# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** f27648f3-2b44-5ac3-9115-e99970f46df7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2009-09-08
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 08.09.2009 90.2007.124
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_90-2007-124_2009-09-08.html

## Full Text

Incarto n.

  90.2007.124

   

  	
  Lugano

  8 settembre
  2009

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Stefano Bernasconi, vicepresidente,

  Raffaello
  Balerna, Damiano Bozzini

  

 

	
  segretario:

  	
  Fulvio Campello, vicecancelliere

  

 

 

statuendo sul ricorso 2 ottobre 2007 di

 

 

	
   

  	
  RI 1 

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la risoluzione 10 luglio 2007 (n. 3571), con la
  quale il Consiglio di Stato ha approvato la revisione del piano regolatore di
  Claro;

  

 

 

viste le risposte:

-    4 gennaio 2008 della
Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità,

-    29 novembre 2007 del
municipio di Claro;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

A.     P__________ è proprietario dei mapp. 1'805, 1'088 e 1'042 in località Besenza (secondo la cartografia, Besenze secondo il registro fondiario) del
comune di Claro. Il primo mappale, inedificato, è una superficie prativa di 887
mq. Il mapp. 1'088 è invece così censito: A stalla, 88 mq, B tettoia 41 mq, c
prato 1'897 mq e d terreno annesso 3'547 mq. Il mapp. 1'042, che ha una superficie
complessiva di 1'042 mq, ospita una stalla di 102 mq e per il resto è inedificato.

 

 

B.     Nella seduta 24 novembre 2003, il consiglio comunale di Claro ha
adottato la revisione del piano regolatore. Per quanto qui interessa, i mappali
1'085 e 1'042 sono stati interamente assegnati alla zona residenziale estensiva
R2; stessa sorte è toccata alla parte est del mapp. 1'088 per una profondità di
40/45 m a partire dalla strada Al Piz da Crèe andando verso ovest; per il resto
questo fondo è stato assegnato alla zona agricola, con specifica SAC. Tutte le
particelle descritte sono inoltre completamente incluse nella zona di interesse
archeologico. I mappali non erano assegnati alla zona edificabile nel piano
regolatore precedente, approvato dal Governo nel 1976. 

 

 

C.    Il Consiglio di Stato ha approvato il piano regolatore il 10 luglio
2007; esso ha tuttavia negato l'approvazione a talune scelte, sospeso la
propria decisione in merito ad altre e modificato alcune d'ufficio. Per quanto
qui d'interesse, il Governo ha innanzitutto rilevato il forte
sovradimensionamento del piano regolatore del 1976: questo piano, tenuto conto
anche delle varianti nel frattempo approvate, permetteva l'insediamento di 4'600
abitanti, fronte a una popolazione che nel 2005 era di 2'370 abitanti. Per
questo motivo essenzialmente - oltre a ragioni paesaggistiche, urbanistiche,
naturalistiche e di tutela del territorio agricolo - l'Esecutivo cantonale non
ha approvato una serie di ampliamenti, rispetto al piano previgente, della zona
edificabile proposti dal comune. In particolare, non ha approvato la zona Besenza,
cui appartengono i fondi descritti di proprietà di P__________ (ris. impugnata,
pag. 25-26, pag. 138 e allegato 4), ordinando al comune di proporre una nuova
destinazione pianificatoria, attraverso l'elaborazione di una variante. 

 

 

D.    Con ricorso 2 ottobre 2007, RI 1 insorgono davanti al Tribunale
cantonale amministrativo, contestando la decisione del Governo di non approvare
la zona edificabile in corrispondenza dei mapp. 1'088 e 1'085. Essi chiedono
che almeno 700 mq vengano attribuiti alla zona fabbricabile, in modo da
permettere loro l'edificazione di un'abitazione. Inoltre ritengono che i
rustici sui mapp. 1'088 e 1'085 (in realtà, al mappale 1'085 non vi sono
edifici, mentre ve n'è uno al mapp. 1'042) siano degni di ricostruzione e non
solo di manutenzione, come sosterrebbe il comune. I ricorrenti ricordano, in
fine, che i mappali sono urbanizzati, confinando anche con la strada comunale, disponendo
dei necessari allacciamenti alle canalizzazioni e alla rete elettrica. 

 

 

E.     La Divisione dello sviluppo territoriale e della mobilità chiede che
il ricorso sia respinto; i motivi saranno, se necessario, riportati nel
seguito. Il municipio di Claro si limita a chiedere la conferma
dell'impostazione adottata dal consiglio comunale.

 

 

F.     Il 6 novembre 2008 ha avuto luogo l'udienza, sono stati visitati i
luoghi e scattate alcune fotografie, consegnate agli atti. L'istruttoria è
stata dichiarata chiusa e le parti hanno rinunciato a presentare delle
conclusioni. 

 

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

1.La competenza del Tribunale cantonale amministrativo e la tempestività
del gravame sono certe (art. 38 cpv. 1 legge cantonale di applicazione della
legge federale sulla pianificazione del territorio, del 23 maggio 1990; LALPT;
RL 7.1.1.1). 

1.1. Altrettanto sicura è la
legittimazione a ricorrere di P__________, proprietario
di fondi la cui situazione giuridica è stata modificata dal Governo (art. 38
cpv. 4 lett. c LALPT). Più dubbia risulta invece la qualità per agire di G__________.
Il Tribunale non ritiene necessario vagliarla nel dettaglio, siccome il ricorso
dev'essere comunque esaminato nel merito in quanto ricevibile almeno in
relazione al ricorrente P__________.

1.2. Nella misura in cui il ricorso fosse volto a ottenere una precisa
classificazione degli edifici rustici presenti sui mappali di proprietà di P__________,
il ricorso è invece irricevibile. Né il Governo, né il comune, si sono espressi
al riguardo nella presente procedura; una simile domanda appare dunque
prematura e dovrà semmai essere proposta nell'ambito della variante che il comune
deve elaborare per inserire gli edifici situati in zone che esso aveva adottato
come edificabili e che il Consiglio di Stato non ha approvato (cfr. ris. gov.
impugnata pag. 67 i.f. e pag. 138 § 5.2 lett. J). 

1.3. Con queste precisazioni il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, dev'essere
esaminato nel merito. 

 

 

2.2.1. In campo pianificatorio il comune ticinese fruisce di autonomia.
Questa non è, però, assoluta. Secondo l'art. 33 cpv. 3 lett. b della legge
federale sulla pianificazione del territorio, del 22 giugno 1979 (LPT; RS 700)
il diritto cantonale deve garantire il riesame completo del piano regolatore da
parte di almeno un'istanza di ricorso. Nel Cantone Ticino tale autorità è il
Consiglio di Stato (art. 37 cpv. 1 LALPT), che decide i ricorsi - e approva il
piano - con pieno potere cognitivo: questo significa controllo non solo della legalità
ma anche dell'opportunità delle scelte pianificatorie comunali. Le autorità
incaricate di compiti pianificatori badano tuttavia di lasciare alle autorità
loro subordinate il margine d'apprezzamento necessario per adempiere i loro
compiti (art. 2 cpv. 3 LPT). Il Consiglio di Stato non può dunque semplicemente
sostituire il proprio apprezzamento a quello del comune, ma deve rispettare il
diritto di questo di scegliere tra più soluzioni adeguate quella ritenuta più
appropriata, ragionevole od opportuna. Esso non può però limitarsi a intervenire
nei soli casi in cui la soluzione comunale non poggi su alcun criterio
oggettivo e sia manifestamente insostenibile. Deve al contrario rifiutare
l'approvazione di quelle soluzioni che disattendono i principi e gli scopi
pianificatori fondamentali del diritto federale o non danno loro sufficiente
attuazione, rispettivamente che non tengono adeguatamente conto della
pianificazione di livello cantonale, segnatamente dei dettami del piano
direttore (cfr. anche l'art. 26 cpv. 2 LPT). L'autorità governativa verificherà
segnatamente che sia stata effettuata in modo corretto la ponderazione globale
degli interessi richiesta dall'art. 3 dell'ordinanza sulla pianificazione del
territorio, del 28 giugno 2000 (OPT; RS 700.1; RDAT II-2001 n. 78 consid. 6b,
II-1999 n. 27 consid. 3). 

2.2. Il potere cognitivo del Tribunale cantonale amministrativo è invece
circoscritto alla violazione del diritto (art. 38 cpv. 2 LALPT; RDAT II-2001 n.
78 consid. 6c, II-1999 n. 27 consid. 3, II-1997 n. 23). Fanno eccezione - per
poter ossequiare l'art. 33 cpv. 3 lett. b LPT - i casi in cui il Tribunale
interviene quale unica autorità di ricorso a livello cantonale (DTF 114 Ib 81
consid. 3, 109 Ib 121 consid. 5; Bernhard Waldmann/Peter Hänni,
Handkommentar Raumplanungsgesetz, Berna 2006, n. 64 ad art. 33), segnatamente
quindi i casi in cui sono impugnati un diniego di approvazione rispettivamente
una modifica d'ufficio del piano regolatore disposti dal Consiglio di Stato.

 

 

3.RI 1 insorgono contro la mancata approvazione da parte del Governo
della zona edificabile in corrispondenza dei fondi di loro proprietà. 

3.1. I piani di utilizzazione - nel nostro Cantone
chiamati, a livello comunale, piani regolatori (art. 24 segg. LALPT) - disciplinano
l'uso ammissibile del suolo (art. 14 cpv. 1 LPT). Essi debbono delimitare in
primo luogo le zone edificabili, agricole e protette (art. 14 cpv. 2 LPT). Le
zone edificabili comprendono, secondo l'art. 15 LPT, i terreni idonei
all'edificazione che sono già stati edificati in larga misura (lett. a) e
quelli prevedibilmente necessari e urbanizzati entro quindici anni (lett. b).
Di massima un terreno che adempie queste esigenze dev'essere attribuito alla
zona edificabile a meno che, dopo una ponderazione globale degli interessi che
la legislazione sulla pianificazione del territorio tende a salvaguardare (cfr.
in particolare gli art. 1 e 3 LPT), debba essere incluso, parzialmente o
totalmente, nel territorio fuori della zona edificabile (RDAT I-2001 n. 49
consid. 3a). I criteri posti dall'art. 15 LPT per l'assegnazione di un terreno
alla zona edificabile hanno quindi una portata relativa e non un valore
assoluto. Essi rappresentano piuttosto dei principi generali della pianificazione
del territorio, dei punti di riferimento, che - ancorché soddisfatti - non
conducono necessariamente all'attribuzione del terreno interessato alla zona
fabbricabile (cfr. la giurisprudenza appena citata; inoltre Alexandre Flückiger, Commentario LPT n. 25-29 ad art. 15; Piermarco Zen-Ruffinen/Christine Guy-Ecabert,
Aménagement du territorie, construction, expropriation, Berna 2001, n. 314). 

3.2. Come appena visto, perché un fondo possa essere
attribuito alla zona fabbricabile occorre che ci si trovi, come condizione
minima, in una delle ipotesi previste dall'art. 15 LPT, ciò che non è il caso
per i mappali oggetto della presente procedura.

3.2.1. Innanzitutto non è possibile ritenere che questi fondi appartengano ai
terreni edificati in larga misura ai sensi restrittivi intesi dalla
giurisprudenza. Con terreni edificati in larga misura ai sensi dell'art. 15
lett. a LPT si intende infatti essenzialmente il territorio costruito in
maniera compatta, oltre eventualmente singole particelle inedificate al suo
interno, direttamente confinanti con la zona edificabile, in genere già edificate
e di superficie relativamente ridotta (RDAT I-2001 n. 49 consid. 3b; Flückiger, op.
cit., ad art. 15 n. 60; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert,
op. cit., n. 319). Ora, i fondi in questione sono ubicati a margine
della zona edificabile di Claro, chiaramente separati da questa dalla strada Al Piz da Crèe che costituisce un limite
coerente e ben percettibile nel territorio. Nemmeno giova, ai fini della
determinazione dell'appartenenza dei mappali in oggetto ai terreni edificati in
larga misura, la presenza di alcune costruzioni, a chiara connotazione rurale,
che non presentano le caratteristiche della zona residenziale, alla quale il
ricorso mira far attribuire i mappali in esame. Il sopralluogo ha permesso
infine di confermare quanto già emergeva dalla cartografia del piano: i mappali
appartengono chiaramente a un comparto agricolo, sostanzialmente inedificato,
che si snoda a ovest della citata strada. 

3.2.2. I mappali in esame non sono nemmeno necessari per lo sviluppo del comune
dei prossimi quindici anni (cfr. art. 15 lett. b LPT). La decisione di
approvazione, come visto, spiega esaurientemente che la zona edificabile di
Claro è sovradimensionata, aspetto che il ricorrente non mette in discussione e
che il Tribunale ha avuto modo di esaminare e confermare nell'ambito di un
ricorso che lo contestava. 

3.3. In definitiva, poiché nessuna delle condizioni alternative poste dall'art.
15 lett. a e lett. b LPT è adempiuta, la decisione del Governo che non approva
la zona edificabile in corrispondenza dei fondi oggetto della presente
procedura appare corretta e deve essere confermata. 

 

 

4.In
assenza dei requisiti legali, nemmeno una ponderazione globale degli interessi
(cfr. consid. 3.1.) permetterebbe di attribuire il territorio in questione alla
zona fabbricabile. Ma in ogni caso deve anzitutto essere rilevato l'interesse
generale a impedire la formazione di zone edificabili troppo
vaste (cfr. RDAT 1-2001 n. 49, consid. 3c). Inoltre, la circostanza,
asserita dai ricorrenti, secondo i quali le particelle sarebbero urbanizzate, non
è decisiva e non conferisce un diritto alla loro attribuzione alla zona edificabile
(DTF 122 II 326 consid. 6a, 117 Ia 434 consid. 3g; RDAT I-2001 n. 49 consid.
3c; Zen-Ruffinen/Guy-Ecabert, op. cit., n. 321). Sempre a
causa del fatto che i requisiti legali minimi per l'attribuzione dei mappali in
oggetto alla zona edificabile non sono adempiuti, non è - nel caso concreto -
nemmeno possibile considerare l'aspettativa dei ricorrenti, che intendono
costruire su tali terreni la loro abitazione, come pure non è possibile spuntare
l'edificabilità di questi fondi per il fatto che essi posseggono nel comune
altri sedimi non edificabili. Da ultimo, va sottolineata l’imprescindibile
esigenza, troppo spesso trascurata, di salvaguardare sufficienti spazi liberi
per le future generazioni. 

 

 

5.In
definitiva, il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, dev'essere respinto.
La tassa di giustizia e le spese sono poste a carico dei ricorrenti (art. 28 legge di procedura per le cause amministrative, del 19 aprile 1966;
LPamm; RL 3.3.1.1). 

 

 

 

Per questi motivi,

visti gli art. 14, 15, 33 LPT, 3 OPT, 37, 38 LALPT, 28
LPamm;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso,
nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

                                         

 

                                   2.   La tassa
di giustizia di fr. 1'200.- è posta a carico dei ricorrenti.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale, del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

	
   

                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

   

   

   

   

   

   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente                                                      Il
segretario