# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** c6df8cf8-89eb-5f48-8ea3-c183af8fb508
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2005-11-23
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 23.11.2005 38.2005.83
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2005-83_2005-11-23.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2005.83

   

  rs/sdm

  	
  Lugano

  23 novembre
  2005

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattrice:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 20 settembre 2005
di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 26 agosto
  2005 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento, ___________

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in fatto

 

                               1.1.   L’8 agosto
2005 l’Ufficio regionale di collocamento (di seguito URC) di __________ ha
sospeso l’assicurato per 5 giorni dal diritto all’indennità di disoccupazione a
partire dal 16 luglio 2005, argomentando:

 

" 
(…)

Il giorno 15 luglio si sarebbe dovuto presentare
per un colloquio.

Non si è presentato.

Il 26 luglio ha inviato le sue giustificazioni.

Non sono ritenute valide in quanto non si tratta
della prima volta che non si presenta ad un colloquio di consulenza."
(Doc. 1)

 

                               1.2.   A seguito
dell’opposizione inoltrata dall’assicurato (cfr. All. 1), l’URC, il 26 agosto
2005, ha emanato una decisione su opposizione con cui ha ribadito il contenuto
del suo primo provvedimento.

                                         In
particolare l’amministrazione ha osservato:

 

" 
In data 18 febbraio 2004 RI 1 si è annunciato
presso l'Ufficio regionale di collocamento di __________ (in seguito URC) per
l'iscrizione alla disoccupazione. Solo a seguito della conclusione del contratto
di lavoro "PIP", a partire dal 1 marzo 2005 egli ha potuto
rivendicare il diritto alle indennità di disoccupazione.

 

In data 16 marzo 2004 l'assicurato ha seguito
l'incontro informativo previsto per tutte le persone che si iscrivono alla
disoccupazione. Durante tale incontro vengono illustrati i principali diritti e
doveri previsti dalla Legge assicurazione contro la disoccupazione, ivi
compreso l'obbligo di informare e di dare seguito alle istruzioni dell'URC,
segnatamente di partecipare ai colloqui o di dare tempestiva comunicazione nel
caso di impedimento.

 

In data 15 luglio 2005 alle ore 9°° l'assicurato
era convocato per un colloquio presso l'URC. Egli non si è presentato, né ha
avvertito dell'assenza. L'URC il 18 luglio ha chiesto all'assicurato di
giustificare per scritto la propria assenza. Il motivo addotto nella
giustificazione del 26 luglio 2005 è sostanzialmente imputabile ad una
dimenticanza.

 

Già in occasione di un precedente colloquio
fissato per il 21 gennaio 2005 l'assicurato non si era presentato, né ha
informato dell'assenza. Trattandosi della prima volta, la giustificazione era
stata accettata ed egli non era stato sanzionato.

 

Considerato che nel caso specifico trattatasi
della seconda assenza dal colloquio senza una preventiva comunicazione al
consulente, in data 8 agosto 2005 l'URC ha inflitto 5 giorni di sospensione
(decisione n. 209537704) per inosservanza delle prescrizioni di controllo o
delle istruzioni dell'ufficio del lavoro (LADI, art. 30 cpv. 1 lett. d) e
meglio l'assenza ingiustificata dal colloquio.

 

(…)

 

La decisione dell'URC è stata fissata in
conformità alle direttive emesse dell'Ufficio giuridico della Sezione del
lavoro nei casi di mancata presenza al colloquio che prevedono una sanzione tra
5 e 8 giorni di sospensione.

 

Gli argomenti sollevati con l'opposizione non
permettono di giungere ad una conclusione differente rispetto a quanto
stabilito con la decisione contestata. (Doc. A1)

 

                               1.3.   L’assicurato,
il 31 agosto 2005, ha impugnato la decisione su opposizione dinanzi al TCA,
esprimendosi come segue:

 

" 
(…)

In data 15 luglio 2005, venerdì, sarei dovuto
presentarmi allo sportello, mentre, per mia dimenticanza, mi sono recato
regolarmente al lavoro a __________, presso il Programma occupazionale
assegnatomi.

 

A sera, al rientro a casa, riletta la
convocazione, mi sono accorto della dimenticanza e mi sono subito attivato per
ripararne le conseguenze, tanto che il giorno utile successivo, lunedì 18
luglio, mi sono recato di prim'ora allo sportello, scusandomi. Sono stato, tuttavia,
informato che era già partita la richiesta di giustificazione, giunta martedì
19 luglio.

Pur grave, tale dimenticanza non è stata per
nulla voluta, tanto da recarmi al lavoro, come sempre di buon mattino, e
svolgervi il compito affidatomi con l'abituale impegno.

Trattasi, poi, contrariamente a quanto riportato
sulla decisione allegata, della prima volta nel periodo di disoccupazione.

Infatti, quella descritta del 21 gennaio 2005, al
di là dall'essere occorsa durante il PIP, è stata causata da malattia, come si
evince dal certificato medico a suo tempo prodotto.

Poiché, pertanto, si tratta della prima volta e
non è frutto di cattiva volontà, ma di semplice dimenticanza, chiedo
cortesemente a codesto Tribunale cantonale delle assicurazioni la revoca del
provvedimento." (Doc. I)

 

                               1.4.   L’URC, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

                               1.5.   Pendente
causa questa Corte ha chiesto all’URC di prendere posizione in merito
all’asserzione ricorsuale secondo cui l’assicurato si sarebbe subito attivato
per riparare le conseguenze dell’assenza al colloquio del 15 luglio 2005, tanto
che il giorno utile successivo, lunedì 18 luglio, si sarebbe recato di prim’ora
allo sportello, scusandosi. 

                                         All’amministrazione
è inoltre stato chiesto  di indicare se, nei periodi in cui ha ricorso
all’assicurazione contro la disoccupazione precedentemente alla fattispecie del
mese di luglio 2005, l’assicurato era già stato sospeso da parte dell’URC,
della Cassa competente o della Sezione del lavoro a causa di un comportamento
sanzionabile (cfr. doc. VI).

 

                                         Con
scritto del 2 novembre 2005 l’URC ha risposto negativamente a quest’ultimo
quesito e ha confermato che la mattina del 18 luglio 2005 l’assicurato si è
presentato allo sportello dell’URC di __________ (cfr. doc. VII).

 

                               1.6.   I doc. VI e VII
sono stati trasmessi per conoscenza all’assicurato (cfr. doc. VIII).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al
Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio
2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   L'art. 17
cpv. 2 LADI stabilisce, in particolare che, dopo essersi annunciato
personalmente per il collocamento al servizio competente, l'assicurato deve
osservare le prescrizioni di controllo emanate dal Consiglio federale.

 

                                         L'art. 17
cpv. 3 LADI, nella versione in vigore dal 1° luglio 2003 a seguito dell'entrata
in vigore della terza revisione della LADI del 22 marzo 2002, precisa che, su
istruzione dell'ufficio del lavoro competente, l'assicurato è obbligato a
partecipare a colloqui di consulenza.

 

                                         L'art. 21
OADI ("consulenza e controllo"), in vigore dal 1° gennaio 2000,
prevede che:

 

" 
Dopo essersi annunciato, l'assicurato deve
presentarsi personalmente per colloqui di consulenza e di controllo presso il
servizio competente, conformemente alle prescrizioni cantonali. Deve garantire
di poter di regola essere contattato entro un giorno dal servizio competente.
(cpv. 1)

 

Il servizio competente fissa le date dei
colloqui di consulenza e di controllo per ogni assicurato. (cpv. 2)

 

Registra per ogni assicurato le date in cui
si è svolto un colloquio di consulenza e di controllo e stende un verbale sui
risultati di ciascun colloquio. (cpv. 3)

 

Tra il 24 dicembre e il 2 gennaio non si
svolge alcun colloquio di consulenza e di controllo. (cpv. 4)"

 

                                         L'art. 22
OADI precisa quanto segue a proposito dei "colloqui di consulenza e di
controllo":

 

" 
Il primo colloquio di consulenza e di controllo
si svolge entro quindici giorni dalla data in cui l’assicurato si è annunciato
per il collocamento al Comune o al servizio competente. (cpv. 1)

 

Il servizio competente effettua un
colloquio di consulenza e di controllo con ogni assicurato almeno una volta al
mese. Durante il colloquio esamina l'idoneità e la disponibilità al
collocamento dell'assicurato. (cpv. 2)

 

Se l'assicurato esercita un'attività a
tempo pieno da cui ottiene un guadagno intermedio o un'attività volontaria
secondo l'articolo 15 capoverso 4 LADI, il servizio competente lo convoca
almeno una volta ogni due mesi a un colloquio di consulenza e di controllo.
(cpv. 3)

 

Il servizio competente stabilisce d'intesa
con l'assicurato il modo in cui questi può di regola essere contattato entro un
giorno. (cpv. 4)."

 

                                         Secondo
l'art. 30 cpv. 1 lett. d LADI l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità
se non osserva le prescrizioni di controllo o le istruzioni del servizio
competente, segnatamene non accetta un'occupazione adeguata oppure non si è
sottoposto a un provvedimento inerente al mercato del lavoro o ne ha interrotto
l’attuazione oppure con il suo comportamento ne ha compromesso o reso
impossibile l’esecuzione o lo scopo.

 

                               2.3.   In una
sentenza del 2 settembre 1999 nella causa R., pubblicata in DLA 2000 pag. 101
segg., il TFA ha avuto occasione di ricordare i criteri da applicare per
stabilire se e quando un assicurato deve essere sospeso per non aver
partecipato a un colloquio di consulenza o di controllo.

 

                                         I
medesimi criteri sono applicabili per analogia pure alla mancata presenza a una
seduta informativa.

 

                                         Le
principali sentenze dell'Alta Corte possono essere così riassunte.

                                         Nella
decisione dell'8 giugno 1998 nella causa F., C 30/98, non pubblicata, la nostra
Massima Istanza, pronunciandosi in merito al ricorso di un'assicurata contro
una sanzione di 5 giorni di sospensione dal diritto all'indennità di
disoccupazione inflittale per non aver presenziato a un colloquio di
consulenza, ha stabilito che essa, avendo semplicemente confuso la data dell'appuntamento,
non ha osservato quanto impostole dall'ufficio competente soltanto per errore e
non per indifferenza o disinteresse. Presentandosi in un altro giorno ha
dimostrato, comunque, di aver preso seriamente il colloquio concordato.
Pertanto, ritenuto pure che per il resto il suo comportamento è sempre stato
puntuale e corretto, l'Alta Corte ha annullato la penalità.

                                         In una
successiva sentenza del 22 dicembre 1998 nella causa C., C 268/98, non
pubblicata, il TFA ha nuovamente precisato che benché i colloqui di controllo e
di consulenza abbiano certamente un significato importante, ciò non basta per
concludere che la dimenticanza di un appuntamento è sempre punibile. Secondo la
giurisprudenza federale è dato un comportamento sanzionabile quando un
assicurato non presenzia a un colloquio per indifferenza o disinteresse, ma non
quando egli non rispetta la data fissata per errore o per disattenzione e,
presentandosi più tardi, dimostra che prende seriamente l'appuntamento.

                                         In
quell'occasione la nostra Massima Istanza ha quindi annullato la sanzione,
poiché l'assicurato che si era addormentato e di conseguenza non era
intervenuto ad un colloquio previsto alle ore 8.30 della mattina, ma
immediatamente dopo il suo risveglio aveva avvisato telefonicamente l'Ufficio
di collocamento scusandosi per la mancata presenza. Per il resto, aveva sempre
avuto un atteggiamento corretto e puntuale.

 

                                         Per
contro, in una sentenza del 22 dicembre 1998 nella causa R., C 336/98, il TFA
ha confermato la sospensione di 1 giorno inflitta ad un assicurato che aveva dimenticato
l'appuntamento con l'Ufficio regionale di collocamento e non si era scusato
subito dopo aver realizzato la sua manchevolezza, ma ha atteso una precisa
richiesta da parte del servizio competente per esporre le proprie motivazioni.

                                         Considerando
in ogni caso che egli è sempre stato corretto e puntuale e che inoltre si
trattava del primo comportamento sanzionabile, l'Alta Corte ha ritenuto che la
penalità della durata minima di 1 giorno, decisa dall'istanza precedente, fosse
giustificata.

 

                                         In
un'altra sentenza del 22 dicembre 1998 nella causa F., C 327/98, non
pubblicata, il TFA ha annullato una decisione di sospensione di 3 giorni,
ritenendo più adeguata una sanzione di 10 giorni. Un'assicurata non si era
presentata a un colloquio di consulenza, poiché lei e il marito avevano confuso
le date degli appuntamenti. Secondo l'Alta Corte tale circostanza non
legittima l'assenza a un colloquio, per cui il comportamento dell'assicurata è
sanzionabile. Una penalità più severa si giustificava, inoltre, poiché un mese
prima dei fatti in questione l'assicurata era già stata sospesa per 5 giorni
per non aver presenziato ad un appuntamento.

                                         Nella
sentenza sopra citata del 2 settembre 1999 nella causa R., pubblicata in DLA
2000 pag. 101 segg., il Tribunale federale delle assicurazioni si è chinato sul
caso di un assicurato che non aveva partecipato a un colloquio di
controllo fissato per il giorno di venerdì 11 dicembre 1998. Visto che i
precedenti appuntamenti avevano sempre avuto luogo l'ultimo giovedì del mese
tra le ore 18.00 e le 19.00 l'assicurato aveva supposto che per il mese di
dicembre, a causa delle feste natalizie, il colloquio si sarebbe svolto giovedì
17. L'assicurato ha pure affermato che, benché gli fosse stata consegnata brevi
manu una comunicazione scritta, a seguito di un cambiamento del consulente del
personale, non era stato adeguatamente informato circa la data
dell'appuntamento.

                                         Il TFA ha
accolto il ricorso dell'assicurato contro la sospensione di 10 giorni dal
diritto all'indennità di disoccupazione, poiché nonostante la disattenzione,
egli aveva provato con il suo comportamento generale di prendere molto sul
serio i suoi obblighi di disoccupato e di beneficiario di prestazioni. Infatti
oltre ad aver presenziato a tutti i colloqui del 1998, egli aveva sempre
adempiuto diligentemente i suoi doveri di controllo fin dal primo termine
quadro, iniziato il 1° settembre 1993. Pertanto, a mente del TFA, anche la
circostanza che l'assicurato era stato sospeso nel febbraio 1998 per aver
rifiutato un'occupazione adeguata, era in questo contesto irrilevante.

 

                                         In una
sentenza del 4 marzo 2003 nella causa W., C 100/02, ha stabilito che
l’amministrazione, infliggendo a un assicurato 5 giorni di sospensione per non
avere potuto partecipare a una seduta informativa, in quanto si era presentato
con venti minuti di ritardo, non aveva abusato del proprio potere di
apprezzamento.

 

                                         L'Alta
Corte, in una sentenza del 4 dicembre 2003 nella causa S. (C 206/03), ha
confermato la sospensione di 6 giorni inflitta ad un assicurato che non si era
presentato a un colloquio di consulenza il 13 febbraio 2003, al quale era stato
convocato per iscritto l'11 dicembre 2002. La circostanza addotta
dall'assicurato a sua discolpa, relativa al fatto che durante le feste
natalizie del 2002, trascorse in Spagna, lo avessero derubato, oltre che dei
soldi e delle carte di credito, anche della sua agenda, non è infatti stata
ritenuta una valida giustificazione, in quanto egli, dopo il furto, avrebbe
dovuto e potuto informarsi presso l'ufficio di collocamento in merito ai suoi
appuntamenti e provvedere al fine di presenziarvi. Inoltre il 6 gennaio 2003
all'assicurato era comunque stato inviato per posta A un ulteriore avviso
riguardante il colloquio del 13 febbraio 2003.

 

                                         Infine in
una sentenza del 18 luglio 2005 nella causa Office régional de placement de
Delémont c/ V. (C 123/04), il TFA, nel caso di un assicurato che non si era
presentato a un colloquio presso l’ufficio regionale di collocamento a causa di
una dimenticanza, ha confermato che nella fattispecie una sospensione del
diritto alle indennità non era giustificata. 

                                         Infatti,
nonostante nel termine quadro per la riscossione delle prestazioni l’assicurato
avesse già ricevuto un avvertimento avendo compromesso la propria assunzione,
il suo comportamento nell’ultimo anno precedente la mancata partecipazione
all’incontro con l’amministrazione era sempre stato irreprensibile. Inoltre il
giorno seguente l’appuntamento, il medesimo si era scusato spontaneamente per
la sua assenza. 

 

                                         Dal canto
suo, questo Tribunale ha sempre regolarmente confermato le decisioni degli URC
con le quali venivano sospesi dal diritto all'indennità di disoccupazione degli
assicurati che senza valide giustificazioni non avevano presenziato a dei
colloqui di consulenza e di controllo (cfr. D. Cattaneo, Alcuni compiti degli
Uffici regionali di collocamento alla luce della giurisprudenza, Appunti
sociali, fascicolo n. 3., Pregassona 2000, pag. 50 segg.).

                                         Infatti,
non sono quasi mai state ritenute valide dal TCA, giustificazioni addotte dagli
assicurati per non aver partecipato a colloqui di consulenza del tipo: "mi
sono dimenticato/a dell'appuntamento" (cfr. STCA del 2 maggio 2000 nella
causa L. P.); "ho confuso le date" (cfr. STCA del 21 settembre 1999
nella causa E.G.L.) oppure "c'è stato un malinteso" (cfr. STCA del 21
settembre 1999 nella causa M.C.).

