# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 6477617a-018c-550e-9d0b-12c3fec4e773
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2006-08-16
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 16.08.2006 38.2006.26
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_38-2006-26_2006-08-16.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  38.2006.26

   

  rs

  	
  Lugano

  16 agosto
  2006

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il presidente del Tribunale cantonale
  delle assicurazioni

  
	
  Giudice Daniele Cattaneo

  
	
   

  
	
  con redattore:

  	
  Raffaella Sartoris, vicecancelliera

  	 

							

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 15 marzo 2006 di

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione su opposizione del 3 marzo
  2006 emanata da

  
	
   

  	
  Ufficio regionale di collocamento di __________

   

   

  in materia di assicurazione contro la
  disoccupazione

  

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                               1.1.   Con
decisione su opposizione del 3 marzo 2006 l’Ufficio regionale di collocamento
di __________ (di seguito URC) ha confermato la precedente decisione del 6
febbraio 2006 (cfr. doc. A1) con cui aveva sospeso RI 1 per sei giorni dal
diritto alle indennità di disoccupazione a causa di insufficienti ricerche nei
mesi di settembre e ottobre 2005 (cfr. doc. A3).

 

                               1.2.   Contro la
decisione su opposizione del 3 marzo 2006 l’assicurata ha inoltrato un
tempestivo ricorso nel quale ha addotto che:

 

" 
(…)

I motivi di sanzione non
mi sembrano giustificati. Come già scritto nella mia lettera del 7 febbraio
2006 ho scritto le mie lettere di ricerca in tutte le regioni del Ticino. Ho
inoltre contattato uno stesso posto solo dopo diversi mesi, per il motivo ovvio
che nel frattempo ci sarebbe stata una reale possibilità che un posto si sia
liberato.

 

Visto che sono senza
macchina e mi sposto con i mezzi pubblici non mi è possibile, anche per motivi
finanziari, spostarmi costantemente in tutto il Ticino, le ricerche per
iscritto pesano già molto sul nostro budget familiare limitato.” (Doc. I)

 

                               1.3.   L’URC, in
risposta, ha postulato l’integrale reiezione del ricorso con argomenti di cui
si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. doc. III).

 

 

                                         in
diritto

 

                                         In
ordine

 

                               2.1.   La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio
2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H
212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10
ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999
nella causa C., I 623/98).

 

 

                                         Nel
merito

 

                               2.2.   Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicurata deve essere o meno sospesa dal diritto
alle indennità di disoccupazione per insufficienti ricerche di lavoro nei mesi
di settembre e ottobre 2005 precedenti l’iscrizione in disoccupazione.

                                      

                                         Tra
gli obblighi dell'assicurato rientra quello di cercare personalmente
un'occupazione adeguata (secondo l'art. 16 LADI), se necessario anche fuori
della professione precedente (cfr. art. 17 cpv. 1 LADI) ed anche fuori del
proprio luogo di domicilio (cfr. art. 16 cpv. 2 lett. f LADI).

                                         Alla fine di ogni periodo
di controllo egli dovrà, dunque, presentare al servizio competente le prove
documentali relative alle ricerche di lavoro intraprese (cfr. STFA del 29.1.92
nella causa E.R., non pubblicata). 

 

                                         Secondo l'art. 26 cpv. 1
OADI:

 

" 
L'assicurato deve finalizzare i propri sforzi di ricerca di lavoro, di
regola sotto forma di domande d'impiego ordinarie."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2 OADI
prevede che:

 

" 
Annunciandosi per riscuotere l'indennità giornaliera, l'assicurato deve
provare al servizio competente gli sforzi che ha intrapreso per trovare
lavoro."

 

                                         L'art. 26 cpv. 2bis OADI
precisa che

 

"  Egli deve fornire tale prova per ogni periodo di
controllo al più tardi entro il quinto giorno del mese seguente o il primo
giorno lavorativo successivo a tale data. In caso contrario, il servizio
competente gli accorda un termine adeguato per rimediarvi. Nel contempo lo
informa per scritto che, se lascia scadere il termine senza una giustificazione
valida, le ricerche di lavoro non potranno essere prese in considerazione."

 

L'art. 26 cpv. 3 OADI stabilisce che:

 

" 
Il servizio competente verifica ogni mese le ricerche di lavoro
dell'assicurato."

 

                                         Conformemente al principio
dell'obbligo della riduzione del danno ancorato nel diritto delle assicurazioni
sociali (cfr. Maurer, Sozialversicherungsrecht, Band I, 1979 p. 323), la LADI
ha dunque previsto che l'assicurato deve fare tutto quanto è nelle sue
possibilità per evitare o ridurre lo stato di disoccupazione.

                                         Se non adempie il suo
obbligo egli deve essere sanzionato sulla base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c
LADI, secondo cui l'assicurato è sospeso dal diritto all'indennità se non fa il
suo possibile per ottenere un'occupazione adeguata.

 

                                         L'art. 30
cpv. 1 lett. c LADI sanziona dunque una violazione dell'obbligo di ridurre il
danno fissato all'art. 17 cpv. 1 LADI

(cfr. DLA 1981 pag. 126).

                                         In una
sentenza del 17 marzo 1998 nella causa H. pubblicata in  DTF 124 V 228- 230 il
TFA ha sancito la conformità dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI con le
disposizioni della Convenzione OIL Nr. 168, in vigore per la Svizzera dal 17
ottobre 1991 (al proposito cfr. D. Cattaneo, "Les mesures préventives et
de réadaptation de l'assurance chômage" Ed. Helbing & Lichtenhahn,
Basilea e Francoforte sul Meno, 1992 pag. 193 seg.).

 

                                         In una
sentenza del 4 agosto 2003 nella causa S. (C 221/02) l'Alta Corte ha, tra
l'altro, ribadito che:

 

" 
(…)

2.2 Anche nell'ambito dell'assicurazione contro
la disoccupazione, così come negli altri ambiti delle assicurazioni sociali,
all'assicurato incombe l'obbligo di ridurre il danno (DTF 125 V 199 consid. 6b; Stauffer, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum
Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die obligatorische
Arbeitslosenversicherung und Insolvenzentschädigung, 2a ed., Zurigo 1998, pag.
48). La violazione di questo obbligo viene sanzionata
per evitare l'ottenimento abusivo di prestazioni da parte dell'assicurazione
contro la disoccupazione (DLA 1998 no. 34 pag. 187 consid. 2b e riferimenti).
Con lo strumento della sospensione, quale sanzione amministrativa e non penale
(DLA 1993/1994 no. 3 pag. 22

consid. 3d con riferimenti), il legislatore ha così voluto regolamentare la
partecipazione dell'assicurato al danno da lui provocato (DTF 126 V 523;
Gerhards, Kommentar zum Arbeitslosenversicherungsgesetz, vol. I, no. 2 ad art.
30) e scaricare, per motivi di equità, la comunione dei contribuenti dagli
effetti negativi di comportamenti ingiustificati (Jacqueline Chopard, Die
Einstellung in der Anspruchsberechtigung, tesi Zurigo 1998, pag. 24 seg.).
(…)" 

                                         (cfr.
STFA del 4 agosto 2003 nella causa S., C 221/02)

 

                               2.3.   La giurisprudenza federale ha
stabilito che questo motivo di sospensione è dato anche quando l'assicurato non
si attiene all'obbligo della ricerca di un lavoro prima di essere disoccupato.
L'assicurato deve così, ad esempio, adoperarsi già durante il periodo di
disdetta (e cioè a partire dal momento in cui gli viene notificato il
licenziamento) per trovare una nuova occupazione (cfr. DLA 1966 N° 11 e N° 21;
DLA 1977 N° 33; DLA 1987

pag. 41, DTF del 29 gennaio 1992 nella causa E.R., C 77/91; SVR 1998 ALV N° 22;
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento alla
luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed. OCST,
Pregassona 2000, pag. 16 segg.; vedi pure art. 45 cpv. 1 lett. a OADI).

