# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 071f7e79-8d14-5e18-80d0-3b292c38a98f
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2010-12-07
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale amministrativo 07.12.2010 52.2007.380
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCA_001_52-2007-380_2010-12-07.html

## Full Text

Incarto n.

  52.2007.380

   

  	
  Lugano

  7 dicembre
  2010

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  Ticino

  	 

	
  Il Tribunale cantonale amministrativo

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Raffaello Balerna, presidente,

  Damiano
  Bozzini, Flavia Verzasconi

  

 

	
  segretario:

  	
  Leopoldo Crivelli

  

 

 

statuendo sul ricorso 6 novembre 2007 di

 

 

	
   

  	
  RI 1, 

  patrocinati da: ,

   

  
	
   

  	
  contro

  	 

 

	
   

  	
  la decisione 23 ottobre 2007 (n. 5489) con cui il
  Consiglio di Stato ha respinto il gravame degli insorgenti avverso la
  decisione 24 novembre 2005 del Dipartimento del territorio, Sezione
  forestale, in materia di accertamento generale del limite del bosco a
  contatto con la zona edificabile del comune di Vico Morcote;

  

 

 

viste le risposte:

-         
13 novembre 2007 del
municipio di Vico Morcote e della Sezione forestale del Dipartimento del territorio;

-         
21 novembre 2007 del
Consiglio di Stato;

 

 

letti ed esaminati gli atti;

 

ritenuto,                           in
fatto

 

                                  A.   RI 1 sono
comproprietari dei mapp di Vico Morcote. I due fondi, contermini, sono siti a
valle della strada cantonale che dal lago sale verso il nucleo del paese e
presentano una forte pendenza. Sul primo sorge una casa di abitazione che,
verso nord, dista all'incirca un metro dal confine con il mapp.. Quest'ultimo,
di 760 mq, ha una forma pressoché rettangolare ed è inedificato. Presenta una fascia
priva di vegetazione, eccettuati alcuni arbusti, che dall'angolo sud-ovest, a ridosso
della strada cantonale, scende a mo' di triangolo verso il confine a valle
della particella. Sulla parte settentrionale del fondo, invece, insiste un
folto aggregato arboreo costituito di robinie, castagni, sambuchi, noccioli e
agrifogli, che occupano grossomodo la metà della superficie del mappale e si
estende dalla strada cantonale fino al sentiero comunale a valle.

 

 

                                  B.   Nell'ambito
della revisione del piano regolatore di Vico Morcote, il 24 novembre 2005 la
Sezione forestale del Dipartimento del territorio ha emanato una decisione di
accertamento generale del limite del bosco a contatto con la zona edificabile,
stabilendo il carattere boschivo dell'intero mappale.

 

 

                                  C.   Avverso
questa decisione RI 1 hanno inoltrato ricorso al Consiglio di Stato che, con
giudizio 23 ottobre 2007, ha confermato la natura boschiva della particella n. di
Vico Morcote, così come accertato dalla Sezione forestale, respingendo il gravame
dei proprietari.

 

 

                                  D.   RI 1 si aggravano ora
davanti al Tribunale cantonale amministrativo avverso la decisione governativa,
della quale postulano rispettivamente l'annullamento o la riforma nel senso di
spostare il limite del bosco fino a farlo coincidere con l'attuale vegetazione
forestale presente. Contestano, in sunto, l'attitudine a svolgere funzioni
forestali della parte ormai priva di piante. Tale sarebbe pure la conclusione
alla quale giunge il perito da essi incaricato, ing. __________, che nel
proprio referto avrebbe rilevato come il limite del bosco sarebbe stato
accertato in modo errato. D'altra parte, le fotografie aeree non
costituirebbero un mezzo di prova sufficientemente preciso ai fini di un
accertamento boschivo, anzi, starebbero proprio a dimostrare l'assenza di
vegetazione sulla parte meridionale del fondo. I ricorrenti ritengono quindi
che le precedenti istanze abbiano accertato i fatti determinanti per la
decisione in maniera incompleta e inesatta.

 

                                         La Sezione forestale e il
Consiglio di Stato chiedono la reiezione del gravame. Il municipio di Vico
Morcote, per contro, aderisce parzialmente al ricorso. Dei motivi si dirà, per
quanto necessario, nei considerandi. Il 29 aprile 2010 si sono svolti l'udienza
e il sopralluogo, in occasione dei quali le parti si sono confermate nelle rispettive
allegazioni e domande.

 

 

Considerato,                  in
diritto

 

                                   1.   La
competenza di questo tribunale è data (art. 42 cpv. 2 legge cantonale sulle foreste
del 21 aprile 1998; LCFo; RL 8.4.1.1). La legittimazione ricorsuale degli insorgenti
è pacifica (art. 42 cpv. 3 LCFo in relazione con l'art. 43 legge di procedura
per le cause amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1). Il ricorso,
tempestivo (art. 42 cpv. 2 LCFo), è dunque ricevibile in ordine e può essere
evaso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze del sopralluogo e degli
atti in seguito richiamati dalla Sezione forestale (art. 18 cpv. 1 LPamm).

 

 

                                   2.   Al momento
dell'emanazione e della revisione dei piani di utilizzazione ai sensi della
legge federale sulla pianificazione del territorio (LPT) deve essere ordinato
un accertamento del carattere forestale laddove le zone edificabili confinano o
confineranno in futuro con la foresta (art. 10 cpv. 2 legge federale sulle
foreste del 4 ottobre 1991; LFo; RS 921.0). I margini risultanti da quell'accertamento
sono iscritti nelle zone edificabili secondo le disposizioni della legge
federale sulla pianificazione del territorio (art. 13 cpv. 1 LFo), ritenuto che
i nuovi popolamenti al di fuori di questi margini forestali non sono
considerati foreste (art. 13 cpv. 2 LFo). Questo significa che i confini tra
bosco e zona edificabile rimangono stabili. Il carattere dinamico del bosco,
che informa in principio la LFo, è dunque soppresso nei confronti della confinante
zona edificabile, a tutto vantaggio della sicurezza del diritto. Lo scopo di questa
regolamentazione è palese: evitare che una zona di fondamentale importanza come
la zona edificabile venga modificata da un elemento per sua natura in continua
evoluzione qual è il bosco.

 

                                   3.   3.1. Si
considera foresta ogni superficie coperta da alberi o arbusti forestali che
possa svolgere funzioni forestali ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 lett. c e 2 LFo.
L'origine, il genere di sfruttamento e la designazione nel registro fondiario
non sono elementi rilevanti al riguardo (art. 2 cpv. 1 LFo; DTF 124 II 85
consid. 2). Si considerano inoltre foreste i boschi pascolati, i pascoli
alberati e le selve, le superfici non alberate o improduttive di un fondo forestale
quali radure, strade forestali o simili, nonché i fondi gravati dall'obbligo di
rimboschimento (art. 2 cpv. 2 LFo). Non si considerano foreste i gruppi isolati
di alberi e di arbusti, le siepi, i viali, i giardini, i parchi e gli spazi
verdi, le colture di alberi su terreno aperto e destinate allo sfruttamento a
breve scadenza come pure alberi ed arbusti su impianti di sbarramento o su
terreni immediatamente antistanti (art. 2 cpv. 3 LFo). Una ponderazione degli
interessi privati con altri interessi pubblici contrapposti non deve per contro
essere eseguita nell'ambito di questa procedura (sentenze del Tribunale
federale 1C_24272007 dell'11 giugno 2008, consid. 2.1 e 1C_319/2007 dell'8
gennaio 2008 consid. 2.2; DTF 124 II 85 consid. 3e e 4d e riferimenti).  

 

                                         Il
messaggio del Consiglio federale, la giurisprudenza del Tribunale federale e la
dottrina hanno precisato cosa si deve intendere per “funzioni forestali”
ai sensi dell'art. 1 cpv. 1 lett. c LFo. In particolare, la foresta adempie una
funzione protettiva se protegge da catastrofi naturali, come ad esempio
valanghe, scoscendimenti, erosioni, cadute di pietre, vite umane o valori
reali. Questa adempie per contro una funzione sociale se per posizione, genere
di alberi, e forma, offre all'uomo uno spazio rigenerante o, con la sua
configurazione, dà una nota caratteristica al paesaggio o, ancora, se preserva
da agenti ambientali nocivi (rumore, immissioni), procura riserve idriche
quantitativamente e qualitativamente pregevoli, e costituisce per la flora e
per la selvaggina uno spazio vitale insostituibile. La foresta svolge inoltre
una funzione economica in quanto produce legno che può essere sfruttato dall'uomo
(cfr. Messaggio del Consiglio Federale sulla LFo del 29 giugno 1988, in FF 1988 III 137 segg.,151 seg.; Stefan Jaissle,
Der dynamische Waldbegriff und die Raumplanung, Zurigo 1994, pag. 4 segg., 68
segg.; anche DTF 124 II 85 consid. 3 d/bb, DTF 114 Ib 224 consid. 9 a/ac).

 

                                         3.2. I
Cantoni possono stabilire, entro i limiti fissati dal Consiglio federale, larghezza,
superficie ed età che deve avere un'estensione boschiva spontanea come anche
larghezza e superficie che devono avere altre aree boschive per essere
considerate foreste. I criteri cantonali non sono tuttavia determinanti se un'area
svolge funzioni sociali o protettive particolarmente importanti (art. 2 cpv. 4
LFo). L'art. 1 cpv. 1 dell'ordinanza sulle foreste del 30 novembre 1992 (OFo;
RS 921.01) fissa tali limiti come segue: 200-800 mq per la superficie (incluso
un margine idoneo), 10-12 m per la larghezza (pure incluso un margine idoneo),
10-20 anni per l'età del popolamento in caso di estensione boschiva spontanea.
Giusta l'art. 1 cpv. 2 OFo, il popolamento che adempie funzioni sociali o
protettive particolarmente importanti si considera foresta indipendentemente
dalla sua superficie, dalla sua larghezza o dalla sua età.

 

3.3. In attuazione e completamento delle
menzionate disposizioni federali, l'art. 3 cpv. 1 della LCFo stabilisce che una
superficie coperta da alberi che possa svolgere funzioni forestali è da considerare
bosco quando presenta un'estensione di almeno 800 mq, una larghezza di almeno 12 m ed un'età di almeno 20 anni. Come il Tribunale federale ha avuto modo di ripetutamente spiegare,
da ultimo in merito ad un'analoga normativa adottata dal Canton Zurigo, tali
quantitativi minimi costituiscono dei criteri di giudizio ausiliari,
finalizzati alla concretizzazione del (preminente) concetto qualitativo di
foresta, che sta alla base della LFo. Se, pertanto, è di principio lecito
dedurre l'esistenza di un bosco quando questi quantitativi sono soddisfatti,
non è altrettanto lecito dedurre senz'altro il contrario in loro difetto (DTF
125 II 440 consid. 2c, con rinvii alla giurisprudenza precedente; inoltre il
messaggio del Consiglio federale, in FF cit., 153). In sintonia con questa
giurisprudenza l'art. 3 LCFo soggiunge pertanto che qualora la superficie
coperta da alberi con funzioni forestali sia situata lungo i corsi d'acqua,
sulle rive dei laghi o nel caso di fitocenosi rari, i requisiti minimi suddetti
non sono applicabili (cpv. 2) e che all'interno di un perimetro edificabile, di
protezione o di pericolo è considerata bosco
una superficie di almeno 500 mq (art. 3).

 

 

                                   4.   Dalle
tavole processuali, e in particolare dalle risultanze dei sopralluoghi esperiti
dal Consiglio di Stato prima e da questo Tribunale poi, emerge che attualmente
l'area litigiosa si presenta solo parzialmente ricoperta da vegetazione
forestale (robinie, castagni, sambuco, agrifoglio), nella parte settentrionale,
mentre nel comparto a contatto con la confinante particella edificata dei
ricorrenti non vi è praticamente più vegetazione arborea ad eccezione di alcuni
arbusti a contatto con la strada cantonale. Su questa parte del fondo sono
tuttavia ancora ben visibili alcune ceppaie. 

4.1. Il carattere boschivo dell'area a nord del mappale  accertato dalla
Sezione forestale e confermato dal Consiglio di Stato nella decisione impugnata
non è messo in discussione nemmeno dai ricorrenti, che lo riconoscono
esplicitamente. Nemmeno forma oggetto di contestazione la presenza sul fondo
delle essenze forestali testé menzionate, di cui le robinie e i castagni sono
contemplati dall'allegato 9 all'ordinanza sulla protezione dei vegetali del 28
febbraio 2001 (OPV; RS 916.20.) relativo agli alberi e agli arbusti forestali.
Pacifico è poi che tali alberi esistano da oltre vent'anni.

4.2. La qualifica di bosco non può essere negata nemmeno per la parte
attualmente priva di vegetazione, contrariamente a quanto sostenuto dagli
insorgenti. In effetti, se è vero che per definire una foresta sono decisive le
condizioni esistenti al momento del giudizio di prima istanza (DTF 124 II 85
consid. 4d, 120 Ib 339 consid. 4a), è altrettanto vero che, in determinate
circostanze, occorre tener conto anche della situazione passata (DTF 108 Ib 509
consid. 5; 107 Ib 50 consid. 4a). In casi particolari può quindi essere
considerato bosco anche un fondo privo di alberi qualora la vegetazione
silvestre è stata allontanata abusivamente: la natura boschiva del fondo rimane
tale anche se sono stati effettuati tagli o sradicamenti illeciti (DTF 120 Ib
339 consid. 4; 111 Ib 302 consid. 2; RDAT 1989 n. 100 consid. 2b). La legge
federale sulle foreste, oltre a vietare i dissodamenti, proibisce pure il
taglio raso d'alberi. Per entrambi gli interventi è infatti necessaria una
formale autorizzazione (cfr. art. 5 e 22 LFo). A differenza della superficie
dissodata, quella tagliata rasa permane foresta e il suo ripopolamento è sempre
possibile (FF 1988 III p. 167). Le superfici abusivamente dissodate non possono
dunque in alcun modo ridurre l'esistente zona boschiva (Jaissle, op. cit., pag. 82; DTF 108 Ib
509 consid. 3). 

Nella fattispecie è anzitutto pacifico che l'area litigiosa non è mai stata al
beneficio di un permesso di dissodamento. Nel 1982 gli allora proprietari
avevano avviato una procedura ai fini dell'ottenimento di una simile
autorizzazione, che tuttavia è sfociata in un ritiro dell'istanza dopo che la
Sezione forestale si era espressa con un preavviso negativo, nel quale aveva
già ritenuto l'importanza paesaggistica e protettiva dell'area boschiva sul
mappale dei ricorrenti. Inoltre, la preesistenza di un
aggregato arboreo risulta inconfutabilmente dalle fotografie aeree del 1971,
1977, 1983, dove si intravede in modo chiaro la presenza continua di folte
chiome di vegetazione silvestre, che si estendevano su tutto il fondo degli
insorgenti (sul valore probatorio delle vedute aeree cfr. DTF 113 Ib 357
consid. 2b e riferimenti). Come sopra ricordato, alcune essenze forestali sono
ancora presenti oggigiorno nella parte più settentrionale del mappale in
questione (robinie e castagni). Vero è che nel seguito le riprese aeree
mostrano un inizio di diradamento del bosco, soprattutto per la parte a contatto
con la strada cantonale e con la particella  recentemente edificata. Questo
fatto è comunque irrilevante, ritenuto che i proprietari non possono trarre
alcun beneficio dal perdurare di una situazione di illegalità verosimilmente
causata da essi stessi o dai loro predecessori in diritto. Oltretutto, a
prescindere dallo sviluppo edilizio dei fondi contigui, l'autorità forestale
detiene tutt'ora la facoltà di esigere il ripristino dello stato anteriore del
fondo, visto che un eventuale ordine di rimboschimento soggiacerebbe ad un
termine di prescrizione di trent'anni, nella fattispecie non ancora scaduto (DTF
105 Ib 265 consid. 6). 

                                         Dal
profilo qualitativo la superficie colpita dal vincolo litigioso adempie dunque
le condizioni per essere considerata come un bosco, ritenuto come la stessa svolga
chiaramente funzioni protettive a causa della forte pendenza dei luoghi che in
tal modo vengono consolidati grazie alla presenza del bosco e hanno altresì una
funzione di prevenzione dell'erosione del terreno. Da un profilo quantitativo
sono pure date le premesse per considerare l'area in questione come interamente
di carattere forestale. Del resto, i ricorrenti a questo proposito non
sollevano alcuna censura.

4.3. Ritenuta la preesistenza del bosco,
posto che il mappale dei ricorrenti non ha mai beneficiato di formali
autorizzazioni di dissodamento, vista l'importante funzione forestale svolta
dall'area in questione, in concreto deve dunque essere ammessa, a dispetto
della scarsa vegetazione attualmente esistente su parte del fondo, la natura
forestale di tutta la superficie del mappale, così come accertato dalla Sezione
forestale e confermato nella decisione impugnata. Le conclusioni contenute
nella valutazione eseguita per conto dei ricorrenti dall'ing. __________ nulla
mutano alle caratteristiche forestali dell'area in questione, perché, ponendo
quale base di valutazione unicamente la situazione attuale e da quella del
1989, vi si misconoscono in quel referto i principi ricordati sopra in merito
all'accertamento del carattere boschivo di un fondo.

 

 

                                   5.   Stante
tutto quanto precede, il ricorso deve essere respinto e la decisione impugnata
confermata. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28
LPamm).

 

 

 

Per questi motivi,

viste le norme sopra ricordate;

 

 

dichiara
e pronuncia:

 

                                   1.   Il ricorso
è respinto.

 

 

                                   2.   La tassa
di giustizia di fr. 1'200.- è posta a carico dei ricorrenti in solido.

 

 

                                   3.   Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale, del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

 

 

	
                                     4.   Intimazione
  a:

  	
   

  

 

 

 

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente                                                             Il
segretario