                                         In una
sentenza del 14 luglio 1999 nella causa M.P., il TCA, dopo aver appurato in
udienza che ogni mese ha luogo un colloquio di consulenza con la collocatrice
ed uno di controllo (effettuato agli sportelli) e che il calendario di
controllo viene consegnato agli assicurati sin dal momento in cui si iscrivono
per il collocamento, ha confermato la sanzione di 10 giorni inflitta ad un
assicurato che non si era puntualmente presentato in quanto la visita del
proprio cane da parte di un veterinario si è protratta più del previsto.
Inoltre egli avrebbe avuto problemi a reperire un parcheggio.

                                         Il TCA
non ha ritenuto valida la giustificazione di un'assicurata che non si è
presentata ad un colloquio perché stava svolgendo una prova per un nuovo
lavoro. Il TCA ha considerato che l'assicurata doveva comunque avvertire
tempestivamente e direttamente la sua consulente della mancata partecipazione
all'incontro, illustrandone i motivi (cfr. STCA del 6 aprile 2000 nella causa
M.D.).

                                         Il
Tribunale è giunto alla stessa conclusione (sanzione confermata) nel caso di un
assicurato che non si è presentato in quanto stava facendo un trasloco
(stralcio del 30 marzo 2000 nella causa A.I.).

                                         In altri
casi il TCA ha stabilito che spetta all'assicurato organizzarsi in modo tale da
potere ricevere le convocazioni tempestivamente inviate dall'URC (cfr. STCA del
24 settembre 1999 nella causa G.B.; STCA del 21 aprile 1999 nella causa C.Z.).

                                         In una
sentenza dell'8 gennaio 1996 nella causa M.S. il TCA ha confermato la sanzione
di 5 giorni inflitta ad un assicurato che non si era presentato a una riunione
informativa, in quanto, a seguito di un infortunio, poteva muoversi solo con le
stampelle. Il Tribunale ha in particolare precisato che poiché l'ordine
dell'UCL riguardava la semplice partecipazione ad una seduta informativa egli
non poteva dunque giustificare la mancata presenza con motivi di salute.
D'altra parte l'assicurato non aveva neppure avvisato telefonicamente il
collocatore circa l'impossibilità di presenziare al colloquio (cfr. STCA del 17
agosto 1993 nella causa M.M.).

                                         Inoltre,
in una sentenza del 31 luglio 2000 nella causa L.I., questa Corte ha confermato
la sanzione inflitta ad un assicurato il quale non si è presentato ad un
colloquio affermando, dopo aver ricevuto la "Richiesta di
giustificazioni" da parte dell'URC, di avere avuto problemi con la sua
auto mentre si trovava fuori __________. In effetti, benché sia stato invitato
dal TCA a fornire maggiori dettagli sui problemi che avrebbe avuto, non ha
risposto alle precise domande che gli sono state formulate e di conseguenza non
ha così reso credibile le giustificazioni addotte. L'assicurato si era,
peraltro, già nel passato dimenticato di un colloquio.

 

                               2.4.   Secondo
l'art. 30 cpv. 3 LADI la durata della sospensione è determinata in base alla
gravità della colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al
massimo o, nel caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione
del diritto all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a
30 giorni in caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave
(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua
durata è determinata secondo la gravità della colpa (cfr. art. 30 cpv. 3 LADI),
soggiace in altre parole al principio della proporzionalità (cfr. DTF 123 V
150).

                                         In virtù
dell'art. 45 cpv. 2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal
diritto all'indennità entro il termine quadro per la riscossione della
prestazione, la durata della sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45
cpv. 3 OADI stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato
senza valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha
rifiutato un lavoro idoneo.

 

                               2.5.   Riguardo
alla durata della sospensione il TFA ha dichiarato contrarie alla legge le
direttive dell'UFSEL (oggi SECO) concernenti i giorni di sospensione da
applicare per la mancata presenza a un colloquio (per un diverso parere, cfr.
D. Cattaneo, op. cit., pag. 53-54). 

 

                                         In una
sentenza del 22 dicembre 1998 nella causa C., 

                                         (C
268/98), non pubblicata, l'Alta Corte in particolare ha rilevato:

 

" 
(…)

Aus dem Umstand, dass die
Beratungs- und Kontrollgespräche zweimal im Monat und damit rechnerisch rund
alle zwei Wochen stattfinden, kann nicht gefolgert werden, dass pro verpassten
RAV-Termin eine Einstellung von gründsätzlich zehn Tagen Dauer anzuordnen ist.
Mit seiner Betrachtungsweise verkennt das BWA nämlich, dass sich die Einstellungsdauer
gemäss Gesetz nach wie vor nach dem Verschulden bemisst (Art. 30 Abs. 3 Satz 3
AVIG). Es geht daher nicht an, die Dauer nach Massgabe des theoretisch zwischen
zwei RAV-Terminen liegenden Zeitabstandes festzulegen. Insofern ist die Weisung
in ALV-P 97/1, Blatt 10, nicht bundesrechtskonform."

(STFA del 22 dicembre 1998
nella causa C., C 268/98 Hm)

 

                                         Il
Tribunale federale delle assicurazioni ha riconfermato questa giurisprudenza
nella già menzionata sentenza del 2 settembre 1999 nella causa R., pubblicata
in DLA 2000 pag. 101 e segg.

 

                               2.6.   Va
riconfermato in questa occasione, conformemente a quanto più volte sottolineato
dalla giurisprudenza federale, che i colloqui di consulenza e di controllo
hanno una grande importanza (cfr. STFA del 22 dicembre 1998 nella causa C., C
268/98; STFA del 22 dicembre 1998 nella causa F., C 327/98; STFA del 22
dicembre 1998 nella causa R., C 336/98).

                                         Infatti,
la partecipazione a un colloquio di consulenza, oltre che essere necessaria per
reinserire il disoccupato nel mondo del lavoro o per proporgli adeguati
provvedimenti inerenti al mercato del lavoro, ha anche lo scopo di verificare
l'idoneità al collocamento degli assicurati, fondamentale presupposto per
ammettere il diritto all'indennità di disoccupazione (cfr. art. 8 cpv. 1 lett.
f e 15 LADI; cfr. pure 22 cpv. 2 OADI in vigore dal 1° gennaio 2000). Per
questo motivo gli assicurati devono portare una particolare attenzione alle
date alle quali devono presentarsi dai consulenti del personale.

                                         La
giurisprudenza esige pertanto dagli assicurati di motivare e giustificare
(mediante documenti) tempestivamente eventuali reali impedimenti (cfr. STCA del
7 agosto 2000 nella causa D.P.; STCA del 6 aprile 2000 nella causa M.D).

                                         Il
compito dei consulenti durante i colloqui di consulenza è essenziale per una
corretta applicazione della Legge. Attraverso il regolare incontro diretto con
i disoccupati essi hanno l'occasione di individuare eventuali comportamenti
abusivi. Ecco perché l'ordinanza impone ai consulenti di verificare l'idoneità
al collocamento degli assicurati e, se necessario, di segnalare il caso all'UCL
(cfr. D. Cattaneo, op. cit., pag. 49).

 

                                         Infine,
ma non da ultimo, il TCA ricorda che i colloqui di controllo hanno sostituito
la timbratura. Al momento dell'introduzione della LADI i disoccupati dovevano
"timbrare" due volte alla settimana e dal 1° gennaio 1993 una sola
volta. Tuttavia degli studi scientifici hanno dimostrato che la frequenza di
questo tipo di controlli non riduceva in modo evidente la durata individuale
della disoccupazione (cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives de la
LACI", in CGRSS, N° 11/1993 pag. 25). Per questo motivo è stata soppressa
la timbratura ed introdotto il sistema semplificato dei colloqui mensili di
consulenza e di controllo. Ecco perché gli assicurati devono almeno osservare
questi obblighi ridotti e presenziare puntualmente ai colloqui che ai sensi
dell'art. 22 cpv. 2 OADI, in vigore dal 1° gennaio 2000, il servizio competente
effettua almeno una volta al mese (cfr. consid. 2.2.).

 

                               2.7.   Nell'evenienza
concreta l'assicurato, il 15 luglio 2005, non si è presentato a un appuntamento
presso l’URC di __________ per un colloquio, che era stato fissato per le ore
9.00. 

                                       

                                         Il suo consulente del
personale, conseguentemente, con decisione formale dell’8 agosto 2005 l’ha
sospeso dal diritto alle indennità di disoccupazione per 5 giorni (cfr. All. 1; consid. 1.1.). 

                                         Questo provvedimento è
stato confermato con decisione su opposizione del 26 agosto 2005 (cfr. doc. A1;
consid. 1.2.).

 

                                         Prima di
emanare la decisione formale, e meglio il 18 luglio 2005, l'URC, tramite
l’invio di una ”Richiesta di giustificazione”, ha invitato il ricorrente a
motivare, entro il 28 luglio 2005, la propria assenza al colloquio,
sottolineando inoltre che giusta l'art. 30 cpv. 1 lett. d LADI tale
comportamento poteva comportare una sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione (cfr. All. 1).

 

                                         L’insorgente
ha risposto all’amministrazione il 26 luglio 2005.

                                         Dal
relativo scritto emerge che:

 

" 
Vorrei innanzitutto scusarmi per non essermi
presentato al colloquio di venerdì 15 luglio '05. Purtroppo una mia leggerezza
e alcuni impegni che si sono accavallati in pochi giorni mi hanno confuso e
portato a commettere questo errore. Io faccio molto affidamento all'agenda
elettronica del mio natel per gli impegni importanti ma questa volta non mi ha
aiutato. Temo di aver sbagliato o di aver cancellato la nota perché non mi
risultava niente negli impegni della settimana. Poi tra l'altro questi giorni
sono stati molto impegnativi dal punto di vista professionale. Devo sostituire
un collega all'__________ __________ che è partito tre settimane in vacanza
proprio venerdì 15.7. Per farlo ho dovuto alternare due lavori e seguire un
corso accelerato di grafico per poter usare al meglio l'Adrobe Photoshop ms e
nel frattempo concludere la classificazione di 2500 giochi di società che avevo
iniziato appena arrivato. Alla sera quando tornavo a casa andavo direttamente a
letto perché mi scoppiava la testa. Il venerdì che avrei dovuto venire al
colloquio poi aspettavamo un gruppo di una cinquantina di ragazzi delle
elementari che venivano a visitare il nostro __________. Il mio capo giovedì
sera mi ha dato una lista di cose che dovevo comprare prima di recarmi al
lavoro. In più dovevo ricordarmi di rinnovare l'abbonamento del treno perché
era scaduto, di recarmi dal medico al pomeriggio perché ultimamente mi esce
spesso sangue dal naso e di fare alcuni importanti pagamenti. E naturalmente
per cominciare bene una giornata stressante ho perso il treno. Se mi sono
dimenticato del colloquio non è sinceramente per mancanza d'impegno o per
svogliatezza ma per una dimenticanza che può capitare in periodi di stress.
D'ora in poi le prometto di fare molta più attenzione per evitare di ripetere
l'errore e metterò il foglio con la data dell'appuntamento in un punto molto
più visibile.

 

Spero che terrà conto anche che mi sono presentato
spontaneamente il lunedì successivo alle 9:00 circa senza aver ancora ricevuto
la richiesta di giustificazione, che è arrivata solo con la posta di martedì 19
luglio." (All. 1)   

 

                                         Al
riguardo, il TCA rileva che l'URC, trasmettendo al ricorrente la "Richiesta
di giustificazione" citata, gli ha dato l'opportunità di giustificare il
suo comportamento e di esprimersi in merito al ventilato provvedimento nei suoi
confronti. 

                                         Di
conseguenza l'amministrazione ha rispettato il diritto di essere sentito
dell'assicurato (cfr. DTF 126 V 130ss.), ancor prima della procedura di
opposizione (cfr. art. 42 LPGA; STFA del 23 giugno 2003 nella causa S., C
44/03; STFA del 22 dicembre 2003 nella causa J., H 272/03).

 

                               2.8.   Nel caso di
specie è incontestato che l'insorgente non si è presentato al colloquio di
venerdì 15 luglio 2005. 

                                         Inoltre
risulta comprovato che quel giorno, sia di mattina che di pomeriggio, il
ricorrente si trovava a __________ presso l’__________ – __________, dove stava
svolgendo un programma occupazionale assegnatogli dall’URC il 24 maggio 2005
(cfr. All.3). 

                                         Ciò è stato,
infatti, attestato dall’__________ (cfr. All. 1).

 

                                         A tale
proposito va preliminarmente segnalato che un assicurato, nonostante l’obbligo
di partecipare a un programma occupazionale temporaneo impartitogli
dall’autorità competente, deve, da un lato, continuare a cercare lavoro (cfr.
art. 17 cpv. 1 LADI), dall’altro, presenziare ai colloqui di consulenza e
controllo. Questi obblighi vengono regolati dall’amministrazione nel
provvedimento di assegnazione del programma occupazionale (cfr. Circolare
relativa alle misure inerenti al mercato del lavoro edita dal SECO, ottobre
2004, p.to G61, G62).

 

                                         Il TCA
ritiene, in modo più generale, che un assicurato che partecipa a un programma
occupazionale debba ossequiare qualsiasi prescrizioni degli uffici competenti,
ad esempio presenziando a un’eventuale seduta informativa, nel caso in cui non
vi abbia partecipato precedentemente all’assegnazione del POT.

 

                                         Di
conseguenza l’insorgente, il 15 luglio 2005, benché dovesse lavorare presso l’__________
quale partecipante a un programma occupazionale assegnatogli dall’URC, era
tenuto, di principio, a presenziare al colloquio delle ore 9.00.

 

                               2.9.   Come
stabilito dalla giurisprudenza federale (consid. 2.3.), in ben precise
situazioni, una semplice disattenzione permette di mandare un assicurato esente
da sanzioni. Occorre in particolare che il suo comportamento generale dimostri
che prende sul serio i suoi obblighi di disoccupato e di beneficiario di
prestazioni.

 

                                         L’insorgente,
in casu, a motivazione della mancata partecipazione all’appuntamento del 15 luglio
2005 ha invocato una semplice dimenticanza.

                                         Questa
giustificazione non costituisce, tuttavia, un valido motivo per non presenziare
a un colloquio.

 

                                         L’assicurato
ha sempre asserito - fin dalla propria risposta alla “Richiesta di
giustificazione” del 18 luglio 2005 - che il mattino del lunedì successivo al
mancato appuntamento, ovvero il 18 luglio 2005, si è comunque recato
spontaneamente presso l’URC per scusarsi (cfr. All. 1, I). 

                                         L’amministrazione,
interpellata in merito dal TCA (cfr. doc. VI), ha esplicitamente confermato che
la mattina del 18 luglio 2005 l’insorgente si è presentato allo sportello
dell’URC di __________ per la consegna delle ricerche di lavoro e il ritiro del
formulario di autocertificazione. L’URC non ha, peraltro, negato che in tale
occasione l’assicurato si sia pure scusato per l’assenza del 15 luglio 2005 (cfr.
doc. VII).

                                         In
proposito va evidenziato che la “Richiesta di giustificazione”, alla quale il
ricorrente ha del resto tempestivamente e dettagliatamente dato seguito, è
stata sia redatta che inviata il 18 luglio 2005 (cfr. doc. VII; All.1; consid.
2.7.). 

                                         Pertanto il
ricorrente non poteva averla ricevuta già quella mattina stessa.

                                         Occorre,
di conseguenza, concludere che l’assicurato, il 18 luglio 2005, si è effettivamente
presentato all’amministrazione e si è scusato per non avere presenziato al
colloquio del venerdì precedente di sua spontanea volontà.

                                         

                                         Inoltre l’amministrazione
ha attestato che il comportamento dell’insorgente durante i periodi in cui ha
controllato la disoccupazione nei tre termini quadro aperti
(1.7.1999-30.6.2001; 11.2.2004-10.2.2006, 1.3.2005-28.2.2007) è sempre stato
corretto. Egli, in effetti, ha regolarmente dato seguito ai colloqui fissati e
non è mai stato oggetto di sanzioni da parte delle autorità chiamate ad
applicare la LADI (cfr. doc. VII).

 

                                         E’ vero
che l’assicurato non ha presenziato a un precedente colloquio nel mese di
gennaio 2005. Tuttavia al riguardo l’URC ha emesso semplicemente un
provvedimento di 00 giorni di sanzione, in quanto ha considerato valida la
giustificazione addotta dall’insorgente in relazione alla propria assenza,
ossia l’impossibilità di partecipare all’appuntamento a causa di malattia (cfr.
All.2).

 

                                         In simili
condizioni questa Corte ritiene che l’assicurato ha dimostrato di prendere
seriamente i suoi doveri di disoccupato.

                                         In
concreto, alla luce della giurisprudenza federale precedentemente citata (cfr.
consid. 2.3.), non è pertanto dato un comportamento sanzionabile (cfr. in
particolare STFA del 18 luglio 2005 nella causa Office régional de placement de
Delémont c/ V., C 123/04; STFA dell'8 giugno 1998 nella causa F., C 30/98; STCA
del 30 gennaio 2001 nella causa M., 38.2000.173).

 

                                         La
decisione su opposizione del 26 agosto 2005 va  conseguentemente annullata.

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
è accolto.

                                         § La
decisione su opposizione del 26 agosto 2005 emessa  dall'URC di __________ è annullata.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti