# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cf95d045-1bd2-5998-a03c-635811c2664d
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-09-13
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 13.09.2010 D-6326/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-6326-2010_2010-09-13.pdf

## Full Text

Corte IV
D-6326/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 3  s e t t e m b r e  2 0 1 0

Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico,
con l'approvazione del Giudice Maurice Brodard;
cancelliera Vera Riberti;

A._______, nato il (...), alias
B._______, nato il (...),
Nigeria,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore;

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 6 settembre 2010 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-6326/2010

Visti:

la domanda d'asilo che l'interessato ha inoltrato il (...) in Svizzera;

il documento che l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha rimesso 
al richiedente il medesimo giorno e mediante il quale l'ha reso attento 
circa la necessità di consegnare, entro le 48 ore successive all'inoltro 
della sua istanza, un documento d'identità o di viaggio con la commi-
natoria che, in caso di mancata consegna e in assenza di motivi scu-
sabili, non si entra nel merito della sua domanda d'asilo;

l'esame osseo della mano a cui il richiedente è stato sottoposto in data 
10 agosto 2010 ed il relativo rapporto;

il verbale d'audizione dell'interessato del 23 agosto 2010, in occasione 
del quale al richiedente, tra l'altro, è stato conferito il diritto di essere 
sentito  sulla  maggior  età,  sul  risultato  dell'esame osseo del  10 ago-
sto 2010, come pure sulla rinuncia di conferirgli una persona di fiducia;

il verbale d'audizione del 6 settembre 2010;

il verbale di decisione dell'UFM del 6 settembre 2010, notificata all'in-
teressato il medesimo giorno (cfr. risultanze processuali);

il  ricorso  del  6 settembre 2010  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato, 
data d'entrata 7 settembre 2010);

copia degli atti dell'UFM trasmessi via fax al Tribunale amministrativo 
federale (TAF) in data 7 settembre 2010;

ulteriori fatti ed argomenti addotti dalle parti negli scritti che verranno 
ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della ver-
tenza;

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura amministrativa del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), dal -
la  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005 
(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giu-
gno 2005 (LTF, RS 173.110), in quanto la legge sull'asilo del 26 giugno 
1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi);

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che fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF, il  TAF, in 
virtù dell'art. 31 LTAF, giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi del -
l'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF;

che l'UFM rientra tra dette autorità (cfr. art. 105 LAsi);

che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA;

che il ricorrente ha partecipato al procedimento dinanzi all'autorità in -
feriore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta 
un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione 
della stessa (art. 48 cpv. 1 lett. a – c PA) e che è pertanto legittimato 
ad aggravarsi contro di essa;

che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla for-
ma ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono soddisfatti;

che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso;

che, i ricorsi manifestamente infondati, ai sensi dei motivi che seguo-
no, sono decisi in procedura semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice 
unico, con l'approvazione di un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi) e 
la  decisione  è  motivata  soltanto  sommariamente  (art.  111a  cpv. 2 
LAsi);

che giusta l'art. 111a cpv. 1 LAsi, si rinuncia allo scambio di scritti;

che, nell'ambito delle audizioni sui motivi della domanda d'asilo, l'inte-
ressato ha dichiarato di essere cittadino nigeriano, di etnia C._______, 
nato  a  D._______,  nello  Stato  di  E._______,  con  ultimo  domicilio  a 
F._______,  nello  Stato  di  G._______  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
23 agosto 2010, pagg. 1 e 2);

che il richiedente avrebbe lasciato il suo Paese d'origine per il timore 
di  essere  ucciso  da  un  individuo,  certo  H._______,  che  avrebbe  in 
passato commissionato a dei sicari l'omicidio dei suoi genitori poiché 
questi ultimi sarebbero stati contrari all'elezione di H._______ quale re 
(cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pag. 6);

che egli  sarebbe fuggito  il  (...)  partendo da I._______,  ove avrebbe 
preso un aereo, non sapendo però indicare il luogo dove sarebbe at-
terrato; che, in seguito, egli avrebbe proseguito il suo viaggio in auto 

