# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fff2c55c-ac07-565c-8fe5-f1089a93370d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1999-03-16
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La seconda Camera civile 16.03.1999 12.1998.237
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_002_12-1998-237_1999-03-16.html

## Full Text

Incarto n.

  12.98.00237

  	
  Lugano

  16 marzo 1999/fb

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La seconda Camera
  civile del Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Cocchi,
  presidente 

  Chiesa e Zali

  

 

	
  segretario:

  	
  Petrini

  

 

 

sedente
per giudicare nella causa ordinaria appellabile OA.96.001 della Pretura del
distretto di Bellinzona, promossa con petizione 2 gennaio 1996 da

 

 

                                         __________

                                         rappr.
dall'avv. __________ 

 

                                         contro

 

                                         __________                 

                                         rappr.
dall'avv. __________ 

 

con cui
l’attore ha chiesto la condanna della convenuta al pagamento di fr. 20’500.--
oltre interessi in conseguenza del contratto di assicurazione, domanda ridotta
a fr. 18’900.-- oltre interessi in corso di causa; 

 

Domanda
avversata dalla convenuta che ha postulato la reiezione della petizione e che
il Pretore con sentenza 12 ottobre 1998 ha accolto per fr. 16’065.-- oltre
interessi;

 

Appellante
la convenuta, che con atto di appello del 2 novembre 1998 chiede la riforma del
querelato giudizio nel senso di respingere la petizione;

 

Mentre
l’attore con osservazioni del 1° dicembre 1998 postula la reiezione del gravame
con protesta di spese e ripetibili;

 

Letti ed esaminati
gli atti e i documenti prodotti,

posti a giudizio i
seguenti punti di questione

1.   - se
deve essere accolto l’appello

2.   -
tassa di giustizia e ripetibili

 

 

Ritenuto

 

 

in fatto:

 

 

                                   A.   Il
30 dicembre 1994 l’attore ha distrutto in un incidente stradale, che lo ha
visto unico protagonista, la vettura Renault 19 di proprietà di sua madre, e
chiede il risarcimento di tale danno, valutato in fr. 20’500.--, alla
convenuta, sua assicuratrice con una polizza di responsabilità civile di
privati, che in sede di trattative ha rifiutato di assumersi il sinistro
invocando l’art. 40 LCA.

 

 

                                  B.   Nella
risposta dell’11 aprile 1996 la convenuta si è opposta alla petizione,
attribuendo innanzitutto il sinistro alla grave colpa dell’attore che, nella
per lui migliore delle ipotesi, autorizzerebbe una riduzione di almeno il 30%
delle prestazioni dell’assicuratrice.

                                         La
copertura per tale sinistro non sarebbe comunque data, atteso che egli era
l’abituale utilizzatore, e addirittura il proprietario della vettura in
questione, prova ne sarebbe la fattura d’acquisto della stessa, manipolata
nell’intestazione (acquirente sarebbe stato l’attore e non sua madre) e
nell’indicazione della fornitura dell’autoradio, in realtà non avvenuta, in
luogo di quella dell’assetto sportivo, essendone poco credibile la richiesta 
da parte della madre. Vi sarebbe così frode nelle giustificazioni ai sensi
dell’art. 40 LCA al fine di indurre la convenuta in errore circa la proprietà
del veicolo, mentre il danno sarebbe inferiore a quanto affermato dall’attore.

 

 

                                  C.   Nel
giudizio qui impugnato il Pretore ha ritenuto che la convenuta non sarebbe
riuscita a dimostrare che l’attore era proprietario della vettura distrutta nel
sinistro, o che egli la conducesse abitualmente, né sussisterebbe l’asserita
situazione di dolo ex art. 40 LCA.

                                         Stante
la colpa dell’attore per il verificarsi del sinistro, si giustificherebbe di
ridurre il risarcimento del danno nella misura del 15%, per cui al procedente
spetterebbe in definitiva l’importo di fr. 16’065.-- oltre interessi.

 

 

                                  D.   Con
l’appello la convenuta chiede la riforma della sentenza pretorile nel senso di
respingere la petizione.

                                         Contrariamente
a quanto ritenuto dal Pretore, la madre dell’attore non avrebbe avuto alcuna
necessità di intestare a proprio uso la vettura in questione, circostanza
attestata dal fatto che essa era già intestataria di un’altra vettura e che non
appena il figlio ebbe ad intestarsi una vettura, nel gennaio del 1995, essa
depositò immediatamente le targhe di controllo della Renault. Sarebbero
comunque dati anche i requisiti per l’applicazione dell’art. 40 LCA, avendo il
Pretore negato a torto l’occultamento da parte dell’attore di fatti rilevanti,
posto in atto con l’intento di indurre in errore l’assicuratrice. Si dovrebbe
infine considerare la colpa grave dell’attore per il verificarsi del sinistro,
che giustificherebbe una riduzione dell’eventuale indennizzo nella misura del
30%, e non solo del 15% riconosciuto dal Pretore.

 

 

                                  E.   Delle
osservazioni dell’attore al gravame, del quale è chiesta la  reiezione con
protesta di spese e ripetibili, si dirà, per quanto necessario, nei successivi
considerandi.

 

Considerato

 

 

in diritto:

 

 

                                   1.   L’attore
è titolare della polizza n. __________ per l’assicurazione responsabilità
civile di privati, emessa dalla convenuta il 18 settembre 1991 e soggetta alle
condizioni generali d’assicurazione edizione 1988 (doc. B).

                                         La
polizza includeva anche il rischio speciale costituito da danni causati ad
autovetture di terzi, per cui l’art. 5c CGA stabiliva, tra l’altro, che:

 

                                                 “La compagnia interviene soltanto se:

 

                                                 -    il detentore del veicolo non è né una persona che
convive con l’assicurato, né il datore di lavoro dell’assicurato, né un
noleggiatore professionale, né un’azienda del ramo automobili,

                                                 -    l’utilizzazione
del veicolo da parte dell’assicurato è occasionale e non regolare; i danni che
un assicurato ha scambiato per utilizzarlo in luogo del suo proprio veicolo,
non sono però assicurati.”

 

                                         E’
pertanto pacifico, ai sensi delle CGA, che se si dovesse riconoscere che
l’attore era il proprietario, o anche solo il fruitore non solo occasionale
della vettura, nulla gli sarebbe dovuto a titolo di risarcimento. 

 

 

                                   2.   Contrariamente
a quanto ritenuto dal Pretore, questa Camera matura il convincimento, sulla
scorta di una lunga serie di convergenti indizi, del fatto che l’attore era
l’abituale conducente della vettura oggetto del sinistro.

 

                                2.1   Un
primo, pesante elemento in favore delle tesi della convenuta discende
dall’esistenza di due discordanti fatture di acquisto della vettura in
questione.

 

                             2.1.1   Il
doc. F, prodotto in atti dall’attore, è la fotocopia di una fattura 20 aprile
1994 della __________ che risulta intestata a __________ e che prevede un
supplemento di fr. 550.-- per la fornitura di una radio.

                                         Il
doc. 4, versato in atti dalla convenuta, è una fattura dattiloscritta,
intestata all’attore e in cui il sovrapprezzo riguarda l’assetto della vettura
(ossia la fornitura di molle anteriori più corte rispetto a quelle originali,
cfr. deposizione __________).

 

                             2.1.2   Il
doc. 4 costituisce il documento originale e attesta la reale situazione di
fatto: il sovrapprezzo è stato determinato dalla fornitura dell’assetto e non
della radio (deposizione __________), e la fatturazione “è stata eseguita in
ufficio sulla base del contratto che io ho consegnato” (ibidem), contratto che
secondo il teste era stato firmato dall’attore e non dalla di lui madre.  

                                         Di
conseguenza, il doc. F costituisce un falso, che l’attore ha prodotto in atti
nell’intento di fare ritenere vere le circostanze ivi indicate, mentre le poco
chiare motivazioni da lui addotte (replica, pag. 5: “rettifica” della fattura
per il motivo che l’assetto sarebbe stato un omaggio e il supplemento avrebbe
invece riguardato un radio-CD) sono rimaste allo stadio di puro parlato.

 

                             2.1.3   Questo
comportamento dell’attore non può essere archiviato, come fa il Pretore, con il
rilievo per cui la falsificazione riguarderebbe circostanze di fatto non
rilevanti nell’ottica dell’applicazione dell’art. 40 LCA (consid. 5, pag. 5),
ma impone al contrario una riflessione in vista della valutazione delle altre
emergenze istruttorie. 

