# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 640c4d4d-7269-50a6-a4c9-eb6fa6de4f4f
**Source:** Bundesverwaltungsgericht ()
**Court Level:** federal
**Decision Date:** 2023-01-26
**Language:** it
**Title:** Bundesverwaltungsgericht 26.01.2023 A-6201/2019
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/CH_BVGer/CH_BVGE_001_A-6201-2019_2023-01-26.pdf

## Full Text

B u n d e s v e rw a l t u ng s g e r i ch t  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i f  f éd é r a l  

T r i b u n a l e  am m in i s t r a t i vo  f e d e r a l e  

T r i b u n a l  ad m i n i s t r a t i v  fe d e r a l  

 
 
    
 

 

 

  

 

 Corte I 

A-6201/2019 

 

 
 

  S e n t e n z a  d e l  2 6  g e n n a i o  2 0 2 3  

Composizione 

 
Giudici Raphaël Gani (presidente del collegio),  

Iris Widmer, Annie Rochat Pauchard,  

cancelliere Simone Aldi. 
 

 
 

Parti 

 
A._______,…,  

patrocinata dall'avv. Edy Grignola,…, 

ricorrente,  

 
 

 
contro 

 

 
Amministrazione federale delle contribuzioni AFC, 

Servizio per lo scambio d'informazione in materia fiscale SEI, 

Eigerstrasse 65, 3003 Berna,    

autorità inferiore.  

 
 

 
 

Oggetto 

 
assistenza amministrativa (CDI CH-IT). 

 

 

 

A-6201/2019 

Pagina 2 

Fatti: 

A.  

A.a Il 6 dicembre 2018 l’Agenzia delle Entrate, Ufficio Cooperazione Inter-

nazionale Italia – autorità dello Stato richiedente italiano (di seguito: auto-

rità richiedente italiana) – ha presentato dinanzi all’Amministrazione fede-

rale delle contribuzioni (AFC) una domanda raggruppata di assistenza am-

ministrativa in materia fiscale fondata sull’art. 27 della Convenzione del 

9 marzo 1976 tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica Italiana per 

evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia 

di imposte sul reddito e sul patrimonio (RS 0.672.945.41; di seguito: CDI 

CH-IT), in combinato disposto con la lett. ebis del relativo Protocollo aggiun-

tivo (in vigore dal 13 luglio 2016, anch’esso pubblicato nella 

RS 0.672.945.41; RU 2016 2769, 2771), nonché sull’accordo amichevole 

denominato Accordo amministrativo del 27 febbraio 2017/2 marzo 2017 tra 

le autorità competenti della Confederazione Svizzera e dell’Italia sullo 

scambio di informazioni attraverso richieste di gruppo (« Agreement 

between the Competent Authorities of the Swiss Confederation and Italy 

on exchange of information through group requests »; non pubblicato nella 

RS di diritto federale; di seguito: Accordo amministrativo), precisando 

quanto segue circa i soggetti interessati in Italia: 

« […] Ai sensi dell'articolo 2 dell'Accordo amministrativo tra Autorità competenti 
del 2/03/2017 la presente richiesta riguarda i contribuenti italiani cd. "Recalci-
tranti", cioè i contribuenti italiani i cui nomi sono sconosciuti e che sono identi-
ficabili attraverso i seguenti criteri nel periodo dal 23 febbraio 2015 al 31 dicem-
bre 2016:  

a. è o è stato titolare di uno o più conti presso B._______; 

b. il titolare del conto ha o ha avuto un indirizzo di domicilio o di residenza in 
Italia (sulla base della documentazione in possesso di B._______); 

c. il titolare del conto ha ricevuto una lettera da B._______ in cui è stata an-
nunciata la chiusura forzata del conto/conti bancari salvo egli fornisca 
all'B._______ l'autorizzazione del modello "Direttiva Risparmio UE per la 
Collaborazione Volontaria (Voluntary Disclosure)" o ogni altra prova del ri-
spetto delle proprie obbligazioni fiscali relativamente a tale conto/conti; 

d. nonostante tale lettera, il titolare del conto non ha fornito a B._______ prove 
sufficienti del rispetto degli obblighi fiscali. 

 

Si precisa che non sono interessati dalla presente richiesta i soggetti che inte-
grano i requisiti di cui all'articolo 3 del citato Accordo amministrativo.  

Ai sensi dell'articolo 4 dell'Accordo amministrativo si precisa che i criteri di se-
lezione alla base della presente richiesta sono quelli previsti negli articoli 2 e 3 
dell'Accordo amministrativo. L'utilizzo combinato di tali criteri di selezione con-
duce a un sospetto di evasione fiscale in quanto consente di individuare contri-
buenti italiani che non hanno correttamente adempiuto agli obblighi previsti 
dalla normativa fiscale italiana. A tal fine occorre anche considerare che i con-
tribuenti italiani sono tenuti a dichiarare tutte le attività e i redditi detenuti all'e-
stero, corrispondendo le relative imposte […] ». 

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La lettera a cui si riferisce l’autorità richiedente italiana nella propria do-

manda raggruppata, da lei acclusa quale allegato 1, è una lettera della 

banca B._______ datata 28 gennaio 2016. 

A.b Circa le ragioni e finalità fiscali per le quali l’autorità richiedente italiana 

richiede le informazioni concernenti i soggetti interessati in Italia descritti 

poc’anzi, essa ha precisato quanto segue: 

« […] Da una parziale analisi dei dati estrapolati dalle istanze, e dalla relativa 
documentazione di supporto, presentate dai contribuenti italiani nell'ambito 
dello speciale programma di collaborazione volontaria previsto dalla legge  
15 dicembre 2014, n. 186, risulta che circa 17.000 contribuenti italiani hanno 
aderito alla Voluntary Disclosure chiedendodi regolarizzare le infedeltà ed 
omissioni dichiarative commesse in relazione alla detenzione di attività finan-
ziarie (inclusi conti bancari) presso l'istituto di credito elvetico B._______ 
(B._______). 

Si evidenzia, inoltre, che l'Amministrazione fiscale italiana è in possesso di co-
pia della lettera (vedi allegato 1) che B._______ ha inviato ai propri clienti ita-
liani per informarli che in mancanza delle prove documentali attestanti che il 
reddito imponibile derivante dagli attivi detenuti presso B._______ e, se del 
caso, gli attivi stessi fossero stati dichiarati alle Autorità fiscali competenti, si 
vedeva costretta a disdire la relazione d'affari in ottemperanza alla sezione 17 
delle Condizioni generali e per informarli, altresì, della possibilità di impedire la 
disdetta rispedendo il modulo "Tassazione dei redditi da risparmio UE Autoriz-
zazione alla divulgazione volontaria (modulo di tax disclosure)" entro il 20 
marzo 2016. 

Pertanto, ai sensi dell'articolo 4 dell'Accordo amministrativo, si precisa che le 
informazioni richieste integrano i requisiti di verosimile rilevanza dato che i citati 
elementi portano a ritenere che un considerevole numero di contribuenti italiani 
detenga o abbia detenuto presso B._______ attività finanziarie in relazione alle 
quali: 

- non ha assolto agli obblighi previsti dall'ordinamento tributario italiano in ma-
teria di monitoraggio fiscale (obbligo di indicazione degli asset detenuti all'e-
stero nel quadro RW della dichiarazione dei redditi), 

- non ha correttamente dichiarato, né ai fini delle imposte sul reddito delle per-
sone fisiche, né ai fini dell'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute 
all'estero, i redditi ottenuti dal possesso di tali attività, e conseguentemente, 

- non ha fornito alla banca sufficienti prove del suo adempimento degli obblighi 
fiscali previsti dalla normativa italiana […] ». 

 

A.c In considerazione degli elementi a sua disposizione, l’autorità richie-

dente italiana ha dunque richiesto all’AFC le seguenti informazioni per il 

periodo fiscale 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2016: 

« […] Entro i limiti fissati dalla Convenzione contro le doppie imposizioni e l'Ac-
cordo amministrativo in vigore tra Italia e Svizzera, si richiedono tutte le infor-
mazioni in possesso di B._______ in merito ai conti detenuti presso l'istituto di 
credito, nel corso del periodo tra il 23 febbraio 2015 ed il 31 dicembre 2016, da 
soggetti residenti in Italia cd. "titolari recalcitranti di attività finanziarie" (recalci-
trant account holders). In particolare si richiede: 

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a. informazioni anagrafiche dei "recalcitrant account holders" (cognome, 
nome, data di nascita e ultimo indirizzo noto risultante dalla documenta-
zione bancaria); 

b. numero identificativo del conto o dei conti detenuti presso B._______; 

c. saldo al 28 febbraio 2015 e al 31·dicembre 2016 di tutti i conti detenuti dai 
"recalcitrant account holders" […] ». 
 

B.  

B.a Con decreto di edizione del 29 marzo 2019, l’AFC ha esortato la banca 

B._______ a identificare tutte le persone interessate dalla domanda rag-

gruppata italiana di assistenza amministrativa sulla base dei criteri di ri-

cerca ivi citati. Di fatto, le è stato richiesto di trasmettere le informazioni 

richieste solo per i clienti che, in conformità alla giurisprudenza del Tribu-

nale federale, erano a conoscenza della lettera della banca e non hanno 

comprovato la loro conformità fiscale né prima né dopo questa lettera. Essa 

ha altresì invitato la banca ad informare le persone interessate/legittimate 

a ricorrere circa la procedura di assistenza amministrativa in questione. 

B.b La banca ha dato quindi seguito alla richiesta dell’AFC, consegnando 

le informazioni richieste entro il termine impartito. Sulla base delle indica-

zioni di B._______, la lettera d'informazione dell'AFC è stata inviata alla 

persona legittimata a ricorrere/interessata in data 17 luglio 2019. 

C.  

C.a Con pubblicazione nel Foglio federale del (…), l’AFC ha informato nelle 

tre lingue ufficiali la cerchia delle persone interessate in merito alla do-

manda di assistenza amministrativa italiana e al loro obbligo di indicare il 

loro indirizzo svizzero, in caso di domicilio in Svizzera, rispettivamente di 

designare un rappresentante autorizzato a ricevere le notificazioni in Sviz-

zera, in caso di domicilio in Italia, entro 20 giorni dalla suddetta pubblica-

zione. In questo contesto è stato altresì indicata la possibilità di optare per 

la procedura semplificata e che, in caso contrario, l’AFC avrebbe emesso 

una decisione finale per ogni procedura. In assenza di indicazione di un 

indirizzo di notifica, l’AFC avrebbe proceduto alla relativa pubblicazione in 

forma anonima sul Foglio ufficiale. 

C.b Con lettera del 5 agosto 2019 ed e-mail del 9 agosto 2019, la signora 

A._______ ha – per il tramite del suo legale – comunicato un indirizzo di 

notifica in Svizzera. In occasione delle medesime comunicazioni, la stessa 

ha inoltre richiesto l’accesso atti. 

C.c In data 5 settembre 2019, l’AFC ha informato la signora A._______ in 

merito alle informazioni da trasmettere, assegnandole inoltre un termine di 

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10 giorni per comunicare la propria presa di posizione. In tal occasione è 

anche stato concesso l’accesso atti. 

C.d Con scritto 12 settembre 2019, la signora A._______ ha – per il tramite 

del suo legale –  chiesto che la domanda di assistenza amministrativa ve-

nisse respinta. A suo dire, l’intestazione bancaria interessata dalla do-

manda raggruppata oggetto del presente procedimento, sarebbe sempre 

stata di esclusiva pertinenza del fratello. In tal senso, essa non avrebbe 

mai disposto degli averi ivi depositati, motivo per cui le informazioni lei ine-

renti non andrebbero trasmesse all’autorità estera (cfr. atto 24 dell’inc. 

AFC). 

C.e Con decisione finale del 23 ottobre 2019, l’AFC ha concesso l’assi-

stenza amministrativa all’autorità richiedente italiana per quanto riguarda 

la signora A._______. 

C.f Avverso la decisione finale del 23 ottobre 2019, la signora A._______ 

(di seguito: ricorrente) ha – per il tramite del suo patrocinatore – inoltrato 

ricorso 22 novembre 2019 dinanzi al Tribunale amministrativo federale. 

Protestando tasse, spese e ripetibili, essa postula l’accoglimento del suo 

ricorso e quindi l’annullamento della decisione 23 ottobre 2019 dell’AFC.  

Più nello specifico, nel suo gravame la ricorrente censura innanzitutto il 

fatto ch’essa, nonostante fosse contitolare della relazione bancaria oggetto 

della presente procedura assistenziale, non avrebbe mai avuto alcuna ef-

fettiva disponibilità di tale conto. Gli averi ivi depositati sarebbero infatti 

sempre stati di pertinenza esclusiva del fratello, sicché non si giustifiche-

rebbe la trasmissione delle informazioni lei inerenti all’autorità richiedente 

(cfr. ricorso 22 novembre 2019, punto n. 2). La decisione dell’AFC sarebbe 

poi contraria al principio del divieto della retroattività delle leggi. Infatti essa 

– a dire della ricorrente – si fonderebbe sulla CDI CH-IT – entrata in vigore 

il 13 luglio 2016 – e sull’Accordo amministrativo del 2 marzo 2017. In tal 

senso, essendo questi entrambi posteriori al 28 febbraio 2015 – data per 

la quale l’AFC ha autorizzato la trasmissione di informazioni all’autorità 

estera – la decisione sarebbe contraria al divieto della retroattività. Nes-

suna informazione antecedente al 2 marzo 2017 potrebbe dunque venir 

trasmessa in tale procedura (cfr. ricorso 22 novembre 2019, punto n. 3). 

C.g Con risposta 3 febbraio 2020, l’AFC (di seguito: autorità inferiore) ha 

postulato la reiezione del ricorso, contestando interamente le censure  

ricorsuali della qui ricorrente.  

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D. Con sentenza A-1296/2020 del 21 dicembre 2020, il Tribunale ammini-

strativo federale ha respinto il ricorso di due persone interessate da una 

domanda raggruppata italiana di assistenza amministrativa italiana del 

23 novembre 2018. La domanda raggruppata 23 novembre 2018 presenta 

delle chiare similitudini con la domanda di assistenza amministrativa ita-

liana del 6 dicembre 2018 concernente la presente procedura. 

D.a Avverso la predetta sentenza, le persone interessate hanno inoltrato 

ricorso 3 marzo 2020 dinanzi al Tribunale federale. Con sentenza 

2C_73/2021 del 27 dicembre 2021, il Tribunale federale ha respinto il loro 

ricorso e confermato, sotto vari aspetti, l’ammissibilità della predetta do-

manda raggruppata italiana e la conseguente trasmissibilità delle informa-

zioni richieste dall’autorità richiedente italiana. 

D.b Presentando la domanda raggruppata 23 novembre 2018 delle chiare 

similitudini con la domanda di assistenza amministrativa italiana del  

6 dicembre 2018 concernente la presente procedura, il Tribunale ammini-

strativo federale ha invitato i ricorrenti interessati a voler indicare prelimi-

narmente s’essi – alla luce della sua sentenza di principio A-1296/2020 del 

21 dicembre 2020, nonché della sentenza del Tribunale federale 

2C_73/2021 del 27 dicembre 2021 – desideravano o meno mantenere il 

loro ricorso, precisando che, in caso di mancata presa di posizione nel ter-

mine impartito, esso sarebbe partito dal presupposto ch’essi desiderano 

mantenere il ricorso. 

D.c Nello specifico, in data 7 aprile 2022 la ricorrente ha comunicato voler 

mantenere il proprio ricorso. 

E.  

Ulteriori fatti e argomentazioni verranno ripresi, per quanto necessario, nei 

considerandi in diritto del presente giudizio. 

Diritto: 

1.  

1.1 Giusta l’art. 31 LTAF, il Tribunale amministrativo federale giudica i ri-

corsi contro le decisioni ai sensi dell’art. 5 PA. In particolare, le decisioni 

pronunciate dall’AFC nell’ambito dell’assistenza amministrativa internazio-

nale in materia fiscale ai sensi delle convenzioni di doppia imposizione – in 

casu la CDI CH-IT – possono essere impugnate dinanzi al Tribunale am-

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ministrativo federale (cfr. art. 33 lett. d LTAF; art. 5 cpv. 1 della legge fede-

rale del 28 settembre 2012 sull’assistenza amministrativa internazionale in 

materia fiscale [LAAF, RS 651.1] e art. 17 cpv. 3 LAAF).  

Per quanto concerne il diritto interno, l’assistenza amministrativa interna-

zionale in materia fiscale è retta dalla LAAF, in vigore dal 1° febbraio 2013 

(RU 2013 231). Nel caso particolare delle domande raggruppate – ovvero 

le domanda di assistenza amministrativa con le quali si richiedono in-

formazioni su più persone che hanno agito secondo lo stesso modello 

di comportamento e sono identificabili in base a indicazioni precise 

(cfr. art. 3 lett. c LAAF) – risulta applicabile la LAAF nella sua versione in 

vigore dal 1° gennaio 2017 (RU 2016 5059), nonché la relativa ordinanza 

del 23 novembre 2016 sull’assistenza amministrativa internazionale in ma-

teria fiscale (OAAF, RS 651.11), in vigore a far tempo dal 1° gennaio 2017 

(RU 2016 4877). Sono fatte salve le disposizioni derogatorie della conven-

zione applicabile nel singolo caso (cfr. art. 1 cpv. 2 LAAF), in concreto della 

CDI CH-IT. Presentata il 6 dicembre 2018, la domanda di assistenza liti-

giosa – che di fatto, è una domanda raggruppata ai sensi dell’art. 3 lett. c 

LAAF, fondata sull’art. 27 CDI CH-IT, in combinato disposto con la lett. ebis 

del relativo Protocollo aggiuntivo, nonché sull’Accordo amministrativo – 

rientra nel campo di applicazione di detta legge (cfr. art. 24 LAAF a contra-

rio). Per il rimanente, la procedura di ricorso è retta dalle disposizioni ge-

nerali della procedura federale, su riserva di disposizioni specifiche della 

LAAF (cfr. art. 19 cpv. 5 LAAF; art. 37 LTAF). 

1.2 Ciò precisato, il ricorso 22 novembre 2019 è stato interposto tempesti-

vamente (cfr. art. 20 segg., art. 50 PA), nel rispetto delle esigenze di con-

tenuto e di forma previste dalla legge (cfr. art. 52 PA). Pacifica è la legitti-

mazione ricorsuale della ricorrente, nella misura in cui la stessa è destina-

taria della decisione impugnata e ha chiaramente un interesse al suo an-

nullamento (cfr. art. 48 PA; art. 19 cpv. 2 LAAF).  

Il ricorso ha effetto sospensivo ex lege (cfr. art. 19 cpv. 3 LAAF). L’even-

tuale trasmissione di informazioni da parte dell’autorità inferiore non può 

che intervenire che alla crescita in giudicato della decisione di rigetto del 

ricorso (cfr. [tra le tante] sentenze del TAF A-3060/2018 del 3 novembre 

2020 consid. 1.5; A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 1.2;  

A-6266/2017 del 24 agosto 2018 consid. 1.3). Ciò puntualizzato, il ricorso 

essendo ricevibile in ordine, lo stesso dev’essere esaminato nel merito. 

 

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Pagina 8 

2.  

2.1 Con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere invo-

cati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del po-

tere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o in-

completo di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché l’ina-

deguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAY-

SER, Prozessieren vor dem Bundesverwaltungsgericht, 3a ed. 2022, 

n. 2.149).  

2.2 Il Tribunale amministrativo federale non è vincolato né dai motivi addotti 

(cfr. art. 62 cpv. 4 PA), né dalle considerazioni giuridiche della decisione 

impugnata, né dalle argomentazioni delle parti (cfr. DTF 142 V 551 con-

sid. 5; 141 V 234 consid. 1; DTAF 2007/41 consid. 2; MOOR/POLTIER, Droit 

administratif, vol. II, 3a ed. 2011, no. 2.2.6.5, pag. 300). I principi della mas-

sima inquisitoria e dell’applicazione d’ufficio del diritto sono tuttavia limitati: 

l’autorità competente procede difatti spontaneamente a constatazioni com-

plementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle censure sollevate o 

dagli atti risultino indizi in tal senso (cfr. DTF 141 V 234 consid. 1 con rinvii; 

122 V 157 consid. 1a; 121 V 204 consid. 6c; DTAF 2007/27 consid. 3.3). 

Secondo il principio di articolazione delle censure (« Rügeprinzip ») l’auto-

rità di ricorso non è tenuta a esaminare le censure che non appaiono evi-

denti o non possono dedursi facilmente dalla constatazione e presenta-

zione dei fatti, non essendo a sufficienza sostanziate (cfr. DTF 141 V 234 

consid. 1; MOSER/BEUSCH/KNEUBÜHLER/KAYSER op. cit., n. 1.55). Il princi-

pio inquisitorio non è quindi assoluto, atteso che la sua portata è limitata 

dal dovere delle parti di collaborare all’istruzione della causa (cfr. DTF 143 

II 425 consid. 5.1; 140 I 285 consid. 6.3.1; 128 II 139 consid. 2b). Il dovere 

processuale di collaborazione concernente in particolare il ricorrente che 

interpone un ricorso al Tribunale nel proprio interesse, comprende, in par-

ticolare, l’obbligo di portare le prove necessarie, d’informare il giudice sulla 

fattispecie e di motivare la propria richiesta, ritenuto che in caso contrario 

arrischierebbe di dover sopportare le conseguenze della carenza di prove 

(cfr. art. 52 PA; cfr. DTF 140 I 285 consid. 6.3.1; 119 III 70 consid. 1; 

MOOR/POLTIER, op. cit., no. 2.2.6.3, pag. 293 e segg.). 

3.  

In concreto, oggetto del litigio è la decisione finale del 23 ottobre 2019 

dell’autorità inferiore, con cui quest’ultima ha accolto la domanda di assi-

stenza amministrativa italiana del 6 dicembre 2018, per quanto concerne 

la qui ricorrente. Di fatto, si tratta di una domanda raggruppata fondata 

sull’art. 27 CDI CH-IT in combinato disposto con la lett. ebis del Protocollo 

aggiuntivo, nonché sull’Accordo amministrativo. 

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In tale contesto, per il Tribunale si tratta innanzitutto di esaminare l’ammis-

sibilità formale della predetta domanda raggruppata, alla luce delle dispo-

sizioni legali pertinenti, nonché della giurisprudenza del Tribunale federale 

in materia di domande raggruppate. In altri termini, si tratta di determinare 

se questa domanda si fonda su una base legale formale sufficiente.  

3.1 Per costante giurisprudenza del Tribunale federale, in caso di domande 

raggruppate, la base legale per la concessione dell’assistenza amministra-

tiva deve risultare dalla CDI determinante (cfr. DTF 143 II 136 consid. 5). 

3.2 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, per interpretare le 

convenzioni di doppia imposizione occorre rifarsi alle regole previste dalla 

Convenzione di Vienna del 23 maggio 1969 sul diritto dei trattati (RS 0.111; 

di seguito: CV; cfr. DTF 144 II 130 consid. 8.2; 143 II 202 consid. 6.3.1; 141 

II 447 consid. 4.3.1; 139 II 404 consid. 7.2.1; sentenze del TF 2C_180/2018 

del 19 settembre 2019 consid. 6.1; 2C_753/2014 del 27 novembre 2015 

consid. 3.3.1 con rinvii). In questo ambito, la stessa indica tra l’altro: che 

ogni trattato in vigore vincola le parti e queste devono eseguirlo in buona 

fede (cfr. art. 26 CV). 

