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**Case Identifier:** 455816ce-3551-515a-b144-429857669459
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-21
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 21.09.2010 D-6528/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6528-2010_2010-09-21.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6528/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 1  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del Giudice Bruno Huber; 
cancelliera Vera Riberti;

A._______, Algeria, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 9 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6528/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha presentato il 16 agosto 2010 in 
Svizzera;

il documento che l'UFM ha rimesso al richiedente il medesimo giorno e 
mediante il  quale l'ha reso attento circa la necessità di  consegnare, 
entro  48  ore  successive  all'inoltro  della  sua  istanza,  un  documento 
d'identità o di  viaggio, con la  comminatoria che, in caso di  mancata 
consegna e in assenza di motivi scusabili, non si entra nel merito della 
sua domanda d'asilo;

i verbali d'audizione del 24 agosto 2010 e del 9 settembre 2010;

il  verbale  di  decisione  dell'UFM  del  9 settembre 2010,  notificata  al 
richiedente il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  13 settembre 2010  (cfr. timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 14 settembre 2010);

copia  dell'incarto  dell'UFM  pervenuta  al  Tribunale  amministrativo 
federale in data 14 settembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005  (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

che, fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il Tribunale 
amministrativo federale, in virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro 
le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  PA prese  dalle  autorità  menzionate 
all'art. 33 LTAF; 

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che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi),  alla  
forma e al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; 

che i  ricorsi  manifestamente infondati,  ai  sensi  dei considerandi che 
seguono,  sono  decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal 
giudice unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art.  111 lett. e 
LAsi)  e  la  decisione  è  motivata  soltanto  sommariamente  (art. 111a 
cpv. 2 LAsi);

che, giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  algerino,  originario  di 
B._______, con ultima residenza presso i suoi zii materni a C._______ 
(cfr. verbale d'audizione del 24 agosto 2010, pag. 1);

che egli sarebbe espatriato il mese di febbraio 2010 per il timore delle  
minacce  ricevute  da  parte  delle  persone che l'insorgente  medesimo 
avrebbe aggredito dopo che questi ultimi avrebbero derubato la di lui  
madre (cfr. verbale d'audizione del 24 agosto 2010, pagg. 4 e seg.);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà; 

che nella decisione impugnata, l'UFM ha considerato, da un lato, che il  
richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia d'a-
silo  alcun  documento  d'identità  o  di  viaggio  valevole;  che,  dall'altro 
lato, detto Ufficio ha ritenuto che nessuna delle eccezioni previste al -
l'art. 32 cpv. 3 LAsi è realizzata nel caso di specie;

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che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi; che l'autorità inferiore ha 
pure pronunciato l'allontanamento dell'interessato dalla Svizzera e l'e-
secuzione dell'allontanamento verso l'Algeria siccome lecita, esigibile 
e possibile;

che, nel ricorso, l'insorgente ha, per ciò che concerne la mancata con-
segna  di  documenti  d'identità,  rimandato  a  quanto  già  affermato  in 
sede di prima istanza, sostenendo di aver fornito motivi scusabili che 
spiegano le ragioni per la mancata consegna dei documenti richiesti; 
che,  egli  ha  altresì  reiterato  la  veridicità  delle  sue  dichiarazioni 
riguardo ai motivi che l'avrebbero portato a fuggire dall'Algeria e che, 
ad  ogni  modo,  gli  elementi  a  favore  della  verosimiglianza 
prevarrebbero su quelli contrari; 

che,  in  conclusione,  l'autore  del  gravame ha  chiesto  l'annullamento 
della decisione impugnata e la trasmissione degli atti di causa all'auto-
rità  inferiore per una nuova decisione nel merito della sua domanda 
d'asilo;  che,  inoltre,  egli  ha  chiesto  di  essere  ammesso  provvisoria-
mente qualora non gli venisse accordato asilo politico; che, infine, ha 
presentato  una  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della 
dispensa dal versamento dell'anticipo delle spese processuali;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione del la do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri-
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -

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colari  formalità amministrative (Decisioni del Tribunale amministrativo 
federale [DTAF] 2007/7 consid. 5);

che,  per  contro,  non  sono  documenti  validi  giusta  l'art.  32  cpv.  2 
lett. a LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la 
carta professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'atte-
stato di fine degli studi (DTAF 2007/7 consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di un mese dalla pre-
sentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento che 
adempia i citati criteri;

