# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f430a2e6-9c17-5b31-ba12-b19aed706703
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2015-03-06
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 06.03.2015 15.2014.121
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_15-2014-121_2015-03-06.html

## Full Text

Incarto n.

  15.2014.121

  	
  Lugano

  6 marzo 2015

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello quale autorità di vigilanza

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliere:

  	
  Cortese

  

 

 

statuendo sul ricorso 30 ottobre 2014 di

 

	
   

  	
  RI
  1 

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

l’operato dell’Ufficio di esecuzione di Lugano,
o meglio contro il riparto del ricavo dell’asta di un fondo emesso il 20
ottobre 2014 nell’esecuzione n. __________ promossa dalla ricorrente nei
confronti di

 

	
   

  	
  PI 1 

  PI 2 

  (rappresentati
  dal curatore RA 1 __________)

   

  

procedura che concerne
anche i creditori:

 

	
   

  	
  PI 4, 

  (patrocinato
  dall’PA 2, __________)

  PI 3, 

  (patrocinata
  dall’PA 1, __________)

  

 

 

ritenuto

 

in fatto:                A.  Sulla
scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 13 luglio 2012 dall’Ufficio
di esecuzione (UE) di Lugano, la RI 1 ha escusso i coniugi PI 1 e PI 2 in via
di realizzazione del pegno gravante la particella n. __________ RFD __________ per
l’incasso di fr. 1'913'457.65 oltre agli interessi del 5% dal 28 giugno
2012, interessi scaduti e di mora e spese diverse.

 

                            B.  Il
fondo (casa coniugale) è stato aggiudicato all’asta a favore della banca il 18
marzo 2014 per fr. 2'600'000.–. Il successivo 24 settembre, l’UE ha
depositato lo stato di riparto, da cui si evince che il ricavato, dopo
prelevamento delle spese e pagamento delle ipoteche legali, va ripartito tra la
banca escutente, a concorrenza di fr. 2'192'499.90 (da porre in
compensazione con il prezzo d’aggiudicazione), e il creditore ipotecario di IV
grado PI 4, per il saldo di fr. 389'288.40. La PI 3, registrata per un’ipoteca
legale degli artigiani e imprenditori iscritta a registro fondiario il 22
aprile 2010 dopo i pegni convenzionali dei quattro primi gradi, risulta
interamente scoperta per l’importo provvisorio di fr. 461'108.15, dipendente
dall’esito dell’azione di contestazione pendente presso la Pretura di Lugano,
sezione 2. Anche i riparti a favore della banca e di PI 4 sono indicati come
provvisori, in quanto dipendono “dall’esito
di eventuali azioni giudiziarie che potranno essere inoltrate dalla società PI
3, __________, nei confronti della RI 1, __________, e del signor PI 4, __________,
in conformità degli art. 117 RFF e 841 CC”.

 

                            C.  Il
20 ottobre 2014, l’UE ha comunicato agli interessati che la PI 3 aveva
inoltrato azione alla Pretura di Lugano, sezione 2, soltanto contro la banca e
non nei confronti di PI 4. Ritenendo che ciò ostacolasse la compensazione del
credito della banca con il prezzo d’aggiudicazione, l’UE ha quindi richiesto da
quest’ultima il versamento sul suo conto di fr. 389'228.40 entro 10 giorni
a garanzia dell’eventuale pretesa della PI 3, preavvisando che a ricezione del
bonifico avrebbe versato fr. 389'228.40 a favore di PI 4. Il 30 ottobre 2014, l’UE ha corretto la somma richiesta alla banca in fr. 294'687.95.

 

                            D.  Con
ricorso del 30 ottobre 2014, la RI 1 è insorta a questa Camera contro i
provvedimenti 20 e 30 ottobre 2014 dell’UE, chiedendo di vietargli di mettere a
disposizione di PI 4 la somma di fr. 389'228.40 stabilita nello stato di
riparto.

 

                            E.  Il
20 novembre 2014, il presidente della Camera ha concesso al ricorso effetto
sospensivo provvisorio e dopo aver dato alle parti l’occasione di determinarsi
in merito ha respinto la domanda di effetto sospensivo con decreto del 26
gennaio 2015. L’8 febbraio 2015, la ricorrente ha girato sul conto dell’UE l’importo
richiesto di fr. 294'687.95 a garanzia della pretesa della PI 3 e il
giorno successivo l’organo esecutivo ha versato a PI 4 il riparto di fr. 389'228.40
di sua spettanza.

 

                             F.  Nelle
sue osservazioni del 5 febbraio 2015 PI 4 ha concluso per l’irricevibilità del
ricorso, e in subordine per la sua reiezione, mentre l’UE si è rimesso al
giudizio della Camera, pur condividendo la tesi del resistente (osservazioni 25
febbraio 2015).

 

 

Considerato

 

in diritto:              1.  Interposto all’autorità di vigilanza entro 10 giorni dalla notifica
degli atti impugnati emessi il 20 e il 30 ottobre 2014 dall’UE di Lugano, il
ricorso è in linea di principio ricevibile (art. 17 LEF).

 

                             2.  La
ricorrente allega di volere, con la sua risposta di causa, denunciare al
creditore ipotecario di quarto rango PI 4 la lite avviata dalla PI 3, sicché a
parer suo il riparto di lui di fr. 389'228.40 non dev’essergli versato
prima della conclusione definitiva di quella lite. Nelle sue osservazioni presentate
il 26 novembre 2014 al primo decreto di effetto sospensivo, la ricorrente
precisa che tra essa e PI 4 “dovrebbe” sussistere un consorzio passivo necessario
e che quando la banca eccepirà la propria carenza di legittimazione passiva la PI
3 sarà costretta a riattivare una nuova causa contro entrambi i creditori. La
banca, infine, ritiene che l’importo da lei versato in garanzia della PI 3 non
può comunque essere liberato a favore di nessuno finché la causa d’iscrizione
dell’ipoteca legale non sarà terminata.

 

                             3.  Giusta
l’art. 117 del Regolamento del Tribunale federale concernente la realizzazione
forzata di fondi (RFF, RS 281.42), se gli artigiani o imprenditori che hanno
subito una perdita nella realizzazione del fondo su cui grava la loro ipoteca
legale promuovono nel termine impartito dall’ufficio d’esecuzione l’azione
tendente al riconoscimento del diritto di essere pagati sull’importo del ricavo
assegnato ai creditori pignoratizi anteriori (art. 841 cpv. 1 CC), il riparto
delle somme in litigio sarà sospeso fino a definizione amichevole o giudiziale
della causa, fermo restando che se l’azione è ammessa, la somma attribuita agli
attori sarà prelevata sull’im­­porto spettante al creditore pignoratizio soccombente.
In virtù dello stesso testo di questa norma, che ha carattere eccezionale (DTF
110 III 78 consid. 1/b), il riparto è sospeso limitatamente alle “somme in
litigio” (“en ce qui concerne la part de
collocation litigieuse”, “hinsichtlich des streitigen Anteils”, art.
117 cpv. 2 RFF). Nel caso specifico, non è contestato che l’azione dell’im­­pren­di­tri­ce
PI 3 è diretta unicamente contro la banca ricorrente e non contro il creditore
pignoratizio di 4° rango PI 4. L’UE deve quindi versargli la quota che gli
spetta senza riguardo alla pretesa della PI 3 (art. 117 cpv. 4 RFF).

 

                                  A
scanso di equivoci, va ricordato che secondo la dottrina “autorevole” citata
dalla stessa banca (osservazioni, ad 2), la PI 3 era legittimata ad agire anche
contro uno solo dei creditori di grado prevalente (Hofstetter/Turnherr in: Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch
II, 4ª ed. 2011, n. 5 ad art. 841 CC; Margot Van’t
dack, Das Vorrecht der Handwerker und Unternehmer im Lichte der Gerichtspraxis,
BJM 2007, 79 e Dieter Zobl, Das
Bauhand­werkpfandrecht de lege lata und de lege ferenda, RDS 1982 II 174 ad e,
secondo i quali i convenuti rispondono dello scoperto addirittura in via solidale;
per Denis Piotet [L’hypothèque
légale des artisans et entrepreneurs: les principes, JdT 2010 II 32], invece, è
legittimato passivamente solo il creditore pignoratizio di rango prevalente il
cui credito è stato effettivamente coperto dal plusvalore creato dall’imprenditore;
da parte sua Steinauer [Les droits
réels, vol. III, 4a ed. 2012, n. 2908] non esclude che l’aven­­te
diritto possa convenire in giudizio un solo creditore pignoratizio, ma se
sceglie di agire contro più creditori deve convenirli simultaneamente). Ma
anche se i creditori pignoratizi di grado prevalente dovessero formare un litisconsorzio
necessario (così la DTF 62 II 94 per motivi pratici), e la PI 3 promuovere una
nuova azione contro entrambi i creditori ipotecari (a supporre che ciò fosse
ammissibile), il versamento a favore di PI 4 non potrebbe comunque essere
sospeso, perché l’avvio della nuova azione sarebbe necessariamente posteriore
alla scadenza del termine di 10 giorni impartito dall’UE il 24 settembre 2014.

 

                             4.  Un’eventuale
denuncia di lite a PI 4 o una sua chiamata in causa da parte della banca nulla
muterebbe alla questione in esame, giacché la sospensione del riparto è
prevista dall’art. 117 cpv. 2 RFF a favore degli artigiani e imprenditori a garanzia
del diritto riconosciuto loro dall’art. 841 CC e non dei creditori ipotecari di
rango prevalente a garanzia di eventuali diritti di regresso (salvo, forse, in
caso di surrogazione del creditore ipotecario nei diritti dell’im­prenditore o
dell’artigiano consecutiva al pagamento del credito di quest’ultimo, ipotesi
però che non ricorre nella fattispecie).

 

                             5.  Quanto
alla causa d’iscrizione definitiva dell’ipoteca pendente presso la Pretura di
Lugano, essa non ha alcun effetto sul versamento del riparto destinato a PI 4,
dal momento che la PI 3 non ha agito tempestivamente contro di lui (art. 117
cpv. 4 RFF).

 

                             6.  Da
quanto precede discende che il ricorso dev’essere respinto.
Non si preleva la tassa di giustizia e non si assegnano indennità (art. 20a
cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF [RS 281.35]).

 

Per questi
motivi,

 

pronuncia:            1.  Il ricorso è respinto.

 

                             2.  Non si prelevano spese né si assegnano indennità.

 

                             3.  Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –;

  –;

  –.

   

  

                                  Comunicazione
all’Ufficio di esecuzione, Lugano.

 

 

Per la Camera di esecuzione e
fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                 Il
vicecancelliere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è
possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000
Losanna 14, entro dieci giorni dalla notificazione, rispettivamente entro
cinque giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è
stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.