3.3  

3.3.1 L’assistenza amministrativa con l’Italia è retta dall’art. 27 CDI CH-IT. 

Tale disposizione, insieme a quelle del Protocollo aggiuntivo, si fonda, sul 

piano formale e materiale, sul Modello di convenzione dell’Organizzazione 

per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE; di seguito: MC 

OCSE) e sulla politica svizzera in materia di convenzioni in questo ambito 

(cfr. Messaggio del Consiglio federale del 12 agosto 2015 concernente 

l’approvazione di un Protocollo che modifica la Convenzione tra la Svizzera 

e l’Italia per evitare le doppie imposizioni, FF 2015 5631, 5635 e 5637 [di 

seguito: Messaggio CDI CH-IT]). Per analogia alla giurisprudenza del Tri-

bunale federale resa in merito alla Convenzione del 26 febbraio 2010 tra la 

Confederazione Svizzera e il Regno dei Paesi Bassi per evitare la doppia 

imposizione in materia di imposte sul reddito (RS 0.672.963.61; di seguito: 

CDI CH-NL; cfr. DTF 143 II 136 consid. 5.3.2 [concernente la CDI CH-NL]), 

anche la CDI CH-IT e il Protocollo aggiuntivo che ne fa parte integrante 

devono essere qui considerati come un’unità interpretativa. Nella loro ver-

sione in vigore dal 13 luglio 2016, modificata dagli artt. I e II del Protocollo 

di modifica del 23 febbraio 2015, l’art. 27 CDI CH-IT e le disposizioni del 

Protocollo aggiuntivo trovano applicazione per quelle domande di informa-

zioni presentate al 13 luglio 2016 o dopo tale data, che si riferiscono a fatti 

e, o, circostanze esistenti o realizzate il 23 febbraio 2015 o dopo questa 

data (cfr. art. III par. 2 del Protocollo di modifica del 23 febbraio 2015; RU 

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2016 2769, 2771; Messaggio CDI CH-IT, FF 2015 5631, 5637). Tale è se-

gnatamente il caso della domanda di assistenza amministrativa in oggetto, 

presentata il 6 dicembre 2018 e riguardante il periodo fiscale dal 23 feb-

braio 2015 al 31 dicembre 2016. 

3.3.2 Secondo il riveduto standard dell’OCSE, ripreso nella CDI CH-IT alla 

lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo, in vigore a far tempo dal 13 luglio 

2016 (cfr. RU 1016 2769), sulla base dell’art. 27 CDI-CH IT sono ammissi-

bili non solo le cosiddette « domande individuali » di assistenza ammini-

strativa che adempiono le esigenze formali sancite dalla lett. ebis n. 2 del 

Protocollo aggiuntivo (cfr. Messaggio CDI CH-IT, FF 2015 5631, 5636), ma 

anche le cosiddette « domande raggruppate », ovvero quelle domande 

concernenti un gruppo di contribuenti identificati in modo preciso, per i quali 

si deve dedurre che non abbiano adempiuto i loro obblighi fiscali nello Stato 

richiedente. Nel caso delle domande raggruppate, l’identificazione può av-

venire con il nome e l’indirizzo della persona interessata, ma anche con 

altri mezzi, come ad esempio con la descrizione di un comportamento. 

Detta interpretazione, si fonda sulla clausola d’interpretazione (cfr. lett. ebis 

n. 3 del Protocollo aggiuntivo; parimenti art. II lett. ebis n. 3 in combinato di-

sposto con n. 2 del Protocollo di modifica [RU 2016 2769, 2770 seg.]) che 

obbliga gli Stati contraenti a interpretare le esigenze di una domanda in 

modo da garantire uno scambio di informazioni il più ampio possibile, 

senza tuttavia consentire una ricerca generalizzata e indiscriminata di in-

formazioni (« fishing expedition »; cfr. Messaggio CDI CH-IT, FF 2015 

5631, 5636). Testualmente, la lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo sanci-

sce infatti che sebbene la lett. ebis n. 2 del Protocollo aggiuntivo preveda 

importanti requisiti di tecnica procedurale volti a impedire la « fishing expe-

dition », i punti da (i) a (v) del predetto n. 2 non devono essere interpretati 

in modo da ostacolare uno scambio effettivo di informazioni e che la con-

dizione « verosimilmente rilevante » può essere soddisfatta sia in casi re-

lativi ad un singolo contribuente (identificato con il nome oppure altrimenti) 

sia in casi relativi ad una pluralità di contribuenti (identificati con il nome 

oppure altrimenti). 

3.3.3 Da quanto precede risulta chiaramente che la base legale per la con-

cessione dell’assistenza amministrativa nel caso di una domanda raggrup-

pata italiana è sancita dall’art. 27 CDI CH-IT in combinato disposto con la 

lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo. In tale contesto, l’autorità richiedente 

italiana era dunque – di principio – autorizzata a presentare la domanda 

raggruppata qui in esame. Altra è ovviamente la questione a sapere se 

detta domanda adempie i requisiti formali e materiali di legge, che verranno 

esaminati ulteriormente (cfr. considd. 5-8 del presente giudizio). 

A-6201/2019 

Pagina 11 

3.4  

3.4.1 Nel caso in disamina, la domanda raggruppata in oggetto, oltre a fon-

darsi sull’art. 27 CDI CH-IT e la lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo, si 

fonda altresì sull’Accordo amministrativo, redatto in inglese e avente il te-

nore seguente, qui riportato testualmente (cfr. atto n. 1 dell’incarto prodotto 

dall’autorità inferiore [di seguito: inc. AFC]): 

« […] 

Article 1 

The Competent Authority of the Swiss Confederation shall process, within the 
limits set by the Convention and by this Agreement, group requests concerning 
accounts held, at any time during the period between 23 February 2015 and 
31 December 2016, by Italian resident account holders with financial institu-
tions located in Switzerland. 

Article 2 

1. Group requests referred to in Article 1 shall concern “recalcitrant account 
holders”. 

2. “Recalcitrant account holders” are individuals who are taxpayers of Italy, 
whose names are unknown and that are identifiable through the following 
criteria during the time period between 23 February 2015 and 31 December 
2016: 

a. the individual is or was an account holder of one or more accounts with 
a financial institution located in Switzerland; 

b. the account holder has or had a domicile or residence address in Italy 
(according to the bank documentation in possession of the financial 
institution located in Switzerland); 

c. the account holder was sent a letter by the financial institution located 
in Switzerland in which it announced the forced closure of the bank 
account or accounts unless he/she provided the financial institution lo-
cated in Switzerland with the signed form “EU savings tax – Authoriza-
tion for the Voluntary Disclosure” or any other proof of his/her tax com-
pliance for such account or accounts; 

d. despite this letter the account holder did not provide the financial insti-
tution located in Switzerland with sufficient evidence of tax compliance. 

Article 3 

Out of scope of Article 2 are accounts: 

a. which have been disclosed within the framework of the agreement on the 
taxation of savings between the Swiss Confederation and the European 
Union; or  

b. for which an authorization regarding the specific account has been provided 
to the financial institution located in Switzerland within the framework of the 
Italian Voluntary Disclosure Program (VDP); or 

c. for which the overall amount of the account of the Italian taxpayer held with 
the financial institution located in Switzerland has been regularized within 
the framework of an Italian “scudo fiscale” and the account fulfils all of the 
following conditions (so called “juridical repatriation”): 

A-6201/2019 

Pagina 12 

 the overall amount of the account maintained with the financial institu-
tion located in Switzerland at the time of the signature of the anony-
mous declaration (and its annexes, if any) was equivalent to the 
amount of the Swiss regularized assets indicated on the anonymous 
declaration; and  

 the anonymous declaration has been signed by the taxpayer and coun-
tersigned as well as stamped by a financial institution located in Italy; 
and  

 no new money was deposited into the account after the date of signa-
ture of the anonymous declaration. Proceeds of regularized assets do 
not qualify as new money; and 

 the mandate to the Italian financial institution to act as withholding 
agent and reporting intermediary has not been revoked, unless another 
mandate to another Italian financial institution has been given and such 
a mandate includes a delegation to perform withholding tax and report-
ing obligations to the Italian tax authorities; or 

d. for which the taxpayer has provided evidence to the Swiss Federal Tax 
Administration that the assets in the account at the end of the last tax year 
for which the deadline to hand in the tax return has passed were included 
in the appropriate tax return duly filed with the Italian tax administration, 
more specifically in the RW-form. If the amount declared as held with Swiss 
financial institutions is higher than the account balance at the end of the 
last tax year of the concerned account, the taxpayer has to submit to the 
Swiss Federal Tax Administration the account statement(s) regarding the 
other assets with Swiss financial institutions in order to enable the Swiss 
Federal Tax Administration to examine if the assets declared are equivalent 
to the account balances. If the amount declared as held with Swiss financial 
institutions is lower than the account balance at the end of the last tax year 
of the concerned account, the exemption from the communication of the 
account provided for in this letter d) does not apply; or 

e. for which the requested information has already been transmitted to the 
Italian Competent Authority in a prior administrative assistance procedure. 

Article 4  

Group requests made under Article 2 will indicate the following: 

 explanation of the selection criteria and the reason why they lead to the 
suspicion of tax evasion when combined altogether; 

 person in Switzerland, which may be in possession of the requested infor-
mation (name of the financial institution located in Switzerland); 

 period under investigation; 

 tax purpose, i.e. indication of the object of taxation (e.g. income, assets) 
and the concerned taxes; 

 description of the facts and pursued objectives, including a statement ex-
plaining – based statistical evidence (including from the Italian VDP) – that 
a considerable number of Italian taxpayers did not declare their accounts 
held with Swiss financial institutions, especially with the concerned Swiss 
financial institution; 

 if applicable, other sources that show the non-compliance of Italian taxpay-
ers with regard to their Swiss financial institution accounts (including spe-
cific numbers, if available); 

 copy of a letter sent to one or more Italian taxpayer(s) by the concerned 
Swiss financial institution showing that the financial institution contacted 

A-6201/2019 

Pagina 13 

Italian taxpayers for whom it was not clear to the financial institution if their 
accounts were tax-compliant, and with which they were informed about the 
forced closure of the financial institution account(s) unless evidence of tax 
compliance was provided; 

 foreseeable relevance of the requested information to the administration 
and enforcement of domestic laws of Italy; 

 any other information of use for the processing of the group requests. 

Article 5 

In response to a group request made under Article 2 by the Italian Competent 
Authority, the Swiss Competent Authority will provide the following information: 

 personal details on the presumed Italian taxpayer: surname, first name, 
date of birth, last known domiciliary address according to the bank docu-
mentation; 

 account(s) number; 

 account(s) balance per 23 February 2015 and 31 December 2016 […] ». 

3.4.2 Per quanto attiene alla natura giuridica dell’Accordo amministrativo, 

il Tribunale federale ha sancito che si tratta di un accordo amichevole di 

portata generale (« Generelle Verständigungsvereinbarung » o « Konsul-

tationsvereinbarung »), stipulato su iniziativa degli Stati stessi, ispirati al 

modello proposto dell’art. 25 cpv. 3 MC OCSE e contemplato, per quanto 

concerne il caso concreto, dall’art. 26 cpv. 3 CDI CH-IT (cfr. sentenza del 

TF 2C_73/2021 del 27 dicembre 2021 consid. 5.3). Nel caso di specie, non 

è determinante stabilire se l’Accordo amministrativo sia o meno « vinco-

lante ». Detto accordo non può infatti comunque contraddire lo spirito e gli 

scopi della CDI CH-IT sulla quale esso è fondato (cfr. art. 25 cpv. 3 MC 

OCSE; art. 26 cpv. 3 CDI CH-IT) e dev’essere applicato sulla scorta di 

un’interpretazione conforme a quest’ultima. Esso non può dunque rilevarsi 

più restrittivo della CDI CH-IT ed escludere l’assistenza amministrativa in 

una situazione nella quale la trasmissione delle informazioni è conforme 

alla suddetta Convenzione. Un’interpretazione dell’Accordo amministrativo 

permette così di stabilire chiaramente che le condizioni previste nell’accor-

do non sono che un esempio – ispirato alle condizioni poste dal Tribunale 

federale nella DTF 143 II 136 per ammettere una domanda raggruppata – 

delle situazioni nelle quali la Confederazione Svizzera avrebbe concesso 

l’assistenza amministrativa in materia fiscale all’Italia per le domande rag-

gruppate da essa formate. Stipulando detto accordo, gli Stati contraenti 

intendevano semplicemente descrivere uno dei possibili scenari nei quali 

una siffatta domanda avrebbe dovuto essere accolta, senza però limitare 

questa possibilità allo scenario descritto nell’accordo. Del resto, l’Accordo 

amministrativo stesso non prevede in modo esplicito che l’assistenza am-

ministrativa andrebbe negata a domande raggruppate rispettose della CDI 

A-6201/2019 

Pagina 14 

CH-IT e del Protocollo aggiuntivo, ma formulate in contesti che non corri-

spondono esattamente a quanto previsto nell’accordo in discussione. Ap-

pare del tutto illogico che gli Stati contraenti, i quali, adottando la nuova 

lett. ebis del Protocollo aggiuntivo, hanno dichiarato di voler interpretare le 

esigenze di una domanda di assistenza amministrativa in modo da garan-

tire uno scambio d’informazioni il più ampio possibile (cfr. lett. ebis cifra 3 

del Protocollo aggiuntivo; Messaggio CDI CH-IT, FF 2015 5631, 5636), ab-

biano voluto poi stipulare un accordo contenente delle condizioni vincolanti 

specifiche, non contemplate né nella CDI CH-IT, né nel Protocollo aggiun-

tivo. Ne consegue che nessun ricorrente può dedurre alcunché dall’Accor-

do amministrativo per opporsi all’ammissione della domanda raggruppata 

italiana in oggetto (cfr. sentenza del TF 2C_73/2021 consid. 5.4).  

4.  

Per quanto concerne la censura sollevate dalla qui ricorrente circa la vio-

lazione del divieto di retroattività da parte dell’AFC (cfr. ricorso 22 novem-

bre 2019, punto n. 3), si rileva sin da subito che quanto indicato dall’autorità 

inferiore con risposta 3 febbraio 2020 è corretto (cfr. risposta AFC  

3 febbraio 2020, punto n. 3). Infatti la CDI CH-IT e il relativo protocollo ag-

giuntivo – i quali sono da considerarsi come un’unica unità interpretativa 

(cfr. DTF 143 II 136 consid. 5.3.2) – prevedono espressamente di poter 

sottoporre domande di assistenza amministrativa a condizione che le in-

formazioni richieste si riferiscano al periodo 23 febbraio 2015 o successivo 

(cfr. art. III par. 2 del Protocollo del 23 febbraio 2015). L’Accordo ammini-

strativo, dal canto suo, costituisce un semplice accordo amichevole stipu-

lato tra le autorità svizzere e quelle italiane che, come descritto poc’anzi, 

non permette in ogni caso ai ricorrenti di dedurre alcunché dallo stesso per 

opporsi all’ammissione della domanda raggruppata italiana in oggetto 

(cfr. sentenza del TF 2C_73/2021 consid. 5.4). Ora, le informazioni richie-

ste dall’autorità estera con la domanda raggruppata qui in esame concer-

nono in periodo successivo al 23 febbraio 2015. Di conseguenza, la cen-

sura sollevata dalla ricorrente appare manifestamente infondata. La stessa 

deve pertanto venir respinta. 

5.  

Appurato il carattere giuridico di detto Accordo amministrativo, occorre ora 

verificare se la domanda raggruppata in oggetto è ammissibile alla luce 

dell’art. 27 CDI CH-IT, in combinato disposto con la lett. ebis del Protocollo 

aggiuntivo. A tal fine, qui di seguito, verranno richiamati i principi applicabili 

alla fattispecie in materia di domande raggruppate. 

A-6201/2019 

Pagina 15 

5.1 Sul piano formale, una domanda raggruppata deve adempiere delle 

particolari esigenze di contenuto. 

5.1.1 La domanda di assistenza amministrativa deve indicare gli elementi 

figuranti alla lett. ebis cifra 2 del Protocollo aggiuntivo, ovvero: (i) l’identità 

della persona oggetto del controllo o dell’inchiesta; (ii) il periodo di tempo 

oggetto della domanda; (iii) la descrizione delle informazioni richieste, non-

ché indicazioni sulla forma nella quale lo Stato richiedente desidera rice-

vere tali informazioni dallo Stato richiesto; (iv) lo scopo fiscale per cui le 

informazioni sono richieste; (v) se sono noti, il nome e l’indirizzo del deten-

tore presunto delle informazioni richieste (cfr. [tra le tante] sentenza del 

TAF A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.1.1). 

Dette esigenze vanno interpretate nella maniera più larga possibile al fine 

di garantire lo scambio effettivo d’informazioni. Nel caso delle domande 

raggruppate, l’esigenza legata all’identificazione del contribuente (i) non 

trova applicazione in quanto tale, la lett. ebis cifra 3 del Protocollo aggiuntivo 

prevedendo espressamente che i contribuenti possono essere identificati 

anche in altro modo. Né la CDI CH-IT, né il Protocollo aggiuntivo forniscono 

tuttavia indicazioni circa gli altri modi per identificare i contribuenti, diversa-

mente che dall’utilizzo di un nome. In tale contesto, tenuto altresì conto che 

– come sancito poc’anzi (cfr. consid. 3.4.2 del presente giudizio) – l’Accor-

do amministrativo costituisce un mero esempio di applicazione della CDI 

CH-IT che non ne può né estendere, né restringere l’applicazione, occorre 

dunque far riferimento a quanto sancito dalla LAAF e l’OAAF, nella loro 

versione in vigore a far tempo dal 1° gennaio 2017 (cfr. RU 2016 5059; RU 

2016 4877), le quali disciplinano le disposizioni procedurali per rispondere 

alle domande raggruppate (cfr. Messaggio CDI CH-IT, FF 2015 5631, 

5636; sentenza del TAF A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.1.1; 

parimenti circa il carattere della LAAF quale legge di esecuzione delle CDI, 

DTF 143 II 224 consid. 6.1; 143 II 136 considd. 4.1-4.4).  

5.1.2 Più precisamente, secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, 

trova applicazione l’art. 3 cpv. 1 OAAF, nella misura in cui concretizza le 

regole di diritto internazionale relative alle domande raggruppate (cfr. DTF 

143 II 628 consid. 5.3; 143 II 136 consid. 6.2; sentenza del TAF  

A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 consid. 4.1.2). Secondo detta disposi-

zione, una domanda raggruppata deve contenere le seguenti indicazioni: 

a. una descrizione dettagliata del gruppo oggetto della domanda nonché dei fatti 

e delle circostanze all’origine della domanda; 

b. una descrizione delle informazioni richieste nonché indicazioni sulla forma 

nella quale lo Stato richiedente desidera ricevere tali informazioni; 

A-6201/2019 

Pagina 16 

c. lo scopo fiscale per il quale le informazioni sono richieste; 

d. i motivi per cui si presuppone che le informazioni richieste si trovino nello 

Stato richiesto oppure in possesso o sotto il controllo del detentore delle in-

formazioni residente in tale Stato; 

e. il nome e l’indirizzo del detentore presunto delle informazioni, se sono noti; 

f. un commento del diritto applicabile; 

g. un’esposizione chiara e basata su fatti dei motivi per cui si presuppone che i 

contribuenti del gruppo oggetto della domanda non abbiano rispettato il diritto 

applicabile; 

h. una spiegazione in cui si illustra che le informazioni richieste aiuterebbero a 

determinare la conformità alla legge dei contribuenti del gruppo; 

i. se il detentore delle informazioni o un altro terzo ha contribuito attivamente al 

comportamento non conforme alla legge dei contribuenti del gruppo, una de-

scrizione di questo contributo; 

j. la dichiarazione che la domanda soddisfa le prescrizioni legali e normative 

nonché la prassi amministrativa dello Stato richiedente, cosicché l’autorità ri-

chiedente, qualora esse fossero di sua competenza, possa ricevere tali infor-

mazioni in applicazione del suo diritto o nel quadro ordinario della sua prassi 

amministrativa; 

k. la dichiarazione che lo Stato richiedente ha esaurito le fonti di informazione 

usuali secondo la sua procedura fiscale interna. 

5.2 Oltre i criteri formali, una domanda raggruppata deve di principio adem-

piere i medesimi criteri materiali di una domanda individuale (cfr. ANDREA 

OPEL, in: Zweifel/Beusch/Oesterhelt [ed.], Kommentar zum schweizeri-

schen Steuerrecht, Amtshilfe, 2020 [di seguito: Amtshilfe], § 10 n. 63). Detti 

principi sono riassunti qui di seguito, con le dovute precisazioni proprie alle 

domande raggruppate. 

5.2.1  

5.2.1.1 Giusta l’art. 27 par. 1 CDI CH-IT, le autorità competenti degli Stati 

contraenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per appli-

care le disposizioni della presente Convenzione oppure per l’amministra-

zione o l’applicazione del diritto interno relativo alle imposte di qualsiasi 

natura o denominazione riscosse per conto degli Stati contraenti, delle loro 

suddivisioni politiche o enti locali nella misura in cui l’imposizione prevista 

non sia contraria alla Convenzione. Il requisito della rilevanza verosimile – 

ovvero, la condizione « verosimilmente rilevante » (cfr. lett. ebis n. 3 del Pro-

tocollo aggiuntivo) – è dunque la chiave di volta del sistema di scambio 

d’informazioni (cfr. sentenze del TF 2C_695/2017 del 29 ottobre 2018 con-

sid. 2.6; 2C_1162/2016 del 4 ottobre 2017 consid. 6.3; [tra le tante] sen-

tenze del TAF A-2980/2019 del 20 maggio 2020 consid. 3.3.1;  

A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.1 con rinvii; A-6226/2017 del 

21 marzo 2019 consid. 4.2.2). 

A-6201/2019 

Pagina 17 

5.2.1.2 L’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle infor-

mazioni richieste è in primo luogo di competenza dello Stato richiedente. 

Non spetta pertanto allo Stato richiesto rifiutare una domanda di assistenza 

o la trasmissione d’informazioni, solo perché da lui considerate prive di 

pertinenza per l’inchiesta o il controllo sottostante (cfr. art. 27 par. 4 CDI 

CH-IT; DTF 142 II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4 [che evoca in particolare 

una « ripartizione dei ruoli » tra Stato richiedente e Stato richiesto]; [tra le 

tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.2 con 

rinvii; A-6226/2017 del 21 marzo 2019 consid. 4.2.2 con rinvii). La condi-

zione « verosimilmente rilevante » può essere soddisfatta sia in casi relativi 

ad un singolo contribuente (identificato con il nome oppure altrimenti) sia 

in casi relativi ad una pluralità di contribuenti (identificati con il nome oppure 

altrimenti; cfr. lett. ebis n. 3 del Protocollo aggiuntivo). Il ruolo dello Stato ri-

chiesto si limita ad un controllo della plausibilità; egli deve limitarsi a verifi-

care l’esistenza di un rapporto tra la fattispecie illustrata e i documenti ri-

chiesti, tenendo presente la presunzione della buona fede dello Stato ri-

chiedente (cfr. DTF 143 II 185 consid. 3.3.2; 142 II 161 considd. 2.1.1, 

2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; [tra le tante] sentenze del TAF  

A-2980/2019 del 20 maggio 2020 consid. 3.3.2 con rinvii; A-5893/2017 

dell’8 ottobre 2019 consid. 2.3.2 con rinvii). 

5.2.1.3 Il requisito della rilevanza verosimile è adempiuto allorquando, al 

momento della formulazione della domanda, esiste una ragionevole pro-

babilità che le informazioni richieste abbiano un nesso con le circostanze 

illustrate e quindi si rilevino pertinenti al fine dell’inchiesta o del controllo 

nello Stato richiedente. Ne consegue quindi che di principio lo Stato richie-

sto non può respingere una domanda di assistenza amministrativa poiché 

sarebbe giunto ad una diversa conclusione (cfr. DTF 143 II 185 con-

sid. 3.3.2; 142 II 161 considd. 2.1.1, 2.1.4 e 2.4; 141 II 436 consid. 4.4.3; 

[tra le tante] sentenze del TAF A-2980/2019 del 20 maggio 2020 con-

sid. 3.3.3; A-5324/2018 del 9 dicembre 2019 consid. 3.3.2.3; A-6226/2017 

del 21 marzo 2019 consid. 4.2.1 con rinvii; A-2325/2017 del 14 novembre 

2018 consid. 4.3.1 con rinvii).  

5.2.2  

5.2.2.1 Il riferimento a informazioni « verosimilmente rilevanti » ha lo scopo 

di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio 

possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere 

una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni (« fishing expe-

dition ») o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari 

fiscali di un determinato contribuente non è verosimile (cfr. lett. ebis n. 3 del 

Protocollo aggiuntivo; art. 7 lett. a LAAF; DTF 146 II 150 consid. 6.1.2; 

A-6201/2019 

Pagina 18 

144 II 206 consid. 4.2; 143 II 136 consid. 6; sentenza del TF 2C_1162/2016 

del 4 ottobre 2017 consid. 9.1; [tra le tante] sentenza del TAF A-5893/2017 

dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4 con rinvii). Il divieto delle « fishing expe-

ditions » corrisponde al principio della proporzionalità (cfr. art. 5 cpv. 2 

Cost.), al quale deve conformarsi ogni domanda di assistenza ammini-

strativa (cfr. DTF 139 II 404 consid. 7.2.3; [tra le tante] sentenze del TAF  

A-1555/2018 del 3 agosto 2020 consid. 2.4.2; A-506/2018 del 

15 novembre 2019 consid. 3.3 con rinvii; A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 

consid. 2.4 con rinvii; A-846/2018 del 30 agosto 2018 consid. 2.1.6). Ciò 

indicato, non è atteso dallo Stato richiedente che ognuna delle sue richieste 

conduca necessariamente a una ricerca fruttuosa corrispondente (cfr. [tra 

le tante] sentenze del TAF A-2980/2019 del 20 maggio 2020 consid. 3.4.1;  

A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.4 con rinvii). 

5.2.2.2 Una domanda di informazioni non costituisce una « fishing expedi-

tion » per il semplice fatto che essa non precisa il nome o l’indirizzo  

(o entrambi) del contribuente oggetto di un controllo o di inchiesta fiscale. 

L’identificazione del contribuente deve ciononostante essere possibile con 

altre modalità, sulla base delle informazioni trasmesse dallo Stato richie-

dente (cfr. DTF 143 II 136 consid. 6.1.2; [tra le tante] sentenze del TAF  

A-3060/2018 del 3 novembre 2020 consid. 4.2; A-6226/2017 del 21 marzo 

2019 consid. 4.2.2 con rinvii; OPEL, Amtshilfe, § 10 n. 64). Ciò è il caso 

delle domande raggruppate (« Gruppenersuchen ») ai sensi dell’art. 3 

lett. c LAAF fondate sull’art. 27 CDI CH-IT che identificano i contribuenti 

interessati mediante un modello di comportamento, la lett. ebis n. 3 del Pro-

tocollo precisando infatti che la condizione « verosimilmente rilevante » 

può essere soddisfatta anche nei casi relativi ad una pluralità di contribuen-

ti, identificati con il nome oppure altrimenti. Analogo discorso vale altresì 

per le domande collettive (chiamate anche domande su lista; « Listenersu-

chen ») che – a differenza delle domande raggruppate – non identificano 

le persone interessate mediante un modello di comportamento, bensì me-

diante delle liste di numeri di conto bancario o di carta di credito (cfr. circa 

la loro delimitazione, DTF 146 II 150 consid. 4.4; 143 II 628 consid. 5.1). 

5.2.2.3 Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, le domande di 

assistenza amministrativa che non identificano nominalmente le persone 

interessate devono essere sottoposte a un esame più attento per escludere 

la fishing expedition (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.1.3; 139 II 404 con-

sid. 7.2.3 seg.). In tale contesto, per determinare se una domanda che 

identifica le persone interessate in altro modo che indicandone il nome e 

l’indirizzo equivalga ad una fishing expedition si applicano i criteri sviluppati 

A-6201/2019 

Pagina 19 

dal Tribunale federale in relazione alle domande raggruppate. Più concre-

tamente, si considera che una domanda raggruppata non configura una 

fishing expedition se adempie le tre condizioni seguenti (cfr. DTF 146 II 150 

consid. 6.1.3; 143 II 136 consid. 6.1.2; 143 II 628 consid. 5.2; sentenza del 

TAF A-1555/2018 del 3 agosto 2020 consid. 3.4; A-732/2019 del 26 set-

tembre 2019 consid. 2.3.3; OPEL, Amtshilfe, § 10 n. 58): 

1) la domanda deve fornire una descrizione dettagliata del gruppo, de-

scrivendo i fatti e le circostanze specifiche che l’hanno portata alla 

richiesta; 

2) la domanda deve spiegare la legge (fiscale) applicabile e indicare 

perché vi sono motivi per ritenere che i contribuenti del gruppo non 

abbiano adempiuto ai loro obblighi, ovvero violato la legge fiscale; 

3) la domanda deve dimostrare che le informazioni richieste possono 

portare all’adempimento degli obblighi riconducibili dei contribuenti 

fiscali appartenenti al gruppo. 

Per quanto attiene la seconda condizione, ovvero la sussistenza di un so-

spetto di comportamento contrario al diritto fiscale, il Tribunale federale ha 

sancito che l’autorità richiedente deve presentare i fatti che indicano un 

possibile comportamento illecito da parte delle persone appartenenti al 

gruppo (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.2.2; 143 II 628 consid. 5.2). Ci devono 

essere indicazioni concrete di una possibile violazione degli obblighi fiscali. 

Non sono ammesse richieste presentate a scopo di imposizione senza che 

vi siano sospetti (cfr. DTF 146 II 150 consid. 6.2.2; 143 II 136 con-

sid. 6.1.2). Per contro, lo Stato richiedente non deve dimostrare con una 

probabilità prossima alla certezza che il comportamento viola il diritto fi-

scale, essendo sufficienti dei sospetti concreti (cfr. DTF 146 II 150 con-

sid. 6.2.2; 143 II 628 consid. 5.2; 142 II 161 consid. 2.1.1; 139 II 404 con-

sid. 9.5; sentenza del TAF A-732/2019 del 26 settembre 2019 consid. 2.4.1 

con rinvii). 

5.2.3  

5.2.3.1 Il principio della buona fede (cfr. art. 26 CV) trova applicazione, 

quale principio d’interpretazione e d’esecuzione dei trattati, nell’ambito 

dello scambio d’informazioni ai sensi delle Convenzioni di doppia imposi-

zione (cfr. DTF 146 II 150 consid. 7.1; 143 II 224 consid. 6.3; 143 II 202 

consid. 8.3; [tra le tante] sentenze del TAF A-506/2018 del 15 novembre 

2019 consid. 3.1.4 con rinvii; A-2325/2017 del 14 novembre 2018 con-

sid. 4.3.4 con rinvii), come la CDI CH-IT. La buona fede di uno Stato è 

presunta nelle relazioni internazionali (principio dell’affidamento). Nel 

contesto dell’assistenza amministrativa in materia fiscale, detta presun-

zione implica che lo Stato richiesto non può, di principio, mettere in dubbio 

A-6201/2019 

Pagina 20 

le allegazioni dello Stato richiedente, a meno che sussistano dei seri dubbi. 

Detto in altri termini, le dichiarazioni dello Stato richiedente vanno 

considerate corrette, fintanto che una contraddizione manifesta non risulta 

dalle circostanze (cfr. DTF 146 II 150 consid. 7.1; 143 II 224 consid. 6.4; 

143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4). Nel caso contrario, il principio dell’affida-

mento non si oppone ad una domanda di chiarimento allo Stato richiesto; 

il rovesciamento della presunzione della buona fede di uno Stato doven-

dosi in ogni caso fondare su fatti constatati e concreti (cfr. DTF 144 II 206 

consid. 4.4; 143 II 202 considd. 8.7.1 e 8.7.4; 142 II 161 consid. 2.1.3; [tra 

le tante] sentenza del TAF A-2325/2017 del 14 novembre 2018 con-

sid. 4.3.4 con rinvii). In virtù del principio dell’affidamento, lo Stato richiesto 

è vincolato alla fattispecie e alle dichiarazioni presentate nella domanda di 

assistenza, nella misura in cui quest’ultime non possono essere imme-

diatamente confutate (« sofort entkräftet ») in ragione di errori, lacune o 

contradizioni manifeste (cfr. DTF 142 II 218 consid. 3.1; [tra le tante] sen-

tenze del TAF A-3060/2018 del 3 novembre 2020 consid. 4.3; A-2980/2019 

del 20 maggio 2020 consid. 3.5.1 con rinvii; TAF A-5324/2018 del 

9 dicembre 2019 consid. 3.1.2 con rinvii). 

In tale contesto, non si può esigere dallo Stato richiedente che, oltre a do-

ver menzionare nella domanda la fattispecie rilevante, l’esposizione fornita 

sia priva di lacune o totalmente priva di contraddizioni. Ciò non sarebbe 

infatti compatibile con lo scopo dell’assistenza amministrativa, poiché pro-

prio con le informazioni ed i documenti richiesti allo Stato richiesto, lo Stato 

richiedente cerca di chiarire i punti rimasti all’oscuro (cfr. DTF 142 II 161 

consid. 2.1.1; 139 II 404 consid. 7.2.2; [tra le tante] sentenze del TAF  

A-3060/2018 del 3 novembre 2020 consid. 4.3; A-2980/2019 del 20 mag-

gio 2020 consid. 3.5.1; A-732/2019 del 26 settembre 2019 consid. 2.4.1). 

5.2.3.2 Ora, salvo nel caso in cui la presa in considerazione di un fatto 

notorio lasci trasparire immediatamente che le indicazioni fornite dall’aut-

orità richiedente nella propria domanda di assistenza amministrativa sono 

manifestamente erronee o che lo Stato richiesto sospetta l’esistenza di una 

situazione descritta all’art. 7 LAAF, rispettivamente nel caso in cui vi sia un 

palese abuso di diritto o emergano domande legittime circa la tutela dell’or-

dine pubblico svizzero o internazionale, le regole di procedura previste 

dalla LAAF non impongono allo Stato richiesto né di procedere lui stesso a 

delle verifiche né di rimettere in discussione il ben fondato delle informa-

zioni fornite dallo Stato richiedente (cfr. DTF 144 II 206 consid. 4.4, 142 II 

218 consid. 3.3; 142 II 161 consid. 2.1.4; [tra le tante] sentenze del TAF  

A-2980/2019 del 20 maggio 2020 consid. 3.5.2; A-6205/2018 del 

A-6201/2019 

Pagina 21 

23 settembre 2019 consid. 2.8 con rinvii; A-3773/2018 dell’8 febbraio 2019 

consid. 2.6; A-4044/2015 del 16 febbraio 2016 consid. 2.6 con rinvii). 

5.2.4 La domanda di assistenza soggiace altresì al rispetto del principio 

della sussidiarietà, secondo cui lo Stato richiedente deve sfruttare tutte le 

fonti d’informazioni abituali previste dalla sua procedura fiscale interna 

prima di richiedere le informazioni (cfr. lett. ebis n. 1 del Protocollo aggiun-

tivo; [tra le tante] sentenze del TAF A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 con-

sid. 2.6 con rinvii; A-4434/2016 del 18 gennaio 2018 consid. 3.5;  

A-2321/2017 del 20 dicembre 2017 consid. 3.5). In assenza di elementi 

concreti, rispettivamente di seri dubbi al riguardo, non vi è alcuna ragione 

per rimettere in discussione l’adempimento del principio della sussidiarietà, 

allorquando uno Stato presenta una domanda di assistenza amministra-

tiva, in ogni caso quando lo stesso dichiara di aver sfruttato tutte le fonti 

d’informazione abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di 

richiedere informazioni o di aver agito conformemente alla Convenzione 

(cfr. DTF 144 II 206 consid. 3.3.2; sentenze del TF 2C_514/2019 del 

17 agosto 2020 considd. 4.4-4.5; 2C_904/2015 dell’8 dicembre 2016 

consid. 7.2; [tra le tante] sentenze del TAF A-3060/2018 del 3 novembre 

2020 consid. 4.5; A-2980/2019 del 20 maggio 2020 consid. 3.7 con rinvii; 

A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.6 con rinvii; A-6266/2017 del 

24 agosto 2018 consid. 2.7).  

5.2.5 Il principio della specialità esige che lo Stato richiedente utilizzi le 

informazioni ricevute dallo Stato richiesto unicamente per i fini descritti 

all’art. 27 par. 1 CDI CH-IT, ovvero nei confronti delle persone e dei com-

portamenti per i quali esso ha richiesto ed ottenuto dette informazioni 

(cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.4; [tra le tante] sentenze del TAF A-6497/2018 

del 3 novembre 2020 consid. 4.6; A-3060/2018 del 3 novembre 2020 

consid. 4.6; A-5893/2017 dell’8 ottobre 2019 consid. 2.5 con rinvii). In altre 

parole, lo Stato richiedente non può utilizzare nei confronti di terzi, le 

informazioni ottenute con la domanda di assistenza, a meno che tale 

facoltà non risulti dalla legge dei due Stati contraenti e che l’autorità 

competente dello Stato richiesto autorizzi tale uso (cfr. DTF 146 I 172 

consid. 7.1.3; DTF 147 II 13 consid. 3.4). Nello specifico, ciò è 

l’espressione della dimensione personale del principio di specialità 

(cfr. DTF 147 II 13 consid. 3.5; 2C_545/2019 del 13 luglio 2020 consid. 4.7 

seg.). In proposito, la giurisprudenza precisa e ricorda l’esistenza di diverse 

concezioni in ordine alla portata del principio di specialità, sia sul piano 

nazionale che internazionale; incertezza che impone all’AFC di informare 

espressamente l’autorità richiedente in ordine alle restrizioni d’uso delle 

informazioni trasmesse (cfr. sentenze del TF 2C_537/2019 del 13 luglio 

A-6201/2019 

Pagina 22 

2020 consid. 3.5 [destinata alla pubblicazione]; 2C_544/2019 del 13 luglio 

2020 consid. 4.7; sentenze del TAF A-3060/2018 del 3 novembre 2020 

consid. 4.6; A-6497/2018 del 3 novembre 2020 consid. 4.6). 

6.  

6.1 Stabiliti i principi applicabili, occorre innanzitutto esaminare se la do-

manda raggruppata qui in oggetto soddisfa le esigenze formali di conte-

nuto.  

Da un suo esame, il Tribunale osserva che la domanda raggruppata in og-

getto (cfr. atto n. 2 dell’inc. AFC) – così come riportata testualmente nella 

parte in fatto sub. lett. A, a cui si rinviano le parti – sembri a priori rispettare 

le esigenze formali di contenuto ai sensi della lett. ebis del Protocollo ag-

giuntivo (cfr. consid. 5.1.1 del presente giudizio), nonché più specifica-

mente dell’art. 3 cpv. 1 OAAF (cfr. consid. 5.1.2 del presente giudizio), la 

stessa contenendo le seguenti informazioni, qui riassunte in modo sinte-

tico: l’indicazione del periodo fiscale (dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 

2016); una descrizione dettagliata del gruppo oggetto della domanda non-

ché dei fatti e delle circostanze alla sua origine sulla base di un modello di 

comportamento ai sensi degli artt. 2 e 3 dell’Accordo amministrativo, allo 

scopo di identificare un gruppo specifico di contribuenti considerati recalci-

tranti (i cosiddetti « recalcitrant account holders ») secondo i criteri ivi espo-

sti; la descrizione delle informazioni richieste (informazioni specifiche sui 

contribuenti recalcitranti); l’indicazione dello scopo fiscale (la verifica del 

corretto adempimento degli obblighi di dichiarazione delle attività detenute 

presso un intermediario estero e dei correlati redditi da contribuenti resi-

denti in Italia) e delle imposte interessate (imposta sul reddito delle persone 

fisiche, imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero, ob-

blighi discendenti dalla legge relativa al monitoraggio fiscale per l’ammini-

strazione dell’imposta sui redditi delle persone fisiche); i motivi per cui si 

presume che le informazioni si trovino in Svizzera e l’indicazione del de-

tentore delle informazioni (banca B._______); la descrizione dei motivi per 

cui si presume che i contribuenti del gruppo non hanno rispettato la norma-

tiva fiscale italiana (contribuenti che non si sono conformati alla normativa 

fiscale italiana e/o non hanno fornito alla banca una prova del rispetto dei 

loro obblighi fiscali, dopo aver ricevuto da detta banca una lettera d’infor-

mazione in merito a tali obblighi fiscali e contenente la comminatoria della 

chiusura forzata del conto bancario, in caso di mancato ossequio); così 

come l’indicazione secondo cui la domanda è conforme alla legislazione e 

alla prassi amministrativa dell’Italia, ossequia il principio di sussidiarietà e 

di specialità, ecc.  

A-6201/2019 

Pagina 23 

7.  

Ciò premesso, nel caso concreto si impone d’esaminare più a fondo la que-

stione della rilevanza verosimile delle informazioni richieste e questo anche 

alla luce dei criteri sviluppati dalla giurisprudenza in materia di fishing ex-

pedition. 

In tale contesto, non si tratta dunque solo di esaminare l’adempimento for-

male, ma anche l’adempimento materiale dei requisiti di contenuto della 

domanda raggruppata in oggetto. 

7.1  

7.1.1 Nella domanda di assistenza amministrativa 6 dicembre 2018, l’au-

torità estera identifica il gruppo di contribuenti interessato con il seguente 

modello di comportamento (cfr. atto n. 2, punto n. 12 dell’inc. AFC; cfr. pa-

rimenti parte in fatto del presente giudizio sub. lett. A.a):  

« […] Ai sensi dell'articolo 2 dell'Accordo amministrativo tra Autorità competenti 
del 2/03/2017 la presente richiesta riguarda i contribuenti italiani cd. "Recalci-
tranti", cioè i contribuenti italiani i cui nomi sono sconosciuti e che sono identi-
ficabili attraverso i seguenti criteri nel periodo dal 23 febbraio 2015 al 31 dicem-
bre 2016: 

a. è o è stato titolare di uno o più conti presso B._______; 

b. il titolare del conto ha o ha avuto un indirizzo di domicilio o di residenza in 
Italia (sulla base della documentazione in possesso di B._______);  

c. il titolare del conto ha ricevuto una lettera da B._______ in cui è stata annun-
ciata la chiusura forzata del conto/conti bancari salvo egli fornisca 
all'B._______ l'autorizzazione del modello "Direttiva Risparmio UE per la Col-
laborazione Volontaria (Voluntary Disclosure)" o ogni altra prova del rispetto 
delle proprie obbligazioni fiscali relativamente a tale conto/conti; 

d. nonostante tale lettera, il titolare del conto non ha fornito a B._______ prove 
sufficienti del rispetto degli obblighi fiscali […] ». 
 

Per quanto concerne l’esigenza della lettera della banca B._______ ai 

sensi della lett. c dell’art. 2 dell’Accordo amministrativo, l’autorità richie-

dente italiana precisa di essere in possesso della copia della lettera (vedi 

allegato 1) che B._______ ha inviato ai propri clienti italiani per informarli 

che in mancanza delle prove documentali attestanti che il reddito imponi-

bile derivante dagli attivi detenuti presso B._______ e, se del caso, gli attivi 

stessi fossero stati dichiarati alle Autorità fiscali competenti, si vedeva co-

stretta a disdire la relazione d'affari in ottemperanza alla sezione 17 delle 

Condizioni generali e per informarli, altresì, della possibilità di impedire la 

disdetta rispedendo il modulo « Tassazione dei redditi da risparmio UE Au-

torizzazione alla divulgazione volontaria (modulo di tax disclosure) » entro 

il 20 marzo 2016 (cfr. atto n. 2, punto n. 15 dell’inc. AFC). 

A-6201/2019 

Pagina 24 

Nel descrivere i soggetti interessati, la domanda raggruppata precisa poi 

che non sono interessati dalla richiesta i soggetti che integrano i requisiti 

di cui all’art. 3 dell’Accordo Amministrativo. La domanda indica inoltre che, 

ai sensi dell’art. 4 dell’Accordo amministrativo, i criteri di selezione alla 

base della richiesta sono quelli previsti negli artt. 2 e 3 dell’Accordo ammi-

nistrativo. L’utilizzo combinato di tali criteri di selezione conduce a un so-

spetto di evasione fiscale in quanto consente di individuare contribuenti 

italiani che non hanno correttamente adempiuto agli obblighi previsti dalla 

normativa fiscale italiana. A tal fine, essa sottolinea che occorre anche con-

siderare che i contribuenti italiani sono tenuti a dichiarare tutte le attività e 

i redditi detenuti all’estero, corrispondendo le relative imposte.  

7.1.2 Entro i limiti fissati dalla convenzione contro le doppie imposizioni e 

l’Accordo amministrativo in vigore tra Italia e Svizzera, l’autorità estera ri-

chiede tutte le informazioni in possesso di B._______ in merito ai conti de-

tenuti presso l’istituto di credito, nel corso del periodo tra il 23 febbraio 2015 

e il 31 dicembre 2016, da soggetti residenti in Italia denominati « titolari 

recalcitranti di attività finanziarie ». 

Più nel dettaglio le informazioni richieste sono (cfr. atto n. 2, punto n. 16 

dell’inc. AFC; cfr. parimenti parte in fatto del presente giudizio 

sub. lett. A.a): 

« […] In particolare si richiede: 

a. informazioni anagrafiche dei "recalcitrant account holders" (cognome, 
nome, data di nascita e ultimo indirizzo noto risultante dalla documenta-
zione bancaria); 

b. numero identificativo del conto o dei conti detenuti presso B._______; 

c. saldo al 28 febbraio 2015 e al 31·dicembre 2016 di tutti i conti detenuti dai 
"recalcitrant account holders" […] ». 

7.1.3 In sintesi dunque, i soggetti dalla domanda raggruppata sono i cosid-

detti contribuenti italiani recalcitranti, ovvero quei contribuenti italiani che 

durante il periodo fiscale interessato erano titolari di uno o più conti presso 

la banca B._______, domiciliati o residenti in Italia e non hanno reagito alla 

lettera inviata da detta banca che gli informava dei loro obblighi fiscali di 

regolarizzare i propri conti secondo la normativa fiscale italiana, minaccian-

doli in caso contrario di chiusura forzata del loro conto. Il fondamento su 

cui poggia la presunzione del mancato rispetto della normativa fiscale ita-

liana risiede dunque nel fatto che, nonostante la lettera della banca, i con-

tribuenti italiani hanno omesso di fornire prove sufficienti del rispetto dei 

loro obblighi fiscali. Detto fondamento presuppone dunque che una tale 

lettera sia stata effettivamente notificata ai clienti della banca B._______ e 

A-6201/2019 

Pagina 25 

che gli stessi non abbiano reagito, rispettivamente non abbiano fornito la 

prova dell’adempimento dei loro obblighi fiscali. 

7.1.4 Con sentenza A-1296/2020 del 21 dicembre 2020 lo scrivente Tribu-

nale ha già confermato come un tale modello di comportamento sia idoneo 

a delimitare il gruppo di contribuenti interessati da una domanda raggrup-

pata in relazione alla CDI CH-IT. L’Alta Corte, con sentenza 2C_73/2021 

del 27 dicembre 2021, ha avuto anch’essa modo di esaminare tale que-

stione, arrivando alla medesima conclusione di questo Tribunale. Si pre-

cisa in tal senso che la fattispecie oggetto della sentenza A-1296/2020 del 

21 dicembre 2020 – eccezione fatta per alcune peculiarità specifiche al 

caso – è del tutto analoga a quella oggetto del presente procedimento: si 

tratta infatti di un modello di comportamento basato su criteri quasi identici 

a quelli oggetto della domanda qui in esame, i quali sono stati ritenuti, an-

che dal Tribunale federale, come idonei a delimitare la cerchia dei contri-

buenti interessati da una domanda raggruppata. 

