# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 3451fb64-e513-570a-a026-2cfd9e849897
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2010-11-03
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 03.11.2010 D-3714/2010
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_D-3714-2010_2010-11-03.pdf

## Full Text

Corte IV
D-3714/2010
{T 0/2}

S e n t e n z a  d e l  3  n o v e m b r e  2 0 1 0

Giudici Pietro Angeli-Busi (presidente del collegio), 
Bendicht Tellenbach, Robert Galliker, 
cancelliera Lydia Lazar Köhli.

A._______, nato il (...),
Vietnam,
ricorrente,

contro

Ufficio federale della migrazione (UFM),
Quellenweg 6, 3003 Berna,
autorità inferiore.

Revoca dell'asilo;
decisione dell'UFM del 23 aprile 2010 / N (...).

B u n d e s v e r w a l t u n g s g e r i c h t

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i f  f é d é r a l

T r i b u n a l e  a m m i n i s t r a t i v o  f e d e r a l e

T r i b u n a l  a d m i n i s t r a t i v  f e d e r a l

Composizione

Parti

Oggetto

D-3714/2010

Fatti:

A.
L'interessato, cittadino vietnamita, ha inoltrato una domanda d'asilo in 
Svizzera  in  data  29  settembre  1990.  Con  decisione  del 
7 febbraio 1991, l'allora Ufficio federale dei rifugiati  (attualmente e di 
seguito: UFM) gli  ha riconosciuto la qualità di  rifugiato ed accordato 
asilo in Svizzera. 

B.
Tramite decreto d'accusa (di  seguito: DA) della Procura pubblica (...) 
(di  seguito:  PP)  del  5  luglio  1996,  cresciuto  in  giudicato  il  22 luglio 
1996, l'interessato è stato ritenuto colpevole di furto di poca entità e 
condannato  alla  pena  di  cinque  giorni  di  arresto,  sospesa 
condizionalmente per un periodo di prova di un anno. 

C.
Tramite  DA  emesso  dall'"Amtsstatthalteramt"  di  B._______  in  data 
21 agosto 1996 e cresciuto in giudicato il 7 ottobre 1996, l'interessato 
è  stato  ritenuto  colpevole  di  furto  di  poca  entità  e  condannato  al 
pagamento di una multa di CHF 300.-.

D.
Il  20  marzo  1997  l'interessato  è  stato  messo  a  beneficio  di  un 
permesso di dimora tipo C. 

E.
In data 11 aprile 1997, l'allora Sezione degli stranieri del Canton Ticino 
ha ammonito l'interessato che,  in  caso di  recidiva o comportamento 
scorretto  da  parte  sua,  l'avrebbe  sanzionato  con  misure 
amministrative, quali l'espulsione dalla Svizzera. 

F.
Tramite  DA  della  PP  del  21  aprile  1997,  cresciuto  in  giudicato  il  
7 maggio 1997, l'interessato è stato ritenuto colpevole di furto di poca 
entità e condannato al pagamento di una multa di CHF 200.-.

G.
Con sentenza del 27 gennaio 2009, l'interessato è stato riconosciuto 
colpevole  di  violenza  carnale  nei  confronti  della  moglie  dalla  Corte 
delle  assise  correzionali  di  C._______  e  condannato  ad  una  pena 

Pagina 2

D-3714/2010

detentiva  di  due  anni,  sospesa  condizionalmente  per  un  periodo  di 
prova di cinque anni. 

H.

H.a Il 16 marzo 2010, l'UFM ha annunciato all'interessato l'intenzione 
di  revocare  l'asilo  pronunciato  a  suo  favore. Detto  Ufficio,  infatti, 
basandosi  sulla  condanna del  27 gennaio  2009 e  la  pena detentiva 
comminata (cfr. punto G), ha considerato che egli avrebbe commesso 
reati particolarmente riprensibili ai sensi  dell'art. 63 cpv. 2 della legge 
sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), che giustificherebbero 
la  revoca  dell'asilo.  L'UFM  ha  pertanto  invitato  l'interessato  a 
determinarsi in merito.

