# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 2af2db89-6aef-578a-a20f-792de018a2a0
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2017-10-11
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 11.10.2017 C-6650/2014
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_C-6650-2014_2017-10-11.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte III 

C-6650/2014 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l l ’ 11  o t t o b r e  2 0 1 7  

Composizione 

 
Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  

Viktoria Helfenstein e Caroline Bissegger, 

cancelliera Anna Röthlisberger. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,  

rappresentato dall'avv. Valentina Sabia,    

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli 

assicurati residenti all'estero (UAIE),  

Avenue Edmond-Vaucher 18, casella postale 3100, 

1211 Ginevra 2,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
Assicurazione per l'invalidità (riconsiderazione; decisione del 

3 ottobre 2014). 

 

 

 

C-6650/2014 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

Con due decisioni distinte del 16 settembre 2009, fondate su una domanda 

di rendita del 30 settembre 2008 (cfr. doc. 3 pag. 7), l’Ufficio dell’assicura-

zione per l’invalidità per gli assicurati residenti all’estero (UAIE) ha ricono-

sciuto a A._______ – cittadino italiano, nato (…), segnatamente affetto da 

“esiti di asportazione di carcinomi squamosi multipli del cavo orale (dorso 

linguale) e lesioni leucoplastiche recidivanti della lingua” (cfr. doc. 21, 24 e 

66) – il diritto di percepire un quarto di rendita dell’assicurazione per l’inva-

lidità (AI) dal 1° novembre 2008 al 31 gennaio 2009 (prima decisione del 

16 settembre 2009 [doc. 28]) e una mezza rendita AI a decorrere dal 1° 

febbraio 2009 (seconda decisione del 16 settembre 2009 [doc. 29]). 

B.  

Il 20 ottobre 2011, l’assicurato ha chiesto la revisione della rendita facendo 

valere un peggioramento dello stato di salute (cfr. doc. 30 e 31). Il 17 no-

vembre 2011, l’UAIE non è entrato nel merito della domanda di revisione 

in quanto dalla documentazione trasmessa non è stato reso plausibile un 

cambiamento rilevante del grado d’invalidità (doc. 34; cfr. anche doc. 33 

[presa di posizione del servizio medico del 15 novembre 2011]). La deci-

sione è cresciuta incontestata in giudicato. 

C.  

C.a Una revisione della rendita è stata promossa d’ufficio nel gennaio del 

2012 (doc. 36 e 37). L’amministrazione ha raccolto diversa documenta-

zione medica di cui si dirà, se del caso, in seguito. 

C.b Dai questionari per la revisione della rendita del 15 febbraio 2012 e del 

4 marzo 2013, è emerso che l’interessato ha lavorato, da maggio 2005, 

presso il medesimo datore di lavoro in qualità di operaio metalmeccanico, 

con mansioni leggere e senza una diminuzione del guadagno da febbraio 

2009 (cfr. doc. 17). Almeno da febbraio del 2012, l’attività lavorativa è stata 

esercitata in maniera discontinua (doc. 38 e 62). 

C.c Con progetto di decisione del 28 marzo 2013, l’UAIE ha prospettato – 

in applicazione dell’art. 53 cpv. 2 LPGA (RS 830.1) sulla riconsiderazione 

– la soppressione della mezza rendita versata all’interessato a decorrere 

da febbraio 2009 in virtù della “seconda” (v. sub lett. A. dei fatti del presente 

giudizio) decisione resa il 16 settembre 2009. L’autorità inferiore ha rilevato 

che dal questionario del datore di lavoro risulta che l’assicurato ha eserci-

tato un lavoro più leggero dall’11 febbraio 2009 nella stessa ditta con un 

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tempo di lavoro normale e senza diminuzione di guadagno. Osserva altresì 

che l’assicurato è attualmente in cassa integrazione, fattore estraneo all’in-

validità (doc. 66). 

C.d Il 7 maggio 2013, l’interessato ha contestato la soppressione della ren-

dita. L’assicurato ha fatto valere che la sua capacità di guadagno risulta 

notevolmente diminuita (doc. 69). 

D.  

Con decisione del 3 ottobre 2014, l’UAIE ha riconsiderato e dunque sop-

presso, con effetto al 1° dicembre 2014, la mezza rendita che era stata 

accordata al ricorrente a decorrere dal 1° febbraio 2009, sostanzialmente 

per i motivi già indicati nel progetto di decisione. L’autorità di prime cure ha 

altresì aggiunto che la mezza rendita attribuita a decorrere dal 1° febbraio 

2009 corrispondeva alla valutazione medica dell’incapacità lavorativa e 

che dal punto di vista medico lo stato di salute dell’interessato è rimasto 

invariato. Dal punto di vista economico, dal questionario del datore di la-

voro del 20 maggio 2014 emergerebbe che l’assicurato è attualmente in 

cassa integrazione, che lavorerebbe una settimana al mese, che non 

avrebbe percepito uno stipendio sociale e che non apparirebbe alcuna as-

senza per ragioni di malattia di lunga durata (doc. 93; cfr. anche doc. 91 

[presa di posizione del servizio medico dell’UAIE del 27 agosto 2014]). 

E.  

L’11 novembre 2014 (cfr. timbro postale), l’interessato ha presentato ri-

corso dinanzi al Tribunale amministrativo federale (TAF), mediante il quale 

ha chiesto l’annullamento della decisione impugnata e il ripristino della 

mezza rendita. Ha fatto valere che la riduzione della capacità di guadagno, 

contrariamente a quanto indicato nella decisione impugnata, non deve im-

putarsi in maniera preponderante al regime di cassa integrazione, bensì ai 

problemi di salute. Peraltro, la ditta presso la quale presta saltuariamente 

attività lavorativa, considerate le affezioni di cui è affetto, preferisce convo-

care altri dipendenti più efficienti ed in grado di svolgere in maniera ade-

guata le mansioni di operaio. Allega di essere affetto da anni da plurime ed 

invasive patologie invalidanti, in particolare di spondiloartrosi, esiti di exe-

resi carcinoma spino cellulare del dorso della lingua e sindrome depres-

siva. Per tali patologie in Italia gli sarebbe stata riconosciuta un’invalidità 

dell’80% (doc. TAF 1). 

F.  

Con versamenti del 19 dicembre 2014 e del 13 gennaio 2015 (doc. TAF 5 

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Pagina 4 

e 7), l’insorgente ha corrisposto fr. 400.66 a copertura del richiesto anticipo 

(di fr. 400.-) sulle presumibili spese processuali. 

G.  

