# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** b9ca5c23-d180-5f6e-80a5-307f3903661d
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-12-01
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 01.12.2014 30.2014.28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_30-2014-28_2014-12-01.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto
  n.

  30.2014.28

   

  IR/sc

  	
  Lugano

  1° dicembre 2014

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  
						

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 17 giugno 2014 di

 

	
   

  	
  RI 1  

  rappr. da: RA 1  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 23 maggio 2014 emanata da

  
	
   

  	
  CO 1  

   

   

  in materia di contributi AVS

  
	
   

  	
   

  	 

				

 

 

ritenuto,                          in fatto

 

                               1.1.   RI 1, già affiliata alla
Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG quale persona senza attività
lavorativa, dal 2008 (doc. 33) è stata ritenuta quale persona che esercita
attività indipendente, e ciò retroattivamente dagli anni 2003 e 2004, siccome “imposta
dall’UT per le tassazioni IFD con un utile da transazioni immobiliari …”.

 

                                         Dagli atti prodotti
dall’amministrazione risulta che la signora RI 1 ha conseguito redditi aziendali
sottoposti alla percezione di contributi in maniera continua, per importi
discontinui, nel corso degli anni. 

                                         Per il 2008, la signora RI
1 ha infatti subito una perdita di oltre 30'000.-- (doc. 13), mentre la
tassazione 2007 (doc. 19 i-t) rileva un reddito da “soc. coll., in acc. o semplici
contrib.” pure negativo ma di soli CHF 10'000.--. La tassazione precedente
(2006), per la medesima posta, fissava invece un reddito di CHF 397'760.--
(doc. 19 i).

 

                               1.2.   Per quanto qui d’interesse il
reddito da attività aziendale ritenuto nella tassazione IFD del 2009 (doc. 7c)
evidenzia una (ulteriore) perdita di CHF 10'000.--. Malgrado ciò l’autorità
fiscale ha comunicato alla Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG, ai
fini della fissazione dei contributi per il medesimo anno, il conseguimento di
un reddito aziendale di CHF 146'481.-- (doc. 8), reddito che la Cassa ha
utilizzato per determinare i contributi del 2009 (il 1° aprile 2014) in CHF
15'920,90, dopo avere riportato l’importo del reddito al lordo dei contributi
(doc. 7b).

 

                               1.3.   Con scritto 29 aprile 2014
(doc. 7) l’assicurata si è opposta alla decisione dell’amministrazione siccome riferita
ad importi difformi da quelli inseriti nella decisione di tassazione. Il 5
maggio 2014 successivo la Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG ha
interpellato l’UT competente (doc. 6) in merito alla quantificazione del
reddito di natura aziendale conseguito dalla signora RI 1 negli anni 2009 –
2010 – 2011. Il funzionario tassatore ha ribadito la sua precedente comunicazione
con scritto dell’8 maggio 2014 (doc. 5), confermando il reddito aziendale 2009
di CHF 146'681.--.

 

                               1.4.   Mediante decisione resa su
opposizione il 23 maggio 2014 (doc. 4) la Cassa ha rilevato di avere: 

 

" … determinato
il contributo personale quale indipendente a carico dell'opponente per l'anno
2009 attenendosi ai dati forniti dall'autorità fiscale, e relativi alla
tassazione 2009. Il reddito professionale notificato ammonta a fr. 146'481.- +
fr. 15'368.- (riporto al lordo del reddito) art. 9 cpv. 4 LAVS, il capitale
investito nell'azienda a fr. 0.-.

(…)

Il reddito aziendale netto, comunicato dall'autorità fiscale,
viene riportato al lordo dei premi AVS/AI/IPG in quanto la deduzione è ammessa
fiscalmente, ma non ammessa dal diritto dell'AVS.

(…)

… in virtù della STFA 9c 189/2013 del 13.12.2013 (recente
pubblicazione) la Cassa è d'accordo di rettificare la contestata decisione 2009
senza riportare al lordo dei premi AVS/AI/IPG il reddito d'attività
indipendente, poiché a livello fiscale il reddito aziendale è al lordo dei
contributi AVS (tassazione IFD: 2009 è di fr. 146'481.--). (…)" (doc. 4)

 

                                         L’opposizione è stata quindi
parzialmente accolta, ma la Cassa ha confermato, contrariamente alle richieste dell’opponente,
il conseguimento di un reddito aziendale, e non una perdita, alla luce del tenore
delle informazioni dell’autorità fiscale.

 

                               1.5.   Il 17 giugno 2014 RI 1 ha
impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale cantonale delle Assicurazioni (doc.
I) evidenziando in particolare come la Cassa si sia fondata su una comunicazione
dell’UT che è smentita dalla decisione di tassazione IFD applicabile. In altri
termini, per RI 1, la comunicazione dell’UT è errata e non può fungere da
sostrato alla fissazione dei contributi del 2009, in effetti la stessa è di contenuto diverso rispetto alla decisione di tassazione, unico
elemento su cui deve fondarsi l’amministrazione poiché unico atto formale
impugnabile reso dall’autorità fiscale.

 

                                         Invitata a produrre la
propria risposta di causa (doc. II del 18 giugno 2014) la Cassa __________ di Compensazione
AVS AI IPG ha ribadito la sua posizione indicando come:

 

" (…)

Il reddito aziendale netto determinante per il calcolo dei
contributi, è sempre stato definito utilizzando i dato comunicati dall'autorità
fiscale. Quest'ultimi, come noto allo studio legale __________ (cfr. doc. 16 e
19) sono composti dalla somma di una quota parte di utile immobiliare
estrapolato dalla comunione ereditaria __________ (a cui la ricorrente vi
partecipa in ragione del 10%), più gli eventuali utili/perdite aziendali da
partecipazione dello Studio __________ di __________.

(…)

In una comunicazione via mail ricevuta dal sig. __________, dello
studio legale __________ in data 2 febbraio 2012 (cfr. doc. 12), ci era stato
comunicato che il reddito presumibile per l'anno 2009 sarebbe stato di circa
fr. 145'500.--. La Cassa, presume che tale valutazione a posteriori, sia stata
fatta in base a degli elementi oggettivi in possesso dello studio legale.

(…)

Il reddito aziendale appena citato poi, è alquanto vicino al
reddito aziendale netto comunicato dall'autorità fiscale per l'anno 2009 di fr.
146'481.--.

Il reddito aziendale 2009 … è stato ulteriormente confermato
dall'autorità fiscale con lettera dell'8 maggio 2014 (cfr. doc. 5), Confermando
inoltre che "i redditi aziendali esposti sono stati estrapolati dalla
comunione ereditaria __________ di cui la signora RI 1 è partecipante in
ragione del 10%, e più precisamente si tratta dell'utile derivante dalle
transazioni immobiliari".

(…)

Infine, con Decisione su opposizione del 23 maggio 2014, al punto
11. abbiamo informato la ricorrente che in virtù della STFA 9C 189/2013 del 13.12.2013 avremmo proceduto a rettificare il reddito determinante senza riportare al
lordo dei contributi AVS." (doc. III)

                               1.6.   Alla parte ricorrente è stata
concessa la possibilità di replicare e di chiedere l’assunzione di prove (doc.
IV dell’8 luglio 2014), quindi le parti sono state convocate dal giudice
delegato per un’udienza di discussione fissata il successivo 5 agosto 2014
(doc. V), nel corso della quale hanno ribadito le loro specifiche posizioni. 

 

                                         Prima dell’udienza il
giudice delegato ha interpellato l’UT __________ (lettera 30 luglio 2014
anticipata via fax) evidenziando: "… contrapposizione …  tra le parti,
vi chiedo di volermi confermare che l’importo oggetto del reddito proveniente
da “soc. coll., in acc. o semplici contrib.” è stato fissato, per il 2009, a CHF “- 10’000” come appare dal documento C prodotto dalla ricorrente. Vi chiedo cortesemente
di volermi confermare che la decisione di tassazione IFD 2009 della ricorrente
è cresciuta in giudicato." (doc. VI).

 

                                         Con scritto 31 luglio 2014
l’UT ha risposto come segue: "… il reddito assoggettabile ai contributi
AVS per l'anno 2009 ammonta a fr. 146'481.--. Lo stesso è composto dal reddito
dal commercio professionale d'immobili ammontante a fr. 156'481.--, derivante
dalla vendita della PPP __________ al Mappale __________ del Comune di __________,
dal quale viene dedotta la perdita di fr. __________-- derivante dall'attività
dello __________. La decisione di tassazione è stata emessa il 2 ottobre 2013.
Contro la stessa non è stato interposto reclamo, pertanto è da considerare
cresciuta in giudicato." (doc. VII). Il contenuto della risposta è
stato reso noto in sede d’udienza alle parti le quali si sono confermate nelle
rispettive posizioni (doc. VIII).

 

                                         Alla luce
dell’insoddisfacente comunicazione dell’amministra-zione fiscale il giudice
delegato ha ulteriormente sottoposto quesiti all’UT competente con lo scritto
che, per completezza, occorre riprendere in dettaglio:

 

" (…)

A complemento d’informazione vi chiedo cortesemente di indicare i
motivi per cui il reddito “assoggettabile ai contributi AVS per l’anno 2009” che ammonta a CHF 146'481.- e frutto del commercio professionale di immobili (vendita di una
PPP edificata sul mappale __________ RFD __________ per CHF 156'481.- dedotti
CHF 10'000.- della perdita dello __________) non si riscontra nella decisione 2
ottobre 2013 (tassazione 2009) tra i redditi da “soc. coll., in acc. o semplici
contrib.”.

(…)

… è di primaria importanza per il TCA accertare i motivi per cui
la tassazione 2009 della signora RI 1 contempla un importo di “-10'000.-“ alla
voce 2.3. della tassazione 2009 e non ritiene invece l’importo di CHF 146'481.-
che viene da voi indicato.

Debbo ritenere che il reddito … sia stato più che azzerato (ed
anzi portato a valore negativo) da deduzioni ammesse?

O si tratta di un importo altrimenti tassato (che ricade cioè
sotto altra voce) od ancora si è trattato di un errore dell’UT che non lo ha contemplato
tra i redditi?" (doc. IX)

 

                                         Il successivo 6 agosto
2014 l’UT ha comunicato che "il reddito frutto del commercio
professionale d'immobili ammontante a fr. 156'481.-- non figura sulla decisione
dell'imposta cantonale emessa il 2 ottobre 2013 in quanto tale reddito è già stato assoggettato con la tassazione sugli utili immobiliari,
decisione emessa il 26.11.2009. Lo stesso avrebbe dovuto essere inserito nella
decisione relativa all'imposta federale, ma purtroppo per una nostra svista,
tale reddito non è stato inserito nella decisione per l'imposta federale emessa
il 2 ottobre 2013. (…)" (doc. X)  attestazione che trova
riscontro nella comunicazione dell’UT __________ relativo alla determinazione dell'imposta
sugli utili immobiliari intimata alla CE di cui l’assicurata è parte (10%).

 

                               1.7.   Le parti sono state invitate
a prendere posizione in merito con scritto 26 agosto 2014. La Cassa __________
di Compensazione AVS AI IPG ha comunicato al Tribunale cantonale delle
Assicurazioni, il 3 settembre 2014, che (doc. XII): "… il reddito
oggetto del contendere non figurante nella notifica di tassazione IFD della
ricorrente, è stato regolarmente tassato mediante decisione di tassazione sugli
utili immobiliari data 26.11.2009. (…)"  confermando la propria posizione.
Dal canto suo la ricorrente (doc. XIII del 10 settembre 2014) ha richiamato i
principi che reggono la materia, il contenuto della STCA 30.2005.53, la
fedefacenza della decisione di tassazione IFD unica a dovere e potere essere
utilizzata per la determinazione dei contributi da versare ed unica a potere
essere impugnata, ciò che nel caso concreto non è avvenuto. RI 1 evidenzia
ancora che "… in casi di errori manifesti nella tassazione a discapito
del contribuente, la cassa di compensazione si è rifiutata di rivedere il
calcolo rilevato che la tassazione era cresciuta in giudico. (…) comprovando
tale assunto mediante atti relativi alla sorella della ricorrente stessa (doc.
XIII/D). Il 17 settembre 2014 il giudice delegato ha chiesto all'UT di __________
di trasmettere copia dell' "incarto completo della tassazione 2009
della signora RI 1 " (doc. XIV), pervenuto (doc. XV) il 19 settembre
2014 e messo a disposizione delle parti con facoltà di formulare osservazioni
entro il 29 settembre 2014 (doc. XVI).

 

                                         Il 24 settembre 2014 la patrocinatrice
della ricorrente ha trasmesso al Tribunale cantonale delle assicurazioni (brevi
manu) il doc. XVII, ossia il questionario per le CE per le comproprietà 2009
(modulo 20) relativa alla CE fu __________.

 

                                         Tale documento, il medesimo
giorno, è stato spedito alla Cassa __________ di Compensazione AVS AI IPG per
la formulazione di eventuali osservazioni (doc. XVIII).

 

                                         Con messaggio di posta
elettronica 14 ottobre 2014 la patrocinatrice della ricorrente ha chiesto di
tenere "momentaneamente in sospeso la pratica" (doc. XIX) che
il giudice delegato ha consentito e ciò sino al 20 novembre 2014 (doc. XX). Con
ulteriore mail 20 novembre 2014 (doc. XXI) la medesima patrocinatrice della
ricorrente ha postulato ulteriore sospensione non concessa.

 

 

                                         in diritto

 

                               2.1.   Il 1° gennaio 2007 (art. 23
cpv. 3 OAVS) ed il 1° gennaio 2009 (art. 22 cpv. 2, 3 e 5 OAVS) sono entrate in
vigore delle modifiche alla OAVS portanti sulla fissazione e determinazione dei
contributi.

 

                                         Occorre qui rilevare che
per quanto riguarda le norme di diritto sostanziale, in assenza di disposizioni
transitorie, nel diritto delle assicurazioni sociali sono determinanti quei
disposti in vigore al momento in cui si è realizzata la fattispecie che esplica
degli effetti (DTF 129 V 4 consid. 1.2; DTF 127 V 466 consid. 1).

 

                                         Dal momento che, nel caso
in esame, lo stato di fatto giuridicamente determinante (momento dell'assoggettamento
dell'eventuale reddito da attività indipendente ai contributi personali) si è
realizzato successivamente al 1° gennaio 2009, le citate modifiche legali
inerenti l'art. 22 OAVS sono applicabili al periodo di contribuzione 2009, e
fanno stato.

 

                               2.2.   Sono assicurate
obbligatoriamente in conformità della legge federale sull'assicurazione per la
vecchiaia e per i superstiti le persone fisiche che sono domiciliate in
Svizzera (art. 1a cpv. 1 lett. a LAVS). A norma dell'art. 3 cpv. 1 LAVS, gli
assicurati sono tenuti al pagamento dei contributi fintanto che esercitano
un'attività lucrativa. In applicazione dell'art. 4 cpv. 1 LAVS, i contributi
degli assicurati che esercitano un'attività lucrativa sono calcolati in
percento del reddito proveniente da qualsiasi attività lucrativa dipendente e
indipendente. I contributi AVS degli assicurati esercitanti un'attività
lucrativa indipendente sono determinati tenendo conto di qualsiasi reddito che
non sia mercede per lavoro a dipendenza d'altri (art. 9 cpv. 1 LAVS). Il
reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente è stabilito deducendo
dal reddito lordo le spese generali necessarie per conseguire il reddito lordo
(art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS).

 

                               2.3.   Per l’art. 22 cpv. 1 OAVS i
contributi sono fissati per ciascun anno di contribuzione. Per anno di
contribuzione si intende l'anno civile. I contributi sono calcolati sul reddito
conseguito effettivamente durante l’anno di contribuzione e sul capitale
proprio investito nell’azienda al 31 dicembre. Nei Cantoni con tassazione
biennale prenumerando, per i due anni di contribuzione precedenti è determinante
il capitale proprio investito al 1° gennaio di ogni anno (cpv. 2). Il reddito
dell’anno di contribuzione è stabilito secondo il risultato dell’esercizio
commerciale chiuso o degli esercizi commerciali chiusi in quell’anno (cpv. 3).
Se in un anno di contribuzione non si è proceduto alla chiusura dei conti, il
reddito dell’esercizio commerciale va ripartito sugli anni di contribuzione
conformemente alla sua durata (cpv. 4). Se l’esercizio commerciale non
corrisponde all’anno di contribuzione, è determinante il capitale proprio
investito nell’azienda alla fine dell’esercizio commerciale (cpv. 5).

 

                               2.4.   Le autorità fiscali cantonali
stabiliscono il reddito determinante per il calcolo dei contributi in base alla
tassazione dell'imposta federale diretta, passata in giudicato, e il capitale
proprio investito nell'azienda in base alla corrispondente tassazione dell'imposta
cantonale, passata in giudicato e adeguata ai valori di ripartizione
intercantonali (art. 23 cpv. 1 OAVS). In difetto di una tassazione dell'imposta
federale diretta passata in giudicato, gli elementi fiscali determinanti sono
desunti dalla tassazione dell'imposta cantonale sul reddito e, in mancanza di
essa, dalla dichiarazione controllata d'imposta federale diretta (art. 23 cpv.
2 OAVS). Nei casi di tassazione intermedia o di procedura per sottrazione
d’imposta, i capoversi 1 e 2 sono applicabili per analogia (art. 23 cpv. 3
OAVS). Le indicazioni fornite dalle autorità fiscali sono vincolanti per le
casse di compensazione (art. 23 cpv. 4 OAVS). Se le autorità fiscali cantonali
non possono comunicare il reddito, le casse di compensazione devono valutare il
reddito determinante per stabilire il contributo e il capitale proprio investito
nell'azienda fondandosi sui dati a loro disposizione. Gli assicurati devono
dare le indicazioni necessarie alle casse di compensazione e, se richiesto,
presentare i giustificativi (art. 23 cpv. 5 OAVS). Per l’art. 24 cpv. 1 OAVS
nell’anno di contribuzione corrente, le persone tenute a pagare i contributi
devono pagare contributi d’acconto a scadenze periodiche. A norma dell’art. 24
cpv. 2 OAVS le casse di compensazione stabiliscono i contributi d’acconto sulla
base del reddito presumibile dell’anno di contribuzione. Possono fondarsi sul
reddito determinante per l’ultima decisione di fissazione dei contributi, salvo
che la persona tenuta a pagare i contributi renda verosimile che detto reddito
non corrisponde manifestamente al reddito presumibile. Giusta l’art. 24 cpv. 3
OAVS se durante o dopo l’anno di contribuzione risulta che il reddito diverge
sostanzialmente dal reddito presumibile, le casse di compensazione adeguano i
contributi d’acconto. L’art. 24 cpv. 4 OAVS prevede che le persone tenute a
pagare i contributi devono dare alle casse di compensazione le indicazioni
necessarie per la fissazione dei contributi d’acconto, presentare, se
richiesto, i giustificativi e segnalare le divergenze sostanziali dal reddito
presumibile. Per l’art. 24 cpv. 5 OAVS se entro il termine fissato non vengono
date le indicazioni necessarie, non vengono presentati i giustificativi o non
vengono pagati i contributi d’acconto, le casse di compensazione fissano i
contributi d’acconto dovuti in una decisione.

 

                               2.5.   Per giurisprudenza costante
del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) ogni tassazione fiscale è presunta conforme
alla realtà: le casse di compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle
autorità di tassazione e il giudice delle assicurazioni sociali esamina di
principio la decisione fiscale unicamente dal profilo della legalità. L'autorità
giudicante non può scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato a
meno che essa contenga errori manifesti e debitamente comprovati,
immediatamente emendabili, oppure quando si debbano apprezzare fatti
irrilevanti dal profilo fiscale, ma decisivi in tema di assicurazioni sociali.
Semplici dubbi sull'esattezza di una tassazione fiscale non bastano; infatti la
determinazione del reddito spetta alle autorità fiscali e il giudice delle
assicurazioni sociali non deve intervenire adottando particolari provvedimenti
di tassazione.

                                         L'assicurato esercitante
un'attività indipendente deve anzitutto difendere i suoi diritti nel
procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni
sociali (Pratique VSI 1997 pag. 26 consid. 2b, 1993 pag. 232 consid. 4b, RCC
1992 pag. 35, RCC 1988 pag. 321 consid. 3, DTF 110 V 86 consid. 4; RCC 1985
pag. 45 consid. 4, DTF 110 V 371 consid. 2a = RCC 1985 pag. 121 consid. 2a, DTF
106 V 130 consid. 1, DTF 102 V 30 consid. 3a = RCC 1976 pag. 275 consid. 3a). 

                                         Il Tribunale federale
delle assicurazioni ha comunque precisato che la comunicazione fiscale è
vincolante per l'amministrazione e per il giudice delle assicurazioni sociali
solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni
relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa
disposizione (Pratique VSI 1993, p. 242ss). In una sentenza del 2005 (H 20/03)
il TFA così si è espresso:

 

" È forse
opportuno ricordare a questo punto che per la giurisprudenza ogni tassazione
fiscale è presunta conforme alla realtà; questa presunzione può essere
infirmata solo da fatti concreti e rilevanti. Dal momento che le casse di
compensazione sono vincolate dalle comunicazioni delle autorità fiscali e che
il giudice delle assicurazioni sociali esamina di principio la decisione
amministrativa unicamente dal lato della legalità, egli può scostarsi da una
tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo quando essa contenga errori
manifesti o debitamente comprovati, che possono essere immediatamente corretti,
oppure quando si debbano apprezzare fatti irrilevanti dal profilo fiscale, ma
decisivi in tema di assicurazioni sociali. Semplici dubbi sull'esattezza di una
tassazione fiscale non bastano; infatti la determinazione del reddito spetta
alle autorità fiscali e il giudice delle assicurazioni sociali non deve
intervenire adottando particolari provvedimenti di tassazione (DTF 110 V 86 consid. 4 e 370 seg. con riferimenti di
giurisprudenza; VSI 1997 pag. 26 consid. 2b)."

 

                                         In una sentenza del 23
agosto 2012 il TF ha ribadito la sua giurisprudenza, confermando che il vincolo
della tassazione IFD nei seguenti termini:

 

" 3.5.1 Nach Art. 23 Abs. 1 AHVV in der seit 1. Januar 2001
gültigen Fassung ermitteln die kantonalen Steuerbehörden das für die Bemessung
der Beiträge massgebende Erwerbseinkommen auf Grund der rechtskräftigen
Veranlagung für die direkte Bundessteuer, das im Betrieb investierte
Eigenkapital auf Grund der entsprechenden rechtskräftigen kantonalen
Veranlagung unter Berücksichtigung der interkantonalen Repartitionswerte; die
Angaben der kantonalen Steuerbehörden sind für die Ausgleichskassen verbindlich
(Abs. 4).

3.5.2 Die absolute Verbindlichkeit der Angaben
der Steuerbehörden für die Ausgleichskassen und die daraus abgeleitete relative
Bindung des Sozialversicherungsgerichts an die rechtskräftigen Steuertaxationen
sind auf die Bemessung des massgebenden Einkommens und des betrieblichen
Eigenkapitals beschränkt. Diese Bindung betrifft also nicht die
beitragsrechtliche Qualifikation und beschlägt daher nicht die Fragen, ob
überhaupt Erwerbseinkommen und gegebenenfalls solches aus selbstständiger oder
aus unselbstständiger Tätigkeit vorliegt und ob die Person, die das Einkommen
bezogen hat, beitragspflichtig ist. Somit haben die Ausgleichskassen ohne
Bindung an die Steuermeldung auf Grund des Rechts der Alters- und
Hinterlassenenversicherung zu beurteilen, wer für ein von der Steuerbehörde
gemeldetes Einkommen beitragspflichtig ist (BGE 121 V 80 E. 2c S. 83, 114 V 72
E. 2 S. 75, 110 V 83 E. 4 S. 86 und 369 E. 2a S. 370, 102 V 27 E. 3b S. 31, je
mit Hinweisen; Urteil H 36/03 vom 7. Juni 2004 E. 4.5). Das gilt namentlich
auch für die Qualifikation eines Vermögensbestandteils als Privat- oder
Geschäftsvermögen, zumal diese Unterscheidung steuerrechtlich häufig ohne
Belang ist, da der Ertrag sowohl aus Privat- als auch aus Geschäftsvermögen
steuerbar ist. Die Steuermeldung ist daher mit Bezug auf den Vermögensertrag
keine zuverlässige Grundlage für die AHV-Beitragsfestsetzung, weshalb die
Qualifikation als beitragsfreier Kapitalertrag auf Privatvermögen oder
beitragspflichtiges Einkommen aus Geschäftsvermögen im
Beitragsfestsetzungsverfahren erfolgen muss (Urteil H 361/96 vom 2. Juli 1997
E. 2c). In Bezug auf den Vermögensgewinn ist demgegenüber auch
steuerrechtlich die Unterscheidung von Geschäfts- und Privatvermögen von
Bedeutung, weshalb sich die AHV-Behörden in der Regel auf die Steuermeldungen
verlassen können und eigene nähere Abklärungen nur dann vornehmen müssen, wenn
sich ernsthafte Zweifel an der Richtigkeit der Steuermeldung ergeben (BGE 134 V 250 E. 3.3 S. 253; 110 V 369 E. 2a S. 370 und 83 E. 4 S. 86, 102 V 27 E. 3b S. 31 mit Hinweisen)."

 

                               2.6.   Va ricordato
che, come evoca Paul Cadotsch, Die
Verbindlichkeit der Steuermeldungen für die116 AHV-Beitragsfestsetzung, in ASA 62 p. 371 e ss., in particolare
p.375, che:

 

" (…)

Die AHV-spezifische Bindung kann nicht in eine
der erwähnten Kategorien eingeordnet werden. Sie erweist sich als
mehrschichtig: Direkte Bundessteuer und AHV umschreiben je für sich das
abgabepflichtige Einkommen. Die AHV verweist nicht einfach auf die Steuern. Was
das Einkommen aus selbständiger Erwerbstätigkeit angeht, (…) grundsätzliche,
aber eben nicht vollkommene Übereinstimmung. (…)"

 

                                         Dal canto suo la più
recente dottrina ribadisce nella sostanza i medesimi principi evocati dalla
giurisprudenza relativi ai vincoli esistenti tra le decisioni dell’autorità
fiscale, da un lato, e le decisioni che incombono alle Casse in materia di
fissazione dei contributi. Per quel che attiene alle eccezioni, ossia ai casi
in cui il giudice e l’amministrazione, possono staccarsi dalla decisione di
tassazione, Ueli Kieser:
Alters-und Hinterlassenenversiche-rung, 3 ed., Schulthess 2012, ad art. 9 n. 82
e ss in particolare 85 e ss., specifica che:

 

" Da die Ausgleichskassen an die Angaben der Steuerbehörden gebunden sind
und das Sozialversicherungsgericht die Entscheide der AHV-Ausgleichskasse
grundsätzlich nur auf ihre Gesetzmässigkeit zu überprüfen hat darf von rechtskräftigen
Steuertaxationen bloss dann abgewichen werden, wenn diese klar ausgewiesene Irrtümer
enthalten, die ohne Weiteres richtiggestellt werden können, oder wenn sachliche
Umstände gewürdigt werden müssen, die steuerrechtlich belanglos, sozialversicherungsrechtlich
aber bedeutsam sind. Blosse Zweifel an der Richtigkeit einer Steuertaxation
genügen hiezu nicht (110 V 371). Insbesondere haben die AHV-Organe und die
Gerichte autonom zu beurteilen, ob die von der Steuerbehörde gemeldeten
Einkünfte und Vermögenszuwächse der AHV-Beitragspflicht unterliegen oder nicht
(125 V 394). Freilich können sich die Ausgleichskassen m der Regel auf
Steuermeldungen verlassen und haben eigene nähere Abklärungen nur dann
vorzunehmen, wenn sich ernsthafte Zweifel an der Richtigkeit der Steuermeldung ergeben (121 V 83)."

 

                               2.7.   Sempre Kieser (op. cit. n. 86) precisa i casi di
eccezioni al vincolo dato dalla tassazione trasmessa alla Cassa, segnalando
come un reclamo in materia di imposta cantonale non sia sufficiente per
giustificare l’eccezione, come pure “wenn die Abklärung ergibt, dass
Veranlagung für die direkte Bundessteuer wahrscheinlich korrigiert worden wäre,
wenn sie mit einem Rechtsmittelangefochten worden wäre” (DTF 110 V 69
consid. 2b p. 372). La dottrina precisa l’eccezione al principio secondo cui
l’assicurato deve difendere i propri diritti riferiti anche ai contributi della
LAVS, in ambito fiscale evocando la prassi del TF:

 

" Der Grundsatz, wonach die versicherte Person ihre Rechte im
Steuerjustizverfahren zu wahren hat, erfährt dann eine Einschränkung,
wenn die in der Veranlagung festgesetzte Steuer nur einen niedrigen Betrag
ausmacht und deshalb mangels relevanten Streitwerts kein Anlass für die
Erhebung eines Rechtsmittels besteht
(SVR 2007 AHV Nr. 11 H 64/06, E. 3.4). Ein Anlass für ein Steuerjustizverfahren fehlte etwa bei einem
Streitwert im Betrag von CHF 195.80 (110 V 374 E. 3b); hingegen wurde anders
entschieden bei einem Jahressteuerbetrag von CHF 579 70 bei veranlagtem
Einkommen von CHF 39000 (ZAK 1992 36 f. E. 5a)."

 

                               2.8.   Un vincolo della Cassa alla "Steuermeldung"
non sussiste invece quando

 

" klar ausgewiesene Irrtümer vorliegen, die ohne Weiteres richtig
gestellt werde können. Eine in wesentlichen Punkten abweichende Veranlagung für
die Staats- und Gemeindesteuern belegt (noch) nicht, inwiefern die massgebende
Einschätzung der direkten Bundessteuer einen klar ausgewiesenen Irrtum enthält,
der sich ohne Weiteres richtigstellen lässt. Das Sozialversicherungsrecht
müsste dies vielmehr aufgrund einer materiellen Prüfung der beiden Veranlagungen feststellen, was der
Kompetenzausscheidung zwischen Steuer- und Sozialversicherungsorganen
widerspricht (H 118/03 E. 4.2)."

 

                                         Nella sentenza da ultimo
citata il TF ha infatti osservato come:

 

" Zu prüfen ist nach dem Gesagten, ob die Taxation für die direkte
Bundessteuer 1997/98 mit einem steuerbaren Einkommen von Fr. 0.- klar
ausgewiesene Irrtümer enthält, die ohne weiteres richtig gestellt werden
können, oder ob sachliche Umstände gewürdigt werden müssen, die steuerrechtlich
belanglos, sozialversicherungsrechtlich aber bedeutsam sind. Gestützt auf die
im kantonalen Verfahren eingeholten Steuerakten steht fest, dass der
Beschwerdeführer in der Steuererklärung für 1996 Erwerbseinkünfte von insgesamt
Fr. 111'220.- deklarierte, wovon er zunächst die Geschäftsmiete (Fr. 18'144.-)
und die Betriebsunkosten gemäss separater Aufstellung (Fr. 71'549.-) abzog,
woraus sich ein Einkommen von Fr. 21'527.- ergab. Das kantonale Gericht hat mit
Hinweis auf das Urteil R.________ vom 23. Januar 2003 (H 20/02) festgestellt,
dass die Gesamteinnahmen auch Einkünfte aus Kunstausstellungen der Ehefrau (Fr.
13'240.-) bzw. die Betriebsunkostenaufstellung Auslagen aus dieser
Beschäftigung (Fr. 18'264.-) enthalten, welche bei der Ermittlung des
beitragspflichtigen Einkommens des Beschwerdeführers ausser Acht zu lassen
sind. Dementsprechend ergibt sich ein Einkommen von Fr. 26'551.-.

 

Der Beschwerdeführer addierte gemäss
Steuererklärung (ausgehend von Fr. 21'527.-) weiter die Mietzinseinnahmen der
in seinem Eigentum stehenden Liegenschaften (Fr. 208'051.-) sowie den Ertrag
aus Wertschriften (Fr. 1'396.-) und subtrahierte die Schuldzinsen für die
Liegenschaften (Fr. 230'450.-), die geleisteten AHV-Beiträge (Fr. 6'683.-),
einen Sonderabzug bei Erwerbstätigkeit beider Ehegatten (Fr. 6'400.-) sowie
Versicherungsprämien und Zinsen von Sparkapitalien (Fr. 4'800.-). Im
Ergebnis resultierte ein Reineinkommen von minus Fr. 17'359.-. Die kantonale
Steuerbehörde stellte offensichtlich bei der Veranlagung der direkten
Bundessteuer auf diese Angaben ab und setzte ein steuerbares Reineinkommen von
Fr. 0.- fest. Gemäss Art. 9 Abs. 1 AHVG in Verbindung mit Art. 17 AHVV und Art.
9 Abs. 2 AHVG sind zur Ermittlung der beitragspflichtigen Erwerbseinkommen
Einkünfte aus der Vermietung privater Liegenschaften und Wertschriftenerträge
nicht vorgesehen. Dasselbe gilt für die genannten Abzüge (Schuldzinsen,
AHV-Beiträge, Sonderabzug bei Erwerbstätigkeit beider Ehegatten,
Versicherungsprämien und Zinsen von Sparkapitalien). Bei der Festsetzung der
beitragspflichtigen Einkommen sind daher diese Einkünfte und Abzüge
unberücksichtigt zu lassen. Eine Bindung an die rechtskräftige Veranlagung für
die direkte Bundessteuer besteht insoweit nicht, weil es um eine spezifisch
beitragsrechtliche Frage (liegt überhaupt beitragspflichtiges Erwerbseinkommen
vor?) geht. Die in den Steuererklärungen angegebenen Steuerfaktoren enthalten
ausweislich der kantonalen Steuerakten keine klar ausgewiesenen Irrtümer, die
ohne weiteres richtig gestellt werden können. Der gegenteilige Standpunkt der
Vorinstanz gründet, wenn auch unausgesprochen, auf der Annahme, dass die in
wesentlichen Punkten von der auf Grund einer Ermessenseinschätzung der Staats-
und Gemeindesteuer abweichende rechtskräftige Veranlagung für die direkte
Bundessteuer falsch sei. Diese Auffassung ist indessen bundesrechtswidrig. Nach
der Rechtsprechung belegt eine in wesentlichen Punkten abweichende Veranlagung
für die Staats- und Gemeindesteuer nicht, inwiefern die massgebende
Einschätzung der direkten Bundessteuer einen klar ausgewiesenen Irrtum enthält,
der sich ohne weiteres richtig stellen lässt. Das
Sozialversicherungsgericht müsste dies vielmehr auf Grund einer materiellen
Prüfung der beiden Veranlagungen feststellen, was der Kompetenzausscheidung
zwischen Steuer- und Sozialversicherungsorganen widerspricht (ZAK 1992 S. 34
Erw. 3c)."

 

                               2.9.   Nel caso in esame la Cassa ha
fatto riferimento, per la determinazione dei contributi 2009 dovuti dalla qui
ricorrente, a quanto emerso dalla schermata (doc. 9) dei dati fiscali
accessibile alla Cassa. In questa schermata appare, tra gli altri importi considerati
dalla autorità fiscale, anche la cifra di CHF 146'481, senza però essere
accompagnata dal codice di riferimento dell’importo. La comunicazione formale
dell’UT alla Cassa del 7 marzo 2014 (doc. 8) conferma l’esistenza di un reddito
da ritenere quale aziendale quantificato in CHF 146'481.- e specifica assenza
di capitale aziendale. Questo documento è palesemente smentito dal doc. 7c,
ossia dalla copia della decisione di tassazione emanata dall’UT di __________
per la signora RI 1 da cui si desume che, nel 2009, per l’IFD, è stato ritenuto
un reddito di natura aziendale negativo, ossia è stata realizzata una perdita.
Malgrado la contraddittorietà delle comunicazioni la Cassa ha ritenuto il
sussistere del reddito aziendale che ha posto a fondamento del calcolo dei
contributi, poi corretti nella loro quantificazione a livello di opposizione.

 

                             2.10.   Questo Tribunale cantonale
delle Assicurazioni deve qui decidere se l’importo di CHF 146'481.-- considerato
dalla Cassa di compensazione sia stato correttamente posto alla base della
determinazione dei contributi dell’assicurata. Il valore è stato comunicato
dall’UT, come rilevato, ma non è riportato e contenuto nella decisione di
tassazione cui deve, di principio, essere fatto riferimento. In altri termini
il TCA deve decidere se, correttamente, la Cassa si è scostata dalla decisione
di tassazione ritenendo la decisione stessa errata sulla scorta della giurisprudenza
e della dottrina evocati, e si sia correttamente fondata sulle comunicazioni
trasmesse dall'UT.

 

                             2.11.   Nel caso di specie soltanto
dopo diverse richieste di spiegazioni ed informazioni dettagliate
l’amministrazione fiscale ha informato il Tribunale che il reddito frutto del
commercio professionale di immobili, per un importo complessivo di CHF 156'481.--,
soggetto ad imposizione per la tassazione sugli utili immobiliari (doc. X/1),
non è stato inserito in maniera corretta nella tassazione e ciò a seguito di “una
nostra svista". Da questo valore, per la comunicazione doc. 8, l’UT ha
poi dedotto la perdita di CHF 10'000.-- che, sola, viene invece riportata nella
decisione di tassazione trasmessa dalla ricorrente.

 

                                         L’importo di CHF 146’481 appare
in sé corretto e non è, come tale, contestato dall’assicurata. Lo stesso, oltre
ad essere desumibile dalla tassazione degli utili immobiliari, è rilevabile
dalla fissazione dei contributi della sorella della ricorrente (doc. XII/D), ed
è stato confermato in sede di udienza dinanzi al Tribunale cantonale delle
Assicurazioni (“le parti danno atto comunque che si tratta di un reddito dal
quale non sono stati dedotti i contributi pagati. … la cifra di 146'481 franchi
è da ritenersi al lordo dei contributi”) anche se la ricorrente, tramite la
sua patrocinatrice, ha specificato e ribadito più volte che per il prelievo dei
contributi “deve fare fede la decisione di tassazione”. Non solo.
L’elemento emerge dalla schermata doc. 9 dei dati fiscali della ricorrente. Il
dato è d’altronde in linea con la comunicazione del 2 febbraio 2012
(antecedente alla tassazione, doc. 12) di un collaboratore dello studio
professionale che rappresenta la ricorrente il quale ha comunicato alla Cassa
la “previsione del reddito determinante soggetto a contributi … per l’anno
2009 di ca. 145'500 …”.. L’importo effettivamente conseguito quale reddito
aziendale dalla ricorrente va quindi fissato in CHF 146'481.--. Si tratta in
effetti dell’importo che l’UT ha più volte confermato alla Cassa ed al
Tribunale cantonale delle Assicurazioni stesso.

 

                             2.12.   Occorre ora risolvere il
quesito a sapere se detto importo sia da ritenere e porre alla base della
decisione di fissazione dei contributi per l’anno 2009 della ricorrente, o se
debba prevalere la decisione di tassazione dell’assicurata che non lo riporta.

 

                             2.13.   Questo Tribunale cantonale
delle Assicurazioni deve condividere l’operato della Cassa che ha posto
l’importo di cui si tratta alla base della decisione per la fissazione dei
contributi AVS 2009. In effetti va ritenuto in concreto un manifesto e palese
errore da parte della autorità di tassazione in favore dell’assicurata che,
grazie a tale errore, si trova già beneficiata a livello fiscale con un
importante reddito imponibile non computato. Questo indebito vantaggio non deve
ulteriormente riverberarsi sui contributi AVS. Si ribadisce che l’importo è
accertato con chiarezza, è stato posto alla base della decisione di fissazione
dei contributi della sorella della ricorrente (doc. XII/D), costituisce un
reddito effettivamente conseguito come dimostra il fatto che è stato sottoposto
al prelevamento dell’imposta sugli utili immobiliari (doc. X/1) che ha
interessato tutti i 10 componenti la CE. L’importo deriva dalla vendita di un
immobile nel comune di __________ i cui estremi sono desumibili dal doc. X/1. La
natura di tale reddito, la cui valutazione compete alla Cassa come emerge dalla
giurisprudenza riportata nelle considerazioni che precedono, è certamente
corretta. Il reddito proviene da un'attività economica che da anni viene
esercitata e riferita al commercio di immobili. In effetti, come ricorda la
costante giurisprudenza fiscale cantonale in materia:

 

" … secondo
la pluridecennale prassi del Tribunale federale, vi è commercio professionale
di immobili non appena il contribuente svolge un’attività che eccede la mera
amministrazione del patrimonio e sfrutta il mercato immobiliare alla stregua di
un commerciante professionale, nell’intento di realizzare un profitto (DTF 112
Ib 81 consid. 2a e rif.; ASA 59, pag. 480 consid. c; cfr. anche Schmidt, La
recente giurisprudenza del Tribunale federale in materia di tassazione di
negozi immobiliari e di commercio di immobili a titolo professionale, in:
Fiscalità – Atti della giornata di studio del 25 ottobre 1989 organizzata dalla
Commissione ticinese per la formazione permanente dei giuristi, Lugano 1989, p.
14; Soldini, Il commercio professionale di immobili alla luce della
giurisprudenza federale e cantonale e nella prospettiva della nuova Legge
tributaria, in RDAT I-1994 p. 385). In particolare, sono a tutt’oggi
considerati indizi di un’attività lucrativa, il modo di procedere (sistematico
o pianificato), la frequenza delle operazioni, la breve durata del possesso,
l’esistenza di legami tra tali operazioni e l’attività professionale del
contribuente, il fatto che questi si serva di conoscenze professionali proprie
o di terzi, la partecipazione a una società di persone, l’uso di notevoli
crediti e il reinvestimento dei profitti in ulteriori operazioni immobiliari
(decisione TF 2C_29/2008 del 28 maggio 2008). Ognuno di questi indizi può – con
altri, ma talvolta persino singolarmente – permettere di concludere che si è in
presenza di un’attività lucrativa indipendente ai sensi dell’art. 18 LIFD (StE
2006 B 23.2 n. 31). Il Tribunale federale ha poi avuto modo di precisare che
nella valutazione dell’insieme delle circostanze concrete del singolo caso,
anche in assenza di quegli elementi tipici di un’attività lucrativa
indipendente, determinante rimane l’intento di conseguire un profitto (StE 2004
B 91.3 n. 4 = RDAF 2005 II 37).

 

Vero è che questi sviluppi giurisprudenziali sollevano qualche
perplessità, segnatamente in relazione al carattere talvolta vago degli indizi
considerati come determinanti dalla prassi del Tribunale federale (Reich, in:
Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol.
I/2a, 2. ediz., Basilea 2008, n. 16 ad art. 18 LIFD; Noël, in: Yersin/Noël [a
cura di], Commentaire de la loi sur l’impôt fédéral direct, Basilea 2008, n. 15
ad art. 18 LIFD; Oberson, Droit fiscal suisse, 3. ediz., Basilea 2007, p. 96).
La dottrina più recente sottolinea in particolare come la delimitazione tra
attività indipendente (che comprende sia il commercio professionale nel senso
stretto che tutte le attività “quasi professionali”, meno intense che gli sono
assimilate) e amministrazione del patrimonio privato sia diventata vieppiù
problematica (Noël, op. cit., n. 19 ad art. 18 LIFD), ed il rischio che tali
difficoltà inducano in definitiva le autorità fiscali a porre l’accento
sull’importanza dei guadagni conseguiti, che non deve in nessun caso costituire
un indizio a favore dell’attività lucrativa indipendente (Reich, op. cit., n.
16b ad art. 18 LIFD).

La questione a sapere se una vendita isolata sia da considerarsi
commercio professionale di immobili, mera amministrazione patrimoniale o
occasione fortuita di transazione immobiliare deve continuare a dipendere, in
ultima analisi, dall’insieme delle circostanze del caso particolare. Decisiva
per il giudizio non è la situazione esistente inizialmente, al momento
dell’acquisto, ma quella che risulta al momento della vendita (decisione TF
A.109/75 del 26 marzo 1976 in re Ri., p. 9). Così, un’operazione iniziata e
fatta con intenti speculativi può perdere tale caratteristica per le
particolari condizioni che si verificano al momento, determinante, della
vendita, e viceversa (cfr. CDT 274/88 cit. in RTT 1990 p. 358)."

 

                                         In concreto
è fuor di dubbio, alla luce della documentazione acquisita agli atti, vista
l'attività svolta in seno alla CE fu __________, di commercio immobiliare che
prosegue da anni, che la natura del reddito sia corretta.

 

                             2.14.   Il mancato inserimento della
parte del 10% del reddito spettante alla ricorrente nella sua decisione di
tassazione è unicamente frutto della svista dell’UT. La Cassa ha quindi
correttamente fatto astrazione dalla decisione di tassazione siccome
palesemente errata e l’errore era facilmente emendabile ed ha considerato il
reddito aziendale conforme peraltro alle comunicazioni dell’UT stesso. Alla
luce di quanto precede il ricorso va, su questo punto, respinto.

 

                             2.15.   Resta da verificare se la
Cassa ha correttamente ritenuto, nella sua decisione resa su opposizione
(oggetto della lite), l’importo lordo del reddito aziendale in CHF 146'481.-- in
luogo e vece dei CHF 161'849.-- considerati nella decisione formale. A questo
proposito occorre qui richiamare la recente giurisprudenza federale nonché
quella cantonale che vi ha fatto seguito, emanata da questo Tribunale cantonale
delle Assicurazioni. 

                                         Nelle recenti sentenze 25
agosto 2014 (inc. 30.2014.25) e 10 giugno 2014 (inc. 30.2014.10) il TCA ha
ripreso la giurisprudenza in questi termini:

 

" Giusta
l'art. 9 cpv. 4 LAVS, in vigore dal 1° gennaio 2012, le casse di compensazione
aggiungono al reddito comunicato dalle autorità fiscali le deduzioni
ammissibili secondo il diritto fiscale dei contributi di cui all'articolo 8
della presente legge, all'articolo 3 capoverso 1 della legge federale del 19
giugno 1959 sull'assicurazione per l'invalidità (LAI) e all'articolo 27
capoverso 2 della legge del 25 settembre 1952 sulle indennità di perdita di
guadagno. A tal fine il reddito comunicato è calcolato al 100 per cento in base
ai tassi di contribuzione applicabili.

 

Per la disposizione transitoria della modifica del 17 giugno 2011
(computo delle deduzioni ammissibili secondo il diritto fiscale), l'articolo 9
capoverso 4 si applica a tutti i redditi provenienti da un'attività lucrativa
indipendente comunicati dalle autorità fiscali dopo l'entrata in vigore della
modifica.

 

Nella recente STCA 30.2014.13 del 24 marzo 2014, emanata da questo
Tribunale nella sua composizione di tre giudici e cresciuta incontestata in
giudicato, ripresa nelle STCA 30.2014.8 del 22 maggio 2014 e STCA 30.2014.10
del 6 giugno 2014, è stato evidenziato che con sentenza 9C_189/2013 del 13
dicembre 2013 (DTF 139 V 537 = SVR 2014 AHV Nr. 2) l'Alta Corte ha stabilito
che vi è un'eccezione all'applicazione dell'art. 9 cpv. 4 LAVS. Nel caso
giudicato nella sua sentenza di principio il Tribunale federale ha ritenuto
che, nelle comunicazioni relative al 2008 e al 2009, l'autorità fiscale ha negato che dall'importo comunicato fossero stati dedotti i contributi
sociali. L'istanza inferiore, ossia il Tribunale amministrativo del Canton
Zugo, aveva accolto il ricorso dell'assicurato, affermando che la Cassa non
doveva aggiungere all'importo soggetto a contribuzione gli oneri sociali e
rinviando l'incarto all'amministrazione per un nuovo calcolo dopo avere
accertato l'ammontare del reddito netto. Dal canto suo il Tribunale federale ha
stabilito che la lettera della norma è chiara, nel senso che il reddito che
l'autorità fiscale deve comunicare deve corrispondere al reddito netto e che la
Cassa di compensazione competente deve ricalcolarlo al 100 per cento in base ai
tassi di contribuzione applicabili. A livello di ordinanza, l'art. 23 cpv. 4
OAVS prevede che le comunicazioni delle autorità fiscali sono vincolanti per le
casse (cfr. consid. 5.3).

L'Alta Corte ha quindi affermato che scopo e senso dell'art. 9
cpv. 4 LAVS si evincono dal Messaggio del Consiglio federale. Al fine di
semplificare il loro compito e di applicare unitariamente la norma, le autorità
fiscali devono essere sgravate dal ricalcolo dei contributi. Il legislatore è
consapevole che con il nuovo disposto i contributi dedotti a livello fiscale
non collimano necessariamente con quelli ricalcolati dalle casse di
compensazione, poiché la deduzione fiscale non viene loro comunicata. Scopo e
senso della norma consistono nella semplificazione del lavoro per il fisco e
per le casse di compensazione (cfr. consid. 5.4).

 

Secondo l'interpretazione letterale e teleologica della nuova
norma, la ratio legis della modifica consiste nel fatto che le casse di
compensazione, contrariamente alla prassi in vigore precedentemente (DTF 111 V
289), non devono più preoccuparsi della questione di sapere se le autorità
fiscali hanno o meno dedotto i contributi sociali dal reddito loro comunicato.
Devono partire dal principio che si tratta di un reddito netto e devono di
conseguenza aggiungervi i contributi sociali. L'assicurato dichiara al fisco
anche i contributi sociali e può impugnare la tassazione se rileva che la
deduzione non è avvenuta correttamente. Vale anche in questo contesto il
principio secondo il quale l'indipendente deve far valere i propri diritti
nell'ambito della procedura fiscale (DTF 110 V 369). Se la tassazione non viene
contestata, di principio diventa vincolante per il calcolo dei contributi (cfr.
consid. 5.5). La nostra Massima istanza ha tuttavia stabilito che questo
principio non è assoluto e non vale quando tramite la comunicazione fiscale è
attestato chiaramente, espressamente e senza nessun dubbio che dal reddito non
è stata eseguita alcuna deduzione. Nel caso giudicato dal TF, nella
comunicazione relativa al 2009 l'autorità fiscale ha risposto negativamente
alla questione di sapere se i contributi personali sono stati dedotti dal
reddito da attività indipendente. Dalle risposte alle domande poste dall'Alta
Corte emerge infatti che alla cassa di compensazione è stato comunicato il
reddito senza la deduzione dei contributi sociali, perché il ricorrente non li
ha dichiarati o non ne ha fatto domanda in tal senso. Se dalla comunicazione
fiscale è chiaro che non sono state fatte deduzioni e per la cassa non vi è
alcun dubbio che il reddito dichiarato è un reddito lordo, la cassa non deve
procedere al ricalcolo percentuale dei contributi ai sensi dell'art. 9 cpv. 4
LAVS. Infatti, secondo il Messaggio del Consiglio federale, il legislatore
partiva dal presupposto che il fisco aveva effettivamente dedotto i contributi.
Per questo motivo, il TF ha ritenuto che la sentenza di prima istanza è
corretta nel suo risultato e l'amministrazione deve ricalcolare i contributi
dovuti dall'assicurato (cfr. consid. 6).

 

Nel primo caso giudicato da questo Tribunale (30.2014.13), la
fattispecie era analoga a quella trattata dal Tribunale federale, visto che
alla domanda se l'assicurato avesse dedotto i contributi dal reddito aziendale
l'autorità fiscale ha risposto negativamente. Pertanto, il TCA ha concluso che
il reddito accertato fiscalmente era lordo e ha dunque accolto il ricorso e
rinviato gli atti all'amministrazione, affinché ricalcolasse il contributo
dovuto sulla base di questo importo, senza applicare l'art. 9 cpv. 4 LAVS.

 

Anche nella seconda controversia (30.2014.8) il TCA ha potuto
accertare che il reddito da attività indipendente ricavato dalla documentazione
raccolta era lordo, visto che, separatamente, l'assicurata aveva fiscalmente
dichiarato i contributi versati durante l'anno 2008.

 

Pure nella vertenza che entrambe le parti hanno citato e che è
stata decisa con sentenza del 6 giugno 2014 (30.2014.10), cresciuta
incontestata in giudicato, il reddito conseguito dall'attività indipendente era
al netto delle spese che l'interessato si è assunto nell'esercizio della sua
professione (art. 9 cpv. 2 lett. a LAVS), ma non comprendeva anche i contributi
AVS/AI/IPG, visto che egli non li ha dedotti né dalla cifra d'affari incassata,
insieme alle altre spese professionali, né dal reddito netto inserendoli nella
dichiarazione d'imposta (punto 11.1). Ciò ha comportato che poiché l'assicurato
non ha effettivamente posto fiscalmente in deduzione dal reddito conseguito (al
netto delle spese professionali) i contributi personali che egli ha in realtà
versato durante l'anno di contribuzione, la Cassa di compensazione non poteva
ritenere l'importo comunicato dall'autorità fiscale quale reddito al netto dei
contributi AVS/AI/IPG e riportarlo al lordo dei contributi giusta l'art. 9 cpv.
4 LAVS. Pertanto, non essendo state fatte delle deduzioni non v'era alcun
dubbio che il reddito dichiarato era un reddito lordo da attività indipendente
dell'assicurato. Di conseguenza, non si doveva procedere al ricalcolo
percentuale dei contributi ai sensi dell'art. 9 cpv. 4 LAVS, ma porre questo
reddito, siccome già lordo, alla base del calcolo dei contributi personali
dell'insorgente."

 

                             2.16.   Ora in concreto le parti hanno
dato atto, in sede d’udienza, che “la cifra di 146'481 franchi è da
ritenersi al lordo dei contributi”, circostanza questa che, d’altra parte,
la Cassa stessa ha pienamente considerato nella sua decisione resa su
opposizione mediante l’applicazione del principio ritenuto dalla giurisprudenza
federale ed appena citato. Per tale motivo dall’iniziale importo di CHF
161849.-- fissati nella decisione formale, la Cassa ha ridotto l’importo del
reddito aziendale soggetto a contribuzione a CHF 146'481.--. Alla luce di
questa circostanza il reddito fissato dalla Cassa quale reddito aziendale, è
corretto e va posto alla base del prelievo dei contributi.

                             2.17.   Da quanto precede il ricorso
va conseguentemente respinto senza carico di tasse e spese e senza attribuzione
di ripetibili.

 

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso è respinto.

 

                                   2.   Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione. 

                                         L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                          Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                 Fabio
Zocchetti