# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 4dd0ee5f-e921-5173-926f-a5b52d9a81b2
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-06-17
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 17.06.2010 D-4276/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-4276-2010_2010-06-17.pdf

## Full Text

Corte IV
D-4276/2010/pen
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  1 7  g i u g n o  2 0 1 0

Giudice Pietro Angeli-Busi, giudice unico, 
con l'approvazione del giudice Markus König,
cancelliera Antonella Guarna.

A._______, nato il (...),
Nigeria,

ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; 
decisione dell'UFM del 4 giugno 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-4276/2010

Visto:

la prima domanda d'asilo che l'interessato ha presentato in data (...),

la  decisione  del  16 ottobre 2009  dell'UFM di  non  entrata  nel  merito 
della menzionata  domanda  e  in  cui  ha  ordinato  l'allontanamento 
dell'interessato  dalla  Svizzera,  come  pure  l'esecuzione 
dell'allontanamento,

la  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  (TAF)  del 
22 ottobre 2009,  che  ha  respinto  il  ricorso  dell'interessato  del 
16 ottobre 2009,

che l'interessato si è reso irreperibile a partire dal (...),

la  seconda  domanda  d'asilo  in  Svizzera  che  l'interessato  ha 
presentato in data (...),

il  verbale  dell'audizione  sommaria  del  27 maggio 2010  (di  seguito: 
verbale), in occasione del quale è stato altresì concesso all'interessato 
il diritto di essere sentito relativo all'intenzione dell'UFM di non entrare  
nel merito della sua domanda d'asilo,

la  decisione  dell'UFM  del  4 giugno 2010,  notificata  all'interessato  il 
giorno stesso (cfr. agli atti avviso di notifica e di ricevuta),

il ricorso inoltrato dall'insorgente il 11 giugno 2010 (cfr. timbro del plico 
raccomandato),

l'incarto  dell'UFM, pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  copia  via  fax in 
data 14 giugno 2010,

i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei 
considerandi che seguono,

e considerato:

che le procedure in materia d'asilo sono rette dalla legge federale sulla 
procedura  amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA,  RS  172.021), 
dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005 

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(LTAF,  RS  173.32)  e  dalla  legge  sul  Tribunale  federale  del 
17 giugno 2005  (LTF, RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del 
26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

che il Tribunale amministrativo federale (TAF) giudica definitivamente i 
ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM  in  materia  d'asilo  (art.  31  e 
art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e art. 83 lett. d LTF),

che  v'è  motivo  d'entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le 
condizioni d'ammissibilità di cui all'art. 48 cpv. 1 e all'art. 52 PA nonché 
all'art. 108 cpv. 2 LAsi,

che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi 
e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la 
lingua  della  decisione impugnata; che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra 
lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua,

che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano 
ed il ricorso è stato presentato in tale lingua; che, pertanto, la presente 
sentenza va redatta in italiano,

che, nell'ambito dell'audizione sommaria, l'interessato ha dichiarato di 
essere cittadino nigeriano, di etnia igbo e di aver avuto ultimo domicilio 
a B._______,

che egli ha affermato di non aver lasciato il territorio svizzero dopo la  
conclusione infruttuosa della sua prima procedura d'asilo come pure di 
non avere nuovi motivi d'asilo rispetto a quelli fatti valere in occasione 
della prima domanda d'asilo,

che,  nella  decisione  del  4 giugno 2010,  l'UFM ha  constatato  che  la 
prima procedura d'asilo è definitivamente conclusa e che l'interessato 
non  ha  addotto  nessun  fatto  proprio  a  motivare  la  sua  qualità  di  
rifugiato  o  determinante  per  la  concessione  della  protezione 
provvisoria,

che,  di  conseguenza,  l'UFM  non  è  entrato  nel  merito  della  citata 
domanda  ai  sensi  dell'art.  32 cpv. 2 lett. e LAsi;  che  detto  Ufficio  ha 
anche  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e 
l'esecuzione dell'allontanamento verso il suo Paese d'origine siccome 
lecita, esigibile e possibile,

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che nel gravame l'insorgente fa valere che – contrariamente a quanto 
ritenuto dall'UFM – sarebbero intervenuti fatti determinanti per i quali 
l'autorità  inferiore  avrebbe  dovuto  entrare  nel  merito  della  sua 
domanda d'asilo; che egli, infatti, avrebbe evocato durante l'audizione 
– senza che questo sia stato annotato nel verbale – che, nel (...), le  
persone  che  attenterebbero  alla  sua  vita,  avrebbero  minacciato 
l'incolumità  di  sua  sorella,  quando  quest'ultima  avrebbe  tentato  di 
recarsi al loro villaggio in occasione del (...); che, inoltre, l'insorgente 
allega  di  avere  ricevuto  una  telefonata,  in  data  (...),  nella  quale  un 
amico,  appena rientrato  al  villaggio,  gli  avrebbe  detto  che gli  stessi 
criminali avrebbero distrutto la casa di suo padre,

che,  in  conclusione,  l'insorgente  ha  chiesto,  in  via  principale, 
l'annullamento  del  provvedimento  impugnato  e,  in  via  sussidiaria,  la 
concessione  dell'ammissione  provvisoria;  che  ha  altresì  presentato 
una  domanda  d'assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali e del relativo anticipo,

che, giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi,  non si  entra nel  merito di  una 
domanda d'asilo se il richiedente è già stato oggetto in Svizzera di una 
procedura d'asilo  terminata con decisione negativa o se, mentre era 
pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  d'origine  o  di 
provenienza, a meno che dall'audizione non vi siano indizi che siano 
intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità di rifugiato o 
determinanti per la concessione della protezione provvisoria,

che la precedente procedura d'asilo si è definitivamente conclusa con 
la crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 16 ottobre 2009, a 
seguito della sentenza del 22 ottobre 2009 del TAF,

che  il  ricorrente  non  è  ritornato  nel  suo  Paese  d'origine,  né  ha 
avanzato  alcun  nuovo  motivo  d'asilo,  nell'ambito  della  procedura  di 
prima istanza,

che, infatti, durante l'audizione sommaria il ricorrente ha affermato che 
i  suoi  motivi  d'asilo  erano  gli  stessi  fatti  valere  durante  la  prima 
procedura confermando che non vi era alcun nuovo motivo d'asilo (cfr.  
verbale pag. 5),

che,  inoltre,  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche 
censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa 
valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  all'impugnata  decisione  (di  non 

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entrata  nel  merito  della  domanda  d'asilo  giusta 
l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi),

che, infatti, le allegazioni decisive in materia d'asilo, s'esauriscono in 
mere affermazioni  di  parte  non corroborate da alcun elemento della 
benché minima consistenza,

che  la  censura  del  ricorrente  secondo  cui  le  sue  dichiarazioni  non 
sarebbero state riportate dall'UFM nel verbale, avanzata nel gravame 
(cfr. ricorso pag. 2), è pretestuosa e non merita alcuna considerazione,

che, infatti,  in primo luogo, l'insorgente avendo apposto la sua firma 
sul verbale, ha confermato che il detto verbale era conforme alle sue 
dichiarazioni e veritiero,

che,  inoltre,  detta  asserzione  non  è  corroborata  da  alcun  elemento 
della benché minima consistenza; che, di conseguenza, v'è ragione di 
concludere alla sua manifesta inverosimiglianza,

che,  in  secondo  luogo,  l'affermazione  avanzata  dal  ricorrente  nel 
gravame,  secondo  cui  avrebbe  ricevuto  una  telefonata  da  un  suo 
amico,  proprio  il  giorno  prima  dell'invio  del  ricorso,  anch'essa  non 
corroborata da alcun elemento della benché minima consistenza, è da 
ritenersi  costruita  per  i  bisogni  della  causa  e,  pertanto, 
manifestamente inverosimile,

che, alla  luce di  quanto evocato, v'è,  dunque, ragione di  concludere 
all'assenza  di  indizi  di nuovi  fatti  propri  a  giustificare  la  qualità  di 
rifugiato  ai  sensi  dell'art.  3 LAsi,  o  determinanti  per  la  concessione 
della protezione provvisoria,

che,  da quanto esposto, discende che in  materia  di  non entrata  nel 
merito il ricorso, destituito di ogni e benché minimo fondamento, non 
merita tutela e la decisione impugnata va confermata,

che il  ricorrente non adempie le condizioni  in virtù delle quali  l'UFM 
avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla 
Svizzera  (art. 14 cpv. 1  e  2 LAsi  e  art. 44 cpv. 1 LAsi  nonché 
art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali 
dell'11 agosto 1999 [OAsi 1, RS 142.311]),

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che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 della 
legge federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20);  
che, giusta l'art. 83 cpv. 1 LStr, l'esecuzione dell'allontanamento deve 
essere possibile (art. 83 cpv. 2 LStr), ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e 
ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), 

che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere 
che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Nigeria  possa 
violare l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione 
Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art.  33  della 
Convenzione  sullo  statuto  dei  rifugiati  del  28  luglio  1951 
(Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché 
l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in Patria al rischio reale ed 
immediato  di  trattamenti  contrari  all'art.  3  della  Convenzione  per  la 
salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  del 
4 novembre  1950  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art.  3  della  Convenzione 
contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o 
degradanti del 10 dicembre 1984 (Conv. tortura, RS 0.105), 

che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  è 
ammissibile,

che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Nigeria  non  è,  notoriamente, 
caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che 
coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio 
nazionale,

che,  quanto  alla  situazione  personale  dell'insorgente,  egli  è  tuttora 
giovane, dispone in Patria – dove ha vissuto sin dalla nascita – di una 
rete familiare e sociale, dato che nel suo Paese d'origine vivono sua 
(...) e suo (...) (cfr. verbale pag. 4); che, infine, l'insorgente è in buona 
salute;  che,  infatti,  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi 
problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione 
provvisoria  (cfr. Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione 
svizzera di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 24), senza che 
ad un esame d'ufficio degli  atti  di  causa emerga la necessità di  una 
permanenza in Svizzera per motivi medici,

che, pertanto, l'esecuzione dell'allontanamento dell'insorgente nel suo 
Paese d'origine deve essere considerata ragionevolmente esigibile,

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che,  infine,  non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della 
possibilità dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che 
l'insorgente, usando della necessaria diligenza, potrà procurarsi ogni 
documento  indispensabile  al  rimpatrio;  che  l'esecuzione 
dell'allontanamento è dunque pure possibile,

che,  per  conseguenza,  anche in materia  d'allontanamento  e  relativa 
esecuzione,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata  decisione 
confermata,

che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura 
semplificata (art. 111a LAsi) dal giudice unico, con l'approvazione di 
un secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi),

che,  avendo  il  TAF  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda 
d'esenzione  dal  versamento  dell'anticipo  a  copertura  delle  spese 
processuali è divenuta senza oggetto,

che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità 
d'esito favorevole, la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della 
dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta 
(art. 65 cpv. 1 PA), 

che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, che seguono la 
soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv. 1  e 
cpv. 5  PA nonché  art.  3  lett.  a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle 
spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo federale 
del 21 febbraio 2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]).

(dispositivo alla pagina seguente)

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Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è respinto.

2.
La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal 
pagamento delle spese processuali, è respinta.

3.
Le spese processuali, di CHF 600.-, sono poste a carico del ricorrente. 
Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale 
amministrativo federale entro un termine di 30 giorni dalla spedizione 
della presenta sentenza.

4.
Comunicazione a: 

- ricorrente,  tramite  il  Centro  di  registrazione  e  procedura  di 
C._______ (Raccomandata; allegato: bollettino di versamento)

- UFM, Centro di registrazione e procedura di C._______ (via fax, per 
l'incarto N [...], con preghiera di notificare la sentenza al ricorrente e 
di  ritornare  l'avviso  di  ricevimento  allegato  al  Tribunale 
amministrativo federale)

- D._______(in copia)

Il giudice unico: Il cancelliere:

Pietro Angeli-Busi Antonella Guarna

Data di spedizione:

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