# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** ad6f4f94-a7ff-5afc-a58f-176eac5b467f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2016-09-07
**Language:** it
**Title:** Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.09.2016 14.2016.156
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRAC_006_14-2016-156_2016-09-07.html

## Full Text

Incarto n.

  14.2016.156

  	
  Lugano

  7 settembre 2016

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di esecuzione e fallimenti 

  del Tribunale d’appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dei giudici:

  	
  Jaques,
  presidente

  Walser
  e Grisanti

  

 

	
  vicecancelliera:

  	
  Fiscalini

  

 

 

statuendo nella causa __________ (rigetto definitivo
dell’opposizione) della Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5, promossa
con istanza 1° giugno 2015 da

 

	
   

  	
  Stato del Canton Ticino, Bellinzona 

  (rappr. dall’Ufficio dell’incasso e delle
  pene alternative, Torricella)

   

  
	
   

  	
  contro

  

 

	
   

  	
  RE 1 

   

  
	
   

  	
   

  	 

				

giudicando sul reclamo del 15 luglio 2016 presentato dall’__________ RE
1 contro la decisione emessa il 27 giugno 2016 dal Pretore;

 

 

ritenuto

 

in fatto:                    A.   Sulla scorta del precetto esecutivo n. __________ emesso il 13
aprile 2015 dall’Ufficio di esecuzione (UE) di Lugano, lo Stato del Canton
Ticino, per il tramite dell’Ufficio dell’incasso
e delle pene alternative (UIPA), ha escusso l’__________ RE 1 per l’incasso di fr. 89'500.–,
indicando quali titoli di credito le ordinanze del 9 settembre 2011 con cui il
Pretore di Lugano, sezione 1, ha inflitto all’escussa due multe di
fr. 37'500.– ognuna, le ordinanze del 22 giugno 2011 dello stesso Pretore
relative a due altre multe di fr. 3'500.– ognuna e una decisione del 31
ottobre 2012 sempre del medesimo Pretore relativamente a un residuo di tasse di
giudizio, spese e oneri di fr. 7'500.–.

 

                                  B.   Avendo
RE 1 interposto opposizione al precetto esecutivo, con istanza del 1° giugno
2015 lo Stato del Canton Ticino, rappresentato dall’UIPA, ne ha chiesto il
rigetto definitivo alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5. Nel termine
impartito, la parte convenuta si è
opposta all’istanza con osservazioni scritte del 3 luglio 2015. Nella replica dell’8 luglio e nella duplica del 24 luglio le parti sono poi
rimaste sulle rispettive posizioni.

 

                                  C.   Statuendo con decisione del 27 giugno 2016, il Pretore ha accolto
l’istanza e rigettato in via definitiva l’opposizione interposta dalla parte
convenuta, ponendo a suo carico le spese processuali di fr. 300.– e
prescindendo dall’assegnare indennità.

 

                                  D.   Contro
la sentenza appena citata l’__________ RE 1 è insorta a
questa Camera con un reclamo del 15 luglio 2016 “cum istanza di ricusazione del giudice __________”, per ottenerne l’accerta­mento di nullità e in
subordine l’annullamento, previa concessione dell’effetto sospensivo. Visto
l’esito del giudizio odierno, il reclamo non è stato notificato allo Stato del
Canton Ticino per osservazioni.

 

 

Considerando

 

in diritto:                  1.   La sentenza impugnata – emanata in materia di rigetto dell’op­­posizione
– è una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n.
3 CPC), contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) alla Camera di esecuzione e fallimenti (CEF) del Tribunale d’appello (art.
48 lett. e n. 1 LOG) senza riguardo al valore litigioso.

 

                                1.1   Pronunciata
in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è impugnabile con
reclamo entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Presentato
15 luglio 2016 contro la sentenza notificata __________ RE 1 il 5 luglio, in
concreto il reclamo è tempestivo.

