# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** a65bf0dd-608c-5d11-8dc9-69691091023a
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2014-10-03
**Language:** it
**Title:** Tessin Camera di diritto tributario 03.10.2014 80.2014.205
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_CATI_001_80-2014-205_2014-10-03.html

## Full Text

Incarto n.

  80.2014.205

  	
  Lugano

  3 ottobre
  2014

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  La Camera di diritto tributario del
  Tribunale d'appello

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composta dai giudici

  	
  Andrea Pedroli, presidente,

  Stefano Bernasconi, Mauro Mini

  

 

	
  segretario

  	
  Antonio Saredo-Parodi

  

 

 

	
  parti

  	
  RI 1 

  rappr. da: RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  RS 1 

   

  

 

	
  oggetto

  	
  ricorso del 8 agosto 2014 contro la decisione del 15
  luglio 2014 in materia di imposta sugli utili immobiliari.

  

 

 

 

Fatti

 

 

                                  A.   Fra
il 1° luglio e il 29 novembre 2011, RI 1 ha venduto otto unità in proprietà per piani del fondo base n. __________ RFD di __________. 

                                         Dopo
diversi richiami e proroghe, l’RS 1 ha inflitto al venditore una multa
disciplinare per il mancato inoltro delle dichiarazioni per l’imposta sugli
utili immobiliari. Il 9 gennaio 2013 il venditore ha inoltrato le dichiarazioni
per l’imposta sugli utili immobiliari, senza tuttavia allegare alcun
giustificativo. L’11 gennaio 2013 ha poi trasmesso all’autorità fiscale gli
atti di compravendita, precisando che “il conteggio dei costi segue”. 

                                         Il 25
luglio 2013, l’autorità fiscale ha attribuito al contribuente un termine fino
al 19 agosto 2013 per inviare copia del rogito del precedente acquisto, la
distinta degli investimenti con la relatva documentazione e la comprova del
pagamento delle provvigioni. La richiesta è stata poi ribadita con due
ulteriori scritti del 4 dicembre 2013 e del 4 aprile 2014, muniti di diffida:
in caso di mancato adempimento entro, rispettivamente, il 20 dicembre 2013 e il
4 aprile 2014, l’autorità avrebbe proceduto alla tassazione d’ufficio. 

 

 

                                  B.   Non
avendo il venditore dato seguito alle diffide in questione, RS 1 gli ha notificato
la tassazione dell’imposta sugli utili immobiliari allestita d’ufficio. 

                                         Questi
l’utile imponibile e l’imposta dovuta, secondo le decisioni del 26 maggio 2014:

 

	
  PPP n.

  	
  Utile
  imponibile

  	
  Imposta

  
	
   

  	
  32’600

  	
  8’802

  
	
   

  	
  123’600

  	
  33’372

  
	
   

  	
  166’000

  	
  46’480

  
	
   

  	
  155’000

  	
  43’400

  
	
   

  	
  113’600

  	
  31’808

  
	
   

  	
  126’600

  	
  35’448

  
	
   

  	
  136’600

  	
  38’248

  
	
   

  	
  171’000

  	
  47’880

  
	
  Totale

  	
  1’025’000

  	
  285’438

  

 

                                         Nelle decisioni,
l’autorità di tassazione ha precisato che contro una tassazione d’ufficio il
reclamo è ammesso “soltanto con il motivo ch essa è manifestamente inesatta,
indicandone i motivi e fornendone le prove, pena l’irricevibilità del reclamo”.

                                         

 

                                  C.   Il contribuente
ha reclamato il 6 giugno 2014, con uno scritto nel quale ha contestato il
calcolo dell’utile eseguito dall’Ufficio di tassazione ed ha affermato che
l’utile netto imponibile risultante dalla sua “tabella” ammontava a fr.
404'587.–. Il reclamante ha aggiunto di essere “in possesso di tutti i
documenti comprovanti i costi assunti” ed ha chiesto “di poterli esibire nella
audizione sul reclamo stesso… in caso di mancata accettazione delle sue contestazioni”.

                                         Con
lettera del 10 giugno 2014, l’Ufficio di tassazione si è rivolto al reclamante,
ricordandogli i requisiti per contestare una tassazione d’ufficio ed
attribuendogli un termine fino al 27 giugno 2014 per inviare tutta la
documentazione, avvertendolo infine che, scaduto infruttuoso questo termine, il
reclamo sarebbe stato dichiarato irricevibile e le tassazioni d’ufficio
sarebbero diventate definitive. 

 

 

                                  D.   Con
decisione del 15 luglio 2014, l’Ufficio di tassazione ha dichiarato
irricevibile il reclamo del contribuente, “essendo scaduto infruttuoso il
termine per la completazione delle dichiarazioni d’imposta”. 

 

 

                                  D.   Con
tempestivo ricorso alla Camera di diritto tributario, RI 1 contesta il calcolo
dell’imposta sugli utili immobiliari e sostiene che l’onere fiscale corretto
ammonterebbe a fr. 123'000.–. Ribadisce poi di essere in possesso di tutti i
documenti relativi ai costi di investimento sostenuti. 

 

 

Diritto

 

 

                                   1.   1.1.

                                         La Camera
di diritto tributario, autorità di ricorso in materia fiscale contro le decisioni
degli uffici di tassazione, è competente a pronunciarsi nel merito dei ricorsi
a condizione che il gravame sia ricevibile in ordine. Essa deve pertanto
esaminare preliminarmente se il ricorso è ricevibile, ovvero tempestivo,
sufficientemente motivato, spedito nei termini di legge e presentato da una
persona legittimata, ma anche se una eventuale decisione dell’Ufficio di
tassazione, che abbia dichiarato irricevibile il reclamo del contribuente, sia
fondata. Infatti, se l’irricevibilità del reclamo è stata pronunciata a torto,
gli atti verranno retrocessi all’autorità di tassazione per la decisione di
merito, mentre, in caso contrario, la Camera confermerà la decisione di irricevibilità.

 

                                         1.2.

                                         Nel caso
in esame, la decisione impugnata ha dichiarato irricevibile il reclamo del
contribuente. Questa Corte si limiterà pertanto a verificare se sia legittima
la decisione dell’autorità fiscale, che si è rifiutata di entrare nel merito
del reclamo interposto dal contribuente contro la tassazione d’ufficio. 

 

 

 

                                   2.   2.1.

                                         Per quanto concerne le disposizioni procedurali che concernono
l’imposta sugli utili immobiliari, l’art. 213 LT dispone che, in mancanza di
norme particolari siano applicabili per analogia le disposizioni della
procedura ordinaria di tassazione (art. 195–208).

                                         Per l’art. 214 cpv. 1 LT, l’alienante è tenuto a presentare una
dichiarazione di imposta completa e veritiera per la tassazione degli utili
immobiliari. Essa indica in particolare il valore dell’alienazione, quello del
precedente acquisto e i costi di investimento.

                                                                                 L’art. 214 cpv. 3 LT aggiunge che la dichiarazione di imposta deve
essere presentata all’autorità di tassazione entro trenta giorni
dall’iscrizione a registro fondiario, rispettivamente dalla conclusione del
negozio giuridico assoggettato all’imposta sugli utili immobiliari. In via
eccezionale e per fondati motivi il termine di trenta giorni può essere
prorogato dall’autorità di tassazione.

 

                                         2.2.

                                         Secondo
l’art. 204 cpv. 2 LT, di uguale tenore dell’art. 46 cpv. 3 LAID, l’autorità di
tassazione esegue la tassazione d’ufficio, in base a una valutazione coscienziosa, se il contribuente, nonostante diffida, non soddisfa i suoi obblighi procedurali
oppure se gli elementi imponibili non possono essere accertati esattamente per
mancanza di documenti attendibili, e questo anche qualora tale mancanza non
possa essere imputata al contribuente (decisione TF 2A.426/2004 del 23 novembre
2004; TF 2A.442/2001 del 19 giugno 2002; RDAF 2000 II 41; Zweifel, in: Zweifel/Athanas
[a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, Vol. I/2b, 2ª ediz., Basilea 2008, n. 29 e 31 ad art. 130 LIFD, p. 342
ss.; Richner/Frei/Kaufmann, Handkommentar
zum DBG, Zurigo 2003, n. 26 ad art. 130 LIFD, p. 972; contra Berger, Voraussetzungen und Anfechtung
der Ermessensveranlagung, in: ASA 75 p. 185, p. 197). L’autorità di
tassazione può tener conto di coefficienti sperimentali,
dell’evoluzione patrimoniale e del tenore di vita del contribuente. L’autorità
fiscale deve comunque agire “pflichtgemäss”, ovvero secondo coscienza
professionale, conformandosi agli indispensabili criteri di prudenza che devono
sempre essere tenuti presenti in procedimenti del genere, principalmente allo
scopo di evitare eccessi di discrezionalità (ASA 50 p. 372). Detto altrimenti,
il contribuente deve essere imposto, nella misura del possibile, su un reddito
valutato il più vicino possibile alla sua capacità contributiva reale (Zweifel, op. cit., n. 46 ad art. 130
LIFD).

 

 

 

                                         2.3.

                                         Contro la
decisione di tassazione il contribuente può reclamare per scritto all’autorità
di tassazione, entro trenta giorni dalla notificazione (art. 206 cpv. 1 LT).
Tuttavia, il contribuente può impugnare la tassazione operata d’ufficio soltanto con il motivo che essa è manifestamente inesatta; il reclamo dev’essere motivato
e indicare eventuali mezzi di prova (art. 206 cpv. 3 LT).

                                         Le norme
appena citate esigono che il contribuente apporti la prova della “manifesta
inesattezza” della tassazione d’ufficio e richiedono espressamente che il
reclamo sia motivato e indichi eventuali mezzi di prova. In tale contesto vi è
un’inversione dell’onere della prova: non tocca all’autorità dimostrare
la correttezza della propria valutazione, bensì all’interessato provare che la
stessa è manifestamente inesatta. 

                                         Tali
requisiti del reclamo rappresentano non meri presupposti sostanziali per la rimozione della tassaz ione per apprezzamento, bensì prescrizioni di validità del gravame, in
mancanza dei quali l’autorità non deve neppure entrare nel merito (sentenza del
Tribunale federale del 21 novembre 1997, in: DTF 123 II 552).

                                         Secondo
il Tribunale federale, il requisito della motivazione del reclamo, contenuto
nella disposizione in esame, deve essere considerato quale presupposto di
validità, sebbene la legge non lo designi esplicitamente come tale (DTF 81 I 98
consid. 3, 121 I 117 consid. 3a, 122 I 70 consid. 1c).

                                         A tale
riguardo, il Tribunale federale ha precisato che, siccome la necessità di motivare
il reclamo e di indicare mezzi di prova non è prevista per i reclami contro
tassazioni ordinarie, l’autorità fiscale dovrebbe indicare, nella decisione di tassazione per apprezzamento, quanto disposto dall’art. 206 cpv. 3 LT e le conseguenze
in caso di inottemperanza. Vi è infatti il rischio che il contribuente non
cognito di diritto ometta di motivare in modo sufficiente l’impugnativa,
provocandone l’inammissibilità. In mancanza di un’espressa menzione, contenuta nell’indicazione dei rimedi giuridici della tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale può comunque rimediarvi, dopo l’inoltro del reclamo da parte del
contribuente, invitando quest’ultimo a emendare il gravame, conformemente ai
requisiti dell’art. 206 cpv. 3 LT, con la comminatoria di dichiarare
irricevibile l’impugnativa (DTF 123 II 552, consid. 4f).

 

 

                                   3.   3.1.

                                         Come già
ricordato, il contribuente si è limitato ad inoltrare le dichiarazioni per
l’imposta sugli utili immobiliari, nelle quali ha fatto valere spese di
miglioria e provvigioni per mediazione, senza tuttavia allegare alcun
giustificativo. L’Ufficio di tassazione ha allora proceduto alla tassazione
d’ufficio, deducendo dal valore di alienazione il prezzo d’acquisto del
terreno, suddiviso per millesimi, e spese di costruzione per complessivi
3'000'000 di franchi, suddivise per millesimi. Così facendo, l’autorità fiscale
ha intrapreso una valutazione già favorevole al ricorrente, poiché ha ammesso,
in misura non certo trascurabile, spese di investimento per le quali non era
stata apportata alcuna prova.

 

                                         3.2. 

                                         In ogni
caso, con il reclamo il contribuente non ha adempiuto i presupposti per contestare
la tassazione d’ufficio. Non ha infatti portato la prova della manifesta inesattezza
della decisione impugnata. Non solo non ha provveduto ad inoltrare la documentazione
ripetutamente sollecitata, ma neppure ha dato seguito al successivo invito,
rivoltogli dall’Ufficio di tassazione, a conformarsi alle esigenze stabilite
dalla legge.

                                         Sebbene la
motivazione della decisione di tassazione avesse già illustrato succintamente le
conseguenze dell’inosservanza delle condizioni di ricevibilità del reclamo
contro la tassazione d’ufficio, l’autorità fiscale le ha ancora ribadite con la
lettera del 10 giugno 2014, nella quale ha precisato che l’inosservanza dei
requisiti legali avrebbe comportato l’irricevibilità del reclamo.

 

                                         3.3. 

                                         La
decisione impugnata, con cui l’Ufficio di tassazione ha dichiarato irricevibile
il reclamo del contribuente, appare di conseguenza ineccepibile. La decisione
di tassazione è pertanto passata in giudicato, senza che alla Camera di diritto
tributario sia concesso di entrare nel merito del ricorso. 

                                         È
peraltro il caso di sottolineare che neppure con il ricorso l’insorgente ha
adempiuto in modo soddisfacente i suoi obblighi di collaborazione. Infatti, non
ha ancora inoltrato la documentazione dei costi di costruzione, stimati
dall’autorità fiscale, limitandosi per contro a ribadire di esserne “in
possesso”.   

                                          

 

                                   4.   Il
ricorso è pertanto respinto. Tassa di giustizia e spese processuali sono a
carico del ricorrente, soccombente.

 

 

Per questi motivi,

visto per le spese l’art. 231 LT

 

 

dichiara e
pronuncia

 

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   Le spese
processuali consistenti:

                                         a. nella
tassa di giustizia di                                  fr.  1’000.–

                                         b. nelle
spese di cancelleria di complessivi       fr.    100.–

                                         per un
totale di                                                       fr. 1’100.–

                                         sono a
carico del ricorrente.

 

                                   3.   Contro il
presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 82 ss. LTF).

 

                                         4.   __________

 

 

 

per la Camera di diritto
tributario del Tribunale d’appello

Il presidente:                                                          Il
segretario: