# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0b375e16-0487-58b3-ad00-f40d56f4bc02
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-05-11
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 11.05.2000 52.1998.192
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-1998-192_2000-05-11.html

## Full Text

Incarto n.

  52.1998.00192

   

  	
  Lugano

  11 maggio
  2000

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente, 

  Raffaello Balerna, Stefano Bernasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 8 luglio 1998 di

 

 

	
   

  	
  __________

  rappr. dal __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 17 giugno 1998 (n. 2778) del
  Consiglio di Stato, che ha respinto l'impugnativa inoltrata dall'insorgente
  avverso la decisione 13 febbraio 1998 del Dipartimento delle istituzioni,
  Sezione degli stranieri (ora: permessi e immigrazione), in materia di rinnovo
  del permesso di dimora;

  

 

 

viste le risposte:

-    13 luglio 1998 del
Consiglio di Stato,

-    16 luglio 1998 del
Dipartimento delle istituzioni;

 

letti ed esaminati gli atti;

 

esperita l'istruttoria;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   a)
__________, cittadina __________, si è sposata il __________ a __________ con
il connazionale __________ domiciliato in Svizzera dal 1985, ottenendo un
permesso di dimora annuale per vivere insieme al marito. Dal febbraio al novembre
1997, la ricorrente ha lavorato come donna delle pulizie presso la __________ a
__________. A partire dal 1° dicembre 1997, è stata assunta dall'Ospedale regionale
di __________ in qualità di praticante. Il marito, apprendista elettricista, si
è trovato confrontato con problemi di tossicodipendenza ed ha dovuto ricorrere
all'assistenza pubblica dal 1990. A partire dalla sua entrata in Svizzera,
anche la moglie ha dovuto ricorrere a tali prestazioni.

 

b) Il 17 dicembre 1997 l'allora Sezione
degli stranieri del Dipartimento delle istituzioni ha avvertito la ricorrente
che stava esaminando la possibilità di emettere nei suoi confronti
un'espulsione amministrativa o una decisione di rimpatrio per aver percepito, a
partire dal 1990, un debito assistenziale per un totale di fr. 137'551.– e l'ha
invitata a prendere posizione per iscritto circa eventuali impedimenti per un
rientro definitivo in patria. Il 12 gennaio 1998 i coniugi __________ hanno
informato il dipartimento che la loro situazione economica sarebbe migliorata a
corto termine con la fine dell'apprendistato del marito e l'inizio della
pratica presso l'ospedale da parte della moglie. Il 23 gennaio 1998 __________
è stato ammonito perché a carico dell'assistenza pubblica insieme alla moglie,
con l’avvertenza che se tale situazione fosse dovuta perdurare oltre il mese di
agosto 1998 sarebbe stata presa in esame la possibilità di adottare nei suoi
confronti adeguate misure amministrative. Il 17 febbraio 1998 la Sezione degli
stranieri ha nondimeno concesso a __________ una proroga sino al mese di
ottobre 1998, affinché egli potesse reperire un nuovo posto di lavoro ed
iniziare a restituire le prestazioni erogate dall'Ufficio di assistenza sociale.

 

 

                                  B.   Nel
frattempo, con decisione 13 febbraio 1998, la Sezione degli stranieri ha
respinto la domanda di rinnovo del permesso di dimora con cambiamento di posto
e di professione presentata da __________. Secondo l'autorità di prime cure, la
ricorrente avrebbe violato l'ordine pubblico per aver beneficiato di prestazioni
assistenziali per oltre fr. 136'000.–; non esistevano inoltre elementi atti a
ritenere che in futuro essa fosse in grado di rimborsare all'Ente pubblico il
debito contratto. La risoluzione è stata resa in applicazione degli art. 4, 9,
12, 16, 17 cpv. 2 LDDS e 8 ODDS.