Ne va infatti dedotta la disponibilità dell’attore alla menzogna nei confronti
dell’assicuratrice e dell’autorità giudiziaria, il che costringe ad un
particolare riserbo nella valutazione di tutte le sue affermazioni, mentre, a
ben vedere, il rilievo per cui la falsificazione riguarderebbe circostanze di
fatto non decisive non torna a vantaggio dell’attore, dovendosi a maggior
ragione ammettere in linea di principio la sua disponibilità alla menzogna
sulle circostanze rilevanti.

                                         Ci
si deve poi interrogare sulle motivazioni che hanno spinto l’attore alla
presentazione del documento falso, e non si può che dedurne la considerazione
che egli riteneva l’originale pregiudizievole dei suoi interessi, in quanto
passibile -come in effetti è- di costituire indizio quanto meno del suo
regolare utilizzo della vettura, se non di un diritto di proprietà sulla
medesima.

 

                                2.2   Un
secondo elemento probatorio in favore della tesi della resistente va ravvisato
nella successione delle circostanze di tempo delle immatricolazioni di vetture
a nome della madre dell’attore.

                                         Risulta
in effetti dal doc. 7 che l’attore dal 4 novembre 1992 e fino al 10 settembre
1993 era l’intestatario, con targhe di controllo TI __________, di una Renault
Clio 16V. A quell’epoca -e meglio tra il 22 gennaio 1992 e il 1° gennaio 1994-
la madre __________ era l’intestataria, con targhe di controllo __________, di
una Volvo 460, mentre con le predette targhe di controllo  __________,
asseritamente cedutele dal figlio (replica, pag. 10), essa si è intestata
dapprima una Renault 19 16V cabriolet dal 10 settembre 1993 al 18 aprile 1994,
e la Renault 19 16V oggetto del sinistro che ci occupa dal 18 aprile 1994 in
avanti.

                                         Questo
stato di cose appare fortemente sospetto per due diversi motivi: vi è in primo
luogo una sorprendente coincidenza di date nella misura in cui la signora
__________ avrebbe deciso di acquistare per sé -pur essendo già titolare di una
vettura- una Renault 19 16 cabriolet, vettura sportiva di contenuti analoghi
alla precedente Renault Clio 16V e alla successiva Renault 19 16V, proprio il
giorno in cui il figlio tolse di circolazione la Clio 16 V per averla venduta
(risposta 9 di interrogatorio formale); in secondo luogo, secondo l’ordinario
andamento delle cose e la comune esperienza di vita, parrebbe logico pensare
che se la signora __________ avesse realmente acquistato per sé la Renault 19
16 cabriolet l’avrebbe intestata a suo nome con le esistenti targhe di
controllo __________ nella forma delle targhe  trasferibili con la vettura
Volvo già esistente. E’ in effetti addirittura evidente che il proprietario di
due vetture, non potendole utilizzare contemporaneamente, ha un rilevante
interesse economico -necessità di un’unica polizza assicurativa e ribasso
dell’80% sulla tassa di circolazione del 2° veicolo- nel possedere un’unica
targa di controllo, mentre la necessità di una seconda targa sorge unicamente
nel caso in cui si desideri essere intestatari di più di due vetture, oppure
qualora le due vetture debbano circolare contemporaneamente, il che, in
concreto, significa però che la Renault 19 16V cabriolet veniva utilizzata da
altri.

 

                                2.3   Un
ulteriore elemento di dubbio, che costituisce nel contempo la logica
spiegazione della cennata incongruenza relativa alla titolarità da parte di
__________ di due targhe di controllo, è dato dal fatto che al 10 settembre
1993, data in cui l’attore avrebbe ceduto alla madre le targhe di controllo,
questi era confrontato con il problema costituito dalla difficoltà di reperire
una compagnia assicuratrice disposta a contrattare con lui, prova ne è il fatto
che la sua rinuncia ad intestarsi una vettura coincise con la disdetta della
polizza in corso da parte della __________ (interrogatorio formale dell’attore,
risposte 6 e 7).  

 

                                2.4   Le
coincidenze temporali sospette riguardano anche il momento in cui l’attore
riprese ad intestarsi una vettura. Ciò è avvenuto il 25 gennaio 1995, con
l’immatricolazione di una vettura Renault Alpine (IF dell’attore, risposta 14),
e proprio due giorni dopo sua madre ha depositato, a riprova del fatto che non
le occorrevano più, le targhe di controllo trasmessele dal figlio (IF
dell’attore, risposta 15).

 

                                2.5   Degna
di nota è infine anche la particolare predilezione dell’attore per le vetture
sportive della marca Renault, attestata dal suo possesso prima del periodo in
esame di due Clio 16V e di una Renault 19 16V (interrogatorio formale
dell’attore, risposta 5), e di un’altra Renault 19 e di una Renault Alpine dopo
che egli riprese ad intestarsi delle vetture, predilezione che rende alquanto
sospetta l’asserita decisione della madre di acquistare per sé, nell’intervallo
di tempo in cui il figlio non si intestò delle vetture, due automobili di
questo genere, ossia una Renault 19 16V e una Renault 19 16V cabriolet. 

 

 

                                2.6   A
questi convergenti, e nel loro complesso convincenti elementi indiziari, non si
contrappone alcun elemento probatorio -fatte salve le apparenze documentali
relative all’intestazione della Renault 19 16V- non avendo in particolare
l’attore, ad esempio con la testimonianza dei colleghi di lavoro o di amici, in
qualche maniera suffragato la sua tesi secondo cui, a fronte di una madre
titolare di due vetture e di due targhe di controllo, egli si sarebbe
abitualmente servito della Renault Twingo della convivente, tesi che peraltro
lascia irrisolta la questione a sapere come questa, titolare di quest’unica
vettura, risolvesse i propri problemi di mobilità per i quali, si suppone,
aveva appunto acquistato tale veicolo. Né risulta in qualche modo comprovata
l’effettiva utilizzazione da parte della madre dell’attore -e per ben 10’294 km
in poco più di 8 mesi, nonostante il possesso di un’altra vettura- della
vettura Renault 19 16V in questione, non essendo state comprovate le
affermazioni di cui al punto 14 della replica, che giustificherebbero comunque
solo una piccola frazione della distanza percorsa.

 

 

                                   3.   Stante
il convincimento del fatto che l’attore era il conducente abituale della
vettura distrutta nell’incidente, torna applicabile il cenato art. 5c delle
CGA, ed è pertanto escluso l’obbligo contrattuale della convenuta di risarcire
il danno causato dal suo assicurato.

                                         Non
vi è pertanto più la necessità di esaminare l’applicabilità dell’art. 40 LCA
alla fattispecie, che appare peraltro più che verosimile in presenza di una
fattura falsificata, dovendosi comunque respingere la richiesta di indennizzo.

 

                                         Ne
segue, ai sensi dei considerandi, l’accoglimento del gravame.

 

                                         Spese,
tassa di giustizia e ripetibili delle due sedi seguono la soccombenza dell’attore
(art. 148 CPC).

 

Per i quali motivi, richiamati gli art.
148 CPC e la TG

 

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                    I.   L’appello
2 novembre 1998 __________ è accolto.

                                         Di
conseguenza la sentenza 12 ottobre 1998 della Pretura del distretto di
Bellinzona è riformata nel modo seguente:

                                         1.     La petizione 2 gennaio 1996
__________ è respinta

 

                                         2.     La
tassa di giustizia di fr. 900.-- e le spese di fr. 200.--, da anticipare
dall’attore, restano a suo carico, con l’obbligo di rifondere alla convenuta
fr. 2’000.-- per ripetibili.

 

                                   II.   Le
spese della procedura d’appello consistenti in:

 

                                         a) 
tassa di giustizia                                 fr.      580.--

                                         b) 
spese                                                   fr.        20.--

                                         T
o t a l e                                                    fr.      600.--

 

                                         già
anticipati dall’appellante, sono a carico dell’attore, che rifonderà alla
convenuta fr. 1’000.-- per ripetibili di appello.

 

                                  III.
  Intimazione:    -  __________

 

                                         Comunicazione
alla Pretura del distretto di Bellinzona.

 

 

Per
la seconda Camera civile del Tribunale d’appello

Il
presidente                                                           Il
segretario