H.b Tramite scritto del 30 marzo 2010, l'interessato ha presentato le 
proprie  osservazioni  in  merito  alla  revoca  dell'asilo  prospettatagli 
dall'autorità di prime cure. In sostanza, citando le norme della LAsi e la 
giurisprudenza  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia 
d'asilo relative alla revoca dell'asilo, ha sottolineato come la nozione di 
reati  particolarmente  riprensibili  presupporrebbe  un'indegnità 
qualificata  e,  quindi,  la  perpetrazione  di  un  reato  più  grave  del 
semplice  atto  riprensibile  ostativo  alla  concessione  dell'asilo  di  cui 
all'art. 53 LAsi. Benché non contesti il reato di violenza carnale da lui  
commesso nei confronti della moglie e considerato che, a suo dire, il  
diritto degli  stranieri  (art. 62 cpv. 1 lett. b [recte: art. 62 lett. b]  della 
Legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 [RS 142.20, LStr]) 
prevede  la  revoca  del  permesso  di  domicilio  in  presenza  di  una 
condanna ad una pena detentiva superiore ai due anni,  l'interessato 
ha ritenuto che un'eventuale revoca dell'asilo per coloro che godono di  
una protezione internazionale quale il riconoscimento della qualità di 
rifugiato e la concessione dell'asilo dovrebbe avvenire in presenza di 
sanzioni più pesanti rispetto a quelle previste dalla LStr per persone 
che  non  necessitano  di  alcuna  protezione  internazionale.  Inoltre,  la 
pena a cui è stato condannato sarebbe di poco superiore al  minimo 
della  sanzione  prevista  dal  Codice  penale  svizzero  per  il  reato  di 
violenza  carnale  e,  altresì,  sospesa  condizionalmente,  cosa  che 
indicherebbe  che  il  giudice  avrebbe  tenuto  conto  di  determinate 
circostanze  a  suo  favore,  quali,  ad  esempio,  il  fatto  che  fosse 
incensurato.  Pertanto,  la  misura  prospettata  di  revoca  dell'asilo 
sarebbe, nel suo caso, particolarmente sproporzionata.

Pagina 3

D-3714/2010

H.c Tramite  decisione  del  23  aprile  2010,  l'UFM ha  revocato  l'asilo 
all'interessato  giusta  l'art.  63  cpv. 2  LAsi.  Detto  Ufficio  ha dapprima 
ritenuto  che  la  giurisprudenza  definirebbe  quali  atti  particolarmente 
riprensibili ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 LAsi quei reati corrispondenti alla 
nozione  di  crimine  sancita  dall'art.  10  cpv.  2  del  Codice  penale 
svizzero del 21 dicembre 1937 (CP, RS 311) e punibili con una pena 
importante.  Rinviando  alla  Giurisprudenza  ed  informazioni  della 
Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  (GICRA) 2003 
n. 11,  ha  altresì  sostenuto  che  per  la  definizione  di  un  reato  come 
particolarmente  riprensibile  sarebbe  determinante  la  pena  prevista 
dalla  legge e non quella  pronunciata nel  caso concreto. Essendo la 
pena prevista per il reato di violenza carnale la detenzione da uno a 
dieci anni, la stessa sarebbe da considerarsi importante, ragione per 
cui  il  reato  commesso  dall'interessato  sarebbe  particolarmente 
riprensibile ai sensi dell'art. 63 cpv. 2 LAsi.

I.
In data 25 maggio 2010, l'interessato ha interposto ricorso dinanzi al 
Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  contro  la 
decisione  dell'UFM del  23 aprile 2010,  chiedendo  l'annullamento  del 
provvedimento  litigioso  e  l'esenzione  dal  pagamento  delle  spese 
processuali e del relativo anticipo. Egli ha dapprima considerato che la 
nozione  di  reati  particolarmente  riprensibili  presupporrebbe,  per 
giurisprudenza consolidata, la perpetrazione di un reato più grave del  
semplice  atto  riprensibile  di  cui  all'art.  53  LAsi  e  che  la  misura  di 
revoca  dell'asilo  dovrebbe  essere  rispettosa  del  principio  della 
proporzionalità. Pur non volendo minimizzare il suo comportamento e 
non negando la spregevolezza dell'atto commesso nei confronti della 
moglie, l'insorgente ha sottolineato come la sanzione comminata nel 
suo  caso  non  parrebbe  particolarmente  severa,  se  relazionata  al 
massimo della pena prevista dal CP per il reato commesso, tantopiù 
che sarebbe stata sospesa condizionalmente per un periodo di prova 
di cinque anni. Inoltre, i precedenti penali che lo riguano risalirebbero 
a  quattordici  anni  or  sono,  non  permetterebbero  di  considerarlo  un 
delinquente solito a commettere reati, ma, soprattutto, non sarebbero 
gravi a tal punto da condurre, unitamente al reato di stupro, alla revoca 
dell'asilo.  La  misura  di  revoca  dell'asilo  ordinata  dall'UFM  sarebbe 
pertanto sproporzionata. 

J.
Tramite  decisione  incidentale  del  4  giugno  2010,  il  Tribunale  ha 

Pagina 4

D-3714/2010

esonerato il ricorrente, ritenuta la sussistenza di motivi particolari, dal 
pagamento di un anticipo a copertura delle spese processuali ed ha,  
nel contempo, invitato l'autorità inferiore ad esprimersi sul ricorso. 

K.
Tramite scritto del 9 giugno 2010, l'UFM ha ritenuto che il memoriale di 
ricorso  non  conterrebbe  elementi  o  mezzi  di  prova  suscettibili  di 
modificare le sue conclusioni ed ha, pertanto, rinviato ai considerandi  
del provvedimento impugnato e proposto la reiezione del gravame.

Diritto:

1.
Il Tribunale giudica definitivamente i ricorsi contro le decisioni ai sensi 
dell'art.  5  della  legge  federale  sulla  procedura  amministrativa  del 
20 dicembre 1968 (PA, RS 172.021), rese dall'UFM in materia d'asilo 
(art. 31  e  art.  33  lett.  d  della  legge  sul  Tribunale  amministrativo 
federale  del  17 giugno 2005 [LTAF, RS 173.32]  e  art. 83  lett. d  n. 1 
della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno  2005  [LTF, 
RS 173.110]), nella misura in cui una delle eccezioni di inammissibilità 
previste all'art. 32 LTAF non sia applicabile.

2.
V'è motivo d’entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni 
d'ammissibilità di cui agli artt. 108 cpv. 1 LAsi e 48 cpv. 1 e 52 PA.

3.

3.1 Giusta  l'art.  33a  cpv.  2  PA,  nei  procedimenti  su  ricorso  è 
determinante la lingua della decisione impugnata. Se le parti utilizzano 
un'altra lingua, il procedimento può svolgersi in tale lingua.

3.2 Nel  caso  concreto,  la  decisione  impugnata  è  stata  resa  in 
francese, ma il  ricorso è stato presentato in italiano, di  modo che la 
presente sentenza è redatta in italiano. 

4.
Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale, 
l'accertamento dei fatti  e l'inadeguatezza senza essere vincolato dai 
motivi  invocati  dalle  parti  (art.  62  cpv. 4  PA) o  dai  considerandi  del 
provvedimento  litigioso  (v. Sentenza  del  Tribunale  D-4917/2006  del 
12 luglio 2007 consid. 3). 

Pagina 5

D-3714/2010

5.

5.1

5.1.1 A  titolo  preliminare,  è  d'uopo  rilevare  che  i  reati  di  cui 
l'insorgente  è  stato  l'autore  prima  dell'entrata  in  vigore  della  nuova 
LAsi il 1° ottobre 1999 (trattasi in concreto dei tre reati commessi dal  
luglio  1996  al  maggio  1997)  non  sono  in  ogni  caso  rilevanti  per 
giustificare  la  revoca  dell'asilo  giusta  l'art.  63  cpv. 2  LAsi.  Essendo 
infatti  la  commissione  di  reati  particolarmente  riprensibili  un  nuovo 
motivo  di  revoca  dell'asilo,  la  revoca  a  causa  di  un  reato  avvenuto 
prima  dell'entrata  in  vigore  della  nuova  LAsi  è  inammissibile, 
mancando una disposizione transitoria in tal senso (cfr. Decisione del 
Tribunale  amministrativo  federale  svizzero  [DTAF] 2009/3  consid. 3). 
Per  la  presente  procedura  di  revoca  dell'asilo  fa  dunque  stato 
unicamente  il  reato  di  cui  si  è  reso  colpevole  il  ricorrente  a  partire  
dall'entrata in vigore della nuova LAsi fino ad oggi, vale a dire il reato  
di stupro perpetrato il 13 aprile 2007.

5.1.2 Sono  da  qualificarsi  come  atti  riprensibili  che  comportano 
l'indegnità  all'asilo  giusta  l'art.  53  LAsi,  di  norma  quegli  atti  che 
corrispondono alla definizione astratta di "crimini" prevista dal codice 
penale  (cfr. GICRA  2003  n.  11  consid.  7;  WALTER STÖCKLI,  Asyl,  in: 
Uebersax/Rudin/Hugi  Yar/Geiser  [ed.],  Ausländerrecht, 
Basilea/Ginevra/Monaco  2009,  n. 11.51).  Giusta  l'art.  9  cpv.  1  del 
Codice  penale  svizzero  del  21 dicembre  1937  nella  versione 
antecedente il  1° gennaio 2007 (RU 54 799, di  seguito: vCP), erano 
considerati crimini gli atti per i quali la legge prevedeva la reclusione.  
Quest'ultima era definita dall'art. 35 vCP come la più grave delle pene 
privative della libertà, di una durata minima di un anno e massima di  
20 anni o di  carattere perpetuo nelle ipotesi previste espressamente 
dalla legge. Giusta l'art. 10 CP sono invece qualificati  come crimini  i 
reati per i quali è prevista una pena detentiva di oltre tre anni (cpv. 2). 
Sono delitti invece i reati per cui è prevista una pena detentiva sino a 
tre  anni  o  una  pena  pecuniaria  (cpv.  3).  La  differenziazione  tra 
reclusione e detenzione, come prevista dal vCP, è stata abolita. Non 
essendoci indizi per cui il legislatore abbia voluto – con la ridefinizione 
del  concetto  di  "crimine"  –  ridefinire  indirettamente  anche il  termine 
"riprensibile" utilizzato agli artt. 53 e 63 cpv. 2 LAsi, non vi è motivo di  
rinunciare  a  mettere  in  relazione  il  concetto  di  atti  riprensibili  con 
quello di crimine di cui all'art. 10 CP. Ne deriva che sono (tuttora) da 

Pagina 6

D-3714/2010

qualificare come atti riprensibili ai sensi dell'art. 53 LAsi quegli atti per 
i  quali  la  legge  prevede  una  pena  detentiva  di  oltre  tre  anni 
(cfr. Sentenza del Tribunale D-975/2007 del 24 marzo 2009 consid. 4.3 
in fine). 

Giusta  l'art.  63  cpv. 2  LAsi,  l'UFM revoca  l'asilo  al  rifugiato  che  ha 
attentato  alla  sicurezza  interna  o  esterna  della  Svizzera,  la 
compromette  o  ha  commesso  reati  particolarmente  riprensibili. 
La revoca dell'asilo secondo l'art. 63 cpv. 2 LAsi presuppone, secondo 
la  giurisprudenza,  un'indegnità  all'asilo  qualificata,  segnatamente  la 
perpetrazione di un reato più grave del semplice atto riprensibile di cui 
all'art. 53 LAsi, ostativo alla concessione dell'asilo. Per essere definito 
particolarmente  riprensibile,  il  reato  deve,  in  altre  parole,  essere 
comminato  di  una pena considerevole e caratterizzato  da una certa 
intensità.  Secondo  la  giurisprudenza,  l'autorità  che  revoca  l'asilo  ai 
sensi  dell'art. 63  cpv.  2  LAsi  deve  rispettare  il  principio  della 
proporzionalità. Secondo tale principio, tra la misura restrittiva decisa 
dall'autorità  (in  casu  la  revoca  dell'asilo)  e  gli  interessi  pubblici 
perseguiti tramite tale misura deve sussistere un rapporto di equilibrio: 
in  altre  parole,  la  misura  restrittiva  ordinata  dall'autorità  non  deve 
risultare  sproporzionata  rispetto  alla  portata  dell'interesse  pubblico 
perseguito (cfr. GICRA 2003 n. 11 consid. 7).

5.2

5.2.1 Nel  caso  in  disamina,  la  motivazione  dell'UFM  è  da  ritenersi 
carente sotto due punti di vista.

Inanzitutto,  l'argomento  dell'istanza  di  prime  cure  secondo  cui 
"Déterminante  pour  l'identification  d'un  crime  comme  étant  de 
caractère  particulièrement  répréhensibles est  la menace de sanction 
prévue  par  la  loi  et  non  pas  la  sanction  prononcée  dans  le  cas 
particulier"  misconosce  che  –  al  fine  di  definire  un  reato  come 
particolarmente riprensibile  ai  sensi  dell'art. 63 cpv. 2 LAsi  – non fa 
stato unicamente  la  pena comminata  per  lo  stesso nel  CP (che,  ad 
ogni modo, come visto sopra e ai sensi dell'art. 53 LAsi, deve essere 
superiore ai tre anni), bensì la sua intensità, la quale, a sua volta, è da 
valutare  segnatamente  in  base  alla  pena  inflitta  dall'autorità 
giudiziaria. Difatti, l'UFM si è limitato a constatare che il reato di stupro 
è  sanzionato  dal  CP  con  una  pena  detentiva  di  uno  a  dieci  anni,  
concludendo alla  revoca dell'asilo,  senza confrontarsi  in  alcun modo 
con le particolarità  del  caso concreto, quali  la pena comminata e la 

Pagina 7

D-3714/2010

natura del reato e, pertanto, senza motivare in quale misura il reato in 
questione  andrebbe  oltre  al  "semplice"  reato  riprensibile  ai  sensi 
dell'art. 53 LAsi. 