 

                                1.2   Il
reclamo dev’essere “motivato” (art. 321 cpv. 1 CPC), ciò che la
Camera verifica d’ufficio. Il reclamante è così tenuto a formulare delle
conclusioni chiare, a designare dettagliatamente sia i punti contestati della
sentenza impugnata sia i documenti sui quali fonda la sua critica e a spiegare
perché la motivazione della decisione sarebbe erronea, e non (solo) perché le
sue opinioni sarebbero pertinenti (DTF 138 III 375, consid. 4.3.1 e sentenza
del Tribunale federale 5A_247/2013 del 15 ottobre 2013, consid. 3.3). Doglianze
generiche e recriminazioni di carattere generale non sono sufficienti, come non
basta ripetere nel reclamo le argomentazioni esposte in prima sede. Solo a tali
condizioni è possibile entrare nel merito del ricorso, poiché giudicare un reclamo
non significa rifare il processo di primo grado, ma verificare se la sentenza
impugnata resista alla critica. La
Camera decide in linea di principio in base agli atti di causa della giurisdizione
inferiore (art. 327 cpv. 1 e 2 CPC). Secondo l’art. 320
CPC con il reclamo possono essere censurati sia l’applicazione errata del
diritto sia l’accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che
sono inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi
(art. 326 cpv. 1 CPC).

 

                                   2.   La
reclamante postula anzitutto la ricusazione del primo giudice facendo valere
una violazione del principio d’indipendenza per la sua appartenenza alla magistratura
ticinese, che “essendo nominata
e lottizzata dai partiti politici, è giocoforza da questi controllati, ovvero
dalle lobbies retrostanti, segnatamente quelle bancarie”. Reputa il primo giudice
prevenuto per essere collega del Pretore __________ e per avere emesso una
serie di sentenze “praticamente
tutte e sempre in favore dei nemici ed avversati” suoi.

 

                                2.1   La
parte che intende ricusare una persona che opera in seno a un’autorità giudiziaria
deve presentare all’autorità competente – in Ticino la pretura viciniore in
caso di ricusa diretta contro un pretore o un pretore aggiunto (art. 37 cpv. 5
LOG) – la relativa domanda non appena è a conoscenza del motivo di ricusazione,
rendendo verosimili i fatti su cui si fonda la domanda (art. 49 cpv. 1 CPC). Il
diritto di eccepire un motivo di ricusa è irrimediabilmente perento nella
procedura in causa se non è invocato immediatamente (DTF 134 I 20 consid. 4.3.1, 132 II 485 consid. 4.3, 130 III 66 consid. 4.3; Tappy in: CPC commenté, 2011, n.
19-20 ad art. 49 CPC).

 

                                2.2   Nel caso specifico, i motivi di ricusa
invocati dalla reclamante le sono noti da tempo, come le era nota l’identità
del primo giudice già dalla comunicazione dell’istanza (act. I), così ch’essa
avrebbe dovuto presentare la domanda di ricusazione già in prima sede alla
pretura viciniore, ovvero al Pretore di Lugano della sezione 3 (art. 36 cpv. 3
lett. b LOG [RL 3.1.1.1] e 11 lett. e del Regolamento delle Preture [RL
3.1.1.3]). La richiesta in esame risulta quindi doppiamente irricevibile, da un
canto perché è perenta e dall’altro perché non rientra nella competenza della Camera.

 

                                   3.   Sempre
sul piano formale, la reclamante solleva l’eccezione di difetto di legittimazione
del rappresentante della controparte, qualificando la risoluzione del Consiglio
di Stato del 21 giugno 2011 prodotta in prima sede dall’istante a comprova del
potere di rappresentanza del firmatario dell’istanza – il capo dell’UIPA – come “attempat[a]”
giacché risalente al 2011, del tutto generale e generic[a], esattamente in
violazione di quanto richiesto dall’art. 68 CPC”.
Lamenta inoltre una violazione del suo diritto di essere sentita, nella misura
in cui il Pretore non si sarebbe confrontato con le censure da lei fatte valere
nella risposta al­l’istanza e nella duplica. Postula quindi l’annullamento
della decisione pretorile, ritenuta arbitraria.

 

                                3.1   In
realtà il Pretore ha rettamente rilevato che il firmatario del­l’istanza, il
capo dell’UIPA __________, è validamente autorizzato a rappresentare lo Stato
del Canton Ticino nei procedimenti di natura pecuniaria nell’ambito del proprio
ufficio davanti alle giurisdizioni civili cantonali e svizzere (compresi quindi
i giudici del rigetto dell’opposizione) in virtù della risoluzione n. 3490 del
Consiglio di Stato del 21 giugno 2011 (doc. U), sia come funzionario dell’UIPA
(n. 1.3) sia come funzionario dirigente (n. 1.1 e art. 1 cpv. 3 del Regolamento
concernente le funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato [RL 2.5.4.1.2]).
Tra le competenze dell’UIPA rientra l’incasso delle spese processuali, pene pecuniarie
e multe decise dalle autorità giudiziarie cantonali e dal Ministero pubblico
(art. 1 cpv. 2 del Regolamento di applicazione della legge sulla tariffa
giudiziaria e della legge sull’assi­­stenza giudiziaria e sul patrocinio d’ufficio
[RL 3.1.1.7.3]). Che la risoluzione non menzioni il nome
dei singoli funzionari abilitati a rappresentare lo Stato non è di rilievo,
poiché neppure la reclamante contesta che __________ sia capo dell’UIPA, ciò che
risulta tra l’altro da una semplice ricerca sul sito web del Cantone (www4.ti.ch/di/dg/cosa-facciamo/ufficio-dellincasso-e-delle-pene-alternative). Anche una lettura
non superficiale della nota risoluzione permette di verificare che il capo dell’UIPA
può agire singolarmente (n. 1).

 

                                3.2   Quanto
alla pretesa violazione dell’art. 68 CPC, basta rilevare che la norma si
applica solo alla rappresentanza contrattuale, come risulta dalla sua
marginale, e non a quella legale, che per le persone giuridiche di diritto
pubblico come lo Stato del Canton Ticino è disciplinata dal diritto cantonale
(DTF 112 II 89 consid. 1/b; Jeandin
in:
CPC commenté, 2011, n. 4 ad art. 1 e 8 ad art. 67 CPC con altri rinvii), ovvero
nel caso di specie dalla normativa indicata al considerando precedente, che
risulta tuttora in vigore. Infondata, la censura di
difetto di legittimazione va respinta.

                                   4.   In
virtù degli art. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo dell’opposizione
ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione giudiziaria
esecutiva o un titolo parificato, a meno che l’escusso provi con documenti che
dopo l’emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura
di rigetto è una procedura documentale (Aktenprozess), il cui scopo non
è di accertare l’esistenza del credito posto in esecuzione bensì l’esistenza di
un titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo
prodotto dal creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza
esecutiva ove l’escusso non renda immediatamente verosimili eccezioni
liberatorie (DTF 132 III 142, consid. 4.1.1).

 

                                   5.   Nel
merito della decisione impugnata, il Pretore ha considerato che le decisioni
prodotte dall’istante erano validi titoli di rigetto definitivo delle
opposizioni interposte dall’escussa e ha respinto l’eccezione di prescrizione
sollevata da quest’ultima relativamente alle multe disciplinari inflittele
dalla Pretura di Lugano, sezione 1, ricordando che le stesse, contrariamente a
quanto sostenuto dalla convenuta, non sono sanzioni penali o multe disciplinari
nel senso dell’art. 1 della legge federale sulle multe disciplinari (LMD, RS 741.03).

 

                                   6.   Nel
reclamo l’__________ RE 1 ripropone l’eccezione di prescrizione delle multe e
contesta l’identità tra l’escutente indicato sul precetto esecutivo (lo Stato
del Canton Ticino) e l’autore delle decisioni invocate quale titolo di rigetto
definitivo (la Pretura di Lugano, sezione 1).

 

                                   7.   In
ogni stadio di causa (quindi anche in sede di reclamo), il giudice esamina d’ufficio
(DTF 103 Ia 52 consid. 2/e), a prescindere dalle allegazioni delle parti, se la
documentazione prodotta costituisce valido titolo di rigetto dell’opposizione e
se vi è identità tra l’escutente indicato sul precetto esecutivo (come nell’istanza)
e il creditore designato nel titolo, tra l’escusso e il debitore menzionato nel
titolo e tra la pretesa posta in esecuzione e il debito accertato o
riconosciuto (DTF 139 III 447 consid. 4.1.1).

 

                                7.1   Nel
caso in esame, neppure la reclamante contesta che le decisioni prodotte
dall’escutente siano esecutive e costituiscano pertanto di principio validi
titoli di rigetto definitivo dell’opposizione nel senso dell’art. 80 cpv. 1 LEF
almeno per gli importi posti in esecuzione. Le decisioni del Pretore di Lugano,
sezione 1, del 9 settembre 2011 (doc. B e C) accertano infatti nella causa di merito
l’obbligo dell’escussa di pagare una multa di fr. 500.– al giorno dal 27
giugno 2011, ovvero fr. 37'500.– fino al 9 settembre 2011, e quelle
cautelari del 30 e 31 maggio 2011 (doc. I e N) pongono a suo carico lo stesso
obbligo, limitato a 7 giorni (per complessivi fr. 3'500.–), pari
verosimilmente ai giorni decorsi fino alla decisione di merito (v. sentenza
della I Camera civile del Tribunale d’appello del 24 agosto 2012, doc. H e M,
consid. 4). E la reclamante non ha provato – e neppure allegato – di avere dato
seguito agli ordini del Pretore in modo da evitare le multe in questione o
limitarne l’ammontare. Siffatto adempimento costituendo una condizione
risolutiva, sarebbe spettato a lei recare tale prova in virtù dell’art. 81 LEF
(DTF 124 III 503 consid. 3/b). Quanto alla sentenza 31 ottobre 2012 dello
stesso Pretore (doc. Q), essa costituisce un titolo di rigetto definitivo per
la pretesa dello Stato di rifusione delle spese processuali, di
fr. 12'500.–, importo che supera quello posto in esecuzione a tale titolo.

 

                                7.2   La
reclamante si limita in questa sede a censurare la mancata identità tra l’escutente
indicato sul precetto esecutivo e l’autore delle decisioni. Sennonché la
Pretura del Distretto di Lugano è soltanto un organo (giudicante) del Cantone
Ticino ed emette le decisioni su tasse, spese e multe per conto dello Stato,
cui spettano per legge (art. 4 cpv. 1 della legge sulla tariffa giudiziaria [LTG,
RL 3.1.1.5]). Dal profilo materiale sussiste quindi identità tra creditore ed
escutente, in ambedue casi lo Stato del Canton Ticino. Anche su questo punto il
reclamo è sprovvisto di fondamento.

 

                                   8.   In
virtù dell’art. 81 cpv. 1 LEF l’escusso può opporsi al rigetto definitivo ove
provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine
per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto. Motivi di
estinzione verificatisi prima e che sarebbero potuti essere sollevati già nella
procedura che ha portato alla sentenza non possono più essere fatti valere in
sede di rigetto (DTF 138 III 586 consid. 6.1.2; 135 III 320 consid. 2.5;
sentenza della CEF 14.2015.14 del 23 marzo 2015 consid. 5.2).

 

                                         Sono
ammissibili solo le eccezioni esplicitamente sollevate e dimostrate con documenti
assolutamente chiari e univoci (“mit völlig eindeutigen Urkunden”, cfr. DTF
115 III 100; sentenza della CEF 14.2004.101 del 27 gennaio 2005, consid. 5, con
rimandi). A differenza di quanto vale per il rigetto provvisorio (art. 82 cpv.
2 LEF), non è sufficiente rendere l’estinzione del credito semplicemente verosimile:
il titolo di rigetto definitivo (art. 81 cpv. 1 LEF) creando la presunzione che
il debito esiste, essa può essere rovesciata soltanto con la prova rigorosa del
contrario. Non spetta al giudice, d’altronde, statuire su questioni giuridiche
delicate o per la cui soluzione il potere d’apprezzamento gioca un ruolo
importante (ad es. abuso di diritto, violazione delle regole della buona fede),
la decisione in merito essendo riservata al giudice del merito (DTF 124 III 503
consid. 3/a).

 

                                8.1   Nel
caso specifico, la reclamante ribadisce che le multe sarebbero prescritte in
virtù della LMD, senza prendere posizione sulla motivazione esposta dal Pretore
per respingere tale eccezione, ovvero l’inapplicabilità della legge invocata
dall’escussa alle multe poste in esecuzione, che hanno carattere civile e non
penale. La “frasetta” del Pretore costituiva però una motivazione ampiamente sufficiente,
dal momento che l’art. 1 cpv. 1 LMD limita chiaramente il campo d’applicazione
della legge alle sole contravvenzioni a prescrizioni federali sulla
circolazione stradale, mentre le multe disciplinari in questione sono fondate
sull’art. 343 cpv. 1 lett. c CPC (sentenze 31 maggio 2011 prodotte quali doc. I
e N, pag. 5). Contrariamente a quanto allega poi la reclamante, nella sentenza
da lei citata (del 12 giugno 2015, inc. 15.2015.48) la scrivente Camera non si
è pronunciata sulla questione della prescrizione, ritenendo di non essere
competente, nella sua veste di autorità di vigilanza, per esaminare le questioni
di merito in occasione dell’esame di un ricorso nel senso dell’art. 17 LEF
contro un precetto esecutivo. Ciò non significa evidentemente che il giudice
del rigetto dell’opposizione, e con lui la Camera nella sua veste di autorità
giudiziaria superiore (art. 321 cpv. 1 CPC e sopra consid. 1.1), non possano verificare
l’eventuale prescrizione del credito posto in esecuzione. Anzi sono tenuti a
farlo (art. 81 LEF), pur entro i limiti già segnalati (sopra consid. 4 e 8). La
sentenza impugnata resiste quindi pure alla critica sulla questione della
prescrizione.

 

                                8.2   Per
abbondanza va ricordato che la multa disciplinare dell’art. 343 cpv. 1 lett. c
CPC non ha carattere né penale – motivo per cui invece di multa disciplinare sarebbe
preferibile parlare di penalità (“Zwangsgeld”) – né civile, bensì processuale, siccome è decretata dal giudice
(civile) dell’esecuzione e l’incasso spetta allo Stato, non alla controparte
come invece l’“astreinte” del diritto francese (v. Jeandin,
op. cit., n. 12 e 13 ad art. 343; Kellerhals
in: Berner Kommentar, Schweizerische ZPO, vol. II, 2012,
n. 41- 43 e 54 ad art. 343 CPC). La sua prescrizione è
quindi disciplinata dal diritto pubblico e per analogia dall’art. 112 cpv. 2
CPC, che fissa in dieci anni dalla chiusura del procedimento la prescrizione
dei crediti per spese processuali.

 

                                   9.   Nella
misura in cui è ricevibile il reclamo va pertanto respinto, ciò che rende senza
oggetto la domanda di effetto sospensivo.

 

                                10.   La tassa del presente giudizio, stabilita
in applicazione degli art. 48 e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35), segue la soccombenza
(art. 106 cpv. 1 CPC). Non si pone invece problema di ripetibili, il reclamo
non essendo stato notificato alla controparte per osservazioni. Circa i rimedi esperibili sul piano
federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso, di fr. 89'500.–,
raggiunge la soglia di fr. 30'000.– ai fini dell’art.
74 cpv. 1 lett. b LTF.

 

 

Per questi motivi,

 

pronuncia:              1.   La domanda di ricusazione del Pretore del
Distretto di Lugano, sezione 5 è irricevibile.

 

                                  2.   Il
reclamo è respinto e la sentenza impugnata è confermata.

 

                                   3.   Le
spese processuali di complessivi fr. 420.– relative al presente giudizio sono
poste a carico della reclamante

 

                                   4.   Notificazione a:

	
   

  	
  –;

  –.

   

  

                                         Comunicazione
alla Pretura del Distretto di Lugano, sezione 5.

 

 

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del
Tribunale d’appello

Il presidente                                                          La
vicecancelliera

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rimedi giuridici

Contro la presente decisione è possibile presentare
ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 2 lett. a LTF) al Tribunale federale,
1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF). Il
termine di ricorso è sospeso durante le ferie giudiziarie (art. 46 cpv. 1 LTF).