# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 63a5aa45-6291-5109-8dea-8867f3319c06
**Source:** Graubünden (GR)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2025-08-19
**Language:** it
**Title:** Graubünden Kantonsgericht Sonstige Kammern 19.08.2025 SBK 2025 28
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/GR_Gerichte/GR_KG_999_SBK-2025-28_2025-08-19.pdf

## Full Text

Obergericht des Kantons Graubünden
Dretgira superiura dal chantun Grischun
Tribunale d'appello del Cantone dei Grigioni

Decisione del 19 agosto 2025
comunicata il 20 agosto 2025

N. d'incarto SBK 25 28

Istanza Camera delle esecuzioni e dei fallimenti

Composizione Moses, presidente
Bensbih, attuaria

Parti A._____
reclamante

contro

B._____
resistente
patrocinata dall'avv. Ylenia Baretta Mazzoni

Oggetto rigetto dell'opposizione

Atto impugnato decisione del Tribunale regionale Maloja, giudice unico, del 
6 gennaio 2025, comunicata il 25 marzo 2025 (n. d'incarto 335-
2024-158)

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Ritenuto in fatto:

A. Con istanza del 16 ottobre 2024, B._____ ha chiesto al Tribunale regionale 
Maloja il rigetto definitivo dell'opposizione interposta da A._____ avverso il precetto 
esecutivo n. Z.1._____ dell'Ufficio esecuzioni e fallimenti Regione Maloja (in 
seguito: UEF) per l'importo complessivo di CHF 30'050.00, oltre interessi del 5% a 
partire dal 19 agosto 2024, a titolo di contributi di mantenimento e assegni familiari 
arretrati per i mesi da marzo a luglio 2024. Successivamente, in sede di replica 
spontanea dell'11 novembre 2024, B._____ ha ridotto la sua domanda, postulando 
il rigetto dell'opposizione in via definitiva limitatamente all'importo complessivo di 
CHF 29'360.00, deducendo dall'importo iniziale l'ammontare degli assegni familiari 
per i mesi di maggio, giugno e luglio 2024.

B. Statuendo con decisione del 6 gennaio 2025, comunicata con motivazione 
scritta il 25 marzo 2025, il presidente del Tribunale regionale ha accolto l'istanza e 
rigettato in via definitiva l'opposizione interposta da A._____ per l'importo 
complessivo di CHF 29'360.00, oltre interessi del 5% dal 19 giugno 2024.

C. Avverso tale decisione, in data 7 aprile 2025 (data del timbro postale) 
A._____ (in seguito: reclamante) ha presentato reclamo al Tribunale d'appello, per 
ottenere, previo conferimento dell'effetto sospensivo, la riforma della decisione 
impugnata nel senso che l'opposizione venga rigettata in via definitiva limitatamente 
all'importo di CHF 6'010.00, oltre interessi, relativo al mese di aprile 2024. Il tutto 
con protesta di spese e ripetibili di entrambe le sedi.

D. Con disposizione ordinatoria del 9 aprile 2025, il presidente della Camera 
delle esecuzioni e dei fallimenti ha provvisoriamente concesso l'effetto sospensivo 
al reclamo.

E. In data 1° maggio 2024 (data del timbro postale), B._____ (in seguito: 
resistente) ha inoltrato la risposta al reclamo, postulando la reiezione del gravame, 
con protesta di spese, tasse e ripetibili.

F. Con osservazioni del 12 maggio 2025, il reclamante ha in sostanza ribadito 
la propria posizione e si è riconfermato nelle proprie domande, contestando quelle 
avverse.

G. In data 20 maggio 2025, la rappresentante legale della resistente ha 
rinunciato a produrre ulteriori osservazioni, producendo un resoconto dei costi 
sostenuti per la presente vertenza.

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H. Con osservazioni del 12 giugno 2025, il reclamante ha riconfermato la propria 
posizione e le proprie domande, contestando il resoconto dei costi prodotto dalla 
patrocinatrice legale di controparte.

Considerando in diritto:

1.1. La decisione impugnata – emanata in materia di rigetto dell'opposizione – è 
una decisione di prima istanza finale e inappellabile (art. 309 lett. b n. 3 CPC), 
contro cui è dato il rimedio del reclamo (art. 319 lett. a CPC) senza riguardo al valore 
litigioso alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale d'appello (art. 7 
cpv. 1 LACPC [CSC 320.100] in combinato disposto con l'art. 11 cpv. 2 OOGTA 
[CSC 173.010]). 

1.2. Pronunciata in procedura sommaria (art. 251 lett. a CPC), la decisione è 
impugnabile entro dieci giorni dalla notificazione (art. 321 cpv. 2 CPC). Visto che la 
notifica è avvenuta in concreto al reclamante il 26 marzo 2025 (act. B.1), il termine 
d'impugnazione sarebbe scaduto così sabato 5 aprile ma si è protratto a lunedì 7 
aprile per effetto dell'art. 142 CPC in combinato disposto con l'art. 31 LEF, sicché il 
reclamo è tempestivo.

1.3. Il reclamo deve essere motivato (art. 321 cpv. 1 CPC). L'insorgente deve 
confrontarsi con la decisione di prima istanza, indicando per quali ragioni siano 
errate le argomentazioni dell'autorità inferiore. Tale confronto è essenziale alla 
ricevibilità del gravame (DTF 141 III 569 consid. 2.3.3; 138 III 374 consid. 4.3.1; 
sentenza del Tribunale federale 5D_43/2019 del 24 maggio 2019 consid. 3.2.2.1; 
BORELLA, in: Trezzini/Molo/Borella/Fornara [edit.], Commentario pratico al Codice di 
diritto processuale civile svizzero, vol. 3, 3a ed. 2025, art. 311 n. 21 seg.). Secondo 
l'art. 320 CPC con il reclamo possono essere censurati sia l'applicazione errata del 
diritto, sia l'accertamento manifestamente errato dei fatti, fermo restando che sono 
inammissibili conclusioni, allegazioni di fatti e mezzi di prova nuovi (art. 326 cpv. 1 
CPC). In presenza di parti non rappresentate professionalmente in giudizio, per 
quanto concerne le conclusioni, è sufficiente che dalla loro formulazione si possa 
desumere la richiesta di giudizio. Per quanto riguarda la motivazione, è sufficiente 
per la parte laica esporre, anche in modo rudimentale, le carenze della decisione 
impugnata, rispettivamente le ragioni per le quali tale giudizio sarebbe errato. 
Qualora neppure tali esigenze meno severe siano soddisfatte, l'impugnativa va 
dichiarata irricevibile (sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni KSK 21 28 del 
29 luglio 2021 consid. 2 con rinvii). Ora, contrariamente alla tesi della resistente, 
secondo cui il reclamante avrebbe violato il suo onere di motivazione (act. A.2, II.4 
seg.), quest'ultimo – non rappresentato – ha motivato a sufficienza l'impugnativa, 

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ritenendo in sostanza che il primo giudice avrebbe erroneamente considerato dato 
un valido titolo di rigetto definitivo dell'opposizione per il credito a titolo di contributi 
di mantenimento e assegni familiari relativo ai mesi di marzo, maggio, giugno e 
luglio 2024 (act. A.1), sicché il presente gravame è ricevibile in ordine. Quanto alla 
nuova documentazione prodotta dal reclamante per la prima volta solo in sede di 
reclamo – e meglio lo scritto dell'8 agosto 2024 del reclamante al Tribunale 
regionale Maloja di cui all'act. B.5 – essa è irricevibile ex art. 326 CPC. Di transenna 
si osserva che nella misura in cui sotto le prime due cifre del capitolo "FATTI" del 
reclamo, l'insorgente si limita a esporre un mero sunto dei fatti secondo il proprio 
punto di vista, senza tuttavia sollevare alcuna censura (act. A.1), non occorre 
vagliare quanto ivi allegato. Infine, si rammenta che i giudici non sono tenuti a 
esporre esplicitamente ogni singola censura delle parti né a determinarsi 
dettagliatamente su di esse, ma possono limitarsi a trattare quelle di rilievo per il 
giudizio (DTF 134 I 88 consid. 4.1 con rinvii). 

2. Nella decisione impugnata, il primo giudice ha anzitutto osservato che per 
quanto riguarda il credito fondato sui contributi di mantenimento relativi ai mesi da 
marzo a luglio 2024, il reclamante non avrebbe sollevato né tantomeno provato 
nessuna delle eccezioni liberatorie ex art. 81 LEF. Quanto alla pretesa della 
resistente a titolo di assegni familiari percepiti per i mesi di marzo e aprile 2024, il 
Tribunale regionale ha ritenuto che l'ammontare degli stessi, pari a CHF 230.00 
mensili nel 2024, sarebbe un fatto notorio ai sensi dell'art. 151 CPC e non 
necessiterebbe pertanto di essere provato, sicché il verbale d'udienza del 
17 maggio 2021 della Pretura di O.1._____ costituirebbe un valido titolo di rigetto 
dell'opposizione anche per tali importi (cfr. per tutto quanto precede act. B.2 
consid. 2.3). Pertanto il Tribunale regionale ha rigettato in via definitiva l'opposizione 
interposta contro il precetto esecutivo n. Z.1._____ dell'UEF per l'importo 
complessivo di CHF 29'360.00, oltre interessi del 5% a partire dal 19 agosto 2024 
(act. B.2 consid. 3).

3. Litigiosa rimane, in questa sede, la questione a sapere se le pretese poste in 
esecuzione dalla resistente relative al versamento dei contributi di mantenimento 
per i mesi di marzo, maggio, giugno e luglio 2024, nonché quelle relative al 
pagamento degli assegni familiari per il mese di marzo 2024, possano essere 
rigettate in via definitiva. A tal proposito si rileva infatti che, da un lato, in procedura 
di prima istanza la resistente ha modificato, in sede di replica spontanea 
dell'11 novembre 2024, le sue domande in merito agli assegni familiari, chiedendo 
il rigetto dell'opposizione per gli assegni familiari solo per i mesi di marzo e aprile 
2024, e non più fino a luglio 2024 (act. TR I.3); e, dall'altro, che con il presente 

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reclamo l'insorgente ha chiesto la riforma della decisione impugnata nel senso di 
rigettare in via definitiva l'opposizione limitatamente all'importo di CHF 6'010.00, 
oltre interessi, a titolo di contributi di mantenimento e assegni familiari per il mese 
di aprile 2024. Così facendo il reclamante ha riconosciuto parzialmente, nella misura 
di CHF 6'010.00, la pretesa posta in esecuzione dalla resistente (act. A.1, petito 
n. 1). Ciò che ha confermato con successive osservazioni del 12 maggio 2025 ("Si 
rimanda al mio reclamo per quanto concerne le mie richieste che sono tutte 
confermate", act. A.3, 8). 

4. Nel reclamo, l'insorgente contesta la decisione impugnata, fondata sul 
verbale di udienza della Pretura di O.1._____ del 17 maggio 2021. Egli ritiene che 
tale verbale non costituirebbe un valido titolo di rigetto definitivo della sua 
opposizione, poiché esso sarebbe frutto di una transazione tra le parti riguardante 
la situazione in essere tra le parti nel maggio 2021, fondata sui redditi percepiti dal 
reclamante all'epoca. La convenzione omologata non costituirebbe una "decisione 
immodificabile nel tempo" e quindi neppure "un titolo esecutivo valido per sempre". 
Il reclamante ritiene che il verbale di udienza della Pretura di O.1._____ del 
17 maggio 2021 non costituirebbe più un valido titolo di rigetto definitivo per i 
contributi di mantenimento quantomeno a partire dal mese di maggio 2024, in 
quanto a partire da tale mese le condizioni economiche del reclamante sarebbero 
mutate, e sarebbe pendente la relativa procedura di modifica dei contributi di 
mantenimento nei confronti della moglie e della figlia. Pertanto il citato verbale 
andrebbe considerato prescritto, ciò che costituirebbe un'eccezione liberatoria ex 
art. 81 LEF (cfr. per tutto quanto precede act. A.1).

Dal canto suo, la resistente ritiene che il verbale di udienza della Pretura di 
O.1._____ del 17 maggio 2021 costituirebbe un valido titolo di rigetto definitivo per 
la pretesa posta in esecuzione. In particolare per quanto riguarda gli assegni 
familiari, la resistente sostiene che, come ritenuto dal Tribunale regionale, il loro 
ammontare sarebbe un fatto notorio, poiché consultabile tramite pubblicazioni 
ufficiali accessibili a tutti e chiaramente desumibile anche dal promemoria relativo 
alla Legge sugli assegni familiari del Canton Grigioni dell'Istituto delle assicurazioni 
sociali dei Grigioni valido dal 1° gennaio 2024 agli atti. Pertanto tale verbale, insieme 
al citato promemoria, costituirebbe un valido titolo di rigetto dell'opposizione anche 
per gli assegni familiari posti in esecuzione per i mesi di marzo e aprile 2024, ciò 
che neppure il reclamante avrebbe contestato (cfr. per tutto quanto precede 
act. A.2, II.9 seg.). La resistente sostiene che tale verbale continuerebbe a 
rappresentare un valido titolo esecutivo fino all'emanazione della sentenza di 
divorzio o di modifica dell'accordo pattuito tra le parti, osservando inoltre che 

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l'insorgente in sede di reclamo avrebbe postulato il rigetto dell'opposizione 
limitatamente all'importo di CHF 6'010.00 per il mese di aprile 2024, comprensivo 
dunque anche degli assegni familiari pari a CHF 230.00 (act. A.2, II.10 e 13). La 
resistente contesta che la situazione economica del reclamante nel periodo in 
oggetto sarebbe peggiorata, ciò che peraltro il reclamante non avrebbe provato. Il 
fatto che il reclamante abbia perso il suo posto di lavoro a seguito del fallimento 
della società C._____ sarebbe irrilevante, poiché egli possiederebbe altre società 
dalle quali percepirebbe un reddito e sarebbe inoltre proprietario di numerosi 
immobili nel Cantone dei Grigioni e in Canton Ticino (act. A.2, II.11). Infine la 
resistente rileva che anche a voler ammettere l'avvenuto inoltro da parte del 
reclamante di un'istanza di modifica dei contributi di mantenimento, un'eventuale 
modifica non verrebbe in ogni caso ordinata con effetto retroattivo, sicché le pretese 
oggetto della presente vertenza resterebbero dovute (act. A.2, II.12).

5. In ogni stadio di causa, il giudice esamina d'ufficio (art. 57 CPC), a 
prescindere dalle allegazioni delle parti, se la documentazione prodotta costituisce 
valido titolo di rigetto dell'opposizione (DTF 140 III 372 consid. 3.3.3) e se vi è 
identità tra l'escutente indicato sul precetto esecutivo (come nell'istanza) e il 
creditore designato nel titolo, tra l'escusso e il debitore menzionato nel titolo e tra la 
pretesa posta in esecuzione e il debito accertato o riconosciuto (DTF 142 III 720 
consid. 4.1), fermo restando che in sede di reclamo l'esame d'ufficio è limitato alle 
carenze manifeste (DTF 147 III 176 consid. 4.2.1). Il giudice può concedere il rigetto 
provvisorio anche se è stato chiesto il rigetto definitivo (cfr. PTC 2001 Nr. 13).

6. In virtù degli artt. 80 e 81 LEF, il giudice pronuncia il rigetto definitivo 
dell'opposizione ove il credito posto in esecuzione sia fondato su una decisione 
giudiziaria esecutiva o un titolo parificato, a meno che l'escusso provi con documenti 
che dopo l'emanazione della decisione il debito è stato estinto, il termine per il 
pagamento è stato prorogato o che è intervenuta la prescrizione. La procedura di 
rigetto è una procedura sommaria documentale ("Urkundenprozess"), il cui scopo 
non è di accertare l'esistenza del credito posto in esecuzione bensì l'esistenza di un 
titolo esecutivo. Il giudice verifica solo la forza probatoria del titolo prodotto dal 
creditore – la sua natura formale – e vi conferisce forza esecutiva senza indugio 
(art. 84 cpv. 2 LEF) ove l'escusso non dimostri immediatamente una delle eccezioni 
liberatorie enumerate all'art. 81 LEF (DTF 139 III 444 consid. 4.1.1). La decisione di 
reiezione dell'istanza di rigetto (definitivo o provvisorio) dispiega solo effetti di diritto 
esecutivo senza regiudicata quanto all'esistenza del credito (DTF 99 Ia 423 
consid. 3).

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7. Oggetto della presente procedura di rigetto dell'opposizione è la questione a 
sapere se vi sia un valido titolo esecutivo per gli importi posti in esecuzione (cfr. 
supra consid. 3, in merito all'oggetto del presente gravame), così da poter rigettare 
l'opposizione interposta dall'escusso in via definitiva. Ciò premesso, una sentenza 
è esecutiva ai sensi della LEF solo se verte sul pagamento di una somma in denaro 
o sulla prestazione di garanzie, il cui pagamento è quantificabile, e non solo 
determinabile (cfr. PTC 2011 Nr. 7, con rinvio alla PTC 1984 Nr. 30). L'importo da 
pagare deve dunque essere quantificato nella sentenza o quantomeno desumibile 
in modo chiaro dalle motivazioni o da un rinvio ad altri documenti (DTF 113 III 9; 
STAEHELIN, in: Staehelin/Bauer/Lorandi [edit.], Basler Kommentar, SchKG I, 3a ed. 
2021, art. 80 n. 41). In materia di assegni familiari occorre inoltre rilevare che, il 
coniuge creditore del contributo di mantenimento non solo è tenuto a produrre la 
documentazione da cui si desume che gli sono dovuti gli assegni familiari, ma deve 
anche provare per mezzo di documenti che lui stesso non li riceve e che il coniuge 
debitore del contributo di mantenimento ha diritto a riceverli e per quale ammontare 
(cfr. Praxis OGer AG 2004 Nr. 45).

8. Ora, per quanto riguarda la pretesa posta in esecuzione relativa ai contributi 
di mantenimento per i mesi da marzo 2024 a luglio 2024, la resistente ha prodotto 
quale titolo di rigetto definitivo il verbale di udienza della Pretura di O.1._____ del 
17 maggio 2021 nell'ambito della relativa procedura di misure a protezione 
dell'unione coniugale – con cui il Pretore di O.1._____ ha autorizzato i coniugi a 
vivere separati e ha omologato una convenzione (act. TR II.4). Nello specifico, in 
tale verbale sono stati fissati dei contributi di mantenimento a carico del reclamante 
e in favore della moglie e della figlia di complessivi CHF 5'780.00 mensili 
(CHF 2'280.00 + CHF 3'500.00). Occorre poi rilevare che in concreto non è 
contestato – ed è pacifico – che tale verbale agli atti è da tempo passato in giudicato. 
Quanto alla tesi del reclamante, secondo cui tale convenzione sarebbe prescritta in 
ragione delle proprie mutate condizioni economiche e del contestuale inoltro in data 
8 agosto 2024 di un'istanza di modifica dei contributi di mantenimento al Tribunale 
regionale, tale censura non può trovare accoglimento. Argomentando nel senso di 
una mutata situazione economica, il reclamante propone infatti una censura di 
merito che non può essere oggetto della presente procedura documentale di rigetto 
dell'opposizione limitata all'accertamento dell'esistenza di un titolo esecutivo. Non 
incombe al giudice del rigetto esprimersi in merito alla modifica dei contributi di 
mantenimento fissati nella convenzione omologata dal Pretore di O.1._____ in 
occasione dell'udienza del 17 maggio 2021. Che il reclamante abbia avviato la 
relativa procedura di modifica dei contributi di mantenimento nei confronti della 
moglie e della figlia non è di rilievo ai fini del giudizio, poiché in assenza di una 

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nuova decisione in merito alla fissazione dei contributi di mantenimento a carico del 
reclamante resta in vigore la convenzione omologata in data 17 maggio 2021, il cui 
relativo verbale costituisce a tutta evidenza una decisione esecutiva nel senso 
dell'art. 80 LEF. 

In siffatte circostanze, il primo giudice ha rettamente ritenuto che per quanto 
riguarda il credito relativo all'importo di CHF 28'900.00 (5'780.00 x 5) a titolo di 
contributi di mantenimento per i mesi da marzo a luglio 2024, il verbale di udienza 
della Pretura di O.1._____ del 17 maggio 2021 costituisce un valido titolo di rigetto 
definitivo.

9. Per quanto riguarda invece l'ammontare degli assegni familiari posti in 
esecuzione occorre anzitutto rilevare che in procedura di prima istanza la resistente 
ha prodotto gli scritti e-mail del 15 ottobre 2024 e del 23 ottobre 2024 tra l'Istituto 
delle assicurazioni sociali (SVA Grigioni, in seguito: SVA) e la resistente, nonché il 
"Merkblatt zum Familienzulagengesetz des Kantons Graubünden" valido dal 
1° gennaio 2024 (act. TR II.5; act. TR II.8 seg.). Ora, con scritto e-mail del 
15 ottobre 2024 di D._____, collaboratrice assegni familiari della SVA, essa ha 
comunicato alla resistente quanto segue: "[…] le confermiamo che il padre, 
A._____, ha percepito gli assegni familiari per la figlia E._____ fino il 30.09.2024" 
(act. TR II.5), e successivamente con scritto e-mail del 23 ottobre 2024 di F._____, 
sostituta capogruppo assegni familiari della SVA, è stato indicato alla resistente 
quanto segue: "[…] Mi riferisco agli assegni familiari che non vengono versati dal 
signor A._____. Noi abbiamo corretto il diritto degli assegni familiari e gli abbiamo 
terminati in data 30.04.2024 […]"(act. TR II.8). Ora, a prescindere dalla questione a 
sapere se l'ammontare degli assegni familiari possa essere ritenuto un fatto di 
pubblica notorietà ex art. 151 CPC o meno, in concreto la resistente non ha provato 
per mezzo di documenti per quali mesi, nel periodo di riferimento (da marzo a luglio 
2024), il reclamante avrebbe avuto diritto agli assegni familiari. Infatti i citati scritti e-
mail agli atti si contraddicono in merito al periodo in cui il reclamante avrebbe 
ricevuto gli assegni familiari. Dal primo scritto e-mail del 15 ottobre 2024 emerge 
che il reclamante avrebbe ricevuto gli assegni familiari per tutto il periodo di 
riferimento (da marzo a luglio 2024), dal secondo invece risulterebbe averli ricevuti 
solo per i mesi di marzo e aprile 2024. Pertanto la documentazione prodotta dalla 
resistente costituisce un valido titolo di rigetto per l'importo posto in esecuzione 
relativo ai contributi di mantenimento in favore della resistente e della figlia per i 
mesi da marzo a luglio 2024, ma non per l'ammontare degli assegni familiari, e 
meglio per l'importo relativo agli assegni familiari posto in esecuzione per il mese di 

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marzo 2024, unico mese rimasto litigioso in questa sede (cfr. supra consid. 3, in 
merito all'oggetto del presente gravame).

Ne discende che, contrariamente a quanto ritenuto nella decisione impugnata, 
l'opposizione interposta contro il precetto esecutivo n. Z.1._____ dell'UEF va 
rigettata in via definitiva limitatamente all'importo di CHF 29'130.00 (CHF 28'900.00 
+ CHF 230.00).

10. Ricorrendo le premesse dell'art. 327 cpv. 3 lett. b CPC questa Camera può 
statuire direttamente sulla lite. Tenuto conto di tutto quanto precede, il presente 
reclamo merita parziale accoglimento e la decisione impugnata va modificata nel 
senso che è concesso il rigetto definitivo nell'esecuzione n. Z.1._____ limitatamente 
all'importo di CHF 29'130.00, oltre interessi del 5% dal 19 agosto 2024.

11. Per quanto concerne le spese di giustizia si rileva che, giusta l'art. 106 CPC 
le spese giudiziarie – e quindi le spese processuali e le ripetibili (art. 95 cpv. 1 CPC) 
– sono poste a carico della parte soccombente (cpv. 1). In caso di soccombenza 
parziale reciproca, le spese giudiziarie sono ripartite secondo l'esito della procedura 
(cpv. 2). Gli artt. 107 e 108 CPC prevedono delle eccezioni a tale principio di 
soccombenza. Tra queste eccezioni rientrano in particolare le circostanze speciali 
che fanno apparire iniqua una ripartizione secondo l'esito della procedura, in cui il 
giudice può ripartire le spese giudiziarie secondo equità (art. 107 cpv. 1 lett. f CPC). 
L'art. 107 CPC è una norma dispositiva, in virtù della quale il giudice gode di un 
ampio margine di apprezzamento non solo in merito alla ripartizione delle spese, 
ma anche al quesito pregiudiziale se intende deviare dai principi di ripartizioni delle 
spese prescritti all'art. 106 CPC (DTF 139 III 358 consid. 3; TREZZINI, in: 
Trezzini/Molo/Borella/Fornara [edit.], Commentario pratico al Codice di diritto 
processuale civile svizzero, vol. 1, 3a ed. 2025, art. 107 n. 1).

11.1. Se statuisce essa stessa ex art. 327 cpv. 3 lett. b CPC – come nel caso in 
esame – l'autorità giudiziaria superiore si pronuncia anche sulle spese giudiziarie 
della procedura di prima istanza.

11.2. Tenuto conto che il dispendio cagionato in concreto è preponderante rispetto 
al fatto che la pretesa avanzata dalla resistente in prima istanza sia stata 
riconosciuta per CHF 29'130.00 anziché CHF 29'360.00, si giustifica di suddividere 
le spese giudiziarie di prima istanza in ragione del 10% a carico della resistente e 
90% del reclamante.

11.3. L'ammontare della tassa di giustizia per le spese di prima istanza, fissato dal 
giudice di prime cure discrezionalmente in CHF 300.00 in virtù dell'art. 48 cpv. 1 

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OTLEF – ammontare incontestato e ad ogni modo da ritenere adeguato – è pertanto 
da porre a carico del reclamante in ragione di CHF 270.00 e della resistente in 
ragione di CHF 30.00.

11.4. Per quanto riguarda l'ammontare delle ripetibili, il giudice di prime cure, dopo 
aver esposto le rilevanti norme della OOA, ha riconosciuto ripetibili alla resistente 
per un importo di CHF 901.90 (IVA e spese incluse), basandosi sull'accordo 
sull'onorario concluso tra essa e la sua rappresentante legale – applicando la tariffa 
oraria ridotta di CHF 270.00 – e la nota d'onorario del 16 ottobre 2024 inoltrata dalla 
resistente, nella quale è stato rivendicato un dispendio di tempo di 4 ore ritenuto 
giustificato nella misura ridotta di 3 ore in ragione "della portata del fascicolo e 
dell'importanza della questione" (act. B.1, consid. 4.2 seg.; act. TR II.6; 
act. TR VI.2). Tale ammontare risulta adeguato. Il reclamante non ha diritto alla 
rifusione di spese ripetibili, in quanto egli non è stato rappresentato da un legale, né 
ha diritto a un'indennità per inconvenienza ai sensi dell'art. 95 cpv. 3 lett. c CPC, 
poiché non postulata (act. TR I.2 e act. TR I.4). A tal proposito si precisa che la 
domanda formulata per la prima volta in sede di reclamo in merito alla 
rivendicazione di un'indennità per inconvenienza per la procedura di prima sede 
("Riconoscere al reclamante una congrua indennità per il tempo e le spese 
sostenute per questa procedura così come per la procedura presso il Tribunale 
regionale Maloja", act. A.1, petito n. 3), risulta in ogni caso tardiva ex art. 326 CPC. 
Il reclamante è pertanto tenuto a corrispondere alla resistente a titolo di ripetibili per 
la procedura di prima istanza il 90% di CHF 901.90, e meglio CHF 811.70 (sulla 
compensazione delle quote cfr. sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni 
ZK1 14 115 del 17 settembre 2015 consid. 15b). 

12.1. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo è fissata in virtù degli artt. 48 
e 61 cpv. 1 OTLEF (RS 281.35). In considerazione di tutti gli elementi, 
segnatamente del dispendio temporale cagionato, si giustifica di fissare la tassa di 
giustizia in CHF 450.00. 

12.2. Considerato come il dispendio cagionato in concreto è preponderante 
rispetto al fatto che la pretesa avanzata dal reclamante in sede di reclamo sia stata 
riconosciuta per CHF 230.00 anziché CHF 23'350.00, si giustifica di suddividere la 
tassa di giustizia per la procedura di reclamo in ragione del 10% (CHF 45.00) a 
carico della resistente e 90% (CHF 405.00) del reclamante. 

12.3. Per quel che è dell'ammontare delle ripetibili per la procedura di reclamo, si 
osserva anzitutto quanto segue. Il reclamante ha rivendicato un'indennità 
d'inconvenienza ex art. 95 cpv. 3 lett. c CPC per la procedura di reclamo, indicando 

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quanto segue: "Indennità che si giustifica con il tempo impiegato per lo studio della 
pratica, la raccolta delle prove, la consultazione della giurisprudenza, e 
l'allestimento del reclamo e delle osservazioni all'istanza di controparte e degli atti 
di causa […]" (act. A.1, petito n. 3). Sennonché essa viene corrisposta solo in casi 
giustificati (ovvero ove la fattispecie sia complessa e con un alto valore litigioso, 
abbia comportato un notevole dispendio di tempo e tra questo e il risultato vi sia un 
rapporto ragionevole) e necessita di una motivazione particolare (sentenza del 
Tribunale federale 5A_268/2019 del 15 aprile 2019 consid. 2.2; 4A_192/2016 del 
22 giugno 2016 consid. 8.2), che difetta nel caso di specie, anche tenuto conto del 
fatto che al momento dell'inoltro del reclamo l'insorgente si trovava in detenzione 
preventiva (act. B.3). In siffatte circostanze, l'assegnazione di un'indennità non è 
giustificata.

12.4. Inoltre il tribunale stabilisce d'ufficio e discrezionalmente le ripetibili, ove le 
medesime siano state protestate (art. 105 cpv. 2 e art. 96 CPC; art. 2 cpv. 1 OOA 
[CSC 310.250]; DTF 139 III 334 consid. 4.3). La resistente nella propria risposta del 
1 maggio 2025 ha protestato le ripetibili (act. A.2, petito n. 2) e con scritto del 
20 maggio 2025 ha presentato una nota d'onorario (act. A.4 e G.1). Giusta l'art. 1 
cpv. 3 OOA l'onorario dell'avvocato si basa sull'accordo stipulato con il cliente nel 
caso specifico o sulle tariffe correnti. Ai sensi dell'art. 2 cpv. 2 OOA l'autorità 
giudicante si basa sull'importo fatturato dal patrocinatore, fintantoché la tariffa oraria 
concordata è una tariffa corrente e non comprende supplementi di buon esito (n. 1), 
il dispendio fatturato è adeguato e necessario alfine di garantire un patrocinio 
efficace (n. 2) e l'indennità richiesta non ha come conseguenza per la parte 
soccombente un aggravio non giustificato dalla causa, rispettivamente dalle 
legittime esigenze di protezione giuridica (n. 3). Si considera corrente una tariffa 
oraria fra CHF 210.00 e CHF 270.00 (art. 3. cpv. 1 OOA). Il reclamante ha 
contestato la nota d'onorario del 20 maggio 2025 emessa dalla controparte 
(act. A.5). Ora, si osserva anzitutto che la resistente e la sua rappresentante legale 
hanno concluso un accordo sull'onorario, prevedente di principio una tariffa oraria 
di CHF 300.00 e di CHF 200.00 per i praticanti (act. TR VI.2). Si osserva inoltre che 
nella nota d'onorario del 20 maggio 2025 della patrocinatrice della resistente è stata 
applicata una tariffa oraria di CHF 270.00 per quanto fatturato dall'avvocato 
(act. G.1). Ciò posto, in ragione dei disposti di legge sopra esposti, va considerata 
corrente la tariffa oraria di CHF 270.00. Si rileva inoltre che la patrocinatrice della 
resistente ha complessivamente fatturato per la procedura di reclamo 4 ore e 27 
minuti d'onorario dell'avvocato alla tariffa oraria di CHF 270.00, oltre un 
supplemento forfettario pari al 3% dell'onorario (conforme alla consolidata prassi, 
cfr. fra tante sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni ZK1 16 133 del 

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24 novembre 2016 consid. 2.c con rinvii) e l'IVA al tasso vigente del 8.10%, per un 
totale di CHF 1'337.79 (act. G.4.1). Ora, tale ammontare è da ritenere adeguato 
avuto conto del dispendio causato in sede di reclamo alla resistente. Il reclamante 
è pertanto tenuto a corrispondere alla resistente a titolo di ripetibili per la procedura 
di reclamo il 90% di tale importo, e meglio CHF 1'204.00 (sulla compensazione delle 
quote cfr. sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni ZK1 14 115 del 
17 settembre 2015 consid. 15b).

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Il Tribunale d'appello pronuncia:

1.1. Il reclamo è parzialmente accolto.

1.2. Di conseguenza i dispositivi n. 1 e 2 della decisione del 6 gennaio 2025 del 
Tribunale regionale Maloja, sono annullati e riformati come segue:

"1. L'istanza è parzialmente accolta e alla richiedente è concesso il rigetto 
definitivo dell'opposizione nell'esecuzione no. Z.1._____ dell'Ufficio di 
esecuzione e fallimenti della Regione Maloja (precetto esecutivo del 
20 agosto 2024) per l'importo di CHF  29'130.00, oltre agli interessi del 5% a 
partire dal 19 agosto 2024.

2. I costi del procedimento di rigetto dell'opposizione di CHF 300.- sono posti 
a carico della richiedente in ragione di CHF 30.-, e a carico della controparte 
in ragione di CHF 270.-.

A titolo di ripetibili la controparte è tenuta a versare alla richiedente 
un'indennità di CHF 811.70, spese e IVA incluse."

Per il resto la decisione del 6 gennaio 2025 del Tribunale regionale Maloja è 
confermata.

2. La tassa di giustizia per la procedura di reclamo, di CHF 450.00, è posta a 
carico di A._____ in ragione di CHF 405.00, e a carico e di B._____ in ragione 
di CHF 45.00.

3. A._____ è condannato a rifondere a B._____ CHF 1'204.00 (spese e IVA 
incluse) a titolo di spese ripetibili per la procedura di reclamo.

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