# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2f712947-0e9c-5d72-8656-8ee4901675cd
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2024-02-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.02.2024 A-1650/2021
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-1650-2021_2024-02-29.pdf

## Full Text

B u n d e s v e r w a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b un a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b un a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-1650/2021 

 

 

  S e n t e n z a  d e l  2 9  f e b b r a i o  2 0 2 4   

Composizione 

 
Giudici Annie Rochat Pauchard (presidente del collegio),  

Keita Mutombo, Pierre-Emmanuel Ruedin,  

cancelliera Sara Pifferi. 
 

 
 

Parti 

 
1. A._______,  

2. B._______,  

3. C._______,  

tutti rappresentati dalla Tax Partner AG,  

ricorrenti,  

  
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni AFC, 

Servizio per lo scambio d’informazione in materia fiscale SEI, 

Eigerstrasse 65, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 

 
 

Oggetto 

 
assistenza amministrativa (CDI CH-KR). 

 

 

 

A-1650/2021 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Il 20 luglio 2020, il National Tax Service – autorità dello Stato richieden-

te coreano (di seguito: NTS o autorità richiedente coreana) – ha presentato 

dinanzi all’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) una doman-

da di assistenza amministrativa in materia fiscale fondata sull’art. 25 della 

Convenzione del 12 febbraio 1980 tra la Confederazione Svizzera e la Re-

pubblica di Corea per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte 

sul reddito (RS 0.672.928.11; di seguito: CDI CH-KR), in combinato dispo-

sto con il n. 2 del relativo Protocollo (versione in vigore dal 25 luglio 2012, 

anch’esso pubblicato nella RS 0.672.928.11; RU 2012 4069; di seguito: 

Protocollo alla CDI CH-KR) concernente la società A._______ e i signori 

B._______ e C._______, per il periodo fiscale dal 1° gennaio 2015 al 

31 dicembre 2018.  

A.b Nella domanda, l’autorità richiedente coreana ha esposto quanto 

segue:  

« […] (1) Background 

We are conducting corporate tax investigation of A._______, (“A._______") and income tax 
investigation of CEO B._______ and Research Center Director C._______ of A._______. 
A._______, a Kosdaq-listed corporation, makes carbapenem antibiotic raw materials for 
injections and is the only Korean company that has composition technology for all 
carbapenem products throughout the process. Italian company D._______ (“D._______”) 
has 39.5 percent of shares in A._______ and CEO B._______ (resident registration 
number: […]) holds another 3.95 percent. 

B._______ and C._______ effectively control E._______ (“E._______”), a British 
corporation engaged in pharmaceutical raw materials brokerage outside the U.K., and 
F._______ (“F._______”), an Irish corporation engaged in medicine wholesale business 
outside Ireland. B._______ and C._______ (resident registration number: […]) held their 
account in the Swiss bank of G._______ until 2017, when it was closed. 

We have confirmed that B._______ has a bank account as below, which was provided by 
the Swiss tax authority under the CRS MCAA: 

[CRS data received from the Swiss tax authority] 

Account 
Holder 

Reporting 
Period 

Birth 
Date 

Financial 
Name 

O-Name Account 
Number 

Remarks 

B._______ 2017-12-31 […] 

G._______ 

B._______ […] Closed 
Account 

C._______ 2017-12-31 […] C._______ […] Closed 
Account 

 

  

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(2) Suspicion 

Suspicion 1. Failure to report income from technology and overseas financial 
accounts  
While A._______ owns seven patents on carbapenem antibiotics in Korea, D._______, 
E._______, and F._______, which are effectively owned by B._______ and C._______, 
neither have nor applied for the patents. 
Even though D._______, E._______, and F._______ sell carbapenem antibiotics, 
A._______ has not received any royalty from them for using its patents. 
As such, we suspect that A._______ failed to report its overseas income from transferring 
its proprietary technology of D._______, E._______, and F._______ by having the royalty 
deposited into individual foreign accounts. 
 
Suspicion 2. Failure to report foreign financial accounts and incomes accrued to the 
accounts by B._______ and C._______  
Being Korean residents under Article 3 of the Income Tax Act, B._______ and C._______ 
are liable to report and pay taxes on all of their domestic and overseas incomes. However, 
they are suspected of having failed to report their foreign accounts ([…], […]), financial 
incomes accrued to them. While we requested B._______ and C._______ to submit related 
information, they are denying all the suspicions and delaying submission of relevant 
documents, which keeps our investigation from progressing further […] ». 

A.c In considerazione degli elementi a sua disposizione, l’autorità richie-

dente coreana ha richiesto all’AFC le seguenti informazioni per il periodo 

dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2018:  

« […] Please provide the following bank information. 

Account 
Holder 

Reporting 
Period 

Birth 
Date 

Financial 
Name 

O-Name Account 
Number 

Remarks 

B._______ 2017-12-31 […] 

G._______ 

B._______ […] Closed 
Account 

C._______ 2017-12-31 […] C._______ […] Closed 
Account 

 
1) Application for account opening (including attachments: copy of applicant’s ID; power of 
attorney and copy of attorney’s ID if opened by attorney). 

2) Bank statement for 2015 through 2018 including information that shows counterparties 
(country, name, financial institution, account number, etc.). 

3) If the account has been closed, relevant documents that show date, pIace of application 
for, and applicant of account closing (application for closing, copy of applicant’s ID, and 
copies of power of attorney and attorney’s ID, etc. if application was submitted by attorney, 
etc.) […] ». 

B.  

B.a Con decreto di edizione del 31 luglio 2020, l’AFC ha esortato la banca 

G._______, con sede a X._______ (di seguito: banca), a trasmettere le 

informazioni richieste. La banca è stata inoltre invitata ad informare le 

persone interessate e legittimate a ricorrere in merito al procedimento di 

assistenza amministrativa e alle parti essenziali del contenuto della 

domanda. 

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B.b Con scritto 13 agosto 2020, la banca ha trasmesso all’AFC le 

informazioni richieste. In tale contesto, la banca ha indicato di non essere 

stata in grado di trasmettere all’estero gli scritti d’informazione alle persone 

interessate, in quanto esse avevano nel frattempo chiuso i conti bancari, 

sicché non disponeva più degli indirizzi attuali. 

B.c Con messaggio di posta elettronica del 21 agosto 2020, l’AFC ha 

richiesto l’autorizzazione all’autorità richiedente coreana di poter informare 

le persone interessate. Con messaggio di posta elettronica del 25 agosto 

2020, l’autorità richiedente coreana le ha concesso tale prerogativa. 

B.d Con tre scritti separati del 10 settembre 2020, l’AFC ha notificato alla 

società A._______ e ai signori B._______ e C._______, le informazioni 

concernenti il procedimento, invitandoli a designare un rappresentante 

autorizzato a ricevere le notifiche in Svizzera entro 10 giorni dalla notifica 

dello scritto. 

B.e Con due scritti separati del 6 ottobre 2020, i rappresentanti della 

società A._______ e del signor B._______, hanno informato di 

rappresentarli, postulando l’accesso agli atti dell’incarto. 

B.f Con messaggio di posta elettronica del 7 ottobre 2020, l’AFC ha chiesto 

ai rappresentanti della società A._______ e del signor B._______, se 

intendessero rappresentare pure il signor C._______. 

B.g Con messaggio di posta elettronica dell’8 ottobre 2020, l’AFC ha 

esortato l’autorità richiedente coreana a prendere posizione circa la 

domanda di accesso agli atti. 

B.h Con decreto di edizione complementare del 13 ottobre 2020, l’AFC ha 

richiesto alla banca di ritrasmettere le informazioni senza eventuali 

oscurazioni. Con scritto 14 ottobre 2020, la banca ha trasmesso all’AFC le 

informazioni complementari richieste. 

B.i Con scritto 23 ottobre 2020, i rappresentanti della società A._______ e 

del signor B._______, hanno informato l’AFC di rappresentare altresì il 

signor C._______, postulando l’accesso agli atti dell’incarto. 

B.j Con messaggi di posta elettronica del 27 ottobre 2020 e del 2 novem-

bre 2020, l’AFC ha chiesto ai rappresentanti l’assenso alla notifica di un 

solo scritto di accesso agli atti per la società A._______, il signor 

B._______ e il signor C._______. 

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A tale richiesta, con messaggio di posta elettronica del 4 novembre 2020, 

i rappresentanti hanno risposto di preferire ricevere la notifica di tre scritti 

separati, inerenti all’accesso agli atti con le relative chiavi USB per 

ciascuna persona interessata a titolo individuale. 

B.k Con tre scritti separati del 9 novembre 2020, l’AFC ha dunque conces-

so alla società A._______ e ai signori B._______ e C._______, l’accesso 

separato agli atti dell’incarto, impartendo loro un termine di 10 giorni per 

prendere posizione. 

B.l Con tre scritti separati del 18 novembre 2020, i rappresentanti della 

società A._______ e dei signori B._______ e C._______, hanno rilevato 

l’assenza di una parte dei documenti menzionati nello scritto 9 novembre 

2020 dell’AFC, chiedendo l’invio di quest’ultimi e una proroga del termine 

di 15 giorni per prendere posizione. 

Con tre scritti separati del 19 novembre 2020, l’AFC ha accolto tale 

richiesta. 

B.m Con tre scritti separati del 7 dicembre 2020 e del 29 gennaio 2021, la 

società A._______ e i signori B._______ e C._______ – per il tramite dei 

loro rappresentanti – hanno preso posizione, opponendosi alla 

trasmissione delle informazioni all’autorità richiedente coreana. 

B.n Con decisione finale del 12 marzo 2021, l’AFC ha accolto la domanda 

di assistenza amministrativa coreana del 20 luglio 2020 concernente la 

società A._______ e i signori B._______ e C._______, concedendo 

l’assistenza amministrativa all’autorità richiedente coreana. 

