale nella forma completa da
aprile 2004. Per il periodo da metà marzo 2006 a fine agosto 2006 si può
codificare una capacità lavorativa dello 0% per qualsiasi attività lavorativa
per motivi di tipo ORL, dopo di ché esiste nuovamente una capacità lavorativa
residuale nella forma completa con delle limitazioni funzionali sopra
descritte.

 

Per attività adatte non vi sono delle limitazioni di
tipo ORL o psichiatrico.

 

Dal lato terapeutico si consigliano controlli regolari
presso lo specialista ORL per quanto riguarda la neoplasia a livello della
corda vocale sinistra, attualmente in stato di remissione. Da prendere in
considerazione le possibilità future di sviluppo di neoplasie secondarie polmonari.

 

Consigliamo inoltre una terapia adeguata
dell'importante ipercolesterolemia ed ipertrigliceridemia ed un controllo della
pressione arteriosa.

 

 

10        OSSERVAZIONI e RISPOSTE a DOMANDE
PARTICOLARI

 

Le conclusioni peritali si fondano su un'esauriente
discussione tra tutti i medici periti del SAM. 

 

Domande particolari non sono poste.

 

Consigliamo ai medici del SMR Al, rispettivamente
all'UAI, di inviare una copia della nostra perizia al medico curante dr. __________
a __________, affinché possa mettere in atto i nostri consigli terapeutici.

(…)" (doc. AI 84/14-15)

 

                                         L’amministrazione
ha quindi raccolto un parere della Consulente in integrazione professionale
(CIP), sig.ra __________, la quale, nel rapporto finale 18 aprile 2007 (doc. AI
88/1-4), si è così espressa:

 

" 
(…)

	
  Stato di salute - danno alla salute e relativi impedimenti, osservazioni generali,
  limitazioni 

  
	
   

  Per quanto riguarda la diagnosi,
  si fa riferimento alla - documentazione
  medica presente nell'incarto, alla perizia
  pluridisciplinare SAM redatta il 31 gennaio 2007 ed alle annotazioni del medico SMR, __________, del
  6 marzo 2007.

   

  Alla luce di quanto sopra, da
  aprile 2004, l'A. presenta una capacità lavorativa del 15% come muratore.

  Da aprile 2004 vi è per contro ancora una capacità
  lavorativa residuale completa in attività
  medio - leggera in cui l'A. possa
  prevalentemente lavorare in posizione seduta, alternando comunque questa posizione con la deambulazione in
  piano senza forzare e con
  un'attività eventualmente anche in parte da svolgere in piedi potendo comunque cambiare appoggio, evitando dei pesi
  superiori ai 10-15 kg ed evitando dei movimenti di piegamento delle ginocchia
  e delle anche, nonché nell'ambito del possibile evitando posizioni con rotazioni del tronco ripetute.

   

  

 

	
  Formazione scolastica e professionale - grado raggiunto (elementari, medie, ecc.), durata,
  mansioni, specializzazioni, retribuzioni 

  
	
   

  L'assicurato frequenta le scuole dell'obbligo (5
  elementari e 3 maggiori), un anno di avviamento professionale ed il tirocinio
  quale muratore.

  Per una ventina d'anni, sino al 1986 lavora in questo
  ambito (anche quale indipendente).

  Dal 1986 al 1996 è alle dipendenze della __________ -
  __________ (manutenzione, sostituzione conduttori, giardinaggio, ...).

  Negli anni 1997 e 1998 lavora parzialmente e,
  alternativamente, percepisce indennità di disoccupazione.

  Dal 1998 riprende anche l'attività quale muratore in
  proprio.

  Da marzo 2002 a marzo 2004 beneficia delle indennità
  giornaliere di malattia e poi del sostegno sociale.

   

  

 

	
  Attività esigibili - senza (ri)formazione specifica 

  
	
   

  Le possibilità di reintegrazione sono date in primo
  luogo dalla gamma delle attività esigibili dal profilo medico. Per definire
  queste ultime si confronta il profilo delle residue abilità del soggetto
  (esame di funzionalità fisica) con il profilo dei requisiti (= esigenze) che
  caratterizzano i posti di lavoro presenti sul mercato nei vari settori
  economici.

   

  Si tratta quindi di identificare delle attività
  semplici, leggere e non qualificate accessibili alle residue abilità del
  soggetto. In concreto non si ritiene che I'A. disponga di un sufficiente
  bagaglio attitudinale e cognitivo per accedere in tempi ragionevoli ad una
  categoria di attività avanzata o qualificata.

   

   

  Partendo dalle limitazioni medico-teoriche e tenendo conto
  della configurazione della realtà economica del Cantone Ticino, si può
  ritenere che (pur considerando le componenti riduttive), in situazione di
  equilibrio, il mercato del lavoro accessibile sia ancora apprezzabilmente
  esteso.

   

  A livello teorico, l'A. potrebbe essere occupato
  quale:

   

  ● operaio generico in ambito industriale

  ● addetto al controllo / sorveglianza del funzionamento
  e della qualità

  ● aiuto magazziniere

  ● aiuto custode / manutentore

  ● autista / fattorino per piccoli trasporti  (servizio
  di corriere)  e per  viaggi  brevi 

     (addetto alla distribuzione e consegna  di  merce  non
   troppo  pesante - fiori,

     prodotti farmaceutici, richieste o esami di
  laboratorio, ... )

  ● commesso di vendita 1 cassiere non qualificato
  (eventualmente presso centri 

     del "fai da te")

  ● collaboratore / tuttofare in un garage oppure
  presso alberghi o altre strutture 

     con compiti di sorveglianza, piccoli lavori di
  manutenzione, accoglienza, ...

   

  

 

	
  Caldolo CGR - senza
  (ri)formazione specifica

  
	
   

  Salario da valido:

   

  Quale muratore, l'assicurato nel 2001 (ultimo anno
  lavorativo completo prima del danno alla salute) ha potuto percepire un
  salario annuo di Fr. 36'520.-- quale indipendente (vedi comunicazione del 16
  novembre 2004 e decisione del 17 novembre 2004) ed un salario annuo di Fr.
  7'385.-- quale indipendente (vedi estratto dei contributi AVS). Aggiornando
  il totale di Fr. 43'905.-- al 2005, si ottiene l'importo di Fr. 46'186.--.

   

  Salario da invalido:

   

  Siccome le professioni che l'A. può ancora svolgere
  nonostante il danno alla salute sono da considerare attività generiche,
  semplici e ripetitive, ci si può riferire ai rilevamenti statistici
  ufficiali, editi periodicamente dall'Ufficio federale di statistica, noti
  come "tabelle RSS". Ai fini del calcolo fa stato il valore mediano.

   

  A seguito di una recente sentenza del TCA e delle
  indicazioni della Corte plenaria del Tribunale federale delle assicurazioni,
  è stata stabilita l'inapplicabilità dei valori regionali (tabella TA13) che
  erano stati utilizzati finora. La nuova giurisprudenza impone quindi che il
  reddito da invalido vada d'ora in poi determinato in applicazione dei valori
  nazionali (tabella TA1).

   

  Nel caso concreto ci si riferisce alla categoria 4.2
  che stabilisce una media dei salari di tali attività. In base a questi dati,
  per gli uomini, viene definito un salario ipotetico nel 2005 di Fr.
  57'830.--.

   

  Secondo la giurisprudenza federale, per gli
  assicurati che, a causa della particolare situazione personale o
  professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità, grado di occupazione),
  non possono mettere completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno
  in lavori leggeri e che pertanto non riescono di regola a raggiungere il
  livello medio dei salari sul mercato, viene operata una riduzione percentuale
  sul salario teorico statistico che, a seconda delle circostanze, può arrivare
  fino ad un massimo del 25%.

   

   

  Oltre alle limitazioni espresse in sede medica, si
  ritiene opportuno applicare le seguenti riduzioni:

  ●   
  5% per attività leggera

  ●  20% per svantaggi salariali  derivanti  da  contingenze  particolari  (età,
  limiti

      funzionali, lungo periodo di inattività e
  relativa potenziale difficoltà di  adatta-

      mento / cambiamento professionale).

   

  Secondo le statistiche RSS del 2005, considerando
  quindi un reddito ipotetico senza danno alla salute di Fr. 57'830.--, una
  riduzione personale del 25% ed una capacità di lavoro del 100% in attività
  adeguata, risulta un reddito da invalido di Fr. 43'373.--.

   

  Grado d'invalidità:

   

  46'186 - 43'373 x 100 = 6,09 

         46'186

   

  Il signor RI 1 presenta un grado d'invalidità pari al
  6% ed una capacità di guadagno residua del 94%.

  
	
  Proposte formative (eventuali) o di chiusura del caso

  
	
   

  Sulla base delle informazioni raccolte e delle
  considerazioni effettuate, non esistono i presupposti per proporre provvedimenti
  professionali.

   

  Considerata la presenza sul mercato del lavoro di
  sufficienti attività accessibili e confacenti con il danno alla salute, si
  ritiene che l'A. sia direttamente integrabile nel ciclo produttivo tramite i
  normali canali di collocamento.

   

  Per il momento, ritengo la pratica convenientemente
  evasa.

   

  

(…)” (doc. AI 88/1-4)

 

                               2.8.   Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere
motivate (STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA
del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352
consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002 nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

                                         A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state
eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se
giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998
nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.; STFA del 24
dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pag. 329 e
332; ZAK 1986 pag. 189).

                                         In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22
maggio 1995 in re A. C; cfr.
anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

                                         Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).

                                         Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità
(DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico consultato si trovi in
un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di metterne in
dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle
particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati
i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF 125 V 354 consid. 3b/bb).

 

                                         Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986 pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

 

                                         Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).

 

                                         Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
pag. 230).

 

                                         Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può
evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per
cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

 

                                         Infine,
va rilevato che, affinché un esame medico in ambito psichiatrico sia ritenuto
affidabile deve adempiere diverse condizioni (Cattaneo, “La promozione dell'autonomia
del disabile: esempi scelti dalle assicurazioni sociali”, in RDAT 2003-II pag.
628-629, in particolare la nota
158, nella quale vengono citate alcune sentenze federali e cantonali, in particolare
la DTF 127 V 294).

                                         In
quest’ultima sentenza l'Alta Corte ha fatto proprie le considerazioni di Mosimann.
In particolare, secondo questo autore (Somatoforme Störungen: Gerichte und
[psychiatrische] Gutachten, in: SZS 1999 pag. 105 ss), in ambito psichiatrico
l’esperto deve innanzitutto porre una diagnosi secondo una classificazione riconosciuta
e pronunciarsi sulla gravità dell'affezione.

                                         Il
perito deve anche valutare l'esigibilità della ripresa di un'attività lucrativa
da parte dell'assicurato. Tale prognosi deve tener conto di diversi criteri,
quali il carattere premorboso, l'affezione psichica e quelle organiche
croniche, la perdita d'integrazione sociale, un eventuale profitto tratto dalla
malattia, il carattere cronico della malattia, la durata pluriennale della
stessa con sintomi stabili o in evoluzione e l'impossibilità di ricorrere a
trattamenti medici secondo la regola d'arte. La prognosi sfavorevole deve
essere fatta in base all’insieme dei succitati criteri.

                                         Inoltre,
l'esperto deve esprimersi sull'aspetto psico-sociale della persona esaminata.

                                         Del
resto, un rifiuto di una rendita deve ugualmente basarsi su diversi criteri,
tra i quali le divergenze tra i dolori descritti e quelli osservati, le
allegazioni sull'intensità dei dolori la cui descrizione rimane sul vago,
l'assenza di una richiesta di cura, le evidenti divergenze tra le informazioni fornite
dal paziente e quelle risultanti dall'anamnesi, il fatto che le lamentele molto
dimostrative lascino l'esperto insensibile, come pure le allegazioni di grandi
handicap nonostante un ambiente psico-sociale intatto (STCA inedita 27
settembre 2001 nella causa A., inc. 32.1999.124; STFA del 12 marzo 2004, I
683/03 pubblicata in DTF 130 V 352 e STFA inedita del 23 settembre 2004, I
384/04).

 

 

                               2.9.   Nell’evenienza
concreta, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore
probatorio di rapporti medici, questo Tribunale non intravede ragioni che gli
impediscano di far proprie le conclusioni cui sono giunti i periti del SAM, i
quali hanno compiutamente valutato le differenti affezioni di cui l’assicurato
è portatore, giungendo ad una conclusione logica e priva di contraddizioni in
merito alla sua incapacità lavorativa quale muratore indipendente del 100% dal
1.3.2002 al 31.3.2004, dell’85% da aprile 2004 a metà marzo 2006, del 100% da
metà marzo a fine agosto 2006 e del 15% dal 1.9.2006; rispettivamente in
un’attività adeguata dello 0% da aprile 2004 a metà marzo 2006, del 100% da metà
marzo a fine agosto 2006 e dello 0% dal 1.9.2006.

 

                                         La
dettagliata ed approfondita valutazione pluridisciplinare del SAM non è stata
smentita da altri certificati da parte di medici specialisti attestanti nuove
patologie e/o un peggioramento delle sintomatologie.

                                         In
particolare l’assicurato ha sostenuto che il suo stato di salute sarebbe
precario senza tuttavia produrre della documentazione medica su cui non si siano
già chinati i periti del SAM.

 

                                         Al
riguardo occorre ricordare che se da una parte la procedura davanti al TCA è retta dal principio
inquisitorio, secondo cui i fatti rilevanti per il giudizio devono essere
accertati d'ufficio dal giudice, dall’altra si rileva che questo principio non
è però assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal dovere delle parti di
collaborare all'istruzione della causa (DTF 122 V 158 consid. 1a, 121 V 210
consid. 6c con riferimenti). Il dovere processuale di collaborazione comprende
in particolare l'obbligo delle parti di apportare – ove ciò fosse
ragionevolmente esigibile – le prove necessarie, avuto riguardo alla natura della
disputa e ai fatti invocati, ritenuto che altrimenti rischiano di dover sopportare
le conseguenze della carenza di prove (DTF 117 V 264 consid. 3b con riferimenti).

 

                             2.10.   In
merito alle ripercussioni economiche del danno alla salute, nella decisione impugnata
l’amministrazione, basandosi sul rapporto finale 18 aprile 2007 della
consulente in integrazione professionale (doc. AI 88/1-4 riportato in esteso al
consid. 2.7), ha stabilito una perdita di guadagno e, quindi, un grado
d’invalidità del 6% (doc. AI 94/3).

Partendo da un reddito da valido, non contestato, di fr. 46'186.--
che l’assicurato avrebbe potuto conseguire nel 2005, la consulente ha poi
determinato il reddito da invalido, considerata un’abilità totale in
un’attività adeguata e applicata una riduzione del 25% – “(…) 5% per attività
leggera e 20% per svantaggi salariali derivanti da contingenze particolari (età,
limiti funzionali, lungo periodo di inattività e relativa potenziale difficoltà
di adattamento / cambiamento professionale) (…)” (doc. AI 88/3) –, fissandolo
in fr. 43'373.-- (2005) – reddito da invalido pure rimasto incontestato calcolato
correttamente in applicazione della tabella TA1 – e ha quindi stabilito un
grado di invalidità del 6% ([46'186 – 43’373] : 46'186 x 100).

 

                                         Innanzitutto,
nella misura in cui il ricorrente, contesta la valutazione medica in merito
alla capacità lavorativa residua in attività adeguate, tale censura va
respinta. In effetti, al riguardo, va rilevato che la contestazione relativa
alla capacità lavorativa dell’assicurato dal punto di vista medico non ha
nessuna ragione d’essere, ritenuto che, come visto in precedenza (cfr. consid.
2.9), le sue condizioni di salute sono state accuratamente e dettagliatamente
valutate in sede medica.

 

                                         Quanto
alla concreta reperibilità sul mercato del lavoro di attività ancora esigibili,
la consulente ha ritenuto esigibili le seguenti professioni: “(…) operaio
generico in ambito industriale, addetto al controllo / sorveglianza del
funzionamento e della qualità, aiuto magazziniere, aiuto custode / manutentore,
autista / fattorino per piccoli trasporti (servizio di corriere) e per viaggi
brevi (addetto alla distribuzione e consegna di merce non troppo pesante –
fiori, prodotti farmaceutici, richieste o esami di laboratorio, …), commesso di
vendita / cassiere non qualificato (eventualmente presso centri del “fai da te”,
collaboratore / tuttofare in un garage oppure presso alberghi o altre strutture
con compiti di sorveglianza, piccoli lavori di manutenzione, accoglienza, …
(…)” e concluso che “(…) partendo dalle limitazioni medico-teoriche e tenendo
conto della configurazione della realtà economica del Cantone Ticino, si può
ritenere che (pur considerando le componenti riduttive), in situazione di
equilibrio, il mercato del lavoro accessibile sia ancora apprezzabilmente
esteso. (…)” (doc. AI 88/2).

 

                                         Va
qui innanzitutto ricordato che, conformemente alla giurisprudenza del TFA, di
fronte ad un ampio ventaglio di attività semplici e ripetitive presenti sul
mercato, è sufficiente che venga fatto riferimento alle tabelle statistiche
salariali di quel settore (STFA inedita 5 giugno 2001 in re A, I 324/00, consid. 2b).

                                         Inoltre,
conformemente ad un principio generale applicabile anche nel diritto delle
assicurazioni sociali, all’assicurato incombe l’obbligo di diminuire il danno,
mettendo a frutto la sua residua capacità lavorativa, se necessario, in una
nuova professione.

                                         Dalla
persona assicurata possono tuttavia essere pretesi unicamente provvedimenti
esigibili che tengano conto delle circostanze oggettive e soggettive del caso
concreto, quali la sua capacità lavorativa residua, le ulteriori circostanze personali,
l’età, la situazione professionale, i legami presso il luogo di domicilio, il
mercato del lavoro equilibrato e la presumibile durata dell’attività lavorativa
(DTF 113 V 28 consid. 4; cfr. pure VSI 2001 pag. 279 consid. 5a/aa e 5a/bb).

                                         Ai fini dell'accertamento
dell'invalidità ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e
quindi fittizio; ci dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta
di posti di lavoro e un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità
professionali, intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto
teorico e astratto (DTF 110 V 276; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht zum
IVG, Zurigo 1997, pag. 212). Un assicurato non può pertanto avvalersi dell'impossibilità
congiunturale di trovare un posto di lavoro per pretendere una rendita (ZAK
1984 pag. 347).

                                         Ciò non
è il caso se l'attività ammissibile è possibile solo in forma talmente limitata,
che il mercato generale del lavoro praticamente non la conosce o se il suo
esercizio è reso possibile solo grazie alla collaborazione irrealistica di un
datore di lavoro medio (cfr. ZAK 1989 pag. 322 consid. 4a; Locher, Grundriss
des Sozialversicherungsrecht, 3a edizione, Berna 2003, pag. 124).

                                         Infine,
il TFA, in una sentenza del 25 febbraio 2003 nelle cause P. (U 329-330/01), ha
ribadito che se da una parte è compito dell’amministrazione rispettivamente del
giudice indicare possibilità di lavoro concrete, dall’altra non vanno poste
esigenze troppo elevate:

 

" 
(…)

4.7 La tesi cantonale, in quanto conforme alla
giurisprudenza federale, va senz'altro confermata. In effetti, contrariamente a
quanto ritiene l'assicurata, questa Corte ha già ripetutamente statuito in casi
con limitazioni funzionali analoghe che esiste un mercato del lavoro
sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa residua (consid.
2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; VSI 1998 pag. 296 consid. 3b;
si veda anche sentenza del 4 aprile 2002 in re W., I 401/01, consid. 4c.). Si tratta segnatamente
del mercato occupazionale aperto a personale femminile non qualificato o semi
qualificato (RCC 1989 pag. 331 consid. 4a), in cui vi è una sufficiente offerta
di occupazioni, in particolare appunto nell'industria, in cui possono venir
eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano aggravi
fisici e con possibilità di cambiare frequentemente posizione (RCC 1980 pag.
482 consid. 2). In tale ambito bisogna pure considerare la ancor giovane età
dell'interessata con conseguente presumibile buon potenziale di adattamento ad
una nuova professione (cfr. SVR 1995 UV no. 35 pag. 106 consid. 5b; e contrario
sentenza già citata del 4 aprile 2002
 in re W. consid. 4a-d).

 

Inoltre se è vero che vanno indicate possibilità di
lavoro concrete, all'amministrazione rispettivamente al giudice non vanno poste
esigenze esagerate.

È infatti sufficiente che gli accertamenti esperiti
permettano di fissare in maniera attendibile il grado di invalidità. In
proposito va rilevato che questa Corte ha in particolare già ritenuto corretto
il rinvio ad attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori
leggeri di montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (VSI 1998 pag. 296
consid. 3b; si veda nuovamente sentenza del 4 aprile 2002 in re W. consid. 4c).

 

Certo, non si misconoscono gli sforzi e gli
inconvenienti che la messa a profitto della residua capacità lavorativa
dell'interessata comporterà.

Tuttavia, essi non appaiono sproporzionati né
inesigibili, ricordato altresì che per un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali l'assicurato ha l'obbligo di intraprendere tutto quanto
può da lui essere ragionevolmente preteso per ovviare nel miglior modo
possibile alle conseguenze delle sue affezioni invalidanti (DTF 127 V 297
consid. 4b/cc; DTF 113 V 28 consid. 4a e riferimenti; cfr. anche DTF 115 V 52
consid. 3d e 114 V 285 consid. 3).

In quanto infondato su questo punto il ricorso di
P.________ va quindi respinto. (…)."

 

 

                                         In
concreto, tenuto conto della sua situazione valetudinaria e vista la
giurisprudenza appena esposta, questo TCA ritiene che sul mercato del lavoro
equilibrato che entra in considerazione vi sono delle attività esigibili da
parte dell’assicurato. Specialmente nell’ambito industriale, ma anche in quello
terziario, vi sono, in effetti, delle professioni – fisicamente leggere – che
non presuppongono particolari attitudini intellettuali e rispettose dei limiti
funzionali posti.

 

 

                                         Per
quanto riguarda poi l’età, il TFA ha avuto modo di precisare che quando si
tratta di valutare l’invalidità di un assicurato prossimo all’età del
pensionamento, occorre procedere ad un’analisi globale della situazione e
domandarsi se, realisticamente, questo assicurato è in grado di reperire un
impiego sul mercato equilibrato del lavoro. Quindi, indipendentemente
dall’esame della condizione relativa al summenzionato obbligo di ridurre il
danno, occorre stabilire se in concreto un potenziale datore di lavoro
consentirebbe oggettivamente ad assumere l’assicurato, tenuto conto delle
attività da esso ancora esigibili a causa delle sue affezioni, dell’eventuale
adattamento del posto di lavoro, della sua esperienza professionale e della sua
situazione sociale, delle sue capacità di adeguarsi ad un nuovo impiego, del
salario e dei contributi padronali da versare alla previdenza professionale
come pure della prevedibile durata del rapporto di lavoro (STFA 4 aprile 2002
nella causa W., I 401/01; 10 marzo 2003 nella causa S., I 617/02; 26 maggio
2003 nella causa N., I 462/02 = SVR 2003 IV Nr. 35, pag. 107; 5 agosto 2005
nella causa B. I 376/05; 17 luglio 2006 nella causa P., I 293/05; 21 agosto
2006 nella causa S., I 831/05; STF 22 gennaio 2007 nella causa S., I 304/06).

 

                                         L’Alta
Corte, in una sentenza del 10 marzo 2003 nella causa S. (I 617/02), ha considerato
irrealistico, per un assicurato di 61 anni e mezzo, riuscire a sfruttare la sua
residua capacità lavorativa in attività adeguate, per i motivi seguenti:

 

" 
(…)

3.3 Der am 10. Juni 1940 geborene Beschwerdegegner war
in dem für die richterliche Beurteilung massgebenden Zeitpunkt des Erlasses der
angefochtenen Verfügung (9. November 2001) rund 61 ½ Jahre alt. Er ist
gelernter Automechaniker und war ab 1983 bis zur gesundheitsbedingten Aufgabe
der Erwerbstätigkeit im Juni 1999 als Vorarbeiter bei der Firma X.________
tätig. Die ihm zumutbaren leichten Verweisungstätigkeiten (Montage, Recycling,
leichtere Magazinertätigkeiten sowie reine Überwachungstätigkeiten auf dem Bau
oder Büroarbeiten; vgl. Bericht der Zweigstelle für Eingliederung der IV-Stelle
vom 22. März 2001 und Arztbericht Dr. med. K.________ vom 26. Juni 2001) wären
- mit Ausnahme der Überwachungstätigkeit auf dem Bau – mit einem erneuten
Berufswechsel verbunden und setzen daher ein hohes Mass an Anpassungsfähigkeit
voraus. Zu berücksichtigen ist weiter, dass der Beschwerdegegner auch in einer
angepassten Tätigkeit lediglich in einem reduzierten Umfang und mit
zwischenzeitlicher Erholungspause eingesetzt werden kann. Dr. med. K.________
erachtet sodann eine Arbeitsfähigkeit im Bausektor als nicht mehr gegeben, was
- zusammen mit der Tatsache, dass der Einsatz des Beschwerdegegners im Frühjahr
2000 für Überwachungsarbeiten auf dem Bau offenbar aus gesundheitlichen Gründen
scheiterte - den Schluss nahe legt, dass sich das mögliche Tätigkeitsgebiet
vorwiegend auf stundenweise Büroarbeit beschränkt (Bericht von Dr. med.
K.________ vom 26. Juni 2001).

Für Tätigkeiten im Bürobereich fehlt dem Versicherten
jedoch jegliche Berufserfahrung. Stellt man diese persönlichen und beruflichen
Gegebenheiten den objektiven Anforderungen eines ausgeglichenen Arbeitsmarktes
gegenüber, kommt man zum Schluss, dass der Beschwerdegegner mit überwiegender
Wahrscheinlichkeit keinen Arbeitgeber mehr findet, der ihn für eine geeignete
Tätigkeit einstellen würde, zumal behindertengerechte Arbeitsplätze von
Behinderten in jungem und mittlerem Alter ebenfalls stark nachgefragt werden.

Zu berücksichtigen ist auch, dass dem Beschwerdegegner
im massgebenden Zeitpunkt lediglich eine relativ kurze Aktivitätsdauer von 3 ½
Jahren bis zum Erreichen des AHV-Alters verblieb, was zusammen mit der
beruflichen Unerfahrenheit und altersbedingt geringer Anpassungsfähigkeit einen
durchschnittlichen Arbeitgeber mit grosser Wahrscheinlichkeit davon abhalten
würde, den Versicherten einzustellen. Zusammenfassend ist daher festzuhalten,
dass die dem Beschwerdegegner verbleibende Restarbeitsfähigkeit auf dem
ausgeglichenen Arbeitsmarkt realistischerweise nicht mehr nachgefragt wird und
ihm deren Verwertung auch gestützt auf die Selbsteingliederungspflicht nicht
mehr zugemutet werden kann. Ist aber seine Restarbeitsfähigkeit wirtschaftlich
nicht mehr verwertbar, liegt eine vollständige Erwerbsunfähigkeit vor und er
hat Anspruch auf eine ganze Invalidenrente, deren Beginn das kantonale Gericht
mit zutreffender Begründung auf den 1. Juni
2000 festgesetzt hat.

(…)” (STFA del 10 marzo 2003 nella causa S., I 617/02)

 

                                         Al
contrario, il Tribunale federale, in una sentenza del 21 agosto 2006 nella
causa S. (I 831/05), ha ritenuto che un assicurato 61enne, considerato ancora
abile nella misura del 50% nella sua e in altre attività leggere adeguate,
fosse realisticamente ancora in grado di reperire un impiego sul mercato
equilibrato.

                                         L’Alta
Corte ha sviluppato, in particolare, la seguente considerazione:

 

" 
(…)

4.2 Nach Einschätzung der Gutachter der MEDAS ist die
zum Zeitpunkt des Einspracheentscheides 61-jährige Versicherte sowohl in der
zuletzt ausgeübten als auch in jeder anderen vergleichbaren körperlich leichten
bis mittelschweren Tätigkeit (ohne Tragen von Lasten über 8 kg und ohne Überkopfarbeiten)
im Umfang von 50 % arbeitsfähig. Davon abgesehen, dass ein Umstellungs- oder Einarbeitungsaufwand
nicht zwingend anfällt, da die bisherige Tätigkeit weiterhin hälftig zumutbar
ist, geht aus dem Bericht der BEFAS vom 12. Juni 2003 auch nicht hervor, der
Beschwerdeführerin fehle es an der erforderlichen Anpassungsfähigkeit, um
allenfalls andere als die bisher ausgeführten (Hilfs-) Tätigkeiten zu
bewältigen. Zwar weist die Versicherte zu Recht darauf hin, dass sowohl ihr Alter
als auch die Arbeitsmarktlage ihre Chancen, eine neue Stelle zu finden, schmälern.
Indessen schränken die dargelegten persönlichen und beruflichen Gegebenheiten
ihre Möglichkeiten nicht derart ein, dass es ihr unmöglich wäre, auf dem
hypothetischen ausgeglichenen Arbeitsmarkt eine Arbeitsstelle zu finden bzw.
sie auf das nicht realistische Entgegenkommen eines durchschnittlichen
Arbeitgebers angewiesen wäre (vgl. das bereits zitierte Urteil B. vom 5. August 2005, I 376/05; Erw. 3.1.2 hievor).

(…)” (STFA del 21 agosto 2006 nella causa S., I 831/05)

 

                                         In
un’altra sentenza del 17 luglio 2006 nella causa P. (I 293/05), l’Alta Corte ha
ritenuto ancora ragionevolmente esigibile pretendere che un’assicurata, 59enne
al momento in cui ha recuperato una capacità lavorativa residua del 100% in attività
adeguate, riprendesse un’attività lavorativa rispettosa dei suoi limiti funzionali,
evidenziando che ella aveva ancora a disposizione quasi 5 anni di attività prima
di poter beneficiare di una rendita di vecchiaia.

 

                                         Ancora,
in una sentenza del 22 giugno 2007 nella causa T. (I 359/2006), il Tribunale
federale, confermando la decisione del 10 marzo 2006 del TCA (cfr. inc.
32.2005.100), ha ritenuto esigibile lo sfruttamento della residua capacità (del
100%) sul mercato equilibrato del lavoro da parte di un assicurato, 58enne al
momento di emanazione della decisione dell’ammi-nistrazione, dato che, dal profilo
dell’età, non erano realizzate le condizioni per ammettere una totale incapacità
di guadagno per mancanza di possibilità reale di sfruttarne la residua capacità.

 

                                         In
un’altra fattispecie il TF, nella STF del 22 gennaio 2007 nella causa S., I
304/06, nel caso di un assicurato totalmente inabile nella sua precedente
attività di saldatore ma abile a svolgere nel corso di un’intera giornata
un’attività leggera adeguata con una flessione del rendimento del 30%, lo ha ritenuto realisticamente ancora in grado di reperire un impiego sul
mercato equilibrato sviluppando la seguente considerazione:

 

" 
(…)

4.2 Wie das Eidgenössische Versicherungsgericht im
Urteil B. vom 5. August 2005 (I 376/05) erwogen hat, kann das fortgeschrittene
Alter, obwohl an sich invaliditätsfremder Faktor, als Kriterium anerkannt
werden, welches zusammen mit weiteren persönlichen und beruflichen Gegebenheiten
dazu führen kann, dass die verbliebene Resterwerbsfähigkeit auf dem
ausgeglichenen Arbeitsmarkt realistischerweise nicht mehr nachgefragt wird.
Dies trifft auf den Beschwerdeführer indessen nicht zu. Er war im massgebenden
Zeitpunkt des Einspracheentscheides (BGE 129 V 4 Erw. 1.2) wie der im erwähnten
Urteil B. am Recht stehende Versicherte 60 Jahre alt und daher nicht leicht vermittelbar.
Dennoch bestanden auch für ihn auf dem hypothetischen ausgeglichenen
Arbeitsmarkt Möglichkeiten, eine Stelle zu finden. Einerseits werden dort
Hilfsarbeiten altersunabhängig nachgefragt (erwähntes Urteil B; Urteil D. vom
20. Juli 2004, I 39/04); anderseits ist der Versicherte nach wie vor im Rahmen
eines Vollpensums arbeitsfähig. Einzig die dabei noch mögliche Leistung ist
reduziert. Die zumutbare Tätigkeit unterliegt nicht so vielen Einschränkungen,
dass eine Anstellung nicht mehr als realistisch zu bezeichnen wäre (anders etwa
die Situation eines knapp 64-jährigen Versicherten mit multiplen, die
Arbeitsfähigkeit einschränkenden Beschwerden und einer 50%igen, durch verschiedene
Auflagen zusätzlich limitierten Arbeitsfähigkeit im Urteil W. vom 4. April
2002, I 401/01). Damit ist der kantonale Entscheid nicht zu beanstanden. (…)“ 

(STF del 22 gennaio 2007 nella causa S., I 304/06)

 

                                         Ancora, nella STF del 30 agosto 2007 nella causa S., I 500/06, il TF
ha, in particolare, sviluppato la seguente considerazione:

 

" 
(…)

4.4 Va infine ricordato che l'assenza di un'occupazione
lucrativa per ragioni estranee a un danno alla salute, quali per esempio le
particolari condizioni del mercato del lavoro in una determinata regione, l'età
o una formazione insufficiente, non giustifica il riconoscimento di una
rendita, l'incapacità di lavoro che ne dovesse risultare non essendo dovuta a
una causa per la quale la legge impone all'assicurazione per l'invalidità di
fornire prestazioni (DTF 107 V 17 consid. 2c pag. 21; VSI 1999 pag. 246 consid.
1 pag. 247; l'inesigibilità, anche per questioni di età, ad intraprendere una nuova
attività è stata [eccezionalmente] ritenuta nel caso di un'assicurata [al
momento della decisione amministrativa in lite] 61enne, la quale, a due anni
dalla pensione, aveva dovuto cessare la precedente attività di parrucchiera,
svolta per 40 anni, a causa di una situazione allergica, che le consentiva di
lavorare solo in ambiente asettico [sentenza del Tribunale federale delle
assicurazioni I 462/02, pubblicata in SVR 2003 IV no. 35 pag. 107]; cfr. per
contro, analogamente al caso di specie, le sentenze del Tribunale federale
delle assicurazioni I 831/05 del 21 agosto 2006, consid. 4.2, e I 293/05 del 17
luglio 2006, consid. 5.2.2, nelle quali tale inesigibilità è stata negata).
(…)” 

(STF del 30 agosto 2007 nella causa S., I 500/06)

 

                                         Nel
caso concreto dagli atti risulta che l’assicurato, non ancora 59enne al momento
della decisione impugnata, dal mese di aprile 2004, fatto salvo il periodo di
inabilità totale da marzo a agosto 2006, è abile al lavoro al 100% in
un’attività adeguata.

                                         Non
è dunque possibile, neanche avuto riguardo alla sua età e conformemente alla
giurisprudenza appena esposta, concludere che la capacità residua non sia
economicamente sfruttabile in un mercato equilibrato del lavoro.

 

                                         Neppure
è possibile concludere differentemente per il solo fatto che le ricerche di
lavoro dell’assicurato sarebbero state vane.

                                         Occorre
qui in effetti evidenziare che l’assicurazione invalidità e quella contro la
disoccupazione sono due assicurazioni sociali a sé stanti che perseguono scopi
differenti e non sono quindi complementari l’una all’altra nel senso che un
assicurato escluso dal mondo del lavoro deve potersi necessariamente e in ogni
caso appellare ad una invalidità o ad uno stato di disoccupazione.

 

                             2.11.   In
simili circostanze, visto tutto quanto precede e ritenuti i periodi di
inabilità lavorativa totale e quelli di abilità lavorativa al 100% in
un’attività adeguata (cfr. consid. 2.9), a ragione l’Ufficio AI ha riconosciuto
all’assicurato il diritto ad una rendita intera dal 1. marzo 2003 (1 anno dopo
l’inizio dell’inabilità totale dal 1. marzo 2002, cfr. art. 29 LAI) fino al 31
luglio 2004 (3 mesi dopo l’inizio dell’abilità al 100% in un’attività adeguata
dal mese di aprile 2004, cfr. art. 88a OAI).

                                         Parimenti,
visto che l’incapacità lavorativa totale da metà  marzo a fine agosto 2006 è
stata originata da una diversa patologia (ORL), a ragione l’Ufficio AI non ha
ritenuto applicabile l’art. 29bis OAI.

 

                                         La
decisione impugnata va dunque confermata e il ricorso respinto.

 

                             2.12.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI, in vigore dal 1° luglio 2006, la procedura di ricorso
in caso di controversie relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni
AI dinanzi al tribunale cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.
L’entità delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione
delle spese di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza e il rifiuto dell’assistenza giudiziaria (come si vedrà
al prossimo considerando), le spese per fr. 200.-- sono poste a carico del
ricorrente.

 

                             2.13.   Con
lettera 28 aprile 2008 l’avv. __________ ha comunicato al TCA che l’assicurato
non sarebbe in grado di pagare eventuali spese (cfr. consid. 1.5 e XI).

 

                                         In
sostanza l’assicurato ha dunque chiesto di essere posto al beneficio dell’assistenza
giudiziaria limitatamente all’esonero dalle spese.

 

                                         Ai
sensi dell’art. 61 cpv. 1 lett. f LPGA nella procedura giudiziaria cantonale
deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo
giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio. Tale
norma di legge rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2
lett. f LAVS, rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva
che l’autorità di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare, se
del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61 cpv. 1 lett. f LPGA mantiene il
principio che i presupposti del diritto alla concessione dell’assistenza
giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione
della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362; Kieser,
op. cit., ad art. 61, n. 86, pag. 626).

                                         I
presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria –
rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (U. Kieser, “ATSG – Kommentar”,
ad art. 61, n. 88s) – sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno
(cfr. anche art. 3 Lag), se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno
indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se il processo non è palesemente
privo di esito positivo (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; DTF 125 V 202 e 372 con
riferimenti).

                                         Il
TCA, chiamato ora a pronunciarsi, ritiene che nella presente fattispecie non
sia soddisfatto il requisito della probabilità di esito favorevole (cfr. STFA
del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA dell'8 febbraio 2001 nella
causa B., I 446/00; STFA del 26 settembre 2000 nella causa D.N., U 220/99; STFA
del 17 ottobre 2001 nella causa X, 1P.569/2001; STFA del 6 marzo 2001 nella
causa E. e E., 5P.426/2000; STFA del 17 maggio 2000 nella causa B., 1P
281/2000; DTF 119 Ia 253 consid. 3b).

                                         Tale
presupposto difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue
che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe
al processo in considerazione delle spese cui si esporrebbe (cfr. STFA del 26
settembre 2000 nella causa D.N.; RAMI 1994 pag. 78; DTF 125 II 275 consid. 4b;
DTF 119 Ia 251; B. Cocchi/F. Trezzini, Codice di procedura civile ticinese
massimato e commentato, Lugano 2000, ad art. 157, pag. 491-492, n. 1).

                                         Per
valutare, in sede ricorsuale, la probabilità di esito favorevole è infatti sufficiente
che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di
essere accolto che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un
ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (STFA del 9
agosto 2005 nella causa M., K 75/05; STFA del 10 agosto 2005 nella causa M., I
173/04; STFA del 29 agosto 2005 nella causa H., I 422/04; STFA non pubbl. del
29 giugno 1994 in re A.D.; DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c).

                                         Inoltre,
quando le prospettive di successo e i rischi di perdere il processo si eguagliano
o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande
non possono essere considerate senza esito favorevole (cfr. DTF 125 II 275; DTF
124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; B. Cocchi/F. Trezzini, op.
cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).

 

                                         Nel
caso concreto, alla luce della giurisprudenza federale, la presente vertenza
doveva apparire, dopo un esame forzatamente sommario, destinata all'insuccesso
già al momento della presentazione del ricorso, in quanto le prospettive di
esito favorevole erano considerevolmente minori dei rischi di perdere la causa.
In effetti, come esposto ai considerandi precedenti, dagli elementi fattuali
emerge in modo chiaro l’impossibilità di riconoscere al ricorrente il diritto a
prestazioni ritenuto come, dal mese di aprile 2004, fatto salvo il periodo di
inabilità totale da marzo a agosto 2006, è abile al lavoro al 100% in
un’attività adeguata.

                                         La
conclusione secondo cui la lite era già di primo acchito destituita di esito favorevole
si giustifica tanto più se si considera che in sede ricorsuale l’interessato non
ha prodotto la benché minima documentazione medica che potesse attestare il
contrario.

                                         In
simili condizioni, non essendo realizzato nel caso in esame uno dei tre presupposti
cumulativi, la domanda di assistenza giudiziaria deve essere respinta.

 

 

Per
questi motivi

 

dichiara
e pronuncia

 

                                   1.   Nella
misura in cui è ricevibile il ricorso è respinto.

 

                                   2.   La
domanda volta all’ottenimento dell’assistenza giudiziaria con esonero dalle
spese è respinta.

 

                                   3.   Le
spese, per fr. 200.--, sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.

                                         Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il
vicepresidente                                                    Il segretario

 

Raffaele Guffi                                                         Fabio
Zocchetti