# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 99ed7838-0a75-5332-8b56-c52ee7be1fb6
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 1997-05-09
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale di appello diritto civile La prima Camera civile 09.05.1997 11.1997.62
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_001_11-1997-62_1997-05-09.html

## Full Text

Incarto n.

  11.97.00062

  	
  Lugano

  9 maggio 1997/cs

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  La prima Camera
  civile del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Epiney-Colombo,
  presidente, 

  G. Bernasconi e Giani

  

 

	
  segretario:

  	
  Romanzini,
  vicecancelliere

  

 

 

sedente
per statuire nel procedimento di interdizione n. ___.____  della
Divisione degli interni, Sezione degli enti locali quale autorità di vigilanza
sulle tutele, introdotta il 4 settembre 1996
dalla

 

 

	
   

  	
  Delegazione
  tutoria del Comune di __________ __________

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  __________
  __________, __________;

   

  

 

esaminati gli atti,

 

posti i seguenti

 

punti di
questione:     1. Se deve essere accolto il ricorso 18 aprile 1997 di
__________ __________ contro la decisione emessa il 14 aprile 1997 dalla
Divisione degli interni, sezione degli enti locali, come autorità di vigilanza
sulle tutele;

 

                                         2.
Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

 

Ritenuto

 

in fatto:                          che il 4 settembre 1996
la Delegazione tutoria del Comune di __________ __________, facendo seguito a
una segnalazione di __________ __________ -__________, ha presentato
all’autorità di vigilanza sulle tutele un’istanza di interdizione nei confronti
di __________ __________ (1956) e l’ha provvisoriamente sospeso dall’esercizio
dei diritti civili, nominandogli un rappresentante nella persona di __________
__________;

 

                                         che con decisione del 14
aprile 1997 la Divisione degli interni, sezione enti locali quale autorità di
vigilanza sulle tutele, ha pronunciato l’interdizione di __________ __________
sulla base dell’art. 369 CC;

 

                                         che con scritto del 18
aprile 1997 __________ __________ è insorto contro la predetta decisione;

 

                                         che non sono state
richieste osservazioni al ricorso;

 

considerando

 

in diritto:                        che le decisioni della
Divisione degli interni in materia di interdizione sono impugnabili alla Camera
civile del Tribunale di appello entro il termine di 20 giorni (art. 48 cpv. 1 e
54a LAC, in vigore dal 1° marzo 1997);

 

                                         che la procedura di
interdizione, sebbene retta dalla legge cantonale (art. 373 CC), è governata
per diritto federale dal principio inquisitorio (Schnyder/Murer, Berner Kommentar, 3a edizione, n.
123 ad art. 373 CC con richiami); 

 

                                         che non è il caso pertanto
di essere troppo severi in relazioni alle esigenze formali del rimedio,
quantunque il gravame dell’interessato – consistente all’atto pratico in una
semplice dichiarazione di ricorso – sia ai limiti della ricevibilità;

 

                                         che per l’art. 369 cpv. 1
CC è soggetta a tutela ogni persona maggiorenne inabile a provvedere per
infermità o debolezza di mente ai propri interessi, sicché richieda durevole
protezione o assistenza;

 

                                         che nella fattispecie la
decisione di interdizione si fonda sulle considerazioni espresse il 31 maggio
1996 dai medici __________ __________ e __________ __________l, del Servizio psico-sociale
di __________;

 

                                         che questi ultimi hanno
definito il paziente “portatore di una sofferenza psichica maggiore e cronica
con tendenza al peggioramento”, onde la necessità di istituire una misura
tutelare nei suoi confronti;

 

                                         che le difficoltà
dell’interessato sono da situare nell’ambito di un delirio paranoide cronico e
che tale situazione di disagio psichico e sociale sussiste dal 1980, quando
avvenne il primo dei quattro ricoveri all’Ospedale neuropsichiatrico di
__________;

 

                                         che nel 1987 il paziente è
stato dichiarato invalido al 100% per cause psichiatriche e dopo alcuni
infruttuosi tentativi di inserimento nell’ambito lavorativo, il 9 aprile 1996
egli è risultato denotare un delirio persecutorio poliforme ben cronicizzato;

 

                                         che, ciò posto, non
possono esservi dubbi in merito alle affezioni di cui soffre il ricorrente né
sul fatto che lo stesso necessita di una misura tutelare;

 

                                         che, invero, l’autorità di
vigilanza sulle tutele non ha sentito personalmente l’interdicendo (art. 71
RTC);

 

                                         che ciò è dovuto tuttavia
al mancato ritiro delle citazioni (doc. 12 e 14) da parte del ricorrente
medesimo, regolarmente citato due volte dall’autorità; 

 

                                         che, del resto, il
ricorrente non contesta quanto figura nelle decisione impugnata, ragione per
cui non v’è ragione per scostarsi dalle conclusioni cui è giunta l’autorità di
vigilanza sulle tutele;

 

                                         che, vista la
particolarità del caso, si prescinde dal riscuotere spese;

 

per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   Il
ricorso è respinto e la decisione impugnata è confermata.

 

                                   2.   Non si riscuotono tasse né
spese.

 

                                   3.   Intimazione a:

                                         – __________ __________,
__________;

                                         – Delegazione tutoria del
Comune di __________ __________.

                                         Comunicazione
alla Divisione degli interni, sezione enti locali, quale autorità di vigilanza.

 

 

Per
la prima Camera civile del Tribunale d’appello

La
presidente                                                        Il segretario