 

 

                                  C.   a) Contro
la predetta risoluzione, __________ è insorta davanti al Consiglio di Stato. Ha
chiesto l'annullamento della decisione dipartimentale, perché gran parte dell'importo
del debito assistenziale maturato era riconducibile alle difficoltà incontrate
precedentemente dal marito e perché entrambi si stavano affrancando lentamente
dallo stato di indigenza. Ha inoltre sostenuto che il provvedimento adottato
era contrario al principio della proporzionalità, in quanto non permetteva loro
di vivere insieme.

 

b) Con giudizio 17 giugno 1998, il Consiglio
di Stato ha confermato la decisione di prima istanza e ha respinto il ricorso.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che i presupposti per rifiutare il rinnovo
del permesso fossero adempiuti, poiché la famiglia era caduta in maniera
continua e rilevante a carico dell'assistenza pubblica ai sensi dell'art. 10
cpv. 1 lett. d LDDS per un importo complessivo lievitato, al momento del
giudizio, a fr. 152'617.80. Ha precisato che l'intero debito poteva essere
opposto alla ricorrente in virtù dell'obbligo di mantenimento della famiglia
sancito dall'art. 163 cpv. 1 CC. L'Esecutivo cantonale ha inoltre ritenuto che
non vi fossero ostacoli per un rientro in Italia della ricorrente, dove poteva
essere raggiunta dal marito italiano e continuare in tal modo la propria comunione
domestica.

 

 

                                  D.   a) Contro
la pronunzia governativa, la soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rinnovo
del suo permesso di soggiorno. In sostanza, la ricorrente ripropone e sviluppa
le argomentazioni esposte davanti al Consiglio di Stato. Postula pure la
concessione dell'assistenza giudiziaria e chiede che al gravame venga conferito
effetto sospensivo.

 

b) Nel corso dell'estate 1998, i coniugi
hanno restituito all'Ente assistenziale fr. 1'500.– concernenti il sussidio
integrativo al salario per il periodo gennaio-giugno 1998. Inoltre, __________
ha terminato il proprio apprendistato presso la __________ di __________ ed è
stato successivamente assunto dalla ditta quale montatore elettricista. Il 25
agosto 1998 l'Ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento ha confermato ai
coniugi __________ la chiusura della pratica assistenziale relativa al sussidio
integrativo alle loro entrate con effetto al 31 dicembre 1997 e quella
concernente il sussidio del premio cassa malati a partire dal 30 giugno 1998.
Il 19 ottobre 1998 il marito della ricorrente ha iniziato rimborsare il debito
all'assistenza con una prima rata di fr. 300.–.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del ricorso si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

                                  F.   Con
decisione 11 novembre 1998, la Sezione degli stranieri ha dichiarato decaduto
il permesso di domicilio di __________. La decisione è stata resa in
applicazione degli art. 9 cpv. 3, 10 cpv. 1 lett. b, 11 cpv. 3, 12 LDDS, 16
ODDS. L'autorità ha tuttavia rinunciato ad adottare un provvedimento di
espulsione a seguito del suo lungo soggiorno in Ticino, limitandosi a
decretarne il rimpatrio. Dopo aver ricordato i tre precedenti ammonimenti, il dipartimento
gli ha rimproverato il comportamento generale tenuto durante il suo soggiorno
in Svizzera e per non aver fatto il necessario al fine di trovare un nuovo
posto di lavoro ed iniziare a restituire quanto precedentemente ricevuto in
prestazioni dall'assistenza entro il mese di ottobre 1998. Ha inoltre ritenuto
che l'interessato, cittadino italiano, potesse risiedere senza difficoltà in un
Paese dell'Unione europea, dove il tenore di vita è analogo a quello ticinese,
e di rientrare in futuro in Svizzera in qualità di turista a condizione di
tenere un comportamento ineccepibile. La decisione è stata confermata dal
Consiglio di Stato il 5 ottobre 1999. Contro il giudicato governativo,
__________ si è aggravato davanti al Tribunale cantonale amministrativo. Il
ricorso è stato deciso in data odierna (52.99.281).