che, per di  più, egli  si  è semplicemente limitato a dichiarare di  aver  
posseduto una carta d'identità ma di averla lasciata in patria, poiché 
ha viaggiato illegalmente; che, le dichiarazioni del ricorrente circa cosa 
avrebbe  fatto  per  procurarsi  detto  documento,  oltre  che  ad  essere 
poco  credibili,  sono  contraddittorie;  che,  infatti,  in  sede  di  prima 
audizione, egli ha dichiarato, in un primo tempo, di non aver fatto nulla 
per  procurarsi  dei  documenti  di  identità  o  un titolo  di  viaggio  valido 
dopo  aver  firmato  il  formulario  relativo  all'incombenza  di  presentarli 
entro  48 ore  dopo l'inoltro  della  domanda d'asilo; che,  per  contro  e 
soltanto in un secondo tempo, egli ha risposto che ha cercato diverse 
volte di chiamare la madre e uno dei suoi zii materni, ma senza esito 
positivo (cfr. verbale d'audizione del 24 agosto 2010, pag. 4); che, in 
occasione della seconda audizione, egli ha invece asserito di non aver 
fatto nulla per recuperare la sua carta d'identità poiché non avrebbe 
nessun  contatto;  che,  confrontato  alle  sue  dichiarazioni  durante  la 
prima audizione, egli ha risposto di non sapere dove si fosse recata la 
madre e che, a casa sua, esisteva solo un telefono mobile, che egli  
avrebbe  provato  a  chiamarla  diverse  volte  allorquando  si  trovava 
ancora  in  Algeria,  ma  che  detto  numero  non  era  più  in  servizio 
(cfr. verbale d'audizione del 9 settembre 2010, pag. 2); che anche alla 
domanda sul fatto che avrebbe potuto far intervenire un amico o un 
conoscente per farsi aiutare ad ottenere la carta d'identità lasciata in 
patria,  il  ricorrente  è  stato  assai  generico,  replicando  puramente  e 
semplicemente di averci provato ma di non esserci riuscito (cfr. verbale 
d'audizione del  9 settembre 2010, pag. 3); che,  oltre a ciò,  anche le 
dichiarazioni  circa  gli  zii  ancora  presenti  nel  suo  Paese  sono  state 
alquanto vaghe (cfr. verbale d'audizione del 9 settembre 2010, pag. 3); 

che, nel gravame, l'insorgente non ha fatto altro che ribadire, rinviando 
a quanto da lui spiegato in sede d'audizione, che avrebbe tentato di 

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contattare  la  madre e gli  zii  ma che ogni  tentativo sarebbe risultato 
vano (cfr. ricorso, pag. 2);

che,  inoltre,  per  quanto  il  racconto  in  merito  al  viaggio  di  espatrio 
possa  apparire  a  prima  vista  privo  di  contraddizioni,  il  ricorrente  è 
stato  comunque  piuttosto  generico  al  riguardo,  non  riuscendo  ad 
esempio ad indicare il nome della città in Libia da dove sarebbe partito 
in barca e neppure a designare con certezza la città di sbarco o altri  
nomi di località da dove sarebbe poi transitato in seguito; che, inoltre, 
egli non è riuscito a citare il mese in cui sarebbe arrivato in Italia dopo 
essere fuggito dall'Algeria (cfr. verbale d'audizione del 24 agosto 2010, 
pag. 6);

che egli ha altresì dichiarato di non avere subito né controlli durante il  
suo  viaggio  d'espatrio  né  durante  i  quattro  mesi  durante  i  quali 
sarebbe rimasto in Italia (cfr. verbale d'audizione del 24 agosto 2010, 
pag. 6);

che, il ricorrente non è stato in grado di fornire dettagli e spiegazioni 
che possano donare credibilità al proprio racconto che risulta pertanto 
alquanto vago ed impreciso;

che giova peraltro sottolineare che varcare il confine Schengen senza 
subire alcun controllo, come l'insorgente ha dichiarato di aver fatto, ri -
sulta a tutt'oggi, per lo meno difficoltoso;

che, vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché e specialmente l'inconsistenza e l'inattendibilità delle suddette 
dichiarazioni del ricorrente circa il  possesso dei documenti d'identità, 
codesto Tribunale ha ragione di concludere che l'autore del gravame 
dissimuli i suoi documenti d'identità per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi,  
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità 
di rifugiato del richiedente;

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che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla-
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro-
cedura sommaria nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8 consid. 5); 

