# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 95acb4a4-9d30-5852-a985-3b7e80cb3c1a
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-11-30
**Language:** it
**Title:** Graubünden Verwaltungsgericht 1. Kammer 30.11.2016 U 2016 63
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_VG_001_U-2016-63_2016-11-30.pdf

## Full Text

A

VERWALTUNGSGERICHT DES KANTONS GRAUBÜNDEN
DRETGIRA ADMINISTRATIVA DAL CHANTUN GRISCHUN
TRIBUNALE AMMINISTRATIVO DEL CANTONE DEI GRIGIONI

U 16 63

1a Camera

Giudice unico Racioppi e attuario Paganini

SENTENZA
del 30 novembre 2016

nella vertenza di diritto amministrativo 

A._____ SA,

e

Coniugi B._____,

tutti rappresentati dall'avv. lic. iur. et oec. Cristina Keller,

ricorrenti

contro 

Comune di X._____,

rappresentato dall'avv. lic. iur. Curzio Fontana,

convenuto

concernente sgombero particella

1. In data 29 gennaio 2016 il Comune di X._____ invitava la A._____ SA ad 

esprimersi entro 30 giorni sulla lettera del 20 luglio 2015. In detta lettera il 

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Comune invitava la A._____ SA ad inoltrare le proprie osservazioni sulla 

constatata realizzazione di un piazzale in beton e di murature di sostegno 

in beton sulla particella no. 822, di proprietà del Comune. 

2. Il 1° marzo 2016 la A._____ SA comunicava al Comune come con 

stupore avrebbe appreso che, verosimilmente nell’ambito del 

raggruppamento terreni, sarebbe stato creato l’immobile 822, la cui 

proprietà sarebbe del Comune. Qualsiasi opera o ingerenza da parte 

della A._____ SA su detto fondo sarebbe stata eseguita nel 

convincimento di esserne proprietario. L’edificazione risp. utilizzo della 

particella no. 822 sarebbero stati autorizzati dall’ente pubblico con 

decisioni cresciute in giudicato. Per risolvere la questione dal punto di 

vista civile, la A._____ SA proponeva al Comune di discutere 

l’acquisizione del relativo fondo. 

3. Con scritto del 24 giugno 2016 il Comune riferiva alla A._____ SA di non 

essere interessato ad una cessione del fondo in questione. Esso 

assegnava quindi alla A._____ SA un termine di 60 giorni per asportare 

gli elementi costruttivi in beton (che sarebbero stati costruiti in modo 

abusivo); in caso contrario avrebbe proceduto esso stesso a spese del 

costruttore. Avvertiva, inoltre, che non sarebbero seguite ulteriori 

comunicazioni. 

4. Con scritto del 4 luglio 2016 la A._____ SA chiedeva al Comune di 

specificare in che veste esso agirebbe e con ciò la natura (di diritto civile 

oppure pubblico) della comunicazione del 24 giugno 2016. Essa avvisava 

il Comune che, se non avesse ricevuto conferma sulla procedura da 

seguire entro 10 giorni, avrebbe ritenuto la comunicazione una viziata 

decisione di diritto pubblico contro la quale avrebbe ricorso al Tribunale 

amministrativo. 

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5. In data 27 luglio 2016 (data del timbro postale) la A._____ SA nonché i 

coniugi B._____ (qui di seguito: ricorrenti) inoltravano ricorso al Tribunale 

amministrativo chiedendo di constatare la nullità della decisione 24 

giugno 2016; eventualmente che la decisione impugnata sia annullata. Il 

richiesto effetto sospensivo al ricorso veniva conferito dal Giudice 

istruttore con decreto 9 agosto 2016. I ricorrenti argomentavano 

sostanzialmente, per quanto attiene ai presupposti processuali, che 

l’unica via possibile sarebbe quella del ricorso, siccome il Comune non 

avrebbe risposto alla richiesta di definire la natura della comunicazione 

impugnata. Il Comune non sarebbe legittimato ad agire come ente 

sovrano nella gestione del suo patrimonio finanziario per cui andrebbe 

constatata la nullità della decisione impugnata. 

6. Con replica del 5 ottobre 2016 (data del timbro postale) il Comune (qui di 

seguito: convenuto) chiedeva la dichiarazione di irricevibilità del ricorso 

per mancanza di giurisdizione. Nel caso in cui il Tribunale ritenesse la 

risoluzione municipale impugnata una decisione ai sensi dell’art. 5 PA, gli 

sia assegnato un nuovo termine per rispondere. Egli sosteneva, 

essenzialmente, che la comunicazione del 24 giugno 2016 non sarebbe 

una decisione ai sensi dell’art. 5 PA bensì la diffida di un semplice 

proprietario di un fondo all’usurpatore, per cui il ricorso sarebbe 

irricevibile. 

7. Con replica del 17 ottobre 2016 risp. duplica del 18 novembre 2016 (date 

del timbro postale) le parti puntualizzavano le loro argomentazioni. 

Considerando in diritto:

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1. Giusta l'art. 43 cpv. 3 lett. b della legge sulla giustizia amministrativa 

(LGA; CSC 370.100) il Tribunale amministrativo decide nella 

composizione a giudice unico quando un rimedio giuridico è palesemente 

inammissibile o palesemente fondato o infondato. 

2. L'oggetto impugnato è lo scritto del 24 giugno 2016 intitolato "risoluzione 

municipale nr. 10/2016" del convenuto, in cui egli assegnava un termine 

di 60 giorni alla ricorrente per asportare gli elementi costruttivi in beton 

sulla particella no. 822. L'oggetto litigioso riguarda un'incontestata 

questione di natura civile in merito alla proprietà della particella no. 822, la 

quale, stando al convenuto, appartiene ai suoi beni patrimoniali finanziari. 

3. a) Come indicato dal convenuto in sede di risposta al ricorso, va anzitutto 

sottolineata l'importanza di distinguere tra decisioni e altri modi di agire 

dell'autorità amministrativa, che non sono direttamente volti a provocare 

conseguenze giuridiche vincolanti nei confronti dei singoli cittadini (cfr. 

decisione del Tribunale federale 2C_246/2014 del 7 agosto 2014 cons. 

5.1 seg.).

b) Nello scritto impugnato il convenuto assegnava un termine di 60 giorni 

alla ricorrente per asportare gli elementi costruttivi in beton (che tra l'altro 

sarebbero stati costruiti abusivamente) sulla particella no. 822, che il 

convenuto rivendica di sua proprietà. In caso contrario, avrebbe 

proceduto esso stesso a spese del costruttore. Incontestato è che, 

semmai si ritenesse il convenuto legittimo proprietario della particella no. 

822, questa si troverebbe nel suo patrimonio finanziario. In tale ambito 

egli si presenta alla pari di un qualsiasi proprietario privato e deve quindi 

per forza ricorrere ai rimedi giuridici civili. La formulazione appena 

esposta sopra nella decisione impugnata ha invece il carattere di una 

misura sostitutiva e con ciò di una decisione coercitiva d'imperio che – 

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come visto – il convenuto non è tenuto a prendere. In questa procedura 

ricorsuale il convenuto ha però sottolineato che l'oggetto impugnato non 

va inteso come decisione di un'autorità, bensì come una diffida di un 

proprietario di un fondo "all'usurpatore". In effetti, lo scritto impugnato – 

come eccepito dai ricorrenti – non presenta gli elementi costituenti una 

decisione di carattere sovrano, segnatamente l'indicazione della 

possibilità di impugnazione davanti a questo Tribunale, giusta l'art. 22 

LGA (cfr. anche art. 5 della legge federale sulla procedura amministrativa 

[PA; RS 172.021]). Malgrado la menzionata formulazione a tutti gli effetti 

malriuscita e fuorviante e la precedente corrispondenza tra le parti, in cui, 

a tratti, il convenuto sembra utilizzare delle formulazioni sovrane, l'atto 

finalmente impugnato non può essere ritenuto una decisione d'imperio. 

Considerarlo tale, contro la volontà dell'autore che invece lo ritiene una 

diffida ai sensi del diritto privato ad un presunto perturbatore, e ammettere 

così il ricorso, condurrebbe, in caso di vincita, ossia accertandone la 

nullità risp. annullando la decisione, ad un risultato insostenibile. Non 

essendoci un atto impugnabile ai sensi dell'art. 49 LGA, il Tribunale 

amministrativo non è dunque competente e il ricorso è palesemente 

inammissibile. Oltretutto, semmai si volesse dar seguito all'interpretazione 

dei ricorrenti e ammettere la presenza di un'(errata) decisione d'imperio 

viziata, impugnabile in questa sede, il ricorso sarebbe comunque 

inammissibile in mancanza di un interesse tutelabile da parte dei ricorrenti 

all'abrogazione della decisione (cfr. art. 50 LGA). Difatti, dal momento che 

il convenuto specifica di non aver voluto prendere una decisione d'imperio 

con conseguenze vincolanti sfavorevoli ai ricorrenti, non sussiste un 

interesse pratico e concreto a vincere la presente causa di diritto 

pubblico. L'interesse precauzionale avanzato dai ricorrenti in questo caso 

non basta per poter ammettere il ricorso: l'argomento secondo cui, 

l'omissione di una precisazione a posteriori del convenuto circa la natura 

del suo modo di agire avrebbe costretto i ricorrenti a difendersi 

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prudenzialmente con il ricorso, non è infatti tutelabile al fine di un 

ricevimento del ricorso per una causa incontestabilmente di materia civile. 

Invece di servirsi dei rimedi legali di diritto civile, siano essi quelli del 

possessore oppure del proprietario, i ricorrenti hanno erroneamente 

scelto di adire il presente Tribunale che non può ricevere il ricorso. Resta 

il fatto che il convenuto, prima dell'inoltro del presente ricorso, si è rifiutato 

di dare chiarimenti in merito alla questione di sapere se agiva nelle vesti 

di detentore di patrimonio amministrativo oppure finanziario, come 

esplicitamente richiesto dai ricorrenti. Di questo va tenuto conto nella 

ripartizione dei costi. 

4. Secondo l'art. 73 cpv. 1 LGA, nella procedura di ricorso la parte 

soccombente deve di regola assumersi le spese. Nel caso concreto è 

però dato scostarsi da questa regola, visto l'agire rasente alla mala fede 

del convenuto che non ha voluto dar seguito all'esplicita richiesta dei 

ricorrenti di esprimersi sul carattere della comunicazione impugnata e di 

precisare se agiva come detentore di sovranità oppure come proprietario 

di un bene immobile del proprio patrimonio finanziario. Appare quindi 

adeguata una ripartizione delle spese processuali pari a fr. 900.-- per due 

terzi a carico dei ricorrenti e per un terzo a carico del convenuto. 

Quest'ultimo, di conseguenza, è tenuto a rifondere ai ricorrenti una parte 

delle spese ripetibili pari a fr. 400.--. 

Il Giudice unico decide:

1. Il ricorso è irricevibile. 

2. Vengono prelevate

- una tassa di Stato di fr. 900.--

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- e le spese di cancelleria di fr. 158.--

totale fr. 1'058.--

il cui importo sarà versato in ragione di 2/3 dalla A._____ SA e dai coniugi 

B._____ in responsabilità solidale nonché in ragione di 1/3 dal Comune di 

X._____. entro trenta giorni dalla notifica della presente decisione 

all’Amministrazione delle finanze del Cantone dei Grigioni, Coira. 

3. Il Comune di X._____. versa alla A._____ SA nonché ai coniugi B._____ 

complessivamente fr. 400.-- (IVA inclusa) a titolo di ripetibili. 

 4. [Vie di diritto]]

5. [Comunicazioni]