# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3b9422e5-8e26-5ee3-85ef-05becd1a29cc
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-07-10
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 10.07.2009 INC.2008.40603
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2008-40603_2009-07-10.html

## Full Text

Incarto n.

  INC.2008.40603

  	
  Lugano

  10 luglio 2009

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

  
	
  Claudia Solcà

  
	
   

  sedente per statuire sull’istanza di libertà provvisoria
  presentata il 30 giugno/1° luglio 2009 da

  
						

 

	
   

  	
  __________

   

  
	
   

  	
  e qui trasmessa con preavviso negativo 6/7 luglio 2009 dal
  

  

 

	
   

  	
  Procuratore pubblico Moreno Capella, Lugano

  

 

preso atto delle osservazioni 8
luglio 2009 della difesa;

 

visti gli inc. MP __________;

 

ritenuto e considerato,

 

 

in fatto

 

 

A.

 

__________ è stato arrestato
dalla Polizia cantonale, in flagranza di reato, il 4 aprile 2009 – “per
avere, senza essere autorizzato, tra fine marzo e inizio aprile 2009,
acquistato, detenuto/posseduto e trasportato, da persona sconosciuta, almeno 80 grammi lordi di cocaina pagandola frs 5'000.-. quantitativo presumibilmente destinato
alla vendita ed al consumo personale” – e il 5 aprile 2009 è stata
richiesta la conferma dell’arresto con contestuale promozione dell’accusa per
titolo di infrazione aggravata, sub. semplice, alla LStup (cfr. inc. GIAR
2008.40602, doc. 1 e 2). 

 

L'arresto di __________ è stato
confermato da questo giudice il 5 aprile 2009, ritenuti presenti gravi indizi
di colpevolezza, bisogni dell’istruzione (per verificare origine e destinazione
dello stupefacente sequestrato), pericolo di collusione (con i fornitori e i
possibili acquirenti) e pericolo di recidiva (visto il forte consumo dichiarato
e la mancanza di mezzi di sostentamento), (Inc. GIAR 2008.40602, doc. 4).

 

 

 

Giova rilevare che l’arresto di __________
è avvenuto mentre questi si trovava in libertà provvisoria. ______ era infatti
già stato arrestato il 22 agosto 2008 (Inc. GIAR 2008.40601, doc. 1) con
promozione dell’accusa per titolo di favoreggiamento (inc. MP __________) – “per
avere, tra __________, fra il 19 e il 21 agosto 2008, sottratto __________ (accusato
dell’omicidio di __________ e del ferimento di __________, avvenuti la sera del
19 agosto 2008, n.d.r.) ad atti di procedimento penale” –  e nel
proseguimento dell’inchiesta gli è stata estesa l’accusa anche per altri reati
e sono stati annessi procedimenti penali già aperti per i seguenti titoli di
reato:

lesioni semplici, per avere il 13
agosto 2008, in correità con __________, partecipato all’aggressione di __________
cagionandogli un danno al corpo e alla salute (inc. MP __________) e per avere
il 5/6 luglio 2008, in correità con __________, intenzionalmente partecipato
all’aggressione di __________, cagionandogli un danno al corpo e alla salute
(inc. MP __________);

furto e ricettazione, per avere,
il 6 maggio 2008 e successivamente, messo a disposizione di __________, il
proprio magazzino di __________ per occultare la merce sottratta a __________
con il furto 5/6 maggio 2008 (inc. MP __________);

infrazione alla LF sulle armi e
sulle munizioni, per avere importato e detenuto illegalmente diverse armi e
componenti di armi (inc. MP __________);

infrazione aggravata alla LStup,
per avere ceduto a __________, fra aprile e agosto 2008, 1 KG di marijuana in
cambio di 100 grammi di cocaina; detenuto a __________ oltre 4 chili di
haschich e strumenti per la coltivazioni della canapa; detenuto a __________
0,13 grammi di cocaina e 0,48 grammi di eroina; ceduto a __________, nel corso
del 2006, un imprecisato quantitativo di marijuana; venduto a __________ un
sacchetto di marijuana per un valore di CHF 800.-; offerto a __________ un
imprecisato quantitativo di marijuana (ma almeno 12 grammi) e di haschisch (ma almeno 18 grammi); offerto a terze persone non identificate, negli
ultimi 3 anni, circa 30 grammi di cocaina, 1 chilogrammo di haschich e 3 chili di marijuana; in correità con __________ e __________ e tale __________,
fra dicembre 2007 e maggio 2008, importato dall’Olanda e detenuto 65 chili di
marijuana, per un valore complessivo di circa CHF 300'000.- (inc. MP __________
e __________) e per avere venduto, dal 1995 al 2004, tramite il negozio __________,
le necessarie attrezzature a coltivatori e produttori di canapa/marijuana ben
sapendo che la sostanza era destinata al mercato dello stupefacente,
conseguendo una cifra d’affari complessiva di circa CHF 300'000.- (inc. MP __________).

__________, arrestato il 22
agosto 2008, è stato posto in libertà provvisoria dal PP il 22 dicembre 2001 e
nuovamente arrestato, per quanto ci occupa, in flagranza di reato Il 4 aprile
2009.

 

 

B.

 

Il 30 giugno 2009 __________, con
l’istanza in discussione, giunta al Ministero pubblico il 1° luglio 2009, e per
il tramite del suo difensore, a seguito della chiusura dell’istruttoria chiede
di essere immediatamente posto in libertà provvisoria.

 

 

C.

 

Il magistrato inquirente, con
preavviso negativo 6/7 luglio 2009, indicate tutte le imputazioni di precedenti
procedimenti (così come riportati al punto A. della presente decisione),
tuttora pendenti, evidenzia i seri e concreti indizi di colpevolezza a carico
di __________ per i reati ascrittigli con la promozione dell’accusa 5 aprile
2009 e osserva come l’istante sia stato nuovamente arrestato quando si trovava
in libertà provvisoria dal 22 dicembre 2008, in quanto trovato in possesso di
ulteriore stupefacente. L’inchiesta, che sarebbe conclusa con la consegna del
rapporto di Polizia 12/18 giugno 2009, ha permesso di appurare seri e concreti
indizi di colpevolezza a carico di __________ secondo i quali, nel periodo 22
dicembre 2008 – 4 aprile 2009, egli avrebbe venduto a __________ e __________
circa 20,7 grammi di cocaina a CHF 100.- il grammo, avrebbe offerto 10 grammi di cocaina a __________, oltre a circa 10 grammi di marijuana e 10 grammi di haschish a terze persone non meglio identificate e avrebbe detenuto 69 grammi di cocaina al fine di venderli. Nell’ambito dell’inchiesta l’istante sarebbe stato
inchiestato anche per danneggiamento e violazione di domicilio (per essersi
introdotto nell’ufficio di __________, suo correo – reo confesso – nel traffico
di canapa, e distrutto il PC che si trovava sulla sua scrivania, cfr. inc. MP __________)
ed è stato sospettato di tentata estorsione di denaro in danno di __________ e __________,
il 12 febbraio 2009 (cfr. inc. MP __________).

Presenti i gravi indizi di
colpevolezza, segnatamente per le accuse relative a reati commessi
successivamente alla sua scarcerazione del 22 dicembre 2008.

Per quanto riguarda i bisogni
istruttori il PP osserva che l’inchiesta è ormai conclusa e che procederà al
deposito degli atti entro il 15/20 luglio 2009. A mente del PP non sussiste più nemmeno pericolo di collusione.

Presente invece il pericolo di
recidiva, considerando le numerose inchieste in corso e avendo commesso i reati
di cui all’arresto del 4 aprile 2009 in stato di libertà provvisoria.

Da ultimo il Procuratore pubblico
evidenzia che il mantenimento della carcerazione preventiva, considerata la
gravità delle accuse, il fatto che l’istante ha delinquito in libertà provvisoria,
sarebbe ancora rispettoso del principio di proporzionalità. Vista l’ampiezza
dei procedimenti che lo vedono coinvolto rispettato pure il principio della
celerità.

 

 

D.

 

Con osservazioni 8 luglio 2009,
la difesa, per quanto riguarda gli indizi di reato, sostiene che l’elenco di
imputazioni allestito dal PP nel suo preavviso negativo, oltre a riferirsi ad
una fase dell’inchiesta antecedente al 22 dicembre 2008 (e, questo giudice
spera, pure antecedente al 22 agosto 2008, data dell’arresto), per cui vanno
relativizzate nell’ambito della valutazione della presente istanza di libertà
provvisoria, è tendenzioso, considerato che diverse imputazioni (non meglio
precisate, né nell’istanza e neppure nelle osservazioni 8 luglio 2009, n.d.r.)
sono sempre state contestate dall’accusato e non risultano confermate da altre
fonti. La difesa precisa che __________ non è coinvolto nei fatti che hanno
portato alla morte di __________ del 19 agosto 2008. Per quanto riguarda
l’imputazione del 5 aprile 2009 la difesa osserva che si tratterebbe
sostanzialmente della detenzione di stupefacenti per consumo personale o al
massimo offerto a terzi gratuitamente. Contestati, e non provati, i reati di
danneggiamento e violazione di domicilio, nonché la tentata estorsione.

Per quanto riguarda lo
stupefacente si precisa che sarebbe la conseguenza di un disagio personale e
finanziario, dovuto al procedimento penale che ha portato all’arresto
dell’istante in agosto 2008, che si sarebbe manifestato con il suo ritorno in
libertà provvisoria di dicembre 2008 e che avrebbe notevolmente contribuito
all’aumento di consumo di stupefacente nei primi mesi del 2009.

Considerato che i reati
imputatigli per il 2009 non porteranno ad alcuna pena da espiare, il carcere
preventivo sofferto tiene già ampiamente conto della ricaduta (consumo
personale di stupefacenti) di __________. Neppure ipotizzabile una pena da
espiare per l’imputazione di favoreggiamento.

L’accusato non costituisce poi un
pericolo per la società.

 

 

 

 

 

 

In diritto

 

 

1.

 

L'istanza, presentata dalla
difesa di __________, accusato detenuto, è ricevibile in ordine.

Il preavviso e l'incarto sono
stati trasmessi tempestivamente ai sensi dell'art. 108 CPP. In particolare, il
preavviso è stato inviato per posta il 6 luglio 2009 (essendo il 4 luglio un
sabato, giorno festivo) e l'incarto è stato recapitato "brevi manu"
nella mattina del 7 luglio 2009, in pratica contestualmente alla ricezione del
preavviso inviato per posta (in proposito cfr. CRP 60.2005.323, sentenza
11.10.2005 in re C.B., nonché GIAR 31.08.2007 inc. 2007.29303).

Il termine di cui all'art. 108
cpv. 2 CPP scade venerdì 10 luglio.

 

 

2.

 

I principi che reggono la
materia, pur se noti alle parti, vengono qui di seguito riproposti.

 

L’art. 95 CPP
- corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre
1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui
l’accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare
e (poi, se del caso) proroga del carcere preventivo ai sensi dell’art. 103 CPP,
quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di
colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti
motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione,
con particolare riguardo al pericolo di collusione e di inquinamento delle
prove che, sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere fino al
pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale
federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con
riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico
nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991
concernente la revisione del CPP, ad art. 27 , pag. 32, nota 3), tra altri
possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n.
105).

L’eccezione
della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
consid. 3) in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla
giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del
Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP
1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati
presupposti vanno approfonditi con maggiore rigore nella loro valutazione,
quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina
la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche
questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua
cognizione all’arbitrio (REP 1980 pag. 128).

(per tutte:
sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., Inc. 520.2001.5).

 

 

3.

 

L'esistenza di gravi e concreti
indizi di colpevolezza deve essere verificata d'ufficio, pur nei limiti di
competenza di questo giudice derivanti da un lato dalla sua funzione - che è
quella di esaminare l’esistenza dei presupposti per il mantenimento della
misura restrittiva della libertà personale, e non di valutare nella sostanza
l’esistenza di un reato -, e dall’altro - ma in maniera strettamente congiunta
con quanto si viene di dire - dall’inopportunità di considerazioni di merito
premature e, soprattutto, di competenza delle sedi di giudizio.

 

Nel caso in esame, sufficienti e
concreti indizi di colpevolezza a carico di __________ sono senz’altro dati per
i reati ipotizzati in relazione ai fatti che hanno condotto al suo arresto del
4 aprile 2009. Si pensi solo all’arresto in flagranza di reato quando è stato
trovato in possesso di 22 grammi di cocaina suddivisi in 13 minigrip e al
ritrovamento di ulteriore cocaina al suo domicilio (47 grammi di sostanza bianca suddivisa in 11 sacchetti minigrip), unitamente a hashish e marijuana
oltre ad innumerevoli sacchetti minigrip vuoti e due bilance. Il
confezionamento della cocaina in sacchetti minigrip ha fatto da subito pensare
che la sostanza fosse stata così suddivisa poiché destinata allo spaccio (inc.
GIAR 2008.40602, doc. 2). Dagli atti emergono inoltre elementi per cui
l’accusato, in stato di libertà provvisoria, avrebbe venduto almeno 20 grammi complessivi di cocaina a __________ e __________, a CHF 100.- al grammo, e offerto
ulteriore sostanza a __________ (cfr. verb. PP 17 giugno 2009 e riferimenti, AI
 21, in particolare verb. PG __________ del 21 aprile 2009, p. 2; verb. PG di __________
del 30 aprile 2009, p. 2 e 3; verb. PG di __________ del 10 giugno 2009, p.
1-4, tutti allegati al rapporto di Polizia 12 giugno 2009, AI 20 dell’inc. MP __________).

 

L’istante si limita percontro a
genericamente osservare (cfr. osservazioni 8 luglio 2009) che la cocaina
sarebbe stata detenuta per uso personale.

 

La prima (e cumulativa)
condizione per l'eventuale mantenimento della carcerazione preventiva è
pertanto presente.

 

 

4.

 

In merito ai bisogni istruttori
atti a giustificare la detenzione preventiva ed il suo perdurare, è lo stesso
PP ad affermare che l’inchiesta è ormai conclusa e che dovrà procedere a breve
con il deposito degli atti. Sempre a dire del PP non vi sarebbe più neppure
concreto pericolo di collusione. 

 

5.

 

Per quanto riguarda il pericolo
di recidiva, come noto esso consiste nel rischio che l'accusato in libertà
commetta ulteriori reati o continui la commissione di quelli per cui è stato
arrestato; come per gli altri motivi di arresto, anche il pericolo di recidiva
deve essere concreto e risultare dall'insieme delle circostanze (DTF 105 Ia
26). Il pericolo di recidiva ex art. 95 CPP è nozione relativamente estesa:
l'assenza di precedenti specifici non basta, da sola, ad escluderlo, così come
non basta, sempre da solo, a fondarlo il fatto che prima dell'arresto siano
stati commessi più reati (DTF 12 agosto 1981 in re C.; DTF 123 I 268; SJ 1981,
pag. 380 a 382; BJP 1989 n. 671; CRP 17 novembre 2005 in re M., 60.2005.357; G. Piquerez, Procédure pénale suisse, n. 2358; N.
Schmid, Strafprozessrecht, 4. Auflage, n. 701b; Rusca/Salmina/Verda,
Commentario CPP, pag. 327 ss.; CPP Vaudoise annotato, Losanna 2004, nota 2.2.5
ad art. 59). La gravità del reato (se si preferisce la gravità dei fatti
oggetto d’accusa e di cui si teme reiterazione), condizione la
cui assenza è comunque determinante (G. Piquerez , op. cit., n. 2358, nota 84),
da sola non basta (sentenza CRP citata, cons. 8 e riferimenti) ma deve essere
debitamente considerata (DTF 21.1.2005, 1P.750/2004; DTF 25.4.2006,
1P.198/2006; CRP 16.5.2006, 60.2006.154); occorre, insomma,
che l'insieme delle circostanze (precedenti, comportamento in istruttoria,
personalità, modalità di commissione, condizioni socio-famigliari, eventuale
carattere deterrente del procedimento in corso, fatti oggetto dell’ipotesi di
reato ecc.) concorrano ad imporre una prognosi molto sfavorevole (DTF 21
gennaio 2005, 1P.750/2004).

 

Occorre a questo punto ricordare
che __________, come risulta dal casellario giudiziale agli atti, è già stato
condannato nel 2006 per infrazione (per fatti risalenti al 2003) e
contravvenzione alla LStup con decreto d’accusa 25 settembre 2006 a 30 giorni di detenzione sospesi condizionalmente per due anni. Condanna che sembra non avere
avuto alcun effetto deterrente.

A ciò si aggiungano i reati,
soprattutto quelli legati all’infrazione alla LStup, di cui __________ è
accusato di aver commesso almeno negli ultimi tre anni, sia con riferimento al
traffico (ingente) di marijuana che all’acquisto, consumo e vendita di cocaina
(cfr. verb. PG 22 dicembre 2008 di __________ e __________, quello di __________
e __________ nonché quello del solo __________ p. 4-8).

Neppure i 4 mesi di carcere
preventivo sofferti tra agosto e dicembre 2008 sono serviti a tenere __________
lontano dalle sostanze stupefacenti. La libertà provvisoria guadagnata il 22
dicembre 2008 si è infatti interrotta il 4 aprile 2009 (appena 4 mesi dopo)
poiché trovato in possesso di un quantitativo di cocaina di un certo rilievo,
con buona probabilità (perlomeno nell’ipotesi accusatoria) destinato alla
vendita.

Egli è senza lavoro, di
conseguenza senza reddito, e potrebbe facilmente riprendere a trafficare
sostanze stupefacenti, almeno per permettersi il proprio consumo o comunque
delle entrate finanziarie. La stessa difesa afferma che “il rientro nella
società (in dicembre 2008, n.d.r.) di __________ è stato sottovalutato,
segnatamente per quanto riguarda l’accoglienza esterna. …Egli si è trovato
completamente isolato ed inoltre senza fondi. …La suddetta situazione di
disagio personale e finanziario, ha notevolmente contribuito all’aumento di
consumo di stupefacente nei primi mesi di quest’anno.” (cfr. osservazioni 8
luglio 2009, p. 2). Malgrado la difesa parli dei primi mesi del 2009 questo
giudice non può non porre l’accento sull’ingente quantitativo di cocaina
detenuto dall’accusato in aprile scorso.

Questo giudice non ha trovato, e
la difesa neppure ne ha forniti, elementi utili per potere concludere che la
situazione personale attuale dell’accusato possa essere mutata da quella (così
descritta dalla difesa nelle proprie osservazioni) di dicembre 2008. In altre parole __________, se scarcerato, si ritroverebbe né più né meno nella stessa
situazione di “disagio” che avrebbe vissuto dopo la scarcerazione di dicembre
2008 e vi sarebbe pertanto serio pericolo che torni a delinquere.

In siffatte circostanze il
rischio che, se messo in libertà provvisoria, __________ possa ricadere nella
commissione di reati legati agli stupefacenti, appare quindi sufficientemente
concreto. L’asserzione della difesa secondo cui non sarebbe previsibile una
pena da espiare, alla luce della complessa situazione processuale e delle
circostanze personali di __________, non è sufficiente per sovvertire tale
conclusione. 

A titolo abbondanziale va
rilevato che il rischio di recidiva costituisce motivo di arresto non solo per
impedire nuovi delitti, ma anche, seppure solo indirettamente, perché
commettendo sempre nuovi reati l’accusato potrebbe procrastinare a oltranza il
processo: egli ha infatti il diritto a essere giudicato contemporaneamente per
i nuovi e i vecchi reati (G. Piquerez, Manuel de procédure pénale suisse,
Zürich 2001, p. 501/502, n° 2357; Rusca/Salmina/Verda, Commento del CPP, p. 327
e s.).

 

 

6.

 

La proporzionalità di una
carcerazione (preventiva) deve essere analizzata da angolature diverse. Da un
lato occorre mettere in relazione la durata del carcere preventivo con la
gravità e complessità della fattispecie e con la pena presumibile e dall’altro
occorre anche verificare il rispetto del principio di celerità (SJ 1981 p. 383
e citazioni; art. 102 CPP).

 

Nel caso in esame, il carcere
preventivo sin qui sofferto (circa 3 mesi) appare rispettoso del principio di
proporzionalità, ritenuta la gravità delle accuse e avuto riguardo alla
presumibile pena in caso di conferma delle accuse, rischio di pena che può
certamente essere collocato ben oltre il periodo di carcere preventivo sin qui
sofferto. Inoltre l’inchiesta, in questo lasso di tempo è proseguita nel
rispetto del principio di celerità tanto che appare ormai conclusa, non si
trova, né si è mai trovata, in una situazione di stallo e neppure vi sono stati
ritardi ingiustificati (cfr. DTF 16.11.2004, 1P630/2004), peraltro neppure
avanzati dalla difesa.

Richiamato comunque l'obbligo per
il magistrato inquirente di trattare con priorità i casi in cui l'accusato è in
detenzione (art. 102 cpv. 1 e 176 cpv. 3 CPP) e di procedere indilatamente con
gli incombenti processuali (deposito atti) avendo, per sua stessa
dichiarazione, terminato gli atti istruttori.

 

 

7.

 

In conclusione sufficienti
presupposti di legge, come anche esplicitati dalla prassi e dalla
giurisprudenza, sono presenti nella situazione personale e processuale di __________
a legittimare e giustificare il perdurare della cautelare privazione della sua
libertà, nel rispetto dei principi di proporzionalità e celerità nei termini
suesposti. La detenzione sin qui sofferta non viola (al momento attuale) il
principio di proporzionalità, né l’obbligo di celerità. Di conseguenza,
l’istanza di libertà provvisoria in discussione deve essere respinta con la
presente decisione, esente da tassa e spese giudiziarie (art. 39 let. f TG e
contrario) e impugnabile entro dieci giorni alla Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d’appello (art. 284 cpv. 1 let. a CPP).

 

 

Per questi motivi,

richiamati i citati articoli di
legge, e meglio gli art. 19a LStup, 19 LStup, 95ss e 280 ss CPP

 

 

decide:

 

 

1.               
L’istanza di libertà provvisoria presentata da __________ è respinta.

 

 

2.               
Non si percepiscono né tasse né spese giudiziarie.

 

 

3.               
Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi
penali entro dieci giorni dall’intimazione.

 

 

 

 

 

 

                                                                                    giudice
 Claudia Solcà