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato; che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei 
motivi d'asilo addotti (DTAF 2007/8 consid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dall'Algeria a causa delle minacce ed angherie subite da parte delle 
persone che avrebbero rapinato la di lui madre;

che il ricorrente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, ar-
gomenti o prove suscettibili di giustificare una diversa valutazione, ri -
spetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito 
della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che, a mente di questo Tribunale, come rettamente ritenuto dall'autori-
tà inferiore, la vicenda raccontata dall'insorgente a sostegno della sua 
domanda d'asilo non presenta elementi di verosimiglianza e neppure 
rilevanti nel quadro di eventuali motivi d'asilo relativi alle circostanze di  
vita del ricorrente in Algeria;

che basti innanzitutto rilevare che il ricorrente si è espresso in modo 
molto vago e succinto sugli eventi che lo avrebbero costretto a lasciare 
il suo Paese; che, in particolare, egli non è riuscito a fornire dettagli in 
merito  alle  persone  che  l'avrebbero  minacciato  –  o  meglio  avrebbe 
soltanto menzionato il nome di uno di essi – e che lui stesso avrebbe 
aggredito  dopo  il  furto  messo  in  atto  da  detti  individui  per 
impossessarsi  dei  soldi  che il  ricorrente  aveva dato  alla  madre (cfr.  
verbale d'audizione del 24 agosto 2010, pag. 5 e verbale d'audizione 
del  9 settembre 2010,  pagg.  4  segg.);  che  neppure  circa  ad  altre 
persone che avrebbero già cominciato ad importunarlo in passato – a 
causa del fatto ch'egli aveva trovato in breve tempo lavoro dopo l'arrivo 
a  C._______  –  egli  non  ha  dato  alcuna  precisazione  (cfr.  verbale 
d'audizione  del  9 settembre 2010,  pag.  4);  che,  per  di  più,  risulta 
alquanto insolito che l'insorgente non abbia saputo nemmeno allegare 
ulteriori  informazioni  per  quanto  attiene alla  rapina  denunciata  dalla 

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madre e neppure alla procedura penale che, a suo dire, sarebbe stata 
aperta contro di  lui  a  seguito delle violenze subite dagli  autori  della 
rapina (cfr. verbale d'audizione del 24 agosto 2010, pag. 5 e verbale 
d'audizione del 9 settembre 2010, pagg. 5 e 8);

che rettamente quindi, i motivi d'asilo evocati sono stati dall'autorità in-
feriore ritenuti come inverosimili, giusta l'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi; 

che, tanto meno, a mente di questo Tribunale, le allegazioni prodotte 
sarebbero state di un'intensità tale  da essere considerate decisive in 
materia  d'asilo  né  che  si  evincono  elementi  da  cui  dedurre  che  al 
ricorrente sarebbe stata preclusa un'appropriata protezione contro le 
persecuzioni  statali  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  2006 
n. 18); che, il ricorrente stesso ha affermato di non aver denunciato le 
minacce subite all'autorità del suo Paese (cfr. verbale d'audizione del 
24 agosto 2010, pag. 5 ); 

che,  inoltre,  non  risultano  elementi  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  3 
lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulteriori accertamenti ai fini 
della determinazione della qualità di  rifugiato dell'insorgente medesi-
mo;

che non si giustificano neppure delle misure di istruzione complemen-
tari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento all'ese-
cuzione dell'allontanamento del  ricorrente dal  punto di  vista dell'am-
missibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

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che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en-
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il quale l'esecuzione dell'allontanamento deve essere possibile (art. 83 
cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigi -
bile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Algeria  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

che,  quanto  alla  situazione personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane, 
possiede una formazione professionale quale elettricista ed ha un'e-
sperienza in tal campo di diversi anni in patria, come pure di venditore 
al mercato di C._______ (cfr. verbale d'audizione del 24 agosto 2010, 
pagg. 2 e 4); che, inoltre, stando a quanto riferito, il ricorrente dispone 
di una rete famigliare nel suo Paese, dove vivono, perlomeno, la ma-
dre ed uno, se non addirittura due, zii materni (cfr. verbale d'audizione 
del 24 agosto 2010, pag. 3); 

che  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria (cfr. sulla  problematica GICRA 2003 n. 24),  senza che da 
un esame d'ufficio degli atti emerga la necessità di una permanenza in 
Svizzera per motivi medici;

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che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
nel suo Paese è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 
cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 44 cpv. 2 LAsi ed art. 83 
cpv. 2 LStr); 

che,  infatti,  il  ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza,  potrà 
procurarsi ogni documento indispensabile al rimpatrio;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento; l'autori -
tà di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto i fatti  
giuridicamente  rilevanti  ed  inoltre  la  decisione  non  è  inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il Tribunale amministrativo federale statuito nel merito del 
ricorso,  la  domanda  d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo 
equivalente alle presunte spese processuali è divenuta senza oggetto;

che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.–, 
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia di diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d 
LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorren-
te. Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale ammi-
nistrativo federale, entro un termine di 30 giorni dalla spedizione della 
presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente, tramite D._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM, D._______ (via fax, per l'incarto N [...] con preghiera di notifi-
care al ricorrente e di  ritornare l'avviso di ricevimento al Tribunale 
amministrativo federale)

- E._______ (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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