# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 67025b0c-bd93-559c-b15f-70cf8fdbc917
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2018-01-31
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 5. Kammer 31.01.2018 R 2017 83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_005_R-2017-83_2018-01-31.pdf

## Full Text

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

R 17 83

5a Camera

presidenza Racioppi
giudici Meisser, Audétat 
attuario Paganini

SENTENZA
del 31 gennaio 2018

nella vertenza di diritto amministrativo 

Coniugi A._____ e B._____,

ricorrenti

contro 

Comune di X._____,

rappresentato dall'avv. lic. iur. Andrea Toschini,

convenuto

concernente domanda di costruzione (EFZ)

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1. I coniugi A._____ e B._____ sono proprietari della particella no. 2188, 

Registro fondiario del Comune di X._____. Il fondo si trova in parte nella 

zona di conservazione, in cui sono site tre cascine, e per il resto in zona 

forestale e agricola. Con istanza del 30 maggio 2016 i coniugi 

notificavano al Comune di X._____ l'intenzione di eseguire privatamente 

tre diversi lavori: spianamento per un posto tenda, livellamento dello 

spazio esterno a sedere e costruzione di una tettoia per riparo dal sole, 

rinnovamento del tetto con piode originali.

2. Il 25 agosto 2016 il Comune di X._____ respingeva l'autorizzazione per i 

lavori notificati dai coniugi. Con sentenza R 16 64 del 15 dicembre 2016 il 

Tribunale amministrativo dei Grigioni accoglieva parzialmente il ricorso 

sollevato dai coniugi, rilasciando la licenza edilizia per la ricopertura del 

tetto in piode originali. Per il resto, ovvero, in merito all'erezione della 

tenda risp. della tettoia, il ricorso veniva respinto e i ricorrenti invitati a 

presentare al convenuto una domanda di costruzione EFZ nella 

procedura ordinaria.

3. In data 25 maggio 2017 i coniugi inoltravano al Comune di X._____ una 

domanda di costruzione EFZ a posteriori per l'edificazione temporanea di 

una tettoia (pergola) di ca. 25 m2 e di un gazebo prefabbricato di ca. 36 

m2. 

4. Il 30 maggio 2017 il Comune di X._____ preavvisava negativamente detta 

domanda all'Ufficio per lo sviluppo del territorio dei Grigioni, che con 

scritto del 7 luglio 2017 esprimeva parimenti un parere negativo alla 

relativa domanda.

5. Con decisione 22 agosto 2017 il Comune di X._____ rigettava la 

domanda di costruzione EFZ.

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6. Unicamente per quanto concerne la tettoia (pergola), il 5 settembre 2017 i 

coniugi (qui di seguito: ricorrenti) inoltravano ricorso al Tribunale 

amministrativo dei Grigioni contro tale decisione. Essi chiedevano un 

chiarimento da parte del Tribunale sull'ammissibilità dell'installazione della 

tettoia, in sostanza quindi l'annullamento (parziale) della decisione 

impugnata e il rilascio della licenza edilizia per la costruzione della tettoia. 

Riguardo alla tenda (gazebo), invece, precisavano che la stessa verrà 

rimossa e non più eretta. Essenzialmente, essi sostenevano che la 

funzione della tettoia sarebbe quella di proteggere dal sole e dalla pioggia 

durante al massimo 3-5 settimane all'anno. Non si tratterebbe dunque di 

una costruzione fissa. Il tecnico comunale, arch. C._____, avrebbe poi 

assicurato che non ci sarebbe niente da obiettare contro delle tende per 

feste secondo gli usi commerciali. La tettoia prevista si adatterebbe molto 

di più al paesaggio che delle tende per feste, come quella che vi sarebbe 

stata al momento del sopralluogo del 22 luglio 2016 in presenza dell'arch. 

C._____.

7. Con presa di posizione del 3 novembre 2017 il Comune di X._____ (qui di 

seguito: convenuto) chiedeva il rigetto del ricorso. Poggiando sulla 

giurisprudenza cantonale, il convenuto riteneva sostanzialmente che la 

tettoia in questione, non sarebbe legata ad un bisogno di natura 

transitoria, perché utilizzata di anno in anno tutte le stagioni estive. Si 

tratterebbe dunque di un impianto, per cui andrebbero rispettate le 

prescrizioni materiali. Il fatto che la tettoia sia mobile non influirebbe sulla 

sua qualifica di impianto. Ca. 1 metro della tettoia verrebbe a trovarsi in 

zona di conservazione, mentre i restanti ca. 4 metri in zona agricola 

sovrapposta da zona di protezione del paesaggio. La tettoia sarebbe 

evidentemente in contrasto con queste zone e di conseguenza non 

potrebbe essere autorizzata. 

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Sulle ulteriori argomentazioni delle parti si ritornerà, per quanto utile ai fini 

di giudizio, nei considerandi che seguono. 

Considerando in diritto:

1. Oggetto d'impugnazione è la decisione del convenuto del 22 agosto 2017, 

notificata il 5 settembre 2017. La competenza del Tribunale 

amministrativo di giudicare il contenzioso è data dall'art. 49 cpv. 1 lett. a 

della legge sulla giustizia amministrativa (LGA; CSC 370.100). I ricorrenti 

sono legittimati al ricorso, in quanto sono destinatari della decisione 

impugnata ed hanno evidentemente un interesso degno di tutela alla sua 

abrogazione (art. 50 LGA). Sebbene il ricorso contenga soltanto una 

formulazione indiretta di un petito, esso risponde alle condizioni di forma 

(art. 38 LGA) ed è inoltre tempestivo (art. 52 cpv. 1 LGA), per cui è 

ricevibile in ordine.

2. Il litigio verte solamente sulla questione dell'ammissibilità 

dell'installazione, stando ai ricorrenti durante 3-5 settimane all'anno, di 

una tettoia di ca. 25 m2 sulla loro particella no. 2188, a scopo di 

protezione da sole e pioggia. 

3. a) Di regola, edifici o impianti possono essere costruiti o trasformati solo con 

l'autorizzazione dell'autorità (cfr. art. 22 cpv. 1 legge federale sulla 

pianificazione del territorio [LPT; RS 700). Di principio, un'autorizzazione 

è rilasciata solo se gli edifici o gli impianti sono conformi alla funzione 

prevista per la zona d'utilizzazione (cfr. art. 22 cpv. 2 lett. a LPT). Giusta 

la giurisprudenza federale, per edifici e impianti si intendono delle 

installazioni artificiali a lungo termine strettamente connesse al suolo e 

atte ad influenzare l'ordinamento pianificatorio di utilizzazione, sia se 

modificano in modo sostanziale lo spazio esterno, sia se incidono 

sull'accessibilità o inquinano l'ambiente. A questa categoria appartengono 

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pure le costruzioni mobili che sono utilizzate fisse al suolo, lungo periodi 

rilevanti (cfr. RUCH in: AEMISSEGER/ MOOR/RUCH/TSCHANNEN [ed.], 

Commentario alla LPT, Zurigo 2010, art. 22 n. 24 seg. con riferimenti in 

particolare a  DTF 113 Ib 314 cons. 2b). Il criterio decisivo per decidere se 

una misura edilizia debba essere sottoposta alla procedura di 

autorizzazione è dato dalla domanda, se alla sua realizzazione sono 

legate delle conseguenze pianificatorie così importanti da affermare un 

interesse pubblico o di vicinato ad un suo precedente controllo (cfr. fra i 

vari DTF 120 Ib 379 cons. 3c). Inoltre, già in PTC 1989 n. 25, il Tribunale 

amministrativo affermava che, fondamentale per la qualifica di 

costruzione mobile o immobile, non sarebbe tanto la rimovibilità, quanto 

piuttosto il materiale utilizzato, il legame con il suolo (fisso e duraturo 

oppure transitorio) nonché la destinazione d'utilizzo perseguita 

dall'impianto. 

b) La tettoia che i ricorrenti intendono realizzare è costituita da una struttura 

metallica, fissata in due punti all'edificio adiacente e in altri due nel 

terreno, e da un telo di copertura in cotone. Sebbene essa sia rimovibile, 

considerata la sua utilizzazione di anno in anno – stando ai ricorrenti, da 3 

a 5 settimane nelle stagioni estive –, e quindi lungo un periodo rilevante di 

indefinita durata, essa va qualificata quale costruzione mobile con utilizzo 

fisso, dunque quale impianto ai sensi della LPT (e della legge sulla 

pianificazione territoriale del Cantone dei Grigioni [LPTC; CSC 801.100]). 

Ma anche se si volesse qualificarla come costruzione mobile in senso 

stretto, essa dovrebbe in ogni caso rispettare le norme edilizie e 

pianificatorie materiali (cfr. art. 40 cpv. 3 dell'ordinanza cantonale sulla 

pianificazione territoriale [OPTC; CSC 801.110]). Norme che essa 

tuttavia, come si vedrà in seguito, lede. 

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4. La tettoia verrebbe a trovarsi per ca. 5 m2 in zona di conservazione, e per 

i restanti ca. 20 m2 in zona agricola sovrapposta da zona di protezione del 

paesaggio. 

a) Le zone di conservazione – ritenute zone non edificabili sovrapposte da 

una zona di costruzione limitata (cfr. sentenza del Tribunale 

amministrativo R 17 29 del 29 novembre 2017 cons. 6b) – servono alla 

conservazione di piccoli insediamenti di valore paesaggistico e storico-

culturale. Gli edifici e gli impianti devono essere conservati nel loro 

carattere originario e nella loro sostanza. I dintorni devono essere lasciati 

nel loro aspetto tipico per il paesaggio. Non sono ammesse nuove 

costruzioni. Tutti i progetti di costruzione sono sottoposti alla consulenza 

in materia di strutturazione. Sono ammessi miglioramenti di tipo 

strutturale (cfr. art. 31 cpv. 1 LPTC). Queste disposizioni vengono poi 

completate dalla legge edilizia del Comune convenuto. All'art. 45 cpv. 1 di 

detta legge si stabilisce, fra l'altro, che la configurazione del terreno 

esterno deve essere in ogni caso mantenuta allo stato esistente (cfr. cpv. 

1); i dintorni di edifici e impianti devono essere lasciati nel loro stato 

originale. Non sono ammessi steccati fissi, giardini ornamentali, alberi e 

arbusti non tipici del luogo, aste per bandiere, camini da giardino, 

modifiche del terreno per posti a sedere nel giardino e simili (cfr. cpv. 4). 

L'utilizzo della striscia di terreno di ca. 5 m2, in zona di conservazione 

vicino all'edificio no. 2-99-A sulla particella no. 2188, per l'installazione di 

una tettoia allo scopo di riparare da sole e pioggia non è quindi conforme 

alla zona. 

b) I restanti 20 m2 di superficie previsti per l'installazione della tettoia sono 

siti in zona agricola (sovrapposta da una zona di protezione del 

paesaggio). L'opera progettata, tuttavia, non persegue scopi agricoli. 

Anche a tal proposito va perciò constatato che la tettoia non è 

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evidentemente conforme alla zona (cfr. art. 16a LPT, art. 32 LPTC e 

art. 53 legge edilizia del convenuto). 

5. a) Occorre quindi valutare se può essere fatta un'eccezione per il rilascio di 

una licenza fuori zona edificabile (EFZ) ai sensi dell'art. 24 LPT, secondo 

cui, in deroga all'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, possono essere rilasciate 

autorizzazioni per la costruzione o il cambiamento di destinazione di 

edifici o impianti, se: a) la loro destinazione esige un'ubicazione fuori della 

zona edificabile; e b) non vi si oppongono interessi preponderanti. Nel 

caso di specie, viste le zone di conservazione e di protezione del 

paesaggio in cui verrebbe a trovarsi la tettoia progettata, come verrà 

esposto qui di seguito, è evidente che vi sono degli interessi 

preponderanti che si oppongono alla costruzione della tettoia progettata.

b) Giusta l'art. 34 LPTC le zone di protezione del paesaggio comprendono 

paesaggi di particolare bellezza e singolarità o con funzione ecologica 

(cpv. 1). Nuovi edifici ed impianti non sono ammessi. Restano riservati 

interventi di rivitalizzazione o rivalorizzazione, condutture sotterranee, 

edifici ed impianti agricoli e forestali, nella misura in cui la loro 

realizzazione in un'ubicazione al di fuori della zona agricola non sia 

ragionevole, nonché rifugi d'alta montagna (cpv. 2; cfr. anche art. 58 

legge edilizia del convenuto). Per la zona di conservazione si veda quanto 

esposto sopra al cons. 4a. 

c) Come giustamente sostenuto dal convenuto, la tettoia in questione sta in 

palese contraddizione con le norme sopracitate relative alla zona di 

conservazione e di protezione del paesaggio. Si tratta, infatti, di una 

nuova costruzione senza destinazione agricola che verrebbe realizzata 

con materiali estranei alla tipicità della zona. Il tutto in una regione che, 

segnatamente nei mesi estivi, è verosimilmente frequentata anche da 

escursionisti. Posto ciò, non vi è necessità di soffermarsi in ulteriori 

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disquisizioni tese a dimostrarne l'evidente inammissibilità. Infine, è 

irrilevante che il tecnico comunale, arch. C._____, – stando ai ricorrenti – 

avrebbe assicurato che non ci sarebbe niente da obiettare contro delle 

tende per feste secondo gli usi commerciali. Non essendo egli 

competente per il rilascio di una licenza edilizia e di un permesso 

cantonale EFZ, i ricorrenti non potevano affidarsi alle sue eventuali 

affermazioni in questo caso non vincolanti.

 

6. a) Riassumendo, la tettoia in discussione va qualificata come impianto, per 

la cui realizzazione serve un'autorizzazione. Venendosi a trovare 

prevalentemente fuori zona edificabile e in zona di protezione del 

paesaggio nonché in parte in zona di conservazione, un'autorizzazione 

non può essere concessa. Per questi motivi il ricorso va respinto e la 

decisione impugnata confermata. 

b) Giusta la regola di cui all'art. 73 cpv. 1 LGA, i ricorrenti, quale parte 

soccombente, devono assumersi le spese della presente procedura di 

ricorso. Al convenuto non vengono assegnate ripetibili (art. 78 cpv. 2 

LGA).

Il Tribunale decide:

1. Il ricorso è respinto.

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 1'000.--

- e le spese di cancelleria di fr. 219.--

totale fr. 1'219.--

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il cui importo sarà versato da A._____ e B._____ in responsabilità solidale 

entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione all’Ammini-

strazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. [Vie di diritto]

4. [Comunicazioni]