# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67ece6a4-8a9b-5de6-8a9c-a446ddafb506
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2017-12-19
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 19.12.2017 12.2017.115
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2017-115_2017-12-19.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2017.115

  	
  Lugano

  19 dicembre 2017/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Fiscalini,
  presidente,

  Bozzini
  e Balerna

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Ceschi
  Corecco

  

 

 

sedente
per statuire nella causa - inc. n. SO.2017.382
della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 1 - promossa con istanza 17
febbraio 2017 da

 

	
   

  	
  AO
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente l’adozione delle
misure necessarie nei confronti della convenuta priva della gerenza e di una
valida rappresentanza in Svizzera (art. 809 e 814 CO);

 

nell’ambito della quale il
Pretore, con decisione 14 luglio 2017, ha accolto l'istanza, ha pronunciato lo
scioglimento della convenuta e ne ha ordinato la liquidazione secondo le
prescrizioni applicabili al fallimento;

 

appellante la convenuta
con appello 21 luglio 2017, con cui chiede di “abolire lo scioglimento e la
liquidazione della società”;

 

preso atto delle
osservazioni (correttamente: risposta) 20 settembre 2017 dell’AO 1 e dello
scritto 23 settembre 2017 dell’appellante; 

 

 

letti ed
esaminati gli atti e i documenti prodotti;

 

 

ritenuto

 

in fatto e in
diritto:

 

 

                                         che, con istanza 17
febbraio 2017, l'AO 1 ha convenuto in giudizio innanzi alla Pretura del
Distretto di Lugano, Sezione 1, la società AP 1 chiedendo che nei confronti
della stessa, priva della gerenza e di una valida rappresentanza in Svizzera
(art. 809 e 814 CO), invano diffidata sia per raccomandata (doc. B) sia tramite
pubblicazione sul FUSC (doc. C) a ripristinare la situazione legale (art. 154
cpv. 1 e 2 ORC), fossero adottate le misure necessarie (art. 731b cpv. 1 e 941a
cpv. 1 CO, art. 154 cpv. 3 ORC);

 

                                         che pure il termine di 30
giorni impartito dal Pretore con decisione 8 maggio 2017 affinché la convenuta
ripristinasse la situazione legale, convocando un’assemblea per nominare una
gerenza abilitata a rappresentare la società in Svizzera, è decorso
infruttuoso;

che con decisione 14 luglio 2017 il Pretore, in applicazione dell’art. 731b
cpv. 1 n. 3 CO, ha pronunciato lo scioglimento della convenuta e ne ha ordinato
la messa in liquidazione secondo le prescrizioni applicabili al fallimento, rinunciando
al prelievo di tasse e spese;

 

                                         che con l’appello 21
luglio 2017 la convenuta, e per essa __________ K, socio e direttore, contesta
il giudizio pretorile siccome la società sarebbe in grado di ripristinare la
situazione legale desiderando egli stesso assumere la funzione di gerente;

che AO 1, con osservazioni (correttamente: risposta) 20 settembre 2017, si è
rimesso al giudizio di questa Camera, pur sottolineando come l’asserito
ripristino della situazione di legalità non sarebbe intervenuto siccome nessuna
istanza in tal senso era stata a quel momento introdotta nelle forme previste,
non potendo bastare la dichiarazione fornita con l’appello con la quale __________
K si dichiara disposto ad assumere la gerenza;

che con scritto 23 settembre 2017 l’appellante ha prodotto copia dell’istanza
19 settembre 2017 con la quale è stato chiesto all’Ufficio del registro di
commercio di procedere all’iscrizione di __________ K, nel frattempo al
beneficio di un permesso di dimora in Svizzera, quale gerente;

che la domanda dell’appellante, malgrado la formulazione imprecisa usata, può
essere considerata quale richiesta di riforma del giudizio pretorile nel senso
di respingere l'istanza dell'AO 1, revocando di conseguenza il suo scioglimento
e la sua liquidazione in via di fallimento;

che l'appellante, pur erroneamente convinta di avere ripristinato la situazione
legale con la sola dichiarazione di accettazione del socio e direttore in
occasione dell’inoltro dell’appello, accortasi dell’esigenza di adottare una
formale decisione assembleare e di inoltrare una formale istanza all’Ufficio del
registro di commercio vi ha provveduto, ottenendo l’effetto giuridico sperato;

che la dottrina e la giurisprudenza hanno già avuto modo di stabilire che il
ripristino della situazione di legalità nelle more della causa, anche solo
nella procedura ricorsuale, è idoneo a evitare lo scioglimento della società
che presentava lacune nell’organizzazione
(Lorandi, Konkursverfahren über Handelsgesellschaften ohne
Konkurseröffnung - Gedanken zu Art. 731b OR, in: AJP 11/2008 p. 1386; Lorandi, Organisationsmängel von
Gesellschaften mit tückischen Folgen, in: STF 2009 p. 91; DTF 136 III 369
consid. 11.4.3; II CCA 16 dicembre 2011 inc. n. 12.2011.206);

 

                                         che nel caso di specie
questa ipotesi si è effettivamente realizzata, visto e considerato che, come
del resto risulta dalle prove prodotte (ricevibili siccome si tratta di
documenti allestiti dopo l’emanazione della decisione impugnata e con ciò di “nova
autentici” ai sensi dell’art. 317 cpv. 1 CPC), il 19 settembre 2017 la
convenuta aveva provveduto a notificare all’AO 1 il nominativo del nuovo
gerente, nella persona di __________ K, nominato in occasione dell’assemblea
generale straordinaria degli azionisti del 18 settembre 2017, titolare di un
permesso di dimora (B) e quindi in grado di esercitare una valida rappresentanza
in Svizzera;

 

                                         che in tali circostanze
l’istanza chiedente l’adozione delle misure necessarie nei confronti della
convenuta, priva di gerenza e di una valida rappresentanza in Svizzera (art.
809 e 814 CO), deve ora essere respinta;

 

                                         che le spese giudiziarie
della procedura di appello (come quelle della procedura di primo grado) vanno
calcolate sulla base di un valore litigioso di fr. 20’000.-, pari al capitale
sociale della convenuta (doc. A; TF 19 agosto 2010 4A_315/2010 consid. 2, 8
luglio 2010 4A_278/2010 consid. 6, 22 giugno 2010 4A_106/2010 consid. 6, SJ 132
I p. 541; ZSR 2011 p. 86; II CCA 25 agosto 2011 inc. n. 12.2011.133), e
dovrebbero di principio seguire la soccombenza (art. 106 CPC);

 

                                         che nel caso concreto
ricorrono tuttavia giusti motivi per derogare a questo principio, siccome la
presente procedura - come del resto già quella dinnanzi al Pretore - sarebbe,
in effetti, potuto essere evitata se la convenuta avesse ripristinato
tempestivamente la situazione legale, anziché rimanere, passiva di fronte
all’ingiunzione che ha ricevuto, di modo che, in applicazione dell’art. 108
CPC, si giustifica di porre a suo carico le spese processuali da essa
inutilmente causate (cfr. per analogia TF 22 novembre 2012 4A_411/2012 consid.
3, 1° marzo 2013 4A_560/2012 consid. 4; II CCA 24 giugno 2013 inc. n.
12.2013.57, 28 giugno 2013 inc. n. 12.2013.62, 27 novembre 2013 inc. n.
12.2013.165, 19 dicembre 2014 inc. n. 12.2014.197, 29 gennaio 2015 inc. n.
12.2014.221, 12 febbraio 2015 inc. n. 12.2014.189);

 

 

Per questi motivi

 

decide:

 

 

                                    I.   L’appello 21 luglio
2017 è parzialmente accolto.

                                         Di conseguenza la
sentenza 14 luglio 2017 della Pretura del Distretto di Lugano, Sezione 1, invariato
il dispositivo n. 2, è così riformata:

 

1.      
L’istanza è respinta.

 

                                   II.   Le spese
processuali di appello, di complessivi fr. 300.-, anticipate dall’appellante,
rimangono a suo carico. Non si attribuiscono ripetibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

                                  III.   Notificazione:

	
   

  	
  -;

  -.

   

  

                                         Comunicazione alla Pretura
del Distretto di Lugano, sezione 1.

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi
giuridici 

Nelle
cause a carattere pecuniario con un valore litigioso superiore a fr. 30'000.- è
dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1
LTF.) Qualora non sia dato il ricorso in materia civile, è possibile proporre
negli stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113,
117 LTF.) La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso
ordinario sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi
i ricorsi con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).