 

 

                                  G.   Il 4 giugno
1999, il giudice delegato di questo Tribunale ha chiesto all'Ufficio del sostegno
sociale e dell'inserimento l'aggiornamento della situazione debitoria della ricorrente,
da cui risulta un costante rimborso da parte dei coniugi di fr. 300.– mensili a
partire dall'ottobre 1998, per un totale di fr. 2'400.–. Invitata ad esprimersi
in merito, l'interessata ha in sostanza ribadito le proprie argomentazioni
ricorsuali. Con scritto 20 settembre 1999, l'insorgente ha informato il
Tribunale - tra l'altro - di lavorare ora a tempo parziale (17 ore
settimanali), a partire dal 1° settembre 1999, presso lo studio della
dottoressa __________ in qualità di aiuto medico con una retribuzione lorda
mensile di fr. 1'070.–.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui quest'ultime sono suscettibili di
essere impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale
(cfr. art. 10 lett. a LALPS).

 

1.2. Giusta l'art. 100 lett. b n. 3 OG, in
materia di polizia degli stranieri il ricorso di diritto amministrativo al
Tribunale federale non è esperibile contro il rilascio o il rifiuto di permessi
al cui ottenimento la legislazione federale non conferisce un diritto.

L'art. 4 LDDS sancisce che l'autorità
competente decide liberamente, nei limiti delle disposizioni della legge e dei
trattati con l'estero, in merito alla concessione del permesso di dimora o di
domicilio. Lo straniero ha quindi un diritto all'ottenimento di un simile
permesso solo laddove tale pretesa si fonda su di una disposizione particolare
del diritto federale o di un trattato internazionale (DTF 122 II 3 consid. 1a,
388 consid. 1a con rinvii). 

 

1.3. Non esiste tra la Confederazione
Svizzera e la Repubblica Italiana alcun trattato che regoli in modo specifico
il soggiorno in Svizzera dei cittadini italiani, accordo dal quale potrebbe
scaturire, nel caso in esame, un diritto al rilascio di un permesso di dimora.

 

1.4. Giusta l'art. 17 cpv. 2 primo periodo
LDDS, lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di
domicilio ha diritto alla proroga del permesso di dimora fintanto che vive con
il coniuge. Sposata con un cittadino italiano titolare di un permesso di
domicilio, l'insorgente ha quindi, in linea di principio, il diritto di ottenere
il rinnovo del permesso di dimora, dal momento che non è contestato che vive
con il marito. Pertanto, essendo la decisione impugnata suscettibile di essere
dedotta davanti al Tribunale federale mediante un ricorso di diritto
amministrativo, si deve concludere che la competenza di questo Tribunale a
statuire sull'impugnativa inoltrata da __________ è data. Se il permesso
sollecitato possa esserle rifiutato, è una questione di merito e non di
ammissibilità.

 

1.5. La ricorrente si richiama anche all'art.
8 CEDU. Lo straniero può infatti, a seconda delle circostanze, prevalersi del
diritto al rispetto della vita privata e familiare garantito da tale norma per
opporsi all'eventuale separazione della famiglia e ottenere un permesso di
dimora. Affinché tale disposizione sia applicabile, occorre tuttavia che tra lo
straniero che domanda un permesso di dimora e la persona della sua famiglia che
beneficia del diritto di risiedere in Svizzera (cittadino svizzero o straniero
titolare di un permesso di domicilio) esista una relazione stretta, intatta,
che sia effettivamente vissuta (DTF 122 II 5 consid. 1e; 118 Ib 157 consid. c
con rinvii), ciò che è il caso in concreto. Anche sotto questo profilo il
ricorso è ricevibile.