 

                                         Inoltre
gli assicurati con un contratto di lavoro di durata determinata devono compiere
sforzi per cercare da sé un'occupazione durante un periodo ragionevole che
precede la fine del rapporto di lavoro (cfr. Comunicazioni e istruzioni UFIAML,
n. 12, 29 dicembre 1981, pag. 6, n. 3; D. Cattaneo,

op. cit., pag. 17).

 

Questa giurisprudenza viene regolarmente
confermata dal TFA (cfr. ad esempio: STFA del 22 ottobre 2002 nella causa N.

(C 305/01), non pubblicata; STFA del 23 gennaio 2003 nella causa C. (C 280/01);
STFA del 15 dicembre 2003 nella causa P. (C 200/03); STFA del 10 dicembre 2004
nella causa M.

(C 210/04)).

 

                                         In una sentenza del 3
luglio 2006 nella causa S., (C 138/05), l’Alta Corte ha al riguardo in
particolare sottolineato che:

 

"  (…)

2.1 Nach konstanter Praxis des Eidgenössischen
Versicherungsgerichts, von der auch mit Blick auf den in Kraft getretenen ATSG
abzuweichen kein Anlass besteht, muss sich die versicherte Person gemäss ihrer
Schadenminderungspflicht auch die vor der Meldung auf dem Arbeitsamt
unterlassenen Stellenbewerbungen entgegenhalten lassen (ARV 2005 S. 58 [C
208/03] Erw. 3.1 mit Hinweisen). Die Pflicht der Versicherungsleistungen
beanspruchenden Person zur Arbeitssuche - als Teil der Schadenminderungspflicht
- ergibt sich direkt aus dem Gesetz (Art.17 Abs.1 AVIG). Die versicherte Person
kann sich daher insbesondere nicht damit exkulpieren, nicht gewusst zu haben,
dass sie schon vor Aufnahme der Stempelkontrolle zur ernsthaften Arbeitssuche
verpflichtet war und nicht darauf aufmerksam gemacht worden sei (Urteile M. vom
28. Dezember 2004 [C 236/04] P. vom 15.Dezember 2003 [C 200/03] je mit Hinweis;
vgl. auch ARV 1980 Nr.44 S.109). Der Versicherte hat sich dementsprechend
während einer allfälligen Kündigungsfrist, aber auch generell während der Zeit
vor Anmeldung (ARV 1982 Nr. 4 S. 40), so auch während einem Auslandaufenthalt
zum Zwecke der Erzielung eines Verdienstes (ARV 2005 S. 58 [C 208/03] Erw. 3.2)
unaufgefordert um Stellen zu bemühen. Gleiches hat während eines
Auslandaufenthaltes zu Reisezwecken zu gelten. Denn die Landesabwesenheit
entbindet nicht von dieser Pflicht, zumal es mit den heutigen
Kommunikationsmitteln (Internet, E-Mail etc.) und Personalvermittlungsagenturen
ohne weiteres möglich und zumutbar ist, sich auch vom Ausland aus für eine neue
Arbeitsstelle zu bewerben (ARV 2005 S. 58 [C 208/03] Erw. 3.2). Dass
Bewerbungen aus Südamerika völlig sinnlos und/oder unmöglich sind, wie in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde eingewendet wird, kann nicht ernsthaft behauptet
werden. Da der Einstellungstatbestand der ungenügenden Arbeitsbemühungen schon
dann erfüllt ist, wenn der Versicherte nicht alles Zumutbare unternimmt, um
einen drohenden Schaden abzuwenden (ARV 2005 S. 58 [C 208/03] Erw. 3.2 mit
Hinweis), stellte das Arbeitsamt den Versicherten grundsätzlich zu Recht in der
Anspruchsberechtigung auf Arbeitslosenentschädigung ein.“ (STFA del 3 luglio
2006 nella causa S., C 138/05, consid. 2.1.)

 

                               2.4.   Sul numero
di ricerche mensili da svolgere va rilevato quanto segue.

                                         Per
stabilire se un assicurato si è sforzato a sufficienza per trovare un'occupazione
adeguata non è importante soltanto la quantità bensì anche la qualità delle
ricerche effettuate (cfr. DTF 124 V 231 consid. 4a; DTF 120 V 76 consid. 2 con
riferimenti; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa C.P.-B., C 49/00).

                                         Il
disoccupato, per ogni periodo di controllo, deve, infatti, fornire
all'amministrazione la prova d'aver compiuto un certo numero di ricerche di
lavoro qualitativamente valide (cfr. DTF 124 V 231; DTF 120 V 74; DLA 1993/1994
pag. 55; DTF 112 V 217; DLA 1987 n. 2 p. 40; DLA 1986 n. 26 p. 101).

                                         Secondo costante
giurisprudenza cantonale, gli assicurati, durante ogni periodo di controllo,
devono comprovare, di regola, almeno 4 ricerche qualitativamente valide (cfr.
per tutte la STCA del 28 gennaio 1987 nella causa M.Z., AD 247/86). Il TFA, in
una sentenza del 13 luglio 1987, ha approvato questo principio

(cfr. STFA nella causa M.Z., C 33/87).

 

In una sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E.

(C 286/02), il TFA ha ritenuto sufficienti quattro ricerche di lavoro compiute
da un assicurato durante uno dei tre mesi di disdetta, osservando:

 

" 
(…)

Mit der Vorinstanz sind die fünf Arbeitsbemühungen
während des Monats November als genügend und die drei, eventuell vier
Bewerbungen im Dezember 2001 als gerade noch ausreichend zu qualifizieren. Dies
insbesondere angesichts des in diesem Monat knappen Angebots an Arbeitsstellen
und der Tatsache, dass sich der Versicherte nicht darauf beschränkte, sich
bloss telefonisch nach offenen Stellen zu erkundigen, sondern sich in der Regel
schriftlich bewarb. Dem geringen Fehlverhalten des Beschwerdegegners, sich
während des letzten Monats in der Kündigungsfrist nur um eine oder zwei Stellen
beworben zu haben, hat das kantonale Gericht mit der am unteren Rand des
leichten Verschuldens liegenden Einstellung von 3 Tagen angemessen Rechnung
getragen. Diese Bemessung der Einstelldauer ist unter Berücksichtigung des
nicht nur der Verwaltung, sondern auch der Vorinstanz zustehenden Ermessens, in
welches das Eidgenössische Versicherungsgericht ohne triftigen Grund nicht
eingreift (BGE 123 V 152 Erw. 2 mit Hinweisen), nicht zu beanstanden." (STFA del 3 luglio 2003 nella causa AWA contro E.,

C 286/02)

 

In una sentenza del 6 agosto 2002 nella causa Z.
(C 338/01), il TFA ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese
(al riguardo cfr. anche STFA del 25 aprile 2005 nella causa E., C 10/05,
consid. 2.3.1.).

 

In un'altra sentenza del 23 gennaio 2003 nella
causa C. 

(C 280/01) il TFA ha ritenuto insufficienti
quattro ricerche di lavoro in un periodo di tre mesi.

 

In una sentenza del 26 maggio 2003 nella causa M.
(C 98/02), il TFA ha ritenuto non colpevole un assicurato che aveva compiuto,
durante due periodi di controllo, sei ricerche di impiego lavorando a tempo
pieno in un programma di occupazione temporanea.

 

Il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella
causa R.

(C 319/02), ha ritenuto insufficienti sei ricerche di lavoro in un mese.

 

In un'altra sentenza dell'11 luglio 2003 nella
causa D. (C 63/03) la nostra Alta Corte, dopo avere ricordato che i giudici di
prima istanza avevano ritenuto che l'obiettivo fissato ad un'assicurata
dall'amministrazione di effettuare dieci ricerche di lavoro mensili non era
sproporzionato, ha ritenuto insufficienti tre ricerche di lavoro durante un
periodo di controllo.

In una sentenza del 10 dicembre 2004 nella causa
M.

(C 210/04), il TFA ha confermato la sanzione inflitta dall’amministrazione ad
un assicurato che aveva svolto due ricerche di lavoro nel mese antecedente
l’annuncio al collocamento, ritenute insufficienti e che aveva omesso di
compiere ricerche di lavoro durante il primo periodo di controllo; l’Alta Corte
ha pure considerato insufficienti cinque ricerche di lavoro, di cui tre erano
già state compiute nel mese precedente, effettuate dall’assicurato durante un
periodo di controllo. 

 

                                         In una sentenza del 12
luglio 2005 nella causa S. (C 106/04) il TFA ha rilevato:

 

"  (...)

2.1  Pour trancher le point de savoir si l'assuré a
fait des efforts  suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir
compte aussi bien de la quantité que de la qualité des démarches entreprises
(ATF 124 V 231 consid. 4). Sur le plan quantitatif, la pratique administrative
exige 10 à 12 offres d'emploi par mois en moyenne. On ne peut cependant pas
s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut bien plutôt examiner,
au regard des circonstances concrètes, la qualité des démarches (Thomas
Nussbaumer, Arbeitslosenversicherung, in: Schweizerisches
Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, ch. 701 et note de bas de
page 1330). Sur le plan qualitatif, on peut attendre d'un assuré qu'il ne se
contente pas de démarches par téléphone, mais qu'il réponde également à des
offres d'emploi par écrit (Jacqueline Chopard, Die Einstellung in der
Anspruchsberechtigung, thèse Zurich, 1998, p. 139 sv.). (...)"

 

                                         Infine, in una sentenza
del 29 settembre 2005 nella causa H. 

                                         (C 199/05) l'Alta Corte si
è così espressa:

 

"  (...)

Richtig wiedergegeben hat die Vorinstanz ferner
die Rechtsprechung zur Qualität und Quantität der Arbeitsbemühungen (BGE 124 V
231 Erw. 4a; SVR 2004 ALV Nr. 18 S. 59 [in BGE 130 V 385 nicht  publizierte] Erw.
4.1) sowie die Verwaltungspraxis, wonach in der Regel durchschnittlich 10 bis
12 Bewerbungen pro Monat verlangt werden, wobei indes die Umstände des Einzelfalls
zu berücksichtigen sind (Urteil E. vom 25. April 2005 Erw. 2.3.1, C 10/05).
Darauf wird verwiesen.

 

2.2 Zu ergänzen ist, dass die versicherte Person
auf Grund der  Schadenminderungspflicht selbst alles Zumutbare zu unternehmen
hat, um Arbeitslosigkeit zu vermeiden oder zu verkürzen. Wie in den übrigen
Zweigen der Sozialversicherung hat die versicherte Person auch bei der
Arbeitslosenversicherung ihr Möglichstes zur Schadenminderung von sich aus,
d.h. ohne besondere Aufforderung durch eine Amtsstelle oder Abgabe eines Merkblattes,
vorzukehren (ARV 1980 Nr. 44 S. 109).

Für eine Einstellung in der Anspruchsberechtigung
wegen ungenügender persönlicher Arbeitsbemühungen darf durchaus auf eine
einzelne Kontrollperiode, d.h. einen einzelnen Kalendermonat abgestellt werden,
und es geht rechtsprechungsgemäss nicht an, mit dem Hinweis auf intensivere
Anstrengungen in anderen Monaten sich in einer andern Kontrollperiode
ungenügend um Arbeit zu bemühen (erwähntes Urteil E. Erw. 2.3.2 mit Hinweis).

Vor der Einstellung ist keine Verwarnung
auszusprechen (BGE 124 V 233 Erw. 5b; Urteil W. vom 13. April 2005 Erw. 4, C
4/05).

Das seit 1. Januar 2003 geltende Bundesgesetz
über den Allgemeinen Teil des Sozialversicherungsrechts (ATSG) mit der
zugehörigen Verordnung (ATSV) und die auf den 1. Juli 2003 erfolgte
Teilrevision von AVIG und AVIV modifizieren die Rechtslage nicht, weshalb die
zu den bis 31. Dezember 2002 gültig gewesenen Bestimmungen ergangene
Rechtsprechung weiterhin zu berücksichtigen ist (erwähntes Urteil E. Erw. 1.2).
(...)"

 

                                         Al riguardo cfr. pure STFA
del 6 marzo 2006 nella causa Service cantonal de l’emploi du Canton Vaud c/ B.,
C 6/05, consid. 3.2.

 

La giurisprudenza cantonale più sopra ricordata
ha dunque fissato semplicemente una linea di riferimento e non ha carattere
assoluto ("di regola") e, secondo quanto stabilito dal TFA nelle
sentenze appena citate, occorre valutare, nel singolo caso concreto, quante
ricerche mensili siano esigibili da ogni assicurato, a seconda delle condizioni
particolari di ogni singola fattispecie (cfr. STCA del 28 gennaio 2003 nella
causa K.,

inc. 38.2002.186).

A proposito dei compiti dei consulenti del
personale, in una sentenza del 5 ottobre 2000 nella causa B. (inc. 38.2000.74),
il TCA ha ricordato che:

 

" 
Riguardo al desiderio dell'assicurato di seguire
altri tipi di programmi occupazionali, va pure ricordato che spetta ai
consulenti degli URC di decidere di volta in volta quali sono le misure più
idonee per favorire un rapido collocamento dei singoli assicurati (cfr. art. 85
cpv. 1 lett. a e c LADI; art. 85 b LADI, art. 17 cpv. 3 LADI)." 

 

                               2.5.   Sulle modalità con le
quali bisogna effettuare le ricerche di lavoro il TCA ricorda innanzitutto che
secondo l'art. 17 cpv. 1 in fine LADI, l'assicurato deve comprovare il suo
impegno per trovare un nuovo posto di lavoro, fornendo al servizio competente
le prove relative agli sforzi intrapresi a tal fine (cfr. art. 26 cpv. 2 e cpv.
2 bis OADI; cfr. DLA 1988 p. 95; DTF 120 V 74). La prova degli sforzi volti al
reperimento di una nuova occupazione deve essere fornita, giusta l'art. 26 cpv.
2 OADI, al servizio competente. Nel Cantone Ticino, sulla base dei combinati
disposti dell'art. 30 cpv. 2, 85 e 85b LADI, questa competenza è stata delegata
agli URC (cfr. l'art. 2a lett. e del Regolamento della legge
sul rilancio dell'occupazione e sul sostegno ai disoccupati del 15 ottobre 2003;
D. Cattaneo,

op. cit., pag. 92-93).

                                         La legge non prevede
nessun modo particolare per svolgere le ricerche: esse possono così venire
effettuate sia per iscritto, sia presentandosi personalmente presso i diversi
datori di lavoro, sia per telefono. Ciò che importa è che l'assicurato, alla
fine di ogni periodo di controllo, sia in grado di dimostrare al servizio
competente d'avere realmente compiuto gli sforzi da lui indicati (cfr. STFA del
29.1.92 nella causa E.R., non pubblicata).

 

                                         L'obbligo
di comprovare le ricerche di lavoro è stato ribadito dal TFA in una sentenza
del 23 gennaio 2003 nella causa C.

                                         (C
280/01), nella quale ha osservato:

 

" 
Selbst wenn sich der Versicherte sodann
tatsächlich bei 10 potentiellen Arbeitgebern oder Arbeitgeberinnen gemeldet
hätte, kann er sich nur auf jene Arbeitsbemühungen berufen, welche er
nachzuweisen vermag (Art. 17 Abs. 1 Satz 3 AVIG in Verbindung mit Art. 26 Abs.
2 AVIV; Gerhards, a.a.O., N 22 zu Art. 17 AVIG)."

 

                                         Concretamente
ciò significa che, in caso di ricerca scritta, l'assicurato dovrà consegnare
all'amministrazione la fotocopia della sua offerta o della risposta del datore
di lavoro interpellato o rendere in altro modo assolutamente credibile
l'avvenuta ricerca.

 

                                         In caso di ricerca
personale il disoccupato non può limitarsi a un puro e semplice elenco dei
datori di lavoro presso i quali avrebbe compiuto delle ricerche, ma è
necessario che il datore di lavoro interpellato attesti, apponendo il suo
"timbro" sul formulario

(cfr. DTF 120 V 74) o in qualsiasi altra forma scritta, che la ricerca di
lavoro è realmente avvenuta (cfr. STCA del 28.1.1987 nella causa S. P., AD
5/87).

                                         Inoltre
il TFA ha avuto occasione di rilevare che sul modulo utilizzato per comprovare
le ricerche compiute o sulle eventuali dichiarazioni dei potenziali datori di
lavoro deve essere indicata in modo preciso la data completa in cui il
disoccupato si è proposto per un determinato impiego (cfr. STFA del 14 dicembre
1999 nella causa P., pubblicata in DLA 2000 pag. 118).

                                         L'assicurato potrà
servirsi dell'apposito formulario messo a disposizione dall'UFSEL (Ufficio
federale dello sviluppo economico e del lavoro; dal 1° luglio 1999 Segretariato
di stato dell'economia, SECO).

                                         In caso di rifiuto del
datore di lavoro di apporre "il timbro", il disoccupato potrà
comunque limitarsi ad annotare sul formulario l'avvenuta ricerca segnalando al
servizio competente tale rifiuto.

                                         Infine, in caso di ricerca
telefonica, secondo la giurisprudenza federale, l'assicurato deve, di regola,
confermare l'avvenuta ricerca, mediante una successiva conferma per iscritto
(cfr. DLA 1988 p. 95). 

                                         In una
sentenza del 20 marzo 2000, pubblicata in DLA 2000

pag. 156 segg., il TFA ha ritenuto che viola l'obbligo di ridurre il danno
l'assicurato che effettua le ricerche di lavoro esclusivamente per telefono.

In merito alle ricerche di lavoro compiute
esclusivamente per telefono e alla continuità delle ricerche durante un periodo
di controllo, il TFA, in una sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R. (C
319/02), ha avuto modo di rilevare:

 

" 
(…)

Pour trancher le point de savoir si l'assuré a fait
des efforts suffisants pour trouver un travail convenable, il faut tenir compte
aussi bien de la quantité que de la qualité de ses recherches (ATF 124 V 231
consid. 4a et l'arrêt cité). Sur le plan quantitatif, la pratique
administrative exige dix à douze offres d'emploi par mois en moyenne. On ne
peut cependant pas s'en tenir à une limite purement quantitative et il faut
bien plutôt examiner, au regard des circonstances concrètes, la qualité des
démarches (Nussbaumer,

op. cit., note de bas de page 1330). Sur le plan qualitatif, on peut attendre
d'un assuré qu'il ne se contente pas de démarches par téléphone, mais qu'il
réponde également à des offres d'emploi par écrit (Chopard, op. cit., p. 139
sv.). La continuité des démarches joue également un certain rôle, même si l'on
ne saurait exiger d'emblée que l'assuré répartisse ses démarches sur toute une
période de contrôle. S'agissant d'offres écrites, il peut au contraire être
rationnel et judicieux de préparer ses postulations de manière concentrée sur
quelques jours dans le mois, eu égard à la périodicité des offres d'emplois
dans les journaux et compte tenu du fait que les délais de postulation sont en
général relativement longs (arrêt non publié du 5 juillet 1988 dans la cause
R., C 14/88). (…)" (STFA del 4 giugno 2003 nella causa R., C
319/02)

 

                                         In una
sentenza del 14 settembre 2005 nella causa T. (C 78/05) il TFA ha confermato
una sospensione di 6 giorni dal diritto all'indennità di disoccupazione per
insufficienti ricerche di lavoro in un periodo di controllo, rilevando:

 

" 
(...)

qu'il a reconnu n'avoir effectué qu'une démarche au
mois de décembre 2003, en raison d'un profil de cadre assez spécifique;

qu'il ne peut être tenu compte des autres documents
déposés dans le même temps, ceux-ci étant le résultat de trois démarches
entreprises  antérieurement à la période de contrôle en question;

que dans la mesure où le profil du recourant est
spécifique, ce dernier ne peut se contenter de répondre aux rares annonces
paraissant dans la presse, mais doit avoir recours à d'autres méthodes
ordinaires au sens de l'art. 26 al. 1 OACI (offre spontanée, par exemple) ou
rechercher du travail en dehors de la profession qu'il exerçait précédemment si
besoin est;

que le comportement du recourant qui n'a effectué
qu'une recherche d'emploi pour le mois de décembre 2003 constitue ainsi une
violation claire de l'obligation de diminuer le dommage causé à
l'assurance-chômage, même si son conseiller ORP ne lui a pas encore fixé
d'objectif précis; (...)"

 

                                         In un'altra sentenza del
29 settembre 2005 nella causa H. 

                                         (C 199/05) l'Alta Corte si
è così espressa:

 

"  (...)

4.2.3 Aber auch für die Zeit ab 17. bis 30. Juni
2004 kann die Versicherte aus den behaupteten Anweisungen der Frau S.________
nichts zu ihren Gunsten ableiten. Sie räumt selber ein, Frau S.________ habe
sie aufgefordert, in erster Linie sämtliche möglichen Bewerbungen für
Dauerstellen zu tätigen; telefonische Anfragen für Aushilfsjobs bzw.
Blindbewerbungen (ohne  entsprechende Stellenausschreibung) seien erst in
zweiter Linie vorzunehmen.

Diese Anweisung ist nicht zu beanstanden, da von
einer arbeitslosen Person verlangt wird, dass sie sich vor allem schriftlich
auf konkrete  Stellenangebote bewirbt (Urteile M. vom 24. Mai 2000 Erw. 2c, C
185/99, S. vom 11. Juni 1999 Erw. 2d, C 401/98, und S. vom 26. August 1996 Erw.
5b, C 134/96). Die Versicherte vermag lediglich das Vorstellungsgespräch vom
17. Juni 2004 im Pflegezentrum Y.________ auf Grund der einen Bewerbung vom 25.
Mai 2004 (Erw. 3 hievor) zu belegen. Bewerbungen für Dauerstellen auf neue 
Inserate hin weist sie keine nach. Unbehelflich ist ihr Vorbringen, in den
Sommermonaten würden im Pflegebereich erfahrungsgemäss kaum
Dauerarbeitsverträge abgeschlossen. Denn allfällige Schwierigkeiten auf dem
Arbeitsmarkt erfordern um so intensivere Bemühungen der versicherten Person; es
kommt nicht auf die Erfolgsaussichten, sondern auf die Intensität der Stellensuche
an (BGE 124 V 234 Erw. 6). Wenn nötig, ist auch ausserhalb des  bisherigen
Berufs Arbeit zu suchen (BGE 120 V 76 Erw. 2; Urteil S. vom 16. Februar 2005
Erw. 2, C 6/04). Unter diesen Umständen könnten die Bemühungen der Versicherten
in der Zeit vom 17. bis 30. Juni 2004 selbst dann nicht als rechtsgenüglich
qualifiziert werden, wenn sie Blindbewerbungen unternommen hätte. (...)"

 

                               2.6.   Secondo l'art. 30 cpv. 3 LADI
la durata della sospensione è determinata in base alla gravità della
colpa e ammonta, per ogni motivo di sospensione a 60 giorni al massimo o, nel
caso di cui al capoverso 1 lettera g, a 25 giorni.

                                         La sospensione dal diritto
all'indennità va da 1 a 15 giorni in caso di colpa lieve, da 16 a 30 giorni in
caso di colpa mediamente grave e da 31 a 60 in caso di colpa grave

(cfr. art. 45 cpv. 2 OADI).

                                         La sua durata è
determinata secondo la gravità della colpa

(cfr. art. 30 cpv. 3 LADI), soggiace in altre parole al principio della
proporzionalità (cfr. DTF 123 V 151-155).

                                         In virtù dell'art. 45 cpv.
2 bis OADI, se l'assicurato è ripetutamente sospeso dal diritto all'indennità
entro il termine quadro per la riscossione della prestazione, la durata della
sospensione è prolungata in modo adeguato.

                                         L'art. 45 cpv. 3 OADI
stabilisce che la colpa grave è data se l'assicurato ha abbandonato senza
valido motivo un impiego idoneo senza garanzia di uno nuovo o ha rifiutato un
lavoro idoneo.

                                         Per quel
che concerne la sospensione dal diritto all'indennità di disoccupazione fondata
sull'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, la prassi amministrativa prevede una sanzione
da 4 a 6 giorni per mancate ricerche di lavoro e una sanzione da 3 a 4 giorni
per insufficienti ricerche di lavoro nel periodo di disdetta.

Per ogni periodo di controllo successivo i
parametri del SECO e dell'UCL prevedono da 5 a 9 giorni di sanzione per mancate
ricerche di lavoro e da 3 a 4 giorni di sanzione per insufficienti ricerche di
lavoro, in caso di prima sospensione, con proporzionali aumenti per i periodi
successivi, visto l'art. 45

cpv. 2 bis OADI (cfr. Circulaire relative à l'indemnité de chômage (IC) del
SECO in vigore dal 1° gennaio 2003, D68 punto 1;

Lista delle sospensioni URC/UCL aggiornate dal SECO al 25.01.1999).

Queste direttive sono conformi alla legge (cfr.
D. Cattaneo, "Alcuni compiti degli Uffici regionali di collocamento
alla luce della giurisprudenza". Appunti sociali, fascicolo n. 3. Ed.
OCST, Pregassona 2000, pag. 43-44) e le sanzioni inflitte dall'amministrazione
su queste basi vengono regolarmente confermate dal TCA. Anche il TFA ha
approvato il modo di procedere dell'amministrazione (cfr. la sentenza del 23
gennaio 2003 nella causa C., C 280/01, nella quale l'Alta Corte ha confermato
la sanzione di 9 giorni di sospensione dal diritto alle indennità di
disoccupazione inflitta dall'amministrazione ad un assicurato che aveva saputo
comprovare unicamente quattro ricerche di lavoro svolte nei tre mesi di
disdetta del precedente rapporto di lavoro; la sentenza del 6 agosto 2002 nella
causa Z., C 338/01, nella quale il TFA ha confermato 4 giorni di sospensione
per insufficienti ricerche in un periodo di controllo; la sentenza del 2 maggio
2003 nella causa X., C 275/02, nella quale la nostra Massima Istanza ha
confermato una sanzione di 15 giorni di sospensione per mancate ricerche
durante tre mesi di disdetta; la sentenza del 3 luglio 2003 nella causa AWA
contro E., C 286/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 3 giorni di
sanzione per insufficienti ricerche di lavoro durante uno dei tre mesi di
disdetta; la sentenza del 4 giugno 2003 nella causa R.,

C 319/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato la sanzione di 5 giorni di
sospensione dal diritto alle indennità di disoccupazione inflitta
dall'amministrazione ad un assicurato, nato nel 1939, che aveva saputo
comprovare unicamente sei ricerche di lavoro, di cui cinque svolte per
telefono, durante un periodo di controllo nel corso del quale egli aveva, tra
l'altro, lavorato cinque giorni, per un totale di trentaquattro ore; la
sentenza dell'11 luglio 2003 nella causa D., C 63/03, nella quale il TFA ha
confermato una sanzione di 4 giorni di sospensione per insufficienti ricerche
di lavoro durante un periodo di controllo; la sentenza del 2 marzo 2004 nella
causa B., C 305/02, nella quale l'Alta Corte ha confermato 4 giorni di
sospensione per insufficienti ricerche durante il periodo di disdetta e la
sentenza del 10 dicembre 2004 nella causa M., C 210/04, nella quale la nostra
Massima Istanza ha confermato sia una sanzione di 9 giorni di sospensione per
insufficienti ricerche durante il mese precedente l’annuncio al collocamento e
mancate ricerche durante il primo periodo di controllo, sia una sanzione di 4
giorni di sospensione per insufficienti ricerche di lavoro durante un periodo
di controllo.

E’ inoltre utile segnalare la sentenza del 25 aprile 2005
nella causa E., C 10/05, nella quale il TFA ha confermato 8 giorni di
sospensione per mancate ricerche nel periodo di controllo di un mese).

 

                               2.7.   Nella
sentenza H. del 17 marzo 1998 (DTF 124 V 225), il Tribunale federale delle
assicurazioni ha stabilito che è possibile sospendere l'assicurato che commette
(soltanto) una colpa lieve non compiendo sufficienti ricerche di lavoro. 

 

                                         Il TFA ha
poi stabilito che tre ricerche di lavoro qualitativamente valide in un periodo
di controllo sono insufficienti.

 

                                         La Cassa
di disoccupazione aveva sospeso l'assicurata per 3 giorni dal diritto
all'indennità di disoccupazione.

 

                                         Infine,
l'Alta Corte ha deciso che l'amministrazione prima di applicare l'art. 30 cpv.
1 lett. c LADI, non deve raccomandare all'assicurato di intensificare le
ricerche di lavoro.

 

                               2.8.   Nella
presente evenienza dalla documentazione agli atti risulta che l’assicurata dal
2001 svolge un’attività stagionale alle dipendenze del __________ di __________
quale cameriera ai piani, lingerista (cfr. doc. 13).

                                         Nei mesi
di inattività essa fa capo alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione
(cfr. doc. 13).

 

                                         Per
quanto riguarda il 2005, la ricorrente è stato impiegata dall’__________ dal 1°
febbraio al 30 novembre 2005 (cfr. doc. 1, 4, 15, A3).

                                         L’assicurata
si è annunciata nuovamente per il collocamento presso l’URC di __________ alla
fine del mese di novembre 2005 con effetto a partire dal 1° dicembre 2005,
dichiarando di ricercare un’occupazione al 100% (cfr. doc. 13).

 

                                         Al
momento della sua iscrizione in disoccupazione la ricorrente ha presentato
all’amministrazione le proprie ricerche di una nuova occupazione compiute
durante i mesi in cui ha lavorato presso l’__________ di __________. Esse sono
attestate dai formulari “Prova degli sforzi personali intrapresi per trovare
lavoro” relativi ai mesi da febbraio a novembre 2005 (cfr. doc. 18). 

 

                                         La
consulente del personale, ritenendo qualitativamente insufficienti le ricerche
effettuate dall’assicurata, il 12 gennaio 2006 le ha inviato una “Richiesta di
giustificazione” con cui ha richiesto di motivare, entro il 23 gennaio 2006, il
fatto di avere ripetuto determinate ricerche e di avere limitato queste ultime
alla zona di __________.

                                         La
collocatrice ha pure precisato che oltre la data indicata l’autorità cantonale
avrebbe deciso sulla base degli atti in suo possesso, menzionando espressamente
l’art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, il quale prevede proprio la sospensione di un
assicurato nel caso in cui non faccia il suo possibile per ottenere un’occupazione
adeguata (cfr. doc. 5).

 

                                         La
ricorrente ha risposto con scritto del 20 gennaio 2006, rilevando in particolare
che:

 

"  (…)
le mie ricerche sono state limitate al comprensorio del __________ in quanto
non dispongo di patente d’auto e per questa ragione mi vedevo costretta a
richiedere un posto di lavoro nelle vicinanze che mi permetteva eventualmente
di rimanere in zona e raggiungere il posto di lavoro a piedi.

Viste
la vane ricerche nella zona di residenza, sarà mia premura per le prossime
ricerche fare riferimento anche alle aziende fuori zona." (Doc. 6)

 

                                         Dal profilo procedurale
l’amministrazione ha, dunque, ossequiato il diritto di essere sentito dell’assicurata
garantito dall’art. 29 cpv. 2 Cost.fed. e dall’art. 42 LPGA.

 

                                         L’URC, considerando
solo parzialmente valide le motivazioni addotte dalla ricorrente, con decisione
formale del 6 febbraio 2006, l’ha sospesa dal diritto alle indennità di
disoccupazione per sei giorni (cfr. doc. A1; consid. 1.1.).

                                         Tale
provvedimento è stato confermato con decisione su opposizione del 3 marzo 2006
(cfr. doc. A3; consid. 1.1.).

 

                               2.9.   Per
quanto attiene agli assicurati che entrano in disoccupazione al termine di
un'attività stagionale (per es. nell'edilizia o nella ristorazione), va
osservato che, per un certo periodo, l'UCL ha applicato anche a costoro la
giurisprudenza relativa ad assicurati che si annunciano in disoccupazione e
dichiarano la loro disponibilità ad essere collocati solamente durante qualche
mese, prima di assolvere il servizio militare o effettuare un soggiorno di
perfezionamento all'estero o intraprendere un'altra formazione o lasciare
definitivamente il nostro paese. 

                                         Il TFA considera queste
persone inidonee al collocamento (e quindi rifiuta loro il diritto
all'indennità di disoccupazione), poiché, se si prescinde dal campo delle
attività per le quali non sono richieste una formazione o un'esperienza
professionale, bisogna ammettere che un datore di lavoro è poco incline, generalmente,
a prendere in considerazione un'offerta di servizio di durata limitata, mentre
cerca di attribuire un posto di lavoro duraturo (cfr. DLA 2000 pag. 152; DLA
1995 pag. 57; DTF 123 V 218; DTF 120 V 288; DLA 1991 pag. 24; DLA 1990 pag. 25;
DLA 1988 pag. 23; DLA 1992 pag. 124; DLA 1992 pag. 127; DTF 110 V 209; Prassi
AD 98/1 fogli 7.1-7.3; J.L. Plattet, "L'assurance-chômage au
quotidien", pag. 56-58; B. Despland, "Votre sécurité sociale, pag.
155-156; DTF del 2 maggio 1997 nella causa P.F.; D. Cattaneo, Alcuni
compiti …, pag. 19 segg.).

                                         In una sentenza del 18
novembre 1998 nella causa F.B., il TCA ha stabilito che la giurisprudenza
appena menzionata non deve essere applicata agli assicurati che terminano
un'attività stagionale e che hanno un impiego per la stagione seguente. In
questo caso, l'idoneità al collocamento non deve più essere esaminata (cfr. DLA
2000 pag. 152; DTF 110 V 207; DTF 120 V 390-391; DTF 123 V 217-218; DTF 111 V
38; D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag. 24).

 

                                         Tuttavia, alla luce della
giurisprudenza federale citata, questo Tribunale ha deciso che proprio nel caso
di assicurati che controllano la disoccupazione tra una stagione e l’altra o
durante le vacanze scolastiche, e quindi si annunciano in disoccupazione
soltanto alcuni mesi ogni anno, le esigenze relative alla ricerca costante di
un impiego duraturo devono essere molto severe, al fine di evitare che venga
decretata la loro inidoneità al collocamento dal profilo soggettivo. In
particolare questi assicurati devono svolgere tali ricerche durante tutto il
periodo in cui lavorano e devono ricercare un'occupazione annuale - o almeno
un'occupazione, di breve durata, per la "stagione morta" fuori dalla
propria professione e in un'attività realmente esistente sul mercato del lavoro.
Essi sono pure tenuti ad accettare un impiego annuale duraturo ufficialmente
assegnato (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA del 17 aprile 2001 nella causa M.-B.,
38.2000.190; STCA del 16 marzo 2000 nella causa P.B.; STCA del 21 settembre
1999 nella causa A.T. contro URC di Biasca, STCA del 21 aprile 1999 nelle cause
T.B. de S.P. contro UCL e N.Q contro UCL; DTF 120 V 385; D. Cattaneo, Alcuni compiti …, pag. 21; 24-25).

                                         Il TCA ha
pure stabilito che l'amministrazione, per valutare se sono stati compiuti
sufficienti sforzi per reperire un impiego e decidere un'eventuale sanzione,
deve riferirsi a tutto il periodo in cui viene esercitata un'attività lucrativa
e non solo agli ultimi mesi di lavoro (cfr. RDAT II-2001 N. 92; STCA del
17 agosto 2001 nella causa M., 38.2001.15; STCA del 17 aprile 2001 nella causa
M.-B., 38.2000.190).

 

                             2.10.   Nel caso in
esame l’assicurata, che, come già visto (cfr. consid. 2.8.), dal 2001 lavora
alle dipendenze dell’__________ di __________ in virtù di contratti di impiego
di durata determinata, da alcuni anni ricorre periodicamente alle prestazioni
dell’assicurazione contro la disoccupazione (cfr. doc. 13).

 

                                         Per
quanto qui di interesse, la ricorrente, terminata la stagione 2005 alla fine
del mese di novembre, si è annunciata nuovamente per il collocamento.

 

                                         Dagli
atti risulta che durante tutto il periodo in cui ha lavorato presso l’__________,
quindi nei mesi da febbraio a novembre 2005, l’assicurata ha effettivamente
compiuto delle ricerche di impiego, presentandosi di persona presso i potenziali
datori di lavoro (cfr. doc. 18).

 

                                         L’amministrazione
ha ritenuto, nonostante tutto, sufficienti gli sforzi profusi dalla ricorrente
al fine di reperire un lavoro adeguato nei mesi da febbraio ad agosto 2005 e
nel mese di novembre 2005 (cfr. doc. A1, A3).

                                         Questa
Corte, attentamente esaminati i Formulari “Prova degli sforzi personali
intrapresi per trovare lavoro” relativi ai mesi in questione, non ha motivi per
scostarsi dalla soluzione a cui è giunto l’URC, pur tuttavia evidenziando che l’amministrazione
in concreto si è comunque dimostrata generosa.

                                         E’ vero,
infatti, che l’assicurata ha svolto complessivamente trentacinque ricerche di
impiego nel periodo da febbraio ad agosto 2005 e nove ricerche nel mese di
novembre 2005, estendendo le stesse anche a campi professionali differenti da
quello di cameriera ai piani e lingerista in cui abitualmente è attiva. Essa,
più precisamente, ha cercato un’occupazione pure quale aiuto cucina e servizio,
ausiliaria di pulizia, tutto fare e barista. 

                                         La ricorrente
si è altresì proposta, oltre che a Hotel, a bar, ristoranti, tea room,
lavanderie, edicole, centri commerciali, a un’agenzia di collocamento, a un
raviolificio e a una macelleria (cfr. doc. 18).

                                         E’, però,
altrettanto vero, come del resto rilevato dall’URC stesso (cfr. doc. A3), che
l’assicurata ha compiuto le ricerche di lavoro solo nel __________, ad
eccezione di una ricerca effettuata a __________ il 25 febbraio 2005 (cfr. doc.
18), e che essa si è proposta ai potenziali datori di lavoro di persona, senza
dare seguito a qualche annuncio pubblicato sui quotidiani, come invece sarebbe
stato auspicabile.

 

                             2.11.   Le ricerche
di impiego effettuate nei mesi di settembre e ottobre 2005 non risultano, per
contro, sufficienti. 

 

                                         La
ricorrente ha compiuto otto ricerche nel mese di settembre 2005 e cinque
ricerche nel mese di ottobre 2005 (cfr. doc. 10, 11, 18).

 

                                         Le
stesse, benché possano apparire conformi a quanto richiesto dalla
giurisprudenza in relazione all’aspetto quantitativo (cfr. consid. 2.4.), non
corrispondono qualitativamente a dei validi sforzi.

 

                                         Infatti ben
sei delle otto ricerche compiute nel mese di settembre 2005, e meglio le
ricerche presso la __________ di __________, l’__________ di __________, il __________,
il __________, l’__________ e il __________ erano già state effettuate il 6
maggio 2005, rispettivamente il 29 aprile 2005, il 15 marzo 2005, il 4, l’11 e
il 25 febbraio 2005 (cfr. doc. 10, 11 ,12). 

                                         Inoltre gli
sforzi intrapresi il 31 maggio 2005 e il 27 giugno 2005 presso il __________,
rispettivamente l’__________ sono stati ripetuti dall’assicurata nel mese di
ottobre 2005 – mese in cui sono state svolte complessivamente cinque ricerche
di lavoro (cfr. doc. 11, 12).

                                         Le
ricerche ripetitive non ossequiano le modalità previste dalla legge e dalla
giurisprudenza al fine di intraprendere degli sforzi mirati ed efficaci, a meno
che non sia un potenziale datore di lavoro, che ha conservato il nominativo di
un assicurato, a richiamare quest’ultimo per un colloquio.

                                         Nel caso
di specie non risulta che si sia verificata una simile circostanza.

 

                                         A ciò vi
è poi da aggiungere che nel mese di settembre 2005 sono state compiute sei
ricerche di lavoro a __________, una a __________ e una a __________. 

                                         Gli
sforzi del mese di ottobre 2005 sono poi stati tutti intrapresi a __________.

                                         Di
conseguenza l’assicurata ha svolto le ricerche quasi esclusivamente nella zona
limitrofa al proprio domicilio di __________ (cfr. doc. 10, 11 ,12).

                                         La
ricorrente avrebbe, invece, dovuto ampliare il suo campo di ricerca a livello
territoriale, compiendo le ricerche di impiego non solo nelle vicinanze del suo
domicilio, ma anche altrove, in modo da avere maggiori possibilità di reperire
una nuova occupazione (cfr. STCA del 10 maggio 2005 nella causa D., 38.2005.18;
STCA del 29 luglio 2002 nella causa W., inc. 38.01.270; STCA del 24 luglio 2002
nella causa D., inc. 38.01.251).

                                         E’ vero
che l’insorgente ha asserito di non avere conseguito la patente di guida. Tuttavia
essa avrebbe dovuto cercare perlomeno nelle località collegate a __________ da
una buona rete di mezzi pubblici. Fra le località che distano da __________ meno
di mezzora con il treno vanno ricordati i centri maggiori, ossia __________ e,
soprattutto, __________. 

 

                                         Infine va
osservato che la ricorrente ha compiuto tutte le ricerche presentandosi
spontaneamente presso potenziali datori di lavoro. Essa, al contrario, avrebbe
dovuto preferibilmente rispondere a concrete e reali offerte d’impiego
pubblicate sui quotidiani (cfr. STCA del 19 gennaio 2004 nella causa Z.,
38.2003.18, consid. 2.12).

 

                                         Riguardo
all’obiezione formulata dall’assicurata nell’atto ricorsuale secondo cui le
ricerche da effettuare utilizzando i mezzi pubblici e le ricerche scritte incidono
sulle sue finanze familiari, è utile precisare, in primo luogo, che, come già
ampiamente esposto precedentemente (cfr. consid. 2.4.), un assicurato non è
tenuto a compiere ricerche con una frequenza giornaliera. 

                                         In
secondo luogo, che, siccome la ricorrente dovrebbe intraprendere sforzi prevalentemente
rispondendo ad annunci concreti, va fatto ricorso ai mezzi pubblici soprattutto
nel caso in cui la stessa venga interpellata per un colloquio da un potenziale
datore di lavoro.

                                         In
relazione alle spese postali concernenti le lettere di candidatura occorre,
infine, rilevare che da un accertamento esperito da questa Corte presso un URC
nell’ambito di un’altra vertenza è emerso che normalmente l’amministrazione non
chiede agli assicurati di spedire per raccomandata le ricerche di impiego (cfr.
STCA del 16 maggio 2003 nella causa S., 38.2002.108, consid. 1.4.; 2.7).

                                         Pertanto
gli assicurati possono inviare i propri scritti ai potenziali datori di lavoro anche
per posta B. L'importante è che essi sappiano comprovare di avere realmente
effettuato le ricerche conservando, al fine di trasmetterle all’URC, ad
esempio, la domanda e la relativa risposta del potenziale datore di lavoro
contattato (cfr. STCA del 21 luglio 2005 nella causa W., 38.2005.22).

 

                                         Il TCA osserva,
poi, che quando si esaminano le ricerche degli assicurati che si ripresentano
per il collocamento alla conclusione della stagione lavorativa deve comunque
essere dato più peso all'aspetto qualitativo delle medesime rispetto a quello
quantitativo (cfr. RDAT II/2001 N. 92; STCA del 17 aprile 2001 nella causa
M.-B., 38.00.190).

 

                                         Questo
Tribunale ha già avuto pure modo di ricordare che la legge impone agli
assicurati non di raccogliere firme o timbri, bensì di compiere sforzi validi
per trovare un nuovo lavoro (cfr. RDAT I-1994, pag. 206-207).

 

                                         In simili
condizioni, va concluso che la ricorrente nei mesi di settembre e ottobre 2005,
avendo svolto delle insufficienti ricerche di lavoro dal profilo qualitativo, ha
violato l'obbligo di ridurre il danno che la legge le impone (cfr. consid.
2.2.).

 

                                         Essa,
pertanto, deve essere sospesa dal diritto all'indennità di disoccupazione sulla
base dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI, come del resto deciso dall’URC di __________.

 

                             2.12.   Per quanto
riguarda la commisurazione della sanzione, va preliminarmente osservato che il
27 agosto 2001 l'Ufficio cantonale del lavoro ha emanato una circolare interna
no 114a, la quale è stata esaminata da questa Corte nell'ambito di una vertenza
analoga alla presente (cfr. STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. 38. 2001.201).

                                         Essa
indica che:

 

" 
(…)

1.   Periodo di tempo
da esaminare

 

L'esame delle ricerche di
lavoro è esteso a tutti gli sforzi intrapresi prima dell'iscrizione in
disoccupazione e durante tutto il periodo durante il quale il disoccupato ha
lavorato (l'esame non va limitato agli ultimi 3 mesi).

 

(…)

 

3.  Durata della sospensione

 

La durata della sospensione avviene in considerazione della colpa
dell'assicurato, operando una valutazione complessiva degli sforzi svolti
durante i 3 mesi immediatamente precedenti la disoccupazione e durante tutta la
durata dell'impiego stagionale. Per garantire omogeneità d'applicazione e
offrire una base di valutazione comune i giorni di sospensione dovranno essere
determinati tenendo conto di quanto segue:

 

3‑4 giorni per ogni mese di ricerche insufficienti o
inesistenti durante i tre mesi prima della disoccupazione, aumentati di 1‑2
giorni per ogni mese nel resto dell'anno con sforzi insufficienti o
inesistenti, senza superare in ogni caso il massimo di 18 giorni." (Doc.
10, inc. 38.2001.201)

 

                                         Nell'ambito della vertenza
sopra menzionata, il TCA ha ritenuto tale direttiva conforme a quanto previsto
dalla giurisprudenza cantonale in merito ai lavoratori stagionali (cfr. consid.
2.9.; STCA del 5 febbraio 2002 nella causa S., inc. 38.2001.201).

 

                                         La
Circolare 114a non indica in modo preciso quando, relativamente agli ultimi tre
mesi di attività lavorativa, infliggere 3 o 4 giorni per mese e, per quanto
riguarda i mesi precedenti gli ultimi tre prima della disoccupazione, quando
irrogare 1 o 2 giorni.

 

                                         Il TCA ha
ritenuto, in analogia con quanto enunciato dalla "Circulaire relative à
l'indemnité de chômage" emanata dal SECO in vigore dal 1° gennaio 2003 -
p.to D68 (cfr. consid. 2.6.) -, la quale prevede per il periodo di disdetta
sanzioni più severe per mancate ricerche che per insufficienti ricerche, che
per i tre mesi antecedenti l'annuncio in disoccupazione si debbano applicare 3
giorni per insufficienti ricerche e 4 giorni per mancate ricerche. 

                                         Il
medesimo ragionamento vale per i giorni di sanzione da irrogare nei mesi
precedenti gli ultimi tre di attività, per cui 2 giorni vanno applicati per
mancate ricerche e 1 giorno è da infliggere per insufficienti ricerche (cfr.
STCA del 30 settembre 2002 nella causa R., 38.2001.262, consid. 2.10).

 

                                         Nel caso concreto
l'URC ha inflitto all’assicurata sei giorni di sospensione dal diritto alle
indennità (3 giorni per insufficienti ricerche nel mese di settembre 2005 + 3
giorni per insufficienti ricerche nel mese di ottobre 2005).

                                         Tutto ben
considerato, tale penalità è da ritenere conforme al principio della
proporzionalità (cfr. consid. 2.6.).

 

                                         La
decisione su opposizione del 3 marzo 2006 contestata deve, conseguentemente,
essere confermata.

 

                                         A titolo
abbondanziale il TCA segnala che nella già menzionata sentenza del 3 luglio
2006 nella causa S., C 138/05 il TFA, in relazione all’entità della sanzione,
ha rilevato:

 

" 
(…)

Bezüglich des Einstellmasses wurde hingegen dem
Verschulden des Beschwerdeführers mit einer im mittleren Bereich des schweren
Verschuldens liegenden Einstellungsdauer von 25 Tagen nicht angemessen Rechnung
getragen, womit der Vorinstanz in diesem Punkt im Rahmen der
Angemessenheitskontrolle (Art. 132 OG; BGE
122 V 42 Erw. 5b mit Hinweis) nicht gefolgt werden kann.

Die Verwaltung begründete die verfügte
Einstellungsdauer im angefochtenen Entscheid einzig mit dem Hinweis, dass diese
der kantonalen Praxis entspreche. Gemäss Vorinstanz wirke sich zu Ungunsten des
Versicherten aus, dass es ihm aufgrund seines Bildungsgrades ohne Weiteres auch
aus grösserer Distanz zumutbar gewesen wäre, sich vorab schriftlich zu
bewerben. Zudem wäre der Beschwerdeführer aufgrund der schwierigen
Arbeitmarktlage gehalten gewesen, besondere Anstrengungen vorzunehmen. Der Bildungsgrad
kann ein bei der Bemessung der Einstellungsdauer zu berücksichtigendes Element
darstellen (Chopard, Die Einstellung in der Anspruchsberechtigung, Diss.
Zürich. 1998, S.167), fällt jedoch im zu beurteilenden Fall nicht erheblich ins
Gewicht.

Weiter kann der Umstand allein, dass grundsätzlich
die Arbeitsbemühungen umso intensiver sein müssen, je weniger Aussicht eine
versicherte Person hat, eine Stelle zu finden (Gerhards, Kommentar zum AVIG,
Bd. I, N 14 zu Art. 17) nicht Grundlage bilden, um vom - für die Verwaltung
verbindlichen – Kreisschreiben des seco über die Arbeitslosenentschädigung,
Januar 2003, Sanktionen (Teil D), Einstellraster, erheblich abzuweichen. Dieser
sieht bei fehlenden Arbeitsbemühungen während einer einmonatigen
Kündigungsfrist – welche Regelung für den vorliegenden Sachverhalt analog
heranzuziehen ist – eine Einstellungsdauer von 4-6 Tagen, mithin einem leichten
Verschulden entsprechend, vor. In Anlehnung daran und in Berücksichtigung, dass
ein erstmaliges Vergehen zu beurteilen ist, rechtfertigt sich, eine Einstellung
in der Anspruchsberechtigung für die Dauer von 6
Tagen.” (STFA del 3 luglio 2006 nella causa S., C 138/05, consid. 4)

 

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                   3.   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

	
  terzi implicati

  	
   

  

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti