# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 55033091-fc5a-5db9-b866-06e2d5eacb82
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2003-09-02
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale della pianificazione 02.09.2003 90.2002.44
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TRPI_001_90-2002-44_2003-09-02.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2002.44

  90.2002.48

  90.2002.49

  90.2002.50

  	
  Lugano

  2 settembre
  2003

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il Tribunale della pianificazione del
  territorio

  
	
   

  
	
   

  
						

 

 

	
  composto dai giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Lorenzo Anastasi,
  Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sui ricorsi di

 

 

	
   

  	
  arch. __________ __________, __________ __________

  del 28 febbraio 2002

   

  __________ __________, __________ __________

   

  __________ __________ e __________ __________,
  __________ __________

   

  __________ __________, __________ __________ e __________ __________
  __________, __________ __________

  del 1 marzo 2002

   

  tutti rappr. da: avv. __________ __________,
  __________ __________ 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 30 gennaio 2002 (n. __________) con
  cui il Consiglio di Stato  ha approvato il piano regolatore del comune di
  __________;

  

 

 

viste le risposte:

- 11 luglio 2002 del municipio di __________ ;

- 7 maggio 2002 della divisione della pianificazione
territoriale del dipartimento del 

   territorio;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto                            in
fatto:

 

 

                                  A.   I
ricorrenti sono proprietari dei seguenti fondi a __________:

                                         -
l'arch. __________ __________ dei mapp. __________, __________e __________;

                                         -
__________ __________ dei mapp. __________e __________;

                                         -
__________ __________ e __________ __________ del mapp. __________;

                                         -
__________ __________ e __________ __________ __________ del mapp. __________.

                                         

                                         Tutte
le particelle sono ubicate in località __________, sopra la strada cantonale
che collega __________ a __________.

 

 

                                  B.   Nella
seduta del 26, aggiornata al 31 gennaio 2000 il consiglio comunale di
__________ ha adottato il piano regolatore. Questo prevedeva, tra l'altro,
l'estensione della zona edificabile residenziale in località __________,
includendo segnatamente nella stessa i fondi dei qui insorgenti. Con ricorsi
separati __________ e __________ __________, proprietari del mapp. __________,
__________ __________, proprietaria del mapp. __________, __________ e
__________ __________, proprietari del mapp. __________, tutti ubicati in
località __________, si sono aggravati contro quella deliberazione dinanzi al
Consiglio di Stato, contestando quest'ampliamento, il quale implicava inoltre
la realizzazione di una strada di servizio, prevista dal piano viario.

 

 

                                  C.   Con
risoluzione 30 gennaio 2002 (n. __________) il Consiglio di Stato ha approvato
il piano regolatore. Per quanto concerneva la località di __________
__________, sovrastante la località di __________, esso ha rilevato che la
carta delle zone esposte a pericoli naturali, aggiornata a novembre 2001
dall'Istituto __________ __________ __________ (__________), modificava il
perimetro di tali zone, estendendolo sino alla strada cantonale. Per questo
motivo il Governo non ha approvato l'ampliamento della zona edificabile
proposta per le località __________ __________ /__________ rispetto a quella
definita attraverso il precedente piano regolatore, giacché questo concerneva
dei fondi che si trovavano all'interno della zona di pericolo. Tra i fondi
interessati dalla decisione di non approvazione figuravano tutti quelli
indicati al consid. A, di proprietà dei qui insorgenti. Il Consiglio di Stato
ha quindi tenuto il comune ad adottare una variante che proponesse una nuova
funzione per il territorio interessato dalla non approvazione, specificato
nell'allegato 4 alla risoluzione, ed aggiornare i piani quo alle zone di
pericolo conformemente alla carta aggiornata allestita dall'IST (cfr.
risoluzione cit., cifra 4.1.4, pag. 17 segg., in particolare pag. 18).

 

                                         I
ricorsi __________, __________ e __________ sono pertanto stati accolti, tranne
che per quanto concerneva la contestazione della strada di accesso ai fondi
(cfr. risoluzione cit., cifra 5.3, pag. 45 seg.).

 

 

                                  D.   Con
ricorsi separati di data 28 febbraio rispettivamente 1 marzo 2002 i proprietari
indicati in ingresso insorgono innanzi a questo Tribunale contro il giudizio
governativo. Essi si dolgono, in ordine, di una lesione del loro diritto di
essere sentiti, in quanto prima di decidere il Consiglio di Stato non ha
permesso loro di prendere posizione né sulla carta delle zone esposte a pericoli
naturali aggiornata al novembre 2001, né sui ricorsi dei signori __________,
__________ e __________. Gli insorgenti rilevano inoltre l'inosservanza della
procedura di accertamento dei territori esposti a pericoli naturali istituita
dalla relativa legge cantonale del 29 gennaio 1990, che avrebbe permesso di
coinvolgerli preventivamente proprio su questo problema. Nel merito i
proprietari negano recisamente che i loro fondi siano esposti a pericoli naturali,
sostenendo segnatamente che le conclusioni del Consiglio di Stato poggiano su
accertamenti insufficienti. Essi domandano pertanto, in via principale, che la
risoluzione impugnata venga annullata nella misura in cui non approva gli azzonamenti
disposti dal consiglio comunale per i loro fondi e che gli atti vengano
retrocessi al Governo affinché abbia ad emettere una nuova decisione previo
esperimento dei necessari accertamenti in ossequio alle disposizioni legali; in
via subordinata chiedono, che l'ampliamento della zona edificabile decisa dal
consiglio comunale di __________ venga confermata, per lo meno per quanto
concerne i loro fondi, e che la procedura di definizione delle zone di pericolo
abbia luogo conformemente alle disposizioni legali.

 

 

                                  E.   La
divisione della pianificazione territoriale chiede che il gravame venga
respinto. Il municipio di __________ formula invece delle osservazioni che
verranno, se del caso, riprese in diritto. I ricorrenti __________, __________
e __________ si sono rimessi al giudizio del Tribunale.

 

 

                                  F.   Il
27 marzo 2003 si è tenuta l'udienza. Delle relative risultanze si dirà, per
quanto necessario, in diritto.

 

 

considerato,                   in
diritto:

 

 

                                   1.   La
competenza del Tribunale è data, i ricorsi sono tempestivi (art. 38 cpv. 1
LALPT) e la legittimazione dei ricorrenti certa (art. 38 cpv. 4 lett. c LALPT).
I gravami sono pertanto ricevibili in ordine. Essi vengono evasi attraverso un
unico giudizio (art. 51 PAmm).

 

 

                                   2.   In
campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia. Questa non è,
però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT il diritto cantonale deve
garantire il riesame completo del piano regolatore da parte di almeno
un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il Consiglio di Stato
(art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il piano - con pieno
potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legittimità ma
anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità
incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità
loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro
compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il
diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi ad
intervenire nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun
criterio oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario
rifiutare l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli
scopi pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro
sufficiente attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto
della pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 OPT (RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b;
II-1999 n. 27 consid. 3).

 

                                         Il
potere cognitivo del Tribunale della pianificazione del territorio è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT II-2001 n.
78 consid. 6c; II-1999 n. 27 consid. 3; II-1997 n. 23); fanno eccezione - per
poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui è impugnata una
modifica del piano regolatore disposta d'ufficio dal Consiglio di Stato.

 

 

                                   3.   Gli
insorgenti si lamentano in primo luogo di una ripetuta violazione del loro
diritto di essere sentiti, giacché prima di decidere il Governo non ha permesso
loro di prendere posizione né sulla carta delle zone esposte a pericoli
naturali aggiornata al novembre 2001, né sui ricorsi dei signori __________,
__________ e __________. Tale diritto sarebbe inoltre leso - a mente dei ricorrenti
- a seguito dell'inosservanza della procedura di accertamento dei territori
esposti a pericoli naturali istituita dalla relativa legge cantonale del 29
gennaio 1990, che avrebbe permesso loro di esprimersi su questo problema.

 

                                         3.1.
La giurisprudenza ha dedotto dall'art. 29 cpv. 2 Cost. - e in precedenza dall'art.
4 vCost. - il diritto dell'interessato ad esprimersi prima che una decisione
sia presa a suo sfavore, di fornire prove sui fatti suscettibili di influenzare
la decisione, di poter consultare gli atti di causa, di partecipare
all'assunzione delle prove, di prenderne conoscenza e di pronunciarsi in
merito, come pure di addurre i propri argomenti (DTF 126 I 7 consid. 2b, 15 consid.
2a/aa, con rinvii; RDAT I-2000 n. 42 consid. 2b, pure con rinvii). Il diritto
di essere sentito è di natura formale; la sua violazione implica, di principio,
l'annullamento della decisione resa dall'autorità, indipendentemente dalla
prova di un interesse da parte del ricorrente o dalle probabilità di esito
favorevole nel merito del gravame (RDAT cit., consid. 3a, con rinvii). La giurisprudenza
ammette tuttavia la possibilità, per l'autorità di ricorso, di sanare il vizio,
permettendo al ricorrente di esercitare le facoltà sgorganti dal diritto di
essere sentito di cui era stato privato dall'istanza inferiore. Questo è
possibile tuttavia solo se l'autorità di ricorso dispone dello stesso potere
cognitivo di quella inferiore; la giurisprudenza più recente sottolinea inoltre
che la sanatoria deve rimanere l'eccezione e che non può essere ammessa nel
caso di violazione particolarmente grave del diritto di essere sentito (DTF 126
I 68 consid. 2 con rinvii; inoltre Häfelin/Müller, Allgemeines Verwaltungsrecht,
4.a edizione, Zurigo 2002, n. 1709-1711).

 

                                         3.2.
È incontroverso che il Consiglio di Stato ha modificato la situazione giuridica
dei fondi dei ricorrenti risultante dalla deliberazione del consiglio comunale
di __________ senza preventivamente prospettare loro tale soluzione e senza
offrire ai medesimi la possibilità di esprimersi né sulla carta delle zone
esposte a pericoli naturali aggiornata al novembre 2001, su cui avrebbe fondato
la sua decisione, né sui ricorsi dei signori __________, __________ e
__________, che domandavano di non approvare l'ampliamento delle zona
edificabile interessante, tra l'altro, i loro terreni. Agendo in tal modo il
Consiglio di Stato ha, a più riprese, violato il diritto di essere sentito dei
ricorrenti. Tale lesione potrebbe essere sanata, a titolo eccezionale, solo
grazie al ricorso al Tribunale. In effetti, come verrà spiegato in seguito (consid.
4), l'oggetto della contestazione verte, essenzialmente, attorno al requisito
dell'idoneità all'edificazione dei terreni dei ricorrenti posto dall'art. 15
LPT; una scorretta applicazione di questo concetto ad opera del Governo
configura pertanto una violazione del diritto ai sensi dell'art. 38 cpv. 2
lett. a LALPT (cfr. inoltre art. 61 cpv. 2 PAmm) e può di conseguenza essere
sindacata dal Tribunale con pieno potere cognitivo, pari a quello di cui
disponeva il Governo. Il Tribunale non ritiene tuttavia di dover mettere in
atto, in questa sede, i provvedimenti necessari per rimediare alle
summenzionate violazioni, poiché il ricorso dev'essere accolto per
l'inosservanza della procedura di accertamento dei territori esposti a pericoli
naturali istituita dalla relativa legge cantonale del 29 gennaio 1990,
ulteriormente sollevata dai ricorrenti nelle censure d'ordine, ma che nella
fattispecie si confonde con l'esame di merito dell'impugnativa.

 

 

                                   4.   4.1.
I piani di utilizzazione - nel nostro Cantone chiamati, a livello comunale,
piani regolatori (art. 24 segg. LALPT) - disciplinano l'uso ammissibile del
suolo (art. 14 cpv. 1 LPT). Essi devono delimitare, in primo luogo, le zone
edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le zone edificabili
comprendono, secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei all'edificazione che sono
già stati edificati in larga misura (lett. a) e quelli prevedibilmente necessari
ed urbanizzati entro 15 anni (lett. b).

 

                                         4.2.
Un terreno è idoneo all'edificazione quando le sue caratteristiche soddisfano
le esigenze richieste dall'utilizzazione prevista per lo stesso. Oltre al
requisito dell'edificabilità del terreno dal profilo tecnico, che al giorno
d'oggi è quasi sempre soddisfatto, per decidere in merito all'idoneità di un
terreno alla costruzione devono essere presi in considerazione, anzitutto, gli
scopi ed i principi che reggono la pianificazione del territorio (art. 1 e 3
LPT). L'assegnazione di un terreno alla zona residenziale deve pertanto, in
primo luogo, rispondere alla necessità di creare e conservare degli
insediamenti accoglienti (art. 1 cpv. 2 lett. b LPT) ed al principio di
salvaguardare, per quanto possibile, i luoghi destinati all'abitazione da
immissioni nocive o moleste (art. 3 cpv. 3 lett. b LPT). L'esposizione di un
terreno a pericoli naturali può pertanto pregiudicare la sua idoneità
all'edificazione e, di conseguenza, la possibilità di includerlo nella zona
edificabile (Flückiger, Commentario LPT, ad art. 15 n. 42-49, con rinvii; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,
Aménagement du territoire, construction, expropriation, Berna 2001, n. 317,
pure con rinvii). In sintonia con la legislazione federale, gli obiettivi
pianificatori cantonali del piano direttore, adottati dal Gran Consiglio con decreto
legislativo del 12 dicembre 1990, stabiliscono, a questo riguardo, l'obbligo di
"predisporre i necessari provvedimenti pianificatori per evitare insediamenti
in zone critiche e fissare le condizioni per un adeguato uso del suolo in tali
zone" (cfr. obiettivi in materia di pericoli naturali, A.4. lett. d).

 

                                         4.3.
Anche l'obbligo per i Cantoni, sancito all'art. 6 cpv. 2 lett. c LPT, di
designare nei fondamenti del piano direttore i territori che sono minacciati in
misura rilevante da pericoli naturali dev'essere messo in relazione con la
delimitazione dei terreni idonei all'edificazione ai sensi dell'art. 15 LPT (Flückiger,
ibidem). Nel nostro Cantone gli studi di base svolti in questo ambito hanno
indotto il Consiglio di Stato ad adottare la scheda di coordinamento n. 4.1 del
piano direttore, di risultato intermedio, avente come oggetto proprio i
territori soggetti a pericoli naturali ed il cui scopo consiste nell'attuazione
a livello pianificatorio di adeguate misure di prevenzione, al fine di
aumentare a lungo termine la sicurezza delle persone e delle cose, di
permettere l'uso adeguato del suolo, come pure di ridurre i costi sociali
provocati dai pericoli naturali. Le modalità di coordinamento prevedono che il
Cantone, nell'ambito dell'allestimento del catasto cantonale dei territori
soggetti a pericoli naturali conformemente alla relativa legge del 29 gennaio
1990, porta a termine l'approfondimento e la puntualizzazione delle conoscenze
sui territori soggetti a pericoli naturali rappresentati graficamente nel piano
direttore e verifica inoltre il grado di rischio del rimanente territorio
potenzialmente soggetto a pericolo. I comuni forniscono a questo scopo al
Cantone tutte le informazioni e conoscenze di cui dispongono su detti pericoli.
Le misure pianificatorie di prevenzione devono essere successivamente
consolidate dai comuni interessati tramite le necessarie modifiche dei piani
regolatori.

 

                                         4.4.
La legge sui territori soggetti a pericoli naturali del 29 gennaio 1990 (LTPN),
che attua il coordinamento previsto attraverso la scheda n. 4.1 del piano
direttore, disciplina l'accertamento, la premunizione ed i risanamento dei
territori esposti o colpiti da pericoli naturali, come pure il sussidiamento
dei necessari provvedimenti (art. 1 LTPN).