A titolo abbondanziale si precisa che di per sé un tale modello di compor-

tamento era già stato ritenuto dal Tribunale federale come idoneo a delimi-

tare il gruppo di contribuenti interessati da una domanda raggruppata in 

relazione alla CDI CH-NL (cfr. DTF 143 II 136 considd. 6.3 e 6.4.2). In tale 

contesto il Tribunale federale ha considerato tuttavia come essenziale per 

la sua ammissibilità – e dunque la sua delimitazione rispetto alle fishing 

expeditions inammissibili – la prova che i contribuenti abbiano preso cono-

scenza di una tale lettera, alla quale non hanno dato seguito.  

7.2  

7.2.1 Ciò puntualizzato, ritornando alla domanda raggruppata in oggetto, 

si osserva come all’origine di questo modello di comportamento vi siano i 

risultati dell’inchiesta sul programma italiano di collaborazione volontaria  

(« Voluntary Disclosure Program »), al quale hanno aderito più di 

15’000 contribuenti italiani, regolarizzando la loro situazione fiscale. In tale 

contesto, l’autorità richiedente italiana indica di essere in possesso di una 

lettera che la banca B._______ avrebbe inviato ai propri clienti italiani, di 

cui ha allegato una copia alla domanda raggruppata (cfr. atto n. 2, allegato 

1 dell’inc. AFC). In tali circostanze, essa ha motivo di ritenere che un con-

siderevole numero di contribuenti italiani che detengono o hanno detenuto 

presso detta banca attività finanziarie, non le abbiano regolarizzate se-

condo la normativa fiscale italiana (cfr. atto n. 2, punto n. 15 dell’inc. AFC). 

Più concretamente, la lettera in questione è datata 28 gennaio 2016 

(cfr. atto n. 2, allegato 1 dell’inc. AFC) e ha il seguente tenore: 

A-6201/2019 

Pagina 26 

 

« […] Disdetta della relazione d'affari con B._______ 

Gentile cliente, 

nella nostra precedente comunicazione abbiamo richiesto le prove documentali 
attestanti che il reddito imponibile derivante dagli attivi da lei detenuti presso 
B._______ e, se del caso, gli attivi stessi siano stati dichiarati alle autorità fiscali 
competenti In base alla documentazione in nostro possesso, tali prove non 
sono state fomite per la relazione sopra menzionata. 

Siamo spiacenti di informarla che, a causa della mancanza di tale documenta-
zione, ci vediamo costretti a disdire la nostra relazione d'affari con lei in ottem-
peranza alla sezione 17 delle nostre Condizioni generali, di cui alleghiamo una 
copia per sua Informazione. La disdetta riguarda tutte le relazioni contrattuali 
intrattenute con lei sotto il numero cliente sopra riportato, incluso/i il/i suo/i 
conto/i liquidità e, a seconda dei casi, di deposito, nonché tutti i contratti sepa-
rati inerenti a prodotti e servizi da lei stipulati con B._______. […] 

La disdetta avrà effetto in data 20 marzo 2016 per tutti i contratti, salvo quelli 
che prevedono un preavviso più lungo o una data di conclusione prefissata. Per 
tali contratti, B._______ continuerà ad adempiere ai suoi obblighi contrattuali 
fino alla scadenza del periodo di preavviso concordato o alla data di conclu-
sione stabilita. Non sarà tuttavia possibile rinnovare tali contratti e B._______ 
si riserva il diritto di disdire tali contratti per motivi importanti. 

Come può impedire la disdetta? 

Può impedire la disdetta rispedendoci il modulo allegato «Tassazione dei red-
diti da risparmio UE-Autorizzazione alla divulgazione volontaria» («modulo di 
tax disclosure») entro e non oltre il 20 marzo 2016. Il modulo deve essere fir-
mato dal titolare del conto (e dal/i beneficiario/i economico/i). In caso di conti 
intestati a più di un titolare (relazione congiunge e collettive), questo modulo 
deve essere firmato da tutti i cointestatari. In caso di conti aventi più di un be-
neficiario economico, deve essere firmato un modulo per ognuno di essi. […] 

Firmando il modulo di tax disclosure, lei (e il/i beneficiario/i economico/i) auto-
rizza/autorizzate B._______ a comunicare all’Amministrazione federale delle 
contribuzioni (AFC) il suo nome e indirizzo o il nome e indirizzo del/dei benefi-
ciario/i economico/i, il numero di conto e qualsiasi informazione in merito ai 
redditi da interessi generati. L’AFC trasmetterà poi queste informazioni alle au-
torità fiscali competenti. B._______ effettuerà una comunicazione annuale 
all’AFC indipendentemente dal fatto che nell’anno in questione siano stati ge-
nerati redditi da interessi. A seguito di questa dichiarazione, la tassa UE sul 
reddito da risparmio del 35% non verrà più trattenuta.  

Qualora desideri fornire prove documentali alternative della tax disclosure, la 
invitiamo a rivolgersi al suo consulente. 

[…] 

Quali sono le conseguenze della disdetta? 

Qualora non dovesse provvedere a fornirci la documentazione richiesta entro 
e non oltre il 20 marzo 2016, la disdetta diventerà effettiva. Ciò significa che 
tutti i nostri servizi connessi con il numero clienti sopra riportato (incluso, ma 
non solo, i servizi di pagamento) non saranno più a sua disposizione. […] 

In questo caso le chiediamo di voler gentilmente compilare e inviarci il modulo 
allegato contenente le istruzioni di chiusura per permetterci di trasferire i suoi 

A-6201/2019 

Pagina 27 

attivi a un istituto finanziario terzo. Si attira l’attenzione sul fatto che non pos-
siamo eseguire istruzioni di trasferimento verso conti in paesi riportati nella 
black list italiana o detenuti presso entità B._______ in Svizzera o all’estero 
[…] ». 

Detta lettera contiene chiaramente un’espressa minaccia di chiusura for-

zata dei conti interessati, così come richiesto dall’art. 4 dell’Accordo ammi-

nistrativo (cfr. atto n. 2, punto n. 12 dell’inc. AFC; parimenti parte in fatto 

del presente giudizio sub. lett. A.a).  

7.2.2 Ora, nella propria domanda raggruppata l’autorità richiedente ita-

liana, oltre a delimitare sufficientemente il gruppo delle persone interes-

sate, illustra anche i fatti e le circostanze all’origine della sua richiesta, di-

mostrandone la rilevanza verosimile (cfr. atto n. 2, punto n. 15 

dell’inc. AFC). Come già rilevato, tali fatti sono costituiti – oltre che dall’invio 

di una lettera da parte della banca – anche dai risultati scaturiti dal cosid-

detto « Voluntary Disclosure Program », che hanno mostrato come nume-

rosi contribuenti italiani detenessero conti non dichiarati presso la banca. 

La domanda raggruppata mira proprio ad accertare quali siano i contri-

buenti italiani che non hanno dato seguito ad una tale lettera, sicché non 

hanno regolarizzato i propri conti e/o comprovato di aver rispettato gli ob-

blighi fiscali della normativa fiscale italiana. Da ciò si desume perché vi 

sono ragioni per ritenere che i contribuenti rientranti nel modello di com-

portamento menzionato abbiano verosimilmente evaso il fisco e perciò le 

informazioni richieste possono portare all’adempimento dei loro obblighi fi-

scali. Anche lo scopo fiscale è poi chiaro, nella misura in cui la domanda 

raggruppata mira ad accertare i casi di evasione fiscale commessi dai con-

tribuenti italiani che non hanno aderito al programma « Volontary Disclo-

sure » e/o che non hanno regolarizzato i propri conti, malgrado la lettera 

della banca B._______ (cfr. atto n. 2, punto n. 12 dell’inc. AFC), così come 

prescritto dall’art. 3 lett. c OAAF.  

7.3 Visto il contenuto della domanda raggruppata, il Tribunale non intrav-

vede quindi alcun motivo di considerare quest’ultima come una « fishing 

expedition ». Le condizioni poste dalla giurisprudenza, per delimitare una 

legittima richiesta di assistenza amministrativa fiscale internazionale da 

una « fishing expedition » (cfr. consid. 5.2.2 del presente giudizio) risultano 

infatti qui manifestamente adempiute, la domanda raggruppata fornendo 

una descrizione dettagliata del gruppo sulla base di un modello di compor-

tamento (cfr. atto n. 2, punto n. 12 dell’inc. AFC), descrivendo i fatti e le 

circostanze specifiche che l’hanno portata alla richiesta, indicando i motivi 

per i quali ritiene che vi siano contribuenti italiani del gruppo che non ab-

biano adempiuto i loro obblighi fiscali (cfr. atto n. 2, punti n. 12 e 15 

dell’inc. AFC) e dimostrando che le informazioni richieste possono portare 

A-6201/2019 

Pagina 28 

all’adempimento degli obblighi riconducibili dei contribuenti italiani appar-

tenenti al gruppo (cfr. atto n. 2, punti n. 12-16 dell’inc. AFC). Anche la de-

scrizione del gruppo è idonea ad identificare i contribuenti italiani che non 

si sono conformati alla normativa fiscale italiana.  

Nell’apprezzamento del requisito della rilevanza verosimile delle informa-

zioni richieste, il ruolo dello Stato richiesto si limita ad un controllo della 

plausibilità (cfr. consid. 5.2.1.2 del presente giudizio). In tal senso, alla luce 

degli elementi sopra esposti, non vi sono dubbi circa l’esistenza di un 

chiaro nesso tra le circostanze illustrate dall’Agenzia delle Entrate nella do-

manda di assistenza amministrativa e le informazioni da essa richieste. 

8.  

Ciò appurato, occorre ora esaminare la ricevibilità materiale della domanda 

raggruppata, alla luce delle restanti censure sollevate dalla ricorrente. 

Da un suo esame, il Tribunale osserva che la domanda raggruppata in og-

getto (cfr. atto n. 2 dell’inc. AFC) sembri a priori rispettare le esigenze ma-

teriali di contenuto (cfr. consid. 5.2 del presente giudizio). Il requisito della 

rilevanza verosimile delle informazioni richieste è infatti manifestamento 

adempiuto, esistendo – di fatto –  una ragionevole probabilità che le infor-

mazioni richieste abbiano un nesso con le circostanze illustrate e quindi si 

rilevino pertinenti ai fine dell’inchiesta o del controllo nello Stato richiedente 

(cfr. consid. 5.2.1 del presente giudizio). La domanda di assistenza non co-

stituisce poi una « fishing expedition », fornendo questa una descrizione 

dettagliata del gruppo, descrivendo i fatti e le circostanze specifiche che 

hanno portato l’autorità alla richiesta, spiegando la legge (fiscale) applica-

bile, indicando i motivi per ritenere che i contribuenti del gruppo non ab-

biano adempiuto ai loro obblighi, ovvero violato la legge fiscale e dimo-

strando come le informazioni richieste possano portare all’adempimento 

degli obblighi riconducibili dei contribuenti fiscali appartenenti al gruppo 

(cfr. consid. 5.2.2 del presente giudizio). Il principio della buona fede e 

quello dell’affidamento sono manifestamente rispettati, non essendoci agli 

atti elementi che fanno dubitare circa il corretto adempimento degli stessi 

(cfr. consid. 5.2.3 del presente giudizio). Anche il principio di sussidiarietà 

è stato chiaramente rispettato, avendo lo stato estero – di fatto –  dichiarato 

di aver sfruttato tutte le fonti abituali previste dalla procedura fiscale interna 

prima di ricorrere a quella assistenziale (cfr. consid. 5.2.5 del presente giu-

dizio). 

 

A-6201/2019 

Pagina 29 

9.  

Appurata l’ammissibilità formale e materiale della domanda raggruppata, è 

qui necessario quindi esaminare se la ricorrente rientra nel modello di com-

portamento descritto nella domanda raggruppata.  

9.1 In sede di ricorso, la ricorrente afferma ch’essa, nonostante fosse con-

titolare della relazione bancaria oggetto della presente procedura assisten-

ziale, non avrebbe mai avuto alcuna effettiva disponibilità di tale conto. Gli 

averi ivi depositati, sarebbero infatti sempre stati esclusivamente di perti-

nenza del fratello. In tal senso, le informazioni lei inerenti non dovrebbero 

quindi venir trasmesse all’autorità estera (cfr. ricorso 22 novembre 2019, 

punto n. 2). In merito a tali censure lo scrivente Tribunale rileva quanto 

segue. 

In sede di risposta e in merito a tale censura, l’autorità inferiore sostiene 

che la ricorrente né faccia valere una violazione del diritto federale né  

faccia valere l’accertamento inesatto o incompleto di un fatto giuridica-

mente rilevante. A mente dell’AFC, anche ammettendo per ipotesi che la 

ricorrente fosse contitolare del conto per una questione di « mera opportu-

nità successoria », ciò non pregiudicherebbe in ogni caso la sua qualità di 

contitolare della relazione bancaria, sicché – di riflesso – le condizioni po-

ste alla base della domanda di assistenza amministrativa 6 dicembre 2018 

risulterebbero in ogni caso adempiute (cfr. risposta dell’AFC 3 febbraio 

2020, punto n. 2/3). Ora, come già esposto al consid. 2.1 del presente giu-

dizio, con ricorso al Tribunale amministrativo federale possono essere in-

vocati la violazione del diritto federale, compreso l’eccesso o l’abuso del 

potere di apprezzamento (cfr. art. 49 lett. a PA), l’accertamento inesatto o 

incompleto di fatti giuridicamente rilevanti (cfr. art. 49 lett. b PA) nonché 

l’inadeguatezza (cfr. art. 49 lett. c PA; cfr. MOSER/BEU-

SCH/KNEUBÜHLER/KAYSER op. cit., n. 2.149). Il Tribunale rileva che la ricor-

rente in sede di ricorso, come già ben sopra esposto, effettivamente non 

censura l’accertamento inesatto o incompleto di un fatto giuridicamente ri-

levante, ma si limita a indicare come l’esposizione fattuale agli atti – da 

questa non contestata – alla luce di quanto da essa sostenuto non condur-

rebbe ad ammettere che la stessa debba venir inclusa nel gruppo di com-

portamento oggetto della domanda raggruppata 6 dicembre 2018. In tal 

senso, quanto indicato dall’autorità inferiore in sede di risposta (cfr. risposta 

dell’AFC 3 febbraio 2020, punto n. 2/3) non può quindi qui che essere con-

diviso dallo scrivente Tribunale. Non contestando la ricorrente l’accerta-

mento fattuale operato dall’autorità inferiore, tale censura dev’essere re-

spinta. 

A-6201/2019 

Pagina 30 

Si rileva in ogni caso a titolo abbondanziale, come a prescindere da quanto 

sopra esposto, quanto indicato dalla ricorrente in sede di ricorso non sia in 

ogni caso rilevante ai fini del presente procedimento. Infatti, come già espo-

sto nella parte in fatto del presente giudizio (cfr. parte in fatto del presente 

giudizio sub. lett. A.a), la domanda raggruppata di assistenza amministra-

tiva in materia fiscale precisa quanto segue circa i soggetti interessati in 

Italia (cfr. atto n. 2 dell’inc. AFC): 

« […]  

a.  è o è stato titolare di uno o più conti presso B._______; 

b. il titolare del conto ha o ha avuto un indirizzo di domicilio o di residenza in 
Italia (sulla base della documentazione in possesso di B._______); 

c. il titolare del conto ha ricevuto una lettera da B._______ in cui è stata an-
nunciata la chiusura forzata del conto/conti bancari salvo egli fornisca 
all'B._______ l'autorizzazione del modello "Direttiva Risparmio UE per la 
Collaborazione Volontaria (Voluntary Disclosure)" o ogni altra prova del ri-
spetto delle proprie obbligazioni fiscali relativamente a tale conto/conti; 

d. nonostante tale lettera, il titolare del conto non ha fornito a B._______ prove 
sufficienti del rispetto degli obblighi fiscali […] ». 
 

Come si evince chiaramente dal criterio di cui let. a. sopra indicato, questo 

non fa menzione alcuna circa la disposizione da parte del titolare del conto 

degli averi depositati. In tal senso, ciò che è rilevante al fine di determinare 

se un dato soggetto rientra nel modello di comportamento descritto nella 

domanda raggruppata, è quindi – oltre all’adempimento dei restati criteri – 

unicamente la questione dell’effettiva titolarità del conto durante il periodo 

interessato dalla domanda. Pertanto, tale censura dev’essere quindi in 

ogni caso respinta. La richiesta di edizione dei documenti bancari da parte 

di B._______ e quella di audizione del fratello della ricorrente, non possono 

pertanto venir accolte, essendo l’assunzione di tali prove del tutto inin-

fluente sull’apprezzamento di tale questione. 

9.2 Dalla documentazione bancaria (cfr. atto n. 14 dell’inc. AFC) risulta poi 

che nel periodo fiscale dal 23 febbraio 2015 al 31 dicembre 2016 la ricor-

rente era contitolare insieme al fratello di un conto bancario presso la 

banca B._______. Dal medesimo documento, risulta altresì come nella 

nota bancaria 10 febbraio 2016, il consulente abbia annotato quanto segue 

(cfr. atto n. 14, nota bancaria pag. 10 dell’inc. AFC): « […] Telefono cliente 

chiede info in merito alla lettera ricevuta da B._______ ‘Disdetta della rela-

zione d’affari con B._______ per la problematica VCP. Ribadisco al cliente 

che non avendo aderito alla Tax disclosure dovrà chiudere presso 

B._______ e trasferire via banca l’ammontare totale su una relazione inte-

stata ad entrambi. […] mi informerà poi in merito al trasferimento. […] ». In 

tali circostanze, vi è motivo di presumere che la stessa abbia chiaramente 

A-6201/2019 

Pagina 31 

avuto conoscenza dello scritto B._______ 28 gennaio 2016.  Peraltro, tale 

fatto non è mai stato contestato dalla qui ricorrente. Alla luce di quanto 

esposto, si deve quindi considerare che la ricorrente è interessata dalla 

domanda raggruppata, ragione per cui vi è da ritenere la trasmissione delle 

informazioni postulata dall’autorità richiedente italiana come giustificata.  

10.  

10.1 In conclusione, lo scrivente Tribunale deve constatare che la do-

manda raggruppata di assistenza amministrativa italiana del 6 dicembre 

2018 adempie tutti i requisiti formali alla base della sua ammissibilità. Essa 

non risulta manifestamente fondata su una fattispecie completamente er-

rata e/o non veritiera. Essa non costituisce neppure una « fishing expedi-

tion », non è contraria né al principio di sussidiarietà né al principio della 

buona fede e dell’affidamento. La ricorrente rientra poi nel modello di com-

portamento descritto in detta domanda raggruppata. Ne consegue che è a 

giusta ragione che l’autorità inferiore ha concesso l’assistenza amministra-

tiva in materia fiscale all’Italia, per quanto concerne la qui ricorrente. Il Tri-

bunale non intravvede pertanto alcun valido motivo per respingere la do-

manda di assistenza in oggetto o annullare la decisione impugnata, così 

come invece postulato dalla ricorrente nel suo gravame.  

10.2 Ciò sancito, va da ultimo ancora sottolineato che le persone menzio-

nate nella documentazione bancaria sono protette dal principio della spe-

cialità di cui all’art. 27 par. 2 CDI CH-IT, precisato dalla giurisprudenza del 

Tribunale federale (cfr. consid. 5.2.6 del presente giudizio). Tenuto conto 

dell’esistenza di diverse concezioni in ordine alla portata del principio di 

specialità sia sul piano nazionale che internazionale, in particolare sulla 

sua componente personale, è qui opportuno che l’AFC informi espressa-

mente l’autorità richiedente italiana in ordine alle restrizioni d’uso delle in-

formazioni trasmesse (cfr. consid. 5.2.6 del presente giudizio; parimenti 

sentenza del TAF A-5309/2019 del 3 dicembre 2020 consid. 5.6 con rinvii). 

L’AFC dovrà dunque precisare e riferire all’autorità richiedente italiana 

quanto sancito al punto n. 2 del dispositivo del presente giudizio. 

10.3 In definitiva, la decisione impugnata va dunque confermata e il ricorso 

della ricorrente integralmente respinto, con le precisazioni all’attenzione 

dell’autorità inferiore di cui al consid. 10.2 circa il principio di specialità. 

11.  

In considerazione dell’esito della lite, giusta l’art. 63 cpv. 1 PA, le spese di 

procedura sono poste a carico della ricorrente qui integralmente soccom-

bente (cfr. art. 1 segg. del regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e 

A-6201/2019 

Pagina 32 

sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al Tribunale amministrativo fede-

rale [TS-TAF, RS 173.320.2]). Nella fattispecie esse sono stabilite in 

5'000 franchi (cfr. art. 4 TS-TAF), importo che verrà detratto interamente 

dall’anticipo spese di 5'000 franchi da essa versato a suo tempo. Non vi 

sono poi i presupposti per l’assegnazione alla ricorrente di indennità a titolo 

di spese ripetibili (cfr. 64 cpv. 1 PA a contrario, rispettivamente art. 7 cpv. 1 

TS-TAF a contrario). 

12.  

Contro la presente decisione, relativa ad un’assistenza amministrativa in-

ternazionale in materia fiscale, può essere interposto ricorso in materia di 

diritto pubblico al Tribunale federale (cfr. art. 83 lett. h LTF). Il termine ricor-

suale è di 10 giorni dalla sua notificazione. Il ricorso inoltre è ammissibile 

soltanto se concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o 

se si tratta per altri motivi di un caso particolarmente importante ai sensi 

dell’art. 84 cpv. 2 LTF (cfr. art. 84a LTF). Il Tribunale federale è il solo com-

petente a determinare il rispetto di tali condizioni. 

(il dispositivo è indicato alla pagina seguente)  

  

A-6201/2019 

Pagina 33 

Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun-
cia: 

1.  

Il ricorso è respinto. 

2.  

L’autorità inferiore deve informare l’autorità richiedente italiana che le in-

formazioni trasmesse e ottenute nel quadro della assistenza amministra-

tiva richiesta possono essere utilizzate unicamente nel procedimento che 

riguarda la signora A._______ conformemente all’art. 27 cpv. 2 CDI CH-IT. 

3.  

Le spese processuali di 5'000 franchi sono poste a carico della ricorrente. 

Alla crescita in giudicato del presente giudizio, il succitato importo verrà 

interamente detratto dall’anticipo spese di 5'000 franchi versato a suo 

tempo dalla ricorrente. 

4.  

Non vengono assegnate indennità a titolo di spese ripetibili. 

5.  

Questa sentenza è comunicata alla ricorrente e all’autorità inferiore. 

 

I rimedi giuridici sono menzionati alla pagina seguente. 

 

Il presidente del collegio: Il cancelliere: 

  

Raphaël Gani Simone Aldi 

 

  

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Pagina 34 

Rimedi giuridici: 

Contro le decisioni nel campo dell’assistenza amministrativa internazionale 

in materia fiscale può essere interposto ricorso in materia di diritto pubblico 

al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro un termine di 10 giorni dalla 

sua notificazione, soltanto se concerne una questione di diritto di 

importanza fondamentale o se si tratta per altri motivi di un caso 

particolarmente importante ai sensi dell'art. 84 cpv. 2 LTF (art. 82, art. 83 

lett. h, art. 84a, art. 90 e segg. e 100 cpv. 2 lett. b LTF). Il termine è reputato 

osservato se gli atti scritti sono consegnati al Tribunale federale oppure, 

all'indirizzo di questo, alla posta svizzera o a una rappresentanza 

diplomatica o consolare svizzera al più tardi l'ultimo giorno del termine (art. 

48 cpv. 1 LTF). Negli atti scritti occorre spiegare perché la causa adempie 

siffatta condizione. Inoltre, gli atti scritti devono essere redatti in una lingua 

ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di prova 

ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della parte 

ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere 

allegati (art. 42 LTF). 

 

 

Data di spedizione: 

 

  

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Pagina 35 

Comunicazione a: 

– ricorrente (atto giudiziario)  

– autorità inferiore (n. di rif. (…); atto giudiziario)