C.  

C.a Avverso la predetta decisione, la società A._______ (di seguito: 

ricorrente 1 o società ricorrente 1), il signor B._______ (di seguito: 

ricorrente 2) e il signor C._______ (di seguito: ricorrente 3; insieme: 

ricorrenti) – per il tramite dei loro rappresentanti – hanno inoltrato ricorso 

12 aprile 2021 dinanzi al Tribunale amministrativo federale. Protestando 

tasse, spese e ripetibili, i ricorrenti postulano: in via principale, 

l’accoglimento del ricorso con conseguente annullamento della decisione 

impugnata e inammissibilità della domanda di assistenza amministrativa 

coreana del 20 luglio 2020; in via subordinata, l’accoglimento del ricorso 

con conseguente annullamento della decisione impugnata e rinvio degli atti 

all’AFC affinché proceda ad una richiesta di chiarimenti nei confronti 

dell’autorità richiedente coreana, tenendo in debita considerazione delle 

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loro censure e richieste di tutela giuridica; in via ancora più subordinata, 

l’accoglimento del ricorso con conseguente annullamento della decisione 

impugnata e rinvio degli atti all’AFC affinché emetta una nuova decisione 

limitando la trasmissione delle informazioni all’autorità richiedente coreana, 

in cui sono oscurati tutti i dati personali di terze persone, tenendo in debita 

considerazione le loro censure e richieste di tutela giuridica. 

C.b Con risposta 3 giugno 2021, l’AFC (di seguito: autorità inferiore) ha 

postulato la reiezione del ricorso. 

C.c Con replica 16 agosto 2021, i ricorrenti – per il tramite dei loro 

rappresentanti e dopo aver avuto accesso agli atti dell’incarto – hanno 

preso posizione al riguardo. 

C.d Con duplica 16 settembre 2021, l’autorità inferiore ha preso posizione 

al riguardo. 

C.e Con scritto 22 ottobre 2021, i ricorrenti – per il tramite dei loro 

rappresentanti – hanno preso posizione al riguardo. 

D.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

 

Diritto: 

1.  

1.1 Giusta l’art. 31 della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale ammini-

strativo federale (LTAF, RS 173.32) il Tribunale amministrativo federale 

giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 della legge federale 

del 20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021). In particolare, le decisioni pro-

nunciate dall’AFC nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazionale 

in materia fiscale ai sensi delle convenzioni di doppia imposizione – in casu 

la CDI CH-KR – possono essere impugnate dinanzi al Tribunale statuente 

(cfr. art. 33 lett. d LTAF; art. 19 cpv. 1 e 5 della legge federale del 28 set-

tembre 2012 sull’assistenza amministrativa internazionale in materia fisca-

le [LAAF, RS 651.1]).  

Per quanto concerne il diritto interno, l’assistenza amministrativa interna-

zionale in materia fiscale è retta dalla LAAF, in vigore dal 1° febbraio 2013 

(RU 2013 231). Sono fatte salve le disposizioni derogatorie della conven-

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zione applicabile nel singolo caso (cfr. art. 1 cpv. 2 LAAF), in concreto della 

CDI CH-KR. Presentata il 20 luglio 2020, la domanda di assistenza 

coreana qui litigiosa rientra nel campo di applicazione di detta legge 

(cfr. art. 24 LAAF a contrario). Per il rimanente, la procedura di ricorso è 

retta dalle disposizioni generali della procedura federale, su riserva di 

disposizioni specifiche della LAAF (cfr. art. 19 cpv. 5 LAAF; art. 37 LTAF). 

1.2 Il ricorso è stato interposto nel rispetto delle esigenze di contenuto e di 

forma previste dalla legge (cfr. art. 50 cpv. 1 PA e art. 52 PA). Pacifica è la 

legittimazione ricorsuale dei ricorrenti (cfr. art. 48 PA; art. 19 cpv. 2 LAAF). 

Il ricorso è ricevibile in ordine e va pertanto esaminato nel merito. 

1.3 Il ricorso ha effetto sospensivo ex lege (cfr. art. 19 cpv. 3 LAAF). 

L’eventuale trasmissione di informazioni da parte dell’autorità inferiore non 

può intervenire che alla crescita in giudicato della decisione di rigetto del 

ricorso (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-5662/2020 del 10 maggio 

2021 consid. 1.3 con rinvii).  

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere 

invocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché 

l’inadeguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. ANDRÉ MOSER et al., Prozes-

sieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 

(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551 con-

sid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit 

administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della 

massima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia 

limitati: l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constata-

zioni complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure 

sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 

consid. 1 con rinvii; 122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 

2007/27 consid. 3.3). Secondo il principio di articolazione delle censure 

(« Rügeprinzip »), l’autorità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure 

che non appaiono evidenti o non possono dedursi facilmente dalla consta-

tazione e presentazione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate 

(cfr. DTF 141 V 234 consid. 1; MOSER et al., op. cit., n. 1.55). Il principio 

inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata dal 

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dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 143 II 

425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 consid. 2b). Il dovere 

processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorrente che 

interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, in 

particolare, l’obbligo di portare le prove necessarie, d’informare il giudice 

sulla fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso 

contrario arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza 

di prove (cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 119 III 70 

consid. 1; MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 

3.  

Nel caso in disamina, i ricorrenti censurano più violazioni del loro diritto di 

essere sentiti. Ora, tali censure di natura formale vanno qui esaminate 

prioritariamente dal Tribunale statuente, considerato come la violazione del 

diritto di essere sentito può, di principio, comportare l’annullamento della 

decisione impugnata, indipendentemente dalle possibilità di successo del 

ricorso nel merito (cfr. DTF 142 II 218 consid. 2.8.1; 135 I 187 consid. 2.2; 

DTAF 2009/36 consid. 7). 

3.1  

3.1.1 Innanzitutto, i ricorrenti censurano la violazione del loro diritto di 

essere sentiti, poiché la decisione impugnata sarebbe sprovvista dell’ap-

propriata motivazione, in quanto l’autorità inferiore non si sarebbe minima-

mente confrontata con le argomentazioni e i mezzi di prova da loro offerti. 

La decisione impugnata andrebbe pertanto annullata già per tale motivo 

(cfr. ricorso 12 aprile 2021 punti n. 12-14). Nemmeno nella sua risposta 

3 giugno 2021 e nella sua duplica 16 settembre 2021, l’autorità inferiore 

avrebbe sanato tale vizio, quest’ultima non essendo concretamente entrata 

nel merito delle argomentazioni sollevate dai ricorrenti (cfr. replica 16 ago-

sto 2021, punti n. 9-10; scritto 22 ottobre 2021, pagg. 1-2). 

3.1.2  

3.1.2.1 Il diritto di essere sentito, sancito a livello costituzionale dall’art. 29 

cpv. 2 della Costituzione federale del 18 aprile 1999 della Confederazione 

Svizzera (Cost., RS 101) e a livello procedurale dall’art. 35 PA, implica in 

particolare il dovere per l’autorità di motivare in maniera chiara la sua 

decisione, ovvero in modo che il destinatario possa comprendere le ragioni 

della medesima e, se del caso, impugnarla in piena coscienza di causa e 

che l’autorità di ricorso possa esercitare il suo controllo (cfr. DTF 142 II 49 

consid. 9.2; 134 I 83 consid. 4.1; 133 III 439 consid. 3.3). È quindi sufficien-

te che l’autorità si esprima sulle circostanze significative atte ad influire in 

un modo o nell’altro sul giudizio di merito. L’autorità non è tuttavia tenuta a 

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prendere posizione su tutti i fatti, le censure e i mezzi di prova invocati dal 

ricorrente, ma può limitarsi ad esporre le sole circostanze rilevanti per la 

decisione (cfr. DTF 143 III 65 consid. 5.2; 142 IV 249 consid. 1.3.1; [tra le 

tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 3.1.1;  

A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 1.5.2.1).  

3.1.2.2 Il diritto di far amministrare le prove costituisce anch’esso un 

aspetto del diritto di essere sentito. Esso presuppone che il fatto da provare 

sia rilevante, che il mezzo probatorio proposto sia necessario per consta-

tarlo e che la domanda sia formulata nelle forme e nei termini prescritti. 

Conformemente all’art. 33 cpv. 1 PA, l’autorità ammette dunque i mezzi di 

prova offerti dalla parte se risultano idonei a chiarire i fatti. Questa garanzia 

costituzionale permette all’autorità di porre un termine all’istruzione, allor-

quando le prove assunte le abbiano permesso di formarsi una propria con-

vinzione e che essa, procedendo in modo non arbitrario ad un apprezza-

mento anticipato delle prove proposte, è convinta che le stesse non 

potrebbero condurla a modificare la sua opinione. L’autorità può dunque 

rinunciare all’amministrazione di certe prove proposte senza violare il diritto 

di essere sentito delle parti (cfr. DTF 144 II 427 consid. 3.1.3; 141 I 60 con-

sid. 3.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 

consid. 3.1.2; A-2845/2020 del 19 luglio 2021 consid. 2.3 con rinvii;  

A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 1.5.2.2). 

3.1.2.3 Nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazionale in materia 

fiscale, l’informazione delle persone legittimate a ricorrere prevista dalla 

LAAF (cfr. art. 14 LAAF) nonché il diritto di partecipazione ed esame degli 

atti (cfr. art. 15 LAAF) concretizzano il diritto di essere sentito (cfr. [tra le 

tante] sentenze del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 3.1.3;  

A-5662/2020 del 10 maggio 2021 consid. 1.5.2.3). 

3.1.2.4 A titolo eccezionale, la violazione del diritto di essere sentito può 

essere sanata nella procedura di ricorso, se i motivi determinanti sono stati 

addotti in risposta dall’autorità, se il ricorrente ha potuto commentarli in un 

successivo memoriale e, soprattutto, se il potere d’esame della giurisdi-

zione competente non è più ristretto di quello dell’istanza inferiore (cfr. DTF 

142 II 218 consid. 2.8.1; 135 I 187 consid. 2.2). Tale riparazione deve tutta-

via rimanere l’eccezione ed è ammissibile, di principio, solo nel caso di una 

violazione non particolarmente grave dei diritti procedurali della parte lesa. 

Ciò sancito, una tale riparazione può altresì giustificarsi, anche in presenza 

di una violazione grave, qualora l’annullamento della decisione impugnata 

e il rinvio della causa all’autorità inferiore costituiscano una mera formalità 

e conducano ad un inutile prolungamento della procedura incompatibile 

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con l’interesse delle parti ad una risoluzione celere della vertenza (cfr. DTF 

142 II 218 consid. 2.8.1; 138 I 97 consid. 4.1.6.1; [tra le tante] sentenze del 

TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 3.1.4; A-5662/2020 del 

10 maggio 2021 consid. 1.5.3). 

3.1.3 In concreto, da un esame della decisione impugnata, lo scrivente 

Tribunale constata che l’autorità inferiore ha puntualmente preso posizione 

sulle censure sollevate dai ricorrenti nelle loro prese di posizione, sicché 

non è ravvisabile alcuna violazione del loro diritto di essere sentiti (cfr. deci-

sione impugnata, consid. 8). La motivazione della predetta decisione 

risulta infatti sufficiente affinché essi potessero comprenderla ed impugnar-

la con piena cognizione di causa (cfr. consid. 3.1.2.1 del presente giudizio), 

ciò che peraltro hanno fatto dinanzi allo scrivente Tribunale con ricorso 

12 aprile 2021, con replica 16 agosto 2021 e con scritto 22 ottobre 2021. 

In tale contesto, non è neppure ravvisabile una violazione del loro diritto di 

essere sentiti in rapporto ai mezzi di prova richiesti dai ricorrenti e non 

assunti dall’autorità inferiore, quest’ultima non essendo tenuta ad assume-

re ogni prova proposta, rispettivamente potendo rinunciare, mediante 

apprezzamento anticipato delle prove, all’amministrazione delle prove non 

idonee a chiarire i fatti, senza violare il diritto di essere sentito delle parti 

(cfr. consid. 3.1.2.2 del presente giudizio). Nella misura in cui, contra-

riamente a quanto ritenuto dai ricorrenti, l’autorità inferiore si è nuovamente 

pronunciata al riguardo anche in questa sede con risposta 3 giugno 2021 

e duplica 16 settembre 2021, ogni eventuale violazione del loro diritto di 

essere sentiti – che, come detto, non è qui ravvisabile – va in ogni caso 

considerata come sanata dinanzi al Tribunale statuente, che avrà modo di 

esaminare in dettaglio le loro censure nell’ambito del presente giudizio 

(cfr. consid. 3.1.2.4 del presente giudizio). 

3.2  

3.2.1 I ricorrenti ritengono poi la domanda di assistenza amministrativa 

coreana del 20 luglio 2020 riguardante tre soggetti giuridici e fiscali distinti 

come non conforme agli standard internazionali e lesiva degli interessi 

legittimi delle persone interessate. Vi sarebbe infatti una violazione del dirit-

to di essere sentita della società ricorrente 1, in quanto tale società sarebbe 

impossibilitata a prendere concretamente posizione circa i sospetti di « tax 

fraud » che, secondo il contenuto della domanda, sembrerebbero imputa-

bili a terze persone. In secondo luogo, si troverebbero lesi pure gli interessi 

dei ricorrenti 2 e 3, siccome la documentazione bancaria strettamente 

confidenziale e privata riguardante i loro conti bancari sarebbe stata diffusa 

in modo incondizionato al datore di lavoro e al collega (ovvero il ricor-

rente 2, rispettivamente il ricorrente 3), causando loro inevitabilmente una 

A-1650/2021 

Pagina 11 

violazione della sfera priva ex art. 13 Cost., del segreto bancario e della 

personalità. A loro avviso, l’autorità inferiore avrebbe dovuto aprire per ogni 

ricorrente una procedura distinta di assistenza amministrativa e dare loro 

accesso solo ai dati che li concernono personalmente. Essendo pacifico 

già dal contenuto della domanda che la documentazione avrebbe riguar-

dato dei conti bancari detenuti da più persone, l’autorità inferiore avrebbe 

potuto richiedere al NTS di riformulare la propria domanda, suddividendola 

in tre domande separate e distinte (cfr. ricorso 12 aprile 2021, punti n. 15-

20; cfr. replica 16 agosto 2021, punti n. 11-16). A loro avviso, la casistica 

richiamata dall’autorità inferiore riguardante le cosiddette « domande rag-

gruppate », contenenti una descrizione dettagliata del gruppo sulla base di 

uno specifico modello di comportamento, non sarebbe applicabile alla pre-

sente fattispecie. Circa l’applicabilità dell’art. 25 CDI CH-KR in relazione 

alla sfera privata e al segreto bancario, essi rilevano che in applicazione 

del principio della specialità le tutele da esso garantite riguarderebbero uni-

camente i documenti trasmessi all’autorità fiscale estera, ma non le infor-

mazioni e la documentazione inoltrate a terze persone. La persona toccata 

dalla documentazione raccolta dall’AFC non godrebbe quindi di alcuna 

protezione nei confronti delle altre parti coinvolte, le quali vengono a cono-

scenza dei suoi dati sensibili (in concreto, dati delle relazioni bancarie con 

tutti i relativi movimenti; cfr. replica 16 agosto 2021, punti n. 13-14; scritto 

22 ottobre 2021, pagg. 3-4). A mente dei ricorrenti, nel loro caso, andrebbe 

applicata la giurisprudenza del Tribunale statuente in materia di disgiun-

zione di procedimenti e la trasmissione di informazioni riguardanti terzi, in 

presenza di diversi detentori di informazioni, considerati come entità 

diverse tra loro (segnatamente sentenza del TAF A-5374/2018 del 25 ago-

sto 2021 considd. 1.5.2-1.5.3). Secondo loro, la disgiunzione dovrebbe 

infatti avvenire pure in caso di più soggetti interessati da un’unica domanda 

di assistenza amministrativa (cfr. scritto 22 ottobre 2021, pag. 4). 

3.2.2 A tal proposito, lo scrivente Tribunale rileva preliminarmente quanto 

segue. Giusta l’art. 3 lett. a LAAF per « persona interessata » da una 

richiesta di assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale si 

intende la persona sulla quale vengono richieste informazioni nella doman-

da di assistenza amministrativa. Il Tribunale federale ha precisato che si 

tratta di un concetto di natura formale: le persone sono da considerare 

interessate nella misura in cui le autorità dello Stato estero le hanno identifi-

cate nella domanda di assistenza e richiesto informazioni o documenti che 

li riguardano (cfr. DTF 141 II 436 consid. 3.3; CHARLOTTE SCHODER, 

StAhiG, Praxiskommentar zum Bundesgesetz über die internationale 

Amtshilfe in Steuersachen [Steueramtshilfegesetz, StAhiG], 2014, n. 23 ad 

art. 3 LAAF). La questione se la persona interessata vada considerata tale 

A-1650/2021 

Pagina 12 

anche dal profilo materiale deve essere chiarita nella singola fattispecie, 

considerato che, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, il fattore 

decisivo è quello della possibile rilevanza dell’informazione per lo Stato ri-

chiedente (cfr. DTF 141 II 436, pubblicata anche in: Archiv für Schweize-

risches Abgaberecht [ASA] 84 [2015/2016] pag. 559 segg.; sentenze del 

TAF A-5179/2020 e A-5183/2020 entrambe del 16 maggio 2022 con-

sid. 6.2.1).  

3.2.3 Ciò premesso, nel caso della domanda di assistenza amministrativa 

coreana del 20 giugno 2020 qui in esame, l’autorità richiedente coreana ha 

esplicitamente indicato quali persone interessate da una verifica fiscale in 

Corea la società ricorrente 1 (« corporate tax investigation ») nonché i 

ricorrenti 2 e 3 (« income tax investigation »), quali persone legate alla 

società ricorrente 1, in qualità di suo « CEO », rispettivamente di suo 

« Research Center Director » (cfr. atto n. 1 dell’incarto prodotto dall’au-

torità inferiore su chiave USB [di seguito: inc. AFC]; parimenti, fatti 

sub. lett. A.b). Dalla fattispecie e dai motivi indicati dal NTS risulta poi che 

lo scopo della verifica fiscale è quello di stabilire se i ricorrenti abbiamo o 

meno omesso di dichiarare i propri redditi, rispettivamente i propri conti 

esteri, alle competenti autorità fiscali coreane. Nella domanda vengono 

espressamente indicati i numeri di conto svizzeri dei ricorrenti 2 e 3, non-

ché ulteriormente precisato il loro presunto legame con la società ricor-

rente 1: in Corea, la società ricorrente 1 è titolare di sette brevetti (antibio-

tici carbapenemi). Essa è sospettata di aver omesso di dichiarare i redditi 

derivanti dall’utilizzo di tali brevetti da parte di società terze (D._______, 

Italia [di seguito: D._______], F._______, Irlanda [di seguito: F._______] e 

E._______, Inghilterra [di seguito: E._______]), di proprietà dei ricorrenti 2 

e 3, facendo depositare le « royalty » su conti bancari esteri individuali. A 

loro volta, i ricorrenti 2 e 3 – come detto, « CEO » e « Research Center 

Director » della società ricorrente 1 – sono sospettati di aver omesso di 

dichiarare i loro conti bancari esteri e i redditi ivi maturati.  

La fattispecie che l’NTS intende chiarire coinvolge dunque i tre ricorrenti. 