 

                                         L'accertamento
dei territori esposti o colpiti da pericoli naturali è operato mediante
l'allestimento di un piano (in origine definito catasto) delle zone soggette a
pericolo (PZP; art. 2 cpv. 1 LTPN). Esso comprende il catasto degli eventi
conosciuti e la carta dei pericoli potenziali (art. 2 cpv. 3 LTPN). Il mancato
inserimento di un territorio nel PZP non ne esclude la pericolosità (art. 2
cpv. 2 LTPN). Il PZP serve quale base per il disciplinamento degli interventi
di premunizione e risanamento (art. 3 cpv. 1 LTPN). Il Cantone, i comuni e le
Regioni devono inoltre tenerne conto nell'ambito delle loro pianificazioni
territoriali e dei programmi di sviluppo regionali (art. 3 cpv. 2 LTPN).

 

                                         Sono
iscritti nel PZP i territori soggetti a pericoli naturali, segnatamente quelli
soggetti a spostamenti di terreno permanenti, a caduta di valanghe, frane,
crolli di roccia, alluvionamenti e inondazioni (art. 4 LTPN). Il PZP è
costituito da piani in scala non inferiore a 1:10'000 e da una relazione
tecnica (art. 5 cpv. 1 LTPN). I piani descrivono in scala adeguata i territori
esposti a pericoli e riportano graficamente gli eventi conosciuti, i rilievi effettuati
e le zone soggette a pericolo. Essi indicano segnatamente il genere e il grado
di pericolo. All'interno delle superfici edificabili e nelle immediate
vicinanze le zone soggette a pericoli vengono riportate su un piano particellare
(art. 2 RLTPN). Nella relazione tecnica viene esposto il riassunto delle ricerche
eseguite e sono elencati i pericoli naturali rilevati (art. 3 RLTPN).

 

                                         Il
PZP è allestito dal dipartimento del territorio in collaborazione con i servizi
statali interessati, previa consultazione dei municipi (art. 6 cpv. 1 LTPN; art.
1 RLTPN), di regola su scala comunale; può tuttavia essere elaborato a tappe,
per singoli comprensori, decisi dal dipartimento (art. 4 RLTPN). La popolazione
partecipa all'allestimento attraverso periodiche riunioni informative convocate
dal dipartimento (art. 6 cpv. 2 LTPN). Il PZP è pubblicato per un periodo di
tre mesi presso i comuni interessati (art. 7 LTPN; art. 5 RLTPN). Gli enti
pubblici, le Regioni e i privati interessati hanno la facoltà di ricorrere
contro il PZP al Consiglio di Stato entro 30 giorni dalla scadenza del periodo
di pubblicazione (art. 8 LTPN). Il Consiglio di Stato decide inappellabilmente
i ricorsi e adotta il PZP (art. 9 LTPN). L'inclusione di un fondo al PZP è
menzionata a registro fondiario a cura del dipartimento (art. 9a LTPN). Le
norme sull'adozione del PZP si applicano anche alla sua modifica (art. 10
LTPN).

 

                                         La
premunizione ed il risanamento dei territori soggetti a pericoli naturali sono
pianificati nel piano cantonale di premunizione e risanamento (PCPR; art. 11
LTPN). Il PCPR indica (art. 12 cpv. 1 LTPN): i concetti ai quali deve
uniformarsi la sistemazione idraulica, idrogeologica e valangaria del Cantone
(cifra 1); le opere di premunizione, di risanamento e di manutenzione, con il
loro grado di priorità, intese alla protezione, da catastrofi naturali, della
vita umana e di beni materiali ragguardevoli (cifra 2); i tempi di attuazione
(cifra 3); i compiti delle Regioni (cifra 4); gli enti pubblici incaricati
degli studi esecutivi e dell'attuazione, come pure i consorzi, istituiti o da
istituire conformemente all'apposita legislazione (cifra 5); le valutazioni di
spesa (cifra 6). Il PCPR, che dev'essere coordinato con il piano direttore e il
piano finanziario (art. 12 cpv. 2 LTPN), è costituito da un rapporto corredato
dalle necessarie rappresentazioni cartografiche e tabelle sinottiche (art. 13
LTPN). Il relativo progetto è allestito dal Consiglio di Stato (art. 14 LTPN),
che lo notifica a comuni, consorzi e Regioni, i quali possono presentare osservazioni
e proposte (art. 15 LTPN). Il Consiglio di Stato esamina le osservazioni e le
proposte ed adotta il PCPR (art. 16 LTPN), che entra immediatamente in vigore (art.
17 LTPN). Le norme sull'adozione del PCPR si applicano anche alla sua modifica
(art. 18 cpv. 1 LTPN).

 

                                         Gli
enti designati dal PCPR provvedono all'attuazione degli interventi (art. 19
LTPN), che possono essere sussidiati dal Cantone e dalla Confederazione (art.
da 21 a 24 LTPN).

 

 

                                   5.   5.1.
L'ampliamento delle zona edificabile in località __________ era stato
verificato dal dipartimento del territorio in sede di esame preliminare,
trasmesso al municipio l'11 settembre 1996. In quel documento veniva spiegato
che l'Istituto __________ e __________ __________ (__________, ora Istituto
__________ __________ __________, __________) stava procedendo all'allestimento
completo e definitivo del catasto delle zone esposte a pericoli naturali del
comune attraverso la messa a concorso delle perizie geologiche di dettaglio per
le zone Nucleo dei grotti e __________ __________ -__________, che qui
interessa. Salvo ritardi, il piano avrebbe potuto esser approvato a norma della
LTPN nel marzo 1997. A quella data il dipartimento disponeva solo di una
documentazione provvisoria e di indicazioni di massima, costituita da un piano,
annesso quale allegato 1 all'esame preliminare, dal quale si desumeva che la
località __________ __________ -__________ era esposta a pericolo di "caduta
blocchi", le cui intensità e pericolosità dovevano ancora essere
definite tramite studio di dettaglio. Una decisione circa l'assegnazione alla
zona edificabile di quell'area doveva pertanto essere rimandata sino a quel
momento rispettivamente sino al momento in cui fossero state eseguite adeguate
misure di premunizione. Per questo motivo il dipartimento aveva preavvisato
negativamente l'ampliamento delle zona fabbricabile nella località __________
(cfr. esame preliminare, pag. 11 seg., 21). Il municipio di __________ ha
seguito tale indicazione. La controversa estensione della zona residenziale in
località __________ costituisce invece il frutto di una proposta formulata
dalla commissione speciale del piano regolatore, che ha ritenuto di dover far
coincidere il limite della zona edificabile con quello del sovrastante bosco,
seguendo la regola applicata per tutto il confine a monte della zona
edificabile (cfr. il relativo rapporto del 25 novembre 1999, pag. 4); proposta
fatta propria dal consiglio comunale, dopo aver preso atto che "la
Commissione è cosciente che a monte di queste zone esiste una zona di pericolo,
comunque si potrebbe eventualmente votare le opere di risanamento oppure
vincolare l'eventuale edificazione di questi fondi alla presentazione di un
eventuale piano di risanamento" (cfr. intervento del consigliere
comunale __________ __________, riportato nel verbale delle discussioni della
seduta del 26/31 gennaio 2000, pag. 4). Il Governo non ha approvato questa
scelta, fondandosi sulla carta delle zone esposte a pericoli naturali in scala
1:5000, aggiornata a novembre 2001 dall'Istituto __________ della __________
(__________), la quale - per quanto interessava la località __________
__________ - modificava il relativo perimetro, estendendolo sino alla
sottostante strada cantonale. Per questo motivo il Governo non ha approvato
l'ampliamento della zona residenziale proposto rispetto al perimetro definito
dal precedente piano regolatore, poiché l'estensione concerneva dei fondi che
si trovavano all'interno della zona di pericolo (caduta sassi/crollo rocce
secondo la menzionata carta). Tra i 13 fondi interessati dalla decisione di non
approvazione figuravano, in particolare, quelli di proprietà dei qui
insorgenti. Il Consiglio di Stato ha quindi tenuto il comune ad adottare una
variante che proponesse una nuova funzione per il territorio interessato dalla
non approvazione, specificato nell'allegato 4 alla risoluzione, ed aggiornare i
piani (del paesaggio e delle zone) quo alle zone di pericolo conformemente alla
carta aggiornata allestita dall'__________, che esso trasmetteva al comune insieme
alla risoluzione di approvazione del piano regolatore (cfr. risoluzione cit.,
cifra 4.1.4, pag. 17 segg., in particolare pag. 18).

 

                                         5.2.
La procedura seguita dalle autorità inferiori non può essere tutelata.

 

                                         Com'è
stato spiegato, l'esposizione di un determinato territorio a pericoli naturali
può pregiudicare l'idoneità all'edificazione dello stesso ai sensi dell'art. 15
LPT. Per questo motivo l'accertamento puntuale, di natura tecnica, di tali
pericoli deve precedere la decisione di attribuire il territorio interessato
alla zona edificabile. La conoscenza, in particolare, del genere e del grado di
pericolo che incombono sul territorio interessato costituisce difatti un
imprescindibile elemento di valutazione, di cui l'autorità di pianificazione deve
disporre onde poter compiutamente determinarsi in merito all'idoneità
all'edificazione dello stesso e, di conseguenza, alla sua attribuzione alla
zona fabbricabile. Tale assegnazione può peraltro implicare, quale indispensabile
requisito per riconoscere l'idoneità all'edificazione, l'esecuzione di opere di
premunizione e risanamento. Queste opere devono già essere adeguatamente pianificate,
per quanto possibile, in sede di piano regolatore, non solo in vista di una loro
tempestiva e razionale realizzazione, la quale presuppone anche la definizione
dell'ente pubblico incaricato della stessa, ma anche perché i relativi oneri
per il comune rientrano nei costi delle opere contemplate dal piano regolatore
giusta l'art. 30 LALPT e devono, di conseguenza, essere ricompresi nel
programma di realizzazione previsto dalla medesima norma; non dev'essere
inoltre escluso, in queste previsioni, l'esame della possibilità di recupero di
parte delle spese presso i proprietari interessati tramite l'imposizione di
contributi di miglioria.

 

                                         La
legislazione cantonale istituisce una procedura specifica per accertare compiutamente
i pericoli naturali cui è rispettivamente può essere esposto il territorio: quella
di adozione del PZP. Questa procedura fornisce all'ente pianificante le informazioni
necessarie onde poter predisporre un'utilizzazione del territorio rispettosa
della protezione delle persone e dei beni materiali, senza dover far fronte a
costosi interventi di premunizione e risanamento, rispettivamente, dove
necessario, serve quale base per il disciplinamento di tali interventi (art. 3
cpv. 1 LTPN). Essa assicura inoltre la partecipazione della popolazione e la
tutela dei diritti dei proprietari interessati. In concreto lo svolgimento di
questa procedura, anticipato nell'esame preliminare dell'11 settembre 1996, non
ha avuto luogo prima che il consiglio comunale di __________ decidesse di
estendere la zona residenziale in località __________, malgrado fosse noto che
quest'ultima località era esposta a pericolo di caduta di sassi e crollo di
rocce; circostanza peraltro chiaramente attestata dagli stessi piani delle zone
e del paesaggio, sui quali erano state riportate le zone di pericolo definite dall'__________
(in sede di esame preliminare) in applicazione dell'art. 28 cpv. 2 lett. l
LALPT. Di conseguenza, nemmeno la determinazione dell'autorità di pianificazione
ha tenuto in considerazione, in quest'ambito, la necessità di dover realizzare
delle opere di premunizione: opere che, giusta la documentazione messa a disposizione
dal municipio, sono frattanto state realizzate direttamente su incarico del comune
(dicembre 2002).

 

                                         5.3.
Ferme queste fondamentali carenze a ragione il Consiglio di Stato non poteva
approvare l'assegnazione al territorio edificabile delle aree interessate. Già
per questo motivo la domanda formulata dai ricorrenti in via subordinata, volta
alla conferma della zona edificabile decisa dal consiglio comunale di
__________, non può essere accolta. Vista tuttavia la chiara intenzione del
consiglio comunale di estendere la zona fabbricabile in località __________, il
Governo non poteva però nemmeno imporre al comune, come unica soluzione,
l'adozione di una variante che proponesse una nuova funzione per il territorio
interessato dalla non approvazione ed aggiornare i piani quo alle zone di
pericolo conformemente alla carta aggiornata allestita dall'__________.
Tantomeno nell'imminenza dell'esecuzione, da parte del comune, delle opere di
premunizione che questo riteneva necessarie, sulla scorta di studi allestiti da
tecnici di sua fiducia: opere che, come detto, sono frattanto già state
realizzate. Valutando questi documenti con l'aiuto dei suoi servizi specialistici
il Governo avrebbe infatti dovuto esaminare, in primo luogo, se non fosse
possibile, per il comune, di proporre una variante del piano regolatore volta
ad assegnare effettivamente i terreni interessati alla zona residenziale, dopo
aver esperito la procedura di adozione del PZP e, se del caso, di quella di
pianificazione rispettivamente realizzazione delle opere di premunizione indispensabili.
La variante imposta dal Governo poteva entrare in linea di conto, a questo
punto, solo a titolo alternativo e subordinato, ovvero nell'ipotesi in cui -
dopo gli opportuni accertamenti dei pericoli esperiti nelle forme prescritte e
malgrado i lavori di premunizione eseguiti ed eventualmente ancora da eseguire
- non potesse essere adempiuto il requisito dell'idoneità all'edificazione del
territorio interessato; riservata la decisione del comune di rinunciare a riproporre
il controverso ampliamento della zona residenziale. Per questo motivo la
domanda principale formulata dai ricorrenti dev'essere accolta, quantomeno parzialmente.
La risoluzione del Consiglio di Stato deve pertanto essere annullata nella misura
in cui impone al comune l'adozione di una variante che proponga una nuova
funzione per il territorio interessato dalla non approvazione dell'ampliamento
della zona residenziale in località __________. Gli atti vengono retrocessi al
Consiglio di Stato affinché, in primo luogo, evada il gravame dei ricorsi
__________, __________ e __________ dopo aver offerto ai ricorrenti la
possibilità di prendere posizione sugli stessi, sottoponga ai medesimi, per
osservazioni, i documenti allestiti posteriormente alla pubblicazione del piano
regolatore, che esso intende porre a fondamento della sua decisione, ed infine
si determini nuovamente sull'approvazione del controverso ampliamento della
zona edificabile conformemente a quanto appena illustrato.

 

 

                                   6.   Il
Tribunale rinuncia al prelievo di una tassa di giudizio (art. 28 PAmm). Lo
Stato non può tuttavia sottrarsi alla rifusione, a favore dei ricorrenti, di
ripetibili, commisurate all'esito del gravame (art. 31 PAmm).

 

 

Per questi motivi,

visti gli articoli di legge applicabili alla
fattispecie,

 

 

dichiara e pronuncia

 

                                   1.   I
ricorsi sono parzialmente accolti.

                                         §
La risoluzione 30 gennaio 2002 (n. __________) con cui il Consiglio di Stato ha
approvato il piano regolatore del comune di __________ è annullata nella misura
in cui non approva l'attribuzione alla zona edificabile dei mapp. __________,
__________, __________, __________, __________, __________, __________e impone
al comune l'adozione di una variante che proponga una nuova funzione per il
territorio interessato dalla non approvazione;

 

                                         §§
Gli atti sono retrocessi al Consiglio di Stato per una nuova decisione conformemente
a quanto stabilito al consid. 5.3.

 

2.Non si preleva una tassa di giudizio. Lo
Stato è tenuto a rifondere ai ricorrenti fr. 1'500.-- per ripetibili
complessivamente

 

	
                                      3.   Intimazione
  a:

  	
  -        
  arch. __________
  __________, ____________________

        __________ __________,
  ____________________

        Amalia __________ e __________
  __________, 

        ____________________

        __________ __________, __________ __________ e 

       __________ __________ __________,
  ____________________

        rappr. da: avv. __________ __________, __________ 

        __________– Via __________
  ____________________, ____________________; 

  	 

	
   

  	
  -        
  __________
  __________, ____________________;

  -        
  __________
  __________ n. __________, __________, ____________________;

  -        
  __________
  __________, __________ e __________ ____________________;

  -        
  Municipio di
  _______,
  ____________________;

  -        
  Divisione della
  pianificazione territoriale,
  _____ _. _______ __, ______ _______;

  -        
  Consiglio di Stato, Residenza governativa, ____
  ____________.

  

 

Tribunale della pianificazione del territorio                                                 

Il presidente                                                           Il
segretario