# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 5033a684-511a-599d-8d27-bef4bede8886
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-04-10
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 10.04.2015 12.2014.37
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2014-37_2015-04-10.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2014.37

  	
  Lugano

  10 aprile 2015/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

sedente per statuire nella causa inc. n. OA.2000.31 a
procedura ordinaria della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 2, promossa
con petizione 13 gennaio 2000 da

 

 

	
   

  	
  AO 1 

  AO 2 

  entrambi
  rappr. dall’ RA 2 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP 1 

  AP 2 

  AP 3 

  tutti rappr. dall’ RA 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

con cui gli attori hanno
chiesto la condanna dei convenuti in solido al pagamento di fr. 14'056.80 oltre
interessi al 5% dal 23 febbraio 1995 con riserva di modifica a dipendenza delle
emergenze istruttorie (importo poi aumentato a fr. 34'743.10 con le
conclusioni), fr. 827.50 di spese sostenute precedentemente l’inoltro della
petizione e la consegna dei piani delle canalizzazioni relativi alla loro
proprietà, subordinatamente la condanna dei convenuti, in ragione di 1/3
ciascuno, al pagamento della somma di fr. 14'884.30 oltre interessi al 5% dal
23 febbraio 1995 con riserva di modifica a dipendenza delle emergenze
istruttorie (importo poi aumentato a fr. 34'743.10 con le conclusioni) e la
somma di fr. 827.50 in qualità di spese sostenute precedentemente all’inoltro
della petizione oltre alla consegna dei piani delle canalizzazioni relativi
alla loro proprietà; 

 

domande alle quali si
sono opposti i convenuti e che il Pretore, con sentenza 31 dicembre 2013, ha parzialmente accolto, condannando i convenuti in solido a pagare agli attori l’importo di
fr. 13'270.60 più interessi al 5% dal 27 febbraio 1995 su fr. 12'693.10 e dal 2
dicembre 2013 su fr. 577.50; 

 

appellanti i convenuti,
con atto di appello 17 febbraio 2014, con il quale chiedono di riformare il
giudizio pretorile nel senso di condannarli in solido al pagamento di fr.
13'270.60 più interessi al 5% dal 1° gennaio 2014 su fr. 12'693.10 e dal 2
dicembre 2013 su fr. 577.50, subordinatamente al pagamento di fr. 11'309.50,
più interessi al 5% dal 27 febbraio 1995 su fr. 10'732.- e dal 2 dicembre 2013
su fr. 577.50, e in entrambi i casi con diversa ripartizione delle spese
processuali, il tutto con protesta di spese e ripetibili; 

 

mentre gli attori nella risposta
30 aprile 2014 propongono di respingere l’appello sia in via principale che in
via subordinata, protestando a loro volta tasse, spese e ripetibili;

 

ritenuto

 

in fatto:

 

                            A.  AP 1, AP 2 e AP 3 hanno
edificato nel corso del 1994 una palazzina sul fondo base particella no. __________.
I promotori erano allora comproprietari del fondo in ragione di 1/3 ciascuno
(doc. B1-B4). Successivamente il fondo è diventato una comproprietà per piani,
composta di quattro unità abitative, ciascuna con quota di comproprietà al 250/1000.
Il 4 gennaio 1995 i promotori hanno concluso con i coniugi AO 1 e AO 2,
mediante atto pubblico, un contratto di costituzione di diritto di compera per l’unità
di PPP n. 4 del fondo base part. n. __________, che scadeva il 28 febbraio 1995
(doc. C), per un prezzo di fr. 490'000.-. Il 27 febbraio 1995 AO 1 e AO 2 hanno
esercitato il diritto di compera (doc. D e D1). Alla stessa data è avvenuta la
consegna dell’appartamento n. 4, con l’indicazione nel verbale di consegna
della lista dei lavori ancora da eseguire (doc. E). In seguito gli acquirenti
hanno chiesto l’eliminazione di difetti scoperti nei mesi successivi alla
consegna e per i quali i promotori hanno negato ogni responsabilità. 

 

                            B.  Con petizione promossa il 13
gennaio 2000 davanti alla Pretura di Lugano, sezione 2, AO 1 e AO 2 hanno
chiesto la condanna in solido di AP 1, AP 2 e AP 3 al pagamento del minor
valore sul prezzo di vendita della PPP n. 4 __________ per un totale di fr.
14'056.80 oltre interessi al 5% dal 23 febbraio 1995, oltre a fr. 827.50 di
spese sostenute precedentemente all’inoltro della petizione, con riserva di
modifica a dipendenza delle emergenze istruttorie, e alla consegna dei piani
delle canalizzazioni relativi alla loro proprietà (i piani delle tubature
idrauliche, elettriche e delle serpentine del riscaldamento). In via
subordinata gli attori hanno postulato la condanna dei convenuti al pagamento
del minor valore nella proporzione di 1/3 ciascuno, invariate le altre domande.
I convenuti si sono opposti alla petizione con risposta del 13 marzo 2000,
negando ogni loro responsabilità. Con replica e duplica le parti si sono
riconfermate nelle proprie allegazioni e richieste. Il 4 luglio 2000 si è
tenuta l’udienza di assunzione delle prove, in esito alla quale il Pretore ha
ammesso la prova peritale e ha congiunto il procedimento con quelli degli
incarti n. OA.99.760 e OA.99.761, relativi agli altri acquirenti delle unità
condominiali per un’unica istruttoria. Il referto peritale è stato inoltrato
alla Pretura di Lugano il 10 dicembre 2003, seguito delle istanze di
complemento (e delucidazione) della perizia, sia delle parti attrici che delle
parti convenute. L’8 marzo 2010 gli attori hanno chiesto la ricusa del perito
giudiziario, respinta dal Pretore con decisione 27 gennaio 2011. Il 31 luglio
2013 il perito giudiziario ha presentato alla Pretura il complemento della
perizia. Le parti hanno rinunciato il 29 agosto 2013 all’udienza di
dibattimento finale, rimettendosi al contenuto dei rispettivi memoriali
conclusivi. Gli attori hanno aumentato le loro domande a fr. 34'743.10,
chiedendo di considerare “l’aumento dei costi di materiali e manodopera, a
dieci anni di distanza dall’introduzione della causa giudiziaria”. Nel corso
dell’istruttoria gli attori hanno divorziato e la proprietà dell’unità
immobiliare oggetto della vertenza è stata attribuita a AO 2 (punto 2 delle
conclusioni degli attori). Non vi è stata una sostituzione di parte. Nel 2008
il Comune di __________ si è fuso con il Comune di __________. 

 

                            C.  Con sentenza 31 dicembre
2013, il Pretore ha accolto parzialmente la petizione e ha condannato i
convenuti in solido al versamento di fr. 13'270.60 più interessi al 5% dal 27
febbraio 1995 su fr. 12'693.10 e dal 2 dicembre 2013 su fr. 577.50. La tassa di
giustizia di fr. 900.-, le relative spese di fr. 250.- e le tassa e spese delle
decisioni processuali/ordinarie non già definitivamente accollate, sono state
poste in solido a carico degli attori per 1/9 e dei
convenuti per 8/9, mentre le spese peritali e fr. 1'800.-
per ripetibili parziali in favore degli attori sono state poste a carico dei
convenuti in solido.

 

                            D.  I convenuti sono insorti
contro il giudizio pretorile con appello 18 febbraio 2014, chiedendone la
riforma nel senso di stabilire l’importo da loro dovuto in fr. 13'270.60 oltre
interessi al 5% dal 1° gennaio 2014 su fr. 12'693.10 e dal 2 dicembre 2013 su
fr. 577.50, con ripartizione delle spese processuali in ragione di ¼ a carico
degli attori e di ¾ a carico dei convenuti. Subordinatamente gli appellanti
postulano la riduzione a fr. 11'309.50 dell’importo dovuto, con interessi al 5%
dal 27 febbraio 1995 su fr. 10'732.- e dal 2 dicembre 2013 su fr. 577.50,
sempre con ripartizione delle spese processuali in ragione di ¼ a carico degli
attori e di ¾ a carico dei convenuti. Con risposta 30 aprile 2014 gli attori
chiedono di respingere integralmente l’appello sia in via principale che in via
subordinata e di confermare la decisione della Pretura di Lugano. Delle
argomentazioni delle parti si dirà, se e per quanto necessario, nei prossimi
considerandi.

 

e considerato

 

in diritto:                 

 

                             1.  Il 1° gennaio 2011 è
entrato in vigore il nuovo codice di diritto processuale civile svizzero (CPC;
RS 272). La procedura innanzi al Pretore è stata avviata prima di quella data e
quindi la stessa, fino alla sua conclusione, resta disciplinata dal diritto
cantonale previgente (art. 404 cpv. 1 CPC) e meglio dal codice di procedura
civile ticinese (CPC/TI; RL 3.3.2.1). Non così invece la procedura ricorsuale
in rassegna, che, avendo preso avvio a seguito di una decisione pretorile
comunicata dopo quella data, è retta dalle nuove disposizioni federali (art.
405 cpv. 1 CPC).

 

                             2.  Giusta l’art. 308 cpv. 1
CPC sono impugnabili mediante appello le decisioni finali e incidentali di
prima istanza (lett. a) e quelle di prima istanza in materia di provvedimenti
cautelari (lett. b). Trattandosi di decisioni pronunciate in controversie
patrimoniali, l’appello presuppone che il valore litigioso secondo l’ultima
conclusione riconosciuta nella decisione raggiunga almeno fr. 10'000.- (art.
308 cpv. 2 CPC). 

 

                             3.  L’atto di appello deve
contenere i motivi di fatto e di diritto sui quali si fonda ed essere motivato
(art. 310 e 311 cpv. 1 CPC). L’appellante deve spiegare, infatti, non perché le
sue argomentazioni siano fondate, ma perché sarebbero erronee o censurabili le
motiviazioni del Pretore. La dottrina e la giurisprudenza ne hanno in
particolare dedotto, per quanto qui interessa, che l’appellante deve
confrontarsi criticamente con la decisione impugnata spiegando per quali ragioni
di fatto e di diritto la stessa sarebbe errata e quindi da riformare (DTF 4A_659/2011
consid. 4 del 7 dicembre 2011; II CCA inc. n. 12.2012.13 del 23 febbraio 2010,
inc. 12.2011.177 del 24 febbraio 2012, inc. n. 12.2012.123 del 17 ottobre 2012,
inc. 12.2011.119 del 18 aprile 2013; Reetz/Theiler,
in Sutter-Somm/Hasenböhler/Leuenberger, ZPO Kommentar, 2a ed., n. 36
ad art. 311; ZPO-Rechtsmittel-Kunz, n. 92 ad art. 311). È in particolare
irricevibile la motivazione di appello identica agli allegati di causa di prima
istanza (sentenza del Tribunale federale 4A_97/2014 del 26 giugno 2014 consid.
3.3) o che contiene critiche generiche alla decisione impugnata o che rinvia a
quanto già esposto in prima sede (sentenza del Tribunale federale 4A_290/2014
del 1 settembre 2014, in SZZP 2015 pag. 52).

 

                             4.  Nella propria decisione, il
Pretore ha ritenuto tempestiva la notifica dei difetti indicati nella
petizione, a esclusione di quelli fatti valere nelle conclusioni. Ha poi
valutato il minor valore per i difetti delle parti comuni sulla base della
perizia giudiziaria, accertando un costo presumibile delle riparazioni di fr.
20'800.- per il tetto-giardino, di fr. 8'000.- per i pavimenti e zoccolini
dell’entrata e del pianerottolo, di fr. 4'630.- per la facciata sud e di fr.
9'500.- per l’autorimessa, per un minor valore totale di fr. 42'930.- relativo
alle parti comuni. Tenuto conto della quota parte di 250/1000, l’importo
spettante agli attori, prosegue il Pretore, ammonta a fr. 10'732.50. Costatato
che il referto peritale era stato allestito nel dicembre 2003 e che gli attori
si erano riservati con la petizione di adattare le domande di giudizio “a
dipendenza delle risultanze istruttorie”, chiedendo nelle conclusioni di
considerare “l’incontestabile aumento dei costi di manodopera e materiale”, il
primo giudice ha adattato l’importo del minor valore all’aumento dei costi
delle costruzioni intervenute tra il 2003 e il 2013, mediante la tabella
pubblicata sul sito internet ufficiale dall’Ufficio di statistica del Canton
Ticino. Su tali basi il Pretore ha stabilito un aumento dei costi di
costruzione pari al 18.268%, portando a fr. 12'693.10 l’importo riconosciuto in
favore degli attori. Sulle altre domande di giudizio, il Pretore ha ammesso la
rifusione delle spese legali preprocessuali nella misura di fr. 577.50, mentre
ha considerato abbandonata con le conclusioni la richiesta di consegnare i
piani delle canalizzazioni. Infine, il primo giudice ha posto le spese peritali
a carico dei convenuti e ha ripartito le altre spese processuali in funzione
della reciproca soccombenza, in ragione di 1/9 a carico
degli attori e di 8/9  a carico dei convenuti, tenuti
inoltre a rifondere agli attori fr. 1'800.- per ripetibili parziali.

 

                             5.  In sede di appello è
litigioso solo il tema della rivalutazione dell’importo relativo al minor
valore, in fr. 1'960.60, oltre alla ripartizione delle spese peritali e delle
ripetibili. Gli appellanti rimproverano in sostanza al Pretore di aver
rivalutato l’importo indicato nella perizia giudiziaria senza che gli attori
avessero provato l’aumento dei costi di costruzione dal 2003 al 2013 né
avessero formulato un’esplicita domanda di giudizio nelle loro conclusioni,
rimaste del tutto generiche. Inoltre, proseguono gli appellanti, la
rivalutazione è stata eseguita dal Pretore senza contraddittorio e sulla base
di indici statistici che non possono essere considerati alla stregua di un
fatto notorio e che non sono stati allegati negli atti di causa. Infine, gli
appellanti contestano, nel caso sia ammissibile la rivalutazione eseguita dal
primo giudice, la decorrenza degli interessi di mora al 5% dal 1995. Nonostante
quanto indicato nelle richieste di giudizio (punto B) è evidente dall’insieme
dell’appello, segnatamente dalle sue motivazioni, che i convenuti chiedono in
via principale di ridurre l’importo da loro dovuto agli attori a fr. 11'309.50
oltre interessi al 5% dal 27 febbraio 1995 su fr. 10'732.- e dal 2 dicembre
2013 su fr. 577.50 e in via subordinata chiedono che sull’importo di fr.
13'270.60 riconosciuto dal Pretore gli interessi decorrano dal 1° gennaio 2014
su fr. 12'693.10 e dal 2 dicembre 2013 su fr. 577.50. Gli appellanti propongono
inoltre una ripartizione delle spese processuali in ragione di ¼ a carico degli
attori e di ¾ a carico dei convenuti, proponendo altresì, per quanto risulta
dalla motivazione dell’appello anche se non dalle domande di giudizio, di
ripartire secondo la soccombenza anche le spese peritali e le indennità
ripetibili, che il Pretore ha posto invece a loro carico.  

 

                             6.  Nella fattispecie il
Pretore, preso atto che la perizia risaliva al 2003, ha rivalutato di sua iniziativa l’importo accertato dal perito servendosi dell’indice dei
prezzi della costruzione di case plurifamiliari nel Canton Ticino, per il periodo
trascorso tra l’ottobre 2003 e l’ottobre 2013. La tabella in questione può
essere trovata ricercando: http://www4.ti.ch/index.php?id=42382:
Temi, 05 Prezzi, Prezzi delle costruzioni, Tabella dati: “Indice dei prezzi delle
costruzioni, secondo il genere e il tipo di costruzione, in Ticino, da ottobre
1998 (ottobre 2010 = 100) ad ottobre 2014”. La tabella statistica non figura agli atti di causa, né è stata assunta come prova ed è pacifico che il
Pretore ne ha fatto uso senza offrire alle parti l’occasione di esprimersi al
riguardo. 

 

                           6.1  Gli appellanti sostengono
che l’indice del costo delle costruzioni nel Cantone Ticino non può essere
considerato alla stregua di un fatto notorio. Secondo la giurisprudenza del Tribunale
Federale sono notori – quindi non soggetti all’onere di allegazione e di prova
(DTF 130 III 113, consid. 3.4) – i fatti la cui esistenza è certa al punto da
convincere il giudice che si tratta di fatti di pubblica notorietà (“allgemeine
notorische Tatsachen”) o conosciuti soltanto dal giudice, nella misura in cui,
per esempio, la prova è stata portata in un’altra procedura da lui trattata
(“amtskundige oder gerichtskundige Tatsachen”); in quest’ultimo caso il giudice
deve tuttavia segnalare i fatti alle parti per garantire il diritto di essere
sentito (Vogel/Spühler, Grundriss
des Zivilprozessrechts, 8a ed., Berna 2006, n. 17 p. 255; Hohl, Procedure civile, Vol. I, Berna
2001, n. 945 p. 182 segg.; Habscheid,
Schweizerisches Zivilprozess- und Gerichtsorganisationsrecht, 2a
ed., Basilea 1990, n. 636 p. 381). Un fatto può essere considerato di pubblica
notorietà quando è conosciuto in maniera generale dal pubblico (DTF 135 III 88
consid. 4.1; 130 III 113 consid. 3.4, 138 III 194, 128 III 4). Il Tribunale
federale ha ritenuto notorio, a titolo di esempio, il tasso di conversione
delle monete, controllabile da chiunque via internet (DTF 137 III 623). L’ammissione
dell’esistenza di fatti notori deve comunque essere usata restrittivamente,
così da restare confinata a casi eccezionali. Questo principio vale soprattutto
in considerazione della grande accessibilità a fonti d’informazione tramite
internet (Trezzini, Francesco, in:
Cocchi, Bruno/Trezzini, Francesco/Bernasconi, Giorgio A., Commentario
al codice di diritto processuale civile svizzero, Lugano 2011, ad art. 151 CPC,
pag. 630). L’oggetto della presente vertenza – i costi delle costruzioni di
case plurifamiliari nel Canton Ticino – si situa in un ambito specializzato.
Non si tratta di circostanze o massime empiriche, ossia fondate
sull’esperienza, che sono comunemente note anche a persone che non svolgono
attività nel settore edile ticinese. Il metodo e il calcolo applicabile alla
determinazione e quantificazione dei costi tramite la tabella reperibile sul
sito del Cantone non possono pertanto essere ritenuti fatti notori, anche se
possono essere reperiti su internet. 

 

                           6.2  In sede di petizione gli
attori si erano riservata la facoltà di adeguare le loro pretese in funzione
delle risultanze istruttorie, ciò che hanno fatto con le conclusioni di causa,
portando le loro pretese a un totale di fr. 34'743.10 (fr. 33'915.60 per il
minor valore e fr. 827.50 per le spese preprocessuali). Nelle loro conclusioni
(punto 28), gli attori hanno affermato che doveva essere considerato
“l’incontestabile aumento dei costi di materiali e manodopera, a dieci anni di
distanza dall’introduzione della causa giudiziaria”, e al punto 30 hanno indicato
che le spese di riparazione sarebbero costate al minimo “fr. 72'770.-, somma
alla quale andrà sommata la maggiorazione relativa al tinteggio della parete
riportata in sede di perizia che per analogia a quanto riportato dalla perizia
a pag. 23 può essere quantificata in fr. 2'000.-, la percentuale media delle
differenze di costo che variano da un minimo del 10% fino all’80% e ciò
nell’impossibilità di mettere a confronto tre offerte per ogni singola opera di
risanamento, nonché il maggior costo di esecuzione dei lavori e dei materiali,
rispetto all’anno 2003”. Su tali basi gli attori hanno stabilito in fr.
8'411.60 l’aumento dei costi di costruzione dal 2003 al 2013, ritenendo dato,
in pratica, un aumento pari al 45% del costo indicato dal perito espressosi nel
2003. Nel referto peritale del 9 dicembre 2003 (act. XXVI) il perito aveva in
effetti indicato a pag. 6, riferendosi alla fase di pubblico concorso, che si
riscontrava “sempre più spesso e in ogni campo dell’edilizia differenze di
costo che variano da un minimo del 10% fino all’ 80%”. Dopo tale perizia è
ancora stata assunta agli atti una delucidazione peritale del 31 luglio 2013
(act. LII). In questa occasione al perito giudiziario sono state poste diverse
domande, tra le quali alcune sulla pertinenza dei costi e del minor valore
indicati nella perizia del 9 dicembre 2013 (cfr. risposta pag. 11). Gli attori
non hanno tuttavia posto alcuna domanda sulla questione del rincaro dei costi
di costruzione. 

 

                           6.3  È indubbio che nella
fattispecie è applicabile il principio dispositivo e che spetta alle parti
cifrare e provare le proprie pretese. Nelle loro conclusioni gli attori hanno
valutato al 45% il rincaro dei costi di costruzione dal 2003 al 2013 fondandosi
su indicazioni, invero del tutto generiche, contenute nella perizia del 9
dicembre 2003. In occasione della delucidazione del referto peritale, avvenuta
nel 2013, gli attori non hanno posto alcuna domanda al perito affinché questi
determinasse in modo preciso quale era stata l’evoluzione dei costi della
costruzione nel periodo tra il 2003 e il 2013. Se ne deve concludere, in simili
circostanze, che le risultanze del procedimento, sulle quali il Pretore doveva
fondare il proprio giudizio ai sensi dell’art. 85 CPC-TI, non consentono di
ritenere provato un aumento dei costi di costruzione dal 2003 al 2013. Il
Pretore non poteva, infatti, ricercare di sua iniziativa altre prove al di
fuori di quelle già ammesse e figuranti negli atti di causa, per di più a
istruttoria ultimata e senza interpellare le parti. 

 

                           6.4  Il minor valore spettante
agli attori per i difetti delle parti comuni deve quindi essere stabilito in
fr. 10'732.50, mentre il risarcimento delle spese legali preprocessuali, non
più contestato in questa sede, rimane di fr. 577.50. Su quest’ultimo importo
decorrono pacificamente interessi al 5% dal 2 dicembre 2013. Gli appellanti
contestano invece la decorrenza degli interessi sull’importo attribuito a
titolo di minor valore, che il Pretore ha stabilito dal 27 febbraio 1995, data
alla quale è stato esercitato il diritto di compera e verosimilmente pagato il
prezzo dell’unità immobiliare. In questa sede gli appellanti sostengono che gli
interessi di mora devono decorrere dalla data d’emanazione della sentenza, ritenuto
inoltre che il perito giudiziario aveva già tenuto conto dell’aumento dei costi
di costruzione dal 1995 al 2003. La censura è del tutto infondata. Come citato
con pertinenza dal Pretore, gli interessi sono dovuti dal momento in cui
l’acquirente ha pagato il prezzo (Tercier/Favre/Zen-Ruffinen, Les contrats spéciaux, 4a
ed., n. 885 pag. 130), vale a dire, in concreto, dal 27 febbraio 1995. In accoglimento dell’appello, il giudizio pretorile va dunque modificato nel senso che i
convenuti sono condannati a versare agli attori, con vincolo di solidarietà,
l’importo complessivo di fr. 11'310.- oltre interessi al 5% dal 27 febbraio 1995
su fr. 10'732.50 e dal 2 dicembre 2013 su fr. 577.50.

 

                             7.  Gli appellanti contestano
anche la ripartizione delle spese processuali operata dal Pretore, che ha suddiviso
secondo la soccombenza (da lui stabilita in 1/9 agli
attori e 8/9 ai convenuti) solo la tassa di giustizia e
le spese, mentre ha posto interamente a carico dei convenuti le spese peritali,
obbligandoli inoltre a rifondere agli attori un’indennità ripetibile parziale
di fr. 1'800.-. In questa sede gli appellanti ritengono che la tassa di
giustizia, le spese, comprese quelle peritali, debbano seguire la reciproca
soccombenza, che valutano in ragione di ¼ a carico degli attori e ¾ a loro
carico, e postulano una riduzione a fr. 1'500.- dell’indennità ripetibile posta
a loro carico dal Pretore.

Occorre premettere che in esito al presente giudizio gli attori risultano
soccombenti nella misura del 68%, avendo chiesto in causa fr. 34'743.10 (con le
conclusioni) e avendo ottenuto solo fr. 11'310.-. Ciò non vuol tuttavia dire
che la decisione pretorile sia sbagliata per quel che concerne le spese
peritali e l’indennità ripetibile. Ai sensi dell’ art. 148 cpv. 2 CPC-TI in
caso di soccombenza reciproca delle parti, il Pretore poteva parzialmente o per
intero ripartire le tasse e le spese giudiziarie e le ripetibili. Nella
sentenza impugnata il primo giudice non ha invero spiegato per quale motivo ha
posto a carico dei convenuti l’integralità delle spese peritali e indennità
ripetibili parziali di fr. 1'800.- in favore degli attori. Gli appellanti medesimi,
nondimeno, rilevano in questa sede (cfr. appello, pag. 5) che la perizia aveva
permesso di accertare l’esistenza di tutti i difetti lamentati dagli attori, in
precedenza sempre negati dai convenuti (cfr. risposta 13 marzo 2000, duplica 19
giugno 2000). Dal fascicolo processuale risulta in modo chiaro che i convenuti
hanno sempre respinto ogni loro responsabilità per i difetti lamentati dagli
attori, che la perizia ha invece dimostrato in modo inequivocabile. In simili
circostanze, la decisione del Pretore di porre a carico dei convenuti l’integralità
delle spese peritali e un’indennità ripetibile ridotta non eccede i limiti dell’ampio
potere di apprezzamento che gli compete in materia di spese e ripetibili (Cocchi/Trezzini, CPC-TI, m. 19 ad art.
150; II CCA 10 febbraio 2012 inc. n. 12.2011.47). Gli appellanti non spiegano poi
per quale motivo e su quali basi l’indennità ripetibile di fr. 1'800.- dovrebbe
essere ridotta a fr. 1'500.-, tanto che al riguardo l’appello dev’essere
considerato irricevibile. Si giustifica per contro di ripartire la tassa di
giustizia e le spese del primo giudizio in ragione di ¼ a carico degli attori e
di ¾ a carico dei convenuti, così come da quest’ultimi postulato in questa
sede, al fine di tenere maggiormente conto del grado di reciproca soccombenza
con la precisazione, riprendendo per analogia quanto sopra esposto, che il
riparto non si fonda sul solo criterio aritmetico.

 

                             8.  In seconda istanza gli
appellanti risultano vincenti sul tema dell’adeguamento dei costi di costruzione
e sul riparto della tassa e spese del primo giudizio, mentre perdono sul tema
degli interessi nonché sulla ripartizione delle spese peritali e delle
ripetibili di prima istanza. Il valore ancora litigioso in appello è pari a fr.
12'692.60 (fr. 1'960.60 corrispondenti al rincaro dei costi della costruzione e
fr. 10'732.- equivalenti agli interessi contestati in via subordinata dagli
appellanti). Le spese processuali e le ripetibili della procedura di appello
seguono la reciproca soccombenza (art. 106 cpv. 1 CPC), che può essere fissata
nella proporzione di ¾ per gli appellanti e di ¼ per gli appellati. Nella
commisurazione delle spese processuali si è tenuto conto dei parametri previsti
dalla legge sulla tariffa giudiziaria per una procedura di tale valore (art. 7,
9, 13 LTG, versione in vigore dal 10 febbraio 2015). L’indennità ripetibile
ridotta in favore degli appellati è stata calcolata seguendo i criteri indicati
all’art. 11 del Regolamento sulla tariffa per i casi di patrocinio d’ufficio e
di assistenza giudiziaria e per la fissazione delle ripetibili (Rtar), corretti
per tener conto della stringatezza dell’appello e del limitato tema posto a
giudizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per questi motivi,

richiamati la LTG e il Regolamento sulle ripetibili,

 

decide:

                              I.  L’appello 18 febbraio 2014
di AP 1, AP 2 e AP 3 è parzialmente accolto nella misura in cui è
ricevibile. Di conseguenza la sentenza 31 dicembre 2013 della Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 2, invariati gli altri dispositivi, è così
riformata:

 

                             1.  La
petizione è parzialmente  accolta e di conseguenza i convenuti AP 1, AP 2 e AP
3 sono condannati a pagare in solido agli attori AO 1 e AO 2 la somma di fr.
11'310.- più interessi al 5% dal 27 febbraio 1995 su fr. 10'732.50 e dal 2
dicembre 2013 su fr. 577.50.

 

                                         La
tassa di giustizia di complessivi fr. 900.-, le relative spese in fr. 250.-, le
tasse e le spese delle decisioni processuali/ordinatorie non già
definitivamente accollate, da anticipare come di rito, sono solidalmente a
carico degli attori per 1/4 e a carico dei convenuti per 3/4. Le spese peritali
sono tutte a carico dei convenuti in solido. I convenuti inoltre, sempre in
solido, rifonderanno agli attori fr. 1'800.- per ripetibili parziali.

 

                             II.  Le spese processuali di
appello in complessivi fr. 1’000.- sono posti a carico degli appellanti in
solido per 3/4 e a carico degli appellati, in solido, per 1/4. Gli appellanti
rifonderanno in solido agli appellati l’importo complessivo di fr. 400.- per
ripetibili ridotte di appello. 

 

                            III.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Lugano, sezione 2

 

 

Per la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La presidente                                               Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

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Nelle cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al
Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del
testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore ammonta a
fr. 30'000.- (art. 74 cpv. 1 LTF); per valori inferiori il ricorso è
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 cpv. 2 LTF). Qualora non sia dato il ricorso in materia
civile è possibile proporre negli stessi termini ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113, 117 LTF). La parte che intende impugnare una
decisione sia con un ricorso ordinario sia con un ricorso in materia
costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi con una sola e medesima
istanza (art.119 LTF).