 

1.6. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
10 LALPS; 46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a
ricorrere (art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere evaso
sulla base degli atti, integrati dalle risultanze istruttorie esperite dal
Tribunale (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1.
Giusta l'art. 17 cpv. 2 ultima frase LDDS, il diritto dello straniero al rilascio
di un permesso di dimora si estingue se questi viola l'ordine pubblico. Detto
rifiuto deve rispettare il principio della proporzionalità. I motivi di
estinzione di questo diritto sono tuttavia meno severi di quanto richiesto dall'art.
7 cpv. 1 in fine LDDS, il quale stabilisce che deve sussistere un motivo di
espulsione per negare al coniuge straniero di un cittadino svizzero il rilascio
o la proroga del permesso di dimora. Considerato che una violazione minore
dell'ordine pubblico è una ragione sufficiente per rifiutare la concessione del
permesso di dimora, l'interesse privato dello straniero e della sua famiglia a
rimanere in Svizzera ha, nell'ambito della ponderazione degli interessi pubblici
e privati in presenza, meno importanza che se si fosse trattato di un'espulsione
(DTF 122 II 385 consid. 3a, 120 Ib 130 consid. 4a).

 

2.2. Il diritto al rispetto della vita
privata e famigliare di cui all'art. 8 CEDU non è assoluto. Un'intromissione
nell'esercizio di tale diritto è ammissibile giusta l'art. 8 n. 2 CEDU "in
quanto tale ingerenza sia prevista dalla legge e in quanto costituisca una
misura che, in una società democratica, è necessaria per la sicurezza
nazionale, l'ordine pubblico, il benessere economico del paese, la prevenzione
dei reati, la protezione della salute o della morale, o la protezione dei
diritti e delle libertà altrui". In questo contesto, va effettuata una
ponderazione di tutti gli interessi pubblici e privati in gioco. In
particolare, va esaminato se si può esigere dai familiari aventi il diritto di
risiedere in Svizzera che lascino il nostro paese per seguire la straniero al
quale è stato rifiutato un permesso di dimora. La facoltà di esigere la
partenza della famiglia di uno straniero dev'essere ammessa tanto più
facilmente che la presenza in Svizzera di costui, a causa del suo comportamento,
risulta indesiderabile. Va comunque precisato che il solo fatto che non si
possa pretendere dai membri della famiglia che lascino la Svizzera non
costituisce, di per sé, un motivo sufficiente per accogliere il ricorso (120 Ib
130 consid. 4a; cfr. DTF 122 II 5 consid. 2).

 

 

                                   3.   Nell'evenienza
concreta, il 24 ottobre 1996 la ricorrente è stata autorizzata a ricongiungersi
in Svizzera con il marito, il quale era a quel momento già a carico dell'assistenza
per oltre fr. 120'000.–. Dagli atti risulta che già il 1° novembre 1996, l'interessata
ha dovuto ricorrere anch'essa alle prestazioni di sostegno sociale (v. lettera
7 luglio dell'ufficio del sostegno sociale e dell'inserimento al Tribunale). Il
13 febbraio 1998, al momento della decisione emanata dal dipartimento, il
debito assistenziale complessivo riferito ad entrambi i coniugi ammontava ad
oltre fr. 136'000.–, lievitato a fr. 152'617.80 al momento del giudizio del
Consiglio di Stato (v. scritto 4 giugno 1998 del citato ufficio all'Esecutivo
cantonale). In realtà, alla ricorrente può essere addebitato unicamente quanto
aveva percepito unitamente al marito dal 1° ottobre 1996 al 30 giugno 1998, e
meglio complessivamente fr. 29'367.70 (v. estratto conto 2 luglio 1998,
intestato al marito, nel quale sono registrati tutti i versamenti concernenti
la famiglia __________). Infatti, va preso in considerazione il debito maturato
soltanto a partire dall'entrata in Svizzera della ricorrente, ossia da quando è
coniugata (art. 163 CC). Tuttavia, anche in questo caso, il debito accumulato
in maniera continua in poco meno di due anni si rivela ingente e può
giustificare, sotto il profilo dell'ordine pubblico, il mancato rinnovo del
permesso di dimora, considerato pure che fino all'emanazione del giudizio
governativo i coniugi non avevano rimborsato nemmeno parte del debito. D'altro
canto, non va dimenticato che le prestazioni di sostegno sociale versate alla
famiglia sono piuttosto riconducibili alle difficoltà cui si era confrontato il
marito e che l'insorgente era stata comunque autorizzata a ricongiungersi con
il marito, nonostante quest'ultimo fosse già da lungo tempo a carico dell'assistenza.
Inoltre, la ricorrente ha terminato lo stage presso l'Ospedale regionale di
__________ ed è stata successivamente assunta dalla Dott.ssa __________ quale
aiuto di studio medico a tempo parziale (v. contratto di lavoro 26 agosto
1999). Per quanto riguarda il marito, egli ha terminato l'apprendistato e lavora
come montatore elettricista. Inoltre, la decadenza del suo permesso di
domicilio è stata annullata in data odierna da questo Tribunale. Da quanto
precede, appare tutto sommato eccessivo negare a __________ ulteriore fiducia,
ritenuto pure che a partire dal 1° luglio 1998 i coniugi non sono più a carico
dell'assistenza e che a partire dal 27 ottobre 1998, sebbene ancora in misura
ridotta di soli fr. 300.– mensili, il debito viene regolarmente rimborsato. Non
si può in effetti escludere che grazie al rinnovo del permesso di soggiorno per
un altro anno, la ricorrente riesca ad integrarsi definitivamente nel nostro
ordinamento, migliorare ulteriormente la sua situazione economica lavorando a
tempo pieno e rimborsare in maniera più estesa il debito accumulato con il
marito.

 

 

                                   4.   Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso deve quindi essere accolto,
annullando la decisione del Dipartimento delle istituzioni e quella del
Consiglio di Stato che la conferma, siccome viziate da eccessivo rigore nella
valutazione del comportamento tenuto dall’insorgente durante il suo soggiorno
in Svizzera. Gli atti vengono rinviati alla Sezione dei permessi e
dell'immigrazione, affinché rinnovi all’insorgente il permesso di dimora annuale.

 

 

                                   5.   Con
l'emanazione del presente giudizio, la domanda di effetto sospensivo diviene
priva di oggetto. Visto l'esito del ricorso, si prescinde dal prelievo di una
tassa di giustizia e delle spese. Lo Stato del Cantone Ticino deve però
rifondere all'insorgente, rappresentata da un ente assistenziale qualificato,
un'adeguata indennità per ripetibili. Considerato inoltre che la ricorrente non
è astretta al pagamento di spese processuali e che beneficia di un'indennità
per ripetibili, la domanda di assistenza giudiziaria formulata nel ricorso
diviene priva d'oggetto (RDAT II-1999 N. 47, p. 165-166).

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 17 LDDS; 8 CEDU; 100 cpv. 1 lett. b n.
3 OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 30, 31, 43, 46, 60, 61, 64, 65 PAmm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

 

                                   1.   Il ricorso
è accolto nel senso dei considerandi.

§.  Di conseguenza sono annullate:

a)    la
risoluzione 17 giugno 1998 (n. 2778) del Consiglio di Stato;

b)    la
decisione 13 febbraio 1998 (E 83) del Dipartimento delle istituzioni, Sezione
dei permessi e dell'immigrazione.

 

 

                                   2.   Gli atti
sono ritornati alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione affinché rinnovi
per un anno a __________, cittadina italiana, il permesso di dimora.

 

 

                                   3.   Non si
prelevano né tasse né spese di giustizia.

 

 

                                   4.   Lo Stato
del Cantone Ticino rifonderà alla ricorrente fr. 600.– a titolo di ripetibili.

 

 

                                   5.   La domanda
di assistenza giudiziaria è priva d'oggetto.

 

	
   

                                      6.   Intimazione
  a:

  	
   

  __________

  
	
   

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario