# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6dd140c8-c98f-5284-91f2-edb4a9a12631
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-03-29
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 29.03.2010 D-1919/2007
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-1919-2007_2010-03-29.pdf

## Full Text

Corte IV
D-1919/2007
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  2 9  m a r z o  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Emilia Antonioni, Daniel Schmid, 
cancelliere Carlo Monti.

A._______, 
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Revoca dell'ammissione provvisoria; 
decisione dell'UFM dell'8 febbraio 2007 / N [...].

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-1919/2007

Fatti:

A.
Il 12 febbraio 2003, l'interessato, d'etnia curda nato a B._______ con 
ultimo domicilio a C._______ nella regione di Dohuk nell'Iraq del nord, 
ha  presentato  una  domanda  d'asilo  in  Svizzera.  Il  29  aprile  2005, 
l'UFM  ha  respinto  la  succitata  domanda.  Detto  Ufficio  ha  pure 
pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine, siccome 
lecita, esigibile e possibile.

B.
Il  25  maggio  2005,  l'interessato  ha inoltrato  ricorso  limitatamente  al 
punto  di  questione  dell'esecuzione  dell'allontanamento dinanzi  alla 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (CRA)  contro  la 
menzionata decisione dell'UFM.

C.
Il 30 settembre 2005, l'UFM ha annullato la decisione impugnata limi-
tatamente  alla  questione  relativa  all'esecuzione  dell'allontanamento 
(punti 4 e 5 del dispositivo). Ha ritenuto siccome inesigibile l'esecuzio-
ne dell'allontanamento e ha pronunciato l'ammissione provvisoria del 
ricorrente in Svizzera.

D.
Il 4 ottobre 2005, la CRA ha stralciato dai ruoli il suddetto ricorso sic-
come diretto esclusivamente contro la decisione d'esecuzione dell'al-
lontanamento, il quale è divenuto senza oggetto con la pronuncia del-
l'ammissione provvisoria nella decisione di riesame dell'UFM.

E.
Con sentenza del 31 marzo 2006 della Corte delle Assise correzionali 
di D._______, A._______ è stato condannato alla pena di 21 mesi di 
detenzione  ed  alla  pena  accessoria  dell'espulsione  dal  territorio 
svizzero  per  un  periodo  di  sette  anni,  per  i  reati  di  infrazione 
aggravata, di atti preparatori all'infrazione e di atti di contravvenzione 
alla  Legge  federale  del  3 ottobre  1951  sugli  stupefacenti  e  sulle 
sostanze  psicotrope  (LStup,  RS  812.121),  per  l'aiuto  al  soggiorno 
illegale  in  contravvenzione  all'abrogata  legge  federale  del  26  marzo 
1931 concernente la dimora e il domicilio degli stranieri (LDDS). Tale 
sentenza è cresciuta in giudicato il 16 maggio 2006.

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F.
Il 6 dicembre 2006, il Consiglio di Vigilanza ha rifiutato la liberazione 
condizionale all'interessato, ritenendo non date le condizioni per tale li-
berazione come pure non auspicabile un nuovo collocamento del me-
desimo presso un centro di accoglienza.

G.
L'8 dicembre 2006, l'UFM ha informato l'interessato della sua intenzio-
ne di revocare l'ammissione provvisoria pronunciata a suo favore, invi-
tandolo a determinarsi  in merito. L'autorità inferiore ha in particolare 
fatto presente all'interessato che, conto tenuto dei reati commessi, vi 
sarebbe luogo di applicare l'art. 14a cpv. 6 LDDS e, quindi, di prescin-
dere da un esame del carattere esigibile dell'esecuzione dell'allontana-
mento. Il ricorrente non si è determinato in merito.

H.
Con  decisione  dell'8  febbraio  2007,  notificata  il  12  febbraio  2007 
(cfr. avviso  di  ricevimento  agli  atti),  l'UFM ha  revocato  l'ammissione 
provvisoria ed ha incaricato il Cantone E._______ di eseguire il rinvio. 
In tale ambito ha considerato adempiti i presupposti per l'applicazione 
dell'art. 14a cpv. 6 LDDS.