Con risposta del 25 febbraio 2015, l’autorità inferiore ha proposto la reie-

zione del ricorso e la conferma della decisione impugnata (doc. TAF 10). 

Nella stessa, sono state riprese le medesime motivazioni di cui alla deci-

sione impugnata del 3 ottobre 2014. 

H.  

Con replica del 21 marzo 2015 (cfr. timbro postale), il ricorrente ha indicato 

segnatamente che l’Istituto nazionale di previdenza sociale italiano (INPS) 

ha trasmesso all’UAIE tutta la documentazione comprovante la sua per-

centuale d’invalidità (doc. TAF 13). Alla medesima ha allegato diversa do-

cumentazione medica, in parte già agli atti. 

I.  

Con duplica del 4 maggio 2015, l’UAIE ha riconfermato la propria proposta 

di reiezione del ricorso (doc. TAF 15). La stessa è stata trasmessa per co-

noscenza al ricorrente con provvedimento dell’11 maggio 2015 (doc. TAF 

16 [cfr. anche doc. TAF 17, avviso di ricevimento]). 

J.  

Con scritto del 13 settembre 2016 (cfr. timbro postale), il ricorrente ha chie-

sto informazioni circa l’esito del ricorso interposto nel novembre del 2014 

(doc. TAF 18). Il 14 ottobre 2016, questo Tribunale ha segnalato, da un 

lato, che l’istruttoria di causa era da considerarsi di principio conclusa e, 

dall’altro lato, che si sarebbe adoperato alfine di pronunciare la sentenza 

nel più breve tempo possibile (doc. TAF 19). 

K.  

K.a Nel febbraio del 2017, il ricorrente ha nuovamente chiesto informazioni 

in merito al suo ricorso (doc. TAF 21). Il 18 maggio 2017, l’interessato ha 

poi presentato ulteriore documentazione medica alfine di corroborare la 

gravità del suo stato di salute (doc. TAF 22). 

K.b Con scritto del 1° settembre 2017 (cfr. timbro postale), per il tramite 

dell’avv. V. Sabia, il ricorrente ha nuovamente ribadito che la componente 

predominante della diminuzione di guadagno è da ravvisare nel suo preca-

rio stato di salute e non alla disoccupazione/cassa integrazione. Ha inoltre 

chiesto nuovamente l’evasione del suo ricorso (doc. TAF 23).  

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Diritto: 

1.  

1.1 Il Tribunale amministrativo federale (TAF) esamina d'ufficio e con piena 

cognizione la propria competenza (art. 31 e segg. LTAF), rispettivamente 

l'ammissibilità dei gravami che gli sono sottoposti (DTF 133 I 185 consid. 

2 con rinvii). 

1.2 Riservate le eccezioni – non realizzate nel caso di specie – di cui all'art. 

32 LTAF, questo Tribunale giudica, in virtù dell'art. 31 LTAF in combinazione 

con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b LAI (RS 831.20), i ricorsi 

contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 PA, rese dall'Ufficio dell'assicurazione 

per l'invalidità per le persone residenti all'estero (UAIE). 

1.3 In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni 

sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la LPGA 

(RS 830.1). Giusta l'art. 1 cpv. 1 LAI, le disposizioni della LPGA sono ap-

plicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a-26bis e 28-70), sempre che 

la LAI non deroghi alla LPGA. 

1.4 Presentato da una parte direttamente toccata dalla decisione e avente 

un interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua modifica 

(art. 59 LPGA), il ricorso – interposto tempestivamente e rispettoso dei re-

quisiti previsti dalla legge (art. 60 LPGA nonché art. 52 PA) – è pertanto 

ammissibile. Inoltre, con versamenti del 19 dicembre 2014 e del 13 gennaio 

2015 (doc. TAF 5 e 7), il ricorrente ha tempestivamente corrisposto l'anti-

cipo spese richiesto (art. 21 cpv. 3 e 63 cpv. 4 PA). Infine, va rilevato per 

sovrabbondanza che oggetto della presente vertenza è unicamente la ri-

considerazione della seconda decisione resa dall’autorità inferiore il 16 set-

tembre 2009, quella mediante la quale è stata accordata al ricorrente una 

mezza rendita AI a decorrere dal 1° febbraio 2009, l’autorità inferiore me-

desima avendo riconsiderato solo tale decisione e il giudice non potendo 

altresì obbligare l’autorità inferiore ad effettuare una riconsiderazione (cfr. 

sentenza del TF 9C_99/2013 del 25 marzo 2013 consid. 2.1 con rinvii). 

2.  

2.1 Il ricorrente è cittadino di uno Stato membro della Comunità europea, 

per cui è applicabile, di principio, l'ALC (RS 0.142.112.681). 

2.2 L'allegato II è stato modificato con effetto dal 1° aprile 2012 (Decisione 

1/2012 del Comitato misto del 31 marzo 2012; RU 2012 2345). Nella sua 

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nuova versione esso prevede in particolare che le parti contraenti appli-

cano tra di loro, nel campo del coordinamento dei sistemi di sicurezza so-

ciale, gli atti giuridici di cui alla sezione A dello stesso allegato, comprese 

eventuali loro modifiche o altre regole equivalenti ad essi (art. 1 ch. 1) ed 

assimila la Svizzera, a questo scopo, ad uno Stato membro dell'Unione 

europea (art. 1 ch. 2). 

2.3 Gli atti giuridici riportati nella sezione A dell'allegato II sono, in partico-

lare, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consi-

glio del 29 aprile 2004 (RS 0.831.109.268.1) relativo al coordinamento dei 

sistemi di sicurezza sociale, con le relative modifiche, e il regolamento (CE) 

n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 

(RS 0.831.109.268.11) che stabilisce le modalità di applicazione del rego-

lamento (CE) n. 883/2004, nonché il regolamento (CEE) n. 1408/71 del 

Consiglio del 14 giugno 1971 (RU 2004 121, 2008 4219 4237, 2009 4831) 

relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subor-

dinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno 

della Comunità, con le relative modifiche, e il regolamento (CEE) n. 574/72 

del Consiglio del 21 marzo 1972 (RU 2005 3909, 2008 4273, 2009 621 

4845) che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 

1408/71, con le relative modifiche, entrambi applicabili tra la Svizzera e gli 

Stati membri fino al 31 marzo 2012 e quando vi si fa riferimento nel rego-

lamento (CE) n. 883/2004 o nel regolamento (CE) n. 987/2009 oppure 

quando si tratta di casi verificatisi in passato. 

2.4 Giova altresì rilevare che il regolamento (CE) n. 883/2004 è stato ulte-

riormente modificato dal regolamento (CE) n. 465/2012 del Parlamento eu-

ropeo e del Consiglio del 22 maggio 2012, ripreso dalla Svizzera a decor-

rere dal 1° gennaio 2015 (cfr. sentenza del TF 8C_580/2015 del 26 aprile 

2016 consid. 4.2 con rinvii). 

2.5 Secondo l'art. 4 del regolamento (CE) n. 883/2004, salvo quanto diver-

samente previsto dallo stesso, le persone ad esso soggette godono delle 

medesime prestazioni e sottostanno agli stessi obblighi di cui alla legisla-

zione di ciascuno Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini di tale 

Stato. Ciò premesso, nella misura in cui l'ALC e, in particolare, il suo alle-

gato II, non prevede disposizioni contrarie, l'organizzazione della proce-

dura, come pure l'esame delle condizioni di ottenimento di una rendita d'in-

validità svizzera, sono regolate dal diritto interno svizzero (DTF 130 V 253 

consid. 2.4). 

 

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3.  

3.1 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al mo-

mento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato giu-

ridicamente o che produce conseguenze giuridiche (DTF 136 V 24 consid. 

4.3; 130 V 445 consid. 1.2 con rinvii; 129 V 1 consid. 1.2). Se è intervenuto 

un cambiamento delle norme legislative nel corso del periodo sottoposto 

ad esame giudiziario, il diritto eventuale alle prestazioni si determina se-

condo le vecchie disposizioni per il periodo anteriore e secondo le nuove a 

partire dalla loro entrata in vigore (applicazione pro rata temporis; DTF 130 

V 445). Ne discende che in concreto si applicano, da un lato, le disposizioni 

in vigore fino al 31 dicembre 2011, per quanto attiene allo stato di fatto 

realizzatosi fino a tale data, mentre dall'altro lato, e per il periodo succes-

sivo, le nuove norme materiali in vigore dal 1° gennaio 2012, tra le quali le 

disposizioni della 6a revisione della LAI (cfr. DTF 130 V 1 consid. 3.2 per 

quanto concerne le disposizioni formali della LPGA, immediatamente ap-

plicabili con la loro entrata in vigore). 

3.2 Giova altresì rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è deli-

mitato dalla data della decisione impugnata, in concreto il 3 ottobre 2014. 

Il giudice delle assicurazioni sociali esamina infatti la decisione impugnata 

sulla base della situazione di fatto esistente al momento in cui essa è stata 

resa. Tiene tuttavia conto dei fatti verificatisi dopo tale data quando essi 

possono imporsi quali elementi d'accertamento retrospettivo della situa-

zione anteriore alla decisione stessa (DTF 129 V 1 consid. 1.2; 121 V 362 

consid. 1b), in altri termini se gli stessi sono strettamente connessi all'og-

getto litigioso e se sono suscettibili di influire sull'apprezzamento del giu-

dice al momento in cui detta decisione litigiosa è stata resa (cfr. sentenze 

del TF 8C_278/2011 del 26 luglio 2011 consid. 5.5; 9C_116/2010 del 20 

aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a in fine). 

4.  

4.1 L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno 

totale o parziale presumibilmente permanente o di lunga durata che può 

essere conseguente ad infermità congenita, malattia o infortunio (art. 8 

LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al 

guadagno la perdita, totale o parziale, della possibilità di guadagno sul mer-

cato del lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da un 

danno alla salute fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver sotto-

posto l'assicurato alle cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente 

esigibili. In caso d'incapacità al lavoro di lunga durata, possono essere 

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prese in considerazione anche le mansioni esigibili in un'altra professione 

o campo d'attività (art. 6 LPGA). 

4.2 L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che l'assicurato ha diritto ad una rendita se 

la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni con-

suete non può essere ristabilita, mantenuta o migliorata mediante provve-

dimenti d'integrazione ragionevolmente esigibili (lettera a), ha avuto un'in-

capacità al lavoro (art. 6 LPGA) almeno del 40% in media durante un anno 

senza notevole interruzione (lettera b) e al termine di questo anno è inva-

lido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 

4.3 Giusta l'art. 28 cpv. 2 LAI, l'assicurato ha diritto ad un quarto di rendita 

se è invalido per almeno il 40%, ad una mezza rendita se è invalido per 

almeno il 50%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60% e ad 

una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In seguito all'entrata in 

vigore dell'ALC, la limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4 LAI, secondo cui 

le rendite per un grado d'invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, 

sono versate solo ad assicurati che sono domiciliati e dimorano abitual-

mente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più applicabile segnatamente 

quando l'assicurato è cittadino dell'UE o svizzero e risiede nell'UE (DTF 

132 V 423 consid. 6.4.1; 130 V 253 consid. 2.3 e sentenza del TF I 702/03 

del 28 maggio 2004 consid. 1 con rinvii). 

4.4 La nozione d'invalidità di cui agli art. 4 LAI e 8 LPGA è un concetto di 

carattere economico-giuridico e non medico (cfr. sentenze del TF 

9C_318/2014 del 10 settembre 2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17 

gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per 

il rinvio dell'art. 28 cpv. 2 LAI, per valutare il grado d'invalidità, il reddito che 

l'assicurato potrebbe conseguire esercitando l'attività ragionevolmente esi-

gibile da lui dopo la cura medica e l'eventuale esecuzione di provvedimenti 

d'integrazione (reddito da invalido), tenuto conto di una situazione equili-

brata del mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe 

potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito da valido; metodo 

generale del raffronto dei redditi). 

4.5 Benché l'invalidità sia una nozione economico-giuridica, le certificazioni 

mediche possono costituire importanti elementi per apprezzare il danno in-

validante e per determinare quali lavori siano ancora ragionevolmente esi-

gibili dall'assicurato (cfr. sentenze del TF 9C_318/2014 del 10 settembre 

2014 consid. 3.1 e 8C_636/2010 del 17 gennaio 2011 consid. 3 con rinvii). 

 

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5.  

5.1 Il giudice delle assicurazioni sociali deve esaminare in maniera obiet-

tiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza, e poi 

decidere se i documenti messi a disposizione permettono di giungere ad 

un giudizio attendibile sulle pretese giuridiche litigiose. Affinché il giudizio 

medico acquisti valore di prova rilevante, esso deve essere completo in 

merito ai temi sollevati, deve fondarsi, in piena conoscenza della pregressa 

situazione valetudinaria (anamnesi), su esami approfonditi e tenere conto 

delle censure sollevate dal paziente, per poi giungere in maniera chiara a 

fondate, logiche e motivate deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto 

medico ha valore di prova non è determinante né la sua origine né la sua 

denominazione – ad esempio quale perizia o rapporto – ma il suo conte-

nuto (DTF 140 V 356 consid. 3.1; 134 V 231 consid. 5.1; 125 V 351 consid. 

3; 122 V 157 consid. 1c). 

5.2 Secondo costante giurisprudenza, i referti affidati dagli organi dell'am-

ministrazione a medici esterni oppure a un servizio specializzato indipen-

dente che fondano le proprie conclusioni su esami e osservazioni appro-

fondite, dopo avere preso conoscenza dell'incarto, e che giungono a risul-

tati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno che non vi 

siano indizi concreti atti a mettere in dubbio la loro affidabilità (DTF 137 V 

210 consid. 6.2.4; 134 V 232 consid. 5.1 con rinvii; 125 V 351 [sul valore 

probatorio attribuito ai rapporti interni del servizio medico, cfr. DTF 135 V 

254 consid. 3.3 e 3.4]). In particolare, per quanto concerne le perizie giudi-

ziarie la giurisprudenza ha stabilito che il giudice non si scosta senza motivi 

imperativi dal parere degli esperti, il cui compito è quello di mettere a di-

sposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da un 

punto di vista medico, una certa fattispecie. Ragioni che possono indurre il 

giudice a non fondarsi su un tale referto sono ad esempio affermazioni 

contraddittorie, il contenuto di una superperizia, o altri rapporti da cui emer-

gono validi motivi per farlo e, meglio, se l'opinione di altri esperti appare 

sufficientemente fondata da mettere in discussione le conclusioni peritali 

(DTF 137 V 210 consid. 1.3.4; 125 V 351 consid. 3b/bb). 

5.3 Per quel che riguarda le perizie di parte, il TF ha precisato che esse 

contengono considerazioni specialistiche che possono contribuire ad ac-

certare i fatti, da un punto di vista medico. Malgrado esse non abbiano lo 

stesso valore probatorio di una perizia giudiziaria, il giudice deve valutare 

se questi referti medici sono atti a mettere in discussione la perizia giudi-

ziaria oppure quella ordinata dall'amministrazione (DTF 125 V 351). Giova 

altresì rilevare come debba essere considerato con la necessaria prudenza 

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l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a pronunciarsi in favore 

del proprio paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno 

con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b con rinvii). 

5.4 Va ancora rilevato che il riconoscimento di un danno alla salute psichica 

presuppone in particolare la diagnosi espressa da uno specialista psichia-

trico, poggiata su criteri posti da un sistema di classificazione riconosciuto 

scientificamente, il quale deve pronunciarsi sulla gravità dell'affezione 

(DTF 130 V 396). Tenendo conto di diversi criteri, lo psichiatra deve valu-

tare l'esigibilità della ripresa lavorativa da parte dell'assicurato. 

5.5 Non va infine dimenticato che se vi sono dei rapporti medici contraddit-

tori il giudice non può evadere la vertenza senza valutare l'intero materiale 

e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un 

altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può pretendere dal giudice 

che raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da 

un punto di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si eviden-

ziano delle carenze e quale sia l'opinione più adeguata (sentenza del TF 

8C_556/2010 del 24 gennaio 2011 consid. 7.2 con rinvii). 

6.  

Nel caso di specie, l'oggetto del contendere è la questione di sapere se 

mediante la decisione impugnata del 3 ottobre 2014 l'autorità inferiore ha 

soppresso a giusto titolo o meno, conformemente all’art. 53 cpv. 2 LPGA e 

a decorrere dal 1° dicembre 2014, la mezza rendita accordata al ricorrente 

dal 1° febbraio 2009 con la (seconda) decisione resa il 16 settembre 2009. 

6.1  

6.1.1 Giusta l’art. 53 cpv. 2 LPGA, l'assicuratore può tornare sulle decisioni 

o sulle decisioni su opposizione formalmente passate in giudicato se è pro-

vato che erano manifestamente errate e se la loro rettifica ha una notevole 

importanza. Perché vi sia una riconsiderazione, oltre all'importanza della 

rettifica, è necessario fondarsi sulla situazione giuridica esistente al mo-

mento della sua pronuncia, prendendo in considerazione anche la prassi 

allora in vigore (DTF 140 V 77 consid. 3.1 pag. 79 seg. con rinvii). Per 

motivi legati alla sicurezza giuridica e per evitare che la riconsiderazione 

diventi uno strumento che consenta di riesaminare liberamente i presup-

posti del diritto a prestazioni (di lunga durata), l'irregolarità deve essere 

manifesta. In particolare non vi è inesattezza manifesta se l'assegnazione 

della prestazione dipende dall'adempimento di condizioni materiali il cui 

esame presuppone un certo margine di apprezzamento riguardo a certi 

C-6650/2014 

Pagina 11 

aspetti o elementi, e se la decisione iniziale appare sostenibile alla luce 

della situazione di fatto e di diritto. In altre parole, la via della riconsidera-

zione è adempiuta soltanto se non si presenta alcun dubbio sull'erroneità 

della decisione iniziale e se tale assunto configura la sola soluzione possi-

bile alla luce dei fatti e delle disposizioni legali applicabili (DTF 138 V 324 

consid. 3.3 pag. 328 con rinvii). Occorre inoltre sottolineare che la modifica 

(nel senso di una soppressione o di una riduzione) in via di riconsidera-

zione di una rendita presuppone in ogni caso che, dall'assegnazione della 

prestazione, non siano intervenute modifiche della situazione giuridica-

mente rilevante che giustifichino il mantenimento della rendita alle condi-

zioni precedentemente ammesse (art. 17 LPGA; sentenze del TF 

9C_766/2016 del 3 aprile 2017 consid. 1.2 con rinvii; 9C_173/2015 del 29 

giugno 2016 consid. 2.2 con rinvii; 9C_1061/2010 del 7 luglio 2011 consid. 

6.2 con rinvii).  

6.1.2 Di regola, l'adattamento delle prestazioni assicurative sociali avviene 

con effetto retroattivo (ex tunc). L'assicurazione per l'invalidità conosce tut-

tavia una differente regolamentazione allorché la modifica della presta-

zione è dovuta a questioni specifiche al diritto dell'assicurazione per l'inva-

lidità, quali sono segnatamente quelle disciplinanti la valutazione del grado 

d'invalidità. In tal caso, la modifica della prestazione assicurativa interviene 

con effetto ex nunc et pro futuro (art. 85 cpv. 2 OAI [RS 831.201]), salvo in 

caso di violazione dell'obbligo d'informare da parte dell'assicurato (art. 77, 

85 cpv. 2 e 88bis cpv. 2 lett. b OAI). Per contro, se l'errore che dà luogo alla 

riconsiderazione concerne degli elementi che non sono specifici al diritto 

dell'AI, ma che si trovano per analogia anche nell'ambito dell'assicurazione 

vecchiaia e superstiti, allora la modifica ha anche qui effetto retroattivo (ex 

tunc [cfr. sentenza del TF 9C_744/2012 del 15 gennaio 2013 consid. 4.1 

con rinvii e sentenza del TAF C-4527/2012 del 25 novembre 2014 consid. 

4.2 con rinvii]). 

6.2  

6.2.1 Nella decisione impugnata, l’UAIE ha ritenuto adempiti i criteri per 

una riconsiderazione ex nunc e pro futuro della (seconda) decisione del 16 

settembre 2009 mediante la quale ha accordato al ricorrente una mezza 

rendita AI a decorrere dal 1° febbraio 2009, dal momento che il ricorrente 

non avrebbe subito nel 2009 una diminuzione del guadagno. L’UAIE ha 

rilevato che dal questionario del datore di lavoro del 6 aprile 2009 risulta 

che l’insorgente esercitava un lavoro più leggero dall’11 febbraio 2009 nella 

C-6650/2014 

Pagina 12 

stessa ditta con un tempo di lavoro normale, di 40h settimanali, con il me-

desimo guadagno di quello che gli sarebbe stato corrisposto senza danno 

alla salute (cfr. doc. 17, 91 e 93). 

6.2.2 Questo Tribunale constata che, per quanto attiene alla situazione esi-

stente al momento della sua emanazione, l’erroneità della (seconda) deci-

sione resa dall’UAIE il 16 settembre 2009 è chiara e manifesta. 

6.2.3 In effetti, da quanto emerge dal questionario del datore di lavoro del 

6 aprile 2009, senza che emergano motivi per dubitare del suo contenuto, 

l’interessato ha esercitato a decorrere dall’11 febbraio 2009 un’attività so-

stitutiva leggera nella misura del 100% senza subire una diminuzione del 

guadagno, segnatamente di Euro 19'250.- (Euro 1'480.77 x 13 mesi = 

19'250.01 [doc. 17]). Conto tenuto che il grado d’invalidità è determinato, 

di principio, secondo il calcolo del raffronto dei redditi e che l’interessato 

non ha subito una perdita di guadagno, all’epoca della (seconda) decisione 

del 16 settembre 2009 non erano date le condizioni per l’erogazione di una 

rendita d’invalidità svizzera. 

6.2.4 Peraltro, questo Tribunale rileva che la (seconda) decisione del 16 

settembre 2009 mediante la quale è stata accordata al ricorrente una 

mezza rendita AI dal 1° febbraio 2009 è manifestamente errata anche per 

un’altra ragione, ossia per accertamento chiaramente insufficiente dei fatti 

giuridicamente rilevanti (sentenza del TF 9C_22/2014 del 26 marzo 2014 

consid. 1 con rinvii). Certo, la Commissione medica di verifica dell’Istituto 

nazionale di previdenza sociale italiano (INPS), ha riconosciuto all’insor-

gente una riduzione permanente della capacità lavorativa del 50% a decor-

rere dal 30 aprile 2008 (doc. 21), conclusione condivisa dal medico 

dell’UAIE nella sua brevissima e generica presa di posizione del 21 giugno 

2009 (doc. 24). Tuttavia, non è dato sapere né i motivi per cui la menzio-

nata Commissione medica dell’INPS sia giunta alla generica valutazione di 

un’incapacità lavorativa del 50% in qualsivoglia attività né quelli per cui il 

medico dell’UAIE abbia condiviso tale conclusione. Detta valutazione è al-

tresì contraria agli atti di causa dal momento che dagli stessi emerge che 

il ricorrente è stato assente dal lavoro nel 2007 per 44 giorni, nel 2008 per 

23 giorni e nel 2009 per 38 giorni (doc. 88 pag. 3), ossia un numero di giorni 

insufficiente per potere ammettere un’incapacità lavorativa del 50% in qual-

siasi attività, ed ha continuato a lavorare a tempo pieno in un’attività sosti-

tutiva leggera – che il ricorrente stesso non ha mai preteso essere inesigi-

bile in quel momento – dal 1° febbraio del 2009. Stante queste premesse, 

l’autorità inferiore non poteva manifestamente statuire il 16 settembre 2009 

sulle sole risultanze processuali allora acquisite, sommarie e chiaramente 

C-6650/2014 

Pagina 13 

insufficienti, nemmeno volendo concederle un ampio margine di apprezza-

mento. 

7.  

Prima di poter confermare la legittimità della decisione impugnata occorre 

tuttavia ancora esaminare se dal momento dell’assegnazione della mezza 

rendita AI, il 16 settembre 2009, alla data della decisione impugnata (il 3 

ottobre 2014) siano intervenute modifiche della situazione giuridicamente 

rilevante che giustifichino il mantenimento della rendita (cfr. sulla questione 

il consid. 6.1 del presente giudizio). 

7.1 Per quanto attiene allo sviluppo della situazione medica ed economica 

a decorrere dal 16 settembre 2009, riguardo agli anni 2010 e 2011 appare 

sufficiente rilevare, da un lato, che il datore di lavoro del ricorrente ha indi-

cato che il ricorrente negli anni in esame ha svolto la sua attività, leggera, 

al 100% ed ha indicato assenze dell’insorgente di 10 giorni nel 2010 e di 

22 giorni nel 2011 (doc. 88 pag. 3), assenze che non appaiono poter giu-

stificare un’incapacità lavorativa pari o superiore al 40%. Non risulta altresì 

da alcun’altra risultanza processuale che le indicazioni del datore di lavoro 

riguardanti gli anni 2010 e 2011 non siano corrette. 

7.2 Diversa è invece la situazione a partire dal 2012, ossia da quando è 

stato introdotto il regime di cassa integrazione, a favore dei lavoratori so-

spesi dall’obbligo di eseguire la prestazione lavorativa o che lavorino a ora-

rio ridotto, nell’azienda a cui è legato contrattualmente il ricorrente. 

7.2.1 Nella decisione impugnata del 3 ottobre 2014, l’autorità inferiore ha 

considerato che lo stato di salute del ricorrente è rimasto invariato dal 2009 

(incapacità lavorativa del 50% in attività sostitutiva adeguata), che l’insor-

gente beneficia della cassa integrazione, fattore estraneo all’invalidità, e 

che l’eventuale perdita di guadagno è dunque dovuta alla disoccupa-

zione/cassa integrazione e non ai problemi di salute (doc. 93). La succinta 

motivazione della decisione impugnata è generica, imprecisa e contraddit-

toria e non soddisfa i criteri di una motivazione sufficiente suscettibile di 

consentire al ricorrente di ricorrere con criteri adeguati ed all’autorità di ri-

corso di valutare con cognizione di causa la legittimità della decisione im-

pugnata. Ora, non è per esempio dato sapere come si possa affermare, da 

un lato, che lo stato di salute dell’insorgente è rimasto invariato dal 16 set-

tembre 2009 al 3 ottobre 2014, nel senso di una residua capacità lavorativa 

del 50%, e, dall’altro lato, che l’eventuale perdita di guadagno è dovuta alla 

disoccupazione/cassa integrazione. L’autorità inferiore non spiega in parti-

C-6650/2014 

Pagina 14 

colare sulla base di quale disposizione legale del nostro ordinamento l’as-

sicurazione AI svizzera potrebbe sottrarsi al pagamento di una rendita AI 

che sarebbe dovuta secondo la legislazione svizzera per un’incapacità la-

vorativa del 50% per il fatto che l’assicurato beneficia in Italia della cassa 

integrazione. Basti qui rilevare che nonostante che l’insorgente sia incluso 

nei lavoratori che beneficiano della cassa integrazione in Italia, persino in 

detto Paese percepisce un assegno d’invalidità (doc. 67 pag. 4). In so-

stanza, l’autorità inferiore – senza però fornire alcuna motivazione plausi-

bile, e legalmente fondata, al riguardo – sembra trattare in modo identico 

la situazione di un assicurato che nonostante un’incapacità lavorativa atte-

stata medicalmente del 50% continua nondimeno a lavorare, effettiva-

mente e per decisione propria, al 100% senza subire una perdita di guada-

gno, con quella di un cassaintegrato, sempre con capacità lavorativa resi-

dua medicalmente attestata del 50%, che lavora però effettivamente solo 

una settimana al mese al massimo (2014) e che dall’insieme dei documenti 

di cui agli atti di causa sembra altresì subire, se si escludono gli introiti 

legati all’assegno d’invalidità, una perdita di guadagno rispetto a quanto 

percepito precedentemente dal datore di lavoro quando lavorava effettiva-

mente al 100%. Ne consegue che la decisione impugnata incorre nell’an-

nullamento già per un insufficiente motivazione della stessa, ma anche per 

un accertamento insufficiente dei fatti giuridicamente rilevanti (cfr. conside-

rando che segue). 

7.2.2 Per quanto concerne il periodo dal 2012 al 2014, ossia da quando è 

subentrato, almeno dal 15 febbraio 2012, il regime di cassa integrazione 

(cfr. doc. 38), l’autorità inferiore è pure incorsa in un accertamento insuffi-

ciente dei fatti giuridicamente rilevanti. 

7.2.3 Questo Tribunale osserva che l’insorgente ha dichiarato di avere la-

vorato nel 2012 al 60% (doc. 38) con uno stipendio di Euro 15'979.- (cfr. 

doc. TAF 1) e di non avere lavorato nel 2013 (doc. 62), ma di avere perce-

pito uno “stipendio” di Euro 14'340.- e una pensione d’invalidità di Euro 

6'582.- (cfr. doc. 67 pagg. 3-5 e doc. TAF 1 e allegati). Per quanto concerne 

il 2014, il ricorrente ha indicato di avere lavorato al 25% (circa una setti-

mana al mese), che lo stipendio sarebbe di Euro 14'560.- (Euro 7.- all’ora 

x 160 ore = Euro 1'120.- x 13 mesi = 14'560.-), ma di percepirne solamente 

Euro 11'700.- (Euro 900.- x 13 mesi = 11'700.- [doc. 85]). Nel questionario 

per il datore di lavoro del 20 maggio 2014 (doc. 88), è stato indicato uno 

stipendio di Euro 22'062.69 per un’attività lavorativa svolta in misura del 

100% (doc. 88). A prescindere dal fatto che le informazioni inerenti la retri-

buzione dell’anno 2014 fornite dal datore di lavoro e dal ricorrente non col-

limano (cfr. doc. 85, 88 e allegati al doc. TAF 1), non è possibile, secondo 

C-6650/2014 

Pagina 15 

il grado della verosimiglianza preponderante valida nelle assicurazioni so-

ciali, ritenere – come ha fatto l’autorità inferiore – che qualsiasi sia stata la 

perdita di guadagno subita dal ricorrente nel 2014 essa è dovuta alla di-

soccupazione (recte: regime di cassa integrazione) e non ai problemi di 

salute. Visto che non risulta dalle carte processuali, contrariamente alla 

generica indicazione fornita dal datore di lavoro nel questionario del 20 

maggio 2014 (doc. 88), che il ricorrente abbia lavorato nel 2014 al 100% 

senza subire perdita di guadagno, andava infine determinata con preci-

sione dal profilo medico l’incapacità lavorativa del ricorrente rispettiva-

mente il grado d’invalidità che ne consegue secondo la legislazione sviz-

zera. Tuttavia, ciò non è stato fatto dall’autorità inferiore. 

7.2.4 In effetti – conto  tenuto in particolare del fatto che la Commissione 

medica dell’INPS il 28 luglio 2011 ha riconosciuto un’incapacità lavorativa 

permanente del 55%, che il ricorrente (per quanto emerge dalle carte pro-

cessuali) appare avere lavorato in misura parziale almeno a partire dal 

2012, e in misura del 25% al massimo dal 2014, e che infine dalla perizia 

medica particolareggiata E 213 del 16 aprile 2012 (doc. 47) emerge, da un 

lato, che l’insorgente è in grado di svolgere regolarmente lavori leggeri, ma 

con numerose controindicazioni (cfr. pag. 9 della perizia) e, dall’altro lato, 

che il ricorrente non è più in grado di svolgere a tempo pieno né il suo 

ultimo lavoro né un lavoro sostitutivo adeguato ed è considerato invalido al 

75% in qualsiasi attività conformemente alle disposizioni di legge del Paese 

di residenza, ossia l’Italia – non era né è possibile determinarsi sull’esi-

stenza delle condizioni per procedere ad una riconsiderazione della “se-

conda” decisione del 16 settembre 2009 ed una soppressione della mezza 

rendita allora accordata senza procedere ad un sufficiente esame dello 

stato di salute dell’assicurato e della incidenza dello stesso sulla residua 

capacità lavorativa per poi poter determinare il grado d’invalidità dell’inte-

ressato al momento dell’emanazione della decisione litigiosa. 

7.3 Per quanto attiene all’incapacità lavorativa, l’UAIE ha ritenuto che la 

stessa è del 50% e che è rimasta invariata dal 2009. Questo Tribunale ri-

leva che l’interessato è affetto da spondiloartrosi e osteofitosi lombare, car-

cinoma alla lingua, sindrome di dipendenza in regime di mantenimento con 

metadone e sindrome depressiva (cfr. doc. 42, 47 e 82). La situazione me-

dica del ricorrente interessa più discipline della medicina rispetto al 2009, 

segnatamente l’ortopedia, l’oncologia, nonché la psichiatria. Per i motivi di 

cui si dirà di seguito, nel caso concreto l’autorità inferiore ha eseguito 

un’istruttoria di causa carente. 

C-6650/2014 

Pagina 16 

7.3.1 In merito alla spondiloartrosi e alla osteofitosi lombare, agli atti figu-

rano una RM lombosacrale del 14 gennaio 2010 e una RX della colonna 

toracica del 16 gennaio 2012 (cfr. allegati al doc. TAF 13). Questi referti, 

oltre a non esprimersi sulla capacità lavorativa dell’interessato, non sono 

sufficientemente recenti per determinare l’evoluzione di tali patologie fino 

ad ottobre 2014 (momento dell’emanazione della decisione impugnata) e 

per potere escludere a priori una modifica dello stato di salute del ricorrente 

fino alla data della decisione impugnata. 

7.3.2 Quanto al carcinoma alla lingua, con presa di posizione del servizio 

medico dell’UAIE del 7 ottobre 2013 (doc. 76), è stato indicato che il carci-

noma alla lingua aveva causato, all’epoca della decisione del 16 settembre 

2009, un’incapacità lavorativa del 50% e che questa incapacità lavorativa 

era da considerarsi definitiva. Inoltre, nella medesima presa di posizione è 

stata ritenuta una situazione stabile, salvo una recidiva avvenuta nel 2010. 

Questo Tribunale rileva che agli atti di cui all’incarto dell’autorità inferiore 

non figurano ulteriori esami e/o valutazioni specialistici in merito al carci-

noma e pertanto non è dato di sapere il motivo per cui, a fronte di una 

recidiva del carcinoma nel 2010, si sarebbe potuto semplicemente prescin-

dere dall’effettuazione dei necessari ed ulteriori accertamenti medici prima 

di emanare la decisione impugnata, fermo restando che l’argomento se-

condo cui ciò non sarebbe comunque necessario in seguito al fatto che il 

ricorrente beneficia del regime di cassa integrazione è incomprensibile.  

7.3.3 Per quanto concerne la sindrome di dipendenza in regime di mante-

nimento con metadone e la sindrome depressiva, nella perizia del 20 feb-

braio 2014 (sulla base delle visita del 30 gennaio 2014; doc. 82) del dott. 

B._______, specialista in psichiatria e psicoterapia FMH, sono state poste 

quali diagnosi con influsso sulla capacità lavorativa una “sindrome depres-

siva ricorrente, episodio attuale lieve/medio (ICD 10 F 33.1)” e una “sin-

drome di dipendenza (ICD 10 F 1 X.22), attualmente in regime di manteni-

mento con supervisione clinica sostitutiva (75 mg di metadone al giorno)” 

e, quale diagnosi senza influsso sull’attività lavorativa un “probabile di-

sturbo di personalità di tipo borderline” (doc. 82 pag. 6). L’esperto ha rite-

nuto un’incapacità lavorativa tra il 30% e il 50% (doc. 82 pagg. 7 e 9). Que-

sto Tribunale ritiene che alla menzionata perizia psichiatrica non può es-

sere riconosciuto pieno valore probatorio – come peraltro già avevano se-

gnalato i medici del Servizio medico dell’UAIE nella presa di posizione del 

27 agosto 2014 (cfr. doc. 91) – perché contraddittoria ed incompleta. Il pe-

rito indica infatti che la problematica tossicologica è sotto controllo, tuttavia 

questa affermazione non trova riscontro negli atti di causa, in quanto il me-

dico curante ha riferito che l’insorgente continua ad assumere stupefacenti, 

C-6650/2014 

Pagina 17 

che ha un comportamento ambivalente in merito alla patologia e alla sua 

terapia, che i colloqui psicologici, psicosociali e psicoeducativi sono stati 

più volte sospesi e che il trattamento metadonico pari a 60 mg al giorno 

nell’aprile 2012 è aumentato a 75 mg al giorno almeno dall’ottobre 2013 

(doc. 45 e doc. allegato al doc. TAF 13). Inoltre, la valutazione dell’esperto 

non è convincente in quanto attesta un’incapacità lavorativa dapprima del 

30-40% e poi del 50% (pag. 7 e 9 della perizia) senza che sia dato di ca-

pirne il motivo. Inoltre, è utile rammentare che secondo giurisprudenza, le 

varie forme di dipendenza, segnatamente la tossicodipendenza, la farma-

codipendenza e l'alcolismo, non sono di per sé invalidanti ai sensi dell’as-

sicurazione per l’invalidità. Possono comunque assumere rilievo dal punto 

di vista dell'assicurazione per l'invalidità se hanno causato una malattia o 

un infortunio con effetti limitanti la capacità lavorativa oppure se sono la 

conseguenza di un pregiudizio fisico o mentale con valenza di malattia 

(DTF 124 V 265 consid. 3c con rinvii; cfr. pure sentenze del TF 

9C_706/2012 del 1° luglio 2013 consid. 3.2; I 556/06 del 13 settembre 2007 

consid. 3.1; I 560/05 del 31 gennaio 2007 consid. 4), ipotesi che non sono 

state né affrontate né escluse nella perizia psichiatrica. 

7.4 Ne discende che – in assenza di sufficienti accertamenti segnatamente 

in ambito ortopedico, oncologico e psichiatrico – l’istruttoria eseguita 

dall’autorità inferiore si rileva carente. Non risulta altresì possibile, in tali 

condizioni, determinarsi, con il grado della verosimiglianza preponderante 

valido nelle assicurazioni sociali, sullo stato di salute dell’insorgente, la re-

lativa incapacità lavorativa ed il grado d’invalidità che ne consegue. 

8.  

In conclusione, il ricorso deve essere parzialmente accolto e l’impugnata 

decisione del 3 ottobre 2014, insufficientemente motivata e fondata su un 

accertamento carente dei fatti giuridicamente rilevanti, deve essere annul-

lata. 

9.  

9.1 Quando il TAF annulla una decisione, esso può sostituirsi all'autorità 

inferiore e giudicare direttamente nel merito o rinviare la causa, con istru-

zioni vincolanti, all'autorità inferiore per un nuovo giudizio (cfr. sentenza del 

TAF C-1446/2013 del 16 ottobre 2014 consid. 8.1). In particolare, esso si 

sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono completi e comunque suffi-

cienti a statuire sull'applicazione del diritto federale (cfr. sentenza del TF 

9C_162/2007 del 3 aprile 2008 consid. 2.3 con rinvii; DTF 126 II 43; 125 II 

C-6650/2014 

Pagina 18 

326). Tale non è il caso nella presente fattispecie per i motivi precedente-

mente indicati. Gli atti di causa sono pertanto rinviati all'autorità inferiore 

affinché la stessa proceda a completare l'accertamento dei fatti giuridica-

mente rilevanti con riferimento allo stato di salute del ricorrente, segnata-

mente con una perizia pluridisciplinare in ortopedia, oncologia e psichiatria 

(cfr., sulla possibilità di un rinvio all'autorità inferiore in siffatte circostanze 

[accertamento manifestamente insufficiente dei fatti giuridicamente rile-

vanti da parte dell’autorità inferiore] DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4), e con 

ogni ulteriore esame che l'evoluzione nel tempo dello stato di salute del 

ricorrente dovesse rendere necessario, nonché a pronunciare una nuova 

decisione. 

9.2 Ne consegue che alla richiesta del ricorrente tendente al ripristino del 

versamento della mezza rendita AI non può essere dato seguito, ritenuto 

che allo stato attuale delle cose non è possibile confermare il diritto ad una 

mezza rendita AI a favore dell’insorgente. Inoltre, giova altresì per sovrab-

bondanza rammentare che, secondo costante giurisprudenza, se l'effetto 

sospensivo è ritirato, come nel caso di specie, ad un ricorso contro una 

decisione di revisione/riconsiderazione che sopprime una rendita, questo 

ritiro dura, nel caso di rinvio degli atti all'amministrazione per complemento 

dell'istruttoria, di principio anche durante tutta questa procedura d'istru-

zione e fino alla notifica di una nuova decisione (cfr. sentenza del TF 

8C_451/2010 dell'11 novembre 2010 consid. 2; in particolare DTF 129 V 

370 e 106 V 18). 

9.3 Occorre peraltro rilevare che nell'ambito dell'accertamento ancora da 

esperire dall'autorità inferiore, a seguito del rinvio degli atti di causa, non 

sussiste l'eventualità di una nuova decisione dell'UAIE a detrimento dell'in-

sorgente (cfr., sulla questione, DTF 137 V 314 consid. 3.2.4) dal momento 

che nella decisione impugnata del 3 ottobre 2014 l'autorità inferiore ha sop-

presso a decorrere dal 1° dicembre 2014 la mezza rendita erogata all’inte-

ressato da febbraio 2009. 

10.  

10.1 Conto tenuto dell’insieme delle circostanze e visto l'esito della causa, 

non sono prelevate delle spese processuali (art. 63 PA e art. 6 lett. b del 

regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle 

cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale [TS-TAF, RS 

173.320.2]). L’anticipo equivalente alle presunte spese processuali di fr. 

400.66, versato il 19 dicembre 2014 e il 13 gennaio 2015, sarà restituito al 

ricorrente allorquando la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato. 

C-6650/2014 

Pagina 19 

10.2 Ritenuto che l'insorgente è rappresentato in questa sede da manda-

tario professionale, si giustifica altresì l'attribuzione di spese ripetibili (art. 

64 PA in combinazione con l'art. 7 segg. del regolamento del 21 febbraio 

2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale 

amministrativo federale [TS-TAF, RS 173.320.2]). La stessa, in assenza di 

una nota dettagliata, è fissata d'ufficio (art. 14 cpv. 2 TS-TAF) in fr. 500.- 

(compresi i disborsi ed esclusa l’imposta sull’IVA [cfr., fra le tante, sentenza 

del TAF C-995/2014 del 9 marzo 2017 consid. 10.2 con rinvii]), tenuto conto 

del lavoro effettivo, limitato, svolto dalla rappresentante del ricorrente, la 

quale è intervenuta nella presente causa redigendo l’ultimo scritto inviato 

dal ricorrente il 1° settembre 2017 (scritto che ha richiesto tutt’al più, ma 

nondimeno, l’apertura di un incarto, un colloquio con il ricorrente, lo studio 

degli atti di causa e la redazione del menzionato scritto di due pagine in-

viato il 1° settembre 2017). L'indennità per ripetibili è posta a carico 

dell'UAIE. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(dispositivo alla pagina seguente) 

C-6650/2014 

Pagina 20 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 

1.  

Il ricorso è parzialmente accolto nel senso che la decisione impugnata del 

3 ottobre 2014 è annullata e gli atti di causa sono rinviati all'UAIE affinché 

proceda al completamento dell'istruttoria ed alla pronuncia di una nuova 

decisione ai sensi dei considerandi. Per il resto (ripristino della mezza ren-

dita AI), il ricorso è respinto. 

2.  

Non si prelevano spese processuali. L’anticipo di fr. 400.66, versato il 19 

dicembre 2014 e il 13 gennaio 2015, sarà restituito al ricorrente allor-

quando la presente sentenza sarà cresciuta in giudicato. 

3.  

L’UAIE rifonderà al ricorrente fr. 500.- a titolo di spese ripetibili. 

4.  

Comunicazione a: 

– rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di ricevi-

mento; allegato: formulario “Indirizzo per il pagamento")  

– autorità inferiore (n. di rif.; Raccomandata; allegate: copie del doc. TAF 

22 e degli annessi documenti) 

– Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Raccomandata) 

 

 

Il presidente del collegio: La cancelliera: 

  

Vito Valenti Anna Röthlisberger 

 

 

 

 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

C-6650/2014 

Pagina 21 

Rimedi giuridici: 

Contro la presente decisione può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, 

entro un termine di 30 giorni dalla sua notifica, nella misura in cui sono 

adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 LTF. Gli 

atti scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l’indicazione dei mezzi 

di prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della 

parte – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere allegati 

(art. 42 LTF). 

 

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