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sino in Svizzera, dove sarebbe giunto il  (...)  (cfr. verbale d'audizione 
del 23 agosto 2010, pagg. 2 e 8); che, inoltre, egli ha confermato che il 
volo sarebbe durato sei ore e che avrebbe sempre viaggiato in compa-
gnia di un passatore (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pag. 
8);

che l'interessato non ha esibito sino ad oggi alcun documento d'identi -
tà;

che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM ha  rilevato  che  il  richiedente 
non è stato in grado di rendere verosimile di essere minorenne; 

che l'UFM ha inoltre considerato, da un lato, che il richiedente non ha 
consegnato alle autorità competenti in materia d'asilo alcun documen-
to d'identità o di viaggio valevole; che dall'altro lato, detto Ufficio ha ri -
tenuto  che nessuna delle  eccezioni  previste  all'art.  32  cpv. 3 LAsi  è 
realizzata nel caso di specie;

che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata do-
manda ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi ed ha pronunciato l'allon -
tanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allon-
tanamento verso la Nigeria siccome lecita, esigibile e possibile; 

che nel ricorso, l'insorgente ha innanzitutto ribadito di  avere solo 17 
anni e che l'UFM avrebbe modificato arbitrariamente la sua data di na -
scita, basandosi su un esame osseo di dubbia validità scientifica e su 
alcune incongruenze irrilevanti; che, per ciò che concerne la mancata 
consegna  dei  documenti  d'identità,  egli  ritiene  di  aver  fornito  motivi 
scusabili che spiegano le ragioni che non gli hanno permesso di con-
segnare i documenti richiesti e che, nel suo caso, date le ragioni che 
l'hanno costretto a fuggire dalla Nigeria, vi sarebbe quantomeno la ne-
cessità di ulteriori chiarimenti; che, infine, il suo allontanamento in Ni -
geria non sarebbe ragionevolmente esigibile, visto che la sua vita sa-
rebbe in pericolo e la situazione in detto Paese non sarebbe sicura;

che, in conclusione, l'autore del gravame ha chiesto, in via principale, 
l'annullamento della decisione impugnata, la trasmissione degli atti di  
causa  all'autorità  inferiore  per  una nuova decisione nel  merito  della 
sua domanda e, in subordine, la concessione dell'ammissione provvi-
soria; che ha, altresì, presentato domanda d'esenzione dal versamento 
dell'anticipo a copertura delle presumibili spese processuali;

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che, di principio, giusta l'art. 7 cpv. 2 OAsi 1, per il richiedente l'asilo  
minorenne che non è accompagnato, viene nominata una persona di 
fiducia per la durata della procedura d'asilo o d'allontanamento, ma al 
massimo fino alla nomina di un curatore o di un tutore, oppure fino al  
raggiungimento della maggiore età; 

che ciò non avviene se il richiedente non rende verosimile la sua minor 
età; che, pertanto, è legittimo che l'UFM si pronunci, a titolo pregiudi -
ziale, prima dell'effettuazione dell'audizione particolareggiata sui moti -
vi d'asilo e della designazione di una persona di fiducia, sull'allegata 
minorità di un richiedente l'asilo allorquando vi sono dei dubbi riguardo 
all'età indicata (cfr. Giurisprudenza ed Informazioni della Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2004 n. 30, consid. 6.4.1. 
segg.); 

che, nella fattispecie, l'insorgente non ha saputo fornire indicazioni su -
scettibili di rendere altrimenti plausibile la sua minore età;

che segnatamente, come rettamente rilevato dall'autorità inferiore, egli  
non è stato in grado di comprovarla con documenti d'identità; 

che, infatti, non ha consegnato nessun documento d'identità;

che, peraltro, non soccorrono il  ricorrente le stereotipate e vaghe di-
chiarazioni  circa  la  mancata  produzione di  documenti  d'identità  o  di 
viaggio (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pagg. 4 segg.);

che, per di più, il ricorrente è stato alquanto vago e ha reso dichiara-
zioni inattendibili circa la sua biografia e in particolare in merito al suo 
percorso scolastico; che, infatti, il ricorrente, nato a suo dire il (...), ha  
affermato di aver frequentato sei anni di scuola primaria, adducendo di  
aver iniziato detta scuola all'età di  sei  anni e di  averla terminata nel  
(...), ciò che significherebbe che egli aveva otto anni soltanto alla fine  
della  scuola  primaria  (cfr.  verbale  d'audizione  del  23 agosto 2010, 
pagg. 2 e seg.); che confrontato a detta incoerenza, l'insorgente si è li -
mitato a rispondere che forse si era dimenticato quando aveva termi-
nato questa scuola (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pagg. 
3); che, oltre a ciò, egli non ha saputo rispondere alla domanda sull'età  
che avrebbe avuto quando ha cominciato, nel (...), la scuola seconda-
ria, o meglio e soltanto dopo che la domanda gli  sia stata posta per  
ben tre volte e dopo averci pensato a lungo, egli ha risposto che aveva 
circa (...) anni, (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pagg. 3); 

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che, in aggiunta, il ricorrente non è stato in grado nemmeno di indicare 
la data di nascita e di morte dei suoi genitori o quanti anni avevano al  
momento  della  sua  nascita  (cfr.  verbale  d'audizione  del  23 ago-
sto 2010, pag. 4 e verbale d'audizione del 6 settembre 2010, pag. 3); 
che, alla luce di tali dichiarazioni lacunose e contraddittorie – su punti  
essenziali del ricorrente e dei suoi genitori – risulta assolutamente im-
possibile  credere che l'unica data,  di  cui  conosce giorno e mese,  è 
proprio la sua data di nascita e che, pertanto, quest'ultima sia verosi -
mile;

che, in considerazione di quanto suesposto, l'insorgente non è stato in 
grado di rendere verosimile e provare l'asserita minorità;

che, in siffatte condizioni, l'esame osseo a cui è stato sottoposto il ri -
corrente, e le risultanze dello stesso, sono superflue ed irrilevanti nella 
fattispecie,  in  particolare essendo già appurata la  palese inverosimi-
glianza delle dichiarazioni del ricorrente circa la sua minor età;

che, pertanto, sulla base dell'incarto e dei risultati dell'audizione som-
maria del 23 agosto 2010, l'UFM ha giustamente considerato il  ricor-
rente come maggiorenne e non ha nominato una persona di  fiducia 
che lo accompagnasse nella procedura d'asilo;

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi, non si entra nel merito di una do-
manda d'asilo, se il richiedente non consegna alle autorità alcun docu-
mento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della do-
manda;

che, giusta l'art. 32 cpv. 3 LAsi, il cpv. 2 lett. a non si applica se il ri -
chiedente può rendere verosimile di  non essere in grado, per motivi 
scusabili, di consegnare documenti di viaggio o d'identità entro 48 ore 
dalla presentazione della domanda (lett. a),  se la  qualità di  rifugiato 
del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  al -
l'art. 3 e all'art. 7 LAsi (lett. b), o se l'audizione rileva che sono neces-
sari ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esisten-
za di un impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c);

che sono documenti di viaggio e d'identità ai sensi di legge quelli uffi -
ciali, segnatamente il passaporto e la carta d'identità, che permettono 
un'identificazione certa del richiedente l'asilo (in particolare della sua 
cittadinanza) e che ne assicurano il rimpatrio senza necessità di parti -
colari formalità amministrative (cfr. DTAF 2007/7, consid. 5);

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che, per contro, non sono documenti validi giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a  
LAsi quelli emessi per altri scopi, come la licenza di condurre, la carta 
professionale, il certificato di nascita, la carta scolastica o l'attestato di 
fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7, consid. 6);

che, nel caso concreto, il ricorrente, a distanza di oltre due mesi dalla 
presentazione della domanda d'asilo, non ha esibito alcun documento 
che adempia i citati criteri;

che, inoltre, egli si è semplicemente limitato a dichiarare di non avere 
mai posseduto e richiesto né un passaporto, né una carta d'identità, 
adducendo che nel suo Paese bisognava essere maggiorenni per otte-
nere la carta d'identità (cfr. verbale d'audizione del del 23 agosto 2010, 
pag. 5); che, per di più, alla domanda su cosa avrebbe fatto per procu-
rarsi un documento d'identità dopo aver firmato il formulario di richie-
sta di detto documento, egli ha semplicemente risposto di aver provato 
a chiamare un numero in Nigeria ma di non essere riuscito a prendere 
la linea (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pagg. 5 e 6);

che, oltre a ciò, interrogato sul suo itinerario, l'autore del gravame ha 
semplicemente  dichiarato  di  essere  di  essere  partito  in  aereo  da 
I._______, di aver viaggiato per sei ore, senza saper neppure indicare 
il nome della compagnia con la quale avrebbe volato e/o il nome del 
luogo  dove  sarebbe  atterrato  (cfr.  verbale  d'audizione  del  23 ago-
sto 2010, pagg. 2 e 8); che, in aggiunta, egli  non è riuscito a fornire 
nessun dettaglio in merito al viaggio in auto che avrebbe fatto fino in  
Svizzera, limitandosi ad affermare che lo stesso sarebbe durato tante 
ore  (cfr. verbale d'audizione del  23 agosto 2010,  pag. 8); che risulta 
pure assai improbabile che l'insorgente non abbia dovuto pagare al -
cunché per il viaggio d'espatrio, come egli ha per contro dichiarato in  
sede d'audizione (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pag. 8); 

che, infine, l'autore del gravame non ha fornito alcuna spiegazione cir-
ca  l'apprezzamento  dell'autorità  inferiore  in  merito  alle  modalità  del 
suo viaggio;

che, pertanto, questo Tribunale ritiene che l'insorgente non può aver 
viaggiato nelle circostanze descritte; 

che,  vista l'inverosimiglianza delle  circostanze del  viaggio d'espatrio, 
nonché  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni 
del ricorrente circa il mancato possesso dei documenti d'identità, come 

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pure quelle in relazione all'asserita minorità, il TAF ha ragione di con-
cludere che l'autore del gravame dissimuli i suoi documenti d'identità 
per i bisogni della causa;

che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, 
né fornito una valida giustificazione per la mancata produzione degli 
stessi, l'eccezione prevista all'art. 32 cpv. 3 lett. a LAsi a favore dell'in-
sorgente non è applicabile;

che, in assenza di documenti d'identità, occorre inoltre esaminare se, 
in applicazione della seconda eccezione dell'art. 32 cpv. 3 lett. b LAsi, 
in base agli art. 3 e 7 LAsi nonché all'audizione è accertata la qualità  
di rifugiato del richiedente;

che, inoltre, con la modifica della LAsi del 16 dicembre 2005, il legisla -
tore ha introdotto con l'art. 32 cpv. 2 lett. a nonché cpv. 3 LAsi una pro -
cedura sommaria, nell'ambito della quale è statuito sull'adempimento o 
meno della qualità di  rifugiato, nonostante che la stessa termini  con 
una decisione di non entrata nel merito (DTAF 2007/8, consid. 5);

che non si entra nel merito di una domanda d'asilo allorquando sulla 
base di  un esame sommario è riconoscibile  che il  richiedente l'asilo 
non adempie manifestamente la qualità di rifugiato: che ciò può risulta-
re sia dalla manifesta inconsistenza sia dalla manifesta irrilevanza dei 
motivi d'asilo addotti;  che la manifesta irrilevanza può altresì risultare 
dalla palese assenza di una sufficiente intensità dei pregiudizi, dall'i -
nattualità degli stessi nonché dall'evidente esistenza di un'alternativa 
di  rifugio  interna  dalle  persecuzioni  statali  oppure  di  un'appropriata 
protezione statale contro l'agire illegittimo di terzi  (DTAF 2007/8, con-
sid. 5.6.4 e 5.6.5);

che  l'insorgente  ha  dichiarato  sostanzialmente  di  essere  espatriato 
dalla Nigeria per il timore di esser ucciso dalle persone che avrebbero 
assassinato i suoi genitori;

che egli non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argomenti 
o  prove suscettibili  di  giustificare una diversa valutazione,  rispetto  a 
quella  di  cui  all'impugnata decisione (di  non entrata nel  merito  della 
domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi);

che,  basti  rilevare  a  titolo  di  esempio  che  il  richiedente  si  è 
contraddetto a più riprese già in occasione della prima audizione; che, 

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infatti,  egli  ha  dichiarato,  in  un primo tempo, che entrambi  i  genitori  
sarebbero stati uccisi, mentre invece, in un secondo tempo e quando 
si  trattava  di  esporre  i  motivi  della  sua  domanda,  egli  ha  soltanto 
menzionato  l'uccisione  del  padre  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
23 agosto 2010, pagg. 4 e 6); che confrontato a tale lacuna, egli si è 
limitato a affermare che avevano ucciso anche la madre (cfr. verbale 
d'audizione  del  23 agosto 2010,  pag.  6);  che  pure  riguardo  alla 
cronologia relativa all'uccisione del padre e del re di allora, l'insorgente 
si è contraddetto (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pagg. 6 
e  seg.);  che,  oltre  a  ciò,  egli  è  stato  alquanto  generico  circa  la 
frequenza e  le  date  degli  attacchi  subiti  da  H._______ e/o  dai  suoi  
uomini (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pag. 7 e verbale 
d'audizione del  6 settembre 2010,  pagg. 4 e 6); che,  infine,  anche il 
racconto  in  relazione  all'evento  che  l'avrebbe  fatto  fuggire  dalla 
Nigeria,  è  privo  di  dettagli,  senza  tralasciare  che  il  ricorrente  si  è 
contraddetto  più  volte  sulla  data  di  detto  evento,  menzionando 
alternamente  (...)  e/o  (...)  (cfr.  verbale  d'audizione  del 
6 settembre 2010, pag. 7); 

che, di  conseguenza, alla luce delle dichiarazioni lacunose del ricor-
rente quanto ai fatti e in considerazione di tutti gli  altri  elementi con-
traddittori e vaghi, sopramenzionati, che toccano i punti essenziali del 
racconto del ricorrente, v'è ragion di concludere alla manifesta invero-
simiglianza dei motivi d'asilo addotti; 

che, in tale contesto ed a titolo abbondanziale, non v'è motivo di rite -
nere che il ricorrente non possa ottenere dalle autorità in Nigeria, se 
opportunamente  sollecitate,  un'appropriata  protezione  statale  contro 
l'eventuale futuro agire illegittimo di terzi nei suoi confronti, o non pos -
sa disporre in patria di un'alternativa di rifugio in un'altra regione;

che,  pertanto,  i  motivi  d'asilo  evocati  sono  stati  rettamente  ritenuti 
come  inverosimili  dall'autorità  inferiore,  giusta  l'art.  32 cpv. 3 lett. b 
LAsi;

che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  non  risultano elementi  ai 
sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi da cui dedurre la necessità di ulte -
riori accertamenti ai fini della determinazione della qualità di rifugiato 
dell'insorgente medesimo;

che, inoltre, non si giustificano neppure delle misure di istruzione com-
plementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento 

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all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista 
dell'ammissibilità (DTAF 2009/50 consid. 8);

che dalle carte processuali non emergono elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera del 18 aprile 1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzio -
ne sullo  statuto dei  rifugiati  del  28 luglio  1951 (Conv., RS 0.142.30), 
l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv. 3  LStr  o 
possa esporre l'insorgente  in  patria  al  rischio reale ed immediato di 
trattamenti contrari all'art. 3 della Convenzione per la salvaguardia dei 
diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del  4 novembre  1950 
(CEDU, RS 0.101) o all'art. 3 della Convenzione contro la tortura ed al-
tre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicem-
bre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105);

che, da quanto esposto, ne discende che rettamente l'UFM non è en -
trato nel merito della domanda d'asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a 
LAsi;

che, di conseguenza, in materia di  non entrata nel merito, il  ricorso, 
destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela e la  
decisione impugnata va confermata;

che l'insorgente non adempie le condizioni  in virtù  delle  quali  l'UFM 
avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Sviz-
zera (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 OAsi 1);

che l'esecuzione dell'allontanamento è regolata all'art. 83 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) giusto 
il  quale l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile 
(art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmen-
te esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr);

che, in considerazione di quanto precede, l'esecuzione dell'allontana-
mento è ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr);

che,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  appare  caratterizzata  da 
guerra, guerra civile o violenza generalizzata che coinvolga l'insieme 
della popolazione nell'integralità del territorio nazionale;

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che, quanto alla situazione personale del ricorrente, egli  è giovane e 
possiede una formazione scolastica di almeno nove anni (cfr. verbale 
d'audizione del 23 agosto 2010, pag. 2); che, inoltre, stando a quanto 
riferito, il ricorrente dispone pure di una rete sociale in patria, ove vi -
vrebbe almeno una sorella, il parroco che avrebbe provveduto al suo 
sostentamento dopo la morte dei genitori e lo zio autore dell'assassi-
nio di  questi ultimi (cfr. verbale d'audizione del 23 agosto 2010, pag. 
4); 

che l'insorgente non ha nemmeno preteso nel  gravame di soffrire  di  
gravi  problemi  di  salute che possano giustificare la  sua ammissione 
provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24); che, peraltro, da un esame d'uffi-
cio degli atti di causa non emerge la necessità di una permanenza in 
Svizzera per motivi medici; 

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'autore del gravame 
nel suo Paese d'origine è ragionevolmente esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi 
e art. 83 cpv. 4 LStr);

che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibi-
lità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr);

che il  ricorrente,  usando della  necessaria diligenza,  potrà procurarsi 
ogni documento indispensabile al rimpatrio (art. 8 cpv. 4 LAsi); che l'e-
secuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile;

che ne discende che l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile, 
ragionevolmente esigibile e possibile;

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione dell'auto-
rità inferiore confermata;

che ne discende che l'UFM con la decisione impugnata non ha violato 
il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento; 
l'autorità di prime cure non ha accertato in modo inesatto o incompleto 
i fatti giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata 
(art. 106 LAsi), per il che il ricorso va respinto;

che, avendo il TAF statuito nel merito del ricorso, la domanda d'esen-
zione  dal  versamento  dell'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese 
processuali è divenuta senza oggetto;

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che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.-,  
che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fe-
derale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]);

che la  presente  sentenza non  può  essere  impugnata  con ricorso in  
materia  di  diritto  pubblico  dinanzi  al  Tribunale  federale  (art.  83 
lett. d LTF);

che la pronuncia è quindi definitiva.

(Dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di fr. 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale, entro un 
termine di 30 giorni dalla spedizione della presente decisione.

3.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  di  procedura  di 
J._______, (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e di procedura di J._______ (via fax, 
per l'incarto  N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricor -
rente e di ritornare l'avviso di ricevimento allegato al Tribunale am-
ministrativo federale)

- K._______  (in copia)

Il giudice unico: La cancelliera:

Daniele Cattaneo Vera Riberti

Data di spedizione: 

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