I.
Il 14 marzo 2007, l'interessato ha inoltrato ricorso contro la succitata 
decisione dell'UFM. Ha chiesto, in via principale, l'annullamento della 
decisione impugnata, la conferma dell'ammissione provvisoria e in via 
sussidiaria la trasmissione degli  atti  di causa all'autorità inferiore per 
una nuova decisione nel  merito. Ha altresì presentato una domanda 
d'esenzione dal versamento dell'anticipo a copertura delle presumibili 
spese processuali.

J.
Il 7 aprile 2008, il TAF ha rinunciato, ritenuta la sussistenza di motivi 
particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  sulla  procedura 
amministrativa del 20 dicembre 1968 [PA, RS 172.021]), a chiedere al 
ricorrente  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili 
spese  processuali.  Nel  contempo,  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a 
presentare una risposta al ricorso.

K.
Il 22 aprile 2008, l'UFM ha proposto la reiezione del gravame.

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L.
Il  29  aprile  2008,  il  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  ha 
concesso  all'insorgente  un  termine  fino  al  14  maggio  2008  per 
introdurre una replica.

M.
Il 13 maggio 2008, l'autore del gravame ha presentato l'atto di replica.

N.
Con scritto del 3 settembre 2008, l'insorgente ha segnalato di essere 
ancora  in  terapia  disintossicante  ma  con  buoni  risultati.  Inoltre, 
avrebbe elaborato un progetto professionale e formativo. Un rinvio in 
Iraq  comprometterebbe  non  solo  la  terapia  precitata,  bensì anche 
l'intero  progetto  di  cui  sopra  e  di  avere  iniziato  a  lavorare  dal 
1° aprile 2009.

O.
Il 18 maggio 2009, l'autore del gravame ha presentato una copia di un 
contratto di lavoro con funzione di aiuto cucina presso un ristorante in 
E._______  con  inizio  il  1°  marzo  2009  o  al  più tardi  al  rilascio  del 
permesso per stranieri.

P.
Con decisione incidentale del 25 giugno 2009, il TAF ha concesso al 
ricorrente un termine fino al 13 luglio 2009 per produrre un certificato 
medico attuale e circostanziato relativo al suo stato di salute.

Q.
Il 7 luglio 2009, l'insorgente ha indicato segnatamente di non seguire 
più alcuna terapia specifica da oltre cinque mesi e di  non avere più 
bisogno di cure mediche.

Diritto:

1.
1.1 Il TAF giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'articolo  5  PA nonché dell'UFM in materia  degli  stranieri  concer-
nenti l'ammissione provvisoria (art. 31 e 33 lett. d della legge sul Tribu-
nale amministrativo federale del 17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32] e 
art. 83 lett. c n. 3 della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 
[LTF, RS 173.110]), nella misura in cui una delle eccezioni di inammis-
sibilità previste all'art. 32 LTAF non sia applicabile.

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1.2 La procedura delle autorità federali è retta dalle disposizioni gene-
rali sull'organizzazione giudiziaria federale (art. 112 cpv. 1 della legge 
federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri [LStr, RS 142.20]).

2.
V'è motivo d’entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui agli art. 48, 50 e 52 PA.

3.
Il ricorrente può far valere la violazione del diritto federale, compreso 
l'eccesso  o  l'abuso  del  potere  di  apprezzamento,  l'accertamento 
inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza 
(art. 49 PA).

4.
4.1 Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, nei procedimenti su ricorso è determi-
nante la lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano un'al-
tra lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua.

4.2 Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in francese 
ma il  ricorso è stato presentato in  italiano, di  modo che la  presente 
sentenza va redatta in italiano.

5.
5.1 Il  TAF esamina liberamente il  diritto  federale,  l'accertamento dei 
fatti e l'inadeguatezza senza essere vincolato dai motivi invocati dalle 
parti (art. 62 cpv. 4 PA) o dai considerandi del provvedimento litigioso 
(cfr. sentenza del TAF D-4917/2006 del 12 luglio 2007 consid. 3).

5.2 Tanto  la  reiezione  della  domanda  d'asilo  presentata  dal 
richiedente, quanto la pronuncia dell'allontanamento sono cresciuti in 
giudicato.  Rimane  quindi  litigiosa  soltanto  la  questione  circa 
l'esecuzione  dell'allontanamento,  in  particolare  relativamente  alla 
revoca dell'ammissione provvisoria.

5.3 Giusta l'art. 126a cpv. 4 LStr  relativo alle  disposizioni  transitorie 
inerenti  la  modifica  del  16  dicembre  2005  della  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), le persone ammesse a titolo  prov-
visorio, prima della citata modifica della  LAsi  e dell'entrata in vigore 
della  LStr  al  1° gennaio 2008,  sono  sottomesse  al  nuovo diritto. Ne 
consegue che alla presente causa è applicabile la LStr e non la LDDS.

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6.
6.1 Nella  decisione impugnata,  l'UFM ha osservato  nell'ambito della 
ponderazione degli interessi, giusta la prassi dell'art. 14a cpv. 6 LDDS, 
che da un lato l'interessato sarebbe stato condannato per reati di di-
versa natura, ma particolarmente per consumo e vendita di  stupefa-
centi  ad  una  pena  di  21  mesi  di  detenzione  e  all'espulsione  dalla 
Svizzera per sette anni. Dall'altro lato,  il ricorrente avrebbe vissuto la 
maggior parte della sua vita in Iraq, dove avrebbe trascorso la sua in-
fanzia, l'adolescenza, e dove vivrebbero i genitori, cinque fratelli e due 
sorelle, mentre in Svizzera risiederebbe soltanto da cinque anni, di cui 
avrebbe passato un anno e nove mesi in carcere, non avrebbe eserci-
tato alcuna attività lavorativa e non avrebbe nessun legame familiare. 
Inoltre, ha considerato la condizione di tossicodipendenza del richie-
dente come non imputabile  a ragioni  indipendenti  dalla  sua volontà. 
L'UFM ha quindi considerato che l'interessato non desideri o non sia in 
grado di adattarsi all'ordinamento sociale e giuridico svizzero e non ha 
ritenuto i  quattro anni  di  permanenza in  Svizzera dello  stesso come 
anni d'integrazione. Di conseguenza, la revoca dell'ammissione provvi-
soria non comporterebbe un pregiudizio sproporzionato in rapporto al 
beneficio che ne deriverebbe per l'interesse generale.

6.2 Nel gravame, il  ricorrente s'è espresso sugli  interessi  privati  che 
giustificherebbero, secondo lui, la sua permanenza in Svizzera. Ha se-
gnalato che lo  spaccio di  sostanze stupefacenti  sarebbe una diretta 
conseguenza della sua tossicodipendenza e perciò andrebbe valutata 
la gravità dei reati da lui commessi sotto tale profilo. Inoltre, l'esecuzio-
ne dell'allontanamento, esporrebbe il ricorrente ad un pericolo concre-
to per motivi legati al suo stato di salute, in quanto non avrebbe più ac-
cesso alle cure necessarie  in Patria. Peraltro, sarebbe esposto al  ri-
schio di essere ucciso in uno dei tanti attentati commessi in Iraq. Infi-
ne, allega che l'UFM avrebbe dovuto considerare anche la sua giova-
ne età ed il fatto che, prima della condanna del 31 marzo 2006, non 
aveva tenuto comportamenti asociali o delinquenziali.

6.3 Nella  risposta  al  ricorso,  l'UFM ha  rilevato,  che  il  trattamento  a 
base  di  metadone  o  altre  cure  collegate  allo  stato  dell'interessato 
potrebbero essere gestite durante il lungo periodo detentivo in modo 
tale da consentire il ritorno in Patria anche dal punto di vista medico.

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7.
7.1 Giusta l'art. 84 cpv. 3 LStr, su richiesta delle autorità cantonali  o 
dell'Ufficio federale di Polizia, l'UFM può revocare un'ammissione prov-
visoria ordinata perché l'esecuzione dell'allontanamento non era ragio-
nevolmente  esigibile  o possibile  (art. 83 cpv. 2 e 4 LStr)  e  ordinare 
l'esecuzione  dell'allontanamento,  se  sussistono  motivi  di  cui  al-
l'art. 83 cpv. 7 LStr.

7.2 L'art. 83 cpv. 7 LStr, entrato in vigore il 1° gennaio 2008, ha rim-
piazzato l'art. 14a cpv. 6 LDDS. Secondo il Messaggio del Consiglio fe-
derale  concernente  la  legge  sugli  stranieri  dell'8 marzo 2002 
(FF 2002 3433-3434),  il  contenuto  della  nuova disposizione riprende 
quello della norma anteriore, di modo che non v'è motivo di scostarsi 
dalla  giurisprudenza  sviluppata  in  merito  all'art.  14a  cpv. 6 LDDS 
(cfr. in particolare Giurisprudenza ed informazioni della Commissione 
svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA  2004  n. 39]). 
L'art. 83 cpv. 7 LStr - che vale non soltanto in materia di rifiuto ma an-
che di revoca dell'ammissione provvisoria (cfr. Decisioni  del Tribunale 
amministrativo  federale  [DTAF]  2007/32  consid. 3.2  pag. 388)  -  per-
mette di allontanare lo straniero nello Stato d'origine o di provenienza, 
dove l'esecuzione dell'allontanamento non sarebbe possibile ai  sensi 
dell'art. 83 cpv. 2 LStr  oppure ragionevolmente  esigibile  ai  sensi  del-
l'art. 83 cpv. 4 LStr, nella misura in cui è colpito da una pena privativa 
di libertà di lunga durata o di un provvedimento di diritto penale. Se-
gnatamente,  l'art. 83 cpv. 7 lett. a  LStr  stabilisce  che  l'ammissione 
provvisoria, secondo i capoversi 2 e 4, è esclusa se lo straniero "è sta-
to condannato in Svizzera o all'estero a una pena detentiva di lunga 
durata o nei suoi confronti è stata ordinata una misura penale ai sensi 
degli articoli 64 o 61 del Codice penale". Se, da un lato, la nozione di 
"pena detentiva di  lunga durata"  non è stata definita  dal  legislatore, 
dall'altro, secondo la dottrina è reputata una pena preventiva di lunga 
durata  quella  superiore  ad  un  anno  (cfr.  MARC SPESCHA,  in MARC 
SPESCHA/HANSPETER THÜR/ANDREAS ZÜND/PETER BOLZLI,  Kommentar  Migra-
tionsrecht, Zürich 2008, n. 6 ad art. 62 LStr, come pure  PETER BOLZLI, 
op. cit., n. 22 ad art. 83 LStr. e n. 5 ad art. 84 LStr), così come secondo 
la recente giurisprudenza del Tribunale federale (cfr. Sentenza del Tri-
bunale  federale  2C_295/2009  del  25 settembre 2009  consid.  4.2),  il 
quale ha stabilito ad un anno la soglia a partire dalla quale una pena 
privativa di libertà è considerata di lunga durata, in considerazione del 
fatto che le pene pecuniarie - le quali rimpiazzano le pene privative di 
libertà di corta durata - non possono essere pronunciate per una dura-

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ta superiore ad un anno, ovvero 360 giorni. L'art. 83 cpv. 7 lett. b LStr 
prevede che l'ammissione provvisoria è altresì esclusa se lo straniero 
"ha violato in modo rilevante o ripetutamente o espone a pericolo la si-
curezza e l'ordine pubblici in Svizzera [...]". A tal proposito, s'intende 
violazione  dell'ordine  pubblico  (sulla  nozione  di  ordine  pubblico 
cfr. DTAF 2007/32 consid. 3.5 pag. 388) quando lo straniero commette 
un crimine o un delitto o quando viola in maniera grave o ripetuta delle 
norme legali o delle decisioni prese in applicazione di queste norme. 
Nel messaggio dell'8 marzo 2002 relativo alla LStr, il Consiglio federa-
le definisce che la sicurezza e l'ordine pubblici costituiscono il termine 
sovraordinato per definire i beni da proteggere: l'ordine pubblico com-
prende l'insieme della nozione di ordine, la cui osservanza dal punto di 
vista sociale ed etico costituisce una condizione indispensabile della 
coabitazione  ordinata  delle  persone.  La  sicurezza  pubblica  significa 
l'inviolabilità dell'ordine giuridico obiettivo, dei beni giuridici individuali 
(vita, salute, libertà, proprietà, ecc.) nonché delle istituzioni dello Stato. 
Ne consegue che, vi è violazione della sicurezza e dell'ordine pubblici, 
segnatamente se sono commesse infrazioni gravi o ripetute di prescri-
zioni di legge o di decisioni delle autorità, nonché in caso di mancato 
adempimento di doveri di diritto pubblico o privato. Ciò può anche es-
sere il caso in presenza di atti che di per sé non giustificano una revo-
ca,  ma  la  cui  ripetizione  lascia  presupporre  che  la  persona  non  è 
disposta  ad  osservare  l'ordine  vigente  (FF  2002  3424; cfr.  anche 
DTAF 2007/32 consid. 3.5 pag. 388).

7.3 La  giurisprudenza  si  rileva  restrittiva  nell'applicazione  del-
l'art. 14a cpv. 6 LDDS (cfr. DTAF 2007/32 consid. 3.2 pag. 386). Infatti, 
solo la messa in pericolo grave della sicurezza e dell'ordine pubblici o 
gravi compromissioni di quest'ultimi giustificano la revoca di un'ammis-
sione  provvisoria.  Un  tale  comportamento  è  segnatamente  dedotto 
dalla condanna ad una pena privativa di libertà. Di principio, non è suf-
ficiente una condanna ad una pena privativa di libertà con il beneficio 
della condizionale, ma la recidiva, la quotità particolarmente elevata di 
una pena o la compromissione di beni da proteggere particolarmente 
preziosi  possono giustificare l'applicazione dell'art. 14a cpv. 6 LDDS, 
nonostante il giudice penale abbia rinunciato ad una pena detentiva da 
espiare (cfr. GICRA 2004 n. 39 consid. 5.3). Quando applica la disposi-
zione  in  oggetto,  anche  nell'ambito  di  una  revoca  dell'ammissione 
provvisoria, l'autorità deve rispettare il principio della proporzionalità e 
procedere alla ponderazione degli interessi in presenza, tenuto conto 
dell'insieme delle  circostanze,  in  particolare  della  gravità  della  pena 

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pronunciata, del rischio per la sicurezza e l'ordine pubblici (gravità del-
la colpa, natura dei beni giuridici compromessi o messi in pericolo, cir-
costanze particolari in cui gli atti reprensibili sono stati commessi, pro-
nostico,  rispettivamente  rischio  di  recidiva)  e  degli  antecedenti  della 
persona (cfr. GICRA 2006 n. 30 consid. 6.3.1 e giurisprudenza citata; 
2006 n. 23 consid. 6 e 7; 2004 n. 39 consid. 5.3). L'autorità dovrà quin-
di ponderare, da un lato, l'interesse privato dello straniero a continuare 
a beneficiare dell'ammissione provvisoria e, dall'altro, l'interesse pub-
blico  della  Svizzera  a  che  lo  statuto  concesso  sia  revocato 
(cfr. DTAF 2007/32 consid. 3.2 e riferimenti citati).

8.
8.1 Nella fattispecie, conviene pertanto esaminare, se - in considera-
zione del comportamento delittuoso dell'insorgente - sono adempite le 
condizioni  d'applicazione dell'art. 83 cpv. 7  LStr,  che ha rimpiazzato 
l'art. 14a cpv. 6 LDDS su cui si fonda la decisione impugnata e, di con-
seguenza, se può essere escluso l'esame dell'esigibilità e della possi-
bilità dell'esecuzione dell'allontanamento, giusta i capoversi 2 e 4 della 
medesima norma.

8.2 Il ricorrente (come evocato al considerando in fatto E della presen-
te) è stato condannato - con sentenza del 31 marzo 2006 cresciuta in 
giudicato il 16 maggio 2006 - ad una pena detentiva di 21 mesi ed alla 
pena accessoria dell'espulsione dal territorio svizzero per un periodo 
di sette anni, per reati di infrazione aggravata, di atti preparatori all'in-
frazione, di atti di contravvenzione alla LStup e per l'aiuto al soggiorno 
illegale in contravvenzione alla LDDS. Tale pena costituisce in maniera 
evidente  una  pena  detentiva  di  lunga  durata  ai  sensi  del-
l'art. 83 cpv. 7 lett. a LStr,  conformemente a quanto evocato al  consi-
derando 7.2, ovvero secondo quanto ritenuto sia dalla giurisprudenza 
che dalla dottrina, quest'ultima ripresa da codesto Tribunale (cfr. sen-
tenza del TAF del 20 gennaio 2010 D-6968/2009 consid. 9.2).

8.3 Inoltre, il comportamento dell'insorgente - per i reati di cui è stato 
ritenuto  responsabile  e,  di  conseguenza,  condannato  alla  suddetta 
pena - si traduce palesemente altresì nella violazione grave della sicu-
rezza e dell'ordine pubblici, ai sensi della lett. b dell'art. 83 cpv. 7 LStr. 
Infatti,  il  ricorrente si  è sostanzialmente reso colpevole di reati  in un 
ambito molto delicato e rigoroso dell'ordinamento giuridico, ovvero nel-
l'ambito  del  traffico  di  sostanze  stupefacenti  (cfr.  DTF  125  II  521 
consid. 4a/aa; 122 II  433 consid. 2c; sentenza del TAF C-7009/2007 

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del  20 ottobre 2008 consid. 6). Un simile comportamento, per di  più 
implicante le droghe pesanti quali l'eroina, è considerato un reato mol-
to grave - perché costituisce un reale rischio per la salute e la vita di 
numerose  persone  -  tale  da  ledere  l'ordine  e  la  sicurezza  pubblici, 
nonché giustificante un intervento fermo e deciso nei  confronti  degli 
stranieri da parte delle autorità amministrative elvetiche, ciò che corri-
sponde  altresì  alla  severa  pratica  adottata  dalle  autorità  europee 
(cfr. sentenze  della  Corte  di  giustizia  del  10  febbraio  2000,  Nazli, 
C-340/97, in Raccolta di giurisprudenza 2000, pag. I-00957, punti 57 e 
58;  Calfa,  C-348/96,  in  Raccolta  di  giurisprudenza  1999,  p.  I-0011, 
punto 22; cfr. Direttiva del 25 febbraio 1964 per il  coordinamento dei 
provvedimenti speciali  riguardanti il  trasferimento e il  soggiorno degli 
stranieri, giustificati da motivi d'ordine pubblico, di pubblica sicurezza e 
di sanità pubblica [64/221/CEE], Allegato, lett. B, n. 1). La protezione 
della  collettività  di  fronte  allo  sviluppo  del  mercato  della  droga  e  al 
diffondersi  del  suo  consumo costituisce  indubbiamente  un  interesse 
pubblico  preponderante  che  giustifica  di  principio  l'allontanamento 
dalla Svizzera. Gli stranieri coinvolti in tali traffici devono attendersi a 
provvedimenti  di  questo  tipo  (cfr.  DTF  125  II  521  consid.  4a/aa  e 
riferimenti  ivi  citati;  sentenze  del  Tribunale  federale  2C_375/2007 
dell'8 novembre  2007  consid.  4.1;  2A.87/2006  del  29 maggio 2006 
consid. 2; 2A.626/2004 del 6 maggio 2005 consid. 5.2.2; 2A.386/2004 
del  7 aprile  2005  consid. 4.3.2;  2A.175/2004  del  7 dicembre  2004 
consid.  6.3;  2A.7/2004  del  2 agosto 2004  consid.  5.1;  GICRA  2006 
n. 30 consid. 6.3.1; sentenze del TAF C-7009/2007 del 20 ottobre 2008 
consid. 6; D-1976/2007 del 25 gennaio 2010 consid. 8.2). Ciò stante, è 
evidente che l'interesse dello straniero a restare in Svizzera pesa in 
maniera  estremamente  ridotta  nella  ponderazione  degli  interessi  in 
presenza,  a  cui  è  tenuta  l'autorità.  Nel  caso  concreto,  il  ricorrente, 
sedicente, ha vissuto nel suo Paese d'origine,  sino almeno all'età di 
17 anni e mezzo, quando è giunto in Svizzera, dove ha poco dopo rag-
giunto la maggior età. Sebbene egli sia in questo Paese da ormai sette 
anni  ed  abbia  incominciato  ad  esercitare  un'attività  professionale  il 
18 marzo  2009  (cfr.  scritto  del  18  maggio  2009  e  relativi  allegati 
nonché estratto del Sistema d'informazione centrale sulla migrazione 
[SIMIC] del 5 febbraio 2010), egli  ha trascorso 21 mesi in prigione e 
vive in Svizzera solo e senza parenti. Nonostante fosse stato ammes-
so provvisoriamente in Svizzera, il ricorrente non è stato capace di os-
servarne  le  regole,  commettendo  infrazioni  e  abusando  di  sostanze 
stupefacenti, dimostrando così di non essere in grado di adattarsi al-
l'ordinamento sociale e giuridico svizzero e di non meritare altro che 

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una prognosi del tutto negativa da parte delle autorità penali, con par-
ticolare  riferimento  al diniego del  6  dicembre 2006 della  liberazione 
condizionale in favore del ricorrente, nonché da parte di codesto Tribu-
nale,  avuto riguardo all'inesistenza di  concrete possibilità  e capacità 
del ricorrente di integrarsi in Svizzera. Infatti, in tale ambito non lo soc-
corre neppure il fatto che si sia iscritto ad un pretirocinio d'integrazione 
per l'anno scolastico 2008/2009 (cfr. scritto del 3 settembre 2008 con 
relativo allegato) e non abbia più bisogno di cure mediche, in quanto 
detti sforzi d'integrazione sono soltanto avvenuti di recente e posteriori 
alla  decisione  di  revoca  dell'ammissione  provvisoria  dell'8 feb-
braio 2007. Ad  ogni  modo,  in  assenza  di  un  pronostico  favorevole, 
l'interesse  pubblico  alla  revoca  dell'ammissione  provvisoria  non 
consiste soltanto nel  prevenire nuove infrazioni  da parte dell'interes-
sato o di evitare unicamente un rischio futuro. Infatti, la formulazione 
del vecchio art. 14a cpv. 6 LDDS così come quella del nuovo art. 83 
cpv. 7  LStr  è  concepita  in  parte  al  passato  "ha  messo  in  pericolo" 
rispettivamente  "ha violato".  Al  di  là  del  caso particolare,  l'interesse 
pubblico  della  società  consiste  nella  lotta  efficace  contro  quei 
comportamenti che la mettono in pericolo (DTAF 2007/32 consid. 3.7.3 
pag. 391). In  conclusione,  visto  quanto  sopra,  l'interesse privato  del 
ricorrente  a  restare  in  Svizzera  non  prevale  sull'interesse  pubblico 
della Svizzera all'allontanamento del medesimo.

8.4 Di  conseguenza,  il  TAF ritiene  che  -  in  applicazione  tanto  della 
lett. a che b dell'art. 83 cpv. 7 LStr - deve essere escluso l'esame del-
l'esigibilità e della possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento giu-
sta i capoversi 2 e 4 della medesima norma, come rettamente ritenuto 
dall'UFM.

9.
9.1 L'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr. 
Giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere 
possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) nonché 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr). Ritenuta l'applicazione 
dell'art.  83  cpv. 7  LStr,  è  in  particolare  sull'ammissibilità  dell'esecu-
zione dell'allontanamento che codesto Tribunale intende approfondire 
la sua analisi.

9.2 Ritenuta  la  crescita  in  giudicato  della  decisione  dell'UFM  del 
29 aprile 2005 circa il  diniego in favore del ricorrente della qualità di 
rifugiato prevista dall'art. 3 LAsi, essendo stati considerati impertinenti 

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i  motivi  all'origine  della  sua  fuga  dall'Iraq,  nonché  in  assenza  di 
contestazioni  da  parte  del  medesimo,  non  emergono  dalle  carte 
processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  nord  dell'Iraq  -  tra  cui  la 
provincia di Dohuk (DTAF 2008/4 consid. 6 e DTAF 2008/5 consid. 7.5, 
in  particolare  7.5.8),  da  dove  proviene  il  ricorrente  -  possa  violare 
l'art. 25  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., 
RS 0.142.30) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr.

9.2.1 La portata dell'art. 83 cpv. 3 LStr non si esaurisce, altresì, nella 
massima del divieto di respingimento. Anche altri impegni di diritto in-
ternazionale della Svizzera possono essere ostativi all'esecuzione del 
rimpatrio, in particolare l'art. 3 CEDU o l'art. 3 della Convenzione con-
tro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti 
del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105). L'applicazione di tali 
disposizioni presuppone, peraltro, l'esistenza di serie e concrete ragio-
ni per ritenere che lo straniero possa essere esposto, nel Paese verso 
il quale sarà allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; spet-
ta all'interessato di rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e con-
crete ragioni.

9.3 Nel caso concreto non è data rilevare né dagli atti dell'incarto, né 
dalle  allegazioni  del  ricorrente  l'esistenza  di  alcun  serio  indizio 
secondo cui egli possa essere esposto in caso di rimpatrio al rischio 
reale ed immediato di un trattamento contrario a siffatte disposizioni. 
Infatti,  l'insorgente non ha saputo fornire un insieme d'indizi,  oppure 
presunzioni  non  contraddette,  sufficientemente  gravi,  precisi  e 
concordanti quo ad un pericolo d'esposizione personale ad atti o fatti 
che si ritengono contrari alle disposizioni sopraccitate.

9.4 In considerazione di quanto precede, come rettamente ritenuto nel 
giudizio  litigioso,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai 
sensi delle norme di diritto pubblico internazionale.

10.
Ne discende  quindi  che  l'UFM ha  rettamente  revocato  l'ammissione 
provvisoria accordata in favore del ricorrente l'8 febbraio 2007. Di con-
seguenza, il gravame va disatteso e la querelata decisione conferma-
ta.

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11.
Visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.-, che 
seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  dell'insorgente 
(art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3 lett. a del regolamento sulle tasse e 
sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo 
federale del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale ammontare dev'essere versato alla cassa del Tribunale entro un 
termine di 30 giorni dalla data di spedizione della presente sentenza.

3.
Comunicazione a:

- rappresentante del ricorrente (Raccomandata; allegato: bollettino di 
versamento)

- UFM, Divisione soggiorno, con allegato l'incarto N [...] (per corriere 
interno; in copia)

- F._______ (in copia)

Il presidente del collegio: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Carlo Monti

Data di spedizione:

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