Più precisamente l’autorità richiedente coreana vuole verificare se tra gli 

interessati vi sia stata una relazione diretta di natura economica, segnata-

mente se sono state depositate delle « royalty » di spettanza della società 

ricorrente 1 su conti bancari esteri riconducibili ai ricorrenti 2 e 3, connessi 

a quest’ultima sia in qualità di suoi « CEO » e « Research Center Direc-

tor », che in qualità di detentori delle società terze citate nella domanda di 

assistenza amministrativa coreana del 20 luglio 2020. Pertanto, conside-

rato che tutti e tre i soggetti vengono menzionati nella predetta domanda e 

che le informazioni richieste sono verosimilmente rilevanti per le tre parti 

A-1650/2021 

Pagina 13 

(cfr. consid. 5.2.2 del presente giudizio), i tre ricorrenti vanno considerati 

persone interessate dalla stessa domanda di assistenza ai sensi dell’art. 3 

lett. a LAAF e ciò sia dal punto di vista formale che materiale. Detto in altri 

termini, nessuno di loro può essere considerato come un terzo non 

interessato dalla domanda in questione. La decisione dell’autorità inferiore 

di emanare un’unica decisione finale è pertanto conforme alla LAAF, oltre 

che al principio dell’economia di procedura, nonché al diritto di essere 

sentito delle tre parti interessate. 

In tale contesto, quand’anche l’autorità inferiore o l’NTS avessero suddiviso 

la domanda in oggetto in tre domande distinte, l’AFC avrebbe in ogni caso 

dovuto trasmettere l’integralità delle informazioni e della documentazione 

nelle tre procedure. Tale modo di procedere risulta inoltre imprescindibile a 

causa del principio di specialità (cfr. in proposito, consid. 4.4 del presente 

giudizio), secondo cui, se l’AFC avesse aperto tre procedimenti separati e 

limitato la trasmissione delle informazioni come richiesto dai ricorrenti, 

quanto comunicato nell’ambito di una procedura non avrebbe potuto es-

sere utilizzato dalle autorità coreane nei confronti degli altri due potenziali 

soggetti, ciò che all’evidenza non poteva essere l’intenzione perseguita 

dall’autorità coreana, che ha espressamente chiesto la trasmissione delle 

medesime informazioni in relazione ai tre soggetti interessati. Anche per 

tale motivo il modo di procedere dell’autorità inferiore appare corretto e va 

confermato (cfr. sentenze del TAF A-5179/2020 e A-5183/2020 entrambe 

del 16 maggio 2022 consid. 6.2.4). Esso non è lesivo né della sfera privata 

ex art. 13 Cost. né del segreto bancario ed è conforme a quanto prescritto 

all’art. 25 CDI CH-KR.  

In tale contesto, tenuto conto di quanto precede, la giurisprudenza dello 

scrivente Tribunale citata dai ricorrenti (cfr. segnatamente sentenza del 

TAF A-5374/2018 del 25 agosto 2021 considd. 1.5.2-1.5.3) non trova qui 

applicazione. Nei casi paralleli A-5366/2018, A-5370/2018, A-5373/2018, 

A-5374/2018, A-5375/2018 e A-5376/2018 citati dai ricorrenti è stata 

ordinata la loro disgiunzione, a motivo che i detentori delle informazioni 

fossero entità diverse tra loro. Ora, nello specifico, tale problematica non 

sussiste, essendo qui interessato unico detentore delle informazioni. Come 

visto, nel caso dei ricorrenti sussiste una relazione tra gli stessi in rapporto 

ai flussi finanziari oggetto dell’inchiesta del NTS, sicché una disgiunzione 

delle cause non appare qui opportuna. La censura dei ricorrenti al riguardo 

e la loro richiesta di disgiunzione delle cause vanno pertanto qui respinte. 

In definitiva non è dunque ravvisabile alcuna violazione del loro diritto di 

essere sentiti. 

A-1650/2021 

Pagina 14 

4.  

Nel caso in disamina, oggetto del litigio è la decisione finale del 12 marzo 

2021 dell’autorità inferiore, con cui quest’ultima ha accolto la domanda del 

20 luglio 2020 di assistenza amministrativa in materia fiscale inoltrata 

dall’autorità richiedente coreana, sulla base dell’art. 25 CDI CH-KR, per 

quanto concerne i qui ricorrenti. In tale contesto, per il Tribunale statuente 

si tratta essenzialmente di esaminare l’ammissibilità della predetta 

domanda, sia dal punto di vista formale che da quello materiale, alla luce 

delle puntuali censure sollevate dai ricorrenti. 

A tal fine, di seguito, il Tribunale richiamerà preliminarmente i principi appli-

cabili alla presente fattispecie (cfr. consid. 4.1 segg. del presente giudizio). 

4.1  

4.1.1 L’assistenza amministrativa con la Repubblica di Corea (di seguito: 

Corea) è retta dall’art. 25 CDI CH-KR, il quale corrisponde in ampia misura 

al testo dell’art. 26 del Modello di convenzione dell’Organizzazione per la 

cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE; di seguito: MC OCSE; 

cfr. Messaggio del 31 agosto 2011 concernente l’approvazione di un 

Protocollo che modifica la Convenzione tra la Svizzera e la Repubblica di 

Corea per evitare le doppie imposizioni, FF 2011 6531, 6539 [di seguito: 

Messaggio CDI CH-KR]; sentenze del TAF A-5216/2021 del 15 febbraio 

2022 consid. 3.1; A-694/2021 dell’11 gennaio 2022 consid. 2.1). 

4.1.2 Le disposizioni dell’art. 25 CDI CH-KR sono ulteriormente precisate 

al n. 2 del Protocollo alla CDI CH-KR, entrato in vigore il 25 luglio 2012 (RU 

2012 4069). Detta norma disciplina in particolare le esigenze formali a cui 

deve sottostare la domanda di informazioni (cfr. Messaggio CDI CH-KR, 

FF 2011 6531, 6541; sentenza del TAF A-694/2021 dell’11 gennaio 2022 

consid. 2.2.2), sancendo alla lett. b che la competente autorità fiscale dello 

Stato richiedente debba fornire le seguenti informazioni alla competente 

autorità fiscale dello Stato richiesto: 

(i) il nome della persona o delle persone oggetto del controllo o 

dell’inchiesta e, se disponibile, qualsiasi altro elemento che 

faciliti l’identificazione di tali persone (indirizzo, data di nascita, 

stato civile o codice fiscale); 

(ii) il periodo oggetto della domanda; 

(iii) la descrizione delle informazioni ricercate, in particolare la forma 

in cui lo Stato richiedente desidera ricevere le informazioni dallo 

Stato richiesto; 

(iv) lo scopo fiscale per cui le informazioni sono state richieste;  

A-1650/2021 

Pagina 15 

(v) il nome e, per quanto noto, l’indirizzo della persona per cui vi è 

motivo di ritenere che sia in possesso delle informazioni 

richieste. 

Il Protocollo precisa inoltre che queste esigenze (lett. i-v) non devono 

essere interpretate in modo da ostacolare uno scambio effettivo di informa-

zioni (cfr. n. 2 lett. c del Protocollo). La clausola deve essere interpretata 

nel senso che le richieste di informazioni contengono tutti i requisiti 

necessari secondo lo standard internazionale (cfr. Messaggio CDI CH-KR, 

FF 2011 6531 5641). In merito alla lista d’indicazioni circa il contenuto di 

una domanda di assistenza che lo Stato richiedente è tenuto a fornire nel 

contesto delle CDI (cfr. art. 6 cpv. 2 LAAF applicabile a titolo sussidiario), 

la giurisprudenza del Tribunale federale considera che detta lista è conce-

pita in modo tale che se lo Stato richiedente vi si conforma scrupolosamen-

te, lo stesso è di principio reputato fornire le informazioni sufficienti a dimo-

strare la « rilevanza verosimile » della sua domanda (cfr. DTF 142 II 161 

consid. 2.1.4; [tra le tante] sentenza del TAF A-5216/2021 del 15 febbraio 

2022 consid. 3.2). 

4.2  

4.2.1 Giusta l’art. 25 cpv. 1 CDI CH-KR, le autorità competenti degli Stati 

contraenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’ese-

cuzione della presente Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecu-

zione del diritto interno relativo alle imposte considerate dalla Convenzione 

nella misura in cui l’imposizione prevista non sia contraria alla Conven-

zione. Lo scambio di informazioni non è limitato dall’art. 1 CDI CH-KR 

(campo di applicazione personale; cfr. sentenza del TAF A-694/2021 

dell’11 gennaio 2022 consid. 2.1.1). 

4.2.2 Le informazioni che possono essere rilevanti per l’applicazione o 

l’esecuzione del diritto nazionale sono quelle necessarie allo Stato richie-

dente per imporre correttamente una persona assoggettata alle imposte in 

tale Stato (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.1; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le 

tante] sentenza del TAF A-4218/2017 del 28 maggio 2018 consid. 2.3.1). Il 

riferimento alle informazioni « verosimilmente rilevanti » ha lo scopo di 

garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio possi-

bile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere una ri-

cerca generalizzata e indiscriminata di informazioni (« fishing expedition ») 

o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari fiscali di un 

determinato contribuente non è verosimile (cfr. n. 2 lett. c del Protocollo alla 

CDI CH-KR; [tra le tante] sentenza del TAF A-1883/2021 del 22 febbraio 

2022 consid. 3.2.2). 

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Pagina 16 

4.2.3 Il requisito della rilevanza verosimile e il divieto di « fishing expe-

dition » sono in linea con il principio della proporzionalità, che deve essere 

preso in considerazione come principio costituzionale dell’attività dello 

Stato (cfr. art. 5 cpv. 2 Cost.; [tra le tante] sentenza del TAF A-1883/2021 

del 22 febbraio 2022 consid. 3.2.3 con rinvii). 

4.2.4 Il requisito della rilevanza verosimile è adempiuto allorquando, al 

momento della formulazione della domanda, esiste una ragionevole pro-

babilità che le informazioni richieste abbiano un nesso con le circostanze 

illustrate e quindi si rilevino pertinenti al fine dell’inchiesta o del controllo 

nello Stato richiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2). Non importa se, 

una volta fornite, queste informazioni si rivelano irrilevanti per l’autorità ri-

chiedente (cfr. DTF 142 II 161 consid. 2.1.1). Di norma, solo lo Stato richie-

dente può stabilire in via definitiva se un’informazione è rilevante (cfr. DTF 

143 II 185 consid. 3.3.2; 142 II 161 consid. 2.1.1 seg.; [tra le tante] senten-

za del TAF A-4163/2019 del 22 aprile 2020 consid. 3.1.3). Il ruolo dello 

Stato richiesto si limita a verificare se le informazioni e i documenti richiesti 

dallo Stato richiedente sono in relazione con i fatti presentati nella doman-

da e se possono essere utilizzati nel procedimento estero. Lo Stato richie-

sto è infatti tenuto solo a effettuare un controllo di plausibilità (cfr. DTF 142 

II 161 consid. 2.1.1; cfr. sentenze del TAF A-2454/2017 del 7 giugno 2018 

consid. 2.1.1.1 con rinvii; A-4218/2017 del 28 maggio 2018 consid. 2.3.1). 

In questo contesto, lo Stato richiesto può rifiutarsi di fornire informazioni 

con la motivazione che le informazioni richieste non sono « verosimilmente 

rilevanti » solo se appare improbabile un collegamento tra le informazioni 

richieste e l’indagine condotta nello Stato richiedente, cosicché la richiesta 

sembra essere un pretesto per una fishing expedition (cfr. DTF 144 II 206 

consid. 4.3; 143 II 185 consid. 3.3.2; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante] 

sentenza del TAF A-4017/2020 del 30 giugno 2021 consid. 3.5.2). In 

quest’ultimo senso, si applica l’art. 17 cpv. 2 LAAF, secondo cui le informa-

zioni presumibilmente irrilevanti non possono essere trasmesse. L’AFC le 

rimuove o le rende irriconoscibili (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF  

A-1883/2021 del 22 febbraio 2022 consid. 3.2.4 con rinvii; A-694/2021 

dell’11 gennaio 2022 consid. 2.1.2). 

4.3  

4.3.1 Secondo il Protocollo alla CDI CH-KR, resta inteso che lo Stato richie-

dente domanda uno scambio di informazioni solo dopo aver esaurito le 

fonti abituali d’informazione previste nella sua procedura fiscale interna 

ordinaria (cfr. n. 2 lett. a del Protocollo alla CDI CH-KR; principio della sus-

sidiarietà). In tale contesto, l’art. 6 cpv. 2 lett. g LAAF non trova appli-

A-1650/2021 

Pagina 17 

cazione (cfr. art. 1 cpv. 2 LAAF; cfr. [tra le tante] sentenza del TAF  

A-1883/2021 del 22 febbraio 2022 consid. 3.3.1). 

4.3.2 L’espressione « fonti abituali d’informazione » non viene ulterior-

mente definita nella CDI CH-KR. Secondo l’interpretazione del Tribunale 

amministrativo federale della disposizione in questione, in base alle norme 

di diritto internazionale non è richiesto l’esaurimento di tutte le fonti possibili 

di informazione, bensì di quelle abituali. Una fonte d’informazione non può 

più essere considerata come « abituale » se comporta uno sforzo spropor-

zionato per lo Stato richiedente – rispetto a una domanda di assistenza 

amministrativa – o se le probabilità di successo sono considerate molto 

basse (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-1883/2021 del 22 febbraio 

2022 consid. 3.3.2 con rinvii). 

4.4 Secondo la costante giurisprudenza del Tribunale amministrativo fede-

rale, il principio della specialità esige che lo Stato richiedente utilizzi le infor-

mazioni ricevute dallo Stato richiesto unicamente nei confronti delle perso-

ne e dei comportamenti per i quali esso ha richiesto ed ottenuto dette infor-

mazioni (cfr. [tra le tante] sentenza del TAF A-1883/2021 del 22 febbraio 

2022 consid. 3.4 con rinvii). Le persone menzionate nei documenti sono 

quindi protette dal principio della specialità, il quale ha anche una dimen-

sione personale (cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.4; 146 I 172 consid. 7.1.3; [tra 

le tante] sentenza del TAF A-1883/2021 del 22 febbraio 2022 consid. 3.4). 

4.5  

4.5.1 Un elemento importante della cooperazione internazionale tra le 

autorità è il principio secondo il quale – salvo in caso di un evidente abuso 

di diritto o di legittimi dubbi circa l’esistenza di una situazione descritta 

all’art. 7 LAAF – non vi è in linea di principio alcun motivo di dubitare delle 

del ben fondato delle dichiarazioni e delle informazioni fornite dallo Stato 

richiedente (il cosiddetto principio della buona fede nel diritto interna-

zionale; cfr. DTF 146 II 150 consid. 7.1; 143 II 224 consid. 6.3; 143 II 202 

consid. 8.3; 142 II 161 consid. 2.1.3; [tra le tante] sentenza del TAF  

A-1883/2021 del 22 febbraio 2022 consid. 3.5.1 con rinvii). L’intera pro-

cedura di assistenza amministrativa si fonda sul principio della buona fede, 

rispettivamente sul principio dell’affidamento. In virtù di tale principio, lo 

Stato richiesto è vincolato alla fattispecie e alle dichiarazioni presentate 

nella domanda di assistenza, nella misura in cui quest’ultime non possono 

essere immediatamente confutate (« sofort entkräftet ») in ragione di errori, 

lacune o contradizioni manifeste (cfr. DTF 142 II 218 consid. 3.1; 139 II 404 

consid. 9.5; 128 II 407 consid. 5.2.1; [tra le tante] sentenza del TAF  

A-1883/2021 del 22 febbraio 2022 consid. 3.5.1 con rinvii). 

A-1650/2021 

Pagina 18 

In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a 

dover menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione 

fornita sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non 

sarebbe infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa, 

poiché proprio con le informazioni ed i documenti richiesti allo Stato 

richiesto, lo Stato richiedente cerca di chiarire i punti rimasti all’oscuro 

(cfr. DTF 142 II 161 consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2; sentenza del 

TAF A-6035/2018 del 26 febbraio 2020 consid. 3.7.1). 

4.5.2 Secondo il principio del diritto internazionale consuetudinario, in virtù 

del quale gli Stati contraenti devono adempiere i trattati internazionali in 

buona fede (« pacta sunt servanda », codificato all’art. 26 della Conven-

zione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati [RS 0.111; di 

seguito: CV]; DTF 143 II 136 consid. 5.2.1 con rinvii; 142 II 35 consid. 3.2 

con rinvii), anche le dichiarazioni delle rispettive parti contraenti vanno 

intrepretate in buona fede. Ciò vale in particolare per la domanda di assi-

stenza amministrativa e per le informazioni fornite dall’autorità richiedente 

come verosimilmente rilevanti (per i dettagli: DTF 147 II 116 consid. 5.2; 

sentenza del TF 2C_287/2019 e 2C_288/2019 del 13 luglio 2020 con-

sidd. 2.3.1 e 3.2; [tra le tante] sentenza del TAF A-1883/2021 del 22 feb-

braio 2022 consid. 3.5.2). 

5.  

5.1 Stabiliti i principi applicabili, da un suo esame preliminare, lo scrivente 

Tribunale osserva innanzitutto come dal punto di vista strettamente formale 

la domanda di assistenza amministrativa del 20 luglio 2020 inoltrata 

dall’autorità richiedente coreana (cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC) risulti adem-

piere ai requisiti formali alla base della sua ammissibilità, la stessa indican-

do in maniera sufficiente tutte le informazioni richieste dall’art. 25 CDI CH-

KR nonché dal n. 2 lett. b del Protocollo alla CDI CH-KR, quali l’identità 

delle persone interessate oggetto dell’inchiesta fiscale in Corea, la fattispe-

cie alla sua base, lo scopo fiscale, il periodo fiscale interessato, la descri-

zione delle informazioni ricercate e – per quanto a lei nota – l’identità di un 

detentore delle informazioni (cfr. consid. 4.1.2 del presente giudizio). Di 

fatto, si tratta di una domanda individuale di assistenza amministrativa 

circoscritta ai qui ricorrenti quali specifici soggetti fiscali coreani, volta 

all’accertamento della loro imposizione alle imposte coreane (« Corporate 

tax »/« Income tax»). In tale frangente, la domanda in oggetto va conside-

rata come formalmente completa. 

Ciò constatato, per il Tribunale si tratta dunque di esaminare ancora se dal 

punto di vista materiale l’autorità inferiore poteva o meno dare seguito alla 

A-1650/2021 

Pagina 19 

predetta domanda di assistenza, viste in particolare le censure sollevate 

dai ricorrenti (cfr. considd. 5.2 – 5.5 del presente giudizio). 

5.2  

5.2.1 In primo luogo, i ricorrenti ritengono che la domanda di assistenza 

amministrativa coreana del 20 luglio 2020 non adempirebbe all’esigenza 

della rilevanza verosimile delle informazioni ivi richieste. La fattispecie 

descritta dall’autorità richiedente coreana sarebbe infatti lacunosa, in 

quanto, sebbene verrebbero riportati gravi fatti a carico dei ricorrenti 

(« suspected fraud »), essa non fornirebbe la minima prova alla base della 

propria conclusione. Secondo le scarse informazioni fornite dal NTS, vi 

sarebbero dei sospetti circa la mancata registrazione di « royalty » riguar-

danti dei brevetti di proprietà della società ricorrente 1 per la produzione di 

antibiotici carbapenemi. Il NTS ritiene infatti che, siccome la società 

ricorrente 1 deterrebbe sette brevetti da cui non verrebbero percepiti ricavi 

(« royalty »), allora si sarebbe in presenza di una « tax fraud ». Secondo il 

NTS, verrebbe infatti concessa ad altre società la possibilità di utilizzare 

tali brevetti, ma le relative « royalty » sarebbero state versate a favore dei 

ricorrenti 2 e 3 invece che alla società ricorrente 1. L’autorità richiedente 

coreana non fornirebbe tuttavia alcuna prova o indizio a favore di tali 

sospetti, limitandosi ad indicare che la propria ipotesi si fonderebbe sul 

semplice fatto che vi sarebbero delle relazioni tra i ricorrenti 2 e 3 e le tre 

società D._______, F._______ e E._______. A tal proposito, i ricorrenti 

sottolineano che, da un lato, la società ricorrente 1 – una società rinomata, 

quotata in borsa, attiva da più di 20 anni nel campo farmaceutico ed in 

particolare nella commercializzazione di carbapenemi (una tipologia di 

antibiotici chiamati beta-lattamici), il cui business sarebbe suddiviso 

principalmente nella produzione/vendita di farmaci e nella compravendita 

di farmaci/antibiotici (trading) – deterrebbe invero dei normali rapporti 

commerciali, conformi alle condizioni di mercato, con le società D._______ 

e F._______ (con E._______ non vi sarebbero transazioni commerciali), 

parificabili alle altre relazioni intrattenute con il resto della sua clientela, 

così come da essa comprovato (cfr. ricorso 12 aprile 2021, punti n. 23-25; 

replica 16 agosto 2021, punti n. 17-21). D’altro lato, la società ricorrente 1 

sarebbe detentrice di sette brevetti registrati unicamente presso le apposite 

autorità coreane, non ancora utilizzabili poiché in uno stato « embrionale » 

dal punto di vista scientifico/commerciale. Al momento, tali brevetti non 

potrebbero dunque generare alcun profitto per la società ricorrente 1, né 

attraverso la produzione in proprio e nemmeno tramite la concessione di 

licenze a terzi. Di fatto, la società ricorrente 1 non avrebbe mai utilizzato 

tali brevetti e venduto alcun farmaco prodotto sulla loro base, sicché non 

sarebbe possibile percepire alcun reddito collegato a tali brevetti, né 

A-1650/2021 

Pagina 20 

tramite la vendita di prodotti fabbricati e nemmeno attraverso delle 

« royalty ». A comprova di ciò i ricorrenti hanno prodotto vari documenti, 

dai quali risulterebbe che D._______, F._______ e E._______ non 

avrebbero mai utilizzato e non utilizzerebbero tutt’ora i sette brevetti della 

società ricorrente 1 citati nella domanda in oggetto (cfr. ricorso 12 aprile 

2021, punti n. 26-31; replica 16 agosto 2021, punti n. 17-21; scritto 

22 ottobre 2021, pag. 3). 

5.2.2 A tal proposito, lo scrivente Tribunale ribadisce che, come rammen-

tato al consid. 4.2.4 del presente giudizio, il requisito della rilevanza verosi-

mile è adempiuto allorquando, al momento della formulazione della do-

manda, esiste una ragionevole probabilità che le informazioni richieste 

abbiano un nesso con le circostanze illustrate e quindi si rilevino pertinenti 

al fine dell’inchiesta o del controllo nello Stato richiedente. In altre parole, 

l’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle informazioni 

richieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente, con la 

conseguenza che lo Stato richiesto si limita ad un controllo di plausibilità. 

Va inoltre rilevato che i procedimenti in materia di assistenza amministrati-

va non statuiscono materialmente sull’oggetto della controversia (cfr. sen-

tenze del TAF A-6589/2016 del 6 marzo 2018 consid. 4.6.5; A-6385/2012 

del 6 giugno 2013 consid. 2.2.1); compete infatti ad ogni Stato determinare 

il rispetto e l’applicazione corretta della propria legislazione (cfr. sentenze 

del TAF A-6589/2016 del 6 marzo 2018 consid. 4.6.5; A-525/2017 del 

29 gennaio 2018 consid. 3.6 confermata parzialmente con sentenza del TF 

2C_141/2018 del 24 luglio 2020]; A-907/2017 del 14 novembre 2017 con-

sid. 2.2.3; A-6306/2015 del 15 maggio 2017 consid. 4.2.2.5; A-5229/2016 

del 15 marzo 2017 consid. 4.2.5.1). Conseguentemente ogni censura in 

proposito deve essere fatta valere davanti alle istanze nazionali competenti 

(cfr. sentenze del TAF A-2451/2021 del 15 febbraio 2022 consid. 7.2 con 

rinvii; A-907/2017 del 14 novembre 2017 consid. 2.2.3). Nello specifico, le 

censure sollevate dai ricorrenti sono di natura materiale. Né lo scrivente 

Tribunale, né l’autorità inferiore sono tenuti a verificare se sulla base del 

diritto interno coreano i sette brevetti detenuti dalla società ricorrente 1 sia-

no utilizzabili o meno, suscettibili o meno di generare dei redditi (rispettiva-

mente delle « royalty » ai sensi del diritto interno coreano) e se possa o 

meno effettivamente essere imputata alla società ricorrente 1 un’omissione 

nel dichiarare determinati redditi connessi o meno con tali sette brevetti in 

Corea, ecc. L’autorità richiesta non è infatti tenuta ad accertare la fattispe-

cie, dovendosi limitare all’esame della plausibilità. Del resto, lo scrivente 

Tribunale non dispone dei mezzi necessari per esaminare tale evenienza 

e non è nemmeno autorizzato a procede ad un tale esame. Ne consegue 

A-1650/2021 

Pagina 21 

che i mezzi di prova, prodotti dai ricorrenti dinanzi all’autorità inferiore e in 

questa sede, andranno semmai da loro fatti valere dinanzi al NTS.  

Ciò puntualizzato, lo scrivente Tribunale ritiene che le informazioni richieste 

dal NTS in correlazione ai due conti bancari esteri intestati ai ricorrenti 2 

e 3, appaiano come verosimilmente rilevanti per permettere all’autorità 

richiedente coreana di verificare se effettivamente siano o meno stati 

versati dei redditi di spettanza della società ricorrente 1 in correlazione a 

detti sette brevetti, che quest’ultima avrebbe omesso di dichiarare in Corea, 

rispettivamente se i ricorrenti 2 e 3 abbiano omesso di dichiarare dei redditi 

in Corea. La descrizione delle relazioni in essere tra i tre ricorrenti conte-

nuta nella domanda in oggetto, lascia trasparire che tra di essi vi sia un 

legame stretto (cfr. al riguardo, consid. 3.2.3 del presente giudizio; pari-

menti, fatti sub. lett. A.b). Ora, in virtù della presunzione della buona fede 

dello Stato richiedente (cfr. consid. 4.5.1 del presente giudizio), non vi sono 

in ogni caso motivi di mettere in dubbio le affermazioni del NTS. Ne conse-

gue che la censura dei ricorrenti va qui respinta. 

5.3  

5.3.1 A mente dei ricorrenti, l’autorità richiedente coreana avrebbe altresì 

disatteso il principio della sussidiarietà, in quanto essa avrebbe avviato la 

procedura di assistenza amministrativa ancora prima di esaurire le sue 

risorse procedurali abituali, così come risultante dalla documentazione da 

loro prodotta. Più nel dettaglio, i ricorrenti indicano che il NTS avrebbe noti-

ficato il 1° giugno 2020 alla società ricorrente 1 l’avvio di una verifica fiscale 

riguardante gli anni 2015-2018. Dopo aver provveduto nei giorni successivi 

ad una ispezione presso gli uffici della società e fotocopiato la documenta-

zione disponibile in loco e nei suoi server, il 22 giugno 2020, detta autorità 

le avrebbe poi comunicato la sospensione della procedura, in quanto inten-

deva raccogliere delle informazioni all’estero. Analogo discorso varrebbe 

nei confronti dei ricorrenti 2 e 3, a cui sarebbe stato notificato l’avvio di una 

verifica fiscale riguardante gli anni 2015-2018, procedura poi sospesa con 

l’indicazione che il NTS avrebbe raccolto le informazioni all’estero. Di fatto, 

l’autorità richiedente coreana non si sarebbe dapprima rivolta né ai ricor-

renti né a terzi detentori di informazioni rilevanti residenti in Corea o alle 

autorità locali in materia di diritti immateriali, rispettivamente alle autorità 

sanitarie competenti per le autorizzazioni alla produzione di farmaci, che 

potrebbero confermare l’inutilizzabilità dei brevetti, per raccogliere le infor-

mazioni richieste nella domanda di assistenza amministrativa coreana del 

20 luglio 2020. Il tempo trascorso tra l’ispezione, la raccolta d’informazioni 

e il deposito della domanda sarebbe troppo breve. Peraltro, il NTS avrebbe 

rilasciato un certificato di completezza fiscale a favore dei ricorrenti 2 e 3, 

A-1650/2021 

Pagina 22 

a dimostrazione del corretto adempimento dei loro obblighi fiscali (cfr. ricor-

so 12 aprile 2021, punti n. 40-47). Essi ritengono poi che l’autorità richie-

dente coreana avrebbe inoltre violato il principio della buona fede, poiché 

detta autorità non avrebbe interpellato nessuno (né i ricorrenti stessi, né 

terzi) sul territorio coreano, prima di depositare la propria domanda di 

assistenza amministrativa (cfr. ricorso 12 aprile 2021, punto n. 55; replica 

16 agosto 2021, punti n. 22-23). 

5.3.2 Al riguardo, il Tribunale rileva come nella propria domanda l’autorità 

richiedente coreana abbia dichiarato espressamente « […] We have 

pursued all means available in our own territory to obtain the information 

except those that would give rise to disproportionate difficulties […] » 

(cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, pag. 1), fatto che – come giustamente rilevato 

dall’autorità inferiore (cfr. decisione impugnata, consid. 8.3; risposta 3 giu-

gno 2021, pagg. 6-7) – in virtù del principio dell’affidamento, è sufficiente a 

comprovare il rispetto del principio della sussidiarietà (cfr. consid. 4.3 del 

presente giudizio). Secondo costante giurisprudenza, in presenza di una 

tale dichiarazione e in assenza di errori, lacune o contraddizioni palesi al 

riguardo, l’autorità richiesta non è tenuta a chiedere all’autorità richiedente 

di comprovare di aver sfruttato tutte le fonti di informazione previste dalla 

sua legislazione (cfr. sentenza del TAF A-6035/2018 del 26 febbraio 2020 

consid. 4.7.2; parimenti considd. 4.5.1 e 4.5.2 del presente giudizio). Ciò 

posto, il Tribunale sottolinea poi come in ogni caso, la sussistenza nello 

Stato richiedente di un procedimento interno in corso, poi sospeso, non 

permetta – a lui solo – di ritenere che lo stesso abbia violato il principio 

della sussidiarietà. Di fatto, al fine di verificare l’assoggettamento o meno 

e/o la correttezza delle dichiarazioni di un soggetto fiscale, l’autorità richie-

dente dispone di vari strumenti di verifica, complementari tra di loro. Oltre 

ad interpellare il diretto interessato, in parallelo essa può dunque anche 

ricorrere all’assistenza amministrativa in materia fiscale (cfr. sentenze del 

TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 7.5.2; A-6035/2018 del 26 feb-

braio 2020 consid. 4.7.2; A-6394/2016 del 16 febbraio 2017 consid. 3.3.1). 

Nello specifico poi, nella propria domanda, l’autorità richiedente coreana 

ha altresì precisato che i ricorrenti 2 e 3 avrebbero rifiutato di fornire deter-

minati documenti, ciò che avrebbe impedito alla sua inchiesta di progredire 

(« […] they are denying all the suspicions and delaying submission of 

relevant documents, wich keeps our investigation from progressing further 

[…] »; cfr. atto n. 1 dell’inc. AFC, punto n. 13; parimenti, fatti sub. lett. A.b). 

Ancora una volta, lo scrivente Tribunale non ha motivo di dubitare dell’at-

tendibilità delle dichiarazioni dell’autorità richiedente coreana. In tale conte-

sto, l’asserzione dei ricorrenti secondo cui quest’ultimi non sarebbero stati 

interpellati dal NTS prima del deposito della sua domanda non appare cre-

A-1650/2021 

Pagina 23 

dibile. A titolo abbondanziale, il Tribunale sottolinea che anche se l’autorità 

richiedente coreana conosce il nome delle persone interessate, può essere 

certa della completezza delle informazioni dichiarate da queste persone 

solo attraverso una richiesta di assistenza amministrativa in materia fiscale 

internazionale. In caso contrario, essa non è in grado di determinare se i 

suoi contribuenti abbiano o meno dichiarato correttamente tutti i loro redditi 

(cfr. sentenza del TAF A-1730/2021 del 7 marzo 2022 consid. 7.5.2). La 

documentazione prodotta dai ricorrenti in questa sede non è tale da met-

tere in discussione quanto precede. In definitiva, si deve dunque ritenere 

che il principio della sussidiarietà è stato rispettato dal NTS. Non essendo 

neppure ravvisabile una violazione del principio della buona fede in tale 

contesto, la censura dei ricorrenti va quindi respinta.  

5.4  

5.4.1 I ricorrenti ritengono poi che, come già da loro illustrato, nella fattispe-

cie vi sarebbero diversi errori e lacune manifesti effettuati dall’autorità ri-

chiedente coreana che non solo metterebbero in forte dubbio il suo ope-

rato, ma dimostrerebbero inevitabilmente come sia stato violato il principio 

della buona fede. La fattispecie descritta dal NTS non rispecchierebbe 

infatti la realtà dei fatti e non sarebbe fondata su alcuna prova o indizio 

concreto, non essendoci sospetti plausibili che i ricorrenti abbiano in qual-

che modo occultato delle « royalty ». Come già indicato e dimostrato dai 

documenti da essi prodotti, i sette brevetti non sarebbero utilizzabili e non 

verrebbero tutt’ora utilizzati dalle società citate nella domanda. In ogni 

caso, quand’anche fossero utilizzabili, nella misura in cui detti sette brevetti 

sarebbero limitati alla Corea, le società citate nella domanda non potreb-

bero comunque reclamare delle « royalty ». Anche il modo di agire del NTS 

nel formulare la propria domanda nei confronti di una società e di due 

persone fisiche sarebbe lesivo della buona fede. Del resto, già dinanzi 

all’autorità inferiore, i ricorrenti avrebbero sollevato detta censura, emetten-

do dubbi sull’operato dell’autorità richiedente coreana, chiedendo di ordi-

nare al NTS di fornire chiarimento, segnatamente completando la fatti-

specie, indicando i sospetti concreti. A tale richiesta l’autorità inferiore non 

avrebbe però dato seguito (cfr. ricorso 12 aprile 2021, punti n. 48-59; 

replica 16 agosto 2021, punti n. 24-28; scritto 22 ottobre 2021, pagg. 2-3). 

5.4.2 Al riguardo, il Tribunale sottolinea come in virtù del principio dell’affi-

damento, l’autorità richiesta non può, di principio, mettere in dubbio le alle-

gazioni dell’autorità richiedente, a meno che sussistano dei seri dubbi. La 

buona fede dello Stato richiedente essendo presunta, l’autorità richiesta è 

infatti vincolata alla fattispecie e alle dichiarazioni presentate nella doman-

da di assistenza amministrativa, fintanto che quest’ultime non possono 

A-1650/2021 

Pagina 24 

essere immediatamente confutate in ragione di errori, lacune o contradi-

zioni manifeste. In tale contesto, la ricevibilità di una domanda di assisten-

za amministrativa non è subordinata all’assenza di errori, lacune o contra-

dizioni (cfr. sentenza del TAF A-6035/2018 del 26 febbraio 2020 con-

sid. 4.2.3; cfr. parimenti consid. 4.5.1 del presente giudizio). Ora, in concre-

to, non vi è alcun motivo di dubitare della buona fede dell’autorità richieden-

te coreana e della correttezza delle informazioni da lei fornite nella doman-

da di assistenza amministrativa coreana del 20 luglio 2020, le censure sol-

levate dai ricorrenti non essendo tali da mettere in dubbio l’agire del NTS. 

Come detto (cfr. consid. 5.2.2 del presente giudizio), le censure dei ricor-

renti circa l’utilizzabilità dei brevetti detenuti dalla società ricorrente 1 e la 

loro capacità a generare delle « royalty » sono di natura materiale e an-

dranno fatte semmai valere dinanzi alle competenti autorità coreane. In 

ogni caso, esse non sono tali da far ritenere a questo Tribunale che la fatti-

specie descritta nella domanda sia manifestamente erronea. Inoltre, non si 

vede in cosa sarebbe lesivo della buona fede il fatto che detta domanda 

sia stata formulata nei confronti di una società e di due persone fisiche ad 

essa connesse, le informazioni richieste mirando a chiarire se i potenziali 

flussi finanziari intercorsi tra questi tre soggetti siano o meno stati dichiarati 

correttamente in Corea. Come già rilevato in precedenza (cfr. consid. 3.2.3 

del presente giudizio), tale modo di procedere dell’autorità richiedente co-

reana è corretto. In tale contesto, l’autorità inferiore non era dunque tenuta 

ad indagare al riguardo, chiedendo al NTS di fornire chiarimenti sulla fatti-

specie alla base della sua domanda di assistenza amministrativa. La docu-

mentazione prodotta dai ricorrenti in questa sede non è tale da mettere in 

discussione quanto precede. In definitiva, non è ravvisabile alcuna viola-

zione del principio della buona fede, sicché pure detta censura va respinta. 

5.5  

5.5.1 Per finire, i ricorrenti ritengono come non sufficienti gli oscuramenti 

effettuati dall’autorità inferiore nella documentazione da lei raccolta. Essi 

postulano l’oscuramento di tutti i nominativi di terze persone che apparireb-

bero nella documentazione raccolta dall’autorità inferiore, in quanto perso-

ne non interessate dalla domanda di assistenza amministrativa coreana 

del 20 luglio 2020 (per esempio i nominativi a pag. 76 e a pag. 98 dell’en-

closure 3). In particolare, essi postulano l’oscuramento dei dati personali 

del signor H._______ (residente in Y._______), che dopo l’ordine di chiu-

sura dei conti bancari da parte dei suoi titolari avrebbe ricevuto l’incaricato 

di interloquire con la banca per sbrigare le pratiche di natura amministrativa 

(cfr. enclosures 5 e 6). Come emergerebbe dalla documentazione raccolta, 

il signor H._______ non avrebbe avuto alcuna procura sui conti bancari in 

questione, ma sarebbe intervenuto al solo fine di facilitare le pratiche corre-

A-1650/2021 

Pagina 25 

late alla chiusura della relazione bancaria. La sua posizione sarebbe dun-

que assimilabile a quella di un funzionario della banca, il cui nominativo, 

per costante giurisprudenza del Tribunale federale, andrebbe oscurato 

nell’ambito dello scambio di informazioni (cfr. ricorso 12 aprile 2021, punti 

n. 60-64). La cancellazione del suo nominativo non priverebbe in nessun 

modo il senso stesso della domanda, in quanto essa mirerebbe unicamen-

te a determinare se dalla documentazione bancaria figurano ricavi che i 

ricorrenti hanno omesso di dichiarare in Corea. Al NTS interesserebbero 

dunque i movimenti dei conti e non l’identità di chi si è occupato della 

chiusura dei conti, sicché la trasmissione del suo nominativo sarebbe 

irrilevante (cfr. replica 16 agosto 2021, punti n. 29-33; scritto 22 ottobre 

2021, pagg. 4-5). 

5.5.2 Al riguardo, lo scrivente Tribunale osserva quanto segue. La doman-

da di assistenza, di regola, persegue lo scopo di ottenere informazioni rela-

tive ad una persona identificata quale contribuente dallo Stato richiedente. 

Tuttavia, in determinate circostanze ben definite, possono essere trasmes-

se pure informazioni relative ad individui il cui assoggettamento fiscale non 

è invocato dallo Stato richiedente (cfr. sentenze del TAF A-6266/2017 del 

24 agosto 2018 consid. 2.3.3; A-4545/2016 dell’8 febbraio 2018 con-

sid. 4.3.1; A-4025/2016 del 2 maggio 2017 consid. 3.4). La trasmissione di 

informazioni è quindi in linea di principio possibile, a condizione che sia 

soddisfatto il requisito della rilevanza verosimile (cfr. DTF 144 II 29 con-

sid. 4.2.3; 142 II 161 consid. 4.6.1; [tra le tante] sentenze del TAF  

A-4856/2022 del 5 settembre 2023 consid. 5.3.5; A-5179/2020 del 

16 maggio 2022 consid. 4.9.1; A-4819/2016 del 4 aprile 2018 consid. 3). 

Per quanto concerne in particolare i terzi non coinvolti, la trasmissione dei 

loro nominativi è ammissibile ai sensi dell’art. 4 cpv. 3 LAAF solo se tale 

informazione è presumibilmente pertinente per la valutazione della situa-

zione fiscale della persona interessata, ossia rilevante per l’obiettivo fiscale 

perseguito dallo Stato richiedente nei suoi confronti, e se la stessa è pro-

porzionata. La trasmissione risulta dunque ammissibile laddove la rimo-

zione dei nominativi di terzi renderebbe la richiesta di assistenza ammini-

strativa priva di senso perché impedirebbe o renderebbe oltremodo diffi-

coltosa l’inchiesta fiscale nello Stato richiedente. In altre parole ciò significa 

che l’art. 4 cpv. 3 LAAF non impedisce la trasmissione di informazioni rela-

tive a terzi non coinvolti – così come il loro nominativo – se la stessa è 

necessaria, ossia se la loro soppressione vanificherebbe lo scopo dell’assi-

stenza fiscale internazionale (cfr. DTF 144 II 29 consid. 4.2.3 con rinvii; 

parimenti DTF 146 I 172 consid. 7.1.3; sentenze del TF 2C_616/2018 del 

9 luglio 2019 consid. 3.1; 2C_387/2016 del 5 marzo 2018 consid. 5.1; [tra 

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Pagina 26 

le tante] sentenze del TAF A-4856/2022 del 5 settembre 2023 con-

sid. 5.3.5; A-5179/2020 del 16 maggio 2022 consid. 4.9.2). Unicamente 

qualora le informazioni relative a terzi non siano presumibilmente pertinen-

ti, esse non vanno trasmesse. Tuttavia, anche in caso di trasmissione del 

nominativo di terzi, quest’ultimi risultano protetti perché al termine della 

procedura, l’autorità richiesta deve ricordare all’autorità richiedente le 

restrizioni dell’uso delle informazioni trasmesse e l’obbligo di mantenere il 

segreto (cfr. art. 20 cpv. 2 LAAF; DTF 146 I 172 consid. 7.1.3; 142 II 161 

consid. 4.6.1; [tra le tante] sentenza del TAF A-5179/2020 del 16 maggio 

2022 consid. 4.9.2). 

5.5.3 Ciò posto, nello specifico, l’autorità inferiore ha indicato di aver già 

provveduto ad oscurare nella documentazione bancaria le informazioni 

ritenute come prive di rilevanza verosimile per l’autorità richiedente core-

ana. Per quanto attiene alla richiesta supplementare di cancellazione dei 

nominativi di terzi che appaiono, per esempio alle pagg. 76 e 98 dell’alle-

gato 3 (enclosure 3) e simili o agli allegati 5 e 6 (enclosures 5 and 6), essa 

ha precisato che gli stessi sono rilevanti per il caso di specie e che vanno 

quindi trasmessi al NTS. Una loro mancata consegna priverebbe di senso 

la domanda di assistenza amministrativa coreana in oggetto, in quanto 

sarebbe di meridiana evidenza che tali nominativi, tra cui segnatamente 

quello del signor H._______, fiduciario a Z._______, si trovino nominati tra 

la documentazione bancaria in oggetto, non per una semplice causalità 

(cfr. risposta 3 giugno 2021, pag. 8). Ora, lo scrivente Tribunale non intrav-

vede alcun valido motivo per discostarsi dal giudizio dell’autorità inferiore, 

sicché si deve considerare che gli oscuramenti già operati da quest’ultima 

siano sufficienti per tutelare gli interessi di terzi non interessati dalla do-

manda. Ciò sancito, va rilevato che in ogni caso i terzi non interessati dalla 

domanda coreana sono protetti dal principio della specialità, sicché le infor-

mazioni fornite al NTS nell’ambito della presente procedura possono esse-

re utilizzate solo nei confronti delle persone interessate. L’interesse privato 

dei terzi all’oscuramento della loro identità non primeggia sull’interesse 

pubblico ad uno scambio di informazioni il più ampio possibile (cfr. senten-

za del TAF A-4405/2022 del 25 ottobre 2023 consid. 5.4.6). Peraltro, non 

compete ai ricorrenti chiedere l’oscuramento di informazioni concernenti 

terzi, gli stessi essendo legittimati ad invocare censure solo per loro conto 

e non di terzi (cfr. DTF 143 II 506 consid. 5.1; 139 II 404 consid. 11.1; sen-

tenza del TF 2C_1037/2019 del 27 agosto 2020 consid. 6.2 [non pubblicato 

in DTF 147 II 116]). Ne consegue che la richiesta dei ricorrenti va qui 

respinta. 

A-1650/2021 

Pagina 27 

6.  

In conclusione, lo scrivente Tribunale deve constatare che la domanda di 

assistenza amministrativa coreana del 20 luglio 2020 adempie a tutti i re-

quisiti formali alla base della sua ammissibilità. Essa non risulta manifesta-

mente fondata su una fattispecie completamente errata e/o non veritiera, 

non è contraria né al principio di sussidiarietà né al principio della buona 

fede e dell’affidamento. Nulla agli atti permette peraltro di dubitare della 

rilevanza verosimile delle informazioni richieste dal NTS. Ne consegue che 

è a giusta ragione che l’autorità inferiore ha concesso l’assistenza ammi-

nistrativa in materia fiscale alla Corea. Il Tribunale non intravvede pertanto 

alcun valido motivo per respingere la domanda in oggetto o annullare la 

decisione impugnata, così come invece postulato dai ricorrenti nel loro 

gravame. In definitiva, la decisione impugnata va dunque qui confermata e 

il ricorso dei ricorrenti integralmente respinto. 

7.  

Visto quanto precede, in considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 

cpv. 1 PA, le spese di procedura sono poste in solido a carico dei ricorrenti 

(cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle 

spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 

[TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in 5'000 fran-

chi (cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà detratto interamente dall’anticipo 

spese di 5'000 franchi versato dai ricorrenti a suo tempo, alla crescita in 

giudicato del presente giudizio. Non vi sono poi i presupposti per l’asse-

gnazione ai ricorrenti di un’indennità a titolo di spese ripetibili (cfr. art. 64 

cpv. 1 PA a contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 TS-TAF a contrario). 

8.  

Contro la presente decisione, relativa ad un’assistenza amministrativa 

internazionale in materia fiscale, può essere interposto ricorso in materia 

di diritto pubblico al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. h LTF). Il termine 

ricorsuale è di 10 giorni dalla sua notificazione (cfr. art. 100 cpv. 2 lett. b 

LTF. Il ricorso inoltre è ammissibile soltanto se concerne una questione di 

diritto di importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso 

particolarmente importante ai sensi dell’art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. art. 84a 

LTF). Il Tribunale federale è il solo competente a determinare il rispetto di 

tali condizioni. 

(Il dispositivo è menzionato alla pagina seguente) 

  

A-1650/2021 

Pagina 28 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

Le spese processuali di 5'000 franchi sono poste in solido a carico dei 

ricorrenti. Alla crescita in giudicato del presente giudizio, il succitato importo 

verrà interamente detratto dall’anticipo spese di 5'000 franchi versato a suo 

tempo dai ricorrenti. 

3.  

Non vengono assegnate indennità a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Questa sentenza è comunicata ai ricorrenti e all’autorità inferiore. 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

La presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Annie Rochat Pauchard Sara Pifferi 

 

  

A-1650/2021 

Pagina 29 

Rimedi giuridici: 

Contro le decisioni nel campo dell’assistenza amministrativa internazionale 

in materia fiscale può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico 

al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 10 giorni dalla 

sua notificazione, soltanto se concerne una questione di diritto di importan-

za fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente 

importante ai sensi dell’art. 84 cpv. 2 LTF (art. 82, art. 83 lett. h, art. 84a, 

art. 90 e segg. e 100 cpv. 2 lett. b LTF). Il termine è reputato osservato se 

gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, all’indirizzo di 

questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza diplomatica o consolare 

svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine (art. 48 cpv. 1 LTF). Negli 

atti scritti occorre spiegare perché la causa adempie siffatta condizione. 

Inoltre, gli atti scritti devono essere redatti in una lingua ufficiale, contenere 

le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. 

La decisione impugnata e – se in possesso della parte ricorrente – i docu-

menti indicati come mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF). 

Data di spedizione: