# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f33b95bb-2a8c-544f-92f9-1deb56be1b2b
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2024-02-21
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 21.02.2024 35.2023.105
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_35-2023-105_2024-02-21.html

## Full Text

Raccomandata

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	 
	
  Incarto
  n.

  35.2023.105

   

  CL/gm

  	
  Lugano

  21 febbraio 2024      

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	 
	
  Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	 
	
   

  
	 
	
   

  
	
  composto
  dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo, presidente,

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  	 

									

 

	
  redattrice:

  	
  Christiana Lepori, cancelliera

  

 

	
  segretario:

  	
  Gianluca Menghetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sull’istanza del 16 novembre 2023 di

 

	
   

  	
  RI 1   

  rappr. da:   RA 1   

   

  
	
   

  	
   

  	 

	
   

  	
  chiedente la revisione
  della sentenza emessa il 20 marzo 2023 da questo Tribunale (inc. n.
  35.2022.64) nella causa da lui promossa con ricorso del 13 settembre 2022 

   

  contro 

   

  la decisione su opposizione del 19 luglio 2022 emanata da

  	 

	
   

  	
  CO 1  

  rappr. da: RA 2 

   

   

  in materia di assicurazione contro gli infortuni

  	 

	
   

  	
   

  	 

					

 

 

ritenuto                       in fatto

 

                          1.1.  In data 5 agosto 2018, RI 1, di
formazione “pittore” con attestato federali di capacità ma allora a beneficio
delle prestazioni LADI (cfr. doc. 1), e, perciò, assicurato d’obbligo contro
gli infortuni e le malattie professionali presso l’CO 1, è stato vittima di un
incidente della circolazione allorquando, mentre egli si trovava alla guida del
proprio scooter, si è visto tagliare la strada da un autoveicolo che
sopraggiungeva in senso opposto e svoltava a sinistra ed “urtava con il
proprio corpo contro il montante destro del parabrezza prima di rovinare al
suolo. Terminava la corsa sul manto stradale, in posizione supina e privo di
sensi, con la testa posizionata a filo del veicolo, all’altezza della porta
posteriore destra del veicolo” (cfr. doc. 40). 

 

                                  Nel sinistro, RI 1 ha riportato “multiple
fratture della teca, del massiccio facciale e della base cranica; frattura di
tutte le pareti orbitarie di sinistra, con erniazione di tessuto adiposo
endo-orbitario nel seno mascellare e raccolta ematica extraconale in sede
inferiore e supero-laterale; focolai contusivi emorragici in sede frontale
sinistra, quota ematica subaracnoidea e sottili raccolte ematiche
extra-assiali; frattura tibia prossimale intra-articolare a destra; frattura
tibia prossimale extra-articolare a sinistra con instabilità multidirezionale;
frattura radio distale destra intra-articolare con dislocazione dorsale e
frattura del processo stiloideo; lussazione metatarso falangea 4° e 5° dito
piede sinistro, frattura intra-articolare falange prossimale 1° dito piede
sinistro e ferita lacero contusa a livello dorsale del piede sinistro e ferita
lacero-contusa di circa 4 cm a livello frontale sinistra” (cfr. doc.
38-39).

 

                                  A causa dell’infortunio,
l’interessato è stato degente dal 5 al 30 agosto 2018 presso l’Unità di ortopedia
e traumatologia dell’Ospedale __________ di __________ (cfr. doc. 40, p. 35-38)
e, in seguito, presso la Clinica __________ di __________ fino al 5 dicembre
2018 (cfr. doc. 67). 

                                  Inoltre, egli si è dovuto
sottoporre a svariati interventi chirurgici tra il 5 agosto 2018 e il 26
febbraio 2021. Nel frattempo, è stato pure degente dal 17 agosto all’11
settembre 2020 presso la __________ di __________ (cfr. doc. 307-308). 

L’istituto assicuratore ha riconosciuto la propria responsabilità e ha
corrisposto regolarmente le prestazioni di legge (cfr. doc. 42).

 

                                  In data 19 novembre 2018,
l’assicurato ha inoltrato una richiesta di prestazioni AI per adulti
giustificata dai postumi infortunistici (cfr. doc. 45).

                          1.2.  Successivamente al trauma, RI 1 ha
sviluppato una diplopia all’occhio sinistro (risoltasi spontaneamente; cfr.
doc. 249 e 441), una parziale perdita dell’udito all’orecchio destro (con
conseguente posa di una protesi acustica nel 2019: doc. 240 e 507) e dei
deficit neuropsicologici globalmente di entità moderata (principalmente,
rallentamento attentivo, rapida affaticabilità, ridotte abilità di memoria di
lavoro e di pianificazione: cfr. doc. 412). 

Nel prosieguo, RI 1 ha sviluppato anche dei disturbi psichici – in relazione ai
quali, al pari di quanto concerne le relative valutazioni
medico/specialistiche, meglio si dirà nel prosieguo (cfr. infra consid. 2.4.) -,
ha lamentato la persistenza d’importanti dolori agli arti inferiori
(maggiormente a destra) e al polso destro e, nel contempo, ha denunciato una complessa
sintomatologia caratterizzata, segnatamente, da cefalee, vertigini, disturbi
vestibolari e tinnitus.

                          1.3.  Esperiti gli accertamenti
amministrativi e medici del caso, il 14 gennaio 2022 l’CO 1 ha comunicato
all’avv. RA 1, patrocinatore di RI 1, quanto segue:

"
(…). Il sig. RI 1 è stato sottoposto a visita medica di chiusura in data
29.7.2021 per quanto attiene le affezioni ortopediche. In tale occasione, per
queste ultime, la situazione era già ritenuta stabilizzata. Abbiamo nel
frattempo chiarito lo stato delle altre affezioni, in particolare quelle
psichiche e neurologiche. Anche per queste ultime, la situazione è da ritenersi
stabilizzata. Per quanto concerne invece l'affezione oftalmologica, sulla
scorta degli accerta-menti effettuati, non vi sono conseguenze infortunistiche
residue. 

(…).

Sospendiamo pertanto le prestazioni a titolo di spese di cura e d'indennità
giornaliera dall'1° marzo 2022, data dalla quale fa stato una capacità
lavorativa nella misura massima possibile.

(…).

Stiamo verificando le premesse per ulteriori prestazioni assicurative e la
informeremo in merito appena possibile.

Il signor RI 1 ha diritto a un'indennità per menomazione
dell'integrità (art. 24 cpv. 1 LAINF). Anche a tale riguardo riceverà prossimamente
ulteriori informazioni da parte nostra.

Ricordiamo che, secondo la giurisprudenza, è compito
dell'assicurato svolgere un'attività lucrativa adeguata al suo stato di salute
e nel quadro della capacità lucrativa residua. A tal riguardo, rinviamo alle
valutazioni del nostro servizio medico che inviamo tramite il CD allegato,
unitamente alla documentazione aggiuntasi all'incarto dopo l'invio del 13 marzo
2020. (…)” (cfr. doc. 477)

 

Il 3 febbraio 2022 l’CO 1 ha
precisato quanto segue:

 

"
(…). A parziale modifica del citato scritto, la informiamo che per
quanto concerne l'aspetto psichico/psicologico, siamo disposti ad assumerci
ancora 1 seduta di psicoterapia ogni 2/3 mesi e una seduta psicologica ogni 3/4
settimane fino alla fine del 2022. Dopo tale data ci riserviamo di rivalutare
la situazione. (…).” (cfr. doc. 489)

                          1.4.  Con decisione formale del 13 maggio
2022 (cfr. doc. 526), confermata su opposizione il 19 luglio 2022 (cfr. doc. 553),
l’CO 1 ha assegnato a RI 1 una rendita di invalidità del 49% a decorrere dal 1°
marzo 2022 e un’indennità per menomazione dell’integrità (IMI) complessiva del 60%.

                          1.5.  Con tempestivo ricorso al TCA del 13
settembre 2022, RI 1, già rappresentato dall’avv. RA 1, ha postulato
l’annullamento della decisione impugnata e il riconoscimento “di una rendita
LAINF del 65% almeno e di un’IMI del 75%” (cfr. doc. 569).

 

                          1.6.  Con sentenza 35.2022.64 del 20
marzo 2023, il TCA ha respinto il ricorso interposto, per conto
dell’assicurato, dall’avv. RA 1 (cfr. doc. 633).

 

                                  La pronunzia cantonale è
cresciuta incontestata in giudicato. 

 

                          1.7.  In data 16 novembre 2023, RI 1,
sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha presentato un'istanza di revisione della
sentenza cantonale, chiedendo - a fronte di pretese nuove emergenze probatorie
e documentazione medica – al TCA di voler rivedere mediante revisione la
sentenza del 20 marzo 2023 ed accogliere il ricorso presentato il 13 settembre
2022, con conseguente annullamento della decisione su opposizione del 19 luglio
2022 e condanna dell'assicuratore LAINF a porlo al beneficio di una rendita LAINF,
in via principale, del 100%, ed in via subordinata, del 65%.

 

                                  Il patrocinatore ha in
particolare rilevato che dopo l’emissione della STCA 35.2022.64 del 20 marzo
2023: 

 

"
(…) sono emersi nuovi elementi e prove, tali e di tale portata da
imporre la modifica della posizione assunta in sentenza da cod. Lod. Tribunale
che alla luce degli stessi si rileva essere errata.

Si ritiene che vi
sia stato un apprezzamento inesatto della fattispecie da parte di cod. Lod.
Tribunale, quale conseguenza dell’ignoranza di fatti essenziali per la
pronuncia della sentenza, in particolare circa la residua capacità lavorativa
del signor RI 1 e la sua reintegrabilità, nonché la valutazione delle attività
esigibili adeguate, aspetto che sono stati indagati ed analizzati per contro
dell’UAI dal Centro __________.

In effetti, in
considerazione delle osservazioni pratiche e orientative svolte in sede di
accertamento assicurativo dal 13 febbraio 2023 al 10 marzo 2023, i consulenti __________
hanno ritenuto che non sussistono le premesse per un reinserimento del signor RI
1 nel mercato del lavoro primario.

La decisione su
opposizione emanata da CO 1 con la quale l’ente assicurativo ha concluso che
esistano ancora delle occupazioni rispettose delle limitazioni indicate dai
Dottori __________ e __________ e che l’assicurato, nonostante il danno alla
salute infortunistico, sarebbe in grado di esercitare in misura del 55% (ovvero
con la presenza di ca. 70-80% e con rendimento di ca. 50-60%), appare oggi
palesemente sbagliata.”

 

                                  A fondamento di tale conclusione
ed a valere quali nuove circostanze giustificanti l’istanza di revisione, il
legale ha poi citato il rapporto SMR dell’UAI del 9 ottobre 2023, con
particolare riferimento al passaggio seguente: 

 

"
Il 28.03.2023 il Dr. Med. __________ del Centro __________ attesta: Il
signor RI 1, dal 13.02.2023 al 10.03.2023, ha svolto un periodo di accertamento
professionale presso il Centro __________.

Conclusioni: in base a
quanto osservato in sede di accertamento si possono esprimere, in sintesi, le
seguenti considerazioni: 

o  
L’accertamento ha permesso di constatare una situazione
maggiormente compromessa rispetto a quanto riportato medicalmente e se sul
piano fisico sono state confermate le indicazioni mediche, per quanto
riguarda l’aspetto cognitivo e psichico si sono manifestate maggiori difficoltà.
Nervosismo, confusione, difficoltà di concentrazione, memorizzazione e
integrazione, lentezza riflessiva e attitudine dimissionaria hanno
caratterizzato infatti l’intero periodo;

o  
L’A. ha partecipato all’accertamento con implicazione e
continuità. Si è progressivamente aperto, adattato all’ambiente e alle regole.
Ha lavorato con impegno senza farsi distrarre dagli altri. Le attività di tipo
numerico-concettuale hanno evidenziato maggiori difficoltà ed errori, mentre in
quelle manuali ripetitive si sono manifestate le competenze migliori

o  
a fronte di risultati generalmente deboli, le tempistiche esecutive
sono risultate raddoppiate rispetto alla norma e di conseguenza il rendimento
ampiamente ridotto;

o  
ha aderito con partecipazione alla fase di orientamento,
soprattutto inizialmente. In seguito, con la presa di coscienza della
situazione, è apparso più dimissionario. In considerazione delle
osservazioni pratiche e orientative, si ritiene non sussistere attualmente le
premesse per un reinserimento nel mercato del lavoro primario.” (cfr. doc.
I)

 

                                  A mente
del rappresentante dell’istante: 

 

"
(…) le conclusioni del dr. med. __________ del __________ a seguito
dello svolgimento dell’analisi della reintegrabilità e valutazione delle
attività esigibili adeguate, non note all’assicurato prima del 11.10.2023 e di
cui era impossibile la produzione in sede di ricorso, fatte proprie e
confermate dai medici del SMR, hanno permesso di constatare che se sul piano
fisico sono state confermate le indicazioni mediche dell’CO 1, ma che per
quanto riguarda l’aspetto cognitivo e psichico si sono manifestate maggiori
difficoltà ritenendo che non sussistano le premesse per un reinserimento nel
mercato del lavoro primario del signor RI 1.

Si è dunque in misura
oggi di provare quanto sostenuto a suo tempo in sede di ricorso e meglio che
l’esigibilità lavorativa stabilita dall’CO 1, ovvero l’accesso al mercato del
lavoro (ancorché teorico e adeguato), unicamente su base medico-teorica, è
errata.

Da queste
constatazioni ne è derivato l’esito positivo della domanda d’invalidità del
signor RI 1 che è sfociata in data 20 ottobre 2023 con un progetto di decisione
che gli ha riconosciuto il diritto ad una rendita d’invalidità del 1. giugno 2021
con grado del 55% e dal 1° novembre 2022 con grado del 100%. (…)

Il Tribunale
federale ha avuto modo di affermare a più riprese che la nozione di invalidità
nell’ambito dell’assicurazione per l’invalidità coincide di massima con quella
ritenuta in materia di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. In
ambedue i campi costituisce la limitazione, addebitabile ad un danno alla
salute assicurato, della capacità di guadagno permanente o di lunga durata sul
mercato del lavoro equilibrato entrante in linea di conto per l’assicurato. L’uniformità
della nozione d’invalidità conduce di principio a fissare, per un medesimo
pregiudizio alla salute, un uguale tasso d’invalidità (DTF 126 V 288; 119 V 470
consid. 2b, 116 v 249 consid. 1b con riferimenti) (…).

Per il Tribunale
federale il principio di coordinazione suesposto, non esonera però
l'assicuratore confrontato con la questione dall'operare una propria
valutazione del grado d'invalidità, anziché riprendere senza verifica alcuna il
grado d'invalidità stabilito da un altro assicuratore. D'altro canto, non è
senz'altro ammissibile che nei diversi ambiti delle assicurazioni sociali
l'invalidità venga stabilita del tutto indipendentemente da decisioni già prese
da altri assicuratori. Valutazioni del grado d'invalidità cresciute in
giudicato non possono essere semplicemente ignorate, ma devono valere quale
indizio per un'attendibile valutazione e per questo vanno tenute nella debita
considerazione nella valutazione del grado d'invalidità stabilito in seguito da
un altro assicuratore. A determinate condizioni (vedi l'elenco nella DTF 126 V
288 cons. 2b e 2d) è dato fare astrazione del grado d'invalidità cresciuto in
giudicato di un altro assicuratore, ovvero quando il grado d'invalidità è
frutto di un errore di valutazione o di un inammissibile esercizio del potere
discrezionale, non risulta da un paragone dei redditi, quando è frutto di un
accordo tra le parti o se, ad esempio, non riguarda lo stesso danno alla salute
(vedi sentenza del Tribunale federale 9C 858/2008 del 17 febbraio 2009 cons.
2). In ogni caso, anche con l'introduzione della LPGA, il legislatore non ha
voluto assegnare alcuna egemonia ad un singolo assicuratore nella
determinazione del grado d'invalidità tra i diversi fautori delle assicurazioni
sociali (DTF 126 V 288 cons. 2c). In questo senso va pure interpretata la
precisazione fatta dal Tribunale federale stando alla quale l'assicuratore
LAINF non sarebbe legato nella determinazione del grado d'invalidità dalle
valutazioni dell'ufficio Al (e viceversa; DTF 133 V 549 cons. 6, 131 V 362
cons. 2.2 e sentenze 8C 490/2015 del 24 marzo 2016 nonché 8C 957/2010 del 1.
aprile 2011 cons. 9).

Nell'evenienza
concreta, il calcolo del grado d'invalidità fatto dall'CO 1 è cresciuto in
giudicato ed è il frutto della valutazione medico teorica della capacità
lavorativa residua dell'assicurato e di un paragone dei redditi e riguarda lo
stesso danno alla salute valutato “in concreto" dall'assicurazione
invalidità.

Questi elementi
depongono per un coordinamento tra i due assicuratori poiché la determinazione
fatta in sede CO 1 è stata fatta solo su base medico teorica e i nuovi elementi
scaturiti dall'osservazione presso il __________ permettono di concludere che
sussistono validi motivi per scostarsi da tale valutazione e fondare una
revisione della decisione del 20 marzo 2023 di cod. Lod Tribunale. 

A questo proposito
alfine di poter graduare l'invalidità, l'amministrazione (o il giudice in caso
di ricorso) deve disporre di documenti rassegnati dal medico o eventualmente da
altri specialisti, il compito del medico consistendo nel porre un giudizio
sullo stato di salute, neli'indicare in quale misura e in quali attività
l'assicurato è incapace al lavoro come pure nel fornire un importante elemento
di giudizio per determinare quale sforzo si può ancora esigere da un
assicurato, tenuto conto della sua situazione personale (DTF 125 V 256 consid.
4 pag. 261; 115 V 133 consid. 2 pag. 134; 404 consid. 2; 1 14 V 310 consid. 3c
pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158). Per costante giurisprudenza (cfr. STF
9C 13/2007 del 31 marzo 2008), al fine di poter graduare l'invalidità,
all'amministrazione (o al giudice in caso di ricorso) è necessario disporre di
documenti che devono essere rassegnati dal medico o eventualmente da altri specialisti,
il compito del medico consistendo nel porre un giudizio sullo stato di salute,
nell'indicare in quale misura e in quali attività l'assicurato è incapace al
lavoro come pure nel fornire un importante elemento di giudizio per determinare
quali lavori siano ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 125 V
256 consid. 4, pag. 261 ; 115 V 133 consid. 2., pag. 134; 114 V 310 consid. 3c,
pag. 314; 105 V 156 consid. 1 pag. 158).

Spetta in seguito al
consulente professionale, avuto riguardo alle indicazioni sanitarie, valutare
quali attività professionali siano concretamente ipotizzabili (Meyer/Reichmuth,
Rechtsprechung des Bundesgerichts zum IVG, 2014, ad art. 28a, pag. 389,
sentenza del TF 9C 13/2007 del 31 marzo 2008 consid. 3).).

La misura dell'attività
ragionevolmente esigibile dipende, d'altra parte, dalla situazione personale
dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative
(neretto e sottolineatura dello scrivente). La situazione personale
dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al
guadagno (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 310 consid. 3a).

In esito a tutto
quanto precede ne consegue dunque a non averne dubbio come la valutazione fatta
dall'CO 1 in merito alla capacità funzionale e lavorativa residua del signor RI
1, nonché all'accesso al mercato del lavoro, fosse errata e che questo errore
abbia potuto ad oggi essere comprovato. Ciò sulla base delle valutazioni dei
medici del SMR di data 9 ottobre 2023, rese a seguito degli accertamenti del __________,
noti all'assicurato solo dal 18 ottobre 2023 (data di ricezione degli atti Al)
(lett. 17 ottobre 2023 dell'UAl).

Giova inoltre
considerare come le valutazioni del __________, abbiano valenza probatoria,
come confermato dal lod. TF nella la sentenza 9C_462/2022. Ne consegue che sono
adempiuti i presupposti per sottoporre a revisione la sentenza 35.2022.64
emanata da cod. Iod. TCA il 20 marzo 2023 e che la relativa istanza di
revisione presentata dal signor RI 1 debba essere accolta.” (cfr. doc. I)

 

                          1.8.  Nella propria risposta del 29
novembre 2023, l’CO 1 ha osservato e postulato quanto segue: 

 

"
(…) A mente della giurisprudenza attuale l’assicuratore infortuni non è
legato dalla valutazione del grado d’invalidità fissato dall’AI (DTF 131 V
362). Inoltre, sempre secondo la giurisprudenza costante, i dati medici
permettono generalmente un apprezzamento oggettivo del caso, di modo che essi
prevalgono sulle constatazioni compiute in occasione di uno stage
d’osservazione professionale, le quali sono suscettibili di essere state
influenzate da fattori soggettivi legati al comportamento della persona assicurata
nel corso dello stage (cfr. ad esempio, le sentenze del TF 9C_891/2012 del
5.4.2013 consid. 3, 9C_426/2011 del 14.12.2011, consid. 4.3. e 8C_776/2009 del
19.7.2010 consid. 5.2.).

Tali considerazioni
hanno maggiora valenza quando, come in concreto, viene chiesta la revisione
procedurale di una sentenza.

Il rapporto del __________
e le conclusioni dell’AI non costituiscono un motivo di revisione in quanto non
si può parlare di nuovi mezzi di prova – a suo tempo rimasti indimostrati –
senza colpa. 

Si tratta invece di
una valutazione diversa della stessa fattispecie per cui l’istanza di revisione
procedurale non merita tutela.” (cfr. doc. III) 

 

                          1.9.  In data 20 dicembre 2023, con
replica trasmessa per conoscenza alla parte resistente il 22 dicembre 2023
(cfr. doc. VIII), l’avv. RA 1 ha ancora osservato quanto segue: 

 

"
Se è corretto sostenere in via di principio che CO 1 non è vincolata
dalla valutazione del grado d'invalidità fissato dall'Al (DTF 131 V 362) è però
vero che l'uniformità della nozione d'invalidità conduce in linea di massima a
fissare, per un medesimo pregiudizio alla salute, un ugual tasso d'invalidità
(DTF 126 V 288, 119 V 470 cons. 2b, 116 V 249 cons. 1b con riferimenti).

La definizione di
incapacità lavorativa, definita per entrambi i rami assicurativi all'art. 6
LPGA, è una nozione di fatto (di natura medico-valetudinaria) e in quanto tale
non può differire laddove alla base della stessa vi siano - come in specie - le
medesime affezioni, giacché i limiti funzionali ed il mercato del lavoro di
riferimento sono esattamente gli stessi sia in Lainf che in LAI. Peraltro, il
concetto di invalidità, che scaturisce dalla definizione di cui all’art. 8
LPGA, è la medesima.

Non vi è quindi, in
specie, alcuna ragionevole possibilità, se non incorrendo in un arbitrario
accertamento dei fatti ed in un'inammissibile applicazione del diritto, che per
le medesime affezioni CO 1 e UAI stabiliscano due gradi di incapacità
lavorativa e di invalidità tanto diversi.

Non solo.

Questo vale a fortiori
se si considera che il grado di rendita generalmente dev'essere fissato solo
dopo aver valutato "in concreto" la reintegrabilità degli assicurati
proponendo dei provvedimenti d'integrazione (art. 45 LPGA e Circolare sui
provvedimenti d'integrazione professionale dell'assicurazione invalidità __________).

A questo proposito, ai
sensi dell’art. 16 LPGA "Per valutare il grado d'invalidità, il reddito
che rassicurato invalido potrebbe conseguire esercitando l’attività
ragionevolmente esigibile da lui dopo la cura medica e l’eventuale esecuzione
di provvedimenti d'integrazione, tenuto conto di una situazione equilibrata del
mercato del lavoro, è confrontato con il reddito che egli avrebbe potuto
ottenere se non fosse diventato invalido".

Il grado d’invalidità
dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito che
egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe
potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (Doc. op. cit.,
p. 1476, n. 213 e la giurisprudenza citata alla nota a pié pagina n. 264). Si
confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non
fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché
invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui
ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa
adozione di eventuali provvedimenti integrativi (metodo generale del raffronto
dei redditi, DTF 128 V 30, 104 V 136, Pratique VSI 2000 p. 84)” (ndr. neretto e
sottolineatura dello scrivente).

Di tutta evidenza la
ratio legis di questo disposto prevede che per stabilire il grado d'invalidità
di un assicurato la valutazione medica-teorica debba essere
preceduta/accompagnata da provvedimenti d'integrazione.

Per valutare l'idoneità
all'integrazione del signor RI 1 l'UAl ha avuto a disposizione insieme degli
atti medici (valutazioni mediche di CO 1, i rapporti dei medici curanti e le
valutazioni conclusive del SMR) così come le conclusioni del Dr. __________ del
__________. In particolare, si rileva che le valutazioni del __________, sono
successive agli accertamenti di CO 1 e agli atti medici che a suo tempo a
disposizione di codesto lod. Tribunale allorquando è stata resa la sentenza di
data 20.3.2023 di cui si chiede qui la revisione.

Medesimo discorso vale
per le valutazioni rese dal SMR in data 9.10.2023.

In effetti, queste
valutazioni di natura medico-specialistica erano ignote a codesto lod. TCA, non
nelle mani dell'assicurato e non presenti negli atti Lainf, non potevano essere
considerate nell'ambito dell'evasione del ricorso presentato dal signor RI 1
avverso la decisione su opposizione Lainf.

Si tratta peraltro di
accertamenti e valutazioni mediche rese da specialisti. In effetti, l'UAl ha
indirizzato il signor RI 1 al __________ affinché il centro svolgesse un
accertamento della capacità lavorativa.

II __________ accoglie
persone, principalmente adulti, che hanno inoltrato una domanda di prestazioni
all'Assicurazione invalidità (Al) e per i quali è ipotizzabile un reinserimento
nel mondo del lavoro. Il periodo di accertamento è prolungato e dura diversi
giorni. Gli assicurati svolgono attività manuali, concettuali e amministrative,
colloqui e bilanci orientativi, valutazioni scolastiche e, se necessario, brevi
stage nei settori formativi del Centro __________.

La valutazione è
accurata e professionale. La stessa è svolta da specialisti e da medici
appositamente formati. Ebbene, nel caso del signor RI 1 tale valutazione ha
permesso di concludere, in maniera empirica e concreta, che il signor RI 1
presentava una situazione maggiormente compromessa rispetto a quanto riportato
medicalmente e se sul piano fisico sono state confermate le indicazioni
mediche, per quanto riguarda l'aspetto cognitivo e psichico si sono manifestate
maggiori difficoltà.

Tali conclusioni sono
poi state avallate dai medici del SMR. Si tratta di accertamenti e valutazioni
rese dunque da medici specialisti, nell'ambito di una procedura amministrativa
Al, laddove l'UAl non agisce quale parte in causa ma quale autorità.
L'istruttoria medica condotta dall'UAl, dettagliata e supportata da un lungo
periodo di osservazione, ha quindi permesso di rilevare l'esistenza di
affezioni e limitazioni post-traumatiche ben più gravi di quanto inizialmente
ritenuto da CO 1 ed in seguito da codesto lod. TCA.

Non solo.

Gli accertamenti resi
in ambito Al hanno altresì considerato - come esposto in precedenza – quella
che è la reale, verificata e comprovata incapacità lavorativa del signor RI 1
considerando altresì Ia capacità di integrazione del signor RI 1, ritenuta come
nulla. Si tratta proprio del compito delegato per legge all'UAl, ossia di
valutare, sulla scorta delle indicazioni e limitazioni mediche, quali attività
professionali siano ancora concretamente ipotizzabili. Anche questo aspetto,
era ignoto alle parti e a codesto lod. TCA allorquando è stata resa la sentenza
di cui si chiede la revisione.

Si tratta con tutta
evidenza di fatti e mezzi di prova nuovi. Si aggiunga come gli accertamenti
dell’UAl abbiano preso in considerazione anche le valutazioni dei medici di CO
1, circostanza che ulteriormente depone a favore dell'esistenza dei presupposti
per ammettere la presente domanda di revisione.

Nei fatti, le
conclusioni dell'UAl e dei medici da essa coinvolti, non fanno che confermare
quella che era stata la posizione del signor RI 1 durante l'intera vertenza
Lainf, ossia che l’istruttoria medica condotta da CO 1 era carente e che
l'incapacità lavorativa residua dell'assicurato era sensibilmente superiore a
quanto accertato.

Codesto lod. Tribunale
aveva respinto l'impugnativa del signor RI 1 anche sulla base del fatto che
"la valutazione dei fiduciari dell'CO 1, per quel che riguarda la capacità
lavorativa residua, viene contestata dal patrocinatore dell'assicurato senza
però supportar /e obiezioni da documentazione medica specialistica." e che
"ln tale contesto va peraltro sottolineato che il PD dr. med. __________
si è distanziato dalla valutazione 11 novembre 2020 dei sanitari della Clinica
di __________, i quali avevano concluso per una capacità lavorativa residua del
100% in attività poco impegnative dal profilo cognitivo." (cfr. sentenza
lod. TCA ad. 2.4.7).

Fossero stati
disponibili gli accertamenti condotti dall'UAl, segnatamente le valutazioni e
conclusioni del __________, nonché le valutazioni e conclusioni del SMR,
l'esito del ricorso sarebbe giocoforza stato diverso. In tal senso cod. lod.
TCA avrebbe accolto il gravame del signor RI 1 riconoscendogli il diritto ad
una rendita LAINF almeno del 65% (per non dire del 100%), O avrebbe quantomeno
rinviato gli atti alla CO 1 per nuovi accertamenti e ciò in virtù della
giurisprudenza del TF secondo cui e vi sono dei rapporti medici contraddittori,
il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale e
indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un
altro (STF 8C 535/2007 del 25 aprile 2008).

Sia come sia, nel caso
specifico, appare comunque errato concludere che gli atti medici a disposizione
di cod. Iod. Tribunale al momento della sentenza del 20.3.2023 (inc. 35.2022.64)
prevalgono d'ufficio sulle constatazioni compiute in sede di stage (nello
specifico avvallate dal SMR) come sembra sostenere CO 1 riferendosi a diverse
sentenze del lod. TF.

A mente dello
scrivente quest'ultime non trovano applicazione nel caso specifico. Per quel
che riguarda la DTF 9C 891/2012 del 5.4.2013, diversamente dal caso oggetto
della sentenza l'UAl ha concesso al signor RI 1 una redita d'invalidità intera.

In merito alla
sentenza 9C 426/2011 del 14.12.2011 il lod. TF rimprovera alla relazione di
stage di non essere stata esplicita e di aver lasciato espressamente aperta la
questione della capacità Iavorativa dell'assicurato. Non solo, anche in questo
caso, contrariamente al caso del signor RI 1, nonostante i risultati divergenti
dello stage di osservazione presso la disoccupazione in merito all'esigibilità
lavorativa, l'UAl ha negato l'attribuzione di una rendita d'invalidità.

Inoltre, rìel caso del
signor RI 1 il rapporto di osservazione __________ si esprime chiaramente in
merito alla capacità lavorativa residua dell’assicurato qualificandola
d'inesistente e meglio: "in considerazione delle osservazioni pratiche e
orientative, si ritiene non sussistano attualmente le premesse per un
reinserimento nel mercato del lavoro primario", non solo, come ben si sa,
alla luce dello stesso l'UAl ha concesso al signor RI 1 una redita d'invalidità
intera ciò che ne conforta la fondatezza.

Infine, nemmeno la
sentenza TF 8C 776/2009 soccorre CO 1, in effetti, in questo caso si tratta di
valutazioni divergenti tra quelle medico-teorico e quelle risultanti dallo
stage per stabilire l'esigibilità Iavorativa unicamente in merito alle
conseguenze di limitazioni funzionali, nel caso che ci occupa se sul piano
fisico nel quadro dello stage sono state confermate le indicazioni mediche, per
quanto riguarda invece l'aspetto cognitivo e psichico si sono manifestate
maggiori difficoltà di quelle stabilite da CO 1.

Peraltro, a questo
proposito, si noti che nessun medico CO 1 si sia espresso in merito a queste
risultanze.

Dal rapporto di stage
redatto dal Dr. __________ si può evincere che l'assicurato ha partecipato al
periodo di osservazione presso il __________ con applicazione e continuità, non
sussistono dunque dubbi in merito all'oggettivo valore dei risultati dello
stesso quale mezzo di prova in grado di mettere in dubbio la validità delle
informazioni mediche su cui si è basato cod. Lod. Tribunale al momento
dell'emanazione della sentenza del 20.3.2023 (inc. 35.2022.64).

Si consideri poi come
le valutazioni del __________, abbiano valenza probatoria, come confermato
dalla recente giurisprudenza del lod. TF nella la sentenza 9C 462/2022. Infine,
si ribadisce che, contrariamente a quanto asserito da CO 1, il rapporto del __________,
le valutazioni SMR e le conclusioni dell'UAl costituiscono un motivo di
revisione, in effetti, i nuovi elementi atti a giustificare una revisione della
sentenza di cod. Lod Tribunale del 20.3.2023 (inc. 35.2022.64) emersi con
questa valutazione non potevano a suo tempo essere dimostrati e questo senza
colpa dell'assicurato.” (cfr. doc. VII) 

 

 

considerato                 in diritto

 

                                  in
ordine

 

                          2.1.  Preliminarmente, richiamata la STF
8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui l’incarto
era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto
per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF
8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide la
presente vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata su FUCT N. 102
del 27 maggio 2022) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una comunicazione
dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato trattato dalla
funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti (in concreto,
dall’avv. RA 2), senza che la giurista di lingua italiana figlia del Giudice
Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata (cfr. STF 8C_668/2021 del 18
febbraio 2022 consid. 2.1).

 

 

 

                                  nel merito

 

                          2.2.  Litigiosa è la questione di sapere
se sono dati i presupposti per sottoporre a revisione la sentenza 35.2022.64
emanata da questo Tribunale in data 20 marzo 2023, oppure no. 

 

                                  Giusta l'art. 61 cpv. 1 lett. i
LPGA, le decisioni devono essere sottoposte a revisione se sono stati scoperti
nuovi fatti o mezzi di prova oppure se il giudizio è stato influenzato da un
crimine o da un delitto.

 

                                  Anche
l'art. 24 Lptca prevede che contro le decisioni del Tribunale cantonale delle
assicurazioni è ammessa la revisione:

 

                                  a)
se sono stati scoperti fatti nuovi o nuovi mezzi di prova;

                                  b)
se un crimine o un delitto ha influito sul giudizio.

 

                                  A
norma dell'art 25 cpv. 1 Lptca, poi, la domanda di revisione deve essere
presentata, con l'indicazione dei motivi e dei mezzi di prova, entro il termine
massimo di 90 giorni dalla data in cui sono state conosciute le circostanze
nuove previste dalle lett. a) e b) dell'art. 24. Nel caso dell’art. 24 lett.
a), la domanda di revisione deve inoltre essere interposta entro 10 anni dalla
notificazione della sentenza. 

 

                          2.3.  Affinché
il TCA possa rivedere una sua sentenza cresciuta in giudicato, è dunque
necessario che siano stati scoperti fatti nuovi o nuovi mezzi di prova.

 

                                  Un fatto è da considerarsi nuovo
se esisteva già al momento in cui il giudizio è stato emanato, ma non è stato
portato a conoscenza del Tribunale, poiché non era noto al ricorrente malgrado
la sua diligenza. Ne discende che non è data alcuna revisione laddove
l'istante, se avesse usato l'attenzione che da lui si poteva esigere, avrebbe
potuto addurre il fatto ora invocato già nell'ambito della precedente
procedura.

                                  I fatti verificatisi dopo la fine
del processo, e comunque dopo il momento in cui, secondo le regole di procedura
applicabili, potevano ancora essere addotti, non vanno invece considerati e non
possono quindi fondare una domanda di revisione (DTF 121 IV 317 consid.
2; 118 II 199 consid. 5; 110 V 138 consid. 2; 108 V 170 consid. 1; Elisabeth Escher, Revision und Erläuterung, in: Thomas
Geiser/Peter Münch [a cura di], Prozessieren vor Bundesgericht, 2a ed., Basilea
e Francoforte 1998, n. 8.21; René A. Rhinow/Beat Krähenmann, Schweizerische
Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea e Francoforte 1990, n. 43 B
I c, p. 132). 

                                  Inoltre,
un simile fatto deve essere rilevante, vale a dire suscettibile di modificare
la fattispecie posta a fondamento della decisione dedotta in revisione e
condurre ad un giudizio diverso sulla base di un apprezzamento giuridico
corretto (DTF 144 V 245 consid.
5.2; 143 III 272 consid.
2.2; 134 IV 48 consid. 1.2;
127 V 353 consid. 5b).

 

                                  Per
quanto riguarda i nuovi mezzi di prova, essi devono servire a dimostrare nuovi
fatti rilevanti in grado di giustificare la revisione oppure fatti che già
erano conosciuti in precedenza, ma che però non avevano potuto essere stabiliti
con certezza. Anche in quest'ultimo caso l'istante deve dimostrare che tale
circostanza non sia stata cagionata dalla sua negligenza (DTF 144 V
245 consid. 5.3 succitata; 127 V 353 consid. 5b succitata).

 

                                  Costituisce,
dunque, fatto nuovo o nuovo mezzo di prova soltanto il fatto o il mezzo di
prova che non era già conosciuto nella precedente procedura o che non avrebbe
potuto venir prodotto dall'interessato anche qualora quest'ultimo avesse dato
prova della necessaria diligenza (RCC 1983 p. 157; RCC 1970 p. 457 consid. 3).

 

                                  In
una sentenza C 223/06 del 16 gennaio 2008, il Tribunale federale ha così
illustrato i principi che stanno alla base della revisione di una sentenza:

 

"
3.2 La nozione di fatti o mezzi di
prova nuovi si apprezza allo stesso modo in caso di revisione (processuale) di
una decisione amministrativa (art. 53 cpv. 1 LPGA), di revisione di un giudizio
cantonale (art. 61 lett. i LPGA) o di revisione di una sentenza fondata
sull'art. 137 lett. b OG (cfr. sentenza U 397/05 del 24 gennaio 2007, consid.
4.2 con riferimento).

Sono nuovi ai sensi di queste disposizioni solo i
fatti già esistenti all'epoca della procedura precedente, ma che non erano
stati allegati poiché non ancora noti nonostante tutta la diligenza del caso; i
fatti verificatisi dopo la fine del processo, e comunque dopo il momento in
cui, secondo le regole di procedura applicabili, potevano ancora essere
addotti, non vanno invece considerati e non possono quindi fondare una domanda
di revisione (DTF 121 IV 317 consid. 2 pag. 321; 118 II 199 consid. 5 pag. 204; 110 V 138 consid. 2 pag.
141; 108 V 170 consid. 1 pag. 171; Elisabeth Escher, Revision und Erläuterung,
in: Thomas Geiser/Peter Münch [a cura di], Prozessieren vor Bundesgericht, 2a
ed., Basilea e Francoforte 1998, n. 8.21; René A. Rhinow/Beat Krähenmann,
Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea e Francoforte
1990, n. 43 B I c, pag. 132). I fatti
nuovi devono inoltre essere rilevanti, vale a dire devono essere di natura tale
da modificare la fattispecie alla base della sentenza contestata e da condurre
a un giudizio diverso in funzione di un apprezzamento giuridico corretto. 

Per quanto concerne i nuovi mezzi di prova, gli stessi
devono servire a comprovare i fatti nuovi che giustificano la revisione oppure
fatti già noti e allegati nel procedimento precedente, che tuttavia non avevano
potuto venir provati, a discapito del richiedente (DTF 127 V 353 consid. 5b
pag. 358). Se i nuovi mezzi sono destinati a provare dei fatti sostenuti in
precedenza, il richiedente deve pure dimostrare di non essere stato in grado di
invocarli in tale procedimento. Una prova deve essere considerata concludente
quando bisogna ammettere che essa avrebbe condotto il giudice a statuire in
modo diverso se egli ne avesse avuto conoscenza nella procedura principale. È
decisiva la circostanza che il mezzo di prova non serva solamente
all'apprezzamento dei fatti, ma alla determinazione degli stessi. Come già
rilevato dai primi giudici, non costituisce pertanto motivo di revisione il
semplice fatto che il tribunale potrebbe aver mal interpretato fatti conosciuti
all'epoca del procedimento principale dal momento che la revisione non può
determinare la correzione di una decisione apparentemente erronea agli occhi
del richiedente. L'apprezzamento inesatto deve, al contrario, essere la
conseguenza dell'ignoranza o della carenza di prove riguardanti fatti
essenziali per la sentenza (DTF 127 V 353 consid. 5b pag. 358; 110 V 138
consid. 2 pag. 141, 291 consid. 2a pag. 293; 108 V 170 consid. 1 pag. 171; cfr.
pure DTF 118 II 199 consid. 5 pag. 205)."

 

                                  Sul tema, cfr. pure STF
8C_529/2020 del 3 maggio 2021 consid. 2.2-2.3; 8C_562/2020 del 14 aprile 2021
consid. 3.1-3.3; 8C_197/2020 dell’11 maggio 2020 consid. 3.2-3.3; 8C_244/2017
del 24 aprile 2017; 8C_549/2015 del 28 ottobre 2015 consid. 4.2-4.3.

 

                          2.4.  Con il giudizio di cui è ora
chiesta la revisione (STCA 38.2022.64 del 20 marzo 2023, cresciuta incontestata
in giudicato), questo Tribunale ha accertato, in particolare, che “i pareri
dei dottori __________ (capacità lavorativa residua: presenza del ca. 70-80%
con rendimento di ca. 50-60 % in attività adeguate rispettose dei deficit
neuropsicologici di entità moderata), __________ (capacità lavorativa residua
del 100% in attività adeguate, per i soli postumi relativi all’apparato
muscolo-scheletrico), __________ (nessuna incapacità lavorativa dal profilo
psichiatrico), __________ (nessuna incapacità lavorativa dal profilo ORL) e __________
(nessuna incapacità lavorativa dal profilo oftalmologico), specialisti proprio
nelle materie che qui interessano, con alle spalle un’ampia esperienza nella
medicina assicurativa e infortunistica” potevano “validamente servire da
base al giudizio” che questa Corte ha reso.

 

                                  Per quanto attiene all’aspetto
psichiatrico, il TCA aveva nello specifico stabilito “che nei suoi
certificati 17 luglio e 19 novembre 2020 (doc. 281 e 313), rispettivamente 6
aprile 2021 (doc. 354), la psichiatra curante non si è pronunciata in merito
alla capacità lavorativa residua dell’insorgente, bensì unicamente a proposito
della necessità per l’assicurato di poter continuare a beneficiare di un
sostegno psicologico e psichiatrico-farmacologico. Quest’ultima esigenza è pure
stata riconosciuta dalla psichiatra di fiducia dell’CO 1. Per il resto, la
valutazione dell’esigibilità lavorativa della dr.ssa med. __________ conferma
le conclusioni degli specialisti della __________ di __________, ovvero che
l’assicurato presenta dei disturbi psichici (“ICD-10 F 32.0 Leichte
depressive Episode DD Anpassungsstörung längere depressive Reaktion (09/2020
Psychologisch-psychiatrisches Konsilium, Rehaklinik Bellikon)”) senza
influsso sulla capacità lavorativa (“Auswirkungen auf die Arbeitsfähigkeit
und Zumutbarkeit aus psychiatrischer Sicht: Die festgestellte psychische
Störung begründet keine arbeitsrelevante Leistungsminderung.”)” (cfr. STCA
38.2022.64 del 20 marzo 2023, consid. 2.4.7.)

 

                                  Sul mercato generale del lavoro,
questa Corte aveva conseguentemente ritenuto che “in particolare nel settore
industriale e commerciale, esistano delle occupazioni rispettose delle
limitazioni indicate dai dottori __________ e __________, (…) il
ricorrente, nonostante il danno alla salute infortunistico, sarebbe in grado di
esercitare in misura del 55% (ovvero con una presenza di ca. il 70-80% e con
rendimento di ca. il 50-60%)” (cfr. STCA 35.2022.64 del 20 marzo 2023
consid. 2.4.8.).

 

                                  Dal profilo delle conseguenze
economiche del danno alla salute infortunistico, il TCA aveva concluso,
confermando la decisione su opposizione resa dall’CO 1 che aveva assegnato a RI
1 una rendita d’invalidità LAINF del 49%, che “confrontando ora il reddito
"da invalido" di fr. 38'550.93 con il relativo reddito "da valido"
di fr. 76'262.31, si ottiene un grado d’invalidità del 49.44%, arrotondato al
49% secondo la giurisprudenza di cui alla DTF 130 V 121” (cfr. STCA
35.2022.64 del 20 marzo 2023 consid. 2.4.14).

 

                                  In ragione di una menomazione
importante e durevole all’integrità fisica o mentale, l’CO 1 aveva poi assegnato
all’istante (che ne postulava il riconoscimento nella misura dell’88%), un’IMI
complessiva del 60%, che il TCA ha confermato, nella misura in cui “all’istante
è stata riconosciuta un’IMI complessiva del 60% (35% in ambito neurologico, 20%
in ambito ortopedico e 5% in ambito ORL)” (cfr. STCA 35.2022.64 del 20
marzo 2023 consid. 2.5.5.).

 

                                  In questa sede, il TCA ritiene
innanzitutto noti alle parti gli accertamenti medici specialistici versati agli
atti sino al 20 marzo 2023, in relazione ai quali si limita, quindi, a
richiamare il proprio giudizio 35.2022.64 (cfr. consid. 2.4.6. e 2.5.5.).

                                  Con la propria istanza, RI 1 fa,
come visto, valere che, in conseguenza di quanto ritenuto dai “consulenti __________”
e comunicatogli nell’ottobre 2023, “non sussistono”, contrariamente a
quanto ritenuto dall’CO 1, prima, e da questa Corte nel succitato giudizio,
poi, “le premesse per un reinserimento del signor RI 1 nel mercato del
lavoro primario”, e meglio come evidenziano gli “aspetti che sono stati
indagati ed analizzati per conto dell’UAI dal Centro __________” (cfr.
supra, consid. 1.7.).

                                  A fondamento di quanto precede,
l’interessato richiama in particolare quanto attestato dal dr. med. __________,
specialista FMH in medicina interna generale (cfr. supra, consid. 1.7.), poi
confluito e confermato nel rapporto SMR dal dr. med. __________ (specializzato
in Prevenzione e salute pubblica; cfr. Piattaforma
delle professioni sanitarie).

 

                                  In particolare, poi, alla base
della tesi dell’istante, vi è il fatto che con progetto di decisione del 10
ottobre 2023, l’UAI, esaminato il diritto di RI 1 a prestazioni AI ed esperiti
i relativi accertamenti, ha concluso che l’interessato aveva presentato i
seguenti periodi d’incapacità lavorativa:

 

"
in attività abituale quale
pittore           in attività
adeguate allo stato di salute

100% dal 05.08.2018 e continua        100% dal
05.08.2018 al 14.02.2021

                                                        45%
dal 15.02.2021 al 29.08.2022

                                                        100%
dal 30.08.2022 e continua” 

(cfr. all. A3 a doc. I).

 

                          2.5.  Per costante giurisprudenza, in un
procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02
dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.). 

 

                                  Nella DTF 125 V 351 seg. (=
SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572),
la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle
dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,
a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. 

                                  Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

 

                                  In una sentenza 8C_216/2009 del
28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha
precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria
sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze
dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il
più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali
rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi
che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU,
discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità
dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova
propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,
anche le certificazioni dei medici curanti.

                                  Questa giurisprudenza è stata in
seguito costantemente confermata dall’Alta Corte (cfr. DTF 139 V 225 consid.
5.2 e 145 V 97 consid. 8.5 in fine; STF 8C_333/2022 e 8C_365/2022 del 23 marzo
2023 consid. 5.2).

 

                                  Trattandosi invece di perizie
affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a
medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse
godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi concreti
che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del 2 aprile 2015
consid. 3.2 e riferimenti ivi citati). 

                                  Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante
è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami
approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,
che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella
presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano
motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;
RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss.,
consid. 1c e riferimenti). 

                                  L'elemento
rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo
di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma
semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

                                  È infine utile
osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può
evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per
cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va,
tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i
diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista
medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e
qual è l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid.
5 in fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid.
4b).

 

                          2.6.  Chiamato ora a
pronunciarsi, il TCA giudica non fondata la domanda di revisione della propria
pronunzia, già per il motivo che i mezzi di prova che dovrebbero, nelle
intenzioni del rappresentante dell’istante, supportarla - ovvero il rapporto 28
marzo 2023 del dr. med. __________, l’apprezzamento 9 ottobre 2023 del SMR e il
progetto di decisione 20 ottobre 2023 dell’UAI -, sono stati elaborati dopo
la sentenza di cui è chiesta la revisione, rispettivamente dopo il
momento in cui essi avrebbero ancora potuto essere legittimamente prodotti nella
procedura ricorsuale principale. In proposito, occorre segnalare che è
irrilevante la circostanza che dei mezzi di prova appaiano atti a dimostrare
dei fatti preesistenti (cfr. STF 8F_10/2019 del 29 agosto 2019 consid. 3 e i
riferimenti ivi citati). 

 

                                  Anche volendo prescindere da
quanto precede, la domanda di revisione sub judice non potrebbe comunque
avere l’esito auspicato dall’avv. RA 1, e ciò per le ragioni che seguono. 

 

                                  In questi senso, si precisa
innanzitutto che, per costante giurisprudenza, l’assicurazione
contro gli infortuni non è vincolata
alla valutazione dell’invalidità dell’assicurazione per l’invalidità e
viceversa (cfr. STF 9C_529/2010 del 24 gennaio 2011; sentenza U 148/06 del 28
agosto 2007 consid. 6, pubblicata in: DTF 133 V 549 consid. 6; STF 9C_594/2016
del 18 novembre 2016 consid. 2.4; SVR 2016 UV n. 26 consid. 2.2; STF
9C_243/2017 del 2 giugno 2017 consid. 4.1; STF 9C_170/2017 dell'8 agosto 2017
consid. 4.4; STF 9C_422/2017 del 18 maggio 2018 consid. 2.2; STF 9C_341/2019
del 5 settembre 2019 consid. 3.1 e riferimenti ivi citati; STF 8C_563/2020 del
7 dicembre 2020 consid. 4.2.5; STF 8C_19/2021 del 27 aprile 2021 consid. 6; STF
8C_374/2021 del 13 agosto 2021 consid. 5.6; STF 8C_291/2021 del 12 ottobre 2021
e STF 8C_382/2021 del 19 ottobre 2021).

                                  Giova, infatti, rammentare che
nella DTF126 V 288 richiamata
dall’istante, l’allora TFA, pur ponendo il principio secondo il quale il
medesimo danno alla salute, di principio, dà diritto al medesimo grado
d’invalidità in ambito LAI, LAINF e LAM (cfr. DTF 126 V 288, consid. 2a), lo ha
nel contempo relativizzato, stabilendo che sia l’assicuratore contro gli
infortuni che l’assicuratore AI devono stabilire il grado d’invalidità autonomamente
(cfr. anche la DTF 133 V 549, consid. 6.1).

 

                                  Fatta questa premessa - e segnalato
che, conformemente a un’affermata giurisprudenza, i dati medici permettono
generalmente un apprezzamento oggettivo del caso, di modo che essi prevalgono
sulle constatazioni compiute in occasione di uno stage d’osservazione
professionale, le quali sono suscettibili di essere state influenzate da
fattori soggettivi legati al comportamento della persona assicurata nel corso
dello stage (cfr., in questo senso, le STF 8C_564/2022 del 20 aprile 2023
consid. 5.3-5.4; 8C_370/2022 del 1° marzo 2023 consid. 5.4; 9C_891/2012 del 5
aprile 2013 consid. 3; 9C_426/2011 del      14 dicembre 2011 consid. 4.3; 8C_776/2009
del 19 luglio 2010 consid. 5.2 e riferimenti ivi menzionati) - il TCA non
ritiene che le risultanze dell’osservazione professionale, in base alle quali
il ricorrente sarebbe in definitiva impossibilitato a reinserirsi nel mercato del lavoro in ragione di una situazione
maggiormente compromessa, per quanto concerne “l’aspetto cognitivo e
psichico”, rispetto a quanto medicalmente accertato prima di tale osservazione,
possano fungere da valido supporto a quanto preteso dal rappresentante
dell’assicurato. 

 

                                         Il TCA ritiene in effetti che
la conclusione alla quale è pervenuto il dr. med. __________, fondata
essenzialmente sugli esiti dello stage professionale a cui RI 1 ha preso parte
dal 13 febbraio al 10 marzo 2023, non rappresenti altro che una diversa
valutazione dello stato di salute dell’assicurato, in particolare di quello
cognitivo e psichico, rispetto a quella espressa a suo tempo dagli specialisti
interpellati dall’CO 1, e meglio dalla dr.ssa med. __________ (cfr. supra,
consid. 2.4. e doc. 391) e dal dr. phil. __________ (“Fachpsychologe für
Neuropsychologie”), quest’ultimo a margine della degenza dell’istante a __________
(cfr. supra, consid. 2.4. e doc. 307-308).

Essa non contiene infatti alcuna
nuova circostanza di fatto ai sensi della giurisprudenza citata in precedenza, gli
elementi su cui si sono fondati i dr. med. __________ e __________ essendo
quelli già conosciuti al momento del rilascio della pronunzia del 20 marzo 2023.

A questo preciso proposito,
è utile ripetere che non costituisce un nuovo mezzo di prova, la perizia che
valuta semplicemente in maniera diversa la medesima fattispecie (cfr. RAMI 1998
K 990, p. 253 s.; Th. Locher,
Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1997, p. 364 e giurisprudenza
ivi citata).

 

                                  Secondo questo Tribunale,
all’istante non può neppure essere di soccorso appellarsi a quanto il Tribunale
federale ha stabilito nella sentenza 9C_462/2022 del 31 maggio 2023, emanata in
materia di assicurazione per l’invalidità (cfr. supra, consid. 1.7.).

                                  In effetti, diversamente da quella
fattispecie, in cui la Corte federale ha finalmente rinviato gli atti
all’amministrazione affinché disponesse un complemento peritale volto a
chiarire le divergenze tra una perizia psichiatrica e le risultanze di un
periodo di osservazione professionale, nel caso di specie ci si trova nel
quadro di una procedura di revisione di una sentenza, quindi in un contesto in
cui il giudice dispone di un potere cognitivo ristretto all’esistenza di un
fatto nuovo e di un nuovo mezzo di prova. In questo senso, non gli è consentito
di valutare liberamente il valore probatorio da attribuire all’uno o all’altro
dei documenti agli atti.

 

In esito a quanto precede,
il TCA deve dunque concludere che non sono dati i presupposti per rivedere la propria
pronunzia 35.2022.64, nel frattempo cresciuta in giudicato, per la via della
revisione.

 

                          2.7.  L’art. 61 lett. a LPGA, in vigore
fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere semplice,
rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa di giudizio
e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  In
data 1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61
lett. a LPGA prevede ora unicamente che la procedura deve essere semplice,
rapida e, di regola pubblica. 

                                  Dalla
medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo
cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a
spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo
prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un
comportamento temerario o sconsiderato.

 

                                  Trattandosi
di una controversia relativa a prestazioni LAINF, il legislatore non ha
previsto di prelevare le spese.

 

                                  Sul tema, cfr. anche STF
9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022
KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio
2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares Bernasconi,
Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires pour les
tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21 juin
2019, in SZS/RSAS 2/2022 p. 107).

 

 

Per questi motivi

 

dichiara e pronuncia

 

 

                             1.  L’istanza di revisione della
sentenza 35.2022.64 del 20 marzo 2023 di questa Corte è respinta.

 

                             2.  Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                    

 

                             3.  Comunicazione agli interessati i
quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale,
Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                  L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni 

Il presidente                                                 Il
segretario di Camera

 

Daniele Cattaneo                                         Gianluca
Menghetti