# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** fb1797da-708f-52a3-8907-43a7c689a85e
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2000-09-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 07.09.2000 INC.2000.46002
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_GIAR_001_INC-2000-46002_2000-09-07.html

## Full Text

N. 460.2000.2 R                                                         Lugano,
7 settembre 2000

 

 

                   

 

IL GIUDICE DELL'ISTRUZIONE E
DELL'ARRESTO

 

DELLA REPUBBLICA E CANTONE DEL TICINO

 

__________

 

 

sedente per statuire sull'istanza
di libertà provvisoria presentata il 1 settembre 2000 da

 

__________           detenuto presso le celle di
__________

(patrocinato dall'avv. __________)

 

trasmessa a questo giudice con
preavviso negativo del PP avv. __________ ed offerto all'accusato ed alla
difesa di formulare contro osservazioni;

 

 

letto lo scritto 7 settembre 2000
dell'avv. __________;

 

 

letti ed esaminati gli atti
formanti l'inc. 4663/2000 del MP;

 

 

ritenuto e considerato

 

 

 

in fatto e in
diritto:

 

 

1.

 

__________ è stato arrestato il
25 luglio scorso con l'accusa di tentato omicidio intenzionale subordinatamente
lesioni gravi in danno della moglie __________. I coniugi __________ si trovano
in fase di divorzio per il quale vi è già stata un'udienza il il 21 luglio 2000
dinanzi al Pretore competente.

Il 25 luglio successivo - prima
di un incontro con i rispettivi patrocinatori previsto per quella giornata -
l'accusato è andato alla ricerca della moglie che ha incontrato in piazza a
__________. Parcheggiato il suo furgone __________, sessantenne cittadino
germanico da anni domiciliato a __________, ha prelevato due coltelli appuntiti
utilizzati normalmente in cucina (e le fotografie 

 

 

 

agli atti appaiono significative
della loro pericolosità sia per la conformazione appuntita che per la lunghezza
superiore ai 20 cm) con i quali si avvicinava alla moglie. Iniziava quindi a
percuotere la vittima con pugni e calci, quindi estraeva i coltelli con i quali
iniziava a colpire la donna provocandole le ferite al volto (con rischio di
cicatrici permanenti) al tronco ed alle mani suturate chirurgicamente come alla
certificazione medica della dott. __________ (AI 6) e come alle fotografie
allegate.

 

Il Giar ha confermato l'arresto
con provvedimento del giorno successivo ritenendo, oltre ai gravi indizi di
colpevolezza, necessità istruttorie e rischio di fuga. L'istruttoria è
proseguita con numerosi interrogatori dell'accusato - che ha dovuto essere
sentito in lingua tedesca da parte del Giar rispettivamente da parte dell'isp.
__________ e con la presenza dell'interprete nelle sue audizioni successive - e
mediante l'audizione di numerosi testi. Il magistrato d'accusa ha acquisito la
documentazione medica di cui è cenno, ha ottenuto dal SPS di __________ il 28
luglio una valutazione psichica dell'accusato, ha ordinato - nelle more della
presente procedura (come indicato nel preavviso negativo) una perizia
psichiatrica ed ha acquisito il casellario giudiziale dal quale emerge una
precedente e recente (1995) condanna ad una multa per lesioni semplici.

 

 

2.

 

Con istanza di libertà
provvisoria del 1 settembre 2000 la difesa postula la concessione della libertà
in favore dell'accusato osservando come l'istruttoria si trovi ad uno stadio
avanzato e non sussistano più concreti bisogni o rischio di collusione
rispettivamente inquinamento probatorio, e come non possano essere ritenuti un
concreto rischio di fuga e di recidiva. La difesa indica in effetti come tutti
i testi siano stati sentiti e segnala il dire della dott. __________ che valuta
come non necessaria una perizia psichiatrica (comunque ordinata dal PP).
L'istanza rammenta che __________ è domiciliato in Svizzera dove è padre di un
figlio e molto legato al figlio di primo letto della moglie. Per quanto attiene
al rischio di recidiva la difesa valuta l'accaduto come reazione ad una
situazione (separazione e divorzio) comunque in quel momento in fase cruciale e
non destinata a ripetersi. L'istante propone quale misura sostitutiva l'obbligo
di un trattamento terapeutico ed indica il suo mutato atteggiamento già subito
dopo l'arresto.

 

Il magistrato d'accusa ha
preavvisato negativamente l'istanza rilevando esigenze istruttorie, in
particolare per la necessità di svolgere la perizia psichiatrica nel frattempo
ordinata, e per successive contestazioni all'accusato. Per il PP appare poi
rilevante il rischio di recidiva, che la perizia psichiatrica è chiamata a
valutare, a fronte dell'episodio come tale e della precedente condanna per
lesioni semplici.

 

 

 

 

 

 

In sede di contro osservazioni la
difesa ha ribadito il contenuto dell'istanza contestando che la necessità di
erigere la perizia psichiatrica possa costituire atto istruttorio sufficiente a
giustificare il mantenimento dell'arresto, e contesta il sussistere degli
estremi di un rischio di recidiva che deve essere concreto, ciò che non sarebbe
il caso nella fattispecie. L'istanza evidenzia poi l'estemporaneità
dell'episodio indagato.

 

 

3.

 

Come noto alle parti in diritto
la materia è retta dall'art. 95 CPP - corrispondente all'art. 33 scaturito
dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - norme la quale,
dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola
in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e (poi, se del caso) proroga
del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico
dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o
un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse
pubblico, quali i bisogni dell'istruzione, il pericolo di fuga e quello di
recidiva (senza dimenticare che l'arresto, quale misura processuale
cautelativa, non serve unicamente ai bisogni dell'istruttoria, ma anche ad
assicurare la presenza dell'accusato al processo e a garantire l'eventuale
espiazione della pena: DTF 109 Ia 323 consid c, e riferimenti; sentenza 16
novembre 1993 del Tribunale federale in re A.H., 1P 477/1993, consid. 3).
L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato
codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283
cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza
della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -,
ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986
pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381). I menzionati presupposti vanno
approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è
protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione
delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss). Ed anche questo giudice,
come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione
all'arbitrio (REP 1980 pag. 128).

 

 

4.         Gravi
indizi di colpevolezza

 

Nel caso di specie sussistono
sufficienti, gravi e concreti indizi di reato tali da giustificare il
mantenimento dell'arresto. In particolare gli indizi portano a credere che
__________, il 25 luglio scorso, avesse l'intenzione di uccidere la moglie che
aggredì con una violenza indubbia e colpì dapprima con le mani ed i piedi e
quindi con ben due coltelli che addirittura ruppe nella foga della sua azione.

Si tratta di fatti oggettivamente
molto gravi alla luce in particolare del referto medico della dott. __________
che constata, oltre a contusioni varie, sette ferite da taglio al viso ed al
collo, una all'avambraccio e due al braccio. In altri termini nei confronti
della vittima l'autore sembra essersi accanito.

 

 

 

Le deposizioni agli atti dei
testimoni e della vittima e la ammissioni dell'accusato (e deve fare riflettere
particolarmente il dire dell'accusato che sostiene di non ricordarsi:
"Ricordo solo vagamente che che stavo colpendo con calci e pugni mia
moglie e che ad un certo momento avevo in mano uno o due coltelli (non ricordo
quanti fossero …)" costituiscono elementi indizianti sufficienti. Appare
infatti ben poco credibile che __________ abbia preso con se i coltelli perché
si sentiva minacciato dalla moglie siccome la stessa voleva prendere la
stampante del suo computer ed appare sintomatico - e conclusivo per
l'accertamento peritale ordinato dal PP allo psichiatra - che __________
avrebbe profferito le frasi (comunque da lui contestate almeno in parte)
rammentate nel verbale di PP del 28 agosto scorso. In particolare affermazioni
quali "Sie ist maine Frau" od ancora "Jetzt habe ich dich"
(o simile).

 

 

5.         Necessità
istruttorie

 

Contrariamente all'assunto
difensivo sussistono oggi ancora motivi istruttori sufficienti a mantenere
l'accusato in detenzione preventiva. Se è vero che i fatti sono stati
approfonditi con l'istruttoria è altrettanto vero che la perizia recentemente
ordinata dal PP allo psichiatra costituisce un atto istruttorio necessario per
la valutazione attendibile del carattere dell'accusato, del suo grado di
consapevolezza, della sua capacità di adeguarsi alla visione dei fatti, e -
soprattutto - della sua propensione alla violenza fisica. Scopo della perizia è
anche quello di valutare, in termini medici, il rischio che __________ possa
passare nuovamente ad atti violenti nei confronti di terzi. Il magistrato deve
poi procedere al deposito degli atti ed all'eventuale acquisizione di prove offerte
dalle parti interessate.

 

 

6.         Rischio
di fuga

 

Come noto alle parti affinché sia
ammesso un rischio di fuga, occorre considerare il carattere dell'accusato, il
suo domicilio, la sua professione, la sua situazione famigliare e i suoi legami
con lo Stato in cui egli é inquisito (SJ 103/1981, 135; sentenza 31 marzo 1992
in re S.C. del Tribunale federale; sentenza 20 ottobre 1994 in re M.A., CRP
314/94). L'apprezzamento di tutte le circostanze, per invocare appunto un
rischio di fuga, deve lasciar presumere che le conseguenze di una fuga appaiano
per l’accusato come un male minore rispetto a quello derivante per lui
dall'ulteriore carcerazione, con maggior forza quanto più i reati imputati
comportino pene edittali od eventualità di pena concreta importanti (in questo
senso Mario Luvini; in REP 1989,
pag. 292, con i riferimenti ivi indicati; sentenza 14 novembre 1994 in re S.V.,
CRP 341/94). Il Tribunale Federale ha pure considerato (DTF 9 luglio 1996 I
Corte di diritto Pubblico in re GM), quale elemento di valutazione del rischio
di fuga la morale, la situazione finanziaria e le risorse economiche
dell’arrestato. La gravità della pena che sarà presumibilmente inflitta non
basta, ad essa sola, a giustificare e concretizzare un rischio di fuga (v. DTF
117 Ia 69 e segg.; cfr. anche DTF 19 

 

 

 

gennaio 1999 I. Corte di diritto
pubblico in re GS pag. 7). Recente decisione di questo Giar ha negato la
concessione della libertà provvisoria a cittadini elvetici imputati di reati
patrimoniali di certo rilievo per i quali non appariva più prospettabile
continuazione di attività lucrativa in Ticino e che avevano allacciato legami
professionali all'estero (pur essendo sempre stati attivi in Ticino). Il TF, in
decisione del 17 settembre 1997, ha ammesso, per un cittadino svizzero con
legami fuori del paese e pregiudicato in patria, un concreto rischio di fuga.

 

Nel caso di specie sono dati gli
estremi di un concreto rischio di fuga come ritenuto già in sede di conferma
dell'arresto. __________ è cittadino germanico che ha vissuto in Germania per
grossa parte della sua vita giungendo solo in età matura in Ticino (da dove è
comunque ripartito in seguito al fallimento del suo secondo matrimonio per il
sud America). Egli ha avuto - come rammenta il verbale PP 28 agosto 2000 pag.7
- diversi matrimoni e diversi figli (anche al di fuori del matrimonio). Se ne
desume che __________ ha dimostrato grande facilità nello spostare radicalmente
il centro delle sue attività e dei suoi sentimenti nel corso della sua vita. Il
passaggio dalla Germania alla Svizzera, quindi al sud America e poi di nuovo
alla Svizzera, questi ultimi spostamenti in anni ancora recenti, permettono di
indiziare fortemente un rischio di fuga. Ciò in uno con la nazionalità
dell'accusato e con la prospettiva di una severa pena in caso di giudizio di
condanna.

 

La potenziale pena va letta poi
in uno con l'età ormai non più tenera dell'accusato e quindi la prospettiva di
trascorrere un periodo prolungato di tempo in carcere tende ad accrescere
notevolmente il rischio di fuga. Il carattere dell'accusato, che mai sembra
essersi integrato nel tessuto sociale ticinese poiché - pur vivendo da numerosi
anni nel locarnese - non si esprime quasi assolutamente in lingua italiana
(come i verbali di audizione ed il verbale di notifica dell'arresto dimostrano)
e la sua attività economica di indipendente (che vive grazie agli introiti
derivanti da una proprietà immobiliare) acuiscono ulteriormente il rischio di
fuga. In effetti la realizzazione (anche a distanza) dell'immobile o solo il reddito
prodotto dallo stesso permetterebbero ad __________ di vivere comunque
discretamente una latitanza all'estero.

 

 

7.         Rischio
di recidiva

 

La Pubblica Accusa indica
l'esistenza di un rischio di recidiva per la precedente condanna inflitta
all'accusato e per il carattere dell'accusato.

Il rischio di recidiva deve essere concreto (DTF 105 Ia 31)
e risultare da una valutazione dell'insieme delle circostanze, tra cui i
precedenti, il comportamento in istruttoria, la personalità, la costituzione
fisica e soprattutto psichica e le modalità di commissione dei reati (Luvini,
REP 1989 p. 287 ss; Piquerez n.1186/7) tenendo anche conto del tempo trascorso
dalla cessazione della attività criminosa. Il rischio di recidiva sarà più
facilmente ammesso quando l'accusato sia un delinquente abituale o uno
squilibrato, più difficilmente quando 

 

 

 

si sia reso colpevole di un solo reato o di più reati
concentrati in un breve lasso di tempo (Luvini con rif. a STF 12.8.81 cons.5 in
re C.). Occorre quindi fondarsi su circostanze concrete che rendano
l'eventualità della reiterazione assai verosimile, rispettando così anche in
tal modo il criterio di proporzionalità senza dimenticare l'effetto deterrente
del procedimento.

 

Nel caso di specie vi è concretamente da ritenere, per lo
svolgimento dei fatti, per i "non ricordo" dell'accusato, per la
situazione di tensione tra i coniugi che vivono una relazione conflittuale
dovuta al divorzio in corso che ha importanti ripercussioni a livello
finanziario (il giorno dei fatti tra le parti doveva essere discussione di dare
la gestione degli appartamenti di vacanza ad una società indipendente
togliendola all'accusato) - tensione che non sembra essere risolta -, per le
modalità di esecuzione del reato imputato e per il precedente penale (che
dimostra comunque propensione dell'accusato a risolvere i conflitti con le
maniere forti), che __________ possa ritornare ad avere atti violenti nei
confronti della moglie.

 

Si tratta di un rischio che va ritenuto, a questo
stadio, concreto e comunque sufficientemente indiziato. Toccherà ora allo
psichiatra incaricato valutare la personalità dell'accusato, accertare
l'estensione e la portata del rischio di reiterazione di atti violenti nei
confronti della moglie rispettivamente di terzi, e - semmai - di indicare quali
misure terapeutiche (da un lato) - se ne esistono - appaiono adeguate ad
ovviare al rischio di recidiva rilevato.

 

 

8.

 

Resta ora da esaminare il
rispetto del principio di proporzionalità del carcere preventivo sofferto ed
ancora prospettabile sia di per sé stesso sia in rapporto alla presumibile pena
che la Corte del merito potrebbe infliggere in caso di giudizio di condanna.

Come noto alle parti la prassi
del Tribunale federale ha stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal
giudice di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2
e 3, 105 Ia 32 consid. 4b; Rep. 1980, p. 46 consid. 3b). Il protrarsi del
carcere preventivo deve essere adeguato alle concrete circostanze, in
particolare dalla vastità e complessità dell’inchiesta e dal comportamento
dell’arrestato (DTF 107 Ia 259 consid. 3b, 105 Ia 33 consid. 4b).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel caso concreto l'accusato è
detenuto, con una grave accusa e per fatti oggettivamente gravi, da poco meno
di un mese e mezzo. La durata della detenzione sin qui subita, e quella ancora
prospettabile per l'allestimento del referto peritale da parte dello
psichiatra, del deposito degli atti e della successiva chiusura
dell'istruttoria, appare indubbiamente adeguato alla gravità delle imputazioni
mosse ed alla prospettabile pena in caso di giudizio di condanna.

 

 

9.

 

Alla luce di quanto precede
l'istanza va respinta senza carico di tassa di giustizia e spese (art. 39 lett.
f TG e contrario) e con l'avvertenza all'accusato ed al suo difensore della
facoltà di impugnare il presente giudizio dinanzi alla Camera dei Ricorsi
Penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

 

Per i quali motivi,

richiamati gli artt. 107, 108 e
284 e segg. CPP,

 

 

 

decide:

 

 

1.     
L'istanza di libertà provvisoria 1 settembre 2000 formulata da
__________ è respinta.

 

2.     
Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

 

3.     
Avverso la presente è data facoltà di ricorso alla Camera dei Ricorsi
Penali del Tribunale di Appello nel termine di 10 (dieci) giorni
dall'intimazione.

 

4.     
Intimazione:

-      avv.
__________ per sé e per l'accusato.

-
Procuratore Pubblico avv. __________ (con gli atti di ritorno).

 

 

 

 

 

 

                                                                              giudice
__________