# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 16a514ca-7f5d-5395-9f60-d0e06fcaf026
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-10-18
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 18.10.2010 32.2010.140
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_32-2010-140_2010-10-18.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  32.2010.140

   

  cs

  	
  Lugano

  18 ottobre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il giudice delegato del Tribunale
  cantonale delle assicurazioni

  
	
  Giudice Ivano Ranzanici

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Christian Steffen, vicecancelliere

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 maggio 2010 di

 

	
   

  	
  RI 1

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 13 aprile 2010 emanata
  da

  
	
   

  	
  Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona

   

   

  in materia di assicurazione federale per
  l'invalidità

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI
1, nato nel 1977, di professione metalcostruttore, il 2 luglio 2009 ha inoltrato all’UAI il formulario di notifica per adulti per il rilevamento tempestivo (doc. AI
2-1).

 

                                         Dopo
aver effettuato gli accertamenti medici ed economici ritenuti necessari, l’UAI,
con decisione del 13 aprile 2010 (doc. AI 47-1), preavvisata con progetto
dell’11 gennaio 2010 (doc. AI 37-5), ha rifiutato sia il diritto ad una rendita
d’invalidità, sia a provvedimenti professionali poiché il grado d’invalidità
raggiunge il 10% (doc. AI 47).

 

                                  B.   RI
1, rappresentato dalla MLaw RA 1, dello studio legale e notarile RA 1, è
tempestivamente insorto contro la predetta decisione, postulando l’ammissione
al beneficio dell’assistenza giudiziaria nella misura più ampia possibile con
il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1 (doc. I).

                                         L’interessato
domanda che la decisione sia modificata nel senso che il grado d’invalidità sia
stabilito nel 36% con diritto ad una riqualifica professionale.

                                         L’insorgente
non contesta né gli apprezzamenti medici, né l’ammontare del reddito da valido
utilizzato dall’UAI per il calcolo del grado d’invalidità, ma chiede che quale
reddito da invalido venga preso in considerazione il salario mensile di fr.
3'090 comunicatogli dalla __________ quale salario usuale versato ad un operaio
non qualificato e con attività leggera.

 

                                  C.   Con
risposta del 23 giugno 2010 l’UAI propone la reiezione del ricorso con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. IV).

 

                                  D.   Il
30 giugno 2010 il TCA ha assegnato al ricorrente un termine di 20 giorni per
trasmettere il certificato municipale per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria, comunicandogli che in sua mancanza il Tribunale si sarebbe
pronunciato sulla base degli atti in suo possesso (doc. VI), mentre il 12
luglio 2010 l’avv. RA 1RA 1 ha chiesto la proroga del termine per notificare
eventuali nuovi mezzi di prova (doc. VII), concessa il 13 luglio 2010 (doc.
VIII).

 

                                         in
diritto

 

                                         In ordine

 

1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge sull'organizzazione giudiziaria (STFA del 21
luglio 2003 nella causa N., I 707/00).

 

                                         Nel
merito

                                      

                                   2.   Secondo
l’art. 4 cpv. 1 LAI in relazione con gli art. 7 e 8 della LPGA, con invalidità
s’intende l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata,
cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita,
malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita
definizione, sono quindi un danno alla salute fisica o psichica conseguente a
infermità congenita, malattia o infortunio, e la conseguente incapacità di
guadagno. Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una
diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto
all'assicurazione per l'invalidità (Scartazzini, Les rapports de causalité dans
le droit suisse de la sécurité sociale, tesi Ginevra 1991, pp. 216ss).

 

                                         Nel
tenore in vigore dal 1° gennaio 2008, l'art. 28 cpv. 2 LAI prevede che gli
assicurati hanno diritto ad una rendita intera se sono invalidi almeno al 70%,
a tre quarti di rendita se sono invalidi almeno al 60%, ad una mezza rendita se
sono invalidi almeno al 50% o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al
40%.

 

                                         Ai
sensi dell'art. 16 LPGA, il grado d'invalidità è determinato stabilendo il
rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo
l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti
d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente
esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro (reddito da invalido)
e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse
diventato invalido (reddito da valido).

                                         Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello che egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi; DTF 128 V 30 consid. 1, 104 V 136 consid. 2a e 2b; Pratique VSI
2000 p. 84 consid. 1b). 

                                         Nella
DTF 107 V 21 consid. 2c, la nostra Corte federale ha stabilito che
l'assicurazione per l'invalidità non è tenuta a rispondere, qualora
l'assicurato, in ragione della sua età, di una carente formazione oppure a
causa di difficoltà di apprendimento o linguistiche, non riesce a trovare
concretamente un'occupazione (giurisprudenza confermata dal TFA con una
sentenza del 14 luglio
2006 nella causa A., U 156/05, consid. 5).

                                         La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende, d'altra
parte, dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di
applicazione di misure reintegrative. La situazione personale dell'assicurato è
essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

 

                                         Secondo
il Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007 Tribunale
federale) i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità
di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono
essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze
concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

 

                                         Al
proposito, va precisato che, secondo la DTF 128 V 174, resa in ambito LAINF,
per il raffronto dei redditi ipotetici fa stato il momento dell’inizio
dell’eventuale diritto alla rendita (e non quello della decisione su
opposizione).

                                         L’Alta
Corte ha anche precisato che l’amministrazione è comunque tenuta, prima di
pronunciarsi sul diritto a una prestazione, a esaminare se nel periodo
successivo all’inizio di tale diritto non sia eventualmente subentrata una
modifica di rilievo dei dati ipotetici di riferimento. In questa eventualità
essa dovrà pertanto procedere a un ulteriore raffronto dei redditi prima di
decidere.

                                         Tale
principio è poi stato esteso anche all’assicurazione per l’invalidità (DTF
129 V 222; cfr., pure, STFA del 26 giugno
2003 nella causa R. consid. 3.1, I 600/01, del 3 febbraio 2003 nella causa R.,
I 670/01 pubblicata in SVR 2002 IV Nr. 24, del 18 ottobre 2002 nella causa L.
consid. 3.1, I 761/01 pubblicata in SVR 2003 IV Nr. 11 e del 9 agosto 2002
nella causa S. consid. 3.1, I 26/02; cfr., inoltre, STFA del 13 giugno 2003
nella causa G. consid. 4.2, I 475/01).

 

                                   3.   Secondo
l'art. 8 cpv. 1 LAI gli assicurati invalidi o direttamente minacciati
d'invalidità hanno diritto ai provvedimenti d'integrazione necessari e atti a
ripristinare, conservare o migliorare la loro capacità di guadagno o la loro
capacità di svolgere mansioni consuete. Per stabilire tale diritto deve essere
considerata tutta la durata probabile della vita professionale rimanente. Fra i
provvedimenti d'integrazione concessi in virtù della LAI sono previsti pure i
provvedimenti professionali (art. 8 cpv. 3 lett. b LAI), che comprendono
l'orientamento professionale (art. 15 LAI), la prima formazione professionale
(art. 16 LAI), la riformazione professionale (art. 17 LAI) il collocamento
(art. 18 LAI) e l’aiuto in capitale (art. 18b LAI).

 

                                         L’art.
17 cpv. 1 LAI prevede in particolare che l’assicurato
ha diritto alla formazione in una nuova attività lucrativa, se la sua invalidità
esige la riformazione professionale e se con questa la capacità al guadagno
possa essere presumibilmente conservata o migliorata, in misura essenziale.

                                         Invalido
ai sensi di questa disposizione è un assicurato che, a causa del tipo e della
gravità del danno alla salute subito, patirebbe, senza una riformazione
professionale, una perdita di guadagno pari almeno al 20% (DTF 124 V 110
consid. 2b; AHV Praxis 1997 pag. 80 consid. 1b).

 

                                         Secondo
l’art. 6 cpv. 1 OAI per riformazione professionale vanno intesi i
provvedimenti di formazione necessari a mantenere o migliorare la capacità di
guadagno al termine della prima formazione professionale o dopo l’inizio di
un’attività lucrativa senza previa formazione professionale a causa
dell’invalidità.

 

                                         Con riformazione professionale la giurisprudenza intende, in
particolare, l'insieme delle misure reintegrative necessarie e adeguate a
procurare al richiedente un'opportunità di guadagno approssimativamente
equivalente a quella offerta dalla vecchia attività e meglio i provvedimenti
atti a ripristinare, nel limite del possibile, la capacità di guadagno
(Pratique VSI 2000 pag. 27 consid. 2a; DTF 124 V 110 consid.
2a; DTF 122 V 79 consid. 3b/bb; RCC pag. 495 consid. 2a).

                                         L'assicurato
ha in particolare diritto alla formazione completa, che appare necessaria nel
suo caso per mantenere o migliorare in maniera essenziale la sua capacità di
guadagno (AHI 1997 pag. 85; STFA non pubbl. del 21 luglio 1995 in re F. consid. 2b).

                                         Una
formazione non può quindi essere interrotta anticipatamente se, tenuto conto
del principio della proporzionalità, il successo prevedibile dei provvedimenti
d’integrazione appare ancora raggiungibile (RDAT I 1998 pag. 295 consid. 1b; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, Zurigo
1997, pag. 131).

                                         Secondo la giurisprudenza, infine, l'assicurato sottopostosi a carico
dell'assicurazione per l'invalidità a provvedimenti d'integrazione
professionale ha diritto a provvedimenti completivi nel caso in cui la
reintegrazione effettuata non gli consenta di percepire un reddito adeguato e
se egli solo con tali provvedi-menti supplementari possa essere in grado di
conseguire un guadagno parificabile a quello che avrebbe potuto percepire senza
invalidità nella sua precedente attività. Il diritto a detti provvedimenti
completivi non esige che sia raggiunta la soglia di rilevanza (perdita di
guadagno del 20%: DTF 124 V 110 consid. 2b) richiesta per aver diritto ai
provvedimenti d'integrazione professionale (STFA inedita 20 luglio 2002 nella
causa C, I 237/00; Pratique VSI 2000 31 consid. 2 e 32 consid. 3b, RDAT I 1998
pag. 294; RCC 1978 pag. 527e STFA 1967 pag. 108).

 

                                   4.   In concreto
l’UAI ha respinto la richiesta del ricorrente di ottenere prestazioni dell’AI e
il diritto a provvedimenti professionali poiché il grado d’invalidità è del
10%.

 

                                         Le
parti sono concordi nel ritenere corrette le conclusioni del medico SMR, dr.
med. __________, che, sulla base della documentazione medica agli atti, dopo
aver posto la diagnosi di sindrome lombo vertebrale subacuta su/con lievi
alterazioni degenerative con discopatia L4/L5 – L5/S1, lieve scoliosi sx
convessa e importante disbalance muscolare, ha accertato un’incapacità lavorativa
al 100% dall’8 aprile 2009 come fabbro “ed attività molto pesanti simili
considerate non più esigibili” ed una capacità totale in attività leggera e
mediamente pesante, “che possa saltuariamente implicare anche qualche
compito pesante ma gli permetta sempre il rispetto dei criteri di ergonomia
della schiena e una certa varietà nelle posizioni, anche a partire dal
18.08.2009”, con i seguenti limiti funzionali: non può sollevare
ripetutamente pesi > ai 20 – 25 kg, difficoltà ad assumere a lungo una
postura monotona con tronco in ante flessione (doc. AI 27-2).

 

                                         Non
è contestato neppure il salario da valido di fr. 59'800 annui fatto valere dal
ricorrente in sede di osservazioni al progetto di decisione ed utilizzato
dall’UAI nella decisione impugnata e corrispondente al minimo salariale evinto
dal contratto collettivo di lavoro per i metalcostruttori in Ticino con effetto
dal 1° gennaio 2010 (cfr. doc. AI 45).

 

                                         Resta da
esaminare a quanto ammonta il salario da invalido.

 

                                   5.   Per
quel che concerne il reddito da invalido, va ricordato che lo stesso è determinato sulla base della situazione
professionale concreta dell'interessato, a condizione però che quest'ultimo
sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità lavorativa residua e che
il reddito derivante dall'attività effettivamente svolta sia adeguato e non
costituisca un salario sociale ("Soziallohn") (DTF 126 V 76 consid.
3b/aa e riferimenti).

                                         Se
invece non esiste un siffatto guadagno, in particolare perché l'assicurato non
ha intrapreso una attività lucrativa da lui esigibile, il reddito da invalido,
da contrapporre a quello da valido nella determinazione del grado di
invalidità, può essere ricavato dai rilevamenti statistici ufficiali, editi
dall'Ufficio federale di statistica, che si riferiscono agli stipendi medi
nelle principali regioni e categorie di lavoro (DTF 126 V 76 consid. 3b/bb; RCC
1991 p. 332 consid. 3c, 1989 p. 485 consid. 3b).

                                         L’Alta
Corte ha stabilito che sono esclusivamente applicabili, in difetto di
indicazioni economiche concrete, i dati salariali nazionali risultanti dalla
tabella di riferimento TA1 dell’inchiesta sulla struttura dei salari edita
dall’Ufficio federale di statistica e non i valori desumibili dalla tabella
TA13, che riferisce dei valori in relazione alle grandi regioni (SVR 2007 UV
nr. 17, STFA del 5 settembre 2006 nella causa P., I 222/04). 

 

                                         Con
pronunzia del 7 aprile 2008 (32.2007.165) questa Corte, fondandosi sulla
sentenza U 8/7 del 20 febbraio 2008, ha stabilito che “(…) quando il salario
da valido conseguito in Ticino in una determinata professione è inferiore al
salario medio nazionale in quella stessa professione, anche il reddito da
invalido va ridotto nella medesima percentuale (al riguardo cfr. L. Grisanti,
art.cit., in RtiD II-2006 pag. 311 seg., in particolare pag. 326-327) (…)”.

 

A questo proposito con
sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009 il TF ha affermato che:

 

"  (…)

3.3 In una recente sentenza 8C_652/2008
dell'8 maggio 2009, non ancora pubblicata nella Raccolta ufficiale, il
Tribunale federale, precisando la propria giurisprudenza, ha stabilito che
quando il reddito effettivamente conseguito differisce di almeno il 5% rispetto
al salario statistico riconosciuto nel corrispondente settore economico, esso
deve essere considerato considerevolmente inferiore alla media nel senso della
DTF 134 V 322 e può - in caso di adempimento degli altri presupposti -
giustificare un parallelismo dei redditi di raffronto (consid. 6.1.2). A questo
parallelismo si procederà però soltanto limitatamente alla parte percentuale
eccedente la soglia determinante del 5% (consid. 6.1.3). Questa Corte ha nella
stessa sentenza confermato che i fattori estranei all'invalidità di cui si
dovesse già aver tenuto conto con il parallelismo non possono essere presi in
considerazione una seconda volta nell'ambito della deduzione per circostanze
personali e professionali."

                                      

                                         In
concreto, utilizzando i dati forniti dalla tabella TA1 2008 elaborata
dall'Ufficio federale di statistica, emerge che il ricorrente, svolgendo nel
2008 una professione che presuppone qualifiche inferiori nel settore privato
svizzero (a proposito della rilevanza delle condizioni salariali nel settore
privato, cfr. RAMI 2001 U 439, p. 347ss. e SVR 2002 UV 15, p. 47ss.),
avrebbe potuto realizzare, in media, un salario annuale lordo pari a fr. 59'979
(4’806 : 40 X 41.6 [cfr. la vie économique 9-2010 tabella B9.2 pag. 98] X 12) e
di fr. 61'387 nel 2009 (4'907 [4'806 + 2,1%; cfr. la vie économique 9-2010
tabella B10.2 pag. 99] : 40 X 41.7 [cfr. la vie économique 9-2010 tabella B9.2
pag. 98] X 12) e di fr. 62'001 nel 2010 (+ 1%; cfr. www.bfs.admin.ch: evoluzione dei salari nel
2010).

 

                                         L’assicurato,
quale metalcostruttore, avrebbe guadagnato fr. 59’800 nel 2010 (cfr. consid. 4).

                                         Tale
reddito si situa sotto la media dei salari svizzeri per un’attività equivalente
(cfr. Tabella TA1 p.to 28 “prod. e fabbric. di prodotti in metallo”,
conoscenze professionali e specializzate, livello 3: fr. 5’695 : 40 X 41.6 X 12 mesi = 71'074
nel 2008, fr. 72'746 nel 2009 [5'815 {5'695 + 2,1%} : 40 x 41,7 X 12] e fr.
73'473 nel 2010 [+ 1%]). 

                                         Il
salario da invalido va pertanto ridotto dell’13,6% (differenza del 18,6% - 5%
come da sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno 2009) ed ammonta a fr. 53’569.

 

                                         Inoltre, va rilevato che, secondo la
giurisprudenza federale, per gli assicurati che, a causa della particolare
situazione personale o professionale (affezioni invalidanti, età, nazionalità e
tipo di permesso di dimora, grado di occupazione ecc.), non possono mettere
completamente a frutto la loro capacità residua nemmeno in lavori leggeri e che
pertanto non riescono di regola a raggiungere il livello medio dei salari sul
mercato, viene operata una riduzione percentuale sul salario teorico
statistico. 

                                         L’Alta Corte ha precisato, al riguardo, come una deduzione globale
massima del 25% del salario statistico permettesse di tener conto delle varie
particolarità suscettibili di influire sul reddito del lavoro. Inoltre,
chiamato a pronunciarsi sulla deduzio-ne globale, la quale procede da una stima
che l'amministrazione deve succintamente motivare, il giudice non può senza
valido motivo sostituire il suo apprezzamento a quello degli organi
dell'assicurazione (DTF 126 V 80 consid. 5b/cc).

                                                                                 

                                         Nella
presente evenienza, tenuto conto della giovane età del ricorrente e della
capacità totale in attività leggere a giusta ragione l’UAI non ha ritenuto di
dover ridurre ulteriormente il reddito da invalido.

                                         Il
TCA ritiene che la valutazione dell’UAI, tenuto conto della giurisprudenza
sopra riportata, sia corretta.

 

                                         Per
cui il reddito da invalido ammonta a fr. 53’569. Va qui evidenziato, come si
vedrà meglio in seguito (consid. 9 in fine), che anche volendo, generosamente,
ridurre il reddito ancora del 5% come richiesto dal ricorrente (cfr. pag. 7, doc.
I), il grado d’invalidità non raggiungerebbe comunque il 20%.

                                   6.   Il
ricorrente contesta il calcolo sopra esposto e sostiene di poter guadagnare al
massimo fr. 45'000 all’anno. A comprova delle sue affermazioni ha prodotto uno
scritto della __________ di __________ che ha affermato di non avere “ruoli
che consentano di garantire un’attività con le caratteristiche da lei esposte”
e della __________ la quale ha attestato che per un operaio non qualificato e
con attività leggera il salario iniziale ammonta a fr. 3'090 per tredici
mensilità (doc. B e C). Egli sostiene inoltre l’inapplicabilità delle tabelle statistiche
relative ai salari mediani percepiti in Svizzera ritenuto come i redditi in
Ticino sarebbero nettamente inferiori rispetto a quelli delle altre regioni
(cfr. anche i contratti collettivi di lavoro prodotti in sede di osservazione
al progetto di decisione).

 

                                         L’insorgente
ritiene pertanto da una parte che le attività proposte dal consulente in
integrazione (aiuto magazziniere, operaio generico, venditore non
specializzato) non si trovano facilmente in Ticino e dall’altra che i salari
ticinesi, rispetto al resto della Svizzera, sono nettamente inferiori, per cui
occorre far capo alle attestazioni prodotte. Ciò anche in base alla
giurisprudenza del TF che permetterebbe di far capo alle tabelle ISS solo in
assenze di dati concreti.

 

                                         Le
censure del ricorrente, per i motivi che seguono, vanno respinte.

 

                                   7.   Con
sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006 il TF ha già avuto modo di affermare che:

 

"  4.1
Per quanto concerne per contro la determinazione del reddito da invalido, il
Tribunale federale delle assicurazioni ha in sostanza stabilito fare stato in
primo luogo la situazione salariale concreta della persona interessata, a condizione
che quest'ultima sfrutti in maniera completa e ragionevole la capacità
lavorativa residua e che il reddito derivante dall'attività effettivamente
svolta sia adeguato e non costituisca un salario sociale (DTF 126 V 75 segg.).
Qualora difettino indicazioni economiche effettive, possono essere ritenuti i
dati forniti dalle statistiche salariali, come risultano dall'ISS (DTF 126 V 76
consid. 3b con riferimenti) oppure quelli deducibili dalla documentazione
dell'INSAI relativa ai posti di lavoro (RAMI 1999 no. U 343 pag. 412).

4.2 Questi principi
sono stati confermati dal Tribunale federale delle assicurazioni in una
sentenza pubblicata in DTF 129 V 472. In tale occasione questa Corte ha dichiarato conforme al diritto federale l'applicazione dei salari deducibili dalla
DPL, precisando tuttavia che essi possono essere unicamente ritenuti se, oltre
all'edizione di almeno cinque fogli DPL, contengono indicazioni sul numero
totale dei posti di lavoro entranti in linea di considerazione a dipendenza
dell'impedimento concreto, come pure sul salario più elevato, su quello più
basso e su quello medio del gruppo corrispondente cui è fatto riferimento. In
caso contrario non è possibile fondarsi su DPL, ma si deve far capo ai dati
statistici salariali dell'ISS. In quella sede il Tribunale federale delle
assicurazioni ha pure precisato che eventuali contestazioni in relazione alla
scelta e alla rappresentatività dei fogli DPL vanno di principio fatte valere
nell'ambito della procedura di opposizione. Infine, è stato stabilito che dai
valori ottenuti applicando il materiale DPL non è possibile operare deduzioni
(DTF 129 V 475 segg. consid. 4.2.1-4.2.3). Per contro, la questione di sapere
se e in quale misura i salari fondati sui dati statistici ISS possano o debbano
essere ridotti dipende dall'insieme delle circostanze personali e professionali
del caso concreto (limitazione addebitabile al danno alla salute, età, anni di
servizio, nazionalità e tipo di permesso di dimora, grado di occupazione),
criteri, questi, che l'amministrazione è tenuta a valutare globalmente e che le
consentono di operare una deduzione massima del 25% (DTF 126 V 75).”

 

                                         Per
quanto concerne la critica circa la differenza tra i valori salariali ticinesi
e quelli del resto della Svizzera con sentenza U 75/03 del 12 ottobre 2006 il
TF ha affermato:

 

"  6.1
Con il ricorso di diritto amministrativo l'assicurato contesta la validità e
l'applicabilità dei dati DPL considerati dall'INSAI, ritenuti non scientifici.
Inoltre chiede che per determinare il reddito da invalido vengano utilizzati i
dati elaborati dall'Ufficio cantonale di statistica (Ustat) - a partire dai
rilevamenti pubblicati dall'omonimo Ufficio federale - e vengano presi in
considerazione i salari conseguibili in attività leggere e non qualificate nel
Cantone Ticino. Egli postula una riduzione, dal guadagno così determinato (fr.
43'728.-), del 20% per tenere conto delle particolarità della sua situazione
personale e professionale.

 

(…)

 

8.1 Per i motivi che
verranno esposti nel presente considerando, questa Corte, con decisione
plenaria del 10 novembre 2005, ha deciso che la precedente prassi che tollerava
la possibilità di fare capo ai dati statistici relativi alle "grandi
regioni" (tabella TA13) di cui all'ISS per determinare il reddito
ipotetico da invalido non può più essere ammessa (cfr. pure sentenza del 22
agosto 2006 in re K., I 424/05, consid. 3.2.3). Non può pertanto più essere
ulteriormente convalidata la prassi del Tribunale delle assicurazioni del
Cantone Ticino e l'applicazione sistematica dei valori statistici (federali o
cantonali) relativi alla regione ticinese per tenere conto delle frequenti (ma
non sempre, nel caso concreto, necessariamente esistenti) differenze tra salari
regionali e nazionali.

8.2 In primo luogo si osserva che, per
un'ovvia questione di parità di trattamento (art. 8 Cost.), un'applicazione
della tabella TA13 al solo Cantone Ticino deve essere esclusa se non si vuole
creare un'inammissibile lex ticinensis. Analoghe considerazioni di
praticabilità, di parità di trattamento e di sicurezza giuridica si oppongono
quindi a un'applicazione alternativa delle tabelle nazionali (TA1) e di quelle
regionali (TA13) come pure a un'applicazione delle prime ad alcune regioni e
delle seconde alle rimanenti regioni.

8.3 Allo stesso modo,
un'applicazione generalizzata delle tabelle regionali TA13, al posto di quelle
nazionali TA1, pur potendo, da un lato, in alcuni casi effettivamente creare le
basi per una soluzione maggiormente vicina alla realtà economico-sociale
concreta, dall'altro lato creerebbe, a ben vedere, anche nuovi problemi dovuti
al fatto che all'interno delle medesime grandi regioni si registrano delle
differenze, non sempre trascurabili. Ad esempio, nonostante le due regioni
facciano parte della medesima grande regione "Mittelland", è notorio
che i salari esistenti nel Canton Berna non sono gli stessi di quelli del
Canton Giura. Allo stesso modo, per il Vallese occorrerebbe prendere in
considerazione i salari relativi alla regione lemanica. Ora, nell'una e
nell'altra ipotesi, l'applicazione dei valori regionali (TA13) al posto di
quelli nazionali (TA1) si dimostrerebbe maggiormente sfavorevole per questi
assicurati. Si pone quindi ugualmente la questione dell'assicurato che
lavora(va) in un Cantone appartenente a un'altra grande regione, ad esempio del
lavoratore giurassiano che lavora(va) nel Cantone di Basilea (città o
campagna). Ora, se si intendesse determinare il reddito da invalido sulla base
della tabella TA13, non si farebbe altro che spostare o restringere il cerchio
geografico nel quale si iscrive ogni determinazione di un reddito ipotetico
sulla base di valori statistici. In questa maniera, però, si correrebbe pure il
rischio di offuscare oltremodo l'obbligo o l'esigibilità per l'assicurato di
ridurre il danno e di andare, se del caso e nei limiti ragionevoli, a cercare
un'attività al di fuori della sua regione abituale. Si creerebbero nuove
disparità nei confronti di assicurati che abitano a cavallo tra due o
addirittura tre grandi regioni o di chi abita in una di queste regioni e lavora
in un'altra.

8.4 A ciò si aggiunge che nella sentenza
pubblicata in DTF 129 V 472, questa stessa Corte ha precisato che, laddove una
tale operazione non fosse possibile sulla base di rilevamenti salariali DPL, il
reddito da invalido va di principio definito sulla base dei dati statistici
salariali ISS applicabili nell'insieme del settore privato (DTf 129 V 484).
Ora, anche siffatta considerazione si opporrebbe a un'applicazione
generalizzata delle tabelle regionali TA13, concernenti il settore pubblico e
privato.

8.5 Non può pertanto
ammettersi una regionalizzazione nella determinazione dell'invalidità poiché
una siffatta soluzione sarebbe incompatibile con il principio costituzionale di
parità di trattamento come pure con il rango costituzionale delle assicurazioni
invalidità e infortuni quali assicurazioni federali.”

 

                                         A
proposito della documentazione raccolta presso diversi posti di lavoro (ovvero
le DPL), va evidenziato come nella DTF 129 V 472 la nostra Corte federale ha
rilevato che, oltre a produrre almeno cinque DPL, l’assicuratore è tenuto a
fornire indicazioni sul numero totale dei posti di lavoro entranti in linea di
considerazione a dipendenza dell’impedimento concreto, come pure sul salario
più elevato, su quello più basso, nonché su quello medio del gruppo cui è fatto
riferimento.

                                      

                                   8.   Nella
fattispecie il salario indicato dalla __________ non è il salario concretamente
conseguito dall’insorgente in seguito al danno alla salute bensì il possibile
reddito che una singola ditta sita in Ticino sarebbe disposta a pagare ad un
operaio non qualificato per un attività leggera nel corso del primo anno di
attività (doc. B). 

                                         

Questo Tribunale ha inoltre già avuto
modo di rilevare, in una sentenza 32.2008.240 del 27 luglio 2009 dove un
assicurato affermava che “in nessun settore di attività ove vige un
contratto collettivo di lavoro, vale a dire quei settori di attività che
garantiscono un maggior salario minimo, è possibile reperire un salario minimo”
come quello evinto dalla tabella TA1 (cfr. consid. 1.2 della sentenza
32.2008.240 del 27 luglio 2009), che con sentenza 8C_334/2008 del 26 novembre
2008, il Tribunale federale ha ricordato come "nel caso di un invalido
che, dopo l’insorgenza del danno alla salute, può compiere soltanto lavori
leggeri e non impegnativi dal punto di vista intellettuale, il relativo reddito
è di principio determinato in base alla media del salario lordo (valore totale)
conseguibile per attività semplici e ripetitive (livello di esigenza 4 sul
posto di lavoro) nel settore privato in conformità alle tabelle A dell’ISS
(sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U240/99 del 7 agosto 2001
consid. 3c/cc, parzialmente pubblicata in RAMI 2001 pag. 347; cfr. pure DTF 129
V 472 consid. 4.2.1. pag. 476 con riferimento)".

 

Il TCA ha pertanto ritenuto corretto,
nella determinazione del reddito da invalido dell’interessato, ancora abile al
100% in attività adatte, applicare i dati statistici della Tabella TA1,
concernente una vasta gamma di attività adeguate allo stato di salute
dell’interessato, come ritenuto dall’amministrazione (cfr. sentenza 32.2008.240
del 27 luglio 2009, consid. 2.12).

 

                                         Anche
nel caso di specie non potendo far capo alla situazione professionale e
salariale concreta dell’insorgente ed in assenza delle DPL conformi alla
giurisprudenza federale, è a giusta ragione che l’UAI, per il calcolo del
reddito da invalido, ha fatto capo alle statistiche salariali, e meglio alla
Tabella TA1. 

 

La differenza di
salario tra il Ticino e il resto della Svizzera, viene presa in considerazione,
secondo le modalità stabilite dal TF nella sentenza 8C_44/2009 del 3 giugno
2009 citata al considerando 5, tramite la riduzione percentuale, nel preciso
caso di specie, del 13,6% del reddito da invalido (cfr. consid. 5).

 

                                         Quanto
alla contestazione del ricorrente circa la scarsità di attività confacenti al
suo stato di salute, che sarebbe comprovata dallo scritto della __________
(doc. C), va evidenziato che ai fini dell'accertamento dell'invalidità
ci si deve fondare su un mercato del lavoro equilibrato e dunque fittizio; ci
dev'essere cioè un certo equilibrio tra domanda e offerta di posti di lavoro e
un'offerta di posti diversificati in relazione con le capacità professionali,
intellettuali e fisiche. Si tratta pertanto di un concetto teorico e astratto (DTF
110 V 276; Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des
Bundesgerichts, 1997, p. 212). Un assicurato
non può pertanto avvalersi dell'impossibilità congiunturale di trovare un posto
di lavoro per pretendere una rendita (ZAK 1984 p. 347). 

                                         Al
ricorrente si presenta - nel momento determinante della decisione in lite - un
ventaglio relativamente ampio di professioni possibili (e peraltro anche
sufficientemente specificate) che non richiedono necessariamente la messa in
atto di particolari misure di reintegrazione professionale (cfr. pure la
sentenza del Tribunale federale delle assicurazioni U 463/00 del 28 ottobre
2003, consid. 3.3). Il TF ha così già ripetutamente statuito che esiste un
mercato del lavoro sufficiente in cui realizzare la propria capacità lavorativa
residua (consid. 2b non pubblicato della sentenza DTF 119 V 347; Pratique VSI
1998 pag. 293 consid. 3b pag. 296; si veda anche la sentenza del Tribunale
federale delle assicurazioni I 401/01 del 4 aprile 2002, consid. 4c). Si tratta
segnatamente del mercato occupazionale aperto a personale non qualificato o
semi qualificato (RCC 1989 pag. 328 consid. 4a pag. 331), in cui vi è una
sufficiente offerta di occupazioni, in particolare nell'industria, in cui
possono venir eseguite mansioni di sorveglianza e controllo, che non comportano
aggravi fisici (RCC 1980 pag. 481 consid. 2 pag. 482; cfr. inoltre la sentenza
del Tribunale federale delle assicurazioni U 329/01 del 25 febbraio 2003,
consid. 4.7).

                                         A ciò si aggiunge che, tramite la riduzione del reddito ammessa
dalla giurisprudenza (DTF 126 V 75) si tien conto delle limitazioni
riconducibili al danno alla salute, come ad esempio dell'impossibilità di
portare pesi superiori ad una certa misura e quindi anche del fatto che la
persona può, in realtà svolgere, solo lavori leggeri ("leidensbedingte
Einschränkung", DTF 129 V 472 consid. 4.2.3 pag. 481 con riferimenti,
sentenza I 418/06 del 24 settembre 2007, consid. 4.3).

 

                                     In
questo contesto, è peraltro utile ricordare che, secondo la giurisprudenza, se
è vero che vanno indicate possibilità di lavoro concrete, all'amministrazione
rispettivamente al giudice non vanno poste esigenze esagerate. È infatti
sufficiente che gli accertamenti esperiti permettano di fissare in maniera
attendibile il grado di invalidità. In proposito, va rilevato che il TFA (dal
1° gennaio 2007: TF) ha in particolare già ritenuto corretto il rinvio ad
attività nel settore industriale e commerciale, composto di lavori leggeri di
montaggio, compiti di controllo e sorveglianza (cfr. VSI 1998 p. 296 consid.
3b; sentenza U 329/01 del 25 febbraio 2003, consid. 4.7).

                                   9.   Ne
segue che il reddito da invalido va calcolato conformemente a quanto indicato al
consid. 5 ed ammonta a fr. 53'569.

 

                                         Partendo
da un salario da valido di fr. 59'800 e confrontandolo con quello da invalido,
ridotto del 5% come chiesto dal ricorrente per un importo di fr. 50’891, si
ottiene un grado d’invalidità del 15% che non dà diritto né ad una rendita né ai
provvedimenti professionali richiesti.

 

                                         Va
qui evidenziato che anche volendo prendere in considerazione i parametri del
2009, ossia dell’anno in cui l’interessato ha inoltrato la domanda volta ad
ottenere i provvedimenti integrativi, l’esito della richiesta non sarebbe modificato.
Infatti, pur partendo da un salario da invalido di fr.  53'038 (61'387 – [13,6%
di 61'387], cfr. consid. 5), ridotto del 5% a fr. 50’386 e pur volendolo
raffrontare con il salario da valido, più favorevole, del 2010, di fr. 59'800,
la percentuale raggiungerebbe il 16%.

 

                                         In
queste condizioni la decisione dell’UAI è corretta ed il ricorso va respinto.

 

                                10.   L’insorgente
chiede di essere messo al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito
patrocinio.

 

Il diritto all'assistenza
giudiziaria deriva direttamente dall'art. 29 cpv. 3 Cost. fed. e garantisce ad
ogni cittadino, senza riguardo ai suoi mezzi finanziari, le stesse possibilità
di stare in giudizio (DTF 125 V 36; DTF 124 I 304 consid. 2; DTF 115 Ia 193; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, ad
art. 30 LPamm, pag. 151; Cocchi/Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, ad
art. 155, pag. 471, nota 552). Tale diritto è pure sancito espressamente dall'art.
6 cpv. 3 CEDU.

 

A livello cantonale, la Costituzione prevede all'art. 10 cpv. 3 che ognuno ha diritto all'assistenza giudiziaria,
gratuita per i meno abbienti.

 

Ai sensi dell'art. 61 lett. f LPGA, nella procedura
giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se
le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito
patrocinio.

Tale disposto mantiene
il principio che i presupposti del diritto alla concessione dell'assistenza giudiziaria si esaminano sulla base
del diritto federale, mentre la determinazione della relativa indennità spetta
al diritto cantonale (DTF 110 V 362, consid. 1b; Kieser, ATSG-Kommentar, 2009, n. 102 ad art. 61, pag. 788).

 

Per quanto concerne la
procedura per le cause davanti al TCA l'art. 28 cpv. 2 sancisce espressamente che la disciplina della difesa
d'ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge cantonale sul
patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag).

I tre presupposti
cumulativi per la concessione dell'assistenza giudiziaria sono in principio dati se l'istante si trova nel bisogno (cfr. anche
art. 3 Lag), se l'intervento dell'avvocato è necessario o perlomeno indicato
(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se le sue conclusioni non sembrano dover avere
esito sfavorevole (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; STF I 134/06 del 7 maggio
2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 125 V 202 consid. 4a e 372 consid.
5b con riferimenti; DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323 consid. 2a,
DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a).

 

I criteri posti nella
legge cantonale sono quindi identici a quelli fissati dalla giurisprudenza
federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle
assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f vLAVS; DTF 125 V 202; STFA I
396/99 del 28 novembre 2000).

 

In particolare, il
requisito della probabilità di esito favorevole difetta quando le possibilità
di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo
ragionevole riflessione, rinuncerebbe ad avviare una causa o a continuarla in
considerazione delle spese cui si esporrebbe (STF I 562/05 del 12 febbraio
2007; DTF 129 I 135, consid. 2.3.1, DTF 128 I 236 consid. 2.5.3; DTF 125 II
275, consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini,
op. cit., ad art. 157, pag. 492, n. 1).

 

A tal proposito, si
osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve
adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di
primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere
ammesso che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente
ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF
124 I 304, consid. 2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi
di perdere il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente
inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza
esito favorevole (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267
consid. 2b; Cocchi/Trezzini, op.
cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).

 

In una recente
sentenza il TF sembra porre, quale elemento di valutazione della possibilità di
esito favorevole della causa e quindi dell'adempimento di questa condizione, la
lunghezza del provvedimento impugnato. Il TF, nella sentenza 30 agosto 2010
9C_916/2009, ha infatti ammesso, in una fattispecie ticinese, il ricorso di un
assicurato che lamentava la mancata concessione dell'assistenza giudiziaria. Il
TF ha indicato come il TCA abbia motivato il suo giudizio in 44 pagine ciò che indizierebbe
– in uno con "numerose questioni di non immediata soluzione"
(che però il TF non ha indicato in quel considerando) –  complessità della
procedura ed esito non scontatamente sfavorevole giustificanti la necessità di
patrocinio e conseguente concessione dell'assistenza giudiziaria.

 

In concreto da una
parte il ricorso era sin dall’inizio privo di esito favorevole vista
l’abbondante giurisprudenza federale in materia e dall’altra il ricorrente,
malgrado l’invito esplicito del TCA (doc. VI), non ha prodotto il certificato
municipale per l’ammissione all’assistenza giudiziaria e non ha esposto il suo
stato finanziario non dimostrando così, come all’imposizione di collaborare
voluta dalla procedura, la sua indigenza.

 

Ne segue che la
richiesta va respinta.

 

 

                                11.   Secondo
l’art. 69 cpv. 1bis LAI la procedura di ricorso in caso di controversie
relative all’assegnazione o al rifiuto di prestazioni AI dinanzi al tribunale
cantonale delle assicurazioni è soggetta a spese.

 

                                         L’entità
delle spese è determinata fra 200.-- e 1’000.-- franchi in funzione delle spese
di procedura e senza riguardo al valore litigioso.

 

                                         Visto
l’esito della vertenza, le spese per complessivi fr. 200.--vanno a carico del
ricorrente.

 

                                          

 

 

 

                                      

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   La
domanda volta all'ottenimento dell'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio è respinta.

 

                                   3.   Le
spese pari a Fr. 200.- sono poste a carico del ricorrente.

 

                                   4.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente
l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il giudice
delegato                                                 Il segretario

 

Ivano Ranzanici                                                     Fabio
Zocchetti