# Swiss Caselaw Document

**Case Identifier:** 75411451-2594-50cb-b202-e18b794002a7
**Source:** Ticino (TI)
**Court Level:** cantonal
**Decision Date:** 2001-06-22
**Language:** it
**Title:** Tessin Tribunale cantonale delle assicurazioni 22.06.2001 33.2000.71
**Docket/Reference:** 
**URL:** https://entscheidsuche.ch/docs/TI_Gerichte/TI_TCAS_001_33-2000-71_2001-06-22.html

## Full Text

RACCOMANDATA

  	
  

  	
  

  	
   

  	 

	
  Incarto n.

  33.2000.00071

   

  MA/sc

  	
  Lugano

  22 giugno 2001

   

  	
  In nome

  della Repubblica e Cantone

  del Ticino

  	 

	
  Il
  Tribunale cantonale delle assicurazioni

  
	
   

  
	
   

  
						

 

	
  composto dei giudici:

  	
  Daniele Cattaneo,
  presidente, 

  Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

  

 

	
  redattore:

  	
  Marco Armati

  

 

	
  segretario:

  	
  Fabio Zocchetti

  	
   

  

 

 

 

statuendo sul ricorso del 28 agosto 2000 di

 

	
   

  	
  __________
  

   

  
	
   

  	
  contro 

  	 

 

	
   

  	
  la decisione del 25 luglio 2000 emanata
  da

  
	
   

  	
  Cassa cant. di compensazione, 6501 Bellinzona 1 Caselle,  

   

  in materia di prestazioni complementari

  

 

 

 

ritenuto,                           in
fatto

 

1.1.Con decisione 25 luglio 2000 la Cassa cantonale di compensazione (di
seguito Cassa) ha respinto la richiesta di __________ tendente all’assegnazione
di una prestazione complementare mensile dal 1° giugno 2000 (doc. _).

 

1.2.Contro questa decisione __________ ha inoltrato un tempestivo
ricorso al TCA nel quale si è così espressa:

 

"  Inoltro
ricorso contro la decisione summenzionata, portante la data 25.07.2000, spedita
come lettera "B" e da me ricevuta il giorno di giovedì 27.07.2000.

Il presente ricorso è tempestivo, dato che il
termine di 30 giorni decorreva a partire dal giorno di lunedì 28.08.2000.

Il presente ricorso vale anche per la decisione del 25.07.2000 per
la richiesta di prestazione complementare inoltrata a nome del mio defunto
marito (cfr. copia atto di molte del 15.06.2000, allegato) __________ (N. AVS
__________) e da me pure ricevuta giovedì 27.07.2000. Il ricorso si basa
sui motivi seguenti:

 

1. Il valore
locativo dell'immobile di cui sono proprietaria a __________ (part. __________,
fol. 2, __________), deve basarsi sulla tassazione ufficiale eseguita dal
tassatore ufficiale arch. __________ e portante la data 21 aoút 2000 (cfr.
allegato).

2. Tale
tassazione ufficiale indica un valore catastale di Fr. 52'708.‑ ed un
valore venale di Fr. 42.800.‑-.

3. La somma sul
mio conto presso __________ non è di Fr. 76'167.‑-, bensì di Fr.
59'154.05. Occorre inoltre tener conto delle spese per i funerali (che
ammontano a Fr. 6467.90, somma che è stata anticipata da terzi), nonché dei
canoni di locazione di Fr. 1010.‑- versati dalla spett. __________ a
partire dal mese di settembre 2000, come pure di Fr. 40.‑- versati per
atto d'origine e certificato di morte di mio marito (vedi fotocopia libretto
versamenti allegata). Non sono stata in grado, finora e per motivi di salute
(posso produrre, se richiesta, un certificato del Dott. __________), di
richiedere un nuovo estratto del conto bancario summenzionato. Non appena in
possesso del medesimo sarà mia premura trasmettervelo nel minor tempo
possibile.

4. Nella
decisione impugnata, lo spett. Ufficio AVS tiene conto di Fr. 30'000.-- di
sostanza mobile o immobili alienata, nonché di un reddito ipotetico
di Fr. 390.‑- su tale somma.

                                                                           Chiedo
all'Ufficio AVS di comunicarmi, per cortesia, su quale base si è permesso di
menzionare tale somma e come e dove ne potrei disporre: mi si perdoni,
ma si tratta di una pure e semplice cifra fantasiosa, senza alcun elemento di
prova che ne suffraghi l'esistenza, né, tantomeno, della produzione di
interessi sulla stessa.

 

Conclusioni

Sulla base di quanto testé esposto chiedo che venga riesaminata la
pratica di prestazione complementare, di cui è allegata copia al presente
ricorso. Sussidiariamente che venga esaminata la pratica ad hoc concernente il
mio defunto marito (cfr. inoltre copia allegata).

 

Il conteggio effettuato sulla sostanza da parte dell'Ufficio AVS
deve essere rielaborato come segue (cfr. p. 1 sub 41 segg. della decisione
impugnata):

 

41       Deposito a risparmio e contanti                            Fr.
51'636.15

44.02  Proprietà fondiaria al valore commerciale            Fr.
42'800. ‑­-

49       sostanza mobile o immobile alienata                      inesistente

                                                                                         -----------------

­

sostanza netta                                                                 Fr.
94'436.15

parte della sostanza non computabile                            Fr.
25'000. ‑‑

                          (2) SOSTANZA COMPUTABILE           Fr.
69'436.15

 

La cifra di Fr. 69'436.15 è ben lontana da quella di Fr. 133'487.‑-
citata, ad libitum, dall'Ufficio AVS. Visti e considerati i valori probatori
qui sopra elencati, è perfettamente inutile eseguire, da parte mia, il calcolo
del reddito non privilegiato, compreso il TOTALE REDDITI, come a p. 2 in fine
della tabella di calcolo PC concernente il rifiuto della prestazione
complementare." (Doc. _)

 

                                         Con il
gravame l’assicurata ha prodotto una perizia immobiliare eseguita dall’arch.
__________, il quale ha fissato in fr. 42'800.-- il valore venale dell’immobile
di proprietà di __________ sito nel Canton __________ (doc. _).

 

1.3.       
Con ordinanza 16 novembre 2000 il Presidente del
TCA ha assegnato alla Cassa un termine perentorio di 20 giorni per presentare
la risposta di causa (doc. _).

 

1.4.       
Nella sua risposta del 27 novembre 2000,
l’amministrazione ha proposto di respingere il ricorso con le seguenti motivazioni:

 

" 
(…)

Dall'esame della dichiarazione catastale del Comune di __________
rileviamo che la ricorrente è titolare della particella No. __________sita in
territorio del Comune di __________ (Canton __________).

 

Per quanto attiene la valutazione della sostanza immobiliare
l'art. 17 cpv. 4 OPC stabilisce:

 

"la sostanza immobiliare che non serve da abitazione al
richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata
al valore corrente."

 

Nel caso specifico si verifica quanto previsto dal citato articolo
per cui la resistente imponeva, quale valore commerciale dell'immobile,
l'importo di fr. 52'320.‑- (pos. 44.02 della tabella di calcolo PC) in
quanto desunto dall'attestazione catastale del Comune di __________. In
considerazione di ciò tale valore va senza dubbio riconfermato.

 

Per quanto attiene l'ammontare del deposito a risparmio di fr.
76'167.‑- (pos. 41 della tabella di calcolo PC) lo stesso va pure
riconfermato in quanto, come risulta dall'estratto bancario stato 21 gennaio
2000, lo stesso presenta esattamente il saldo contestato.

 

Altro oggetto del contendere riguarda l'importo di fr. 30'000.‑
e relativo ipotetico rendimento della sostanza di fr. 990.‑ (pos. 49
rispettivamente 29.01 della tabella di calcolo PC). A tal proposito occorre
quindi ricordare che in ossequio all'art. 17a cpv. 1 "l'importo
computabile delle parti di sostanza alle quali si è rinunciato (art. 3c cpv. 1
lett. g LPC) è ridotto annualmente di 10'000.‑-  franchi".

 

Alla luce di quanto precede e poiché dall'esame della
documentazione agli atti rileviamo che con attestazioni del 30 giugno 2000 i
figli della ricorrente, __________ e __________, dichiarano di aver ricevuto da
parte dei propri genitori quale donazione gratuita gli importi di fr. 10'000.‑- 
rispettivamente di fr. 60'000.‑ la resistente procedeva, dopo aver
operato gli ammortamenti del  caso, a computare l'importo di fr. 30'000.‑-
(fr. 70'000.-- ./. fr. 40'000.‑-).

 

Visto quanto precede e tutto ben considerato si chiede pertanto, a
codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni, di voler respingere
il ricorso confermando le decisioni impugnate." (Doc. _)

 

                               1.5.   Il 25
gennaio 2001 questo Tribunale ha sottoposto alla Cassa la perizia 21 agosto
2000 dell’architetto __________ per osservazioni (cfr. consid. 1.2), chiedendo
di precisare su quali basi legali nel Canton __________ il valore catastale
dell’immobile di proprietà dell’assicurata sito nel Comune di __________ fosse
considerato valore corrente ai sensi dell’art. 17 cpv. 4 OPC (doc. _).

 

                               1.6.   In data 21
febbraio 2001 (doc. _) la Cassa ha indirizzato al TCA uno scritto del seguente
tenore:

 

" 
“facciamo riferimento alla vostra richiesta del
25 gennaio 2001 e dopo aver sottoposto le vostre richieste all’ufficio
cantonale di stima vi comunichiamo che il valore stabilito dall’arch.
__________ (fr. 42'800.--) corrisponde effettivamente al valore venale attuale.
A tal proposito e per miglior chiarezza in allegato vi trasmettiamo la risposta
trasmessaci dall’ufficio cantonale di stima in data 15 febbraio 2001.

A titolo informativo vi facciamo tuttavia osservare che malgrado la rettifica
del valore contestato (pos. 44.02 della tabella di calcolo) da fr. 52'320.—a
fr. 42'800.—le conclusioni dell’atto ricorsuale non si modificano e pertanto si
chiede, a codesto lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni, di voler
respingere il ricorso confermando le decisioni impugnate.” (doc. _)

 

 

                                         in
diritto

 

                               2.1.   Scopo della
prestazione complementare è quello di garantire un "reddito minimo"
per far fronte ai "fabbisogni vitali" ai sensi dell'art. 34 quater v
CF (RCC 1992 p. 346). Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo
vitale" agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF). La legge
federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI contiene dunque la garanzia
di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni
cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986
pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della
sicurezza sociale" in RDAT 1991 II pag. 447ss, spec. pag. 448 nota 12 e
pag. 460 nota 83). I limiti di redditi rivestono pertanto una doppia funzione e
meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V
204; Pratique VSI 1995 p. 52 e 176; 1994 p. 225; RCC 1992 p. 225).

 

                               2.2.   Per l’art.
2a LPC hanno diritto alle prestazioni complementari giusta l’articolo 2 le
persone che ricevono una rendita di vecchiaia dell’AVS.

 

                               2.3.   Secondo
l’art. 3a LPC (cfr. anche art. 2 LPC)

 

"  L'importo
della prestazione complementare annua deve corrispondere alla differenza tra
l'eccedenza delle spese riconosciute e i redditi determinanti (cpv. 1)."

 

                                         Per
quanto riguarda le spese riconosciute l’art. 3b LPC prevede che:

 

"  Per
le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o
in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le
seguenti:

 

  a. importo destinato
alla copertura del fabbisogno vitale, per anno:

  1. per le persone
sole, almeno 14690 franchi e al massimo 16 290              franchi;

  2. per i coniugi,
almeno 22 035 franchi e al massimo 24 435                             franchi;

 

  3. per gli orfani e
per i figli che danno diritto a una rendita per figli                  dell'AVS
o dell'AI, almeno 7745 franchi e al massimo 8545          franchi. Per i due
primi figli si prende in considerazione la                                                     totalità
dell'importo determinante, per due altri figli due terzi                      ciascuno
e per ogni altro figlio un terzo;

 

b. la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie. In
caso di presentazione di un conguaglio per le spese accessorie, non si può
tenere conto né di un pagamento di arretrati né di una richiesta di
restituzione."

 

                                         Dal 1
gennaio 1999 l’importo massimo computabile a titolo di fabbisogno è pari a fr.
16’460 per persone sole, fr. 24’690 per coniugi, fr. 8’630 per il primo e per
il secondo figlio o orfano, fr. 5'755 per il terzo e per il quarto figlio o
orfano e fr. 2’880 per il quinto e successivi figli o orfani (Decreto esecutivo
concernente la legge federale sulle prestazioni complementari all’AVS/AI del 18
novembre 1998).

 

                                         A norma
dell'art. 3b cpv. 3 LPC

 

"  Per
le persone che vivono a casa e per le persone che vivono in un istituto sono
inoltre riconosciute le spese seguenti:

  a. spese per il
conseguimento del reddito fino a concorrenza del      reddito lordo dell'attività
lucrativa;

  b. spese di
manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari fino a      concorrenza del
ricavo lordo dell'immobile;

  c. premi versati
alle assicurazioni sociali della Confederazione,        eccettuata
l'assicurazione malattie;

  d. importo forfetario
annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure           medico-sanitarie.
L'importo forfetario deve corrispondere al    premio medio cantonale per
l'assicurazione obbligatoria delle cure                  medico-sanitarie
(compresa la copertura infortuni);

  e. pensioni alimentari
versate in virtù del diritto di famiglia (cpv. 3)."

 

                                         Inoltre,
giusta l’art. 3c cpv. 1 LPC i redditi determinanti comprendono:

 

"  a. le
entrate in denaro o in natura provenienti dall'esercizio di            un'attività
lucrativa. Un importo di 1000 franchi per le persone sole    e di 1500 franchi
per i coniugi e le persone con figli che hanno o                               danno
diritto a una rendita é dedotto dal reddito annuo                proveniente
dall'esercizio di un'attività lucrativa, il saldo é     computato in ragione di
due terzi. Per gli invalidi ai sensi    dell'articolo 2c lettera d, il reddito
dell'attività lucrativa é                                 interamente
computato;

  b. il reddito
proveniente da sostanza mobile e immobile;

  c. un quindicesimo
della sostanza netta oppure un decimo per i       beneficiari di rendite di vecchiaia,
nella misura in cui superi per           persone sole 25 000 franchi, per
coniugi 40 000 franchi e per      orfani e figli che danno diritto a rendite
per figli dell'AVS o dell'AI     15 000 franchi. Se l'immobile appartiene al
beneficiario delle         prestazioni complementari o a un'altra persona
compresa nel     calcolo della prestazione complementare e serve quale
abitazione             ad almeno una di queste persone, soltanto il valore
dell'immobile                               eccedente 75 000 franchi é preso in
considerazione quale   sostanza;

  d. le
rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese  le rendite
dell'AVS e dell'AI;

  e. le prestazioni
derivanti da un contratto di vitalizio o da un'altra       convenzione analoga;

  f.  gli assegni
familiari

  g. le entrate e le
parti di sostanza a cui l'assicurato ha rinunciato;

  h. le pensioni
alimentari del diritto di famiglia."

           
 

                               2.4.   Con il
ricorso l’assicurata contesta il valore venale della sostanza immobiliare di
sua proprietà sita nel Canton __________, in quanto sarebbe troppo elevato.

In particolare, ella sostiene che ai fini del calcolo della PC invece del
valore catastale (fr. 52'320.--) computato dalla Cassa sulla base della
tassazione dell'Ufficio comunale di __________ andrebbe computato il valore
venale dello stabile per un importo di fr. 42'800.-- e meglio come stabilito
dall’arch. __________ nella sua perizia di parte 21 agosto 2000 (doc. _).

 

                                         Per
l’art. 3c cpv. 7 lett. b LPC il Consiglio federale disciplina la valutazione
dei redditi determinanti, delle spese riconosciute, nonché della sostanza.

 

 

                                         Secondo
l'art. 17 OPC -AVS/AI, nella versione in vigore dal 1 gennaio 1999

 

" 
La valutazione della sostanza computabile deve
essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta
cantonale diretta del Cantone di domicilio (cpv. 1).

 

La sostanza immobiliare che non serve di
abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle
prestazioni complementari deve essere computata al valore corrente (cpv. 4).

 

In caso di alienazione di un immobile, a titolo
oneroso o gratuito, il valore venale é determinante per sapere se ci si trova
in presenza di una rinuncia a elementi patrimoniali ai sensi dell'articolo 3c
capoverso 1 lettera g LPC. Il valore venale non é applicabile se, per legge,
esiste un diritto di acquisire un immobile a un valore inferior (cpv. 5).

 

  Invece del valore
venale, i Cantoni possono applicare uniformemente il valore di ripartizione
determinante per la ripartizione fiscale intercantonale (cpv. 6)."

 

                                         La
modalità di calcolo prevista dal capoverso 6 non è stata fatta propria dal
Canton Ticino, che continua a fondarsi su quanto stabilito al capoverso 4 e
sulla giurisprudenza sviluppatasi sulla base di questa disposizione.

                                         I
capoversi 2 e 3 sono invece stati abrogati con effetto dal 31 dicembre 1998.

 

                                         Se,
quindi, la sostanza immobiliare serve di abitazione dell'assicurato, fa stato
il cpv. 1 dell'art. 17 OPC, secondo cui la valutazione della sostanza
computabile deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla
legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio.

                                         La norma
in questione vuole facilitare l'amministrazione cantonale nell'accertamento
della sostanza, permettendole di riprendere il valore direttamente dalla
tassazione fiscale, senza dover ricalcolare lei stessa l'importo da computare
(RCC 1991 pag. 422).

                                         Secondo
la volontà del legislatore, dunque dal 1° gennaio 1992 la sostanza deve essere,
di principio, esposta al valore considerato in sede fiscale cantonale prima
della deduzione degli importi esenti da imposta (Direttive UFAS sulle
prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 2109).

                                         A norma
dell'art. 52 cpv. 1 LT gli immobili e i loro accessori nel Cantone sono imposti
per il valore di stima ufficiale.

                                         Ne
consegue che la sostanza immobiliare è computata sulla base del suo valore di
stima ufficiale (STFA 8 ottobre 1992 nella causa N.G., pubblicata in RDAT
I-1993, pag. 232).

 

                                         A tale
disposizione fa tuttavia eccezione il capoverso 4, nella misura in cui la
sostanza immobiliare che non serve da abitazione all’assicurato deve essere
computata non già al valore determinato in sede fiscale, bensì al suo valore
corrente (valeur vénale, Verkehrswert; Pratique VSI 1994 p. 194). Questa
distinzione si fonda sul fatto che il valore corrente o valore venale, vale a
dire il valore che raggiunge un immobile nel corso di normali transazioni
commerciali, è in genere più elevato del valore fiscale (RCC 1991 p. 424). Con
valore venale si intende altresì il prezzo pagato per dei fondi agricoli
secondo le leggi di mercato (Pratique VSI 1994 p. 194). Nella misura in cui la
sostanza non serve più da abitazione al richiedente o ad una persona compresa
nel calcolo della prestazione complementare, il legislatore ha voluto che
venisse imputato il valore che l’immobile rappresenta effettivamente sul
mercato. 

                                         Non
sarebbe infatti corretto che agli assicurati fosse consentito di mantenere la
sostanza a vantaggio degli eredi grazie alle prestazioni complementari. I
titolari di carte valori e libretti di risparmio non devono essere trattati
peggio dei proprietari immobiliari (Pratique VSI 1994 p. 195; RCC 1991 p. 424).

                                         In una
sentenza pubblicata in VSI 1994 p. 290 il TFA ha specificato che tale disposizione
è applicabile solo se il richiedente (o un’altra persona compresa nel calcolo
delle prestazioni complementari) non abita personalmente nell’immobile di sua
proprietà.

 

                               2.5.   Nel caso di
specie, l’appartamento dell’assicurata non le serve da abitazione primaria, in
quanto risiede a __________. Alla luce della giurisprudenza federale citata
(cfr. consid. 2.4.), la sostanza immobilaire di proprietà dell’assicurata sita
nel Canton __________ deve essere computata al valore corrente ai sensi
dell’art. 17 cpv. 4 OPC.

 

                                         Al
proposito va rilevato che per determinare il valore commerciale l’amministrazione
deve far esperire una perizia da un ufficio competente. Il TCA ha infatti
dichiarato illegale la precedente prassi della Cassa, che consisteva
nell’aumentare sistematicamente del 30% il valore di stima ufficiale.
Applicando questo metodo, nel caso di nuove stime, poteva risultare un valore
superiore a quello corrente (RDAT II/1995 p. 203ss.).

                                         Secondo
la giurisprudenza del TFA, infine, l’ufficio cantonale, per la determinazione
del valore corrente degli immobili, deve sempre far capo allo stesso servizio
(SVR 1998 LPC No. 5). A mente dell’Alta Corte federale sarebbe infatti
inammissibile calcolare l’importo delle prestazioni complementari in base a
stime elaborate da autorità differenti (Pratique VSI 1993 p. 137).

                                         In
concreto la Cassa affida il compito all’Ufficio stima.

Al riguardo va
ancora rilevato che, il TFA, in un caso riguardante il Canton Ticino, in cui il
ricorrente aveva contestato la valutazione immobiliare operata dall’Ufficio
cantonale di stima, ha confermato l’operato dei periti (STFA del 27 febbraio
1998 in re S.S).

 

                               2.6.   In concreto,
la Cassa, fondandosi su un’attestazione dell’Ufficio catasto del comune di
__________, ha computato il valore catastale dell’immobile per un importo di
fr. 52'320.— ai fini del calcolo della PC. L’assicurata contesta questo modo di
procedere rilevando che determinante per il calcolo della prestazione
complementare sarebbe il valore venale dello stabile che, secondo quanto
stabilito dall’arch. __________ nella perizia 21 agosto 2000, ammonta a fr.
42'800.-- (cfr. doc. _).

 

Pendente
causa, questo Tribunale ha chiesto alla Cassa su quali basi legali, nel Canton
__________, il valore catastale dell’immobile in questione fosse considerato
valore corrente ai sensi dell’art. 17 cpv. 4 OPC, invitando inoltre l’Ufficio
stima a formulare le proprie osservazioni sulla perizia testé citata.

 

Il 15 febbraio
2001 l’Ufficio stima ha osservato quanto segue:

 

“ (…)

1. Il valore
catastale a detta del signor __________ della commissione cantonale delle tasse
catastali, corrisponde al valore venale al momento della determinazione
dell’ultima revisione generale delle stime che risale al 1976. A detta dello
stesso, attualmente questi valori possono variare sensibilmente per diversi
fattori che ne influenzano l’evoluzione; può capitare che a distanza di pochi
anni i valori di mercato diminuiscano per determinate regioni, mentre per altre
aumentino.

2. Dal
riesame della perizia, da parte della commissione cantonale delle tasse
catastali, risulta che il valore stabilito dall’arch. __________ corrisponde al
valore venale attuale.” (doc. _).

 

                                         Al
proposito, va ricordato che in una recente sentenza pubblicata in DTF 126 V 252
e seg., concernente il computo degli interessi ipotecari quali spese
riconosciute ai fini del calcolo della PC, il TFA ha avuto modo di statuire sul
calcolo del valore catastale degli immobili nel Canton Vallese. In particolare,
l’Alta Corte ha precisato che il valore catastale, determinante per stabilire
il valore fiscale degli immobili, corrisponde alla media tra il valore venale
ed il valore di reddito dell’immobile (cfr. DTF 126 V 255). Esso non
corrisponde dunque al valore corrente ai sensi dell’art. 17 cpv. 4 OPC.

 

                                         Secondo
costante giurisprudenza federale le perizie mediche eseguite nell’ambito della
procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle
inaffidabili, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla
base di accertamenti approfonditi (ZAK 1986 p. 189; RAMI U 167 p. 96; DTF 104 V
212; SZS 1987 p. 237-239; SZS 1988 p. 329 e 332; DTF non pubbl. del 24. 12 1993
in re S. H; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, p.
332).

                                         Lo stesso
vale per quel che riguarda perizie dall’amministrazione presso medici esterni
(DTF 104 V 31; ZAK 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Per
quanto concerne il valore probatorio di un rapporto si deve accertare se è
completo per quanto riguarda i temi sollevati, se si riferisce a esami
approfonditi, se tien conto delle censure sollevate, se è chiaro nella
presentazione e se le conclusioni cui perviene sono fondate. Elemento
determinante dal profilo probatorio non è in linea di principio l'origine del
mezzo di prova né la  designazione del materiale probatorio richiesto sotto
qualifica di rapporto o di perizia, bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160
consid. 1c; STFA del 29 settembre 1998 in re S. F).

                                         Il
giudice non si scosta, senza motivi imperativi dalle risultanze di una perizia,
compito del perito essendo infatti proprio quello di mettere a disposizione
della giustizia le sue specifiche conoscenze, allo scopo di chiarire gli
aspetti specialistici di una determinata fattispecie (DTF 122 V 161, cfr. pure
SVR 2001 IV nr. 8). La citata giurisprudenza del TFA, applicata in particolare
per i referti medici, deve valere per tutte le perizie (cfr. ad esempio per la
previdenza professionale SVR 1998 LPP no. 16), e quindi deve essere applicata
anche per quelle esperite immobiliari (cfr. STCA del 24 febbraio 1997 in re
L.M).

 

Alla luce di
quanto precede, viste pure le osservazioni dell’Ufficio stima, il valore venale
dell’appartamento dell’assicurata (fr. 42'800.--) deve essere posto alla base
del presente giudizio, a prescindere dalla legislazione fiscale __________. 

La perizia si fonda peraltro su accertamenti approfonditi, esperiti da uno
specialista nel ramo, il quale si è fondato su criteri generalmente applicabili
in questo ambito. In particolare, essa giunge a conclusioni logiche,
conformemente a quanto stabilito dai criteri giurisprudenziali succitati. 

Per questi
motivi, il TCA non ha nessun motivo di scostarsi, in quanto affidabile, dalla
valutazione peritale dell’arch. __________ di seguito approvata dall’Ufficio
cantonale di stima.

 

Alla luce di
tutto quanto precede, si giustifica la riduzione del valore venale
dell’immobile di proprietà dell’assicurata a fr. 42'800.—.

 

                               2.7.   Con il
ricorso l’assicurata contesta il calcolo della sostanza mobiliare depositata
sul conto di risparmio __________ no. __________ che, a suo dire, assommerebbe
a fr. 59'154.05 (cfr. doc. _) e non a fr. 71'167.-- come stabilito dalla Cassa
ai fini del calcolo della PC.

                                         In
particolare, ella ritiene che da questo importo debbano essere dedotte le spese
funerarie (doc. _), i costi burocratici legati al decesso di suo marito
(rilascio dell’atto d’origine e certificato di morte, doc. _) ed i canoni di
locazione versati direttamente dalla banca a decorrere dal settembre 2000 (cfr.
doc. _). Tali censure non possono essere accolte.

 

                                         Infatti,
la lista dei costi considerabili ai fini del calcolo della PC (cfr. art. 3b
LPC, consid. 2.3.) è esaustiva e le disposizioni in esame sono di diritto
federale imperativo (E. Carigiet, Ergänzungsleistungen zur AHV/IV, Zurigo 1995,
p. 135; e Ergänzungsband, Zurigo 2000, p. 83). Le spese che non rientrano
nell'elenco succitato non possono quindi essere ammesse. In simili circostanze,
a giusta ragione, la Cassa di compensazione non ha dedotto gli importi
concernenti le spese funerarie e di rilascio dei certificati sopra menzionati.

 

                                         Per
quanto attiene alle spese di pigione, occorre rilevare che secondo l’art. 3b
cpv. 1 lett. b LPC, in vigore dal 1. gennaio 1998, per il calcolo della PC si
tiene conto della pigione senza deduzione di alcuna franchigia e delle spese
accessorie. L’art. 5 LPC precisa inoltre che 

 

" 
 I Cantoni stabiliscono l’importo delle spese di
pigione giusta l’articolo 3b capoverso 1 lettera b fino a concorrenza, in un
anno, di 

1. 12’000 franchi per le persone sole,

2. 13’800 franchi per i coniugi e le persone con figli che hanno o
danno diritto a una rendita."

 

                                         Per
l'art. 16a OPC AVS AI infine nei confronti di persone che abitano un immobile
di loro proprietà per le spese accessorie è previsto soltanto un forfait (cpv.
1) che è pari a fr. 1'680 annui (cpv. 3). 

 

                                         In
concreto, l’assicurata sostiene che a far tempo dal settembre 2000 il canone di
locazione dell’appartamento in cui vive non deve esserle più computato ai fini
del calcolo della PC, essendo lo stesso pagato direttamente dalla banca. Questo
TCA, chiamato ora a pronunciarsi, ritiene invece che la titolarità del diritto,
segnatamente la qualità di conduttrice, spetta tuttora alla signora __________,
subentrata nella locazione a seguito della morte del di lei marito (cfr. contratto
4 gennaio 2000, doc. _). È dunque ininfluente il fatto che la banca provveda
direttamente al pagamento della pigione, come irrilevante è il causale di tale
bonifico: questa incombe all’assicurata e deve essere pertanto computata ai
fini dell’attribuzione della PC. Del resto, l’esclusione della pigione dal
calcolo del suo fabbisogno le sarebbe soltanto di aggravio.

                                         Inoltre,
va rilevato che secondo l'art. 23 cpv. 1 e 2 OPC AVS-AI di regola per il
conteggio della prestazione complementare sono determinanti il reddito ottenuto
nel corso dell'anno civile precedente e lo stato della sostanza al 1°
gennaio dell'anno per cui è assegnata la prestazione. Per gli assicurati di
cui la sostanza e il reddito da considerare ai sensi della legge federale
possono essere stabiliti servendosi di una tassazione fiscale, gli organi
esecutivi cantonali sono autorizzati a ritenere, come periodo di calcolo,
quello su cui si basa l'ultima tassazione fiscale, se nel frattempo non è
subentrata nessuna modifica della situazione economica dell'assicurato.

                                         Giusta il
cpv. 4 dell'art. 23 OPC se la persona che pretende una prestazione
complementare annua può rendere plausibile nella domanda che durante il periodo
per cui essa chiede la prestazione i suoi redditi determinanti saranno notevolmente
inferiori a quelli da lei ottenuti nel corso del periodo di calcolo
conformemente ai capoversi 1 o 2, occorre fondarsi sui redditi probabili
determinanti, convertiti in redditi annui, e sulla sostanza esistente al
momento in cui sorge il diritto alla prestazione (cfr. pure Direttive UFAS
sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, cifra 7004).

 

                                         Nel caso
di specie risulta dagli atti che il conto bancario della ricorrente presso
__________ ammontava, il 21 gennaio 2000 a fr. 71'167.85 (cfr. atti
dell'amministrazione).

                                         Questo
importo è dunque determinante ai fini del calcolo della prestazione
complementare dell'assicurata per l’anno 2000 come peraltro correttamente
considerato dalla Cassa.

 

In simili
condizioni, tutto ciò considerato, il calcolo effettuato dall'amministrazione
risulta conforme alle disposizioni ed alla giurisprudenza federale applicabili
in materia. La decisione della Cassa è pertanto corretta e va confermata,
mentre la nuova situazione finanziaria della ricorrente, potrà, se del caso,
costituire l’oggetto di una nuova decisione amministrativa.

 

                               2.8.   Con
il ricorso la ricorrente contesta anche il computo dell’importo di fr. 30'000.—
a titolo di sostanza alienata (cfr. pos. 49 della tabella di calcolo PC).

 

                                         Al
proposito, è bene rilevare che di principio per stabilire il diritto alla PC di
un assicurato, vengono presi in considerazione solo quegli attivi che egli ha
effettivamente ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni (AHI Praxis
1995 p. 166 consid. 2a; RDAT I 1992 p. 154; RCC 1984 p. 189; Werlen, Der
Anspruch auf Ergänzungsleistungen, Baden 1995, p.156/ 166; ZAK 1989 p. 238). È
infatti rilevante la circostanza che l’interessato non dispone dei mezzi
necessari per far fronte ai suoi bisogni esistenziali, non il motivo che ha
condotto a questa situazione (DTF 115 V 355).

                                         Nell’ipotesi
in cui, tuttavia, l’assicurato ha rinunciato a dei beni senza esserne
giuridicamente obbligato e senza controprestazione adeguata, dispone di un
diritto a determinate entrate o a una determinata sostanza, non ne fa tuttavia
uso o non fa valere le sue pretese (RCC 1989 p. 350 consid. 3b; 1988 p. 275
consid. 2b) oppure, per motivi di cui è responsabile, non esercita, per lo meno
a tempo parziale, un’attività lucrativa ammissibile, il succitato principio non
è applicabile (AHI Praxis 1995 p. 166 consid. 2a; Pratique VSI 1994 p. 225
consid. 3a; RCC 1992 p. 348; DTF 115 V 353 consid. 5c; cfr. Anche DTF 122 V 397
consid. 2).

In tal caso la giurisprudenza considera che vi è rinuncia di sostanza ai sensi
dell’art. 3c cpv. 1 lett. g (cfr. vecchio art. 3 cpv. 1 lett. f LPC; RDAT I
1994 p. 189 consid. 3a; RCC 1989 p. 350 consid. 3b). 

In conclusione, quindi, lo scopo dell’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC consiste
avantutto nell’evitare che un assicurato si spogli di tutto o di una parte dei
suoi beni a favore di terzi, senza obbligo giuridico ed in modo da diminuire il
reddito che determina il diritto alla prestazioni. Nel caso in cui tuttavia
l’assicurato spende la sua fortuna per acquistare dei beni di consumo o per
migliorare livello di vita dispone della sua libertà personale, di conseguenza
l’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC non torna applicabile (DTF 115 V 354).

 

                               2.9.   Nel caso di
specie, la Cassa di compensazione ha computato a titolo di sostanza alienata
fr. 30'000.— (cfr. doc. _). L’assicurata, dal canto suo, ritiene che si tratta
di un importo inesistente e puramente fantasioso (cfr. doc. _).

Dagli atti risulta che “negli ultimi anni” la ricorrente ha devoluto ai figli
__________ ed __________ gli importi di frs. 10'000.- rispettivamente frs.
60'000.— a titolo di donazione gratuita, segnatamente come “aiuto economico”
(cfr. dichiarazioni datate 30 giugno 2000 dei figli __________ ed __________
agli atti dell’amministrazione).

                                         A mente
della scrivente Corte, quindi, sono ravvisabili i presupposti di una rinuncia
di sostanza ai sensi dell’art. 3c cpv. 1 lett. g LPC. 

 

                                         Ora, per
quanto attiene alle modalità di calcolo effettuate dalla Cassa, è bene rilevare
che ai sensi dell’art. 17a cpv. 1 OPC, entrato in vigore soltanto il 1° gennaio
1990, l’importo computabile delle parti di sostanza alle quali si è rinunciato,
è ridotto annualmente di frs. 10'000.--. Il valore della sostanza al momento
della rinuncia deve essere riportato invariato al 1° gennaio dell’anno seguente
la rinuncia e, in seguito, ridotto ogni anno (cfr. art. 17a cpv. 2 OPC).

Le parti di sostanza alle quali è stato rinunciato prima dell’entrata in vigore
dell’art. 17a OPC sono sottoposte a riduzione solo a partire dal 1° gennaio
1990 (cfr. disposizioni transitorie alla modifica del 12 giugno 1989).

Questa regolamentazione è stata dichiarata conforme alla legge ed alla
Costituzione da parte del TFA (Pratique VSI 1994 pag. 162, RCC 1992 pag. 436).

La giurisprudenza, inoltre, ha precisato che la sostanza dev’essere ripresa
integralmente il 1° gennaio 1990 e ridotta in seguito annualmente, la prima
volta il 1° gennaio 1991 (DTF 119 V 487; STFA non pubbl. del 21 dicembre 1990
in re V.A.).

Dal 1° gennaio 1995 è inoltre modificato il tenore dell’art. 17a cpv. 3 OPC
secondo cui per il calcolo della PC annua è determinante l’importo ridotto
della sostanza al 1° gennaio dell’anno per cui è assegnata la prestazione.

 

                             2.10.   Nel caso
presente, dalla notifica di tassazione 17 novembre 1997 agli atti, emerge che
la sostanza di __________ depositata sul conto bancario __________ ammontava a
fr. 151’818.—. Nel biennio seguente, questa somma è diminuita sino a fr.
98'433.— (cfr. notifica di tassazione 1999/2000). Infine, dalla ricevuta di
prelevamento bancario del 21 gennaio 2000 risulta un’ennesima erosione della
sostanza mobiliare dell’assicurata che assomma a fr. 76'167.85.

Dagli atti dell’incarto si evince pure che “negli ultimi anni” ed “in diverse
occasioni” (cfr. dichiarazioni scritte 30 giugno 2000 agli atti) i figli
__________ ed __________ hanno ricevuto dalla madre complessivamente fr.
70'000.— a titolo di donazione gratuita.

 

Alla
luce delle concrete circostanze, il momento a cui far risalire la donazione ai
fini del calcolo dell’ammortamento ai sensi dell’art. 17a OPC, deve essere
situato al più tardi a decorrere dal 1997. Correttamente, quindi, la Cassa ha
computato l’importo di frs. 30'000.— a titolo di sostanza alienata dalla
signora __________ a favore dei di lei figli __________ ed __________. Anche
sotto questo aspetto, merita dunque tutela l’operato dell’amministrazione.

 

2.11.In simili condizioni, pur ammettendo la riduzione della sostanza
immobiliare di proprietà dell’assicurata da fr. 52'320.— a fr. 42'800.— (cfr.
consid. 2.6.), i redditi determinanti eccedono il suo fabbisogno vitale,
giustificandosi il rifiuto di una prestazione complementare mensile. 

Per gli stessi motivi, deve essere pure rifiutata l’assegnazione di una PC al
defunto marito (cfr. consid. 1.2.).

 

Il gravame deve essere
dunque respinto e la decisione impugnata confermata.

 

 

 

Per questi
motivi

 

dichiara e pronuncia

 

                                 1.-   Il ricorso
é respinto.

 

                                 2.-   Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                              

 

                                 3.-   Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,
Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione. 

                                         L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante. 

Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.

 

 

Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni 

Il presidente                                                           Il
segretario

 

Daniele Cattaneo                                                  Fabio
Zocchetti