In  ogni  caso,  in  presenza  di  un  reato  ritenuto  particolarmente 
riprensibile secondo i criteri testé menzionati, la misura di revoca deve 
essere ponderata di  caso in caso e risultare proporzionata a quanto 
l'autorità  intende  perseguire  con  la  stessa.  Tuttavia,  dalla  decisione 
impugnata  non  emerge  che  l'autorità  inferiore  si  sia  in  alcun  modo 
confrontata con tale aspetto. 

5.2.2 Ad ogni modo, il  Tribunale reputa la misura di  revoca dell'asilo 
come non giustificata nella  fattispecie. Infatti,  se da un lato, la pena 
prevista per il reato di stupro è di minimo un anno fino ad un massimo 
di dieci anni di detenzione (cfr. art. 190 cpv. 1 CP), ragione per cui il  
reato perpetrato dall'insorgente è da qualificarsi  come riprensibile  ai 
sensi  dell'art.  53  LAsi,  dall'altro  lato,  sebbene  detta  sanzione  sia, 
senz'ombra  di  dubbio,  considerevole,  la  pena  inflitta  al  ricorrente 
dall'autorità giudiziaria non rappresenta una sanzione particolarmente 
severa: difatti, è stata fissata a due anni di carcere, che corrispondono 
a meno di un quarto della pena detentiva massima prevista. Inoltre, la 
medesima è stata – seppur per un periodo di prova non trascurabile di 
cinque anni – sospesa condizionalmente. A ciò si aggiunge il fatto che,  
dal  1999  fino  ad  oggi,  l'insorgente  ha  compiuto  un  unico  reato 
penalmente  rilevante,  il  quale,  sebbene  deplorevole,  è  rimasto 
confinato  alle  mure  domestiche,  senza  che  altre  persone,  oltre  la 
moglie,  siano  state  messe  in  pericolo  in  qualche  maniera.  L'atto 
compiuto  dal  ricorrente,  pertanto,  non  si  distingue  per  la  sua 
particolare  intensità.  In  considerazione  di  ciò,  lo  stesso  non  può 
essere  considerato  particolarmente  riprensibile  ai  sensi  dell'art.  63 
cpv. 2 LAsi. 

5.2.3 Ne discende che l'autorità inferiore ha a torto revocato l'asilo al 
ricorrente. Il  ricorso è accolto e la decisione impugnata dell'UFM del 
23 aprile 2010 è annullata. 

6.
Visto  l'esito  della  procedura,  si  prescinde  dal  prelievo  di  spese 
processuali  (art.  63  PA),  ragione  per  cui  la  domanda  di  assistenza 
giudiziaria del ricorrente è divenuta senza oggetto.

Pagina 8

D-3714/2010

7.
Ritenuto che il ricorrente è difeso in questa sede da un mandatario, si  
giustifica altresì l'attribuzione di un'indennità a titolo di spese ripetibili  
(art. 64 PA e art. 7 segg. del  regolamento sulle tasse e sulle  spese 
ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  
21 febbraio  2008 [TS-TAF, RS 173.320.2]). La  stessa,  in  assenza di 
una nota dettagliata, è fissata d'ufficio ex aequo et bono in CHF 200.-, 
conto tenuto del lavoro effettivo ed utile svolto dal rappresentante del  
ricorrente (art. 14 cpv. 2 TS-TAF). 

(dispositivo alla pagina seguente)

Pagina 9

D-3714/2010

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale 
pronuncia:

1.
Il ricorso è accolto e la decisione impugnata annullata.

2.
Non si prelevano spese processuali. 

3.
Al  ricorrente  è  assegnata  un'indennità  a  titolo  di  spese  ripetibili  di  
CHF 200.-.

4.
Comunicazione a:

- patrocinatore del ricorrente (plico raccomandato)
- autorità inferiore, con allegato l'incarto N (...) (per corriere interno; 

in copia) 
- D._______ (in copia)

Il presidente del collegio: La cancelliera:

Pietro Angeli-Busi Lydia Lazar Köhli

Data di spedizione: 

Pagina 10