# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 0f765099-9ec6-5058-a299-2d67c8a47a56
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2007-01-24
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 24.01.2007 52.2006.412
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2006-412_2007-01-24.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2006.412

   

  	
  Lugano

  24 gennaio
  2007

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Lorenzo Anastasi, presidente,

  Stefano Bernasconi e Matteo Cassina

  

 

	
  segretario:

  	
  Thierry Romanzini, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 14 dicembre 2006 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

  rappr. dal RA 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 28 novembre 2006 (n. 5911) del
  Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente
  avverso la decisione 18 ottobre 2006 del Dipartimento delle istituzioni, Sezione
  dei permessi e dell’immigrazione, in materia di revoca di un permesso di
  dimora CE/AELS;

  

 

 

viste le risposte:

-    19 dicembre 2006 del
Dipartimento delle istituzioni,

-      9 gennaio 2007 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   Il
cittadino italiano RI 1 (1960) è entrato in Svizzera il 2 aprile 2001 per
lavorare come infermiere qualificato presso l'ospedale regionale di __________
e, dal 27 agosto successivo, presso la Casa di riposo __________ a __________,
ottenendo a tale scopo un permesso di dimora annuale trasformato, nel 2003, in
un permesso di dimora CE/AELS valido fino al 1° aprile 2008.

La moglie __________ (1967) e i figli __________
(1997), __________ (2003) e __________ (2004) risiedono in Italia, a M__________
(prov. di __________).

Il ricorrente ha alloggiato inizialmente a __________,
in seguito a __________. Nel novembre 2001, egli ha notificato il proprio arrivo
ad A__________.

 

 

                                  B.   a. Il 22
febbraio 2006, RI 1 ha chiesto alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione
del Dipartimento delle istituzioni di essere posto al beneficio di un permesso
di domicilio. Il 30 aprile successivo egli ha notificato la propria partenza
dal comune di A__________ alla volta di __________.

Interrogato il 23 giugno 2006 in merito al
suo soggiorno in Svizzera, il ricorrente ha dichiarato che la residenza di A__________
era fittizia e che abitava in realtà presso i suoi famigliari in Italia, entrando
in Svizzera solo per lavorare.

 

b. Fondandosi sulle premesse emergenze, il
18 ottobre 2006 il dipartimento ha revocato il permesso di dimora CE/AELS a RI
1 e gli ha fissato un termine con scadenza il 30 novembre successivo per
lasciare il territorio elvetico.

La decisione è stata resa sulla base della
LDDS, dell'ODDS e dell'art. 24 cpv. 6 Allegato I ALC.

 

 

                                  C.   Con
giudizio 28 novembre 2006 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,
respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1.

L'Esecutivo cantonale ha posto in evidenza
il fatto che dinnanzi alla polizia l'interessato ha ammesso che la sua
residenza in Svizzera era fittizia. Non ha pertanto ritenuto credibile l'argomento,
addotto peraltro solo in sede ricorsuale, secondo cui dal 2001 egli soggiornava
dalla sua amante a __________.

 

 

                                  D.   Contro la
predetta pronunzia governativa, RI 1 insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio di un'autorizzazione
di domicilio. In via del tutto subordinata, chiede di poter conservare il permesso
di dimora.

Il ricorrente lamenta innanzitutto il fatto che
il dipartimento gli ha revocato il permesso e il Consiglio di Stato ha
confermato tale provvedimento sulla base di leggi diverse (l'ALC
rispettivamente la LDDS e l'ODDS). Pone in rilievo di non avere mai violato l'ordine
pubblico elvetico e che non vi sarebbero pertanto i motivi per allontanarlo
dalla Svizzera sulla base dell'ALC. Sostiene inoltre di avere sempre risieduto presso
l'amante a __________ e di non essere mai stato assente dalla Svizzera se non
per rendere visita ai figli residenti a M__________. Di conseguenza, nemmeno le
condizioni del diritto interno (perdita di validità del permesso dopo un
soggiorno all'estero di oltre sei mesi) sarebbero adempiute.

Ritiene in ogni caso il provvedimento
adottato nei suoi confronti contrario al principio della proporzionalità e chiede
che sia concesso in via cautelare l'effetto sospensivo al gravame, affinché
possa continuare a svolgere la propria attività lucrativa.

 

 

                                  E.   All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con
argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   1.1. In
materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con un ricorso ordinario al Tribunale federale (art. 10 lett. a
LALPS).

 

1.2. Il ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale non è, di principio, ammissibile contro le
decisioni concernenti i permessi di dimora o di domicilio, salvo laddove un diritto
all'ottenimento di simili permessi si fonda su una disposizione particolare del
diritto federale o di un trattato internazionale (art. 83 lett. c n. 2 LTF, RS
173.110, in vigore dal 1° gennaio 2007; DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425
consid. 1 con rinvii).

 

1.3. L'accordo tra la Confederazione Svizzera
e la Comunità europea, nonché i suoi Stati membri, sulla libera circolazione
delle persone (ALC; RS 0.142.112.681), entrato in vigore il 1° giugno 2002 e
direttamente applicabile, si rivolge ai cittadini elvetici e a quelli degli
Stati facenti parte della Comunità europea e disciplina il loro diritto di
entrare, soggiornare, accedere a delle attività economiche e offrire la prestazione
di servizi negli Stati contraenti (art. 1 ALC), stabilendo norme che, in linea
di principio, derogano alle disposizioni di diritto interno (art. 1 LDDS nella
sua nuova versione in vigore dal 1° giugno 2002).

In linea di principio, RI 1 può prevalersi
del menzionato accordo bilaterale per poter ottenere una carta di soggiorno in
virtù delle disposizioni dell'ALC, in quanto è cittadino italiano e titolare di
un passaporto valido.

Pertanto, potendo la decisione impugnata
essere dedotta davanti al Tribunale federale mediante un ricorso in materia di
diritto pubblico, si deve concludere che la competenza di questo tribunale a
statuire sull'impugnativa inoltrata da RI 1 è data.

 

1.4. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e il giudizio può essere reso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

 

 

                                   2.   2.1. Secondo
l'art. 6 Allegato I cpv. 1 prima frase ALC, il lavoratore dipendente cittadino
di una parte contraente che occupa un impiego di durata uguale o superiore ad
un anno al servizio di un datore di lavoro dello Stato ospitante riceve una
carta di soggiorno della durata di almeno 5 anni a decorrere dalla data del rilascio,
automaticamente rinnovabile per almeno 5 anni.

L'insorgente sostiene che i diritti
conferiti dalle disposizioni dell'ALC possono essere limitati soltanto da
misure giustificate da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di
pubblica sanità, come sancisce l'art. 5 cpv. 1 Allegato I ALC.

Sennonché, egli dimentica che il
provvedimento qui impugnato verte sulla perdita di validità del suo permesso di
dimora CE/AELS in seguito a prolungato soggiorno all'estero. Ora, l'art. 6
Allegato I cpv. 5 ALC prevede che solo le interruzioni del soggiorno che non
superino 6 mesi consecutivi e le assenze motivate dall'assolvimento di obblighi
militari non infirmano la validità della carta di soggiorno. In questo senso, l'art.
23 OLCP (RS 142.203) dispone che i permessi di dimora CE/AELS possono essere
revocati o non essere prorogati se non sono più adempite le condizioni per il
loro rilascio. In siffatte circostanze, è pertanto possibile disporre misure di
allontanamento e di respingimento giusta le disposizioni della LDDS anche nei
confronti dei cittadini della CE (cfr. art. 24 OLCP; n. 12.2.1 e 12.2.4 delle "Istruzioni e commenti concernenti
l'introduzione graduale della libera circolazione delle persone tra la Confederazione Svizzera e
la Comunità europea e i suoi 25 Stati membri nonché i seguenti Stati membri dell'AELS:
Norvegia, Islanda e Principato del Liechtenstein", Istruzioni OLCP, emanate
dall'Ufficio federale della migrazione, stato al 1° aprile 2006).

Ai fini del presente giudizio il fatto che,
durante la sua presenza sul territorio elvetico, l'insorgente non abbia violato
l'ordine pubblico elvetico ai sensi dell'art. 5 Allegato I ALC, non è quindi di
alcuna rilevanza.

 

2.2. Giusta i combinati agli art. 9 cpv. 1
lett. c LDDS e 10 cpv. 4 ODDS, il permesso di dimora perde ogni validità - tra
l'altro - quando la dimora cessa di fatto perché lo straniero ha trasferito il
proprio centro d’interessi all’estero.

A differenza del caso di decadenza del
permesso di domicilio, il trasferimento all'estero della residenza effettiva ai
sensi dell'art. 9 cpv. 1 lett. c LDDS può essere ammesso anche per assenze
inferiori ai 6 mesi, se la polizia degli stranieri non è stata informata del
carattere provvisorio della partenza (Wurzburger, La
jurisprudence récente du Tribunal fédéral en matière de police des étrangers,
in: RDAF 53/1997, pag. 324; v. anche n. 333 delle
"Istruzioni e commenti concernenti l'entrata, la dimora e il domicilio
degli stranieri in Svizzera" emanate dall'Ufficio federale della migrazione,
stato al maggio 2006).

 

2.3. La LDDS e la relativa ordinanza di
esecuzione (ODDS) sono applicabili soltanto se l'ALC non dispone altrimenti e
la normativa interna prevede disposizioni più favorevoli (art. 1 lett. a LDDS).

Ritenuto che la normativa interna non
prevede delle norme più favorevoli di quelle disposte dall'ALC, ne consegue che
il presente caso va esaminato sotto il profilo dell'accordo settoriale in parola.

Giova inoltre ricordare che non vi è spazio
per una ponderazione degli interessi nell'ambito della perdita di validità di
un permesso di dimora in seguito a prolungato soggiorno all'estero.

 

 

                                   3.   3.1. Interrogato
il 23 giugno 2006 dalla polizia cantonale in merito al suo soggiorno in
Svizzera, RI 1 ha - tra l'altro - affermato:

"In data
02.04.2001 sono venuto in Svizzera da solo a lavorare come infermiere presso
l'ospedale di __________ e ho abitato a __________ sino al 31.07.2001. Dall'01.08.2001
all'11.11.2001 ho abitato a __________ in via __________ e lavoravo all'Ospedale
__________. Dal 12.11.2001 al 30.04.2006 ho abitato ad A__________, sempre da
solo e lavorando a __________ presso la Casa di riposo __________, ove lavoro
tuttora. Dall'01.05.2006 abito a __________ in via __________ presso la mia amica
di famiglia ____________________1967".

Sollecitato dall'agente interrogante sul
fatto che, a seguito di diversi controlli, risultava che ad A__________ non
aveva mai abitato e si era solo iscritto al controllo abitanti, il ricorrente
ha dichiarato:

"Sì è vero
confermo che ad A__________ era solo una residenza fittizia e di comodo. Effettivamente
io ho abitato regolarmente in Ticino, quando abitavo e lavoravo nel Sopraceneri.
Da quando ho iniziato a lavorare a __________, ho sempre abitato in Italia con
la mia famiglia a M__________ n via __________. Praticamente finito il lavoro
rientro in Italia alla sera e ritorno in Svizzera la mattina. Tengo però a
precisare questo sino al primo maggio 2006, quando mi sono iscritto all'UCA di __________
e ho una camera presso l'amica di famiglia __________ in via __________, qui mi
fermo almeno 3 o 4 giorni alla settimana, a seconda dei turni di lavoro.(...)".

 

3.2. Ora, alla luce di tale dichiarazione
risulta con tutta evidenza che dal 12 novembre 2001 al 30 aprile 2006 RI 1 ha soggiornato
presso la moglie e i figli in Italia ed entrava in Svizzera unicamente per svolgere
il proprio lavoro.

Invano egli tenta ora di confutare quanto
ammesso dinnanzi alla polizia, adducendo degli argomenti privi di consistenza. Il
ricorrente è una persona adulta e pure diplomata. Non è uno sprovveduto che
rilascia una dichiarazione di tale portata se non corrispondevano alla verità. In
occasione della sua audizione egli ha letto il verbale, l'ha confermato e l'ha
firmato senza nulla eccepire riguardo alle domande postegli dall'agente e alla
correttezza dell'interrogatorio. Di conseguenza, egli non può mettere ora in
discussione tali chiare ed inequivocabili dichiarazioni. Durante l'interrogatorio
egli ha pure precisato di recarsi a lavorare in Svizzera con la vettura di sua
moglie e di voler portare al più presto tutta la sua famiglia nel nostro
cantone al fine di risiedervi stabilmente con essa (pag. 2 e 3). Va anche
rilevato che durante il periodo preso in considerazione sono nati dall'unione
con la moglie i figli __________ (__________2003) e __________ (__________2004).

 

 

                                   4.   In esito
alle considerazioni che precedono, si deve dunque concludere che la decisione impugnata
non presta il fianco alle critiche sollevate dall'insorgente. In effetti, al
ricorrente è stato a suo tempo rilasciato un permesso di dimora al fine di
permettergli di soggiornare in maniera continua e regolare nel nostro paese, e non
solo per potervi lavorare alla stregua di un frontaliere.

Va rilevato che la decisione impugnata è
pure rispettosa della normativa interna applicabile alla fattispecie. Difatti,
se il provvedimento è giustificato dal profilo dell'art. 6 Allegato I ALC, lo è
ancora di più se esaminato dal punto di vista degli art. 9 cpv. 1 lett. c LDDS
e 10 cpv. 4 ODDS, ritenuto che l'interessato ha da sempre il centro dei propri
interessi in Italia.

La Sezione dei permessi e dell'immigrazione
e il Consiglio di Stato non hanno pertanto disatteso le disposizioni legali
richiamate, revocando il permesso di dimora CE/AELS a RI 1. In particolare, la
decisione censurata non procede da un esercizio abusivo del potere di
apprezzamento riservato all'autorità in ordine alla valutazione dell'adeguatezza
del provvedimento di revoca che ha adottato.

 

 

                                   5.   Ne
discende che il ricorso dev'essere respinto.

Con l'emanazione del presente giudizio, la
domanda di concedere in via cautelare l'effetto sospensivo al gravame, affinché
il ricorrente possa continuare a svolgere la propria attività lucrativa
pendente il ricorso, diviene priva di oggetto.

La tassa di giustizia e le spese seguono la
soccombenza (art. 28 PAmm).

 

Per questi motivi,

visti gli art. 1 ALC; 6 Allegato I ALC; 23 e 24 OLCP; 1,
1a, 9 cpv. 1 lett. c LDDS; 10 ODDS; 83 lett. c n. 2 LTF;
10 LALPS; 3, 18, 21, 28, 43, 46, 47, 60, 61 PAmm;

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

                                   2.   La tassa di
giustizia e le spese, per complessivi fr. 1'000.-, sono a carico del ricorrente.

 

                                   3.   Contro la presente
decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a
Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82. ss
LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto pubblico,
entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale
al Tribunale federale (art. 113 ss LTF).

	
   

                                      4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

   

  

 

	
  terzi implicati

  	
   

  1. CO 1 

  2. CO 2 

   

   

  

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario