# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** cc816fb4-2539-5cab-94a8-6732d8afff73
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2013-05-21
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 21.05.2013 12.2013.75
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-2013-75_2013-05-21.html

## Full Text

Incarto n.

  12.2013.75

  	
  Lugano

  21 maggio 2013/sdb

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La seconda Camera civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  Bozzini
  e Fiscalini

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Bettelini

  

 

sedente
per statuire nella causa  inc. n. SO.2013.293 (tutela giurisdizionale nei casi
manifesti, espulsione da immobile) della Pretura del Distretto di Bellinzona,
promossa con istanza 20 marzo 2013 da

 

	
   

  	
  CO
  1 

  rappr. dall’RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  AP
  1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

chiedente “lo sfratto
immediato” della convenuta dall’appartamento di 4 ½ locali sito al primo piano
interno n. 7 dello stabile denominato Residenza __________, che il Pretore
aggiunto ha accolto con decisione 12 aprile 2013;

 

appellante la convenuta,
che con atto del 19 aprile 2013 chiede in sostanza una proroga  per “avere il
tempo necessario per trovare un nuovo appartamento”;  

 

ritenuto

 

in fatto e in
diritto:

 

                                  che CO 1 (quale locatore) ha
concesso in locazione a AP 1 (quale conduttrice) un appartamento di 4 ½ locali
sito al primo piano interno n. 7 dello stabile denominato Residenza __________,
alla pigione mensile di fr. 1'200.- oltre fr. 150.- mensili di acconto per le
spese accessorie, con contratto concluso il 21 marzo 2011 per durata
indeterminata e possibilità di disdetta mediante tre mesi di preavviso, la
prima volta il 31 marzo 2014 (doc. A);

 

                                  che il 16 ottobre 2012 il
locatore ha diffidato la conduttrice a voler rispettare la quiete del vicinato,
turbata a causa dei litigi notturni con il compagno, con la comminatoria della
disdetta straordinaria come dall’art. 257f CO (doc. B);

 

                                  che il 29 novembre 2012
l’amministrazione dello stabile, in nome del locatore, ha notificato alla
conduttrice la disdetta straordinaria del contratto di locazione, sul modulo
ufficiale cantonale, per la scadenza del 31 dicembre 2012;

 

                                  che la conduttrice non ha
contestato la disdetta e non ha riconsegnato i locali alla fine del contratto;

 

                                  che con istanza “di sfratto”
(correttamente: istanza di espulsione) del 20 marzo 2013 il locatore,
rappresentato dall’amministrazione dello stabile, ha chiesto alla Pretura di
ordinare alla conduttrice di riconsegnare i locali ancora occupati; 

 

                                  che all’udienza dell’11 aprile
2013 l’istante ha confermato la domanda, mentre la convenuta ha ammesso di non
aver contestato la disdetta, rilevando in ogni modo che i reclami degli altri
conduttori non erano fondati;  

 

                                  che con decisione 12 aprile 2013
il Pretore aggiunto del Distretto di Bellinzona ha accertato che il caso e la
situazione giuridica erano chiari, vista la mancata riconsegna dell’immobile
alla scadenza del contratto il 31 dicembre 2012 e ha accolto la domanda,
ordinando l’espulsione immediata della convenuta dall’appartamento di 4 ½ locali
sito al primo piano interno n. 7 dello stabile denominato Residenza __________,
disponendone l’esecuzione effettiva e ponendo a suo carico la tassa di
giustizia e le spese di complessivi fr. 100.-, con l’obbligo di rifondere alla
parte istante fr. 80.- a titolo di indennità;

 

                                  che con appello 19 aprile 2013 AP
1 chiede “di avere il tempo necessario per trovare un nuovo appartamento”,
rilevando la difficoltà di trovare un nuovo alloggio al medesimo costo e in cui
poter tenere i suoi due cagnolini;

 

                                  che l’atto non è stato notificato
alla controparte;

 

                                  che contro una decisione emanata
in procedura sommaria a tutela dei casi manifesti e il cui valore è di almeno
fr. 32'400.- (pigione e spese accessorie fino alla scadenza ordinaria del contratto,
doc. A), è dato il rimedio dell’appello, da presentare entro 10 giorni (art.
314 CPC);

 

                                  che l’appello deve essere
motivato (art. 311 CPC), vale a dire che deve esporre, anche in modo semplice,
per quali motivi sarebbe errata la decisione del Pretore (DTF 137 III 317; Bohnet, Le droit du bail en procédure
civile suisse, 16e Séminaire sur le droit du bail, 2010, Neuchâtel,
n. 207 pag. 56);

 

                                  che nella fattispecie
l’appellante non contesta la decisione del Pretore aggiunto né per quel che
concerne l’accertamento dei fatti esposti né per quel che concerne
l’applicazione del diritto, ma domanda di poter rimanere per il tempo
necessario a trovare una nuova collocazione, che farà il possibile per trovare;

 

                                  che l’appello non è quindi
motivato ai sensi di legge e non può essere esaminato nel merito;

 

                                  che a ogni modo, quand’anche
fosse ricevibile, si deve constatare che i fatti e la situazione giuridica sono
chiari;

 

                                  che infatti la convenuta non ha
contestato la disdetta straordinaria notificatale con l’apposito modulo ufficiale,
di modo che il contratto è venuto a scadenza il 31 dicembre 2012; 

 

                                  che le contestazioni della
convenuta sui reclami a suo dire infondati degli altri abitanti dello stabile non
potevano pertanto essere esaminate dal Pretore aggiunto, il quale poteva
limitarsi ad accertare, come ha fatto, che il contratto era terminato e che la
conduttrice non aveva riconsegnato al proprietario l’appartamento; 

 

                                  che è pacifica la mancata
riconsegna dei locali al proprietario alla scadenza del 31 dicembre 2012 e la
conduttrice li occupa pertanto senza titolo giuridico dal 1° gennaio 2013; 

 

                                  che quindi a giusta ragione il
Pretore aggiunto ha accolto l’istanza e ha ordinato la riconsegna immediata
dell’appartamento, disponendone l’esecuzione effettiva; 

 

                                  che la conduttrice non può
prevalersi di circostanze che impediscono l’esecuzione della decisione di
espulsione (art. 341 cpv. 3 CPC);

 

                                  che una domanda di proroga è
improponibile in sede giudiziaria dopo la scadenza del contratto, pacificamente
avvenuta il 31 dicembre 2012, e che una decisione di espulsione non può essere
ritardata, un’eventuale proroga dei termini potendo nondimeno essere accordata
dall’istante;

 

                                  che in tali circostanze l’appello
sarebbe manifestamente infondato anche se fosse ricevibile e può essere deciso
senza che sia necessario notificarlo alla controparte, con la procedura
prevista dall’art. 312 cpv. 1 CPC;

 

                                  che le spese processuali
dell’appello vanno a carico dell’appellante, soccombente; 

 

                                  che non si attribuiscono
ripetibili al proprietario, al quale non è stato chiesto di esprimersi
sull’appello;

 

 

Per questi motivi,

richiamata la LTG,

 

decide:

 

                             1.  L’appello 19 aprile 2013 di
AP 1 è irricevibile e la decisione 12 aprile 2013 SO.2013.293 è confermata.

 

                             2.  Le spese processuali di complessivi
fr. 100.- sono a carico di AP 1. Non si assegnano ripetibili. 

 

                             3.  Notificazione:

	
   

  	
  - 

   

  - 

   

  

                                  Comunicazione alla Pretura del
Distretto di Bellinzona

 

 

 

Per
 la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                      Il vicecancelliere

 

 

 

 

Rimedi
giuridici (pagina seguente)

Nelle
cause a carattere pecuniario è dato ricorso in materia civile al Tribunale
federale,  1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione del testo
integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), se il valore litigioso ammonta
a fr. 15'000.- nelle vertenze in materia di diritto del lavoro e di locazione e
a fr. 30'000.- negli altri casi; per valori inferiori il ricorso è ammissibile
se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale
o se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2
LTF). Il ricorso è ammissibile contro le decisioni che pongono fine al
procedimento (art. 90 LTF). Esso è pure ammissibile contro una decisione che
concerne soltanto talune conclusioni, se queste possono essere giudicate
indipendentemente dalle altre, o che pone fine al procedimento soltanto per una
parte dei litisconsorti (art. 91 LTF), oppure ancora contro decisioni
pregiudiziali e incidentali notificate separatamente e concernenti la
competenza  o domande di ricusazione (art. 92 cpv. 1 LTF). In presenza di
altre decisioni pregiudiziali o incidentali, il ricorso è ammissibile solo se
le stesse possono causare un pregiudizio irreparabile o se l’accoglimento del
ricorso comporterebbe immediatamente una decisione finale consentendo di
evitare una procedura probatoria defatigante o dispendiosa (art. 93 LTF).
Qualora non sia dato il ricorso in materia civile è possibile proporre negli
stessi termini ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113, 117
LTF). La parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (art. 119 LTF).